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Full text of "Roma descritta ed illustrata"

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ROMA 

DESCRITTA ED ILLUSTRATA 

DAL L' ABBATE 

GIUSEPPE ANTONIO GUATXANI 

ROMANO 

I N Q.U ESTÀ SECONDA EDIZIONE 
CORRETTA ED ACCRESCIUTA 

TOMO I. 



• •#• Posih mikil Urie RgMa 
viure msjus • 
Hor. Cara» Sflcc ▼. tutu 




I N R O M A 

NELLA STAMPERIA PAGLIARINI 
M D C C C V. 



CON LICINZA PB SUPIRIOAU 



INDICE DECAPI 

DEI TOMO L 

CAPO I. 

NOTIZIE PRELIMINARI. * 

Princìpio del gin antiquario. Descrizione iella Colonna Tra' 
java . Piano della antica Città , Settimonzio . Camfo Marzo . Te- 
vere , Mura, Porte. Vie. Regioni, , Pag. 3 

C A P O I I. 

ADIACENZE DEL MONTE PALATINO . 

Colonne dette del Tempio di Giove Statore . Veìabro . Tempio 
di Romolo . Arco di Giano . Arco piccolo di Settimio Severo . Foro Boa- 
rio . Acqua di Giutuma, Cloaca Massima. Circo Massimo . Acqua Cre- 
bra , Aquedotto Claudio . Arco di Costantino . Arco di Tito . 24 

C A P O I I L 
MONTEPALATINO. 

Passioni sii questa Collina . Rovine del Palazzo de'' Cesari , 
esaminate negli Orti del Collegio Inglese ; negli Orti una volta Spa- 
da ; negfOrti Famesiani . 4$ 

C A P O I V. 
ANTICHITÀ* DEL MODERNO CAMPO VACCINO. 

Tempio di Venere 9 e Roma . Via sacra . Tempio della Pace • 
Tempio di Venere, Cloacina . Tempio di Romolo e Remo . Tempio di 
Antonino e Faustina . Foro Romano . Basilica di Paolo Emilio . Ar^ 
co di Settimio Severo . Colonna di pertinenza incerta. $7 



CAPO V. 

MONTE CAPITOLINO, £ SUE ADIACENZE . 

Carceri Mamertino , e Tulliani . Sepolcro di Cajo Bibulo . Se» 
fulcro della gente Claudia . Teatro di Marcello . Casa di Niccola 
di Rienzo . Ponte Palatino . Tevere , Tempio della Fortuna Virile • 
Tempio divelta . Tempio della Piet^ , Carcere dei Decemviri • Sé^ 
lite del Campidoglio • Tempio di Giove Tonante . Tabulano . Sostru* 
zioni . Fabbriche di sito incerto . Intermonzia . Rjipe Tarpea . * Cam- 
pidoglio moderno. 73 

C A P O V L 

MONTE CELI O. 

Clivo di Scanro , Curia Ostilia . Arco di Silano e Dolabeìla . 
Castro de"" Pellegrini . Aquedotto Claudio . Tempio detto di CUuJio . 
Battistero di Costantino . Anfiteatro Castrense . Tempio detto di Ve- 
nere e Cupido • Obelifco di S. Giovanni Later^no . 'no 



THE NEv. iv'.'vK 

PUBLIC IJ£RAKV 






f 

A L 

CORTESE LETTORE. 



IDEA E VANTAGGI DELL OPERA. 



E 



iccoti v^^ nuova descrizione déir antica Roma» di cui pia 
▼ohe fui ricercato da persone » che videro ed approvarono i 
miei lunghi esercitj su questo ramo dell'Antiquaria. Dissi ««o- 
^;4 , e mi sia lecito aggiungere commoda $ piacevole , ed istrut- 
tiva più di quante videro sino ad ora il giorno : lo provo . 

Le stampe di cui 1* ho corredata non presentano una irre- 
golare capricciosa veduta della rovina ; bensì piante , elevazio- 
ni t spaccati , e talvolta sopra tracce* sicure restituito per inte- 
ro Tedificio ; Sonovi di più le parti in grande , siccome anco- 
ra le respettive scale di palmi Romani , e piedi Francesi » on- 
de farvi sopra quello studio ed esame che vuoi. Perciò, men- 
tre sodisfarai la tua curiosità in visitare queste reliquie ancor 
superbe della Romana grandezza, apprenderai senz*avvederte- 
ne , e con fondamento le caratteristiche degli antichi Teatri • 
Anfiteatri, Cercai, Terme, Archi, Mausolei etc. , la conve- 
nienza degli ordini di Architettura, il vario modo di decorar- 
li, l'ingegnosa distribuzione, e corrispondenza de' siti nelle 
piante , e tante altre buone massime usate da que* maestri ; si 
che potrai volendo formarti architetto , o almeno perfetto co- 
noscitore di questa fra le arti la primogenita , e la più utile . 

All'esame architettonico de' monumenti (tranne le insoly* 
bili questioni, che puoi volendo esaminare, in Donato, e Nar- 
dino ) tutta ho aggiunta quella erudizione e critica , che può 
agevolarti V intelligenza delle cose . Che anzi avendo sempre 
avuto in mira di avanzare più il mio ( qualunque siasi ) che 
l'altrui sentimento; incontrerai bene spesso delle opinioni mie 
proprie , le quali se non ti quadreranno perfettamente , non 

a 



a 
sarà mai che non le ritrovi appoggiate a qualche buona e con* 
vincente ragione *. . 

Sopra tutto ho creduto giovarti , communicandoti un nuo- 
vo metodo di fare il corso topografico delle Romane antichità 
da me immaginato non solo , ma sperimentato utilissimo • e^ra- 
ticato per molti anni con tutti que' culti , e distinti viaggiatori 
che nii furono affidati . Avendo il locale della Città totalmen* 
te cambiato aspetto » * formano gli antichi ruderi un laberinto 
tale» che il vederli alla rinfusa è lo stesso che lasciarne mol« 
ti , e scordarli poi presso che tutti . Posso di fatto assicurare 
essermi sovente accaduto di vedere , che alcuni dopo avere scor- 
sa da cima a fondo la Città ^ ne hanno meco ricominciato il 
giro f per rimediare alla confusione , e provvedere alla memoria ; 

Finalmente, sebbene in questi due volumi mìo^scopo sia il 
parlani soltanto di* antiche fabbriche , nuUadimeno ho creduto 
oen fatto il porre in nota alcuna cosa moderna che trovasi per 
non obligarti a tornare nel sito : ho di più procurato farti una 
guida 9 conducendoti quasi per mano a rintracciare i monumen* 
ti p onde possi senz'altra scorta che quella del libro fare il tuo 
corso : ho notate le pittoresche vedute che tratto tratto s* in* 
contrano ; ho confrontato talvolta un monumento, con altri di 
simil genere , ad oggetto di schiarirtene la materia ; ho in fine 
diflFusamente parlato di alcune fabbriche principali, come Tea* 
tro , Anfiteatro , Terme » Palazzo Augustale ec. Gradisci la mia 
fatica, e vivi felice* 



# Avvertendo che le note inarcate con 4ella decadenia ; comprovato dai mono* 

asterisco sono le variate » o aggiutitt ; menci ancor visibìli . 

ritroverai sovente in questa nuova ediiio- La nocixia dei principali marmi antichi 

ne contrasegnate al modo iudctto diverse che ti verranno tutt' ura sotto degl'occhi 

interessanti notizie» sopra tutto le scoper» nel giro che Arai 4 con P indicaiione del 

*te recentissime £itte negli scavi del Fan» sito ove st ne trovano i mi^Hori pelli • 

teon f delle Terme Diocleiiane » del Ttm* siccome anche indicate troverai medaglie » 

pio di Vesta » dell' Arco grande di Setti- bassi rilievi « e pitture antiche che presen- 

mio Severo » del Colosseo etc* tano i o illustrano le fabbijiche che andrai 

Vi osserverai notati moki pesai di anti- vedendo , Lu che tutto insieme con bre* 

co • tanto di scoltura « che di architettura » vita , ed ^pj>ortunamente indicato > ti ren* 

a pittura » tralasciati nella prima ediiione . deni stnia fatica» e con piacere informa* 

Un saggio delle diverse costruxi'oni to di tutto quel che concerne la iitniiùv» 

fecóndo le 4* epoche Romane dei Re # e piacevole Antichità • 
4«lla £epubMica • degP Imperatori • t 



3 

C A P O I. 

NOTIZIEPRELIMINARI. 

Princifìo del giro antiquario « Descrizione della Colonna Trafa^ 

na . Piano dell' antica Città . Settìmonzio . Camfo 

Marzo. Tevere. Mura. Porte. Vie. Regioni. 

IL nuovo metodo eh* io ti propongo ad oggfetto di orizzon- 
tare , e ben' imprimere nella memoria li rispettabili af anzi 
delle Romane Antichità » si è quello 

I» Di cominciarne il giro dèh Colonna Trafana. Chiunque 
vorrà darsi la pena di salire sul di lei capitello» non solo go« 
drà il compenso di una pittoresca veduta, ma situato trovan- 
dosi in considerabile elevazione a pie del Settimonzio » ed alla 
cima del Campo Marzo , potrà tutto scorgere a colpo d'occhio 
il girar de' Colli , il corso del Tevere , la pianura del detto 
campo ; in una parola la giusta inalterabile topografia dell'anti- 
ca # e. moderna Città. 

a. Che essendo a tal fine necessaria una pianta ; poiché 
dell'antica marmorea Capitolina non abbiamo cne degli squar- 
ci interrotti : lungi dal servirti delle molte geometriche che ab^ 
biamo , minutamente ricercate , e ripiene di edifizj insertativi 
pia male chq bene ; tu adopri questa dimostrativa del Nardino , 
da me a bella posta migliorata , ove delineati soltanto troverai 
lì Colli, le Mura ^ il Tevere. Da tale scheletro otterrai due van- 
taggi : uno di formarti a vista , senza confusione di oggetti • la giu- 
sta idea della topografia Romana ; T altro di potere, tu stesso a 
misura che vedi , notarvi sopra que' monumenti che giudicherai 
a proposito* onde con tal mecanismo renderteli più familia- 
ri j ed impressi. 

3. Di andarli rintraccismdo a seconda de' Colli con quell* 
ordine istesso con cui furono popolati ed accresciuti alla Città 
da Romolo , e suoi successori * . Dunque 

a a 

* Di quanto trovasi scrìtto in questo so ne sia prevenuto avanti di salir la co- 
pximo capo sarà espediente che il curióe lonna ; così pochi minuti I^eraano per 



Colonna Tri jana • . 

Eretta dall' Imperador Trajano stesso in mezzo del suo Fo- 
ro, ed a lui 'assente dedicata Jal Senato; il quale accordò che 
le sue ossa trasportate dall'Asia fossero collocate a pie della me* 
desima secondo Tantico costume , e che per ispecial privilegio 



per 
fosse sepolto dentro la Città (i). Veduta in cfistanza' presenta 
la più svelta proporzione, dell' Ordine Dorico . L'artefice tenne 
basso il piedistallo , e spiccato il fuso , che perciò trovasi nel- 
la cima rastremato di circa un decimo . L' altezza di questo è 
di II 8. piedi» del piedistallo 17.. in tutto piedi ijy. U dia» 
metro inferiore* di ii. piedi, a. pollici, e 6. linee, il supe- 
riore di IO. soltanto . La compongono 34. pezzi di marmo 
Greco sovrapposti Tuno all'altro, dopo essere stati scolpiti, 
e commessi unicamente per via di spranghe , e perni di metal- 
lo . Vi si ascende per una commoda scala a cniocciola , i di 
cui gradi sono 184», e le piccole fenestre ad uso di feritojc 
43. A ben giudicare del suo eflPetto , è duopo immaginarsela cen- 
tro ^ella più magnifica piazza di Roma antica , opera di Apol- 
lodorò Damasceno, architetto insigne, una delle meraviglie del» 
la città (2) • La bellezza architettonica della colonna • garreg- 



il colpo d* occhio » non tnetio che per U 
necessaria i denti fic«sio ne delle colline « del 
campo Marzo » • dtl Tevere . 

(x) Soluiqta omnium intrj. urbem sepul' 
tus . Eutrop. 8. I suoi predecessori ebt>e- 
ro tomba nel Mausoleo d^ Augusto > il qua- 
le siccome situato nel Campo Marzo resta- 
va fuori del Circondario . Si vuole com- 
munemeate inali ata dal Senato ; ma l' au- 
torità di Dione è lampante. Biblioihecas 
extruxie, oc in Foro Columnam maximam c^/^ 
locavi t» partim sepel tendi sui causa » partim 
ut opus quod ipse circa Forum fecerat pQiiC" 
rii ouenderet . Nam cum locum cum mon* 
tosus undiquaque esset > quanta columna est • 
jussif effodi » Forumque eo pacto complana» 
vit . Anche il Ciacconio non andò colla 
commune • dolumnam Cochlidem Romae in 
medio Trajani Foro erectam S.P ^. R, ira* 
jano Attguuo beltis Asiaticis implicito dica» 
vit . Fabret. de Colum. Traj. in ^n. Ta- 
luno ha creduto , ma sema fondamento 
che le ceneri di Trajano fossero rinchiu- 
de nella palla di bronxo • una di quelle 
che adorna al presente la balaustra Ca- 
pitolina » colla opinione che un tempo et- 
sa sia stata ij^ roano della jtatua colossa- 



le di questo Augusto • situata in cima ctet» 
la colonna > ovi» al presente è la metalli- 
ca di ^. Pietro postavi da Sitto V. Altri 
sull* autorità di Cassiodoro le pretendono 
con piii di prob^bìlicii collocate a pie della 
medesima in umu Aurea . Vedi Nardino 
pag. 2(^4. 

^a) Aveva il Foro Trajano Archi •Por- 
tici > Tempio $ Basilica» Biblioteca » Sta- 
tue d? uomini illustri , ed una equestre 
bellissima dell' Imperatore situata nel Por- 
tico della gran Basilica . Di averne una 
consimile ingolosito l^Imperador Costan- 
Bo » il Persiano Ormisda lo motteggiò con 
dirgli * che ad un egual Cayallo conveni- 
va un egual scuderia . At prìus stabuluni 
raie condzs . Amm. Marc. Ud. itf^. 11 me- 
desimo dica di Cos amo • Cum Trajani 
Forum venisset , singuUrcm sub omni Cae* 
lo structuram ut opinatur etiam Numinum 
assertion4f' miruòiiem haereàat aUonitm pet 
%iganteoi contextus circumfertns mentem * 
nec rclatu affabiles , nec rursus mortali bus 
appetendo! • Fra le molte di Apollodoro 
una delle principali fu la costrufione del 
celebre ponte sul Danubio > espresto ntUa 
colonna » e di cui rimane ancora qualche 



già con quella della scultura ond'è fasciata. Vi si sono. nume* 
rate 2SOO. figure di corretto disegno , e condotte cori ottimo 
5tile . Non si verifica che le figure ingrandiscano a misura che 
s'innalzano con intelligenza di prospettiva (i) . Chi più chi 
?neno sono alte 3. palmi, né serbano la regola del Quadrante, 
Tutto /il basso rilievo che da capò a fondo la ricinge » diviso e 
sorretto da un cordone spirale , serve ad esprimere le militari 
^azioni di Trajano contro 1 Daci , che vinse più volte : noto ba- 
sta : Esso è un codice di antichità (2) . Nulla di più fino , che i 
corniciamenti , festoni # aquile, ghirlande di quercia, trofei, ed 
ornati tutti del piedistallo, tenuti a bella posta bassi d'agget- 
to , per non alterarne la proporzione , né confonderne le linee / 
Fu sempre questa Colonna riputata un capo d'opera del sape- 
re antico , un modello dell* arte : Grandi studj vi hanno fatto 
50pra RafFaelle , Giulio Romano , Polidoro da Caravaggio ec. 
E' stata formata in gesso, copiata in argento (3) incisa infinite 
¥olte cominciando da Santi Cartoli • JBgli é mirabile altresì co- 
me in tanti saccheggi , trerpuoti , inondazioni del Tevere , in- 
cendj , che per quasi due miranni Roma ha sofferto , salda ogno- 
ra si mantenne insieme airaltra di M. Aurelio ; quando gli Obe- 
lischi, niuno eccettuato, rimasero tutti atterrati ed infiranti *. 



trettìgìo . Tf ajaiio lo fece per dare il pafso 
mi Romani cernerò i Barbari : Adriano lo 
<iisfece per cogliere ai Barbari il commodo 
di Venire in Italia . Qutst' A 'gusto nella 
f>rerensione di essere un eccellente Archi* 
tetto , tolte 1' altro per emulo . La coia 
finì come dovreva finire . Adriano disegnò 
il Tempio di Vrnere e Roma 4 Apollo- 
doro non leppe tenerti la lingua, e fu 
latto vjcidere . 

(1) Si ditputa te gli anticlii conobbe* 
xo bene la quadratura , la prospettiva . A 
parole bisogna accordargliela • ogni ragione 
io i>er«uade » la prctuuiione è per loro . 
A tatti bisogna /icrcderti « che che ne di- 
cano i belli ingegni . Paragona qualunque 
de migliori batti rilievi antichi alP Attila 
dell' Algardi , al piccolo di Angelo Rotti 
in Sì. Pietro » e giudicane . Gl'inronachi Er- 
£olanesi • le beUitsime noz«e Aldobraodi- 
ne cota divengono-a fronte di una scuola 
di Atene • di un quadro di Domenichino • 
iii Paolo » di Lodovico « di Ruben t ? 

(2) .^ . . qua€ ultra ingenum ejm molem» 
jitrìusque Beili Dacici Hìitoriam muitis si" 
mulachris s£alptam hahcat » univo'samqiit 
ferme veiustatis notitiam compleciatur j etMti* 



de ili i US aetatis militum mores » habitum 'i 
disciplinain , arma * profeciiones » castrarne'^ 
taiiones » frumeniationes , pabularìones » odor 
^uaiiones , Imperatorum aalocuiiones » sacri" 
fuia » libationes » victimas • aras » sacerdo' 
tes » illorum habitui * ministcria » et in sa» 
criccando ritus Romanorum » et hostium 
signa » congrtfSius , pugnai » strages » vieto* 
rias Legai OS » Uròium castrorumque condì" 
iìones • vppugnationes , expugnationes » dire* 
ptione* , demolitiones • • . . pontes » fiuvio* 
rum tranationes » nayium formxs » trophea » 
triumpkoi » gratulojtiones » congiaria $ stipen* 
dioru.n solutiones • CiaccoB. Toc. cit. 

(1) L' Elettor di Baviera ne acquittòia 
Roma un modello in argento fatto dal 
celebre profettore Luigi Valadier • 

* Di quanto supera codesta la sua emula 
nel pregio della scoltura ; d' altrettanto re« 
•ta inferiore nella mole » e nel locale in cui 
al presente ti ammira . Quella infatti di 
M. Aurelio si è osservato che sorpassa la 
Trajana in alteaza di palmi 22 ; ed è cer* 
to che per esser situata nel me^so di una 
bella piatta moderna * di quadrata forma , 
aU' uso de* Fori antichi ì vi fa presso che 
tutu la sua antica figura ^ codesta al «Qn« 



6 

Nella facciata meridionale sta la porta» per fui si ascende al' 
la sua sommità . Su di essa in mezzo a due leggiadre Vitto» 
rie si legge 

SENATUS . POPULUSQUE • ROMANUS 

IMP. CAES. DIVI . NERYAE , F. 

TRAIANO . AUa GERM. DACICO • PONT. 

MAXIMO. TRIB. POT. XVIL IMP. VI. COS. VI. PP. 

AD . DECLARANDVM , QVANTAE . ALTITVDINIS 

MONS . ET . LOCVS . TANri/ • «p^/BVS . SIT . EGESTVS 

Oy* è la rottura chi legge tantìs operìbus ♦ chi tàntis ruderìbus , 
chi tantis opìbus p chi tantis ex eollibus . La prima lettura è la 
pia applaudita: Due cose marca T epigrafe; Tonore fatto dal 
Senato a Trajano , e l'altezza dello scavo » come abbiam detto » 
ordinato da quell'Augusto per appianare il suo Foro , che non 
fu certo bagattella , pareggiando la isommità della Colonna le 
cime del (^irinale, 

PuNO Antico • 

Al Pontefice Sisto V. oltre la vista del magnifico piedistal- 
lo , e il commodo di salire sulla Colonna » dobbiamo qui il pia- 
no antico della Città, per aver egli fatto sgombrare» e ridurre 
il sito nella forma che v^desi . Si rifletta una volta per sempre 
che il piano moderno è deirantico più alto dalli 20* sino alli 
4^. palmi, e talvolta anche più. Lo scolo de* monti, unito al- 
le rovine dì tanti secoli, mentre ha di molto inalzato le valli, 
ha tolto alle colline quell'elevatezza # per cui meritarono daDio» 

trarlo rimanendo coinè oppressa dalli due ora la Colonna , ora' la Statua equestre » 

sovrastanti colli Capitolino e Quirinale t e ora la BasiOca » ora 1' Arco dì Trionfo • 

molto pia dagl' ingombri di casuppole » ora il Foro » tutto insieme accennato . Sap» 

per la maj^ior parte , triviali » ed irrego- piamo che ne' lotterrancl delle contigue 

lari fabbricatevi ds^ nostri semi moderni * abitasi oAÌ vi sono pezzi dì colonne grot- 

non gode di alcuna bella visuale . Nello sissimi ed altri rispettabili avanii » di que- 

^ stato in cui trovansi ambedue » deve l'una sta superba piazxa ; ma al di fuori non 

vedersi da lontano l'altra da vicino » sem- ne rimangono più che miserabili frantumi » 

bra perciò che la Fortuna nel conservare i in specie di colonne incastrate ali* intorno 

Cenotaf} delli due più savj Impetatori Ro- de» due Monisteri di S. Eufemia , e dello 

mani» abbia voluto per diverso rapporte Spirito Santo. Infinite escavazioni si son 

consesvare altresì a ciascuno di loro un fatte qnì intorno » riportate da Flaminio 

egual lustro » e vantaggio . Ne* rovesci dtlle Vacca , e dal Venuti * fertili sempre di roc- 

Medagìie di Traj^ino , chi ha voglia di ac- chi di colonne di giallo $ granito » Afti- 

certarsi delle splendide fabbriche che com* cano » di platee formate di quadri di mar» 

ponevano il stro Foro , potrà lincontrire tuo » travertino etc. 



7 

nigf il titolo di abrupti moHtes . Confrontandosi poi questo con 
il piano deir altra di M. Aurelio , potrà decidersi dell* irregolari- 
tà del suolo del Campo Marzo , quantuoflue la seconda non tut- 
ta rimanga sopraterra siccome vedremo . Negli scavi fatti al mio 
tempo ho veduto che ne* siti nobili della Città fu il suolo lastrica- 
to ai quadri grandi , o di marmo di Tivoli detto Teverttno y o 
di marmo Albano • chiamato Peperino . Osserva ora T interno 
della scala a chiocciola , cavata anch' essa nel vivo del marmo , 
e nota come nelle commissure che girano regolarmente all' in- 
torno , trovansi de' buchi orizontali , Jie'quali ponendosi la mano , 
ne appariscono altri più piccoli perpendicolari . Ivi erano perni 
di mietallo postivi per meglio corigmngere e più stabilmente ì 
massi delle pietre (i) . Giunto che sarai alla cima della Colon- 
na , osservata la Posinesca veduta delle verdeggianti colline , e la 
gran valle sottoposta ove oggidì rimane il forte della popolazio- 
ne ; suir annessa pianta dimostrativa rincontrerai il sito della 
colonna ; quindi orizzontandoti al mezzo giorno • potrai con 
rajuto della detta pianta riconoscere ( massime se chiaro sia il 
giorno ) le sette colline » che qui innanzi come in Anfiteatro ti ' 
:sl presentano disposte (2) . 

Settimonzio • 

Monte Palatino . Spicca distinto in mezzo agli altri 6. il 
M. Palatino avente la forma di un quadrato irregolare . Fu scel- 
to da Romolo per istabilirvi la sua Città, che Roma ebbe no- 
me» in Gttco rorzd . Si conviene che prima di lui Evandro co- 
mandasse su questa collina t e vi si fa menzione di j. rispetta* 
bili edlfizj s la spelonca di Cacco , il Tempio della Vittoria , FAra 
Massima drizzata da Ercole a se stesso , FAra di Carmenta madre 
di Evandro 9 t Y Ara dì Giove Inventore : non si sa poi bene 
donde le venisse Taltro nome di Palatio per cui si disse Monte 
Palatino (3) * • Non. fu piana la sua sommità > ma ebbe due 

(i-)l II medesimo si trova praticato nel (ai Altro luogo a proposito per una 

Colosseo 9 negli archi « ed in tutte le consimile osserveaione si è il campanile 

fabbriche composte di quadri * e perciò del Campidoglio . 

in tutte s^ incontrano gli stessi forami .Le (5) Inde pttens dextram Porta est ait ista 

p pietre oriiaontalmente puste venivano le Palati. 

gate con la sprangketta : Per unire le so* Hic Stator » hoc jrimum condita Ro^ 

praposce usavano i perni > e talvolta una ma loco est . Ovid. III. Trista 

medesima pittra si trova £ssata in ambe* * E duopo qui brevemente richiamate 

due le maniere • la spranga nell' orlo $ il alla memoria quel che di meno oscurp cir« 

perno nel vivo del quadro . ca 1' origine e fondasii^ne di B.oma si nar* 



collinette» chiamate Germalo, e Velie riconoscibili anche aT di 
d* oggi . Fu cinta di mura e gli furono dal suo Fondatore date 
3. porte chiamate Mugonia^ Trigonia , PandMa Romanula. 
L^aratro , le zappe , e tutt' altro istromento che servì nella fa- 
brica della Città, secondo il rito Etrusco, per il buon'augurio 
furono chiusi in una stanza, o cisterna murata , detta anche Ro* 
ma Quadrata , che perciò non dee confondersi Tuna con T al- 
tra (2). Neppure un sasso rimane della prima Roma. Tutto 
distrussero gì Imperadori per inalzarvi la loro casa . La monta- 
gna divenne un Palazzo , detto il Palazzo de* Cesari , ed a quel- 
lo unicamente appr%rtengono le esistenti rovine . • 

MoNTB Capitolilo • Il Monte Capitolino è quello a destra 



ra <kgli storici > e alle scuole ti apprende 
negli anni più verdi i ond' è che facilmen- 
te si scorda . Delle campagne Romane 
erano pacifici possessori i Sicéini » o Sicw 
li » quando dall' Arcadia in Grecia venuto 
£notro in Italia con i su of seguaci detti 
Aborigeni , si uìiirono insieme * e si mes- 
chiaron le ràsze di Siciliani e Greci • So- 
prag^unti in seguito dalla Tessaglia altri 
Greci d'indole pia fiera chiamati Pelasgi » 
e- finalmente Evandro dal Peloponneso con 
una truj>pa d' Arcadi anch' egli ( circa 60. 
anni prima dell'incendio di Troja) fecero 
potente lega fra loro • e ne cacciarono i 
Siculi . Assoluti padroni di queste terre si 
contano di quel tempo Giano sul Gianicó- 
lo > Saturno sul Campidoglio » Fauno ed 
Evandro sul iTalatino . Mentre questo re- 
gnava , Ercole di ritorno dalla sua deci- 
ma fatica condusse in Italia un mucchio d'al- 
tri Greci , fra i quali Latino suo figlio > 
( da altri creduto figlio di Fauno ) ed ec- 
co il successore di Evandro , che diede il 
nome di Latini ai suoi popoli e di Lazio 
al Regno • Dopo qutsti salì sul trono il 
profugo Enea, il q^iale comparso in Italia, 
non solo fu bene accolto dal Re Latino » 
ma associato al Regno , e fatto Sposo di 
Lavinia sua figlia ; per cui il grato , e pio 
Troiano fabricò una Città col nome di 
lavinium . Ad Enea poi succedette Asca- 
nio , non si sa però se figlio di Creusa , o 
di Xavinia , anche egli fondatore di Alba 
loTìga sul monte Albano , Citta foriera , e 
poi emula di Roma . Quivi lunga serie di 
Principi fino aProca, che ebbe due figli 
Numiture, ed Amulio . Amulio cadetto per 
ambi 21 un di regnare balzò dal Trono il 
primogenito > tolse la \iu ad Ergeste di 



lui figlio , e rinchiu$^ la figlia Rea Sii vis 
fra le Vestali , acciò si perdesse ogni spe- 
ranza di t>role . Ma ad onta di tali pre- 
cauzioni partorì la Vestale ad un tempo 
stesso Romolo e Remo * del che infor- 
mato Amulio » ordinò che fossero tosto 
gettati nel Tevere . Chi n' ebbe 1* incom- 
benzar non U seppe , o no» la voli' ese- 
guire . Furono i due bambini lasciati suUf 
orlo del paludoso VeUbro alle radici dtì 
Palatino • Faustolo pastore delle mandre 
reali li discoperse, e li diede a crescere ad 
Acca Laurenzia sua moglie * detta Luva 
forse dal suo poco onesto carattere . Creb- 
bero i due gemelli , siccome doveva es- 
tere » di agresti e feroci costumi , ond'è 

* che non tardarono a vendicare con la 
morte di Amulio i torti di Numitore » e 
<ii rimetterlo in trono . Ambiziosi poi ed 
intraprendenti com' erano » risolvettero de! 
Palatino eh' era un \illaggio, farne una Cit- 
ta formale » con fosse , e mura j Ma ve- 
nuti in contesa, chi gli dovesse dare il 
nome , e comandarla , si decise la que- 
stione con la morte di Remo . Romolo 
dunque succedette a Numitore suo avolo 
materno nel comando di que' luoghi , 
alli 21. di Aprile» nell'anno del mondo 
3253. , e avanti l'era Cristiana 751. die- 
de principio alla nuova Citta che da lui 
ebbe nome . Ecco quanto ricordo della no- 

" stra origine : tu non scordarti LxvinÌQ • 
Alba , e Roma • 

t>) ^adraia Roma in Palatino ante temp* 
lum Apoliinis diciiur , ubi rtposita suni » 
quae soient , 'boni ominis gratta in Urbe 
condenda adhibcri . . . E)m loci Ennius me* 
minit cum ait : Et quii extiterit Romas re«^ 
gnare quadratae ? Ftst. lib. 17* 



9 
così prossimo alla colonna » che sembra quasi potersi toccare 

con le mani . Si ha da Tacito e da Dionigi che Romolo , e 
Tazio Re de Sabini regnarono in Roma concordi » abitando 
uno sul Palazzo , Taltro sul Campidoglio . Fu allora che aumen* 
tarasi la popolazione bisognò estendere il circondario » ed ab- 
bracciare le due montagne, nel modo che vedesi in pianta; il. 
che se veramente da Romolo » o da Tazio sia stato fatto » chiaro 
non apparisce. Vi furono per comodo nell'Intermonzio aggiun- 
te due porte > la pannale a Tramontana , la Carmmtde a mezzo 
giorno . Prima di Tazio si legge che vi regnasse Saturno , d'on- 
de fu la collina detta Saturnia % poi Tarpeja dalla Vergine Tar* 
peja, che dopo essere stata uccisa da Sabini vi fu sepolta; fi* 
naJraente Capitolium dal capo di un certo Toh ivi rmvenuto. 
Si distende in forma ovale » e porta anch* esso due cime visibi- 
li , una detta parzìialmente Campidoglio , T altra U Rocca . Neil' 
Intermonzio aprì Romolo quel celebre asilo , il quale fece mol* 
to crescere da bel principio la Città (i) . La base di questo 
monte si può dire in gran parte formata di vivo sasso , siccome 
anche oggidì riconoscesi in qualche, parte di esso (a). Il suo 
lato settentrionale che tutta signoreggiò la valle del Campo 
Marzo » fu un vero scoglio » altissimo ed inaccessibile ; che an- 
zi tutta la montagna , attese le mplte torri ond'era munita, sem- 
brava un forte inespugnabile (3) . ^ 

MoNTB Celio . Siegue in terzo luogo, il Monte Celio che 
al di là dal Palatino si stende informa lunga e stretta* E dif- 
ficile il decidere chi lo aggiungesse alla nascente Città . Dio- 
nigi ne da Tonore allo stesso Romolo ; Livio a Tulio Ostilio ; 
Strabone ad Anco Marzio ; Tacito a Tarquinio Prisco . Non 
$i dubita che tal nome gli sia venuto da un certo Cele Vi* 
benna Capitano degli Etruschi che vi abitò; ma il quando 
non * certo ; ise ai tempi di Romolo come pretende , Varrone , 
o a quelli di Tarquinio Prisco » secondo Tacito (4) . Prima di 

b 

^i) Aferitns asylum znter ^ereem et Car bricato cUNuma rul Quirinale : allacì^iso- 

^telhtm . Strabone nel 5. migliania essendo poi state fatte n(4Canipi- 

(2) Se ne vede un grosso pesto avanti doglio le altre tre ^l'istesse Deità, sortirono 

il Monastero dì Tor de' Specchi , ove per quelle del Quirinale il nome di Campido- 

iin piccolo tentiere si ascende sulla collina glio vecchio. Erant vtterìs Capitoiii humi" 

d palasse Calfarellì , alto palmi 80. Jia tecta . Val. Maic. e. 4. lib. 4. 

^3) Non dee confondersi il Campidoglio (4) Ann. lib. 4. ove narra che quel 

con altro , detto il CAmpidoglio vecchio » Capitano venne a soccorrere Tarquinio 

cioè un Tempio antichissimo con tre cap- Prisco . 
pelle a Giove « Giunone » e Minerva , fab« 



IO 

quel temtK) fu chiamato Querquetulàno dair abbondanza delle 
Querce che vi erano . Sul principio dell* Impero fu detto anm 
cheAuffistOp per avere usata Tiberio^ liberalità di denari ai pa- 
droni delle case che vi si abbruciarono (i). Si fa anche men* 
zione del Celiolo, il quale essere stato colle si addita da Mar- 
ziale (2) . 

Monte Avintino, Fra il Capitolino ed il Palatino si tra- 
vede il Monte Aventino» la quarta collina aggiunta» secondo i 
più » dal quarto Re Anco Marzio . Era molto elevata e spaziosa 
girando sopra due miglia secondo Dionigj > compresavi» credo, 
la valle adjacente detta di Testacelo • Viene attraversata da un 
gran solco » che la divide in due . Varie opinioni si hanno in 
Varrone citato da Servio sopra la sua denominazione; dal fìu* 
me Avente (9) » ab avibus in memoria degli augurj presivi da 
Remo ; éb adveniu di que' che vi andavano a visitare il famoso 
Tempio di Diana; ab advectu^ perchè vi si andasse per tra- 
ghetto a cagione delle paludi del Velabro : finalmente da Avem- 
tino Re d*Alba ivi -sepolto ; a che si applaude da Dionigi » da 
Livio » da Pesto e da altri . Col mezzo di un ponte gli fii con- 
giunto il Gianicolo dato per abitazione ai Latini . . 

Monte Quibinali . A sinistra , vicinissimo alla colonna sor- 
ge il Quirinale » celebre oggidì per Tabitazione de^ Papi , come 
lo fu anticamente per quella di Numa secondo Re . Bastante- 
mente ampio » si distencle in (orma lunga e distorta • a guisa di 
cubito con molte cime » fino al numero di sei • Tre se ne no- 
minano a distinzione » e visibili ancor sono » cioè i colli Salu^ 
tare, Muziale, e Lavale i il primo collocasi sulla punta dei 
giardino Colonna» il secondo sul giardino Aldobrandino» il 
terzo al monistero de' SS. Domenico e Sisto. Non apparisce 
bene da chi sia stata aggiunta questa quinta montagna» se da 
Tazio* da Numa» o da Servio Tullio. Varrone poi e Festo 
concordano» essere stata detta Quirinale dai Curesi venuti a 
Roma da Curi Città della Sabina» con Tito Tazio quivi allog- 
giati • Altri » fra i quali . Ovidio e Plutarco derivano il suo no* 



tó 



{i) Sreton. ael 48* intlia It Chlett di S* Gregorio • 

(2) J>um per limine ti potiniiorum (|) Véoro Umtn in gente pcp» Rem^ SM^ 

Sudtarin toga ventilar • vagumqne nos a Remulo suseeptes istum ascefisse itimi* 

Mafor Celius » et minor fatigai • • • tem , quem ab Avente /luvio previnciae suom 

£p{$. id. lib. 12. appeilaifertme À^euiinmm Serf. Aemeid.lii. 

y«m il €cHoU è qvtiU pv&ta s« cui t* VU. 



II 

me dal Tempii dì Qukino» con denominazione più giusta e 
ragionevole (i) . 

MoNXB ViMiiiALB* Slegue il Colle Viminale più facile a ri- 
conoscersi in pianta» che sul vero, per essere lungo ed angu* 
%to , e dal riempimento delle sue valli contigue conftiso col ^^• 
rinaie , e T JEsquilino • Fu senz*alcun dubbio aggiimto da Servio 
Tullio sesto Re » e così chiamato dall' abbondanza de* tralci e 
de vimini che in prima vi erano , onde vi potè aver luogo un 
ara a Gìcve Vimineo (a) • 

Monte EsQjmLiNO. L'ultima de* sette colli fii TEsquilino il 
più vasto di tutti ; si vuole anche il più elevato . Viene imme* 
diatamente dopo il Viminale • Si distende molo m larghezza e 
lunghezza , ma distortamente • né può darglisi certa figura • Es* 
so termina il circolo de' colli che fan corona ai Palatino come 
si è detto. Ebbe ancora questo monte due riguardevòli cime 
rOppio , ed // Cispio ; la seconda ov* è la Basilica di S. Maria 
Maggiore, la prima ov'è la Chiesa di S. Pietro in Vincoli, 
senza valutare altre piccole sommità non difficili a identificar^- 
si (3) . Del nome Esquilie niuna Etimologia si porta che vera- 
mente quadri . Il Nardino sembra coglierci più da vicino opi- 
nando , che siccome il bosco Fagutale fu così detto da Faggi , 
il Monte Querquetulano dalle Querce, il Viminale dai Vimini, 
r Esquilino che trovasi scritto non con la ^ , ma con la / , dall' 
eschie ab esculìs , e non nb epccubiis fosse chiamato . Pare in ori- 
gine che questo monte fosse un luogo di caccia, e che i Ro* 
mani vi andassero ad ucellare . Fu anche questa montagna ag- 
giunta alla Città dal Re Servio Tullio , munita di fossa e mura* 
glia, e da Tarquinio superbo con terrapieno fortificata • 

b a 

(1) Illius ìgìtur Fanum in colle ^iri' tur, quod Hi vimlnum fui tst videtur Sylva ^ 

no ak eo nuncupato constitutum est . Plutar. uèi est , et ara. Jovi Vimineo consecrata » 

io Romulo . E con egual chiaiesxa Ovidio. Fe»to presto al fine , e Giovenale . • . P/« 

Tempia Deo fiunt > coilis quoque dictm ab eiumque petunt a vimine collem . 

ilio est • Fast. lib. II. (j) Varrone loc. cic. Esquiiiae duo mon» 

'E? noto lo strataggemma usato da Giulio tes Tahiti etc. e Festo • Oppiuì appellaìtn 

Proculo che alla plebe mesta per la per* est aòOpita, Oppio Tusculano qui cum prae» 

dita di Romolo* e adirata co' Senatori so* sidio lusculanorum missus ad Romam tuen* 

spetti, dell' uccisione * giurò averlo veduto dam , dum TuUus Hostilius Vefv> oppugna* 

nella Valle detta poi £ Quirino maestosa- ret » censederai in Carinis et ili ca\tra ha* 

niente adorno andarsene al Cielo » aven- hu^rax » Similiter Cispius a Laevo Cispio 

dogli dato ordine clie lo riferisse ai Ro- anagnino » qui ejusdem rei causa eam partem 

numi • e gli predioeste la loro gran ino- Exquiliarum quae jaset ad Vicum Patricium 

nar-cJua • versus » in qua regione est Aedes Mephitit • 

(a) Viminali^ ft Fma n Collis appella* tuitus est . * - 



12 

E4 ecco de sette colli la disposizione $ e la forma : Ecco 
il tanto decantato SenimonzJo , per cui fu istituita secondo Plu- 
tarco una Festa detta del Sittimonzio , che si celebrava nel mese 
di i>ccembre su tre soli monti il Palatino, il Celio, e TEsqui^ 
lino (i). Su di questi, e nelle valli adjacenti abitarono i Ro- 
mani fina tanto , che devastata da Roberto Guiscardo sotto Gre* 
gorio VII. , ed Enrico li. colle armi e col fuoco la parte orien* 
tale della Città verso . il Laterano , si ritirarono nel Campo 
Marzo; dove a poco a poco, invitato d^ comodo della pianu» 
ra * e del Tevere si è stabilito- il forte della popolazione . 

Monte Pincio • Oltre le sette montagne finora des.critte , è 
d*uopo averne in considerazione altre due di maggior estensio* 
ne , che rinserrano il detto campQ , ^cioèa destra il monte Pin- 
cio , a sinistra il monte Gianicolense * U primo segue inimedia* 
tamente il Quirinale , protraendosi fuori della Città sino al Te« 
vere . Ebbe la doppia denotoinazione di Monte Pincio , e colle 
degii Ortuli ; Tuna torse dal Palazzo di Pincio Senatore , e Tal- 
tra non tanto, credo io per i famosi Orti di Lucullo, e di Sa* 
lustio , quanto per un numero grande di private ortaglie che 
vi dovettero sempre essere , come di fatto anche al presente vi 
sono; ond'è che una parte di queMuoghi chiamasi anche al dk 
d'oggi gl'orti di Napoli • 

Monte Guknicolo . Il secondo , cioè il Giannicolo dicesi 
aver tolto il nome da Giano, il quale vi edificò la sua Città 
a fronte del Campidoglio abitato da Saturno (2) . Queste due 
colline, anziché monti possano chiamarsi due catene di colli» 
li quali si distendono lungo tratto verso il Settentrione. IGia- 
nicolensi verso la fine ove al presente sorge la Basilica di S. Pie- 
tro , prendevano il nome di Vaticani ; per cui tutta queir im- 
mensa fabbrica di Chiesa» Palazzi, Giardini ec. ottiene anche 
adesso il nome ài Vaticano . Alle sin qui riferite montagne sa- 
rebbe da aggiungersi il Testaccio , anticamente detto Doliolum^ 
il monte Savelli cresciuto sulle rovine del Teatro di Marcello, 
eà ì pìccoli Giordano , e Citorìo nella pianura verso il Tevere^ 
di modo che non sette , ma tredici fra grandi e piccoli possoi^o 
ora dirsi i colli di Roma. 



(1) Vedi Nard. Rom. Ant. Ub. 2, Gap. a» diiii Vrhtm . 

vn fine • J^niculum huU , UH futtéi SMWtnut 

(a) Hancjanut Pater » hauc SétMrnus eoa^ $n9m0M • Vixg. nel 8. 



13 
Campo Marzo. 

Osserva adesso la gran pianura del Campo Marzo chiama-^ 
ta per Antonomasia // Camp (i) . Fu pensiere di Romolo resti- 
tuirlo vicino al Tevere per i giuochi marziali , acciò vi fosse 
anche T esercizio del nuoto j o chi si era impolverato potesse 
bagnarvisi (a) . Tutti i giuochi della ginnastica vi si esercitaro- 
no ed in specie l'equitazione , per cui vi era appostatamente un 
luogo detto Equine , dove la gioventù si istruiva T estate su i 
j veri t r inverno su i cavalli di legno (3) . Fu sacro a Marte , 
da cui trasse il nome ; però ogni genere di pubblici edifizj vi 
ebbe luogo . Si accrebbe di molto per l'espulsione de'Tarquinj 
che vi possedevano . Strabone lo descrive al vivo specincan- 
done (4) r ampiezza, Terbosità, k colline vicino al Tevere 
(che Nardino giudica essere state i due monti ancor esistenti 
Giordano , e Citorio ) la di lui divisione in campo maggiore e 
minore» le sue diverse fabbriche in specie quella del mausoleo 
d'Augusto f di cui ancor ne rimane qualche nobile avanzo . 11 
Campo maggiore viene da Nardino collocato fra li detti due 
monticelli , ripieni in oggi di 'moderne fabbriche; il minore al 
di là del nionticello Giordano ^ e la via retta lungo il Tevere . 
Due furono e quasi parallele , le principali vie del campo ; la 
retta che abbiam detto prossima di molto alla moderna strada 
Giulia , e U via flaminia in oggi la via del Corso . Rincontra 
il sin qui detto sulla pianta dimostrativa, come anche osserva 
il corso del Tevere , limite anch*esso costante , e presso che inai* 
terabile della Città. 



(x^ Tunc ego mt memìni ludos tn gra* ronatosque ad Tìuminìs alveum colles « sc^ 

mine camvi nicarum otuntatio pieturarum , ejusque gè» 

* Aspic€re Ovid. Fast. 6, neris sptfctacula praestant » ut difficulter €i in» 

* -(2) Vcger. nel io. del primo . ^ùus abicedas . Huic proximut campo et al' 

(3) Era, molto in voga 1** addestrarsi a ter adjacet campus » et innumtrahile> circum 

aiomare » e scendere dai cavalli eoa faci* circa porticm * Horti nemorosi $Theatra tria» 

tica« yeget nel 18. del primo L simul et Ampkiteatrum » Tempia magnifieen' 

(4> Maximam horum partem Mortius cam* tissima inter se contìgua » ut quasi nil aliud' 

fus haàei praeter nutìvam lo:orum amaeni' agentia jrtliquam Urfis venustatem ostenta" 

uuem 9 Ortis et solertiae e%omatÌ4)nes admit* re videantur • Ea propter cum locum istum re^ 

teni : Campi enim admiraòilis magnitudo ligiosissimum esse cogitasstnt » clariisimo" 

i/ujus et curulet pariter cursus » et alia eque; rum virorum > ac foeminarum monumenta in 

urta, eertamif/a expedita suppedttat $ nec mi» eo costruxerunt : commemoratione dignissi^ 

Mus tam multis circulum , palaestram eser» mum est » quód Mvisgleum ecpptllant stf, 

mtatienem tractantihus , aliaque incumbentié Srrab. Ìib« |« 
sémui opera • if^d pnennts 19U àerèas t$\ 



T B V I R I . 

Da Tramontana a mezzo, giorno lungo il Ponente e ra« 
sente il Giannicolo fa il suo cammino per un lato della Città t 
lungo sì» ma quasi estremo, lasciando tutto per intiero il Set* 
timonzio da una parte . Passava sotto i ponti Elio , TrionféU » 
Giannicolense 9 Cestio » FahriciOt Palatino , e Sublicio • come in pian* 
ta vedesi. Ora il trionfale, non esiste più, il Palatino è semi- 
diruto, e del Sublicio non se ne vede che il miserabile avan* 
zo di qualche pila* Avremo altrove occasione più comoda di 
parlare di Fiume così celebre nella storia • Veniamo alle 

Mura. 

E' certo che Roma sino al dì d'oggi non ha avuto più di 
tre recinti . Il primo, come in pianta vedesi, intorno al mon- 
te Palatino da Romolo pria disegnato con l'aratro , poi tirato 
in quadro con tre porte ; protratto dopo l'unione con Tazio al 
Campidoglio con l'aggiunta di altre due porte . Dovettero pro- 
babilmente queste mura essere di tufi , o peperini , e fatte da 
artefici Etruschi alla loro foggia . Distese il Re Servio Tullio il 
circondario a tutto il Settimonzio, lasciando fuori il Campo 
Marzo, l'Isola Tiberina, ed una gran parte sì del Trastevere 
come del Gianicolo . Di tal recinto segnato in pianta con pun- 
tini se ne riconosca il principio al Tevere , presso il ponte Pa- 
latino» ove anche al dì d'oggi qualche piccolo straccio ne ri* 
mane . Osserva come sempre costeggiando i colli va a termina* 
re a pie del Monte Aventino; come talvolta cammina con il 
terzo circondario ; come al di là del Tevere contro il Monte 
Aventino forma sul Giannicolo un angolo acuto, e ripiegando 
chiude soltanto i due ponti Sublicio , e Palatino. Roma ebbe in 
quel tempo la grandezza di Atene , e di Siracusa , come si ri- 
cava da Dionigi, Plutarco ed altri (i). Al Ponte Palatino , die* 

(0 Dionigi al lib. IX* disegna aitai be* opera munitut tu ; cingit enim eum fQit^ 

ne il Circondario di Servio * individuando in minori latitudine pcdum eentum et «m* 

anche 1» aggere o sia fossa eh' egli fece per plius » et profuniitatts triginta ; Supraque 

maggior sicurexsa della Città > tra la por* foisam murus €st junctus interius aggetti la^ 

ta Collina ed Esquilina . Erat fune Romae te » alto • haui facili convuisu arietiùus » ne* 

circuitus quantus Athenarum > unaque ejus pars que expugnaiu cuniculis . Haee munitio len^ 

super colles » rupesque scissas a natura ipsa ga est stadia circiter septem » lata pedes quin^^ 

sic munithatur » ut parum indigeret custo* quaginta . <^uale argine fii seguitato da Tar« 

diae ; alia a Tiberi » ut a mwrq tuebatur • qvinio superbo e con muraglia piik elevai 

locum tamen habet magis expughabilem e ta .- Parttm illam Urbis » quae in (Minor 

porta Ejcquilina ad Collinam , $ed manuali prospiciebst • magna operarierum multiiudi» 



tra il Giardino Barberini , e sotto la Villa Mattei rimane anco- 
ra qualche residuo di tal vetusta muraglia in quadri di peperi- 
no di etrusco lavoro. Da Servio ad Aureliano # vale a dire si- 
no all'armo 271. di Cristo fu variato ed esteso il Pomerio (i) , 
ma non le mura , checche taluni ne dicano . Per maggior co- 
modo della popolazione rinserrò di più quell'Augusto il Cam- 
po Marzo, il Trastevere, ed il Monte Testacelo, venendo co* 
sì a formare quel recinto di cui godiamo ancora . Si riconosca 
in Pianta segnato in tinta più forte; molti ristauri vi fecero i 
suoi successori: anche Totila, Narsete, Belisario, ed i Ponte- 
fici in fine ebbero delle mura particolar custodia • Oltre i mol- 
ti rappezzi che questi fecero qua e la secondo il bisogno, le 
distesero anche non poco dalla parte occidentale della Città, 
per mettere a coperto le fabriche del Vaticano , e la Basilica 
di S. Pietro ; abbracciando con forte e ben regolata cortina 
tutto il Giannicolo sino al Fiume . In ragione appunto di 
tali risarcimenti il giro delle mura diviene non poco ipterres- 
sante ; potendo^ la faccia ch^elle mostrano in questa loro vec- 
chiaia dichiarare la diversità de* tempi , e de* Prencipi che le 
rifecero . I riattamenti de* Papi si ravvisano non solo alla buo- 
na tessitura della cortina, ma ordinariamente vi sono le loro 
arriii • Allorché incontrasene qualche pezzo rivestito di piccoli 
mostaccioli di tufo, quello suol essere qualche monumento se- 
polcrale, che nei dilatamento sì è fatto servire di muraglia. 
Tal gènere di fabbrica è V opus retìcuUtum di Vitruvio , usato 
moltissimo in fine della Repubblica , e nel principio dell'Impe- 
ro • Parte delle mura si ravvisa con Torri fatte in volta, con 
capitelletti di marmo appropriabili ad Onorio, o ad altro Im- 
peratore . Le appoggiate ali Anfiteatro Castrense » siccome della 
medesima ottura si vogliono da Nardino opera di Totila , o di 
Narsete : riflette il medesimo che per tutta quella linea , i qua- 
dri di peperino o travertino , che qua » e là fira i mattoni si 
veggono senz* alcun ordine incastrati» siano avanzi della mura- 
glia di Servio , la quale camminava V istesso solco . Ve n'è de- 
gli squarci tessuti di quadri di pietra mal connessi, a secco» 
m rozza maniera, detta Saracinesca. Peggio: trovasi in talune 

n$ cin%it a^gert » Idiém ^gerendo fosséun • tal nia|iiifico lavoro yttìp non oscuri • 

ihiqut magli quam alibi murum erigendo» (z) Era uno ipasio dentro e ^ fiiorì k 

énntmris^ue ttmUus muniendé . Idem ub. IV. Citck dichiarato sacro secondo il rito Etru»^ 

Dietro 0U orti della certosa per tutta quel* sco • ed il fuale neque luàitari nequi éwtri 

U linea xinan£ono auclie al presente di fu #mf % 2ÌT. lib. L 



lé 

strisele > o speroni fabbricati alla rinfusa di ogni genere dìpie« 
traglie con riempitura a Sacca , robba verisimilmente del IX. , X. 
e XL secolo. Tutto serve a dar lume per la Storia del fabbri- 
care di que' tempi V che anzi per la di loro varietà una ristret- 
ta * e competente la danno da per se sole. Sopra di che ti 
serva di regola che in tempo dei Re» e della Repubblica » quan- 
tunque si fabbricasse con i mattoni a cortina» nuUadimeno le 
principali sorsero di quadri di ^ pietra Cabina o Albana volgar* 
mente f eferino , airuso Etrusco . Verso il fine della Repubblica , 
dòpo aver Metello espugnata Siracusa» s'introdussero i marmi 
in Roma » e prese voga r opus reticulatutn » vale a dire quella 
incrostazione ai piccoli mostaccioletti a guisa di rete > la qua- 
le venne dalla Grecia, ove si preferiva» perchè al dir di Pli- 
nio (i) muri di tal sorta erano eterni si ai ,ferfendiculmn fiant . \ 
I mostaccioli non furono sempre di cotto» ma talvolta di pe- i 
perino » o altro marmo ; che anzi si osserva che sovente il mas- 
so di tal muraglia veniva ristrétto» e concatenato da fasce di 
mattoni orizontalmente posti . Fu anche circa quel tempo in- 
trodotta la pietra Tiburtina» detta Tevertino di cui si è ratto e 
si fari sempre grand' uso (a) . Verso i tempi di Caracalla » qua- 
lora si voleva economizzare » si usò di mescolare tufi e mattoni » 
insertandovi anche delle olle per risparmio de' materiali. Durò 
quasi per tre secoli tal maniera di fabbricare» sino a che de- 
teriorata da i saccheggi la Città » e dismesse le fornaci » si usò 
di affastellare ogni sorte di materiali » e questi meschiare e con« 
solidare con calcina come abbiam detto a sacco . Non si fece 
in altro modo sino a Carlo Magno» sotto di cui molte fabbri- 
che furono condotte con quadri di marmo rozzamente » e sen- 
za malta connessi » che è la maniera Saracinesca ; questa noa 
decadde sino al barbaro decimo secolo . D' allora fino al ritor- 
no de' Papi d'Avignone si è lavorato alla rinfusa, ma ordina- 
riamente con quadri di tufo sovrapposti Tun V altro senza ce- 
menti » e servendosi sempre di materiali vecchi non isquadrati ^ 
come nel castello Gaetani a Capò di Bove » la Chiesa di S. Si- 
sto» molte case nel Trastevere ec. Dunque, replico» il viag- 
f[io delle mura interpolatamente fatto di buon tempo » a caval- 
o» riesce assolutamente istruttivo e piacevole *. Esaminando 

(lì Lib. 3$. cap. 15. è tenera in cavarla» altrettanto indurìtce 

(2) Ne durano an^he al presente nel ^' aria aperta» 
Territorio di Tivoli . (Questa pittra quanto * Uno specchio dimostrativo delle diver* 



17 




randoci. Plinio del calcolo fatto da censori in tempo di Vespa- 



«e antiche costrutioni di Roma » secondo 
U 4. epoche dei Re della Republica , 
dell* Imparo » e della decade nsa » compro- 
vato dai Monumenti ancor esistenti » può 
essere il sedente • 

< I. La prima si è P opera Etrusca > di cui 
' jRòmolo , gli altri Re » ed i Romani Re** 
publicani si servirono nelle opere grandi 
e solide di mura , ponti » cloache » platèe » 
svst ruiioni etc. Gran massi di petti qua- 
dri prima di tufo • poi di peperino , in fi- 
ne di Travertino . i primi tratti da Cir- 
condar) di Roma > i secondi dal monte Al- 
bano e colli adjacenti » i terti da Tivoli : 
Tenivano posti P un sopra 1^ altro » e con- 
nessi con poca calce ; bensì fermati con 
perni di legno sodo « foderato di pioinbo « 
e fatti a coda di rondine. Di Turo e l'in- 
terno del Colossèo e buona {>arte degli 
Acquedotti • che non sono né di mattoni , 
né di travertino . Di Peperino detto mar- 
mo Albano > pietra vulcanica > più dura del 
tufa« e più tenera del travertino» sono il 
Carcere iVIamertino • la Cloaca Massima , 
ì Ponti , Cestio e Fabrìcio « le sustruiioni 
Capitoline , i reni del Tabulano » le Ali 
dei Tempio di Antonino e Faustina, il Fo- 
to di Nerva , il Tempio di PalJade • là 
mole Adriana > i condotti altresì dell' 
Aniene vecchio internato nelle mura , quel- 
li, dell' acqua Marcia ; e nota bene di pepe- 
rino anche sono la bellissima urna dorica 
-dì Scipion Barbato > tutte le lapidi » ed 
il sepolcro di quella celebre Romana fa- 
miglia . Deve bensì riflettersi che le fiibbri- 
che di Peperino del tempo degl' Impera- 
tori erano rivestite di lastre cU marmo . 
Non esclu4o da quei tempi 1' opera late- 
rìzia , di antichissima data , ed in uso pres- 
so i Toscani » siccome si è trovato in mol- 
ti loro sepolcri ; ma o che i Romani in 
que' primi temg^non adoprassero mattoni 
cotti • ma soltanto seccati al sole e misti 
con paglia, quali descrìvonsi daVitruvio* 
fragili perciò e di poca durata , o che di- 
sgratiatamente per la mano degP uomini , 
o del tempo siano periti i certo si è che 
di Oliera hteriiia in Roma Regia non ne 
abbiamo testimonio alcuno per quanto si 
sappia . 



n. Dopo V E frasca siegue l'opera lateri» 
^ia usata ne» tempi di Repubbhca, la pri- 
ma e principale delle quali viene oetta 
volgarmente Cortina durevole (j[uanto l'al- 
tra» e capace anche di esser condotta » come 
per via di scalpello a finissimi intagli , e mo- 
dinature • Tal sorta di parete è in genera-^ 
le costrutta di mattonelle triangolari in 
modo che restando il lato principale al di 
fuori * levigato p ed eguale ; gli angoli in- 
terni tuttoché irregolari , ri esci vano adat- 
ti, a ben serrare una riempitura di cemeii* 
to • tufi , mattoni rotti , e tutt' altra ma^ 
teria ad arbitrio «chiamata perciò o^era iti" 
certa $ e a sacco dai Latini • e da'Grecì Emplt- 
don • Si fatta maniera di costruire per 
la sua bellétta e solidità non senta qual- 
che modificazione # o sia piccola varietà • 
fu , e sarà sempre in moda . Saggi della 
medesima puoi vederne frequentemtnce • 
nel Tempio del Dio Redicolo 9 dì quel- 
lo dell'Onore e della Virtù , nell' esterio- 
re del Panteon , nelle rovine del Palatto 
Augustale ed altrove . 

in. L^ Opera reticolata tuccedttte alle due 
sopraccennate al finir della Democrazia , 
e al principiar de' Cesari. . Consistette in 
una muraglia riempita a sacco secondo il 
solito > ma rivestita alt' esterno di mos^c- 
cioli di tufo • il più delle volte perpendi- 
colarmente posti » a guisa di rete , e lega- 
ta negli angoli salienti con quadrelli dell' 
istesso tufo • ma in quel modo che si 
collocano i mattoni nelle fiancate dai mu- 
ro lateritlo • Rispettabili avanti veder ne 
puoi nel così detto muro torto , nel Mau- 
soleo d' Augusto , nella Fonte Egeria » e 
qua e la in molti luoghi . Nota per altro 
che di quest' opera reticolata ve ne sono 
due altre specie , una detta reticolata in- 
certa f 1' altra reticolata mista : la prima 
quando "i lati de' poligoni non si con ba- 
ciano perfettamente , ma sono d* un taglio 
irregolare , molto simili all' opera incerta 
delle vie , frammischiati altresì e divisi da 
molta calce . Un raro esempio te lo da- 
ranno una rovina 5ul colle degli Ortuli pos- 
seduta ih oggi dalla incomparabile Pittrice 
Sig. Angelina Kaufmann » ed il muro del- 
la Cella del Tempio > detto della Sibilla a 



1« 

siano» p^erciò sicuro (i) . Dotette il circondario dì Aureliétn 
estendersi qualche miglio di più', in forta di quelle tre non 
piccole giunte da tìsO fatte • Dopo il dilatamento dei Papi • gi- 
rano le mura sedici miglia e mezzo , misura orizzontale » com- 
?resi i risalti de* Torrioni » facciate , e fianchi de' Bastioni . 
rovo nel Venuti (2) the gli antichi torrioni furono 642 » a 
tempi passati erano 360; ora sono circa 300: io non gli ho 
contati (3). 

P O il T E^ 

Ciascun recinto ebbe le sue rispettive Porte . Bensì talune 
da un recinto all' altro non fecero che avanzare di posto : al- 
tre furono aggiunte : molte ebbero più nomi : diverse chiuse , 



(Tivoli • La seconda quando ad ogni tanti 
tratì di mostacci oli » ti veggono crami.i- 
taci alcuni corsi <ii mattonelle che la rin- 
serrano . Se in Roma è difficile indicar 
muri di tal sorte « i suburbani antichi del 
Tuscolo » di TivoU ( particolarmente della 
Vili* Adriana ) né sono pieni • Sembra che 
non durasse molto la Della opera retico* 
lata » per esser costosa • e soggetta molto 
a crepacce , e sgranature : la cortina p«;r5 
si mantenne sempre in modo » che ancor 
ai tempi Costantihiani e del basso Impe» 
To si ravvisano muraglie condotte in quel 
modo assai bene . Vedi le antiche basili- 
che , 

IV. Succedette in appresso dopo parec- 
chi secoli 1* Opera Sarucinaca » che s'in- 
trodusse in Roma » quando vi rotolò dall' 
Affrica quella bella rassa che per lungo 
tempo comandò l' Italia • e tutta la parte 
meridionale d' Europa • Pare che quella 
maniera di fabricare fosse del tutto loro 
particolare» che perciò dicesi Saracinesca m 
In sostansa non è che un opera incerta 
di peaiì di tufo > mal squadrati » e mal 
connessi , legata tfelle fiancate da masse 
quadrate » e pia alte • di peperino .Di tal 
pasta sono le Torri che fiancheggiano il 
Palaito del Senatore sul Campidoglio ; i 
muri della Forteisa Caetani al Sepolcro 
di Ceciha Metella • ed alcun rattoppo del 
circondario di Aureliano » siccome quello 
che vedesi subito nell' eicir dalla Porta 
del Popolo » a destra . 

V. In fine si osserva un quinto modo 
di costruire , anonimo del tutto » proprio 
soltanto ^a denotare la povertà de' secoli 
•osi detti di ferro • di quegli stessi secoli 



forse 9 in cui si foravano le antiche fabrlche 
per cavarne • non tenta stento un peiao 
di piombo 9 o di m^^rallo . Non è questo 
Uvoro che un aab baglio ne di quadri , qua- 
drelh « poligoni d' ogni sorte misti • di 
marmo » tufo » e selce : legati talvolta da 
qualche filo di mattonelle prese da antichi 
rudeti . Può dirsi insomma altro non es- 
sere che un opera incerta > un opera a sac 
co di dwntro e di fuori . Oss<:rvala » se ti 
piace nella ccrs\ d»ttJ for de Conti « al di 
la d^lla gran muraglia del Foro Transito- 
rio ; carni a fa:endo per la moderna Ro- 
ma « se ci b^di 9 qua e la dentro « e fuo- 
ri la Citta ne tro^rerai • degli stracci ». 

Non parlo della costrusion d.lle vie 
antiche > mentre tal opera non è -che l' in* 
Certa o inserta dì Vitruvio • vale a dire a 
poligoni di molti lati insieme « e conc«- 
ttnati 9 de' quali oltre tanti » un vicino e 
palmare esempio lo hai nelle platèe di* 
scoperte ora dell' Arco di Settimio /Seve- 
ro alle radici Capitoline . Questa si osserva 
ancora , in qualche muraglia del circobdario. 

(i) Maenia ejus collegere ambitu tìngerà» 
toribu: Censoritusque V espasiann anno cun* 
ditae DCCCXXVllL pass, XUL MCC.com* 
flexa montes Vii. Phtt. lib. j. cap.5. 

(%^ Topoe. di Rom.^smV i. pag. 14. 

(1) Quando Plinio d dice che l'antica 
Roma girava settanta miglia , ti deve in* 
tendere secondo il Fabretti « che tutte le 
strade della Città insieme computate face* 
vano quelf enorme spasio . Molto si esten- 
devano i subborghi 4 ma neppur syissiste 
che giungessero da una parte ad Otricoli » 
dall' altra ad Ostia come si crede generidp 
mente • Ktd. Norie t Venut. ioc, ùi% 



ma non ostante computate dagli Scrittori . Plinio ne numera 
trentasette volendo però che dodici semel numérentur , e . sette ^ 
non servissero afiatto > sicché ne fonna un indovinello (i) • Ad 
evitare la confusione t per quanto mi sembra» cinque e non più 
devono darsene al primo recinto, la Mugonia,,h Trìgonia, la 
Romane , la Jàmude » la Carmentale » situate nel modo appunto 
che vedesi in pianta. Dieci soltanto ne dovette avere il secon- 
4o» in che sono d* accordo il Fabretti, ed il Padre Bianchini^ 
accuratissimi Antiquarj , cioè : la Trionfale» la Flaminia, la Col* 
lina 9 la Viminale, VEsquilina, VAsinaria, hCapena, l'Ostiense^ 
h Portuense , la Gianmcolense . Da Aureliano fiirono avanzate di 
posto la Trionfale $ e la Flaminia ambedue nel Campo Marzo ; 
furono aggiunte la Pinciana sul Pincio» la Nomentana sul Qui« 
rinaie, sull* Esquilino Ja Gabiusa^, la detta inter aggeres, la Pre* 
nestina, sul celio la Celimontana, la Nevia^-h Latina; finalmen- 
te nel Trastevere la Settimiana : in tutte num* 1 8. (a) Proco- 
pio autore degno di fede» 14. sole ne numera; ma aggiungen« 
dovi fortttUsque alias quasdam , ( di quelle probabilmente disu- 
sate o chiuse affatto) con queste viene a ribattere il compu- 
to (3). Ora le porte aperte sono sedici in punto. Se vi si 
calcolano le chiuse giungono a venti | e con qualche altra dub* 
bia si può ^arrivare al numero di ventidue ancora. Fuori della 
Pinciana e della Salava tutte hanno nomi moderni. Sopra mol- 
te si veggono croci alla Greca fattevi da primitivi Cristiani . La 
maggior parte erano doppie, vale a dire cosi congiunte, che 
un pilastro serviva di stipite all'una e all'altra come nella 
Ostiense, e ncìì' Esquilina può ben anche osservarsi: per il che 
furono anch* esse chiamate Giani . ^ 

e 2 

(i) Ad singttlas Porids quae su;u .\odie convincono di questo okre molti altri 

numero XJCXVll. ita ut duodecim semel nu^ ef exnp] la Parta Ostiense detta di S. Paolo • 

merentur > fraetereanturque eveteribus septem e la Nomentana detta Porta Pia • Soleva 

quaequeesse desierunt * Ub.j. cap. 5. una di deKe porte girare fopra perni • 

(i^ Vedi la pianta. ^ nella soglia e nell'architrave • collocati a 

( j) H^et autem circumsectus Urbi Murus perpencGcolo ; 1' altra era formata a ca» 

portai quatuordecim i fortulasque àlias qua— taratta con una tavola che dall'alto al 

$dam • nel X. della guerra Got. basto scendeva rapidamente . Tali porte 

* Non solo le Porte delle mura sijdco- si dicevano dai ìtxmì rei;idjtntesi noi le 

aotcono binate a,! di fuori > ma doppie an- chiamiamo caditojei Piranesi » se non er- 

che neU' intemo; con avere un cavedio ro • le ha chiamate Forte Saracinesche; 

nel mesio circondato da terraisi con mer* quantunque d' epoca antichissima « usata 

K . d' onde con saette « o sassi » trattener molti secoli avant^i la Saracena invasione * 

t^ inimico daU' entrare la seconda Porta » come può vedere! nell'antica porta di 

quando avesse potuto fonar la prima • Ci Pompeja; ove ancora rimangono nel mu- 



20 

V I£. 

Non da tutte, ma dalla maggior parte delle summento?a- 
te porte, partivano nobili e consolari Vie. Sì le une che le 
altre prendevano il nome o dal luogo ove conducevano, o dall' 
uso che se ne faceva, o da chi le aveva fabbricate. Perciò 
dalla Porta Flaminia oggi chiamata del Peplo , ne derivava la 
via di tal nome perchè spianata da C. Flaminio Console Tanno 
di Roma 533. Si sa che giungeva sino a Rimini ; da dove poi 
sino a Bologna la continuò L. Emilio suo collega. Questa in 
principio , cioè immediatamente sotto il Campidoglio , ebbe an* 
che il nome di Lata , di che fede autentica ne ta l'antica esi- 
stente Chiesa di S. Maria in vìa Lata . Ai tempi di Paolo li. 
che fabbricò il siio Palazzo presso la Chiesa di S. Marco , ora 
residenza • della Legazione Austriaca , vi si cominciarono a fare 
le corse de* Cavalli , onde ambedue le strade Lata e Flaminia 
si confusero, ed ebbero il nome di Corso. Dalla Porta Pincia- 
na la via che ne sortì non so che a verun luogo di rimarco 
conducesse; bensì crèdo che dopo piccol tratto si gettasse nel- 
la Flaminia . Dalla Salara una via detta Salaria portava in Sabi- 
na, e cosi fii chiamata per esser soliti que' popoli venir per es- 
sa a Roma, a provvedersi di sale. Dalla Nomentana oggi Pia^ 
una via di tal nome conduceva aNomento, altra Città della Sa- 
bina distante dodici miglia . Le Porte Viminale , e Gabiùsa non 
più esistenti, son di parere che mettessero solo nella campa- 
gna, e che si unissero come la Pinciana nelle vicine più mae* 
stre; seppure laGabbiusa non conduceva aGabbio, città non 

ro l'incasii laterali per il cadimento della cofl passare sotto Parco dì mesao lungo là 

tavola; e nell'antica cittura del Palaszo publica via; restando ai pedoni liberi gì* 

Albani riportata da Winielnian . Mon. archi più piccoli che mene vano ai mar- 

ìntd. Nttm.208. ciapiedi » usati sempre dagli antichi nelle 

Nota altresì una mia osservasi o ne » che vie maestre* Da ciò ne viene non do>er* 

ne' più rìmoti tempi le principali porte di si dire* cornee parso atalun dotto Anri* 

una Citta f popolata • ricca* e commercian- quario t che Forte consimili a tre vani» 

te furono non d' una ma di tre arcate • sono un imitaaione degli Archi di trion- 

appunto come gli archi di trionfo . Tale fo : ma al contrario , che gli Archi di 

fu la Porta di Pompeja , ehe Seneca ap* trionfo come di data posteriore • fon^ 

pella ctMum Campaniae Urèem » tale fui tratti , ed imagi nati sul modello delle an* 

assicurato essere stata l'antica Porta Cape* ti che porte • Compari rk spero ben presto 

na, disotterrata alla meta del secolo pas- in Parigi dalla Calcografia Piranesi un ope* 

tato negl'Orti di S.Gregorio. Ove la fol- ra Classica sulle Antichiià della Magna Grt^ 

la del Popolo doveva esser molta » era eia $ dove ho parlato difhisamente su di 

molto commoda una tal forma di Porte questo Articolo «come sopra tutti gh akrì 

tripartivc , mentre le Vetture > le bestie da che hàn rapporto alle fiibriche in genere 

summaj i cariaggi d'ogni sorta potevano di un'antica Citta. 



21 

oscura del Lazio » come pare indicare il suo nome • Dalla inter 
éiggires ( probabilmente quella che ora dicesi di S. Lorenzo ) ne 
derivò la via che menava a Tivoli » onde sì la via che la Por* 
ta ebbero il nome di Tiburtina . Anche al presente per andarvi 
sì esce prima da questa porta, e giunti a campagna aperta» 
ora si prende» ora si lascia Tantica via. Dalla Prenestina^ va* 
le a dire da quella porta chiusa fira la detta di S. Lorenzo » e 
la Maggiore» una via n^esciva di tal nome» che conduceva a 
Preneste ( oggi Palestrina ) » Città frequentatissima per il famoso 
Tempio della Fortuna Prenestina . Dalla Porta Esquilina oggi 
Maggiore , sì andava all' antico Labico » posto da taluni ov* è al 
presente il Castello della Colonna, da altri a Lugnano, onde 
quella porta » e strada furono chiamate ancora Labìcane . Dalla 
Celimontana » in oggi S. Giovanni » Asinaria » e Nevia niuna no- 
bile strada parmi che ne uscisse » ma che soltanto servissero di 
commodo per le ortaglie • Dalla Porta Latina ne partiva la via 
di tal nome che al Tuscolo» ad Anagni» a Compitò» a Robo- 
rana ne conduceva. Dalla Capena oggi di S.Sebastiano aveva 
principio la regina delle vie» VAffìa la quale» siccome è noto» 
conduceva sino a Brindisi» opera insigne del famoso Decemviro 
Appio Claudio il Cieco» e perciò anche la Pona Capena fu 
soprannomata Affla. Dalla Ostiense, oggi di S. Paolo , sortiva 
la via di tal nome che ne andava ad Ostia sul mare » passan- 
do avanti la Facciata della Basilica del detto Santo lungo il Te- 
vere. Dalla Portuense chiamata ora Portese andavasi a Fiumici- 
no come al presente » ed all' antico Porto di .Claudio , detto 
anche Porto Romano » di cui vedesi la vera struttura nelle me« 
daglie di Nerone» e, di Portuense aveva nome la via. Dalla 
Giannicolense , modernamente detta di S. Pancrazio per una stra- 
da così chiamata » e secondo altri detta anche Aureìia » si andò 
a Civita • vecchia , al Porto di Trajano . Dalla Trionfale » prete^ 
sa da 'taluni la vera Aurelia^ per ultimo ne esci va una via di tal 
nome » che costeggiando i colli Vaticani sino all' ultimo detto 
Monte Mario . metteva nella Flaminia . Per questa i Trionfanti 
entravano nella Città qualora non ^conveniva ad essi passare 
per TAppia. Alla detta porta ne corrispondono al presente 
due , luna detta Angelica » Taltra ài Castello . Da tsst partono 
due comode vie che dopo un miglio circa » si uniscono forman- 
do un delizioso cammino sino al Ponte Emilio» oggi Molle » per 
cui entrandosi nella Flaminia si va alla Porta à&Pofolo . Tut* 



2% 

te le vie summentovate ^anQ lastricate di grossi seki ; SepoU 
cri» Edicole» Terapj grandi e piccoli» e ViUe deliziose le nm- 
cheggiaTano» come può riconoscersi chiaramente anche adesso 
nell Appia » internandovisi per delle miglia. Qual fos^ la lo« 
ro particolar costruzione avremo occasione di vederlo in ap« 
presso* Intanto giovi sapere esser l&lso che le vie tutte si mi* 
surassero cominciando dal milliario aiureo nel Foro Romano « 
La colonna così detta notava le distanze delle vie» ma nonne 
era il principio : la di lor misura cominciava dalle respettive 
Porte» bensì ad ogni miglio vi erano colonnette col numero» 
chiamate columnae milUarìae (i). ^ 

R E G I O N I« 

Divisati i Colli e stabilita la di loro situazione» ricono* 
scinto il sito e V estensione del Campo Marzo » il corso del 
Tevere » ì diversi andamenti delle Mura , Porte » e Vie ; rima* 
ne solo da* sapersi che Romolo divise il suo popolo in tre trì« 
bù Ramnense » Tàtìensi ^ e ÌMctrnà , ciascuna delle quali in die- 
ci curie suddivise; indi da queste dieci Cavalieri per cadauna 
ne scelse » per cui si formarono tre centurie . Non v' è dubbio 
che di tal divisione Romolo ne prendesse Tidea da vicini fo 
poli Sabini » Latini » e specialmente Strusci che di già fioriva- 
no bastantemente (a). Dette a ciascuna delle trenta Curie un 
Sacerdote detto Curione» e col Sacerdote un Tempio» e nel 
Tempio uno o più Numi » e Demonj particolari (3) » a quali 
si sacrificava • Tarquinio Prisco le raddoppiò , senza poterne fiur 
delle nuove per la proibizione di Nauzio Augure . Servio me- 
no scrupoloso» antiquate le prime Tribù di Romolo # ed intro- 
dotta nuova divisione nel Popolo» partì anche la Città in quat- 
tro principali Regioni » dette anch tssc Tribù » U Subsinana » 
r Esquilina » U Cettina » U Palatina (4) • Moltiplicando la gente » 
egli divise in Tribù anche la Campagna* Fra Tribù Rustiche^ 
e Urbane arrivarono a trentacinque (;) • Finalmente Augusto » 

(i) Ved. Fabrett. De Acqued. ed il Pt- atdes saprcntur \ qua sanctitatt mfori » *giw 

die ReviUai . Pissert» dtlP Accadtm. di Cor- 'iure portait > quomodo tribus » CurioM • Cénr 

*ona ; turia€ describantur . Feit. 17. 

** Ofiervane di fatto quelk pofta lullt (j) Sacra sua Romulus euique Curiat im* 

balaustrata Capitolina verso il Palaazo de' pèrmustst, assignaiis in iingulis I>iis ti 

Contervatori , che col numero I. indicava Daerr^onibui quos pgrpeiuo toUrent • Dionig(i 

il primo miglio dtUa Via Appia . nel 2. 

(2) Rituaies Etruscorum libri in quibus ^4) Varron. nel 4. della lingua latiat • 

frktscriptum tst • quo ritu condantur Urbis » . (5) liv. Epitome lib. 19, 



*5 

vedendo la città distesa in ampiezza singolare , è che le anti- 
che quattro parti' (ciascheduna delle Quali una vasta città rasr« 
sembrava ) non erano più sufficienti a distinguerla ; partilia ade* 
quatamente in quattordici Regioni (i) ; quindi, ogni Regione 
distinse in Vici > i quali oltrepassarono il miglia jo . Nella cen- 
sura di Vespasiano non più in Vici, ma in Compiti furono divi- 
se , secondo Plinio, che ne numera 26$ (a), non ripugnando 
che i Compiti fossero a un dipresso la quarta parte de* Vici . 
Ebbero sì gli uni che gli altri la propria Edicula o Tempietto 
come le Parrocchie de^ nostri tempi (5) . Ebbero anche i Com- 
piti ciascuno un Giano , o sia arco a più faccie , per comodo 
del popolo» e de* negozianti • Si mantennero le Regioni» per 
quanto mi sembra , nel numero suddetto anche sotto la primiti- 
Ta Chiesa » fino a S. Silvestro che a sette le ridusse , leggendosi 
nel secondo Concilio Romano che quel Pontefice ficit septem 
Regiones » et Diacombus divisit . A poco a poco , quantunque in- 
finitamente minore dell'antica sia la moderna popolazione » adot» 
tarono i Pontefici la partizione d'Augusto » ai modo che trova-, 
si anche di presente la Città divisa in quattordici Regioni , chia^* 
mate volgarmente Rioni , ciascuno de* quali spiega un vessillo 
particolare Perchè nulla manchi ho riportato in pianta la stes* 
sa delineazione < numerazione » e nome datene dal bardino i 
che accuratamente da Vittore» Rufo» dalla notizia dell'Impe- 
ro » dalla base Capitolina » e dai moderni Onofi-io Panvinio , e 
Paolo Menila le ricavò • L* incertezza che abbiamo dei veri 
loro limiti » e r immenso numero di fabbriche che vi si trovai 
no descritte senza sapere come vi stessero » e delle quali nidla 
rimane » dovendo necessariamente confondere la testa di chi un 
breve studio soltanto può fare di sì fatte cose » stimo espedien- 
te che dopo queste notizie preliminari tu passi ad internarti 
nelle fabbriche» ricordandotene Tannotazione sulla pianta Nar- 
diana , come ti dissi ^ • 

(i) Spaiium vrhiì in Regionet quaiucrde» Saagtllo » c1>e ^orl nel 1 5 4^*. Foggia tu di 

cim vicosque iupra milU dìvisii • Svet. nel uno loccolo o basamento » quadra al di 

|0. d' Augusto « fuori * ottagona al S dentro ; è coperta 

(2) Jpsa dividitur in Regione^ quatuorde» altresì d' una volta doppia ( cosa nuova in 
ùm: compita carutn CClXi^. Plin. nel e. allora)» ottagona anch* essa interiormente 
50. del Iìd* 30. e rotonda al di fuori . 1/ architettura n' è 

(3) Ved. Nard« Rom. Ant. pag. C^. maschia» e buona del tutto » tranne la 
* Prima d^ sortire da questa piatta pò- decoraaione » de^ pilastri binati e compo-' 

trd osservare la Chieta qui dinmpetto di siri» delle porte e finestse con frontespi» 
S. JiAaria di Loreto opera di Antonia da sj ; quali ornamenti pift tolto che al San* 



>4 



CAPO IL 



ADJACENZE DEL MONTE PALATINO. 

Colonne ditte del Tempio di Giwe Statore . VeUbro . Tempia 
di Romolo . Arco di Giano . Arco piccolo di Settimio Severo . Fon 
Boario. Acqua di Giutuma . Cloaca Massima . Circo Massimo . Acfms 
Crahra . Acquedotto Claudio . Arco di Costantino • Arco di Tif§ . 

Colonne dette del Tempio di Giove Statore . 

Attraversato il moderno Campo Vaccino ti fermerai alla pun- 
ta settentrionale del Palauno , ov'è la Chiesa di S. Maria 
Liberatrice . Più innanzi sulla destra » Romolo cominciò il solco 
delle sue mura siccome vedremo ; e circa quest* angolo egli fu 
sepolto (i). Osserva le tre superbe colonne scannellate Corin- 
tie di marmo non Parlo > come si dice , ma Greco » sostenenti im 
magnifico intavolamento » un pò magro se vuoi nella proporr» 
zione (2) » ma superbamente intagliato • I Capitelli hanno gar* 
bo e fogliami così belli » da carreggiare con quelli dell' intemo 
del Panteon riputati li più eleganti . Ho veduto anni sono for- 
marli ambedue come i più belli di Roma • Hanno le colonne 
4. piedi e i. pollici di diametro» e 4$. piedi e tre pollici di 
altezza. Sono certamente avanzo di un Portico -che risguarda- 
va il Foro ed il Campidoglio, vedendosi il cornicione intaglia^ 
to da questa parte » e rozzo dall' opposta • A qual edifizio ap- 
partenessero è incerto . Comunemente si vogliono im avanzo 
del Tempio di Giove Statore $ inalzato da Romolo dopo la 



nllo li Yorrebbero attribuire a Giacomo 
del Duca dìtctpoìo non divino del divino 
Michelangelo ; il qual Discepolo ti sa di 
certo che vi pose del suo il lanternino del- 
la Cupola . 

In una cappella a destra osserva la bella 
statua di S. Susanna di Andrea Fiammingo 
che posta ad un buon lume « isolata * e 
rivestita da] tempo di una patina che ac- 
corda « fa un beli' aspetto e piace . Vi rico- 
noscono tutti una lodevole imitazione del- 
la famosa (jertrre di Maccti • Tanto meglio • 
Chi ha saputo a c«7n.'orrenxa con il Ber- 
nino scapricciarti nel V^iticano » e ripor- 
tarne la ^palma « è da lodarsi se non ha 



sdegnato fare un opera ad imitation dell' 
antico t e vi è riesdto ; insegnando fin 
d' allora agK artisti nati e nascituri » che 
non si può far nulla di buono se non si 
va appresso all' antico » voce sinonima 
della veriii • 

(i) ti oc dicitur ^UAsi Romuius tepttitìu 
tit r nvn ad Caelum raptus , aut diiC€rftu% 
nam Varrò post Roitrafuiut sepulchrum Ro* 
muli ec, Varrone citato da Porfirio scoliaste 
d'Oràtio in quel Vt^rso dell'Ode itf. 

^aequt curtnt viniii tt ioiibui Osm ^^ù* 
ri ni . 

(z) Ved. Scasioati dell'antica Roinap.s* 



N 



2J 

Vittoria contro i Sabini nel Fóro (i) . Kardìno con molte au- 
torità prova che quello stava nella linea occidentale dei mon- 
te (a) ; ond* egli al Comizio le attribuisce . E' assolutamente 
sproposito quello di alcuni di farle appartenere al Tempio di 
Castore e Polluce che si sa essere stato presso il lago di Giu- 
turha (3) . Peggiore è l'altro di supporle un resto di quel pon- 
te con cui Calligola uni il Palatino al Campidoglio, giacché 
la direzione delle colonne è totalmente opposta. E* mio senti- 
mento che nettampoco al Comizio appartengano • Che per un 
luogo di molt' ampiezza proprio e destinato alle convocazioni 
del Popolo p ond' è che vi si flagellavano i rei (4) , vi si da- 
va anche la morte per mano del carnefice (5), vi si giocava 
alla palla (6) , s' impiegasse un ordine Corinto sì gentile » sì 
ricco di cui migliore non si vede ne' Tempj di Vesta, di Mar- 
te , di Nerva , di Pallade , di Giove Tonante ec. , non so pen- 
sarlo . Poi non leggo che il Comizio fòsse dagli Imperadori ri- 
staurato » o ri&tto in più magnifica forma . Appena trovo che 
di scoperto ch'esso era • fii coperto in quell'anno in cui Anni- 
bale venne in Italia (7) • Altronde quel marmo , e queir archi- 
tettura non è opera certamente né dei Re , né della Repubbli- 
ca, ma accusa 1 primi tempi dell* Impero, o al più quelli di 
DomÌ2Ìano . Son di parere dunque che più tosto alla Curia deb- 
bano attribuirsi che fii luogo congiunto al Comizio, nobile, 
in sito eminente e sopra gradi collocato. Edificata in origine 
da Tulio Ostilio (8) , ristorata da Siila , e bruciata insieme col 
corpo di Clodio , e la base di quel celebre impostore di Ac- 
cio Navio Augure, doveva col nome di Giulia; rifarla Cesare 
per la di cui morte sospesa, fu alla fine per ordine del Popo- 

d 



(i) T^mpus idem Stéfcr atiit hahtt qùod Inde petetii dextram pprtéi est aie 

Romulus olìm iita Palati j 

Ante Palatini condidit ora jugi . Ovid» Hie statar , hte primum condita R§^ 

nel ^. de Faid • ma loco est • 

(2) Ovidio nel fare la guida al tuo li- (s) Venut.Topog.di Rom.TomJ.pag.jp. 

bro» lo fa ^lare per il Foro di Cesare » (4) Plin. Epitt. ix. iib. 4. ^ 

poi per la via sacra che imboccava nel Ro- (5) Svetonio nel 8. di Domis. 

mano » quindi giunto al Tempio di Ves- (6^) Seneca Epist. io. 

ta , e alla Regia di Numa per andare alla (7) Dion. e Dionigi nei 4. 

porta vecchia del Palasio e al Tempio di (8) Non si*confonda con l'altra sul Ce* 

piove Statore » lo fa voltare a destra • va* lio fatta dal medesimo Re per gli Albani • 

le a dire all'occidente del Monte Ved, Nord. pag. »I9» 



t 



26 

10 inalzata e consècrata da Augusto (i) *. Alla muraglia dique* 
sta probabilmente dovettero essere incastrati i Fasti Consolari , 
i di cui frammenti si leggono affissi in una delle camere Capi« 
toline ; quali riferisce Onofrio Panvinio essere stati ritrovati 
presso la vicina Chiesa di S. Maria Liberatrice . Contiguo alla 
Curia » ed al Comizio si deve mettere la Grecostasi , edifizio 
nobile destinato a ricevere gli Ambasciadori prima che fossero 
introdotti in Senato . Indosso al monte da questa parte potè es- 
sere lì Lupercali f ed il Fico Ruminale, celebratissimi fra le più 
antiche memorie di Romolo • Ne da indizio quel verso di Vir- 
gilio nell'ottavo 

....•• et gelida monstrat sub rufe Lupercal . 
Di fatto questa punta del monte spacca la tramontana # Dioni* 
gi però assai chiaro lo pone sulla falda occidentale accanto al 
Tempio medesimo di Romolo», dicendo del primo ostendìtur se^ 
cundum viam qua itnr ad circutHé Temflumque et fnmmum in 
est Lupa prabens pueris duobus ubera ; l'epiteto di gelida alla 
ne può sempre convenire ad una spelonca dovunque posta • 

11 Lupercale dovette essere T- abitazione di quell'Acca Lauren- 
zia , che allattò i Gemelli , così chiamato per la tradizionale 
opinione avuta^dai Romani che una Lupa gli avesse allattati. 
Da Vittore poi si ha nell'ottava Regione che Ficus Kumtnalis 
in Corniti^ um et Lupercal . Dunque tal pianta fu prossima alla 
grotta, e per tal vicinanza meritò di divenire anch^essa una 
veneranda memoria (a) . Si fa menzione in questo sito di un 
Ara o Tempio a Vulcano detto V ole anale , e di un Compito o 
sia Giano ; quali in Roma fin da primi tempi cominciarono ad 

(i) Dione nel ^^.^7. $1. AuL Oell. nel 7, o dalla caduta dì qualche mano pi£i gi• 
rfe/ 14. Oh lì che da Augusto aTrajano può gantcìco del vicìn Palano de' Cesari ne 
camminare la data di queste colonne . sono stati spostaci ì peizi componenti i fu* 

♦ Il Palladio ne fa un bel Tempio Peri- si delle colonne : ma ad onta di ciò sono 
ptero vale a dire con colonne da tutte le stimate $ e studiate a segno t di divenire 
parti , e forse Tempio non lo fu mai . Si una rendita per i formatori ; i quali con- 
nota molto ne» capitelli 1' intreccio delle tinuamente vi son sopra a prenderne mo- 
Tohit« minori , ed il piccolissimo aggetto delli per i studenti . Nota ancora che que- 
degli ornamenti che rivestono la fascia di sre colonne si vogliono da moki le piik 
metao dett> Architrave . La cornice ha te- antiche scanalate che ti uaattero in Roma ; 
ste di Leoni , ornato antichissimo 9 che »o le credo presso a poco coetanee di queU 
serve a denotare lo scolo delle acque del tet- hi 'del Tempio della Pace ora sulla |Maaaa 
to • e che troverai ripetuto al Decano de' di 4. Maria Maggiore» delle altre di Giove 
Tempj, quello cioè della Fortuna Virile, e al Tonante , Giove Custode « Vesta etc. ^ 
Portico della Chiesa di S. Lorenio ftiori (a) Fu sommamente onorato il baliatico 
delle mura • Il fuoco è vero ne ha consunti • di Acca Laureniia con feste dette Lauren- 
ed anneriti i capitelli * e dal terremuoto « tine • e con dare ad essa nel Velabro # vici* 



27 

usare. Chi direbbe che di tali archi comodissimi per rìcove* 
ro dalla pioggia e dal Sole $ nella Roma moderna non Te n è 
neppur uno ? * 

Velabro. 

L'ampia via che a destra ti si presenta» avanti i Tarqui« 
BJ fu presso che tutta una palude , per cui con barchette si pas- 
sava air Aventino, ed altrove; perciò fu detta Vilakro a vehen^ 
do giusta Varrone. Diseccato quel piano e ridotto abitabile « ne 
restò il nome per altro a tutta la valle , che si divise poi in 
Velabro maggiore e minore a similitudine del Campo Mar-* 
20 (i). Non dubito che la via moderna passi sopra il vicoT«« 
SCO t uno dei molti che uscivano nel Velabro , mentre seguen- 
do Dionigi, per quello si andava immediatamente dal Foro al. 
Circo Massimo. 

Tempio di Romolo» 

Alla metà della via a pie del monte scorgesi un Tempìet* 
to di terra cotta, rotondo, molto in basso, oggi Chiesa di S. 
Teodoro Martire. Il Torrigio che fa la storia di questa Chiesa, 
dopo aver riportate le diverse opinioni intorno a chi dedicato 
fosse» risolvè essere quello innalzato a Romolo da Tazio Re 
de' Sabini , registrato appunto da Vittore nella ottava Regione 
detta del Foro Romano . Il dubitarne è vano , poiché oltre l'au- 
torità de' due Regionarj Rufo , e Vittore , la tradizione > Tanti- 
chità , Tesser nominato col nome di un S. Soldato , Tuso di 
portarvi i bambini infermi come anticamente , TAra antica che 

d 2 

no a Romolo ttttto • tomba e statua • Fjr» «lesi ge-neralmeate cke servisse di cónca ; 

rone nel 4. e Macrob, ne Saturnali eap. io. e di Fontana» unitamente alla Statua. 

* OsseTTa alla distania di pochi passi ; (1) Hic ubi nunc fura suni udae tcnutre 

verso il Campidoglio » un labro antico di paludes 

granito Orientale » cbe serve ora di fonta^ Amne redundaiis fossa madeóae 

na » con strisce » e schersi di bianco e nero aquis 

mai più veduti . Così come stk devi cer* Curtius ille lacus » siceas qui susti» 

cario ; ristorato e posto in un sito più ri* net aras 

stretto ti verrebbe sugi* occhi , e ti fareb* Nunc solida est iellus» sed fuit 

be stordire . Bsso ha di circonferensa iii. ante lacus 

palmi . Se per uso di piscina o di font»» ^ua velabra solent in circum duce* 

Ha pubblica abbia ^rvito in ongine » non re pompas 

saprei assicurarlo • Egli è certo che fu ri- JNil praeter salices 9 crassaqae can* 

trovato presso la statua colossale delP Ocea- na fuit . ■* 

no oggi detta di Mar/orio , in vicinanxa Ovid. nel ^, de Fasti, 

dell'Arco di Settimio Severo j perciò ere*' . ^ . 



29 

vi si vede alla porta, la Lupa di bronzo con i Gemelli di qui, 
come narra il Fulvio , trasportata in Campidoglio ; sono tutte 
congetture che stringono (i) . Nicolò V. Io risarcì ma non da 
fondamenti come pretende Stefano Infessura nel suo Diario : e 
se racconciò la volta che probabilmente potè minacciare, o 
cadere non toccò né la tribuna, né i Mosaici i quali dimos^tra* 
no maggiore antichità . Osservo la cortina onde vedesi rivestito » 
essere di troppo buona tessitura, e troppo ben conservata per 
non doversi credere ristorato anche air esterno, e forse rifatta 
da qualche Imperatore • In ogni maniera conservò sempre il sua 
sito, la sua forma, il suo piccolo e povero stato. 

^ -^ • Arco di Giano . 

Prima di giungere alla punta meridionale del Monte s*apre 
una via per cui scendendosi in una informe piazzetta scorgerai 
di prospetto un Arco o Giano quadrifronte, di quei chiamati 
anche Compiti 9 de quali abbiamo di sopra parlato . Quantun- 
que privo de* suoi ornamenti , ricolmo dì terra per una quarta 



(i) Esfcrvì ftata in questo Tempio una 
lupa in brottso con i Gemelli è ben veri- 
fimile. Nel Lupercale prosiimo la mette 
Livio nel JC. con dire di più essere stata 
fatta da Gneo e Quinto Ogulnii Edili cu- 
rali col danaro ritratto dalle malie degli 
usuraj ; lo contesta Plinio nel cap» 19. del 
liù» 15. e Dionigi nel i. cit, però è facil 
cosa e naturale , che dalla spelonca fosse 
stara nel vicin Tempio tras}>ortata . Ma che 
la detta sia quella che ammirati nelle stan* 
Se capitoline ne ho gran dubbio » maljgra- 
do l' autorità del Fulvio • Che di tali si- 
mulacri molti ve né fossero è certo ; ma 
la Lupa Gapirolina ha de^ segni incontra- 
stabìh di fuoco ; ed abbiamo da Cicerone 
ntll' Oraaione 3 . contro Catilina • che la 
IfUpa del Campidoglio fu colpita dal ful- 
mine . Dunque o i segni che la Lupa Ca- 
pitolina ha indosso non sono segni di ful- 
mine $ o noti è quella che narra il Fulvio 
essere stata di la al tempo di Clemente VIL 
trasportata prima al Laterano » poi al Cam* 
pidoelio • 

* Un tal dubbio ( che m' insinuò Nar- 
dino ) si dilegua di molto in bene èsami- 
aare il luogo di Cicerone . Tactus eu etiam 
ilU qui hanc Urbe^n condidit Kitmulm » quem 
inaurai um in Capitolio parvum atque /a* 
ctatium uberibui tupinis inhiantem FUJSS£ 
MEMlSU^ilS . Come la descriazione da- 



tane dall' Orator Romano combina col mo* 
numento ; come i segni di fuoco che vi 
si scorgono sopra » non hanno apparensa 
negativa di poter derivare da un tocco di 
saetta ; così non vi è bisogno di pensare 
diversa la lupa viminata » o sia Capitoli- 
na da quella del Lupercale » qualora si am- 
metta che questa famosa » e veneratissima 
immagine staniiasse per alcun tempo * chi 
sa per qual ragione • sul Campidoglio ; 
il che sembra chiaramente indicare Cice- 
rone . stesso con le parole meministis fuisu : 
poco valutandosi sul di lei scoprimento la 
notiaia tramandataci di Flaminio Vacca » 
cioè che non già dal Tempio di Romolo • 
ma da sotto terra codesta Lupa fosse trat- 
ta insieme all' Ercol di bronso CapitoKno ; 
mentre fra le sue memorie leggiamo sol- 
tanto INTESI VJRE^ che P Ercol di brom^9 
dke, oggi si trova nella sala di Campidoglio 
fu trovato nel Foro Romano appresso l* arco 
di Settimio • e vi fu travata anche la lupa 
di bronco che allatta Romolo e Remo 9 e uà 
nella logiga de* Conservatori • Che se falu«* 
no poi volesse dar peso alle sudecce parole 
Intesi dire » indicanti sempre una tradiaio- 
ne che a que* tempi non molto distanti 
dal Fulvio correva in Roma ; a chi cU' 
due dovrebbe allora credere • all' antiqu»» 
rio j o allo scultore ì 



29 

parte , e sfigurato dai soliti buchi ; sì per l'enorme grossezza 
eie* quadri di marmo Greco che lo compongono, come per la 
struttura è monumento che impone; Ogni suo angolo è di pal- 
mi ioa. • onde ift tutto è 408. palmi • Ha dodici nicchie per 
ciascheduna delle quattro facciate , otto però finte , e Taltre quat- 
tro mancanti di ornato. Il Demo^izioso vi ha veduto delle Colon- 
ne (i): di ÉLttosul piano della cornice delle di lui quattro ba- 
si «i vedono alcuni buchi corrispondenti sotto la gola della cor- 
nice medesima disposti in egual distanza e simetria (a). Dovet- 
te quest'Arco dominare il Foro Boario che qui giunse sicura* 
mente per dar comodo ai mercanti di bestiame » ai cambiatori 
di moneta» ai gabellieri di trattarvi al coperto i loro negozj • 
Chi lo innalzasse non si sa • Nardino inclina a darne l'onore 
ad un Repubblicano per nome Stertinio ^ il quale Livio dice 
che nel Foro Boario fece due archi ornati di statue messe ad 
oro (3) . Tutto combinerebbe : ma come ai tempi di Sterti;iio , 
il marmo Greco che non venne in Roma che agli ultimi tem- 
pi della Repubblica? Il Ficoroni lo attribuisce a Adriano non 
con altra ragione, che per una medaglia di quell'Augusto con 
la statua di Giano: debole congettura» la quale indebolisce 
anche più nel riflettersi che Adriano era architetto di buon gu- 
sto f e visse ne* buoni tempi » laddove in quest* arco » dalla mas- 
sa» e qualità del marmo in poi» non vi è che grevezza» e gof- 
fagine . Per tal motivo non ne assicurerei autore nemmen Do- 
miziano come vuole il Venuti (4)» non ostante il dire di Sve- 
tonio» che questo Cesare fabbricò ne' Fori diversi Giani» opor- 
tici di marmo (s)* Almeno» attesala meschinità degli ornati in 
specie delle nicchie» attesa la confusione delle linee» il noori« 
battere delle cornici, ed altre supine irregolarità che vi slos» 
servano» particolarmente nella sua faccia meridionale» è forza 
rimandarlo o fer intero o come ristaurato ai tempi Costantiniani » 
o dopo . Tutto ciò che di mattone vi si scorge al di sopra è 
opera de* bassi tempi: si dice che la famiglia de* Frangipani vi 



^i^ Oallus Rcmae hspes Rom X535. (4^ lib. I. pag. j, 

Q2l Ved. Pirati, pianta di Roma. (5) Svet. in Vit. Domit. Janos artusque 

(1) J>e manubiis duo Fomices in Foro Boar Cìim quadrigis » a insignUui Triumphorum 

rio éuite Fortuna^ adtm $ et Mairif Matutae pVr Kegionus Urbis iantos oc tot J>omitianu% 

unum in maximo circo fiicit % «t kis forni" eKtruxiti al che contuona P. Vittori t fa* 

cibus signa éuirmlA impoiuii . iiv. nei |. ni per omnes Regionei introdu£ti et adorner 

4cUa 4. u tignii • 



30 

fabbricasse una totte in temjpo delle guerre Cìtììì : nel lato 
Settentrionale vi è una porticina per chi vuol salirvi ; ma biso- 
gna averne la chiave'» che non è tacile • e voglia di rompersi il 
collo ; essendo queir interno tutfo in rovina . * 

Arco piccolo di Settimio Severo • 

Ad un angolo di questo Giano colosseo sta quasi nascosto 
un archetto^ quadrato di una sola opcrturz, il quale piccolo, 
interrato, e insitato per un intero masso nella vicina Chiesa, 
alla prima sfugge la vista» rinvenuto» merita ogni attenzione 
ed esame. L'iscrizione che mal vi si legge neir Attico è del 
tenore seguente 

IMP. CAES. L SfiPTlMIO. SEVERO. PIO. PERTINACI. AVO. ARABIC. 

ADIABENIC. PARTHIC. 

MAX. FORTISSIMO. PELICISSIMO 

PONT. MAX. TRIB. POTEST. ScTl. IMP. XI. COS. UI. PATRI. PATRIAE. ET 

IMP. CAES. M. AVREUO. ANTONINO. PIO. FELICI. AVG. TRIB. 

POTEST. VU. COS. UI. 

FORTISSIMO. lELlClSSIMOQUE. PRINCIPI. . ET • P. P. PROCOS. 

l* IVLIAE. AVG. M ATRI. AVG. N. ET. C ASTRORVM. E r. SENATVS 

ET . PATRIAE. ET . IMP. CAES. M. AVR. 

ANTONINI . PII . FELICIS . AVG. 

PARTHICl «MAXIMI. BRITTANNICI . MAXIM! 

ARGENTARII . ET . NEGOTIANTES . BOARI! . HVIVS . !^"?5F * 

_ LOCI«QUI. 

DEVOTI • NVMINI • EORV . 

Chiarp dunque apparisce essere un arco onorario eretto dai mer- 
canti , e banchieri del Foro Boario a Settimio Severo e sua fil- 
avi è talito ulrìmamente il Sig. Abate per quanto vedesi » tema TÌiparmio d£ ma- 
Uggeri non ien^a rhckio , siccome egli ite»- teriali e d' ornamenti : 1* utilità di tali w 
$0 confeiia nella sua beli» opera delle giot' $i , olle , pile cbe dir $i vogliano , tcrvìva 
nate Pittoriche . Vi ha trovato una camera « anche a sollecitare di molto la costruiioii 
e diversi corridori quali suppone di aver delle moli . Oltre quelle tante scoperte 
servito di Tabulario per commodo de Mer- nel Circo detto di Caracalla , se jne sono 
cadanti , e degli argentarli r o siano ban- trovate in alcune volte de* portici , ond* è 
chieri che commerciavano nel sottoposto circondata la Chiesa di S. Stefano Roton- 
Foro . Conviene anch' elio che il lateri- do sul Celio , e nel Mausolèo di S. Elena 
aio sia un ristauro de' bassi tempi . A me a Tor Fignattara . E perchè non se ne 
sembra naturale che tutto 1' Attico ab- trovano nell» interno del Colossèo , fìab- 
bia in antico dovuto essere rivestito di bricato alla presta , sopra tutt' i Romani 
marmo • ed ornato nel medesimo gu- edificj ì perchè vi furono impiegati nella 
sto che il .resto dell'Arco: né mi sor- costruzione niente meno di 30. mila Ebrei: 
prende che nella interna costruaionc vi le braccia di quegl' infelici supplirono il 
abbia egli incontrato delle pile di cotto » vacuo , e compensarono il vantaggio del- 
sebbene la fabbrica sia sodissima* e fatta» le pile . 



^"^ ^^rtì^ tìft t^/'^/tiinla M^y^i^éM^ €z/ \2^7^€iért? 



