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Full text of "Storia dell'antica Legione straniera ... dei signori G. Bernelle et A. de ..."

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J/77 ^- «"ii^'oglc 



Illlllllll 

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STORIA 



LEGIONE STRANIERA 



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STORIA 

mll'Àhtiu 

LEGIONE STRANIERA 



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SOUETl TlPUCUnU BMjOa\E5£. 



DigiLizedbyGoOglc 



STORIA 

DEUANTICA 

LEGIONE STRANIERA 

CBEAUNEL 1B3*, LICENZIATA NEL IO 

DEI aeiwiu 

liEH. 6. 8ERHELLE E GAPIT. AUeuSTO DE COLLEVftLE 

VOLTATA m.ITAI.IAHO 
DA CAMILLO ZANETTI 

DPFIZULE DELLA DETTA LEGIONE 



SA KOI ACCBEscnraA SI sor 

pw illmlnre qnegl' luliaoi che in essa tuiliurono 
noD menzionati dagli autori. 



h pVHaao OHTF C4iUbuli. 

Il sìK' THIERS, pmUlenlc Jel 



BOLOGNA 

PtllilSSO MARSIGLI E KOCCIIl 



JigiLizedbyGoOglc 




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4 CHI LEGGE 



Voltare dalia franeesé wlta italiana favella itti* f^pc 
ra qualunque,- soltanto perchè sia letta, e intesa j av- 
viso essere teiera futile e inutilissima, pochi essendo 
oggi giorno coloro che del francese idioma non oèétano 
tate nozione da poterla leggere nella lingua in ctU fu 
scritta senza aver mestieri di traduzione, formando ■ 
t insegnamento di questa lingua parte integrimte del- 
V istruzione che ai giovani comunemente vien data. Non 
è così per altro se oltre il volgarizzamento dell' opera 
vengono ad essa fatte aggiunte, o Uniti chiarimenti, 
a note illustrative che valgano a renderla maggiormente 
interessante ed utile: e se (principalmente in una sto- 
ria come è la presente J possono far conoscere, e met- 
tere nel suo vero aspetto aìWenimenti meritevoli di et' 
$ere noti, e tramandati ai posteri, sieno essi relativi 
ad individui o mollo piti ad una nazione o ad un 
popolo. 



jdbyGoOglC 



Quitto è appunto lo scopo che io Uvetta in mira 
quando vi dava opera, cioè di narrare i fatti di cui 
fai testimonio oculare, o de' quali ebbi irrefragabili 
notizie (*), come veramente avvennero, senza spirito di 
parte, confutando gli sbagli in cui sono incorsi gli 
autori di questa storia, in ispecie relativamente a quegli 
eventi che narrar dovettero sulla fede altrui, non aw»' 
</o essi sempre fatto parte della Legione: e non essen- 
"dovi stati presenti, come ne dà cenno lo stvsso capitano 
De CoUeville nella sua prefazione. Nel fare la guai 
tosa per loro proprio sentimento, o per quello di co- 
loro da cui attingevano le occorrenti notizie, ogni studio 
fianno posto nel narrare con fastigio le imprese dei 
Francesi, pòco curando , trasandando o tal fiata svi-- 
■sando, o deprimendo quelle che onorevolmente sosten- 
nero i Legionari di altre nazioni, e fra esse gì* Italiani. 



{*) Spinto dal solo amore par il mestiere delle ami, etpa- 
*ni»i sullo icorciù del Ì8S3 non contando ancora li 16 ami* di 
età ed in quaUlà di fuciliere mi misi volonlariamente ai soldo 
della Francia. In seguilo spedito ot baUaf}lioni di guerra giunsi 
m Af)-ica il 16 marto 1854 e feci parte della \-' compagnia del 
E».* baUai}litt»e della Legione. Neil' agosto 1855 venni con essa in 
lapagna ove tono rimasto fino al tiovembre IS3^ epoca dello tao- 
glimento della cmumissions di liquUasione de' conti della Legione, 
già da pochi mesi licemiala e rimandata in Francia. Dwante 
ijuesto tempo percorsi tulli i gradi della carriera miiìtare da setn- 
pbee soldato fino a queUo di sottotenente de' voUeggialori; ai 
qwUe fui ptvmosio ih couaegueHxa delia baltaglìa di Hnesea (U 
inaggio 1857^ e decorato cavaliere dell'Ordine Beale Americano 
d' Isabella la Callolica al combaUimeuto d' Vìvuna il 31 decem- 
bre 1858. 



jdbyGoOglc 



ÌMMde ià Che potévA in qualche guim ricattare 
t' &nor nazionale per la cognizione esatta che aveva 
dei narruti avvininwuti ,■ non esitava un isUmte dopa 
èseita V edUiùné dell' opera frcmcese di aeeingermi al 
volgarizzamento di 'essa , per arricchirla di quelle it. 
iustt'azioni che interessato avrebbero i miei compa- 
triotti: nella qiml cosa ho cercata rieseire alla mégtiù 
che le mie forze lo hanno comportato. E quanttmque 
conoscessi tale incarico per me soverchio, niuno vorrà 
attribuirmi ad atto di superbia di averlo assunto , iwen- 
tre mi servirà di scusa u» caldo amore del mio paese, 
che non m' ha consentito di vedere negletti ed anche 
vilipesi i miei fratelli che avevano combattuto gUtruh 
samente dando il sangue e la vita per la guerra guerreg- 
giata dalla Francia. Essi che gettati quasi rifiuto della 
società , e resi martiri per le sofferenze dei clima, delle 
fatiche, e della guerra sulle infuocate sabbie dell'Africa 
per assicurarne il possesso alla Franciat poi cacciati da 
quel suolo inaffiatò dal loro sudore e sangue , e venduti 
alla ^agna ove meriimio quasi tutti vittima del loro 
coraggio, e d'immensi sacrifizi, non erano, di essi al- 
meno gran parte, in questa Storia menomamente mcn- 
zumati; passate sotto silenzio le loro valorose imprese, 
e privati quindi anche di una scarsa lode, unico e 
vero compeìisa alle anime generose. 

A questo intendimento ho fatto quelle aggiunte e 
variazioni che ho giudicato necessarie; ma per meglio 
servire al mio divisamenta ho creduto cosa migliore di 
unire assieme talvolta in- una sola nota fatti che ne 
avrebbero comportate diverse come p. es. la battaglia di 



jdbyGooglc 



Muley-Iamaele, « della Macta, per non astringere il let- 
tore ad interrompern pia volte: e A' seguire mediante . 
altre iwte disposte a piedi dellR pagme (per non con- 
fonderte con quelle degli AutoriJ a rettificare quei 
fata ohe non erano vertanente esposti. 

Possa questo mio lavoro rieseire accetto ai miei 
emmazienaii, se non per esso intrinsecamente almeno 
per io scopo sacrosanto ette mi sono prefisso. 



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L' antica Legìon Sthiniera è 'sempre siala , per parte 
del fu duca d'Orleans, l' oggetto del più rivo interesse. 
in moltissime circostanze il principe reale te ha dato 
degl'illustri attestati di simpatia, e sono i noa^i oscuri 
servìgi in quest' intrepida Licione , che ci hanno va- 
luto personalmente dei segni della sua benìvoglienza. 
Noi dovevamo adunque, in principio di questo libro, 
Hn rispettoso ornalo alla memoria del sig. duca d' Or- 
leans: adempiamo questo pio dovere con tanta mag- 
gior premura, in quanto che la sua augusta famiglia 
è oggi dispersa sulla terra d' esigilo. 

La storia dell' antica Legione Straniera la cui fama 
militare era divenuta europea, doveva essere pubbli- 
cata, fino dal 1842, per le cure e sotto gli anspidu del 
sig. duca d'Orleans. Il principe conosceva da gran tem- 
po i nioi lavori ed i suoi servigi in Africa, ove appe- ' 
na organizzata e sotto l'abile comando del colonnello 
Bemelle, essa rivaleggiava già coi reggimenti francesi 
in disciplina, in ardore e in bravura. Il signor duca 



jdbyGoOglC 



fl'Orlenns aveva seguilo con un interesse sostenuto le 
'sue gloriose operazioni in [spagna , si degnamente ap- 
prezzate in tutta la Germania la quale annoverava nu- 
merosi e bravi figliuoli nelle di lei file. Dopo il suo 
viaggio di oltre Reno, il principe diceva a diversi uf- 
fiziati della Legione al loro ritorno di Spagna: > La Le- 

> gione Straniera appartenente non h& guari all'armala 

■ francese che rappresentava in [spagna, vi si è tal- 

> mente distinta e innalzata per la sua disciplina, istru- 

■ zìone e bravura al disopra delle truppe inglesi, spa- 

> gnuòle e portoghesi colle quali era chiamata ad agire, 

■ che nelle corti del Nord , ove io mi trovava allora 

■ con mio fratello il duca di Nemours, quando i suoi 

■ ^successi pervennero a nostra cognizione, i giudici 

■ piò competenti in simile materia, si affrettavano con 

■ premura di complimentarci a tale subbietto. ■ 

Gli è in quest' epoca che la risoluzione di pubbli^ 
care la storia dell' antica Legione Straniera nacque 
nell'animo del sig. duca d'Orleans; apprezzalore illa- 
minato dei servigi di guerra, egli sapeva che mettendo 
in luce le belle azioni della Legione, la gloria mili- 
tare del paese vi guadagnerebbe un brillantissimo rag- 
gio. Cercando fin d' allena a procurarsi tutti i docu- 
menU, tutti i materiali necessari per la redazione di 
tale importante lavoro , il sig. duca d' Orleans invitò il 
generale Bernelle a riunirli per trasmetterglieli. Il ge- 
nerale Bernelle, vero organizzatore della Legione , ave- 
vaia comandata in Africa e in Ispagna eolla più gran- 
de distinzione. Egli fece un appello alle memorie 
eil al concorso .de' suoi antichi subordinati. Gli unì 



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^i comunicarono tosto dfdle note prese sui luoghi, o 
«ompilarono, a uArma della -sua intenzione, preziose 
notizie. Altri , e noi fummo di questo numero , gli die- 
dero con premura dei lavori pi6 completi, destinati 
fflta pubblicità. La riunione di questi materiali e la 
redazione di uh lavoro preparatorio , esigettero un certo 
dato tempo. Ecco la copia di una lettera che il signor 
•duca d' Orleans- scriveva allora al generale Bernelle. 
Tuileries 29 apri/e 1841 
-«Eccomi 'dì nuovo, mio generale, a pressarvi 
■» per ottenere l' interessante raccolta che vói mi avete 

• promessa suMfl Legione Straniera. Il vostro lavoro 

• dev' essere ^la base ed il nucleo del libro che vorrei 
•■• far pubblicare sopra questo dramma glorioso e san- 

■ guinanle; ho di già raccolto gli altri documenti ac- 

> cessori, non potreste voi spedirmi la parte già-ter- 
■» minata del vostro lavoro ? Io so con quale cortesia e 
» zelo voi> volete' ben consacrarvi a quest'opera, cosi que- 

> sta lettera deve meno esprimervi il mio voto che i 
» miei ringraziamenti per il fastidio che vi siete dato. 
» Ricevete inoltre la nuova certezza di tutti i sen- 

• timentt co' quali sono, mio caro generale, vostro 

■ affezionalo — Ferdinando Filippo d' Orleans. 

Il generate Bernelle fu bentosto in misura di tras- 
mettere al sig. duca d' Orleans i documenti che aspet- 
tava con una così viva impazienza. II principe ne aveva 
preso cognizione, ne aveva annotati parecchi di sua 
mano, disponevasi infine ad afHdarli à uno degl'il- 
lustri scrittori che aveva incaricati della redazione 
della storia dei reggimenti dell' armata francese , al- 



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lorquando il Talale avvenimento dellì 15 luglio 1842, 
venne a costernare la Francia. Dopo la morte di 
S. A. R. scorse un anno, senza che il generale Bernelle 
si occupasse, per alta convenienza , della sorte dèi do- 
cumenti che aveva diretti al principe. Ma la signora 
duchessa d' Orleans conoscevi le intenzioni del suo 
augusto sposo, ed il generale Bernelle seppe con gra- 
titudine che éHa si proponeva di darvi corso. Infatti , 
i documenti in queslìone furono, dietro gli ordini di 
S. A. R. trasmessi al signor colonnello del genio De 
Chabaud Latour , incaricato dalla principessa della 
redazione dell' istoria dell' antica Legione Straniera. 
Sventuratamente nuove vìeissitsdinì erano rìserbate a 
questa pubblicazione. Il colonnello De Chabaud Latour, 
interamente occupato dei lavori della camera dei de- 
putati di cui era membro, da quelli non meno impor- 
tanti delle fortiflcazioni di Parigi che dirigeva in parte, 
si trovò nell' impossibilità di adempiere immediatamen- 
te le intenzioni della signora duchessa d' Orleans. La 
rivoluzione di febbraio 1848, venne a frapporre un 
nuovo ostacolo a tale pubblicazione. Finalmente, la 
signora duchessa d' Orleans avendo ordinato la resti- 
tuzione al generale Bernelle dei documenti e mano- 
scritti concernenti la Legione straniera, questi ci pro- 
pone, nel trasmetterceli, di dar corso alla pubblica- 
zione che avevamo concetta sono già otto anni, sopra 
una minore scala. 

Tali sono le circosunze che hanno messo nelle 
nostre mani, in ultimo luogo, i materiali di un mo- 
numento consacrato alla ^oria dell'antica Legione Stra- 



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niera. Ci arrendiamo «on piacere e premura atte brame 
dell' ODOrevole generale Bemelle, conservando tuttavolta 
nella loro integrità, eccetto alcune rare abbreviazioni, 
i lavori di cai te rieerehe- e la redazione gli appar- 
tengono. Godesti lavori, degni dì osservazione per di- 
versi tìtoli, appoggiati di documenti ufficiati e giusti- 
ficativi, costituiscono la prima parte dell'opera che 
noi pubblichiamo (a). Il generale faceva conoscere lo 
scopo e lo spirito del lavoro generale sulla Legione, 
in un' introduzione di cui noi crediamo dovere nìet- 
tere il seguente esatto sotto gli occhi de' iroslri let- 
tori. ■ La Legione Straniera ha una recentissima or- 
■ ganizzazione e non si raccomanda alla memoria del- 

> la Francia che pei servigi che le ha personalmmte 

> resi. Nulla prima di gnesti ultimi anni può parlare 

> in suo favore, avvegnaché non ha essa antenati per 
K darle quel riflesso brillante e oniH'evole che proviene 



(a) Il signor generale BerneUe designava al signor duca d' Or- 
leans come avendo contribuito per le loro annotaziom o lavori alla 
rìunione dei documenti ohe gli spediva , i signori uRìdali dell' an- 
tica L^ooe i coi nomi seguono: il generale Neamayer, antico 
tenente colonnello della Legione ; i tesenti oolmnetli Ferrary e 
Cros d' Avenas , il maggiore Cousaitdier , il capitano tesoriere Che- 
nevard , i capitani di stato maggiore Mony de Montmort e don 
Patricio della Escosura, sotto capo di stato maggiore, il capitano 
d' artiglierìa Rousset , i capitani aiutanti maggiorii Bonillon e de 
CoUeviUe, i tenenti Stockeim e Fioamore. L signor capitano di 
stato maggiore Pongonowski aveva pure somministrato dei lavori 
topografici perfettamente eseguiti e di grande interesse , sgraziata- 
mente smaniti nella biblioteca del signor duca A' Orleans. 



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da un' a«tto» origine. La fama che ha conquistato è 
già nel suo passalo ; ma non n' è meno degna ' di 
essere conservaci e giustificata a^i «cebi deNa po- 
sterità , siceome un titolo alla sua riconoscenza ; co- 
me un modello da imitarsi. Questa storia differisce 
adunque àa quella . dei corpi dell' acmala -francese 
ebe'soQO sta^ di recente pubblicate ,- ed in cui ven- 
gono ricordati i fatti dei reggimenti i quali dappoi 
r «rganiazazione di un' armata, regolare in Fraacta , 
hanno portato per quahinque- siasi ■ titolo -lo stesso 
numero, bencbè non vi -fosse e non vi sia. niente di 
comune fra essi, Agendo, in. questo medó general- 
mente, adotiato, avrebbesi devoto (at preeedere^la 
storia della Legione Straniera^, orgMiiezata ncM831, 
da quella dei diversi corpi- Ai- truppe strabiére- le 
quali, tu ogni epoca, sono state al 8ei:TÌzìo di Frab- 
cia, come i reggimenti esterf, que'd' Issemburgo,- 
gli. Svizzeri, la Legione d'Hohenlobe in fine, di cui~ 
la Legione Straniera non è in Qualche sorla che la 
contittuazioD.e. Sarebbe stato pure conveniente di, far.- 
seguire la storia dell' antica Legione Stranier-a ,. da. 
quella del nuovo corpo organizzalo, nel 1837 cogli; 
avanzi del primo, da principio in> un- batlagìione,. 
poscia in un reggimento, in seguilo in, d«e, e i' 
quali, da undici anni in poi, hanno trovato. in Afri- 
ca tante occasioni, di cui nessnna é- siala perduta^ 
di provare la loro origine. 

> J documenti necessari per un lavoro di tale im- 
portanza ci sono mancati. Essi esistono certamente 
al ministero della gueira; però non abbiamo potuto 



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! proeurar«eli , malgrado le nostre richieste, del pari 

>. che i rapporti o relazioni ufficiali relative alle ope- 

* razjooh. militari, della Legione Straniera in Africa ed 

> inlspagna. Gli è stato d'uopo contentarci delle do- 
- stre memorie e delle note conservate da noi e da 

' f parecdii militari della Lesione. Tai d.ocQinenti sono 

■ però ' della più scrupolosa esttUezza, essendo stati 

■ tolti redatti da testimoni oculari e attori nei fatti 
t cbe -riferisccMio. Le notizie sull' armata- costituzionale 

• Spagnuola, sull'armata carlista e sulle [wovince ÌD' 
T sorte, sono slate raccolte sui luoghi e da ufflziali 

> rifaggiati in Francia , che avevano servito la causa 
T del pretendente. 

> Per far apprezzare l' estensione dei servigi resi 

' dalla Legione Straniera alla caus^ liberale e cestii 

• luzionale, abbiamo creduto dover esporre la situa- 

> zione politica e militare della Penisola all' epoca in 

> cai la Legione è venuta » portarvi la sua coepera- 

> zione. Si troveranno in tale esposizione delle parti- 

> colarità sulle province os.tili al govarno della regina 

> e sui mezzi di cui disponeva, don Carlo, locchè 

■ s^^berà in che modo una lotta sì disuguale in 
» apparenza, ha potuto prolungarsi si lunga pezza di 
» tempOi In questa rivista, propria a schiarire ciò che 
»-in allora è accaduto, non si è dimenticato dì par- 

• lare del famoso battaglione delle guide di Navarra or- 

* ganizfato da Zumalaoarregui , e diventato in seguito 
<■ uno dei più fermi appoggi del' pretendente f finché 

■ abbia avuto colla Legione Straniera in Aragona, in 

* Catalogna ed in Navarra, gli scontri che hanno ca-> 



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■ gionato la sna demoralizzazione e per consegaenza 

■ la sua coiApleta disorganizzazione. 

■ Gotal lavoro ha richiesto lunghe e laboriose ri- 

> cerche per parte di militari più avvezzi a maneg- 
» giare la spada che la penna dello storico. Ma pote- 
» vano essi esitare lorqoando era qaistione di un atto 

* meritato di rifìiunerazìone verso di un corpo la cui 

■ memoria è loro si car», e di cooperare airerezion& 

> di' un Boovo monumento ath gloria dell' armata 

> francese? Per raggiungere questa doppia meta niun 

> sagrificio doveva loro costate. Possano ef^ino essere 

• riesciti! » 

La seconda parte delta stori» delf antica Legione 
Straniera è opera nostra, quella che ci proponevam» 
pubblicare fino dal 1840. Dessa è consacrata alla rela- 
zione delle operazioni deSa Legione in Ispagna. Nof 
abbiamo assistito agli avvenimenti militari, alla mag- 
gior parte delle azioni di guerra che raccontiamo, 
dalle giornate di Arìaban ,, in gennaio 1836, sino ai 
combattimenti d' Huesca e di Barbastro il U maggio 
e ì giugno 1837. Le note redatte sui luoghi medesimi, 
vari estratti di documenti ufBziali , le preziose notizie 
che dobbiamo alla memoria di cortesi camerati, danno 
al nostro lavoro un carattere di autenticità incontesta- 
bile. Siamo dolenti però della mancanza nei docu- 
menti ufficiali, della maggior parte degli ordini del 
giorno pubblicati dai due ultimi comandanti superiori 
della Legione. Essa ci priva della soddisfazione di ci- 
tare così completamente come avremmo desiderato, 
tutti i militari della Legione che si sono distinti per 



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XVll 

diversi titoli, io Ispagaa. I nostri commilitoni ci per- 
doneranno questa lacuna ben involontaria, dopo nu- 
merosi passi rimasti senza risultati, spesse volle anche 
senza risposte , ed abbandoniamo con Gducia il nostro 
lavoro alla loro amicìzia e indulgenza. 

A. DG COLLBVILLE. 

Parigi, tS giugno ISSO. 



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STORIA 

DELL'ANTICA LEGIONE STRANIERA 



PAiTE rami. 

oieimmiiOHK , utobi hi opkbiziohi iilitui 

DELLA LEGIOflE IN ÌFFB1U 

m 1851, 1832, (835, 1831, I85S. 



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LIBRO PRIMO. 

OnGiHIZZiZlOnE DSLL' ÌNTIU UEGIONE STUniEiU. 

CAPITOLO PRIMO. 



SOtnuaiO — origine dei nllHari di ogni gtado i4i« hanao coneono 
all'orgutizzazloDe dell'uiica Igiene Strtwlen, 

Il servigio militare della Francia ha avuto, ìd tul-tà 
i tempi, molle atlraUive per gli stranieri; ma in ve- 
mn' alb^ epoca della nostra Stwia , questo alancio non 
si manifestò con tanto ardore come dopo la rivolazioae 
-del 1850. 

Degli 8pagnuolì , degl' Italiani, i quali, già da al- 
cuni «sai , avevano trovato in Franeia una protezione 
4Mpitale vennero ad offrirle le loro simpatie ed i loro 
servigi dopo le giornate di luglio; dessi furono ben 
tosto seguiti da' una folla di Belgi e di Tedeschi; gli 
unì chiamali dalla toro inclinazione per le popolari 
istituzioni die la nazione di recente erasi dato; gli al- 
tri abbandonarono il suolo natio per isfuf^ire ai pro- 
cessi gittdiziarii che contro di loro intentavansì. 

Fra i Tedeschi , dovettersi soprattutto notare gli a- 
bitanti della riva sinistra del Reno. 

Delle affezioni franche e reali, una conformiti) di 
linguaggio, di costumi, di leggi; delle rimembranze di 
^orja comprate sotto le nostre bandiere al prezzo del 



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4 

loro sangue , (atti questi legami univano ancora i suoi 
patrioti! alla Francia , che erano stati cosi fieri , non 
avea guari, di chiamare loro patria! Essi speravano che 
il momento fosse finalmente giunto di rannodarsi di 
nuovo alta loro antica metropoli e vennero in gran 
numero ad offrirci le loro braccia. 

Un gran numero di Polacchi , compromessi nella 
rivoluzione di Varsavia , vennero pure a cercare un ri- 
fugio in Francia, dopo che grandi avversità si furono 
accumulate sulla loro infelice patria. Queglino fra di 
toro che acconsentirono a servire in un corpo compo- 
sto di diverse nazioni , concorsero alla formazione della 
Legione Straniera; gli altri, per un sentimento forse 
esagerato di nazionalità , ebbero la pretensione di for- 
mare un corpo a parte sotto una denominazione che 
rammentasse la sua origine (Legione Polacca). Per mo- 
tivi di alta politica, facili ad apprezzarsi, il governo 
francese non dovette favoreggiare una simile combina- 
zione , e questi ultimi Polacchi riceverono in un lungo 
ozio i sussidii della Francia, mentre che i loro came- 
rata , più giusti e più riconoscenti , pagavano col pro- 
prio sangue e colte fatiche loro in Africa ed in Ispa- 
gna, la generosa ospitalità che ricevevano dall'adot- 
tiva loro patria. 

Infine, una classe d' nomini differenti sotto tutti i 
rapporti di coloro di cui abbiamo fatta menzione, pórtA 
il suo contingente atta Legione e fu in seguito , V unico 
SUD reclutamento: voglio parlare de' disertori delle di- 
verse armate europee i qnali , sia per conseguenza della 
mobilità del loro carattere, sia perchè dei fatti gravi 
di cui eransi resi colpevoli, obbligavanli ad abbando- 
nare la lóro patria, per isfuggire ai gaslighi che ave- 
ano incorso , decidevansi a passare la frontiera , e ve- 
nivano ad arruolarsi nei depositi stabiliti per riceverli. 



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Ji 

A tutti questi etenienti che formarono il nucleo 
della Legione Straniera, conviene aggiugoere, 1.'^ i 
militari dì ogni grado usciti dalla Legione di Hohen- 
lohe i quali , all' epoca della soppressione dì questo 
corpo e della sua trasformazione in 21." leggero, non 
poterono entrare in quest'ultimo reggimento, perchè 
non erano naturalizzali Francesi; %." quelli de' reggi- 
menti svìzzeri, della linea e della, guardia reale, che 
ritrovaronsi nell' istesso caso. Tulli questi antichi mi- 
litari, sì devoti e si istruiti , e disgraziatamente Iroppo 
poco numerosi per potere bastare a tulli i bisogni, 
fornirono i primi contabili ed istruttori ài quadri dei 
battaglioni che successivamente si organizzarono. I mi- 
litari di codeste due categorie, in gran parte, servi- 
vano la Francia da lungo tempo ; alcuni anzi avevano 
fatto le campagne dell' Impero e adottato avevano per 
patria il nostro paese. Le province che aveanli veduti 
nascere ( Ginevra , Ghambéry , Bruxelles , Neufcbàtel ) , 
erano, prima della ristaurazione, dipartimenti francesi, 
e tali nomini non vollero rinunziare a questa qualità, 
malgrado la separazione che fecesi nel 1814. Bravi, 
istruiti , devoti , sonosi fatti distinguere in lutle le epo- 
che della corta ma gloriosa esistenza dell' antica Le- 
gione, per tutte le qualità che dinotano U vero militare, 
ed essi hanno renduto a questo corpo i piii eminenti 
e disinleressati servigi. Alcuni di questi uomini slima- 
bili vivono ancora, sia pensionati, nella vita civile, sia 
nei reggimenti della nuova Legione Straniera , nella 
quale sono ciò che sempre sono stati , senza che i 
crudeli disinganni di cui furono vittime, abbiano in 
nulla alteralo il loro modo di servire. Potessimo noi , 
con questa debole testimonianza resa alle loro militari 
virtù, provar loro nuovamente la nostra affezione e 
gratitudine pel leale, devolo, illominato e fruttuoso 



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fi 

concorso, ch« ci hanno si generosamenle accordalo 
durante 1' esistenza della Legione in Africa come in 
Ispagna (1)! 

Olire questi ufflziali e solt' uzffiiali , qd numero 
bastantemente grande proveniente da diverse origini , 
raggiunsero successivamente i nuovi battaglioni io Fran- 
cia od in Africa ; possono essi essere classificati nella 
seguente maniera : , 

l.** De' militari di diverse estere aaziMii, che 
servito avevano negli eserciti imperìali ; la maggior 
parte erano rimasti fuori del servizio ed avevano con- 
tratto, in occupazioni civili ed industriati, delle ahi- 
ludini e costumi affatto estranei alla disciplina ed 
all'educazione del soldato, che quindici anni di pace 
notabilmente modificate aveano. Alcuni non fecero ohe 
un corto soggiorno alla Legione; altri vollero manteaer- 
visi , ed abbisognò un grande vigore e molla lermezza 
per rieondurli alle abitudini ed ai costumi militari : 
risultalo che non fu giammai ottenuto che imperfet- 
tissimamente malgrado tutti gli sforzi di una disciplina 
la cui fermezza e giustizia erano passale in prorverbio; 

2.** In un' altra categoria, troviamo alcuni ufQziali 
provenienti dal licenziamento della casa militare di 
Carlo X. e della guardia reale nel 1850, e 1' origine 
militare e gli antecedenti politici de' quali rendevano 
allora impossibile la loro incorporazione ne'reggimenti 
francesi ; 

3.** Altri ufHziali al contrario i quali, a Parigi o 



(1) Queste linee sono particolarmente dirette ai ignori Cou- 

SANDIBB, MeYER, ChBNETABD , LtSCHER, HONOT, FrETHAN , FeTER, 

STUDiNGeB, CBAniATTE, RocnAT, Capbstz, PFSEnsoarT , Anera, 
BàiniERG, Kleffeh, Drletra, pFAnDLEn, SomniAKeii, Stockbm, 

LlBERNANN, ChAH, eCC. 



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7 
ne' diparlimenti , nel 1830, erano stati capi o motori 
ne' loro corpi , d' insurrezioni mililari contro la legale 
autorità de' propri capi; 

4." Degli ufBciali di diverse armi, indebitali, fa- 
migerati, di una condotta irregolare' e de' quali vollesi 
sbarazzare i loro corpi, senza far loro perdere )a po- 
sizione; 

5.** Finalmente, degli ufficiali che il ministro ddla 
guerra collocò nella Legione, a misura del suo accre- 
scimento e che provenivano dalla non attività, dalla 
riforma ecc. 

Cosicché, olire i servigi ben reali e dì ogni na- 
tura che rese la Legione in Africa, le si deve eziandio 
di essere stato una specie di esutorio dell' esercito 
francese, in momenti di turbolenze e di commozioni, 
io cui il governo aveva tanto a fare ed a prevedere 
ed in cui quegli uomini potevano suscitargli grandi 
imbarazzi, se stali non fossero domali dalla militare 
disciplina. 

Riflettendo alla composizione di questo corpo for- 
mato di parli cosi eterogenee , ognuno si chiede come 
la disciplina ha potuto prendere il sopravvento e crea- 
re, con tali elementi, un tutto capace di dare così 
buoni risultati , e non puossì ricusare qualche elogio 
e qualche gratitudine ai capi che hanno sapulo otte- 
nerli (1). 



(1) fili é a cacone di qae^ composizione eterogenea della 
L^ime, e potile vi si perlavano tutte le lingue o dialetU euro- 
pei, che monsignor il duca d'Orieans areala sofM^nnominata U 
BabeU. 



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SOMMARIO.— Formadone HUMessiva del sette batugiiool e del deposito della 
Legione Sltaniera. — Loro rìpanitfone nelle diverse proviocie dell' Algeria. 



Quando la creazione di una Legione Straniera ven- 
ne decretata dalla legge delli 9 marzo 1831 (A)(l),il 
primo deposilo fu stabilito dapprima a Langres , sollo 
gli ordini del signor capo battaglione Sino. Quest' uf- 
ficiale superiore essendosi data la morie senza che 
siansi mai conosciuti i motivi di questo alto di de- 
menza, fu surrogalo poco lempo dopo dal signor Sa- 
lomon de Musis, capitano di sialo maggiore. 

Li ìi marzo, questo deposito venne trasferito a 
Bar-le-Duc^ ed il signor Salomon de Musis prese il 
comando del l.** battaglione della Legione Straniera, 
definitivamente organizzato li 15 maggio. Questo bai- 
taglione venne formato di otto compagnie del centro 
di 112 uomini ognuna; le compagnie scelte non fu- 
rono organizzate che più tardi, nel 1852 (2). 



(1) Alla fine d' ogDì parte si Lrovcranno li documeati nT- 
Bdali. 

(3] Fin da quest'epoca, i) signor Cousaadier, il quale ha 
reso dippoi tanti leali ed incessanti servigi alla Legioae Stranie- 
ra, in Africa ed in Ispagna, siiccessiTamente come ufGziale pa- 
gatore, tesoriere e maggiore, fu di grande utilità per lo stabili- 
mento della contabilità e de* primi lavori di una organizzazione 
rhe presentava (Ante difficoltà eh' e^ seppe appianare e snperare 
con una intelligenza , un' attività ed una costanza degne dei fMù 
grandi elogi. 



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9 

I succesivi arrivi de' rifugiali e diseriori tedeschi, 
facendo prevedere che sarebbe necessario di formare 
indubitaUtmeale nuovi battaglioni per riceverli , si con- 
servarono liberi i numeri 2 e 5 destinali all' incorpo- 
mento di codesta naiione. 

II 4." battaglione, destinalo a ricevere i rifugiati 
spagnnoli, venne organizzato in Agen, al principio di 
aprile, ed il comando ne fu dato al sig. capo batta- 
glione Barbe veniente dalla non attività. 

Il 9." battaglione, composto di rifagiati e diser- 
tori italiani, sardi (1), ecc., ecc., venne organizzato 
ad Aoxerre, a un dipresso all'epoca medesima. Il co- 



(1) Conforme al propoBtomi assunto avnso, conTeniente di qui 
bre annotaiione degli ufficiali italiani die fecero parte del batta- 
^ìoDe Italiano V. della Legione, comandalo dal barone Poerìo 
Napoletano, fino dalla sua formazione: che spesero il sangue e 
il rita sostenendo gloriose fatiche, nelle infuocate arene dell' A- 
EHca onorando in lai guisa la loro patria l' Italia. 
Cit>iTAi«o (dei granatieri) — Tonblli N. dì Modena cavaliere della 
Corona di ferro che aveva servilo nel- 
r esercito dell'ex Regno Italico. 
» (della2.'Comp.) — Vehraiti N. pure cavaliere dello stes- 
so ordine che avea servito come il 
Tonelli, e nato a Modena. 

■ (della3.'Comp.) — HoirTUJ.eGRi S^asUano di Faenza 

cavaliere del detto ordine, e come gli 
altri soldato Napoleonico. 
> (de11a4.'Comp.) — MARunt N. Piemontese, soldato del- 
l' Impero. 

■ (dellaS.* Comp.) — Hebcibk N. Savoiardo, cavaliere della 

Legion d' Onore. 

■ (della€.'Comp.} — Coconno N. Genovese cavaliere della 

Legione d'Onore soldato dell'Impero. 

■ ( Yotteggiatorì ) — &tONE N. di Alessandria e soldato dd- 

r armata Imperiale. 



),g,L,zeclbyGcX>gIc 



nufulo ne Fu dalo dapprima a) si;, capo baita^ione 
Charbonnel, proreaieate dal meZEO soldo. Poco dopo, 
fu affidalo al sigoor Poerio, antico nfSciale superiore 
napoletano. Fratlanto, sempre erasi occupati a Bar-le- 
Due , dov' era rimasto il deposilo della Legione Stra- 
niera , dell' organizzazione del ì." e Z." battaglioni 
cogli uodAìqì che enlravano in Francia per la fron- 
tiera del Beno. Li 12 luglio, 1' organizzazione dei tre 
primi battaglioni della Legione, dello stato maggiore 
e della compagnia fuori rango, venne interamente ter- 
minala. Il medesimo giorno, il sig. colonnello Stoffel, 
antico ufficiale a mezzo soldo, prese il comando della 
Legione. 

Le otto compagnie del 6." battaglione, reclutate 
in quasi totalità di diseriori delle armale Belgica ed 



TEHemEAHnAniBiuiìoioKE — FsBiunY iiulrea , napoletano, cafa- 
liere della Legione d' Onore , e di allri 
ordini , soldato napoleonico dell'anna- 
ta Imperiale. 
TBitEHiB — BoTTERO Ji. piemontese, antico uffi- 

ciale dell'Impero. 
> — Db Angeli N. córso, antico ufficiale 

de' cacciatori del Po Botto 1" Impero. 
' — CsENomni N. modonese, ufficiale d^ 

r ex Regno Italico. 
Sotto TEKENTE (de' granai.) — Boldhim Yincemo. di Bologna, uf- 
ficiale dell' ex Regno Italico. 
■ — Zadli N. di Faenza, ufficiale dell' ex 

Begno Italico. 
• — D' AcETfo N. (barone) ùcìliano. 

» (de' volteggiatori) — ■ Zecca N. di Genova ufficiale dell'ex 
Begno Italico. 
Chìbubgo Aiutante Hagoiore. — GnAHMAcini N. di Ancona. 
[Nota del TradtMore). 



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11 

olandese, vennero succcssivsmente organizzate a Gbaa- 
mont; ma questo balls^ione non fa dcfiwtiTameDte 
costìluito ehe i) 1.** maggio 1853; desso era allora a 
B<ma (Africa), sotto gli ordini del signor capo di bat- 
taglione llagnier, il qaale era stato lungo tonpo in 
quiescenza. 

Le 1^, 2.^, 3.' e 4.' compagnie del 7." batugli<we 
(Polacco) sono slate organizsate ad Al^ri , sieceiiBiT»- 
mente ed a misura dell' arrivo de' rìfuggiati di quella 
nazione, dal mese di giugno 1833 sino al mese di 
gennaio 1834. U 5.', 6.", 7." e 8." compagnie del 
medesimo battaglione sono stale organizzate nel modo 
stesso, n 28 aprile 1854; i 1.", 2.^ 5.% 4.«, tij> 6.» e 
7.** battaglioni hanno sucoessivamente formalo delle 
compagnie dì granalieri e volteggiatori , appena ehe 
la loro organizzazione è stata compiuta. Il 4.'' bailah 
glione (Spagnuo)o) é stato licenziato ad Orano il 16 
aprile 1854 e si è imbarcato per la Spagna, dove e^i 
è enb-ato nell' esercito costìtuzioBale di <{ueala poten- 
za; i motivi politici che avevano obbligato i militari 
che lo componevano ad abbandonare la loro patria, 
più mm esìstevano dopo la mwte di re Ferdinan- 
do VII.; esso non aveva avute compagnie scelte. 

Durante la loro oi^anìzzazione, il 5." battaglimke 
ricevette per suo capo il signor comandante Kléber, 
antico capitano della guardia reale, ed il 2.", il sig. 
Moret, oriundo svizzero, capo di battaglione al 32.° 
redimento di linea. 

Il signor capo di battaglione Barbe, comandanle 
il 4.<* battaglione (Spagnuolo), avendo ricevuto una 
destinazione nello stato maggiore di piazza, il signor 
Cros d'Avenas, maggiore di piazza in Orano, lo so- 
stituì in quel comando, e conservoUo sino allo scio- 
glimento di quel battaglione; allora il 7.** (Polacco) 



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prese il N." 4.** rimasto vacante, per il ritorno degli 
Spagnuoli nella loro patria; desso era comandato dal si- 
gnor Horain , maggiore polacco. II signor Darrac ed il 
signor Vilain , capi squadroni a mezzo soldo, essendo 
stati nominati l'uno tenente colonnello, l'altro mag~ 
giore della Legione Straniera , la definitiva organizza- 
zione del corpo può essere considerata . come inliera- 
meole terminata il 1." gennaio 1832. 

Dopo la loro organizzazione, sia completa che par- 
ziale, i battaglioni ruppero la marcia verso Tolone, 
dove, appena arrivati, imbarcaronsi per l'Africa. Il l.*>, 
2.** , 3.° , 5." e 7." furono dapprima diretti sopra Alge- 
ri; il i.° sopra Orano, ed il 6.'' sopra Bona. La mar- 
cia di codesti battaglioni traversando la Francia fu re- 
golarissima, ed i capi che comandavanli riceverono 
dappertutto sul loro passaggio delle testimonianze di 
soddisfazione da parte delle autorità sì civili che mi- 
litari. 

Le succitate particolarità danno a conoscere che 
r organizzazione della Legione progredì rapidamente , 
malgrado le difBcoltà che sempre s'incontrano nella 
formazione di nuovi corpi, quand'anche si hanno buo- 
ni elementi a sua disposizione ; quivi nulla esisteva di 
ciò; tutto era da crearsi. Gli uffizioli ed i mW uffizitUi 
contabili che furono impiegati nel princìpio in mezzo 
di quella massa d'ufdziali inesperti, ed anche estranei 
al mestiere ed alla lingua francese, meritano senza 
dubbio i più grandi elogi per la devozione e la perse- 
veranza di cui fecero prova in quelle diEBcili circo- 
stanze; furono essi per la maggior parte coloro che 
provenivano dal licenziamento dei reggimenti svizzeri 
e di Hohenlohe, de' quali è di già sialo parlato al prin- 
cipio di questo racconto storico. 

AI loro arrivo nelle diverse province dell' Algeria, 



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13 
i battaglioni della Legione Straniera vennero immedia- 
tamente collocati ne' campi , sotto la tenda , agli avam- 
posti; essi cooperarono a tutti i lavori e presero par- 
te a tutte le spedizioni militari , in cui sì condussero 
in modo rimarchevole, come verrà dettagliatamente de- 
scritto in appresso. 

Il signor StofTel, colonnello della Legione , ammes- 
so in disponibilità il 1.^ aprile 183S, fu sostituito dal 
signor colonnello Combes , veniente da Ancona ove co- 
mandava il 66.** reggimento di linea. Giunse in Algeri 
il 24 giugno , traendo secolut la bandiera della [regio- 
ne. Eragli stau consegnata al suo passaggio da Tolone , 
dove trovavasì installato il deposilo centrale del corpo. 

Nel mese di settembre 1832, il signor colonnello 
Gombes rientrò in Francia e venne messo a disposizio- 
ne del ministro della guerra (poco tempo dopo, fu no- 
minato colonnello del 47.** reggimento di linea, alla 
lesta del quale rimase ucciso nel 1837, air assalto di 
Goslantina). Il governatore generale designò allora, per 
comandare provvisoriamente la Legione Straniera , il 
signor tenente colonnello Bernelle, del IO.*' reggimen- 
to leggero d' infanterìa. Il signor Bernelle esercitò tale 
provvisorio comando quattro mesi, e durante questo 
corto spazio di tempo, egli ottenne de' risultati che 
non furono estranei alla decisione che chiamollo, poco 
tempo dopo, alla testa di questo corpo, col grado dì 
colonnello. 

Il signor Mollembeck, tenente colonnello del 57.'* 
di linea , fu nominalo colonnello della Legione Stra- 
niera -nel mese di dicembre 1832, in rimpiazzo del 
signor colonnello Combes. Alla data medesima, il si- 
gnor Beboul de la Cavaléry diventonne tenente co- 
lonnello in sostituzione del signor Darrac, ammesso a 
far valere i suoi diritti al ritiro. Il signor colonnello 



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14 

Mollembeck conservò podiiasimo tempo il comando del- 
la Legione; nominato colonnello del 9.^ d'infanteria 
le^ra, egli rientrò in Francia, e venne definitivamen- 
te rimpiazzato alla Legione , dal signor Bernelle , ebe 
aveala provvisoriamente eomandata con sncceeso, e che 
ne fu promosso colonnello il 9 aprile 1833. Il signor 
(teboul, tenente colonnello, avendo chiesto di rientra- 
re in Francia , venne sostituito nell' impiego di tenen- 
te colonnello della Legione Straniera, dal signor Neu- 
mayer, ufflziale di grandissimo merito. Disgraziatamen- 
te non fecevi che un corto soggiorno; una grave infer- 
mità, risultato dì una frattura complicata alla gamba, 
obbligò codesto ufflziale superiore a rientrare in Fran- 
cia per compiere la sua guarigione. La Legione ed il 
colonnello Bernelle particolarmente, furono dispiacen- 
tissimi della partenza del signor Neumayer , il quale 
riuniva tutte le qualità e le cognizioni tutte per dis- 
impegnare con distinzione le difficili funzioni di cui 
era incaricato nella Legione. Esso fu momentaneamente 
rimpiazzato dal capo di battaglione Duvivier, coman- 
dante superiore di Bu^a , divenuto tenente colonnello; 
ma quest' nffiziale superiore essendo slato mantenuto 
nelle sue funzioni a Bugia , col sao nuovo grado , il 
signor Conrad , nominato tenente colonnello di stalo 
maggiore , venne designato per esercitare le medesime 
funzioni nella Legione Straniera. Poco dopo, il signor 
Cappone , detto Marengo , capitano istruttore alla scuola 
militare di Saint-Cyr, fu promosso capo di battaglione 
alla Legione (1), ed i) signor Hom sostituì il signor 
Vilain, ammesso alla pensione di ritiro, nelle fnnstoni 



(1) In sostituzione del signor Salomon de Mnsis, passato al 
comando del 3.° battaglione d' ìnrantena leggera d' Africa. 



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18 

di maggiore, incaricalo ÌDoltre del comando del depo- 
sito a Tolone. 

Riassumendo )e nomine d'uffiziali superiori suc- 
cessivamente indicate piò sopra , ne risulta che Io sta- 
to maggiore della Legione all'epoca del 1." loglio 1833, 
era composto nel modo seguente, cioè: 

Colonnello signor Berkelle. 

Tenente Colonnello signor Conrad. 
Capi di Battaglione signori Cros d' Avenas. 
Kl^cr. 

HORET. 

P(Haio. 
Magkibr. 

HORAIH. 

Harehgo. 
Maggiore signor Hobn. 

Non cbbevi più cangiamento nello stato maggiore 
della Legione fino al mese di luglio 183.t, epoca del 
suo imbarco per la Spagna, ad eccezione del signor 
Marengo il quale abbandonò la Legione nel 183i, per 
trasferirsi al comando del forte Nuovo, in Algeri (1). 

Dopo di avere accennato ('organizzazione succes- 
siva dei diversi battaglioni della Legione Straniera, noi 
esporremo sommariamente i lavori che ha eseguili ed 
i combattimenti ai quali ha preso parte nelle diverse 
province dell' Algeria , dal suo arrivo in Africa sino al- 
l' epoca ^del suo passaggio al servizio di Spagna. Ma per 



(1) Non fu sostituito alla Legione in causa della soppressio- 
ne del battaglione spagnuolo , cut il capo , il eignor Cros d' Àve- 
nas. Tenne designato a succedergli. 



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maf^ior chiarezza de' fatti, pensiamo che convieDC far 
precedere questo racconto da una piccola esposizione 
delia situazione militare dell'Algeria, all'epoca in cui 
la Legione ha incominciato a prendere una gloriosa 
parte dei lavori e delle spedizioni fatte dall' esercito 
in Africa. 



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SOHHABIO. — Esposizione retrospettiva e situazione mlliure dell' Algeria al- 
l'epoca dd successJTo arrivo dei battaglioni della Legione nelle diverse {tro- 

La specie di fascinazione prodotta sugl'indigeni 
dell' Algeria dai brillanti falli d' armi che precedettero 
la presa di Algeri , e che da principio ci fecero da essi 
considerare come dei predestinati condotti dalla mano 
di Dio alla conquista del loro paese , mollo perdette 
del suo prestigio in seguilo di alcuni falli d' arme im- 
prudenti od infelici, ne' quali noi non conservammo la 
medesima superiorità; la prima fra le cause di questo 
crollo morale sì fu la passeggiata militare, senza ve- 
runo scopo conosciuto, diretta sopra Blida dal gene- 
rale de Bourmont, pochi giorni dopo la presa d'Algeri, 
con 1,300 uomini al piìi. I nostri soldati eransi resi 
pili che mai confidenti in causa che durante tutto il 
tempo della marcia, non v'era slata la piìi che mini- 
ma ombra di ostilità; saviamente venne loro impedito 
l'ingresso della città ; il generale in capo solo vi prese 
alloggio in una delle prime case. Gli uffiziali ed i sol- 
dati accampati nel mezzo di magnifici boschi di aran- 
ci, passeggiavano disarmati e senza diffidenza, oppure 
rimanevano sdraiati sotto que' begli alberi , allorché 
suir albeggiare furono sorpresi da vari colpì di fucile. 
De' cavalieri senz'armi erano stati ad abbeverare i loro 
cavalli al fiumicello (Oued-«l-Kébir), che scorre al piede 
della montagna; più non ritornarono; dei partigiani del. 



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18 
bey di Titlery aveanli scorti dalla cima delle colline dei 
primi contrafforti dell' Atlante , ed incoraggiati dalla 
mancanza di precauzione, avevano potuto awicinarse- 
gli senza esserne scoperti , e renderli vittime della lo- 
ro imprudenza. Cotesto impreveduto attacco produsse 
dapprima qualche confusione , che tosto la disciplina 
ebbe riparata ; la ritirata ordinata immediatamente di- 
nanzi a numerose riunioni d' Arabi che come lampo 
comparvero ih tutti i sensi, fecesi regolarmente, ma fu 
difficile e micidiale ; il nemico , insuperbito da questo 
primo vantaggio e reso intraprendente imo alla teme- 
rità, tribolò senza posa la colonna; questa rilirossi in 
ordine, ma non senza avere provato notabilissime per- 
dite; nel numero degli uffìzìali uccisi , vi si contò uno 
de' figliuoli del generale in capo. 

Subito dopo questo disgraziato incontro, ed in 
conseguenza della rivoluzione di luglio, il generale de 
Bourmont dovè abbandonare il comando dell'esercito; 
venne sostituito dal maresciallo Clauzel. 11 corto sog- 
giorno che questi fece in Africa fu illustrato da savis- 
sime disposizioni amministrative e militari e da fatti 
d' armi che aggiunsero un gioiello di più alla sua bel- 
la e gloriosa corona mililare. Volendo finirne ad un 
tratto col bey di Tittery, il quale manteneva uno spi- 
rilo di rivolta e di ladroneccio fra gli abitanti della 
montagna e delta pianura della Mitidja, risolse di an- 
darlo a cercare sino a Médéad , sede del suo beylica- 
lo. Partito d' Algeri nel mese di novembre 1830 alla 
lesta di una divisione di 10 a 12,000 uomini, egli ef- 
fettuò, nonostante la viva resistenza d'una multitudinc 
di Arabi e di Kabili riuniti e comandali dal bey in 
persona , il primo passaggio dell' Atlante per il Tènia 
( colle )dt Mouzaia, che dippoi è stato il teatro di sì 
brillanti fatti d'armi e la tomba di tanti Fi'ancesi ! 



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19 
Lo scopo del Maresciallo non era solamente dì ga* 
stigare il bey ; voleva eziandio spogliarlo e torgli il suo 
possesso e sostituirgli un Mauro influente nel paese, 
.divoto a' nostri interessi e sul concorso del quale egli 
poteva far capitale. Ben-Omar riuniva tali qualità, ben- 
ché non avesse quelle d' un guerriero , indispensabili 
al comando in questo paese: egli fu scelto per disim- 
pegnare quella missione importante e lascialo a Mé- 
déah con due battaglioni e dell' artiglieria sotto gli or* 
dini del colonnello Marion, comandante da poco tempo 
il ^O.** reggimento di linea, dopo essere stato in non 
attività durante tutta la rìslaurazione. Esso rimpiazza- 
va in questo corpo il colonnello Horric il quale, in- 
sieme a molti altri antichi ed eccellenti ufiBziali del- 
l' esercito, erasi ritiralo dal servigio in seguito di un 
sentimento onorevole, ma, forse , esagerato di devozio- 
ne e di gratitudine al ramo maggiore dei Borboni. Co- 
deste numerose dimissioni d'ufilziali bravi, istruiti ed 
esperti, furono una grande perdila per l'esercito, ed 
in generale non vennero degnamente sostituiti da quel- 
li che sortivano dal mezzo soldo, dalla non attivila, 
ed anche dal ritiro , e che loro succedettero. 

Il Maresciallo rientrò in Algeri traendo secolui l'an- 
tico bey; temendo la sorte ordinariamente riserbata dai 
mussulmani fatalisti ai loro capi infelici, erasi egli re- 
se a discrezione. 

Tale spedizione, a traverso di un paese fino allo- 
ra sconosciuto, venne condotta colla riconosciuta abi- 
lità militare del maresciallo Clauzel; ma siccome gli 
abitanti, il clima e la stessa natura del suolo ci era- 
no ostili , essa non fu esenle , per noi , da qualcheduna 
di quelle scosse le quali, rifacendo il morale dell'i- 
nimico , soprattutto dell' Arabo fatalista , agiscono in 
modo cosi funesto sopra quello del solditlo francese. 



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20 

Due baltaglioni con dell' arligliefia erano stati la- 
sciati a Blida , nel passaggio, da una saggia e pruden- 
te disposizione, per assicurare le nostre comunicazioni 
eoo Algeri. Dessi furono vivamente assalili dai Kàbili in- 
trodotti nella notte in città , e sostenuti dagli abitanti; 
fu mestiero di tutta la bravura ed il sangue freddo am- 
mirabile di quella truppa abilmente comandala, per 
preservarla da una disfatta e da una strage compiute. 
I nemici, in considerevoi numero, eransi collocati nel- 
le case e sulle terrazze , e da queste vantaggiose posi- 
zioni uccidevano a colpo sicuro i nostri soldati che 
portavansi ai luogbi di riunione. In un momento così 
critico e che ad ogni istante ognor più Io diveniva per 
il successivo e continuo giungere di nuovi nemici, il 
colonnello del 35.** reggimento di linea (1) che coman- 
dava a Blida , ebbe una felice ispirazione a cui pro< 
babilmenle dovettesi la salute della truppa sotto ì suoi 
ordini. Essendo pervenuto a radunare una compagnia 
di granatieri in un luogo appartato e fuori dalla vista 
degli Arabi, egli fecela sortire dalla città, che girò pei 
giardini, e rientrare al passo di carica per la porla 
d' Algeri; gli Arabi , elidendo essere giunto un rinfor- 
zo e colia tema di essere posti tra due fuochi, si die- 
dero alla fuga non senza avere sofferto grandi perdite. 
Poco lempo appresso un distaccamento di 50 ar- 
tiglieri imprudentemente mandato da Uédéah ad Algeri 
per prendervi delle munizioni , fu assalito nelle gole di 
Bouffarick e quasi interamente distrutto dagli Hadjouti 
uniti agli abitanti di Bouiaguep. Gli schakos e le gi- 



(1) Il signor Rullières, oggi generale di divisione. Mes^o in 
disponibilità dal principe Luigi Napoleone Buonaparte precidente 
della repubblica francese. 

{Nola del TraduUore). 



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31 

berne di questi disgraziati milìlari , vennero rilrovRte 
net 1834, in quest' ultima tribà, situata a poca distanza 
da Bouffarìck. 

Nonostante ciò che ha potuto essere detto o scrit- 
to contro di lui e contro la sua amministrazione, col- 
r esagerazione e l'ingiustizia consuete allo spirilo di 
parte, egli è costante che il maresciallo ClaùzeI, sotto 
il suo primo e sì corto governo , pervenne a fondare 
in questa nuova Francia , affatto estranea alla nostra 
amministrazione, ai nostri costami ed alle nostre ì- 
stiluzioni , un sistema di guerra e di amministrazione 
che i suoi successori han potuto modificare, ma che 
rispettarne hanno dovuto le principali basi. Egli si fu 
che organizzò 1' amministrazione civile e che creò i 
corpi sì regolari che irregolari d' indigeni a cui dob- 
biamo tanti segnalati ed incessanti servigi. 

il maresciallo Clauzel venne richiamato il 31 gen' 
naio 1851, dopo cinque mesi di soggiorno in Africa; 
fu sostituito, provvisoriamente, dal generale Berlhezè- 
ne, al qnale devesi in gran parte la vittoria della batta- 
glia di Staoueli, e per conseguenza la presa d'Algeri (1). 



(1) È cognito che la battaglia di Staoueli, che decise della 
sorte della reggenza d' Algeri , non fu premeditata né dai France- 
si, né dagli Arabi; essa fu il seguito di diversi combattimenti d'a- 
vamposti , successivamente rafforzati a mbuva che i nemid , i quali 
avevanli assaliti di gran mattino , come loro costume , mostravansi 
più numerosi e più intraprendenti. — Poco a poco tutto 1' eser- 
cito francese trovossì in lìnea e prese l' offensiva , comandato dal 
generale Bertheiène , il più anziano de' luogotenenti generali del- 
le tre divisioni che bentosto trovaronsi impegnate, — Egli mandò 
di momento in momento, degli ufBziatì a prevenire il generale in 
capo ( alloggiato at marabutto di Sidi-Ferruck ) , di quello che ac- 
cadeva. Non credendo ad un attacco più serio che i precedenti 
giorni [e non avendo senza dubbio ancora il progetto d' impegna- 



rci byGoOgIc 



22 

FratiaDio, la guarnigione lasciata a Médéah col bey 
Ben-Omar, Irovossi , poco tempo dopo la sua istalla- 
zione , io una ben critica posizione ; bloccata dai Ka- 
bili riuniti dal Ggliuolo dell' antico bey di Titlery, spo- 
gliato da noi del suo comando, essa mancava di vive- 
ri, e la ribellione degli abilaoli di Médéah era giornal- 
mente immioente. Istruito di tale slato di cose , il gene- 
rale Bertbezène parli da Algeri nel mese di maggio 1851, 
alla testa delle poche forze di cui poteva disporre, per 
soccorrere quella guarnigione e seco ricondurla al bi- 
sogno, ultimo partito a cui dovette appigliarsi. 

Nell'andata la marcia trovò pochissimi ostacoli; 
però al ritorno, non ostante le savie e prudenti pre- 
cauzioni prese, benché due battaglioni fossero stati po- 
sti in iscaglioni, l'uno al colle di Mouzaia, l'altro al- 
la Villa dell' Agi , la divisione venne furiosamente at- 
taccata. In un momento difficile, la compagnia incari- 
cata della retroguardia perde il proprio capitano; que- 
sto distaccamento , assalito accanitamente da un nemico 
numerosissimo , esitò un istante ; la retroguardia , vi- 
vamente respinta sul suo battaglione che preccdevala 



re una decÌBiva battaglia), il generale de Bourmont non sì porta sul 
campo di battaglia se non quando , grazie alle buone disposizio- 
ni del generale Bertbèzene ed alla bravura della truppa, la bat- 
taglia era vinta ed Ìl nemico in pienissima rotta In tutte le dire- 
zioni Questi più non mostrossi in corpi riuniti, sino alla resa 
d'Algeri che fu la quasi immediata conseguenza di questo bril- 
lante fatto d'arme improvvisalo. 

Poco tempo dopo, uno de' collaboratori di questo lavoro a- 
vendo avuto occasione dì felicitare ìl generale Bertbezène sopra 
questo bel successo, esso gli rispose: ■ Mio caro, il compito del 
capo è molto facile alla testa di un esercita francese, quando si 
. hanno sotto ì suoi ordini de'marescialli di campo come Acbard e 
de' colonnelli come Horric e RuUières. ■ Simile risposta tanto fa 
onore alla modestia del capo ijuanto a) merito de' subordinati. 



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23 
nello stretto passo, comunieogli la sua inquietudine, 
ktcchè cagionò qualche perturbazione, di cui gli Arabi 
approfStlarono; raddoppiando i loro sforzi, fecero pro- 
vare alla truppa collocala su) citato punto delle gra- 
¥Ìsaioie perdite. 

Da quest'istante la ritirata venne continuata, se 
non con disordine, con precipitazione lalmeno; l'ini- 
mico, imbaldanzito, tribolò la colonna con molta te- 
nacità, e non cessò il suo inseguimento che al ponte 
itW Oued-el'Kerraà , presso della Femte-Modéle , do- 
ve ritroyosai un battaglione del reggimento detto de^ 
la Carta (volontarii parigini cbe dippoi hanno formalo 
il nocleo del 67.^ redimento di linea). Codesto batta- 
^ione postossi con intrepidezza fra la nostra retro- 
guardia e gli Arabi, e caricolli. con tanto ardore e 
Tantaf^io, che da questo momento l' inimico cessò a^ 
&tto d' inseguire l' annata. 

Simili scontri produssero un infelice eiello sul 
morale del soldato francese; gli Arabi al contrario, vi 
ittinsero de' motivi di speranza e d'incoraggiamento, 
e fu d' uopo del contrappeso di alcuni successi ottc- 
DQti dal successore del generale Berthezène ( il duca 
di Rovigo), iìV Oufféria ed a Bouffarick per mettere 
un fine al male momentaneo che cagionalo avevano. ~ 
Id altri punti della reggenza , le città di Bona e di 
Orano, che avevamo occupate sino dalla fine del mese 
di luglio 1830 (pochi giorni dopo la presa d'Algeri), 
erano state abbandonate e rioccupale di nuovo , soprat- 
tutto la prima con forze insufllcienti. Orano era governala 
dal generale Pietro Boyer ( la cui memoria conservasi 
tuttora in Ispagna (1) , ed il cui estremo rigore era in 



(1) Era chiamalo dagli spagnuoli Pietro U crudele: è morto ot- 
luagenarìo uel meae di luj^lio 1851. 

{Nnta del Traduttore). 



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u 

Africa, noi lo pensiamo, una condizione di successo 
sur una popolazione abituata alla ferrea dominazione 
dei Turchi , e considerando la benignità come debo- 
lezza, e come forza il rigore. Diffatti , tutto il tempo 
che questo generale comandò in Orano, seppe manie- 
nere gli abitanti in una assoluta sommissione. 

A Bona, 150 uomini solamente del corpo nascente 
(lei Zuavi componevano la guarnigione, sotto gli or- 
dini del capo dì battaglione Hoder. Fidente, come il 
sono ordinariamente i Francesi, esso lasciò la porta 
della casbah aperta; gli era da questo posto, che co- 
mandava la città, che poteva contenerla con sì poca 
gente. L' antico bey di Costanlina , nascosto in Bona , 
approfittò della poca sorveglianza della guarnigione , 
allora sortita quasi in totalità per la passeggiata od 
il servigio, per sorprendere il forte ed impadronirse- 
ne. Gli abitanti della città assalirono i Francesi disar- 
mati, sparsi nelle strade e massacraronli in gran nu- 
mero; un ufficiale rimase ucciso; ÌI rimanente, come 
pure il comandante, ricoveraronsi a bordo di un ba- 
stimento da guerra francese che trovavasi nel porto. 
' Gli Àrabi , sotto gli ordini d' Ibrahim , 1' antico bey , 
rimasero padroni di Bona sino al mese di ma^io 
1832 , epoca in cui questa piazza ricadde in nostro 
potere per mai più sortirne. Tale ripresa di possesso 
devesi ad un colpo di mano maestrevolmente ideato 
ed eseguito con un coraggio ed una abnegazione de- 
gne de' più gloriosi tempi della nostra storia , ai si- 
gnori d' Armandy , capitano d' artiglieria (1) ; Yu- 
suf (2), ed un ufficiale di marina il cui nome con molto 



(1) Oggi colonnello dell' 11.° reggimento d' artiglieiia. 

(2) Oggi generale di brigata, comandante la cavalleria indi- 
gena in Algeri. 



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25 

dispiacere non rami»en.tiamo (1). Con trenta marinai 
rrancesi ed alcuni Turchi devoti alla nostra causa , 
essi scataroiio di notte tempo i rampari della casbah, 
sorpresero la guarnigione che rimase prigioniera, e 
conservarono questo posto insieme alla città fino al- 
l' arrivo del generale d' Uzer con una sufficiente guar- 
nigione, poco dopo aumentata dal 6." battaglione (bel- 
gico e olandese) della Legione Straniera. 

Quello che piìi sopra abbiamo detto dello stato di 
scoraggiamento in cui era caduto l'esercito, ridotto di 
20 a 29,000 uomini, in seguito di alcuni scacchi par- 
ziali, e soprattutto la conscienziosa opinione del leale 
Berthezène apertamente opposta ad ogni sistema di de- 
finitiva occupazione dell' Africa, spiega. 1' inazione in 
cai rimase quest'ultimo fino alla sua sostituzione, che 
ebbe luogo li 6 dicembre 1831. 



(1) A supplire a questa deFGdenza ne soccorreva veoturosa- 
nente un articolo del giornale Des Débals del giorno 20 ottobre 
1851, nel quale essendo narrato di un banchetto offerto dall' au. 
tonta municipale della città di Bona ai signori generali Àrmoady 
e Yasuf che erano appunto i valorosi di che qui è metuione 
Dominava anche 1' uffidale di marina ignorato. A questo effetto 
tnaoivo il pre&ito articolo a chiarimento del fatto medesimo. 

• Li 27 aprile 1832, il capitano d'artigUeria d'Armandy 

> ed il capitano Tusuf , dei cacciatori algerini , inalberavano la 

> bandiera tricolore sulla casbaa di Bona , accompagnati da due 

■ Bott' affidali e da un soldato di artiglieria, coadiuvati da ven- 

• tisei marinai del brik-goletta la Beamete , che il sig. Gréart , 

■ comandante di quel bastimento, aveva loro affidati e posti 

> sotto gli ordini del signor iWotMdic, tenente di fr^ta, e 

■ del signor Decomufter-iiUctA^re , allievo di prima classe. Le 

• truppe di Ahmed Bey occupavano allora la città di Bona; non 

> ostante questo pugno di valorosi, armati solamente di dodid 

■ fucili , pervengono attraverso mille pericoli a' piedi della cìtla- 



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^6 

[n quest'epoca, il lenente generale SHvary, duca 
dì Rovigo, fu nominato generale in capo dell'armata 
e governatore generale delle nostre province nel nord 
dell' Africa, 

Egli era, secondo la nostra opinione, 1' uomo che 
faceva mestieri per isciogliere il problema già sì dif- 
fìcile (e che, dìppoi, lo è diventato molto di più per 
le continue incertezze e per errori di ogni aorta) , del- 
l' occupazione pacifica, a buon mercato, di una bella 
colonizzazione reale, prospera e fruttuosa della nostra 
possessione algerina. 

Un lungo soggiorno in Egitto, presso del generale 
in capo Bonaparte, del quale era aiutante di campo, 
aveagli insegnato, sotto quel grande maestro, in ogni 
sorla di cose, il mezzo di assicurare alla Francia una 
dominazione certa sugli Africani. A quella grande scuo- 
la, aveva egli compreso che abbisognava abbagliare gli 



> della, da cai Ibrahim-Bey era fuggito nella sera delli 20. Cento 

• Turchi tiì' egli vi aveva lasciati componevano la guarnigione. 

> Dopo alcune trattative aprono essi le porte. Alla vista della 

> tricolore bandiera sventolante sulla eaibaa, le truppe d'Abmed, 
' sgombrano la città dopo averla saccheggiala, poscia incendiata. 

■ Aspettando rinforzi, questi trenta Francesi si manlengono, 

> non sema pericola, giacché vennero minacdati di una sedizio- 

> ne , la quale non fu paralizzata che da alcune esecuzioni c^i- 

• tali e motto vigore. In seguito si prese possesso della città. 

■ La presa della easbaa di Bona dal capitano d' artiglieria 

■ d' Armandy ed i) capitano de' cacciatori Algerini Yusuf era un 

• ardito colpo di mano le cui politidie conseguente dovevano 

■ essere immense, poiché essa impediva alle truppe, del bey di 

■ Costantina d' impadronirsi del porto , preparava hi .conquista 

> della provinda e constatava ìrreTecabihneBtQ il possesso del 

> paese alla Francia. 

{Nota del TraéhUtore). 



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27 
Arabi, nel modo slesso degli Egiziani, cioè col presligio 
di nna grande superiorità ne' combaUimenti ; con quello 
del lusso e della rappresentazione cerimoniosa nelle 
relazioni coi loro capi; sapeva egli eziandio che una 
implacabile e giusta severità era indispensabile per 
incutere loro il timore e contenerli. 

Durante la breve durata del suo comando, a cui' 
venne rapito da prematura morte , seguito di una cru- 
dele malattia, egli ha posto questi princìpi in pratica 
con tanta intelligenza quanto con fortuna. Da un altro 
canto, il suo sistema dì successiva occupazione, pro- 
tetta da linee fortificale, che pigliarono maggiore esten- 
sione e sviluppo , in proporzione dell' aumento del 
numero de' coloni europei, era il solo possibile colle 
poche iruppe che teneva a sua disposizione. Non esi- 
liamo anzi a dichiarare, dopo il sistema di generale 
occupazione mediante un esercito di 100,000 uomini, 
tentalo, da dieci anni in poi, con sì pochi risultati e 
così enormi spese in uomini ed in denaro, la nostra 
intima e conscienziosa convinzione si è che il metodo 
addottalo e provato dal duca di Rovigo meritava la 
preferenza, per qualunque siasi rapporto (1). 



(1) Nel lavoro sulla Legione Straniera consegnato a) duca 
d' Orléans , ai prìncipio dell'anno 1842, qnesto breve esposto 
storico era segiutato da alcune riflessioni sui meiti più econo- 
mid e meno pericolosi da impiegarsi dal governo, per la parìfi- 
ca occupazione e la lucrativa colonizzazione dell' Algeria. ^~ 11 
tempo in cui viviamo (febbraio 1849} rendendo Ult rillessioni 
inopportune, abbiamo o'eduto di doverle sopprimere. 



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LIBRO SECONDO 



LAVOm EU OPERAZIONI MIUTARI DELL ANTICA LEGIOrtE STRANIERA , 

DAL SUO A8RIV0 IN AFRICA, FINO AL SUO IMBARCO 

PER U SPAGNA 



CAPITOLO PRIMO. 



SOHMAKIO. — F^ dell' anno IS31 e 1832. — Collocaìione dei diversi batia- 
g)ioDÌ. — Soccorsi prestati all' equipaggio di una nave naufragala. — 
Labori al campi ed aUe strade. — Panizioiie ddla triUi d'El-Onffia. -^ Scon- 
tri e dlTerae ricognldoni. — Infelice fitto d' inni ole perisce il tenente 
aiam e 27 milliari dell* Legione. — Spediiioae e lavori ad Orano ed 

Se il lettore si rammenta ciò che piJi sopra è slato 
detto, trovasi che i battaglioni della Legione Estera 
erano ripartili nel modo che segue nelle diverse Pro- 
vincie della reggenza d'Algeri, alla fine del 1831 e 
al cominciamento del 1832 : 

I 1 ." 2.** e 3." (tedeschi) , provincia d' Algeri. 
l." (spagnuolo), provincia d' Orano. 

5." (italiano), provincia d'Algeri (1). 

6." (belgico), provincia di Bona. 

7." (quattro compagnie polacche), pro- 

vincia d' Algeri. 



(1) È duopo Tar conoscere ai lettori che i due terzi del bat- 
taglione italiano 5.' della Legione, erano composti di sudditi di 
S, M. Sarda , ed il resto quasi tutti dell' Italia centrale. 
{Nota d«t Traduttore). 



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30 
Li 12 marzo 1832, in seguito di una burrasca e 
di una straordinaria pioggia che inondò tutta la pia- 
nura della Mitidja , il 3.<* battaglione che trovavasi 
alla Casa-Quadrata, rimase per lo spazio di quattro 
giorni senza «omunicaré con Algeri. La nave francese 
t Tre Amici, proveniente dall' Hàvre, naufragò presso 
del forte dell' Bau , e- d«i mttitarì dì quel ballaglione 
salvarono l'equipaggio, i passaggeri ed il carico, a 
rischio della propria vita; il seguente ordine del gior- 
no del generale in capo, duca di Rovigo, li ricompen- 
sò in simile- circostanza del loro bell'atto di devozione. 

Ordine del giorno del 15 marzo 1832 ( N." 175 ). 

■' Il generale comandante in capo , manifesta la 

■ propi-ia soddisfazione al signor comandante Salomon 
. de MusiSi per la sollecitudine che si è data invian- 
» do un distaccamento in soccorso della nave i Tre A- 

> mici (dell' Hàvre), gettata sulle scogliere presso del- 

> l'imboccatura dell' Arraleh. I bravi militari di quel 

> dist^^ccamento sono pervenuti a salvare l'equipaggio 

■ composto di nove uomini, il capitano, sua mo^ie 

■ ed un figliuolo : avendoli condotti al posto della Casa- 

> Quadrala, hanno loro prodigati tutti que' soccorsi che 

> la loro posizione esigeva. Cosicché , la costa d'Algeri, 

> non ha guari ancora, non offriva ai naufraghi che 

> la schiavitù e la morte, è diventata per tutte le na- 

> zioni una terra protettrice ed ospitale. 

> Per ordine del generale in capo, duca di Rovigo. 

■ Firtnato, il generale Trézel. 
capo dello stato maggiore generale. > 

In quest'anno, i primi tre battaglioni ed il 5." 



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31 
hanno continuato ad essere dislascati agli avamposti e 
sono slati impiegati senza interruzione ai lavori , sia 
delle strade , o dei campi come : 

1.^ La strada della Casbach(^^ra murm;) 

%° Quella del forte l' Imperatore a Dethi-Ibrahim; 

3.** Quella da Algeri a Muslafà, dapprìna, e con- 
tinuata fino alla Casa-Quadrata; - 

i.** La strada detta di cinta, partendo dalla Casa- 
Quadrata, passando per il podere modello, il campo 
dei Fichi , Birkadem e Delhi-lbrahim. 

S.** L'erezione del campo trincerato éi Kouba; la 
sUada che vi mena da Muslafà , e gli allog^amenli in 
pietra per ricevere un battaglione in questo medesimo 
campo (1). 



(1) Oltre i lavoH entmciati ai quali gl'Italiaiii. ebbero parte 
unilaaiente agli altri soldati della Legione, essi esdusiyamente 
costruirono il suddetto campo trincerato di Kouba, il quale per- 
ciò era chiamato il campo degl' Italiani ; la strada chq tì conduce 
da Huslafà e l' alloggiamento in pietra capace di un battaglione 
come dice l' A. Lavori per i quali erano astretti a sostenere inau- 
dite fatiche sotto la sferza dei più cocenti raggi di sole o le piti 
stemperate pio^ie e l' insoffribile vento del deserto , servendo 
come manovali a rimover la terra, portar pietre, legnami, acqua, 
e quant' altro occorreva, o seguire le bestie che di dò erano ca- 
riche. Laonde e per l' insalubrità dell' aria che loro accagionava 
febbri endemiche, tributo che pagar dovevano lutti i nuovi venuti 
in ^oella regione e per le mentovate eliche era indicibile la quan- 
titè di coloro che infermavano non solo nel 2.* battaglione come 
esprime l'A. ma ben anche nel 5.° di guisa che in questo com- 
posto dì 800 soldati, non ne poterono una volta essere presenti 
^'appello che soli 200, giacendo gli altri tutti malati negli o- 
spedali. 

{Nota del Tradatlore). 
4 



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6." Il campo dell' OutTéria , fra Kouba e la Casa- 
Qaadrata. In questo campo , il 2.** battaglione perdette 
una gran parte della sua gente , per le febbri endemi- 
che; il comandante Moret e tutto il suo battaglione, 
meno alcuni uomini , furono trasportati negli ospitali 
d'Algeri, dove un'immensa quantità di loro moriroso, 
e questo campo , in cui lin battaglione del IO.** lese- 
ro aveva in precedenza provate le medesime perdile, 
venne abbandonato siccome inabitabile. 

Gli stessi battaglioni hanno pure cooperato all' in- 
nalzamento del forte dell' Eau, nonché alla strada che 
vi conduce dalla Casa-Quadrata , ed a quella che mena 
dal suddetto forte alla Bassauta. Questi battaglioni so- 
no stati impiegati alla raccolta ed immagazzinamento 
dei fieni, portati prima al forte dell' Eau, poscia per 
mare in Algeri. 

Il 27 aprile, il ZJ* battaglione prese parte ad una 
razìa contro la tribù d'El-Onfiia, comandala dal gè. 
nerale Faudoas e ordinata dal governatore generale. I 
militari dì codesto battaglione mostrarono molto ardore 
in questo combattimento , il primo a cui prendevano 
parte in Africa (1). 



(1) Il seguente ordine del giorno fa conoscere i molivi di 
quella spedizione ed il suo risultalo. 

Ordine del giorno dell'esercito del 7 aprile 1832 (N' ÌM). 
■ La tribà araba nomata El-OufGa , accampata ad una lega e 

■ mezzo all'est della Casa-Quadrata, applìcavasi da molto tempo 

■ a subornare le truppe che occupano questo posto ; una decina 
> di disgraziati soldati stranieri, sedotti da promesse di danaro e 

■ di beo essere , sono stati guidati nelle montagne che avvicinano 

■ quella tribù, dove non hanno trovato invece di prosperità e di 

• donne che gli si era promesso , che de' padroni i quali rigoro- 

* samente li guardavano, ed impiegavanli , sotlo il bastone, ai 



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35 
L' 1 1 aprile , il "ì.^ balta^ione parta da Mustafà per 
andare a stabilirsi a Kouba , ov' è impiegato ai lavori 
di un campo Irincerato^ 



> pia abbietti lavori , fiutile avessero trovato l' occasione di ven- 
1 ierìì por l' intano jd^' Africa. Questa stessa tribù ieri l' altro 

■ ha derubato dei capi arabi che ritoniavaoo da ^gerì. 

■ Il generale in capo non poteva tollerare simiK ladronecci per 

■ parte di genti che godono la protezione della Francia , ed i di cui 

■ sceicdii avevaDo giurato all' Agà degli Arabi di vivere sommessi 

■ e tranqi^i. 

■ Oggi, tip corpo di truppe, comandate dal generale FaiidioàS 

■ e compiuto del 1.° reggimento di cacciatori d'Africa, dì un 

> battaglione del 4.* di Unea, di uno della Legione Straniera e di , 

> due pezzi da montagna, è stato mandato per gastigare quella 

> colpevole tribù; dessa è stata distrutta; le donne, i bambini e 

■ coloro che (osto sonogi resi alle nostre truppe soU sono stati 

• risparmiali. I due capi , fatti prigioni , saranno tradotti davanti^a 

• un consiglio di guerra. 

> U generale in capo attesta la propria soddisfazione alle 

■ truppe che hanno preso parte a questa spediKione, per l'ardore 

* e l' intelligenza che hanno dimostrato ; egli fa capitale di esse 

■ loro nel giorno in Cui nuove lotte sarebbero necessarie per glj 

■ interessi e l' onore della Francia, Il bottino fatto sulla tnbù sai;à 

■ venduto , ed il valore ne sarà diviso fra le truppe che hanno 

* preso parte alla spedizioae. 

■ Il governatore generaU, 
, » jFlimuUo « DccA ni RonGO.« 

Tiota. Questi due capi, riconosdiiti colpevoli di tradimento e 
di subomamento , sono stati condannati a morte e sentenziati non- 
ostante r opposizione e le vive rappresentanze dell' ìnteddHite ci, 
vile (signor Pasquier), indipendente allora dall'autorità militare. 
Tali atti di rigore e di severa giustizia produssero un eccellente 
e salutare effetto sullo spirito degl' indigeni, amici o nemiri, come 
pure su quello dell' eserdto. 



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34 

Il 18 del mese stesso, 300 uomini del medesimo 
batlagtione faono una ricognizione nella pianara , al 
laogo delto la Tomba del Marabutto o Sidi-Ezrim, e 
si avanzano sino ad nna lega al dì là di questo luogo, 
senza incontrare cosa alcuna di ostile. 

L' 8 maggio, una ricognizione di 300 uomini del 
2." battaglione partì dal campo trincerato di Kouba , 
sotto gli ordini del signor capo di battaglione Moret, 
e giunse sino al piede dell' Atlante nel centro de'douaìrs 
arabi ; molti capi e marabutti presentaronsi al coman- 
dante per fare delle proteste amichevoli e pacifiche ; la 
ricognizione ritornò al campo il giorno medesimo. 

Il 23 maggio, il 1.** battaglione viene distaccato e 
messo a campo presso di Kouba , per essere impiegato 
ai lavori della parte della strada di cinta , da quella 
di Costantina sino al Blockaus della Ferme-modéle. 

Il 23 maggio , il duca di Rovigo , volendo fare sta- 
bilire un campo vicino al ricinto della Rassauta , per 
far lavorare la truppa alla raccolta de' fieni , il signor 
capo di battaglione Salomon de Musis che comandava 
alla Casa-Quadrata , ricevette 1' ordine di andare a fare 
una ricognizione su quel punto. Partì egli di b^on 
mattino con un distaccamento di 25 cacciatori del 1." 
reggimento d'Africa comandati da un ufBziale, ed un 
altro di 27 uomini del proprio battaglione sotto gli 
ordini del tenente Cham, della Legione Straniera. 

Giunto presso del Marabutto di SidÌ-Mohamed-TÌtte- 
ry, il signor comandante Salomon lasciowi il distac- 
camento di fanti con ordine di aspettarvelo , ed egli 
continuò il suo cammino sopra la Rassauta co' suoi cac- 
ciatori. Ad una mezza lep dal punto in cui lasciato 
aveva l' infanteria , si avvide ohe dei cavalieri arabi 
smontati dalle loro cavalcature, parevano attenderlo in 
imboscata fra i cespugli e le macchie. A tal vista , que- 



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55 
st' iiffiziale superiore' ed ì càralieri della sua scorta fe- 
cero voltafaccia, e. ritornarono al più gran galoppo 
nella direzioae del Marabutto ov" era rimasto il distac- 
camento dei fanti; gli uomini che il componevano, i- 
gnorando ciò che accadeva , aepellarono sotto l' armi 
l'arrivo de' cavalieri. 

Il capo di battaglione che precedevali , disse al le- 
nente Gham , senza rallentare 1' andatura del suo ca- 
vallo: B noi siamo inseguiti da una banda di 1500 ca- 
valieri ; procurale di far fronte un momento ; io vado 
■ alla Casa-Quadrata per cercare del rinforzo, >'e con- 
tinuò egli la sua corsa con tutti i cavalieri, ad ecce- 
zione del trombettiere ; questi , dicendo che voleva di- 
videre la sorte de' suoi camerata della Legione , balzò 
di sella ed offrì il proprio cavallo al tenente Cham , 
ufBziale di origine svizzera , il quale ricusò questo ver- 
gognoso mezzo per salvare i suoi giorni. 

Gli uomini, componenti il distaccamento d'infante- 
ria, demoralizzati dalla partenza del loro capo e dall' ab- 
bandono della cavalleria, come pure dall' annunzio fatto 
ad alta voce dell' arrivo di un nemico in numero così 
superiore al loro, non obbedirono al proprio uEBziale il 
quale conservando tutto il'suu sangue freddo, incita- 
vali a far massa presso del Marabutto , dove avrebbero 
potuto , facendo parsimonia delle loro cariche , resistere 
molto tempo ad un nemico non molto intraprendente, 
sino all'arrivo di un rinforzo. Eglino si sbandarono e 
corsero nella direzione delle boscaglie le quali erano 
ad alcune centinaia di passi dal Marabutto, ove spera- 
vano , senza dubbio , poter mcglip lottare contro' una 
numerosa cavalleria. Si fu in codesto tragitto che ven- 
nero sorpresi dai cavalieri nemici , i quali trovandoli 
in simil modo dispersi , non li ebbero a caro prezzo. 
Furono essi tulli uccisi barbaramente, eccetto un fu- 



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36 

ciltere a cui toccò la sorte dì potersi nascondere in un 
prunaio, e dal quale ìmpararonsi tutte le particolarità 
di tale deplorabile ed infelice incontro. 1 cadaveri del 
lenente e de' soldati furono ritrovati affatto nudi e mu- 
tilati in modo veramente da cannibali sul campo di 
battaglia , da una compagnia giunta poco tempo dopo 
dalla Casa -Quadrata. I soldati vennero sepolti sul luo- 
go medesimo, e gli avanzi del bravo e sfortunalo Cham 
furono trasportali alla Casa-Quadrata , presso della qua- 
le gli ufBziali della Legione fecergli erigere un sem- 
plice, ma onorevole monumento. 

Dietro i dati certi e precisi, raccòlti vari giorni 
dopo dal duca di Rovigo, rimase avveralo che ì cava^ 
lieri i quali avevano eseguito queir altacco appartene- 
vano alla tribù degli Isser e che non erano che 7K sot- 
to gli ordini del figlio del loro capo Ben-Zamoun (Be- 
niamino)! 

Il signor Salomon de Musis restò qualche tempo 
ancora nella Legione Straniera , dopo si sgraziato af- 
fare (per non qualificarlo altrimenti ). Approfittò di una 
favorevole occasione per sortirne, chiedendo il coman- 
do, divenuto vacante, del 3.** battaglione' di fanti leg- 
geri d' Africa , locchè vehnegli accordalo. Raggiunse il 
nuovo suo corpo a Bugìa di cui egli fa nominato tre an- 
ni più tardi comandante superiore ed ove morì assassi- 
nalo d^ un capo arabo (presso del quale aveva avuto 
l'imprudenza dì rendersi, quasi solo), e che avevalo 
attirato in un agguato , sotto prelesto di negoziar la 
pace. 

Il 1.*^ batlaglione, divenuto 3.** (in seguito dì un 
riparto generale de' primi tre battaglioni), mentre durò 
il suo soggiorno alla Casa-Quadrata, eseguì numerosi 
ed importanti lavori, cioè: spurgamento, disseccamen- 
to e dissodamento di paludi , costruzione di strade , 



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37 
ponti , ridotti e blockaus. Le stesse fatiche e lavori, con- 
dusse a termine il 5.** (italiano), sotto gli ordini del 
signor comandante Poerio, accampato al guado dell' A- 
ratch. 11 generale in capo col seguente suo ordine del 
giorno attesta la propria soddisfazione (1)* 



(1) Da più testimoni oculari venne narrato al T. che sullo 
scorcio dell' aDDo 1832 , ( epoca in cui esso nou era per anco en- 
trato nella Legione), in questo filokhaos (ridotto coperto) stava 
a guardia una notte il sottotenente Boldrìni con drca 30 tanti al 
pian terreno, con 'quattro artiglieri francesi e tin brigadiere che 
avevano stanza nella parte superiore ; quando venne assalito da ben 
^000 arabi fanti e cavaEwt con uà tremeudo fuoco di moschet- 
terìa, e tale un ardimento che non podii si avanzarono fino su) 
terrapieno, i rìparì e cavalli di frisia che ditendevano il ridotto 
ed il ponte levatoio. Non fomentò per questo l' intrepido italiano , 
ma anzi infiammato dal desidwio di segnalarsi in liiGcia alle di- 
verse genti di che era composta la Legione, sostenne la più va- 
lorosa difesa. E facendo dai. suoi soldati rispondere dalle bale- 
striere coi tiioco dei fuùli ai colpi del nemico , chiamò i franceù 
perchè gli venissero in aiuto di loro artiglieria. Ha o fosse viltà, 
o altro sentimento che gli animasse, scorgendo meta dei colpi 
d^U Arabi, la scala che allestivano per discendere, non Io fecero, 
e si rimasero inerti nel loro alloggiamento. Ha Boldrìni conoscendo 
di quanto giovamento poteva riesdrgli il trarre dell'artiglierìa! 
aiutato da un suo tamburìno, caricò e scarìcA più volte il can* 
none con cui fece macello degli assalitori. Né in tanto frangente 
dimenticò col razzo di convenzione di rendere avvertiti dell'ai' 
tacco e il campo e la Unea dei blodihaus perchè pronto avviso 
ne avesse il superiore comando. Durò il combattimento dalla mez- 
zanotte all' albeggiare , dm'ata assai lunga in una notte invernale, 
e per ri piccola mano dì difensori : e terminò gloriosamente per 
i nostri bravi che ebbero soli due feriti, o poco più , mentre gli 
Arabi non ritrassero da quell' attacca che una fuga ignominiosa 
all' aggiornare , lasriando moltisùmi sanguinosi segni delle loro per- 
itate. Per si glorioso avvenimento fu il Boldrìni proposto per una 



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Ordine del giorno dell'armala d'Africa, 
del 2 luglio 1832 (d.** 248). 

> Il generale in capo fa conoscere la propria soA- 
■> disfazione al signor capo battaglione Poerio della Le- 

• gionc straniera, il cui battaglione a suoi ordini, ha 
» fortifìcalo il blockaus del guado dell' Aratch , dove ha 

■ eostruito un buon alloggiamento per la truppa; come 

> pure al capo di battaglione Moret, del medesimo 

> corpo, il quale, in quaranta giorni, ha fatto innal- 

■ zare il suo campo trincerato , fortificare il suo blo- 

• ckaus e costruire la metà delle 5U« baracche ìq. pie- 

> tra ; il generale in capo invita le altre truppe a mo- 
■- dellarsi sopra i citati battaglioni. 

> Il capo di stato maggiore ^neraie, 
1 Firmato. Trézel. ■ 

Avvicinandosi il tempo delle febbri, il generale in 
capo ordinò che le truppe della Casa-Quadrata ne fos- 
sero immantinenti ritirate ; non vi si doveva lasciare 
che un posto di cavalleria e di fanteria, da rilevarsi 
ogni giorno. Più lardi ancora, quel punto venne ab- 
bandonato alla guardia degl' indigeni ; ne fu murata la 
porla d' ingresso. 



ricoBipensa onorifica , che poi, so ne ignora la cansa , non ottenne: 
il distaccamento fu commendato in un ordine del giorno del ge- 
nerale in capo e il brigadiere d'artiglieria che mancA al suo do- 
vere, fu degradato. Il cenno che ricorda questo Kitlo del valoroso 
soldato italiano era per me un debito; e non pnA die rìescire 
grato a' miei connazionali. - 

{Nota del Traduttore). 



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39 

Nella provincia d'Algeri, gli ultimi mesi dell'an- 
no 1832 iinpiegaronsi dalla Legione in cangiamenti di 
bivacchi di campi ; in continuazione de' lavori co- 
loiDciati su diversi punii ; in ricognizioni in differenti 
direzioni ecc. ecc. 

Nel mese di novembre il k." battaglione (spagnuo- 
lo), sotto gli ordini del signor capo di battaglione Cros 
d'Avenas, fece parte di una ricognizione generale fair 
ta, con tutte le truppe delta guarnigione d'Orano, dal 
signor tenente generale Boyer ; questo battaglione venne 
citato air ordine del giorno della divisione , net modo 
più lusinghiero ; esso non componevasi allora che di 
cinque compagnie. Il signor Cros d' Avenas fu nominalo 
uffiziale della Legione d'onore, ed i signori Pecdlte, 
capitano, d'Harau sergente maggiore, e Roch, caporale, 
legionarii. 

In qnesla spedizione , siccome in tutte quelle in cui 
il 4.° battaglione ebbe parte, durante il corto soggior- 
no ad Orano, i militari spagnuoli, che componevanlo , 
si fecero sempre distinguere per nn' attitudine tutta 
particolare per simil genere di guerra , sopportando le 
fatiche, il calore e le privazioni senza parere di sof- 
frirne. Essi conoscevano tutte le astuzie degli Arabi ; 
le sventavano o facevanli cadere negli agguati che l' a- 
gililà loro, il loro sangue freddo e bravura permet- 
teva di tendere con vantaggio. Erano dessi divenu- 
ti il loro terrore , e spesso sonosi veduti de' cavalièri 
arabi fuggire dinnanzi ai fanti spagnuoli, i quali mar- 
ciavano loro incontro senza esilare, appena che trova- 
vansi sotto il tiro. 

Nel corrente dell'anno 1832, il 6." battaglione di- 
staccato a Bona, dove giunse il 11 agoslo, ebbe una 
parto aUivissima a tutti i lavori di essicazione, di sa-, 
namenlo e di foraggiamento. Contribuì alle spedizioni 



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40 
che ebbero luogo ,.3U quel punto , sotto gli ordini del 
signor generale d' yzer, il quale, in tutte lecircostan- 
ze,'ne informò il governatore generale nel modo il piìi 
lusinghiero e più favorevole del suo zelo, della sua 
devozione e bravura. 



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SOMHAltlO. — Anno 1833. — Noie*»!! ^^lIonmeDU aeir oigMlziazioMi 
della Leeone, sua disciplina. ammieistraìiODe ed istruzione. — Nuovo 
alto di devozione di alcuni militari della Legione, i quali galvano, a rischio 
della laro vita, l'equipaggio di una nave naufragate. — Onorevole con» 
dotu del 6." batiagtlone a Bona. — Sparizione a Orano codIto la tritili del 
Garabàts, alla quale concorre il i.'> ballaglione, — Combatti mento del Ma- 
rabutto di Korgula. — Ordine del giorno lusinghiero ed oooriSco pel 2." 
battaglione (provincia d' Algeri). — Ricogniiione EU Bllda, comandala da] 
lenente generale ToiroL — Due acelM compagaie della Legione ti prendon* 
parte. — Ordine del giorno dell' «aercito a tale oggetto. — Assassinio com- 
messo da alcuni Arabi nelle gole di Bouffaricli. — Spedizione sopra Guiroa. 
— Lavori di sanamento esegaito dal Sfi battaglione a Bona. — Ricognizione 
sopra Coléah. — Spedizione contro gli Uadjouti, — Lavori alle gole di 
fioolbrii^ 



Come nel 1S31 e 1852 , ì battaglioni della Legione 
Straniera su tutti i punti ove furoso collocali iA Africa 
nelle diverse province, in Algeri, Bona, Bugìa ed Orano, 
diedero nel corrente dell' anno 1835 delle reiterate prove 
di rassegnazione per sopportare te fatiche e le priva- 
zioni , e di coraggio davanti al nemico ; furonvi ancora 
di tempo in tempo alcune diserzioni ,"alcuni atti d'in- 
subordinazione, ma più rari che gli anni precedenti; 
tali miglioramenti , come pure i progrèssi che vennero 
notati nella' contabilità , l'istruzione e la disciplina, 
devono essere attribuiti, senza dubbio, all'uscita dal 
corpo di varii nffizìali indegni di figurarvi ; ad «ìfeune 
misure di giusta severità opportunamente prese contro 
vari altri che dimenticato aveano il dover loro in di- 
verse circostanze; a delle esecuzioni in seguilo delle 



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42 
sentenze de' consigli di guerra, finalmente alla confi- 
denza che presero a poco a poco ne' propri capi, dei 
soldati i quali , a cagione della loro qualità di stra- 
nieri, avevaDO sino allora pensalo non potere trovare 
in questi capi la sollecitudine medesima che i soldati 
francesi. Ognuno , nei suo grado essendo obbligalo di 
adempiere esattamente e conscienziosamente le funzioni 
imposte dai regolamenti , ne risolto per il soldato nn 
benessere eh' egli riconobbe , e manifeslonne la sua gra- 
titudine col raddoppiare di zelo ^e di buona volontà per 
lutto ciò che venivaglì chiesto. 

Il 4 marzo , con un ordine del giorno dell' esei^ 
cito , il generale in capo fece noto il coraggio e l'ab- 
negazione dì cui fecero prova i nominali Oachenheimer, 
sargente , Rapp, Fritz, e Marlin, fucilieri, tutti quat- 
tro della 3.° compagnia del 1.*^ balta^ìone della Le- 
gione Straniera , andando , col pericolo della propria 
vita , a soccorrere l' equipaggio d' un bastimento di 
commercio naufragalo presso dei forte dell'Eau, e che 
ebbero la ventura di salvare. ' 

II 13 marzo, un altro ordine del giorno del co- 
mandante in capo manifesta all' esercito , che nella prò- 
vincia di Bona , ove sono stali ottenuti de'vantaggi su- 
gli Arabi , il 6." battaglione della Legione si è fallo di- 
slinguere, e cita i signori capo di battaglione Maguier 
ed il tenente de La Lande , come essendosi particolar- 
mente distinti ; quest' ultimo uffiziale ricevette la croce 
della Legione d'Onore. 

In quest' epoca il signor duca di Rovigo dovette 
rientrare in Francia , per farsi curare a Parigi dalla 
crudel malattia di cui è morto. U signor generale d'Al- 
ton , comandante e ispettor generale delle truppe , a- 
vendo lasciata 1' Africa poco prima , il signor tenente 
generale Voirol venne designato in sostituzione di que- 



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43 

si'uttimo, per diaimpegnare le funzioni di generale in 
capo e di governatore generale interìnalmente fino al- 
l'arrivo ad Algeri del signor lenente generale conle 
d' Erion , successore del signor dnea di Rovigo. 

' Il 23 aprile , il Tuciliere Semmons , della 3.° com- 
pagnia del 1." battaglione, fu assassinato da un colono 
che lo uccise con un colpo dì fuoco alla bocca , per 
averlo trovato nel suo podere tagliando dell' erba per 
un cavallo; la giustizia punitiva non molestò affatto il 
colono suddescritlo(l). ' 

Il S maggio , la divisione d' Orano , solio gli ordini 
del signor generale Desmichels, fece una razìa sulla 
tribìi dei Garabats , per castigarli di avere mancato 
alla loro promessa di sommessiqne alla Francia , col- 
l'assalire dei douairs sommessi e fedeli. II i.^ batta- 
glione che concorse a tale spedizione fecesi eziandio 
distinguere per la sua bravura , la sua maniera decisa 
di affrontare gli Arabi , la celerità della sua marcia , 
la destrezza e l' agilità de' suoi bersaglieri. {%). In que- 



(1) Ad onta di ciò, già a quest'epoca certi giornali gridava- 
no la tfodatn contro la tìramiia del regime della sàntola in 
Afirica! 

(2) Nel fatto suddetto concorse glorìosBineDte anche il batta- 
gficme italiano, il quale, come più diffusamente verrà esposto nel 
capìtolo seguente , rormava già da qualche "^orno parte della di- 
visione medesima, benché erraneacaente pretenda l'A. ciò ac- 
cnleBse soltanto nel maggio 1854. E dò è tanto vero , che non 
pochi soldati italiani in questo avvenimento perirono asfissiati per 
ima lunga e disastrosa marcia di ^ ore continue attraverso sab- 
bie rese ardenti da un calore di ben 58 gradi, privi affatto di 
acqua per dissetare le arse labbra, e ottenere cod qualche alle- 
viamento agli spasimi che sostenevano. 

{Nota del TVodutore). - 



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u 

sta razìa rìaseitai con pieno soddisEacin^iito j la divi- 
sione s' impadroni di ana ^nde quantici di, bestiami 
appartenenti agli arabi ostili. I signori Bail, capitano, 
BrandoLy , sottotenente , e Dncros , sargente , ottennero 
la decorazione della Legione d' Onore dopo essere stati 
citati nominativamente all'ordine del giorno della di- 
visione, che altamente lodò la condotta di tatto questo 
battaglione, comandato dal signor Cros d'Avenas. 

Il 27 maggio, il signor generale Desmichels vo- 
lendo erigere an blockaas a mille metri in avanti 
della m<»cbea di Korguta, diede l'ordine al signor co- 
mandante d'Avenas di sostenere e di proteggere i la- 
voratori col suo battaglione forte allora di sei compa- 
gnie ; due scelte compagnie del 66.** reggimento di linea, 
furono inoltre collocate sotto i suoi ordini. 

Qnel giorno medesimo di bnmiissim' ora , il nemico 
forte di cinque o sei mila uomini , fra cavalieri e fanti< 
attaccò con grandissimo impeto quel battaglione. Il fuo- 
co dorò sette ore, ed in tutto questo tempo il batta- 
gliene sostenne con una bravura degna di rimarco que- 
sto disuguale combattimento. I signori Bail (1) capi- 
tano al i." battaglione della Legione Straniera , Roch e 
Ducros, sergenti allo stesso battaglione, vennero citali 
all'ordine del giorno della divisione per essersi parti- 
colarmente distinti. 



(1] n prode capitano Bmi dopo esaere rientrato, in {spaglia, 
venne reint^rato nell' esercito nazionale e per le calorose sue 
gesta divenne colonnello nel 1857, e comandante una colonna 
mobile contro il generale Cabrerà nel regno di Valenta, nel 1838. 
Il giovine suo figliuolo semplice spahis in Africa , seguendo le pe- 
date ad genitore, era in Ispagna nel 1858 nel 4.° de' cacciatori 
a cavallo col grado di tenente. 

{Nota del TraduUon). 



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45 
Il segnenle ordine del giorno del ìgenerale in capo 
allesU li propria soddisfazione al %.° battaglione , per 
te operazioni del foraggiaraenlo al forte dell' Eau {Pto- 
vincia d'Algeri). 

Ordine del giorno dell' esercito del 29 giugno 1833 

(n."4U). 

> Il signor Marengo , capo di battaglione alla Le- 

■ gione Straniera, il quale per tutta la durata dell' o- 
» perazione del foraggiamento è rimasto al forte del- 
» r Eau colla sua truppa, merita d' essere ricordato pel 

■ zelo ammirabile cbe ha spiegato in tate circostanza 
» e che ha saputo comunicare a' suoi soldati, nonché 
» ai distaccamenti del i.** e 67." di linea; i loro lavo- 
>• ri sono stati altrettanto più faticosi in quanto che 

> hanno richiesto la disseccazione, l' afTasteltamcnto e 

> r imbarco dei foraggi. 

• lo attesto il mio soddisfacimento ed i miei rin- 

> grazìamenti pel loro sostenuto zelo, al sig. coman- 
' dante Marengo, ai signori nffiziali , come pure ai 
- solt' uffiziali e soldati. 

> n lenente generale comandante in capo 

interinalmente 

Firmato Barone VonoL. ■ 

•Ut giugno. — In quest'epoca, il 4.** battaglione 
( Spagnuolo ) ricevette l' ordine di andare a dar il cam- 
bio a Bona al 6." (Belgico), che le febbri avevano 
decimato ed il rimanente del quale era quasi intiera- 
mmite all' ospitale. Pensavasi con ragione, che il -clima 
meno insalubre di Orano , converrebbe meglio a que- 
gli uomini del Nord, e che gli spagnuoli del 4."^ bat- 



tei byGoogIc 



M 
taglione meglio resisterebbero ai miasmi della paoura 
di Bona, ai lavori di spu^zione ed a quelli della 
raccolta dei fieni, a vantaggio dei coloni, ai quali i 
soldati erano sfati impiegati nel tempo degli eccessivi 
ca](H-i con molto poco riguardo. 

Allorcbè il 4.** battaglione giunse in rada a Bona, 
lutti coloro che non èrano morti del 6.'' battaglione i 
stavano quasi tutti all'ospedale, ed allora, eccetto quel- 
lo della moschea, gli ospitali dì Bona erano installati 
sotto delU tende o sotto delle baracche fatte con ta- 
vole mal commesse fra loro. Si temette f effetto morale 
che produrrebbe sopra lutti que' moribondi la partenza 
del piccol numero de' loro camerati «he potevano tut- 
tora star ritti, ed il cangiamento del battaglione non 
ebbe luogo. Gli è in tal guisa, almeno, che spiegossi 
la non esecuzione degli ordini del governatore genera- 
le. Il 4.** battaglione riparti dunque senza avere sbap 
calo a Bona , giunse in Algeri il 29 luglio e vi rimase 
al campo dì Kouba sino al mese di ottobre, epoca in 
cui ritornò ad Orano. 

Quando il 4.** battaglione lasciò la divisione d'O- 
■ rano per ire a Bona, un ordine molto lusinghiero ed 
onorevolissimo del generale Desmichels , dimostrogli il 
suo dispiacere di vederlo partire. Lo stesso accadde al- 
lorché vi ritornò ; un ordine del medesimo ufBziale ge- 
nerale conteneva le sue felicitazioni di vederlo ritor- 
nare soUo il suo comando. Nel mese di dicembre del 
medesimo anno Io stesso battaglione fece parte di una 
spedizione comandala dal generale Desmichels, e .di' 
retta contro le tribù stabilite a' piedi dell' Atlan,te; dal- 
l'ordine del giorno pubblicalo in simile occasione, egli 
ebbe una menzione molto onorevole. 

Nel mese d'agosto, i 1.*' , 5.° e 7.** battaglioni par 
tono pel campo di Dbuera, sotto gli ordini del lenente 



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47 
eoloDDelle Neomayer (essendo il c(donne}lo Bern«Ue 
obbligfito al iHto a cagione di uà* feri^ algtnoochio, 
proTeHienle da uo calcio. di un cavallo). Dapno essi 
il cambio al 10.° reggimenlo di fanti leggieri, e sono 
impiegati ai lavori éi un campo trincerato, dei forti 
Voirol e TrézeI , e delle strade e ponti che vi conducono. 

li 26 agosto, il signor tenente colonnello Neuma- 
yer parte da Doaera con un battaglione ed alquanti, 
cavalli per proteggere de' Lavoratori impiegali a stabi- 
lire un ponte di cavalietti, a capo della china d'Ou- 
led-Mendil. 

Il 10 settembre, venne organizzata e riunita una 
divisione al campo di Donerà , agli ordini del signor 
tenente generale Voirol, governatore |;enerale interino, 
per iscortare la commissione straordinaria presieduta 
dal signor tenente generale conte Donnei, la quale vo- 
leva portarsi a riconoscere la pianura della Mitidja, i 
dintorni della ciiià di Blida, ed esaminare, in loco, 
la questione della oolonizzazionf;. . . 

Dietro te prime disposizioni adottate dal generale 
ia capo, nessuna porzione della Legione Straniera era 
chiamata ad entrare nella composizione, dì quella di- 
visione alla quale ogni corpo di truppe della provin- 
cia d' Algeri , fornito aveva il proprio contingente. I 
militari di ogni grado della Legione furono vivamente 
impressionati di tale esclusione; una regolare e gerar- 
chica dimanda pervenne al signor generale Voirol il 
qaale ne riconobbe la giustizia ed apprezzonne i lo- 
devoli motivi. In conseguenza fu deciso che le quattro 
eon^à^ie scelle dei 1." e 3." batla^ioni (il 7." polac- 
co non aveane ancora), sotto gli ordini del sig. capo 
di battaglione Marengo,, farebbero parte della spedi- 
xioae. 

La cplOBoa ruppe la marcia a mezzanotte e giunse 

5 



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48 
davanti a Blida alle dieci antinierìdian«, aeìiza av^ 
re incontralo veruna traccia del nemica; dopo an 
riposo di Ire ore, si rimise in moto nella direzione 
di Boalfarick, e le quattro scelle compagnie della Le- 
gione ebbero l'incarico di fare la retroguardia, sotto 
gli ordini del capo di battaglione Marengo. Secondo 
il loro costume, gli Arabi i quali non eransi fatti ve- 
dere die ad una grande distanza e fuori del tiro del 
fucile, allorché la divisione portavasi sopra Blida, 
mostraronsi in gran numero, e vennero ad inquietarla 
tribolando la retroguardia ed ambidue i fianchi fino 
all' ingresso della gola 4< BonfTarìck. Questo passaggio 
era in allora mollo angusto, pieno di boscaglie, spar- 
tito da vari ruscelli, e presentava ad un nemico cosi 
attivo come questi indìgeni, mille facilità per inquie- 
tare le colonne che atlraversavanlo. 

In codesta ritirata, la retroguardia si distinse per 
una attivitìi ed una sorveglianza rare e riconosciate da 
tutta la divisione e particolarmente da un ordine molto 
lusinghiero del generale in capo. Più volte nella pianura, 
essa approfittò degli accidenti del terreno favorevole per 
tendere degli aguati e delle imboscate agli Arabi si a- 
stuti, si sospettosi, e che, nonostante vi si iasciarODO 
prendere, locchè valse loro la perdita di alcuni uomi- 
ni ; ebbevi nella gola un momento difficile in cui la 
colonna troppo agglomerata, fu molestala sul suo fian- 
co sinistro dai tiratori imboscati dietro i buscioni e 
gli alberi. I tenenti generali Bonnet e Voirol, i quali 
Irovavansi in quel punto alla retroguardia, furono te- 
stimoni del sangue freddo col quale tutte le necessarie 
■disposizioni si prescrissero dal comandante Marengo , 
ed eseguite dai militari sollo i suoi ordini, per respin- 
gere quegli arditi feritori , e per assicurare la ritirata' 
della divisione. Essi ne attestarono altamente il proprio 
contento ai bravi soldati della Legione. 



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Ordine del giorno dell' esercito d' Afriea, 
degli If ietlembre 1833 (n. 4d3j: 

■ Il primo e terzo battaglione della Legione Stra- 
» nìera, accampati a Douera, avevano chiesto di far 

• parie della colonna facente una ricognizione sopra 

> Blida , il lenente generale comandarne in capo vo- 

> leudo aderìi-e ai loro voti quanto la sicurezza del 

> r importante posto che occupano lo penuetleva, pre- 

> se secolui le quattro compagnie scelte di que'balla- 

* glioni, le quali comandate dal sig. capo battaglione 

> Marengo hanno giustificato la buona opinione che il 

■ generale in capo aveva concepita della Legione. I 

■ tiratori di queste compagaie mischiati con que' dei 

> cacciatori a cavallo, hanno mostrato molta bravura 

■ nel ributtare i feritori arabi che vivamente incalza- 

■ vanii. La pertinacia delle succitate compagnie è stata 

■ late, che il tenente generale fu forzalo di ritardare 

■ la marcia della colonna per più di un' ora per far- 

> gliela ra^iungere. 

■ // tenente generale. Firmalo, Voirol. ■ 

Circa all'epoca medesima accadde al signor tenente 
colonnello Neumayer (1), lo sgrazialo accidente di cui 
abbiamo parlato altrove: codesto ufficiale superiore es- 
SMido alalo immediatamente trasportato all'ospitale di 



(1) Attualmente generale di divisiuDe, comandante la prima 
divisione militare. 

Temie rimosso da tale impiego nel 1850, ed oggi ha ade- 
rito a Luigi Napoleone. 

(HoUi del TraiiMore). 



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Algeri, ed il si^ roloasHIo Bernelle dovendo goardare 
il letto 1 Martafi. 3 BgBW generale Voin^ destinò il 
capo sqnadnMe di sUlo maggiore si^or Conrad, per 
andare a sostiutrlo nrl comando de' tre battaglioni del 
campo 4i Da w er a . faremo osservare che in lai mo- 
menl* vi sì trovavano tre capì di balta^ione della 
It^tme. i sìgWMÌ Kléber, Marengo e Borain, il primo 
de'qvali na saollo piA anziano che il signor Conrad, 
e ì dne altri nfieìali della maggior dìsiinnone). Le 
rapprarslanar c^ il colonnello promosse a tale ob- 
Meli». BOB cssesdo stale favmevfdmente accolte, e questi 
Mm v n lea d o baciare sotto gli ordini di on ufficiale 
estraseo al «oqio tre battaglioni che sarebbero slati 
peflellamcnie «mandati da uno de' loro capi, sorU 
4d letto benché nim anco gnarito della sna tnila, e 
sì ronda «e al campo di Donerà per assnuere qael 
ramando: al sno giangere il sig. comandante Conrad 
rientrò io Alfieri. 

Lo stesso giorno della spedizione di cai paiiato 
abbiamo, dne assassinamenti erano stati commessi ndle 
gole di Booftrick, a poca distanza dalla rcln^ardia 
della colonna ebe atlraTcrsarale per portarsi a Blida. 
Cna fami^ìa francese composta dd marito , della mo- 
^ìe e di nna gìorinelta di dodici anni , seguiva la 
divisione. iiKponando in una carretta, delle provri- 
giOBÌ da bocca destinate alla truppa in marcia; «ano 
vivandieri. Quest'inrelicì fnrmio assaliti nd meno delle 
gnle da parecchi Arabi. (Seppesi dappoi cbe erano ca- 
valieri Badjontì ì «lualì avevano trovato il mezzo di 
■ascondersi nel folto della boscaglia mentre cbe la 
4rrìsìoBe sfilavaX I coniugi Tennero immedìalamenle 
soBBali, mutilati in anodo orribile a dirsi, spogliali 
dei loro abiti ed appesì a dei rami d' alberi Mentre 
ravansì ì suoi genitori, la gtovinella aveva avuto 



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abbaftlansa presenza di spirilo per inlenursi Del bosco, 
e per nascondersi in un panlano. 

Codesta ragazzella, da cui si raeeoUero simili 
particolariUt e quelle ebe vedremo in segaito, temen- 
do di vedere gli assassini ritornare addietro per far 
nuove ricerche collo scopo di rintracciarla, aord dal 
padule appena che vid^i allonlanarBÌ, e senza sapere 
ove andasse , non avendo altra mira che di fuggire il 
teatro delle atrocità di cui era stata spettatrice e quasi 
la vittima, ella se^itò correndo, il primo sentiero 
che si offerse alla sua* vista. Questo sentiero guidava 
al sito in cui tenevasi il grande mercato di Bouflfo- 
riek, luogo dove attualmente trovasi il campo d'Erton. 
Ivi giunta, incontrò essa un Arabo del Douair di Gvi- 
roa (situalo ai piedi dell' Atlante), il quale se n' im- 
padronì, poscia sul proprio eavallo e menolla alla 
sua abitazione. 

Nel frattempo la divisione spedizionaria era tìIOp^ 
nata da Blida; rìvarcando il passo di Bouffarick, le 
persone che mareiavano in testa della colonna scorsero 
i cadaveri degi' infelici assassinati la mattina e trova- 
rono- salta strada gli avanzi del loro Iraino. Vennero 
tolti i cadaveri dagli alberi ov' erano sospesi, e sep- 
pellironsì sul luogo medesimo in cui erano periti; 
nessuno aveali riconoaciuti tant' erano sfigi^rati , e pa- 
rimenti ignoravasi che una fanciulla si fosse salvata. 

Scorsi vari giorni da questo avvenimento, due 
abitanti di Guiroa vennero a prevenire il generale in 
capo che la fanciulla dei due assassinati Francesi ri- 
trovavasi in un'abitazione di quel Douair e che se ili 
fossero a prenderla con delle forze rispettabili, sarebbe 
ella rendala. 



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S2 

Li 15 seUcmbrs a mezzanotlej- i) stg. Vergè (I) 
sargenle maggiore de' Zuavi, ed interprete del quartier 
generale, portò al colonnello Bernelle 1' ordine del 
generale Voirol , dì partire imnnediatainente da Donerà 
con un battaglione, due compagnie polacche, uno 
squadrone del 1.° reggimento di cacciatori d* Arrìca e 
due pezzi da montagna, per andare a Gniroa a pren- 
dere la giovine orfanella. Alle due dopo mezzanotte , 
la colonna era in moto ed attraversava snll' albeggiare 
la gola di BoufTarick. Gli uomini dell' avantiguardo fu- 
rono sorpresi da un orribile spettacolo: i cadaveri de- 
gli sventurati cantinieri assassinali pochi giorni prima, 
erano stati dissotterrati e gettati sul cammino stesso 
che la colonna doveva percorrere! Si scavarono delle 
fossa pii^ profonde, e furono di nuovo Beppellìli. 

Dopo di avere adempito questo sacro dovere, la 
colonna continuò la propria marcia sopra Guiroa' e 
fermossi alle dieci antimeridiane, al Uro di fucile dal- 
le prime case, gli ordini positivi del generale prescri- 
vendo di non entrarvi. Il signor Verge aveva secolui 
condotto i due giovani del paese, i quali avevano fatto 
conoscere che la giovinetta era in casa di un loro pa- 
rente, disposto a rendercela, ma «he temendogli Ha- 
djouti i quali avevanglielo proibito, aveva c!hiesto che 
si facesse una dimostrazione che scusasselo ai loro 
occhi. 

Scorse erano alcune ore in vana aspettativa al- 
lorquando una delle due guide, shII' inchiesta dei sig. 
Vergè, che conosceva il modo di trattare di quetgli 



(1) Oggi capo di battaglione de' berEagUeri indigeni d'Alge- 
ri e Tiltery. 



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S3 

abilanli, fu spedito* a (ìuiroa per accelerare la consét 
pi» delta fanciulla. — Essa più non eoBiparve, e fu 
deciso a farla seguire dal suo compagno; dopo una 
BHOva aspettazione, quest' ultimo ritornò finalmente 
aanunziando che 1' Arabo Ìl quale era possessore della 
giovinetta erasi con essolei rifuggito nella montagna, 
e che se noi avessimo tentato di seguirlo, egli 1' uc- 
ciderebbe e ritirerebbesi presso gli Hadjouti. Il caso 
era imbarazzante, non solo a causa della minaccia di 
queir uomo, che svrebbela senza alcun dubbio ese- 
guita, ma perchè, come più sopra è stato detto, gli 
(ffdini positivi e scritti del tenente generale portava- 
no che in verun caso la truppa entrar non dove» in 
fiairoa. 

Durante tale aspettativa e simili negoziati, vede- 
TitDsi de' cavalieri sortire da Guiroa o venire dai dif- 
feriti punti della pianura e prender posizione fra il 
villaggio e la truppa. — Alle dimande che ìl signor 
Verge volgeva alla guida a tale, proposito, questi ri- 
spondeva con molla sicurezza che i cavalieri eraoo 
■mìci, che noa avevano veruna ostile istenzioue , eco^ 

Nullameno, tutti ì tentativi adoprati per avvici- 
narli e per conoscere i loro progetti, riescirono inu- 
tili. Eglino evitavano gli emmissari che loro spedivansi, 
e indietreggiavano dal Iato della montagna qualora la 
linea dei tiratori, che copriva la truppa, loro appro»' 
simavasi. 

Per uscire da simile indecisione, e d'altronde giunta 
essendo l'ora di ritornare al campo, il colonnello ot^ 
dinò la ritirata, pensando che se avessimo avuto che fare 
co'Demici, questo sarebbe il momento che coglierebbero 
per atlacearei. — DifTalti , appena che i tiratori , seguen- 
do il moTÌBienlo della truppa, ebbero fatto voltafaccia, 
gli Arabi li assalirono, incominciarono la moschette- 



rei byGoogIc 



ria , ed il loro numero consHterevolmeate si accrebbe. 
L' infanteria e la ciTalleria, Hi iscaglionì, ritiraroiisi 
lentissimaniente, facendo di letnpo in tempo delle mos- 
se offensive le quali, eseguile con vigore e sopra un 
suolo propizio , cagionarono alcDne perdile all' ini- 
mico. Nel numero degli uccisi, renne trovato, sul 
campo di battaglia il figliuolo di un capo e marabu- 
10 Hadjouto, molto conosciuto ed estremamente temuto. 

Da questo istante, gli Hadjoati, divenuti più cir> 
cospetti , sempre ci accompagnarono , però ad una 
distanza rispettabilissima, ed allorché giugnemmo al- 
l'ingresso delle strette di BoufTarick, che il colonnello 
Bernelle aveva di già mandato ad occupare da due 
compagnie polacche agli ordini del capo di battaglioiTe 
Horain, gli Arabi sì ritirarono intieramente. La piccola 
colonna spedizionarìa era di ritorno al campo di Done- 
rà , senza aver perduto un sol uomo , alle ore otto della 
aera (1). 

Questa fn la prima volta che il colonnello Bernelle 
guidò al fuoco la Legione Straniera; il capo ed i subordi- 
nati impararono colà a conoscersi; da quel punto, si 
compresero a vicenda; riconobbero che doveva esi- 
stere fra loro un' intiera e reciproca confidenza , e 
tale opinione una sol volta non si smentì nello spazio 
di quattro anni di fatiche, di privazioni e di combat- 
timenti, in Africa ed in Ispagna! 

Nella relazione diretta al generale Voirol dal co- 
lonnello Bernelle, come conseguenza del suaccennato 
scontro, e^i cita come essendosi distinti: 



(1) Alooni gtorni dopo e per un noto ^tentaneo U bnooDa 
venne ricondotu in Algeri , di] medesirao Arabo dw non ce l' a- 
vea ricusata , se dod se perchè w-a intimorito dalla presenza dc^ 
HadjoutL 



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55 

I flignorì capo di bftUagU(Hie Honiin, 

il capìlano de' graaatierì Eberlé , 
il capitano aiutante maggiore MangoD , 
il capitano Soliman, del 1.'' reggimento 
di cacciatori. 
Vergè interprete. 
. Un ordine del giorno delli 18 aettembre, emanato 
dal tenente generale Voirol, governatore generale interino, 
fa consapevole 1' esercito del suo soddisfacimento per 
la bella condotta delle truppe della Legione che hanno 
avuto parte al combattimento delli IS settembre. Noi 
lo riproduciamo qui sotto: 

Ordine dell' esercito delli 18 settet^>re 1653 

(n. 45S). 

• La Legione Straniera, nella ricognizione che il 

■ colonnello Bernelle è stato incaricato di dirigere li 

■ 15 del corrente sopra Gairoa , ha nuovamente dato 

> prova di calma, di sangue freddo e di valore; as- 

• salila vivamente al momento della sua ritirata verso 

• le gole di Bouffarick, ella si è ritirala in iscaglioni 

■ net più grande ordine, ed i tiratori hanno coperto 

■ il movimento con cora^io ed intelligenu; un grosso 

> numero d' Arabi sono rimasti uccisi o posti fuori di 

> combattimento. La Legione non ha da piangere la 
» perdila di alcuno de' suoi. Il lenente generale si dk 
» premura di far conoscere all'esercito tale onorevole 

• condotta. 

• Il tenente generate governatore generale interino, 
» Firmato: Barone Voibol. » 

Li 2S settembre, dietro gli ordini del generale in 
capo, il colonnello della Legione, con due battaglioni 



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56 
di codesto corpo ed nn polotono di spahis , fa una 
ricognizione sopra Coléah. Egli parte da Douera alle 
cinque anlinreridiane, dirigesi sopra Malielma ed arriva 
al guado di Mazafran, seguendo a un di presso la me- 
desima direzione che venne data alla strada costrutta 
due anni dopo. Da quel guado, dove ferma la sua 
colonna, egli portasi, con una compagnia di volteg- 
giatori ed il peiotone di cavalleria, in vista di Coléah. 
nella quale non penetra, opponendovìsi gli ordini del 
tenente generale; al suo ritorno, rimette in marcia la 
colonna, seguitando la pianura, radendo le basi del 
Sabel , e rientra nel campo di Douera , dal lato di 
Ouled-Mendil. 

Tale ricognizione aveva per iscopo di accertarsi 
qaal era la migliore di quelle due strade per rapida- 
mente portarsi, con una divisione, da Douera sopra 
Goléah, siccome doveva fra non mollo accadere, come 
b1 vedrà , in appresso. 

■Li 28 settembre, il generale de Trobriand riunì 
al campo di Donerà una divisione destinala a fare 
una spedizione contro la tribù degli Hadjouli; cotesta 
divisione fa composta nel modo che è indicato nel- 
r ordine del giorno dell' esercito che leggerassi piìi 
avanti; il signor oolonnello Bernelle ne comandava le 
truppe. 

L' indomani, 29, la colonna venne messa in mo- 
vimento alle due del mattino, dirigendosi per Ouled- 
Mendil ed il piede del Sahel, strada che era slata pre- 
ferita a quella per le alture a cagione della cavalleria 
e dell'artiglieria. Varcossi il guado di Mazafran, pochi 
giorni prima riconosciuto, e, ad un' ora pomeridiana, 
erasi di già dinnanzi a Coléah, abbandonata dalla mag- 
gior parte de'sooi abitanti, i quali erano iti a riunirsi 
agli Hadjoutì. 



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$7 

La dmsionQ fece «Ito nel cimitero per dsre al g0] 
aerale il tempo di ricevere la aommessione di alotui 
vecchi venuti ad incontrarlo, e di fare rintracciare i 
Marabutti ed i capi che allora aeppesi aver preso .Ift 
fuga. In .questo Traltempo , 1' avanliguardo traversava 
la città, .e, dopo aver ricambialo alcuni colpi dì fucile 
con dei gruppi di cavalieri nemici, che furono ricac^ 
ciati nei boschi che fiancheggiano il rio, esso prese 
posizione sul pianoro, dove oggi rilrQvasi il campo 
trincerato. La colonna prese Ja stessa direzione poco 
dopo , ed il generale decise che si stabilisse il bivacco 
in quel luogo, essendo la giornata troppo avanzat* 
per impegnarsi in un paese sconosciuto iq quell'.&i 
poca. , ■ 

Quattro militari del 67.** reggimento, essendi^ 
avventurati sulle sponde del rio per andare in tracnia 
di legna e di acqua, non ritornarono. Vi si maRllÒ 
gente per rinvenirli: non ne fu. ritrovalo eheuno 
oaortalmente ferito, e due cadaveri decapitati; il qtiai^ 
lo soldato era stalo trascinalo in ischtavitù. 

Il giorno susseguente, 30 settembre, la divisione 
fu posta in marcia, suU' albeggiare, accennando ti( 
guado dell' OuedSer, che varcò sotto il fuoco d^^ 
r inimico il quale aocMnpagaavata fin: dal matlina; 
alle ore otto, essa entrava nel paese ' degli Hadjouli ; 
che aveva missione di gastigare per le loro continue 
depredazioni e sovra;ttutto per 1' assassinio qommesso, 
li 11 settembre, qelle strette di Boudaricki 

! guerrieri Hadjouti, uniti a quelli delle differenti 
tribù della Pianura e della Montaf^a, mostraronsi in 
gran numero, sopra vari punti, e tentarono invano 
di opporsi alla distruzione delle loro abitazioni: tre 
battaglioni, ad ognuno de' quali venne aggiunto un 
pelolone di cavalleria ed un obice, sotto gli ordini 



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98 

de' signóri capi di batugtione Kléber, della Legione 
Slnnieri, di Lievrerille (1), del fi?,", e di Lamoricìè- 
re (3), dei Zuavi, porUronsj successivamente sopra 
tuUi i douairs ed abitazioni indicate dal Hanro Ben- 
Omar (bey di Tittery, instituifo dal maresciallo Clau- 
zel)t il qdale a questo oggetto accompagnava la spe- 
dizione. 

Tutti i douairs vennero dati alle fiamme, mal- 
grado una viva resistenza e degli sforzi disperati ; ~ i 
bmtìami che furonvi trovati vennero catturati, e le 
raccolte, anunucchiate ed in Silos (pozzi che servono 
di magazzino), distrutte. I gawbis (specie di capanne 
coperte di canne) erano stali evacuati; le donne, i 
fanciulli ed i vecchi guidati, di nottetempo, e messi 
a salvamento nelle tribù Kabile, situate sni versante 
settentrionale dell' Atlante (t Mouzaiat) al nord' di 
BHda. 

L'operazione, di cui era incaricato il generale de. 
Trobriand, essendo terminata, e venuto il momento 
di porsi in marcia per arrivare in giornata , all' in- 
gresso delle gole di Bouffarick, luogo scelto pel bi- 
vacco, il generale che d' altronde aveva delle ragioni 
di pensare che )' inimico cercherebbe di contrastarci 
il passaggio della Ghiffa, fece partire anticipatamente 
il battaglione colla cavalleria, che aveva tenuto presso 
di sé durante 1' azione ad oggetto d' impadronirsi di 
quel guado e di occuparlo sino al nostro arrivo. Nel 
medesimo tempo rannodò i tre battaglioni che ope- 



(1) Oggi generale di brigaU. 
(3) Oggi generale di difisione. 

K raontenlaneainente cnlisto dalla Francia in seguito deDi 
nreninenti del 3 decembre 1851. 

( Nota del Tndmttitrt ). 



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s» 

ravaDo septraUmeote contro ì douain^r la colonna 
es^uì il suo movimento retrogrado nella direzione che 
più sopra abbiamo acceqnafo. 

Il nemieO) secondo l« saa abitudine, gettossi Bai 
nostro retroguardo , ma fu tenuto al dovwe da' nostri 
tiratori e da qualche granata diretta sulle ùiasse ; ciò 
ntrilameno, il passaggio della riviera, benché fessevi 
poc' acqua, fndiflQcile: gli Hadjouti comprendendo 
che quivi era il punto in cui potrebbero vendicarsi 
dd rigore co) quale erano poc' anzi stati trattati, ra- 
dunarono tutte le loro forse su quel punto e tentaro- 
no sulle nostre agglomerate masse, per attendere il 
momento d' impegnarsi nella gola, varie cariche che 
vennero ributtate : la fanteria , anticipatamente imbo- 
scata dietro le rupi che fiancheggiano la riviera, lor 
fece molto male e reseli più ciscospetti. Alle ore quat- 
tro, le truppe erano dall' altro lato del fiume. Si fu- 
rono te scelte compagnie della Legione Straniera, col- 
locate momentaneamente sotto gli ordini del signor 
capo squadrone Conrad (1), che coprirono questo pas- 
saggio con un sangue freddo , un latto ed una bravura 
da ammirarsi. 

Il signor tenente colonnello Dilchaussoy (2) era 
stato incaricato del comando del retroguardo, fin dal 
principio del nostro movimento retrogrado, ed aveva 
disimpegnato questa difficile missione, in modo di- 
stintissimo, tanto per il valore che aveva dimostrato 
ne' più scabrosi momenti, quanto per le ottime di- 
sposizioni che aveva prese. Il fuoco della mosclietteria 



(1) Il medesimo die poco dopo, fu nominato tenente-colon- 
nello della Legione Straniera. . 
* (3) ^Sff RcBerale di brigata. 



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60 
e?& stalo talmeitte viro ed era durato st gran tempo, 
che sì fu obbligalo varie volte dì far portare delle 
munizioni ai cavalieri ed ai fanti della retroguardia, 
benché la mattina fossero muniti ognuno di sessanta 
. cariebe ; ciò malgrado , le nostre perdile rieseirono 
leggere. 

Il nemico non passò ia Cbiffa. La divisione raar^ 
ciò lino a notte, e bivaccò nell'interno della tribù 
dei Bouia-Guep , la qnale era stata evacuata come 
quella degli' Hadjouti. Il giorno segaeole, 30 settem- 
bre, il nemico piò non comparve^ Ci mettemmo in 
cammino per le gole di Bouffarick, che si altrarersa- 
rono senza venina opposizione. Dall' altro lalo dello 
stretto, r avantiguardo della divisione incontrò quello 
del 1.** reggimento dì cacciatori d' Africa, il quale al 
comando del colonnello de Schauembourg e dietro gli 
ordini del generale Vóirol, veniva per avere delle no- 
tizie della colonna spedizionaria di cui erasi inquie- 
tissimi ad Algeri; i messi, inviati dai generale Tro- 
briand, dorante questa campagna di tre giorni, non 
avevano potuto passare, essendo la strada intercettala 
dal nemico. 

La divisione stabili il proprio bivacco dall' altro 
lato dello stretto, allesocchè il generale de Trobriand 
aveva ricevuto 1' ordine di far tagliiwe, abbattere od 
incendiare dalle truppe , sotto ì suoi ordini, tutti gli 
alberi, maccbie e cespugli che lo gnernìvano e che 
facilitavano le imboscate e le sorprese dei distacca- 
menti dei viaggiatori isolati. Devesi rammentare che 
in codesto passo furono assaliti ed assassinati gli a^ 
tiglieri i quali , alcuni anni prima , il maresciallo 
Claozel aveva inviali da Médéab in Algeri. Il giorno 
del nostro arrivo, si trovarono, in una casa di Bouia- 
Guep, in fondo ad un pozzo, degli avanzi di Scbakos 



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61 
e di efléttt di equtpa^ìo iralilare che farono ricono- 
sciuti per aver appartenuto a quegl' infelici. 

Il 1." ottobre di gran mattino, i capile principali 
abitanti di Blida vennero a reodore omaggio alla Fran- 
eia , nella persona del generale Trobriand al quale of- . 
fersero varie ceste di fiori, di aranci, di fichi, di gra- 
nate e -di uva ,. magnifici prodetti de' loro bei giardini. 

Le' truppe dì fanteria furono impiegate ai lavori, 
di oni abbiamo già parlato, sino alli 5 di oUobre : 
disimpegnarono questa penosa e difficile missione, in 
quella stagione dell' anno in cui un' abbondante piog- 
gia non cessò di cadere giorno e notte, eolla loro abi- 
tuale devozione. Il detto giorno sì levò il campo: le 
truppe componenti la colonna spedizionaria ritorna- 
rono (^nna ne' suoi rispettivi accantonamenti. 

Trascriviamo, qui sotto, l'ordine del giorno del- 
l' esercito cbe venne emanato in seguito di questa 
spedizione : 

Ordine del giorno dell' esercito d' Africa 
delli 6 ottobre 1835 (n." 470). 

» lo aveva promesso all' esercito che sarebbesi 

■ fatta giustizia dell' orribile assassinio commesso da- 
> gli Arabi di una parte della Pianura, nella giornata 

■ degli 11 settembre ultimo, nella gola di BoufTarick. 

> Ho mantenuto la mia parola! 
• Un battaglione della Legione Straniera ed un 
» battaglione dì zuavi , comandati dal colonnello Ber- 

■ nelle; due battaglioni del 67.", comandati dal tenente 

■ colonnello Duchaussoy; 200 cavalli agli ordini del 

■ capo squadrone Korte (1), e tre o'dÌcì di montagna , 



(1) Oggi generale di divisione. 

Comandala. GOD questo grado nelle giornate delli 5, 4, e 5 



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62 
< compoDCvaDo la colonna spedizionaria, soUoglior- 

■ dilli del generale de .Trobriand. 

» Dessa è partita da Donerà li 25 settembre, per 

• presentarsi inopinatamente davanti a Coléah ed ar- 

• restarvi i marabutti e genti influenti che io sapeva 
' essere radunati in questa citUk; ma, all'approssimarsi 
■■ della colonna sono essi fuggili. Essendosi in seguilo 

• {lortata verso l'ovest per avviluppare» e sorprendere 
' gli nadj.ontì, la divisione si è diramata nella Pianura 
I ed ha. incendiato, sino all'ultime vestigia, lecapan- 

■ ne e tutti i raccolti eh' ella ha ritrovati. 

» Nel suo movimento* retrogrado la colonna è 
stata senza posa tribolata e Bruita, da un grande 
numero di nemici, fino alle sudile di Boaffarick, 
dove ha preso 'pMÌnone per atterrare ed incendiare 
le circostanti boscaglie che favorivano le imboscale 
degli Arabi. 

> Malgrado le straordinarie fatiche che più notti 
di bivacco ed un' abbondante pioggia hanno rese 
ancor più penose , le truppe hanno marcialo nel 
più grand' ordine. 

■ U generale comandante la spedizione lodasi mol- 
to, del modo con cui i capi di corpo lo hanno se- 
condato ed hanno diretto le truppe, come della 
distinta condotta del signor Conrad, capo squadrone 
di stato maggiore. 

Il tenente generale, governatore generate interino, 
> Firmato , Barone Vodhm.. ■ 



dicembre 18S1 ona dirÌNODe dell'annata di Pungi che ha salvalo 
r Europa intara dall' anarchia. 

{ffotodol TnikUtn). 



jdbyGoOglc 



63 

Negli ultimi giorni di ottobre i battaglioni della 
Legione accampali a Donerà già da quattro mesi, rien- 
b>ano a Mustafà-Pascià per occupare le barracche di 
legno di questo campo. In quest'epoca, la porzione 
della, Legione stazionata nella provincia d' Algeri ba 
un suo battaglione (il 5.*^) al campo di Kouba (1); il 
3." ed il 7." alla Casa Quadrata, ed il 1.", il 2." e lo 
stato maggiore al campo di Mustafà-Pascià. 

Li 27 settembre una colonna, forte di 800 uomini 
della Legione Straniera e dì uno squadrone del 1.' 
reggimento di cacciatori d' Africa , agli ordini del co- 
lonnello della Legione, parte, alle tre del mattino 
dalla Casa Quadrata, per fare nella Pianura, ai piedi 
dell' Atlante una ricognizione e raccogliere notizie sul 
bey di Costantina il quale, correva voce, percoresse te 
tribù per eccitarle alla ribellione. Fu riconosciuta la 
falsità dì tali rapporti. La colonna rientrò la sera 
stessa. 

Li 17 decembre il signor tenente generale barone 
Voirol cominciò la rivista d' ispezione generale della 
Legione, che durò otto giorni. Neil' ordine lascialo al 
corpo, il signor ispettore generale atleatolle la propria 
satisfazione sui progressi ed i miglioramenti ohe aveva 
ricoBoseìuti in ogni parte del servigio. 



(1) Vedi la DoU 2.* pagina 65. 

{Nola del TraditUore). 
6 



jdbyGoOglC , 



CAPITOLO III. 



SOHH&RIO, — Addo )83J. — Imbarco In Algeri de) 7." bUtaslione per Bu- 
gia. — Licenitameato del i." battaglione (spagnuolo). — li 5.° (italiano) io 
rimpiaua ad Orano. — II battaglione polacco prende il numero i." — Hi- 

. cete U medeainu destinuione del S." — U lenente-colonneilo Conrad vi 
ad Orano a prendere il comando di que' dne battaglioni. — Nuoia spedi' 
Eione contro gli HadjODti. — Altra spedizione contro gli Badjouii, coman- 
dala dal lenente generale Bapatel. — Bei laiori nelle paludi della Hitidja, 
etegniti dal %" battaglione della Legiuie. 

1." gennaio. — Un deposito di convalescenti i 
slabilito presso di Algeri pei militari della Legione 
Straniera, che uscivano dagli ospedali o affetti da 
leggiere malattie: lo stato sanitario de' sott' ufficiali e 
soldati migliora sempre dì piìi, grazie a quest' utile 
stabilimento egregiamente amministrato. 

Al principio di quest' anno varie ricognizioni, 
composte di fanti , di cavalli e d' artiglieria , sono 
dirette sopra il mercato di BouFTarick per il mante- 
nimento dell' ordine e la sicurezza degli speculatori 
europei: ì battaglioni della Legione, sotto gli ordini 
del suo colonnello, ne fanno parte. 

Li 25 gennaio il battaglione polacco imbarcasi 
ad Algeri per andare a guarnire Bona, la quale, per 
un brillante fatto d' armi il generale Trézel ha da 
poco tempo sottomessa alla nostra dominazione. Li 
11 marzo, lo stesso battaglione, riunito a quello del 
67." redimento, fanno una sortita, condotti dal co- 



DigiLizedbyGoOglc 



«9 

maadanle de Boui^n (1) dì qaesVuUimo corpo; cac- 
ciano gli Arabi da latte le loro posiziooi, gli fanao 
provare numerose perdile e conducono in cittì od 
numero considereTole di besliami. — Un ordine del 
giorno dell' armala ciia fra gli altri, come essendosi 
distinti in questo combattimento, i militari della Le- 
gione i cui nomi seguono: Heyer tenente, facente fun- 
zioni di aiutarne maggiore; Gaucz, tenente; Bourkaski; 
soltotenenle ; Gallot, sargente maggiore; Ivanceski, idem. 
Favella , sargente ferriere. • Il signor capo di batta- 
• gliene Horain, dice il medesimo ordine del giorno, 
> ha fatto prova, in quesla circostanza, del più bril- 
li laute valore. ■ 

Li 15 marzo il fuciliere Vernel, della %.' com- 
pagnia del %" battaglione si è ucciso , essendo dì 
guardia ad un btockaus. 

Li 9 maggio il 3.° battaglione, che formava la 
guarnigione della Casa Quadrata, parte per la Rassauta, 
per concorrere ai lavori di foraggiamento eper pro- 
leggerti; la 4." compagnia di questo battaglione è in- 
viata al forte dell' Eau. 

A quest'epoca, il S.° battaglione (italiano), im- 
barcossi in Algeri per Orano (2): rimpiazzò in quesla 



(4) 0^ generale di brigala, comandante la fladdivisione a 

mia. 

Passato al comando di una brigata dell' esercito di Parigi , 
ha oombatlulo nelle gioraate delli 3, 4, e 5 deeembre 1851. 
{Nota del Traduttore). 

