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Full text of "Trattati e convenzioni fra il regno d'Italia e gli esteri, raccolti per cura del Ministero degli affari esteri"

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THE LIBRARY 

OF 

THE UNIVERSITY 

OF CALIFORNIA 

LOS ANGELES 



RACCOLTA 



DEI 



TRiTTiTI E DELLE mìMm 



Il REGI D'ITALIA ED I COVEMI ESTERI 



COMPILATA PER CURA 
DEL 

MINISTERO PER GLI AFFARI ESTERI 



"Voluiue Secondo 

conleaenle i Trallati e le Couveuzioni conchiuse 
dal r gennaio 1865 al 1° gennaio 1868 




TORINO 

TIPOGRAFIA G. B. PARAVIA E COMP. 
1869 



716 

Y,2 



Il presente volume fa seguito a quello 
pubblicato nel 1865 e continua la serie dei 
varii accordi conchiusi con gli Stati esteri 
dal 1° gennaio di detto anno, fino al 1° gen- 
naio 1868. Altri se ne stanno negoziando 
che formeranno argomento di una prossima 
pubblicazione. 

Un indice cronologico dei Trattati e delle 
Convenzioni precede la Raccolta cui segue 
un' Appendice e un Sommario analitico dei 
Documenti, contenuti nel primo e nel pre- 
sente volume, disposti per ordine alfabetico 
degli Stati ai quali si riferiscono. 



INDICE 

DEI TRATTATI E DELLE CONVENZIONI 

comprese in questo volume. 



I. 

1863, 27 agosto, Tirano. 

Convenzione tra Vltalia e la Svizzera per Vaccertamento 
delia frontiera fra la Lombardia ed il Cantone de' Gri~ 
gioni ........ Pag. 1 

li. 

1863, sellembre, Rio Janeiro. 

Convenzione postale tra Vltaìia ed il Brasile . . » 12 

III. 

1865, 7 febbraio, Torino. 

Convenzione postale fra Vltalia e la Repubblica di San Ma- 
rino » 19 

IV. 

1865, 17 maggio, Parigi. 

Coììvenzione telegrafica internazionale tra Vltalia ed altri 
Stati » 22 

V. 

1865, 31 maggio, Parigi. 

Accettazione per parte del Regno d'Italia delValto d'acces- 
sione di S. M. il Re di Danimarca alla Convenzione del 
16 maggio 186i fra Vltalia ed altri Stati per lo stabili- 
mento di una linea telegrafica transatlantica . y> 53 



VI 

VI. 

1865, 31 maggio, Tangeri. 

Convenzione tra V Italia, il Marocco ed altri Stati per Vam- 
minisirazione ed il mantenimento di un faro al capo 
Sparici Pag. 55 

VII. 

1865, 5 luglio, Firenze. 

Convenzione telegrafica tra Vltalia e la Svizzera . » 5D 

Vili. 

1865, 30 ottobre, Firenze. 

Convenzione tra Vltalia e la Svizzera per lo scambio dei va- 
glia postali . . . . . . . » 61 

IX. 

1865, 2 novembre, Galatz. 

Atto pubblico della navigazione del Basso Danubio tra Ita- 
lia, Austria, Francia, Gran Brettagna, Prussia, Russia e 
Turchia » 04 

X. 

1865, 6 dicembre, Parigi. 

Dichiarazione concernente la tariffa pel cambio delle corri- 
spondenze telegrafiche tra Vltalia, i Paesi Bassi ed il 
Belgio » 117 

XI. 

1865, 23 dicembre, Parigi. 

Convenzione monetaria tra Vltalia, il Belgio, la Francia e 
la Svizzera . . . . . . . » 1 1 8 

XII. 
1865, 31 dicembre, Berlino. 

Trattato di commercio tra Vltalia e gli Stati dello Zoll- 
verein . . . . . . . » 125 



VII 

XIII. 

1866, 26 marzo, Firenze. 

Convenzione tra Vltalìa ed il Principato di Monaco per l'e- 
stradizione de' mal fattori ..... Pag. 128 

XIV. 

1866, J-l-apriie, Costantinopoli. 

' 31 marzo, ^ 

Convenzione telegrafica tra Vltalia e la Turchia che modifica 
alcune stipulazioni della Convenùone del 16 gen- 
naio 1862 » 136 

XV. 

1866, 7 maggio, Montevideo. 

Trattato di commercio e di navigazione tra Vltalia e la Re- 
pubblica Orientale deW Uruguay . . . » 139 

XVI. 

1866, 13 luglio, Firenze. 

Dichiarazione scambiata tra il Governo italiano e il Governo 
francese relativa al filo telegrafico tra la Corsica e la 
Sardegna . . . . . . . » 156 

XVII. 

1866, 31 luglio, Firenze. 

Convenzione tra Vltalia e la Svizzera sulla tassa pei vaglia 
postali » 157 

XVIII. 

1866, 25 agosto, Yeddo. 

Trattato d'amicizia, commercio e navigazione tra Vltalia ed 
il Giappone » 1 59 

XIX. 

1866, 20 settembre, Firenze. 

Convenzione tra Vltalia e la Svezia e Norvegia per Vestra- 
dizione dei malfattori . . . . . » 187 



I 



vili 

XX. 

486G, 3 ollobre, Vienna. 

Trattalo di pace tra r Italia e V Austria . . . Pag. 193 

XXI. 

1866, 5 e 9 ottobre, Firenze. 

Dichiarazìoììi ministeriali scambiate tra ritalia e la Prussia 
per la esenzione dei sudditi rispettivi dagVimprestiti for- 
zosi » 204 

XXII. 

1866, 20 ottobre, Pekino. 

Trattato d'amicizia, commercio e navigazione tra ritalia e 
la China » 207 

XXIII. 

1866,1^"-^'^^- Pietroburgo. 

8 novembre, ^ 

Dichiarazione scambiala tra ritalia e la Russia concernente 
le Società anonime, e le associazioni commerciali, indu- 
striali e finanziarie ...... y> 241 

XXIV. 

1866, 30 novembre, Firenze e Slockholm. 

Dichiarazioni ministeriali tra ritalia e la Svezia e Nor- 
vegia per Vesenzione dei sudditi ìispettivi dagV imprestiti 
forzosi ......... 242 

XXV. 

1866, 7 dicembre, Parigi. 

Convenzione tra Vltalia e la Francia pel riparto del Debito 
Pontificio » 243 

XXVI. 

1867, 16 febbraio, Vienna. 

Convenzione speciale telegrafica tra Vltalia e V Austria » 262 



IX 

XXVII. 

1861^ 30 marzo, Firenze. 

Convenzione tra V Italia ed il Gran Ducato di Baden 'per la 
estradizione dei malfattori .... Pag. 265 

XXVIII. 

1867, i aprile, Firenze. 

Convenzione postale tra Vltalia e la Spagna . . » 272 

XXIX. 

1867, 8 aprile, Parigi. 

Articoli addizionali alla Convenzione telegrafica internazio- 
nale del 17 maggio 1865 Ira Vltalia ed altri Stali » 284 

XXX. 

1867, 23 aprile, Firenze. 

Convenzione postale tra r Italia e F Austria . . » 286 

XXXI. 

1867, 23 aprile, Firenze. 

Trattato di commercio e di navigazione tra Vltalia e V Au- 
stria > 298 

XXXII. 

1867,29 aprile, Parigi. 

Dichiarazione scambiata tra Vltalia e la Francia concernente 
la tariffa di transito dei dispacci semplici destinati a Corfù 
ed a Malta jb 354 

XXXIIl. 

1867, il maggio, Londra. 

Trattato che regola la situazione politica del Gran Ducato di 
Lussemburgo, conchiuso tra Vltalia ed altri Stati . » 355 



XXXIV. 

4857, H e 21 luglio, Firenze e Vienna. 

Dichiarazioni mini&leriali scambiate tra V Italia e V Austria 
relative alla corrispondenza diretta in materia di rogatorie 
fra i tribunali finitimi dei due Stati . . . Pag. 361 

XXXV. 

186", 21 luglio, Sant'lldefonso. 

Convenzione consolare tra Vltalia e la Spagna . » 363 

XXXVI. 

1867, 1-4 ottobre, Firenze. 

Convenziotie di navigazione tra Vltalia e la Confederazione 
della Germania del Nord ...... 379 

XXXVII. 

1867, 15 ottobre, Aja. 

Convenzione postale tra V Italia ed i Paesi Bassi . » 387 

XXXVIII. 

1867, 20 ottobre, Firenze. 

Dichiarazioni ministeriali tra Vltalia e la Baviera pel rim- 
patrio dei sudditi rispettivi .... » 397 

XXXIX. 

1867, 20 novembre, Firenze. 

Convenzione fra il Governo italiano ed il Consiglio federale 
della Confederazione Svizzera concernente le i^endite ed i 
beni del Capitolo vescovile di Como ...» 398 

XL. 

1867, 26 novembre, Firenze. 

Dichiarazione scambiata fra Vltalia e la Gran Brettagna, 
relativa alle Società anonime, ed alle associazioni com- 
merciali, industriali e finanziarie ...» 400 



XI 

XLl. 

1867, 22 dicembre, Venezi;i. 

Alio finale dì con p.na'ìone tra l'Italia e r Austria . Pag. -401 

XLII. 

1868,21 febbraio, Pari-i. 

Dichiarazione scambiata tra il Governo italiano ed il Governo 
francese per estendere ai sudditi l'ispettivi ogni favore e 
privilegio concesso ai sudditi di un altro Stato . » 410 



APPENDICE 



AL PRIMO E SECONDO VOLUME 

(Iella 

Raccolta dei Traltati e «Selle CoBivenxioiiì 



1861, 7 gennaio e 9 febbraio, Torino. 

Scambio di Note fra S- E. il Ministro degli affari esteri 
di S. M. il Re d'Italia e S. E. rinviato straordinario 
e Ministro plenipotenziario di S. M. il Re di Prussia per 
la cura gratuita dei sudditi italiani ed austriaci, alienati 
e indigenti, negli ospedali d'Austria e d'Italia . Pag. 413 

Confeì'ma della concessione del cabotaggio in favore delle 
navi italiane nei porti delle Isole Ionie e dei legni jonii 
nei porti italiani . . . , . . > 417 

Rettifiche alla Convenzione Consolare tra Vltalia e la 
Francia » 418 

Elenco degli Stati che hanno successivamente aderito alla 
Convenzione di Ginevra pel miglioramento dei militari 
feriti in guerra . . . . . . » 419 

Rettifiche al Trattato d'amicizia, commercio e navigazione 
tra l'Italia e la China ...... 420 



1863, 27 agosto. 
TIRA]^0. 1863 



Convenzione tra l'Italia e la Svizzera per l'accertamento della frontiera 
fra la Lombardia ed il Cantone de' Grigioni. 



Oggi 27 agosto mille ottocento sessantatre, nella provin- 
cia di Sondrio presso Tirano e sul limite del confine Italo- 
Elvetico, nella valle e rivo di Poschiavino, nel fabbricato 
costruito dal Governo Italiano, inserviente attualmente di 
posto di guardia ad un picchetto di bersaglieri, e di al- 
loggio ai doganieri, elevato presso alle rovine del Castello 
di Piattamala, ne' secoli scorsi costrutto da Lodovico il Moro 
ed abbattuto dai Grigioni, si sono riuniti i Commissari Ita- 
liani nella persona dei signori : 

Cavaliere avv. Carlo Brunet, Deputato al Parlamento, 
Sindaco della città di Cuneo; 

Marchese Carlo Colli di Felizzano, Colonnello di stato 
maggiore; 

Giovanni Nicolao, Segretario di V classe al Ministero 
delle Finanze. 
I Commissari Elvetici nella persona dei signori: 

Luigi Enrico Delarageaz, Colonnello federale di arti- 
glieria e Consigliere nazionale; 

Pietro Corradino Pianta, Deputato del Cantone dei Gri- 
gioni al Consiglio degli Stati. 
I quali dopo essersi scambiati i pieni poteri, qui in co- 
1 



2 ITALIA E SVIZZERA 

1863 pia alligati, e dopo di avere, in adempimento deirincarico 
loro conferito dai rispettivi Governi, esaminate le quistioni 
nell'interesse di ciascuna delle Parti, vennero di accordo alla 
stipulazione del presente atto che sarà considerato come 
esposizione del risultato delle loro pratiche, come patto 
complessivo di una transazione d'accordo stabilita, e come 
la definitiva determinazione del confine Italo-Elvetico col 
Canton Grigioni. 

I motivi poi che hanno indotto i Commissari ad accedere 
ai patti, ciascuna delle Parti li espoiTcà al proprio Governo. 

Secondo le intelligenze avute i Commissari Italiani e Sviz- 
zeri si trovarono addi 19 del corrente agosto in Milano, 
all'Albergo Reale, e nella prima conferenza riconobbero i 
vicendevoli poteri^ fissando pel giorno seguente una seconda 
riunione. Tn questa essi esaminarono le quistioni in modo 
da potersi conoscere il concetto che rispettivamente ne 
aveano. Stabilirono intanto di recarsi sui varii punti con- 
testati nell'ordine seguente: 

Allo Spinga - Alla Valle Bregaglia presso Castasegna - 
Allo Stelvio - A Tirano e Brusio. 

II giorno 21 i tre Commissari Italiani e i due Svizzeri 
partirono e furono alla sera a Chiavenna. 

L'indomani 22 alle 2 p. m. essi erano alla sommità 
dello Spinga. 

QUISTIONE V 

Sulla vetta dello Spinga. 

La quislione consiste in che esistono alcuni ruderi di 
muro a una distanza di circa dugento metri dal punto ve- 
ramente culminante del monte, verso il versante Italiano 
e che secondo gii Svizzeri queste mura segnavano il con- 
fine. Si esaminarono attentamente le località e tenuto conto 
di ogni circostanza si riconobbe giusta l'istanza dei Com- 
missari Italiani per la fissazione di un limile divisorio sul 
culmine. 