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3» 

miglia. Due cose notabili sono in qnestà iscrizione • La prima 
nella parola Uci^ sopra cui si veggono aggiunte tra un verso 
e Taitro qui invehent . Nardini Tinterpetra che ricusando dcu* 
ni negozianti di contribuire alla spesa dell' arco , gli altri vi fa- 
cessero aggiungere, che sino al pagamento non fosse a quelli 
lecito Tìntrodurre, e vendere alcuna cosa. La seconda che sot- 
to le parole Akg. Partkici . Maximi . Britannici . Mamim.^ il mar- 
mo cavo e più basso che altrove dà segno esservi state prima 
altre lettere (i) • Non si dubita che vi fosse il nome di Gcta 
fatto rasare da tutti i monumenti per ordine di CaracaUa suo 
fratello » quando morto il Padre assunse il comando (2) . L'istes* 
9a corrasione si osserva nella iscrizione dell* altro arco Trionfa- 
le 90tto il Campidoglio . La Trìb. potestà XIL dichiara il pic- 
colo arco posteriore al grande Tav. L Sopra Tiscrizione da un 
lato vi è un Ercole in piccolo., e nell'altro incastrato vi sarà 
probabilmente Bacco , numi tutelari della famiglia di Severo (5) • 
Potrebbe ancora queir Ercole significare Tara massima qui vici- 
na , presso di cui stette probabilmente una consimile statua di 
quel J^ume ; ma colossale, e in bronzo, trasportata , e situata 
in una delle camere de' Conservatori . Nel masso superstite si 
vede di prospetto scolpito un Sacrifizio; sotto degl* istromenti 
sacrificatorj , e ne' pilastri delle insegne militari . Nel basso fi'a 
li suddetti due pilastrini , quel Bue che si vede condotto può 
indicare , il mercato che qui si faceva principalmente de' Buoi • 
Nella parte laterale vedesi un prigione incatenato condotto da 
un Soldato Romano ; e sotto un Bifolco che guida l'aratro , ti- 
rato da una Vaccina, e un Bue, indicativo di fondazione di 
Colonia e forse di Roma, avendo Romolo qui d*apprcsso co- 
minciato j secondo la tradizione, il solco della Città (4)-. Deli* 
altra fiancata non se ne sa, ne se ne vede nulla. Tav. IL Sot- 
to l'arco, in uno degli specchi, vie l'Lnperator Settimio Se vero 
sagrificante , con Giulia sua moglie che tiene il Cadùcèo simbo- 
lo di concordia . Dicontro è il sagrifizio col Bue con la sola 
immagine di Caracalla . Vi si vede benissimo il vuoto anche per 
Geta rasato dall' emipio fratello . Singolare è quest' arco non me- 
no per la sua forma campsìu che per la quantità degli ornati, 
ed mtagli proprj del suo ordine » ma di una maniera trita e 



(lì Na 

(2)Spa 



Nard. RoRi. ant. pag. 270. (4) Sulcum dttignanii Oppidz coepisse « 

Spariiano nella vita di quest'Augusto . Toro Boéurio ut magnam Herculis aram am* 
(s) Vaillant Numis . Merod* ìa Tit.- fUatraur. Tacit. lib. XQ. aan* 



32 

confusa, usata In quel tempo i e che ben denota un'a ricchezz^a 
priva di gusto in coloro che Tordinarono. Fanno meglio incisi 
che scoloiti , e poi in un Foro , accanto ad un Giano colossa- 
le ! Qua! contraposto ! 

Foro Boario. 

Quivi dunque ì Romani fecero il mercato de Buoi , e forse 
di ogni genere di bestiame » come noi lo Eicciamo adesso nel 
prossimo campo Vaccino . Fu perciò detta questa piazza Fora . 
ìioario , i Forum Tauri . Ragione di tal denominazione fu anche 
Timmajgine di un Bue portato dall'Isola di Egina, e postovi 
come insegna (i)t I suoi conBni, per quanto ampli si facciano 
dagli Antiquarj, non ce lo rappresentano di una grandezza pro- 
porzionata al numero degli abitanti dì una Roma , in specie sot- 
to gì* Imperatori . Ma generalmente sino ali* incendio Neroriia* 
no , le antiche strade fiirono meschine . non dissimili cred' io 
da quelle di Genova, di Venezia: le Piazze ristrette; gli Edi- 
ficj pubblici molti e magnifici : le case private , anguste e 
pochissinio illuminate , di che molto Cicerone si lagna • In que- 
sto foro si fa menzione di un Tempio d* Ercole, di Matura. 
della Fortuna, Pudicizia e di altri luoghi tutti di sito in- 
certo (a) . 

ACQJXA DI GlUTURNA. 

Per im viottolo arcuato a sinistra del Giano , si cala a ve- 
dere la. famosa acqua di Giutuma , ed un pezzo della Cloaca 
Massima . Di fatto innoltrandosi per diritto sino a che vi è stra- 
da , si trova a terra un archetto di altezza circa due palmi » da 
cui sorte un ruscello di acqua, che dopo aver servito alla pros- 

(i) Arcéi. qude poiitù de Bove nomen ha^ Tali urne delle quali molte incontransene 

^*/. Ovid. nel (T. de Fatti. Atoro Boario » tono labri» vale a dire bagnarole eftratce 

ubi aereum Tauri iimulacram compicimus • dalle antiche Terme . Consimili Chiese a 

Tacit, nel 12. .degl'Ann. tre e talvolta a cinque navi » hanno la ve- 

(2) Impara dalla vicina Chiesa detta di S. ra forma delle antiche Basiliche pagane: 

Giorgio in Velabro* qual fosse l'esterior a suo luogo ne vedremo il perchè . Egli è 

forma delle Basiliche de' primi Cristiani . certo che conciliano la riverenia ed il ri* 

Fuori un portico più basso della Chiesa so- spetto molto più delle moderne * ove gè- 

stenuta da colonne prese qua e la • e un neralmente parlando » Ut varietà de' dipinti 

campanile da una parte . Se la trovi aper- stucchi , dorature „ ed intagli » la soverchia 

ta ( caso raro ) vi vedrai dentro una Croce luce, ed il bianco sfacciato delk calcina 

Latina con tre n^vi sostenute da venti co- non può a meno di divertire 1* occhio* e 

loune di bei granici» ed una bell'urna produrre la distraaione» 
nelP altare di measo di basalte se non erro • 



33 

sima cartiera , entra nella Cloaca ^ e va al Tevere . Essa scen- 
de dal Palatino sicuramente , e secondo tutte, le apparenze è 
quella che anticamente , secondo Dtmgf nel sesto , formò là bre* 
ve ma profonda laguna di Giuturna ; memorabile per il fatto 
accaduto dei due giovani, che portata la nuova della vittoria 
ottenuta al lago Regillo da Postumio Dittatore contro i Latini , 
dopo, avervi si)beverato i loro cavalli disparvero : si vede que- 
sto fatto rappresentato in una medaglia di Postumio Albino, 
dove sono i diie. giovani che abbeverano al fonte i due Caval- 
li (i) . In tale occasione fu introdotto il culto di questa divi- 
nità ; e gii fu eretto tm Tempio vicino alla Fonte (a) . In og- 
gi , essendosi alzato e ricolmo il terreno , Tacqua ha preso via 
sotterranea. Dal padrone della cartiera, il quale da giovanetto 
quando T acqua veniva a mancargli s'internava carpone sotto 
l'archetto per isbarazzàrne ì canali, sono stato assicurato, che 
quell'angusto sentiero dopo breve tratto, diviene più alto e 
comodo da potervi stare in piedi ; dove di qua e di la dalla 
corrente sonovi delle graziose camerelle per prendervi bagno. 
Ebbero ragione di fatto gli antichi di profittare di un acqua 
riputata anche al presente salutare, e da molti tenuta per la 
migliore di Roma . Nota per altro che nel piano della Cloaca 
qui prossima ne scaturisce un capo meno abbondante » ma più 
limpido e fresco ( specialmente nel mese di Agosto dove tutta 
la Città corre a beverne ) , ond* è che taluni la riputarono 
acqua diversa dair altra • Il Venuti tra gli altri ^ cade in que- 
sto errore, ed anche il sottilissimo Nardino distingue T acqua 
di Giuturna da quella della Cloaca . Ma qui , oltre aver io me- 
desimo esaminato e confrontato il peso* ed il sapore di an> 
-bedue, trovo che Tacqua è una ^ anche per testimonianza del 
cartiere ; con la differenza soltanto , che il ramo basso proce* 
dente da una via più sotterranea , formata dal tempo e d ali* in» 
curia, entra limpido e chiaro nella Cloaca appena nato; Tal* 
tro capo infinitamente più copioso • scendendo per la sua antica 
via, non è si fresco, né s' introduce nella Cloaca che dopo aver 
servito alla cartiera, onde vi entra torbido ed imbrattato *. 



(i) Morell. Numis. * Ammettendo akreiì con Alberto Cas- 

(2) t'riurihui lUa Deis $ fratres de gente sio che i Castori abbiano avuto due Tem- 

Dcorum . pj con fonte , uno sulla pendice settentrìo* 

Circa J uturnae compasuere lacus» naie del Palatino» 1** altro nel Foro ; non 

OyU. Fast. lib. i* Eleg. 22. mi risolvo ad abbandonare ciò non ostan- 



34 

Cloaca Massima « 

Una delle principali magnificenze di Roma Regia ; uno de* 
saggi più luminosi della solidità Etnisca nel fabbricare • Fu fat* 
ta per comando di Tarquinio Superbo , e destinata a portare 
al Tevere essa sola k acque delle altre chiaviche , le quali tuttk 
mettevano al Forò . Dal Foro dunque partiva questa » h più spa» 
2Ìosa • che attraversando il Velabro , per un cammino m tutto 
di duecento passi ( credo qualche cosa di più ) sboccava nel 
Tevere . Osservo che la bocca di questo pezzo ha direzione 
precisa al Monte Palatino , venendo così a formare angolocon 
il Foro ; sicché fa d'uopo concludere che avesse un ben tor- 
tuoso giro j né i duecento passi potevano bastargli . Ne fece 
Cure una Tarquinio Prisco , ma riesci piccola ed insufficiente : 
il Superbo ordinò questa» sebbene molti credono che sia Tan- 
tica ampliata e fortificata . Qui non ne può spiccare la magni- 
ficenza per esser sepolta di circa la metà , come per esser di» 
ruta» ed ingombrata da vili fabbriche cui serve di fondamen- 
to. Dal Tevere, quando sìa basso, meglio si scorge il triplice 
arcuato giro di peperini solidamente compatti con arte mirabi- 
le. Per decidere clelìa sua ampiezza basti riflettere a ciò, che 
ne dice Plinio , cioè che comodamente vi passava dentro un 
carro di fieno stracaricò (i) .Non vi voleva meno per dissec- 
care il Velabro, il lago Curzio , e le sorgive, di cui abbon- 
dava Roma da quella parte . Ciascun pezzo ha la lunghezza di 
palmi sette e once tre ; la grossezza è di palmi quattro e once 
due , il suo vacuo di dieciotto palmi per alto , e per traverso*. 



te lamia opinione che le due acque siano meratae lapide pervzas carris stramentorum^ 

la stessa proveniente « come si è detto « dal semùas rtliquerunt . Plinio « parlando di 

Palatino » a meno che non si trovasse di Tarquinio Prisco $ dice ampiitudinem cavis 

ambedue un bottino particolare procedei!- ^am ficisieproditur» ut veÀem faeni Jongt t^ 

te da diverso lato; avendo per me trop- nustam trasmùttret . jiel i$. lib. 6, dalle 

pa forza V attestato del cartiere , e le prò- quali volte • ancora duranti » sono sostenute 

prie esperienjie. non. solo strade e piasse t ma fabbriche di 

(i) Dionigi nel 5. confessa che fra le <alteaaa smisurata con sicura stabilità. Del» 

magnificenxe di Roma* gli Aquedotti « le la Massima Xivio nel i. narra che Tarqui- 

Vie , e le Cloache lo sorprendevano : jog- nio superbo ; Foriti in Circo facienJos » ctoa" 

giungendo che » per ristorarne alcune malan- xamqiit maxinuim rtceptaculum omnium pur^ 

date 9 i Censori spesero mille talenti cioè gameniorum Urbis sub terram agendani > qui-^ 

seicentomila Scudi d'oro. Di queste an- bus duobus operibus vix nova hajec magnifi» 

che Strabone nel 5. ne canta le meraviglie oentia adequare potuit . 
adermandole tanto ampie > che duro consu^ 



Circo Massimo. 

tUsalendo ora alle falde del Palatino • dopo breve tratto si 
giunge alla sua punta meridionale; da dove si entra nella gran 
valle detta una volta Murtia dai mirti sacri a Venere » ora de^ 
Circhi, à^ Circo fabbricatovi dal primo de' Tarquinj (i). Fu 
questo detto Massimo per la sua ampiezza e capacità (2); rica- 
vandosi da Dionigi d*Alicaiiiasso ( che al vivo lo descrive ) che 
iosst lungo tre stadj e mezzo ; lo stadio è centoventi passi geo- 
metrici 9 cioè seicentoventicinque palmi architettonici antichi , 
corrispondenti a ottocentrentatre palmi moderni: largo quattro 
Jugerii il Jugero è di piedi dueccntoquaranta ^ cioè palmi tre* 
centoventi . Conteneva perciò , secondo lui , centocinquanta mila 
persone; secondo Plimo duecefttosessanta mila: e al dire dì 
Vittore trecentottanta mila . Era dunque il Circo assai più lun- 
go che largo , curvilineo nel fine * retto nel principio come i 
Teatri , da quali diflFeriva soltanto nella lun|;hezza * e neir ave- 
re in vece della scena le carceri , ossia le rimesse , ove stavano 
chiusi i cavalli alle carrette attaccati prima della mossa. Non 
v'è dubbio che queste stessero, air imboccar della valle da que* 
sta parte ; mentre all'opposta verso il Celio ^ precisamente dirim* 
petto ai Molini , apparisce un pezzo de* cunei » che ora serve di 
fondamento ad alcune casette di circolar figura » da Dionigi det« 
to lunato . Nella vigna dietro glMstessi muRni se ne vede un al- 
tro squarcio , con qualche altro avanzo de* cunei laterali . Par- 
te essenziale del Circo €rala/p/»4, vale a dire, una muraglia in% 
tomo cui si correva # sopra della quale per ornamento si pò- 

e 2 

jfi) Alla fine dì ouesto lato del Monte (2) Il titolo di Massimo per compara- 
ta incontra l'antica Chietao Basilica di S. A- lione gH avrà potuto convenire al cem- 
nastasia, non diverta dall' si}tra di S. Gior- pò che ve n'erano degli altri di spatio 
pò • con quindici colonne di diversi mar* inferiore : ma te 1' ebbe avanti , dovrà 
mi pavonaiaetto , granito aiFricano molto dirsi così chiamato pia tosto per i giuo- 
stimate» ed un urna di granito rosso* La chi Magnilo perchè allì Dei Magni fus- 
iacciata moderna non è gran cosà» e quel aero dedicati . Varr, lib. 4 de ling lat. 
che è peg^o non ha nulla che fare coni' Ascon* Ped. Liv, de ead» i. lib. i. Attesi 
interno della Chiesa. Qui prossimo deve > piccoli avansi che abbiamo di questo 
collocarsi ii principio delle murad^Romo*' Circo , mi riserbo a parlare diiFusamen- 
lo , e l' ara massima drisxata da Ercole a te della forma ed uso di tali fabbriche , a 
te stesso dopo l'uccisione di Cacco : San- quello di Caracalla ; il quale» sebbene rusti- 
tuario di molta riputatione in que' tem- co e di gran lunga più piccolo , conserva 
pi » avanti il quale si giurava ^e' contrat- tutto il suo circondario , e indica a mc- 
ti » e si facevano molte altre cerimonie • raviglia il sito de' carceri » e della spina . 
T>ionig. ne/ I. 



3^ . ' 

Pievano immagini , sacelli f archi statue » colonne ce. In que- 
sta del Circo Massimo tra le altre , si sa esservi stata nel mez- 
zo una antenna a similitudine di albero di Nave» che si alza- 
va ed abbassava per indicare' i giorni degli spettacoli ( i) ; cam- 
biato poi in due obelischi» uno postovi da Augusto, Taltro da 
Costanzo . Da un capo e l'altro di questo muro eranvi le mete 
di figura conica, ciascuna avente tre cime di ovai figura, in- 
torno cui si aggiravano le carrette divise per fazioni , ora cinque 
ora sette volte . La via moderna credo che intersechi per mez- 
zo il lungo del Circo , e che sopra , o vicinissimo passi il mu- 
ro della spina . Notisi che anticamente ancora (a) vi fii passag- 
gio » non credo pubblico , come si dice , ma per i trionfanti • 
Svetonio , parlando del ritorno di Nerone da Alba a Roma, dice, 
che entrando nella Città per la Via Appia e Porta Capena , Di- 
ruio Circi maximi arai f^ Velabrum, Forutnque ^ PaUtinum et 
AffoUinem fetììt. Il Circondario era attorniato di, portici a gui- 
sa de' Teatri ed Anfiteatri ; questi al di dentro sostenevano con 
le di lor volte le gradinate ascendenti a scarpa; al. dr fuori oi» 
tre r ingresso davano il comodo agli spettatori di passeggiare 
e di ricoverarvisi • Fornivano anche delle botteghe .per comme- 
stibili ed altre cose. Alcune ^se ne affittavano dalla sera alla 
mattina alle donne pubbliche . Vi tenevano il loro nome scrit^ 
to, e vi stavano sovente nude con lucerna in alto perchè le 
ombre dessero risalto alle forme . Si vede anche adesso , dalle 
rovine, che il Palazzo Imperiale sovrastava al Circo: che anzi 
dalla metà in su verso il Celio furono congiunti del tutto (3) • 
Ora in leggere gli Scrittori della Sforia Augusta, e Giovenale 
massimamente nella Satira sesta, si rileva descritto , ed indivi-^ 
duato a meraviglia il notturno viaggio* che Messalina dopo ave- 

(i) Dionff. loc. . dt. Casjìod. \\h, 3. porti Capena era di la dal Circo • Al H 

cap. if I , la cereamente . ma poco . La moderaa 

(2) Vtd. Vernai pag, 7. del Tom. I. Io scoperta dtl Sepolcro degli Scìpioni , e 

sono di parere c^e la via attraversante il di altri nelle di lui viciname « che si sa di 

Circo, o fosse un appendice dell'Appai certo essere stati fiiori « determinano- mol- 

o altra ben dall' Appia diversa. Non pò» to il sito di questa- Porta . Dal dotto An<> 

teva questa giammai cominciare dalla Pur* tiquario Qraaio Orlandi , mio maestro » fui 

ta Carmentale e dal Tevere » come pre- assicurato che in uno scavo • fatto nell* 

tende il Venuti • Vi osta il passo mede- orto de' Padri di S. Gregorio ,■ apparvero 

simo di Svetonio » secondo il quale , Né- gli stipiti di una gran Porta * di« fu ere- 

rone non fece la bravura di fracaHare un duta la Capena . Trovo di fatto che lo 

arco al Circo , e di andarsene per esso stesso Venurì nel lib, /• p^. /. la pone 

il Velabro « e il Foro > al Tempio d'Apol- un pò pia inoanxi fra gli Orti •• Mattei « 

lo 'Palatino» se non dopo aver passato l' Aventino . 
1* Appia, e la Porta Capena: dunque la {^i)V^^' Kardin. pag. 412. 



37 

re addormentato H buon Claudio, faceva giCi dal Palazzo per 
il lato occidentale del monte , finché per viottoli presso i car- 
ceri ^introduceva nt" Fornici, o lupanari del Circo. Non v'è 
dubito che dal Palazzo potevano anche i Cesari vedere li spet* 
tacoli , e quali ì le corse , le lotte $ ì gladiatori , le fiere • ogni 
sorta di combattimento (i). Ebbe di particolare questo Circo 
un Ettrìf0, cioè un canale fra i gradi e IVarena» largo e pro- 
fondo circa tredici palmi e mezzo . Ve lo fece Cesare nella 
sua dittatura « perchè gli Elefanti rinchiusi avevano tentato di 
sortire , con mettere al Popolo una gran paura (2) ; Nerone 
poi , che si compiaceva della paura altrui » li* tolse affatto (3) • 
Intanto riempiti d'acqua di volta in volta , vi furono fiitti com- 
battimenti navali» ed uccisi molti CocodrìUi. Fu semplice tra* 
dizione quella che Elagabalo lo riempisse di vìik) per celebrar- 
vi delle battaglie. No che non fosse quel beli* ingegno capace 
di farlo ; ma Lampridio che riporta questa prodezza senza in- 
dividuare di qual Euripo intenda • si spiega soltanto in genere 
con dire Fertur in Euripis vino fhnis navales Circenses txhibuisse . 
Quasi tutti gli Imperatori fecero a questa fabbrica qualche co- 
sa onde accrescerne la magnificenza « Oltre T £uripo~t e gli 
Obelischi , Domiziano rifece i carceri di marmo ^ e dorò k me- 
te; Caligola pavimentò T arena di minio e crisocolla (4). An- 
che Nerone vi rifece il pavimento ; e Costantino risarcì e ador» 
nò tutto, il Circo. Arse per l'incendio Neróniano ; si dubita 
se Vespasiano., o Domiziano lo rifabbricasse. Io direi di nò» 
perchè si sa che Trajano poco dopo lo rifece più ampio , e più 
D«llo (5) con. disegnò di Apollodoro • il vederlo in una meda- 
glia di M. Aurelio fa supporre che anch'esso vi facesse almeno 
qualche bonifico . A tempo avanzato , se ti parrà d* internar- 
ti per queste ortagUe « troverai idi' intorno della valle molti 
avanzi laterizje sopra e sotto terra, androni , cunei, camerel* 
le anche con qualche segno di pittura» onde pascere la tua 
curiosità * * 



(i)'Qui ili leconclo Aulo GeOio c]i« * Una parte della' pianta «ti questo Ctr» 

Androclo fu liconosciuto dal tuo Leene» co>* vedesi nella marmorea icnografia di 

ÌJQct. Alt. Eoroa in Campidoglio riportata dal Bellori 

(a^ Svet. in vita Caei. cap. t9* alla Tav. XIX . La più recente e dettagliata 

(3) Plin. nel 7. del B. . ti è quella modernissima dell' Uggeri , nelle 

(4) Lo spiegano per verderame . Ved. giornate Pittoriche . Vi ti è mto ultima* 
Tenut. e l^ard. loc. eie. mente >dal fiig.. Petrìni per ordine di ca- 

(5) in vit. cap. x8. Flin/lib. 33. cap, 5; mera» come in altri hi aghi » anche ^i 



3» 

ACQ}JA CtAlRA« 

Prima di sortire i^ questa valle» ove il Circo termina » 
ho detto' esservi de* mulini sotto a moderne abitazioni . Questi 
sono volti da un* acqua celebre nell* antichità » chiamata Cra^s 
proveniente dal Tuscolo , di cui £à motto Gcerone nelle sue Epi- 
stole $ e nella legge Agraria contro il Tribuno Rullò : ora si chia# 
ma la Marrana^ Essa non dee confondersi con il fiumicello Al- 
mone» detto* Aquataccio fuori della porta ^ anch'esso di timota 
antichità > scaricandosi quello nel Tevere senza entrare nella Cit* 
tà. A mio credere Tacqua Crabrain origine» è quella stessa che 
serve alla ferriera di Grottaferrata , due miglia lungi dal Tusco» 
lo 9- e che passava pter la Villa di Cicerone . Da chi fo^se con- 
dotta a Roma è ignoto ; ma Tesser stata condottata così sopra 
terra è 5egno che per solo adacquamento d'orti ha servito , o al* 
tro vile uso: né tu condotta tutta > perchè una gran parte sene 
perde per altra via nel TeverOne. Per la sua qualità cattiva eb- 
De il nome anche di damnata » e restò esclusa da Agrippa di cui 
usum improb^merat (i) • Ora è di molto vantaggio* servendo a ma« 
cinare sette molini &a dentro e fuori delia Città» Di qui va 
al Tevere per dritto cammino» dove sbocca accanto la Cloaca 
massima in una chiavica sua particolare (a). Trapassato il Cir« 
co Massimo » costeggiandosi sempre la montagna per il suo lato 
orientale, seguitano a vedersi magnìfiche rovine del Palazzo de' 
Cesari (3) • Su questo iato cominciò Augqsto la sua casa occu« 

?ando quelle degli Scauri , dell* oratore Ortensio , dì Catilina » ec. 
olendosi conformare alle osservazioni giudiziose. e dotte del 

unro scavo vicino ai carceri dalla parte de vederne qualche rimasuglio a fior di 

del monte : non si è trovato altro che Terra .Non asettepiairì» ma a tre sosce- 

4. piloni di cotto* che dimostrano aver nuti da colonne con ornati di cornici e 

sostenuto il podio • Non si è potuto sca- soffitto » fu questo superbo edifìsio ; né de<» 

vare più profondajnente di palmi so. a ve confondersi con altro fatto dal me* 

cagione della molt' acqua che vi si è tro* deiimo Augusto vicino alla porta Capena. 

vata sotterra . Il primo servir dovea <U prospetto e, d* 

(lì Ved. Nard. pag, $09. ingresso al Palasso > l» altro di sepolcro 

(a) Non restandone il positivo niente » «lU Famiglia ; come di fatto esservi stato 

è inutile il parlare de^molti Tempj che tumulato Geta fa fede Spaniano • Àltem* 

furano intorno al Circo : su questa parte pò di Sisto V. era ild già in rovina » ma 

del Monte » con l* autorità di Plutarco » e vi sussistevano le colonne , come si rico- 

di Vittore» si collocala capanna di Fausto <« nosce da varie carte incise a que' giorni • 

lo , e la casa di Romolo , dopo esser di- Il Pontefice > impegnato nella Basilica Vati- 

venuto Fondatore e Rè. cuna» trovò che quelle colonne facevano pef 

(3) A quest'angolo precisamente si pò* lui , e se le prese, 
ne li Sttcizomo di Stvero « e si preten^ 



39 

Bianchini sul Palazzo Jr' Cesari , quella" parte circolare che ve* 

desi incontro ai Celio • dee credersi il mezzo biella facciata del 
palazzo Augustale. Verso il fine del noionte furono le due bi- 
blioteche Greca e Latina # e dietro quelle il famoso tempio di 
Apollo Palatino « La strada su cui passi , divisoria delle due col- 
line PalasinoB e Ctlio^ vien detta da taluni. Trionfale^ la quale 
giunta al Colossèo imboccava nella Via Sagra (i) . 

Proseguendo innanzi passata la piazza di S.Gregorio» suìle 
&lde dello stesso monte Palatino dentro l'orto» osserva un resto di 
antico aquedotto.. Sebbene sia un piccolo avanzo » smantellato di 
tutta la parte superiore componènte lo speco , basterebbe sol que« 
no a dare un^ idea di /quelle tanto decantate moli , su delle quali 
scorsero fiumi interi sospesi in aria per uso di Fonti, Terme» 
l^aumachie» Stagni ec. Le acque che da lontano vennero inRo# 
ma sopra tali- arcuate opere, iurono principalmente V Affla ^ VA* 
mene vecchio ( fiume dì Tivoli ) ; la Marzia ( la migliore di tut- 
te ); la Tefula, la Giulia ^ la Vergine. V Alsietina ^ la Claudia 
i la migliore dopo la Marzia ) » V Attiene nuovo . Bensì rAniene 
Vecchio dentro la Qttà camminò sul condotto deir Appia : la 
Marzia , Tepula e Giulia ebbero speco Puna sopra l'altra ; TA- 
niene nuovo , come la più alta di tutte » passò insieme sopra la 
Claudia (2) . Questo residuo appartiene ad un braccio di aque- 
dotto della Claudia ed Amene Nuovo il quale , suir alto del Ce» 
lio , come vedremo, si diramava in due. Chi veramente facesse 
questo beneficio al Palazzo de' Cesari non si sa : dovette essere 
tì Claudio stesso j o Nerone •. * 

Xt) Ved. Venut. Top. di Roma Tom. T, fCttrne $ te non si fossero a4oprate> espres-^ 
jtf^. IO. Al tramontar del Sole in gior<« samente per distruggerle» l'arte « e la forza. 
no chiaro » per esser recinto ^ pittore- Gli Egisiani e1»bero le Piramidi che Stra- 
biche rovine > offire questo sito un deliiio^ bone » nel tuo Orbu miracula, chiama mira* 
to mettacolo . I raggi solati trapassando coli del mondo • l miracoli de^ Romani , 
le iikime arcate del Circo vanno a ferire siccome dicemmo» furono le strade, gli 
la p^rte interna dell'Anfiteatro» che re- Aquedòtti, le jcloache • S\df unto dtglh Ac^e^- 
stM, in un chiaro armonioso ». insieme all' dotti. Plinio tuona più di Strabone dicendo 
arco dì Costantino » e quella gotica Tri« .^/7 magis mìrandum fuii$e in toto orbe terrai 
hnna di S. Qio. e Paolo sul Celio; aì ri^m . Edi Greci che si vogliono maeitri no* 
contrario le j^ovine del Palatino avendo stri in. tutto e per tutto > cosa ebbero di pre* 
il Sole ^le spaUe contrapongono una mas*, rogati va nel fabricare ? Ì^Elegani^a, Gran 
sa scura con eletto mirabile . Xa scalina* cura presero i- Romani antichi (Il che non 
ta iti S. Gregorio è il suo punto di vista . £uino i moderni ) intorno ai mattoni , ca- 
ra) Ved. Front, de Aqu/eductih. il quale nali » copt>i ed altre figuline» delle quali ,' 
mse sotto Nerva e fu impiegato Jiel rap-- iiè buoni tempi della Republica e dell' 
pezio di qualcuno di essi • Impero » si servirono nelle lor fabrìche a 
* Comincerai di qui a riconoscere le su- preferenza delie pietre» de tufi» de mar- 
j^erbe moli lateriaU inalzate dai Romani ; mi • Vitruvio e' insegna U terra di cui de* 



40 



Ateo DI COSTAUTINO; 



Per un arco di trionfo , in quanto alt* architettonico • non 
può esser meglio • Massa imponente ; decorazione ricca ; cor* 
rispondenza di parti; proporzione t solidità, sveltezza, nulla 
manca . L^esser situato a pie di tre monti > il Palatino » il Ce- 
lio» TEsquilino» fasiche adonta di tutte le diligenze rimanga 
sempre interrito per una buona parte, venendo per tal motivo 
a perdere di proporzione: supplisca la stampa . Tav.L il suo 
prospetto con la pianta • Tav. IL lo spaccato dell* Arco di mez- 
zo .^ Tav. III. il laterale verso il Palatino e le parti in grande . * 
Per conto degli ornamenti , con ragióne viene chiamato la Cm^ 
nacchia d^Esofo . Tutta la scoltura della parte inferiore è rozza 
e Costantiniana. I due primi bassirilievi della facciata meridio^ 



▼ono farsi » il modo di farli » le misure » . 
• lo stile di farli seccare ^^^s^^^ ^"^ ^^^^ 
avanti di cuocerli ì o' per me^io dire', di 
adoprarU : Della cottura non ne parla per 
iscordanaa ; ce la ricordano però bastante- 
mente tutd e poi tutti gl'antichi edifìij 
!Romani » ne si troverà alcuno così dolce 
di sale da credere con lo Scamoazi che 
ti stano cotti nell' incendio Neroniano . 
Nulla dice Vitruvio de' mattoni curvilinei 
adoprati ne' tondi delle fabbriche « e dei ra- 
stremati . usati nel voltar degli archi , co- 
me »i vede ne' bagni di Paolo Emilio • Ta- 
ce ancora sulla necessaria operazione dell' 
arruotarli« mediante la quale il mattone 
regge alle tempeste ^ e $i preserva dalla rug- 
gine» come ne insegna l'Alberti» e l'e- 
. sperienaa s«pra tutti • Sulli antichi matto- 
ni SI trovano sovente de' segni • o merche » 
chi a due » chi a tre ordini di lettere > ora 
quadre, ora rotonde» indicanti il fabri- 
catore , la fabrica » il tempo in cui si fa* 
ce vano etc. Tali merche dollari riescono 
utilissime agli Antiquarj per datare alcun 
edifìcio <^ epoca incerta » e da quelle si ca- 
vano tal volta importanti notizie sulla 
cronologia de' ContoU ed Imperatori Ro- 
mani . 

* Mercè le provvide cure del nostro Som- 
mo Pontefice Belanti ssimo conservatore de' 
monumenti Romani « vediamo di nuovo 
sbarazzato questo insigne avanzo » e resti- 
tuito alk sua integrità • lì più consolante 
si è che dalla maniera con cut tanto que- 
st' arco che l'altro di Settimio Severo , si 
sono cinti di stabile e ben tessuta cortina • 
e dalle precauzioni che si sono prese dall' 



abile Architetto Sig« Tomaso Zappati • vi 
è luogo a sperare che al modo stesso lo 
vedranno 

Si nati naiorum » €t qui naseentur ai 
illis» 
Niente di rimarcabile si è rinvenuto nel 
fare codesta escavazione > se non te uno 
straccio dell' antica via trionfale > al solito 
di selcioni pobgoni » legati ad opera incarta 
non piii in basso di la .'palmi-. Belisi ^pwJ^ 
mi al disotto della moderna strada è com- 
parsa una selciata moderna modernissima 
anch'essa» del tempo di Clem. 2CII. che 
prese cura di questo monumento » ed a 
quell' tpoca deve riferirsi lo sperone di 
rustico cortinaggio che si è trovato inve- 
stire tutto il piedistallo al levante dell'ar- 
co dalla parte di S. Gregorio • ih qual con* 
traforte però non oltrepassava il piano 
della iudetta moderna strada . E' notabile 
che vi si sono rinvenuti 4. pezzi di tra- 
vertino rettangoli a guisa di colonnette, 
volgarmente dette testimonj » i quaU per es- 
sersi trovati ai 4. angoli dell' arco , giudica 
che un tempo sia stato fitto o vi fosse 
*l'idea di cingerlo di catene o di palizzate 
|>er preservarlo dall' urti de' carri o deglf 
Ignoranti. Si è osservato ancora che du- 
rante l'escavazione le abbondantissime ac- 
que cadute sono state dalla parte del Ce- 
lio prestissimamente assorbite » ond' è che 
da quella parte vi si congettura più sotto 
l'esistenza di alcuna emissario » e forse quel- 
lo che serviva a condottarne verso la Cra» 
èra» qui prossima le acque che dall' fs^xif- 
lie venivano all' Anfiteatro » ed alla prossi- 
ma fonte della cosi detta Meta iuiantt. 



4r 
naie mostrano Tassedla e prèsa detla Città di Verona , e la bat- 
taglia data a Massenzio il PoAte Milvio : nell'altra settentrio- 
nale * vedesi una turba di Popolo avanti alcune 6gure sedenti 
denotanti congiario . Air intorno dell* Arco » una zona miserabile 
con la marcia del suo esercito a piedi e a cavallo ; e negli 
specchi de* piedistalli , delle vittorie alate ben goffe . Tutti gli 
altri bassirilievi \ in numero venti pezzi fra grandi e piccoli , le 
otto statue de* Re prigionieri , ' le belle otto colonne Corintie 
striate di giallo oro , i corniciamcnti e marmi , sono rapsodia 
di un arco del Foro Trajano . Di fatto, rapporto ai bassirilievi, 
tutti alludono alle gesta di quell'Augusto. Sembrano Carnei 
que* tondi di caccie , sagrificj a Apollo , a Diana , e altre Dei- 
tà , come pure i due ritlle fiancate deirArco , esprimenti TOrien- 
tc e rOccidente, I rimanenti contengono figure maggiori del 
naturale : I due sotto l'Arco rappresentano Traiano combatten- 
te contro i Daci , con l'epigrafe sopra da tina parte , Liberatori 
HJrbìs ^ dall'altra Fundatori Quietìs ^ sono belli assai: ma i bel- 
lissimi sono i due delle fiancate in alto , tagliati da un sol pe^- 
20 rappresentanti la battaglia contro Decebalo • Negli altri del- 
le facciate si vede , da una parte , il sagrifizio detto Suovetaurilia 
col Bue , Porco , e Ariete ; un Allocuzione di Trajano ai solda* 
ti ; r incoronamento di un Re de' Parti con un prigione innan- 
zi ; nell'altra un giovine Principe avanti l'Imperatore in atto sup- 
plichevole ; la Basilica Ulpia da lui fabbricata nel Foro ; e la 
Via Appia da lui ristaurata^ cose quasi tutte contestate dalle 
sue medaglie . Torreggia nell'Attico , sì da una parte che dall'al- 
tra j la medesima iscrizione che dice • 

IMP. CAES. FL. COSTANTINO MAXIMO 

P. F. AVGVSTO . S. P. Q. R. 

QVOD . INSTINCTX . DIVINITATIS . MENTIS 

MAGNITVDINE . CVM . EXERCITV . SVO 

TAM . DE TYRANNO . QVAM . DE . OMNI • EIVS 

FACTIONE . VNO . TEMPORE . IVSTIS 

REMPVBLICAM . VLtVS . EST . ARMIS 

ARCYM . TRlYMPfflS . INSIGNEM . DICAVlT . 



4» 

Da una parte sotto rArdutraYe 
V O T 1 S X 

Parimente 

Y O T I S XX. } j 

Dall^altra parte sotto lo stesso Architrave 

S I C. X. 

Parimente 

S I C. X X. 

£ sotto TArco di lo^zzo 

Da una parte Dall* ahra 

LIBERATORI VRBIS JVNDATORI QVIETIS 

Dunque TArco iii eretto a Costantino dBpo la battaglia di Ma« 
senziò : ma quando precisamente ì II dottissimo Panvinio » nel 
commentario de' Fasti , sostiene che il titolo di Massm$ non gli 
fu dato se non negl'ultimi anni dell'Impero: dianque verso que- 
gli estremi TArco fu eretto: almeno leggendosi da una parte e 
dair altra sotto T Architrave VOTlS X. VOTIS XX. jsoa prima 
dei decimo anno del suo Impero gli fii compito o decreta* 
to (i). Nota che nell'iscrizione ove si legge Instinct» Diviniu* 
tis s il marmo piA basso , ed i forami delle lettere confo&i j indi- 
cano esservi state altre parole ; si vuole che vi stesse scritto 
Diis favffUihuf, espressione che più si accorda col PoBuismo de 
Romani . I vacui de* caratteri erano rivestiti di metallo ; ed Ìl 
fregio e gli specchi tra i bassirilievi era • dice Venuti , impel- 
licciato di porfido , di cui forse dovevano essere ricoperti tut- 
ti quelli altri ornamenti che mancano delle rivestiture . Le otto 
statue de* prigionieri Daci intorno TAttico sono di marmo pa* 
vonazzetto » l'antico Jafìs Fhrìgtus . Un frammento di esse si con- 
serva nel Museo Capitolino nella di cui base Si legge Aà arcum 
contrasegno dello scultore : supplita tal mancanza con marmo 
bianco da Clemente XII. che isolò, e ristorò tutto TArco . Le 
teste sono tutte di malmo bianco e moderne » rifatte sopra an- 
tichi modelli . 11 Giovìo racconta che Loreazino de' Medeci , uc- 
cisore del Duca Alessandro , ne facesse la decapitazione j e se le 
portasse a Firenze (à) . Grande certo e ragionevole ne fu il 
sospetto : mancarono al tempo di quel prepotente Signore ghiot- 
to , si sa > di cose antiche ; mancarono tutte » e senza rovina 

(i) Ved. Nard. pag. 407. 

(2) Vid. Orat. Muret. advcrs. Laur. Mcd. Donar. Roxn. Vct. pag. atfp. 









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43 

delle stituc . Ma quelle teste a Firenze non vi sono ; non vi è 
memoria che sieno state » né a Firena:e né altrove : al contra- 
ilo , cavandosi intorno all'Arco non ha guari, nefii rinvenuta 
una e trasportata. nel Museo Vaticano . Dio sa come la cosa sia 
andata. Le colonne, quantunque di un bellissimo giallo antico, 
per essts patinate , e annegrite dal tempo, nascondono il suo bel- 
lo : ma in una che la tolse Clemente Vili, per* servirsene sot^ 
to rOrgano diS^^Gio. LateranO'» siccome lustrata e conservata, 
può riconoscersene la bellezza,. Neil* Attico e wl interiormente 
una camera, con finestrelle che dovettero servire per i suona- 
tDrit^diCkuto e dì trombernel tempo che passava la pompa trion- 
fale. • Vi si sale per una porticeila in Aio situata nel lato che 
fìsguarda il Palatino della quale hanno i Conservatori la chia- 
ve : nel salirvi , s' incontrano infiniti marmi lavorati a fogliami 
e posti allat rinfusa ; spoglie evidenti d' altri edifizj . Nel piano 
superiore ed estemo , composto di lastroni di marmo bianco, vi 
potè essere la quadriga trionfale, compera costume; e partfe 
di questa carro potè sospettarsi un gran firammento in bronzo, 
rinveoiutQ nella Villa Casali qui dirimpetto sul Celio « 

Arco di Tito • 

Tralasciando per ora di' visitare T Anfiteatro , la meta su- . 
dante, e tutt'altro che a destra si presenta; proseguirai Tispe- ì 
zione del Palatino per il suo lato boreale , lungo il quale do- 4 
pò pochi passi incontrasi altr'Arco di trionfo nel di cui Atti- 
co a lettere cubitali si legge 

SENATVS . POPVLVSQVE . ROMANVS 

DIVO . TITO . DIVI . VESPASIANI . F^ 

VESPASIANO . AVGVSTO 

L' Imperador Tito , delizia di Roma e del genere umana , avea vin» 
ti gli Ebrei , e presa Gerusalemme ; il Senato perciò gli de- 
cretò quest' arco che Trajano probabilmente a nome del Sena- 
to gli fece inalzare dopo la morte . Provano eh' egli non fosse 
vivo il titolo di Drous , e T Apoteosi che vedesi sotto V Arco , 
ove in un riquadro Tito va al cielo a cavalcioni di un* aqui- 
la • E' Tito e non Giove sopra Ganimede come parve al Ser- 
lio . Osserva Tarco in istampa, supplito con tinta meno scura: 
A. pianta , B. vano deir Arco , C, parte interna , ov'è rappresen- 

f 2 



44 ... 

tato in bassorilievo il trionfo di Tito , D. ordine dell' Arco con 
capitello composito , E. piedistallo e base della Colonna • F. Chia- 
ve deirArco, G. imposta dell'Arco, H. cimasa dell* Attico* I. 
basamento delPAttico . :Non è questo Jcosì bea. conservato : non 
ha tre ma ima sola apertura; né fii compagno in ambedue le 
facciate come il Costantiniano, avendo il suo prospetto princi- 
pale verso TAnlìteatro : la sua figura è un quadrato perfetto , ed 
è tutto di marmo bianco senza malta . Ebbe quattro colonne di 
ordine composito che sostennero il cornicione e TAttico , quan- 
tunque al presente sole due ne rimangano . Si vuole che un 
tal ordine tosse qui messo in opera la prima volta ^ e che in 
seguito s' impiegasse particolarmente per gii archi di trionfo . 
Se la massa* buona, mancò nelle parti TArchitetto d*uh certo 
criterio . J^egfi intercolunj que* due vani scorniciati diie di nic^ 
chi probabilmente servono, secchi, e fuori di luògo non reca- 
no alcun vantaggio o decorò . Magri sono i pofili delie basi , 
de' pilastri, e i dettagli di tutto Tarco: i òapicelli no» kasino. 
garbo sodisfacente : gli ornamenti e gì' intaigH vi soprabanda- 
no : il fregio sopra tutto, per essere -istoriato ih >piccold^ xiiaà^ 
ne trito e confliso . La figurt^ dei vecchio, portata da due uo- 
mini , indica la Giudea soggiogata da Tito ; il resto sembra la 
pompa di un sagrifizio, ma tuttx) in figurine > come figurina è 
quella che adorna là chiave deirArco. Gi^ande peróne il com- 
penso ndle quattro fame che riempiono i sej5ti dell'iArco, « 
ne* due bassirilievi che coprono i due prospetti interiori ♦ Quan» 
tunque il tempo gli abbia danneggiati , bisogna confessare che 
bassirilievi più belli di questi non esistono . In uno V Impera- 
tore vedesi trionfante su di una quadriga , coronato dalla Vit- 
toria , -che quantunque Dea posa più in basso • La Città di Ro- 
ma personificata guida per i morsi i cavalli ; gran corteggio <tì 
soldati e cittadini laureati , che precedono e sieguono il cocchio , 
così bene aggruppati , e con sì belle teste che incantano . Neil' 
altro siegue il resto della pompa ; folla di gente ; Ebrei prigio- 
ni , il Candelabro , le Mense , le Trombe , ed altre spoglie del 
Tempio » tutto sembra marciare , ed entrare veramente le porte 
della città . Osserva in fine i cassettoni del volto ornati di 
rosoni , tutti fi^a loro dissimili . Nella facciata opposta non so 
che vi fossero ornamenti considerabili . Il Fauno pretende che 
vi stesse una iscrizione trovatavi d' appresso , nella quale è ri- 
marcabile che jion vi è doto il Divus come nell'altra . Ne' bas* 



V V* 






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4?" 
si tempi vi si fortificò la famiglia Frangipani , e ttovo che il 
monumento fii chiamato Turrìs Carmlaria , sì crede per qual* 
che archivio vicino . Eccoti giunto alla metà del lato boreale 
del Monte ; alla fine di cui si riveggono le tre colonne ^ d'on- 
de partisti per farne il giro . Da qui , e sotto T Arco medesi- 
mo s passò in tempo di Repubblica j non la Via Sagra come ta- 
luni han pensato e scritto ; ma il celebre frequentatissimo vico 
Sandalàrio dove fu un Tempio xi* Apollo Sandalario (i), e al 
tempo di Gelilo molte botteghe di librari (2) . Ma il Vico , il 
Tempio, le Botteghe e tutt' altro restò ingojato dal Palazzo 
Imperiale , e dal fasto illimitato di Nerone , che da questa par- 
te tanto si estese con la fabbrica, che la Satira ebbe a dire 
Romani andate ad abitar Viejp (3) che in Roma non vi e fiù luom 
go fer voi . 

e A P O I I I. 

MONTE PALATINO. 

Wt^ìessioni su questa Collina . Rovine del Palazzo de* Cesari , esami'- 

nate negV orti del Collegio Inglese ; negr orti una volta 

Spada ; negli orti Farnesiani • 

Riflessioni ^ 

PER la moderna via a pie dell'Arco t salirai la Collina, la qua- 
le attraverserai presso che tutta fino air orto , o vigna del 
Collegio Inglese. E*di là che déVesi cominciare il giro di que- 
sti ruderi , cioè dall'oriente all'occidente , siccome non altrimen* 
ti dall' oriente all'occidente sorse , e si accrebbe il Pdazzo .• 
Questa ornai nuda Collina presenta il compendio della Romana 
istoria : il solco di Romolo ne porge il principio : la casa de* 
Cesari , il mezzo o l'Apogèo ; le rovine presenti. , la decadenza ed 
il fine . Celebrata ne'tempi de' Re per gli Etruschi lavori , come il 
Circo massimo. Cloaca, ed altri ^ in quc* della Repubblica per i 

(4) Svct. in Aug. cap. ^7. Xì) Paese a venti miglia di distanaa , di tir 

(2) /;i Sandalario forte apudUbrarios fui" to incerto. Si pretende Civita Casrellana» 

mila. Geli, nel 4. lib. i3. Anche nell'ar- Campagnano > e qualche altro luogo equi- 

^Icto vicino al Velabro ed al Foro Boa- distante da quella parte , perchè i Vejenti 

rio furono botteghe di librari . Mari, Spigr» furono bellicosi , e disputarono molto tem- 

J* li^. I. pò ai Ronfani il primato , siccom'è note^ 



molti Tempi d'Apollo , di Vesta $ di Giunone • della Vittoria , & 
Minerva.» ckila Fortuna; per le abitazioni dagli Ortensji». de*" 
Gracchi » de^ Catuli » de' Crassi » degli Scauri » di Clodio.» di Cì^ 
cerone , di Catilina ; lo fii neir era Augustale per un Palazzo* 
si magnifico , che meritò il soprannome di Casa, d* Ora : lo è al 
presente per quegli avanzi laterizj che ne sostiene ; quali caduti 
anch'essi* pure onorata e visitata sarà sempre finché vi resteri 
memoria che Romolo qui ebbe la cuna; e che pria i Consoli,, 
poi 1 Cesari di qua per dieci Secoli comandarono il mondò » 
Per quanto si raccoglie dagli Scrittori , Augusta diede principio 
al Palazzo Imperiale dalla parte orientale verso il Celio ; Tib<» 
rio seguendo le tracce e il disegno di Augusto» lo prolungò 
sul lato meridionale e occidentale ; Calfff^U lo seguitò^ verso il 
Foro ed il Campidoglio t il quale unì con un ponte al Palatino » 
per andarsene dalla casa in Senato senza toccar strada; Nerone 
finalmente lo distese per tutto il tratto boreale , occupando an- 
che parte dell' Esquilino , e del Celio . Tutti gì' Imperadori in 
appresso o vi cambiarono , o vi aggiunsero ^ qualche cosa . A 
qual punto di magnificenza e di gusto arrivasse , si sa per le isto- 
rie; si sa per le cure di Teodorico nel conservarlo; lo indica 
il titolo stesso che portava di Casa d^^Oro; ma più di tutto au- 
tenticità palmare ne fanno t residui de' quali tutta è piena ' la 
montagna, e le ripetute escavazioni feconde sempre di pitture» 
sculture, e marmi pregiatissimi di ogni genere* Ai tempi del 
Bufalinif sotto Giulio III., narra Flaminio Vacca esservi state 
fatte alcune scoperte che gli diedero agio di ricavarne una pian- 
ta meschina • poco esatta , che fu incisa in legno . Più corretta 
e completa la pubblicò l'insigne Agostiniano Onofrio Panvinio» 
sebbene nemmen quella andasse esente da gravissimi abbagli. 
Apertosi finalmente negli orti Farnesiani il noto scavo del ven- 
ticinque t sotto la direzione del celebre matematico , ed antiqua- 
rio insieme Mon^signor Bianchini (i) , si studiò questi di rende- 
re alla Imperiai Casa la» sua integrità ; essendosi però, servita 
della pianta Panvìniana come di bussola per rintracciare gli an- 
, dainenti de' piani, ed accojgare le tante, parti che lo compose- 
ro . Dopo picciol tratto di salita appariscono tosto sulla man- 
ca alcuni ructeri arcuati di cotto , i quali sono da taluno battez- 

(i) Kttll' assistere allo scavo* precipita la caduta sì vuole cfa^e a capo a 4ut anni te 
volta di una sala e con quella il Prelato ne morisse • 
dall' altesaa di circa venti palmi , della qual 



47 
zfttì per avanzi di un I|^odrorao » Imgo da maneggio » che si sa 
essere stato nel Palazzo . Il prelodato Bianchini li crede residui 
dei corpo di guardia; ravvisandovi Tistessa fattura del Castro 
Pretorio fuori della porta Nomentana . e dell' altro presso il 
circo di Caracalla » cioè » attorniato di pìccole arcate per soste- 
nere il cammino delle ronde » e sentinelle » fXcuHtùres . 

Rovine jaiuf orto dbgl* Inqlisi . 

Avanzando cammino t appunto dietro la muraglia > ove so- 
^o fissate le stazioni della via Crucis s sì pone dagli Anti^i^arj 
il luogo della Roma quadrata * ove abbiam dettò che Romolo 
pose U lituo Augurale, l'aratro, gli ancilì, ed altri istrorAentì 
della sua &bbricazione • Giunto che sarai all'orto degl* Inglesi^ 
osservato più da vicino il residuo ^cuato dell* Aquedotto Clau- 
dio , per una rustica moderna ^cala a destra poggerai sul mon* 
te , ove incontrerai rovine .ammassate e confiise di nobili ed 
ignobili edlfizj • infinite camere ristorate e cambiate di faccia , 
con tramezzi , volte doppie , corridoj 3 tribune ^ cubiculi , ecii » 
esedre, e così in questo come nell'orto contiguo . JNon y' è 
dubbio che debbono assegnarsi tutti ad Augusto; seppure jion 
fossero ristauri d'altro successore , in specie di Domiziano che 
tutto rinnovò , ed ampliò il Palazzo . Due case ebbe Augusto 
sul Palatino (i), la prima fii quella di Ortensio piccola e ri- 
stretta (a) ; poi akra , o la medesima accresciuta sopra quelle 
di Catilina ♦ ed altri . Fatto Pontefice Massimo , da malizioso 
com* era , per non eccitare l'invidia , la rese pubblica . Vi piantò 
due belli lauri innanzi la porta, ed ima corona di ^iìr^ri4 ; (3) il 
che tanto piacque, che divenne jnoda. Tutti gli altri Imperato- 
ri gli fecero ia scimmia (4.)^ anzi Claudio vi aggiunse la Coro* 
na Rostrata . JEresse un arco in onore di Ottavio suo Padre (sJ . 
Innalzò un Tempio ad Apollo, privandosi di una parte della ca- 
sa vecchia • Oltre le statue e marmi preziosi , ebbe questo Tem- 
pio un carro dorato sul fitontespizio # le porte istoriate con i 
tatti del Nume (6) , un lampadaro a somiglianza d*albero di po- 
mi (7) , ed un colosso di Apollo in bronzo di sessantadue pie- 
di , nella base di cui ripose i libri Sibillini (8) • Vi aggiunse fi- 

(^) Dion. lib. 55. ^5) Plin. lib. 3^. ^»p. 4. 

(2) Poitea in PalatU , sed nìkilominus W) Ved. le misd. presto il Debiè » BeH. 

mpMcisaedihus Horunsianis . Svet. in Aug. XIi- Ges. 

(}) Sver. in vit. ^7) Plin. H. N. lib. jtf. cap, 6. 

(4) Bulen^. de Irapcr. ^8) Ved. Nard. e Don. e Svet. loc, citi' 



48 

nalmente un portico di colonne Affricaiier ed una Bibliotea 
nella quale furono soliti i Poeti recitare le loro op^gre , ed Au- 
gusto già vecchio vi tenne.il Senato (i) . Con queste notìzia, 
dentro i limiti assegnati ad Augusto, spazia per queste orta* 
glie , osserva , discopri . Proseguendo a salire a sinistra per al- 
cuni angusti viottoli, stabiliti sulle rovine di arcate, e androni 
immensi che servirono di fiancate al Circo, e di sostruzione al 
palazzo; giungerai alla punta orientale della montagna, ove su 
di antico lastrico scelta una giornata chiara e non ventosa in 
specie d'Inverno, troverai un comodo passeggio ed una super- 
ba veduta (2) . Potrai qui a tuo beir agio riflettere col pre- 
lodato Bianchini , che le altezze del Celio , del Palatino » dell* 
Esquilino , furono appresso a poco le medesime paragonandole 
con la linea dell* orizzonte nel passeggiare che uno fa ; inoltre 
vedrai il livello delle finestre superiori dell* Anfiteatro , dalla 
linea dell* orizzonte assai bene indicato , sqiìz* altre misure mo- 
stra chiaro che il Palazzo sopra il piano dell'arena del Circo # 
ebbe d'altezza intorno a centoventi ipiedi Romani • 

Rovine NEGLI Orti Spada. 

- ^ Sortito da questo luogo risalirai per la medesima via alla 
Chiesa detta della Polveriera , dentro il di cui convento sono 
anche molti avanzi laterizj , ed ove per un Certo condotto di 
jpiombo rinvenutovi, si pretende che un'antica conserva di ac- 
qua serva ora di refettorio a que' Frati.. Qui dirimpetto sta il 
gran portone della piccola villa Spada , così chiamata dalla fa- 
miglia, di questo nome che un tempo la possedette , e molti 
marmi vi rinvenne che adornano al dì d'oggi il suo palazzo. 
Trapassato il lungo viale , e la deliziosa Casina (3) , si scende 

fi) Svet. in Tit. e. 47. S; Paolo : finalmente alle spalle la Cupo- 

V-) Vedrai nel basso a sinistrale rovine la di S. Pietro» che fra alcune rovine di 

dttl monte «testo» l'arco di Costantino» questo luogo produce un colpo d'occhia 

1^ Anfiteatro : in alto da quella ssessa ban- mirabile . 

da *una parte dell' Esquilino ove poggiano (i) Fu casa di Campagna di RaifaeUe» 
1« Ttrnie di Tito , cui fa quadro 1* ame- perciò in un portkbttto contiguo che t 
no boschetto de' Padri Maroniti: di prò- quel tempo dovette essere sc^opcrto ^ si Ve- 
spetto fi Celio ton ruderi*, e le due Chic- dono delle Veneri condotte alla sua manie- 
se di S. Gregorio » e SS. Gio. e Paolo; ra , con una volta compartita e rab^scat^ 
dritto la via le Terme di Caracalla » le sul fare delle Vaticane . Le pareti hanno 
mura , e fuori di quelle il Sepolcro di Ce- soifcrto , ma la volta è assai ben conscrr- 
cHia Méfella: a destra il Monte Aventino vara dimostrando dt per tutto il genio su- 
con rovine » e diverse antiche Chiese» le blirae » e forse qualch*j tratto dtl suopen- 
Mura , la Piramide di Ce^tio » il Mente nello. Vedendosi essere qutsto luogo il 
Testacelo» il Tevere con la Basilica di sito più elevato credono il Panvittio » BìaJi* 



in ufao spiazzo circondato » co Ae tutto il resto • anzi come tut- 
to il monte stesso da muri antichi . Ivi ravviserai tre parapetti 
o sia tre bassi mureUi -, modernamente latti a beila posta t per 
difendere, tre aperture le quali tramandano il lume a tre anti- 
che stanze sotterranee • degne dì osservazione . Formano queste 
parte deirultima rimarchevole escavazione fatta su questo monte • 
circa venti anni fa» <ia un certo Abate Rancoureil » la quale ab-» 
braccio presso che tutto il riguardevole spazio che vedi , e di 
cui ti esioisco la veduta fattane dall' istesso valente Architétto del* 
lo scavo che fii il Sig. Giuseppe Barberi . In queir occasione furono 
rìconosciuiti , e delineati due appartamenti del Palagio Augustale ; 
l'uno superiore corrispondente al piano presente* con ricavarlo 
dai muri che in abbondanza esistevano , disfatti poi in tevoloz* 
za e vénduti ; l'altro inferiore, di nuovo ricoperto, air eccezio- 
ne delle tre dette stanze, le quali» per il loro bizarro e curio- 
so disegno, fiirono lasciate permeabili, che anzi TAbate vi fab- 
bricò « bella, posta una comoda scala. Di tali siti se ne da un 
idea neUa pianta Panyimana, e nel Palazzo de' Cesari del Bian« 
chini ; ma essendo molto più accurata l'ultima delineazione • e 
jncm potendosi facilmente • avere l'opera in foglio del suddetto 
Antiquario, potrai meglio nelle qui annesse tavole riconoscere 
questi importantissimi siti. Per bene orizzontarti» bada i. che 
la «cala de' palmi guardi la persona, e l'altra estremità sia di- 
.retta ai mezzp giorno » o sia al Circo massimo : a. che tutto ciò 
che nella pianta vedesi indicato con tinta più scura , si è quello 
che ancora esiste . . 

Num. 8. Pianta kmogréficé dtl piano suferhn. A. Peristilio, 
sia cortile circondato., da Portici. B.. Saloni quadrilateri orna- 
ti di nicchie in quadro . C, Siti nobili con Essedre , cioè emicicli 
a guisa di, Tril:>une l'una contro l'altra; quella di mezzo con 

g 

cUqì ed altri che qui Augusto fabbricasse antica pianta dì Roma , che ti conserva oel 

u tua Siracusa • luogo di diporto , giacché Muteo Capituliiio * ti vedono moiri portici 

^ ^^gge averla fabb'rìcata' in tdiso . Détte 4:ok au morosa quantità di colonne* e nel 

rovine per altro che «arem per 04ter- mesio una talà detta di Adirne, voUndQ 

^^re * dobbiamo attribuirne gran parte a il Bellori che questa apartcnesse all^ appar* 

pomiiìano che rifondò tutto il Palano» tamento delle Donne . Nella pianta Capi* 

la ipecie da questa parte . Di fatti lo spa» toHna vi si Ugge DONAEA roanoandovi il 

*io dal portone alla Casina, fu a quel tem- primo A. Il Bianchini attcsta averlo t 

po Occupato dalli giardini Adonj di queH^ giardinieri assicurato che pCr quanti tasti 

^ugutto à imtginati sul modello di que* fossero in quello spasio nati latti , non 

della^ Siria » ove Domiaiano • come narra vi si trovò mai miente'di massi cci» . 
«ilosrato» ricevette Apollonio Tianco « ìl^ll* 



X 



I 



/ 



fu 

nicchie doppie in vece delle tribune ^ tutte e tre illtimmate 
dair alto per via di grate di marmo rotonde , scannellate . D» 
Gabinetti altri quadri , altri ottagoni di elegantissima forma . E. 
Stanze terrene per usi incerti che fiancheggiano il Peristilio . F. 
Atrii superiori del Peristilio sostenuti da colonne* in soli due 
lati • G. Logge scoperte dai due lati opposti del Peristilio ♦ H. 
Gallerie rettangole di bella forma. !• Siti curvilinei decorati ìàì 
untane . L. Piantato di. esse » che avea nel mezzo il suo con- 
dotto di ^ombo . M. Siti nobili rotondi in uno de* quali fun> 
no trovati frammenti di statue . N* Camere d^ incerto uso . O^ 
Loggiato scoperto ♦ o giardino pensile per non avere indizio al^ 
cuno di Altra fabbrica sovrapposta. 

Num. 9. Pianu del fUm infiriore . A. Peristìlio o m cor- 
tile circondato non da due , ma da tutti e quattro i Iati da co» 
lonne isolate . B. Portici intorno al cortile . C. Nobile ingresso 
al Peristilio con indizj certi di colonnato . D* Belle Sale rettan- 
gole con molti ingressi, E. Rotonde consimiH alle precedenti • 
F. Due Sale bislunghe , e quattro quadre d'incerto xiso . G. Pie* 
colo cavedio , cioè cortile . H. Retrocamere contigue al picco« 
lo Bagno . J / Ambulatorio o sia passetto che inette alle dette 
camere, al bagno, e finalmente ad uno Sterquilinio. Li BagnD 
primato di piccola ma graziosa forma. M . Sterquilinio magn^ 
fico con Peristilio . N. Saloni ottagoni di capricciosa struttura 
permeabili . O . Sala intermedia non molto grande , egualmente 
di bizzarra forma , fermeébile anch' essa . P . Passaggi dalle dette 
sale al Petistilio . Q . Scale per ascendere al piano superiore • 
R . Retrocanìere ornate , permeabili ancora • 

Num. IO. Sezione del Peristilio con i suor siti àdjacenti, i 
di ambedue i piani. Pig.l. A. Cavedio. B. Gradini che mette- 
vano al Cavedio . C . Siti annessi e segnati nelle piante . G. F. D. 
Piano superiore con le sue pertinenze . Nota che per sicurezza 
di quanto si espone, furono rinvenute in terra diverse colonne 
con capitelli Jonici, e Corinti! con proporzione diminuita in 
ragion dell' altezza , onde ne risulta chiaro il doppio ordine de* 
portici ; oltre le tracce delle volte » e gli attacchi di cornici 
proprie e convenienti a, detti. ordini , che vi furono ritrovate. F. 
Piano del Cavedio . G . Loggiato da sole due parti . H . Gli al- 
tri due Iati con colonne . I . Sala intermedia agli ottagoni de- 
scritti. Si scenda ora la scala ^ e si osservi la prima di quelle 
«aleottagone, in pianta del piano inferiore lett, L Nell'alterna* 



iooM di Biochie grandi e piccole# quadre. e circolari vi si scori 
gè uno stile trito e confuso» che sa alquanto dei Borromines- 
co. Prende il kimé dall'alto dov'era una ferrata di marmo, e 
poca luce vi potè penetrare » atteso il piano superiore che gli so- 
vrastava. Rimane neir impellicciatura della sua volta qualche 
segno di pittura. Dovette avere stucchi messi a oro e dipinti^ 
mentre fra le rovine si ^trovarono frammenti di grossa intona» 
catura a guisa di cornice, avente un piano largo once tre di 
palmo Romano, dipinta con cinabro, ed una fusarola grossa on-» 
eia una e mezza riccamente dorata • £' mirabile come mante- 
nesse vivi i colori dopo dieciotto secoli. Le. tribune e le nic- 
chie di questa Camera sono sì ben conservate , che mobiliate che 
fossero, vi si potrebbe fare la conversazione* Da questa si pas- 
sa ad una sala più piccola di diversa , ma egualmente curiosa 
smittura , mentre si vede avere qpattro porticelle , due contro 
due, che danno lìbero il passaggio , rinserrando fra- di loro- una 
nicchia per parte . Viene appresso l'altra ottagona compagna del 
tutto alla prima, da cui vi si rigira per retrocamere e cubicoli 
riconoscìbili in pianta. Si vede benissimo che furono siti nobi« 
li anche questi ed ornati ; ebbero rivestiture , e zoccoli di mar- 
mo e pitture nella volta : ma oh Dio ! strettì , akissimi , e sen* 
ZSL lume I Osserva la sezione di questi ottagoni , e la loro cor- 
rispondenza al piano superiore. 

Num. II. Spaccato di ambedue li piani. Fig. i. A. Grata di 
marmo scannellata che dava il lume alle Sale • B . Dette Sale 
ettagone • C. Siti annessi • D • Sterquilìnio. £ . Avanzi del pia- 
no superiore descritti nella sua rispettiva pianta. F. Piccoli 
Gabinetti ottagoni ; uno de' quali attualmente esìste sopra terra 
verso Ponente . G • Cloaca magnifica che viene a. cadere preci- 
samente sotto uno di questi ottagoni. Fig. i. Sezione delle ca- 
mere dietro gli ottagoni , segnate in pianta del piano inferiore 
R* H. I » Camere nobilmente ornate, di cui nella Tavola seguen- 
te l'esatta ortografia . Fig. 3. Lo sterquilinio in doppia propor- 
zione di scala , copiposto ^di una porzione di cìrcolo a guisa di 
Tribuna , con tre comode nìcchie una quadrata, e due semicir- 
colari; ad esse per mero ornamento ne corrispondevano altret* 
tante al di sopra. Ciascuna ne* fianchi avea una mensola di 
marmo del profilo che vedesi L . Di marmo jera il piano per 
sedere, e di marmo il condotto stercorario. In basso poi eravi 
un labro , o vasca semicircolare , filic investiva tutta la tribuna sudr 



^ \ 



Ì2 

detta » di marmo bianco % alta un palmo Romano » c^ace di 
contenere un mezzo palmo d'acqua » che gli veniva tramandata 
da un condotto posto sotto una delle nicchie. Dietro lo. ster- 
quilinio fii rinvenuto un grosso tubo , che diviso in altri di nat 
nor grandezza conduceva i acqua alla vasca » ed ai condotti ster* 
corarj . Sul tubo principale eravi la procura di Domiziano , se» 
gno che il tubo o lo sterquilinio fli un bonifico di queir Augu- 
sto . Ne' tubi descritti vi si osservarono de' più piccoli t d'incer- 
to uso • ma diretti egualmente ai condotti stercorarj . Chi sa 
che non formassero de' zampilli atti ad astergere* simili a quel*» 
li inventati non ha guari nel North » tanto applauditi » e credu- 
ti una novità? 

Num. 1 2« Alzato delle due sale corintie nobilmente ornate » se* 
gnate nella pianta generale lett. R, A» B. Prospetti eguali» a 
quali dovettero corrispondere di fronte altri due consimili • C* 
Facciata laterale che dovette essere la medesima in ambedue le 
camere , ribattendo le misure di esse . D , E , F » G , M. Parti 
in grande dell' ordine non molto esatte , fra le quali è notabile 
il capriccioso capitello composto di sole tre fronde di giara » 
con tre fiori invece di caulicoli terminanti in rose , ed una pal- 
ma di cinque foglie t che taglia la tàvola del capitello • H , Luo- 
go intermedio fra le due sale diruto , a riserva dell*!. Pavimcn* 
to diviso in triangoli di marmo giallo > bianco $ e serpentino • 
X* . Pianta di uno degli Ottagoni • 

Num. 13. Fig. I. A. Spaccato per lato traverso Jel piccolo Bd^ 
gno che precedeva lo sterquilinio, Fig. 2. Il medesimo per lun- 
ghezza . B. Saia che precedeva il bagno • La sua forma è qua« 
drilunga come la pianta lo accenna . Vi girava attorno un mar- 
ciapiede con numero otto siti « ciascuno de' quali aveva cinque 
scalini per scendere al Bagno. Per tutto si rmvennero de' mar- 
mi , che ne impellicciavano il rustico . L'intonaco della vasca si 
trovò di una certa colla , formata di coccio pesto # mescolato con 
calcina > così duro » che non fu possibile di romperlo . Fig. 3. Si* 
ti circolari segnati in pianta L, M, ornati con pilastri corin- 
tii . Fig. 4. G. Fontana delineata in proporzione maggiore » se* 
guata in pianta lett. L. C Tubo che avea di diametro otto 
once di palmo Romano : dove faceva il vertice formando curv» 
era di metallo gettato j per ovviare alle frequenti rotture (i)« 

fi) Questa^ cóme altr^ tracce ticare cU Augvito abitaste l'estate* dove al riferirai 
^ooilt f ontaneifanno coBfeltuxaie cbe quWi SvctoAÌo» Af$riH €uii€uii forihi 9 a$.s^g$ 



Tcxmando ora allo scoperto , osserva su questo Iato occiden- 
tale uno de gabinetti in parte ancora esìstente segnato nella 
prima delle piante L» P> nella seconda L, R» degno d'esser 
.. esaminato per la sua semplice ed elegante struttura • Eravi il 
suo corrispondente dalla parte opposta che fu distrutto , Fra 
un piano eraltro, alla profondità di cinque paJmieinezzo» sì 
apriva la bocca di ima Cloaca magnifica» siccome mostra il 
seguente 

Num. I4m Chaad. A. Vano della medesima composta di 
sali pezzi di travertino . B. Canali sull' orlo della medesima • 
C. Gli stessi in elevazione : procedevano da Tramontana sca» 
ricando l'acqua verso il Circo massimo • D. Canal maggiore al 
fondo della medesima per derivare al modo stesso da 5etten* 
trione a \Mezzodì T intero vplume dell'acque. E Pianta del 
Gabinétto. Terminata T ispezione di questi siti, potrai godere su 
i moderni parapetti la veduta della valle de' Mirti, oggi de Cer- 
chi f lo spazio curvilìneo del Circo , il Monte Aventino . Ima- 
gìnati su questo Remo auspicante formare il disegno della sua 
Roma, (i) Figurati in quello duecento e più mila persone rac* 
colte a vedere gli spettacoli , i diversi partiti per le diverse fa* 
zioni degli Aurighì » gli .applausi , ì sibili » le grida , le pompe 
Circensi , e tanti giuochi soliti fervisi : , poco più innanzi verso 
il Ponente sopra una loggia t che ancora esiste , l'Imperatore col 
suo corteggio dar ì segnali # ed assistere agli spettacoli. Si» lo 
sporto considerabile che ha questa loggia sul Circo mi deterrai^ 
na a credere che ella sìa stata il pulvinare dell' Imperatore , 
t cui si portava dalle vicine camere del Palazzo. Narra Cas- 
siodoro che Nerone un giorno non terminando mai dì man- 
giare e di bevere i per quietare il popolo impaziente , fece get* 
tare la sua salvietta ( tnaffa in latino ) nel circo » per segno di 
cominciare ; il che suppone vicinanza dì lupgo (a) . Dì più ri* 
fletto che appunto questo balcone vedesi pOsto dalla parte de* 
carceri , i quali rimanevano airoccidente della valle , verso la 
Chiesa di S. Anastasia , vale a dire al cominciar della sfina ; 
luogo il più a proposito per godere la prima scappata dell^ 

^ peristilio $aiiente acqva» oc aiam v/n* {^) Cum ì^tro prandium protenderà » it 

nlante aliquo cu^abat • ieleriiaiem » ut oisolei $ avidus tpeefandi po^ 

(') ^arttm Àventini ìoeum uaiutAmuni* pului /fagitaret » ille map^m quatergendis 

Jum comm^diùrem ducebat ( per c<iificarvi manibus uiebatur » jussit aPjei per fenesiram 

^om% ) giqu^ pgstea Rimdme afgn9min fuit ut iibertaiem daret eertaminis poiiulandi •' 

fiut. in Suoi. Caiiigd. tj^iti^ 51. lib. 3. 



J4 

carrette, e giudicare della corsa: motivo per cui aoche/iti al-' 

tri cerchi come vedremo, soleva in quel sito, essere la loggia, 
del giudice* Qui d'intorno, mezzo della, montagna , deve col* 
locarsi, secondo le osservazioni del Panvinio e^ del Bianchini ^ ii^ 
fine delle fabbriche Augustane, e il principio di qudle di Ti-? 
berlo ^ che or or vedrai • 

Rovine migl'ortt Farncsiani. 

Sortito da quest* amena villetta , scenderai per la sinistra al 
portone laterale degli orti Farnesiani é Appena entrato,, meii:* 
tre il Custode va ad accendere le fiaccole per vedere alcuni 
bagni sotterranei , per un viottolo a sinistra ti porterai a visi* 
tare gli avanzi laterizj di tre sale, fra le molte scoperte, sotta 
la direzione del più volte lodato Monsignor Bianchini : nel fon* 
do di quella di mezzo evvi una iscrizione che ne dice il pre» 
ciso. Avea questa gran sala le mura rivestite di grosse lastre 
di pavonazzetto ; il pavimento ricoperto di quadri di marnd 
mischj , rovinato dalle grosse colonne di porfido e di giallo in 
oro cadutevi sopra • Due di queste avevano venti palmi di cir- 
conferenza (i). Di qua salendo alle ucelliere osserverai vicino 
ad esse, un piccolo boschetto di querce d*onde si domina as- 
sai bene T Anfiteatro e ^otto di cui eravi ne' tempi scorsi una 
quantità prodigiosa di pezzi di fregi , cornici , e capitelli ec* 
cellentemente lavorati, ed ornati di tridenti e Delfini da asse- 
gnarsi al Palazzo Augustale , fabbricato dopo la gueira Aziaca ; 
tolti in seguito e trasportati alla Corte di Napoli • a cui appar- 
tengono gli orti , ed i marmi (2) . Qui lungo per uno stre^ 
to sentiero si giunge ai cosi detti Bagni di Uviéi . Vedrai al- 
cuni piccoli gabinetti rimasti sotterra, le dixui volte sono ve* 
ramente mirabili ; k prima a fiorami d*oro in campo bianco ; 
la seconda a diversi compartimenti con arabeschi e bassirilievi 
dipinti, che hanno figure ottimamente disegnate, parte in oro 
sopra fondo azzurro , e parte in azzurro sopra fondo d* oro • 

(i) Ved. Blanch' Pala\.<UCes. Venut.pag, dissotterrate nel tempo dei Ftrheti in di* 

20. Non sto a riportare le presiose anti- versi luoghi » in specie nelle Terme An- 

cagUe trovate ti^lk escavazioni fatte su que- toniane ; Molte ne andarono agli altri Pa« 

sto monte in diversi tempi , per le qua* laszi del Farnese» Farnesina » e Villa -Ma- 

li non basterebbe un libro intero . dama , tutti appartenenti alla casa dì Pad^ 

^2) Alla riserva del gran portone sul mo^ lo III. Molte aeUe statue che rtmaHevan« 

derno Campo Vaccino, fu inaliata questa ancora inedite , prima di essere portate 

Villa Urbana con disegno di Michelangelo , in Napoli negli ultimi tempi % furono da 

e vi furono collocate molte delle Scolcure ine pubHcate «elle summento vate norii^it rew 



J 



Vi retta tratto trattò qualche fioretto di Lapislazzuli sparso 
qua e là : si vedono bensì scassati » e portati via i rìquaari di 
pietre preziose > e tutte le fascie di nobil marmo » ond*erano ri* 
vestite le pareti . Osserva d' intorno i tubi perpendicolari che 
vi |x>rtavano Tacqua ; il massiccio de* muri , di una cortina mi* 
rabile» fatta senza risparmio, le molte nicchie quadre per sta- 
tue , o altri ornamenti . E* singoiar cosa che non vi si sia trova- 
ta né porta, né finestra alcuna: vi penetrarono i cavatori per 
un taglio &ttovi espressamente » e l'ingresso presente è di ma- 
no moderna . Fa di mestieri perciò conchiudere che vi si ascen- 
desse o discendesse per cateratte , e che fossero illuminate sol- 
tanto da lampade . Io sono di parere che fin dall* antico tem- 
po , chi sa per qual ragione , fossero queste camere murate ed 
abbandonate ; riconoscendovisi de* muri del cortinaggio istesso ^ 
che le tagliano e le rinserrano ; onde al di là possono avere 
avuto* se non le finestre, almen gl'ingressi *. Di qua, prose- 
guendosi a mezzo d> , s" incontra un CafiFeaus seniidiruto : ed è qui 
dove il Bianchini colloca la tribuna corrispondente all'altra di 
Augusto sulla parte Orientale , per il necessario ribattimento del 
Palazzo • Scendendosi all'angolo del Monte dtr questa parte , si 
rivedono il Tevere , l'Aventino , il Foro Boario , i Colli Giani» 
colensi . Questa punta corrisponde alla Velia , contrada celebre 
ne' tempi de* Re, e della Repubblica secondo Nardino . Retro- 
cedendo per il lato occidentale , si rivede il Tempio di Romo- 
lo, e il Campidoglio, a pie di cui fra li due colli, il tinto 
decantato Foro Romano . Osserva gli Androni immensi che 
s'internano da questa parte nella montagna / Questi , oltre al 
servire di sostruziòtìé ài Palazzo , poterono somministrare le 
necessarie officine , scuderie , alloggiamenti de' Soldati , ed al* 
tre , Per tutta questa linea abbiam detto che Caligola unita- 
mente a Tiberio proseguirono Tedifizio , occupando Taltra anti* 
ca sommità chiamata il Germalo, corrispondente all'angolo bo- 
reale del monte . Di qui poi ebbe principio V immensa giunta 
di Nerone protraendosi per tutto il lato Boreale sino all' Esqui- 
lino ed al C^lio come dicemmo • Sembrano favole le relazioni 

* Su di tal proposito narra Flaminio medaglie commesse • con piatti e boccale; 

Vacca nelle sue Memorie che alle radici tutti istromenti da sagrifitio ; osservando al- 

del monte Areorino fu trovato un coasin tresi che tale starnino non aveva né por- 

siile ftantino , molto adorno » con pavi* te né finestre • come appunto codesti ba« 

mento intarsiato <j^ agate » e corniole » e li gai • e vi si Scendeva per di sopr» • 
JRiart fodexati di ra«at dorato • coM ^un« 



datecene dagli Scrittori . V'ebbe questo Imperadore un colosso 
alto centoventi piedi » ed era situato in un peristilio a tre fila 
di colonne altissime » ciascuna fila lunga un miglio » Conteneva 
giardini, prati* e boschi ripieni d*ogni sòrta d'animali selvati- 
ci : uno stagno a guisa di un mare con tanti edifizj intorno 
che sembrava una Città . Perle , gemme , oro , ed ogni mate- 
ria la pia preziosa vi fu impiegata per arricchirlo e renderlo 
unico . Fu poi . singolare una sala da mangiare , nella di cui voU 
' ta era rappresentato il Firmamento con i suoi astri che gira- 
vano giorno e notte t versando ogni sorte d'acque di odori* 
Ottone spese per finirlo novanta milioni di sesterzj . Ma ben 
preisto disparve » gettato a terra in odio di quel molle e be- 
stiale Augusto . Peggio è che se n è andato in fumo tutto il 
Palazzo, non altrimenti che quelli incantati del Tasso e dell' 
Ariosto . Ne restano per memoria pochi mattoni : ma addio 
memorie » se non si fa argine all' avidità degli affietuarj « che a 
poco a poco le convertono in tevolozza. Scendendo a sinistra 
per le scalinate osserva la gran fontana, « le ucelliere semidi- 
rute del fionaioti: sotto la scala, in uh portichetto corrispon^ 
dente ad un Ninfeo, stava la bella statua di Agrippina sedente t 
che si ammira adesso a Napoli ntì Museo di Portici . Dalla pit- 
tura del Virgilio Vaticano , come scritto e miniato in que se- 
coli che il Palatino non era distrutto , rioayò il Bianchini il 
Vestibolo , e la magnifica scala della Nerqniana ; situata appun« 
to ove la, muraglia dà questa parte ricìnge i moderni Orti Far* 
nesiahi . Opina il sudetto che rArco di Tito, il qu^e da que- 
sta parte fiancheggiava il grande ingresso , avesse dall' altra il 
Siro' corrispondente , uno di que* tanti che si sa essere stati erety 
ti da Domiziano ^. i 



. * Kell*cicire per Ugrtii porta» otterva« dell'arte di redere che non è mai con- 

Ja ; £s»a è del cejebre Vigiiola : forse tento > quando si trova innanai alU ope- I 

r^unìtfo Architetto dopo Palladio • che re di questo arcisca , in particolare al pa- 

aell* arte sua omne tulit punctum., L' autor iaaie di Caprarola • ammira e loda • 




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C A P O I V. 

ANTICHITÀ* DEL MODERNO CAMPO VACCINO. 

Tempio di Venere . e Roma . Vìa sacra . Tempio della Pace . 
Tempio dì Venere Cloacina . Tempio di Romolo e Remo . Tempio di 
Antonino e Faustina . Foro Romano^ . Basilica di Paolo Emilio . At" 
co di Settimio Severo . Colonna di pertinenza incerta • 

• T^ all'Arco di Tito a quello di Settimio Severo ^fila una co* 
jLy rena di antiche fabbriche, che fanno ala al nostro Foro 
Boario , cognominato Campo Vaccino * ^ La lunghezza di questa 
piazza , da un arco alPaitro » per avere nel mezzo un sentitre 
piano , arborato ♦ e sparso intorno di antiche rovine , forma una 
delle più belle ed interessanti passeggiate di Roma, particolare 
mente sul mezzo giorno in tempo d' inverno , ove per la sua 
bassezza vi si sta difesi dalla Tramontana» 

Tempio di Vikzrb, e Roma. 
r ' Oggi Chiesa di S. Francesca Romaaa • 

Mirane gli avanzi negli orti de* Reverendi Olivetani di 
S. Francesca Romana , presso TArco di Tito . Il Nardino avereb- 
be giurato ( così si spiega ) ed io con lui , che non ad Iside e 
Serapide ; non al Sole e alla Luna ; ma 4/ Tempio di Venere , e 
Roma appartengono que* rimasugli . E* vero che in essi non si 
ravvisa forma di tempio; che una nicchia o abside non basta 
da per se sola a canonizzare un tempio ; essendo maniera te» 
nuta dagli antichi di porre emicicli , e tribune per tutto . E* 
vero che per essere concavo, e per aver direzione sfacciata da 
una parte airAnfiteatro , deve questo luogo aver -servito di guar* 
darobba alle di lui machine (1) • So tutto questo, e so di più 
che i veri tempj aventi misteri , ceremonie , e sacerdoti furo-» 
no di poca capacità , e religiosamente guardati da usi profani • 
Ma al primo rispondo doversi riflettere che Tarchitetto di que* 
sto tempio fu V Imperadore Adriano , bdl* ingegno , che né* 

h 

• Qui ti che potrai dire con l»Orator (i) Vedi Veiiut. Top. di Eom Ani. 
^omjino Ilo. s» de tlr.iòus , ^*éicumque hi' pag. 28. Pirane», Ant. di Rom. Toni. Ip 
grcdimur 9 in aiiiiuam hisi9riam viistigium p<ig. ^5, 



S9 

viaggi di Grecia avea vedute gran cose , e che , per abbattere 
il suo emolo ApoUodoro , studiava cose nuove . Quali stravagan- 1 
ze non fece ' a* nostri giorni il Borromino , per sopraffare il Ber- | 
nino suo competitore? Adriano fece in questo tempio una stra- 
vaganza: Questa piacque (r) , ed egli se ne gonfiò estrema- 
mente. Si legga il carteggio che ci fti fra lui e queir architet* 
to (a) , e si avrà anche la rirposta al secondo pbjetto delle 
macchine . Bisognava per i giuochi di^irAnfiteatro ( che Dione per 
isbaglio chiama Teatro ) un luogo per riporvi le dette macchi- 
ne. Un gran rimessone: un arsenale comunque bastava*; Adrij- ^ 
no, per far belle cose, immaginò un tempio a Venere e Roma. 
Ne domandò il parere all'aluo che gU rispose fMkH^^ ^t^ conca^ 
vurn^ Tuno per rapporto all'esser di tempio (3); T altro per 
dover quest^ edifizio servire di recipiente alle machine dell* An- 
fiteatro • Bisogna dire che- l'Augusto artista trovasse giusto il 
consiglio di ApoUodoro, e che -dell'eseguire la fabbrica se ne 
servisse: vi si trova il concavum diretto alP Anfiteatro , ed il 
sublime per essere quaranta palmi più alto del Tempio della 
Pace , e per conseguenza del piano della via Sagra • Messe da 
jparte tutte queste ragioni , V identità dì tal rovina col Tempio 
celebre di Venere e Roma , si prova dalle cumulative autorità 
di Sparziano , e di Prudenzio. , il primo, che dice averlo fab- 
bricato Adriano nella via Sacra (i) , il secondo che chiamane 
doli con ragione due piuttosto che uno si esprime 

Ad Sacram resonare viam 

Atquc %)rbts Venerìsque pari se culmine tollunt 
Tempia simul geminis Adolentur thura Deabus (a) . 
Chi non riconoscerà in questi versi le due tribune egualmente 
alte , e per forma , decorazione , e tutt^ altro perfettamente ge^ 
melleì Consiste quest'edifizio in due sale quadrilunghe, con» 
giunte per mezzo di due emicicli che si comimicano Tun l'ai- 
ti) Passava il tempio di Venere, eEo- sacram itsque viam ìmignior proipictus essti 
na per una delle .mera v!£(1i e della Citth . Fu et magìs cospicuus » Concayfum ad excipien^ 
amniiraco xial Persiano Ormisda fra cinque dai ludorum machinai • quae in eo latenter 
• tei più celebri . Ved. Ifard, pag. lijo. camping i » ei item ex occulto in Theatrum 

^^) ì/^gneris et Romae templi descriptioTutm duci posient • Dione in Adriano. 
ad eum mittemX, cioè ad ApoUodoro) quip-- (j) Fu massima 4egii antichi per ìmpri- 
pe iignificam sine iilìui opera et minisJ^io mere nii^gior rispetto > di collocare i Tena- 
etidm tngentia aedificia extrui posse , quae- pj in alto e dare ad essi prospetti imponenti 
reBat an aedificium illud recte se haberet , e maestosi . 
Rescripsit ^irTrmp/tf . Sublime i//«ii et con- {4) In Vit. Adrian. 
•Mvum Jìeri oportere ^ ut ex loco superiori in {5) Nel prim. lib. contro Simmaco « 



Ì9 

ero ; uno riguardante il Colosseo , Taltro il tempio della Pace . 

Ambedue le volte de'nicchj hanno cassettoni a mostaccioli di 
assai buon gusto , e con belle sagome é I muri laterali sono dc^ 
cerati da nicchie alternativamente quadre e tonde , fra le qua» 
li furono probabilmente delle colonne* Fu rivestito nobilmen« 
te di marmi che pia non si vedono» tna che vi sono stati tro- 
vati. L'ossatura laterizia » che sola ne resta ^ si riconosce da ta- 
luni consimile a quella delle Terme Antoniane^.e del Circo di 
Caracalla » onde pel" imbrogliare la testa la suppongono fabbri- 
ca di quell'Augusto *. 

V I A S A e R A . 

La moderna via che rade il Tempio della Pace» e gli al- 
tri che appresso vengono sino al Campidoglio » non v*è dubbio 
che passi venticinque palmi al di sopra dell' antica Via sacra . 
Per essere stata nel centro di Roma , fii questa ima delle più 
frequentate, e rinomate delia Città. Cominciava dair Anfitea- 
tro , luogo detto il Ceroliensc^ ove fu chiamata summa Sacrae 
Vtae (i) . Di là , tagliandola Chiesa degli Olivetani , passava per 
tutti questi_ Tempj ancor in ^arte esistenti , e per l'arco Favla-^ 
no imboccava nel Foro Romano . Da questo pur sotto al Pala* 
tino metteva nel Boaria^ chiamandosi per altro quello Ramum 
Vtae Sacrae (a) • ^ Fu quasi paralella al Vico Sandalario descritto » 
portando ambedue air Anfiteatro : e come questo avea di pro- 
spètto nel suo finire U meta sudante, così l'altra terminava 
magnificamente con il Colosso di Nerone^ Fu detta Sacra per 
più motivi : passava per molti e imolti." tempj ; in èssa era là 
casa del Re Sacrifìculo , o del Pontefice Massimo , e quella 
delle Vestali : per essa la processione degli Auguri con il Pon* 

h 2 

• Avrei creduto dopo questo articolo; la moderna Chiesa chitinqu e ha trasporto 
« in forsa di avere un ^o più cliiaraxnen-* per la veneranda antichirh. e belle arti » do- 
te mesioin vista quei bei tre versi sesqui' vrebbe entrare» per rendere omaggio alla 
fedali di J^rudenzio , spalltgiatì da Spar- tomba illustre dì Gregorio XI. erettagli dal 
siano» e dall' opinione né d% Antiquonui- Senato e dal popolo Romano per aver egli 
nif né di Rovinamboli » ma di Antiquari» nel 1)77. ristabilita in Roma la S. Sede» 
fra quali Nardino i avrei » dico » creduto dopo 70. anni eh' era stata in Avignone ; 
bastantemente legittimato questo gemino lensa il qua! ritomo queste nostre rovine 
* avana© per il Tempio delle due gemine si vedrebbero ora ridotte ad uno ftato po- 
Dee Ventre e Roma: pure leggo in alcu- co migliore dì quelle di Pesto» di Spala- 
ni libri usciti » dal 95 . in qua » che ia pi't$ co» tro > di' Balbek ec. 
mimV opiniofie seguita ad assegnarlo anco- (i) Varr. lib. 4. cap, i» 
ra ad Iside • e Serapide » sinonimi del So* (2) Ascon. in Cic. Orat. prò Scaur. Orat. 
tee della Luna. Sarà cosi ^ e COSI sia .Ijel* a. conr. Verr, . , , 



éo 

tefice anelava al Campidoglio ; e finalmente f secondo Pesto e 
Dionigi, (i) seguì nella Via Sacra alk buona il trattato di pa- 
ce fra Romolo e Tazio. Per quanto si ricava dagli Storici e 
da Poeti • questa via era il corso deirantica Roma . Orazio so* 
leva farvi la sua passeggiata: fu qui dove rinvenne quel cele* 
bre seccatore che merita di esser reso noto alla posterità in 
ouella elegantissima Uam firu Via Sacra sicut mtus est mos . Vi 
fu anche U Clivus viae sàcrae per cui si ascendeva al Palazzo • 
e questo aver avuto luogo ov-^ la strada che hai fatto per sa* 
lire al Palatino accanto Tarcp di Tito, parmi non potersi du- 
bitare . Ivi il mordacissimo Settano , con eguol parodia di Ora* 
zìo , finse d' incontrare 3 povero Fìloiemo (a) , descrivendolo! 
qual^ alta'O a quel d'Orazio consimile seccatore « '' 

Tehpio dblla Pace. 

Ecco un'altro tema polemico di antiquaria. SI cerca se 
que* tre solenni arconi , cui corrispondono tre volte arcimassic- 
cie , appartengano al famoso tempio della Pace fabbricato da Ve- 
spasiano » e rappresentato nelle sue medaglie . E' stato sempre 
detto e creduto di ^ì. Pure, dopo il Cavolier Gio: . Battista Pi^ 
janesi, non manca chi lo pretende un avanzo del Tablino t3) 
del Palazzo Imperiale # protestando non rlconoscervisì alcuna 
somiglianza ai tempj stati sempre gli stessi , o poco varj presso 
i Romani ^ né vedervisi alcuna figura di Cella , di Pronao , di 
Antitempio «:• Dunque il Tempio della Pace sarà stato aitro« 
ve? non credo. Ho camminato anch'io lungo tempo con que- 
sta opinione , per avere di più osservato sopra le volte un invi- 
to di secondo piano j a cui mettevano piccole scale a chioccio- 
la ne* lati » e per aver riflettuto da me che la pianta di que* 
sto edifizio» collima con quella della Chiesa di S. Maria degl' 
Angeli, che non fu certo tempio in antico, bensì la sala, e 
la pinacoteca delle Terme Diocleziane • Ma ponderandone be« 
ne la situazione , ^ì massivo , le relazioni degli antichi , la tra« 
dizione universale > le- delineazioni del Setlio e del Palladio, 
non so determinarmi contro la comune . Narra Svetonio (4) » 
che Vespasiano gittò a terra le fabbriche di Nerone sostituen* 

(i) lib. a. Antiq. <U ) quanto inor«kci« altrettanto decanti « 

(2) n celebre Gravina smaettro ÌSl 'Meta^ -e di un latino purinimo • 
ftasìo » autore del famoso libro Dt Origiue (j) €ala destinata a conie&ert U rìcrau 

Juris Henunente motteggiato nelle limose ti degli uomini illustri* 
•Vftikr di Sanano ( creduto Monaig. Sergar* (4) &vet. inVeip. 



^eiie delle nuoTe^ tr% le altre il Tèmpio della Pace vicino al 
Foro: Fede mva ùfer4x Templum Pacis Fofo frommum. Erodiar 
no poi» che lo dice arso sotto Commodo» a^iunge : Quoà 
unum scilìcet opus eunctorum eota urbe mauimum fuk atque fui* 
chemmum (i). Finalmente Marziale nell'accennare una certa 
bottega dove si vendeva» sebben mi ricordo» il suo libro la 
descrive 

Urnha fQst Pacis Palladiumaue Forum (2) • 
Chi non ravviserà in queste rovine il Foro frommum 4i Sveto- 
nio; il maximum di Erodiano; e la vicinanza al Foro Palladio, 
di Marziale? Cerco che massi laterizj più solidi e smisurati di 
questi non esistono né qui » né in altro luogo dtlìsi Città : li 
Foro Palladio resta immediatamente al di là di questi avanzi» 
ove neir anticaglia detta de colonnacce » ne resta un palmare irre* 
&agabile indizio ; in€ne non si può negare che non siano vici- 
ni al .Foro; meim-edaqui all'Arco Fabiano» che n'era il prin^* 
cipio » non vi sono neppure cinquanta passi . Rapporto all^i for* 
ma che non sia di Tempio » convengo anch' io col Piranesi . 
Per conseguenza mi do a credere che nella demolizione delle 
fabbriche Neroniane, datasi l'opportunità de*Trion6 Giudaici 
di Tito , salvasse Vespasiano quest' immenso piantato del Tàbli-^ 
w Aptìo t come tu vuoi » e gli mutasse faccia convertendolo 
^ in tempio . Le irregolarità , gli arbitrii , ed anche i pasticci so- 
no di tutti i tempi» e tutti fossero stati come questo 1 Ammia* 
no lo annovera tra le fabbriche più meravigliose di Roma; ed 
anche qui il Persiano viaggiatore inarcò le ciglia (3) . Vi si fa 
menziona di una ^magnifica Biblioteca^ della celebre statua del 
Nilo con sedici putti di basalte» e di quella immortai pittura 
di Protogene tanto decantata da Plinio (4) . Di tutto il Tempio 
non rimangono che i tre fornici compoixenti il lato settentrio- 
nalei. Della gr^n volta di mezzo con tutta la fiancata meridio- 
nale appena se ne vede qualche informe resto * Non dubito che 
il considerabile rialzamento del terreno» chequi forma una spe- 
cie di collina» sia stato prodotto dalle macerie di quest'enorme 
Ndifizio. La volta di mezzo era sostenuta da magnifiche colon* 
ne corintie» scannellate di marmo bianco» credo MUno , peres* 

(lì £rod.lsb«I. do il pittore esprìmere la spuma; e per 

'(O ^ÌS*^-^*I* ' molto cke vi fiuicane noa gli riuscendo, 

(lì Aoun.lib. itf. vi tirò sopra per rabbia la spugna de'pen^ ' 

(4) Rappresenuva il cacciatpr TiaGso nelli , dalla quale a caso restò mirabilmco^ 

«m il uto cane » nella cui Jbocc| volen* te espresso ciò che voleva . 



6i 

ser stata tal pietra messa in opefa appunto da Nerone la primi 
volta>. Nei sopraporto dell* ultima camera della Farnesiana al 
secondo piano , si vede dipìnta dagli scolari di Raffaelle questa ro- 
vina con una delle colonne al^ito, non essendone a que'tiem* 
{M seguito ancora il trasporto (i) . La vedrai a suo tempo col- 
ocata in mezzo la piazza di S. Maria Maggiore , e dalla mede- 
sima potrai argomentare la decorazione magnifica di questo tem- 
pio , come il laterizio qui esistente può darti Tidea della sua 
mole. Ih Tempio fii largo piedi duecento circa, e lungo intor* 
no a trecento . Si dice che il suo interno sia stato tutto rico- 
perto-di lamine ^di bronzo dorato, che però quando arse, un 
ruscello diuHctalli fasi ne corse al Foro (2). Dalle escavazioni 
fattevi d'intorno si rileva esser sotterrato di ventisette palmi 
buoni. Osserva i bei cassettoni delle volte, le varie nicchie # 
analmente l'arcata di mezzo a guisa di Tribuna ornata di anti- 
chi lavori di stucco . Nel giardino de' SS. Cosma e Damiano 
merita d'esser veduto un angolo del Tempio per èsser di muro 
di maravigliosa grossezza, nel di cui interno da ambi i lati gi- 
rano due scale a lumaca . Ripose quivi Vespasiano tutte le mi- 
gliori spoglie di quel di Gerusalemnle da Tito distrutto , eccet- 
to la legge ed ì veli purpurei del Tempio ; le quali reliquie 
volle conservate nel Palazzo . Furono poi ritolte da Genserico , 
/ o Belisario , e buona parte da Giustiniano sttsso e rimandate 
in Gerusalemme (3)« . 

Tempio di Vìnkre Cloacina. 

Si pone vicino la colonna che siegue sulla destra , lungo 
la Sacra Via , sotterrata circa due terzi . Non già che la colonna 
ne sia un avanzo ; ella è anonima affatto ; anzi sostenendo un 
cornicione ^'altr' ordine si vede che è un'innesto infelice de* 
bassi tempi, tanto più che in una escavazione fattavi in occa- 
sione di stabilire il fondamento alla piccola Chiesa della Vìa 
Crucis 9 vi si scopri una Scala con porzione di muro di misera- 
bile costruzione (4): gvarda e passa. Nota più tosto» dentro 
il prossimo vicolo , un braccio di fabbrica dì grossi quadri di p^- 
ferino che fiancheggia la contigua Chiesa de SS. Cosma e Da- 

(1) Vi è memoria che della baie di una -(j) Gioseffo nel e. 37. del 7. della guerra 

di qi!e$te colonne fosse formato il Gnip- Giudaica . / 

fu colossale di Alessandro Farnese. (4) Ved.Vengt. tom.I. pag. 5}. 

(a) Ved. Nardin. p. iz6, e Venut. p. 8x# 



63 

miano . Se a Tempio » Foro , o Casa esso abbia appartenuto è 
incerto: si può bensì star sicuri» per la qualità della pietra» che 
sia struttura de' tempi o Regii , o Repubblicani : perciò il tem- 
pio di Venere Genitrice » di Venere Cloacina « la casa del Pon- 
tefice • il palazzo delle Vestali » l'abitazione di Scipione Nasi- 
ca (0 » ea anche la casa o il foro di Cesare potè essere • 

Tempio di Romolo s Rbmo 
Oggi Chiesa de' SS. Cosma e Damiano* 

Cioè di Remo soltanto , giusta l'autorità di Rufo e Vittore # 
molto più valutabile di quella di Anastasio , che in Felice IV. di* 
ce tal Chiesa fabbricata da quel Pontefice in loco qui affilUtur 
%ié sacra 9 ubi aedes Remi acRomuli fuisse ajmt . La porta* collo- 
cata per isbieco con tutta la sua decorazione di stipiti » colon- 
nette di porfido, architrave, gradini ec. si vede chiaro ^sec^ 
spoglie di altri ^edifioj soprapposti alla meglio « secondo il gusto 
G non ^sto di que^ tempi . Il Tempietto rotondo x:he ora serve 
di portico alla Chiesa, non dissimile dall'altro di Romolo alle 
radici del Palatino, giustifica l'opinione che al solo Remo appar- 
tenga: non trovo ragione né autorità per cui s'abbia da crede- 
re che gì' antichi congiungessero dopo morte due fratelli che ' 
in vita furono così disgiunti # come ognuno, sa • La maggior par- 
te di questo Tempietto riman sotterrata, non vedendosene che 
poco più ideila cima; stravisato poi dal bianco della calcina che 
ne toglie ogni buona idea . Serve di pronao alla moderna Chie- 
sa , la quale grande e lunga » a guisa di una sala , termina nelle 
solite tribune a Mosaico . Ma detta tribuna è molto più bassa 
e (bori di proporzione con il resto . La ragione sta che il pia- 
no deirantica Chiesa , siccome andava del pari con quello della 
via Sacra circa venticinque palmi più basso , divenuto imprati- 
cabile per l'umidità » fu rialzato con restare la tribuna al suo 
luogo • Per una comoda scala vi si scende anche adesso ad os* 
servare l'antico Santuario ., il livello dell' antica via , e quel pa» 
I vimentobve, al tempo di JJiaminio Vacca , fu ritrovata la pianta 
dì Roma, incisa in marmo con i nomi di Severo ed Antonino 
Augusto; i di cui frammenti si veggono collocati e disposti per 

(0 Dichiarato ottimQ dal Senato # ebbe caia dal Pubblico nella via Sacra • fomp^u» 
i^Juris dg Orig. Jur. 



(^4 

le scale del Museo Capitolino (i) . Nella moderna Chièsa di i> 
marchevole non trovo che una piccola urna di rosso antico ail^ 
altare della prima Cappella a destra , entrando daUa porta gran* 
de^ da pochi o niuno osservata. Anche questa Chiesa si vuole 
innalzata sopra un antico Tempio . Anzi il Ciampint (a) qui 
colloca il tempio di Venere, e- Roma» riconoscendovi un arco 
di egual grandezza, ed in corrispondenza di un altro del Co» 
lossèo segnato N. LVIII. , ed osservando che di qua ali* Anfitea* 
tro il piano era il medesimo » laddove dall' altro di S. Francesca 
Romana , bisognava scendere e salire quaranta palmi Replico » 
che p che ne sia di questa corrispondenza di archi la quale po- 
trebbe anch* essere accidentale t non può mai il passo di Dione 
accomodarsi e convenire a questo luogo , subito che dice ^ che 
le macchine in eo Utenter comfìngi , et item ex occulto in thratrum 
duci possunt . Tanto il Circo che TAnfiteatro sono così distanti 
da qui • che non era possibile il trasportarle di nascosto • Più 
tosto qualche forza mi farebbe quella pianta marmorea della Cit- 
tà quivi rinvenuta f la quale meglio non poteva stare che nel 
Tempio di Roma stessa . Giudica da te medesimo se questa so- 
la ritlessione può abbattere » o stare a Gronte delle tante aiie« 
gate di sopra. 

Tempio di Antonino» b Fiustina 
Oggi S. Lorenzo io miraala. ^ 

Al di là della strada » suir angolo » spicca questo maschio e 
colossale edilìzio • Sarebbe solo da desiderarsi che il ricamo di 
quella moderna facciata non ne frastornasse la vista • Lungo la 
via Sacra, suir architrave a due fasce, si rileva dai cavi delle let- 
tere la seguente breve iscrizione 

DIVO ANTONINO, ET 
DIVAE FAVSTINAE EX.S. C. 

Le lettere , perchè erano di metallo dorate , non vi son più , man- 
cano ancora le statue che si vedono nelle monete tanto di Fau* 

(i) Evvi in quel sotterraneo un urna te ( diceva egli ) alcune neBiorìe del Con- 

dialana «nell'altare din) ef 10 « dipaonasaet- venro » esservi ancora cofii dentro ìiCaa* 

to se non sbaglio « ed un putso da una delabro Giudaico d oro massiccio* 
parte , ove un certo tale che non vi è (aj Sacr. Vct. Muft* 
^iìi » volea persuad..rc tutto ilMofido» staa* 



^5 

stina* che di Antonlrio (i) , e tutta la rivestitura marmorea icì 
muri della cella esistenti, vedendosene ricoperto solamente un 
capitello di pilastro nel sinistro fianco . Conservasi il suo por- 
tico di dieci colonne intere di marmo non Frigio ma Caristio , 
proveniente dall' Isola di Caride % detto anche Augustale per es* 
sere stato la prima volta introdotto da Augusto (2) . Sono se- 
polte quasi per metà • ma per piccola scala si può scendere , per 
vederne il restante con le loro basi, e pavimento. Tav. L Pian^ 
tà dil Tempio . Il Palladio potè vedervi Fattacco di un muro cir- 
colare con il suo portico; e di più un gran peristilio B B, Di 
questo non rimane traccia» ma fii veduto disfare dal Palladio 
medesimo , che lo riconobbe di peperino . Nel mezzo . A , egli 
colloca la statua equestre di M. Aurelio • ora sul Campido- 
glio (3) . Tàv- II. Pronao . A, Parti più in graijde del medesj* 
mo f con porzione de* muri laterali della Cella che ancora esisto^ 
no, addosso de' quali -neir interno è stata fabbricata la moderna 
Chiesa. B, Fronte del Portico esastilo che ha colonne di Ci- 
pollino Corintie di un sol pezzo , intagliate a ifoglia di Ofivo , 
del diametro uniformemente in tutte di quattro, sei, e sette^. 
Attiche sono le basi che insieme colla quarta parte delle colon- 
ne rimangono sepolte • e perciò veggonsi segnate in tinta più 
chiara. Il rimanente sino al capitello^ e cornicione che scopre- 
si t resta maltrattato e mutilato m ipille luoghi dall' ingiurie del 
tempo e degli uomini, che ne* secoli addietro vi posero barac- 
che , e tettoje a commodo loro ; Tav. HI. Fianco del Portico dì 
tre colonne con il capitello e base del pilastro , il quale dà prin- 
cipio al muro della cella , bugnato di quadri di peperino ; quin- 
di la base , e il capitello in grande ; ed infine il superbo cor- 
nicione, di cui non può immaginarsi il più bello . In specie de* 
ro di osservazione è il fregio, ove sono intagliati grih, i qua- 
si voltano l'uno all'altro la faccia con porre una zampa su 
de' candelabri rabescati in una elegantissima forma . Pongono i 
Regionarj qui vicino Tarco Fabiano , eretto da quel Fabio Cen- 






Vid. Aug. De Bie ce. Molte belle Statue s e lavori trovansi fatti 

Volgarmente si chiama C/po//iito* per- in questa sorta di marmo • 
1 riconosce fatto astrati come la ci- (j) Le vicende* e i diversi nomi di que- 

polla , perciò non tanto solido . Lustrato sto ammirabile bronzo , prima ^he fosse 

cbe sia, fa bella vista : a me pare che la collocato da Paolo III. su detto colle» 

più gr /ssa colonna di tal marmo stia nel- sono da vedersi nel Tom. III. aggiunto al- 

» crociata di S. ÌPaolo * quale mi sembra al- la Storia dell'arte di Winkelman dal suo 

trtfidel pia bello che possa immaginarsi . ultimo Annotatore pag. 410* e seg. 



le scale del Museo Capitolino (i).NeV ^0 e frcqucntatil* 
marchevole non trovo che una pi^' ^^^ 
altare della prima Cappella a ^ ^^^ ^'^ 
de, da pochi o ninno o^^ x^^^^V j 
innalzata sopra un ^>>;^Wiche detta per antonoma- 

colloca il tempf- y.J^K»'^' ^'^ '* quale e insegna ch< 
di egual grar .^^ ^^ <^J^ÌU^[ ^?- T™ P'^ ^^^S^^ ^^ *^- 
lossèo segn- ^''' 'fidateci' ^^^ " *àcean quadrati, se ne 
tro il pi? /.i^^^'^if^^ ^nbxco%\x aldi là della punta «et» 

Roman? , /Ì^"^'^'; P""^ ^^ giungere al tempio di 

che , / g^>^& ^^"* ^ ^^^^* P^"^ • di là un altra 

treb' ^!^>r^^V ^ ^^ ^^"^^^ ^^^^ ^^^^ * 8^* ^'''^ ^^^ restano 
a'' ^f'cÌ^P^^%seg^^^ » ^'^^ dalle falde Capitoline , Taltro 

^J'iti^^^^l^ quale t siccome abbiam detto , giungeva fin sot- 
fif^S^'T(^lio $ la di cui epoca non oltrepassa la giunta 
i^^fl C^^l^lle alla Roma di Romolo. Durò poi sempre z^nzt 
^qv^^^^. ^fiè cambiar di sito sino alla fin dell' Impero . Ebbe 
^r^M^%nti^osl » botteghe molte in principio • sebbene dimi- 
pof^^^^^ ^itì appresso , per cedere il luogo a tabbriche più rispet- 
0^^^^^ yi forono Scuole , Tempj , Basiliche 9 ed infinite Statue • 
^''ceiehre per i Riatti , ( pulpiti fatti a guisa di nave ) su de* 
^^ali arringavano le cause gli oratori » si celebravano le lodi 
^^•defònti, e si esponevano talvolta le teste dei proscritti. I 
jiostri stavano in principio alla metà del lato orientale dei Fo- 
g!0 presso la Curia: Cesare che appunto la Curia dovea rifab- 
bricare lì tolse di qui, e li trasportò più al mezzodì sotto l'an- 
golo del Palatino ; che perciò quelli vecchi , e questi nuovi fu- 
rono denominati. Altra particolarità del Foro si fu il Mtlliarh 
éureo. o sia quella colonna su cui erano descritte le distanze 
delle Provincie Romane . Da Svetonio , Plutarco , ed Asconio (a) 
sappiamo esservi stati rappresentati spettacoli gladiatorj , primi 
che si fabbricassero gli Anfiteatri , ridotto in scena con pittu- 
re, e statue. Protratti i giuochi alla notte, fu illuminato con 
lampade (a) . Fu coperto di tende da Cesare per i giuochi , e 
da sua sorella Ottavia per commodo de' litiganti (3) . Lungo 
la Via Sacra altri tre Fori più piccoli mettevano in esso , quel di 
Cesare , quel di Augusto , e quel di NLarte sotto il Campidoglio • 
I vici Tmc^ , Giugérìo , Tururh , e Vie nuoivé davano air oppo« 



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sto lato il passaggio dal Foro principale ^ Boarh ^ al Piscarh , 
al Velabr^f al Circ$ ^ ^V AviUtin§\, e al Tevere. Delle innume*^ 
rabili cose che^ vi forono » non se ne Sa ora che il nome $ e 
le questioni : quelle poche di cui^ resta Testigio sono le seguenti. 