(2) Sbaglia qui fortemeule l' A. nel dire che sollanlo nel 
maggio 1854 il baltagUoDe italiano $' imbarcò ad Algeri per 
Orano meab-e il T. fino nell' aprile 1834 lo raggiunse a Hosta- 
gamen ove gii era dal luglio 1833. E fu prima di quesl' epoca 
die le due compagnie scelte del medesimo lasciando Orano (ove 



jdbyGoOglc 



66 

città il battaglione spagnuolo (4.**); i milìlari di questa 
nazione rientrarono nella loro patria ; gli ufficiali, sotto 
ufficiali e caporali francesi del medesimo baUaglione, 
furono ripartiti negli altri battaglioni della Legi(Hie. 

Poco dopo il battaglione polacco (7.**). parte da 
Bugìa per Orano , e prende il numero 4." , lasciato 
vacante dal licenziamento del battaglione spagnudlo. 



come ho detto già stanziava il battaglione) e seguendo il generale 
Desmichels ^ trovarono al uombattimenlo d'Arzew U 3 luglio, e 
alla presa di Mostaganem il 29; ed alcuue compagnie del batta- 
glione medesinio furono ai combattimenti dì Ala-Beda il !■* ot- 
tobre , e di Tamezouat il 5 decembre , nel qual mese il rimanen- 
te del battaglione si riunì alle mentovate due compagnie a Ho- 
itagauem. Perloccbè non posso attribuire obe a diffetto di giuste 
notizie l' errore in cui é incorso 1' A* nel tacere la presenia e 
Gooperaùone de^' italiani a questi latti cbe ridondano a loro 
onore. 

E a ciò giova aggiungere altra prova Incontrastabile, e cioè 
cbe appena le ricordate due compagnie scelte arrivarono -a Mo- 
staganem vennero bloccate nella parte alla della città, chiamata 
con nome spagnuolo Matamoro dai beduini cbe sì spinsero fino 
sotto le mura, ma ne furono ricacciati con perdila. Riunito poi 
il battaglione a Hostaganem comandata dal maresciallo di campo 
Filz-Iames, fu occupato nei consueti lavori di fortificazioni, ripari, 
muramenti ecc. fra quali costrusse una batteria cbe ebbe il nome 
di Pelissier da quello di no comandante del 66.* di linea morto 
nella difesa preacceunata. Vennero pure eseguite riparazioni al 
Forte Biamco snperiore a Jfalamoro ove esisteva uno smisurato 
mortaio di fabbrica spagnuola dei tempi di Carlo V. capaco di uà 
nomo col sacco ed armamento , il quale rotto in pezzi venne 
trasportato in Francia, indi h eresse una linea di Blockbaus, e 
qndlo dell' Est precisamente fu tutta opera degl' ItaUanL Per 1« 
immani fati^ de* quaU lavori si rìj)rodnssero le infermità, e gli 
ospedali rigm^tarwio di malati come nell'anno antecedente. 
{Nota éM TradmOore). 



jdbyGoOglc 



67 
— II'SigDor tenente eolonDello Conrad, nominato po- 
c'anzi in rimpiazzo del signor Neumayer , segue egual- 
mente la medesima destinazione per comandare ì 4." 
e 5.". battaglioni riuniti su quel punto (1). Il batta- 
glione polacco è sostituito a Bugia dal S.", agli ordini 
del comandante Moret. Più non rimane nella provincia 
d' Algeri che lo stato maggiore della Legione ed ì 1." 
e 2^°. battaglioni. 

Mentre dura il 1.^ trimestre 1834, cotesti battaglioni 
hanno -.continuato i lavori al campo di Douera ed alla 
Casa-Quadrata.- In qaesl' uHimo posto la febbre ha fatto 
delle stragi spaventevoli e tali che si fu forzati di eva- 
cuarlo: non vi si è lasciato che quaranta uomini, un 
ufQzìale ed un chirurgo di buona volonlì: il signor 
sottotenente Bourdillat, della Legione Straniera, ed il 
signor Poyer, chirurgo aiutante maggiore al I." reg- 



(i) Qui pure I' A. incorre in isbaglio mentre il battaglione 
Haliano ii.oq avendo lasciato Mostaganem che nel marzo 1855 non 
poteva essere a Orano nel maggio 1854 come già si è snperior- 
raente indicato. E^ anzi fu il primo corpo di truppa che fece nel 
t835 il tragitto da Mostaganem a quest' ultima atta per terra non 
andandosi prima dall' una all' altra per altra via che per mare. 
Durante poi il tempo in cui il battaglione italiano congiuntamente 
al polacco, stanziò ad Orano, due compagnie del primo tennero 
guarnigione al forte Mers-el-Kebir, nella quale epoca e in ispecie 
Dell' aprile i835 avvennero ben 10 naufi-agi di navi di diverse 
naxioni, fra quali una olandese, e in tutti i soldati delle dette due 
compagnie posero eroicamente in non cale li vita , per recare 
sdvezza ai naufraghi, nella qual cosa sempre ebbero la fortuna di 
riesdre, come da un ordine del giorno del comandante del forte 
signor colonnello Doucis. Cosa che narro, meravigliando al aam- 
mo die r A. non ne abbia fatto parola , quasi percbè accaduta 
agi' italiani , mentre altrove ha magnificato e a ragione un simi- 
gUante avvenimento, quando si è trattato dì glorificarne i fa^mcesi 
od altri. (JVobi del TraduUore). 



jdbyGoOgle 



68 

gimento dì cacciatori d'Africa, hanno richiesto tale pe- 
rigliosa missione. Prima di un mese, questo debole di- 
staccamento era quasi intieramente all'ospitale: furvi 
necessità di rimpiazzarlo da un posto d' indigeni. 

Simili circostanze non hanno impedito alta Legione 
di fornire delle numerose corvée» impiegate ai lavori 
di strade, di baraccamento, di fortificazioni e di con- 
correre alle diverse militari spedizioni. Non menzione- 
remo che quella comandata dal' signor generale Bro e 
diretta nuovamente contro gli Hadjouti. 

Gli abitanti di codesta tribìi deli' ovest della Pia- 
nura della Mitidja, malgrado la severità del gastigo 
ch'era stato loro inflitto il precedente anno, e di cui 
abbiamo fatto il racconto più sopra, aveano continualo 
a dedicarsi ad ogni sorta di ladronecci, di alti di vio- 
lenza e di assassinii. Il caì'd di BoulTarick, nuovamente 
investito di queste funzioni dal governatore generale, 
era poc'anzi caduto sotto i loro colpi di pieno giorno, 
in mezzo al mercato che era incaricato di presiedere' 
e dove amministrava la giustizia. 

Un simile attentalo, unito a tanti altri , reclantava 
una pronta e severa punizione: con questo intendi- 
mento il generale Bro venne designato dal generale in 
capo per andare di nuovo ad abbruciare e distruggere 
i douairs di quella tribù, impadronirsi degli autori del- 
l'assassinio del caì'd, e menare secolui degli ostaggi 
la cui cattività in Algeri risponderebbe in avvenire 
della tranquillità di quelle genli sì pericolose. 

Il 16 maggio le truppe che doveano comporre tale 
spedizione furono radunate a Douera : componevansi 
delle porzioni di corpi qui sotto designati : 

Un battaglione del 13." di linea, agli ordini del 
signor Koenigsegg, suo colonnello. 

Un battaglione del 4." di linea, sotto gli ordni del 
signor capo di battaglione Genty; 



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Un battaglione di zuavi , al comando del suo capo 
signor de Lamoricière ; 

Un battaglione della Legione Straniera, sotto gli 
ordini del signor colonnello Bemelle, il quale inoltre 
aveva la direzione delle truppe della spedizione; 

Due squadroni del 1.° reggimento di cacciatori d' 
Africa, agli ordini del capo squadrone Korte; 

Quattro pezzi d'artiglieria. 

La divisione si mise in marcia li 17 maggio ad 
un' ora antimeridiana. Si diresse, per il ponte di ca- 
valietti , sopra la gola di fiouffarick (1) , varcò la 
Chiffa al guado del cammino di Oran e continuò la 
sua marcia sino all'altura A' Auck-Caid-zab, dove giun- 
se alle sei della sera per piantare il proprio bivacco, 
sulla sponda diritta dell' Oued-ZtA. 

La. mattina del 18 la divisione si rimise in moto, 
passò il vallone, e venne diretta per colonne sui di- 
versi douairs i quali dopo essere stati presi di viva 
forza, furono dati alle fiamme insieme alle raccolte. 
I guerrieri Hadjoutì, nonché i loro alleati, dopo una 
disperata resistenza , ritiraronsi nel fondo di un val- 
lone pieno di boscaglie, dove aveano riunito le loro 
famiglie, le mandre e le ricchezze. 11 generale Bro 
prese le sue disposizioni per investire ed insignorirsi 
di quest' nltimo rifugio; ma nel punto in cui egli 
dava I' ordine dell' attacco generale , videsi comparire 
un parlamentario; tutti i movimenti furono sospesi. 

Ebbe luogo un colloquio abbastanza lungo fra 
r inviato e gì' interpreti , ma apprendendo che non- 



(1) Percorrendo questo cammino, dovettesi attraversare nella 
notte a padnle difficile e periglioso che prolùngavasi sino al lao- 
go detto Sidi-Ald, e che, poco tempo dopo, vi venne ftostitnito 
una magnifica strada , opera della Legione Straniera. 



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70 
Tolevanii consegnare gli assassini del CftìcI, né gli 
ostaggi cb' egli aveva ordine di esigere, il generale 
ordinò nuovamenCe l' assalto. 

Si fu allora che il sig, capo squadrone di stato 
maggiore Pélissier (1), aiutante di campo del tenenU) 
generale Voirol e che accompagnava la colonna in 
qualità dì capo delle guide e degli Arabi, presentò un 
ordine del suo generale di data posteriore a quello 
di cui era portatore il capo della spedizione , ingiun- 
gOndo a questi di non esigere che i colpevoli e gli 
ostaggi fossero consegnati, e dì contentarsi dell' atto 
di sommessione dei capì Hadjouli. Quest' atto effet- 
tualo, il generale dovette far cessare ogni ostile di- 
sposizione, perdendo con vivo dispiacere, diviso da 
tulli i militari della divisione, una così bella occa- 
sione di annientare per sempre i ripari di una tribù 
che avea già fatto tanto male, e che in seguito tanto 
ce ne dovea ancor fare ! 

La divisione ruppe la iparcia accennando al passo 
~ di Bouffarick, bivaccò nella tribù di Bouia-Guep, sic- 
come avealo fatto quella del generale di Trobriand, 
r anno precedente, e l' indomani i differenti corpi 
che componevanla , rientrarono ne' loro rispettivi ac- 
campamenti. 

Un ordine dell' esercito delli 27 maggio i834 
(n.** 583), fa conoscere ai distaccamenti de' diversi- 
corpi che hanno concorso a tale spedizione la sali- 
sfazione del generale in capo per la loro bella con- 
dotta, e terminasi ne' termini seguenti: 

> Il sig. generale Ero sì loda moltissimo del mo- 
■ do con cui è stato secondato dal signor colonnello 
> Bernelle, che comandava le truppe. » 



(I) Oggi Gonsf^ di Francia a Malta. 



jdbyGoOglc 



7! 

Il 1.** dì agosto i biuaglioni e. lo stAto maggiore 
della LegioDe accampati a Douera, sonovi scambiati dal 
13** reggimento di line», e rientrano al campo di Mustafà. 

Nella prima metà del medesimo mpse \ì signor 
tenente generale conte d'Erton, nominato governatore 
generale, ed il signor tenente generale barone Rapatel, 
Dominato comandante delle truppe dell' Algeria, giun- 
gono in Algeri ed entrano immediatamente in funzioni. 
Scorsi alcuni giorni, il signor tenente generale Voirol 
imbarcossi per Francia. 

Li 26 agosto la compagnia granatieri del 1." hair 
taglione della Legione, agli ordini del signor Drouault, 
suo capitano, fece parte di una spedizione diretta dal 
signor generale Rapatel contro gli Hadjouti i quali ave- 
vano piantato un campo sulla sponda dèlia Chiffa. Du- 
rante tutta r operazione, la suaccennata' compagnia 
incaricata di fiancheggiare la colonna nella pianura , 
disimpegno tale missione con una destrezza, una bra- 
vura ed un' attività , che furono ammirate da tutte le 
truppe della divisione ; essa pervenne a mantenere du- 
rante la marcia in avanti ed in ritirata, ì numerosi e 
ardili cavalieri arabi, fuori del tiro delle masse. 

1.** ottobre. — Il ì." battaglione della Legione, sotto 
gli ordini del signor Drouault, capitano de' granatieri, 
parte dal campo dì Mustafà per condursi al dissolto 
della china d' Ùuled-Mendit, ad una lega in. avanti 
del campo di Douera , per erigervi un campo e lavo- 
rare all' aprimenlo di una strada che dovea cominciare 
dal ponte di cavalietti ed attraversare fangosi padnli, 
nella direzione di Bouffarìck, fino al luogo detto Si- 
di'Aìd (1). 



(1) La r«oenl« creauone del bel borgo di Bouffarick, h pia 
ricca vegetazione e 1' assiduo lavoro de' suaì abitanti gli promet- 



jdbyGoOglc 



n 

Abbisf^ò lavorare nella piovosa stagione, in met- 
to 8 pantani da cui esalavano miasmi pestilenziali, e 
nei qnalt i soldati entravano spesse volte sino alle gi- 
nocchia. 

La loro baona volontà , xelo e devozione supera* 
rono tutti i pericoli e tutte le difficoltà. Cotesti lavori 
vennero spinti con tanto ardore ed attività, che furono 
terminati per intero in meno di due mesi; videsi sor- 
gere dal fondo di que' pantani infetti e quasi imprati- 
cabili una parie dell' anno , una strada alta due metri 
dal suolo, fianche^ata da larghi e profondi fossi, da 
due fila di pioppi, e da fontane. 

La saddetta strada si importante per le comuni- 
cazioni fra Douera e Bouffarick, ove fin dal tempo del 
governo del duca di Rovigo pensavasi a fissarvi un 
campo trincerato, ricevette il nome di strada della 
legione Straniera, che ha conservato. In un ordine del 
giorno del tenente generale Rapalel , in cui dimostra il 
800 soddisfacimento per un così bello e sì difficile la- 
voro, condotto a termine in si poco tempo, egli lo 
paragona ad un' ojwra romana. 



tono va brillante anenìre. foco lungi dal dtato borgo incontrasi 
Hered. Quivi i passaggerì s'inchiaanu moanzi all'obelisco eret- 
to alla gloria di 22 bravi del 25.° redimento dì linea i quali, 
od 1842, caduti iu una imboscala, sì difesero eroieunente om- 
Iro 300 canlìeri arabi. 



jdbyGoOglC 



SOMMARIO. — inno 1835. — Partenza dello suto ma^iore e dei batugiioni 
l.° e 3." della Legione per Dooffartck (ompod'Erlon). — Lavori di fortifi- 
cazione e di caserma^o da loro eaegoiU. — LaTOri di fonggianento. — 
Visita del goiernalore generale al campo d' Erlon. — Attestato di aoddiib' 
zione da esso dato alla Legione. — Hitorno del suo slato maggiore e dei due 
primi battaglioni a Hustani. — Combattimenti di Huley-Ismaele e della Ma- 
cia , a' qoali proidoiw pane i battaglioni 1." e S." (Polaoco e Itailaav). 

Lì 5 maggio, lo stato maggiore ed i 1.** e %," bal- 
glioni della Legione, sotto gli ordini del suo colonnello, 
partono da Mustafà per andare a bivaccare al campo 
di Douera; il giorno seguente 6, vanno a dare lo scam- 
bio al 63." reggimento di linea al campo d' Erlon. 

Mille uomini sonovi giornalmente impiegati ai la- 
vori di fortificazione e di casermaggio, i quali progre- 
discono come per incanto. 

Nelle varie ricognizioni giornaliere ch'egli ha fatte 
in tutte le direzioni ne' contorni del campo, il colon- 
nello della Legione ha osservato una grande quantità 
di eccellenti foraggi, sopra de' terreni appartenenti ai 
domìnio dello stato: ne rende conto al tenente gene- 
rale, ed offre di farli segare con apposite falci e tra- 
sportare neir intemo del campo dai soldati della Le- 
gione, il cui zelo e devozione basteranno a questo 
accrescimento di lavoro. 

Le dette offerte essendo stale accettate, il 1." re^p- 
gimento' di cacciatori d' Africa fu spedito al campo 
d' Erlon , per mettere i suoi cavalli all' erba , e coope- 
rare colla. Legione all' operazione del foraggiamento; 
sor una grandissima scala. 



jdbyGoOglC 



74 

I militari della Legione che non erano impiegali 
ai lavori del campo , lo furono a quelli del foraggia- 
mento , per tutto -il mese di maggio ed una parte del 
gingno. Il risultato di tale operazione è stato magnifico; 
10,000 quintali metrici di eccellente foraggio, rappre- 
sentanti un valore di circa 100,000 franchi, sono stati 
trasportali nel campo e collocati in, nove mucchi 
enormi. 

II piccolo indenizzo giornaliero accordato ai mili- 
tari impiegati ai lavori di foraggiamento (50 centesimi 
pei soldati, 60 pei caporali e 75 pei sotl' uffi«iali),-è 
stato di 4,000 franchi in tulio; ma i cavalli del 1.** 
reggimento di cacciatori d' Africa essendo stati messi 
all' erba per tulio ÌI tempo del foraggiamento , ne è 
risultato un risparmio pel governo di piìi di 4,000 
franchi, dì maniera che le spese di simile operazione 
sono slate nulle. 

Il 1.*^ giugno. — Il signor governatore generale e 
secolui i signori generali Rapatcl e Bro, giungono al 
campo, e visitano i lavori esterni ed interni, nonché 
quelli di foraggiamento, eseguiti dai due battaglioni 
della Legione, in meno di un mese; essi rimangono 
sorpresi quanto soddisfatti del loro risultalo. In testi- 
monianza della propria soddisfazione, il signor gover- 
natore 'generale annunzia che da ora in avanti, per 
ricompensare tanti e si frulluosi sforzi, la Legione, 
«he giammai non aveva alloggiato che nei campi della 
prpvincia d'Algeri, concorrerebbe cogli altri corpi det- 
r esercito , per tenere al suo turno guarnigione ìa 
questa città. 

5 gingno. — Il colonnello della Legione fa cono- 
scere per r organo dell' ordine, che i i.", 2." e 3." 
batla^ioni sono nel numero di quelli che sonosi di- 
stinti neir armata per la maniera con cui sono sttl« 



.vCoogIc 



75 

miDlenale le irmi nel 1854, ed ai quali il ministro 
della guerra dà, a tale oggetto, degli attestati di' sod- 
disfacimento. 

Mestre che i battaglioni della Legione , stazionati 
nella provìncia d'Algeri sono abbastanza avventurali per 
meritare e ricevere delle dimostrazioni di -conlentezza 
pei loro servigi di ogni natura, quelli del medesimo 
corpo, situati ne' diversi punti dell' Algeria, a Bona^ 
a Orano ed a Bugìa, non rimangono addietro dai loro 
camerati. Vari ordini del giorno dell' esercito a que- 
st' epoca , attestano che ovunque sonosi èglino distinti 
ed hanno fornito le medesime cause di satisfazìone. 

Li 21 giugno lo slato maggiore e i due primi 
battaglioni della Legione sono scambiali dal 13.'^ reg- 
gimento di linea, al campo d' Erlon, e rientrano a 
Hustafa, il giorno medesimo, per il ponte dell' Oued- 
el'Kermà, Birkadem, e Birmandrais (1). 



(i) Ordine del giorno dell'armala d'Africa, 
del 21 giugno 1835 (n. 166). 

■ Nel ' momento in cui le tnippe che sono stale occupale 

> alla raccolta de' fieni ne' dintorni di BoufTarick, lasdanv il cam- 

> pò d'Erlon, il governatore generale è felice di far luro conoscere 

• la propria e particolare soddisfazione, sul modo con cui è slata 

• condotta simile operazione. 

■ La Legione Straniera già stabilita al campo d'Erlon, sino 

• dal 5 maggio, era incaricata di fornire ì oltre il giornaliero 
■ servìgio ed i lavoratori per Ìl campo , Ì segatori e castrellatori 

• agli ordini di alcuni ufficiali , sott' ufficiali e caporali di questo 

• corpo. 

• La segatura ba incominciato li 19 maggio ; li 27 , i primi 

' carri carichi di fieno sono entrati nel campo, e Ìl 17 giugno, 

otto grandi mucchi ed un piccalo erano terminaU nell' intemo 

• del campo, e fatti colla maggior cura possibile. 



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76 

In tale tragitto, il sargente Bouzet che eooisnctava 
la guardia degli equipaggi, si è Tatto saltare le cervella 
alle quattro pomeridiane. 

Qui noi dobbiamo collocare il racconto ìn' succinto 
de' combattimenti di Muley-lsmaete e della Macta sì 
dolorosi a cagione delle numerose perdite «he fecevì 
r esercito , ma che non furono senza gloria per esso 
e per la Legione Straniera particolarmente, i 4.** e 5.** 
battaglioni della quale, vi ebbero gloriosa parte. 

Abd-el-Kader , riconosciuto sovrano di una parte 
della provincia d' Orano in virtù del trattato conchiuso 
fra lui ed ìl generale Desmichels (allora comandante 
della provincia d'Orano), li 24 febbraio 1834, più 
non acconten lavasi della magnifica posizione che eragli 
stata fatta. Aveva egli spedito uno fra' suoi luogote- 
nenti, Nazari, e de* cavalieri perisforzare i Douaires 
ed i Sémélas (abitanti di un paese lasciato sotto la 
nostra dominazione da quel trattato medesimo), ad 
abbandonare il territorio della loro tribù, per andare 
ad abitare al sud del lago Sebga, ed in tal guisa 
passare sotto gli ordini dell' emiro. Lo stesso ordine 
era stato partecipato ai Garabats; ma questi parti- 
giani d' Abd-el-Kader , ne avevano ottenuto una di- 
lazione sinché avessero raccolto le messi. Dal rifiuto 
delle due prime tribù di aderire a' suoi ordini, Nazari 
avea fatto arrestare e porre in cammino per Mascara 



■ Il Bigaor colonaello Bemelle , comandaute la Legione Stra- 

> niera , pel buon impulso che ha dato al suo r^gimenlo e per 

> la discìpUna cbe ha mantenuto, ha cooperato in modo efficace 

> e felice all' ottenuto successo. 

n tenente generale gooermUore genenUe . 
armato, conte n' Erloh. 



jdbyGoOglc 



77 
(abituale residenza d'Abd-el-Kader), alcuni dei loro 
capi, e notameDte Ismaele, il quale, ripreso da' suoi, 
giunse ad Orano ancora incalenalo, come prova della 
violenza di cui era stato vittima. Una simile perfidia 
per parte del capo arabo al quale , motto impruden- 
temente forse, era stalo creato sì bel dominio nella 
provincia d' Orano , non poteva essere tollerata. In 
conseguenza, il signor generale TrézeI che comandava 
da vari mesi , riunì tutte le truppe di cui poteva 
disporre (sventuratamente ben poco numerose), uscì 
da Orano alla loro testa li 14 giugno, e andò ad ac- 
campare successivamente al campo del Fico (1) ed al 
Tlélat per avere tempo di ricevere gli ordini che sol- 
lecitati aveva dal governo generale; nel tempo medesimo 
foceva alcuni tentativi presso Abd-el-K.ader per indurlo 
a rinunziare alle sue pretensioni sulle tribù poste sotto 
la nostra dominazione, offrendogli ancora la pace a 
queste e simili condizioni. Tali proposte cosi giuste e 
così moderate non essendo stale accettate , ed i cava- 
lieri dell' emiro avendo incominciato te ostilità , quel- 
r nfBciale generale parli li 26 giugno dal suo campo 
del Tlélat per portarsi sul Sieg, col fine di contenere 
nella neutralità la tribù dei Garabats, le cui raccolte 
non erano ancora messe al. coperto, di ritrovarsi me- 
glio provveduto d' acqua e di legna, e finalmente, di 
-essere ad uguale disianza da Orano , da Arzew e da 



(!)■ Neil' epoca di cui partiamo non esisteva in questo luogo 
verun campo stabilito. Si chiamava la pianura del Fico, per es- 
sere ivi un albero dì tal spezie di si smisurata grandezza da 
poter riparare colla sua ombra un corpo di più di. 400 nomini 
ordinati in colonna serietà;. U appresso vi era una fonte «li 
acqua fresca. 

(Noia del Traduttore). 



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78 
MostagaDerìi, ove aveva fatto riunire delle provvigioni 
da bocca e da guerra. 

Lo slesso giorno, 26 giugno, la divisione francese 
forte al più di 2,500 uomini (1) dì ogni arma, trovò 
r inimico al colle di Muley-Ismaele. 

V emiro aveva sotto i suoi ordini delle forze che 
ascendevano a non meno di 12,000 uomini , cavalli e 
fanti, nel cui numero irovavansi alcuni de' suoi bat- 
taglioni squadroni, regolari i quali già in quest'e- 
poca, avevano qualche istruzione e cbe, dappoi nelle 
Provincie d' Algeri , lottarono contro le nostre truppe, 
le quali non poterono ricusar loro una certa stima 
per la' bravura ed una tal qual unità ne' loro movi- 
menti, ma sopraitatto per l'aggiustatezza e la celerità 
del loro tiro. 

. Ad onta di così enorme disproporzione numerica, 
il generale Trézel non esitò a portarsi in avanti. L'a- 
vantiguardo , temerariamente impegnato nella gola dal 
suo capo (il colonnello Oudinol del 2.*' reggimento di 
cacciatori d' Africa) , incontrò delle considerevoli forze 
imboscate. Questa vanguardia che solo componevasi di 
un pelotone di cavalleria e di tre compagnie polacche 
della Legione Straniera, ciò nonostante caricò l'inimico. 
il colonnello Oudinot (2) rimase ucciso' ai primi colpi, 



'(1) Gli è da notarsi che solamente sei compagnie del bat- 
taglione italiano ebbero parte alla spedizione, le altre due 5.* 
e 6.* del centxo rimasero alla guardia dei forti e della piazza 
d' Orano. 

{Sùta del TVaduOore). 
(3) Era fratello minore del vivente tenente generale Oudi- 
not dnca di Reg^ , die comandava nel 1849 V esercito francese 
di spedìùone io Italia. 

{Nola del TradìMort). 



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79 
ed il cavallo monlato dal capo battaglione Horain fu 
colpito da sette palle. Accolta in tal maniera, questa 
truppa ritirossi un momento in ordine dinanzi a delle 
forze così superiori e collocate con tanto vantaggio. 
Allora il generale Trézel si pose egli medesimo alla 
testa del 5." battaglione (italiano) della Legione e delle 
truppe dell' avantiguardo, e sostenuto dalla divisione, 
caricò il nemico il quale successivamente abbandonò 
tutte le sue posizioni, dopo averle vivacemente difese 
con considerabilissime perdite. Questo combattimento , 
nel quale una debole divisione di 2,500 uomini aveva 
lottato vantaggiosamente contro un nemico cinque volte 
più numeroso, aveaci costalo 130 feriti molto difficili 
da trasportarsi ; per ciò il generale francese si decìse 
a dirigersi sopra Arzew per deporveli e venir poscia ad 
incontrare Abd-el-Kader il quale, in meno dì quindici 
giorni , sarebbe stato forzato di accettare un nuovo 
combattimento in condizioni per noi più vantaggiose, 
o di ritornare a Mascara, attesoché in quel tempo della 
messe sarebbe slato impossibile ritenere più lungamente 
i numerosi cavalieri irregolari che teneva seco lui. 

La colonna prese adunque la suaccennata direzio- 
ne, dopo aver dato alle fiamme due cassoni già infran- 
ti, gettate le tende contenute negli altri, per collocarvi 
i feriti , ecc. ecc. Ella marciò in una pianura scoperta 
fino al Sieg; gli Arabi, giunti prima di noi e favoreg- 
giati dalle boscaglie, tentarono di opporsi al nostro 
passaggio; ma non tennero fermo che un istante, eia 
truppa francese bivaccò in uno de' campamenti nemici, 
sulle due sponde e presso di un monticello coronalo 
dal marabutto di Sidi-Daoud (1). L'Emiro riunì te sue 



(1) Qui marabutto significa pìccola moschea che serve di 
tomba a un gantOM. Il marabutto di ^i-Daond era chiuso da 

7 



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forze a ima ^rossu lega di disianza, ai marabutti di 
Morley-Abd-el-Kader e di Sìdi-Omar-el-.Vohadji. 

Abd-el-Kader era presente a colesti combatlimenti 
pe' quali radunò tutte le sue forze. Le sue perdite fu- 
rono considerevoli , e varii capi , fra' quali conlansi 
Mazan, agà dell' emiro , uno de' primari arabi della 
provincia d'Orano e Sidi-Boucbadour, suo califfo del- 
le Provincie dell'est, rimasero uccisi o gravemente fe- 
riti. Noi avemmo 50 morti e circa 200 feriti ; fra' quali 
il lenente (osefowìch , del 4.** baltaglione della Legione 
Straniera , cbe ricevette una ferita alla coscia e ne subì 
r amputazione la sera stessa (1). 



breve muro, circondato da tettoie ed ombr^giato da piante di 
aloè e da uoa maestosissima palma. Nella moschea stava accora 
ia sedia del santo personaggio che. aveva dato a quel luogo ce- 
lebrità, tutta gremita d'amuleti d'argento e di corallo e di grani 
di vetri. (Nota del TradwUore). 

(1) Siccome ove volessi con più note correggere gli errori 
ne'qiiali É incorso l'À. nel narrare questo fallo d'armi, e le om- 
missioni sempre a detrimento degl'Italiani, occorrerebbe interrom- 
perne sovente la lettura, cosi avviso miglior consiglio di farne 
narrazione alla distesa senza paraialità, aflincbè sia facile ad ognu- 
no di per sé rilevare i funesti sbagK commessi , e da chi ; ì quali oc- 
casionarono inutili e dolorosi sagritizìi , e perdite molte di generosi 
soldati, che ben diretti potevano se non riescire vitloriosi, almeno 
essere risparmiati a destini migliori. Mentre la prima virtù di un co- 
mandante esser deve la prudenza : e se é vero che i soldati non de- 
vono calcolare i nemici dal loro numero , al loro condottiero però 
corre stretto obbligo dì lutto ponderare con esattezza , per non av- 
venturare inutìlmenle ad evidente pericolo I' esercito a lui com- 
messo. E primieramente reputo necessaria cosa far conoscere con 
precisione la qualitù dei luoghi, eia via elio fu mestieri alla divi- 
sione di percorrere, alBncbé si argomenti con aggiustatezza il 
pericolo a cui venne esposta , e le fatiche che ebbe a sostenere 
. nella marcia , nell' attacco e difesa a cui fu astretta. Pei: la via 



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81 

Il 27 giugno, la divisione soggiornò sul Sieg; il 
generale vi ricevette due volte gì' inviali dell' emiro 
sotto pretesto di trattare il cambio del suo oukil ( con- 



adunque (che tale non poteva dirsi un viottolacdo pieno d' in- 
ciampi, capace appena di una fila di uomini di fronte, posto al 
fondo di una vaUetta o piuttosto barrone nel quale fluiscono le 
acque piovane cadenti dal declivio dei colli] camminava la lunga 
fila dei muli, carriaggi, e prolunghe cariche delle bagaglie delle 
truppe, delle munizioni e 1' artiglieria da campo. Ai due lati del- 
la medesima , e cioè sul pendio dei colli che la rinserravano mar- 
ciava la divisione ira arbusti , sterpi e spine che arrecavano i più 
gravi incomodi ai soldati: ì quali aumentavano per le frequenti sì- 
nóositè del terreno , sovente si proronde da impedire a una parte 
della divisione di scorger l'altra, o alla testa o alta coda; e che 
quantunque fosse ordinata in colonna per sezìeni l'astringevano a 
riunirsi confusamente, e agglomerarsi in disordine. Ciò nulla o- 
stante essa avanzava cosi disposta. Tre compagnie del battaglione 
polacco, 4.° della Legione, aprivano la marcia: U seguivano un 
plotone di gendarmi turchi e un distaccamento di cacciatori d'A- 
fi-ica a cavallo : poscia sul pendio a destra era un battaglione del 
66.* di linea francese, ed il restante del 4.°, a sinistra il batta- 
glione italiano , e in retroguardia un battaglione d' infanteria leg_ 
gera d'Africa detti Zefiri. Ha questa marcia non era protetta, 
come lo avrebbe dovuto essere, da esploratori, fiancheggiatori, 
ed altre truppe leggere che avessero potuto dame avviso se il 
nemico si appressava. Per difetto di che non è a meravigliare se 
la divisione venne inopinatamente sorpresa. Durava già da due 
ore la marcia quando alle 6 antim«'idiane alcuni colpi di fucile 
si fecero udire dal lato della retroguardia, ai quali ninno da prin- 
cipio pose mente.' Ha quando spesseggiarono i colpi anche alla 
testa e ai fianchi della colonna, i soldati cominciarono ad allar- 
marsi, tanto più che da tutti i lati si videro uscire dai cespugli 
e sterpeti ove stavano celati, e avanzarsi con urla strepitose gli 
Arabi brandendo i loro yatagan fino a tiro di pistola. In tale dis> 
ordine la retroguardia e l' avanguardia si ripiegarono- disordinata- 



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82 
sole in Orano) contro il capo squadrone Aboulach 
d' Arbouin , in missione a Mascara , disimpcgnando le 
funzioni di commissario della Francia presso di Abd- 



menle sul centro nella più strana coafusione. In questa strettezza 
di pericolo , e ufGziali e Eoldati aspettaTaiio qualche comando cbe 
disponesse la difesa, cbe valesse a restituire un qualche ordine; 
ma il generale non couiparÌTa, ogni ordine mancava, e alla di- 
visione sovrastava un' imminente disratta. In tale supremo mo- 
menlo veniva al comandante Poerìo una di quelle subitanee ispi- 
razioni, che non di rado producono i più brillanti successi. Ve- 
duto col fatto mancare ogni ordine e direzione, e conosciuto le 
luttuose UHiseguenze che potevano derivarne, non prendeva norma 
cbe dal proprio coraggio, e ordinava ad un suo tamhurrino pie> 
tnontese, per nome Eoja di battere la carica; slanciò il suo ca- 
vallo in avanti, gridando : a me vtUorosi italiani seguitemi. E ina- 
nimando gli altri coir esempio si sospinse io mezzo alla mischia, 
e alle file degli Arabi cbe da ogni lato ne circuivano , e gì' Ita- 
liani, dietro ad esso caricarono con impeto U nemico. L'improv- 
viso assalto rattenne, intimorì l'arabo in guisa, che cominciò a 
ceder&nl terreno , e ad essere cacciato per l' erta. In poco tem- 
po, gU Italiani si erano già aperto un varco per il quale giun- 
sero alla vetta del colle, ove trovarono un vastissimo pianoro. 
Ivi in fretta ordinati , alcune compagnie furono disposte in ber- 
sagUeri per liberare i fianchi loro dal nemico, e permettere al 
restante della divisione di rannodarsi dietro la linea di battaglia 
da essi stabilita. Nel frattempo con geoerosi sforzi 1' artigli«-ia 
francese aveva per balze , dirupi, attraverso sterpeti tirato a brac- 
cia sul colle due obici da montagna da dodici coi quali imprese 
a battere il nemico; che sopraffatto, atterrito, mitraglialo orren- 
damente lasciò presa, e ben presto l' immenso pianoro rimase 
libero alla divisione. Conobbe ognuno di dovere in tale incontro 
la propria salvezza, e la vittoria al battaglione Italiano per où 
unanime fu il grido cbe sorse per il campo di Vttia gì' Italiani. 
E all'asserare il battaglione medesimo venne passato in mista 
dal generale, e da esso ad alta voce eDComiaLo. Dopo di dò la 



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ei-Kader. Questo capo fece ben conoscere che deside- 
rava la pace; ma non diede veruna risposta alle pro- 
poste che furongli fatte per (issare le condizioni prò- 



dìviiìione pr^^e qualche riposo , furono raccollì i reritì , eepuili gli 
estinti, poscia sì prosegui la marcia fino nella pianura del Ce^ 
rat ove scorre il Sieg. Sostati alquanto, ma estenuati dalle fatiche 
della marcia, del combattimento, dall'eccessivo calore di una del- 
le ultime giornate di giugno i soldati penavano per orrida sete 
che non trovavano modo di menomamente soddisfare; quando i} 
generale Trézel ordinò che si perforassero i barili del TÌno e del- 
l'acquavite, e che la truppa se ne abbeverasse. Mal provvedimento 
al certo perchè moltissimi abbandonatisi all'intemperanza, ne a- 
busarono in modo, che nella marda susseguente non potendo se- 
guire la divisione rimasero sbandati si che sorpresi dagli scor- 
razzanti Arabi vennero tagliati a pezzi. Cosa che aumentò le per- 
dite della giornata che ascesero per certo a 500 fra morti e fe- 
riti, checché altri ne dica. In questo combattimento fra i molti 
appartenenti al battaglione italiano che si distinsero, ricorderò a 
cagione d' onore il comandante Poerio , l' aiutante maggiore Fer- 
rary , il capitano Tonelli , il sottotenente Boldrini, l' enunciato 
tamburo de' granatieri Boja ; fra i morti menzionerò il bravo ve- 
terano sergente de' granatieri Grange, savoiardo, cavaliere della 
Legione d'Onore, i granatieri Bodoria piemontese, e Chevaiet , 
savoiardo; il fuciliere della 3.' Dwand. La notte seguente al 
nairato fotto passò abbastanza tranquilla, prese essendosi dal ge- 
nerale le opportune precauzioni onde evitare qualsifosse sorpresa 
per parte del nemico. Vennero curati i feriti cbe nella marcia se- 
guente furono collocati- nei carri, e nelle prolunghe per ordine 
del generale vuotate di tutti gli attrezzi, ordegni da lavoro e da 
campo che vennero sotterrali nella pianura del Sieg. Il giorno 27 
trascorse in vaghe trattative d' accordo^col nemico; ma siccome 
si aveva sempre motivo di temere di esso , cosi eltre la linea dei 
posti avanzati, fu spiegata in bersaglieri una compagnia di sol- 
dati che di due in due ore era ritirata, e precisamente dinanzi 
al monticello in cui esisteva Ìl Mar^utto perchè fosse sempre 



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84 
prie ad assicurarla. Evìden temente questo era una tat- 
tica dell' emiro per illudere il generale Trézet , collo 
scopo dì guadagnar tempo per concentrare i guerrieri 
delle lontane tribù che a se aveva chiamati facendovi 
predicare la guerra santa. Forse il generale ebbe torto 
di lasciarsi gabbare dà un Arabo , fra gli Arabi stessi 
il più falso e più astuto. Ma da un altro canto , non 
sarebbesi egli dichiarato vinto, se battuto avesse inri- 
lirata il giorno dopò del combattimento di Muley-l- 
smaele? 

Dopo il detto soggiorno , partì la divisione dalle 
rive del Sieg il 28 giugno, suU' albeggiare, e conlinuò 
la propria marcia sopra Arzew, seguendo il corso del- 
la Macta ; questa strada diretta , due o tre leghe più 
corta, presentava molte difficoltà per li carriaggi. La 
colonna marciò in una pianura scoperta ed in perfetto 



pronta a sostenere ogni improvviso attacco de) nemico. Intanto e 
per le voci che correvano per il campo, che il generale si di- 
sponeva ai) una ritirata, temendo degli Arabi che erano somma- 
mente aumentati di numero, e per le gravi perdite sofièrte il 
giorno innanzi, di die era prova evidente il rilevante numero dei 
feriti che avevano sotto gli occhi, e per gli ordini dati, ed ese- 
guiti di sotterrare gli attrezzi da campo , cominciò nei soldati a 
destargi un vivo malincuore, e a produrre la demoralizzazione 
die ingigantiva i pericoli da cui erano minacciati. La notte tro- 
vava in tale stato la divisione, e veniva passata in un continuo 
allarme ( la fucilata non cessò mai agli avamposti ) essendo co- 
stretti i soldati ad ogni istante di mettersi in ordinanza. Final- 
mente all'albeggiare, senza segnale di tamburro o di tromba, e 
al solo comando di ogni capo di compagnia dato sottovoce di al- 
zarsi, e disporsi alla partenza, la divisione mosse tadtamente e 
con ogni drcospezione dal campo : cosa che avvalorò in ognuno 
i concepiti sospetti. Sì vedrà nella nota che segue l'esito di que- 
sta fatale giornata del 28 giugno. (Nota del Traduttore). 



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ordine sino alle due pomeridiane, in mezzo ad uno 
sciame di Arabi Ì quali furono 'sempre tenuti ad una 
rispettabile distanza. Allorché pervenuta fra una catena 
di colline boscose a sinistra, e le pantanose rive della 
Hacta a destra , fu assalita' da iin vivo fuoco di mo- 
schetteria dell' inifriico il quale crasi anticipatamente 
postalo sili versanti delle colline. I nostri bersaglieri, 
li l'incnociarono stille creste e furono soatehutida due 
compagnie del 1.'* battaglione di failti leggieri d'Africa. 
Aumentando il numero de' nemici , il 5." battaglione 
della Legione Straniera fuwi mandato con ordine del 
generale di tenere la sua massa principale sulla cima , 
senza allontanarsi dalla strada che seguiva la colonna 
che proteggere dovea. Questo battaglione ebbe tosto 
molto a soffrire dal fuoco de' bersaglieri nemici nasco- 
sti ed al coperto dai cespugli ; allora il tenente colon- 
nello Conrad della Legione Straniera il quale trovavasi 
col suo b." battaglione , credendo di potere snidare quei 
bersaglieri eh' egli non sapeva cosi ben sostenuti , si 
mise alla sua testa e con grande furia caricolli iìno 
all' ingresso del bosco. Ivi , fu ricevuto dal ben nudrilo 
fuoco di un battaglione regolare di Abd-el-Kader , forte 
di 1,200 uomini. Questa scarica cbe fu micidialissima 
oltre ogni dire , fece piegare il battaglione della Le- 
gione , il quale ritirossi con qualche disordine dietro 
un monticello ove dal suo capo venne tostamente ri- 
ordinato. Ma il movimento retrogrado erasì comunicalo 
ad una porzione del 66.*^ facente parte della retroguar- 
dia , e che , spontaneamente , erasi condotto sul luogo 
del combattimento. In simile occorrenza, il signor co- 
lonnello Conrad chiamò a sé le compagnie polacche 
della Legione incaricate insieme alla cavalleria della 
guardia del convoglio dei feriti. La superiorità nume- 
rica del nemico , la violenza del' suo attacco ,' l' inceu" 



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86 
dio de' cespugli a' quali gli Arabi avevano appiccato il 
fuoco (secondo il loro uso quando sono favorii! dal 
venlo), finalmente lo Svantaggio del terreno, furono 
altrettante circostanze che determinarono un momen- 
taneo terror panico. Il generale non potè rimediarvi 
che un quarto d'ora dopo, allorché le truppe che e- 
rano slate trascinate, furonsi rannodate sur una vicina 
eminenza. Qui , noi lasciamo parlare il medesimo sig. 
generale Trézel: ■ FTon vi sarebbe stato alcun altro di- 

■ spiacente risultato, se il lenente colonnello Conrad, 

> non avesse ileratamente ordinalo al bravo coman- 

> dante Horain (ucciso dippoi a Gigelly), di abbando- 

> nare il convoglio colle sue tre compagnie polacche 

• per seguire il 5." battaglione , e servire al suo ran- 

> nodamento. 

■ Le compagnie di cui il colonnello Conrad in tal 

■ guisa dispose, erano da me slate collocate alla sini~ 

■ atra del convoglio, con ordine di non muoversi; ma 
» senz' aspettare il mio ritorno dalla retroguardia ove 
- erami condotto , it capo battaglione che Je comandava 

• credelle di dovere ubbidire agli ordini contrari che 

> riceveva dal suo capo immedialo, soprattutto quando 

• trattavasi di portarsi colà dove fervea la hallaglia. In 

> conseguenza di tale movimento, il convoglio trovossi 

• un momento senza sufficiente protezione ed i con- 
" dultori de' carriaggi gettaronsi in una palude sulla 

■ loro destra , net qual luogo alcuni tagliarono le ti- 

■ relle de' loro cavalli per fuggire , e ad eccezione dello 

■ squadrone del capitano Bernard, il rimanente della 
X cavalleria fu condotta via dal suo capo e non la ri- 

• vidi che sulla spiaggia del mare (I). » 



(1) Ealrallo di una lettera scritta dal generale Trézel il 12 
?za 1842, ad un collaboratore di quest'opera. 



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87 
La partenza della maggior parie della cavalleria 
la quale immediatamente marciava appresso al convo- 
glio , lasciò uno spazio scoperto; la retroguardia stava 
digià per giungervi , allorquando il bravo tenente co- 
loDuelto Maussion , capo dello stalo maggiore della di- 
visione ( morto dippoi ad Orano ) , che la guidava , ebbe 
il suo cavallo ucciso sotto , nel tempo slesso die il ca- 
pitano Claparèdc , del 66." di linea , oggi colonnello del 
5i.° reggimento, rimase colpito da una palla che gli 
attraversò la coscia ; privi de' sopraddetti due capi , i 
soldati si sbandarono in piccoli gruppi fra le vetture, 
e non poterono essere rannodali se non che col rima- 
nente della fanteria. 6li Àrabi della dritta geltaronsi 
come lampo sul convoglio, ìmpadronironsi di alcune 
prolunghe e sgozzarono una parte de' feriti che sopra 
vi si trovavano ( fra gli altri , il signor lenente losefo- 
wich , dei 4." battaglione della Legione Straniera ). Lo 
spavento impadronissi del restante del 66.** , il quale 
si credette taglialo e si sbandò, eccetto alquanti uflì- 
ziali devoti e un piccol numero di soldati i quali 
pervennero al convoglio e lo liberarono ; alcuni si por- 
tarono sulla sinistra per rannodarvìsì alle altre com' 
pagnie: moltissimi si gettarono a destra nelle paludi 
della Macia. In questo frattempo , il generale TrézeI a- 
vendo riunito i pochi cavalli che tuttora erano sul 
campo dì battaglia, posesi alla loro testa ed eseguì una 
carica che liberò la strada e permisegH di arrivare sul 
convoglio per le due estremità. 

Ma alcune vetture erano rovesciate ; varie mute tro- 
vavansi imbarazzate per la morte o per la fuga di al- 
cuni cavalli guidati via dai conduttori ; l' inimico in- 
calzava la colonna a tergo e sul sinistro fianco ; le trup- 
pe nel massimo disordine marciavano attraverso di folte 
boscaglie, coperte da alcuni petotoni di cavalli e di 



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88 
fnnti ; 1' nrtìglicria , la quale , a forza dì energìa , <Iì co- 
raggio e (li audacia , era riuscita a salvare lutti i suoi 
pezzi , poncvali in batteria in tutti ì luoghi che pe^ 
mettevano l' impiego della sua arma : essa contribuì 
potentemente acciò che questa ritirata non degenerasse 
in una compiuta rotta. 

Giunti allo sbocco della Macta, riformaronsi i corpi 
con più ordine e continuarono la marcia sopra Arzew, 
seguiti a pochissima distanza dagli Arabi i quali pero 
non osarono intraprendere nulla di serio. Abd-et-Kader, 
sorpreso del suo successo , affretlossi a rimandare i suor 
guerrieri nelle loro tribù per spargerne la notìzia ; fece 
attraversare i douairs da' suoi prigionieri e dalle spo- 
glie degli uccisi portate in trionfo. Fu sì celere in tali 
pubblicazioni , che mediante queste il governator gene- 
rale ricevette in Algeri la trista novella di colesta cam- 
pagna corta si ma sanguinosa, e con una lettera, Abd- 
el-Kader diceva al conte d' EHon : ■> che il generale Lo- 

> SCO d' Orano avea secolui appiccato litigio ; eh' egli 

> avealo gastigato ; ma che ad onta di ciò sperava bene 

> che l'accaduto non porterebbe intralcio alla buona 
» intelligenza col gran capo de' cristiani. > 

Difatti, il conte d'Erlon mantenne sullo stesso piede 
le sue relazioni con Abd-el-Kader, la cui possanza non- 
fece che aumentare per alcuni anni. 

Ne' tre suaccennati infelici combattimenti, le nostre 
perdile furono numerosissime e molto sensibili ; 62 mor- 
ti rimasero sul campo di battaglia e 508 feriti vennero 
ricondotti ad Orano (1). 



(i) La marcia del giorno 28 avvenne attraverso la mentova- 
la pianura del Sieg che è circondala a lontano intervaìlo da col- 
line. La divisione procedeva in colonna dì forma quadrilunga a- 
vendo nel mezzo t bagagli , i feriti e )e arti^erie ; Is prima fronte 



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S9 
La Legione forni il suo contiiigenle a queste due 
categorie. Ci mancano i dati per far conoscere tutti i 
nomi dei militari del suddetto corpo colpiti dall' ini- 



era ronnata da un battaglione di Zefiri ( fanti leggieri li' Africa ) 
la destra dal battaglione polacco, la sinistra dagl'Italiani, il di 
dietro dal 66.° francese ; la cavalleria per pelotoni in bersaglieri 
coi fami sosteneva l' artiglieria alta retroguardia e nei ftancbi 
pronta sempre a stabilire i pezzi in batteria ogni volta che il bi- 
sogno il richiedesse. Nop appena la divisione si mosse cbe la se- 
gui costantemente e ai fianchi e a tergo un contìnuo , e ben nu- 
drito fuoco di moschetterìa, ed anche di artiglieria che durò fino 
circa al merìggio. Nulla ostante venne conservato un discreto or- 
dine fra le truppe, abbenchA interi peloloni di soldati oppressi 
da indicibile stanchezza e alllitti da privazioni d' ogni genere get> 
tasserò i loro sacchi, le coperte da letto, ed altri loro impedi- 
menti, de' quali si caricava la cavallerìa che li seguita, per cui 
vedevansi cavaUeri carichi di ben 10 muciglìe da fantaccini ed an- 
che dei fantaccini stessi. Né ciò deve recare meraviglia perché 
senza enumerare distesamente tutto il carico che portavano in 
simUi spedizioni diròj che oltre l'armamento, l'intera ordinanza 
eolro il zaino , le cartuccie sommanti a 60 , la coperta di lana , 
cmne si é già detto , il sacco di tela cogli altri effetti da campo 
ecc. , avevano eziandio per cinque o sei giorni di viveri di riser- 
va consistenti in biscotto , lardo salato , riso , sale ed acqua ; tal- 
ché credo fermamente potere ajiplicare ai soldati dell' esercito d'A' 
frica ciò che dice Plutarco dei Romani neUa vita di Mario. ■ I 
■ soldati caricati ed atfaticati a guisa di muli>. Non giovavano 
le voci, gl'incoraggiamenti del generale e degli altri ufliziali su- 
periori che discendevano alle più toccanti preghiere per spingerli 
innanzi, loro addittando poco lontana una fonte, a cui abbeve- 
randosi potrebbero trarne sollievo ; ma il disagio , e la stanchezza 
la vincevano su di ogni altro sentimento; e non bastando loro 
la forza a sostenersi, non pochi cadevano fra le braccia dei loro 
camerati anche morti per asfissia, o per emorragia di sangue dal- 
b bocca, dalle nari, dalle orecchie, onde o semivivi, o mori- 
Iwndi restavano sulla via e loro erano dagli Arabi tronche le leste 



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90 
mico: noi non possiamo citare, nel numero degli uc- 
cisi, che i signori tenenti losefowicli e Boldrini , e Tra 
i feriti, i signori Bazainc, sottotenente; Imer sargenle 



( notisi che ogni testa cristiaDa veniva pagata dieci franchi circa 
da Abd-el-Kaclcr ). Al mezzodì cessaroDo quasi del tuLto gli scupii 
e a tergo e a sinistra i tienici disparvero internandosi nelle selve 
di cespugli che ne circondavano : alla destra si allontanarono fuori 
del tiro del cannone. Ha ai disagi suddetti un nuovo se ne ag- 
giungeva e bea più terribile per le sue conseguenze ; perchè a- 
vendo gli Arabi appiccato il fuoco alle erbe, sterpaglie e cespu- 
gli di che la pianura era ricoperta, i soldati furono costretti a 
passare per quell'ardente roveto che accagionò, oltre l'aumento 
del calore atmosferico per sé insotfnbile , l' arsione delle scarpe 
uose e gran parte dei calzoni ai soldati; perlocché denudati di 
tal parte de' loro vestimenti nei piedi e nelle gambe ne riporta- 
rono dolorose ferite da cui sgorgava vivo sangue e furono in i- 
stato dì non potere, se non se a grave stento, proseguire la dis- 
agevole marcia. Finalmente quanti poterono superare ì prediali 
gravissimi ostacoli giunsero alla da tanto tempo desiata fonte , che 
altro n<m era se non se una buca , ove stavano raccolte da alcun 
tempo acque piovane, rese fracide, frammischiate a puzzolenti 
melme, e ripiene di vermi , che parve però un nettare agli asse- 
tati ; ma che non bastò al loro biseco appena avendo la misura 
dì due bidoni (*) per compagnia. Ripresa la marcia senza più es- 
sere disturbata dal nemico , e giunta la divisione a certe strettCT 
per le quali era più breve il tragitto per Araew {Pm-to-Uagno 
degli antichi, notevole per belle ruine romane e avanzi di cister- 
ne) ove a sinistra era il piede delle boscose colline, a destra le 
pantanose acque della Macta, il generale ordinò a due compagnie 
di formarsi in bersaglieri, di fiancheggiare la colonna, delle qua, 
li una di /e/j{rt , l' altra, la 5.' del battagline italiano, comandata 
dal bravo capitano Montallegri in cai il T. aveva l'onore di ser- 



{") Vaso (frande di lolla in cui si conserva l' acqua nsUe ca- 
merate de' addati ; in campagna ogni squadra ne possedè uno e 
eiene portato per turno dietro il zaino dagli stessi militari. 



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91 
maggiore; e nel numero di coloro che furono menzid- 
oali come essendosi distinti, figurano i signori Poerio 
(già uffiziale generale dell' esercito lombardo), capo di 

yire allora col grado di caporale. Mentre le altre cinque compa- 
gnie di esso battaglione che facevano parte della spedizione, non 
furono spedite a sostenere la 3.* se non se allorquando questa 
come verremo dicendo lìi assai maltrattata dal nemico; ora l'or- 
dine dato al capitano Hontallegri fu di fiancheggiare la colonna 
senza allontanarsi dal vertice delle colline, e ciascuno sebbene 
poco pratico di cose militari, potrà faulmente conoscere die le 
riserve delle dette due compagnie che seguivano il movimento 
della linea del bersaglieri, essendo su di un pendio rotto e pieno 
A' impedimenti si trovavano in cattivo terreno , ove la linea stessa 
fosse obbligata di ripiegarsi sovra di esse e di doverle sostenere. 
Ricevuto l'ordine suddetto la 3.' compagnia cominciò ad ascen- 
dere, e giunta alla metà del colle fu ricevuta da una grandine 
<li palle senza che potesse scorgere di dove partissero, tanta era 
la spessezza dei buscionij fratte e sterpeti; tuttavia al passo di 
corsa come meglio il poteva fra quei triboli e spinaglie prese 
l'altura, ore alquanto soffermossi, scorgendo a sensibile distanza 
tutte te forze, che divisamente li avevano perseguite fino alla 
metà del giorno , allora riunite in battaglia nell' imponente numero 
di ben 18,000 combattenti. Colà giunti, è a notare che trovavan- 
si ben a un mezzo miglio distanti dalla massa principale della di- 
visone e in posizione tale da avere in mille modi impedita la 
vista di essa per discernere i movimenti. In tale stato di cose 
non furono d' accordo i comandanti delle due compagnie spiegate 
in bersagUerì ; mentre Montaliegrì stando all' osservanza degli or- 
dini ricevuti non voleva moversi che fiancheggiando la colonna; 
il francese invece pretendeva avanzarsi, per massacrare a suo 
dire il nemico ; cosa che pareva all' iiaUano un' imprudenza , un 
lameticamentn quello di voler avventurare a certa disfatta un 
mucchio di prodi contro immense orde di cavalieri ai-abi e Kabili 
che ne slavano a fronte , nella certezza di non potere essere soc- 
corsi; ma non valendo i consigli della prudenza , il francese coi 
suoi si slanciò c»lla baionetta all' assalto: Io che vedendo gl'Ila- 



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92 
battaglione; Horain, capo di batUglìone (che fa decora- 
to della croce della Legione d'Onore); Ferrary lenente a- 
iulante maggiore; Gaucz, lenente; Wirbinski, sollote- 
aente; Borkaski, sottotenente; fiazainc, sollotenente no- 
minato Legionario. 



liani, e loro sembrando disonorevde restarsi vedendo gli altri 
volare al conflitto, coraggiosi li seguirono. 

Da principio gli Àrabi temendo di essere assaliti dall' intera 
divisione indieU^ggiarono fra loro rinserrandosi : ma ben presto 
si accorsero dell' inganno , e reggendo il picciol numero di coloro 
die osavano sfidarli, si mossero ad essi incontro con assordami 
grida e feroci ululati, e in prodigiosa quantità da ogni lato li 
accerchiarono per opprimerli. In si terribili circostanze e francesi 
e italiani conobbero, ma troppo tardi, quanto era meglio attener* 
si al consiglio del vecchio Honlallegri, il quale avrebbe toro ri- 
sparmiata quella sciagura. Tuttavia animosi sempre, e gli uni e 
gli altri con indidbili sForri si apersero un varco , eseguirono una 
ritirata, che aveva in vero sembianza di fuga, sulla riserva delle 
loro due compagnie, lasciando di soli italiani 13 morti nel luogo 
dell' azione senza contare i feriti. Le riserve al veder giungere coiJ 
malmenati i loro compagni fuggiascbi, non poterono reggere, e 
gli Àrabi presero le loro posizioni sulle vette dei colli. Ingros- 
sando sempre più il fuoco e la mischia, e ignorando il generale 
Trézd con quale strabocchevole numero dì nemici avesse a Tare, 
ordinò che le altre 5 compagnie del battaglione itaUano presenti 
si recassero a sostenere quei che erano stati rotti e vinti. Il co- 
lonnello Conrad e il comandante Poerio giunsero infatti colla mag- 
gior possibile celerità in iacda al nemico , e ne ordinarono la ca- 
rica alla baionetta. L'ardire dei nostri soldati, la speditezza con 
cui la carica fu eseguita, malgrado la loro stanchezza, ottenne un 
momentaneo intento, perchè gli Àrabi furono ricacciati fino al- 
l' ingresso della boscaglia. Ma Conrad ignorava che là erano ce- 
lati i battaglioni regolari di Àbd-el-Kader i quali fecero improv- 
visamente cadere sugi' ItaUani la strage e la morte. Dalla qual 
cosa sbigottiti, e poscia vedendosi caricati e stretti da ogni par- 
U, disordinalamenle si ritirarono fino dietro ad un' eminenza . 



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93 
Finiremo nuesto racconto senza fare veruna rifles- 
sione , per dei motivi clic verranno apprezzali dalle 
persone che sanno lutto quello che è accaduto in quelle 



ave Furono dal loro capo alla meglio rannodati. Intanto il movi- 
mento retrogrado si comunicò pure a quelUf porzione del 66.°, 
che spontaneamente si recava nel luogo dell'azione, senza cbe 
cercasse di opporre iiuaicbe resistenza, e tutti congiuntamente 
alla rinfusa andarono ad agglomerarsi al restante della divisione 
che s' intinrorl non poco alla mta dell' accaduto , e della piena 
sconfìtta de' suoi compagni d' arme. Il colonnello Conrad in quel 
momento commetteva pure un altro enorme sbaglio, perchè or- 
dinando alle tre compagnie del battaglione polacco, cbe scorta- 
vano i caiiaggì, gt' infermi e i feriti cbe avevano ordine di tu> 
telare, di venire in aiuto di coloro cbe battagliavano, privò quei 
mìseri della loro guardia s] cbe restarono del tutto abbandonati. 
Infatti gli Arabi della destra di ciò accortisi cercarono con rapido 
movimento di conginngersi con quelli che dalla sinistra discende- 
vano come furie dai colli , e unitamente s' impossessarono senza 
fatica di tutto il bagaglio, massacrando gl'infelici feriti, de' quali 
neppur uno fu salvo dal loro furore. E soltanto alcuni conduttori 
dei cani dovettero la salvezze ai loro cavalli che spinsero a di- 
sperata corsa, tagliate le tirelle che ai carri li avvincevano. Allora 
l'altra porcione del 66.° ed i fanti leggeri d'Africa che non ave- 
vano avuto parte alcuna al combattimento , e perciò erano tuttora 
illesi, tentarono mollemente di fermare l'urto di quel torrente di 
Arabi, e dietro ad essi si andavano rannodando gli altri corpi 
sbandati : ma e per la forza numerica , e per i ripetuti attacchi 
del nemico ai fianchi e a tergo, e per la sfavorevole postura in 
cui si trovavano , ogni sforzo fu vano ; sicché udendosi da ogni 
lato in idioma francese un grìdo — si salvi chi può — tutti si 
diedero a disordinau fuga. Meritevole è però di menzione il ca- 
pitano Bernard il quale, sebbene tutta la cavalleria avesse abban- 
donalo il campo appena scorse la dirotta in cui era una parte 
deHa fanterìa, solo col suo squadrone di cavalleria, alla cui testa 
era il Generale col suo stato maggiore tentò generosi ma inutili 
aforzi per liberare il convoglio. I fuggiaschi incalzati sempre dagli 



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94 
nefaste giornale; elleno compreoderauno ed approve- 
ranno i motivi delle noslre reliceitze. Le parlicolarità 
che precedono sono della maggior esattezza , essendoci 



Arabi collo ya(a</an alle reni, continnarono nella fuga fra sabbie, 
sassi, spine, paDtaai, e le acque della Macta ove non pochi an- 
negarono, dalle ure quattro dn (io il mezzogiorno fino al far della 
notte, in cui giunsero all' imboccalura di questo fiume. Ivi furono 
da) comandante Poerio, e dall'aiutante maggiore t^errary ranno- 
dati in battaglione quadrato composto di tutte le armi e fer- 
menti il mag^or numero dì cui però era del 5.° italiano , aven- 
doli il restante sopravvanzati ; ma tutti in uno stato deplorabile 
perchè molti inermi, altri con armi disformi, scalzi, seminudi, 
arsi, sanguinolenti per ferite, vomitanti sangne dalla bocca, dalle 
nari, in guisa cbe destavano la più viva compassione e pieli. In 
tal modo marciarono , o piuttosto si strascinarono i tristi avanzi 
della divisione lungo il mare fino ad Arzew , ove giunti sulla mez- 
zanotte, e protetti dal cannone del Blockhaus si stesero a terra, 
e vi rimasero come corpi morti. Ivi fermaronsi quattro giorni at- 
tendendo da Orano i legni che in quella città per la vìa di mare 
li trasportassero essendo resi inetti a recarvisi per quella di terra 
difettando, come si è detto, di scarpe, ili vestimenti, e di quan- 
t' altro taceva d'uopo a sostenere le fatiche di una marcia. In tale 
miserando stalo restituivasi ai suoi alloggiamenti questa divisione, 
i mi combattenti ridotti a poco più della metà del suo numero, 
battuti, disfatti, di dove erano partiti vigorosi, pieni di coraggio 
e di belle speranze di vittoria, cbe avrebbero potuto reaUzzare 
se il suo capo avesse avuto la prima , la più necessaria virtù del 
comandante, la prudenza. 

Siccome nello esporre i prefali avvenimenti ninna particolare 
menzione è fatta di quelli die si distinsero o per valore nel bat- 
tagliare, per altra eroica azione, cosi il T. aggiimge wi cenno 
in proposito per commetteie alla storia i nomi loro, che per es- 
sere sventuratamente di Italiani, furono dalle autorità militari fran- 
cesi, non so per qual sentimento, taciuti, e le belle azioni svi- 
nate o peggio ancora mutale non di rado in calunnie. 

È inutile ch'io parU del valore, della fermezza del capo 



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95 
sUl« dettate da testimoni oculari ed attori di qvel san- 
guinoso dramma , o ricavati in una lettera originale 
det. generale TrézeI , che abbiamo sott' occhio e di coi 



batlagUme barone Pomo , dell' eroico Ferrary tenente aintante 
maggiore, e della distinta condotta del capitano MonbUlegri che 
per la prodezza dimostrata in questa infelice battag^ÌB fu decorato 
caàiiiara della LegiùHe d'Onore- 

11 sottotenente Zavli della 5.* compagnia , attorniato da vari 
Arabi, bendiè gravemente ferito da tre colpi di yatagan, si difen- 
de Taloroaamente e giunge a salrarEÌ da certa morte. 

li' intrepido caporale La Clténal { Savoiardo ) della 5.* , inor- 
talaiente ferito e cadato a terra, si rialza, impugna il fucile e se- 
guita a combattere, non volendo essere da' suoi compagni tra- 
^rtato all'ambulanza, e muore crivellato dalle ferite. 

U vecchio sargente maggiore Pilatì { di Nizza } della medesi- 
ma compagnia, dopo avere combattuto valorosamente alla testa del- 
la riserva , nel momento dcUa rotta portossi ( senza saperlo ) nei 
caneti cbe fianche^ano le paludose rive della Hacta, credendo 
di poter ivi fer buona continenza all'inimico, con alcuni uomini 
della compagnia, fra'qnali era il T. stesso; ma vincitori da ogni 
parte, gli Arabi avevano di già oltrepassato ta linea, e in tal 
guisa tag^ti fuori quelli che pensando di tener fermo, eransì in- 
avvedutamente impegnati nel gran padule. tfo non potendo egli 
reggere a tanta fatica, si fermò aspettando di piede fermo gli A- 
ralù. Il soverchiante numero de' quali solo lo vinse; e gli si vide 
recidere il capo. 

Più sulla destra del luogo ove avveniva tale camiflcina. un 
gnippo di sei a sette individui , faceva sforzi indidbilì per trarsi dal 
pantano cbe riuscivano pressoché inutili. Le loro armi erano già 
divenute inservibili perchè se ne valevano di appoggio per solle- 
varsi a stento dal fango. Era con essi il T. caporale in detta 5.' 
compagnia, il quale perdute le scarpe, privo come molti altri 
della parte inferiore dei pantaloni , spossato dal lungo combattere 
e dagli inutili sforzi summentovatì , stava per soccombere alla fa- 
tica ed alla' sete che lo solforava, quando il generoso suo intimo 
compagno Barbetli ìiMc<mdo (di Russi, provincia di Ravenna) 



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96 
abbiamo citali alcuni passi. Forse polrebbesi rimpro- 
verargli di essere stato imprudente (d' altronde egli 
medesimo se ne accusa nell'estratto che riproduciamo 



caporale alla stessa compagnia , di ciò arTedutosi e riflettendo che 
wcKa era la di lui morte, non ascolta cbe i sensi della pid af- 
lettuosa amicizia, gli getta un lembo della coperta da letto di lana 
( cbe ogni soldato portava in bandoliera ) , chs l' altro può affer- 
rare, e con uno srorzo inaudito lo estrae semivivo dal pantano , 
se lo carica sulle spalle e in mezio a sterpi e cespugli , a riscfaio 
ad ogni istaute di essere raggiunto dai cavalim Arabi, lo porta 
fin là dove la Macia comincia ad incanalarsi. Quivi spmzzatogli 
con acqua il viso, lo fa rinvenire e lo rinfraDca. Dopo di che rag- 
^unto un gruppo di altri dei nostri soldati di conserva con loro 
entrambi giunsero all'imboccatura del fiume. Siano queste poche 
linee il giusto e cordiale omaggio cbe il T. rende alla t«iera a- 
mìcizia del BarbeUi, ed al valore di un italiano. 

Il sottotenente de' granatieri Boldritii Yiacento (di Bologna) 
nel principio della rotta, alla testa de' suoi granatieri, tentò di 
arrestare il torrente cbe minacciava l'intera divisione. Combattè 
da disperato; molti de' suoi erano caduti, quando egli pure cadde 
ferito da una palla nel ginocchio. Ma valoroso si rialza, ed io 
mezzo a quella sanguinosa mischia chiede ad alta voce un cavallo, 
non potendosi reggere sulla gamba ferita. II maresciallo d'allog- 
gio de' Spahie Abdallah giungeva in quella seco traendone due. e 
ratto gliene olTerse uno cbe venne accettato : Boldrini inforca la 
sella, ma sgraziatamente ferito nella testa di nuovo colpo, cadde 
per non più rialzarsi. Era un eroe di coi-aggio e fu da tutti com- 
pianto. Lasciò moglie e prole, a cui il governo francese accordò 
di pensione 20 franchi mensili! 

Il granatiere Bongiovanni (di Lugo) giovane di generosi sensi, 
fu ferito in una coscia e siccome niun ordine più conservava» e 
il soverchio amore dell' individuale conservazione era tale, cbe o- 
gnuno cercava la propria salvezza senza curarsi d' aitimi , e chi 
cadeva era certo di avere tronca dall'arabo la testa, cosi conti. 
Ruò a ritirarsi combattendo ; ma indebolito per la perdita del san- 
gue che estiva a torrenti dalla riportata ferita, fu costretto ad 



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97 
qai sotto, della sua relazione al governatore generale); 
ma in Francia, l'esercito è sempre disposto ad assol- 
vere il capo che non conta i nemici prima di attac- 
carli; da un altro canto egli diede delle prove di ub 



assidersi dietro un buscione; estrasse le cartucce die rimane- 
vangli, e disse a quelli che volevano aiutarlo: Andate, sostenete 
la ritirata , e laiciatemi eh' io non potrei esservi che un imbaras- 
10 , fermo però di vender caro questo poco avanto di vita sì che 
prima di taorire ucciderò quidche nemico; come infatti man tt;n ne 
la. parola; ma sopraffatto dal numero pochi minuti dopo stando 
i suoi commilitoni sur un monticulo, gli videro spiccare la tcsLa 
dal busto. Il caporale Giudici ( di Milano ) diede prove dì eslremn 
«alore. 

PerotH N. (Lombardo) sargente maggiore de' granatieri, ben- 
ché ferito in un calcagno, continuò sempre a battersi e rimase 
nel posto più perìglióso fra quelli che sostenevano la rilirata. Fu 
decorato cavaliere delta Legione d' Onore. 

il fuciliere della 3.* compagnia Coppa (Milanese) dopo es- 
seRii distiuto durante tutta la giornata, mori soffocato dal caldo, 
e volle che nessuno Io aiutasse. 

Il fuciliere Fontana (di Novara) rimasto nel pantano, non 
avendo potuto sortirne , aspettò che gli Àrabi se ne fossero iti dal 
campo di battaglia. Fu spettatore dell'orribile camifidna di tutti 
i nostri feriti, e del tripudio che vi fecero gli Arabi (la sera) 
dintorno alle teste degli estinti. Per 40 ore rimase ( nascosto il 
giorno e girando la notte) senz'altro cibo che cardo e carcioflb 
selvatici ed arrivò semivivo affatto nudo il 5.° ^orno del nostro 
so^iomo in Arzew. Al suo primo avvicinarsi fu preso per un 
Kabilo, ma riconosciuto gli vennero prodigati que' soccorsi che la 
sua posizione richiedeva. 

D sargente Bianchi iV. (Piemontese) ferito in un braccio 
prima delia rutta, ebbe la fortuna di salvarsi dalla sLrage. 

Non sarà mai detto abbastanza per le nostre due cantiniere 
madama Biodo e Del Carretto (ambe piemontesi) le quali non 
cessarono di portar soccorsi ai feriti con acquavite ecc. non solo 
ma riniaKero cogli ultimi combattenti e servivano a i>ortaru e di- 



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98 
brillanle valore io quest' infelice giornata in cui lo si 
vide costa nlemen le ne' luoghi piìi pericolosi. Dì ritorno 
in Orano, per un eccesso di ben rara generosità, collo 
scopo di far cessare ì rimproveri che reciprocamente 
indirizzavansi i militari dei diversi corpi , e le querele 
che n'erano la conseguenza, esso dichiarò, con un oi^ 
dine del giorno, che sopra di lui doveano pesare tutti 
gli errori e tutti i torti, che ne subirebbe solo le con- 
seguenze , ed accettavane solo la respwisabìlità (1). 
Da un altro lato , se le perdite che ci cagionò tale 



stiibuire pacchi di cartucce ai soldati del nostro battaglione. Se 
fessuro state francesi , quante cose non si sarebbero scritte di esse ! 

Dove l'autore cita i distinti, i feriti e i decorati, il T. non 
trova fra i primi il sottotenente Zauli , e nqipure fra i secondi , 
ad onta cbe riceveiìse tre ferite. Fra i decorati trova bensì il sot- 
totenente Bazaine (francete) de' cacciatori italiani, e non vede il 
capitana MotUaUeqri ed il sargeote maggiore PeroUi. Eppure lutti 
tre vennero decorali per lo stesso fatto , per la slessa ordinanza 
reale, e riconosditti cavalieri della Legione d'Onore per il me- 
desinio ordine del giorno. Perchè il generale fiemellc ha ommesso 
i soli Italiani? Vivaddio esistono ancora gli elenchi dei membri di 
quell'ordine. Hontallegri mori, ma Perottì vive e serve ancora 
n^a nuova Legione in Africa. È questa un'ingiustizia prodotta 
da astio o da dimenticanza 7 Ad ignoranza di ciò non può at- 
tribuirsi «lacchè dagli ordini del giorno dellai Legione poteva a- 
veme nozione , come l' ebbe per il signor Bazaine. 

( Nota del TraduUore ). 

(1) Non erano soltanto ì diversi corpi cbe fra loro si faceva- 
no l'improveri relativi a questo disgraziato avvenimento, ma ben 
anche alcuni giornali di Francia dietro erronee notizie venutegli 
d' Africa , li ripetevano , spargendo taccie menzognere' a carico 
degl' Italiani , dimenticando gli uni e gli altri che pochi gìonii 
prima, e cioè il 26, gli stessi Franceù avevano dichiarato dovere 
la divisione intera al battaglione Italiano la propria salvezza. Men- 
tre invece non era a rimproverarne se non se chi aveva condotta 



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spedizione, che puossì appellare cavalleresca, furono 
numerose e dolorosissime , 1' effetto morale prodotto 
sulle tribù amiche e nemiche fu immenso: le prime, 
riconoscenti dell' appot;gÌo che sì lealmente e genero- 
samente avevamo loro accordato, ne conservano la me- 
moria, e può dirsi ch'egli è da quest'epoca che inco- 
mincia la nostra inQuenza sugli Arabi dell'ovest. D'al- 
lora in poi, non hanno essi giammai cessato, di esserci 
fedeli e devoti, anche nelle circostanze in cui i successi 
di Abd-el-Kader rendevano simile fedeltà mollo perico- 
losa. In quanto alle altre tribù, conservano tuttora la 
memoria delle perdite enormi che un pugno di francesi 
loro ha fatto provare in quelle due giornate (1); nei 
loro douairs, hanno delle canzoni che rammentano i 
due combattimenti di Muley-Ismaele e della Macia, il 
cui ritornello è, che il Losco generale ha reto un gran 
numero di lor donne vedove. 

Termineremo questo racconto con un estratto del 
rapporto che il generale Trézel diresse al governatore 
generale li 29 giugno. 

» Io ho veduto perdere in questi fatali combatli- 
" menti delle speranze che mi sembravano ragionevoli; 
» ma era mestiero vincere perchè fossero realizzale ; 
> senza dubbio avevo troppo calcolato sulle nostre 
» forze e troppo poco su quelle degli Arabi ; ma la 
■» lotta deili 26 e tutti quei combattimenti a cui aveva 
• preso parte in Africa, scusavano forse tale presun- 



ta ilivisiouc in que' gravi pericoli, come prodamò nel suo online 
il generate Trézpl. 

{Nola del TradutUirè]. 
(1) flei giorni 20. 27 e 28 giugno gli Arabi penletlero più 
ili 3.000 combiiUnnli. 

'Nota del Tradittlore). 



.vCoogIc 



100 

• zìone. Checché ne sia , sono oppresso ilal peso della 
» responsabililà che ho presa e mi sottometterò senza 

• mormorare al biasimo ed alla severità che Ìl governo 

• del re giudicherà necessario d' impiegare a mio ri- 

■ guardo, sperando ch'esso non ricuserà di ricompen- 
> sare i hravi che sonosi distinti in questi combatti- 

■ menti; i giorni di sconfitta fanno conoscere gli uo- 
» mini fermi, e non farò menzione che di questi. » 

Pochi giorni dopo del ritomo in Orano delle trup- 
pe della divisione (la cavalleria per terra e l'infanteria 
per mare, a bordo delle navi di commercio che ritro-i 
vavansi nel porto dove aveano trasportato de' viveri efe'>5 
delle munizioni), Ìl generale Trézel, che aveva chiesto 
de'rinforzi al eonte d'Erlon, per prendere la sua rivalsa 
sopra di Abd-el-Kader, ricevette l'ordine di tener pronti 
a partire per la Spagna i due battaglioni della Legione 
Straniera, ed egli stesso venne rimpiazzato dal generale 
d'Arlanges, nel comando della provincia di Orano (1). 



(1) Dacché tengo parola d' Italiani cbe per qualche ragione 
sì sono in Africa distinti, il dovere m'impone di noa lasciare 
privo di meoKione un bolognese chirurgo sotto-aiutante addetto 
all' ospitale militare di Orano. Era questi Angelo Margotti . Il 
quale partitp da Bologna nel i831 si recò a Macone ove dimorò 
qualche tempo. In questa città nelV epoca in cui il cholèra in- 
fieriva raoBlni nell" eser£Ìzio della sua arte di chinu'go tanto 
coraggio e devozione assistendo gli attaccati di la) malattia, cbe 
fu spedito a Orano nel grado suenunciato, ove rimase per qual- 
die anno : nel qual tempo ebbe pure a curare molli infetti dal 
morbo suespresso e si distinse in modo cbe ottenne la «-oce 
della Legiime d' Onore. Finatmeule avendo Abd-El-Kader ridiieato 
al generalo comandante la provincia alcuni chirurgi che prestas- 
sero cure agli infetti del cholèra cbe faceva strage in Mascara, 
HargotU fu del numero di questi; ma la crudele malattia non 
lo rispettò e rimase di quella vittima infelice. Questo cenno del- 
l' ottimo mio condttadino valga a ridurio alla memoria de' suoi 
coooBCeoti. (JVoW del Tradurre). 



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SOMMARIO. — Cessione dell' antica Legione Straniera alla Spagna. — Prima 
e penosa impressione prodotta da questa misura sui militari del suddetto 
corpo. — Vi si riSnlano. — Loro rasseg nailon e, — Preparativi d' imbarco. 
— Pronto ed ecatto resoconto della contaliiliift de' quattro consigli d'ammi- 
nistrauone eventuali. — Imbarco delle diverse porzioni del oorpo ad Gra- 
no, a Bona, a Bugia e ad Algeri. — Partenza. — Quarantena in rada di 
Palma. Riorganizzazione completa de' sei battaglioni della Legione. ~ Sbar- 
co a Tarragoiia. 

Eccoci arrivati ad un' epoca molto fatale e ben 
dolorosa pel corpo di cui scriviamo la storia , e che , 
dall' epoca ancor recente della sua organizzazione , 
aveva di già trovato e còlte tante occasioni di dare 
delle prove di devozione alla Francia , per la quale , 
i militari della Legione credevano i loro servigi sola- 
mente impegnali , e che ciò nonostante Essa' va a ri- 
pudiarli ! Indovinasi che noi vogliamo parlare della 
sua cessione alla Spagna, decisa mediante un trattato, 
tra la Francia, I' Inghilterra, la Spagna ed il Porlo- 
gatlo, sottoscritto li 28 gennaio 1855. A norma di co- 
desto trattato e nello scopo di sostenere il trono di 
Isabella II ed i princìpi costituzionali in Ispagna, l'In- 
ghilterra doveva somministrare a questa potenza una 
Legione di 12,000 uomini , fanti cavalli ed artiglierie, 
organizzala e comandala da Sir Lacy Evans, colonnello 
onorario, membro della camera de' comuni; il Porto- 
gallo, una divisione di 6,000 uomini scelti; e la Fran- 
cia , la Legione Straniera, forte di sei baltaglioni dis- 
seminali nelle dilTerenti province dell' Algeria e a To- 
lone, e contando un effellivo di circa 6,000 uomini- 



jdbyGoOglC 



Nel tempo in ctii scriviamo le presenti pagine, non 
faremo sentire il linguaggio di un biasimo meritato e 
di una giusta irritazione contro una convenzione di tal 
natura, sulla quale, in Francia, le persone anche piìt 
interessate non furono per nulla consultate, e per la 
quale, gli stranieri che componevano la grande mag- 
giorità di quel corpo, furono posti nella penosa alter- 
nativa o di perdere la loro posizione ed il beneficio dei 
servigi che aveano resi alla Francia, oppure di servire 
un altro paese e non quello che le loro simpatie avean- 
gli fatto scegliere. 

In un' allr' epoca, nel 184S, allorché un lavoro 
molto più completo, ma che trattava del medesimo 
argomento che questo , fu consegnato al duca d'Orléans, 
il suo autore fecesi un dovere di esprimere con fran- 
chezza un'energica disapprovazione ed una severa, ma 
giusta critica, contro una misura cosi illegale, noi ag- 
giungeremo eziandio così ingrata; vi era in allora qual- 
che coraggio parlando in simil modo in presenza di un 
potere costituito ed onnipossente; oggi che, colpito dal 
torrente rivoluzionario, il Re, ÌI cui governo ha sot- 
toscritto quel trattalo , vive sulla terra d'esiglio, vi sa- 
rebbe viltà ad attaccarlo ; Dio ci preservi (noi che giam- 
mai ne abbiamo ottenuto alcun favore), dì unirci al 
gran numero di coloro i quali hanno corrisposto col 
calcio dell'asino, ai numerosi benefìci che ne avevano 
ricevuti ! 

Ci limiteremo dunque a fare (senza permetterci 
veruna riflessione sopra de' fatti compiuti e giudicati 
già da quattordici anni), un racconto fedele e codcìbo 
dì ciò eh' è accaduto in quest'occasione, ed a pubbli- 
care alla fine della presente prima parte della storia 
della Legione Straniera, varie pezze e documenti uffi- 
ciali relativi al suo passaggio al servigio di Spagna ; 



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103 
essi De faranno conoscere le condiziunt e le circostan- 
ze, ed il giudizio che ne verrà dedotto dalla loro let- 
tura, ci esonera da qualunque ridessione, da cui lo ri- 
petiamo , ci asteniamo per sentimento del rispetto do- 
vuto alla sventura. L' 8 luglio giunse in Algeri 1' ordi- 
nanza relativa al passaggio della Legione al servizio di 
Spagna (B); Il primo sentimento che produsse sui mi- 
litari di ogili grado , Francesi o Stranieri , fu profon- 
damenle doloroso: tutti di comune accordo ricusarono 
sabito il loro assenso a questa combinazione, ed in- 
caricarono il loro colonnello il quale divideva tale ri- 
pugnanza, di farla conoscere al signor Governatore ge- 
nerale. La lettera del 9 higlio(C), scritta in nome dei 
conte d' Erlon al capo della Legione , dal signor gene- 
rale Rapatel , e manifestante le intenzioni del ministro 
della guerra fu ben lontana di portare verun cangia- 
mento a cotesla unanime risoluzione: lo si compren- 
derà facilmente alla lettura de' passaci sottolineati di 
quella lettera, la quale poneva in una disperata alter- 
nativa i militari stranieri di questo corpo sì bravo e 
si devoto. 

Le cose erano in questo stalo quando giunsero in 
Algeri i signori colonnello Delvalle, commissario per il 
governo spagnuolo , ed il capo squadrone di stato mag- 
giore de La Rue, aiutante di campo del ministro del- 
la gnerra (1), commissario per la Francia, ambidue 
incaricali delle operazioni relative al passaggio della 
Legione al servigio di Spagna. 

I dati e spiegazioni che diedero, massimamente 
l'ultimo, fecero comprendere ai militari della Legione: 

1." Che il governo era impegnato con Ire potenze 
all' esecuzione del trattato del 28 gennaio , il quale di 



(I) Og^ generale f)i divÌKÌan«. 



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104 

già era stato in parie eseguito dall' Inghilterra e dui 
Portogallo : che una porzione della Legione Inglese era 
sbarcala già a San Sebastiano , e la divisione porto- 
ghe^e trovavasi in marcia per raggiungere l' esercito 
spagnuolo; e che per conseguenza del rifìulo della Le- 
gione Straniera francese di aderire a ciò che da lei 
erasi aspeltato , la Francia sola mancherebbe a" suoi 
impegni. 

t.° Che la guerra che la regina di Spagna soste- 
neva contro Don Carlo , era fatta nell' interesse delle 
istituzioni costituzionali in questo paese ; che per con- 
seguenza , servire la Spagna in tali circostanze , era 
questo pure servire la Francia, la cui causa, sotto 
questo punto di vista , era quella della Spagna. 

3." Finalmente che i quattro quinti dei militari 
della Legione essendo stranieri, a norma delle istru- 
zioni del ministro della guerra, notificate al colonnello 
Bernelle dal generale Rapalel, a nome del Governatore 
generale, con sua lettera del 9 luglio, la loro carriera 
sarebbe rotta , che lutti i loro antichi servigi resi alla 
Francia sarebbero perduti , come pure Ì loro titoli ad 
ogni specie di sussidio in questo paese , se la Legione 
persistesse nel suo rifiuto. 

Tale cessione , presentata sotto questo triplo pun- 
to di vista , diventando una questione di devozione al- 
la Francia ed ai loro camerali, il colonnello, e dopo 
di lui la quasi unanimità d«' suoi subordinati , i quali 
avevano sempre dichiarato volere seguire il suo esem- 
pio , diedero il loro assentimento a ciò che bramava 
il governo francese. In tal modo dunque, fin dal 10 
luglio, tutto fu deciso e tutti i preparativi di cotesta 
operazione si fecero col maggior ordine e la più gran 
celerilà, tanto pel resoconto della contabilità dei quat- 
tro consigli d' amministrazione eventuali che effettuossi 



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IO» 

ÌD meno dì olio giorni ( senza che coli' andar del tempo 
sia stato r oggetto di alcuna rettificazione di qualche 
importanza), quanto per l'imbarco in Algeri dello Stato 
maggiore e dei 1.'^, t." , '5." e 6.^ battaglioni che fu- 
roDvi riuniti. ( i." e 5." , arrivati da Orano in questo 
frattempo, ed i quali diedero la 101*0 adesioue simile 
agli altri (1) dal punto che ne vennero inrormali, ri- 
masero nel porto a bordo de' bastimenti che aveanli 
trasportati, sino al giorno in cui tutta la flotta si mise 
alla vela (S). 

Il colonnello della L^ione punto non trascurò gli 



{i) Gli ufficiali italiani che segnirono la Legione Straniera in 
in Ispagna furono i seguenti: 1! comandante Poerio, il capitano 
aiutante maggiore Ferrary, il capitano Gnone, il capitano Afon- 
lailegri, i tenenti Angeli, Zatdi, D'Aceto, Zeccai Boltera. Tutti 
gli altri diedero le loro dimissioni prima dell' imbarco in Algeri. 

(3) ComposìzioDo della squadra francese che trasportò la Le- 
gione Straniera da Algeri a Tarragona nell' agosto 1835. 

11 Nestore, vascello di 80 cannoni, capitano di vascello Gautfaier 
comandante della squadra. 

11 Tritone, vascello dì 80 cannoni , capitano di vascello Baudin. 

Il Duquesne, id. id. Cazis. 

La Città di Marsiglia id. tenente di vascello M**** 

L'Agata, fregata di 60 cannoni, capitano dì fregata Jouglas. 

La Durenza, corvetta da carico, tenente di vascello Hedoni. 

Il Rodano, id. id. Pagnet. 

La Lampreda, id. id. Trelissac. 

Il Finislerre, id. iO. de Saìnt-Avoine. 

La Fortuna , id. id. M."'* 

La Menagère, brick di guerra, id. M.*"' 

In tutto, undici vascelli da guerra, a bordo de' quali i mili- 
tari di ogni grado della Legione ricevettero dagli equipaggi, ufB- 
ziali e marinai una Tratèrna e simpatica accoglienza, di cui con- 
servano ima grata rimembranza. 

(Nota del Tradultore). 



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106 

inleressi de* suoi subordinati ed ottenne per essi ì 
seguenti vantaggi , come leggiero compenso al dolore 
ehe sentivano di abbandonare, anche momeutanea- 
menle, il servigio della Francia, ed i colori sotto i 
quali un gran numero di essoloro avevano combattuto 
negli eserciti imperiali e che nuovamente avevano ripresi 
con. tanta gioia e ventura dopo la rivoluzione del 1850! 
l.** Chiese ed ottenne che gì' impieghi d' ufiiziali 
vacanti al punto dell' imbarco, fossero immediala- 
mente conferiti a quelli fra i militari della Legione 
ehe riunirebbero le condizioni rivolute dalla legge di 
avanzamento; il governatore generale impegnossi di 
fare confìrmare questi gradi dal governo, ed infatti 
lo furono lutti mediante un'ordinanza delli 22 luglio, 
giorno in cui vennero dati ; da cotesla benevola di- 
sposizione , risultarono le numerose promozioni che 
seguono : 

Capitano nominalo capo di battaglione . . i 

Tenenti nominati capitani 38 

Sollotenenti nominati lenenti 28 

Sott' uffiziali nominati sottotenenti ... 28 

Totale delle promozioni d' uSìziali 85 

senza contare quelle de' sotl' ufiiziali, caporali e sol- 
dati scelti che ne furono la conseguenza. 

2." La posizione dei militari della Legione nell'e- 
. sercito spagnuoio fu determinala ed assicurala median- 
te due dichiarazioni in iscritto dal commissario del 
governo spagnuoio. (D. E.) 

Terminale tulle queste operazioni, 1' imbarco ef- 
fettuato nell'ordine il più perfetto, la fiolla mise alla 
vela li. 30 luglio, e tulli i bastimenti che compone- 
vanla ritrovaronsi riuniti nel porlo di Palma (Isole 



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107 
Baleart)> li 10 di agosto. Alcani casi di cliolèra essen- 
dosi dichiarati in Algeri il giorno medesimo in cui la 
Qotla prese il largo, fu deciso che la quarantena, che 
eraae la conseguenza obbligala , sarebbe fatta nel detto 
porto, ma che, visto la poca gravità dei sintomi di 
qaella terribile malattia , la quarantena non sarebbe 
che di otto giorni. 

Una nuova, organizzazione della Legione era dive- 
nuta necessaria, come pure la classifìcaziooo degli uf- 
ficiali i quali non si trovavano più al loro rango di 
battaglia , cosa più che importante in campagna. Da 
UD altro canto i battaglioni della Legione essendo d'ora 
innanzi chiamali ad operare insieme, il colonnello 
comprese che sarebbe di molto momento il fortificare 
ed in qualche modo centralizzare lo spirito di corpo 
cosi difficile ad ottenersi con delle masse composte di 
elementi sì eterogenei come quelli di cui formavasi la 
Legione; tanto più che recentemente ad Orano , in 
seguito dell'infelice combattimento della Macia, eraosi 
manifestati de' fermenti di discordia fra li 4.** e: 6." 
battaglioni, Polacchi e Italiani {ì). Per questi motivi, 
e per far sparire quelle denominazioni di battaglioni: 
Tedoeo, Belgico, Polacco od Italiano sorgenti fin qui 
di rivalità nazionali, potendo in Ispagna compromet- 



(1) Fra gl'Italiani e ■ Polacchi lungi dall' essersi manifeslnti 
dei motivi di malcoateato ha sempre regnato la [liù intima ar- 
monia, perché si tenevaDO entramhi compagni di sventura. Al- 
l' incontrario tutte le scissure e il malcontenlo esistevano anche 
prima della rotta della Hacta fra i Francesi e gì' Italiani e in 
ispecie con queflì del 66.° di linea a cagione delle millanterìe 
relative alla da loro decantata preia d' Anctma ( anno 1832 ) e 
bui Mssegueuti. 

(y*Ha del Traiitittere). 



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108 
tere gravemente il bene del servizio e I' onore della 
Legione , il capo del corpo approfìUò di colai sog- 
giorno per far preparare, sulla carta, una completa 
riorganizzazione. In seguito di detto lavoro , le qua- 
rantotto compagnie della Legione, vennero ripartite 
nei sei battaglioni, di modo che altrettanto che fu 
possibile, ognuno di essi n'ebbe il medesimo numero 
di diverse nazioni; un ordine del giorno fece conoscere 
a ciascheduno il suo nuovo posto di battaglia , il quale 
venne pigliato senza confusione veruna, il giorno stesso 
dello sbarco a Tarragona, il che si effettuò il mattino 
dell! 19. 

Alli 12 dì questo mese, il governatore di Palma 
aveva consegnato al lazzaretto, al colonnello Bernelle, 
un dispaccio del ministro della guerra spagnuolo, del 
quale diamo la traduzione più avanti (G), indicando 
in una nota il motivo di simile riproduzione. 

(H) Il medesimo giorno del suo sbarco, la Legione 
fece il suo ingresso a Tarragona , fra le acclamazioni 
degli abitanti, in gran parte di opinione costituzionale, 
sorpresi dalla bellezza di questa (ruppa la quale per la 
bella e forte costituzione degli uomini, per la loro 
tenuta, istruzione ed aria marziale facevano rissove- 
nire, dicevano gli anziani, i reggimenti della giovine 
guardia imperiale che hanno lasciato una sì alta ripu- 
tazione di bravura in questo paese. 

Bentosto vedremo se la Legione meriterà la buona 
opinione che di lei si concepì al suo arrivo in Ispa- 
gna ; ma prima di passare al racconto dei suoi la- 
vori e dei suoi molteplici combattimenti in detto 
paese, noi crediamo indispensabile di far conoscere, 
in un quadro succinto qual era la situazione politica e 
militare della Penisola al punto in cui quel corpo venne 
a portare al suo governo costituzionale il concorso delle 



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109 
sue simpatie poHliche e mellere alla sua disposizione 
tulta la propria forza , bravura ed energia con una 
devozione ed una abnegazione degne di ammirazione 
e di una sorte migliore che quella eh' eragli Tiserbata 
dopo tre anni di privazioni, di fatiche, di accaniti 
combalUmenti e di sagritìzi di ogni natura. 



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LHIRO TERZO 



COLPO D OCCntO RETROSPBrnVO COHPEnDtOSO DELLA SITUAZIOItB 

POUTtCA E MILITARE DELLA SPAG!CA , ALL' EPOCA DELL* ARRIVO 

1 TÀRRAGONA DELLA LEGIONE STRANIERA. 



CAPITOLO PRIMO. 



SOMHARIU. — Siiaaibne poliifca della Spagni dopo h rivoluzione del lS3t . 
— Mani res lazi one Carlista nel 1827. -~ Quarto matrimonia del re Ferdinan- 
do VII. — Annullazione della legge salica. — Nascita dell' infanta, poscia 
regina Isabella II. — Morte di Perdinindo. — Primo alto della Reggenu 

. delia regina madre. Maria Cristina. — Sollevazione de' realisti esaltati.— 
Sbaglio commesso da Doo Carlo. — Principio delle oEtilità. — Sollevamento 
delle provìnce Basche, della Navarra, ecc. ecc. — Vantaggi ottenntl dalle 
troppe della regina aull' insurrezione in alcune proftace ribellale. 

II partito realista in Ispagna .Irovavasi diviso, in 
segnilo della, spedizione francese del 1823, in due 
frazioni, la più esaltata delle quali aveva per isten- 
dardo 1' Infante Don Carlo. Il re Ferdinando Vl( era 
il capo di quella de' moderati. Questi due partiti era- 
no daccordo sur un solo punto : chedevano ambjdue 
la mODarchia assoluta; però quello di Don Carlo, ol- 
tramontano, ne' suoi princìpi e ne' suoi mezzi avrebbe 
voluto retrocedere al tempo di Filippo 11 ; mentre che 
Ferdinando ed i suoi , contentandosi di un potere as- 
soluto, facevano tutte le concessioni compatibili col Iofq 
sistema assolutista, al quale non pretendevano rinun- 
ziare in verun modo. Gli è in tal guisa, per esempio, 



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ili 

che il re, cedendo facilmente alle idee costi luzìonali 
che la nostra spedizione del 1823 e 1' occupazione mi- 
litare che ne fu la conseguenza aveano rese popolari 
in Ispagna, stabilì, nel 1828, dei budget di entrate e 
di spese (regolatori delle risorse del regno), cosa fin 
allora sconosciuta nella monarchia. 

Una manifestazione dei carlisti aveva già avuto 
luogo nel 1827; la presenza del re in Catalogna dove 
eir erasi mostrata più allo scoperto, bastò per solToc- 
carla, ed il conte di Spagna, allora capitan -generale 
di questa provincia, punì crudelmente i capi della ri< 
volta. Forse potrannosi far risalire sino a quell'epoca 
le cause di odio che certi capi carlisti covarono con- 
tro di lui , e le quali spiegano 1' opposizione che in- 
contrò fra di loro, allorquando nuovamente entrò in 
Catalogna , nel 1837 , e la sua morte violenta che .ne 
fu il risultalo! Checché ne sia, questa frazione rimase 
impotente per una levata d'armi, benché fosse sempre 
organizzata in società segrete, ed eziandio più o meno 
iniziata alla direzione degli affari pubblici. 

Egli era il principio monarchico in sé stesso che 
trovavasi forte in Ispagna ; e gli era , per conseguenza, 
alla volontà del monarca che tutti obbedivano: se Don 
Carlo avesse occupato il posto di Ferdinando , il suo 
partito avrebbe regnato come padrone. 

Pei liberali che avevano fatta la rivoluzione nel 
1821, ed i cui capi eransi, per la maggior parte alie 
nata la considerazione de' loro fautori , in causa dei 
trattati 8Ì straordinari (per non servirsi di una più 
forte espressione, ma certamente più vera), che essi 
firmarono successivamente col Duca d' Angoulème op- 
pure co' suoi generali, non erano più nulla, politica- 
inifnle parlando; i loro tentativi in dilTerenti epoche, e 
wrprattutto allorquando scoppiò la rivoluzione francese 



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113 

del t830, furono sempre respinti dal popolo e puniti 
senza misericordia dal governo, i capì influenti e co- 
nosciuti di tale partilo avevano, per la più parte, 
emigrato sin dal 1823; il restante serviva il re, od 
almeno ubbidiva. Eranvi alcuni uomini esaltati, forse, 
che cospiravano: presto o tardi la polizia n' era in- 
formata, e ie esecuzioni non facevansi aspettare lungo 
tempo. 

Tal era lo stalo delle cose in Ispagna, allorché 
Ferdinando VII, vedovo e senza figliuoli, sposò, in 
quarte nozze. Maria Cristina di Borbone, principessa 
delle Due Sicilie, La giovine regina giunse io Ispagna, 
preceduta da una riputazione liberale che fece nascere 
molle speranze e suscitò moltissimi timori; ì realisti 
moderati la riceverono con gioia, perchè tal era la vo- 
lontà del re. I liberali furono soddisfatti perchè spe- 
ravano, non un cangiamento radicale nel politico si- 
stema del re (la loro speranza non arrivava fin Iti) , 
ma perchè credevano all'influenza della regina, e che 
con essolei cadrebbe la barriera che ancora allonta- 
navali dagli impieghi e dagli onori ! In quanto ai 
Cartisti, furono sempre i nemici di Cristina, anche 
prima del suo arrivo in Ispagna, e ciò facilmente 
spiegasi : la sterilità della defunta regina assicurava 
la corona a Don Gbrlo ed il trionfo del suo partito; 
un altro matrimonio distruggeva per sempre così belle 
speranze 

Dtcevasi la novella sposa del re, bella, spiritosa, 
pieni di vezzi, dotata di una grandezza d'animo poco 
comune: essa doveva dunque avere una grande in- 
fluenza sopra suo marito, e certamente, secondo quello 
che di lei pensavasi, quesl' influenza non era propria 
a lanciare il re nella via delle violenti persecuzioni e 



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Ili 

La giovine regina Irovossi adunque collocata , al 
momenlo del suo arrivo a Madrid, ed allora forse 
senza saperlo, alla testa di un partito siBceramente 
realista, il quale non voleva introdurre nella monar 
chia se non che de' miglioramenti amministrativi re- 
clamati dal progresso delta eiviltà. Don Carlo, dal 
suo «anto, fu fin d' allora piìi che mai il rappresen- 
tante della cieca resistenza contro quatsifosse cambia- 
mento! Ferdinando vide molto bene ciocché succedeva 
intorno al suo trono; ma egli sapeva che fìntaoto 
vivrebbe , qualunque rivoluzione radicale era impossi- 
bile in Ispagna. Non s' ingannava: la nazione, in ge- 
nerale, odiava sino if nome di Costituzione la quale, 
per essere apprezzata dal popolo, chiede dalla sua 
parte un' educazione primaria e delle idee d' indipen- 
denza e di dignità molto estranee da quelle del 
conladino, eziandìo dell'artigiano spagnuolo: il primo 
soprattutto, infingardo, si compiace di uno stato di 
cose il quale assicuragli, mediante abbondanti e gior- 
naliere distribuzioni , una sussistenza la quale non 
gli «osta uè fatica né lavoro. L' esercito bene orga- 
nizzato, regolarmente pagalo e mantenuto ne' princìpi 
della pììi severa disciplina , non sapeva che ubbidire; 
la vasta rete della polizia dilatavasi per ogni dorè; 
finalmente, lo stalu quo, sempre così potente in Ispagna; 
era, negli ultimi tempi del re, profondamente radicato 
nelle masse: la rivolta non poteva essere provocata 
che dagli atti del potere; abbisognava che lo stesso 
governo si prestasse ad infrangere, le une dopo le 
altre, tutte le molle della macchina politica in allora 
esistente perchè cedesse il postò ad un altr' ordine di 
cose: quest' è quanto accade. 

La prima cagione della rivolta che scoppiò più 
tardi, fu il decreto dcllì 29 gennaio 1830, il quale 



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115 
aboliva la legge Salica. Ferdinando, che le eminenti 
qualità e le attrattive della regina Cristina aveaao sog- 
giogato, professava per lei una venerazione uguale al 
suo amore. Dovette prevedere che il fanciullo che la 
regina portava nel suo seno, sarebbe nna femmina e 
che , s' egli venisse a morire senz' averne uno di sesso 
maschile ( della quale cosa potevasi temere dalla sua 
alterata salate ) , la sua sposa , che tanto amava e del- 
la quale aveva una gì alta opinione, resterebbe dopo 
di lui senza potere, e che la sua posterità verrebbe 
dal trono allontanata. Da un'altra parte, forse egli 
ebbe pure 1' idea di emancipare il suo reame da quel- 
lo spirito che avealo avvilito, rovinato, ed a cui pa- 
reva consacrato suo fratello Don Carlo, erede Gn qui 
della corona di Spagna : checché ne sìa , Ferdinando 
abrogò la legge Salica. 

In tatti i tempi , in tspagna , 1' ordine di succes- 
sione al trono era slato cangiato secondo le -idee o gli 
interessi de' prìncipi regnanti. Si è in tal guisa che, 
allorquando Filippo V successe a Carlo II , in virtfi 
del testamento di quest'ultimo principe, egli non a- 
veva altri diritti al trono di Spagna che quelli che 
provenivangli dalle donne; e, nullameno, a quel!' e- 
poca e già da lungo tempo, questo regno era retto 
dalla legge Salica , la quale venne col fatto abolita dal 
precitato testamento, sanzionato lìel 1713, dalle Cortes 
del regno; però, cinquanta anni più tardi, Carlo IV, 
assistito pure dalle medesime Cortes , rialzò 1' edificio 
che rovescialo aveva il suo avolo. 

Per cagione della rivoluzione francese che mise 
sossopra J' Europa , quest' atto del re di Spagna rimase 
qnaranl' anni nell' obblio : cosicché quando Ferdinan- 
do VII proclamò nel 1830 1' abolizione della legge 
Salica, la nazione castigliana riconobbe che prendeva 



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116 

una decisione in liera mente nel suo diritlo, e che, d'al- 
tronde, esisteva digià , circondata da tutte le formali- 
tà, di cui sono suscettibili le leggi, in un paese privo 
d'istituzioni scritte. Un Borbone, monarca assoluto, 
aveva ben certamente il dritto di ristabilire ciò cbe 
altro Borbone, monarca assoluto eziandio ( il suo pre- 
decessore ) , aveva abolita ; e se il governo di Francia , 
nato dtUa rivoluzione di luglio, ba riconosciuto la le- 
gittimila della giovine Isabella 11', è mestieri osserva- 
re pure cbe il decreto di Ferdinando VII, promulgato 
prima di questa rivoluzione, non fu a Parigi, non che 
a Napoli, la causa dì una protesta per parte del capo 
della casa di Borbone, in allora sul trono dì Francia. 

La regina Maria Cristina partorì una figliuola il 
10 ottobre 1850. Mene e raggiri di parte durante ì due 
ultimi anni del regno di Ferdinando VII , giustificava- 
no delle triste apprensioni per 1' avvenire : assolutisti 
esaltati e furiosi, agitavansi in contìnui intrighi in- 
torno a Don Carlo. ( Passeremo sotto silenzio le scan- 
dalose scene di cui il palazzo , ed anzi la camera da 
letto del moribondo monarca, furono il teatro 1 ) Nel 
momento in cui la bilancia sembrava pendere in loro 
favore, Calomarde , primo ministro e favorito dì Fer- 
dinando, cadde in disgrazia; Zea Bermudez Io sosti- 
tuì, e, al suo arrivo al potere, ottenne dal re l'esilio 
dell'Infante Don Carlo; questo principe ricevette l'au- 
torizzazione di condursi in Portogallo, e, li 13 -marzo 
i835, esso abbandonò Madrid per non pia ritornarvi' 

'Il re Ferdinando VII morì li 29 settembre 1833, 
dopo di avere riunito le Cortes del regno le quali pre- 
starono giuramento di fedeltà alla giovine Infanta Isa- 
bella, come erede del trono. La regina madre, Cristi- 
na, assistita dal consiglio dì reggenza nominata dal 
re, obbedendo d' altronde all' ultime sue volontà, prese 



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U7 
i) timone dello Stalo in nome d' Isabella 11*. Non fuv- 

TÌ esitanza in nessun spagnuolo rivestilo di funzioni 
pubbliche importanti ; la fedeltà dell' esercito fu irre- 
movibile su lutti i punii del regno. 

Il primo uso che la regina reggente fece della sua 
autorità , si te di pubblicare un decreto di amnistìa 
per gli emigrati, ed il suo manifesto delli 4 ottobre 
1853: i due suaccennati atti conciliaronle 1* opinione 
liberale moderata, alla quale rannodavansi ogni gior- 
no gli uomini illuminati della Penisola. Sebbene di' 
chiarasse in quel suo manifesto, eh' ella non propo- 
nerasi d' introdurre alcuna modificazione ne' princìpi 
del governo, annunciava però la formale intenzione di 
effettuare numerosi miglioramenti amministrativi e di 
appoggiarsi a tal uopo sulla cooperazione di tutti gli 
spagnuoli, senza distinzione di opinione. 

Questi due alti, i quali soddisfecero i costituzionali 
pel momento, fecero scoppiare la discordia fra le due 
sette di realisti, di cui più sopra abbiamo parlato. Ap- 
pena uscirono alla luce, quelle due fazioni incomin- 
ciarono la guerra, primieramente alla 'corte, cogl' in- 
trighi, per finire poscia col venire alle mani sui 
campi di battaglia. Frallanlo, la Francia, l' Inghilterra 
ed il Portogallo avevano riconosciuta Isabella IP e la 
reggenza di sua Madre Maria Cristina. Ma Don Carlo af- 
frellossi di protestare, rivendicando, per sé ed i suoi, 
i proprii diritti ereditarti'. Alla sua voce, l' insurrezione 
che, da lungo tempo era di soppiatto preparata dai 
suoi aderenti, scoppia nelle provincie del Nord ove il 
summenlovato principe è proclamato re di Spagna e 
delle Indie, sotto il titolo di Carlo V, ed il movimen- 
to rapidamente estendesi nell' Aragona , Catalogna e nel 
regno di Valenza. 

Tutti avevano previsto già da gran tempo , che 



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118 
alla morte di Ferdioasdo, la corona eadendo io pote- 
re di saa 6glia ancora in fasce , e la regg^za alla re- 
gina che non era nientemeno che assoluti$U , i libe- 
rali amnistiati gnadagnerebbero del terreno, e con es- 
soloro la politica vinta nel 1823, più per volontà del 
popolo, la debolezza , e forse il tradimesto di alcuni 
generali dell' esercito costi tozionale, che dall' armata 
del duca d'Angouléme! In seguito di detta convinzio- 
ne, il partito di Don Carlo trovossi forte, non sola- 
mente di coloro i qnali j fanatici per temperamento io 
seguivano perchè era mezzo a incarnare le toro ten- 
denze; ma eziandio di motti individui i quali, temen- 
do per la Spagna una rivoluzione francese del 93 , ar- 
ruolavansi sotto la sna bandiera per difalta di meglio. 

Nulladimeno alcuni realisti credevano sinceramen- 
te alla legittimità del trono della figlinola di Perdi- 
nando, e quelli unironsi alla regina reggente, mal- 
grado i loro timori di una rivoluzione ultra-liberale ; 
forse sperarono pure che sarebbe loro possìbile di por^ 
re un argine agli aweoimeoti quando lo volessero.»... 

I liberali moderati di quel tempo , i quali non 
erano numerosi, si riunirono a questa frazione del 
partito realista, ed appoggiandosi soprattutto a coloro 
cbe avevano parteggiato per le idee ed il governo co- 
stituzionale del 1S23, ed a quelli i quali , fin dal regno 
del re Giuseppe , appellavansi Josèphiaos, formarono 
il partite chiamato Cristinos. 

Era per altro impossibile ai Cristini, tali cbe 
li abbiamo definiti , di lottar soli contro i CarliMi- 
Giammai un partite moderato, in un momento di cri- 
si, può lottare contro gli uomini de' partiti estremi, 
e dai mezzi più estremi ancora. La cieca ubbidienza 
e la fedeltà dell' armata; la sua forza numerica e la 
sua buona costituzione , le risorse di cui disponeva la 



.vCoogIc 



119 
regina Cristina non avrebbero arrestato Don Carlo , se 
questi, prima del successivo disarmo de' cinque cento 
mila volontari realisti ( creati in causa del tentativo 
di rivolta liberale fatto da Mina nel ISSO, e tosto sof- 
Tocala), ed i due terzi de' quali, almeno, erangti de- 
voti ; se, noi diciamo, il pretendente fosse stato ca- 
pace di montare fìa d' allora a cavallo, e di arrischia- 
re, entrando io Ispagna tosto dopo la morte dì suo 
fratello, la propria lesta contro una corona; egli è 
molto dubbio che il governo della regina avesse trion- 
falo ! 

Ma Cristina allora aveva tanta energia nell ani- 
ma , altrettanto coraggio nel suo cuore materno, quan- 
ta irresoluzione e cieca coufìdenza aveva Don Carlo 
in ciò che appellava suoi diritti, sperando ancora che 
Biorlo il re, la nazione dichiarerebbesi per lui. 

Niente di tutto questo : ì capitan-generali delle 
Provincie insorte spiegando quanta celerità quanta ener- 
gia potevano, pervennero dapprima a comprimere l' in- 
surrexione in Aragona, nel regno di Valenza, ed an- 
che in Catalog'na; ma non ottennero lo stesso successo 
io Navarra e nelle provincie basche i cui abitanti per 
de' motivi che faremo conoscere nel seguente capitolo, 
erano cosi opposti quanto lo stesso Don Carlo, al ri- 
stabilimento del regime costituzionale in Ispagoa. 



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SOHHAREO. — Quadro sncctnto dell* posizione poIUica e militare delle pro' 
Tiacle insorte. — Particolarilì sai >aTarresÌ , ì BaEchl , ec. ec. — Orgaaìzza- 
lione dell' insurrezione. — Suoi mezzi, suol progressi. — Carattere crudele 
delta guerra civile ne' suoi primordi!. ~ Reclutamento delle bande. — De- 
scrlzioue topografica del teatro della guerra. — Cause principali cbe hanno 
provocata l' Insurrezione. — Elementi di cui si composero da principio le 
bande ca riiste. — Zumalacarre^i , loro primo e plb celebre capo.~U9i;i3ll 
sortili dall'esercito e dalla guardia reale. ~ Organizzazione del famoso bat' 
taglione delle guide di Navarra. 

LS Navarra è l'ultimo fra i regni della Penisola, 
incorporato alla corona spagnuola ; aveva egli la sua 
costituzione a parie, la sua rappresentanza nazionale, 
la sua camera de' conti, il suo tribunale supremo; un 
viceré vi rappresentava il monarca ; egli era finalmen- 
te un regno unito alla Spagna e non una delle sue 
Provincie ; ed era il solo regno che tuttora godeva ì 
suoi /Wroi (I); 1' Aragona, sotto Filippo 11 ; la Catalo- 
gna , sotto il regno del nipote di Luigi XIV, avevano 
perduto i loro; il solo centro della monarchia forma- 
va un corpo compatto da Ferdinando il Cattolico in 
poi; e r Andalusia, paese da esso conquistato sui 
Mauri , subì puranche le leggi del vincitore. 

In quanto alle provincie basche ( Alava , Biscaglia 
e Guipuscoa ) , giammai né Romani , né Mori , po- 
tremmo eziandio aggiungere né Francesi, non potero- 
no sottometterle ; forti della scabrosità e dell' asprezza 
delle loro montagne, patriarcalmente governate dalia 

(I) Prìvìlegi., 



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Ili 

più remota anticliilà , elleao conserrarouo ì» loro in- 
dipeDdenza e le loro primilive istituzioni per mezzo a 
tutte le vicissitudini della monarchia. . 

Ognuna di esse governavasi mediante magistrati di 
propria scelta e con poco dispendio ; il commercio e- 
ravi libero, l'amministrazione semplice e ben intesa; 
la buona fède portata al pjà alto grado. Essa non pa- 
gara né contribuzioni dirette, né indirette, ma faceva 
ogni anno al re un regalo in danari. Quasi tutti eran- 
vi nobili, così t privilegi della nobiltà non erano, ìn 
lei, onerosi per nessuno; infine, se la coscrizione 
(quinta), se la tassa dèi bollo nOD avevano mai po- 
tuto penetrarvi , tenevasi conto di tali privilegi nei 
doni che facevansj al re. Non diremo più ehe una pa- 
rola sulle leggi de' Navar'resi e dei Baschi ; dessi eran* 
felici con quelle, prosperavano co' loro fueros, mentre 
che il resto della monarchia languiva. 

I Navarresi sono forti, bravi fino alla temerità; 
agili come capriuoli, fermi nella loro fede come apo- 
stoli, saldi nel giorno della sventura: non ostante ciò, 
un poco di brutalità oscura cosi belle qualità; dessi 
sono implacabili nella loro vendetta e proclivi ad abu- 
sare della vittoria; benché non siano insensibili alle 
delizie della vita magna quando trovansi nell' abbon- 
danza , sanno essi, al bisogno, privarsi di tutto, e 
r ubbriachezza è poco conosciuta nel loro, paese. 

Cottie guerrieri leggieri ed intrepidi , egli è diffici- 
le di trovare i loro simili; in compenso amano poco 
le innumerevoli piccole attenzioni a cui viene aflsoggeir 
tato il soldato regolare, e in linea sono sempre stati 
inferiori all' esercito costituzionale. 

I Baschi hanno molti punti di rassomiglianza coi 
Navarresi; hanno però ancora meno amore per .la 
guerra, come mestiere, di questi. II Biscagline ed il 



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in 

Guipnacòano si battono bene quanto il naturale dì 
Navarra una volta nelle Ala, ma vi pensano di più 
prima di entrarvi; forse per questa causa istessa, è 
piò difficile disciplinarli; i più entuaiasti non sono 
ordinariamente i più ubbidienti. In quanto all' Alava' 
se, -partecipa più del Castigliano che gli anzidetti ; di- 
venta soldato regolare più facilmente ; ma , sicco- 
me sempre succede, ciocché guadagna in subordina- 
zione ed in regolarità , Io perde in islancìo ed in en- 
tusiasmo. 

Le donno poco partecipano, ìn Navarra e nelle 
provincia basche , della debolezza ordinaria del loro 
sesso; se un uomo qualunque esit^ase ad imbrandire 
il fucile allorché l'allarme fosse suonalo pe' figliuoli 
del paese, sarebbe egli certo di essere . disprezzato e 
reietto dall' ultima fra le donne. Elleno sono senz' al- 
cun dubbio sensibili e molto sofferenti de' pericoli dei 
toro parenti, ma non saprebbero tollerare la onta di 
portare un nome disonorato; non finiremmo, se vo- 
lessimo raccontare i tratti d' eroismo di cui queste 
donne hanno dato molteplici esempi nell' ultima- 
guerra civile; non potremo nondimeno resistere al de- 
siderio dì farne noti alcuni somministratici da persone 
degne di fede le quali ne «sono state testimoni o- 
culari. Le particolarità che precedono e quelle che in 
seguito verranno accennate , faranno comprendere co- 
me il partito di Don Carlo, si debole in apparenza, 
a paragone de' mezzi immensi di cui poteva disporre 
il governo costituzionale della regina ( e che faremo 
palesi nel capitolo III), ha potuto sostenersi per un 
si lungo spazio di tempo con de' successi bilanciati e 
delle probabilità di trionfo, ìn una lotta a morte, la 
quale secondo lutti i calcoli esisterebbe ancora senza 



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133 
il tratUto di Berga (t). Qualunque siasi U differenza 
delle nostre opìoioni con quelle de' partigiani di Don 
Carlo, benché noi li abbiamo avuti per avversari per 
aleunì anni in una guerra accaniU, nella quale do- 
veasi attendere nessun quartiere , non possiamo però 
ricusare dì riconoscere che I' entusiasmo , il patriot- 
tismo, r eroismo infine, soDOsi più spesso e più co- 
Btaotemente incontrati nelle file de' soldati del preten- 
dente, spezialmente fra gli abitanti delle provincie in- 
sorte, che neU' armata e fra i partigiani del governo 
costituzionale 1 L'eroismo dei Baschi e de' Navarresi , 
durante il lungo periodo di questa guerra, è stato al 
di là di tutto quanto potrebbesi dime: senza aver bi- 
sogno d' impiegare 1' estrazione a soi^e per avere de- 
gli uomini , quelli in islato di portare le armi erano 
condotti ai luoghi di riunione e presentali ai loro ca- 
pì dai loro stessi genitori, i quali facevansì una glo- 
ria di versare il loro sangue e quello de' proprii figliuoli 
pel loro paese, la loro religione, ed il principe che 
ritenevano siccome il difensore dell' uno e dell' altra , 
ed al servigio del quale , per gli accennati motivi , si 
erano interamente consacrati; e ciocché vi ha di più 
notabile, sì è che le suddette reclute arrivavano ar- 
mate, vestite con una spezie d' uniforme adottato in 
ogni provincia, e provvedute di viveri e munizioni per 
un certo dato tempo (2), 



(1) L' A. vuol iateadersi il trallalo di Bergara, cUlà della 
Guipuscoa, coDchiuso nel 18139 fra i generaU ìn capo Esparlero 
e Maroto. Berga, è unapicciila città dell'alta Catalogna , é stata 
quasi BenipFe occupata dai carlistì catalani; ma ivi dod fu giam- 
mai concbiuBO verini trattato. Avverto, che mi sodo permesso di 
correggere questo baglio tutte le volle che 1' A. 1' ba ripetuto. 

( Nola del TraduUore ) 

(2) Al combattimento delli 5 marzo 1856, sotto le mura di 



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124 

Duratile la guerra , la cultura delle terre e la guar- 
dia delle gre^! , ricchezza principale di quegli abi- 
lanli , erano affidali alle donne ed ai fanciulli , giacché 
gli uomini che non sì bailevano, eccetto i Tecchi del 
tatto impotenti, erano impiegati nelle fabbriche d' ar- 
mi, di polvere, di effetti di vestiario e d' equipaggio, 
ed anche nelle fonderie di cannoni, che erano stale 
stabilite nel mezzo de' boschi e -delle montagne le più 
inaccessibili. Nelle mentovate fabbriche, facevasi una 
grande quantità di eccellente polvere, de' pezzi d'ar- 
me, ce. ec. Al principio dell' insurrezione, tutta 1' ar- 
tiglieria dei Carlisti compouevasi di un cattivo canno- 
ne che dai faziosi ( i quali da loro medesimi chiama- 
vansi volontari) veniva detto I' Avolo, a cagione sen- 
za dubbio della sua antichità che risaliva a' tempi re- 
moti. Esso era talmente avariato e traforato a giorno, 
che allorché fu ritrovato , appena rìmanevagli la for- 
ma di un cannone ; e per renderlo utile , si vide- 



Sao SehaslÌ3Do, le donne, i padri e fratelli dei Eoldali carlisti 
che prendevano parte alla zuffa, precipilaronsi verso la Miseri- 
cordia d' Hemani , per vedere arrivare i feriti. Un giovine fa- 
zioso , niorlalmenle ferito , venne portato sopra una spezie di ba- 
rella , il suo fucile slavagli accanto ; il chirurgo ed un frale furono 
tosto chiamali, ed il primo dichiarò eh' egli non aveva piii che al- 
cuni momeiili da vivere , allora il monaco lo surrogò presso del 
moribondo. In questo mentre, il padre, la madre, le due sorelle 
e un fratello minore del ferito attendevano in silenzio. L' atto re- 
ligioso terminato, il padre avvicinossi, e prendendo la mano di 
suo figliuolo che stava spirando, gli disse: ■ Dame la mano, 
ekico , me alegro que mueras en està ley. ■ ( Dammi la mano , 
figliuol mio, io godo che tu muoia per questa causa ). Il giovine 
fratello s' impadroiit del fucile del ferito , e attaccando intorno al 
ftuo corpo la cartucciera, si porla al battaglione per prendervi il 
posto di colui che spirava! 



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J25 
ro coslreUi a fasciarlo con cerchi di ferro batlulo, io 
si grande copia e d' un peso tale, che al oiomeDlo di 
servirsene, ^eera mestieri di appendergli un contrap- 
peso nella culatta per mantenerlo in equilibrio. Gli è 
con no' arma talmente imperfetta che i Carlisti sono 
pervenuti «d insignorirsi di vari punti fortificati , 
dove sonosi procurati dei pezzi di ogni calibro. 

Le donne erano incaricate di condurre e di scor- 
taré ( soventi volte armate di fucili di cui sapevano 
perfettamente servirsi ), i convogli di viveri o di mu- 
nizioni, in tutte le direzioni, spesso a lootaDìssìme 
distanze e destinate ai corpi che operavano in prima 
linea. Desse erano spezialmente incaricate di codesto 
servigio e di Quello di torre i feriti dal campo di bal- 
laglia , dì condurli o di trasportarli nelle ambulanze , 
ed eziandio nelle case particolari , ec. ec. Le si vede- 
vano ne' combattimenti apportando de' rinfreschi ai 
bersaglieri, e negli assedii andare nelle trincere e bair' 
terie più avanzate , distribuendo dell' acquavite e del 
vIdo ai combattenti. Si fu particolarmente alla batta- 
glia d' Oriamendi eh' esse diedero le più numerose 
prove di coraggio e di devozione: quivi si videro mol- 
tissime donne, di ogni rango ed età, distribuendo 
delle cartucce sui punti più esposti , portando de' soc- 
corsi ai feriti sotto il fuoco dell' inimico , 6 benché 
alcune di loro fossero rimaste vittime della propria 
intrepidezza, le altre, senza perdere il coraggio, rac- 
coglievano i feriti e trasporta vanii nelle loro case, 
spesso molto lontane dal campo di battaglia , per me- 
dicarli e averne cura fino allb perfetta loro guarigio- 
ne. Un fatto ( fra mille ) molto notevole e degno di 
essere mentovato, è quello di un soldato cartista il 
quale aveva avuto la coscia infranta da una palla; 
venne raccolto sul campo di battaglia da una giovine 



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126 
di vent' anni , la quale caricatolo con grande stento 
sulle proprie spalle , lo portò in tal guisa durante un 
tragitto di due ore , che fu obbligata di percorrere per ' 
arrivare alla di lei abitazione. Ivi giunta, consegnò il 
ferito a' suoi genitori, di avanzatissima età, dicendo 
loro: • Ecco un valoroso cui dobbiamo occuparci 
■ di guarire sollecitamente, perch' egli possa ritoma- 
• re il più presto possibile al suo posto, e se Iddio 
» gli conserva la vita in questa guerra, io bramo cbe 
» sia il mio sposo! » Simile proposizione venne ac- 
cettala dai vecchi genitori i quali, pieni di entusiasmo, 
giurarono di mantenere la loro parola, ed infatti la 
mantennero ! 

I baschi spagnuoli sono ano fra' popoli dell' Eu- 
ropa in cui le viriti e le abitudini patriarcali sono 
maggiormente onorate. Benché un gran numero di essi 
abbandonino in fresca età il suolo natio per condursi in 
lontani paesi ( 1' America spagQUola particolarmente ) 
onde cercare lavoro e fortuna , ritornano nelle loro 
montagne dopo alcuni anni di assenza con un pecu- 
lio, ma nulla hanno perduto della purezza de' loro 
costumi. Nel tempo di tali migrazioni, l'amor del 
paese sussiste sempre in loro, senza produrre quelle 
malattie che generalmente provano i montanti lon- 
tani dalla loro patria. Una cosa eziandio degna di os> 
servazione , si è che nel!' allontanarsi bend dalle pro- 
prie case; per il desiderio di far fortuna, i Baschi 
non prendono mai servigio all' estero. Come i Navar- 
resi, essi hanno le loro leggi a parie delle altre Pro- 
vincie della Spagna ; sono i loro fueros che rendonli 
indipendenti e di cui sono eccessivamente gelosi. Le 
suddette leggi loro vengono garantite dai re di Spagna 
al loro avvenimento al Irono. 

Come lo prova il loro nome , i Baschi sono i va- 



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127 
«coni éegli anticbi ; questa parola deriva dalla lero 
IJDgua (1); vosco, ia lingua basca, significa una mon- 
tagna , e «ancone, un montanaro. 

Tulle le gravezze che pesarono su queste sventu- 
rate ma eroiche provineie , per lutlo il tempo cbe 
durò la detta guerra, e cbe sopportaroQO e compie- 
Tooo con uua rassegnazione veramente degna di am- 
iniraxìoae, sano incooeepibili! Spesse voile abbisogna- 
vano fino a 50,000 razioni di ogni natura per le trup- 
pe del paese, ossta quelle della regina le quali impo- 
. nerano «entribu^ioni in tutti i luoghi in cui esse pe- 
oetrarano t' Per compiere tali immensi sagrifizi , im- 
ponevansi con gioia le maggiori prÌvazÌODÌ ; di manie- 
ra che.pOT Io spazio dì sei anni, tutte le risorse di 
que' paesi , così ricchi ed opulenti prima della guer^ 
ra , furono , in gran parte , esaurite. Quasi nulla loro 
rioianeva di que' bestiami , le euì immense mandrc 
coprivano le praterie e le montagne; eglino non con- 
servarono che pQcbe femmine le quali loro «omini- 
stravano del latte, che, unito a castagne, oell' invei> 
no, e a palale e pomi d'oro nell'estate, erano il 



(1) QuesLa lìogiia cbe non ha alcuna affinila con quelle cbe 
bo conosciute, è forse quella die parlavano i CaUl piima che fos- 
sero eonquistati dai Roiiiaiii. È dura nella pronuncia, ma ricca 
«il espressiva, e per quanto io possa giudicarne, non sembra 
essere stata fatta per le labbra meridionali. Riferirò qui la con- 
sueta preghiera dei Nàvarresi e Baschi. — (Iure aitan cemetan 
earena, erahel bedi sainduqui mre , icena. Elkor bedi cure erre- 
suma; Etjuin bedi nxre borawtalca cerwm ber.ala lurrean ere: 
fgueum egun gvre egtmeeo ogvìa. Eia harba dictcagulea gare cw 
rae , g»e gwe gima cordm direna liarkateen deramlegwt becalu. 
Eia £8 {jailGolfula, uti IttUamendiUt» erortcera. 6at»t» bègtàra 
gaUfOlcu sartcetic. Helabis. 

( Nola del TraduUore ) 
10 



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(38 
loro unico cibo. Non mangiavano essi quasi mai né 
pane né carne, conservando quel poco che possede- 
vano per le truppe del paese , o per coiTÌspondere al- 
le reqtiisizioni chieste dalle truppe nemiche, allora 
quando entravano o transitavano ne' loro viUaggi. 

In riassunto , sì può dire: die in questa regione 
del Nord della Spagna, tutti senza eecezione sono va- 
lorosi; gli uomini fatti espressamente per la guerra 
delle loro montagne, le donne organizzate per ispin- 
gerli al pericolo e preservameli al bisogno. 

I costumi erdnvi puri prima della guerra , gli è 
da temersi che per le sue conseguenze non abbiano 
essi poco perduto! 

Nelle quattro provincie, il paese montagnoso, at- 
traversato in ogni senso, si.i dai contrafforti de' Pire- 
nei, sia dalle catene di montagne dell' interno che mel- 
tonvi capo , è una successione continua di piccoli val- 
loni dominati da scoscese montagne e dividi da colline 
gnernite di boscaglie sì fitte; eh' egli è estremamente 
difficile il penetrarvi. Aggiungete a questo , che dap- 
pertutto dei fiumi , de' torrenti o de' ruscelli interse- 
cano il paese ed intralciano la marcia di un regolare 
esercito. 

Nelle differenti partì delle sunnominate provincie, 
in Navarra ed in Alava spezialmente, esistono alcune 
posizioni ( per cosi dire classiche , attesoché in tutte 
le guerre che hanno avuto luogo in questa parie della 
Penisola , hanno esse presentato le medesime difBcolta 
agli uni , il medesimo appoggio agli altri), ove con un 
pugno di gente, puossi facilmente arrestare la marcia 
di divisioni , od anche dì numerosi eserciti. Le prin- 
cipali sono quelle di Arlaban , alle gole dì Salìnas. la 
Borunda e Lecumberri , sulla strada reale dì Vittoria 
» Pamplona ; i boschi del Carascat, sulla strada reale 



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1Ì9 
di Pamplona alla Ribera ; le allure di Paneorbo , sulla 
strada dì BurgOB a Vittoria, le Due-Sorelle ( las DoS- 
Hermanas ) , sulla strada reale di Pamplona a San Se- 
bastiano; le gole di Pegnacerrada nelle vicinanze di 
Logrogoo, ee. ee. Difese dagli abitanti di colali paesi 
particolarmente, i quali ne conoscono tulli i sentieri, 
tutti gli sfoghi in modo da' potere portarsi facilmente 
e con rapidità a tergo o sai Banchi delle colonie , i 
suddescritti punti sono per così dire inespugnabili , ed 
è impossibile 1' idi pad ron irsene senza provare gravis- 
siinf perdite,- o nell' attaccarle, od impegnandovi i 
convoli de' viveri, dì munizioni e di feriti che se- 
' guoQO oppure raggiungono le colonne. 

. Ritorniamo all' insurrezione carlìsta e alle cause 
«he t' hanno provocala , nonché a quelle che le hanno 
fornito tulli i suoi mezzi di forza e di durata. 

I liberali od almeno gH esaltali , in Ispagaa ove 
le passioni sono generalmente estreme, hanno sempre 
avuto il disegno di privare le provincie basche e la 
Navarra delle loro leggi e privilegi ; infalti , questi non 
«rano molto compatibili co' principi del governo co- 
stituzionale , per moderalo eh' egli si fosse. Non è dun- 
■que da maravigliarsi che gli amici di Don Carlo si 
servissero di tal mezzo , come di un' arma sicura con- 
tro la regina Cristina la quale , annunciando I' inten- 
zione, sia per necessità , sia poi per simpatia , di fon- 
dare il proprio governo su dell' ioslituzionì costitu- 
zionali, minacciava quelle di cui gli abitanti delle de- 
scritte Provincie, erano possessori da sì gran tempo. 

I due atti' del 1853, che segnalarono 1' arrivo al 
potere del governo della reggente, avrebbero tolto ogni 
dubbio a questo riguardo , se ancora ne fossero esi- 
stili. 

Fecesi di più, si sparse la voce nelle provincie 



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i90 

che la regina Cristina aveva 1' inlenzióne di rialzare 
la costituzione de) 1812, vinta già nel 1825, e ehe 
ispirava, non solamente ai parligiasi del pretèndente, 
ma aH' immensa maggiorità della nazione, una giu- 
BtissiniB e molto ragionevole avversione, a causa del- 
l' esagerazione de' princìpi deriiagogici sui quali è des- 
sa basata. 

Ecco, punto non ne dubitiamo, le cause a cui si 
ponno attribuire la popolarità di Don Carlo in quel- 
r epoca , e la tiepidezza di una parie inoltre de' parti- 
giani della reggente; tiepidezEa che sempre è stala il 
carattere del suo governo , mentrecbè 1' esaltazione la 
pii^ estrema è stata il tipo di quello di Don Caflo e 
del piccol numero de' liberali delle grandi ciuà. Egli 
è fra le descritte due esaltazioni opposte ehe Cristina 
ha creduto -di potere camminare, e eh' essa ha cer- 
cato dì mantenersi; primieramente, perchè la mode- 
razione entrava ne' suoi principi, ed in ultimo perchè 
le potenze estere amiclie , neutre, ed anche nemiche 
gliene facevano la legge. 

Queste brevi riflessioni spiegheranno facilmente da 
un lato i successi dì Don Carlo, dall'altro, la ne- 
cessità in coi la reggente sì è trovata di abdicare il 
polare e dì abbandonare la Spagna nel 1840. 

Le provìneie basche e la Navarra dovevano adunque 
levarsi in massa per Don Carlo, la personitìcazione 
dell' antica monarchia e lo stendardo de' loro abitanti, 
cui 0' ìnlereasi esigevano la conservazione; gli è ap- 
punto ciò che accadde. 

Noi pensiamo di averne detto abbastanza perchè 
rimangasì ben persuaso che 1' iasurrezionB delle Pro- 
vincie vasoongade e della Navarra ebbe luogo , piut- 
tosto per interesse locale che per devozione a Don 
Carlo. 



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!5» 

Non ostanle , havvi ogni fondamento per credere, 
che se il governo della Regina qvesse, subito ed ai 
primi indìzi di quell' insurrezione che la spinse sul- 
1' orlo del precipizio, spiegato una parte degl' immen- 
si mezzi di cui poteva allora disporre contro i parti- 
giani dell' insurrezione, esso 1' avrebbe soffocata nel 
suo nascere, malgrado gli elementi materiali o movali 
che vi si opponevano ; ma così noii fecesi e gli errori 
dei Cristini non poco contribuirono- a darle una mag- 
gior energìa. - 

Recapitoleremo in poche parole i diversi elementi , 
di cui poterono tosto disporre i cartisti. 

i." Eranvi per lo meno 20,000 uomini organizzati 
in Navarra lino dai tentativi di movimento insurrezio- 
nale del 1850, e comandati da Eraso, antico generale 
dell' afmata nel 1825. 

2.* I Terceiros (I), spezie di guardia nazionale 
delle tre provincic cui la maggior parie degli uffl- 
ziali erano uomini conosciuti per la loro devozione 
alla causa monarchica , potendo fornire circa 30,000 
e più uomini. 

3,'^ Le Illa de' mentovati corpi i quali avevano già 
una spezie di organizzazione, poterono facilmente es- 
sere reclutate da un gran numero di conladini che 
avevano, al tempo della guerra dell' indipendenza , 
fatto le loro prime armi , sotto Mina, Manso, El Pa~ 
stor, Merino ed altri i quali allora, non saprebbesi 
negare, resero immensi servigi al proprio, paese. 

4." La Havarra e le provincie basche trovandosi 
in guerra col rimanente della Spagna, dovettero rice- 



(1) Deve dire Tercios. Nome già inusitalo, sotto i) quale 
1' antica fanteria spagouola bl conquielato Unti allori 

( ^ola del Tradnltere ) 



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152 

vere dalle fronliere di Francia tnUe le produzioDi che 
loro erano necessarie; allora, i diritti d* ealrala di 
tulle le derrate provenienti dall' estero essendo sop- 
pressi, di fatto, due classi d'uomini eminentemente 
adatti al mestiere della guerra, in un esercito irrego- 
lare, trovaronsi senza impiego ed entrarono ne' ranghi 
de' earlisli : noi vogliamo parlare de' doganieri ( cara- 
bineros a piedi e a cavallo ) , e de' centra bband ieri 
spagnuoli; non v'ha esagerazione - a far ascendere a 
25,000 il numero di queste due specie d' uomioi riu- 
niti, i quali sì gli uni che gli altri sono genti ruvide 
quanto scabrose e selvaggie sono le montagne che abi- 
tano ; ì quali marciano ben di rado senza il loro fu- 
cile o senza 1' escopetla, e che già da lunga pezza so- 
no rotti alle fatiche, alle privazioni ed ai pericoli dt 
una vita piena di rischi e di cimenti. 

Mancarono da principio de' capi per riunire que- 
sti uomini in ispecte di corpi regolari e dar loro le pri- 
me idee della disciplina e dell' arie della guerra : il 
governo di Madrid, mediante una misura tanto impru- 
dente quanto intempestiva vi provvide, col mettere in 
disponibilità tutti gli uffiziali della casa della regina , 
della guardia reale o deli' esercito, conosciuti per a- 
vere un' opinione carlisla , od almeno sospetlavasì che 
la dividessero. Cotesti ufBziali, i quali erano gente 
d' onore, vi avrebbero pensalo più d' una volta prima 
di disertare il loro posto , qualunque fosse d' altronde 
l'opinione loro-, per andare a raggiungere i ribelli! 
Licenziati dai propri reggimenti, non esitarono, in 
genere, sul partito che loro rimaneva a prendersi, ed 
abbracciarono quello il quale venne loro dettalo dalla 
simpatia e dalla necessità. Il piccolo numero di quelli 
che la loro personale posizione, nel momento in cui 
venne dal governo presa tale misura, non che i legami 



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133 
di famìgtia od altre considerazioni rilenneru neU' eser^ 
Clio della Regina, comecché abbiano essi conservalo le 
loro (^inioni poliUcIie, la servirono con fedeltà. 

Tali furono i' mezzi dì cui potè disporre il genio 
organizzatore di Zumala carregai , e da cui seppe ri- 
trarre un sì buon partito a vantaggio della causa che 
venne spinto forse egli pure ad adottare , e che fu 
varie volte sul punto di far trionfare. Difatti, codesto 
capo celebre per tanti titoli, dopo avere avuto un suc- 
cessivo avanzamento nel!' esercito spagnuolo , in cui 
era entralo eome semplice soldato al tempo della 
guerra dell'indipendenza, era pervenuto al grado dì 
colonnello in breve spazio di tempo , e posto in quie- 
scenza, benché giovine, nell* anno 1830. 