ITAIJA E SVIZZERA H 

Riunitisi quindi i Commissari nell'osteria sullo Spluga, 1863 
mentre sul luogo della quistione dominava un gran vento, 
firmarono un alto col quale fu stabilito quanto segue, il 
quale alto come dispositiva del presente confermano e 
stabiliscono: 

1" Il confine Italo-Elvetico sullo Spluga è fissato al 
centro del circolo esistente sulla sommità (altezza sul li- 
vello del mare 2117 metri). A destra del circolo venendo 
dall'Italia esiste una pietra sulla quale havvi il numero in- 
dicante la detta altezza. 

Di fronte a questa pietra, a sinistra venendo d'Italia sarà 
piantato un termine di confine, avente scritlo da un lato - 
llelvelia, dall'altro - Italia. 

S"* A partire dal centro dello spazio circolare, ove sarà 
collocato il termine, i confini dei due Stati si dirigono a 
destra e sinistra sulle creste della montagna per riprendere 
i limiti non contestati. 

Quistione T 
Valle Bregaglia verso Castasegna. 

Il giorno 23 i Commissari da Chiavenna si recarono nella 
Valle Bregaglia, alla frontiera Ira Villa (Italia) e Castasegna 
(Svizzera). Essi, esaminata la località, si sono riuniti a con- 
ferenza nella casa doganale italiana e d'accordo si terminò 
ogni quistione e si stabili quanto segue: 

1" Il confine Italo-Elvetico nella Valle Bregaglia è for- 
mato dall'asse del torrente Cornagina cbe si scarica nella 
sponda sinisti'a del Mera, 

Quindi da un breve tratto del Mera sino al punto ove 
sbocca sulla sponda deslra il torrente Lovero. 

Poscia il confine è formalo dall'asse del torrente Lovero 
sino al confine non contestalo, 

2" Sul centro del ponte sul Lovero, nel parapetto o 
alla chiave dell'arco sarà apposta una pietra, avente da un 
lato scritto - Helvetia e dall'altro - Italia. 



1863 



4 ITALIA E SVIZZERA 

QUISTIONE 3» 

Sullo S telvìo. 

Il giorno 24 i Commissari partirono da Chiavenna di 
buon mattino e giunsero a sera tardi a Bormio (Bagni) per 
poter salire nel giorno seguente il Monte Stelvio, il cui 
passaggio è a 2814 metri sopra il livello del mare. 

Alle ore 1 p. m. del giorno 25 i Commissari si trova- 
rono sul luogo della quistione, cioè: all'ultimo risvolto 
della strada, ad un punto distante soltanto 500 metri circa 
di via dal culmine, ove sta il termine che divide il Tirolo 
dall'Italia, collocato nel 1828, e sul quale sta indicata l'e- 
levazione sul livello del mare. 

La quistione consiste in che si supponeva che l'ultimo 
risvolto della strada allo Stelvio si fosse dal Governo Lom- 
bardo eseguito in modo da essersi addentrato nel confine 
Elvetico. 

Dopo esaminale le località, non che la sommità, già co- 
perta di neve, i Commissari si riunirono nell'osteria del- 
l'ultima cantoniera presso il giogo. Tenuto conto delle vi- 
cendevoli osservazioni esposte, essi con apposito atto firmato 
stabilirono ed ora col presente stabiliscono e definiscono 
quanto segue: 

1° La strada Italiana che ascende allo Stelvio scorre 
intieramente sul suolo Italiano. 

2" Al punto estremo dell'ultimo risvolto e a sinistra 
salendo la strada, contro la roccia sarà piantato un ter- 
mine e sovra di esso sarà indicato che per tal punto passa 
il confine Italo-Elvetico con la parola - confine Italo-Elvetico. 

Quistione 4* 
Valle di Lei. 

Appartiene all'Italia la Valle di Lei, la quale forma però 
parte del versante Svizzero. Questa Valle mette nella Valle 



ITALIA E- SVIZZERA 5 

Maggiore, denominata di Avers. Da un punto a ponente 1863 
questa Valle è separala dalla Valle Madris da una cresta 
montuosa che finisce col rivo scorrente la Valle di Avers. 
Dall'altra a levante è separata dalla Valle di Emmet da 
una cresta montuosa la quale si protende anche fino al 
rivo stesso delI'Avers. 

Dopo esaminata la quistione con la guida dei documenti 
e carte, scorgendo i Commissari che sebbene le quistioni 
a trattarsi possono considerarsi isolate, ma che però sino 
a un certo punto si collegano, e che le vicendevoli ade- 
sioni delle Parti, quando si trattano quistioni, non possono 
a meno di agevolarne lo scioglimento, riconobbero e sta- 
bilirono d'accordo: 

Che il confine Italo-Svizzero all'estremità della Valle di 
Lei è formato dalle due creste montuose sopraindicate, a 
levante e ponente, e dall'asse centrale del rivo delI'Avers, 
contro al quale terminano le creste suddette. 

Il tratto però di sponda sinistra del rivo Avers, sul quale 
scorre la strada, qual si trova e quale, occorrendo il caso, 
il Cantone vorrà allargare e ricostruire per renderla pra- 
ticabile ai' carri, la quale strada va alla Valle superiore, 
è riconosciuta come suolo Svizzero; cosi che per tale tratto 
il confine è formato dallo stesso lembo sinistro della strada 
discendendo. 

Sarà cessata così qualsiasi quistione per qualunque se- 
gno di confine, cui possano aver avuto relazione gli atti 
e quistioni che seguirono pel passato. Tale limite di con- 
fine costituisce il risultato delle trattative e forma il con- 
fine definitivo. 

Quistione 5» 

Valle dì Poschiavo presso Tirano. 

Questa quistione che ne' documenti venne divisa in tre, 
cioè quistione sulla determinazione del confine Italo-Sviz- 
zero sulla strada vicina al Castello di Piattamala, quistione 



6 ITALIA E SVIZZERA 

1863 dell'Alpe Pescia, e quistione all'estremità della Valle Bian- 
zone, propriamente non può aversi che come ima quistione 
sola, cioè: determinazione della linea di confine Ira il ter- 
ritorio Italo-Elvetico nella Valle di Poschiavo. 

I Commissari Italiani e Svizzeri esaminarono tutte le carte 
relative a questa quistione complessa; esaminarono ripe- 
tutamente le località e completarono le cognizioni loro circa 
alla quistione interrogando persone del luogo. 

Nell'esame della località si riconobbe come esiste attual- 
mente un termine di contine di Stato sulla sinistra della 
strada salendo, alquanto inferiormente alle rovine del Ca- 
stello di Piattamala. Questo termine è dell'altezza di me- 
tri 2,00, di largbezza metri 0,54, ed in mezzo ad una corona 
scolpila bavvi scritto - Confino Svizzero - e più sotto - 1809. 

Inferiormente a questo termine, verso Italia bavvi una 
cancellata in legno, la quale si cbiude in due parti. Presso 
a tale cancellata bavvi un casotto di 3 camere con tet- 
toia, nel quale vi è un posto di sentinella di bersaglieri^ 
e rUfficio di entrata della Dogana coi doganieri. 

Dalla parte della Svizzera alla distanza di qualcbe cen- 
linaia di metri, e sopra un punto della strada più ele- 
vato bavvi un fabbricato appositamente costrutto per la 
Dogana Svizzera e vi banno ancora alcune case denominate 
Campo-Cologno. 

Dopo esaminate cosi queste località si esaminò quale 
fosse la direzione della linea di confine che a destra e si- 
nistra del termine sovraindicato si sarebbe dovuto stabilire. 

Senza entrare a numerare tutti i punti della quistione 
e i motivi clie determinarono i Commissari ad adottare 
una risoluzione a tale riguardo, lasciando che nella rela- 
zione^ la quale sarà tlallc due Parti presentata ai loro Go- 
verni, vengano tali motivi sviluppati e dimostrati, si addi- 
viene alla seguente determinazione e si è convenuto: 

II termine di confine sopraccennato, avente scritto - Cen- 
tine-Svizzero 1809, sarà trasportato superiormente verso il 
territorio Svizzero, al punto stalo dai Commissari in ora 



ITALIA E SVIZZERA 7 

scello, e fissato per modo da lasciare al territorio Italiano 1863 
le rovine del Castello di Piattamala. 

Questo termine che sarà cosi trasportato avrà l'indica- 
zione da un lato - Italia - e dall'altro - Helvetia 1863. 

Da un tale termine a destra salendo la strada la linea 
di confine viene stabilita da una linea diretta al Sasso del 
Gallo, punto visibile, sulla sinistra del rivo Poschiavino. 
Da quel punto del Gallo la linea di confine va a colle- 
garsi alla linea di confine, sulla quale non esiste conte- 
stazione. 

A sinistra salendo la valle la linea di confine partirà dal 
termine suddetto e andrà direttamente al Sasso della Guna 
Lughina, punto visibile. Da quel punto il confine si di- 
rige, seguendo la sommità, al punto Combolo, confine non 
contestato. 

Con quanto sopra sono transatte e terminate tutte le 
quistioni, e risulta cosi fissalo definitivamente il limite di- 
visorio dei due Stati. 

Le sovra esposte quistioni vennero come vengono col 
presente alto transatte e definite, e rimane inteso che seb- 
bene sianvi quistioni che si potrebbero considerare isola- 
tamente, tuttavia le Parti ritengono il presente alto com- 
plessivamente e che al complesso totale debba riferirsi la 
ratifica. 

La provvista dei termini di confine indicati nel presente 
atto e l'impiantamento loro si farà a comuni spese, previa 
intelligenza fra le Parti, Tale piantamento dovrà eseguirsi 
entro dieci mesi dalla data delle ratifiche dei due Governi. 

Con la presente Convenzione si ha per iscopo di risol- 
vere soltanto quistioni di confine tra Stato e Stato, e non 
si entra con essa ad influire menomamente su nessuna 
quistione di diritto di proprietà privata o di beni appar- 
tenenti a corpi morali e simili. 

I Commissari Italiani e Svizzeri nel trattare le quistioni 
e nello stipulare la presente Convenzione ebbero per iscopo 
di assecondare le intenzioni dei loro Governi, risolvendo 



8 ITALIA E SVIZZERA 

1863 le quislioni presenti ed impediendo ogni quistione av- 
venire. 

Ebbero inoltre per iscopo di far sì che i confini (per 
quanto lo consentono le accidentalità del suolo e i fatti 
esistenti) fossero stabiliti in modo per quanto è possibile 
razionale e conforme ai principii dalla scienza suggeriti 
e dalle persone esperle praticate nella delimitazione degli 
Stati. 

La presente Convenzione fatta a doppio originale non sarà 
valida se non dopo la ratifica dei due Governi. 

È convenuto fra le Parti che questa ratifica debba avere 
luogo entro lo spazio di mesi otto a datare dal presente, 
redatto dal Presidente della Commissione e da tutti i com- 
ponenti sottoscritto. 

I Commissari Italiani 

Fi A. Brunet Carlo, Deputato, Presidente della Commissione. 
» Carlo Colli,, Colonnello di Stato Maggiore. 
d Giovanni Nicolao, Segretario dì V classe al Ministero 
delle Finanze. 

I Commissari Svizzeri 

F' L. II. Delarageaz, Colonel Federai. 
» D' P. C. Planta, Membre du Conseil des Etats. 



ITALIA E SVIZZERA 9 

COMMISSIONE ITALO-ELVETICA 

FELLA DETERMINAZIONE DEI CONFINI. 

Processo verbale di visita e redazione spiegativa deU'arti- 
colo 4 della Convenzione 27 agosto 1863 relativo al confine 
della Valle di Lei, Cantone Grigione. 

L'anno mille ottocento sessantaqualtro addi ventidue ago- 
sto in Andeer, Cantone Grigione; 

Presenti i signori Commissari Italiani 

Cavaliere Avvocalo Carlo Brimet, Deputato al Parlamento, 
Sindaco della città di Cuneo, Presidente della Commissione; 

Marchese Carlo Colli di Felizzano, Colonnello di Stalo 
Maggiore ; 

Nicolao Giovanni, Ispettore centrale delle Gabelle presso 
il Ministero delle Finanze ; 

Presenti i signori Commissari Elvetici 

Sig. Luigi Enrico Delarageaz, Colonnello Federale di Ar- 
tiglieria e Consigliere Nazionale; 

Sig. Pietro Corradino Pianta, Deputato del Cantone dei 
Grigioni al Consiglio degli Stali: 

Tatti muniti dei pieni poteri loro conferiti dai rispettivi 
Coverni, dei quali pieni poteri esiste copia unita alla Con- 
venzione 27 agosto 1863 stipulata a Tirano. 

I suddetti Commissari nell'anno scorso 1863 addi 27 agosto 
stipularono presso Tirano una Convenzione di transazione 
per varie quistioni nell'alto stesso indicate, relative al con- 
fine Italiano corrispondente allo Svizzero Cantone Grigione. 

Tale Convenzione fu stipulala con transazione definitiva 
e complessiva di tulle le quistioni relative a quel limite. 



1863 



no ITALIA E SVIZZERA 

1863 Al numero quarto di quell'alto la quistione della Valle 
di Lei era definita e transatta ne' seguenti termini: 

Appartiene airilalia la Valle di Lei, La quale forma però 
parte del versante Svizzero. Questa Valle mette nella Valle 
Maggiore denominata di Avers. Da un punto a ponente 
questa Valle è separata dalla Valle Madris da una cresta 
montuosa che finisce col rivo scorrente la Valle di Avers. 
Dall'altro a levante è separata dalla Valle di Emmet da una 
cresta montuosa la quale si protende anche sino al rivo 
stesso dell'Avers. 