BAsniCà DI Paolo. Biiuo 
Oggi Chiesa di S. Adriano • 

Viene situata accanto aUa Cluesa di S. Adriano e si pre« 
tende da alcuni , che non re ne sia neppure un sasso . La Fac- 
ciata poi della Chiesa che si vede essere cosa assai rimota» si 
decreta del Tempio di Saturi^ ,. non già quello sulla parte mtf- 
ridionale del Foro vicino al Mrlliario Aureo ; ma altro pia an- 
tico « anzi altare più che Tempro» innalzato dai compagni di 
Ercole» ridotto in Tempio da Tarquiijio Prisco, e da Publicola » 
unito con l'Erario pubblico (i) . Si leg^e che ne* tempi passati 
vi si vedevano intagli di marmo con ornamenti di stucchi assai 
belli (a) : ma i marmi né Tarquinia» né Publicola ve li pote- 
rono certamente collocare. Io» sémpre'lio avuto gran sospetto 
che ad una delle due famose Basiliche di Paolo Emilio appar» 
tenga quel grandioso avanzo di timpano , e di cornici . Che sia 
così » due basiliche fece quest' uomo Consolare ricchissimo, il qua» 
' k visse ne' tempi d'Augusto e molto in grazia di quel Signore : 
una ristorata con colonne bellissime» l'altra nuova da fondamen* 
ti , e magnifica del pari (3) . Plinio batte molto su quelle co- 
lonne che le dice di Lapis Phrigim (4) . Non si sa quale , ma 
una delle due fii certamente nel Foro» e da questa parte (J) . 
Leggendosi per conseguenza in Svetonio.» che i Soldati Preto-^ 
nani mandati da. Ottone a uccider Galba » calando dagli alloggia* 
menti » o sia dal Castro Pretoria nel Foro » per Pauli Bastlicam 
òrruikant ; giudico quivi essere stata la medesima ; mentre anche 
adesso la via qui prossima, tagliando il Foro di Ncrva, va afe* 
rire il Viminale ed il Castro Pretorio a meraviglia . Plinio (6) » 
ed Appiano (7) la collocano fra le più grandiose e solide £aò^ 

i 2 

ti) Ntrdln. pag. 24^. (4) Perchè non potrebbero esterr quel- 
la) Venui. tom. I. pag. 48. le di S. Paolo ? 
(lyPmulut in medio Foro Basilicém jam (5) Virt. e Ruf. nella resone ottava. 

?*«« /Mti// iiidem antiquis columnù . //- Kardin. loc. cit. 

Imi autem quam locAvit ficif magni/ìctn' (tf) Lib. 5^^. cap. 15. 

tittimm . Cicerone ad Attic. ep. itf. lib.I, (7) Nel fecondo delle guerre civili , 



6S 

briche di Roma, onde anche il buon senso, data rincertérza 
di due edifici posti accanto 1 un l'altro, vuole che l'avanzo , se 
non vi si oppongono evidenti' ragioni, si attribuisca al più mas- 
siccio . E' poi beila che i Satumiani sì meravigliano che a que- 
sto Tempio non vi sia Portico . Io che lo credo Basilica non 
ne stupisco affatto . Potevano le. Basìliche aver portici ali* ester- 
no sì e nò , all' interno però erano indispensabili : la ragione è 
chiara. Le Basiliche non erano che ridotti pubblici ove si giù- 
dicavan le controversie^ e si trattava ogni sorte d'affari (i): 
dovettero . perciò essere spaziose , illuminate » e vi si potè Ta- 
stare a suo piacere . Ne"* Tempj , al contrario , doveva osservarsi 
silenzio, né la religione permetteva conventicole, chiassi, e 
trattenimenti profani; per conseguenza vi fii bisogno di un Pro- 
nao , sotto di cui parlare , e ricoverarsi dalla pioggia , o altro 
accidente . Né per altro motivo mi dò- ^ credere che i . Cristia- 
ni , adottata nelle Chiese la forma deUc antiche Basiliche,, vi 
aggiungessero anche il portico . Vit^uvio fatti nella sua Basi- 
lica di Fano ve li fece , anzi ve li fece d pj ; come essere qui 
stati , conferma il rovescio di una me 'ia riportata dal Do* 
nati , in cui: si legge AIMILIA sopra IflCr-J"* /.ae e sottq M. LE* 
PIDVS (2) . Un chiaro , e per quanto io sappia , unico esem- 
plare di antica Basilica deve prendersi dallo scavo di Otricoli, 
intrapreso l'anno i77J. sotto gli auspicj della S. M. di Pio VL, 
quale ti esibisco nell'annessa tavola, onde dartene una buona 
idea . Nuir altro che una lunga e liscia muraglia circonda Te- 
difizio . Fìg. i. A A A, Andito in cui mette una rustica aper* 
tura, il quale per mezzo di equidistanti archi comunica con 
la gran sala . B B B . Navi sostenute da otto colonne di tra- 
vertino striate con capitelli Corintii, sei di fianco e due di 
fronte . C . Tribuna in guisa di emiciclo con il suo tribuna- 
le , a cui si sale per diversi gradi . D D . Due camere squa- 
drate ne' fianchi della Tribuna . Intorno ricorreva una serie di 
piedistalli su cui posavano statue. Fig. a. Elevazione della me- 
desima *. Nella contigua Chiesa di S. Martina, per una iscri* 

Ti) Hosin. Antiqu.Rom. pag. 83. te dellt Basilica, Vi è nella pianta nwr- 

(2) VailUnt Numii. Reg. et Imp, eav.6, morea Capitolina una dette due con kr- 

A qua! dtlle due Basiliche sia riferibile terc bastanti ad indicare ti nome di Emi' 

quella medaglia non saprei » come incerto ìia ; ma è mancante di tutta la parte an- 

trovo , se quel doppio portico xli colonne tèriore dell' e di fi aio . 
mostri veramence l'esterna o Pintetna par- =* Ved, lamie Notiiie anno 84. pag. 17« 



Ni 



-.•k1 



•f*U':ll,n^A::y 






69 

zione rinvenutavi, databile ai tempi di Teodosio, e di Ono- 
rio, si congettura che, vi stesse la segreterìa del Senato, alme* 
no quella del basso Impero ; ove si conservavano alcune scrittu- 
re importanti, ed ove si discutevavano i processi criminali di 
maggior rilievo (i) . 

Arco di Settimio Sbvero. 

Trionfale, a tre fornici come il Costantiniano, e con lun- 
ga iscrizione nell' Attico , a lettere di due piedi Tuna , di me- 
tallo dorato , che non vi son più . 



1* obbligo di .'dover riandare queiti fogli , 
ni ha &tto imbattere dove non avrei vo- 
luto , per non aggiungere questa nota dì 
più, dalla quale però non io dispensar- 
mi. Quando dall'Architetto dello scavo 
Otricolaho mi fu esibito il disegno di 
quell'edi6sio , mi fu esibito per Tempio : 
cento para d'occhi almeno per Tempio 
lo avean veduto » e battexxato : io stesso 
per tale lo appresi • e per tale stavo per pu- 
blicarlo fra i miei Monumenti inediti di 
quell'anno 84. quando sospettai di ciò 
che era . L'osservai dunque attentamente » 
lo confrontai con quanto ne dice in quel 
genere Vitruvio ; e per una Basilica po- 
tei darlo fuori # con provarlo sufficiente* 
mente , e persuaderne il Pubblico ; ma 
non subito : che anzi ne fui alla prima 
motteggiato da diversi , come troppo ar- 
dito e facile a chimerizBare . Avendo pe- 
rò il tempo posto alla scoperta il suo si- 
gillo di verità , sono spariti i dubbj ; e 
quando si parla di Basiliche Anticostanti' 
niane si citano quelle di Palladio , e la 
mia , l'una imaginata , l'altra vera e reale . 
Ad onta di ciò ha supposto taluno che 
la detta scoperta era facilissima a farsi . 
L'uniformità disile Basiliche Cristiane con 
le antiche ( unica ragione cred' io della 
niunciata facilita ) riducendosi all' avere 
portici solamente alP interno , non pote- 
va decidere la cosa cosi di botto . Diverse 
altre fabbriche sì trovano descritte in Vi- 
truvio con portici al di dentro , in spe- 
cie gli Edi Òi'^iceni , e certi salotti , o sale 
<lette Egizie ; Il famoso Tempio di Giove 
Olimpico,incominciato da Antistate, prose« 
gyito da Coiiu\io , e compito dall' Impera- 
tore Adriano » avea nell' interno due ordini 
^i colonne l'uno sull'altro, distanti am« 
«due dai muri della Cella » formanti per 



conseguen«a Portici , o Navette come le 
Basiliche . Oltre di che , le nostre Basiliche . 
hanno ordinariamente portici anche al dì 
fuori al contrario di quella di Otricoli che 
non li ha. Molte poi delle moderne hanno 
sfondi di Cappelle , Amboni , Tabernacoli , 
ora tre » ora cinque navi ec. > e quel che pia 
importa, non sono quadrate come la Otrico- 
lana , ma tutte quadrilonghe ; di modo 
che si opponeva alla supposta facilita la 
c^versità della pianta, cosa la piii cisen- 
aiale. In fine è punto di fatto che né agli 
Artisti , né ai Letterati saltasse tale idea 
sugl'occhi alla prima , né così presto . 
Tutto poi sembra repenbile quando si è 
trovato : ed ogni scoperta par facile quan- 
do si è fatta . La famosa Cella Solcare 
nelle Terme di Antonino Caracalla dopo 
le mie qualunque siano osservaaioni » ognu* 
no chiaramente l' intende ora , e la ve- 
de : e piire per tanti secoli nemmen l'aqui- 
la degi'antiqwarj il sottile Nardino , né 
compresa l'avea , né rinvenuta . Il mio 
Velario , riconosciuto fino ad ora per il 
più naturale a coprire il Colossèo , secon- 
do i passi degli antichi Scrittori , sem- 
bra un giuoco , e quando ne compatirà, 
uno migliore , sembrerà a taluno , che 
anche quello era facilissimo a conget- 
turarsi . Concludiamo , che il leggere » 
e il disprezxare , sono cose certamente 
più facili di tutte queste scoperte così 
facili . 

(i^ Nard. e Venut. pag, 49. Tom. 1. Ora 
vi è un' Accademia di belle arti sotto la 
protesione di S. Luca , con una raccolta 
di quadri * disegni , lavori in creta ec. , 
regali de' professori , che furono aggregati 
all'Accademia . Vi si conserva un S. Luca 
di Safiael Sanzio ; ma che non sembra 
delle piil sublimi produzioni di quel genio . 



IMP. CÀ6S. LVCtO . SEPTfMIO . ÌL Fa. SEfESO ; 9K> 

PERTINACI . AVG. PATRI . PATRI AB . PARTHICO . ARABICO . ST 

PARTHICO • ADIABBNICO . PONTIFICI • MAXIMO^ 

TRIBVOTC. POTEST. XU IMP. Ti. COS. Ili- PROCOS. ET 

IMP. CAES. M. AVRELIO • L. FIL- ANTONINO . AVG. PIO 

FEUCI . TRIBVNIC. POTEST. Vi. COS. PROCOS- P. P. 

OPTIMIS . FORTISSIMBQ: JPRINOPIBVS 

OB RÉMPVBLICAM . RISTITVTAM . IMPERI VMQVE 

POPVLI . ROMANI . PROPAGATVM 

INSIGNIBVS . VIRTVTIBVS . EORVM . DÒMI . FORISQVE . S. P. Q, R. 

da cui si rileva che meritò Settìmio ( vivente ) quest'onore da! 
Senato per le sue felici spedizioni contro i Parti, gli Arabi, 
e gli Adiabeni , dopo T uccisione di Pescennio , e di Albino . 
Ricc^dati Iodio implacabile di Caracalla contro il fratello , ed os* 
serva alla quarta riga la solita depressióne del marmo , e la 
duplicazione de* buchi . In luogo di oftimis fortissimisque Princh 
ftbus 3. vi stava scritto et Publio Settimio Getae Caes, Pontìf. La 
iscrizione è ripetuta al modo stesso in ambe le parti come 
neir arco di Costantino . In quanto alla materia » e alla deco- 
razione , non manca di maestà e di ricchezza ; ma gì' imbasa- 
menti , e gli archi laterali erano così sotterrati che non si pote- 
va formare una giusta idea della sua massa ^ . Le membratu- 



* Ersi stato sbaraiiato più volte Min* 
pre indarno • Non vi era riuicito neppitr 
JLeone X. con l' ajuto del Buonarocti » 
il quale gtMnie a ciccondarlo. di nmro. 
Speriamo cbct le precauaioni pieie que^ 
sta volta d' ordine dsl Regnante Ponte- 
fice » ( come dal csùaéido lastoono di mar- 
mo trovato a Osti» > e postovi con epigra- 
fe , apparisce ) lo manterranno lungamen* 
te isolato alla posterità . Non dubita che 
se veramente il Buonarroti vi s^ inipe|s»6 ,. 
non lo abbia saputo far cingere di sodo- 
muro : nia il ^tto sta che nelloi sbaras*- 
sarlo si è trovato che ancora gli esittevai-i 
no addogo 9 dalla parte della Chièsa di 
S. GÌMSi^ppe » muri asciti»] della Cbicsiior*. 
b dei S^ Sergio e Bacco » non bene demo- 
lita : n^ù so che a quel teoipo sia scata pre* 
sa in considei^onye una forma/ che vie-i 
ne dal Cvnpidoglio dai qajbììz parte • Ih. 
quale ha oi>^ligato V Architi^tìo. Inppm 
sumiiientQvato a zjpicgurw il miuo pep 



dargli il suo scolo al di Ut del circonda- 
r«o 9 £' curioso da osservare che anche 
qpì «come nel già descritto Costantiniano # 
le acque piovane introducendosi per uno 
screpolo delParco di messo y «pariscono. 
Qui il lastrico antico de' sckioni.# è sotto 
il piano moderno di circa 25. palmi » non 
di 12. come il Costantiniano : ed è me- 
raviglia t a mio credere » che dovendo pro- 
babilmente questo sito formar parte del 
Forò Romano » si trovi di seha « e non 
dà lastre di Travertino, formato» ecco- 
me in altri Fori antichi Romani e.ser sta- 
to praticato notò f^^ il Biraoest ne/ stt9 
Campo M«r%c • L7afttica via pef quanto ve- 
dasi» sembra che avesse doppi* direnio- 
ne dall'arco in: ììì » una a sinistra^ verso il 
CUvo. Capitolino , l'altra a destare . verso il 
Caccece. Tulliano , ora Chieda, di *. Gtu- 
sieppe • L'arco svincolato, nel modo che 
or« vedasi. ,. fa ^' se brlla. e pomposa tno» 
sera ». ma^ fUMo* è; di. marmo ialino » coma 




TI 

te i e gì* intaigU sono duri # e socchi : il cornicicme rbaltante 

. 7r — ^1^^^ ^ piaccion9 quelle basi scor- 

dzdo scolpito di ripetute 
pilastri riesce pesantissimo : 
lo s^à stato meno quando enmo peranche in essere i festoni 
di metallo che tutto io rigiravano. L* esistenza di questi festo- 
fd si è rilevata da infiniti buchi scopertivi per contenere i per- 
ni che li reggevano (i) • E* tutto di marmo salino » soggetto 
per la wa tenerezza alla corrosione # perciò vedesi così mal* 
trattato • Vi fiiroao poi ne^ bassi tempi addossate casuppole , bot- 
itele • e per fino una Chiesa de^ SS. Sergio e Bacco» demolita 
in occhione della venuta di Carlo V • Viene sostenuto da otto 
colonne iStriate di ordine composim con capitelli di poco buo» 
na grazia • Per una scaletta si sale a diverse camere ricavate 
fliell*Attico • Sopra di esso » come apparisce dalle medaglie » pi* 
jamidava TArco un carro di metallo tirato a sei cavalli con la 
-statua di Settimio e figli « in mezzo a due Soldati a cavallo » e 
due a piedi . Il Serlio (2) » il Suaresio (5) » ed il Bellori han- 



41 è cUtto » e lensa'unt severa custodia , 
le n'andera ben presto • mentre la mano 
di uaa donna « e di un fanduHo è capt^ 
ce di tirarne le schieggie . Poco giudisio di 
queU^ Augusto « o de^suoi architetti di crea- 
re dì tal marmo friabile un monumento 
destinato all'eternità : non dobbiamo che 
«Ha massa la sua esistenia . Non si è rin- 
venuto a mia notisia in quello scavo nul* 
la che interessi » se si eccettua un cippo 
con iscri sione > che rimane per anche in 
ahicondito . Incanto abbiamo scoperto l'an* 
tico piano « abbiamo potuto osservare che 
li soli archetti laterah hanno ciascuno un 
gradino « comodissimo ai pedoni che ac- 
compagnavan la Pompa p e che ì fianchi 
dell'arco non hanno porte »■ o archi tran* 
ùtorj « come li ha l'arco maggiore del 
««fio per passare agl'archetti ; il che da 
moki non si è osservato • Sul punto deM' 
dLttioo , che per disteaderii lungo lungo 
•uiPordine , riesce pesante e di goifk idea^ 
come dissi di sopra » non d'evo om erte- 
le che in una medag^b di Caracolla ri* 
^nata dal Suareaio » è simile • aecondo 
Ivi * ad un' altra possedtica già dalla Re^- 
• àt Crisrina » ({uesto si vede diviso dd pt* 
lastrclh solici corrispondenti alle colonne > 
tome nell'arco di Costantino : il che ser* 
H a rendere un pò più utili le colonne 
f^edesìoié ; k^wàmion lOiecei dk% cJm ùJk* 



bficato al modo che vedesi nelk n^da^lia « 
avrebbe incontrato di pia P approvasiooc 
de' puri architetti : molto meno saprei 
giudicare « stans vetU in uno > se la i i»t da > 
glia correggeste l'arco» o l'arco la me* 
daglia. 

Nota che gli Archi trionfali sono in* 
vensione de' Romani » In tempo di Re- 
pubblica non ebbero magni&cenaa ak»* 
aa . Si sa che quello di R^nnok» fti 4i 
mattoni ; quello di GammiUo di pi«tf% 
grease . I primi paràn arcai son farotio 
che posticci per il solo gioifio d^ tno9* 
fo : quando i trìonfÌMiti vi passavano sot- 
to » un bel fantoccio in forma «h Vkroria 
alata » per raeaao di suste o ili » oorossa* 
Vìa l'Eroe ; e di Ik è venuta l'origine del* 
4e Vittorie alate in tutti gì' archi dùrion* 
io • I primi . e i pia sempkci Aivono di un 
eoi arco ; vedine le medaglie di Augusto • 
«ti Nerone * e di Galba : poi di ere • cai* 
volu di due ; né tutti gl'archi fisrono im- 
piegati per trionfi * sempre pecò per à9m 
veninaeati 'memorandi , e ini eoa detti ^«e- 
rarii ^ Il piccolo di Settimio Seveno a'^ 
un esempio 4 la sua forma* siccoaM iiai 
veduto p è eli una porta quiuira « a jdf «aa 
piattabanda .non di un arco . 

(i) Pirane. delPAnt. Toaa.i.-pait.). 

(a) Dell' Archit. lib 3. 

KS) Degl'Archi Trionf, 






7^ 

tio datx) di questo monumento un esatto disegno t descririofle^ 
Rapporto alia scoltura , oltr'esser dozzinale assai » rimane si con- 
sunta e guasta, che appena lascia conoscere che vi si rappre- 
sentano battaglie , marce militari , assedj di piazze ec. Vi si 
distingue ancora il modo di attaccare le fortezze di que* tempi 
con le famose machine àtìV Ariete » e della CéiafuUa * . I Ge^ 
nj , i Fiumi barbati e sbarbati , le Vittorie con i Trofei che so- 
no espresse ne' sesti degl' archi , sono scolture che fanno pietà , 
massime al confrónto di quelle di Tito, che gli sono dirim- 
petto . I rosoni sotto la volta degli archi sono degni d'osser- 
vazione ; tutti belli e diversi : ma appunto per tal ragione 
ne mancano moltissimi . In conclusione , quantunoue vi man- 
chi la buona maniera» sì dell'Architettura che della Scultura; 
non ostante , per averci conservato e la memoria de* Trionfi di 
Settimio , e la rappresentanza di quelle macchine militari tanto 
decantate, ed usate pria che il cannone venisse al mondo , si 
rende quest'arco pregevole fra gli archi antichi . 

Colonna detta del Tempio di Giove Custodi . 

A mezzodì di quest'arco osserva quell'unica colonna che 
rimane sola fra botteghe e casuppole di moderna antichità , la- 
vorata per altro con una soda e ben stretta cortina. Conten- 



♦ Questa Catapulta non vi è, ne $o co- «va, e pia Volte ripetute* vi potrai neo- 
memi sia venuto in mente di porvela nel- noscere la Uberaitone di Nisibi con la fii- 
la prima edixione . Essa fu una macchina ^ di Vologeso a cavallo * che galoppa da 
complicata contenente una specie di cuc- vero : una maestosa entrata nel (Castrilo dì 
chiara, che spinta per via dì uno scrucco Tarra: l'Imperator's che parla all' esercito 
^ghardo o gettava dardi , e si chiamava so^^ra di un sasso cilindrico : il medesimo 
-ialina, o sassi ed allora veniva detta Cd- che porge la destra in segno d' amici aia 
Éiipulta, Queste due con /^oricr/r erano le ;. al Re di Armenia: Abgaro che rende se 
macchine principali , usate dai nostri mag- e gli Osroeni » e Adiabeni . La Città 
glori nella loro Tattica» alcuna delle quali di Babilonia con le sue mura che h, lo 
ha durato ancor qualche tempo dopo Ifin- stesso : Artabane che fugge; il passag- 
veniione dell'artiglierìa . L'ariete qui si ve- gio del Tigri e dell'Eufrate: un rite- 
de in due maniere » ora attaccato ad una gno ingegnosamente fatto per impedire 
macchina tcstudinata o sia coperta , ov' è l'impeto delle acque » raccolte forse a dan- 
da supporre gli uomini al di dentro , ora no de' Romani : due cataratce espressa- 
ad un' altra scoperta con uomini sopra . mente costrutte per divertire le acque 
Gran russate fatali dovette dare quella te- ridondanti del Tigri e dell' Eufrate : in 
sta metallica <ii montone : mentre si ve- fine , il doppio tusso degli arieti contro il 
de che al suo approssimarsi que' miseri Castello degli Atre ni di sopra notato » ed 
Parrì domandano ai Romani pietà nel mo- una processione de'vinti popoli fra carri ri- 
do il pia compassionevole ed espressivo . rati « chi da cavalli , chi da buoi Quel che 
Bene osservando» ravviserai fra le colon- la corrosione del marmo o la di $t ansa non 
ne i bassi-rilievi con figure di una stessa ti permetteranno vedere sul monumeoro 
dimensione > mancanti al solito dì prospct- stesso; farai molto bene a rincontrarlo 



n 



ttó dfi sapere essere luui colonna scannellita d*ordme corintio, 
dell'altezza di sessanta e più palmi , di bel marmo Greco , e pas- 
sa ad osservare le adiacenze del Campidoglio e il monte stessa ^ . 

CAPO V. 



MONTE CAPITOLINO^ E SUE AD] ACENZE. 

Carceri Mamertino , # TullUm . Sepolcro di Cajo Bìbulo . Se^ 
fulcro della gente Claudia . Teatro di Marcello . Casa di Niccola 
di Rienzj^ . Ponte Palatino . Tevere • Tempio della Fortuna ViriU . 
Tempio di Vesta . Tempio della Pietà . Carcere dei Decemviri . Sa- 
lite del Campidoglio . tempio di Giove Tonante . Tabularlo . Sostru^ 
zim . Fabbriche di sito incerto . Intermonajo . Rupe Tarpea . 

Carcbeb Mamertino > s Tuuuno ^ 
Oggi S. Pietro in Carcere. 

Al di li dairarco di Settimio Severo , sotto laduesa di S. Giusep- 
pe deTalegnami, s'asconde questo doppio carcere , convertito 
in Chiesa di S. Pietro per la tradizione costante che quei San* 
to vi sia stato prigione . La sua facciata composta di smisurati 
pezzi di travertino p commessi senza calcina , risguardava il Foro » 
sebbene alquanto di sbieco» onde non dee dubitarsi ( checche 
ne abbia scritto in contrario il Baronio) che sia quel medesi- 

k 



tulle stampe r nella certeixa die ^attenta 
iipeatioae de' bassi-rilievi che sono negfi 
archi trionfali • e nelle due colonne cocli* 
di Trajana e AureHa ci schiariranno di 
aoko la niente sul particolare delle prat- 
tiche militari di quc** tempi • 

* Se questa colonna posa rjl piano suo » 
cerne può credersi » quale irregolarità dà 
piano tra quexta fabbrica ed il Foro Ro- 
mano » cui sovrastava ? 

Si parla molto dagli Scrittori del lago 
Canio • ma non confondere il lago con 
h Voragine • L^ino fii realmente un luo- 
go paludoso nel messo del Foro » quale 
Cursio Sabino non sensa pencolo d^aifo- 
gtrsi traversò n cavallo in un combattimen- 
to Cra Taaio e Romolo : espresso con tue* 



ta la chiarella in un piccolo bassorìliev* 
trovato presso la Chiesa appunto di S. Ma- 
ria liberatrice • e collocato nella parete 
sinistra del secondo scalone de* Conserva- 
tori ; l'altro si dice una buca apertasi re* 
penti namente » ove per bene de* suoi Con* 
cittadini » gettossi Cursio CavaKer Roma* 
no ; dopo cu che si chiuse immediatamen* 
te : lo narra Livio al libro settimo » n^ 
mancano de* marmi esprimcnci Cursio che 
si precipita con il cavallo : ma lo storico e ^i 
artisti adottarono k tradisione sens^ appu* 
rarla : e questa nacque • o fu fatta nasce* 
re da un certo Cursio Console » che rin- 
chiuse nel Foro un luogo tocco dal fulmi- 
ne • Xrv. Ìqc. cit^ 9 VgrtQnt lik. 4. 



mo fabbricato da Anco Marzio di cui parlano Livio (i)» Gjore* 
naie (a) t e Vairone ; aggiungendo questo il sotterraneo fattovi 
da Servio Tulio per i rei cU stato (3) ; per il che riportò y 
doppio nome di Mémertìno , e Tulliano . Prima di scendervi den. 
tro , osservane di sotto la scala della moderna Chiesa di S« Giù* 
seppe 9 la gran muraglia tutta di travertino t ove in ima fascia 
vi si legge inciso 

C. VBBIVS . C. F. M. COCCEIVS NERVA . S. C. (4) • 

I4A porta è moderna» e modernissima è la bestialità di quell* 
imbiancatiura • per grazia di, cui perde quel hiogo il. carattere 
di quel che fu. Alcuni de* quadri sono lunghi palmi dodici $ 
altri meno; la loro altezza ^ palmi tre» once cinque; la faccia* 
ta esistente è lun^ palmi cinquantanove > alta più di dodici # 
senza quello ch*è sepolto * . Col benefizio di una torcia per sca* 
le moderne si scende nel Mam^rtino fabbricato presso che tut- 
to delii stessi quadri* senz* alcuna porta in origine: egli è di 
forma ovale bislunga., d'altezza dal paviménto alla volta palmi 
diecinove , largo ventisei , lungo trentasei . In luogo di porta 9 
giacché le due presenti sono moderne » vi fu nella volta un fo- 
rame, ^ancora esistente, capace di una persona, per calarvi i 
rei ; il che essersi praticato anche nel secondo, carcere si rac- 
coglie dairistesso foro che* esiste nel pavimento del primo. 
Ho peraltro sempre sospettato che un certo smanco che resta 
in alto dirimpetto la piccola moderna porta, e che mal si ve^ 
de per le tenebre di questo luo?o, potesse servire di porta 
comunicante alle scale gemonie; isulTe quali il carnefice era soli- 
to gettare i cadaveri degli uccisi, onde restassero a pubblica 
vista t Da, un passo di Vellejo Patercolo sembra potersi dedur^t- 

(l) Carctr ad t^rrorcm incfescfntis auda* quod hU quoque lapiSiciuMe fuerunt . Vttt. 

dae media, Urie 9 imminetii Foro aedificatur * nel 4. 

liv. ì. I. (4) Nel 784. di Roma furono con»oU 

(a), Felices proavorum àtavos » felicia tuifetti alle calende di Ly^io . 

. dica$ * si è osservaro che i nostri masti si 

SaecuU» quat quondam sub Regiius at* accostano ordinariamente alla forma oibi- 

que Tribunis ca più che all'oblonga , quantunque le pie* 

Viderunt uno contentam carcere Romam . tre cosi tagliate non serrano né legano in* 

Gioven. Satyr. 5. sterne di molto . Maggior solidità s'ottie* 

(3) In hoc pari qaae iuh terra TuUianum » ne dai pesai che hanno di lungheiaa upu 

ideo quod additum a Tullio Rege » quodSy» volta e messo la larghessa : questa lun- 

. racusis ubi simili de causa cusrodiuntur • ghesaa poi si pu6 accrescere lA ragiont 

ffoeantnrlatomiae » ei de latomia tsanslatum • della bòjitk delui pietra. 



re che le Gémoniè, ed il Córtfsre fossero congiubtl per un 
ponte (i)» dal quale talvolta i rei si jprecipitavano- vivi» se 
jiOB si lasciavano morire là dentro di urne» come accadde à 
Giugurta (a), ai capi degli Etoii» a Q. Plemminio, a Lentulo 
Spinthere, e ad aluì (3). Per una scaletta ^ opera di moderna 
mano , si scende nel Tulliano , cioè nella prigione de' rei di sta« 
to: lungo palmi tredici, largo ventisette» alto non pia di no^ 
ve: la sua volta è piana, costrutta di gran quadri di peperino 
collegati per via di spranghe di fèrro con la solita apertura 
nel mezzo • Qualche pezzo della parete sembra a dirittura sca* 
vata nel vivo» motivo per cui il carcere fu anche detto Latpm 
miée, et nbur (4) • 

Sepolcro di C. Pobucio Bmtnu)* 

Costeggiando il Campidoglio , alla fine di questa strada ben 
lunga sulla destra » ti sembrerà alk prima , cosa di lieve momen« 
tp il sepolcro scritto dell* Edile Cajo Pohlicio Bibuh : Egli ha ne* 
ra la faccia» è così mutilato » inviluppato» e posto in luogo 
stretto » che molti passano senza neppure avvedersi che vi sia • 
Pur egli è uno delli più antichi e rispettabili monumenti della 
Repubblica. Si legge nel basamento 

a POBLICIO • L. F. BIBVLO . AED. PL. HONORIS 

VIRTVTISQVE . CAVSSA . SENATVS 

CONSVLTO . POPVUQVE . VfS&V . LOCVS 

MONVMENTO . QVO • IPSE . POSTERIQVE 

EIVS . INFERRENTVR • PVBLICE • DATVS . EST . 

Nota bene fuori della Città, non dentro come taluno ha pen- 
sato. L*aver avuto sepoltura interiormente sarebbe stato dop- 
pio privilegio » e poi si sa che Trajano fu il primo , per cui il 

k a 

(i) Inlhà eapite in pontini Upid^um far (2) Salust. de beli. Jugurth. 

*U4e Carceris , ef'usoque cerebro gxpìravit . {$) SAìtst.deòeil.CiUiL 

yell.Pat. lìb. z. e che le Gemonie fosst^ro (4) JLiv. ntlP ottavo. Calfur. Fltcc. Apul/ 

Ui vista del Foro si ricava da Valerio Mas- parte seconflUl della su» apologia. Viene 

lìmo che nel e. 9. del sesto libro di (^. questo luogo egregiamente descritto da 

Cepionc narra, Corpusque qus funesti car'^ Sallustio De bello Cutilin. Eu locus in car^ 

9i/icii manibui laceraium in scalis Gemo^ cere quod 'iullìanum uppellatur , ubi pauiw 

niU jajQgfii magno cum horrore totiui Fori lum ascenderis ad laevam circiier 12. pedet 

^onoRÌ compectum est • humi depres4U$ • Mum mtmiunt undiquc pani* 



75 

Senato derogasse alla legge • Il circondario di Servio doveva pél 
conseguenza scretto al monte raggirarsi tortuosamente dietro que« 
sto sepolcro p e quindi esser prolungato alquanto da Trajano per 
abbracciare il suo Foro. Il che non involve difficoltà alcuna « 
essendo che il piano antico qui intorno è molto innalzato dal* 
le rovine del Campidoglio, e dei Fori di Augusto, e di Tra» 
jano che lo circondano « E* costrutto in assai graziosa maniera f 
tutto in travertino » e dalle rotture apparisce che Tedificio jCon« 
tìnuava. Farmi che il Piranesi (i)lo riquadri, dandogli quattro 
pilastri che sostengono un bel festoncino; notando che il pii« 
mo piano deliVchitrave , come il primo stipite della finestra , so» 
no molto più alti degli altri piani ; il che accresce dignità ; ve- 
dendosi usato perciò nelle fabbriche della Repubblica sino ad 
Augusto. Quella finestra a me sembra troppo grande, perchè 
debba dirsi fatta per illuminare T interno della tomba : neppur 
la piramide di Cestio V ebbe sì spaziosa ; ond* io la credo nic« 
chia più tosto f ove potè stare il busto , o la figura del defiin* 
to . Singolare in auesto monumento è la rastremazione de' pK 
lastri ; i quali , dal mezzo in su sino al collarino , diminuiscono 
a guisa di colonne: così la superficie della parete frapposta ai 
pimstri negli angoli ha la medesima declinazione a scarpa, di» 
versamente dalla parete di mezzo che è a piombo . La oase de* 
pilastri trovasi alterata di poco più di un terzo dalle regole 
Vitruviane, le quali assegnano per altezza alla base de^Tempj 
Toscani la metà del diametro della colonna. Questo, T altro 
degli Scifioni 9 di Cestio^ ed il mausoleo dì Cecilia Metella ^ tan- 
to per avere ciascuno le sue vere iscrizioni , quapto per tro- 
varsi in sufficiente stato di conservazione, si devono riputare i 
quattro monumenti sepolcrali di tal genere t i più stimaoili che 
ci restino di Roma Repubblica. 

Sepolcro db* CLAvnn . 

Poco più avanti, precisamente nel luogo detto Mécel di^ Cvr^ 
vi, sì vede qualche rovina laterizia , che torse appartenne al se« 

tu» 4iqH€ insMftr cwaura iofidéis fomicHut (Mre cke in qualche ticnpo Ktrety ctrof 

vineta » sed incuùu Unebris » odore fotda % re avesse lervico di xitiro a quale uno di 

éJtque ttrrihiiis tjut ficits €ii . Vi ti vede que' primi fedeli » e che quel fgrg ae ^sf» 

era una piccola porticina* quale i/f£«no con*, te H communi castone altrove*, 
durre lontanÌMÌmo a dtfUe catacombe: Io (i) Aat.Tom. II»tav/4. e |. , 
Boft io IO • ma non avrei difficoltà di ere* 



77 
pokro della Ginte Claudia. Se ne sospetta così per un passo 
dì Svetonio che dice tal famiglia aver avuto dal pubblico Tonor 
della sepoltura sotto il Campidoglio (i); sembrando che da 
questa parte inclinasse il Senato a dare consimili distinzioni . 
Afa senz^altri dociunenti la congettura è troppo debole pet far 
conti sicuri sopra questo misero avanzo. Di qua retrocedendo 
un poco» per la via detta la Pedacchia, giungerai all^^azza 
sotto il Campidoglio , ove data un occhiata al prospetto scenica 
che le moderne fabbriche Capitoline presentano da questa par* 
te ( altre volte scoglio inaccessibile ) t seguirai lungo ìt vicolo 
fino alla moderna ffì2zzz Montanara» Tantico ForoOlitorìo; ove 
sotto il ùtùzio Monte Savelli riconoscerai i nobili avanzi del 

TCATRO DI MAKcaxo. 

n modello de* Teatri antichi • Nato nelPepoca la più feli- 
ce dell^Architettura r^ dovette esser condotto secondo le migliori 
resole, ed i pia giusti principi delibane; e così fu . I piccoli 
difetti che vi è andato trovando il Serlio e qualcun altro» so- 
no le macchie del sole , ed hanno le loro scuse .. Pu Augusto^^ 
che nel sito scelto da Cesare lo fece, innalzare ad onore di Mar- 
cello suo nepote. Lo cominciò Kanno di Roma 710» dedicol-t 
lo nel 714. dieci anni dopo la mòrte del medesimo . Seicento 
^ere furono uccise in quella dedica t vi fu fatta per la pima 
volta vedere la tigre in gabbia (2); e giostraronvi jiobili gio- 
vanetti tra i quali Cajo ^tro nipote di Augusto . Avanti di pas- 
sare all'esame del materiale» è bene che tu sappia qualche cosa 
in genere d-e* Teatri antichi di Roma .La severità de' Censori , 
persuasa che lo spettacolo scenico» anziché alimentare la fòrza 
td il valor militare » tendesse ad infiacchirlo » si oppóse sempre 
alla costruzion de' Teatri ; non li permise che di legno fotti per 
poco tempo e per circostanze, particolari ^ passate le quali» si 
gettavano a terra (3) . Tal fine ebbero i due famosi versatili di 
C. Curione » rammentati da Plinio (4) » e poco duraroqp tutti 
gli altri. £ perchè nell^^no $99 ì Censori M. Valerio Messa- 
la» e C. Cassio provarono a fabbricarne» il rigido Consòie Sci- 
pione Nasica non solo mandò ogni cosa in subasta » ma fece 



(i) Agrum in$9ffr trws Aniitum cUnf (%) Plin. lià. 8. ei^. y. 
dBui» locumqw libi ad iffìdiunum sub Cm» lì) Tenui de tpeccàc. cai 
fii9li9 fublité asfpit . (4) Pilli, XXVL pac- 1| ^ 



78 • 

emanare un Senatus Consulto, con ciii sì pro25Ìvano i Teatri 
in Roma, e un miglio fuori della Città (i). Fu veramente pec- 
cato che quello di Scauro, ricchissimo Edile , non avesse che un 
mese di vita , quando sembrava fatto per Teternità . Bastava a 
contenere ottantamila persone: trecentosessanta colonne soste- 
nevano la scena , ed avea tremila statue (2) . Teatro nobile lo 
fabbricò Pompeo il primo» l'anno di Roma 699. (3) Il secondo 
fu quello di Marcello; il terzo quello di Balbo» ambedue de< 
dicati nei medesimo anno » nel consolato di Tiberio e Varo (4) • 
Dunque tre e non più furono i Teatri in Roma: tanti ne nu- 
mera Ovidio (J) , tanti Svetonio {fi) , tanti Ausonio (7) . 

Come il Circo per le corse delle carrette, gli Anfiteatri 

f)er le caccie e combattimenti , così Ìl Teatro per gli spettaco- 
i Scenici t e Tragici fii inventato principalmente. Nelle cam* 
pagne da principio » in tempo di vendemmie » su ì Carri » ne* 
Compiti» ne* Fori» e finalmente ne* Teatri si fece la comme- 
dia . Un luogo di Livio ci assicura che dagli Etruschi i Roma* 
ni appresero il modo di rappresentare , e forse que' primi Tea- 
tri tìgnri e temforaij ^ ebbero sacome etrusche» e furono opera 
di Architetti Toscani (8) . Ma i tre lapidei summeriwvati » fu- 
rono innalzati dopo le conquiste di Grecia; perciò» toltene 
piccole differenze (9) » ebbero Greche le forme . Greca la de- 
corazione . Un farallelogrMimQ » ed un semicerchio compongono il 

(I) Valer. Max. ix. 4. 2. (8) Uh. 17. 

{2) Plin. XXXV. a. {9) Dice Vitnivio the i Greci avevano 

(j) Seppure non fu un tuo Uberto*' l'Orchestra grande e la Scena piccola, al 

che fatti nella guerra contro Mitridate contrarlo de' Romani > che avevano la Scè- 

gran danari • ebbe il capriccio di spen* na grande » e piccola l'OrcWstra. La tu 

derli in quella fiibbrica » della quale poi » gione della diversfck nasce dà ciò che ab« 

per evitare le dicerìe • ne diede il nome e blam detto » che i Grec! nella parte delP 

Fonore al tuo Padrone . orchestra prossima alU tcena solevano Bu* 

(4^ Diott. lib. $4.^ vi delle pantomime » e saltaaioni inrerme* 

Isj Visite comvicuit trina, TheéUra lath • die al Dramma ; il qual 'costume non fii 

Ovid. de aift. am. lib. I. ricevuto pressoA i Latini . Nella famosa Vii- 

(tf") Racconta d'un certo StefanioneTo^ la Adriana di Tivoli esistono ancor {U 

gatario esiliato dopo esser stato per^ avanai di due Teatri privati conPaccett- 

Trina l'àeairA wgts. cassus . nel 4$. nata didTerenaa» chiamati l'un Grrcv » l'«l* 

d'Augusto - tro latino ^ Sarebbe solo da dtsidertrd 

(7) Non alla quantità; ma al fasto al* che il latino fosse sbaraaaato dagli >ttrpi« 

ludendo disse enfaticamente che l'ingombrano onde divenisse visibile 

Cuneata crevii hofic Theatri immanitas come il Greco . Opina l'Eschinardo che 

Pompgjus kanc » tt Baltus , et Caesar dedii non vi sia Teatro più conservato di quel- 

Octtc^ianm • conctrtantes sumptihis . lo di Tivoli . così per li menìani . che per 

Nota quel cuneata immanitas • nel prolog. l'orchestra > palco • e scena • 

df:ì potm. su i sette savj • 



fh- 




19 

Teatro : dunque il Teatro ebbe due parti , Teatro profriamente 
Aem » e Sciw • Il grimo abbraccia gradinate , e platea » che in 
audco si disse orchestra : la seconda contiene la scena propria- 
menfe detta » ed il palco scenico • che allora chhiinossi fulft^ 
f0 . Nota che nel Teatro Greco , la parte delForchestra o sia del- 
la platèa » ( quella che oggidì occupano i suonatori ) più pros- 
sima alla Scena veniva talvolta occupata dai Pantomimi o Sai* 
tatori, che fra un atto e l'altro vi facevano l'intermezzo ; il re* 
sto serviva per gli spettatori , ed era luogo per nobili , o per- 
sone distinte» come 'lo è presentemente ne teatri moderni in 
specie fiiori di Roma . I sedili erano divisi in tre partite chia- 
mate meniani ; ed abusivamente ancora frecinzioni : dico abusi* 
vamente • mentre precinzione deve dirsi quel muro che divìde* 
va e cingeva ciascuna partita di sedili , in cui erano le porte 
dette Vomìtorj » per ascendere ai sedili medesimi • Resta ancora 
nel Colossèo mi avanzo ben grande di tal muraglia che ha por- 
rle e iìnestre , come vedremo a swo luogo . Talvolta i vomito* 
rj erano hicavati ne' gradi stessi » siccome nel detto CJoiossèo 
evvene esempio . Avevano una più larga e comoda via per l'an- 
dare e vtnir della gente t da cui per piccole scalette conver- 
tenti al centrò • e di gradi meno alti de' sedili » si scendeva a 
prènder posto « La porzione de* detti sedili fira due di qu^d 
scalari > ..considerata di traverso y chiamavasi Cuneo : presaper alto 
sino al muro di precinzione denominavasi Mentano. Tutta la 
gradinata presa insieme si disse anche Cavea ^ che divisero in 
ma , media , e summa , corrispondentemente alle tre precinzioni , 
, per maglio dire , ai tre Meniani . Nel 6S6. di Roma , si trova 
fatta una -legge da L. Roscio Ottone , per cui si assegnavano i 
primi quattordici gradi ai Cavalieri (i) ; ed ecco che T ordine 
equestre avea per se l'orchestra > ed il primo Meniano : il se- 
condo apparteneva a quei del popolo , che non eran plebe : it 
terzo alla gente più bassa ed sulè donne (a) , Dopo i tre me- 

(x) Kdl Circo però^« o nft' teatri tempo* tro » lebbene aveste il privilegio di por* 

^] • giacché di ftabili non ve n'era a quel tarviii il cuscino » e la sedia « come pare 

**»ipo . indicare la parola cathedra di Calpurnio. 

(0 Vtnimus aà sedts » ubi fuIU sor* Per intclÙgtnsa di quel passo gli Ercóia'^ 

dida veste nesi opinano che nelP ultimo meniano j 

Inter femineas spectaiat turba cai» ^ prò habilm ente ligneo) si facessero delU 

thedras'. Calpurn. X2.vers. ad. divisioni ad uso di Mchi : ed ecco che 

•t usò certo poca creansa al bel sesso ogniqualvolta vi era asione ài posti , 

^ itte* tettipi « in quanto ai posti in Tea- vi doveva ancora estere l'uso de* biglietti » 



aioni una circolar murigHa doTea terminar redifiziò» « cui 
esteriormente» come nelPAnfiteatro 5 saranno stati addossati de^ 
travi per sostenerne la copertura ; essendo certissima cosa che 
anclie i Teatfi si coprissero con tela o seta» secondo le cir- 
costanze • In questa muraglia al di dentro potevano esser di- 
sposti e collocati quei tali vasi incavati di rame » de* quali par* 
la Vitruvio , atti a riverberare la voce ,^ onde il popolo in luo- 
go sì grande» ed aperto potesse intendere gli attori (i). 

La Scena^ presa insieme situata a fronte del Teatro , oltre il 
fulfito o sia palco , avea nel fondo -una scmz stabile » cosi det- 
ta per essere di materiale» decorata di un doppio ordine di 
architettura f la quale serviva^ di ornamento al Teatro stesso» 
nudo » e fuori di azione . Veniva poi ricoperta da altra scena 
dipinta a tenore dello spettacolo che volevasi . rappresentare t^ 
Quindi , siccome triplice era la rappresentazione Tragica • CmU* 
C4» e Satirica» e ciascuna di esse divisa in tre atti; così tuttt 
la detta scena dipinta mostrava tre differenti soggetti» con una 

?orta sempre nel mezzo per farvi uscire gli Attori (a) . Nella 
"ragedia , la pittura della porta di mezzo mostrava una Regeia » 
a dritta un albergo nobile » alla sinistra un carcere • Nella Com* 
me^a » si vedea nel mezzo una casa nobile » nella destra una 
tenda con tappeti ed apparati » nella sinistra una stalla di giù- 
menti e buoi « La Satirica rappresentava nei mezzo una caver« 
na» nella destra un diverticolo o svolta di strada» nella sini* 
stra un Tempio abbandonato con via deserta » ove non si am* 
mettevano che personaggi vilissimi • La scena , per quanto inse- 
gna Polluce» non cambiava durante Fazione» ma era permanen* 
te in tutti gli atti. Usavan però alcune scenette versatili edal*^ 

o sia Tessift Uéitali» d«i desì^natwet fftt o dalla cattiva loro lituatione. Suppomem* 
l'assegno de' medesimi , qtie' che noi chia- do Publio Vittore che il Teatro fosse ca* 
miamo niASchere della plasma . Augusto , se- pace di trentamila pn.rsone i senaa l'ajnro 
condo narra Sretonio , fece una miglior di questi vasi e delle maschere degli ai- 
rubrica» assegnando luogo proprio aisolda- fort* quali si pretendono ancora usate ad 
ti , alle Vestali . agli ammogliati , alle don- arte per raccogliere ed agevolare il corso 
ne . ai giovanetti • e persino ai loro pe- alla voce » gran migliaia di persone avreb- 
dagoghi . ^f^ dovuto slungare il collo inutilmente • 
(i) Vitruvio li approva ^ e Casstod.^iif. (a) E' mirabile come fra gli antichi Scrii- 
51. liò. I. assicura che vi sitno stati. Pli- tori di commedie» Tcreniio avanti sem- 
aio non li nega • ma se ne lamenta • di- pre la stessa scena vi conduca tutti i per- 
cendo che producevano iVfFetto contrario sonaggi • e vi fiicda cadere quahinque a* 
di assorbire la voce ; il che forse potè aiune • 
derivare o dalla cattiva qualità del rame* 



81 
tre cénduttibitiz'ìcipnmt informa di triangoli , che girate in un 
atomo mostravano diversa pittura : le altre ( per quanto si com- 
prende dalla parola istessa), si tiravano qua e là a mano, o 
con machine secondo il bisogno « Furono in uso anche i p'osci* 
nj > di qua e di là dalla Scena » ne* quali , secondo Polluce stessa 
venivano rappresentati oggetti fuori della Città, come sepolcri, 
/edicole , case , ville rustiche , ed altro : anzi , egli colloca quivi 
due altre .porte per introdurvi dall'una gli Dei marini , dall'al- 
trai celesti, che di tanto intanto solevano intervenire all'azio* 
ne. Ciascun Teatro fa circondato da portici per comodo di 
trattenervisi in tempo di pioggia . GÌ* ingressi ordinariamente 
erano tanti , quanti erano gV archi del primo ordine : doppie 
erano le scale che mettevano ai portici superiori; da questi 
ai vomitorj ; dai vomitorj ai meniani «Non restano di tutto il 
Teatro di Marcello che poche rovine dell'interno, e buona 
parte de' portici esteriori : dunque osservane la sua pianta ri- 
cavata dal Serlio , giacché nella marmorea Capitolina , . non si 
vede delineata che la Scena (i) « 

Num. 19. Pianta. A. Portico non duplicato, come quellp 
dell'Anfiteatro, e senz'apparente numerazione d'archi. B. Sca« 
la doppia per salire al secondo piano . C. Scalone che dal an« 
dito interno mette anch' esso al secondo piano (2) . D. Andi» 
to o corridore interno chiuso , ed illuminato dall'alto , come al* 
tro simile neir Anfiteatro • Se ne osservi di queste scale inter- 
ne , ed esterne la simetrica disposizione intomo al Teatro : il 
medesimo partito di scale trovasi nell'Anfiteatro'. E. Piccola 
scala che metteva al primo meniano . F. Altro corridore o an» 
drone che sosteneva i meniani . G. Muro del podio o sia del 
parapetto con celle quadre , destinate per le fiere , o altro » H. 
ingresso nell'orchestra che con altri sei eguali forma il nume* 
ro di sette . I muri che reggevano i sedili , per uscure ne' vo* 

(I) Kora bene che » per confezione del* te non che in questa 4a curva dell'orche- 

lo itetto Serlio > tal pianta è di Baldatsar icra o lia il ^ro del Podio » va ad esser 

Peruiiì di Siena» pittore ed' architetto molto più ristretto » e a caracterfziare 

traTitsìmo • (Dette questi una bellissima per conteguenia il Teatro per Teatro 

idea dtUa Chiesa di S. Pietro che Dio laiino . Ma chi non vede che quelP anti- 

Volesse che foste stata eseguita • Crocf ca pianta è lavoro di un mediocre com* 

Greca ; quattro campanili » con sotto quattro passo $ per cui non più che di pianta di* 

ijgrgititr , a la Cufcla in me\:^o . ) Questa mostrativa meriti il. concetto / 

pianta è anche riportata dai Detgoaets , (a) il Serti o ha dimenticato di segnar la 

uè diiferisce molto dall'antica Capitolina » de Dita apertura alla scala • 



initx>rj^ sono <fopdifi reticolata > legata di quando in quando ó^ 
pezzi di peperino . Nella cantina delia prossima Osteria dellj 
Campana, si vede Tandito.con le porte che conducevano aivo^ 
niitorj deU! ordine equestre • Sotto il. medesimo ^ rimangono le 
vie de' Senatori per passare all' Orchestra • Notò il Pirand 
che queste vie , come anche il medesimo andito , erano in tal 
inanìera separati e disposti» che ninno degli ordini Senatorio i 
Equestre, e Plebeo s'' incontravano nell'entrare ed uscire. Os- 
servò ancora che i sedili avevano un labbro , che serviva come 
di tegola alle còmmissure perpendicolari » acciò non vi filtrasi 
se la pic^a, è di più che mcastravano imo sopra dell' alm» 
in deaivlo, non tanto per difendere dall'acqua le còmmissure 
ùrizontali, qiianto per render ferma la loro connessione (i), 
L Mezzo dell' orchestra * L« Se da qui tirisi una linea da ub 
podio ali «hxo , quieta circoscriverà il sito del pulpito su cui 
Agivano gli Attori. Si soleva &re alto cinque piedi e non più i 
acciò gli spettatori potessero dall' Ofches^a . vedere commoda^ 
mente gli Attori (i) . M. Portico : fa meraviglia il vedcarlo nel 
luogo della scena stabile, quando i portici, secondo Vitruvio, 
doveano farsi dopo la Scena . N. Atrio • O» Ingresso alla sce- 
na ^ il quale fa specie che sia unico . P. Sale laterali .. Q. Portici , 
che terminano in Emicicli a guisa di Basiliche • Non persuade 
il veder troncato Tordine de* portici esteriori , allorché tocca la 
scena; e che questa rientri ed impiccolisca contro, il solito 
degli altri Teatri . Osserva ora la parte esteriore e le parti in 
grande di ambedue gli ordini cjie laxompongono • Veramente, 
non due, ma tre o quattro, crederei che in origine siano sta* 
ti (3):. Se vi furono interiormente i tre meniani i non v'ha 
diibbip che vi bisognò »un' altezza corrispóndente in circa a 
quella del Colossèo; yi si aggiunga lan Podio con qualche piar 
no^ superiore , per Ji dispositori del .Velàrio , e diverrà pìiì che 
probabile h congettura: dei quattro ordini . I due superiori so* 
nò-rovinati del tutto t gli altri dae^ quantùnque danneggiati 
di mólto, conservano ancora, in specie dal lato orientale versò 
la piazza \> tanto che basta a farli conoscere . Il fiioco ha dì* 
strutto gran parte di ambedue, ed il terreno ha sepolto una 

(1) Tom. IV. tav. I. nella pianta che ^a) Vitr. lìb, 5. cap, tf. 
■Mt .ba dato » hu latciaco <iì tppkttfì il (s) Venuti e Piranesi con altri peotaBO 
pulpito » V orcbtttra « e la scena • al modo stesso . 



f 



bona porzione del primo » H tutto insiehie di questi ordini 
olle rispettive arcate ^ ha un non so che di maschio e di 
^ioso insieme • Fu certo V esemplare » da cui derirarono i 
liù abili Architetti moderni le loro sìmetrie « Piranesi vuole 
he si ascéndesse al portico per tre gradi • Niente di pi& pro- 

lie • Su cinque o sei posava TAnfiteatro • Quanto maggiore 
stato il numero di essij tanto più di sveltezza avrà avu» 

r edìfizio . 
Num. ao. A. Pr$sfitt$^ di ambedue gli ordini Dorico e Jo« 
nico nella loro integrità. Tutto il £ibbricato esteriore di essi 
è di travertino come TAnfiieacro/ La colonna Dorica ha qui 
otto diametri compiti non mai praticati da prima , e pare che 
d'allora in poi si sia fissata Tepoca della sua altezza . Si tolse 
pure al fusto la base» come si era fatto in addietro in quasi 
tutti i monumenti di queista specie • Compresero bene quegli 
antichi che la mancanza della base contribuiva non poco alla 
gravità ^eila fabbrica , e sgombrava di molto gi' ingressi al nu» 
meroso pojpolo che vi concorreva (i) • B. Sfaccaio, dove os* 
serva che il piano dell* ordine , in vece di terminare colla cor- 
nice che n'è Tultìma parte ^ si unisce al basamento del secon- 
do , per acquistare tanto di altezza a voltare un arco a botte » 
che nasce dairarchitràve interno portato da altrettanti pilastri « 
Questo metodo fu trovato buono» e prevalse in quasi tutti gli 
edificj di simil natura . C. Capitello dell' ordine Dorico con il 
suo intavolamento modìnato elegantissimamente . Jonico è il 
tecónd' ordine » e fk qui il suo. omcio nella miglior maniera ed 
in una proporzione la più giusta , . che mai avesser praticato 
in addietro • Questa colonna no» diminuisce la quarta parte 
della Dorica, come insegna Vitruyìo, ma* prende il diametro 
inferiore del fusto dal sommo scapo della sottoposta colonna ; 
€d elevandosi fino a nove diametri dà a se stessa quella mo- 
dulazione, che è pròpria e conveniente del suo carattere • 
•^la colonna Jonica viene assegnata da Vìtruvio una base par» 
tìcolare: qui. però, con ottimo effetto, le hanno sottoposta lAt- 
tìcurga • D. Capitello Jonico col suo intavolamento . Quello è 

(<) A dir tero » quando l'intercolunio tetft de^ pilutri least impedire Viu* 
"A stretto , elfi va bene » ma qui le baii gretst • 
delle coldnnt sarebbero rimaue della {roi* 



di ottima forma ^ solo che in tanta distanza dall^occhio sembra 
inutile r intaglio degli ovoli ; il secondo tutto insieme trovasi 
un pò macchinoso secondo i precetti Vitruviani: l'ottica solo 
potrebbe legittimarne la mole in ragione del primo . Il corni* 
clone, alto fra il terzo ed il quarto della colonna > èmodinato 
con buona maniera : alcuni non vi vorrebbero i dentelli ; i qua- 
li per altro sembrano necessari , rappresentando le teste de' 
mattoni che sostengono il sopraposto scodano . Piranesi ha os« 
servato che non senza buona ragione si vedono soppresse le ba« 
si ai piedistalli del Jonìco > s) per Toggetto della sottoposta cor* 
nice, che ne avrebbe impedito la vista > sì per esser ciò ana» 
logo a continuare Tistesso carattere di gravità che mirasi nel 
Dorico ^ . Merita questa fabbrica che tu T esamini bene al di 
dentro , e al di fuori . Penetra nelle botteghe ricavate negli 
archi esteriori ; fanne il giro , ove sotto e dentro mura , e ca« 
suppole osserverai incastrati pezzi dell'antica fabbrica ; e salea« 
do al palazzo potrai a tuo beli* agio portarti nelle cucine ad 
osservare i cunei, il piano, ed aure partì del Teatro.. Vedrai 
quali e quanti stravaganti cambiamenti di cose« e di usi ab^ 
biano ivi fatto gl'anni, e T ignoranza (i). 

Osserva ora nell*annessa tavola di un Teatro scoperto in 
Otricoli , alcune diversità , del pulpito specialmente , e della 
scena stabile , che manca del tutto in quello di .MarQeiló • 

* Osserva che il detto i interrato » fino a tre bande « più salienti in su cbe in ^ù » 

alla me tk delle colonne «'le quali (^ come si né ha veiun intaglio. Anche il fregio è 

può osservare in una cantina } sono sopra - nudo .-^usto Teatro ,. VICE V AJCfE DI 

uno loccolo continuato sema base » a CEDERE , non fouv€ contenere che venii^ 

tenia orlo • Il suo architrave è nudo sen- cinquemila, settatori » Teatrino . ^ello di 

sa alcuna fascia : il fregio ha trigli^ pro^ Pompeo era capace di ottanta mila . Dunqum 

fondamente scanalati con gocce coniche : i nostri che Teatri sono ì Cosa sono lo die* 

le metope nude più larghe che alte, (^ue- poi ne^*Disionario delle belle arti : i no^ 

ito è P unico Dorico compito in triglifi » stri teatri tono una specie d* Alveari , d«ivr 

•> metope che ci sia rimasto delle anti-* si V4 non per vedere ne fer udir drammi» 

abita Romane . Rapporto al Jonico • il ma per farvi un pispispiglorio di ceiluim 

Ihsto delle colonne è quasi un piede più in cellula. 

indietro di quello d«llf Doriche lottopo** (x) Nel cortile del Palaia* Sav«lli » che 

tte « perchè il muro del secando piano è occupa tutta la parte circolare • oltre du« 

«onsiderabìlmente rastremato » per dar urne sepolcrali , ed un buso rilièvo di M. 

piò solidità alla fabbrica « con opporre Aurelio « ve n'è un altro che rappresenta 

*^ggior re'tistenaa alla spint» delle volte : ^attro Gladiatori con elmi » uno de' qua* 
le dette colonne aggettano più della metà' li è* morto , e gli altri tc£ si difendono 

del loro diametro . Le volute dtl clpitel- contro una tigre « un orsa « ed un leone • 

lo « per avere il principio della voltata pie- Può credersi essere stato un ornamento 

gato in se , e ristretto di molto • sembrano del Teatro : il Ficoroni lo credetta singg^ 

•vali quantunque rotonde « L'architrave è lar cosa e lo pubbticò . . 



1 -^'t NKW r'^'i^^K 






tig. I. Pianta. A. Sostnizioni che reggono i sedili a guisa di 
portici . B. Sedili senza distinzione di meniani , attesa la picco- 
lezza del Teatro . C. Vomitorj simili di molto alle nostre sca* 
le coperte^ per le quali si scendeva ne^ portici, e si montava 
rispettivamente ai sedili . D. ^Orchestra . E. Pulpito ; fa mera- 
vìglia il vederlo sopra un ordine di colonne , che piuttosto do« 
vrebbe appartenere al primo piano della scena stabile . Se fu 
così, quei dell'orchestra ben poco poterono vederp della rap- 
presentazione , e della scena , per la troppo grande altezza . 
Oltre di che, tra il pulpito, e la scena stabile sarebbe stato 
così breve lo spazio, da non potervi capire comodamente la 
temporaria, le machine versatili, le scene duttili, i prosce- 
nj ec. sembra perciò che la porzione dello spazio segnato con 
la linea F., G , appartenesse al .pulpito ; il che si conforma 
molto al Teatro di Vitruvio, e a quel di Ercolano. H. Scale 
per salire dal piano dell* orchestra al pulpito . I. Portici del 
postscenio , sostenuti da colonne . K. Ingressi ali* orchestra . 
rig. z. SezJone L . Piano dell' orchestra . M . Sostruzione de* 
sedili . N . Scale de' vomitorj che formavano i cunei . O . Vo- 
mitorj . Fig. 3. P. Scena stabile, singolare per esser curvilinea 
in forma di Tribuna : ha due ordini di colonne con nicchie 
per statue. Q. ÌPorte indicanti le tre scene, .0 siano li tre at- 
ti di ciascima rappresentazione. R* Scale per ascendere al se- 
condo piano della scenaT stabile . Dall' eleganza de' capitelli , 
fregi ec. , e molto più dalla uniformità con li due di Vitru- 
vio e di Ercoiano, chiaro apparisce esser questo Teatro lavo- 
ro de* buoni tempi . Disceso che sarai dal Palazzo , prenderai la 
via a sinistra , e portati al qui vicino Ponte rotto sul Tevere , 
ove quattro monumenti troverai da osservare ; de* quali il pri* 
mo a destra si ò la 

Casa detta di Cola di Runzo. 

Goè Niccola di Lorenzo . dirimpetto a S. Maria Egiziaca 
Ita questo zibaldone laterizio , fatto nel secolo decimoquarto di 
stracci più vecchi . Si vuole di bizzarra costruzione , che sia 
statala maraviglia de* suoi tempi, e che abbia svegliata iamen- - 
te agli Architetti del XVL secolo' sul punto dì ornare e so- 
pra<Miiare: non vedo. né credo tanta robba (1) . Non più che 

(1) Piianef. p. i. Tay. XJU. %• I. 



96 

curiosa mi sembra questa casetta; còme curiosissima trovo ris- 
crizione che nella cornice rovesciata della di lei porta dentro 
il vicolo si legge 

L.GX;T.N.R.S.0.G,N.S.T. N T J.aL.?.T.F/3.R.$. 

T.R.S.H. * NON FVIT IGNARVS CVIVS DOMVS HEG NICOLAVS, NIC. D. 
V N.T.T. QVOD NIL MOMENTI SIBI MUNDI GLORIA SKNTIT . D. T, 

B.S.H.?. VERVM QVOD FEGIT MANO NON TAM VANA GOEGIT , D. D. 
R.T.O. GLORIA QVAM ROME VETEREM RENOVARE DEGOREM. E. «. 
V.B. A IN DOMIBVS PVLGRIS MEMOR ESTOTE SEPVLGRIS . 
CONFISIQVE TIV NON IBI STARE DIV, 
MORS VEHITVR PENNIS . NVLLI SVA VITA PERENNIS . 
MANGIO NOSTRA BRBVIS CVRSVS ET IPSE LEVIS . 
SI FVGIAS VENTVM SI GLAVDAS OSTIA GENTVM . 

USGOR MILLE IVBES NON SINE MORTE GVBES . 
SI MANEAS GASTRIS FERME VICINVS ET ASTRÌS . 

OGIVS INDE SOLET TOLLERE QVOSQVE VOLET .; ~ 
A SVRGtT IN ASTRA DOMVS SVBUMIS . CVLMINA CVIVS . 
^ PRIMVS DE PRIMIS MAGNVS NIGOLAVS AB IMIS^ • 

EREXIT PATRVM DEGVS OB RENOVARE SVORVM . 
STAT PATRIS GRESGENS MATRISQVE THEODORA NOMEN. 
A HOC CVUVIEN GLARVM GARO DE PIGNORE GESSIT. 
DAVIDI TRMVIT QVI PATER EXIBVIT . 

Nel curvo architrave di una fenestra sta scrìtto altres) : 

AbSV . ROMANIS . GRANDIS . HONOR • POPVUS 

Il fatto stì che falsamente si attribuisce questo poco di buono 
al famoso Cola di Rienzo, che iiì^quet tempi fu tribuno pc^ 
tentissimo, e comandò le feste in Roma; ricavandosi dall is- 
crizione appartenere a Niccolò figlio di Crescenzio e Teodo- 
ra , dove Cola ili figlio di Lorenzo e Maddàlei» \ 

PONTB PALATINO. 

In Oggi è rotto , e Ponte Rotto si chiama-. Ne mAocano 
due archi fin dall' innondazione del iig9. Prima Giulio, e poi 
Gregorio XIIL lo fece riedificare sopra le antiche pile da un 

* Vlt. di Col; dì Rtens.appret. il Marat, inembrì delle tornici • Akre btattràe ht^ 

•Tom. 3. anciq. ItaUpag. 399. Molto meno riàie a queste consimili* e contemporanee 

«agionevole è la popolar denomi nàBÌon« tono da vederti ne' porticherri d«ue antl* 

cbe gli ti da di Casa di Pilat9 . elle ciiiete • nel muro etteriore del cor» 

Questa rovina non presenta che un am* di $. Oio. Larerano , e nel di fuori di S* 

inasto di frammenti S ogni genere* caricUi Oio. e Paolo sul Celio • e della Ckiesa 

4ì fasce » modiglioni > mensole ec. Vi so- d'Araceli verao il Cìappido^o * ove ttan» 

ào colonne di mattoni con capitelli di no archetti / con mentole • e fiocchi t 

mattoni a tega« come a tega tono altri guita di pendenti, * * 



«7 

ArchHettuccio Fiorentino . Mentris si andava lavorando > lo vi«. 
de Michelangelo j e lo fece spedito* Il filone della corrente 
riesce in quest^ angola gagliardissimo : per questo t Tarquinj 
ed il Re Servio Ixùrricarono tutta questa riva di quadri di Pe- 
perino; i quali servendo di muro alla Città, e cu contrafortQ 
insieme alla Cloaca 1 formarono anche un bel passeggio « chiama- 
to ffi/rirr«f» littu. Fu il primo ed unico ponte che avessero di 
piètra i Romani , mentre il ponte Sublieto fu di legno alla ri* 
serva delle pile . Questi due soli ponti furono rinchiusi nel 
Circondario di Servio ^ come apparisce dalla pianta Nai:dmia« 
ra. Fu detto Palatino per la vicinanza di quel monte: taluno 
lo ha chiamato Senanrìo; ma per ragioni poco buone '^ . Scen« 
di, e trapassata la copertura del molino, fermati allo scoper- 
to a godere* k deliziosa veduta. Al Ponente estivo, l'Isola Ti- 
berina con 1 due ponti Cestio e Fabrieio.^ semplici ma solidi che 
mai. crollarono i. qui possimo.Ja rovina del Ponte Palatino, il 
muro di Servio, la Cloaca gaassima, quella dell'acqua Crabra, 
più là il monte Aventino, i rottami delle pile del Sublicio, ^ 
dirimpetto i monti Giannicolensi , finalmente il 

T 1 V 1 R 1. 

Se ne ha la descrizione da Plinio il quale ne osserva l'al- 
tezza delle spond/e , e ^li allagamenti che óiò non ostante ad 
ogni piccolo incremento di acque produceva. E come no, da- 
to il piano antico della Città trenta e quaranta palmi più bas- 
so? La sua maggior larghezza è dalle cinquanta alle cinquan- 
tasei canne Romane , e ne'siti più angusti di quaranta • La prò- « 
fondita da Plinio si dice non minoire di quella del Nilo, coir 
esperienza dell* Obelisco, portatovi da Càjo Cesare . Sembra che. 
il suo letto dovessej, per le rovine e gli scarichi-, essere rialza- 
to non altrimenti che: il piano della Città, ma le platèe de' 
ponti, e l'imposte degli archi son prove che il Tevere corre 
suU* antico piano . Fu raffrenato doì Re ; poi da Agrippa . Sve- 
tonio nel terzo , narra che Augusto purgò ed ampliò u suo let- 

* Non to quii foncbmento abbiasi di as* Censore . Egualmente trovo dubbioso che 

ferire do che generalmente trovasi scrit- si dicesse Senatorio » per. il passaggio de* 

to, che fosse opera incominciata dal Gen* Senatori, che andavano per di Va a coji^i» 

«ore M. Fulvio • e terminata da Scipione sultare i libri Sibillini riposti arcanamente 

4ffncaBo • e (b C« Mummio parimente alla falde del Giannicolo^ 



88 

to: da Plinio Ceciiio (I) sì ha, che Trajano, per impedare fc 
innondàzioni ^ gli fece intorno una fossa in cui scaricasse il su* 
perfluo ; ma non bastò . Aureliano , per quanto ne dice Yopìs^ 
co, lo nettò di nuovo e gli fece in molti luoghi sponde di mu» 
ro • Nulladimeno , ne' bassi tempi , le innondàzioni furon &e- 
quentissime: ora lo sono meno, per essersi a bella posta diver- 
tito il fiume in origine, cioè alle Chiane in Toscana. Due al- 
tri più piccoli fiumi concorrono a formare il Tevere: una chia- 
masi la t)ler0 , procedente dall' Umbria , l'altro V Amene , prove- 
niente dal Lazio • Si cong^ungono due miglia circa fuori della 
Città, ove quelle acque prendono il nome dìTevenme. Questo 
fi^me ebbe in orìgine il doppio nome di Albula , e Tiberimi 
il ^imo dal colore giallo aell' acque, per cui ebbe anche da 
Orazio il titolo dìflavus ;. il secondo , c& un Re di tal nome • 
Grandissima è Tutilità che il Tevere ha sempre pOTtato a Ro- 
ma, sì per l'assorbimento delle 'immondezze, come per Tintro* 
duzione di ogni sorte di derrate. Sarebbe a desiderarsi che 
fosse reso anche più navigabile , per bene del commercio • Mol- 
ti progetti sono stati fatti su tal proposito da Sisto V. in qua, 
ma senza veruna conclusione . Non piccolo vantaggio si è quello 
ahcora dei mulini , per macinare il grano ed altri generi (a) . 
Fu il Tevere ed è utile per il buon pesce che somministra (3) . 
Lodatissimo però fu il pesce Lupo , che appunto qui pescavasi 
fra i ponti Palatino e Sublicio , come si fa anche al presente • 
Per Lupo s'intenda lo Simone o, secondo il Giovio , che sminuz- 
zò la materia de ftscìbus Ronlamrum , la SpigoU . Ambedue i 
pesci venivano e vengono anche adesso dal mare ali* acqua dol- 
ce, e colle immondezze delle Cloache s'ingrassano per i gldot- 
ti. Altro vantaggio si è propriamente Tacqua di questo Fiume, 
la quale , sebben torbida sempre , tenuta però ne' vasi| alcune 
ore , diviene limpida , buona , e salubre : I Romani la bevette- 

(1) Bplst. 15. lib. 8. (1) Ad victum ppiiméi feri ager Campénuté 

(2) Esservi ttati molini fin nel tempK) frumentum » laltrnut vinum « Cassimof Ole* 
de' primi Rè . Procopio dimoitra nel pri- um » Tusculanui ficuai • mei Tarentinus > ph 
ino della guerra Gotica . Palladio nel prì« scem Tiieris • Varr. eie. da Macrob. nel i€» 
mo $ e Vicnivio nel decimo parlano di del 5. de Satur. Se |U antichi furono bea 
mplini fatti ne* Fiumi * ma di quei com* provisti di vettovaglie • ora è certo dUéìu 
^osti soltanto di ruote esposte alla corren- Roma si mangia meglio che in quahia- 
te : non dei galleggianti a guisa di barche : que altra Citta del mondo « s\ perhquaO^ 
questi » dice Procopio , essere sottile inven- tità che per la qualità de' cibi • 

aione di Belisario y ir pruderti iat singularis « ^ 



T6 insieme alle sorgive per quattrocento e piCk anni, ed è na- 
turale che la facessero deporre . Viene creduto salubre anche 
il bagno , in specie per le malattìe di' fegato , a cagione de' mi* 
nerali che seco porta (i) • £* certo che, facendosi in esso un 
ben ordinato scavo, vi si troverebbie ogni genere di preziose 
Anticaglie. Leggo che gli Ebrei hanno altre volte fatta un offerta 
alla Camera per la privativa di una escavazione ; ma che sempre 
sia stata rigettata per timore di un epidemia. Degli Idraulici 
Olandesi vi riuscirebbero con facilità, e scavando a piccole 
porzioni, senza rischio alcuno* Perchè non farlo? Per sette 
ponti passò altre volte il Tevere , Sublido , Palatino , Cesilo ., 
rabrìci9 , GiatmicoleHst , Trionfale , Elio . Ora non passa che per 
cinque, essendo ìlSublicio ed il Trionfale spianati affatto « Fuo- 
ri della Città v* è il Milvio : al di là poi * siegue VAniene sotto 
i Ponti Sdlan , tiomentano , Mammolo , e Lucano, vicino Tivoli , 
i quali tutti vi durano ancora , ristorati , o rifatti . Risalito che 
saraf, osserva immediatamente dirimpetto interrato per metà , e 
per metà sepolto, fra maledette casuppole, Tantichissimo , e 
grazioso 

TfiMPio DBLLA Fortuna virilb 

Oggi Santa Maria Egiziaca • 

Il Buon Re Servio Tullio , memore e grato alla fortuna che , 
da vii schiavo lo avea innalzato al grado di Rè , gli fabbricò 
due tempj, uno nel Foro Boario, l'altro presso la riva del Te- 
vere , che si suppone questo , dallo stile appunto della fabbrica 
t dalla vicinanza del Fiume (2) • Le molte altre denominazio- 
ni dategli hanno poco q nulla di fondamento, e sono state già 
dal Nardiho combattute , ond^è vano parlarne • Se vuoi ben com- 
prenderne Teleganza , guardane la pianta , l'alzato , ed il pro« 
spetto nella tavola annessa • La sua forma è un quadrilungo , di 
cui la cella occupa due terzi , Taltro è compreso nel portico , 
il quale è tetrasttto vale a dire di quattro colonne . La, lunghez- 

m 

(x) Riporto Tolonrierì tutti questi prc- (a) Servius duobusTcmplis condiiis , al^ 

ÉJ del nosrro Tevere » per avere spcrimen- tero bonae Fortunae oh perieiuum ejus fa^ 

^ato, che venendo i Viaggiatori infatuati vorem in Foro Boario » alttro Fortunae vi* 

delie sue glorie « restano in vederlo cernie rili » sicut hoditque cognominatur in ripaTi* 

fli antichi restarono in vedere Alessandro hris , pr9VfCiu: jam atfiaie. Dionjrs. u|>. 4. 
u Grande » uomini magnus 9 0vrpor§ parvui • 



9^ . . 

zz dei tempio è ii ddppio dèlia sua largiiezza , con. un sol pOT- 

tico dayanu^ ma con due frontespizj eguali da capo e da pie- 
di. Le colonne che formano Tala del tempio > sono incastrate 
la. metà nel muro ; cosa per se disgustosa e che rej\de rarchi- 
lettura di hassoriliiVù *. Piranesi ha osservato , che cominciando 
dal muro della cella j la pietra è travertino /laddove il portico 
è di peperino . GP intercolunj di questo vedonsi chiusi da mu* 
ro moderno , per essere state il tempio convertito in chiesa : 
il Quàl muro seppellisce le quattro colonne della facciata. Tut* 
to redifizlo osservasi rivestito di antico stucco per ricoprire , 
cred* io « i danni fattivi dal fuoco ^ il quale si vede che ha soflFer- 
to. Anticamente vi si ascendeva per una scala larga quanto la 
facciata,, ed alta quanto il basamento che ricorreva intorno: 
il quale , fatto sterrare dal Desgodetz , fu rinvenuto dell'altezza^ 
compresivi i due scalini, poco più di due quinti della colonna ^ 
contandovi base è capitello • La cornice del subasamento ha 
delle piccole membrature tali , e tante , che vi generano con- 
fiisione« Secondo Palladio, il tempio slnnalzava da terra sei 



* Se k fronte di questo Telnplo • per il 
numero quadernario delle iu« colonne è 
MréueiU ; per avere un sol. portico davano 
ti il tudettOf deve dirli prostilo ; e di pseudo" 

Ceripttro » o faltoulAto merita il nome > per 
i 7« colonne che lo fiancheggiano » incas» 
tate nel muro della cella per un ter%o , di« 
ce Y Abbate Uggeri nelle tue giornate Pit» 
toriche • Di tal forma trovasi essere an- 
che il Tempio della Concordia al Campi- 
doglio che or or vedremo . 11 detto U|;- 
geri nel tutto insieme non vi trova quel 
capo d' opera dell' ordine Jonico ehe vi 
riconobbero Chambray , D^tgodeti , Pi- 
ranesi ; e riflette che se il Vignula trasse 
i^^ suo Jonico da questo , 1' organizsò con 
diverse proporzioni , gli ìette del suo mi- 
gliore accordo # ed un modo più sémpli- 
ce di voluta. Nulladimeno tenendosi ge- 
neralmente per cQsa certa che tal costru- 
ii one 9 COSÌ per la forma » come per il ca- 
rattere de' suoi ornaci . sia del tempo di 
Servio i è fabrica unica (a mio credere *) 
fra le Romane » da formar epoca » per l'op- 
posiitone di stile » che presenta al con- 
fronto della cloaca massima* del carcere 
Mamertino • de' tufi Capitolini » delle mura 
Segie « e se vogliamo ancora » dell'urna do- 
rica degli Scipioni ; dovendo recar mera- 



vfg^a » che iln da quel t^mpo si usaste gih 
in Roma il gentile e dcUcato ordine Jo- 
nico • cosV stracarico di ornamenti; laddove 
non restano di quel tempo nel Latio eh* 
monumenti del Dorico • il primo » tà 'ù 
piii antico che siasi usato » sodo » erculeo • 
ed imponente.. 

Non solo della l^iriU » ma vi fu anche il 
Tempio della Fortuna Mulicbrt , in onor di 
Ve tu ria che seppe ammansire il marito 
Cori olano » che veniva arraobiato conrro 
Roma . Si pone al quarto miglio sulla stra- 
da di Albano in un edificio laterìsio » di 
forma quadra » con bei membri» e finestre : 
sì crede tale non con altro fondamento 
che quello di essere assicurati dagli serie* 
tori, che il noto incontro seguì quattro mi* 
glia fuori della citta da quella parte ; e si 
dice rifatto da Faustina moglie di M. Aure» 
lio>per qualche sua medaglia.in cui vi èl'epi* 
grw Fortunéie Muiiachri • Tutte chiacchere. 
Certo è che infiniti Tempi alla Fortuna 
inaliarono i Romani d' allora in poi « da»* 
dogli ora un epiteto , ora un altro : Hiuno 
pia stravagante di quello che gli fece la 
stravagante Nerone # tutto di alabastro tra^ 
•parente • che restava iilu mi nato tens'apef* 
tura alcuna. 



9t 

piedi e mezzo . Uordine è Jonico con base Attica ; licenza be« 
ne spesso praticata dagli Anticlii. Ciascuna colonna ha venti 
cannellature ^ ed è aita otto volte e mezza K sua grossezza « 
Uintercolunio è di due diametri ed un ottavo ; il diametro , due 

Jiedi e undici pollici « Si ha questo Tempio per uno de* primi 
onici usati in Roma . Dunque dal tempo dei Re j già gli ordi« 
ni Greci in Italia erano noti. Somiglia molto a quello di Ti-* 
voli, riconosciuto oggidì per il vero della Sibilla, il quale re* 
sta al di sotto del circolare, anticamente detto della Sibilla j 
ora di Vesta; solo che in quello le colonne si osservano incas* 
sate due terzi ; stravaganza anche peggiore • Rincontrane ora 
le parti in grande • A. Cornicione e capitello deir ordine , alto 
quasi il quarto della colonna: non ha buoni rapporti, né scel* 
ta di membrature • La cornice è altissima , adequando ella sola 
l'architrave e fregio insieme : ha rozzamente scolpite delle te« 
4te di leoni • Il fregio è ornato di festoni , retti per mano di 
putti , ed intersecati con teschi di bove e candelabri . Il put- 
to sta in mezzo della colonna ; neir intercolunio ewi il te*' 
Schio ; e fra il teschio ed il putto si frammette il candelabro • 
L'Architrave è a tre fasce: alla seconda T Astragalo è singola- 
re , e tormentato d* intagli in guisa , che in tutto il cornicione 
non vi è alcun riposo air occhio. Nel frontespizio i membri . 
della cornice sono a piombo • B. Base delPordine con due ine- 
guali gradi sotto di se, che servono di scalini, forse i tanto 
questionati scamilU imfares di Vitruvio ^. C. Capitello deiran* 
gelo • D. Il medesimo rovesciato per mostrare la doppia vedu- 
ta ^della volta angolare. I capitelli delle due colonne angolari 
hanno i due balaustri e le due facce delle volute non in pa« 
rallello , ma riunite air angolo interno : all' esterno poi è una 
voluta di sbieco, onde riguardandosi da ogni lato i capitelli si , 
presentan di faccia ; cosa praticata da Palladio ne' capitelli di 
questa specie • Chi si ^ aspetterebbe tante sottigliezze Architet- i0 

toniche in uà pezzo di antichità di data così remota ? Alla di- 

ma 

* n Si>. Don Pietro Marquei Mesticano ti insieme • eompaclscono tll'occhio con t 
ttellasuabell^ opera delle case di Città dtgli loro risalti in ragione della madore o 
anticbt Romani pag. 189. ingegnosamtn- minor discanta Scannelli più grandi e più 
^« gli spiega per piedistalli diversi » posti piccoli « perciò disuguali imparcs , e ne pro- 
io una lunga fila $ i quali per effetto ne- pone, esempio negU ordini del Colossèo • 
ossario d*otcica $ veduti da un punto tut- ' 



/ 93t / 

stanza di pochi passi dalla parte del Tevere , védesi un altro an- 
tico Tempio, rotondo ancn esso a sotterrato in parte , emancan- 
'te di tavolato, -e di tutti gli altri membri superiori che lo 
rendevano compito . Il Bufalini , nella pianta di Roma , lo chia- 
toa il Tempio d'Ercole Vincitore : Nardino della Voluttà ; Pira- 
nesi di Cibele : ma il Biondo , il Marliano con altri antichi e 
moderni topografi con più di ragione lo hanno creduto il 

Tempio di Vesta . 

Non la Vesta del fuoco sacro, ma quella che alla terra 
presiede oJajrappresenta, e che si confonde con Rea , Opi, Lcu-^ 
cotea, Matuta, Cibele, la Terra istessi . La Vesta delle 'Vesta- 
li , e del fuoco sacro ebbe tempio fra il Palatino , ed^ il Cam« 
pidoglio (i). L'identità di questo viene giustificata non solo- 
dalla rotondità dell'editìzio , indicante la sferoide della terra co- 
^ gnita ancora agli antichi , ma molto più da alcuni .ver$i d^Ora- 
zip. coi quali cosi descrive un'alluvione de' suoi tempi. 

Vidrmus jìavum Tikerim retorth ^^ 

Uctore Etrusco viótenter undis 

Ire dejecium monumenta Regis 

Temflaque Vestae . . 'v 

La Toscana Mi fatto era qui dirimpetto, passati i CoUì Giani-* 
colensi . Il rigurgitare deiracqua con violenza che qui fosse da 
temere, lo indica l'argine fattovi daTarquìnìo. La parola poi 
monumenta che io leggo piuttosto mommenta , tuttoché parola 
generica , sembra meglio convenire ad un muro lungo e solido 
di pietre quadrate , che alla Reggia di un Re ; T unire poi il 
tempio con gli argini , suppone vicinanza , e questa vi si tro<^ 
Ta a meraviglia, restando il Tempio immediatamente sopra di 
quello • Essendo di marmo , non si può assegnare che agli uV 
timi tempi della Repubblica, o a' primi degli Imperatori . La 
specie di questo tempio è quella che Vitruvio chiama Periate» 
ro tondo , vale a dire circondato da colonne isolate che gli for- 
mano il portico. Esso è composto di venti colonne scannelfa* 
te in semicircolo d' ordine Corintio , che hanno capitelli -inta* 
glìati con foglie d'olivo e non d*alloro , come ha detto taluna* 
Non sono di un garbo molto elegante , sorpassando la di loro 

(i) Dionig. ael secondo, e Òvid. ael ttrxo de'THiti Ble{« i. 





. V ' . <'tfi»* 



r V 



ZTemùùf <^ttto (fi vitata 
' G 




stanza di '^ 










larghezza il vivo clella colonna , ed hanno di particolare che 
gli angoli deir abaco , invece di essere scantonati , sono acuti ; 
esempio da veruno de' moderni seguito , poiché offende il gu- 
sto e la solidità • Le colonne hanno ventiquattro cannellature- 
p«r ciascheduna . Sono alte undici teste , o sia undici diametri 
della colonna da piedi , secondo Palladio ; misura che eccede 
Tordinario dell'ordine Corintio, che suol. essere di dieci. Il 
diametro, di essa è di due piedi e undici pollici , come quello 
della Fortuna Virile . Le basi sono attiche, senza plinto, come 
al tempio della Sibilla a Tivoli, all'' altro di Fola, a quello 
di Castore e Polluce a Cori;' e ciò per rendel-e meno angusto 
Tingresso. IlDesgodetz, avendo, fatto scavare, vi trovò sotto 
uno zoccolo di dieci once,. -e più sotto un muro che non gli 
ftì permesso di tastare , forse altro « zoccolo , Tuno sopra airal» 
trò come ne*tempj di Pesto ed altrove. GÌ' intercolunj sono 
d*un diametro e mezza. Le colonne dovevano sostenere una 
specie di cabtta presso a poco conforme ali* idèa fattane dal 
Palladio che tiittx) l'edificio supplì fecondo le tracce, ed i fram- 
menti rinvenutivi • * Entrando nel Portico , si legge sulla porta 
una moderna iscrizione che lo chiama ^ il tempio di Vesta fab' 
bricato da Numa : cioè , o l'antico rìstaurato dagl' Imperatori , 
o il nuovo da essi rifabbribato nei sito stesso dell* antico. La 
magnificenza di questo, benché piccolo tempio, non si compren- 
de meglio che dal muro esteriore della cella, per vedere il 
quale, fa d'uopo salire una piccola scala a mano manca. Se vi 
salirai, troverai per tutto belli quadri di marmo -Greco, cosi be^ 
rie scorniciati e commessi , che fanno comparire il muro lin so- 
lo masso di pietra. Qual portentosa vista non avrà egli fatto 
a traverso delle colonne di qua , e molto più dalla parte op« 
posta del Tevere ! E perchè non si getta a terra queU' infame • 

* n Sig. Filippo Aurelio Visconti , cHe cfone '» gik dat« ia luce dal detto Palladio « 

piarda eoa 9uc*l rispetto che dtssi le ope- onde può giustamente inferirsi» che a ttoi^ 

le de' restaurasori del buon gusto » e dtUe pi di quelP Architetto ne esistevano moki 

antichità » Palladio » e SerHo » d ha fatto di più , e che non ne sognasse lepropor* 

osservare # che dal diligentissimo Crescim- lioni • « le forme come da alcuni si è 

beni si pubblicarono i disegni di diversi voluto opinare . Si vtgga Crgscimbeni « G19, 

fraoimenci delle parti mancanti del ttm- MarÌ9 • Staio dtlia Basilica di 5. Maria 

pio di Vtsta» tratti da marmi ritrovati in Coimtdin nul i>rgitnte ann9 1719» Roma 

i>rtsso il tempio medesimo. Questi fram* Jn %to. 9 fog* jj« € Palladio» Andrea » 

«lenti combinano co' rosoni drl soffitto Ardtiuuura» litro ^arto » fog. Si» Si* 
del portico » e con altre parti 4cl corni- 






appendice di gesso e di calcina che così Io deturpa? DisjcesQ 
cne sarai dalla scaletta » entra nelgiardinetto contiguo ; dove ve« 
drai la parte meridionale del tempio alquanto più conservato. 
Meglio ne comprenderai la bellezza sull'annessa tavola, sopra 
cui j dopo averne esaminata la pianta, lo alzato, e spaccato mr 
sieme , J)Otrai considerare A. La porta della cella , degna di o> 
servazione , perchè , malgrado h rotondità di quella , la sua so* 
glia esce dal circolo, formando una retta con bizzarra idea. 
La detta cella, computandovi anche la) grossezza de* muri., ha 
tanto di diametro, quanto sono lunghe le colonne « Al di den^ 
tro , essendo tutto impasticciato di bianco , appena si vede che 
il muro è formato di quadri di* marmo. BB. Fenestre laterali 
alla porta ora chiusa. Palladio le jiride, Desgodetz no, con tut« 
tala sua scrupolósa esattezza, C. Colonna mancante. D« Aba* 
co del capitello angolare . £. Base Attica . F. Muro della cella 
in quadri di marmo bianco. G. Cimasa dei basamento. H. Ba^ 
samento . L Cornice del basamento intemo . L. Modinatura 
della stipite della porta • ^ Ritornando ora ad unirti al Capito* 
lino per la via larga che conduce al Foro Olitorio e Teatro 
di Marcello j. troverai nella -manca alcuni avanzi del 

Tempio dblla P«ta* 
Oggi S« Niccola in Carcere • 

Fabbricato sopra il Carcere di Claudio , detto dei Decerne 
viri per la plebe, per i debitori, e rei di minori delitti. Gli 

* Essendosi cavato recenrissìmamente al te scalini per ascendere .indispensabili» al* 
così detto Tempio rotondo di Vtsta presto meno nella parte anteriore . Il certo è che 
la riva del Tevere » lateralmente all'ingresso non vi è stato mai basamento circolare 
verso il Kord» si è trovato sotto le j>ast delle sotto le colonne » come si vede all'altro di 
colonne^» che non hanno plinto» un gradino Tivoli « detto comunemente dellaSibiUa . 
di marmo alto 8. pollici circa • retto da una La sostrusione di tufi termina in basso 
.sostruiione di tufi alta piedi sei» che venen- poggiando su di lastroni di peperino di 
do sempre dilatandosi» aggetta nel fine pie- cui non si sa la grosseiia » per non esser» 
di nove . I peisi de'tufi sono lavorati nel- si profondato di più il cavo . E' bastante- 
le loro commessure » ed hanno un piede e mente sicuro » che questi peperini non re- 
messo di ahessa » sopra due e messo di stassero scoperti in ooera » ma servissero 
_^larghessa« La sostrusione non lascia dub- di sostegno ad una platea di travertini.^ 
bio > che fosse ricoperta da' gradi di mar- Un nuovo cavo potrk verificare se siasi 
mo » che però non si sonò trovati . La Piiunto al piano dell* antica strada » o se 
costrusione de varj corsi de tufi è fatta in bisogni profondare altrettanto > secondo 
modo e tagliata anteriormente » che sareb- pretendono alcuni muratori » che dicono 
be. suscettibile S tre gradi • di quelli alti aver ritrovato l'antita strada a zo palmi 
dn-decorasione • e potrebbe. contenere set- sotto delU moderna • 



9i 

flTàn2Ì coiisistoiio in alcune colónne di peperino , le quali di« 

mostrano d^essere state investite di stucco , rimanencio oggi in« 
castrate ne' muri della chiesa. £' noto il fatto di quella giova- 
ae Romana che secondo Plinio sostentò per molto tempo la 
sua madre con il latte delle sue poppe j secondo Festo il pa« 
dre ; il che diede motivo d* inalzare un Tempio che fu de* 
dicato poi da Acilio Glabrione alla Pietà: ma questo veramen«» 
te si colloca da Plinio nel sito > ove poi fu fabbricato il Teatro 
di Marcello : perciò pensane a tuo modo . La qualità della pie* 
tra combinando con Tantichità del fatto , e del tempo di Aci* 
lioj non permette certo che venga assegnato alla Basilica di 
Cajo e Lucio nipoti d'Augusto , come pensò il Piranesi (i ) ; 
Dal nome che porta la chiesa ^ sembra che di qui intorno aves* 
se principio il carcere de' Decemviri . Alla metà della salita 
che va allo spedale della Consolazione, al fondò di un vicolo 
sulla manca , trovasi Talbergo detto della Bufala , nella di cui 
grotta credo ravvisare un braccio del detto 

ClBCBRi D£^ DlCBMVIBI. 

Osserverai un androne sotterraneo alquanto tortuoso che 
itei^mina ih una camera con il solito forame in alto per calar* 
vi i rei . Egli è presso che tutto scavato nel vivo sasso della 
rupe Capitolina, ed ha anch'esso l'aspetto vero di una prl- 

g'one. Seguita a costeggiare il Campidoglio per la piazza del- 
Consólaziohe , innanzi a cui stava la tanto decantata rupe 
Tarpea , e dopo un breve e dritto cammino ti ritroverai ali' 
arco di Settiniio Severo donde partisti j^ per visitare queste adlar 
cejiize del ntionte Capitolino. 

Sautb dbl Caìi«pidoguo r 

Per tre strade si ascendeva su questa collina , rimanendo 
impermeàbile tutto il resto di essa. I cento gradì, ìì Clivù Ca* 
pigolino , e 4a ma ddt Asilo « Cominciavano i gradi non molto 
lontano dalla metà dei Foro , vicinissimi al Clivo , ma scostan- 
dosene a misura che salivano , passavano per dietro il tempio 
della Concordia, e avanti il tempio di Giunone Moneta; quin- 
di scorrendo irregolarmente sopra lo scoglio , e fiiori del mura« 

^i) Solco r alcaivinaggiore oiierva U bella vuca di Satali« • 



99 

to , giungevano alla sommiti della Rupe Tarpea (i) . Erano qnc* 
sti scalini angusti ed erti , ragione per cui si crede che vi fos- 
se tratto tratto qualche spazio per prender 6ato. DaU*alto di 
questa scala precipitandosi i rei cadevano infranti ne* scogli 
della Rujpe. Per essa poterono ascendere, sebbene infiruttuos^- 
mente i Gallio scoperti dall' oche > e scacciati da Manlio. Il 
Clivo capitolino deve collocarsi fra il Tempio della Concordia, 
ed il Carcere Tulliano* Che fòsse la strada di mezzo panni 
non potersi dubitare; ma ove ne (osse imbocco e princi- 

J)io , non è facile determinare . Il Nardino , copiato dagli altri e 
colloca presso lo spedale della Consolazione , vicino al tem- 
pio di Saturno, il Milliario Aureo, il Tempio di Vesta ec 
Quindi vuole che* in principio s^incontrasse e tagliasse con i 
gradi , nei che non è punto chiaro • Sembra bensì probabile 
che passasse con dolce tortuoso giro avanti i tempj della Con* 
cordxa, e di Giove Tonante, unendosi, cred' io, a quel pezzo 
di moderna strada ora carrozzabile fra le carceri Capitoline , e 
il palazzo de' Conservatori . I . suddetti Tempj accennano che 
il Clivo non saliva a dirittura, •come le odierne cordonate, 
ma che avea riposi e piazzette^ che ne addolcivano la salita « 
La ter^a non meno frequentata, fra Tarco di Settimio ed il 
carcere avea principio : portava persino all' Asilo , torcendo 
anch* essa e passando avanti il Tempio del Tonante • Per que* 
sta essere stati soliti di montare i trionfanti come per salita 
meno erta e disagevole, concordano gli Scrittori. (2) Alcune 
volte pecò passando per TArco di Settimio Severo sopra il Cli- 
vo, andavano sino alla piazzetta del Tonante, che era il con* 
fluente delle due vie, di dove voltando per la terza salita 
giungevano air Intermonzio (3). 

TEMPIO DITTO DELLA CONCORDIA. 

. . Concordia virile , fabbricato da Livia, dedicato da Tiberio 
in memoria della armonia che passò fi^^queMue volponi con- 
jugi di Livia ed Augusto. Per tale lo battezza la comime op* 

(i) Tarpeja rupis eentum g^radihus {^iitur (lì Ved. Nard. pag. a8i« 

Tacito. Ce^co ne numera questo Storico* (5; Concinti majort plectro 
ma sembrano poclii per l^^ltessa del mon- Cnesartm : quandoqve trahft fkrocet 

te ; e forte quel numero di cento non va Per sacrum Ciivum mnita dc^-orus 

inteso rìstrettivamenre . Cedreno cit, dal Fronde Sicdfnhros . Orai. od. a. del 

Bouleng. li vuole s6$. salvo errore^; ' lib. 4«^- 







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97 

pollandosi ad alcuni versi di Ovidio (i) ; ad un passo di Fe« 
sto nella parola Senatula^ dove lo colloca inter Forum, et CafU 
tolium ; finalmente ad ima iscrizione riportata dal Marliano in 
cui si dice che Costantino ristorò il Tempio della Concordia ; 
riconoscendosi molto bene essere questo ristauro un zig-zag 
Constantiniano • Ma i versi Ovidiani oscuri nulla indicano di 
positivo. L'autorità di Pesto è debole, vedendosi il Tempio a 
dirittura sul monte , e non tra il Monte e il Foro : in fine , chec- 
che sia dell' iscrizione del Maxliano , essa parla di un Tempio 
della Concordia cascante , o caduco già per vecchiaia, VHustate 
colUpsum: qui al contrario abbiamo neir Architrave Tantica 
iscrizione che ce lo assicura ristorato per motivo d'incendio i 
cosa ben differente. 

SENATVS . POPVLVSQVE . ROMANVS 
INCENDIO . CONSVMPTVM . RESTITVIT. 

Quando si voglia nominarlo con più di fondamento , dovrebbe 
dirsi , giusta il parer di Nardino , uno di quei tre della Fortuna 
che erano sul Campidoglio • In prò di questa opinione fanno 
molta forza queWersi celebri del Tempio della Foìtuna Pre- 
nestina. 

Tu quae Tarpejo cderis vicine Tonanti 

V$t9nm vindex semper Fortuna meorum . 
Altra ragione sta nel sapersi che fu situato vicino TAngìporto 
stercorario e alle Selle Patrocliane che ^uì d'intorno si colloca- 
no. Finalmente un passo di Zosimo sembra spianare ogni dub- 
bio dicendo che nel tempo di Masenzio bruciò il Tempio del- 
la Fortuna . Subito che la qualità del ristauro è di quel tem* 
pò, niente più chiaro che desso sia ristorato da quell'Impe- 
ratore, il quale non vi pose Usuo nome, o per politica di dar* 
ne Tonore al Senato, o per mostrare il suo genio alieno e 
contrario al paganesimo (a) • Sei smisurate colonne con altre 
due ne' lati, otto in tutte di bel granito Orientale, formano 
questo portico; che per la massa, e per la situazione ne im- 
pone, massime dalla parte orientale, ov'è sorretto da una so^ 



(0 lib. 1. F«ic« ; (i) VeiU Ntrd. loc. dt. 



' 98 . 

*truzione dì grosse pietre dì taglio . Il diametro delle colonne 
è 4. 2* 5 i la ^^^^ altezza 39. 11. f compresi base e capitello; 
la lor grossezza non è in tutto eguale ; la colonna angolare a 
sinistra è men grossa delle altre ; la posteriore è più grossa di 
tutte. Anche grintercolunj sono fra loro disuguali. Le basì 
hanno due scozie, e niun plinto, eccetto le angolari* Il capi- 
tello è un innesto di Dorico e di Jonico ; le volute vi sono 
disgiunte, e senza balaustri • L'architrave ed il fregio formano 
insieme un- sol pezzo, ciò che ricavasi dalla sua altezza. Li* 
3cio è il prospetto , liscio il lato sinistro , ma il destro è profr» 
lato • La cornice è un altro gran masso , ornato di troppo , é 
non senza stravaganza, posto a secco, ed i suoi letti sono la- 
sciati di scalpello , cioè senza pulimento . Nella lunghezza del- 
la facciata niuno de' modiglioni corrisponde al mezzo delle co- 
lonne . L'architrave è a piombo sV dentro che fiiori al basso 
delle colonne , ma n'esce dal vivo della cima , a causa, della di 
loro rastremazione. £' possibile che ne* tempi stVanti Costanti- 
no tanti arbitrii ed irregolarità fossero tollerate? Vecfine la sua 
pianta , alzato , e parti nella tavola annessa * . Poco più sopra 
osserva le tre colonne scannellate Corintie di marmo Greco so-» 
«tenenti un pezzo di architrave magnifico , residui del 

Tempio di Giova Tonante ^ 

Quantunque di esse non ne resti fuori che l'altezza di un 
uomo circa , si vede bene essere di un sol pezzo . Hanno di 
circonferenza palmi i6.f . Le ampie sue cannellature , e molto 
più r immenso intavolato che sostengono , superbamente intaglia» 
to, incantano colla bellezza, sorprendono con la mole. Basta 
vederlo, per giudicare che tal pezzo sia dell* era Augustale, cioè 
di queir aureo tempo che non comparve mai più (i). Per la 

* Vn altro bel Tempio si i questo esi- tt $ ornata con fronde , e bastone girato da 

stante nella piaiaa principale di Assisi da fettuccia ; in luogo de' secondi vi si vedt 

me illustrato ne' munumcnci inediti dell' un toro con foglie girate in guisa» che sem* 

anno 1736* . Lo aggiungo qui per avere an- brano mosse ed agitate dal vento » 

cbe questo il portico Esairi'o » e per es« (i^ Alla morte di Augusto ti trovavano 

strt annoverato fra gO edi/ìj} che sorsero in Roma quattordici aqucdotti » ct^atodn» 

ntll' aureo secolo d'Augusto. JLa partico- quanta fontane pubbliche > ccntodiedotto 

larità di questo consiste » in ciò che la cor- gran bagni pubblici » centomila Statue fica 

nice dell'ordine > allorchè»ricorre nel Fron- tutto, dieci Colossi* e quarantotto Obc- 

tone , resta priva di modiglioni e dentelli: li te hi ; Ebbe ragione di cure che avea pre« 

ed in luogo de' primi evvi vna gola drit* sa Roma di mattoncf la lasciava di maroso # 



99 

9ua robustezza j ed eleganza insieme j ardirei chiamarlo il Tors^ 

di MichiUngeh . Non teme quello Yerun confronto in Architet* 
tura, come questo si ride degli Apolli, delle Niobi, e dei La* 
coonti benché Torso . Che cQrassi altresì di quel volo Grazia- 
no su tal proposito. 