Qualche tempo dopo, il generale LIander , ispet- 
tore generale dell' infanteria, fecelo arrestare sotto pre- 
venzione di cercare ad intorbidare il governo affidato 
alla Regina Cristina, méntre tuttora durava la malattia 
del Re suo marito. Il risentimento eh' egli conservò 
per quest'atto arbitrario, fu senza dubbio la causa' 
che lo determinò , dopo la morte del Re , a raggiun- 
gere i primi ribelli della Navarra. ■ 

In una riunione de' principali capi di tale na- 
scente insurrezione, Zumalacarregui che veniva già ri- 
guardato come uno de' buoni colonnelli dell' armata 
spagnuola, venne da loro scelto per essere posto alla 
testa del movimento. Primieramente organizzò quattro 
battaglioni navarresi; vi aggiunse quelli detti di Casliglìs 
formati co' disertori od i prigionieri cristìni i quali , 
il più delle volte dalle privazioni e dai cattivi tratta- 
menti acconsentivano a servire Don Carlo, e quelli 
delle tre provincie vaseongade furono portati a circa 
cinquanta. Ma nel novero delli suddetti battaglioni, il 
più notabile, che senza contraddizione rese i maggiori 



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134 

servigi alla cansa cartista, si fu quello conosciuto sott» 
la denominazione di battaglione delle guide di Na- 
varra. 

Alla sua primitiva formazione , a cui Zumala- 
carregui dedicò le più particolari cure , si compose : 
1." delle guide che aveanglt servito di scorta; era 
una compagnia di uomini scelti , esper intenta ti ed i 
quali avevano e meritafano tutta la sua fiducia ; 
%" Della compagnia della Giunta di Navarra e de' 
prigionieri fatti nel combattimento dì Guérada , pro- 
venienti dal 4." reggimento delia guardia reale, ed ì 
quali-, come più sopra abbiamo detto , acconsentirono 
a servire la eausa del pretendente. Zumalacarreguì me- 
desimo scelse L migliori ufQziali degli-altri battaglioni. 
Questo era quasi intieramente rinnovato ogni tre o 
quattro mesi, sia per le perdite che provava nei uut 
merosi combattimenti a cui assisteva , sia perchè il suo 
creatore, volendolo erìgere ^ìq una specie di scuola di 
bravura e di devozioocj slimava mólto opportuno il 
farvi passare successivamente gli ufiiziali ed i sol- 
l' ufBziali degli altri corpi. Le perdile del dello balla- 
gliofie durante la sua esistenza furono enormi, e lo si 
comprenderà facilmente , se sì pensa che prendeva 
parie a tulli i più micidiali scontri e eh' egli era seni' 
pre collocalo nei più pericolosi punti. La sua rino- 
manza era tale, che per un' azione strepitosa falla sul 
eampo di battaglia, era una ricompensa quella dì es- 
servi incorporato col proprio grado! Gli ufiiziali d^lì 
altri corpi, che commettevano un grave fallo, veniva- 
no mandati come soldati nell'anzidetto battaglione « 
come pure quelli che disertavano daU'.esercito dei Gri- 
stini ; quivi facevano una specie di noviziato prima dì 
essere collocati altrove. 

Codesto battaglione molto perdette di qaello che 



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135 

era, alla morte di- Zumalacarregiii , ed ebbe mollo a 
soffrire dalla spedizione che Guerguè fece in Catalogna 
nel 1855. Nel combattimento d' Angues soprattutto, 
r urto impetuoso de' battaglioni della Legione Straniera 
co' quali ebbe a lottare, fecegli provare delle gravissi- 
me perdite di cui non potè giammai interamente rial- 
zarsi. AI suo ritorno in Navarra, procurossi di rior- 
ganizzarlo, e vi si era quasi riescilo, allorcliè sotto gli 
ordini di Francisco Garcia , fu spedito a fronte della 
linea di Zubiri creata e guardala dalla Legione. Nelle 
varie fazioni che ebbero luogo su questo pun lo ed al- 
le quali prese parte attiva , fu quasi interamenle di- 
strutto e demoralizialo; ed all'epoca delia battaglia 
del 1.** agoslOj si mise egli in completa insurrezione 
ad Eslella e non volle punto nuovaroenle ritornare su 
quel terreno che i soldati, nel toro pittoresco ed e- 
aergìco linguaggio appellavano il campo de' loro /une- 
rali, a cagione de' numeresi smacchi clié vi avevano 
Mfferto per parte della Legione Straniera (francese) (J). 



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CAPITOLO ni. 



S0HUAR10. — Carallere , qunlilil e difelli del soldato regolare spagnuolo. — 
.OrguiiUuxlone dell' esercito cosili azionale. — Uniformi. — Segni disilntivl. 
— DecorarJoni. 

Dopo di avere accennato in parie i mezzi di cui 
potevano disporre i generali di Don Cario, ed ! quali 
hanno loro permesso di lottare si lungo tempo, e spes- 
se volte con vantaggio contro 1' armata costituzionale 
spagnuota, crediamo essere indispensabile di fare co- 
noscere al lettore la composizione e la forza del sud- 
detto esercito affinchè possa egli meglio giudicare 1 
fatti di cui comincieremo la relazione nel sussegaenle 
capitolo ; tocche ci accingiamo a fare brievemente. 

Per adempiere il più presto possibile all' obbligo 
che e' impone la parte di questo lavoro più penosa 
per noi, a cagione delle nostre simpatie per degli uo- 
mini di cui abbiamo molto tempo diviso le fatiche ed 
i pericoli nel difendere la medesima causa, e da' qua- 
li abbiamo ricevuto numerose prove di con6denza e 
di devozione , comincieremo a parlare del vizio prin- 
cipale , potremmo dire l'unico, che notasi nel mili- 
tare spagniiolo ; vogliamo noi parlare della passione 
del giuoco spinta all' estremo. 

In fatti simile passione , in tutti i gradi dell' ar- 
mala spagnuola nuoce alla disciplina, al modo di ser- 
vire , alla tenuta ed alla subordinazione eziandio; i 
suoi eccessi annientano ogni specie di sentimento ^i 
dignità e di energia da parte del superiore verso I' in- 
feriore, come pure ogni idea di rispetto e di ubbi- 
dienza del subordinalo verso il capo. 



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137 
A simili riflessioni le quali non sembreranno esa- 
%trale alle persone che, come noi, hanno vissuto in 
mezzo alla nazione ed all' armala spagnuola , aggiun- 
geremo, che ci è .soventi tolte accaduto nelle marcie 
militari, viaggiando con de' corpi spagnuoli od incon- 
trandoli in cammino , di vedere de' gruppi d' uSlziali , 
lasciato la cura della condotta della truppa ai loro 
sott' uffiziali, marciare a cavallo accanto 1' uno dell'al- 
tro ( ogni ufBziale di fanteria ha perio meno una ca- 
valcatura ; cavallo, mulo o horricco ) , e giuocando 
alle carte o ai dadi sull' imperiale de' propri schakos. 
Al quartiere generale, in marcia, in guarnigione, ne' 
campi, ne' corpi di guardia, tutti giuncano nelle trup- 
pe spagnuole {IL). 

Dopo esserci aggi-avati sopra questo vizio capitale 
che una buona e ferma disciplina farebbe tostamente 
sparire fra genti sommesse ed ubbidienti per natura , 
noi crediamo indispensabile di far conoscere gli cle- 
menti di cui si compone 1' esercito spagnuolo , che 
abbiamo potuto seguire , osservare e studiare in tutte 
le sue minute particolarità. 

Lo Spagnuolo sarebbe , secondo la nostra opinio- 
ne, il primo soldato del mondo, se si sapesse ritrar- 
ne tutto il vantaggio possìbile; la sua fisica costitu- 
zione, la sua bravura , la sua temperanza, la sua som- 
missione ed ubbidienza passiva (1), fanno di lui 



(i) Qualità indispensabile del soldato ngli occhi di ugni milila- 
re che, siccome me , non può comprendere un' armata deliberanle, 
come vorrebbero organizzarla certi corifei della moderna scuola ! 
il militare degno di <|nesto nome si vedrà sempre sommesso alle 
leggi , rispettare le proprietà e 1' ordine stabilito. Egli sa che la 
forza armata è essenzialmente obbediente, e che non deve mai 
deliberare. 

( Nola del Traduttore ) 



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138 
un vero tipo modello; generalmente male comandato, 
da 90tr ufficiali senza edueaziooe primaria e senza 
istruzione militare, oppure da uffiziali , gli uni fan- 
ciulli, gli altri vecchi, usati , «gli lia un grande bi- 
sogno dello pazienza e della rassegnazione di cui ab- 
biamo parlato! Sarebbe difflcile di far la pittura di 
lutto ciò che ha dovuto soffrire , in queste crudeli 
gueri-e civili, di contìnue fatiche e di privazioni di 
ogni natura; senza calzatura, appena vestito, senza 
soldo e non ricevendo che rade ed incomplete razioni 
di viveri, giammai ha .fatto intendere mormora- 
zione veruna; religioso ed ignorante, il prestigio ari- 
stocratico è ancora in lui in tutto ,il suo fervore; nel- 
le sue idee , 1' uffiziale , dal cadetto ( spesse Bate ragaz- 
zo di dodici anni ) fìno al generale , è un essere di 
una natura a parte, superiore alla sua « a cui cièca- 
mente obbedisce, senza ragionarvi sopra; abbiamo so- 
venti volte veduto un cadetto ancora fanciullo, salire 
sopra delle panche o su de' gradini di una scala, per 
essere m^lio alla portata di un uomo robusto, di 9 
piedi e 6 pollici, e percuoterlo sul dorso , che questi 
contentavasi d' incurvare in modo a rendere pieghe- 
vole, in una posizione umiliante e rispettosa. L'esem- 
pio che segue farà conoscere fin dove giungono tai 
sentimenti di subordinazione nel soldato spagnuolo. 

A Vittoria, In divisione del generale Espartero, 
radunata in colonna serrata sur una delle piazze, a- 
speltava già da due grosse ore il generale, l'arma al 
piede , sotto una dirotta pioggia. La maggior parte de- 
gli uffiziali erano al coperto, ne' caffè o nelle circon- 
vicine case; neppure un soldato abbandonava il suo 
rango, ed allorquando dopo una sì lunga aspettazio- 
ne, comparve il generale alla testa del suo stalo mag- 
giore, r aria echeggiò delle grida di Viva Esporterò!.... 



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159 
Lo ripeliamo, eoo uomini simili, non farebbe meslie- 
ro che di buoni uRlziali ed una buona direzione per 
fare dell' armata spttgnuola una delle prime armate 
dell' Europa, cosa die d' altronde è digià stai» (i). 

I soli' uffiziali sono generalmente alliTÌ , - intelli- 
geali, ma di un' ignoranza estrema , siccome la massa 
della nazione da cui ritraggono la loro origine; hanno 
un certo istinto del servigio e conoscono per tradi- 
zione una parte 'de' regolamenti militari; sono valoro- 
si, esatti a servire ed a far servire: loro non manca 
che r istruzione teorica e 1' educazione primaria per 
somministrare eccellenti ufllziali. 

La pecca dell'armata costiluzionale spagouola con- 
siste ancor più nell' ufflzialità. La rivoluzione aveva 
fallo sortire dalle sue fila on certo numero di giovani ca- 
paci ed istrutti, e sono slati rimpiazzati da soli' uffi- 
ziali simili a quelli che poc'anzi abbiamo dipinto, 
oppure da antichi ufliziali dell' esercito costituzionale 
del 1820 i quali, in causa degli avvenimenti militari 
del 1S25, sono ritornali ai loro focolari od hanno 
passato dieci anni d' esilio in terra straniera , esercì- 
landò, per vivere, delle professioni del lutto opposte 
alle abitudini del militare servigio; tali erano una 
parte degli ufliziali che la rivoluzione di luglio 1830 
aveva ricollocati nelle nostre iìla. 

Ne' reggimenti spagnuoli esiste un' altra classe di 
uffiziali', o almeno di giovani che ne disimpegnano- 
le funzioni aspettando di riceverne il grado: questi 
sono t cadetti. 



(1) L' onorevole A. allude ai gloriosi tempi dì Carlo Quinto 
e di Filippo II m cui gli eserciti spagnuoli combatterono a vi- 
cenda, in Italia, in Fiandra, ed in Francia servendo di modello 
agli altri eserciti europei. 

( Nota del Tradatlore ) 



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140 

Questi giovani,omeglto questi fanciulli, sono figliuoli 
d' ufiìziati di pubblici funzionari civili o militari , i qua- 
li , nominali cadetti a 12 anni, possono essere e sono 
quasi sempre uffìziali a 16. Si possono paragonare ai 
nostri figli di truppa di cui, in generfile, non hanno 
neppure I' istruzione : sono dessi che , per mancanza 
di Scuole MilÌlAri(l), forniscono gli nniziali ai reggi- 



(1) Aluiiino cosi era, duraiitu e anche qualche tempo dopo 
le guerre civili; ma dal 1843 in poi, sono state cruatc due scuoitt 
miltlarì f. forniscono all' esercito ufGziali subalterni che posseg- 
gono tutta l'istruzione necessaria e desiderabile (*): il tenente 
generale conte di CléonarJ é governatore delle due scuole; egli 
i un uffiziale generale del maggioi- merito; è stato recentemente 
niinistro della guerra. Di più evvi sempre stato in Ispagna, una 
acuoia del genio ed una di artìglieria, stabilite sopra buòniswne 
basi , e che danno hU' armata degli eccdleuL ulfliiali delle sud* 
dette due armi. 

[') Stupisco assai die V onorevole A. a66to poMo incorrere 
in « grave errore, avvegnaché anche prittM delle guerre civUi 
( dal 1833 al 1840 ) esistevano in Ispagna scuole opportunissime 
all' istruzione de' giovani uf/itiaìi di ogni arma dell' esercito. Vi- 
nta* in persona nel 18S7 le scuole dell' infanteria a Saragoxsa 
( Colégio de los distinguidos ) costiùiite con eccellenti princìpi; vi- 
di nel 1839, quelle della cavaileria e dello stalo maggiore ad 
Oeagna ed Amia istituite dai generali Ricardos e OreiUy. Prospe- 
ravano inoltre le scuole degl' ingegneri militari create dal Zabat- 
tini e dall' Vrrtitia ad Alcalà e Zamora ; quelle per l' artiglieria 
fondate in Segovia, in Siviglia, in Barcellona dal ministro car- 
dinale Alberoni e dal suo concittadino generale Gasala, da Ma- 
rilx, da Lascy, da Ahares; e le altre di marina costituite ne' 
porli di Cariogena, di Cadice e di Ferol per cura del Bali de 
Valdet e degli ammiragli Langara , Solano , Gravina, Gii de Le- 
mos, Moreno, Tomas , Mugnot , Oscar e Grandellora, uomini ette 
furono tutti per patrio amore e per isciense clùaritnmi. 

( iVola del Traduttore ) 



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I 



menti per l'infanteria e la cavalleria; ognuno può 
giadicare dell' educazione che ricevono in mezzo ad 
uomini ignoranti de* quali spesso non apprendono che 
le cattive abitudini ed i vizi. 

Esiste puranche n«ir armata spagnnola un atiuso 
il quale molto le nnoce e che è una vera anomalìa in 
un governo costituzionale, non dovendo esso ricono- 
scere né privilegio né favore. Vogliamo favellare degli 
affiziali gradnados ( graduati ossia onorari ). Codesto 
titolo, avanzo degli antichi favori aristocratici che le 
idee 'del giorno hanno fin qui rispettato, ma che fa- 
ranno necessariamente sparire senza indugio, apre una 
porta a tutti gli abusi ed annulla in plirte le leggi di 
avanzamento, mollo eque, d'altronde^ ciò eccettuato, 
ed alle quali scrupolosamente si sta attaccati. 

L' uffìziale gtadnado è un nfiìziale che gode di 
un grado onorìfico, superiore di uno o di più gradi 
a quello effecfivo (effettivo) del quale il nìedesimo è 
titolare. Cosicché, un iifììziale, benché disimpegni real- 
mente le funzioni del grado per il quale é sottoposto 
alle leggi sali' avanzamento , può nondimeno , s' egli 
ha del credito in corte, essere graziato di un titolo 
onorifico supcriore a quello col quale serve: per esem- 
pio, tal sottotenente, di grande famiglia o avente delle 
protezioni, può essere (jraduado lenente, capitano, 
capo di battaglione ec. , ed eziandio uffìziale^enerale, 
secondo la volontà od -il capriccio del cape del go- 
verno. In tal caso , non adempirà che' le funzioni del 
grado di sotto-tenente, non riceverà che il soldo dello 
slesso grado, ma porterà le insegne del grado supe- 
riore di cui è graduado; e di pia, allorquando egli 
riceverà, conformandosi in verità, alle leggi di avan- 
zamento , il grado effettivo che non possiede che ono- 
rificamente, allora la sua anzianità a questo grado ef- 



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Hi 
TeUivo FÌmonlcrà all' opoca io oui tu nominato gra- 
duado. Si arguisce quale scoraggiamento d«ve risulUre 
per gli ufCiziali -di una grande anzianità di grado t 
quali, in Ispagna particolarmenle e comparativamente, 
sono più numerosi die in Francia, e non ottengono 
dell' avanzamento che dopo di avere marcilo un tem- 
po iniìnilo ne' gradi inferiori^ di vedérsi in lai guisa 
passare avanti de' giovani protetti, cui il favore fa il 
principal merito 1 Pegli ufQziali superiori, La sola dif- 
ferenza fra il grado effectivo ed il graduado è che qae- 
gli eh' è rivestilo del primo e per conseguenza, ne' dì-- 
simpegna le funzioni, porla continuamente una canna 
uniforme col pomo d' oro, con un cordone di seta ne- 
ra , di un certo modello; questa canea, chiamala bo- 
ston de maado , è la vera e. sola differenza di unifor- 
me fra il colonnello gradwa.do,.z modo di esempio, 
ed il colonnello comandante un reggimento o che eser- 
cita le funzioni del medesimo grado. 

Nelle armi speciali, artiglieria o genio» dove gli 
ufBziali fanno i loro sludi in iscuole bene etabilite, i 
mentovati gradi onorifici sono più comuni che altrove, 
per indennizzare senza dubbio gli uffiziali di merito 
distinto della lentezza dell' avanzamento, eh' è molto 
maggiore in- codeste armi , che ne' reggimenti d' infan- 
teria e di cavalleria; così la posizione del gradando 
ha in questi una ben diversa importanza, poiché ve- 
donsi de'semplici capitani o capi di battaglione del 
genio dell'artiglieria, non solamente portare le in- 
segne del grado, di generale di fanteria o di cavalle- 
ria, sì bene esercitarne le funzioni. 

Neil' armata spagnifola, si fa una grande dilTeren- 
28 fra un uffiziale generale che è stato colonnello o 
brigadiere, ed ha realmente comandato un reggimen- 
to, e quello il quale, sortendo dagl.i stati maggiori, 



JCoogIc 



143 

■MD ha giamouii disUapfigiHio simili fubxiinu' (i). 
L' affizialfl generale , antico capo ' di.ewpo , quapdd' 
vieoe nominalo brigadiere^ mareficiallo di campo, te> 
neBte generale, ed exiaodto eapilan-geoerale d' eserci- 
to, ofsia maresciallo ( il capitao-generale di provin-> 
eia è ordipariamente un tenente'generale )., coosel^a 
co' ricami, del suo grado, i tre' pioeoli galoaì che sono- 
il solo segno distintivo del grado dj.c«loniiie)lo, e, ras- 
somigliano alle fettucce che teogoDO terme le spallina 
dc^i uftizi^li subalterni in Francia ; questi gaJoAì so- 
no ad eguale distanza e collocali orizzontalmente su* 
paramani dell' abito. Il re medesimo, il quale, come 
principe delle Asturie, ha sempre comandato un r^ 
gimeoto della guardia reale , «e conserva la memoria', 
e porta eziandio la distinzione di colonnello sili pa- 
ramani del suo abito, ogni qualvolta prende il costu- 
me d' uflìzìale^enerale. 

I segni distintivi dei gradi nell' armata spagnito- 
la , da quello di caporale sino a quello di capitano 
inclasivamente, sono assolutamente consimili a quelli 
in uso neir esercito francese. In tutte le armi sonosi 
pure adottati i nostri uniformi, per il taglio almeno, 
se non pei colori, cbQ sono rimasti com'erano; ver- 
di, in generale, per la bnleria; turchino chiaro, per 
la cavalleria ; turcliino scuro , per I' artiglieria ed il 
genio; il pantalone rosso robbia è generalmente portato 
dalla fanteria. Nelle compagnie scelte, si fa uso di ub 
largo centurone di bufalo, eoo una placca di ottone 



(1) Il grado di brigadiere è intermediario fra quelli di co- 
lonnello e di mareaciaUo di campo ; i militari che ne sono rìVe^ 
•Citi comandavo, o de' reggimenti della guardia reale, o de' reg' 
gimenti di linea di tre balta^oni ( i reggimenti di ianii leggeri 
Don ne hanno che due ) , oppure sono capi di stalo . magufiore 
d' esercito o di capitanerie-generati. 

li 



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sul daTanlJ. Coéesio cenlarmie, coUoctto sopra la 
doppia buffetteria , la serra , la contiene e 1* impedisce 
di ballere e di scomporsi quando gli uomini corrono ; 
d' altronde fa un buonissimo effètto sotto 1' armi. Gli 
iifiìziali superiori e generali non portano spalline; 
nella cavalleria portano due contro-spalline a squa- 
me; i capi di battaglione in primo ed in secondo 
( quesl' ultimo è incaricato delle fonzionì analoghe a 
quelle de' nostri maggiori), portano uniforme chiuso , 
con due galoni sui paramani, nel modo che abbiamo 
mostrato più sopra; i tenenti-colonnelli ed i colonnelli 
ne portano tre ( que' del tenente-colonnello sono oro ed 
allento); i brigadieri e i marescialli di campo portano 
il medesimo ricamo (una palma), però è in argento 
pei primi ed in oro pei secondi, i quali portano il 
cappello a piume con un galone de) colore del rica- 
mo; i tenenti-generali hanno il doppio ricamo, e gli 
unì e gli altri, meno i brigadieri, vanno decorati di 
una sciarpa o cintura di seta amarante con delle fran- 
gio in forma di fiochi e dei nodi corsoi in oro e se- 
la , il numero de' quali indica il grado ; il marescial- 
lo di campo ne ha uno, il lenente-generale due, il 
capitante nera le d' armata tre (1). 

La carriera militare in Ispagna è ben altrimenti 
in onore che in Francia , e colà siccome in ogni altra 
cesa , le idee aristocratiche non hanno ancora potuto 
essere cancellate dalle istituzioni costituzionali ; un 
uffiziale diventa gentiluomo ricevendo il suo brevetto 
ed ha diritto al titolo di don che a' è 1' indicazione; 
i suol parenti sono esenti dall' alloggio militare e dì 
altri pesi e servitù che stanno tuttora a carico della 

(1) Siamn assicnniti che «la poco tempo in qua gli uftizialì 
generali spagnuoli portano le stesse spalline che si usano per 
qne' gradi aell' annata Trancese. 



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popolazione; gli ufilaiali^nenli riceroiift gli onori 
del proprio grado ed eserciUino la loro autorità , 
quaad' aoche siaoo restiti alla borgliese; basta a tal 
uopo eh' essi portino io cintura , per disopra del gi- 
let, con una fìbbia ricamata in oro so) davanti e die 
richiama la palma dell' abito, una targa fettuccia di 
seta rossa ondeggiata , siccome quella de' nostri gran- 
eroci della Legione d' Onore. 

in seguito senza dubbio dell' antica galanteria c»- 
stigliana , la moglie dell' uHìziale, che sempre qnaU- 
ficasi del grado, femminizzato di suo marito ( loechè 
in Francia non si usa che per le mogli de' marescial- 
li), riceve i medesimi onori di lui, tanto da parte 
delle sentinelle, quanto da quella dei post). 

Come in Francia, meno leggerissime differenze, 
r armata sì recluta in Ispagna mediante gì' ingaggi vo- 
lontari , i rìngaggiamenti e la leva annuale , chiamata 
quinta, allesocchè prendesi un uomo sopra cinque fra 
quelli che hanno compiuto 1' età de' venti anni, in 
ogni cantone. Il governo s' incarica de' rimpiazzi , me- 
diante una somma fissala per ogni classe , secondo la 
posizione di pace o di guerra del paese; colesta som- 
ma, che i parenti versano nelle casse dello Slato, va- 
ria dai 1,000 ai 2,000 franchi, a norma dell' arma e 
delle circostanze: nell' ultima guerra, spesso si arrivò 
all' ultima cifra; allora pure, il governo- si è alcune 
volte contentalo di un cavallo proprio al servizio del- 
la cavalleria o dell' artiglieria , in luogo di un giovane 
soldato. Per godere del favore dì farsi rimpiazzare , 
bisogna essere nobile ( Chi non 1' è in Ispagna ? ) op- 
pure esercitare una professione liberale. 

L' esercito costituzionale, meno forte al principio 
della guerra civile, ammontò pochi anni dopo sino 
alta cifra dì 180,000 uomini per lo meno , comprese 



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le taiippe straniere , irregolari e provtndta/t, osm giiap- 
die nazionali mobili. Qaest' ultime ^ ch'erano orgaitiz- 
zate in reggimeali di due battagKooi , portami il bo- 
me delle -fwoprie provìncie^ erano corpi perfetUotente 
«Ostituiti e che hanno reso immeosi serrigii. Eglino 
possono sostenene il paragone colle tmppe di linea 
alle qmtii sob6 forse superiori sotto il rapporto ddla 
loro composizione in ufBzialii Molti fra questi, i co- 
lonnelli princdpalmente, sono antichi militari, scelti 
nell' armata , e gli altri sono in generale giovani di 
baoMé e riccbe baiiglìe, i quali non sono legati al 
Serrigio, come. pure i soldati, che per la durata della 
guerra; ma anche in tempo di pace, tai corpi sussì- 
stono; essi consei^onO i loro uniformi e le loro anni, 
passano delle riviste, vengono esercitati ad epoche fis- 
se, ec. 

L' esercito costituzionale di terra spagnuolo pofe> 
va , all' epoca degli ultimi anni della guerra civile, 
essere diviso nel modo seguente: 

18 Reggimenti d' infanteria di linea a tre batta- 
glioni 56,000 

7 Reggimenti d' infanberia l^gera a dee . 14,500 
6 Reggimenti di cavallerìa dì linea a quat^ 

tro squadroni 3,000 

6 Reggimenti dì cavalleria lef^era . . . 3,S00 
Artiglieria e zappatori del genio della li- 
nea 4,000 

Un haltaglìooe di marina — ,600 

4 Reggimenti fanti della guardia reale . 12,500 
Rrigala di truppe provinciali idem. . . 4,500 
4 Redimenti di cavallerìa della guardia 
reale 2,000 

Da riportare . 100«fi00 



jdbyGoOglC 



UT 

Riporto . (00^600 
Artiglieria e zappatori delta Guardia . . ;2,000 
Xìuardie de) corpo, Alabardieri, ec. . . —,600' 
2S Reggimenti di truppe 'provinciali a t 

batUglioBÌ 40,000 

Et r^uarào, o doganieri e guarda coste. 1S,000 
Corpi franchi ( Peset«ros, volontari d'Isa- 
bella II) Corpi irregolari (ehapelgom) . . 15,000. 

Truppe straniere ( francesi , inglesi e por- 
toghesi) ,. 22,000 

Effettivo totale dell'eseroito costituzionale di < -^ 

terra 195,200 

Dedaeendo dalla suddescritta cifra coloro che non 
prestano servigio aUivo , rimangono , come abbianao- 
dimostrato più sopra , i80,000 uomini la cui meik per 
lo meno veniva impiegala alle armate del nord e della 
riserva. 

Olire le annunciate truppe , la Spagna costituzio- 
nale, trovava pure una grande forza, negli urbanoa , 
guardie nazionali territoriali , eccelleo temente organiz- 
zate in partiflolar modo nelle cillà ; codeste guardie 
oazioitati hanno rendulo grandi servigi alla causa eo^ 
slituzionale ; mantenevano 1' ordine nelle città priv« di 
sufficienti guarnigioni, facevano le scorte, ed hanno 
spesse volte difeso con energia e coraggio d«i posti 
o de' villaggi , contro le bande carliate. 

Esiste in Upagna-una grande quantità di decora^ 
zioni medaglie, alcune delle quali ricompensano i 
servigi civili e militari, e le altre, solamente questi; 
ne faremo conoscere compendiosamente il numero. 

La croce di santa Ermenegilda (1), spezialmenle 



[1] Non si bi qui menzione del Toson d' Oro, eh' è un t 



.vCoogIc 



148 
creata a rìooai pensare 1' anzianità del mililare servi- 
zio ; quelle di San Ferdinando , A' habelia la Cattolica , 
di Carlo III ( le due ollime comuni ai servigi sf ci- 
vili che mililari). Gli ufBzialì sino al grado di colon- 
nello non portano mai che la croce ; gli nffiziali ge- 
nerali , che- siano digià rivestili del grado di ufflziale 
generale allorché vengono decorati , o che vi siano 
promossi più tardi, ne portano la placca. Nell'ordine 
di San Ferdinando , il più apprezzato nell' esercito , 
destinalo a ricompensare esclusivamente i servigi mi- 
litari , e che ha cinque cla^i (essendo 1' inferiore la 
prima), la seconda pegli uERziali inferiori e la quarta 
pegli nffìziali generali, non si acquistano che in ri- 
compensa d' un fatto d' armi constatato da un' inchie- 
sta, anticipatamente annunziata da un ordine del gior- 
no mediante il quale ogni militare è invitato a venire 
ad emettere- la propria opinione favorevole o sfavore- 
vole al ehiedilore. 

II processo verbale , redatto dalla commissione di 
inchiesta nominata dal generale in capo , viene spedito 
al consiglio superiore della guerra, composto di capi- 
tani-generali d' armata ( marescialli ) , e sedente in Ma- 
drid , il quale pronunzia. Una decorazione ottenuta 
in tal guisa è inolto onorevole ed assai stimata; e ciò 
ben si comprende, poiché non può ella essere attri- 
buita al favore. Di più , è indipendente dalle altre ri- 
compense che ponnosi ricevere e che quasi sempre si 
ricevono per una gloriosa azione avverala nel suindi- 
cato modo. 



dine eccezionale , accordato quasi esclusivamente ai Sovrani ed ai 
principi o personaggi della maggior distinzione, ed il quale, es- 
sendo creato dal celebre Carlo-Quinto , è comune alla Spagna ed 
all' Ausilia. 



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U9 
^fell' anliea móitarehìa , ì soit' nffìziali e soldati 
ROQ riceTevBQO veruna decorazione; nelle nltime gaerre 
civili , è Stato istituito 1' ordine detto d' Isabella 11 , 
destinato a ricompensare le belle azioni de' militari di 
que' gradi; egli era con pensione o senta; la pensione 
era ordinariamente, pari al soldo del militare ricom- 
pensato, e riunivala alla sua pensione di ritiro (1). 

Nelle suddette guerre , la Regina e Don Carlo ri- 
compensando i servigi renduti alla loro causa median- 
te le slesse decorazioni in uso nell' antica monarchia, 
ognuno de' quali dal proprio canto consideravasi sic- 
come capo, il governo della Regina adottò un segno 
facendo conoscere che la decorazione, sotto cui era 
collocalo , era' stata ottenuta in difesa della causa co- 
stituzionale in Ispagna, e non gììi l'assolutismo; il 
mentovato segnale consisteva in una spezie di scudo 
ricamato in seta e oro sopra un panno, rappresentan- 
te quattro daghe, riunite mediante il pomo, e che for- 
mavano una croce. Simile scado era circondato da una 
corona di alloro, quando vemva collocala sotto una 
placca ossia la croce di seconda classe dì san Ferdi- 
nando, ed in allora chiamavasi Laureada. 

Infine, si è conlinuato nell'armata della Regina 
I' uso che esisteva in Ispagna all' epoca della guerra 
dell' indipendenza ( e che tuttora egualmente esiste ne- 
gli eserciti del Nord ) , di battere cioè delle medaglie 
io memoria di un fallo glorioso ; venivano esse distri- 



(1) La surriferita croce di distinzione di Maria Isabella Lui- 
gia, detta d'Isabella II, è d'argento sormontata dalla corona 
reale e nel suo scudo porta le lettere iniziali M. I. L. ; il nastro 
è turdiiao chiaro. Con questa croce erano ricompensati qne' mi- 
litari dal grado di sergente maggiore in giù. 

{ Nota del Traduttore ) 



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buile a' mitiUtri ^i qualunque grado i quali fivevanvt 
assisiilo. Ve uè sono ut (spagna per le baUagHe od aa> 
sedi di Bayten , Saragozza, Vitlorìa, Bilbao , Meadi- 
gorm,:ec. ee. Ne risulta che Ul.anlieo ufGziale il quale 
ha faUo le guerre dell' indipeudenaa e l' ullinia guerra 
civile ; ba una vere collezione di deeorasioni o meda- 
glie appese a fettucce di diversi colori ; che soventi 
volle è obbligato di porte in due linee o più. Non è 
raro vederne alcuni portarne da quindici a.venti; rag- 
giungono tanto più facilmente quest' enorme cifra , in 
quanto che puossi ricevere più volte la medesima, io 
ricompensa di diversi tratti di bravura, e che si por- 
tano nello stesso tempo tutte le decorazioni di varie 
classi dell' ordine medesimo , alle quali suecessiva- 
mente si è stato promosso. 

Le placche o gran-croci dei diversi ordini sono di 
metallo, come in Francia, oppure ricamate in oro od 
argento sull' abito. Ve ne sono di ricchissime; viene 
mostrata a Saragozza, io una cappella di Nostra Si- 
gnora del Filar, una placca guarnita in magnitici bril- 
lanti , la quale è valutala a 80,000 franchi. Desstf è 
una pietosa offerta alla Vergine, fatta dalla vedova di 
un uffìziale generale spagnuolo. In bassa tenuta coo- 
servansi solamente le fettucce disposte istessameote 
su varie fila paralelle ; allora il davanti dell' abito di 
un uf&ziale assomiglia raollissimo ad una mostra di 
un mereiaio (L). 



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CAPITOLO IV. 



SOMMARIO. ~ ConllnuazioDe delle operazioni mllltaTl. — Primo cnninda ótì 
fCDOTile in capo BursGeld. — Vantaggi da mm riporuti, — Viene Botiltai- 
to da Vatdi». — Siiuadone politica — QueMita rimpiatta Valde« all' eutr- 
cito. — Vittorie de' Carlisti. — Arrivo di Dod Cario aelle provincie iasnrtr. 
— IlodìI è chiamato al comando dell' esercito costituii o naie.— ^11 insegne 
f iMtllmeiHe il preleiNlente , menlre che Zumalacarregnl oi^niiia il perso- 
mk ed il materiale dell' armata carlisla. - Bichiamo di Rodil. ~ DivisioBe 
del comando dell' armala della Regina Tra i generali Hina ed Osma. - Suc- 
cessi di Zumalacarregai contrabbilanciali da quelli olteantì dai luogotenenti 
di Mina. Cordova e Loreoio. 

Il- generale Don Pedro Saarsfìeld , oriundo irlan- 
dese' e così dotto neir arie militare quanto capric- 
cioso e fantastico ne' sudi modi e sue abitudini , Tu il 
primo generale in capo spedito contro gt' insorti; era 
allora r oracolo dell' esercito spagnnolo e sembrava 
per esso una specie di provvidenza : ne' felici tempi di 
luì si burlavano a cagione delle sue bizzarrie , però 
sempre rispellavansi i suoi talenti e la sua esperien- 
za , e quando accadevano Ì disastri, tostamente a lui 
si ricorreva. Poco tempo dopo l'ultimo suo comando 
in Navarra , comando che 1' età avanzata e le sue in- 
fermità r obbligarono a nuovamente abbandonare , pe- 
ri in Pamplona , con vari altri uffìzlali (1), vittima di 



(1) UnìtnmenU al suo capa di Slato Maggiore signor de 
Hendìvil (olonoelln del 5.° reggimento dragoni ( di Borbone ) , il 
quale barbaramente venne gettato da una finestra e trascinato per 
le vie a coda di cavallo. 

( Nola del Traduttore ) 



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uoa sommossa militare, seguito e conseguenza della 
rivolta militare della Granja , e della proclamazione 
della costituzione del 1812! 

Malgrado 1' insuf^cienza dei mezzi che vennero 
messi dapprima a disposizione del suddetto generale 
in capo, e la lentezza che impiegarono onde Targlieli 
pervenire, per opporsi ad una alzala di armi di cui 
non si comprese abbastanza presto l'entità a Madrid, 
egli discacciò i carlisti da Vittoria e da Bilbao, fugò 
e disperse il loro nascente esercito, e per un istante, 
atterrò questo partito , ìl quale ciò non ostante non 
ritennesi per battuto. 11 medesimo Saarslield , dopo il 
proprio successo , avendo colla vecchia sua esperienza 
giudicato r inimico con cui aveva che fare, chiese al 
governo di portare la sua piccola armata a dodici mila 
combattenti; ma gli uomini i quali ( in tutti i paesi ) 
hanno la pretensione di meglio giudicare da lontano 
che quelli che trovansì sui luoghi, ed il cui numero 
non manca a Madrid come in tutt' altre parti , credet- 
tero che tutto fosse terminalo , perchè i carlisti ave- 
vano avuto la peggio all' apertura della campagna ; la 
domanda del generale non venne ascollata e Saarsfìeld 
diede la propria dimissione che fu accettata! 

Frattanto i carlisti, non ostante la morte del pri- 
mo fra i loro generali che aveva inalberato Lo sten- 
dardo della rivolta {don Santos-Ladron (1), fatto pri- 
gione nelle vicinanze di Estella dal brigadiere Loren- 
zo e fucilato nelle fossa della cittadella di Pamplona), 
malgrado la perdita di Bilbao e di Vittoria; ad onta 
degli smacchi militari che costantemenle provavano ; 



(1) Santos Ladron, uno dei primi generali che alzarono la 
bandiera cartista, fu arcbìbugiato li 14 ottobre 1853 

( Nota del Traduttore ) 



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19S 
punto non si scoraggiarono e rieoveràronsi nelle loro 
montagne dove s' ingrossarono considerabiintenle. 

Doo Geronimo Valdes, tenente generale (capo àe' 
gli Ayacuchos) (1), fu il successore di Saarsfield: non 
trovò esso in questo primo comando veruna occasio- 
ne di fare qualche, cosa d' importanza : lutto limitossi 
fra lui ed il celebre ZumatacarregUi che esordiva nel- 
la sua carriera, a delle manovre di gtterillas , nelle 
quali il generale Cr'istino ebbe sempre il vanla.ggio &iil 



(I) II soprannome di Jyacucho viene dato in Ispagna agli uf- 
fìziali che hanno fatto la guerra d' America. Esso è il nome di 
una piccola città dell' America del Sud , oVe gì' insorti del Peri 
riportarono sull'armata leale una vittoria che decise della sorte 
e dell' indipendflDza di quel Ticereame. Harvi in tale denoinìnaiionè 
qualche cosa di disprezzante, primieramente perchè 1' esercit» 
Peruviano a. questa batl«glia era di molto iafAriore in numero a 
quello de' realisti ; in Gecoado luogo , perché gli uniziall dell' ar- 
mata del conlinenle sono gelosi, non senza ragione, dello straor- 
dinario avanzamento degli Ayacuchos, e della specie di società 
che li unisce fra loro e li (iene scostati dagli altri loro camerati 
dell' esercito ; finalmente , a cagione della preferenza che loro venne 
accordala da Ferdinando VII, sugli uflìziali dell' esercii© costitu- 
zionale , ì quali hanno fatto tanti saci'ifizi di ogni natura all' epo- 
ca della guerra dell'indipendenza, e che, generalmente, sono stati 
esdusi dall' esercito a va nta^ioj degli Ayacv^ios , alla riorganizza- 
zione che ^be effetto dopo la ristaurazione di Ferdinando, con- 
seguenza della nostra campagna del 1823- Il gran inerito di questi 
ultimi, agli oc^i del re, era di non avere fatto parte dell' ar- 
nata costituzionale; esso credeva, in causa di tale circostanza, 
potere intiera mente far capitale sulla loro fedeltà, e nondimeno 
SODO essi che hanno somministrato dei capi e dei proseliti, o per 
paHare piA esattamente, degli instrumenti al partilo proorwntlu, 
il qoale in pochi anni dopo la morte del re, privava la sua ve- 
deva della reggenza dd regno e della tutela de' {H^prl figli , e 
ferzavab ad uscire brutalmente di Spagna! 



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154 
Guerillero; ma siccome i ribelli, ciò noB osUtnte, non 
perdevano terreno, e tai risultati non soddisface- 
vano punti i giornalisti i quali , in quel paese inco- 
minciavano a prendere una grande influenea , e vole- 
vano dirigere la guerra, siccome hanno la pretensione 
di far tutto, tanto scrissero e si altamente gridarono 
che il governo costituzionale nasceate di Madrid , an- 
che poco abituato a simili clamori, finì col rimpiaz- 
zare Vajdes pure. 

Il signor Zea Bermudez , rappresentante del par- 
tito moderato assoluto, ma non dispotico {despotismo 
ilustrado), uomo di Stalo profondo, ministro pieno dì 
fermezza , suddito fedele , e sopra ogni cosa onest' uo- 
mo, aveva dovuto poc'anzi soccombere a fronte del- 
la fazione liberale del partito di Cristina; alcuni gran- 
di di Spagna , senza dubbio , bene intenzionati , dei 
banchieri, de' letterati , una massa spaventevole di av- 
vocati e molti militari ed impiegati superiori in tutti 
i rami dell'amministrazione, formavano il detto partito. 
Riuniti ai generali LIander, ispettore di infanteria e 
furioso realista fintanto che visse il re , e Quesada, la 
cui tragica morte ha troppo crudelmente punito gli er- 
rori (1), essi determinarono la crisi politica , median- 



(1) Desso è slato assassinato in una sommoEisa a Madrid. 

Il IS agosto 1856, Dii'iasurrezione militare scoppiò alia Gratta 
(Podere) residenza reale dei re di Spagna, fabbricata da Filippo 
V nel 17^, ed un sergente costrinse la reggente Maria Cristina 
ad accettare prowisoriameate la Costituzione de) 1812. Il capitan 
generale di Madrid, generale Quesada, Inteso l'accaduto, tosto 
montò a cavallo per soBbcare quella rivolta nel suo nascere ed 
uscito da Madrid con alcuni battaglioni s' avviò contro gli aiomn- 
linati : ma trasportato dal suo focoso carattere si scostò quasi 
Bolo dalla testa della colonna che lo seguiva, ed avendo incon- 
trato sulla strada una mano di rivoltosi che marcavano sulla ca- 



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15!f 
te indirizzi al governo, cliiedeado o me^io imponen- 
do delle riforme. 

11 signor Martioez della Ross , I' uomo onesto per 
eccelleo&a, godendo U più pura ripulazìone fra tutti 
gli Spaguuoli I fu allora nominalo alia presidenza del 
consiglio de' mioislrì ; lo Statuto Beale, specie di car- 
ta costi luztonaLe concessa , fu opera sua. 

Frattanto Qoesada avendo sostituito Valdes nel co- 
mando dell'esercito del Nord ^ Zumalacarregui il qua- 
le aveva saputo trar profitto dal tempo per aumenta- 
re le proprie forze , prese tosto 1' ofTensiva e tenta au- 
dacemente d' insignorirsi di Vittoria che con estrema 
imprudenza era stala sguernita di truppe. Poco man- 
cò che un compiuto successo non coronasse simile im* 
presa: più lardi, questo capo carlisla fece provare una 
credule sconfitta al generale Quesada nelle gole di Al- 
suassa, sconfitta che fu gloriosamente vendicala dal 
brigadiere Linares alla Venta di Salinas. Sotto il ge- 
nerale Quesada , la stella della regina impallidì e quel- 
le del pi-elendente e di Zumulacarregui in particolare, 
acquistarono dello splendore. 

U marchese di Rodil, realista dichiarato eziandio 
sotto il re , e poscia corifeo del più esaltato partito 
liberale, successe a Quesada; terminava allora la fa- 
cile campagna di Portogallo e passò con tutto il suo 
esercito al nord della Spagna. Cotesto generale, di una 
grande attività, valorosissimo della propria persona, 
ha poca capacità; egli è compiutamente ignorante dei- 



pitale, barbaramente lo tracidarono. Le truppe fralernisiando co- 
gV insorti rìetilrarono ia Madrid cogli assaesiiri del loru generale 
e con questa infeme condotta incominciò la lunga serie d'assas- 
sinamenti che tanto disonorò l'esercito coslilmionale. 

( Nola del Tradultore ) 



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Ì56 
i' arte militare. Ciò malgrado code fòr» di eiii dispo- 
neva , oUenne dapprincipio segnalati vantaggi sui car- 
tisti ch'erano abbattuti e demoralizzati , quando ad un 
li-atto loro apparve il pretendente il quale, partito mi- 
sleriosamenled' Inghilterra, aveva attraversato la Prao- 
cia ed oltrepassato i Pirenei , accompagnato e condot- 
to da nn devoto servitore nominato Au^uel de Saint' 
Silvain, nato Francese e che, in ricompensa del ser- 
vizio che poc'anzi rendeva a Don Carlo , fu da lui 
creato barone di Los Valles (1). Il descritto arvenimenlo 
rianimò ed esaltò il coraggio de' carlisti : Zitmslacar- 
regui siccome uomo abilissimo ne seppe approfittare 
per reclutare e riformare il suo esercito. RodiI mede- 
simo gliene diede tutto il tempo: sperando con un 
sol colpo di finirla col nemico, s'appigliò al partito 
di raggiungere la persona di Don Carlo e lo inseguì . 
con tal perseveranza e vigore, ch'egli fu due volte sul 
punto di pigliarlo (M). 

Frattanto, Zumatacarregui , il quale aveva dì già 
riportato notabili successi sui generali Crìslini, prede- 
cessori di Rodìl , e che, per l'eminente sua eapacitJi, 
esercitava- una grande influenza sui carlisti, eomanda- 



(1) La caduta di Don Michele di Brag«nza costripse Don Carlo 
a cercarsi un altro asilo. L' ammiraglio ioglese Parker lo trasportò 
dal Portogallo in Inghilterra. Don Cario lasciò i suoi tre figliuoli 
cioè, 1.° L'infanle Carlo-Luigi-Maria nato li 31 gennaio 1818 co- 
nosciuto oggi sotto il nome di coute dì Montemolin; 2.° L' infante 
Giovanni-Cario-Haria, nato li 15 maggio 1822 ; 5.° L' iufaiile Ferdi- 
nando-Maria , nato il 15 ottobre 1824; e ai 2 luglio 1834 veleg- 
giò per Francia accompagnala dal solo precitato barone di Loe 
Valles. Dopo traversato relicemente questo regao , pervennero ia 
Ispagua li 9 luglio medesimo. 

( Nota del Traduttore ) 



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157 
va da padroAe-Msolulo e costHaivaai come dittatore. 
NaUa perdette della propria autorità e eonservoUa in- 
tatta dopo r arrivo del pretendente. Egli obblighilo df 
andar passeggiando con una lieve scorta dinanzi a 
RodiI , menirechè egli , Zumala car regni , tranquillamen- 
te organizzava Ì suoi battaglioni nell'interno delle mon- 
tagne. 

Il risultato di codesto sistema si fu che 1' esercito 
di RodiI , dopo due mesi di continue marcie e con- 
trommarcie, il piìi delle volte senza viveri e senza ve- 
rona gloria, trovossi affranto dalle fatiche, demoraliz- 
zato ed in uno stato di completa nudità; dal loro canto, 
i carlisti aveano organizzato parecchi battaglioni e re- 
fplarizzato , quanto più maggiormente fosse possibile, 
il loro esercito di montanari. In seguito di tali avve- 
nimenti, RodiI pure soccombette sotto il peso dell'opi- 
nione. (M) 

Dopo il richiamo di RodiI , già partito per Madrid 
onde rendere conto delle sue militari operazioni , 1' ar- 
mata del Nord , venne divìsa in due comandi , 1' uno 
de' quali , quello della Navarra , toccò al celebre Mi- 
na , e 1' altro , nelle provincie Basche , al generale 
Osma. 1 liberali che avevano guadagnalo terreno , ave- 
vano fatto nominare Mina ; simile misura venne gene- 
ralmente applaudita. Si credeva che questi avendo con 
successo fatto la guerra contro gli eserciti francesi nella 
Navarra, conoscendo perfettamente il paese, esercitan- 
dovi un tal qual prestìgio , avrebbela prontamente fi- 
nita coi Carlisti: ma tutti s'ingannarono. Mina era 
forse il primo fra tutti i partigiani , ma mollo manca- 
vagli perchè fosse un generale ! Egli non conosceva né 
il soldato DÒ il regolare servigio ; le simpatie del paese 
non erano più per lui, anzi, al contrario, per il suo 
nemico: le partì erano compiutamente cambiale. Le 



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158 
truppe di Mina irovaviflsi giash» nella pofiiioiifl in cai 
erano siali gli eserciti francesi, ed i snoi avversar) 
avcvang i vantaggi che in quel!' epoca essa medesimo 
possedeva. Oltre le sue immense risorse, Zumalacarre* 
gui aveva pure sopra Mina il vantaggio della perfetta 
cognizione delle cose militari, poiché, siccome lo si 
è visto più sopra , aveva egli servilo neil' armata re- 
golare spagnuola. D' altronde Mina commise un grande 
errore immagioandosi di soggiogare i Navarresì (suoj 
compatrioti) col terrore; egli, meglio di qualunque 
altra persona , doveva sapere che quegli uomini sono 
da paragonarsi all'argilla, che l'azione del fuoco non 
islnigge , ma bensì indurisce!.... Sotto il. comando di 
quest' antico e famoso Guerillero, il quale non fu e 
non poteva giammai essere che tale diflatto , la guerra 
prese d' ambe le parli un carattere esu^mamente a- 
Iroce: i partiti accidentalmente vincitori, commette- 
vano ogni sorta d'esazioni; imporre enormi contribu- 
zioni, incendiare, devastare il paese e fueilando i pri- 
gionieri cbe cadevano in poter loro , senza riguardo 
per l'età, il sesso e la condizione (1). Tai sanguinosi 



(1) Ecco degli estratti di alcuni prodami di Mina alle pro- 
viode iDsorte: Ptevengo die qualunque individuo eka le (ruppi 
troteranno a qHOlclu dittania dalla strada maeitra prima del 
lerar del sole e dopo il suo tramonto, e che n*a potrà dare ra- 
gioni valevoli della ma assenta dal proprio domicilio, sarà fu- 
cilato. 

Ovalunque casa in cui un cartista avrà trovato asilo sarà 
immedialamenle data alle ftamme. 

Tutti i villaggi i cui abitanti fuggiranno allo approssimarsi 
delle truppe della regina , saranno egualmente incendiati. 

Qualunque abitante che Mttuidonerà la propria eata aU' at- 
vwMOra delle Imppe ddla regina , »arà fucHalo. 

il medesimo ga$lÌgo verrà applicato «i medici ed ai chirurgi 



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1S9 
furori regaantno fiiio al iraUato d' EUiot, sotto il 
secondo comabdo di Valdes ,- trattato concbìuso già ben 
troppo tardi per l'onore dell' al-iui. Spagnuole e nel- 
r interesse dell'- umanità! 

Zumalàearregui si mosse principalmente contro il 
generale Osma, comandante le prorincie Vascongade; lo 
disfece compiutamente due volte dì seguito, a Zuniga 
ed alla Venta d' Echaverri ; Espartero; suo luogolenen' 
le, ristabilì l'onore dell'armi ad Orozco. Cordava e 
Lorenzo, luogoleatinti di Mina, ottennero brillantissimi 
vantaggi ad Orbiza , Zuniga, Soi-lida , Àrguijas ed ITr- 
ras. Ad onta di questi ultimi felici successi deUe troppe 
della Regina in detta campagna , 1' ascendente morale 
militare rimase a Zumalàearregui , la cui armata , 
per il genio ed il coraggio del capo , erasi considera- 
bilmeolc aumentata , regolarizzata ed agguerrita. 

La campagna del 1835 si aperse coi conii battimenti 
d' Ormantegui e d' Orbiza , che furono molti serii ed 
i cui risultati si controbbilanciarono. Poscia accaddero- 
que' di Larraga e di Larrameas. Nel primo, i ribelli, 
dopo avere lungamente resistito a delle forze supe- 
riori alle loro , toccarono sensibili perdite; 1' altro, 
dove eguali erano le forze, ed in cui comandavano 
personalmente Mina e Zumalàearregui , non produsse 
nulla degno di rimarco per ambidue gli eserciti, loc- 
chè prova evidentemente i progressi die fatti avevano 
i Carlisti. Tosto dopo simile smacco morale di Mina , 
Zumalàearregui assedia e prese il forte d' Echarri-Are- 



ehe presteranno il loro ministero ai feriti carlisU, ed ai farmacisti 
che loro forniranno de' medicamenti. E per unire i fatti alle minac- 
de, il 14 marzo 1835, nel rillaggk> di Laccaros, Mina fece ra- 
dunare gli sbitauli , fecegli estraire a sorte , e fece fucilarne uno 
ogni cinque, ec ec. 



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160 
D»s. Mina , cui la militare ripalAzione e la salute erano 
forlemente compromesse, diede la sua dimissione, e 
r unità del comando dell' esercito del Nord venne ri- 
stabilita colla seconda nomina di Valdes. 

, Mentre durarono le operazioni del generale Mina, 
i Cartisti fecero grandi progressi -in ogni genere, sic- 
come poc'anzi abbiamo narralo; essi tentarono ezian- 
dio di battersi in lìnea coli' armata costituzionale; ma 
il generale Cordova, il quale comandava allora una 
divisione, trattolli cosi severamente in varii scontri ed 
in particolare maniera a Mendosa , che ripigliarono to- 
stamente, e con ragione, il loro sistema di guerra di 
montagne. 

Al tempo in cui siamo giunti , l' interno del paese 
apparteneva tutto ai Carlisti ; le piazze forti e quasi 
tutte le grandi città all' armata della Regina ; un gran 
numero di villaggi era pure in potere dell' esercito 
costituzionale, ma te toro fortificazioni, costruite in 
fretta, non erano a prova del cannone. Non saprebbesi 
avere on' idea dell' imbarazzo che dava all' armata 
quella moltitudine di punti alTortificati , debolissimi 
per la maggior parte, e tult' al più a coperto di un 
colpo di mano , e tutti malamente provvisti ; la loro 
conservazione esigeva incredibili e continue fatiche. Le 
divisioni erano senza posa impiegate alla scorta de'con- 
vogli di viveri e di munizioni: per vettovagliare un 
posto la cui guarnigione non sommava a cent' uomini 

abbisognavano sei mila soldati ! Quando l'operazione 

erasi terminala da un lato , 1' atiro già di tutto diffel- 
lava. Il nemico non aveva che a minacciare la più in- 
gignificanle di tali bicocche, per fare correre t'esercito 
colà dove piacevagH di attirarlo e rimaner padrone 
altrove. I movimenti dei Carlisti erano tutti facoltativi 
per essi e spontanei ; que' dei Cristini subordinati ai 



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161 

loro. Questi dovevano accettare ia pugna nelle circo- 
stanze che loro erano più sfavorevoli : sempre nelle 
gole , nei boschi , oppure in paesi sinuosi e frastagliuli 
dove la loro superiorità in cavalli ed in artiglierie di- 
veniva per essi inutile ; sempre fra montagne io cui 
il vantaggio era pel partigiano. 

Valdes, dì nuovo comandante- in capo dell' eser- 
cito del Nord, avevavi lascialo una bella riputazione; 
fuvvi adunque ricevuto con entusiasmo. Ministro della 
guerra ed in un generale in capo, investilo di supre- 
mi poteri , padrone assoluto infine , sul teatro della 
guerra dove guidava nuove truppe, e non . mancando 
di danaro, speravasi che farebbe cangiare faccia alle 
cose ; è nolo a tulli quale ne fu il risultato. 

Se gettasi un colpo d'occhio sulla rispetliva po- 
sizione dell' esercito dei crìslini e su quello de' carli- 
sti , troverassi forse eh' egli fu più da compiangere che 
da biasimarsi. Non bisogna adunque troppo accusarlo 
di non avere sapulo trar proiilto dagli immensi mezzi 
di cui disponeva, e delle sconlille che posero sull'orlo 
del precipizio il trono' d' Isabella II. Già fino dagli ul- 
mi tempi di Mina, l'inimico erasi impadronito di al- 
cuni villaggi forlilìcati di cui è stato favellato più so- 
pra , mediante un piccolo treno di artiglieria che do- 
veva all' attivila, ai talenti ed all' intelligenza superio- 
re di don VincenCe Regna, giovine ufiiziale d' arliglie- 
ria di distintissimo merito (1). Le guarnigioni de' men- 



(1) Don Vincente Reyna nacque nelle Indie Occidentali al- 
l' Avana ila famiglia opulenta. Alla morte dì Ferdinando VII era 
già ufHciate d' artiglierìa ed insieme a suo fratello uRicìale di ca- 
valleria raggiunse gì' insorti. Venne preso e fucilato dai cristinì in 
una sortita ch'essi fecero da Puenle-la-Reìaa, aliorcbè questa città 
trovatasi nel 1855 stretta d'assedio dalle truppe carliste. 

( Nola del Traduttore ) 



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162 

tovati villaggi, fatte prigioniere, furono poste nell'ai* 
ternativa di essere fucilate o di prendere seiTigio nel- 
r armata ribelle. Scelsero quasi tutte 1' ultimo partito; 
servirono esse di nucleo ai battaglioni cartisti detti di Ca- 
stiglia il cui numero aumentò successivamente. Zumala- 
carregui , mediante codesti pìccoli e facili trionfi, rial- 
zò il morale delle proprie truppe. Ingrandivasi agli oc- 
chi degli esteri ed appo loro diminuiva il credito dei 
suoi avversari , nel tempo stesso che indeboliva le loro 
forze reali obbligandoli a continue marcie inutili quan- 
to penose. Una dozzina di cannonate-erano sufficienti 
per demolire i colombai chiamati pomposamente dai 
crislini col nome di forti; e quando l'esercito, dopo 
avere camminalo , trenta , quarant' ore ed anche di più, 
e sopportato il fuoco degli invisìbili bersaglieri nemici 
durante tutta la marcia, arrivava al punto attaccalo o 
che aveva bisogno di essere vettovaglialo, spesso egli 
non trovava che fumanti ruine, qualche volta i cada- 
veri de' militari della guarnigione! 

L'abbattimento s'impadronì delle truppe che sla- 
vano a guardia dei forti; di maniera che quasi sem- 
pre si arrendevano sparati i primi colpi di cannone. 
Tale era lo stato delle cose all' arrivo di Valdes per 
assumere la seconda volta il comando in capo dell'e- 
sercito costituzionale. 

L'inimico contava già delle forze imponenti; pos- 
sedeva più di cinquanta battaglioni più o meno rego- 
larmente organizzati, parecchi squadroni di cavalleria 
ben montati, un treno di artiglieria abbastanza consi- 
derevole ; e dietro a lui una numerosa popolazione ag- 
guerrita , fanatizzata ed armata, era sempre presta ad 
ubbidire al primo cenno del capo che aveva sapulo 
inspirarle un' illimitata fiducia. Apprezzando tale stato 
di cose , Valdes comprese cìie non doveva conservare 



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163 
altri. pDDti fortitìcati ehe 'qnelti i quali, per la loro 
forza ed il loro approvìsionamenlo in munizioni da bocca 
e da guerra, potevano essere messi in istato di resistere ad 
un colpo di mano e tener fermo per qualche tempo 
almeno all' operazione di un assedio; riconobbe che 
già era ora di regolarizzare la guerra e di rendere me- 
lodiche le operazioni che tìno a quel punto erano state 
spODlanee e per cosi dire improvvisate, EfTettivamente, 
non vi era alcun piano stabilito, veruna linea trac- 
ciata ; in una parola , niuna combinazione strategica. 

Valdes incominciò ordinaodo 1' evacuazione della 
quasi totalilìi de' villaggi alTortificati, misura eccelfcnle 
per sé stessa', resa necessaria senza dubbio dai moti- 
vi precedentemente da noi esposti , ma che faceva me- 
stieri mandar ad effetto poco a poco , con molta cir- 
cospezione e riserva , per evitare di umiliare il mora- 
le de' soldati crislini e di esaltare quello de' carlisti ; 
ciò è quanto non fece il prelodatù generale, e fu un 
torto grave che ebbe immense conseguenze. L' abban- 
dono spontaneo e senza riserva di vari posti fortifi- 
cali , fece nascere la diffidenza generale e cacciò la de- 
moralizzazione neir armata della regina ; il soldato non 
voleva più resistere nei- forti ancora conservati , appe- 
na venivano attaccati , e punto non vi si difendeva ; 
gli stessi uffìziali allamente mormoravano; il terror 
panico e lo scoraggiamento spargevansi ovunque. 

Allora , mosso ad un tempo dalle grida dell' eser- 
cito , dalle lagnanze dei Baschi e dei Navarresi rimasti 
fedeli alla Regina, dalle ingiuriose dissertazioni de'gior- 
nali; forse eziandio dal suo amor proprio, volle bat- 
tere r inimico nel centro medesimo delle sue montagne; 
e ciò quanto alla teoria: in quanto ai fatti, giustiQ- 
carono pur troppo il discredito in cui era caduto il 
gAierale. Per realizzare tale progetto, Valdes sorte da 



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164 

Vittoria per nzzufTarsi con Zumala carregni e penetra 
nelle montagne, alla testa d'importanti forze; questi 
piomba come il falmine sopra i flanchi dell' esercito 
dèlia Regina nelle gole della Sierra d'Andia , a Artara, 
e gli fa toccare fortissime perdite; I soldati sì sban- 
dano; giunge al suo colmo la demoralizzazione. Cor- 
dova solo tien fermo, e salva l'armata colla propria 
cooperazione abile, rapida e devola; egli solo consei^ 
va il suo sangue freddo , e con una bravura veramente 
favolosa, mantiene l'onore delle armi Cristine nella ri- 
tirata , conserva 1' ordine nella sua divisione , ed il più 
giovine , il più inesperto fra' generali , spiega delle qua- 
lità e delle cognizioni militari che avrebbero invidiale 
i più anziani. 

Da questo istante Valdes era perduto nella pub- 
blica opinione; con lui non vi erano più soldati; Estel- 
la, prima città di Navarra dopo Pamplona , fu evacua- 
ta in ventiquattr' ore , t' armata battè in ritirala Gno 
sotto le mura di quest'ultima città. * 

Giammai la causa della regina erasi trovata in mag- 
gior pericolo, giammai le probabilità di compiuta vit- 
toria non furono più belle per il pretendente. Cionul- 
lameno il generale in capo manteneva il suo corag- 
gio; voleva proseguire 1' opera sua verso tutti e con- 
tro tutti. (1) 



(1) lu mezzo a simili rovesci, Yalles rimaneva impassibile 
e sembrava molto soddisfatto di sé medesimo : davasi 1' aria di 
un piccolo Napoleone, portava sempre il soprabito grigio sopra 
r udì forme , il piccolo cappello in battaglia. Aveva le braccia 
incrociate sul petto o dietro il dorso , ecc. , ecc. Accordava le sue 
udienze alle quattro del mattino ed anche più presto; la sua pa- 
rola breve, il tuono della voce imperioso, i suoi ordini del gior- 
no imitavano quelli del vincitore d' Italia, à' Egilto e della Ger- 



,G(,)ogle 



165 ■ 
L'armata portossì dà Pamplona a Viltoria, ma al- 
lora per la prima volta , non osando impegnarsi nel- 
la pericolosa stretta della Borunda , prese la strada di 
Logrogno , che è un' immensa giravolta ! Nel momento 
che starasi entrando in Miranda, si seppe che il ge- 
nerale Esparlero, al quale Valdes aveva ordinalo di 
aspettarlo in Vittoria, erasi lasciato sorprendere, bat- 
tere, e prendere 1,500 uomini da Zumalacarregui, sulle 
altare di Descarga, quasi senza ferir colpo. Due bat- 
taglioni carlisti , uno de' quali delle guide , combatte- 
rono soli in quello scontro. E quel medesimo Espar- 
tcro , doveva pochi anni dopo, essere creato duca della 
Vittoria dalla Regina reggente!!! 

Giunto a Vittoria, Ìl generale Valdes fece evacua- 
re Salvatierra, e poscia, ritornandosene per V istesso 
cammino, stabilì il suo quartiere, generale a Miranda 
dell' Ebro. 

Pamplona , Puente-derla-Reyna, Tafalla e Peralla in 
Navarra , San Sebastiano in Guipuzcoa; Bilbao ed al- 
cuni punti di poca importanza in Biscaglia; Vittoria 



mania. Contuttocciò, era umano col soldato, distribuiva genero- 
samente le ricompènse e divìdeva le privazioni ed i perìcoli coi 
siioi subordinati. 

11 SDO capo di stato maniere era il generale San Miguel 
dippoi ministro della guerra di Esparlero, in allora brigadiere. 
Questo valoroso urQziale cui la testa ha molto solferto , in seguito 
di ferite gloriosamente ricevuta, era l'ultimo fra gli uomini at 
ad un impiego, pel quale abbisognano una illimitala attività , un 
memoria prodigiosa e soprattutto un talento pei piccoli dettagli 
che San Miguel non possedè in verun modo : per cui egli dimen- 
ticava la mela delle cose e faceva 1' altra a rovescio , nel gabi 
netto come sul campo, ecc. Simili particola rìlà , raccolte sui luo- 
ghi, spiegano in parte, noi crediamo, tutti i disordini ed i di- 
sastri dell' eserdto della Regina sotto il secondo comando di Valdes. 



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166 
e la Puebla (le Argauzon in Alava, ecco tatto ciò che 
la campagna del generale Valdes lasciò all' armala del* 
la Regina, di qua dall' Ebro ! 

Zumalacarregui , in questo supremo memento, get> 
ta un'occhiata sopra la situazione della Spagna; la 
vede coperta dì fazioni; il suo parlamento e la sua 
capitale divisi; le provincie del Nord e dell'Est quasi 
intieramente in potere de' carlistì, 1' esercito di Valdes 
tutto quanto demoratizzato, ed il suo al contrario sì 
regolarmente organizzato quanto conviene alla sua na- 
tura ed ai progetti del proprio-capo: temprato al fuo- 
co , forte di sessanta battaglioni per lo meno, dodici 
squadroni , molla artiglieria ; infiammalo dalla vittoria 
e dal fanatismo politico non desiderando che la guer 
ra ed i pericoli; egli propone a Don Cario di marcia- 
re sopra Madrid senza fermarsi; questo principe, sem- 
pre timido, irresoluto, importunato dai diversi inte- 
ressi, e spesseliate opposti di coloro che il circonda- 
no, vi si ricusa e perde in tal guisa forse una coronai 
Zumalacarregui, disperalo di vederci suoi progetti 
così generosi e cosi ben combinati, fallire per cagione del- 
l'irresolutezza del principe e per le passioni egoistiche dei 
suoi cortigiani, corre davanti a Bilbao, l' investe e la 
strìnge d' assedio. Lì 15 giugno, una palla morta lo fe- 
risce nel ginocchio ; egli era collocato sul balcone di 
una casa, da dove osservava e dirigeva ì lavori dell'as- 
sedio; in pochi giorni soccombe ad una ferita che da 
bel principio venne giudicata leggera. (1) 

Così , i carlistì perderono nel medesimo tempo , 



(1) La perdita di si inclito capitano accadde pressamente li 
25 giugno 1835 , e veDne sepolto a Ormaistegut sua patria, pìc- 
colo villaggio di Guipuscoa. 

( Nota del Traduttore ) 



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1fi7 
e la più bejla probabilità di saccesso ed il primo dei 
loro generali , il quale non potè giammai venire rim- 
piazzato, in Nararra per lo meno. Noi parleremo) nel- 
le noie di Cabrerà cbe organizzò V insurrezione nel 
regno di Valenza e nella bassa Aragona, ed il quale, 
a parer nostro, in nulla la cedeva al medesimo Zuma- 
lacarregui. (N) 



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SOMMARIO. — Deplorabile stalo degli affari della Regina. — 11 governo costi- 
tuzionale spagDuolo , costrello dalla necessità , reclama I' inlerTento delle 
poieaze i;lie la hanno riconosciuto. — Terreno entra al mÌDÌsleni con Hen- 
diiabal ed Almodintar. — Convenzione di giugno 1835. -~ Valdes abbandona 
nuovamenle il comando dell'esercilo del Nord. — Egli è sosliluito provvise- 
rìaraenieda Labara. — QueEli Ta letare l'assedio di Billuo. — SaarsGeld i 
DonìDatO per la seconda volta generale In capo. — Cordova libera 1' armata 
dalla cattiva posizione in cui aveala lasciata Labaro a Bilbao. -- Nota biogra- 
Dca del general Cordova. — Zumalacarrcgui è rimpiazzalo da Moreno. — As- 
sedio di Puente-de-la-Beina dall' armata carlisla. — Cordova accorre da Vit- 
toria per soccorrere quest' importante piazza. — Batlaglia di Hendigorria. 
— Inaiioae di Cordova. — Agitazioni nell' esercito costituzionale. — Movi- 
menti repubblicani la alcune grandi cittì.— Una numerosa guerilla coman- 
data da Guergué esce dalla Navarra e penetra nell' Alla Aragona e nella Ca- 
talogna. — Sbarco della Legione Straniera a Tarragona. 

Malgrado codesta perdila irreparabile pe' suoi ne- 
mici, gli afTari della Regioa erano in pessimo stato; 
non solamente nelle provincie del Nord, sopra le quali 
gettammo poc' anzi un colpo d' occhio , ma bensì in 
Castiglia , ne' regni d' Aragona e di Valenza , nel prin- 
cipato di Catalogna , ec. ec. Delle colonne mobili di 
truppe della Regina , incrociavansi in ogni senso e di 
continuo in dette provincie, e non potevano raggiun- 
gere lo scopo loro, cioè di purgarle dalle bande car- 
liste che infestavanle ; de' corpi numerosi erano neces- 
sari , per mettere in salvo questi paesi dalle loro ru- 
berie , e nulla faceva sperare con fondamento , che 
gli eserciti costituzionali, stremati da parecchie disa- 
strose campagne, ridotti ai loro semplici mezzi, trion- 
fassero giammai de' loro nemici , ìnebbriati de' propri 
trioniì. 



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169 

Per tali motivi, il governo. spagnoolo aveva indi- 
rizzalo alle potenze che avevano aderito e firmato il 
trattalo della qtiadrupla-alleanza , una dimanda d' in- 
tervento, anche prima dell' epoca a cui siamo arriva- 
ti. Martinez de la Rosa , sempre presidente del consi- 
glio de' ministri , aveva caldamente rigettato quesl' e- 
stremilà, dolorosa senza verun dubbio al cuore di un 
patriota , ma la quale veniva approvata da altri poli- 
tici illustri e sinceri personaggi. L' armata medesima , 
consultata da Valdes nella persona de' suoi capi, ri- 
teneva allora colai mezzo come necessario! Ricono- 
scendo bensì gì' immensi pericoli che minacciavano il 
proprio paese , il primo ministro non potè decidersi 
a chiamare gli stranieri per intervenire nella questio- 
ne che divideva la Spagna ; lasciò egli adunque il po- 
tere per non concorrere ad un espediente riprovalo ' 
dal suo sospettoso ma sincero patriottismo. 

Il signor de Castro Toreno (1) fu innalzato alla 
presidenza del consiglio de' ministri. Per fare accettare 
con meno diffidenza 1' intervenzione al partito esal- 
tato che aveala respinta fin qui con accanimento , il . 
signor de Toreno scelse il banchiere Mendizabal ( uno 
degli adetti più pronunciato di quel partilo e devoto 
seguace del governo inglese), in qualità di ministro 
delle finanze; e, da un'altra parte, per dare alla 
Francia un pegno della moderazione colla quale do- 
vevasi esercitare simile intervento, designò per suo 
collega al ministero della guerra il più infiuente 
membro del consiglio di reggenza e della camera dei 
procéres , il signor conte Almodavar , recentemente 



(1) Celebre uomo di Stalo ed autore delia Storia della Sol- 
levazione , guerra e rivoluzione di Spagna. 

( Nola del Traduttore ) 



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170 
creato duca di Ahumada; tali erano i membri inQaenli 
del ministero della Regina , allorquando sbarcò la Le- 
gione Straniera a Tarragona. 

Una dimanda ufficiale d' intervento fu ' adunque 
diretta all' Inghilterra ed alla Francia dal governo spa- 
gnuolo , volgendo il mese di maggio , nel tempo in cui 
i rovesci i quali opprimevano V esercito del Nord fa- 
cevano tremare per esso gli amici della monarchia co- 
stituzionale io Ispagna , monarchia la cui rovina sa- 
rebbe stata indubitatamente un contraccolpo per la 
Francia. 

I governi delle due potenze dovettero , per delle 
considerazioni facili a spiegarsi , ricusare un' interven- 
zione diretta ed ofGciale , però offrirono una efficace 
eooperazione. Il trattato delli 11 giugno 1835 venne 
adunque firmato dalle quattro potenze impegnate da 
quello della quadrupla-alleanza e per conseguenza : 
ì." un ordine del consiglio di Sua Maestà britannica, 
delli 12 giugno , permette gli arruolamenti all' estero 
e l'organizzazione dì una legione ausiliaria, formala 
di fanti , cavalli ed artiglierìe , comandata dal colon- 
nello onorario Lacy Evans, membro della camera dei 
comuni; 2.*^ dal suo canto il governo francese mostrò 
le migliori disposizioni per servire, con tutti i mezzi 
in poter suo, la causa d' Isabella 11, somministrando 
al suo governo, armi, munizioni, permettendogli di 
fare un arruolamento d' uomini in Francia-, e final- 
mente cedendogli la sua bella e brava Legione Stra- 
niera disseminata sopra vari punti dell'Algeria; 5." in 
quanto al governo di Donna Maria , doveva rendere 
alla Spagna 1' assistenza che di recente aveane rice- 
vuta contro Don Miguel , facendo varcare la frontiera 
a una divisione di scelte truppe. 

In questo frattempo,!' impopolarità di Valdes era 



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!7I 

giupla ad un lai ponto, che lo si accasava quasi di 
iradimento. Slretto dalla neceasìtà, si dimise dal suo 
comando (I); il generale La bara , che comandava al- 
lora r esercito di riserva , venne provvisoriamente po- 
sto alla testa di quello del Nord. Con 20,000 uomini , 
liberò Bilbao, il cui assedio continuava dopo la morie 
di Zumalacarregui ; il detto assedio fu levato, ma l in- 
tera armata ritrovossi per modo di dire bloccata fra 
il mare e le truppe carliste , padrone delle montagne 



(1) Come specie di compenso delle sue smurate campagne, 
rimane ai generale Valdes la gloria di avere Grmnto il ramoso 
trattato di Lnvel-Elliot , per la regola rizzaz in ne della guerra ed il 
reciproco scambio de' prigionieri. Simile trallalo non concerneva 
che le truppe regolari de' due partiti, e non era applicabile che 
agli eserciti operanti nella Navarra e nelle provlucie Vascongade. 
Don Carlo ne eccettuò eziandio le truppe attsiliarìc fornite dalle 
potenze amiche del governo delta Regina Cristina ; di modo che 
la Legione fu colpita da cotesla esclusione. Il precitato trattato 
galvò lavila a più di dieci mila nomini delle due armale fatti 
prigioni nelle campagne del 1835 ed anni seguenti. Egli è perà 
bene il fare osservare che se ì cartisti non più fucilavano i pri- 
gionieri che fecevano, questi non erano perciò più felici, a ca- 
gione delle privauoni di ogni natura che lor facevansi solfrire e 
della barbarle de' trattamenti verso di loro esercitati , per obbli- 
garli a prendere servigio nell' armata del pretendente. Noi ab- 
biamo veduto, ritornando dalla prigionia, alcuni di quest' inrelici 
i quali, con una costanza veramente eroica avevano resistito a 
tutto ed erano rimasti fedeli alla toro bandiera. Dessi trovavansi 
realmente in uno stato di miseria e di sfinimento da muovere 

pietà Certo, vi sarebbe stata più umanità a fucilarli subito sui 

campì di battaglia die a martirìzzarti in tal guisa, spesse volte 
finché la morte non U toglieva dal mondo....;. I prigionieri car- 
Usti, all'opposto, erano perfettamente trattati dall' ainiiiinistra- 
zione militare e dagli abitanti i quali, spesso per un sentimento 
di simpatia, prevenivano tutti i loro bisogni. 



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in 

che circondano la città , situata nel fondo di una spe- 
cie d' imbuto. Lo scoraggiamento era pervenuto ad un 
punto tale , che ninno osava incaricarsi del comando 
dell' esercito; si nominò a (ale effetto per la seconda 
volta Saarsfield, ma lo slato deplorabile della sua sa- 
lute non permettendogli di sortire da Pamplona , si 
fu a Cordova (i) che per amore o per forza, abbiso- 



(1) Don Luigi Fernandez de Cordova era di nobile ed an- 
tica famiglia ; diceva discendere dal celebre Gonzalvo di Cordova, 
città in cui aveva d'altronde ricevuto il giorno; aveva egli inco- 
minciato la sua carriera militare come cadcLto nell' antica guardia 
reale spagnuola. La sua gioventù era stata motto tempestosa ; ob- 
bligato di abbandonare la patria per fare dimenticare le sue 
follie, slava per passare in America dove suo padre, pure uffi- 
zble generale, era perito vittima di un movimento popolare, 
quando scoppiò nel i820, la ribellione di Riego nell' isola di 
Leone. Mentre gli udì inalberavano apertamente lo stendardo della 
rivolta, è che gli altri lasciavanli fare, Cordova, cui 1' ardente 
carattere non conosceva partito moderato, li combatteva, come 
lo richiedeva il suo dovere , ed in tal guisa entrava in quella via 
di odii , di persecuzioni é d' ìn^usUzie di cui é morto vittima. 

Riego trionfò; Cordova venne tradotto in giudizio, ma as- 
solto. Venne a Madrid , e ferito nell' anima e spinto dal Re Fer- 
dinando medesimo, fu il principale motore della sollevazione dei 
reggimenti della guardia reale, nel 1822; simile tentativo non 
essendo rìusdto, egli emigrò. 

All' epoca della ristanrazione del 1823 in Ispagna, eatrit 
nella carriera diplomatica, senza abbandonare la sua posizione 
nell' armata spagnuola nella quale era ulfiziale supcriore. Segre- 
tario d' ambasciata a Parigi , poi ministro plenipotenziario a Be^ 
lino, lasciò egli questo posto allorché dopo la rivoluzione di lu> 
gbo, nel 1830, sembrava probabile, una guerra tra la Francia e la 
Spagna. Digià conosciuto per dtllc opluionl molto più liberali che 
non sulTrivansi sotto il goveruo di Re Ferdinando ( Iucche uuu è 
molto diie ] , ebbe a sopportare delle persecuzioni a tale obbietlo 



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Ì73 
gBÒ affidarlo in apparepza interino , ma effieUivamente 
cot fallo. 

per parte del ministro Calomarde ; ma I' amicizia personale che 
il Re gli portava , pose un termine alle molestie del suo ministro. 

Fu in causa di questa medesima sincera amicizia che regnava 
fra il Re Ferdinando e Cordova, e le solenni promesse fat- 
te da qnest' ultimo al letto di morte del proprio Sovrano il quale 
avealo mai sempre trattato come figlio, che lo determinarono a 
sposare la causa della giovine Regina Isabella, non ostante le 
brillanti esibizioni che facevangli i partigiani di Don Carlo. É pro- 
babile che , senza cotali sentimenti di riconoscenza , e senza quel- 
le sacre promesse, i suoi antecedenti e Tors' anche le sue politi- 
che convinzioni, in quell'epoca, avrebbero Tatto pendere la bi- 
lancia dalla parte di quest' ultimo. 

Dopo la morte del Re, venne mandato in Tortogallo dalla 
Regina reggente come ministro plenipotenziario; nel disimpegno 
di tali Tunzioni, fu egli s) fermo, si abile, rese de' servigi 
cosi importanti, che Ìl governo nominollo maresdaUo di campo 
e aderì alla dimanda di passare all' esercito del Nord con questo 
grado. 

Cordova aveva il sentimento dell' arte militare , senza avere 
veruna cognizione del servizio e niunissima pratica del mestiere. 
Locchè sarebbe stato un grande inconveniente , se come generale 
in capo , avesse dovuto agire contro un esercito regolare , lo era 
molto minore non avendo a fronte che delle bande irregolari e 
dovendo d' altronde operare in un paese dove il vero merito del 
generale consisteva prindpalmente in una perfetta cognizione del 
paese, una grande abitudine della guerra di partigiani , molta at- 
tività, bravura e risolutezza. Cordova riuniva tutte queste qualità 
ad un' mtelligenza superiore, a molto tatto e sottigliezza il' in- 
gegno. Aveva bisogno delle grandi emozioni del campo di balta- 
glia per sostituirle a quelle di una burrascosa gioventù ; sentiva 
la nobile ambizione del coraggio e della capacità. 

Egli non aveva ancora 34 anni, allorquando vennegli aflìda- 
to il dìfRcile incarico di andare a cavar d' impiccio 1' e.'^ernlu da 
Bilbao; accettollo, ma non volle né il grado di tcncnte-gt^ncrale 
che gU si oiferse, né eziandio il comando in capo, se non se iu- 



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17* 

Il trattato Elliot, per nmaoo e filantropico cbe 
fosse , nelle sue intenzioni per lo meno , inconlTÒ una 
viva opposizione nelle Cortes del 1835: alla seduta 
dei procuradores ( camera de' deputali ) delli 11 apri- 
le , de' dibattimenti estremamenle violenti ebbero luo- 
go su tale argomento. 11 presidente videsi costretto di 
fare evacuare le tribune in cui gli spettatori facevano 
sentire violenti clamori contro il ministero , ed altri 
in favore dell' opposizione progressista la quale riget- 
tava il mentovato trattato. Malgrado gli sforzi del pre- 
sidente del consìglio de' ministri, Martinez de la Rosa , 
la Camera, ad una debole maggiorila per vero dire, 
prese in considerazione una proposta di esaminare la 
condotta del ministero relativamente al surriferito trat- 
tato concluso fra i due generali in capo. Uscendo dal- 
lo seduta, il medesimo presidente del consiglio de' mi- 
nistri venne assalilo dal popolaccio, e non- fu che con 
islenlo che pervennesi a sottrarlo ad una certa morte. 
Se con ragione si è detto che i legittimisti non avea- 
nò nulla dimenticato né appreso,' non potrebbesi ag- 
giungere colla medesima verità , che ì demagoghi di 
tulli i paesi non hanno nulla inventato; dappertutto 
essi cercano d' imitare il 1795, non già in ciò che 
quest'epoca ha avuto di glorioso, ma ne' suoi eccessi 
e nelle sue violenze t 

SaarsQeld e Cordova erano per ogni riguardo i 
due poli opposti ; nondimeno si amavano e soprattutto 
slimavansi reciprocamente. La prima difficoltà ila su- 
perare pel giovine capo interino , sì era quella di at^ 
rivare a Bilbao, essendo tutto il paese occupato dal 



terinalinente ; si fu Saarsfield il quale, come abbi«iio mostrato 
altrove , ebbèlo una seconda volta, ma Cordova ne esercitò le fuo* 
lùoni di fallo Gacliè non ne fu rivestilo oflìcialmeate. 



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Ì75 
neDiico. Egli non, esitò: con una scorta di cinquanUi 
MOmini-ed una guida sicura, attraversale mille volte, col 
rìschio della propria vita , le montaf^ne della Guipuzooa, 
giaiwe in Bilbao ; indi , meUendosi alla testa dell' ar- 
mata, la ricondusse in Nuvarra passando in mexzo a 
ifuella del pretendente. 

Zumalacarregui era stato rimpiauaio dal generale 
Moreno (1) nel comando dell' esercito carlisla, cui una 
porzione assediava allora Puente^de-Ia-Reina. Qbesta 
città è , per la sua posizione topografica , della mag> 
gior importanza , e siccome abbiam detto altrove , era 
dessa net piccol nomerò delle piazze forti che rima- 
nevMio in mano dei costituzionali: caduta in poten* 
de'Carlisti, darebbe loro l' ingresso di una gran parte 
delle vallate ohe circondano Pamplona, le quali era- 
no difese dalle loro invasioni mediante la riviera AFga,so> 
pra cai è costrutta Puente. Assicurava la coroonica- 
zione del loro esercito colla Bomnda ( strada diretta 



(1) il generale Moreno che successe a Zumalacairegui nel 
«omando ìd capo delle truppe carìiste della Navarra e delle prò- 
futcie vasoongade, era ben lonUno da] br dùnentlearA qml >1 
cddtre capo. Motmd era stato arrestato nel 18U a Parigi, fa. 
condoai chiamare AnttHito Paret ; fu coodannato allwa a sei nleai 
di prigienia. Egli è uno de' più devoti alla causa di Dea Carlo , 
ma di uo merito assai ordiuario. Avevi servito nell' armata rea- 
lista spagnuola, ed ottenutovi successivamente tutti i suoi gradì 
al tempo della guerra dell' indipendenza. Accompagnò Don Carlo 
in Portogallo ed in Inglulterra e nel ritornare di Germania dove 
era stato spedito con un' importante missione per il medesimo 
principe, venne arrestato in Francia, ove passò sei mesi nelle 
prigioni di Parigi. Uscendo dì carcere, ritornò in Ispagna, rag- 
giunse r armata del pretendente , e non cessò di prender parte 
alle sue operasoni fino a che venne disoiolta, sia cone capo di 
stato-maggiore , che come generale io capo. 



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176 
da PamploiiH a Logrogao ), ed obbligava i cristini, se 
la perdevano, a corrispondere da Vittoria a Pamplo- 
na, passando pel famoso bosco del Carascal dove cin- 
quecenlo bersaglieri possono facilmente arrestare un 
armata di dieci mila uomini ; da un altro canto , la 
caduta di Puente-de-la-Reyna , compensando lo smacco 
de' carlisti davanti a Bilbao, avrebbe generato il più 
pernicioso effetto sull' esercito della Regina. 

Senlìvasi d' ambe le parti 1' importanza del risul- 
tato dell' attacco contro la suddetta piazza; a tale e^ 
fetto il medesimo Reyna, ufSziale generale d' artiglia 
ria cartista di cui si è altrove parlato, fu incaricato 
della direzione dell' assedio , ed il governo della piazza 
venne affidato al colonnello di Saint-Just ( iifGziale o- 
rìundo francese di distintissimo merito ) , risoluto a 
morire piuttosto che ad arrenderai. Questo colonnello 
perì più tardi a Malaga ov' era governatore militare, 
assassinato in una rivolta de' liberali esaltali , eh' egli 
voleva reprimere. 

I lavori dell' assedio di Puenle-dè-la-Reyna furono 
spinti con una grande attività e mollo vigore; noQ 
meno adoperossene nella difesa , ed in una sortita 
fatta dalla guarnigione, una batteria fu presa , inchio- 
dati i cannoni , e Reyna perdette la vita ; nullameno 
r assedio , lungi di essere terminalo , progrediva con 
più energia ancora; le truppe assedianti riceverono 
nuovi rinforzi , e per conseguenza la posizione del 
signor Saint-Just divenne critica al maggior segno. 

Giunto in Vittoria colla porzione dell' armata cbc 
ricondotto aveva da Bilbao , il generale Cordova occu- 
pavasi giorno e notte della riorganizzazione della pro- 
pria truppa, poiché essa aveva molto sofferto in se- 
guito delle sue moltiplicale sconfìtte nella campagna 
antecedente; ei diede allora delle prove di grande ca- 



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177 
pacilà , di una facilità di lavoro straordinaria e della 
maggiore atlività. Alle prime noUzie della trista situa- 
zione di PuentenlelB-Reyna di cui comprendeva tutta 
r importanza, marciò sopra la Navarra colle truppe 
die riunite aveva a Vittoria ed aecantonolle ne' din- 
torni della piazza assediata. Moreno, fatto consapevole 
di tale movimento, lo seguì e venne egualmente a 
prendere posizione davanti Puente-de-la-Beyna salta 
riva sinistra pure, in faccia ai costituzionali. Il quar 
tier generale ossia queo" tierc'reale , venne stabilito a 
Mendigorria, ove il pretendente in persona alloggiò. 
Simile posizione, presa da Moreno, fu un ^ve erro- 
re di cui non tardò a pentirsi molto amaramente; col- 
locando in tal guisa il suo esercito tra la rivio-a cbe 
aveva a tergo, ed il suo nemico con un solo ponte a 
Mendigorria, egli mettevasi nella più (alsa posizione 
non solo, ma bensì la più pericolosa e la. meno stra- 
tegica che scegliere possa un generale. Il suo scopo 
principale essendo di appoggiare i lavori dell' assedio, 
r avrebbe medesimamente raggiunto portandosi sulla 
riva dritta, ed impadronendosi solamente di Mendi- 
gorria, eccellente posizione militare, la quale serviva- 
gli di testa da ponte snlF Arga che poteva allora pas- 
sare a suo bell'agio; obbligava con ciò i crislini , 
la cui parte doveva essere offensiva , ad attraversare 
la ririera per venire ad attaccarlo, ed in tal modo li 
poneva nella sfavorevole posizione in cui egli mede- 
simo erasi messo benevolmente , senza veruna ragione 
e senza necessità. 

Le due armate così in presenza, Cordova occu- 
pando Larraga e Artajona, la giornata dell! 15 si passò 
in manovre, e da ambe le parti, tutto si disponeva 
pei' una battaglia la quale era divenula imminente. 
Cordova affidò il comando della sua ala dritta al bri- 



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178 
gadiere Gurres, il quale pi-ese posizimie il giorno me- 
desimo ed i cui bersaglieri impegoarono lOstameDte il 
fuoco con que' del nemico. Il generale Eapartero rice- 
vette quello dell' ala sinistra avendo quattro brigate 
sotto i suoi ordini e doveva attaccare la destra de' ear- 
listi postata sulle alture della Corona la quale, in qué- 
sta posizione , comanda la catena delle montagne. Cor- 
dova riserbossì la direzione delle colonne del centro, 
persuaso eh' elleno avrebbero de' grandi ostacoli a rin- 
eere. Una brigata ricevette 1' ordine di osservare i ca- 
valli ed i fanti d' Braso il cui quartiere generale era 
in Ovanos, fÌD dall' apertura dell' assedio di Puente- 
de-la-Reyna ; il combattimento incominciò verso il mez- 
zodì. Le truppe della Regina si misero in moto nel 
tempo stesso sopra tutta la linea e trionfando dopo 
alcune ore di lotta, di una resistenza ostinatissima, 
impadronironsi di tutte le posìsìoni del nemico ed il vii- 
(aggio di Mcndigorria medesimo. I Carlisti passarono al- 
lora il rio in gran disordine; Cordova non lasciò loro 
il tempo di riformarsi, e le sue colonne, portandosi 
pure suir altra sponda dell' Ai^ , la battaglia ricomin- 
ciò con un nuovo accanimento. Ma già questa era vin- 
ta daiCristini; i Carlisti, disfatti su tutti i punti, fu- 
rono inseguiti fino alla notte , colla spada nelle reni. 
La loro perdita fu di 2,000 uomini, ma sarebbe stata 
molto più considerevole ed i risultati di quest' azione 
ben altrimenti vantaggiosi per la eausa della Regina , 
se la sua cavalleria , allora comandala dal brigadiere 
Don Francisco Lopez, fosse giunta in tempo ad impa- 
dronirsi del ponte dì Mendigorria prima che 1' annata 
de' ribelli avesse potuto passarlo, siccome ciò era pos- 
sibile , e che di più il nominato brigadiere aveane ri- 
cevuto r ordine dal generale in capo. 

In tal caso, 1' esercito carlista era interamente di- 



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179 

slrullo o prigioniere, e lo stesso prelendeaie, il quale 
era rimasto in Mendigorria durante la battagli* e che 
non r abbandonò che lardi , non volendo credere ad 
una disfatta ette parevagli joiposaibile, sarebbe stato 
ucciso preso quel giorno : non dovette egli la pro- 
pria salute che alla bontà del suo cavallo; e già allor- 
quando ai decise a fuggire, i suoi battaglioni roui e 
disordinali attraversavano il villaggio; dovette passare 
sul ponte co' fuggiaschi, esposto alla otoscbetteria di 
un battaglione cristino guidato, col suo slancio e or- 
dinaria energia, dal bravo Narvaez (1) (Ramon), al- 
lora tenente-colonnello. 

Questo glorioso fatto d' arme in cui il generale 
Cordova diede prove di molla capacità militare e di 
un brillante valore, avrebbe indubitatamente temina- 
ta quella crudele guerra, senza la condotta inesplica- 
bile del brigadiere Lopez , accompagnata da alcune al- 
tre cause che brevemente acceoiieremo. 

Primieramente , 1' impossibilità nella quale trovos- 
si Cordova di raccogliere i frutti della sua vittoria in- 
seguendo senza posa i carlisti disfatti, demoralizzati, 
e che non poterono essere rannodati cbe vari giorni 
piò lardi ;. ma olire 1' indecisione e lo spirilo indugia- 
tore di cui sempre venne rimproverato non senza ra- 
gione, questo generale in capo, molti motivi facili da 
comprendere per chiunque conosce il teatro ed il ca- 
rattere di colai guerra , vennero ad aggiungersi a quel- 
lo: la disciplina cominciavasi a scuotere nell'armata 
costituzionale, tormentala da' sediziosi, i quali prelu- 
devano agli atti di ribellione che non sì fecero aspet- 
tare lungamente. 



(i) Oggi capitano^enerale à' annata ( mareeciallo ) ex pre- 
sidente del consiglio de' miniRtri, ec. ec. 



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180 
Sempre si è rimproverato a Cordova quello spi- 
rilo indeciso e indngialore che lo ha impetlilo di ri- 
cavare come avrebbe dovuto e potuto, lulto il frutto 
delle sue vittorie, di questa in modo particolare. Ben- 
ché noi non cerchiamo di giustificarlo affatto di que- 
sto grave rimprovero dì cut, lo riconosciamo, egli non 
è interamente innocente , dobbiamo por dirlo: la soa 
inazione dopo questa vittoria, ed il tempo che lasciò 
al nemico , non solamente di naversì , di forti^- 
carsi, ma di ripigliare ovunque 1' offensiva, fu neccs- 
-silftla e giustificata da motivi facili a comprendersi 
dalle persone che non sono estranee al carattere di 
questa crudele guerra ed alle contrade che »e furono 
il teatro. 

Ritenevansi eziandio cosi difficilmente nelle loro fila, 
dopo una vittoria che dopo una disfatta, i soldati cri- 
stini, imitando in questo i loro eompatrioUi carlisti. 
Da un altro lato, Cordova mancava affatto de* neces- 
sari mezzi per il trasporto ( in un paese rovinato e 
abbandonato da' propri abitanti), de* viveri e delle 
munizioni da cui doveva farsi seguire. Questo era uno 
de' mille ostacoli che si erano sempre opposti acciò 
r armata costituzionale s' impegnasse nell' interno del- 
le Provincie per colpire 1' insurrezione nd cuore. Cor- 
dova avealo così bene compreso, che da gran tempo 
aveva concepito un nuovo piano di campagna che il 
governo della regina aveva accolto , almeno in appa- 
renza , con premura, senza però accordare i mezzi sem- 
pre promessi ed indispensabili per metterlo in esecu- 
zione. Questo piano aveva eziandio ricevuto tutu 1' ap- 
provazione di Saarsfield, la vera capacità militare del- 
la Spagna , e che , come abbiamo detto , era 1' oracolo 
dell' esercito. Procureremo di dare un' idea di tali pro- 
getti, sciaguratamente sventati, nelle note collocate alla 
fine di questa prima parte (0). 



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I8i 

Checché ne sia , ia batlaglia di Mendigorria è ri- 
masta iieir opinione pubblìcR , in (spagna , come i) più 
bel fallo d' arme di tulla questa guerra ; dessa ba rial- 
zato , monientaneanninle è vero , il morale dell' armata 
delta, regina e abbattuto quello dei partigiani di Don 
Carlo, tanto più colpiti di stupore in quanlo che essi 
facevano capitale sopra una certa vittoria , e non sono 
niente meno occorse le dìfTerenli cause che andiamo 
ad enumerare per produrre da una parte e l'altra il 
rovesciamento precipitalo eh' esse occasionarono. 

Pochi giorni prima dt' questa sì gloriosa giornata 
per r esercito costituzionale', de' movimenti repubbli- 
cani erano scoppiati in varie ciltà della Penisola , prin- 
cipalmenle a Saragozza, Lerìda, Barcellona, Heuss, Tar- 
ragona , ec. , tutte prossime al teatro della guerra. Gli 
istigatori di tali alti rivoluzionari mantenevano delle 
intelligenze nell' armala anche fra gli ufflziali generali 
rivestili de' più cospicui comandi ; Cordova commise 
il fallo di non sevire contro di essi, benché avesselì 
conosciuti e che tenesse fra le sue mani le convincenti 
prove del loro tradimento. Il coraggio e 1' energia di 
questo generate in capo non possono essere messe in 
dubbio da chicchessiasi ; la sua condotta , in tale cir- 
costanza , non può essere imputata alla debolezza. Così 
non fu che guidalo da un sentimento troppo spinto 
d' una generosità cavalleresca che era propria del 
suo carattere e fors' anche perché non accorda- 
va abbastanza stima a quelle genti , egli le ri- 
sparmiò. Dimenticò cerlamenle che in tempo di 
rivoluzione, gli uomini più spregevoli sono maggior- 
mente da temersi (1). Il suo torlo non é meno grave 



(1) Pnchè non avendo nuila ila perdere, non sono ùa nulla 
arrestati. 



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183 
agli oeehi nostri ; dannosi eerte posizioni e certe cir- 
costanze in cui la generosità e la .nianMietudine sono 
delitti; si è allorquando cotali seniimentì ponoo com- 
promettere gì' interessi del pubblico bene il quale de- 
ve a tutto essere antepo&to. Checebè ne sia, non tar- 
dossì ad accendere nell' armata' uno spìrito rivoluzio- 
nario di cui egli medesimo fu la prima vittima , e che , 
poco tempo dopo, scoppi colta rivoluzione militare 
della Granja. e tutte le calamità che ne vennero in con- 
seguenia per 1' infeliee Spagna. 

D' altra parte. Don Carlo, col fino di rinfiamma- 
re lo lelo de' suoi partigiani lontani dalla sua persona 
e per trarre profitto dallo spirito di discordia che re- 
gnava Dell' esercito e nelle città, eh' egli punto non 
ignorava, organizzò in quest'epoca una numerosa o 
fòrte gtteritla «he mise agli ordini di Gnergué (1), uno 
fra' suoi capi più bravi e capaci ;. questi la pose in 
moto nella direzione dell' Alta Aragona e Caialogna , 
paese in cui lo spirito rivoluzionario aveva fatto mag- 
gior progresso, e dove prontamente arrivò, malgrado 
gli sforzi de' generali crislini; essa ottenne nelle men- 
i^vate proviiHiie de' successi importantissimi, tanto ne' 
c«Aii battimenti , quanto sullo spirito delle popolazioni. 

Si fu in simHi deplorabili circostanze per la cau- 
sa oostitQzionate che la I^egione Straniera francese 
sbarcò a Tarragona, leste ancora in rivolta contro il 
governo della regina. Facilmente polrassi comprendere 
con quale entusiasmo essa fuwi accolta da^li amici 
4eir ofdine e delle institusiooi co&tituzionab moderale 
cUe, n«lia loro credenza e convinzione., questa Legio- 
ne inviata ed appoggiata dalla Francia, aveva ricevuto 
dal suo governo , missione di sostenere. 

(1) Vedi nelle note di qaest» prima parte, la sm biografia . 
cwM pure quelle de' principali capi carliati (P). 



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18? 

Vedrassi , nella seconda parie della 'presente ope- 
ra , come seppe rispondere a tale aceoglienza ed 
a questa fiducia, sia sui campi di battaglia della Ca- 
talogna , dell' Aragona e della Navarra , che nelle cil- 
Là , quando in mancanza delle truppe nazionali insor- 
te , ella portossi, spontaneamente, in soccorso dell'au- 
torità legale vilipesa ed obliata ed alla difesa delle 
proprietà e delle istituzioni costituzionali. 



FINE DELLA PRIMA PARTE 



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NOTE 

E DOCUMENTI IN APPOGGIO 



DELU PBIMA PARTE 



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]NOTE 

E DOCCMBNTl IN APPOGGIO 

DELLA PRmA PARTE 



Legge delti 9 mari» 1851 , nUi» creutoiw tjeUa Legume Slramera. 
In Parigi, al PaUzzo-Reale , li 9 marzo 1831. 

Luigi f^ippo He de' Franceri , ec. ne 

Le Camere baano adottato, noi abbiamo ordinato e ordiniamo 
ciò àie segue: 

Articolo 1.° — Potrà essere fwmato nell'interoo del Regno 
una Legione Straniera ; na non polri esBere impiegata che Tuori 
del teirilorìo continentale del regno. 

Art. 2.° — I generali in capo comandanti i paesi occupati 
dagli eaereiti francesi Tuorì del territorio continentale, potranno 
essere antoricxMi a CorMare de' corpi militari coraposli d' indigeni 
e di esteri. 

Art. 3.° — Le spese di questi diversi corpi formano un ar- 
ticolo separato nel preventivo della guerra. 

La presente l^ge ; ec. ec. 



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Ordinaiaa relativa alla fortaasione della Legione Straniera. 
Parigi, li 10 marzo 1831. 

Articolo 1 .° — VeiTà formata una Legione composta di stra- 
nieri : questa Legione prenderà la denomioaiione di Legione 
Straniera. 

Art. 2.* — I battaglioni della Legione Straniera avranno la 
medesima formazione che i battaglioni francesi d' infanteria di li- 
nea, eccettuato che non avranno compagnie scdte (1). 

Ogni compagnia sarà , per quanto sia possibile , composta di 
uomini della slessa nazione e parlanti la medesima lingua. 

Art. 3.° — Pot il soldo, le masse e la sua amministrazio- 
ne, la Legione Straniera verrà assimilata ai. reggimenti f^'ancesi. 

L' Uniforme sarà turdiino , col semplice pistagno rosso , ed 
il pantalone del medesimo colare ; i bottoni saranno gialli e por- 
teranno le parole: Legione Straniera. 

Art. 4.* — Qualunque estero che vorrà far parte della Le- 
gione Straniera, non potrà esservi ammesso che dopo aver con- 
tratto, davaiAi jui un sotto-ioteadfflite militare, va inga^io vo- 
lontario. 

Art 5.* — La dtirata dell' arruotamento sarà di tre anni al- 
meno e di cinque al pia. 

Art. 6.° — Per essere riceruli ad arruolarsi, gli esteri do- 
vranno avere non più dì quaranl' anni e avere almeno diciello 
anni compiuti, e la statura di un metro 55 centimetri. 

liioltre dovranno essere potatori: 

1.* Del loro atto di nascita o qualunque altro docuneaio 
equivalente; 

%' — Di un certificato di buona vita e costumi; 

3.° — Di un eertiBcato di accettazione dell' autorità jmlitare , 
che consti le qualità ridiieste per fare un Ihumi serrigto. 



[<) Poco dopo , un' altra ordiaanza reale ha aulorfzuto il goverualore 
generale dell' Algeria, a tire orgaoìizare delle compagnie scelte lo ogni hal- 
lagllone . quando 1' cDètlivo avesse raggiunto il Dumero di 100 uoniol. 



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189 
Art. 7." — In BUMuanu «le* «Ine primi documenti iudicati nel 
preceodente articolo, lo straniero v«rFÌ rimandato davanti 1' uf- 
fizio generale comandante , il quale de<ideri se 1' arruolamento 
può essere ricevuto. 

Art. 8.° — I militari che tanno parte della Legioae Stranie- 
ra potranno rinooTare l' arrturfameoto per due anni almeno e per 
cinque al più. 

Le rinaovaEÌoni di arruolamento non daranno diritto ad un 
■oprassoldo fintantocbè i mìlitui avranno compiuti cinque anni 
di senrizio. 

Art. 9.° — Il nostro ministro ddla guerra, ec ec. 
Contraftìnnalo : 
Il mmwfni aegrtìario di Stato della ffwtrra 
Firmato : Haresdaltu duca di Dalmazia 



(B) 
CONVENZIONE COLLA SPAGNA. 

i» giugno 185K. 

Legione Sh'tuùera. 

Artkdo 1.° — Saa Maestà il Re de' Franceai antorizia gli 
nfllùali, sott' ufBnali e soldati che compongono il corpo designato 
■otto il nome di Legione Straniera, attualmente in attività di 
serrino nelle possessioni francesi d' Africa , a passare al servizio 
di Spagna. 

Art. 2.* — Sua Maestà la Regina reggente di Spagna impe- 
gnasi a ^rantire ai detti ofQziBli , sott' ufBziali e soldati , fintan- 
toché saranno al suo servizio, i medesimi dritti e vantaggi di cui 
godevano al eervizio di Francia. 



JigiLizedbyGoOgle 



190 

Ari. 3." — Soa maestà il Re de' Fcanoesì »' impegna m non 
riprenderli al servino di Francia, insiegie o separataOieiKe, fin- 
tantodiè S. H. la Regina reggente vi darà il suo formate Basenso. 

Art. 4." — Eglino conserveranno le loro armi ed i loro ef- 
fetti d' equipaggio. Il valore delle suddette anni ed effetti verrà 
fissato mediante una stima coRtradditoria e rimborsato a) gover- 
no francese dal governo spagnuulo. 

Art. 5.° — Db commissario spagnuolo sarà desinalo per ri- 
cevere al servino di Spagna gli uffiiiak , sott' nffiiiaU e soldati 
della Legione Straniera e per procedere alla sLima contradditoria 
delle loro armi ed effetti di equipaggio. 

Art. 6.° — A tale effetto, il predetto commissario tosto si 
renderà a Tolone ove attualmente trova» il deposito della Le- 
gione Straniera e da qui nelle possessioni d' Africa. Vi sarà tras- 
porlalu aopra una nave della real marina di Francia. 

Art. 7.° — Sua maestà il Re de' Francesi impegnasi a far 
trasportare la Legione Straniera ed il suo deposito sopra quel 
punto dei territorio spagnuolo che S. H. la Regina reggente 
indicherà. 



Lettera del Borirne RAPATEL, taogo-leaente generate, itpetlore 
generale , comandante le truppe in Algeri. 

Algeri, li 9 lugli» 1835. 

Hio caro ooloBDello , 1' erdinanza reale delli 29 gin^a ulti- 
mo porta die la Legione Straniera cessa di far parte dell' tua- 
cito francese. Con dispaccio dd 2 luglio corrente, difetto al si- 
gnor governatore, il ministro della guerra fa «oBoscere ^erae 
disposizioni eh' egli ha prese in conseguenza delia mentovata reale 
ordinanza ; incarica della loro esecuzione il signor governatore . 
il quale mi delega a (ale effetto. Bo dunque 1' onore di coma- 
nicarvi qui aolto gli ordini del Ministro e di aggiungervi i miei 
j)cr r esecuzione delle prescritte misure. 



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Ì9i 

La Legione Straniera è seduta al governo spagnuoh: divie- 
ne necessario adunque di regolare tulio ciò die può risullare da 
tale cessioue, tanto sotto il rappoilo dell' amministrazione quanto 
sotto quello dell'armamento e, rinalmente, per ciA eh' è relativo 
al persoDale. L' intendente militare del corpo dì occupazione lia 
ricevuto ed ha dovuto comunicarvi delle istruzioni speciali per 
qudlo che concerne 1'. amministrazione e 1' armamento. 

In quanto al personale, voi dovete indurre gli ufSziali, sot- 
t' nlBiàali e caporali a seguire la nuova destinazione che loro è 
oflerla , quesf è d' lUtronde vna neesisità pei militarì etranieri. 

Nel caso hi cui alcuni uiSziali , compresi nelle colonne 3.* e 
4.* ifeir elenco qui annesso (i) , mostrassero dell' esitazione e vi 
si ricusassero ( locché il Ministro dice non potere supporre ) , 
voi li preverrete che perderebbero il loro impiego e non attrebbero 
diritlo ad alcuna specie d'indennizzo, non trovandosi il governo 
menomamente obbligato di conservarli al suo soldo. Eglino sa- 
rebbero rimessi a disposizione dell' autorità civile e non avrebbero 
diritto a verun suseidio, poiché non potrebbero più essere trat- 
tati come rifaggiati. In quanto ai sott' ufBziali e caporali stranieri , 
ritenuti al servizio mediante un arruolamento, essi non potreb- 
bero abbandonare la L^ione che al termine della durata di que- 
sf ingaggio : sono dunque legati sino ad un certo jmnto alla torte 
della Legione. 

I Francesi i quali, avanti la loro ammissione nella Legione 
Straniera, non erano regolarmente provveduti di alcun grado mi- 
litare in Francia , e che sono portati nella terza colonna dell' e- 
lencn qui unito, sarebbero ricollocati nella loio anteriore posi- 
zione , se ricusassero di seguitare la suddetta Legione. Gli è dun- 
que neir interesse de' miUtari, i quali trovarsi nell' una o nell'al- 
tra posizione, di non separarsi dal corpo a cui appartengono. 
Voi gli darete tutti gli schiarimenti possibili sulla loro situazione, 
e se gli avvisi od i consigli che lor darete fossero senza risulla- 
to, coloro ì quali non seguissero ta Legione, sarebbero rimandati 
■n Francia come parUcolarif oppure autorizzati a rimanere in Africa 

(f) Ouesiu elenco che noi noi) nhhiamo conservalo, cotlocavu gli ufH/.iali 
in diverse caiegarie, secondo chp erano nati francesi, naluralizzati, c'iteri , «r. 

u 



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192 
mìì Ih medeaima qualità. Ne veiTebbero stesi degli elenchi nomi- 
nali per grado e indicaiione della nazione cut appari e ngono. Ri- 
guardo agii ulBztali ed ai sott' ufGzialì regolarmente provveduti di 
gradi neir armata francese, e che sono compresi nelle colonne 
prima e seconda del qui unito elenco, la loro posizione è diFTe- 
rentc : sono suscettibili di ottenere de' vantaggi positivi se accon- 
sentono a l'imanere nella Legione. Voi li preverrete che saranno 
considerati siccome in missione e, in conseguenza, mantenuti sui 
ruoli dell' esercito ; che conserveranno i loro diritti alle ricom- 
pense che gli assicurano i loro antichi servigi e quelli che ren- 
deranno nella loro nuova posizione. Gli ulìGziali superiori ed i ca- 
pitani verranno classificati al loro rango d' anzianità sulle liste 
generali degli ufGziali d' infanteria , i tenenti e sotto-ten^iti sa- 
ranno classificati nei reggimenti ne' quali ognuno di essi concor- 
rerà all' avanzamento , all' anzianità conforme alla legge delli 14 
aprile 18S2. 

Ciò nondimeno , se , malgrado questi vantaggi , gli uilìzialì , 
sott' ufGziali, caporali e soldati francesi ricusassero di seguire il 
corpo di cai attualmente fanno parte, gli ufBziali. non potranno 
essere messi che in non attività, con mczio soldo, per licenzia- 
mento di corpo, sola posizione in cui possano essere collocati a 
norma della legge delli 19 maggio 1834. I sott' ufGzialì , caporali 
e soldati i quali non sono legati che per un arruolamento spe- 
ciale per la Legione Straniera, contratto dinanzi ad un sotto- 
intendente militare, riceveranno un certificato di annullazione di 
arruolamento ; quelli che sono legati al servizio da un arruola- 
mento conforme alla legge, saranno posti in sussistenza ne' cor- 
pi impiegati in Africa, aspettando nuovi ordini. 

D' uopo è prevedere ancora che gli ufGziali e sott' uffiziali 
de' reggimenti francesi, che sono in Africa, dim.inderanno di se- 
guire la destinazione della Legione Straniera. Saranno essi auto- 
rizzati a permutare co* militari francesi della Legione compresi 
nelle colonne 1.' e 2,' dell'unito elenco i quali volessero rima- 
nere in Africa. Le permute non potranno fai-si so non se, con- 
formemente alla legge delli H giugno 1827, cioè che il pili an- 
ziano de' due permutanti acconsentirà a prendere il rango del 
meno anziano nella classificazione die verrà unita ^11' elenco delle 
pennute che io avrei autorizzate. 



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193 

Per fissarvi fiulia posizione ch« il Ministro riconosce ad ognu- 
no degli uffiiialì della Legione Slraiiiera , vi dirigo un elenco no- 
Diioale facente conoscere V origine di ognuno di essi , affinthè 
possiate apprezzare le dimande che vi verranno fette. 

Vi spedisco eziandio la nomenclalnra degli elenchi che do- 
vranno essere stesi per fare conoscere al ministro la posizione 
nella quale gli ufBziali, sott' uffiziali e capm-ali della Legione Stra* 
niera trovatisi collocati. 

Sarà ^eso un processo verbale per constatare la consegna o 
la cessione della Legione Straniera al governo spagnnolo. Questi 
processi verbali verranno stesi in Algeri ed a Tolone dov* è il 
deposilo; conterranno una situazione numerica fecente conoscere 
le diverse categorie nelle quali saranno stali collocati gli ufGziali, 
solt' ulfimli fl soldati die compongono 1' effettivo di ogni porzio- 
ne della Legione Straniera. 

Le disposizioni della presente istruzione saranno applicate 
agli uifizialì, sotL' urQziati e soldati, attualmente in congedo od 
agli ospedali, allorché ritorneranno di congedo o sortiranno dagli 
ospitali. 

La Legione Straniera conserverà i suoi registri matricole, 
ma il Maggiore avrà cura di far pervenire al Ministro tutti gli 
elenchi di connotati o di mutazioni sino al giorno in cui la Le- 
gione Straniera sarà stata consegnata al governo spagnnolo. Le 
mutazioni indicheranno la destinazione che sari sfata assegnata 
ad ognuno degli uifiziali, sott' uflìziali , caporali e soldati rrancesi 
della Legione Straniera. 

Tosto che la cessione della Legione Straniera sarà stata fatta 
dal commissario francese al commissario spagnnolo, essa dovrà 
oiHisegnare la sua bandiera e deporre la coccarda francese : l' aiu- 
tante di campo del Ministro gli riporterà la bandiera. 

Domani 18 del con^nte prima di mezzogiorno, farete venire 
da voi , per gradi e per categorìe , a norma dell' elenco nominale 
steso dri Ministro, lutti gli urBiialt della Legione presenti al cor- 
po. Farete toro conoscere la categoria o colonna nella quale sono 
collocati. Voi gli comunicherete le disposizioni decretate dal mi- 
nistro relativamente alla categorìa cui appartiene ognuno di essi. 
GÌ' indurrete ad abbracciare il partilo conforme alle brame del 



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194 

governo; essi avranno veiUiquattr' ore per riflettervi. Dopo do- 
mani domenica, a mezzogiorua , io vedrò tutti gli ul&ziali riunii 
a HiiBtarà; parlerò per il loro interesse, e, due ore dopo questa 
conferenza, ognono di essi dovrà consegnarvi una dichiarazione 
coafonne al modello qui unito. Dopo di averne fatto un esU-atto 
nominale, mi trasmetterete tosto tutte queste dichiarazioni, le 
quali dovranno essere scritte sopra carta della medesima di- 
mensione. 

Vi spedirò ordini ulteriori per continuare 1' operazione per 
ciò che coocerne i sott' nlTiziaLì, caporali e soldati francesi; poi- 
ché gli stranieri seguiraano di diritto la Legion» m I^agna per 
terminarvi il toro tempo di servisio. 

Ricevete , ec. 

// Unente genertUe contandanle k truppe 
Firmato BARONE RAPATEL. 



(D) 

Li sottoBcrìtU Commissari nominati dai loro rispettivi gover- 
ni, per r esecuzione del trattato oonchiuso tra la Franoa e la 
Spagna avendo per obbistto il passaggio al servigio di qtiest' ul- 
tima potata della Legione Straniera, ora in Africa e la bum . 
pronta spedizione sul territorio spagnuolo; 

Volendo appianare ogni difficoltà hanno adottato le seguenti 
disposiziooi come oecessarie. 

Articolo 1.* — L' avanzamento nella Legione Stramera non 
avrà luogo che sugli uTBtialì di qu^to corpo ; in cunfonniLà alla 
legislazione che regge i reggimenti nelle colonie. 

Non potrà essere ammesso nella detta Legione, alcun uEB- 
ùale o si'tt' ufBziale estraneo al corpo al momento d^ sua par- 
tenza per la Spagna , salvo il caso di auinealauoni di quadro ed 
al turno dell' organizzazione. 

Art. 2° — La Legione Straniera essendo forte di sei batta- 
glioni, gli è da prevedere che la Spagna ne brè una brigata di 



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19» 
due ref^i'nraU; ><■ questo caso, è cimvenuto cbe gì' impi^hi ì 
quali sarebbero da nominarsi in seguito di questa nuova forma- 
aione compresovi quello di maregciallo dì campo comandante 1* 
brigala, saranno devoluti e nella gerarchia de' gradi ai soli ufR- 
ziali e sott' ufficiali che fanno parte della Leeone. 

Art. 3. — 1 militari di ogni grado della Legione non po- 
tranno, cbe dietro il loro' assentimento, passare ne' corpi e reg- 
gimenti DBEionali BpSgDUOli. 

Fatto in doppia spedizione in Algeri, li 26 lu^io 1835., 

ìi commusario spagtmoto 

Firmata : A. M. Deltalle. 

Il oommismrio francese 

Firmato : Il barone De La Bue. 
Ainlanle di campo del Ministro della guerra. 



Noi, Don Delvatle, tenente-colonnello, commissario di S. H. 
b Regina dì Spagna per la cessionefatta dal governo francese, 
della Legione Straniera. 

Sulla dimanda cbe me n' è stata diretta dal signor eolon- 
netlo Bernelle, comandante la detta Legione; 

Considerando cbe nella posizione in cui va a trovarsi questo 
capo di corpo, ancora per qualche tempo, lontano da ogni au- 
torità superiore militare, imporu al bene della disciplina quanto 
a qneUo del servizio di S. H., d'investire il detto colonnello di 
un' autorità speciale ed in rapporto colla posizione nwmenlaDea 
nella quale egli va a ritrovarsi. 

Usando de' diritti che ci sono devoluti siccome commissario 
dì S. H. la Regina di Spagna, noi abbiamo deciso quanto segue: 

Articolo I- ^—.Durante tuttp il tempo che la Legione Stra- 
niera sarà separata dall' esercito spagouolo, e non sarà collocala 
sotle il comando A' un nlìOzial^ generale del grado di tenente-g^- 



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Ìtì6 
nerale, il signor colonndio BerneUe sarà investilo di tiitd i po- 
teri attribuiti a guest' uUimo grado nei regolamenti Trancesi , re> 
tativamente alla giurisprudenza militare, e per tutte le puDÌzioni 
da infliggersi agli ufBziali, sott' HfGziali e soldati, compresovi le 
cassazioni defBnitivc, le retrogradazioni, ec. ec. 

Art. 2. — Se le circostanze lo esigessero, il signor colon- 
nello BerneUe potrebbe sospendere dalle loro funzioni tulli gli 
ulfiziali, di qualunquesiasi grado, collocati solti i suoi ordini, 
fino alla decisione cb' egli provocherà sni loro conto , da S. H. 
la Regina Isabella IL' 

Dato in Algeri, nel palazzo de) consolato generale di Spagna. 
Li 6 agosto 1835 

II 



Firnmlo: A. M. Dblvaixe. 



(F) 
COPU DEL PROCESSO VERBALE 

Conslalaute Ut consegna della Legione Straniera alla Spagna. 
( 27 lugUo 1835 ) 

L' anno mille ottocento trenta cinque, li venti sette luglio 
e giorni seguenti, noi, Alessandro Casimiro-Meldone d' Are, in' 
tendente militare dell* esercito d' Africa. 

Dietro richiesta del signor Isidoro Aristide Gio. Maria, ba- 
rone de La Rue, aiutante di campo del signor Ministro della 
guerra in Frauda, e di Don Antonio Maria Delvalle, tenente-co- 
lonnello al servizio di Spagna, — 

Ambidue commissari nominati dal loro governo rispettivo 
all' efietto dì eseguire la convenzione conchiusa a Parì^ li 28 
giugno ultimo, fi*a ì rappresentanti delle due potenze, per 9 
passaggio al servigio dì Spagna del corpo di truppa designalo 



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I 



Ì97 

sulto il nome ili Legione Slraniera, che serve in Africa, e pel 
suo proDto imbarco , abbiamo consLalato tale operazione mediante 
il presente processo verbale e la consegna al signor commissario 
spagnuolo della Legione Straniera, armata, vestila ed equipag- 
giata nel modo seguente : 

Noi aediamo primieramente dovere ricbiamare per ordine , 
cbe a norma degli arlìeoli 4, 5 e 7 della precitata convenzione, 
copia della quale ci è stata rappresentata ed all' istante reuduta , 
i militari cbe compongono la Legìooe Straniera, passando al ser- 
vizio -di Spagna , debbono conservare le loro armi ed elTetti il cui 
valore verrà fissato mediante una stima contraddittoria e rimbor- 
sato al governo francese dal governa spagnuolo; cbe di più, que- 
sto corpo deve essere trasportato da bastimenti francesi sul ter- 
ritorio spagnuolo , e che finalmente , dietro le istruzioni ministe- 
riali del 29 giugno ultimo, la Legione Straniera, avanti di lasuar 
r Africa , deve ricevere un anticipo di tre mesi di soldo di sta- 
zione sul piede di pace. In quanto al detto anticipo die, a nor- 
ma di un dispaccio del signor Ministro degli affari esteri di Fran- 
cia , in risposta ad un altro di S. E. il signor duca di Frias , am- 
basciadAre di Spagna a Parigi, il governo francese accordava alla 
Legione, al momento in cui essa passava al soldo della Spagna, 
a titolo di gratificazione, è stato riconosciuto che é stato versato 
nella cassa questo giorno venti sette luglio , e ricevuto dal nuovo 
consiglio di amministrazione della Legione, e che ammonta per 
questi tre mesi, cioè soUlo degli ufQziali . . 88,574 fr. 90 e. 
soldo della truppa .. . 156,856 • 

In tutto due cento quaranta cinque mila 
quattrocento trenta franchi novanta centesimi . 245,430 fr. 90 e. 

I signori commissari rispettivi riconoscono: 

1.° Che, a norma dell'elenco d'elettivo ed i processi ver- 
bali stesi dai signori Delvalle e barane de La Bue , incaricati del- 
le operazioni militari relaUve alla Legione Straniera in Algeri, il 
suo effettivo presente al momento del suo imbarco trovavasi com- 
posto nel modo che segue: 



.vCoogIc 



UFPlZULi. 

Colonnello 1 

Tenente-Colonnello , , 1 

Capi di battaglione 5 

Ai iitan li-Maggiori 6 

Capitano Tesoriere 1 

Capitano di vestiario 1 

Tenente aggiunto al Tesoriere .... ì 

Chirurgo-Maggiore \ 

Chirurgi aiutanti 5 

Capitani di i.' classe 12 

Capitani di 2.' classe 15 

Tenenti di 1-' classe 24 

Tenenti di 2." classe . 5 

Sotlo-tenentj 45 



Totale 



125 



TRUPPA. 

PICCOLO STATO HACSIOSE. 

Aiutanti sotto-ufGziali 6 

Vagotnastro 1 

Tamburro-Maggiore 1 

Caporali tamburri 6 

Zappatori 24 

Salati 3 

Capi sarti e capi calzolai caporali. . . 2 

Soldati operai 55 

COMPACNIB SCEL-n. 

Sargenli-Haggiori 12 

Sargenti e Forieri 60 

Caporali 72 

Granatieri e Volt^giatori 858 

Tamburi e TrombetUerì 24 



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19» 
Riporto della biippa . - ],104 

CAHPAGNIE DEL CGHTIIO. 

Sargenli-Maggiorì 36 

Sargenti e Forieri 180 

Caporali 288 

Tamburi 72 

Soldati .2,325 

Figli di truppa 16 

In tutto aott' ufBziali e soldati . . 4,021 

ossia al totale di 4,144 uomini in 6 battaglioni , rompri'sa V uf- 
Tizialità. 

In quanto agli uomini non congedati e riformati che appar- 
tengono attualmente alla Legione Straniera , e che sortiranno da- 
gli spedali delle diverse guarnigióni d' Africa , saranno ninniti in 
distaccamento in Algeri per essere poscia condotti in Ispagna, 
nel medesimo modo che i battaglioni di cui fanno parte, por- 
tando secoloro egualmente le armi e bagagli , i quali saranno 
r obbietto eziandio di regolari stime per constatare il loro valore. 

2.° Che r esistente in cassa per la Legione Straniera sia in 
danaro effettivo , die rappresentato da effetti di biandierìa e cal- 
zatura, pezzi d' armi, ec. , si è trovato ammontare alla somma 
di settantasei mila seltencentoseltantaquattro franchi e dnqoan- 
tanove centesimi 76,774 fr. S9 e. 

3.* Che il valore degli effetti dì vestiario 
e grande equipaggio in servizio, dietro il de- 
conto dei trimestri che loro rimane ancora a 
percorrere per arrivare al termine di loro du- 
rata legale, come pure le materie ed effetti 
nuovi esistenti in magazzino, ascende alla 
somma dì dugento quarantuna mila novecento 
trenta sei franchi e novantanove centesimi. . 241,936 99 

4.° Che la stima delle armi di ogni natura , 
necessari d' armi, cartuccìe a palla, pietre fo- ' 

caie , ascende a dugento trentasei mila trecento 
settantanove franchi e un centesimo .... 256,379 01 



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200 

5.° Che il valore degli efTetti <IÌ accam- 
pamento di diverse specie in servigio con di- 
stinzione di nuovi e di solamente buoni ( e, in 
(jucst* ultimo caso , riduzione della metà del 
prezzo ) , aramonla a cinquanta sette mila , sei- 
cento trenta sei franchi e otlanlati'è centesimi. 

6." Che conseguentemente alla totale som- 
ma di seicento dodici mila settecento ven- 
tisette francbi quarantadue centesimi ascen- 
de la stima dell' armi ed effetti di ogni na- 
tura portali via dalla Legione Straniera, al 
.momento del suo imbarco, e di cui il governo 
spagnuolo, secondo 1' articolo 4.° della con- 
venzione precitala , dovrà il rimborso al gover- 
no francese [ salvo errore od ominissione ). . 



612,727 42 



il signor tenente-colonnello Delvalle . commissario spagnuolo, 
sì dà premura di riconoscere e di dicbiarare, che mediante 
r imbarco effettuato de' sei battaglioni della Legione Stranie- 
ra, vestiti, armati ed equipaggiali, che hanno successivamente 
tutti fatto vela per la Spagna e della comunicazione o con- 
segna che gli è stata fatta dei processi verbali constatanU le di- 
verse operazioni che hanno avuto luogo a questo riguardo in Al- 
geri, la Francia ha compiuto (salvo ciocché rimane a farsi per 
il deposilo a Talone ) (1) , le varie obbligazioni cb' erasi imposte 
a norma della convenzione delli 2S giugno ultimo . in conseguenza 
e nella sua qualità, lo rìtiene per eseguilo e se ne dichiara sod- 
disfatto. 

Fatto e chiuso in Algeri li 9 ( nove ) del mese d' agosto 
mille ottocento trentaànque, ed hanno, i signori commissari della 
Francia e della Spagna, firmato con noi il presente processo ver- 



(t) l» medesima operaziODe è siala Talta pochi gioroi 'dopo, al deposito 
della Legioue a Tolone, ove trovavansi 900 uomiul di ogoi grado, i quali, riti- 
dUì a quelli parlili d'Africa, e a 256 uomini sia agli ospedali, che in viaggio.e 
che raggiunsero io Ispagn a. formano un totale effetti vo di 5.200 uomini, fona 
della Legione al suo ingresso in questo paese. 



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20t 
baie steso in doppia spedizione oltre lu mimita , una copia es- 
sendo rimasta in possesso di ognuno ed egualmente solloscritta 
da ognuno di essi. 

Il Commissario francese II Commissario spagnvoto 

Fir. barone Indoro De la Rue. Fir. Anionio Maria Deltallk. 

L' Intendente-Militare 
Fir. Melcion »' Abc. 



(•) 

Sua maestà la Regina reggente, infonnata dell' anzianità dei 
vostri servigi e della vostra militare riputazione, vedrebbe con 
piacere che rimaneste alla lesta della Legion Straniera , che avete 
comandato in modo sì distinto in Africa, passando con essa al 
servizio di Donna Isabella II. (1). 

Siccmne S. M. non vorrebbe che questa determinazione per 
parte vostra potesse essere causa di verun pregiudizio pe' vostri 
personali interessi e per la vostra carriera, essa è disposta a 
darvi una prova manifesta della stima e della fiducia che le hanno 
ispirate le informazioni che sonole state date sul vostro mento, 
nominandovi maresciallo di campo delle armate reali, col soldo 
e le prerogative di questo grado in Ispagna, dal giorno del vo- 
stro sbarco nella Penisola, e ciò senza pregiudizio delie prove 



(I] GII è da sopporsi che fa in virtù dei rapi>orto che ìndlrlMÒ indubìla- 
lamenie il signor colonnello Deitalle al proprio governo, facendogli cono- 
scere cbe nei principio , il colonnello Bernelle ricusava di passare al suo ser- 
vigio, cbe qaesia lettera gli venne scritta dal ministro della guerra spagnuo- 
lo; la sua dala , quella delta sua recezione a Palma ( IS agosto), nonché 
quella delia decisione presa da qaest' ufficiale superiore di acceture la mis- 
sione che datagli II governo francese ( 10 luglio ], provano, Ecnza replica, 
(^e tale detenni nailon e non fn nuitameoie influenzata dalle promieste che 
contiene. 



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202 

di affenone e di generosità colle quali S. H. sa cosi hme ricom- 
p«n8are i servigi eh' io non dubilo renderete alla buona causa in 
difesa della quale è chiamata la Legione cbe voi comandate. Se 
voi accettate simile proposta , vi prego d' informarmene senza ri- 
tardo, aedo S. H. possa prendere un' uilerìore determinazione. 

P»- ordine della Regina Dio vi guardi lunghi anni. 

Santo Idelfooso 1' 1 agosto 1855. 

Firmato: H. D. De ÀHmiAn* 
Ministro delU^ Guerra. 



(H) 

Nel momento del loro sbarco e del loro ingresso in città , 
i soldati della Legione intuonava&o, colle loro belle ed armoniose 
voci tedesche eli italiane, il conio della Legione Straniera, com- 
posto il giorno medesimo da uno di essi, il sergente maggiore 
Emilio Bon (1). Noi riproduciamo qui quest' inno patriottico che 
durante tutto il tempo del loro soggiorno in Ispagna i militari 
della Legione cantavano in coro nel momento de' combattimenti , 



(I) Abbencbè il mio assunto sia quello d' illuslrare i soli italiani tutlavia 
il signor Bon Emilio francese ( di Grenoble ) merita per te sue ottime qualilì 
' e i' amicizia che m! professava che lo ne faccia siogolare menzione. Egli è 
UD valoroso militare pieno di coraggio, di energia e di eradlilODe come ne 
fa prava la bella canione da esso quasi ìm provv Isaia . Giovine a 18 anni era 
già capitano nelle guerre di Grecia in unione ai Filleleoi comandali dal ge- 
nerale Fa bvier Delle quali intrepidamente combattendo riportò diverse ferite 
e soSerse somni dis^i reataodo prigioniero dei Turcbi. Dopo la rivoluzione 
del t830, prese servizio nelle truppe credendo cbe la Francia si metieese in 
guerre colle naiiofli Snitlime, ma ingannato in questo suo proposilo dovette 
seguire il 10" reggimento l^gero a cui apparteneva, in Africa. Sapulo cbe la 
Legione Straniera passava ia Ispagna ad aiulare la causa d' Isabella li , per* 
mutò il sao grado con un altro soli' ufficiale per venire nella Penisola; ove 
come si vedrA in appresso per le sue prodezze e riportate ferite giunse Uno 
al grado di Tenente e ollenne due decorazioni. 

( Hola ilei Ti-MluUnre. ) 



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1205 
e durame le loro maggiori Etticbe. l.septìmeiMi di )>atrioUismo 
e di amore deUa libertà cbe sonori eapreagi , rìaponderanno vìi- 
toriosamenle , non ne dubitiamo , alle calunnie aparse più tardi 
contro questo bravo e bel corpo, e particolarmente all'ingiuriosa 
denominazione che gli fu cosi ingiustamente applicata, di Condol- 
tieri (1), da' suoi detrattori, alcuni de' quali erano eziandio esciti 
da' suoi ranghi , pet- la coltiva porla , a vero dire. 

CHANT DE LA LÉGION FRANCAISE (2) EN ESPAGNE 

( Peut se cbanter sur i' air de la sentitieUe ). 

I. 

Nobles prosoits, ennemis des tyraas, 
Bérugié$ de tous les poinu du monde; 
La liberté vous ouvre d' autres cbaonps , 
Olì le canon d' un peuple libre gronde. 
Son bniit, par 1' orage emporté, 
Ebranle la vieille Ibérie; 
Combattei pour la liberté, 
Vous reverrez votre ^trie. 

n. 

Au premier rang, Polonais gétiéreux 
Mardiez, 1' honneur vous vit toiijours fidéles: 

(1) Di leggeri si comprenderà con quale indignazione, i mlliliiri deila 
Legione i quali., io tutte le circoitauze, ed in occasione del loro passaggio 
■1 serviitio di Spagna . soprattutto , avevano dato delle prove dì lama aboe- 
guione e di devozione alla Ftaatìa ed ai prlncipil costituzionali, debbono 
rigettare una simile denotai nuione. È nolo ciò cb' erano questi cotidottUri 
del medio evo, sempie pronti 9 vendere il loro sangue a chiunque oRrivane 
ti miglior prezzo. In coscienza, qitale analogia stabilire fra quelle genti di 
sacco e di corda, e gì' individui i quali componevano la Legione, la cui enu- 
merazione è slata Tatù nel principio di quest' opera? 

(2) Denomiaaiìone data alla Legione Sfruniero, in Ispagna, per distin- 
guerla dalla Legione Inglese, colla quale .non dev'essere confusa, sotto 
verun rapporto. ( Vedere a guest' obbielio la nota I. }. 



D,.-,:cJbyG00gIC 



Pour vous guider, déjà du haul des cieui, 
Votre aigle blanc a déployé ses ailes. 
La Vierge libre a répété, 
"En abandonnant Varsovie: 
Combattez, etc. 

Ili. 

Enfànls du Rhin si fiera d' étre Frant^is , 
En vain les Rois ont pose dea barrìères, 
Rappelez-TOUB qu' eit des jours de snccés , 
La FraDce fibre avait d' autres frontières. 
L' arbre du Peuple est replanté, 
Guerre à moit à la tyrannie , 
Combaltez, etc. 

IV. 

ilaliens opprimés, mais vaillauts, 

De vos aleux évoqueK la mémoire; 

Vos bords sacrés renferment des volcans. 

Et sur leurs flancs, dorment des rois sana gioire; 

Au jour briUant de leur clarté, 

Surgira 1' autìque Italie. 

Combattez, etc. 



Du sud au nord, bravant tous les ciimats, 
Légion! tu portes la baimière, 
Quand 1' univers connattra tea aoldata , 
Tu doia enfin cesser d' étre élrangére ; 
Tes fils auront droit de cilé. 
Sur une terre rajeunie; 
Tous lea peuples eo liberlé, 
Leiu- ofTrironl une patrie. 



jdbyGoOglc 



(I) 



Cadrebbesi io un beu grave errore, se si credesse poler 
stabilire qualche paragone fra la Legione Francese e la Legione 
Inglese le quali erano nel medesimo tempo al servizio del go- 
verno costiturionale spagnuolo, in virtù del trattato del 28 giu- 
gno 18S5. 

E noto per lo che abbiamo detto al principio di qnest' ope- 
ra , la composizione del personale del primo di questi due corpi : 
si sa che facendo non ha guari parte dell' armata francese , esso 
aveane 1' organizzazione, ■' amministrazione, l' istruzione e la di- 
sciplina; che impiegato da quasi cinque anni in Africa, in con- 
correnza co' redimenti francesi , aveva diviso con onore le loro 
faticale ed i loro pericoli, in modo da meritare ed a ricevere re- 
plicate testimonianze di soddisfezione de' capì dell' esercito. 

L' aimamento, il vestiario e l'equipaggio che- seco portato 
aveva in Ispagna , sia sul dorso degli uomini, che al suo seguito 
ne' suoi magazzini , erano della stessa qualità che nell' esercito 
francese ; finalmente , i cinque mila e qualche centinaia d' uomini 
die sbarcarottd a Tarragona, nell' agosto 1835, erano tutti an- 
tichi soldati ddl' età di 25 a 50 anni, grandi, di forte costitu- 
zione, d' un' istruzione miliìare completa, ed agguerriti da parec- 
chie campagne estremamente attive , sotto un cielo ed un clima 
assomiglianli a quelli della Spagna. Tutto ciò stabilito e ben av- 
verato, dal racconto dei fatti e pezze all' appoggio che prece- 
dono, porremo sott' occhio, la composizione del personale, e del 
materiale della Legione Inglese, senza veruna riflessione, te- 
mendo che la imparzialità non sia messa in dubbio, ed il lettore 
ne giudicheirà ! 

Lordiè, in seguito del precitato trattato, il governo Inglese 
aderì, di concerto colla Francia ed il Portogallo, a mandare un 
soccorso in uomini al governo costituzionale spagnuolo , non pre- 
se, come la Frauda nel suo esercito, un corpo tutto formato, 
istrutto e sperimentalo : esso autorizzò il colonnello onorario sir 
Lacy-Evans, membro della Camera de' Comuni, a reclutale una 



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206 
legione composla di Fanti, dì Cavalli e d'Artiglierie, mediante 
volonlarii ingaggi, col premio di 150 franchi per uomo ( sei lire 
sterline). Questa leva, sotto il rapporto pecmiiario, doveva es- 
sere a rischio e pericolo del suddetto colonnello il quale s' as- 
sociò con varie case di commerdo di Londra, e fra 1' altre con 
quella di cui era capo Hendizahal, il quale inoltre aveano una a 
Madrid; egli era allora ministro delle finanze in [spagna e poco 
dopo vi divenne presidente del consiglio dei minisUi. 

