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Full text of "Sul sistema vascolare delle foglie considerato come carattere distintivo per la determinazione delle filliti"

» *< •t-eK'-t* 










V 



SUL SISTEMA VASCOLARE 

CONSIDERATO 

©OSSI 31 (^H-flIlH DaSfElf ITO 

PER LA DETERMINAZIONE 

DELLE FILLITI 

DEL 

I 

DOTTOR GIUSEPPE BIANCONI 

MEMORIA ESTRATTA 

DAL 3.° FASC. DEI NUOVI ANNALI DELLE SCIENZE NATURALI 



U BRARY 

botahk 



BOLOGNA 

PEI TIPI DI JACOPO MARSIGLI 
1858 



BH-1 



SUL SISTEMA VASCO LA UE 
DELLE FOCiLIE 

PER LA DETERMINAZIONE 



LIBRARY 
NEW YORK 
BOTANICA!* 

QARDEN. 



Folla elegantissima^ , naturalissimas diffirentias 
exhibent, 

Linn. Pliilos. hot. ca. 218. 



Le bolle opere di Schlothoim (1) di Sterenbcrg (2) 
di Adolfo Brongniart (3) e di altri , hanno grandemen- 
te illustrato la flora del mondo così detto primitivo , os- 
sia gli avanzi dei vegetabili che trovansi sepolti in diversi 
sfrati ond 1 è formato il nostro globo . Si direbbe che 
per rispetto ad una parte di essi siansi portate le co- 
gnizioni a quel punto cui poteva arrivare una ricerca 
vertente sopra oggetti quasi sempre imperfetti ? e che il 

(1) Die Petrefactenkunde . Gotha 1820. 
Flora der Vorwelt. Gotha 1804. 

Systematisches Vcrzeichniss der Petrefacten Sammlung. Schlo- 
theiiu . Gotha i832. 
(a) Essai d' un Exposé geognoslico-bohinique de la Flore du 
monde primilif Ratisbonne 1820. fol. • 
Teritamen florae pfimordialis . 
(3) Histoire des véirét.uix fossiles . Paris 1828. 

Dictionnaire <Ies Scieue. Natùrelles artici. Végétaux fossiles e*c. 



1 

più delle volte mancano appunto delle parti più inte- 
ressanti , di quelle cioè che servono a caratterizzare e 
distinguere le piante Ira loro . Per altra parte però non 
può dirsi altrettanto : e segnatamente se vengasi ai re- 
sti di dicotiledonali fossili , e Ira questi alle foglie che 
trovami isolate . ed in gran copia nei depositi di Sini- 
gallia, Forlì, Stradella , Bolca, Qeningen ed in tant' altri, 
ci è forza confessare che molto ci manca per ima 
retta , e sicura determinazione delle medesime , ad onta 
dei molti lavori pubblicati su questo argomento , e de' 
quali io avrò luogo di far menzione in questa mia me- 
moria . Abbiamo per altro una speranza assai fondata- 
la citata Opera del Sig. Adolfo Brongniart non è ancora 
compita: ed i diversi suoi scritti ben ci fanno conoscere 
quanto dovrà avvantaggiare questo ramo di scienza , al- 
lorché Egli vi avrà rivolto la sua attenzione ed il suo 
sapere . 

All' accingermi io frattanto a trattare delle foglie fos- 
sili , non credo vi sarà alcuno il quale voglia pensare , 
che intenda di prevenire il dotto Francese , o che 
presuma o speri di perfezionare questa parte di Bota- 
nica fossile : io mi lusingo bensì di richiamare sulla 
medesima V attenzione dei Botanici , e de' Geologi , 
colla esposizione di alquante congetture risultate dalle 
osservazioni istituite sulle foglie di vegetabili viventi, al- 
l' oggetto di arrivare col confronto delle medesime alla 
conoscenza e determinazione delle Filliti (i) mediante 
il carattere delle espansioni del sistema fibro-vascolare , 
detto comunemente delle Nervature . 

Divido questo mio qualsiasi lavoro in due parti . La 
prima puramente botanica mostrerà j che la nervatura 
delle foglie di vegetabili dicotiledonali presta un suffi- 
ciente carattere per la determinazione almeno di una 



(i) Le foglie allq sI;ito fossile ollennero dai Naturalisti dive* i no- 
ni, come Lithobiblinn , Bil>]iolitlie>i , Phyllolites, Phyllites etc! 



parte di piante di questa immensa se/Jone . Colia se- 
conda di argomento geologico applicherò, per quanto si 
possa ì princìpi stabiliti nella prima parte alle impres- 
sioni od avanzi delle foglie l'ossili . 

§• * 

Sunto storico dell' uso fatto delle nervature 
per la determinazione delle foglie fossili. 

Non ci sarà qui d' uopo tessere per minuto la storia 
di quanto si è scritto per 1' addietro sulla determinazio- 
ne delle Filliti : essa ci viene esposta in poche parole 
nel Tom. 18. del Nuovo Dizionario di Storia Naturale 
applicata alle arti , impresso a Parigi nel 1 8 1 7 , alla 
voce Lithobiblion „ Non esiste alcun lavoro speciale ( così 
„ il Sig. Leman autore dell' articolo ) sopra questo ge- 
„ nere di fossili estremamente numerosi in ispecie, di 
.', cui la determinazione sarebbe sommamente importan- 
J5 te , e per la storia de' vegetabili , e per la Geologìa . 
„ Questo lavoro però è stato intrapreso da Schlotheim ^ 
.', ma egli è rimasto senza seguito „ etc. Diffatti questo 
celebre Geologo nelle diverse sue opere o dà figure sol- 
tanto di Felci e di qualche altro frammento di Vege-r 
tabili , non mai di foglie di Dicotiledonali , ovvero men- 
tre tesse il Catalogo , e dà la descrizione delle specie di 
fossili rinvenuti , quando arriva alle foglie ( come pure 
ai Legni , ed ai Frutti ) si contenta citare la località , 
ed accennare pochissime delle specie che nelle medesi- 
me posizioni dicesi rinvenire . Prendasi per es. 1' opera 
pivi recente , che è il Catalogo delle petrificazioni di 
Schlotheim pubblicato nel ''1 83 2 (1) : osservisi 1' articolo 
Phytotypoliten j e vedrassi specificato il Palmacites fa- 
bellatus , P. lanceolati^, P. hexagonalis etc. delle quali 

(1) Systematitsches etc. 



può dirsi senza errare che sopp state tali specie studiate 
e determinate. Invece nelP articolo delle Foglie l'ossili 
denominato Bibliolithen non sono che riferite le località , 
e il paragrafo mini, i j per es. così si traduce ,, Im- 
„ pronti di foglie sopra l'arenaria di Stradella, [\ pezzi 
„ o saggi „ . In altra opera (i) però mostra di avere 
qualche contezza della qualità di foglie rinvenutesi , men- 
tre cita „ Una foglia di Acer campestre sopra il Kalh- 
„ Stein di Oeningen „ : ma di essa non dà descrizio- 
ne , o figura veruna . 

Per parte adunque di Schlotheim il lavoro è ancora 
imperfetto . Alcuni autori lo han preceduto 3 ma ragion 
vuole che se qualcuno avesse portato più oltre la de- 
terminazione delle Filliti 5 egli se ne sarebbe prevalso , 
come ha fatto principalmente per la Zoologia fossile . 
Merita tuttavolta particolar menzione Scheuzero il quale 
sino nel 1723 pubblicò il suo Herbarium Diluvianwn (2) 
ove diede una copiosa raccolta di figure rappresentanti 
foglie fossili , le quali furono da lui nominate a seconda 
delle apparenze , come può vedersi nella descrizione del- 
la Tav. 2. fig. 4- così espressa „ Populus nigra figura 
„ subrotunda , circa marginem serrata , in acumen ab- 
„ eunte „ etc. } ne ho trovato altro caso in cui si valga 
della nervatura, che quello ove descrive la fig. 8. della 
tavola stessa , per riguardo alla quale si esprime così : 
„ Folium trinervium , videtur Plantagineum ,. . 

Si ricordi di passaggio e con compiacenza V illustre 
nostro Ulisse Àldrovandi , che sino nel i6/|0 o circa (3) 
effiggiando due foglie fossili da lui credute di Edera , vi 
appose questa nota „ Caeterum haec duo folia ab invi- 
„ ceni discrepare videntur, quoniam folium postremo loco 
j, pictum nervos crebriores habeat „ . 

Il barone di Sternberg pubblicò nel 1820 V opera 

(1) Die Pcfrcfiiclenkunde. Golha 1820 pn£. 3qo. 

(a) Lugrduoi li;itav. 17-3 fol. fig. 

(3; Minatimi uietullkutu , lib. 4 pag. S33. 



7 
intitolata „ Saggio di una disposizione geognostico-bota- 
nica della Flora del Mondo primitivo „ (i), in cui si han- 
no ed accuratissime tavole di foglie, e di altre parti di 
Dicotiledonali , le descrizioni e l 1 elenco delle medesime 
col nome degli oggetti determinati. Disperando egli di 
poter con certezza determinare le foglie l'ossili per quello 
che furono allorché vissero, dà loro il nome generico 
PJMlitesi alcune le nomina a seconda della sua for- 
ma (2) Phyllitcs crcnulalus , Ph. ncrvulosits , Ph. trilo- 
batus : altre conforme alla rassomiglianza colle viventi Ph. 
juglandiformis ; altre infine con termini che indicano 
l'incertezza in cui era Ph. ambigims s Ph. dubius , Ph. 
indeterminatus . Ciò è quanto si legge nel Catalogo delle 
tavole , ma fra P opera tenta egli pure di ravvicinar le 
figure alle foglie viventi , e sceglierò per es. quelle della 
Tav. 34 descritte a pag. ^1. Quercus suberì , Tav. 35 
fig. 1 . ( quella stessa che nel suddetto catalogo è chia- 
mata Ph. juglandiformis) Fraxinus juglandij oliai etc. 
La Tav. 25 fig. 1. e 2. viene descritta a pag. 33 in 
questo modo „ Platanus 3 Lyriodcndron ? senza accor- 
darsi perfettamente ad alcuna delle due specie „ . Si ve- 
drà a tempo e luogo quale e quanta distanza passi Ira 
la nervatura del Platano , e quella del Liriodendro . Così 
la Tav. 44 %• 3. si descrive a pag. 33 con questi ter- 
mini „ Si distingue per tre sorta di nervature , simili a 
„ quelle del genere Cornus . Per altro egli è impossi- 
„ bile di unirla ad alcuna specie conosciuta „ . Tralascio 
molti altri esempi che mostrerebbero sempre l 1 incertezza 
de' suoi confronti. (V. a pag. 44 Tav. 44 %■ ~-i a 
pag. 47 Tav. 5o fig. 1. e 2. etc). Ma quello che sa- 
rebbe veramente scoraggiante per chiunque si accingesse 
a trattare delle foglie l'ossili , è la seguente espressione 



(1) Essai d'un exposé iieo^nostico-bolanique de la Flore du Mon- 
de primi lif. R.'iljsfoonne 1^2". fpl. 6g. 
(■j) Steruberg, Tentarnc-g llorae primordialis . Index ìcoujku . 



8 

colla quale chiude il suo quadro della Flora primor- 
diale (1). Phyllolìtes agmen cìaudunt \ qui nervis anasto- 
mosantibus Dycotiledones planlas olim ornabant .... In 
Seyllam et Charyhdbn inciditi si (jais Phylh/ites ad spe- 
cics rcjerre concitar. Sarebbe superllua ogni riflessione 
intesa a mostrare che Sternberg ci ha lasciato questo 
lavoro ben addietro nella sua carriera . 

Per assai meno disperato di quello faccia Sternberg, 
ci descrive il Sig. Adolfo Brongniart un tal genere di 
ricerche . Egli sino nel suo lavoro di questo argomento 
che vide la pubblica luce nel 1822 (2), ci avverte che 
le Filliti formano un genere immenso per la quantità di 
specie eh' esso racchiude , e di cui 1' esame offre da sé 
solo un lavoro considerevole. Per allora contentossi di 
stabilire alcune considerazioni generali . e non entrò né 
punto , né poco nella determinazione delle Foglie fossili . 