Coelo Tonantitn cndidimus Jovem 

Regnare tmis te. 
Ecco tre genj. Augusto, Orazio, e l'Architetto di questo Tem« 
pio, di Cui per disgrazia non sappiamo il nome. Nel fregio vi 
si vedono scolpite a bassorilievo cose appartenenti a sagrìfizj , 
fra gii altri il galero sacerdotale traversato da un (lilmine ala* 
to; nel diodo che si vede espresso nelle monete di Augusto (i)« 
in alcune delle quali vedesi il prospetto del Tempio . La ragione 
eh* egli ebbe di farlo, e di tarlo degno del- Tonante, fu che 
^ggiando di notte per la Spagna in lettica, ebbe una paura 
maledetta di veder colpito dal fulmine un suo letticario, e 
non lui * • Nel fregio leggesi ESTITVfiR cioè restìtuerunt ; lo 
che dà certo indizio di risarcimento. 

Tabulario. 

Dirimpetto, entrandosi nelle scuderie del Senatore , osserve* 
rai magnifiche sostruzioni di un doppio portico, che portico, 
pubblico fu detto , nel dì cui secondo piano era il Tabulario 
o Archivio della Città . Si rileva ciò, oltre diverse autorità , dall' 
antica iscrizione che è nella moderna sala Capitolina. 

n a 



(i> Bellòr. numìf» XII. Ciet. tveva questo Oìove tonante fece ad AugUito 

• Svcr. In Vit. Ancor questo f fecondo sognare Giove Cafitolino sdegnato contro 

le medag^e riportate dal VaiUaut^ Numbm. di lui » perchè gli avea levato gran parte 

Imp. tom. iii,^. |2. fu tempio della ma* de* concorrenti. Moxiorecchio» com' eraa 

miera òistilos ; quantunque il Palladio al seppe Augusto scusarsi anche sognando eoa 

Ponlco non dia sei ma otto colonne « Qs* dire eh* egli altra ìntcttBionts non avev» 

serva le spaaiose scanalature le quali pò- avuta In quest' editìsio , che di fargli uà 

eo inporta che siano diverse nelle colon* Porz/no/o » e dt'Statotif fece empire di cam* 

ae angolari ; Se queste sono grandi • quel- panelli il frootespisio del dttto Tempio» 

le del Tempio di Giove in Girgenci , det- .che al soffiar del vento avranno sunato 

to il Tempio dé^Gfganti , bastano a capi* come quelli della tomba di Pcrsena in Chiù* 

re nn uomo tnnicchiaco sano sano • Una si . Ora Augusto assieme con Uiulio Ce* 

ne conta Svetonio > a proposito di que« sare fa veramente il PQttinu^v, siccome ve* 

SCO Tempio » che può servire ad autentica- drai » al Palaaso de' Conservatori qui pros* 

u la sua magniiiceaaa • U concorso cii« simo« 



Q. LVTATIVS . Q. F. CATVLVS . COS. SVBSTRVCTIONBM 

ET . TABVLARIVM . S. S. FACIENDVM 

COERAVrr. 

I 

Nell'incendio Viteiliano vi brugiarono quattromila tavole di 
bronzo , se non vi è sbaglio di numero . Ivi si agitavano e de- 
cidevano le liti come nelle basiliche (i) • Fu certamente ma* 
gnifìca ed imponente fabbrica j ma venne in capo a Nicola V. 
di stabilirvi la Salara , ond* è che tre arcate per èssere corrose i 
e consunte dal Sale sono state ricoperte nei lati con calce. 
Passò poi anche in più bassa fortuna questo disgraziato edifizio 
siccome vedesi . Nel Mano superiore , tolte le colonne , vi furo- 
no lasciati i capitelli per molta lunghezza • Ciascun* arcata è 
di altezza palmi 23. larghezza 17. 

SoiTJtUZrdNl j Q SIANO MURA CaPITOLIKI. 

Sì disputa se la cima del Campidoglio fosse cinta di mu» 
ra . Si portano autorità hinc inde , ed un istesso luogo di Taci^ 
to s'interpreta in doppio senso (a) . A mio parere tutte le dub- 
biezze sono tolte da quella bagattella di muro> formato di 
quadri di Peperino, lunghi dieci e dodici palmi Tuno, com- 
messi air uso antico tome le mura di Servio, e tante altre di 
Etnische Città. Intehdo parlare di quella muraglia che ricin* 
gè e sostiene ora il Palazzo Senatorio , di lunghezza palmi cen- 
tosessanta j di altezza quattordici , sembrandomi chiaro che nos 
ad altr' uso abbia potuto servire che di sostruzione • 

FaBRICHI di sito IMCBRIO. 

Un libro intero sarebbe necessario per registrare i soli 
nomi delle innumerabili &bbriche pubbliche e private, sacre 
e profiuie che furono su questo colle, cominciando dal Tem» 
pio di Giove Ottimo Massimo fino alla casa di Teja meretrice j 
ed alla porta Stercoraria . £ poi ? Disputar molto e non veder 
nulla . Contentati di richiamare soltanto alla memoria i due 
dunosi Tempj di Giove Firnrio, e di Giove Otdmo Massimo 
, detto ani:he Céfitolim ^ F impossibile raccertarsi della di loro 
situazione, quantunque convengasi che uno s& di una cima, 

(i^ T2de« e Quint, nel Dtaloe- 4e^Or«i. 
l^) Ved. Veaut« tomi. I. pi{. €Zm 



tot 

Taitro suir opposta si ergesse. Per altro il nome dì Tempio 
Capitolino sembra dovergli esser derivato dalla sommità Capi* 
tolma > che anzi col solo nome di Capitolino trovasi talvolta di- 
segnato il Tempio di Giove (i). Dionigi ce lo descrive fabbri- 
cato da Tarquinio in ahà crepidine, e per crepidine s'intende 
una sostruzione j o terrapieno , fatto a bella posta per appianar- 
ne la sommità , la quale facea pan di zucchero • Or la rocca » 
siccome di vivo sasso , non ebbe , ne potè aver sostn^zioni di sor» 
te ^cuna . Per ultimo mi sovvengo che gli Oratori nelle arrin- 
ghe invocavano e si rivolgevano a Giove Capitolino in modo co- 
me se dai rostri lo vedessero • Perciò^ quantunque i rostri^ special^ 
mente i nuovi > stassero verso la rupe « non ostante dalla punta 
di Araceli» come infinitamente più alta, dovea quel Tempio me- 
glio vedersi . .Seguendo Dionigi # al tempo di Augusto avea di 
circuito piedi settecentosettanta circa, ai lunghezza piedi due« 
cento, di larghezza cenfortantacinque* Avea il suo prospetto 
a mezzogiorno e. conim portico, atre fila di colonne davanti» 
e due ne" lati • Aveva internamente tre cappelle una di Gio* 
ve, le altre di Minerva e Giunone. Sette milioni profuse Do- 
miziano per la sola doratura di questo Tempio « Si saliva ad 
esso per più gradini all' intorno, né stenterei a credere che 
quelle gradinate medesime fosmassero ora il gran scalone deir 
Araceli ; come le colonne di quella vasta Basilica si credono 
appartenere ad esso per la maggior parte : dico la nuggior 
paite; riconoscendosi che alcune sono di diametri differenti, 
ed essendovene tra le altre una di granito con le parole é Cur 
bkulo Augustorum (2) « La statua di Giove sedente vi era rap^ 
presentata col fulmine , e con Tasta nelle mani in luogo di scet-^ 
tro« Tarquinio la fece di creta, ond'è che nelle festività la 
dipingevano tutta (3) e le mettevano indosso una toga trion» 
£ue« In ultimo fii d^oro, o ahnen dorata, come al tempo di 
Marziale 

Scuìfttu et aeterm nunc prìmum Jupiter 4Uir$. 
Era tale Ja divozione che si avea a questo Giove, che Cesare 
e Gaudio < seppure è vero ciò che narra Dione ) fecero lagra^ 
ànztz in ginocchio (4) : ai tempo dì 5. Girolamo j che fiori sot» 

0) Ntr<L e Venut. tona. I. ptg. Cp. (i) Mn. nel la. del 35. 

. {^} Bei €uHc9h eoa queUs rasas di co* (4) ^ Jv^« ^ Cljy^d. 



ioa 

tò rimperio di Onorio , questo tempio era gU rovinato . Ora 
non se ne vede che delle sostruzioni dietro le case nei vicolo 
ddÌ9. Pedécchié . 1 trìontàntij giunti all' intermonzìo > si portava- 
no a render grazie a Giove Cafitolino ; quindi ad appendere le 
spoglie nemiche a quello di Giove Feretrio . Lo fabbricò Rcmicv 
lo, da principio meschino e piccolo,. e vi appese le airmi di 
Acrone Re de' Ceninec^i daJui vinto ed ucciso; detto perdo 
Feretrio a ferendo , cioè dal portarvi le spoglie de' vinti • Fu ri- 
fatto più volte e finalmente da Augusto. Dovette stare sulla roc- 
ca , il (:he si prova , ( benché non troppo chiaramente ) dalla 
prossimità delr £leBmte erhérìo che era da questa parte nel Fo« 
rp Olitorio (i). 

iNTERMONnO • 

Nello spazio che occupa la moderna piazza , la quale dovet- 
te essere molto più bassa, Dionigi narra che Romolo ponesse 
l'asilo , piccolo edifizio in mezzo ad un verdeggiante boschetto 
di querce, cui contiguo era un piccol Tempio a Giove ffjc- 
ve, divinità Etnisca d incerta etimologia . Ne' tempi posteriori, 
circondoUo di portici il celebre Scipione Nasica; quindi vi fa 
posto l'Arco Trionfale di Nerone (a) . 

Rupi Tarpba • ^ 

Per ultimo, traversandoli monte per la cordonata, incon- 
tro le moderne carceri Capitoline , al fine della strada , sogliono 
i forestieri esser condotti in un piccolo orticello , dove si fanno 
-- dilungare il collo per vedere il principio della Rupe Tarpea; 
ma non vedono nuli' altro che un vuoto sottoposto , rischian- 
do di farvi un salto mortale . Quanto è certo che i cento 
gradi, la Rupe Tarpea, la Rocca, ed il Sasso di Carmenta 
(tutto una stessa cosa) riguardassero l'Aventino ed il Tevere, 
altrettanto è incerto e puerile il volerne assegnare il luogo pre- 
ciso , dopo che siamo in tanta ignoranza della Rcnnana topogra- 
fia, e dopoché unto ha mutato faccia la montagna stessa. Per 
altro , se non esistono più su questo colle , sì celebre nella storia 
Romana, le moli colossee di tanti antichi rispettabili edificj; la 
sua scenografia moderna non lascia d'essere magnifica ed impo- 



i 



i) Ved. P. Caiimir. Itcor. d' Artcaeli pag. i. i* 
2) Bellor. Numit. loc. di. 



I0| 

nentc . Osserva 1 due pòhicati laterali del Bonarroti ; la mae- 
stosa fontana; rincomparabile statua equestre di M* Aurelio ; 
la balaustra arricchita di preziosi monumenti con le due cor- 
donate comode e spaziose per trapassarlo; unisci a questo la 
ricca e'^prezic^a collezione di statue, busti, bassirilievi , e iscri- 
zioni die in -queste fabbriche sono depositate; e resterai con- 
vinto della somma cura che in ogni tempo si presero i Ponte- 
fici di decorare questo monte, e di emularne Tantico splendore. 

* ClMPIOOGLIO MODERNO . 

Poiché il moderno Campidoglio , ed il Vaticano moder* 
no, sostengono principalmente il decoro antiquario di Roma, 
formandone i due principali oggetti di curiosità, giudico in- 
dispensabile il farne parola. 

Questa tanto celebrata collina, su cui la fortuna ed il va- 
lore sembra che per tredici secoli abbiano sostenuto a forze 
eguali lo scettro dèHHiniverso , cahibiate le vicende di un go- 
verno militare e feroce , in altro spirituale e pacifico ; ha mu- 
tato anch' essa il suo aspetto . Non pia inaccessibile , anzi 
permeabile a tutti , appianata , ristretta , non presenta co' suoi 
edifizj, e colla sua decorazione, che una scena prospettrica 
di tranquillità . Ridotta fin dai tempi <li S. Girolamo un muc- 
chio di ^assi , trovò finalmente nel Pontefice Paolo IIL il suo 
ristauratore , il quale con disegno di Michelangelo eresse le 
due fabbriche laterali , siccome dicemmo , cominciò a racco- 
gliervi anticaglie, rinnovò la facciata del Palazzo Senatorio, 
aprì le due cordonate , e la ridusse com* è . Per quel che ha 
rapporto al fabbricato, tutto devesi al Bonaroti; il quale sem^ 
bra a me che abbia voluto quivi imitare la Scenografia di un 
Fom antico , per esempio il Trajano , di quadrata figura ,. cir- 
condato da Portici , l^alaustri , Fontane , e con la Statua di M. 
Aurelio nel mezzo . Niente però di quel massiccio , ed orgo- 
glioso stile del fabbricare Greco - Romano : che anzi nemmeno vi 
traluce la fierezza sua propria, che lo distinse tanto nel cor- 
nicione Farnesiano , nella Cupola di S. Pietro , nei dipinti 
della Sistina, e nel suo tanto decantato Mosè ^. Le masse di 

* Se ( come al Foro Trajano P Impe- be luogo t riipondergli con l^arguro Ptnig^ ' 
ntor Costanzo ) taluno s' invaghire di pot* no» Ai prius stahuium taU c^ndat • 
*ii<it un così bel cavallo > non vi lareb* 



104 

tali edific} si trovano plausibili , i dettagli alquanto magri e 
capricciosi. Osservo per altro ^ che se Michelangelo « in mezzo 
alle più belle fabbriche antiche, e nel sito appunto che può 
chiamarsi una scuola di Architettura , non eoDe gigantesche 
idee ; può ben^ essere scusato dairobbligazione del sito ; giacché 
dovenclo fare una fabbrica euritmica e corrispondente, aveva 
il Palazzo Senatorio a fronte-, e se poteva slargarsi dalla par- 
te del Tevere , non gli era permesso di fare altrettanto dairal- 
ero lato , senza gettare a terra la rocca > il Basilicone , ed il 
Convento Benedettino , Francescano , e Riformato . In quanto 
ai capricci, egli si sa che la volle sempre a suo. modo, eoui 
più che altrove . La pianta del Foro , non è quadrilunga aMa 
Romana, né quadrata perfettamente alla Greca; i due palaz» 
zetti in vece di convergere , divergono a contrasenso verso quel- 
lo di mezzo : i portici laterali sono formati da colonne Joni- 
che isolate al di fuori e annicchiate al di dentro con sopraof* 
nato a dentelli e modiglioni, e con sopra un^ ordine di pila- 
stri Corintii , il che fa parere ai fastidiosi mancante la fabbri- 
ca di unità : Difetti perdonabili però a fronte di un beli* in- 
sieme . I soffitti poi e le piattabande ornate di stucchi piaccio- 
no , le finestre a ringhiere , ( meno quella di mezzo , che è di 
Giacomo del Duca ) , le porte interne del Portico ( fuori la 
principale ) , ed i balaustri ornati di statue che coronano Tedi- 
fizio , sono invenzioni vaghe e stimate . Il capriccio de' capric- 
ci può dirsi soltanto con verità quel capitello Jonico che vi ha 
posto del suo , seppure è vero ciò che se ne dice , e che i Cen- 
sori dell'arte chiamano a campanacci : * Il desiderio della novità , e 
TambizicHie dì sorpassare gli antichi , gli fece disprezzare ^quelli 
bellissimi del teatro di Marcello , de' tempj della Fortuna Virile, 
e della Concordia , che pur gli stavan sotto gl'occhi : ne volle fare 
uno nuovo : lo fece : ma non piacque ad altri che a lui • La 
facciata del Palazzo Senatorio si trova più semplice e regola- 
re, sobriamente ornata con bella disposizione di pilastri Co- 
rintii, su di un basamento bugnato. Vi si ascenae per dop* 
- pia scala , balaustrata anch' essa ; sotto di cui è una fontana 
con una statua di Roma trionfante, panneggiata di porfido, 
in mezzo a due fiumi personificati , il Tevere e il Nilo . Sa- 

* Mslis. Roint delle belle arti pa£» t$e» 



Uto sul ripiano , airentrar del Palazzo trovef ài un enpfnfie salo- 
ne« ove sopra alcuni tribunali si giudicano le cause di non 
grave momento , siccome un tempo solevasi nelle Romane Basi- 
liche : di là procura di passare negli appartamenti deirornatissi- 
mo Cavaliere , il Prencipe D. Abbondio Rezzonico , Senatore di 
Roma , ove oltre a bellissimi quadri , stampe , ed altre preziose 
supellettili , potrai da'balconi vedere a colpo d'occhio T immensa 
pittoresca scena delle principali rovine di Roma • Più magnifica 
poi ed a^ vista d'uccello la goderai > e di tutta la Città , se non 
avrai rincrescimento di salire sulla cima del maestoso Campa- 
nile che corona Tedifizio « e tutto il Campidoglio moderno : 
Scioglierai colassù da te stesso il problema 3 se le Cupole « le 
Torri , e i Campanili siano altezza futili , e delle quali i Greci 
si riderebbero se le vedessero * • In somma qual altro Palazzo dì 
Roma non invidierà a questo la solidità , la situazione > la vi- 
sta? Rimarchevoli sono, come già ti dissi, le due belle cor- 
donate , in specie quella cui fronte fanno i balaustri ornati 
delle statue colossali di Castore e Polluce con i loro cavalli , 
de' figli di Costantino , dei bellissimi trofei di Trajano detti di 
Mario , la colonna milliaria ec. , e a piedi di essa i due Leoni 
di Basalte che gettano acqua, ed il torso di donna panneggia- 
to di porfido rosso; sforzo d'intendimento per T arte , e di 
pazienza per la durezza del marmo . Sopra tutto rivolgiti a 
contemplare l' incomparabile Statua equestre del più savio degl* 
Imperadori Romani , del più Filosofo de' mariti . Con maestà 
veramente capitolina cavalca il buon M. Aurelio , e stendendo 
la mano, come in atto di accordare al popolo la sua prote- 
zione, €• assicurarlo della sua tranquillità. Incanta l'imponen- 
te pacifico atteggiamento del cavaliere , ed il cavallo viene 
da tutti i cavallerizzi del mondo giudicato il migliore de' ca- 
valli possibili, checche ne dica M. Falconet. Si narra che Pie- 
tro da Cortona , ( altri dicono Michelangelo , altri Carlo Ma- 
lfatta) in passargli davanti solesse dirgli: Cammina; ma su quel 
piedistallo non può veramente che alzare le zampe, e le alza 
oenissimo , quantunque gì' incontentabili vogliano che quella 
positura sìa momentanea , né vi si possa tenere . Ma il piedi- 
stallo ancora è opera .di Michelangelo, ed il merito di essere 

o 

^ Militia dizzionario delle J|»eUe arti del disegno pag. 13;. 



lo6 

cT un sol pezzo , tratto cUl cornicione ckl Foro di Netva : dun- 
que il tutto di tutto questo gruppo è prezioso . 

Venendo ora ai Paiazzetto destinato per le assemblee de* 
Conservatori , dai quali prende la denominazione , troverai nel 
cortile un tesoro di frammenti colossali in bronzo ed in mar- 
mo , scritti , cosicché basta leggere per intenderli , teste , piedi , 
mani , cosce , calcagni . • • . £ dove è andato iJ resto di tal gi- 
gantesco cerni tero? Il bronzo fuso« fin da 'quando si p>escaYano 
le spranghe ne'nuasicci delle fabbriche > come si pescano i co- 
coralli , e le perle ; il resto de marmi , se non se n'è fatto cal- 
ce > starà ancora sepolto chi sa dove ! Ammira da ^n lato la 
pugna del Cavallo con il Lione vincitore : gruppo ammirato 
ancora e ristorato già dal Bonarroti . Nel fondo > e di prospet- 
to , chiusa da cancelli osserva altra Roma trionfatrice sedente s 
con due Re prigionieri , pia assai del naturale , di marmo bi- 
gio, ed un bassorilievo rappresentante la Dacia vinta-, tutte 
sculture cQ sommo predio . Retrocedendo verso lo scalone 
vedrai, di qua e di là della porta le Stiatue colossali di Giulio 
Cesare , e Augusto : che rispettabili Portinaj ! La copia della co- 
lonna rostrata che fu eretta , e nel Foro collocata in onore di 
C. Duillio per la prima vittoria navale da lui riportata contro 
i Cartaginesi , coll'originale frammentata antichissima iscrizione j 
monumento di prima Latinità . Sul ripiano delia scala quattro 

fjran rilievi , e di superbo lavoro , che rappresentano M. Aure- 
io sacrificante , trionfante , parlante ai popolo ec* , e da un la- 
to dello scalone che siegue un piccolo , ma interressante basso- 
rilievo di Curzio Sabino che si getta nel lago • Nei due immen» 
si saloni del secondo piano si osservino i freschi che rajgpresenta- 
no i tratti istorici più interessanti di Roma Regia , e consolare ; 
le statue di diversi rinomati Pontefici ; e le protome di parec- 
chi generali insigni di S. Chiesa • Nelle seguenti camere sono da 
osservarsi la famosa lupa di bronzo di cui parlammo, di scol- 
tura veramente Etnisca , i doppj fasti consolari , alcuni busti , 
e teste ; la statua d' Ercole in Oronzo dorato , e sulle due defr 
te di Virgilio, e Cicerone, guarda e passa. 

Qui prossimo , per cordonate, e cortili , sarai condotto 
in due saloni fatti inalzare dal Pontefice Benedetto XTV , espres- 
samente a benefizio de' Pittori : li troverai pieni zeppi di qua- 
dri ; tutti bellissimi : la Sibilla Persica però dei Guercino À il 



rmomato^ e copktà. Per i conoscitori ^ un catalogo ba- 
sta, e forse non serve: per gli altri ci Tuole, il custode della 
gallerìa, che ne sàia data, gli anneadoti, e tutte le istoriel- 
le da divertire un amator di Pittura . 

Disceso che sarai , ti fa d'uopo passare all'altro palazzet- 
to dicontro, dove collocata e divisa in due piani troverai una 
collezione di marmi e di antichi in ogni genere da sbalordire • 
U pianterreno è composto di cortile , portico , e Campo , ò 
sia stanza ripiena di monumenti Egizj , trovati appunto nel Cà" 
n9fo della Vili' Adriana . Osserva fra le altre cose la statua gi^ 
gantesca , creduta del fiume Reno , che serve di fontana . A 
questo colosso si dà anche il nome di Marfìrio , perchè trova- 
to nel foro di Marte presso il foro Romano . Egli è celebra- 
rissimo per essere il corrispondente dell' altro noto torso del 
così detto Pasquino: nelle ramose Satire Romane n)ulgp PésquU 
nate, Marforio interrogava, Pasquino rispondeva, o viceversa. 
Nei salire il magnifico scalone , riconoscerai incastrati nelle pareti 
quei preziosi frammenti della pianta marmorea di Roma , de* 
quali ti parlai al Tempio di Romolo e Remo, dove fiarono 
trovati . Per essere inesatti , ed accozzati alla meglio , poco 
ne intenderai senza ricorrere alle spiegazioni del Bellori , o del 
Piranesi che le han pubblicate • Bensì ne^ quattro bossirilievì , 
affissi al muro delle scale 3 che appartennero già all'arco trion- 
fale di M. Aurelio (spianato per isbarazzare-il corso di Roma) 
:^prenderai - qual fosse appo i Romani la maniera di rappre- 
sentare le Apoteosi. Vedesti 50tto l'arco di Tito l' iniagine di 
quell'Augusto salire al cielo a cavalcioni di un'aquila: qui Fau- 
stina giimiore viene servita da Diana lucifera . 

Giunto al secondo piano , troverai sette stanze che posso- 
no dirsi le sette meraviglie del Campidoglio moderno . A dieci- 
ne sono qua i monumenti che meritarono , e meritano ciascu- 
no un volume . A volerne risapere di tutti l'occorrente vi vuo- 
le la compagnia di uno ^ che si sia iatto marmo fra questi 
marmi, dico marmo, perchè l'inverno vi s'Impietrisce dal fred- 
do. La prima stanza si chiama del K«xo ,' elegantissimo vaso, 
che sta nel mezzo , sopra una bocca di antico pozzo , attorno 
di cui veggonsi scolpite le dodici primarie Divinità de' Greci, 
degli Etriisci , e de' Rpinani • Cinque belli , ed eruditi Sarco- 
fagi « e cento ventidue iscrizioni,, disposte intocno alle pareti, 

o a 



per ordine de^ tempi / da Tiberio a Teodosio formano il prio- 
cipale ornamento eli questa stanza. 

La seconda si ,cniama dell' Ércùle ; per esservi di questo 
Nume una bella statua nel fondo della camera, rappresentato 
vivamente nel punto in cui , col tizzone brucia le teste alF Idra 
Lernèa . Vi è anche da un lato un Ercoletto bambino che 
strozza il serpente: sono da osservarsi costì principalmente, 
il gruppo di Amore e Psiche, la moglie di Germanico Agrip- 
pina sedente , la bella Statua d* Antinoo , altre iscrizioni sul 
muro , cronologicamente disposte , e tre buoni bassirilievi . 

Siegue il cosi detto SaUne , ove quantunque nulla vi sia 
da scartare, i pezzi che costituiscono la spina, o sia la fila di 
mezzo , meritano particolare attenzione , e tra essi il decantato 
gladiator monbonao , creduto uno de' Mirmilloni che combat- 
tevano coi Reziari , e i due Centauri , con il nome degli art^ 
fici , dissotterrati nella Villa Adriana . 

Viene appresso la stanza detta dt Filosofi , che ha pareti 
adorne di preziosi bassirilievi , tra i quali il singolarissimo del- 
le tre donne che sieguono un Fauno , con Y epigrafe Callima- 
co, forse quello tanto lodato da .Plinio. Osserva 102 fra Er- 
mi , e Busti di Filosofi , Poeti , Oratori , ed altri uomini illu- 
stri . Quei di Pittagora , di Pindaro , e V jErma di Omero so- 
no li più stimati , e devono altresì rimarcarsi nel mezzo della 
stanza altro erma doppio , che si gira ^ di Epicuro e Metrodo- 
ro suo discepolo , che hanno i loro nomi incisi in Greco : co- 
me anche nel fondo la statua di Zenone ., c^po degli Stoici , ra- 
ra per la qualità del panneggio . - 

Si passa quindi alla stanza detta degH Imferéiorì , perchè 
contiene una serie di 8 5- busti d' Imperadori , di Auguste, e 
Principi , disposti per ordine cronologico . I più rari sono quel- 
li di Tiberio , e di Druso suo fratello : stimabilissimo è quel- 
lo, di Poppca , seconda moglie di Nerone , per essere di un sol 
pezzo di marmo paonazzetto, ma che ha di bianco la testa 
appunto come fosse uri cammeo . Vi è un Ercole di basalte , 
pd una Venere , più Venere delle altre tutte che si conoscono * . 
* Bellissimi sono i due basisirilievi incastrati nel muro,, di Perseo, 

♦ Ort si è scoperta «na testa di Vene- ti publicata ne' miei monumenti inediti 
ye nelli tcavi delle Terme Dioclesiane > di quest' anno con la spitgaaione dell^ <vf 
(he iupera in.i>eUeaia tvtte le altre : sa- dito Slg. Dottor Aletsaodro Visconti , 



109 

e deir Endimionc . U secondo.è il corifèo de' bassirilievi antichi , 
cosi perla scoltura, come per qualche intelligenza di prospetti- 
fa di pia che negli altri . 

Siegue la così dettz Galleria , guarnita nelle pareti di 187, 
iscrizioni lapidarie , appartenenti al Colombario de' liberti di 
Livia Augtìsta, scoperto nel 1726. nella via Appia. Molti bu- 
sti e statue, fra le quali un Agrippina setiènte con Nerone in 
braccio ; e due colonne stimatissime di porta Santa • ' 

Termina il numero Settenario delle stanze la cosi detta 
delle miscellanei s perchè contiene 61. pezzi, fra teste e busti 
che non formano serie, fra.i quali notabilissimi sono TArian- 
USL ; e l'Alessandro , da altri creduto il Sole • Vi sono le quat^ 
tro colombe di mosaico celebrate da Plinio , un vaso di bron- 
zo scrìtto, che si dichiara, appartenuto al Mitridate Redi Pon- 
to , un £cate triforme in bronzo , e cento cinquanta due iscri- 
zioni sepolcrali • 

Tre visite almeno devi fare , e non di medico , a que- 
sta veneranda coUinji, se vuoi sortirne con la testa a segno, 
e bene informato : dedicandone una al circondario del monte , 
unitamente al Palazzo de' Conservatori : la seconda alla Galle- 
ria de' quadri , PaJazzo Senatorio , Basilica e chiostro d' Ara- 
celi: la terza al Museo ^. 



•i. ir<w 



/ 



/• Volendo tutti etaTninare ì peni fcrif* 
ti B e tcolpiri di qu sra insigne raccolta •* 
devi acquistare al nefroaio di stampe del 
Sig. Pifctro Paolo Monragnani mirabili 
nella Pitxsa detta di Pasquino i due vo- 
lumi da lui pubUicari » 1' anno scorso » con 
belle tavole » che hanno per titolo Rol* 
^olta di itiXiue antichi €c. $ ove i mottumen* 



ti CapitoHni si trovano «gregiamense de- 
tcrìrri dalP erudita penna d«l Sig Dottor 
Alessandro Vi^cpnti • Presso il nredesiraxft 
Montagnani si trovano anche i miei* fogli 
ptfiodici de' monumend inediti , che ^a- 
do scrivendo • e li sei volumi di pk pu* 
bticaci » 



no 

e A P.O VL 

MONTE CELIO. 

. Clivo di Scauro, Curie Ostìlié. Arco di Silano i DolahelU. 
Castro de Pellegrini . Aquedotto Claudio. Tempio detto di Claudio. 
Battistero di Costamko . Anfiteatro Castrense . Tempio detto di Ve- 
nere e Cupido . Obelisco di S. Giovanni Laterano . 

Cliyo di Scauro. 

Devi cominciare l'ispezione di questo Colle dal Clivo di 
Scauro , cioè da quella salita che divide il .Celio , fra la 
Chiesa di S Gregorio, e Taltra di S. Gio. e Paolo a fix>nte del 
Palatino. Esso viene bastantemente circoscritto da una episto- 
la di quel Pontefice , in cui nomina l'Abate del Monastero di 
S. Andrea Apostolo nel Clivo di Scauro suddetto . Tal Chiesa 
vi fu ed è presentemente (i) . Dovette perciò qui d'intorno 
essere stata Tabitazione di quella nòbile e consolar famiglia: 
come attaccate alla Chiesa di S. Gregorio , tutte quelle altre cap- 
pelle 5 inclusivamente quella di S. Andrea , devono dirsi Santuarj 
fabbricati da quel Santo Papa nella sua Casa Paterna, che fu 
la nobile ed antica famiglia Anicia. Gli avanzi di questa casa 
sono visibili , nella contigua vigna de* Camaldolesi (2) . Dove 
poi è oggi la Chiesa grande di S. Gregorio , pretendono che an- 
ticapiente siavi stato un Tempio di Bacco, di cui vestigio ne 
sia quel pavimento intersiato a diversi rari marmi,- serpentini, 
porfidi , ec, , detto opus tesselatum , specie di mosaico ; essendone 
stata Taltra parte disfatta in occasione di essersi dilatate le di 
lei navi minori (3) • Gli archetti che voltano da una banda all^ 

(i) AUatem MQnasterii ' Sanctt Anireae grtn Chìeioni di $• Gregorio e di S. Pietro 

Apostoli , positi in huc Urbe in Clivo S^awri . in Vinculis * quaQtunque bellissimi . KH^ 

£p. ij. del lib. 7* serva ncUa penultima delle capelle che si e* 

(2) Veau€»part, L ptg. X45. guuno » i due Freschi di Domenichino e 

^ (i) ^effiif. Uccii* Se esistesse il vero di Guido» chequi dipinsero aconcorren- 

antico Sacello edtdctto da quel Santo Papa • sa > il primo la fusti^ione di S. Andrea • 

unirò: questo ad un Oratorio di S. Sad^a* il tecondo il suo viaggio alla Croce: tf 

i4}rfr«^.che fu o.veialprcsaouè laChiet% di legge che il ^rimo riportasse la palma ; 

S. Pietro in vince/i , apremmo li due più chiamato Annibale a giudicare le opere 

antichi Santuarj di Roma (Cristiana \ i quali di questi due suoi scolari i si tirò d' im- 

ci sarebbero certamente pia cari dei due pegno con dire che Guido avea dipinco 



tu 
altra del Clivo j per la loro mala costruzione j si. comprende e^^ 
sere stati fatti nerbassi tempi per appoggiare la vicina Chiesa 
de' SS. Gio- e Paolo , fabbricata sulle rovine della casa di ,que' 
Santi Romani^ dì cui si scoprirono ultimamente gli avanzi , me- 
diante uno scavo di cento palmi dal piano moderno della Chie- 
sa ai piano antico di^ Roma . Entrando per la porta delle car- 
rette di questo convento, troverai a destra un bene inteso e 
maestoso portico di Travertino» creduto avanzo della 

Curia Ostilia. 

Che il Rè Tuir Ostilio fabbricò su di questo Colle , dopo 
avervi trasportati e domiciliati gli Albani , diversa dall* altra ^ 
da lui innalzata presso il Foro Romano. La Fabbrica è massic- 
cia , partecipa d^un certo stile sodo , non diverso da quello del- 
la Cloaca massima » dal Tempio della Fortuna Virile ec. Stando 
alle relazioni del Piranesi , si deve credere parte del Serraglio delle 
Fiere per. uso deir Anfiteatro > fabbricato da Domiziano con due 
ordini d'archi; de^'quali Tordine inferiore rimane sotterra. Ad- 
duce egli uno scavo in cui si potè vedere che , neir ordine in- 
feriore » da un .arco all' altro non vi è alcuna communicazione 
di porte ; che i muri degli archi dalla parte interna j s'appog- 
giano ai terreno vergine del monte , investito di muro, esca- 
vato per le grotte delle dette Fiere . Gli archi poi dell' ordine 
superiore mostrano , nella grossezza del muro > i segni d'essere 
stati chiusi da muri, i quali avranno avuto forse le loro fine- 
stre sbarrate di ferri per ricettacolo degli ucelli feroci e di ra- 
pina; e dove si sono trcTvate comunicazioni per via di por- 
ticelle con architravi di grossi travertini i ne' quali, come ^che 
negli stipiti , non si ravvisa alcun segno di perni per regger 
porte : onde vieppiù Jiasce il sospetto essere stato questo un 
Serraglio di fiere, e di volatili. Sono di una specie di ordine 
Dorico con bugne rustiche di travertino : considerando che la 
giunta enorme , fatta da Nerone al Palazzo de' Cesari , si stende- 
va infinitamente verso il Celio, di modo che tutti a quest* 
Augusto si attribuiscono gli avanzi laterizj che rigirano la par^ 
te Boreale di questo colle , non avrei difficoltà di credere che 

da maeifro $ Paltio con minutesse e di- gli piacevano piA i difettucci dello-jcola- 
ftrcucct da scolare , ma che non oitaace re • che la bravura del maestro • 



113 

anche questo bel porticato appai'tenesse alla Thmus dured noti 
ripugnando che Domiziano in seguito l'avesse convertito in J^-. 
vario, dopo fabricato l'Anfiteatro (i) . Inoltrandoti per la pub- 
blica via , incontrerai presso la Chiesa di S. Tommaso in For- 
mts 1 

Arco di Silano e Dolabeua • 

Non è né onorario né trionfale . L'iscrizione che vi si leg- 
ge é la seguente . 

P. CORNELIVS . P. F. DOLABELLA 
C- IVNIVS . C. F, SILANVS • FLAMEN . MARTIAL . COS. 

EX S C 
FACIENDVM . CVRAVERVNT • IDEMQVE . PROBAVERVNT . 

Lo fecero fare e l'approvarono i suddetti Consoli , ma a quaP ef- 
fetto non si sa. Pure dal leggersi che Silano era Flamine, Mar- 
ziale , se ne induce che dasse l'ingresso al Campo Celimontano» 
cioè a quel luogo dove si celebravano TEquirie, ed i giuochi 
marziali j\ quando il Campo Marzo era innondato dal Tevere il 
che spesso accadeva (a) ; che perciò veniva chi^nato anch' es- 
so Campo Marziale (3). La congettura mi par buona; e che 
di fatto questo campo si stendesse di qua sino a S. Giovan La- 
terano , una prova n' è l'antichissima Chiesa di S. Maria Impe* 
ratrice > fra S. Stefano e S. Giovanni , detta in Martio . Egli é com^ 

{>osto di travertini, solido più che elegante, e perciò si vuo- 
e dal Piranesi che Nerone se ne servisse per fortezza nella voi- 



(1) Osservata It sconcordania solita del Nerone ; popolato di fabbriche a guin di 

portico antico con la Chiesa moderna , e una Citta ; che tutta la valle e 1' Anfitea* 

le beile ColoQHe che interiormente sosten- tro stesso abbracciava . 

gono la moderna Basilica, internati nel (2) Altera gramineo spfciokis equirÌA Cd/nr 

giardino del convento » in fondo a cui go- pò : 

drai la bella vista dell' Anfiteatro e di tut- ^em Tiòeris curvis in laius uf 

ta la sottoposta valle ; la quale al fine del get aquis • 

giro di questo Colle che termina col det- ^t:z tamen tjecté si forU ienebitur 

to Anfiteatro , potrai visitare , e zicono- unda 

scervi tra gli altri ruderi, fupposti dello Catlius excipict puhentlentus tquos » 

Stadio di Domiziano , il creduco Ninfeo di Ovid: nel 2 de^ Fasti • Liv. L 3. e Fesc.V- 

Nerone » archit.ettato a nicchioni • con lo (3) Marrius campus in Caelio mont€ di* 

speco al di sopra del condotto che vi por* citur » quod iu to Equiria spitòant fieri ii 

fava l'acqua. Qui è dove puoi presenta- quando €quaeTiheri% campum Mari tuoi, occ^ 

re alla tt^a fantasia l'immenso stagno di p4i<^/ . . £aoio abbrevÌ4Cor di Festo . 



113 

tata deir aquedotto . Non posso credere per conseguenza che 
questo fòrnice abbia potuto appartenere.^ siccome taluni opi- 
nano , alle ménsUni Altane (1) o al 

Castro de' piLLccSmt • 

Datò che gli Antichi fossero soliti mantenere ad ogni ge- 
nere di fabbriche il suo carattere ^ e le sue proprie forme; non 
vi è ragione per attribuire un arco simile , solo , ed isolato ad 
un alloggiamento militare • Tre monumenti classici abbiamo di 
questa specie , su cui formarsene un' idea ; le cento c<//^ xiella Villa 
Adriana; il quartier di Pompef nel Regno di Napoli *; il Ca- 
stro OtricoUm .di cui ti esibisco la stampa • Lasciando da par- 
te il Pompeiano j gli altri ci danno a conoscere ^ che tali edi- 
fici non in altro consistevano che in lunghe file di camere , a 
diversi piani , alle quali si ascendeva al di dentro , con T aiu- 
to di scalette di legno , e per mezzo di cateratte : che da una 
camera air altra non vi era comunicazione , né finestf a alcu- 
na ; ma che bensì tal comunicazione si aveva alF eterno per 
via di menianij ai quali tutte mettevano le porte; lasciandosi 
così a ciascuno lìbero V ingresso , e libera la permanenza : che 
ove r edifizio era magnifico-» tutti i piani aveano le volte di 
materiale , come alle cento celle di Tivoli , laddove ne* più ru- 
stici si usarono i soffitti di legno : che finalmente gì' ingressi 
del primo piano non erano che anditi a gran voltoni , al fi« 
ce de' quali eran poste le piccole scale summentovate per 
montare al secondo piano , e da quello agli altri . Consimili 
ahcQti o corridori ^ tutto che sfigurati ^ bene spesso s'incon- 
trano nelle rovine dell' antica Roma , ed in siti , ove tutte le 
più ragionevoli congetture persuadono che vi dovesse essere 
una guarnigione • Ne vedesti di fatto all' occidente del monte 
Palatino j dirimpetto il Campidoglio; altri ne vedrai a fronte 
delle Terme Antoniane , ed altri alla porta Nomentana , vale a 
dire al Castro Pretorio. 

Big. L A A. Dodici ambulacri j difesi lateralmente da due 

P 

(OVed. Tenue, part. I. pag. 141. c«ncrcttcpcr i soldati: lomigli ano molto, 

* Odetto è II più conservato e diverso dai alk celle di un chioicro da frati : e for-' 

^Uti • Consiste in un cortile quadrilungo • se questi • in orìgine • presero dai Castri 

circondato di portici di colonne Doriche militari P idea da' loro conventi • 
*Mia basa • o dietro ai portici sono lo 



114 i 

corpi di fabbrica BB, che non si comprende bène a qual uso 
potessero essere destinati ; non iscoprendovisi né porte , uè fi- 
nestre , né canali o altro che li caratterizzi . C. Altro pezzo 
di fabbrica di maggior estensione , serrato in mezzo dai detti 
corridori . D. Spiazzo interno ornato di alcune colonne di ua- 
vertino , dove, per i molti tubi rinvenutivi, si giudica che grand' 
acqua vi si conducesse . £• Camere riquadrate a cui mettono 
tutti e dodici i corridori suddetti ; queste hanno tutte una por- 
ta che riesce svi meniano di comunicazione . Fig. x. F. Pri- 
mo rango d'arcate . G. Secondo rango . H H. Solari che divi- 
dono il secondo rango siccome più alto, formando due ordini 
di camere « I I. Porte di communicazione ai rispettivi menia- 
ni . L L. Corridore di mezzo , o altro sito più nobile come in 
pianta , forse per il corpo di guardia . Per altro che qui vici- 
no dovessero stare i detti alloggiamenti , lo prova un iscrizio- 
ne trovata nella villa Casali , dirimpetto alla Chiesa di S. Stefa- 
no Rotbndo in cui si leggeva 

GENIO . SANCTO . CASTRORVM . PEREGRINORVM . 
Poco più in là , in mezzo della piazza , osserva un avanzo late 
rizio deir 

AauBDOTTO Claudio . 

Ove dividendosi l'acqua partoriva due aquedotti , uno de' 
quali dirigevasi al Palatino, Taltro alle Terme Antoniane al 
di là del Celio sotto T Aventino. Si vede ciò chiaro da alcu- 
ne lettere interrotte , fatte di tevolozza , quali risaltando più 
fiiori della facciata delFaquedotto ; dicono • . • TONIANA . Vi 
si vede anche in alto il grande speco , per cui T acqua scorre- 
va; come altresì, in tutto il corso di questo Aquedotto sino al 
Laterano , si osservano di tanto in tanto de* travertini che ser- 
vono a concatenare la cortina , e a renderne più stabile Tedifi- 
zio . A destra dell'Aquedotto accanto la Chiesa di S. Marìs in 
Domnka , è la porta della Villa Mattei , dove entrerai per ve- 
derne principalmente la sua deliziosa posizione, rincontrare il 
sito della via Appia , e Latina , le Terme di Caracalla , il luo- 
go del sepolcro de' Scipioni , finalmente T antica muraglia di 
quadri di peperino , non di Romolo, né di Tarquinia (i)* 

(i) Vcnut. loc. cit. 



ma di Servio Tullio j che sostiene ora in qualche parte la VII* 
la (f). Dirimpetto a questa è Taltra Chiesa di S. Stefano ro- 
tondo creduto il 

Tempio di Claudio. 

L' esservisi trovato non ha guari un torso di statua Impe» 
fiale di buono stile 3 che si conserva nella Chiesa in un casse* 
ne di legno , ha rinforzata una tale opinione ^ . Ma come 
può caratterizzarsi di quell* epoca un eaifizio , che per modo 
di dire s non ha una colonna , una base 3 un capitello compa- 
gno all'altro. Per me dica chi vuole, né Claudio , né Faum, 
né Bdcco j né Giove Peregrino , né pubbliche Terme , né Armi^ 
mentario > né Macello , né altro che possa dirsi edi^io di buo- 
^ ni tempi lo crederò mai . Esso é fabbrica de' tempi bassi » e 
forse S. Simplicio edificoUo di pianta , Tanno di Cristo 467 , de- 
dicandolo al protomartire S, Stefano « Solo mi muove difficoltà 
la qualità del pavimento , il quale trovo simile di composizione a 
quello dell'Anfiteatro , Palazzo Imperiale , Terme ec. Non tro- 
verei peraltro contradizione in credere che il pavimento fosse 
antico de' buoni tempi , e il resto sopra edificato dal Santo 
Papa , con le spoglie di buoni edificj , che in quantità erano 
sul Celio. Il vano di questo Tempio é un circolò che passa 
di qualche piede la periferia del Panteon : ha una grande idea 
di maestà 5 e maggiore l'avrebbe , se Nicola V non avesse tura- 
to r intercolunj del prim'ordine di colonne , con quelle tri- 
ste caruificine de' nostri gloriosi SS. Martiri . Osservane la bel- 
la pianta nella tavola annessa. Fig. i. Le colonne, come ti 
dissi , disuguali nella grandezza e negli ornamenti , dimostrano 
essere spoglie di altri edifizj; sui loro capitelli posano de' tra- 
vertini che hanno talvolta scolpito il segno della Croce : le ba- 

p a 

(a) La vicina Chiesa si pretende archi- posero molti anciquarj qui prossim o il 
tetrura di Rafaelle ; ma non è che una. Tempio di Giove Reduce . 
piccola Basilica con colonne antiche. Il '^ E stato di rece>nte rinvenuto il resto 
Fregio neir Attico a chiaro e scuro in for- di questa statua » dalla testa in poi '. Esi- 
ma di bassorilievo pare indubitato che sia ste ora nello studio dello Scultore Sig. 
4i Polidoro» o Giulio Romano suoi Sco- Pacetti , che l'ha egregiamente racconcia- v 
lari . Si chiama anche questa Chiesa S. Ma- ta , e supplita .Ma non vi starà molto a 
TÌa della Navicella « a motivo di quella na- mio credere « essendo un pesco raro per 
▼etca che vedesi dinanxi al portico i copia qualche singolarirk > di cui parlerò fra bre- 
éì alrra antica , a motivo di cui come di ve ne' monumenti intìditi di quest' anno è 
altre visibili nella contigua Villa Mattei • 



it6 

$i ordinariamente non corrispondono aUe colonne : i capitelli 
e iVchitrave sono goffi .e proprj dd <]uarto e quinto secolo; 
il portico della Chiesa sì vede anch' esso essere un appiccica- 
tura • I muri non sono composti col buon ordine costumato in 
antico, eitegoloni, che compongono gli archi delle finestra 
non sono della solita antica grandezza • I Portici di questo Tem* 
pio erano laterizj : ora non vi resta che il murò circondario • 
Scrive il Biondo che al suo tempo , era Chiesa superbissima in- 
crostata di marmi; adorna di mosaici, delle più belle dì Ro- 
ma • Ora non vi rimane ch^^ T ossatura , il bello delle colon- 
ne , e il colpo d'occhio che vi producono le medesime , isola- 
te, e disposte in circolo (i) . Inconveniente di questo rispet- 
tabile monupento si è che T estate non vi si trova persona 
che apra , a causa della mal' aria : V inverno non vi si regge 
dentro dal freddo , e dall' umidità • Torno a dire la sua pian- 
ta , r idea di quel doppio portico circolare è bellissima , de- 
gna d'essere imitata, ed eseguita con correzione (a). Nella 
stessa tavola alla F/|. a* osserva la pianta del 

Battistero di Costantino . 

Per la via^maestra, fiancheggiata dall' Aquedotto Claudio, 
giungerai alla gran piazza di S« Giovanni Laterano, ove entre- 
rai nel bel Tempietto , quantunque rustico nell'esteriore , chia- 
mato il Banisuro di Costaniino. Dico bello, perchè consiste in 
un triplicato ottogono sovrapposto l' uno all' altro con bizzarra 
idea . Anche a Palladio sembrò vaga quell' invenzione . Bellis- 
sime ed uniche (3) possono dirsi le dieci colonne di Porfido, 
otto delle quali sostengono il primo piano dell' ottogono; le 
altre due incassate barbaramente in un muro , con basi e ca- 
pitelli posticci , sostengono al di fuori verso la Sagrestia un pez- 
zo di fregio e di cornice antica non sua : perciò merita con 
ragione, non. altrimenti che l'arco di Costantino, anche que- 



(i) Le pitture ri] dicono del Pomaran- minante l'antica Suburra» ove tra le al- 

d e sono generalmente stimate . Ma or- tre accanto la Porta principale osserverai 

dinariamente aniuno regge il cuore di una vera e bella Statua di Anttnoo . 
veder tutte quelle • benché mti/# > caroefi- (5) Anche quelle che sostengono l^ar- 

cine • cone della crociata nella Chiesa di S. Gri* 

<2) Poco dopo S. Stefano suUa manca sogono in Trastevere mi sembrano presso 

è da vedersi la Villetta Cuali* situata sul- a poco di egual mole . 
le rovine deUa giunta Neroniana » e do* 



^4^^. 



&atóéifét4^ t/c Ct^ùctfttcno 




^\yeìft^£o Jetà^ i/i C/auaia 




H i ' t -t— + 



117 
Ito edlfizio il nome di Cornacchia^ EsòpUna * . Si tiene per cer- 
to , che tanto le colonne quanto tutti gV altri suoi ornamen- 
ti marmorei appartenessero un tempo al Palazzo dei Late- 
rani ; che aver esistito in tal luogo provano bastantemen- 
te alcuni tubi di piombo conservati nella Sagrestia della Basi- 
lica , in uno de' quali leggesi SEXTI . LATERANI . e nell'ai- 
tto TORQVATI . ET . LATERANI . Parla Giovenale di que- 
sta Casa (i), e famiglia, di cui dovette essere quel Plauzio 
Laterano , uno de^ capi della congiura contro Nerone (a) . Die- 
tro il Battistero si vedono ancora degli avanzi di questo Palaz- 
zo che dovette esser magnifico . L* accuratissimo Nardino pre^ 
tende che avesse la sua principal facciata verso il Celio, e 
che sia stato distrutto da Totiki o da Belisario (3) • Osserva 
la tazza < che serve per battezzare ) di Basalte , in fondo all'Ot- 
togono ; come le quattro colonnette nelle due cappelle latera- 
li , due di serpentino * , e due di alabastro orientale . Di qui 
{)asserai nella gran Basilica, ove di antico potrai vedere la co- 
onna di giallo dell' arco di Costantino sotto l'organo , le co- 
lonne di bronzo scannellate Corintie alla cappella del Sacra- 
mento , credute del Tempio di Giove Capitolino , la Gotica cro- 
ciata, con il mosaico del Coro, e finsumente la bell'urna di 
porfido, altre volte di M. Agrippa nel Panteon, ora al sepoU 



^ Come l' Anfiteatro Flavio servì dì mo- Siena con merletti j trafon » e filograne ; 

dello , agli altri numerosi cke ne venne- ha in somma le bellezze Gotiche • y 

ro dopo i cOsi da questo Battistero pre- (l) Satyr. X. \ 

lero i posteriori Battisteri , ( parlo de' ma- ìz) Taciti lib. XV, ^ 

gnifìci a bella posta inalzati ) forma e fi- \ó ^^ <]ueste viciname fu trovata la 

gura . OttogoBo è questo « ii pia antico di legge Regia di Metallo « che conservasi 

tatti » ottogono quel di Firenze > ottogo* presentemente nel Museo Capitolino » nel* 

no quel ài Pisa : ognuno ha qualche cosa le vigne del Capitolo presso la Chiesa • 

di singolare ; Il no'stro ha la cupola , co- ove alcuni ruderi latenzj vengono giudi- 

me si è detto sostenuta da j. orctìni » Puno cati dal Tiranesi avanzi della casa di M. 

tuli' altro con idea stravagante i ha di raro Aurelio » fu rinvenuta la sua statuA eque- 

le belle colonne # gli architravi antichi » stre di bronzo ora nell'intermonzio Ca- 

il pavimento compartito in buoni marmi « pitolino ; quella stessa veduta dal Palladio 

ed una beli' urna nel centro di basalte » ti- avanti il Tempio di Antonino e Faustina 

tante al rerdt . Il Battistero Fiorentino al Campo Vaccino . 

ha la Cupola a mosaici di Andrea Tasi 9 * Altre due bellissime di questa sorta 
disceDolo del Cimabue • e la porta metal- <li marmo • si vedono nella spina della 
lica del Ghiberti j chiamata da Michelan- ^dleria del museo Giustiniani > fra i mol- 
gelo la Porta àtl Paradiio • S Pisano » pia ti e preziosi monumenti «che formano quel^ 
grande di tutti « oltr' avere la medesima la ricca coUesione« quali s'ande ranno a ma- 
forma di questo » ha ornamenti Arabi» o no a mano publicando nel mio giornale « 
arabeschi « all'usa di quei del Duomo di per tutte inediti la maggior parte • 



MS 



ero di Clemente XII nella Cappella Corsini (i). Sortendo per 
la gran porta della Basilica , lungo le mura della Città »• ( ove 
potrai riconoscere fra torri una porta ctìiusa forse la Celimon- 
tana antica)"^ ti condurrai all'altra Basilica di S Croce in Ge^ 
rusalemme, ove negli orti contigui ravviserai gli avanzi deir 



(x) Le dnque navate furono sostenute 
probabilmente da colonne conforme alle 
altre Costantiniane Basiliche di S. Pietro * 
• ^. Paolu • y è chi pretende che dentro 
i pilastri moderni vi siano ancora ; il che 
non IO credere • Egli è certo che quel 
Boromineico lavoro ha confuso si strana- 
mente il carattere » e l' idea di questa fra 
le Basiliche la prima , che ora non è né 
antica^ né moderna . Si disse non ha gua* 
xi essere staro fatto il progetto di getta- 
re a terra la crociata Gotica » e ri edificarla 
iul gusto delle navate : ma non sarebbe sta- 
to meglio atterrare le navate « e rimettere 
le colonne * ed il Gotico della primitiva 
Chiesa ? Belle sono le Statue degli Apo- 
•toii • e si valutano con ragione pia di 
quelle di S. Pietro , tranne perft il S. An- 
drea del JFtammengo . La Capella Corsini » 
presa nell'insieme si giudica la pia vaga 
e bella delle capelle di Roma : é architet- 
tura del Galilei , il quale » buon per lui « 
non avesse iatto quel portico meschino • 
e quella secca facciata ! Ma egli deve aver 
guadagnato un tesoro > perche un tesoro 
eostò quella facciata e quel portico • 

* Dalla moderna porta s' esce per anda- 
re a delisiosi suburbani « moki de' quali 
conservano ancora grandiose rovine • So- 
no essi disposti in cerchie sulle falde di 
una catena di verdeggianti colline » che 
servono tuct^ ora » come gisi servirono un 
giorno» <y diporto a i nostri maggiori , I 
luoghi d<tgni di esser veduti a preferensa 
tono Casal Oandolfo » # AlbanQ , ai quali, 
volendo «lontanarsi » deve aggiungersi Co» 
ra* Pér*ordine vien prima 

Fréucati» che oltre le dellsi ose ville mo- 
derne * invita a salire il più alto' delle sue 
colline 9 detto la Rufinella $ ove ancora ri- 
mangono gli avanti di un teatro , e di 
private abitaiioni « capricciosamente chia- 
mate le Grotte di Cicerone : dico capric- 
ciosamente ; giacché secondo V opinione 
dei^ piti accurati antiquarj » le dclitie dell' 
Orator Romano > Celebri per le famose Tu- 
ejulane » si pongono più in la-» verso 

Grotta ferrata . Poche case che circon- 



dano un Forte de^ tempi bassi ; Chiesa e 
convento de' fiasiiianj con pitture di Do* 
menichino sorprendentissime . Siegue 

Marino tre chiese» tre quadri .Guercino/' 
Guido • Domenichino . 

Castel Gandvifo . Situasione pittoresca ' 
sòl lago Albano • scuola de' Paesisti e fin 
di Claudio Lo re ne se . Villeggiatura de' Pa- 
pi • Nella Villa Barberini » non pochi avan- 
ci lateriij » o sostrusioni dell' antica di 
Domisiano . H Ugo ( anticamente vulcano) ' 
ha 7. miglia dì giro » circondato da con- ! 
tinuate foreste . Chi vi scende » trova in 
quel pianò due ninfei incavati nel monte; 
ed un antico emissario delle acque super- 
flue ; che perla sua magni Scensa e solidità 
gareggia con la cloaca Massima. Esso é 
un canale krgo 5. palmi » e 9. alto : per 
farlo fu traforata la montagna | er la lun- 
ghesxa di due miglia . Si edificò 19 j. an- 
ni avanti T era volgare in occasione d' una 
esrraordinaria escrescensa \ ed ancora ser- 
ve* senza aver mai avuto bisogno di esser ri- 
staurato • Anguille eccellenti « e piccoli pi- 
sci detti lattar ini di Coitello si produco- 
no in questo lago • il quale si trova avere 
una profonclita straordinaria sotto il 

Monte Cavo ^ Altissimo » dove fu il Tem- 
pio di Giove iLasiare * famoso pt:r la ce- 
lebrazione delle Ferie Latine • Vi andava- 
no i trionfanti a ringrasiare il Padre de' 
Numi per le vittorie riportate • ed i con- 
soli a prender possesso della carica : gran 
massi del basamento di detto Tempio » 
frammenti di cornici * e due colonne ro- 
vesciare : il tutto di stile Etrusco • 

Pala%tiola : sotto il monte « una volta 
Alba longa • ora convento di Frati • Vi é 
di osservabile 1' antica strada conservatisi 
sima , ed un' antica tomba » antichissima » 
intatta, perché incavata ntl masso à^\ mon- 
te di pietra Albana. Coniate questo se- 
polcro in una gran base che ha scolpiti 
dodici fasci consolari » sei per parte ; nel 
messo un lettisternio * e'da una parte lo 
Scipione , osia lo scettro con il gl.bo so- 
pra «e l'Aquila: su di tal basamento s'^inal- 
f a una gradinata di sette Scalini » rastrc- 



Aotitbatro Castxbhsi. 



Ilf 



Fabbricato di tevolozza . Aureliano ne riempì gli archi e 
Io unì colie mura. E' rigirato di doppio ordine Corintio assai 
pulito e ben fatto : per vederne V esterna parte bisogna uscire 
dalia porta vicina di S.Giovanni: del secona ordine non v'è ri- 
masta che una colonna • La parte interna è ripiena di scarichi 
di terra fino da bassi tempi. Negli scavi costì éitti più volte ^ si 
son trovate ossa , e. stinchi di animali diversi , per cui si è 
venuto in cognizione essere T Anta teatro Céstrense , nominato da 
Publio Vittore in questa regione, fatto espressamente perchè 1 
Soldati vi si esercitassero a combattere con le Fiere . Di tali 
giuochi Castrensi fa menzione Svetonio , narrando che Tiberio 
in Circejo , per £u: vedere che non era ammalato , non solo assistè 
ad essi j ma tirò di freccia ad un cignale (i) • Nel sito che 



sitnte a misura che sale » e sopra cui fìi 
statua « o Wra cosa che coronasse Tedifi- 
cio . Neil' interno della medesima si tro* 
▼a la camera sepolcrale con porta da un 
iste . Questa tomba » singolare per tanti 
riflessi 9 publicata soltanto da Piranesi » e 
)»en capita da niuno 9 ci vien fatto spera- 
re* che sia per essere con pia di esattes* 
la publicaca di nuovo » ed illustrata dall' 
erudito antiquario Sig. Abbate Giovanni 
Antonio Riccy . 

Albano i prima d'entrarvi» una specie 
£^ torre ban alta» punttg^giata di quadri 
di marmo » e spogliata della sua rivestitu- 
n e decoraaione ; creduta la tomba d*As« 
Canio fondatóre d'Alba; al di la del pae- 
se > altro Mausolèo formato da un basa- ^ 
nento di 45 piedi in quadro • sostenen* 
te cinque piramidi » o mete a somigliante 
In gran parte all'Etrusco del Re Porsenna in 
Chiusi . Rovine di un Anfiteatro alla Chie^ 
la di S. Paolo i conserva d'acqua ; avanti 
di Terme , ed un altare di marmo in for- 
ala di tripode nella Chiesa della Stella . 

Rkcia piccolo luogo di aria la pia sa- 
lubre del Laxio ; antichissimo : patria d'Ac- 
cia madre d'Augusto • 

Gemano : Vini eccellenti . 
^Kemii Nemui famoso per il bosco Ari - 
cino , e il Tempio di Diana Taurica . Vi 
è ancora una torre antichissima* ed un la- 
ghetto chiamato lo specchio di Diana • 

Civiu Lavinia il Lavinium di Enea» di 



cui parlammo di sopra : patria di Anto« 
nino Pio . 

VtUttri » la capitale de' Volici . Vi eb- 
bero delisie Augusto « Tiberio» Nerva » 
CaligoU,Ottonc. Vi è da osservare il Palaiao 
Ginnetti, ed il Musèo Borgia» coUeaionp 
in ogni genere di Antichità sorprendente . 

Cora.: Forte Città de'Vqlsci » popoli bel- 
licosi » emuli per multo tempo de'Roxna- 
jii : avanzi rispettabili ^i mura # di stra- 
de sotterranee • cavate nel vivo sasso » 
d'un Tempio bellissimo d'Ercole^. ed al- 
tro de' Dioscuri . Vicine son qui le 

Paludi fontine X diseccate ultimamente 
da Pio VI ^ opera g^à tentata da Appio 
Claudio » che vi fece passare la V^a Ap- 
pia » da Giulio Cesare » da Vespasiano • 
Pomiaiano » Nerva » e Trajano . . 

Nettuno Città marittima de'Volsci» Pa- 
tria di Nerone , con l'antico Antium porto e 
luogo celebre per una villa di Cicerone , per 
il tempio della Fortuna » e per le delisie di 
quell'Augusto che vi si godè l'Apollo di BeU 
vedere » il gladiator Borghesiano » ^c. 

Tornando verso Roma s'incontrano p^r 
la campagna infinite rovine di Aqùedotti j 
Tempj » Tempietti » Sepolcri , ed altri in- 
teressanti oggetti per l'uomo di gusto • 

(i) Circejoi ftotendit . oc fiequam suspi" 
cionem infirmitatii daret > Castrensihus lu* 
dii non interfuit solum » sed etiam missum 
in are/: am aprum j acuii s di super petiit, S ve C • 
nel 72» di Tiberio . 



no 

occupano la Chiesa , il Convento , e gli Orti del ConTcnto 
oltre r Anfiteatro Castrense, si pone il Sessorìù ^ e il 

Tempio di Venike b Cupido . 

Se il Sessorio fosse Palazzo, Tribunale, o luogo per trat- 
tenersi fino a che principiava lo spettacolo nelF Anfiteatro pros- 
simo , è incerto ; come incerta è altresì , se nel sito del Chio- 
stro, o della Chiesa, o ivi d'intorno fosse situato • Tutto quel- 
lo che se ne dice è mera congettura, potendosi solamente as- 
sicurare, che presso una delle porte Esquiline dovette stare (i). 
Tempio poi di Ventre e Cupido si crede quell'avanzo laterizio 
nel^a vigna del Monastero vicino alla strada. Il Fulvio fu il 
primo a battezzarlo per tale» sul fondamento di un distico di 
Ovidio (2), il quale da se avrebbe fatto poca forza. Acqui- 
stò in seguito per altro qualche grado di probabilità la di lui 
opinione , per esservisi trovata effettivamente la statua di Ve- 
nere , con quella di Cupido ai piedi j con riscrizione nella base, 

VENERI . FELICI . SACRVM 
SALVSTIA . ELPIDIVS . DD. 

la quale. poi passata al Museo Vaticano, si è riconosciuto es- 
sere il ritratto di una brutta Imperatrice in forma di Venere. 
Se in occasione di fabbricare la detestabile facciata e portico 
della contigua Chiesa non fosse stato in gran parte demolito 
questo pezzo di Antichità (3) , si avrebbe potuto fare qualche 
osservazione di più sulla di lui struttura, e forse venirne in 
chiaro . Tale qual è , non ha forma né di Tempio , né di Ba- 
silica , né di Sala , né di Palazzo , perciò deve anch' esso regi- 
strarsi firà le rovine anonime . Al termine di questa istessa vi- 
gna si vedono gli Aquedotti magnificamente ornati, che si 
vanno a congiungere al gran^monumento o sia arco di Porta 
maggiore, conducenti le acque Claudia, eAniene nuovo. L'ope- 
ra è formata tutta di gran pietre lavorate alla rustica con bel- 



(x) Esquiliat dtcuntur locus • in quo «fi- (a) Auf ìthi munfrUus uéti suému» 

Ita srpelieóantur eorpora extra portam- illam » nera Mater 

in qua est Sessorium. Acron. nell« not, ad Aàdìdit extemo marmore diifes 9fm» 

Ora». S«tif« 8. Ub.L De Art.am. lib.L 

(3) Venul. ptrc. h f a{. x^o. 



Ili 

la cornice che ricorre »pra gli archi • Anche questo monu- 
mento fii negli ultimi tempi martirizzato con la demolizione 
di una gran parte dell* ornato (i) . Inferiormente alli detti a- 
Quedotti rimane un bottino con delle fistole , il quale servì 
torse per la distribuzione delle acque in servìzio de' privati , 
secondo quello che ci dice Frontino . Osserva il ristauro di 
questi aquedotti fatti da Sisto V per condurvi l'acqua Felice , 
e come tale aquedotto venga compreso nel terzo ed ultimo 
circondario (2) . Ritornando per la medesima strada , avrai di 
prospetto» sino alla Piazza di S. Giovanni, nobili e pittoreschi 
avanzi degli archi dell' acqua Gaudia detti Neroniani , ì quali 
la prendevano dal suo Castello a Porta Maggiore per portarla 
al Celio ed al Palatino come vedesti . Presso questi , nella Villa 
Conti , sono alcuni avanzi di conserve d'acqua , congiunte insie-. 
me per via di mura mediocri, con segni del Tartaro, e la so- 
lita rivestitura che si vede nelle Terme di Tito e di Caracal- 
la: si credono appartenere ai bagni di S. £lena per una tron- 
ca iscrizione che vi si legge (3) ; ma dalla cattiva connessione 
de' pezzi si rileva eh' ella vi è stata riportata onde mal vi si 
congettura sopra . Siegue indosso alla fabbrica della Scala San- 
ta 11 famoso mosaico detto il Triclinio di Leone , il Santuario 
della Scala Santa , fatta fare da Sisto V al Cavalier Fontana , 
che non vi si portò male, e finalmente V 

Obelisco Lateranensi • 

Alto centosessantotto palmi il solo (usto , e largo da pie- 
di tredici ; Costantino lo rimosse dall' Egitto , e lo condusse 
ad Alessandria per il Nilo , di dove con un vascello di tre- 
cento remi volea portarselo a Costantinopoli, ma quell'Augu- 
sto se ne mori , e fu meglio , perchè così Costanzo , lo fece 
venire in Roma. Sbarcato dal Tevere, si legge il viaggio che 
gli fu fatto fare a traverso dell'Aventino, al Circo Massimo 

(1) Venut. toc cit. di basalte » e k tribuna dipinta da Pietro 

(a) Prima di uscire da questo luogo tì^ Perugino . I quadri principali d^gli altri 

«ita l'interno della Chiesa » ove sono belle altari sono copie di eccellenti originali S 

e naasricde colonne di granito i osserva Rubens i quali si conservano nella Bibliote* 

le quattro di breccia corallina che sosten» ca del Convento . Ivi buoni quadri * buo- 

gono l'altare di messo t le più belle di tal ni libri , e belle vedute dalli di lei balconi* 
sorta di marmo i1i specie due « la vasca (5) Vedi Venuti part. I. pag. iji. 



12» 

sulla di cui spina fii innalzato (i) . De* suoi geroglifici Am- 
mlano porta il tenore in Greco , raccolto com' egli dice dai 
libri d' Ermaftont * . GrObdischi sono piramidi lunghe e stret- 
te , ordinariamente di un sol pezzo , Fatti apposta per orna- 
mento delle piazze . Di fatto sono di una meravigliosa deco- 
razione; ma qual migliore effetto non produrebbero , suizichè 
in mezzo del fabbricato, collocati sulla verdura fra. gli alberi? 
La proporzione dell* altezza o lunghezza , è in tutti quasi la 
stessa , cioè dalle nove fino alle dieci della grossezza . La lar^ 
ghezza in alto mai meno della metà di quella in basso. La 
qualità del marmo la stessa pur anche in tutti . Granito ros- 
so, o sia marmo Sienni te , detto in Greco Pinyftàlon , cioè 
avente i colori di fuoco • Ramise lo innalzò , e consacrò al So- 
le , Nume à cui erano soliti dedicarsi : che anzi T immagine 
de' suoi raggi con quella forma aguzza fii . rappresentata • 
Ventimila uomini lo tagliarono, e si legge che per assicurar- 
ne r innalzamento vi facesse quel Rè porre alla punta il suo 
proprio figlio , ^( taluno dice il figlia dell'architetto , cosa più. 
probabile). Plinio riporta, che Cambise presa la Città d'Elio- 
poli , e datogli fuoco , lo facesse estinguere vicino alf Obeli- 
sco, perchè non ne restasse danneggiato • Ammiano Marcelli- 
no ci assicura che i suoi intagli contengono i titoli pomposi 
di Ramise figlio del Sole, padrone del mondo ec*, ed. appres- 
so le sue conquiste • Augusto non ebbe coraggio di traspor- 
tarlo . Lo ebbe però Sisto V d' innalzare questo con altri tre 
appresso , sebbene rotti , e fracassati ; servendosi anche egli di 
strattagemmi sul fare di quei di Ramise • - . ^ 

(i) Dtf/eriur in vUum Alexandri , tertio lor può sapere. Dallsi cetca di qusdche Sfìnge ^ 

pìdtf ab urbe scjunctum ; unde chamuleis ini' per altro li è potuto rilevare da Wlnkel- 

positus » tractusque Iwnim per Ostiensem mann a qual purità* di contorni giunges- 

por/am # piicinamque publicam Circo Hiatus te Parte presso gli Egisiani * i quali soli 

€st maxime . Ammian. nel 17. si dilettarono di Obeliicki • L'allegoria ini 

'* Sono questi tante allegorie che han- architettura ha luogo » e vale » quando è, 

no avuto relaiione > a persone » a ^tti • a chiara al pari d'un cristallo , che fa vede* 

misteri di religione ec. di quc* tempi » re l'oggetto che cuopre . Per etempio 5 

buonissimi per qu e' tempi e queMuoghi , «e Ponore è il premio della virtà , e da 

ove tutti ne potevano comprendere il si* questa si passa a quello; chi non appro- 

gnitìcato • Ora non sono che indovinelli verk i due Tempi di Marcello della virtù 

per la maggior . parte • Nulladi meno nella e dr//' on^rtr congiunti in modo » che non 

erudita Opera del Signor Zoega non ha si poteva passare in uno > sena^ entrare aellj 

guari pubucara* né troverai quanto se ne altro ? 

FINE Dni PRIMO TOMO, 



IMPRIMATUR. 

Si videbitur Rcverendissiaio Patri Magistro Sacri Palatii Apo- 
stolici. 

Benedìctus Fenajs C$ngregationis Missionis , Archìef. Phìliffen. 
Victsgerens. 



IMPRIMATUR. 

Fr. Th- Vinccntius Pani Ord, Praed. Sacri Palatii Apost. Ma- 
gister • 



ROMA 

DESCRITTA ED ILLUSTRATA 

DAL L* ABBATE 

GIUSEPPE ANTONIO GUATTANI 

ROMANO 

I N Q.U ESTÀ SECONDA EDIZIONE 
CORRETTA ED ACCRESCIUTA 

TOMO II. 



Par tìU, Rama nihit « . ; ; . 

Qaam magaafiuru iaugfa , fiaeu daeté» 
ladbeilk Ekf. 



I N ROM A 

NELLA STAMPERIA PAGLIARINI 
M D C C C V. 



CON UCIHZA DI*SUV1RI0EI. 



INDICE DECAPI 

DEL TOMO lU^ 

CAPO VII. 
ADIACENZE DEL MONTE CELIO. 
Svhirré . CtlossU . Meta Sudante . Pag. i 

CAPO Vili. 
MONUMENTI LUNGO LA VIA APPIA. 

Via Affla . Sefolcro degli Scìfioni . Arco di Drus» . Camfo 
degli Orazj > e tomba di Grazia . Fiumicello Aimone Altri sefoU 
tri d'incerta denominazione . Catacombe . Mutatorio . Sefolcro di Ce- 
cità Metella . Altro creduto della gente Servilia . Circo di Cara- 
eMa : Temfio dell' Onore e della Virtù . Fontan<% Egeria . Temfh 
del Dio Ridicolo . 22 

CAPO IX. 

MONTE AVENTINO E SUB ADIACENZE. 

Terme di Caracalla . Temfio della Pudicizia Patrizia . CU- 
vo Publieio. Acqua Afpia . Navali. Ponte Sublicio . Arco di 
Orazio Coclite . Monte Testacelo . Piramide di Cestio . Basilica di 
S. Paolo, 47 

C A P O X. 

CAMPO MARZO E SUE ADJACEKZE. 

Portico d'Ottavia . Ponte Fabricio . Isola Tiberina . Ponte Ce- 
*tìo. Trastevere, e sue fabbriche di sito incerto. Ponte, e Mole 
Adriana . Ponte Trionfale . Obelisco del Vaticano . * Vaticano moder- 
ate . Sepoltura detta di Nerone . Ponte Milvio . Muro torto . Obe- 



liseo del Popolo . Maunteo d'Augusto , # Vstrhu de* Cessri . Twh 
fio di Antonino Pio . Panteon . Circo Ì' Alessandro Severo . Temjk 
d Afollo . Condotto delf Ac^ua Verpnt » * Canino Marzo moderno, t 
tue adjacenzi * 64 

CAPO XI. eXII. 

MONTE (QUIRINALE, e VIMINALE. 

Bagni di Paolo Emilio . Temfió del Sole . Obelise^ e CavM 
di Monte Cavallo . Xìbelisco della Trinità de" monti . Circo di S*- 
luttìo . Tempio detto di Venere, ed altre rovine di nome incerti. 
Mausoleo di Costanza . Ippodromo di Costantino . Basilica di S.U- 
renza. Porta Tiburthu. Aggere di Servio, Terme DìocleztMt. 
Terme dU^limpiade . Casa di Pompei . Casa di Pudente . Via 
Patrizio, Wi 

CAPO XIII. 

MONTE ESQUILINO E SUE ADIACENZE. 

Obelisco sulla piazza Boreale di S, Maria Maggiore, Coltm 
éntìca sulla piazza meridionale della medesima . Tempio di DìéM. 
Trofei di Mario . Tempio di Minerva Medica . Colombarj della ftr 
miglia Arrunzia, Monumento delF Acqua Claudia. Vivark, Aigt- 
redi Tarquinio. Arco di Gallieno. Terme di Trajan». Sette self. 
Palazzo e Terme di Tito . Tempi» e Fon di Palléde . Tempi» t 
Fot» di Nervé . Coucimione . i^i 



CAPO VI L 

ADjACENZB DEL MONTE CELIO. 
Suburra . Colosseo . Meta Sudante . 



Suburra* 

IL tratto di strada che di qua tra Y Esquìlino e il Celio * por- 
ta al Colossèo > compreso lo stradone di S. Giovanni > viene 
presso a poco a ribattere con Tantica Suburra, di cui tanto si 
fa menzione dagli Scrittori antichi, una delle più frequentate 
e dilettevoli contrade di Roma. Giovenale (i) fa dire ad Uni- 
bricio sazio della Città 

Ego vel Prochytam praepcno Suburrai , 
come se Roma e la Suburra .(ossero un* ìstessa cosa . Vi era 
un continuo mercato di varie robbe (i) . Dai scoliasti di Ora- 
zio Acrone, e Porfirio sì ricava essere stato in uso di portar- 
vi la sera robbe furtive a vendere . Per esser luogo di diletti , 
e passeggi vi abbondarono le donne pubbliche ^ chiamate da 
Orazio Lagne Suburrane (3) • Difatti si legge in Rufo Suburra 
tt Lupariae , e in Vittore Lufarìae in Suburra . Per i raffinati 
nel vizio vi fu anche bottega di sferze in capo di essa , con 
una celebre Tosatrice (4) • Ma il capo della Suburra dov' era ? 
Nella regione d' Iside e Serapide , precisamente air 

a 



* Otto colonne di bel granito bianco 
'lonovi da vedere nella Chiesa di Santi 
^lartro sul Celio « e qui in basso merita 
di esser veduta Pan cichi stima Chiesa di S. 
Clemente. Il portichetto ài quattro co* 
lonne due corìntie » e due joniche sosten* 
cono un peiio di decorasione Gotica o 
semìgotica: l'atrìo ha 15 colonne di ogni 
genere : e così U 16 della Basilica ; ma 
a d vedono belli Amboni « li più belli 
e stimati di Roma semiantica . Grande an- 
tichità in quelle finestrelle arcuate : Non 
lasciar di vedere la Cappella di S. Cate- 
rina dipinta curiosamente dal Masaccio 



uno de'ristoratori della Pittura ffanno epo* 
ca nell' arte • 
(I) Satir.7. 
(^a) jyiart. epig. %o. lib. 7. • e 92. del to: 

(j) Adulurum 

Latrent syhurranof cants.Od. V. epod« 
(4) Tonstrix suburrae faucibui sédti 

primis 

CruetiU pendetti que, /fagelU tor^ 
torum . Bpig* <?• lib. 2. ' 
n gran Cesare abito nella Suburra ne' suoi 
prìncipi e meschinamente medicis ^dibut. 
Svtt. in vir. 



AnFITMTRO FtATIO . 

Detto con ragione il C^hssh . Quàl' altra mole teatrale vi 
potè essere più macchinosa di questa ? E qual vi è ora più su- 
perba ed imponente rovina (i) ? Basta vederla per non iscor- 
aarla mai più . Il pittoresco che il tempo nd distruggerlo vi 
ha insensibilmente mtrodotto, Tha resa poi sì vaga ed inte- 
ressante, che si giunge da molti a non desiderarne il ristau- 
ro. Potrebbero contentarsi Tetà future di vederlo nello stato 
presente; ma lo sfacelo si avanza a gran pas«i : di -qua ad 
un secolo se n anderà il resto delF interior tessitura , e farà 
d'uopo ai curiosi di ricorrere al Serho , al Dtsgodeiz , al F««- 
tana, ^ìVOverbeke, al Piranesi, al Maréngoni , al làaffei^ sd 
Mordili, al Carli , e forse ancora a questa mia descrizione; 
col pericolo di saperne poco , e persuadersene meno . Prima 
di venire airesamc dclF edilìzio, ti giovino le seguenti notizie 
generali su tal genere di fabbriche. Ricordati che, siccome il 
Cirt$ fìi principalmente • destinato per le corse , il Teatro per 
li spettacoli scenici , così V Anfiteatro fii immaginato per li giuo- 
chi venatorj , e gladiatorj . L'ampiezza di questo, e il comodo 
d* innondarlo , fecero poi sì che vi si dassero anche de'combat- 
IJmenti navali : divertimento proprio soltanto delle Naumé- 
thie . L'uso degli Anfiteatri solo allora cominciò ad ìntrodur* 
si, quando i Romani, non più contenti di treo quattro paja 
di gladiatori , che ne F^ri , o avanti i sepolcri per onorare le 
ceneri di qualcuno giostrassero ; ne vollero vedere le centina* 
ja perdere il sangue e la vita, clii per una gloria infame, 
chi per un vile interesse . Accadde ancora che , in occasione 
delle guerre Numidiche, Egiziane., e Cartaginesi, conosciute 
da essi le Fiere delPAfFrica , ebbero pur voglia di vederle com- 
battere , e di dar loro la caccia , il che richiedeva luogo non 
solamente spazioso, ma circolare per comodo degli spettato- 
ri^ Dagli Etruschi , come de' Teatri, così degl' Anfiteatri l'uso, 
e la forma credo che i Romani apprendessero . Il primo che 
in Roma fosse innalzato, lo fece Cesare, e si chiamò Vena- 
toria . Statilio Tauro ne formò in seguito un altro di materia- 

(i) Dunque non dal Colosso di Nero» l'An6t. di Capua; • il Mafici nel traftit» 
Jie « ina dalla sua mole derivò tal nome . degl'Anfit. Ub. £. 
Vtóì il Mazsoccktg nel Comment. sopra 



3 

le nel Céimfù Marzù. Un altro Caligola ne. cominciò vicino 
ai Sffti : ma questo , che nel mezzo deli' antica Roma la po- 
tente e ricca mano di Vespasiano edificò , suir idea già datane 
da Augusto , tutti superò neU'ampiezza^ e magnificenza . Con 
raddoppiare la curva del Teatro , tolta la scena , formarono 
gli antichi TAnfiteatro • Ebbe perciò rag[ione Cassiodoro dì chia- 
marlo auasi in unum jumta duo visoria (i) , ed Isidoro quod ex 
duobus ihiétrìs sit fàcmm . Bensì in luogo di dargli una formSi 
perfettamente sferica fecero che V arena descrivesse un ovale j 
evi spiciem ijus arena concludens , accrescendole in circa la quar- 
ta parte del diametro in guisa , che la linea più lunga alla più 
corta fosse in ragione di i« e | ad i • Ma perchè non dar- 
gli forma perfettamente sferica ? Niuno fin' ad ora , eh' io sap- 
pia 5 si è proposto una tal difficoltà . Due a mio credere 
ne furono le ragioni. Una la trovo nel vantaggio di accorcia- 
re la visuale degli spettatori , in guisa che, o empiendosi l'An- 
fiteatro là maggior forte , o non empiendosi tutto , il popolò ve- 
deva più comodamente lo spettacolo ; tanto più che essen- 
dovi necessità di coprirlo illanguidivasi necessariamente la lu- 
ce. In oltre la forma elittica riesce appimto più facile a co- 
prirsi , restando la lunghezza del maggior numero delle tele e 
delle gomene dalla linea circolare interiore all'esteriore più 
corta . Le parti componenti l'Anfiteatro sono presso a poco le 
medesime ( tolta la scena ) di quelle del Teatro i Esteriormente , 
varj ordini di arcate , il primo giro delle quali dava l' ingres- 
so al popolo , che per via di portici interiori passava alle ri- 
S]pettiv!& ^scale , da queste ai vomitorj , d'onde alli cunei , ed 
ai sedili si conduceva . Interiormente , le principali sono V arena 
o cavea il piano dell'Anfiteatro : il podio cioè una muraglia in« 
tomo l'arena in cui sono gli sfori perle fiere, e sopra i luo- 
ghi più distinti per gli spettatori di rango : appresso i menior 
ni come nel Teatro divisi in cunej ^ con ì suoi vomsorj e mu- 
ri di precinzione . In fine la copertura . 

Venendo ora al particolare di questo : sorge esso nel mez- 
zo dell'antica Roma, luogo detto il Ceriolense, &a li tre colli 
Esquilino , Celio « e Palatino , precisamente ov' era lo stagno di 

a a 

(i) C^iiod. loco lopncit. 



4 
Nerone, secondo Marziale (i). Tre vie celebri e frequentatissi- 
me vi mettevano la Suburra , la Sacra ^ e la Nuova (2) , oltre 
il yico Sandaiario da te veduto • Augusto lo immaginò ; io fab- 
bricò Vespasiano ; e Tito suo figlio lo dedicò (3) . Vedendo 
questi buoni Principi i Romani in malinconia, sì per i rollìi 
e lave Vesuviane cne si avevano di già ingojato Ercolano e 
Pompeja , come per la quantità degP incendj accaduti in Ro- 
ma stessa; pensarono di rallegrarli con mettere a fine l'Anfi- 
teatro , e darvi sontuosi spettacoli . Perciò dice Vittore , non 
ebbero tempo di ornarlo con scolture siccome volevano; ma 
in due anni e nove mesi (4) lo condussero a fine con somma 
precipitanza ; per ragion di tal fi-etta non potè essere in pron- 
to tutta la quantità di travertino necessaria , ond* è che tal- 
volta vi si vede meschiato il peperino , e il tufo : anzi nella 
estrema muraglia vi sono inzeppati avai:izi di colonne, capi- 
telli, ed altri materiali. Si dice che trenta mila schiavi Ebrei 
facessero la forza , non senza Divitìarum profuso flumine • Prima 
di osservarne V interior tessitura , considerane la parte esterna 
verso r Esquilino per anche conservatissima . Ella è ornata di 
quattro ordini di architettura , tre in colonne , ed uno in pi- 
lastri PoriVo, Jonko, Corintio, è Composito. Il suo vero punto 
di vista si gode sulF Esquilie nel giardino de' Maroniti , Gò 
che alla prima sorprende lo spettatore, si èia sveltezza dell' 
edifizio quantunque colossale: al che suppongo molto contri- 
buire la sua forma curvilinea che sfugge ed inganna Tocchio, 
Pii3| leggera comparirebbe ancora se lo spettatore fosse situato 
nel basso/ piano dell'antica Roma, e rAnfiteatro restasse ele- 
vato sopra i gradini, due, cinque,. sei> o sette che fossero. 
E' composta la mole di guattr ordini di Architettura ; tre di 
.colonne incassate con archi, e Tultimo di pilastri senz'archi. 
Si calcola l'altezza palmi 222. circa (S) : I detti archi, in nu- 

(i) Hit liti cptpicut ^tnerahilii Am* V«ip. e parlando in teguito del figKo 

phi teatri Amphiitatro dedicato » Thermisque celeriter 

Erìgitur moles • Stagna Neronis extructis munus edidit apparatissimum . Lo 

erant . £p, a. L i* tfarso fii » eh» vi ti uccisero cinque inili 

(2) Ia via Irioìifale che passava sotto fiere. Cassiod.Ìib, $ . £p. 4». Si vede l'An- 

l'arco di Costantino , ebbe anche il no- fiteatro neHe medaglie di Tko « di Alci* 

me di nuova $ perchè rinnovata àM Cara* sandro Severo • e di Gordiano . 

calla allorché fabbrica le Terme . (4) Ahrì dicono cinque . 

(j) Jtem Amphiteatrum XJrbg media » ut .(j) A/nphiteatri moìem solidatam ìapidit 

dfUinassi iompererai Augmtunk . Svct, ia Tiburtini £9mpAge • éi cuiut lummitMfm. 



I ^ . » ' V : - 



•'.. vjt :.l^'<ahy 






— ^ 



5 
mero di So. > circondavano tutta la macchina per it giro di pai* 
mi 23 $0», piedi parigini 161 2. Tutta la lunghezza ovale da 
un lato all'altro è palmi 84$-! e la sua larghezza palmi 700. 
Furono tutti numerati j e se ne vedono ancora in piedi dal 
XXIII, sino al LIV, Retrocedendosi dal segnato XXII. verso il 
mezzo giorno j il numero L cadeva presso quell'arco chiuso 
con un cancello : sopra questo dovette essere V LXXX . Nella 
parte settentrionale verso l' Esquilino , fra gV archi corrispon- 
denti al mezzo dell'ovale j ve n'è uno che non ha numero fra 
il XXXV: e il XXXVIII. Ivi da un capitello, all'altro delle co- 
lonne, pianca tutto il cornicione sino al piano del portico 
superiore . Tal mancanza indica a meraviglia l'attacco di un 
Ponte die dava il passaggio all' Imperatore dal suo Palazzo e 
Terme suU' Esquilie all'Anfiteatro . Ciò si conferma . da che in 
dirittura di questo taglio, trapassati i due portici, si trova una 
spaziosa , camera che comprende tre arcate, adorna la volta ed 
il fregio con vade figurine e lavori di stucco di ottimo stile. 
Ordine primo . £' Dorico. La sua altezza è di 35. 4, |: 
le colonne doriche sono del diametro 2. 8 | : alte 26^ il cor- 
nicione 6. I. |: gli archi alti 22. 5- i|i e larghi 13. 3. In 
tutti e quattro gli ordini le colonjie sono dello ^esso diame- 
tro . Osserva in uno de' lati della pianta lett. B. il capitel- 
lo e la base di quesu colonna j il primo esempio di Dorico 
con base {1). 



^rtwio humknatonicinàit , Amin.MaTC. 
Kb. itf . 

(i) Ecco i soliti buchi . de* quali ti av» 
vini Aella Colonna Trajaaa. Manno que- 
sti esercitata Piagegno di molti antiqua- 
ri in ricercarne la ragione , il umpo e gli 
ÉOitvri . Dopo attente CHservazioni si è sco- 
.perto che sono di due sorti . Alcuni fat- 
ti per appoggiar travi onde formarne abi- 
taxioni^ sbarramenti in tempo di guerra 
civili , tende e botteghe in occasione di 
fiere > attaccaglie per utensili ec. « restan- 
dovi per sino alcuni chiodi ancora con- 
ficcati. Alivi in numero assai maggiore 
latti per estrarne ferni o spranghe di me* 
taUo : il qual gentre divenne prezioso » e 
scopo per conseguenta de^ ladri « allgrghè 
visiedendo gPImperadori in Costantino* 
poli , Roma priva di comniercio , e d*in- 
4ìisuia« divenne albergo deUa miseria t 



dell' oaio « Dei tolti dal Colossèo ne ha 
veduti l'Eschinardo » il MaiFei . il Fico- 
roni > e potrebbe vederne chiunque si 
dasse la pena di rintracciarli in specie 
nella parte meridionale . Secondo il cavo 
che ordinariamente trovasi ne' buchi » it 
perno era quadrato; grosso circa tre on- 
ce nella parte che entrava nella pietra di 
sotto verso l'angolo • e circa due once o 
poco meno alla part^ di sopra; Paltesn 
era due o tre once jber ogni parte: era- 
no posti dentro al sasso circa un palmo 
dàlia parte di fiiori ; «oli' avvertensa di 
lasciare nella pietra di sotto» prima di 
mettervi sopra l'altra « un piccolo canalet* 
to corrispondente al di fuori per potervi 
infondere il pioinbo d^ saldare .il perno» 
e difenderlo dalla ruggine principalmente 
se era di ferro i benché lo stesso piom* 
bo si veda in qualche luogo eorrofo# • 



6 . '' 

Ordine stefinJU . F Jonico; alto 36* io. |: le colonne non 

sono alte che 24. i.f; U cornicione 6. |: gli archi 20* o. '; e 

larglii 13. 7. Le colonne di ambedue questi ordini aggettano 

più della metà del loro diametro ^ quelle del terzo non agget^ 

tano che la meta • 

Ordine terze . E' Corìntio : le colonne sono alte 24 ; han- 
no base Toscana alta § del diametro : gii archi 20. o. 4^; e lar- 
ghi 13. 7. |. Vedi nella pianta lett. A* un pezzo della sua 
cornice, singolare per avere in luogo del gpcciolatojo , de' 
modiglioni quadrati: un simile esempio trovasi ancora nella 
cornice del Tempio della Pace. Nel secondo e nel terzo or- 
dine 9 le colonne sopra piedistalli aiti 6. ; nel quarto i piedestal^ 
li sono alti 8. io. |. 

Ordine quarto: B'' composito di pilastri alti 25* 9.(5 1* 
loro base è Attica: il cornicione semplicissimo alto 6, io |. 
Rimarchevole è la sua cornice, la quale corona tutto Tedifi- 
zio , e predomina su tutte le sottoposte , senza avere altra di- 
mensione che la necessaria per il suo ordine. L'avere il goc- 
ciolatojo a tre fasce senza cimasa grande, gli dà forza e bel- 
lezza • Il Signor Milizia da cui prendo queste misure , riflet- 
tendo che in tutti e quattro gli ordini l'architrave è a tre ban- 
de, pensa che meglio sarebbe stato che al prim'ordine rarchi^ 
trave fosse senza banda, al secondo ne avesse due, e al terzo 
tre • Come altresì è d'opinione che più magnifico sarebbe com- 
parso l'Anfiteatro senza il terzo e quart'ordine , senza pilastri, 
con i soli piloni , come si osserva al di dentro de' portici . 
Osserva in quest'ultim'ordine l'architrave tagliato da alcuni ca^ 
nali, i quali corrispondono a grossi mensoloni in numero di 
240. I primi facevano l'oflizio d' incastrare , i secondi di sor- 
reggere le travi, a cui siccome vedrai veniva raccontiandau la 

calcintto* Se ne trovino di tali ctnalet-. ghe giovavano a strìngere» e concateoa- 

ti ed in alcuni vi si vede ancora del re i pesai l'uno accanto dell'altro. ^ 

piombo . Oltre i perni /errei e metallici trovano di fatto buchi di una pietra alP 

usarono ancora quegli antichi tcarpellini • altra corrispondenti » ind icanti un a sprtn* 

topsa ì quadri • perni di travertino ites- ga della seguente forma | ^ | . NcB* 

to ; in guisa che facendo un buco nel colonna Trajana essendo tutti i pesai lo- 

suo vicino • congiungevano un perno coli' vrapposti » non si fece altr* uso che de* 

akro. Oiaervane un esempio nella rot« perni» come vedesti: qui al contrano 

tura degH archi del Portico esteriore daU per la differente unione di essi » oit 

la parte verso l'arco di Tito» in alto. per{>en dicolare • ora orissontale ; ti trova* 

Siccome poi i ^mi servivano a connet- no perni e spranghe» e mglrje volte n^ 

tare ie pietre aoprappo»te« coli le spr^^ cosa accanto l'altra» 



7 
copertura deirAnfiteatro • Mira quivi II doppio ed ineguale on- 
dine di finestre in numero di ottanta; osserva come tutto il 
muro esteriore rastremi a proporzione che saie, onde meglio 
resistere alla spinta delle volte; come la figura dell'Anfiteatro 
sia ovale anche esteriormente contro il sentimento di Palladio 
ed altri che lo hanno creduto rotonda. GF intendenti non la* 
sciano di censurare le parti di questo edifizio; trovandovi pro^ 
£ìi inesatti , modanature cangianti di altezza , misure , e di* 
stanze non corrispondenti • Al Serlio piacquero si poco tutte 
le cornici,, che le chiamò Tedesche ^ deducendone che TArchi- 
tetto era sicuramente stato Tedesco (i) . Ma questi con altri 
difetti deir interno, sono minugie assorbite dalla grandiosità 
della mole« Osservane ora attentamente l'interior struttura « 
Il piano che nelli Teatri si chiamava Orchestra come vedesti , 
negli Anfiteatri avea nome di arena , perchè luogo solito desa* 
hlari , et arena stemi in usum pugnae. Ma il piano presente è 
formato dagli scarichi : l'antico andava più giù sedici buoni 
piedi o sia palmi 2S* circa, ed era di travertino. Nel suo dia*» 
metro maggiore è lunga palmi 410. e larga palmi 2Òo. Rin^ 
centra d' intorno intorno la sua scenica figura , e dove manca 
! la mole per la rovina , suppliscivi con T imaginazione • Neil' al* 
i tczzz del Podio s ora invisìbile per il riempimento , devi figurarti 
! le cavee per le fiere ; le quali che si portassero in gabbie dal 
: vicino viyario, e che da queste incastrate ne piloni o fra i 
r cancelli n'escissero istigate non dubito : primo , .perchè in que* 
gli archi non si è osservato verun attacco di muri da formar 
camere chiuse; secondo, perchè restandovene colà un numero 
considerabile per del tempo, avrebbe esalato da quei ricettaci 
li un puzzo insoffribile in specie sul podio , luogo il più rispet- 
tabile: al medesimo livello dovettero stare gli emissarj deir 
acqua con la quale s' innondava l'arena per i giuochi nava- 
li (2) . Sopra il Podio nel lato boreale T Imperadore ^ sua tami- 

(1) Marciale epig. lib. /• ne h autore di una iicrùione ael totterraseo di S. Mar- 
na Certo Rabirìo arcfait<itto della Caia di fina; oscura peraltro» e che poco per* 
Domìtìano , perchè eli tutta la fabbrica suade • 

vorrebbe darne Ponore a quell'Augusto * il (2) Due fiumi a bella posta condottati » 

dì cui pane mangiava. Ma è a tutti noto l'uno dal Celio • l'altro dsuPEsquiiino « ter* 

il dolce stomachevole di ouel suo ^i- vivano a lavare l'arena dal sangue ed a 

gramma . St n^ f^ generamente autore riempirla per le Naumachie » dopo di che 

tta eerto Gaudeaaio Crisàano in vigore tornava 4 gictarsi dell' arena per nuove 



V 



75 

glia; indi i Pretori > iConsolh le Verjp 

che godevano Tonore delia sedia cun>' 

tacco de'meniani in numera di tr^ 

nosce dalle volticelle esistenti* ' v 

te . Di queste , i primi qua^' 

natorij e dall'ordine e*^ 

donne come nel Te?* 

mila persone vi pot'^ 

circa/ che ne'por 

stare (2) - Qv 

no gV ingre^ 



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9 
lono introdursi i gladiatori , le fiere , e le macchine , ed anche 

cstrarsene i cadaveri (i) . Taluno gli ha creduti due soltan- 
to ; quelli cioè per i quali si passa anche oggidì : ma quelle 
aperture sono tagli fatti espressamente per dare V entrata air 
arena di già riempita dagli scarichi sino al podio, sotto di 
cui passava T ingresso antico . Non è poi vero che Tarco d* in- 
gresso interiore , dalla parte orientale , sia più^ largo del suo cor- 
rispondente 3 ma lo è bensì quello accanto , chiuso , con cancello 
di legno . Di fatto ambedue combinano nella grandezza : che 
anzi in tutti e quattro i punti medii dell* ovale , sono stati ri- 
conosciuti gli archi alquanto più grandi ; il che favorisce non 
poco Topinione de* quattro ingressi . Si conviene generalmente 
che nel mezzo dell'arena vi fosse un* ara , ove si sacrificasse avan- 
ti il cominciare de* giuochi (2) • Essa però a mio credere sarà 
stata lignea ed amovibile, poiché diversamente, in occasione 
di combattimenti navali , avrebbe recato molto imbarazzo . Per 
osservare adesso 1* interiore struttura dell* Anfiteatro , è duopo 
che tu ne rincontri le parti piano per piano « con la pianta e 
lo spaccato insieme (3) • 

Piano frimo . Entrando per 1* abitazione del Romito , che è 
Tordinario passaggio, ti troverai alla prima nell* Androne pian- 
ta 3 , profilo D ; ove sono molte scale 2 , C. che guidano al 
secondo piano , tutte di una partita con un sol ripiano. In que- 
sto ambulacro dovette esservi molta oscurità, ricevendo lume 
soltanto da alcune .finestrelle verticali 3 , E. nel mezzo deli* 
ovale se ne vede la squadratura di una . Qui ebbe efietto la 
congiura contro Commodo, orditagli daCrispina sua moglie. 
Osserva le altre piccole finestre 4 , F. che davano lume ai ri- 
piani delle doppie scale; ve ne sono delle conservatissime di- 

b 

(x) Si trova dagli antichi fatta meniio- intorno» per il pio eiercisio della rfa Cru- 
ne cu due porte , clic erano nell'Arena , una cis , in memoria de' molti cristiani che vi 
col nome dìUbitininse ,i^tx cui si tirava- sostennero il martirio. 
Ho fiiori i cadaveri degli uccisi sopra let- (3 ) Nota eh e li numeri arabici della pian- 
ti* o arche chiamata 5anddpx7ar; l'altra detta ta corrispondono alle lettere del profilo • 
Sénavivaria per cui ne uscivano i super- E' divisa in quattro parti per mostrare i 
ttiti • Graev. Thes. Ant. Rom. Tom. IX. quattro piani indicati dagli ordini esttìrio^ 
prefar. ri con numeri Romani » egualmente che 

(2) Giusepr Antich. Giudaiche, Uh, ip. il profilo : se non che in questo vi e la giun* 

€Ap. 2. Venuc. Rom. ani, par. 7. pag. zS. ta di un quinto piano • indicato dalla ro* 

Morcelli de Siilo imcript, lai* pag^ loi.OttL vina come vediai • 
^ si osserva una Croce • e n&^e CapelU 



IO 

rimpetto alla porta del Romitorio . Ciò che più interessa in 
questo primo piano , sono li tre archi aperti nel mezzo dell' ova- 
le, decorati di stucchi ove trattene vasi l'Imperatore : nella par- 
te meridionale opposta non lascia d'esservi indizio altresì di 
tali stucchi ; anzi nel piede del volto di un arco contiguo alii 
tre che mette all' arena , si scoprono alcuni soldati o gladiato- 
ri espressi con buona maniera ; di qua egli , per la scala $ , G, 
passava sul Podio 5 s H. ov' era il suo pulvinare (i) . Nota 
che la detta scala si protrae al di sopra del podio , per an« 
dar dove facea d'uopo scendere sette gradini, L. Yomi torio 
da cui si calava al Podio . Dalla piccola linea punteggiata si 
rileva aver occupato , e tagliato tre sedÙi del primo meniano» 
contro il sentimento di Vitruvio che vuole i vomitorj aperd 
interamente nel muro della precinzione . Vero si è però , che 
il primo grado del meniano era bastantemente alto , cerche gli 
spettatori potessero vedere senza essere impediti dalla gente, 
cne dal podio veniva , e andava (2) . Sotto il portico pilastri- 
to con volte a crociera « 6 , I. per le fiere . Porte dei carceri 
7 , M. La lettera N del profilo , dinota im' inclinazione dell' 
arena di cinque o sei piedi per l'innondazione ; e ri numero 3. 
nella pianta , li quattro ingressi nell'arena chiusi probabilmen- 
te da cancelli di ferro » Da questo androne che viene a stare 
sotto il principio della precinrione del prkno meniano , pud 
internarti ad osservare il doppio portico esteriore, il quale 
troverai che dava l'accesso a venti scale doppie con i suoi ri- 
piani I , A t B. Per qualcuno degli scaloni 3 , C, salirai al 

Piarne secando . Osservati ambedue i magnifici portici so- 
stenuti da grossi piloni di travertino , ineguali di altezza e cor* 
rispondend in tutto a quelli del primo piano « riscontra alcu* 
ne piccole scale di nove gradi , scoperte dal Desgodetz 9 , O, 
che imboccano ne' vomitorj P. e mettono sulla via, ove per 
gli scalar) io, poteasi discendere ai respettivi luoghi destinati 
ne' cunei del primo meniano (3) • Girando per il portico este- 
ri) Lo chiamano taluni cuòiculum Priff magnificile tedie ouruli • e di chi doTet 
€Ìpis , t non folo lo pretendono distinto passarvi dietro 

da maggior' elevateiia • ma anche chiuso ( j) All' occasione del Teatro di Marcel- 
Siuigng. dt Cor» cap* jj. e Svet, in Nerone • lo t si disse chei^uneo s'intende quello spa- 
ra) Ciò nonvedtsi praticato nt' disegni aio fra gli scalar) , o scalette di gcadipii 
del Serlio » i di cui tedili incominciano piccoli • per comodo di scendere . il Fon* 
^1 piano d'angustissima via • inca^ act delle tana • in luogo delli 9»gradi » a* metta ìa 



II 
riorc nel mezzo dell' Ovale , si vede Tarco di congiunzione al 
ponte sopraccennato con Tindizio di un piedistallo. Esso avrà 
probabilmente sostenuto qualche figura Imperiale o smtua eque- 
stre» restandovi sito sufficiente per il passo in ambedue ì la- 
ù. USerlio mette dei balaustri a tutti gli archi» de' quali per 
altro non v' è traccia veruna • La linea punteggiata Q. giunge 
ai di sopra del Vomitorio C. , denota im tubo o canate U qua* 
le scencie sino al basso nel primo piano per comodo delle ac- 
que o delle orine . Alcuni li hanno creduti destinati ad esalare 
pro&mi con poca verisimiglianza » attesa la loro forma e gran- 
dezza • Gli altri canali » visibili ne' piedritti del portico interno « 
sono sicuramente fatti ne' tempi posteriori per iscolare le ac- 
que dopo che incendiata la parte lignea , e caduta buona parr 
te del fabbricato superiore» avrebbe Tacqua innondati i porti- 
ci » se non fòsse stata derivata . £' degno di osservazione il forte 
lastrico» la grossa arricciatura de' muri» come altresì le belle 
vedute che quasi tutte le arcate presentano dell' Esquilino , Ce- 
lio» e Palatmo. Osserva poi la scala 13» T. conducente alla 
metà del secando meniano il quale » per essere di più gradi » eb- 
be il comodo di un vomitorio di più» anch' esso incastrato ne' 
gradi . Questo è notato anche qui presso la scala con piccola 
Enea perpendicolare punteggiata : sorge quindi dall' androne 
12» S» altra scala R» pianta IL profilo R» che mette al 

Piano terzo • Del suddetto androne S » trovasi sufficiente 
avanzo : corrisponde esso quasi alla metà dell' ovale piuttosto 
verso il Romitorio , ed è 1 unico passaggio rimasto per ascen- 
dere al più alto della rovina. Qui s'incontra la traccia della 
scala summentovata R » conducente ad un' altro pressoché si- 
mile androne . V » illuminato soltanto da piccole finestre oblir 
que, come feritoje , fra i piedritti del terzo portico 14» e da 
questo in seguito i » protrae la medesima scala » i $ » Y » fino 
d terzo piano. Qua giunti si resta allo scoperto; caduta essen- 
do tutta la parte superiore » che dovette indubitaumente esse- 
re di legno ; ed ecco il luogo che ha dato e darà sempre ma- 
teria di congetture e di dispute agli antiquarj ; non meno che 

b 2 

f n iìttpko grande ts« • in vn piccolo qutt- u nel iS2i, » ed^ egli dtfse fuori la tua 
tro . Egli non deve aver veduta 1' opera nel I7P7» 
dei Dei|;odeta f ^antunque fotte pubblica* 



agli architetti, quelli che mescbìansi delle cose, antiche. Gli 
avanzi sopra de' quali formansi i diversi raziocinj , altro non so- 
no che gli archi, e la gran muraglia del circondario esterno, 
dair altra un basso muro che interiormente ricorre , vale a dire 
il muro della precinzione per cui si calava al secondo kenia- 
no marmoreo . Non v'è dubbio che tutto lo spazio racchiuso 
fra i detti due muri , dovea esser diviso da' pilastri corrispon- 
denti agli altri del portico esteriore , formandosene due corrido- 
ri X. Z : il primo più largo con volte a crociera 14, e iS, 
che riceveva il lume dagli archi esteriori , ed a cui metteva 
rapertura 21 , e , corrispondente ai vomitorj : Taltro più stret- 
to 16, che lo prendeva dai vomitorj , e dalle finestre della 
precinzione . Nota qui un abbaglio preso dal Desgodetz al luo- 
go contrasegnato nei profilo con asterisco . Egli fa terminare 
il meniano ad angolo acuto , come mostra* io scuro deila sotto- 
posta muraglia, venendo così ad avere una maggiore inclina- 
zione , e per conseguenza a ripscire più basso e meno como- 
do , per vedere , del primo : quando al contrario vi si riconosce 
un arco fatto a bella posta per sorreggere una via da cui scen* 
dere ai gradi, e che nel tempo stesso serviva a dare al me- 
niano la sua giusta altezza • In quanto agli archi , fa maraviglia 
un pezzo di travertino squadrato, che quasi in tutti i pilastri 
si vede sporgere sensibilmente, ma d'ineguale grandezza e non 
a livello fra di loro X. Rapporto al muro della precinzione, 
degni sono da osservarsi i vomitorj tramezzati da finestre fin- 
te e vere, le finte pianta 18, le vere pianta 19, profilo 6, 
j^. 1 . 2. E qui nota che , avendo riconosciuto dai loro avanzi 
che le finte o chiuse non fiirono mai aperte come taluni pen- 
sarono , deve dirsi che servissero a contenere ornamenti posticci, 
ed anche statue, che un vago ornamento dovevano al certo fa- 
re neir interior prospetto dell' Anfiteatro . In fatti qual ragio- 
ne di far ivi delle finestre chiuse, quando aperte avrebbero 
somministrato tanti luoghi di più per vedere lo spettacolo? I 
vomitorj sono più bassi delle nicchie e finestre; hanno cimase 
xii marmo; e le medesime si veggono incassate interamente, 
negli angoli . Indosso al muro della precinzione ricorrono i 
medesimi canali; ma non vr si vede alcun indizio di quelle 
scale che vi ha posto il Serlio. Il Fontana si è tolto da ogni 
imbarazzo tralasciando cjuesta e. le ^tre tutte che mettey^aQ 



alla sommità deli* ediffzio, togliendo così Tuso dì tutta la par- 
te superiore . Che questa parte superiore esistesse , lo persuade 
abbastanza l'elevazione del muro circondario , come gì' indizj 
di diverse scale che si veggono in esso per salire a diversi 
piani . Che poi questa fosse di legno lo provano la total rovina 
della medesima, l'autorità degli Storici che l'asseriscono arsa 
e ristaurata (i)s finalmente la celebre . iscrizione degli Arvali la 
quale numera espressamente tre meniani, due marmorei j ed 
uno ligneo • 

LOCA. ADSIGNATA. IN AMPHITEATRO 

L. AEIiO. PLAVTIO. LAMIA. Q. P AGTVMEIO. FRONTONE. COS. 
ACCEPTUM. AB. LABERIO. MAXIMO. PRCX^TRATORE. PRAEF. ANNONAE 
L VENNVLEIO. APRONlÀNO. MAG. CVRATORE. THYRSO.^ sL. 
FRATRIBVS. ARVAUBVS MAENIANO. l. CVN. xll. GRADIBVS. MARM. Vili, 
GRADV. I. P. VSsa GRADV. U. PED. V3) F. PED. XXXXUS. GRADV.I.VND. 
P. XXIIS, ET. MAENIANO. SVMMO.TT. CVN, VI. GRADIB. MARM. IV. GRADV. 
I. V»0. P. XXIIS, ET. MAENIANO. SVMMO. IN LIGNEIS. TAB. LUI. GRADIBVS 
XI. GRADV. iT PED, V. a GRAD. XI. PED. V.aa-) F. PED. LTOilS. sa- 
SVMMA. PED. CXXVimSsaa.- 

Data dunque la necessità di questo terzo mentano ^ carne di 
, una trabeazione che lo sostenesse e coprisse , potè desso avere 
la forma che rappresenta la tav. III. /|. i. e a. ^ Nello spacca* 
te della tav. L vi si vede in alto un' ordine di pochi gradi sco- 
perto, e viene terminato Tedifizio con un portico maestoso 
secondo Tidea del Fontana: ma un tal progetto non è plausi- 
bile ; primo perchè , il meniano dovendo essere ligneo , ragion 
voleva che fosse coperto, tanto più che questa copertura ve- 
niva a formare quella trabeazione magnifica che faceva , secon* 
do gli autori, decoro all'Anfiteatro, e di cui tanto dispiacque 
la consunzione : secondo , perchè i finestroni F. del muro cir- 
condario corrispondenti a quel portico, sarebbero restati inuti- 
li, entrandovi internamente, per leapenure degli archi ^ lume 
più che sufficiente . Pare indubitato che quelle finestre doves- 
sero servire ad illuminare un corridore interno , diviso da muri 
corrispondenti alle pilastrate interiori degli ordini» e de' portici 

sottoposti . 