Si comprende facilmente quale dovesE' essere il risultalo dì 
un simile modo di reclutamento : de' soldati raccolti nelle strade 
di [iOndra e delle grandi città d' Inghilterra, dai sedici sino ai 
quarant' anni ( eraovi eziandio fra loro de' vecdii ) ; e degU iif- 
Siiali generalmente, senz' istruzione né esperienza militare, ì 
quali compravano i loro gradi sopra una tariffa proporzioBale : 
quasi tutu erano giovani fortunati , presi nelle famiglie dell' ari- 
stocrazia o del commercio, abbracciando la carriera militare in 
conseguenza del carattere arrischievole degl' Inglesi, lusingati di 
portare per alcuni anni, i ricami e le brillanti spalline di fanta- 
sia la cui scelta era regolata dal loro capriccio , attesocchè la di- 
stinzione de' gradi in Inghilterra non consiste in quelle, ma si 
bene nelle cinture, siccome usasi presso tutte le potenze del noni. 

Ecco dò per la composizione del personale ; in quanta al 
materiale, il governo Inglese, sempre ed in tutto mercantile e 
speculatore, aveva trovato nelle forniture il mezzo di soddisfare 
le sue abitudini; cosi aveva egli coperto le rediite fatte da sir 
Evans di vecchi fondi di magazzino , di modo che la Spagna die 
pagava lutli questi malandati effetti a belli e sonanti colonnati, 
siccome effetti nuovi, dovette rimpiazzarli tosto dopo lo sbarco 
di quegli uomini a San Sebastiano. 

I cavalli della Cavalleria e dell' Artiglieria furono scelli egual- 
mente fra quelli che sarebbero slati dì 11 a non molto riformali, 
se non avessero ricevuto questa destinazione; cosi la 'cavalleria 
in simil modo montata, non potè rendere verun servigio e sem- 
pre fu all' upposlo un imbarazzo ; difatlo cosa fare di que' vecchi 
cavalli, montati da giovani inesperti, in paesi di montagna nù 
quali . invece di eccellenti foraggi a cui erano abituati in Inghil- 
terra . dovevansi contentare del nutrimento de' cavalli del paese • 



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207 
deUa paglia e dell' orzo, quando lura potevast darne? Un |hm- 
veiiiio dice che: perchè una cavallerìa «a buona fa di me.ilìeri 
che sia composta di vecchi cavalieri e di giovani cavalli; qui, 
era lutto il cootrario, gli uomini erano giovani ed i cavalli vecchi. 

AUerquando si organizsarono degli squadroni di cavalleria 
nella Legione Francese ( Lancieri Polacchi ) , non vi furono am- 
messi se aoa ebe vecebi cavalieri che usdvano dagli eserciti Te- 
desi^i, e pEu4ic»larmente dei folaccbi; i loro cavalli vennero 
comperati a Pau ed a Tarbes, o provenivano dai carabinieri ri- 
formati ( dogftnieri a cavallo ) : st gìudiclii della differenta di que- 
ste due ergeDÌziazioni ! 

Le spese, a carico della Spagna, cagionate dai due corpi, 
erano in ragione inversa della loro composizione; infatti, menlre 
cbe la Legioae Francese nceveva il medesimo soldo e delie ra- 
lipni deUa medesima compositiooe che quelle dell' armala france- 
se , la Legione Inglese riceveva queste allocazioni sullo stesso 
liiede che negU eserciti inglesi; di modo cbe, gir Lacy Evans, 
colonnello onorario io Inghilterra , Tenenle-Geuerale in Ispagna , 
era trattato in questo paese come un Generale m capa dell' eser- 
ctM infletè; nceveva uno stipendio di 120,000 franchi all' anno 
(non comprese le spese di rappresentanza), e quaranta razioni 
di o^i natura per giorno; il suo chirurgo in capo, tpccava 
80,000 franchi annui, e tutti gli alui gradi, nella medesima pru- 
porzione ; ed inoltre questi gradì eran9 tre volte prù numeiosi 
cbe nella Legione Francese, i cui battaglioni erano di 800 uomini 
almeno cogli stessi quadri che in Francia , mentre che quelli 
degli ingle^, i quah non erano cbe di 500 uomini, avevano però 
due capi di Battaglioae ( una in primo, ed uno in secondo ), un 
porta-bandiera, quattro uffiziaU per compagnia, eco- ecc. 

Le raùom erano nella medesima proporzione del soldo, 
mollo più f(Hti delle nostre, quella dì carne soprattutto era dop- 
pia: uia libbra per giorno e per uomo; ed oltre il vino, faceva 
di mestieri al soldato inglese del rbum o dell' acquavite ! 

Di più, mentre cbe i' esercito spagnuolo e la Legione Fran- 
cese erano continuamente iu arretrato di pareccbi mesi di sol' 
do, non toccando se non se leggeri acconti, e noti ricevendo 
mai le loro modiche razioni di viveri complete , gì' inglesi riceve- 
1S 



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vano L viveri etl il soldo colla maggior esattela. Ls previ- 
denza del governo inglese su di ciò, siccome in ogni altra cosa, 
allorché trattasi di danaro ^ non aveva fatto diffalta : la Spagna 
avendo avuto biso§^o di contrarre un imprestilo, erasi rivolta 
a case bancarie di Londra ed aveva dato per garanzia le sue mi- 
niere di mercurio; ma fu stipulato che i primi fondi versati ii> 
marrebbero in deposito, per assicurare per un anno, il soldo e 
le altre prestazioni alla Legione Inglese e per pagare le forniture 
di cui più sopra abbiamo parlato. 

Vediamo adesso se i servigi resi aUa Spagna dalie due tru|>- 
pe, furono in relazione col trattamentq che ognuna di esso vi 
riceveva. 

La seconda parte di quest'opera riassume sommariamente 
1 servigi di ogni natura renduti dalla Legione Francese alla Spa- 
gna , non che le prìndpali azioni di guerra a cui essa ha glorio- 
samente preso parte: noi vi rimandiamo il lettore. 

Riguardo alla Legione Inglese, si comprende lealmente che 
a nonna di quello che altrove si disse degli elementi di cui si 
componeva , fìirono necessari alcuni mesi per metterla- in istato 
di fare un servizio militare- qualunque. Cosi la si ritenne rinchiusa 
per molto tempo in San Sebastiano, per occuparsi della propria 
organizzazione e della istruzione ; e , dopo questo , allorquando 
bisognò farle fare un movimento per avvicinarla a Vittoria, a 
dovette farla scortare da una divisione spagnuola, che le faceva 
la guardia ne' villaggi cb' essa occupava ; i suoi accantonamenti, 
a cagione del gran numero di donne e di fanciulli che seguivano 
la truppa ( i quali ricevevano le medesime razioni di viveri ebn 
ì soldati), e del loro vestimento istranamente cencioso, rasso- 
migliavano a dei veri accampamenti di zingani. Eglino erano an 
incomodo ed insieme un imbarazzo ad ogni istante; noi siamo 
stati spesse volte testimoni degli energici segni di malcontento 
de) generale in capo Cordova, il quale diceR che questa Legione 
era una palla di cannone che avevangli attaccata alle gambe, che 
impedivalo di agire, che assorbiva tutte le sue risorse, ecc. ecc. 
Era per lui un perpetuo fantasma. Di più , era un argomento 
continuo di mormorazioni da parte de' soldati spagnuoli , i quali 
non vedevano senza gelosia e senza un malcontento, ben legil- 



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lìmo 4' altronde , le crudeli privazioni che gli erauo imposte , per 
poter dare il superfluo ad uaa truppa la quale, sempre la prima 
alle distribuzioni, non compariva mai Ìd linea i gionii di battaglia. 
Questa LegÌDoe, che contava 12,000, uomini sui ruoli, pel tolda 
e pei viveri ( oKre una quantità inoumerevole di donne e di fan- 
ciolli, i quali come è stato detto , ricevevano pure delle razioni ), 
non ne ha mai riunita la metà sotto le armi; essa non può con- 
tare verna fatto d' arme di qualche entità per tiitto il tempo del 
suo soggiorno in Ispagna, ed t suoi disertori in gran numero, 
sono iti ad aumentare le bande dì Don Carlo, dove ricevevano 
un nuovo premio d' ingaggio. Colà pure , sona stati un Imbarazzo 
per il pretendente come lo erano stati per )' esercito costituzio- 
nale, e fu concluso un accordo fra il commissario inglese ( co- 
lonnello Wild ) e Don Carlo , per obe tutti i prigionieri o diser- 
tori inglesi venissero ricondotti in Inghilterra; in tal guisa, ognu- 
no lo vede, tutti cercavano a disbarazzarsene. 



w 



Erasi adottato per le truppe carliste un costume quasi uni- ' 
torme, molto addatto al genere di guerra cbe erano diìamate a 
fare. Il vestire della testa era semplicissimo e comune a tutte le 
armi; si conosce generalmente il berretto basco, detto in Ispa- 
gna boina. Soldati, uQiziali, generali e anco l' infante don Seba- 
stiano, portavano tutti la boitia. Quella degli nffitiali era ordi- 
nariamenle rossa con in vetta un bottone d' oro e d' attuto 
lai^o un pollice e tneao e dentrovi impresse le due lettere ini- 
ziali C. V. ( Carlo Quinto ) coronate. Questo bottone era circon- 
dato da una Ihingia di tre o quattro pollici che ora difFondevasi 
a raggi intomo a sé, e ora seguendo il muovere della testa, 
prendeva più o meno la forma di una ghianda. La boma dei 
fiinti era azzurra, quella dei cavalieri bianca. 

I ianti portavano, come le truppe francesi, il cappotto, e 
come quello i pantaloni rosso robbia e sopravi delle unse nere. 
L' oHiciale di fanteria portava un cappono di drappo blu cupo 



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210 
e la sciabola alla lòggia francese- Lo stesso die nell' annata co- 
Btilaiionale , le spalline non «-ano portale cbe lino al grado di 
capitano indoNTamente ; ancora era ben raro che lo fossero, 
quand' anche gli nlSxiali n' erano prov TeduU. 1 sott' uEBziali ,e sol- 
dati portavano la carUmchera primitÌTameat« , ossia giberna-da- 
tura, a un dipresso somigliante a quella priniitiTaueote in uso 
Bell' armata d' AErtca ; in generale essi erano armati di fucili di 
munizione colla baionetta. 

I cavalieri portavano una piccola vi^e rotonda di color ver- 
de, i pantaloni grìgio^ebiari cadeati sulle scarpe molto grosse in 
forma di stivaletto; in alcuni squadroni il mantello era rosso 
rabbia, in altri grigio-chiaro. Le armi consistevano in una lancia, 
una carabina , una sciabola e due pistole. Sar^be difBcile non 
avvertire gli sproni fatti nel medesimo moda tanto per gli uCfi- 
liaU che pe' soldati ; la loro dimensione e forma bastavano per 
attirare 1' attenzione, quand' anche non avessero prodotto il ru- 
more che facevano sentire da lontano per )a doppia spronella cbe 
aveva ogni sprone ; una stellata di ferro per il servigio ordinario , 
l'altra rotonda e di rame perchè solleticasse 1' orecchio tintinnendo 
con la prima. Queste spronelle invece di essere perpendicolari 
erano collocate orizzontalmente , tocche d' altronde si usava in 
tatto l'esercito apagnuolo. Ne risulta che si pu6 percuotere più 
vigorosamente un cavallo senza stracciarlo, e che il cavaUora è 
Dicalo esposto ad offendere sé medeaimo quando è a piedi, ed e 
rompere le spronelle. 

Gli iiffiuah dell'armata carlista, oondiè quelli dell'armata 
costituzionale, porUvano generalmente nelt' inverno sopra 1' udì* 
forme od il cappotto, una veste di pelle d' agnello o di capretto, 
foderata, guarnita di passamano; dessa era nera al di fuori (I). 

I panni, gli effetti confezionati di vestiario e A' equipaggio, 
nonché le armi, erano generalmente forniti ai cariisti dal com- 
mercio dell' Iflghiken'a e della Francia , e gli arrivavano colla 
maggior facilità per mare e per la Ironlìera de' Pirenei. Ne erano 
abbondantemente provvisti, come pure di biscotti e di carni sa- 

(<) Uuesle vesti TaMOMii);lÌavauu per la forma, allo ipencer in uso in 
Frauda «etio r Impero. 



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tu 

late che lin^> giungevano netto stesso moiio, mentre dia l'eser- 
cito costituzionale ( e aopralUitto la Le^ne Straniera Francese , 
ijuindici Diesi iloiio il suo ingresso tu Ispagoa ), mancavano <ti 
tutto ! 



(K) 

Citeremo un fatto fra mille il quale farà conoscere fìn dove 
fa passione del giuoco ptrà condurre gli Spagnuoli, e sotto qual 
pimlo di vista i suoi risullati sono considerati, qualche volla 
. nel loro esercito. 

Poco tempo prima dell' evacuazione delle pi'ovincie spagmwle 
dell'America del sud dall' esercito reale, evoeuBikine che era la 
consagneniB , umiliante per lui, della battaglia che di recente ave- 
va perduto >d A,yscui^, im colonnello di quest' esercito che 
^riameremo DoM Baldomero, uno de' pia fortuuati giuocatori che 
aoBoverasse fra le sue fila, manteneva intime relazioni eoa una 
delle prime dame della città (ove il reggimento di questo colon- 
nello teneva gnarniginnc ) , ed il cui marito trovavasi alla testa 
delle truppe ribelli contro la leale autoriti. 

Fuvvi un tempo in cui la preoccupasione e la tristezza di 
Baldomero inquielnrono la tenerezza della sua amante ; le sue in- 
vestigazioni le appresero che erano cagionale dalle enormi par- 
dito fatte da luì al giuoco, le quali, non solo potevano com- 
promettere i) suo avvenire, ma ancora l' impedivano di dedicarsi 
alle attrattive di una paisione cbc preferiva ad ogni qualsiasi 
cosa. Da quel giorno in cui easa ricevitle tali notizie. Don Bal- 
domero trov4 ogni mattina sopra la sua tavola una borsa piena 
d' oro di cui facilmente indovinò la destinazione e l'origina, e 
ne usò in conseguenza. La disgrazia non si stancò di essergli av- 
versa; neppure si stancò la generosità della b^a Americana, Ut 
qnale impegnò la sua fortuna, i suoi diamanti ed i più preziosi 
oggetti per riparare le perdite sempre rinascenti del proprio 
amante. 



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sii 

Le coee IroTavansi in tale slato, allorché si seppe dello np- 
prossimarsi della dWisioDe ribelle ccmiandata dall' oltraggiato ma- 
rito , e che Don Baldomero ricevette 1' ordine d' imbarcarsi col 
suo redimento per 1' Europa. 

11 mattino de) giorno fissato per tale imbarco, che doveva 
essere il medesimo di quello dell' ingresso degl' insorti nella città 
per prenderne possessione, il nostro colonnello ritrova ancora 
una borsa sopra il suo tavolo , ma invece dell' oro che preceden- 
temente vi trovava, non.eravi che nn laconico biglietto che con- 
teneva le seguenti parole : 

■ Io ho sagrificato la mia Fortuna e quella di mio manto 

■ per soddisfare la vostra sfrenata passione pel giuoco, poiché 

• dipendevaue la vostra felicità: mio marito, il quale tutto sa^ 

■ giunge; io sfuggo alla sua giusta vendetta; addio, compìange- 

> temi. > Baldomero accorse presso la dama: il veleno aveva 
posto fine a' suoi giorni I 

Malgrado la loro eccessiva indulgenza pei torti provenienti 
dai risultati del giuoco , gli ufHciali del reggimento alla cui co- 
gnizione questa morte e la sua causa erano pervenute , sapendo 
d' altronde che il loro colonnello aveva ricuperato nella notte delle 
somme più forti di tutte quelle oh' egli aveva perdute, e suppo- 
nendo che avendo avuto il tempo di riparare il male che aveva 
cagionato , non 1' avesse fatto per avarizia , gli fecero dichiarare 
dal loro tenente-colonnello , eh' ^lino l' invitavano a dare la sua 
dimissione, attesocchè erano flccisi a non conservarlo alla loro testa. 

Senza perdere il mininro istante, Don Baldomero cambiè 
tutto il suo oro, che ascendeva ad una somma enorme, contro 
de' biglietti di banca, riunì in propria casa i suoi uffizia1i,e disse 
loro: > Voi m' avete giudicato colpevole d' ìndilicatezza e d' ava- 

• rìzia : ecco come rispondo a qnest' ingiusta accusa. ■ E fece 
un solo fascio di tutti que' biglietti di banca i quali abbruciò ad 
una candela. — Indi soggiunse : • Non potendo vendicarmi sopra 

> di voi tutti dell' oltraggio die m' avete fatto portare dal te- 

■ nenie colonnello , egli è a lui solo che ne chieggo ragione. ■ 
Vp duello a morie ebbe luogo immediatamente: il tenente -colon- 
nello soccombette. Lo stesso giorno, il marito oltraggiato ed io 
parte rovinato entrava in città per una porta colla propria divì- 



de! byGoOgIc 



2ì:> 

«iònn, lì'Htlanta che il colonnello Don Ralilomei'e esciva da un' al- 
tra ed imbarcnvasi alla lesta ilei nuu re^inientu il quale oveagll 
fenduto la sua stima e la m» confidenza dal punto eh' erasi ^u- 
stificato del peccata d' avarìzia agii occfai de' suoi subordini! ti. Più 
non rimanevangli altri torti che quelli del giuoco, e per ({uesti, 
siccome abbiamo esposto , 1' indulgenza è grande nell' esercito 
spagnuolo, soprallutLo ne' reggimenti che ttono stati in Ameiìca, 
dove il giuoco è ben altra cosa ancora che in Ispagna! Colà, si 
giuoca la propria fortuna presente e futura, la propria amante 
( non osiamo aggiungere 1' onore e la propria moglie, e nondi- 
meno non vi sarebbe esagerazione a dirlo ); si giuoca infine la 
medesima propria persona; citanst de' Messicani e dei Peruviani 
che h^nno giuocato la loro libertà contro alcune oncie d' oro e 
c^e fedelmente hanno servito siccome schiavi il loro vincitore al 
giuoco, sinché un rovesdo di foi'luna avesseli affrancati e qval- 
che volta fatto cangiare di parte co' loro padroni! Si compren-* 
derà facilmente come troverassi il giuoco in un esercito i» cui 
molti reggimenti sono stati ad una simile scuola, e di cui hanno 
naturalmente sparso i prìncipii negli altri co,' quali sonosi ritro' 
vati ne' campi 6 nelle guarnigioni. 



Dopo questo breve quadro dell' organizzazione dell' armaU 
regolare spagnuola, forse non sarebbe fuor di luogo, né inutile 
(t'indicare sommariamente ì meizi i quah, a parer nostro, po- 
trebbero essere impiegati con vantaggio, in caso di una nuova 
ffKtra. tra la Francia e la Spagna, nello scopo d' impedire la 
fonoazione delle formidabili gueriiias che quesl' ultimo paese mette 
al [M'ontamente ed in cosi gran numero in armiy o di combat- 
terle con .vantaggio; quest' è quanto proveremo ili fare in sue* 
cinto, da quello che abbiamo osservato durante il nostro lungo sog- 
giorno in Ispagna , in cui abbiamo avuto occasione di esplorare 
la Catalogna, 1' Aragona, la Navarra e le province basche. 



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214 

Posto in relazione f»)i ca|ii dell' esercito nazioniJe, i quati, 
per la niagpor parie , hanno contro di noi combattuto ndla guerra 
dell'indipendenza, siamo stali iniziati a lutti i segreti della loro 
organizzazione, delle loro ioiboscate, delle loro sorprese ed alle 
risorse che presentava la situazione geografica e la popolazione 
di codeste contrade, sia per opporsi ad un' invasione straniera, 
cbe per distruggere poco a poco il nemico con incessanti fatiche 
e privazioni a cui eglino li ol^ligavano. 

Abbiamo vietato una parte de' stabilimenti di metallurgia , 
i quali, quasi distrutti dagli avvenimenti di quell' iepoca, hanno 
ancora potuto, ciò non ostante, nell' ultima guerra civile, som- 
■ùnielrare alle bande carliste delle munizioni e delle armi , e die 
al bisogno, verrebbero di nuovo e prontamente messi in atlivitè. 
Abbiamo percorso i luoghi che tante volle avevano servito di ri- 
fugio a quelle stesse bande ; abbiamo inteso dalla bocca d' £1 
Patlor ( generale Jauregui ) ed altri , da quelli principalmente cbe 
sonoù trovali a Salina» ed a Halarò, di deplorabile memoria, il 
racconto degli stratagemmi impiagati contro di noi in quelle di- 
sastrose sorprese. I capi, le cui bande formavano durante la 
guerra dell' indipendenza una vasta rete estendendosi da Barcel- 
lona a Saragozza, e da questa a Santander, sono stati nostri 
Gollegbi nostri subordinati, e nelle loro conversazioni che noi 
cercavamo, per nostra istruzione, non ci hanno nulla nascosto 
de' mezzi che allora hanno impiegati eoo tanto successo, e che 
sono i medesimi che impiegherebbero tuttavia in analoghe cir- 
costanze. 

La presenza delle suddette bande , ognuno sei ricorda , ren- 
deva quasi impossibili le cnnlspondenze , od almeno lai-e, diffi- 
cili e pericolose, fra le guaniigiom francesi, particolarmente nelle 
provinde occupate da Mina e El Manso ( Navarra e Catalogna )• 
Ognuno si ricorda eziandio gli attacchi notturni e le sorprese di 
eni le nostre truppe in marcia ed i nostri convogli sono stati si 
di frequente le vittime, e niuno ha dimenticato le nostre continue 
eA inutili cacoie contro un nemico presente in ogni luogo e sem- 
pre imprendibile. Ciò die successe in queli' epoca ha .pare avuto 
bM^o nellu ultime guerre dvili, e le armate r^olari spagttu<4e 
non erano pìA abili , né pia felici a combattere simili avversari : 



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SIS 

iiBportwebbe «dunque di cambiare il sistona adottata nelle ac- 
cennate due epoche. 

Non saprebbesi negare che Mina, Kt Mattso . Et Poster, è 
Merino ncm abbiano reeo immensi ed incontestabili servigi al 
loro partito ; erano uomini dì una bravura e di una energia indoma- 
bile, di uno spirito fecondo in astuzie -di guerra, e questi capi 
hanno fetto certamente più male all' annata Trancese the i gea^ 
rali Cuetta. Biake, Ia Romana. Palafox e Saanfitid, e tutta 
l'annata inglese. Nondimeno Mina, El Hanso, El Pastor, impie- 
gati dappoi neir esercito regolare sono stati generati molto me- 
diocri, ed il fanatico Murino medesimo, non è stalo che ridicolo 
nelle tìla dell' armata deUa fede nel 1831 , 22 e 25. 

Non potrebbesi con ciò conchìudere eh' essi hanno dorato la 
maggior parte de' loro successi alla spezie A' uomini che conian- 
da?ano ed alla òonfiguraiione del paese , ove facevano la guerra ? 
D' alli-o canto, egb è certo: 1-° che le difficili ed aspre contrade 
del nord della Spagna abbondano in istabilimenti che possono al 
tùsogno fornire, e che hanno fornito deUe armi e delle muniiioni 
di guerra alle bande insorte in ogni i^oca (1); 

2.° Che gli uomini di uì paesi frontiere di Francia, sono 
generalmente dedicati al contrabbando ed aì lavori delle fabbriche 
del ferro; 

3.° Che sono robusti, intelligenti, sobri, abituati al maneg- 
gio deU' anni; 

4:° Finalmente, cb' egli è incontestabile, per dii ha bene 
oaserrato gli tttmini e le cose nelle anzidette contrade , che nel 



(t) Gli slabiKmenii miliiari dell'esercito spagouolo sono genuralioenie 
collocali con accorgimento, sebbene parecchi dei principali . secondo me, sie- 
no troppo ravvicinati ai Pirenei. VI sono manifalinre d'anni da Tuoco a Rlpoll 
neir alta Caialogna , a PTasencia e ad Oviedo; d'armi bianche presso Toledo. 
SI bbbricsDO ancora facili ed arifiì bianche ad Eybar e ad Elgoybar nella Gol- 

Gli arseoaii di costroiioue eono al Ferrol a Barcellona a Cadice a Segovia 
ed a Siviglia, ov' è pure una bella fonderia. 

I proietti si fondono ad Orbaiceta in Navnrra, a Sargadelos in Gallìm, a 
Gahada nelle montagne di Sanlander, ed a Trubia presso di Oviedo. 

Si fabbrica la polvere a Marcia a Granata a Manresa. Si riscontrano rame 
e piombo nati' AadaUisia. ( tiof dal TradtUton ) 



.vCoogIc 



216 
caso d' una ^erra nasionale, esse vedreUMTo ancora sorgere ca^ 
rormidabili al paro dei Mina e dei Manso; d' altroode se ne vede 
una prova irrefragabile nei due uomini, sema contraddizione, più 
straordinari prodotti n«ll' ultima guerra civile: Zumalaoarregiri e 
Cabrerà. 

Da tutto ciò si è forzati a riconoscere che lo sbagli» capitale 
commesso nisll' ultima guerra di Spagna dal 1808 al 1814, é 
stato di non occupare, in un modo più forte e più compatto, le 
provincia del nord della Spagna. Quìti era la vera, la sola base 
d' operazioDÌ delle nostre armate , poiché le loro provvigioni non 
potevano venire che dalla Frauda, essendo sempre stati gì' In* 
glesi padroni del mare, siccome sema dubbio lo sarcherò ancora 
in simili circostanze. 

Difatti, noQ occupando in que9t« contrade che le piazzefor- 
ti, ì b-ancesi eransi limitati a scagionare de' posti sulle grandi 
vie di comunicazioni militari, allorché il rimanente del paese era 
interamente abbandonato alle bande di Mina, Hanso ed altri capi 
i quali quotidianameute attaccavano i nostri convogli e distacca- 
menti, insultavano i nostri posti e qualche volta anche lì faceva- 
no prigionieri. 

De' parchi d'artiglieria e di munizioni di guerra, de' convo- 
gli di vestiario indispensabilmente necessari alle nostre truppe 
impegnate nell'interno della Spagna, come pure i nostri corrie- 
ri, erano spessissime volte obbligati di fermarsi a Bajona, per 
mancanza di una sufficiente scorta per t»r loro attraversare la 
frontiera; quando erasi finalmente pervenuto a togliere questo 
primo osUcolo , gì' imbarazzi ricominciavano a Tolosa : ivi , la 
scorta doveva ordinariainente dividersi; una parte del convoglio 
era diretta sopra Pamplona , Saragozza e Valenza, e 1' altra sopra 
Vittoria e Madrid. Si era allora che le bande di Merino, Mina ed 
El Paator combinavano ì loro movimenti. Gli è in simili circo- 
stanze che abbiamo dovuto deplorare la sriagurata sorpresa di 
SaUnae; gli è questo tatto, in cui un considerevole convoglio di 
feriti, di donne, di fanciulli è stato senza alcuna pietà massacrato 
dalle bande del feroce Mina, che il generale Lejeune ha si ben 
rappresentato nel suo bel quadro. 

Noi abbiamo avuto il dolore nel nostro ultimo soggiorno in 



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217 . 
Ispagna, di sentire de' militari o degli abìranti, aHoni del partito 
della R^Qa iHabella, per la quale noi ci batteTamo, vantarsi 
delle loro prodezze in quel deplorabile scontro. La marcia che 
fece Hiaa per sorprendere il convoglio il. quale catinninava con 
tutta sicurezza, credendosi separato da questa banda da una di- 
stanza da noD poterai raggiungere in un cosi limitata tempo, è 
realmente Cavolosa , tanto per la sua lunghezza quanto per le dif- 
ficoltà del cammino che dovette percorrere; esso doveva evitare 
le strade maestre ove s' incrociavano numerose coluone francesi , 
e viaggiare attraverso alle montagne , i torrenti , i burroni e quasi 
sempre sulle aride e dirupate creste dei monti. La vigilia del suo 
attacco, partito dai dintorni di Pamplona, dove trovavasi nel 
bosco del Carascal, egli ha potuto, in una notte, trasportarsi 
alle gole di Salinas; sonovi più di ventìcinque leghe francesi! 
Cotesto fatto e tant' altri sono citati con Orgoglio da essi siccome 
una delle maravigliose prove di forza del garretto navaiTesel 

L' ingresso della Catalogna il quale sembrava più facile, in 
realtà non lo era : i serii attacchi non principiavano , è vero , che 
nella pianura degli Oliveli che precede Girona, ma quivi il terre- 
no doveva essere guadagnato piede a piede . e quand' erasi perve- 
nuto a viccere 0' Donnell ( il valoroso conte di Labisbal ) avevasi 
che fare col feroce Manso , il Be delle montagne , di Callegu e di 
Malaró , e ben di rado un convoglio perveniva a Barcellona in- 
tatto , -e senz' averne perduto una parte e buon numero de' mili- 
tari che componevano la sua scorta. 

Da tale stato di cose evidentemente ne risultava: 1.° Che 
privazioni di ogni genere gettavano la demoralizzazione ed il di- 
sordine nell' annata francese , vi chiamavano la nostalgia ( terri- 
bile flagello che tostamente ha decimato quegli eserciti che ne 
sono infetti ) e loglievanle suil' inimico , una superiorità che a- 
vrebbero dovuto assicurarle una forte organizzazione, la grande 
abitudine di far la guerra , e le immense risorse dì ogni natura 
che avrebbe potuto ritrarre di Francia; 2.° che i migliori piani 
concepiti dai maresdalh o generali in capo erano in tal guisa 
resi ineseguibili per l' impossibilità in cui trovavansi di concer- 
tarsi e di combinare i loro movimenti; 3.° finalmente che mal- 
grado il coraggio e la devozione de' propri soldaU . 1' annata fran- 



aci byGoOgIc 



2t8 
cese iloveva soccombere in presenza degK Angh>45panici arrìvui- 
do.al seguito di qtièste gnerillas fortemente costiUiile , ed abboD- 
daatetneute provvedute di tatto per il vasta^io <^e avevano di 
potora vettovagliare per soare. 

Non può entrare nei nostri progetti e nel ristretto quadro 
che ci siamo prefisso, di occupord dei meizi efae abbÌBognerebbe 
impiegare oggigiorno por attaccare la Spagna. Taltavolta , nell' i- 
potesi di una guerra cbe la massa della popolaiiaae apagnuola 
riguarderebbe siccome Azionale, primieramente avrebbesi a cbe 
fare, come del pari è accadulo nelle nostre ultime guerre dell' im- 
pero, e neir ultima guerra civile, inoltre alt' armata, con un gran 
numero di Giierìlléros i quali hanno fatto le loro prove. Le per- 
sone che conoscono il suddetto paese, sanno dbe sul versante 
de' Pirenei dalla parte della Spagna, prendendosi da Iruu sino a 
Figuèras, per esempio, esistono certissimamente 15^)00 contrab- 
bandieri, sjteaie d' uomini eminententeirte proivi a fare tale me- 
stiere. Se alla precitata cifra vi si aggiungono 10,1)00 minatori o 
tabbri ferrai , g«iti ruvide , e cbe sono sempre armati , tolto si 
avrà una massa dì 25,000 uomini. 

Ora supponendo la frontiera di Spagna invasa, da un eser- 
cito francese; questo per il solo fatto della propria presenza to- 
glie ai detti 25,000 uomini i loro mezzi di esistoma abiluaU. Se 
si ammette , che la metà di questi uomini uniti ad una parie 
della popolaboae sempre pronta a prendere le armi marcino spon- 
taneamente, non già incontro alle nostre tmf^ per combatterle 
in linea, ciA non darebbe àx poca inquietudine; ma siccome au- 
^iarì dell' armata spagnuoia, per tribolare i fiant^i e la retro- 
guardia del nosUo eserdto, massacrare gli uomini che rimarreb- 
bero addietro e saccheggiare i convogli, ci verrà accordato, sen. 
za venm duUiio, che invece di limitarsi ad impadronirsi ddle 
strade miblari, a lasciarvi alcuin posti ed a spingere davanti a 
sé (I nemico per a&ettarsi di giungere a Madrid ( a Ma^id eh' é 
ben lontano di essere alla Spagna ciò che Parigi è per la Francia ) 
ci à accorderà, diciamo, che bisognerà neceanriameirte cangiare 
i me2ii strategici impiegati net 180S ed anni seguenti , se vuoisi 
condurre la guerra a buon Hne. 

Nel 1823,. in verità, questo mesio è riuscito al dtica di 



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219 
Aagoaléme. diretl» ótl generale Gtiillemmot : ma la posizione era 
flccezioDale e pia non si preeenterebbe nel caso di nn' invasione éa 
parte nostra ; attera tatti gli abitanti delle provincie limitroTe era- 
no devoti ai partito realista, che noi andavamo a sostenere; gTi 
è fra loro che b' erano reclutate le bande armate, le quali da fé 
medesime qualifiearonsi col nome di annata della fede, e beH 
lungi di f^porsi alla marcia de' Francesi, rendevasi loro lo stesso 
serrigio che alte troppe Anglo-Ispaniche dieci anni prima. 

Nella nuova pogiiione delle cose che noi supponiamo , tto- 
vroamo indispeDsabilm«ite occupare senza perdere tempo ( a mi- 
aara dei lenti e regolari progressi che farebbe l' eserdto ) , do- 
vremmo, didamo, occupare il paese conquistato , ed assicurare le 
comunicazioni fra le divisiooi, i punti fortificati , e le frontiere di 
Franrìa. A questo fine, proporremmo di comballere gli spagnaoh 
ad anni eguali , cioè , di opporre truppa di linea alla truppa dì 
iiaea, gueriUa* a guerillas. Per realizzare la prima parte di co- 
desto piano, concepito e studiato sui luoghi, farebbe di mestieri 
stabilire su de' punti IbrtiBcati, occupati dalle troppi; regolari, 
muntosi posti comunicanti fra di loro mediante delle colonne 
mobili . in modo ad impedire l' organizzazione delle gHtrilìas o di 
prontamente annientarle se pervenissero a formarsi ; collocare tai 
posti nelle manitiatture , negli antichi conventi ( quasi sempre co- 
strutti in' punti militari ) ed altri edifizì snscettibili di essere al 
sicuro da un colpo dì mano , ed erigere de' grandi blockaus di 
legno, nelle località sprovviste di fabbriche di pietra , sopra punti 
scelti a tal oopo; appi-ovv^ionare i suddetti posti di muniztom 
da bocca e da guerra , e prendere le più efficaci tdieure per po- 
tervi vettovagliare e farvi riposare le coloune che stessero mol- 
to tempo in campagna e si trovassero troppo lontane dai Isro 
corpi, per riceverne de' soccorsi spesseflate indispensabili. Ci w 
oUnetteri sema dubbio, che il nostro pr(%elto è fondato sulla 
eupposinone di nna deSniUva occupazione od almeno prolunga- 
la , e che in una simil guerra , àò non accadrebbe , poiché ci ri- 
tireremo tosto cbe avessimo stabilito io Ispagna 1' ordine di 
cose pel quale avremmopreso le armi, A questo noi rispondiamo 
cbe con un popolo cosi deciso, risoluto, feimo e costante nei 
suoi progelli, non bisogna mai aspettarsi die si didiiari vinto e 



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220 
di vederlo i-asMgoarsi a ricevere, senz' appello, la legge dai via- 
citori; ìd dò sicwme ia molte altre cose, lo spagnuolo non Uraea- 
Usce punto la propria orione né il sangue Mauro cbe è atato 
mescolato a quello degli aatichi Iberi da vari secoli di occopa- 
zione; egli é Tal^lista come l'Arabo, e giammai perde la spe- 
ranza di ricuperare tosto o tardi la sua indipeodenia. 

Cosi, Del tempo della nostra dumioazione doì dicevamo ai 
|)rìgionierl spagnuoli. > Perchè ribellarvi inutilmente contro un 

■ destino che non poteLg evitare ? Noi siamo stabiliti nel vostro 
• paese, questo è per sempre ed i vostri sforzi per isfuggin» 
> saranno ioCruttuosi ; rassegnatevi adunque Questi lUtimi ri- 
spondevano : ■ Anche i Hauri hanno conquistato la maggior parte 

■ delle nostre provincie; sono dessi rimasti sette secoli padroni 

■ della nostra patria , e dò non ostante li abbiamo cacciali. E 

■ voi, non sono cbe pochi anni cbe d avete vinto per sospresa , 
» giudicate se dobbiamo disperare di scuotere il vostro giogo! • 

Per adempiere tanto cbe è possibile la seconda condizione cbe 
piA sopra abbiamo esposta, di far battere guerìUas contro gue- 
rillas, farebbe bisogno di Torniare dei corpi franchi, composti 
degli abitanti de' nostri dipartimenti meridionali ( Alti e Basai 
Pirenei, Arrìège, Ande , ec. ) , i quali coDtrarrebbero degli ingaggi 
se non se per la durata della guerra , e cbe potrebbero essere co- 
mandati da ufQziali e sott' nlliziali dell' esercito, nati ne' diparti- 
menti medesimi; questi uomini hanno assolutamente le stesse 
qualità dei loro vicini dall' altra parte de' Pirenei , de' quab d' al- 
tronde parlano la lingua. Le montagne, le vallate e le foreste 
sono le medesime a un dipresso sopra i due versanti dei Pirenei, 
ed i nostri Baschi ne avrebbero bentosto conosduto tutti i spreti 
della parte merìdionaie, cosi bene come i Baschi spagonoli, pres- 
so de' quaU hanno continue relazioni (1). 

I nostri battaglioni di bersagUeri di Vincennes, il cui numero 
dovr^be almeno essere raddoppiato in caso di guerra , sarebbero 



(t) Al tempo delle guerre dell' impero, furoao creali de' eaceiatori iti 
motUagna destinali a fare ud servigio simile a quello cbe ora abbiamo iodi- 
eato. ma (leccatano iiell' organiuazjone e nel servìzio troppo regolate; per 
tale motivo, non raggiunsero lo scopo che se ne attendeva, e dopu poco lem- 
pu. vennero licenziali. 



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m 

dì una grandissiina utilità, in simili circostanze (1). La costitu- 
ziooe fisica degli uoidìdì che li compongono in generale, il loro 
vesliario, equipaggio ed istruzione speciale , ne fanno delle truppe 
perfettamente idonee a questo genere ói guerra, e net mentre che l'ar- 
mala regolare adempirebbe l' impresa sovraindicata , queste truppe 
leggere e le nostre guerillas percorrerebbero la campagna, insegui- 
rebbero senza pesa quelle dell' inimico , ed aasicurea'ebliero in tal 
guisa le comunicasioni fra i nostri posti, la marcia de' convogli, 
le corrispondenEe, ec ec. 

Il quadro di quest' opera ci obbliga a limitarci a queste brevi 
riflessioni le quali erano più estese e dettagliate in un altro la- 
voro di cut precedentemente è stalo questione. Bencbè siano li- 
dolte e mutilate, non le si ricuserà almeno il sentimento di pa- 
triottismo che le ha dettate. 



(") 

In questa specie di giuoco di Barriere fra il generale costi- 
tuzionale ed il pretendente, poco mancò non fosse spesse volte 
Tatale a quest' ultimo: una fra i' altre, egli non dovette la sua 
salute che alla devozione d' un contadino che disimpegnava presso 
dì lui le funzioni di confidente ( spia ). 

Nella notte del 24 al 25 settembre del 1854, RodiI, Lo- 
renzo -ed Oraa 1' avevano per modo rìcinto fra le montagne di 



(1) In Francia, come altrove, si è riconosciuta la necessità di una t^uleria 
armiila con caraliiue capaci di una aggiustatezza maggiore di quella Jei fucili 
ordinari, e di portala anche maggiore; difattj, col Tucilenon si può trarre con 
alquanta precisione oltre ì300 passi; mentre cbecon le carabine Delvigne con 
cui sono armali i cacciatori di Vlncennes, si può trarre con frutto sino a) 600, 
ed anche di più. Per mudo che iit Francia ora ci ha tre spezie di fanteria ; di 
linea , leggera e bersa^jlieri. Coleste suddivisioni credo poterei ridurre a due, 
fanteria di linea e bersaglieri. 

( NaM.(tel TraditUare) 



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2Ì2 
Arlaban e di Loa , die il primo dì quegli generali scrisse a Ma- 
drid che lutìo era finito. poiché luem messo il preUndmte m im 
sacco. Frattanto, il aominato Glambattbta Esaia, naturaie di 
quelle montagne cbe coDosceva perfettamente, promise di sal- 
varlo se v<^va fidaci a lui. lì principe accettò ed usci verso la 
mena notte, appoggiato sul braccio di Esain, dalla capanna dì 
un pastOTO, il quale avevalo tenuto nascosto per alcune ore. Già 
si udivauo intoruo ì passi de' primi bersaglieri nemià, il rumore 
avvicinavasi ognor più e per maggior disgrazia le vie erano im- 
praticabili, almeno per Don Carlo. Il fedele servitore sostenne 
sempre il suo padrone, ma questi non potè più andare avanti. 
Allora Esain, abituato fino dall' inranzia a correre le montagne, 
gli fa offerta di preodedo sulle sue spalle robuste. Con una tal 
soma, Esain seguita il suo cammino a traverso innumerevoli osta- 
coli. Suir orlo dei precipizi procede con pie fermo e dice spesso 
a Don Carlo che tremava ( nel suo linguaggio quasi inintelligi- 
bile, mezzo basco, mezzo spagnuolo ): ■ Re, non aver paura; 
io ti salverò. > E , difatti , dopo tre quarti d' ora di penosa e 
pericolosissima marda iii mezzo dei nemici che udivansi sempre 
a tiro di pistola , giunsero finalmente in un luogo più sicuro. 

Qiiest' episodio che qui raccontiamo tanto per dimostrare che 
il progetto di Rodil per insensato che fosse, fu sul punto di es- 
sere coronato di pieno successo, altrettanto per dare una nuova 
prova della devozione degli abitanti delle province insorte, è ri- 
cavato da un' opera del signor Isidoro Maitguèa . sopra Don Carlo 
ed i suoi difensori, pubblicata nel 1837, da cui abbiamo loUo 
alcune particolarità sull' uniforme dell' esercito carlista. 



Già da alcun tempo Cabrerà aveva acquistato nei regni di 
Valenza e <lì Aragona una celebrità ben meritata ed animpoava 
che tosto sarebbe divenuto, nelle suddette due 4»r<>vi»ce, <|uellu 



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223 

che non lia guari era stato Zumalacarregui ìd Nararra; fors' an- 
che noD sai'ebbe troppo aifennare dicenilo eh' ei gii fu superiore 
sotht vari rapporti. 

InEatti, nel rendere ttitla la giustìzia che è dovuta a que- 
st' ultimo, non devesi perdere di vista l' immensa differenza delle 
loro due orìgini. E noto che quando Zumalacarregui sì mise 
alla testa della rìvolta della Navarra, vi rìtrovà una riunione (se 
non un' armata ) già numerosa, composta di una ventina di bat- 
taglioni nazionali a' quali unironsi de' contrabbandieri, de' doga- 
nieri rimasti senza impiego e le leve in massa; eravi di già in 
Navarra un grande numero d' utGziali di ogni arma e delia guar- 
dia reale per comandare ed istruire quelle masse, e lo stesso 
Zumaiacarreguì , siccome abbiamo detto altrove, era stato nel 
grddo di colonnello, ano fra' più distinti utfizialì dell' armata del 
re Ferdinando, per la sua istruzione, la sua capaciti ed i suoi 
servigi. 

Cabrerà all' opposto , è del tutto figlio delle proprie azioni ; 
semplice studente a Valenza ( e si sa ohe in Ispagna gli studenti 
sono generalmente una specie di mendichi), vi passava il tempo, 
con alcuni giovani compagni, spede di monelli come lui i quali 
aveanlo scelto per loro capo, commettendo deUe maliziosità insi- 
gnificanti da prìncipio, te quali cangiando natura a misura che 
e^ino crescevano in età ed in fona, diventarono misfatti talmente 
gravi che seriamente posero in allarme le airturità e la polizia: 
allora furono forzati di abbandonare la città; si ricoverarono nei 
boschi e nelle montagne che dividono i due r^ni (1). 

Cotesta truppa, dapprima poco numerosa, prontamente si 
recluta di partigiani di Don Carlo e delle bande già organizzate 
in quo' paragi ; la nascente ^ma di Cabrerà e la fiducia che seppe 



(I) l.a fucilazione della madre del generale carllsta Don Ramon Cabmrt , 
per uriline del geoeràle cristtuo Don AgostiDO Nogaerai. «Kguita in Torlosa 
ne' primordi della dì lui carriera, cmtribul non |ioco a formargli quel carat- 
tere si feroce e crudele cbe lo ha maggiormente distinto sopra lutti gli altri 
generali a partigiani di Don Carlo. Cabrerà non lOlle giammai accedere al 
trattato Elliol, per tml pochissime e rade volle diede quartiere ai prigioni tri 
Cristini. ( tfota Otl TrathUIorr. } 



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224 
fin dal principio ispirare a questi uomini, per 1' alla sua iulelli- 
genza, audacia, valore e miracolosa attività, lì determinarono a 
sceglierlo per loro capo. Egli corrispose appìeoo alta loro conli- 
denza la quale Tu bentosto divisa da lutto il paese insorto, e 
pochi anni dopo la sua fuga da Valenza come scbiamazzaiore , 
trovavasi alla testa di formidabili riunioni politiche il cui totale 
ascendeva a 25,000 uoroinì circa, fanti, cavalieri ed artiglierìe, 
ed ai quali aveva saputo dare una disciplina ed una istruzione 
ijurTicienli per il partito che ne voleva ritrarre. 

Alla testa delia suddetta armata, lottò esso molto tempo e 
spesse volte con vantaggio contro le truppe della regina; il ge- 
nerale in capo Marcellino Oraa medesimo subì a lui dinnanzi uno 
smacco sanguinoso e sventurato a Morella. 

Questa città di poca considerazione pel numero de' suoi abi- 
tanti, è fortissima a cacone della sua posizione topografica; si- 
tuata ai confinì dei regni di Valenr.a e à' Aragona , ha un accesso 
difficilissimo, nel mezzo di boschi e di paludi, e non vi si giu- 
gne che mediante una lunga e stretta strada ; queste e simiti con- 
dizioni riunite 1' avevano fatta scegliere da Cabrerà per il seggio 
della propria autorità, e la sua piazza d'arme, dove teneva i 
suoi magazzini, le sue fabbriche d'armi, di polvere, di vestiario, 
ecc. Sono eziandio i precitati motivi i quali fecero pensare al ge- 
nerale in capo dell' armala della regina che questo era il punto 
in cui doveva attaccare il capo cartista e sottometterlo distrug- 
* gendo tutti i suoi mezzi e risorse : sì decise adunque a farne 
r assedio , in persona , con la maggior parte delta propria arma- 
ta. Appena conobb' egli tai progetti. Cabrerà sì rinchiuse in Mo- 
rella con una debole guarnigione, ma sufficiente per la sua di- 
fesa, e lasciò il rimanente delta sua truppa tener la campagna e 
tribolare la divisione assediante nella sua marcia ; assalire e pren- 
dere i convogli . tagliare le sue comunicazioni col resto ^dell' eser- 
dto, ecc. ecc. 

Ciò nullostante il generate Oraa continuò la propria marcia ; 
incontrò innumerevoli dìfficoltA pel trasporto della sua artiglierìa 
in particolare, essendo slata tagliata in vani luoghi la strada. 
FinaUnente, giunto davanti alla piazza dopo grandi perdite e fa- 
tiche, potè egli aprire la trincea, e la breccia essendo stata rì- 



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225 

coBosciula praticabile , ne Tu ordinato I' assalto per la mattina 
sul far del giorno. 

Cabrerà dal canto suo uon aveva sprecato il tempo; la 
breccia, per suo ordine, era stata ricolmata e chiusa la notte con 
una considerevole quantità di legno secche e di materie infiam- 
mabili, e lor()uando la colonna d'attacco presentnssì per mon- 
tare all' assalto, videsi in presenza di un' ardente fornace eh' era 
impossibile di attraversare , anzi ài avvicinare ; uguale espediente 
venne impiegato ogni volta che si volle dar l' assalto. Dopo avere 
esaurito tutta la sua provvisione di legna, che aveva considera- 
bilmente aumentata alla prima apparenza dello avvicinarsi dei 
Cristini, Cabrerà sagrificò al medesimo uso le porte, le finestre 
ed eziandio i mobili , e l' impalcatura delle case della città. 

Infrattanto, gh assedianti non ricevendo più alcun convo- 
glio, mancavano di tutto ; i viveri e le munizioni di guerra erano 
fiaite , e le campagne , sollevate in favore di Don Carlo , loro non 
somministravano verun soccorso, anzi all' opposto erano loro af- 
fatto ostili. Fu d' uopo adunque abbandonare 1' assedio e ritirarsi. 
Questa ritirata dell' eserùto costituzionale fu una totale diaaolu- 
àone; esso perdette un vistoso numero di soldati, e videsi co- 
stretto di abbandonare i suoi feriti ed una parte degli equipaggi 
e della sua artigUeria. 

Per questo bello e brillante fatto d' armi , Cabrerà fu creato 
conte di Morella da Don Carlo, al quale offerse, poco tempo 
dopo, di condurlo a Madrid e dì farvelo incoronare re delle Spa- 
^e! Avrebb' egli indubitatamente mantenuto tale promessa se, 
anche in simile empente, il ctwaggio non fosse mancalo a que- 
sl' ultimo. Difatti, pervenuto ne' sobborghi di qnella capitale, di 
già evacuata dalle regine e dai ministri, e nella quale non eravi 
cbe la guardia nazionale cui una parte era favorevole al preten- 
dente, egli non osò entrare in città dove non avrebbe più avuto 
die farsi proclamar re per far pronunziare per lui l' immensa 
maggiorità della nazione spagnuola ed ì sovrani ,d' Europa che 
non avevano ancora riconosciuto la regina Isabella. 

Esacerbato da questa debolezza la quale facevagli perdere il 
frutto di tanti eroici sforzi, Cabrerà ricondusse questo monarca 
abbortito in Navarra, e ritornossene nella Bassa-Aragona colle 
sue truppe. 



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226 
Dopo il trallate di • B«rgan e t' «bbandono genenls lUb 
causa carìista riie ne Tu la conseguenza. Cabrerà ha dovuto usdrc 
«li Sp^a e si é ritirato in Franda dove ha *usuUi per alcuDi 
mni, nel ritiro. Desso é entrato in Catalogna da vani mesi ed 
ha ricominciato la guerra al governo costituzionale <li Spagna, 
eoo delle allematire di sncceaso e di ravesdn, contro le none- 
rose truppe di qoella provincia ed i rinfoni die vi si sono spe- 
diti , e già ha egli stancato alcuni capitanv^nerali i quali eofiosi 
ritirati o sono stati richiamali. 

In seguito del nasU^> attaccamento alla causa costituzionale 
■pagnuola , conoscendo sa bene le alte capacità di Cabrerà, e tutte 
le risorse che può ricavare dal suo genio e dal presl^cio cbe lo 
circonda , non potremo astenerci da un sentimento d' inquietu- 
dine pel trono d' Isabella li, finché sapremo citc i|ne8t' nomo 
straordinario batte la campagna , Tosse pur' anche alla tesU di 
soh venti nomini (1)! 



(O) 

Già da moho tempo , stanco di un genere di guerra il quale 
non prometteva venm risultato , anche co' vantai che otteneva , 
il generale Cordova aveva dovuto pensare ad un piano di campa- 
gna meno brillante , ma bensì meno incerto, meno sterile ne' suc- 
cessi e che presentava più probabilità di condurre ad un glorioso 
fine quesU guerra crudele e frabicida. Egli pensò che làceva 
d' uopo impiegare dei mezzi e seguire un cammino fondato snHe 
esigenze deHa topografia del paese in on che sulla natura e la 
MHDposizioDe ddlé dae armate belligeranti ; combattere il nemico 
nelle montagne en il mezzo dì (ritenere tatto al più dei van- 



ti) Qnesio era scritlo alnini mesi prima dell' liscila fonata di Caltrer» 
dalla Spagna. 



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227 
t»ggì elluiniri i quali i-iducevaD8Ì dopo molti sacrifici e perdite, 
ad iosigDorirsi delle sue posiziouì e ad occup«rle dupo uo febee 
combattimento però sempre micidiale. Eraai impadronito di uoti 
scoscesa roccia, eoa i'atiche inaudite, dopo un' accanita lotUi cbe 
metteva Tuorì di combattimento un gran amnero di uomini, non 
avendo alcun mezzo ili manteucrvisi , era d' uopo abbandonarla , 
e r inimico nuovamente vi ricompariva : i ribelli si agguerrivano 
in questi corabatliioenti ne' quali avevano il vautaggio. Da prin- 
cìpio non avevano cbe fare se non se coi beruglieri i quali giua- 
gevaoo ansanti, scoperti, a tiro di buoni cacciatori riposati e na- 
scosti dietro un albero od una roccia, cbe non abbandonavano 
se non se dopo aver fatto provare delle perdite certe e sensibili 
al nemico. Quando più lardi arrivavano le masse, gli agili mon- 
lanari che, come tutti gli uomini armati per la difesa del p^prio 
paese, considerano la fuga e la dispersiooe siccome una manovra 
e non come una vergogna , l' impiegavano senza veran perìcolo 
per il presente , come senza inconveniente per 1' avveou'e , non 
potendo essere inseguiti da una truppa regolare, sempre più lenta 
a muoversi, e conoscendo anticipatamente U puoto di riuoione, 
dove non mancavano essi mai di condur». Da dò ne risultava 
que' gloriosi combattimenti, gli è vero, ma di un risultato molto 
illusorio percbè pagato a caro prezzo poscia , era d' uopo tras- 
portare i feriti sino alle piazze forti, a rischio di esporre questi 
sciagurati a cadere nelle mani di un nemico cnidele; abbiso- 
gnava per iscortali una grossa divisione la quale, strada facendo^ 
coDlìuuamente si batteva seoz' alcun risultato per. la campagna, 
e vedeva aumentati i propri imbarazzi dai nuovi feriti che a sé 
medesima venivano fatti. 

Internando^ nel paese. Io si trovava abbandonato dagli abi-' 
tanti i quali ne aveauo nascosto o portato via tutte le risorse, 
locchè costringeva a caricare i soldati di viveri per varìi giorni 
ed a far seguire 1' esercito da una moltitudine di bestie da soma 
( la maggior parte delle strade non essendo praticabili per li car- 
riaggi ) , cui la scorta assorbiva delle forze consìda^bih e la cui 
presenza rendeva quasi impossìbile qualunque movimento pronto 
e qualsiasi combinata manovra, lina volta neli' interno delle mon- 
tagne, ì vincitori vi sì trovavano cosi privi di risorse die in un 



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deserto: se per caso incontraiasi tin paesano, esso parlava an 
linguaggio incompi-ensìbili! per gli stessi spagnuoli; pervenivasi a 
saper qualche notizia <la lui, mediante la persuasione o la paura, 
erasi quasicchè certi altera di essere inganaati dagl' iadizi che 
gli venivano tratti per violenza. 

Noi abbiamo parlato fin qui nella supposizione di successi 
militari ; ma ammettendo un rovescio possibile ( e Qon sono stati 
rari in questa guerra ) ! se ognuno si ricorda la topografia del 
paese, le posizioni s) vantaggiose per un nemico attivo, deter- 
minato, destro, e che avete di contiDuo davaDti,di dietro e pei 
fianchi, non è allora una ritirata che voi potrete regolare; i vo- 
stri imbarazzi sono di ogni genere ; le posmoni che avete riprese 
e abbandonate debbono essere di bel nuòvo ritolte di viva forza; 
sovente il difetto di mezzi di trasporti pe' vostri feriti il cui on- 
mero aumenta ad ogni istante; le vostre muniùoni da bocca e 
da guerra che non potete rinnovare per mancanza totale di ma- 
gazzini sul vostro cammino ecc. , ecc. , tutte queste circostanze 
hanno ben presto cangiato la vostra ritirala in una specie di 
rotta , perciocché non v' ha cosa che più demoralizzi il soldato 
come di vedersi ognora e quasi inopinatamente assalito da un ne- 
mico invisibile il quale di giorno e di notte gli piomba improv- 
visamente sopra, senza permettergli un sol momento di riposo. 

In due parole, far la guerra in tal modo, portarla nel cuore 
delle montagne , si era accettare funeste comlizioni per 1' esercito 
costituzionale, e favorevoli in ogni senso pei cartisti ; si era rì- 
nnnciare alla superiorità di un esercito regolare, all' eccellente 
cavalleria ed alla buona artiglieria dei cristini ; infitte era un con- 
sumarsi in dettaglio per perire più tardi nel seno medesimo della 
vittoria. Il problema da sciogliere era adunque il seguente: for- 
zare r inimico ad uscire dalle proprie montagne oppure costrin- 
gerlo a morirvi di lame, o finalmente rincacciarlo e addossarìo 
al mare od alla frontiera francese dove sarebbe obbligato di de- 
porre le armi. La soluzione non era molto difficile a trovare; 
dessa era semplice siccome tutto quello che è vero ; consisteva 
nell' accerchiare le montagne mediante un blocco completo e se^ 
vero. Gli è per arrivare a tal meta che il generale Cordova formò 
il progetto di legare, per mezzo di punti fortificati solidamente. 



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presi sopra delle specie dì grandi linee di cirGonvallauone che 
3i restringerebbero successivamente, le sponde dell' Ebro cbeap- 
partenevangli , da una parte colla Francia per ValCarlos e dall' al- 
tra col mare enlle coste caotabrìche a San Sebastiano. Questa 
prima linea sarebbe passata per Roacisvalles , Zubiri, Pamplona, 
Puente de la Reyna, Logrogno e Vittoria col necessario numero 
d< ponti intermedi fortificali; essa doveva impedire qualunque 
comunicazione del nemico coli' interno della Penisola, od obbli- 
garlo ad UBcire dalle sue montagne e a presentare battaglia sur 
un terreno scelto dal generale costituzionale ; e siccome aveasi 
allora il diritta di sperare in Ispagna , dietro 1' attitudine presa 
dalla Francia , che il suo govertio prenderebbe delle misure fran- 
die ed efficaci per porre un termine alle spedizioni di qualunque 
natura che fin qui faceranei ai carlisti per la frontiera de' Pire- 
nei; come d'altra parie, dietro positive promesse anzi uiliciaU 
dei due governi , dei bastimenti da guerra franceù ed inglesi do- 
vevano incrociare sulla eosta di Spagna , per impedire a que' soc- 
corsi di giungere per mare , i cartisti sarebbersi trovati ridotti 
da questo momento alle risorsa che avrebbero trovale nelle io- 
sorte Provincie; risorse evidentemente insufficienti ai loro bisogni, 
a quest' epoca' in cui i lavori dell' agricoltura erano per la mag- 
gior parte affidati ai vecchi ed alle donne. 

Stabilita una volta questa primta linea, dovevasi avanzare 
suir Arga e la Zardozza, piccole riviere della Navarra e dell'Ala- 
va ; prendere la strada retta da Pamplona a Vittoria , rinserrando 
per tal modo poco a poco la circoscrizione del dominio carlista> 
e nel medesimo tempo rilegare Pamplona alla Francia dalla parie 
delle Aldude. Più tardi infine la terza linea sarebbe stata stabilita 
mediante la Rivera di Navarra, passando per Estella. La comu- 
nicazione di Pamplona colla Francia avrebbe allora avuto efietlo 
per Lecumberri e Tolosa ; le forze di San Sebastiano sarebbersi 
avanzate sino a far giunzione con quelle della Navarra , ed in tal 
guisa riunite, avrebbero ermeticamente chiuso ogni comunìcaziooe 
degi' insorti coi numerosi ed attivi amici dì Francia. Le vallate 
di Valcarlos, dell' Aezcoa e dell' Ayezcoa , come^pure quella del 
Roncai e del Baetan, avrebbero indubìtatameDle abbracciata la 
causa della regina per la quale elleno bamio sempre dimostrato 



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molta sknpalia, ed il nemico sarubbesi trovato ridotto alle mon- 
tabile di liOB Amezcoas. 

Tal era il progetto del general Cordova; dobbiamo dire die 
esso nnn aveva it merito dell' iovenzione, giacché mollo tempo 
prima di lui il generale Hoclie avealo impiegato col maggior aoc' 
cesso nella guerra della Vandea , la quale gli deve la sua pacìQ- 
cazione, e che nel 1852 e 1853, il duca di Rovigo, allora go- 
vernatore generale dell' Algeria , aveane fatto eziandio in Africa 
un breve saggio che la sua morte prematura venne sventurata- 
mente ad interrompere. Ma supponendo che Cordova non facesse 
•die approfittare del concetto de' suoi predecessori, gli era sempre 
un merito incontestabile quello di aver saputo apprezzarlo e dì 
aver cercato di spegnere la guerra civile nel suo paese, coi meni 
impiegati dal nostro illustre pacificatore della Vandea ; sempre 
però sarà vero che per motivi che sarebbero troi^ lunghi da 
sviluppare, e che erano indipendenti dal suo peouero e dalla 
sua volontà, il generale Cordova dovette limitarsi all' eaecotioae 
della sua prima Hnea di drconvaUazione ; i suoi suGcesaori nel 
comando in capo dell' annata del Nord abbandonarono il suo 
progetto, perchè senza dubbio fu ritrovato più facile e più co- 
modo di porre un termine momentaneo alla guerra civile, me- 
diante il trattato di Bergara il quale, nella storia, sarà una mso- 
chia per 1' onore deUe due parti contraenti , perciocché esso era 
fondato sulla corruzione da un lato e sul tradimento àiìV altro. 



(P) 

Don ^atario. conte CASA EGUIA, nao^ue nel 1777, a Du- 
rango in Biscaglia, da genitori di antidiissima nobiltà. Fece dei 
bnonìssimì sLudii, e dopo aver servito come cadetto nel re^- 
mento fanti d'Estremailura, fu eletto officiale del genio sul finire 
del 1799. Ascendendo per lutti ì gradì militari pervenne a iquello 
di colonnello , e poco dopo a quello dì brigadiere d' infanteria. 



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251 

Nella gueira dell' iiidipendeo&i , fu nominaUi quartìer-masti'o 
gmerale neli' armata goveroata dal duca dì Albuquerque , ad ODta 
degli ordÌDÌ re^i che riserraiio delta carica per i marescialli di 
campo. A lui debboosi quelle ingegnose strategie, che deludendo 
le combinadoai del nimico Tecero campo all' armata ^agntiola 
di giungere due giorni prima della Francese all' isola dì Leone , 
la cui difesa apporta anco molto onore al quartier-maBtro ge- 
nerale (1). 

Fu promosso a maresciallo di campo nel 1814, e nominato 
successivameDte capb di stato maggiore del corpo dì osservaiione 
dei Pirenei Occidentali nel 1815; prese Ìl comando delle truppe 
die fonnavano il cordone sanitario ad Tago e della Sierra-Mo- 
rena, e nel 1820 comandò ]' armadi dì Galliiia; nel 1823, capi- 
pitan-generale dì questa provincia e comandante dell' armala dì 
■osservazione sulle frontiere del Portogallo. 

Essendo capitan-generale delia Galliua , il generale Casa 
Eguìa ricevelte, li 25 ottobre del 1829 dal corriere alcuni di- 
spacci, sopra uno dei quali era scritto: Reservado (in proprie 
mani) pd capìtao-genunle di Gallizia. Abitualo a fare tutto da 
per sé, dissigilla il plico davanti ai suoi segretari: scoppia subito 
una spaventosa esplosione, e questo generale cadde asperso dd 
proprio sangue. Le palle avventate dalla macchina infernale fra- 
cassarono la sua mano destra e due dita della sinistra , e ìl volto, 
il ventre e le gambe furono orribilmetUe lesi. 11 re afQìtto per 
questa. nuova e in ricompensa dei molti servigi, lo innalzò a) 
grado di luogot^tente g«ierale, e gli accordò il diritto dì ser- 
virsi della eataa^titla, firma incisa in metallo con la quale i So- 
vrani della Spagna sottoscrivono le ordinanze, brevetti o dispacci. 

PÌA tardi, Eguia venne posto in disponibUiU in seguito de- 
gli avvenimeoU politici, ma nel medesimo tempo, e per ricono- 
seere i suoi anticbi servigi, veunegli coufo'ito il titolo di «Mite 
di Casa Eguia. 

Tosto che la guerra civile eU>e preso dello «viluppo , egli 



(I) Questa grado equivale a quello di Maggior-Gcnerale o Capo di Sialo 
Maggiore generale. 

(Tiola del Tradutfore. ) 



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232 
si conilnsee presso Don Carlo in Navart^ , della quale venne no- 
matn viceré, poslo che lasciò per assumere il comando in capo 
dell' esercito carlista in rimpiazzo dì Moreno. Finalmente , obbli- 
f^to per cagione ile' suoi incomodi , di lasciare questo comando , 
fli fu sostituito Don Bruno de VlIXàRÉAL. Questo è nato a 
Larrea, provincia d" Alava, il 24 luglio 1801, Erasi dedicato pri- 
ìnieramente agli studi della giurisprudenza, quando gli avveni- 
menti del 1820 spiegarono la sua vocazione per le arsii; pron- 
tamente acquistò il grado di capitana nel 1.° battaglione Alavese. 
Seguito lo ristabilimento sul trono di Ferdinando VII so- 
pravvenne la dissoluzione di diversi corpi, e allora Villareal fii 
addetto al reggimento di Savoia ; conosciuto per le sue opinioni 
assolutiste, ne fu espulso e vennegli assegnata per residenza la 
città di Vittoria. 

Alla morte del re , Villareal tosto (Itmoslrasi in campo alla 
testa di nn battaglione ài volontari realisti, proclamù Don Carlo 
re di Spagna, e con prodìgi di valore rende vani tutti gli sforzi 
dei crìstini, che tentano opporsi alla di lui congiunzione con Zu- 
malacarregui , di cui diventò 1' emulo e 1' amico , meritando la 
sua piena confidenza pel modo con cui sostenne i posti più dif- 
ficili che gli venivano sempre affidati. Don Carlo conobbe i ser- 
vigi del giovine capitano, lo elesse primamente maresciallo di 
campo comandante 1' Alava ; e dopo generale supremo dell' eser- 
ctlo. Esso distinguevasi particolarmente per molto sangne freddo, 
un valore personale spìnto fino alla temerità, ed una grande at- 
tività; ma le mentovate qualità venivano oscurate in lui da ana 
estrema millanteria e dal carattere oslenlatore gpagnuolo in tutta 
r estensione del termine. Allorché assunse il comando supremo 
' dell' armata carUsta , non fuwt specie di esagerate millanterie che 
non ispacciasse sopra i suoi progetti di battere e di distruggere 
r esercito costi Inzionale, e soprattnllo la Legione Straniera fran- 
cese, die allora difendeva con molto successo la linea di Valcar- 
log a Pamplona- Altamente criticava le operazioni de' suoi prede- 
cessori i quali, egh diceva, avevano mancato di vigore e d'ener- 
gia, ed avevano cagionato per la loro apatia e mollezza, la lun- 
ghezza di una guerra che egh voleva prontamente terminare. I 
suoi primi saggi furono diretti contro la Legione Straniera; at- 



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235 
tacco il primo agosto 1836 le posiiioiii eh' essa occupava colla 
mira di l'orzarle e andare a castigare gli abitanti delle vfdlì del 
Roncai e del Bastari delle fatte in ani fest azioni in favore deHa re- 
gina. Alla testa di 22 battaglioni di doppia forza ( 1,000 uomini 
ognuno), egli fu completameQte battuto e disotto dalla Legione 
Straniera e una divisione spagauola, che in tulio rormavano un 
efEettivo di 8,000 uomini appena. Dopo alcune operazitmi della 
natura di questa e cbe ebbero il medesimo risuUalu, Vìllareal 
venne rimpiazzalo nel supremo contando dell' armata carlista dal- 
l' infante don Sebastiano, nipote di don Carlo, di cui diventò 
^li suo piimo aiutante di campo. 

00» Anlmio GUERGUÉ, nato in Navarra, dìgià eia colon- 
nello nell'annata del re, quando nel 1834 andò a raggiungere 
r esercito callista nel proprio paese. Venne collocato al quartiere 
generale di Zumalacarregui , e poco dopo la morte di quest' ul- 
timo. Don Cario confidò a Guergué il governo di ima spedizione 
diretta contro 1' Alta Aragona e la Catalogna. Ottennevi impor- 
tantissimi successi fino all' ^>oca in cui , inseguito e raggiunto 
dalla Legione Straniera francese, nelle vicinanze di Huesca, prova 
numerose perdite e ritornò in Navarra colla propria guerilia, non 
ba guari si forte e si numerosa , decimata ed interamente de- 
moralÌEzata. 

Al suo ritomo, venne ricollocato allo stato maggiore gene- 
rale coi grado di maresciallo di campo. Guergué, la cui devo- 
zione per Don Carlo non poteva essere posta in dul^o fu , forse 
per tale motivo, del numero de' cinque ufQziali generali carlisti 
che Maroto fece passare per le armi ad Estella, temendo cerUi- 
mente di trovare io essi -un' energica opposizione a) trattato di 
Bergara, cbe £ià a qoell' epoca egli macchinava. 

Don Franciseù GARCL4 era pure nato in Navarra dove eaer- 
citava una grande inOuenza. Era capitano nel real esercito; che 
abbandonò nel 1853 per andare a raggiungere Zumalacarregui il 
quale collocollo col medesimo grado nella compagnia di grana- 
tieri del 4.° battaglione di Navarra, nuovamente organizzato in 
quell' epoca. Pervenne successivamente al grado di comandante 
in secondo e comandante in primo nel medesimo corpo, in ri- 
compensa di varie azioni di guerra e fu promosso a colonnello 



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234 

dello stesso raggimento ; caso lo comanflò fino al combattimento 
delle Rocce di San Fausto, ove nuovamente si distinse. 

Alla fine dell' anno 1855 , Garcia ebbe il grado di mare- 
sciallo di campo insieme a quello di comandante-generale della 
Navarra; stando in questa posizione egli ebbe contro la Legiono 
Straniera diversi combatti menti sulla linea di Ziibiri, che non 
potè mai attraversare , benché ciò tosse nelle sue intenzioni, mal- 
grado la superiorità delle forze che comandava in questi diversi 
attaedii ; le mentovate faEioni saranno descrìtte nella seconda parte 
della presente opera. 

Don FrandsGO Garcia trovasi pure nel numero dei generaK 
devoti e fedeli a Don Carlo, focilati in Estella |>er ordine di 
Maroto. 

Don José-Maria 60HEZ , n^ivo di Casliglia , era capo ili 
battaglione al 3.° reggimeiito del re, allorquando abbandonò l'ar- 
mata costituzionale, nel 1835, e andò a raggiungere Zomalacar- 
regui. Questi lo nominò suo capo di stato-maggiore, ed in questo 
impiego accordogji una fiducia illimitata, di cui Gpomez mostrossi 
sempre degno ; cosicché vennegli dato , nel)' esercito carrista , il 
soprannome di braccio destro di Zumalacarregui ; in poco tempo 
giunse al grado di brigadiere,- ed alla morte de4 di lui capo, 
venne promosso al governo delta divisione castigtiana , alla cui 
testa si condusse con molta bravura alla battaglia d' Arlaban, ove 
fu eletto mareeciallo di campo. 

Nel 1836 ta spedito, alla testa di una debole guerilia, nel 
mezzogiorao della Spagna; dopo di essere fuggito ai generali 
della Regina i quali corcavano di contrastargli il passo dell' Ebro 
ed aver battuto il generale Tello , che avealo raggiunto, egli per- 
corse nella precitata direzione l' interno del regno , levando con- 
tribuzioni, riunendo armi, ingrossando la propria truppa e fa- 
cendo ovunque numerosi partigiani a Don Carlo. Seppe mano- 
vrare con tanta destrezza e celerità, ad onta dei numerosi ba- 
gagli che secolui traeva, che aempre si sottriaae alle truppe co- 
Btituzionali che inseguivanlo , o disfece quelle cbe non potè evitare. 

Dopo una felice e fruttuosa campagna di circa un anno, rì- 
lomA egli in Navarra alla testa di una truppa molto più nume- 
rosa di quella che aveva prima della sua partenza, ben vestita. 



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23S 

"liCn e(]uipaggiata e benissimo pagata. Al di lui ritorno al quar- 
tiere generale carìista trovò una rìcumpensa a cui per certo non 
attendevasi ; i gelosi e gì' invidiosi, che giammai non mancano 
attorno ai prìncipi, aveanlo calunniato presso Don Carlo, accu- 
sandolo di («ncussione. Fu messo in arresto , tradotto dinanzi ad 
nn consiglio di guerra che onorevolmente lo assolse dopo una 
lunga e penosa detenzione; e nondimeno, il Pretendente, mara- 
figliato de' suoi brillanti success, avealo soprannominalo il suo 
piccolo Bonaparle! 



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D,j.,.db,Googlè 



USTA ALFABETICA 

£' MILITABI DI OGNI GRADO DELLA LEGlOHE STBAMeBA, 

ONOREVOLMENTE CITATI HELLA PRIMA PARTE 

DI OUEST' OPERA. 



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210 
DROOAULT 
DUCROS . 
DELETRA. 



EBERLÈ 

ESCOSSURA ( de la ) ( Introduzione ) 



FERRART ( Introduzione ) 

PETER 

FAVELLA 

FREYMANN 

FBITZ 

FINAMORE ( Introduzione ) 



GALLOT 
GAOCZ . 



HORAIN 50-55-65-86 



IVANSESKT . 
IHER . . - 



65 
6-90 



KLÉBER . . 
KLEFFER. . 
KUBKOWKY . 

LALANDE . . 
LIBERHANN. 
LtSCHER. . 



BIETER. . 
BIAGNIER . 
MARENGO. 
MANGON . 
MARTIN 



42 
• 4M9 



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HONOT p«g. 

MORET 

MOM (de) HONTHiUR (iDtiiidniione) .... 



IWUHAYER ( iDlroduzione ). 



PONGONOWSKI ( Introduiiooe ) 

PEGATTE 

PFANDLER 

POERIO 

PFERSDOBFF 



BOCHAT 

«OCH 

RAPP 

ROUSSET ( latroduzjoiie ) 



SALOMON (de) MUSIS . 
SCHOUMACKER. . . . 
STOCEEIH ( iDlroduzione ) 
STUDINGER 



6 

38-91 

6 



Pim DELLl USTA ALFABETICA. 



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TAYOU DBLLE ItTERIE DELU I.' rtlTE 



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TATOLA DEUe HATERIE 

DELLA !■ PARTE 



Introduzione. 

Lista alfabetica dei militari di ogni grado della Legione, 
levolmente citati nella prima parte di quest' opera. 



CAPITOLO PRIMO. 

Sommario. — Origintì del mililaii d' ogni grado che hanno 
concoi-so all' orgauizzazione dell' antica Legione Straniera • 5 

CAPITOLO SECONDO. 

SoMiuRia. — Ponnaziane successiva dei sette battaglioni e 
del de|>osilo della Legione Straniera. — Loro ripartizione 
nelle diverse proviiicie dell' Algeiia > 8 

CAPITOLO TERZO. 

Sommario. — Esposizione retrospettiva e situazione militare 
dell' Algeria all' epoca del successivo arrivo del battaglioni 
della Legione nelle diverse provincie • 17 



D,g,L,.eclbyG0ÒgIc 



CAPITOLO PRIMO. 

SoMiURio. — Fine dell' anno 1851 b 1832. — Collocazione 
dei diversi battaglioni. — Soccorsi prestati all' equipaggio di 
una nave naufragaU. — Lavori ai campi ed alle strade. — 
Punizione della tribù d' EI-OufGa. — Scontri e diverse ri- 
cognizioni. — larelice fatto d' armi ove perisce il tenente 
Chani, e 27 militari della Legione. — Spedizione e lavori 
ad Orano ed a Bona pag. 

CAPITOLO SECONDO. 

SoMHtRto. — Anno 1853. — Notevoli miglioramenti nell' or- 
ganizzazione della Legione, sua disciplina, amministrazione 
ed istruzione. — Nuovo atto di devozione di alcuni mili- 
Uri della Legione, ì quali salvano, a rischio della loro vi- 
ta , r equipaggio di una nave naufragala. — Onorevole con- 
dotta del 6.° battaglione a Bona. — Spedizione a Orano 
contro la tribù dei Garabats, alla quale concorre il 4." 
battaglione. — Combattimento del Marabutto di Rorguta. — 
Ordine del giorno lusinghiero ed onorifico pel 2° batta- 
glione ( provincia d' Algeri ). — Ricognizione su Blida , 
comandata dal tenente generale Voirol. — Due scelte com- 
pagnie della Legione vi prendono parte. — Ordine del 
giorno dell' esercito a tale oggetto. — Assassinio commesso 
da alcuni Arabi nelle gole di BoulTarick. — Spedizione 
sopra Guiroa. — Lavori di sanamento esegniti dal 6.° bat- 
taglione a Bona. — Bicognizione sopra Coléab. — Spedi- 
zione contro gli Hadjouti. — Lavori alle .gole di Bouf- 
ferick • 

CAPITOLO TEBZO. 

SuHHtiiio. — Anno 1834. — Imbarco in Algeri del 7.° bat- 
taglione per Bugìa. — Licenziamento del 4.° battaglione 



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Ì47 
( ^tagnuolo ). — Il 5.° ( italiano ) lo rìmpiaKza ad Orano. 

— Il baltaglione polacco prende il numero 4. — Riceve 
la medesima desUnazione del 5.° r— Il lenente colonnello 
Conrad va ad Orano a prendere il comanda di que' due 
battaglioni. — Nuova spedizione contro gli Hadjouti. ~- 
Altra spedizione contro gli Hadjouti, comandala dal tenente- 
generale Rapatel. — Bei lavori nelle paludi della Uitidja, 
eseguiti dal 2.° battaglione della Legione .... pag. 6 

CAPITOLO QUARTO. 

SouiiAHio. — Anno 1855. — Partenza dello stato maggiore 
e dei battaglioni 1.° e 2.° della Legione per Bouffarick 
( campo d' Erlon ). — Lavori dì fortificazione e dì caser- 
maggio da loro eseguili. — Lavori di foraggiamento. — 
Visita del governatore generale al campo d' Erlon. — Ai- 
testato di soddisfazione da esso dato alla Legione. — Ri- 
torno del sao slato maggiore e dei due primi battaglioni 
a Hustafik. — Combattimenti di Muley-lsmaele e della 
Macta , a' quali prendono parte i battaglioni A° e 5.° ( Po- 
lacco e Italiano ) , . . . ■ T 

CAPITOLO QUINTO. 

SoMNARio. — Ceasione dell' antica Legione Straniera alla Spa- 
gna. — Prima e penosa impressione prodotta da quesla 
misura sui militari del suddetto corpo. — Vi si rifiutano. 

— Loro rassegnazione. — Preparativi d' imbarco. — Pronto 
ed esatto resoconto della contabilità de' quattro consigli di 
amministrazione eventuali. — Imbarco deUe diverse por- 
zioni del corpo ad Orano , a Bona , a Bugìa e ad Algeri. 

— Partenza. — Quarantena in rada di Palma. — Riorga- 
nizzazione completa de' sei battaglioni della Legione. — 
Sbarco a Tarragona » 10 



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CAPITOLO PRIMO 

SoHMABio. — Situazione politica della Spagna dopo la rivo- 
luzione del 1821. — Hanifeslazione cartista nel 1827. — 
Quarto matrimonio del re Ferdinando VII. — Annullalo- 
ne della legge salica. — Nascita dell' Infanta , poscia Re- 
gina Isabella II.' — Morte di Ferdinando. — Prìmo atto 
della reggenza della Regina madre. Maria Cristina. — Sol- 
levazione de' realisti esaltati. -^ Sbaglio commesso da Don 
Carlo. — Principio delle ostilità. — Sollevamento delle 
Provincie Basche, della Navarra, ec. ec. — Vantaggi ot- 
tenuti dalle truppe della Regina sull' insurrezione in alcune 
Provincie ribellale pag. 111 

CAPITOLO SECOPTOO. 

SoMHARio. — Quadro succinto della posizione politica e mi- 
litare delie Provincie insorte. — Particolarità sui Navarre- 

, ' si, Baschi, ec. e& — Organizzazione dell' insurrezione. 
— ■ Suoi mezzi, suoi progressi. — Carattere crudele della 
guerra civile ne' suoi primordi. — Reclutamento delle ban- 
de. — Descrizione topografica del teatro della guerra. — 
Cause principali che hanno provocata l'insurrezione. — Ele- 
menti di cui si composero da princìpio le bande carliste. — 
Zumalacarregui , loro primo e più celebre capo. — Ulfìzialì 
sortiti dall' esercito e dalla guardia reale. — Organìzea- 
zione del famoso battaglione delle guide di Navarra . > 120 

CAPITOLO TERZO. 

SoHumo. — Carattere , qualità e difetti del soldato regolare 
spagnuolo. — Organizzazione dell' esercito costituzionale. — 
Uniformi. — Segni distintivi. — Decorazioni. . . . ■ 15C 



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CAPITOLO QUARTO. 

Sommario. — Continuazione delle operazioni militari. — Pri- 
mo comando del generale in capo Saarsfìeid. — Vantaggi 
da esso riportati. — Viene sostituito da Valdes. — Situa- 
zione politica. — Quesada rimpiazza Valdes all' esercito. — 
Successi de' CarUsti. — Arrivo di Don Cario nelle Provin- 
cie insorte. — Rodil è chiamato al comando dell' esercito 
costituzionale. — Egli insegue inutilmente Ìl pretendente, 
mentre die Zumalacarregui organizza ìl personale ed il ma- 
teriale dell' armata carlista. — Richiamo di Rodil. — Di- 
visione del comando dell' armata della Regina fi-a i generali 
Mina ed Osma. — Successi di Zumalacarregui conirabbi- 
lanùatì da quelli attenuti dai luogotenenti di Mina, Cordova 
e Lorenzo pag. 1 

CAPITOLO QUINTO. 

SoMiiAnio. — Deplorabile stato degli affari della Regina. — 
I) governo costituzionale spagnuolo, costretto dalla neces- 
sità , riclama l' intervento delle potenze die lo hanno rico- 
nosciuto. — Torreno entra al ministero con Hendizabal ed 
Aknodavar. — Convenzione di giugno 1S35. — Valdes ab- 
bandona nuovamente il comando dell' esercito del Nord. — 
Egli è sostituita provvisoriamente da Lahara. — Questi Ta 
levare 1' assedio di Dilbao. — SaarsGeld è nominato per 
la seconda volta generale in capo. — Cordova libera 1' ar- 
mata dalla cattiva posizione in cui aveala lasdata Labaro 
a Bilbao. — Nola biografica del generale Cordova. — Zu- 
malacarregui è rimpiazzato da Moreno. — Assedio di Puen- 
te-de-la-Reyna dall' armata carlista. — Cordova accorre da 
Vittoria per soccorrere quest' importante piazza. — Batta- 
glia di Hendigorria. — Inazione di Cordova. — Agitazioni 
nell' esercito costituzionale. — Movimenti repubblicani in 
alcune grandi città. — Una numerosa gueriUa comandata 
da Guergué esce dalla Navarra e penetra nell' Alta Aragn- 



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250 

na e nella Catalogna. — Sbarco della Legione Straniera 

a TaiTagona pag. 168 

Note e Docuhenti ìèi appoggio. — Biografie dei principali 
capi carlìsti. — Aneddoti • 187 



PINE DELLA TAVOLA DELLE MATGRIB 
DELLA PRIMA PARTE. 



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STORIA 
DELL' ANTICA LEGIONE STRANIERA 

SECONDA PiltTE 

OnWJUIOIII aiLITlEt della LEGIOHB in ISPlGNt 

■n mi, 1936, 1857. (t3> 



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LIBRO PRIMO 

COBUNDO DEL GENERALE BERNELLE. 
CAPITOLO PRIMO. 



SOMMARIO. Sbarco della Legione in Tarragoaa. — SliiuzioDe della CaUilogna. 
~ Primi moTÌmenlI del generale Bernelle. ~ Il lenenlen^ol orniello Conrad 
viene diretto sull' Alla Catalogna. ~ Fazioni della Senahuga e di Pons. — 
Fazione d' Arlesa-sur-Sègre. — Combatti mento di San Martino. — Assedio e 
presa del castello forte di Quimera- — Suddivisione e disseminazione della 
Legione Straniera io deboli dislaccamenii. •~ Pressanti reclamazioni del gè- 

' aerale Bernelle. — Ria ivi Cina mento e riunione di cinque batuglioni della 
Legione a Balagaer. -~ Partenza per Barbastro. 

La Legione Straniera , imbarcala nei tre grandi 
porli dell' Algeria sopra undici bastimenti ^ella mari- 
na militare, arrivò li 16 agosto 1835 nella rada di 
Tarragona (1). La traversata era stala lunga e penosa 



(1) Tarraeo ( Catalogna ) era, sotto i Romani , la capitale 
di tutta la Spagna dteriore. Fu posseduta dai Visigoti e dagli 
Arabi, dall' anno 714 al 1120, epoca in cui vennero scacciati da 
Alfonso il Battagliero. Nella guerra di successione rimase abbru- 
ciata dagl' Inglesi che l'occupavano nel 1705. Neil' anno 1811 
Tarragona fu presa à' assalto, dopo 28 giorni di trincea aperta 
e nove assalti, da un corpo di truppe napoleoniche formato di 
Francesi e della divisione italiana Palomlùni , sotto gli ordini del 



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254 
per motivo dell' ingombrameli lo delle truppe e dell' in- 
vasione del choléra a bordo di alcuni vascelli. Il ge- 
nerale Bernelle nondimeno aveane approfittato per ri- 
organizzare i sei battaglioni , amalgamandoli intera- 
mente gli uni negli altri , di maniera a tor via il ca- 
rattere e lo spirito di nazionalità che , fin' allora , di- 



generale Sucbet, che io ricompensa di si bell'acquisto n'ebbe 
dall' Imperatore il bastone di Maresciallo. Ir questo assedio lungo 
e sanguinoso oltre ogni dire , cosi maestrevolmente descritto dal 
celebre e valoroso tenente maresciallo Camillo Vacani, che vi 
ebbe si gloriosa parte, gì' Italiani fecero di nuovo conoscere al 
mondo che disciplinati, istruiti e ben condotti a ninn popolo era- 
no secondi per valore e militare virtù. Fra i molteplici eroici 
fatti che altamente onorarono gl'Italiani nel suddetto assedio, non 
posso a meno di non ripetete le più brìllauti gesta del nostro 
bolognese sargente Biancbini, detto Sagrado, scritte dal Fran- 
cese Suchet nel 2." voi. pag. 98 delle sue Memorie. Ecco come 
si esprime il celebre inaresóallo : <> Le moment décisif de 1' as- 
saut fut marqué par un trait de courage, qui pomra figurer par- 
mi les beaux sonvenirs de 1' histoire. Lors de I' assant da fort 
Olivo, le caperai de grenadiers Biancbini du 6. reg. italien , avait 
fait prisonniers au pied méme des murs de la ville quelques sol- 
dats espagnols, et les avait amenés au general en cbet, qui ad- 
mirant son courage, lui demande quelle récompense il poovait 
lui offrir : L' ho»neitr de ttunter te premier à l' assaut de Tar- 
ragone, dit Bianchini. Celle réponse pouvait n' étre que de la 
présence d' esprit, e' était de 1' herolsme. Le 28 juin, ce brave 
homme, devenu sergenl, vient au moment de I' assaut se pré- 
senter dans la plus belle tenue an general en chef, et reclame 
de Ini la faveur qui lui a été promise. Il s' élance le premier , 
re^it une hlessure, coulinue de monter avec sang froid, exbor- 
tant ses camarades à le suivre , est alteint deux fois encore sans 
étre arrété,. et tombe enGn la poitrine traversée d' un coup de 
feu. > Il prode sargente Biancbini mori Cavaliere della Legìou 
d'Onore e della Corona Ferrea. 

( Nola del Traduttore ) 



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2»S 
slìaguevasi io ognono di essi H). La Legione Straniera 
a cui il governo spagnuolo diede il litolo officiale di 
divisione ausiliare francese venne sbarcala il 17. Il 
brigadiere Emilio , capo di stalo maggiore dell' armata 
di Aragooa , era slato incaricalo dal ministro della 
guerra di ricevere la Legione sulla terra di Spagna e 
di portare al generale Bernelle 1' aulorÌEsazione di 
mantenersi fermo in Tarragona lutto il tempo che giu- 
dicasse necessario al riposo delle sue truppe. 

All' epoca dell' arrivo della Legione Straniera in 
ispagna , 1' insurrezione carlista non aveva per anco 
ricevuto in Catalogna la potente organizzazione che 
diedele piìi tardi il famoso contea di Spagna. Nondi- 
neno delle bande faziose numerose e ardile àtlraver- 
savano il principale in ogni senso, talora riunendosi 
in un corpo abbastanza considerabile tenevano a bada 
le truppe della Regina die uscivano da Barcellona o 
da Lerida per combatterle. Non vi era sicurezza poi 
costituzionali se non se nell' interno delle piazze 
foni o dei posti forlilicati ; l' insurrezione era padrona 
delle montagne donde dominava la campagna. Il pre- 
tendente aveva un grande interesse di dare maggiore 
estensione alla fazione catalana. A lille effetto, 5,000 



(1) Neil' amalgama dei battaglioni della Legione il coman- 
dante Poerio vedendosi posposto ai franceei e nominati questi 
tenenti colonnelli, quantunque tal grado per anzianità, per valore 
e merito gli competesse, se ne indignò giustamente per cui seb- 
bene venato in Ispagna, si dimise immediatamente dal servigio. 
Questo prode ulfiziale superiore, era stato decorato della Legion 
d' Onore col titolo di cavaliere per essersi particolarmente distinlu 
combattendo a prò del governo del Re contro gli insorti di Lio- 
ne nel 1834, nel ritorno d>e faceva in Africa da Parigi. 

( Nota del Traduttore ) 
18 



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256 
carlìstj di Naviirrtr, governali da Gtiergoé , uno fra' 
più valenti generali del partito, penetravano in Cata- 
logna , per r Alla-Aragona , poco tempo prima dello 
sbarco della Legione Straniera a Tarragooa. 

Il governo spagnuolo erasi primamente proposto 
di dirigere la Legione Straniera sopra I' Aragona e la 
Navarra per incorporarla nell' esercito del Nord. Ma il 
mìiìistro della guerra essendo stato informato della si- 
tuazione della Catalogna , ordinò al generale Bernelle 
con suo dispaccio delli 2ti agosto, di provvisoriamen- 
te stabilirsi in Lerida per coprire questa piazza, e per 
prender parte alle operazioni del generale Pastors , co- 
mandante in capo delle forze attive del principato. Il 
generale aveva prevenuto tali ordini : al primo avviso 
dello approssimarsi di Guergué, la Legione in due co- 
lonne di tre battaglioni, lasciando a Tarragona depo- 
sito e magazzini , erane partita li 22 e 23 agosto per 
Lerida (1), dove giunse li 24 e 25. Le premurose in- 
vitazioni del capitan-generale della Catalogna nonché 



(1) Città forte e capo luogo della provincia del suo nome, 
sulla ripa destra della Segre, è f aatichissima ìlerda . capitale 
del paese degl' llergeti , sotto le cui mura Scipione riportò una 
vittoria sopraAnnone, geoeralc Cartagioese, 1' anno di Roma 537. 
Giulio Cesare dopo averla conquistata , vi disfece Afranio e Pe- 
treio, luogotenenti di Pompeo, anno di Rotna 705. Sotto la do- 
miuazione de' Goti vi si tenne un celebre condito nell' anno di 
G. C. 546. Dessa fu conquistata sui Mauri da Raimondo Beren- 
gario, Re d'Aragona nel 1149. Sosteone un assedio conU'o il 
conte d' Harcourt nel 1646; contro il principe di Gondé nel 
1647; fu presa d'assalto dal duca d' Orleans nel 1707, e posta 
a sacco. I Francesi comandati dal generate Siicbet se n' impa- 
dronirono il 14 maggio 1810. Nel 1825 Lerida aperse le sue 
porle ai Francesi ed alle reali truppe di Ferdinando yjL 

( Nota del TroAtOon > 



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257 
le notizie pervenute al generale Bernelle sopra i mo- 
vimenlì del nemico , Io delerminarono « far occupare 
Balaguer, piccola città di 3,700 abitanti sulla Sègre , 
a 22 chilometri N. E., di Lerida. Li 29 agosto, il gc- 
neritle Bernelle vi portò tre battaglioni agli ordini del 
tenente-colonDello Conrad. La brigata spagnuola del co- 
lonnello don Antonio Niabo occupava allora Tarrega ; 
quattro compagnie della Legione, comandale dal ca- 
pitano aiutante maggiore Ferrary, erano partite li 27 
da Lerida per rinforzarla. It generale Bernelle aveva 
inoltre diretto sopra Grenadtlla , facendoli passare per 
Aspe , 600 uomini scelti della Legione , ai quali il go- 
vernatore di Lerida aggiunse 100 fanti e 130 cavalli 
spagnuoli. 11 comandante Gros d' Avena s , capo di que- 
sta colonna, aveva per missione dì liberare la guar- 
nigione costituzionale di Grenadilla bloccata da 2,000 
insorti catalani. Ma aveva essa capitolato prima del suo 
arrivo, ed il nemico dileguossi all' approssimarsi delle 
nostre truppe die rientrarono in Lerida li 51. 

Li 2 settembre , Ìl generale Beroelle parli da Le- 
rida colla speranza di abboccarsi col generale Pastors 
a Balaguer o in Agramunt, e di combinare secolui una 
decisiva operazione contro i Cartisti. Questa conferenza 
non si effettuò: i movimenti del nemico il quale po- 
teva riunire fino a 6000 combattenti sulla riva destra 
della Noguera Pallaresa-; necessitarono improvvisamente 
la presenza del generale Pastors sopra un altro punto 
del principato. Il generale Bernelle ritornò in Lerida 
li 9 , dopo di avere successivamente soggiornato in 
Agramunt ed in Balaguer. L' arrivo di un convoglio 
di danaro proveniente da Barcellona per il servizio 
della Legione noBcfaè delle numerose promozioni fatte 
recentemente dal ministro, fra le quali quella del sig. 
Conrad al grado di colonnello , rendevano indìspensa- 



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258 
bile la presenza del capo della Legione al proprio 
quarlier generale. 

Neolre durò 1' escursione del geoerale Bernelle a 
Balaguer e ad Agramunt, il tenente-colonnello Conrad 
ubbidendo agli ordini del eapitaD-geeerale del prìfici- 
pato, erasì messo ad inseguire le bande eartiste del- 
l' Al la-Catalogna , e scaociavale da diversi borghi im- 
portanti per le loro risorse e come posizioni militari. 
Vi lasciò dei distaccamenti per assicurare le proprie 
comunicazioni e per tranquillare il paese;. Aeceseremo 
i vari scontri mollo onorevoli per la Legione, soste- 
nuti dai mentovati distaccamenti contro un nemico 
superiore in numero. 

Due compagnie della Legtooe comandate dai ca- 
pitano de Noiie ( oggi colonnello del 57.** di linea) (1) 
bloccate nel borgo della Seoahuga da ra^p^uardevoli 
forze, respinsero con buon successo alcuni seri attac- 
chi, li 8, 13, 16 e 20 settembri!. Il capitano de NoUe 
cita come essendosi distinti nelle suddette giornate, il 
sergente maggiore Vermeil, il sargente Tatur, il capo- 
rale Gubernati {%) ed i fucilieri Koll e Barowski. Al- 
lorquando il generale Bernelle ordinò la rittoione in 
Agramunt, dei diversi dista ocamen li della Legione, il 
capitano de Noiie, prima di condurvisi, andò a libe- 
rare il tenente Bazaine ( oggi colonnello del 55." reg- 
gimento di linea ), trinceralo colla sua compagnia nel 



(1) Nominato generale di brigala li 8 maggio 1652. ( Mooi- 
teur de I' Armée ). 

( Utola del Traduttore ) 

(2) Questo caporale ( Piemontese ) fu decorato per li citati 
fotti della croca di iUstinzioDe di Ha ria -Isabella -Luisa ossia d' Isa- 
bella U.' nella ciltli di Vittoria nel geonaio 1836, come si vedrà 
più oltre. 

( iVoW M TrndtUore ) 



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2S9 
villaggio di Pona , ove difendevasi energicamente da 
vari giorni contro un Dumcrosìssimo partito earllsta. 
La decisione de) capitano de Noiie feeegli onore, e gli 
meritò, insieme al tenente Bazaine, una delle prime 
■ croci di San Ferdinando accordate alla Legione. 

11 borgo d' Artesa-snr-Sègre era occupalo da ItiO 
nomini delia Legione , comandati dal capitano Mallet. 
Dei Carlisti catalani, in numero di 1,500, presenta- 
ronsi nella giornata delli 18 settembre ed attaccarono 
immediatamente una casa fortificata , situata ad nn 
tiro di cannone dal villagio e che serviva di posto 
avanzalo. La difesa di questa era affidata , quel gior- 
no , a 50 uomini comandali dal sotlo4enente Dumou- 
slier. Questo giovine ufficiale si difese vigorosamente 
per alcune ore; ma vei^endo esaurire le sue munizio- 
ni, e confidandosi ad una guida che Io tradì, egli ef- 
retino una sortita per raggiungere Artesa. Dumoustier 
cadde in un' imboscata e fu costretto, dopo un' acca- 
nila lotta , ad arrendersi a dei briganti i quali , inde- 
gni di apprezzare il suo valore, lo fucilarono senza 
ninna pietà (I). 

Malgrado la delta perdila , la guarnigione d' Artesa 
respinse 1' inimico, che rilirossi con sensibilissime 



(1) Il signor Oumùustier non fu fucilato appena preso, ma 
beft^l dopo alcuni giorni nei quali i Carlisti cercarono ogni via 
di persuasione per indurlo a prender servizio nelle loro fila. Alla 
qual cqsa ricusandosi sempre, prescelse con fermeiza veramente 
d' animo grande , la morte alla mancanza a' suoi doveri. Il suo 
eiiNiipio fu pure imitatu dal giovine intrepido sargenle Ckt^etet 
N. ( di Ciamberl ) die aubl la stessa sorte. Queste cose ci ven- 
nerp narrale dai soldati che componevano quel distaccameulo i 
quali dopo aver preso servizio luggirouo dai Carhsti alla prima 
occasione che loro si presentò favorevole. 

( Nola del TraduUore ) 



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260 
perdite. Dal canto suo, la Legione, ebbe ire uffìziati 
ed alcuni uomini più o meno gravemente ferili. Il ca- 
pitano Mallet denoia come essendosi distinti, i sotto- 
tenenti Caracewicli e Kuzkowski ; i sargenli maggiori 
Levy e Duboureuìlle; i caporali Rousset (1) Chevalier 
e Steinberg. Il fuciliere Wandenwinboder rimase al 
fuoco ad onta , di una grare ferita alla testa , e fece 
prova di un eroico valore. 

Abbiamo digià annunziato la partenza da Lerida 
del capitano aiutante maggiore Ferrary alla testa di 
quattro compagnie del 2.° battaglione della Legione. 
Il colonnello Niubo non attendeva cbe il suo arrivo a 
Tarrega per evacuare questo villaggio da vari giorni 
minaccialo da circa 5000 Carlisli. La sua colonna com- 
ponevasi di una compagnia di micheletti (2), di due 
compagnie del 1." leggero, di due compagnie di mi- 
jiziotli , di 25 cavalli del 7." de' cacciatori, e lìnsl- 
mente , di 250 uomini della Legione. Il colopnello 
Niubo parli da Tarrega il 2 settembre, alle sette an- 



(1) Il caporale Sousset N., Savoiardo, che fu decorato della 
Croce d' Isabella II" era un antico sotl' udìziale dell' esercito 
Sardo. 

( Ifola del TraduOore ) 

(2) Secondo Melo, chiainB?an8Ì dapprima Almogarvi, voca- 
bolo tolto dall' arabo che sigDÌGca gente dì campagoa , la quale 
professava 1' arte di conoscere a certi se^i le tracce degli uomi- 
Ili e degli animali. Cangiarono questo nome in quello di miche- 
leili, in memoria, dice lo stesso autore , (K Jfic/wfaHo di fVodi, 
compagno del famoso Cesare Borgia. In quel secolo ed anidie 
poi sarà stato conveniente quella maaiera di miliiia, sebl>en molti 
r abbiano p«slo in dubbio ; na al nostro per nessun modo é 
opportuna, mancandole, a quel che io stesso ho veduto, la ne- 
cessaria disciplina e subordinatione. Notisi bene cbe tale tniliiin 
è propria solo del principato di Catalogna. 

( Piota del Traduttore ) 



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261 
timeridiane. Gianto in vista di Sao Martino , a due le- 
ghe da Tarrega , 1' avanliguardi) scoperse 1' inimieo in 
posizione al di là del villaggio, con delle riserve sulle 
alture che lo dominano. Benché i Carlisti fossero in 
numero mollo superiore, il colonoello Niubo non esitò 
ad attaccarli. Dispose in bersaglieri i miliziolti , (a- 
cendoli appoggiare da due colonne formate delle com- 
pagnie del \.'* leggero e del meteo battaglione della 
Legione. Il combattimento impegnossl verso il mezzo- 
dì :- bentosto i Carlisti si misero in ritirata colla mira 
di attrarre i loro avversari sur un terreno die celava 
un' imboscata. Rinforzati da fresche truppe che ap- 
parvero luti' a un tratto, presero a loro volta I' offen- 
siva, ed i bersaglieri del colonnello Niubo furono un 
istante compromessi. Ma il mezzo battaglione della Le- 
gione non si fa a-ttendere; assàlisce il nemico all'ar- 
ma bianca. Le compagnie spngnuole mostrarono un' e- 
guale risoluzione. Questo fu un movimento decisivo 
che il colonnello Niubo fu sollecito ad appoggiare col- 
la sua riserva composta dei diicheletti e dei 25 ca- 
valli del 7.** de' cacciatori. Rovesciato sopra tutta la 
linea, il nemico abbandonò, col campo di battaglia, 
i suoi morti e feriti in grandissimo numero , come 
pure una parte de' suoi bagagli. Le truppe della Re- 
gina, contarono una trentina d' uomini fuori di com- 
battimento, e fra i morti un lenente de' granatieri del 
1.'^ leggero. Si fu in tal guisa che il colonnello Niubo 
venne chiamato primo a segnalare il valore delle trup- 
pe ausiliarie al governo della Regina. ^e\ ringraziare 
nel suo rapporto ufficiale ( pubblicato nella Gazzetta 
di JUadrid ) il mezzo battaglione della Legione del 
suo concorso, esso dichiarò che senza la sua presen- . 
za , non avrebbe osato , anche con ugual forza d' altre 
truppe , attaccare una partita cartista sì considerabile. 



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262 

Dopo il combatti monto dell! t settembro, il «o^ 
lonnello Niubo inseguì il nimico per lo spazio di quin- 
dici giorni , incalzandolo colla spada nelle reni da- 
vanti alla saa debole colonna. Egli imparò, li 16, 
die i Carlisti eransi fermali ^1 borgo di Macia. I) 
colonnello Niubo tosto mosse ad attaccarveli ; li mi- 
se in foga quasi sema comballere, e mediante un'a- 
bile manovra , ne costrinse la maggior parie a rico- 
verarsi nel castello forte di Quimera , il quale im- 
mediatamente fu investito. Il capo carltsta Rosei, in- 
timato di rendersi a discrezione, rispose cbe esso ed 
i suoi compagni d' arme si difenderebbero fìno alla 
morte. L' assedio del castello venne risoluto, e le ope- 
razioni ne furono particolarmente affidate al capitano 
Ferrary ed alle compagnie della Legione. Per togliere 
ai Carlisti ogni speranza di DOttarna evasione, Ferrary 
awìcinossi al castello nella notte dalli 17 , rizzando 
dei parapetti in pietra secca , dietro i quali si slabili 
ad onta del fuoco del nemico. 1 lavori continuarono 
per tutta la giornala del 18 e l'indomani, i nostri 
bravi soldati trovavansi già al pie delle mura del ca- 
stello, attaccandole col piccone per difetto di cannoni. 
I Carlisti fecero una sortila e combatterono con molto 
accanimento , ma furono risospinli nella fortezza. Un 
pezzo d' artiglieria arrivò il medesimo giorno in cui 
Ferrary , avendo radunate delle scale , gtava preparan- 
dosi all' assalto. Il sotlo-l«nente Ronsset della Legione, 
ex maresciallo d' alloggio capo d' artiglieria , fu inca- 
ricato di'pianlarlo in conveniente posizione; egli sep- 
pe ritiDr'ne un buon partito. Alcune palle aveano digiji 
colpito il castello, quando i ribelli, non potendo più 
calcolare sopra un vicino soccorso , si arresero a di- 
screzione in numero di 500. 

Questo brillante avvenimento fu principalmente 



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dovuto all' energia ei alVaUività del capitano Ferrary, 
insieme alla devozione ed all' ardore delie Iriippe del- 
la Legione. Il colonnello Niubo lo ha proclamalo nella 
sua relazione al governo, chiedendogli delle ricom- 
pense per i signori Ferrary, fiousaet, Deletra, Clément, 
Galloo, D' Acelo (1), Studinger e Desjardins, uffiziali 
della Legione. Il primo fu promosso a capo di batta- 
glione, gli altri ricevettero la croce d'Isabella la 
Cattolica. 

La capitolala banda di Rosei,' avea commesso i 
maggiori eccessi ; perciò il colonnello INiubo credette 
dover dare un terribile esempio ; 71 dei più influenti 
Turono infimedìalamenle passati per le armi. Il mezzo 
battaglione della Legione venne incaricalo di condurre 
a Lerida quelli a cui lasciava salva la viU. 11 capitano 
Ferrary consegnolli, il 25, fra le mani del governato- 
re di questa piazza , e così lerminossi la missioneche 
Io ritenne lontano dal grosso della Legione per lo spa- 
zio di circa un mese. 

La L^ione Straniera, appena giunta io Ispagha , 
Irovavasi già suddivisa e dispersa in numerosi distac- 
camenti. Dodici' compagnie guarnivano Lerida: allre 
dieci, sotto gli ordini immediati del 'generale Bernelle 
erano uscite dalla suddeltii piazza ne' primi giorni di 
setlembre; il lenente-eolon nello Conrad,' alla lesta di 
800 uomini delia Legione, concorreva alle opel^zioni 
del generale Pastora; il capo di battaglione Drouanlt 
«omandava una colonna mobile di 400 uomini; quat- 
tro compagnie agli ordini del capitano aiutante mag- 

(1) 11 tenente barone D' Acelo disti ntissimo uffizialé Sicilia- 
no, vtnne poco dopo promosso a capitano, e lo troveremo più 
innanzi citato con molto onore, per la sua brìllantfi condotta nei 
i fatti A' armi. ' 

( Nota del Tradvttore )i. 



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264 
giore Ferrary avevano rafforzata la brigata del coloo' 
nello Njubo; (innlmente set compagnie erano dissemi- 
nale ed accantonate in Balaguer, Pons , Artesa-sur-Sè- 
gre e la Scnahaga.'Tal era, al 5 settembre, il diapia- 
cernissimo sminuzzamento della Legione Straniera. 
Questo stato di cose era tanto pregiudizievole all' istru- 
zione che alla disciplina della divisione ausiliaria; 
inoltre esso ofTeriva imminenti pericoli sotto il punto 
dì vista politica. Difatti, Barcellona, Saragozza, Va' 
lenza, dominate dal partito rivoluzionario esaltato, non 
riconoscevano allora 1' autorità del governo di Madrid : 
delle giunte insurrezionali eransi impadronite dell' am- 
ministrazione. Gli emmissari di quella di Barcellona 
percorrevano la Catalogna colla speranza di sedurre 
le truppe dell' esercito della Begina. Dei tentativi di 
subornamento erano digià stati praticati senza riescìta 
presso alcuni militari della Legione Straniera. Appena che 
il generale Bernelle ne ebbe stentore, credette che il pro- 
prio dovere e 1' interesse del servigio della Begina Isa- 
bella Il , gì' imponessero di concentrare il più presto 
possibile i sei battaglioni della Legione in Lerida. 
Quesl' era d' altronde ubbidire alle formali prescrizio- 
ni di un dispaccio del ministro della guerra in data 
delli 25 agosto. Il generale Benielle indirizzò adunque 
premurose istanze al capìlan-generale della Catalogna 
per ottenerne 1' ordine a lutti i distaccamenti della 
Legione di rientrare in Lerida. Le sue lettere rimanen' 
do senza risposta ed i suoi passi seuza risultato, il 
generale prese allora sulla propria responsabilità dì 
ordinare direttamente a tutti que' distaccamenti di ran- 
nodarsi sotto il suo comando. Ed avendone tosto rife- 
rito al ministro della guerra , questi , con suo dispac- 
cio delli 16 settembre, approvò le precitate disposi- 
zioni e ordinò al generale Bernelle di portarsi nel più 



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265 
breve spazio "di tempo a Barbastro in Aragona, con 
lotte le forze della Legione, eccetto un battaglione, il 
2.", il quale doveva tenere guarnigione in Lenda sino 
a nuov' ordine. Le intenzioni del governo erano allora 
di mantenere la Legione In Aragona, a Barbastro, fino 
all' arrivo a Monzon dei dislaccamenlt e dei magazzini 
lasciati a Tarragona ed a Lerida. Poscia dovea la te^ 
gione essere diretta sopra la Navarra per venire incor- 
porala neir armala del Nord. 

Diverse circostanze , nel cui novero la difficoltà 
di concentrare cosi lestamente come avrebbelo deside- 
rato il generale , i distaccamenti della Legione impe- 
gnati in operazioni militari il cut risultalo non biso- 
gnava compromettere , ritardarono di alcuni giorni 
r esecuzione degli ordini del governo. Spiacevoli noti- 
zie erano eziandio sparse in quest' epoca sulla colonna 
comandata dal colonnello Conrad, di cui nulla sape- 
vasi al quartiere generale già da dieci giorni. Final- 
mente, il generale Bernelle partì da Lerida per Ba- 
laguer dove la Legione doveva riunirsi , dopo averne 
informalo i capitani-generali della Catalogna e dell' A- 
ragona con dispacci delli 22 settembre. Giunto in Ba- 
laguer, il generale Bernelle ricevette dal capitan-gene rale 
della Catalogna il pressante invito di mantenersi nel prin- 
cipato per prendervi parte attiva alle operazioni di cui 
aveva egli decretato il piano e 1' esecuzione ; ma non 
poteva aderire alle sue sollecitazioni , tanto erano pre- 
cisi gli ordini del governo. Quelli del capitan-generale 
dell' Aragona gì' ingiungevano pure , in nome del mi- 
nistro, di portarsi immediatamente a Barbastro. Il co- 
lonnello Conrad avendo finalmente raggiunto il quar- 
tiere generale, ti 2S settembre, dopo avere percorso 
r Alta Catalogna per venticinque giorni consecutivi 



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266 
sollo gli ordini del generale Pastors (f)-, la Legione 
Slraniera riti-ovavasi riunita, il 27, a Balaguer.ad 
eccezione del 2.° battaglione lasciato- in Lerida e di 
alcune compagnie cbe occupavano la Conca-dc-Trcmp. 
Li 28 e 29, la divisione ausiliaria francese parli da 
Balaguer per Barbaslro , dove ginnse li 30 settembre 
e I." ottobre. 



. (1) la questa lunga e disagevole marcia per I^ aspre e sca- 
l^rose moDtagne dell' Alta Catalogna il cotoanello Coorad passò 
per Balaguer, Agramunt, Artesa, Pons, Peramola, Conca, Tremp, 
Talarn, Peubla-de-Segur , Cerri, Seu d'Urge), le frontiere della 
repubblica d'Andorre, Orgagna, Solsona, Cardona, e Calaff. Nel- 
r ultima tappa, cioè da Agramunt a Balaguer. il granatiere 
Roffinann che da vari giorni stentava a camminare avendo feriti 
i piedi, si uccise essendo di guardia ai bagagli 

[ Nota del Traduaore ) 



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CAPITOLO 11. 



SOMMARIO.— Ostile accogliiiDza fìiita alla Legiooe dagli abllaoti di Barbasiro. 

— Il generale Bernelle riceve 1* ordine di coprire I' À)ta-Aragona. — Divi- 
itone spagDuola detta dell' Alla-Aragona. — Il generale Bernelle la mti)«iie 
sotto i suoi ortllDl. — i^li si dispone di andare a prendere posiiioBe a Be- 
navarre. -~ Combatti mento di Greaadilla. ••' Diresa di Balagner, — Presa di 
Cerri. '•- Cacciatori voloDlari d' Isabella 11 reclutali a Parigi dal barone di 
Suarce. — Il geaente Bernelle riceve ordine di portarsi a Jaca per licen- 
ziarti. — Il colonnella Conrad entra InCatafi^Di alla lesta di tre ballaglio- 
ni della Legione, — Soccorre la città di Tremp, attaccata da 6,000 Carllslì, 

— Combatlimenlo della Puebla-de-Segur. — Il generale Bernelle parte da 
Jaca per Honion. — Bellissimo contegno del 4." battaglione della Legione a 
Verdan. — Il generale Bernelle rermast in Hueaca. — Suo arrivo R Hodzod. 

— Suoi lavori. ~ Rkeve ordine di riunire la LegioDe nelle Cinco-ViUas 
dell' Aragona. — Gnergué ritorna iu Navarra. -^ Il generale Bernelle ed U 
colonnello Conrad barino seutore della sua ritirala. — Codi batti mento d'An- 
gues. — il generale Bernelle giunge a Hnesea.— Inconcepibile inazione del- 
la ólvisioDe dell' Alla-Aragona. ~ Gnergué rientra in Navarra. — I- b>U>- 
glioni della Legione Straniera vengono diretti aopra le Cinco-Vilta». — Il 
generale Bernelle parie per Saragozza. .- Soggiorno a Saragozza. — Esso 
raggiange la Legione nelle Cinco-Viilas. — Occupazione di Sanguessa. — 
Falsa dImMirasioDe dei Carlisti. — Partenza della Legione per Vittoria. 

La Legione Straniera fu malissimo accolta a Barba- 
atro , li cui abitanti , in grande maggioranza , appar- 
tenevano all' opinione carlisla. Benché 1' arrivo della 
prima colonna fosse stato annuncialo io tempo oppor- 
tuno, non si trovarono preparati né alloggi né viveri. 
Le truppe, affranie di fatica, dovettero bivaccare al- 
cune ore nelle strade della città, senza razioni, sulla 
soglia delle case, le cui porte inospitali eransi spieta- 
tamente chiuse al loro avviciuarsi. Il generale Bernelle 
indignato, non si limitò a far conoscere quesl' ostile 
ricevimento al capitan-generale dell'Aragona; prese 



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268 
iinmediaUmenle e dì sua propria aulorilà , energiche 
misure le quali evitarono alla seconda colonna una 
parie de' patimenti dì cui era slato Tillima la prima (1). 
La Legione Straniera , avendo ricevuto da Madrid 
r ordine Termale di portarsi all' esercito del Nord, do- 
veva finalmente riunirsi a Barbastro per aspettarvi gli 
ultimi distaccamenti lasciati in Catalogna , nonché le 
reclute e gli e0elti di recente sbarcati a Tarragona. 
li generale Bernetle ripromettevasi i più felici risultati 
da tale riunione, che invano chiedeva da sì gran tem- 
po; ma nuovi inciampi, sotto questo rapporto, 1' at- 
tendevano ancora a Barbastro. . Difatti , appena vi fu 
egli arrivato, che ricevette dal capitano-generale del- 
l' Aragona , r invito di coprire colla Legione, la fron- 
tiera della detta provincia dalla parte della Catalogna , 
in sostituzione della divisione spagnuola nominata del- 
l' 4lta Aragona, comandata dal colonnello Rodriguez de 
Vera , e richiamala a Saragozza. 11 generale Bernclle 
aveva informato quesl' ultimo del suo prossimo arrivo 
a Barbastro dimandandogli nn abboccamento a cui 
frappose ostacolo una subitanea piena della Cìnca. 
Esso non ignorava che il capitan-generale dell' Aragona 
aveva ordinato alla divisione spagnuola di ritirarsi so- 
pra Saragozza tosto dopo 1' arrivo della Legione a Bar- 
bastro, ed era anco per indurre il colonnello de Vera 



'i) Un tamburo della 4.* del 4.°, giovine di 16 anni bat- 
tendo la ritirata nella strada dove alloggiava la sua compagnia, 
venne da maDO ignota ucóso da ima stilettata nel collo. Il sar- 
gente maggiore Bon e^ il T. allora suo forrìere ritirandosi al- 
l' alloggio lo ritrovarono esanime ed immerso in un lago di san- 
gue. Dalle indagini fatte si scopri nell' ucàsore il figlio del suo 
ospite, mosso, si suppose, da passone di gelosia; l' iadomanj 
nella piazza maggiore venne fucilato. 

( Nola del TradMore ) 



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269 
a sospendere- 1' esecuzione dì questo movimento che 
aveagli chiesto una conferenza. Ma non poteva preve- 
dere che il mentovalo capo spagnuolo , istrutto aicco- 
me dovea essere, delle manovre del nemieo e degli 
audaci progetti che dicevasi aver egli concepito , eva- 
cuasse i diversi posti che occupava sulla Noguera, pri- 
ma di esservi rimpiazzato da altre truppe. Ciò mal- 
grado, questo è quanto accadde, avvegnaech^ tale era 
la poca armonia, anzi il disordine, che regnavano al- 
lora nella direzione delle operazioni , fra te truppe 
costituzionali in Aragona e nella Catalogna. I capitani- 
generali, sotto pretesti di ui^enza molto conlealabili , 
disconoscevano gli ordini del ministro della guerra , 
ed i capi delle colonne mobili agivano tlal canto loro 
con un' indipendenza pregiudizievolissima ai generali 
interessi della causa che servivano. 

Tutti quest' indugi , tutti questi ostacoli nell' eso- 
cuzione degli ordini del governo vivamente contraria- 
vano il generale Bernelle. Prese nondimeno le pivi con- 
venienti disposizioni per difendere 1' Àlta-Àragona con- 
tro un' invasione carlisla. Essendosi messo in relazione 
coi capi militari delle piazze e dei più vicini posti , 
per essere rapidamente istruito di tutti i movimenti 
del nemico, il generale Bernelte seppe bentosto che ì 
Garlisti si concentravano in ragguardevoli forze per 
attaccare Tremp ove trovavansi tuttavia tre compagnie 
della Legione. Le truppe radunate a Barbastro non ol- 
trepassando 3,000 uomini , cosi gravi circostanze lo 
determinarono a rattenere per alcuni giorni, sotto i 
suoi ordini , la divisione dell'Alia Aragona. Il gene- 
rale Bernelle né informò il capitan-generale Serrano , 
con dispaccio del 3 ottobre , annunziandogli in pari 
tempo la sua prossima partenza per Bcnavarre , da 
dove potrebb' egli non solamente soccorrere Tremp, se 



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270 
il Demico r attaccava, ma ben anco portarsi rspida- 
mente ad incoDlrare qualunque corpo cartista che ten- 
tasse il passaggio della Nognera. 

Nel Traltempo che cinque battaglioni della Legione 
rianivansi a Barbastro, il %.' comandalo dal signor 
Dumesgnil (oggi colonnello del 4.** di linea), lenen 
gaarnigione in Lepida in cui di giorno in giorno aspelr 
tavasi un reggimento spagnuolo per dargli il cambio. 
Il 27 settembre, avendo saputo che un partito earlista 
assai numeroso erasi stabilito a GrenadiUa, il gover- 
natore di Lerida diresse contro i ribelli una colonna 
di 400 uomini sotto gli ordini del capitano Chartslte. 
I Garlislì eransi trincerati sopra scoscese posiiioni ; il 
capitano Charìatte le fece prendere all'arma bianca' 
sotto nna grandine di palle. Cotesl' operazione vigoro- 
samente condotta, ebbe un felice risnitalo, avvegnaché 
i ribelli si sbandarono dopo un' ora di resistenza. In 
seguito di tale combattimento che costò alcuni morii 
e feriti alla Legione, il capitano Gbariatte ed il tenente 
Laruhe (oggi capitano al 6." leggiero), furono deco- 
rali dell' ordine di San Ferdinando di prima classe. 
Devesi eziandio menzionare il tamburo Slockenger , 
decoralo della «-oce d' Isabella 11, per essere giunto 
uno de' primi sulle posizioni dell' inimico, battendo 
la carica. 

I Carlisli battuti a Grenadilla eransi presentati, 
ne' primi giorni del mese, davanti alla città di Baia- 
guer (1). La guarnigione, composta della 3.* compagnia 



(1) L' antica Bergtwìa o Balhgarivm o Valugwuria, difesa 
dal ponte San Filippo che comanda la strada di Tarragona al- 
l' Ebro. Fu presa dal conte d' Harcourt, nel 1645; Stahrenberg, 
generale dell' ardduca Cario, se n' impadronì, nel 1709; ma il 
conte di LouTignies, go»ematwe di Lerìda, la ripigRù per PI- 



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S7I 

del 6." battagtioae della Legione e dì alcuni miliziotU 
asceodeva a circa 500 uomìai; fu allaccala li 13 set- 
teoibre da 800 ribelli calalani. Dopo tre ore di com- 
baltimenlo , il nemico ritirossi lasciando dei morii sul 
terreno , non che de' TeriLi e dei prìgìoaieri in potere 
delle truppe costituzionali. Il comandante d' arme di 
Balaguer molto lodò la fermezza ed il valore del ca- 
pitano Aoeth. Diede meritati elogi al coraggio e alla 
devozione del fuciliere Vanderbock, il quale, avendo 
la mascella traversata da una palla , non volle che ì 
suoi camerati 1' aiutassero a ritirarsi per non dimi- 
nuire il numero de' comballeoti. 

Gli è eziandio in quest' epoca che accaddero 1' at- 
tacco di vìva forza e la presa di Gerri , nell» Catalo- 
gna , dal capitano Topiu ( oggi capo battaglione al 73." 
di linea ) , comandante delle forze della Legione nella 
Conca-de-Tremp. Il governatore militare di codesto di- 
stretto, essendo stato informato dell'occupazione di 
Cerri, da una banda di ribelli, collo scopo di por- 
tarne via il sale i cni approvigionanienti erano con- 
siderabili, risolvette di sorprenderli mediante un su- 
bitaneo attacco. Affidò egli al capitano Topin il co- 
mando di una colonna composta di due compagnie 
della Legione e dì 2b0 guide, bersaglieri o milizioltì 
spagnuoli. Gerri, investito nella notte del 6 ottobre, 
fu scalato e preso di viva forza sul far del giorno. 
I Carlisti poterono sfuggire in gran numero per delle 
uscite a loro famigliari, e si dispersero nella campa- 
gna, avendo lasciato una trentina d' uomini ed il loro 



lippo V, nel 1710; gl'Iaglttsi, nel ]815. rimasero padroni dì 
Balaguer, allorquaodo l'esercito francese ritiravasi dalla Catalo- 
gna , sotto gli ordini del maresciallo duca d' Albufera. 

{ Nota del TraduUore ) 
11) 



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27a 

capo sul lerreno. 1 capilanì Topìn e Bonniol , il te- 
nente Ivancewski ed i sotto-tenenli Robert e Fabre fu- 
rono decorati dell' ordine di San Ferdinando di prima 
classe , in conseguenza del mentovato scontro. 

Il generale, siccome avealo annunciato al capitan- 
generale d' AragonR , preparavasì a partire per Bena- 
varre, allorché una penosa missione venne a torgli, per 
alcuni giorni, la direzione delle operozioni attive del- 
la Legione. I governi francese ed inglese aveano auto- 
rizzalo degli arruolamenti di volontari per il servìgio 
della Regina Isabella II , a Parigi ed a Londra. II ba- 
rone de Suarce, antico uffizìale dell' armata imperia- 
le, e che, recentemente in Polonia ed in Portogallo, 
aveva Tatto prora di segnalata bravura e di talenti mi- 
litari incontestabili, levò 1,200 uomini a Parigi. La 
loro organizzazione in due battaglioni dì cacciatori ef- 
feltuossi in Urdps, sulla frontiera. Allorché furono essi 
entrali in Ispagna , le autorità militari dell'Aragona, 
invece d'inviarli immediatamente contro il nemico, 
inutilizzarono il loro ardore in guarnigioni nelle quali 
i suddetti volontari parigini, poco formati alla disci- 
plina militare, commìsero alcuni disordini, la cui im- 
portanza venne considerabilmente aumentala dalla pau- 
ra o dalla prevenzione. Il governo spagnuolo, di cui un 
membro era , dicesi , personalmente ostile al barone 
di Suarce , risolse di rimandare in Francia i cacciatori 
d' Isabella li , diriggendoli da Sos e da Sadava sopra 
Jaca , per esservi licenziali (1). li generale Bernelle era 



(1) Non m' oppongo al sentimento dell' A. ove dice che i 
disordini prodotti dal detto corpo siano stati eRagenti anche dalla 
paura e da contraria prevenzione, ma il vero, scevro da spirilo 
di parte si è, che il corpo de' cacciatori d' Isabella II.' era com- 
posto di tutto àó che vi era di più abbietto nella feccia della 



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273 
slato poc' anzi investito del superiore comando di tutti 
i corpi organizzali e reclulalì ulteriormente io Fran- 
«ia , per il servizio d' Isabella II.* (A). Ricevette I' or- 
dine dal canto suo di condursi, a Jaca, con un forte 
distaccamento delia Legione, per operare il licenzia- 
mento dei volontari parigini. Il generale Bernelle partì 
da Barbastro li 16 ottobre (1), alla testa dì una co- 



popolazione di Parigi. Per cui eccetto alcuni uffiziaU fra' quali 
primeggia 1' onorevole e bravo capitano De Colleville autore della 
%' parte di questa storia , taluni sotl' uffiziali e pochi vecdii sol- 
dati, il restante non faceva al certo, onore alla nazione a cui ap- 
partenevano. Costoro avevauo ucciso de' pacifici abitanti in paese 
devoto alla Regina, e facevano ovunque angherie e male azioni; 
e come se ritenessero di essere sempre in Francia, vilipende- 
vano ii carattere nazionale s^agnuolu. Laonde potevano mai pia- 
cere ad una simile nazione? 

( Nola dei TraduUon ) 
(1) Pel malumore che erasi insinuato nell' animo dei soldati 
della Legione pei motivi allegati alla nota a pag. 280 che è vano 
<|ui ripetere, li IS alla fermata di Ayerbe i granatieri del 5.* 
Gallice e Rt^ni allettali dalla prossimità della frontiera francese , 
disertarono dal corpo coir intenzione di varcare i gioghi del Pi- 
reneo a Caiifranc e giugnere ad Olérou; ma andò fallito il loro 
piano perchè la seguente notte vennero presi dai vigilanti tirba- 
nos di quelle montagne e ricondotti la mattina dell! 19 ad An- 
zanigo uve la colonna faceva la sua grande fennata; durante la 
qnale vennero giodicali dal consiglio di guerra e fucilati prima 
delia partenza per la dtlii di Jaca. In tale guisa, a tamburro 
battente, mi si permetta l'espressione, ai assicurava ad ogni 
istante non solamente 1' ordine ma 1' azione lìbera e subita del- 
l' autorità., sole basi della militare giustizia, la quale negli eser- 
citi non può essere usata colle forme della civile procedura, trop- 
po lunga e spesso ineflicace a produrre l' indispensabile effetto. 
Difatto presso i più liberi popoli , la giustizia militare è sempre 
stata eccezionale. 

( Nola del Traduttore ) 



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27* 
lonna di 800 uomini , dopo dì avere diretto sopri 
HoDzon, fortezza sulla Cinca, gli ammalati, gli operai 
del corpo ed il magazzino degli effetti di campagna 
che seguivano sempre la divisione. Le circostanze del 
licenziamento de' cacciatori d' Isabella II.*, ratlenne- 
ro il generale Bernelle a Jaca sino alli 10 novem- 
bre. Adempì questa delicata missione con altrettan- 
to tatto che abilità e ad intera soddisfazione dei due 
governi. Il più grand' ordine non cessò di regnare ìn 
Jaca per tutta la durata del licenziamento, ed il bravo 
colonnello Suarce acquistò le generali simpatie per la 
sua condotta degna, ferma, e rassegnata in simili pe- 
nose circostanze. Il licenziamento de' cacciatori d' Isa- 
bella 11.^ aumentò 1' effettivo della Legione Straniera 
di alcuni uffiziali e di 250 uomini circa , i quali sol- 
" lecitarono ed ottennero 1' onore di servire nelle aue 
fila (B). 

Il generale Bernelle , avanti di partire da Jaca, 
aveva diretto tre battaglioni della Legione sopra Bena- 
varre, sotto il governo del colonnello Conrad, prescri- 
vendogli d' invigilare particolarmente alla sicurezza di 
Tremp, e soprattutto di non impegnarsi in operazioni 
che lo costringessero ad internarsi nella Catalogna. 
Ma il colonnello Conrad era di natura troppo ardente 
per potersi tenere molto tempo sulla difensiva, e do- 
vette ricevere con soddisfacimento 1' ordine del capi- 
tan-generale dell'Aragona, di riunirsi alle truppe del 
colonnello Rodrìguez de Vera, per prendere una vigo- 
rosa offensiva contro i ribelli. Il colonnello Rodrìguez 
de Vera divise le sue forze in due colonne. Il colon- 
nello Conrad comandava naturalmente quella di cui 
facevano parte i battaglioni della Legione. Avendo in- 
teso che la divisione carlista navarrese, riunita alle 
bande dei capi catalani Borges, Ros de Eroles, Orleu 



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27» 
e Pallares dirìgevasi sulla valle di Tremp , egli por< 
tossi in tutu fretta in soccorso delle tre compagnie 
delia Legione che 1' occupavano. I Carlisti aveano pas- 
sata la notte a Talam , ne partirono , li 7 novembre 
sol far del giorno, e vennero in numero di 6,000 com- 
battenti a coronare le alture che dominano Tremp. 
V azione bentosto s' ingaggiò: gli assediati difendevansi 
eon energia , da quattr' ore circa , allorquando la testa 
di colonna del colonnello Conrad sboccò nella vallata. 
Il nemico rilirossi precipitosamente, inseguito da al- 
cune compagnie leggiere le quali perderonlo ben presto 
di vista. 

Il colonnello Conrad era succeduto, nel comando 
della divisione dell' Alt' Aragona, al colonnello Rodri- 
guez de Vera , chiamato a Madrid per adempiere il 
proprio mandalo di deputato alle Cortes. Faceva egli 
riposare le sue truppe a Salas , quando ebbe sentore 
che i Carlisti occupavano con numerose forze la Pue- 
bla-de-Segur, piccola città sulla Noguera Pallaresa. La 
scelta di codesta eccellente posizione , V importanza 
della forza nemica , permisero al colonnello Conrad di 
sperare che i ribelli accetterebbero alla Puebla il com- 
battimento che ricusato aveano davanti a Tremp alcu- 
ni giorni prima. Lasciando alla retroguardia la sua ca- 
valleria , la quale non poteva rendergli grandi servigi 
sur un terreno diffìcile e pieno d' impedimenti, il co- 
lonnello Conrad divise le proprie truppe in due co- 
lonne. Il lenente-colonnello Magnier, alla lesta di 1,000 
a 1,200 uomini , prese a rovescio la città e marciò 
verso il ponte ributtando davanti a sé i distaccamenti 
■emici che furojigli successivamente opposti. Le prin- 
cipali forze carliste erano in posizione sur un piano- 
ro in avanti della Puebla. Il colonnello Conrad avven- 
tò sulla loro destra il 6." batlaglione.della Legione co- 



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276 
mandato dit Ferrary , menlrc eh' esso allaccavali di 
fronte. Il fuoco di moschelteria non durò che poco 
lampo. I Catalani non resistettero ad una vigorosa ca- 
rica del 6." battaglione : furono schiacciali e posti Ìd 
piena rotta. Le nostre truppe slanciaronsi verso la Pue- 
bla, ed attraversarono il ponte sotto una grandine di 
palle; il capitano de' granatieri Angeli cadde, in que- 
sto incontro , gravemente ferito. Le compagnie di vol- 
teggiatori , comandate dai capitani Roux e Renault, 
penetrarono ie prime nella città, il fuoco nuovamente 
impegnossi nelle strade , ma debole da parte dell' ini- 
mico , il quale, dopo rilevanti perdite, riliravasi in 
disordine dinnanzi a truppe vittoriose di cui vera n osta- 
colo poteva rattenere lo slancio. Venne insegnilo per 
alcune ore. Il surriferito fallo d' armi, impegnalo con 
audacia e ben condotto, fece onore al colonnello Con- 
rad ed alla Legione ; non te costò che nna sessantina 
d' uomini uccisi o gravemente feriti. Il governo accor- 
dò delle decorazioni a coloro che si erano distinti: il 
colonnello Conrad fu nominato cavaliere dell' ordine 
di San Ferdinando di %' classe ; la croee di prima 
classe del medesimo ordine venne accordata ai signori 
Magnier, tenente-colonnello (I) Roux , Angeli, Pierrol , 
Ttltenhronn , Vern, capitani; Seiboz e Cahen tenenti; 
Abaytua, sotto-tenente. H sargente maggiore Barbey (og- 
gi capitano al 37." reggimento di linea ) , fu decorato 



(1) L' onorevole autore dimentica cbe i( capo battaglione 
FeTTary venne alato nell' ordine del giorno della divisione quan- 
to onorevolmente si conveniva, per d valore, lo slancio ed il 
sangue freddo di cui diede prove n«tt)a brìUante carica die defi- 
nitnamente decise la rotta de' Carlisli. 

( Nola del Traduttort ) 



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277 
de)!' ordine d' Isabella II.* , insieme & parecchi soli' ut- 

fìzìaiì e soldati (1). 

11 generale Bernelle , dopo avere terminalo le ope- 
razioni del licenziamento de' cacciatori d' isabella ll.% 
era partito da Jaca per Monzon , li 10 novembre , non 
conducendo seco lui che quattro compagnie del 5.' 
battaglione. Secondo gli ordini del capitan-generale 
d' Aragona , 600 uomini delia Legione dovettero par- 
tire da Jaca in pari tempo del generale Bernelle, per 
prendere posizione a Sos , una delle Cinco-Villas (2) 
dell' Aragona sulla frontiera di Navarra. Tal movimen- 
to era cagionato dall' approssimarsi di una divisione 
nemica che minacciava 1' Alta Aragona. In fatti , il co- 
mandante Drouault, Dell'arrivare a Verdun , ebbe no- 
tizia che il generale cartista Ituraide doveva entrar- 
vi il giorno appresso alla testa di 4,000 Navarresi. 
Verdun è situato sulla vetta di un monte altissimo 
che domina la campagna , e che bagna una riviera 
assai profonda. Il comandante Drouault prese im- 
mediatamente le disposizioni più convenienti per 
la difesa. Le . strade furono barricate ; molte case 



(1) il granatiere Serra N. ( di Bologna ) antico geDdarme 
pontificio, già decorato della medaglia appositamente istituita, per 
essersi distinto contro gli assassini di Prosinone nell' anno 1824, 
fu meniionato Dell' ordine della Divisione fra quelli che si erano 
nuggiormMite distinti. 

( Nola del TraduUore ) 

(2) Sulla frontiera di Navarra alta sponda gin islra dell' Ebro, 
gli abiUnti di Sos, Un Castillo . Sadava. Exea de to» Caballerot 
e fauste dimostrarono a Filippa V, nella guerra di successione, 
un' estrema devozione. In rìcmpensa, loro accordò il titolo di 
Titta ( eh' è più di pueblo, villag^o, e meno dì ciudad, città), 
e ne fece, sotto questo nome di (Hncovitlas, un correggimento 
particolare, di cui Sos è il capoluogo. 

( Nola del TradtUtore ) 



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278 
vennero merlate; anlicìpatamenle fu assegnato il posto 
di ogni compagnia, L' indomani il nemico presentossi 
effeltivamenle. Prese posizione sulle più vicine allure, 
a un tiro di cannone dalla eillà. Dopo avere spiegalo, 
solto gli occhi dei difensori dì Verdun, lutte le sue 
truppe consislenli in sei battaglioni e due squadroni , 
Itaralde fece intimare al comandante Drouault di eva- 
cuare la città e di cedergli pacificamente il passaggio, 
se non voleva esservi costretto dalla forza. II coman- 
dante DrouRoU lasciò una simile intimazione senza ve- 
runa risposta. Ituralde rimase tutta la giornata in fac- 
cia a Verdun sene' osare di attaccarlo; rientrò in Na- 
varra due giorni appresso. Si fu in tal maniera che la 
fermezza del 4.* battaglione della Legione preservò 
r Alt' Aragona da tutti i mali d' un' invasione nemica. 
II comandante Drotiaull fu decorato della croce di SaD 
Ferdinando di prima classe. 

Il generale Bernelle, giunto in Hnesca li 12, vi 
trovò la popolazione nella massima costernazione. Le 
strade della città erano ingombre di vetture cariche 
di preziosi effetti e pronte a partire per Saragozza , 
sotto la scorta de' miliziolti. Il governatore militare 
era a parte dell' ansietà generale. Ha 1' occupazione di 
Verdun da 600 uomini della Legione , e I' arrivo ad 
\yerbe della divisione Uendez Vigo , staccata dall'eser- 
cito del Nord onde inseguire Ituralde , ebbero tosta- 
mente rassicurati gli animi. Persuaso che Huesca non 
correva alcun rischio , il generale Bernelle ne partì lì 
Ì3, ed il susseguente giorno arrivò a Monzon. 

Il ministro della guerra aveva autorizzalo la Iras- 
locazione del deposito generale della Legione, fin qui 
mantenuto a Tarragona. Il generale Bernelle chiesegli 
da Monzon , la sua traslazione a Saragozza , solto la 
scorta del 2.* bfltlag^ione rimasto in guarnigione a Le- 



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279 
rìda, e che sperava in lai modo rilirare dajla Calalo* 
gna. Credeva egualmente necessario di stabilire an de^ 
posito sappi em Ontario vicino alla fronliors, per rice- 
vervi le reclute dirette dall' interno delia Francia ali» 
Legione. La piazza forte di Jaca offeriva tutte le con- 
dizioni desiderabili, ed il generale Bernelle avevavi 
lasciato, in tifliziali e sott' uHìziali , i qnadri del de- 
posito di cui cliiedeva la formazione fin dal «uo ar- 
rivo a Monzon. La formazione di sei compagnie di de- 
posito germogliava eziandio nell' animo suo. Essa ran- 
nestavasì al progetto che Ìl generale avea concepito 
nell' interesse degli ofllziali della Legione avanzati in 
età od infermi. L' incorporazione dì alcuni uffiziali e 
sott' ufBziali de' cacciatori d' Isabella IL legittimava la 
precitata nuova formazione. Più tardi, mediante la soa 
impetrazione diventò , un beneficio per gli uni ed una 
sorgente di avanzamento per gli altri. Il generale ave- 
va digià sottoposto, da Lerida, al ministro della guer- 
ra , un progetto di reclutamento per la Legione, coi 
r effettivo doveva essere prossimamente diminuito dal- 
la partenza degli uomini che avevano diritto al loro 
congedo. Traltavasi di favorire, con seducenti vantag- 
gi, il ringaggiamento degli uomini liberabili , e di ot- 
tenere dal governo francese delle misure efficaci per 
1' incorporazione nella Legione al servigio di Spagna, 
di quegli stessi uomini, disertori di tutte le nazioni , 
ì quali r alimentavano in Algeria. La riorganizzazione 
della giustizia militare sopra nuove basi conformi alle 
leggi e regolamenti spagnuoli , era in quest'epoca, 
r oggetto della costante sollecitudine del capo della 
Legione, e rinnovò, da Monzon, le osservazioni che 
avea indirizzate a tale obietto al ministro , da Lerida 
e da Barbastro. 