Dopo esaminata la quistione con la guida dei documenti 
e carte, scorgendo i Commissari che sebbene le quistioni 
a trattarsi possono considerarsi isolate, ma che però sino 
a un certo punto si collegano, e che le vicendevoli ade- 
sioni delle Parti quando si trattano quistioni non possono 
a meno di agevolarne lo scioglimento, riconobbero e sta- 
bilirono d'accordo: 

« Che il confine Italo-Svizzero all'estremità della Valle 
» di Lei è formato dalle due creste montuose sopra in- 
» dicale a levante e ponente e dall'asse centrale del rivo 
» dell'Avers contro al quale terminano le creste suddette. 
» Il tratto però di sponda sinistra del rivo Avers sul 
» quale scorre la strada, qual si trova e quale occorrendo 
» il caso il Cantone vorrà allargare e ricostruire per ren- 
» derla praticabile ai carri, la quale strada va alla Valle 
T> superiore, è riconosciuto come suolo Svizzero, cosicché 
» per tale tratto il confine è formato dallo stesso lembo 
» sinistro della strada discendendo. 

» Sarà cessata cosi qualsiasi quistione per qualunque 
>> segno di confine cui possono avere avuto relazione gli 
» atti e quistioni che seguirono pel passato. Tale limile 
» di confine costituisce il risultato delle trattative e forma 
« il confine definitivo ». 

Il Governo Federale osservò essere disposto a ratificare 
tale Convenzione salvo per la parte della Valle di Lei, pel 
motivo ch'egli credeva come il principio generale di de- 



ITALIA E SVIZZERA 1 1 

limitazione stabilito nell'articolo sopra riferito attese le ac- 186r3 
cidentalità straordinarie del suolo avrebbe potuto nell'oc- 
casione dell'operazione del piantamento dei termini dar luogo 
a dubbii e quindi a quistioni. 

I Commissari Italiani ai quali dal Ministro degli Affari 
Esteri venne trasmessa questa osservazione del Governo 
Elvetico proposero che questa ratifica incompleta venisse 
differita e che piuttosto dovessero i Commissari recarsi sul 
luogo e intendersi bene fin d'ora sulla operazione mate- 
riale del piantamento dei termini, essendo questo il miglior 
mezzo di antivenire ogni quislione d'interpretazione del- 
l'art, 4 soprariferito. 

Simile proposta venne accettata, e addi 20 agosto i Com- 
missari Italiani e Svizzeri si trovarono in Andeer. Partiti 
la mattina del 21 per Canicul sito vicino all'estremità della 
Valle di Lei esaminarono le località con la scorta dei piani 
stessi compilati dai Commissari precedenti. Tale esame com- 
pierono poi l'indomani giorno 22. Dopo di che ritornarono 
nel pomeriggio ad Andeer previa redazione sul sito della 
nota seguente spiegativa dell'art. 4 della Convenzione 27 
agosto 4863. 

Dopo presa cognizione della configurazione del terreno 
al congiungimento della Valle di Lei con la Valle di Avers 
rimane inteso e dichiarato che in esecuzione della Con- 
venzione conchiusa tra i sottoscritti a Tirano (Piattamala) 
addì 27 agosto 1863, la linea di confine fra i due Stati 
all'estremità nord della Valle deve passare per le creste 
del contrafforte tra la Valle di Avers e quella di Lei, par- 
lendo dal ponte sopra il Leibach sino alla sommila detta 
Cimalmotta o Pizzo della Motta facente limite tra la sud- 
detta Valle di Lei e quella di Emmet. 

I Commissari d'ambe le Parti credono ragionevolmente 
nello interesse dei due Governi risolta questa divergenza 
e credono le dichiarazioni sopra estese conformi ed ana- 
loghe a quanto erasi d'accordo nella Convenzione stabilito. 

Ritenute quindi le sopraesposte spiegazioni le quali ser- 



42 ITALIA E SVIZZERA 

1863 viranno di norma all'operazione del piantamento dei ter- 
mini, i Commissari dichiarano che appoggieranno come col 
presente appoggiano la piena e completa ratifica della Con- 
venzione 27 agosto 1863 stipulata a Tirano. 

L. H. Delarageaz, Commissaire Suisse. 
W P. C. Planta, Commissaire Suisse. 
Carlo Colli, Commissario Italiano. 
Giovanni Nicolao, Commissario Ilaliano. 
Avvocato Carlo Brunet, Deputalo al Parlamento, Pre- 
sidente della Commissione. 

Ratificata da S. il/.: Torino, 27 aprile 1865. — Scambio 
delle ratifiche: Firenze, 18 giugno 1865. 



1863, 6 settembre. 
RIO JytIVEIRO. 

Convenzione postale tra l'Italia e il Brasile, 

Sua Maestà il Re d' Italia e Sua Maestà l' Imperatore del 
Brasile, animati dal desiderio di stringere le relazioni d'a- 
micizia che uniscono felicemente i loro Stati rispettivi , 
facilitando e regolando nel modo il più vantaggioso lo scam- 
bio delle corrispondenze fra i due paesi, determinarono ot- 
tenere questo risultato mediante una Convenzione , ed a 
questo scopo nominarono a loro Plenipotenzian, cioè: 

Sua Maestà il Re d'Italia: Sua Eccellenza il signor Conte 
Alessandro Fé d'Osliani, grande dignitario dell'Ordine Im- 
periale della Rosa, ecc., ecc., suo Incaricato d'affari; 



ITALIA E BRASILE 13 

Sua Maestà l'Imperatore del Brasile: Sua Eccellenza il 1863 
signor Pietro d'Alcantara Bellegarde , del suo Consiglio , 
ciambellano di S. M. l'Imperatrice, maresciallo di campo, 
commendatore dell'Ordine di San Bento d'Aviz, ecc., ecc., 
suo Ministro e Segretario di Stato per l'Agricoltura, Com- 
mercio e Opere pubbliche; 

I quali , dopo d'essersi scambiali i rispettivi pieni po- 
teri , trovati in buona e dovuta torma, convennero nei se- 
guenti articoli: 

I. — Fra le Amministrazioni postali del Regno d'Italia e 
dell' Impero del Brasile vi sarà uno scambio di lettere , 
mostre , campioni di merci e slampe d' ogni genere , da 
effettuarsi in pieghi chiusi , per mezzo dei piroscafi po- 
stali inglesi della Regia Compagnia di Southampton, o di 
qualunque altro della stessa o di altra nazione, da cui 
entrambe , od una delle Parti contrattanti ottenga ana- 
loga facoltà. 

II. — L'Amministrazione delle poste italiane e l'Ammi- 
nistrazione delle poste del Brasile potranno eziandio va- 
lersi per la trasmissione delle corrispondenze in pieghi 
chiusi dei bastimenti mercantili tanto dell' una che del- 
l' altra nazione , che navigassero fra i porti italiani e bra- 
siliani. 

Per questo mezzo però non si spediranno che quelle 
corrispondenze, sul cui indirizzo ne sarà espressa l' indi- 
cazione. I pieghi chiusi così spediti saranno consegnati nel 
porto d' arrivo agi' impiegati doganali , sanitari , od altri 
a ciò delegati , che primi si presenteranno a bordo dei 
surriferiti bastimenti. 

III. — Le spese di transito e del trasporto marittimo 
delle corrispondenze cambiate in pieghi chiusi fra l' I- 
talia ed il Brasile col mezzo de' piroscafi inglesi della Re- 
gia Compagnia di Southampton saranno sostenute intera- 
mente dall'Amministrazione postale italiana. 

IV.' — .11 pagamento delle spese di trasporto delle cor- 
rispondenze col mezzo de' bastimenti mercantili spetta alla 



4 4 ITALIA E BRASILE 

1863 Amministrazione che le riceve, se tale pagamento è dovuto 
in virtù della legislazione vigente nello Stato rispettivo. 
Qualora però il Governo Italiano o il Governo Brasiliano 
stabilissero fra i porli delle due nazioni un servizio rego- 
lare di piroscafi noleggiati o sussidiati , le condizioni per 
la trasmissione delle corrispondenze scambiate con questo 
mezzo saranno stabilite di comune accordo dalle Ammi- 
nistrazioni postali dei due Stati. 

V. — La corrispondenza spedila dall' Italia al Brasile , o 
viceversa , potrà essere francata fino a destinazione , o 
potrà esserne lasciata la tassa a carico dei destinatari. 

VI. — La tassa delle lettere ordinarie , cioè non racco- 
mandate, che saranno spedite per mezzo dei piroscafi della 
Regia Compagnia di Southampton dall'uno all'altro dei due 
paesi è hssata a lire i 20 in Italia per ogni porto sem- 
plice di grammi 7 '/,> o frazioni di grammi 7 '/z 6 a 4.30 reis 
nel Brasile per lo stesso peso ( diias oitavas o frazione di 
diias oitavas ). 

La tassa delle lettere che si spediranno per mezzo di 
bastimenti mercantili sarà di CO centesimi in Italia e di 
310 reis nel Brasile per ogni porto semplice di 15 grammi 
( 4 oitavas o frazione di 4 oitavas ). 

VII. — L'Amministrazione delle poste italiane potrà tra- 
smettere lettere raccomandate a destinazione del Brasile. 

Dal canto suo l'Amministrazione delle poste brasiliane 
potrà spedir lettere raccomandate a destinazione del Regno 
d' Ilalia e dei paesi ai quali le poste italiane servono di 
intermediario. 

La tassa delle lettere raccomandate a destinazione del 
Regno d'Ilalia nel Brasile, e viceversa^ sarà la stessa delle 
lettere ordinarie , coll'aggiunta di una tassa fissa di rac- 
comandazione , la quale sarà di 60 centesimi in Italia e 
di 210 reis nel Brasile. 

Queste tasse dovranno sempre essere pagate anticipata- 
mente, e quella fissa di raccomandazione andrà interamente 
a profitto dell'Amministrazione speditrice. 



ITALIA E BRASILE 15 

La spedizione di lettere raccomandate per mezzo di ba- 1863 
stimenti mercantili non è ammessa. 

Vili. — Le mostre ed i campioni di merci, quantunque 
posti sotto fascia, saranno considerati come lettere e sot- 
toposti alla medesima tassa. 

IX. — 1 giornali e le stampe di qualunque specie, spe- 
diti dall'Italia nel Brasile, e viceversa, dovranno esser fran- 
cali sino a destinazione. La tassa di francatura di giornali 
ed altri stampati sarà di 15 centesimi per ogni 40 grammi in 
Italia, e di 53 reis per lo stesso peso (11 oitavas nel Brasile). 

Sotto la denominazione di stampe s' intendono com- 
prese ogni specie d' opere periodiche, gli opuscoli, i libri 
anche rilegati , le carte di musica , gli avvisi , le circo- 
lari-, i prospetti, i cataloghi, le incisioni, litografie, foto- 
grafie e simili. 

X. — I giornali e le stampe , cui si riferisce 1' articolo 
precedente, dovranno esser posti sotto fascia e accomodati 
in modo da potersi facilmente verificare, e non dovranno 
contenere alcuno scritto oltre il rispettivo indirizzo. Si 
eccettuano gli avvisi e le circolari in cui potrà scriversi 
la data e la firma. 

I libri non potranno avere guarnizioni od ornati di valore. 

I giornali e le stampe , al cui riguardo non si osser- 
vassero le prescrizioni sovra indicate , come pure quelli 
che non fossero francati o non lo fossero sufficientemente, 
saranno trattenuti , e non vi si darà corso. 

XI. — I giornali e le stampe sotto fascia potranno an- 
che essere raccomandati , mediante il pagamento della 
tassa stabilita per la loro francatura , e della tassa fìssa 
di raccomandazione di 60 centesimi o di 210 reis. 

XII. — • Le tasse di cui trattano gli articoli 6, 7, 8, 9 
e 11 precedenti, saranno pagate col mezzo di francobolli 
postali dei paesi rispettivi. Quando il valore dei franco- 
bolli apposti agli oggetti spediti fosse inferiore alla tassa 
dovuta a norma degli articoli succitati , dovrà il destina- 
tario , onde riceverli , pagarne la differenza. 



i6 ITALIA E BRASILE 

863 XIII. — L'Amministrazione delle poste italiane pagherà 
all'Amministrazione delle poste del Brasile: 

Per ogni lettera semplice originaria del Regno d'Italia 
francata a destinazione del Brasile , e per ogni lettera 
semplice , non francala , originaria del Brasile pel Regno 
d'Italia, la somma di 52 reis (15 centesimi). 

Dal canto suo 1' Amministrazione delle poste brasiliane 
pagherà all'Amministrazione delle poste italiane: 

Per ogni lettera semplice originaria del Brasile francala 
a destino del Regno d'Italia, e per ogni lettera semplice, 
non francata originaria del Regno d'Italia a destinazione 
del Brasile, la somma di lire 1 08. 

In quanto alla tassa di 60 centesimi , a cui saranno 
sottoposte le lettere spedite col mezzo dei bastimenti mer- 
cantili , verrà questa riparlila in parti uguali fra le due 
Amministrazioni, deduzione falla del premio dovuto al ca- 
pitano del bastimento che le avrà Irasporlate. 

I giornali e le slampe spedite dal Brasile in Italia e 
viceversa non daranno luogo a reciproco conleggio. L'Am- 
ministrazione delle poste brasiliane rimborserà unicamente 
all'Amministrazione delle poste italiane il prezzo di trasporto 
marittimo e i diritti di transito che questa avrà pagato alle 
Amministrazioni delle poste degli Stali intermediari. 