.,»«■•••• ^ 

(i) Dion. Kb. ij. pag. S^$. ' ^ 



14 
Piano quarto. Riprendendo il filo del nostro viaggio nelf 

Androne del terzo piano i6> 7> si collochi la scala 17. 4, 
che ben vi può stare , attesoché avendo questo corridore la vol- 
ta a botte , come il Serlio osservò , doveva avere le pareti int^ 
re, non ad archi e pilastri, e perciò suscettibili delle anzidet- 
te ; per via di esse si sale al quarto piano 22^ d , illuminato 
dalle piccole finestre aperte he' piedestalli delle pilastrate Co- 
rintie ^ (i) . Quivi a doppio invito sorgono molte scalette 23, 
f, precisamente sopra i pilastri degli archi del gran muro cir- 
condario . Dair indrzio di queste , sì è potuto procedere alia 
formazione di un' altra verticale 24, g, sostenuta dal sottopo- 
sto fornice di cui vedesi non equivoco avanro, e necessaria 
per venire al vomitorio h , onde scendere al meniano 1 5 di un- 
dici gradi, per corrispondere alla riferita iscrizione degli Arva- 
li , probabilmente destinato alla plebe , ed alle donne . Di tale 
scala ed arco il Serlio appena ce ne ha indicata una traccia « 
ed il Fontana niente del tutto . Dal ripiano corrispondente al 
suddetto vomitorio k, è necessario che parta un altro branco 
di scala che ne guidi ad un secondo corridore intemo , i , per 
illuminare il quale trovansi opportunissime le sopraccennate fi- 
nestre 25* m. Questo sito resta verificata non tanto dalle trac- 
ce visibili sul muro circondario , quanto dalle finestre medesi- 
me, e dal principio che vi si scorge di un altra lunga scaia; 
che , trapassando fin sul terrazzo n , mette al sommo dell* edifi- 
cio • Riconoscila indicata con punti. Tunica nella j% 5. delia 
tav. IH. Quattro soltanto ve ne furono in tutto T Anfiteatro, 
di una delle quali luminosa scorgesi la traccia sopra il romito- 
rio , vedendosi salire e tagliare il muro obliquamente • Dal pia; 
no. / in su, tutto Tedifizio non era che di comodo per quegli 
uomini di marina destinati alla dìrezion del Velario. Osserva 
inoltre jflg. i. e 2. la lett. 6. Essa ìndica una mensola di mat- 
tone, sostenuta da tre modiglioncini in forma di gole dritte, 
che termina in altra gola dritta della grandezza della mensola. 
Questa gola fa un pezzo intero con Tarchitrave p, portato 
dalle pilastrate interne che servivano a formare degli archetti 
come fig. 2. lett, r, onde sostenere il ripiano q, per le opc 

(2) In pitnta non ti trovana segnate* vi sono beati le luperiop a sian^ 1<F* 
{raadi cke per altro non hanno numero • 



15 

[orioni del Velario • Sfuggi al Serlio, ed al Fontana questa men- 
sola che pur Éiceva un oflBb:io ben importante; e il Desgodetz 
rha calata di sito alcuni piedi. Veniamo al 

Piam ^mo • Che TAnfitèatro si coprisse , non solo dagli 
autori si ricava , ma con certezza lo provano que* forami del- 
la cornice esteriore con que* modiglioni ad essi corrispondenti . 
Dubbio rimane se tutta o no l'arena restasse coperta , se la 
vela si stendesse d'un pezzo , o in diverse partite ; come le ve- 
le in cosi gran dbtanza si maneggiassero , e sorreggessero ; e 
di qual materia fossero . Eccoti pertanto di questo meccanismo 
delle vele una mia particolare idea. Si stabilisca e conduca 
nelFarena un tessuto dì corde , la di cui orditura per maggior 
consistenza sia formata da funi longitudinali e trasversaU , come 
fg. 3. lett. y . Sia pur esso di varj pezzi per facilità del tras- 
porto , da confrontarsi per via di numeri o altro , e còsi con- 
giungersi sul luogo medesimo , e da fissarsi nella buona stagio* 
ne . L'anello di mezzo abbia intorno di se altrettanti anelli o 
girelle di nactalJo , quante sono le vele da distendersi con l'av- 
vertenza che , esigendo la figura ovale dell' Anfiteatro , che al- 
cune vele finiscano al centro in punta , ed altre con. un picco- 
lo lato ; questo per miglior guida e sostegno , debba avere un 
piccolo ferro o bastoncello nell' estremità . Alle dette girelle 
poi dell' aiiellx) di mezzo siano avolte delle funicelle proporzio- 
nate alla vela , ma doppie , da scorrere facilmente dal circolo 
minore al maggiore i . Stabilito il cordaggio nell' arena , ed at- 
taccate air anello le sudette fiinicelle ; dalli travi t , fig. i> 2, 
e 3 , si abbassino ad un cenno per via degli ai'gani s -, i cana- 
pi maestri , i quali coil'ajuto di grossi uncini abbraccino ed 
innalzino il tessuto . Giunto questo al livello <kl piano e so- 
pra il mentano ligneo, ecco tosto la cordicella dfoppia nelle 
mani delfoperajo, il quale avendo altresì a mano mvolta in 
un curio la vela : se al filo superiore ne attaccherà il vertice , 
tirando l' inferiore , avrà la vela spiegata , e facilmente la rac- 
coglierà tirando la vela medesima , con il manubrio del curio:. 
Che se ti sembra difiicile la distensione ed il cammino di es- 
se per r intralciamento del cordaggio sottoposto , o per al- 
tra ra^one, pensa che- alla direzion del Velario erano desti- 
nati gli uomini di marina ; che anzi fin d' allora ne' Teatri 
t negli Anfiteatri usavano i ragazzi , vestiti in belle fogge vo- 
hic dall' alto al basso per via di corde • 



i6 
* Gradisci ora queste, le notizie totìipilate siiir attenta 
ispezione di molti scavi fatti dentro, e fiion l'Anfiteatro, per 
anni 1 2. dall' ingegnoso macchinista Sig. Carlo Lucangeii , il 
quale, sebbene sia vicino a restituire a questo singoiar monu- 
mento sopra non equivoci fondamenti la sua integrità ; e que- 
sta esibirla mediante non solo gli scritti e le stampe , ma per 
mezzo di esatti e grandiosi modelli in legno; ad onta di tut- 
to questo , non si è negato di anticiparmele , ^d effetto di pre- 
venirne fin d' ora il pubblico intelligente , e curioso . 

Parti esteriore dell' Anfiteatro . . 

Egli è certo che l'Anfiteatro è rotondo dentro e fcori: 
Errò per conseguenza il Palladio , e travidde e non vidde , ri- 
guardo a questo , chi insegnò l'arte di vedere , in dicendo il 
Colossèo Ovale di dentro , e rotondo di fuori * . 

Più che decisi restano li 4» principali ingressi cioè, h 
Porta SanavivarU al Ponente verso la meta , la Sandapilarìa U 
btttnense di contro verso S.Giovanni; quindi a tramontana e i 
mezzo giorno li due Ingressi Augustali, communicanti all'im- 
menso Palazzo Imperiale , di cui , dopo la giunta di Nerone 
e Tito, una parte occupava il Palatino ed il Celio, T altra 
r. Esquilie ; ed ora in una parte , ora in un altra , dimoravano 
gì' Imperatori . Si è osservato poi che dalla parte di. S. Grego- 
rio , l'entrata Regia era formata di un risalto di scalini , i, qu^' 
li sul ripiano avevano la decorazione di una quadriga, come 
vedesì nelle medaglie * : dalla parte opposta vi rimane ancora 
l'avanzo di uno zoccolo che sostener dovette una statua , non 
si sa se 4i Tito , o di Domiziano , per così ribattere , e forma- 
re r euritmia. Rimane ancora da farsi uno scavo per appurare 
se vi fosse il ^battimento, eguale de* risaltanti scalini, come 
nel lato opposto, in guisa che l'accesso vi fosse praticato nd- 
loj stesso modo ; o se l' Imperatore vi passasse per via di un 
ponte al coperto come si crede generalmente • 

Si è trovato che 3 , e non più sono gli scalini che ^lctt^ 

* Milii. Diiion. delle belle Arti tom. h pretto in tutte » i cBìarittiintniente vin* 

pag. 31. bile in quelle dì Gordiano» ital'a*^^ 

^ Quetta quadriga non ti vede affatto in del ponte » teppure > in vece S P<'°^^' 

veruna medaglia a mia aotina • beoti in»- non fotte un vettibolo dell'Anfitet^'^^ • 



vano agrarchi , o sia agi* ingrassi ; b<!is\ avevano pendenza in- 
avanti per lo scolo dell'acque, e ricorreva sopra di essi un 
marciapiede largo j e distante $• palmi <ial plinto delle co* 
lonne . 

Che tutte le arcate avevano parapetti con cornice air in* 
torno 5 e non al di fuori; la quale inutile sarebbe stata, per 
non poterla godere da cosi alto. 

Che i duecento quaranta canali che tagliano la cornice , e ^ 
per cui sMnfilavano le travi. foderate di metallo, sono quadri, 
ed hanno due palmi di larghezza per ciascun lato • 

Che sopra la cornice vi resta Vavanzo di un riparo p pa- 
rapetto di travertini, alto 6. palmi, declivato al di fuori per 
lo scolo delle acque ; sopra cui devono figurarsi salienti di non 
poco le travi destinate a reggere la copertura . 

Che se al di fuori quattro sono gl'ordini di architettura, 
i piani internamente son sei , siccome vedremo ; trovandosi che 
quelle piccole finestre sotto le grandi, illuminano un basso 
ambulacro, ricavato nella grossezza delle volte dei sottopo- 
sto piano • ' 
Parte interne deir Anfiteatro 4 

Tutti gli ambulacri avevano sopra il mastice un pavimento 
di mattoni a coltello , o a spina di pesce , secondo che insegna 
Vitruvio^ dagli antichi chiamato opus spicatum : si sono trovati 
i pezzi di mattone , resta però dubbio , a mio credere , se 
anche Topus spicatum fosse ricoperto dà stucco, come solevasi 
talvolta praticare : in specie nelle terrazze , il che non credo • 

I gradi delle precinzioni non erano alti più di due palmi 
e due terzi . Se n è trovato cosi il pezzo d uno , rovesciato 
nell'arena che ha incise a gran caratteri VERO : 

Nel ricercare le imboccature delle due entrate regie nelF 
arena, si è rinvenuto li' scorsi giorni un pezzo bislungo di 
bassorilievo con Apollo sedente avanti un grifo , di buona ma- 
.niera. 

I piani , come dicemmo , sono sei ; e quantunque noi non 
ne abbiamo numerati che cinque, il sesto però lo riconosce- 
rai benissimo , nel profilo tav. III. fra il piano quarto e quin- 
. to . Il piano sesto , era allo scoperto per i meccanici destmati 
all' imp<)j;^nte e difficoltoso magistero delle vele ; e ai di den- 

e 



ì8 

tro sulla gran muraglia sono riconoscibili , i lunghi scalooi in» 
cavati che vi mettevano. 

Il muro delle niccluB e finestre, sebbene di cotto, av^ 
va, come apparisce da testimonio ancor esistente, cornice di 
marmo sopra e sotto: i pezzi delle quali uniti a^ tutti gli al- 
tri marmi qui rinvenuti , si porteranno in Campidoglio * 

Le nicchie , dice il 5ig. Lucangeli , non so con qual fon" 
damento , contenevano statue di bronzo e non di marmo : il 
muro poi circondario dalla parte interna , che faceva prospet- 
to air Anfiteatro aveva stabilitura , ed arricciatura dipinta all' 
encausto di rosso, come di tal maniera trovansi tutti quegli { 
ambulacri interni , che hanno muri stuccati . ' i 

Il terzo meniano ligneo aveva ii« gradi, ed era ricinto I 
da balaustro , o balcone di metallo • 

I vomitorj, si è trovato, che avevano stipiti, e cimasa 
di marmo scorniciata, deii'^tezza di un palmo^. 

Podio j e Arena ^ 



Ove doveva stare il. pulvinare Imperlale , si sono 
delle Zinne , per V invito , de' pilastrelh , che ne regge 



trovate 
reggevano k 
decorazione. La porta Regia poi ch^ gli corrispondeva al di- 
sotto , e che traversava tutti e quattro gli ambulacri sino al 
di fuori deir Anfiteatro , ^i è trovata larga 23. palmi giusto, 
senza gli stipiti; ed 4imbedue avevano decorazione di stucchi, 
e cancelli di bronzo, come dai buchi ancor esistenti appari* 
sce : che anzi tutte le entrate nell'arena avevano detti cancelli. 

La nuiraglia del podio Regio , che avea di grossezza palmi 
1 S 9 internamente era foderata di marmo , e al di fuori arric* 
ciata , ed intonacata al solito di rosso • 

Questa muraglia , oltre le quattro aperture principali , ave- 
va di più otto altre porte più basse , arcuate , larghe 8. pal- 
mi e un quarto, alte 14 giusti, da cui. sortivano i gladiatori, 
o quelli che erano destinati a combattere , o ad esser divorati 
dalle fiere; le dette erano rivestite di marmo. 

Vi rigiravano ancora 28 nicchloni quadrati , incavati ndlà 
grossezza del muro 4 palmi e mezzo , e larghi 8 e tre quar^ 
ti, per riposo, e ricovero de' gladiatori : quali ricettacoli erar 
no stuccati e dipinti all'encausto • % 



19 
• Vi erano di più quattro altre aperture arcuate della lar- 
ghezza di & palmi e mezzo , e altezza 1 3 , con piano molto 
inclinante verso Tarena^ che dal quarto ambulacro andava a 
terminare sul marciapiede , di cui or ora si parlerà ; le quali 
èrano altresì foderate di marmo: e sembra cnicjro che servisse- 
ro per contenere le barche che ^i dovevano lanciar nelF arena 
all'occasione de' combattimenti navali. Egli è certo però che 
dovevano essere ben piccole e capaci di poca gente . 

Vi si sono scoperte nella detta muraglia altre quattro aper- 
ture quadrate , corrispondenti a quattro sottoscali , delli 1 6 del 
quarto ambulacro, larghe 7 palmi e mezzo circa, e alte do- 
dici , le quali mettevano all'arena per mezzo di sette scalini , 
dell'altezza di un palmo circa ; quattro de' quali passavano syl 
marciapiede , e tre s' internavano nell'arena . Queste aperture 
dovettero probabilmente servire per intanarvi le gabbie delle 
fiere , acciò istigate al disopra , fossero per quei scalini obliga- 
te a scendere a rotta di collo , seppure di qui non si scende*^ 
va neir arena « 

X! direna poi si è trovata circoscritta da un marciapie* 
de di travertino, che aggettava dal muro del podio niente me- 
no di palnji 21 . Non era bensì continuato , ma veniva inter- 
rotto Galle quattro grandi entrate, e dalle porte delle fiere jper 
i risalti di quelle gradinate sopradette. Veniva un tal si far* 
go marciapiede a restringer di molto lo spazio delFarena , al- 
meno per i combattimenti terrestri ; giacché per i navali si 
comprende che il marciapiede veniva sormontato dall'acque * • 

Sotto poi al marciapiede sudetto, alla distinza di 3 palmi 
e mesfzo dal muro del Podio , correva al coperto un canale 
di 3 palmi, foderato di travertini, e con Ja&tre al di sopra 
di marmo , amovibili . In questo canale mettevano otto emissa- 
• rj ; i principali , che ricevevano le acque di tutto Fedifizio ; ed 
essi poi si riunivano in numero 4 bottini più recipienti anco* 
ra , collocati sotto le quattro aperture destinate alle fiere . 

Il marciapiede era sorretto da una serie d'archi laterizj , 
contioiiata attorno l'arena ; la quale per miracolo , ed in gra*- 

e a ^ 

* Avranno per altro avuto de i ripari questo sark veduto e rappresentato » fb-^ 

di legno p temporarj • è amovibili per im- pra sicure tracce • nei suoi modelli dalSi^ 

pedi re alle acque • che se ne escissero dalle gnor Lucangeli • 
4* grandi # principali aperture ; ma tutto 



zia di alcuni addossamenti di fabbriche scmìantiche, si è potuto 
autenticare che fosse lastricata di travertini ; giac^è alla riser- 
va di qualche piccolo squarcio rimasto sotto le dette rozze fab- 
briche , tutta 1 intera platea n'è stata aflfattp spogliata . 

Per ultimo non deve omettersi , che nella muraglia del 
Podio vi erano ancora otto finestre ad uso di feritoje , per 
dai' lume al quarto ambulacro . Di queste ve n' erano anche 
due per parte alla porta SandafiUrU , e Sanavivarié , alle qua- 
• li si saliva per scalette interne , ricavate nella grossezza del 
muro . Si trova che tutte queste aperture erano serrate da can- 
celli di metallo , acciò le fiere non vi saltassero dentro ; . e si 
crede che le quattro suddette servissero ai direttori degli spet- 
tacoli , per darvi di là gli ordini opportuni . 

In quanto al velario, non so aipartirmi dall'idea da me 
'^ fin qui immaginata , parendomi la più semplice , e naturale fi- 
no ad ora* 

Fatte tutte queste riflessioni , potrai dire di aver veduto 
rAnfiteatro Flavio , il Cùlosseo Romano . Dopo di che per nota- 
re alcune dificrenze , e sempre pi* conoscere tal genere di 
edifizj , non ti dispiaccia dare un occhiata a quest'altro scoper- 
to negli ultimi tempi in Otricoli , di una semplicità e chiarez- 
za che incanta . Fig. i . Pianta dell' Anfiteatro di figura ellitti- 
ca . A. Portici air intorno a tre piani sostenuti da pilastri sen- 
za verun ordine . B. Ingressi con «cale che conducono al se- 
condo piano de' portici . C. Altro ingresso con scala che porta 
al terzo piano « dal quale scendevasi ne' gradini , servendo gli 
altri di ambulacri al popolo^ e di ricovero in caso di piog- 
gia . D. 5cale de' cunei che mettevano ne' gradi . E. Gradi . F. 
Arena o Cavea . C Podio . Fig. a. Sezione dell' Anfiteatro * H. 
Piano dell' arena « L Ingresso alla medesima per fiere ^ gladia- 
tori; ec. L. Podio . M. Sedili . N; -Scalette de' cunei per anda- ^ 
re ai sedili . O. Portici dietro le scale a due ordini d archi che 
avanzavano ed interrompevano il giro de' gradi , formando un 
"sito separato e distinto m mezzo all'Anfiteatro al paro del Po 
dio s Fig. 3. Prosfem esteriore dell' Anfiteatro per lungo . P* 
Ingressi con scale ai differenti piani sopraccennati . 

Sortendo per la parte ' occidentale # fra l'Anfiteatro e IV* 
co di Costantino ^ resta' per anche un avanzo conico dell^ 



iJj^.jjiiiiìiyiuyL; 



Fig-m. 




lll!iJI!i!IlilJJLUEltì 



-^irr 



Kg.II. 



J'admi^.^ 



H^ttuutl 



C_B 




Figi. 



/ ■••'-•■ 



21 

Meta Sùdantb. 

Fu dessa una^ feptana qui fatta contemporaneamente ali* 
Anfiteatro per adornamento della puzza s e comodo del popo- 
lo € de^ gladiatori , sicché potessero' rinfrescarsi . Facea prospet- 
to al vico Sandalario, ^d alla Via-Nuova , o Trionfale; si cnia- 
mò meta perchè rappresentava una meta di quelle de' cerchi , 
e perchè veniva bagnata dall'acqua come da pioggia 5 gli si ag- 
giunse, il nome di sudante. Pare che Seneca 1 additi (i)> e che 
vi avesse Tabitazione vicina; il che non è improbabile serven- 
do esso nella corte di Nerone . Forse la fontana di quel tem- 
po fii gettata a terra , e rifatta da Tito ; oppure , per qualche 
suo ristauro o bonifico che gli facesse addosso , n ebbe egli solo 
l'onore* Erano tutti d accordo gli scrittori delle Romane an- 
tichità nel riconoscere questo avanzo per una Fontana ^ veden- 
dosi nella rottura del mezzo il vano del tubo , per cui s'alzava' 
l'acqua; ma ninno avea potuto sapere la quantità che getta-) 
va, da qual parte ^ e quale aquedotto la conducesse ^ e final- 
mente se Nerone , o Vespasiano l'edificassero . Considerandosi 
le iscrizioni che dicono avere questi due Imperatori ristorato 
l'gquevlotto di Claudio , si credeva che dal Celjo venisse Tacqua 
alla Meta Sudante ; tanto più che nell'orto de' Reverendi Padri 
di S.Gio. € Paolo su quel Colle ^ ^i era, trovato un tubo di 
piombo capace di ventitre libre di acqua /colla direzione a que- 
sta parte. Ma nel 1743 il Ficoroni ,. ottenga la permissione di 
cavare , discoperse l'imbocco di un grande aquedotto , provenien- 
te dall' JEsquilino p sia dalle Terme di. Tito; il che convinse 
esser essa stata fabbricata in occasione e contemporaneamente 
all' An^teatro • L'aquedotto era composito pulitamente di lar- 
ghi, e ^ossi tegoloni di terra cotta con la copertura di lastre 
di travertino, jc^paci di sostener qualunque peso : l'altezza del- 
lo speco era di palmi 7 « la larghezza 3 , e un quarto « la ro* 
tondità 14. 



^i) Narra Seneca il clila$«o èkt dalt* amtai $ ud exelamai . Ep. $7 A Taluno per 
abitaiioae sua si sentiva • Eacàras trascura altro suppone ch^ egli parli di una meta 
jtent€% ptno ei fahrum inquìlinum » ti ftt» non ^ Roma ma di Baja* nel regno 4i 
sarium vicinum » aut hunc qui ad meiam NapoH« ovverà coo il iuo Padrone ^ 
JmidiUMm tubas €9f€ritur » tt Jitiasi me . 



CAPO VI IL 

MONUMENTI LUNGO LA VIA ARPIA. 

Via Appia . Sepolcro degli Scipiont . Arco di Drus$ . Camp9 
degli Orazj , e tomba di Orazia . Fiumtcello Aimone . Altri sepol- 
cri dlncerta denominazione . Catacombe . Mutatorio . Sepolcro di Ci- 
ci Ha Metella . Altro creduto della gente Seroilia . Circo di Cah- 
calla . Tempio dell Onore e della Virtù . Fontana Egeria^ Temph 
del Dio Ridicolo . 

Vìa Appi A. 

Come adiacenze , e proseguimenti del Celio possono consi- 
derarsi i seguenti monumenti . Il principio dell' Appia era 
la porta Capena , di cui ne fu da noi fissato il sito ali angola 
occidentale del Celio s subito dopò il Circo Massimo . Ti è già 
noto Torbo Console che la fece , e che gli diede il nome Tan- 
no di Roma 44^^ tiraadola dalla Porta Capena sino a Capua^ 
e di là sino a Brindisi. Resta che' <li tali magnifiche strade ne 
impari a conoscere là ' costruzione , al che ti gioverà non poca 
Tannessa tavola (i) . La di loro larghezza soleva" essere a in- 
torno a palmi quindici. Avevano iie- lati tma* guida a guisa di 
cordone dell' altezza di un palmo e mezzo , e della, grossezzi^ 
di un palmo. Di più, ad ogni palmi Vicnti , un gran selce gros- 
so due palmi in quadro , e alto tre , lavorato similmente a 
cordone ; e di picciolo rinforza le servivano altri selci intermc- 
dj di base quadrata. , e curvi ài di sopra , i quali di poco sor- 
montavano la guida o cordone suddetto . * Tutto ciò , senza bi- 
sogno di lettere , rilevasi à lin colpo d'occhio nella pianta fig- 3> 
nel profilo fig. 4, nella prospettiva fig^ 5. La. via era composta 



.uff 



fi) Presenta eiis TeraKiente un pena <[isegnato « ascendente a dieci mìglio* 

ila via Cassia , ramo della Flaminia • * Di tanto in canto > lungo è contrafot' 

altrove da me riportato; il che non fk ti v'erano delle pietre pia alte per ri* 

dliferenaa notabile * essendo • in quanto alla posare • e per montare a cavallo ; do> 

costruiione , tutte presso a poco le mede- essendo ancora a nostra aociaia , che i ct- 

sime . La />• i, rappresenta la strada an- valieri Romani conoscessero sraifè . Vieri» 

fica « la a. la nuova* A> la terra d^Orio- no ad ogni miglio* le colonne millùrie» 

lo > B » una certa osteria delle capannac- e in abbondatila » tempietti » sepolcri»^ 

•ie , olle appunto è la distania di questo osterie » 
peiao di strada coasolare conservato e . 



•Tf 



■Vr 









4i un masso ben solido sopra cui posava il plano de^ selci spa- 
ziosi e d' irrcgolar forma , Questo poi , rilevato nel mezzo a 
schiena d'asino , andava per il lungo della via formando de' de-, 
clivj , in fine • de' quali l'acqua raccolta per via di alcune chi*- 
vicheue > veniva tramandata Jiella campagna lett. a in tutte e 
tre le suddette figure . Da tutto ciò puossi agevolmente com- 
prendere a qual punto di- solidità portassero gli antichi Roma- 
ni la costruzione delle pubbliche vie . Pur quelle loro enormi 
ielciate non dovettero riuscir comode che per li pedoni, e 
quelle chiavichette che osservansl nella via sopra descritta , sen- 
za una continua diligenza in tenerle nette ed aperte, doveano 
spesso interrirsi e produrre degli allagamenti notabili ♦ Dal con- 
^onto bensì delle due strade , antica , e moderna, si rileva che 
posero grande attenzione nell'evitare le salite e le scese : e 
providdero assai bene alla sicurezza de' viandanti col dare il 
meno possibile di tortuosità alla strada, e con far andare il 
passaggero allo scoperto , perche col vedere da lungi , provedes- 
se meglio alla sua sicurezza . Cammin facendo fuori della por- 
ta , ne vedrai degli squarci interrotti ; e ne' muri delle vigne 
incastrati qua e là de' grossi selci che la componevano . Co- 
minciata la via, cominciavano i sepolcri *, e tanti ve ne fu- 
rono neirAppia e così stabili , che ancora lottano coi secoli, e 
colla carabina . Pochi bensì son quelli che presentano qualche 
«osa di più che le ossa . Taluni bisogna rintracciarli sotto ter- 
ra come appunto il 

Sepolcro dhxiScipioni • 

Dopo aver passate le Terme Antoniane alle falde delf 
Aventino, ed un ramo della Crabra che' nel quadrivio pros- 
simo fa mostra; fra questi, e la moderna porta di S. Seba- 
stiano, a mano manca in una vigna sulla ai cui porta legge- 
si Sifulcbra Sciftonum, fu scoperta l'anno 1780 (questa rispetta- 
bile tomba con tesoro d' iscrizioni appartenenti a quell illu- 
«re famiglia, tutto in marmo Albano, o sia peperino. Fino 
a quel tempo un tal sepolcro si era collocato fuori della mo- 
derna porta , prima di giungere alla Chiesa di Domine quo va- 

' * Un' opera si è iatrapreta piacevole ed mente ^ e con bellissime vedute $ tutti i mp» 
mrustiva dal valente paesista Sig. Carlo nwmenri della Via Appia • 
iitbruiii , in cui sono riportati accurata* 



24 

dìs , in un avanzò rotondo al di sopra, e quadro nel pfsuio; 
che conserva ancora delle nicchie , nelle quali si credeva essere 
state le statue degli Scipioni , e di Ennio , descritte da Cicero- 
ne. Bella che nel 1616 rinvenutasi qui* dintorno un' iscrizio^ 
ne . agli Scipioni spettante , in Peperino , fu creduta apocri* 
fa (i) . Nel Maggio del detto 1730 i padroni di questa vigna 
volendo rinforzare alcune grotte scavate nel tufo, ne trovaro* 
'no una di P, Cornelio Scipione Flamine Diale, ed un altra di 
L. Cornelio Scipione figlio del vincitore del Re Antioco, uni- 
tamente ad una testa in peperino giovanile , e laureata (2) . 
Datane la notizia al Prefetto delle antichità , fii seguitato lo 
scavo a conto di Camera: quindi tutte le lapidi, ed un urna 
Dorica con triglifi , spettante a Scipion Barbato , furono traspor* 
tate al Museo Vaticano . Quest' urna di Etrusco lavoro , na i 
triglifi scanalati , gocce coniche , e con metope quadrate , ador* 
ne di rosoni , con dentelli nella cornice ( irregolarità ) , e con 
coperchio a squame , e con* volute , come per cuscino . Il se- 
polcro si trova avere la solita forma de' Mausolei ; un corpo 
sferico sopra un quadrato . Così dovette essere il più grandio- 
so del Re Mausolo Re di Caria , d'onde Mausolei . Giova il vi- 
sitare quelle venerande grotte che si conservano permeabili i 
bella posta . Il monumento stava tra le vie Appia e Latina , 
anzi su di questa avea il prmcipal prospetto. E' da not^^si 
che le iscrizioni furono tutte secate dalle loro rispettive ca^ 
se mortuarie » il che da a divedere essere stato stile di quella 
famiglia il farsi seppellire , e non brugiare , come portava il costu- 
me di que' tempi . Accanto al detto sepolcro vi è un'arenario , 
o catacomba , con loculi di tal lunghezza , che sembrano fatti 
per giganti . Fu quivi dirimpetto , nella Vigna Moroni , il sepol- 
cro della Gente Furia , come da varie lapidi , ultimamente rin- 
venutevi si potè ricavare • Mi ricordo per altro d'aver letto che 
questa nobile famiglia Romana avesse altro monumento al- 
la Ruffi nella di Frascati . Nulla di qua sino alla porta , che è 
Iz Capena, del terzo recinto. Bensì avanti la medesima è <U 
osservarsi V 



[I) MaC art. crìt. lapid. ptg. 449. 

^2) Creduta dì Ennio , e dal Ch. Ab. En- 
nio 1^4Ìrino Viiconci illusrratore di quel 
moaumento spiegata per guella di L. Sci* 



i 



pione figlio dìGnlo morto di anni venti 1 
il quale avendo dato riprove di singultf 
valore poti onerìcare quelli aUori, 



I 

Arco di DRtrso. 

Arco trionfale , di un solo vano che gli eresse il Senato 
Èclla Via Appia (i) . Tacito di fatti lo pone vicino al Tempio 
di Marte estramuraneo , il quale generalmente si colloca qui 
d'intorno (2) ; e si vede essere di un sol fornice , giusto come 
si rappresenta nelle medaglie , di Claudio (3) . Per altro aven- 
dovi il Tiranesi osservato al disopra uno speco diretto alla por- 
to di S. Lorenzo ^ e di qua e di là j avanzi di opera arcuata > 
lo giudicò prospetto di un condotto arcuato fatto da Caracalla^ 
per trasportare un ramo delF acqua Marzia ( da lui ristabilita ^ 
* ed accresciuta ) alle sue Terme . Buono sembra un tal pensa- 
mento; bensì non credo che giustamente rifletta ^ quando dice 
esser quest' arco composto di spoglie d'altri edificj , e per ve- 
dersi privo di alcuni ornamenti architettonici , non doversi ri- 
putare mai un arco trionfale; bensì il monumento del prefato 
condotto Antoifiano. Farmi ripugnare non meno che il Sena- 
to Romano a que* tempi facesse a Druso un arco di robba vec- 
chia > di quello che tale lo facesse Antonino Caracalla, magni- 
fico nelle sue fabbriche quant' ogn' altro Imperadore , e trat- 
tandosi di farlo sulF Appja Regina Viarum . * Anche il ramo 
della Claudia , spiccato dal Celio, dovea per andare alle Terme, 
traversare la detta via; perciò vi avrà avuto un fornice largo 
per comodo di passare, e forse ornato e decorato d'iscrizio- 
ne. Data per vera Topinione del Tiranesi, due dunque dovette- 
ro essere *f fiumi che questo Augusto condusse ai suoi bagni, 
come due si vedono essere i Serbato] d'acqua nel corpo di es- 
si , uno a Levante , l'altro a Ponente . Non vorrei peraltro che 
questo speco avesse diretta correlazione coli' altro del* Celio da 
noi veduto, e che questo fosse il medesimo condotto, il quale 
portasse non la Màrzia , ma la Claudia , unica e sola • Non mi 

d 

(1) PrattereA Senatus Inter «/z« compìura to semplice • e imposttto sopra cornice 
marmortum arcum cum trepheis via Appin ben protilata . Da una parte rimane an- 
dtfcrtvù » et Germanici c^gnomen ipsi pone^ cora un indillo del Frontone ; dair altra 
fiiqut ijus . Svet. in Oaud. restano due colonne d' Africano » d'ordine 

(2) Ved. Nard. e Vcnut. tom. a. pag. 4* composito , ( segno eh' è Arco di trionfo ) • 

(3) Bellor.numiim. XII. Caesar.inClaud. sopra piedistalli alti, e con un ptiao di 
* Fanno molti elogio di quest*" arco • architrave di buono stile • Afi^^. jKoin. dif//r 

trovandolo di una costruzione ben solida òdlt art^ p, 5^. 
di travertino # piantato sopra uà basam^n* 



126 

farebbe ostacolo il suo tortuoso giro, stante che avrebbe po- 
tuto esso derivare dalla costituzione delle fabbriche che aveva 
indosso il monte in que* tempi . Altronde è verissimo che Ca- 
racalla ristorò ed aumentò T acqua Marzia, aggiungendovi il fon- 
te Antoniano. Ma Tiscrizione della porta S. Lorenzo che dice 
questo , non spiega eh' egli ne condottasse un ramo da questa 
parte ; onde quantunque verisimil ciò fosse , essendo stata la 
Marzia , per bere , la miglior acqua di Roma , pure sopra una 
congettura , per bella e buona che sia , non ardirei riposanni ^ 
Forse una tal questione potrebbe decidersi , facendo una dili- 
gente . ispezione della direzione e ribattimento di questi spe* 
chi , o sia di ambedue i condotti , che è quello eh' io non ho 
fatto. Lo speco di questo si trova largo due palmi e mezzo, 
ed alto sino alla curvatura della volta piedi cinque; e sino alll 
cima sei e tre once ; ciascuno de' fianchi è grosso piedi due e 
once sei (i) . I bei quadri di marmo che rivestono i Torrioffl 
e la Porta si dicono robba tolta ai vicini sepolcri : ma di ta! 
fiirto non ne veggo indizj . L^opera mi sembra uniforme : fidea 
è soda e maestosa , qual si conveniva alla Via : i quadri gene- 
ralmente uniscono, sì per la qualità del marmo che del taglio. 
Dunque perchè non può essére di Aureliano ? perchè que' ma- 
teriali si hanno da credere rapsodia e spoglie d altri edifìzj ? A 
pochi passi sulla sinistra fuori della porta si pone il 

Campo degli Orazi, b tomba di Orazu (2). 

Non già quello dove gli Orazj vinsero i Curiazj che fu 
ben lontano dal fiume Aimone e dalla Capena, sebbene da 
questa parte ; ma' altro campo detto sacro , niuno sa il perchè , 
forse per qualche tempio vicino. In una vigna ov' è un antico 
rudere con sopra casuppoìa moderna , si pretende sepolta Fin- 
felice Sorella del vincitore Orazio di cui è abbastanza noto il 
tragico fine (3) . 

<i) Ved. Fabretti nélk sua opera cteglt to che ebbe tomba dove cadde tiCcita .'^^ 

écquedottì . ratiae sepulchrum qu9 loco corrueràt istk . 

{z) CavfHU gremii fori a qua pluit gtutd$ eostructum ett sa%(y quadrai^. liv.^el i. 

Pnrigiumqut Matrii Almo qua lavéi Di Oraaia lola perciò potè essere monu- 

ferrum » . mento questo rudere sepolcrale • stantechè 

Horatiorum qua viret tacer Campus ì sepolcri de^li Oraaj guerrieri si sa eiscre 

Et qua pupilli fervei Herculh » Fa* stati nel territorio d* Alba » dove sej^^ ^ 

num te, Martial^ lib. $. cotnbattimento • dicendo Livio locTcit. jìf 

Ci) Si preiende dico # mentre solo è cer* puicra ^xiant # quo quisqueloso cuzdii ^ 



FnnoenLO AuiQza« 



2f7 



Poco dopo siegue una kgunetta detta Aauataceh dalla sua 
acqua stagnante . Questa la forma il celebre numicello Almo ne « 
che, dal suo nascere al Tevere, non corre che lo spazio di cin- 
que miglia circa : perciò Ovidio ne fa menzione così • • • cur- 
sus ille brevìsstmus Almo . Sorge al di là di una valle , detta ora 
la CaffarelU s anticamente la Valle Egeria. Si chiamò nel suo 

{>rincipio UcHs sanctus, lacus salutaris , per esser acqua minerà- 
e buona per diverse malattie sì degli uomini , che delle bestie • 
Vi fu a questo effetto anticamente vasca e stagno , come al 
presente vasche e stagno vi sono, ampliate ed abbellite negl* 
ultimi tempi per comodo di quei che nell* estate vi vanno a 
prendere i bagni ^ Questo rivo, per lo lungo della valle scor- 
rendo , cresce sempre più coir altre acque che sorgono in co- 
pia dal suo piano umidissimo ; finché piegando a sinistra sen- 
za entrare in città , attraversa le Vie Appia , ed Ostiense , non 
lungi dalla quale entra nel Tevere • Ciò che si legge di strano 
si è che i Sacerdoti di Cibele vi facevano dentro il bucato alla 
statua della loro Dea ogn* anno • £ qui bada a non equivoca- 
re , come fa taluno de* più sensati scrittori , a porre n^V Aimo- 
ne quella cerimonia che i mercanti ai iS di Màggio sòlevan 
fare nell'acqua dì Mercurio ^ ove, dopo aver sagrificato al Tem- 
pio di quel Nume , empievano un urna , e portatala alle pro- 
{>rie botteghe con frondi di lauro ne aspergevano se stessi , e 
e robbe loro (i) . Il fonte di Mercurio , quantunque ignoto 
in quanto alla sua origine e derivazione , si sa essere stata un 
acqua vicino al Circo ed alla porta Capena antica 9 diversa af- 
fatto dalla Crabra , e dall' Aimone « 

da 



XiiiuuiA unù loco frofius Albani • triA Al» 
ièna Romam versus • std Hitantia loci • ii 
9t pugnaium est , 

(1) Est aqua Mircurìi fortat vicina Ca^ 
pinas 
Si juvat istpertit credere 9 Nu» 
men hahet . 
Sii venit incintus tunica mmaswa 
at urna 



Purus suffusa • quam fetaX hawrìt 
a^iuam • 
Vìa fit hinc laurus • laurif spargun» 
tur nb udo 
/ Omnia 9 quae domittos ìunt ha^ 
bitura novos . 
Spargit ti ipse suos lauro rorante ^4.- 
pillos • 
Et peragit solita /oliere vocepre» 
m . OvidL nel $. d^ Smì • 



4S 

Sepolcri d'incbrta dinominazionb • 

Tenendoti sulla destra lungo TAppia , poco dopo il fiumi- 
cello »* riconoscerai quel sepolcro che hno al 1780 fu creduto la 
tomba degli Scipioni, ricordata da Livio e da Cicerone (i). 
Vedesi p^'ivo de' suoi ornamenti, anzi spogliato aiFatto de' mar- 
mi che ]o rivestivano , Ha grande e quadrarla base con la su» . 
camera sepolcrale , e rotondo il second' ordine , con nicchie 
air uso de' mausolei . Seguendo il cammino nelle vigne tutte 
specialmente sulla manca, e sopra e sotto terra sono rovine di 
rabbriche e di sepolcri, che ben compensano l'incomodo di vi- 
sitarle, quantunque vadano nel numero delle dispensabili .* Di 
qui intorno comincia a scoprirsi lungo la via il torreggiantc 
Mausoleo di Cecilia Metella : Prima però di giungervi , quando 
non abbi yeJute giammai catacombe, come per esempio quelle 
di Russia, di Napoli, di Agrigento, di Siracusa, di Malu: 
non devi lasciar di discendere nel sotterraneo di S. Sebastiano* 
ove softo le più spaziose e permeabili di Roma. 

Catacombe di S. Sebastiano. 

Presso che tutta la campagna Romana , attorno attorno , tro- 
vasi minata da questi artnarj , catacombe , e ctmiterj . Le scava* 
vano i gentili a due e tre appartamenti per servirsi di quel' 
la terra vulcanica, rossiccia, e tenace, detta f^zzùlana, ec- 
cellentissima per fabbricare. Cominciate le persecuzioni al na- 
scente Cristianesilho • vi si annidarono e nascosero que' primi 
fedeli , i quali a poco a poco le resero sempre più comode ed 
abitabili . Quando dagli Augusti più umani vi si lasciavano star 
re, non solo vi vivevano alla meglio, ma vi seppellivano ilo- 

(') -^' /« egressui porta Capena cum Cor rispettive ifcriiioni • quali hai di già '«* 

latini , Scipionum , Strviliorwn • MeulUrum dure /incastrate nelle pareti del Museo 

sepuUkra vides . Cic. nel prim. delle Tu- Capitolino , Grandi ttampe di questi li* 

sculane . ti «e ha dato il Pirancsi ; ma di Co* 

• In una vigna di contro il primo mi- lombarj né vedremo altrove . Sappi in* 
glio , si sono trovate tre camere sepolcra- tanto che tutte e poi tutte queste Vi- 
li • che il Fabretti »*d altri hanno credu- gne fiancheggianti.l'Appia sono piene <ii 
to appartenere ai liberti e servi della fa- rovine interessantissime « e da fisirvi sopra 
miglia di Augusto ; avevano incavi ne' belle scoperte : il prelodato Pittore Csno* 
muri, per contenere urne e vati cinera- Labniaai può attestarla, che pia di futt 
rj ^ disposti In forma di Colombari ; e le ti vi ha penetrato e riflettuto sopra • 



to morti, incavando i lati ad uso* di colombarj (i) . Tratto 
tratto incontrerai delle camere che servirono di oratorj , o di 
adunanza a que* primi Cristiani • Orizontalmente nelle pareti 
degli androni , scorgerai le fosse dei cadaveri , e grandi e pic- 
cole a proporzione dell'età, le quali, riposti che vi erano i 
defonti , si chiudevano con mattoni e calcina ermeticamente : 
ai capocroci de* corridori ravviserai regolarmente de* buchi per 
collocarvi le lampadi , onde illuminare , e render praticabili que' 
sempre tenebrosi ambulacri . Finalmente penetrandovi" di mol- 
to , incontrerai di tanto in tanto delle aperture nella campagna 
dal caso fatte , o a bella posta • Sortito da quest* antica Ba*- 
silica, a cento passi più in là, quattro rispettabili monumenti 
sieguono osservabili , che tutti entrano nel giro antiquario so- 
lito farsi . Il primo dalla manca dentro una vigna* si è il Tor^ 
mn de BorgiÀni, chiamato dagli Antiquarj comunemente il 

MUTATORIO. 

Se per Mutàtorh sì deve intendere un luogo per spogliar* 
«i e vestirsi (2) le fazioni del Circo qui prossimo , e gli atle- 
ti inservienti agli altri spettacoli soliti darvisi ; non ho diflScol- 
tà di riputarlo tale , trovandosi immediatamente presso i car- 
ceri del medesimo ; anzi avendovi riconosciuto porta di comu- 
nicazione, dirimpetto ai carceri stessi . Consiste esso in un mu- 
lo laterizio quadralo, che sostenne de* portici ora interamente 
caduti ; questi rinserravano nel mezzo un edifizio rotondo po- 
co più in basso à^ livello del suolo , sostenuto dà un gran pi- 
lastro , air intorno di cui si può andare , e che sostiene la vol- 
ta dei secondo piano (3) • Il Serlio ed il Palladio ne fanno un 

(i) Fa preparare i lumi ed ÌHtantx) nel- Vieta anni addietro un Monaco sottocu- 
la Sagrestia osservane se ti piace la pianta rato espertissimo ptr i moiri studj e ri- 
jicavara esattamente» restandovi ancora cerche fattevi . (^ue'sotterranti ( mi ha egli 
però altri siti ignoti « e qui * ed altrove : contato più volte ) erano la sua passeggia» 
Vi è gente pratica tanto di que*laberin.i., ta favorita : vi faceva solo viaggi lunghis» 
che desiderandosi qualche santo cadavere » simi , e qual Colombo tentando sempre trac- 
di que'contradistinti , sanno ove andare per ce insolite , sentieri nuovi . Nulla ha que- 
TÌttvenirli . Tu sena» persona esperta, e sta Chiesa che meriti particolare indagine ; 
•sema lanterna non devi innoltrarti in es« il portico si * avendo sei belle colonne » 
si : potendo una corrente d' aria estingue- due di granitello bianco » e quattro di gra« 
te i lumi » e farai- sempre bene a restarti nitello verdiccio con macchiette a onde 
iieUe prime vie » essendovi neli' interno nere * assai rare . 
il rìschio ancora di uno slamo improvviso (2) Svet. in Aug. e. 29. num. ?• 
di quell^ arena ( come talvolta è accaduto ) (j) Altro consimile edì6xìo si vede z 
£be ti foìFochi rinchiuda per sempre • due miglia fuori di pojta maggiore per Jg 



Tempio con peristilio, vestìboli, nicchie ed altri ornamenti; 
E' molto verisimile di fatto , che nel piano superiore , or è la 
moderna abitazione vi tosse un Tempio , dove si raccogliesse , e 
da cui. partisse la pompa Circense, Nardino chiama Mutatone 
Y istesso Girco , perchè in esso si celebravano i giuochi soliti 
farsi altrove ; ma tale interpretazione è tirata co' denti : al- 
tronde già il Venuti osservò che nella pianta marmorea capi- 
tolina si vede essere stata il Mutavano una fabbrica quadrata 
con portici, differente dal Circo , e molto * analoga a questa. 
Potè anche detto edìfizio esser a proposito per mettere a co* 
perto i cavalli ed i cocchi che venivan da Roma , come anche 
per servire di quartiere ai Soldati , che necessariamente-dovettero 
esservi per niantenere il buon ordine negli sjpettacoli . Osser- 
va i massi enormi che formano il piantato del Tempio , la cch 
struzione del muro quadrato d' intelajatura : la posizione di 
tutto Tedifizio e la sua corrispondenza ai Carceri; e ti persua- 
derai essere questa fabbrica contemporanea ed accessoria del 
Circo , come tante altre che verso la parte orientale sono an- 
cora visibili . Più innanzi s^ erge il 

Sepolcro di Cecilia Metella • 

Fra tutti i sepolcri che sono lungo TAppia , il più nobi» 
le ed il più conservato • Per fare idea giusta del monumento 
e legger comodamente l'iscrizione , è d'uopo scostarsi ; anzi sa- 
lire alla parte opposta della strada • Un quadro ne forma la 
base , ed un cilindro il corpo del sepolcro ; solita forma de* 
Mausolei. Così quel di Augusto (i), di Adriano (2), de'Plau- 
2} ec. (3) . Tutto fu rivestito di bel travertino , il che lo de- 
nota fatto verso il fine della Repubblica , ma la rivestitura del- 
la base n' è andata , vedendosene ormai non più che ii midol- 
lo, riempito a sacco: regge ancora e molto bene quella del ci- 
lindro , e reggerà per un pezzo , lasciando vedere travertini 
ottimamente incassati senza affatto, o con pochissima calcina 
uniti , che forse fu lo stesso travertino pesto • Termina la ci- 

via Preneitina » detto U Torre de^li ic!iit- (i) Nel Campo Mano » dietro S.Socc» 

' vi : si vuole che l'uno e l'altro abbiano (2) Oggi Caitel S. Angelo . 

suggerito al VìgnoU il bìaiarro pentiere (5I Sotto Tivoli presto il poste* 
éei faxnoto pàlaiso di Caprarvlà. 



mi im bel festone Corintio di teschi di bove per metope ^ in 
marmo bianco ^^ come di marmo t il bassorilievo j e Tificri- 
aione die dice 

CAECILIAE 

Q. CRETICI . F. 

METELLAE 

CRASSI. 

€fH é Cecilia MetelU figlia di Quinto Cretic$ , maglie di Crassa « 
Dunque o il marito j o qualcuno della Famiglia de^ Crassi ric- 
chissima , ne fece la spesa . Si vede che Tiscrizione era fiancheg* 
giara da bassirilievi parimente di marmo . Per il suo lato orien- 
tale s'entra nella camera del sepolcro , spogliata al presente dì 
ogni rivestitura j e di conica forma « che rastrema a misura 
che saie* Nel mezzo vi fii un tempo un urna molto grande 
di marmo bianco, scannellata , ed ornata di un bellissima 
meandro^ trasportata sotto Paolo III. nel cortile del Palazzo 
Farnese. Si veaono ancora gì' incastri della gran porta di bron- 
zo che chiudeva la camera sepolcrale . Fa stordire la enorme 
grossezza del muro tutt' uno dall* ingresso esteriore sino alla 
camera; di modo che essendo questa appena capace di conte- 
nere la detta urna , si può considerare questo sepolcro per un 
intero masso. In tempi di minor antichità, fu trasformato in 
rocca , essendovi stati fatti in cima i merli , e fabbricatogli ac- 
canto un Castello con Chiesa ed abitazioni , come può giudicarci 
dalle rovine ancor esistenti . VI si vedono scolpite le armi della 
famiglia Caetai^i che vi si fortificò ne' tempi delle (azioni ci- 
vili (j) ^ Quaii di contro la porta sepolcrale vi è a fior dà 
terra uni cisterlia con apertura da un lato, la quale se comu- 
nica , condurrne dicesi , con le Catacombe , forse un giorno 
potè servire di una comoda e sicura sortita agli abitanti dei 
Castello . Volendo dilungarti per TAppia , troverai tutt' ora ri- 
guardevoli avanzi j di sepolcri, edicole, tempj, case di cam- 

* Tutte ^tUo bei fretto mtrmoreo è (i) Con i Frangipani sul Giano quadri* 

fona dire c&e tìa cavato a icalpello » e la- fronte , e quel di Tito » gli Annibaldi $ ad 

▼orato tenia tega; asii e vrandod Plinio iJoloftèo • i C0/O nitrii nel Mausoleo di Ào* 

•ùkt P arte di segare il marmo non fu no« gusto % \ Corsi nella Chiesa di S. Paolo « i 

ta in Roma prima d' Augusto • lìò. $6. cap. Saveili al Teatro di Marcello , g}? Onmi 

<. iof. 8. lMsteii9 doV« diai dalla Pira» • Monta Giordano «e. 
«ude di Cestio • 



I 



/ 



5* . 

pagna ec. Alla distanza dì cinque miglia circa , s^incontra sulla 

sinistra una quantità di muri denotanti un borgo che ora chia* 
masi Roma Vecchia . * Una volta vi si trovavano .a fior di ter* 
ra moltissime tavolette di preziosi marmi gialli ^ pavonazzif 
serpentini , non altrimenti che sul Monte Palatino , alle Terme 
Antoniane , di Tito, e dovunque furon sepolcri o fabbriche 
rispettabili . Ho fatto quel giro tra i molti con il valente 
paesista Sig. Labruzzi ,. rinvenendo sempre fra quei ruderi de 
punti di vista interessanti ; massime all'apparir degli archi resi- 
dui deir acqua Appta , e più lontano gli aquedotti della Clau- 
dia . Molto diverte , per vero dire , la qualità delle antiche 
fabbriche che s* incontrano , ma piCi istruisce la varietà del* 
le medesime comunque dirute, le quali ordinariamente circo- 
scrivono il passaggio dell' antica via . Retrocedendo dal Mau- 
soleo pochi passi , farai aprirti il cancello della vigna più pros- 
sima per introdurti nel Circo , che al di là del Sepolcro si 
stende nella sottoposta valle da Ponente a Levante • CammiA 
facendo però dentro la detta vigna , jti verrà di prospetto un 
mucchio di sassi che al di fuori nulla annunzia di buono; ma 
entrandovi al di sotto ^ si riconosce contenere un elegante se* 
polcro creduto il 

/ - Sepolcro db^ Servili. 

Non con altro fondamento ( per quanto ne sappia) che 
il sopr' allegato passo di Cicerone ; dove , parlando de sepolcri 
maiuscoli della Via Appia , nomina Calattm , Scipìoni , Servii} 9 
€ Metelli , rubricando 1 Servii) accanto ai Metelli . Ma chi as- 
sicura che r Orator Romano la facesse qui da Storico, anzi da 
Topografi nel registrarli per ordine ? Grazioso è il partito di 
quella camera sepolcrale attorniata da un portichetto , che an* 
cor si vede esser stato dipinto. Corre voce esser quesu fab- 
brica più antica del Circo. Lo credo anch'io volontieri: ma 

* Non dee confondersi questa Roma vec elieiato • clie ti gode dal Sig. Marcli«w 

tfhia con l'alnra eh' è fuori di Porta Mag- Turlonia {ed è stato ultimanitnte conio* 

gìore per l'antica via Prenestina . a sini- finita erudisione illustrato , e idcnrificaco» 

•tra di chi esce da Roma , poco al di là del dal prelodato Signor Giovanni Antonio 

terso miglio . Questo importantitsimo si- Riccy » per 1' antico Pago Ltmonio-t 

to * ottiene anche il nome di Cj.ial sta^ dal solo Pompeo Festo fra tutti gli sAÙ* 

iuctrio f per la moltitudine degli antichi mar« chi scrittori meniionyo • 
mi ria venutivi^ forma al presente Utt Mar^ 



53 
quelle sì fatte pittuM , che ebbero principto da tjtdh sotto 
Augusto , me lo fanno supporre di data Imperiale come la Pira- 
mide di Cestio • Chi sa che Taltro , piuttosto mal creduto de- 
gli Scipionì, non appartenesse ai Servii}? Ne ha jgran sospetto, 
sembrandomi che tanto il vederlo situato nel surriferito pas» 
so Ciceroniano fra quello degli Scipioni e de' Metellis. quanto 
il suo massiccio e colossale avanzo , proprio giusto di un mau- 
soleo non dissimile dagli altri due » ne siano due forti conget- 
ture. Di qua a destra innoltrandoti , giungerai alla fratta, tra- 
passata la quale , ti troverai immediamente col piede sulla linea 
de' carceri del 

Circo di Caiucaila. 

Confronta l'annessa pianta con. il vero, e ti formerai una 
idea giusta ed adequata di tali edifizj * Potè dartene un em* 
brione ci^ che ne vedemmo e dicemmo sul Circo massimo ; ma 
qui la linea jde' carceri , la' spina , il pulvinare del giudice so- 
no chiaramente indicati ; i pòrtici poi del circondario si veg- 
|[ono ^neralmente del tutto coilservati» Per chiarezza maggio- 
re, ti riduco a tre capi principali le riflessioni necessarie su del 
medesinà£> 3 tioè Parsi della fabbrica , qualità di sfestacoli , moda 
a vf dirli ^ Il primo nobile e regolare edifizio che il fasto Ro- 
mano dedicò agli Spettacoli fu il Circo ^ ove principalmente 
aver dovevano luogo le corse de* carri e de' cavalli, come ri- 
levasi dalla sua forma. I Teatri., gli Anfiteatri non furono che 
invenzioni posteriori di molto ; furono raffinamenti del gusto j 
che , animato dalf opulenza e dalle braccia innumerabili degli 
schiavi, seppe e potè per ciascun genere di rappresentanza , 
ergere un luogo proprio e conveniente . U primo Circo ed il 
più sontuoso fii il Massimo» questo fu Fultimo fone, tà il 
piò meschino • Si è sospettato di fatto che abbia potuto t%str 
re un circo privato , un cicco di campagna ; regnando in tut^ 
ta la £ibbrica un'economia, ed una rusticità discorde dall'an- 
tico lusso e magnificenza Romana • Generalmente Topera è a 
tufi regolarmente disposti di tevolozra triangolare . Nella gros- 
sezza poi delle volte si veggono adoperate alcune olU ^ cioè 
vasi di terra cotta colle bocche alf ingiù , non per altra ragio^ 

e 



54 . ; - 

ne che per risparmio de^ materiali (i). E sarà esso veramente 
di Caracalia come si dice? Tutto il fondamento si h in una 
medaglia di questo Augusto > nel cui rovescio si vede un Circa: 
come anche nel leggersi trovate verso quella parte le statue 
di Caracalia e Giulia sua madre (2) . Ma il Circo rappresenta- 
to potrd^be non esser questo , essendo incertissima cosa , co- 
me ognun sa , il giudicar gli edifkj dalle medaglie ; e potreb- 
be ancora queir Imperatore aver ristorato aualcuno degli altri 
molti cerchj che erano in città, perchè gliene fosse dato To- 
nore sulle mordete . Il ritrovamento de' suoi simulacri ( qualora 
sussista) non prova molto > subito che si dice accaduto vem 
quella parte . Le suddette ragioni avrebbero pur qualche forza 
se non esistessero le sontuose Terme , che pur verso questa par- 
te fabbricò Caracalia . Non è gran tempo che si dice esservi 
state rinvenute alcune figuline con il consolato di un certo D^ 
mizio, che si trova aver vissuto- ne* tempi di Caracalia . Non so 
se questo basti per Appropriarlo con sicurezza a ^ueli'Impe- 
radore, stantcchè, dato per ipotesi' essere il Circa - «pera de' 
tempi di Aureliano o di Costantino , quando si rampazxavano 
1 materiali di qua e di là ; potrebbero quelle poche ^^^guline 
essere un avanzo di altri edifizj. Niuno al certo si persuaderà 
chi questo Augusto sì ricco e magnifico ne' detti bagar, dive- 
nisse tanto povero e meschino nel Circo : che se ih quelle per 
alleggerire le volte si usarono le pomici ;* qui nelle volte , e ne 
muri medesimi s' Impegasscro le olle: finalmente che Sparziar 
no nella vita di queir Augusto parli delle Terme, ma del Cir- 
co né punto né poco,. Trattandosi di fabbriche egualmente pub- 
bliche 5 eguahnente grandi nel loro genere , fatte da un istesso 
Principe , t hrst dalf Architetto medesimo « non è da credere 
che fra una e Taltra passasse nel tutto e nelle parti divenite 
tanto sensibile . Al contrario quel modo di fabbricare , di cui 
se ne vedono altrove vestigj , si sudi datare da tempi assai poste- 
riori u Caracsdla. L'Abbate Fabretti lo vuole ^di^allieno; e lo 

(1) Ormai t rigett^« unlTenalmtnte in piccole <:«lle » k parte concava ^el fii« 

P antica opinione che que^vasi vi ttdsero restava scoperta per riceverla. Al coWrt* 

per hr rimbombare gli evviva del popolo rio qui i vasi sono interi e sepolti neflt 

sull^ e*f empio de' vasi che si 'ponevano ne' camerali one : onde sensa riceverla noi 

Teatri per riverberare la voce » secondo potevano renderla* 
frins<?gnamenti di Vitruvio . Questi ri man- ^2) Ved* Ficor. Rom. ant. 

davano la voce ; perchè sebbene nascosti' * 







t/ì 



I 



Pv'BLirUH A, > 






.35 
losticne con forza. Trovo fatta menatone nelle descrizioni tuti 
te <ii un Circo d'Aureliano • Se realmente un Circo avesse fat- 
to quell'Augusto^ dovrebbe esser Questo ^ attesa la qualità del 
fabbricato ; ma nella sua vita non leggo altro se non che egli 
ristorò il f ortica milliariense n^gji Orti Sallujtianl, ove abitava, e 
dove ogni giorno cavalcava sino alla stanchezza, per esser dr 
cattiva saluta (i). Senz'altro Qualche Imperadore Cristiano, vo- 
lendo a pojco a poco abolire ruso degli antichi spettacoli , fal> 
bricò questo circo lungi dalla Città , acciocché non se ne sen- 
tisse lo strepito e molti o per la distanza, per la ristrettez- 
za ne restassero esclusi. Veniamo alluparti. Sono primieramen- 
te da considerarsi i Carceri A A > in tinta più chiara per esser 
tutti insieme alla porta B. sotterrati, onde solo 'a riempitura 
del terremo ne mostra la traccia. Dionisio ci fa sapere che si 
facevano archeggiati fornicati , e che si scrivano ftr unam tran- 
stnnam , vale a dire per mezzo d'una inferriata • cancellata (2) • 
Di fatto arcuati e con i cancelli osservane cinque nel bassori- 
lievo annesso appartenente al Musèo Borgiano » I cancelli sono 
a due partite , ed i tre che si aprono hanno due persone per 
cancello , unp 4pre la dritta l'altro la sinistra parte • Furono 
ordinariamente dodici di numero con porta nel mezzo, ed eb- 
bero sopra luogo per i Consoli : in fatti si vedono nel basso- 
rilievo alcuni gradi (3). Talvolta! fornici erano semplici, tal** 
volta dipinti, sicché Ennio parlando delle bocche de' carceri 
le chiama ftctas fauces (4) . Varrone rende conto dell' etimolo- 
gìa della parola Carceres e fa menzione dì quelle torri , o O^ 
Jtii che tu vedi lateralmente alla linea de' medesimi ($) . Non 
li comprende abbastanza perchè i carceri fossero nel numero 
di dodici , quando solamente quattro carrette per volta ne sor- 

e 2 



(1) ^oiiih ti €tiU9S €i t€ fiaigahaXt^uamr (4) • • • • Sptctant ad earcerU ora 
fii €s%et nan konat vaietudtnis » Vopis. in vir. ^a mox e/nitiant pictii t faucHut 



(2) i 



2) RtliilUA pari lattrum Circi minorum Vìd. Cassi od. Var. III. $1. 

dim p9%iia arcuato f carceres haktt » qui (5) Jn circo prima undt miituntur equi • 

•rr imam trantennam %imul aperiuatur . nunc dicuniur carceres . Naevius oppidum ap- 

Dionys. lib. 3. pag* 201 • peliat . Carceres dicti quod coercerentur equi 

(3) Tum quia e$i Janua Consulumqwt ne inde exeani » antequam magtstraios mi' 

sedes ; sit . Oppidum quod ad muri partem pinnis 

Ambii quam paries utrinque itnis turribusquo carceres olim fueruni • De ling. 

Cryptii , carceribu.que ftrnicaim • Ut* IV» 32. 

SidM. XXIII. 117» 



36 . ' . 

ti vano, come si scorge pressoché in tutti 1 bassirillevu Quattf» 
di fatti erano le fazioni là hiancM^h. rossa, la verde , k teru* 
tea . Leggendo per altro che Domi^jiano vi aggiunse la pirfih 
rw, e Vaurau\ stimo che i carceri servissero sei ptf volta al- 
le sti fazioni alternativamente , un sì e un nò ; o tirandosi a 
sorte . Nota poi la linea de' medeaimi essere stata diagonale e 
non retta; il che fu necessario per dare à tutti i carri nel sor- 
tire un cgual vantaggio , e fargli percorrere un eguale spazio 
dai carceri all' imbocco della spina» Quindi per tal motivo tut- 
ta la Éibbrica per quel tratto, si vede procedere irregolarmen- 
te, iòrmandò alla porta D» un angolo ottuso rientrante. La det- 
ta irregolarità si fe vieppiù manifesta dalla linea punteggiata £ 
che dalla parte dei carceri si protrae il détto imbocco destro 
della -spina; come dall' altra • consimile esterna Fv Clae se ciò 
nonostante ti sembrassero di miglior condizione quegli Aun- 
ghi che sortivafto dai carceri più centrali , rifletti che il pio 
colo vantaggio della maggior prossimità alla spina, veniva com- 
pensato dalla difficoltà del voltare alla seconda meta , da cui 
dovevano scostarsi tirandosi sulla destra per non urtare ^ làddo 
ve l'altro trovavasi più a verso per fare la sua voittita girandosi 
sulla sinistra • E qui devi altresì osservare come P ingrèsso della 
Spina G. è più largo del sinistro L , niente mfeno di trentaiuc 
piedi; che a misura che si avanza ristringesi, iii guisa che Io 
spazio al punto G, trovasi più largo del seguente H. questo di- 
minuisce ìnsensibilfQente ai punto L e si rende aAche più stret* 
to al punto L. ove termina il corso . Ciò trovasi praticato eoa 
molta saviezza ; perchè dovendo tutti i cocchi entrare in car- 
riera dalla parte destra, vi era necessità di un/ maggiore spa- 
zio, acciocché con egual vantaggio potessero tutti intrapren- 
derla, potendovi tutti capire neifistesso tempo. Avanzandosi 
poi , tanto luogo non era necessario , poiché non potendo cor- 
rer tutti egualmente, dovevano per conseguenza separarsi , al- 
cuni avanti , altri indietro , e perciò nel ritornar eoe facevano 
alla parte sinistra , trovandosi di già separati > bastava ad essi uno 
spazio infinitamente più ristretto . Per tal i^agione la spinainon 
poteva né doveva tagliare il mezzo dell' arena, ma piegare # 
come di fatto piega , da una parte . Altro non fu la spina che 
una bassa muraglia adorna di colonne , statue , archi , edico» 
\&M obelischi ec. sicché talvolta la copia degli ornamenti arri 



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57 
hon poco impedita la redùta della corsa da una parte all' al- 
tra . Bravi qui nel mezzo M. un obelisco che Innocenzo X. fe- 
ce ristorare z ed innalzare in piazza Navona , coir opera del Ber- 
nino , e l'assistenza del Padre Kircker , perciò che concerneva 
il riattamento de' caratteri Egizj • Raffigura nelF annesso basso 
rilievo (i) principalmente la spina; e riconoscine poi alla riem- 
pitura del terreno tutto il tratto della medesima. Parte di que- 
lita essenzialissima erano le mete N N. una alla cima» Tal tra al 
fondo delia spina • <iià altrove ti dissi che le mete altro non 
erano che tre cilindri di legnò , o di marmo uniti insieme , ter- 
minati in cono , molto somiglianti al cipresso (2) , e collocati 
sopra una base circolare . Scrive il Fulvio di averne veduto gli 
avanzi: ora non si v^de che ambedue i piantati di esse. Sot- 
to le mete erano capellette> o edicole > ove ai simulacri de* 
Dìoscuri, di Nettuno > e di altre Divinità ivi riposti, si rende- 
va cirlto innanzi il principiar de^ giuochi . Le suddette edicole 
si riconoscono ancora . Si entra nella prima per un forame mo- 
dèrno, e sembra che Tapertura corrispondente alla spina fosse 
di finestra anziché di porta • Forse porta non ve ne fu nessu- 
na , e gr Idoli vi stettero come in un santuario inaccessibile • 
Osserva come fra le mete e la spina vi passa una via, e co- 
me il muro della medesima spina rientra alquanto per dar Iuo<« 
go forse alla pompa che qui si trattenesse per qualche tempo, 
all'adorazione delle immagini , o a scannarvi qualche vittima • 
Riconosci ora il portico circondario T T. sostenente i gradi . 
Questi , come rilevasi dal franunento di alcuni di essi ancor 
esistenti al principio del portico 4, non potevano essere pìii 
di dieci » ? talmente incomodi da non poter sedere che metten- 
do ciascuno i piedi fra le due persone sottoposte • E' rischio- 
so Tasserire di qual materia essi fossero, se di marmo, traver- 
tino , o altro • Alla rusticità che regna in tutto Tedifizio sa- 
rebbero, convcuuiti anche di mattone . Non vi potè essere qui 
la distinzione de' meni4ni , come nel Teatro di Marcello , e neir 
Anfiteatro Flavio , ma doveae il popolo alla rinfusa sedersi su 



(}^ pi simili bastirilievi ri lervirono gli ri le tenevano belle e fatte e )e ye^deva? 

antichi ad esprìmere il corso della vita no all' occasione • 

umana • perciò s'incontrano sptsso delle (a) Mefasque imit^i^^ ^rus^s ^ OtÌ4» 

(aue mortuarie con tali rappresentarne • Metam. X. lo^« 
or^naiiamcEte di rosao stile . Qt Scukt* 



3^ . 
i gradi • Esso entrava per le porte del muro inferiore V V, <W? 

le quali ognuna aveva dirimpetto i yomitorj Y T.. formati di 
due scalette incavate nella grossezza del muro interno: per 
queste si saliva ai gradi. Il portico prendeva lume non solo 
dalle suddette porte, ma anche da alcune finestre più alte del- 
le medesime, delle quali tra una porta e Taltra se ne vedono 
ora una , ora due , ora tre . Oltre la porta che resta in mezzo 
de' carceri, sono nel Circo altri quattro ingressi» due lacerai- 
mente ai suddetti carceri fira gli Oppidì e i .portici O 0,il 
terzo D , il quarto al fondo del Circo in cui si osservano aa^ 
cora delle pitture r La Porta D, crede taluno che .fosse la H- 
Utinense per cui si estraessero i cadaveri : di fatto, per esser, 
verso la metà del Circo sarebbe riuscita comoda per tate dfetr 
fo. Pur trovandosi stabilita dirimpetto al Pulvinare ^ luogo il 
più nobile, ed avendo ^un egual piantato dell'altra che è in 
tondo al Circo; sembra anche questa essere stato un iogre^ 
so rispettabile, e forse servì per introdurre la fomfa Circtna 
che nel mezzo ed avanti T Imperatore faceva la sua entrau. 
L* altra porta compagna in fondo del Circo si conviene che das- 
se la sortita al vincitore de' giuochi . Le due vie dunque lata^ 
rali ai carceri potevano ben servire per fare uscire ed entrare 
gli Atleti r ed anche per estrame i morti . H luogo segnato &• 
dovette probabilmente essere* LI Pulvinare per Tlmperadore , o 
per il Pretore , che di là doveva dare il segno della mossa , e 
giudicare altresì della vittoria . Non vi è in tutto il Circo al- 
tro sito più a proposito, per tale oggetto . Di qua si domina- 
no i carceri, 1 ingresso nella «pina, ed il termine della corsa. 
Dietro il pulvinare si vede fabbrica annessa , anizri nella viga* 
adjaccnte molte rispettabili rovine esistono di egual costruzio^ 
ne del Circo con camere e corridori oggidì sotterrati, dipifl» 
a grotteschi , t}xtto però di mediocre stile . Nota che sotto il 
detto Pulvinare si vede un principio di muro Z, che attraver- 
sa il portico , forse per separare questa porzione di gradi , che 
sì<:come prossima anzi sottoposta ai Pulvinare , dovette essere 
destinata o al corteggio dfelf Imperadore o a persona di ran- 
go . Ivi, sotto una volticella, resta ancora visibile un intonaco 
rappresentante una donna che dà da mangiare a quattro ca- 
valli . Nella parte opposta , ma più verso la fine del Circo , esi- 
stono i piantati d'altra fabbrica S. non ignobile .con i detti 



39 
muli travem. Pare che anche da questo* luogo, conte interme- 
dio fra una meta e l'altra , potesse osservarsi molto bene il dop- 
pio e pericoloso voltar de* cocchi , in specie alla seconia me- 
ta , ove di già lo spazio dell' arena ristringevasi ^sensibilmente 
come vedenuno. Le misure principali di questo Circo sono; 
sua lunghezza piedi parigini 14S4; larghezza della spina 334; lo 

Sizio dalle carceri alla prima meta $03; dalla seconda meta 
a pona del finale 153 . La prima larghezza dell'arena nel 
cx>miaclar della spina A» 140. ; seconda B» 1^9 ; terza C. 11 z ; 
quarta D. Jo8. 

In quanto alli spettacoli soliti rappresentarsi nel circo; 
sembra che iexorse, e la ginnastica vi avessero luogo a pre^ 
lèrenza ; gli aunghi ^ e gli atleti eran dunque i principali atto- 
fi del Circo . I Gladiatori nell'Anfiteatro , come in loro pro- 
pria sede si mostravano, ed agivano • Prima, di tutto s' intro-, 
ducevano nel. Circo gf Idoli , si pregava, esisagrificava; Ovi- 
dio descrìve al vivo tal pompa, e numera persino le Divinità 
solite a portarvisi (i). Dopo ciò rimperadore^, il Pretore, o 
i Consoh con la Mappa , o sia con la salvietta davano il segno 
di comiociare (2) . Sortivano le carrette dai carceri impetuo- 
samente a due, a quattro, a sei^ e fino a dodici Cavalli, 
quali chìamavansi Bighe, Quadrighe, e Sejugi . Osserva nelF an- 

iy) At cnmpffmpa frequens ceUsiìbui iHt Artifici in tt verte Minerva ma- 

eburnì s nm . 

Tu Veneri Pominae plaude fH" Ruricolae Cereri • teneroque adsurgì' 

venie manu . Art. aman. Hb. I. te Raccho • 

ed Altrove Follucem pugiles « Canora placet 

Sedjxm pQmpavenit ^ lingnis animis" e^ues , 

que /avete _, Kos tibi , blanda Venut » puerisque 

TempUì aiest pjausus , aurea pom* pctentibus arcu, 

* ' pa venìt Plaudimus ; im:eptis annue Diva 

Pirima loco fertur pastis Victoria pen» meis . Amor. lib.«UI. eUg.'d. 

ni% (2) Piut'tosro lo facevan dare da un se r* 

Huc ades • et meui hic fac Dea ^o detto perdo Mappario . Panvin* de lud, 

vincai amor . •C/rc. I giuochi stetti Circensi talvolta era- 

Plauditt Nepiun« nimium qui credi" ,ao detti Mappae . 

tis undis Interea Megaieùacae spectacula Mappae 

mi mi Ai ^um pelago 9 me me a Idaeum soUmne jcanunt • • • Gioven.Sat.p. 

terra capì t , "E GwtxnìtMO post Mium vero secundum aget 

Plaude tuo Miles Mawti ; nos odimus spectaculum ctrtantium equorum > quod in 

arma ipsam mappam semel éxhiiendum . CoUacion.. 

Pax juvat > et media pace reperì 4. dell' Autentic nel titol. de Congni, onde 

tus amor , potè la mappa essere ancora scultura o pit'» 

Auguribus Pbaebus » Phaehe venanii^ tura de* giuochi del Circo . Nella vegìct^ 

bui' adite tte Xlil. n era un luogo chiamato la 



40 
nessa stampa T immagine di ufi corro atìttco esistente nel Museo 
Vaticano (i) ; e nelle due seo;uenti le figure di due antichi 
Aurtghì , il primo esistente nella Villa Albani ,. Taltro una voi* 
ta nella Villa Negroni , poi in potere del Sig. Tommaso Jea- 
kins (2) • Si distinguevano dalle loro fazioni e dai loro colon 
eh' erano quattro , bianco , rosso , turchino , e verde come ab- 
biam detto, perciò chiamati Albati, Russati , Prasini^ e Vm- 
ti (3). Accanto a ciascuna biga correva altro auriga su. di un 
cavallo sciolto per affrettare e spingere i corridori (4) . Dovfr 
va correre intorno la spina sette volte, e talvolta cinque sen- 
za urtare nelle mete : Tabilità perciò de' cocchieri consisterà 
nel passare il più che potevano vicino alle mete per desc^iv^ 
re uno spazio più corto (5) accostandosi però con gran pre- 
cauzione per non urtarvi (6) . Perchè non nascesse confusione 
e disputa sul numero delle girate , al terminar di ciascuna di 
ess^ s'innalzava alla pubblica vista un ovb , e un if^m iBsi^ 
me, i quali probabilmente furono di legno dorato come le 
mete ; li primi air onore di Castore e Polluce ; li secondi all' 
onor di Nettuno , siccome a lui consecrati particolarmente fil- 
arono fin da principio i giuochi Circensi (7) • Di tal f>rovvedi- 
mento se ne vuole mventore , o piuttosto restitutore Agrippa (8) • 
£' incredibile quanto fosse grande il fanatismo de' Romani per 



mappa ^ oro » Nardin. lib.7. cap. 9« Sem- 
bra che il dare il segnale toccaste ordina- 
riamente ai Consoli > o al Pretore , 

Maxima yim vacuo Pragior spectacula Circo 
^jiodrijuges aequo carcere mi iti eq^uoi • 
Ovid. Atn. lib. m. eleg. 2. 

(1) Stava nella Chiesa di S. Marco » ed 
era conosciuta per sedia di S, Marco « aia 
« smentirne ul denominaiione basta il ri- 
flettere che nella parte anteriore eravi un 
forame necessario per l'invito dell'asse 
che vi è stato modernamente rifatto • Uno 
de' cavalli è antico • 1' altro moderno ; co- 
me moderno è tutto l' arnese egregiailìen* 
te intagliato dal Sìgs Fransoni . 

(2) Ambedue sono simili ad un' altro 
auriga impresso in una lucerna • del Bar^ 
toH . Dalla uniformità di tali figure può 
rilevarsi che quella foggia di vestire era 
la propria di tal gente « ed è forse quell' 
9bito che^da Svetonio,nella vita di Cali- 
gola viea detto quadrigarius : usato da quelP 
Augusto» quando diverti vasi tcoadur car« 



rette sul ponte di Baj» da lui medesino 
costrutto . Curiose oltremodo son quelle 
fasce t onde hanno attorniato il petto » e 
fra le quali in uno vedesi infilaataun col- 
tello a guisa' di roncetto . 

(3) Panvin. de lud. circ. 

(4Ì Ved« il bassorilievo della corsa Gir» 
cense . Questo è quel cavallo detto da Gre- 
ci leff^•c• sovente ricordato da Pindaro* 
da' Latini singularii • 

Is) Si modo iora daho • mod» verken 
terga notaio 
Nunc stringam metas inferii 
rota . Ovid. am* Sleg* li* 

(tf ) Metaqut feiyidis 

Svitata rotti .... Oraà. od. L 

(7) S iugula Circi ornamenta singulatem' 
pia sttnt : Ova honvri Cas forum aoicrihnf» 
qui flios ùvo editor credendo 9 de cygnol^oo 
non erubescunt : Pelphinoi Neptuno voveni* 
TertuU. de spectac. cap. ^. 

(3) Oum viderei in circo homines iotfo 
errare urea numerum spaiiorum decurmdo^ 



41 
tali corse . Domiziano > perchè se ne potessero fare in uà sol 
giorno cento ^ ridusse il numero de' giri di sette a cinque (r). 
Soleva ciascuno del popolo prendere il suo partito . Ovidio , do- 
po aver collocato Tamante vicino alla sua bella > la consiglia a 
secondare in ciò il di lei genio (2) . Che perciò giravano del- 
le tavolette co' nomi degli Aurighi , e correvano delle scom- 
messe come si ricava da Ovidio stesso (3) . Non solo con le 
carrette » ma talvolta si correva con i soli cavalli , e talvolta 
con più cavalli 3 saltando dall'uno all'altro ; detti desultori (4) ; 
come recentemente abbiamo veduto &re anche a delle donne. 
Queste corse , qualora si ripetevano molte volte , credo che , ac- 
ciò non producessero noja^ fossero interjotte dagli atleti > i 
quali vi tacessero per intermezzo diversi giuochi . Questi si ri- 
ducevano a cinque lotta , salto , disco , cesto , corsa , i quali co- 
stituivano il Pentatlon de' Greci , il Quinauerzio de' Romani • A 
questi si può aggiungere ìì Pancrazio, vale a dire una lotta più 
estesa; in cui era lecito offendersi in qualunque modo ,(5) • Os- 
serva il sarcofago qui annesso , unico monumento , ove tre di 
questi giuochi veggonsi rappresentati num. i. il cesto ^ num. 2. 
la lotta > num. 3. il Pancrazio. Osserva la forma diversa de* 
cesti i quali furono o di ferro , o di piombo : come vi pas- 
sassero dentro le dita stringendoli a guisa di un bracciale da 
pallone : come fortemente se li allacciassero per non perderli 
mai : come a questo effetto usassero tenervi sopra una spugna > 
onde con l'umidità assicurarsene l'impugnatura . Bellissima figu- 
ra di Cestiario è l'Atleta Affricano qui annesso^ una volta nel- 
la Villa Negroni , ora in Vienna , con un erme di Ercole bar- 
bato • Deve essere stato il ritratto di qualche celebre Atleta 

rum » J>eIphinos et cvales fahicas eonstiiuit , ^4) Ved. Panv. loc* cit. 
quibuE Circuit US cwrriculorum notarentur oc Q$) Hoc est ab omnibus viribus , et orniti 

numerareniur . Dion. lib* I. resistendi genere » quoi in hisce ceriamini^ 

(^) Circensìum die quo facilius centum bus uihleiae efundtbant » et minibus yedibus^ 

mista peragtrentur > singulot a septenis sfa'- sque , cubttibus pugnante: inierpeirutur • 

ùis éJ quinta corripuìt • SveC. cap. 4. n. 8. Quinc. II« Intt. Orar. Il giuoco dt* Lotta- 

(a} Cujus iqfui veni ant facito studiose re- tori celebri di Fi reme si vuole che sia il 

quira* » Pancraftio • (Questa catta mortuaria , di as- 

Nec mora, quiiquis erit t cui fjvet tai mediocre scultura» terve di lavamano 

aia fa^e Art. Am. Ub I. nella ugrettia di S Stefano in PitJnola. 

(1) Dum ioquitur, tangitiuemanum,posci* Forte una volta lontenne le ceneri di qual*- 

r^tfr libellum ; che Atleta ceiei»re ne^ detti giuochi • 
£t querìi poiito pignora vincai uter • 
lue. eie. 



42 
Oriundo dall' Affrica, avendo httezzt dì mòro, e scolpito ▼^ 
dandosi in marmo nero (i) . Riconosci nella figura seguente il 
più bel giuocatore di Disco che si conosca al mondo (2), rap* 
presentato nelF atto appunto di lanciarlo . Il Disco alerò non 
era che una ruzzola di marmo , o di metallo , della grossezza di 
tre o quattro dita , poco più lunga d'un piede . Sembra che lo 
giuocassero lanciandolo per lungo e per alto , con girarlo in pri- 
ma artificiosamente per in^rimcrglì maggior violenza {3). 

Ecco finalmente come delle pompe e giuochi Circensi go- 
devano gli spettatori • Abbiamo osservato che di qua e di li 
dai carceri sono due edifizj circolari a guisa di torre » chiamar 
ti Oppidi da Nevio . Non vi è dubbio che di qua vedessero lo 
spettacolo i Magistrati o altre persone distìnte . Si legge in òt 
ti che Teodorico ordinò si restituisse a Marciano e a IMhssimo 
giovani Patrizi , la Torre dicuiavea goduto il loro Padre (4)' 
Al principio della spina, ove resta anche qualche avanzo difiib- 
brica ; Tlmperatore , o il giudice dovette starvi , per esser qud 
sito il più a portata per ben giudicare della corsa. I. Consoli, e 
forse Tordine equestre aveano luogo conforme alle autoriti al- 
legate sulla linea de* Carceri . Tutto il popolo poi alla rinfusa 1 
diversamente da* Teatri ed Anfiteatri , fii seduto su t gradi, senza 
distinzione di sesso , per quanto apparisce eia Giovenale e di 
Ovidio . Questi principalmente si raccomanda a chi siede die- 
tro , che usi creanza , e non o0ènda coi piedi ì fianchi della 
sua bella ($) • Altrove dice alla medesima che non può sco- 
starsi , venwado ciò inmedito dalla linea de* posti (6) . Dunque 
su i gradi vi erano delle linee che determinavano i hioghi di ognu- 
no. Credo che anche nell'Anfiteatro, per evitare la coafiisionc, 
vi stassero, e che fossero quelle , prese in cambio dal Serlio per 
emissari d'acqua , o anche d'orina . Quel dire per altro Ovidio 
cogU WS lini A jungi; a mio credere dichiara che fra una linea e 

(x) Agii ftleiì vindcori che avevano (4) Cassiod. Ep. 42. lib» 4. 

vinta tre v^Ue » « facevano in Grecia le \s) Tu qttoque qui $f€cUt post mot tu 

tt«ive al naturale rx mtmhrii ipsorum limi- eontrake crura . 

liiwiine €%fr€iS09 , quoi Jctmisas V9cant . Plìo. Si pudor est » rìgido nec fremi 

lib. XXXIV. 4* /rrj^a^r«».Ainor.UbJI.eIII. 

(^> Jl celebre Discobolo della Casa Mas- (6) ^jdd fruura refiigis » cogit as« ^* 

timi da me illustrato ne^nnonuin.ìned.dell' noA jungi 

annp 1784. H^tec in lige loci commodà Ca^ 

4j} MissiU nunc Disci pondus in orbt ror iui iaief • loc« cit.^ 
tot. Pfopert. III. la. io. 



43 
Toltra stassero più persone; aitrimeRti la linea singolare era 

più ai caso di separare che di unire gì' individui • Altrove con* 
figlia ramante a stringersi più addosso che put>le alla Signo* 
ra (i)* Bisogna dire che così le scalette dcmmitérf, come il 
fodh^ tutto avesse per sicurezza una balaustra: mentre OWdio 
attentissimo ai comodi della sua amorosa, perchè non tenesse 
i piedi a pendolonè , li fa ad essa introdurre ne' cancelli (2) • Su 
questo Circo per altro i gradi non poterono essere di tale in- 
comodità da impedire alle Signore che toccassero coi piedi 
il suolo, Eragià conceduto ai Senatori, e ai Cavalieri il sedersi 
sopra cuscini , e Txisar cappelli (3); ed anche da molto tempo, le 
donne erano lise a portare nel Circo sgabello e cuscino . Il 
Nasone, vigilante in profittare di tutti i pìccoli incerti d'amo- 
re, suggerisce al suo amante di stare attento a porre con gra* 
zia . il suddetto cuscino e sgabello , potendolo molto giovare 
tpc$t' attenzione (4) . Il Silvestri poi. illustrando un passo di 
Giovenale su tal proposito; (S) fii la satira a quelle antiche don- 
ile ghiotte di divertimenti cosi, 

Ugulnia di ricchezze in fatti è scarsa > 

Onde per far comparsa 

Nelle circensi e teatrali feste 

Prende a nolo la veste. 

La Serva , la seggetta , ed il cuscino , 

Le amiche , la nutrice , e queir ancella , 

Che più deir altre graziosa e bella 

Attende ì di lei cenni da vicino . 
Teitninadlì spettacoli, che avevanfine ordinariamente col gior- 
no , oppresso ma non sazio se ne usciva il popolo . Quindi i 
vmcitori , per la gran porta al fine del Circo fra le acclamazio-- 
ni e gli evviva , se ne sortivano anch' essi . Anche tu scorso , e 
vietato con attenzione questo rispettabile monumento , te n' e* 

f 2 

fi) Proximns « 'Domina, nuih\prokiiente Si pudor est df pulvino turgai 

setUfo : equesiri • Gioven, Sacyr. Ul. 

Jungetuum lateri quam potet ▼• 255. Dion.lib. LIX. pa;. 740. 

us^iue iatus . loc, cit. lib. x. (4)' Fuìt utile mitltis 

V. X}p. Pulvinum facili composuis se mantt. 

\t) Sed pendtnt tibi erura ; potes si forte • 

jwaiit Et cava, sub tenerum scamna de» 

Cancellis primos inscruisse pedes , disse pedem • loc. eie. 

' Loc. cit. 3. aj. . (5) Conduzit comìtes sellam , cervical » 

(i) exeat inquit Atnicas • Sacyr. VI« v. 51» 



44 
scirai per la medesima porta non so se^ sazio» ma contento, 
spero, ^un poco per le vedute rovine, un poco per le mie 
chiacchiere, un poco per Tajuto necessario della tua fantasia » 
e delle annesse stampe ; contento , dico , di sapere cosa iii 
Circo . A poca distanza dal medesimo , verso il settentrione 
sulla cuna d'una collinetta sta il 

Tbmpio ditto dill' Onori b della Virtù* • 
la oggi Chiesa di S. Urbano alla CafFarella . 

Una tal denominazione gli viene dal Piranesi : ma niente 
è più sicura delle altre che prima gli si diedero di Bécco e del- 
le Camene (i) . Non è meno problematico poi il decidere dell* 
epoca di quest' edifizio . La sua forma rettangola , con il suo bd 
portico tetrastilo di quattro colonne Corintie scannellate, e 
que'gradi , danno a questo Tempio Tidea . di cosa buona ed an- 
tica • Questa rimane comprovata anche più dall' elegante e bel 
fregio , che neir interno per la cella ricorre in stucchi , compo- 
sto di trofei e di armadurè di ottimo stile . Ma l'Attico ap- 
Funto deir interno con que' meschini pilastri , e molto più 
Attico esteriore del portico così alto, che regge un frontispi- 
zio scorniciato , di membrature Gotiche , il tutto di cotto , e 
con queir occhio nel mezzo , ne confondono Tepoca . Potreb- 
be conciliarsi ogni contradizk>ne , ammettendo j che in origine 
fosse realmente un tempio rettangolo con un portico ed un 
frontespizio più basso delta cella ; che alzato di poi così , in eco 
sione di ristaurario ne' tempi posteriori , allorché fu convertito 
in Chiesa di S. Urbano , ne fosse chiuso il portico per ricavard 
Qualche stanza per un Cappellano ; e decorato il tutto dentro e 
mori air uso di que' tempi . Confrontane Tav. L U fUntà ed il 
frospeuo . Tav. IL ì interiore ed ostertore veduta . Sì scorgono accan* 
to il suddetto Tempio attacclii di altre fabbriche antiche: e si sa 
che quivi altri tempietti erano fino ai tempi del Nardino, co 
me in quel tempo esisteva ancora in gran parte il bosco di 

(i) Nardino pone il Tempio dell' ho- sapendosi clie sulla collina sovrastante^ 

re e della yiri'u vicino ai trofei di Mario la grotta Egeria» eravi un Tempio» e po* 

tuli' Esquilino . Fu questo detto di Bacco sco alle Camene sacro ; la qual deoomi* 

per un ara esistente ntl portico » in cui si naaione forse è la pia gnista . K#4L ^«*'* 

rtdc scolpirò il Serpe Di onifiaco. Finalmen» Rom, Ant, Tpm. a, fog. ^. 
Je lijosptttò cke aUe Camene appartenesse^ 



'U •. . 






-.1 - 



iA.r- 



4Ì 
pioppi , da cui non fu lontano Tantico , da Numa consacrato al- 
le Camene. Scendendosi di qùà sulla sinistra incontrasi la ce- 
lebre spelonca o sia 

Fontana Egeria . 

Né la spelonca , né la valle tutta conserva al presente al- 
cuna idea di quello che furono un tempo ^ secondo le descri- 
zioni lasciatecene . Non vi sono più i boschetti , i Tempj , e 
le belle praterie decantate^ In quanto alla grotta ; se Giovena- 
le si lagnò che le avevano tolto T idea di un ritiro sacro (i) , 
e <:he venisse affittata agli Ebrei (2) ; cosa dovremmo dir noi , 
che la vediamo priva di ogni decorazione^ e abbandonata da 
tutti • Anche la pianura 3 per essere piena di fòssi , priva di 
buona strada praticabile^ e circondata dalla parte orientale di 
un certo tufo rosso • vulcanico ; non reca ora che malinconìa • 
Numa solito fin da giovinetto , a fuggire le conversazioni della 
Città, -e a vivere in luoghi solitarj e remoti, teneva quivi la 
sua amica , facendola passare per una Dea , quale egli di tan- 
to in tanto . venisse a consultare. Ma vi veniva persaepe , et sine 
arhìtris , dice Livio, il quale poi dice chiaro che gli era mo- 
glie (3). L'acqua vi resta. ancora e buonissima, la quale uni- 
tanxent/e airaltJca salutare de* bagni , che sono qui dirimpetto , for- 
marono e formano . il fiumicello Aimone . Sbocca questa in di- 
versi luoghi alquanto aita , ed a larga vena . Ne parla Ovi- 
dio, anzi dice in un luogo di averne bevuto a piccoli sor- 
si (4) • Nella volta rimangono alcuni residui di .antichi stucchi 
rimodernati ; e quantunque tanto le nicchie per le nove Muse , 
quanto le inura mostrino essere antichissime , .vedendo visi tra- 
mezzato qualche squarcio di opera reticolare « fa d' uopo crede- 

(x) In vallem Egertae disandimus « €t Judueis , quorum copMnus fenumque 

Sfeluncas supelUx . Giov. loc. cit. 

VtisimiUi verni quatto presiantius (^j) ^o quia se persaepg Numa sint orbi' 

essgt trit , veiut ad cofigresium Deae. » infireòat , 

Numen aquae • viridi si margint flau^ Camoenis euai lucum sacravit » quod earum ibi 

deret umbras concilia eum conjugg sua Egeria essent «e lib.L 

Htrba ; nec ingenuum violarctit mar" (4) Defiuit incerto UdiUosus murmure rivus 

mora tophum , Giov. Sacyc j. Saeve , sed exiguis hauitibui inr 

de bibi . 

. XO ^^^ ^^^ noctumag Suma comtiduebat Egeria eu » quae praebeiaquas » Dea 

Amicae grata Cameni: • 

Hunc sacri fonti: Nemus i( d$lìibrtL Illa Numae conju* » coniiliun^_ 

iotMtuT gue fuit • fate» j. 



46 
re tal grotta ristorata ne' buoni tempi « Nella nicchia principa- 
le di prospetto; sotto di cui scaturisce Facqua, vedesi giacente 
ienza testa il simulacro di questo fonte, essendovi scolpita 
anche Tacqua a pie di esso . In terra sonori ancora capitelli , 
ed altri pezzi di marmo , spoglie di que* vicini Tempi che ri- 
cingevano il Santuario . Tornando indietro per questa valle si- 
tuata &a le vie Appia e Latina , i incontra sulla destra ^ al- 
quanto dentro la campagna il 

Tempio del Dio Ridicolo* 

Dicasi piuttosto Redicoh a redeundo , fabbricato dai Roma- 
ni in sfretum di Annibale , che accampato due sole miglia lun- 
gi da Roma in vista delie mura , si vide miracolosamente ter* 
nare indietro , in un tempo in cui gli sarebbe riescito d* im- 
padronirsene * . U poggio qui prossimo sulla, sinistra , non po- 
teva essere più a proposito per dominare le mura di Roma ; 
combma la distanza delle due miglia dalla porta Capau anti- 
ca; e non vi sarebbe sconcOTdanza nel genere della fallica ^ 
la quale mostra grande antichità > quantunque di elegantissima 
maniera . Tutto Tedifizio è di cotto , quadrilungo , con colon- 
ne ottagone da un lato , annicchiate . Gli altri due hanno pilar 
stri 5 ed il quarto ^ né pilastri » né colonne. Ha bensì oelle 
finestrucce con ornati meschini: I mattoni vi sono di due, colo- 
ri . Si per la forma ,che per la grandezza ^ mostra nel totale 
qualche somiglianza col tempio della Fortuna Virile , e tor- 
no a dire un antichità non meno rimota • 



* Rcdiculi Tanum extra portam Capeiiam fuori di porta Latina • di forma quadrati* 
Cornificiui ait ftciae , qui Rediculut pro^ polare eoa colonne Dorlclie addot«sre » 
pterea appcllatus est $ quia accedens ad Ur' che hanno capitelli rotondi » ornati fira 
èem Annibal » ex eo loco redierit » quiòusdam V abaco » e il collarino d* una tpecie di 
vxsif perterritus , Petto Hb. €. Non otta » dentello terpe^ante ; L' altro più la la 
a mio credere , alla denominazione data tuUa ttrada di Albano ; che per essere 
a questo Tempio » 1* opinione di alcuni dittante 4. migha da Roma « dittansa al- 
che Annibale accampaste sotto Roma » dal* legnata dagli itorici al celebre incontr4> 
h banda di porta Collina e non qui : Non di Veturia e Còrtolano » viene dai più te- 
si parla nel lopr' allegato pano di ttaaio- nuto per il vero Tempio della Fortuna 
iu > o accampamento » ma di ritorno per muliebre y ritto rato » o rifatto da Fauin-^ 
quella parte # ove H Tempio fa innaliato i na moglie di M. Aurelio : per ritrovarsi ia 
quia accedent .... ex eo loco radierit . Al- qualche di lei medaglia l' epigrafe Fortw 
tri due edifff)^ di cotto in questo guito nae-Mulieéri . Anche questo è tutto di mat- 
tono da vedftrii > non motto fungi da qui* toni > di forma quadra * di bei membri » 
che portano ambedue h nominata di et- e con finestra • cosa rara • 
^ere itati eaetfi alU Fortuna muliebre ; uno 



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e A PO I X. ^^ 

MONTE AVENTINO E SUB ADIACENZE. 

Terme di CaracalU . Tempio delU Pudicìzia Patrizia . Clivo 
Puhlicio . Acqua Appia . Navali , Ponte Sublicio . Arco di Orazio 
Coelite . Mmte Testaccio . Piramide di Cesilo . Basilica di S. Paolo • 

Termi di Caraciuji. 

Rientrando nella Porta , al di là del sepolcro degli Scipioni , 
ove la strada si fa in quattro , e sotto cui si vede scor- 
rere la Crabra, t'introdurrai nelle Terme di Antonino Caracal- 
la giacenti a pie dell' Aventino ^ quarta montagna eh' ora deve* 
si visitare . Nota che V ingresso solito praticarsi è moderno , 
e mette nel fianco dell' ecUfizio • Il di loro prospetto ( sicco* 
me in tutte) era al Levante lungo la via^ che di nuova prese 
il nome j per essere stata in occasione della fabbrica rinnovata 
da queir Augusto • Ivi erano gl'ingressi principali: or sono 
turati j e compresi nelle vigne , come tutto il resto delia fab- 
brica ; ond' è che fa d'uopo rincontrarlo a brani a brani , non 
senza stento , e con la guida d'una pianta fedele , a volerlo ca- 
pire • Osserva dunque » fra linee e punteggiate e contrasegnate con 
asterisco y marcata la via , che reca al detto moderno ingresso ; 
vedrai che taglia 11 portico esteriore della fabbrica^ passando 
sopra uno de' pilastri del medesimo (i) . Esamina in prima sul- 
la pianta a ccupo d'occhio la riquadratura di questo immenso . 
edinzlo, il ribattimento delle parti principali^ 1 elegante e sem- 
pre varia forma delle sale , de poruci , ae' peristilj , dell' i^s^t- 
dre ec» notando sempre » che i muri esistenti sono quelli accen- 
nati in tinta più scura . Per quanto s'abbia fervida rimmagina- 
zionej è dimcile il formarsi un idea completa delle antiche 
Terme . Furono tali fabbriche destinate al bagno » come indica 
la Greca parola , ed ai più nobili esercizj insieme della mente 
e del 9orpo. Vi si andava a bagnarsi^ a giuocare5 & leggere i 

(lO Per vtàttt il laterale 4ettro delle la ¥ia mactcra . Per il Tempio poi • e 

/Tenne «àd'uo^ eatrare Bella vigna incon- tutto il laterale sinistro è d'uopo passare 

tro a questo ingress^i . Per il prospeUo nel fondo dell^altro vicolo.» aL levante # 

delle medesime si entri aelU vigna lungo in una vigna della Camera , 



43 • ' . . 

a conversare con retori, poeti, filosofi , !^a passeggiare , e a ri- 
crearsi con la veduta di tanti marmi , pitture , ed altre magni- 
ficenze ivi radunate ift compendio. Ma che? Divennero' il com- 
plesso delle fabbriche tutte, fiarono l'aggregato di quanto di 
più raro e pellegrino fornirono, le beile arti, ed il conifhercio 
in que' tempi. Non fabbriche, md Provincie (i) , véngerio dùar 
mate dagli autori. Una di esse avria bastato per ogni Città, 
e Roma n'ebbe cento diciotto . Non già tutte così . Agrippa 
fra i tanti ne fece delle belle ov' è il Pànteon , e fii credo il 
primo • Tito magnifiche le innalzò sulF Esquilino ripiene di 
sculture e pitture sontuose. Diocleziano, fece sul VimiBàle k 
più squarciate ; profondendovi anche esso ogni sorta di ricchezze 
m marmi, pitture , metalli , ec. (2) . Pur queste di Atìtonino, a 
sentimento del Serlio e di tutti gl'architetti che le iavestigaro- 
no, sono le me^ió intest; trovamhvisi piti belli acci^mpi^gnAmentì, 
e corrispondenze in tutte le parti . Venuti raccoglie e nomina le 
preziose anticaglie, che di qua sbucciarono in busti, statue, 
camei, medaglie, marmi ec. Per esser breve ti ricorderò solo 
il Toro Farnese , V Ercole dì Glicone , la Flora , le due conche M 
granito sulla piazza Farnese , le altre due di basalte verde , entro, 
e le due selle stercorarie di finissimo rossa antico , già nel Museo 
Pio ClementiuQ . Ebbe perciò ragione Eutropio . di chiamarle 
aptu egregium. Egregium se ne può anche adesso chiamare l'avan- 
zo laterizio che ne rimane ^ .mirabile per la qualità della corti- 
na solidissima, per. la intonacatura de' muri di coccio pesto, 
alta un Squarto ai palmo , per i compartimenti che ne serba, 
tali da poterci somministrare una tal quale idea del complesso 
dell' edinzio • la quanto alla parte destinata ai bagno ^ che fu 



(x^ In mo 
{^) in qv 



^oium proviWortim Spart. in vit. ili Firenze , in quetlt de* cavilli con «fi 

. , quanto ai Teinp) * ed alle fab« nomini in SScinr* e nelle beile corte de* 

briche Teatrali » hanno i moderni qualche Barberi in Roma i dì del carnevale • Anche 

cola da opporre agli ancicht . La Chiesa le Lotte di Sitna « ed una volta quelle di 

di S. Pietro con la Cupola » ville a dire con Pisa > davano quache idea delle anHch< • 

il Panteon tospeto in aria in tale eleva- del Ceuo\ dtl Pancrasjjy ec. Ma in fatre 

teiia, nonio viddero al certo l'età passa- di Terme» chi ha mai pia ytéàto totg^tt 

tp . I nostri Ttatri » non sono sì Kabili n«l mondo febbriche «non di^ siniii • 

e sì magnifici » ne sono imhillicaii ( per ma che abbiano ntppur^ T idea di un co* 

tuona sorte ) , ma hanno dell' elegania » modo $ di un utile », di un piacere pub* 

vi si stk al coperto » e con più comodo . blico come questo ? Il Fotal di Londrs» 

Che se non parlasi più di Cerchi ; ve n' è le TuiUeries di Parigi . U Villa Rese « 

qualche ombra neUe corse de* cocchi che Napoli * la Flora - di Palermo tono iotn 

SI &nno nella piaiaa di S* Maria Novella luoghi da opporre ? 