Delle rigorose condanne e due esecuzioni capitali 



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di cui dovette render conto , avevano già vendicato 
degli attacchi pregiudizievoli alla disciplina , e messo 
un freno alle diserzioni provocale , sia dallo spirito 
volubile ed avventuriere de' Legionari , che dalle sedu- 
zioni de' loro ospiti (1). Tali erano le importanti 
questioni di cui il generale Bernelle dimandava a Ma- 
drid la pronta soluzione, allorché ricevette 1' ordine 
di riunire la Legione Straniera nelle Cinco-Villas del- 
l' Aragona , per guidarla all' esercito del Nord , dopo 
avere occupato per qualche tempo la città di San- 
guessa. 

il colonnello Conrad , richiamato dalla Catalogna , 
giunse li 16 a Monzon. Ne partì egli il 18 per Iluesca 
alla testa dellì 3.* e 6.* battaglioni. Il generale Ber- 
nelle disponevasi a partire da Monzon per eseguire , 
in persona, gli ordini del ministro, quando ricevette 
un dispaccio del governatore di Tremp , facendogli co- 
noscere la critica situazione della guarnigione, composta 
di sei compagnie della Legione , comandate dal capo 



(1) 1 regolamene spagnuoti ammetlono ( allora almeno ) il 
gastigo delle bastonate. Questa punizione degradante venne ap- 
plicata ai militari della Legione per certi delitti. Fu instituito in 
ogni compagiiia un caporale ( Sehlagueur ) appositamente per in- 
fli^erla ; riceveva 35 centesimi d' alta paga. Quando i nostri sol- 
dati avvezzi ai regolamenti francesi, e che si erano dimenticati 
per cosi dire di essere stali venduti daUa Francia, videro punire 
le mancanze di questa pena bestiale si esacerbarono e nacquero 
dei disordini, che furono severamente puniti mediante rigorose 
condanne , e con fucilazioni. Diffatti il Tuciliere Yiennet (Savoiardo) 
del 5.° battaglione, condannato a ricevere 30 colpi di bastone si 
ricusò, ed insultò con vie di fatto un suo superiore, per cui fu 
fucilato in Huesca. Questa fu la principale vera cagione e provo- 
cazione alla diserzione. 

(Nola del TradiOlore ) 



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281 
di batlaglione Horaia. Dalli iì di novembre Tremp 
era bloccala e quotidianamente attaccata da 5,000 car- 
liati catalani e navarresi. La guarnigione stava per 
mancare di viveri ; già era priva d' acqua ; stando al- 
l' avviso del governatore imminente era una catasto- 
fre , benché la guarnigione, dicev'egli, fosse animata 
del miglior spìrito. Il generale Bernelte ordinò al te- 
nente-colonnello. Magnier di marciare immediatamente 
sopra Tremp con dieci compagnie, e di mettersi in 
comunicazione colla divisione spagnuola dell' Alt' Ara- 
gona per Irar d' impiccio la guarnigione che dovea 
secolnì ricondurre. D' altronde era urgente di riunire 
quelle compagnie e far loro raggiungere il quarlier-gene^ 
rale a norma degli ordini ministeriali. 11 summento' 
rato uffiziale superiore pervenne a Tremp senza com-' 
battere , in pari tempo che una colonna di truppe 
costituzionali. Dovett' egli lottare contro 1' opposizione 
del comandante della divisione spagnuola e contro 
quella del governatore della città , i quali pretendeva- 
no che questo posto fortilìcato , d' un' incontestabile 
importanza , non poteva essere evacuato che dietro gii 
ordini del capitan-generale della Catalogna. Ma quelli 
del generale Bernelle erano formali ; perciò il tenente- 
colonnello Magnier dovette superare tutti gli ostacoli 
e adempì la propria missione ad intero soddisfacimento 
del capo della Legione. 

Il generale Bernelle fu avvertito, li 23 novembre, 
elle la divisione Carlista di Guergué dirigevasi sopra 
Barbastro , colla mira di ripassare la Cinca per ritor- 
nare in Navarra. Non avendo sotto i suoi ordini di- 
retti a MoDzon che 400 uomini validi, il generale 
Bernelle non potè, quello stesso giorno, portarsi ad 
incontrare Guergué il quale passò la notte a Barbastro; 
d' altronde egli credevalo inseguilo dalla divisione del- 



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r AH' Aragona che allora era governata dal colonnello 
Miranda. Defili ordini e delle islruzioni furono imme- 
diatamente spedite dal generale ai capì delle colonne 
delia Legione. Il 5." battaglione essendo giunto a Moq> 
xon , il 24 , il generale Bernelle ne partì Io ste^o gior- 
ao con tnltt gli uomini disponibili , coli' intenaionc di 
rannodare sotto ti suo comando il colonnello Conrad 
e d' inseguire Guergué. Giugnendo a BaH>a8lro , udim- 
mo un fuoco di moachetleria vivacissimo nella dire- 
zione di Huesca. Pid non dubitammo che non si fosse 
impegnato un combattimento fra il colonnello Conrad 
e Guergué. In fatti, ambidue dirigevansi sul villaggio 
d'Angues, coli' intenzione di passarvi la notte, l'uno 
proveniente da Huesca 1' altro da Barbastro, ben lungi 
di prevedere lo scontro che il caso doveva far nascere 
fra le loro truppe. 1 battaglioni 3." e 6.** della Legione 
marciavano per il fianco incompleta sicurezza, quan- 
do V avanliguardo, composto di una quarantina di fu- 
cilieri d' Aragona, s' imbattè in Angues con quello dei 
Cartisti. Il colonnello Conrad avvertilo dalla moschetr 
teria , fece immediatamente attraversare Angues al 
passo di eorsa dal 3." battaglione ^ -e ne lanciò 
la mela in bersaglieri all' incontro del nemico; appog- 
giotli mediante una riserva di quattro compagnie che 
collocò in un orto circondalo da muri poco alti in 
avanti del villaggio. Sarebbe stato prudente di aspeU 
tare 1' arrivo del 6." battaglione il quale , essendosi 
formato in colonna , dirigevasi con calma verso l' ini- 
mico. I nostri bersaglieri si avventurarono con troppo 
ardore: caddero in un' imboscala che divenne loro 
funesta perciocché 200 cavalieri li caricarono e ven- 
nero respinti scompigliati sopra Angues. Una delle 
compagnie, quella del capitano de Hebich, si com- 
portò con moltissimo valore: 40 uomini si fecero uc- 



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eidere dintorno ai loro uffizìali. La situazione diveniva 
ognor più critica allorché Ferrary, alla lesta del 6.** 
battaglione , venne a cangiar faccia al combattimento. 
Aveva esso diviso i suoi 600 uomini in due colonne 
di quattro compagnie cadauna. Il capitano Topin che 
ne comandava itna, ricevette I' ordine di gettarsi sulla 
sinistra dei Carlisti e di aiTrontarli all' arma bianca. 
Questo movimento venne eseguito con molta bravura, 
mentre che Ferrary avauzavasi arditamente all' incon- 
tro delle riserie carliste le quali avevano preso T of- 
fensiva. Dal suo canto il coloanello Conrad erasi por- 
tato sulla dritta del nemico alla lesta del 3.° batta- 
glione, dopo avere assicurato la propria ritirata sopra 
Angues, lasciandovi 200 uomini. Il combattimento fu 
de' più accaniti per circa mezz' ora. La cavalleria car- 
lista molto maltrattata nella prima carica, ne forni 
una nuova , senz' alcun risultato questa volta. Dopo 
disperali sforzi , Guergué temendo di essere assalito 
alle spalle, si mise in ritirata. Le nostre truppe erano 
troppo affaticate per inseguirlo efficacemente e d' altra 
parte stava per cadere la notte. La vittoria sarebbe 
stata completa se la divisione dell' Alt' Aragona non si 
fosse fermata a due ore dal campo dt battaglia , fra 
Barbastro ed Angues , mentre che la moschetteria chia. 
mavala in avanti. Se il colonnello Miranda avesse so- 
lamente spedita la propria cavalleria all' inseguimento 
del nemico, avremmo fatto numerosi prigionieri. A 
norma delle relazioni che pervennero al generale Ber- 
nelle, le perdite dei Carlisti ascesero in questa gior- 
nata a più di 400 uomini; quelle della Legione in uc- 
cisi e feriti non arrivarono a 150. Dessa ebbe a de- 
plorare la morte dei due ufBziali llcrny (1) e Salol. 



H) 



Ei-a r antico sargente maggiore dalb compagnia voileg- 



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%84 
i tenenti Zaalt e Zaibachowski furono gravissimamen- 
te feriti. 

il Colonnello Conrad, nel suo rapporto ufficiale, 
molto lodò i servigi del comandante Ferrary e del ca- 
pitano Topin. Designò in oltre come essendosi par- 
ticolarmente distinti gli nffiziali i cui nomi seguono , 
e che furono decorati dell' ordine dì San Ferdinando 
di prima classe : Montallegri , capo del 3." battaglione 
della Legione; Delelra , capitano aiutante maggiore ; 
Frère, de Hébich e Zaibachowski, capitani; Reisch , 
Imer, Zauli e Lesnard , tenenti. L'aiutante Pelet, il 
sargente maggiore Domingo ed il sargenle Buskiewicz, 
promossi al grado di sotto-tenenti alcuni giorni dopo 
il combattimento d' Angues , furono decorati della cro- 
ce d' Isabella II , in ricompensa della loro condotta in 
detta giornata. Dobbiamo una particolare menzione al 
sargente maggiore Wollf, della compagnia di Hébich: 
questo bravo sotl' uffiziale , nella prima linea de' ber- 
saglieri vede il capo della cavalleria cartista dirigersi 
contro di lui con' tutta la velocità del suo cavallo e lo 
sente esclamare, net momento in cui slava per colpir- 
lo colla propria lancia, •Vaj/a usCed con Dios.* Wollf 
lo aspetta col maggior sangue freddo e rispondendogli, 
" Et toi va au diable, > lo uccide con un Tiolpo di 
fuoco alla bocca. Wollf, promosso a sotto-tenente in 
seguito di una proposta anteriore, fu decorato della 
croce d' Isabella II. (1). 



giatori del baltaglioDe italiano in Abica, vecchio militare e cava- 
liere della Legione d' Onore. 

( Nota del Tradnltore ) 
(1) Anche in quest' occasione il tenente Zatdi, fece prova di 
estremo valore combattendo corpo a corpo contro un lanciere na- 
varrege da cui Ai gravissimamente ferito. 



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Il combatti mento di Angaes ebbe per risultato di 
preservare Huesca dall' occupazione de' ribelli , e di 
portare un ultimo colpo a quella bella divisione na- 
varrese la quale penetrava in Catalogna, sì forte e si 
brillante, alcuni mesi prima. Guergué aveva perduto, 
nel corso della sua spedizione , più della metà delle 
sue truppe, senza adempiere la missione che aveva 
ricevuto, quella cioè d' organizzare 1' insurrezione ca- 
talana, e ciò in conseguenza di circostanze ben indi- 
pendenti dalla sua volontà e dalla sua devozione. La 
Legione lo battè nel solo combattimento serio che ac- 
consenti a sostenere in Catalogna , quello della Puebla- 
de-Segur. Per la presenza di distaccamenti sopra tutti 
i punti importanti , per la rapidità delle sue colonne , 
essa non gli permise giammai di stabilirsi in qualsiasi 
parte. Cosi Guergué fu malissimo ricevuto al suo ri- 
torno nelle provincie basche : tradotto dinnanzi ad un 
eonsiglio di guerra, fu questione di fucilarlo. Strano 
acciecamento del pretendente e del suo contorno, i 
quali colmarono di dispiaceri uno dei più bravi e dei 
più abili difensori della causa carlìsla. 

Il colonnello Conrad passò la notte in Angues, ove 
i nostri feriti erano stali raccolti. Ne parti il giorno 
seguente per Huesca affine di deporveli , e per pren- 
dere dei viveri e delle munizioni. Sperando d' incon- 
trare una seconda volta Guergué prima del suo in- 



II menzionato Barbelti, ora sargente, fu in questo fatto ferito 
in un braccio di un colpo di lancia; e molto si distinsero i fu- 
cilieri Re, Barberi», Colombo e Coiiaqneri (Piemontesi), facen- 
do un riparo de' loro corpi al loro tenente Zauli ferito ed al sot- 
to-lenente £y»if moribondo, die staTsuo per essere presi dal 
nemico. 

Il fudliere Nori» ( Lombardo ) mosti-ò una rara intrepideua. 
( Nota del TradiUlure ) 



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gresso in farrarra , il colonnello Conrad non si fermò 
«he alcune ore in Huesca, e porlossi il 26 in Ayerbe. 
In qneslo frattempo, il generale fiernelle, dopo aver 
passata la nctle del 24 a Barbaatro , marciava , la mat- 
tina dei 25 sopra Angues e giungeva il 26 a Huesca. 
Ivi ritrovò , con sna grande meraviglia , la divisione 
spagnuola dell' Alt' Aragona e molto stentò a decidere 
il colonnello Miranda a spedire 400 uomini e 80 ca- 
valli a Bolea , ove il nemico erasi fermato per tntta 
una notte senza essere sialo molestato. Il tenente-co- 
lonnello Hagnier essendo giunto il 27 a lloesca colla 
sua colonna rafforzata dalla guarnigione di Tremp , il 
generale Bernelle fece scambiare le truppe spagnuole, 
a Bolea, dal 5.'^ battaglione della Legione, e la divi- 
sione dell' All' Aragona dovette portarsi in Ayerbe. U 
colonnello Conrad, disperando di raggiungere Guergué 
il quale avea sopra di lui un vantaggio di quarantollo 
ore , erasi fermalo a Jaca. 11 generale Bernelle, avuto 
notizia che Guergué aveva varcato il Gallego li 29 , e 
e Aragon in vista di Verdun ti 30, richiamò le truppe 
da Bolea e da Ayerbe , e spedi al colonnello Conrad 
I' ordine di condursi immediatamente nelle Cinco-Villas. 
La divisione dell' All' Aragona venne diretta sopra Be> 
navarre. 11 generale Bernelle si dolse col capitano-ge- 
nerale dell' Aragona della condotta del colonnello Mi- 
randa. Quesl' ufQziale superiore venne sostituito nel 
suo comando, e chiamalo a Saragozza per ispiegare la 
sua condotta dinnanzi ad una commissione militare. 

Il generale Bernelle conservò il proprio quartiere 
generale in Huesca sino alli 5 decembre : il tenente- 
colonnello Cros d'Avenas, rimasto a Barbastro , lo 
raggiunse, il,!.', col deposilo di Monzon. Tutte le 
iruppe della Legione, riunite a Huesca, si misero in 
marcia li 5 decembre per le Cinco-Villas , e questo 



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287 
medesimo giorno ii generale Bernelle parli per Sara- 
gozza , scortalo da 500 uomini scelti della Legione , 
affine d' intendersela col capilao-^enerale buII' occu> 
paziooe di Sanguessa. 

Il generale Bernelle ricevelte a Saragozza (I) la 
più brillante accoglienza. Vari affari vi prolungarono 
il suo soggiorno fino ai 16, giorno della sua partenza 
per le Cinco-Vitlas. Si fu a Saragozza che risolse d' in- 
traprendere , cogli elementi presi nella Legione , e di 
confidare al tenente Rousset, 1' organizzazione della 
batteria di sei obici da montagna cui la Francia forni 
il materiale. Una sezione d' arlìglieria spagnuola fu 
provvisoriamente addetta alla Legione del pari che un 
picchetto di venticinque cacciatori a cavallo. Fu ezian- 
dio in quest' epoca si prossima al combattimento di 
Angues, dove il successo non potè essere decisivo per 
difetto di cavalleria , che Ìl generale Bernelle decretò 
la creazione degli squadroni di lancieri polacchi della 
Legione. 



(1) Caesarea Augusta, Salduba, Zaragosa, città capitale del- 
l' Aragona, suir Ebro, distante 140 miglia circa da Madrid. Fu 
fondata dai Fenici, aggrandita da Cesare, presa dai Coti nel 470, 
e dai Saraceni nel 712. Essa diventi la capitale di un piccolo 
Stalo mauro, nel 1017; venne presa da Alfonso il Battagliero, 
Re d' Aragona, nel 1118. L' Arciduca Carlo vi riportò una vitto- 
ria sopra Filippo V, nel 1710. Gli abitanti di Saragozza coman- 
dati dal celebre Palafox sostennero contro i Francesi un memo- 
rabile assedio dal luglio 1808 al febbraio 1809. La famosa strada 
del Coso, le monumentali rovine dei convenli di S. Francisco e 
di Sant' Engracia mostrano ancora quale fu il valore e la costanza 
degli assedianti, e quale la mirabile tenacità ed impareggiabile 
amor patrio dei difensori. 

( yota del TradvMoie ) 
20 



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il generale Bernelle giunse li 20 sellembre a Sos, 
una delle Cinco-Vìllas. Nulla d' importante era acca- 
duto durante la sua assenza : il solo fatto militare no- 
tabile è la zufTa sostenuta dal capitano Huc ( oggi ca- 
po-battaglioue al 14." leggero ), contro la banda di 
Manuelin. Questo Guerillero carlista era entralo in 
Exea de los Caballeros li 10 decembre. Il governatore 
di Sadava, informato della sua presenza, staccò contro 
di lui due compagnie della Legione comandale dal ca- 
pitano Huc. Manuelin , dopo una debole resistenza , 
ritirossi precipitosamente in Navarra , abbandonando 
il bottino che poc' anzi aveva fatto. 

Cinque battaglioni della Legione aspettavano il 
generale Bernelle nelle Cinco-Villas. Ne partì Ìl 23 alla 
testa della divisione , per occupare Sangucssa , città 
importantissima per la sua posizione sui confini della 
Navarra e dell' Aragona , e dove 1' autorità della gio- 
vine Regina non era giammai stata riconosciuta dal- 
l' insurrezione carlista in poi. 11 generale Bernelle vi 
si slabili militarmente. Nella previsione di vicinissime 
operazioni, egli esercitò la sua divisione alle grandi 
manovre. Ricevette bentosto V ordine del generale Cor- 
dova di raggiungere senza dilazione 1' armala del Nord 
e di portarsi a Pamplooa. Ma la riunione di forze car- 
lista considerabili, collo scopo apparente d'invadere 
di nuovo r Aragona e la Catalogna , determinarono il 
generale in capo a modiiìcare le sue prime istruzioni. 
Il generale Bernelle era minacciato nella propria po- 
sizione di Sanguessa. Fee' egli inalzare alcune opere 
per facilitarne la difesa, e spedi due battaglioni ad 
occupare Verdun e Thiermas. Il nemico non fece verun 
serio movimento; quella riunione di truppe altro non 
era dal canto suo che una falsa dimostrazione, li ge- 
nerale in capo ne fu tostamente istruito, e chiamò 



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presso dì sé la divisione ausiliare francese. Li 4 gen- 
naio l836, il generale Bernelle si pose in marcia per 
Villoria alla testa dei cinque batlaglioDÌ della Legione (1 ). 



(1) Crediamo conveniente di dare in una nota, alla' Bne dj 
questo capitolo , il riassunto dell' organizzazione della Legione al- 
l' epoca della sua incorporazione nell' armata del Nord. La Le- 
gione, delta divisione ausiliaria francese, era comandata in capo 
dal generale BerneUe, avente per ufBziali d' ordinanza il capitano 
de Colleville ed i sotto-tenenti Tarseac ed Emilio Bernelle. Lo 
stato maggiore generale aveva per capo il comandante Horain, e 
per ufBziali , i tenenti Compère e Coppée. Il colonnello Conrad 
comandava iji secondo le truppe; il tenente Lagé eragli addetto 
io qualità d' ulfiziale d' ordiuanza. Due lenenti-colonnelli, signori 
Cros d' Avenas e Magnier comandavano ognuno tre battaglioni. 
Il capitano Gnone comandava interinalmente , il i.° battaglione. 

I 2.°, 5.° 4,° 5.* e 6.° battaglioni erano capitanati dai capi bat- 
tagliom Dumesgnil, Hontallegrì, Drouault, Hallet e Ferrary. 

II capitano Dasque de Coupel era pagatore della divisione. 

II chirurgo maggiore Eichacker era capo del servizio di sanità, 
avendo sotto i suoi ordini un cbirurgo per battaglione ed ima 
compagnia di fucilieri d' ambulanza comandata dal capitano Gof- 
four. Il capitano aiutante maggiore Galant, del 4.' battaglione, 
adempiva le funzioni di fiscale presso del consiglio di guerra e la . 
commissione militare. Diventò più tardi capo del servizio ammi- 
nistrativo il quale allora era afBdato al commissario di guerra 
spagnuolo Agudo. 

Il capitano tesoriere Cousandier ed il capitano d' armamento 
e di vestiario Dumoatey erano rimasti at deposito a Tarragon» 
sotto gli ordini del maggiore Godeau. 



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CAPITOLO II. 



SOHHARIO. — U Legione Straniera è finalmente cbiamata a rappretentare dm 
parte degna di lei. — Marcia da Sangueasa a Vittoria. — Bell' ingresso ia 
Villoria. — La divisione ausiliaria inglese. — Il generale in capo è risoluto 
a prender l'offensiva. ~ Ordine del giorno del generale Bernelle. ~ Distri* 
bnzlone pnbhllca di decorazioni alla Legione. — Disposizioni del generale 
in caf)o per attaccare il nemico in Arlaban. — La Legione fa parte del corpo 
del centro. — L' armata si mette in movimento la mattina del 16. — Com- 
ballimentì sulle pendici dell' Arlaban ti 16 e IT gennaio. -~ Relazioni del 
generale lo capo al ministro della guerra. — L' armata ritorna a Vittoria li 
IS. — Estratto delle memorie giustificative del generate Cordova. — L'eser- 
dio aorte mnovameule da Vittoria il Si. — Grande ricognizione sopra Gn» 
Tara. ~ Il generale in capo provoca ma invano ì Carlisti ad una battaglia 
ordinata, — Ritorno a Vittoria. — Partenza del ministro della guerra per 
Madrid. — Pretensioni del colonnello Conrad respinte dal generale Berneile 
e dal ministro della guerra spagnuolo.— Opinione del ministro della guerra 
francese. — 11 colonnello Conrad dà la sua dimissione e rientra in Francia. 
~ Insurrezione delle Vallate d' Aescoa e di Boncal. — Progetto di una linea 
fortiflcala da Pamplona alla frontiera. ~ Il generale in capo ne affida lo sta- 
bilimento alla divisione aosiliaTe francese- — Partenza della Legione da Vit- 
toria per Pamplona. 

II generale in capo dell' esercito del Nord apprez- 
zava il giusto valore della diviaiooe ausiliare francese , 
chiamandola a prendere parte ad importanti opera- 
zioni sul teatro principale della guerra. La Legione sa- 
rebbesi prontamente estinta , senza gloria per la. sua 
bandiera, senza profitto per la causa che serviva, se 
il governo 1' avesse mantenuta disseminala in Catalo- 
gna , alla caccia delle imprendibili bande. Gli era alle 
masse nemiche che dovevasi opporre ; incontrò effetti- 
vamente degli avversari degni di lei, ne' battaglioni 
organizzati da Zumalacarregui. 



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291 

La Legione Slraniera ricevette ovunque , da San- 
guessa a Vittoria , la più simpatica accoglienza, e , ad 
ogni tappa, era una nuova festa che 1' attendeva. Non 
saprebbesi troppo lodare in tale circostanza la pre- 
mura degli abitanti e delle autorità di Carcastillo , Ca- 
porosso, Pera Ita , Lodosa , Logrogno, Briones, e Haro, 
come pare la cordialità del loro ricevimento. 

La divisione ausiliaria francese fece il suo ingresso 
in Vittoria li 13 gennaio 1836. I generali Cordova ed 
Evans inviarono i loro stati maggiori all' incontro della 
Legione. La popolazione s' accalcava nelle strade ed 
alle finestre, per vedere sfilare i nostri battaglioni che 
salutava con acclamazioni ed evviva. [ nostri soldati , 
ttttli robusti e nel fiore dell' età, portando sui loro 
volti bruni ed arsicci le traccio dì cinque anni di la- 
vori e di combattimenti in Africa , erano 1' oggetto 
dell' universale ammirazione e facevano rissovenire, ai 
vecchi militari spagnuoli , le truppe dell' esercito im- 
periale. 

Il generale Bernelle fu accolto colla maggior di- 
stinzione dagli ufflziali generali che trovavausì riuniti 
al quartiere generale dell' esercito del Nord e gli uf- 
fiziali della Legione non ebbero che a lodarsi della cor- 
tesia de' loro camerati spagnuoli ed inglesi. Una per- 
fetta intelligenza non cessò di regnare fra tutti , sino 
al momento in cui doveva essere seguita, sul campo 
di battaglia, dalla più nobile emulazione. Gli uffiziali 
della divisione ausiliaria inglese, disperali dell' intem- 
peranza de' propri soldati, invidiavano 1' organizza- 
zione della Legione e la disciplina che regnava nelle 
sue fila. I loro battaglioni decimati (in dal loro ar- 
rivo nella penisola da una malattia contagiosa , più 
non offrivano che quadri incompleti , e , benché nu- 
mericamente molto inferiore alla divisione inglese, la 



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292 
nostra presentavo in batlìigUa un eguale effeilivo. Ad 
uomini macilenti , di costituzione linfatica , afTelti dal- 
la nostalgia , noi polevamo opporre dei soldati vigo- 
rosi , agguerriti , rotti alle fatiche , e per la maggior 
parte, non aventi altra patria che la loro bandiera. 

Abbiamo detto che il generale in capo non aspel' 
lava che 1' arrivo della Legione per intraprendere una 
importante operazione contro le linee nemiche dell'Ar- 
laban. Attraendo sopra di lui le principali forze car- 
liste, portava egli un eflìcace soccorso a San Sebastia- 
no, che il Pretendente assediava dal principio dell'an- 
no in poi. Il generale Cordova preoccupavasi inoltre 
dei voti della pubblica opinione, la quale riclamava, 
insieme al governo , un' azione decisiva. Il generale 
Bernelle fece consapevole la Legione de' progetti del 
generale in capo , mediante 1' ordine del giorno se- 
guente , pubblicato la vigilia del nostro ingresso a 
Vittoria. ' Uffiziali , sott' uffiziali, caporali e soldati! 
noi arriviamo al quartiere generale dell' armata del 
Nord , e veniamo a cooperare alle grandi operazioni sì 
abilmente dirette dal suo degno e valoroso generale in 
capo. Troveremo pure a Villoria il ministro della guerra 
e le truppe spagtiuole, inglesi e portoghesi. 

Ognuno di noi comprenderà V importanza della 
posizione nella quale saremo. Rappresentanti dell' ar- 
mala francese in Ispagna , per consolidarvi e difendervi 
il trono costituzionale d* Isabella II.* e le libertà legali 
di questo bello ed eroico paese , noi ci renderemo de- 
gni della nostra nobile missione. Avremo da soppor- 
tare grandi fatiche , forse delle momentanee privazio- 
ni , avremo da superare de' pericoli ; ma lo faremo 
colla devozione, il coraggio e la rassegnazione dì quel- 
le imperiali falangi di cui siamo riguardati siccome i 
successori in questo paese. In qualunque posizione che 



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395 
ci Irovéreaio , contate su) vostro generale siccome io 
conio su di voi ; sempre egli sarà alfa vostra testa a 
dividere le vostre fatiche, i vostri perigli è le vostre 
privazioni; sempre vi guiderà, in mezzo ai pericoli , 
con quel grido dì riunione eh' era in Italia, in Egitto, 
in Germania ed in Russia; quello de' vostri anteces- 
sori della Grande Armata Avanti! ■ il generale 

in capo non accordò che due giorni di riposo alla 
Legione. Il generale BerneUe ne approfittò, per distri- 
buire le decorazioni che aveva ottenute dal governo, 
in favore dei militari della propria divisione che si 
erano distinti in Catalogna e nell' Aragona. Si fu in 
mezzo di un immenso concorso , sulla maggior piazza 
di Vittoria, che il generale BerneUe proclamò, fra gli 
uffìziali , ì cavalieri di San Ferdinando ; e distribuì le 
croci d' Isabella II.' accordate ai sott' uftìziali e soldati. 
Tre corpi d'armala dì 10,000 à 12,000 uomini 
ognuno , erano concentrali dintorno a Vittoria. Tutte 
le truppe ricevettero 1' ordine di tenersi pronte a mar- 
ciare li 16 sul far del di. Il generale in capo propo- 
nevaai di attaccare ìl nemico di fronte, per la strada 
di Salinas , nel mentre che i corpi di destra e di si- 
nistra , comandati dai generali Evans ed Espartero, lo 
prenderebbero a rovescio, 1' uno per Salvatìerra , l' al- 
tro per Villareale-de-Alava. Le due mentovate città do- 
vevano esser prese al nemico, ed occupate da<alcuni 
battaglioni. La divisione ausiliare francese faceva par- 
te del corpo d' armala del centro , destinato ad ope- 
rare sotto gli ordini del generale in capo , e compo- 
sto, oltre i cinque battaglioni della Legione, di tre 
brigale spagnuole, di parecchi squadroni scelli, uno 
fra' quali di guardie del corpo , e di una batteria di 
dodici pezzi d' artiglieria, il generale BerneUe mise le 
truppe in marcia alle nove del mattino. Le brigate si 



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294 
avanzarono in colonne da ogni parte della strada reale 
di Vittoria a Salina» : la cavalleria e 1' artiglieria ge- 
guivano la strada maestra. Un aranliguardo dì volteg- 
giatori , comandato dall' intrepido capitano Renault 
(oggi generale di brigata e commendatore della Le- 
gione d' Onore ) (1) aprivano la marcia, 

I carlisti occupavano , ancora il giorno preceden* 
te, i villaggi di Durana e d' Arrayabe, a poca distanza 
da Vittoria. La mattina del 16, ripiegarono i loro a- 
vamposti sopra Ulibarri-Gamboa. Il capitano Renault, 
dopo avere dato avviso della loro presenza in quesl' ul- 
timo villaggio , dispiegò i suoi volteggiatori in bersa- 
glieri ed aprì il Tuoco. 1 carlisti ripìegaronsi combat- 
tendo fino ad una Venta (2) , situala solla sinistra 
della strada, e dietro la quale 1,000 a 1,200 uomini 
avevano preso posizione. Il generale fiernelle erasi por- 
tato , ai primi colpi di fuoco , all' avangoardia per ri- 
conoscere le disposizioni dell' inimico. La Legione ri- 
cevette r ordine di prolungarsi sulla destra della stra- 
da , fino all' altezza della Venta. Questa posizione fu 
attaccata dal brigadiere Narvaez, il cui reggimento 
marciava in testa della colonna di sinistra. Il 4." ,dì li- 
nea mostrossi rn tale giornata , degno della riputa- 
zione che godeva presso 1' esercito del Nord. La Venta, 
valorosamente difesa, venne presa alla baionetta dopo 
un accanitissimo combattimento, che costò 150 uomi- 



(1) Promosso al grado di generale di divisione, comandante 
una divisione dell'esercito di Parigi nell'agosto 1851, e come 
tale ha potentemente contribuito, nelle giornate delli 5, 4, 5 de- 
cembre 1851 a distruggere i nemici dell' ordine sociale- 

( Nota del Traduttore ) 

(2) Osteria di campagna isolata. 

( Nota del Traduttore ) 



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ni alle truppe costituzionali. 11 bravo Narvaez era ca- 
duto fra' primi alla testa del proprio reggimento col- 
pito in fronte da una palla. Il nemico ritirossi sul ver- 
sante dell' Arlaban; U generale fiernelle arrestò prov- 
visoriamente il movimento olfeosìvo , sino all'arrivo 
del generale in capo. 

Le alture che comandano le gole di Salinas non 
dovevano essere attaccate che il susseguente giorno 17, ' 
col concorso degli altri due corpi d' armala. Nondi- 
meno, egli era impossibile di conservare la Venta. 
ed eziandio il villaggio d' Ulibarri-Gamboa , se i Car- 
listi non erano scacciati dalle loro posizioni sul ver- 
sante meridionale dell' Arlaban. Il generale in capo 
non esitò a ordinare il simultaneo attacco delle linee 
nemiche. Egli .faceva capitale , con ragione , dell' entu- 
siasmo delle truppe, elettrizzate dal brillante esordio 
della giornata. 

La Legione ricevè la missione d' impadronirsi del- 
le allure della destra. Tre suoi battaglioni portaronsr 
rapidamente ai piedi della china sopra cui doveano a 
stento inerpicarsi : gli altri due stabilìronsi in riserva 
sopra un monticello di poca elevazione, da dove loro 
sarebbe slato egualmente facile, sia di appoggiare al 
bisogno il movimento generale, che di far faccia ad 
un imprevisto pericolo. 11 1.* batlaglione, comandato 
dal capitano Gnone , ed alla cui testa marciava il le- 
nente-colonnello Magnier , traversando , mediante una 
marcia di fianco, una fìtta boscaglia, andò a formarsi 
in colonna sotto il fuoco delle truppe nemiche sca- 
glionale dalla cima fino alla metà del versante. Poco 
tempo appresso fu accollo, nel suo movimento ascen- 
derne, da una vìva moschelleria , che molestavalo di 
fronte e di fianco. Il distaccamento del capitano Re- 
nault, rinforzato da due scelle compagnie spagouole , 



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296 

aveva asceso il pendio in pari tempo che il i." batta- 
glione, ma portandosi un poco sulla sinistra. Renault 
avanzossi rapidamente verso la vetta, senza inquietarsi 
de' primi trinceramenti, i quali furono spuntati e presi 
dai volteggiatori. Egli ricevette a metà del declìvio e 
respinse 1' urlo di un battaglione carlista ; questo ri- 
piegossi sugli altri scaglioni , trascinandoli verso la 
sommità dell' Arlaban. L' esitazione che bentosto venne 
osservata fra' i nemici , raddoppiò lo slancio delle no- 
stre truppe. I soldati salivano verso la cima, in un 
terreno di mollo diffìcile accesso , sopra il quale non 
potevano spesso camminare che aggrappandosi ai ce- 
spugli. 1 Carlisti incoraggiati da quest' istante d' imba- 
razzo, vollero ritentare un movimento offensivo contro 
il primo battaglione. Ma digià il capitano Renault pi- 
gliavali a rovescio: furono essi medesimi abbordati e 
respinti verso la cresta , dove bentosto brillarono le 
baionette della Legione. Il 1." battaglione sì stabilì in 
posizione sulla velia dell' Arlaban , coperto dai volteg- 
giatori del capitano Renault, dispersi in bersaglieri sul 
versante settentrionale ; i battaglioni 3.' e 4." ferma- 
ronsi in riserva a metà del declivio. Le nostre perdite 
non furono di molla entità: il capitano Renault ed al- 
tri tre ufficiali rimasero leggermente feriti. 

Nel mentre che la Legione Straniera s' impadro- 
niva delle alture della destra in mezzo agli applausi 
dell' esercito e del generale in capo; i quali dalla stra- 
da reale furono testimoni di questo brillante fatto 
d' arme, la brigata Rivero sosteneva sulle pendici delle 
allure di sinistra un ostinato combaUiioenlo contro 
forze nemiche assai superiori in numero. I Car- 
listi rotti e fugati alla Venta , eransi rannodali in un 
bosco situato a metà del versante dell' Arlaban. Dal 
momento che il generale in capo ordinò il movimenlo 



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497 

, d'allaeco, la brigata Rivero marciò verso quel bosco 
e ne sloggiò il nemico. !1 fuoco di moschelleria , mol- 
lo nudrito per alcuni istanti , cessò ad un tratto di 
farsi sentire; il nemico eoncentravasi fra il bosco e la 
cresta, preparandosi, senza verun dubbio, alla riscos- 
sa. Di fatto , il brigadiere Rivero aveva appena avuto 
il tempo di prendere posizione , quando fu assalito 
furiosamente da otto battaglioni navarresi , il fiore del- 
l' armala carlista. S' impegnò nel bosco uno de' più 
sanguinosi combattimenti di questa lunga guerra (1). 
Nello spazio di una mezz' ora , i Navarresi fornirono 
tre cariche alla baionetta, e tre volte furono ributtati 
con perdila. Finalmente si ritirarono essi sulle vette , 
lasciando più di 500 morti sul terreno , e traendo se- 
coloro numerosi feriti. La brigata Rivero contava già 
400 uomini fuori di combattimento , e fra questi 20 
uffìziali. 

La Legione coronava le alture di destra, verso il 
fine del combattimento. I battaglioni nemici , eh' eran- 
le slati opposti, furono diretti contro la brigala Rive- 
ro. Dalla strada reale, si vedevano distintamente arri- 
vare sulle alture di sinistra. Faceva d' uopo prevenire 
Olia seconda riscossa, la quale questa volta avrebbe 
potuto compromettere 1' onore della giornata. 11 gene- 
rale Bernelle si mise alla testa di Ire battaglioni spa- 
gnuoli, presi nella riserva stazionata sulla strada, e 
andò a raggiungere il brigadiere- Rivero. Lo compli- 
mentò per la sua brillante resistenza, annunciandogli 
ciocché il generale in capo riprometlevasi tuttora dalle 



(1) L' autore di questa relazione ne fu testimonio; giacché 
più fortunato di due aiutanti di campo del generale in capo, uc- 
cisi nel tragitto, pervenne, nel piit forte deìl' azione, a comuni- 
car« degli ordini al brigadiere Rirero. 



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in 

sue truppe. Le disposizioni del nemico noh permette- 
vano alcun indugio. Il generale Bernelle formò ì btit< 
taglioni in tre colonne. Misesì in testa di quella del 
centro, e, avendo fatto battere la carica, ascese il 
pendio che separavalo dai Cartisti. Le nostre truppe 
marciavano, r arma sulla spalla, precedute dai bersa- 
glieri. Fummo esposti ad un fuoco che rovesciò , nelle 
tre colonne , più di 200 uomini. 11 generale Bernelle 
ebbe ferito sotto il proprio cavallo ; quasi tutti gli uf- 
iìciali che lo circondavano furono colpiti. Ancora al- 
cuni passi e stavamo per raggiungere il nemico : già 
le prime compagnie di ogni colonna disponevansi per 
affrontarlo alla baionetta , quando i Cartisti, minacciati 
di essere presi a rovescio per la loro destra , si posero 
improvvisamente in ritirata sopra Salinas. li generale in 
capo aveva formalmente prescritto al generale Bernelle 
di fermarsi sulla sommità , se perveniva ad insigno- 
rirsene. Si limitò adunque a spingere alcune compa- 
gnie leggiere all' insecuzione del nemico, fino alla me- 
tà del versante settentrionale. La brigata Rivero stabili 
il suo bivacco sulla cima dell' altura di sinistra: due 
battaglioni presero posizione nel bosco di cui abbiamo 
già parlato altrove; una riserva imponente stanziava 
alla Venta. 

Il ministro della guerra , la cui presenza all' eser- 
cito del Nord datava da vari giorni, era rimasto am- 
malato in Vittoria: il generale in capo gli spedì, nella 
sera del 16, il seguente bullettino, che piii tardi fu 
inserito nella Gazzetta di Madrid: ■ Eccellenza, ar- 
rivando in questo villaKgio d' Ulibarri che era il più 
avanzato dei cantonamenti eh' io voleva prendere, e 
che doveva essere occupato da tre battaglioni, si trovò 
I' inimico in posizione a tiro di fucile dietro la Venta. 
L' ardore delle truppe ha reso inutile il piano combi- 



ne! byGoogIc 



299 

nato per 1' attacco dì domani co' generali Evans ed 
Esparlero, i quali dovevano assalire sui fianchi la for- 
midabile catena dell' Arlaban di cui sono padrone , e 
sulla cima della quale i nostri soldati bivaccano que- 
sta notte. 1 due battaglioni della principessa ( i.** di 
linea ) , e uno della Legione ausiliaria francese , so- 
rtosi coperti di gloria. Il bravo Narvaez è caduto ferito 
alla testa caricando col maggior coraggio; il suo reg- 
gimento ha perduto diciotto ufGziali fra' quali due 
miei aiutanti di campo. Siccome 1' azione ba durato 
sino alla fine del giorno , io non posso calcolare la 
mia perdita: inoltre delle truppe di cui ho parlato, 
il 9." di linea , ed in particolare le due compagnie di 
cacciatori, si è particolarmente distinto. 11 generale 
Bernelle ed il brigadiere Rivero hanno guidato gli at- 
tacchi con una bravura ed un'intelligenza degne di 
qualunque elogio. Tutti hanno superato sé medesimi. 
Coloro i quali conoscono queste posizioni , e che non 
ignorano che il nemico le guardava da molto tempo,, 
apprezzeranno il merito che le nostre brave truppe hanno 
acquistato coli' impadronirsene. La gloria della gior- 
nata loro appartiene luti' intera, e lo ri pelo , Il loro 
ardore mi ha permesso di fare , con una divisione , 
quello che non doveva intraprendere se non domani 
con lutto r esercito. > 

Il generale in capo volle dare alla divisione au- 
siliare francese uno splendido attestato della sua sod- 
disfazione. In virtù dei poteri straordinari che il go- 
verno aveagli conferito, nominò sul campo di batta- 
glia , il generale Bernelle grancroce , il capo di stato 
maggiore Horain ed i capitani Renault e Foyer , cava- 
lieri dell' ordine di San Ferdinando. Oltre 1' appro- 
vazione del generale io capo , ricevemmo ad Ulibarri- 
Gamboa , ove stabilì il suo quarliergenerale nella notte 



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500 
delli 16 atli 17, le piò lusinghiere prove di slima per 
la Legione. Le nostre compagnie scelte erano siale par- 
ticolarmenle rimarcate , £ questo era molto giusto ; 
avvegnaché sull' Arlaban , come alla Puebla-de-Segur , 
era impossibile di romporlarsi più coraggiosamente At\A 
volteggiatori dei capitani Renault e Roui. 

Ritorniamo ora sulle posizioni di destra, al bivat^ 
co dei battaglioni della Legione i quali passarono la 
notte sotto 1' armi , circondati da tutte le precauzioni 
che i regolamenti militari e I' esperienza della guerra 
prescrivono in simile caso. Le circostanze furono anzi 
molto più gravi , per cui il comandanle delle truppe 
aggiunse al loro rigore , quello d' interdire i fuochi e 
l'uso della pipa, consolazioni del bivacco, durante le 
lunghe notti dell* inverno. 

Li 17, sul far del giorno, fecesi sentire sulla vel- 
,ta un vivissimo fuoco di moschelteria. Era una forte 
colonna nemica di qualtordici battaglioni , al dello dei 
disertori, governata dal generale Vìllaréal, che col 
favore di una densissima nebbia , improvvisamente ci 
assaliva. Poco fidenti nella loro superiorità numerica , 
i Carlisti chiamarono in loro aiuto 1' astuzia , facendo 
eseguire dalle loro trombette , delle suonate della Le- 
gione. Arrivarono essi fino a mezzo tiro di fucile pri- 
ma di essere stati riconosciuti ; un movimento ordi- 
nalo dal generale in capo ed una distribuzione d' ac- 
quavite , nel momenlo medesimo di quest' imprevisto 
assalto, avevano necessitato il richiamo dei posti avan- 
zati. Il nemico fece conoscere la propria presenza me- 
diante una scarica che gettò qualche disordine nei 
ranghi delle nostre truppe , senza però cagionar loro 
una gran perdila. Ma là voce dei capi fecesi bentosto 
sentire: il nostro battaglione tenne fermo, ed anzi 
prese l' offensiva con una vigorosa carica alla baionetta 



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sulla testa delki colonna nemica. Altri due battaglioni 
della Legione diretti dal colonnello Conrad , vennero 
prontamente a rafforzare il ì.° , però troppo tardi per 
prendere parte al combattimento. Villaréal erasi già 
ritiralo, rinunciando ad ogni serio tentativo, per ri- 
prendere le posizioni della destra. Nondimeno i Car- 
listi lasciarono alcuni battaglioni io presenza de' no- 
stri : ma non accadde nulla d' importante sopra queste 
allure nel corso della giornata del 17. 

Fu contro le alture di sinistra, perdute il giorno 
precedente, che i Carlisti diressero i loro sforzi più 
seri. Diventarono nuovamente il teatro di un' accanita 
ed ostinata zuffa. La brigata Rivero conservò tutte le 
sue posizioni, senza perdere un palmo di terreno. Essa 
combattè per più di quattr'ore, spesso all' arma bian- 
ca , poicbè due volte esaurì le proprie munizioni. Il 
generale in capo rinforzò la brigala Rivero con parec- 
. chi battaglioni presi nella sua riserva. Tai successivi 
rinforzi, lungi dallo scoraggiare i Carlisti, parevano 
all' opposto eccitare il loro ardore. Da molto tempo 
non si era veduto combattere con tanto accanimento 
quanto nelle giornate delli 16 e 17 gennaio. Frattanto 
il fuoco del nemico si rallentò ad un tratto, mentrec^ 
che l'entusiasmo delle truppe della regina scoppiava 
in prolungati evviva. I Carlisti erano bruscamente at- 
taccati sul loro destro fianco da una divisione stacca- 
ta dal corpo d'armata di Espartero. La loro rilirala 
sopra Salinas fu precipitosa : effettuossi sotto il fuoco 
della nostra artiglieria da montagna , poiché gli ordi- 
ni formali del generale in capo non permettevano pun- 
to al. brigadiere Rivero di avventurarsi all' insecuzione 
dell'inimico sul versante settentrionale dell' Arlaban.- 

II generale in capo spedì al ministro della guerra 
nn secondo bollettino sulla giornata delli 17; lo sì vi- 



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5oa 

de eziandio aella Gazzetta di MàdrìA; egli termioi 
colle seguenti parole: » BUAco dalle falidie della gùtf- 
nata,. ed aggravato di occupazioni, non ho tempo di 
circoslaiìziare eosa che. sia né di far conoscere quelli 
che sonosi distinti. Perciocché mi sono limitato a par- 
larvi del lerribile e continuo faoco di moschetteria 
-che la popolazione di Vittoria ha dovuto sentire do- 
ranle tutta -questa giprnala. Non pertanto non posao 
dispensarmi di dirvi che tutti i corpi imfiegnati hanno 
gareggiato di ^ardore e hanno soperato se' sIchì. La 
Legióne ausiliare francese e una truppa ammirabile, 
ed il generale Bemelle un capo degno di comandarla. 
Versoi! 6ne del giornOol7 il tempo era divenuto 
spaventevole. La pioggia e la neve aon cessavano dì 
cadere, e rendevano impraticabili le strade. Le trnppe 
erano certamente piene d'ardore, ma spossate dalla 
Talica. Il generale Espartero limitandosi a slaccare uns 
divisione del proprio corpo d' armata , siccome altrove 
è stalo detto, non aveva operato il movimento offen- 
sivo ordinalo dal generale in capo. Il generale Evans, 
dal suo canto, dopo un brillante combattimento il 16, 
erasi fermato ne' propri accantonamenti. Tutte le men- 
tovate considerazioni determinarono Ìl generale in ca- 
po a ritornare ìl giorno seguente in Vitloria, aggior- 
nando, in più favorevole stagione, l'occupazione dì 
Salinas. Le truppe, ricevettero l'ordine di abbando- 
nare le rispettive posizioni al cader della notte, per 
ripiegarsi sopra Ulibarri-Gamboa. La densità di una 
freddissima nebbia cfae aumentava ancora l' oscuri- 
tà della notte, faceva nascere grandi ostacoli alla re- 
golarità di tal movimento ; nondimeno effettuossi senza 
disordine. La venta d'Ulìbarri, data alle fiamme, ser- 
viva di faro alle colonne , e loro indicava il punlo di 
riunione generale. Lo stato maggiore ed una parte della 



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truppe fermaroBsi in UHbairi-Gamboa. Le perdite dd 
nemico nel{e giornale deUi i6 e 17' ascesero a 2,000 
uomini , in uccìsi, fenti e prigionieri, Quelle delle trup- 
pe della Regina non* oltrepassarMo uq migliaio d'uo- 
miiii; perciocché in- questa cifra non compreodiame 
gì' individui leggermente feriti. < 

La mattina delli 18, le nostre truppe presero por 
siiione a destra ed a sinistra della- strada reale, in 
avanti di Ulibarri-^mboa. L'intenzione del generale in ' 
capo era di accettare il combattimento io questa- vai-- 
lata, a' piedi dell' Arlaban, se il nemico considerabìl* 
mente rafforzato , fos^e vmuto a presen.targl^o. Ma i 
Cartisti eransi ritirati ben vlangi ; giaecbé vari nostri 
soldati, smarriti suU'Àrlaban, vi passarono la notte, 
è poterono raggiungere i loro corpi l' indomani mat- 
tina senz' essere stati menomamente molestali. Le trnppe . 
rimasero in ordine di battaglia per lo spazio di tre 
ore , senza sparare un solo colpo di fucile. A generale 
in capo, dopo aver ricevuto notizia di E8partero,'ed 
aver conferito col generale Evans il quale venne a tro- 
varlo, ordinò il loro ritorno a Vittoria e nei diversi 
cantonamenti da cui erano partite la mattina delU 16. 

Le operazioni del generale Cordova suH' Arlaban , 
divennero 1' oggetto di vìve critiche. Gli si rimprove- 
rava, con tal qual apparente ragione, dì non aver sai- 
puto trarre niun profitto dai vantaggi riportati suU'-i- 
nimico nelle giornate dellì 16 e 17 gennaio. Noi tro- 
viamo nelle sue Memorie giustificative, pubblicale nel 
1837, la seguente risposta a quelle critiche: * Il ge- 
nerale Eapartero era giunto senz' ostacoli a Vitlaréal- 
de-Alava: fecemi sapere che gli uffiziali del genio di- 
chiaravano che faceva d'uopo dì considerevoli lavori e di 
mollo tempo per fortificare la delta città , e che t^\ 
mancavano de* sufficienti mezzi per eseguirli in cotcsta 
21 



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304 
stagione. Esparlero area fugato i ribelli che eranglisi 
parati dìntianzi; Evans avea adempiuto sulla destra la 
missione di coi lo aveva incaricalo. I nemici eransi 
ritirati, e non iscorgevansì in nessuna parte. Il tempo 
era freddo e piovoso ; le truppe , per due giorni e 
mezzo, aveano marciato, combattuto e bivaccalo senza 
bere né mangiare , senza fuoco su quella cima del Piri- 
neo, difettandovi di legna per cuocere gli alimenti. Una 
gran parte de' nostri soldati non avevano cappotti, degli 
interi battaglioni erano vestili col pantalone di tela bianca. 
Oltre i numerosi feriti, i maiali cadevano a centinaia, Non 
sapevamo dove collocarli ; mancavamo di mezzi per 
trasportarli: non potevamo nemmeno dargli , del pari 
che a' nostri feriti , i soccorsi e le cure che richiede- 
vano. La fame, la sete ed il freddo avevano notabil- 
mente affaticato 1' esercito. L' ardore della battaglia, e 
la soddisfazione della vittoria , avevano solamente po- 
tuto fino allora, sostenere il suo morale e la sua ener- 
gitf-. Ma non era egli da temersi che la rigidezza del 
tempo e la' scabrosità del terreno, non trionfassero di 
un' armata vittoriosa ; queslo era accaduto nelle Ame- 
scoas, al generale Valdes. Inoltre, la fortiScazione di 
Villaréal-de-A]ava , eh' era uno dei principali fìni della 
spedizione , incontrava per il momento insuperabili 
ostacoli. Gli è per questi .motivi che 1' armata , dopo 
di avere vinto il 'nemico, a seconda dei voti del pub- 
blico e del governo , rientrò ne' propri accantona- 
menti. > 

^11 generale Bemelle dimandò la croce di San Fe^ 
dinando in favore di vari ufficiali della Legione. Dcssa 
fu accordata per decreto reale del 1.'^ giugno 1856 ai 
signori Cros D' Avenas , lenente-colonnello ; de Colle- 
ville, capitano, uffiziale d'ordinanza del generale; 
Gnone, capitano, comandante interino del i.** batta- 



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305 
gitone ; Eichacker, chirurgo maggiore, la cui devozio- 
ne sopra tatti i campì di battaglia ove s' è trovala la 
Legione, merita i piti grandi elogi; Borkaski, capita- 
no ; Compare , tenente allo slato maggiore generale ; 
Bernelle ( Giulio ) , Goguel , Lambert , lenenti. I signori 
D'Antan, sargente maggiore; Beickert, Georges, Ber- 
nandi (1), sargenti e parecchi altri sott' uffiziali e sol- 
dati furono decorali dell' Ordine d' Isabella II/. Il ge- 
nerale Bernelle decise , dopo il fatto d' arme d' Arla- 
ban, che la metà dell' avanzamento sarebbe d' ora in 
avanti dato di diritto ai militari decorali o citati co- 
me essendosi distinti sul campo di baltaglia, e che, 
dopo esame dei capi di colonna , sarebbero .riconosciuti 
atti ad ottenere dei gradi. 

Le truppe rimasero nell' inazione per alcuni gior- 
ni. Tenevansi frequenti consigli di guerra presieduti 
dal ministro , presso il generale in capo. Vi si discu- 
tevano le basi di un piano di campagna che il go- 
verno faceva sembianza di accettare, ma di cui eon- 
irariò più tardi 1' esecuzione, ricusando al generale 
Cordova le diverse risorse in uomini, in armi, ed in 
danaro, tutte indispensabili per la sua riescila. 

Li 24 gennaio, le divisioni Evans ,. Esparlero e 
Bernelle, riunite in avanti di Vittoria, sulla strada di 
Salvatierra , si 'misero ia marcia alle ore otto. L' ar- 



(1) Non Bernandi ma Bernardi si diiamaTa: esso ei^ un va- 
loroso e distinta sott' offiziale piemontese , della 2.' compagnia 
del 1.* battaglione comandata dal bravo capitano Gnone coman- 
dante interino de) 1." battaglione: tnostrossi degno della decora- 
zione che ricevette pei* la sua condotta sull' Arlaban ti lG,enel- 
r improvviso assalto del nemico la mattina delli 17, adoperandosi 
a riunire i soldati che dopo l' improvvisa scarica si erano un 
poco atterriti. 

( Nola del Traduttore ) 



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306 
mata arrirò verso il mezEOgiorno in ana estesissima 
pianura in vista del forte di Guevara , ed ivi formossi 
in ordine di battaglia. Un parco d' assedio di molto 
rilievo r accompagnava, e faceva supporre al generale 
in capo delle serie inteiizionì sopra Guevara. Il neini<' 
eo aveva diretto una divisione sopra 1' Arlaban ; ese- 
gui essa, seguendo le alture, una marcia paralella 
alla nostra. I Cartisti si Tennarono intomo a Guevara , 
e vi riceverono polenti rinforzi. Sembrava imminente 
una battaglia : sessanta ballaglioni per lo meno erano 
in presenza. Il nemico aveva il vantaggio delle posi- 
zioni se noi prendevamo 1' offensiva , e nel caso che 
1' avessimo attaccalo sulle alture; ma non erano tali 
ì progetti del generale in capo. Proponevasi all' oppo- 
sto di attrarre, i Carlisti nella pianura , dove la sua 
cavalleria numerosa e piena d' ardore , davagli una 
grande superiorità. In questa previsione , avea egli ap- 
poggiato le estremità della> sua linea di battaglia con 
batterìe di pezzi di grosso calibro. Il nemico dal suo 
lato, manovrava, , ma sulle alture dove slafoilivasi in 
vistoso numero. Ognuno aveva scello il proprio campo 
di battaglia , e pareva determinato a mantenervisi. I 
bersaglieri dei due eserciti avevano impegnato fra loro 
nn fuoco ben nudrito. Alquanti colpi di cannone fo- 
,rono eziandio scambiati, quando il generale Cordova, 
nella speranza d' ingaggiare 1' azione, diresse in per- 
sona lina forte ricognizione sopra Guevara. Ma tale 
movimento non ebbe verun risultato. Il nemico, per 
la seconda volta in sei giorni, ricusava la battaglia. 
Le nostre truppe rientrarono la sera medesima in Vit- 
toria e nei loro accantonamenti. 

Il ministro della guerra Almodovar parti da Vit- 
toria per Madrid li 26 gennaio. L' ultimo suo atto uf- 
ficiale air esercito del Nord , fa di passare in rivista 



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307 
la divisione ansiliare francese. Dovetle eziandio pro- 
nanciarsì , in questa sfess' epoca , sopra una dispia- 
cente malintelligenza , che regnava fra il generale Ber- 
neile ed il colonnello Conrad. Questi pretendeva da 
molto tempo a diverse prerogative , di cui il capo su- 
periore della Legione , solo risponsabile in faccia dei 
due governi francese e spagnuolo, far non potevagli 
r abbandono. Il colonnello Conrad , condannato nelle 
9ue pretensioni dal ministro spagnuolo, gli chiese 1' au- 
torizzazione di rientrare in Francia , e separossi dalla 
Legione a Vittoria. Piìi tardi , il ministro della guerra 
francese approvò la resistenza del generale Bernelle (C). 
De' gravi evenimenti che esercitarono la più gran- 
de influenza sai futuro destino della Legione , accad- 
dero ne' primi giorni dell' anno. Le popolose ed ag- 
guerrite vallate d' Aescoa e del Roncai, si sollevarono 
in favore d' Isabella IL' e dimandarono delle armi. Il 
barone de Meer, viceré di Navarra (I) , affrettossi di 
mandarvi il colonnello don Leon Iriarte con due bat- 
taglioni di liragliori del paese, per portare soccorso 
a queir insurrezione , che aveva missione di organiz- 
zare. Tali evenimenti attrassero tutta V attenzione del 
generale in capo, benché avesse preferito, nell' int»- 
resse del suo piano dì campagna, che questa solleva- 
zione, importantissima per la causa costituzionale si 
effettuasse un poco più tardi. Nullameno, egli risol- 
vette, sin da questo momento , lo stabilimento e 1' oc- 
cupazione di una linea fortificata da Pamplona alla 
frontiera francese. Otteneva in tal modo immensi ri- 
sultati, i più importanti de' quali erano il ristabili- 



(1) Il generale in capo dell' annata del Nord era viceré di 
Navarra ; ma ne delegava le funzioni a uno degli uIQziali generali 
posti sotto i suoi ordini. 



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mento delle comanjcazioni dirette colla Francia per 
le vallale insorte, ed un ostacolo quasi insuperabile 
alle spedizioni allora frequenti, dirette dal nen)ico, 
dalla Navarra suU' Aragona e la Catalogna. 

Il generale in capo prevedeva lutti le opposizioni 
che avrebbe a vincere per Io stabilimento della linea, 
come pure i seri sforzi di cui farebbe d' uopo trion- 
fare per la di lei conservazione. Per le quali cose cre- 
dette egli dover affidare tale pericolosa missione alla 
Legione Straniera , rafforzata da una scelta divisione 
dell' armata del Nord. Anzi giudicò necessaria la sua 
presenza per le prime operazioni, e partì da Vittoria 
per Pamplona li 28 gennaio alcune ore dopo la Le- 
gione Straniera. La nostra marcia da Vittoria a Pam- 
plona fu penosissima; non cessò di regnare un tempo 
spaventevole e rigidissimo; negli ultimi giorni, ona 
densa neve copriva il suolo. Le truppe tollerarono tutti i 
succitati patimenti colla loro abituale rassegnazione (1)- 



(1) Alla tappa d'Agoncillo, un gmiatiere, convinto dì la- 
trocinio in casa de) suo ospite, con circostanze aggravanti, fu 
immediatamente e nel medesimo villaggio, tradotto davanti ad 
una commissione militare, giudicato, condannato a morte e fu* 
cilato. 



Erasi in diritto di esigere cosi severa disciplina a un tempo 
ili cui la Legione non mancava di regolari distribuzioni ed in ibi 
paese devoto alla causa costituzionale ( Castiglìa vecchia ). Il gra- 
naUere rubò un porchelto di latte e minacciò la padrona di casa 
se mai ne avesse tenuta parola' col sargente che capo era del dì- 
staccaménto alloggiato presso di lei. Fu fucilato prima della par- 
tenza da Agoncillo. Un ordine del giorno in precedenza aveva 
avvertito la divisione di non molestare in modo alcuno gli abi- 



gei byGoOgIc 



La Legione arrivò li 5 febbraio a Pamplona , dopo a- 

vere ricevuto, nel suo passaggio, la più cordiale ac- 
coglieaza. 



tanti: dal che si vede die il delitto stesso era una palese iofra- 
ziODC a quest' ordine, die poteva arrecare dispiacevoli conseguenze. 
( Nota del Tradutlore ) 



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SOMMARIO. — La prematiira Eonemlone delle valbte d' Aescoa e del RoaaT, 
attraversa i piani del generale in capo. — Sae lateozkini relativamente al 
generale Bernelle e use buone disposizioni per la Legione Straniera. — Sog- 
giorno a PamploDa. ~ Ociùpazione della vallata d' Eateribar. -- Ricogniiio- 
ne della linea sino alla rroiiiiera di Francia. -~ L'armala carlista prende 
r offensiva neli' Alava. -- Il generale in capo b una dimostrazione per ope- 
.'^reuna favorevole diversione alla ana sinistra. — Il cattivo tempo conirarta 
i snoi progetti — Egli ritorna a Vittoria. ~ Il generale Bernelle comanda le 
troppe spagnuote sulla linea. — Abbandono d'Eugui dal T.^di linea. —Scon- 
tro col nemico a Legnaroz. — Ordine del giorno del generale Bernelle. — 

I lavori delle fortificazioni della lìnea sono spinti con attività. — Scontro con 
una guerilla cartista sull' altura d' Urdaniz. — Due battaglioni nemici var* 
canol' Arga. — Previsioni del generale Bernelle, giustificate dagli eveni* 
menti e sue abili disposizioni.— I snoi ordini non vengono esegniti in tntta 

' la toro precisione. — Combattimento suite alture di Znbirì , ti 2J mano. — 

II 3." battaglione finalmente raggiunge la Legione. ~ Combattimeato di 
Santa Lena in Catalogna. 



Quando i deputati delle valli d' Aescoa e del Ron- 
cai vennero a Vittoria a dichiarare al generale Cordova 
che quelle erano disposte ad impugnare le armi in fa- 
vore d' Isabella II/, egli impegnolli a mantenere gli 
abitanti in queste buone disposizioni, ma di ritardare 
la loro sollevazione , finché non ne desse egli medesi- 
mo il segnale. Le circostanze non permettevano allora 
al generale in capo di prestar loro lutto 1' appoggio 
che erano in diritto di attendere dal proprio esercito; 
giacché r importanza delle operazioni di cui Vittoria 
doveva essere la base, imperiosamente reclamava la 
sua presenza , nonché il concorso di tutte le truppe 
che citrovavansì in Alaya. Sventuratamente de' consigli 



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5H 

impradenti preralsero : alcune persone , per un iacoo- 
siderato zelo, promettendo al governo, di boonissima 
fede , quello che loro era impossibile di «empiere , 
andarono ad imporre la loro volontà al generale Cor- 
dova, e far pesare esclusivamente sopra il wo capo, 
là responsabilità di evenimenti che non avevano sapu- 
to prevedere , e che nacquero - dal principio di tale 
impresa. L' intenzione del generale in capo era di oc- 
cupare una linea fortiBcata passando per Irursah , Le- 
cumberri e Tolosa. Tutte le vallate ,. tutto il terreno 
che lasciava dietro a sé, compresovi il Bastan, Irova- 
vansì tolti all' inimico. Collo stabilirsi all' ingresso del- 
la Boranda, le truppe costituzionali minacciavano molto 
da vicino la Guipnzcoa : dominavano le due strade . 
reali più importanti della Navarra , e riaprivaDO U 
comanicazione diretta , lungo tempo interrotta , fra 
Pamptona e Vittoria. Ha gli avvenimenti si successero 
con tale celerità, che il generale Cordova videsi co* 
stretto di modificare i suoi primi progetti. Risolvette 
allora di stabilire, seguendo il corso dell' Arga, una 
linea di dodici posti fortificati , più o meno conside- 
rabìli, avendo per centro la piazza di Pamplona (f), 
ed estendendosi dall' Ebro sino alla frontiera di Fran- 
cia , da Lodosa a Valcarlos. Gli è la parte della men- 
tovata lìnea compresa fra Pamplona e Valcarlos, dì 
un' estensione di nove leghe , che fii presa al nemico , 
fortificata , e molto tempo difesa con successo , dalla 
divisione ausiliare francese. 



(I) PompeiopoUs, città forte, sull' Arga. Prima che la Na- 
varra fosse divisa in due partì Pamplona n' era la capitale ; oggi 
non è più che capitale della Nafarra ^agouola. Carlomagno 
la prese sei 774 e Odetto nel 1530. 1 Francesi 1' assediarono ù>> 
noo, oà 1530, e vi entraraoo nel 1808 e nel 1825. 

( Nota del TradMon) 



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Zìi 
lì generale Cordova , favorerolmente disposto pef 
la Legione Straniera prima dì conoscerla, aveva am- 
miralo la «uà organizzazione e la Suatenola a Vitto- ' 
ria, nonché il suo valore snl campo di battaglia d'Ar- 
laban. Egli davale una missione di fiducia, quella d' un 
corpo scelto , e di cui non dissimulavasi né le .diffì-* 
colla né i pericoli, confidandole lo stabilimento e la 
difesa della linea da Pamplona alla frontiera. Delle 
considerazioni di un ordine elevato e degne di uno 
spìrito così illuminato ve lo aveano determinato , per? 
ciocché egli scriveva nel febbraio al generale Beroelle. 
■ Voi conoscete i miei sentimenti per voi personal* 
mente, e come capo della Qazion.alità francese rap- 
presentàtft in Ispagnà accanto gli altri. Dal momento 
che vidi il generale Evans in una posizione Indipenr 
dente e felice , ho voluto che il generale francese avesse 
eziandio un corpo d' armala da comandare, e con ciò* 
i mezzi di far valere il suo paese e l' influenza eh' es- 
so deye esercitare sulla nostra situazione. Gli è di mìa 
propria autorità che ho agito in codesta circostanza. 
Grandi considerazioni politiche erano collegate a' miei 
pensieri, e non esito ad allontanare coloro i quali, 
senza pensarvi e senza caliiva intenzione, hanno cer- 
cato di opporsi ai miei progetti. Ora piiì non bawi 
che ad agire e ad affrettare 1' organizzazione . del vo' 
stro corpo d' armata.' Credo che primamente avrete i 
vostri sei battaglioni , altri sei belli e forti della 4.' 
divisione, e due o forse tre che potrannosi ragunarc. 
Intanto, io mi occupo da ogni parte a sollecitare 1' au- 
mento della vostra bella Legione., locché voi dovete 
appoggiare eziandio con tutta la vostra attività. Io non 
sarò contento se non quando avrete sotto i vostri ov 
dini un corpo d' armata di tre dìvisìoai , senza con- 
tare r aumento della Legione. Quanto alla cavalleria. 



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313 

non ne avrete quasi bisogno ; giacché , quando agirete 
in paese. piano, e scoperto,, la bella divisione della 

Rìvera sarà tutta a vostra disposizione Vi spedirò 

un brigadiere per capo di stato maggiore generale del 
vostro corpo A' armata , e lorchè saprò la definitiva 
composizione delle brigate-, cambierò, i capi che buoni 
non mi sembreranno contro tutto ciò cbe di migliore 
avrò da mandarvi; 'avvegnaché, in Ispagna partico- 
larmente, i capi fanno tutto. > Non contento di fare 
di suo proprio moto, questa bella. posizione al generale 
Beraelle, il quale tosto fu investito effettivamente del 
comando in capo del corpo . d' esercito della Navarra , 
detto della dritta, il generale Cordova gli delegò una 
parte de' propri poteri straordinari. Si fu a Vittoria 
che r autorizzò a concedere in suo nome, sul campo 
di battaglia , delle decorazioni di San Ferdinando , 
d' Isabella II/, e dell' avanzamento sino al grado di 
capitano. 11 generale Cordova diceva con ragione che 
i militari esteri i quali venivano a servire la Spagna , 
non essendo mossi dai sentimenti di patriottismo che 
animavano gli SpagnuoH , dovevano ricevere delle ri- 
compense positive della loro devozione : che per con- 
seguenza , quando, in un fatto d'arme dove avesse figu- 
rato una truppa spagnuola, verrebbele accordata una 
decorazione , bisognerebbe , in ' circostanze simili , dar- 
ne due alla truppa estera. 

11 generale in capo accordò alcuni giorni di ri- 
poso alle truppe arrivate a Pamplona li 5 febbraio , 
e profittonne per riunire i materiali, gli strnmentied 
i trasporti indispensabili al pronto stabilimento della 
linea fortificata. Il generale Bernelle , dal proprio can- 
to, desiderava il soggiorno momentaneo della. Legione 
in Pamplona , n^la quale aveanlo raggiunto il, depo- 
' sito ed i magazzini del corpo , per rimpiazzare gli ef-> 



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8U 

felti fuori di Berrigto. Egli vi organizzò le sei compa- 
gnie di deposito, di cui il ministro areva autorizzato 
le formazione. Delle promozioni erano- state fatte re- 
centemente nei diversi gradi subalterni. Le suddette 
nomine, del paro che la creazione delle compagnie di 
deposito , diedero luogo a numerose mutazioni. La Le- 
gione era in tutti Ì dettagli della sua organizzazione e 
della sua amministrazione il costante oggetto della sol- 
lecitudine dei proprio capo. La discipliua che mante- 
oevasi nelle fila de* nostri battaglioni , nonché la loro 
brillante condotta sui campi di battaglia , meritavano 
una testimonianza clamorosa della soddisfazione del 
generale. Egli affrettossi di darla mediante V ordine 
seguente , pubblicalo l' indomani dell' arrivo della Le- 
gione a Pamplona. 

Ordine della divisione detti 6 febbraio. « Provo 
an sentimento di felicità nell' attestare alla divisione 
sotto i miei ordini, la mia soddisfazione di vederla 
in Ispagna , siccome in Africa , bella di devozione , di 
bravura e di queir abnegazione di sé medesima che 
ha sempre caratterizzato le armate francesi. Dopo a- 
vere percorso la Catalogna e l' Aragona e vinto in 
vari scontri i nemici del governo di cui noi siamo 
difensori, io ben contava, soldati della Legione Stra- 
niera francese, vedervi combattere con vantaggio i 
Navarresi ribelli. La mia speranza non è venula meno 
alle montagne di Arlaban , ove avete fatto prova di 
queir intrepidezza che farà sempre fuggire dinnanzi a 
voi que' battaglioni, nemici delle legali libertà. Valorosi 
alla battaglia , voi avete eziandio , durante . le penose 
marcie da Sanguessa a Vittoria e da Vittoria a Pam- 
plona, mostrato quella rassegnazione e quella forza 
d' animo che da voi attendeva. Ricevetene tutte le mie 
congratulazioni ed i miei ringraziamenti. > 



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ZÌ9 
n 9 febbraio le truppe si misero io movimento 
per occupare diversi villaggi nella valle d' Esteribar 
snir Arga. 11 generale in capo portò il sao quartier- 
generale a 7ubiri< La divisione spagnoola prese la de- 
stra della linea ; il generale Bernelle si stabili in per- 
sona a Larasoagna coi battaglioni 1." e S." e 1' arti- 
gliera della Legione. 11 4.*' occupò i villaggi di Laca- 
rela e d' Iroure , il 5.° Zuriain , il 6.° Zabaldica e An- 
choris. Tosto il giorno susseguente, le truppe inco- 
minciarono ad erìgere de' lavori . provvisori di difesa , 
i quali non aveano altro scopo che di mettere gli ac- 
cantonamenti a coperto di un colpo di mano. Tai la- 
vori compiuti in appresso mediante opere costrutte 
secondo le regole dell'arte, resero, vani _per la loro 
buona esecuzione , e soprattutto per la bravura dei 
loro difensori , ì più seri sforzi di un ardito nemico. 

I generali Cordova e Bernelle riconobbero la linea sino 
alla frontiera nella giornata delli 15. Entrarono essi in 
Francia il 14, per. avere una conferenza col generale 
Harispe; ma una indisposizione lo ratteone in Baiona. 

II generale in capo seppe in Francia, colla capitola- 
zione di Balmaseda, i movimenti dei Carlisti sopra 
r Alava , che il suo allontanamento aveva momenta- 
neamenle 'scoperto. Attrarre dal suo lato 1' attenzione 
del nemico mediante un pronunciatissimo movimento 
offensivo , era il più efficace soccorso eh' egli potesse 
immediatamente portare alla sua estrema sinistra. U 
generale Cordova l'imprese li iS, con dieci batta- 
glioni e dell' artiglieria , non lasciando dietro di sé 
nella valle d' Esteribar, che le truppe strettamente ne- 
cessarie per assicurare le proprie comunicazioni, e 
per continuare i lavori di difesa della sua base d' o- 
perazioni. Il gran quartiere generale venne stabilito in 
Olague, minacciando in egual modo Lecumberri, To- 



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316 
Iosa o Ift fioninda. Una brigata spa^uola occupò 
Lanz, Orqain ed Arratz; I' altra Olague e Arizu. I bat- 
taglioni della Legione presero li 'seguenti accantona- 
menti: 1.* a Etulain ; 5." a Burutain ; k." Osacjain e 
Osliz; 5.* a Osliz col quartiere generale della- 'divisio- 
ne; 6." a Larasoagna e Zabaldica. 

Le truppe non fecero rerun movimeqlo nella gior- 
nata del 16. II 17, il generale io capo portò il suo 
quartiere generale a Lisa^o. Delle truppe* spagnuole 
vennero da Pamplona a dare il cambio alla Legione , 
i cui battaglioni ritornarono nella valle d'Esteribar: 
il 1.* a Zubiri; il 5.* a Urdaniz, Ilaraz e Egquiroz; 
i 4.* e 6." a Larasoagna , quarlier-generale , Lacareta e 
Irroure; il S.* a Z.uriaiii , Zabaldicca é Anchoriz. 1 no- 
stri battaglioni occuparono, per vari giorni, i mede- 
simi alloggiamenti , lavorando con ardore alla fortifi- 
cazioni , malgrado i rigori della stagione. I Carlisti af- 
freltaronsi di richiamare truppe in Navarra , dal mo- 
mento che il generale in capo occupò l' lllzama. Con- 
centrarono quattordici battaglioni a Lecumberri. Cor- 
dova risolvette di attaccarli per la Borunda con delle 
forze pressoccbè uguali di fanteria , ma di molto su- 
periori in cavalleria ed in artiglieria. Aveva egli già 
preso le sue misure e dato gli ordini in conseguen- 
za, quando un tempo spaventevole venne anco questa 
volta à contrariare le sue disposizioni. La neve cadeva 
in cosi grande quantità , che memoria d' uomo non 
rammentavasi nel paese nn sì rigoroso inverno. Era 
impossibile il mettere delle truppe in movimento eoa 
Un tempo simile; ì battaglioni erano rattenuti ne' pro- 
pri canlonaónenti, e, dall'uno all'altro, le comuni- 
cazioni trovavansi quasi interrotte. Le truppe spagouo- 
le, sotto gli ordini diretti del generale in capo, non 
sortirono che il 27 da questa critica siluazione: costò 



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317 
loro alcuni morti e un gran namero di malati. II ne- 
mico arerà suecessivamente diminoito il numero dei 
suoi battaglioni, trovando un potente ausiliario nella 
-rigidezza della -stagione, e in particolar modo nella 
subitanea piena delle riviere , di cui tagliò o fece sal- 
tare la maggior parte dei ponti. 

' I (JarUsli facevano sensibili progressi nell' Alava, 
ove i generali Evans e Zarco-Delvalle reclamavano eoo 
istanza la- presenza del generale supremo. Egli sì de- 
cise verso la fine di Mairzo a partire per Vittoria. 
Il còrpo d' operazione della I^Iavarra non essendo an- 
cora organizzalo, il generale Cordova pose sotto gli 
ordini del generale Gemelle quattro battaglioni spa- 
gnuoli incaricati, con quelli della Legione, dello sta- 
bilimento e della difesa della linea da Pamplona a 
Valcarlos. Il barone de Meer, viceré di Navarra, teoe- 
vasi in riserva a Pamplona coli' ordine di portare la 
propria divisione, di 3,900 uomini circa, sui punti 
minacciali dal nemico. Esso ricollegava le sue opera- 
zioni a quelle del generale Tello, il quale dominava 
le pianure della Rivera, da Pamplona' a Lodosa, alla 
testa di una brigata leggera di .1,500 fanti e di 600 
cavalli scelti. 

Ne' primi giorni di marzo, dopo Io scioglimento 
delle nevi, avemmo sentore dell' arrivo nell' Ulzama di 
una divisione carlista, i cui bersaglieri bentosto ven- 
nero a molestare i nostri avamposti. Uno dei batta- 
glioni spagnnoli della divisione del generale Bernelle , 
il 1." del 7' di linea, occupava Eugui con una com< 
pagnia del genio. Gli è questo canlonamento , il più 
avanzato di tutti, che i Carlisti aveano risolto di pren- 
dere il primo. Essi doveano avvicinarsene nella notte del 
4 al 5 marzo. Prevenuto de' loro progetti, il colonnel- 
lo del 7." avrebbe dovuto attenderli dietro i parapetti , 



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918 
Innalzati già alla metà dalla' loto alt«M. Poteva «gli 
trincerarsi io ultimo nelle case del villaggio, certo 
d* altronde di essere prontamente soccorso. Ma iavece 
di condursi secondo le regote della gaeira, ed obblian- 
do i precetti dell' onore militare, il colonnello dd 7.* 
di linea evacuò Eugui in tutta fretta , in una delle più 
oscure notti. Tradito dalle sné guide , o essendosi 
smarrito , cadde nel mezzo de' battaglioni nemici , ì 
^uali riportarono una facile vittoria sopra delle genti 
demoralizzate e già fuggenti. 1 soldati del 7.** sì sban- 
darono in tutte le direzioni; wolLi rimasero occisi, 
alcuni fatti prigioni; ma, nondimaoo, od numero as- 
sai rilevante aneiH^ pervenne a sfuggire col favor del- 
la oscurila della notte. Raggiunsero essi i nostri ac- 
cantonamenti , ove arrivarono il giorno jsussegiunlev 
la ma^ior parte senz' armi, in nno stato lagrimevc^e. 
II colonnello era del numero di questi ultimi. Venne 
chiamalo più tardi a render conto della sua condotta 
dinnanzi ad un consiglio di guerra. L' occupazione di 
Engui dai Carlisti non doveva essere che passeggera, 
poiché sì affrottàrono a demolire e distruggere le for- 
tificazioni appena innalzale; essa condosse a Zubirì la 
divisione del barone de Meer. il -generale Bernelle, dal 
suo canto , si riawicinò al nemico alla testa di tre 
battaglioni della Legione. Il cattivo tempo non permise 
loro di prendere 1' offensiva : i CarlisU evacofirono 
Eagui alcuni giorni appresso. 

Il barone de Meer aveva ordinalo li 6 marzo ad 
una compagnia della Legione, appoggiata da- alenni 
tiradores spagnnoli , di andare a 'foraggiare a Legna- 
roz, villaggio a mezza lega da Zubiri, ordinariamente 
occupato da una guerilla carlisla. Effetlivanunle essa 
vi si trovava ; ma diedesi alla fiiga dopo avere scam- 
biato alcuni colpi di fucile co' nostri bersaglieri.! for- 



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319 

raggiatoli si ritiravano , allorquando ricomparvero i 
-CsrHsti , sostenuti questa votta 4a un battaglione. Com- 
promessa era la ritirata del nostro dislaceameato : il 
capitano Renault ricevè la missione di proteggerla colla 
sua compagnia di volteggiatori. Egli prese rapidamen- 
te, in tale critica circoslan2B , delie eaergiche dispo- 
sizioni. 1 suoi volteggiatori furono intrepidi; alcuni, 
troppo imprudenti , caddero nelle mani del nemico , 
il quale li passò per le armi il susseguente giorno, 
dopo averli colmati d' oltraggi e di barbari trattamen- 
ti (i). I signori Kutzkowski tenente , e Lindauer sotto- 
tenente de' vi^jggratori , Reisch, tenente della 5," com- 
pagnia del i." batta.glione della Legt«|ae, si distinsero 
nel succitato scontro , in seguito del quale il generale 
Bernelle piiUtlieò, li 7 marzo, il seguente ordine del 
giorno.: 

Ordine della divisione. ■ 11 generale comandante 
» ìa divisione ausiliare francese porta alla cognizione 

■ delle truppe sotto i suoi ordini , che fanno esse ec- 

■ cezione alla convenzione avvenuta fra le truppe spa- 
» gnuole della regina e i ribelli , a motivo dello scam- 

■ bio de' prigionieri : i nostri soldati , se sono presi 
» dai faziosi, saranno fuoilatu In conseguenza, egli 



(1) I bravi volteggiatori presi ( che erano di nazione tede- 
sca], furono quattro. Vennero cwicloUi in un Ticino villaggio, 
spogliati nudi , cospersi di miele e peone ( emplumadoa ) ed at- 
laccati a quattro pali esposti al sole. Ivi dintorno- danzarono i 
cartisti insieme agli abitanti, fra' quali non furono ultime le don- 
ne , ferendogli di coIteUo e dì baionetta di quando in quando ; 
finché stanchi di martoriarli li fucilarono. Questa ributtante tra- 
gedia fu saputa ufGcialmente al quartiere generale, indi raccon- 
tata da alcuni disertori, presente me stesso, cosa che obbligò il 
generale a pubblicare 1' ordine di rappresaglia. 

( Nola del Traduttore ) 
22 



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3S0 

> impegna gli uffiziali , soU' uffìziali e soldati a com- 
B battere fino all' ultimo sospiro ia qualunque siasi 

> posizione disperata. Una morte onorevole, e com- 

> battendo, è preferìbile, senza verun dubbio, i^li 

■ oltraggi di cui sarebbero aggravali facendoli vagare 

> in mezzo ad una plebe fanatizzala e facendo loro 
» provare mille .torture prima di ricevere l' ultimo 

> colpo. Egli ordina inoltre, per rappresaglia, di non 

> dar quartiere a chicchessia e di passare per le ar- 
» mi , sul campo di battaglia medesimo , qualunque 

■ prigioniero ribelle. ■ 

Dei bersaglieri carlistì venivano .quotidiaoamenlti 
a scambiare fucilale co' nostri avamposti; ma nulla 
accadde d' importante sulla linea fino alli 25 aprile. 
Però faremo menzione di uno scontro che fece onore 
al sotto-tenente Boélto (1), del 3.° battaglione della Le- 
gione , cantonatoadUrdaniz. Questo ufBzìale ricevette, 
li 18 marzo, per turno di servigio, l'ordine dì an- 
dare sul far del giorno a stabilirsi in granguardia sul- 
r altura che domina il suddetto villaggio. Una guerilla 
carlista di 150 uomini erasi posta in agguato in un 
bosco , sulla vetta , per far prigione U nostro distac- 
camento il quale era forte di soli 20 uomini. Il signor 
Boétto meritò degli elogi, non solamente per la bra- 
vura personale di cui fece mostra quando un rinforzo 
accorso da Urdaniz permisegli di attaccare , ma par- 
ticolarmente per la prudenza colla quale seppe evitare 
r imboscata eh' eragii tesa. Dal 10 alli 23 marzo i la- 
vori delle fortificazioni della linea furono spinti colla 
maggiore attività. Due ufficiali della Legione, oltre 



(1) Oggi capitano in un battaglione d' inlànteria leggera 
d' Africa ( Zef/iri ). 

{ Nota del Tradvltore ) 



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331 
quelli del genio distaccali dall' armata spagouola , ne 
aveano specialmente la dirraione: questi erano i ca- 
pitani Renault e de Colleville ai' quali un ordine della 
divisione dava ufficialmente la suindicata missione. 

Da vari giorni i rapporti pervenuti da diverse 
sorgenti , annunciavano al generale -fierhelle un pros- 
simo tentativo del- nemico contro i nostri cantonanienli 
della linea. Il capo di stato maggiore della divisione 
era slato a riconoscere i più lontani posti di cui rad- 
doppialo aveva le guarnigioni. Il generale Beroelle er^i 
Dell' aspettativa di qualche grave avvenimento, quando 
il barone de Meer fecelo prevenire, la sera del 21 , 
del passaggio nelle vicinanze di Pamplona , di una 
colonna carlisla di due battaglioni e di i50 cavalli, 
informandolo ch'egli meltevasi ad inseguirla. 11 viceré 
raggiunse il nemico al villaggio di Urroz e lo scon- 
fìsse. L' invasione dell' Aescoa e del Roncai era lo sco- 
po della spedizione carlista; vedendolo fallito, essa 
non pensò più che a prontamente ritornare sopra il 
proprio territorio. Il generale Bernelle fece guardar» 
con diligenza i diversi guadi dell' Arga , nella notto 
del 23 al 24. Persuaso che 1' inimico cercherebbe di 
forzare la linea per le alture di Zubiri , ordinò al 
tenente-colonnello Magnier di portarsi sopra le mede-< 
sime alture, il 24 prima del giorno, e d'imboscare 
il 4.* battaglione della L^ione vicino alla borda (I) 
Fernandorena, dietro una collinetta non molto eleva- 
ta , che diventò in appresso il teatro di parecchi im- 
portantissimi corabatlimenti. Il generale Bernelle, di- 
rigendo in persona un'altra colonna della Legione, 



(1) Specie di stalle per mettere al coperto le greggie: sodo 
desse per lo più edificate sulla sommità delle munlagoe. 

( Nola dei TraduUore ) 



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proporierasi di cogliere l' inìntieo in fianco, qoalvolta 

fosse impegnato il combatti me alo col 4.* battaglione; 
al Squalo veniva , d' altronde , próntamente in aiuto, 
net. caso in cai la superiorità numerica del nemico 
r avesse tenuto alcun tempo in iscacco. Il .tenente-co- 
lonnello Màgnier esegui da principio, in tutta la loro 
precisione , gli ordini che aveva ricevuti; ma- dopo 
varie ore di vana aspettazione, con un tetnpo sparan- 
tevole, senza ninna notizia del nemico, egli - credette 
conveniente di ritornare a Zubiri. Misesi in marcia 
per il fianco, la sinistra in testa. Il battaglione cam- 
minava da pochi istanti, allorché, a traverso della 
neve, che cadeva molto fitta, si scorse una colonna 
in marcia. Il tenente-colonnello Magnier, persuaso' che 
s' incontrava con una parte delle forze del barone de 
Meer, le cui truppe erano in moto da alcuni giorni , 
avanzavasì pieno di confidenza , quand' ecco una sca- 
rica , a mezzo tiro, svelogli la presenza del nemico. 
La compagnia di volteggiatori' del capitano Anelh, tro- 
vandosi la prima esposta, venne tosto caricata dai 150 
cavalieri cartisti; accettò con essi una lotta corpo a 
corpo, fertile in tratti rimarchevoli di coraggio. La sua 
devozione e fermezza permisero al battaglione di ran- 
nodarsi, e di riformarsi sulla precitata collina (1). 

(1) Siccome questa compagaia di bravi, erano i Tolt^[giatori 
dell' aotico 5."^ battaglione, e per conseguensa meno alcuni uo- 
idìqì, tutta composta d' Italiani, cosi nominerò lulli gli ufficiali e 
sott' ulfiziali suoi , perchè degni di tanta onoranza e perche si co- 
noscano i nomi di quei prodi che emularono i nostri padri nelle 
guerre napoleoniche della penisola. 

Signor Aneth capitano ( Svizzero ) non ismentl 1' ereditario 
valore di questa intrepida nazione. 

Signor Zecca tenente ( di Genova ) ferito al bracdo destro 
da una sciabolata. 



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SIS 
U lenente-colonnello non esile a prendere 1' offensiva , 
malgrado, la sua inferiorità numerica , avregnatctiè 
non oonlava sotto i suoi ordini che 900 baionette. 
Dal loro canto, i Carlisti erano risoluti a forzare il 
passaggio: -sapevano di essere inseguiti da 3,000 uo- 
mini , e non dubitavano che nna colonna non escisse 
da Zubiri per tagliarli. Un ostinato ed accanito com- 
battimento s' ingaggiò sulle alture di Zubiri. Cagionam* 
. tao ali' inimico perdite sensibili , ma sforzò il passag- 
gio dopò averci messo un centinaio d' uomini fuori di 
combattimento. Il generale Bernelle era sortito da Zu- 
biri ai primi colpi di fucile. Sapendo tosto ciò che suc- 
cedeva sulle alture , impegnò il 5.* battaglione della 
Legione in uno. stretto viottolo, ma diretto, che do- 
veva permettergli di tagliare la colonna navarrese; ma 
i Carlisti, avendo riconosciuto il pericolo che minac- 
ciavali, cercarono la loro salvezza in una precipitosa 
fuga, sbandandosi in un disordine inaudito, gettando 
le loro armi , ed abbandonando feriti e bagagli. 

Le' disposizioni prese dal generale Bernelle erano 
eecellenli , e dovevano avere per risultati la capitola- 
zione la distruzione completa della colonna nemica. 
Difatti, il tenente-colonnello Nagnier, che fu sorpreso 



Signor Pellet sotto-tenenle ( SvÌ2zero ). 

Qamlotfo sargente maggiore ( ex uRìziale contabile Piemon- 
tese ), rimasto necifio svi campo. 

Carlés Corriere (Piemontelse ) gravemente contuso di ub colpo 
di fuoco. . 

Bet^aet sargente (Svizzero), ricevette 17 ferite , e fu lascialo 
per morto sul campo. 

Fillion sargente ( Savoiardo ). 

Teckel sargente { Piemontese ) ferito da vari colpi^di baionetta. 

Gam^ sorgente ( Savoiardo } ferito di due colpì dì fuoco'. 
( Nota del Traduttore ) 



.vCoogIc 



nella sua malavvcntarala marcia di fianco , avrebbe 
tratlenitto i Carlisti molto tempo dì piò sulle allure, 
s' egli si fosse mantenuto nella propria posizione, a 
norma degli ordini e istruzioni che aveva ricevute. 
Il generale Beroelle aveva calcolato il tempo e le di- 
stanze con una precisione .degna di ogni elogio. Pote- 
va esso prevedere che il nemico , lungi di cadere in 
un'imboscata sì abilmente preparata, sorprenderebbe 
all' opposto il nostro 4.** battaglione? Non doveva egli 
contare sulla celerità del barone de Meer, il quale, 
dappoi tre giorni, inseguiva ì Carlisti alla testa di 
5,000 uomini? Ma qui accadde lo stesso che in An- 
gues ; il barone de Meer fece> come Miranda ; sì fermò 
in- istrada , nel momento forse di raggiungere il ne- 
mico. Noi lo vedemmo arrivare a Zubìri qualtr' ore 
dopo il fatto. D'altea parte, il colonnello Don Leon 
Iriarte , cantonato a Burguete, non ricevette in tempo 
opportuno un dispaccio del viceré di Navarra, facen- 
dogli conoscere r invasione nonché la ritirata dei Car- 
listi , e ordinandogli di aspettarli colla sua colonna 
mobile sulle alture di Linzoain. Tutto concorse quel 
giorno alla salvezza dell' inimico. 

Questo combatlimenio , dì una mezz' ora al più , 
fece provare crudeli perdite alla Legione, avvegnaché 
ebbe una quarantina di morti e numerosi feriti. I Car- 
listi lasciarono 200 dei loro sul campo di battaglia; 
40 ribelli, presi coli' armi in mano, furono immedia- 
tamente fucilati ; alcune centinaia di fucili , dei cavalli, 
delle bagaglio, caddero in nostro potere. Il capo della 
colonna, il famoso El-Rojo de San Vincente, colonnel- 
lo del 10.** di Navarra, morì alcuni giorni appresso in 
seguito delle sue ferite : quelle di Manuelin, il coman- 
dante della cavalleria, furono assai gravi e misero la 
sua vita in pericolo. 



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325 
Il generale Bernelle segnalò, conpe essendosi di- 
stinli in tale giornata: i Signori Magnier, lenente co- 
lonnello; Pierrol, capitano, comandante interino del 
i.° battaglione, TiUenbronn, Welker, Monod, Aneth , 
capitani; Hacquet, capitano, Gottschalk, Rumeaa e Bon, 
tenenti, tutti quattro feriti; Giulio Bernelle, Gignoux, 
Sawicki, KleQer, Zecca tenenti; Regly, sotto tenente. 
Il generale riconobbe, con nna onorevolissima men- 
zione, i servigi de' suoi uffiziali d'ordinanza, Tarseac 
e £mÌ(io Bernelle; l'uno aveva traversato due volte la 
linea dell* inimico per portare . degli ordini al tenente 
colonnello Nagnier, 1' altro ^ essendo eoli' avanttguardo 
del 5.* battaglione, aveva sommamente contribuito alla 
presa del distaccamento cartista. Azura, sottotenente dèi 
tiradores, addetti alla Legione uccìse' un uffìziale di 
propria mano: Schultz, chimrgo aiutante maggiore, 
fece prova di coraggio e di devozione sul campo di 
battaglia. L'aiutante Quirot, ed il sargente Paulmier, 
entrambi feriti gravemente, continuarono nondimeno 
a battersi con accanimento.il sargente de' volteggiatori 
BfH-set, circondalo da più cavalieri, non volle giam- 
mai arrendersi e ricevette diciasetle ferite. I sargenti 
Fernandez, Garny e Teckel de' volteggiatori uccisero o- 
gnuuo parecchi Garlisti a colpi di baionetta. Maillet, 
sargente, s'impadronì della lancia di un cavaliere che 
lo caricava ed ucciselo colla propria arma. Buon nu- 
mero di altri sott'uffiziali e soldati meritarono menzioni 
onorevoli (1). II generale Bernelle usando de' poteri che 



(1) É da notarsi che in quest' epoca il 4.° battaglione con- 
teneva due compagnie dell' antico batlaglìonè itallaao , cioè la 2.* 
compagnia comandata dal tenente Sawicki , con il signor Bon sot- 
totenente, ed i Volteggiatori. Fra i citati nell'ordine del giorno 
per essersi distinti vi furono 11 sargente maggiore Albini, pie- 



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396 
il geòerale in capo.avevagli ddepli, accordò sul cam- 
po di battaglia la. croce di San Ferdinando di 1/ clas- 
se ai Signori Tarseae, EmlIio.BernelIe , Schultz , Azura 
e Saugussa del %" leggero spagnuolo; il ^do di sot- 
totenente ai Signori Quirol, Paulmier e Berset; la cro- 
ce d'Isabella II. ai sargenli Feroandez, Garny, Teckel, 



montese, che venne promosso ad aiutante sott' ulliziale in rìta' 
piazzo del signor Quìrot ferito e fatto ufDziale. 

Il caporale Caribàtdi della 2.*, piemontese, ferito (fravissi- 
mamente di un colpo di lancia net costato e morto poche ore 
dopo il .comhattimenlo , mostrò ima rara devozione e fece prodigi 
di valore contro la cavalleria nemica per salvare il suo talenta 
Boa Emilio (di Cirenoble) ferito io una gamba e quasi prìgioaiero. 

Il fuciliere Blet Martino ( Piemontese ) della 2.* fu decorato 
della croce di distinzione d' Isabella IL' per avere lotato cor- 
po a corpo con un cavaliere nemico, e dopo averlo ferito, sca- 
valcato ed ucciso, salito sul cavallo raggiunse il grosso del bat- 
taglione alla borda d'Inigo. Questo bel fatto veduto ed'ammira> 
to da tutti sull'altura ebbe replicati applausi. 

II sergente maggiore de' volteggia tori Gandolfo, ch'era già stato 
proposto pel grado di ufficiale, peri nella prìma carica data dai 
lancieri carlisli, mentre attorniatolo da ogni lato ^ difese «m 
molti valore Edo agli estremi, dovendo soccombere alla fona 
numerica degli aasalitori. 

. 1 volteggiatori Bavera e Gamba (Piemontesi) furcuo decorati 
della suennunciata croce di distinzione per il coraggio e fermez- 
za da essi dimostrata. 

Il volteggiatore Carria (dell'isola di Sardegna) ebbe una 
menzione onorevole , insieme al volteggiatore Mello , Piemontese 
di Biella. 

Il foriere de' volteggiatori Carks (di Hentone}, mostrò no 
coraggio spinto fino alla temerità combatteodo sempre al primo 
rango per rattenere gli urti della cavalleria nemica, per cui esso 
pure venne decorato. 

( Nola del Traduttore ) 



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5» 

Maillet; ai volteggiatori Elinger, Cedear, MalfedieRo- 
bioet; ai facilieri Apezanena, FonlaÌDe, Gntz e Omnutz. 

Il ì." battagliope della Legione raggiunse fìDalmeii' 
te la dÌTisione il 28 marzo. Mentre durò il suo sog- 
giorno in Catalogna, questo battaglione aoa prese par- 
te ad alcnna operazione attiva, ed il solo fatto cbe 
abbiamo da menzionare è quello di Santa Lena. 

Nel novembre 18SS,'il colonnello Aspiroz coman- 
dante una delle brigate mobili che attraversavano in 
ogni senso la Catalogna , prevenne il brigadiere Grases, 
governatore di Lerida, ebe stava inseguendo una nu- 
merosa .colonna di ribelli; invitavalo a dirìgere sul 
villaggio di Santa Lana un distaccamento della guarai" 
gtone di Lerida, impegnandosi a rafforzarlo con 1000 
uomini della propria brigata. Il colonnrilo Aspiroz te- 
nevasi certo, mediante tale combinazione, di ristringe- 
re l'inimico tra due fuochi e annientarlo. Il brigadiere 
Grases, appena ricevuto il succitato avviso, diede l'or- 
dine al comandante Dumesgnil di partire per Santa 
Lena con quattro compagnie del suo battaglione. Aggiun- 
segli 200 volontari Spagnuoli e 30 cavalli del 4." di cao- 
ciatorL Ui colonna era forte di 500 uomini circa. . 

Il comandante Dumesgnil passò la prima notte a 
Balaguer, ed arrivò a Santa Lena il giorno susseguente, 
verso mezzodì, senz'incontrarvi i lOOOuomini annuncia- 
ti dal colonnello Aspiroz. Simile circostanza era di sua 
natura inquietante. La posizione di Santa Lena è mol- 
lo pregiudizievole per attendervi l'inimico, se non si 
hanno Torze superiori; poiché il villaggio, dominato 
da ogni banda, è situato nel fondo di un burrone. 
Oltre iCarlisti incalzali da Aspiroz, la banda Borges forte 
di circa 1,S00 uomini, la quale aggiravasì quasi sempre 
in qiieslo distretto, doveva neccssarìamenle, essere pre- 
sto avvertila della presenza delle nostre truppe a San-< 



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la Lena. Ciò non ostante, ìl comandante Onuies^il 
erbette dovere passar la notte al punto di riunione 
ipdicato dal colonnello Aspìroz, sperando di vedervi 
arrivare i 1000 uomini da un momento all'altro, ma 
risoluto, in caso contrario, di ritornaTe a Lerida il 
giorno susseguente. La notte paasossi tranquillamente; 
il nemico ne approfittò per coronare tutte le alture. 
Le nostre truppe slavano sotto la anni allo spuntare 
del dì, non dissimulando il pericolo clie minaccìavaleT 
ma fidandosi nella loro energia per uscirne onorevol- 
mente. Il comandante Dumesgnil non aveva che un 
partito da prendere, cioè di marciare direttamente con- 
tro il nemico per il cammino più retto, e di aprirsi un 
passo , coir armi in mano, mediante un audace e bru- 
sco attacco, onde poter arrivare a Lerida. Tale fu pure 
la sua risoluzione; venne coronata da un compiuto 
successo. La compagnia di granatieri del capitano dia- 
ria Ite , appoggiata dai cavalieri , prese la testa della 
colonna. I Carlistì caricarono la retroguardia appena 
fu essa in moto : fece valorosamente il proprio dove- 
re , incoraggiata d' altronde dalla presenza del coman- 
dante Dumesgnil, il quale, con un fucile ùi mano, 
comporlossi da quel soldato che era. L' urto fu violen- 
to ed impetuoso pure sul fianco destro. Una carica al- 
la baionetta, vigorosamente eseguita dalle compagnie 
Bourdillat e Gaucz, tenne il nemico in devere per qual- 
che tempo, e questo era lutto ciò che potevasi doman* 
dare, poiché non si trattava che di guadagnarne. I 
Carlisti mandarono un distaccamento ,di ^^ uomini 
almeno per impadronirsi delle allure verso cui diri- 
gevansi le nostre truppe. Il capitano Ghariatte non si 
lasciò intimorire dal loro numero, e non esitò un solo 
istante ad attaccarli. Li rovesciò dopo alcuni minuti 
di combattimento. I nostri 50 cavalieri caricarono i fug- 



aci byGoogIc 



829 

gìaschi e le loro sciabole fecero rimttnere sul terreno 
una cinquantina di cadaveri. Le nostre truppe arriva- 
rono successivamente sulla vetta , e da questo mo- 
mento fu assicurata la ritirata. Questa si effettuò in 
buon ordine, e senza essere di più molestala, sino a 
Balaguer. La colónna rientrò il giorno appresso in Le- 
rida. Il comandante Dumesgnil segnalò , come essen- 
dosi distinti nel suindicato combattimento di Santa 
Lena, i Signori Brandoly, Ghariatte, Bourdillat, Gaucz, 
capitani; Pacorel, sottotenente, gravemente ferito. 



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SOMMARIO — Nuoto ordinamento della Legione. — Sua rtparElzione del dU 
TOfsl posti della IJnea — Il nemico rianisce parecchi batlaglioni a Engnl. 
— Il generale Benielle si condace ■ Zubiri per osservarlo. — Ritorno negli 
aixanlonameDti.~ Una gueritla carlìsla è aTiilupata a Esain nella notte del 
6 al 7 aprile. — 11 lenente cartista Giulio Carnier. — Nuovi tentativi del 
generale Bernelle per oltenere dal nemico il cambio dei prigionieri. — Le 
sue proposizioni Tengono reiette. — Situazione del laTori di difesa della li- 
nea. — Costmzlone d'un blockans a Tirapegui. — Il nemiro concentra alca- 
n) battaglioni nella Talle d'Uliama. —Combattimento di Tlrapegnl. — Ina* 
zione delle troppe Spagnnole. — Lettera del licere di Navarra al generale 
Bernelle. •- Organlaaiione dei lancieri polacchi della Legione. 

Le mutazioni sopravvenute nei battaglioni (Iella 
Legione Straniera, dal suo arrivo in Ispagna in poi , 
necessitavano un Jiuovo ordinamento. Cotcsta operazio- 
ne fecesi il 1." aprile, ed i battaglioni riorganizzati 
ripigliarono i loro accantonamenti sulla linea. Villaba 
e Huarle, i due villaggi più vicini a Pamplona, furono 
occupati, per tutto il mese d'aprile, dalle truppe Spa- 
gnuole. Un battaglione della Legione era diviso fra Za- 
baldicca e Anchoriz. La chiesa del primo villaggio es- 
sendo stata fortificata, poteva al bisogno servire di 
piazza d' armi. Un altro battaglione della Legione era 
canlonato a Ziiriain di cui si forticò la chiesa. Lara- 
soagna, ove il generale Bernelle aveva stabilito il pro- 
prio quartiere generale, era guardato da due battaglio- 
ni della Legione. Le case del villaggio vennero rilegate 
fra loro all' esterno da muri con feritoie. In ognuna 
delle due porte , furonvi collocati dei pezzi da 8, e due 
ridotti, armali di cannoni di grosso calibro, sulla riva 



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S8I 

stpistra dell' Arga, compievano il sistema di difasa di 
Larasoagnà. Nondimrào tale posieioDe , dominata da 
scoscese e dirupate alture, era ottivissima , anche do- 
pa. eseguili i laTori sul rersante. Afa la fermezza spie- 
gala':dalla Legióne, ne' primi attacchi, ed il prestigio 
ette oonservò in Caccia ai ribollir )a resero inespugna- 
bile. Urdaniz, a' poca distanza- da Larasoagnà, aveva 
CEJandio una guarnigione. Finalmente , il rimanente 
dell^ Legione era'^ in quest'epoca i, eantonato a Zubìri. 
Questo villaggio venne circondato da an' incamicia- 
hira cpn feritole: le sne tre portC' erano difese, dall'ar- 
tiglieria., e dei pezzi di grosso calibro armavano pare 
due ridotti eretti in modo a ooAiandare le strade ^i 
Pamplona , ài Leranoz e d' Erro. Gli ullimi villaggi, fra 
Zubiri e la frontiera, Linzòain, Viscarret, Espin»!; Bur- 
guete fr Roucesvalles, erano allora occupati da un reg- 
gimento spagnuòlo, il %" leggero. Eglino servivano or- 
dinariamente di caiitonamenti alla colonna mobile di 
Navarra, comandata da don Leon Jrtarte, e composta 
dì due battaglioni di tiradores o peaeteros (1), e di ano 
squadivne di carabinieri. 

Alcuni baltaglioDÌ carlisti si raunarono a Eugui 
negli' ultimi giorni di marzo. Il 2 aprile, il generale 
Bernelle portossi a. Zabiri per osservare il nemico coi 
battaglioni 2.° 3.'^ e 4." della Legione. Il cattivo tem- 
po contrariò probabilmente i progetti dei Carlisti. Hi- 



(1) Cosi cbiamati perdiè ricevevaDo di paga un quiato di 
colonnato [duro) al giorno, ossia una peseta (un papetto). Questi 
e simili corpi (Chapelgorris) per la loro indisciplina ed esalta- 
zione politica distrussero coi loro velenoso contatto (niella seve* 
ra disciplina ed ubbidienza passiva cfae avevano fin qui caralte- 
mzato l'esercito spagnuolo. 

( Hoia iel Trodutiore ) 



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33S 

loroaroBO essi nelU valle d'Uluoia, e le nostre ^p- 
pe ripresero, il 4, i rispeUivi alloggjamenli. 

Uni gueriUa, comandata da un tale Lassaesaa, e- 
rasi stabilita a Esain , Tillag^o assai prosaimo ai no- 
stri accantonamenti. Veniva essa quotidianamente a 
molestare i nostri avamposti; eccitava e favoriva la 
diserzione che facevasì frequente nei battaglioni della 
Legione. Un volteggiatore nomato ^Simooetti (1), dopo 
aver confidato ì suoi progetti al proprio capitano, pas- 
sò alle fila del nemico; rimase vari giorni in Esain 
per riconoscerne tutte le uscite con molta cara , poscia 
ritornò alla Legione. Nella notte del 6 al? aprile, quel- 
la che seguì il suo ritorno, Simonetti servi di guida 
a un distaccamento che circondò Esaio : ne era stato 
afiidato il comando al capitano Gault, oggi capo di 
battaglione al Z.° leggero. Questo colpo di mano non 
riesci che in parte, poiché i suoi risultati si limitaro- 
no alla presa di un uffiziale, d'un sergente e di Ire sol- 
dati ; un disertore della L^tone rimase ucciso nelle 
strade del villaggio. L' uffiziale chiamavasi Giulio Gar- 
nier; era di Nimes: la sua qualità di francese gli sal- 
vò la vita. 11 generale Bernelle profittò di tale circo- 
stanza per proporre ai capi carlisli di trattare in av- 
venire i prigionieri della Legione come quelli dell'ar- 
mata della regina di cui essa faceva parte. Le leggi 
dell' umanità e della civilizzazione furono ancora que-' 
sta volta respinte dal nemico, poiché le proposte del 
generale Bernelle non vennero accettate. Giulio Garnier, 
dopo aver protestato pììi volte della sua riconoscenza 
per il generale, ne' più caldi e vivi termini, aveva di- 
chiarato di non voler più servire nei ranghi de' carli- 



(1) Nato in Corsica. 

(Nota del Traduttore) 



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S33 
sii; anzi pregò Io stesso generale di àmmetlerlo nei 
nostri. Rinchiuso nel convento di San Fedro, occopato 
dal depMito della Legione, e dove godeva sulla paro- 
la di una certa liberlk, Giulio Garnier pervenne ad e- 
vadersi, e la Legione Io contò, nnovamenle nel nume- 
ro de' suoi accaniti nemici. In segnila del colpo dì 
mano' di Esain, il capitano Gault fu decorato dal ge- 
nerale Bernelle della croce di San Ferdinando di 1.^ 
classe : il volteggiatore Simonettì, decoralo della croce 
d'Isabella II, fa inoltre nominato sargente de' volteg- 
giatori (D). 

1 lavori di difesa della linea erano pressocchè 0- 
nìti, e già i diversi villaggi trovaransi in islalo di 
resistere ad un serio attacco. Il generale Bernelle ri- 
solse di completare il sistema delle forliiìcazioni, me- 
diante lo stabilimento di due posti avanzati sulle al- 
ture, l'uno fra Zuriain e Larasoagna, l'altro al diso- 
pra di quest'ultimo villaggio. La chiesa di Gondulain 
adempiva perfettamente il primo scopo : 'due compagnie 
spagnuole del genio, protette dal 5° battaglione della 
Legione , .la fortificarono in alcuni giorni. Questo po- 
sto dominava un burrone nel quale il nemico erasi 
soventi volte imboscato per sorprendere i distaccamen- 
ti ohe comunicavano fra Pamplona ed i cantonamen- 
ti ; venne armalo di fucili da rampa ro ; una compa- 
gnia vi tenne guarnigione. Sulle alUire di Larasoagna, 
non lungi dal casale abbandonato di Tirapegtfi, a metà 
del versante , ergevansi quattro muraglie di ottima co- 
struzione. Il generale Bernelle vi stabili l'avanzala di 
Larasoagna , in un blockhaus eh' egli, fece costruire 
sopra quelle ruine; fu terminato il 30 .aprile, senza 
che ì lavori ne fossero stati seriamente inquietati. 1( 
generale diede I' ordine di tagliare dei cespugli e di 
abbattere degli abeti che favorivano ravvicinamento e 



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334 
r imboscala del nemico fra la cima e Tirapegui. Ciò 
veoue eseguilo- nelle giornale dei 24 e 25 aprile, du- 
rante le quali, i bersaglieri nemici furono contennli 
dalla compagnia di volleggialori del capitano Roux. 

Il 26, verso mezzogiorno, il fuoco di moscbelte- 
ria era pia vivace dei precedenti giornL Tre compa- 
gnie furono imboscate a destra e a sinistra del Mo- 
ekfi(\u8, coir ordine formale di rimafiere sulla difen- 
siva; ma lasciandosi trasportare dal loro ardore, esse 
s'impegnarono contro delle forze molto superiori; Il 
generale Berneile, riconoscendo la necessità di soste- 
nerle , recossi sulle alture per giudicare co' propri oc- 
chi di ciò che accadeva. Esso ignorava ancora Ìl re- 
cente arrivo À'y parecchi battaglioni nemici nell' Ulza- 
ma. II generale tosto si persuase che avrebbe da far 
testa ad un forte e serio attacco, 's chiamò da Lara- 
soagna tulle je truppe di cui poteva disporre , senza 
comproniellere la sicurezza del suo quartiere genera- 
le. 1 Cartisti misero immediatamente in linea tre dei 
loro battaglioni. 11 generale riuscì a contenerli -colle 
compagnie che trovavansi sulle alture fio d^l mattino, 
sino all'arrivo del restante dei battaglioni 3." e 4." 
della Legione, comandati dai Signori Dumesgnil e Per' 
rary , rinforzo che non faceva ammontare a 1000 uo- 
mini le truppe che aveva fra le mani. Una compagnia 
spagnuola del genio e quattro obici da montagna sa- 
lirono pure a TirapcguJ. Il nemico, vigorosamente at- 
taccato alla baionetta , venne ricacciato sulla vetta, fino 
all'orlo del bosco di abeti, nel quale teneva le sue ri- 
serve io massa , e che tostamente fu solcato di gra- 
nate in tulli i sensi. La fermezza de'nostri soldati ven- 
ne bentosto messa alla pròva. I Carlisli , rafforzati da 
due battaglioni accorsi da Erice.e da Esain, lanciaron- 
9Ì valorosamente per tre volte sulla lìnea del geaera- 



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335 
le BerneHei e per tre volte più valorosàtmente venne- 
ro ributtali Si combattè corpo a corpo ; ' liravansi le 
fncilaie alla bocca. Il tenente Ferrandy (1), circondato 
da' nemici , perì gloriosamente coli' armi in pugno. Noi 
proveremo V accanimento col quale &Ì azzufTarono am- 
be le parti, dicendo che il generale fieroelle, viva- 
mente incalzato, dovette personalmente combattere per 
trarsi d'impaccio e cbe sopra 60 zappatori della Legio- 
ne i quali, di spontaneo movimento, gli fecero un ri- 
paro de'Ioro corpi , 22 rimasero sul eaitapo di balta- 
glia , uccisi e gravemente feriti. La nostra artiglieria 
fece prodigi sotto il comando del tenente Rousset. La 
compagnia spagnuola del genio, imboscala sulla sini- 
stra dei Garlistì, lor cagionò molto male. Il nemico di 
nuovo ritirossi sulla sommità, dopo lai successive cà- 
riche, e la Legione conservò le posizioni che aveva 
prese. Il generale aspettava la fine del giorno per rien- 
trare in Larasoagna ; egli non dissimulavasi le diffi- 
coltà dì una ritirala dinnanzi a forze sì considerevoli. 
Per effettuarla, dispose le sue truppe in iscaglioni; il 
4.* battaglione ricevette 1' ordine di stabilirsi e rima- 
nere in posizione , mentre che il 3.* riliravasi combat- 
tendo. La ritirata del 3.* fu brillantissima; ma il '4/ 
invece di far fronte, segui il movimento retrogrado 
COD troppa precipitazione e compromise un istante Ìl 
successo della giornata. Il nemico tentò un ultimo sfor- 
zo sopra tutta la linea del generale Bernelle. Le trup- 
pe fecero volta faccia ed aprirono un fuoco terribile 
sui primi battaglioni nemici, decimati dalla mitraglia. 



(1) Nato ìd Corsica, benché ne sia stato afiraadouto ì\ 
cognomo. 

( Nota del Traduttore ) 
23 



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356 
Un rilorno offensiTO de) 3.' batlagliooe (1) della Le- 
gione, terminò il combaUimento. L'arrivo del 2." par- 
tito da Urdaniz, sotto il comando del capitano Ueyer, 
aveva allentato l'ardore del nemico , e d' altronde av- 
vicinavasi la notte. 1 €arlÌ8ti non rimasero sulla vetta 
che il tempo necessario per rialzare i loro feriti e sot- 
terrare'gli estinti, e nella notte ritornarono ne' loro 
accanlonameoti dell' Ulzama. Il generale Bernelle fu di 
ritorno a Larasoagna alle sette della sera., dopo ave- 
re curato la sicurezza del suo quartier generale eoa 
grandi guardie, e mediante riserve propte a portarsi 
sui punti minacciati. 

Tali sono le_ particolarità del combattimento di 
Tirapegui, uno dei più gloriosi della campagna, per- 
ciocché constatò la superiorità delle nostre truppe so- 
pra quelle dì don Carlo. Due fra' suoi piti rinomati 
generali , Garcia e Tarragual , eransi impegnati di ta-. 
gtìare la linea impadronendosi di Larasoagna. Vennero 
ad attaccarla alla testa di otto battaglioni di Navarra, 
formanti un effettivo ^di 9000 uomini circa, i due ter- 
zi de' quali presero parte' all' azione. La Legione ' Stra- 
niera dovette adunque lottare per sei ore consecutive, 
e spesse volte all' arma bianca, contro delle forze quin- 
tuple, le quali dovettero ritirarsi, dopo aver compiu- 
tamente fallito nella loro impresa. 

Il viceré di Navarra non sì mosse dalle vicinanze 



(1) Dietro il nuovo riparto, il 5.* batlagliooe era toccato al- 
l' intrepido Ferrary ; il valore di quest' utlìciale superiore e t^ 
sue ben calcolate mosse salvarono il quartier generale da un disa- 
stro: il 5.° da questo giorno venne soprannominato dai militari il 
ballaglione di Ferro. Tutto il prestigio cbe aveva prima il 6." l'ac- 
quistò il 5'°. Prova evidente di ciò che vale un comandante. 
( Nola del TraduÙore ) 



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53T 
di Pamplona per tutta la dorata del combattimento. 
La sera ioViò uà suo aiutante di campo per chiedere 
delle BOtizìe'sopra racoaduto. Appena Gbb' egli rice- 
voto il rapporto del generale Bernelle , risposegH , in 
data delli 27 aprile,- la seguente lettera: «Gli è con 
estrema gioia, generale, cbe vi felicito sul modo col 
quale avete adempiuto la vostra missione. Vi ^iel& mo- 
strato affatto degno dell'alta riputazione cbe avete sa- 
puto acquistare, e l'avete conservata con tanta gloria 
per voi quanto per le brave truppe francesi e spa- 
gnuole alla cui testa avete fatto sentire al nemico che, 
s'egli era cinque volte superiore di numero, era pure 
inferiore io bravura, intelligenza e decisione. Ho dì 
già scrìtto per dare conoscenza a S. E. il generale in 
capo della gradita notizia di questo combattimento , 
trasmettendogli 1' originale del vostro primo rapporto, 
e attestandogli la mia soddisfazióne di vedere codesta 
linea e le vallate pronunciate sotto la sorveglianza di 
un capo cosi degoo e difese da soldati cosi brevi co- 
me quelli solto ì vostri ordini. In aspettativa che S. E. 
il generale in capo, avendo avuto cognizione di' que- 
sto brillante fatto d'arme, possa, in nome di S. II., 
ringraziare vostra signoria non che gli uffìziali, sot- 
l' uffìziali e soldati che hanno avuto la sorte di pren- 
der parte ad un si glorioso combattimento, mi affret- 
to, rappresentante di S. E., di testimoniarvi tutta la 
mia riconoscenza , volendo almeno dare questa giusta 
ricompensa al merito de' suddetti bravi ed intrepidi 

militari. Dio vi guardi ecc. ecc Ramon de Meer. » 

Disgraziatamente dobbiamo far osservare una grandis- 
sima contraddizione fra i termini delia suddesorilla 
lettera, sì lusinghieri per la Legione e per il suo ca- 
po, e la condotta del barone de Meer in questa glorio- 
sa giornata del 26 aprile, il viceré era slato informato 



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338 
i) giorno precedente, della prèseazii dd D«niieo M- 
r Ulzama e de' suoi progetti contro Larasoagn«. Egli 
usci da Pamplona la mattina delli 26 colla sai divi- 
sione, ma per fermarsi sotto il éannone di codesta 
piazza a Villaba e a ZabaMica. I risnltati della sua 
cooperazione sarebbero slati importantissimi, s'egli si 
fosse dìrellamente portato ncll' Utzama , prendendo io 
tal guisa il nemico a rovescio. D'altra parte, il viceré, 
non doveva esso in ogni circostanza dirigere un rin^ 
forzo aopra Larasoagna , abbastanza prossima a Pam- 
plOna, perchè tutti i colpi di cannone, «parati a Ti- 
rapegtii', possanvi essere contali? Un simile obblio di 
tulli i doveri militari fa sevéramenle apprezzato (1). 
Ci rammenta la condotta di Miranda in Angues e quel- 
la del medesimo viceré di Navarra , il 24 di marzo. 
Ad onta di ciò il barone di Meer godeva, giustamente, 
di un'onorevole riputazione nell' esercito spagnuolo. È 
d'uopo adunque attribuire ad un ^ntimenlo di umi- 
liazione e d' amor proprio la sua condotta verso la Le- 



(1) • Io conosco abbastanza la posizione in cui vi siete bat- 

• tuli per sapere che la guamigioDe di Pamplona poteva essere 

• in on'ora dietro di voi per appoggiarvi, od alle spalle dei Car- 

> listi, e la d^olezza o l'egoismo del viceré mi sono talmente 

> eridenti che tosto ne scrivo al generale Cordova. H generale 
I Alava pure lo saprà 

(Estratto d' una lèttera del generale di divisione Harispe 
al generale Bemelle, in data 30 aprile 1856 ). 



S tenente generale Harispe è stato inalzato alla dignità di 
Harescidlo dal prindpe Luigi Napulefthe presidente della repub- 
blica fitincese, il 12 dicembre 1851. 

( Nota del TraduUon ) 



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■ 559 
gione ed il auo capo, ìd molle circostanze, in cui l'in- 
teresse del servizio della regina avrebbe dovuto pre- 
valere sui privati intercBsi. Le relazioni fra il viceré 
di Navarra ed il capo della divisione ausiliare france- 
se s' inasprirono tosto a un tal segno , che il generale 
io capo chiese il rimpiazzo del barone de Meer me- 
diante il tenente generale d'Espeleta, distìnto militare, 
di un carattere rispettabile e conciliante. *lo deploro, 
scriveva Cordova al generale Bernelie, che non abbia- 
te potuto intendervi col barone de Meer ; perchè, sen- 
za entrare nella sostanza delle vostre differenze, egli 
è un bravo di onorevole carattere, molto stimato da 
Ijitto l'esercito: Il fatto è che si è' creduto offeso da 
me del comando che vi ho dato , e tutto ciò ci ha 
eondolto ad an' estrema oecessilà che deploro. > Que- 
st' ultima frase non deve bastare,, per ispiegare la coa- 
dotta del barone de Heer? 

Il generale Bernelie era stato leggermente ferito- 
Ricevette pochi giorni dopo il combattimento delh 26 
aprile uno splendido attestato dello soddisfacimento 
della regina reggente. Maria Cristina , di sbo moto 
spontaneo , gli accordò il gran cordone dell' ordine 
d' babella-la-Cattolica. 11 generale aveva egualmente 
diritto a un' altra ricompensa, e dopo avere adempiute 
tutte le formalità prescritte dagli statuti dell' ordine e 
le ordinanze, ebbe diritto di portare le insegne di ca- 
valiere dell' ordine di San Ferdinando di 4/ classe. 
Il generale Bernelie citò, siccome essendosi partico- 
larmente distinti sotto i suoi occhi , nella giornata 
delli M aprile, i signori Horain, tenente-colonnello, 
capo di stalo maggiore, e Patrìzio de la Escogsura, 
-sotto-eapo, i quali, mcQtre combattevano ambidue nei 
posti più pertcolosì , secondavano il generate colie loro 
intelligenti disposizioni; Emilio Bernelie, tcnente-uffi- 



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340 
chile d' ordioBBza , che ebbe un caralto ucciso sotto ; 
doQ Gabriele Lauz de la Burnago , lenente , «jornandm- 
te la compagnia gpagnuola del genio ; Romero capita* 
no, e Roussel tenente dell' arliglierta: quesl' altimo, 
ferito nel destro braccio, fece prova, del paro che il 
sotto-tenente Retlk (1), di un coraggio e di una devo- 
zione che mai si smentirono; Ferrary, capo del S.** 
battaglione, che diede una nuora prova del suo im- 
pareggiabile valore caricando e" rovesciando per tre 
volte dell^ forze nemiche molto superiori (2) ; Bran- 
ddy, capitano aiutante maggiore del 4." baltaglione; 
Uenzé , chirurgo aiutante maggiore ; iGaucz , Sellando , 
capitani, decorali sul campo di.battaglia dell' ordine 
di San Ferdinando di 1.^ classe; Lapoter e D'Aceto, 
capitani , gravemente feriti alla tesia deile loro com- 
pagnie in un movimento offensivo;' Pierreski e Mon- 
gin, lenenti decorali sul campo di battaglia dell'ardine 
di San Ferdinando , come pure il solto-tenente Bùskie- 
wìcz, gravemente ferito; Wirbinski, Juaseau, Coppée e 
Gottehalk, tenenti, promossi al grado di capitani; 
Boussard, Abaytua, Vermeil, Lemonnier, sotto-tenenti 
nominati tenenti; Destez, Betta, Bellini (5), Beyder- 



(1) Questo bravo uIBzìale aveva appartenuto all' armata au- 
strìaca. 

( Sata del TTadtUtore ) ' 

(2) Ferrary ricevette una leggiera ferita ed efabe Ìl proprio 
cavallo, che chiamava Montagnard, ferito da più colpi di baio- 
netta e da un colpo di fuoco. 

( Nota del Traduttori } 
(3] Il sargente BeOitti (di Firanze) da poco tempo nc& 
Legione , seppe per. Ìl suo ialrepido valore guadagnarsi le spalU- 
ee sul campo di battaglia. Gli è da deplorare che non segiutasae 
Jungo tempo la militare carriera. 



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341 
lìodien , Bravard , Courvoisier soli' nffiziali , promossi 
sotto-tenenti. Vari altri sott' uffizìali e soldati rìcere'- 
rono la decorazione d' Isabella IL* 

Abbiamo già detto che la mancanza assoluta di 
caralleria e d'artiglieria nei primi combattimenti soste- 
nuti -dalla Legione contro i Carlisti , aveva suggerito 
ài generale Bernelle la risoluzione di organizzare ui^ 
batteria di sei obici da montagna e tre squadroni di 
lancieri con degli elementi presi nel corpo. Si anno- 
veravano difatli nei ranghi della Legione eccellenti 
artiglieri, disertori delle armate Bavarese, Prussiana 
ed Austriaca, ed i Polacchi come pure i Belgi aveano 
quasi tutti servito nella cavalleria. Il .generale in capo 
aveva applaudito ai progetti del generale Bernelle, nel 
tempo medesimo però non gli taceva la mancanza di 
fondi nella cassa dell' esercito per tale organizzazione, 



Il sar^ote Catelli ( Piemontese ) ferito gniT«meQte , fu de- 
corato della croce d' Isabella 11.'. 

U sargente Latil ( Nizzardo ) Tenne pure promosso pel suo 
valore a sotto-tenente : egli era ud antico militare che aveva sem- 
pre servito la Francia, sotto l' Impero, la Kestaurazione ec. 

Fu decoralo della croce d' Isabella IL' il vecchio sargente 
Bellrami (detto Serlrflnd) Parmigiano, della compagnia d'Am- 
bulanza, pel coraggio dimostrato in raccogliere i feriti che sta- 
vano per cadere in mano del nemico. Ed ebbe pare onorevole 
meniione il soldato Colonia (Piemontese) della mmtovata com- 
paia. 

Oltre i aovraocitati Italiani %be onorarono sé e la loro pa- 
tria^ io citerò il sargente Baroni Cesare ( di Bologna ) il quale 
8d>l>ene ferito in una coscia da un colpo di fuoco , per cui avreb- 
be potuto lasciare il comballimento, rimase pur tuttavia fenno al 
suo posto còlla sua compagnia. Questo giovine dotato di ottime 
qualità avrebbe fotto una bdla carriera , se al termine del suo 
ingaggio non' avesse preso il congedo nello stesso anno 1836: 
( Nota del TradìMore ) 



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343 
come per tant' iitìe utili creazioni (E). Il capo della 
iegione aveva preveduto gli ostacoli «he nascerebbero 
dalfó penuria del tesoro spagnuolo; ma oondimeno si 
mise all' opera nel mese di febbraio , forte dell' ap- 
provazione del generale in capo e contando suU' efB- 
caee concorso dell' ambasciadore di Spagna a Parigi. 
Il generale Alava lo secondò efTeUivafiaentO' colla sua 
influenza , co' suoi alti e con tutti i mezxi , più positi- 
vi ancora , di cui potè disporre. La batteria d' arti- 
glieria fu pronlanaente organizzata. Sei obici da mon- 
tagna del nuovo modello (1) provvisti di munizioni, 
vennero comprati in Francia dall' ambasciatore di Spa- 
gna al prezzo di 16,000 franchi. Un contratto, stipu- 
lalo con- nn inlraprenditore sjtagnuolo, assicurò il ser- 
vizio di trasporto sul dorso di muli. Il personale in 
serventi fu scelto fra ì più esperti degli anliQbi ean- 
nonieri della Legione. Il tenente Ronsset j ufficiale di 
molta capacità^ promosso al grado di capitano, ri- 
cevette il comando della batteria di cui il signor Bar* 
bier,"^ tenente dell' arma, veniente dalla Francia, fu 
nominato capitano in secondo. 

L' organizzazione degli squadroni di lancieri of- 
friva maggiori difficoltà,' giacché ogni cavaliere dove- 
va costare 750 franchi , ed il governo spagnuolo non 
poteva applicarvi il minimo credilo. Il generale Ber- 
nelle aveva dei panni ne' magazzini del corpo : faceva 
capitale sugli arsenali dello stato per fornirgli le ar- 
mi; ma faceva d' uopo del danaro per «omprare i ca- 
valli e r equipaggiamento. Egli procurossi.i primi fon- 
di mediante una sottoscrizione volontaria aperta nel- 



(1) Di bronzo del calSiro di 13, pesanU ciasdiedono 100 
chilogrammi, e della hiaghena di O", 9700. 

( Nola del TraduUon ) 



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343 

r armala , e di oni il generale ìd capo ebbe l' inizia- 
Uth. Quella produsse 81,900 fr. I militari detta Le-- 
gione TÌ concorsero per 55,000 franchi abbandonando 
quattro mesi di soldo arretrato e supplemento di sòldo 
di campagna. La regina reggente fece dono di un certo 
numero di cavalli, rftp presentante la somma di 35,000 
francbi. Più tardi,, il tenente generale Alava, tamba- 
sciatore di Spagna a Parigi , somministrò, in due vol- 
te, 190,000, francbi sai fondi cb' èrano stati messi a sua 
disposizione dal proprio governo, per il reclutamento 
della divisione aasilìare francese. Una volontà energica 
ed una abilità incontestabile presièdettero a quest' or- 
ganizzazione : essa camminò con tale rapidità , che 
neH' ultima quindicina di maggio, 250 lancieri mon- 
tati , equipaggiati , armati ed istruiti , erano pronti a 
misurarsi coti' inimico. Lo stato maggiore degli squa- 
droni reclutossi dapprima fra gli anticbi uftìziali di 
cavalleria, la maggior parte Polacchi, cbe già servi- 
vano netta Legione. L' emigrazione polacca ne somn^i- 
nistrò poscia il complemento e fra gli altri i due uf- 
fieiali superiori , i signori Kraiewski e Horain , fratello 
del capo di stato maggiore detta divisione. Il signor 
Kraiewslii uffìziato di gran distinzione , brillante ca- 
valiere, intrepido soldato, comandò più tardi i lan-- 
cieri polacchi della Legione col grado di tenente co- 
lonnello. Il generale Cordova accettò il titolo onorifico 
di colonnello generale dei lancieri [tolaccbi della Le- 
gione (F). 

L' organizzazione della batteria e qaeHa degli squa- 
droni di lancieri ebbero eccellenti risultati ; anzi su- 
perarono tutte le speranze che vi si collegavano. Non 
solo la cavalleria e 1' artiglieria, ognuna nella propria 
specialità , resero immensi servigi atta Legione sino 
alla sua estinzione, sopra tutti i campi di -battaglia. 



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su 

ma codesU dac eorpi le sopraTrissero , e per la loro 
erotea condotta ia molti eombattiaMnLi , sotto gli oc- 
chi del gmerale ia capo Espartero, a^oosero bril- 
lanti pagine -alla storia militare della divisione ausi- 
liare francese. Noodimeto 1* oi^DizvzioDe dei lan- 
cieri diventò io appresso 1' obbietto di vive criliebe. 
Vmne indirizzato al generale Beraelle il triplo rim- 
provero di avere assorbito , per tale ereazione , i fondi 
destinati al soldo, di > avere sconsideratamente dirai- 
DDÌto r effettivo dei battaglioni di fanteria , e final- 
mente di avere introdotto nella Legione degli nfiBzialì 
stranieri al corpo , a detrimento dell* avanzamento de- 
gli antichi. Risulla dai documenti che abbiamo avuto 
sott' oecbìo e di ana incontestabile aateoticità : 1." che 
il generale Bemelle non ispese che 212,000 franchi sai 
296,000 provenienti dalle sorgenti che abbiamo indi- 
calo e ebe i ^,000 franchi , complemmto della som- 
ma, furono dedicati al soldo della truppa; 3.' lorchè 
il generale Bemelle organizzò i due primi squadroni 
di lancieri , era io diritto di far capitale, siccome 
sì vedrà nel corso della nostra relazione, sopra ira 
reclutamento della Legione prossimo ed importante; 
3.* una nuora creazione legittimava pe,rfeltaro«nte l' in- 
corporazione nella Legione di alcuni ufficiali ; le sud- 
dette ammissioni , al tempo dell' organìzzazitme de^i 
squadroni siccome all' epoca del licenziamento dei cac- 
ciatori d' Isabella 11.* ; furono di mollo inferiori al Da- 
merò dei nuovi impieghi, di modo che 1' avanzamento 
invece di essere compromesso, giunse all' opposto a 
proporzioni insperate, in seguito delle creaiioni del 
generale Bemelle. 



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CAPITOLO VI. 



SOHIUBIO — iDidoDe dei Carlittl. — NiiotÌ cantomneotl ddli Legione wFh 
linea. — Spedizione dei CaHUU contro le Vallale di Roncai e d'Aeuoa.— 
Nuoti cantOBamenti delta Legione. — Casa-Eguia ^Jen sostiluito da Villaréal 
nel comando in caj>o dell'esercito cartista. --Cambiamenlo nel sl«leliia del-' 
le operaiIoDi carlisl«. — Plano di campagna di Viilaréal. — Situatlone del- 
l'ama la. costiluilonil e.— I Carllsti prendono l'ofleosi'Vii In Ma varrà.— Attac- 
cano Larasoagna, il 24 giugno, con dell' artiglieria. — Comballimenio di Zu- 
riaio questo medesimo giorno Tra il barone de Heer ed II generale Garda' 
— Il generate In capo Cordova marcia sopra Pamplona alla lesta delta divi- 
stone Rivero. —Successi del Carlisti all'estrema tiùstra della lifiea delle 
truppe CDStiluxionaU. — Partenza della spediiiooe cartista, governala da 
Gontes. — Disfatta del generale Tello. — li geiierale Cordova rinouzia prov- 
visoriamente all' occupazione del Bastan. — La divisione Rlvero ritoma 
a oiarcle sfonate In Alava. — Organiztazloae del corpo d' armata della 
tiinm^Uo corpo d'^eratioiu detta delira. Istruzioni date al generale 
Bemelle dal generale in capo. — La Legione è costituita nei canlonamentl 
della linea dalle truppe spagnuole. — 1 Carllsti attaccano con dell'artiglie- 
ria la borda d'Inigo presso Llnzoain. -^ Combattimento d«Hi 4 Inglla sulla 
■llnrediZabirL' 

Nulla accadde di rimarchevole suU» linea da Pamr 
plona alla frontiera di Francia, dalli 36. aprile alli 16 
maggio. I Carlistì, liiniiandosi a molesiare di tempo ìd 
tempo i fioslri avamposti, si mantennero in Navarra per 
lo spazio di venti giorni in^ una completa inazione. La 
partenza per San Sebastiano del 2.* leggero che teneva 
la destra della IÌQea, necessitò un cangiamento negli 
accantonamenti della divisionp. I battaglioni 1." e l" 
della Legione occuparono Zobiri ; il 3." e i," Larasoa- 
gna, quarlier generale, coli' artiglierìa ed il 1.* squa- 
drone dì lancieri : questa guaroigione distaccava una 
compagnia per la, guardia del ridotto e .della chiesa 



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346 
fortificata d' Urdaniz. Il S." battaglione occupò Laca- 
rela e Irroure ; il 6." col 2.* squadrone dei lancieri , 
Zuriain e Anchoriz. Due compagnie provvisorie, tolte 
dal' deposito, stabilironsi a Zabaldicca. 

I Carlisti meditavano da qualche tempo un colpo 
di mano contro le vallate che recentemente sì erano 
pronunziale in favore d' Isabella li. Il generale Bemd- 
le informato, Ìl 15, de' loro progetti , diresse qflcsto 
medesimo giorno sopra Osteriz il 5.* battaglione della 
Legione, ed il giorno seguente, egli portossi a Zubiri 
con tutte le truppe disponibili della propria divisione. 
Le notizie , raccolte dal capo di stato maggiore Horain, 
non lasciavano alcun dubbio sull' agressione del ne- 
mico; ma da qual parte erasi egli diretto? Avea in- 
contrato della resistenza? Gli avvisi delle spie erano 
su tale oggetto molto contradditorii, ed il generale 
non riceveva nessuna risposta alle lettere' pressasti 
cbe aveva successivamente scritte a Leone Irìarte. Sep- 
pesl più tardi che il capo dei tiradorcs non potè 
trovare quel giorno, anco a prezzo d' oro, messaggeri 
per trasmettere i' suoi dispacci. II 17 sul far del gior- 
no, una colonna composta dei 1.°, ^', A.' e 5." bai- 
taglioni, di 80 lancieri e di 4 obici della Legione , uscì 
da Zubiri, nella direzione di Bnrguele. Giunto sulle al- 
ture di Linzoain alle sei antimeridiane, il geaenìe 
Bernelle vi apprese cbb il nemico, prevenuto nella not- 
te della concentrazione delle nostre truppe a Zubiri, ri' 
tiravasi frettolosamente sopra Eugui ; fu egaalmenle 
informato, che la colonna spedizionaria , governata dal 
brigadiere Zubiri, l' antico maestro dì scuola di Vi- 
scarret, componevasi dei battaglioni i.*, 5.', 7." e IO.* 
e delle guide di Navarra con 60 cavalieri , sommando 
un effettivo dì 3,900 uomini. Il generale Bernelle fece 
allora obbliqoare le truppe a sinistra, flfBne di porsi 



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3*7 
a eiTaliere salle altare, per atanversaifli H passo frft 
UnzoaiD e Viscarret. Ma i Carlisti, preveault del do- 
atro moTÌmeiito dai coiitadioi posti m vedetta sulle 
sònimits, caDgiarono bruscamente di direzione e pre- 
sero la strada del Bastan. Il generale Beroelte accele- 
rò la marcia della sua tolODoa .per raggiungerli. Arri- 
vammo effetltTamenie verso le otto sul loro fianco 
sinistro, ma troppo iardi, malgrado la diligenza nostra* 
tanto precipitosa era la loro ritirata : ì Carlisti sfilava- 
no allora in un burrone boscoso-, traversato da uuà 
corrente. d'acqua, ai piedi delle altare che aoi cpro- 
navamo. Il generale Bernelle lanciò il 1.** battaglione 
della Legione sulla loro retroguardia che tuttora .non 
aveva attraversato il ruscello, e ordinò all'artiglieria di 
tirare sulle masse; altri due battaglioni furono diretti 
sulla destra e sulla sinistra del nem.ico. Non ostanti, i 
Carlisti non provarouo che delle perdite insignjlìcanli, e, 
nella precipitazione e disordine della loro ritirata-, for 
licitavansì certamente di scampare da un così grave 
pericolo. Di fatti ,. il viceré di Navàrra era sortito da 
Pàmplona, il i6 colla propria divisione , per portarsi, 
per il vallone d' Erro , all'incontro della colonna spe< 
dizionaria. I Carlisti sapevanlo adunque alla loro per- 
secuzione e dovettero temere, il 17, di trovarsi attac- 
cali simultanea mente dalle truppe spagnuole e dalla 
Legione; ma il viceré non arrivò a Viscarret che due 
ore dopo il passaggio dei Carlisti. CU a)>iilaDli della 
vallata d'Aescoa eransi valorosamente difesi : si riuni- 
rono ai tiradores per seguire e tribolare il nemico nel- 
sua ritirata ; il danno che soffersero limitossi al sac- 
cheggio e aU'.incendio del villaggio di Garalda. La Le- 
gione passò la notte delli 17 nei villaggi dell'estrema 
destra della linea; it- quartiere generale a Burguete, 
coi battaglioni 1.* O 3.' ed il 1.' squadrone; il resto 



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348 
della colonna a Espinal. fi 18 , il quartier generale ddla 
divisione venne fiportato a' Larasoagna. La Legione, 
eccetto alcanc' mutazioni fra i battaglioni, conservò i 
medesimi accantonamenti sulla linea , dal 20 maggio 
' ar 30 giugno estendendosi perà sino a tinzoain e Vi- 
scarret occupati da un battaglione. 