XIV. — Le Amministrazioni postali italiana e brasiliana fis- 
seranno di comune accordo, in conformità della presente 
Convenzione, le condizioni colle quali potrà farsi lo scambio 
della corrispondenza originaria, o a destinazione degli Stali 
esteri, pei quali le poste d'Italia servono di intermediario. 

Egli è però inteso che le condizioni che verranno sta- 
bilite potranno essere modificate ogni qual volta ne sia di 
comune accordo riconosciuta la convenienza. 

XV. — Le due Amministrazioni prendono impegno di non 
assoggettare a sovratassa di sorta a carico dei destinatari, 
e sotto verun pretesto, le lettere e le slampe che perver- 
ranno ai loro uffizi debitamente affrancate fino a destina- 
zione in conformità della presente Convenzione. 



ITALIA E BRASILE 17 

XVI. — Il mittente d'una lettera raccomandata potrà ri- 1863 
chiedere che per mezzo d' mia ricevuta del destinatario 
gli venga dato avviso della consegna della lettera stessa. 
Per tale esigenza dovrei pagare la tassa di centesimi 20 
( 70 reis ) che andrà a totale profitto dell'Amministrazione 
speditrice. 

La perdita d'una lettera raccomandata dà diritto ad una 
indennizzazione di lire 50 (reis 17,500), che sarà pagata 
dall' iVmministrazione sul cui territorio si verificherà lo 
smarrimento^ e dovrà essere richiesta nel termine di sei 
mesi dalla data in cui la lettera doveva raggiungere il 
suo destino. 

XVII. — Le lettere mal dirette saranno, senza dilazione 
alcuna, reciprocamente respinte all'ufficio mittente al prezzo 
pel quale saranno slate addebitate. 

Le lettere^ i cui destinatari avranno cambiato residenza, 
e che per questo motivo saranno state rivoltate , quando 
non possano essere loro consegnate saranno restituite ai 
mittenti , purché conosciuti, senza che vengano aperte, 
gravate della stessa tassa che avrebbero dovuto pagare i 
destinatari. 

XVIII. — Le lettere ordinarie o raccomandate , i gior- 
nali e le stampe che saranno cambiate fra le Ammini- 
strazioni postali italiana e brasiliana, e che per qualsiasi 
motivo non avranno potuto esser riuiesse a'ioro destinatari, 
saranno restituite da ambe le parti pel peso e pel prezzo, 
pel quale saranno state addebitate dall' una all'altra delle 
due Amministrazioni. 

XIX. — L'Amministrazione delle poste italiane e quella 
delle poste brasiliane designeranno di comune accordo gli 
uffizi, per mezzo dei quali dovrà aver luogo il cambio 
della corrispondenza rispettiva , e si concerteranno su 
quanto ha tratto alla forma dei conti ed alla loro liqui- 
dazione e saldo, e su d'ogni altra disposizione di ordine 
occorrente ad assicurare l'esecuzione delle disposizioni della 
presente Convenzione. 

2 



<|g ITALIA E BRASILE 

i863 Resta inleso che le disposizioni indicate in questo arti- 
colo potranno esser dalle due Amministrazioni modificate 
oo"ni qualvolta di comune accordo ne riconosceranno il 
bisogno. 

XX. — La presente Convenzione avrà valore a comin- 
ciare dal giorno che verrà stabilito dalle Amministrazioni 
delle poste dei due paesi , e sarà duratura per un anno 
intero. Scorso questo termine s' intenderà prolungata di 
anno in anno , a meno che non ne venga denunziato il 
termine da una delle due Alte Parti contraenti sei mesi 
avanti. 

XXI. — La presente Convenzione sarà ratificata , e lo 
scambio delle ratifiche avrà luogo in Rio de Janeiro il più 
presto possibile. 

In fede del che i Plenipotenziari firmarono la presente 
Convenzione, e vi apposero i sigilli delle loro armi. 

Fatta in duplicato e firmata a Rio de Janeiro il giorno 
sei del mese di settembre dell'anno del Signore mille ot- 
tocento sessantatrè. 

Firmati: 

(L. S.) Fé d'Ostiani. 

(L. S.) Pedro d'Alcantara Bellegarde. 



Ratificata da S. il/.: Torino, il settembre iSQ^. — Scambio 
delle ratifiche: Rio Janeiro, 6 dicembre 1864. 



ITALIA E S. MARINO 19 

HI. 

1865, 7 febbraio. 

TORIIVO. 1865 

Convenzione postale fra l'Italia e la Repubblica di S. Marino. 

Il Governo di Sua Maestà il Re d'Italia ed il Governo 
della Serenissima Repubblica di S. Marino animati dal 
desiderio di stringere viepiù i legami d'amicizia e di buon 
vicinato che uniscono i due Stali, e di regolare e miglio- 
rare per mezzo di una Convenzione il servizio delle corri- 
spondenze cambiate fra i due Stati, hanno nominato a que- 
st'oggetto per loro plenipotenziarii : 

Il Governo di Sua Maestà il Re d'Italia: il signor Cavaliere 
D. Giovanni Barbavara di Gravellona, Grande Ufficiale del- 
r£)rdine militare dei Santi Maurizio e Lazzaro, Direttore 
generale delle Poste Italiane, ecc., ecc. : 

E il Governo della Serenissima Repubblica di San Marino: 
Sua Eccellenza il signor Conte Giovanni Antonio Luigi Ci- 
brario. Cavaliere di gran croce, decorato del gran cordone 
dell'Ordine mihtare dei Santi Maurizio e Lazzaro, Ministro 
di Stato, Senatore del Regno^ Patrizio e Consultore della 
Repubblica di San Marino, ecc., ecc.; 

I quali, dopo essersi scambiati i loro pieni poteri, tro- 
vati in buona e debita forma, sono convenuti nei seguenti 
articoli : 

I. — Fra le due Amministrazioni delle poste del Regno 
d'Italia e della Repubblica di San Marino avrà luogo un 
cambio regolare e quotidiano di corrispondenze in pieghi 
chiusi per mezzo dell'uffizio di Rimini e di quello di San 
Marino. 

IL — Le spese di trasporto dei pieghi postali cambiati 
fra i due Stati suddetti saranno sostenute dalle due Parti 



20 ITALIA E S. MARINO 

1865 contraenti proporzionalmente alla distanza percorsa sui 
rispettivi territorii. 

III. — . Le tasse clelK'^. corrispondenze d'ogni specie cam- 
biate tra il Regno d'Italia e la Repubblica di San Marino 
saranno quelle stesse che sono stabilite dalle leggi postali 
italiane per l'interno del Regno. 

Alle corrispondenze della Repubblica per gli Stati esteri 
e viceversa saranno applicabili le condizioni di cambio e 
le tasse delle corrispondenze internazionali tra il Regno 
d'Italia e gli Stati esteri suddetti. 

I\. — Tutte le agevolezze che fossero successivamente 
introdotte sia nelle tariffe postali italiane, sia nelle condi- 
zioni che regolano il cambio delle corrispondenze tra il 
Regno d'Italia ed i paesi esteri, saranno di pien diritto 
estese alle corrispondenze da e per la Repubblica di San 
Marino. 

V. — Per la francatura delle corrispondenze,, il Governo 
della Repubblica ammette per ora nel suo territorio l'uso 
dei francobolli italiani, che a sua richiesta gli verranno 
somministrati dall'Amministrazione delle poste del Regno 

d'Italia. 

Yl. • — Gli abitanti dei due Stati potranno reciprocamente 
trasmettersi somme di denaro non eccedenti le lire due- 
cento per mezzo di vaglia postali. 

Per l'emissione ed il pagamento di questi vaglia la Re- 
pubblica acconsente di uniformarsi alle condizioni ed alle 
tariffe che regolano il servizio dei vaglia postali nell'in- 
terno del Regno d'Italia. 

VII. — Le Amministrazioni postali del Regno d'Italia e della 
Repubblica di San Marino sono responsabili delle somme 
depositate nei propri uffizi senza eccezione di caso. 

Vili. — La corrispondenza ufficiale indirizzata agli ec- 
cellentissimi Capitani reggenti della Repubblica, ai Segre- 
tari di Stato dell'estero e dell'interno, al Commissario della 
legge, al Giudice di appello ed al Direttore dello poste, andrà 
esente da ogni tassa; godranno la stessa esenzione le cor- 



ITALIA E S. MARINO 21 

rispondenze ufficiali da questi funzionari indirizzale alle 1865 
Autorità del Regno d'Italia. 

IX. — A semplicizzare il conteggio pel riparto delle tasse 
spettanti alle due Amministrazioni sulle corrispondenze di 
ogni specie e sui vaglia postali cambiati fra i due Stati, 
resta convenuto che l'Amministrazione delle poste della 
Repubblica riterrà a suo profitto il venti per cento sulla 
somma dei prodotti incassati dai suoi uffizi per acquisto di 
francobolli, per la tassa delle corrispondenze non francate 
e per l'emissione dei vaglia postali. 
^^ X. — Con ispeciale regolamento le due Amministrazioni 
determineranno di comune accordo le norme a seguirsi per 
l'assestamento della contabilità relativa all'acquisto dei 
francobolli ed al cambio delle corrispondenze e dei vaglia 
postali, e prenderanno tutte quelle altre disposizioni che 
ravviseranno acconcie ad assicurare la esatta esecuzione 
della presente Convenzione. 

XI. — La presente Convenzione avrà valore dal giorno 
che verrà stabilito dalle due Parti contraenti, e durerà due 
anni. Trascorso questo termine, rimane obbligatoria d'anno 
in anno, finché non ne venga denunziato il fine sei mesi 
innanzi da una delle due Parti. 

XII. — Questa convenzione sarà ratificata dai Governi 
rispettivi, ed il cambio delle ratifiche seguirà nel più breve 
termine possibile. 

In fede del che i Plenipotenziari rispettivi hanno sotto- 
scritto la presente Convenzione^ e vi hanno apposto il si- 
gillo delle loro armi. 

Fatto in Torino in doppio originale questo giorno sette 
febbraio dell'anno mille ottocento sessantacinque. 

(L. S.) G. Barbavara. 

(L. S.) CiBRARIO. 

Ratificala dal Presidente del Consiglio: Torino, 25 feb- 
braio 1865. 



22 ITALIA ED ALTRI STATI 



IV. 

1865, 17 maggio. 

4865 PylRIGI. 

Convenzione telegrafica internazionale tra l'Italia ed altri Stati. 



Sa Majesté le Roi d'Italie, Sa Majesté l'Empereur d'Au- 
Iriche, Roi de Hongrie et de Bohème, Son Allesse Royale 
le Gran-Due de Bade, Sa Majesté le Roi de Bavière, Sa 
Majesté le Roi des Belges, Sa Majesté le Roi de Dannemarck, 
Sa Majesté la Reine des Espagnes, Sa Majesté l'Empereur 
des Frangais, Sa Majesté le Roi des Hellènes, la Ville libre 
de Ilambourg, Sa Majesté le Roi de Hanovre, Sa Majesté 
le Roi des Pays-Bas, Sa Majesté le Roi de Portugal et des 
Algarves, Sa Majesté le Roi de Prusse, Sa Majesté l'Empe- 
reur de loutes les Russies, Sa Majesté le Roi de Saxe, Sa 
Majesté le Roi de Suède et de Norvège, la Gonfédération 
Suisse, Sa Majesté l'Empereur des Ottomans , Sa Majesté 
le Roi de Wurtemberg , également animés du désir d'as- 
surer aux correspondances télégrapbiques, échangées en- 
Ire leurs Etats respectifs, les avantages d'un tarif simple 
et réduit , d'améliorer les conditions actuelles de la télé- 
graphie Internationale, et d'établir une entente permanente 
entre leurs Etats, tout en conservant leur liberté d'action 
pour les mesures qui n'intéressent point l'ensemble du ser- 
vice, ont résolu de conclure une Convention à cet effel , 
et onl nommé pour leurs Plénipotentiaircs, savoir : 



ITALIA ED ALTRI STATI 23 

Sa Majesté le Roi d'Italie: M. le chevalier Constanlin 
Nigra, Grand Croix de son Ordre des Sainls Maurice et 
Lazare , Grand Officier de l'Ordre Imperiai de la Légion 
d'Honneur, etc, etc, etc. , Son Envoyé extraordinaire et 
Ministre plénipotentiaire près Sa Majesté 1' Empereur des 
Francais; 

Sa Majesté l'Empereur d'Autriche, Roi de Hongrie et de 
Bohème: M. le Prince Richard de Metternich-Winnebiirg, 
Uuc de Portella , Comte de Kònigswart , Son Chambellan 
et Conseiller intime actuel, Grand d'Espagne de première 
classe, Grand Croix de son Ordre Imperiai de Léopold, de 
rOrdre d'Albert de Saxe, Grand Officier de l'Ordre de Léo- 
pold de Belgique, Chevalier de l'Ordre Imperiai de la Lé- 
gion d'Honneur, etc, etc, etc, Son Ambassadeur extraor- 
dinaire près Sa Majesté l'Empereur des Francais; 

Son Allesse Royale le Grand Due de Bade: Son Conseiller 
intime actuel, M. le Baron Ferdinand Alesina de Scliweizer, 
Grand Croix de l'Ordre du Lion de Zàhringen, Grand Of- 
ficier de l'Ordre Imperiai de la Légion d'Honneur, etc, etc, 
etc, Son Envoyé extraordinaire et Ministre plénipotentiaire 
près Sa Majesté l'Empereur des Francais; 

Sa Majesté le Roi de- Bavière : M. le Baron Auguste de 
Wendland, Son Chambellan^ Grand Commandeur de l'Ordre 
du Mérite de la Couronne, Grand Croix de son Ordre de 
St-Michel, Grand Officier de l'Ordre Imperiai de la Légion 
d'Honneur , etc , eie , etc, Son Envoyé extraordinaire et 
Ministre plénipotentiaire près Sa Majesté l'Empereur des 
Francais; 