/^.7h^€^4€i Ori 



^€7^€Circ^lari^ 



V 



49 
fotte il piano inferiore (avendo arutó le Terme non più di 

due piani) ebbe questa mille seicento- sedili (i) oltre i labri e 
le piscine , ove in tutto tre mila persone potevano bagnarsi • 

Procura ora di orizzontarti con la pianta^ e di rintracciar* 
ne le parti* A. Rotonda di cento undici piedi , creduta gene- 
ralmente la famosa cella solean , che era il prodigio architetto- 
nico di /queste Terme . Con una dissertazione particolare pro- 
vai altre volte doversi essa collocare alla lett, D. Non esistono 
di Questa sala che i due piloni in tinta scura ^ uniti al presen- 
te da muro moderno . Sono essi d'un massiccio enorme , ed han- 
no sicuramente neir interno delle scale a lumaca , illuminate da 
piccole finestre , che ben ui vedono . Devono però queste ave- 
re il loro principio nel primo piano , giacché non si osserva, al 
livello del secondo piano , alcun' apertura che vi metta . B. Afo- 
diterj luoghi da vestirsi e spogliarsi . C. Sisto luogo per es«rci- 
zj di Ginnastica . D, Piscina . Il Piranesi esclude da questo pia- 
no ogni sorta di bagno , senza però addurne convincenti prove . 
Ho dimostrato quasi ad evidenza doversr qui collocare la tanto 
decantata alla solcare, di cui Sparziano racconta che in veder- 
la gli architetti rimanevano di sasso (2) . Il prodigio Consiste- 
va a mio credere in un^ volta f tana , retta da cancelli o sia da 
spranghe di metallo, la quale sorprendeva per la sua grande 
estensione, non potendosi concepire come si sostenesse. Il no- 
me di solca, che in qualùnque significato vuoisi prendere, o 
dalla pianta della scarpa, o dal pesce sogliola, o dal /no/a pa- 
vimento, sempre significa cosa piana, sembra persuadere una 
tale opinione. Si rende poi evidente dal vedere, che tutto que- 
sto spazio , ora permeabile , era diviso in tre camere , delle qua- 
li le due laterali (quelle cioè che davano l'ingresso a tutto il 
corpo della fabbrica ) erano assai più ristrette , ed avevano le 
di loro volte a crociera; riconosccndovisi i peducci soliti a ve- 
dersi in tutti gli altri siti coperti dell' edifizio ; non così quel- 
la di mezzo, che oltre essere più estesa e magnificamente or- 
nata ^ nluno indizio conserva delle solite volte. Anzi, ciò che 

g 

<^i) Habent in usum layfannum sellai posse ulta imifatione » qua facto, est fieri • 

miille sixeenias jex polito marmvre factas . Nam gt ex aere vel capro cancelli super fo* 

01iinpia<l. siti esse dicuntur » quibus camerario tota con^ 

(2) Kel iquit Thermos^ nominis sui eximias , eredita est; tantum est spatii ut id ipsum 

quorum icllam solearem architecti negant negent ^otuisse docti mecantci « 



\ 



toglie ogni dubbio , ti $i icorge al di sopra de' pilastri im» 
traccia orizzontale per iL necessario incastro de^ cancelli^ esot* 
to di cui vi è luogo bastante per un picciolo sesto da darsi 
necessariamente a qualunque volta benché pianissima *\ £ £. Ve* 
stiboli di questo secondo piano con due Àpoditerj per cptnodo 
di cbi voleva bagnarsi . F F. altri ingressi con biblioteche late- 
rali. GG. Eleetesj camere per ungersi e prepararsi i lottatone 
onde, fare i loro esercizj nella vicina Cella solcare D , o nel Si* 
sto C; attesa la di loro vicinanza. H H. Peristilj alla foggia 
Greca 5 quali aveano tutte le Terme Romane, con una piscina 
nel mezzo per bagnarsi: ora in luogo delle colonne vi sono 
degli alberi. Piranesi narra avervi egli medesimo veduto net 
centro gii avanzi di una fontana . Girando Tocchio intorno ai 
portici si osservano due linee parallele di buchi y i quali sembra 
chiaro aver contenuto perni di ferro o metallo, a fine di reg- 
gere qualche nobile rivestitura o di marmi preziosi, o di scul« 
ture a bassorilievo # I. Efeb€9 o sia luogo per erudire la gioven* 
tu (i) • R. luoghi appresso , i quali così per avere una incrosta- 
zione ne^ muri , come dalla scarpa che questi formano al pia- 
no , si scorge essere state conserve di acqua . L L, Altri ingres* 
si che fra tutti sono otto . M M. Laconici , o stufe secche . N N. 
Bagni caldi . O O. Tefidarj , dove respiravasi un aria tepida per 
non escire direttamente dal bagno caldo alf aria aperta . P P. 
frigidario , frigida lavatio . Chi dal freddo avesse voluto passa^ 
re al bagno caldo, o viceversa, trovava di mezzo opportuna- 
mente il tepidario , Q Q. Camere per vedere i giuochi che si 
facevano nel Sisto , e che potevano servire ancora di riposo ai 
lottatori , ed altri atleti . R- Essedre per i Filosofi . S. Piazza 
grande per gli esercizj che si facevano allo scoperto. T T. Luo- 
ghi, ove si faceva riscaldare Tacqua. Collocati per altro i U^ 
conici alla lettera M , non si vede ragione per dare ai luoghi T» 
il medesimo uso , e quel che è più in una tal distanza . Sem- 
brano essi più tosto sostruzioni alla gradinata i. VV. Camere 
destinate alla convejnsazione . T. Comsterj ^ o sia luoghi ove si 
distribuiva la polvere agli atleti di già unti, acciò potessero af- 
ferrar bene il nemico. Z Z. Siti a parte per vedere seduti lo 

* Ortervane la tcenografia con l'indi- Extdra Amplissima cum sedièus • ^om ar^ 
«astone in calce. t za ^ parte longior sit ^umn /«/«• \^tniT. 

(i) Ephi^uih in medium Hoc auttm fst V. ii. 



f 



SI 
fpcttacolo degli atlett che giuocavono nelle due gran sale C. 
I). !• Menìano teatrale, da cui sì vedevano i giuochi/ o ail- 
che delle rappresentanze sceniche allo scoperto , 2. piccioli ap- 
partamenti a due piani per uso de* custodi delle Terme • 3. Es-. 
sedre ove s'insegnava k Ginnastica . 4. Camere pex uso degli 
Atleti, s. Vestiboli ornati di colonne che conducevano alle 
Accademie . 6. Tempj . In quello che ancor sussiste si vuole 
trovato il famoso Ercole Farnesiano ora in Napoli . 7. Accade- 
mie. 8. Portici o sia gallerìa doppia per. li passeggi solitarj, 
lungi dallo strepito delia Palestra , coiT archi e colonne di terra 
cotta incassate un terzo , ed imbiancate . Vi rimane nelle mura 
qualche segno di antica pittura; e vi si veggono nicchie per 
statue che ne sono state tolte . Questo pezzo di fabbrica dalla 
parte destra è molto conservato : bensì clelle colonne, che tut- 
te si veggono segnate in tinta scura, non ne esistono che po- 
che, € senza i capitelli. 9. Bagni coperti per quelli che non 
si esercitavano nel Sisto . ao. Scale cne conducevano ad un ter- 
zo piano semidirute, visibili, camera VV. 11. Scale per cui 
dal primo piano si veniva al secondo. 12. Altre scale cne*met- 
tcvano a piccoli bagni sotterranei. 13. non ricettacoli d'acqua, 
come si vuole generalmente , ma siti a mio credere per il cor- 
po di guardia. La bassezza di questi corrispondente al primo 
piano delle Terme non è confacentc e propria di. una conser-f 
va, dalla quale per andare Tacqua ne oagni par che dovesse 
discendere: tanto più che Tacqua le veniva dal condotto Clau- 
dio di grand' elevatezza (i) . Quella delle Terme di Tito sebbe- 
ne in sito infinitamente più alto de' bagni, e le piccole con- 
serve qui da noi riconosciute, sono ancor più elevate del secon- 
do piano. Al contrario osserva che da questa parte si entrava 
celle Terme, sicché quelli androni pò tevana servire di sostru- 
zione al secondo piano, a cui ascendendosi per le dette scale 
si trovava un luogo aperto dietro la Cella solcare appunto , e 
quindi quattro ingressi due di faccia, e due laterali. Or è mol- 
to probabile che in quei corridori stanziassero le guardie ne- 
cessarie per un luogo publico , ove si sa che gran folla di popola 
concorreva. U macchioso che vi è in questi androni non mi 

g a 

(i) Avrebbe «ottanto potuto scaricarvi- per acqua da bere » siccome migliore del^ 
4 u Marcia eoa aver servko alle Terme la Claudia • 



5^ . . . • 

ha permesso di ben rettificarli in pianta , né di osserwe se vf 
sia incrostazione alcuna » onde poterli credere ricettacoli di ac- 
qua come si disse . Proseguendo ora il cammino retrogrado per 
la moderna via de' Cerchj sempre a man sinistra intorno alle 
radici delF Aventino giunto nel tnezzo di una gran piazza con 
fontana in mezzo ^ troverai sulla manca una piccola ma antic^k 
Basilica Cristiana, ove gli Antiquarj pongono il 

TsMPio DELLA Pudicizia Patrizu 
Oggi S. Maria in Cosmedin • 

Due altri nomi porta questo sacro luogo cioè di Scuola Gre^ 
ca, e di Bocca della verità . Il primo sì crede derivato dalF es* 
sèrvi notizia , fra le memorie Ecclesiastiche , che quivi fossero 
scuole, e che S. Agostino v^insegnasse la Rettorica: il secondo 
sicuramente nacque da un mascherone di marmo rotondo, co- 
lossale , che giace ancora in fondo al portico ; nella di cui lar- 
ga bocca ne^ bassi tempi si poneva da chi giurava la mano, re* 
gnando la puerile credenza , che in caso di spergiuro , il inostro 
Tavrebbe aflerrata e stretta. E' desso un gran marmo bianco j 
sferico, rappresentante una gran faccia umana, ma ricoperta 
di pelle in tutte le sue estremità , e con due corna d' ariete 
che gli spuntano dalla fronte, con occhi, e bocca aperta: la 
sua circonferenza è palmi venticinque e mezzo, larga per ogni 
parte palmi otto e tre quarti, e dì grossezza quasi un palmo: 
si vede poi alla metà di essa, e in ambi i lati il cavo per i 

f)erni di metallo o di ferro che lo sostenevano sopra qualche 
uogo . Il Ficoroni , cui parve anche più orrido di quel che è, 
lo credette il simulacro del Terrore e Pallore venerato in Ro- 
ma. Ma il Tempio di questa Divinità era sulP Esquilie (i); né 
ragione, né notizia alcuna lo persuade ruzzolato fino qua giù» 
Sembra al contrario che la sua scultura rappresenti il Dio Pa^ 
ne s oVOceano; e che per ragione dei perni che vi sì ricono- 
scono abbia servito per sbocco dì qualche condotto, cloaca*, 
o fontana qui vicina; soiegandósi così bene il. logoro che glj 
sì vede negl'occhi e nella bocca • In quanto al Tempio è no- 
to che le antiche Danìe Romane ebbero non un tempio ma uà 

(x) Ved. Nardin. Rom. Ant. pag. 1^4. maichera terve di bocca alla chiavica « co* 
' * Nel cortile del Palaxao della Valle , me altra alla villa Albaai i adoperata fcf 
pretto S. Andrea una simile pii piccola L'uso lyiedesinio • 



53 
iàeelh alla Pudicizia dedicato nel Foro Boario , per cui ingelo- 

sitb le matrone plebee ne vollero anche uno per loro , donde 
né nacque la distinzione delle due Pudicizie Patrizia , e Pie- 
hiA (i). Non ho mai per altro saputo comprendere come le ot- 
to colonne che neir interior muro della Chiesa si veggono in^ 
castrate^ abbiano • potuto a quel tempio attribuirsi; prima per 
la di lui distanza dal Foro Boario ; secondo per esser queste 
colonne scannellate. Corintie, di marmo, e con capitelli tali, 
da non potersi mai datare ai tempi di Repubblica. Stupisco 
che niuno le abbia aggiudicate al Tempio di Flora , che parimen- 
te si pone da Ovidio al principio del Clivo Publicio , e vicino aU 
le SaUfti qui prossime : il quale sebbene anch' e§so fosse opera de* 
Public) ,- in conseguenza di era repubblichina , potè poi essere ri- 
storato e rifatto con quell'ordine Corintio adattatissimo al Tempio 
disimUDea. BLiconosci due delle dette colQnne lateralmente alla 
porta principale , tre sulla manca , ed altre tre verso la sagrestia . 
salendo al coro sopra la d^tta porta, si vedono colonne e si toccano 
i capitelli , dfeie sono di un ricco e finito lavoro . Osserva le ali 
tre piccole ed ineguali che formano , e sostentano le tre nava- 
te . Una evvene a sinistra con capitello Corintio gentilmente in- 
t^Uato . , Sono di diversi marmi ,. e provenienti da vetuste fab- 
briche •. Il piavimento dell'antico opus tesselUtum , i bei lastroni 
di porfido ne' pulpiti deir ambone (2) , e . Turoa di granito ros- 
w iOttto l'aitar maggiore meritano osservazione* 

Clivo Pub II CIO» 

Attaccato alla Chiesa s'apre una via che porta sulla cima 
del monte; dividendosi a una certa elevazione in due ramij 
imo al levante , l'altro al ponente : dietro poi la Chiesa , al- 
tra* strada più agiata e carrozzabile fa l' istesso offizio , forman- 
do del pari anch' essa le due branche . Una di queste due sem- 
bra aver dovuto formare l'antico, e celebre CV/t;o Pn^Z/Vio , scor- 
rettamente talvolta detto Publico , che era la salita più cele- 
bre dcìV Aventino . Sì ha da Festo che dai due fratelli Publicii 

(1) Jnsigntm iuppiicaticnem fecit certa" ne un luogo appartato vicino alla tribuna 

pìtn in io^ello Pudicitiat Patrìtiac quac in chiamato ambone con due pulpiti per leg^ 

Foro Boario €%t ad atdgm roiundam hercur gt r vi P epistola ed il Vangelo . 11 più con^ 

Hs t iuur maironas ortum me, Livio nel j^rvato e magnifico che se ne vegga , è Q^tU 

4ficiii»o . lo di S. Clemente , per lo ttradont di S.vii^ 

^^) Avevano le prime baiili(;iie CnitJ#^ Lateruu^^ 



J4 . 
Edili della Plebe , fosse fatta tale strada col danaio cavato dalr 
le multe sul bestiame (i); anzi accomodarono di più, o fece» 
IO ancora di nuovo il K/Vo Publicio , il quale', cominciando dal 
divo fra il Circo ed il Foro Boario , .andava alia Velia ; in gui- 
sa che dal Palatino fin sul monte Aventino si andava sempre 
per la via de Public] , e sempre in carrozza • 

A e Q.U A A P P I A . 

Prossima al Clivo Publicio sboccava quest* acqua ; la pri* 
ma che avessero i Romani condottata . Appio Claudio il Cieco , 
mentre era Censore T anno 442. di Roma , ne fece il regala 
contemporaneamente alla via (2) • Dalla Prenestina , fra U s$t» 
timo e lottavo miglio, piegando verso laViaAppia, entrava in 
Roma presso la Porta Capena, sopra di cui passando rendeva^ 
la umida; ond' è che Giovenale bagnata, e Marziale. piovosa 
la dicono . Quindi nella Valle tra V Aventino e il Celio , co- 
steggiando l'Aventino, giungeva alle Saline con un cammino» 
ora sopra , ora sotto terra , di undicimila cento novanta paisn . 
Nota che Frontino il quale ne descrìve il viaggio , tacendola 
giungere e terminare alle Saline , spiega in parentesi ( qui locm 
m ai pòrtam Trìgeminam) . Or siccome per le testimonianze 
di molti , e per le osservazioni fatte, sembra che ìt antiche sa- 
line fossero presso a poco , ove sono le moderne , a cento pas< 
si dal Clivo Publicio, e prossime all'arco che si traversa ^ 
non stenterei a credere che presso quell'arco stesse la celebre 
antica porta Trigemina , porta unica da questa parte « ma di 
ubicazione ignota • Fuori di essa erano i 

Navali. 

Oggi Marmorata • 

La strada tutta che dalla Chiesa di S. Maria in Gosraedin ^ 
anzi dal Ponte Palatino , qui prossimo , si dilungava in. riva al 

(1) Puilicius Clivuì Mppsliattir» quem du9 Parte locane Clivi » qui tane arai ariu 

firatra I. Al, PuUicii MalUoli Edilet cur, rupet 

fecuariis' cQmdemnatis ex pecunia quam cae* Utile nunc iter est » Puhliciumque v«* 

perone » mimierunt $ ut in Aventinum vehi' cant • Fast. lib. ^. 

euli Velia vtnire poisint .^ Ovidio dice lo Ca) Rivus ripae sub Caalie monte et Ave»' 

fCeiso » parlando elei tempio di Flora quivi tino aetus emergit $ ut dinimus » infra Wk* 

edificato dai medesimi • i^itm PuUicii • 



Tevere » ^be il doppio nome di pukhrum Utus » e di Navalia i 

{>rimo per esser luogo di {passeggio delizioso j barricato sopra 
e sostruzìoni di Servio , e de' Tarquinj ; Taltro per contenere 
il Porto j l'Arsenale» e le Dogane della Città. Dico le Doga« 
ne per ima iscrizione che il Fulvio narra essersi colà trovata « 
e che si riporta da tutti i buoni Antiquarj - 

QVIDQYID . VSVARIVM • INVEHITVR 
ANSARIVM . NON . DEBET • 

Vi fu anche lo scarico de^ marmi che dalla Grecia ^ e dalf 
Egitto venivano ; , anzi qualche scarpellino , o scultore vi ebbe 
studio o bottega » come si è rilevato da diversi istromenti ad 
uso di scolpire , e da molte scolture , e marmi abozzati qui 
rinvenuti. Vi fbrono anche portici» botteghe diverse ^^magaz-- 
Zini di legna» granari vastissimi» dì Aniceto, di Vérguntejo , di 
VomiziSiO , dìGathiaw4f «e.» dove si depositavano i copiosi fru- 
menti procedenti dalla Sicilia » dalla Sardegna » e dall' Affri- 
ca (i) : oni' è che Aureliano » per metterli in sicuro dsd nemi- 
ci» prudentemente estese da questa parte il circondario • Grand* 
acqua vi si scaricava dalF Aventino , (come denotano i molti 
condotti di piombo rinvenutivi ) per uso de' marinari , de' facr 
chini , e del popolo che vi concorreva . L'Appia , e V Aniene 
nuovo» oltre le sorgive del monte ve la fornivano in abbon- 
danza . Tosto che giungi a Tedere il fiume » osserva sulla drit- 
ta gli avanzi delle pile del famoso 

Poi^rs SuBLicio . 

Stabilite di peperini,- travertini» e tufi; visibili però solr 
tanto » quando il fiume è basso ; e bada a non confbnclerle con 
akri massi precipitativi dentro dal Colle » su dp' quali ne* 
tempi bassi fabbricarono qualche cosa per comodo della navi- 



(t) Tutto in piccolo facciamo noi al dentro Soma vai Tevere un bel pasteg^ 

^esente dalla parte opposta . Ivi sono i gio . Casuccìe » gìardine£tì meschini * ro* 

Magaaaini « le X)ogane • 1,' Arsenale » « fin vint maJincunicbe del monte piombate 

U scarico d«' marmi die vengono rego- nel Tevtre • e perfino il macello de^ ca* 

larmente da Massa di Carrara . Ma la bel- valli hanno preso il luogo de^ fonici » de^ 

h passeggiata sul Fiume ; W^ìdckrum liiiui scalari , t dei nobile antico Empvrie, tan* 

^ov* è ? Non v' è pia né qui • né altrove • to lammtncato • e descritto da JL^vio* . 
tiscado maacania vera che i^n vi sia 



56 
fazione e della pesca. Fu cuesto il primo ponte clie i RcMBa^^ 
ni avessero. Il suo primo tondatore fu il quarto Re Anco Mali- 
zio (i) , quello che unì il Trastevere ed i colli gianaicokosi 
alla Città . Lo fece di legno , perciò chiamato Sutliciù quasi 
sub Ui€€ . Fu anche chiamato Emilio da qualcuno che lo nfàb- 
bricò con più magnificenza , ma di legno ancora ; finalmente 
ebbe il nome d'Antoni/io , per essere stato fatto di marmo dall* 
Imperatore Antonino Pio, di cui fa fede un medaglione ra^i^ 
simo della Vaticana, spiegato dal Venuti. Rovinò in una in? 
nondazione sotto. Adriano L Pontefice , che non potè o noa 
si curò di rifarlo , forse per la vicinanza dell' altro ponte Péh 
latino r e per esser fin da quel tempo l'Aventino ed il Giamr 
colo disabitati (2) . Si fa menzione di questo ponte da Seneca 
per i grand' accattoni che vi stavano (3) . Se ne parla ancon 
per una cerimonia solita farvisi ogn' anno da Sacerdoti , di getr 
tar di collassi nei Tevere trenta uomini finti , in memoria di 
più antica, e barbara usanza che vi era di gettarveli ^ri (4). 
Questi simulacri si denominavano Argei . E' madornale equivo- 
co che vi si gettassero i sessagenarj per la legge antica Sexir 
genarios de fonte repellendo! : mentre cteve intendersi del pontt 
ide' Septi nel Campo Marzo , per cui si passava a dare il suf- 
fragio, che era un dirli privati del voto. Vi fu bensì gettata 
effettivamente ITmperadore Elagabalo già cadavere, e con un 
bel sasso al collo ne fluctttant , e ne unquam sepeliri fùstet (5)* 
L'is tessa ^orte ebbe la spoglia di Comodo strascinata pria bea 
bene per l'Aventino , e per i Navali (6) . Questo è auel ponte 
che fu tagliato dai Romani intanto che Orazio Coclite tratte- 
neva l'impeto del Re Porsena, che veniva contro Roma. Ri- 
cordati qui dunque in occasione di quella ostinata guerra To- 
scana il salto d'Orazio, il nuoto di Clelia vergine, iì coraggio M 
ScevoJa nel bruciarsi la mano, e siegui il cammino. Osservai 
barbacani, e le sostruzioni del monte; imagihati qui prossiatt 
la spelonca di Cacco , quel celebre ladro che rubbava i buoi 
strascinandoli nella sua grotta per la coda , onde schivare gf in* 

(1) Liv. nel I. Dlonig. nel III. una barchetta volante s molto perìcolo!** 

(2) Ora pero che ainbedut tono diru** (|) Senec. de Vìt. beat. cap. as* 
et » per andare dal Trastevere , e dalla Ripa (4) Varron. ntl 6, 

grdndc (cos'i chiamasi il moderno Porro) (5) Lamprid in filag. 

allei Basiliche di S. Paolo , di S. Sebastia- {6) Ved. VeAuc. Voi. a. pa{. 27« 

no ec. aea v'^ altre che passare sopra 



^ - 57 

duejf ucciso 'finalmente da Ercole, e do^e 05«rvi un viottolo 
che sale ripidamente al Colle , ivi furono altre scale » anch' es^ 
&t Gemme., siccome quelle del Campidoglio > senza sapersene il 
perchè (i) . 

Arco detto di Ovuzio Cogliti. 

Inoltrandoti per la' via, incontrerai lo scheletro laterizio 
di un arco , il quale alcuni hanno battezzato per la Porta Trige- 
mina : altri lo lunno creduto avanzo di un arco trionfale eret^ 
te ad Orazio Coclite 3 in memoria di aver difeso il ponte Su* 
blicio contro i Toscani • La prima opinione dee rigettarsi per 
la ragione detta di sopra, che la porta trigemina era vicina, 
attaccata alle saline, e queste molto vicine al Vico Publi* 
do ; vale a dire molto più indietro di qua : oltre di che non; 
mi pare sagoma di arco adattabile ad una porta antica , ^ a 

Suelle antiche vie strette ,. e meschine . La seconda poi si fon- 
a tutta sulla congettura unica della vicinanza deli' Arco al 
Ponte Subllcio. Poco innanzi ove termina il Colle, s'apre a 
destra una deliziosa pianura dove , entrandosi per cancello si va 
dalia sinistra alla Piramide di Cestii ^ dalla destra al 

Mónte Tistaccio , 

Di tre cime, alto 160. piedi, chiamato anticamente Do* 
iiùlitm : ha un diametro di palmi geometrici 240. e in tutto il 
giro cinquecento novanta passi (2) . Vedine la situazione e la 
pianta. Ambedue le sue denominazioni, oltre la testimonian- 
za degl'occhi , servono a spiegarlo per quello che è , vale a 
dire , una gran congerie di frantumi di vasi Hi creta , ed altri 
lavori di terra cotta; de* quali ^ come ognun sà^ si faceva in 
Roma un uso sterminato per conservare le acque, i vini> 
glolj, e le ceneri de' morti, e per infiniti altri usi. Il Nar- 
dioi asserisce essere stato questo monte anche più grande, ma 

h 

(x) Ved. Hard. pag. 4$ a. lungo il Tevere » de^ Colli Gianicole osi , • 

(2) /'ed. Venut. VoL 2. pag. 25. tve ri* tocco» a man siaittra • degl* avanzi de' gra* 

^rra deìie miiurt i n jn 10 peraltro se vi nari publid • e porrìci di M. Emilio Le* 

tompuci il riaisanncnco del piano moder- pido e P. EmilioFaolo « suir Emporio • al« 

no che » otr s«aconfeisione > è in questo la riva del Tevere ; poco doppo i quali 

«ito di pdmi circa quaranta . Vi è sopra doTeKe termin^e il fulotrum ìittui # 
bella veduta della campagna e della Città 



che a sua tempo ne furono tolte infinite carrette per rimediar 
re con quei cocci alla fangosità delie strade circonvietne^ 
Si vuole ancora che vi stassero i Creta), (come or sono doli* 
altra parte del fiume nel Trastevere ) , trasportativi forse da 
Tarquinio Prisco quando fece il Circo , per la comodità dclf 
acqua , ed insieme dell' imbarco de loro lavori . Ai frammenti 
poi di queste officine credo debbano aggiungersi tutti gli- altri, 
che da questa parte della Città vi dovettero essere trasportad 
per ordine del Senato medesimo ; allorché ne'secoli bassi , aven* 
do la Città cambiato di sito , procurarono rendere utile e 
fruttifero il terreno imbarazzato dalle infinite rovine di fabbri- 
che e di sepolcri, ripieni d'o//e, di Anfon , dì vasi te. Di fat- 
to nello scavare, si è rinvenuta una gran quantità di vasi 
wretti e lunghi , di terra cotta , intieri . Di più asserisce Tanti** 
quario Ficoroni, che appunto in occasione di uno scavo fii 
trovato sotto ietto Monte ai fiedi (i) un sepolcro della famiglia 
Rusticella , la di cui iscrizione si riporta dal Fabretti • Ha tal 
colie una mirabile proprietà, che nell'estate tramanda da quc* 
sti frammenti un vento freddissimo ; ond' è che i moderni vi 
hanno alF intorno cavate grotte di. una freschezza tale , che* il 
vino ivi conservato ha il freddo della neve is tessa . E' curioso 
il vedere come questo monte sia stato tagliato in mille parti; 
come i cocci » T uno all'altro sovrapposti , lasciano ne' loro in- 
terstizj libero lac cesso all'aria , che si rinfresca in quel pas- 
saggio ; come di tanto in tanto s' incontrino de' colli di ^^fo- 
re di una grandezza considerabile, da' quali sorte tal vento i 
che la mano appostavi non può reggere* Il Gesuita Eschihar^ 
di ; nel suo libro de imfetu , adduce la ragione di sì mirabile ef- 
fetto cioè, che a cilindro aereo €omfosto daWaria esterna so fra i/ 
monte , e dalì intema men calda , pesando fììi del cilindro fWt 
caldo estemo , ^iene a sfingtrlo , ed a formare quel vènto . La quan* 
tità per altro delle grotte , con dare tanti sfoghi all'aria , ne 
ha molto diminuito il fresco (2) . Retrocedendo lungo le mu* 
ra che terminano al Tevere , verso Ja Piramide , osserva che 

(x) Ho notato le suddette parole per- te mandano giornàlniente a prendervi 3 

che altro discorto sarei)be che il detto vino . All' ìntx>rho e nell' interno del iiìoa* 

tepolcru foise stato rinvenuto jof/9 il mon* te essendovi state formate botteghe « e 

te« altro a jiedi della montagna . capanne > vi concorre incerti tempi delP 

(2) Presso che tutti g)i osti ricchi della anno il popolo a bere e a mangiare ; fof^ 

«Città vi hanno la loro gr<]tta, ove P està* mando ai se in quella valle unpittoreicf 



59 

qiicrta Valle, per essere còs*i alberata, per avere una piramì* 
ce , e molte torri sulle mura , ha per quanto ne dicono i viag- 
giatori, r idea di alcun luogo d'Egitto, ove rade le case, e 
sotto gli alberi per cagion del Sole, hanno vicine e frammi- 
schiate consimili torri , piramidi , o aguglie r 

Piramide. ^ di C Cestio • 

Una delle più illustri memorie della magnificenza sepol-- 
crale di Roma antica . Fu innalzata ad un certo C. Cestio ( sic- 
come addita T iscrizione antica e genuina che vi si legge) il 
quale fra i molti di auesto nome , non è facile determinare 
chi fosse. Sospettano il Nardino, ed Ottavio Falconieri , che sì 
bene di quella scrisse, (i) che sia quello che fece il Ponte di 
tal nome . Ma non saprei digerire che di tanto merito non sé 
ne vegga fatto motto nella lunga iscrizione che di luì par- 
la (2) . Dee dirsi ben fortunato codesto Romano , il quale non 
fu nemmeno de' Patrizj , per quanto si vuole > neir avere magni- 
fica tomba , e ed averla in piedi sino ai nostri giorni ; quan- 
do Taltra di Scipione AfFricano nella Valle Vaticana situata, 
andò per sua disgrazia convertita in lastrico di un cortile (3} • 

h 2 



ipetttcolo ; anche meglio di quello clie Ye* 
4tn ntlle Cascine di Firense il giorno di 
S. Giovanni • Ha veduto pia volte degli 
oltramontani dilettanti di grottesche « e 
bamhocciace prenderne disegno • 

* Piramide vuol dir fuoco , per la figu* 
ra acuminata che prènde la fiamma nel 
sollevarsi . I mucchj de' sassi nelle cam- 
pagne che furano i primi sepolcri degl^ 
uomini «ebbero per indispensabile legge daU 
U natura la forma delia fiamma » e delle 
^ramidi'. Non un saggio « ma appena un 
astaggio può dirsi questa a paragone del- 
le Piramidi Egi si e > le quali è certo che enor- 
mi sì» ma non inutili monumea^ saprei 
chiamare • MiiÌ7{^, Di:^. dtUc belle arti tam,2^ 
^, 114. Se dessi furono destinati a con- 
aorvare la memoria. degl'uomini illustri » 
de'grandì avvenimenti ; tanto più lode- 
voli e pia utili dovranno dirsi» quanto pi àso- 
lidi furon fatti , e per l' cternirà . Intan- 
to é& tre Piramidi che si sa essere state 
In Roma ( se non erro ) appena qutsta per 
U tante cure avutegli -ri man e in piedi, e non 
vi starà certo quanto quelle di Memfi ec. 
Una riflessione intanto ti gioverà di fare che 



tal sorta di Piramidi si son fatte talvolta 
bsce ^ e piane come questa • e talvolta di« 
vise in gradi rastremanti a misura che s'inaW 
sano r le quali poi avevano alcun ornamcn* 
to sulla dma; Tali sono alcune di £gtt-«^ 
to • e cosi era la fitmosa dei Sepolcro di 
Mausolo » fattogli ergere in Alicarnasso dal- 
la Reg^a Artemisia sua moglie * alto cen* 
to quaranta piedi » e con in 9Ìma il carro 
del Sole • Un esempio delle rastremate pu'ui 
averlo in quella cD cui parlautimo * sulla 
vìa che conduceva al Tempio 4À Giove 
Laziare sul lago Albano > vicino al mo- 
derno luogo detto Faìa.'^^u^la • 

(i) Ved. la sua Dissercaatone impressa 
in calce della Roma Antica del Nardino • 

(2) Dalla iscrixiune di una base qui rin* 
venuta spettante al sepolto : che si con* 
serva in Campidoglio , parlandosi di M. 
Agrippa $ si fa chiaro essere questo C. Ce* 
stio vissuto nel tempo di Augusto • per* 
ciò esser diiFerente e posteriore all' altro 1 

(j) Falcon Ice. cit. Forse deve questo 
monumento la sua conservazione, al. tro* 
Varsi ristretto dal muro di Aureliano lua* 
gi dall' abitato • 



ì5o 
Alessandro VII. più premuroso ed intelligente delle cose anti* 
che di Donno I* , la fece dissotterrare afi* altezza di ventiduc 
palmite ripulire^ ond' è che possiamo vederne e dirne il fiit- 
tò nostro . Oltre ad averja riattata , vi fece fare questo dotto 
Pontefice un'apertura la quale serve ora d' ingresso alla came- 
ra sepolcrale . Con Tajuto di una torcia ( che accende il cu- 
stode medesimo della qui vicina porta) la riconoscerai di for- 
ma bish^nga^ lunga palmi ventisei: larga dieciotro, e alta 
diecinove. Nella muraglia, quantunque scolorita e 5emiestinta, 
scopresi un ordine andante di compartimenti , alti palmi sei , e 
lar^i palmi tre e mezzo ; ciascuno de^ quali è tramezzato da 
un altro di altezza palmi sei e mezzo , ma non più largo (fi 
un palmo e un quarto: quest'ordine vien tramezzato dal suo 
basamento di palmi due e mezzo , e dalla cornice distinta cfi 
linee di diversi colori, e adornata di tanto in tanto di alcuni 
come piccoli fioretti . Nelli scompartimenti maggiori si trave- 
dono ancora figure in piedi, sedenti, che hanno in mano de* 
libri , ( creduti Sibìlini ) de' frutti , una torta , tibie , erbaggi ; 
cose tutte allusive all' impiego del defonto • Vi si scoprono 
ancora de' vasi , degli arabeschi , e delle grottesche messe io 
liSO appunto sotto Augusto da quei LuJro , ed Arellio tanto con- 
dannati da Vitnivio . Si vede in alto l'apertura per cui si en- 
trava anticamente , comunicante al forame esteriore sul lato 
orientale, per dove entrò il Bosio cogfaltri che vi lasciarono 
il nome scritto con il carbóne. La volta è di quel sesto co- 
mune chiamato 4^0//^, e questa, siccome le pareti , si vede in- 
crostata di stucchi , come Vitruvio ordina doversi praticare 
nelle muraglie che devono esser dipinte . S' alza la Piramide 
«opra uno zoccolo di travertino alto palmi tre e tre quarti, 
che, gli serve * di basaménto , all'altezza di palmi centosessanta- 
quattro e due terzi , distendendosi in quadro palmi cèntotren* 
ta . F tutta ricoperta di lastra di marmo bianco , gròsse p^t 
lo più un palmo e mezzo circa • Il massiccio dentro cui s'apre 
la camera sepolcrale , è di palmi trentasei per ogni verso . V% 
questo lato, essendovi stati ritrovati sparsi qua e là i pezzi del- 
le coljonne scannellate , furono messe insieme ed erette come 
si vede. Nel tempo stesso trovaronsi ancora due basi di mar^ 
mo ; sopra una delle quali eravi un piede di bronzo ; dalla ^ 
«ui grandezza si raccolse; che la statua avrebbe potuto ftvtft 



6i 

quattordici o quincficì paUni d'altezza* Queste dovettero cssqv 
situate come le colonne nella facciata orientale del monumen* 
to riguardante la via Ostiense » come luogo pia esposto alla 
pubblica vista • Da questa parte a mezzo della Piramide leggesi 

C CESTIVS. L. F* POB. EPVLO. PR. TR. PL. 
VIL VIR. EPVLONVM • 

Questa iscrizione si ripete anche nella parte Orientale sulla 
via . Perciò devi retrocedere per passare la Porta , dove osser- 
vata la qualità delle mura con que* porticbetti e feritoje , e la 
doppiezzaK. della Porta sressa j potrai rivedere il lato orientale 
del sepolcro ove oltre f iscrizione suddetta vi è in più basso 
r altra pia lunga 

OPVS - ABSOLVTVM . EX . TESTAMENTO . DIEBVS • CCCXXZ. 

ARBITRATV 
PONTI . ?. P. CLA. MELAE. HEREDIS ET . POTHI . L. 

D&Ha pcima dunque si raccoglie die il tumulato Cestio fu fi* 
glio dà Lucio , Epulone j della Tribù Poblilia , Pretore , Tribu- 
no della Plebe e Senemvìro degli Epuloni stessi; vale a dire 
di que'* Sacerdoti che avevano la cura di preparare i Uttìstemj 
o sia le mense agli Dei (i) . Dalla seconda, che la Piramide è 
stata fatta ad arbitrio di Lucio Ponzio erede , e di^ Potho liber- 
to in trecento trenta gorni, vale a dire in meno di un an- 
so . In basso da ambedue le partì vi è la memoria del risUtt*» 
XQ Éuione da Alesandro VII. 

INSTAVRATVM • AN. DOMINI . M.aCLXm. 

LaPiramide descritta circoscrive la via ostiense antica, la quale 
dovette principiare non molto innanzi la moderna; bensì è certis- 
limo aver tosto inclinato sullrf dritta presso il Tevere , e di esser 
passata innanzi la facciata della Basilica di S. Paolo . Abbiamo 
già detto di sopra , che passata la Chiesa , la strada si divide i^ 

|i) Itt ftttl in queste vicìoanse fu tro- tndafa in Francia» diede luogo ad un va* 

▼atd un^ fibula di metallo che eiprimeva lente letterato di fìirvi uni disicrtasione » 

nn piccolo piatto » sopra di cui era espret-^ elle si trova inserita tn quelle dell' Accit^ 

!• M poUo comie te fosse ai;ioitito , clif deini4 di Cortona • 



J 



due; unz conduce ad Aquas Salviat , oggi le tre fontane , ove fa 
decollato S. Paolo , e Taitra alle rovine dell'antica Città d'Ostia; 
vedendosi Tantica via consolare sparsa di magnifici sepolcri db 
ambi i lati , e di grandi avanzi dell' antico borgo . A tempo di 
Procopio , si andava dalla Porta alla Basilica lo spazio di più 
d'un miglio per un colonnato di marmo formante un portico 
con tetto coperto di piombo (i)/ Si rivegga alla simstra il 
fìumicello Aimone, che di qua traversando, siscaricanel Te ve* 
re^ e poi la 

Basilica pi S. Paolo « 

Quantunque rustica, con pavimenta diruto, e coperta 
con la soia travatura ( cosa bellisima ) , è , a mio credere , que^ 
sta Basilica una delle principali meraviglie di Roma • Ai primo 
vederla s' inarca il ciglio , come alla piazza di S. Pietro , al 
Panteon , ilV Anfiteatro . Bensì per godere la sorpresa é d^uopo 
entrare dalla porta grande, bassando gli occhi a quel porti- 
chetto meschino del Canevari, che non mi sembra averci luo- 
go niente affatto • Per una porta di bronzo istoriata rozzamen* 
te , piccola e meschina anch* essa in proporzione, passerai 
nell'immensa Chiesa, di Architettura volgarmente Gotica» do- 
ve vedrai le cinque navi, sostenute da ottanta colonne di smy 
surata grandezza. Crescerà la tua meraviglia, in riconoscere 
le prime ventidue, salvo errore, undici per parte; le quali ol- 
tre r enorme grossezza , oltre la bella di loro proporzione , 
ed esattezza delle scanalature , oltre essere , chi di un pezzo 
solo chi di due , si riconoscono del più superbo Pavonazzetto che 
esista ; ond' è che Benedetto XIV. ne fece lustrare alcune sulla 
dritta ad effetto di goderne il lucido e la bellezza • Avanzar 
già altrove il mio forte sospetto che possano essere parte di 
quelle centoventi che Pausania narra essere state in Atene (2) , 
le quali dopo aver servito nella Basilica di Paolo Emilio , sicco- 
me ho detto , potrebbero essere state impiegate qui da chi 
ordinò questa mole ^ . Se è vera , come sembra l' iscrizione 

(I) Z>^ Bell.Oot, Come mai dì un por- ci danno una idea della grandiositk de* 

lieo sì esteso non rettarvene neppure una Perisrilj anrichi : Né a torto crìttfa quegT 

traccia ? «rcucci • come tropp7 deboli per tosre- 

(i) Vedi le mie notis. anno li8St p. 5 }. nere quelP enorme muraglia . Egli vi avreb^ 

* Con ragione il Mii^ia la cliiamapiii be voluto un^ altro ordine di colonne tu* 

cbe Basilica per le 4. file di colonne $ che pertori ; Roma i^elU belit urt, ^ag. 114. • 



che è da una parte deirArco di mf zzo , -Teodosio la cornili* 
ciò , la perfezionò Onorio (i) . Osserva la bella crociata alla 
riserva del muro di mezzo che dev'essere un appiccicatura po« 
sterìore , ed al numero delle ottanta unisci tutte le altre co« 
knne della crociata e quelle di porfido degli altari^ avrai in 
questa Chiesa un numero di circa centoquaranta colonne • Os^ 
serva la quantità di porfidi ^ serpentini ed altri marmi che 
«domano le pareti e gli altari della crociata , la bella serie 
de' Ponteficj ritratti intomo alla Basilica sopra le colonne da 
/(S.Pietro sino alFultimo regnante, i bei Chiostri Gotici *, e la 
buona Libreria del Convento.; cose che rendono questo luogo 
rispettabile , e compensano in gran parte gì' incomodi che ie 
ionondazioni del Tevere nell' inverno i e la mal aria neli' esta- 
te gli uomo soffirire (2) . 



il quale fatto « piombo iul Mmovvreb* 
be «Uro i^ea secondo me , delie basiUche 
a due piani , siccome quella, di S. Agnese 
fuori delle mura ; o piuttosto delle sale 
S^isie descritte da ViiiuVfo • cbe codai 
facevano • 

" (J) y^ tt ^^gc" ' ThioÌQiìui cepie ; per*- 
ftcit HQti^riui . ^lam 

Doctori^ mundi iocn^ 
toni corporc Pauli . 
So quel perfecif »può cadere qualcbe diffi^ 
colta» s&mbrando perto cbe prima della 
travatura > la quale è cosa modèrna , non 
vi sia sopra que' muraglie ni alcuna trac- 
cia di coptrtura. Si dirà mai un edifiaio 
pcrfcxionato quando vi mancbi il tetto? 
* I tlue Cbiostri di S Paolo , è di S. 
Sabina sono forse i piii curiosi in quel 
^tnere cbe si veggano in Roma : cbiostri 
Ir colonnette àX -varj marmi , e di forme 
differenti . Avrebbero fattola dtcliziadelP 
autore dell' artti di vtdere « se invece d'ar- 
cìii avessero sostenuto ardbitxavi : Ma non 
ne trovo di tal sorte cbe agli Agosti ni a- 
»i di Viterbo . X>q. dì, ved^CJd ostri . Per 
la strada moderna cbe passa dietro la Ba* 
siHca si va ali' antica Ostia, ove» d'ordine 
del regnante sommo Pontefice , si è già di* 
.sotterrala una gran parte di quel magnfn- 
«o * e tanto decantato Subufbauo • Von 



entro nei dettagli di questa 'escavaslòne * 
avendone parlato diffusamente nel primo 
foglia dt* monumenti inediti di quest'an» 
no » a cui volendo potrai ricorrere • 
"(2) La fovprende4te beile sxa di questo 
luogo lo formano le colonne . Xa colonna 
<ltinque isolata è il miglior ornamento » è 
il decoro più brillante e maestoso S un 
edifixio • Cbi non se ne persuade verni 
S« Paolo . Altexze ineguali » Jàumttrì Jif* 
ferefliu » basi, non tue» capitèlli rifiitii« 
4) adattati ; percbè è colonna non accop- 
piata» non incassata basta così. Ritornan* 
do per la stessa via sali sul!' Aventino ce- 
lebri per la tomba de due Rè Aventino 
« 1 a\io : come per i tempj di Diana , e 
Giunone » e VJrmilustro^ esercizio cbe vi 
si faceva da' soldati >con gli scudi . Ascenr 
di la -cima del Casino del Priorato e go- 
drai d'un^orìzzonte vastissimo • Su questa 
punta del monte prese Remo i suoi au* 
spie} ., Nella Cbiesa di S. Sabina osserva 
le belle colonne interne » quelle del por- 
tico esteriore rarissime » e la Madonna di 
Sassofirato . Visita gli anticbi Sanruarj di 
S, Prisca, S.Saòa, e S. Baliinn» da dove 
scendendo ti troverai al piano dell'anti- 
ca Piscina pubblica » vicino le Terme di 
CuracaUa d'onde partisti. 



64 



C A P O X. 



CAMPO MARZO E SUE ADIACENZE. 

P$rticù iOttAvié . Ponti Fabrìcto . Isola Tibmna . Ponti Ce- 
stio . Trasteveri, e sue fabbrichi di sito incerto. Ponti, i*MoU 
Adriana . Ponte Trionfale . Obelisco del Vaticano . * Vaticano moder^ 
no .. Sepoltura detta di Nerone . Ponte Mitvio . Muro torto . Obe^ 
lisco del Popolo . Mausoleo d'Augusto , i Z?strin$ de' Cesari . Tom- 
fio di Antonino Pio . Panteon . Circo d'' Alessandro Severo . Temfh 
d'Apollo . Condotto dell' Acqua Vergine . 

Siegue ora da visitare il Campo Marzo con tutto il resto 
delia pianura di qua e di là dal Tev^ere , per poi riprende* 
re i colli Quirinale, Viminale, Esquilino , e con essi compiere 
il giro topografico di Roma , e delle Romane antichità . Dun* 
que pochi passi all' ingiù del Teatro di Marcello , oy è la più 
grande delle pescherìe di Roma (non distante gran fatto dali^ 
antico Foro piscario) osserva gli avanzi del • 

Portico di Ottavu: 

Cosi va chiamato > e non Tempio di Bellona , o di Ghtn§* 
ne Regina, o altro (i)» Consiste questa rovina in un portico 
quadrato a quattro facciè parallele due a due. Le due princi- 
pali erano ornate ciascuna di quattro colonne» e due pilastri 
corintii , con un cornicione regolare , senza modiglioni , ne* den^ 
telli , ed un timpano col suo fronfespizio • In una di esse Gucr 



(t) Metello il Mtcedonieo fece in que* 
sto sito coli' oper4 dtgìì Archteecri Saur^f 
e Bairaco, Plin, cap. 5. Uè» j6. due Tempj , 
«no a Giunoni » Taltro nd Apollo « de^ 
quali uno fu di marmo , ed il primo che 
«vesfero i Romani /i quali congiunse con 
un portico . i^tUij. PaUr, Hi. prim(t\ Au- 
futto Doi * cui andava a verso il fabbri- 
care ta onore de^ suoi parenti , con un 
«uovo portico* e pia grande sotto nome 
di Ottavia tua Sorella » anse i detti due 
Tempj ; aggiungendovi Curia » Scuola » e 
Bièlhtoca. Plinio ntl 10, del 85. r Fiutar, 
in Marcello. Or di tal portico essendovi 
pianta ìa uno de' fxaxnmenti d«lla icao* 



grafia di Romt antica • e reitaada aacorA 
nelle case dietro S. Angelo in Pesciierìa 
tre grosse colonne di marmo striate » pò* 
tè il Piranesi confrontare ambedue qu«fcl 
avana! * e riconoscerne la puntuale corrct» 
petti va disposi lione nella forma e distut» 
sa ; avendo riconosciuto che «{ueQe ttè 
formano un angolo del pronao del tem* 
pio di Giunone» coerente al dttto porti* 
co dK>ttavia . Piranes. Tom, i. dalla tit9m 
19. alla 44. Oltre di che Appiano lo ad* 
dita innanti al Teatro di Marcello ; e vi* 
dno di fatto» ed in prospetto dovette ri* 
maaergli » allorché il Teatro era isolat^^ 



6? 

eie non rimane che un pilastro e. duecolonpe; nell* altra, due 
pilastri e due colonne . Sì per la proporzione , come per la 
rivestitura marmorea e bellezza dei capitèlli, sì scorge esser 
fabbrica de' buoni tempi • * Nel fregio leggonsì i ristauri fat- 
tivi *da Settimio Severo e Caracalia. 

IMP, CAES. L. SEPTIMIVS . SEVERVS . PIVS . PERTINAX . AVa 

ARABIC. ADIABENIC. PARTHIC. MAXIMVS. TRIB. 

POTEST . XI- IMP. 3a. COS. m. PP. et . IMP. CAES. M. 

AVREUVS . ANTONINVS . PIVS . FELIX . AVG. 

TRIR POTEST . VI. COS. PROCOS. 

INCENDIO . CORRVPTVM • RESTITVERYNT . 

Anche Tito avea ristorati questi edifizj incendiati durante il 
sub regno . Fu questo corpo di fabbriche . ripieno delle opere 
de' migliori scultori , i quali Plinio enumera per la maggior par- 
te: ed in certi determinati tempi vi esponevano i Pittori le 
loro opere . Costeggiando per piccol tratto le mura del Ghetto , 
( luogo ove sono rinserrati gli Ebrei ) giungerai al 

Ponte Fabricio* 

Uno dei due che rinserrano Tisola Tiberina. Fu chia- 
mato anche Tarpejo , per esser vicino alla rupe di tal nome , e 
modernamente vien detto di Quattro Capi, per cagion di più 
di un erme a quattro teste , o sian Giovi barbati , che si vedon 
collocati al principio del Ponte . Il suo vero nome è Fabricio ,- 
perchè innalzato dall' Edile L. Fabricio , poco dopo la congiu- 
ra di Catilioa^ siccome narra Dione L 237 . Da una loggetta 

i 



S^*Tutto l'ordine è dì marmo bianco • 
u^teifacura è cU mattoni . Le colonne 
d'un KJpetf o > e scanalate « del diametro 
j 42 e iIk^o . La base è sepoUa , e $i 
^pp'jne Aitìtiz . I capitelli > in iuogo dì fio- 
re • h«inno un aquila con fulmini n^^gìl ar« 
tigli . L'architrave è a tre band^ in ritira- 
la. L'edificio è scoperru ; né si vede ne' 
muri segno alcuno da fermarvi le coper- 
ture . Di questo bel Portico non ne rima- 
ile cbe poco: ma di quelli dì Fiii^pQ e 



Oneo Oitavio» qui vicino pressa 5. Af. in Co,* 
cuèeris » quasi niente • Quihti Portici ia 
Roma antica! Roma moderna non ha 
pensato a farne ; e pur nelle piasse vi 
spiccano eccellentemente . In quella del 
Popolo nulla vi resterebbe a desid^^rare» 
se dalla Porta alle due strade laterali vi si 
andasse per portici ; l^i stesso Michelange* 
lo» che potè nre sul Campidoglio una mas- 
sa a suo modo , ve li fece i e li fece aetr 
nino al Vaticano « 



66 
in fondo al pergolato de* Frati di S.Bartolomeo poorsu Ic^^- 
neT iscrizione tronca . 

FARBICIVS . C. F. CVR. VIAR. FACIVNDVM . COERAVff^ 

IDEMQ; PROBA VIT • 

Al tempo del Nardino vi si leggeva di più. 

Q: lEPIDVS . M. F. F. M. LDLLIVS. M. F. COS. 
S. C. PROBA VERVNT . 

Il Consolato di Lepido e Lollio cade sotto Augusto , nel 733, 
di Roma • Dell' Edile Lucio Fabricio ne parla Orazio alla sa- 
tira 3. lib. 2. Rimarchevole è questo Ponte per la sua sempli- 
cità e solidità insieme * j^ siccome degno di- osservazione si è 
quel pezzo di muro o sia di sostruzione in gran quadri di 
pepermo a piedi Tarco sulla ripa del Tevere , creduto opera di 
Augusto, contemporanea al Teatro di Marcello (i); alla di cui 
scena servì forse di contraforte > ed in conseguenza posteriore 
alla costruzione del ponte. 

Isola Tiberina . 

Narra Livio nel secondo , che i fasci di grano , mietuti dai 
campi di Tarquinio Superbo^ e gettati per odio nel Tevere, 

'^ Per avere un idea della coscruiione ro# situato a vista dell'Isola di Pari^*» 

de' Ponti Romani antichi del tempo del- d'altri ponti » del Xocrvref delle Tzi/7/rrir>. oc* 

la Repubblica 9 questi due sono unici , ma Campi Elisèi t ed altre cospicue fabriche ; 

sono buonissimi. Quantunque ristorati, di pia » ornato nell'estate di un'ordine 

non hanno perduto punto quella soda e continuato di vasi di agrumi e nori * fot- 

stabile semplicità , che usò in que' tempi ma un passeggio ed un colpo d'occhio che 

nelle mura , negl' aquedotti , nelle clua- incanta . Altro meno ricco se ne vede io 

che « e nelle sostruiioni in genere • Ri- Lione » ed un altro si meditava di- fai- 

marcat potrai appunto in questi due anti- ne in Londra, ma fin' ora non ve n'^i 

chi ponti la regola principale in tal sorta che il. disegno. Simili ponti n'>a sono 

di edificj f che gP archi debbono essere in che per i pedoni ; e molto hanno da te* 

numero dispari • affinchè in messo della mere dalla ruggine , se non se ne pnttdt 

corrente non sia mai un pilone. Gli an- gran cura. Sono stati sempre in vsotll^ 

fichi Romani hanno avuto ponti di pie- Cina » e forse di la n' è passata in BbM>- 

tra e di legno * ma non di ferro come i pa l'idea , e la voglia d'averli : né ^piffo 

moderni li ponte detto delie Arti in Pa* qu\ al proposito di riflettere sul ptngs/it 

Tigi è perciò un oggetto di curiosità : sopra di tali ponti moderni . a fronte di ^kK 

piloni di pietra di mo.nte « da spranghe degl'antichi Romani : cioè : dalla 

incrociate «i sostiene un intavolato , che« solidità all' estrema leggereaaa. 
circondato da ramate egualmente di fer* (i) Piranes» tom.IV* tav, XX« 



I 



... *r 

arendo quivi trovato un inciampo > si abbarbicarono e vi fbiv 
marono un Isoietta , che divenne poi grande e grossa , per 
Fajuto elle gli diedero i Romani con bastioni , con aggeri » con 
pietre quadre ec. : Come poi gli fosse data la forma di una 
nave j compatta di grossi e puliti quadri di travertino , e che 
sopra vi fossero inalzati fabbriche e Tempj sontuosi , siegue a 
dire che , trovandosi Ì Romani aflitti dalla peste , consultati i li- 
bri Sibillini, spedirono in Grecia una solenne Ambascerìa ad 
Esculapio per averne il suo Oracolo, e riportarne soccorso. 
N'ebbero di fatto per antidoto un serpente , il quale , sebbene 
fosse religiosamente collocato e Custodito nella nave; allorché 
[uì giunse se ne sdrucciolò via, nascondendosi fra i cespugli 
eir Isola . Fu poi creduta quella bestia sempre viva , anche do- 
po lungo corso di secoli , dando i Sacerdoti ad intendere dì 
pascerla giornalmente . Sembra però che Plinio non se la beves- 
se ; avendo scritto nel quarto . . • . vulgù f^citur a in domi- 
bus . . . Dunque ov'è la moderna Chiesa di S» Bartolomeo , e 
suo Convento, fii il Tempio famoso di Esculapio adornò di 
bei quadri (i), ove ricorrevano tutti i malati incurabili (2) • 
Dirimpetto a questa Chiesa evvene altra con l'Ospedale , e 
Convento de' Bentratelli . Quivi dagli antiquarj si pone il Tem- 
pio di Giove Ucaonios per un passo di Ovidio, il quale, de- 
scrivendo tutta r Isola , pone il Tempio del Zio vicino a quel- 
lo del Nipote (3) • Alla punta finalmente dell* Isola , vate i 
dire , alla prua della nave è forza situare il Tempio di Fauno , 
per testimonianza dell' istesso Nasone , il quale , spiega eh' esso 
stava , ove l' Isola rompe le acque del Tevere (4) . Rappresen- 

i 2 

^x^ liv. nel j. della quinca Deca. due antiche iscrixioni una ad Esculapio » 

(a) Di fatto Aristofane in F/uto v'in- l'altra a Semone Sango e Fidia p Diviuttk 

traduce grinfcnrii attendenti la sanità : e simbule^nnte Ercole , adorata dai Sabi* 

Plauto • Ilei Cureulione » fa che il lenone ni • e ricevuta dai Romani , mal intesa da 

nVsca disperata « perchè invece di rice- taluni per Simon Mago* Nei tornare » os- 

Vervi miglioramento « senti vasi ogni dì serva altresì l'altro Fonte detto Oestio di 

Paggio . Phnio riporta la ricetta di un cui appresso faremo parola . 

concravclcno ( di cui soleva servirsi il Re (5) Jupiter in parte est; c»epit locus 

Anrioco ) incisa sulla soglia del Tempio • unui uirumque 

Barrando nel convento al fondo del per* juntuquc tutti m.igno Tempia ne* 

golaro suddetto , scendi a vedere la poppa potis Avo , nel i. de' Fasti . 

della nave con la scrpetra scolpita. Di (4) Idibut agrestis funiani Miaria 

^ka conservasi la fortna , e la memoria fauni 

in un medaglione d'Antonino Pio nella ~ Hic uhi diijcretai Insula rumpit 

Vaci.ana con il si^rp^nce effigiato in un aq^uas , loc. cit» 
Uto della nave. Osserva sulla porticina le 



taBdo la stessa una nave , dovette avere nel mez20 un ObeU-- 
SCO che ne indicasse Talbero ^ Di Éitto , dove ora è la colon- 
netta che vedi , fu wi la purità di un Obelisco scritto , ora nel- 
la villa Albani. Narra Sidonio (i) che in quest'Isola, per de- 
creto di Tiberio erano portate le persone d'alto grado con^ 
dannate a morte, dove prima di consegnarle al carnefice, si la- 
sciavano barbaramente un mese a meditare quel novissimo . 

Ponte C bstio^ 

Siegue al di là delF Isola T altro ponte che di Cestiù ha 
nome, perchè così lo chiama Vittore; sapendosene assai ben 
poco , così riguardo al suo autore , come al tempo in cui fu edi* 
ficato . Sopra gli archi , tanto dalf una che dall' altra parte, noa 
41 può leggere che le seguenti parole 

PRENNES . INCHOARI • PERFICI . DEDICARIQ . . 

Ha questo ponte tre archi , due de* quali sono piccolissimi e 
fondati sopra una istessa platèa di poca profondità . General- 
mente , quantunque di pietra , si vuole del tempo della Repub* 
blica verso la fine : Pare che questi Cestii, tutta una stessa Si- 
miglia di quello della Piramide, fiorissero al tempo di Augu- 
sto : e probabilmente ambedue i ponti ebbero un epoca pres- 
so a poco la stessa. Le iscrizioni che si leggono ancora su ic 
sponde d'esso lo dichiarano ristorato da Valentiniano , Valen- 
te , e Graziano . 5iegue il 

Trastbverb. 

Un pezzo di Roma, così anticamente e modernamei:tc 
chiamato , per essere al di là del Tevere , e come separato dal 
resto della Città . Si stendeva lungo il Giannicolo abbracciando 
i campi vaticani sino al ponte Elio ; oggi per altro questa par- 
te , da Sisto V, in qua , ottiene il nome di Borghi , e forma Rid- 
ile da se . Fu il Trastevere aggiunto a Roma da Anco Marzio 
non inopia loci (2) ; ma per impedire agli Etrusci , padroni al di 
là del fiume, che non mvestigsero la Città, e non disturbas- 
sero più la navigazione del Tevere , siccome facevano • Lo die» 

{1) Lib.I. £pitt.7. (2) Livig Dell. 



^9 

de quel Re da princìpio ad abitare ai popoli di Poli torio e TW- 
/fwr, e ad altri dei Lazio da lui soggiogati (i) . Vi furono con- 
finati i Velleirani per castigo della loro ribellione (2) ; e do- 
po i Campani in tempo di Annibale , in pena anch'essi d'esser- 
si rivoltati (3) . Augusto vi pose l'abitazione per i soldati deli* 
armata Romana di Ravenna , vi collocò uno spedale d' Invali- 
di , e per ultimo vi rinchiuse gli Ebrei , Oltre di che tutto il 
{)opolo che esercitò mestieri vili , pare che vi si ricettasse vo- 
ontieri , come al presente vi si ricetta ancora . Parla Marziale 
di permutatori di solfanelli con vetri rotti (4) . I Lente arj ; i 
Cùtriari , ed altri di simil fatta vi ebbero stanza : oggigiorno i 
carrettieri , stracciajoli , muratori , vuotatori di pozzi , di la- 
trine , fanno quivi la loro dimora (s) . In tutta questa parte 
della Città, sebbene è noto esservi state fabbriche pubbliche e 
private di conseguenza , come la Naumachia d Augusto , gì orti 
di Osare , e di Geta ^ ie Terme Severiane te. , niente pi i vi ri- 
mane di sì fatte cose che la memoria , ed una memoria fiac- 
ca ed incerta ; non potendosi nemmeno di t%%t determinare il 
giusto sito : motivo per cui credo superfluo il ragionarne . 
Qualche sostruzione scoperta dal Piranesi sotto la Ciiesa di 
S. Pietro in Montorio ( lAonte aureo per la sua terra giallastra ) 
che investe il monte ; qualche avanzo dell'antico aquedotto 
dell'acqua Sabatina (6) fuori della porta ; la pDrta o arco %ettu 
ptiano che io non credo di molto remota antichità , ed il pon- 
te Gianicdensje , il quale per essere in tutto ritatto da Sisto lY. , 

(1) Dionig. iiel|. da Trojs . Siccome non partono mai da 

(2) Livio nel à. quelle contrade» e diffiJlmcnte ti marita- 
(i) Livio nel € della j. Deca. no con scranieri > niente pia facile che 
vfj ^uiil ^r^o f/'^rna ifs la dentro $ fra gli stra;:ui e la p^iglia » respiri 

hoc quoa Tratiìtybtrinus ambidator qualche ^nì una veramente Romana. Égli 

«^tfi pulUntia sulphurata fractis è certo che chi vive fra essi ha sovente 

Ptrniutafviireis «ftc Ep. 116". lib.I. occasione di osst?rvare che nella supersri* 

(5) Per altro se hanno vile il mestiere» xione • come in molti usi » e cosrumaa* 

non hanno i Trasteverini vile il cuore • se della vita civile > ritengono molto dell' 

Sono altieri e maneschi » ma k loro fie- antico fare . 

ressa è generosa* incapace di basscssa e (O Non i4/;/>/i/za» come per errore mar* 

di tradirat^nco • Poco pressano la vita, e ca l'iscriaione di Paolo V. i^uesta procede 

tempre vi è qualcuno fra di essi che si dal Lago di Martignano > tredici o quattor» 

distingue nel cor<<ggto . (Questo tale viene dici miglia lontano da Roma e da l'ac» 

dagli altri trattato con de^ riguardi , ri* qu^ alla Fontana di S, Pietro , quella pres- 

tpettato • corteggiato» ed insignito di so il Palaszo ; la Sahaiina.'vitQt e venne 

gualche popolar sopranome . Ad ogni mo- dal Lago di Bracciano » o Anguiilara Tao» 
SQcoto • e p«ir qualunque lieve motivo van* - tico iiabbaiiutn • 
tano il nome Romano , e U discendeni» 



70 ^ , • ^ 

può i^ettersì fra le cose moderne, sono tutto quello che vi è 
rimasto dì antico in questa Regione (i) . Rientrando nella 
Città per il Ponte Gianicoiense , osservato il bel Fontanonc 
per la via retta, oggi GiulU arriverai al 

Ponte e Mole Adriana 
Oggi Ponte S. Angelo 9 e Castel S. Angelo. 

Sorse questa fabbrica, emula al famoso Mausoleo d'Augu- 
sto , che torreggiava superbo di qua dal Tevere , dirimpetto al 
Campo maggiore (2) . Adriano , che avea il mal di pietra , dopo 
aver innalzato a se vivente tanti comodi , e deliziosi edifizj , 
massime nel Tiburtrno , volle anche in questa mole fare al 
suo cadavere una stanza degna di lui • L edificò al di là del 
Tevere in prospetto al Campo minore , congiungendovela per via 
d'un ponte; e sì grandiosa la fece, che parve opra più dì 
fortezza che di sepolcro • Non la immaginò diversa dagli altri 
mausolei consistenti in un quadro , ed un cilindro , ma la co- 
struì d'un massiccio di 125. passi di diametro, essendovi ap- 
pena il forame per una scala . La rivestì tutta di marmi e la 
circondò di statue , dj carri, di colonne, e finalménte eoa 



(i) Sono qu\ da osservarli nella Cklesa 
di S . Ceciiia « vaso antico nel cortile « ba- 
gni della Santa « colonne di bianco e ne- 
ro il pia bello che si conosca ; statua 
dalla Santa di Stefano Maderno « ra.pre* 
séntara in quell'attitudine » in cui fu rin* 
venuto il suo cadavere nelle Catacombe , 
assai bella cosa . A ripa grande il porto 
ed i navali moderni , con bella passeggia* 
ta^ fuori della porta > rasente il fiume > a 
vista dell'Aventino , del Testacelo , della 
Basilica di S. Paolo. Di più, il gran stabi- 
limento di 5. MichtìU con la celebre fab- 
brica degji Ma^i . Nella Chiesa di S. Cri" 
sogono belle colonne , quadro nel soffitto 
della nave principale rappresentante l'apo- 
teosi del Santo del Guercino » dipinto di 
gran forza » ed altro nel soffitto della cro- 
ciata del Cavalier d'Arpino nel suo picco- 
lo di una grandiosità che sorprende . Nel- 
la Basìlica di S. Maria in Trastevere , gran 
colonne , un antico mosaico sulla sinistra 
dell' arcone di meszo , ed un* Assunta 
ad mezzo del soffitto di un dipinto mi- 



rabile . Ho veduto In forza di questa pt' 
tura convertirsi a Domenicbino un giova- 
ne Inglese » che nulla aveano scosso il À- 
moso S. Girolamo $ gli angoli di S. An- 
drea della Valle » e la volta di Costaguti • 
Sulla cima del GiMinieoio , i .bei fontanoni 
di Paolo V. ( belli a riserva di quelle co- 
lonnette tisiche che sembrano reggere per 
miracolo l' attico pesantissimo ) e pii 
sotto la delTzioia veduta della Cittk . Os- 
serva nel Chiostro del convento di S. Pie- 
tro Montorio il famoso tempietto del 
Bramante » una delle pia vaghe » e cor- 
rette produzioni in quei genere » dopo 
il risorgimento delle arti . Finalmente fuo- 
ri della Porta, la villa Panfili dctt^ di tei 
respiro ; ove oltre i deliziosi pas&eggi $ oU 
tremolte belle scolture antiche . ed una Ve- 
nere di Tiziano » evvi al di sopra del bcU^ 
lino ( una delle migliori opere architerto- 
niche dell*Algardi),, un Ori'Zzon^ e magni- 
fico della Maremma , del Lazio » della Sa- 
bina; e di tutte le fabbriche del Vaticano. 
(1} Vedi la pianta» 



una pina di bronzo e due pavoni la terminò , quelli che 
ora ammiransi in uno de' giardini di Belvedere al Vaticano • 
Procopio lo descrive nel primo della guerra Gotica perciò che 
risguarda la sua fornia (i) . Aureliano nel dilatar le mura, o 
piuttosto Onorio nel risarcirle , stimò bene di ridurlo a fortez- 
za senza^erò diiformarlo. Lo difformarono bensi nella guerra 
Gotica ,^iccome narra T istesso Procopio , ì Romani medesimi , 
e i Geci che vi si fortificarono , rompendo le statue , e tiran- 
done i frammenti contro i Goti. Fu da questi finalmente pre- 
so , e perso più volte : in conferma di che ci assicura Flami- 
nio Vacca che vicino al Ponte Trionfale vi fu trovata nel fiu- 
me uria quantità di freccie di metallo (2) . Quindi come Roc- 
ca, fu tenuta dagli Esarchi, e da altri; finché da Crescenzio 
della Mentana , Cittadino Romano , fu ridotta in miglior forma* 
Il Pontefice Bonifazio IX. la munì anche di più, e da altri 
suoi successori , e specialmente da Urbano Vili, è stata perfe- 
zionata nel modo cne vedesi . Il Ponte fij detto Elio dal pr^- 
nqpae di quest* Augusto: si vede rappresentato nelle sue me- 
d^lie ornato di statue: conduceva soltanto alla mole. Fu più 
volte ristorato da' Pontefici, e finalmente da Clemente IX. con 
le belle statue che vi fece porre col disegno del Cavalier Ber- 
nini *• Di qua e di là dal medesimo si vedono a fior d'acqua 



(r^ Hadriani Romanorum Jmperatorìs se» 
fuìchrum extra portam Aureliam txtat jactu 
Japidis distarli amaenibus» Primus ejus ani" 
biius quadrati figuram babet , constai enim 
fotui €X murmore parto » summa artificum 
diligenti A aedificatus . In medio vero hujtts 
quadrali rotunda moles asiurgit exceUa al" 
titudire i et tanta» ut in suprema ejus parte 
étrea sii » cujus diameter vix ictu lapidis 
traniigitur . £' mirabile la maniera di mi- 
surare le dittanse diProcopìo / jactu lapi' 
dis » ictu lapidis . Aggiunge poi» che era 
ornato di statue equestri e quadrighe « 
Pi& precisa » quantunque rozxa si è la de* 
•cHsione che ne da l'Anonimo del XIII. 
tecolo . Il Castello » che fu il Tempio dì 
Adriano Imperatore , di mirabile grandei^%a » 
€op€rto tutto di marmi > e ornato di v^rie 
isterie alP intorno $ era circondato di can» 
eelli di Bronco con Pavoni dorati » e Toro > 
due dtfi quali sono nel vasu del Paradi%o . 
'Nelle quattro pani del Tempio erano quat» 
STQ Cayalii di Bron\o dorato $ e da ciascun 



na delle quattro parti una Porta di Bntn' 
i{o : nel me'^i^o il sepolcro di Adriano di 
Porfido che (^desio è nel Lai erano . Nota 
che ile Procopìo * né l* Anonimo parlano 
delle famose colonne Frigie che ti voglio- 
no passate di qua alla Basilica di S. Pao- 
lo « né di quelle bellissime di verde an- 
tico che adornano le nicchie di S. Gio. 
luterano »' tolte similmente di q\ÌA, secon- 
do la comune opinione . 

(2) Vi è nelU sala qualche pittura di 
Oiuho Romano, h n una piccola arme- 
rìa , con fucili ed an. ' di parecchi seco- 
li addietro; al cui pro^ «.>o si narrano 
da quei custodi varie cote interessanti 
per ristoria di quc' tempi antica- nudemi » 
* Il Ponte Elio fii ed è , a mio crede» 
re» il pia bel ponte di Roma « e for^ del 
mondo. Il più grande degli antichi v,rov«- 
naco essendo qucllu sul Danubio » opera in- 
signe di Apollodoro Dam<isceno * indica- 
to nell'anaglifo della Colonna Traja».»'^ 
stimo che sia quello di Mcrida in Spa- 



7^ . . 

frantumi di antiche fabbriche « Quelli al ponente si credono 

comunemente avanzi del 

Ponte Trionfali . 

Il Piranesi che ne estimino la costruzione > e ne tastò eoa 
pertiche la profondità, trovò che i suoi residui coni^stono in 
una specie di meta rotonda, ed un rimasuglio d'abitazione, 
opera de' tempi bassi , e per niente adattabile alia maniera de 
Ponti : perciò concluse essere ivi stata Torre piuttosto che 
Ponte , fatta ne' secoli posteriori ad oggetto di difendere la Ba- 
silica di S. Pietro dalle scorrerìe de' Saraceni j che per il fiume 
s'introducevano a depredare» Egli lo colloca nella parte oppo- 
sta in quelle rovine che vedonsi presso il rinnovato Teatro 
di Tordinone. Dopo il Ponte eravi la porta Trionfale, e dopo 
quella il Campo Trionfale, cioè la pianura lungo i colli Gian- 
nicolensi e Vaticani sino al Ponte Milvio • Tutta la parte che 
occupano al presente i Borghi o sia la Città Leonina , dalla 
Fortezza a S. Pietro , era , preso in senso stretto , il Campo fV 
iicano . Quivi il Sepolcro di M. Aurelio , ( che forse diede alla 
Porta trionfale il nome altresì di Aurelia ) , quello di Scipione 
Ajfricano consistente in una piramide più grande di quella di 
Cestio , quello di Onorio e sua moglie , il Tempio di Apollo , di 
Marte, e finalmente dentro gl'orti Domizj il Circo di Cajo , ac-» 
cresciuto e adornato da Nerone j nella Spina di cui T 



{na cTie Iio Teduto e che mi lia lorpre* 
«o per It sua mule » e contervaaìone • Per 
quel che riguarda il moderne ponte S. 
Angelo; la giusta altesxa de' balaustri , le 
ftrrace poste ai suoi parapetti » che ne 
lasciano vedere il corso d«ll' acqu» ; la 
decorafione delle statue che vi son so* 
pra* i marciapiedi lo rendono vago dilet« 
tevole e comodo • Quindi per il colpo 
<l\)Cch^'o e la decorasione del ponte » po- 
co importa » che le sratue siano Berni* 
nesche > non abbiano i panni bagnaci alla 
Greca , ry s:endenii in cannelli ali* ecru- 
sca ; molto meno che Pasquino motteg- 
giasse u^s 4elle statue con di'o 



CantA suotié e balU 

Pur gli manca una spaliéi 

L'insieme è eccellente : ed eccellente do* 
▼ett' essere quello d'Adriano «il di coi 
forte fu l'Architettura sino a fabbricare la 
famosa muraglia fra la Scosi a . e l'Inghil- 
terra» ad indiare il Tempio di Venere a 
Roma , a compire quello di Giove Olim- 
pico in Attrne , e a costruire quello di 
Cisico , il più grande che si conosceste 
allora nel nostro globo Terraqueo , onde 
fu posto nei cerchio delle 7. meraviglie 
dell' universo . 



73 
Obuisco del Vaticìno. 

Fu fatto fare in Egitto da Noncx|rèo figlio di Sesostri, 
ma si ruppe in due pezzi : il più grosso , lungo* foo cubiti è 
quello che manca (i) . Quello che vi resta nondimeno senza 
le basi giunge all'altezza di palmi centodue. Non è scolpito ^ 
e solo in un lato verso la cima vi si legge 

DIVO .CAESARI . D. IVLII • F . AVG. TlB. 
CAES ARI . D. AVGVSTI • F. AVG. S ACRVM . 

Il che prova essere stato dedicato ad Augusto e a Tiberio» 
Fu fatto venire da Cajo Caligola , siccome è noto . Restò * ne* 
tempi bart^ri , quasi * sepolto , come.vedesi in molte stampe « vi- 
cino alla Sagrestia di S. . Pietro sino al tempo di Sisto V. che 
lo innalzò 1 anno 15^ colf opera del^Cavalier Fontana. Di 
questo Circo se ne ha dal Grimaldi le misure ed altre noti- 
zie interessanti, poiché essendosi egli trovato quando fu tolta 
l'antica scalinata, e fatta* da Paolo V. la giunta alla Chiesa « 
potè osservarlo minutamente. Senza riportare per esteso il suo 
manoscritto , che già si trova nella Roma sacra del Martine!* 
iif ti basti sapere ch'egli lo dice simile alF altro di CaracaU 
la ',■ lungo palmi 720 , largo 400 , Tarena larga 230. La parte 
de' Carceri, e d«lle Torri restava al principio della Basdica^ 
in fine verso S. Marta * . 

k 

(1) Pliii. Gap. !• lib. VI. Cornefiano » ne canta le glorie» e lo de» 

* Kon è vero » che sia caduto ; zn%i scrive cai quale luititte ancora . Villa ful* 

^ h 1* unico ckt sia rettaco in piedi , e chcrrima cin^itur viridittinis agris : im^ ^ 

tempre al suo luogo ; onde errai quando minet littori , cujus in sinu quam, maxi* 

dissi alla pag. 5. che tutti eran caduti mus pcrtmt b v^lut Amphiuatrum , UufUi 

l'Obelischi» niuno eccettuato , sinistrum àrachium firmisiimo op€re muni* 

' * Da questa parte si esce per andare ali* tum est : dextrutn elaioratur • Jn ore portui 

antico Centum celiai » oggidì Civitavec^ Insula as%urgit , quae illaiutn vento mar$ 

9hia ; distante da Roma circa 40. miglia . objacens frangat » tutumque ah utroque lat^ 

Egli è IttJgo degno d^«sser veduto per T'an- re » decursum navibus pragstet . Adsurgit au* 

tico Porro , che sussiste ancora , Àttoyi tetn arte vuenda . Ingentia saxj, laiissiaitL 

da Trajano «in guisa d^ Anfiteatro . L^uni- navis pr«vehit: cantra » kuc alia super ali^ 

co autore antico che ne parli è Plinio d^ecta ipso ponderc manent » ac sensim • 

giuniore» il quale vi andò con altri Sena- quodam velut aggere , conuruuntur . Bmi^ 

tori ^ chiamato a consiglio da Trajano che httt jam et àpparet saxeum donum : impa» 

vi faceva la viiUggtatura ) » mentre si la- *et^que fluctus in immensum elidit et tol" 

vorava il braccio destro del tudetto por- Ut ? i^'oitus illie. fra^or $ canumiue circA 

to^ Perciò in- una lettera al suo amico mare % Sa»it dfiadepilag adjiciuntur i qu4^ 



74 

* Vaticano modiriio • 

Ove tu vedi sorgere questa bagattella di Basìlica o Tem- 
pio ^ emulo 5 se non piu^ degli antichi famosi di Salomone, 
di Diana Efesia > di Cizico , di S. Sofia ; altra vi fu Basilica , e 
vera Basilica in avanti , dalf Imperador Costantino Magno innal- 
zata aironor dell'Apostolo S. Pietro, in forma di. Croce Latina 
a cinque navi, simile alla Lateranense, e a quella di S. Pao- 
lo . Dopo undici secoli, Nicola V, nel 1450. concepì qualche 
idea di migliorare , ' o di dar nuova forma a questo Santua- 
rio. Il famoso Architetto, e Scrittore Gio: Battista Alberti fu 
incaricato di cominciarvi una diversa e più vasta Tribuna; la 
quale non giunse a tre cubiti , che , per la morte del Pontefi* 
ce , fu Topera sospesa e per altri anni 50, non vi si pensò 
per niente, se si eccettua che Paolo IL vi spese nel suo avan- 
zamento cinque mila scudi d'oro , e non pia : freddura : Giu- 
lio IL , che prendeva le cose a petto , volle andare innanzi , e 
dopo aver veduti molti disegni, scelse quello di Bramante 
Lazzari ; Croce Latina con Cupola , quale ora vedesi . Ma 
innalzati appena i quattro sterminati piloni sopra deboli fondar 
menta , ( vizio di Bramante ) , morirono il Papa e l'Architet- 
to . Il successore Leon X. ve ne pose tre , e tutti belli e buo- 
ni ; Giuliano da Sangallo , il Domenicano Fra Giocondo , e il 
gran RaiTael d' Urbino . Ma questi ancora , appena ebbero il 
tempo di avvedersi dell' errore di Bramante , e di rinforzare 
le fondamenta ai detti piloni , che se ne morirono tutti e tre ; 
di modo che Leone X dovette cercar nuovo artista in Baldas: 
sar Peruzzi da Siena pittore ed architetto insigne • Questi sa- 
viamente , essendo ancora in tempo , senza guastare niente del 
fatto , mutò la pianta di Croce Latina ,^ in Greca • Spesa mi- 

procedenti tempore enatam imulam imiteri' medaglie di oro » le quali riportano le 

tur . Habebit hic portus etiam nomen au» protomi di varie Auguste persone da Ne» 

ctorii > eritque vel maxime salutarit . Nam rone ad Adriano . ì^ed. le mie Notìzie ec. 

per iongìisiinum spatium littui importtioium anno 1789. pojg.^i. Questa escavasi onefo 

hoc recepiaculo uutwr • Presso di questa il soggetto di molte erudite lettere scrìr- 

Cùtà , alla Ckiaruccia o sia Castro nuovo , te dal Dottor Torraca alla ftl. itiem. del 

«i è fatto sorto il Ponrificato di Pio VI. Card. Stefano, Borgia che sono da vederd 

ano scavo , che versò un numero consi- nell'Antologia Romana dell'anno I777-» 

derabile di buone sculturer, ermi scritti , e 1779. Per la via della Tolfa presso gK 

lapidi in ogni genere , una quantità dì* avanti delle celebri Terme Taurine # h 

siischi bellissimi » e perfino una cassetti- la cava dell' Alabastro detto di Giyiu* 

,na di legno ridotta in polvere con xaa. veccliia. 



nere , maggior corrispondenza di parti , e la Cupola principa- 
le, oggetto di novità, e meraviglia, trionfante dentro e fuori 
Tedifizio . Su questo piano si lavorò sotto Adriano VI. e Cle- 
mente VII. Assunto ai Trono Paolo III, fece Architetto della 
Rev. Fabrica Antonio da Sangallo che la volle al mòdo di Bra- 
mante ,. di nuovo in Croce Latina : ma il Sangallo mori pre- 
sto ; e il gran Michelangelo , che gli succedette nell' impiego , 
risuscitò 1 idea del Peruzzi , e la decretò di nuovo Croce 
Greca; avendo di più ideato di &rvi una facciata sullo stile 
del Panteon • Che di meglio ? Il Vignola , Pirro Ligorio , e 
Giacomo della Porta, bravissimi architetti^ in specie il pri- 
mo , non fecero che uniformarsi ai disegni del Peruzzi , e del 
Bonarroti . Fu voltata la gran Cupola , e condotta a fine la 
gran Croce : quando creato Pontence Paolo V ; né trovandosi 
di meglio a quel tempo che un certo Carlo Maderno ; questi 
insinuò, o aderì alle voglie del Pontefice, di slungare il ma- 
nico alla Croce, o per meglio dire, di farvi, a dispetto dei 
sovrastante Palazzo che lo impediva , un piedistallo ; venendo 
per conseguenza a rimettere di nuovo in Dallo V idea Braman- 
tesca della Croce Latina . Bisogna dire che dovesse esser così ; 
mentre nessuno in allora -lasciò di vìvere; fii tutta eseguita la 
giunta , la Facciata , e il Portico , come tu vedi . Bramante 
Tha dunque vinta, e perchè? per includere, io credo di cer- 
to , lo spazio occupato dall' antico Sacrarlo Costantiniano . 
Quali assurdi ne siano venuti da questa fatale appendice alla 
unità, corrispondenza, ed euritmia del totale dell' edificio, 
non voglio dirteli; Non è mancato chi li abbia propalati e 
scrìtti uno per imo : ma finalmente sono difetti assorbiti tutti 
dalla moie, dalla decorazione, dalla ricchezza dell'edificio; 
scusabili ancora per le tante teste che vi hanno comandato 
sopra , e V hanno diretta • Alessandro VII fu più fortunato , o 
ili più intelligente in dare al Cavalier Bernino la commissione 

k 2 

^ Là Croce Greca di Michelangelo « ter- ricordati che la Cupola è invenxion del 

siinava in curva alle 3. eitremica w e in Bramante tolta da quella del Brunelletco 

linea retta nel davanti ; Cupola doppia > in S. M. del Fiore in Firense che fu la 

• Cupolini ; un solo ordine Corintio in prima : la Croce Greca la pensò il Perua» 

pilastri dentro e fuori ; ed un Attico che ai : però di Michelangelo sono gli orna« 

coxonasse, la fabrica. La facciata poi di 3. menti » e credo la aurva bellissima della 

pil4Stri Corintii con tre porte » e con 4. mddecta cupola • 
nicchie tramesio • Nota bene dunque , e 



7* * 
del Portico j che circonda la piazza; la quale piazza j se d fa- 
cesse piazza fino al Ponte S. Angelo , non vi sarebbe che desi- 
derare : Questo solo manca per coronare Topera di . tre seco- 
li , e di so. milioni che costa fino ad ora la reverenda fabbri- 
ca delia Basilica delle Basiliche j o per meglio dire del Tempia 
de* Tempj dell' Universo * • 

Dopo aver letti questi brevi preliminari sulla storia dell' 
edifìcio; fermati a fronte della Cupola, sul mezzo dello ster- 
rato della piazza, o sul ciglio della selciata, ed ivi osserva la 
sua forma ellittica, attorniata da quattro fila di colonne isola- 
te, sostenenti un cornicione che termina con balaustri e sta- 
tue . Osservane il mezzo ^. o la spina decorata di obelisco nel 
centio, e di due fontane ,^che versano d'un lato e l'altro, e 
giorno e notte ciascuna un^fiume • Osserva la gran scalinata a 
due ripiani , la Facciata enorqge , e la curva elegantissima , di cui 
è formato quell' immenso Cupolone , a cui s inchinano tutte 
le altre Cupole di questo nostro globo terraqueo . Osserva an- 
cora ^ le due piccole del Vignola , bellissime anch' es« . L'in- 
cantesimo del tutto insieme son certo che ti farà sfuggire, o 
disprezzare gì' arbitrii . che si hanno presi gl'architetti > per 
esempio le. colonne de' portici .panciute , k cornice Jonica sul 
Dorico , r inutilità della base sulU scalini ; così i troppi vani 
della facciata, le gìgantesce colonne accanto delle pigmee i 
l'ordine composito con basi Joniche alla rovescia il frontone 
che taglia l'attico, ec. Spazia per questi portici, oss^vane 
i bei cassettoni laterali , della larghezza degl' intercolunj , for- 
mati da volte architravate, la bella volta di mezzo a botte; 
ed i graziosi frontespizj agi' ingressi , e ai mezzi . Ciascun seg- 
mento di circolo ha 24. pilastri, e 140. colonne Doriche. Le 
statue di Santi e Sante sul cornicione sono 83 . La facciatji è 
larga 53 9* palmi, ed alta 232. 

La prima volta che t' incontrerai su ouesta piazza al chiar 
ro di luna, o allorché viene illuminata da lanterne e fiacco- 
le , al suono di un grave - sonante campanone , non ti parrà 

* in arcbitettura , le btsìKche |reneral- lare il Panteon i e li J«e Tenpietti di 

mente voglion colonne • Per il decoro di Vesta, e della Fortuna Virile; modelli 

Roma , beUittima cosa sarebbe lo «lun* uno accanto dell' altro $ delle du« forme 

pzr questa piaita sino al ponte ; come principali de' Tempj rettilineo » e circo» 

bellissimo « finir U decoraalone della pia^ lare » le pia usate in antico. 
s[a dei Popolai sbaraisareil Colossèi i iso- 



d'essere in terra , e la febbrica in quel momento ti sembrerà 
opera più <:he mortale • 

La decorazione del Portico , malgrado la sua magnificen- 
2a , e le due statue equestri di Costantino e Carb Magno ; per 
un uomo di gusto, ed inteso dell'arte, riesce alquanto mista 
e confusa , poco analoga a quella sodezza che gli si conveni- 
va. Molto meno dalla mole in fuori, può decantarsi la porta 
principale , metallica ; quale peccato fu , che non fòsse fatta 
dal celebre Ghiberti, ma da Antonio Filarete, e Simone fra- 
tello di Donato , i quali vi travagliarono molto senza conclu- 
der niente di buono , meschiandovi il sacro ed il profano . 

Entrato che sarai nella Basilica , non ti sorprenda se non 
ti sorprende : ne ti venisse fantasia di far paragoni cpl S. Pao- 
lo di Londra, o col Duomo di Milano. Il Tempio Inglese è 
lungo 7io. palmi, e 400. largo: quel di Milano ha S9?* pal- 
mi di lunghezza, e 4$$. di larghezza. Questo si estende da 
cima a fondo palmi 830; e nella crociata è di palmi 606. 
La quantità de^i ornamenti , la ristrettezza delle navate late- 
rali , e pia di tutto i massicci piloni , ' pilastrati che impedi- 
scono il trapassar dell'occhio , sono la causa di un tal fenome- 
no pur troppo vero, a segno che^ a taluno il nostro S. Paolo 
è comparso a prima vista piùi grande dì S.Pietro. Sparirebbe 
ad un tratto 1 equivoco , dice il Milizia , se tu facessi S. Pie- 
tro come S. Paolo , infilandovi colonne isolate . Ma le colon- 
ne , io replico , noii sono fatte per sostener volte , e molto 
meno Cupole , e qui si vollero le une , e le altre * ; e cosi 
uno, e non tanti avessero eseguite le pure primitive idee del 
Peruzzi ! quante Cinic^ie filastrocche di meno , 

In osserv^do raltezza,*le dorature delle volte, il lastri- 

• Sembra die Mmperadore GiuftiniaHo te emis/eriche» come il Panteon . Per al» 

abbia nella tua S. Soaa di CottantinopoH trtrtopradi un Tempio quadrato nel Sar* 

introdotta il primo questa nuova forma cofago tratto dalla vi^rna Mulraga . ora nel 

di Basilfcbe sema colonne • tutta pila- Mutee Vatkano » il più grande de* Sarco* 

stri , volte , e. cupole ; i Veneaiani ae se* fagi t taluno ha veduto la cupola col suo 

guirohó l'ctempio ntl loro S Marco : e lanternino . U foderarle poi • o sia farle 

da quelU il Brunellesco prese il disegno doppie ; è anche invenaione secondaria , 

del suo Duomo di Firenae ; donde poi e posteriore > acciò esse facciano beQa com* 

Bramante 1 Peruixi » Michelangelo deri- parsa e fuori e dentro. Roma ha molte 

▼«tono le loro idee per quello di S. Pie- cupole: il solo S. Pietro n« conta ii. Mo« 

tro> Ecco in breve Pistoria di tali basi* sca è la Citta di Europa la più cupoleg» 

fiche • In quanto alle Cupole» pare che giata.« 
i Gf ed non conosceuero altro. che voi* 



7« 
co di preziosi marmi ^ le svelte pilastrate Corintie ftamezzate 

di statue ec. ti avanzerai pian piano all'aitar maggiore , a queir 
augusto sepolcro , detto la -xmftssione di S. Pietro . E* impossi- 
bile trovarsi davanti a questo sontuoso Baldacchino , senz'am- 
mirarlo : per la mole , per la materia , per J' artificio , per al- 
to y per basso , per ogni verso * . 



* E' anche impoisibìle dt tacere » sapen- 
do * quanto viene tacciato il Bernino lù 
qucll^idea; giungendorti a chiamarla per- 
sino il iuo aelirio » Mili\. di%, cit. vero. 
Baldacchino , Lascia da parte se sia stato 
ben fatto spogliare del bromo il Portico 
d^ Agrippa; e se di un baldacchino pote- 
va qui farsi di meno. Converrò anch'io 
che il bromo stava. bene dove stava; e 
che la decoraiiohe per cui fu impiegato » 
non tra forse necessaria- alla Chiesa» ter- 
minante benissimo con la grande abside « 
e k Catedra . D^ve però ammettersi in 
fatto • che l'antico Sacello aveva in avan- 
ti un baldacchino marmoreo • con colonne 
somiglianti ; credute del Tempio di Salo- 
mone t fatte venire dalla Grecia apposta 
da Costantino per farne un regalo alla 
Basilica ; che il Pomeiice ve ite volle un 
altro piii magnifico e di bronco ; finalmen- 
te che il Papa era fatto per comandare • 
e Bernino per obbedire • Ciò posto per- 
chè dicesi questo Baldacchino uno spro- 
posito un delirio ? ptrchff ha colonne tori e • 
€ viiinee » o vztzginee • • La colonna è fat- 
ta per sostenere ; non deve mostrar de- 
bolessa ; ed appena qualche canalacura gli 
si permette » per mostrare » che lo stilli-^ 
cidio VI può formare col tempo delle strie • 
e de' canali • Cosi ha insegnato la Grecia , 
rEtrarìa, la Greco-Roma» ed anche l'E- 
gitto se si vuole • Alla scuola solo degl' 
Arabi » che noi chiamiamo Gotica « all'Ar» 
chitettura. Persiana, alla Cinese-si permet- 
tono stmili colonne » con altre biuarr« 
soprapoiiiioni d'ornati • Appresso a po- 
co queste sono le objesioni» che si fan- 
no quk e là . Vorrei vedere che taluno 
pensasse digiuno il Bernino di così recon- 
dite notiiie ; e che fosse creduta di ooo 
sapere cos' è colonna» Tautore della Colon- 
naca Vaticana » e della scala Regia con co* 
lonne anch' essa » capi d'opera ambedue 
«tnza quesri7)ne . Ma se qui son dritte * 
ansi panciute » e più che robuste imperché 
torce dunque alla Confessione ? eccolo : 



Toglivi per un momento ( con la &iti' 
sìa ) le torte • e infilavi le oritte : aggiun* 
gegli sopra un architrave • ( per cui ioa 
fatte le colonne ) che sostenga una cup- 
pola» una calotta» ciò che vuoi; e vedrti 
che ne sorte • Osserva pure tali confessio* 
ni per tutte le antiche basiliche ristsurs- 
te a nostri giorni ; che miserabile orna- 
mento ! Trasportale con l'idea in S. Pie- 
tro » dentro quell'immensa crociera» ià 
pilastri Coiìntii arditissimi » in mtiso t 
un mucchio di colonne torte decoranti i 
piloni » e sotto il Caos di quella cupola: 
colonne tali ti parranno bastoni » cande* 
le invece di colonne . Così comp^tveio 
quelle poste dal Fuga in S. M. Maggiore; 
onde fu duopo insalsicciarle con una fo- 
glia spirale metallica • che le ha miglio* 
rate di poco. Eppur queUa BasiHcahaoa 
partito <u Architettura in colonne .più so- 
do» ristretto» e non tanto sfo^o di lu- 
ce come S. Pietro . Qui una tal decora- 
aione non poteva non essere che sTdtt 
per accordare con il resto » e al tempo 
stesso colossale # e spinta all' insù » penìè 
n'empiesse quell^ immenso vuoto: Qui l'i- 
sognava andare in alto 124 palmi. Onà^k 
che Bernino studiò quelU sorte di colon- 
ne » che simili alle viti si andassero elegan- 
temente innaliando» a fine di sostenere uot 
copertura» un panno » non una Cupola» 
inutile sotto altra Cupula . La bella ard- 
bellissima Architettura Gfeca con le s»e 
bellissime arcibellissime regole» propor- 
aioni » e monotonie non era al caso que- 
iSta volta . Per tirarsi d'aifare vi voleva l'ar- 
chitettura Persiana » la Gotica , la Cinese» 
|e Cinese • Persiana» e Gotica può dirti » 
e delirio sì vaga idea . Non basta : le co- 
lonne prendono il suo tipo dagl' alberi # 
se non si vuol dire degl'Obelischi con il 
Padre Paoli; t le viti che sono? Kr/«r 
iure Ofud Priscos magnitudine quoque inttr 

arborei numerahantur nec t^ 

Uff no ulii aeternior natura . Plin* Hiit, naX* 
-Ili. ly.^.ii. Dunque possono sostenere f 



1^ 

Aramira la gran Cupola, del diametro presso *.a poco dèi 
Panfeon ^ rivestita di mosaico ; imaginata da Bramante per il 
primo j modellata còsi da Michelangelo; alta dal pavimento 
fino alla sua estremità palmi 622 . Ne* giorni di Giovedì e 
Venerdì Santo j con una Ciifoce foderata di lastra di ottone al- 
ta 33. palmi, e posta al principio della navata principale sot^ 
to la cupola s illumina la Chiesa di sorte , che vi si produce 
un effetto singolarissimo di chiaroscuro , ond' è che molti stu- 
denti vi concorrono a disegnare i diversi punti di vista . 

Dopo aver salito due sterminati scalini di porfido rosso,' 
$i giunge alla Catedra, altra opera rinomatissima del Cavalier 
Bernini • La vera Catedra dell' Apostolo e incastrata nella metalli- 
ca , e potrebbe vedersi perchè vi si può ascendere con per- 
messo . Si loda in quest' opera universalmente l'avvedutezza 
dell'artista^ in tirare un felice partito da quella finestra, che in 
vece d* imbarazzarlo , gli servì a rappresentarvi ,^ in mezzo a 
vaghissima e numerosa ^ria d'Angeli , sopra un campo traspa- 
rente di cristallo a color di luce, lo Spirito Santo, il quale 
con una infinità di raggi messi a ^ro , illumina i quattro Dot- 
tori della Chiesa , S. Ambrogio , S. Agostino , S. Atanasio , e 
S. Gio: Crisostomo • Si critica la poca azione che fanno di so^ 
stenere questi quattro giganti di S. Chiesa;>^a quanto più ne 
avrebbero dette, se a guisa d'Atlanti, o com^ facchini aves- 
sero i Dottoroni retto la cattedra colle spalle ! La rappresen- 
tanza è allegorica, espressa con sommo ingegno e arditezza;, 
tutte vi sono le regole delfarte:. il solo Semino poteva ima- 
ginarla : egli solo eseguirla • Si sa anzi che vi pose tutta la te- 

per questo furono usate ancora ne'buo* "/r finestrine mi fregio , disdicevolz aliro'^ 

nissìmì tempi della Greca Architettura, ver, quivi songra-^io se: ROM, I>ELLE BELL 

Metaponii Templum Junonis vitigineis co» ART. pag. I45 > noi diremo con eguai 

lumnii uetit. Plin. 2oc, di. Oltre di che le dritto » e con più di ragione • U colonnt 

viti e le vendemmie furono decoraiione torte e spirali ù diidiccvoli alirovg » quivi 

propria non solo de* Tempi, ma de' *e- non son grazio sg , ma gra\io%issime . Egli 

polcfi in fpecie # come in molcl «arcofa- suol prendere di mira Popere pia cospi- 

SJ Cristiani • e nella volta del sepolcro di cue j le attacca per tutti 1 versi * e dove 

Costansa a S.Agnese fuori delle mura. Con- può ; il più delle volte ha ragione / ma 

(ludo dunque che quelle colonne torte» non sempre. Btraino fu grande ingegno* 

spirali » vitinge non sono totalmente una massime con la squadra in mano : niun 

hctnsa; e se si vogliono così sono una artista moderno ha lavorato quanto lui , 

Hcenià giusta > necessaria perPobbligaiio- e come lui tnfiaticabitmente per ottanta- 

«e del sito e delk cosa . Che «e delle pie- due anni . Il Vaticano sarebbe molto me- 

cole finestre nel bel palassetto della ror- no Vaticano sensa le di lui opere . 
ntiina alla lupgaxa» Pistetòo Miliiia scrisse • . 



do 

sta , e ne ^olle per sino consultare il parare del Pinoso IhV 
toro Andrea Sacchi; che glie la fece soltanto alzare di us 
palmo. 

Altre due bizzarre idee mise qui fiiori il Bemino nel De- 
posita contiguo di Urbano Vili., ed in quello di Alessan- 
dro VIL suoi protettori • Nel primo vi scherzò delle api, ram- 
panti, e disperse per il monumento , allusive alle circostan- 
ze di quella famiglu dopo estinto il Pontefice: nelFaltro, ti- 
rando' vantaggio dall'inconveniente della Porta, v'introdusse 
per essa Torrido teschio, che avvolto in un drappo, fra vergo- 
gnoso e timido, mostra con un oriuolo al Pontefice Fora sua; 
a quel Pontefice capace di bravare T istessa morte . 

Rapporto ai detti Mausolèi, chiamati generalmente Dtf^ 
Siti , tutti son degni di osservazione , sia per il pregio de' 
marmi , sia per 1 anifizio dello scalpello , sia per il. merito 
della composizione, o de' fatti istorici, cheJi accompagnano. 
Tre per altro, ve ne sono rispetto all'arte, che sopra gl'al- 
tri campeggiano : quelli cioè di Paolo III. Gr^orio XIII. Ge- 
mente XIIL Pare a me di vedere in questi tre nu>numend, il 
più bello dei tre differenti stili di scolpire, successivi sì, ma 
non somiglianti ; che hanno segnato in scultura tre epoche di- 
verse dal risorgimento delle arti in qua , Michelangeh , Beni- 
no , Canove^ . Senza stare a farti il pedante , riconoscerai da te 
stesso nel primo un fare* originale , gigantesco , studiato ; ma 
esagerato , monotono j e senza idea alcuna di bello ideale . Né 
importa che il mausolèo sia di Giacomo della Porta. Il gusto 
è di Michelangelo , che lo l)a diretto , e secondo molti , dise- 
gnato ancora. £ poi guarda pure il suo gruppo della Pietà» 
il suo Mosè ec. e convieni . Nel secondo di Camillo Rusconi 
tutta vi si scorge la più bella maniera del famoso Bernino 6- 
cile , ricca , ardita , originale anch' essa , incensata moltissiino 
al sua tempo; ma licenziosa , affettata, e mancante di purità. 
Nel terzo del Cav. Antonio Canova vivente, vedrai preso dtì 
* mira quello , che ambedue gì' altri disprezzarono , f antico : e se 
niente trovi nella Rev. Basilica di scoitura che somigli alla sua, 
ciò avviene per non aver qui luogo gli Apolli , le Veneri , 
gl'Ercoli, gli Antinoi ec. Osserva nelle sue figure le belle for- 
me del nudo , le attitudini , i studj delle pieghe , il modo sem- 
plice di comporre ; e poi se ami fiu: paralleli , falli pure ; flU 



81 
con chi ? ccgii éntiihi ; lo stile de* quali unico e vero , perchè 
proveniènte dalla bella natura-, vi è apparenza che possa ri- 
sorgere nel corrente secolo . Per ciò che riguarda le statua , quel- 
le degli Apostoli , de* fondatori di religioni eC, che sono ntW^ 
nìcchie delle pilastrate , ti basterà fermarti su quella del Fiam- 
mmff sótto la Cupola rappresentante Sant' Andrea , quale scol- 
pì a concorrenza del Bernino , eh' ebbe la peggio . Di fatto il 
«10 Longino di contro non vale l'Apostolo sudetto. Il Fiam- 
mengo fu assai bravo scultore « ed ebbe uno stile fuori della 
comune del suo tempo *. 

In quanto ai Bassirilievi j puoi limitarti a quello stragran- 
de deir Algardi , rappresentante Attila minacciato dagli Apo- 
stoli Pietro e Paolo ; scultura classica in quel genere , la di 
cui composizione gareggia con quella del celebre fresco di 
Raf&ellc nelle stanze Vaticane : scendi nel sotterraneo della 
Chiesa, ove sono le tombe di due Regine, di un Imperatore, 
di Papi e non Papi : passa nella nuova Sacristia , ricca di mar- 
mi , e legni pregiatissimi : osserva i mosaici de' famosi quadri 
delle Cappelle, massime quelli della trasfigurazione di Raf&el- 
le, del S. Girolamo del Domenichino, della S. Petronilla del 
Guercino , del S. Erasmo del Pussino : portati in fine a vedere 
hi fabrica del Mosaico qui prossima ; né tralasciar di salire 
sull' aitò della chiesa , e per sino nella palla che poggia sulla 
gran cupola , e ne sostiene la Crode • Tutto devi conoscere in 
S. Pietro , e persino i Sanpietrini ; cioè gl'inservienti alla fabbrica 
così detti; i quali fin da piccoli ragazzi vi sono, come in una 
scuola , presi ed ammaestrati a che fare ? a rampicarsi come i 
ragni, e a volare come gli ucelli. Vedrai far loro cose dafar^ 
spiritare i cani ; troverai colassù una città per aria, con punti di 
vista meravigliosi e dentro, e fuori della Chiesa, e ciò basti per 
la prima visita del Vaticano. 