Pino dal principio di giugno, il conte di Casa 
Egùta fir sostituito nel comando suprèmo dell' esercilo 
carlista da Brano de Villaréal che Zùmalacarregui con' 
Siderava siccome il suo più abile luogotenente. Il ca- 
rattere àrdente e ardilo del nuovo generale Ìd capo, 
il quale ih vari consigli di guerra, erasi apertamente 
pronun2Ìato in favore di spedizioni nell'iiiterno della 
Spagna, rendeva probabilissimo un completo cambia 
mento nel sistema delle operazioni carliste. Tale fu 
l'opinione cbe il generale Cordova, in allora a Madrid, 
si affrettò di manifestare al governo, e le sue previ- 
sioni prontamente si realizzarono. II piano di campa- 
gna di Villaréal conobbesi cEiiarissimamente verso la 
metà di giugno. Esso consisteva nel fare gravissimi sfor- 
zi sulle 6u€ estremità dell'immensa linea mediante, la 
quale le truppe costituzionali .bloccavano le quattro 
Provincie insorte, e che prendevasi dalla valle di .Vena, 
sino alli accantonamenti della Legione al di là da Pam- 
plona. Cinque o sei battaglioni ne' trinceramenti di 
Salinas ritiipetto a Vittoria, altri tre nella Solana per 
coprire Estella nonché le vallate della Sierra d'Andia, 
dovevano all'opposto tenersi sulla difensiva in faccia al 
centrt) della linea di blocco. L'indebolimento dell'e- 
sercito costituzionale favoreggiava singolarmente li pro- 
getti di Villaréal. In fatti, grandi rinforzi 'erano siali 
recentemente spediti nella Guipuzcoa al generale Evans; 
la brigata Narvaez, la migliore forse dell'esercito, era 
stata distaccata nell'Aragona, e dei corpiscelli aggner- 



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S49 

rilì averano dorato ritornare a Madrid, senz'essere 
ancora rimpiazzati. L'effettivo delle troppe coslituzio- 
nati Irovavasi adunque considerabilmenle diminaito, 
allorquando i Carlisli ripigliarono l'offensiva. 

Il 21 giugno le spie impiegate dallo stato maggio- 
re della divisione ausiliare francese, gli notificarono 
che i' inimico si rinforzava, in Navarra , dove effeltiva- 
meole quindici battaglioni troravansi. allora radunati 
neir Ulzama. Alcuni pezzi d' artiglieria di grosso cali- 
bro trascinati con grande slento ad Olague, annuncia- 
vano il vicino attacco di uno fra li posti forlifìcati 
della linea. Non ostante ciò, questi- avvisi trasmessi al 
viceré lo trovarono incredulo, ma gli erenimenti ben-' 
tosto li giustificarono. Il 23 giugno, verso le cinque 
pomeridiane, alcuni cavalieri carlisli comparvero' sul- 
le alture di Tirapegui e furono visti esaminare alten- 
tamentamente il terreno d' intorno aJ blokhatts. L'arti-, 
glierìa riunita ad Olagoe , condolta.di notte tèmpo suN. 
la cima, venne messa in batteria dietro un parapetto 
inalzato in fretta sur una posizione scelta il giorno 
precedente con molta intelligenza. All'alba del giorno, 
essa apri il suo fuoco sul blokfuzas e pervenne bento- 
sto ad incendiarne il tetto. Il posto era comandalo dal 
tenente Kutchowski. Quest' uf fìzialc vi si mantenne lun- 
go tempo con fermezza, ma si ritirò dintianzi alle fiam- 
me portando seco- i suoi feriti e dopo aver appiccato 
il fuoco alle munizioni di riserva. Due uomini erano 
rimasti uccisi dal cannone dell' inimico nel blokhaus 
medesimo. I Carlisti accorsero tosto per impadronirsi 
di tale importante posto ; ma Kulchowski , mediante 
una rigorosissima riscossa , nella quale si distinse il 
sottotenente Móginicki, ripigliò possesso del blokhaus 
cui ia parte superiore bruciava ancora. Il ridotto di 
Larasoagna trovavasì imboccato da un pezzo della bat- 



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350 
tenft carlista. A comandaate d«l qnarlìer generale lo 
fece disarmare e ordinò dì trasportare rarli^ierta a 
Lacarela dall'altro lato , dell' Arga. Simile operazione 
offriva grandi difìicotlà sotto il fuoco de' Nav«n«ai ; 
venne condotta eoa celerità ed intelligenza, e qaesta 
batteria improvvisata fece quanto prima lacere queltb 
del nemico., smontandogli un pezzo che con molto 
stento potè trasportare altrove. U fuoco della batteria 
carlista non durò che tre ore; sparò da iO& a 250 col- 
pi ; delle palle, e delle granate vennero a cadere in 
Larasoagna senza cagionare un grave danno. La casa 
abitata ordinariamente dal generale fiernelle, infermo 
a Pamplona da vari giorni, fu la più mal trattata, es- 
sendo stata attraversata da una granata. 

1 Carlisti, sapendo cbe la guarnigione di Larasoa- 
gna non componevasi che di due deboli battaglioni, e- 
ransì limitati a liisciarne tre o quattro sulle alture , 
per guardare la loro artiglieria. Persuasi che il viceré 
marcerebbe questa volta al loro incontro, scelsero per 
dar battaglia le alture di Zuriaìn , da dove essi comu- 
nicavano senza difficoltà col distaccamento lasciato da- 
vanti, a Larasoagna, coprendolo efficacemente; dieci bat- 
taglioni vi presero posizione sotto il comando del ge- 
niale Gapcia. Il barone de Meer era sortito da Pam- 
plona il ìi di buonissima ora , alla testa della pro- 
pria divisione. Egli dirìgèvasi sopra Larasoagna, quan- 
do incontrò il nemico a Zuriain. Jl combattimento durò 
nove ore e riesci accanitissimo, awegnacchè ambe le 
parti vi spiegarono un' eguale bravura. Le perdite dei 
Carlisti ascesero , dicesi , a SOO uomini uccisi o feriti ; 
quelle del barone de Meer a 18 uffiziali e 300 soldaU. 
Mei più forte dell' azione , il tenente colonnello Horain 
offerse al viceré di entrare in linea eoo tre batta^ioni 
della Legione. Esso erasi preparato a tale cooperazìone, 



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351 
ì cui risultati sarebbero stati importaatissìini , cooceo-. 
trsDdo prontamente tali forze a Larasoagaa, senza com- 
proniettere la sicurezza dei posti fortiScali. Ha il ba- 
rone de Meer credette dovere rionsare il concorso del- 
la Legione, e senza ricercare i sentimenti a' quali ce- 
dette probabilmente in tale circostanza , ci limiteremo 
a constatare ch'esso terminò la sua relazione ufflziale 
al generale in capo con qnesia frase: * Non debbo la- 
cere che il capo interino della Legione francese mi ha 
espresso il desiderio di concorrere all'azione co'suoi 
battaglioni.» Verso le cinque pomeridiane, i Carlisli 
si ritirarono dalle alture di Zuriain e di Larasoagna 
accennando a Burutain e ad Olague , dopo avere com- 
piutamente fallito nella loro impresa. 

il generale in capo Cordova era ritornato a Vit- 
toria verso la metà di giugno. Ritornò' egli da Madrid 
eoU'intenzione di soddisfare l'opinione pubblica occu- 
pando il Bastan. D'altra parte, i rinforzi che i Carli- 
sti aveano spedito in Navarra, chiamarono pure la sua 
attenzione sulla destra; la credeva minacciata , non so- 
lamente da quelle forze, ma eziandio dai tredici bat- 
taglioni che Villareal aveva riuniti sotto i snoi ordini 
diretti. Il generale supremo diresse adunque sopra Pam- 
plona, la divisione Rivero forte di dieci battaglioni. 
Esso lasciava Espartero in Alava con quattro brigate, 
e alla sua estrema sinistra, nella vallata di Mena, il 
generale Tello alla testa di 2S00 uomini. Il generale 
Cordova, giunto il .30 a Paraplona, vi ricevette dolo- 
rose notizie. Nel mentre che ì Carlisli portavapsi in 
forze sulla sua destra che attaccavano, il 24, a Lara- 
scagna e a Zuriain , una colonna di 3,000 uomini , co- 
mandala dal maresciallo di campo don Miguel Gomcz, 
precipitavasi inopinatamente nella valle di Mena , di- 
sperdeva la divisione Tello dopo un ostinalo combat- 
24 



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35i 
lìmento , e penetrava H^le Astarie , avanti che le trop- 
pe costituzionali fossero rinvenute dal loro stupore. 
L'attacco di Larasoagna ed il combattimento di Zuriain 
non aveano altro scopo, che di favorire la partenza 
di questa spedizione per la sinistrar della lioeff di bloc- 
co, attirando verso la destra il generale in capo delle 
truppe costituzionali di cui Vitlarcal aumentò eziandio 
gì' imbarazzi , assediando Pegnacerrada e Balmaseda. 
La divisione Rivero erasi fermata a Puetite-de-la-ReÌni. 
Il generale in capo, rimettendo all'autunno l'occupa- 
zione del Baslan , le ordinò di ritornare a marcie sfor- 
zale neir Alava, che Espartero aveva scoperto per met- 
tersi ad inseguire Gomez. ' . ' 

I tristi avvenimenti di cui or era abbiamo parla- 
to, rendevano urgentissimo il ritorno del generale su- 
premo a Vittoria. Alcune misure importanti Io riten- 
oero però a Pamplrma, e, fra le altre, il rimpiano 
del barone de Meer dal conte d' Bspelela nel viceregno 
dì Navarra, non che l'organizzazione del corpo d'ope- 
razioni della destra, alle quali volle presiedere esso 
medesimo. 11 cambiamento che sì bruscamente erasi 
operato nel Sistema delie operazioni carlisle, rendeva 
l'unità del comando delle forze attive in Nav'arra più 
che mai necessario. Il corpo d' operazioni si compose 
di dieeiotto battaglioni , di quattro squadrooi e di due 
batterie d'artiglieria, da cui bisognava sottrarre le guar- 
nigioni di Pamplona e della linea, di maniera cbe le 
forze attive e mobili non ol tra passavano quattordici 
battaglioni (1). La divisione di cavalleria della Rivera, 



{1} Legiooe Straniera, 6 battaglioni; 3.* reggimeoto della 
guardia reale, 2 battaglioni; 17.* di linea, reggimento di Boi^ 
bone, 2 battaglioni; 7.° di linea, reggimento d'Afrìca, 2 b>tla- 
gtioni; 6.° leggiero 2.* balta|^Ìbni; reggimento provmciale ài-tb- 



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SS3 

comandata dal brigadiere' Miguel Iribarren, faceva a- 
gualmenle parte dell' esercito della destra, in certe pre- 
viste circostanze; giacché il servigio eh' era le affidato, 
richiedeva per il sao capo una grande indipendenza 
di movimenti. Le istruzioni lasciale al generale fier- 
nelle dal generale in capo erano precise. < Gli è ne- 
cessario , scriveva egli alla fine di giugno, che coi quat- 
tordici battaglioni che ho messo oggi sotto i vostri 
ordini, limitiafte per il momento le vostre cure, a pro- 
leggere la linea stabilita da Pamplona- sino alla Pran- 
eia. Collocherete una parte delle vostre ferze fra Pam- 
plona e Puente-de-la-Rcina , però in modo che le 6ud- 
dette truppe possano arrivare a tempo per difendere, 
sia le rive dell'Arga sino all'Ébro, che la linea di Zu- 
biri, subordinando i vostri movimenti all'auménto o 
alla diminuzione delle forze nemiche in Navarra , ed 
alle esigenze del momento. La vostra caralleria non 
potrebbe molto servirvi sulla linea; sarebbe utilmente' 
imipiegata in quel corpo intermediario che rileghereb- 
besi alla divisione di cavalleria, collocata nella pia- 
nura dell'Arga, per appoggiarla al bisogiio, perch'essa 
non ha che un s'olo battaglione di fanti : è comandata 
dal brigadiere Iribarren il quale conosce ed ha molte 
relazioni nel paese. Faccio conoscere codeste istruzio- 
ni al viceré la cui posizione centrale faciliterà le vo- 
stre operazioni mediante gli avvisi che dirigerà, tanto 
a vostra eccellenza, quanto al corpo sotto i vostri or- 
dini, allorché l'urgènza dei movimenti lo esigerà. Vo- 



laga, 1 battaglione; reggimento provinciale di BujalaDce, 1 bat- 
taglione. Tiradoret di don Leon Irìarte, 2 battaglioni; lancieri 
della Legione, 2 squadroni; 5.° dragoni, 1 squadrone; carabi- 
nieri a cavallo, 1 .«quadrone. 

Artiglieria : batterìa di sei obici della Xegione , batteria spa- 
gnaola di quattro pezzi. 



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354 
stra EccrilmKa può cdasiderare ciò che precede come 
la prima parte dello sue islruzioni, riserbandooii, per 
un nidmeDto più opportuno, di trasmettervi quelle che 
dovranno dirìgervi Bell'occupazione del Bastan, e nel- 
le altre operazioni ofTensive che le circostanze rende- 
ranno possibili, eco. ecc.» 

I battaglioni delln Legione furono rilevali sulla 
linea dalla divisione .Spagouola del corpo d'operazioai, 
comandala dal brigadiere conte dì Cleonard, colonnel- 
lo del 2." reggimento della guardia reale. Ne' primi 
giorni di luglio la Legione occupava ì villaggi delle 
vicinanze di Puente-de-la-ReÌna , osservandoun corpo 
cartista assai ragguardevole-, il quale' da Estella, mi- 
nacciava egualmente la lìnea di Larasoagna. e la rivera 
dì Navarra. La Legione erasi riaccostata a Pamplona 
nella giornata del 5 luglio, a. motivo delle istruzioni 
dello stato maggiore generale. 11 4, di buon mattino, il 
-brigadiere Cleonard prevenne il generale Bernelle.nel 
momento che questi montava a cavallo per condursi 
a Larasoagna-, che dei Carlisti , avendo preso posizio- 
ne nella notte sulle alture di Zubìri, avevano aperto 
il loro fuoco contro quest' accanlouamenlo. Il brigadie- 
re annunciava che portavasi sopr'a quella posizione, 
coi due battaglioni del suo reggimento, per meltcrst in ^ 
comunicazione colle altre truppe della propria divisio- 
ne, cantonale a LinzOain, Viscarret e Espinal. Il gene- 
rale Bernelle diresse immediatamente sopra Zubìri i 
cinque primi baUaglionì della Legione, lasciando il 
6." in osservazione a Berrio-Plano, sotto il cannone di 
Pamplona. La dimostrazione del nemieo contro Zubìri 
aveva per iscopo di dìssimalare, per qualche tempo, 
i suoi veri progetti. Forse sperava eziandio, mediante 
alcuni battaglioni vantaggiosamente postati, impedire 
ogni comunicazione fra le truppe mobili, e l'estrema 



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355 
destra della linea che attaccava. Il villa^io dì Linzoain, 
silaalo ai piedi di un conlraff'orte del Pireneo, aveva 
per avanzala, una stalla, o cascina fortificata cono- 
sciuta sotto il nome di borda Inigo, ed occupata qud 
giorno da una compagnia del 17.* di linea. Il nemico 
aveva risoluto d'impadronirsene; vi riesci mediante can- 
noni di grosso calibro, che piantò in itatteria nella notte 
sulle allure di Linzodin, ove considerevoli forze presero 
parimente posizione. La compagnia del 17.% dopo avere 
evacuato la borda, avendo tentato di aprirsi un passo al. 
l'arma bianca, fu avviluppala da ogni parie e falla pri- 
gione. 

Fin .dal mattino il brigadiere de' Cleonard soste- 
neva sulle alture di Zubiri un combaltimenlo seriis- 
simo conlro delle forze cai-liste doppie delle sue. Non 
aveva sotto i suoi- ordini che i due battaglioni del 
proprio reggimento , uno del 17,'* e quello -di Malaga. 
Noi potevamo, durante la nostra marcia, apprezzare 
l'importanza della lolla, per la moschetleria e dallo 
spesseggiare dei colpi di cannone che non cessavamo 
di sentire. Bentosto distinguemmo dei nuovi battaglio- 
ni carlisli, che si accostavano al luogo dell'azione, 
seguendo le alture d'Eugui e di Saigoz. Benché il ca- 
lore fosse insopportabile al segno dì asfissiare parec- 
chi uomini' (1), e ad onta delle fatiche di una preci- 
pitosa marcia, il generale Bernelle non fece che tra- 
versare Zubiri; ascese immediatamente il declivio, alla 
testa dei due primi battaglioni della Legione. I 3/, 
4.° e a.' ricevettero 1' ordine di arrestarsi in riserva a 



(1) Mentre stavamo ascendendo l'erta per portarci in linea, 
due militari della Legione caddero morti solTocati dal calore: 
moUissimi altri ' avevano dovuto fermarsi per la strada , non po- 
tendo più marciare. 

( Nota del Traduttore ) 



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356 
mela della china ; il 6.* aveva lascialo Berrio-Plano per 
raggiungerci. 

Quando il generale Bernelle giunse sul teatro del 
rombatlimento, le truppe spagnuole, dopo una lunga 
e brillante resistenza , stavano per mancare di muni- 
zioni. Accolsero esse con entusiasmo i nostri due bat- 
tagltoni. Il generale li lanciò al passo di carica sopra uà 
bosco molto fìUo ove il nemico combatteva col vantaggio 
della posizione. Questo bos^o, quantunque difeso con 
ostinato accanimento, fu preso alla baionetta; il ne- 
mico venne rincacciato sino ad un'altura, ove fermossì, 
prendendo delle disposizioni per resistere ad un se- 
condo assaltò. Il generale Bernelle, senza dargli tempo 
di riarsi, formò i battaglioni i.° e 2.* della Legione 
in colonne serrate sur nna medesima linea , e diede 
l'ordine al brigadiere de Cleonard di appoggiare il suo 
movimento. Fu un imponente spettacolo l'attacco di 
questa formidabile posizione. Le nostre truppe slancia- , 
ronsi al passo di carica, l'arma sulla spalla dritta, 
ed ebbero bentosto ragione de' battaglioni nemici, de- i 
cimati dalla mitraglia di otto obici. I Carlistl si riti- ' 

rarono per Eugui, abbandonando il campo di battaglia i 

zeppo di. morti , e lasciando in potere delle truppe co- 
stituzionali bagaglie e munizioni. Essi furono insegui' 
ti sino alla notte dalle truppe leggere , e dai tira4oTes 
di don Leon Irtarte usciti da Viscarret e da Espinal. 
Le relazioni de' prigionieri e dei disertori , portarono 
a. 600 uomini la cifra delle loro perdite io uccisi e 
feriti, mentre che quelle -del corpo d'operazioni non 
ascesero a 200 uomini. Un solo battaglione cartista 
perdette due ufficiali superiori e otto subalterni, e dal- 
la nostra parte , il lenente colonntìlo del 17." di linea \ 
rimase ucciso alla testa del suo reggimento. 

Il generale in capo irovavasi anche in Pamplona; I 



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«rriTÒ sulle alture:di' Zpbirì, per 'essere tfsiìinonìo di. 
.qncslo brillapte combattitneDio, Qel quale sei b^llaglio- 
^i del corpo di opf;rauaai .della Mavarra ; .sconfissero 
predici hallaglioni nenaicì. Il generale Beroelle fecQgli, 
.sul campo di Jjattaglia medesimo, V elogio dell' ammi- 
^bile coodolta del . conte di Cleooard. Questo briga- 
diere» impegnalo per varie ore conlre delle forze di 
mollo superiori, pervenne a resistere con vantaggio 
agli ostinali sforzi dell'inimico, per le sue buone di- 
sposizioni, pel sangue freddo, e particolarmente per 
la fiducia che seppe inspirare alle brave e valorose 
sue truppe. Il generale Bernelle dimandò e ottenne per 
lui il grado dì maresciallo di campo. La Legione per- 
delte una cimjuantina d' uomini in tale giornata. 11 
capitano aiutante maggiore Meyer (1), comandante in- 
terino del %* battaglione ed il lenente di volteggiatori 
Maze (oggi lenente nella gendarmeria mobile), furono 
decorati sul campo di battaglia dell'ordine di San Fer- 
dinando di 1.' classe. Siamo dispiacenti di non potere 
indicare nominativamente, per mancanza di dati con- 
venevoli, gli altri militari che meritarono e ottennero 
delle ricompense (2). 



(1) Svinerò di nauone, nato precisamente a Olten, oggi 
capo battaglione nella Duova L^iaae d'Africa. 

( Noia del Traduttore ) 

(2) Il foriere AtiUgo (di Genova) si distinse parlicolarniente 
e fu decorato della Croce d' Isabella II. 

11 conte Taf/ini iV., Piemontese, saliente Della Legione, 
ebbe un' onorevole menzione. 

Il caporale Duvemois N.. Savoiardo, ed i granatieri MiglùUi 
e Ferondo nonché il trombetta de' Volteggiatori Crusca, tutti Pie- 
montesi, diedero prova d'intrepidezza e di valore, venendo tutti 
menzionati nell'ordine del giorno. 

( Nola del Traduttore ) 



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Dopo il fatto d'armi detli i taglio, la Legione 
prese i suoi canlonanienti nei villaggi di Huarle, Vìl- 
lalba e Barlada , nei dintorni di Pamplona. Il neqiico 
non si era allontanalo; così il corpo d'operazioni fn 
sempre pronto a portarsi verso i punti minaeciiti e 
alcune false dimostrazioni lo condussero pia volte sulli 
linea di Larasoagna. 



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389 



SOHHiBIO — Il ilgnor de Senilhcs, capo squadrai» di lUlo madore, è do- 
■nioato coninisario del GoVenio fnncese al quartler gawrale dell'eMmto 
Spagnaolodel Nord. — Egli entra 1d Ispagn». — AUravena gli iccantona^ 
meati della Legione. — Sua relazione al governo sulla dlvislonp ausiliare 
francese. -^ Il reclatamenta della L^lone preoccupa da mollo tempo ti g^ 
nenie Bimelle. ~ Progetto d' iDoorporazIone di 3,000 reclaie ipagnool* 
nella divisione aiuiliare'franceie. — Suoi atti presso il Goi^do Spagimol« 
ed 11 mlniitro della guerra a [^rigi, — Risposta del generale Scbranun.— 
11 Governo Trancese si decide di dare esienslone alla cooperailone armala 
in Ispagna. — OiganlEiaiIODe di va nuovo corpo ^uaillirio di SiOOO nonlai 
a Pan. — Luterà del capo di auto maggiore della 90* dlvlsioiio niUiare.— 
Estratto della lettera del maresciallo HaisoD, diretta al generale Bemelle.— 
inflessioni sul tenore di lall comunlcazloai ufficiali. ~I1 generale Bernelle 
manifesta la sna prima risolaiione di rientrare In Francia. — Sue reclama- 
iloni incessanti ed infntttoose al generale In capo , al ministre rid- 
ia guerra Spagnuolo ed airambasciadore di S. H. C.' a Pari^, concemen* 
ti l'arrelralo del soldo ed il servigio delle sussistenze della divisione. — 
Indlllbrenza.ienon reale, almeno apparente, del goTemo francese sulla soMe 
della Legione. — Esposizione del generale Bamelle al goteroo francese. — 
Estratta della risposta del maresciallo Haison al gmerale Bemeil)). 



Il lenente generale Harispe area informalo il gè- 
aerale Bernelle, con dispaccio delli 9 maggio, del pros- 
simo ingresso in Ispagna del signor capo squadrone 
di stalo maggiore de Senilbes (oggi generale di bri- 
gala) nomato commissario dal governo francese al 
qoartier generale dell'esercito del Nord. Quest'uffiziale 
superiore varcò la frontiera il 15 a Valcarlos, e si 
fermd alcuni giorni a Larasoagoa presso il generale 
Bernelle. Appena giunto in Vìtloria , il signor de Se-' 
nilhes diedesi premura d' indirizzare at ministro della 
guerra a Parigi un rapporto sulla situazione della Le- 



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360 
gìone Straniera, di cui aveva aUraversato lallt gliac' 
can tonameli ti ed incontrato parecchi battaglioni in mo- 
vimento. Noi trascriviamo qui un eslrallo di quel rap- 
porto , 

> Signor' Maresciallo 

Ratlenuto due giorni in Pamplona, ho 

.profìtlalo dì tale soggiorno per riassumere le osserva- 
zioni che avevo potuto fare strada facendo e presen- 
tarle all' illuminata estimazione del signor generale Ber- 
nelle. Ho lungamente ragionato con essolui della situa- 
zione di questo paese, avuto riguardo particolarmente 
agi' interessi ed alle necessità del comando di cui tro- 
vasi incaricalo. La linea che occupa , da Valcarlos a 
Pamplona, è eslesissima, e, per conseguenza, le sue 
forze sono estremamente disseminate; ma i diversi pun- 
ti posti della predetta linea sono oggi generalmente 
coperti di trinceramenti che li mettono al sicuro da 
un colpo di mano. Ciò che solamerite evvi di dispia- 
cente si è che venga impiegata in tale servigio, che 
potrebbe essere fatto da truppe spagnuole , anche di 
nuova leva, un corpo come la Legione Straniera, che 
dovrebbesi, mi sembra, destinare di preferenza alle 
operazioni attive nelle quali l'assieme e l'unità sono 
il primo elemento e la prima condizione del saccesso. 
Lasciare il suddetto corpo estraneo alle combinazioni 
strategiche, per fargli guardare un terreno in cui la 
sua parte limitasi a respìngere delle sorprese od a sor- 
vegliare de' movimenti che non ponno avere i^)po^ 
tanza né risultato, ^i è neutralizzare le forze della 
sua organizzazione e privarsi volontieri di un app(^- 
gio di cui r attuale stato delle truppe spagniiole do- 
rrebbe far sentire vivamente tutto il pregio. Non i , 
in 'fatti, né il' coraggio, né il vigore, né l'entu- 
siasmo , né- eziandio una certa istruzione pratica , 



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361 

che manchino a queste olitine; ma bensì un' orgt- 

nizzazione forte e omogenea che dia 1' unità alla lo- 
ro azione, dopò arere lecondalo le virtù militari di 
cui si é bentosto in caso di riconoscere oh' elleno so- 
IM) individualmente provviste. Sotto tale a$petto, la 
Legione Straniera potrebbe a buon diritto servire loro 
d' esempio e di modello. Egli è impossibile di vedere 
un corpo di Una tenuta , di una disciplina più per- 
fetta, e di un insieni.e il più imponente: ho potuto 
fare questa osservazione appena sodo slato in mezzo 
de' suoi avamposti , e quelli fra' suoi battaglioni che 
ho trovati riuniti in seguito delti' movimenti che avea- 
no reso necessari le dimostrazioni de' Carlisti , non 
hanno fatto che confirmare e generalizzare le mie pri- 
me impressioni. Dopo un anno di marcia, di fatiche 
e di combattimenti, durante il quale i soldati hanno 
sempre dormito sulla nuda terra e non hanno una sol 
volta spogliato le loro veslimenta , puossi rimanere stu- 
pefatti eh' essi presentino il medesimo aspetto di uha 
truppa che sortisse da uu. quartiere dell' interno , un 
giorno di parata. Questo stupore prenderebbe quasi il 
carattere dell' ammirazione, se aello stesso tempo si 
avessero, sotto gli occhi, le. truppe spagnuole eolle 
quali la Legione: trovasi oggi iii contatto. Simile risul- 
telo è dovuto alli costanti ed abili sforzi del sig. ^- 
nerale Bcrnelle, il quale, da un lato, ha saputo im- 
padronirsi dello spirito del soldato e moralizzarne l' i- 
stiiito; e che , dall' altro , ha agito in modo acciò i 
suoi uomini noh soffrano che poco o affatto dell' ese- 
guita dei mezzi dì cui possano disporre le- autorità 
spagnuole. 11 precitato nfflziale generale , eolle deboli 
risorse che gli hanno procurate le soscrizioni del cor- 
po sotto i suoi -ordini e quelle ancor più minime degli 
stati maggiori dell'esercito di operazioni, ha creato , 



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363 
oi^DÌz2&tA, montato, armalo fid equipaggiato doe bei 
squadroni di lancieri, i quali, composti di vecchi ca- 
valieri , hanno digiè acquistato dell' insieme : uno di 
cotesti lancieri mi ha accompagnato al quartiere gene- 
rale , dov' è slato 1' oggetto della generale curiosila. In 
uà tale stato di cose, che permetterebbe alla Legioos 
di rendere segnalati servigi, egli è, come ho gìfa det- 
to , molto rinercscevole che la sua azione sia cìroo- 
scritta in cosi stretto cerchio. Non saprebbe» attribui- 
re a simile disposizione che due motivi : il primo a- 
vrebbfl per iscopo di affrettare e di facilitare il reclu- 
tamento del corpo; il secondo sì riferirebbe a future 
combinazioni , nelle quali le truppe che occupano It 
linea da Valcarlos a Pamplona , sufficientemente raf- 
forzate , sarebbero destinate a concorrere ad una gran- 
de operazione offensiva. Il sig. generale Bernetle non 
si lagna delle posizioni che gli sono state assegnale e 
non ne sembra in niun modo malcontento, lo non so 
spiegare la sua rassegnazione a queslO' riguardo che 
per r importanza eh' egli pone a reclutare il più pre- 
sto ed il più facilmente possibile. In verità è d' uopo 
dire che questo reclutamento è per liii di prima ne- 
cessità. La Legione, in seguito delle perdite che ha 
sofferto, sia per le malattie, sia per il fuoco del ne- 
mico, che per le liberazioni e le diserzioni, è ridotta 
oggi a 5,000 Uomini preienli sotto l' armi. Se da que- 
sto numero deduconsi gli uomini addetti al servigio 
dell' artiglieria e della cavalleria, si vedrà che i bat- 
taglioni non hanno un effettivo di più di 400 uomi- 
ni,- e che, le compagnie scelte essendo tenute al coni' 
pleto, quelle del eentro devono essere generalmente al 
disotto di 40 uomini. Non- è necessario di far osserva- 
re al sig. Maresciallo , cosi buon giudice in similema- 
teria , tutto ciò che v' ha di pregiudizievole in tale 



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963 

slato dì cose , non solamente per il bene del servigio , 
ma eziandìo per la conaervdzione della riputaxìobe mì- 
lilare sì gìustamenle ed- a si «ars prezzo acquistata 
dalla Legione, in un paese pariìcotaroiente io cui i 
battaglioni dì nazionali dei due eserciti belligeranti 
sono di 1,200 uomini. Con questi deboli mezzi, il si- 
gnor generale Bernelle, abbandonato e sé medesimo « 
non può imprendere cosa d' importante; mentre obe 
s' egli «Tesse 8 o 10,000 uomini sotto i suoi ordini, 
facendosi esplorare il terreno dai tiradores di Nararra 
che conoscono bene il paese e comportansi valorosa- 
mente davanti al nemico, sarebbe ben presto in istato 
di dar la mano al generale Evans a San Sebastiano , 
e di proleggere efBcacemente Io stabiliiiaeQto di una 
linea di comuoicazìone da questa città a Pamplona. 
Ora questa disposizione, seoza la quale il sistema 
così giudizioso del generale Cordova rimane incom- 
pleto e non può aver niun positivo risultato, mi sem- 
bra talmente urgente e indispensabile dal momento 
cbe ho potuto studiare sui luoghi il teatro della guer- 
ra , che non posso attribuire ad una mancanza asso- 
luta di risorse il ritardo cbe si è. messo a tentare la 
sua esecuzioQc, Un altro inconveniente non meno grave 
della debolezza numerica della Legione, e, in seguito, 
della spezie d' inazione nella quale essa è obbligata a 
contenersi, sì è 1' inquietudine che ne risulta nel pub- 
blico spagnnolo sulle vere disposizioni della Francia , 
e la reazione di eotesta inquietudine sulla medesima 
Legione....<. ». 

Il reclutamento della Legione Straniera cbe il sig. 
capo squadrone de Seoilhes segnalava con ragione, 
sotto il punto di vista politico , alla sollecitudine del 
governo francese , era una questione di eui il generale 
Bernelle si occupava nell' interesse della divisione au- 



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364 
Biliare francese, floo dal suo arrivo io Ispagna. Kel- 
I' ottobre 1833, al tempo della leva straordinaria dei 
100,000 uomini, il'geoBrale Bernelle offerse al governo 
spagnuolo di vestire , di armare e d* istruire ia tre 
mesi-, 2,000 reclute, colle risorse della Legione e quel- 
le provenienti dal licenziamento dei cacciatori d' Isa- 
bella IL Egli proponevasi di organizzarli a Tarragona 
a Jaca , in due battaglioni di fanti leggieri addetti 
alia Legione ausiliare francese, ed avrebbero fatto im- 
mediatamente il servigio di queste piazze di guerra 
che racchiudevano i depositi della Legione. La loro 
prima istruzione, diretta da uffiziali e seti' uffiziali 
del corpo , familiari colla lingua castigliana , sarebbesì 
compiuta pili tardi negli accantonamenti della divisio- 
ne. Cotesto progetto di. reclutamento era bene conce- 
pilo, di una facile esecuzione ^ e prometteva eccellenti 
risultali; nondimeno venne reietto. 

Abbiamo dello che il. generale , nel tempo del suo 
soggiorno a Lerida, aveva impegnato il' ministro della 
guèrra spàgnuolo a chiedere a] governo francese l' in- 
corporazione nella Legione al servigio di Spagna, di 
quegli slc&si uomini , disertori di tutte le armate con- 
tinentali che r alimentavano in Algeria. 11 generale 9Ì 
votso direttamente a Parigi nel medesimo intento , ed 
i suoi' passi vi riceverono favorevole accoglimento, 
giacché il generale Schramm, direttore del personale 
alla guerra, risposegli , in data dellì 12 ottobre: ■ Mi 
sono inleso col sig. del Valle acciò sia formato a Jaca 
a Barcellona un deposito del vostro corpo dove fa- 
remo raggiungere tutti gli uomini rimasti in dietro o 
agli spedali; coloro i quali fossero slati ammessi dopo 
la cessione della vostra Legione; finalmente tulli quel- 
li che, ingaggiati o bramosi di raggiungere, diman- 
dassero a passare per la Francia: Ho compreso che 



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365 
senza regolare reclalamento nòa potreste Tivere lan- 
gamenle, e tale riflessione ha fallo nascere una com- 
binazioiK che deve ricevere in questo montento il suo 
prineipiO di esecuzione, eoli' organizzazione di. uno o 
due battaglioni in Francia , cbe , piìi tardi, se la no- 
stra politica lo volesse, potremmo ancora cedere alla 
Spagna. Tengo io gran pregio, che sotto i vostri or- 
dini, la vostra Legione disimpegni una. parte degna 
della ripiìtaziODe che si è già falla. > 

.Varie considerazioni politiche suscitaroDO lungo 
tempo in Francia degli ostacoli al reclotameoto della 
Legione. Però , delle disposizioni favorevoli all' esten- 
sione della cooperazione armata in Ispagna, si mani- 
testarono al principio del 1836 nella politica del go- 
verno francese. Il sistema dei soccorsi indiretti, della 
cooperazione, aveva finito il suo tempo: esso non era 
riescilo, e la sua insufiicienza era perfettamente dimo- 
strata a tatti gli' spiriti. La Legione ausiliare inglese, 
quantunque ben sostenuta dai soldati di marina e dalle 
batterie della squadra di lord John Hay , non aveva 
potuto ebe momentaneamente molestare don Carlo nel- 
la Guipuscoa, ove ritrovavasi comecché bloccata din- 
torno a San Sebastiano. La Legione ausiliare francese 
erssi be^e battuta , non solamente con coraggio , ma 
eon successo fortunato. Malgrado ciò, le sue vittorie, 
inilnendo moralmente sui risollati della campagna, non 
aveano cambiata la rispettiva posizione delle due par- 
ti belligeranti. l8olata<, molto tempo senza cavalleria , 
mal secondata da certi capi spagnoli, essa aveva fatto 
tutto ciò che umanamente polevasi attendere da un 
corpo di truppe cosi debole. Senlìvasì tanto bene l' in- 
sufficenza di una cooperazione ristretta in tali limili, 
che si trattava, da qualche tempo, di darle an' esten- 
sione che ne avrebbe realmente cangiato il carattere. 



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866 
In fatti, il gabinetto francese aveva decito che I« Le- 
gione Straniera urebbe afforzata di 5,000 uomini di 
fanterie, 300 cavatli e dì ana batterìa da campo. Co- 
lesti rinforzi dovevano essere scelti fra i sott' affiliali 
fl i soldati dèli' armata francese, i quali, muniti di 
congedi illimitati, prenderebbero volontariamente l'im- 
pegnò di servire la regina Isabella II., sino alla fine 
e del loro tempo legale di servigio in Franoia. Gli nf- 
fiziali che volessero far parte del corpo ausiUarìo, la 
cui organizzazione do?eva avere luogo a Pan, conser- 
verebbero i loro gradi nell'esercito francese, ed i lo- 
ro diritti d' avanzamento. Verrebbero ammessi inoltre 
in questa nuova Legione i volontari nazionali non ap- 
partenenti all'armata, come pure gli stranieri, ma 
dopo un ingaggio che li manterrebbe nelle condizioni 
della disciplina imposta alle truppe francesi. 

Tali erano le misure che i gioraalì e corrispon- 
denze privale ci annunciavano , quando il generale Ber- 
nclle fu ufficialmente informato delle intenzioni del 
governo francese, mediante la seguente lettera del ca- 
po di Stato maggiore della divisione dei Pirenei occi- 
dentali: > Bajona, 30 luglio 1836. signor Colonnello, 
il signor tenente generale m' incarica d' informarvi 
che, a norma degli ordini del governo, esso si oc- 
cupa di formare a Pan un .corpo ausiliare di S a 6,000 
uomini il quale fra poco passerà al servigio ddla Spa- 
gna. Codesto corpo, composto del 1.° battaglione del- 
la Legione Straniera (1) e degli uomini di buona vo- 
lontà di ogni arma della divisione, sarà sotto il co- 



(1) La naOTa tbe stavau organiuando a Pau era comaDd'l^ 
dal tenente Colonnello BBdeati, o^gi generale di DiTÌsione, e mo" 
raentaueamento esiliato dalla Francia dal presidente Luigi Napo- 
leone. 

^;Vota del TnduUore) 



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567 
mando' di on capo indipendente ed amminislraodosi 
separatamenle datla Legione Straniera atlualmente in 
(spagna. Una parte delia suddetta truppa potrà non 
pertanto essere posta sotto i vostri ordini per le ope- 
razioni militari,' se il generale in capo lo giudica con- 
venientet Voi sarete ulteriormente informalo dell'epo- 
ca in cui i diversi battaglioni passeranno il «onfìne. 
Gli è probabilmente sopra Arneguy che saranno diret- 
ti partendo da Pau. Gradite ecc. ecc > 

Questa comunicazione ufficiale era di natura a offen- 
dere il generale Bernelle , benché la sua risoluzione dì 
rientrare in Francia, (osse già presa come or ora e- 
sporremo, ed esso non poteva accettare la posizione 
che quel dispaccio gli serbava in faccia alla nuova Le- 
gione. Che il corpo organizzato a Pau mediante le cu- 
re del sig. Josse, tenente colonnello del 48.° di linea, 
ufBziale superiore di molta distinzione, si amministras- 
se separatamente daJla Legione attualmente in Ispagna 
niente di meglio; il generale Bernelle medesimo lo de- 
desiderava , e la scelta del colonnello Josse che ave- 
Ta designato e chiesto al ministro, era di natura a 
satisfarlo sotto tutti i rapporti. Ma egli non poteva 
ammettere che il capo della nuova Legione fosse in- 
dipendente dalla sua autorità , se avesse continuato 
ad esercitarla, allorché un decreto della regina avealo 
nominalo comandante superiore di tatti i corpi ausi- 
liari francesi che entrerebbero al servizio dL' Isabella II. 
Come, d'altronde, conciliare if dispaccio del capo dì 
Stato maggiore della 20.* divisione militare coll'estrat- 
■ to seguente d' una lettera del maresciallo Maison mini- 
stro della guerra, al generale Bernelle: 

Ciò vi spieghi il perchè non sono state 

prese cosi prontamente come lo desideravate, delle 
misure per il reclutamento in Francia della Legione 

25 



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3fìS 
Straniera. Non oslante le principali difficoltà sono sta- 
le appianate, e voi dovete conoscere a quest'ora le 
disposizioni che sono- slate prese per accreicere di 4 

a 5000 «omini /■" effettivo di questa Legione * 

Non tratlavasi adunque, nello spirito ed anche nei ter 
mini del dispaccio del ministro, di far entrare in (spa- 
gna una nuova Legione indipendente da quella che vi 
si tpovara , ma bensì di accrescere l' effettivo della di- 
visione ausiliaria francese. Il dispaccio del capo di Sta- 
lo maggiore della 20^ divisione militare trovavasi adun- 
que in opposizione formale colle promesse del governo 
spagnuolo e la lettera del ministro francese. Perciò il ge- 
nerale Bernelle diedesi premura di scrireme al generale 
Harispe, per riserbare i suoi diritti o quelli del suosuc- 
cessore rispetto ai nuovi rinforzi venienti di Francia. 
Le voci die si erano effettivamente sparse da qual- 
che tempo negli accantonamenti della Legione sui pro- 
getti di ritiro del generale Bernelle erano purtroppo 
fondale; avvegnacchè^prima di essere staio ufScialmea- 
te informato del prossimo ingresso in Ispagna' dei cor- 
po ausiliario organizzato a Pau , egli aveva chiesto a) 
governo francese l'autorizzazione di ritornare in Fran- 
cia, e pregato Ìl generale in capo di trasmettere a Ma- 
drid la sua dimissione del servigio della regina Isa- 
bella II. La penuria nella quale il governo spagnaolo, 
il generale in capo e l' ambasciadore di S. M. C. » Pa- 
rigi, lasciavano la divisione ausiliare francese, faceva- 
no al generale in faccia de' suoi subordinati una fal- 
sa posizione, e creavangli come capo dì corpo una re- 
sponsabilità , che non poteva . risolversi a conservare 
lunga pezza di tempo. Malgrado la parsimonia che pre- 
siedeva alle prestazioni in danari e in natura appli- 
cate ai militari della Legione, se vengono paragonate 
a quelle della divisione inglese , 1' arretrato del soldo 



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369 
ere già considerevole ed il servìgio delle sussislenze non 
era più assicurato. 11 generale BerDelle era pervenuto 
a regolarizzarlo per qualche tempo , mediante conlratU 
stipulati direttamente con dei negozianti di Pamplona. 
Ma le tratte sul governo non essendo loro state pagate, 
anzi ritornate protestate da Madrid , essi cessarono le 
loro forniture , e tale servigio ricadde bentosto nel di- 
sordine e nel]' irregolarità anteriori. Le lagnanze e le 
continue reclamazioni che il generale Bernelle dirigge- 
ya al ministrò della guerra a Madrid ed al generale 
in capo al suo quartier-generale , rimanevano senza 
risultato, soventi volte anche senza risposte; ]' amba- 
sciatore di S. M. C a Parigi , il quale più volte era 
veniito in soccorso della Legione, rispose all'ultima 
richiesta del generale Bernelle con un formale rifiu- 
to (G). D' altra parte, I' indifferenza se non reale al- 
meno apparente del governo francese sulla sorte della 
Legione, aveva sparso ne' suoi ranghi l'inquietudine 
e lo scoraggiamento. Al tempo della cessione della Le- 
gione alla Spagna , era stato espressamente promesso 
che > gli utBziali e sottV uflìziali francesi regolarmente 
provvisti del loro grado nell' armata francese , essendo 
considerali in missione, conserverebbero i loro diritti, 
alle ricompense che assicuravangli i loro antichi ser- 
vigi e quelli che. renderebbero nella loro nuova posi- 
zione (1). > Ora pertanto, quale prova d' interesse, 
qual attestato di soddisfazione, il governo francese 
aveva dato alla Legione Straniera, dappoi che serviva 



(1) Estratto della lettera, io daU delli 2 luglio 185&, del 
maresciallo Maison, ministro della guerra, al teaente generale con- 
te d' Erlon, governatore generale delle poBBessiooi francesi del 
nord dell' i^lrica, e trasmessa da questo al colonnello Bernelle,, 
li 17 luglio 1835, 



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570 
6t «orAggiofiamenle la sua politica in Ispagea? Gli ap> 
parteneva , indubitatameate, di vegliare da Parigi, al- 
l' esistènza di un corpo che rappresentava in Ispagaa 
r esercito e la nazionalità francese, ed il menomo con- 
corso officiale presso il. governo spagnaolo, avrebbe 
senza fallo assicurato il servigio del soldo e dei viveri. 
Il mantenimento dal lato di don Carlo del famoso de- 
creto di Durango, in virtù del quale i prigionieri delta 
Legione erano spietatamente fucilati, qualche volta 
sulla medesima frontiera , sotto gli occhi degli agenti 
francesi , costituiva un attacco permaneoie alla dignità 
di una grande nazione , senza che il governo francese 
abbia richiamato il pretendente alle leggi dell' umanità 
e ai diritti saeri della civilizzaeione. Abbiamo già de- 
scritto i successivi passi fatti dal generale Bernelle 
presso dei capi carlisti per ottenerne, in favore della 
Legione, i benefìzi del trattato Elliot, relativamente al 
cambio de' prigionieri. Esso li rinnovò senza nftiglior 
successo , quando il comando in capo dell' armata car- 
lista passò nelle mani di don Bruno de Villar^al, al 
quale ognuno prestava degli elevali sentimenti , ed nn 
nuovo ordine del giorno conGrmò ai militari della Le- 
gione la barbarie de' loro nemici e la trista ma rigo- 
rosa necessità delle rappressaglie (1). 



(1) Online ilella divisione, delli 6 luglio 1836. ■ N. 186. 

* Il generale in capo aVendo ricevuto avviso dai capi delle 
bande nemiche cfae non sarebbe dato quartiere ai uiililarì delle 
L^ioni francese e incese che cadessero nelle loro Hisnì; ectfilto 
tuttavia ai feriti che fossero travati sul cBn)|K> di battagtia e ne- 
gli ospedali, il generale coinandaiite la divisione ausiliare fran- 
cese le ordina di usare rappresssglia verso l'esercito nemico, 
osservando come lui , il rispetto pei feriti sul campo di batUglu 



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37» 
In queste gravi circostanze , i( generale Bernelt« 
credette dovere esporre al ministro della gnerra , i 
motivi che Io determinavano a pensare che il governo 
francese non portava alla causa della Regina Isabella 
11/ un interesse cosi vivo come lo avrebbe potuto far 
presumere la cessione fatta nel ISSS della Legione 
Straniera al governo dpagnuolo. Noi ascrìveremo, 
senza commenti , il. seguente estratto della risposta 
del maresciallo Màisoji : < . . J . . Il poco fondamento 
delle vostre lagnanze ha relazione ìn generale all' ob- 
blio del fatto che domina tutte le questioni che avete 
adotle , io voglio parlare della cessione della Legione 
Straniera alla Spagna. La detta cessione è stata piena 
ed intera; ha collocato la Legione Straniera nella di- 
pendenza assoluta del governo spagnuolo e sottomesso 
i militari che la compongono, alle leggi ed al regime 
dell' armata nazionale. In questo stato di cose , egli è 
evidente che il governo francese non può in verun 
modo prendere l' Iniziativa, sia per accordare delle 
ricompense o degl' avanzamenti ai militari della Le- 
gione, che per fare assicurare il soldo ed il manteni- 
menlo del corpo. La slessa ragione lo ba impedito d' in- 
tervenire per far regolare a norma delle leggi della 
guerra , la sorte dei prigionieri che potessero cadere 



o negli ospedali, noDchè pei disertori che pasaassero nelle nostre 
file. Cos) ogDÌ prìgioniero carlista, fatto sul campo di battaglia, 
sarà iminediataniente passalo per le armi. ■ 



Firmato : G. BERNBLLG. 



■ Per copia conforme 
R capo di staio maggiore 



Firmato: HORAliS. . 

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372 

nelle mani delle bande del pretendente ■ 

II generale Bernelle, dopo simile dichiarazione, non 
poteva più esitare a rientrare in Francia , poiché si 
era da molto tempo creduto autorizzato, dalle pro- 
messe fatte e- dagl' impegni contralti in Algeri, pri- 
ma dell'imbarco della Legione, a mantenere netli 
divisione ausiliaria francese le illusioni e le speran- 
ze che questa risposta del ministro distruggeva' si 
acramente. 



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CAPITOLO Vili. 



'SOMMARIO. — Uttime operazioni del generale Bernelle.— Muove aU'iDcoDtro 
di Garcia che aveva varcato t' Arga a Ibero, ^— Rianione delle forze dispo- 
nibili del corpo d' operazìoDi a Oteiza. -- Dimoslrazloni contro Estella.-" 
Il nemico non accetl^il combaltimeato.— Incendio di alcune raccolte nella 
Solano. — 11 generale Bernelle avvicinasi a Pegnacerrada mìnact^ia dal 
grosso delle forze carlìste. ~ Vlllaréal sì porla rapidamente verso la destra 
4ella linea alla tMta di 16 battaglioni. — 11 generale Bernelle è Informato 
^e' suoi progetti. — Sue istrauosi al conte de Cleonard. — li corpo di ofte- 
raiioni si riavviclna a Pamplona. .- Glorioso combattimento d' Inlgo il i." 
agosto. — 1 due governi francese e spagnuolo autorizzano il generale a ri- 
tornare in Francia. ~ Suo addio a! éorpo d' operazioni e alla Legione, -t- 
Egli riceve, ptima della sua partenza da Pamplona e dopo il suo ritorno In 
Francia, delle testimonidàze di affezione e di riconoscenza dagli officiali del- 
ta divisione ausiliare francese. ~ É seguito oel suo ritiro dal cordo^io dei 
suoi luogotenènti e da quello della L^ìone. 

Li 12 luglio, il generale carlista Garcià (i) passò 
r Arga a Ibero, e s' internò nel Carascal con cinque 
battaglioni e 100 cavalli. Il generale Bernelle marciò , 
(ino dal mattino del 13, ad incontrarlo, alla lesta di 
3,000 uomini. Il nemicò , dopo aver messo a contri- 
buzione alcuni villaggi e tolto a forza nel Carascal al- 
ouni giovani atti a portare te armi, ripassò 1' Arga per 
rientrare ne' propri accantonaménti. Questo movimento 
non era che una diversione per attrarre (' attenzione 
del generale Bernelle e soprattutto quella del brigadìe- 



(1) Neil" esercito carlista eranvi due generali di tale cogno- 
me cioè Frandsco e Basilio Garda ambidue Nararresi. Quello di 
cni parla 1' A. era Frontùco Garm. 

( Nota del TraduUore ] 



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574 

re doD Miguel Irìbarren che copriva la Rivera dì Na- 
varra. In fatti, questo stesso giorno, quattro battaglio- 
ni e due squadroni carlisti governati dal brigadiere 
Basilio Garcia e dal canonico Batanero , partirono da 
Estella per passare 1' Ebro a Corolla. Le nostre truppe 
presero i loro cantonamenti nei villaggi fra Pamplona 
e Puente-de-la-Reina. 

Il generale in capo disponevasi ad attaccare il 
nemicO' nell' Alava. Esso invitò il generale Bernelle a 
simulare un serio movimento sopra Estella , per atti- 
rare da questo lato 1' attenzione e le forze dei Carli- 
sti , é gli ordinò di approfittare di tale operazione per 
incendiare le ricche messi di questa parte della Siria- 
na. Il brigadiere don Miguel Irìbarren ricevette per 
conseguenza 1' ordine di portarsi a Oteiza, ti 18, colla 
sua divisione , e di prendn^i posizione, il generale 
Bernelle vi giunse alcune ore dopo di lui , coi sei 
battaglioni, l'artiglieria, i lancieri della Legione , e 
due battaglioni del 6." leggero e del 17." di linea. La 
divisióne della Rivera accelerando il movimento , pre- 
venne i disegni del generale cartista Garcia , che ac- 
correva dal suo canto da Nendavia , con una divisio- 
ne, per impadrpnirsi delle posizioni d'Oleiia. U corpo 
d' operazioni passò la notte al bivacco intorno al sad- 
detto villaggio. Il nemico aveva i suoi posti avanzali 
poco distanti dai nostri; nondimeno la notte fu calma. 

Li 19, suir albeggiare, le truppe si misero in mo- 
vimento in tre colonoc. Quella di destra , composta 
dei tre primi battaglioni della Legione, comandati dal 
tenente-colonnello Cros d'Avenas, andò a coronare le 
allure di Santa Barbara; la colonna del centro coman- 
data dal colonnello don Leone Iriarte che aveva sotto 
i suoi ordini due battaglioni di Tiradores ed uno del 
6." lesero, marciò sopra Estella per la strada reale; 



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375 
^i ultimi tra battaglioni della Legione formavaDO la 
colonna di sinistra , comandata dal • lenente-colODnello 
Horain , si diresse sopra Horentin. La cavalleria mar- 
ciava in riserra con una parte dell' artiglierìa ; Oteiza 
rimaneva occupata dall' artiglieria della divisione della 
Rivera , il battaglione del 17.° ed il reggimento pro- 
vinciale d' Aviia. Lb forze carliste erano a un di pres- 
so eguali alle nostre. Componeransi dei 1.*, 2.', 3.', 
7.*, 9.*, IO.', 11.' e 12." battaglioni di Navarra, di 
Ire squadroni di lancieri , della compagnia sacra e di 
sei prazi d' artiglieria , sotto gli ordini del generale 
Garcia. ^ondiraeDO le nostre colonne non incontrarono 
veruna resistenza , eccetto al ponte di Morentin , ove 
il DOmicti resse per qualche tempo. Le truppe arriva- 
rono quasi simultaneamente nelle diverse posizioni , 
sulle quali ogni colonna aveva 1* ordine di fermarsi. 
Terminata la ricognizione, il generale Bernelle pre- 
scrisse la ritirata sopra Oteiza. Le nostre colonne l'ef- 
fettuarono per isoaglioni , in un ordine rimarchevole , 
respingendo con successo tutti gli attacchi dell' inimi- 
co, caricandolo eziandio quando diveniva troppo ar- 
dito. Il calore era eccessivo e parecchi uomini periro- 
no asiissiati. 

11 generale Bernelle fece sosta intorno ad Oteiza , 
e mantenne i Carlisti in distanza colla sua artiglieria. 
Sperava egli attirarli al di là di questo villaggio, sur 
un terreno favorevole alla sua cavalleria. A questo in- 
tento si limitò, a non oppor loro che la colonna di 
don Leone Iriarle, e mandò le altre truppe a pigliare 
posizione a due chilometri circa in addietro, conservan- 
do però la cavalleria in pronto fra mano. Appena eb- 
bimo evacuata Oteiza, l'inimico fecevi entrare due 
battaglioni i quali ingaggiarono un vivo fuoco col re- 
troguardo di don Leone Iriarle, ma senza compro- 



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376 
mettersi alla noslra insecuzione. ContìDuammo allora 
il nostro mOTÌmento sopra Larraga , ove il corpo d' o- 
peraziooi passò la notte. La Legione prese il giorno 
SQSseguente i suoi cantonamenti in Mendigorria, Paen- 
te-de-la-Rcina e Ovaoos ; vi soggiornò sino alla fìne del 
mese. Tutte le raccolte in piedi e quelle digià ammas- 
sate suir aie, che le truppe incontrarono, furono date 
alle fiamme. Tali misure, che la' stampa francese qua- 
lificò in appresso di barbare, erano legittimale dalle 
circostanze , e la responsabilità della loro esecuzione 
non poteva d'altronde colpire il generale Bernelle, 
poiché limilavasi esso a seguire gli ordini formali del 
generale in capo. Se la, distruzione delle raccolte noo 
fu più considerevole quel giorno , lo si deve attribuire 
in parte alla disubbidienza del governatore di Pam- 
plona, che privò il generale Bernelle del concorso di 
parecchi battaglioni (H). 

Il generale in capo carlisla tenendosi da.qualebé. 
tempo col grosso delle sue forze nelle vicinanze di 
Pegnacerrada , aveva attratto il corpo d' operazioni 
della Mavarra a Lerin , pronto ad entrare nuovamente 
nella Solana , affine di operare una diversione favore- 
vole alle truppe costituzionali cbe coprivano quella 
piazza. Villaréal meditava all' opposto un' importante 
operazione sull'estrema destra della lìnea fortificata, 
promettendo ai Navarresi , tanto maltrattati , sotto gU 
ordini di Garcia , nelle giornate delli 26 aprile, %i 
giugno e 4 luglio, di offrir loro bentosto 1' occasione 
di una clamorosa rivalsa. Egli minacciava inoltre te 
valli sollevate in favore della Regina , di metterle a 
fuoco e a sangue. 11 generale Bernelle venne bentosto 
in cognizione dei progetti di Villaréal; ma per impe- 
.gnarlo a persistere nelle sue risoluzioni, che forse pro- 
clamava con troppa iattanza, rimase sino alla fine dì 



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S77 

laglio, col «orpo d'operazioni, nelle vicinanze di 
PocDle-de-la-Reina. Il brigadiere de Cleonard comanda- 
va in quest' epoca la linea forlifìcata, e ricevette le 
istruzioni le più precise ; egli dovette costantemente 
rimanere in allarme, pronto a marciare con ciqqtie 
battaglioni. Allorché l' inimico si mostrasse sulle alta- 
re, le sue istruzioni prescrivevangli di contenerlo per 
alcune ore , poscia di cèdergli il terreno palmo a pai- 
mo. Il generale Bernelle proponerasi di non entrare 
in' linea , che quando i Carlisti si fossero impegnati 
nella valle d'Erro, ove dovea ritirarsi il brigadiere 
de Cleonard. Prendendoli allora a rovescio , méntre 
che don Leon Iriarte , partito da suoi cantonamenti 
di Viscarret e d' Espinai , li assalirebbe in fianco , il 
generale procuravasi un decisivo successo. Tali furono 
le sue disposizioni ; ot ora se ne apprezzerà la saviez- 
za, quando sì vedrà che poco mancò, eh' elleno non 
siano slate coronale del più completo saccesso. 

Viilaréat erasi accostato all' estrema' destra delia 
linea fortificata, nella giornata delli 30 laglio, sapen- 
do che un convoglio di danaro considerevole doveva' 
percorrerla il posdomani. Il generale Bernelle portò te 
sue truppe nelle vicinanze di Pamplona nella notte 
delli '31 laglio. Il I.' agosto sul far del giorno^, i Car- 
listi in numero di sedici battaglióni , quasi tutti na- 
y&rresi , andarono a prendere posizione , in due linee , 
sulle alture dì Linzoain. Aprirono essi immedialameo- 
te il fuoco di due pezzi di grosso calibro contro il 
ridotto d' Inigo , che innalzavasi sul luogo della fK>r- 
da, distrutta nella giornata delli 4 luglio. Ai primi 
colpi di cannone il brigadiere de Cleonard si condus- 
se co' suoi cinque battaglioni sulle altare di Zabiri , 
vicino a Fernandorena. Villaréal gli oppose primamente 
una parte delle sue forze, sette o otto battaglioni. 



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378 
persuaso che basterebbero per far faccia alte troppo del 
corpo di operazioni , e proponeodosi >di tagliare la linea 
verso Linzoain con dieci battaglioni , i qaali pronta- 
mente avrebbero ragione dei conlaiKni armati del Boa- 
cai e dell' Aescoa. U combattimeQto s' ingaggiò losla- 
mente fra il brigadiere de Cleonard e 1' inimico, il 
quale non mise i suoi battaglioni in linea che sncceg- 
sivamente. Le truppe della JRogÌDa furono saldissime; 
conservarono tutte le loro posizicni. I battaglioni della 
Legione, il 6.** leggerd ed il reggimento di Malaga, 
arrivarono a Zubiri verso le dieci antimeridiane , dopo 
una marcia forzala, e si ordinarono in massa ai piedi 
delle allure, fuori dalla vista del nemico. In seguito 
di una malintesa, il 17.'' di linea fecesi «spettare, e 
tale rilardo fu mollo rincrescevole. Villaréal venne 
senza dubbio prevenuto dello avvicinarsi del corpo 
d' operazioni, perciocché lungi dall' impegnarsi nelle 
vallate , egli si mantenne sopra le sue posizioni in 
avanti di Linzoain , e rinforzò i battaglioni che attac- 
cavano il brigadiere de Cleonard. Questi ad ogni istan- 
te iolprmava il generale Bernelle della propria siloa- 
zione, gravissima fin dal principio, ma che diveniva 
ognor più critica. Faceva esso conoscere con ragione 
r impossibilità in cni U-ovavasi di melleraì in ritirala, 
per qualunque ordine d'altronde che gli venisse tras- 
messo , dinnanzi ad un nemico così numeroso e atdi- 
tiasimo. Prometteva nondimeno di tener fermo sino al- 
l' arrivo del corpo d' operazioni. 

Benché il nemico non si fosse ancora impeg&ato 
quanto avrebbelo desiderato , ÌI generale Bernelle avea 
fretta di soccorrere il brigadiere de Cleonard, e le 
truppe ricevettero 1' ordine di salire sulle alture. Il 
fuoco di moscbetteria tn (al momento era tremendo e 
continuato. Dodici a quattordici battaglioni ctMnbatle' 



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379 
vaso sur un terreDO poco esteso, con ub aeeammento 
egQale da ambe le p.arti. I Carlisti molto superiori in 
jinmero , sfOFzaTansi di sfondare il 2.* della guardia 
avanti il nostro arrivo. Distaccarono eglino eziandio 
1,200 a 1,500 uomini sur una posizione che il gene- 
rale Bernelle voleva occupare slrads facendo. Il 4." bat- 
taglione della Legione, comandato dal capitano Roux, 
(oggi capo-battaglione al 59.^ di linea) fu incaricato di os- 
servarli e di contenerli se tentavano di tagliare le nostre 
comunicazioni con Zubin; questo battaglione, assai 
seriamente impegnalo contro delle forze superiori , si 
comportò in modo brillantissimo. Allorché il generale 
Bernelle' arrivò sulle alture, trovò le truppe carliste e 
quelle del brigadiere de Cleonard , in Una reciproca 
siiaaEione quasi simile a quella delli 4 luglio. Questa 
volta ancora , i Carlisti erano padroni dell' eminenza 
di Fernandorena che ha figuralo nella relazione di' 
qnest' ultimo combattimento. Avevano essi imboscato 
numerosi e destri bersaglieri,* dietro muri in pietra 
secca , i quali difendevano vantaggiosamente gli acces- 
si di tale posizione , già per sé stessa formidabile. Il 
capo squadrone Kraiewski ricevette V ordine di entra- 
re per la gola in quel gran bastione improvvisato , 
dopo averlo giralo per la destra e di caricare i ber- 
sa^ieri pel loro fianco sinistro ed a Boves(tio. Giammai 
missione pericolosa venne adempita con maggior slan- 
eìo. Non solamente i bersaglieri carlisti furono scac- 
ciati e maltrattati dalle lancie polacche, ma il capo 
sqaadrone Kraiewski spìnse (' ardore sino ad inseguirli 
sul declivio dell' eminenza , sotto il fuoco e le baio- 
nette delle masse. La nostra artiglieria , gareggiando 
di audàcia collo sqaadrone di lancieri , si era messa 
in batteria a mezzo tiro dal nemico cbe crivellava di 
mitraglia e di granate. U momento dell' attacco gene- 



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380 
rale era giunto. I due primi ballaglioni della Legione. 
appoggiati dal 2." della guardia reale , ascesero 1' al- 
tura al passo di carica, e rovesciarono il nemico alla 
baionetta , nel mentre che il 6.*^ leggero lo oltrepas- 
sava per la sua sinistra. 

Dopo avere lanciato delle truppe all' insecuzione 
delle forze carliste battute a Fernandorena, il generale 
Bernelle si occupò di quelle rimaste in posizione sul- 
le alture di Linzoain. Prolungò egli quattro battaglio- 
ni della Legione e due del 17.'^ di linea, sulla strada 
di Zubiri alla frontiera , estendendo in tal guisa la 
propria linea di battaglia sino a Viscarret. Digià don 
Leone Iriarte erasi portato di suo molo spontaneo sul 
fianco sinistro del nemico. Villaréal riconobbe bentosto 
il pericolo di cui lo minacciava la sconfitta della sua 
destra, la quale ritiravasi, in un gran disordine, ver- 
so Eugui e sugi' inaccessibili picchi di Saigos. Accettò 
esso nondimeno la battaglia che il gener§4e Bernelle 
gli offeriva dirimpetto a Linzoain. L' urlo fu tremen- 
do , avvegnaché ì Navarresi rinforzati da cinque bat- 
taglioni, si comportarono valorosamente, sotto gli oc- 
chi del loro generale in capo. Ma già la vittoria ci 
apparteneva: sarebbe slata compiuta con due ore di 
prolun^zìone nella durala del giorni; poiché le ma- 
novre del generale Bernelle , e 1' ardore delle sue 
truppe, avrebbero certamente costretto l'armata di 
Villaréal a deporre le armi, od a. gettarsi in Francia. 
I Carlisti oltrepassali sui loro fianchi , sfondati sul 
loro centro , si sbandarono in un salva chi può gene- 
rale. Vennero inseguiti sino alle nove della sera. Per- 
dettero da 1,000 a 1,500 uomini in uccisi, prigionieri 
e disertori. I loro battaglioni completamente demora- 
lizzali non si rannodarono che alcuni giorni dopo 1& 
loro disfatta. 



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38f 

Il generale Bernelle passò la aotie al bivacco, nel 
ridotto d' Inigo , da dove datò il bollettino di questa 
vittoria, una delle più brillanti della guerra, al dire 
degli ufficiali spagnuolì cbe |a Tacevano già da ire 
ansi. Diffatti , in quest'azione, ove treotacinque bal^ 
taglioni combatterono da ambe le parti , lutto fu pre- 
vedalo e condotto dal generale Bernelle , con un' in- 
telligenza della guerra e un' abilità poco comune. Le 
truppe spagnuole ed ausiliarie furono degne del loro 
capo, ir combattimento impegnato dal nemico alle 
quattro del mattino era appena terminalo alle dieci 
della tèra. I nostri squadroni di lancieri polacchi an- 
davano al fuoco per la prima volta. ^ Essi segnalarono 
il primo loro passo con prodigi di valore , ed il ge- 
nerale Bernelle dovè essere superbo della sua creazio- 
ne. L'artiglieria pure, fu mirabile d'audacia; Kraiewski 
e Roussel meritarono entrambi i maggiori elogi. Le 
perdite in morti e feriti del corpo d' operazioni furo- 
no lievissime in ragione dell' importanza del.la gior- 
nata , poiché non oltrepassarono i 200 uomini. L' àiu-. 
tante maggiore de' lancieri Borjewski ed il comandante 
Hoyos rimasero uccisi , 1' uno nella carica dell' emi- 
nenza , r altro alla testa dei Hradores. Ne.1 numero 
degli ufficiali della Legione che si distinsero e cbe fu- 
rono 'decorati dell' ordine di San Ferdinando di 1.* 
classe , dobbiamo menzionare i capitani Brandoly e 
Hnc , il tenente Simoix , ed il sotto-tenente Bèche gra- 
vemente ferito ; il signor Tarseac , uftìziale d' ordinan- 
za del generale , fu nominato tenente sul campo di 
battaglia. J battaglioni della Legione, diretti dai te- 
nenti-colonnelli Cros d' Avenas e Horain, erano co- 
mandati, il 1." agosto: il 1." dal capitano Renault, il 
2." dal capitano Meyer, il 3.' dal comandante Ferrary, 
il i.' dal capitano Roux , il 5." dal comandante Mon- 



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382 
tallegri , il 6." dal capitano de NoQe. 1 mentOTati uf- 
fìziali riceverono de' lusinghieri attestati ben .meritati 
delia soddisfazione del generale Beroielle (1). 

II combatti mento d' Inigo in V iiltimo datp dal 
generale Bernelle in Ispagna; tali furono i suoi oo^ 
bili amplessi di partenza al paese di cui era venuto 
a difendere le libertà costituzionali. Il ministro della 
guerra, con lettera delli 9agoSlo, fece sapere al ge- 
nerale Bernelle^ per 1* organo del generale in capo e 
nei termini più lusinghieri pe' suoi servigi, che la 
Regina reggente accettava con rammarico la sua di- 
missione ; un dispaccio telegrafico di Parigi , diretto 
lì 4 al tenente generale Harispe (2), parimenti 1' au- 



(1) Nell'ordine del giorno della dlviaioDe furono dtati come 
essendosi distinti i sergenti Mori ( di WlaDO ) , Moisari ( di Pir 
ma ), ed il forriere Fontana ( di Modena ]. 

( Nota del Traduttore } 

(2) Il teneole-generale Harispe scrisse più lardi al geDerale 
Bernelle la seguente lettera in .data delli 7 agosto. ■ Sigaor co- 
lonnello, il maresciallo marchese Maison, ministro della guerra, 
mi ordina di consegnarvi la qui accliisa lettera di cui mi ba co- 
municato una copia , e di rimpiazzarvi nel comando della Legione 
Stimolerà mediante il tenente-colonnello Conrad del 4.° leggiero. 
Hi ordina inoltre di óare al signor Lebeau, colonnello del SI-* 
dì linea, U comando superiore di quetta Legione t deUa ntwva dit 

ti organiiia a Pau • Non si trattava più, come lo si vede, 

di rendere i capi delle due Legicioi indipendenti V uno dall' altro, 
e r interpretazione delle iittenzioni del ' ministro tal che la for- 
mulafa il capo di stato maggiore della 20.* divisione militare Della 
sua lettera delli 30 luglio, proverebbe, come pure, se n'era 
eparso il rumore fra noi in quell' epoca , che il quartiere gene- 
rale di Bajona trovavasi allora sotto un' influenza sfavorevole a' 
generate Bernelle. Puossi supporre, infatti, che il miniÉtro abbia 
pensato un solo istante a ricusare al generale Bernelle nna po- 
wione eht! faceva al suo successore- Sarebbe stato un rieoaoscÈrc 



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loHzEava a rìentrare in Praoeia. Il generale Bernelle 
anDDDciò ufflzialmente alle truppe la sua prossima 
partenza, mediante i due seguenti ordini del giorno: 

Ordine generale delti 10 agosto 1856. « Verrà ri- 
eonoseiuto per comandante del corpo di operazioni di 
Navarra , il sìg. conte de Cleonard , comandante gene- 
rale della i.' divisione. Soldati I Chiamato in Fran- 
cia da considerazioni personali e coli' assentimento 
della Regina reggente, io vado a continuare i miei 
servigi Bel paese che mi faa vedalo nascere, traendo 
meco la dolce memoria delle vostre virtù e V onore- 
vole soddisrazione di essere stato alla vostra testa. 
Ammirando la vostra costanza nelle fatiche , vi bo gui- 
dato atta battaglia ed il vostro valore, la' vostra di- 
sciplina ed i vostri sentimenti per la regina, la Spa- 
gna e la libertà ci hanno dato la vittoria. Nel signor 
conte de Cleonard che mi sostituisce, vi lascio un de- 
gno capo, i cui superiori talenti ed il ben riconosciuto 
patriottismo, suppliranno ai migliori desideri di riescila 
di cui sono stato animato. Siate sotto i suoi ordini ciò 
che siete stati sotto li miei e potete essere sicuri che 
Iti vostre vittorie si rinnoveranno. Quando lontano da 
voi, sentirò la relazione de' vostri trionfi, io dirò colta 
più tenera emozione del mio cuore: questi sono i com' 
pagni co' quali ho vissuto e gli uomini valorosi che 
ho avuto l'onore di comandare. ■> 

Ordine della divisione delli 10 agmto 1836. » La 
divisione è prevenuta che dietro mia dimanda , avendo 



i di lui servigi in modo molto strano. D' altronde, la dimcott- 
canza dì nn diritto domiDava tutte le questioni di cotesto ind- 
dente ; questo era quello del generate in capo dell' armata del 
Nord, di disporre sùlo del comando superiore delle riunioni di 
truppe ausiliarie o naùonaU , in corpo d' operazioni. 
2fi 



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384 
otlenato dai governi francese e spagouolo , t' autorizza- 
zione di ritornare Jn Francia, io rimetto a datare di 
domani il comando della della divisione al sig. tenente 
colonnello Cros d' Avenas , e quello' del corpo d' opera- 
zione di Navarra al sig. brigadiere conle.de Cleonard, 
comandante il 2.** reggimento della guardia reale. Nob 
dovendo e non volendo però lasciare questo paese 
senz' aver reso i conti amministrativi del corpo, io ri- 
marrò ancora alcuni giorni a Pamplona ; eonciossiachè 
non sono questi i miei ultimi addio al corfto cbe ho 
comandato con lanla ventura e orgoglio durante quatbv 
anni , ed a cui , anche nel lasciarlo e abbandonando 
la brillante posizione cbe io avea qui, e die riconoseo 
altamente di dovergli , io dò una maggior prova di de- 
vozione e di afTezione cbe lulto quelle cbe sono stalo 
abbastanza felice per dargli fino qui. » 

Il resoconto della sua anuninistrazione di cui esso 
bramò ed ottenne un completo saldo prima della sna 
partenza, come pure lo slato di sua salute, ritenaero 
il generale Bernelle a Pamplona sino alla fine d'ago- 
sto (J). Ricevette in questo spazio di tempo dei sinceri 
attestati dell'attaccamento e della riconoscenza dalli 
grande maggiorità degli uffizìali della Legione. I Po- 
lacchi gì' indirizzarono, il giorno prima di sua parten- 
za, una lettera d'addio commovenlissima e degna di 
que' nobili cuori (K). Un anno appresso , allorché Ìl 
sig. Bernelle venne nominato maresciallo di campo dal 
re de' francesi , il loro esempio fu seguito dagli ufG- 
ziali della Legione che trovavansi ancora in Ispagna, 
gloriosi avanzi dell'intrepida divisione ausiliare fran- 
cese. I sentimenti degli ottanta segnatari di tale indi- 
rizzo a cui si sarebbero certamente associali la mag- 
gior parte degli uftìziali già rientrali in Francia , espri- 
mono troppo bene quelli che ci animano personalmente 



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588 
per ir generale , come pure Ta nostra esumazione del 
suo comando in Ispagna, perchè non Io riproducessi- 
mo con premura : ■ 

• Generale, ricollocando sulle vostre spalline le 
stelle elle le decoravano allorcliè marciavate alla nostra 
lesta ai combattimenti d'Arlaban, di Tirapegui, di 
Zubiri e d' Inigo, la vostra memoria sarà senza dub- 
bio rivolta verso questa Legione Straniera alla quale, 
come generale, avete saputo procurare una parte di 
gloria e giammai inseparabile dalla vostra. La Legione 
non può neppure dimenticarvi , mio generale, avve- 
gnaché r epoca del vostro comando fu per essa la 
pili briltanie- e più felice e che se, oggi ridona, muli- 
feta, quasi distrutta, ha saputo conservare i suoi di* 
ritti alla stima universale, gli è ch'ella non ha per- 
duto alcuna delle vostre tradizioni, gli è che ha co- 
stantemente seguito il cammino che voi le avete trac- 
ciato. Il piccolo numero d' uflìziali rimasti illesi non 
ha dunque potuto- sentire , senza il più vivo piacere, 
che S. M. vi aveva finalmente reso giustizia, e nel- 
I' espressione unanime' delle loro' felicitazioni , essi spe- 
rano che voi vedrete' la prova dei jloro sentimenti 
«li profondo rispetto e d'intera devozione (L). ■> 

11 generale Bcrnelle lasciò le più onorevoli rimem- 
branze nell' armata spagnuolà e particolarmente nel 
corpo d' operazioni della Navarra che aveva comandato 
con tanta distinzione. I suoi luogotenenti incHnavansi 
con fiducia davanti alle sue cognizioni ed i suoi ta- 
lenti militari , ed apprezzavano mediante i servigi ren- 
duti, quelli che la causa costituzionale era anco in 
diritto di attendere dalla sua capacità e- devozione. Il 
conte de Cleonard, al quale il generale Bernejle la- 
sciava il comando e che con lui aveva diviso la gloria 
dei combattimenti dellì 4 luglio e del 1." agosto, il 



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386 
colonnello Mogaes del 6.** leggero , capo di flato ni^^ 
giore del corpo d' operazioni , il bravo fribarrep e l'in- 
trepido Leone Iriarle, ambidue vouU ad una vicim 
morie, l'accompagnarono dolcniissimi sulla terra di 
Francia , ove Io seguirono eziandio le rispettose bìu- 
patie della Legione Straniera. 



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LIBRO SECONDO. 



COKANIM) MI. GENBItALE LEBEtll. 



CAPITOLO PRIMO. 



SOMMARIO— Situaiione degli afiri poliUci e militari all'epoca dell' en ira la 
in Ispagna del generale tebeau. — Il geoerale In capo Cordova si ritira in 
Francia. — Il generate Ltfceaa entrain Ispagna per Valcarlos e arriva a 
P»mplDna atlnierBando i rilli^t (Mli6catJ della linea. — Prende il co- 
mando loperiore della Ltgioaè e del corpo d' epertzioM delta Haiam. — 
Il Elio ordine del giorno disapprovato dal governo fraiiCMe. — li generale 
Lebean prende im medi aia mente l'offenEÌva. — Patto d'armi di Linz e di- 
stnulMe delle (brtlBcaikioi erette dai CaHIstI tlelno i Engnl. — n eolon- 
ntilo CttaraA rienlm In IspagM da letta di un bMiagUene per prendere tt 
comando della telone. — La, Legione occapa degli accantonanentl plesso 
i^mplona.— La costituzione dellSI3è proclamata aPamplona.— Ibatlaglio- 
dÌ carlUli si rivoltano nelle ticinanie di Estella. — Il tenente generale Oraa 
6 eonlnaU) kl iMmando la capo Interino deVeseivlto del Nord. -~ RìoBiene- 
di numerose ione carlisie intorno a Eetelis. — Il nemico progella nna ape-' 
dizione in Castiglia, ~ li generale Orsa prende la risoliuiooe di atuaccarlo 
nellaSolana. — Giunge il (3 settembre a Los Arcos con dae brigate. — Il 
generale Lebesn dietro i suoi ordini, lo raggiunge i( medesime giorno cirfle 
larw disponibili del corpo d'operuìDai ddla deelra. —lUo^DUoae acllk 
Berruesa.— Combattimento di Irrenitz. ~ Ordine del giamo del generale 
In capo. — Posizione e cantonamentl occapati dalle truppe della regina, 
dopo II combaitlmento d'irrenfu. 

Uorqnando il colonnello Lebead, autorizzato dal 
re de' Francesi ad entrare al servigio della regina Isa- 
bella II. , venne a sostituire il generale Bernelle nei 
comandi superiori del corpo d' operazioni della Navar- 
r» e della Legione Straniera, gli affari politici e mili- 
tari presentavansi in Ispagna sotto il più deplorabile 



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aspetto. Dopo gli evenimenli della Granja ove de 'sol- 
dati ammulinati avevano imposto alla Regina reggente 
la costituzione del 1812, il ministero Islurilz, riolen- 
lemente rovesciato, era surrogato da una nuova am- 
ministrazione alla cui testa figurava il signor Calairava. 
L'Andalusia, il regno di Valenzfi , l'Aragona, la Ca- 
talogna, Madrid infine erano in piena rivoluzione. Le 
giunte insurrezionali conoscevano bensi 1' autorità del- 
la Regina reggente , ed i diriiti di sua figlia , ma ad 
Onta di ciò l'anarchia era giunta all'eccesso. Qui , dei 
reggimenti deponevano i loro capi e si sbandavano; 
là, le autorità transigevano coli' insurrezione, o rìti- 
ravansi a lei dinnanzi tremando pei loro giorni. Co- 
testi deplorabili eventi doveano avere la più funesta 
conseguenza per la Spagna e per la Legione: 1." pel 
licenziamento del nuovo corpo ausiliare, interamente 
composto di elementi francesi, il quale era [wooto a 
passare la frontiera ; 2." per il ritiro del ministero del- 
li ti febbraio, le cui disposizioni, si propizie per la 
Spagna Irovavansi annichilate dalla caduta del gabi- 
netto Isturitz. Quanto agli affari militari, il viaggio po- 
litico del generale Cordova a Madrid, all'avvenimento 
del ministero Isturitz , aveali colpiti di languore e tut- 
te le speranze eh' erasi potuto concepire all' apertura 
della campagna erano svanite. Ogni generale rimanen- 
do isolato' sulla difensiva, si perdette allora in luglio 
e giugno un venti giorni che i carlisti impiegarono a 
preparare l'organizzazione di due corpi spedizionari, 
^nz' essere woleslali ed eziandio senza clie si avesse 
avuto sospetto de' loro progetti nell'esercito della Re- 
gina. Nel settembre, le forze carliste stendevansi da 
ogni parte; la guerra civile si propagava col suo. cor- 
teggio di orrori; il nuovo generale in capo dell'arma- 
la cartista illustrava il suo avvenimento, con un'audacia 



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Ài combinazioni che distornava completamente i suoi 
avversari. 

- Tosto che gli eventi della Granja e V avvenimento 
del ministero Caiatrava furono ufflcialmenle eonoscìnli, 
il generale Cordova rassegnò il comando in capo del- 
l' armata del Nord e rilirossi in Francia. Esciva egli 
da Pamplona , scortato dai lancieri della Legione e da 
un numeroso slato maggiore, i quali lo accompagna- 
rono sino alla frontiera , q.nantlo il colonnello Lebéau 
vi giungeva cor signor comandante Kleio , capitano di 
granatieri del 57.' di linea , nnovo capo dì stato maggifi- 
re della divisione ausiliare francese. Il generale Auvray, 
comandante la brigata francese a San' Giovanni Piè^i- 
Porlo, nonché 1' officialità del 57.° -dì linea, avevano 
accompagnato il colonnello Lebeau sino al confine. Fu 
esso ricevuto sul terrilorio spagnolo, a Valcarlos, dal 
signor Aguirre e dal Colonnello Leone Iriarle. i detti. 
personaggi, ambidue capacissimi e mollo devoti alla 
causa liberale , si diedero premura d' illuminarlo sopra 
la situazione del paese, e gli diedero preziose infor- 
mazioni. Il colonnello Lebeau, scortato, ,da distacca- 
menti che mutavansi ad ogni accantonamento, percor- 
se, per condursi a Pamplona, tutta la linea dei- vil- 
laggi, più meno fortificali, che assicuravano le .co- 
municazioni della capitale della Navarra colla Francia. 
Cotesto viaggio era di natura a impressionarlo peno- 
samente. Il paese, partendosi da Burguete, più t\on 
offeriva agli sguardi di coloro che lo attraversavano , 
che r immagine della più orribile devastazione! Villaggi 
in rovine, terre incolle, strade quasi impraticabili, 
popolazione immersa nell'estrema miseria, tali erano 
i dolorosi e tristi risultati della guerra civile. Tosto 
giunto in Pamplona , il generale Lebeau ricevette dal 
suo predecessore le situazioni e le informazioni che 



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5»0 
eranglì indispensabili, ed il 15, esso annaDciò alle 
truppe mediante il seguente ordine del giorno che 
prendeva il doppio comando che veuiva^i affidato: 
■ il re dei Francesi mi ha onoralo del comando delie 
Legioni Straniera. e Francese al servizio di Spagna. La 
Begina Isabella II. Iia aggiunto a quest' onore qvello 
del comando del corpo d' operazioni della Navarrs. Co- 
nosco quanto sia dif^cile un simile incarico , ma re- 
cherò n<ii dereri che m'impone, l'esperienza di nn 
vecchio soldato e l' ammirazione che la nazione spi- 
gnuola mi ha sempre ispirata. Io precedo nomerò» 
ausiliari che la Francia nella sua alleanca eolla Spa- 
gna manda di più al suo servigio (1). 11 loro arrivo 
si effetluerii prima della fine del mwe; ma tutto eia 
che vedo di guerrieri spagnuoli d'intorno a me è un 
felice presagio de' nostri preludi prima dell'arrivo del 
rinforzo che annuncio (2)>. 



(1) La GoiieUa di Madrid (Giornale ulficiale] delU 10 Ago- 
sto conteneva dìiTalti l'arlicolo che segue: «li governo trapcesei 
adempiendo i suoi doveri di alleato fedele, spedisce dei rinfoni 
alla Legione ausiliare, che si l) coperta di gloria a Zubiri; 8000 
veterani comandati dai colonnelli Conrad e Josse, sotto gU orduu 
del colonnello Lebeau, entreranno in Ispagna prima della fliw 
del mese d' agosto ed imprimeranno ima nuova impaluone iDe 
operaiioni della guerra. 

(2) Il governo firaocese disappiovò l' ordine del giorno del 
generale Lebeau mediante la nota cbe segue inserita nel MmìUt* 
delti 24 agosto; ■ Vari giornali hanno pubblicato un ordine del 
giorno de> generale Lebeau, inalata di Pamplona, il 15 agosto, 
nel quale egli annuncia alle truppe sotto i suoi ordini, ch'era 
stato nominato dal re dei Francesi, al comando delle Legioni 
che sono al servigio di S. M. la Regina di Spagna. GU è un er- 
rore che dobbiamo rettificare. Il generale Lebeau è stato auto- 
rizzato dal re a passare al senigio della Hcgina dì Spagna, nu 
il re non ha avuto alcuna parte alb nomina del suddetto nlliciale 
generale a questo comando. » 



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391 

Il ginerate Lebeau , «vantt di entrare in Is|>agna 
avea arato ana longa' conferenza col tenente generale 
Harnpe il suo qaarti^-generale di Bajona. Quett' illo- 
stte geoente a^'eralo informato dei . lavori ehe i Car- 
listi «segnivaso in avanti di Eagni ed arealo indotto 
a distruggerli tosto dopo il suo arrivo alla testa del 
eorpo d' operazioni. Un primordio offensivo gli sem- 
brava eziandio utile -alla causa H^^e'^lB , ndie attuali 
circostanze, ed una simigliante operazione Borrideva 
egnalaeoie all' ardore ed .al carattere ardito del gene- 
rale Lebeao. Questi affrattossi di manifestare l'inten- 
zione 4ì porlarai prossimamente nel cuore della ribel- 
lione per combatterla all' ultimo sangue ; ma il sistema 
di guerra lento « metodico degli spagnoeli , noncbè 
l' incuria dei servigi amministrativi dell' esercito , rìser- 
bavangli molii inganni nel suo conto. 

La valle di Unz è la strada pia diretta da Pam- 
plona al Ba^tan.-Un contrafforte de' Pirenei, irrigalo 
più volte dal sangue della Legione durante il ccrniau* 
do del generale Bernelle la divide dalla linea di Pau- 
lina alla frontiera. Dai diversi villaggi delle valli di 
Lanz e d' Ulzama , quaai sempre occupate dal nemico, 
esciroao i battaglioni ebe più volte tentarono, e sem- 
pre in vano , di prenderei la linea suddetta ; ma questa 
volta,. il generate Lebeau andò a cercarli nei loro ae- 
eanlonamenti. Una brigata di tre battaglioni ricevette 
l'ordine di portarsi sopra Engui, nella notte delli 1& 
alli 17, di attaccarvi il nemico e di rasare le fortifì- 
cazioni di cui aveva circondato la borda di Caracbaga. 
L' ora dell' attacco di tal posto era stala combinata in 
modo di dare al generale Lebeaa, il tempo di avan- 
zarsi assai profondamente nella vallata di Lanz, per 
tagliare la ritirata dei battaglioni scacciati da Eugui. 
Partito da Pamplona la mattina delli 17 , alla lesta 



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392 
4eì sei bailaglioni della Legione e di uh r^iraenlo 
della guardia reale, il generale Lebeau yeoelrò nella 
valle di Lanz. La colonna s'impegnò in una selvosa 
gola, di facile transito, ma dominata de posiuoni di 
cui il nemico avrebbe potuto trarre un vautaggiosissi' 
no partito. Essa arrivò fino ad Olague senza ferir col- 
po; ma i battaglioni carlìsli ivi ci aspettavano, do- 
po avere successivamente evacuato Oricain, Sorauren, 
Ostiz. e Burutain. Avvisati dalle loro spie dei movimen- 
ti delle nostre truppe, si erano essi prontamente rin- 
nili fra Olague e Lanz, là dove si allarga la valle. Noi 
li scoprimmo , disposti in iscaglioni e tosto lì atiaccam- 
mo. Dopo una serie di scontri di bersaglieri senza 
grande importanza , il generale Lebeau giunse in fac' 
eia a Lanz, le cui alture erano coronate da cinque 
battaglioni nemici. Lanz è situato nel fondo delta val- 
lata , questa ad un tratto si reslrigne in addietro del 
precitato borgo, formando osa stretta gola che mena 
nel Bastan per il colle di Velate. 11 generale Lebeau 
fece attaccare Lanz e diresse ancora delle truppe so- 
pra Velate. Due battaglioni della Legione, vigorosa- 
mente guidati dal capitano Renault e dal comandante 
Ferrary, salirono sol pendio e si dìstìosera per la loro 
intrepidezza. Dopo un' onorevole resistenza , i Carlisti, 
timorosi di essere oltrepassati per la loro destra, ab- 
bandonarono le loro formidabili posizioni e si ritira- 
rono disordinati verso ilBastan, Ove il generale Lebeau 
si propose di andarli a cercar in appresso. Le nostre 
perdite furono lievi: avvegnaché la Legione, sola im- 
pegnata, ebbe nn uffìziale, il signor Suchet, e circa 
trenta nomini fuori di combattimento (!)■ La brigala 



(1) Nei combaLtlmento di Lanz si distinse il sargente drila 
4.' del 3.' battagUone f^omòerini Giovami (di Bologna) e fu proposto 



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393 

incaricala di prendere T opera flosCrutla in aranti di 
Eugui, (rovoUa evacuata; i &irli8ti informati, fm dal- 
l' antecedente giorno, del progettato attacco, eransi ri- 
tirati nella notte per raggiungere il grosso delle loro 
fòrze fra Olague e Lanz. I layorì di difesa, della borda 
di Caracbaga , erano di gii molto inoltrati ; furono di*. 
striHli a segno tale, che non ne rimase veruna trac- 
cia. II nemico non mostrandosi pia in nessuna parte, 
il generale Lebean , dopo essersi fermato alcune .ore a 
l^DZ , -se ne ritornò a Olague, dorè fece distribuire al- 
le truppe alcune migliaia dì razioni di biscotto abban- 
donale dai Carlisti. Volse i suoi passi in seguilo sopra 
Znbiri per il colle di Leasqne, senz'essere molestato 
nella sua ritirala. Le truppe passarono la notte nei vil- 
laggi della linea, ed il quartìer generale rientrò il gior- 
no susseguente in Pamplona. 

Il colonnello Conrad rifornò in Ispagna in quest'e- 
poca; giunse a Pamplona il 20 agosto, alla lesta d'Un 
battaglione, comandato dal signor de Gaprez, e ohe 
prese nella Legione- il N. 7. II colonnello Conrad ri- 
cevette, tosto dopo il sno arrivo, il comando della Le- 
gione. Dal 19 agosto al U settembre, la divisione 
ausiliare francese non ebbe parte a niuna importante 



per ta croce d' Isabella II. Questo sott' ufficiile essendo stato con- 
gedalo dal corpo, perchè gianlo il termiue d«l suo iogaggìo, ìt 
4 febbraio 1857, parti per la Francia ed in seguito ripatriò,. sen- 
za avere ricevuto da Madrid , per l' organo del superiore comao. 
do, il brevetto che t'autorizzava a Iregiarsi della suddetta croce 
di distinzione. Sullo scorcio del 1859,trovaDdo»i il T. a Hadrid 
in procinto di ripatriarc , venne iiicombenzalo dal presidente del- 
la CommisBione dì liquidazione dei conti delia ex Legione Stra- 
niera, colonnello Ferrary, di recare il precitato brevetto al no- 
minalo Gamberìni ; la qual cosa al suo arrivo, puutualmente esegui. 
( NoUi del TraduUore ) 



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394 
operazìoBe. I suoi battaglioni rimasero accantonati nei 
diversi villani delle vicinanze di Pamplona. La coiti'" 
tnzioBe del 1812 fu proclamala il 21 agosto nalli ca- 
pitale della Navarra , conforme all' ordine AtA goverao. 
Non ebbesi a deplorare atoun eccesso. Essendo mìaa^ 
cista PueDte<de-la-Aeina, il 51 agosto, da forze coasi- 
derevoli , due battaglioni della Legione furono diretti 
sopra la della città. Non vi soggiornarono che qua- 
rani'olt' ore- 
li oemìoo osservava la linea con sei batlaglioni e 
vari squadroni. I disertori , che quotidianamente pre- 
sentavansi a Pamplona, anouneiavano che l'anarchia 
regnava nelle fila dei ribelli di Navarra. Codesti rap- 
porti erano esatti , perciocché noi appreudemmo il 31 , 
per via ufficiale, che, i battaglioni navarresi , accam- 
pati ne'dintorni d'EslelIa , eransi rivoltati nel ricevere 
l'ordine di portarsi davano alla linea di Zubiri , ove 
avevano essi così spesso attaccato, senza successo, la 
Legione Straniera. Egli è impossìbile di citare un più 
onorevole fatto per il sopraddetto corpo (1). 

Un. decreto reale, delli 19 agosto, aveva dato al 
tenente generale Oraa il supremo comando provvisorio 
dell'armata del Nord. Dopo aver battuto , il 27 agosto, 
Gastor Andecbaga nella vallata di Carranza, trovavasi 



(1) Yicereame di Navarra. — • Eccellenza, vi ho annunciato 
in data delli 29 agosto , che i battaglioni ribelli , accampali nei 
dintorni d'Estedla eransi ammatinati ricevendo l'ordine ^ por 
tarsi davanti alla nostra linea a Zubiri. Oggi imparo che il mag- 
gior numero degli abitanti della Bìvera , i quali servivano ne'bal- 
taglioni delle guide, e nel 5.* di Navarra, sono rientrati ne'loro 
focolari. Dio vi guardi , ecc. Saarsfield. ■ 

Pamplona, 51 agosto 183S. 

A Sua Eccellenza il Hinislro della Guerra- 
(Galletta di Madrid.) 



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egli De' primi giorni di settembre, a fronte di Villaréal , 
presso Guevara. Villaréal aoa volle accettare ballarla, 
e giodicò prudente ooosiglio di mantenersi nelle sue 
linee di Aranzaza. Delle forze rilevanti riaoivansi, in 
questo frattempo , nelja Beruesa e nella Solana , inior- 
Do a Estella. U generale Oraa risolvette di attaccare; 
ne' loro medeaimi accanlonameati , i battaglioni carti- 
sti che disponevanei ad invadere la Castiglia, e quelli 
cbe dovevaeo concorrere a tale spedizione , proteggen- 
do la partenza dei primi. Il generale Lebeau, confor- 
me a' suoi ordini, partì da Pamplona, il 29 agoMo, con 
una parte del corpo d' operazioni della dratra. Secolui 
traeva il 1-°, 2.°, 3.'' e 7.'' battaglioni della Legione, 
comandati dal colonnello Conrad; i 4.°, ìi." e 6.° ri- 
masero nelle vicinanze di Pamplooa , sotto il comando 
del tenente colonnello Cros d' Avenaa , per occupare i 
Zizur e Gazolas , dal 29 al 54 agosto , poscia VìUabs 
e ttuarte, da) 1.° al SLO settembre. Dopo parecchie mar^ 
eie e conlrommarcie , i) generale Lebeau occupava Lerin 
e Sesma , il 12 settembre , colla brigata della Legione, 
la 1/ bri^ta della 1.' divisione dell'esercito del Nord, 
appartenente al' corpo d' operazioni , e la divisione 
della ftivera. Il generale Oraa dal suo canto giunse, it 
15, a Los ArcDs colle brigate Narvaez e Minaissir. ^i 
diresse , il medesimo giorno, una ricognizione nelia 
Beruesa; ma il diBlaccamento che ne fa incaricato do- 
vette bentosto retrocedere dinanzi a delle forze supe- 
riori. Il generale Lei>eau erasi avanzalo, il 13, al di 
là di Cogullo ed avea presa posizione a due cbilome- 
tri da Los Arcos. Dietro ricbiesta del generale in capo, 
aveva esso dialaccato quattro obici della Legione al suo 
guarii» generale. Il tenente Rousset prese , in questa 
circostanza presianlo , così buone disposizioni che per- 
venne ad arrestare ì Garlisti. I suoi proiettili, abilmente 



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396 
direUi , decimarono la guarnigione del forte San Gre^ 
gorio, il cui fuoco aveva mietalo circft ses^nta uomini 
alle truppe della Regina. Il generale in capo lo mise 
all'ordine dell' esercito ,- con una menzione onorevolis' 
sima. La sera stessa le truppe ripresero le medesime 
posizioni del giorno precedente. 

Tutto annunciava un'azione molto seria per Fio- 
dimani 14. Potevansi stimare a ventiquattro battaglio- 
ni le forze carlisle che si appoggiavano sulle formida- 
bili posizioni del Monte Jura. Il onerale Oraa deter' 
minò di girarli per la loro destra , mentre che il ge- 
nerale Lebeau attaccberebbeli di fronte : quest' ultimo 
ricevè in conseguenza T ordine di non aprire il fuoco 
se non se quando le forze costituzionali , partile da 
Los Arcos, arriverebbero alle spalle del nemico. Le 
truppe della Regina erano in moto il 14, alle cinque 
antimeridiane. Il generale Lebeau arrivò in vista d'Ar 
ronitz alle ore otto. L' inimica aveva scelto questo vii- 
laggio per centro della sua linea di battaglia ; appog- 
giava esso la sua destra a £arbarìn e la sinistra 8> 
romitaggio di San Gregorio. Dodici a quin'dici batta- 
glioni carlisti aveano preso posizione intorno ad Aro- 
nitz. Tosto che li ebbe scoperti, il generale Lebeao, 
non potendo deminare il proprio ardore, diede' troppo 
preste il segnale dell' attacco. Le truppe del corpo di 
operazioni della destra si formarono , sotto gli occhi 
stessi del nemico , in colonne serrate per divisioni a 
distanza di spiegamento. Il colonnello Conrad , cor 
battaglioni 1.° e 5l° della Legione, manovrò in modo 
da potere oltrepassare la sinistra de'Carlisli per assalir 
per il fianco la posizione di San Gregorio , sulla quale 
il 7.' battaglione della Legione e i tiradores d'Isabella 11. 
direttamente marciarono. Il colonnello Espeleta fu inca- 
ricato di prendere di viva forza Arronitz col proprio reg- 



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397 
gimento 11 %' battaglione della Legione, il 6.* lef^ro e la 
cavalleria della Rivera rimasero in riserva sotto la mano 
del generale Lebeau. I balta^ioni 1." e 7.' della Le- 
gione furono ì primi ad affrontare il nemico. Trova- 
rono essi una resistenza tale dal canto di forze supe- 
riori in numero, che dovettero ripiegarsi sai %^ e 5." 
prima di ripigliare l' offensiva. Le riserve entrarono al- 
lora in linea e la cavalleria si mise in movimento per 
girare il Monte lura , affine Ai tagliare ai Carlisti la 
ritirata sopra Estella. Il nemico , vigorosamente assaltato 
di fronte e minaociato sopra i suoi fianchi , abbandonò 
le prime sue posizioni, dopo un' ostinata resistenza, per 
occuparne altre sul versante del Monte lura. Le nostre 
^ truppe , elettrizzale da nn primo prospero successo , 
ascesero allora ii pendìo e rovesciarono tatte le forze 
cbe incontrarono dinanzi a sé. Ciiunte sulla cima def 
Monte lura, una delle più alte montagne della Navar- 
ra, esse videro il nemico a' loro piedi ritirandosi sopra 
Eatella nel maggior disordine, giacché le brigale sotto 
gli ordini diretti del generale Oraa, risolutamente avan- 
zavansi per tagliargli la ritirata. La cavalleria , gover- 
nata dal bravo Iribarren , aveva dato durante l'azione 
alcune cariche parziali, ma non giunse in tempo per 
menar le mani sui fuggiaschi. Quella de] nemico, for> 
mata in avanti d' Irache non ebbe parte alcnifa al com- 
battimento. 

Il generale Oraa dovette modificare i suoi primi 
progetti per prendere parte all' azione. Non era abba- 
stanza innoltrato nel proprio movimento sul fianco de- 
aero del nemico, quando il generale Lebeau ingaggiò 
il combattimento. Affreltossi egli di spedirgli un uffi- 
ziale del suo Slato maggiore per rammentargli le sue 
istruzioni-: ■ Ritornate a dire al generale Oraa, rispose 
il generale Lebeau all'aiutante di campo Oreilly addi- 



cci byGoogIc 



landogli i suoi batU^ioai che assalivano il n«mJeo, 
che gli è impossibile di rattenere delle troppe come 
quelle lorchè sono lanciate alla baionetta. » Gcrtaiaen' 
le, il generale Lebeaa diceva allora la verità, ma B'e|Ii 
avesse ritardato il soo attacco , siccome lo preicriTC- 
vano le istruzioni -del generale in capo, i risultati del 
combattimento di Arronitz sarebbero slati pia completi. 
Nondimeno, tale vittoria riportata nel paese nemico, 
sotto gli occhi di nna popolazione desolala e sopra 
delle troppe che disponevansf ad invadere la Casliglia, 
ebbe un immenso effetto morale. Pu valutata la perdila 
dei Garlisti a 1000' uomini. L'artiglieria della Legione 
abilmente diretta dai propri uffiziali , uccise loro molta 
gente intorno ad Arronitz. 

I battaglioni delle Legione che ebbero parte al com- 
battimento d' Arronitz, sostennero degnamente 1' onore 
de) corpo. Diretti dal colonnello Conrad, erano coman- 
dati, il l.*^ dal capitano Renault, e gli altri dai capi 
battaglioni Mallet , Ferrary e de Caprez. La compagnia 
di granalìerì del capitano Hne merita una menzione 
particolare per la sua brillante condotta; La legione 
perdette un centinaio d'uomini in uccisi e feriti; il 
capitano Zecca rimase acciso e otto uffiziali feriti (()• 



(1) Il bravo capitiaa Zttxa alla tetta della aua cvmpagaia 
spiegata in bersaglieri fu uno dei primi a giungere sulkt eia» ^ 
monte Inra ; ma cogito nel ventre da una palla e caduto io ^^^ 
non si ristelte dì animare colla voce e col gesto i suoi soldati, 
gridando: Viva la Regina, e spirò dopo aver veduto già rotto 
e fiigato il nemico. 

Il sergente Caselli venne promosso a sottotenente per la 
brillante sua condotta. 

Furono decorati per essersi distinti in modo partieolar* "< 
q«eato fatUi d'armi il sergente maggiore Botla Pompto di Vo- 
ghera dd 7.° dell) Legione ed il «ergente fornere BerltM Ci 



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8M 

Fra questi ultimi (rovDTOsi il capiUoo di ToIleggiBtori 
ReoHuU, gravemeate eolpilo net bmceìo. Dopo il fallo 
d' arme d' ArroniU il comandaste Ferrary «d i eapilani 
Renaalt e Neyer furono nomÌDati dal gienerale ìq capo, 
sul eampo di baUaglia, il primo tcaanle coIoDoello e 
gli altri due capi di batta^iooe; i teoenti Roueset 
dell' artiglieria e Tarseac dello fltato maggiore furono 
promossi al grado di capitano (1). 

iNoi compiremo la relazione del combattimento 
d'Arroniti: eoli' ordine generale delli 14 settembre, in 
data di Blorentin. ■ Lì 11 di questo mese, io annunciai 
al governo di S. H. I0 operazioni che dovera. impren- 
dere il 15 e U , e che batterei nella Solaaa le truppe 
nemiche della progettata spedizione, e quelle che do- 
vevano appoggiarla in numero di quattordici battaglio- 
ni e di cinque squadroni. Soldati , quando annunciai 
questa vittoria a S. Of,, io faceva capitale sul voetro 
coraggio, risoluzione e disciplina, lo provo una viva 
soddisfazione di non eaeermi ingannato. La vostra con- 
dotta in qpesla giornata vi rende degni della benivo- 
lenza della Regina , della riconoscenza della patria » 
e pnsagisee nuovi giorni di gloria e di trionfo per I4 
causa nazionale. Bravi generali , ufficiali superiori, uf- 



Chambery). Degni furono di nMO&oaB «noreTole i povimì ErateUi 
iVatnpo/tni, di Modena, imbidue fucilieri, il minore de' quaU yierl 
di stenti il sosseguente inverno. 

(Xota del Traduttore). 

(1) Il sig. Tarseac, nomiaato tenente il primo agosto, non 
credette di dover accettare , il 14 settembre , per eccesso di mo^ 
destia, il grado di capitano die però aveva meritato per la sua 
briilante condotta. Per ordine dells Regina reggente, 1' accetta- 
zione della dimissione del «g. Tarseac, dal servizio di Spagna, 
menziona tale rinunzia nei termini più onorevoli per il suddetto 
ulEziale. 



,db,Googlc 



400 
fiziali, soU' uffìziali e soldati della Legione francm, 
della 1.' brigata della divisione d'avangaardia, della 
3/ brigala della 1.* divisione, della 1.' brigata della 
4/ divisione, della divisione della Bivera, ed uffiziali 
dello stalo maggiore generale, io vi ringrazio , in nome 
'della Regina , della vostra brillante condotta , e presto 
distribuirò a coloro che mi verranno presentati dai 
loro capi, come essendosi particolarmenle distinti, le 
ricompense che hannosapatomeritare-MarcelliooOraa.» 
Il generale Oraa informò più tardi il generale Lebeau, 
con lettera dellì 2i ottobre, che S. M. la Regina reggente 
aveagli accordalo, dietro sua ' proposta , la croce del- 
l' ordine reale e militare di S. Ferdinando dì 3.' classe. 
Dopo ir combattimento di Arronitz, le truppe ven- 
nero accantonate in Allo, Discastillo, Morentin, MurìaÌQ 
e AIbérin, questi due ultimi villaggi ad una mezza lega 
da Estella , e tulli situati sul fertile suolo della Solatia. 
L' indimani mattina le truppe si misero in marcia per 
Allo, da dove i generali Lebeau e Iribarren, colle loro 
divisioni, si diressero, l'uno sopra Lerin e l'altro 
s(^Hi Larraga. Oraa, colle brigate Minuissii* e Narraez, 
passò la notte in Lodoaa, [»er occupare, il 17, Agoneillo 
e Galahorra eoi fine Ai osservare e dì coprire i ponti 
dell' Ebro, minacciati da Gomez e dalla spedizione pro- 
gettata in Castiglia. Tali movimenti vennero eseguili 
senza che il nemico cercasse ad inquietarli. ^^\ 



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SOmiRIO. - 11 geaerale Lcbeta proponesi di dlitrag^ra 1 tiTOrl eretti iht 
CirtitU a Suu Barbara. - Sue diiposliiooi per tale epeniloBB. - U eonle 
de Cleauard gli cliiede un rìnforao. - 11 generale Lebean al riactosta a 
Pamptona. - 11 corpo d'openzioni stacca tre battaglioni in Castiglia. - I 
battaglioni i.". S," e 6". della Legione ritornano nelle ficlnanze di Pam- 
piont. ^ Esparlero t nomato generale in capo dell'eaercito del Nord. — 
Vuoi (occorrere Bilbao assedialo dai CartisU. - Invita il generale Lebean 
adoperare una diversione fovorevole a'saoi progetU ed agli assediati.— 
RiuDioae a Oteiza delle Torze disponibili del corpo d' operazioni della Na- 
Tarra e della divisione della Rlvera. - Movimento sopra Estella. - Combat- 
Umeato di Villaluerta e bombardamento di Etieil*. ~ [ baUagUoai della 
Legione riprendono 1 loro accantonamenli nelle Ticioanie di Pamplona e 
ritornano salla linea. - Il generale Lebeau rientra In Francia. - Suo ordine 
deigfemo d'addio alla Legione ed al corpo d'operazioni delia Navarn. 

I Carlisli avevano Torlifìcalo il romitaggio di Santa 
Barbara sur un' eminenza in avanti , e a due tiri di 
cannone da Puente de la Reina. Volendo approiìttare 
della costernazione in cui supponevansi con ragione 
immersi i carlisti per la seonStta d'ArrOnitz, il gene- 
rale Lebeau si decise a distruggere quelle fortificazioni. 
Fece io conseguenza spedire l'ordine al tenente colon- 
nello Cro9 d'Avenas, di avanzarsi co' suoi Ire batta- 
glioni, mediante una marcia notturna, sino a Rhiruzabal 
e Ovanos. 11 generale Lebeau proponevasi di varcare 
l'Àrga al di sopra di Mcndigorria , dì volgere i suoi 
passi sopra Manneru , poscia di fare bruscamente testa 
di colonna a destra per cadere a rovescio sui carlisli. 
11 tenente colonnello Cros-d'-Avenas doveva entrare di 
nottetempo a Puenle-de-la-Reina, e il 17 settembre, sut 
far del giorno, attaccare di fronte i trinceramenti ne- 
mici. Codesta operazione bene concetta sarebbe iofal- 
lantemenle riescila. Aveva di già ricevuto un principio 



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i03 

di esecuzione per la partenza dei batUiglioni della Le- 
gione rimasti ne' dintorni di Pamplona, quando il conte 
de Cleonard scrisse al generale Lebeau che il nemico 
porlarasi in forze verso Zubiri, e che no» potrebbe 
impedirlo di forzare la linea, e di distruggerla ia par- 
te, se non gli venissero spediti immediatamente i bat- 
taglioni del tenente colonnello Gros-d'Avenas. It gene- 
rale Lebeau credette dover loro ordinare di retrocedere 
sopra Pamplona a cui egli stesso si approssimò. 1 balta- 
glioDÌ'l.''2.*e 3." àella Legione presero i loro accantODa- 
menti ai Zizur Mayor e Menor, a Gazolas e a Aslrain (I). 



() ) 11 7.* batta^tione della tegiooe fu versato nei primi là 
poco di^ i) eombatUmoito d' ArronitE. 



11 7.* battaglione che vediamo amalgamalo nelli sei anti- 
chi battagUoDÌ della Legione, era composto di sole sei cooipa- 
gaie. Egli era venuto in Ispagna come vanguardia di quella Le- 
gione francese che il governo di Luigi Filippo doveva spedirei 
ma che per causa della proclamata costituzione del 18)2, venne 
sciolta. Gli ufBziali di cotesto battaglione quasi tutti francesi rien- 
trarono per la maggior parte in Francia appena videro di dover 
essere suialgatnali aull' antica Legione. 1 soldati nuovi e uoa rotti 
alle &tidte di una cosi disastrosa guwra quasi tutti disstaroDO 
in Francia nel susseguente inverno come si vcdri in appasto 
( notate che la Francia prottetrice della Regina li riceveva). Sundo 
sulla Uoea questi nuovi soldati istigati anche dai primi loro uffi- 
ziali, feriti nel loro amor proprio di essere stati delusi e dal go- 
verno francese e dal governo spagnuolo , disertavano in mas^ e 
soventi volte cogli stessi loro sott' ufDàali. Nel febbraio 1837 UQ 
sergente, di cui tacerò il nome, disertò alla testa di S2 uomioi, 
attraversò le montagne e giunse in Francia. Nondimeno che si 
fosse ingaggiato aPau per 5 anni l'anno 1836, ripatriò 0611837 
ed ebbe l' impudenza di vantarsi decorato della croce d' Isabella U* 
e di tante altre ianbloche. 

( Hata M TnuhMm ) 



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Ma 

Il 21, i baltaglìoBi 4.* e 5.', ed i) 1." del 17." dì lisea, 
furooo diretti sopra Galahorra, agli ordini del teneDle 
colonoello Cros-d'Aveoas. Questa brigala era destinata 
a sostitaire uea divisione spagnuola , partita all' inse- 
CDzione del capo eartista Gontez. Giùoto a Lodosa, il 
tenente colonnello Gros-d'Aveaas ricevette nuove istru- 
Ktoai. Dovette sempre portarsi in Casliglia, ma invece 
dì andare a Calaborra , prese i suoi cantonamenti a 
Ihirillo, Agoocillo e Arrubal, ad una lega da Logrogno. 
I precitati battaglioni fecero sino alli 25 ottobre un 
■ttivissimo servigio salt'Ebro,dì cui tutti i guadi tn- 
rono guardati con cura giorno e notte. La Legione Slra- 
DÌera non ebbe veruna parte importante nelle opera- 
zioni nel mese di ottobre. ] tre battaglioni di sinistra, 
i qaali avevano avuto il cambio -ne' loro accantonamenti 
in Castìglia dal reggimento provinciale dì Chinchilla , 
erano ritornati ad occupare ì villaggi d'Aslrain,di 
Gazolas e di Zìzur, vicino a Pamplona. I battaglioni di 
dritta erano accantonati dair altro lato di detta piazza, 
e atendevansi, sulla linea fortificata, sino a Zubìri. 

Uno agra zia tissimo avvenimento venne ad attristare 
la Legione nel mese di ottobre. Il tenente Hailler (1) 
addetto al deposito ,' essendosi avventurato alla caccia, 
venne fatto prigione e fucilato. Né le circostanze nelle 
quali cadde fra le mani de' nemici, né ì suoi sessan- 
tacinque anni, trovarono grazia appo ì carlisti. Ci aster- 
remo da qualunque commento sopra, fa di luì esecu- 
zione, giacché fatti così mostruosi parlano da loro me- 
desimi e danno un' idea della mansueludioe tanto van- 
tala di don Carlo. Tale esecuzione non fu la sola ordi- 



(1) Era un branssimo ufQziale sTÌzzero , vecchio soldato del- 
l' Impero. 

(Nola del Traduttori). 



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404 

nata del pretendente in circostanze parimenti sì odiose. 
Più lardi, un altro uBtziale della Legione, il signor de 
Fleurans , che rientrava in Francia , venne preso da ona 
guerilla cartista ,- presso la frontiera , e condotto al 
quarlier generale di Garcia per esservi fneilato (M), 

II comando sapremo dell' annata del Nord venne 
conferito , ne' primi giorni di ottobre , al generale Espar- 
tero. I carlisti assediavano allora Bilbao. 11 noovo ge- 
nerale in capo, determinandosi di marciare in persona 
al soccorso di questa eroica città, invitò il generale 
Lebean ad operare nna diversione favorevole agli asse- 
diati, attraendo, mediante un movimento offensivo, 
r attenzione del nemico sul corpo d' operazioni della 
Navarra. Il generale Lebeau affrettossi dì eseguire ^i 
ordini del generale Espartero. Lasciando sulla linea fpr 
tificata i tre battaglioni di destra della Legione, e al- 
cuni battaglioni spagnuolt , sotto gli ordini del conte 
de Cleonard, esso riunì a Larraga , il 5 novembre, le 
altre truppe del corpo di operazioni. 

Il 6 alle 7 antimeridiane, una divisione composta 
di tre battaglioni della Legione, ì i.% K.' e 6.% di cin- 
que battaglioni spagnuoli, di due compagnie di genio, 
di 200 cavalli e di una batteria di 10 obici da mon- 
tagna, esci da Larraga con un tempo piovoso, per di- 
rigersi sopra Oteiza , oV essa arrivò verso mezzc^ior- 
no. Il generale Irribaren, comandante della divisione 
della' Rivcra , vi entrava net medesimo tempo , ve- 
niente da Lerin, alla testa di due battaglioni di fanti, 
di 400 cavalli della guardia con una batteria leg- 
gera di quattro cannoni. Il cattivo tempo non per- 
mise al generale Lebeau di oltrepassare Oteiza e le 
truppe stabilirOQsi alla meglio nel predetto villaggio. 
11 giorno seguente , il generale Lebeau riunì , in con- 
siglio di guerra, gli uffiziali generali e i capi di corpo. 



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MB 
Fu deciso che farebbesi qd movimento sopra Eslella. 
li giorno 8t alle sei del matlino, le truppe stavano 
sotto l'armi; si misero in marcia verso le ore sette, 
in tre colonne. Quella di destra comandata dal briga- 
diere Conrad, avendo sotto i suoi ordini i Ire batta- 
glioni , la cavalleria e quattro obici della Legione coi 
fiancheggiatori a cavallo di don Leon Iriarte, dovè se- 
guire la cresta della montagna del romitaggio, dirì- 
gendosi sopra Villatuerla che sapevasi occupata dal- 
l' inimico. La colonna del centro-, comandata dal co- 
lonnello della guardia Espeleta, era composta del i.* bat- 
taglione del %.* della guardia, del i.' battaglione del 6.** 
leggero, di sei compagnie dette d'exp/oratfores, delle 
compagnie scelte del reggimento provinciale dì yal- 
ladolìd con due obici della Legione ; seguitava essa 
eziandio la sommila della montagna , siccome quella 
di destra, ma marciando sul romitaggio. La colonna 
di sinistra dovette seguire il corso della riviera Ega : 
era comandata dal colonnello lunquera, del reggimento 
di Malaga, il quale aveva sotto i suoi ordini il 2." bat- 
taglione del 2." della guardia, il suo reggimento pro- 
vinciale di Malaga, e un battaglione di tiraàores d'Isa- 
bella IL con due pezzi di cannone. La cavalleria della 
guardia stava in riserva. Il villaggio d' Oteiza , base 
delle operazioni, era guardata dal %" battaglione del 
6." leggero, le due compagnie del genio, uno squa- 
drone di lancieri e la batteria a cavallo. Cotati truppe 
erano slate poste sotto gli ordini del colonnello Noguez, 
capo di stalo maggiore del corpo d' operazioni. 

Le colonne marciavano a una distanza assai gran* 
de runa dall'altra; il generale Lebeau era alla testa 
di quella del centro. Si videro bentosto alcuni batta- 
glioni e squadroni nemici, uscire dai villaggi di Dica- 
stillo e di Morenlio, accennando a Villatuerla « Lìngoii^. 



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406 
Un'uhima eminènza non poeo elevata nascoadsTt Vii- 
latnerta alla colonna dì deslro. Il brigadiere Conrad 
rìcevelle l' ordine di girarla e di scacciare il nemico 
dal villaggio. I batiaglionì della Legione, gianli sor una 
posizione che domina Villaluerla , si trovarono tosia- 
mente in presenza del nemico. II brigadiere Conrad vi 
fermò la propria colonna per alcuni istanti, lanciando 
delle granate ìn mezzo alle masse che occupavano il 
villaggio., Appena cominciarono esse a muoversi, affine 
di porsi al coperto dai colpi della nostra artiglieria, 
egli ordinò alle tre compagnie di voUeggiatori ed alla 
cavalleria, di passare l'Ega e d'impadronirsi di Villa- 
luerta ; il 6.'' battaglione della Legione appoggiava il 
movimento, fili ordini del brigadiere Conrad furono 
eseguiti in modo brillantissimo; i lancieri delta Legione 
attraversarono al galoppo il ponte di Villatuerta, sotto 
il fuoco del nemico; ì volteggiatori sì gettarono nel- 
r Ega per arrivare più prontamente al villaggio. Dopo 
Un assai vivo combattimento, i Carlisti si ritirarono 
sopra il versante della montagna che separavaci da 
Estella, e al cui piede è situala Villatuerta. II 6.° bat- 
taglione della Legione, prese possesso di questo villag- 
gio, ove il brigadiere Conrad, daccordo col generale 
Lebeau, stabili l'ambulanza. La presa di Villatuerta, 
occupala al momento dell'attacco da quattro battaglioni 
e due squadroni carlisti , costò alla Legione parecchi 
nfflziali e circa quaranta uomini. II capitano di vol- 
teggiatori Bonniol rimase gravemente ferito, e i tenenti 
di volteggiatori Roussillon e Dupuis furono uccisi al 
passaggio dell' Ega. Dopo la presa di Villatuerta, il 
brigadiere Conrad si portò sopra Lingoin, occupato da 
due battaglioni nemici : questi non opposero che una 
debole resistenza e frettolosamente I' evacuarono. Il i-" 
battaglione vi si stabilì: il 5." rimaneva in riserva sulla 



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M7 
strada reale dì Pneote de-It-Beina a E^Ua. I baltaglionì 
carlìsli di Lingoin come quelli di Villatnerla , si erano 
ritirati sulle altare ebe ci separavano da questa città. 
Le compagaie di volteggiatori , disperse ia bersaglieri, 
mantenevano un vivissimo fuoco contro quelli del ne- 
mico. 

In questo frattempo, le altre due colonne che non 
erano ancora state impegnate, guadagnavano del ter? 
reno. U generale Lebeaa, vedendo ritirarsi ìl nemicò 
sulle altare che dominano Estella, e deciso di nuova- 
mente affrontarlo, diede l' ordine alla' colonna di sini- 
stra di sostare sull'Bga e di occupare il ponte dì Na- 
varro con artiglieria , per impedire ai battaglioni car- 
listi che venivano da Dicastillo, Moreniin e Allo, di 
portarsi alle sue spalle. II brigadiere Conrad , a Lin- 
goin , copriva r estrema sua destra. Nel mentre ebe il 
generale Lebeaa saliva salle altare, alla testa delta 
colonna del centro, il 6.'^ battaglione della Legione e 
dne squadroni, minacciavano Esiella per la strada reale. 
Da an altro tato, il brigadiere Conrad , dopo avere as' 
sicurato la posizione di Lingoin, secondava il movi- 
mento del generale Lebeaa, portandosi parimenti sulle 
altura d' Estella, i carlisti , favoriti da un terreno sel- 
voso e difficile, opposero alle nostre truppe un'osti- 
natissima resistenza , ma vani riescirono tutti i loro 
sforzi; awegnaccbè dopo un'ora di combattimento, il 
generale Lebeaa, padrone delle sommiti , vedeva Estelk 
in suo potere. Sarebbe stata un' imprudenza lo entrarvi 
ed occuparla; i capi spagnaolì, avendo tuttora i di- 
sastri delle precedenti campagne, presenti alla memo- 
ria , non pensarono a indurvelo. Il generale Lebeau 
limitossi adunque a lanciare sulla cittì duecento gra* 
nate, e durante il bombardamento, le truppe ebbero 
alcuni momenti di riposo. Il 5." battaglione della Le- 



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MS 
glene era spezialmente destinato alla goardia della 
batteria d' obici. 

Awicioavasi la notte; VintenzioDe del generale 
Lflbeau era dì far bivaccare le truppe sulle posizioni 
che aveano prese ai carlisti , per piombare l' indimani 
sopra Estella. I consigli degli ufflziati superiori spa- 
gnnoli arendonelo dissuaso, diveniva niente cosa di 
pensare alla ritirata. Il nemieo si era ritirato fuori del 
tiro -del cannone: ma aspettava certamente con gran- 
de impazienza il nostro movimento retrogrado, per 
prendere una clamorosa rivalsa. Il generale Lebeau 
ordinò la ritirata. Appena i battaglioni della nostra 
destra si furono avviati, i carlisti, secondo la loro 
tattica abituale, ripresero con vigore l' offensiva. I bat- 
taglioni della Legione si ritirarono in ordine, e com- 
battendo. Un battaglione del 6.* leggero, non avendo 
seguilo il loro esempio, provò alcune perdite in uccisi 
e particolarmente in prigionieri. La batteria d' arti- 
glieria marciava sotto la prolezione del nostro ti." bat- 
taglione e del 1.*, del %* reggimento della guardia. La 
compagnia di granatieri della Legione , comandata dal 
capitano De Noiie, ricevette l'ordine di formare l'estre- 
ma retroguardia , e di mantenersi più lungamente che 
fosse possibile buU' altopiano ov'era stata stabilita l' ar- 
tiglieria. 11 combattimento fu terribile su questo pun- 
to; i granatieri si comportarono in un modo mirabile; 
in pochi mionU 25 di essi furono messi fuori di com- 
battimento ed il valoroso capitano de Noue medesimo 
ferito. Il nemico ci oltrepassava e raddoppiava i suoi 
sforzi: due compagnie della guardia, condotte dal co- 
lonnello Espeleta , andarono ad appoggiare ì granatieri 
della Legione. Il generale Lebeau, guidato sur un ter- 
reno pieno d' ostacoli dal tenente Prouvensal de Sainh 



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40» 

Hilaire (t), uiio dé^i affiziali delsua stato maggiore, 
trorarasi a piedi, nel più forte della mischia; la sua 
sicurezza era compromessa ; gli ufftziali lo sDpplica- 
roiio di ritirarsi, e giunto in Villàtnerta, il capitano 
aiulaote maggiore de CoUerille, del 5.'^ battaglione,, 
mise il proprio canlio a saa disposizione. Nel mede- 
simo tempo, le truppe della colonna di sinislra erano 
gagliardamente attaccate al ponte di Navarro. I Carlistì 
pervennero anzi ad impadronirsene, ma fu ben tosto 
ripreso dai tiradores e dalla guardia reale. D' altronde 
il nemico non avrebbe osato innollrarsi nella pianura, 
dove il brigadiere Iribarren aspettavalo alta tesla della 
sua cavalleria. Quesl' ultimo aveva diretto l'ambulanza 
sopra Oteiza , sotto la scorta delle truppe rimaste a 
Villatuérta; ma i battaglioni che primi erano scesi 
dalla montagna, vi presero delle buone posizioni. Il 
nemico riconobbe ben presto che aveva a fare con 
delle truppe agguerrite, ed il suo ardore si rallentò. 
I granatieri del 9.'* della Legione e le compagnie della 
guardia, poterono raggiungere i loro battaglioni, dopo 
avere lasciato, fra tutte tre, 70 nomini sul campo di 
battaglia. I battaglioni spagnuoli e gli ultimi feriti ven- 
nero immediatamente diretti sopra Oteiza. La Legione 
rimase qualche tempo in posizione al di là di Villa- 
tuérta; il nemico non calò dalle alture, e noi rien- 
trammo in Oteiza alle ore nove di sera. 

Tutte le truppe fecero il loro dovere in tale gior- 
nata, l'onore della quale appartenne certamente alla 



(1) Ci afirettiamo di pagare qui un giusto tributo del nostro 
dolore alla memorìa del nostro eccellente e sfortunato camerata 
de Saint-Hilaire, ufBziale pieno di distinzione e di avvenire, ac- 
ato a Pari^, capo di battaglione al 54.° di linea, a 56 anni, 
il 24 febbraio 1848, sulla piazza del Castelletto. 



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410 

Lti^iMe. Il eorpp d'armata fa testimono dcfll* ardore 
de' nostri valorost soldati , al tenpo dell' attacco dì 
Villataerta e di Lìogoin, dell'ordine che non oeisò di 
regnare nei nostri battaglioni dorante la ritirata ; ddit 
, precisione di tutti i loro movimenti che , né le diffi* 
colta del suolo, né l'impeto de' nemici, poterono al- 
terare -nn solo istante. Vari uffiziali , ioii' ufizìali e 
soldati furono promossi a' gradì superiori » -deooratL 
Il capo squadrone Kreiewski, fu nominato' teneato co* 
lonnello per comandare in tale qualità i laicierì delia 
Legione , ed il capitano di granalien De Mo^ , capo 
battaglione per comandare i) 6A I tenenti Iwancew^ì 
e Mongin vennero promossi a capitani; i gottotesenti 
Reilk, Bon e Barbey, tenenti. Nd numero degli tifQ- 
ciali decorali dell' ordine di san Ferdinando di prima 
classe si trovarono: i signori Bruneaa, capitano di 
voltef^aiori (oggi capo battaglione al S.° lef^ro); 
Destez, Pfandler e Bamberg, ufflzieli di granatieri; 
Gnedin e Bravard, uffiziali di volteggiatori; Favella, 
Erlatne, chirurgo aiutante maggiore; Lednchowski e 
Zarembecki, capitani di lancieri; Lemoonier, tenente 
della compagnia d' ambulanza ; Prouvensal de Saint- 
Hilaire , tenente allo stato maggiore generale. II gene- 
rale Lebeau si lodò moltissimo del concorso di tatti i 
capi spagnuoli e particolarmente dei consigli del gè- 
lierale Iribarren, ai quali riconosceva dovere i fdiei 
risultali della giornata. Il brigadiere Conrad ricevette 
pure un' onorevolissima menzione nel suo rapporto. 
Gli nffiziali dello stato maggiore generale, signori Kieìn, 
capo di stato maggiore, Gault, Pongonowski, capita- 
ni, Lagè, tenente, furono citati all'ordine dell' eser- 
cito. 1 capiuni Rousset e de CoUevilIe, il tenente di 
stalo maggiore Tarseac, come tant' altri militari di 
ogni grado della Legione che siamo dispiacenti di non 



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411 

IHltere desinare DomÌDatiramente , farooo citati dal 
brigadiere Conrad all' ordine della dìviaioDe (1). Le per- 
dite dei carlìsti furono ralutàte a 600 uomini; il corpo 
d' operazioni della Navarra ne «oatò 300 eirea fnori di 
combattimento o prigtomerì. Avanti di partire daOteiEa, 
il generale Lebean avea spedilo al conte de Cleonard 
l'ordine di riunire alcuni battaglioni sulta linea for- 
tifieata di Znbiri, per fare un escursione nelle vallate 
di Lanz e d'Ulzama, coli' intento di occupare i batta- 
glioni caiiisli che ivi troTavansi. U governatore dì 
Puente de-la-Reina dovette eziandio fare una sortita 
era una parlò della guarnigione. 



(I) Fra gi'italiaDi cbe 8i dietinsero in questa giormU, vesh 
nero citati all' ordine del giorao della diviaione : Montanari Nttìai» 
di Cesena chirurgo aiutante maggiore, colpito da Bua palla in 
un calcagno nel mentre che culla più grande amorcvol^za cu- 
rava i nostri ftìriti. Fu decorato cavaliere dell' ordine di san Fer- 
dinando. U Montanari è stato affatto dimenticato dall' onorevole A. 

Goisolo (Lombardo) sargente, decoralo della croce d'Isa- 
bella IL 

BwbeiA sargente della 3.' del 6.* battaglione ^à noto al 
lettore , ferito nell' orecchia sioistra , fu decarato della croce 
d'Isabella U. 

Fabbri marescisUo d' alloggio de' Lancierì Pelacchi ( di Bo- 
logna) antico soldato austriaco, fu decorato della croce di di- 
stinzione d' Isabella JI. 

Un tamburro della S.' del 6° battaglione, di cui non ricordo 
il nome, soprachiamato in idioma piemontese (Bugia fwnj, ed 
il fuóliere CelolU, romano, della suddetta compagnia. . 

li fuciliere Caatagneri (Piemontese) già menzionato con onore 
nel combattimento di Angues, e distinto maestro d'armi dell' an- 
Uoo 5.* battaglione italiano, rimase ucciso da una palla nel capo. 

Monge fiidliere della 2.' del 5.* ( anch' e^ Piemontese ) ^ba 
onorevole i 



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412 
Li 9, IO e 11 novembre , i bittta^iom di ainistn 
della Legione oeeaparoao Mendigorrìa e Ovsdos; essi 
riloroaroDO, li 12, nelle TÌcinanze di Pamplooa, e 
ripresero possesso , li 17 , degli acoantonamenli ddla 
linea forlificata*, da Zabaldioa a Zobiri. 

Il cambiamento radicale che si maoiléstò nella po- 
litica della Francia verso la Spagna , dopo la cadali 
del ministero Tbiers, il licenziamento' del corpo di 
6,000 uinnini organizzato a Pan , e soprattutto la dis- 
approvazione del suo ordine del giorno , aveano de- 
terminato il generale Lebean a mandare la propria di- 
missione al governo spagnuolo , fino dilli 10 dì ollo- 
bre. Egli ricevè, li 12 novembre, V autorizzazione di 
rientrare in Francia. Il generale indirizzò i suoi addio 
al corpo d' operazioni della Navarra e alla Legione, 
mediante il seguente ordine del giorno, in data delli 
15 novembre: ■ I cambiamenti che sonosi operati nelle 

> disposizioni militari di cui sono stato incaricato 6iio 

> dal mio arrivo in Ispagna, mi hanno indotto, glie 

> digià un mese , a chiedere a S. H. C. di volere su- 

> torizzarmi a rientrare in Francia. In aspettativa del- 
» la risposta a tale domanda , il corpo d' operaxiooi 
» della Navarra ha avuto parecchi esempi delia mi> 

> devozione alla causa d' Isabella IL II signor generale 
» conte de Cleooard ha ricevuto , per corriere slraor- 

■ dinario , una lettera del ministro , in data delli Zi 
' ottobre , nella quale trovavasi qualificato di comaD- 

> dante del corpo d' operazioni della Navarra. Avevo 
- pure ricevuto mentre eseguivamo il nostro movi- 

> mento sopra Estella , una copia del medesimo di- 
» spaccio , che punto non mi rattenne , poiché la mts- 
B siooe che portava e che avevo prevenuta col duo 
» movimento, tendente a fare una favorevole diver- 

> sione agli assediati di Bilbao, era sacra per me; 

■ avesse ella dovuto costarmi la vita , 1' avrei eseguila. 



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413 

■ Ricevo in questo pnnto , per 1' organo del gene- 

> tale in capo, da parte di S. N. C. , 1' aatorìzzazione 

■ di rientrare in Francia. Io rimetto, per consegue»- 
1 za, a datare di questo giorno, il comando del corpo 
>• d' operazióni della Navarra, al conte de Cteonard. 
>• Fedele in ogni luogo alla causa d' Isabella II. , por- 
li terò Bel mio cuore la memoria onorevole di avere 

> comandato il brafo , l' intrepido corpo d* operazioni 
» della Navarra. La Legione aosiliare francese dopo 

■ essere stata 1' oggetto della mia sollecitadloe , da- 
» rante il comando superiore ed onorevole che me ne 
• fu dato , deve credere che tutti- i sentimenti d' in- 

> teresse che le porto, e che mi ha veduto professa- 

> re, mai sempre mi accompagneranno. Io unirò le 

■ mie oflìerle di servizio alla benevolenza che il signor 

> tenente-generale conte Harispe le porta, per essere 
» a'Parigi, l'organo dei bisogni che la presente si- 

> tuazione fa provare a questo bel corpo, la cui bra- 
» vura ed i servigi sono immensi. > 

11 generale Lebeau ed il suo capo dì stato mag- 
giore , il comandante Klein, portando seco loro la sti- 
ma ed il cordoglio del corpo d' operazioni e della Le- 
gione, ritornarono in Francia alcuni giorni dopo la pub- 
blicazione del suddetto ordine del giorno (!)■ Il generale 
conte de Cleonard prese allora il comando in capo del 
corpo d' operazioni della Navarra , ed ÌI brigadiere 
Conrad il comando superiore della divisione ausiliare 



(1) n colonnello Lebeau rìpigUò in Fraocia il comando del 
570 di )ÌDea, nel quale pure rientrò il signor Klein, nominato 
dipoi maggiore al S.** di linea. 11 signor Lebeau Tenne iaDalsato 
al grado di maresciallo di campo per ordiuanu reale delli 12 
agosto 1839. Egli à morto di cboléra, a Parigi, alla fine del 
1849. 



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414 
fraocesèt II generale l^ebean, mililtre di ma f^nde 
lealtà e di una bravura a tolta prora, feoe, come il 
suo predecessore, i auoi addio alla Spagna con nn 
brillante combattimento. Il comando supremo del cor- 
po d' operazioni della Nararra , esercitato con tanta 
distinzione dal generale Befoelle , afBdalo , dopo la ini 
partenza , al general» Lebeau , apparterrà da ora ìb 
avanti ad oo uffliziale generale spagonoJo. Tale eireo- 
stanza , sì contraria agi' interdi della L^iooe, te fa 
sensibilissima.. Le sue sofferenze erano già gnadi i 
^vesl' epoca; ma il male peggiorerà di giorno in gio^ 
no ; e , se noi abbiamo ancora bei fatU d' atmi ila 
raccontare, dei giorni di gloria a celebrare, «ariano 
in quella via di miseria e di privazioni che la L^o- 
ne percorrerà sino alla saa esiinziose nelle batta^ 
di Huesca e di Barbastro. 



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UBRO mzQ 

COMANDO DEL BRIGADIEBE CONRAD 



CAPITOLO PRIMO 



SOMMARIO. — Situazione della Legione Siranieta quando il brigadiere Con- 
rad ne prende il superiore comando. - Il corpo di operazioni della Nifarra 
si porta nella Rifera, — La Legione Stnoiera occupa saecesttwmenw La^ 
raga, Lodota, Hendavia e Lèrin. — Il brigadiere Coarld fa una «oorrerft 
nella Solana. — CombatiiucMo di Allo. — Kìflessioni sopra questa spedi- 
zione. -- La Legione Straniera ritorna negli accanlonamentJ delle Ticinanze 
<K Pampiona e della linea fortiScata. — Sue lofferenie e patimenti nei dite 
primi mesi dell' aiMO (f)37. — U brigadiere Conrad spedisce il sig. Couu- 
danie Dumeagoii a Madrid. — Agitazione fra' militari delia Legione. — 
Diserzioni, — Ordine del giorno del brigadiere Conrad. — Riorganizzazibne 
delib Legione in tre battaglioni, . 