Più davvicino prese a considerarle nell' articolo sui ve- 
getabili fossili dei contorni di' Parigi , inserito nella cele- 
bre opera del barone Giorgio Guvier sulle Ossa fossili". 
Diede ivi figure ed accurate descrizioni e si valse linài- 
mente per primo delle Nervature qua! carattere di de- 
terminazione , associandolo per altro a quello del mar- 
gine , ed istituendo con ambedue alcuni confronti colle 
foglie viventi. Citerò per un esempio la frase della Phfl- 
lites Ncrioidcs (3) „ Foglia oblongo-lanceolata , o sem- 
„ plicemente lanceolata j sostenuta da un peziolo breve : 
„ nervo di mezzo ristretto poco inarcato : nervi secon- 
„ darj semplici , obliqui ravvicinati , molto prominenti „ . 
Indi soggiugne : „ questa Fillite ha qualche analogia , per 
„ la disposizione de' nervi , colle foglie del Nèrìum Olean- 
„ der L. Questo però ne differisce per le sue foglie 

(1) Tentamen. pag. xt.i. 

(2) Essai d'une classilicalion des "Vegetata fossiles . ( Mt'nioires du 
Mus. d' ilist. Kat. T. Vili." pag, 2o(5. Paris 1822). 

(3) Cuvier. Kecliorches sur les Ossera. foss. T. 3. pag. 3Go , et 
T. 2. 2iue parlie pian, vai f. 1. B. C. 



„ più larghe e più appuntite. La sua forma la rnvvi- 
„ cina altresì a più specie di Salci , ma se ne scosta 
„ per le sue nervature quasi trasversali :. . Dicasi altret- 
tanto di altre frasi, in ognuna delle quali fa giuncare be- 
nissimo il carattere de' nervi , e mostrando qualche dub- 
biezza per riguardo al paragone istituito fra le foglie 
fossili , e le viventi . 

li piano esposto nel lavoro da me ricordato in primo 
luogo ebbe un vistosissimo sviluppo fieli* articolo Vègé- 
iaux jòssiles del Dizionario delle Scienze naturali che 
sorti nell'anno 1828. Fu conseguentemente ampliata 
anche la parte che spetta alle Filliti , ma sgraziatamente 
dessa rimase sempre la meno elaborata. Diversi cenni 
sono per altro sparsi in questo articolo dai quali puossi 
raccogliere il suo pensiere . Nei Vegetabili fossili è forza, 
ei dice , abbandonare il carattere degli organi della gene- 
razione , che mancano quasi sempre , per attenersi a 
quelli della vegetazione . La struttura poi di questi e più 
particolarmente delle foglie j è legata in una maniera ben 
più intima , o per lo meno ben più apparente , a quella 
degli organi della generazione nelle criptogame, che nel- 
le monoeotiledonali, e nelle hlonocotiledonali , che nelle 
dicotiledonali • di tal maniera che la forma e la dispo- 
sizione delle nervature possono sovente nelle prime con- 
durci a riconoscere dei generi o delle specie : nelle 
seconde a distinguere qualche famiglia , nel mentre che 
nelle ultime esse non possono guidarci ai medesimi 
risultati che in casi rari. Kulladimeno egli è alla dispo- 
sizione dei fasci libro-vascolari che costituiscono la ner- 
vatura delle foglie . . . che conviene rivolgere una atten- 
zione la più particolare . E per questo mezzo si può 
sperare , mediante uno studio molto esteso dei caratteri 
di questi organi nelle diverse famiglie , di arrivare a de- 
terminare molle foglie fossili con abbastanza certezza: 
ma , prosiegue il Sig. Adolfo Brongniart , questa deter- 
minazione esii^c delle ricerche che io . non ho ancora 



IO 

potuto terminare , Ad onta di ciò pare che un grpn 
numero di Pilliti giaceranno forse per sempre indeter- 
minate etc. Sin qui egli . Se poi ci volgiamo alle deter- 
minazioni non troveremo in questo articolo veruna frase , 
o menzione de 1 nervi , bensì quella esitanza ( tanto lode- 
vole ) che esternò in altre opere per riguardo alla ana- 
logia delle foglie fossili colle viventi . Per modo di e- 
sempio parlando della famiglia degli aceri così si esprime : 
J? Nei terreni di sedimento superiore si trovano molte 
foglie, che hanno la più grande analogia con quelle di 
molti aceri ... a Nidda le foglie più frequenti sono tri- 
lobate , a lobi acuti largamente dentati , che appar ten- 
gono verosimilmente ad una specie di acer „ etc. 
Risulta dal sin qui detto : 

i." Che il Sig. Adolfo Brongniart è stato il primo ad 
adottare per le Pilliti quel carattere che già sì bene ha 
messo in opera per le Felci fossili , le Nervature . 

2." Che insiste su questo , quale principale carattere 
che possa supplire ai caratteri desunti dagli organi della 
generazione , e col quale vede la possibilità di determi- 
nare molte Filliti . 

3." Che tal lavoro è tuttora incompleto non avendo 
Egli ancora potuto occuparsene , inteso a compiere al- 
tre parti della sua grand' Opera , che ben a ragione fece 
precedere a quella sulle foglie fossili. 

Un altro passo importante hanno fatto queste ricer- 
che nelle mani del Prof. Viviani . Nel descrivere alcune 
filliti della Stradella presso Pavia (ì) valutò il carattere 
della Nervatura , in forza del quale seppe rilevare che 
certa impressione di foglia munita di cinque nervi tutti 
derivatili dalla base, doveva appartenere al genere acer , 
in cui , dice , questa disposizione è la' più frequente . 
Nella maggior parte però delle frasi tace de 1 nervi secondo 



(i) Lettre de M. Vivi;mi a M. Pareto (V. Mémoircs de la Sor. 
Gitolo^'iqtie de Frutice T. i. première partie . Paria i833 paf. i2<).) 



II 

il costume dei botanici , e fa uso del solo margine . Pare 
adunque che egli abbia traveduto che il carattere della 
nervatura si estenda , con un andamento uniforme . alle 
diverse specie che compongono un genere . 

Il territorio Sinigalliese ha fornito una ricca collezione 
di corpi organici, e specialmente di Pilliti al Sig. Vito 
Procaccini Ricci, il quale ne ha dato la descrizione e 
le figure colle stampe di Roma nell'anno 1828 (1) uni- 
tamente a molte interessanti osservazioni . Delle molte 
specie eh 1 egli cita alcune vennero determinate da va- 
lenti botanici , altre per cura propria , servendosi del 
margine e tacendo delle nervature . E sul margine egli 
pure muove grandi dubbi (2) , e noi converremo seco 
Lui assai facilmente :, e poiché esso non fa parola delle 
distinzioni che possonsi ottenere dalle differenti ramifi- 
cazioni de' nervi sulle foglie , così io pure mi asterrò di 
parlare del suo lavoro il quale sotto questo aspetto non 
ha col mio argomento relazione veruna. 

Più altri scritti sarebbero forse da menzionarsi , ma 
stimo meglio passar oltre rimettendomi al silenzio os- 
servato dai più recenti celebri autori , e fra questi spe- 
cialmente dal più volte citato Sig. Adolfo Brongniart, 
il quale avrebbe certamente rifuso nel suo articolo , e 
nelle sue memorie , quanto nelle opere di quelli fosse 
6tato detto di interessante sopra questo soggetto . 

Stimo pertanto non prematura quest' ultima conclu- 
sione : che sembra non essere stato sino ad ora abba- 
stanza conosciuto nella nervatura delle foglie fossili un 
carattere certo , invariabile , e tale , da potersi sul me- 
desimo istituire un piano per la ricognizione delle fo- 
glie fossili . Intanto per arrivare a conoscere se un tal 
carattere possa effettivamente servire ali 1 uopo pel quale 
qui si propone , reputo necessario soprattutto il rivolgere 



(1) Osservazioni sulle Gessaie del territorio Sinigalliese. 8. 1 ' fi». 

(2) J«a-. /,a. 



12 



la considera/ione alla Nervatura delle foglie viventi , pre- 
mettendo però una storia compendiata di quanto si è 
detto sui nervi considerati sotto questo punto di vista. 

§. II- 

Parte botanica. 

Per nervatura della foglia s' intende comunemente , e 
dai Botanici stessi, quella diramazione del sistema vasco- 
lare , che partendo dal peziolo , o direttamente dalla 
pianta, si espande sotto e per entro la foglia. Il siste- 
ma vascolare forma come lo scheletro , P ossatura della 
medesima : ed il tessuto cellulare riempie ogni vano , e 
compie la superficie . 

Sin dai primi tempi della Botanica fu presa in con- 
siderazione la nervatura delle foglie . Ma Linneo forse 
per primo se ne valse ( in pochi casi bensì ) come di 
buon carattere per designare delle specie come la Dlo- 
ckca trinervia , e triplinervìa ; Ch'ironìa trinervia $ Me- 
lastoma trinervium $ Rexia septemnervla etc. In questa 
parte però la Botanica fece piccoli progressi , e solo a 
nostri giorni si cominciò a studiarla . Non istarò a dire 
tutti i passi che si fecero , limitandomi a riferire quanto 
e' insegna un de' più celebri fra' Botanici de 1 nostri tempi 
il Sig. Decandolle , che è andato assai avanti , e che 
avrà ( non può a meno ) compendiato nelle sue opere 
quanto sapevasi a questo proposito . 

Neil' opera intitolata Organographie vegetale. Paris 
1827. Tom. 1. pag. 260, separa dapprima li nervi in 
primarj , secondar)' , e terziarj . I primi partono dal pe- 
ziolo . gli altri sono le successive ramificazioni . Consa- 
cra l'articolo terzo (Capo delle nervature) a pag. 280, 
à la dispnsition des ncrvurcs dans le limbe de lafcuille . 
Esclude da questo trattato le foglie crasse che non la- 
sciano vedere ramificazione alcuna. Forma due grandi 



i3 

divisioni delle piante Fanerogame di cui una chiama An- 
gulinervi e corrisponde a quella delle Dicotiledonali^ V al- 
tra Curvinervi equivalente a quella delle Monocotiìcdonali . 

Suddivide le Angulinervi in cinque Classi . 

i. a Penninervi come il castagno, e nota con mira- 
bile esattezza che alcune foglie di questa classe hanno 
nervi secondarj molto distanti , altre ravvicinati :, talune 
grossi , tal' altre minuti : queste semplici , quelle più o 
meno ramosi • qualcuna perfettamente diritti , qualch' al- 
tre curvati al loro apice , seguendo coli' anastomosi , ( bel- 
lissima osservazione ! ) 1' andamento del margine della fo- 
glia . Una differenza , die' egli , che influisce assai sopra 
la forma generale delle foglie penninervi , è la propor- 
zione relativa della lunghezza delle nervature laterali cioè : 
a- Nervature laterali brevi ed uguali , foglia lineare . 
fi. Nervature di mezzo più lunghe di quelle del basso , 
e della cima , foglia elittica , ovale , o orbieolare . y. Ner- 
vature più lunghe al basso, foglia ovata. 0. Nervature 
della cima più lunghe , foglia obovata . Mette per ap- 
pendice a questa prima classe quelle foglie che sono 
dette triplinervi , e quintuplinervi , per mezzo delle quali 
si passa , per suo dire , alla seconda grande classe e cioè 
quella delle 

2. a Palminervi. Partono dalla base più nervi ad mi 
tempo , e divergon fra loro . Sono il più sovente in nu- 
mero dispari , 5 nella vite , 3 nel giuggiolo etc. Riflette 
che è sovente difficile di distinguere rigorosamente le 
foglie trinervi , o quinquinervi , dalle triplinervi o quin- 
tuplinervi . E su questo farò alcune riflessioni più a bas- 
so . I numeri pari sono molto più rari dei dispari : Ba- 
huinia , Oxalis tètraph. etc. Dividesi questa classe pel 
grado di divergenza dei nervi primarj , per la loro, lun- 
ghezza relativa, e pel loro numero. 

3. ;i Peltincrvi . Ricino . 

f\ .'■' Pedaìincrvi. Hcllcborus Joetidus . 

Passa poi alle Curvinervi ', ossia alle Monocotiìcdonali , 



»4 

di cui non farò parola , non entrando esse nel mio 
assunto . 