Sa Majesté le Roi des Belges: M. le Baron Eugène Beyens^ 
Officier de son Ordre de Léopold, Commandeur de l'Ordre 
Imperiai de la Légion d'Honneur, Commandeur du nombre 
extraordinaire des Ordres de Charles III et d'Isabelle la 
Catholique d'Espagne, etc, etc, etc, Son Envoyé extraor- 
dinaire et Ministre plénipotentiaire près Sa Majesté l'Em- 
pereur des Frangais ; 

Sa Majesté le Roi de Dannemarck: M, le Corate Leon de 



1865 



24 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 Moltke-Hvilfeldt, Son Chambellan, Commandeur de l'Ordre 
du Danebrog et décoré de la Croix d'argent, Grand Croix 
des Ordres du Sauveur de Grece, de la Conceplion de Villa- 
Vicosa de Portugal , d'Isabelle la Catholique d'Espagne , 
Commandeur de l'Ordre de la Tour et de l'Epée du Por- 
tugal, Officier de l'Ordre de Léopold de Belgique etc., etc.^ 
etc., Son Envoyé extraordinaire et Ministre plénipotentiaire 
prés Sa Majesté l'Empereur des Frangais; 

Sa Majesté la Reine des Espagnes: M. Alexandre Mon , 
ancien Président du Conseil des Ministres et de la Chambre 
des Députés, Député aux Cortes, Grand Croix de l'Ordre 
Royal de Charles III , de l'Ordre Imperiai de la Légion 
d'Honneur, etc, etc, etc, Son Ambassadeur extraordinaire 
et plénipotentiaire près Sa Majesté l'Empereur des Frangais; 

Sa Majesté l'Empereur des Franrais: M. Edouard Drouyn 
de Lhuys, Sénateur de l'Empire, Grand Croix de son Ordre 
Imperiai de la Légion d'Honneur, des Ordres de St-Elienne 
d'Autriche, du Danebrog de Dannemarck, de Charles III d'Es- 
pagne , du Sauveur de Grece , des Saints Maurice et La- 
zare d'Italie , du Lion Ncerlandais , de la Conception de 
Villa-Virosa de Portugal, des Séraphins de Suède, décoré 
de l'Ordre Imperiai du Medjidié de première classe, etc, 
etc, etc, Son Ministre et Secrétaire d'Etat au Département 
des Affaires Etrangères; 

Sa Majesté le Roi des Hellènes: M. Phocion Roque, Son 
Plénipotentiaire, Officier de son Ordre Royal du Sauveur 
et de l'Ordre Imperiai de la Légion d'Honneur etc, etc, etc; 

La Ville libre de Ilambourg: M. Jean Hermann Heeren, 
Docteur en droit. Ministre résidant des Villes libres d'Al- 
lemagne près Sa Majesté l'Empereur des Fran(;ais; 

Sa Majesté le Roi de Hanovre: M. le Baron Charles de 
Linsingen, Son Conseiller intime de Légalion, Officier de 
son Ordre Royal des Guelphes, Commandeur de l'Ordre du 
Lion Néeiiandais, etc, etc, etc, Son Envoyé extraordinaire 
et Ministre plénipotentiaire près Sa Majesté l'Empereur des 
Franrais; 



ITALIA ED ALTRI STATI 25 

Sa Majesté le Roi des Pays-Bas: M. Léonard Antoine 
Lightenwell , Grand Croix de l'Ordre du Lion Néerlandais, 
Grand Officier de l'Ordre Imperiai de la Légion d'Honneur, 
etc, etc, etc, Son Envoyé extraordinaire et Ministre plé- 
nipotentiaire près Sa Majesté l'Empereur des Francais; 

Sa Majesté le Roi de Portugal et des Algarves: M. le 
Vicomle de Pa'iva, Pair du Royaume, Grand Croix de l'Or- 
dre de la Conception de Villa- Vigosa , Grand Officier de 
l'Ordre Imperiai de la Légion d'Honneur, etc. , etc. , etc, 
Son Envoyé extraordinaire et Ministre plénipotentiaire près 
Sa Majesté l'Empereur des Francais; 

Sa Majesté le Roi de Prusse: M. le Corate Henry Louis 
Robert de Goltz, Chevalier des Ordres Royaux de l'Aigle 
Rouge de première classe et de St-Jean de Jérusalem, Grand 
Croix de l'Ordre de l'Aigle Blanc de Russie, de l'Ordre Im- 
periai du Medjidié de Turquie, de l'Ordre Royal du Sauveur 
de Grece, etc, etc, etc, Son Ambassadeur extraordinaire 
et plénipotentiaire près SaMajesté l'Empereur des Francais; 

Sa Majesté l'Empereur de toutes les Russies: M. le Baron 
André de Budberg, Son Conseiller prive, Grand Croix des 
Ordres impériaux de St-Alexandre Newsky et de l'Aigle 
Blanc, Chevalier de l'Ordre de St-Wladimir de seconde classe. 
Grand Croix de l'Ordre Imperiai de Sainte Anne, et des Or- 
dres de la Légion d'Honneur, de l'Aigle Rouge de Prusse, de 
la Couronne de Fer d'Autriche, du Danebrog deDannemarck, 
des Guelphes de Ilanovre, etc, etc etc, Son Ambassadeur 
extraordinaire et plénipotentiaire près Sa Majesté l'Empereur 
des Francais ; 

Sa Majesté le Roi de Saxe: M. le Baron Albin Leo de See- 
bach, Son Conseiller intime et Chambellan, Grand Croix de 
son Ordre Royal du Mèrito, Grand Officier de l'Ordre Impe- 
riai de la Légion d'Honneur, décoré de l'Ordre de la Cou- 
ronne de Fer d'Autriche de première classe, de l'Ordre de 
l'Aigle Rouge de Prusse de seconde classe. Grand Croix de 
l'Ordre de la Branche Ernestine de Saxe, des Ordres de 
l'Aigle Blanc et de Sainte-Anne de Russie, décoré de l'Ordre 



26 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 du Medjidié de seconde classe, etc, eie, etc, Son Envoyé 
extraordinaire et Ministre plénipotenliaire près Sa Majesté 
TEmpereur des Francais; 

Sa Majesté le Roi de Suède et de Norvège: M. Georges 
Nicolas Baron Adclswàrd, Grand Croix de l'Ordre de l'E- 
toile Polaire de Suède, Grand Croix de l'Ordre de St-Olaf de 
Norvège , Grand Officier de l'Ordre Imperiai de la Légion 
d' Honneur, etc, etc, etc, Son Envoyé extraordinaire et 
Ministre plénipotentiaire près Sa Majesté l'Empereur des 
Francais; 

La Confédération Suisse: M. Kern , Envoyé extraordinaire 
et Ministre plénipotentiaire de ladite Confédération près Sa 
Majesté l'Empereur des Francais ; 

Sa Majesté l'Empereur des Ottomans: Esseid Mouhammed 
Djémil Pacha, Muchir et Membro du Grand Conseil de l'Em- 
pire, décoré des Ordres Impériaux du Medjidié de première 
classe, de l'Osmanié de seconde classe. Grand Gordon de l'Or- 
dre Imperiai de la Légion d'Honneur, des Ordres d'Isabelle la 
Catholique d'Espagne, de la Couronne de Fer d'Autriche, de 
l'Aigle Blanc de Russie, des Saints Maurice et Lazare d'Italie, 
de l'Etoile Polaire de Suède, de Léopold de Belgique, du Lion 
Néerlandais, etc, etc, etc, Son Ambassadeur extraordinaire 
et plénipotentiaire près Sa Majesté l'Empereur des Francais 
et près Sa Majesté la Heine des Espagnes; 

Sa Majesté le Roi de Wurtemberg : M. le Baron Jean 
Auguste de Waechter, Son Conseiller d'Etat et Chambellan, 
Commandeur de son Ordre de la Couronne, Grand Croix 
de son Ordre Royal de Frédéric, etc, etc, etc, Son En- 
voyé extraordinaire et Ministre plénipotentiaire près Sa 
Majesté l'Empereur des Francais; 

Lesquels, après s'ètre communiqué leurs pleins pouvoirs, 
trouvés en bonne et due forme, sont convenus d'appliquer 
aux correspondances tèlégraphiques des Elats conlractants 
les disposilions ci-aprés : 



ITALIA ED ALTRI STATI 27 

TITRE I". 
Du réseau international. 

I. — Les Hautes Parties contractantes s'engagent à af- 
fecter au service télégraphique international des fils spé- 
ciaux en nombre suffisant pour assurer une rapide trans- 
mission des dépèches, 

Ces fils seront établis dans les meilleures conditions que 
la pratique du service aura fait connaìtre. 

Les villes entre lesquelles l'échange des correspondan- 
ces est continu ou trés-aclif seront successivement, et au- 
tant que possible, reliées par des fils directs, de diamètre 
supérieui% et dont le service demeurera degagé du travail 
des bureaux intermédiaires. 

II. — Entre les villes importantes des Etats contraclants, 
le service est, autant que possible, permanent, le jour et 
la nuit, sans aucune interruption. 

Les bureaux ordinaires, à service de jour compiei, sont 
ouverts au public: 

Du 1" avril au 30 septembre, de 7 heures du malin 
à 9 heures du soir; 

Du 1 oclobre au 31 mars , de 8 heures du matin 

à 9 heures du soir. ^ ^ 

Les heures d'ouverture des bureaux à service limite 

sont fixées par les Administrations respectives des Etats 

contraclants. 

L'heure de tous les bureaux d'un mème Elat est celie 
du lemps moyen de la capitale de cet Elat. 

III. — L'appareil Morse reste provisoirement adopté pour 
le service des fils internationaux. 



4865 



28 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 

TITRE II. 

De la correspondance. 
SEGTION r. 

Conditions générales. 

IV. — Les Hautes Parties contraclantes reconnaissent à 
toutes personnes le droit de correspondre au moyen des 
lélégraphes internalionaux. 

V. — Elles s'engagent à prendre toutes les dispositions 
nécessaires pour assurer le secret des correspondances et 
leur borine expédition. 

VI. — Les Ilautes Parties contraclantes déclarent toute- 
fois n'accepter, à raison du service de la télégraphie in- 
ternationale, aucune responsabilité. 

SEGTION II, 

Du dépót. 

VII. — Les dépéches télégraphiques sont classées en Irois 
calégories : 

1" Dépéches d'Etat : celles qui émanent du Chef de 
l'Etat, des Ministres, des Commandants en chef des forces 
de terre ou de mer, et des Agents diplomatiques ou con- 
sulaires des Gouvernements conlraclants. 

Les dépéches des Agents consulaires qui exercent le 
commerce ne sont considérées comme dépéches d'Etat que 
lorsqu'elles traitent d'aifaires de service. 

2" Dépéches de service : celles qui émanent des Ad- 
ministrations télégraphiques des Etats contractanls, et qui 
sont relatives, soit au service de la télégraphie Internatio- 
nale, soit à des objels d'inlérèt public déterminés de con- 
cert par lesdites Adininislralions. 

3° Dépéches privées. 



ITALIA ED ALTRI STATI 29 

Vili. — Les dépéches d'Elal ne sont admises comme 1865 
telles que revètues dii sceau ou du cachet de l'Autorité 
qui les expédie. 

L'expédileiir d'une dépéche privée peut loujours ètra 
tenu d'établir la sincerile de la signature dont la dépèche 
est revètue. 

IX. — Tonte dépèche peut ètre rédigée en l'une quel- 
conque des langues usitées sur le territoire des Etats con- 
tractants. 

Chaque Etat reste libre de designer, parmi les langues 
usitées sur son territoire , celles qu'il considero comme 
propres à la correspondance télégraphique. 

Les dépéches d'Etat et de service peuvent ètre com- 
posées en chiffres ou en lettres secrètes, soit en totalité, 
soit en partie. 

Les dépéches privées peuvent aussi ètre composées en 
chiffres ou en lettres secrètes, lorsqu'elles sont échangées 
entro deux Etats contractants qui admettent ce mode de 
correspondance, et dans les conditions déterminécs par le 
Règlement de service dont il est fait mention à l'article LIV 
ci-aprés: 

La rcserve mentionnée dans le paragraphe ci-dessus ne 
s'applique pas aux dépéches de transit 

Les dépéches en langage ordinaire ne peuvent contenir 
ni combinaisons de mots, ni constructions, ni abréviations 
inusitées. 

X. — La minute de la dépéche doit étre écrite lisi- 
blement, en caracléres qui aient leur équivalent dans le 
tableau réglémentaire des signaux télégraphiques et qui 
soient en usage dans le pays où la dépèche est présentée. 

Le texte doit ètre précède de l'adresse et suivi de la si- 
gnature. 

L'adresse doit porter toutes les indications nécessaires 
pour assurer la remise de la dépéche à destination. 

Tout interligne, renvoi, rature ou surcharge doit ètre ap- 
prouvé du signataire de la dépéche ou de son représentant. 



1865 



30 ITALIA ED ALTRI STATI 

SECTION III. 

De la transmission. 

XI. — La transmission des dépèches a lieu dans l'ordre 
suivant : 

1° Dépèches d'Etat; 
2° Dépèches de service; 
3" Dépèches privées. 

Une dépèche commencée ne peut ètre interrompue pour 
faire place à une comraunication d'un rang supérieur qu'en 
cas d'urgence absolue. 

Les dépèches de raème rang soni transraises par le 
bureau de départ dans l'ordre de leur dépòt , et, par les 
bureaux intermédiaires, dans l'ordre de leur reception. 

Enlre deux bureaux en relation directe, les dépèches de 
mème rang sont transmises dans l'ordre alternatif. 