La seconda devi impiegarla nel vedere le pitture del gi- 

ritesco Palazzo che aggrava, se vuoi, il fianco sinistro dei- 
Basilica; ma che in ragione appunto della sua enorme gran- 

* Fu questo icultore braTissiino per i Campo Santo » al sepolcro dì Giacomo de 

putti i ntJ <:ht: pare > che abbia superato Mast pittor di Anversa , nel pilastro a de-^ 

gl'anticLi. Il suo capo d'opera in questo stia dell'aitar maggiore. Non v'è scalco^ 

genere è un putto piangente nella qui vi- re • che non lo conosca • 
cint Chiesa di S. Maria della Pietà in 



S2 . ^ 

dezza» fi parere «d essere vieppiù colosso il Vaticano recìnto; 
Se si considera poi il complesso delle rarità che contiene, 
dovrà dirsi il principale, runico dei palazzi del mondo. 
Esso è ripartito in tre piani , ai quali si ascende per la famo- 
sa scala Regia situata a destra del portico , entrando nella fia- 
silìca • Considera l'artificio di questa scala tanto più mirabile » 
quanto il sito ìnfera obbligato, tra fabbriche vecchie, scarso di 
lume, e pieno d'irregolarità, e di ostacoli insormontabili. Non 
si sa come si facesse quel mostro d' ingegno del JBernino a rì* 
cavare quei lumi, a farvi una gradinata :a due rampe « una di 
colonne, l'^altra di pilastri; sì piana, si maestosa, e così in 
prospettiva , che in discenderla forma un colpo d'occhio H più 
scenico^ t. teatride« 

Dopo 1 due magnifici scaloni si entra nella gran sala R^ 
già situata al primo piano; quel medesimo, che in occasione 
di Conclave chiuso e murato, serve per raccogliere i Cardina* 
li , e farvi l'elezione del nuovo Papa : lo Scruttm sì fa qui 
appresso nella famosa Cappella JSistina , così detta da JSisto lY , 
che la fece erigere molto alla buona . Ma iu dipinta in ao. 
mesi senz'ajuto d'alcuno , dal divino Michelangelo , e cosi bra* 
vamente , che stimasi una scuola di Pittura , in specie per la 
^arte che risguarda il disegno^ Sono perciò ximarchevoli ifr^ 
schi della volta, ove queljzrandje ingegno espresse la creazio* 
ne del Mondo , ed alcuni latti principali del Testamento vec- 
chio • Sull'altare poi è da osservarsi il ^uo terribile Giudizio 
Universale , tanto lodato per il merito del disegno , je tanto 
criticato per ia nudità delle figure, e per la mescolanza del 
sacro , e del profano . In questa Cappella sì fanno le auguste 
funzioni della Settimana Santa, ed allora è che nel piccolo 
Coro fatto a voka , si cantano dai musici di Palazzo ^ i Mht^ 
rete famosi dei Palestine, Jt dei Marcelli, con altra rinomata 
musica senz'accompagno d' istromenti , con accordo ed armonia 
soavissima , di singoiar carattere • 

Dalla fibbia di Michelangelo devi immediatamente passa- 
re a quella di Rafiaello , per farne il con&onto ; tanto più che 
si sa, che questi due straordinarj pennelli dipinsero gelosissi- 
mi uno dell'altro, e a concorrenza, quelle sacre istorie: e 
che il divino Sanzio seppe deludere la vigilanza dell'altro, 
£on introdursi mascherato nella Sistina » per psservare i swtf 



«5 

dipinti . Nefl secondo piano perciò delle loggic, dette per an- 
tonomasia le logge di RafFaello , ravviserai tredici arcite , tutte 
ripiene di arabeschi e stucchi di sua invenzione, eseguiti pe- 
rò da Giovanili da Udine suo scolairo > bravissimo in quel me- 
stiere; decorate in basso di bellissimi chiaroscuri dairaltro suo 
valentissimo allievo Polidoro da Caravaggio > che di muratore 
seppe farsi pittore ; unico nel genere de monocroni , usati poco 
da' moderni, e molto presso gli antichi. In ciascuna poi delle 
tredici arcate ravviserai quattro quadretti d* istoria , rappresen- 
tanti i principali fatti del vecchio testamento ; eseguiti princi- 
palmente da óiulio Romano , ePierin dei Vaca , discepoli suoi, 
e nou bene , che dei quattro quadretti della prima arcata , 
quello che rimane sulla porta d^ ingresso» rappresentante Iddio « 
che divide la luce dalie tenebre» è interamente della sua ma- 
no ; che anzi da molti si vuole imitazione succiata delF altro 
Padre Eterno di Michelangelo > che separa il Caos nella Cap- 
pella Sistina • Vedile pur tutte Queste tanto decantate pitture : 
« se non sono bastanti a cancellarti dalla memoria il grandio* 
so, e macchinoso dipingere che hai prima veduto nella Sistina, 
k> scorderai , cred' io , entrando nelle quattro canìere qui prossi- 
me , che vanno sotto il nome, non delle logge, ma delle sìan^ 
Iti di Rafl&elle • . 

Per ordine di Giulio U. erano queste stanze già in gran 
parte, state dipinte da diversi pittoruzzi» quando j per impegnd 
di Bramante venuto a Roma il Sanzio , vi colori m una pare^ 
te la Teologia > o sia ia disputa del Sagramento . Sbalordito il 
Papa a quel dipingere non più visto ^ fece dare di bianco a 
tutto il tatto , avendo appena potuto Raffaello istesso ottene-» 
re che si lasciasse intatta una volta di Pietro Perugino , in ve- 
nerazione del suo maestro • Fu egli perciò incombenzato di cch 
iorire tutte e quattro le camere: ma la morte avara Io tolse 
dalle camere e dal mondo ; di modo che » nella quarta > che vie« 
ne ad essere la prima entrando » non vi è del suo che le due 
igure a olio , della Giustizia. > e Taltra dirimpetto della Cle^ 
mMXA : il resto fu eseguito a fresco da Giulio Romano , ed al- 
tri suoi compagni j su i cartoni disegnati da RaJSaello stesso • 
Osserva bene le altre tre , in specie quella che dicesi Vmciclo^ 

Ciica , ove dipinse la Teologia , la Giurisprudenza , la Poesia , 
filosofia » Vedrai nella scuola d'Atene un magnifico edificio « 

Ì2 



84 
( taluno VI riconosce il Vaticano ) formato di pilastri dorici , 
e di archi in prospettiva , con cinquanta figure di penonaggi 
antichi , tratti la maggior parte da teste di filosofi Grecia espres- 
se nelle medaglie , o in pietre antiche . Per V invenzione , e 
composizione , questo pezzo viene riputato il migliore . In 
quanto al colorito, seniora che la Teologia, e la Messa porti- 
no il vanto ; volendosi che in questa egli abbia pareggiato Ti- 
ziano . Molta forza di pennello si riconosce neU Eliodoro , in 
vece di quella delicatezza sua solita , che forma uno de' pre- 
gi del suo stile . Neil' incendio di Borgo , pare che dimeih 
ticatosì del colore , tutto ponesse lo studio in disegnare alla 
maniera di Michelangelo . La grazia però , la semplicità , la 
verità, l'espressione vi- sono da per tiitto; perchè tuttò^il'*» 
pere dell'arte stavasi in quel genio raro, tranne ^Vi hetio Otti- 
le che non conobbe. 

Dopo esserti saziato, seppure egli è possibile, di questo 
Paradiso pittorico; non ti resta altro di meglio da vedere, 
che V antico i ma questo serbalo ad altra giornata, per non 
confonderti - il capo . Ond' è die per terza ed ultima visita d 
ponerai alla Biblioteca , ed al Museo Vaticano , che sono qui 
prossimi, e nel piano medesimo. , 

Troverai nella sudetta Biblioteca ( la più rinomata e ricca 
del mondo) quarantadue mila codici, e un infinità di libri 
rari in ogni lingua: di tal collezione , unica, se ne deve prin- 
cipalmente il merito ai Papi S. Ilaro, Nicola V, e Sisto V. 
L'edificio, (Quantunque, non abbia un carattere bibihricario ^ per 
esservi i libri rinchiusi negli arraarj : è di così sterminata gran- 
dezza che sorprende . Oltre ì libri , contiene molte preziose 
anticaghe ♦ una collezione di vasi Etruschi eruditissimi , un 
Museo Cristiano , ima Camera di Papiri antichi , un museo di 
gemme , mosaici , cammei , bronzi e medaglie . E' tale la quàn* 
tità dcgVantichr contenuti in questa Biblioteca , che può dua- 
marsi in dirittura una parte del Museo Vaticano, cosicché 
unendo questo all' altro , p'ofriammte detto Mmsìq Vaticano , • 
Pio - CUmentino ^ avrai quasi due miglia da percorrere fra sceld 
moaumenti della veneranda antichità • Di fatto sortendo dalla 
biblioteca per la medesima porta, daUa quale entrasti; vedrai 
ìmmediatame&te im cancello di ferro, che comincia arìacfaiu- 
dere l'antica preziosa raccolta . Ha codesta principio da una^ 



serk <r iscrìzzìoni pregiatissime , divìse in otto , classi , cioè 
monumenti degli antichi Cristiani , Greci e Latini ; Sepolcrali ; 
monumenti Greci ; Officj , Arti , e Negoziazioni ; Soldati , Con- 
soli , Maeistrati , e Dignità; Cesari: Religione e Ministri. 

Si sale quindi al primo Vestìbolo quadrato , ove sono principale 
mente da osservarsi i monumenti del sepolcro tutto degli Scipio- 
ni , di cui già parlammo ; il famoso torso dì Belvedere , molto stu- 
diato dà Michelangelo , onde fii detto // to*'so di MkhelangeU . 

Siegue il Vestìbolo rotondo : vi è di particolare un orolo- 
gio per i venti a dodici faccie , con iscrizioni Greche e Latine, 
ed un frammento di statua panneggiata, sopra cui si dice che 
«tediasse Raffaello , onde fu chiamato il torso di Raffaello . 

:^gèe la» camera detta di Bacco , ove -k statua "di questo 
Numé^ c<)nsérYat^siraa 5 sostenuta da un Fauno, ne forma il 
principale ornamento • 

Siegue il Fonico , una volta Cortile delle Statue ; di figura 
ettagona, sostenuto dacolonne e pilastri di granito. In questo 
aiobilisisimo peristilio , fra moiri preziosi marmi , vi fanno la con- 
versazione tre capi d'opera dell'arte Greca, siano originali, 
siano copie, come tu vuoi, o come vogliono e pretendono 
alcuni moderni scrittori. VAntìnoo, creduto anche Mercurio, 
delizia del celebre Pussino; il famoso Apollo di Belvedere la 
prima delle statue ^mìche^; il La^oonte , gruppo de' gruppi an- 
tichi e moderali; ai quali con approvazione universale, « per 
iscelta ddt regnante Pontefice Pio VII si è ultimamente asso- 
ciato per quarto la sublime statua del Perseo; ^pera classica 
del nostro Fidia moderno ^ Cavalier Canova . 

Siegue la sol^ degli Animali, <:osà copiosa in tal genere 
di scohura, che i diiettanti di bestie non vi harnio certo che 
desiderare : sembra incredibile , -che siansehe potute rinvenire 
tante , e sì minute specie . Fa capo a questa unica e singolare 
raccolta la statua celebre <iel Meleagro di Pichini , con la te- 
sta .del suo cignal calidonio , è cane: bella, e conservatissima . 
U Regnante Pontefice ^ vi ha aggiunto una conservatissima ed 
elegante statua' di Tiberio sedente . 

Siegue la 'Galleria delie Statue : in cui sì distinguono quel- 
la nuda di Caligola; il Paride del Palazzo Altemps; TAmazone 
di Mattei ; le due sedenri di Posidippo , e Menandro \ quella di 
Apollo Citaredo , con il ritratto di Nerone : la Y^nex^ ^<^ Vip 



j 



S6 

^o ai piedi » creduta una copia di quella di Prassistele « La statoc 
giacente di Cleopatra o Arianna ; la testa colossale del Tevere • 

Seguono tre sunze di Busti. Nella frìma sono degni di 
particolare osservazione una testa con capelli o perucca , cre- 
duta di Totomeo Re di Mauri'rania; altra di Lisimaco Re di 
Tracia ; altra bellissima di Giulio Cesare ; altra di Augusto 
coronato di spighe ; una maggiore del naturale ^ velata ^ rap* 
presentante Saturno* Della second^t Tornaniento principale è la 
superba statua del Pugillatore del sudctto Cavalier Antonio Ca- 
nova, opera celebratissima , che non teme verun con&onto. 
Nella terza , oltre una testa di cantatrice con maschera , v^è un 
bustQ d'una Faunessa , una testa di Flamine con tiara , ed una 
di que' Re prigionieri dell'arco di Costantino ; merita osserva- 
zione la celebre statua di Giove sedente con Taquila e il ful- 
mine, conosciuta per il Giove di Verosfi, RitroceJenda trova* 
si chiusa da cancellata una 

Loggia scoperta ripiena di statue e bassirilievi con epigra- 
fi , interessantissimi per Terudizìone principalmente ; die se 
stassero altrove fuori del Museo Vaticano -- Pio - dementino ^ non 
{starebbero certamente allo scoperto . 

Siegue un elegantissimo gahinetto ornato di porfidi » ala- 
bastri e mosaici antichi bellissimi : vi sono altresì di raro una 
statua di Pallade, una di un Fauno di rosso antico imbilica- 
ta, una di Ganimede, una di Adone, una di danzatrice , ed 
una di Venere accovacciata, imbilicata anch'essa» per potersi 
girare , e veder d'ogni parte . 

Siegue la stanza delie Mtue . Tutto questo ottagono è de^ 
dicato a raccogliere le nove Muse , con Apollo , e gì' ermi de* 
sette savj della Grecia , disposti tali e quali furono ritrovati 
nella villa di Cassio a Tivoli, alla riserva della Musa dell' 
Astronomia che si trovò mancare , e fii supplita con quella del 
Palazzo Lancellotti in. Velletri . Oltre la rarità di questa col- 
lezione la più bella e compiu di quante se ne siano trovate» 
stimabilissimi oltre modo sono quegli ermi per avere la mag* 
gior parte il loro nome scritto : come quelli* di Pericle» di Aspa- 
sia , di Alcibiade , di Eschine , Antistene , Biante , Periandro , 
Socrate, Zenone, Sofocle, Aristippo> te. Osservabile si è anco- 
ta il bassorilievo sopra l'Apollo rappresentante la nascita di 
Bacco dalla coscia di Giove, e l'altro, incastrato nella parete 
di contro » esprimente una danza di Coribanti • 




/ 



. «7 
Siegue la Sala rotonda di diametro palmi 82 , destinata a 

contenere 1 marmi colossei. Il suo pavimento è formato del 
pia gran mosaico antico che esista , trovato in certe terme di 
Otricoli , da me ^trove illustrato. Vedine la figura con la ro- 
vina annessa. Oltre I bellissimi festoni e meandri^ in una del- 
le sue fasce vi è espresso 11 combacumento dei Lapiti con i 
Centauri; cnelFaltra più larga, un baccanale marino; jie oc- 
cupa finalmente il centro una testa colossale di Medusa . Me- 
ritano quivi s a mio credere , particolare attenzione li due ermi 
della Commedia^ € Tragedia, la Giunone di Barberini^ Ja Giu- 
none Lanuvina, il Giove Seraplde, e la testa di Adriano i» 

iSiegue la sala a Croce Greca . Sazio ormai di vedere statue » 
busti, bassirilievi , mosaici, teste, animali ec. contentati di 
fissare il tuo sguardo alla Porta principale del museo , e alle 
due urne xii porfido una della figlia , 1 akra della madre deir 
Imperador O^tantino Magno • La luce della porta ha :3t6. pal- 
mi di altezza, e 13. di larjghezza; questo ^ il meno; quanto 
vedi di decorazione è tutto granito orientale: non basta, bel- 
lissime scolture sono i due telacnoni Egizj , colossali che ne so- 
stengono Tarchitrave :' nelle facce loro vi si riconoscono per- 
fino da Winkelman le sembianze di Antinoo . QuaF altra pòr- 
ta sarà più porta di questa, s che ne avrebbe detto se faves- 
se vista quel Michelangelo , che battezzò la porta del Battiste- 
ro Fiorentino per porta del Paradiso ? Se ti è nota Testrema 
durezza del porfido^ non potrai non ammirare i due massi enor- 
mi di X3ue due sarcofagi Costantiniani . A questi due st sinni- 
Kono 1 altro di Agrippa , ora nel Laterano , e quello del Bat- 
tistero di S. Pietro , avrai li quattro massi di porfido più gi- 
ganteschi rhe sì conoscano , .eccetto le colonne ; notabili sono 
qui ancorz ìt due sfingi colossali che adornano la scala, che 
scende alla Biblioteca, 

Siegue la escala frindpale del Museo sostenuta da ventidue 
colonne di granito orientale, parte rosso, e parte bianco e 
nero , ove sono rimarcabili due statue jgiacenti che rappresen- 
tano i due fiumi JMilo, e Tigri ^ Dopo altra scala ornata di 
otto colonne di breccia corallina antica^ e di Cori, con altr^ 
due di bellissimo porfido verde alla finestra , siegue la 

Camera della Biga di forma rotonda; ove si osserva una 
biga antica di marmo da me altrove illustrata . Una statua d«l 



88 
Sardanapalo fondatore dell* Impero Assiro , col nome Grtìcosuf 
lembo del pallio , una statua d' Alcibiade , un Discobolo pro- 
veniente dal celebre di Mirone , la statua di un Auriga Circeo- 
se , ed altra di Apollo Saunnono , uccisor di Lucertole • 

Slegue la gallerìa de" Candelabri , ove nella prima divido* 
ne sono molti simulacri Egiz), Idoli, Canopi > Cercopitcci, 
animali, ec. Appresso vi è di particolare un Giove in forma 
d'aquila che rapisce Ganimede; un candelabro cól ratto del 
tripode di Apollo , fatto da Ercole , di Etrusco lavorò , un ara 
con pompa IriacS ; i due candelabri con base triangolare « pk 
della Casa Barberini, con sei divinità principali. Marte, fil- 
lade ,- Venere , Giove, Giunone, e Mercurio; la statua del son- 
no in piedi , o più tosto il genio deHa morte ; altra farisskna 
statua di Giove in abito mentito di Diana, con cui sorprese 
Calisto , da me altrove illustrata . Non istò a riportare esatta* 
mente tutti i pezzi, per cui non basterebbe un volume, e che 
sortendo da questo laberinto non potresti mai. ritenere nella 
memoria. 

Finalmente non devi lasciar di dar« un occhiata ali* auies- 
so giardino da Nicolò V. incominciato , e da Giulio II. colla 
direzione di Bramante condotto a fine . Osserva la gran pina 
di bronzo che dicesi essere stata in prima sulla cima del Mao' 
solèo d'Adriano, lobelisco Egizio, scritto, che fu trovato 
avanti l'anfiteatro Castrense* 

In altro giardino appresso è da vedersi il bel casino che 
Pio IV. fece edificare con disegno di Pirro Ligorio : osserva 
quivi il piedistallo della colonna d'Antonino Pio, ove da una 
parte vi» è T iscrizione , dall' altra l'apoteosi di Antonino e 
Faustina sua moglie : negli altri due lati i giuochi Pirrichii , in- 
torno al rogo dei defonti Augusti . Merita quivi finalmente 
d'esser veduta ancora una fontana adorna di un vascello di 
bronzo , da cui escono più di cinquecento zampilli d'acqua , &* 
cendo rumore come fossero razzi da botto . 

Ti lascio quivi in arbitrio qual via prendere per la con- 
tinuazione del tuo giro antiquario , se retrocedere per il Pon- 
te S. Angelo , o sortendo dalla porta Angelica fare il giro del- 
le vie Trionfale, e Flaminia, o siccome pratican molti, con 
una Carrozza a quattro cavalli , salire il Clivo di Ciana , oggi 



M 
Monti Mario, e visitando le Ville MéMms , e AfW/mr (i) gluiv-' 

gere alla cosi detta 

SBPOLtuiu DI Nero». 

Lungo la via Cassia, via consolare > antica, così chiamata 
da un Console o Censore di tal nome , che nasce dopo il Po»- 
ti molli divergendo dalla Flaminia » ed anticamente passando 
per Chiusi » portava sino a Pisa ^ • £' una delle tre trionfali » 

m 



(1) Luoghi delìctott « sbietti una nrks 
4al Zio del Poeta Marsi ale » di dove non 
solo Kopretl assai bene la Cicck ed il Te- 
vere » ma fi gode la veduta del Latto » 
• delta Sabina . Di quk %ì è formata una 
pianta scenografica & Roma a vista. d'u- 
ceflo che sì vende in Calcografia . 

* Per quest» strada si va a Ronciglione • 
4m, dove » !• miglia distante » sta il famo* 
•0 palaiso pentagono di Caprarola • ar- 
èhitettato dal Vignob con fosse * e baluar- 
di a guisa di fortcssa» capo d'opera* che 
merita di esser veduto . La pia breve e 
sensata deSwn'sfone che ne abbia letta • 
èquelk del Milizia. Roma delle Mie art, 
f. KTj, perciò a comodo di qu e' viaggi ato- 
lli , che vorranno portarvisi , o esaminar- 
ne le stampe • credo ben fatto il riportar- 
la tal quale • 

», E' situato sul ciglio del monte» e ha 
M al di sotto il patse di Caprarola » la di 
»* cui strada principale corrisponde drit- 
»• tamente al Palano • lasciandogli avan- 
•» ti una sufficiente piasxa . Un' ampia tca- 
»t linata.a due rami» ora dritti ora cur- 
•* vi , forma un avancorpo con piazze pen- 
•* sili ri cinte di balaustrate » e con varj 
•» prospetti ornati convenientemente > per 
*» 1 quali si va ai sotterranei provvisti d'o- 
•» gni torte di comodi . La forma del pa- 
•» Usao è jpentagona, fiancheggiata da cin- 
•• que baluardi • e circondata da fosso e 
•• da contrafosso. Piccante misto d'archi- 
•• tettura civile e militare adattato al sito 
•» e ad una delizia . L'esteriore è a due 
•» ordini . Jonico con finestre arcuate : e 
•» Corintio che » oltre il piano, nobile * ab- 
•» braccia anche le finestre de' mezzanini 
«» svperìori . In questo pentagono è iscrit- 
9$ to un circolo • Onde nel & dentro ri- 
9» sulta arcolare il cortile » e circolari so- 
i» no i portici , e U logge » come anche la 
99 scala» Le camere però sono tutte ret- 



tangole ( eccetto la cappella che è ro- 
tonda) e tutte hanno l'uscita Ubera aU* 
logge e ai portici • La decorazione » e 
nel tutto e nelle parti » è regolata con 
avveduteaaa. Avveduteli a maggiore spic- 
ca nella conrodi ta • L'edificio non è 
grande » e grandi sono le sue parti prov- 
viste tutte di tutti i comodi . Nella so- 
» Udita poi trionfa l'ingegno dell' archi- 
. tetto • ^li seppe trar profitto dal sito • 
, e fino al primo piano non si servì d'aU 
» tri muri che del monte stesso » che è 

> di sasso tufaceo » e peperino » tagliato 

> a scalpello. Incavato nel medesimo sas-- 
) so è tutto il sotterraneo » e il fosso e 

> il contrafosso • 11 piano del cortile è 
p inferiormente sostenuto nel centro da 

> un pilone rotondo vuoto cbe riceve le 

> acque piovane » e lascia intorno di se un 
I andito circolare • probabilmente ad imi- 
, tazione di quell'edificio antico presso 
. al Circo di Caracalla» creduto tempio 

> da Palladio e dal Serlio . I giardini con- 
» tlgui dietro al palazzo sono distribuiti 
» deliziosamente e in diversi piani a se- 
» conda del monte » con varietà di sca- 
» le » di fonrì » di sculture » d'alberi » di 
» spalliere » di parttrri » e con un bel ca^ 
» sino in cima . £' questo insomma un 
» complesso di eleganza e di sodezza • E* 
» fuori dell'ordinario » ma senza bizzar- 
» rie » e molto meno senza caprìcci . P 
t il prodotto d'una mente feconda e sa- 
» na : e tale era ciucila del Vignola » uno 
» de' pili benemeriti dell'architettura ri- 
» nascente. 

»• Tutu le camere sono dipinto dagli Zue* 
» cheri ; # lo logge e la scaìa » dal Tempo* 
» ita • // loro principal pregio e che An* 
» nibal Civro con altri hlli ipiriti di quei 
• tempo diresse il pennello • Ciascuna ca* 
, mura ha il ìuo nome ricavato da sogget* 
t ti dipintivi i del mappamondo » Xigli 



90 
cioè Afpia , Flamine , e Cassia . Alla distanza dunque ài ouat^ 
tro miglia circa dalla Città , si trova su questa via un nobil ph 
lo di marmo sollevato sopra grossi e quadrati pezzi di traver* 
tino volgarmente detto il Sepolcro di Nerone . L' iscrizione 
per altro che ancor vi rimane nella parte opposta lungo Fan- 
tica via , dice al contrario esser la tomba di un certo C F/tà 
Mariano Proconsole , nativo di Tortona , come altresì della sua 
consorte Virginia Massima, eretto loro dalla figlia Vibia Màr- 
zia Massima . lì carattere dell' Iscrizione non è buonissimo » e 
di pia è alquanto corroso « Vi è in capo all' epigrafe il solita 
D. M« S. (i) • Veniamo ora al 

PoNTB Molli. 

Una volta Bmilius , poi Milvius: e con tal nome corrot* 
to , lo chiama T istesso Cicerone riferito dal Cluverio . E' lon- 
tano dalla Città un miglio e 99. catene . Lo compongono quat- 
tro archi di travertino j ed è lungo cento passi geometrici in 



M» angeli > dé^ sogni , della solitudine « dei* 
m* U arci » de* filosofi • de* concilj • ief^fa- 
»9 Iti Farneiiani ec« Le prospettive sono di* 
99 pinte dul/o slesio Vignola » il quale ama' 
9» va questo genere di pittura » e diceva che 
•» la scienza della psospettiva gli aveaaper^ 
»» to Pìugugno per Parte di fabbricare . 

(i) Scendendo da questo luogo verso 
la Città • prima di giungere al Fonte » ri- 
marcherai a sinistra il progresso deSaF/a- 
minia» per cui volendo inoltrarci » si tro-» 
▼a sulla manca una vecchia Torre chia- 
mata ab immemonUfUi Tor di Quinto s pro- 
babilmente dai prati ,9?jiin%j • Non v'è chi 
non sappia che il celebre Quinsio Cincin- 
nato * dopo aver resi molti servisi alla Ke- 
publica , ritirossi con Racilia sua Moglie in 
un predio da questa parte per godervi la 
quiete ; ma richiamato dal Senato per 
combattere contro i Sanniti» rivestitoti 
dell'armi* per barca torn ossene a Roma. 
Potrebbe perciò la Torre quantunque la- 
voro assai posteriore aver preso il nome 
da questo famoso Republicano « o perchè 
fosse distante dalla Cirtà » ad quintum la* 
pidem . Sieguono due ponticelli ; sotto il 
secondo de' quali passa un acqua creduta 
l'antico fiume Cremerà » in oggi V'arca o 
Valcha » orìginaco dal lago di Bracciano • 
vicina a cui accfadde la battaglia de'Ve- 
jenti* e la morte de' trecento Fabj rife* 



rita da Livio I>ec. i. Uà, III. Avanaando 
cammino • s'incontra a sinistra un alta ru* 
pe » ove nel passato secolo fu rinvenuta la 
tomba dei Nasoni » della 9UÌ Famiglia fìi 
il celebre Poeta Ovidio • Era questa uni 
camera ornata di sette basse nicchie $ ri* 
piena di eccellenti pitture « incise* sicce* 
me è noto » da Santi Battoli Bellor» Sepolc» 
de Nason . Un miglio pia su a mano man- 
ca della strada • vi è un monte detto ^ 
gli antichi Saxa Rutta in oggi grotta Rfi* 
sa con un' osteria di tal nome : ed esset» 
vi stata osteria : anche in antico si rìlen 
da Cicerone nella seconda Filippica « ovt 
dice che M. Antonio ritornando dalPaver 
tenuto dietro agli uccisori di Cesare , givo*, 
to verso le ore dieci del ^orno ai sani 
rossi, si nascose in una taverna* ove dato* 
si a bere sino alla sera, entrò inUoniacfi 
notte , e andò a visitare segretamente Is 
sua Commediante • Si vedono qu't d'in* 
torno, ossature di mausolèi grandiosi , e 
più avanti verso prima porta altre molte 
rovine * delle quali alcune probabilmente 
devono appartenere al ì^ejentano » ViQa é 
Livia Augusta * chiamata altresì ad Galli' 
nai Albds in memoria d^avergli un Aqui* 
la , mentr' ella sedeva gettato in seao 
sena' offenderla una Gallina banca. F/^* 
Ist. nat. Uh. 15. cap. ;o. 



circa * Fu risarcito al tempo di Enrico IV , quando , rovinato il 
ponte trionfale j' non v'era da questa parte altro passaggio che 
quello del Ponte Elio • Fu celebre questo ^ito per la famosa 
battaglia fra Costantino e Masenzio , quivi accaduta ; come per 
un certo bosco vicino ad esso , ove la gioventù sfrenata con- 
correva a sguazzare > . essendo stato solito portarvisi Nerone 
nesso , come narra Tacito (i) . Perla Flaminia moderna*, che 
viene ad essere alquanta più occidentale dell'antica , sì giunge 
alla Porta detta del Popolo , ove prima di rientrare giova tor- 
cere alquanto il cammino a sinistra » per visitare il cosi detto 

Muro Torto • 

Osserva in questa rovina così inclinata e fuori di piombo, 
quanto stabilmente abbja^ il caso operato un prodigio , di cui 
tanto vantasi Tarte nella torre di Bologna , nel Campanile di 
Pisa • Stando con Procopio ^ è questo un avanzo di cospicua fab- 
brica dalla violenza delle acque della collina > all' esito delle 
quali non eran bastanti quei forami che vi si vedono anche 
<>ggidì j a bella posta fatti j a poco a poco spinta e forzata a 



(i) Pont Mihiiu in to tempore cdiMs 
nociurnu illccubris trai $, veniiiahatque Hlut 
Vir9 , quo soiuiius Uràtm pxira iasciviret • 
Aanil. bb. xj. Nel mtsio d«i ponce tcor« 
geli beUisiima calata <h tole che indorai 
<JoUi della Sabina #> i quali con la torto* 
posta campagna r ia clrsceta del Tevere » 
e le rovine degli acquedotti formano un 
eccerenre qnadro . Il ponte moderno è 
opcoL di Nicolò V» 

* Strada ttcendo • non devi lasciar di da- 
re una occhiata alla piccola ma grasiosa 
Chiesa di S. Andreas una delle opere pia 
citanti» e bene incesa del Vignoia: Pe- 
data in peperino con pilastri coiintii , che 
accorda benissimo con l'interno del Tem» 
pio 9 di forma quasi quadrata «^ condotto» 
anch* esso con piUscrt corintii , sensa pie- 
distalli , e ci6 che è pia singolare , sema, 
cornice . Si loda U cupola, ovale , le due 
nicchie ai lati dell'aitare sfondato» e le 
finestre ancora htte a nicchia . I freschi 
sono opera del Primaticcio scolare del 
migliore scolare di Ratfaello • Appresso il 
così detto Casino di Papa Giulio , ( Giw 
Ho JJJ^y bell^ Architettura di Baldassar 
PcruMi da Siena : vi sono però delle stra- 



ni 2 

vagante • che si giudicano d'allrì » aven- 
do la fibrica sofferto molte vicende ; per 
esempio la mescolanxa del Corintio col 
Jonico nel secondo piano» e nell'interno 
del pianterreno fra pilastri Corintii > alcu- 
ni isolati a forma di colonne quadrate • 
Del rimanente belle ripartixioni » e gran- 
diose finestre • e cormci buonissime ; di 
sodo ed ottimo gusto la loggia architra- 
vata » retta da colonne corintie isolate . In 
fondo della strada da un lato siegue il 
Palalo delia Camera Aposiolica » altro edi- 
ficio di Papa Giulio III. architettato da 
Vignoia» ultimamente ristaurate da Pio 
VI. Facciata soda , e forse troppo » per 
quelle bugne mastine > che formano il 
primo piano • JX secondo è Corintio e 
bello , perchè vi stacca molto sopra il bu- 
gnato tudetto • n portico interno semi- 
circolare con colonne Joniche architrava- 
te vi fa un bello effetto » ed anche il cor- 
tile condotto con l'istesso ordine piace • 
alla riserva de' piedistalli , che non ci si 
vorrebbero sotto le colonne . Il Ninfeo • 
che siegue è ben ideato ed ha belli or- 
namenti con. nicchie • Pare che il Vigno- 
ia amasse di molto le bugne e le nicchie . 



9^ 
cedere. Riconoscivi il Sepolcro della gentt Domizia , primo ^t 
esser situato sulle- falde del Pincio con' far prospetto al ma»- 
soleo d'Augusto e al Campo Marzo (i) , «iccome lo dcscriTe 
Svetonìo : secondo per una vecchia tradizione che Nerone fosse 
ijepolto vicino alla porta del popolo , ove i continui spaventi 
notturni diedero motivo nel Secolo XII. a Pasquale IL di edi- 
ficare la Chiesa di S. Maria del popolo ; terzo , perchè Piranesi 
riconobbe questi avanzi di forma triangolare, ed un ecfifizio si- 
milmente di triangolar figura vedesi nella pianta GapitoKna di 
Roma antica, ov^ leggesi la fi-ammentata iscrizione con let- 
tere C A , e sotto due lettere isolate G D , che ii Bellori in- 
terpreta Calvini Gnei Domitìi (2) . Consisteva il sepolcro , al 
riferir di Svetonio, in una gran sostVuzione, sostenente una 
gradinata di porfido con sopra un ara di candido marmo di 
Carrara , ed una balaustrata air intorno di marmo di Taso ^ . 



(i) Pro spi ci tur a Campù Mi^rtio imposi» 
lum celli Hortulorum . Svet. in Vie. Ner. 
num. 79. 

(2) Vedi le mie notixte ec. Anno 1784. 
pag. 21. 

* La vaga parta che vedi a fronte dell' 
antica muragfia ^ ingresso alla rìnoma- 
ta Villa della Cara Borghese ; la prima 
delle deKsie Romane > te non per la ti- 
tnaxione ; al certo per la ricchesaa de' 
marmi antichi» oniTè sparsa # e per il 
tontuoso casino > che ne contiene un mu« 
seo • da gareggiare per la sceka de'pexxi 
con i Capi colini e Vaticani , e quanti ve 
ne sono al mondo • Dopo avere attraver- 
sata per ameni boschetti . fontane » laghi > 
£umicelit » e bixxarre fabriche » quasi tucra 
la vitla^ t'incontrerai facilmente in esso» 
per essere innalxato nel più alto del colle. 
Al solo vederne l'jesterìor parete piena 
leppa di bassiri lievi , statue ec. puoi argo* 
mcntare l'abbondanxa de'prexiosi marmi 
e delle scelte sculture che ne adornano 
^interno . l>i fatto vi troverai al primo 
piano otto camere , e^ un gran salone > 
a cui mette i'I vestibolo » da sorprendere 
chiunque ; Il farne una minuta ed esatta 
d«scrìxione è aifare di più volumi » che 
già han veduto la luce • e sono notissi- 
mi « tanto per il merito de' monumenti 
quanto per quello dell' espositore • il eh. 
Ennio Quirino Visconti • Dunque mi limi' 
tu a raccomandarti die attcatameiite 'OS* 



servi la <]uiantit^ e qualità de' prexiosi mi* 
schj , che in vasi > colonne » ed in lastre • 
ne cuoprono per sino i pavimenti e ì xoc- 
coli • Rapporto alle statue le piii rimar' 
chevoli sona 4' Ac hi Uè • (U più bella cbs 
si conosca di questo Eroe ) un Marce • il 
fam<»o gkdtaN>re d^Agasia • l'Ermafro(fi- 
to« il così detto Seneca nel Bagno • ut 
Centauri replica de' Capi retini . De' gnip* 
pi seno comendabili sopra ^l'akrt l'Erco* 
le e Telefo » Bacco e Genio > £nen ed A»* 
chite > Apollo e Dafne dei Berntno •<^orio* 
bino e la Madre • Castore e Polluce * la la* 
pa dì rosso anci co con Romolo e Remo. 
Sileno e Bacct> fanctnllo. Per i basti rilie* 
vi , il numero de' quali -è grandissimo > bel* 
"li tutti • o eruditi ; il più stupendo è quel- 
lo di Curtio ched precipita* di contro Is 
porta del Salone . Fra i Busti • quantunque 
tutti eccellenti « quelle colossale di Ludo 
Vero sorprende ed è «nico per il lavo* 
ro e qualità del marmo . 

Neil' appartamento supenore vi scat 
belle pitture di paesaggio * e dlttorìa : fra 
le altre una Venere di Tiriaho ; ed tint 
quantità éì Fiammengbi pregiatistimi • 

Nella Villa , al luogo de^Pinì • vi è unpt- 
laxtetto di buon gusto * ove ti conterrt 
altresì uni seconda raccolta di scolcure aoB 
ha guarf disotterrate all' antico Uabio ^ 
già illustrate dal sopraccitato Eaaiil^i' 
sconti ; come altresì in un prospetto ia 
forma di nidere le celebri isccìei^m l^ó- 



Osserva il muro di qua sino alla porta del popolo , riBitto ne* 
tempi bassi , La Porta fu fabbricata dai Papi con avanzi di 
c|Relia d'Aureliano. Nei lati esterni si veggono ancora i basa- 
menti di marmo ^ i quali reggevano le torri. Questi furono 
maltrattati dai Barbari/ e forati nelle commissure per levarne 
i pernia essendo i forsyni poi stati tassellati^ quando fu rifat- 
ta r istessa porta . L'antica si vuole che stasse alquanto pia ver- 
so la collina , siccome dicemmo della vU , e si stima che nel 
caEDQ^iamento j acquistasse il nome di Flununtana (i) . 

Obuisco d£L Popolo, 

JP quello die dice Plinio tagliato dal Re Semneserte in 
Egitto di cento venticinque spiedi d'altezza oltre la base (2), 
£' del solito granito orientale : innalzato in origine da Augusto 
nel Circo Massimo , e da Sisto V. nel 1639, qui trasportato 
ed eretto » V iscrizione antica è del tenore seguente 

IMP. CAES. Dm . F. AVGVSTVS 

PONTIFEX . MAXIMVS 

IMP. XII. COS: XL TRIB. POT. XVL . 

AEGYPTO . IN . POTESTATEM 1 

POPVLI • ROMANI • REDACTA 

SOLI . DONVM • DEDIT. 

TfikVSOiìBO vl'AVQVSTOs B USTRINO DE* C£SARI • 

* ììpìà, magnifico' de*sepoIcri; eccetto quello xi' Adriano : si- 
tuato fra la Via Flaminia , e il Tevere . Per vederne la mise- 
ria di quattro muraglioni informi , essendo tutto questo avan-- 
zo conmso ed occupato da moderne abitazioni , bisogna rin- 
tracciarlo qua e là > e finaknente salire nel palazzetto Vivaldi j 



ftt • iHuttraté dal mededmo « l^rabili 
lono » iK lago » il tempio colla statua co* 
lossalv £ &culapio • e le idcre fabbriche 
tparuf in quctta dtiim. 

if) Onerva 11 magnifico ingresso della 
Città • la doppia Architettura d^lla mo* 
derna Porta al é$ fuori del Ruoftiarrotì • 
ti di dtotro del armino » e nella prosti» 
ma CUesa di &• Maxf» <Ui Popolo la Gap* 



pella Gbigi • a «intstra disegno di Raflael» 
con il famoso Giona di Lorensetto • 

(«) Js auiem oheiiscus qutim Pivus Aw» 
guiius Circo Magno siaiuit • raccistis €Si « 
lUg€ Seipneserio $ quo regnante Pfihagor€i 
in £gypi9 fuit » ceneum '^igintiqninqut fc;» 
dum « «/ dodrantis ^aei9f ^attfm €ju$ i^ 
fidii • 



94 
nella strada Pontefici per riconoscenri Tarea ; ridotta moderna» 

niente ad uso di anfiteatri per giostre da Toro» ed altri spe^ 
tacoli . Prendendo la via di Rlpetta nei cortile del casamerito 
annesso alla Chiesa ed Ospedale di S» Rocco » se ne scopre un 
circolare avanzo di opera reticolata • Più addentro , attraversai^ 
do una staila in un angolo del cortile j o facendo il giro per 
dietro la Chiesa si vedono altri muri cosi smisurati , che né* 
la loro grossezza sono scavate le camere sepolcrali che girano 
air intorno : (Quindi si scoprono i cunei che formavano i se> 
polcri; maj per quanto tu osservi con attenzione montando 
anche alla cima» non è possibile formarsene .una competente 
idea senza ricorrere alle descrizioni fattene negli andati tempi. 
Il Marliano che vide il monumento più conservato , dice che 
tali circonferenze erano tre , piramicianti , e rastremanti Tuna 
sopra Taltra, divise in cunei per i sepolcri. Strabone, ove (3^ 
sepolcri del Campo Marzo ragiona, lo descrive al vivo (i) co- 
me formante aggere al fiume « ricoperto di marmo bianco » 
ornato di alberi sempre verdi , con statua d'Augusto nella ci« 
ma , ed un bosco vicino di grande ampiezza per passeggiare . 
Si vuole fosse alto tutto il monumento cento cinquanta cubi- 
ti • La sua porta , unica j risguardava il xampo , ed aveva in- 
nanzi due Obelischi, alti ciascuno ottanta piedi» Ora sono in- 
nalzati altrove , siccome vedremo • Esservi stato sepolto per il 
Srimo JMarcello nipote d*Augusto , si raccoglie da alcuni veni 
i Virgilio (2)/» Quando Adriano j edificò il suo^ questo' Mau- 

(H ^<tf^ff^ tmnittmprafstanritsimum est • «ci Atieusto • Agrijypa » Germanico • AffA^ 

Mauìoleum $ agger ad amnem supra subii" pina » Druto ed altri 

mem aiti Ubidii fornicem congettus » tt ad, Condidìi Agrlfpam » quo te Mlat^ 

verd^em usque semper virentiìus aròorièus celle Stpulcre 

eoepertus . In fastigio statua Augusti Cae* Et caepit generos jam lucm 

sarii , sub aggere iaculi ejus et cognatorum iiie duos • 

oc familiarzum ; a tergo Incus magnus «m* Vin posite Agrippa tumuli bene iV 

bulaiionts habens admirabiles • nua clausa est . 

(2) Sfuantos Uh virum magnam Méi^ Perfidi officiuM funwrit ecct 

vortis ad urbem soror. 

Campus aget gemitus % vel quiue Ecce ter ante datis jactura stevissi» 

Tiberine videbis ma Vrusus 

FuneracumTumulum praeterlabère \ A -magne laaymai Caesere 

rccentem Virg. nel^. quartus habet , 

E che Tt fosse posto il primo sembra in- Claudite jam Parcae nimium rat* 

«Ucarlo la parola recentgm : ve n^ è anche rata sepul^ra . 

una ttseimonransa più espressa di Pedo- Claudite plus justo $am d#* 

ne Albi no vano » dal quale si rileva altresì mus ista potete 

come da Tacito ancora esserci stati ripo* Nella consoltf • a Ixr^ 



9* 
foleo non aVea più camere vuote . Poco più avanti ^ cioè alla 
piazza di S. Carlo al Corso , fu T Ustrino de'Cesari j iktto an- 
che il Bustù . Non se ne può dubitare , stantechè negli ultimi 
tempi j fabbricandosi ail^angolo di quella piazza > si rinvennero 
alcune lapidi di travertino « trasponate in seguito nel museo 
Vaticano, che hanno incisi i nomi di più personaggi delia fa- 
miglia d'Augusto con la fbrmola hic crematus est . Non era 
perciò alla Scrofe suU'altura della Chiesa di S. Agostino « ne a 
mur^ morto. Che anzi testimoniando Strabone essere stato il 
Busto nel mezzo del Campo , è d'uopo concludere che la piaz- 
za di S. Carlo fosse il centro del Campo Marzo • 

Colonna di M. Auhelio* 

Coclide e permeabile anch^essa , quantunque più alta della 
Trajana . Secondo 11 Ciacconio , Bellori > ed altri ha d' altezza 
piedi 174 de** quali ogni 3. fanno 4. palmi Romani > con sca^ 
lini 206. e finestrelle 5 6 . Avea questa patito per un incendio 
e per un fulmine , come apparisce- dalie stampe del Sadeler . 
Sisto V. la risarcì, facendovi di nuovo il piedistallo con dise- 
gno del Gavalier Fontana « e ponendovi sopra S. Paolo in luo* 
rdi M. Aurelio . La scoltura non ha che fare con Taltra del- 
Trajana, quantunque sia buona. Vi si vedono scolpite con 
mirabile artificio molte azioni della guerra Marcomannìca , con 
il Giove pluvio, ia Legione fiiiminatrice , ed altre cose, dot- 
tamente spiegate dal Cellario , Ciacconio , Bellori ed altri . Per 
errore vien detta di Antonino ^ appartenendo in tutto e per tut- 
to a M. Aunlio (i) • Ascendi ^ulla collinetta prossima delJVIoih 
ti Citorio , e vedrai T 

Obelisco Orario « 

Inalzato ultimamente in questo luogo per ordine di Pio 
VI. e ristorato con le fette della colonna Antonina sudetta.. 
Giacque ancor questo corroso e infranto in cinque pezzi al- 
meno , qui dietro la Curia Innocenziana , in un immondo luo- 
go detto la Vignacela • £gli è quello stesso che Augusto fece 

(i> La vera Colonna Antonina era una fece otservare • Giacque per molto tempo 

grandiisima e tmisuraca Colonna eli grani- ciietro ilPalaaao di Monte Cicorio^ finat* 

<o rof 10 » la quaitf pej ^>ff xe troppo in toc« tantoché fu stimato bcnd di affettarla • t 

«hi , non fu innalaata da Clem. Vl.^dìie la aervirMnv f er i riicauri dell'Obelisco « 



9« 
venire da lerapoli d' Egitto f alto in. piedi» senza contare ii 

piedistalW. Gli fece fare i fondamenti profondi quant' era la 
sua altezza j e drizzatovelo « gli fece segnare ai piede una li- 
nea meridiana • Quindi , per indicare con più precisione l'ac- 
crescere o diminuir deirombre , fece porre una palla neirestrc- 
mità deirObelisco , facendolo così servire di Gnomoni . Ma gira 
al tempo di Plinio, o per inclinazione di terreno, o per ter- 
remoto , il Gnomone non andava più giusto . Quest'Obelisco è 
stato giudicato sempre di lavoro superiore ad ogn'altro (i) » In 
fatti vi si vedono geroglifici eccellentemente lavorati , in spe- 
cie nella punta, ove sono tutti ripetuti in minuto intaglio. 
Tra gli altri vi si ravvisa la sfinge , con volto e mani umane , 
superbamente incise , e disegnate • V iscrizione antica che vi 
si legge confronta colF altra dell' Obelisco del Popolo , indivi* 
duante la dedicazione fattane al Sole da Augusto • Scendendo 
da questo, monticello (che di Citorio ebbe ed ha nome, forse 
/ dall!essersi qui citAte e chiamate a nome le centurie convocate 
ne' Seftì qui vicini a dare il suffragio ) , e prendendo per il vl- 
coletto a mezzo giorno sulla. sinistra, si giunge alla piazza 
detta di Piara, ove si vede Tavanzp di un portico del 

^ Tempio di Antonino Pio 

In oggi Dogana di Terra • 

Certamente che quest'avanzo di ri. colonne alte 39. pi<> 
di e' 7* pollici , e 4. piedi e 2. pollici di diametro , è Taia del 
portico di un Temfio.' Ma è tanto incerto che lappartenga al 
tempio di M. Aurelio , o d'Antonino Pio , quant' è sicuro clw 
dirsi non possa Basilica j per causa del portico esterno , quan- 
tunque passi per tale comunemente {2). La di lui forma è di 

' V) Ved. Angelo. Banditi, e Winlelmann pio. Ma oltreché • non sono queiri dae 

Scorta delle Arci • monu menci canco vicini da non potervi 

{2} E* vero che Viccore scrive in que* capire fra essi altra fabrica ; crovo non 

sta regione Tempiun Antonini > cum C0- improbabile Popinìone che possa apparte- 

lumna cooiìde , quasi fossero vicinissimi • nere al Tempio di Neccuao t a cui Agrtp* 

Vero» che ne'capicelli a fronde d'ulivo pa fece il porcico decto degli Argonatui 9 

si ravvisa della somiglianaa a quei dell' al- non alcrimenci che al Pamceon • Mi muo* 

ero Tempio di Antonino e Fauscina al ve a così pensare un passo dello scorico 

Campo Vaccino . Vero finalmence che « Dione • il quale • racconcando un incendio 

secondo narra il Maritano » fu crovaco qui succeduco in Homa dice aver quel fuoco 

vicino un marmo che parlava di cai Tem- abbrucilo SerapHit» tt hidis Templum,» 



97 
Tempio feriptero , circondato di colonne Corintie . Q^^^t^ han- 
no base Attica e capitelli intagliati a fronda d'oliva. Undici 
sono le superstiti striate , di marmo Greco , benché deforma- 
te dagrincendj e internate nelle moderne mura della facciata 
della Dogana di terra . Tredici si pretende che fossero > giusta 
Tosservazione de' più esperti architetti • Palladio cresce la dose 
a quindici * . L'architrave interiore sostiene la volta del porti- 
co , di cui rimangono ancora vestigj considerabili • Questa poi 
3uantunque dì mattoni , era nobilitata di compartimenti riqua- 
rati di stucco : i muri veggonsì rivestiti di marmo > ed eb- 
bero nicchie (i) fra le colonne . Prendendo la via a ponente 
detta de' Psstini , in un vicolo a destra che mette alla Chiesa 
degli Or&nelli > sono sparse otto colonne di vasta mole dell* 
ìstessa grossezza di Quelle del Panteon ^ sette di cifoltmo , ed 
una di irnif/Vo , le quali, sebbene comprendasi aver servito a fab* 
brica cospicua, non è assolutamente possibile assegnar circa 
di, esse afcuna cosa di positivo . Perciò innohrandoti al Ponen- 
te nella vicina piazza, incontrerai sulla sinistra il più maesto- 
so^ e il più vago che ne resti de' Tempj circolari antichi chia- 
mato il 



Sf^a » Neptuni aedem » Thermos Agrippae » 
Panthttum re. laoghi tutti contigui funo 
tH^ altro . Confrontando ci^ ancora con 
^el che rifcriflce Sparxiano de'ristauii 
£itci da Adriano • Inuauravu Panihitum » 
Stpta» BaiilicMn Ntftuni te. chiamandolo 
beniì Baiiiica , la qual variasi one di no- 
me non è insolica tra scrittori de' Secoli 
meno antichi . 

* PaUadio ne ha fatto un Tempio con 
portico periptero » cioè alato <togni intor^ 
MQ : è una delle pia belle idee che sia* 
no state imaginate da quell^ uomo gran* 
de : con ragione fa pena che non sia 
mal venuto in tetta ad alcuno di farla 
f seguire . Le sudette c<>lonne tono Corin- 
tie ; sottengono un architrave che al di 
fuori ha due fatce » e tre al di dencro * 
a^cttanri a miiura che s^innalaano per la 
visuale del totro in su ; il fregio è pul^ 
vinaio , o %ia convesso i &> la cornice è co- 
perta di stucco : qualcuno sospetta che lo 
•ta per intero • Invece dei dentelli , ha 
«loOiglioni gentili • cosa più sensata • <^uatt« 



tunque le colonne siano ài pift pesai $ e 
gPintercolonnj non siano eguali > questo 
Corintio è uno de' meglio intesi . Le dette 
sono del diametro di 4, 5. e messo. 

Le loro scanalature dalla parte della 
piassa sono più profonde » e questa prò* 
fondita diminuisce gradatan^cnte verso il 
muro » e grintercolonnj : sotto le colonne 
sono due soccoH che ricorrono per tutto 
l'^edificio : il supcriore va al pian terreno 
dei Portico : la lor base è Attica siccome 
ho detto con un astragalo sul toro su* 
periore : nella cornice si vedono alcuid 
membri inferiori che fanno uno stess^ 
pesso al fregio : il portico è a volta » nia 
poco se ne vede per essere questo i^u^e« 
ra trasmigrato in Dogana : peccato 1 .esso 
è goduto da chi non lo gode: della folla 
che vi concorre niuno alsa gl'occhi per 
veder cos' è : qui non si guardano che Ir 
mercansia • la faccia del Doganiere • e la 
tabella dtWc imposte • 

(i) Piranes.Antich. tav. ij. fig.z, tqm«2. 



P A N T B K 
Ogg^ .Chiesa di S. Maria "della Rotpoda • 

. ^ Quanto si è finora scritto dagli eruditi suliVorìgìnc, de- 
stinazione, ristauri di questa fabbrica, sulle Cariatidi Siracu- 
sane , su i bronzi ed altri suoi ornamenti , non giunge , né può 
giungere a soddisfare il genio di quei curiosi che , anche nell an- 
tiquaria esigono r evidenza , o i evidente probabilità - Quan- 
tunque nel fregio del portico vi sia a chiare note scritto - 

M. AGRIPPA . L. F. COS. TERTIVM . FECIT. 

Si dubita se quel fecit riguardi solamente il portico, o tutto 
, Tedifizio . Né basta a tale effetto che Plinio dica Pantheon Jo- 
vi Z?hùrì ab Agrippa factum ; mentre si vuole che sia stato fat- 
to non già dai Fondamenti , ma che avendo questa sala roton- 
da servito in origine per le Terme dallo stesso Agrippa fab- 
bricate d'appresso , sìa stata poi dal medesimo convertita in 
Tempio. Finalmente non manca chi pretende da Cesare qui 
eretto un Tempio a Marte con semplici nicchie, detto Mars 
' accola Campi ^ perchè in fàccia al Campo Marzo, abbellito poi 
da Agrippa che avea in animo di dedicarlo ad Augusto : ma 
{ivendolo egli ricusato, fosse dedicato a tutti gli Dei, d'^ondc 
glie ne venisse il greco nome di Panteon ; che poi per miglio- 
rarlo, siccome fece al Tempio di Nettuno, gli aggiuntasse il 
Portico , quale riesci miglior cosa . Di fatto il Tempio ed il 
Portico sono due cose separate e diverse : il cornicione d'uno 
non ribatte con quello dell'altro : ciascuno ha il frontespizio 
da se; Tarchitettura del primo si ravvisa differente e di mol- 
to inferiore a quella del secondo . Il Tempio ha difetti , il 
Portico nò , o almen piccoli , come vedremo . NuUadimeno 
gP intendenti Architetti riconoscono le stesse modinature sì 
nelFuno che nell'altro, e la maggior parte deMetterati con- 
vengono che il fecit dell* iscrizione , e il Pantheum ab AffifpA 
factum di Plinio uniti insieme lo decidono in tutto e per tut- 
to per opera di quel Romano * . Lasciando il problematico da 

* Alla seconda edisìone della Roma An- quari direi » una ragionata analiti di quaik» > 
.ric;i del Venuti , il iuq erudito annotato- to hanno icritto tu tal prepotito » t fi 
sa Filippo Aurelio Visconti ha aggiunto Eruditi « e gli Artisti • Seguendo il inet«> { 





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Panteon 




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99 
parte consiste questo Tempio in una magnìfica cella rotonda , 
ed in un portico sostenuto da 1 6. colonne di granito orientale, 
tutte di un sol pezzo . Esaminalo nella pianta Tav. I. lett. 4 . 
Otto sono le colonne di fronte , e tre aa ciascun lato con un 
pilastro al muro. Il loro diametro è di 4. 3. i, il fusto 3». 
10. , i capitelli e le basi sono di marmo bianco, i^altezza to- 
tale giunge a *4S. , gf intercolunj sorpassano di qualche cosa 
il diametro. Alle due colonne di mezzo non corrispondono 
altre colonne ; ma a ciascuna delle altre succedono altre due : 
così il portico viene ad esser diviso in tre parti grandi v quel- 
la di mezzo la più spaziosa ribatte alla porta del Tempio, e 
le due laterali ai due nicchioni di cotto ricoperti di stucco , 
in uno de' quali era la statua di Augusto, e nell'altro quella 
di Agrippa. Nota che la colonna angolare all'occidente è pii 
grossa delle altre ; l'altra dalla parte opposta con la sua vici- 
na furono surrogate alle mancanti da Alessandro VII. ; che per- 
ciò vedesi nel suo capitello Tarma Chigi . Sostenevano le co- 
lonne suddette il tetto con travi fasciate di metallo , di cui per 
ordine di Urbano Vili, ne furono fatte dal Bernino le belle 
colonne torte alla Confessione di S. Pietro , ed alcuni Cannoni 
in Castel S. Angelo. Le pareti esterne ed interne di questo 
portico sono rivestite , tra un pilastro e l'altro, di lastra di mar- 
mo con piùi ordini di fregi , ne' quali sono eccellentemente 

n 2 



do delSig. Hirt» cbe nel ut p. stampò va- tuosi ornamenti. La varietà di anni • che t 
rie osstrvaaioni sul Panteon , comprovan- intercede fra 1 terao Consolato di Agrip- 
done Agrippa il fondatore : propone aa* pa , e la dedicasione del Panteon favoris- 
cb^ una sua nuova plausibile opinione, ce le sue congetture • I diversi incendj che 
BiAette il Sig Visconti» che dal Fon e a- lo devastarono in appresso lo fecero ridur- 
n^ > che fu il primo rrsca aratore del Pan- re > o dai Vespasiani , o da Adriano nel- 
teun > si dà un^ idea semplice dell'interno la forma, nella quale si vede al presente 
di quello tempio senza marmi » senta cu- il basso ordine dell' interno del tempio • 
' lonne» della quale idea deve aver trovato giacché gli ornati dell'ordine superiore « 
quell' Architetto tra. eie indubitate , e si- esistenti prima del ristauro di Benedetto 
cure, là t«l guisa > forse « fii di prima dal XIV, non possono rimomare oltre l'epo- 
medesimo Agrippa costrutto . L'essere sta- ca di Settimio Severo . In tal guisa si uni- 
to Agrippa obbligato da August^i a non forma al giudiaio del gran Michelangelo » 
porre nel tempio* ma nel portico la sta- che ravvisò ne 1 Panteon ere diversi gene- 
tua imperiale » crede egli l'origine delPor- ri di Architettura, uno nel portico* che 
nato , della magnificenta » deUa ricchessa $ de' tempi di Agrippa» Taltro nel primo 
del portico» per eguagliare alle quali Ti n- ordine interno, ciie può ascriversi ad 
terno del tempio suppone, che fòsse dal- Adriano > e Analmente un terio nell'At- 
to stMso Agrippa posteriormente arricchi- tico interao * che non può oltrepassare 
t«» di colonne » dt Cariatidi» e di altri sua- l'efi di Settimio Severo. 



lOO 

scolpiti de fulmini, delle patere, de' candelabri , degli elmi', 
ed altri simboli delle Divinità adoratevi . La porta ( unica dd 
tempio) ha le stesse dimensioni delle nicchie, cioè aka 36. l, 
krga i3. 4-^. Essa è di legno foderata di bronzo, come lo 
sono altresì i suoi pilastri, capitelli, e basi. E' antica ma non 
sua» Fu la vera (lavorata a bassorilievo e molto meglio) tol- 
ta da Genserico Re de* Vandali : ma il mar di Sicilia la tolse 
a lui, avendo naufragato in quell'acque*. Osserva allalett. B, 
]a non ricorrenza de' due cornicioni . Osserva il frontespizio 
uno de* più ben proporzionati . Nel timpano si vedono quan- 
tità di buchi che reggevano -per certo ornamenti di bronzo, 
e di bronzo ^rano le lettere, nel fregio e nell'Architrave . Sot- 
to la breve iì^crizione d' Agrippa evvi in caratteri più minud 
q uella degf Imperatori Settimio e Caracalla ristauratori 

IMP. CAESAR. SEPTIMIVS , SEVERVS . PIVS . PERTINAX • ARABIC. 
ADIABENIG, PARTIG. PONTIF. MAX. 
TRIB. Pi.IT. XL <:OS. HI. PP. PROCOS. ET 
IMP. CAES. MARCVS. AVRELIVS ANTCWINVS . PiVS . FEUX . AVG. TRIB. 

POT. V. (JOS. PROCOS. 
PANTEVM.VETVSTATE . CORRVPTVM . CVM .OMNI.CVLTV . RESTITVBRVKT. 

Al luogo Stesso segnato B , vedesi che all'antica facciata del 
Tempio è un avancorpo di marmo bianco con pilastri scannela- 
ti, ma non rastremati, e suo frontespizio; il quale sembra 
anch^esso un^aggiunta fatta posteriormente al corpo rotondo; 
poiché il suo cornicione non va ad incoatrare alcuna linea 
delia fabbrica , 49S|non fa coi fianchi aloin legame; cosicchi 
in alcuni siti trapassa la luce . Intorno ^1 gran muraglione ap- 
pariscono in bfisso alcune porte lettera C , le quali mettono a 
de' vani corrispondenti ai tribunaletti interni , o siano piccole 
cappelle . Sono ^ssi semicircolari , dentro la grossezza ael mu- 
ro, a tre piani uno sull'altro: quelli del pian terreno hanno, 
come abbiam detto , delle porte , quelli di mezzo hanno sca- 
lette interne , e quelli di sopra hanno porte ^uUa seconda cor- 

* Quella cancellata clie vedesi sulla Por- graticda sulle porte se ne ha un beCesen^ 

ta» fu uso di Aria nelle porte de'tempj pio negP intonachi ErcoUacsi nel quadro 

per dar lume all'interno biella cella, che della pretesa Didone . Quì« per vero di* 

non ne prendeva ordiiiarlaDiente-d'altron- re « non essendovi hiso^o di lume/ ^ 

de : se ix>sse per procurarvi colPoscurita il sta a proposito per idiminuir« la tratta alP 

raccoglimento* oper imbrogliarvi meglio «norme peso di si ani|)io portone « ^n* 

ie di loro cerìmoni e poco import^ : di tal de facilitarne il xnaaeggto • 



'■f^'il3\-. j 



; 



lOI 

nicc (i) • Finalmente alla lettere D , merita osservazione l'at- 
tacco delle famose Terme di Agrippa che furono indubitata, 
mente qui d'appresso. 

Osserva nella Tav. IL lett. A* il prospetta esteriore di 
tutto Tedifizio, il bel portico, il doppio frontespizio, le tre 
cornici che circondano il Tempio , le porticine in basso , il 
gran muro circolare, e finalmente la sua calotta senza i due 
campanili , quali Bernino vi dovette fare , cred* io per quieto 
vivere di qualcuno che la volle a suo modo . ILmuro della 
cella è di prodigiosa grossezza, fabbricato d'opera incerta, e 
fermato ogni quattro palmi cori un letto di tegoloni, reso 
vieppiù stabile da una arcuata costruzione parimente di te- 
goloni , ed investito alfesterno di tegoloni triangolari . Que- 
sto suo esterno ha tre grandi divisioni , le quali con le loro 
cornici di pietra lo rìcingono tutto alF intorno : Palladio lo 
ha rappresentato a bugne, e nella seconda e terza divisione 
ha delineati pilastri Corintii , senza però dire se gli abbia ve- 
duti così , o se li abbia congetturati . Queste divisioni scema- 
no gradatamente di altezza a misura che s' innalzano : la pri- 
ma è circa piedi 39. , la seconda 29. , la terza 27 . La cuba 
coperta di piombo per contraforti , ha gradi ben alti in tirata 
per Vdtczz^ dì circa 23: e nelF apice lascia un grand' occhio 
del diametro di 37. *, unico finestrone per illuminare V inter- 
no, il quale conserva ancora una corona di quercia alF intor- 
no , di metallo dorato . Osserva adesso B , il prospetto inter- 
no del portico . Nella nicchia a destra , ho posto in piccolo la 
famosa urna di Agrippa che vedesti a S. Giovanni Laterano. 
Qui è una scala di 190. gradi per ascendere alla cima della 
cupola . di ordine del Portico . D , ordine del tempio . E , 
Turna suddetta in grande . Questa viene creduta da taluno un 
K^aso termale da bagnarsi ; ma non ne ha la menoma somiglian- 
za; si vede priva di quella inclinazione dall'alto al basso che 
costituisce un labro e non ha alcun foro per lo scolo deli* 
acqua • 

Entrandosi ora nel Tempio , esso consiste in un area circo- 

(i) Dicono i pratici che tali vani so* per riiparmiare il peso de^ muri senta pre* 

no buoni per preservare la fabbriu-a da Ter- giudisio alcuno della loro rcsistensa» cf 4 

Ttmoti j ^ovano certo per prosciugare formare delb camere • 
con magipor sollecitudine il masiiccio • 



lare pel diametro dì 155. così largo che alto. Verniti lo dice 
alto palmi 200. architettonici, largo 21 S. la scalai per cui si 
ascende di 190* gradini, Tàpertura dell'occhio 32|.- Il piano 
è più basso di quello del portico , costume usato dagli anti- 
chi per rendere Ventrata grave e maestosa : ma non così bas- 
so come lo pretesero il Demonzjoso , ed il Desgodetz • Vi so- 
no due arconi uno all'ingresso, e Taltro dirimpetto Tav^ I. 
lett. C^Tav. III. lett. À, dov' è la Cappella principale sfon- 
data in semicircolo dentro la grossezza del muro . Altre sei 
cappelle cosi incavate ricorrono intorno, tre da una parte e 
tre dall'altra : di questa le due di mezzo sono curvilinee , le 
dtre rettangolari , come Tav. L lett. H . Tav. 111. lett. E. Cia- 
scuna di esse cappelle ha nel muro i suoi pilastri coriutii sca- 
ilalati non però rastremati , e nel mezzo due colonne Corintie 
scanalate di giallo antico di uii sol pezzo del diametro di 3. 
5. atre 32. 5 ^3 (0 con capitello di marmo bianco, e con cor- 
nicione alto 7. 3 -^ . V intercolunnio è di due diametri : le fac- 
ce de' plinti tendono al centro . Fra le sudette cappelle sono 
de' tabernacoli addossati al muro Tav. L lett. i. Tav. III. lett. 
P. formati da due colonne Corintie del diametro di i . 4 1 che 
sostengono un frontespizio alternativamente curvo e triangola- 
re. Quattro di essi hanno colonne di giallo antico striate, 
due liscie di porfido , e due similmente liscie di granito • Le 
due colonne della gran cappella escono fiiori della circonfe- 
renza, e dissonano . Sono differentemente scannellate , e i mem- 
bri del sopra ornato non accordano con gli altri del rimanen- 
te . I capitelli .però sono bellissmi , come abbiam détto altro- 
ve • L' interno del Tempio Tav. III • lett. R. mostra nel suo 
circondario tre partizioni grandi . La prima tutta impelliciata 
di marmi è alta 40... 2. vde a dire meno alta del portico: a 
questa corrisponde la prima divisione esterna . La seconda , al- 
ta circa 27, e corrispondente alla seconda divisione esteriore # 
è una specie dì Attico , anticamente divìso in pilastri di mar- 
mo, siccome dicemmo Tàv. III. lett. B, ktt- C, pilastri», lett; 
D. cornice del medesimo , oggidì pitturato n^n senza meschi- 
nità d'idea, e di esecuzione. In esso vedonsi 14. fenestre e 
tutte con frontespizj , le quali aperte, dal gran foro circolare 

(I) Venut. 27. e <r. tensa t capitelli e le basi. 




^<. 






I 






J 



103 
tramandano H lume entro le - cappelle sfondate . Qui credo 
stassero le dunose Cariatidi di bronzo^ tanto decantate da Pli- 
nio *, opera di Diogene Ateniese; verificandosi qui\ri me- 
glio che altrove Tesser collocate in columnts Temfli ejus , nul- 
la ostando ^ a parer mio ^ che fra la Cariatide eia colonna s'in- 
terponga il cornicione , subito che Tuna all'altra soprappone e 
corrisponde . La terza divisione è la volta in pieno centro , al- 
ta circa 66. , corrispondente alla terza divisione esteriore . Es- 
sa ha 28. bande o costoloni ^ traversate da altre 4^ onde ne 
risultano cinque ordini di cassettoni sfondati a gradi, dentro 
de' quali si legge essersi trovati de' pezzi di lastre d' argento , 
e che vi sia ancora qualche pezzo di stucco e di lamina di i 
piombo . E qui è naturale che stassero quelle figure , chiamate 
signa , collocate in fastigio , e delle quali si faceva minor con- 
to fr&fter loci ahituiinem , secondo il passo allegato di Plinio . 
Sotto la Chiesa passa un antica cloaca , emissario probabilmen- 
te de' bagni adiacenti , la quale comunicando col Tevere fa sì 
che il Tempio nelle innondazioni. resti facilmente allagato (i) . 

* ^^hP^ P^f^fon dreoravit Diogvnifs , trarrti » negli ttchì murati * finalmente la 

Athtnùnsis , ce Carìatìdt^ in .co/fmnis 'iew' gran matta di luce che vicn<ì . 4ail' uni^Q 

p/i -ejui proùantur irJtr yauca "perum , dcu* Foro . Diftrti tono i due arjoai ncll'intrr- 

ti in /oàùgU paJot iigru , .itd;}.'rop!et al" no t i quaU tagliano, l'Attico » le. due co* 

tiiudjt cm loci iniiius ctUbraia . Lib 3^. e. 5. lonne eh' escono dalla linea circolare »! f 

N> alle Cari Iti di , ne' alle figure è $cato frontispfij ne** tabernacoH e nelle finestre 

TOM trovato Juogo risso » e convenitìnte • interne , la cornice interiore jsulia porta • 

il Milizia vuol, le Cariatidi anche epli neli' l'avancorpo che non lega con il corpo del» 

Attico; e difficilmtnte gli si può trova/c la Rotonda. E il portico dAgrtppa? Non 

miglior luogo; mentre a «oscencrc qurl- ha difetti: dunque è ìV capo d*vptra della 
la bagattella di cuba vi voUva.ua *ea)tid' , Crt^cu^ Romana Architettura Altem^od'Au- 

ordinc di colonne» o di pilastri, o di gustosi montavi ,dicesi»al t'empio perfette 

C;iriatidi . Se ti porrai sotto le colonna , sca.ini ; vi erano innansi due bellissimi Lco- 

guardando all'insàj ne resterai convinto . ni di basalte » ed in cima un carro trion* 

^1) Prima di sortirne » tra i molti bu- fale : ciò si deduce dall' ^essersi trovato nel 
sti di artisti e letterati inngni » osserva Pontificato di Etigenio IV. un peaxo di 
^-ìMq del Divino Pittor-e Rafael da Vròz» testa di metaUo rappresentante Agrippa • 
no » u dentro la contigua Cappella » Taltro una sampa di cavallo , ed un peszo di 
del Rnifael della Musica il celebre Sacchi' rota di carro. Visita posttriormente il 
ni, Bclkfae di questo sempre ammirabile Tempio» i pochi «d informi avansi dell^ 
edificio sono la forma semplice e variata» terme nella , sagrestia della Chiesa, e for- 
ti carattere costantemente Corintio senfa no anneHo : e più avanci per dritto vici- 
<a^i e risalti » e sema interrompimenti no al Palaxso Marescotti altro residuo cir* 
di corsici , le quali ricorrono a maravi» colare laterisio a quelle appartenente . E1&» 

flia dappertutto* l'uso conveniente e no- ganrissime erano queste Ttrme » innaffiate 

ile delie colonne» gli ornati grandiosi dall'acqua Vergine condotta e^pressameo- ' 

•eoaa superfluità t ben distinti» Tintelli- te d'Agrippa, per servi «io di esse, ripicr 

t^ni% della costruiione ne' vani interni • ne di belle scolture • con Orti > e Scadj ; 

nelle porticelle • ^nell^ tcUette » Be' cga- acciò il popolo poteste lavarsi * patteggia^. 



104 

* Neil' ultimo cavo incominciato dal lato occidentale del 
Panteon, e precisamente ove il Portico si unisce alla parte 
esterna del corpo rotondo, si è recentemente scoperto un am- 
bulacro circolare . che gli girava intorno , largo palmi 14 , 
formato da gran lastroni di travertino, grossi circa un palmo; 
restava questo al livella stesso del piano del Portico, e i tra- 
venini posavano sopra un piano di gran tavoloni di cotto , ret- 
ti da una sostruzione arcuata, composta di rottami e scaglie 
di marmi e travertino con calce e pozzolana nera , che ha for- 
mato un masso durissimo ; la porta esteriore della sostruzione 
deir ambulacro è un muro di cotto , grosso palmi 4. fatto a 
cortina con la massima diligenza , e che mostra con altrettan* 
ti archi di mattoni esternamente le interne piccole arcuazioni , 
che non sono tutte eguali , essendovene dalli sei alli undici pai- 
mi di larghezza.* Questo ambulacro circolare poggia sopra un 
ripiano quadrato , parimente di travertini , cne gli forma co- 
me un basamento, e fa Tistesso effetto del plinto delle basi 
delle colonne che ne accresce la grandiosità , e la solidità in 
apparenza. 

L'ambulacro suddetto continuava ancora retto , tanto ne' 
lati del Portico, formando Uri ripiano largo palmi io, quanto 
nella parte della facciata , ove aveva forse la stessa larghezza 
in origine, ma sembra che fosse ampliata posteriormente, per- 
chè qui , alla distanza di palmi 22 circa , si è trovata una so- 
struzione di gran pezzi di tufo , parallela alla facciata medesi- 
ma, tagliata obliquamente dall'alto al basso per addossarvi de' 
gradi, ma la qualità del cemento è cattiva e diversa da quel- 
lo di tutto l'edilìzio . Il ripiano tanto de' lati , che della parte 
anteriore del Portico , non posava sopra arcuazioni , ma sopra 
il masso durissimo di rottami di marmi e travertino cemenu- 
ti con calce e pozzolana nera, che è la sola qualità che si 
vede aver servito in tutta la fabbrica • Si è osservato ancora che 
tutto il Portico è fondato sopra gran pezzi di travertino , e 
che al contrario il corpo rotondo prosiegue la sua cortina di 

re , ed esercitarli : ond' è che tlU fine la vicina della Minerva un consimile sopra 

f^ì fiirono lasciate in dono . Presso di que* di un Elefante » ca^cdosa idtra dei Ber« 

sti orti si pone la pJude Caprìra , ove se- nino . Se^tvano al Ponente le Tc?rmc Ne- 

guì la spaniione ai Romolo > cioè la sua roniane o per dir meglio di Alessandr# 

uccisione. Osserva il piccolo ObtliKo che Severo* le quali nom si vedono pia. 
fdoraa k fontana di questa piaasa , e nel* 



cotto per utidici e più palmi sotto terra , dopo de* quali il 
fondamento è fabbricato a sacco . 

Si è trovato ancora il residuo di un muro parallelo alla- 
to occidentale del portico di tempi posteriori , benché antico , 
che tagliando l'ambulacro investe là parte circolare , a cui è 
addossato , e termina passata la prima porticella esteriore , e 
riattaccando nuovamente dopo il mezzo , prosregue innanzi, ove 
non^ si è ancora giunto a cavare , perchè per la stagione con- 
traria è restato sospeso il detto cav,o . Questo muro non ha 
fondamento proprio, ma posa indistintamente ora sopra i tra- 
vertini ora »pra i tavoloni; "e dove gli 'uni e gli altri manca- 
no , sopra il masso della sostruzione . I mattoni sono triango- 
lari ed antichi , ma men buoni ed il cemento^ è della cattiva 
qualità di pozzolana rosta , diverso da tutto il resto . 

Sinora non si sono uovati altri gradi, che quello, il qua* 
le dair ambulacro circolare scendeva al sottoposto ripiano qua- 
dralo: senabra* però y che ve ne dovessero essere ai lati del 
portico almeno tre dei grandi, che componessero insieme l'al- 
tezza di più di pajmi s. che suddivisi in due Tuno, come so* 
leva praticarsi, ove si sale « formassero sei scalini, che combi-! 
nerebbero con l'altezza di qualche frammento di scalini di mar-* 
mo, che si sono trovati fuori di luogo. Nella parte anteriore 
poi ove lo scolo delle acque, esigeva^oin piano un poco più 
basso, non potevano esservene meno di sette. 

Per replicate osservazioni fatte con ogni diligenza e peri- 
zia, è indubitabile che il corpo rotondo esteriormente non è 
mai stato isolato , né dalla parte anteriore , né dalla posteriore ; 
avendo da ambedue le j)arti muri retti , che s'internano e son 
no attaccati al muro circolare , benché tutti i marmi che for- 
mano l'ornamento del Portico sieno semplicemente addossati , 
ad eccezione di qualche travertino, il quale s'interna, e regge 
qualcuno de' marmi . 

Dal presidente delle antichità Sig. Avv. Fea , si sta tessen- 
do accurato lavoro sulle dette escavazioni fatte e da farsi , me- 
diante il quale, potremo risapere il preciso di questo il più 
bello j e, conservato edificio del Secol d'oro • 



io6 



Qiteo AoaMAu o AussAimitiKO ; 

Oggi piazza ^a^rooa • 



Nulla d^antico ne resta al di (bori : bensì essendo state le 
case fabbricate sulla linea dei Fornici^ conserva la piazza tut* 
ta )a forma d'un circo • Nelle grotte circondarle ne apparisco- 
no dei pilastri^ e benissimo veggonsi nel sotterraneo della 
Chiesa di S.Agnese (i). 

Tempio d'Apollo. 

Secondo altri di Ercole Musagete , o Ercole Custode (2) . Se 
ne vede l'avanzo nel cortile di S. Nicola a Cesarini ^ detto in 
Calcara, consistente in una porzione di parete sferica > nella qua* 
le sono alcuni fì-ammenti di colonne Joniche di mezzo rilie- 
vo j che essendo già state consumate dalfiioco^ fìurono sin dagl* 
antichi tempi rivestite di stucco • Il lavoro sembra antichissi- 
mo e di buona maniera. L'osservò attentamente il Piranesi, 
ma prima di lui Tavea già veduta ^ e ne avea parlato Flaminio 
Vacca. Finalmente altra rispettabile anticaglia da vedersi non 
v^è che meriti nel Campo Marzo se non l'avanzo arcuato del 

Condotto dell' Acq^ua Vbrgine, 

Nel cortile contiguo al Palazzo del Marchese del J3u£Jo 
se ne vede sopratterra il fregio e la cornice con la seguente 
iscrizione da ambe le parti 



(t) Forma oggi questa la più grande » 
e la pia commerciante delle piaiae Ho* 
m^ne. Vi si fa tutti j MercoledV delP an- 
so il mercato, e i giorni di Sabbato « e 
Domenica nel me%e di Agosto una volra 
tutta » oggi la meta della piaisa si allaca » 
e vi si fk il passeggio con le carrosae • 
Viene decorata da quattro fontane . La 
t>ellissima è qu^^lla di meaao , invensione 
^el Bernino che tOiticne l'Obelisco > si- 
tuato :iltre volte nel circo a Capo di Bo- 
ve • collocatovi da Innocenio 7L Fu anche 
^etto questo circo Agonale da^ giuochi Ag9* 
mii , i quali per altro che cosa, fossero » a 
dBrla schietta non si sa. Prima di slunta- 
aartf , non lasciar di visitare nella vicina 
piasia situato in un angolo il celebre an-> 
fico gruppo detto Pai%9tiii9 • sa cui fi, affis» 



fero sempre le satire » dette perciò Pasqvi* 
naie . Del Ttdtro e Curia dz Pompei » si* 
tuati a campo di Fiore qui prosfinu> ; del 
celebrt portico di loo. colonne detto Hi* 
catofiitylun i dei bei passeggi ornati <ii pla- 
tani fontane e iìere di marmo descritti 
da Properaio • ne puoi vedere solamente 
il sito > e prenderne una qualche idea nel- 
la pianta marmorea Capitolina» ove tròvan- 
si grossolanamente delineati . Sopra terra 
non ne rimane vestigio ; e solo ntUe can- 
tine delle botteghe sotto il Palaisu Pio 
sono anche riconoscibili le fondamenta del 
detto Teatro . Seguiva il Circo Flaminio 
spianato anch' esso del tutto » presso d^ 
CUI il crf'duto Tempio di Apollo « 

{%\ AEdei Herculi magno Custodi Ciré 
FJéminii. Vittoct • 



n. CLAVDIVS • DRVSI . F.CAÉSAR • AVGVSTVS . GERMAMCVS 

PONTIFEX. MAXIM* TRIB. FOT. V.IMP. XI. F. F. COS. DESIO. Illl. 

ARCVS. DVCTVS. AQyAB. VIRGINIS. DISTVRBATOS. FER. C. CAES. 

A. PVNDAMENTIS. NOVOS . FECIT . AC . RESTITVIT • 

Da cui rilevasi che quest'arcuazione , per essere stata rovinata 
da Caligola j fu rifatta da Claudio . Gli ardii furono successi- 
vamente rivestiti di tevolozza dall' una e Taltra parte . Rappor- 
to air acqua; M. Agrippa tredici anni dopo che avea condotta 
Tacqua Giulia, condusse parimente in Roma Tacqua Vergine, 
così chiamata perchè dicono che una fanciulla ne additasse ai 
Soldati le vene . Fu allacciata in luoghi paludosi mediante un 
circondario o sia muro di calcina e mattoni : nasce otto mi- 
glia lontano da Roma camminandosi per la via Collatina in un 
luogo detto Salone , anticamente Fonie Erculaneo , appartenente 
al capìtolo di S. Maria maggiore • Piegando due miglia verso 
Frascati viene con molti accrescimenti di polle per il tratto 
di 14. miglia e 50$. passi di rio sotterraneo; e di un miglio 
e 040. passi dì opera arcuata. S'introduce in Roma per h 
porta Pinciana, scende dal Colle degli Ortuli e di qua passan- 
do andava ai Seftì, e agrOrti, Terme, e Stagni d' Agrippa 
presso il Panteon*. 

^ Campo Marzo modbrno. 



I SUB ADJACBNZB. 

Il commodo appunto dell'acqua Vergine, la bella pianu- 

del Campo sul margine del fiume, e la naturai predilezio- 

I che ciascuno ha di camminare in piano, anzi che rampi* 

rsi, persuasero, io credo, forse più che altra cosa, i Ro- 

o a 



* Quetta Umpida e ttlutifer'tcqut che Lt tudetta, che per U copia* elaboA* 

111 antico fira le condoccate non cedette tk » forma una delle prerogative di Ro« 

che alla Maraia; è la migliore anche al ma» viene sotto nome di Acqua di Tre* 

€D d^oggi • te te ne eccettua qualche tor^ vi « dal Trivio o tia piaasa che mette % 

^va > come quella di S. Felice alla salita molte strade • ove oggidì fa la principal 

di Monte Cavallo » la detta del Grillo al mostra • D Uà sua detta magnifica arcua* 

palaaio di tal nome > quella delle Api al ai'jne non ne apparisce che il corninone 

Vaticano « di cui son soliti be>rere i Pa- fra muri di travertini ; e dì travertino è 

pi • e quella di S. Giorgio alla cloaca Mas- costrutto il cornicione medesimo coll'ar« 

sima ; Sf bbene questa per alcune sue qua- chitrave a tre £icce f col fregio nudo « o 

lira entri piuttosto nella classe delle me* coUa cornice semplice • Beila temphcitk» 
Pianali* come h léuicisiétnn » e Ì^Aittosép 



io8 
mani della mezza età ad abbandonare le colline, che in quel- 
la stagione dovettero ancora aver alto il capo ; e quindi sta- 
bilirsi lungo il Tevere , denarosi limiti però del terzo recia- 
to • Ne sorsero per conseguenza , allo sparir dei ferruginosi 
secoli , e al risorger delle Arti , e Chiese , e Palagi , e Piaz- 
ze, e Case, e Strade come vedesi, e Fontane , e Obelischi e 
decorazioni ; lontanissime è vero dagli antichi modelli , o non 
conosciuti, o sprezzati per disgrazia nostra; rtia sempre gria- 
di nel loro genere nuovo , qualunque siasi , sempre proprie di 
una gran Città , destinata a serbare anche nella sua metempsi- 
cosi il posto di prima tra le Città del globo . Ragion vuole pe- 
rò che si faccia breve menzione del pii scelto che incontra- 
si nelle Chiese € ne' palazzi di questa moderna abitazione de 
Romani moderni . Qui prossimo al Panteon 

Palazzo Giustiniani di lodevole architettura : Giovanni Fon- 
tana lo cóniinciò , Borromino lo finì . Decoroso vestibolo , or- 
nato di antiche colonne; e statue e bassirilicvi nel cortile, 
nelle scale, in sala.; Ne* sono piene diverse camere e in fine 
dell'appartamento una lunga Gallerìa. Alla riserva di pochi; 
tutti sono monumenti antichi eccellenti , incisi , ma non illu- 
strati , e degnissimi d'esserlo . Davi notare in basso JaDomizia, 
e 1 due Ercoli • Nelle Camere , particolarmente il gruppo de- 
notante un matrimonio , un bellissimo Fauno , li due Ermi sim- 
bolici che sostengono la porta della Galleria denotanti V Egit- 
to e il Nilo, le teste di Giove Seràpide, di Apollo , di Saifo, 
un Caprone bellissimo, una statua d'Iside; sopra tutto la Ve- 
stale di stile Etrusco di sorprendente bellezza in quel genere: 
Vi è anche una numerosa collezione di quadri delle più rino- 
mate scuole , ed autori . Questo Palazzo ed il prossimo dei Go- 
verno posano sugli avanzi delle sontuose Terme di Nerone : 
da cui sono state tratte molte delle sovraccennate sculture * . 
S. Luigi de Francesi Architettura di Giacomo della Porta . 
Ricca di marmi ; è da vedersi indispensabilmente per i cele- 

* Li loorji giorni QelP accomodarti una fo largo palmi 4 t trt quarti grosso pal- 

Ittrina nd Palazzo Gubernale fu sotto ter- mi 4 t mcaao ; rocchio di colonca lungo 

ra trovato quanto sicgue secondo la nota palmi 9 largo di diametro palmi 4; roc* 

esibitaci dal Sig. Valenti che ha diretto chiò di colonna simile lungo palmi 3 lar- 

quttr escavaztone . go di diametro palmi 4.; rocchio simile 

'Un quadrotto di granito rosso orien- lungo palmi 6 e mezzo largo $ di diarae» 

f aie di prima qualità Ijngo pahni 7 e me»- tro palmi 4. j rocchio corroso dal fuoco • di 



^/^' 



I09 
bratissimi freschi laterali della Cappella di S. Cecilia del Do- 
menichino, ma far presto bisogna; mentre sembrano moribon- 
di spediti • 

S. Agostino fabrica soda di Baccio Pintelli del quattrocento 
e tanti , con contraforti al di fuori alla Gotica . La Cuppola * 
di questa Chiesa si ^uole per la prima di Roma: di fatto tie- 
ne molto alla sacoma della Fiorentina del Bruneilesco . Osser- 
va sul tprzo pilastro a sinistra nell'entrare il decantato Profe- 
ta de ir Urbinate ; fatto > si dice , ad emulazione di quei Profe- 
tohi della Sistina. Chi non darà in quel genere la preferenza 
al Buonarroti . 

Palazzo Altetnfs . Ha un bel cortile del valente artista Bai- ^ 
dassar Peruzzi ; con portici arcuati sostenuti da piedritti ,, con ^ 
pilastri Dorici ; e superiormente da un loggiato anche ad archi 
con pilastri Tonici , e balaustri ; termina con un attico grande 
con buone finestre . Ecco un disegno di pilastrate con buono 
effetto : ^le vedremo degli altri . Qui prossimo in una cas^ di- 
rimpetto ^\ Palazzo Cesi si vede la favola di Niobe, ed altre 
storie , dipinte ^ chiaro scuro dal celebre Polidoro da Cara- 
vaggio • 

Palazzo . Samfieri a piazza 'fiammetta , graziosa fabbrica 
con facciata a bugne v, e cornicione di buongusto: questo con 
Taltro di Sacripanti a lui dirimpetto si vogliono di Bartolomeo 
Ammannati . . ^ ; . . 

Palazzo LancfUotti z\ìì Goronari^ E' fabrica del tempo di 
Sisto V. ristorata dal Maderno . Bel portone , bel cortile , buo- 
na architettura neir insieme : incontro a questo per la strada 
de' Coronari vi è una casa altresì di buona architettura. 

Casa di . Ramatilo . Alla fine di questa lunga e stretta via 
àt coronari al ponente sulla sinistra trovasi una casetta che, 
appartenne alF immortai Raffaello : restandovi sulla facciata an- 
cora il suo ritratto dipinto a chiaxo scuro. Le strade e le abi- 
tazioni di Roma a quel tempo si conserjfavano meschine da 
vero : ma viceversa sussistevano .le piri(nidi , i settizonj , gl'ar* 
chi ec. tuuo l'antico era in essere : bel compenso . 

granko simile lun|;o palmi 9, l^rf^o 'dì di ordine Corintio ; un pttio di cornice 

diamecro p-Umi |. Scaglione di colonna ardiicravata di marmo tingile con piccolo 

di granito simile , Ivngo palmi <^ . largo incaglio nella gola; in Hne uq muro an« 

palmi 4 f grosso palmi uno^ e messo ; un tico delle terme con una parte dei %m% 

capitello éì i^armo greco moko rovinato ippocausto t . 



liO 

PaUzzem'Cicdap$rci h Banchi: parlando della facciata, è 
la miglior Architettura di Giulio Romano > sia per la propor- 
2Ìone delle parti e del tutto, sia per la (òrma delle porte e 
finestre , sia per le fasce che ricorrono sodamente senza inter- 
ruzione . Corniciamenti ed ornati , tutto ha una semplicità 
che incanta . Bello è altresì quello dirimpetto di Nkolini ; ope- 
ra del Sansovino , con buone ripartizioni , finestre , e bugne : 
non si approvano dal Milizia i frontespizj ; Ma ne' primi pia- 
ni non mi pare irragionevole il contradirgli, essendo troppo 
grande la distanza di esse finestre dal tetto. 

Banco di S. Spìrito . Fabbrica di Bramante Lazzari • Il Mi- 
lizia Tascrive ad Antonio da Sangallo# Ne loda il bugnato col 
bel nieandro , e la pilastrata Coriiftia , portata in concavo con 
buon Attico . 

Palazzo Gabrielli, detto di Monte Giordano, da Giorda- 
no Orsini che lo fabbricò a guisa di Castello . Bella fòntana 
nel vasto cortile; la quale, gelando Tacqua, forma con i suoi 
cannelli un pittoresco effetto . Buona Biblioteca nel palazzo » 
ed una scelta collezione di quadri . 

Chiesa Nuova. Grande e ricca di dorature, stucchi, e di- 
pinti de* migliori pennelli . Niente di più singolare che la vol- 
ta piana^eirOratorio , opera del Boi'romìno , il più ingegnoso 
architetto de' nostri tempi . 

Palazzo Sora , si dice di Bramante • Ha triglifi , e meto- 
pe sid portone e sulle finestre : nel secondo piano regna l'or- 
dine Jonico ; bensì ciascuna finestra sta fra pilastri Corintj con 
firontespizj , alternativamente curvi e triangolari , è dentellati 
eh' è peggio • La disposizione delle finestre non è regolare • Il 
terzo piano è fiancheggiato da Corintj assai svelti : U cortile è 
a due ordini di colonne Joniche antiche , archeggiate • Tante 
stravaganze non possono attribuirsi a Bramante . 

Palazzi Sacchetti a strada Giulia, di Antonio da SangalIo« 
sua prcmria abitazione. La facciata ha buone divisioni di pia« 
ni , indicati da doppie fasce , buoni corniciamenti , finestre sen- 
za risalti , portico nel cortile di pilastri Dorici , buona scala e 
nobili appartamenti • Vi sono da osservare alcune porte e fine- 
stre rastremate , da Vitruvio proposte , e riconosciute nel tem- 

f)io della Sibilla a Tivoli. Nel vicolo a sinistra di detto pa- 
azzo , vi è ima facciata di casa t dipinta a chiaroscuro dai ce^ 
lebrc Polidoro • 



Ili 

Palazzo Ricci AÌAotisemto coii chìaroscurì del suddetto nel- 
la Facciata. 

Palazzo Famtn . U pian terreno è del Sangallo summen- 
tovato^ e rarchitettura di questo è regolare; le finestre hanno 
stipiti, e cornici semplici: portone piccolo in proporzione j 
e le porte rastremate , che ad alcuni piacciono, ad altri no. 
Vestibolo in due fila di colonne magnifico., se non che ha 
troppo di ornati ; La decorakbne del cortile tiene .a quella del 
Teatro di Marcello, e del Colossèo; Dorico, Jonico, e Corin- 
tio : ma questa è pesante , laddove le altre sono svelte e gra- 
ziose. La scala è maestosa; il suo archivolto è in prospettiva ^ 
come lo sono anche quelli del vestìbolo: appartamenti gran<« 
ààoé,B ma incòmodi • Al piano nobile la famosa Galleria Ca- 
racci, scuola celebre di pittura, sulla maniera Bolognese di 
que . firatelli , maestri de^maestri . Al di fuori le finestre del pia- 
no nolnle , se vanno mal d' accordo coi frontespizj , non am- 
mettono aiFatto quelle inutili colonnétte : quelle del terzo pia- 
no hanno le finestre curve con frontespizj triangolari, stipiti 
insulsi , e colónne sopra mensole • Il finestrone sul portone 
con colonne posanti in falso si vuole di Giacomo del Duca, 
che non fè mai. nulla di buono. Il cornicione è opera grande 
di Michelangelo , se non che è troppo carico di ornamenti inu^ 
tili , perchè iùvisibili in tale distanza • Nelle facciate laterali 
le finestre non sono^ugualmente distanti, e dalla parte di mez- 
zogiorno resta Ja fabbrica interrotta da quella loggia fattavi da 
Giacomo della Porta « Malgrado tali difetti che raccoglie il Mi- 
lizia , quest' è un Palazzone che si ride di chi lo deride ; co- 
lossale , imponente , magnìfico , decorato da nobil piazza , e fon- 
tane con conche di granito : è insomma una delle meraviglie 
di Roma che dalla sua quadrata forma prende il nome di Dar 
io di Farnese • 

In S. Petronio de Bolognesi , auì prossimo , il quadro dell* 
Aitar maggiore è opera stimata del Domenichino. 

Palazzo Spada . Vi è una buona raccolta di quadri , e 
molti marmi antichi , persino sulle pareti della facciata • Il ca« 
pò d'opera è il Pompeo , statua ritta , nuda , colossale ; è quello 
stesso , ai piedi di cui fu ucciso Cesare in Senato . Negli appar- 
tamenti terreni sono da rimarcarsi fira gf altri antichi , diversi 
hMihììitYÌ la maggior parte inediti» e U statua sedente di uo 



112 

filosofo di buono stile , che ha un pezzo di nome inciso , non 
si sa se suo , o dello scultore • A voler sapere cosa significhi j 
bisogna decidere se ciò che rimane della sua ultima lettera , sia 
parte d'un O, o d'un I. Fin' ora né occhio, nfe occhialino al- 
cuno ha potuto deciderlo con sicurezza . Fatti mostrare la sca- 
la che qui trovasi in prospettiva ad imitazione della Regia nel 
Vaticano , questa è opera del Borromino . 

Palazzo, della Cancellerìa opera di Bramante, tutta in tnn 
ver tini; pure ha. bisognato rintùrzàrla, come i quattro piioni 
della Basilica Vaticana- Maestosa facciata divisa da buone cor- 
nici , e compita da un bel cornicione . La Porta della Chiesa 
è del Vignola; l'altra del Palazzo di Domenico Fontaaia; tre 
stili di architettura diversi . Il cortile Quadrangolare ed, ardieg- 
giato; per esser, sopra» colonne; fa buon eifetto i e piace : si lo- 
dano le porte, lesale, le finestre; ediànthe le scale: ma rela* 
tivamente a queste vi è di meglio assai. Bramante le faceva 
ancora sulla proporzione d'Euclide' riferita" da VttfuVio; ptffciò 
meno comode, e sul fare di .quelle antiche menzionate da 
Marziale, che per far vedere la sua povertà disse tribus scdUs 
habito , sei altts . ^ t 

Palazzo Braschiy che ha sull'angolo il celebre torso di 
Pasquino, o sia di Menelao che sostiene il corpo di Patro- 
clo. Vedrai una scala che ti sorprenderà per la quantità de' 
marmi preziosi che la decorano ; e nell' interno , non ancora 
terminato , una raccolta di assai belle scolture antiche , fra le qua- 
li un Antinoo Colossale da me illustrato ne' monumenti inedi- 
ti , al Gennaro di quest' anno , Statua veramente singolare . 

S. Agnese tu Piazza Navona . Bella Croce Greca , ricca dì 
marmi , bassirilievi e pitture . Vi si scende a vedere i Foriiicf 
del Circo Alessandrino • Sortendo dalla sua porta grande , tre 
cose ti si presentano da osservare oltre il colpo d'occhio : la 
facciata della Chiesa, la fontana di contro, e la forma della 
piazza • Per ben godere quest'ultima, il di cui fabbricato ricor- 
rendo appuntino sugl'archi del Circo conserva ad amussim l'an- 
tica forma , devi salire al fondo sul Palazzetto Lancellotti ed af- 
facciarti ad alcuna di quelle finestre : con le notizie prese ai 
circo di Caracalla riconoscerai rilevata la linea de' Carceri , il 
girar de' gradi , la spina ornata oggi giorno da quattro Fonta- 
ne , se puoi vederla in giornata di mercato > o quando si alla^ 



II? 

fa , 'è meglio . Questo palazzetto è cosa stimata deìV architet- 
to - antiquario Pirro Ligorio ; ed in alto , dentro un apparta- 
mento vi è «qualche dipinto al muro di Fra Sebalstianò del 
Piombo . 

La Fontana di mezzo è del Bernìm; la facciata della Chie- 
sa , del Bommino : due valentuomini , . e due antagonisti per la 
vita , che si fecero sempre dispetti fino che vissero : ma il se- 
condo , quantunque più matematico e ingegnoso nelle piante , 
e nelle sottigliezze, .deir arte-non potè superare il suo emulo * 
che avea già preso i passi avanti , e sapeva meglio di lui farsi 
valere : onde ii poveretto disperato , fini colf ammazzarsi . Bellis- 
sima è questa tacciata eseguita in travertino^ e formata dai 
due campanili e li cupola • Tale presso a poco sarebbe stata 
quella di S* Pietro , se il Mademo non veniva al mondo . S' innal- 
za assai bene sulla spazicsa scalinata con un sol ordine Corin- 
tio ; e queir incavatina « dice il Milizia , le Aà grazia . 

Parlando .poi della Fontana soggiunge , E dov' 'e un altra Fon- 
tana Jt beila ì Una spaziosa conca, uno scoglio incavato e fora- 
to con quattro figure indicanti i quattro fiumi principali del glo- 
bo , simboleggiati* dal cavallo , dal leone , dalle palme , dal ve- 
lo con cui si copre il Nilo la testa; finalmente Fobelisco del 
Circo di Carocalla, formano la bizzarra idea mai abbastanza 
commendabile di quésta fontana • Il fiume di contro la Chiesa 
è posto maliziosamente in atto di ripararsi col braccio, quasi 
la Cupola , e i Campanili di Borromino minacciassero di cade- 
re : Borromino lo vidde , e tacque ; sperando di rivalersi in uno 
sbaglio enorme , che aveva fatto il Bernino nella livellazione 
dell'acqua. Accorse di fatto il Borromino il giorno che dove- 
va darsi Tacqua alla presenza di tutto il popolo , inclusive la 
Corte Pontificia; vi accorse per farsi una risata a spese deli- 
emulo: ma Tacqua venne.,* e come? Il Borromino imprudente 
avea confidato lo sbaglio ad una donna ; questa stimò bene di 
guadagnarsi una mancia, e né fece inteso ii fortunato Bernino 
che al tutto ppse • pronto e segreto rimedio . Nella vicina 

Chiesa d<ir Anima osserva un* architettura non Gotica , ma 
Tedesca , con cappelle alte quanto i piloni , e di una curva poco 
sfondata, e tranne il moderno aitar maggiore, che vi fa dis- 
sonanza ; troverai che ha unità , e maestà , e si mostra tutta • 
Vi è di rimarchevole il deposito di Alessandro VI di Baldassar 

P 



114 
Peruzzi ; però colonnette > mcchiette> statuette tutto in pìc- 
colo . Nella 

Chiesa della Pace: il di dentro di Baccio Pintelli> al di 
fuori il Portico di Pietro da Cortona. Niente di straordi^ 
nario né Tuno né Taltro . Le quattro Sibille di Raffaele sull* 
altare a man dritta sarebbero pitture belle assai > se si vedesse- 
ro ; ma come sono ridotte , fanno pietà . Il chiostro del Moni- 
stero opera di Bramante , quantunque vi si ravvisi uno spro- 
posito di colonne posantiin falso ^ nel mezzo cioè delParco 
di sotto; pure per essere un ordine archeggiato, Taltro archi- 
travato ^ uno in pilastri, Taltro in colonne, forma un non so 
che di nuòvo j e di bizzarro che piace* 

Dietro questo monistero vi sono due palazzetti, le di cui 
facciate sono rimarchevoli . L'uno ha un forte bugnato al pian- 
terreno , pilastri Jonici al secondo , . e Corintj al terzo ; vi sì 
vedono finestre decorate con sobrietà di cornici , ed ornati . 
X*akro accanto non gli cede né punto né poco,. 

L Archiginnasio detto la Sapienza: ha un cortile grande e 
spazioso di due ordini di pilastri Dorici , e ' Jonici , chi lo di- 
ce di Michelangelo, chi di Giacomo della Porta. Le scale non 
sono commode:* la- Chiesa ovale ^-^ coni quella Cupola a lu- 
maca è una stravaganza del Borromino , in cui si può solo 
ammirare l'ingegno , senza lodarlo * 

Palazzo Massimi in Strada Papale: pregiatissima archi tettu- 
ra di Baldassar Peruzzi ; 11 quale in tanta ristrettezza di sito 
ha saputo ricavare un grandioso portico sostenuto da sei colon- 
ne Doriche isolate a due a due , con un architrave che ricorre 
e dentro il portico, e sopra i pilastri che sono incontro le 
colonne, e tìiori per tutta la facciata^ Le porte e le fìnesuc 
del primo piano sono corrette , e profilate cori gusto . In uh 
cortile vi sono da vedere alcuni capitelli antichi di forma ova- 
le , e neir appartamento oltre una bella collezione di quadri , 
la statua antica del famoso Discobolo. 

Palazzetto alli bauli ari , presso la Cancellerìa sì vuole di 
Michelangelo, e si vtiole un modello del Farnese: il Milizia lo 
vuole di un' architettura più regolare . 

S. Andrea della Valle . Facciata a due ordini, delle più bel- 
le, in quel gusto , che or più non si approva . Gran chiesonc 
con cupola, veram-ente maestosa, dipinta dal Cav. Lanfranco 
che vi si portò bene • Le pitture poi agli angoli di. essa, e 



11^ 

qudle in alto» della Tribuna sono il capo d^opera di Domeni- 
chino; il non plus ultra di queU' autore, e di t\itti gP autori • 
Osserva la Cappella Strozzi a dritta la seconda in entrare : a 
mio credere è la terza delle Cappelle Romane, le più rimar- 
cabili : cioè , la Corsini del Galilei a S. Gio: Laterano : la Clii- 
sla a S. M. del Popolo di Raffaele ; e questa di Michelangelo . 
Tre stili diversi: la prima gaja del tutto, gabinetto anziché 
Cappella ; la terza di carattere fiero , e sommamente tetro : la 
seconda la media proporzionale fra le due , elegante , soda , 
quel che dcv' essere una Cappella . 

Palazzo Stoppani già Caffarelli : Disegno di Raffaello , però 
mai terminato . Dato per stanza a Carlo V quando* fu in Ro- 
ma . Il primo piano è di un rustico un poco troppo forte : 
il seconclo ha tolonne Doriche accoppiate , contro regola , e 
che impediscono il veder da una finestra all' altra . Belle però 
le finestre con quelle ringhiere di pietra.. L'Attico superiore è 
aggiunto; Tinterno è grandioso, ma gli manca un buon cortile, 
qui potrai osservare in una camera terrena i frammenti del 
Calendario di Verrio Fiacco , scavati a Palestrina ed illustrati ^ 
dal eh. Foggini. 

S, Carlo a Catinari . Belle pitture negli altari , e negli an- 
goli della Cupola: questi sono del Domenichino; belli, ma 
non tanto quanto gr altri di S. Andrea : quattro belle colon- 
ne di porfido all'aitar maggiore • 

Palazzo Santa Croce. Cortile e scale ornate di bassirilie- 
vi , busti , e statue antiche • Ve n'è qualcuna ancora negli ap . 
partamenti , ove sono ottimi dipinti di Guido , Guercmo , Pus- 
sìno , Salvator Rosa , Albano , Tiziano , Rubens , e Rafiaello • 

'Fontana di Ponte Sisto . Bellisssima cascata dell'acqua Saba- 
tina , che viene dai fontanoni di S. Pietro Mòntorio : ideata 
da Giovanni Fontana, e più bellissima, se cadesse fra i sassi 
d'uno scoglio piuttosto che fra colonne Joniche sostenenti un 
• Attico . Fa però una tal decorazione prospettiva alla bella stra- 
da Giulia , una delle poche in Roma che sia tirata a cordone • 
Parallela a questa, al di là del Ponte, lungo il Tevere vi è 
altra strada detta della Longara, ove sono da vedere 

La Chiesa di S Onofrio al fine della strada, sulla pendice 
Giannicolense . Vi sorto pitture di Annibal Caracti , e del suo 
primo scolare Domenichmo, del Bassano, del Per uzzi, ei al* 



ii6 
tri : A sinistra entrando , nel sepolcro del celebre Torquato Tas- 
so ; di cui potrai vedere nella biblioteca il busto , un suo 
sciugatojo , ed il suo calamajo ; la penna sta nella sua Geru- 
salemme liberata , e sta per tutto TOrbe . In fondo d'un cor- 
ridore vi è sul muro una Madonna di Leonardo da Vinci con 
un devoto , che torse ne diede la commissione al pittore . 
Nell'orto poi vi troverai una superba veduta di Roma da que- 
sta parte . Poco loptaoo devi vedere il 

Casino della Vìlla.Lante^ Architettura di Giulio Romano, 
che vi dipinse la sala . Si fa grande stima di quella loggia a 
colonne isolate ed architravate: come di quei dipinti allegori- 
ci di bizzarra invenzione : Questi sono stati ultimaménte- dise- 
gnati ed incisi dal valente , artista Sig. Tommaso Piroli . Discé- 
so dal monte troverai la ' '^ ... 