Ho dovuto trattenermi un po' al minuto sulle idee 
del Sig. Decandolle per due ragioni ^ 1 una , perchè una 
singolare combinazione ha portato che tali ad amussim 
sono i risultati delle mie osservazioni : onde quanto mi 
duole per P un canto di vedere frustrato il frutto di lun- 
ghe e indaginose mie fatiche , essendo stato prevenuto •, 
tanto per P altro ho di contento nel riscontrare questa 
per me sì onorevole coincidenza. La seconda perchè 
l' applicazione di questa classificazione servirà pel piano 
di distribuzione di alcuni vegetabili dicotiledonali a se- 
conda delle nervature , che unisco sul fine di questa 
parte . 

Aggiungerò quanto si dice dal Sig. Massey autore del- 
l' articolo Ncrvures del Diction. des Sciences Nat. stam- 
pato a Parigi nel 1825 , il quale ha conosciuto forse 
più d' ogni altro P importanza dei nervi , come carattere 
inserviente alla determinazione dei vegetabili dicotiledo- 
nali . 5? La disposizione delle nervature caratterizza qual- 
?5 che volta assai nettamente delle specie ed ancora dei 
? , generi tutti interi . I Melastomi per es. .. ec. 

Non si potrebbe senza mancare . tacere del botanico 
che onora la nostra Italia il chiarissimo Prof. Cav. Ant. 
Bertoloni ( cui son debitore per tanti ajuti e favori ) . il 
quale si serve assai precisamente del carattere delle nerva- 
ture nelle descrizioni delle specie che leggonsi nella rino- 
mata sua Flora Italica. Mossi principalmente dal suo esem- 
pio , son certo che anche altri botanici cominceranno 
ad usare un po' più di questo carattere che offre se non 
altro distinzioni fra specie 5 e specie le più belle e le 
più sicore. 

Questo è quanto ho potuto trovare sulle nervature . 
Ma non è tutto quanto può interessare le mie ricerche 
che infine vanno a ridursi ad uno studio delle foglie , 
mediante le quali riconoscere li vegetabili dicotiledonali . 



i5 

IVeI Bullettaio del Barone Ferrusac Tom. 25. pag. 178, 
Viene enunciato un sistema che ha per titolo „ Intro- 
duzione facile alla cognizione degli Alberi , e degli Ar- 
busceiii dell' Austria presa dalle loro foglie „ del Sig. 
Hosz . Vienna i83o 8.° £g. , e di esso si dà un breve 
estratto . JNon posso dispensarmi dal farne parola , come 
di cosa interessante per se e più per avvicinarsi cotanto 
al nostro argomento. 

Le Classi sono fondate principalmente sull' essere le 
toglie semplici o composte , sulla loro inserzione , e sul- 
r essere lobate o no . Gli ordini vengono fondati sopra 
la forma del contorno della foglia. Per es. Class. 2. 
Foglie semplici opposte e lobate. 

1 . Ordine . Lobi ottusi . Acer campestris . 

2. Ordine. Lobi acuti. Acer pseudoplatanus . 
Conviene render giustizia ai redattori del Bullettino 

per le lodi che tributano a questo piano , perchè effet- 
tivamente non poteva essere meglio inteso nò meglio ra- 
gionato . Tuttavia è pure forza convenire che cade nello 
scoglio di affidarsi al margine delle foglie , per 1' istitu- 
zione degli ordini , ed è poi da questo principio trasci- 
nato a dovere scomporre li generi , e come osserviamo 
da quanto è sott' occhio , il Genere Acer ha specie 
tanto nel primo quanto nel secondo ordine : oltreché i 
caratteri cavati dal margine presentano altre obbiezioni 
che cadrà in acconcio di rilevare sul principio del se- 
guente paragrafo . 

§. IH. 

Osservazioni sulle proprietà delle Nervature 

considerate come carattere distintivo 

delle Foglie vive. 

Onde arrivare a conoscere se P andamento dei Nervi 
sulle Foglie fosse una cosa irregolare e variabile da 



i6 

individuo ad individuo , come disse taluno , ovvero se 
fosse uniforme e costante nelle rispettive specie : se in- 
fine la determinazione delle Foglie fossili avesse potuto 
trovare un appoggio fermo e sicuro nelle Nervature , 
meglio che nel Margine . mi rivolsi per prima cosa al- 
l' esame delle Foglie vive . proponendomi da sciogliere 
cinque problemi , cioè : 

i.° Di che valore è il carattere del margine nelle 
foglie ? 

a. Le disposizioni dei Nervi sono sempre uniformi in 
tutte le foglie della stessa specie ? 

3." Presentano esse differenze valevoli a distinguere 
una specie dall' altra ? 

/j." In un Genere o in una Famiglia havvi un tipo 
che leghi assieme tutte le specie della medesima? 

5.° È possibile istituire una distribuzione di questi Ge- 
neri o Famiglie a seconda dell' andamento dei Nervi , 
che guidi a riconoscere li Generi, e le specie già sta- 
bilite dai Botanici ì 

I. Il Margine si compone per sentimento de' Botanici 
della estremità de' vasi , legati assieme dal parenchima . 
Osserva il citato Sig. Massey che in una pianta in ra- 
gione del terreno , e della cultura il parenchima più o 
meno riempie gì' interstizj ultimi lasciati dai fascetti va- 
scolari . e mentre tal fiata il lembo della foglia è tutto 
continuato , tal' altra presenta seni i più profondi . E 
cosa facile rilevare ciò sulla vite in cui a seconda del 
terreno v' hanno foglie or tonde ed intere , or angolose 
ed eccessivamente frastagliate ( V. Tav. 4 •> e 5 ) . In 
tal caso , egli dice ciò provenire dal difetto del paren- 
chima, ma è pur certo che vengono a distruggersi an- 
cor de' vasi , i quali pur sempre serpeggiano per ogni 
lato della foglia . Ciò per altro avviene de' fascetti va- 
scolari ultimi , o minori , e raro è il caso che si rissen- 
tan di questa obliterazione i Nervi cosi detti secondar j : 
hassene però esempio nel Morus papyrifera etc. Mai 



però ( eh' io sappia ) avviene nei nervi prìmarj . In con- 
ferma della incostanza del margine , possonsi citare le 
foglie del Crataegm oxy^acantha , monogyna , azarolus > 
e lorminaìis, quelle di alcune Cucurbite, di Aceri, di 
Querce , de' Platani e di altre senza fine . Mancanmi però 
osservazioni per poter dire se ogni margine sia variabile 
come lo è generalmente il lobato , o se l' intero per es. 
il dentellato etc. facciano eccezione a questa regola . 
Stabiliscasi pertanto per prima conseguenza che il Mar- 
gine è carattere variabilissimo , e da non potersici con- 
tar sopra con alcuna sicurezza -, e notisi al tempo stesso 
quanto debbono far temere di sé le determinazioni delle 
foglie fossili fondate sopra il solo contorno , e sopra 
i lobi . 

II. Per l' opposto qualora rivolgasi a considerare la 
disposizione dei nervi sur una foglia, quantunque l'ap- 
parenza prima sia di una irregolarità , e disordine impos- 
sibili a ridursi a regole generali , pure facendovi attenzione 
si vedrà esservi un modo di distribuirsi sommamente 
costante . Affine per altro di potere con fondamento 
ciò asserire mi diedi la pena di esaminare una per 
una più centinaia di foglie prese da molte piante di 
una stessa specie . La coltivazione , le diversità di terre- 
no influiscono certamente anche sui nervi , come sui fiori 
e come su tutto il resto della pianta , per modochè 
rinvenni bensì alcune variazioni , ma tali però che po- 
tevano agevolmente ricondursi al tipo proprio di quella 
tale sorta di foglia-, adduco per esempio il Prunus do- 
mestica , il Pfrus malus , su cui l' arte mediante l' inne- 
sto e la cultura ha più d' influenza che nelle altre . 
Imperocché le piante che vivono nei terreni lor naturali , 
e sottraggonsi alla mano dell 1 uomo , offrono la costan- 
za più rigorosa , e s' abbia per es. il carpine , il sanguine , 
il faggio etc. Ma v' ha di più . La disposizione delle 
nervature è costante ancor là ove il contorno e varia- 
bilissimo . La foglia di vile citata già qua!' esempio di 



i8 

somma incostanza pel margine « esaminata su migliaia 
*y individui (attesa la comodità di incontrarla ad ogni 
passo per le nostre campagne) una sol volta mi ha 
presentato aberrazione, e questa altresì di assai poco 
momento . E ciò s' intenda tanto delle viti dei campi , 
che di quelle dei boschi , delle siepi , dei cespugli etc. 
che è quanto dire nelle più sproporzionate circostanze 
di terreno , di alimento < di atmosfera etc. • similmente 
le foglie dei platani , di molti crategi , cucurbite etc. etc. 
ad una somma variabilità di margine , oppongono una 
esattissima uniformità di andamento dei nervi . In oltre 
nell' Humulus lupulus , V individuo maschio , che solo 
ho potuto esaminare , ha foglie quinquelobe , trilobe e 
persino intere nella stessa pianta , e nello stesso ramo > 
mentre tre nervi si contano nelle quinquelobe k tre nelle 
trilobe , e tre ancora nelle intere k variando soltanto nella 
grandezza relativa . e nella direzione „ iSè forse molto in- 
teressava eh' io riportassi mie osservazioni , mentre siamo 
assicurati dalla positiva asserzione del Sig. Massey , già sopra 
citato (i) che la disposizione delle nervature est ioujours 
la mème. Né è gran fatto a maravigliare di tale costanza , 
trattandosi di un organo che costituisce l'orditura della 
foglia , di Un carattere anatomico per rispetto al quale 
il Sig. Adolfo Brongniart (2,) così si esprime „ ognuno 
„ ammetterà facilmente che i caratteri anatomici . quelli 
„ che appartengono alla organizzazione intima della pian- 
„ ta k hanno maggior valore che le forme esteriori „ etc. 
La notabilissima costanza che dico riscontrarsi nella 
nervatura delle foglie . risguarda principalmente li nervi 
primari . In quanto ai secondari havvi certamente co- 
stanza ancor in essi , ma men rigorosa 5 e mentre dei 
nervi primari può precisarsi il numero nei secondari è 
necessaria qualche latitudine come 5 a y, 8 a io; 

(1) Opera ed articolo citato . 

(2) Histoire des Végétaux t'ossiles pag. i3. Veggasi ancora l 1 Ico- 
nografia del Sig. Berta , pag 72. 



'9 
latitudine assai circoscritta , e che nulla detrae al valore 
e sicurezza del carattere da essi fornito . 

Le osservazioni sino ad ora da me istituite non han- 
no fatto che confermare maggiormente la costanza delle 
nervature : e le poche eccezioni che citerò in appresso 
non credo che potranno indebolire la verità di questa 
asserzione . 

III. Pel terzo quesito cioè se le foglie offrano tante 
disposizioni diverse di nervature da potere differenzia- 
re una specie dall' altra rimetto alla semplice osser- 
vazione e confronto delle impareggiabili figure del Sig. 
Tommaso Berta (i)\ delle tavole aggiunte al fine 
della presente memoria , e sopra tutto all' esame degli 
oggetti naturali . Non conosco quali difficoltà potranno 
insorgere coli' estendere le osservazioni : son persuaso 
che se ne avranno ad incontrare , specialmente nelle 
Penninervie , ma non sì presto però , mentre prima 
dovrannosi esaurire moltissimi caratteri esibiti dai nervuli 
anche più minuti ( mediante gP intrecci , le reti etc. ) e 
che per distinguere almeno le specie sono ben sufficienti . 

IV. Le foglie aggruppate a seconda delle nervature , 
saranno esse avvicinate come suol dirsi all' azzardo 5 ov- 
vero con quel legame , e quelle affinità che costituiscono 
li generi o le piccole famiglie naturali? (2) In alcuni 
casi direbbesi assolutamente di nò , in altri si esitereb- 
be , in molti perfine si conoscerebbe che effettivamente 
vi hanno , e ne presterebbero le prove più convincenti 
i Generi degli Aceri , degli Hclianthus dei Crataegus , 
(V. Tav. i, 2, e 3 fig. 1.) Quercus _, Cornus ? Pyrus 

(1) Iconografia del sistema vascolare delle foglie. Parma i833. 4-° 

(2) Per tal nome non intendo le Famiglie stabilite dai Botanici ; 
bensì quei eruppi più o meno grandi di esseri che si avvicinano 
per una uniformila complessiva di caratteri. Corrispondono molte 
volte (almeno in parte) ai Generi dei Botanici . Credo che si pos- 
sano dire a buon dritto Piccole famiglie naturali: in esse il fiore, 
il frutto , la foglia , l 1 abito ec. seguono un tipo che è comune a 
tutte le specie . 