It comando superiore della Legione Straniera non 
era più una posizione degna d' invidia , allorché il 
brigadiere Conrad ne prese possesso. I battaglioni con- 
siderabilmente indeboliti dai combaltimenti, decimata 
dalle malaUìe inseparabili dalle miserie della guerra, 
p3Ù non ofTerivano ohe nn effettivo poco imponente. 
Il soldo da qualche tempo non era più pagato; il 
8er\-rgio dei viveri era spesse volte sospeso (1). I ma- 



(1) Nel villaggio di Biirlada a naa'on da Pampiona trova- 
vasi il 5.° betta^ione della Legìoae di cw to faceva parte, dopo 
il combettiioeDUi d'AHo, il 24, 25 e 2G deceinbre senza razioni 
di sarta aleun». La Beve era alUagima, in guisa cbenm pfftevaat 
per assi dire, awlare d» una casa aU' akra. La maroda eaaeaio 
28 



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416 
stri operai aveano ioterroUi ì loro lavori, e per god- 
segnenza la consegna degli effetti il cui bisogno dive- 
Diva di giorno in giorno più niente. II malcontento 
era digià grande fra' soldati , mal nndriti , laceri , ap- 
pena al coperto dai rigori della stagione in villa^ 
affatto rovinali. L'avvenire non offerivasi adanqae che 
sotto i più neri colori , quando Ì destini della Legio- 
ne caddero fra le mani del brigadiere Conrad. 

1 battaglioni soggiornarono nei loro accantonamenti 
della linea fortificata e dei dintorni di Pamplooa, sino 
alla fine di novembre. 11 primo decembre, il corpo 
d' operazioni della Navarra fece un movimento verso 
la Rivera , per rimpiazzarvi la divisione del generale 
Irrìbarren, che la presenza di Cabrerà nell'Alta Ara- 
gona, nonché i movimenti del capo carlista Gomei, 
avevano chiamato sull'Ebro. La Legione passò gli olio 
primi giorni di decembre a Larraga. Essa ritornò il 10 
a Pamplona per ripartirne, in due colonne l'il e 12 (1) 



impossibile , Ì poveri soldati slraoierì dovettero ricorrere alla Or 
rilà dei miserabili abitanti e dividere eoa essi le loro patate cou- 
dile eoa pimientos y ajos (peperoni e aglio). Ecco come erano 
trattati soldati die oltre dì essere stati veaduti dalla Francia, 
la servivano ancora eoa onore , e meatre che il suo governo ri- 
fiatava d'interessarsi a loro riguardo, i giomali ministeriali ad 
ogni Dostra vittoria esdamavaDO ta nostra legimé Franeex,àie 
intaoU) periva di fame e di stenti. La Spagna almeao penuriaia 
in guisa die aon ne aveva neper noi né per i suoi nazionali, 
(ffota del Traduttore) 

(1) L'A. ba dimenticato uel suo racconto dì far conoscere 
la formazione di una sezione di tiraglibri composta di tutti Ita- 
liani, a ciò eletti per la loro agilità e bravura, e comandala (U- 
l' intrepido còrso teoentc Favella avente sotto dì sé i salenti 
Barbetti, Danesi e AUiertini (Coi-si). Questa sesioue annata ed 



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417 
U coDte de Cleonard aveva preso posizione fra Tafalla 
e Peralta. La Legione si condusse primamente a Lodo- 
sa; occapò Mendavia il 16, e ritornò in Lodosa soggior- 
DandOTt li giorni 17 e 18, per passare a Lerin il 19. 
Abbiamo spiegato tutti questi movimenti per quelli dei 
capi earlisti Cabrerà e Gomez, i quali minacciavano i 
ponti dell' Ebro, per ritornare, l'uno nell'Aragona, 
l'altro nella Navarra. 

Il brigadiere Conrad aveva il suo quartier generale 
a Lerin il 20 decembre. Tutta la divisione ausiliare 
francese, fanteria , cavalleria e artiglieria , occupava 
questa piccola città fortificala. Il brigadiere si deter- 
minò a visitare il villaggio di Allo- (1), situato nella 
Solana, a tre leghe da Lerin. Il suo scopo era: 1.* d'im- 
porre sugli abitanti una forte contribuzione, per pu- 
nirli di avere partecipato alla Strage di 30-drègonl 



equipaggiata alla leggera serviva ad esplorare e scoprire o fian- 
dieggiare il cammino, prima ad afirontare il nemico, ultima ad 
offenderlo. Essa ha reso graodissimi servigi e alle battàglie di 
Huesca e di Barbastro rimase quasi lotalmeate anoienlata. Bar- 
betti oltrecciò ebbe più volte la missione di portare dispacci da 
Paraplooa a Valcarlos all' estrema frontiera pel generale conte 
Harisp«. A tale effetto doveva percorrere tutta la linea fortificata 
che le guerillas carliste andavano giornalmente attraversando in 
ogni senso. 

(Nota del Tradttttore) 

(1} Il famoso curato d'Alio partigiano della regina, e che 
teneva la campagna con un centinaio circa di cavalieri pelea 
venir chiamato il Merino dei Cristìni. Questo uomo facea fre- 
quenti scorrerie, saccheggiando, prendendo indebitamente da ogni 
mano viveri per la sua banda, e conducendo seco prigioni o fu- 
cilando i membri delle autorità che nei villaggi si mostravano 
malevoh al suo partito. In breve tempo divenne il terrore dei 
reahsU nel paese intorno a Vittoria ed a Salvatierra. 



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■4i8 
spagnuoli sorpresi e massìicratì in Allo tre mesi primi; 
2.* di radunare dei virert per la propria divisione; 
3.* di assicurar&i , mediante tale dimostrazione, del- 
r importanza delle forze carlisle nella Solana. Ditene- 
vasi per certo, in qoesi' epoca, cbe il brigadiere Conrad, 
non avesse informalo de' suoi progetti il conte di Cleo- 
nard, il qnale aveva allora il suo quarlier-generale ia 
Artajona. Sempre è vero però che le truppe spagnnolc 
del corpo d' operazioni non ebbero veruna parte a 
questa spedizione , la quale poco mancò non avesse 
per la Legione le più gravi conseguenze. 

La divisione ausiliare francese stava sotto le anni 
il ti alle tre del mattino, in avanti di Lerin. Le troppe 
si misero in marcia Verso le ore quattro, soprawedule 
e speculate da alcuni volontari spagnuoli che si erano 
uniti alfa Legione. Alle sette, noi scoprimmo Allo, da cai 
fuggì frettolosamente, un debole distaccamento carlista, 
caricato dai nostri fiancheggiatori a cavallo, ed il quale 
andò a dare l'allarme e annunciare il nostro avvicinarsi 
in tnttt gli accantonamenti nemici della Solana. Il briga- 
diere Conrad ordinò ai due primi battaglioni della Le- 
gione di prendere posizione sulle allure che domina- 
no Allo sulla destra , alture piantate d'olivi a poca di- 
stanza l'uno dall'altro. I ballaglioni 5.', 4.°, 5." e 6.', la 
cavalleria e f artiglieria , stabilironsi in riserva, in ad- 
dietro del villaggio occupato da due compagnie scelte- In 
conformila degli ordini del brigadiere, furono fatte delle 
perquisizioni in tutte le case. La maggior parte degli 
abitanti avevano preso la fuga, traendo secoloro i più 
preziosi effetti. Coloro che non avevano avuto il tempo 
di scampare, o che preferirono di attendere ì risultali 
della visito delle truppe della Regina, vennero falli 
prigionieri e guardali siccome oata^. U fuoco di mo- 
scbetteria si era ingaggiato sulla nostra destra poco 



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4i9 
lempo dopo il principio delle perquisizioni, fuoco in'- 
significante dapprima, ma che ad opi istante diveniva 
egBor più nudrtto. U nemico giungeva da ogni parte, 
e, formandosi in massa a Morentin, prendeva le sue 
disposizioni per attaccarci. La cavalleria carlìsta , tre 
v<dle più numerosa della nostra, mostravasi già snlla 
nostra sinistra , in avanti di DicastiUo- 1 npslrì lan- 
cieri, appoggiati da due battaglioni ,' portaronsi vaio- 
sosamente ad incontrarla. Erano circa tre ore cbe sta- 
vamo davanti ad Allo, quando il brigadiere Conrad 
dovè pensare alla ritirata. Gli era facile prevedere ciò 
che allora iva a succedere. Quando i carlisti furono 
«erti di non av«re a combattere che la Legione, con- 
eepirooo la speranza di ottenere sopra di essa un im- 
portante vantaggio, e dì vendicare questa volta le usoor 
fitte dWla campagna, grazie alla loro superiorità nu- 
merica. Difiatti, i nostri sei battaglioni non offerivano 
3000 combattenti . e l' effettivo della nostra cavalleria 
non arrivava a 200 cavalli, mentre egli è positivo cbe 
t carlisti misero in linea, quel giorno, pib dì 4000 
fanti e 700 cavalli. 

Allorcbé il brigadiere Conrad si decise a ritornare 
a terin, il t." battaglione, comandato dal capitano 
Henry, era alle prese col nemico cbe fino allora aveva 
contenuto. Ma, appena il segnale della ritirata fu dato, 
i carlisti, fedeli alla loro tattica, pigliarono risolnta- 
menle l' offensiva. Il 1." batla^ìone ritirossi con calma 
e ordinalo; sofferse nullameno alcune perdite. 11 capi- 
lano Mony de Hootmort, addetto allo stato maggiore 
della divisione, e che si era già distinto in parecchi 
combattimenti venne incaricato di richiamare tutti i 
IKtsii avanzali. Appena ebbero essi raggiunto i dye 
primi baltagljooi, e quando questi si furono riuniti al 
grosso della divisiooe , il brigadiere la mise in moto , 



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420 
dopo aver preso le convenieniì disposizioni. La L^oné 
presentava al nemico due linee di tre battaglioni, coi 
bagagli e V artiglieria al centro. La nostra cavallem 
era opposta a quella de' Carlisti e copriva h nostra 
sinistra quando loro facevamo fronte. I battaglioni rì- 
tiravansi per iscaglioni; t più prossimi alla cavalleria 
nemica marciavano in qnadrati. Nei primi momenti i 
carlisti non ci attaccarono , né cercarono a oltrepas- 
sarci. Essi aspettavano che il nostro movimento retro- 
grado fosse ben deciso, e che avessimo oltrepassato 
un terreno solcato da profondi burroni , sfavorevole 
alla loro numerosa cavalleria. Anzi non ci seguivano 
che a distanza, ma bentosto diventarono di più. in pia 
molesti e pressanti. Il brigadiere Conrad, riconoscendo 
dalle loro disposizioni che non tarderebbero ad atlae- 
carci seriamente, aveva fretta di arrivare ad un'emi- 
nenza che offrivagli una vantaggiosa posizione, e da 
cui la divisione era ancora assai lontana. Voleva esso 
spedire alcune compagnie ad impossessarsene al passo 
di corsa , allorquando i nostri lancieri ingaggiarono 
improvvisamente la pugna. 

Il tenente Fernandez, ufficiale arditissimo e di noa 
bravura a tutta prova, aveva sotto i suoi ordini una 
ventina di cavalieri spagnuoli cbe facevano parte dei 
lancieri della Legione, ma il cui servigio consisteva 
particolarmente a esplorare, a fiancheggiare le nostre 
cotonne, ed a scortare il qnartier-generale. Codesti ca- 
valieri, mescolati alla retroguardia coi nostri volteg- 
giatori , tenevano lesta ai bersaglieri nemici , quando 
ad un tratto riunendoli , e senza inquietarsi del no- 
merò de' suoi avversari né delle conseguenze della sua 
audace impresa, Fernandez, caricò i primi squadrami 
nemici ne' quali aveva egli osservato del disordine , 
dopo il passaggio di un profondo burrone. Il tenente 



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421 

colonnello Kraiewski persuaso che l'audacia ed il va- 
lore potevano supplire al numero , ardeva esso pure 
di venire alle mani col nemico; inoltre si fece un 
pttnlo d'onore di votare in soccorso di Pernaadez. Si 
ta con un vero stupore che vedemmo i nostri due de- 
boli squadroni caricare furiosamente la cavalleria car^ 
lista, e le nostre previsioni purtroppo si realizzarono. 
Vigorosamente respìnti , dopo un combattimento dì 
alcuni istanti, fertile in tratti di coraggio degni di 
ammirazione , i nostri lancieri vennero a rifuggiarsi 
dietro i nostri battaglioni. L' inimico commise un grave 
errore non caricandoci immediatamente. I nostri lan- 
cieri ebbero appena scoperto il 5.' battaglione che il 
suo fuoco , non che quello de' nostri obici , misero il 
disordine,» portarono la morte nelle fila dei carlisti. 
L' attitudine ferma e il conlegno marziale della nostra 
fanteria , la vecchia fama della Legione , ci yennero 
pure in aiuto; il fatto è, che nel momento in cui cr 
aspettavamo ad un urto impetuoso, noi vedemmo, con 
nostra grande sorpresa, i carlisti ritirarsi fuori del tiro 
dell'artiglieria. La divisione si rimise allora in marcia, 
e rientrò in Lerln verso le quattro pomeridiane, traen- 
do seco alcuni ostaggi, e quindici o venti muli carichi 
di grani e di farina. 

Le nostre truppe combatterono col loro ordinario 
valore.il 1.' battaglione fu il più maltrattalo; il 5.*, 
opposto alla cavallerìa cartista , fecesi rimarcare per 
la calma e la risoluzione che conservò nelle sue di- 
sposizioni per riceverla : esso era comandalo da-l ca- 
pitano Gre (1). Parecchi uffiziali, fra' quali il capitano 



(1) Non T'ha dubbio, come dice l'A., che il 5.' battaglione 
non fosse comandalo dal capitano Gre, e che mostrasse quanto 
valesse una vecchia e disciplinata fanteria dinanzi a si numerosa 



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42a 

Pìteau, e una sessantina di soM«tÌ rìnia««ro lenti < e 
nel nuiaero dei morii doveoimo piangere il eapilano 
di rolleggiatori TittenbroDD ,- il lenente fiobin (1) e 
r atulanle de' lancieri Georges ; questi dop cadde eW 
dopo arere scavalcali, o messi fuori di conbauiméoto 
parecchi cavalieri nemici. Fra gli uftlziali cbe si distie- 
sero, noi dobbiamo citare io prima linea il teneote- 
coloaiuUo Ferrary pel suo sangue freddo e per le 



cavallerìa vincitrìce già della nostra, poiché essa manovrò come 
sul pampo degli eserdzi. Ma tutto ciò si dovette aOa presenza, 
alle disposizioni ed al comando del tenente colonnello Ferrary, 
di' era venuto a dirigere questo quadrato prìmo in facda al ne- 
mico. Il T. che apparteneva alla 5.' compagnie, e che trovoiti 
nella 3.' facda dte Tece fuoco contro il neoiico, fu teetiatonic 
cbe un granatiere, vedendo la rotta de'laacieri polacdli, borbottò 
facendosi intendere dal teaente colaanello ■ Se siamo roUi, il 
eolonuello i a eavaUo e può salvarsi ■ Ferrary infìnse di n*)» 
aver inteso; ma a far mostra di sommo coraggio, scese da ca- 
vallo , .sorti' dal quadrato e si pose sul destro fianco comandando 
come ad una manovra. ^ in fatto l'esito felice dell'azione è do- 
vuto a Ferrar;, come vedremo alla nota posta nella pag. 425. 
( Nota del Traduttore ) 
(1) La compagnia de' caedatori del 1.° battaglione p«de(te 
il capitano TiOenbroun ed il sotto-tenente Robin, che il T. rin- 
piaszA par real decreto nd corrente dd Ì8S7, perdita otorine 
paragonata all' intero ddle p»:dìte della uiddella compagnia. PwA 
hitUi verrà spiegato, quando U ìeilore M^vk cbe le triyipe Car- 
liste avevano dei bersaglieri cke non adempivano altra missoot 
che quella di uccìdere gli ufiiziali contrari. I nostri erano poi 
esposti alla vista piii degli spaguuoli , poiché portavano il cappotto 
blu scuro e sempre colle spalline e la gorgiera, che quelli degli 
spagnuoU avevano il cappotto del colore eguale a quello dei sol- 
dati e in campagna non vedevansi mai ornati del distintivo delle 
spalline. 

( Nota del TradaUore ) 



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sue abili diiposìiioni e^ì rese alU Legione ed «J suo 
capo «nineoli servigi (1). Vari uffizìali 4i laneieri , e 
alla loro lesta il bravo Kraiewski ed il capitano ìb 
].* Wera, si segnalarono per il loro valore. 

H brigadiere Conrad commise «erlamenie una gran- 
de inprudeiiza avventurandosi nella Solana , paese 
ptaao e scoperto , con S,000 boli e 200 cavalli, ^j 
non doveva ignorare che il nemico poteva in poche 



(1) L' onorevole autore fa un beli' elogio al teneate-coloo- 
nello Ferrary, ma non definisce cbiaramenle quanto questi fece 
con quelle sue parole — rendìt à la Légion et à son chef des 
servtces étnmms. — Io dirò bensì cbe, senta far onta al briga- 
diere Conrad ette certamente «ra nn distinto ufBiiale generale, 
aloane volt» la sua bapetuosìtA lo renderà , incapace delle nece» ' 
sarie e auMtanee dUposizioDi, sicché qai copie alla UacU (Afinca) 
pareva MsergU swinota la rwooe; e nel più difficile della nostra 
.ritirata, «{uapdo cioè la cavalleria de' Carlisti disponevasi a cari- 
carci , chiamò a sé il colonnello Ferrary e ad alta voce gU ordinò 
dì provvedere in quella guisa che avesse riputato conveniente. Fa 
Ferrary elle dispose i battaglioni su due linee per iscaglioni, fu 
egli che presiedette alla loro formazione, che li incoraggiò, e che 
li diresse sempre col comando e coli' esempio. Egli elettrizzò il 
soldato, come ere solito, al quale bastava sapo^ die Ferrary il 
guidava per essere persuaso della vittoria. Dunque Ferrary salvia 
la riputanooe di Conrad , e salvò la Legigne da una totale scoo- 
fitta. E questo era queU' uomo, die il T- doveva vedere cer«et9 
a marts , ne) i8^ da quei soldati italiani cbe comandava , sul 
medesimo campo di battaglia ( Cavanella d' Adige o per meglio 
dire Sant' Anna li 7 luglio ], e chiamato vile traditore! Ha co- 
loro ufGziali e soldati tutti improvvisati e privi sfTatto di miUtare 
educazione e di qualsiasi esperienza pretendevano ragionare, cen- 
surare e deliberare, e non erano que* soldati Legionari disàpiì- 
nati, sofferenti, confidenti nel foro capo, che tanta fama (ascia- 
rono di loro ovunque combatterono. 

(Nota dei Traiueore). 



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424 
ore riunire delle forze molto snperiori , soprattatto in 
cavalleria, e niilla d'altronde, a nostra ct^izìone, 
giuslìOcava la temerità dell' impresa. Se i Carlisti, men- 
tre che la divisione era davanti ad Allo avessero osato 
mandare alcuni battaglioni a prendere posizione alle 
nostre spalle per tagliarci la ritirata sopra Lerin, nd 
mentre che altri battaglioni e la cavalleria ci avessero 
seguiti, non si può non nascondere che la situazione 
non fosse allora divenuta molto critica. Ma fortunata- 
mente , il nemico procedette sempre con esitazione sa- 
pendo che le truppe del corpo d' operazioni non era- 
no fontane e temendo che la Legione non avesse mis- 
sione di farlo cadere in un' imboscata. Il vombatU- 
menlo di Allo fu, per la Legione, 1' ultimo fatto mi- 
litare della campagna del 1836. I nostri battaglioni ri- 
tornarono, li 24, nei loro accantonamenti delle vici- 
nanze di Pamplona e della linea fortificala, ove il loro' 
tristo destino chiamali a soggiornare per lo spazio di' 
più di due mesi. 

I due primi mesi dell' anno 1857 furono per la 
Legione un tempo di patimenti e di privazioni di ógni 
natura. Senza soldo, senza tetto, spesse volle senza 
viveri ed appena vestili , i legionari inattivi nei loro 
allc^giamenti della linea fortificala o delle vicinanze 
di Pamplona, bramavano ardentemente nuove opera- 
zioni, che sole potevano migliorare la loro miserabile 
esistenza. Certamente il brigadiere Conrad non era in- 
sensibile a tutti i mali che pesavano sopra i suoi su- 
bordinati; ma egli era impotente per calmarli. I sooi 
unici presso il governo spagnnolo rimanevano senza 
risultati, poiché il tesoro , venivaglr sempre risposto, 
era vuoto. 11 brigadiere decise allora di spedire un uf- 
fìziale superiore a Madrid , per chiamare l' attenzione 
del governo spagnaolo sulla situazione della divisione 



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tìS 
ausiliaria francese. La di Ini scelta cadde sopra il si- 
gnor comandante Dumesgnìl , recentemente ritornalo 
di Francia , ove era stato in congedo per vari mesi : 
egli parti per Madrid il 9 gennaio. Il fermento che re> 
gnavfl fra' militari della Legione esacerbati dai pati- 
menti, manìfestossi piti volle, in quest'epoca in alti 
riprovevoli assai. La disciplina incorse in gravi peri- 
coli ; ma delle colpevoli suggestioni non pervennero a 
smuovere il morale degli ufSziali la citi abnegazione 
e fermezza furono mirabili. La diserzione decimava i 
nostri battaglioni ; il viceré di Navarra vi provocava i 
legionari, col mantenere la divisione sulla lìnea di 
Zubirì. L'ordine del giorno che segue del brigadiere 
Conrad dipinge meglio che noi faremmo noi medesimi 
la trista situazione delta Legione nel gennaio del 1837. 
Ordine del giorno della Legione delti 9 Gennaio. 
» Alcune diserzioni lianno avuto luogo. Valutando anche 
la parte delle difficili circostanze in cui si trova la Le- 
gione, io aveva ragione di aspettarmi da tutti quella 
nobile rassegnazione che deve opporre una delle trop- 
pe pili valorose e meglio disciplinate, a un disagio ac- 
cidentale. Tutte le mie cure , siccome tutti i miei de- 
sideri , tendono al ben essere della Legione. La sua 
condizione da alcuni giorni in poi si è migliorala; il- 
8U0 soldo le è slato pagato giorno per giorno; i suoi 
viveri le vengono somministrati più regolarmente; de- 
gli effetti di vestiario , di biancheria e calzatura le ver- 
ranno distribuiti. Di pia ho la certezza che fra poco 
una parte dell' arretralo sarà messo a mia disposizione. 
Che il soldato adunque abbia pazienza; che abbia di- 
nanzi agli occhi r esempio del coraggio degli uffìziali 
esposti da gran tempo più di lui a maggiori privazio- 
ni; ch'egli non perda abbandonando vilmente le sue 
fila il glorioso nome militare che si è acquistato in 



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426 
Africa ed io Ispagna; che eviti il coataUo di qaegti 
uomini indegni o deboli i quali, cedendo a pernizio- 
se suggestioni , hanno cercalo con una vile fuga di 
sollrarei alle privazioni che hanno sopportato fin qui 
con tanta rassegnazione. Quasi tutti sono stati troppo 
giustamente gastigati i alcuni hanno trovato la morte 
infra le nevi, altri sono stati ricondotti co' piedi g^ti 
e rimarranno storpiali pel resto de' loro giorni: trenta- 
sette finalmente, arrestali nella loro diserzione, sono 
nelle mani della giustizia, lo conto ora sul eoneorso 
di lutti, e spero che in avvenire non avrò più simi- 
gliante fellonia da segnalare. 

> Approfitto del presente ordine per invitare i si- 
gnori uffiziali a impedire i soldati di esporre le lo- 
ro membra intirizzate dal freddo all' azione imme- 
diata del fuoco, attesoché in seguito di tale impru- 
denza trenta uomini sono allo spedale colle mani 
ed i piedi gelati. La gaiigrena si i dichiarata e deter- 
minerà in alcuni, se non la morte, almeno 1' amputa- 
zione. 

Persuaso che la Legione sarebbe chiamata a pren- 
der parte alle grandi operazioni combinate , di cui 
era quistione dopo la liberazione di Bilbao, il brig*' 
diere Conrad risolse di riorganizzarla sopra nuove ba- 
si, ridueendola a tre battaglioni. Simile operazione 
era divenuta necessaria , in eausa della grande dimi- 
nuzione dell' effettivo; essa ebbe luogo li 19 febbraio 
fra Huarte e Villava. I tre battaglioni ricevettero per 
eapi. i signori de Gapretz, de Noiie e Ueyer. 



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SOHUARIO— [naiiooe deU'aercito del NoTd dopo la levata dell'assedio dì 
Bilbao. — Il generale Etids propone un piano dì campagna al governo 
' Spagnaolo. — Viene approvato da SaarsQeld. — Egli è sottoposto al genera- 
le in eapo. ■> Espartero lo dU^iproia ma promette la sua cooperazione. -~ 
Situazione Biuuerica e strategica delle forze attive beltigeranlK — Btpdii- 
zione del piano di campagna adottato dal goveiao. — L'iorante don Seba-^ 
stiano, generale lo capo dell'esercito carlisla. — Le operazioni debbonsl 
Incomirieiare dal IO al 13 manio; — Il cnpo d'armata della Navarra si 
mette in naTimento. — Bivacco di Ediaverri. — SaarsBeld sospende la sue 
operazioni. ~- Il corpo d'armata retrocede. — Saarsfield riceve notizie di 
Evans e di Espartero. -- Il famoso piano di campagna fallisce lino dai pri- 
fflorcfì delle operazioni In causa dalla disfatta di Etans. — Il generate Saars- 
Scld.liifcnDO, rimette il coDiaDdo del corpo d'armata al generate Mlgatl 
de Iribarren. '~ Il cotpo d^operaxioai s'interna nella «aliata- d'Ulzama ac- 
cennando al Bastaa, ~- Combattimento di Husquiz.— Combattimento di Lar- 
rainzar. — Ritirata sopra Famplona. — La Legione occupa Buarte e Villava 
sino alll Ì8 aprile. — Dessa è> ridotta a due tialtagliont e a ane sifuadroDe. 

La pubblica opittione pr^ccupavast' dell' inazio- 
ne in cui mantenevasì il generale tn cnpo dalla levala 
dell' assedio di Bilico in poi. Gli è rer» cbe le opera- 
zioni che si erano lerminate il 25 dicembre avevano 
eonsiderabilmenle affaticalo le troppe e, cbe gli spe- 
dali rigurgitavano di feriti e di malati : Eirpartero me- 
desimo trovavasi assai indisposto. Da un altro canto 
e secondo la natura di simile guerra , le opcrazioai 
offensive erano pericolosissime , nel più crudo di un 
rigoroso inverno, infra moatagne coperte di neve e 
intersecate da torrenti cbe una subiunea piena ren- 
deva alcune volte imponibili ad attraversare. Bla tale 



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inazione delle troppe costitQziooali dipendeva pare da 
un' altra cagione, il generale Evans aveva soltommesso 
un piano di campagna al governo spagnuolo per l'or- 
gano dell'ambasciatore di S. H. britannica a Madrid, il 
signor HendizabaI, disposlissimo ad accogliere ravor& 
volmenle tulio ciò che veniva proposto dall' Inghilter- 
ra , vi diede la propria adesione , riserbandosi però di 
consultare il generale SaarsEìeld , che in allora era ri- 
tenuto per il miglior tattico dell'esercito spagnaoto. 
Il vecchio Saarslìeld accettò , eziandio il piano di cam- 
pagna del generale Evans, dopo avergli fatto subire 
alcune modifìcazioni , ed offerse al governo di assu- 
mere il comando del corpo d'esercito della Navarra, 
quando che fosse messo in esecuzione. Non tratlavasi 
più che di far aderire il generale in capo alle nuove 
combinazioni. Espartero, consultato a sua volta, coi 
riguardi dovuti all' alta sua posizione ed a' suoi recen- 
ti servigi, promise la sua cooperazione; ma disappro- 
vò pubblicamente il piano di campagna di cui il go- 
verno davagli comunicazione , avvegnaché ne preve- 
deva con ragione l'infelice successo. Le basi delle o- 
perazioni furono determinate , dopo numerose comu- 
nicazioni fra i tre generali Espartero, Evans e Saara- 
field, e frequenti colloqui a' quali ebbero parte i co- 
lonnelli de Senilhes e Wilde, commissari dei governi 
francese ed inglese , nonché i deputati alle Cortes del 
Valle e Lujan, in missione all'esercito del Nord. Le forze 
costituzionali attive e mobili ascendevano, in quest'epi- 
ca, a 50,000 uomini e 2,500 cavalli con 50 pezzi di 
cannone da campo (1). Esse erano divise in tre corpi 



(1) Le guamigioai delle piazze di guerra e quelle dei posti 
fortiQcati dell' immensa linea di blocco stabilita da Cordova , as- 
soiiùvauo 30,000 uomini e 500 cavalli. 



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d'armala i cui qaarlieri generali erano a Bllban, a San 
Sebastiano e a Pamploaa. A norma del progetto Evans- 
Saarsfìeld , questi tre corpi d'armata doveano attaccare 
simultaneamenle il onore dell'insurrezione carlista mar- 
ciando sopra Lecnmberri , dove potlerebbersi i colpi 
decìsivi. Si accertava che il minimo risultato di tali 
operazioni combinate sarebbe di stabilire una comuni- 
cazione diretta fra Pamplona e San Sebastiano, iso- 
lando r insurrezione, dalla Francia da dove ritraeva 
tutte le proprie risorse. L'armala carlista avea avuto 
il tempo di riorganizzarsi dopo la'sua sconfìtta davan- 
ti a Bilbao. Essa consisteva allora in quarantaquattro 
battaglioni presentanti un elTeltiro generale e combat- 
tente di 32,000 uomini; è d'uopo aggiungervi 1,900 
cavalli e venti pezzi dì cannone da campo. Tali erano 
le forze che starano per misurarsi; quelle della Regina 
avevano la supremazia del numero, ma sì fatto van- 
taggio era pur troppo conlrobbìlancìato dall' agilità dei 
Carlisti. Si comprende , in effetto, con quale facilità 
delle truppe cOsl leggere come i Vasco-Nararresi, col- 
locate al centro dì un circolo di cui il nemico occu- 
pava la circonferenza, potevano, descrivendo un rag- 
gio , portarsi successivamente sopra ogni punto attac- 
cato, in forze almeno eguali, se non superiori, a quel- 
le de' loro avversari. Simile tattica, inaugurata da Zu- 
malacarregui, gli permise di battere non poche volte, 
alla spicciolata delle forze molto, superiori a quelle di 
cui egli disponeva. I suoi successori non potevano far 
meglio che continuarla e l' infante don Sebastiano ìl 
quale esercitava allora il supremo comando dell'ar- 
mata carlista , la mise pure in pratica. Fa d'uopo con- 
venire ch'egli abbia operato con grande abilità per 
aver saputo liberarsi dalla critica posizione in cui Io 
collocarono, per qualche tempo, i movimenti offensivi 
simultanei e combinati , delli tre eserciti costituzionali. 



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450 
II corpo d'operazioni delh Navarra (1) stava lot- 
to l'armi e formato ìd aranti di Psmplona, viàno al 
eoDTeoto fortificato di San Fedro, I' 11 marzo alle otto 
aDtimerìdiane. II generale in capo esci da Panpioiu 
alle ore nove, e le truppe si misero subito in mori- 
mento sulla strada reale di Guipuscoa. Alle ore undici, 
■'avanti guardo era in vista d^ villaggio di Serasa, o^ 
eupato da aleaoe compagnie' carliste dell'S." batlaglieoe 
dì Navarra. 11 battaglione dei Tiradore$ d'Isabella II, 
il quale fiancheggiava la colonna, segnendo la eim 
delle alture paralelle alla strada, dispooevasi a girar* 
Sarasa che l'avaogoerdia assaliva di fronte, quando 
r inimico si ritirò sopra Erice. Quesl' nUimo villa^io 
fu difeso da un battagliODe cartista , trincerato dietro 



(t) 11 corpo d'armata ddla FfaTtrra, pritm ifi entrare i> 
opn^zioni, ricevette la seguente orgatóztmoaa. 

Brigata d'avangnardia, Gomandata dal cotomidlo Urbm; 
due battaglioni del reg^ento Ccwdova, 10." 4i linea; mt bafr 
tagUoDfl del reg^euto d'Aliuaiua, iS° di linea. 

1.* DlTÌsione, comandata dal brigadiere Van HoIm. t 
composta di due brigate. \.' brigata, avente per capo il colon- 
nello Jtmquera: due battaglioni del 2,* reggimento della guardia : 
un battaglione del reggimento provinciale di Malaga; un ba((2- 
glioiie di liradorti d'tsabeDa U. ; uno squadrone dì fiancheggiato- 
ri d' Isabella IL %' brigata avente per capo il colomi^o Mota- 
redo: un batUgliooe del re^ment» Afi^ca, 1* dilmea, onlut- 
tagtiooa del reg^rmat* prariiuiate d'Avia; u& batt^ioBe dd 
reggimento provtncialB d'Oeme, nno squadrone di drageni di 
Borbone, 5." reggimento'; una batteria di quattro obiizi da mofi- 
lagaa. 

2.* Divisione detta di riserva, comandata da) brigadiere 
Conrad: tre battagGoni de la Legione; un battaglione composta 
di quattro compagnie scdte e di nna compagnia del genio spa> 
gDuole; die iiquadreaì e I» batterìs della tegimt. 

Totale: i4 bUtagUooi, 4 .squadroni, IO obitn. 



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431 

dei parapeiii e delle recehie muraglie. Ma , attaccalo 
con impeto dal colooQello Urbina si mise egli in ri- 
tirata dopo una lotta di reati minuti circa , che ci cot 
sto 15 uomini fuori di combattimento. Alle tre pome' 
ridiane il corpo d' armata arrivò a Irurzun , in vista 
della famosa gola delle Due Sorelle (Dos Hermanas). 
H generale in capo risolvette di farvi sosta , e di pas- 
sare la notte al bivacco sul pianoro di Echaverri, ove 
le brigate preseK) posizione formandosi successivamen- 
te in colonne per battaglione, in faccia alia vallata della 
Boruoda. Allorquando partimmo da Pamplona Ìl tempo 
era minaccioso; gli ultimi battaglioni erano appena 
stabiliti al bivacco, «he giìi la pioggia cadeva a tor- 
renti , e durante tutta la notte fu un vero diluvio. Il 
vecchio conte de Saarsfietd , dando alle proprie trup- 
l'esempio della rassegnazione, ricusossi costantemente 
di cercare un rifugio in una vicina casa ; egli passò 
tutta la notte alla testa del corpo d'armata, davanti a 
uno fra' numerosi fuochi del bivacco, circondato dagli 
uffizialì del suo stato maggiore. I patimenti del bivac- 
co d' Echaverri vivranno lungamente nella memoria di 
coloro che dovettero sopportarli, e al detto degli uf- 
fiaiali che avevano fatto la guerra al tempo dell' Im- 
pero, era difficile imaginarne de' più crudeli. 

11 generale Saarsfield apprese nella notte, che del- 
le forae carliste assai considerevoli , eransi portate so- 
pra Estella , senza dubbio colf intento , di attrarre da 
quel Iato r attenzione del corpo d'armata della Na- 
varra. Quando spuntò il giorno non aveva egli anco- 
ra ricevuto alcuno avviso ufficiale dei movimenti di 
Espartero e di Evans. In simigliante incertezz'a , lascian- 
do d'altronde alle sue spalle delle forze nemiche assai 
imponenti , il generale Saarsfield credette dover sospen- 
dere ìe sue operazioni. 11 cattivo tempo fu pure una 

29 



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432 
delle gravi cause della sua delerminazione. Il 12 ver- 
so le- DOve, le Irnppe riceveltero 1* ordine dì era- 
eoare il pianoro di Eciiaverri. La brigata di vanguar- 
dia andò a slabìlìrsi io Erice; la 1.' divisione occupò 
Saraza ove istallossi il qnarlier generale , e la %.^ di- 
visione (Legione Straniera), Ugasti e Aldaba. Il nemi- 
co non ci tribolò nel nostro morimenlo retrogrado , e 
le truppe avevano preso possesso de'rispettivi accanlo- 
Damenli verso le ore cinqne. Il generale Saarsfield sep- 
pe a Saraza , nella sera , che il generale Evans avea 
attaccato le linee nemiche il 10 , e che aveva avuto 
coi Carlisti ano scontro molto serio. D'altra parte, egli 
fa informato, che i battaglioni nemici ì quali eran- 
si portati sopra Estella, avevano esegaito ana coo- 
Iromarcia, e che tre di essi erano giunti a Irurzuo 
e nella Gulina. Il tempo non ammigliorò nella giorna- 
ta delli 15. Le truppe del corpo d'operazioni non fe- 
cero verun movimento. Alcuni battaglioni vennero ad 
aumentare le forze carliste che ci erano a fronte. 

II conte de Saarsiìeld imparò il 14 che il generale 
in capo. Espartero era pure entralo in operazioni il 10 
e ch'egli aveva occupato Durango l'il , alia testa di 
venlotto battaglioni, dopo aver completamente battuto 
i Carlisti. 

Le forze nemiche ohe aveano preso posizione a 
Irnrzun e nella Gulina, ricevendo giornalmente dei 
rinforzi, il generale Saarsiìeld, credette dovere evacua- 
re i villaggi d' Erice e di Saraza, dominati da allure, 
per occuparne altri più vicini a Pamplona. I] movi- 
mento si effettuò il 15 alle 'undici antimeridiane. La 
brigata d' avanguardia si alloggiò ai Berrios ( due vil- 
laggi); la 1." divisione occupò Orcoyen e Arazuri; la 
2." divisione (Legione Straniera), Ororhia. Il quar- 
Mere generale s' installò a Orcoyen. La |)rigala d'avaa- 



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433 
gaardia, nell' evacaare Erice, ebbe udo scontro assai 
grave col nemico, e perdette alcuni uomini nelle stra- 
de del villaggio. 

Dolorose notizie cominciavano a circolare nel cor- 
po d'armata, sulle operazioni del generale Evane. Non 
conoscevamo ancora le particolarità dell' infelice com- 
battimento d' Hernani , ma la disfatta della divisione 
inglese non era più un mistero. D'altra parte, non ri- ' 
cevevamo più notizie di sorta alcuna del generale in 
capo, e già consideravamo come sventate dal bel prin- 
cipio , quelle famose operazioni combinate le quali do- 
vevano portare 1' ultimo colpo all'insurrezione. Il ge- 
nerale Saarsfield era molto malato e pensava a rassegna- 
re il comando del corpo d' operazioni. Cbiamò a sé ìl 
maresciallo di campo Irrìbarren , il quale , lascia^ido il 
brigadiere Diego Leon alla testa della divisione della 
Rivera, giunse Ìl 18, dopo mezzo giorno, a Orcoyen. 
Il generale Saarsfield gli rimise il comando del corpo 
d'operazioni e rientrò in Pamplona. 

Le truppe ripigliarono il 19 i cantonamenti ch'esse 
occupavano il 12, 13 e 14. Il generale Iribarren avea 
rinanciato di marciare sopra Tolosa , movimento cbe 
il corpo d'operazioni doveva eseguire nel principio; 
ma egli credette necessario di attrarre dalla sua parte 
la seria attenzione del nemico, il quale, dopo avere 
malmenato il generale Evans , portavasi in massa con- 
tro Espartero. Risolvette di minacciare il Bastan pene- 
trando nella vallata d'Ulzama. Il corpo d'operazioni 
fu riunito il 20 di gran mattino. solU strada reale di 
Pamplona a Tolosa, in addietro del villaggio di Saraza. 
La brigata di vanguardia trasse alcuni colpi di fucile 
contro gli avamposti carlisti, Dell'evacuare Erice. Le 
troppe si misero in moto verso le ore dieci nell'ordine 
che segue: 1." divisione ed il convoglio; 2.' divisione 



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434 
(LegioDe Straniera); brigata d' avanguardia. La coIod- 
na segai uno streltissimo sentiero , dominato a destra 
e a sinistra da alture di cui eransi impossessati i oo- 
stri fiaoche^iatori; essa prolungavasi sopra un'esten- 
sione di circa due leghe. I tiradores d' Isabella 11. in- 
cOntrarono le avanzate nemiche sulle vette di Ocinia^. 
Queste ripiegaronsi sopra Musquiz, ove due baltaglioDi 
nemici aveano preso posizione. Il brigadiere Van Halen 
essendo stato informato di loro presenza , afforzò i (t- 
raddres con un battaglione della guardia. Le compa- 
gnie di estrema avanguardia attaccarono imprudente- 
mente i oarlisti seoz' aspettare 1' arrivo della divisio- 
ne ; Turono esse respinte con perdite' in prigionieri , 
fra' quali varii ufBciali; ma la prima brigala riparò 
iieniosto tale smacco, prendendo di viva for^a il vil- 
laggio e le alture che lo dominano, il combattimenltf 
darò circa un' ora, e in questo tempo- il corpo d'ope- 
razioni venne a formarsi sul pianoro dì Musquiz. Dopo 
alcuni istanti di riposo , le truppe si avviarono per 
Lizazo e Larrainzar: la Legione Straniera ricevette l'or- 
dine di stabilirsi in quest' ultimo villaggio. In causa di 
una penosissima marcia, che il passaggio di numerose 
gole e r imbarazzo di un convoglio assai considerevole 
ponevano ostacolo ad ogni istante, le truppe del corpo 
d' operazioni presero possesso dei loro canlonamenti 
alle dieci della sera, estenuate di fatica e assiderale 
da una pioggia glaciale , Ja quale non aveva cessato 
di cadere in tutta la sera. Il quarHr generale sì stabili 
a Lizazo colla 1/ divisione. 

' Il villaggio di Larrainzar è situato in una vallata, 
ai pi'edi di alture selvose e mollo scoscesi. Il brigadiere 
Conrad ricenoseendo , il 21 sul far Ad dì gli accesBi 
del proprio, caotonamento, rimase tosto convinto della 
necefisilà di ayere uq posto avanzato sQlle presomi-' 



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435 

naie altare. Incaricò la compagnia del genio di forti' 
fìcare due stalle da pecore che caderano in rorina , 
nelle quali calcolava stabilire le grandi guardie. Il I." 
battaglione della Legione, comandato dal signor de 
Gaprez (1), ricevette 1' ordine di portarsi sulle emi- 
nenze e di prendeiri posizione per proteggere i laro- 
ratdri-del genio, sostenuti dalle compagnie spagnuole 
della divisione del brigadiere. Il 1." battaglione atabì- 
livasi Slille allure, quando il comandante de Caprez 
fu informato da alcuni paesani mandati in discoverla, 
del prossimo arrivo dì piìi battaglioni nemici : le sue 
istanze per rattenere sotto i suoi ordini le truppe spa- 
gnuole ch'egli era venuto a rilevare, furono vane, lìiia 
delle stalle era già stata posta bene o male in istato 
di difesa; la 1.* compagnia del 1.** battaglione, coman- 
data dal capitano de Hébich, ricevette l'ordine dì dì- 
fendervisi sino all' ultima estremità. 

Il nemico apparve tostamente in numero di più 
battaglioni, e visto la grande disproporzione di forze, 
il comandante de Gaprez , il quale d' altronde , non 
aveva ricevuto missione di attenderlo , credette dover 
ritornare a Larrainzar. i carlisti assalirono furiosameu' 
te la stalla fortificata ; ma tutti i loro sforzi fallirono 
davanti all' energia del capitano de Hébicb , e la bra- 
vura de' suoi soldati : il suo lenente Sokaski rimase 
ucciso al suo fiancò, parimente cbe una dozzina d' uo- 
mini. Il brigadiere Conrad, ai primi colpi di fucile, 
si portò sulle alture alla testa dei battaglioni 2.* e 5.* 
della Legione , dando l' ordine al tenente colonnello 



(1) Il signor comandante De Caprez i svizzero di nazione, è 
stato promosso dal principe Luigi Napoleone , net decembre 1851, 
al grado di colonnello nel 2.° redìmento della Legione Straniera. 
(Nota del Traduttore). 



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456 
Ferrary di ricondurvi il 1.'; egli era risoluto a com- 
battere il nemico e a liberare la compagoia de Hébich. 
Un fuoco dì moschetleria de' più vivi fecesi bentosto 
sentire sul pianoro di Larrainzar. Il generale Irìbarren 
si condusse sjil teatro del combattimento, dopo aver 
dato r ordine al corpo d' operazioni di prendere posi- 
zione nella vallata. Le truppe della Legione combàtte- 
rono con grande valore; dopo aver tratto d'impiccio 
la compagnia compromessa , fecero testa a delle forze 
molto superiori, ch'esse ributtarono ben lungi, ma 
nel tempo medesimo soffersero crudeli perdile. I capi- 
tani Saiboz (1) e Zalbachowski erano stati colpiti mot- 
lalmenle; i tenenti Sokaski e Reagii rimasero uccisi; 
120 soldati trovavansi già fuori di combattimento. Il 
generale Irìbarren dopo avere percorso la nostra linea 
di battaglia, e riconosciuto la forza e le posizioni dei 
cartisti, ordinò al brigadiere Conrad di ritirarsi dietro 
Larrainzar, nella vallata, lasciando un battaglione trin- 
cerato nelle case del villaggio. La Legione discese dalle 
alture, in un perfetto ordine, e sempre combattendo; 
i carlisti, secondo la loro abitudine, raddoppiarono 
allora gli sforzi, ma i nostri bersaglieri seppero man- 
tenerli a distanza. Parecchi movimenti offensivi ebbero 
luogo in codesta ritirala, e in tal punto si combatté 
all'arma bianca. In uno dei precitati movimenti, il 
sargente di granatieri Bary s' impadroni di un guido- 
ne-stendardo, dopo aver ucciso a iìolpi di baionetta 
r ufBziale che lo portava. Il generale Irìbarren fu te- 
stimonio dell' ardore de' nostri bravi soldati, ch'egli 



(1) Era svizzero di nazione, antico o prode militare che 
ayeva appartenuto alia compagnia de' Cento Svisteri del re di 
Fraacia Carlo X. 

, { Nota del Traduttore ) 



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437 
ìncoraggiaTà colla sua presenza e serenità. Prima di 
arrivare a Larrainzar, avevamo eziandìo perduto due 
nffiziali, i sottotenenti Vermeil e Zregda; quest'ultimo 
ferito mortalmente, non spirò che alcuni giorni dopo. 
[ battaglioni i° e 5." della Legione, dopo avere oUrc' 
passalo Larrainzar, andarono a prender posizione nella 
vallata, dall'altra sponda di una riviera che l'attra- 
versa: il 2°, comandato dal capo bailaglione de None, 
erasi barricato nelle case del villaggio. La 1.' divi- 
sione' e la cavalleria ci attendevano nella valle, ove 
il generale Iribarren sperava di attirare ì carlisti; ma 
questi non discesero dalle allure di Larrainzar, e 
si ritirarono al contrario sulle eresie, fuori del liro 
'de' nostri obi zzi, i quali aveano loro fatto molto male, 
itimasto alcune ore nella vallata, il generale iribarren 
ordinò alle truppe di rientrare ne' loro canlonamenti. 
L'ambulanza venne stabilita a Lizazo. 

Il combattimento di Larrainzar fece Ìl più grande 
onore alla Legione : il generale Iribarren fu soddisfat- 
tissimo della condotta dei nostri battaglioni , i quali 
lotlarono per sei ore continue, senza perdere un pal- 
mo di terreno, contro sei' battaglioni di Navarra, co- 
mandati da due celebri capi, Zubirt e TarraguaL Ma 
se il combattimento dì Larrainzar può essere conlato 
nel numero de' fatti d'armi piìt luminosi della Legio- 
ne, giammai ella pagò un successo a cosi caro prezzo: 
sei uffiziali che abbiamo nominati, ed il sargente mag- 
giore Dufour, furono uccisi con una cinquantina di 
sott' ufiiziali e soldati; nel novero de' feriti trovavansi 
i signori Deletra e Welker, capitani; Rebisso (1), Clelle, 

(1) fìebitso (di Genova) sargente de' granatieri dell'antico 
5* batlaglione in Africa, era pervennto per la sua dislinta con- 
dotta al grado di sottotenente, quando rimase ferito a Larrainzar. 
Ora serve nella nuova Legione Straniera in Algeria. 

( Nota del TradiUlore ) 



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458 
tanenij, Daulun sargente maggiore (oggi oapilano a) 39.'^ 
di linea ), gravemente ferito «ja due colpi di fuoeo. Fra 
coloro che ai distinsero, il «apitaao de Hébich è l'nffi- 
ziale , la cui condotta merita di essere segnalala Ìd 
prima linea; gli valse la decorazione di San Ferdinando 
di seconda classe ; tale distinzione non si accorda in 
Ispagna , che molto difficilmenla , e dietro una scm- 
polosa inchiesta sul fatto d' armi che ha motivalo la 
dimanda di questa onorevole ricompensa. Alcuni mili- 
tari di ogni grado della liegione meritarono delle ri- 
compense che loro non vennero accordate ette molto 
tempo appresso (t). Possiamo citare i signori Barbey, 
già altra volta menzionato e de Damian (o^i capitano 
aiutante maggiore al IS.'* leggero); furono es^i deco- 
rali dell'ordine di San Ferdinando di prima classe. Il 
sargente maggiore Dauttin fa nomato sottotenente, gra- 
do che meritava già da lungo tempo; riceveUe pure 
la croce di San Ferdinando. 

,11 generale Iribarren giudicò prudente Consilio 
di riawicinarsi a Pamplooa^ per deporvi i feriti dei 
combattimenti di Musquiz e di Larrainzar. Le truppe 
del corpo di operazioni non .avevano le loro razioni 
di viveri che sino alli 22, e la Legione aveva consu- 
mato una gran parte delle sue munizioni , nel fatte 
d'armi del 21. Tutte queste considerazioni detennina- 



(1) Quanto riferisce l'A. è provato dal documeato che si 
vedrà a pagina 443, iA cui si tocca eoa mano che il sargente 
maggiore Zanetti proposto per una ricompensa per essersi par- 
ticolarmente distinto nei diversi scontri avuti col nemico dal 30 
al 25 marzo, fu decorato e non ricevette il suo la^vetto della 
croce d' Isabella II. cbe nel novembre dello .stesso anno. Tale era 
la solerzia dei dicasteri spagaoli a Madrid! 

(Nota del Tradimrt). 



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439 
rono il generale Iribarren a chiudece , per il momen- 
to, la aerie delle sue operaziooi , lanlo più ch'egli 
ave» raggiunto in gran parte lo scopo che s'era pre* 
fisso, quello cioè dì attirare dal suo Iato la grave al- 
teQzioqe de' carlisti. 

Il S2 alle otto del mattino, il eorpo d'operazioni 
si mise in marci* verso Pamploaa : il convoglio dei ' 
feriti prese la testa della colonna, e la guardia ne fu 
confidata alla brigata Mazàredo. La Legione ' marciava 
dopo il convoglio , e la brigata lunquera formava la 
retroguardia : la brigata Urbina ci fiancheggiava sulla 
sinistra, e { tiradores d' Isabella Jl. sulla destra. La 
Legione non aVeva tuttavia evacuato Larrainzar, che 
già i eartisti l' attaccavano. La ritirata si effettuò per 
iscagli^ni, e in un ordine perfetto: ogni corpo cóm- . 
batteva a vicebda e ^ispingeva il nemico con pari bra- 
vura. I carlisti rinforzati ad ogni istante- da nuove 
truppe, vieppiù striogevaoci con arditezza.il generale 
Iribarren giunto in vista di Osliz , si decise dì offrir 
loro il combatliDl'enlo, per provar loro che non er^ in- 
timorito né dal numero dei loro battaglioni, né dal- 
l'ardore ohe seiabrava animarli. Le truppe del corpo 
di operazioni che avevabb oltrepassato Ostiz, dovettero 
tornare addietro; tre brigate , presero posizione in avanti 
del villaggio, sul pianoro che lo domina. I carlisti ben 
lungi di'àccettare battaglia, tennero le loro masse fuori 
del tire dei nostri obìzzi, e jichlamarono anzi 1 loro 
bersaglieri. L'ora favorevole eh' èssi attendevano con 
impazienza appro'ssimàv^si , e .noi vedremo di' qui a 
pòeo che non molto .mancò che non rieScissero nelle 
loro .combinazioni. 

Dopo Ili)' ora di riposo e di aspettativa , i nostri 
battaglioni di nupVo si avviarono: i carlisti ci segui- 
rono .e si scagliarono addosso .alla nostra retroguar.dia 



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440 
con nuovo- accanimento, li nemico" aveva dislaccalo sul- 
la nostra destra tre battaglioni di Navarra, ì qaali avea- 
no per missione di rovesciare i liradores, di tagliare 
la tìoEtra colonna in faccia aSorauren, e d' impadro- 
nir-si del villaggio prima che le truppe della Regina, 
vi fossero giunte. Una densa neve , che incominciò a 
cadere verso- le ore tre, favoriva i loro progetti. Noi 
marciavamo sempre combattendo fra Ostiz e Sorauren, 
e i battaglioni di retroguardia erano vivamente incal- 
zati dai nemici, allorquando udimme lutto ad un trat- 
to , in avanti della colonna , un nadrìto fuoco di mo- 
schelteria, frammischiato a delle scariche di artiglieria 
nella direzione di quest' ultimo villaggio. I tiradores 
sorpresi e vigorosamente caricati da forze molto su- 
periori , erano stali posti in rotta ; essi ripiegarono 
sopra Sorauren , ove 1' artiglieria della Legione arrivava 
dal suo lato , nella maggior sicurezza , sapendosi prC' 
ceduta, e iiancheggia'la dalle truppe di fanteria. Il ca- 
pitano Roussel, per una di quelle ispirazioni subitanee 
e audaci , le quali sono coronate dalla fortuna , mise 
immedia lamento i suoi obizzi in batteria , e fece pio- 
vere la mitraglia sui battaglioni carlisti. I tiradores si 
rannodarono prestamente, ed il nemico convinto ch'era 
stato prevenuto nell'occupazione dì Sorauren, fretto- 
losamente sì ritirò. Ciò che accadeva nel suddetto vil- 
laggio inquietò il generale Iribarren. Aveva egli preve- 
duto le intenzioni del nemico , ed aveva raccomandato 
al colonnello Mazaredo di ritornare addietro, dopo aver 
messo in salvo ìl convoglio dei feriti, per prendere 
posizione a Sorauren , in guisa di proteggere la riti- 
rata del corpo d' operazioni. Il generale- Iriharren lasciò 
la direzione dei battaglioni di retroguardia al briga- 
diere Conrad, prese rìvOndogli di appoggiare sempre 
a sinistra, e di non abbandonare le altare, affine di 



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441 
girare Sorauren seoza allnversarlo, se it nemico avesse 
avulo il tempo dì slabilirvisi. Poscia ordinò ad uo 
baltaglione della guardia di segalrlo a) passo -di corsa, 
e méttendosi alla lesta dei lancieri della Legione e dei 
fiancheggiatori a cavallo che seguivano la vallala ri- 
stretta dell' Ulzama , egli porlossi al galoppo sopra 
Sorauren, per riconoscere il nemico e per caricarlo, 
se faceva mestieri. I bsltaglioni cartisti si ritiravano a 
precipizio, lorcbé it generale' Iribarren entrava nel vil- 
laggio, e già i tiradores avevano rivalicalo la piccola 
riviera d' Ulzama per inseguirli. Il 2.'' reggimento della 
guardia accorreva dal suo canto per attaccarli ; ma il 
generale , che aveva fretta di uscire dalle strette d' Ul- 
zama prima di notte, richiamò bentosto quelle truppe: 
esse occuparono le posizioni ove contava incontrare 
la 3.* brigala della 1.' divisione. 

Il brigadiere Conrad erasi conformato alle istru- 
zioni del generale Iribarren. La brigala lunquera erasi 
parlicolarmente distìnta alla retroguardia , in un mo- 
TÌmento offensivo, ed il nemico non udendo più il 
fuoco nella direzione di Sorauren, divenne ad un tratto 
più circospetto. Le truppe del corpo di operazioni dì- 
sponevansì a girare questo villaggio- per le creste, allor- 
ché il generale Iribarren spedì loro 1' ordine di discen- 
dere dalle alture , e di prolungarsi nella valle. Il ge- 
nerale si fermò qualche tempo a Sorauren , cora^ a 
Ostir, e quando fu ben certo che l' inimico aveva del 
tutto rinunciato a seguirlo, ed egli ebbe ributtalo ben 
lungi i suoi bersaglieri, fece stilare sotto i suoi occhi 
i battaglioni del corpo d'operazioni, mentre che quello 
d'Almansa (18.° di linea), che doveva formare la re- 
troguardia, rimaneva in posizione in avanti del villag- 
gio, il generale Iribarren ed il suo slato maggiore si 
ritirarono gli ultimi. Le truppe del corpo d' operazioni 



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U2 
acrirarono nei villaggi delle ricinanze di Paroplona a 
Villava, Huàrte, Elcao'o e Borlada, verso le dieci ore di 
aera, dopo aver eombaUutovteoza internizìoDe', per lo 
spazio di quattordici ore (t). Il combattimento delli 22 
costò pure alla Legione un centinaio d' uomini accisi 
o feriti, e fra quésti ultimi, il tenente di volteggiatori 
Guérillon. Dobbiamo una speciale menzione alla bril- 
lante condotta del Capitano Maze ; all' estrema retro- 
guardia , durante questa lunga e penosa ritirata. Maze 
erasi già distinto nel combattimento del 21; il briga- 
diére Conrad l'aveva nominato , la mattina delli ÌZ, 
sul campo di battaglia stesso, capitano di volteggiatori 
in rimpiazzo dello sfortunato Zaibachowski. 

Tale ritirata' fece il più grande onore al generate 
Iribarreo , il quale aveva di già. acquistato una bril- 
lante riputazione nelF esercito , come generale di ca- 
valleria. Eseguì con successo una delle più ditBcili ope- 
razioni della guerra, e nella quale i generali della 
Begjna non riescivano quasi sempre. L' armata gli ac- 
cordò tutta la sua fiducia, e bentosto vi si associò il 
governo, conferendogli il comando in capo del corpo 
d'operazioni della Navarra, colla carica di viceré. Tutti 
i corpi gareggiarono d'ardore^nei suddetti combatU' 
menti e meritarono degli elogi; ma Ja Legione Stra- 
niera ta quale, essa solamente, conlava sei ufBziali 
uccisi e sei gravemente feriti , nonché il %' reggimento 
della guardia , si distinsero al primo rango, h-ibarren 
ebbe molto a lodarsi dei servizi resi in questi dae 



(1) I battaglioni 1.° e 3.° della Legione, dormirono io Til- 
lava; ma il 2.° dovette portarsi fino a ITrroz, per cui il soldato 
posò il sacco verso la mezzanotte. Erano 27 ore che nessuno di 
noi aveva gtistato cibo di sorta alcuna! 

■ (Nota del TradoOore). 



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443 

giorni dal brigadiere Conrad, e dagli ufilziali superiori 
della Legione , i signori Cros d' Avena» « Ferrary, le- 
nenti colonnelli, de Caprez, de Noìie e Meyer, capi dì 
ballaglionì. Il brigadiere Conrad citò parecchi militari 
della Legione, all'ordine della divisione, per la loro 
condotta nelle giornate delti 2t e 22 marzo; possiamo 
designare fra questi , oltre i già nominali ufDziali ì 
signori Bazaine e Tarseac (oggi capitano al 72.* di 
linea) (1). 



(1) Fra gli altri militari della Legione Slraaiera citati ono- 
reTolmenle Dell'ordine del giorno della di?isioiie, e decorati, 
furonvi gì' Italiani : Borgatit { di Milano ) sargente maggiore alla 1.' 
del 1.* battagliane (capitano de Hébich ) nominato poscia aiutante 
sott'uifiziale nel 1838. ' 

Zanetti sargente maggiore alla 2.* del 2." ( capitano de Carlos ) 
di cui si trascrìTe il brevetto qui sotto. 

Ritié ferriere alla stessa compagnia (Sassone di nazione). 

Fratuunil fudliere (Prussiano), ferito da una palla nella testa. 
(Nola del Traduilore) 



Et Secretario de estado y del 
Despacho U&iTersal de la 
Guerra. 

Por cuanlD e1 Sr. Rej D. Feroaii- 
doTll. (Q.£.E. G.}, para perpetuar 
!■ DitiinDria de la Jura de su auguela 
Hlja' primogènita corno PriDcesa bere- 
dera de estos Reinos, se digaó insliluir 
en favor de la» clases de Tropas de lo- 
das armas del Ejercìlo ; Armada una 
candecoracion eepevial con el Ululo 
de Maria habel Luiia por su Beai de- 
creto de diez ; naeie de Iddìo de mil 
ochncienlos treinta ; Ires; y habién- 
dose hecllo dlgno de usar de dlcba 
Cruz de distincioD Camillo Zanetti 
larpento primero de la tégion auii- 
Uar Franeeta por el merito què con- 
traio en lo» diferenlti encttentrot te- 
niaoi con el eiiemigo »obre ti txUle 



Il Segretario di stato e del 
Dispaccio Universale della 
Guerra. 



Volendo il Re l 
(Q.E. E. G,) perpetuare la i 
del prestato giurameolo all' augusta 
sua Figlia primogenila , come Prin- 
cipessa ereditaria di questi negni. ai 
degnò istituire in favore delle classi 
di Truppe dì ogni anna dell' Eseicìto 
e Flotta una decorazione speciale col 
titolo di Maria Itabel iuiia con suo 
Reale decreto delll 19 di giugno del 
1S33; e essendo stato trovato degno 
di usar di detta Croce di distinzione 
Camillo Zanetti targente maggiore 
deWa Legione auriUare francete per 
esserti distinto ne'vari scontri avuti 
col nemico sulle alture della vallata 
di Larroinicar nei giorni 90, 21 , S2 



JigiLizedbyGoOglc 



4U 

Le truppe del corpo d' operazioni soggiornarono 
negli slessi accantonamenti sino alli 18 aprile. Il bri- 
gadiere Conrad ottenne, in qaest' epoca , la soppres- 
sione d' un battaglione e di uno squadrone. Le perdite 
sofTerle durante V inverno avevano reso necessaria tale 
misura. Permise di dare un imponente effettivo ai due 
unici battaglioni della Legione. Il governo francese, 
cedendo finalmente alle sollecitazioni del brigadiere 
Conrad, gli spedi un considerevole convoglio di eifeui 
di ogni natura. Il vestiario e la calzatura dei soldati 
erano allora in un tale stalo , che senza questo soc- 
corso insperalo, la Legione non avrebbe potuto concor 
fere alle ultime operazioni de] bravo e infelice gene- 
rale Iribarren. 



de Larratmar en Ini dìai denle et 
Deinfe al oeiiile y tret de Marzo ulti- 
mo 1 por reunir las circunstaocias qne 
el ciiado Rea! decreto ppescribe. 

Por tanio GB ha eervido mandar 
S.H. la Reina Dunna Isabel li,; cnsu 
nomLre Donna Maria Cristina de fior- 
boti. Begenta y Guberaadora del Rei- 
no, que se le eipida el presente Di- 
ploma para que pueda lUar de la niea- 
clonada condecoracloii , aboaaddosele 
los dos aonos de servlcio que marca 
el articulo >.'> de dicbo Beai decreto 
para la opcloD i los premios de con- 
Btaacla que puedan correspouderle. 
s(^n los reglamentog y drdenes tI. 
^genies. — Madrid i dos de NoTinobre 
de m<l ochoclenlos Ireinla y EÌeIe. 

Firmalo — Rahoret. 



« 33 Marco ultimo e per rlooire le 
clrcostanie che il precitato Beai it- 

crete prescrive. 

A tikle effetto si è degnato ordi- 
nare S. H. la Regiua Donna Isabella 11. 
e io suo nome Donna Maria Cristina 
di Borbone , Reggente e Gobertuulom 
del Regno, che'gli si spedisca il pre- 
sente Diploma perchè possa usare del- 
la meniionata decorazione, abboui- 
dosigli i due anni di servigio che pre- 
scrive l' articolo i." del detto Beai de- 
creto per ottenere i premii di costama 
che possono corrispondergli . secan- 
do i r^olamenll vigenti. —Madrid li 
dae Novembre mille ottocento tienia 

li maresciallo di campo 
Firmalo — Bìmonei 
(Ministro della guerra) 



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CAPITOLO III, 



SOMMARIO — Ririessioni sulle opera;(ion[ dell' Intinte don Sebastiano. — É 
contrario alla grande Bpedlziane che 11 partito castigllano determina don 
Carlo a iatraprendere. — L' armala carlista pana V Arga a Echaari. — Fi>- 
nesta irresoluzione del generale iribarren. — L'armata carìista entra in 
Aragona. — Il corpo d'operazioni di navarra si mette ad inseguirla co- 
preqdo l'Ebro. — Baitaglia di Haesca, — Il generale IHbarren è morial- 
meate ferito. — Il brigadiere Conrad prende il comando del corpo d' ppera- 
zionl e dirige la ritirata sopra Almudevar. - Morte del generale Iribarren. - 
Una divisione comandata dal generale Buerens rafforza 11 corpo d'opera. 
zloni. - Partenza dei cartisti da Huesca. - 11 corpo d'operazioni eontinna 
ad inseguirli. - I carlisil si fermano a Barbastro e le truppe della Regina a 
Berbegal. - Il tenente generale Orsa ?!ene, alla testa di un nuovo rinforzo, 
a prendere il comando delle truppe costituzionali. — Combattimento delli 3 
giugno. - Morte gloriosa del brigadiere Conrad. - Il generale Oraa rimanda 
l' infanteria della Legione a Pamplona. ~ Soggiorno degli avanzi della Le- 
gione a Saragoiia , ove gli ultimi doveri sono resi con, pompa al brigadiere 
Conrad.- Harcia degli avanzi della Legione da Raragoxza a Pamplona. - 
L' energia degli uffiziali è messa alla prova. - Due esecuzioni capitali rista- 
biliscono perfettamente l'ordine e la disciplina. - Arrivo degli avanzi della 
Legione t Pamplona. - li teoente colonnello CrosnJ'Avenas, comandante 
(operiore della Legione. " RiOessioni snlla situazione della Legione dopo i 
combatlimenli di Huesca e di Barbastro. 

Non possiamo non riconoscere che i primordil 
della campagna del 1857 non siano slati gloriosi per 
le armi carlìsle. L'infante don Sebastiano (1) aveva 



(1) Nato il 4 novembre 1811 è figlio del fu infante Pietro, 
cugino di don Carlo, e dell'infanta di Portogallo Maria Teresa 
figlia dd re Giovanni VI, conosciuta sotto nome di principessa 
di Beyra, maritata in seconde noize nel 1858 con don Carlo 
( oggi conte di Molina ) dopo la morte della sua prima moglie 



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U6 

segnalalo il suo awenimeDlo al supremo comando, con 
delle operazioni che avrebbero fallo onore a an peri- 
tissimo generale , e nelle quali trovavasi 1' applicazio- 
ue dei principii messi in pratica dai grandi capitasi. 
Con d'elle forze molto inferiori in numero a quelle del 
nemico, l'infante seppe moltiplicarsi, e trovarsi ovdd- 
que in misura di sventare le impreselaboriosamenle 
combinale de' suoi avrersari. Dovevasi credere che sì- 
miglianti servigi avrebbero dalo al giovine principe 
una giusta iiinuenza ne' consigli di guerra di don Car- 
lo, io quest'epoca io cut ratlenzione generale, al cam- 
pò del pretendente, era fissata sulla grande spedizione 
progettata, la quale contava tanti partigiani quanti av- 
versari. L' infante e j Vasco-Navarresi credevano cbe 
si agisse con. troppa fretta, e chiedevano, quando fos- 
se giunto il tempo di porlar un decisivo colpo, la 
riunione di tutte le forze disponibili, per marciare di- 
retlamenle sopra Madrid. Quest' era la realizzazione dei 
grandi progetti di Zumalacar regni. Il partito castiglia- 
no, avente alla sua testa il vecchio generale Moreno, 
regnava da padrone assoluto sullo spirito di don Car- 
lo. Esso non mancava di serìi prelesti per far valere 
tale spedizione, che d'altronde presentava sótto i piti 
brillanti tìusptcii. Per alleviare la Navarra e le Provin- 
cie Basche rovinate dappoi quattro anni dal peso della 
guerra faceva d'uopo, diceva esso, renderla «nive^ 
sale. Polevasi negare che nulla di rimarclievole né di 
decisivo, fosse stala intrapreso da Zumalacarregdi io 
poi ? Se i corpi spedizionari non avevano fìn qui olle- 
nulo favorevoli risultati, ciò era perchè ancora dubi- 



rìnbola di Portogallo , Francesca' d'Assisi, figBa'del re Giona- 
di VI. e sorella della [trecitata principessa di Berrà. 

(Nòta M TtaduUere) 



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W7 
^asi, nella maggior partb dèlie provincie d^la'Spa- 
gm, della preseaza del pretefideole alla testa del pro- 
prio «sercilo. Il re> leeondo il parlilo castigliano, do- 
Tcra ma&tntnl per elettrizzare i suoi partigiani ; Madrid 
allora readertbbesi senza ferir colpo , e don Carlo «a- 
lìreUte finalnente sui trono de' sHoi padrL 

Dopò energlfci e TÌolenti dibauimeoti, che coata- 
rano la libata al conte dì Gina Eguia, l'ex generale 
ia capo delle truppa carliste, la spedizione venne de- 
cisa, -ed i preparativi ne ftirono avvolti nel più pro- 
fondo, segreto. Per ingannare il nemico, don Carlo 
trasferì il ano qnartier-generale da Tolosa a Hernaui. 
A q)»st' epoca , Espartero, che s'èra' imbarcato con 
delle forra ragguardevoli , troravasi riunito al generalo 
Evans Botto san S^astìano. Un attacco generale era 
stalo risolato per il 15 maggio, contro Iran, Font^ra- 
bia , ie la linea di Hernani : ebbe luogo efftEJllivamente 
il giorno indicato. L'epoca della eoneentrazione delle 
forze eostitazìonali , sotto le mora di san Sebastiano 
era stata prevista da Moreno, e scella siccome la più 
favorevole per la partenza delta spedizione. Il generale 
Moreno aveva designato, venti battaglioni e 1200 cavalli 
per forniare il oo^H) spediaionario. L' infante dòn jSe- 
basliano, lasciando il generale Guìbelaldo con dieci 
battaglioni e una numerosa artiglieria, a fronte di 
Esparlero e di Evans, partì l'il maggio per Ecbauri, 
ove giunse il 16, nel medesimo tempo che don Carlo 
proveniente da Estella. Gli era al guado d' Ecbaurri 
che la spedizione doveva passare l' Arga. Una divisione 
earlista, per attrarre l' attenzione del nemico, minac* 
clava da qualche tempo i ponti e i guadi dell' Ebro , 
al di sotto di Logrogno. 11 generale Iribarren aveva, 
in conseguenza, portato il suo quarlier-generale a Lo- 
dosa, fino dalli 19 aprile. Era stato prevenuto però del 

30 



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448 
trasporto d' un eqaipaggiò da poaté a Echaàri, circo- 
stanza ohe avrebbe dovuto 'determinarlo, a nostra av- 
viso, di riaccostarsi al Caraseal. Puente de-ia-Reiui'ttì 
pareva, a quest'epoca, -una posizione favorevoligùma 
per attendervi gli eventi. L' iDCerte:Ó!a che agitava già 
lo spirito del generale Iribarren , rìeonoscevasi ndlo 
marcie e contrommarcie incessanti, allo quali per di- 
fetto di notizie esatte condannava il còrpo d'operazioni. 
U generale Iribarren aveva il suo quartier-generate 
a Lerin dov'era pure la Legione, e le altre truppe 
dèi corpo d'operazioni occupavano -Carcar, Andosillt, 
e Lodosa , quando seppe che il pretendente, alla lesi) 
deJ corpo spedizionario, aveva passato l'Arga al disotta 
d'Echauri, nella sera delli 16 maggio. Il corpo d'ope- 
razioni si mise immediatamente in movimento; ìl 17, 
alle undici antimeridiane , egli era in posizione nel 
Caraseal , in faccia a Anorbe, presso la venta de ht 
campanas. lì pretendente era allora a Noaio,e gli ul- 
timi battaglioni cartisti non avevano ancora passalo 
l'Arga. Se giammai occasione favorevole per iscfaiac- 
ciare il nemico, fb offerta ad un generale valoroso e 
devoto , qual era senza contrasto il generale iribar- 
ren, gli è quella di cai un aceieoamenlò inesplicabile 
l'impedì di appi-oflttare nella giornata del 17. Un at- 
tacco serio e subitaneo stiL corpo spedizionario, nel- 
r indecisione de' suoi primi passi sur un territorio 
ostile, nell'impaccio e nei disordine di un passaggio 
di una riviera, sarebbe stato senza fallo ooronatoda 
un decisivo successo. Icariisti, cólti fra il corpo d'ope- 
razioni, l'Arga e Pamplona, da .cui poteva uscire, alle 
prime cannonate, una brigata di 3000 uomini, si tro- 
varono per alcune ore, in una delle più critiche situa-< 
zioni , fìno dal primordio della loro impresa. Il gene-t 
r^lc Iribarreq contcntoss) di kf^ Uaa ricognizione > 



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U9 
alla lesta dì wa grosso dislaccanuinto dì cnv&lleria. Le 
truppe del corpo d' operazioni passarono là notte nei 
-villaggi d' Oterga , Legarda, Ovanes e MJimzabal. 

La manina delti 18, il corpo d' operazioni si riunì 
a Oranos , ove ricevette dei viveri per tre giorni. Si 
diresse sopra Tafalla e vi giunse dopo una penosissi- 
nia marcia ootlurn». Il generale Iribarren avendo in- 
teso a Tafalla cfaela spedizione cartista marciava verso 
l'Aragona, andò a stabilirsi a Caporosso. Il generale 
Iribarrcn fu informato la mattina del 20, che il pre- 
tendente aveva forzato il ponte di Caseda , valorosa- 
mente difeso per venliquatt' M-e , da quaranta nomini 
d'eletta e «fa' egli era entrato nelle Cinco-Villas del- 
l' Aragona. Il corpo d' operazioni accennò tostamente' 
alla volta di Baltìerra e Ai^uedas, ove passò la notte. 
L' indimani Si' occupammo Tausle. I carlisti ai ripo- 
sarono pei villaggi della Sierra d^ Luna. Il 23, la spe- 
dizione carlisia passò la riviera Gallego , Vicino a Gur- 
rea,nel tempo che il generale Iribarren F attraversava 
a Zuera. Il corpo d' operazioni passò la nòtte in Gurreìi. 
U generale Iribarren aveva allora periscopo dì preve- 
nire il pretendente nell'occupazione della città di Hnesca, 
e d'inlerporsi fra la spedizione e la Cìnea , la. quale 
separa la^Catalogna dalfAragona. Egli sì mise io -marcia 
il Giallo spuntare del giorno. Verso le. dieci, il corpo 
d' armata stava in posizione intorno al bórgo dì Almu- 
devar, dove furono distribuite' alle truppe dieci mila 
razioni di ogni natura ,.reqaisite dai carlisti, e che dì 
già erano caricate sopra de' carriaggi. Il generale Iribar- 
ren seppe in Almudevar che il pretendente, dopo una 
marcia forzata, era poc'anzi entrato, in Hnesca. Dei 
paesani gli annunciarono cfae il maggior disordine re- 
gnava * ncll' armala spedìzionaria : anzi essi pretende- 
vano che ì soldati affranti dì fatica e privi, di razioni 



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4S0 
da alquifDU giorni, non trovtvaBai io tstalo di com- 
baUere. Tali TunesU avvisi deeis«ro il geaer^lé Iribar- 
rea a tentare lo steiao. giorno la sorte deir arme, li- 
a(^uzioae fatale che ^i ooatò la vita, o ei fece provare 
molle altre «"udeli perdile. 

Tre leghe ae|>araBO Atmudevar da Buesca. Il wtf(y 
d'operazioni era gfiuto, verso le oro Ire, in vista dì 
<|uest' altima città. Le vedetta earliile oi areano visti, 
e per consegqeaza dato il segnale di allarme. I carii- 
s(i impugnarono le armi e i loro batiaglioni si forua- 
roao. Piai eravamo arrivati a due chilometri circa da 
Huesoa , quando s' ingaggiò il fuoco. U generale IritM^ 
ren aveva disposto le sue bvppe in tre colonne. Quel- 
la di destra era governata dal brigadiNe Conrad, e 
componevaai della Legione e del 6,* Ic^^ero. La eeleo- 
na del oentro, formala di due battaglioni della guar- 
dia redle e del redimento provinciale d' Avila , ora co- 
mandata dal brigadiere Van Halen. Il colonnello ÙrbÌDS 
avea sotto 1 suoi ordini due battaglioni del. 10.** di li' 
Dea , e uno del 18.**, i quali componevana la colonoa 
di sinistra. Tutta la cavallerìa «ra stata posta sotto gli 
ordini immediati del brigadiere don Diego LeoD-y-fa- 
varete. Dopo aver lanciato. aleune granate nelle maue 
nemiche , il brigadiere Conrad si portò in avanti, alla 
testa dei due battaglimii della legione , laKiando ìi 
riserva quelli del 6/ leggero. La colonna Urbina esegui 
un movimento offensivo colla medesima risoluzioDe. U 
brigata del centro rimase medio tempo di più in po- 
sizione, e non si mosse che dopò le altre due , sia cbe 
il generale in capo volesse farne la sua riserva, sia obe 
U brigadiere Van Halen giudicasse prudente di lascia- 
re impegnare l'azione dalla destra e dalla sinistra, 
prima di concorrervi. 

1 uarlìsli eraosi spiegali nella pianura io avanti 



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Ai Hu«sea , ed avevano preso posizione ai due lati del- 
la strada di Almudevar. Gli squadroni comandali dal 
brigadiere Leon-y-navarete, caricarono alle grida mille 
volte ripelate dì viva la Regina; essi dìsf^^ero la c»- 
valleria nemica che loro era opposta, noncbè i primi 
battaglioni,' che rovesciarono in disordine verso la cit- 
tii. Diego Leon non conleolandosi di questo primo suc- 
cesso, ^'inseguì colla lancia alle reni , senz' aspettare 
l'arrivo dell' infanteria. Esso giunse bentosto dinanri 
a un* eminenza assai elevata , detto il romitaggio di 
S. Giorgio, sulla quale parecchi battaglioni carlisti a- 
Tevaao preso posizione. Aceottì da an fìioco micidiale^ 
i nostri squadroni dovettero battere in ritirata. Il \<tro 
capo, il bravo Diego Leon, cadde in questo momento, 
colpito mortalmente. Uno squadrone, quello de' eoraz< 
lierì della guardia, essendo^ impradentemente impe- 
gnalo sopra un terreno pantanoso, perì quasi intera- 
mente. La cavalleria nemica erasi rannodala sotto le 
mura di Huesca. Essa ritornò tosto sul teatro del com- 
battimento, e dopo una sanguinosa mischia, nella qua- 
le si pugnò da una parte e l'altra con un accanimento 
sènza .esempio , la vittoria si didiiarò pei carlisti. Il 
brigadiere Leon, vari distinti uffìzialt, e circa 150 
de' nostri cavalieri rimasero sul campo di battaglia (1). 
Mentre ciò accadeva all' estrema sinistra , il bri^- 
diere Conrad avvicinava» a Huesca , ricacciando sulla 



(1) I .cavalieri di ogni srma delle truppe coatiluzionati, com- 
presovi anche gli ufBzìali, erano armati della landa. Quella del 
irigadiere LeoD-y-Navarele colpi mortalmente undici cavalieri ne- 
mici prima die una pilla perd'ota avesse ucciso questo brillante 
ufficiale, n suo corpo rimase in potere det nemieo cbo lo sep- 
pellì rindimani in Huesca ct^li onori doluti al sub rao^o e alla 
saa bravora. 



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4S3 
cji[à -tutu i bailaglióai nemiei che f;It ermo a frotiEe. 
Giammai.'le oosti-e truppe avevano mostrato Unto ar- 
dóre; il desiderio di vincere, il delirio del colnballi' 
mento, facevano dimenticare [e fatiche di una marcia 
forzata. La Legione era in procinto di penetrare nella 
città, quando il brigadiere Conrad, imparando da una 
parte la séon0tta della eavollcria del corpo d'opera- 
zioni', scorgendo dall' akra che il brigadiere Van Halen 
non lo appoggiava T e vedendo inoltre delle forze con- 
siderevoli marciare ad incontrarlo, risolvette di ripie- 
gare sulle posizioni dalle quali era partito. Appena che 
il movimento retrogrado incominciò, la Legione si vide 
furiosamente 'assalita da forze mollo superiori. Uno 
squadrone di dragoni di Borbone che seguivd la stra- 
da, forni allora, contro i carlisti, parecchie bril- 
lanti cariche. La nostra artiglieria, che marciava fra 
i nostri due battaglioni, si mostrò degna della sua 
fama. Per lo spazio di un^ ora si com:battè con accaoi- 
menlo da ambe le parti e speisse volto all' ama bian- 
ca; ma tutti gli sforzi dei Carlisti come quelli della 
loro vittoriosa cavalleria , andarono a vuolo davanti 
alla fermezza dei nostri bravi soldati. 

Il generale Iribìirren tenevasi fra le brigate Conrad 
e Van Halen, fin dal principio dell'azione, alla lesta 
di 100 eaecìatori a cavallo della guardia e dello squa- 
drone de' lancièri Polacchi della Legione. Aveva es- 
so applaudilo alla risoluzione del movimento offensi- 
vo eseguito dalla Legione; uno de' suoi aiutanti di cam- 
po venne a portare al brigadiere Conrad , nel piìi for- 
te dell'azione, la testimonianza della sua soddisfazio- 
ne. Eravamo ai piedi della mura di Hucsca , allorché 
il generale Iribarrcn udì la disfalla della propria ca- 
valleria, e la morie del brigadiere Diego Leon. Fu vi- 
sto allora precipitarsi colla furia della disperazione, 



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453 
all'incontro della cavalleria nemica, la quale erasi di 
recente rifortnata. I cacciatori della guardia e i nostri 
lancieri, slanciaronsi snlle sue orme; il bravo colon- 
nello Kraiewski irovavasi a' suoi fianchi. ' Un secondo 
combauimenlo s' im]tegoò , fertile siccome il primo in 
tratti d'eroismo; ma la fortuna serbava ci ad una nuo- 
va sventura. Iribarreo rimase mortalmente ferito da 
un colpo di lancia nel mezzo. del petto, dopo avere 
Mcciso di propria sua mano alcuni cavalieri cartisti , 
nel punto che il colonnello. Kraiewski avea la coscia 
fraiuassatq da una palla. Furono essi altrove trasporta* 
ti, e npn senza stento, dal campo di battaglia, da aN 
cuni soldati intrepidi e devoti. I due squadroni si ran- 
nodarono dietro la brigata. Van Halen, la quale rice> 
vette valorosamente, a varie riprese, l'urlo di ^utta la 
cavalleria nemica. Il tenente dei lancieri dellai Legione, 
Rudnìky, rimase uccìso io tale carica. 

Il comando in capo del corpo d' operazioni ap- 
parteneva da questo momento al brigadiere Conrad. 1 
suoi ufiìziali lo resero informato bentosto dei progres- 
si del nemicò, il quale, contenuto con istento sulla 
nostra destra, rapidamente ci oltrepassava sulla nostra 
sinistra. Il brigadiere Conrad pensò fon ragione che 
altro pili non rimanevagli che fare un'onorevole ritirata 
sopra Almudevar. Spedi, in que^t' intento, degli ordini 
ai capi di brigata Van Halen e Urbina , prevenendoli 
che la Legione prenderebbe e conserverebbe la sua po- 
sizione, lino all'ultimo momento, all'ingresso della 
gola che ci separava dal villa^io. La ritirata fu pe- 
nosissima ne' primi momenti , avvegnaché i battaglióni 
dovettero sostare ad ogni istante, sopra tutta la nostra 
linea, per far testa agl'impetuosi assalti dei carlisti. 
Tutto le truppe rivaleggiarono di coraggio e di fermez- 
za, e neppui^ un battaglione fu rotto. Il %." reggimen- 



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454 
to Eletta gnardia fu saldissimo. La brigata Urbias ese- 
gui parecchi movimenti oflfeRstvi brillanlìssimi. Il co- 
lonnello Mazaredo si coperse dì gloria alla testa del 
proprio reggimento, il prorinciale di Arila, ed il 6.* 
leggero non meritò che degli elogi. La nostra artiglie- 
ria erasi rapidamente portala sopra un'eminenza kl- 
r ingresso delle strette e già le granate cadevano nel- 
le masse carltste. Le brigate si riawicinarono per ri- 
cevere e respingere nn nltimo urto. La cavalleria d^ 
corpo di operazioni prese -le sue disposizioni per for- 
nire un'ultima earica. Ma il nemico sostò ad on tralr 
to, soddisfatto di. ana vittoria a cui era ben lontano 
di attendersi alcune ore prima, e temendo senza dub- 
bio di compromettere il successo di cotesta giomala, 
all'azzardo di un nuovo combattimento. D'altronde If 
sue perdite erano considerabili, anzi superiori alle no- 
stre , e dì più era già notte. Il passaggio della gola si 
esegui senza ostacoli e nel più grand' ordine. Tutti i 
nostri feriti erano stati raccolti sul campo di battaglia, 
e diretti sopra Almudevar, ove gli ultimi battaglioni 
de} corpo d' operazioni giunsero solla mezzanotte. Le 
truppe presero posizione intorno al villaggio e passa- 
l'ono la notte a) bivacco. 

Il combattimento di Huesca'fu imprudentemenic 
offerto dal generate Iribarren con delle tmppe estena»- 
te dalla fatica, ad un nemico molto superiore in'nu- 
mero, ed essendo appoggiato ad un'eccellente posi- 
zione. Per una deplorabile fatalità , l'impeto del nostro 
attacco e l'ardore irriflessivo della nostra cavalleria, 
contribuirono moltissimo alta nostra sconfitta. Ha fa 
fermezza delle truppe del corpo d' operazioni , nella 
loro cattiva fortuna, paralizzò il successo dell' inimico. 
Tre vittorie come quella di Huesea cbe costava all'ar- 
mata cartista 1200 uomini in uccìsi e fe'rili, avrebbe- 



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455 
ro «Minilo il pretendente a rientrare in Navarra al 
priaeipio della spedizione. Per la (piai cosa i Carlisli 
non pensarono in nino modo ad inqnietarei il giorno 
dopo l'azione: essi non uscirono da Huesca. Le per^ 
dite del corpo d'operazioni ammontarono a 1000 iw 
mini circa in ueeisì , Teriti e prigionieri. La più dolo- 
rosa fu qoella del suo generale in eapo, il quale mori, 
il 29 , in seguito ddla sua ferita. Fu sepprililo in Al- 
madcvar cogli onori dovuti al suo rango : TaH uffiziali 
del ctH-po d'operazioni veitnero inumali intorno a lui. 
t' effcuivo defU Legione, al combaiUmento di Hue- 
sca era di 1,200 uomini; essa ne perdette 550 in nc- 
eisi e feriti , fra' quali 20 uf&zìali. Il brigadiere Conrad 
era stato le^èrmeote ferito durante il moTimenlo of- 
fensivo, li comandante Montanari rimase uccisa al cen*- 
tro del SDO battaglione; il suo corpo raccolto e con- 
servato qualche tempo per le cure dell'aiatante Pina- 
more, dovette essere abbandonalo più lardi, sul cam- 
po dì battaglia, con quello del tenente Wollf (1). Il 



(1) ftetlifldiiBtBO i fotti. C1& che l'A. attribuisce all'aiutante 
flnawore dcq è de) tatto Tera Ecco come la cosa scaOde. On- 
rantc la ritirala, motte volte « dovette hr alto e rsccia al Remi» 
per MMtenerne l' mto e retpingerlo. Trovaranu disperse in ber- 
saglieri varie compagnie. Era l'altra quella del battagliODe Mantal- 
legri oonandata dal capitano Reùch, ov'era il T., e la sezione 
de'tiragtìori della Lagioae. Pressati questi beraagUerì dalia caval- 
leria e dai tiratori nrìiati, Hontallegrì comandò al battaglione di 
br volta beta, respiua iabtli lontaiw il neaiico e nel valere ri- 
porsi in marcia, usa palla di biscaino lo colpi lui braccio destro, 
gli attraveraò il corpo sorlatdo dall'altro lato, per cui sbalzi 
netto da «avallo. Il primo che potè prestare soccorso al Coman- 
dante ta a bravo' saliente Ba^etH, indi ebbe la fortuna dì ac- 
corrne il T. ed aiutati dal fuciliere Quirolo (Genovese) suo sol- 
dato di fiducia, lo naliaroBo, a» in qnel mentre spirò appo^iaoda 



jdbyGoOglc 



456 
eapitaDfO de'volteggidlori Mille fu mortatmenle Terilo {i)'f 
i lenenti Liknecker, Mokrzecki , Lirrdaner e Gayer ri- 
ceveltero gravi ferite. Alcune palic> colpirono l'aiutan- 
te maggiore de €olleville; i signori Bonrditliat, capi^. 
taoo, de Damian, aiutante maggiore, il dì coi cavallo 
rimase ucciso, Pacoret, Mongin , Barbey vennero pare 
«colpiti dal fuoco del nemico. II brigadiere Conrad, il 
tenente colonnello Croa d' Avenas ed il comandante 
Meyer del 2.° battaglióne, non cessarono nn solo istan- 
te- di dirigere le truppe della Legione con un sangue 
freddo e nn coraggio degni de'pii^ grandi elogi. Il 
capitano Bazaine, capo di slato mag^ore della divi- 
sione r fece prodigi nella trasmissione degli ordini; 
egli prese le pib intelligenti disposizioni, e si-^gnalò 
per il suo valore, come nei combattimenti d' ArroniW 
di Villatuerta , d' Allo e di Larraiozar. L' artiglieria e 
laeompegnia d'Ambulanza resero, come sempre, imr 



la testa sulla spalla del Bariletti. Non si volea lasciare il cadave- 
re in mano de'Carlistì per dargli onorevole sepoltura; cosi te- 
nendolo il T. pei piedi e Barbetli per la parte Buperìore del cor- 
po, segtiiroBo per lon^ trattoli fianco del baltaglitme fint-antocbè 
oltrepassati sul lato sinitlro dai Carlisti e «aricali dalla Jor« ca^ 
valleria, stanchi da tante fatidie, dovettero laseiarlo in ira fossO) 
Jopo avorio spogliato dell' uniforme, de' distintiu .e de' suoi ordir 
ni die TuroDO conaègaali all' aiutante Mtt' uffiziale Finamore prfr- 
acute a tale operazione. Poco dopo di ciò H T. ricévette una gra^ 
Te contusione di un colpo di fuoco alla regione dell'anca dritta 
cttme dal suo. stato dì servigio. Cosi «Tveone la inorte di Uoo- 
tallegrì. L'Italia perde un suo valoroso figlio, eppure i aditi de- 
clamatori ingiusti , e ignoranti di cose militari u» tempo ]». ap- 
pellavano traditore e minacciavano di fucilailo. 

' ■ (Nota del Traditttore ). 

{i) MiUe era il terso capitano ucci^ da sei mesi ip poi 
alla teMa di questa, stessa compagnia di .vQll«ggiatoii. 



jdbyGoOglc 



457 
ineMì servìgi; la ilenroxiohe' dot chirurgo meggiore 
£Ìcliacber e quella dell' aiulante maggiore Aramburo (1) 
furono a luLli palesi. Finalmenle nfliziali e soldati 
della Legione fecero più del loro dovere in questo in- 
felice combaUimento, del quale ebbero la parte più 
gloriosa, ed in cui comballeroDO come leoni, semor 
do l'espressione di cui sì servì il colonnello' Men- 
divil, capo di sialo maggiore del corpo d' operazioni ^ 
in una relazione publilicala net Giornale di Saragozr 
za (J). 



(1) Di aazione spa^uolo e propriamente nativo di Pamplona. 
(Nota del Traduttore). 

(S) Troviamo nel HoDJtore del 1.° giugno un dìspacda tele- 
grafico diretto dal generale Harispe al governo francese. Abbiamo 
cura di osiervare l'he te notizie del teatro della guerra perveui* 
vano sempre alle autorità francesi per organo spagnuolo. 

Bajonne, 31 maggio .... La partenza dai Carlistì da Hue- 
sca è certa. Il combattimento delli 24 è stato molto serio. Il gft- 
nerale Irìbarren è morto ed il colonnello Conrad é stato f^lo. 
La Legione Siraiùem vi ha avtUo la parte più gloriota. 



Italiani che spesero la vita e il proprio sangue o si dislio- 
sero in questa gloriosa nainlelice giornata. 

Gli aiutaiiti Finamore (Napoletano) antico militare della Le- 
gione Hoenlobe, poscia sott' id'tuiale del 21.° leggiero francese, 
che aveva fette le campagna eh Horea ; Fnmaini (Piemontese) che 
aveva percorso la stessa cartiera come sopra; i sargenti ina^iorì 
Bvtia Pompeo (Piemontese) distinUssimo sotl' ufEiziale della Le- 
gione Boeolohe e del 21.° leggero e che come gii altri aveva btto 
parte della spediiione francese di Horea ( tutti tre venuti iu Ispa- 
gna col 7.* battaglione nell'agosto 1856), e Zanetti Camillo (di 
Bologna) furono proposti ed in segnilo promóssi'sottoteneiiti per 
Reale decreto di S. M. C. laBegma. 

11 bravo sargente maggiore Sudtèt (di- Nizza) ferito in una 
cosóa, Al decorato della croce d'Isabella II.' - 



DigiLizedbyGoOglc 



i58 
Qaando il generale fribarran prese b fanetta rì^ 
soluzione di attaccare i CsrJiiti in Haesca, noa poteva 
ignorare che il generile Bnerens si iroVAva a Saragox- 
«a alla testa di >,000 nomìqi di fanterìa e di 600 ea- 
vtllì. Qoesta divisione ei ngginnse effettivamente il 2C 
a Almudevar. Il generale Buerens prese il comando in 
capo delle trippe che ivi ai trovavano ritihite in no- 
merò di venti battaglioni di fatiti, di 1,200 cavalli, e 
di tre batterie d'artiglieria. 11 brigadiere Conrad con- 
servò il comando snperiore del corpo d'operazioni del- 
la Navarra (1). Il 27, dopo avere diretto alla volta di 



' It urgente de'.greDatier! CoJom6arÌM Cwftmo ( di Bologna ) 
che aveva dato altre prove di valore, rimase ferito in ne braccio. 
f/n h qaarta guida di sinistra che perdeva ^neHa eompagnia ia 
tale sanguinoso giorno. 

II caporale CarbMera Cimte N. (di Wlano] giovine di eccel- 
lenti qualità, soldato da poc^i mesi, fui mortaduente f«it« e 8^ 
rA sai campo- 

n brigadiere d'artiglieria GmiUtmi Vineenu {di FUotrsno) 
fu decorato della crot» d' kabeUa li. per la sua jntrqiidezta e 



I sargentt de'tiragliori Àlìmiini, e Amuì die fimuo deoonli, - 
e BarbeUi, fecero prodigi di valore. 

I tiragliorì Colombo e Barherù (Piemontesi} ambtdae ftrili 
e gii nominatt in aitm parte per diaUnnone. Il prima ranaae 
storpio e ricevette um pennone vita darante. 

I sargtDti maggiori Cariai (^ Hntono) che poaòa fu no- 
ninato aiatante soU' utRzialc, e MaroeduUi (Piemontese) fsraa» 
onorévobnenle citati. 

( Notm da TrudvOon ) 

(1) Leggesi nel Jfomfew deUi 9 giogno il segnenle artioofo, 
scritto da Madrid, in data deUi 31 maggio: 

■ ■% tali rinforsi còmpensemmo le pmtite dcH'anoata aà 

combattimento di Hueaca, die ha rapito alla KegìB» Aie bravi 



jdbyGoOgIC 



499 
Saragoua i feriti deDa giol-naita ilelli ^4j soltò la scor- 
to-di un 'grOMo dislaceanimto , il generale Baerens ft- 
veado saputo la ptrleoia dei Carlisli da Uaeaéa, fece 
eecapare dalla truppe Seta e Pertaza. | cariisU entra- 
rooo in Barbastro il 28 alle due antimeridiane. 

.11 generale Buerens ordinò, -il 38, ti una dirÌMa- 
ne di passare la. Gioca al passo di Modmhi: 600 caval- 
li r attraversarono a guaizo. Nella notte del 28 al SOi 
qneste truppe sorpresero a Esladilla le bande eatalaoe 
che movevano ad tncoalrare'il preteddeAle , e die trac* 
vano secotoro delle- barche per facilitare alla sua ar* 
mata il passaggio della Cinca. I calatasi farono messi 
in rotta e te barche diitrulte. Le tra|ipe del generate 
Basrsns occuparono allora ì villaggi di Berbegual, Hor* 
nillos, Selguas e Castqon. D pretendete era sempre 
in Barbastro. 

Il tenente generale Oraa , capitano generale del 
regno d'Aragona, giiinie il 31 , a Berbegual alla testa 
di un nuovo rinforzo: il generale Buerens gli rimise 
tosto il comando in capo delle truppe, fl cui effettivo 
ascendeva allora a 18,000 uomini. 

Le perdite sofferte dalla Legione aet fatto d" arme 
di Huesca determinarono il brìgadie^ Coarad ad a- 
malgamare ì due batla^ioni in an sólo. Questa ope- 
razione ebbe luogo il primo giugno. Il tenente-colon- 
Dello Cros d'Avenas, alcoai altri tiffiziali,'come pure 
de' solt' affiziali e soldati che avevano diritto al loro 
congedo, chiesero di approfittare della partenza di 
un convoglio, per ritornare a Pamplona. 



generali e un gran numero di degni afGziali. Senta ,ia Legione 
M^miHt, eotesla, perdiU sarebbt sUUa aueóra piU dolorota; tM 
gHttjl' intrepidi Lùgianari hmno spaventato i Corlufi per iO' loro 



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460 
Il generale Òraa .sorli da Bcrbegual , lì 2 giufiio , 
nllo spuntar dal .di. Le -truppe sì formarono in due 
lìnee per brigate , sovra vn altìssimo pianorp, piin- 
tabo di >nuroero6Ì. oIÌtì.'H generale Oraa avea dato l' or- 
dine formale di non ponto impegnarsi in una serii 
anione, e di limitarsi a od fuoco di bersaglieri. Le 
seconde brigate di ogni divistone dovevano anzi aian- 
lenersi sulle loro posizioni , col!', armi in fasci; Simili 
di^osizioni annunciavano una semplice ricognizione. 
La brigala delta divisione di destra colla quale mar- 
ciava'^ il generale Oraa incontrò due battaglioni car- 
listi cbe'respiase dentro in Barbastro. Le bvppe co- 
stilBEÌonali coronavano già tutte le allure che domi- 
nano la. città. II terror panico era fra le sne.mnra; 
il disordine mettei^si nelle - troppe del pretendente. 
Noi distinguevamo un gran numero di fuggiaschi cbe 
dirigevansi verso la. Cinca. Ma- bentosto le. cose cam- 
biarono faccia. Due forti colonne. carlisle, collo scopo 
di proleggere la ritirata di dòn -Carlo, nonché l'eva- 
cuazione di Barbastro, si portarono risointamente ad 
incontrare le truppe della Regina. Una di: queste ci 
attaccò- pel nostro centro; 1' altra ci oltrepassò perla 
no^ra sinistra, favoreggiata da un bosco mollo fitto di 
olivi,-snirorto dèi quale si erano fermati la Legione 
e. un battaglione del %' della guàrdia, per osservare 
un gran burrone che condnceva direltampule a Barba- 
Siro) La brigata del centro , comandata dal colonnello 
don Sixio Pajardo, sorpresa dal subitaneo attacco dei 
carlisti, si sbandò nel maggior disordine. Alcuni squa- 
droni dei 4.' e 6.* cacciatori al momento di caricare 
tornarono addietro. La Legione ed il 2." della gua^ 
. 4Ì3 , si trovarono per. qualche tempo completaiueote 
isolati daj rimaocate dell'esercito. Queste truppe so- 
stennero con pertinacia nel bosco d'olivi, un eoml^t- 



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461 

timento accanitissimo contro delle forzd aaperiori in 
Damerò. Prima di porsi in ritirata, il brigadiere Conrad 
volle eseguire -un' ùltioia carica alla testa della Legio- 
oe;.si fu allora, che portandosi in avanti, eolla spada 
in mano, gridando ■ a me, figliuoli miei, alla baionet- 
ta, ' ricevette in fronte il oolpo mortale che. rapì al- 
l'armata francese ano de' suoi piCi valorosi. uffiziaU. La 
morte del brigadiere Conrad fu gloriosa e degoa di 
queir intrepido militare ; essa decìse la ritirata imme- 
diala delle troppe della sua brigata. Lacompagoia dt 
granatieri della Legione , comandata dal capitano Sto- 
dinger, aveva intrepidamente combattuto intorno al 
corpo del suo capo. Lo scortò essa sino a Berbegual 
ove il condusse il suo capo di slato maggiore e amico, 
il capitano Bazaine, la cui condotta era stata brillan- 
tissima in tutto quest'infelice combattimento. Appena- 
cbe r armata costituzionale arrivò alla sua seconda 
linea, sur un terreno scoperto, i carlisti rallentarono 
il loro ardore, del quale la nostra numerosa cayalleria 
avrebbe prestamente avuto ragione. V azione allora 
Irovavasi terminata. Il generale Oraa ordinò la ritirala 
sopra Berbegual , ove rientrammo alle sette pomeri- 
diane (1). 



(1) PoOar bacco! E nuove dimenticanze sempre a detrimento 
d^' onore degl'italiani. L'A. noD si ricordft che la decimaU se- 
zione di tiraglìori comandata dal coraggioso Favella (oggi capì- 
tau» del 70.* di linea) si era spinta tanto avanti sulla destra del 
battaglione che coperta dagli accidenti del terreno non vide il 
movimento retrogrado eseguilo dopo la morte del generale Con- 
rad, e che finalmente accortasi che il nemico baldanzoso la strin- 
geva di fronte, e stava pGr oltrepassarla dai lati, omunciò a bat- 
tere in rtlirala. Vi Tu bisogno di tutto l' energico valore di quei 
prodi per iscampare a tanto pericolo. U Bailielti. secondò il -suo 



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Il ferale Oraa, deciso a còDserrare presso dt Im" 
I» squadrone dei laacierì e Iti nostra batteria d'obiei, 
eomprese che la Ldgione Straniera ' avera termio&ta la 
propria carriera, dopo la moi'le del brigadiere Conrad. 
H eotnandante Meyer , il solo uffiziale anperiore pre- 
sMle a Berbegual, era rimasto gravemente ferito nel 
bosco d' olivi, ove nn eentinaio de' nostri soldati furono 
piesn fuori di eombatUmento. Gli aranti della Legione , 
comandali dal capitano Stadinger riceverono l'ordine 
dì avviarsi verso Pamplona. Il capitano Bazaine., nella 
sua qualità di capo di atato maniere della divisione, 
diresse la nostra marcia da Berbegual a Saragozza, 
ove arrivammo il 7, senz'essere stati molestali, scor- 
tendo- un eonv<^lio dì 400 feriti (1). 

Il brigadiere Conrad fu inumato a SaragffiEza con 
tatti gli onori dovuti al suo rango. Le auiorìià e gli 
abitanti si associarono ai dolori e al lutto della Legio- 
no. Allorché gli avanzi della divisione ausiliare francese 
ebbero adempito questi pietosi e tristi doveri, e dopo 
esserci congedali da quelli fra i nostri infelici carne- 



tenente coli' usato suo sangue freddo e poterono ragginngare il 
batUglione; ma erano rimasti in soli 14 vivi. 

(r{ota del Traduttore) 



, (i) Dispacco telegrafico inserito nel Monilew delli 13 giugno. 
Bajona, 11 giugno 183?^ 
. Gli avanzi della Legione Straniera sono stati versali in nn solo 
battaglione il quale ritorna a Pamplona , comandato da un capi- 
tano, tutti gli ufGzìali superiori essendo stati ucda o feriti. Ven- 
tisette uOziali e seicento uomini sono at^i posti Fuori di com- 
battimento. Gli è nel combattimento detli 2, die il bravo Conrad 
è rimasto ucciso. Dopo di lui la Legione era distrutta mcral- 
inei^ e fisicamente. 



jdbyGoOglc 



vM*) i«!ìli a fkiMea e a Ìbii>ba$Mw, <^ t»ui»mmie 
4M>ai»donavhinb. «Ilo spedalt! -di Saragozsf, ci m^Mfu»- 
no te istNda per Pam^na» in :Bi)poer« di veati u^ 
■i4> e 4i 300 t»caÌBÌ Questa mareia n«D era f^npt 
fferieolt, visto la :nb8<ra deboleEKa Bume^ioa , q^idltè 
varie ■guerHioi» -carlisle acoravHivaBO per la canipagfta» 
D'#iira part«4 '^QUdì sfaionai di disordine si sianiie- 
starODO al ooslro sortire di Saragozza, e ne' prioii 
giftnlt 'della ti«slra mareh; naa prontanieDie ffrono 
cenpreeat dall'energia d«'A08lri nfilzìaLi, così ))opo.cu- 
MnU. della .loro eatst^aza dannii' all' insubordinaaìoo^ 
come 4* &NCW ai nemico. Uso di essi tu preso di . siira 
col faeik fire>par&to da un addato , questi vepae sul 
mangio passato p«r le anuit V ìndimaiu, un-so^' uffl- 
ziak fa «ofidBDDato a jBorte « fucilalo, per «vere ab' 
biBdoaulo la sua 'ooiiipa^siB per veutlquattr'ore, t 
pèk^ule o rekidute le sae armi in preseBU del Aemiooj 
p«reeebi altri ^oU'ufliziali e eapocali veoBero cassali 
per cattiva condotta o deboleaze ia tali gtoruale (1). 
Uè azioni .che l'autore di questa relaraone disimpe^ 
gB«#a allora Bella Legione, e che in simili diffieili 
eìr«OBtao«e, gì' imposero dei doveri a' quali egli crede 



(1) La prootezia ed il vigore coi quali furono sempre pu* 
aiti gli attestati coibaessi dù militari della L^one^ iiroduceva- 
Qo im gmde effetto svglì ^lagnuoli. Nel ottobre 1856, nel ino> 
meato in cui il 5.° battaglione dig|)ODevaei a partire da Àslrain , 
il -cooiaadaBte Hoatallegri fu prevenuto che uà soldato orasi reso 
colpevole di un tentativo d'assassinamento e di latrocinio in casa 
del suo ospite. Una commissione militare fu immediatamente tiu* 
nita, e questo soldato renne ' giudicato , condamieto e fucilato 
nel medesimo villaggio, prima della partstaa del battag^ne, in 
presenza degK stopefattì abitmti. tlaa colletta fiAta fra gli «tf • 
zitrii prodiKSft un ceatiuBia di' fraachi in favore dcUa vìttima dd> 
1' attentato , il cai ctetigo era sUtù cosi proato. 

31 



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464 
noD aver mancato, gli danno i) diritto di lodare pèr< 
sonalmente la devozione, l'allivilà e il vigore dì cai 
fece prova il signor Aiutante Finamore (oggi capiUoD 
al ìì." leggero). L'ordine fa oompletameole rìstabitilo 
durante il nostro soggiorno a Tndela. Il 13 giugno, ^i 
avanzi della Legione arrivarono a Pamplona, ove noo- 
ve prove fecero bentosto risaltare la loro disciplina e 
spirito militare. 

Il lenente colonnello Cros d'Avenas prese il co^ 
mando superiore della Legione, il cui effettivo noe 
ascendeva più che a 900 uomini validi. Il viceré di 
Navarra le assegnò ViUava per accantonamento, Io stalo 
maggiore rimase in Pamplona. Il tenente generale ba^ 
fone di Carondelet, dì origine francese, fu designalo 
dal governo spagnuolo per ispezionare gli avansi della 
Legione e per riorganizzarla. Uà gli ufQziali protesta-' 
rono contro tale usurpazione dei diritti del capo della 
Legione, qualunque fosse il suo grado, e la missione 
del generale spagnuolo rimase senza effetto. Il signor 
de Senilbes , il quale aveva molte volte segnalalo al 
governo francese i servigi della divisione ausiliare fran-: 
eese, portossi parimenti a Pamplona in quest'epoca* 
e la sua presenza vi fi| gradita e iftife al|a Legione 
Straniera. 

Se i| governo francese non giudicò conveniente di 
richiamare ip Francia i residui della Legione Straniera 
dopo i combattimenti di Hiiesoa e di Barbastro, la sua 
pissione non ne era meno terminala dal solo ffitto della 
«uà dist^^^ione. Delle ealupqie, d) cui l'opiniope pub- 
blica fece fpronlamenle giustizia , benché vsrj organi 
della stampa francese se qe siano resi 1' eco , vennera 
ancora ad aggiungersi allo scoraggiamento e alla Iri- 
islezza che si erano impadroniti de' nostri animi. Alcu- 
|)| ^flp^iaii sollecitarono allora di rìtoniare in Francia, 



jdbyGooglc 



465 
« fra questi*il signor lenente colonnello Cros d'Avenas, 
che il suo collega Ferraryi allora in congedo, s'af- 
frettò di venire a rimpiazzare nel comando supcriore 
degli avanzi della Legione Straniera (1). 



(1) Il tenente colonnello Cros d'Avenas, dopo il rìlomo t 
Pamplona dei resti della Legione, avea diretto al governo spa- 
gnuolo una dimanda per diverse ricompense , in faTore dei mili- 
tari della Legione che A erano disUnti nei due ultimi combatti- 
menti di Huesca e di Barbastro. Possiamo citare come essendo 
staU decorati, i «gnori Heyer, capo battaglione dell'ordine di 
Carlo ni; Baiaine, de Colleville, de Damian e Likneker, det 
r ordine d' Isabella la Cattolica; Hasson , dell' ordine di San Fer> 
dioando di prima classe. 



jdbyGoOglc 



,db,Googlc 



IIBIO WAtTO 



COMANDO DEL COLOKHELLO rERRàRT 



SOMMARIO — mtemo del teDeatp«oIoan«l1o Tettivy in bpagoL — S 
riouB de' nitMari di «gii giftOfi 4el|> l.e^ne. -^ U cHorno di Vermj & 
cewwe la dtaeniane. — lasurre^iope del Nroitovf. — 11 colonnello Leon 
Irlarte chiede a F^rar; Il concorso della Legione. — Nobile risposta dì 
Ferrary. — Esso concentra 1 resti della Legione a TIHava per resistere a 
un attacco del orlliiL — ipprf^zlone dflla coqdati* e dell' altiUtdiv 
dell* Lcgioae durane gU avvesiroenU (U Pamplona. — Condqtla del g»^V. 
DO- nato dall' insurrezione rispetto alla Legione. — 11 generiile carlis^ far- 
cia penetra Della Bltera di Navarra. — Leone Irlarte merda ad Incontrario 
« dimanda ■ Ferrar; l'appofgfo delle lane dltfxnilbtll dsUa Leglou. -^ Il 
eMpaidante de HqA* Io rafghi^De fila tesi* di qqaltro ecmpifloie. -^ (em- 
balliineato del Perdilo « icoatro d' Echaurrl. i- L^ sitiiazioaB dei residnl 
della Legione, fra gì' insorti e i carlisii. diviene talmente grave cbe Ferrary 
prende la rlsolnilone di antcinttni ad ogni costa alla fronilMa diEran. 
Oa — A ial« uhUetto tntu con II cobnoella Vrìarte. -r- Maffd» 44 BM^le 
a laot. — Nuovi servigi resdnti dalla Leyione atU canaa d' Isabella IL — 
U%a coipiraiione ordita dalia guaroigioDe della cittadella di bct è sventata 
la legullo dell'energia e delle disposizioni di Ferrar]'. — Viene nomato 
colonnello. — I earllati p«nelTaDo nello vallate A' Ann» e d''Bebo. •- H co. 
lonwttonmrrTieVva i'oH>n«t di eonduno Rll a«n4 dell^I,eclow « 
Sangou). — £ qnwtlgne di rlorgipiuarla, — Il colonnello Ferrar;, giunto 
a Saragozza . parte per Madrid- — GU avanzi della Legione Inalzano un 
monumento al brigadiere Conrad. — Privazioni , patlmenil e iriraUlt con- 
dotta dai nlltiari di ogni grada Mia Legtone. ■ Smttm^. IK VaUìfi l'VMO 
1 Ua. — La Legione 6 Ucwiltu per decreto resie deH'S decembre I S38. — 
Ella rientra in Francia 11 1 gennaio ig59. — Relazione sommaria delle ope- 
razioniacui ebbero parte l'artiglieria età cavalleria delia Legione, sotto 
gli ordini de'generall Epagnnoli, dopò il combattimento di Barbasiro. 
nd 1»37 e iSZi. — Concliitlone. 

II teoenle colooDello Ferrary aveva ottenuto, nel 
giugno 1857, un congedo di qualLro mesi p«r condursi 
in Francia. Si fu olle acque di Baréges eh' egli imparò 



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468 
la morte del brigadiere Conrad e )' aBnientameoto ddla 
Legione Straniera nei combattimenti di Huesca e di 
Barbaslro. Il tenente colonnello Ferrary, benché soffrisse 
a cagione delle sue antiche ferite ricevute nelle ultime 
guerre dell'Impero, risolvette di rientrare subito in 
Ispagna (l)..Giunto il 24 agosto a Valcarlos, egli passò 
la frontiera Ìl 25 e si riunì lo stesso giorno, nella 
sera, a' suoi eompagni d'armi, i quali tutti attende- 
vano il suo ritorno colla più viva impazienza. Femry 
ispirava un' illimitata fiducia ai militari della Legione. 
Abbiamo moltissime volte segnalato la sua bravura 
cavalleresca; ma inoltre si distingueva per la fermezza 
del suo carattere, per la prontezza delle sne decisioni 
ed in modo particolare per le risorse del suo spirito 
in tulio ciò che spettava al comando, alla direzione e 
all'amministrazione delle truppe. L'energia e l'intel- 
ligenza di questo brillante uffiztale aumentavano colle 
difficoltà e ì pericoli della situazione che doveva attra- 
versare, e noi Io vedremo sortire con onore dalla più 
diffìcile posizione in cai siasi trovata la Legione Stra- 
niera dal suo sbarco in Ispagna in poi. 

Come abbiamo detto, la demoralizzazione era gran- 
de fra i militari della Legione dopo la morte del bri- 
gadiere Conrad. Non passava giorno senza che de'sol- 
t' ufQziali e soldati non si avviassero con armi e baga- 
glio verso la frontiera di Francia, conservando ben' anco 
un certo ordine nella loro diserzione. II lenente colon- 
nello Ferrary incontrò vari di tali distaccamenti. II 



(1) Era uifiziale di cavalleria e fu Tento a Hontmirail (1$14) 
da una palla che gli attraversò il petto. È morto in Roma, nel 1849, 
in seguito di tale ferita e dei disagi e dispiacerne soSerte odi* 
guerra delTeneto l'anno 1S48. 

( Hata del TraduUm} 



.vCoogIc 



M9 
wo iitaspfltlalo rilorno, la sua parola |>erstltlsiva rn 
fihiamarono qae' diseriori ai sentimenti del dovere, e 
rìooDdusse più di 100 uomini a) suo segaito. Da que- 
llo punto la diserzione cessò. 

Le sedizioni militari sì succedevano, a tale epoca^ 
con una deplorabile rapidità, nell'esercito spagonolo. 
Dopo le sollevazioni d'Hernani e di Miranda, Pamplona 
diventò anch' essa il teatro de' piìt tristi avvenimenti. 
Il lenente colonnello Perrary, prevenuto appena dal sud 
arrivo a Villava dell' agitazione che regnava fra i tira- 
dores, si portò il 26 di buon mattino a Pamplona, per 
sollecitare dalle autorità spagnuole la riunione, in un 
solo accaolonamento, degli avanzi delta Legione disse- 
minati in parecchi villaggi. Appena era esso entrato in 
città, che la sedizione fomentata da don Leon Iriarte 
vi scoppiava. I tiradores, sollevali nei Zizur, eransì 
impadroniti delle porle come della cittadella di Pam- 
plona, di cui una parte della milizia urbana simpa- 
tizzava coir insurrezione. Leon Iriarte , avendo incon. 
Irato il tenente colonnello Ferrary, volle eh' egli parte- 
cipasse a' suoi colpevoli progetti , parlandogli del cru- 
dele abbandono, nel quale il governo della Regina 
lasciava la valorosa Legione Straniera. • Sono dispia- 

■ cenlissimo, gli rispose Ferrary senz'esitare, che voi 

■ abbiate, in simile circostanza, contato un solo istante 

■ sulla Legione Straniera. Il tnandato che le è stato 

> affidalo dal governo francese è quello di sostenere 

> in ogni occasione il governo della Regina Isabella II, 
*» e lungi dal secondarvi, vado immantinente a metter- 

» mi a disposizione del governatore di Pamplona per 

> la difesa dell' ordine. ■ Disgraziatamente le autorità 
spagnuole mancarono di fermezza; tulle le truppe, 
ficcelto -la Legione, si unirono all'insurrezione, ebe 
diventò padrona della situazione. U vecchia conte di 



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470 
SaaradsM, questo T«tei«no delKarnìMa spàgf(tiol« , ps- 
rìmenlì ohe iV eotonaello Uen^irìl, capo ^llo i\aUt 
maggiore del vìcereime, fsfono Tvno e Katim anas- 
sinalì di pieno gloroo, sulla piana della GostitanioiK, 
.da «na sfrenala soldatesca. Ferrary, indignato della 
debcdczia degli ani e della eolpev4^ aadacia degli il- 
iri, usci da Paaiplona per n^giungere la Legione la 
quale, rìanìla a.Villara, lo stava aspettando sotto 
r armi (1). 

11 tenente colonnello Ferrary non dissimalavi la 
gp«vìlà detla poBÌBÌofw in cui la solleraxiww dei tira- 
dorw avea collocalo i resìdui della Legione Stoaniera. 
Egli si era troppo brvscameBte, e siano premurosi 
di aggiungere,, troppo oobilniente separai» da doo 
Leon Ipìarte , per potere far capitale d^ pia miai* 
mo soccorso, o appoggio dall' insurreziona trioofanle. 
IV altra parte, non andava e|^i ad essere esposto, 
ne' suoi accantooameali , ad aa prossimo attacco dei 
oarlìsti, perfettamente) islmiti sopra iuiio ciò che sac' 
«edera io Pamf^ona ? Quest' uUima e^eaiaaliià era di 
natam a preoceaparlo seriameale. Tosto elM giuase in 
VUbba, Ti ?ia«l gli avanzi della Legiose;. gli operai 
e i soldati d' ambulaaxfl e del deposito furono proa- 



(1) L'insunesioiie di Panplana, l'asnautùi di SasnficU-e 
d)|ffl)£vil trovarono pia Uidi lael geiwalfl EspRTtero «n jildK* 
iHiBuratHt*; la sua severità, io lata Qin«BlMia, (lan merita die 
dagli elogi: esso salvò l'onore dell'amata apagnoola. Il 14 ne- ' 
vembre 1857, il colonnello don Leon Iriarte, il comaodaote Pabiqf 
Barricai e 'vari altri sott'uffiziali e soltlati del 2.* battaglione di 
(tnutoref, condannaU a morte da na consiglio di gaerra, furono 
passali pev le armi a Pamplona, dirimpetto alla casa medesima 
ove abitava il conte di Saarsficld. Tulli gfi nfSziaii del 3.' batu- 
glione forono cassali dai loro grhll e condannati a qdattr' idbÌ 
di galera. Quelli del t.* Mbirona dae nesl di prigleoia. 



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471 

l&itMe armati e orguiiznti in éue eanpafnie; gli 
uftitlUU senza Isvfifn, nuMerosi in qnesrcpocsy » 
(U^nlzSarQni)! iv nna enapagnia saara dw prese ht 
ieslA'di un faatteglÀone di 1000 a (100 iipmÌDÌ. La pron- 
tezsa e l'eaeigh delle dtsposixioni di Perrarjr furono 
(«li , ohe il n«Bncó , esssidofli cdbttiTasneBte pcesflftUto 
il 28 e 29 , -lo trovò pronto a combattere e neppure 
osò taotare lìna p«oca. II. generale Hi«spe, ricevuti i 
diépaaei dal tenente colaoscllo Ferrary, affrettossi di 
complimentarlo, della- saa doppia attitidìne in faccia 
air iniufreaione e ai earliflti, e troviamo mei Jlhmilevr 
M. 6 settembre i due segueotì articoli, scritti da Ha- 
dnid.f aopEa Ila condotta delta Legione nel tempo di 
questi dAplofabili avvenimenti (N). ■ Io presenza degli 
eventi ohe accadono ancora in l'&Diplona , è di molle 
mMBenti) il segnalare la^ helj' attilndine dei resti àtìì% 
Legio«i& 6trmi«-a, attiabnente comandala dat signor 
tenente «dloM»elk) Ferrary. Qnal esempio e qaale oot^ 
trasto offbe air Botopa l' eroica condotta di codesta 
LegMtic, la quale, fedele all'onore ed à' auoi {bra- 
menti, non sa elie vincere, ubbidire e morire, mentre 
chn. delle trsppe naeioaali , in presenza delto. stesso 
nemioo, oaano assaissiasre i loro eapi, perob4 soffrono 
alcune laggìepe privaziaai. Petriiè non imitare h de> 
vozittie di questi valorosi amiliari, e la kiro intrepi- 
detm sul campo di battaglia ? Perchè finalmente non 
imparaire come questi bravi, a sopportare con corag- 
gio e rasisegn azione le privazioni inseparabili dagU 
evènti e dai ^rtcoli della guerra. ■ 

' Neè tempo che le truppe Cristine stnnnavane 
Saarsfield e Meadivil in Pamptena, gli avanzi deUa 
Legione Straniera respingfevano dai loro accantonamenti 
i cartisti, i qèali avevano voluto approfittare dell'- in- 
surrezione dèi Hradore$. Malgrado i saoìfiaiimeni) e 



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47S 
le soe privazioni di ogni giorno, la Legione è rimnltt 
ealma in mezzo alle grida di morio e di diMrUiae; 
essa ha reso un nuovo servigio al paese , ed k stata 
fedele sino all' ullimo ai doveri che la sua missione 
le ba imposti. Però, se è vero che il governaiore di 
Pamplooa marcia contro gì' insorti, là Legione può tro- 
varsi compromessa , obbligala che sarebbe di far testa 
alle forze dei carlisii di molto aoperiori in numero, 
per impedirli di approfittare una seconda volta del- 
l' iosubordinazione delle truppe Cristine. » 

Ne' primi giorni dell' insurrezione, il governo prov- 
visorio della Piavarra fece distribuire alle truppe am- 
mutinale parecchi mesi di soldo arretralo. La Legione, 
ben iuteso , non ricevette un denaro , ed era mollo 
se le veniva accordala una razione regolamentaria di 
pane e di legumi secchi; nel mentre cfae ì tiradom 
s' empivano fino alla gola di vino e di carne fresca. 
Il tenente colonnello Ferrary, senza sconcertarsi , fece 
allora eseguire da alcuni diataocaraeniì , delle razzie» 
ài viveri oei villaggi vicini ai nostri allo^araentì, 
affine di assicurare le sussistenza della Legione; oltre 
a ciò , egli spedi il eommissario di guerra Galani a 
Madrid, per informare il governo della sitUBiioae che 
gli avea procurala l' insurrezione di Pamplona. 

Xl principio di settembre, i earlisti, rafforzati da 
elcuni battaglioni, s'impadronirono della linea di La- 
rasoagna, e gettarono. eziandio dei distaccamenti nella 
vallata d'Erro. La situazione dei quadri della Legione 
riuniti a Huarte e Villava, diveniva allora assai crìti- 
ca, tanto piò die il governo nato dall' insurrezione , 
loro ricusava l' ingresso di Pamplona , anche nel caso 
in cui sarebbero costretti dalla forza di evacuare i loro 
canlonamenti. Egli loro assegnava insolentemente per 
rifugio i coutrafTossi delle fortificazioni. Per biraoa 



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473 
ventura, tale circostanza non si preaeotà, e si Tu 
sir opposto la Legione che, dimentica di tali inquali- 
Gcabili modi di procederei rendette alle troppe costi- 
tuzioDali della Navarra un nllimo servigio avaoli di 
separarsi da esse, ed ecco in quale occasione. 

Il generale carlista Garcia aveva valicato l' Arga 
presso Mendigorria, per mettere a contribuzione i bor- 
ghi ed i villaggi della Rivera. Il coloODello don Leon 
Iriarte sorti il 10 settembre da Pamplona, alla lesta 
di tre battaglioni e di 200 cavalli, per andarlo a com- 
battere. Trovò esso i carlisti talmente superiori in nu- 
mero, che si affrettò a chiedere al tenente colonnello 
Ferrary, luUe le forze disponibili della Legione. II co- 
mandante de Noue pervenne a stento a formare quat- 
tro forti compagnie di marcia , alla testa delle quali 
egli raggiunse la colonna d' Iriarte, verso mezzogiorno, 
al di là di Astrain. I carlisti occupavano le sommità 
del Perdon a destra della strada di Puente de-la-Reina, 
ed il combattimento sembrava piegare a loro vantag- 
gio , allorquando il mezico battaglione' della Legione 
arrivò sul teatro dell'azione.!) reggimento provinciale 
di Valladolid si ritirava disordinatamente dinanzi al- 
l' impetuoso attacco dei carlisti. Il comandante de Noiie 
si portò risolutamente in suo -soccorso: ma una bril- 
lante carica di uno squadrone dei dragoni di Borbone 
fece .retrocedere il nemico. Le truppe costituzionali 
ripresero allora l'offensiva ed ascesero le alture al 
passo di carica. I carlisti vennero sloggiati da tulle le 
loro posizioni. Alla tor volta si ritirarono in disordi- 
ne, dopo avere sofferto sensibili perdile. Il tenente 
della Legione Schmitt fu ferito in questo combattimen- 
to , i cui risultali sarebbero slati piìi completi senza 
l'insubordinazione dei tiradores. 



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474 
Il mezM btttaglione del eomivditale de Now De- 
capò, sotto gli oidioi d'Iriarte, dalli tO sili 18 set 
tenbre, parecchi cabtonamavti. Fece parie della co- 
lonna sortita da Enorbia il 18, per maiciare eoa dd- 
r artiglieria sopra Echauri, nell' iiHeazione di attaeeart 
e distrnggere un ridollo nemico, iaakato dall'altro 
lato della rìviera. Iriarte incontrò i carlisli dopo averla 
^alzala; ma essi non erano in forse, e la colonna 
oecQpò Bcbaari senza resistensa. Gli nffìziali del genio, 
dopo avere esaminato il ridotto, riconobbero cbe non 
potrebbe essere presa eoo un colpo di mano, e che 
la sua reddiziMie necessiterebbe no regolare assedio. 
Ma Iriarte seppe in questo frattmapo lo approssimarsi 
di quattro battaglioni nomici, i quali venivano a marcia 
forEata da Bstella. Subitamente si pose egli in ritirata. 
1 carlisti, secondo la loro abitudine, caricarono vigo- 
rosamente la retn^nardta affidata al mezzo battagltoi« 
della Leeone , il quale fece coraggiosamente il suo do^ 
vere, ti comandante de Noiie rientrò in Villava il t9. 
La sitaazione degli avanzi della Legione aggrara- 
vasi di giorno in gionio. Da noa parte, i h'rodores as- 
lassinavano i nostri ufficiali nelle contrade dì Pam- 
plona (1); dall'altra, i Garlisti si rinforzavano eda{>~ 



(1) Bravard e Guédìn, essendosi coadolti senza pamesso a 1 

Pamplona, Airoao assassinati dai Tiradores. U primo mori nella : 

notte stessa di qnest' inrame tradimento. Il ngmr Gsédin, tra- 
qHirtato allo spedale miUtarB, » ristabU ddle ■« ferite. 



Non golo i succitati nfBziali birono assassinati, ma ìteasi al- 
tri soldati della Legione. Il 22 settembre T. in compagnia del 
tenente Te<^ , ritrovarono a un tiro di cannone dal villaggio di 
Villaba, l'artigliere Marea» (Bdgio) spirante con nn colpe ti 
baionetta nel Tentre. Prima A morire ci disse essere stato asu- 



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47» 

prdssimaTann c^i giorno »i ttostri allof^iuiMnti , per 
cui gli avaii2i della LegioBe ertQO in proemio di es- 
servi ermetieamentè bloocati. Persaaso clie nna eati-' 
strofe sarebbe l' inevitabile coosegueaza delti prolan- 
gazione del soggiorno della LegicHM io 'fjanrrs , il ts- 
fiente colonnello Ferrary risolvede di riaccostarsi ad 
ogni costo alla frontiera di Francia. Le nolÌEÌe che eb- 
be Cora di ^rocgrarsi sulle force carliale, stazionale 
9Dpra la linea di Larasoagna, e nedU vallata d'erro, 
le determinarono a dirigersi sopra Jaea. Comunicato i 
suoi progetti al colonnello Leon Iriarte, ÌBVfstito del 
comandò superiore delle truppe Aelìa Navarra dal go* 
verno provvisorio, «gli fece pabblicanamte de' prepa- 
rativi di partenza cbe ingannarono rinimico, persuaden- 
dolo che la Legione iva a dirìgersi sopra Valearios. H 
cotonnello Marte vedeva een dolore, diceva agli, ia 
falsa p06ÌEÌone in coi gli eveoimenti avevano immer- 
so gK avanzi della Legione; ma esso trovava i pro- 
getti di partenia di Ferrary mollo audaci, i* presenza 
di-forze nemiche rilevantissime. Cedendo alle di lai sol- 
leeitaziofil , egli consentì a «eorUirlo fino a dae leghe da 
Pamplona. L'U ottobre gli avanzi della Legione com- 
presovi feriti e ammalati , si misero in marcio per Jaca , 
passando per Lumbier, ove airivareno ia medesima sera 
senz'essere stati ìntfvietati, malgrado gl'impaccrdi uà 
eonv<^lio molto considerevole. I battaglioni nemici, 
Scaglionati sulla strada di Valearios, non ebbero il 



lito da otto dieci tiradores, trattato di briganU e che aveodo 
messo mano alla daga per tursi rendere n^nme era stato a?iìliip- 
pato e messo in quello stato. Lo svenlurato Moreau mori nel 
lr»[tortarlo alfaranata del caBltnamente. QlieMo Tatt* aon ha 
bisogno ài commenti. 

( JVota del TraduUore). 



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476 
terapo né di riunirsi, oè di rieoboscere nella giornals 
la direzione della Legiooe, ch'essi all'opposto ftspel- 
tataoo di pie fermo. Il coloonello Irìarle, fedele all> 
6U« parola , scortò la Legione sino a due leghe da Pam- 
plona. GiuDto a Lumbier, il lenente cóloanelto Ferrary 
Ti seppe dal governatore che a norma delle nolisie 
.ricevute nell'istante medesimo, parecchi battaglioni 
carliftli s'avviavano a marcie forzate sopra Sanguesa,' 
per chiudere la' strada al resìduo della Legione. Ferrary 
riconobbe immediatamenle l' assoluta necessità di pre- 
venire i progetti dell' inimico, e proGtlando dell'oscu- 
rità della notte, si rimise subito in marcia per Sao- 
guesa, dove la Legione arrivò a un'ora dopo mezza- 
notte. Dal loro canto, i Ca riisti , avevano pure (allo 
diligenza, poiché essi si presentarono alla lesta del 
ponte fortificato di Sanguesa due ore dopo che la Le- 
gione avealo attraversalo. Gli avanzi della Legione e- 
rano in salvo nna volta giunti sulla frontiera dell'Ara- 
gona; non ostante Ferrary non accordò che alcnne ore 
di riposo alla sua colonna ; sortì da Sanguesa il iì alle 
sette del mattino, ed arrivò il 16 a Jaca. Lo slato mag- 
giore, i feriti, i maiali e la compagnia Sacra vennero 
ammessi in eillà : le altre compagnie si accantonarono 
nei villani più prossimi alla cittadella (1). Si può con- 
siderare la suindicata marcia da Huarte a Jaca , come 
nna delle operazioni di guerra le più ardile e meglio 
dirette della Legione Straniera. Essa fa il piìi graoda 
enore al tenente colonnello Ferrary , la cui decisione 



(1) I vilia^ di Anaguag, Barraguag, Airagaas e VSie, on 
furono accolti con molte cortesie dagli abitanti. 

{ ^o(» del TradiUtore ). 



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477 
ed ene^ia salvarooo forse ì residui delli Legione da 
una compiota rovina (1). 

Gli avanzi della Legione Straniera resero nuovi 
servigi alla elusa d' Isabella II. nel tempo del loro sog-- 
giorno a Jaea. Una cospirazione tramala dalla guarni- 
gione delta cittadella , neJl' ìnlenlo di proclamare l'in- 
dipendensa dell' Aragona , fallì a cagione dell' energia e 
dell' attività del tenente colonnello Ferrary. Il lloniteur 
delli 4 dicembre 1837 , riporta qaeslo arvenimento nei 
segiifioli termini: «11 lenente colonnello Ferrary, co- 
mandante la Legione Straniera, essendo slato cbiamalo 
ieri 21 novembre alle ore otto dì sera presso il gover- 
natore della piazza , vi si condusse senza frapporre 
indugio, e vi ricevette l'ordine di prestagli mano for- 
te subitamente, colle forze che aveva sotto i suoi or- 
dini, attesoccbè una rivolta slava per iscoppiare nel- 
la cittadella. 11 comandante della Legione affrettossi 
di radunare la compagnia Sacra, parimeali che ottan- 
ta soli' ufGzialì e soldati , e un' ora dopo , egli entrava 
in cittadella con il citalo pugno d' uomini. In questo 
frallempo il rimanente della Legione, accantonato nelle 
vicinanze di Jaca« arrivava in fretta per appoggiare il 
tenente colonnello Ferrary , ed assicurare l' esecuzione 
delle misure di cui era incaricato. Diffatlo alle ore 
dieci di sere , una compagnia intera del reggimento di 
Soria, che faceva parte della guarnigione della citta- 
della, era stala disarmata; un uffiziale, parecchi sot- 
t'aftìzial) « soldati, designati come i più sediziosi, »- 
reno arrestati. Il progetto de' cospiratori era d' insigno- 



(1) 11 tenente colonnello Ferrary seppe, arrivando a Jaca, che 
i Cartisti si erano insignoriti di viva forza degli accantonamenti 
eTacoali dalla Legione, e cbe avevaiio respinto tulle le truppe di 
t^eone Iriortc in Pamplona. 



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178 

rirsi della cUUdellB netta notlt, di amMtare ie Mto- 
rità , e di dellare poscMi delle cosdizioni 'in saaao de- 
gli esaltati. FortunataUente la ^resonfea della Legione 
*Sli«nicra a ima e la lua pronleifea ad iéecmpore i po- 
sti nell'inferno della cilladeHa, ka srSntato la coagiv- 
ra. Oggi tvlto è rìenlratondl'erdiae.» llgorerbo spa- 
Buolo rieontpensò gli avanzi della LegiOM octia per- 
s<Ma del loro degno «apo, per la fadtllà e ooikile al- 
Utodìtte da essi dimoBlrate oélle sidlevairioni di Pam~ 
plana e. iaca, coafereBdo a FerPtry Ì3 girado di eo- 
lonsello. 

I oaiiiati^ dopo di avere preso ìtt ItMa <dt Busrte 
a Vslcartes, avease sta«raii» Mcaai bailagllooi nflMa 
vallaUi d'Erro. Quesli, per sussistere, fscei» spesso del- 
le ioTasioni nell'Aragona, e ne' primi mesi del 1628, 
la loro preseiraa nelle valiate d'Ansoie d'Ecko, «H'ovcai 
di Jfloa , venne suceessivamente segaalala «I governa* 
lore della suddetta piazza. Quest' ultimo dioMse ogai 
velta «ontro i) nemìoo ««a colonna inobUe di «ni fe- 
cero parte doe «ompagote della Legione, comandale 
dal capitano Slndinger. 1 tenenti Barl»cy e Rebisso fa< 
roRO feriti nel combattimento d'Anso nel marzo 1858. 
ti soggiorno della Legione a .Jaca si ^otungò sino alla 
fine di aprile. Il colonneflo Ferrary rio«retle ìa ^e- 
st' epoca l'ordine Ai condurne gli avarnzi a SDEagoiu, 
lasciando però 100 uomini a Jana. Quand» il governo 
le fissò per residenza la capitale del)' Aragona , era se* 
TiaiMente ^nesttome della riorganìzzadiorie éeBa Legio- 
ne: Il ga¥iBeUo di Madrid la desiderava , ma qwllo di 
Parigi vi frapponeva ^gli ostacoli. Ciò non ostante una 
sQrluzione q«alii«que, organizzazione o li«eneiamenlo, 
diventava urgente; il colonnello Ferrary- medeSiotie si 
portò a Madrid , dopo avere guidato gli avanzi delta 
Legione a Saragozza. 



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Il prinlo pensiero delta Legione arrivando in Sa- 
ragozza fo pel ano antieo eapo', Deciso a Barbaslra 
Essa risoWelte d'inalzargli un monamenlo. L' oliima 
pietra ne fa posata eon p<Hnpa , il 2 giogno, anniver- 
sario delia di Ini gloriosa morte. Leggesi la seguente 
iscrizione solla tomba del brigadiere; Au brave Conrad^ 
mort au eharap de Barbastro, le 2 juin 1837^ sei ea* 
nutrades de la Légion Ètrangère. 