Rorta S, . Spirito ^dì Antonio . da Sangallo .^ Tutta in t*ay^-' 
tino, soda, e grandiosa !ma^ imperfette , perchè iLSafigallt) 
morì; e perchè avendo Urbano .VIIL disteso il circondario da 
questa parte , rqstò inutile questa con Taltra porta detta Sa- 
tìmiatiA . I bastioni- adiacenti hannp. sopra un'amena villetta con 
delizioso Casino fattovi dal sudetto Urbano Vili, che gode un 
orizonte, delizia dei paesisti • Vi è ancora qualche pavimen- 
to di mosaico àstico. Qui di contro, se hai voglia di veder 
miserie, sta il. grande. e: famoso Ospedale di S. Spirito per in- 
fermi , pazzi , bastardi , ed ogni sorta di calamità • Vi è .una 
Chiesa dentro la. quale 5Ì vede una stranezza di pilastri Dori- 
, ci sopra Corintii . Il palazzo annèsso e di un architettura soda, 
ed ha uno spazioso coctile archèggìatp a due ordini di colonne . 
Vi è buona biblioteca^ t sala' Anatomica, e collezione d' istro- 
nienti Chirurgici.. Carlo Guattani mio padre ha quivi stilla- 
to Tarte , nella quale , come è . notissimo , non solo non fii 
secondo a nessuno ; ma può dirsi degl' altri suoi contempora- 
nei facile priìicefj . A ^poca distanza il 

Palazzo Girfud , opera in travertini, idi Bramante, sul 
fare dell^ .Cancejl^rììi . Porta e cortile sono rifatti , senza nul- 
la di buono,; Vi si .notano pilastri accoppiati, usanza che co- 
minciò allora ; , bepsj un cornicione di gran semplicità . Poco 
più in su verso S. -Pietro a destra evvi un palazzetto che si 
vuplp disegno di. Ralfeello ; e si dice abitato, a quel tempo da 
un C^riJ6Ìco di L^ii,X:. .mi viene i^na tal notizia da Orazio 
Orlandi celebre antiquario e mio maestro, che vi abitò lua- 



117 
^ tempo . Ha questa casa delle belle parti : ed a que' tempi 
non era già un palazzetto , ma un Palazzone : basta ricordar- 
si ove abitava Ratfaeile , ed osservare quelle casette intorno la 
Cancelleria, in specie al vicolo Uutari , ove si sa che abita- 
rono ih antico Cardinali , e Monsignori . Poco discosto in Bor- 
go vecchio il 

Palazzo Cesi, che ha bella facciata, soda, e divisa da 
buone fasce , un portone di pilastri Dorici , ed un cortile a 
tre ordini • La decorazion della scala con pilastri in rustico 
con zampe di bestie per base , e con volute Joniche in cima , 
è veramente una idea bislacca: non se ne sa l'architetto ; mi- 
rii(3olo che il Milizia non l'abbia attribuita a Michelangelo . 
' . Palazzo Sal'biàtì . Ha di cattivo il bugnato, perchè gros- 
sohino , ed un cornicione «cori mensole in vece di modiglioni , 
e -coti 'risalti ; Ha di buono le divisióni de' piani , le finestre 
ben guarnite, il cortile spazioso ; insomma buono tutto il re- 
sto . L'architetto ne fli Baccio d' Agnolo Fiorentino , contem- 
poraneo di Baccio Pintelli , verso il 1500, il quale si vuole il 
primo in porre frontespizj alle finestre, e colonne , e cornicio- 
ne alle porte: usanze biasimate in principio, e adottate in se- 
guito . Al vicoletto che conduce al passo della terza Barchetta 
al fine della Longara , vi è una fonte d' acqua molto leggera e 
salubre, proveniente dal Gianicolo , la quale., per essere stata 
ritrovata da Monsignor Lancisi medicò di Clemente XI, vien 
detta Lancisiana . Appresso sulla manca, siéguono 

Le Stalle di Agostino Chigi, ridotte a tenile • Si vogliono 

idea del Sanzio, altre ie dicono di Baldassar Peruzzi , con più 

di probabilità , per aver egli fatto il oaiino principale accanto , 

€ per vedersi m ambedue le fabbriche grande uniformità di 

'Kile, e di materiale ec. E per i cavalli così bel casino? e a 

due piani? Sia pure stato ciò che si voglia, alla riserva di 

una certa secchezza che regna neU' insieme dell' opera , come 

per que' piedistalli de* piedritti , e delle colonne della porta, 

troppo alti e disgiunti , il doppio ordine di pilastri Dorici , e 

Corìntj vi è bello'; e bello si è Tarchitràve a tre fasce, con 

fregio, liscio , e con cornice semplice . Siegue il Casino detto la 

Farnesina . Elegantissimo edificio malgrado la ripetizione 

.de' pilastri Dorici in ambedue li piani : rispettabilissimo poi 

per con.tenervisi la famosa Galatèa di Raiiaelle , colorita di sua 

mano , e la favola di Amore e Psiche j la tucina di Vulcano ^ 



u8 ^ 

ed altri soggetti da lui disegnati ^ e condotti sotto la sua dire^ 
zione da suoi scolari ; Nel quadro delle Grazie , la schiena dì 
una di esse si vuole che sia del suo pennello stesso . CJontie* 
ne anche questo bel Casino stucchi e chiaroscuri pregevoli del- 
lo stesso Peruzzi • Nella stanza della Galatea osserva in alto 
quella testa colossale disegnata col carbone, sicuramente di ma- 
no di Michelangelo ; chi la dice fatta per rimproverare a Raf- 
faello qualche meschinità della sua Galatea che stava dipingen- 
do ; chi per passar l'ozio mentre aspettava qui/i il suo scola- 
ro Daniel da Volterra. 

Palazzo Corsini . Ristorato dal Fuga . Sontuoso , magnifi- 
co, ma pieno di arbitrii architettonici, nelle finestre, né' 
portoni , nelle porte , e nella scala • Contiene una collezione 
di quadri la principale di Roma presentemente , per esservi 
capi d'opera ai tutti i più stimabili pennelli : fra questi si di- 
stingue la famosa Erodiade di Guido. Vi è ^qualche marmo 
antico , fra gl'altri una sedia curule • Vi si trova ancora una 
gran Biblioteca di otto stanze , che resta aperta a commun be- 
nefizio, piena di scelti libri, ed unica nell'Italia per avere 
stampe e libri del 1400. che giungono a formare 400 Volu- 
mi . Annessa al Talazzo è una deliziosa villetta con bellissima 
caduta d'acqua, che investe il monte sino alla cima, ove da 
un bel casino Septem domimi videre montes , €t totam licei aestì* 
mare Romam • Ci dispiace dover dire che fu sempre aperta 
d'ora in avanti : e che per esser chiuse questa, e la Medicea sul 
Pincio, abbiamo perdute le due uniche passeggiate che aveva- 
mo dentro la città , comode e deliziose . Londra ha i Parchi 
famosi; Parigi le Tuìllerie , ed il Palazzo Reale, Madrid il 
Prado , Palermo la Plora , Napoli la Villa reale ; Lisbonisi , Mi- 
lano , Vienna , la Germania , e tutte le Città cospicue hanno una 
passeggiata internamente, arborata, e comoda. Parmi che Ro- 
ma sul Tevere dovrebbe , e potrebbe averla pia bella di tut- 
te , se si volesse . Retrocedendo per il Ponte Sisto puoi pas- 
sare alla Piazza delle tartarughe, ove osserverai la 

Pontana delle Tartarughe , la piùi bella delle tante che ha 
fatto in Roma Giacomo della Porta alle Piazze Navona , Co- 
lonna , del Popolo , Rotonda , Campidoglio , Madonna de' Moih 
ti. Anche quella del Martorio nel museo Capitolino si pone 
fra le buone cose di questo Artista. Nota che in questa le 



"9 
quattro figure che stando con un piede appoggiato sopra al- 
trettanti delfini, posano quattro tartarughe sopra la tazza, 
sono di bronzo , ed elegantissime • 

Palazzo Costaguti . Da vedersi per le volte di Albano , 
Guercino ( sua prima maniera ) , e Domenichino che vi si è di- 
stinto in rappresentare il Tempo che scuopre la Verità. 

Palazzo Mattei • Composto di quattro palazzi . Piantato 
su ì ruderi delfantico Circo Flaminio . Parlando del pezzo più 
bello che guarda la Chiesa di S.Caterina de Funari , T archi- 
tettura è di Carlo Maderno, il quale se dormi nella facciata 
di S.Pietro ed altrove, qui stette desto da dovvèro, e fece 
cosa buonissima . Malgrado il non avere un cortile corrispon- 
dente , è uno de più belli edificj di Roma : maestoso , ben di- 
stribuito con porte e con finestre profilate egregiamente, e 
con superbo cornicione . Contiene altresì quadri , e sculture 
antiche pregiatissime • Fra queste le più rare sono la tavola 
Iliaca spiegata dalf Aleandro ; una testa di Cicerone coir epi- 
grafe; la notomia d\m cavallo in bronzo: nobili sono le quat- 
tro sedie antiche situate nella scala, trovate presso la Curia 
Òstilia, e otto belle colonne antiche; quattro , delle quali han- 
no capitelli a foggia di canestri , così molti busti , statue , e 
bassiri lievi , di cui soiio ripiene le scale ed il cortile . 

Ghiera del Gesù . Parte del Vignola ; parte di Giacomo del- 
la Porta ; suo discepolo : due valcnt' uomini • Gran massa , e 
gran ricchezza, in specie nella cappella di S. Ignazio: osser* 
vanie il bronzo^ i bassirilievi , e il lapislazzuli. 

Palazzo Altieri Uno de' pii ampj e magnifici di Roma 
con dile gran cortili , uno de quali è circondato da portici a 
pilastri ed archi . I pilastri non possono far miglior figura 
di così . 

Palazzo di Venezia . Una volta palazzone Papale : con fi- 
nestroni incrociati di travi di marmo; e corona di merli so- 
stenuta da arcucci . Dice il Milizia che se non è comodo , la 
semplicità vi trionfa , e la grandezza delle sue divisioni impo- 
ne : Così nudo com e , labiato in rustico fare un Efcole che si ri- 
da delle zerbinerie delle fabbriche adjacenti . Papa Paolo IL Ve- 
neto lo fece edificare col disegno di Giulian da Majano Fio^ 
tentino . 

Chiesa di S. Marco . Facciata a due ordini di piloncini 



120 

archeggiati, tutta in travertini ben connessi; T interno Basìli- 
ca ad archi. 

Palazzi Colonna . Vi è il più bel vaso di Galleria che $i 
possa immagiiitlre . Da questo per un ponte sulla strada pubblica 
si passa ad un giardino che sale a Monte Cavallo i vaga idea« 
e signorile prerogativa . Vi è una quantità prodigiosa di dipia- 
ti de' mvJiori autori; de* quali sono pieni tutti gli apparta- 
menti del Palazzo , che non ^ di Palazzo , ma di Città potreb- 
be avere il nome . Non v' è chi non disapprovi queir infilzata 
di bottegucce, che riunendo i due avannorps del Palazzo, ne 
impediscono la vista del. gran cortile e della facciata , ben ri- 
storata nello scorso secolo dal Cav. Posi Senese. Entrerai di 
qui nella 

Chiesa de SS. dodici Apostoli , per osservarvi il bel Deposito 
di Clemente XIV. del più volte lodato Cav, Antonio Canova. 
Di contro vi è il 

Palazzo Odescalchi . Facciata del Bernino • 

Palazzo Doria oPanfilj. Immenso per la capacità, e quan- 
tità degli appartamenti che sono lunghi a vista d'occhio : im- 
menso per la collezione de* quadri che vi si trova de' più ri- 
nomati autori , egregiamente descritti in un volume da Salva- 
tor Tonci , poeta e pittore . Rapporto all' architettonico ; delle 
tre facciate , che ha questo Palazzo , la sola parte che risguar* 
da il Collegio Romano del Borromino viene stimata « ed ap- 
provata. Qui dicontro il 

Collegio Romano . Massa grande , e severa , né male a pro- 
posito per un Collegio : ma poco armonica , con finestre di 
mal garbo , cornicione aspro , divisioni inesatte , e porte con 
mensole gigantesche . Cortile solito a due ordini di pilastri Jo- 
nici , e Corintj . L'Architettura è di Bartolomeo Àmmannati 
Fiorentino , artista di credito • 

Sani' Ignazio . Facciata dell' Algardi bella nel gusto die 
regnava allora; bellissima la pianta della Chiesa, dei Domeni- 
chino; la più bella delle Chiese Romane, se non vi avessero 
posto altri le mani« 

S. Maria sopra Minerva. Una delle più antiche Chiese in 
cui si vedono gì archi sesto - acuti , detti Gotici . Osservali in- 
sieme alla statua famosa del Salvatore, scolpita da Michelan- 
gelo^ ora troppo applaudita j ora troppo biasimata: né lasciar 



(fi vedere la spaziosa , o celebre Biblioteca Cassanatense , pub- 
blica , provista di ogni sorte di libri , e accuratamente servita . 
Sulla piazza è da rimarcarsi la decorazione di un elefante che 
sostiene un Obelisco , idea bizzarra delle solite del Bernino . 
^uì prossimo al Corso il 

Palazzo Sciarra : non terminato : la sua facciata è la più 
bella di tutte le facciate de' Palazzi Romani ♦ Il sub principal 
requisito è la semplicità . Divisioni poche e grandi : finestre 
spaziate ugualmente: fasce indicanti le divisioni de' piani egli 
appoggi delle finestre : stipiti , e mostre hecessarie . Non vi 
son tagli , né risalti , né trontespizj , né ornati insignificanti , 
né cornici di più . Un solo cornicione in cima . Tutto vi è 
semplice, e grande. Se vi è difetto sta in que' piedistalli trop- 
po alti, profilati, e scorniciati che sostengono le colonne del 
Portone così ammirato , che passa per una delle quattro mera- 
viglie architettoniche di Roma moderna . Così opina il Mili- 
zia , ed ha ragione • lì Sig, Flaminio Ponzio Lombardo , è 
Tarchitetto di sì belF edifizio , cui devesi qualunque incensò . 
PalazAO Chigi, Maestoso Vestibolo. Cortile grande , e bel- 
lo , fino al Dorico . Scala grandiosa ; tutto insieme beli' edifi-^ 
zio di Giacomo della Porta .Vi si conservano belle pitture 
de' primi maestri , ed una biblioteca ricca di scelti libri , stam- 
pe , e manoscritti rari . 

Palazzo di Monte Cìtorio . Disegno del Bernino eseguito in 
gran parte dal Cavalier Fontana ; uno de' più belli edifìcj di 
Roma . 

Fontana di Trevi . La più grande delle fontane Romane , 
€ dove l'acqua Vergine, condottata da Agrippa, fa più che al- 
trove di se mostra . Dell' Architetto Nicola Salvi , sotto Cle- 
mente XII , fu i' idea di fare uscire l'Oceano da una nicchia 
ornata di colonne, su di un carro formato dì conchiglie, e 
tirato da due cavalli marini , retti da due Tritoni ; tutto fra un 
ammasso di scogli sgorganti acqua da ogni parte, e con va- 
riati scherzi in un ampia vasca : fu poi modernamente aggiun- 
to l'ornato di que labri progressivi fra i scogli , trovato , se 
non analogo e conveniente ad una scogliera, necessario per 
altro a far che la caduta dell'acqua si mostrasse in tutta la 
copia , ed abbondanza che vi é . 

Palazzo di Propaganda. Cominciato dal Bernino che vi 



lift 

fece la Facciata a scarpa per rinforzo s assai bene adattata e 
semplice ; terminato dai Borromìno che vi alzò , da una pax- 
te la Chiesa con la facciata piena di stravaganze . Qui è dove 
ì due rivali si fecero i maggiori dispetti . Bernino fabbricava 
d' incontro il suo Palazzo , mentre il Borromino terminava 
l'angolo del Collegio: nel bugnato della sua porta il primo 

fu fece un disprezzo che potrai riconoscere co' tuoi occhi ; 
altro rispose coli' allungargli innanzi^ a guisa di orecchie asi- 
nine , alcuni cartocci nelTornato dell'arma papale che pose ali* 
angolo a lui dirimpetto : la replica del Bernino fu in un mo- 
diglione ancor visibile sotto il balcone del suo palazzetto che 
rimane contro l'angolo di Propaganda , il quale guarda diret- 
tamente il campaniletto della Chiesa vicina^ che è opera dello 
stesso . Ma Borromino dovette essere sfortunato anche dopo 
morto : V arme del Papa non vi è più ; bensì restano ancora 
in piedi i due monumenti contro di lui . 

5. Lorenzo in Lucina . Entravi per vedere il Crocefisso dell* 
Aitar maggiore ; una delle più singolari opere di Guido . 

Palazzo RuspoJi. Gran Fabbricone dell' Ammanriati . La di- 
visione de' piani non vi è felice : il primo troppo alto , 
l'ultimo troppo sotto il tetto lo rendono greve . Il cornicione 
è bello; vi è annesso un vago giardino ; e vi è una scala ^ la 
più bella scala di Roma , altra meraviglia architettonica della 
Città , e con ragione ; essendo formata dì gradini tutti d* un 
pezzo di marmo; e divisa in quattro rami di trenta gradini 
per ciascuno, lunghi palmi iS. e larghi 3. 

Palazzo Borghest . Ha la forma di un cembalo : perciò si 
dice dal volgo che le <juattro meraviglie di Roma sono il dar 
do di Farnese , il cembalo di Borghese , la sc^a di Gaesam ( og- 
gi Ruspoli ) e il portone di Carbognani ( cioè 3ciarra Colonna ) : 
e perchè non dire il palazzo ? Del reSto vi si scorge buona di- 
visione di piani , e finestre ben profilate : Cortile formato da 
doppio ordine di colonne Dorioie e Corintie in numero di 
196. di granito, le quali sono accoppiate con grazia : e'gl' ar- 
chi sono lodevolmente girati sugli architravi, e non su i ca- 
pitelli . Scale grandi , appartamenti magnifici , ripieni di pit- 
ture de' più celebri maestri , fra le quali la fam.osa caccia di 
Diana del Domenichino , ed una stanza di Veneri : di tutti i 
quadri , stanza per stanzi vi è l'elenco in una tabella ; coiq- 



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inodisslma usanza che dovrebbe essere in tutti i palazzi , che 
di quadri hanno copiosa serie • Vi è sull'alto del medesimo in 
un orto pensile una fontana j rimarchevole non solo per la 
grande altezza « ma per esser cosa rara trovarsi fontane negli 
appartamenti nobili di Roma» quando si sa che Roma antica 
ne fece sfoggio. Mi ricordo aver letto in Seneca che interro- 
gato sulla casa di un tale rispose , che non valeva niente , e 
che non vi erano nemmeno fontane nelle stanze ; segno per- 
ciò che nelle abitazioni signorili ^rano usate di molto . 

CAPO XL e XIL 

MONTE (QUIRINALE, e VIMINALE. 

Baffù di Paulo Emilio . Tempio del Sole . Obelisco e Cavalli 
di Monte Cavallo . Obelisco della Trinità de' monti . Circo di Sor 
lustio . Tempio detto di Venere , ed altre rovine di nome incerto . 
Mausoleo di Costanza . Ippodromo di Costantino . Basilica di S. Lo- 
renzo . Porta Tiburtina . Aggere di Servio . Terme Diocleziane . 
Terme di Olimpiade . Casa di Pompeo . Casa di Pudente . Vico 
Patrizio. 

Bagni di Paolo Emilio . 

Alle radici del Quirinale j dietro la colonna Trajana nella 
casa detta delle Vedove , sì vede questo elegante rudere la- 
terizio così volgarmente detto . PiranesI V ha chiamato Calcidi- 
dica j Giuliano da S. Gallo Armeria , altri Odeo luogo da pro- 
var musica ; altri Teatro . Osserva nella Tav. annessa una por- 
zione della pianta semicircolare del secondo piano , parte deir 
elevazione ancora esistente , e i respettivi dettagli , o sia par- 
ti in grande, A A, cornice dell' Ataca. BB, Cornice dell or- 
dine. CC^ Basamento, 

Avanzi del Tempio del Sole nel Giardino Colonna . 

Edificato da Aureliano quando , tornato dall'Asia , introdus- v 
le il culto del Dio Mitra . Un gran bassorilievo scopertovi 
d'appresso rappresentante il culto di questo nume che ora con- 
servasi nel palazzo, ha snervato le altre opinioni che si ave- 
vano su questi ruderi del Senatulo delle Donne , fabbricato da 

q 2 



114 
£Iagabalo; delle Terme di Costantino ee. Oltre gli ayanzì late* 
ri2j , vi si ammira un pezzo di marmo servito per un angolo 
di facciata , che sorprende per il masso • Vi rimane similmen- 
te un fregio scolpito a fogliami di gran mole , e di gran squi- 
sitezza d' intaglio , nàto sicuramente in tempi di gran lunga 
anteriori a quelli di ambedue questi Augusti ai quali vorrebbe 
attribuirsi • 

OiBUSCO B Cavalli antichi . 

Sortendo dal suddetto giardino per il cancello dì ferro, 
nel mèzzo della gran piazza a fronte dei Palazzo Pontificio , 
$* incontra un bellissimo gruppo di due cavalli , con due figur 
re gigantesche- nude , ed un obelisco nel mezzo (i) *. 

Obelisco della Trinità' de' Monti • 

Siegui il cammino per la spaziosa strada che ne conduce al- 
la porta Pia , la Nomensana Anticé , e respirando Taere pia pu- 
ro e sano della Città , allorché sarai giunto al Quadrivio det- 

{luntft qvell^ appendice che serve aHa D»> 
teru per cui retta chiuso» e imbracato. 
Vi sono belle pitture da vedere , ed un 
deliaioso giardino . Il re|naace Pontefice 
vi ha aggiunto una magnifica Librerìa > gu 
del debuto Card, de Zelada . Appresso ti 
è quello della Consulta anch'esso di una bel- 
la massa * e bugnato » ma aggravato di scul- 
ture » e con. molti arbitrii . Accanto. vi è il 
Palaaao Rosvìgiìusi grandioso e vasto * ote 
fra molte Denissime pitture non dc^ ht* 
sciar di vedere la famosa Aurora di G«- 
do • ed una testa di Scipione Aifricano io 
basalte . Pi^ innanai la chiesa detta del 
Noviaiato di Bernino • e la facciata di S. 
Carlino » biacarrìa del Borroiuino . Qu^ 
prossimo il Palalo Albani » opera di Du* 
memco Fontana da vedersi per i moki 
quadri di celebri pittori , disegni rarìssi- 
mi » ed ona scelta libreria di quaranta mila 
volumi . Appresso viene altro palaaso di 
Barberini architettura principalmente del 
Bernino : vi è anche qui coUeaione pregia- 
tissima di marmi e statue antiche \ fra 
le quali il famoso Fauno * e il Settimio 
Severo di bronao : come altresì una quan- 
tità prodigiosa di buone pitture : fra que- 
ste i notissimi giuocatori del CaravaggK^* 
la modestia e h vanita di Leonardo da 
Vinci j la fornariaa 4^ R»^Eicll«* 



(i) Dalle vicine Terme di Costantino 
che ora sostengono il contiguo Palatao 
Rospigliosi furono tratti i Cavalli insieme 
«olle Statue di questo Imperadore e tigli . 
Kon si sa poi come « e perchè qui rima- 
nessero i CavalH » i figK di Costantino an- 
aUsscro sulla balaustra Capitolina > e il Pa- 
dre al Portico di S.<jio. Late r ano • Sisto 
V. disfatto un masso «norme di antica fab- 
brica che era nei messo della pìaiaa vi 
«oUoc^ li due Cavalli paralleli Puno all' 
altro , che presso a poco guardavano l'in- 
fresso del Palaaao . Pio VI. con, l'opera 
dell' Architetto Antimri fece voltarli » e 
situarvi nel measo l'obelisco ^ uno de' due 
che furono avanti la porta del IVIausoleo 
d'Augnstx) « il qual restava ancora giact* n* 
te. Bravi l'idea di ridurre il nHmumeji- 
to a fontana collocandovi la sterminata 
vasca che rotta e soxaa vedesti già nel 
aneaio del Campo Vaccino » ma ancora 
non è stata rimossa dal suo luogo « 

* Osserva quivi il gran Palazfo Papale 
detto di Monte CavalU ^ architettura di 
Domenico Fontana . Facciata grande e mae- 
stosa, buon cornicione» e finestre bene 
spaziate : malgrado i tanti frontespiij il 
palazzo è di una bt:lla massa : più bella 
comparsa a/rebbe fatto se la piazsa vi 
fi>sie più regolare , né vi ti vedesse ag* 



I2J 

to ìe^^attro Fontane , osserva li detti quattro stradoni , ed in 
fondo ai medesimi li tre obelischi. Quindi cala a sinistra per 
rantico Circo dì Flòra, oggi piazza Grìmani o Barberini, dove 
osservata la scherzevole fontana delBernino^ consistente in un 
Glauco sorretto da delfini, che getta acqua in una conchiglia ; 
ti porterai a visitare il detto Obelisco, innalzato anche que- 
sto dalla munificenza di Pio VI. Esso è rotto, ma intagliato: fu 
altre volte sulla spina del Circo di Salustio. Giacque gran tem- 
po nella Villa Ludovisi . Si ypleva innalzare fra le Basiliche di 
S. Croce in 6erusalemme e S. Giovjinni , ma riconosciuto di 
troppo piccola mole , fii lasciato' inijerra , dove giacque fino a 
questi ultimi tempi * . Di quji costeggiando a Levante la Gliie- 
sa de' Cappuccini , la Villa Ludovisi' i( ove -oltre una bella col- 
lezione di marmi antichi , e la famosa Aurora di Guercino so- 
no da vedersi le mura della Città conservatissime ) entrerai per 
-iin cancello a destra nel - 

Circo DI Salustio. 

Il Monte Pinclo , il quale , per esser foori del Settimonzio , 
può considerarsi per ordine de* monumenti come adjacenza del 
Quirinale , ili celebre così per gV Orti o sia Giardini di Lucul- 
U , come per quei di Salustio . I primi risguardavano il Set- 
tentrione occupando gran parte della moderna Villa Borghese , 
gli altri prendevano il sito che vedi , e i d* intorno delle Vil- 
le Ludovisi * , Verospi , Mandasi ec. Furono i medesimi così deli- 
ziosi, che servirono ordinariamente di diporto agi' Imperadori . 
, Nerone vi si ritirava sovente (i) . Nerva volle finirvi i suoi 
.gk>rnì (2) . Aureliano cambiava, ben volontieri con questo U 

• Ofserva i due ctpitclli di forma óva- tre si uccide anche esso . Gruppi gik notii* 
le che song di quk e di la della scalina- simi « e de'piìi singolari per rerudiiion* 
ta della chiesa, e dentro quella il fomoso e per l'arte che iiano in Roma: nelPal- 
fresco , non pia fresco • della Deposiiio- tro casino la famosa aurora di Guercino 
ne della Croce di Daniel di Volterra; uno emula dell'altra di Guido i:he vedesti al 
de' quattro principali quadri di Roma. Palano Rospigliosi; né scordar di veder* 

♦ Nel primo Casino, architettura del Do- quella volta nel secondo piano ove Pistes- 
mcnichino» vi è da osservare la bella sta- so Guercin da Cento colorì la hmz ec. 
tua nuda del Marte sedente, il gruppo mentre è cosa delle più belle di quest'ali» 
detto di Papirio e la Madre , da altri Ore- tore : yi si gode anche nel bel giardino U 
Ite ed Elettra, da altri Fedra e Ippolito; veduta di una parte delle mura AureU^a^ t, 
•pera Greca di Menelao figlio di Stefano » conservate qui pia che altr<#V« . 
aecoado la greca iscrisione che vi si leg- (i) Tacit. Cao. 13. AnJi. 

gè ; e l'altro di Arria e Peto ; Arria che (2) Euteb. aeUa Cr«4f 
•ade uccÌM , • P^to che la lorre^e men* 



Ii6 

soggiorno del Palatino (i) . Riconosci nella ìnclinaziorie e pro- 
fondità di quest'ortaglia j come altresì nelle sostruzioni laterar 
li^ lasaconla di un circo (2); siegue prossima h forte Séléré^ 
€ fuori di essa a gran distanza il 

PONTB SaLARO. 

Suir Aniene , tre miglia fuori della Porta , rifatto da Na^ 
sete dopo che fìi dal nefkndhsimù Totila distrutto. £' un pie* 
.colo ponte di campagna # il quale non mi pare che meritasse 
le due grandi iscrizioni in verso ed in prosa > che di qua e di 
là vi si leggono in onor di Narsete vincitor de Goti (3). Re- 
trocedendo per la medesima via * , potrai , per di dietro le mura* 
dalla Porta Salara condurti alla Nomentana oggi Pia> da Pio 



(i) Vopiic. in Aurei. 

(z) In capo ad esso it^ il rispettabile 
avanso di un Tempio Ocraeonc^« credu- 
to non tenia fondamento di Venere per 
una notissima iscrisione rinvenutavi che 
la chiama Venere degl* orti Saluitiéni • Po- 
co pia innanai verso il Levante si pone 
Il Campo Scelerato . ove si sotterravano vi- 
re le Vestali convinte di stupro • Non era 
una gran pianura come taluno ti pensò » 
ina piccola piazsa con una stanta sotter- 
ranea • e dentro » non fuori della Cittk : 
Scelerafus Campus appellatur prope portarti 
gollinam • in quo Virgines Vettales quae in" 
€èstum fecerant defoita€ iunt vivae . Feito 
liò, 19. Si conferma ciò da Dionisio il qua- 
le di più descrive la cerimonia lugubre 
di quest'interramento • Ab koo hominihui 
poliuiae » turpi miserabili que puniuntur mor' 
te 9 nam vivae extra missae super ara mor^ 
tuae deportantibus « lugentibui > et antecedei 
tibus amicis et eognatis , et usque ad col* 
linam Portam vtctatao intra muros in monvr 
mento ad id parato , sub terram cum appai' 
fjuu mortuis cjntueto deponuntur • Dionis. 
nel a« Il preciso luogo della Starna non 
si sa . Quello che »i suole indicare ai cre- 
duli forattieri è cosa moderna del tutto . 

(j) Parla di questo ponte Procopio de 
beli. Gothie* e più anticamente Livio in 
due luoghi Dee. i. lih, j. Dee. |. lib. 6* 
in uno de' quali narra , come accampato vi- 
si Annibale a fronte di Fulvio Fiacco Pro- 
console » due volte si tentò la battaglia 
d9t ambe le parti . la quale fu impedita 
tempre da pioggia e étk tempeste i onde 



fi per questo » come per aver rissìpùto Ab* 
nibale che i Romani mandavano un eser« 
cito in Spagna» e che vendevano in que« 
Ito tempo ti campo dov' egli alloggian 
per il presso ordinario * si disanimò e par* 
ti : aggiungendo Plinio che per rabbia /r- 
tra muro* hastam èmisit . Per far queiiv 
si legge che dovette avvicinarti alle mv* 
ra quanto potè verso la Porta Capena» 
presso a poco dove vedemmo il Tempio 
del Dio Ridicolo • Qui a Sinistra dopo brc- 
ve tratto si vede il punto d'unione dd 
Tevere con l' Aniene « chiamato il Trvrr** 
ne^ e qui prossima trovut la famosa ac- 
qua acidula detta Acqua Acetosa che sont 
da tre zampilli » fabbricativi etprestamen- 
te 9 ove Pettate corre ììbl< folk la gente t 
beverne • 

* Strada facendo» t'incontrerai neUaVill* 
Albani» una delle pia magnifiche e più bel- 
le di Roma. Il celebre Cardinale Alestaa* 
dro Albani n' è stato il fondatore « il qaf* 
le » come antiquario » vi raccolse tanti anti- 
chi marmi di ogni genere > che dopo le à^ 
coUesioui Capitolina e Vaticana «può dir- 
si questo il più copioso e ricco musèo di 
Roma . Egli stesso né fece i disegni ; pct 
ciò vi si trovano de' gabinetti » de* perd- 
ei » e delle sale sul fare amico > tostenirti 
per lo più da colonne ripiene di bassiri* 
lievi» statue» busti» iscrizioni» broasi: 
de' quali non ne faccio parti colar mentii* 
ne» per esservi di già cataloghi £un da 

ersone erudite» che si trovano veftdibi- 
nello stesso luogo. 



l 



127 

XV. che la fece con diserò di Michelangelo^ e lungo quella 
comoda e deliziosa via giungere al 

Mausoleo di Costanza : 

Di fòitna sferica, circondato da 24. colonne binate, pic<^ ^ 
cole > ma di granito , che sostengono degli archetti meschini : 
nel muro* laterale sonoW delle nicchie le quali non ribattono 
^[ualmente né con le colonne , né con T intercolunii : Sem* 
bra indubitato che questo fosse il sepolcro della famiglia di Co- 
stantino (i). 

Ippodromo di Costantino. 

Pochi passi avanti il detto Mausoleo vedonsi alcuni muri 
d'una fabbrica curvilinea irregolare, del genere di quelle po- 
steriori anche a quell'Augusto . Altri V han creduto un Iffodro- 
m^i altri ìÌjCastrù Pretorh che si vede nelle medaglie di Co- 
stantino : altri finalmente l'avanzo d'un convento di monache 
antiche. Non potendosene sapere alcuna cosa di certo, né pre- 
sentando questi muri altro che muri, guarda e passa nella 
elegante 

Basilica di S. Aonbsb fuori delle mura . 

Vicino al suo sepolcro gentilizio fece Costantino, ad isti- 
gazione di Costanza sua sorella, questo tempio, prendendo il 
modello delie antiche Basiliche a due piani , usate presso gl'an- 
tichi, come narra Vitruvio, e com'egli stesso ne fece a Fano « 
Il primo piano serviva per gli uomini, il secondo per le dona- 
ne . Osserva le belle colonne di Porta Santa verso l'Aitar mag- 
l^iore, e le quattro di finissimo porfido che sostengono H Ta^ 



(1) Costantiat (Mogfie di Gallo fratti- gnare l'altra di S. Elena» ove sono effigU* 

io di Giuliano Imperatore morta in Asia) ti de' putti con bolla al collo» e iclierta- 

€orpus delatum ai Ur^ifwr, a in suBur&ano ti con f rondi e grappoli d'uva. L'istesta 

Via Nomentana pott pnmum iapidem stfpul- rappceientansa avencfo il mosaico della 

oÀrj} Mofttrum iiiaium ^it • E di Elena Mo« volta» fece credere che foise quivi un Teai« 

f^ie di Giuliano • Juait Imperaior Corpus pio di Bacco : ma jognuno ta estere que- 

Rom^m ptrfcrri ti stptlìri in suèuròuno No» iti ornamenti proprj altresì de' sepolcri 

wient(msk€ i/idtf » tèi G^stantia S4fr6r sepulta Cristiani » esprimendo assai bene la ven» 

^ra( . Ammtan. Marc. Eravi nel messo una demmia la occadeasa e Ufine della vut 

«rna colossale di porfido ultimamente tras- uniana« 
portata al Musèo Vaticano per accompa- 



12* 

bernacolo. Si scorgono sulla manca dentro i prati a qnalcfie 
distanza alcuni sepolcri di stravagante struttura; quindi il 

POHTI NqMENTINO. 

Fu rovinato da^Goti e ristorato anche questo da Narsetc; 
Si vedono al di là del medesimo gran quadri di peperino de- 
notanti una qualche sostnrzione : Non la credo opera annessa 
al ponte , per esserne staccata bastantemente , e per la ragione 
che a quei tempi né si fabbricava, ne si ristoravano le fàb- 
briche a quel modo: perciò la tengo indubitatamente residuo 
delle fortmcazioni fatte dal popolo Romano; allorché disgu^ 
stato de* nobili si ritirò e munì in questo luogo sul 

Monte Sacro. 

E' quel monte che viene di prospetto , di forma quasi cir- 
colare . Più volte la plebe angariata e malcontenta vi si è ri- 
fugiata con idea di stabilirvisi • Il Senato ed i Patrizj veden^ 
do il gran pericolo che sovrastava, stimaron bene umiliarsi, 
mandar deputati. Sacerdoti, e le Vestali per far pace, ma 
sempre indarno . E' noto come finalmente a Menenio Agrip- 
pa con l'apologo del corpo umano (riferito da Livio) ries^ 
di placarli con conceder loro creazion de* Tribuni della ple- 
be , ed altra volta gli Edili . Nel partire , avendo dedicato que- 
sto monte a Giove , preseci nome di Mcro . Nella valle , passa- 
ti i ponti Salaro é Nomentano , trovasi un luogo detto antica- 
mente clivus serfìi , ora la SerpenUra, dove in un podere di 
Faontt suo liberto rifugiossi Nerone inseguito dai ribelli, e si 
uccise . Racconta Svetonio tutto il fatto , soggiungendo che le 
reliquie di sì prezioso cadavere da Egloce , ed Alessandra nu* 
trici, edActe concubina , furono riposte nel mausoleo della gen- 
te Domizia , cioè a muro torto . 

Castro Prbtorio. 

Retrocedendo sino alla Porta Pia seguirai il cammino a si- 
nistra dietro le mura, quelle che fiancheggiavano il tanto de- 
cantato Castro Pretorio . Come gf Imperatori facevano dal Cam- 
pidoglio la legge alF Universo, così di qua i Soldati Pretoria- 
ni la Éicevano àgF Imperadori , dando ad essi il trono e la morte 
a piacer loro , e vendendo al più offerente la Monarchia . Co* 



129 

itantiiio ch'era uomo accorto assai , abbattuto Massenzio distrus- 
se quell* infame quartiere • Mostrò già evidentemente il Panvi- 
aìo r identità di questo luogo, con un potentissimo passo di 
Svetonio > il quale dice » che (uggendo Nerone per la via No- 
mentana, sentiva i gridi de' soldati del Castro (i) • Risulta da 
una iscrizione trovatavi in un tubo di piombo Tanno 1742. 
Con chiarezza lo circoscrive l'antico interprete di Giovenale 
nella Satira io (2) . Finalmente lo sporto quadrato che hanno 
quivi le mura n è vestigio di molto rilievo • Pìranesi ne dà 
1 intera pianta avanti il suo disfacimento » ricavata da' suoi 
avanzi, aal prospetto che se ne vede nel Bassorilievo dell'Ar- 
co di Costantino , dalle medaglie , e dagli antichi, Scrittori (3) . 
Ad una certa distanza , osserva un ordine continuo di buchi per 
altrettante mensole di marmo, ad oggetto di sostenere un ap- 
poggio continuato per comodo de' difensori delle mura • Nota 
m seguito una porta chiusa quasi in mezzo alla fronte del Ca* 
stro , piantata sul piano moderno ,. più alto dell'antico palmi 
trenta circa . Quantunque costruita di tevolozza ella è stata 
certamente delle più magnifiche. £r^ ornata di pilastri e dì 
archiorave ^ con altra decorazione della quale rimane non 
oscuro indizio (4) , 

Porta nrrsR agobris • 

Oggi S. Lorenzo • 

Ossia la moderna porta Tiburtina * . La sua soglia sta al 
pari del piano moderno j più alto dell'antico palmi 2$ , su cui 

r . . . 

(1) Svet«iiel4i.cli Nerone • la Cliieia rjperìore avvene due con capì- 

(2) fiata aggterrm primus castra posuit felli Corìnciì ornaci a crofti militari di una 
Sejanus » id est super DiochtianM » quae di" finiteaia * e di un travaglio che torpren- 
cfa iunt Castra Pratftoria . de . Rimarchevole è altresì rincroscatura 

(5) Tab. 3p. an. 29. ad 54. del pavimento e degl'amboni con porfi- 

(4} Poiché sei giunto alla moderna Por- di , serpentini ec. # come il Sarcofago a 

fa Tiburtioa» alla disransa di men d'un destra nell'entrare» ov' è rappresentato 

miglio ti porterai a visitare nell' antico un Matrimonio Latino con la pompa nus- 

Campo inorano • altra Basilica di Costanti* siale, riportato da molti « e il meno male 

ao » dedicata a S , Lorenzo Martire . Vedrai che sia dal Ficoroni illustrato., l^eit, di 

due Chiese una dentro l'altra con colon* Rom.Pag. xi^. Esso è di bu^na Scultura» 

ne diminuite » e con elevasione di piani e si legge aver servito di sepolcro ad uà 

tale » che sembra al primo entrare prò* Cardinale della Casa Fiesco • 
tpettiva da Scena ansi che da Chiesa. Os* * Di qua si esce per andare a Tivoli; 

serva le molte e belle Colonne di grani- l'antico T/^i/r ; cosr detto da un certo Ti- 

t^ della' Chiesa in/eriort : fra ^eile del* iurte ch« lo edificò 4^2» anni prima di 



130 
post ya aitn» avanzo , i lei vicino dei condotto delf Acqm 
Mar/la, Leggi Ì£ tre iscrieioni cocrijprese neila fiuxìatft dei piar 
giiificQ mKmumcnto de' risarcimen^ de' rìri dell'acque ÀUrtié , 
TifuUB # Giulia» Lt prima di Auffutè ^ ia Jeoonda di Céroiài- 



che era uoipo <U j^u^to » lo Drescefie p«r 
ijialsacvi k sua fìtmosa irilln • f di cmi avan- 
ci impf ng^fip imepra , Tf9f^9Ì Q9h UM 
libro di Stefano Cuòr^ e Ftfy^lo (W i^f $ 
4)v« tutte tono ricercate e spiegate le Vil- 
U/ r> pi^ it9r#W6 nominMiti mùAi 
d^ gitfa > e Jetfk9tW Vfoktf • per- 
ciò io non hxh che additarci i pnnapjdì 
fflU^trì ffbc Iti riisUiiaMlio i'atCìMUiAlie ^ 
'A f • {»i(lif ^alto porta zioy^ifù il fiume 
AfJetu <) lia TeveVo|ie ,c1ie <dalPA^B9o^' 
#:£« iiisce# ^Mutando jpcr HvoM • fi iaia 
{ran i;^pact : ^})f|sa4f^l|KM)<«/d«itto Af#nH* 
ano/o da MaiQinea jQia4re di Alessandro Se- 
ireco* f:lie ìù «difìcò. Geco intgli^ pia i«« 
^ ^V;»C9Ptip ^kro jtofM fì^st^ ^U^^l^^ 
fytaréL , /abbrjcàco paòdernamente Vfi le 
alluvioni ebe p^oduceva una ' cer^mcqaà^ 
Sulfurta di pcuinu) odi^fe % ck« a j^pca' 
discanta sulla sinistra itila, via consolare» 
forma un la^o d'un miglio di circonferensa, 
profondo circa aoo. palmi » ci)i^ j^\f^ Ji^z*^ 
fanti . I Ro!7iani l'ebbero in tale yenera- 
sione , che dedicarono la vicina Selv» al Dio 
Fauno » cUtor di sorti • Ebbe poi questo, 
Kume tale e canto concono ch^ persin9 
il Re Latino» st -legge» che prima di ac- 
cordare ad Enea Lavinia saa figlia « ven- 
ne gul a consultare il puaaoleiite oraco- 
lo . Al di Ik tre miglia cicca » si torna a 
passare il Tcverone sul ponit Lucami • co- 
sì chiamato da un popolo di tal Aome 
qui vinco da Romani . Osserva ii sepol* 
ero antico della famiglia Plauaia » rhequ) 
vicino ebbe una famosa villa . Consiste 
in un corpo sferico costrvitco xn traverti- 
ni , pietra del luogo stesso ; ed ave a sei 
colonne di fronte » fra le quali due iscri- 
zioni che ancora esistono • A due miglia 
appresso la 

Villa Adriana • "Selva di rovine ancora 
rispettabili » e miniera int:sausc^ di ahcichi 
monumenti : vi è da girare sette miglia 
Per chi tutto vuol traicorrejce quel subur- 
bano Imperiale » edificato da un Augusto • 
Architetto » Scultore » e Pittore . Vi os- 
• serverai per prima cosa il teatro latino con 



nlttea o sia orchestra pih piccola di queV 
1t à4 Qfpo9 • • ooa é^tBMd atnusui^ fai 
l^randc.t in ««guiro vedffi il T^^^ ^'^ 
co eoaservatissimo con gran parte d^tt* 
4l)i *À il ansiro dcUt k^oa jCabiia » e di- 
ve^jji camere per f li Auon « vi w^veia 
una gran muraglia detto il PfciU 4i Ate* 
l»e> a imi apfMgg^vaoo ài qua e di fit 
4ue Dormici , per mt^|Ì9x4 a^'.^fnl^ 
tutto il giorno : alcune stanae j>itcuEti( 
dorila Aibkote^ : U jtovìjm d«^ Tenp) ^ 
Diana» di V#|i,era^ 4i fidilo ^ ^i f^- 
Jo Imperiale ai due piani e non piai «<^^ 
la eeiuoc^lle « <^ sia alette Ca<«nne » 9 C*r 
ftr9 ^e'toLdftì: fiMCtro taV^ii 4eUe. Kup" 
U filosofiche ; il Canopo o sia 'Tempio 
JEgistano» ed altri liiderr'infinitt'. PasMJi- 

.moso ^ ■ . ., , v^-r, 

Tcm^etto ii VVitàl chiàm'À^Tàelia fJp^' 
W». .quale p«£»iftre jua eseipplOK iX ^^aoft 

gusto «nel genere dc'Teomj. p«4Ìptexo-toa« 
di, è d'uopo Hcicrivèife*W'{)ròl>o*'^?' 
tanto pii!^ che sebbene si riconosca simile 
nell'andare all'altro di Roma sul Tcvc- 

; re » questo è più conservato» e per il si- 
to eminente aov*è posato^ sena'jiddostf- 
i^fienti.euranei» ac^^iiU ^a££Ì|;^ f Icgan- 
«a/,. Osserva dunque la ^IlaVo^P^^ 
j» cinta da ixn peristilio di iS 43oU>JiM 
»» Corintie scanalate » delie quali sono is 
• » piedi II » dei diametro ^j 4 , alto si* 
•1 IO» compreso capitello e base. ^^ 
»» colonne so|K> sopra un basanagnco con* 
>j tinuato » alto 7: 3 X • cio^ un ur^od^l* 
•• la colonna. Non vi si vede vestigio 
*» di scalini per atcendcxe al portico . 
»» Gl'intercolonn) sono 4: tf 2,, , eUlar* 
*» gheisa del portico è 5; |^. Le htd 
,» sono Attiche senaa plinto » colla «cowi 
«» non curva ma quadra» cosa non beUy* 
,» E siccome il vivo della colonna è svi 
>• vivo del basamento » siicgue che l'agget* 
.» to dtlla ixise va in falso; neppur qaesto 
,» è bello* f ancjàe rimarchevole clie b 
99 maggior }>arte de' fusti sono alla Vicm* 
«» viana» cioè a piombo 'vtxtò il mvro« 
>» e rastremati al cb fuori : onde l' asse 



Jf5« 
^^ la ter^ dì Tif^, AI coRtrariO: i^ primp waJtchoir^, sicov- 
lue, ^MfTs^^FtontÌBO r fu Afipippa il ,qtt^# n^ .^ifi^ris T Ottawe, (kd 
A^igosto , il secondo fu Tito > e il terzo Caracalla ; ma questi , 
tolto via il frontespizio, di chi le ne vedono per anche i scr 
gni , vi collocò la sua iscrizione , che perciò rimase tramezzo 
alle due più antiche • Evveite un altra dell' istesso Caracalla ris- 

r z 



I» «{ella colonna pende verso il muro, 
s» Alcuni' però fono a pìofMo • Queti^ 
f» è ben lìngobre . StogoUtfe è ancl^ U 
•> capitello meli alto d* un diametro * con 
é$ fojglie di acanto poco dittinte : quelle S 
u sopra aisai coree > e il fiofc mM ^mw 
tff de . Ma queste che per noi sono irre« 
•» goltfrkà f noi' saranno font statr per 
», U fituadone » per le adjacenae « per il 
•» punto di veduta . n cornicloQe è al- 
,, to J^ dell' akessa della colonna. L'ar* 
49 cftìtrave è a due btnde : la incerfore pia 
>» alta della superiore j come dovre4>be seoi* 
» ore essere * e npn lo è sempre . E'bel- 
9>' lo il fregio codr qué^teschi di bue , con 
«> qoe^ ro«#ni » e C#a qu^' f^stoflcìni di 
•» hrutti fra le corna. Al messo d'ogni 
•t colonA» corrisponde un teschio , e due 
•» ne iooo gl^ in^rcolonn j . N<1 la cornice 
9f il goccioUcojo pende così in giù quan- 
9» to il tallone che *V*è Sotto ; il che fa 
»» comparire la cornice più étn, di qi^U 
»» Io che è , c4 è più piccola del- fre^o . 
«« Al di sopra della cornice è uno toccolet- 
M to corrispondènte all'aste ddle colonne 
«• ed è formato di que'riquadri di pietra 
$i che co ^rono il portico » e fonilo il 
» nobil soffitto compartito in cassettoni 
u con rosoni in messo • Qiij^sto soii|tto 
•*' è sostenuto da due membretti d' un 
»• nrofilo grasioso . Il diametro della oel» 
>• la è quasi quanto Paltessa della colon* 
•• na * cioè 22: 2. Il 'muro è grosfo 2: 
«»' 1 1 , La porta; e 1^ finestre sono rast««. 

•$ i^at^ : particolarità ; Ce loro facce haU- 
»> no astragali <:he avansano le cimase su*' 
»» perfori ; altra particolarità . Tutto que* 
»» ICO retnpio è di travertini , eccetto il 
A# muro della cella ch« è di haattoni . ,» 
cioè a quadrelli 1' opus reticu/atum ; segno 
chò sorte questo tempietto nel lecold'oro • 
Le suddette misure ed osservasioni le ho 
tratte dal Milizia» il quale vuole altresì os- 
servato che canto in questo che nel Ro- 
dano » il muro esterno della Cella non 



ha imbarasso di pilastri in corrisponden-- 
E^ delle 60)Min« del portico^ • Appretto 
vedrai at dieof taf d«k sud4et«Eo » i¥ tiero 

Tefmietto rettangol» iUtila Sihilln» pros- 
liitfo* alla cabrata , # » cottiti d^de l^rron^*. 
in furgùg Jn^it : espj;} è st«« riiTorau 
e ridotto in Chiesa : appresso $ctndtn^ 
nella così detta 

Grotta di Nettuno formata dalla natura 
stessa ; ove le acque cadenti producono 
accidenti di lume bellissimi : quindi pat- ^ 
aerai al 

Pontt Lupo per vedervi insieme due su» 
perbe cadute ; ed alffe cìii[fricciose viste 
<letfa campa^ • RitOAiansIò «bpsa ^ dopo 
il Tempio si passa ad* un ponte* d'onde 
rcorgesi da yàxsi parte e -l'altra la sèrepi* 
ttHU cadutar diellr Attiene : quindi si passa 
alla 

Orotta delle Sirene per vedervi delle 
steMb 'iicqtiè< fa tersa curiosa » e pittóre* 
tea védut»: finalmente si va alle 

Cascatene prodotte da vari ruscelli del* 
le léed^stme acque f condottate a servire 
per im di samiere » ferrici^ ec.Sono anche 
da vedersi le sostruaieni della 

Viìta di Mecenate » e la^ moderna Villa 
d^Xkte;- ove si vuole che l' Ariosto com- 
ponesse il suo celebre poema-. Dirimpet* 
to a quella di Mecenate esistono ancora 
avanei della 

VUJa 4i' ^jéintilio Karo » d? onde ne 
venne a queF luogo il nome di ^intig/io* 
io • A dieci mijghi^ vi fy quella di 

Orai^io Blatco »• di cui peto nulla- rima* 
ne : e » se vorrai leggere il sud^'tto li beo 
di Cabrai » vedrai quanto di antico vi fia 
e vi è andhe al presente dà osservare in 
questo delizioso suburbano .^ Inunto no9 
tralascerai di dare un occhiata ail' antica 
porca della città ancora esistente > di una 
Stia apertura • e fuori di essa all' antico' 

Tempio della los^e » decagono all'inter- 
no » e rotondo all'esterno; Mmìle di-moi» 
to al nostro di Minerva Medica • 



15^ . . . ^ 

Ifuardante il f>nte AÀtottiaiio da luì ft^unto alla Marzia • So* 

•pra uno di questi condotti « investito di teyoiozjra e corrobora- 
to da barbacani accanto al casino Gentili > cammina l'odienia 
acqua Felice condottatavi dal Pontefice Sisto V; 

Agg£rb di Servio Tuluo. 

E' di qua che cotnincia^ protraendosi lungo la villa Ne- 
grotti fra le Terme Diocleziane , e il Castro Pretorio sino alla por- 
ta Colline, che fu poco più indentro della moderna Salare. 
Al fine dello stradone s'apre uno spiazzo immenso , ove sono i 
grana] pubblici j e due Chiese ambedue con Conventi , uno 
di S. Bernardo , Taltro di S. Maria degl'Angeli • Riquadra con 
^rocchio tutto lo spazio suddetto^ ed avrai il piano delle 

Terms Diocuzianb. 

Furono fabbricate con somma magnificenza da Dioclezia- 
no e Massimiano, i quali vi fecero lavorare quarantamila Cri- 
stiani • Superarono tutte nell'ampiezza , contandovisi infiniti po^ 
tici s e natàtorj , ma non nel ^sto e nella proporzione • In quan- 
to alla forma 5 quadra l'ebbero come le altre; e furono co- 
me le altre a due piani , con V ingresso all'Oriente . Ebbero 
comodo di lavarvisi tre mila persone . Il centro delle mede- 
sime fu la Pinacoteca , celebre *Galleria , oggi Chiesa de Certosi- 
ni • Entra nella medesima ed osserva T immensa sala sostenuu 
da otto colonne di granìw rosso, ^e hanno di circonferenza 
palmi 23. |. Rimangono un poco tozze in xiguardo dell'ordi- 
ne Corintio, perchè si è dovuto a cagione deirumidità innal- 
re il pavimento : onde le basi vi sono posticcie • Bada anche 
di non confondere le òtto suddette con le altre di mattone 
stuccate e dipinte a granito : l'errore è Éicile , perchè anche le 
vere sono state impasticciate di colore , per ottenerne l'egua- 
glianza . Rifletti ai massiccio delle mura , della volta , e del 
cornicione , la maggior parte del quale è antica . Nella detta 
volta rimangono per fino le attaccaglie delle lampade simetri- 
camente disposte . Gli archi fra le colonne furono aperti per 
dare Taccesso alle altre sale , come nelle Terme Antoniane ve- 
desti (i). 

<0 ^> cliiuse il Buonarro^ con ridurre' di » itnma^naado • anzi ordinandone l'in- 
juest' amica^lia in Ciiicu « siccome tu v«- presso Aon di fianco, m quel calidario ro- 



Tbiou 91 OinmàBÈ * 

Oggi S. Lorenzo Pane ^ e Perna • 



m 



Siccome negli atti di S. Lorenzo si legge che fu tormen- 
tato nelle Terme di Olimpiade sul Viminali , e trovasi qui ap- 
punto poco dopo il martirio stabilita Chiesa a quel Santo (i), 
pare non doversi dubitare dell'identità del luogo • Le rovine 



-% 



tondo e meichino • ma a piedi della Sala 
Verso Levante ov* è uu Altare ; in modo 
che appena entrati » tutta la spasioia e sor- 
prendente vista se n' allacciava • Osserva 
il bel pavimento di marmo fatto negli ul- 
timi tempi » la meridiana del Bianchini 
( la seconda dMtalia ) » i dipinti Origina- 
ti tratti da S. Pietro • ove si conservano 
le copie in Mosaico » specialmente il S. Se- 
bastiano del Domenichino accanto all'Aitar 
Maggiore ; da un' occhiata alla Statua del 
S. Brunone del le Gros ; quindi interna- 
ti nella Sagrestia nel Convento ; dove ve- 
duto il bel Chiostro di Michel Angelo « e 
ia collesione di stampe che vi è ne* cor- 
rìdori » dtfvì salire al di sopra del giro di 
quelle rovine • esaminandone la circonfe- 
renta , e le parti » con que'lumi che pren- 
desti alle Terme Antoniane . Riconosce* 
rat al Ponente due corpi di fabrica ro- 
tondi creduti Calidarj , uno de'quali ridot- 
to in granajo* l'altro in Chieda ài S. Ber- 
nardo "rinserrano nel mcaao. la parte lu* 
nata che di ìeatro dovette Servire per 
godere li spettacoli Scenici > o qjelli degli 
atleti . Alk parte opppsta verso levante 
si gode da questi tetti un eccellente ve- 
duta de> Ly{io e della Sabina . Al piano 
ancora ne CorttU • e Jiel vignato del Con- 
vento sono pet tutto ruderi rispettabili . 
* Osferva qui prossimo 'alle Ttrme i 
due^ Leoni di Ai> o/re che furono ao- 
ticamenre avanti il Panteon • ora ador- 
nano la Fontana dell' acqua Ttlicit qui 
trasportata da Sisto V. sopra i condotti del- 
le antiche Claudia e Marcia . Vi^cst'è una 
delle 4. acque nuovamente condottata 
dd' P;jntefici a beneficio di Roma , do- 
po che B distrutti tutti gli aouedotti e 
ridotto » per la transhaione della Sede 
Ap itolica in A/igaone , il nomerò de- 
gli aoitanti di Roma a !$• mila > erano que>- 
sti tornati -a bere l'acqua dtfl Tevere . Le 
dette acque s^no quella di i.X><un<bo*la Vtr^ 



^ntf » h Telia t k. TtajanM, .- Le Antiche » 
m numero d^ 14. portarono secondo il 
calcolo di Alberto Cassio » molto più di 
sedici mila oncie d'acqua : queste quattro 
ce ne dispensano non meno di cinque 
mila novecento quattro » e bastano a far 
si che Roma sia la Città d'acque la pia 
provitta e ricca. In quanto atte dette Terme 
Diocleiiane , resta di dire • che sopra di 
esse • siccome le pia conservate , hanno 
studiato i primi architetti delle arti risor» 
te; e che essendo state quelle fabbricate 
in tempi di decadenta » vi hanno potuto 
questi apprendere ogni sorta d'abusi , che 
di scuola in icuola sono passati ad em* 
pirne le fabbriche piti cospicue della Cit- 
tà : non basta : le ultime escavali oni qui 
ntte sul piaiigne di Termini , vale a dire 
avanti il corpo del fabbricato delle stesse 
Terme da una parte e dall' altra » han di- 
mostrato che dove le piante del Palla- 
dio • del Cameron » ed akri , fanno piaa- 
sa ; vi eranQ fabbriche , e non postenori • 
ma coetanee $ e che perciò quelle piante 
credute esattissime , non lo sono per nien- 
te alfatro . Netto spiano verso i Fonta* 
noni si è trovato un muro circolare for« 
lAato di grossi quadri di travertino » del 
più serrato e solide ; veniva legato ^tresì 
con cor<U dì travertini > lasciando molto 
di fE Cile a spiegarsi 1' uso di cosi piccolo 
sito , e nel tempo stesso cesi tolioamen* 
te costrutto • Dal lato meridionale si to^ 
no scoperti altri muri di cotto « dmilmen- 
te di antica data : ma ciò che è singola- 
re > dentro una chiavica , si è rinvenuta 
una testa di Venere della maggior bellei* 
la ; H meraviglia che malgrado le più se* 
vere ricerche > non si ritrovi ancora il tor* 
so mancante ; quando per solito sono i 
corpi dette statue quelli che ti trovane» * 
e non le teste . e 

(1) Ved< PUgon.Rom.8acr» 



\ 



*34 ^ 

di éssts d'opera ntieolétéks sono visìbili ftel vicolo detto k ah 
frareccidj e per ja scesa del vicolo di Cimarré (i). 

Casa di Pompeo . 

Sì vedono gli a^Mii di paeeti esterioM d'opera incerta e 
rivestite ancor €SS6 Jlafir^k ruicUau fieU'Ospi^ifO de' PP. Benfra- 
teili spagnoli > quali si esteudono negli Qrctcelli circonvicini a 

Eie della moderna Suburra (2) : Ma altro fondamento non si 
a di ciò se non che Tesser questo sito nella contrada anda 
dettarle CéHne ^ ove quel Romano ebbe casa (3) ; e il vede^ 
la costrutta nella maniera propria di quel. tempo. ^ 



Casa m Ptrounx. 
Oggi Chiesa di S. Pudenziana • 

Al decHve del CoUe tra ìWwumaU. e TJS/fMfiw. Vi r^ 
mane ancora una parte di antico pavimento-; e le colonne 
che vi si vedono incastrate nel muro potì'ebbera appaicenere 
alla detta casa , o alle Terme di quel Romano', Piranesi ne . 
ha osservati altri avanzi nelle case circonvicine e nelle can- 
tine (4) • 

Vico PAXRjno. 

Non vi è dubbio che passasse sulla moderna strada fra il 
VimhuUe, e V Espilino, lungo la Chiea di S. Pudenziona . Fre- 
quentatissimo e celebre nedi antichissimi tempi principalmen- 
te per la casa del Re Servio Tullio , quale da Nardino si col- 
loca presso il Casino Sforza. Fu chiama tp , /VfT^Ì!^? ^ perchè 
quel Re astuto vi obbligò ad abitare tutti i nobili acciò, 
( siccome narra Festo ) sf quid mvi molirentur , e loch su^erìm- 
bus offrimeremut . Ma^alconu^uio vi ùx oppresso ed ucciso esso 
siccome è no^o. 



(!) Pjnaef, Aiuich» Ub. IV. U") OsMirva in qiAeits Chiett nèlhi Cap« 

(2) Pìranetf loo< eie. pelk Ci|et«ni' due. Colonne di lumachtiU 

(1) Ap|>]aA. Jlb, 1. df bfUa ciy«STet« in pidocchivta» le pt& belle che si conofca** 

.Ti(. Gap. 1$. UQ ài t$ì èy^it di Mairmo non ccnuMAc • 



e A P O X I I I. ''^ 

MONTE ESQUILINO E SUE ADIACENZE, 

OheBica Milk piag:zM Bondi di S. Msria MAggìo9fe. C^lmna 
intka sidJd puzza merì4imait JUIU medesima . Ttmfio di Diana . 
Truffi di Mario « Tempio di Miwerva JAeSea . Celembarj della /Si- 
migiis Arrjmzia • MtmmaÈo deìT Atipia Claudia . ì^varh. Àggi- 
ridi Tonammo. Arco di Gdiimo . Terme di Trajano. Sette sale. 
Palazzo € Terme di Tito . Tempio e Fm di Fallade. Tempio a 
Foro di tkrva ^ ùmdusione . 

Obblisco ih S. Mabia Maggiore « 

Dal Vico Patrizio si ascende direttamente alla Basilica di 
&. Maria Maggiore » avwti la dì cui £u:ciata posteriot^ 
sof^e tiBì'Obdisco noo: dritto, tivoalzatovi da Sisto V. Ee^i è 
ikiXfDfDpagno di q^Uo che abbiamo visitato sulla piazza dei 
«Qtqpcaiale^ st^tcero essi' aiobedue andcaiDente avanti ia porta 
ed MaAdSoièò 'fil'Augusto^ Siccome tal genere di decora^ioiie' 
non . xaimpeggia meglio che fra la verdura , per questa ragio- 
ne^ come ^per pog^are- ^opra un piedistallo più svelto e pro- 
porzionato degli àltrì» £l quest'Obelisco mi^ior figura di tut- 
ti* Visitata bù Basilico. {1)3 oel sortire dalla porta principale 
avjraa ^i- prospettò' ndl' altra piazza la 

Colonna antica. 

Tolta dal Tèmpio defla Pace é qui Innalzata da Paolo V. 
La canneliatura è di 0,4^ strie , larga ciascuna un palmo e un 
qtitfto, la sua circonferenza palmi 30 ^ l'altezza 64* > 

(i) Notabili sono in questa Chiesa ( edi- forma le navate » e la doratura del soffiti 

icaqi fvlle jrovùit > dicesi » del Tempio di to • non perchè sia una rarità • ma per 

Oiun9nf lucinayi presiosi marmi che ri- esser stata fatta c^l primo oro venuto 

vestono la Cappella Borghese » la pia rie* dall'America. Quanto si stima la facciata 

ca delkr cappelle gentiltaie di Roma. Os- postcjciorr del Rainaldi per la sua sodes- 

<erva le quattro colonne iii poriìdo che sa e sempjicirà • tanto disgustosa riesce 

formano il baldacchino , le quali per.es- quella della Cacciata anteriore del Fuga » 

sere riuscite tisiche , furono involtate in per la smexlettatura di quel portichettjo » 

foglie di alloro > la colonnetta al lato del xon cui dissuona affatto il resto della Cbie- 

cereo Pasquale di un bianco e nero an- sa, massime per quel Gotico Campanile ch^ 

Ùco.Aitim>ibil^MÌmo« la bella colonnata^ jtmbra schiacciare ogni cosa* 



" Tbiipio n Dumi. 

Og^i Chiesa di S. Antonio Abbate • 

Detta anche S. Andrea^ in Barbarli . I muri intemi della 
Chiesa sono rivestiti di opera tessellata a diversi colori , rap- 
presentanti combattimenti d'animali e prospettive. Osservale 
due tigri in atto di sbranare due buoi a macchie al naturale j 
che sono nelle pareti laterali della cappella di S^ Antonio. Se 
cpn tali rappresentanze non fu. questo luogo Tempio di Diana « 
cpsa mai sarà stato ? Pur non si vuole cosa antica ; nia , attesa 
la costruzione e il fabbricato de* muri ^ si crede fabbrica de'tem- 
pi bassi • 

Trofbi di Mario • 

Poco più innanzi a destra scorgesi un ammasso laterizio 
informe cosi chiamato ^ per. essersi qui d'appresso trovati idue 
trofei marmorei che adornano al presente la baiau^tratei del 
Campidoglio . Invalse tanto Topinione che questi trofei Appar- 
tenessero a Mario , che persin la contrada ne' tempi bassi acqui* 
sto il nome de' Cimbri . Ma dopo le scoperte del Piraaesi ; co- 
me siamo accertati che la rovina appartiene al Césullo dilt* ac- 
qua Giulia; così passa per evidente che quei trofei debbano 
^tribuirsi a Trajano , osservandovisi Tistessa scultura della Co- 
lonna ^ gFistessi elmij loriche, abiti. j clamidi, lande ^ scudi, 
ornati di pampini , ed uve , delle .quali la Dàcia è fecondissi- 
ma ^ e persino la stessa Dacia prigioniera (i) • 

Tempio di Minerva Medica. 

La più vaga e pittoresca rovina che vi sia, a pie di cui 
fu trovata la tanto celebre Statua di Minerva ( ora presso S. £. 
Luciano Buonaparte) in compagnia di quella di Esculapio. £s- 

(I) Ved. Venuc. part. i. pag. 105. 'ove to topraccennato » e la poitaTi diretta- 
a lungo tratta questa ()ue%tione , rìportan- mefite al Castello t avendo il Pi raneii li- 
do anche Popinione del Piraneti , il quale vellato » e confirontaro il taglio » cht rìbtf* 
è di parere cke siano trofei di Augusto te a maraviglia» d* am'Jedue gli Spedii, 
allusivi alla vittoria Axia:a , postivi di A- Siegut a sinistra » e visita la piccola ed su* 
grippa else ristorò il Castello. Osserva cica CMesa di S. Bibfana» ov' è la statua 
poco pili innanat al di la della Strada nell^ della Santa del B^rnino > e sotto ntlì' si- 
orti ae* Monaci dì ^. Eusebio una parte tare un urna d* Alabastro Orient^e d'in- 
del pulito aquedotto cbe prendeva poraio* finito pregio » unica di quel marmo ; Qu^* 
ae delP Acqoa OiuHa dal TrÌ£Ìic$ condot* sto sito chiamosst P Orsg Pìitato » da uà 



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*y e ìnula aeTTo ^e Qat'cur4:t^ k n/nerm^'^^^iha 




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^ TlL»rN «•♦«**i Ji 



la è la rotonda pia grande dopo il Panteon ; ed è notabiUe 
che vicino ^1' Orio filiat0, Rufo niette appunto il vico di Mi- 
peroa ed il Pénteon « Piranesi vi stabilisce un condotto non 
altrimenti che in quello d*Àgrìppa; sono ambedue di cotto ^ 
divisi in nicchioni, e di molto rlmota antichità, dunque nien- 
te. pia facile che ambedue le roRMide fossero bagni; untopii^ 
che , nelle terme dette di S. Lorenzo • in Milano , evvi un otta* 
gono con un perfettamente simile partito di nicchie e finestre^ 
li quale si è trovato avere un piano pu profondo di quello del- 
le nicchie , con pavimento di mosaico e gradini alF intorno per 
uso di bagnò indispensabilmente • Una escav^ione tòglierebbe 
ogni disputa. Intanto la quantità e qualità delle -finestre es- 
clude , a mio credere > ogni idea di Baffio , di Tempio , e di B4- 
siliCM , per le ragioni mille volte addotte di sopra . Il che po^ 
sto, inclinerei a credere questo edificio una di quelle Sslè ussr 
te frequentemente nell* antichità / con Tribune o Essedre per 
comodo di sedere e disputare; anzi, in forza delle dette due 
statue , un luogo destinato ad assemblée letterarie i in specie a 
delle adunanze mediche • Osservane la pianta e la sua elevazio- 
ne , provenienti da uh codice di Giuliano da Sàngallo ,- che stì 
neUa Biblioteca ^Barberina, e da^ disegni di Palladio stesso ^ com- 
binando anibedue in quanto alla parte di tAezzo. Discordano 
bensì su gli accessorj lateiiali , prevalendo il parere che tutto 
raddossato sia posteiriore; Più avanti sulla destra si scende nel 

CoLOilBARlO D£LU FAMIGtU ArRUNZU •> 

Una piccola lapide , che^màl si légge suir ingresso , ha la 
memoria di L. Arrunzio eletto Console sotto Tiberio. Com- 
bina, con Fiscrizicme la qualità della fabbrica « rìconoscendovri- 
»ì ne' muri Taf èra nticoUia • Con Tajuto de^ lumi vi si ricono- 
scona due camere, la prima con frontespi^di rilievo > dipinti^ 
ed aventi ciascuno la sua iscrbiqne » con sotto delle pile pic- 
cole » e grandi in proporzione delle ceneri » e de' cadaveri; la 
seconda con dei loculi nel muro, incavati a guisa appunto de* 
Colombarj« Questa camera però ha la volta compartita a -ra^ 

s 

9Mklie ttttiulAcro cH td bestia con cap- t! vede qàalcbe reliduo di mattoniselo • 
V^ * ^ ^ luogo celebre per un cerco cosa iti poco momento • 
^mM»Q ék liùni¥ . Mett'orticcUo contiguo 



108 

l>etcata di iBnissimi stucchi. A fronte di questo» poco più uh 
nanzi trovasene un* altro xn^o ..Jiobilei. senza che possa sapersi 
a chi appartenga. Essendo stati distrutti i famosi Colombari 
de' Liberti di Augusto nella YÌaAppia« a questi è d'uopo rìòa^ 
rere per aver idea di tal genere di sepolcri • Sortendo dalla 
vicina porta si scorge il gran 

Monumento Diix^AcatJA CuvDik. 

Monumento j e non casullo^ essendo posteriore alla costni** 
2ione deir aquedotto , e non vedendovisi alcun bottino {>er 
cui 4cbba ; dSfffì tale • Poiché fu costume » come altrove àbbii« 
sno nota4;Q> di rendere magnifico il prospetto degli aquedotd 
sulle vie pubbliche j trovandosi questo sito fra le due porte 
premstina ,\ e LabU^na . Tito li lece indosso una specie d'ar* 
co' trionfale j che certo più inaestosonon poteva &flo • E^ com* 
posto di grossi travertini commessi senza calce ^ sostenuto da 
quattro arconi imaien^ con colonne Jùnicbe alla rustica; e <ii 
ule stabilità che è. servito di fortezza ceittro i nemici^ vedea* 
dosi dalla parte di luorl una controfiibbrìca fatta né* basa, teoh 
pi per ma^ior difesa. Porta esso sul dorso T^acqua CUuiiéà 
e l Anioni nuffpo^ arob^due procedentL.daL fiume, di Tivoli* 
quella 38. ^ questa 42. miglia lontano da Roma*. In tee vasti 
piani vi si leggono tre isciÌ2Ìoni«: La. |)nma dinota la. grand* 
opera di Claudio che condusse queste acque in èac aepatad 
canali Timo superiore all^ altro ^ la seconda il xlstauro dell 
aquedotto fatto da Vespasiano , e la terza quello di Tito • Le 
porte PmaànaeLabicanas nelle -^^uerre civili del d^cnnoterzo 
secolo^ vennero serrate e murate- per ià difficol^ Ibrsé di di' 
fendere Ufìt€tK)ttfiiM loro vece jfe;stattili«a)jf»t:.^^ 
co di qucstfk, fabbricai^ Jlai 11 mtiesmó 49^^^ lun^ie^ 
za ; cijucun pez^o 41 myertljio. è gròssa paJmt ^^ à ooce 3* • 
lungo palmi 9- :,. once 5.* e talujko. ìi.., e mezzo 2 quindi, tut* 
za 1 alta e vasta ^9ata di soli :26«. pezzi di pietra • L^Architet* 
«10 Fontana^ nelPontificatodiSistoV.'*^ farvi passare Tacqui 
F^Uce |;Uha traforati» e per conseguenza debilitati non poco/ 

* limette questa Torta alla Cittk di Pale*» doii edificata da uà fidio di ^vlcaBopn 

jtitna l'antica Preneutj città celeberrima npme Crcii/a • La ipockrna dcta i^^w>^ 

Jiella "Storia Itomana : la di •cui iFondasio- cata JuUe rovine dell' antico tempio deUi 

nt mette il capo iiella favola i pretcnden* Sètiuna cke investiva tutto il moBte; ta*"- 



Vi V'Alio» 



139 



.{Éimediatainenji^ fuori dalla PiHrtai ove le mura a destra 
fiurno 1^ gOfpp^tOy lasciando fra la porla ed esst uno spazio 
riquadrato, con Tautorità di Procopio (i) deve collocarsi il 
Vivario s o sia luogo per ^conservar- vivi -gli animali per i spet- 
tacoli, cinto d'un alto muro, ma senza torri o sporti di al- 
cun» isorte. Dura ancora* il residuo di tal muraglia antica fra 
una porta jti ràltra mpdemamenee seguitata con murò più sot- 
tile e più basso. Avendo TAnfiteatro Flavio il suo serraglio, 
o vivano a parte sul Celio, sembra natiiriale che cjuesto doves- 
se servire per fi vicino AfifiUf^ijo Castnense,. ove infinite se 
ne uccidevano per esercizio della truppa , siccome altrove ab- 
biam detto (2) . Rientrando nella porta riconosci % sinistra i* 



' Tarcminìo Prisco co ntinuò Taggere ' ideato e cominciato 
da Servio Tullio , siccome dicemmo . Del Tulliano n'accennam- 
mo £^'lndizj al di là dellfl^ porta Tiburtinà'. 'Qiiestó di Taf • 

.,.)»/ ♦ . . ■ ' ... •! '■ /' 1 ' - .,,..'; 

(Ini ojknuno che tempio era questa: Una no» inileiMp c^U'plt^^ 4i{ S><;9«tania#«om» 

^ — T-i j„ . _.^ L_ Al *._ .1 ^_ abbiam riferito. Trai^dando la Strada di 

Faleitrina /e jpróie^endósi la Via moder-^ 
na a sinistra ; a messo miglio in circa 
sulla collina > si trova un rotondo Mauso- 
leo, costrutto di gran pesai di peperino 
con camera sepolcrale > creduto della fami- 
glia Aureiia • Dopo fi Plgneto Bonaccor- 



parte del 'iuo patimento di mosaico si con- 
serva ancora nel salasso della famiglia tai^ 
berìni a cui tal feudo appartiene • Vi so- 
na rappresentati animali , piante » una ten- 
da^ con soldati , una galera > varie figure 
Egisie con istrumenti musici , torri > obe- 
lÌKki M capanne • un j^^ di tutto • £ trop* 

po nota il credito di <|uesta Dea che da- ~sì » per tre miglia' continue* si trovano da 
vn oracoli ; il co9corio«hc vi era datuc* per rutto grandi rovine di ediiicj . Ilprin- 
te le parti dal mondo allor cognito ; e la cipah che vi rimane f conservato quasi del 



Qxgìe di Bacco ohe vi si celebravano nel 
h ptìi. lolcnne inMU«ra • Tutte le ciste mi* 
iticbe in numeco <ii %• sono stace qui 
finvenute ; ed infimtt prenios« aOiticagtie » 
su quel monte » e per tutto il territorio si 
scavano ancora . Basti per tutti il famoso 
colosso dTAntinoo posscuibito dal fiig Fren- 
cip^ Braschì che orar ho publicaro nt* mo» 
aumenti inediti di qyast' anno • 

U) De beli. Goth. Itb. f . 

(2) Di qua» per una via si va a Tor Pi^ 
gn^tUara » óve qualche mur9 itniane ancor 
M del vasto Sepithro di S, Shna » scoper- 
to Panno 1^72. . al tempo di Urlano Vili, 
ds cui f\à tratta l' immensa orna di Por- 
tdo che ora ammirasi nel Museo Vatica» 



tutto » è un bel Tempo rotondo di ter- 
ra cotta • che fu imbiancato « ed ornato 
di stucchi : ha finestre rotonde , tre Tri*' 
bune ; e tin portico innansi risguardante 
P antica via Prenesttna a guisa del Pan- 
teon . Quesf edificio è sostenuto da un 
altro che ha l'ingresso dalla parte oppo- 
sta • Questo è fabbricato di gtosse mura : 
ha nel messo un pilastro > e piccole fi- 
nestre sll^ntorno • Riconoscendosi tal qua- 
le ali* altro del mutatorio dietro il Circo 
di Caracall^i » potrebbe facilmente essere » 
che la parte mancante in quello fosse a 
questa somigliante » vale a dire , che i vi^ 
ancora quel piantato reggesse un consi* 
mile Tempio. .i » -* 



. 240 

^uinio si pone in quel rìal2ftmeiito_di terreno sopra di cui 
passano gli archi Neroniani che andavano al Laterano • Egli è 
certo che questo secondo terrapieno risguardava il levante 
verso Gabio; e consisteva in fo(sa ed in Jinuro (i) • Sfegue T 

• tr^AfUQO-pi^GAftLlEllO. ^^ 

E^un^arco onorarfo, e noA trhnfah, dedicato a lui ed t 
Salonina sua moglie >, come dinota la seguente Iscrizione. 

GALLIENO . CLBMENTiSSIMO . PfilMOPl , CVIVS . INVICTA . VIRTVS 
SOLA . PI£TAT£ . SVPER ATA , EST . ET . SALONXNAE . SAMCTISSIMAE . AVO. 
.. ;M- AVXEUVS'. VIOTOR» . DEDlCAttóSIMVS . MVMlrfl . MAÌEStAtlViVE 

£URVM * 

Trovandosi questo monumento, situato presso il Macello Lhìi^ 
m , luogo dove si vendeva là carile ed il pesce 3 come da P/m* 
to neirAulutari^; sembra che quel M* Aurelio o per qualche 
sopxiuntendenza al medesimo j o per qualche privilegio ottenu- 
to^ facesse ai regnanti Tenore di quest'arco. Né maixni^ aè 
bronci ^ né sculture lo adornano; masi vede rozzamente com- 
patto di grossi travertini , ed ha una sola apertura « Vi passò 
sotto il vie& Vrhfà Virhio mdto frequentato., ..cfeé. oiètteva 
direttamente alla porta Tìburtina (2) * 



(i^ Tartim ilÌAm Vrlit quM in Gablnot to'ed etercit] cPtrmi, riccoitie le ocUctn^ 

frospuitbai » magna optràriorum mulntuii* scuole di Sellerine . Si ditHii{U<v»no • <U1^ 

ne cinxit éifgere tjatam egerendo /ossatn » U S^tnz manìe» dell' etcrcisto » o daff 

ibiquc magis quam alibi murum nùgtndo 9 ora dell' eserdaio • dalla fabbrica mag- 

srtlriique tìorrihus wmnitndo , Dtonys. rei. 4. giore . Nella Galleria di qveica Villa evn 

Tutta la parte occidentale di questo inon* qualcke pittura anticfaa da osservare • NelP 

te è seminata di ruderi antichi* jparsi Orto ancora della ;(nedesima« un resto di 

gua e Gi^, madlfuccola mole » sicché » pò* Fabbrica circolare si ag^udica alli .Tr»/^i ii 

co vedendosene • difficil cota r^ndesi il Matii> unitameate alla rovina di unaVignt 

potejne parlare con precisione , Mei giar* contigua . fiotto il Casino della Villa Pt- 

dino Gai'tani alcuni avanai di opera reti* lombare sono molti ruderi attribuiti o aU^ 

colata sono creduti appartenere alle Ttrmt 1emi9 puMiche^ o a qucMe di FUiff^* 

di Filippo ', altri ^li attribuiscono agli AI» In questa. Villa sono suti scavati moki 

/a^^jamrn /i Aii i#i9tf/ici» atteuprincipalmen* riipettabili monumenti» come il Disco* 

te la qualtck della Fabbrica . Velia Villa Al- bolo* già da me pubblicato ed altro t 

rieri varj residui di antichità si vedono, oualcjbe piccola^ rovina « come le coloanc 

spettanti , secondo il Piranesi • al ludo JMe* <t«lla Chiesa di 'S. Prastbde • vengono as* 

iMfino • I ludi Galilei » Magni « e Maiuiini segnate alle Terme di Nevaio . 
elle i Regionari pongono sull'Esquilie nel- (2) Ved* Vard. Éoai. Ant. pag. l^S» 
la legione ili. » altro non erano che scuo* 



i4r 
Tnin DI Trauno. 

Nel sotterraneo diS. Martino ammonti qvì prossimo ^ si ve^ 
-dono fòrnici laterizj , con pavimento di tessellaio sdruciti ed 
ignobili Tuno e Taltro , ai quali si dà il nome di Terme di 
Trajano^ perchè Anastasio, nella vita di Simmaco , diceche quel 
Pontefice edificò quella Chiesa sopra le rovine delle Terme Tra- 
Jane . Concordano Vittore e Rufo in asserire che Trajano edi- 
ficasse Terme ^ senza però bene indlcs^'e che siano queste. Nar* 
dino pretende quest' avanzo un' aj^ndlce di quelle di Tito ^ 
fiitta- da quell'Augusto • Comunque sia \ la rovina non impegna 
gran latto « non corrispondendo in magnificenza # né alle Ter* 
me di Tito » né alle oltre opere di Trajano • Il testo di Sim- 
«Eiaco non mi fa gran forza ^ mentre lo credo appoggiato ad 
^ma iscrizione rinvenutavi » la quale potè esservi trasportata . 
OsserV^a lo scenico interior prospetto di questa Chiesa ^ e li 
bei paesaggi a Bresco d'intorno le navate minori^ di Gaspero 
Posino. 

» SiTTi Sai,!.. 

: Vi si passa per un cancello quasi dicontro la detta jChie* 
sai, e da esse poi si scende al Palazzo Y Terme ài Tito. ^ Sì 
pretende dal Piranesi che questo robustissimo edifizio fosse in 
origine il Tepidario dì Mecenate , istitutore primo de' bagni c^l* 
di, il quale ebbe qui vicino orti deliziosi ^ convertito in ap* 
presso da Tito in conserva d'acqua pel suo Palazzo, Terme, 
ed Anfiteatro. Consiste la fabbrica in due piani, il primo de* 
quali è interrato , il secondo, in gran parte, scoperto resta di* 
viso in nòve androni , due però de' quali essendo rovinati , ne 
restano scoperti sette , che il nome diedero al. monumento • Si 
vedono ne' muri alcuni spechi per i quali l'accjua dal condot- 
to , in oggi diruto ^ scenaea nel tepidario . I detti muri sono di 
tevolozza riempiuti d'opera incerta con fodera di grosso lastri- 
co: questo lastrico h una tal sottile composizione « lacuale 
né colla punta della spada, né con altro ferro tagliente si può 
rompere ; al dì sopra poi viene rìventto di più dal tartaro 
formato dall' acqua stessa. Mirabile poi ed ùnica è la disposi* 
zione delle porte, le quali tagliate per isbieco si ribattono 
diagonalmente una coir altra; in modo che ponendosi ifl ima 



14* 

nel voltarsi da tutti e quattro i lati Be ne Tede la fuga di 

tutte e sette in fila « L'Architetto j a mio credere» con tale idea 
pensò di dar fiicilmente moto all'iicqué allorché avessero do- 
vuto rimanervi del tempo, senza forzare e debilitare i muri , 
Scendi ora al 

Palazzo k Tirbii di Tito. 

Dal Cameron che segui le tracce di Palladio , ho ricavate 
la tavola che ti esibisco • Vi ho aggiunta la vìa inferiore che 
ordinariamente, suol £u:si per entrare in qiKSti^ orti , avendola 
. segnata con linea doppia punteggiata ed asterisco : vi ho altre- 
sì marcato con linee perjpendicoiari più chiare tutto Tandamen*- 
to degli androni o poruci che mettono alle famose camore 
dipinte • Essi non trovansi ne* disegni di Palladio : come nes»» 
suno> per quanto io sappia , ha notato che que' corridori imr 
mensi sono stati a bella posta fatti per sorreggere il fabbrica* 
to superiore ; mentre procedendo il monte, irregolarmente non 
si avrd^be in altro modo potuto riquadrare Tedifizio . air uso 
ordinario delle Terme • Ancne qui il piano inferiore era il luo* 
go de^ bagni , il superiore per gli esercizj . Da due di questi^ 
androni (perchè due sono i padroni de' sotterranei ) si passa 
ora a vedere le tantp decantate pitture ^ Tuno corrisponaente 
alla lett.O; Taltro vicino la lett. N. in fondo a cui si vede il 
tàglio della moderna porta « Ora ti rendo conto della fabbri- 
ca , secondo le idee dì Pallàdio , dalle quali, benché incerte niu* 
no ha giammai .potuto slontan^n-si senza dare in incertezze mag- 
giori * Ho per altro confironuto ciò che esìstevii ai tempi di 
3ueirÀrchitetto con quello die al presente ne resta « avendo 
iminuito in molti luoghi le tinte scure, onde il disegno rap- 
presenti il monumento talee quale si osserva^ al presente* A » 
Plstina , non tanto per bagnarsi , quanto per esercitani nel 
nuoto (i) • BB , Portici sorretti da pilastri con volte a crocie^ 
ra. CD, T'f^fj ^ pia tosto CéUdsrj , avendo gradi al didea- 
tro per iscendére , cosa pregia de* bagni . £ E , Peristilf . F F ^ 
Apoiiterj « O G , Camere per la lotta . H , Sim o sia luogo co- 
perto per esercizj di Ginnastica, I, Micotirio. K, altro Apodi- 

(i) Plinto h teitimoniaiist clie t! utu ^i notare latiut * aut tepidius velis » im 
tallo fle'Oiimafj le piidne calde e fredde, area fiaina est • £p«* V. $. 2$. 





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«43 

terìo per gU atleti* LL^ Passaggi che conducevano airippo* 

Calisto. MMj Camere da bagnarsi (i). NN , Esudre per iFi* 
losofi {2) . O, il Teatro (^) . P p Scale per andare da un pia« 
no all'altro. QQ» Luogo per le corse ed altri esercizj della 
Ginnastica. RR, altri ìmgìà per ba^nani. SS, Scuole e Bi* 
blioteche. TT,. Conìsterio ove si distribuiva la polvere agli 
àdeti di già unti > acciò potessero afierar bene il nemico. UU» 
Sferisterio per il giuoco della palla • V V , Bagno de' lottatori . 
XX s Abitazioni per i custodi de' bagni . Y Y , Scale che con* 
ducevano ad un terzo piano, luogo di comodo, e guardaroba 
ba • Z Z ^ Scale per le i]uali si scendeva nel primo piano , de^ 
trinato unicamente ial bagno • Oltre le rovine segnate in tinta 
più^scurat tutte quelle che dalla parte orientale si scorgono 
tiiori del corpo delle Terme , debbono aver appartenuto al pa« 

lazzo dcir Imperatore • YUìul ora 1^ plttuie cke in zd. o 20« 

camere. ancor rimangono, alcune appena visibili, altre assai 
ben conservate; molte adorne di stucchi, grottesche, ed al* 
tri ornamenti ; tutte variate ne' fondi , e parecchie messe a 
oro • Rafiaelle vi apprese l' idea di ciò che dipinse nelle Log* 
gè Vaticane , e si sa che Annibal Caracci vi andò a disegnare 
Coriolana. e Ja madre é. In quella camera stessa fii trovato 
r incomparabile gruppo dei Laocoonte • Sortendo, di qua » scen* 
derai al piano per la lunga cordonata di S. Francesco di PaoU 
ad un luogo détto le c$hnmcc€ (4) , che fu anticamente il 

Tmpio DI Paixadi # 

Può dirsi anche più giustamente un avanzo del F&n S 
Vùmziam divoto di tal Dea, il quale, per non essere stato 



(i> Bicemmo altrove cbe il Piranen «•• ttuiìh itUdùniur SfJUnUi disfutan fotsint • 

«lude il bagno dal secondo piano • JLe os* Vitniv. 5. Ne* quattro Emicicli legnaci Vm 

•ervaBÌi[>ni di Palladio vi n oppongono ; cke vedonsi decorati d> Colonne # e che 

mentre non pieientando la Tavola Palla» Jianno davanti de' bei passeggi Koperti» 

À'ana se non che la icnograiia del secpn- vi poterono ben essere collocate PJbse» 

4o Piaag.f vi. si trovano collocati^, Ja Pi^ 4Ìre per li letcerad . 

Mna p ie camere del bagno • i Calidarj «te. (3J Tutte le Terme aveano il Ipro Tear 

• (a>.A quévttkcj^ut luogo jpaaioso, con irò. in tutte ji riconosce la forma qua* 

aomodo di sedere può convenire un lai drangolare^ e vi si osserva ^uel jsemicei» 

nome • ConstiumntMr autemJnJriius forti* chio per Je gradinate . . 

$ibui gxtdrai tpÉUiùsag » habgrjgs miti , in {4) l^ell' uscire dalle Terme di Ti» 

. j^tdbui Philoi¥ffà • Rgiigm « nlìiuigui ^ìu Ì9 AoA i^meUere di visitar la pi9lt 



144 
compito j fu incorporato in qudta di Nerva • Egli è pezzo ^ 
eccellente lavoro j se non che è un pò uoppo .carico di or- 
nàti. Sono da notarsi la statua di Paliaie incoraiciata nelFAt- 
fico/ ecl il bassorilievo con figurine e fatti appartenenti z 

?u€lÌaDea, di eccellente Scultura. A, Pianta. B, Alzato con 
Atticio.'C, Capitello e cornicione . D, base e cimasa delt 
Attico. Le due colonne residue hanno di circonferènza palmi 
I4^di altezza 42. Poco più innanzi j, alcosi dettto arcode Pàth 
tani , tvoYisì il 

Foro B; Tempio di Nbrva . 

Detto anche transitorio \ perchè dava il passaggio a molti 
altri Fori . Osservane l'altissima muraglia composta di grossi 
quadri di pietra Albana che ancora spaventa . Essa è superiore 
a tutte e per altezza , e pei i macigni che la cumpongono « 
uniti senza ajuto di calce « e lavorati a bozze rustiche. Osser- 
va com'ei serpeggia e ritorce > secondando Tantica strada : no- 
ta r impressione nelle mura lasciate dal tetto de' portici , gfar- 
chi ti'ansitorj mezzo sepolti e diverse nicchie per statue. Con- 
fronta con la tavola annessa Tavahzo del Portico om le &e 
grosse Colonne scannellate Corintie ^ di circonferenza, oascuna 
palmi 24. e di altezza palmi 71. Il suo architrave d' inmien- 
sa mole si vede scolpito di fogliami e di altri [ornamenti con 
tale eccellenza» che serve di mOdélk> agii* architetti ; il fregio 
è lisciò , la cornice è sparita . I pilastri sono senza scanalatu- 
re: sono anche rastremdti^ma^^eno: delle colon/ie. Gfinter* 
coiunj non sono pia di tre moduli , e sono disuguali . £^ mJ. 
rabile il soffitto deifarchitrave con i compartimenti del Porti^ 
€0« U Palladio rhajupplioo sontuosamente di sua idea* 



•ima CUett cU S. Pietro in tMncoli : Giulio* IT. Ktti inche «no tg«trJo n 

Graade » mtectota • e adorna di belle qUel IPoaceftce rampicaro in alto » Sono 

colonne tolte dalle vicine Terme • Of qui anclie da vedersi altre rovine ncD* in- 

lerva il tanto celeUré' d^ecancato Mote tcrtio dell^anneno con verno » la Irelia bi« 

di Mickelanffelo f in cui riconoscerai da Uioteca • e nel boschetto de' Padii Maro« 

te grandi bellesae e difetti grandi : ma niri qui dirimpetto » la pia beila veduta 

ficofdandoti die quatto è il scolerò di dell* Anfiteatro Flavio • 



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C O Mf C L tr S I O M B . 

* Ed eccoti di nuovo giunto alla Colonna Trajana , d'on- 
de partisti • Mi lusingo che avrai trovato chiaro il mio meto- 
do , e che ne sarai rimasto convìnto , com' io lo sono stato 
per lunga esperienza. Non mi resta in riguardo di queste in- 
signi reliquie da te visitate , che darti l'avviso che diede Pli- 
nio il giovane a Massimo spedito in Grecia a raccomodarvi le 
cose • > 

Reverere glortam veterem , et hanc ipsam senectutem , quae in 
homine "venerabiUs ', in urbibus sacra est . Sìt afud te honor attti" 
qurtatts, sit ingentibus factìs , sìt fabulis quoque. Habes ante ocu- 
los hane esse terram , quae nobìs mtserit jura ^ quae leges non vieta 
acceperit; sei feientibus dederìt , Recordare quid . • • . Civitat 
fiierit^ non ut despicias, quod esse desierit. FiìnA.S.Ep.i^. 



FINE DEL TOMO II ED VLTIMO . 



INDICE 

DELLE COSE NOTABILI. 

/ numeri Romani denotano il Tomo , e gli Arabi la Pagina . 



H7 



Acque • Aliieiina IL 69. Aniene 
nuovo IL 138. Ania IL 54. Clau- 
dia IL ij8. CrabraLi^. Giulia IL 
Giuturna L 32. e seg. Marzia IL 
I jo. di Mercurio IL 27. Sabatina 
IL 69* Salutare IL 45. Tipiv/alL 
150. tergine IL io6. 

Aggere ^1 5tfmo 71»//io IL 132. di 
Tarquinio Prisco IL 1^9. 

Aimone fiumicello IL 27. 

Amboni IL i. 

Anfiteatri Castrense L 19. F/wid IL 
2. e seg. Nuove scoperte IL i6. 
d'Otricoli IL 20. 

Aquedotti 4. 39. Claudio I. 47. L 
114. 

Arz Massima; di Carmenta; di Giove 
inventore L 8. 

Arenarj IL 28. 

Archi > di Costantino L 40* suo nuovo 
scavo ed osservazioni ibid. di Druso 
IL 2$. di Gallieno IL 140. di Gia- 
no L 28. iyiyoi^tf osservazioni su di 
esso ibid. di Orazio Coclite IL 57. 
piccolo di Settimio Severo L jo. 
detto trionfale L 69. suo nuovo 
scavo y ed osservazioni ibid* di Si- 
tano e Dolabdla I. 112. di Tito L 
4^. Trionfali a guisa delle antiche 
porte I. 2o. 

Argei IL j6. 

Armamentario IL 1 1 5. 

Armeria IL i2j. 

Atleti IL 41. 

Aunghi circensi IL 40. 



B 



Bagni. Di 5. Cecilia IL 70. di Li- , 
via I. 54. di Paolo Emilio IL 122» 
Altri bagni sul Palatino I. 52. 

Bagnarole > o labri antichi L 32. 

Basiliche antiche di Paolo Emilio L 
68. di Otricoli L 68. moderne L 
32. di iS. Agnese fuori le mura 
IL 5:27. </#* iS. Croce in Gerusalem^ 
me IL 121. di S» Lorenzo lì. 129» 
di S. Paolo IL 62. di S. Gio. Lu- 
terano IL 118. 

Battistero di Costantino L 1 16. 

Biblioteche , d'Augusto I. 48. di Tra- 
iano L 6* Vaticana IL 84. 

Biga antica IL 40. 

Busto Ved. Ustrino • 



Campidoglio vecchio e nuovo I. 9. 
sue fabbriche di sito incerto L 
100. Campidoglio moderno Li 03. 

Campo Marzo L 13. Campo Marzo 
moderno IL 106. altro sul Celio 
IL 112. degli Orazj IL 26. Scele- 
rato IL 126. Trionfale IL 72. Vac- 
cino L 57. Varano IL 127. Vatica- 
no IL 72. 

Carceri ^« Decemviri L 95. Mamer^ 
tino e Tulliano L 73. ^W C/rco 
IL 5J. ^ 

Carrette circensi IL 40. 

Carine IL 134. 

Case 9 dQ^li Anicj L no. di CatHi^ 
na L 46. di Cesare ibid. eli. i. 
di Cicerone ibid. 1^/ Clodio ibid. 

t a 



14^ 

di Cola di Rteuzo^ I. %t. de Crassi 

I. 4(5. Casa d^oro ibici. de^ Grac- 
ibi ìbid. degP Ottensi ìbid. di 
Numa I. IO. dihaUrani II. 117. 
di Pompeo IL 1^4. //# Pudente Ih 
^/ Romolo 1. 38. i/i 5^1^10 



r^//ió IL 134. ^i Scauro L 46. 

Casini ^j Giulio IIL IL9i. 

Castello deir jc^/va Claudia sul Ce- 
lio 1. 1 14. às^ Acqua Giulia IL 136» 

Castro Otricolano l. 113. à.€ Pere^ 
gtini ibid. Pompejaffo ibid. Fr^/o« 
rio IL 128* Tiburtiuo ibid. 

Catacombe IL 28. 

Ceroliense I. 59. 

C^tcYiìy Agonale IL io6. ii Caracal* 
ia IL 33 «e seg. Flaminio IL 119. 
Massimo L 35:. e seg. di Salustìo 
IL I2sr« 

Clivi y Capitolino L 96. Cimbro IL 
/'iy^//ci0 IL n. 1^1 Cinna IL 88. </# 
Scauro L no. iS^icro L ^o. Virbio 
IL 140. 

Colombario i/^//a famiglia di Augu- 
sto IL 28. detto della famiglia 
Arrunzia IL 137. 

Colonne. Antonina IL 96. diQìw^ 
Custode L 72. i/i ^ Aurelio IL 
^$..TrM^ana \*/^ t seg. i/i S*Ma* 
ria Maggiorili. 135. 

Comizio .1.23;. 
Comfìiti L 23. 
Congiario L 41. 

Cloache • Massima h 34. altra sul 
Palatino L 50. 

Cremerà fiumicello IL 90. 

Curia Vecchia o siz Ottilia L iii. 
detta i9/y0^a L 25. 



Doliolo IL 57. 
Doliari merche L 40. 



Equirie {• 13. 

Euripo I. j7» 

Escavazioni moderne 4/^/ PalaSno L 
49. e seg. 

-* Dette modernissime al f arco di 
Costantino L 40. alParco di Set^ 
timio Severo I. 70. al Colossèo IL 
16. Ostia IL 63. a/ Panteon IL 
104. tf//^ 7Vr07tf Diocleziane IL 
133. ^//tf TVrw^ ^i Nerone IL io8# 
al TVm^'o </i P^^i/a L 94. 



Elefante erbario L 102* 
Emporio IL 55. 



Fabriche antiche ; loro diverso stile 
L 17. 

Fazioni del Circo IL 40. 

Feste del Settimonzip L 12. 

Fico Ruminale L 26. 

Fontane antiche 9 Egeria U. 4$. det- 
ta Meta sudante iU 21* Moderne, 
di 5. Pietro in Montorio IL 70. 
di piazza Novena IL 1 1 3.di Po$' 
te Sisto II. ji{f, di Termini II. 
133. di Trevi li. 121. 

fori ài Augusto 1. 66. Boario L 32* 
df Cesare ibid. di Domiziano IL 
145. di ilfiir/^ ibid. ài Nerva det- 
to Transitorio IL 144. Olitorio L 
77* Piscarìo II. 64. Romano 1.66% 
Tra]ano 1. 77. 



Germalo L $$. 

Giani L 28. 

Giuochi Gimnici IL 41. 

Gradi della rupe Tarpea L 96» 

Granari pubblici IL 57. 

Grecostasi L40. 



Intermonzio Capitolino 1. 102. 
Ippodromo del Palatino L 47. di 

Costantino IL 127. 
Isola Tiberina IL 66. 



X^go Curzio t. 7j# 

Latomie L 74* 

Ludi Gallico ^ MagM^ i Matt$tìn§ 

II. 140. 
Lupa di Bronzo L 28. Dij^ltà in» 

torno ad està ^otmlìate ibid. 
Lupercale I. 2ÌI*** 
Lupo f$sce L 88. 

M 

Macello Liviano IL i4o. 
Machine per i spettacoli L 58. 
Mansioni Albana L ii^* 
Mattoni antica lor costruzione e mer- 

che L j9« 
Mausoleo di Adriano IL 70 di /iu- 

gusto IL 95* di Costanza IL 127. 

d. S- Elena IL 1^9» 
Monti oltre il Settimonzio Citorio 

l. 12. IL 121. èianìcolense L 12. 

Giordano X-12. e- IL no. Pincio 

i. 12. Sacro IL 128. Savelìi.L 12. 

L 84. IL 57. Testaccio L 12. 
Mura L 14. ^ 

Muro Torto L 91, • - 
Mutatorio IL 29. 

N " .: : . 
Navali IL 54. 
Ninfeo di Nerone L 112- 



Obelischi di Motite Cavallo II. 124. 
Lateranense I. igi. di 5. Maria 
Maggiore IL 135* di S* Maria so- 
pra Minerva IL 121. Oraria a 
monte C'torio IL 93;. della Piaz* 
za del Popolo IL 9?. di Piazzala'» 
vena IL iij. della Piazta delia 
Rotonda IL 104. della Triniti di 
Monti IL 124. del Vaticano IL 7j« 

Orti antichi di Cesare IL 69. G^- 
/a ibid. di Lucullo IL i2s;. di ^4?- 
£enate IL 141* di Salustio IL 125. 



149 
moderni FaruesìafJÌL fS^^dcaVIn- 
glcsi L47. Magnani o Spada L 48* 



Palazzi di Caprarola IL 89. Imperia' 
le L 4Sf. di TlrVd vedi Terme • 

Palude Caprèa IL 104. 

Panteon IL 98. Nuove escavazioni ^ 
e riflessioni su di esso ^ ibid. e 
segg. 

Piano antico di Roma L 6. 1.71. 

Pianta di Roma antica frammenta- 
ta in Campidoglio L 107. 

Piramide di Cestio IL J9. 

Piscina publica IL 6^. 

Ponti 5 di Caligola L 25r* di Cestio 
IL 63. Emitio , ogsi Molle IL 90. 
Elio oggi S* Angelo IL 71. Luca- 
no IL 1^0. Mammolo ibid* A^0- 
mentano IL 128. Palatino osgi roz- 
zo L 86. 5j/ar0 IL. 126. Sublicio 
IL 5J. Trionfale IL 72. Riflessio- 
ni su i pohti antichi e moder- 
n. IL 66. 

Porte L i8« loro diverse forme L 19. 

Portici di Ottavia IL 64. Hecaton- 
stylon IL io6« 

Porto di Civitavecchia IL 75. 

Prati Quinzj IL 90. 

R 

Regioni L 22. 

Roma . Storia della sua fcndazione 
L 7* Quadrata L &• /SiMva t^^ir- 
- clria IL; 2. 
Rostri L 66. 
Rape Tarpea L 102* 



Saline IL sfj. 

Salite del Campidoglio 1. 9;« 
Scale Gemonie L 74. IL S7# 
Segreteria del Sisnato L 69. 
Senatulo delle donne IL 12;. 
Sepolcri di famiglie, Arrunzia IL 
137. Cajo Poblicio Bibulo L 7;» 



/ 



de' Claudj l. 76. di Cecilia MeteU 

la li. jo. della gente DomisùaW. 

92. Furia II. 24. Naioni IL 90. 

ài Orazio lì. 26. StrvìUa llr 32. 

Scìpìoni il. 2j. JKuiticéUa ìi* ^%. 

di C r^/o iWtfm»o ri. 89, D*/;». 

^^^a denominaziùne II. 28» 
Septi 11. 96. 
Sessorio L i20« 
Sette Sale 11 141. 
Settizonio I. 38, 
Settimonzio 1. 7. 
Sostruzzioni Capitoline L icx>« 
Spelonca di Cacco IL 56. 
Suburbani fuori di Porta 5. G/V 

vanni I. 118. fuori di Porta S.Lo* 

renzo IL 1 29. fuori di Porta Mag- 

fiore IL 138. fuori di Porta del 
^ofolo IL 90. fuori di Poru Fa- 
brtca IL7J. 
Suburra IL i. 



Tabularlo L 99. 

Teatri di Balbo L 78. di Marcello L 

J7. di Otricoli I. 84. di iPompeo 
1. 106. 

Tempj. di ^Intonino Pio 11.^6. di 
Antonina e Faustina 1. 64. diAfoI^ 
lo IL 106. di 5tfcci) II. ^27. del- 
le Camene IL 44. di Claudio I. 
115. della Concordia I. 96. di 
Diiixra suir Esquilino IL i?6. di 
DiaM sull'Aventino IL63. aEscu- 
lapio IL 67. di Fauno IL 127. del- 

. la Fortuna Virile L 89. della ftr- 
tuna Muliebre IL 46. di Giow Ftf* 
r^/r/o I. 102. di Giove Licaonio 
IL 67. di G/0^« Statore L 24. di 



G'*<t^e T'Ma/y/^ L 98. di ^f^r/^ nel 
Campo Marzo IL 98. di Marte 
estramuraneo IL 25;* di Minerva 
Medicali i j6. dell' Onoreedeljo 
Virtà 11.44. della Face:l.6p. òi 
Fallade IL 143. del /'a/grf^oxr IL 98. 
della Pietà L94. della Pudicisùa Po», 
trìzsa IL J2. del D/o Redicolo II. 
46. di Romolo L 27. di ^oma/o e 
Remo L 62. del «So/^ IL i2j. di 
P^«ra ^/irfrip L 92. di Venere e 
Roma L $7. di Venere Cloacìna L 
62. di Venere e Cupido I. 120. 
di Venere Salastiana IL 12^* 

Terme di /tgrippa IL 97. di Carih 
calla IL47. di Diosleziano IL ij2* 
di Mecenate IL 141. di iVbvo^» 
IL 140. di Olimpiade IL ijj- di 
Tito IL 142. di Trajairo IL 14U 

Tevere I. 14. 

Trastevere IL 68. 

Trofei di Mario ILi;6.. 

Tribù L 22* 



Valle Egeria IL 45. Vaticana IL 72. 

Vaticano moderno IL 74. 

Velabro L 74. 

Velabro L 27. 

Vie I. 20. Nuova L 66. Sacra L 159. 

Velia LSS^ 
Vici Giugarioy Turario e Tmco h66. 

Patrizio IL 134. Sandalario L 4^ 
Ville , Adriana IL jo. ^tóa/ri IL 

126. Borghese IL 92. C/na/i L ii6. 

di Zi/v/a Augmta IL 90. Ludovin 
: 125. Aftf/^^* L 1 14. Fjtf)?/i IL 70. 
Voragine Curzia L gj."^ 
Volcanale L 26. 



I Palazzi e le Chiese moderne è facile rincontrarle o su i cdli, 
o nel Campo Marzo moderno ; così i Suburbani fuori delle respettive 
Porte che mettono ad essi • 



IMPRIMATUR. . . 

Si TÌdebitur Reverendissimo Patri Magistro Sacri PalatiiApo* 
stoiici . 

Bentitctm Fenaja Ctugregationis Missiwis , Arihief, Phtlifftn, 
Vicesgerens , 



IMPRIMATUR. 

Fr. Th. Vincentius Pani Ord. Praed, Sacri Palatii Apost. Mar 
gìster . 






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