20 

parecchi dello Malvaccele , delle Cucurhitinae (i) e di 
fant 1 nitro . Tuttavia anche nelle sucitale , ed in altri ge- 
neri liannovi eccezioni non poche. Per esempio l' Acer 
negando , Credaegus aria , il J^iburnwn tinus , e V. 
opujus 3 e molte altre specie sono assolutamente fuori 
tlel Genere ogni qualvolta stiasi al carattere della Nerva- 
tura. E questo, si dirà, è prova ben sufficiente per di- 
mostrare che la Nervatura non forma carattere di Fa- 
miglia . 

Al che primamente rispondo , che non sarebbe a ma- 
ravigliare se la Natura rifiutasse di assoggettarsi alle leggi 
che io tenterei stabilire , come già si rifiutò pel celebre 
sistema di Linneo in cui troviamo (2) il Salir monan- 
dra ^ S. triandra , S. pentandra nella classo Diandra : la 
Phitolacca octandra } Ph. icosandra collocate {'orzatamente 
nella classe Decandra etc. e come rifiutasi quasi ad ogni 
sistema formando per tal guisa il tormento de' naturalisti . 

Secondariamente ben osservando la obbiezione non è 
poi tanto decisiva quanto crederebbesi . Imperciocché 
tutte le sunnominate piante , anzi dirò di più tutte quelle 
che mi si sono finora presentate con delle eccezioni per 
le nervature , tutte offrono caratteri sistematici tali che 
hanno indotto li Botanici sia a dissentire sul posto in 
cui debbano collocarsi , sia a collocarle forzatamente nei 
posti in cui ora si trovano . Eccone alcuni esempi . 

L' Acer Negundo ha la foglia composta e sullo stesso 
gambo sonvi foglioline con un nervo dorsale . ed altre 
con tre nervi , 1' una e V altra forme eccessivamente lon- 
tane da quelle degli altri Aceri che hanno costantemente 
cinque nervi . Io quindi dubitai sulle prime . o che il 

(1) E degno soprattutto di rimarco come fratte cucurbilacee siano 
eccessivamente dissimili pel contorno della foglia la Cucurbita ci- 
trullus , e la Cucurbita Pepo, e come per contrario lo slesso nu- 
mero di nervi palmari , le slesse divisioni , in una parola lo stesso 
tipo sia in ambedue, e come scoria e si estenda egualmente alle 
Cuciunis , Momordicar ec. almeno a tutte quelle da me studiate. 

(2) Linnaei Syst. PSul ed. xm. Gmelin . 



carattere della Nervatura non l'osse costante nemmeno 
in una piccola famiglia ovvero che P A. Negando non 
fosse del Genere . In questa incertezza scorrendo varii 
autori trovai che è messo da molti fra gli aceri senza 
eccezione , ma il eh. Targioni Tozzetti nelle sue Isti- 
tuzioni Botaniche Firenze 1802 Tom. 3. pag. 4«9 cosl 
si esprime ,, 1' Acer negundo detto in Italia Acero fras- 
„ sino è un albero simile al Frassino . . . Egli ha come 
'. il Frassino i fiori dioici , e potrebbe essere separato 
,, di genere „ . Questo non basta . Nel Tom. II. degli 
Annali delle Scienze Naturali di Parigi settembre 1 834 
havvi una memoria del sig. Spach intitolata Revisio Ace- 
rum . in cui nullameno che sul principio così si espri- 
me ,. Gen. Acer Linnaei exclusa Negundo „ : indi ap- 
pone una nota espressa in questi termini : ., Negundo 
„ inter Malpighiaceas , et Sapindaceas quasi media vi- 
„ detur „ . Mònch infine , secondo riferisce Sprengel nel 
suo Syst. Veget. alla voce Acer Negundo , ha separato 
questa specie mettendola in un genere nuovo Negundo 
aceroides . Stimerei di recare offesa al nome di questi 
botanici se , supponendo che qualcuno dubitasse della 
ragionevolezza di questi cangiamenti , io qui mi fermassi 
a mostrare che sono stati da loro fatti per giusti , e 
ben fondati motivi . 

Del Crataegus aria seppi che si collocava da alcuni 
nel Genere Pyrus (1). La Nervatura lo avvicinava al- 
quanto al genere dei Crataegus e lo escludeva affatto 
da quello dei Pyrus : quindi come un semplice sospetto 
credei che potesse essere di un genere intermedio . In 
appresso rinvenni che lo Scopoli lo colloca frai Mespilus , 
Crantz nel gen. Sorbus e seco il Persoon che ne isti- 
tuisce una sezione cui dà nome Aria e della quale 
crede possa istituirsene un genere a parte . 

Il Vìburnum tinus similmente si scosta (stando alla 

(1) Wildinm e DeramloIIe . 



nervatura ) molto dagli altri Viburni lantana , dentatum 
etc. , ma Linneo stesso lo pose in questo genere tra- 
scurando il carattere del frutto , come si esprime egli 
stesso nella Philosophia Botanica , ove dice che stando 
al frutto il Tinus non esset f^iburnum (i). Trascuranza 
da lui assai sovente addottata per modo che confessò (2) 
M Raro observatur genus ? in quo pars aliqua fructi- 
„ ficationis non aberret „ cosa di cui frequentemente 
mi sono io pure accorto. Imperocché procurando di 
avere molte specie di un solo genere di piante onde 
vedere se tutte seguivano un tipo uniforme di nervatu- 
ra 5 e trovando alcune volte delle specie che notabilmente 
deviavano 5 cercai pure se eravi qualche indizio per du- 
bitare che legittimamente non appartenessero al genere 
in cui furono registrate , e sempre una aberrazione di 
qualche parte della fruttificazione accompagnava quella 
dei nervi , come può rilevarsi ancora dalle specie se- 
guenti . 

Il Viburnum opulus ha foglie trinervi, mentre quelle 
degli altri Viburni sono uninervi . Tale discrepanza è 
secondata similmente da una variazione di frutto in- 
dicata da Linneo nel suo Systema naturae (3) alla 
voce V. opulus. 

Il Rhamnus frangula ha foglie penninervi , quando 
altri Rh. le hanno trinervi . E pel Rh. frangula si no- 
tano eccezioni relative al frutto ( quantunque non con- 
sone ) e nella Philos. botanica e nel Syst. naturae . 

E così infine di altri esempi che ometto per brevità, 
e che converrebbero essi ancora a dare per conseguenza: 
i.° che effettivamente la nervatura segue un tipo co- 
mune in tutte le specie costituenti le piccole famiglie 
naturali • 2,. che le eccezioni che riscontrami per ri- 
guardo alla nervatura . delle specie spettanti ai generi 

(1) Philos. bot. Stockolm. 1 ^5 1 , pag. 127. 

(2) I. e. 

(3) Sysl. nal. Lugduni 179G. 8.° 



a3 

od alle famiglie stabilite dai Botanici , sono accompa- 
gnate da deviazioni di qualche parte della fruttificazione-, 
deviazioni talvolta di tanto rimarco da obbligare i bo- 
tanici stessi ad escluderle dalle precedenti loro posi- 
zioni , 

Da ciò stesso altresì ne consegue esistere una rela- 
zione intima fra la disposizione de' nervi sulla foglia , e 
gli organi della fruttificazione : di maniera che modifì- 
tata l 1 una modifichinsi ancor gli altri . Ma sopra tutto 
panni che questo fatto venga comprovato dalle grandi 
distinzioni riscontrate dal Sig. Decandolle , e da me già 
sopra esposte , Le piante che hanno seme munito di 
un solo cotiledone , poche eccettuate , hanno li nervi 
disposti pel lungo, Curvìnervi : e quelle che godono di 
due cotiledoni hanno le nervature disposte ad angolo , 
Angulìncrvì, Ora la differenza che passa fra le foglie 
curvinervi , ed angulinervi è rimarchevolissima , e la di- 
rei quasi altrettanto quanto è quella che passa fra semi 
monocotiledonali , e dicotiledonali , mentrechè amenduc 
distinguono assai bene due immense divisioni del regno 
vegetabile , 

L' accordo pertanto assai significante fra due organi 
in apparenza così distanti , conduce a credere che se a. 
grandi differenze del frutto rispondono grandi differenze 
della nervatura :, debbano similmente accompagnarsi pic- 
cole modificazioni del frutto e della nervatura . 

Infine per questo accordo , per questi rapporti , poiché 
dietro quanto ho potuto osservare, sono bene costanti, 
è necessario che siavi la cagion sufficiente che ci è 
sconosciuta , e di cui non possiamo render ragione . 
Dessa però ci scuopre il valore di cui gode la nervatura 
delle foglie nella economia vegetale , e come possa ser- 
vire sino a eerto segno per la determinazione di molti 
vegetabili dicotiledonali in mancanza degli organi della 
fruttificazione . 

V. Le quali cose così essendo concluderò che se 



24 

aliti forniti di maggiori mezzi , e di maggior tempo per 
questi studi . estenderanno le osservazioni , scuopriranno 
probabilmente ulteriori e più estese relazioni ed affinità 
delle piante fra loro , distribuendole a norma dell' an- 
damento dei nervi . Questo forse li metterebbe in istato 
di potere precisare famiglie , e di avvicinarle fra loro 
con una distribuzione cbe renda maggiormente servibile 
il carattere delle nervature per una ricognizione anche 
estesa di vegetabili dicotiledonali -, se ciò si potrà con- 
seguire , allora data una foglia ( sempre inteso fra certi 
limiti ) , si potrebbe probabilmente ravvisare la famiglia , il 
genere, la specie della pianta cui essa appartiene , e forse 
al segno di essere certo di non iscambiarla con altra ^ 
e conseguentemente data una foglia fossile si potrebbe o 
ricondurla alla rispettiva specie se tuttora vivesse , ovvero 
dichiararla con qualche sicurezza per ispecie perduta . Ma 
ognun vede che per giungere a questo secondo scopo sa- 
rebbe indispensabile nullameno la precisa cognizione 
di tutta quella parte dei vegetabili dicotiledonali che 
l'ossero necessari per questo genere di ricerche . 

In quanto a me , certamente ristarei dal progettare 
cosa alcuna } ma poiché la distribuzione da me ideata 
in seguito delle attente osservazioni istituite 7 trova un 
valido appoggio , almeno per le primarie divisioni , nel 
surriferito quadro del Sig. Decandolle , ardisco anch' io 
di esporlo . Senonchè conosco troppo bene che 3oo 
Specie studiate sono materiale invero assai piccolo per 
istabilire sulle medesime un piano qualsiasi . Tuttavolta 
non intendo che di esibire un semplice tentativo ed 
abbozzo , che come tale sottometto al giudizio delle 
persone dell' arte per tulle quelle modificazioni che si 
stimassero opportune . 



a5 



Piano perJa distribuzione di vegetabili Dicotiledonali 
diretto dalla Nervatura delle Foglie . 

Folia angulinervia . Decand. 

a. Penninervia ( i ) nervus prìmarius unlcus . 

fi. Palminervia . Nervi primarii plures . 

Classis I. Penninervia. 

Ordo i . Ncrvis secundariis liberis . 

Sectio i . Nervis secundar. liberis simplicibus . 

Carpinus Ostrya , Ulmus campestris ( Tab. 6 fig. 2 ) , 
Castanea vesca, aesculus hippocastanum , fagus sylvatica 
( Tab. 6 fig. 1 ) F. purpurea , Fragrarla vesca etc. 

Sectio 2. Nervis secundariis liberis bamosis , 

Quercus robur , esculns , (Tab. 3 fig. 2) cerris, suber, 
ilex , Banisteri . Crataegus fiorentina ( Tab. 1 fig. 1 ) , 
oxyacantha ( Tab. 1 fig. 2 ) , monogyna , azarolus 
(Tab. 1 fig. 1), coccinea (Tab. 2 fig. 2), pruni- 
folius , aria (Tab. 3 fig. 1), torminalis (Tab. 1 
fig. 3 ) . Corylus avellana , colurna . Rubus Idacus , 
fruticosus , caesius . Betula alnus , lenta etc. 
Ordo 2. Nervis secundariis anastomosantibus . 