11 peut étre toutefois dérogé à cette règie, dans l'intérét 
de la célérité des transmissions , sur les lignes dont le 
travail est continu ou qui sont desservies par des appa- 
reils spéciaux. 

XII. — Les bureaux dont le service n'esl point per- 
manent ne peuvent prendre clóture avant d'avoir Iransmis 
tcutes leurs dépèches internationales à un bureau per- 
manent. 

Ges dépèches sont immédiatement échangées , à leur 
tour de reception, entre les bureaux permanents des dif- 
férents Etats. 

XIII. — Chaque Gouvernemenl reste juge, vis-à-vis de 
l'expéditeur, de la direction qu'il convient de donner aux 
dépèches, lant dans le service ordinaire , qu'au cas d'in- 
terruption ou d'encombrement des voies habituellement 
suivies. 

XIV. — Lorsqu'il se produit, au cours de la transmis- 
sion d'une dépèche , une interruption dans les communi- 



ITALIA ED ALTRI STATI 31 

cations télégraphiques, le bureau, à partir duquel l'inter- 1865 
ruption s'est produite, expédie immédiatement la dépèche 
par la poste ou par un moyen de transport plus rapide, 
s'il en dispose. Il l'adresse, suivant les circonstances, soit 
au premier bureau télégraphique en mesure de la réex- 
pédier par le télégraphe, soit au bureau de destination , 
soit au destinataire méme. Dés que la communication est 
rétablie, la dépéche est de nouveau transmise par la voie 
télégraphique, à moins qu'il n'en ail élé précédemment 
accusée reception. 

XV. — Tout expéditeur peut, en juslifìant de sa qua- 
lité, arrèter, s'il en est encore temps, la transmission de 
la dépéche qu'il a déposée. 

SECTION IV. 

De la remise à destination. 

XVI. — Les dépèches télégraphiques peuvent ètre a- 
dressées, soit à domicile, soit Poste restante, soit Bureau 
télégraphique restant. 

Elles sont remises ou expédiées à destination dans i'or- 
dre de leur reception. 

Les dépèches adressées à domicile ou poste restante , 
dans la localité que le bureau télégraphique dessert, sont 
immédiatement portées à leur adresse. 

Les dépèches adressées à domicile ou poste restante, hors 
de la localité desservie^ sont, suivant la demando de Tex- 
péditeur, envoyées immédiatement à leur destination par la 
poste, ou par un moyen plus rapide, si l'Administration du 
bureau destinataire en dispose. 

XVII. — Chacun des Etats conlractants se réservc d'or- 
ganiser, autant que possible, pour les localilés non desser- 
vies par le télégraphe, un service de transport plus rapide 
que la poste; et chaque Etat s'engage, envers les autres, à 
mettre tout expéditeur en mesure de profiter, pour sa cor- 



32 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 respondance, des disposilions prises et notifiées, à cet égard, 
par l'iin qiielconque des autres Etats. 

XVIII. — Lorsqu'ime dépéche est portée à domicile et que 
le destinataire est absent, elle peut étre remise aux membres 
adultes de sa famille, à ses employés, locataires ou hòtes, à 
moins que le destinataire n'ait désigné, par écrit , un dé- 
légué special, ou que l'expéditeur n'ait demandé que la 
remise n'ait lieu qu'entre les mains du destinataire seul. 

Lorsque la dépéche est adressée bureau restant, elle n'est 
délivrée qu'au destinataire ou à son délégué. 

Si la dépéche ne peutètre remise à destination, avis est 
laissé au domicile du destinataire, et la dépéche est rap- 
portée au bureau , pour lui è tre délivrée sur sa récla- 
mation. 

Si la dépéche n'a pas été réclamée au bout de six se- 
maines, elle est anéantie. 

La méme règie s'applique aux dépéches adressées bu- 
reau restant. 

s E e T I N V. 
Du contróle. 

XIX. — Les Hautes Parties contractantes se réservent k 
faculté d' arrèter la transmission de tonte dépéche privée 
qui paraìtrait dangereuse pour la sécurité de l'Etat, ou 
qui serait contraire aux lois du pays, à l'ordre public ou 
aux bonnes moeurs, à charge d'en avertir irnmédiatement 
l'expéditeur. 

C§ contróle est exercé par les bureaux télégraphiques ex- 
trèmes ou inlermédiaires, sauf recours à l'Administration 
centrale qui prononce sans appel. 

XX. — Ghaque Gouvernement se réserve aussi la faculté 
de suspendre le service de la télégraphie Internationale 
pour un temps indéterminé , s'il le juge nécessaire, soit 
d'une manière generale, soit seulement sur certaines hgnes 



ITALIA ED ALTRI STATI 33 

et pour certaines natures de correspondances, à charge 1865 
par lui d'en aviser irnmédiatement chacun des aiUres Gou- 
vernements contractants. 

S E e T I .\ VI. 

Des archives. 

XXI. — Les originaux et les copies des dépéclies, les 
bafides de signaiix ou pièces analogues sont conservés 
dans les archives des biireaux au moins pendant une année, 
à compier de leur date , avec toules les précautions né- 
cessaires au point de vue du secret. 

Passe ce délai on peut les anéanlir. 

XXII. — Les originaux et les copies des dépéches ne 
peuvent otre communiqués qu'à l'expéditeur ou au desli- 
nataire après constatation de son identità. 

L'expéditeur et le destinataire ont le droit de se faire 
délivrer des copies cerlifiées conforrnes de la dépéche 
qu'ils ont transmise ou recue. 

SECTION VII. 

Da certaines dépéches spéciales. 

XXill. — Tout expéditeur peut affranchir la réponse 
qu'il demande à son correspondant. 

Il peut se faire adresser cette réponse sur un point 
quelconque du territoire des Elats contractants. 

Faule d'indication fournie dans la dépéche méme ou 
par une dépéche ultérieure arrivée en temps utile^ la ré- 
ponse est transmise au bureau d'origine pour ètre remise 
à destination par les soins de ce bureau. 

Lorsque la réponse n'a pas été présentée dans les huit 
jours qui suivent la date de la dépéche primitive, le bu- 
reau destinataire en informe l'expéditeur par une dépéche 
qui tient lieu de réponse. 
3 



3i ITALIA ED ALTRI STATI 

8«>^ Tonte réponsc présenlée après ce délai est considérée 
et traitée cornine une iiouvelle dépéche. 

XXIV. — L'expéditeur de tonte dépéche a la faciiUé de 
la recommander. 

Lorsqu'une dépéche est recommandée, le bureau de des- 
tination Iransmet^ par la voie lélégraphique , à l'expédi- 
teur méme, la reproduction intégrale de la copie envoyée 
an destinataire, suivie de la doublé indication de l'heure 
précise de la remise et de la personne entre les inains 
de laquelle celte remise a eu licu. 

Si la remise n'a pu èlre effectuée, ce doublé avis est reni- 
placé par l'indication des circonstanccs qui se sont opposées 
à la remise, et par les renseignements nécessaires pour que 
l'expéditeur puisse faire suivre sa dépéche, s' il y a lieu. 

La transmission de la dépéche de retour s'edeclue par 
priorité sur les aulres dépéches de mème rang. 

L'expéditeur d'une dépéche recommandée peut se faire 
adresser la dépéche de retour sur un point quelconque 
du territoire des Etats contractants, en fournissaut les in- 
dications nécessaires, comme en matiére de réponse payée. 

XXY. — La recommandation est obligatoire pour les 
dépéches composées en chiffres ou en lettres secrètes. 

XXVI. — Lorsqu'une dépéche porte la mention faire sui- 
vre, sans autre indication, le bureau de deslination, après 
l'avoir présenlée à l'adresse indiquéc, la réexpédie immé- 
diatement, s'il y a lieu, à la nouvelle adresse^ qui lui est 
désignée, au domicile du destinataire; il n'est toutelbis 
tenu de faire cette réexpédition que dans les limites de 
l'Elat aiiquel il appartieni, et il traile alors la dépéche 
comme une dépéche intérieure. 

Si aucune indication ne lui est fournie, il garde la 
dépéche en dépót. Si la dépéche est réexpédiée, et que le 
second bureau ne Irouve pas le destinataire à l'adresse 
nouvelle, la dépéche est conservéc par ce bureau. 

Si la menlion faire suivre est accompagnée d'adresses 
successivcs , la dépéche est successivcment Iransmise à 



I 



ITALIA ED ALTRI STATI 35 

chacune des destinations indiquées, jusqu'à la dernière, 1865 
s'il y a lieu, et le dernier bureau se conforme aux dispo- 
sitions du paragraphe précédent. 

Toute personne peut demander, en fournissant les justi- 
fications nécessaires, que les dópéches qui arriveraient à 
un bureau télégraphique pour lui ètre remises dans le rayon 
de dislribulion de ce bureau, lui soient réexpédiées à l'a- 
dresse qu'elle aura indiquée ou dans les conditions des 
papagraphes précédents. 

XXVIT. — Les dépéches télégraphiques peuvent élre 
adressées : 

Soit à plusieurs destinalaires dans des localilés dif- 
fcrentes ; 

vSoil à plusieurs destinataires dans une mème localité ; 

Soit à un méme destinataire, dans des localités dif- 

fcrentes, ou à plusieurs domiciles dans la méme localité. 

Dans les deux premiers cas, chaque exemplaire de la 
dépèche ne doit porter que ì'adresse qui lui est propre, à 
moins que l'expéditeur n'ait demandé le contraire. 

Les dépécbes à destination de plusieurs Etats doivent 
ètre déposées en autant d'originaux qu'il y a d'Etats dif- 
l'érents. 

XXYIIL — Dans l'application des articles précédents, on 
combinerà les facilités données au public pour les réponses 
payées, les dépécbes recommandées, les dépéches à faire 
suivre, et les dépéches multiples. 

XXIX. — Les Hautes Parlies contractantes s'engagent à 
prendrc les mesures que comporterà la remise à destina- 
tion des dépéches expédiées de la mer, par Finterraédiaire 
des séniaphores établis ou à établir sur le littoral de l'un 
quelconque des Etats qui auront pris part à la présente 
Convention. 



865 



36 ITALIA ED ALTRI STATI 

TITRE III. 
Des Taxes. 

SECTION V . 

Principes généraux. 

XXX. — Les Hautes Parties contraclantes déclarent adop- 
ter, pour la formation des tarifs inlernationaux, les bases 
ci-après : 

La taxe applicable à toules les correspondances échangées 
par la méme voie entro les bureaux de deux quelconques 
des Etats contractants sera uniforme. Un méme Etat pourra, 
loutefois, étre subdivisé, pour l'application de la taxe uni- 
forme, en deux grandes divisions lerritoriales au plus. 
Les Etats contractants se réservent d'ailleurs toute liberto 
d'action à l'égard de leurs possessions ou de leurs colo- 
nies situées hors d'Europe. 

Le minimum de la taxe s'appliquc à la dépèche dont la 
longueur ne dépasse pas vingt mots. La taxe applicable à 
la dépéche de vingt mots s'accroìt de moitié par chaque 
sèrie indivisible de dix mots au dessus de vingt. 

Le frane est l'unite monétaire qui sert à la compo- 
sition des tarifs internationaux. 

Le tarif des correspondances échangées enlre deux 
points quelconques des Etats contractants doit ètre com- 
pose de telle sorte que la taxe de la dépéche de vingt 
mots soit toujours un multiple du demi-frane. 

Il sera percu pour un frane : 

En Autriche, 40 kreuzer (valeur aulrichienne); 
Dans le Grand-Duché de Bade, en Bavière et en Wur- 
temberg, 28 kreuzer; 

En Dannemarck, 35 skillings; 
En Espagne, 0,40 écu; 



ITALIA ED ALTRI STATI 37 

En Grece, 1,11 drachme; 1865 

En Hanovre, Prusse, Saxe, 8 silbergros; 

Dans Ics Pays-Bas , 50 ccnts; 

En Porlugal, 192 rais; 

En Russie, 25 copeks ; 

En Suède, 72 ares; 

En Norvège, 22 skillings. 

XXXI. — Le taux de la taxe est établi d'Etat à Etat de 
concert enlre les Gouvernemonts exlrémes et les Gouver- 
nements intermédiaires. 

Le tarif immcdialement applicable aux correspondances 
échangées entre les Etats contraclants est fixé conformé- 
ment aux lableaux annexés à la présente Convention. Les 
taxes inscrites dans ces tableaux pourront, toujours et à 
toute epoque, ètre réduites d'un commun accord entre tei 
ou tei des Gouvernenients intéressés; mais toute modifi- 
cation d' ensemble ou de détail ne sera exécutoire qu' un 
mois au moins après sa notification. 

SECTION II. 

De l'application des taxes. 

XXXII. — Tout ce que l'expéditeur écrit sur la minute 
de sa dépéche, pour étre transmis, entre dans le calcul 
de la taxe, sauf ce qui est dit au paragraphe 7 de l'article 
suivant. 

XXXIIL — Le maximum de longueur d'un mot est fixé à 
sept syllabes, l'excédant est coraptu pour un mot. 

Les expressions réunies par un Irait-d'union sont comp- 
tées pour le nombre de mots qui servent à les former. 

Les mots séparés par une apostrophe sont comptés comme 
autant de mots isolés. 

Les noms propres de villes et de [lersonnes, les noms 

de lieux, places, boulevards, etc les tilres, prénoms, 

particules et qualifications sont comptés pour le nombre 
de mots employés à les exprimer. 



38 ITALIA ED ALTRI STATI 

i865 Les nombres écrits en chiffres soni complés pour aulant 
de mols qu'ils contiennent de fois cinq chiffres plus un 
mot pour l'excédant. 

Tout caraclére isole, lettre ou chiffre, est compté pour 
un mot; il en est de mème du souligné. 