La Legione Straniera, a cai era dovuto 800,000 
fjrancbi quando giunse a Jaca, vi aveva ricevalo un 
acconto di 1^,000 pezzette; tale somma le fu spedi- 
ta a Saragozza , .dietro le istanze ed in seguito degli 
affici del commissario di guerra Galant, in misùone 
a Madrid. Nnllameoo , le privazioni e i patimenti del- 
la Legione furoBo etndelì, a Saragozza, nel 1838, 
senza che l'eccellente spirito che animava uffiziali e 
soldati siasi una sol volta smentito. Due movimenti ri* 
volazionarì li trovarono per avversari pronti a com- 
battere in favore della Regina e della legge (I). Alt'e- 



(1) Quando il capo ctriiBla Cabrerà ebbe distrutta intera' 
meate fidao a HaeUa (Basu Aragona) la bdla divisione M bran 
e stortonato generale Pardignai forte dì 4,000 uoniai aceUi, ued- 
dendogliepe più di 1000 e lo stesso generale, &eendo prigioniero il 
restante, eccetto alcune crotinaia^ tutU gU ufllziali « soU'nT- 
fiiiali foroBo btti mosdiettare. Saputosi ciò in Saragozza, il 
13 ottobre, atìntra CaÌHWa tro*«vtsi a Fucntsa villaggio a podi» 
miglia da questa capitale, gli agitatori sommossero la milizia iir^ 
bana e la plebaglia, {orzarono il 2." Cobo Santos san Mìgutd ma- 
resciallo di campo a far fneilare fxù di 200 Carlisti di ogni grado 
tolti fra i prigionieri che eost4Mfinn« nel castello forte ddl'i^'o- 
/erta (antico palazzo dril'lnquiaÌKÌone). La dtU rimase preda 
dell' aDarcttia, Beo easendon guarnigione, vi r^nò il terrore per 
alcuni giorni, e te rapinressaglie coitfiaaarono spietatauMite da 

52 



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480 
poca dell'assedio di Morella, essi dimandarono di far 
parte dell'armala sp'edizionaria (1). Finaloieole, dopo 
otlo mesi di soggiorno a Saragozza , ove la Legioae 
acquistò nuovi tìtoli alla stima e al cordoglio degli 
spagnuoli devoli alla causa d' Isabella II. , la Begina 
reggente decretò il suo licenziamento con ordinanza 
reale delli $ dicembre 1838. Gli avanzi della LegioDe 
Straniera rientrarono in. Francia il 7 gennaio 1839(3). 



ambe le parti: era uaa caniiflcina che fòceva orrore agli onorsti 
militari. La Legiooe chiusa nel suo convento (de Trinìlarios]for 
tificato extra muros, sotto le armi, non prese alcuna parte alli 
sommossa, e si mantenne pel governo legale. 

( ^ola del Traduttore ) 

(1) Gii sTanzi però della Legione fornirono durante il loro 
soggiorno in Saragoiia frequenti scorte ai convogli destinati ti- 
l'annata ne' quali alcuni militari di ogai grado ebbero oocaòoae 
^ distinguersi. Ebbero l'onore di essere decorati cavalieri del- 
r Ordine Reale Americano d'Isabella la Cattolica i sotloteneDU 
Bolla. Zanetti e Tekel; della croce dì S. Ferdinando i sottote- 
nenti Galani e Kdiaker; e l'aiutante gott' uf&ziale itar&etft rice- 
vette la croce d'argento di S. Ferdinando. Il sottotenente Zaiw'b 
gravemente ferito in uno scontro il 28 giugno, come dal suo sta- 
to di servigio, riunisce il proprio Diploma alla pagina che dare 
l'elenco degli ulBziali decorati {l^ota del Tradutlore). 

(3) Dopo molte promesse di rioi^aniuazìone il governo spa- 
gnuolo liceniiò la Legione Straniera accordandole 5 mesi di sol* 
do, e un vigbetto di pagamento per l'arretrato dovutole dì più 
di un anno, Tacendo ai miUtarì della medesima le seguenti pro- 
poste; Qualunque militare della Leeone Straniera dal semplice 
aoldato al sottotenente inclusivamente poteva entrare, volendo,»" 
grado nei reggimenti di linea spagnuoli; dal tenente al colonnella 
indugivafli|aate poteva entrarvi coi distintivi onorari dello stesso 
grado , ma coli' eilettivo grado e soldo di sottotenente. Gli è boa 
da immaginarsi che molti uHìciali i quali appartenevano all'eser- 
cito francese avrebbero preferito di rientrare nella Ipro patria !> 



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m 

Una commùstone mista presiedula dall'ordinatore 
in capo dell'esercito spagnuolo, fu incaricata .della li- 
quidazione dei conti della Legione alla quale era do- 
vuto un arretrato considerevole di soldo il giorno del 
suo licenziamento. I signori Ferrary colonnello. Galani 
ex commissario di guerra promosso in quest'ultimi 
tempi tenente colonnello, Audonneau maggiore , Clclte 
tesoriere, Finamore sottotenente, rimasero in Ispagua 



Tendo innanzi la prospelliva di un bell'avvenire coll'aggiuota de're- 
mdU prestati servigi. 1 pochi ufBziali StraDÌeri, non aderendo alle 
proposte della Spagna, erano in diritto di credere fermameuta 
che il governo francese li avrebbe accolli ed ammessi col loro 
grado nella Nuova Legione die già stava combattendo in Africa; 
per cui lusingati dalle promesse fatte alla Legione prima dell'im- 
barco in Algeri dal governo di Luigi Filippo, e pensando meri<. 
tare una ricompensa del sangue versato nella Penisola per b di 
lui politica, tutti unanimi ricusarono le magre proposte della Spa- 
gna (eccettuato il sottotenente Castola che rimase al servigio) e 
si avviarono iti corpo alla volta di Francia. Gli avanzi della Le- 
eone Straniera compresovi 60 officiali circa , ascendevano a poco 
pilli di 500 uomini, contando storpi, invalidi, figli dì truppa ecc. 
Furono dai divemi reggimenti della guarnigione di Saragozza ac- 
compagnati fino al di là dei sobborghi in mezzo agli applausi o 
agli addio dell' accalcata popolazione la quale riconoscendo gli Ct 
Diìnenti servigi resi dalla Divisione Ausiliare Francese, ne ono- 
rava i pocbi reduci. Dopo tre giorni di marcia passando per Zuera, 
Gurrea de Gallogo, Ayerbe, Anzanigo giunsero in Jaca, deposero 
le armi cbe appartenevano allo Stato. Entrarono sul suolo fran- 
cese per Urdoz, attraversato li Pirenei a Canfranc, furono rice- 
vuti con molta simpatia ed acclamazioni dalla popolazione e trup- 
pa francese fino a Pau (Beam), dove dovevano conoscere l'ultima 
loro destinazione. II maresciallo di campo Jacobi, riunì presso dì 
sé gli nrfiziali della Legione, e fece leggere ad alla voce da un 
suo aiutante le decisioni del governo francese, che furono: Tutti 
gli iifQziali di nazione francese di qualunque grado, cbe nel 183% 



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come membri della sncciiata commissione (I). i conti 
furono liquidati a soddisfazione dei doe governi. Pia 
tardi , e dopo alonne energiche reclamazioni del gabi- 
netto iVancese, T arretrato del soldo dorato ai milita- 
ri di ogni grado dell' antica Legione Stranieta loro è 
stato interamente pagato. 

[| colonnello Ferrary rientralo in Plancia , vi con- 
tinuò i suoi servigi, e chiese il suo ritiro nel 1844, 



all'epoca dell'imbarco sppartenenoio alT annata, rieMrenmiw w 
loro antidii reggimenti con qud grado die possedevsno in qaà- 
l'epoca. Tutti gli ufGziali non francesi, volendo «itme netta Nbo- 
Ta Legione , lo potevano fore subito , ma colla stessa condiùoiK. 
Di più. Francesi e Stranieri, diceva il dispaed», Tengano dal si- 
gnor ministro asneurati, che saranno pnei in eoosideraàone e 
portati fra podii megi sul quadro di avanzasiesto. I franeew par- 
tirono p« loro reggimenti e gli Esteri, eccettuati pochi vecdii 
ufDziaU, giurarono di giammai pia serrire la Francia die li nc- 
compensava con tanta splendideraa. Ecco nn esenpio della mora- 
lità di certi liberaH governi! Si Ugnano poi che Ì popoli sodo 

corrotti, chi gliene dà loro t' esempio T 

( Ifola del T^adatfore ). 
(1) Non é a mia eogoiiione motivo per mi il ssttotenente 
Pinamore non potè adempiere la sua missione in Ispagna. Il btlo 
è che subito rienb'ò in Franda e raggimse il proprio reggimeo- 
to e die venne surrogato dal T., il qnale so^emò in Madrid 
«no alia One della liquidatìone de' conti delh Legione, sccome 
4 espresso net qui sottoposti documenti: 



DìtIsIod Auxìliaire Fran^aise 

LÉGION ÉTBANGÉRE. 

Je MMMtgDé Caplulne Trétotier 
de l' &t LégioD Étrangère *u s«rvìce 
<r Espagoe, CerUHe A qih 11 appirtien- 



DÌ¥Ìsione Ausiliare Erancese 

LEGIONE 3TBAW1EBA. 

le MlhMtrato Ct^um ToHrien 
dell' Èi Legione Straniera il serfiua 
di Sptgna, CerliBco a chinDqne cb< U 



dra qoe Honsieur Camlli<ZMeitt son»- Waor CamlHa ZiDeiti Eottoieoenteil 
lieuleoant au dU Corps , i été cmplojé dello corpo , è sLato impiegalo preso 
aaprès de tuoi en qaàlité de SécréuicBUi me io qualità di Segretario per tallo 



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«Hsendo tenente coloDoello nel 16.'* leggiero. Si era egli 
ritiralo a Marsiglia ed ivi vivea tranquillamenle, quan- 
do Sua Sanlilà, l'illustre Pio IX., Io chiamò a Roma 
per affidargli, col grado di tenente generala, l'orga- 
uizzazione ed il comando dell'armata poaiiiìcia. Fer- 
rary fece con distinzione la prima campagna del Pie- 
monte contro gli Austriaci. Ebbe una parte molto con- 



peodant tout le tenips qu'a durée la 
Commissìon de Liquldation des cobi- 
pies de la suutite Legion et qoe je n'ai 
eu qa' ì me toner du ^èle et de t' actl- 
vitéqu'lla deplojé pendant tout ce 

Ed fot de qnol Je Ini ai delivrd le 
préseot pour lui servir ce que de rai- 
Bon. Madrid le I oetobre 1S39. (L. S.) 
1. U. CUUe. Va pour lésalisatioD de la 
signature de monitiear C lette capi la ine 
Trésorier. U lienl-colonel. A. Cofani 
{L.S.) ^ 

Dlvlsion AnxUlaire Fraufalse 

L£GI0N ÉTRANGÉKE. 



li tempo cbe ba durato la Commissione 
di liquidazione dei cooti della «anno- 
minata Legione e che non ho avuto 
cbe a lodarmi dello zelo e dell' atti- 
riti cbe egli ha spiegato per tutto qaa- 
' spazio di tempo. 

lo tede di che gli ho rliasdato il 
presente per servirgli come di ragto- 
ae. Madrid il 1.° ottobre IS39. (L. S.) 
/. M. Clatia. Visto per la legaliuaiiona 
della firma del EÌgnor Clette capitano 
tesoriere. Il leneate colonnelio. A. Ga- 
lani. (L. S.) 

Divisione AuMllare francese 

LEGIONE STEANIEHA. 



Je soussigné colonel comandant 
snpérieuT l'Ex Légioo Anxiliaire Fraa- 
«alse aa lervice d' Espagne: Certifie 
que monriew Zanetti (Camllle) a servi 
sous mes ordrea aa dit corps en dé- 
butant comme engagé volonlaire ju- 1 
•qu' aa grade de sou^-lieuteoant ' ' 
que par sa cond ulte tonte mllltaire , 
a pesBé snceeesivement et sur lechamp 
de bataille par tooa lea gradcs; ajant 
donne des preaves non equivoques de 



bnivoure , ce qni lui valui l'Etoile des voti, lo cbegll ba valsa laStelta de'va- 



braves (cbevalier de l'Ordre Boja! A- 

mericaln d' Uabelle-la-Caitcdique eU.; 

Cejeune offider a en oulre des 

cajiacites pour falre un bon admint 



près des comptabies de le Dìvision An- 
xiliaire Francaiae. 
<U S.) Hadrid le 3 octobre 1 839. 

FCRBABT. 



lo sottoscrìtto Coloanello coman- 
dante auperiore l'Es tegUm* Aosillarg 
Francese al servizio di Spagna: Cerii- 
Ùto che 11 tig. XatulU (Camillo) ha ger> 
Vito sotto I miei ordini al detto corpo 
principiando come ingaggiata Toloat*> 
rio sino al grado di soitoteneote e che 
per la sua condolia tutta militare , i 
passato sBcceuitaiiMnte e sul campa 
di battaglia per lutti i gradi: avendo 
dato delle prove non equivoche di bili* 



lorosi (caTallere dell'Ordine Reale Ame- 
ricano d'isabella'Ia-Citlirika ecc. ) 

Questo giovine nfflziale ha inoltre 
delle capadUi suSdenli per fare t 



streleur ajant été employd i cel ^t buon amministratore essendo stato in- 



(ale eOetto presso t contabili 
deira DìviMvne Ansiliare Francese. 
^. S.) Hadrid il 5 ottobre IH39. 
Flmalo - FnuLaT. 
( Itola del Traditaore ). 



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484 

^iiierevole alla difesa di Venezia. Ritornato in Roma^ 
neir epoca in cui era già conchiuso un armistizio Tr» 
i Piemontesi e gli Aoslriacì , te faltclie di questa cam^ 
pagna e le antiche ferite esigettero un assoluto riposo 
di questa sì attiva natura. Ferrary non prese alcun» 
parte alla rivoluzione romana; egli è morto in Roma 
pochi giorni prima dell'ingresso de'Francesi nel 1849. 
Ferrary è stalo senza dubbio il più brillante ed il più 
onorevole fra gli uffìziali superiori dell'antica Legione 
Straniera; tutti i nostri fratelli d* armi 'si associeranoo' 
al cordoglio e alla rimembranza altetluosa che offriamo' 
alla dì lui memoria. 

La batteria d'obizzi ed i lancieri polacclii della 
Legione che erano stati incorporali dal generale Oraa 
nell'armata spagnuola, a^Berbegual, dopo il combatti- 
mento di Barbaslro ed all' epoca del ritorno degli a- 
yanzl della Legione a Pamptona, si distinsero in mol- 
ti combattimenti , setto gli ocphi del generale in capo 
Espartero, durante le campagne del 1837 e 183S. Il 12 
giugno, la terza sezione della batteria, comandata dal 
lenente in j." Reilk, prese parte alta battaglia di Gra, 
nella quale il barone de Meer balte la spedizione car- 
tista, facendole toccare una perdita di 4000 uoinioi. 
Il 19 settembre i lancieri polacchi combatterono va- 
lorosamente a Aranzuegue {Aranjìiez) a poche leghe 
dalUadrid, in un brillante scontro di Cavalleria favo- 
revolissimo alte armi della Regina. Il 24 dello stesso 
mese, la batteria della Legione, riunita sotto gli or- 
dini del capitano Rousset, rese grandi servigi al ge- 
nerale Carondelel nel combattimento che diede davan- 
ti a Vafladolid a 6000 cartisti comandati da Zarìate- 
gui. Rousset, ferito da un colpo di fuoco, fu nominalo 
capo squadrone sul campo di battaglia. Quando suc- 
cesse la riunione delle forze costituzionali a Lerma , il 



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4SS 
5 ottobre 1837, il generale in capo ÌGspartero atl&ccò 
la balteria della Legione al corpo di Lorenzo. Essa con- 
tribuì,]] 5, alla TÌUoria della battaglia di Rctnerta, 
per la rapidità de' sdoi movimenti e la precisione del 
suo tiro. 1 lancieri polacchi della Legione si distinsero 
pure in tale giornata , come ne) combattimento delli 
li alla Huerta del Rey ed ebbero parte, come pure 
r artiglieria , a tutte le ultime operazioni della campa- 
gna del 1837 , sotto gli ordini del generale in capo 
Bspartero. Il personale di questo corpo trovavasi , nel 
primordio della campagna del 1838, in uno sialo as- 
soluto di nudità, senza che la disciplina ne abbia sof- 
ferto un solo istante, così egli si acquistò tanti titoli alla 
slima ed all' ammirazione degli spagnuoti per la sua 
rassegnazione e pazienza quanto pei suoi brillanti ser< 
vigi di guerra. Il 30 e 31 gennaio, Espartero affrontò 
i Carlisli a Villasana e Bortedo. La batteria della -Le- 
gione ed i lancieri polacchi rendettero de' segnalali ser* 
vigi in questi due combattimenti: il 31, l'artiglieria, 
crivellò di proiettili e demoli un forte sopra del quale 
appoggiavasi il centro del nemico. Il capo squadrone 
Rousset, conservando sempre il comando superiore della 
balteria della Legione, era addetto da qualche tempo al 
quartiere generale d'Espartero. Egli diresse in persona il 
fuoco de'suoi obizzi durante lulla la battaglia di Borle^ 
do nella quale rimase ferito alla spalla. Espartero Io no* 
minò tenente colonnello. 11 generale in capo non volle 
più separarsi dai lancieri della Legione né dalla bal^ 
teria d'obizzi, tanto esso apprezzava i loro servigi; 
l'accompagnarono in tutte le di lui operazioni dal l," 
febbraio alli 18' giugno 1838. U 27 aprile i lancieri 
polacchi contribuirono a Piedrahita , sotto gli ordini 
diretti d'Espartero, alla disfatta del corpo spedizio- 
nario comandalo dal conte Negri, il 19 giugno, l'ar- 



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naia eostilazittiiale, aTendo preso posizione daTaoU 
Pegoacerrada per assediarla , Espariero ordinò , il 20, 
r aiiacco del forte Ulizarra. La batterìa d' obici della 
Legione, incaricata dì appoggiare la colonna, d'attac- 
eo , si portò riBolulameote tra Pegnaoerrada ed il for- 
te, coirioteolo di sfoodarae la porta. In seguito di 
questo briHaole fatto d'anni, tutto il personale della 
batteria fa nornijialivaaieute citalo all' ordine del gior- 
no dell' esercito e ricevette la decorazione istituita a 
perpetuare la ricordanza di tale giornata. Il 22, i lan- 
cieri e la batteria si distinsero nuovamente nel com- 
battimento dato da Espartero a Guergnè davanti a Pe- 
gnaoerrada la quale capitolò dopo la sconfitta de' Car- 
lislj. Questo fu r allimo fatto d' armi a cai assistette 
la batteria della Legione ; all' epoca del licenziamento, 
essa volle divideps la sorte de' suoi fratelli d'arme, ed 
il 1." aprile 1839, la batteria parti da Logrogno per 
ritornare in Francia. Lo sciogliinealo de' lancieri po- 
lacchi segui da vicino il licenziamento della Legione. 
Alctoi nuziali rimasero al servizio di Spagna. 

Qui termina il lavoro che ci eravamo imposto, 
quello cioè di raccontare, le fatiche » i patimenti ed i 
gloriosi fatti d' arme della Legione Btraniera in Ispagna. 
Da quell'epoca da cui ci separano dodici acni, quelli 
dei nostri antichi fratelli d'arme che la morte ha ri- 
aparoiiato , ai sono dispersi in molte direzioni. Gli ani, 
resi alla vita civile , provano dispiacere , forse, nella 
ealma della loro esistenza , di essere lontani dal rumo- 
re dei campi, dalle emozioni ddla guerra e fino dalle 
sue miserie. Gli altrì , ed è il maggior numero , sono 
ancora al servigio, e nelle fila dell'armata, l'onore e 
la speranza del paese, vegliano essi, come sentinelle 
aliente e risolute, alla salvezza della Francia. Nei tri- 
.sli tempi che attraversiamo qnal posto è più degno 



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487 
d' ioTÌdia , quale missione è più santa ? Cosi , la causa 
dell'ordine e della cìvillà troverà sempre gli uffiziali 
dell' aaltca Legione Straniera al primo rango de' suoi 
difensori. Non hanno essi assistito io vano, in Ispagnat 
air afllgenle spettaccolo della decadenza dì una grande 
nazione, in balia all'anarchia, straziala dalla guerra 
civile, ma , affrettiamoci di dire, che rinasce oggi alla 
prosperità ed alla potenza sotto un governo intelli- 
gente e fermo. Essi vi hanno veduto ben dawicino gli 
eccessi della demagogia e combattuto Io stendardo del- 
l'assolutismo. Illuminati da questi gravi insegnamenti, 
agguerriti nella lotta, la loro devozione, la loro abne- 
gazione e patriottismo, saranno sempre a livello delle 
situazioni che loro serba la provvidenza , dei sagrifict 
che loro chiederà la Francia. 



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DOCllHEIUTI GIUSTIFICATIVI 

DELLA 

SECONDA PARTE. 



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DOCUMENTI GIOSTIFlCATm 



SECONDA PARTE 



(A) 

Il Signor Mendiiabal, minutro delia gwrra Mferww, 
al generate BtrmlU. 

, Ho reso conto alla Regina reggente del contennt» del dispaccio 
n. 18, che T. S. ha indirizzato a cotesto Ministero di cui sono 
incaricato interinalmente , in data delli tO del correrie mese, 
manifestante la sua opinione sali' ittconTeniente di dividere i sei 
battaglioni della Forza ausiliare fì'ancese sotto i suoi orciai ve- 
niente d'Algeri, in due reggimenti. Avendo sottoposto a S. Maesti 
le preziose e giuste osservazioni che T. S. emette a tale obUel- 
to. Ella si è degnata decidere, conforme alla proposta cbe T. S. 
ne ta, che non vi sarà, per adesso, alcana alterazione, né vermi 
cangiamento nell' organizzazione deUa detta forza ; e die quanto 
ai due battaglioni di cacciatori d'IaabeHa II, già Tonnati, e pa- 
rimente per tutti quelli che potranno organizzarsi in Francia, 
r intenzioae Tannale di S. H, è Ab foranno parte integrante della 
Legione, sotto il suo primo comando, e che, come corpo di- 
stinto, verrà aggregato alla divisione ausiliaria francese, sotto gli 
ordini superiori dì V. S., a coi S. M. si propone di affidare la 
direzione della totalità dette truppe andltarie Grancest che saranno 
impiegate al servigio della Regina, nostra sovrana donna Isabella il; 
e per or^ne di S. H. io lo dico a T. S. per sna intelligenz» e gover- 
no, conformemente alle sue prediale intenzioni. Dio guvrdi, ecc. 
Madrid, il 30 settembre 18S5. 

Firmato — Meiibuabìl. 



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. U generale Bemelìe a S. K it tninittro 
della guerra a Madrid. 

EccelleDza, bf) l'ODOre di for parte a V. E. che l'operazione 
die mi è stata alfidata per ordine reale concemeale il reggi- 
mento di Tolootari francesi d'Isabella li, é interamente terminata 
per ciò cfa'è relativo al personate. 1 militari di ogni classe di 
questo corpo, Uanno ricevuto, secoado la loro posizione, il de- 
stino che loro era stalo indicato dalle istnizioDÌ contenute ne' di- 
spacci di V. E., in data di .... n I goti' u^ialì e sol- 
dati io piccolo numero die hanno manifestato l'intenzione di con- 
tinuare a servire la Spagna nella Legione Straniera, hanno con- 
tratto uD ingaggio di due anni , e sono stati organizzati in due 
compagnie provvisorie attendendo che si possano incorporare nelle 
compagnie della Legione ; cosi riparliti , sarà pììL Tadle d| istruirli 
è di formarli alla dlsdplina. Nel doppio intento di dare degli 
nffiziali alle dette due compagnie , e per risparmiare i mezzi di 
conservare particolarmente vari ufGziali che hanno ac^naentita 
di coDtiouare a servire la Spagna , ho scelto fra questi ultimi . 
qoelU che mi sono sembrati più degni : tanto più fadlmente 
mi sono determinato di adottare tale mezzo, mentre è vostra 
intenzione di assegnare il solilo intero agli tiffìziali che vorranno 
rimanere al servigio di Spagna, i quali sono stazionati in laca; 
gli è preferìbile che facdano un servizio attivo ndla Legione, 
che restare t>elU suddetta dUè sema rend«-si ntili, sino alla de- 
cisione reale di S. H. Per conseguenza, ho collocai* questi uffi* 
ziali nelle due compagnie di cui si tratta : essi seguiranno la 
Legione, ed in pochissimo tempo potrò rendervi un conto esatto 
della loro condotta e abilità proponendovi ud mezzo per collo- 
carli deGniUvamente senza portar pregiudizio ai diritti degli ulB- 
ziali della Legione. Intanto, io voglio mettere in ordine, se é 
possibile , la contabilità di questo corpo Ì1 quale , fin a questa 
giorno, non ha tenuto conto veruno ddle sue entrate e spese, 
tanto in materie che in danaro. Le armi e gli effetti degli uomini 
che SODO rientrati in Francia , sono stati regolarmente reintegrati 



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493 
He' magazzini di laca, crafonne alle inteoiìoni di V. E. Appena 
che l'operazione che mi è stata affidata sari iaterameate termi- 
nata, sia per il personale cbe per il materiale, io stenderà uà 
processo verbale che farò pervenire a V. E. e seguiterò la mia 
marcia per raggiuagere la maggior parte della divisione dei mio 
comando, disseminata anche una volta in Catalogna e sulla iron- 
tiera d'Aragona. 



// generale Bemelle a S. E. il ministro della rfuerrs. 

8 novembre 1835. 
Ho l'onore di trasmettere a T. E. il dispaccio cbe mi é stato 
diretto dal signor colonnello barone Suarce, che ha comandato 
il redimento di cacciatori volontari francesi d'Isabella II, a) mo- 
mento in cui dopo avere terminato il mandato che S. H. mi aveva 
affidato , io faean le disposizioni per riunirmi alia porzione prin- 
cipale del corpo che comando. Come ho avuto l' onore di enun- 
ciarlo a V. E. nelle diverse comunicazioni cbe gli ho fatte in argo- 
mento di tale operazione , non posso che lodarmi della rispettosa 
rassegnazione colla quale il colonnello Suarce ha ricevuto e si è 
conrormato agli ordini di S. H., bendiè le conseguenze ne fossero 
ben tiUte per questo capo superiore. Esso ha agito con un modo 
franco e leale di concerto con me, ed ha fatto tutto ciò .che era 
in poter suo, aa in persona , che per la persuasione e l' influenze 
che aveva acquistate sopra i saoi subordinali, per mantenere 
r ordine e la tranquillità per tutta la durata di questa delicata 
operazione. Tutti i documenti cbe ho potuto raccogliere, tutte le 
iavestìgaiioni alle quali mi sono dedicato per iscoprire la verità, 
mi hanno convinto che il signor barone Suarce ba servito la 
Spagna con lealtà e zelo. Gli errori che debbono essere imputati 
al suo reggimento, cagionati dai motivi cbe ho avuto l'onore di 
esporre a V. E., sono stati commes.si malgrado la sua volontà. 
In conseguenza e persuaso che S. M. de^^ìderi cbe la verità le 
pervenga, a fine di rendere ad ognuno la giustÌKia cbe gli é do- 
vuta, io dimando a V. E. di sollecitare presso l' amatissima nostra 
Sovrana , io favore del colonnello barone Suarce , perchè vogUa 



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491 
eoBwmr^ l'oMm A mtrìn b SpagM, oome egH ne ne I» 
Bumifestilo il Atmienax di caolafrgB un impiego corn^oadatte 
l' faoi taleiMi e4 »l floo valore ben coaosàati ed appnoati ia 
Fmaa , in' Poloim ed in PortogaBo ; ma se S. M. seo podkas- 
•e oonvemente di nuntenerlo ai mw aerrigio, si iegid dargli 
ma prova dda sua botta acciò non gli rimanga aicun didAio 
iogiorioso «dia sua persona a ragione della di Ini luoU dall' eser- 
àlo spagcuolo. Stimo cbe sardibe giuslo e omirenienle A acew- 
dai^ il tiudo di eoloondhi. 



Il generate /tenuUe a S. K U mimttro delia gutrra. 

8 noranbre. 
Ho l' onore di annnnziare s T. E. die la missione che S. H. 
la Regina reggente sì è degnata affidarmi , avente per oggetto di 
«àogliere il reggimento di volontari francesi d' Isabela IL, è io' 
tieramente terminata, e che tutd gl'iadÌTÌdni che componeriiio 
Il detto corpo hanno rìcevoto il loro desUno enne pnre il soldo, 
ognuno secondo la posizione die occapava, e «Htrorme aOe ia- 
tenzìoni di S. M. lirtanto di' io possa indiriEzare a Y. E. le mte 
dettante sopra ogni udiziale cfae ha manìT^stato ii desiderio di 
rimanere al servigio dì Spagna , pressato d' altronde dal tempo e 
dalla partMiza del corriere, mi limito o^ a trasmettervi i docu- 
menti seguenti àte riassnmono tutta l'operazione imporlaole e 
delicata che ho terminata, i.' La Usta sommaria per dasse del 
detto reggimento, alta Aita dd primo del corrente, con indica- 
none del numero dei militari che hanno acconsentilo a rimanete 
al servigio di Spagna , e di qudH che hanno chiesto di rientrare 
in Praoda; 2.' Lo Slato nominativo degli nuziali alla data ddb 
dissoluzione di questo corpo; 3.* Lo stato nominativo con l'indi- 
cazione de'loro servigi, di quelli fra questi nfBzìalì che hanno 
desiderato di rimanere al servigio ddla Spagna; 4.° Lo stato no- 
minativo di coloro di ogni dasse die sono ritornati i Francia ; 
5.* Lo stato nominativo di quelli che avendo chiesto di rimanere 
al servizio di Spagna, attendono a laca col soldo intero corrt- 
spoadente al loro grado, la decisione che S. H. la Regma reggente 



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49» 

si de^nerl' «dottEire a loro rigiiirdar6.° Lo ^tato nominativo di 
quelU ^9 i^iiefltì' uffiàali ehe ai trovane aoUa med^tma categsFi? 
die qaelli indicati nel precedente.paragra£D'D..5, miche bo §iii>' 
dicalo cooVeDeTole, cdV approvazione del sigtiDrcàpitai^o generale 
dell'Aragona, e pel beoe del servigin- dì S.'M., di condurre al 
seguito della Legióne per fare il servigto «ttrìbnitò. d loro grado, 
alfine dì meglio conofloerli e di potere uUanDrtqsBle dare dalle 
note terte.«al loro conto; Finalmente, ,11 processo verbrie steso 
per mio ordine d«l sigODr sotto-mtende'nle militare addetto alta 
divisione atniUare francese « il quale tiaseume le operazioni che 
hanno anito luogo per istabillro e regolare i unti del detto reg- 
gimento, tanto in 'danaro che iO' eETeCti di ogni nàlnra. Ber il 
prossimo corriere, pyima di mettermi in marcia per Barbastra, 
dopo domani, io avrò l'onore di spedire a V. E. delle note più 
estese e dei docuioeNtì sul personale d« signori uiBziaU che banBo 
dimandate 4ì rimanere al servigio spagnuolo.- 
Gradite, ecc. 

Firmato -~ il generale \. Bbeuibllb. 



/{ generale BemeRe a S. E. il ministro della guerra. 

Conforme all'avviso che ho trasmesso a V. E. nel mio di- ■ 
spaccio d'ieri n. 64, le dirigo il processo verbale che ho ihtto 
stendere dal ai^orLe logaa, sotto-intendente militare, per con- 
statare le operazioni relative alla dissoluzione ordinata. da S. M. 
del Reggimento di cacciatori volontari d'Isabella li., il numero 
di militari di i^or grado che hanno bramato continuare a servire 
la Spagna, e quello degli nomini che sono rìtomati io Francia. 
GJi Affetti di vestiario, armamento, di grande equipaggio e di 
biancheria e calzatura sono stati reintegrati nei magazzini della 
piazza di laca , conforme alle . istruzioni di S. H. Il consiglio di 
anministrazione della Legione Straniera ne ha fornito delle rego- 
lari ricevute, alfine che lati oggetti gli siano imputati. I conta in 
dmaro cbe stabilÌsC4Mi9 le entrate e le spesa di tjuesto corpo, dal 
giorno della sua (O-ganizz^ionfi sino a quello del suo scioglimen- 
to, ^ stati nominativi che stabiliscono in modo notorio ìdirMi 
53 



byGo.ogIc 



496 
del suddetto corpo aUe- prestazioni di ogni specie : finalmeirte i 
docameDti relativi alle spese regolannente fatte sono stati spedili 
COR urna copia di questo processo verbale dal signor commissario di 
guerra Agudo, al sigpor commissario ordinatore del regna d'Ara- 
gona, afBndiè qne^ impiegalo superione li possegga tiell" iute- 
resse' del servigio di S; M. Avrò l'onore di presentare a V. E. 
le osservazioni e .epiegazitmi che seguono in argomento del pro- 
cesso verbale di cui si tratta. 1.° Ho giudicato conveaiente^ nd- 
r interesse dei servigia e per /acililare tale operazione, .di affi- 
darla al signor sottoiintendente militare Le logan, iLquale conosce 
a-fondo i regolamenti e la -contabilità francese, e che, secondo 
ciò*ch'è stato couvcolito ' col signor duca di FVias, doveva ammi- 
ni^rare questo coipo come la Legione Straniera, il signor com- 
missario di guerra Agudo, il quale ha flato pel suo conoorso 
dblle prove di zelo , ignorando quella contabilità e la 4ingua Iran- 
cese; 2.'' Siccome ho una quantità sufficiente di effetti di Testiario 
( del cappotti spedalmente) i quali nella Legione hanno terminato 
il loro tempo legale , e die non sono stati rimpiazzati prima della 
mia partenza da Barbastro per laca, considerando d'altronde die 
quelli che mi debbono pervenire da Taragona non erano ancora 
giunti, ed avendo un bisogno urgente Ui' altri effetti di grande 
equiparo e di biancheria e calzatura , ho giudicate conveniente, 
' nello scopo di ulilizzare una parte di quelli che seno stati rein- 
teg^^ti nei magazzini della piazza dal reggimento d'Isabella li., 
di prenderne una quantità limitata, che verrà regolarmente im- 
putata alla Legione; 5.° Una parte dei sott' gfhziaU e soldati de) 
reggimento sciolta d'Isabella II., propri ad essere incorjj^ratì 
neUa Legione in cui renderebbero ancora buoni servigi; non ac- 
consentendo a tale incorporazione fintantocchè non si farà loro 
godere del vantaggio accordato aì militari della Legione Stranieta 
quando passarono in Ispagna, ed ai quali il governo francese 
accordò una gratificazione di ire mesi di soldo, il danaro prove- 
niente dai morU, dai disertori e dai- congedati trovandosi seaza 
impiego Della cassa del corpo,' ho creduto agire nell'ialeretee di 
S. H., di disporne per oonservare alcuni'buoni soletti al servi- 
gio della Regina. V..E. osserverà chele, iterazioni • relative al 
ttcenziamento del cwpo suindicato, operazioni delicate e campii' 



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497 
cale, sono slate fatte con celerità e coli' ordine e la «ilarità 
deadercTOli; gl'interessi de) tesoro sono suU maneggiati con 
prudenza per tutti i mezzi possibili, sia nel!' appurare i conti con 
severità, che ammettendo provvisoriamente, salvo la decisione 
ulteriore di V. E. le spese che non erano appoggiate da pezze 
giustificalive , sìa per ricavare il miglior vantaggio degli effetti 
lasciati dal reggimento Ucemiato ; sia col ridurre a 50 giornate 
di marcia le tappe da laca fino a Parigi, indicate per 53 sui fogli 
di strada ; sia finalmente decidendo che i militari che ritornavano 
in Franda non riceverebbero il deconto dei loro fondi di massa 
<*e fino a concorrenza di una somma di dodici franchi per ogni 
uomo. Riassumendo,!' organizzazione, il velario, il manteni* 
mento di questo corpo durante tre mesi e mezzo, il suo licen- 
ziamento, le gratificazioni accordate ai signori uffiziaU e gl'inden- 
oizzi di via pagati agli uffidaii e soldati rientrali in Frauda, non 
eosteranno al di là di 180,000 franchi al governo. Unisco a questo 
dispacdo gli esemplari de' congedi che ho creduto dovere rila- 
sciare ai signori uffiziali, nonché ai sott' uffiziali e soldati rientrati 
in Francia. Spedirò successivamente a V. E, tanto che me lo per- 
metteranno le marcie e le operazioni militari che vado a intra- 
prendere, delle note e osservazioni sugli uEfizìali che hanno ma- 
nifestato il desiderio di rimanere al servigio di Spagna ; esse com- 
pleteranno la missione cbe S. H. mi ha affidala, la quale, per 
la sua natura ed a causa della posizione in cui mi trovavo, io 
Francese, incaricalo di Ucenziare un corpo composto di Francesi, 
mi ha dato più volte l' occasione di dare delle prove del mio 
telo illimitato a S. H., non che al governo Spagnuolo con un 
intera annegazione di me medesimo e delle mie naturali simpatie. 
Aggradite , ecc. 

Firmalo i— Il generale I. Bernellb. 



Il generale Bemelle tU ministro della guerra. 

Nel tempo che si effettuava lo scioglimento del reggimento 
leggero d'Isabella li., che era licenziato a laca, un Lenente di 
questo corpo chiamato don GaUi, mi comunicò segretamente. 



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498 
come pure al coloanello Van Halea , delle particolarità di amini- 
nistrazioDe che tendeiano a far sospettare la buoaa fede del d- 
gaor colonoello Suarce che comandava il suddetto reggimento. 
Ho giadicato ch'era mio dovere formare od Goaùglio composto 
(li capi spagnuoU e fraocesi dei corpi della guarnigione di laca 
sotto la presiileaza del precitato colonnello Van Halen per veri- 
ficare ì conti di liquidazione presentati dal colonnello de Suarce. 
Per decisione del consiglìn , la condotta e il disinteresse del detto 
barone di Suarce sono stati riconosciuti, e la calunnia del tenente 
Galli è stata scoperta. Ho l' onore di spedire a V. E. il processo 
verbale della decisione resa con tutte le pezze in appoggio, e 
dimando a S. M. che il detto ulfiziale Galli non venga impiegato 
nel real esercito per avere calunniato il suo capo, ed in oltre 
per essersi assentato dalla residenza che gti era stata issata a 
laca, siccome a tutti gli altri ulfiziali dà reggimento sciolti die 
aspettano in questa piazza la sovrana decisione di S. H., atteaoc- 
ché sono stato or ora informato die queat' u^iale é partito per 
Saragozza per portarsi poscia a lAadrid. 



H colonnello Conrad al generale BemelU. 

Mio generale, io sono colonndio della Legione, e per con- 
seguenza ho il diritto di nominare i sott' uffiziali e caporali; sari 
dunque come tale che fai^ le nomine e in niun modo in vostro 
nome come l'avete messo in calce della memoria di proposizione. 
Voi siete comandante superiore della Legione ed io ne sono co- 
lonnello. GU è tempo finalmente che io sìa colonnello, e che voi 
rimaniate nelle vostre attribuzioni di generate; se altrimenti do- 
vesse succedere, dimandram il mio ritorno in Francia, immedia- 
tamente dopo l'anone che probabilmente avrà luogo domani o dopo. 

Ricevete, mio generale, la certezza del mio rispetto. 

11 coloanello della Legione 
Firmalo — GiusBP» ConuD. 



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A generale Bemelle al ministro della guerra 
conte Almodomr a Vittoria. 

Qo r onore di trasmettere a V. E., per urgeaza , una Intera 
che or ora mi ha diretto il sàg. Conrad colonnello della Legione 
che comando. V. E. giudicherà quanto le pretensioni del signor 
Coorad sono iacompatibiU col bene del servigio, e colle funzioni 
di generale comandante la Legione Straniera, le quali mi sono 
state continuate da S. M. la Refpaa reggente , al mio arrivo in 
Ispagna , alla testa delia Legion» Francese , nel modo medeeimo 
che ne avevo il comando in Francia : le due lettere qui annesse 
die V. E. mi ha scritte in nome di S. H. proverebbero al biso- 
gno che sono sempre stato conservato nel comando diretto della 
Legione; poiché non è che a tale titolo che ho accettato il nuovo 
grado cbe mi é stato conferito. Le pretensioni del signor colon- 
nello Conrad, se venissero accolte, sarcherò di natura, malgrado 
la mia devozione per S. H. e per la causa costituzionale di Spa- 
gna, a mettermi in obbligo di ritirarmi dal suo .servìgio, atte- 
socchè non potrei accettare la responsabilità di un simile comanda 
a tali condizioni; d'altra parte, il signor colonnello Conrad di- 
chiarando mediante la qui acclusa lettera eh' egli dà la sua demis- 
sione se le sue pretese non sono accolte, V. E. deve decidere 
chi dei due deve rimanere alla testa della Legione Straniera , 
avvegnaché è mio dovere dichiarare ben francamente e positiva- 
mente che non possiamo più restare inaieme nella Legione, di 
cui non potrei accettare la responsabilità del comando se il signor 
Conrad pure vi rimanesse. Aspetto una positiva pronta dedaione 
di V. E., la falsa posizione nella quale sto per trovarmi non po- 
tendo prolungarsi più lungi che il risultato della spedizione per 
la quale parto in questo momento. Ho l'onore, ecc. 

Vittoria, 19 gennaio. 

P. S. Nel caso che V. E. mi desse, come me lo ha detto, 
il Utolo di colonnello^enerale della Legione, la prederei, per 
togliere ogni specie di discussione, di aggiungervi quelli di capo di 
corpo e presidente del comitato di amministrazione della Legione 



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soo 

Straaiera, giccome lo ero io Franda, e che ho coDtiDualo ad 
esserlo io Ispagna. 



H mmùfro della guerra ai signor generale Bemelle 

generate deUa divisione ausiliaria francese. 

Signor generale, informato dal vostro dispaccio & questo 
giorno della communicazione che vi é stata (atta dal colonnello 
Conrad , in argomento del comando della Legione ausiliare fran- 
cese, fondalo sul vostro avanzamento al grado di maresciallo & 
campo, io debbo dichiarare (avendo sott' occhio le ordinanze reati 
die vi furono comunicate il primo agosto e 50 settembre rid- 
i' anno scorso ) die il vostro avanzamento non ha mai cangiale 
né cangerà nel pensiero di S. H. le attribuzioni che, come co- 
lonnello generale della Legione ausiliaria , avete esercitate prinu 
e dippoi il suo ingresso in Ispagna , conforme alle inteozioai e 
ai denderi di S. H. la Regina. Vi faccio parte di ciò in risposta 
alla vostra predtata lettera , in virtù dei poteri straordinari die 
mi sono stati conferiti da S. M. per vostra norma e per tutto 
dò che può venirne in seguito. Dio vi guardi, ecc. /i^^ 

Vittoria, 18 gennaio 1836. ^^m 

firmato — Almobovar. V"-^ifl 

Il mtnwlro della guerra <U signor generale Bemelle , comandanti 
generale della divisione aunltaria francese. 

Signor generale, ho l'onore di accusarvi ricevuta del vostro 
dispacdo in data di ieri e di quello del colonnello Conrad che 
l'accompagnava, l'uno e l'altro relativi alia mia dichiaranone 
ddla vigilia sul conflitto di attribuzioni suscitato da quest'uffl- 
dale; io vi autorizzo ad accettare la dimissione dal servìgio spa- 
gnuolo che vi ha fatto quel colonnello, il quale può ritornare in 
Franda, se non desiste dalle sue pretensioni di capo di corpo, 
attribuzioni che non avete cessato di esercitare in seguito delU 
vostra ammissione al servigio di Spagna, conforme alle condi- 
zioni generali allora stabilite. Io vi comunico dò che precede, ia 



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SOI 

risposta alla precitata vostra lettera, per vostra norma, e gli 
effetti che ne saranno b conseguenza, e ciò, in virtù dei poteri 
straordinari che mi sono stati confai da S. M. Dio vi guardi, ecc. 
Quarti«% generale di Vittoria , 21 gennaio 1836. 

Il ministro della guerra 
Firmato — àlhodovar. 

Il mmislro (tetla guerra maresciallo Maison 
al generale Bemelle. 

Colonnello, ho ricevuto le vostre due lettere in data dì La- 
rasoagoa l'il febbraio. Colla prima mi informate della condotta 
tenuta a vostro riguardo dal tenente colonnello Conrad; delle sue 
pretensioni ad affrancarsi dall'autorità che la vostra posizione di 
capo di corpo vi dà sopra di lui, e finalmente della determina- 
zione che quest' utSziale superiore ba presa di abbandonare il 
servigio di Spagna. Colla seconda, voi mi late conoscere che mal- 
grado le stipulazioni del trattato di cessione della Legione Stra- 
niera al governo spagauolo , questo corpo , dalla sua entrata in 
Ispagna, non ha cessato dì essere sminuzzato, e che avete recla- 
mato in vano uno de' vostri battaglioni rìt^uto a Lerida. Ho. tra- 
smesso il 27 febbraio, la vostra lettera e la copia di quella che 
avete iadirizzata al ministro della guerra spagnuolo , al signor 
miniatro d^li aSaii estei'i, a cui appartiene di fare presso il ga- 
binetto di Madrid , le rappresentanze che crederà convenienti per 
r esecuùone del trattato di cessione del corpo- che voi comanda- 
te, conchiuso in Algeri dai commissari spagnuolo e francese. 
Sono dolente che il colonnello Conrad, i cui servigi sono stati 
apprezzati in Mrica, abbia si mal compreso i suoi doveri a vostro 
riguardo, fino dal vostro passaggio al servìgio di Spagna, e vi 
abbia in tal guisa forzato a chiedere il rinvio di quest' ufQziale 
superiore. Ricevete, colonnello, la certezza della mia conside- 
razione. 

Parigi il 3 marzo 1836. 

11 maresciallo ministro delia guerra 
Firmato — MiisoK. 



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302 

Nota dtt generate SehnmM iU eapibmo Bium. 

Capitano, il colonaello Bernelle, vostro cognato, ha bea Cam- 
preso la sua posizione. Egli è sempre per noi il capo ddla Legione 
Straniera: le pretensioni del signor Conrad non potevano né lìo- 
veano essere accolte. Qoesl' uffiziale superiore non potrà essere 
ricollocato, anche come tenente colonnello, in un reggimento 
francese, fintantoché non giustiScherà essere stato onorevolmente 
congedato dal governo spagnuolo. 

L' 11 mano 1856. 

Firmalo — H generale lisconte ScnoAin. 

(O) (i) 

V offcier carliste prisotmier Jules Gramer à don FnmdKo 
Garda . comandante general de Pfavarre. 

La générouté du generai fran^ais qui commande celte divi- 
Sion, don loseph Bemelle, lui a fait retarder moa exéoUion, 
et celle du sergent et des trois malheureux soldati qui soni tmn- 
bés en son pouvoir, jusqu' à qu' il sadie de quelle maniàre l'oo 
traitera les prisonoiers de la Légion , si vous svez ia bonté de 
présenter ma lettre a Sa Hajesté poiir éloigner la mort de itotre 
Tront. À' la vne de la mort, moQ génénd, mun front n' a pas 
changé de couleur, je n*ai jamais pàli dans quarante actions de 
guerre ou j 'ai eu V bonneur d' étre pré^ent : mais les malheoreus 
aoldats qui ont suivi mon sort, panni enx wi m^flureoi pére 
de quatre eid'anU, votre excellecce ne signeTa pas lew condam- 
nation, ni S. H. non plos : j 'e^ère dono qu 'un éduoge aora 
lieu entre doos et les autres. Dteu garde i votre excelloiee de 
longues années. 

, 6 avrìl 1S36. 

Le lieutenant des gr^adiers du S.' bataillw 

Signé — Jdles Gabnier 

Pour traduclion conTonne le general L Bvnelle- 



(1) Abbiamo consemto l'orU^n&a delle lettere del signor Gunler. 



.dbyG0C>gIC 



L'offleur eàriute prÌ$ommer JnUt Gornier à nm axeMenee M. k 
gàiirai. Bemelle eomaadatU bt Légùm J^rangirg /roncotte 
ett Ntumra, à ton quartur giniral à Laraioagna. 

Hon general. Enuié de tiire une guerre ausai infame et de 
taire le metier d'assassin je ne veti plus servir au mileu dea 
barbarea, votre gènérosité m' a désillé les yeux et la reconnais- 
Noce éternelle que je dois a voos et à Madame Totre épouBe me 
force d'abandonaer raugs, hoDueiirs et grades gagnés sous d'au- 
Uvs bannìères et de suirre «otre sort jusqn'au bnot du monde. 
Je reDonce des apEeeent a ae prendre desonnais les annes a la 
maio pour qaeQe poissance que se soit bors mon pays, et je 
désire pòuTOir me jeter à ma pieds pour vous donner les mar- 
ques de ma recoiinaisGaDce et doreoavaat de fidélité à ma pro- 
messe. Le sergeot et les deni soldats ne déurent ètre édiangés 
' que pour pouvoir se retirer chacan ches Ini et se mettre à l' abri 
des chinces funestes de cette guerre horrìble, ou enfin suivre la 
déterminatioii de toItb excellence. Ce n'est pas l'approche de la 
mort qoi m'a epouvaaté et a ebraulè mes opinions, e' est votre 
généroeité et les priéres d' no ange de bonté qui ont detérminé 
ma grace et me forceat d' ètre reconnaissant à 1 second pére et 
à une segoode mère puisque je vous dois la vie. Recevez, mon 
general, les salutations respectueuses d' un serviteur fidele et 
devoiiè jnsqu' a la mort. 

Couvept S. Pierre, 8 avril. 

Signi — irnxs Garkies. 



U generak in ca^ al sig. generak BtmelU, eomandaate 
genenUe dtSa Legione atuUiare francese. 

Ho ricevuto il vostro dispaccio delli 9 del correote, relatitn 
airuffiiiale pri^oniere Gamier,e dopo avrane preso cogninooe, 
debbo dichiarare che è bene die la vostra generosità, alla quale 
Don posso che applaudire, abbia fatto grazia della vita a queeto 
uffiiialfl e a tutti gl'individui rispetto ai quali l'avete giudicato 
conveoieote ; ma in qmnto alla sua ammissione nella Legione, 



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302 

Nota dei <\ 



J\ 



Capitano, il col< 
presola sua posizioii 
StraDÌera: le preten • - 

"^ _ - i.-rm.^. '■■■ ■«■ 

veaDO essere ausiti 

ricollocato, anche < 

francese, Qntaatochi ..._-> 

congedato dal govei - *" 

L'il marzo i; . ^- ^""^ "' "" '^, 



t' ef/icier cadisi. 
Garda , 



Sion, 
et ce 
bés ( 
traiti 
prése 
front 
ebani 
guen 
solda 
de qi 
natio 
lieu I 
longu 
1 



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507 

''**^ . che il coraggio e le virtù de' suoi nobili figli gli 

*^ < -he i suoi diritti e le grandi simpatie gli promettono. Io ac- 

""s. . signori, il bel titolo che ni lega aocora a voi come sd un 
rata, ina die non porterò con tutto l'oi^^io che m'ispira, 

*- I giorno ìq cui, alla testa del nostro reggimento, noi fare- 

**- npere all'Europa che ti valore e la gloria, la fedeltà e la 

^ la non hanno ancora abbandonato i nobili figfi ed i bei co- 

^k 'ella Polonia. GU è sopra codesti sentimenti che potete con- 

*% mìei cari commilitoni, sulla devozione e l' amicizia de) vo- 

*^ olonaello-generale , gradendo eziandio quelli deUa nua &• 

*% considerazione. 

^ Il tenente^enerak 

^ Firmato — Cmnovi. 

^^ Per copta conforme, il tenente-colonnello 

*4l^ capo di stato maggiore 

WHt Firmato — Hobadi. 



1^ 



'enenta gmtrale Cordova al gmarale Bemetk. 



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604 

non può avere luogo senza che prima sia stalo cambiato con un 
altro ufGziale delle nostre file, e, se dopo effettuato il detto 
cambio, Garnier si presentasse a noi, sarebbe ammesso col suo 
grado nella Legione, nella quale gli farete buon ricevimento; 
inoltre, egli sarebbe onorevolmeote ricompensato, se passando 
alle nostre file rendesse alcuni buoni servigi, come quello di 
condurre seco un certo numero di soldati, o di dare utili indi- 
cazioni per sorprendere il nemico, e procurare della gloria a un 
corpo francese com'è la Legione. Però vi d^bo avvisare cbe 
la riposta di Garda non è evasiva, poicliè egli ne tia rife- 
rito al suo capo Eguia, il quale é il solo competente per deci- 
dere simile a&re, e siccome io gli ho già scrìtto a tale oggetto, 
colgo questa occasione per propoi^li indirettamente di regola- 
rizzare la guerra per gji stranieri come lo è per gli SpagnaoH 
In tatti ì casi, potete lasciare le cose come sono attualmente 
fino al ricevimento di una risposta; se questa non è &vorevole 
a Garnier, verri cambiato, ed allora potrà, siccome ho detto, 
passare immediatamente dalle file nemidie a quelle della Legione- 
Dio vi guardi, ecc. 

Quartiere generale di Vittoria, 16 aprile 1836. 

Firmato — Lmfii ni Cosvotà. 



L'oflteier eartiste prisonnier Juks Garnier à M. le Maréekai 
de camp commandant la division francaise. 

Hon general, je viens de recevoir votre lettre datée du 31 
mai courant , a laquelle était jointe ia copie de celle de Bf. le 
vice-roi de Navarre. le m' empresae a repondre à la denunde 
que vous me faite sur nutre iotention d' Etre on non Bchangés. 
J' ai demandé aus 3 individus prisonniers avec moi quel était la 
leur, et ils me chargent de vous dire que si on les mets en 
Ittterté le plutAt possible a Pamphue , hor les armes qu' ils ne 
veulent plus retomner dans les rangs de vos ennemis, mais que 
pour étre prisonniers Us préfèrmt étre échangés. Determìnei, 
mon general, ce qu' il vous plaira sur leur compte. Quand i 
moi, } 'ai eu l'honneur de vous foìre conaltre mes intentioas, 



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505 

la parole qui m' enchalne je ne puis la rompre- Si rous me faite 
échanger, je ae puis Taire ce que H. le general Cordova ècrit 
dans sa lettre du 16 avril passe, e' est pour moi une cbose im- 
possible et je ne puis vous donner les preuves de recoDDaissance 
que je voudrais . mais au moioB jenaserais pas longtemps votre 
ennemi. Cependant je préfèrerais Reater auprès de vous. Faites, 
mon general , ce qu' il vous plaira pour mai et les 5 soldats. 
Votre sagesse vous dictera et receves les salutations respeotueuses 
de votre tout devoué serrìteur. 
Couveot S. Pierre, 4 mai 1836. 

Signé — I. Gìrkikr. 



(E) 

- R generale in capo al signor generale Bemelle, ' 
comandante la Legione Francese. 

Signor generale 

Bo ricevuto or ora la vostra lettera dellì 5, in data di La- 
rasoagna, ed ho veduto con piacere le misure che avete prese 
per riuscire nel' progetto di formare un reggimento di lancieri 
polacchi dipendente dalla vostra Legione; io desidero sincera- 
mente che tale impresa sia coronata di un pronto successo , e 
dal canto mìo , ho pure fatto circolare la lettera di sottoscrizione 
a tale uopo. Sono tahneote oppresso di fatica e carico d'afiàri, 
che con mio grande nammarico non posso rispondervi a lungo, 
né di mia mano, poiché la giornata é realmente corta per sola- 
mente leggere le carte che ricevo. Darò corso alle vostre lettere 
per Madrid. Ricevete, signor generale, la nuova certezza della 
mia stima e considerazione. 

Vittoria, 8 m^rzo 1836. 

Firmalo — L. Cohdovì. 



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ff) 

Gli vffitiali de' fancMri della legione al signor tenente generate 
de Cordova f Valearcel generale in capo delle armate del 
Nord e di riserva, ticerè di JVwarra, ecc. ecc. eee. 

Generale, gli ufBziali della Legione, conoscendo tutto l'in- 
teresse che prendete all' organizzazioBe del reggimento di lan- 
deri polacGhi, vengono, coli' approvazione del bravo generale 
Bernelle, a pregarvi di accettare il titolo di colonnello^enerale 
del suddetto reggimento. Essi sperano che troverete nella loro 
condotta passata la garanzia della futura, e che geloso dell'onore 
del vostro reggimento, gli darete bentosto l'occasione di com- 
battere i nemici delle pubbhcbe libertà, e di rendersi degno 
della gloria di eraere unito al vostro alto destino. Gradite, gene- 
rale, la certezza dei sentimenti di rispetto e di riconoscenza 
co' quali abbiamo l'onore di essere, i vostri umilbsimi e fede- 
lissimi servitorL Gli ufGziali superiori delegati. 

Firmai — Kiuibwsu, Hoiuin. 



Il generale tn capo Cordova ai signori tt^xUUi 
de' lancieri della Legione. 

Signori 
Ho ricevuto la lettera die mi avete fatto l'onore di dirìger- 
mi il 26 aprile ultimo da Larasoagna, per decretarmi il titolo 
di colonnello-generale del reggimento dei lancieri polacchi che è 
stato recentemente creato, facente parte delia Legione ausiliare 
francese agli ordini dei-vostro de^no generale Bernelle. Signori, 
non saprei esprimervi tutto il piacere e tutta la gratitudine die 
ho provalo per questo segno della vostra stima e della vostra 
fiduda sempre mai celebre, nella più bella pagina della storia 
militare del mondo, per la grande bravura e l'insigne fedeltà 
de' guerrieri polacchi che l' illustrarono, per rendere più interes- 
santi la sorte e le sventure dì un gran popolo; possano essi 
pervenire agli alti destini che tntti i cuori generosi gli deside- 



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507 

rano, che il coraggio e le virtù de' suoi aobili figli gli 
no, che i suoi diritti e le grandi simpatie ^i promettono. Io ac- 
cetto, signori, il bel titolo che ni lega ancora a voi come ad un 
camerata, ma che non porterò con tutto l'or^^lio che m'ispira, 
che il giorno in cui, alla testa del nostro reggimento, noi fare- 
mo sapere all'Europa che il valore e la gloria, la fedeltà e la 
vittoria non hanno ancora abbandonato i nobili figli ed i bei co- 
lori della Polonia. Gli è sopra codesti sentimenti che potete con- 
tare, miei cari commiUtoni, sulla devozione e l'amiciua del vo- 
stro colonnello-generale, gradendo eziandio queilì deUa mia di- 
stima considerazione. 

Il tenente-generale 
Fincato ■— GofuiovA. 
Per copia conforme, il tenentennlonadlo 
capo di stato nuggiwe 
Firmato — Horaih. 



Il lenetOe generaie Cordova oJ generale Bemeile. 

Mìo caro generale, il disegno dello stendardo pel corpo dei 
lancierì polacchi che mi avete spedito mediante la vostra lettera 
del 6 di questo mese, ha meritato la mia approvazione. Voi po- 
tete, fin d'ora, ordinario a Pamploaa o in Francia, avendo cura 
d'informarmi del risultate, affinché io possa dare gli ordini ne- 
cessari perdiè il pagamento abbia luogo nella città in cui l' avrete 
' fatto fare. Dio vi guardi, ecc. eec. 

Firmato — De Cordova. 



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(O) 

tt tigitor della Torre , impiegmù sviperiore al Hiniittro della 
guerra, al tignar G. Bemetle. comandmite in capo della 
Legione ausiliare francete a Pamplona. 

Hsdrìd , 30 giugno 1856. 
Mio caro e stimatissimo signore , ho ricevuto le Ire ultime 
vostre lettere die mi sono pervenute per differenti occasioni, e 
dalle risposte che sono state loro fatte, avete doTUto vedere che 
per quanto lo permettono le drcostanze , non si trascura la Le- 
gione né le giuste dimande del suo capo. Facilmente mi figuro 
dò che dovete soffrire in presenza delle irregolarità inevitabili 
del nostro sistema dì forniture, essendo abituato, come lo siete, 
a maggiore esattezza e cnra; ma voi avete troppa esperìenza per 
non sapere ch'egli è necessario di mettere ordine poco a poco 
a tale sorta d' aBari. Si sono ricevute le comunicazioni del governo 
francese in argomento dell' aumentazione della Legione, lo bra- 
merei che i volontari che debbonsi redutare nei corpi fossero 
incorporati nei quadri della Legione, per evitare la formazione 
di nuovi battaglioni d'Isabella II; come quelli che sieteandato a 
scogliere a laca. Hi sembra che non sarà inutile d' insinuarlo in 
un dispacdo, il qnale conterrebbe la proposta di operare tali 
mutazioni mediante i loro stessi ufGziali; contate perciò sulla 
poca influenza ct\p ho come capo di questa sezione. Sonosi pari- 
menti ricevute le proposte del reggimento polacco, ma siccome 
si sta consultando sulla scelta di un comandante di squadrone 
alla spagnuola, e del maggiore e dei capiUni comandanti alla 
francese, non so se verranno approvate cosi presto come lo de- 
sidero, o se prima vi verrà fatta qualche dimanda. Abbiate la 
bontà di presentare i miei complimenti al signor Hony de Hont- 
mort ed al mio figliocdo Cormurlenv e conservatevi ecc. ecc. 
Firmate — Berkuuki db u Torbe. 



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509 

Il genera Bemelle al tùfnor generile i» capo 
degli eserciii del Nord e di riserva. 

Signor generale, in presenza delle lagnanze continuamente 
rÌBDovate che mì sono state portate dai comandanti degli accan' 
lonamenti e quelle che ho ricevuto direttamente dagli allrì capi 
delle due anni che sono a Pamplona, mi é sembrato indispen- 
sabile , e nel medesimo tempo conveniente per il servigio di S. H. 
di prescrivere al signor commissario ordinatore di questa divisio' 
ne . di cercare i mezzi dì stabilire il servigio di cui è incaricato, 
sopra delle basi più solide, affine di assicurare quotidianamente 
le forniture che debbono essere fatte esattissimamente alle truppe 
sotto i miei ordini. A tale effetto, gli ho indirizzato il dispaccio 
di cui unisco copia, ed il 3 del corrente, questo commissario 
ini ha fatto pervHiire un progetto di contratto fatto fra l' ammi- 
nistrazione e una casa di commercio, di Pamplona, che ha sot- 
toposto al mio esame ed alla mia approvazione. L'assieme di 
simile contrattò e gli articoli che lo compongono mì sono sem- 
brati ben concetti e le condizioni che tratta eque e soddisfacenti 
per le attuali circostanze. Mi rimane a desiderare che voi l' ac- 
cettiate colla saggezza che siete abituato a porre negli affari sot- 
toposti alla vostra approvazione. Locchè porto a vostra cogni- 
zione per darvi l'esito coavenieute. Dio vi guardi, ecc. 

Pamplona, 11 luglio 1836. 

11 maresciallo di campo 
comandante la Legione ausiliare francese 

FirtMtO — I. BERnBLLS. 



Il generale Bemelle al signor tenente-generale comandante in capo 
te armate d' operazioni del Nord e della riserva. 

Mio generale , pressato dai bisogni urgenti deUa truppa sotto 
i miei ordini, e nell" interesse del servigio dì S. M. che potrebbe 
essere gravemente compromesso da un pia lungo ritardo, ho 
M' onore di rinnovare presso di vostra eccellenza con grande istan- 
za, la dimanda che vi ho indirizzala sono circa quìndici giorni, 



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sto 

perchè Hia messa a mia disposizione, per il soldo della Legione 
ausiliare fraocese nna somma di cento mila franchi presa sopra 
qnella molto più considerevole venuta di Francia in due convogli. 
Benché la lettera pressante che ho avuto l'onore di scrivere a 
V. E. sia rimasta senza risposta, io non perdo il coraggio, pen- 
sando (he è mio dovere, e nell' interesse. della mìa responsabi- 
liU per gli eventi avvenire, di farvi conoscere ohe non ho verun 
meuo di fore domani il prestito alla troppa ; ì pasù che ho btto, 
sia a Madrid direttamente , o per l'organo del commissario prin- 
cipale della divisione, sia a Parigi, presso il generde Alava, che 
qui al governatore f. f. di viceré dì Navaira, o sono rimasti senza 
risposta come quelli fotti-a V.-C, o hanno avuto per risposta nn 
rifiuto formale e positivo. Va convoglio di danaro è non ostante 
arrivato e rimasto in questa piazza otto giorni, e non ne è par- 
tito die questa mane per Logrogno ; un altro veniente dalla Pran-' 
eia è giunto a Valcarlos, e va, dicesi, a prendere la medesinia 
direzione del primo ; non sarà dunque per mancanza di meta 
die il governo spagnuolo e gli alti funzionari avranno ricusato 
dì accordare alla Legione sotto i miei ordini, una parte dell' enor- 
me arretrato che le è dovuto. Se quest'ultimo passo non fai 
qniglìor successo degli altri, servirà almeno a mettere al coperto 
la mia responsabilità, provando all'uopo che io ho fòtto tutto 
ciò che era umanamente possibile per evitare i disastri che pre- 
vedo, se il soldo della truppa sotto i miei ordini non è tenuto 
al corrente, e se io manco di mezzi per manteneria di effetti di 
piccolo equipaggio. Vi prego di volere gradire, mio generale, 
l' espressione del ano rispetto. 

Pamplona , il 25 luglio 1S56. 
1) maresciallo di campo comandante la divisione auùliare 
francese ed il corpo d'operazioni di Navarra. 
Firmato — l. BeunuA. 



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Alerei» iit gemertle m capo da* Imu Fernaades 4e Cor4«va. 
ùMUtrnmtte l' naentUo deiU ricotte ntl paete ocotipato dai 
Carluti. 

Art. 1. lo tutte le parti del territorio che le Dostre avan- 
guardie non possono proteggere, in tutto il paese sotlonunesso 
iiDinediata Diente alla dominazione dei ribeUi , le raccolte saranno 
subito ifremissibUHHnte bruoat* ssnu scUBa, eecezione o consi- 
deratiom alcona, e sottit la più «evora mpmsabUkà dei capi 
che rimangano incaricati del miglior mezzo di esecuzitine. Affine 
di editare c^ni pencolo per le truppe, la presente disposizione 
ai estenderà alle raccolte in covoni , in nmctM o in magazzini , 
Ao appartengano ai porticolarì o al gofern», die eiklio di ftU- 
nento , d' orso o di cereali qualunque. — Atl. 2. I capi Tispet- 
livi prenderanno le più aevM-a precavionl, perchè tutto si faccia 
«oa o^ne e regolarità, die il soMato mmi bruci die quanta é 
preseritto e non renda l'operaiioile porioolosa per noi stessi. — 
Ari 3. I capi di oalonne o di paati Tonificati, dì qualnAque gra- 
do siano, efafl si moetraasero poco Mbnti nell' esecuzione di 
questa rigorosa misura dw dev'esser» si efficace, e contribuire 
di una maniera si certa al bene e alla traaqnillttà della nazione, 
saranno raspoosabili rarso di me della km maQcaiua d'eoeiigia 
e disubbidienza , e rimpiazzati nel loro impiego come indiai di 
servire b causa pubblica che esige da tutti il sa^rriftito dei sen- 
limeuti e aOezioni partioolari, te quali debbono sparire in Aiecia 
all' inlweaee generata che li domina tutti. — Art. 4. L' esecuiìone 
di tali ordini deve passare aranti ogni altra operazione e i capi 
che li adonpiranno con esattezza d saranno particolarmente cari 
ed avranno acquistati diritti a delle ricompense. — Art. 5. Ogni 
cotBandante generale di provinda o di dislretto, comnnidierà 
il presente decreto nelle 24 ore a lutti i comaDdanli sotto i suoi 
ordini, con delle istruzioni speciali sulle demarcazioni del paese 
ove le laccalie debbono essere distrutte, esigendo un rapporM 
gìoroaliero sopra l' adempimento delle presuiti disposizioni. Be> 
primerauno essi ogni spezie di ritardo o di debolezza nei)' est- 

u 



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SI2 
cuiione parziale che <le?e concorrere al gi-ande i-isultalo che d 
proponiamo, e davaati il quale bisogna soffocare i Bentimeati di 
filantropia die lo rendono rigosuso. — Art. 6. 1 generali e i capi 
vicini concerteranno i loro movimenti ed operazitmi in modo di 
distruggere le raccolte dei punti occupati. 
Per ojpia conforme, 

Firmato — Ramoh di HeBn. 



Il tenente-generale dim Luis Femandei de CerdotM, ex generale 
in capo deìl' armata dd Nord al generale BerntUe. 

Parigi, 20 uUubre 1836. 
Mio caro generale, sono ben dolente di sapere che vi si 
rimjvoTera in Francia l' incendio di alcune raceoUe fatte dalle 
truppe Botto il vostru comando, a Oteita, neU' ultima spedirne 
che faceste sopra quel pwito , -ed è percià ohe mi ai&^to dì 
certificarvi qui, per rei^ere omaggio alla verità ed al vostro ca- 
rattere, che gli è a normp de' miei ordini speciali s<7itti die 
avete dovuto agire in quest' occasione, e vi autorizm a prodinre 
il presente documento davanti le persone presso delle quali avre- 
ste bisogno di giustificarvi. Io devo piive certificare i booni sforzi 
che vi ho veduto sempre fare per conservare la disciplina di un 
corpo i di cui Smentì organici, la mancanza di antichi nffiziali, 
la natura della gueira chelaceva in Ispagna, le privazioni a cui 
dovea sottomettersi, sono cause potenti die rendevano talvolta 
questo compilo difficilissimo ; e dirò anzi che qudla bella disd- 
plina si è molto rallentata dopo die voi avete abbandonato la 
Legione. Non essendoin giammai misdiiato degli affari ammini- 
strativi d^e Leeoni S^niere, sono dispiacente di non poter 
rendervi una testimonianza autentioa, ed eziandio onorevole come 
meritate per le vostre core amministrative. Ha io penso die la 
miglioro e la pia irrefragabile giustificazione su tale ar^mento 
deve provarsi odia verificazione dei conU che avete renduto. 
Intanto io posso dichiarare che niuna reclamazione contro di voi, 
di qualunque siasi natura, è giammai pervenuta a mia cognizione. 
Ricevete, mio generale, la certezza del mio sincero attaccamento. 

Firmato — De Cordova. 



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(•) 

Il genffoie m capo interino dell' esercitù del Nord , 
al s^utr fienerale I. Bemette. 

Sgnor generale, sua eccellenza il ministro della guerra, («n 
suo dispaccio delli 9 i^osto ultimo , mi dice quanto segue : 
• Signore, S. M- là Regina reggente avendo riguardo a ciò che 
le è stato rappresentato dal marescislto dì campo don 6. 6er- 
nelle, comandante in capo la Legione ausiliare francese, ed a ciò 
che le ba fatto conoscere , a questo oggetto , il signor ambascia* 
toré di Francia in questa capitale, si è degnata ricevere la di- 
missione die le ha presentato del comando di quel corpo, e lo 
autorizza per conseguenza , conforme alle stipulazioni in vigore 
fette col governo di S. M. il re de' Francesi, a lasciare il servigio 
spagnuolo nelle dilazioni che ba sollecitato. La sua sovrana vo- 
lontà è, che nel comunicare la presente reale decisione al gene- 
rale Bernelle, gli si faccian conoscere i sentimenti che prova S. M. 
nel vedersi privata de' suoi importanti servigi, quando soprattutto 
tale privazione proviene dal cattivo stato di salute di questo ge- 
nerale, alterata notabilmente da una forzata conseguenza delle 
Miche, che ha soflerto senza interruzione dal suo ingresso in 
Ispagna fino ad ora " . Locchè mi dò premura di trasmettervi 
per vostra norma e per darvi l' esilo convenevole. Dio vi guardi ecc. 

Ouartier-generale di Logrogno, 20 settembre 1836. 

Firmato — Marcelliko Or*a. 



(j) ■ 

Il ^letterale BemeUe al signor commstario di (fuerra Agndù. 

Mio caro Commissario, io vi debbo le maggiori graaie per 
la bontà (^e avete avuto di avvisarmi in tempo delle inique de- 
nuocie che hanno diretto contro la mia ammimstrazione al mi- 
nistero della guerra, certi uomini cattivi o malcontenti. A tale 
eflietto, vi spedisco la traduzione del dispaccio uffidale che bo 



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514 ^ 
Tatto pervenire a S. E. il miaistn) della guerra, e vi prego im- 
mediatamente dopo avere preso conoscenza di questo documento, 
di avere la compiaceiua di comiuùcariBi l' esito cb« verri dato 
alle mie istanze, affinchè io pAssa scgoinu il corso. Senza ninn 
dubbio, voi avrete imparato il mio ritorno tu Francia . dietro mia 
dimanda. Ho creduto dovere al mio onore e al mio carattere di 
dare la mia demissione dell' onorevole impiego che avevo otte- 
nuto io queeto regno non ostante cbe avessi voluto dedicar* al- 
cuni apnì alla nobile e ^usU causa die bo difeso sino a que- 
sto ^omo. Non dimenticberA mai i favori che bo ricevuto da 
S. M. C, Ha bo creduto, lo ripeto, dovere allontanarmi da un 
servigio quando è giunto il momento in cui non potevo ofliire 
ojitna garanzia a' miei subordinati. Io ho prdÌBnto abbaad<»iare 
un' onivevole carriera. Dio vi guardi , eee- 

Firmato -•' 1. Bbwulls 



V ombttseintct H S. M. C. a Parigi at generale SenwUe. 

Parigi, U novembre 1856. 
Eccellenza, col suo dispaccio delli 7 novembre ultimo, il 
ugnor Ministro della guerra mi fa assapere quanto segue: i) ma' 
resoallo di campo don José BerAalle, ex comandante geawale 
della Legione ausiliare francese, ba indiriazato a cotesto ministero 
una lettera per la qnale gli fa conoscme cbe è pervenuto a sua 
cognizione che è stato denunciato al governo mediante vari scritti, 
si firmati, cbe anonimi, sulla condotta amminislrativa cbe ba 
tenuta per tutto il tempo di' egli era alla testa della suddella 
Legione. Sollecita esso, in conseguenza, che venga nominata una 
commissione incaricata di esaminare i conti del corpo dalla sua 
partenza i' Algeri sino all' epoca in cui ne ba lasciato il oomando. 
A tale effetto , S, H. si è degnata decidere che , per organo dd 
sua arabasciatwa a Pari^, si faccia saper* al generale Bemelle, 
il quale attuaUnenle risiede in Francia, che non esiste a codesto 
ounistera aiun documento ufficiale, né ahro della natura di quelli 
cbe egli indica, cbe possa portare pregiudìzio alla sua riputa- 
ziene, né dare motivo ad nn simile reso conto che sollecita per 



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SI 5 

un effetto della sua naturale delicateiza dte S. H. altamente ap- 
prezza. Dìo guardi ecc. ecc. 

Firmato — IoAQmn F. Gahpuzuo: 



(K) 

Gli ttffiàaii dei Lammri polacelù dtila Ltgione 
al generate Bemelte. 

Pamplona, il 27 a^ato 1836. 
Graerale, gli ofBziaU polacchi pteoi di rìcMiotceDM per il 
toccante iuleresse che avete preso per eagi, dunule il tostr» 
comando, vengono, penetrati del dohire della tostra partenza, 
p» ofirirTÌ di dividere la sola cosa che abbiano potato cmaerrare 
iatatta dopo la perdita della loro patria, questo sega» dia^tÌTo 
i' onore di cui hanoo decorato i loto petti nei gionù di gloria 
della STfiDturata Poloaìa. Eghno penMuo, gMiersle, che questo 
pezzo di Fettuccia non può essere tne^o collocato che «ul vostro 
cuore, e sperano che vedendoh) ogni giorno, vtu vi riewderete 
il vostro ultimo e glorioso fotlo d'arsn del prino agosto, il di 
cui splendido trionb ha «1 bene terminata la vostra lobile mis- 
aiaati in Ispagna. Hanno essi Tenore di essere, ecc. 

\ Dumontez, madore 

^"■™^ Lndochovraki j 

I Skarzinski > capitani 

[ Persluski \ 

\ Woroniewski / 



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(L) 

L' originale di questa lettera collettiva , cosi onorevole per 
il generale Bernelle, è fra le sue mani: la maggior parte degli 
ufliziali già rientrati ìn Francia nell'epoca in cui fu scrìtta, f'i 
sarebbero certamente associali ai sentimeuti ch'essa esprìme; 
ecco i nomi degli nfQziali che l' hauno firmata : 

Signorì Ferrary, colonnello comandante gl^ avanzi della Legione; 
Mallet, de Noùe, Heyer, capi battaglioni; Cousandies, mag- 
giore; Eidiacker, chirurgo maggiore; Sdiults, Villar, Pio 
Pio, Montanari, Aramburo, aiutanti maggiori sanitari; De 
Guyon, tenente allo stato maggiore; Compére, Imer, Hongin, 
Cbazot, Audonneau, Stndinger, Aneth, Courtois, PfersdorT, 
Reisch, Welf^er, Karacewìcz, Borkaski, Bourdilliat, Peyer, 
Pitaux, Cloosmann, Cabanier, de Moras, Coppéc, capitimi; 
Pfandler, Favella, I. BerneHe, Ferdinand, Mokrewski, Paco- 
ret, Peigneux, Boetto, Liebermann, Constant, Forot, ToiifBel, 
Bamberg, Barìiey, Huiford, Binder, Grand de Vaux, Cahen, 
Stockeiro, tenenti; Bettin, Rebisso, Prestai, Lagarde, Laii- 
dry, Thomas, Guinodie, Lagarde, E. Bernelle, Latil, Gayer, 
Cochois, Rembel, Monti, Cruzcl, Cuurvoisier, Atam, Zepfel, 
Schmaker , Bendlé , Dumont , Scalabrino , soltutenenti. 



(M) 
Lettera di Mailler al maggiore Coasaiidiez. 

Olague, 20 ottobre 1856. 
• Mio caro compatriota , ho una trista notizia da annunciarvi. 

• Sono stato alla caccia il 19 e fatto prigioniero. Sono conilan- 

• nato a morìre nel punto che vi scrìvo. Vi raccomando i miei 
> elTetti ed il mio porta mantello, in cui vi è nel mio unifonne, 

• un sacchetto contenente quattordici oncìe d'oro, due mezze oncie 

• d' oro , un pezzo da quaranta Traiichi di Napoli , cinque luigi 



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517 

> di Spagna e un ducalo d'Austria, il mio cavallo mI una palla 
n d'argento, le quali cose vi racconiando di far pervenire a mia 

■ moglie od a' mìei figliuoli, a Neufcbàtel, la somma corrispon- 

• dente; poiché ho siritto al «gnor prefetto tutta la disgrada 

■ che mi è accaduta. Addio, ricerele gli ultimi addio, come pure 
■> l'amico ChflDevard e tutti gli amici e conoscenze. 

Vostro affezionalìssimo amico 

MjtlLLER ■ 

• P. S. Vi laceìo avere questa lettera per mezzo del coman- 

• dante del battaglione Algerino , al servigio di S. H. Carlo V. 

• che è un compatriota del cantone di san Gallo, antica militare 

• di Spagna. • 

Nella seconda pagina della medesima lettera trovasi il se- 
guente passaggio scritto di pugno del comandante di cui è par> 
lato nel poH-scriptum della lettera dello sventurato Hailler. 

• Signore, l'infelice Mailler che ho avuto la trista missione 

• dì consolare nella sua disgrazia e (noD potendo salvarlo) di 

> accompagnare secoodo le sue brame fino al supplizio, che ha 

> sofferto da buon cristiano, uomo onesto e bravo militare svii- 

■ zero, mi ha incaricato ancora nel suo ultimo momento di vita, 

• di ricordarvi e pregarvi di aggiungere ai suddetti danari, il suo 

■ avere che non ha ricevuto gli ultimi tre o quattro mesi. Nel 

• diaimpegnarmi da tale commissione, ho l' onore di salutarvi 

- U 21 del detto. 

Raffaele Ser . . . . • 



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mi 

• . tt temn^ géiunU» eimU Harùfe •/ tenente eoloimellc Ferrwi). 

Quartiere generale di Baiona, 38 aprile 18S7. 
Signor Colranello., .vi ringrazio della premura che avete messo 
nel trasmetternw la notizia dei tristi aTTeDÌnienti di Pamploni : 
approvo completamente la condotta che avete tenuto in simile 
cÌKostania; Hehiamale intono a vt» tutti gli uMiiaK e tallì i 
soldati isoleti Adi» Leg;lone.; procurate àn eollocavli , tanto die 
fia possibUa, in oa solo ' accantoHameoto , aecid abbiate tutta la 
vostra piccola truppa fra le mani; esercitate la ma^ior- sorve- 
glianza al fine che i vostri soldati non siano subornati da venia 
partito , e cba non aervan» d' istninento a Diuna passione politica. 
Voi non rioonescarete in Ispagna , che un solo neanco : qnesti è 
don CarlM. Se adunque gli avana òclla Legione Straniera si tro- 
vassero troppo esposti alle iufiuenze che debbono ancora agitar; 
Pamplona , se voi pensaste- anzi cke ama vi fosse possibile ifi pa- 
voneggiare la vostra troppa, la nuoirete e la guiderete a Bon- 
. oosvades, ed. io preodepi allora gì» ortMni det ministro. Bicevele, 
nno cara colonnello, la sicurem de' miei distinti sentimenti. 
Firmato — il conte Habispi. 



Il mimùtro dalia guerra al tenente generale Barispe. 

Parigi, il 10 ottobre 1837. 
Generale, la vostra lettera dell! 30 settembre ultimo mi k 
consapevole della critica posizione in cui si trova la Legione Stra- 
niera ceduta alla Spagna , e che potrebbe essere bloccata in Pam- 
plona: mi annuncia pure die la vostra intenzione è di prescri- 
vere al colonnello Ferrary di andare a stabilirsi co' residui della 
Legione a Valcarlos, presso la frontiera. Questa misura sardibe 
bastantemente giustificata dallo stato d'anarchia in cui si trova 
la Navarra, e da quello d'abbandono, nel quale trovasi da si 
gran tempo la suddetta Legione; ma voi concepite che non pos- 



aci byGoOgIc 



!(Ì9 

siamo; in modo oTatiale prescrìTere a coderta Legione quello die 
deve fan in tale o tal' altra circostaiua data :' per tutto il tempo 
che essa rimane al servigio della regina, non deve fare che 
guanto le nri ietUiB m per «dempin i snoi doveri, die per 
vegliare alla sua propria coMernzione, in mezzo alle difficoltà 
che Bopra^ngnesswo. Quanto alla contnnicauone che mi avete 
fatta , 3 97 BeUetóbre ultun», e al cordoglio che m' esprimete 
mila vostaa del 30, di noq ner rioemito più preAo le mie istni- 
lioni rieletto alla Legio*& Stremerà , voi dovete comprendere la 
riserva che m* inapnae il siMenia di nevtralità segnho fino al 'di 
i' oggi, e da cui ^' d' uopo non dipartirti. Taie lisem si oppone 
Mciocdiè niun ordiM m trssmeaso da parVe naatra alta LegioRe 
Slraniera; esige aziandio «he diate la forma (N eomi^io a quante 
barate nel casali t«aametta« ai capi di qnsta Legione, ndt'in- 
teresse degli avanzi «otto 9 loro «imiaBdo, e per prevenire 1' est«r- 
mmio ili un odi^ oggi diianaat» che Im rese grandi servigi al 
geiver*» Adla Hcgwa', e di «ui inqierta cb« 1' esiM«a» « pro- 
lunga anche pia lungamentA posaìbile. A meno di mi Uccraria- 
mento regolare, pronuneilAa dal governo della Regioi, gli avana 
della Legione Stnnitra non d^ibono ^bdndoaare il lerritoria 
«paganoto; d'ittronde, io rinarrò aeaipn '4iap*Bttt a fan tuUo 
06 die la ciroostaan fieteaaer» eeigere' in favore ' di eodcMa Le- 
gione, e Hb qni non ho mancit« in vei^ma occasione di accorrere 
m suo soccorso quando delle coasideraziDni di umanità me se 
barn» imposte l' obbligo. Gli i n questo senso che voi dovete 
dirìgere, ma piRltosto con dei consigli che con degli ordim, lo 
ripete, H eolomidlo Ferrary. Ricoveta, generale, la certezza della 
mia distinta considerazione. Il pari di Francia , ministro segro- 
tario di stato della gnerra. 

' FtmMriD — Bebuìm». 

Per copia oonforme, il coloondlo capo 
di stato ma^re. 

Firmaio ~- LBnoRnknD. 



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Il tenente cotonnelh Ferrary al mmittro delia guerra 
a Madrid. 

tacB, il i7 ottobre 1837. 
Signor Hiaistrn, non ho cessato fino dagli ultimi avveni- 
menti diPani[doDa del mese d'agosto, di tenervi informato della 
fiilsa posizione della Legione e del sno trambasciamento. Div«^ 
promesse di spedirmi dei fondi e un silenzio assoluto, sono slate 
le sola ricompense dei servigi resi dal corpo alla causa d' Isa- 
bella 11.; nondimeno, fedele al suo dovere, non sapendo cbe 
vincere o morireiOOD ha voluto cedere alle iusinuaziom dei par- 
titi, i quali tante volte hanno cercato di livnirìo con essi. 1 vari 
piccoli governi che sonosi succeduti a Pamplona, non hanno sa- 
puto dissimulare il loro risentimento per una si onorevole coa- 
dotta. Hanno dimenticato che la Legione li ha salvati da uà 
colpo di mano che il nemico ha tentato per impadronirsi della 
città, e che, sema il di lei contegno ne' primi giorni della ri- 
volta, avrebbe avuto un pieno successo, e che essa non ha co- 
noeàuto e non conoscerà giammai altro nemico in Ispagua che 
il pretendente. Non poteva ella adunque uè doveva rimanere più 
langamente nella falsa posizione politica e militare, nella quale 
gli eventi della guerra l'avevano collocata. Sola, delle truppe di 
Navarra, contìnuamente in prima linea, si è sempre veduto ri- 
cusare dal govwno di Pamplona, il più minimo acconto di soldo, 
mentri^ si sono pagate in parte , -le altre truppe , e che , per 
vostro ordine, la Legione doveva essere costantemente compresa 
dal pagatore generale per le medesime ripartizioni del soldo 
accordate agli altri corpi. Tutte queste circostanze e lo stato di 
esacerbaziene degli ulliztali e soldati, mi hanno costretto a de- 
cidermi a condurre , coli' assenso del governo di Pamplona , e 
mediante ardite marcie attraverso i battaglioni nemici, la Legioor 
a laca, ove ho motivo di sperare che il signor Ministro non 
tarderà a provocare da S. H. una decisione qualunque riguardo 
a questo corpo il quale, dopo avere combattuto e reso grandi 



jdbyGoOglc 



E)2I 
servigi alla Spagna, è stato |)ienainente abbandonatr>. È doTuto 
ai soldati quattro mesi dì soldo e nove ai signori ùlticiali ; è 
dunque di tutta giustizia, signor Ministro, di Far livellare il soldo 
ai residui di un corpo si valoroso cbe si è sagrliìcalo per la 
causa della Regina , e di non costrìngerlo ad abbandonare un 
partito che ha cosi ben difeso, rientrando in Francia per do- 
mandarvi il pagamento del sangue versato. Aspetto la deàsione 
dì S. H. la Regina, non potendo rispondere se vi si mette il 
menomo ritardo, degli avvenimenti che potranno accadere 
Gradite ecc. 

Il tenente-colonnello, comandante superiore 

della Legione Straniera 

Firmato — Febbarv. 



FINE DEI DOCUMenTI 



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,db,Googlc 



ELENCHI N0IIN4Tm 



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tmm NoiiNiTiv» 



I UFFIZUU CHE HANNO FIGURATO SUI RUOLI DELLA LEGIONE 
STHAMERA AL SERVIGIO DI S['AG^à 



(CJassiHcati nel loro ullimo grado) 



Stato Maggiore 

Maresciallo di campo. . Sigg. Bernellc e Lebcau. 

Brigadiere Sig. Conrad. 

Capi di stato maggiore. Sigg. Horain, teocnle colonnel- 
lo; Klein, capo batlaglioue; 

Sotto capo di statomag- Bazaine, capitano. 

giore Don Palricio de la Escosura , 

capitano. 

fjffiziali d'ordinanza. . Sigg. de Collcville,Gaull, capi- 
tani; Lambert, Tarseac, Emi- 

Uffiziali addetti allo le Bernelle, Lagé , tenenti. 
stalo maggiore .... Sigg. Mony de Monlmort, Pon- 
gonowski , Coppée, Bourdais, 
de Saint-Hilaire, de Guyon, 
Levray, de Boureuille , Du- 
bard. 

Commissario di guerra. Sig. Galani. 

Colonnello Sig. Ferrary. 

Tenenti colonnelli . . . Sigg. Cros d'Avenas, Magnier, 
.Dumesgnil , Galant. 



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526 

Capi battaglioni Sigg. Poerio, Drouaull, Hon- 

tallegri, Maltel, Pierrot, de 
Caprez , Reoault, Heyer, de 
Noue, 

Maggiori Si^. Godeaa, Cousandier, Au- 

donneau, 

C/ùrurgi maggiori . . . Sigg. Geccaldi , Eichacker. 

Chirurgi aiutanti mag- 
giori Sigg. Hanzen , Henzé , Galasso, 

ErleD, Schulz, Sirooielnikoif 
Vìllar, Aramburo , Renacki 
Pio Pio , Moolaoari. 

Aiutanti maggiori . . . Sigg. Audigé, Gault, Luscher 
Brandoly, Delelra , Henry 
Topin, de Colleville, Monod, 
Bernelle, capitani; lules Ber- 
nelle , Emilio Bernelle , de 

Uffiziali tesorieri e pa- Damian, de Douhet, tenenti. 

gatori Sigg. Cfaenevard , Dasque de 

Goupel , Gompère , Clelte 
capitani ; Ferdinand , Pei- 
gneux, tenenti. 

Uffiziali di vestiario . . Sigg. Bassin , Berlhy, Allègre 
Desjardìns , Cordier. 

Capitani Sigg. Oheron , Gnone , Gloos 

mann , Bonorand , Micliel 
Gre, Frére, de Carlos, Sta- 
dinger, Feyer , de Hébicli 
Simonin , Roux, Bruneau 
Mariani, Angeli, Gaucz, Huc, 
Gentès, Wern, Picol de Mo- 
ras, Welcker, Lapotcr, Pillé, 
Grange, Bonniol, Bellando 
Pfersdorf, Chariatte, Ludo- 



jdbyGooglc 



8W 
cbowski, Borkaski, Cartier, 
Aneth , Bourdiliat , TiUen- 
broDD, Zalbachowski, D'Ace- 
- lo, Kapf, Chazol, Hacqiiet, 
TliomassiD , Mille, Hielard , 
Zarembeski , Zauli , Wier- 
binski, GoUscbalk, Jusseau, 
Zecca, Kuzkowski, CoQrtcis, 
GofTour. Pitaux, de Courte- 
■ gaire , Delpy de la Roche, 
Karacewich, de Hullen, Tan- 
*ski, Seyboz, Vignai, Laruhe, 
Imer, Maze, Reiscb, Mongin, 
Ivancewski, Cabanier. 

Tenenti. Sigg. Dotterò, Monterà, Ertiy, 

Mailler, Pierreski, de Mas- 
clary, Rousstllon , Gogne), 
prandler, Bamberg, Gignoux, 
Robert , Guedin , Roi , Galloo, 
Simon , Segond , Sawicki , 
Sokaski, de Flenrans, Pous- 
sard, Licknecker, Oanloup, 
Lesnard , de Chary, VarJet, 
Guerillon , Kteffler, Hurford, 
Perolti , Fabre, Abaylua, Ver- 
meil, Lemonnier, fioussard, 
Goliembiowski, Rokyki, Pa- 
coret , Glemenl , Schmitt , 
Stockeim , Gahen , Vanderel- 
sen, Eseìnschmitl, Grant de 
Vaux, Pannier, Toufflet, Don, 
Barbey, Libermann, Linda- 
uer, Lyon, Masaon, Schleck, 
Poulain , Constant, Blnder, 
35 



jdbyGoOglC 



Rumeau, Rengly, Favella, 
Suctiei , Boetlo , Pierrard , 
Wolff, DumoDStier, Marette, 
Blaocey, Pellet, Mokrzecki. 

Sottotenenti Sigg. GuinodÌe,Dupré, Becker, 

Thevenot , Slrazer , Ferpan- 
di, S^lot, Dnpuis, Cochois, 
Reiche , Grosglaude , Nogi- 
linski , Domingo , Buskie- 
wicb , Dreax, Ramlet, Qui- 
rot, Bersel, Paulmier, Bu- 
chel , Biederlinden , Cour- 
voisier, Belttn , Bettìni , Bra< 
yard , Deslez , Landry, Cm- 
sel , Flory, Ramut, Thomas, 
Forot, Monti, Huc, Alvino, 
Rebisso , LatìI, Smet , Lagar 
de , Wielzyewski , Teckel , 
Bernelle Jules, Bernelle Eu- 
gène, Ceccaldi, Zoepfel, Ben- 
dlé, Gayer, Walter, Hilprechl, 
Lelir , Prestai , Azam , Du- 
mont, Robin, Rembel, Ci- 
selli , Maylan , Scalabrino 
Cuny, Peralo,Wagner, Schma 
ker, Urbain, Zregda, Dau- 
tuD , Finamore, Pécou, Fran- 
zini. Bari, Biava, Gofernau 
Botta , Zaiietti , Eichaker 
Galant (1). 



<1) la questo elenco l'Autore non ha notato il sig. Csufof» 
promosso sottotenente nel 18S8 insieme ai signori Eichaker e 
Gaiant. 

(Nola del Traduttore). 



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Capitani , . Sigg. Rousset , Barbier. 

Tenenti Sigg. Reilk , Lagarde. 



Lancieri-Poucghi. 

Tenenle-cotonnello. . . . Sig. Kraiewski. 

Capo squadrone Sig. Horain. 

Maggiore Sig. Dumontcz. 

Aiutanli-tnagyiori. . . . Sigg. Zarembecki, Borjewski, 
Emile Bernelle. 

Chirurgo aiutante-magg. Sig. Siromclnikoff. 

Uffiziale pagatore. . . . Sig. Sbikowski. 

Capitani Sigg. Wero , Gaucz , Lado- 

chowski , Indercewski , Per- 
luski , Woroniewski , Scar- 
sioski, Pangowski, Wiar- 
dowski , PfersdorfT. 

Tenenti Sigg. Kawka , Swidzinski , Be- 

linski , Cieszkowski , Fer- 
nandez, Hoefgen , Sawicki , 
Rokyki. 

Sotto-tenenti. ..,.., Sigg. Muller, Rudnicki, Bog- 
gio , Wodzinski , Dreux , 
Pawlowski , Domiogo , Du- 
hard. 



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ELENCO N0im4TIV0 



UFFICtiLI DELU LEGIONE STRANIERA UCCISI HORTALMENTE FERITI 
AL CAMPO D' ONORE IN ISPAGNi. 



idiere Sig. Conrad. 

Capo-battagtione Sig. Hontallegri. 

Aiutemte-tnaggiore. . . . Sig. Borjevrski. 

Capitani ..../.... Sigg. TiitenbrooD , Zalbacho- 

wski, Mille, Zecca, Seyboz. 
Tenenti Sigg. Erny, BoussilloD, Soka- 

ski, Vermeil, Rengly, Wollf, 

Salot. 
Sotto-tetienti Sigg. Perrandy, Dapuis, Bu- 

skiewicz , Qaìrot, Robin, 

Zregda, Rudaicki. 



Fucilati dai Carlisti. 

Sigg. Dumoustier, Mailler, de Pleurans, WieUyewski, 
Renacki. 



Morti negli ospitali. 

Sigg. Audigé, Cordìer , Kapf , de Conrtegaire, de Chary, 
Strazer, Bravard. 



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I 



lUNCt NOIIMTITO 

DEGLI UFFIZIALI DELLA LEGIONE STRANIERA FEBITI IN ISPIGNA. 



MaremaUo di campo. . Sig. Bernetle. 

Uffiziali di stato magg. Sigg. Bazaine, Pongonowski ; 
Tarseac. 

Colonnello Sig. Ferrary. 

Tenenti-colonnelli .... Sigg. Magnier , Kraiewski (gra- 
vemente ). 

C^i-battaglùmi Sigg. De Notie , ReaauU e He- 

yer ( questi due ultimi gra- 
vemente ). 

Chirurgi Sigg. Sirometnikoff , Schatz , 

Willar (1). 

Aiutantimaggiori . . . . Sigg. Luscber, de GoUeville, 
Nonod, Giulio Bernelle, de 
Damian. 

Vffiziale pagatore. . . . Sig. Pelgoeux. 

(kgtitani Sigg. Sludinger , de Hébich , 

Angeli ( gravemente ) (2), 



(1) Qui pure 1' A. ha lasciato di meatovare il chirurgo Man-' 
kuuxri Terito come vedesi a pagina 411. 

( Nola del Tìodutiore ). 

(2) Qualche linea il T. si crede in dovere di donare alla' 
memoria, e alle sventure del bravo capitano Angeli, il quale ri- 
mase per ferite storpio di una gamba e fu pensionato. Elitw inol- 
tre la somma disgrazia di perdere l' intera sua famiglia annegata 
ne) canale dell' Ebro vicino a Saragozza, ove cadde la spezie di 
carrozza detta nel paese Tartana, e dall' acqui del quale n«i 
poterono estrarsi che cadaveri la moglie, la figliuola giovine dì 
17 anni e la cameriera. 

( Piota M TraJ^mre ) 



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532 

Wern, Picot de Moras,WeIker 
(gravemente) BonnioI (id,) 
La Poter (id.), Coppée.Clia- 
riatte , Ludochowskì , D' A- 
ceto (1), Hacquet , Thomas- 
sin , Zarembecki , Zauli (£) 
Goltscbalk , Jusseau , Ruz- 
kowski (gravemente) , Cour- 
tois, GofTour, Pilaxix (gra- 
vemente) , Hert de Hutten 
Imer , Maze , Reisch , Hon- 
gin , Cabanier. 

Tenenti Sigg. Masclary , Goguel , Barn- 

berg, Gignoux, Robert, Lam- 
bert , Simon , LiekDecker 
( gravemente ) , Lesnard 
Kleffler , Hurford , Fabre 
Lemonnier, Rokiski, Paco- 
ret, Glement, Scbmitt^ Sto- 
ckeim , Cahen , Grani de 
Vaux , Bon , Barbey , Lin- 
dauer ( gravemente), Ru- 



(1) L' A. nel parlare d«)l' onorevole capitano D' Aceto, a 
pagina 340 Io dice ferito ( griévement ) invece qui non ag- 
giunge il griévement. E perchè? Non posso attribuirlo che a 

dimenticanza. 

( Tiota del TntdtOIore ) 

(^) Dice r A. a pagina 284 che il capitano Zauli ( allora 
t«nenle ) fu Terìlo très-griévement, ma qui nell' elenco 1' ba pure 

dimenticato A sua lode dirò che questo coraggioso « vecdiio 

soldato, carico di ferite e di anni, ricevette dal governo ^agnuole 
un' annua pensione vita durante. 

( Nota del Tradnttort ) 



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535 
meau (id.)) Favella , Suchet, 
Boelto, Pellet, Mokrzecki, 
Swidenski. 

Sotto-tenenti Sìgg. Beiche , Berset ( grave- 

vemente ) , Paulmier (id.) , 
Biederlìnden (id.), Courvoì- 
sier, Bellini, Deslez , Flo- 
ry , Bamut , Thomas ( gra- 
vemente ), Bebisso , Lagar- 
de, Teckel, Zepfel , fiendlé, 
Gayer (gravemente), Hil- 
preclit,Lehr (gravemente), 
Azam , Caselli , Maylan , Sca- 
labrino , Wagner , Schma- 
cker, Dautun (gravemente), 
Bari , Biava , Gofernau , Ei- 
- chaker, Galani, MuUer,Wor- 
dzeoski (1). 



(1) ÀBche il sotto-tenente Zanetti come dalle pa^e 4&6 e 
9 ò stato dimenticato tra i feriti. 

( Nola del Traduttore } 



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IL8IIC0 mniuTivft 

DEGLE'UFFIZIALI DELL' ANTICA LeciONE STRANIERA. DECORATI 

DEGLI ORDIM DI SAN FERDINANDO , D' ISADELU ' 

LA CATTOLICA, DI CARLO III E DI MARIA 

ISAKLLA LUISA (1). 



ORDINE REALE E MILITARE DI SAN FERDWARDO. 



L' Ordine reale e militare di S. Ferdinando è stato creato ii 51 
agosto 1811 dalle Cortes generali e slraordiDarìe di Spagna, 
e riconosciuto da Ferdinando VII li 19 gennaio 1815. I suoi 
statati ftirono detìnitiTamante sanzionali con decreto reale delli 
10 luglio 1815. Ef^ è Asclusivamente destinato a ricompensare 
i servigi militari. 



Cavaliere di 4.' e/o««e 



Cavalieri di 3.' classe 



Cavalieri di 2.' classe 



Cavalieri di 1.' classe 



Sig. Bernelle , maresciallo di 

campo. 
Sigg. Lebeau , maresciallo dì 

campo; Conrad, brigadiere. 
Sigg. Ferrary, coloanello; Ma- 

gnier, leDéole-coloDaello; de 

Hébich , capitano. 
Sigg. Gros d' Aveoas , Horain , 

DumesgDÌi , Kraìewski, te- 

neDti-coIojinelli. 



(1) Questo eleaco nominativo è certamente incompleto. Noi 
•lo ripntdudaiDO, seD^i prondraue la reBponsabìKtJl , come lo ab- 
biamo trovato nelle carte che d sono state affidate ^dal gencride 
BemeUe. 



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539 
Sigg. DroaauU , Montallegri , 
Pierrol , Klein , de Caprez , 
Renault, Heyer, de Noue, 
capi di battaglioni ; Horain 
capo squadrone; Cousandier 
maggiore; Galani, commis- 
aario di guerra ; Eichaker , 
chirurgo maggiore; Henzé, 
Erien, SirometnikofT, Scbutz, 
a lutanti -maggiori (1). 
Si|^. Topin,Bazaine,Gbarìaite,. 
-Roux, Anetb , Goone, de Gol- 
levilIe,Gault, Luscher, Bran- 
doly, Deletra, Henry, Monod, 
Compère , Lagé, Lambert, 
Coppée, Mony deMontmort, 
Frère, de Carlos, Studinger, 
Feyer , Bruoeau , Angely , 
Bue, Wem, Welter, Bon- 
niol , Bellaodo , Ludocho- 
wskì , Borkaski , Carlier , 
Bourdillat, Tittenbrono.Zal- 
bachowski, Hacquel, Tho- 
massio , Mille , Zarembecki ^ 
Zauli, Gottschalk, Zecca, 
Kuzkowski , GofTour, Pon- 
gonowski, Karacewich,Hou8- 
sei, Barbier, Seybos, Vi- 



(1) Ibaci in questn etenco il chirurgo aintante-maggiwe 
UmloMn Naiai§, ài Cauna, decorato al combaltimaita di ViU 
latnesla lì è urambra 1836, come a pagina 411. 

( Ifota del Traduttore ) 



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gnal, Lanihe, Imer, Maze, 
Bamberg, Reichs, Mon^n, 
Iwancewski , Gaucz , Woro- 
DÌewski, EscoBura, Scarzio- 
-skì, PaDgowski, Wiardow- 
skì , capitani. 
Sigg. TarseaCjBourdaiSfProu' 
rensal de Saint-Hilaire.Pei- 
gneux, Maiiler, de Gayon, 
PierreakJ, de Ma8clary,Roas- 
sillon, E. Bernelle, Gogael, 
Pfandler, Gignoux, Robert, 
deDainiaD,Giiedin, Galloo, 
Simon, Sawicki , Lesnard, 
elette, GuerilIoQ, Kleffler, 
G. Bernelle , Hurford, Fabre, 
Abaytua , Vermeìl , Lemon- 
nier , Pacoret, Clément, Sto- 
ckeiitt , Assura , Cahen , de 
Douhet, Bon, Barbey, Lìn- 
dauer, Masson , Constant, 
Rumeau , Favella , Suchet , 
Fernaodez , Boetto , Reìlk, 
Wollf , Pellet, tenenti. 
Sigg. Reiche, Levray, Buskie- 
wich, Bersel, Buchel, Coar- 
voisier , Bravard , Destez, 
Thomas, Forot, Lehr, Do- 
mingo, Lagarde, Finamore, 
Uffizioli decorati 2 volle Eichaker , Galant , Muller , 

della croce di S. Fer- sotto-tenenti. 

dinando di 1.' classe. Sigg. Bonniol, Goffour, capi- 
tani; RonssilloD, Guerillon, 
Fabre , Assura , Pernandei , 



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537 
Sott uffiziali decorati Lemonoier, Boetto, teneoli; 
della croce di S. Fer- frerset , sotto-tenenle. 
dinando in argento . Sigg. Biava , Goferoau , Gau- 
thier , Becker , Knmmer , 
Olzer, Mei-lan (1). 



ORDINE REUE AMERICANO D IS&BELU LA CATTOLICA. 
IsUlQito da Ferdimndo VII, li 24 mano ]SiS (2}. 



Gran croce Sig. Bernelle, maresciallo- dì 

campo. 
Commendatori Sigg. De Noue, capo di batta- 

glione; Galani, commissario 

di guerra. 



(1) A qiiesli deve essere aggiunto 1' aiutante sott' ufBziale 
Barbelti che fu decorato nello stesso giorno che Biava. 

( Nola del Traduttore ) 

(2) Questo ordine è stato istituito come si è detto li 24 
marzo 1815, dal Re Ferdinando VII, per ricompensare il valore 
militare, il realismo provato ed il premuroso zelo in favore ddla 
conservazione delle Indie. Esso ha per patrona Santa habetia 
Regina di Portogallo ; il Re o la Regina ne è il capo e sovrano. 
Quest'ordine dvile e militare è divìso in tre classi: i grandi 
croci, che portano il titolo d' eccellenza, i coiumendatori e i ca< 
vatieri. L' ammissione nell' ordine dà la nobiltà personale. GÌ' in- 
diani che si sono mostrali degni di questa ricompensa sono am- 
messi al seguito dell' ordine. Essi poruno una medaglia d' oro 
rappresentante 1' effigie dei Re. Sullo scudo della croce dei ca- 
valieri è la cifi-a del Re colla leggenda : Por. haòel la Catloliea. 
Sullo scudo della croce de' commendatori si vedono , oltre ud 



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55S 

Cavalieri Sig^. Dumesgntt , tenenie^Mi- 

lonnello, BazaÌDe, Roasaet, 
Ddletra , Siudiager , D' Ace- 
to , de Colleville , Dasque de 
Coupel, capitani; Galloo, 
Degjardins, Clémenl, de Da- 
mìan , Bon , LìckDeckr , te- 
neali ; Daulun , sotto-lenen- 
te (1); Reoicki , cbirorgo 
aiutaote-maggiore. 



doppio globo, due colonne sulla spiala, urcondala da una 
fascia, sulla quale si leggono queste parole: fltu vilra; poi la 
leggenda : A la tealiad acria'olada: sullo scudo della decorazione 
clie appartiene, oltre ciò, ai grandi croca, si vede la stessa rap- 
presentazione colle due legende delle croci. 11 nastro è color 
perla coli" orlo arando. 

( Nota del Traduttore ) 
(1) Mancano fra i cavalieri di quest' ordine i tre ulfizìaii 
italiani Tekel ( di Hentone ) Botta Cdi Voghera ) e Zanetti ( di 
Bolina ) del quale si trascrive il diploma o real tìtolo. 

( Nata dei Traduttore ) 



Vom Isabel Segunda, Por la 
Grada de Dios, y por la Con- 
stitucùm de la Monarquia Es- 
pagnola , Reina de làs Espa- 
maa, y en «u nombre Dona 
Maria Cruiina de Borbon Re- 
genia y GiAemadora del Beino. 

En recott^penta ilei merito qua voi 

DOS CAMILO lASETTl, tablettìBnIe de 
la iegion ausiliar fraiictia , conlraji- 
*lti» an la aCdon dt Ulzama:Bé leni' 
do a Wen por mi decreto de freinta y 
uno de declembre utlioto , concederai 
la Cruz de CabaUero de la Beai Orden 
Americana de Ualxl la Catotiea, liliit 
de lodo gallo; 



Donna /tnòeUa Seconda, Per la 
Grana di Dio ,-e per la Ce- 
stiluzione delta Monarckia Spit- 
gnuota. Regina delle Spagne, 
e in MIO nome Donna Man» 
Criitina di Borbone Beggenit 
e Gobem adora del Regno. 

la rfcompcDM del B«rito cfae loi 
Dm CaulUo Zanetti . sotuvleneaie 
della Legione ausiliare francese, ic- 
qQislaste nel cDrabaltinenio à' (Jln- 
ma; ha credulo bene con mio decreto 
del Irenttuodi decembre ultimo, eop- 
cadervi la Croce di Cavaliere del Real 
Ordine Americano d' Isabella la CaiiO' 
Ika, libero da ogni tassa; 



jdbyGoOglc 



OBDINE REALE DI UBLO HI. 
iDsUtnilo da Cario III, 11 19 seUembre 1771 (t). 



Gran croce Sig. Conrad, brigadiere. 

Cavalieri Sigg. Heyer, capo-baltaglione ; 

Bazaioe, capitano. 



(1) Carlo III.' istituì quest' ordine it giorno della nascita del 
suo figliuolo Carlo-Clemente, li 19 settembre 1771, e Io consa- 
crò al miatera dell' immacolata concezione d«lla Velane. Venne 
approvato dal papa Clemente XIV U 21 febbraio 1772. Gli è un 
ordine del merito diviso in due dassi; i grandi cròà « i cava- 
lieri; il numero dei membri della prima classe é fissato a 60, 
Boa compresi i principi della famiglia reale, 200 cavalieri hanno 
un' annua pensione di 575 fiorini, gli altri sono ooroioati sopra- 
nunerari. Quest' ordine venne rinnovato dal Re Cario IV li 12 
giugno 1804, soppresso durante il regno di Giuseppe Bonaparte, 
e rì^aurato nel 1814. Sullo scado delle decorazioni Aà grandi 
croci è r immagine della Santissima Vergine. Sopra quelle dei ca- 
valieri ai quali un decreto del Ite Ferdinando VII, dellì 29 aprile 
1815, diede esiandio la placca, si vede un C intrecciato colla 
dira Romana III, colla leggenda: Virtuti et Merito. 

( Nota del Traduttore ) 



j persuadieBdome qoe por lai ciU' 
lidadw qne oi hicierop digoo de «le 
himor OS emierareU eo observar paa- 
tDalmente loS Ilsiatatos de la propla 
Orden , o« concedo las graclas è lasl- 
gni>» (me segno ellosos correspoadea. 
Tmando al Vice-Presidente de liAscm- 
blea Suprema de la mlsma Orden. A loi 
GerespoUiIcMCeiiiandaDletseperales 
y dentai Aotorldades de la Monarquia 
noia à quienes reqnirièreis con 
li Real Titulo qge por si o por 



e persoadecdoml ebe |>er le qualità 
che vi receri) degno di qneslo onore 
«I diitlngnerete in osservare panuial> 
mente gli Statati del proprio OrdiM, 
li concedo le amie e distintivi che a 
norma di quelli vi corrispondono. E 
comando al Vice-Presidente dell' As- 
semblea Suprema del nedestn») Ordi- 
ne, ai Capi Politici , ConundaDti gene- 
rali ed altre Autorill della Honarcbia 
Spagnuola alle quali ricorrereste con 
questo mio Reale Titolo cbe per sé o 



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CRCWI DI lUBIA-ISABELLA-LUISA , DETTA D ISAB«.L1 II. 



Ferdinando VII isUtul questa decorazioiiu per decreto reale Aà\i 
19 giugno 1833, il giorno medesimo della prestazione del gìu- 
ramenU) all' Infante Donna Isabella come erede del trono. Talu 
decorazione , escinsivamenle militare, era destinala ai sutt' ui- 
fiziali e soldati, con soprassoldo o senza. 

Offiziali decorati èssen- 
do sott' uffizioli. . . . Sigg. de Boureuille , Vermeil , 
Bon, Barbey (due croci )> 



medio de un Caballero de U propia 
Orden Americana , de cualqniera de 
las Hiliures . U de Carlos ili , ù otra 
persona consti lui da en dignidad mili- 
Ur à politica ì qaieu dierencomisioD, 
procedao à redbiroB Caballero y daros 
l>s iiuignias de la Orden , olraervando 
eo ette soleniDe acto tas cemnonias 
qne tengf preacrltas, a cujo fln OS ei- 
pido este mi Real Titulo , de que se ha 
de tomar raton ta ia Cantaduria de Ja 
Orden, Grmado por diche Vlce-t^si- 
denie de la Asamblea Suprema ; dos 
Caballeros Grandes Cruces Vocales de 
ella, refrendado por ci Secretarlo ge- 
neral de la mlsma , que lo es tambien 
mio con ejercicio de decreios . y sel- 
lado con el de armas de la Orden. En 
Falaclo à diei ^seis de Binerò de mil 
ocbocientOB treintay naeve. 

¥o la Reyna Gobernadora. 
Yo 0. Juan Fernandez Del Pino se- 
cretarlo de la Rejna y de està Orden 
io bice escribir por su mandado. 
FEDRO Anobiapo de Mejico 
Ariobispo-Patriarca de las ladias. 

El Harques de 
Castèll-Brar. 
( L. S. ) G. E. 

AMTONIO RENON 
ZARCO DEL VAIXE. 
V. H. Se digna conceder Cruz de Ca- 
iMllero à Don Camilo Zanetti. 

Como CoDlador de la Orden 
Tome raion 
JOSÉ GARCIA 
PEREZ DE CASTRO. 



per mezzo di un Cavaliere del proprio 
Ordine Americano, di qualunque dei 
Militari, quello dj Carlo lU , od alin 
persona costitaita in dignità miblare , 
o politica a cui venga data commistio- 
ne . procedano a ricevervi Cavaliere e 
darvi i dìstinliv! dell'Ordine, osser- 
vando in questo solenne atto le ceri- 
monie cbe ho prescritte, al quale ef- 
fetto vi spedisco questo mio Reale Ti- 
tolo , di cui devesi prender ragione 
□ella Compullsleria dell' Ordine , fir- 
malo dal detto Vice-f residente dell'As- 
semblea Suprema e due Cavalieri Gran- 
di Croci Vocali di quella , col visto del 
Segretario generale della medesima > 
chele èanche mio con esercizio di de- 
creti , e sigillato cotl'armi dell'Ordine. 
In Palazzo 11 sedici di gennaro del mille 
ottocento trenta nove. 

Io la Regina Governatrice. 
lo D. Giovanni Fernandez Del Pniu 
Segretario della Regina e di qnest' Or- 
dine io feci scrivere per suo comatido. 
PIETRO Arcivescovo di Messico 
Arcìv. Patriarca delle Indie. 

Il Marchese di 
Castèll-Rnr. 
(L. S.) G.E. 

ANTONIO REKOS. 

ZARCO DEL VALLE. 
V. H. Si degna concedere laCroce di 
Cavaliere a Don Camillo Zanetti. 

Come Computista dell' Ordine 
}|n registralo 

GIUSEPPE GARCIA. 

PEREZ DE CASTRO. 



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Boetlo, Wolif, Blancey, Fer- 
randt, Pellet, Grosglaiide, 
Domingo, Buskiewicz , Qui- 
rot, Paulmier, Courvoisier, 
Thomas, Monti, Wielzyewski, 
Tekel , Ceccaidi , Bendlé , 
Rembel , Caselli , Cuny , Wa- 
gner, Bari, Goferneau , Bot- 
ta , Zanetti. 



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mm DiUB uTEue 

DELLA 11* PARTE 



COHAnoO DEL GEHERALE BEBKELLE, 

CAPITOLO PRIMO 

SoHiuRio — Sbarco della Lc^ne in Tairagona — Sibiaiione 
della Catalogna — Primi moTÌmentì del generale RoineUe 

— Il tenente colonnello Conrad viene diretto suU' Alta- 
Catalogna — Faiìoni della Senahuga e <li Pòns — Fa- 
zione d' Artesa-sur Sègre — Combattimento di san Mar- 
tino — Assedio e presa del castello forte di Quìmera ' — 
Suddivisione e disseminazione della Legione Straniera 
in deboli dislaccamenli — Pressanti reclamazioni del 
generale Bemelle — Riawicinamento e riunione di-cin- 
que battaglioni della Legione a Balaguer — Partoiza 
per Barbastro pag. 255 

CAPITOLO SECONDO. ' 

SoHMABio — - Ostile accoglienza fatta alla Legione dagli abi- 
tanti di Barbastro — Il generale Bemelle riceve ordine 
di coprire l' Alta-Aragona — divisone spagnuola delta 
dell' Alta-Aragona — li generale Bernelle la ratUene sotto 
i suoi ordini — Egli si dispone di andare a prendere 
posizione a Benavarre — Combattimento di Grenadilla 

— Difesa di Balaguer — Presa di Cerri — Cacciatori 
volunlarì d' Isabella II. rechilali ri Parigi dal barone de 

5G 



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544 
Soarce — H generale Beraelle ricave l'ordine di por- 
tarsi a laca per licenmrli — Il colonnello Conrad entra 
in Catalogna, alla testa di tre battaglioni della Legione 

— Soccorre la città di Tremp; attaccata da 6000 Car- 
listi — Combattimento della Pnebla-de^egor — D ge- 
nerale Bemelle parte da laca per Monzoa — Bellissinio 
contegno del 4* battaglione della Legione a Terdun -~ 
Il generale Bentelle fermasi in Hnesca — Suo airifo a 
Monzon — ■ Suo! lavori — Riceve l'ordine dì nnnire la 
L^ione nelle Cinco-Villas dell'Aragona — Guei^é ri- 
torna in Navarra — Il generale Bernelle ed il colonnello 
Conrad hanno sentore della sua ritirata — Combatti- 
mento di Aagues — il generale Bernelle giunge a Buesca 

— Inconcepibile inazione della divisione dell' Alta-Ara- 
gona — Guergué rientra in Navarra — I battaglioni 
della Legione Straniera vengono diruti sopra le Cinco- 
ViUas — Occupaiione di Sangnesa — Falsa dimostra- 
zione dei Garlìsti — Partenza della Legione . per Vit- 
toria. pag. 267 

CAPITOLO TERZO. 

SoHMAiiio — La Legione Straniera' è Analmente chiamata a 
rapivesentafe una parte degna di lei — Harm da San- 
gnesa a Vittoria — Bell' ingresso in ViltcHÌa — La di- 
visione ausiliaria inglese — Il generale in capo è rìso- 
luto a prendere l' ofTensiva — Ordine del giorno del ge- 
neralo Bernelle — Distribuzione pubblica di decorazioni 
alla Legione — Disposizioni dcj generale in capo per 
attaccare il nemico in Arlaban — La L^one fa parte 
del corpo del centro — L'armata si mette in movi- 
mento la mattina del 16 — Combattimento sulle pen- 
disi dell' Arlaban il IS e 17 gennaio — Relazioni del 
> generale in capo al ministro della gueira — L' annata 
ritorna a Vittoria il 18 — Estratto delle memorie giu- 
stificative del generale Cordova — L' esercito sorto nuo- 
vamente da Vittoria il 24 — Grande ricognizione wpr» 



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945 
Goevara — Il generale in capo provoca ma ioTàno i 
Gariisti ad una battaglia orduiata — Ritorno a Vittoria 
—, Partenza del ministro della guerra per Madrid — 
Pret«aBÌonÌ del colonnello Conrad respinte dal generale 
BemeHe e -dal minìatr» della guerra spagonolo — Opi- 
nione del ministro della guerra francese • — Il cotonnello 
Conisd di la sua dimissione e rientra io Francia — 
loMirrezione dtUa vallate d'Aescoa e di Roncai — Pro- 
getto di una Mnea fortiUcata da Pamplona alla fron- 
tiera — Il generale in capo ne afSda lo stabilimento 
alla divisione ausiliare francese — Partenza della Legione 
da Vittoria per Pamplona ■' 290 

CAPITOLO QUARTO. 

SomuRio — La prematura sollevazione delle vallate d' Aescoa 
e del Roncai, attraversa i piani del generale in capo «- 
Sne intenzioni relaUvamente al gmerale Bernslle e am 
buone disposizioni per la Legione Straniera — Sog- 
giorno a Pamplona — Occupazione della vallata d' Este- 
ribar — Ricognizione della linea sino alla frontiera di 
Plancia — L' armata carlisU prende l' offensiva nell' Alava 
-^ 11 genwale in capo b una dimostratione per operare 
nna favorevole diversione alla sua sinistra — Il cattivo 
tempo contraria i suoi progetti — Egli ritorna a Villo- 
ria — n generale Bemelle comanda le trappe spagmole 
sulla linea — Abbandono d' Engui dal 7.° di linea — 
. Scontro col aemico a Legnarot — Ordine del giorno 
del gener^e Bwnelle — I lavori delle fortificazioni della 
linea «ono spinti con attività — Scontro con nna gv** 
HUft carlista sali' altura d' Urdaniz — Due battaglioni 
nemid varcano l' Arga — Previsioni del generi^ Ber* 
nelle, giustificate dagli evenimenti e *«e abili disposi- 
zioni — I suoi ordini non vengono eseguiti in tutta ^ 
loro precisione— Combattimento sulle altura diZobiri, 
il 34 marzo — Il 2.° battaglione finalmente raggiungo 
la Legione — Combattimento di Santa-Lena in Cata- 
logna pag. 310 



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CàPlTOLO QUINTO. 

Sommario — Nuovo cNrdioaiaeato della Legioae — Sua ri* 
partuioaa ne' diversi posti della linea — TI Dcom» riib 
HÌsco {Orectlu battaglioDi a Eugui — 11 generale Bcf* 
nelle si conduca a Zidtiri per OBservarlo — Rìtonw ne- 
gli acca otonaiD enti — Una gaerìlla. carlista è arvilup- 
pata a Eaain nella notte del 6 al 7 aprile — Il tenente 
carlista Giulia tiarnier — Nuovi tentativi del generale 
Bemelle per ottenere dal nemico il cambio dei prigio- 
aieri — Le sue proposizioni vengono rmelte — Situa- 
iion« dei lavori di difesa della linea — Costruzione, d' un 
blockhaus a Tirapegui — Il nemico concentra alcuni bat- 
taglioni nella valle d* Uluma — Combattimento di Tlra- 
p^ioi — InaiioDB delle truppe apagnuole — Lettera 
del viceré di Navarra al generale Bemelle — Or^nii- 
NoioBe dei lancieri polacchi della L^ìone. . ■ pag. l 

CAPITOLO SESTO. 

SoMHfciiio — inazione de' Carlisti — Nuovi cantonamenti 
della Legione sulla linea — SpedÌEÌoDe dei CariìsU con- 
tro le vallate di Roncai e di Aescoa — Nuovi cantona- 
menti della Legione — Casa-Eguia viene soalituìto da 
ViUaréal nel comando in capo dell' esercito carUsta -r- 
Cambiamento nel sistema delle operaaioni carlìste — 
Piano di campagna di ViUaréal — Situatone dell'annata 
costituzi(«ale — I Carlisti prendono l'«flennva in Na- 
varra — Attaccano Laresoagna, il 94 giugno, con del- 
l' artiglioia — C(«ibatti mento di Zuriaìa questo mede- 
simo gìomn tra il barone de Heer ed il generale Garda — 
Il generale in capo Cordova marcia sopra Pamplona alla 
t^ta della divisione Bivero — Successi de' Carlisti al- 
l'estrema sinistra deUa linea delle truppe costituzionali 
— - Partenza della spedizione carlista, governata da Go- 
mez — Distatla del generale Tello — Il generale Cor- 



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847 

dora rinunzia prOTTÌ5orìanient« all'occupazione del Bastan 

— La ditisionQ Rivero ritorna a marde sforzate in Alava 

— Organizzazione del corpo d'armata della Navarra, 
dello corpo d' operaxioni detta destra — Istruzioni date 
al gfJierale Bemelle dal generale in capo — La Legione 
i Bostitttita nei caatonamenti della linea dalle truppe 
apagtiuole — 1 Carlisti attaccano con dell' artiglierìa la 
borila d' Ini^ presso Linzoain — Combattimento deHi 

4 luglio sulle alture di Zubirì pag. 545 

CAPITOLO SETTIMO. 

SoMHiKio — Il signor de Senilbes, capo squadrone di stato 
maggiore, ò nominato commissario de) governo francese 
al qoartier generale dell' esalato np^nnolo del Nord — 
Egli entra in Ispagna — Attraversa gli accantonamenti 
della Legione — Sua rdaùone al governo sulla diviBÌonfl 
ausiliare francese — II reclutamento della Legione preoc- 
cupa da molto tempo il generale BeTnelle — Progetto 
d' incorporazione di due mila reclute spagnuole nella 
divisione ausiliare francese — Suoi atti presso il go- 
verno sptgnuoio ed il ministro della guerra a Parìgi — ' 
Risposta del generale Schramm — Il governo francese 
si decide di dare estensione >a11a cooperazione armata 
in Ispa^na — Organizzazione di nn nuovo corpo atist- 
liarìo di dnque mila uomini a Pau — Lettera del capo 
di stato maggiore della 30.' divisione militare — Estratto 
della lettera del maresciallo Maison, diretta al generale 
Bemelle — Riflessioni sul tenore di tali comunica- 
zioni ufficiali — Il generale Bemelle manifesta la sua 
prima risoluzione di rientrare in Francia — Sne reda- 
mazioni incessanti ed infruttuose ai generale in capo, 
al mìnifitro della guerr;! spagnnolo ed all' ambaada(«re 
di S. U C. a Parigi, concementi l'arretrato del soldo 
ed il servigio ddle sussistenze della divisione — Indiffe- 
renza, se non reale, almeno apparente, del governo fran- 
cese sulla sorte della Legione — Esposizione del gOM- 



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548 

rale Benelle al governo Trancese — ■ Estratto della ri- 
sposta del maresciallo Maispa al generale Bernelle pag. 559 

CAPITOLO OTTAVO. 

SomiARio — Ultime operazioni del generale Bernelle — Huotb 
all' incontro di Garcia cbe aveva varcato l'Ai^ a Ibero 
~- Biunione delle forze dispoDibìU, del corpo d'opera- 
zioni a Oteiza — Dimostrazione contro EstelU — B ne- 
mico non accetta il combattimento — Incendio di alcune 
raccolte nella Solaoa — U generale Bernelle avricinssi 
a Pegnacerrada minacciata dal grosso ddle forze carliste 
— Vitlaréal sì porta rapidamente verso la destra delb 
linea alla testa di 16 bsttaglionr — Il generale Bernelle 
è informato de' suoi progetti — Sue istnniom a) eonte 
de Cleonard — Il corpo di operaùoni si riaivieina a 
Pamplana — Glorioso combattimento d'Ioigo il priiao 
agosto — ' 1 due governi francese e spagmolo antorii- 
zano il generile a ritornare in Francia — Suo addio 
al GbrpD d' operazioni e allaLegione — Egli riceve, pri- 
ma della sua partenza da Pamplona e dopo il suo ri- 
torno in Francia, delle testimonianze di affeùone e di 
rìoHiosoeoza dagli nflizìali della divisione ausiliare liraii- 
cese — È seguito nel sup ritiro dal cordoglio de' snoi 
luogotenenti e da quello della Legione ■ 373 

LIBRO IL 

COHANDO DEL GBKBBAU LEBBAU. 

CAPITOLO PRIMO. 

Sommémo — Situazione degli al&rì politici e militari all' efwca 
d^' entrata in Ispagna del generale Lebeau — Il gene- 
rale in capo Cordova sì ritira in Francia — 11 generale 
Lebeau entra in Ispagna per Valcarlos e arriva a Pam- 
pWoa attraversando ì villaggi iorlificati della linea — ' 



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549 
Prende il comando superiore della Legione e del corpo 
di operazioni della Navarra — Sno -ordine del gitmio 
diaa^wovato dal goienao francese — Il generale L^iean 
prende immediatanieate l' offensiva — Fatto d'anni di 
Lanx e distruzione deUe fortificazioni erette dai carìisti 
vicino a Eugui — Il colonnello Conrad rientra in Upa- 
gna alla testa di un battaglione per prendere il comando 
della Legione — La Legione occupa degli accantona- 
menti presso Pamplona — La costituiione del 1812 ò 
proclamata a Pamplona -— I battaglioni cartisti si rivnl- 
Uno nelle vicinaote d' Estella — Il nemico progetta una 
spediiione in Castiglia —>■ Il generale Oraa prende la ri- 
soluzione di attaccarla nella Solana — Giunge il 15 set- 
tembre a Los Arcos con due b.rigate — Il geniale Le- 
beau, dietro i suoi ordini, lo raggiunge il medesimo 
giorno colle forze disponibili de) corpo d'operazioni delb 
destra — fiicognizione nella Beiruesa — Combattimento 
d'Arroniti — Ordine del giorno del generale -in capo — 
Posizione e cantonamenti occupati dalle truppe della re* 
gtna, dopo il combattimento d'Arronite . . . pag. 387 

.CAPITOLO SECONDO. 

SoHiunio — Il generale Lebeau proponesi di distruggere i 
lavori eretti dai CarlisU a Santa fiaiiiara — Sue dispon- 
liont per tale operazione — Il conte de Cleonard gli 
chiede un rinforzo — Il generale Lebeau si riaccosta 
a Pamplona — Il corpo d' operazioni stacca tre batta- 
glioni in Casti^ia — I battaglioni 4.* 5." e 6." della 
Legione ritornano neUe vicinanze di Pamplona — Espar- 
tero è nomato generale in capo ddV esercito del Nord. 
— Vuol soccorrere Bilbao assediato dai Csrlitti — In- 
vita il generale Lebeau ad operare una divereione favo- 
revole a' suoi progetti ed agli assediati — Riunione a 
Oteiia delle forze disponibili del corpo d' operazioni dalla 
Navarra e della diviabne della Viyen — Combattimento 
dì Villataerbt e bombardamento di Estella — 1 batta- 



gc! byGoogIc 



5S0 
gUoRÌ della L^one riproidono i loro HeuntonuiMiitì 
nelle vicinanze di- Pamploiu e ritornano anlla Lraea — 
Il generale Lebeau rientra in Fraina — Sno ordàM del 
giorno d'addio ella Legione ed al corpo d'opemim 
della Navarra pag. i 

LIBBO ili. 

COMINDO 1>EL BRIGIDIERB COIfRAD. 

CAPITOLO PRMO. 

SoNiMBio — Situazione della Legione Straniera quando il 
brigadiere Conrad ne prende il auperiore comando — 
Il corpo di operazioni della Nararra si porta nella Ri- 
vera — La Legione Stranila occtqt» racoessÌTaBnent» 
Larraga , Lodosa , Hendaria e Lerin — li brigadiere 
Conrad fa una scorreria nella Solana — Conduttimento 
di Allo — RiOessìoDi sopra questa spedirìoae — La 
Legione Straniera ritorna n^li accantonamenti delle 
vicinanze di Pamplona e ddlà linea fortificata •^— Sue sof- 
ferenze e patimenti nei due primi mesi dell' anno 1857 
— II brigadiere Conrad spedisce il ngnor comandante 
fìumesgml a Bladrìd -^ Agitazione fra'milHarì delta Le- 
gione — Diserzioni — Ordine del giorno dd brigadiere 
Conrad — Riw^oizzazione della Legione in tre bat- 



CAPITOLO SECOHDO- 

SomttBio — Inazione dell' esercito del Nord dopo la ItTsta 
dell' assedio di ffilbao — Il generale Evans j»opooe utt 
piano di campagna al governo spagnnolt — Viene ap- 
tirovato da Saarsfietd — Egli è sottoposto al geoende 
in capo — Espartero lo disapprova ma promette la sua 
Gooperanione — Stuazi«ne numerica e stMegica deBe 



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5S1 

fone attive belligeranU — Esposizione de) piano di 
campagna adottato dal goTertio — L'infanle don S^- 
stiano generale in capo dell' esercito carìists — Le ope- 
razioni debbonsi incominciare dal 10 al 12 marzo — Il 
corpo d'armata deUa Nafarra bì mette in movimento — 
Bivacco di Ecbaverri — Saarsfield sospende le sue ope- 
raiioni — Il corpo d* annata retrocede — SaarsSeld 
nceve notizie di Evans e di Gsparlero — Il famoso 
piano di campagna fallisce fino dai primordi delle ope- 
razioni in causa della disratta di Evans — ■ 1! generale 
Ssarsfleld, infermo, rimette il comando del corpo d'ar- 
mata at generale Miguel de Iribarren — Il corpo d' ope- 
razioni s' interna nella vallata d' Ulzama accennando al 
Bastan — Combattimento di Musquiz — Combattimento 
di Larrainzar — Ritirata sopra Famplnna — La Legi&ne 
occupa Huarte e Villava sino alli 18 aprile — Dessa é 
ridotta a due battaglioni e uno squadrone . . pag. 427 

CAPITOLO TERZO. 

Sommàbio — RiOessioni sulle operazioni dell' infante don Se- 
bastiano — È contrario alla grande spedizione che il 
partito castigliano determina don Carlos a iolrapren- - 
dere — L'armata cartista passa r\rga a Ecbaurri — 
Funesta irresoluzione del g«wrale Iribarren — L' armata 
carligta entra in Aragona — li corpo d'operazioni di 
Navarra ai mette ad inseguirla coprendo l'Ebro — Bat- 
taglia di Huesca — Il generale Iribarren è mortalmente 
ferito — Il brigadiere Conrad prende il comando del 
corpo di operazioni e dirige la ritirate sopra Almude- 
\ar — Morte dd generate Iribarren — Una divisione 
comandata dal generale Buerens rafforza il corpo d' ope- 
raùoni ->- Partenza dei carlisti da Buesca — Il corpo 
d'operazioni continua ad inseguirli — I carlisti si fer- 
mano a Barbastro e le truppe della Regina a Berbe- 
guai — Il tenente generale Oraa viene, alla tet<ta di un 
nuovo rinforzo, a preudere il cotnaqdo delle truppe co- 



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832 
stitiuiooalì — CombaUiineato ddlì 2 gìagno — Morte 
gloriosa del brigadiere Conrad — II. generale Oraa ri- 
manda l' iaEanteria della Legione a Pamplwa — Sog- 
giorno de{^ avaui della Legione a Saraguna, or» gli 
ultimi doveri sono reu con pompa al brigadiere. Cvnrad 
— Marcia degli avanti della Legione da Saragozu a 
Pamplnna — L' energia degli ufficiali è tnetsa alla pro- 
va -^ Due esecuzioni capitali ristabiliscoao perEeLlamenle 
r ordine e la diecipUoa — Arrivo degti avanzi della Le* 
gione a Pamplona — Il tenente colonnello Cros d'Ave- 
oas, cmnandante superiore ddls Legione — Rifleesioiii 
sulla situazione della Legione dopo i combattimenU di 
HusscB e di fiarbastro pag. ^ 

LIBRO IV. 

COHàllDO OBL GOLOHNBLLO FSHUBT 

SoHHARio — Ritorno del tenente-colonnello Ferrarj in Ispa- 
gna — Soddisfazione dei militari di ogni grado della 
Legione — Il ritomo di Ferrarj Fa cessare la diser- 
zione — InsnrrezioDe dei Uraderes — Il colonnello Leon 
Iriarte chiede a Ferrary il concorso della Legione — 
Nobile risposta di Ferrary — Esso concentra i resti 
della Legione a Villava per resistere a un attacco dei 
cartisti — Apprezziazione della condotta e dell' attitudine 
della Legione durante gli avvenimenti di Pamplona — 
Condotta de! governo nato dall' insurrezione rispetto 
alla Legione — U generale carlista Garda penetra nella 
Rìvera di riavarra — Leone Iriarte marria ad iocon- 
contrarlo , e dimanda a Ferrar; l' appo^ìo delle forze di- 
sponibili della Legione — Il comandante De NoAe lo 
raggiugne alla testa di quattro còippagnie — Conbat- 
limento dei Perdon e scontro à'Ecfaaurri ~ La situa- 
zione dei residni della Legione , Tra gì' insórti e i csr- 
Usti eviene talmente grave cbe Ferrary prende la riso- 
luzione di avvicinarci alla frontiera di Francia — A tale 



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353 
subbietlB tratta con il colonnello Iriarte — Marcia ^ 
Huarte a laca — Nnovi servigi renduli dalla Legione 
alia causa d' Isabella II. — Una cospirazione ordita dalla 
^arnigione della cittadella di laca è sventata io seguilo 
ddl' enei^ e delle disposizioni di Ferrary — Viene no- 
mato colonnello — I Cartisti penetrano nelle vallate 
d'Anso e ìl'Echo — U colonnello Ferrary riceve ordì* 
ne di condurre gli avanzi della Legione a Saragozza — 
K tratta dì riorganizzarla — Il colonnello Ferrary, 
giusto a Saragozza, parte per Hadiid — II' resto della 
Legione innalza tui monumento al brigadiere Conrad — 
Privazioni, patimenti e mirabile condotta dei militari di 
ogni grado della Legione, a Saragozza, in tutto l'anno 

1838 — La Legione è licenziata per decreto reale dellì 
8 decornine 1858 — Ella rientra in Francia il 7 gennaio 

1839 — Relazione sommaria delle operazioni a cui eb- 
bero parte l'artiglieria e la cavallerìa della Legione, sotto 
gli ordini de' generali spagnuoli , dopo il combattimento 

di Barbaatro, nel 1857 e 1838 — Conclusione . pag. 467 

Documenti giustificativi 489 

Elenchi nominativi degli uRìziali che hanno figurato sui ruoli 

della Legione Straniera al servigio di Spagna ■ ■ ■ 525 



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D,j.,.db,.Google 



JBM4BJI1Ì ttfPaiaU per Heàt 
nemica M^egione Slra- 



COGNOMI 


*BCOmATl 


OSSERVAZIONI 




Cavalieri 
leu- Ordine 


Cavalieri 
dell'Ordine 






waie 
li san Fer- 
dinando 


rmle Ameri- 
cano d- Isa- 
bella la calL 




■ 


BETTINI 


■ 


• 


Venne al corpo stando 
già questo in Ispagua. 




BOTTA 


■ 


« 


Venne al colpo col 7.» 
balliiRlionp . sortendo 
dal 21" leggero. Licen- 
ziato. 




CASSOLO 


. 


. 


Licenzialo. 




CASELLI 


■ 


. 


DinisEionarìo. 




FUiAMORE 


* 


» 


Venne al corpo col 7." 
ialWslione . sorlendo 
dal2|oieggiero.UceD- 




fransi™ 


. 


. 


Idem. 




LATIL 


« 


. 






REBISSO 


ۥ 


• 


Llc*MÌalo. 




TECKEL 


• 


* 


Licenzialo. 




ZANETTI 




« 


Licenziato: rimase però 
impiegato bìdo alla li- 
ne del 1839 presso la 

dazione. 




(I)A 


mta pei militari per due campagne. 






( del TraduUore). 








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di Parlri. In 8, pp- '■ 

Paenanì. 1S5G. L. tuu 

7 nirov^oi^ G j COLLEVILtE A. Storia 

licione Straniera. tTrad. In 
::, Zanetti e accresciuta di no- 
pp. 552, tav. rlp., rll, in m. 
luresaloni dorate al dorso. Bel- 
li questa rara opera. Bologna, 



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