Sectio 1. Nervis secundariis slteris et iimfekis brevionbus. 
Evonimus europaeus ( Tab. 6 fig. 3 ) . Juglans regia , 
nigra . Fraxinus ornus , Richardi . Laurus nobilis . Ilex 

(1) Dissento dal parere del sig. Decandolle per riguardo alle foglie 
Triplinervi , e Quintuplinervi da lui collocate fralle Penninervie . A 
ben considerare la foglia triplinerve non differisce dalla trinerve 
che per una certa quantità di pagina fogliacea che si estende sotto 
l'inserzione dei nervi. Nel gen. Helianthus vi ha esempio d'ambe- 
due le forme, ed arguisco da questo modo di procedere della natura 
in un istesso gruppo, che non sia carattere distintivo di gran va- 
lore. Io pertanto passo le triplinervi , e quinluplinervi alla classe 
delle Palminervi negli ordini rispettivi , e ciò tanto più volonlien , 
quanlochè le difficoltà surriferite del sig. Decandolle a questo pro- 
posito , sembrano autorizzare questo traslocami into . 



26 

cassina . aquifolium . Salix babylonica , vlminalis , vi- 
tellina . Annona tripetala . Polygonum hydropiper . Cy- 
tisus laburnum . Sambucus uigra , racemosa , Rosa mul- 
tiilora , centifolia , etc. 
Sectio 2 . Nervìs secundariis superis tantumodo brevìoribus. 
Cornus mascula ( Tab. 3 fig, 3 ) , sanguinea , panicu- 
lata . Prunus domestica , armeniaca , cerasus , lusitani- 
ca . Pyrns communis , malus , cydonia , botriapium . 
Liriodendron tulipifera . Borago officinalis . Salvia of- 
fìcinalis . glutinosa , verbenaca . Berberis vulgaris , cu- 
neata. Calicantus praecox 5 ferax. Cucubalus fimbria- 
tus. Eleagnus angustifolia . JVlelia azederac . Parietaria 
off. Philadelphus coronarius. Rhamnus frangula. Phyl- 
liraea buxifolia . Olea europaea . Viburnum tinus , pru- 
nifolius. Arctium lappa. Halesia tetraptera. Ligustrum 
vulgare, japonicum . Robiniae, Siringae etc. 

Classis II. Palminervia. 

Ordo i . Trinervia . 

Cucurbita pepo , citrullus lagenaria . Cucumis sativa , 
melo . Helianthus annuus , multiflorus , tuberosus . Mo- 
rus papyrifera, nigra, cuculiata, japonica. Rhamnus 
paliurus (Tab. 3 fig. 4) ziziphus . Platanus orientalis , 
occidentalis, cuneata , acerifolia . Saponaria off. Celtis 
crassifolia , australis . Aristolochia maxima , sipho etc. 

Ordo 2. Quinquenervia. 

Acer campestre ( Tab. j fig. i ) , monspessulanum ? 
striatum , tataricum , neapolitanum , rubrum , saccha- 
rinum ; platanoides , pseudoplatanum . Populus nigra , 
pyramidalis var. angulata , alba ( Tab. j fig. 2 ) , 
tremula . Sterculia platanifolia . Vitis vinifera ( Tab. 4 
fig. i et Tab. 5 fig. i ) laciniosa var. Plantago lan- 
ceolata , media . 

Ordo 3. Seplemnervia . 

(Jercis siliquastrum ( Tab. 5 fig. 2 ) . Alcea rosea . 



2 7 

Althaea officili. Malva officili. Hibìscus fieulnea. Sida 

mollissima . Acania mollis . Tilia europaea , rubra , 

multiflora etc. 
Ordo 4> Multinervia . 

Ricinus communis. Salisburia adiantifolia etc. 
Orcio 5. Enervici . ( Nervis occultis. ) 

Cuassulae etc. 

Egli è necessario far qui avvertire due anomalie , che 
quando non fossero conosciute potrebbero indurre in 
errore : 

i. a Li nervi primarj che partono dalla base della fo- 
glia di qua , e di là da quel di mezzo alcuna volta so- 
no semplici [Acer campestre , Alcea rosea) altre volte 
biforcati e triforcati (Platanus^ Cucurbita lagenaria , Vi- 
tis vinifera ) . Or succede ( rare volte però ) che in forza 
della cultura , e di soprabbondanza di alimento , la bi- 
forcazione , o triforcazione discende sì d' appresso alla 
base della foglia che li rami sembrano due e tre nervi 
primarj . Di questa anomalia però noi non faremo più 
caso di quello che si faccia della presenza di uno sta- 
me di più nei fiori delle prime classi , come ho io stesso 
riscontrato nella Vite , essendo dipendente in ambo i casi 
dallo stato abnorme e troppo rigoglioso della pianta (i). 

2. a Nelle foglie sia a 3 , a 5 , n o più nervi primarj 
incontratisi due nervi sopranumcrarj ( che così chiame- 
remo essendo al di là del numero proprio della foglia , 
e sovente mancando ) posti immediatamente dopo i nervi 
laterali ultimi , che qualche volta per la direzione men- 
tiscono 1' aspetto di nervi primarj , e ne alterano per tal 
modo il numero . Nello stato normale della pianta se vi 
sono si distinguono agevolmente dagli altri stante la loro 
tenuità , mancanza di rami etc. Se poi la pianta sia or- 
gogliosa , acquisteranno essi bensì uno sviluppo assai no- 



(i) Esili è slato sulla medesima pianta di vite che ho osservato 
fumea anomalia sopra citata della fistia, e questa del fiore. 



28 

tabile : ma restauo sempre o tanto più piccoli . o con 
mille irregolari flessuosità , ovvero non pervengono al 
margine della foglia , in guisacliè rarissimo sarà il caso 
di poterli scambiare coi nervi primarj . 

Meritano in fine una particolare osservazione le foglie 
composte. Il modo migliore di considerarle emmi sem- 
brato quello di prendere le foglioline separatamente 
V una dall' altra : poiché riferendosi al fine della deter- 
minazione delle foglie fossili per ragioni che esporrò più 
avanti vedrassi che forse torna meglio considerarle in 
tal guisa . 

Per accertare li fatti superiormente esposti, e per le 
poche conclusioni dai medesimi discendenti , non ho cer- 
tamente risparmiato e diligenza e fatiche nel breve tempo 
consacrato a queste laboriose, benché amene, ricerche. 
Ad onta di ciò non so qual merito esse si avranno in 
faccia alla Scienza , e temo purtroppo che sarà forse 
assai tenue . Tuttavia al vedere che entrando ognor più 
addentro nella materia si appiana in certa guisa la strada , 
che si vedono alcuni tipi costanti ed estesi ancora a fa- 
miglie non piccole , che in fine specie per me scono- 
sciute entravano , direi quasi , spontaneamente nella sua 
classe , famiglia , e genere stando al solo carattere della 
Nervatura • il confesserò , ardirei lusingarmi che se una 
mano botanica prendesse a trattarlo , dovesse essere su- 
scettibile di innumerevoli miglioramenti , e dovesse scuo- 
prire una infinità di relazioni o differenze fin' ora inos- 
servate frai Vegetabili . 

Ommetto alcune riflessioni che cadrebbe in acconcio 
di trattare in questo luogo : riserbandomi a svilupparle 
nella seconda parte di questa mia memoria , in cui più 
dawicino mi occuperò della determinazione delle Foglie 
fossili . 



2 9 
Parte Geologica . 

Non intendesi qui per nome di Fillite , qualunque im- 
pressione od avanzo di Vegetabili dicotiledonali fossili 
che insiem colla foglia abbiano ancora altre parti , ma 
s' intende di quelle impronte o vestigj di Vegetabili di- 
cotiledonali che rappresentano soltanto le Foglie , vale 
a dire si riceve il vocabolo Phyllites nel senso suo ri- 
goroso . Vengono per conseguenza ad essere esclusi tutti 
gli avanzi di Vegetabili dicotiledonali che portano seco 
in tutto o in parte il fusto . il caule , la radice , gli or- 
gani della infiorescenza ec. , li quali anderebbero a rac- 
cogliersi in un gruppo distinto , gruppo per cui non è 
sempre necessario lo studio delle Nervature , che qui ci 
occupa , traendosi soventi volte buoni caratteri dal fu- 
sto , dal caule , dalla radice , e soprattutto dalla infio- 
rescenza : quandoché per contrario tale studio è assolu- 
tamente indispensabile per la determinazione delle Filliti . 

Precisato così il nostro soggetto passiamo a vedere 
paratamente : i.° i Terreni in cui si trovano le Filliti-, 
2." alcune Congetture sul modo con cui queste pote- 
rono formarsi : 3.° qualche Riflessione per la determi- 
nazione delle medesime . 

§. I. 

Terreni in cui si trovano le Filliti. 

Scorriamo rapidamente alcune località più conosciu- 
te , o sulle quali hannosi dati più precisi . Aix in Pro- 
venza , Àrmissan presso Narbona , la Stradella presso 
Pavia , Rochesauve nel dipartimento dell' Arde'che ed al- 
tri hanno terreni racchiudenti Filliti riconosciuti per la- 
custri da celebri Geologi come Lyell , Murchison , Adolfo 
Brongniart j Faujas S.< Fond ec. , il giudizio dei quali 



3o 

non saprebbesi revocar In dubbio . Altrove come a Noale , 
a Sinigallia , a Sarzana , e nel Bolognese , una prova 
dell' essere formazione d' acqua dolce quella che ivi con- 
tiene le foglie fossili , si è che traggonsi dallo stesso ter- 
reno Filliti asssociate ad avanzi di piante palustri . come 
Tife j Sparganj ec. , secondochè si raccoglie e dalla sta- 
tistica di Vicenza del sig. Luigi Forti , e meglio dai 
numerosi saggi delle citate località che costituiscono la 
collezione di questo Museo di Storia Naturale (i) . Que- 
sto stesso fatto notato dal cel. Scipione Breislac , fu da 
lui grandemente valutato , onde ebbe a dire che le im- 
pressioni di piante acquatiche farebbero le veci di con- 
chiglie d' acqua dolce e caratterizzerebbero per conse- 
guenza assai sicuramente il terreno in cui si trovassero. 

Fu per qualche tempo in questione se il Territorio 
di Oeningen presso il lago di Costanza , ricco esso pur 
di Filliti, fosse di origine marina. Oggidì questa opi- 
nione è affatto abbandonata ed ammettesi invece che i 
materiali che lo formarono , sieno sostanze depositate al 
fondo di un lago unitamente ad ossa di volpi , e forse 
di qualche altro animale , come riferirono Aless. Bron- 
gniart e più recentemente Murchison , il quale notò al- 
tresì che tutto questo deposito si è adunato in un am- 
pia depressione della Molasse . 

Finalmente vi hanno ancora Filliti nei terreni che 
da alcuni chiamami Marno-carbonosi , da altri della 
Lignite . In Isvizzera ed in Provenza , per modo di esem- 
pio ? hannosi tali sorta di depositi , la natura dei quali fu 
lungamente contrastata . Alcuni gli hanno riferiti , dice 
Omalius d' Allois (2) alla formazione del Iura , ed altri 

(1) Io debbo alla somma gentilezza di Monsignor Ranzani Pro- 
fessore e Diretlore di questo Museo di Storia ^Naturale la comodila 
di potere studiare le filliti che al medesimo appartengono . Infini- 
tamente più gli debbo per 1' uso concessomi delle rarissime opere 
dì cui è fornita a dovizia la sua biblioteca, e sopratutto per le 
tante istruzioni ed aiuti somministratimi nelle scienze naturali. 

(a) Eleni, de Geologie. Paris 1 83 1 , pag. i5(J. 



3i 

persino a quella del Carbon fossile : ma la presenza di 
conchiglie d' acqua dolce dei generi Melania , Paladina , 
ec. negli strati che l'accompagnano, ha fatto sì che 
vengano registrati nei terreni Ninfeani, ossia d'acqua 
dolce . 