Les signes que les appareils expriment par un seul si- 
giial (signes de ponctualion, traits-d'union , apostrophes, 
guillemets, parenthèses, alinéas) ne soni pas coniptés. 

Sont toutefois comptés poiir un chiffre: les points, les 
virgules et les barres de di vision qui entrent dans la for- 
malion des nombres. 

XXXIV. — Le compte de mols s'établil de la manière 
suivanle, pour les dépéches en chiffres ou enletlressecrètes: 

Tous les caraclères, chiffres, leltres ou signes, employés 
dans le texle chiffre sont addilionnés. Le total divise par 
cinq donne pour quolient le nombre de mols qu'il repré- 
senle, l'excédant est compiè pour un mot. 

On y ajoule, pour oblenir le nombre total des mots de 
la dépéche, les mots en langage ordinaire de l'adresse, de 
la signature et du texle, s'il y a lieu. Le compte en est 
fait d'après les règles de l'arlicle précédent. 

XXXV. — Le nom du bureau de départ, la date, l'iieure 
et la minute du dépòt sont transmis d'office au deslinataire. 

XXX VL — Tonte dépèchereclificative, completive, et géné- 
ralement tonte communication échangée avec un bureau télé- 
graphique à l'occasion d'une dépéche transmise ou en cours 
de transmission, est laxée conformément aux règles de la 
présente Convention, à moins que celle communication 
n'ait été rendue nécessaire par une erreur de service. 

XXXVII. — La taxe est calculée d'après la voie la moins 
coùteuse entro le point de déparl de la dépéche et son 
point de deslinalion. 

Les Hautes Parties contractantes s'engagent à éviter, au- 
tant qu'il sera possible, les varialions de taxe qui pour- 
raient résuller des inlerruplions de service des conducleurs 
sous-marins. 



ITALIA ED ALTRI STATI 39 

SECTION HI. 

Des taxes spécialcs. 

XXXYIH. — La laxe de recommandalion est égale à celie 
de la dépéche 

XXXIX. — La taxe des réponses payées et dépèches de 
relour à diriger sur un point autre que le lieu d'origine 
de la dépèche primitive^ est calculée d'après le larif qui 
est' applicable entre le point d'expédition de la réponse ou 
de la dépèche de retour et son point de destination, 

XL. — Les dépèches adressées à plusieurs destinataires, 
ou à un mòme destinalaire, dans des localités desservies 
par des bureaux différents, sont taxées cornme autant de 
dépèches séparées. 

Les dépèches adressées, dans une mème localité, à plu- 
sieurs destinataires, ou à un ménie destinalaire à plu- 
sieurs domiciles, avec ou sans réexpédition par la poste, 
sont taxées cornine une seule dépéche; mais il est percu, 
à titre de droit de copie, outre les droits de poste, s'il 
y a lieu, autant de fois un demi-frane qu'il y a de desti- 
nations moins une. 

XLL — Il est percu^ pour tonte copie délivrée confor- 
mément à l'article 2^, un droit lixe d'un demi-frane par 
copie. 

XLIL — Les dépèches recommandées, à (invoyer par la 
poste ou à déposer poste restante sont affranchies, comme 
lettres chargées, par le bureau télégraphique d'arrivée. 

Le bureau d'origine percoli les taxes supplémentaires 
suivantes : 

Un demi-frane par dépèche à déposer poste restante, 
dans la localité desservie, ou à envoyer par la poste, dans 
les limites de l'Etat qui fait l'expédition; 

Un frane par dépéche à envoyer^ hors de ces limites, 
sur le territoire des Etats contractants; 

Deux francs et demi par dépèche à envoyer au delà. 



1 8rìn 



40 ITALIA ED ALTRI STATI 

865 Les dépèches non recommandées sont expédiées comme 
lettres ordinaires par le bureau télégraphique d'arrivée. 

Les frais de poste soni acquiUés , s'il y a lieu, par le 
deslinataire, aucune taxe supplémentaire n'étant percue 
par le bureau d'origine. 

XLIII. — Lata\e des dépèches à échanger avec les navires 
en mer, par l'inlermédiaire des sémaphores, sera fixée 
conformément aux règles générales de la présente Conven- 
tion, sauf, pour ceux des Etats contractants qui auront 
organisé ce mode de correspondance, le droit de déter- 
miner, comme il appartiendra, la taxe afferente à la trans- 
mission entre les sémaphores et les navires, 

SECTION IV. 

De la perception. 

XLIV. ■ — La perception des taxes a lieu au départ. 
Sont toutefois percus à l'arrivée sur le destinataire: 
1° La taxe des dépèches expédiées de la mer, par l'in- 
termédiaire des sémaphores; 

T La taxe complémentaire des dépèches à faire suivre; 
3° La taxe complémentaire des réponses payées doni 
l'étendue excède la longueur affranchie; 

4" Les frais de transporl, au delà des bureaux télégra- 
phiques, par un moyen plus rapide que la poste, dans les 
Etats où un service de cette nature est organisé. 

Toutefois, l'expéditeur d'une dépèche recommandée peut 
affranchir ce Iransport moyennant le dépòt d'une somme 
qui est déterminée par le bureau d'origine, sauf liquida- 
lion ultérieure. La dépéche de relour fait connaìtre le 
montant des frais déboursés. 

Dans tous les cas où il doit y avoir perception à l'ar- 
rivée, la dépèche n'est délivrée au destinataire que contre 
paiement de la taxe due. 



ITALIA ED ALTRI STATI 41 

SEGTION V. 

Des franchises. 

XLV. — Les dépèches relatives au service des lélégraphes 
internationaux des Etats conlractanls soni Iransmises en 
franchise sur toiU le réseau des dils Etats. 

SECTION VI. 

Des détaches et rembourscmenis. 

XLVI. — Est reslituée à l'expéditeur, par l'Etat qui l'a 
per(;ue, sauf recours contre les autres Etats, s'il y a lieu, 
la taxe de toute dépèche dont la transmission télégraphique 
n'a pas été eifectuée. 

XLVII. — Est remboursée à l'expéditeur par l'Etat qui la 
pergue, sauf recours contre les autres Etats, s'il y a lieu, 
la taxe intégrale de toute dépèche recommandée qui, par 
suite d'un retard notable ou de graves erreurs de trans- 
mission, n'a pu manifestement remplir son objet, à moins 
que le retard ou l'erreur ne soit imputable à un Etat ou 
à une compagnie privée qui n'aurait pas accepté les dis- 
positions de la présente Convention. 

XLVIIl. — Toute réclamalion doit étre formée^ sous 
peine de déchéance, dans les trois mois de la perception. 

Ce délai est porle à dix mois pour les correspondances 
échangées avec des pays situés hors d'Europe. 

TITRE IV. 

De la comptabìlité Internationale. 

XLIX. — Les Hautes Parties contractantes se doivent 
réciproquenient compte des taxes percues par chacune 
d'elles. 

Les taxes afférentes aux droits de copie et de transporl 



1865 



42 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 au delà des lignes sont dévoliies à l'Elal qui a délivró 
les copies oii effectué le transport. 

Chaque Etat crédile l'Elat limitrophe du montani des 
taxes de toutes les dépeclies qu'il lui a Iransmises, cal- 
culées depuis la frontière de ces deux Etals jusqu'à des- 
ti nailon. 

Ces taxes peuvent èlre róglées de commun accord, d'après 
le nombre des dépéclies qui onl franchi celle frontière, 
abslraclion (aite du nombre des mols et des frais acces- 
soires. Dans ce cas, les parts de l'Elat limitrophe et de 
chacun des Etals suivants, s'il y a lieu, sont déterminées 
par des moyennes élablies contradictoirement. 

L. — Les taxes percues d'avance pour réponses payées 
et recommandations sont réparlies, enlre les divers Etals, 
conformément aux disposilions de l'article précédent, les 
réponses et les dépòches de retour etani Iraitées, dans les 
comptes, comme des dépéches ordinaires qui auraient été 
expédiées par l'Elat qui a percii. 

Lorsque la Iransinission n'a pas eu lieu, la taxe est ac- 
quise à l'office qui l'a percue , sauf le droit de l'expé- 
dileur, 

LI. — Lorsqu'une dépèche , quelle qu'ellc soil , a élé 
Iransmise par une voie differente de celle qui a servi de 
base à la taxe , la différence de taxe est supportée par 
l'office qui a détourné la dépèche. 

LIl. — Le réglemenl réciproque des comptes a lieu à 
l'expiralion de chaque mois. 

Le décompte et la liquidation du solde se font à la fin 
de chaque trimestre. 

LllL — Le solde résultant de la liquidation est payé 
en monnaie courante de l'Elat au profit duquel ce solde 
est établi. 



ITALIA ED ALTRI STATI 43 

TITRE V. 

Dispositions générales. 
SECTION I"-. 

Des dispositions complémentaires. 

LIY, — Les dispositions ile la présente Convention se- 
ront complétées, en ce qui concerne les règles de détail 
da service inlernational, par un réglement commun qui 
sera arrèté de concert entro les Administrations lélégraphi- 
ques des Etats conlractants. 

Les dispositions de ce réglement entreront en vigueur 
en mème temps que la présente Convention; elles pour- 
ront élre, à toute epoque, modifiées d'un commun accord 
par lesdites Administrations. 

LV. — L'Adininislration de l'Etat où, en vertu de l'arlicle 
LVI ci-après, aura eu lieu la dernière conférence, sera 
chargée des mesures d'exécution relatives aux modifica- 
tions cà apporler, d'un commun accord, au réglement. 

Toules les demandes de inodifieations seront adressées à 
cette Administration, qui consulterà toutes les aulres, et, 
après avoir obtenu leur assentiment unanime, promul- 
guera les changements adoplés, en fixant la date de leur 
application. 

SECTION II. 

Conférences et Communications réciproques. 

LVI. — La présente Convention sera soumise à des révi- 
sions périodiques, où toutes les Puissances qui y ont pris 
part seront représentées. 

A cet effet des conférences auront lieu successivement 
dans la capitale de chacun des Etats contractanls, entre les 
délégués des dits Etats, 



1865 



44 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 La première réunion aura lieu en 1868, à Vienne. 

LVII. — Les Hautes Parties contractantes, afin d'assurer 
par un échange de Communications régulières , la bonne 
administralion de leur service commun , s'engagent à se 
Iransmetlre réciproquement tous les documenls relatifs à 
leur administralion intérieure et à se communiquer tout 
perfectionnement qu'elles viendraient à y introduire. 

Ghacune d' elles enverra directement à toules les autres: 
1" Par le télégraphe: 

La notificalion immediate des interruptions qui se se- 
raient produites sur son lerritoire, ou sur les lignes des 
Etats et des compagnies privées auxquels elle servirà d'in- 
termédiaire , pour leur correspondance avec chacun des 
Etats contractants; 
2° Par la poste: 

La notification de toutes les mesures relatives à l'ou- 
verture de lignes nouvelles , à la suppression de lignes 
existantes, aux ouvertures, suppressions et modifications de 
service des bureaux compris sur son territoire ou sur le 
parcours des lignes télégraphiques des Etats et Compagnies 
désignés au paragraphe précédenl; 

Au commencement de cliaque année un tableau statis- 
tique du mouvement des dépéches, sur son réseau, pen- 
dant l'année écoulóe, et la carte de ce réseau, dressée et 
arrétée au 31 décembre de la dite année; 

Enfin ses circulaires et instruclions de service , au fur 
et à mesure de leur publication. 

LVIIL — Une Carte officielle des relations télégraphiques 
sera dressée et publiée par l'Administration Francaise, et 
soumise à des révisions périodiques. 

s E e T I N III. 

Des réserves. 

LIX. — Les Hautes Parties contractantes se réservent res- 
pectivemenl le droit de prendre , séparément entre elles, 



ITALIA ED ALTRI STATI Ì5 

des aiTangeinents parliculiers de tonte nature, sur les 1865 
points du service qui n'intéressent pas la généralité des 
Etats, notamment: 

Sur la formation des larifs ; 

Sur l'adoption d'appareils ou de vocabulaires spéciaux, 
enlre des points et dans des cas déterminés; 

Sur l'application du systéme des timbres-dépèche; 

Sur la perception des taxes à l'arrivée; 

Sur le service de la remise des dépéches à destination; 

Sur l'extension du droit de franchise aux dépéches de 
service qui concernent la meteorologie et touts autres objets 
d'intérét public. 

S E e T I N I V. 

Des adhésions. 

LX. — Les Etats qui n'ont point pris part à la présente 
Convention seront admis à y adhérer sur leur demande. 

Celle adhésion sera notifiée par la voie diplomatique à 
celui des Etats contractants au sein daquel la dernière 
conférence aura été tenue, et par cet P^tat à tous les autres. 

Elle emportera , de plein droit , accession à toules les 
clauses et admission à tous les avantages stipulés par la 
présente Convention. 

LXI. — Les llautes Parties conlractantes s'engagent à 
imposer , autant que possible , les règles de la présente 
Convention aux Compagnies concessionnaires des lignes té- 
légraphiques terrestres ou sous-marines, et à négocier , 
avec les Compagnies existantes, une réduction réciproque 
des tarifs , s'il y a lieu. 

Ne seront compris , en aucuii cas ^ dans le taril" inter- 
national: 

1° Les bureaux télégraphiques des Etats et des Com- 
pagnies privées qui n'auront point accepté les dispositions 
réglémentaires uniformes et obligatoires de la présente 
Convention; 



46 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 2-^ Les bureaux lélégraphiques des Conipagnies de che- 

mins de fer ou autres exploitations privées, siluées sur 
le lerritoire continental des Elats contractants ou adhé- 
rents^ et pour lesquels il y aurail une taxe supplémentaire. 

s E e T 1 N Y. 
De l'exècution. 