Vedesi qui chiaramente che gli ammassi di Lignite 
furono coadunati dalle acque dolci , entro le quali e 
vissero le citate conchiglie , e si formarono le impronte 
delle foglie . Ma un altra sorta di depositi di questi fos- 
sili merita una particolar attenzione , e sono di quelle 
Filliti che giacciono per entro a strati decisamente ma- 
rini: e che ve n'abbiano in terreni di tal fatta è fuor 
d' o^ni dubbio . Qual più palesemente marino del calcare 
grossolano (grossicr) dei contorni di Parigi? Qual ter- 
reno meglio studiato e più conosciuto di quello? Ep- 
pure nel suo bel mezzo sonvi foglie fossili , e Cuvier ci 
dice (i) che esse foglie trovansi in uno stratarello mar- 
noso verdastro frapposto a banchi di calcare marino , 
di cui i superiori racchiudono le stesse specie di con- 
chiglie che le inferiori , e quel che è più a Chatillon 
le Ceriti , le Ampullarie ed altre conchiglie marine sono 
confuse e mescolate colle stesse foglie . Questa riunione 
è un fatto assai rimarchevole prosiegue Cuvier e ripetesi 
in molti punti dell' agro parigino come a St. Noni, a 
Montrouge ec. 

Il Sig. Daubuisson nel riferire egli pure questo fatto 
quasi colle parole del Barone Cuvier , vi aggiunge la 
seguente riflessione : ,, La presenza di questi avanzi 
di vegetabili , risulta probabilmente dalle stesse cause 
che hanno condotto dei banchi di limo marnoso con 
conchiglie terrestri , e fluviatili che alternano sopratutlo 
negli strati superiori col calcare marino , vale a dire , gli 
sbocchi dei Torrenti „ . Ed in vero un miscuglio di 



(i) Recherces sur les ossemens fossiles. T. 2 secomlième parlie . 
Paris i8iia ; pag. 2<ì8 e 091. 



32 

conchiglie marine e cP acqua dolce confessa lo stesso Cu- 
vier trovarsi a Beauchamp ed altrove , cosa che egli 
considera come un passaggio da una formazione ad un 
altra (i) . 

Questa associazione di avanzi di vegetabili terrestri e 
di conchiglie marine, ovvero di vegetabili terrestri e ma- 
rini come incontrasi a M. Bolca (2) qualunque delle 
suddette opinioni voglia seguirsi o lo sbocco dei Tor- 
renti 3 o il passaggio di una formazione ad un altra , 
indica a mio credere non una accidentale intrusione 
delle Foglie , bensì una vera associazione delle due di- 
verse formazioni le quali si mescolano e si confondono 
per quel che risguarda gli elementi terrosi , per dir così , 
onde ciascuna è composta :, ma si presentano separate 
e singole per ciò che concerne le caratteristiche distin- 
tive d 1 ognuna , cioè i fossili . Dimodoché ognuna presen- 
terebbesi altresì come una vera formazione ex se . ogni- 
qualvolta la sua contraria non fosse venuta a disturbarla . 
Quindi è che in una tal duplice deposizione le Filliti , 
e le Conchiglie di acqua dolce spetterebbero alla parte 
lacustre , li vegetabili e le Conchiglie marine alla for- 
mazione di mare (3) . 

(1) Cuvier I. e. pag. 272 e seg. , reggasi ancora Brongniart Aless. 
Tableau des terrains . Paris 1829, pag. 170. 

(a) Dicesi che nelle cave di M. Bolca siano unite insieme piante 
marine e terrestri. Non so di qual punto precisamente si parli, 
ma a Noale havvi certamente questa unione in una stessa cava 
poiché nella collezione di questo Museo, veggonsi molti saggi con 
Fucoidi, e molti altri con Filliti tutti di Noale. Debbo però far 
notare che la roccia su cui stanno impressi è alquanto diversa nei 
primi da quella delle seconde . Ciò mi fa credere che possano ap- 
partenere a due strati affatto diversi, benché forse vicini e sopra- 
posti , e dietro questo che fossero anche di formazione differente ; 
sospetto tanto più ragionevole quanto che alle Filliti, come altrove 
si è detto , si associano le Tife li Sparganj ec. Egli è desiderabile 
che siano istituite attente indàgini affine di scuoprire il vero . 

Co) Non s 1 intende con ciò di negare che Filliti non si abbiano 
forse da trovare anche in terreni marini sui quali non possa cade- 
re il sospetto che v' abbia avuto parte una formazione di acqua 
dolce: rna giova però riflettere che in tal caso difficilmente si avreb- 



33 

Per rendere meno imperfetta che mi è possibile que- 
sta perlustrazione dei diversi depositi di foglie (ossili , 
non debbo tacere di due località a noi vicine , quali 
sono le Gessaie di Forlì . e di Sinigallia . Sono le belle 
impressioni di queste cave sopra un gesso or lamellare , 
or granulare ed or marnoso ? simili tanto a quelle della 
Stradella che non saprei come esitare ad averle tutte 
per analoghe , e per corrispondentisi entro la stessa 
formazione . In conseguenza di che , quanto sono per 
dire , benché si riferisca a quest 1 ultima posizione come 
più conosciuta , intendo però che s 1 abbia ad applicare 
ancora all' altre due di Sinigallia , e di Forlì . 

II citato Sig. Breislack , forse per primo , si mostra 
persuaso che tal Gesso fosse un terreno di acqua dol- 
ce . Egli insiste sulla perfetta orizzontalità degli strati , 
sul non esservi alcuna conchiglia marina , sulle impronte 
della Typha latifolia } e per quanto pare sulla presenza 
di qualche conchiglia d' acqua dolce . Sono questi fatti 
certamente di qualche peso , tuttavia il Prof. Viviani da 
me sopra onorevolmente ricordato sapendo che il Gesso 
si trova sovente circondato e coperto da depositi ma- 
rini , si mostra poco soddisfatto degli argomenti di 
Breislack, e quindi inclina a crederlo di origine marina . 
Tuttavia siami permesso il dire che Breislack colse nel 
segno , ed ebbe il voto di molti Geologi moderni , ma 
che prese un abbaglio nello estendere questa sua teoria 
a tutte indistintamente le Gessaie che fiancheggiano il 
lato Settentrionale degli Apennini . Egli avvertì ma non 
seppe bastantemente valutare la grande differenza che 
passa fra due sorta di Gessi . Gli uni sempre in massa , 
dividonsi in grandi poliedri , di struttura squamosa o 



be quella moltitudine ed unione di Foglie t'ossili che costituisce un 
vero deposito di Filliti , od , in altri termini , un vero Terreno a 
Filliti de' quali soli qui si ragiona : poiché è naturale che foglie 
cadute sul mare vadano disperse e si depongano separatamente l' una 
dall' altre . 

3 



34 
laminare, privi di fossili organici (i): gli altri disposti 
in istrati perfettamente orizzontali , lamellari i granulari 
ec. alternanti con marne e contenenti Filliti , Tife , e 
qualche rara conchiglia di acqua dolce . Sui primi non 
azzardo per ora alcuna ipotesi , porto bensì opinione 
che non siano di origine marina né d' acqua dolce • 
degli altri penso che a buon diritto possa credersi de- 
rivare essi dalle acque pluviali o di sorgente , che dila- 
vata e sciolta la superficie o l' interno dei monti gessosi 
in massa (forse coli' aiuto di qualche agente chimico) 
andassero a raccogliersi nei fiumi , e quindi in un ba- 
cino , ove deponessero o lasciassero placidamente cri- 
stallizzare il Gesso attorno ai corpi . Né fa ostacolo a 
questa opinione V aversi filliti delle gessaie di Sinigallia 
ec. ornate di piccoli fiori di zolfo : poiché è assai pro- 
babile che in questi luoghi sia avvenuto quello che ac- 
cade tuttogiorno a Basch in Russia , ove da un masso 
di Gesso esce fuori una vena d' acqua sulfurea che va 
deponendo riti leggero sedimento bianco , e delicatissimi 
fiori di zolfo sulle foglie che trova all' intorno (2) . Il 
fenomeno della soluzione della calce solfata non deve 
certamente riuscire inatteso : esso si va rinnovando tutto 
giorno . e così pur non fosse che non avremmo da la- 
gnarci della cattiva qualità dell' acqua dei nostri pozzi , 
deturpata da questa sostanza in quantità sommamente 
grande . Ma di ciò basti per ora . Il mio amico Dott. 
Domenico Santagata ha già trattato di questo argomento 
nelle sue memorie sui serpentini dell' Apennino Bolognese , 
che quanto prima pubblicherà , ed io stesso forse vi 
tornerò sopra allorché in altro lavoro parlerò di alcuni 
terreni dei nostri contorni . 



(1) Unica eccezione a ciò ( che sia a mia notizia ) è un frammento 
di ramo d' albero pubblicato dal Prof. Giuseppe Bertoloni nel fa- 
scie. 1. di questi Annali, che fu trovato in gessi di tal sorta. 

(2) Encyolopédie méthodique , géographie physique, artic. Bai- 
tagetn. 



35 

Da quanto si è sin qui riferito intorno ai terreni a 
Filliti ^ sembra potersi dedurre ehe questi appartengono 
alla formazione lacustre o d' acqua dolce . La quale os- 
servazione quando si verificasse sul generale presterebbe 
probabilmente tanto in mano , come suol dirsi , da po- 
tere senza imprudenza concludere che , le Filliti dareb- 
bero un idea della Flora locale del distretto in cui son 
ritrovate ^ poiché le foglie di cui si hanno le impressio- 
ni 3 avrebbero appartenuto a piante vissute o sulle rive 
dello stagno , o lungo li torrenti che sboccavano in esso . 
Certamente poi apparterebbero alla Flora del circonda- 
rio , non mai derivanti da regioni lontanissime , e di zone 
diverse . Ciò posto pare non inverosimile ( massime trat- 
tandosi di terreni terziari , come sembrano essere quelli 
a Filliti) che gli analoghi viventi s' abbiano a cercare 
sul luogo stesso delle filliti (i). Potrebbersi è vero tro- 
vare specie che più non abitassero quella ma altra re- 
gione , per esser perite in forza delle violenti catastrofe 
cui pare sia andata soggetta la superficie del Globo an- 
che nelP Epoca , così detta terziaria , perchè siansi can- 
giate le circostanze locali , e particolarmente per la guer- 
ra continua che si fanno reciprocamente i vegetabili . 
Potrebbersi anche ( come vorrebbesi da alcuni ) trovare 
Filliti i di cui analoghi viventi più non esistessero sulla 
terra :, ciò è possibile , ma è ben lungi il momento di 
poter parlare di specie perdute . 

Entro a questi terreni trovansi le Filliti per quanto è 
a mia notizia , isolate , conservatissime per ciò che riguarda 
i nervi , giammai rotte , adagiate senza alcun travolgi- 
mento , o se curvate in qualche guisa, mosse di quelle 



(i) Non è in opposizione a questo il trovarsi foglie di Fiatano 
nelle Gessaie di Sinigallia , u di Forlì come riferisce il Sig. Pro- 
caccini Ricci, poiché da alcuni saggi , benché imperfetti , di questa 
Fillile che ho potuto esaminare hannosi dati non pochi per credere 
che appartenga al Platauus cuncata Wild, che è indigeno del 
suolo d' Italia . trovandosi in Calabria . 



36 

flessuosità che sono a loro naturali nello stato ili vita. 
Questo si avvera senza eccezione di quelle che appar- 
tengono a questo Museo di Storia Naturale che sono 
delle cave di Forlì , di Sinigallia , di Salcedo , di Noa- 
le , ec. Ed un simile stato è quello ancora delle Filliti 
di altri paesi , giacché le poche cose che delle mede- 
sime ci dicono gli autori , indicano abbastanza la loro 
conservazione . Il sig. Faujas S. 1 Fond parlando di quelle 
di Rochesauve dice essere „ perfettamente conservate . . . 
e delle quali si può distinguere ogni più minuta nerva- 
tura . Il sig. Vito Procaccini Ricci , che possiede una 
delle più ricche collezioni di Filliti afferma che ,, la più 
delicata tagliuzza comparisce sempre a meraviglia diste- 
sa . Avviene che gli orli siano logori , o alcune parti- 
celle della medesima :, ma non mai mi è riuscito , pro- 
segue , averne solo una attortigliata , pesta , e come se 
a forza fosse stata colà dentro racchiusa „ . Per fine il 
prof. Viviani chiarissimamente ci fa notare questo stato 
di conservazione , parlando delle Filliti della Stradella in 
una Memoria già da me altra volta citata (i). „ Queste 
foglie, ei dice, sono talmente conservate, che si può 
credere che al loro passaggio allo stato fossile , esse non 
abbiano subito alcuno sconcerto rimarchevole . . . anzi a 
volerne giudicare da certe inflessioni, che appartengono 
alle foglie fresche , si può assicurare eh' esse non hanno 
sofferto stiramento , o compressione che non fosse uni- 
forme , ma che sono state inviluppate nel liquido che 
se gli è cristallizzato tutto all' intorno , essendo a un di 
presso nello stato in cui esse si trovano al presente „ . 
Così ci dicono ancora altri scrittori che lungo sarebbe 
qui riferire . 



(1) Op. e. pag. 129. 



37 

§• ». 

Congetture sopra il modo con cui formami 
le Filliti. 

Le due circostanze che ho fatto notare . del trovarsi 
cioè le Filliti in terreni di acqua dolce , e dell' essere 
sì ben conservate e distese nel tempo stesso che sono 
isolate : farebbero nascere fra gli altri sospetti quello 
ancora che le Filliti ( quali si definirono ) avessero ap- 
partenuto ad alberi e ad arbusti non ad erbe . Alla 
quale opinione , semprechè i fatti venissero ad appog- 
giarla 5 potrebbesi forse dare la seguente spiegazione se 
non la migliore , almen la più semplice , e non del tutto 
inverosimile . 

Onde sviluppare questo conghietturale soggetto ci è 
mestieri incominciare alquanto dall' alto , e seguire passo 
passo le diverse fasi della vegetazione delle piante Dico- 
tiledonali . 

Coli' arrivare di Primavera si adorna la campagna di 
una vaga verzura prodotta o da erbe che sorgon no- 
vellamente dal suolo 5 ovvero da alberi che si riveston 
di foglie. Durante i primi mesi sono sì l'erbe che le 
frondi di una eguale struttura , molli , succose , flaccide , 
e con un vocabolo che meglio esprime , tutto è erba- 
ceo . Da questo stato passano alla putrefazione prestis- 
simo se separate dalla pianta trovinsi fra P umidità ; o 
corrugansi in mille guise se stiano al caldo ed all' a- 
sciutto . All' avanzarsi però della stagione cangian le co- 
se . L' erbe maturano il seme e le loro foglie perdendo il 
succo avvizziscono e seccansi in un colla pianta e muo- 
iono unite ad essa (i). Negli alberi invece le foglie 

(i) Ciò è confermato da Mirbel » Les feuillos des herbes ne se 
séparant point de la tige ; elles meurent en ménie tcmps qu' elles « 
Dict. des Sciences Natur. Art. Fcuille . 



38 

L « -™ wm w s\st.\ ..Mimi ^itt II' nolnfn 



acquistano più corpo e consistenza col calar dell' estate 
ingrossano i nervi e perdono dell' umor che aveano . 
Sopraggiugne l' autunno . Abbondanti deposizioni di si- 
lice (i) investono la foglia e ne ostruiscono i vasi, e 
dietro nuovi processi chimici cambiasi grado grado il 
verde nel color giallo , nel bianco , nel rosso ed in quel 
più comune che meritò il nome proprio di color di fo- 
glia secca. Pervengono a questo stato per operazioni 
vegeto-vitali , più che mortificate dall' azione del freddo , 
dalle brine dalla umidità autunnale . E che ciò sia vero 
basta osservare il mandorlo , il pruno , il pero ec. che 
per primi metton le foglie j le perdono altresì li primi , 
e le perdono nel settembre mentre fra noi tante volte 
si gode un vero estate . Così un pioppo che per un ta- 
glio fattogli in qualche parte in agosto , o in settembre , 
metta rami novelli , ritiene le foglie ancor fresche e molli 
in questo lato ad onta delle brine , della umidità , e di 
tutte le intemperie autunnali , mentre le vecchie ben 
presto gli cadono. E viceversa le querce originarie dei 
nostri climi trasportate al Capo di Buona Speranza si 
spogliano egualmente che le querce esposte ai rigori dei 
nostri inverni (2) . Alcuni autori hanno creduto (3) che 
la caduta delle foglie dipenda semplicemente dalla obli- 
terazione dei vasi della base del gambo , ovvero dal sec- 
carsi nell' autunno quel vincolo che le teneva legate alla 
pianta -, ma può credersi ancora che la silice che si ac- 
cumula nelle foglie , e che per es. in quelle di quercia 
è 1 4 5 5 sopra cento parti di cenere , sia una delle ca- 
gioni che ne determini la morte , e la caduta (4) . 
Comunque siasi la cosa , che lascierò esaminare a chi 

(1) Decandolle . Physiologie vegetale. Paris i832 pag. 3g8. 

(2) Diclion. des Sciences Nat. Art. Feuille . 

(3) Vaucher sur la chute des Feuilles. V '. Ferussac Bull. T. 8. 
pag. 54. 

John Murray . Remarques sur les phénomènes de la oliutc des 
feuilles. Feruss. Bull. T. 1. pag. 32. 

(4) Decandolle J. e. 



39 

è di sua messe, egli è però certo che hawi un epoca 
in cui la foglia , compiuto 1' uffizio pel quale venne isti- 
tuita j non è più necessaria all' albero sul quale visse ? e 
che ricca di princìpi incorruttibili si stacca e cade. Ecco 
lo stato in cui merita da noi maggiore attenzione . Per 
debole e flaccida che fosse in tempo di vita . tutte alla 
loro caduta hanno una consistenza legnosa . coriacea , e 
direbbersi propriamente con termine latino exsucca^ ari- 
de . Rilevatissime le nervature , saldo ed unito il tessuto 
cellulare . Robuste , quasi inflessibili conservano quelle 
ondulazioni che gli eran proprie viventi , ed eccole in 
fine nello stato il più adatto per dare una nitidissima 
impronta . 

Suppongasi intanto che vadano a cadere sopra uno 
stagno d' acqua . Che avverrà ? Le modificazioni che su- 
bisce una foglia caduta da sé nell' acqua ciascuno può 
riscontrarla nell' inverno per le nostre campagne . Una 
tal foglia galleggia dapprima per qualche giorno , indi 
cala al fondo ^ imbrunisce di colore 5 si fa nerastra e 
prende ognor più di consistenza . Si mantiene in questo 
modo per mesi interi 5 senza punto scomporsi . Or se 
in tale stato gli sopravvenga una quieta deposizione di 
melma , o di altra sostanza non avrem noi le belle im- 
pronte che si han dalle cave ? 

Chiaro apparirà al presente come trattandosi di filliti 
isolate ( che , come dissi , sono quelle sole di cui inten- 
do parlare ) si possa con qualche probabilità opinare che 
debbano appartenere soltanto a piante cui cadano spon- 
taneamente le foglie j cioè a soli alberi . ed arbusti : e 
come al tempo stesso sia verosimile il credere che non 
potrebbero essere di piante erbacee , che non sarebbero 
separate dal caule , o se pure lo fossero per via di qual- 
che rovescio di venti o di acque , ne porterebbero il 
segno nelle lacerazioni o stiramenti che in esse si pro- 
durrebbero } o che per ultimo dimorando nell' acqua sa- 
rebbero putrefatte e scomposte . 



4o . 

Se questa opinione , mediante nuovi tatti e nuove pro- 
ve , arrivasse a meritare di essere tenuta vera , e di es- 
sere adottata , offrirebbe un doppio vantaggio a ehi si 
occupasse delle foglie fossili : cioè che il numero delle 
specie limitato ai soli alberi ed arbusti è assai ristretto 
a fronte delle piante erbacee , e che V andamento delle 
nervature è ordinariamente più chiaro , più marcato , più 
deciso in quelle , né havvi caso , eh' io conosca , che 
s 1 abbia ad incontrare quella ambiguità in che forse trop- 
po frequentemente s' imbatterebbe chi si fermasse nel- 
1' esame di foglie erbacee . 

§. III. 

Riflessioni concernenti la determinazione 
delle Filliti. 

Unitamente alla impressione alcune volte si trova 
tutta, o parte sol della sostanza della foglia. Sovente 
manca , ed allora P impronta viene rappresentata sopra 
le due superficie della pietra . Di queste quella che 
corrisponde alla pagina inferiore è ordinariamente quella 
che porta il carattere della Nervatura con tal fedeltà 
che facile è conoscere persino la forma dei nervi se 
furono rotondi , angolosi , o altrimenti , non che le loro 
più minute ramificazioni . La porzione di mezzo del 
disco è sempre conservatissima , quanto suol essere im- 
perfetto il contorno . Ed appunto nel disco consiste 
tutta P importanza della conservazione giacche in esso 
si veggon li nervi palmari, in esso il nervo dorsale, in 
esso le radici dei nervi secondar) , e la miglior parte 
delle reti formate dal mutuo intrecciarsi dei nervuli. E 
tanto è vero che è la parte più interessante , che su 
di questa sola può istituirsi la determinazione con si- 
curezza , al modo stesso che si potrebbe benissimo di- 
stinguere una foglia viva cui fosse reciso attorno attorno 



4* 

tutto il margine . Anzi queste due particolarità osservate 
nelle falliti , vale a dire, la costante conservazione delle 
impronte della parte centrale , e la sufficienza delle 
medesime nel più de' casi per riconoscere la foglia , 
furono quelle che m' incoraggirono a durare in queste 
minute fatiche . 

La controparte ossia P impressione della pagina su- 
periore può in alcuni casi servire di grande aiuto of- 
frendo alcuni caratteri importantissimi . Certe foglie , per 
modo di esempio, hanno i lor nervi espressi meglio su- 
periormente che inferiormente : tali sono P Ulivo , le Fil- 
liree ec. , altre hanno dei solchi corrispondenti ai pervi 
come P Olmo ec. 

Se il margine delle foglie è cosa da farne poco conto 
nelle vive , come vedemmo , di niuno è poi nelle fos- 
sili . Imperocché mentre spaccando la pietra si sepa- 
rano parte e controparte, o resta porzione di pietra 
a cuoprire il vero margine , ovvero venendone asportata 
fa nascere dentature e lobi falsi che imitano talora i 
veri. 

Il gambo che presterebbe caratteri distintivi forse di 
qualche interesse, trattandosi di foglie fossili convien 
dimenticarlo essendo rarissime volte scoperto ed intero . 

Le foglie composte dissi altrove che era meglio con- 
siderarle ciascuna isolatamente : eccone la ragione , Am- 
messa P origine suesposta delle Filliti dalla caduta spon- 
tanea delle foglie è da riflettere che le composte collo 
staccarsi dalla pianta si separano tutte P une dall' altra : y 
P impressione per conseguenza non potrebbe essere che 
di ognuna separatamente , dunque in questo modo bi- 
sogna conoscerle vive per riconoscerle fossili . 

Quegli frattanto il quale vogliasi occupare della de- 
terminazione delle Filliti, conviene che incominci dallo 
studiare estesissimamente e profondamente le foglie vi- 
venti , e al tempo stesso farne una esattissima de- 
scrizione . In ciò fare però non può a meno di non 

3 * 



4* 

incontrarsi in due scogli che dovranno probabilmente 
imbarazzarlo . L' uno è l' imbattersi in alcuni anomali , 
cioè in foglie che per iscarsezza , o per soprabbondanza 
di nutrimento saranno o mancanti o lussureggianti nelle 
loro parti , e che per questo si allontaneranno in qualche 
cosa dalle forme ordinarie della specie cui appartengono . 
Questo accidente potrebbe dar luogo ad un' obbiezione 
contro il mio progetto , dicendo che queste anomalie 
confonderebbero nel determinare oggetti fossili . Ma fac- 
cio notare che in istoria Naturale si considerano gli es- 
seri perfetti : e che gli anomali con uno studio attento 
e profondo si riconducono non difficilmente ai rispettivi 
loro tipi . 

L' altra difficoltà è di potere formare descrizioni sod- 
disfacenti . Egli è ben raro che una descrizione quan- 
tunque accurata possa «lare un idea esatta e precisa 
dell'andamento dei nervi sopra una foglia, in modo che 
questa la si venga a distinguere da ogni altra . L'occhio 
un poco avvezzo fissa di primo colpo certe differenze , 
un certo complesso di disposizioni , un andamento 3 un 
abito in somma che la mente non è poi in grado di 
esporre se non se forse dopo lungo studio , e molte 
cognizioni acquisite . Io ho avuto campo di persuadermi 
di questa verità più e più volte nel decorso di questi 
studi. Stimo perciò indispensabile l'uso delle figure che si 
richiedono fedelissime , e se fosse possibile , tutte secondo 
il metodo ammirabile del Sig. Tommaso Berta . Una 
Iconografia del sistema vascolare delle foglie di piante 
arborescenti . elette per la perfezione , e per la chiarezza 
dei nervi , sarebbe a mio avviso il primo passo da farsi , 
ed il principio dal quale dovrebbero partire notabilissi- 
mi avanzamenti di questa parte della Botanica fossile . 

Nel confessare le difficoltà da me incontrate quando 
tentai di stendere le descrizioni , son già venuto a far 
conoscere al tempo stesso che io ben m' avveggo essere 
ufi ahozzo informe anche quelle che unisco alla presente 



44 

memoria , e che il numero de' caratteri addottali , e 
le espressioni dei medesimi sono assai pochi ed impre- 
cisi . Ma questo era quel solo che per me si poteva : 
altri cui le proprie occupazioni permettano di dedicar- 
si di proposito a questo genere di ricerche , potrà age- 
volmente accrescerlo e perfezionarlo . Unisco ancora un 
breve saggio del lavoro che sarebbe a farsi sui caratteri 
ricavabili dai nervi . nel qual saggio si contiene altresì il 
povero linguaggio tecnico di cui mi son servito nelle 
frasi di cinque specie di Filliti che passo a descrivere , 
e che mi sono indotto ad esporre onde siano intese le 
frasi medesime. 

Mi persuado che fralle mani di un illustre geologo 
qual 1 è il Sig. Adolfo Brongniart sia per fare quan- 
to prima grandi progressi questo genere di stridii , 
che io credo suscettibile di notabilissimi avanzamenti , e 
che come disse già un celebre Naturalista „ dipenda 
_. dal non essere stato seguito con abbastanza di co- 
„ stanza e di fervore un tal lavoro che potrebbe aprire 
„ nuove strade alla Geologia il trovarsi questa parte 
., delle Scienze naturali così poco avanzata, e piuttosto 
„ l'essere assolutamente ancor nell'infanzia n (i). 

CH ARACTERES 

AD DESCRIPTIONEM FOLIORUM PLANTARUM DICOTILEDONEARUM 
INSTITUENDAM , EX DISPOSITIONE NERVORUM DESUMPTI. 

Nervus , hoc nomine consuetudine commune intelli- 
gimus vasorum fasciculos , qui e peliolo folii pro- 
cedunt , et in ipsius superficie expanduntur mira va- 
rietale : inter quos autem alii sunt . 

I. Nervi primarii^ quorum alter. 

(i) Faujas S.t-Fond. Sur qnnlques plantes qu 1 on troav'e dans tes 
couches calcaires de M. Botta etc. Mémoires da naaséum d' Hisl. 
Natur. T. 3. 



43 

A dorsualìs , is qui unicus e pctiolo l'olii assurgit 5 rt 
ad hujus vcrticem procedit , expandens ad la- 
tera nervos minores, uti Quercus, Ulmi , Casta- 
neac etc. : ; dicitur 

a. rectus . 

b. flexuosus . 
e. crassus. 

.... rationc longitudini* . 
.... rationc folii mole. 

d. tenuis . 

e. apice evanescens . 
f. cylindraceus . 

g. compressus . 

h. depressus . 

il angulatus . 

k. trigonus . 

/. obtusus . 
B palmares nervi , qui omnes e basi folii oriuntur 
communi origine , uti Vitis , Acer etc. 7 inter 
quos dicitur 
t Mediu? qui variai , rectus , flexuosus etc. uti 

dorsualis , additis characteribus ex compara- 

tione lateralium ? nempe 

a. longior duplo , triplo etc. 

b. crassior etc. 
e. ramosus . 

f t Laterales primi 5 qui medium proxime circum- 
stant. Distinguuntur horum varietates uti in 
dorsuali 5 additis comparativis characteribus , 
et insuper 
a. ramosi . 

.... extrorsum . 
.... utrinque . 

.... impares , cum introrsum numero 
minores habentur rami , quam extra 
vel contra . 



45 

b. partiti , bipartiti . 

e. antrorsum conversi . 

d. aperti . 

e. transversi : si cum medio angulum circi- 

ter rectum efficiant . 
f. retroversi. 
tff Laterales secundi } tertii etc. 
II. Nervi secundarii qui ortum ducunt e nervo dorsua- 
li , sive ex nervis palniaribus , in quibus ad ambi- 
guitatem tollendam aptius rami dicuntur: sunt autem 

a. i liberi . 

b. \ anastomosantes . 
e. i simplices . 
d. i ramosi ( rami exiliores nervo dorsuali sive 

palmari ) . 

. . extrorsum . 

. . utrinque . 

. . e basi . 

. . e medio . 

. . apice . 
partiti (rami crassitie acquales nervo ^ hinc 

bi-tripartiti ) . 
dichotomi . 

>breves, longi , ratione primarii et aliorum . 
( recti , flexuosi . curvati . 
' apicales . 
medii . 
inferi . 

uidistantes . 
naequidistantes . 



/ 

g- 
h. 

i. 

k. 

I 

m. 
n. 

o. 

P- 

9- 
r. 

s. 

t. 



ì 

(aeqi 
' inae 
ì appropinquati 

' ppmnti Invi 



remoti , laxi , distantes 
antrorsum conversi . 
aperti . 
divaricati . 
transversi . 



46 

u. convexi 5 idcst ita curvati ut pars concava ner- 
vum primarium respiciat . 
v. crassi , tenues . 
y. prominentes , prominuli . 
z. occulti . 

x. binati . ( scilicet in tot paria approximantur : 
propria Acerum dispositio ) . 
III. Nervuli qui e secundariis nervis oriuntur , et rete 
nervorum interstitia complent : ; plurimis ludunt di- 
spositionibus inter quas juvat recensere . 

a. reticulati . ( Ad. Bron. 

b. areolati . (A. Br. 
e. clathrati . ( A. Br. 

d. transversi , cuni ex uno ad alium nervum trans- 

grediuntur ex . Morus papyr. 

e. crebrerrimi . 
/ laxi . 

g. prominentes . 
h. tenues . 
j". occulti . 



SPECIMEN NEUROGRAPHIAE 

Class. I. Penninervia 

Ordo i . Nervis secundariis liberis . 

Sect. i . N. secund. liberis simplicibus . 

Fagus sylvatica . 
Nervus dorsualis depressus . subflexuosus , basi cras- 
sus 5 apice tenuis . Nervi secundarii 6-8 recti , sub- 
tenues . simplicissimi , aequidistantes , aperti , inferis 
paulo retrorsum curvatis . unde laxiores fiunt propc 
marginera folii , quam prope nervum dorsualem . 



47 
Nervuli minimi , transversi , et reticolati . Icon 1 . 
Tabulae VI. 
Fossile folium in Gypso margaceo Sinigalliae et Fori- 
livii. Tab. VI. fig. i. 

Nota. Nervi secundarii: tertius et quartus longiores . 
2. Ulmus campestris . 

Nervus dorsualis rectus subcrassus , apice tenuis . 
Nervi secundarii 10-12 subrecti inaequidistantes , 
apice plures partiti aut bipartiti : inferis quibusdani ex- 
trorsum ramosis . Nervuli prominuli exigui reticulati . 
N. Facie superna tot canaliculi nervis respondent. 
Mitto differentias quibus distinguitur a Carpino ostrya , 
uli inaequidistantia inaequidistanti , nervorum se- 
cund. etc. 
Fossile in marga calcarea arenosa Montis S. Joannis , et 
Montis Pragatto in agro Bononiensi. Tab. VI. fig. 2. 

Ordo 2. Nervis secundariis anastomosantibus . 

Sect. 1. Superis et inferis brevioribus. 

3. Evonymus europaeus . 

Nervus dorsualis basi valde crassus , subcylindraceus , 
medio subtenuis, apice evanescens subrectus. Ner- 
vi secundarii 6-9 tenues , flexuosi , ramulosi , breves , 
laxi , inaequidistantes , minoribus quibusdam inter- 
positis . Nervuli prominuli clatbrati ? 
N. Anastomosis satis clara , distans non parum a 
margine . Folium undulatum . 
Fossile f. in Gypso margaceo Fori-livii. Tab. VI. fig. 3. 

Class. II. Palminervia 

Ordo 2. Quinquenervia. 

4 . Acer campestre . 

Nervus medius lateralibus primis longior , vix 
crassior , tenuis , compressus , ramosus , ramis 2-4 



48 

binatis, flexuosis, ramulosis. Lalerales primi aperti 
utrinque ramosi , ramis 2-4 binatis , flexuosis , ra- 
mulosis . Laterales secundi caeteris breviores , paulo 
tenuiores , transversi , extrorsum ramulosi , ramulis 
3-4- Nervuli tenuissimi (quidam majores ) crebrer- 
rimi reticulati . Berta . Iconogr. 
Nota . Nervi medii ramus primus utrinque per ana- 
stomosim in folii pagina evanescit: secundus vero, 
marginem folii persaepe attingit , qui et longior . 
Haud raro ramuli quidam valde minores , ramis 
interponuntur . Folium lobis summopere varium . 

Fossile f. in Gypso margaceo Sinigalliae. Tab. VII. 
fig. i. 

Populus alba . 
Nervi palmares longitudine et erassitie longe inae- 
quales . Medius longior , crassior , basi valde cras- 
sus, obtusus, apice depressus, suboccultus, ramosus. 
ramis ^-5 inaequidistantibus flexuosis , ramulosis . 
Laterales primi aperti , paulo curvati , impari-ramosi , 
ramis externis ^-5 irregtilariter flexuosis , ramulosis . 
Laterales secundi minimi vix antrorsum conversi , 
ramulis suboccultis 3~4- Nervulis occultis . 
Fossile f. in argilla Sinigalliae . Tab. VII. fig. 2. 



INDICE DELLE FIGURE 

Per saggio delle piccole famiglie naturali. 



Tav. I. fig. i . Crataegus azarolus . 

„ fig. 2. . . ^ . . . . oxyacantha . 

„ fig. 3 torminalis . 

Tav. II. fig. i fiorentina . 

,, fig. 2 coccinea . 

Tav. III. fig. i aria . 



49 

Per saggio di variabilità del margine , e 
costanza di nervatura . 

Tav. IV. Vitis vinifera . 
Tav. V. fig. 1 . Idem . 

Per saggio della distribuzione a norma 
della nervatura . 

Class. I. Penninervia 

Ordo i . Nervis secundariis liberis . 

Sect. i. Nervis secundariis liberis simplicibus 

Tav. VI. fig. i . Fagus sylvatica . 

Sect. 2. Nervis secundariis liberis ramósis . 

Tav. VI. fig. 2. Ulmus campestris. 

Tav. I. fig. i. Crataegus azarolus . 

fig. 2 oxyacantha. 

ficr. 3 torminalis. 

Tav. II. fig. i fiorentina. 

fig. 2 coccinea . 

Tav. III. fig. i aria. 

fig. 2. Quercus esculus . 

Ordo 2. Nervis secundariis anastomosantibus 
Sect. i. Superis , et inferis brevioribus . 
Tav. VI. fig. 3. Evonymus europaeus . 



5o 



Sect. 2. Superis tantum lóngioribus 



lab. III. fig. 3. Cornus inascu'a . 



Class. II. Palminervia 
Ordo i . Trinervia . 
Tal). III. fig. 4- Rhamnus pallurus. 

Ordo i. Quinquenervia . 

Tab. VII. fig. i. Acer campestre. 

„ fig. 2. Populus alba. 

Tab. IV. Vitis vinifera. 

Tab. III. fig. i . Idem . 

Ordo 3. Septemnervia . 

Tav. V. fig. 2. Cercis siliquastrum . 



E 



MUTA 



Corrige 



pag- 


lui. 






25 


9 


fig. 2. 


iìg. 3 


ivi 


ivi 


Idacus 


I<laeus 


h 


9 


formatisi 


formaronsi 


38 


9 


dalle brine 


delle brine 


4* 


9 


della parte 


nella 


42 


18 


clie questa 


che per questi 


45 


18 


dorsuali sive palmari 


( ommettasi ) 


47 


5 




i 


ivi 


I 2 


inequidistanti 


( ommettasi ) 


5o 


ivi 


lon^ioribus 


brevioribus 



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Bianconi, Giovanni/Sul sistema vascolare 



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