LXII. — La présente Convention sera mise à exéculion 
à partir du premier janvier i866 et demeurera en vigueur 
pendant un temps indéterminé, et jusqu'à l'expiration d'une 
année à partir du jour où la dénonciation en serait faite. 

LXIII. — La présente Convention sera ratifiée et les ra- 
tilications en seront échangées à Paris dans le plus href 
délai possible. 

En foi de quoi les plénipotentiaires respectils l'ont si- 
gnée, et y ont appose le cachet de leurs armes. 

Fail à Paris en vingt expéditions, le 17 mai 1865. 

( L. S. ) NlGRA. 

( L. S. ) Metternich. 

( L. S. ) BaRON a. SCHVVEIZER. 
( L. S. ) BaRON de WEiNDLA^'D. 

( L. S. ) Baron Eugène Beyens. 

( L. S. ) De Moltke Hyitfeldt. 

( L. S. ) Alex. Mon. 

( L. S. ) Drouyn de LnuYs. 

( L. S. ) PiiocioN Roque. 

( L. S. ) L H. IIeeren. 

( L. S. ) Baron C. de Linsiisgen. 

( L. S. ) LlGUTEìNVELT. 

( L. S. ) Paìya. 

( L. S. ) GOLTZ. 
( L. S. ) BUDRERG. 

( L. S. ) Baron Seebach. 
( L. S. ì Baron Adelsward. 
( L. S. ) Kern. 
( L. S. ) Djémil. 
( L. S. ) Waeciiter. 



ITALIA ED ALTRI STATI 



ANNEXES 



47 



1865 



Tableaux des taxes fìxées pour servir à la formation des 
tarifs internationaux en exécution de l'arlicle 31 de la 
Convention signée a Paris à la date de ce pur. 



A. 



Taxes terminales. 



(Lo. taxe terminale est celle qui recient à cheque Etat 
pour les correspondances en provenance ou d destination de ses bweau.r). 



DESIGNATION 


t 
LNDICATIOxX 








DES 


DES 


T. 


XE 


Observations 


ÉTATS 


CORnESPONDANCES 












F. 


C. 




Altriche.. . . 


Pour les correspondances échangées 










avec lous les Etats conlractans. . . 


3 


» 


Pour toute dé- 
péche qui tra- 
verse les Etats 
del'Union Au- 
stro-Germani- 
que, celle laxe 
est commune 
avec ces Etats. 


Bade • 


Pour les correspondances qui ira- 










versenl les Etats de l'Union Au- 










stro -Germanique 


3 


M 


Idem 


Bavière 


Pour loules les autres 


1 


» 




Pour les correspondances qui Ira- 




versent les Elais de l'Union Au- 










stro- Germanique 


3 


•» 


Idem 




Pour toutes les autres 


1 


■» 




tìELGlQUE.. . . 


Pour les correspondances échangées 










avec le Dannemarck, la Norvège, 










la Russie et la Suède 


1 50 




Dannemarck. 


Pour loutcs les autres ,., 


i 
1 


50 




Pour loules ses correspondances... 


Espagne 


Pour les correspondances échangées 








avec le Dannemarck , l'Italie , la 










Norvège, la Suède et les Etats com- 










posant l'Union Austro-Germani- 










que à l'e.xception de la Prusse. . 


3 


■» 






Pour toutes les autres 


2 


50 







48 



ITALIA ED ALTRI STATI 



1865 



DESIGNATION 

DES 

ÉTATS 



FliANCE 



Ghèce . . . 
Manovre. 



Italie . . . 

NORVÈGE . 

Pays-Bas 



portugal , 
Prusse. . . , 



Russie (d'Eu- 
rope) 



Saxe 

Suède 

SuissE 

TURQIIIE 

(d'Europe) . 

WURTEMBERG 
et HOHEN- 
ZOLLERN. . . 



L\D1CATI0>' 

DES 

CORRESPONDANGES 



Pour les correspondances échangées 
avec le Dannemarck, la Grece, la 
Norvége, la Russie, la Suède, la 
Turquie d'Europe et les Etals com- 
posant l'Union Austro-Gernianique 

Pour toutes les autres y compris 
celles échangées avec Ics Pays-Bas 
et le WurtembiTg 

Pour toutes ses correspondances .. 

Pour toules ses correspondances... 



Pour toutes ses correspondances ., 

Pour toutes ses correspondances... 

Pour les correspondances qui tra- 
versent les Etals de l'Union 

Pour Ics correspondances échangées 
avec l'Italie et la Suisse par la 
Belgique et la France 

Pour toutes les autres 

Pour toutes ses correspondances... 

Pour les correspondances qui tra- 
versoni les Etats de l'Union 

Pour toutes les autres 

Pour les correspondances échangées 
avec lous les Etats contractants à 
l'exception de la Turquie 



Pour toutes ses correspondances. 



Pour toutes ses correspondances... 
Pour toutes ses correspondances .. 

Pour les correspondances échangées 
avec tous les Etats contractants à 
l'exception de la Russie 



Pour les correspondances qui tra • 
versent les Etals de l'Union 

Pour les correspondances échangées 
avec la Franco, l'Italie et la Suisse. 



30 

1 » 

1 » 

3 » 

2 50 



T. 


! 


F. 


C. 


:{ 


» 


^ì 


w 


l 


)) 


3 


)i 


3 


» 


2 


» 


3 


)) 



Observations 



Taxe commune 
avec les autres 
Etals de l'U- 
nion. 



Idem 



Idem 



' La taxe est por- 
j tèe à 8 fr. pour 

les stations du 

Caucase. 
Taxe commune 
! avec les autres 
I Etats de l'U- 
I nion. 



Principautés de 
Serbie et de 
Moldo - Vala- 
chie non com- 
prises. 

La taxe de 1 fr. 
pour la France 
est communi' 
avec les autres 
Etats de l'U- 
nion. 



ITALIA ED ALTRI STATI 



49 



B. 

Taxes de transit. 

(La taxe de transit est eelle qui revient à chaque Etat povr les 
correspondances qui traverscnt son territoire). 



1865 



DESIGNATION 

DEti 

ÉTATS 



ACTBICHE . . 



Bade . 



Bavière 

Belgique . . . 

Dannemarck. 
Espagne 



Frange 



L\DIGATION 

DES 

CORRESPONDANCES 



Taxe 



F. C. 



Observations 



Pour toulos les correspondances et 
dans loutcs les directions 3 » 



Pour les correspondances qui tra- 
versent les Elats de l'Union Au- 
stro-Germanique dans loutes les 

directions 

Pour les correspondances qui tra- 
versent les Etals de l'Union dans 

toutes les directions \ 3 

Pour toutes les autres 1 

Pour les correspondances échangécs 
par la France entre les Pays-Bas 
d'une pari, l'Italie et la Suisse de 

l'aulre ' oO 

Pour toutes les aulrescorrespondan- [ 
ces et dans toutes les directions. . 1 » 
Pour toutes les correspondances et : 
dans toutes les directions (lignes ; 

sous-marines comprises) ' 1 SO 

Pour les correspondances en prove- 
nancesou àdestinalions du Danne- 
marck, de l'Italie^ de la Norvège, de 
la Suède et des Etats coniposant 
l'Union Austro-Gcrmanique, àl'ex- 

ception de Ja Prusse 

Pour les correspondani'es échangées 
entre la France et le Porlugul... 
Pour toutes les autres correspon- 
dances 2 oO 

Pour les correspondances échangées: 
lo Entre l'Italie d'une part, et 
l'Espagne et le Porlugal de 
l'aulre part ; 
2° Entre laBeigique et les Pays- 
Bas dune part, et d'aulre part 
tous les autres Etats par lesfron- 
tières d'AUemagne, d'Italie et 
de Suisse 



Pour toute dé- 
péche qui tra- 
versa les Etats 
de l'Union Au- 
stro-Germani- 
que cette taxe 
estcommunea- 
vec ces Etats. 



Idem 
Idem 



50 



ITALIA ED ALTRI STATI 



1865 



DESIGNATION 

DES 

ÉTATS 



Frange (suite) 



Grece 

Manovre 



Italie. 



NORVÈOE 

Pavs-Bas . . 



portugal . . 
Prusse 



Russie (d'Eu- 
rope) 



Saxe 



INDICATION 

DES 

CORRESPONDANCES 



Pour touteslesautres correspondan- 
ces, dans toutes les directions . . . 



Pour loules les correspondances, et 
dans toutes les directions 



Pour toules les correspondances é- 
changées enlre les frontières d'Au- 
triche, de France et de Suisse. . . 

Pour toutes les correspondances 
échangées entre les mèmes fron- 
tières et la frontière Ottomane 
(llgne sous-marine comprise) .... 



Pour toutes les correspondances, 
dans toutes les directions 



Pour les correspondances qui Ira- 
versent Ics Etats de l'Union 

Pour toules ics aulres correspon- 
dances, dans toules les directions 



Pour toutes les correspondances, 
dans toutes les directions à l'ex- 
cepiion de la Turquie d'Europe . 



Pour toutes les correspondances, 
dans toules les directions 



Taxe 



F. C. 

3 » 



3 ); 



I j 



3 » 



3 » 



3 » 
2 50 



3 » 



Observations 



Letransitdel'ile 
deCorseeslfixé 
k un frane. 



Pas de transit. 



Taxe comniune 
avec les aulres 
Etats de l'U- 
nion. 



Pas de transit. 

Taxe comniune 
avec les autrcs 
Etats de l'U- 
nion. 

Pas de transit. 



Taxe commune 
avec les autres 
Etats de l'U- 
nion. 



La Convention 
nes'appliquant 
qu'à l'Europe, 
il n'esl pas fait 
mention du 
transit vers 
l'Asie. 



Taxe commune 
avec les autres 
Elats de l'U- 
nion. 





ITALIA ED ALTRI STATI 




51 


DESIGNATION 

DES 

ET ATS 


INDICATIOX 

DES 

CORRESPONDANCES 


Taxe 


Observations 


Suède 

SUISSE 

TORQUIK 

( d'Europe) 

WURTEMBERG 
et HOHEN- 
ZOLLERN. . . 


Pour toutes les correspondances, 
dans toutes les direciions (lignes 
sous-marines comprises) 

Pour toutes les correspondances, 
dans toutes les directions 

Pour les correspondances en pro- 
venance ou à destination de la 
Grece 


F. C. 
3 » 

l » 
3 » 

3 » 


Principautés de 
Serbie et de la 
Moldo-Valachie 
non comprises. 

Taxe commune 
avec les autres 
Etats de l'U- 
nion. 


Pour toutes les correspondances, 
dans toutes les directions 



1865 



Fait à Paris, le 17 mai 1865. 



NiGRA. 

Metternich, 

schweizer. 

Wendland. 

Beyens. 

Moltke-Hvitfeldt. 

MON. 

Drouyn de Lhuys. 
Phocion Roque. 
Heeren. 



LlNSINGEN. 

Lightenvelt. 
Paìva. 

GOLTZ. 

Budberg. 

Seebach. 

Adelsward. 

Kern. 

Djémil. 

Waechter. 



Ratificata da S. M.: Torino, 11 agosto 1865. 
delle ratifiche: Parigi, 14 agosto 1865. 



Scambio 



52 



ITALIA ED ALTRI STATI 



1865 Stati ed Amministrazioni che hanno successivamente aderito 
alla Convenzione telegrafica di Parigi. 



STATI ED AMMINISTRAZIONI 



Amburgo 

Pontificio 

Mecklemburgo-Schwerin . . . 
MoLDo- Valacchia e Servia . 

Lussemburgo 

Russia (Siberia) 

Malta e Corfù (Socielà di) Medi- 

terranean Extension Telegraph 

Turchia Asiatica 



DATA DELL'ADESIONE 



io Gennaio 1866. 
lo Febbraio 1866. 
lo Febbraio 1866. 
15 Marzo 1866. 

lo Dicembre 1866. 
15 Aprile 1867. 

lo Maggio 1867. 
loAprile 1868. 



Tasse Terminali. 



STATI 

ED 

AMMINISTRA- 
ZIONI 



Amburgo. 



Pontificio . . 

Mecklembur- 
go-Schwerin 

Moldo-Va- 
L A e e h 1 a e 
Servia .. . 

Lussemburgo 

Malta e Cor- 
fù (Mediler- 
raneaii Ex- 
tension Tele- 
graph.) 

TurchiaAsia- 
TICa 



INDICAZIONE 
DELLE CORRISPONDENZE 



Per tulle le sue corrispondenze 



Id. 



Id. 
Id. 



Per tulle le sue corrispondenze 

(Uffici di porli di mare) 

Per tulle le corrispondenze . . . 

(Altri Uffici) 

Per tutte le corrispondenze . . . 



Tasse 


3 


» 


1 


» 


» 


» 


1 


» 


I 


» 


3 


» 


8 


» 


1-2 


» 



OSSERVAZIONI 



Tassa comune 
coglialtriStati 
della Lega . . 

Vedi Prussia . 



Dal lo aprile 

1868 

Id. 



Tasse di Transito. 



Amburgo. . . . 

Pontificio . . 
Mecklembur- 
go-schwkrin 

M L D - V A- 
LaCCHIA. . . . 

Servia 

Lussemburgo 

Russia (Sibe- 
ria) 

Malta e Cola- 
va (Meditar- 
raneun Ex- 
tension Tele- 
graph) 



Per tulle le corrispondenze in tulle 
le direzioni 



Id. 

Id. 

Id. 
Id. 
Id. 



1 

3 


» 


i 


» 


3 


» 


1 


» 


1 


50 


» 


50 


» 


1 

1 
1 


» 


» 



Tassa comune 

cogli altri Slati 

della Lega . . 

Id. 



Senza transito 



Id. 



ITALIA ED ALTRI STATI 53 

V. 

1865, 31 Maggio. 

PARIGI. 1865 

Accettazione per parte del Regno d'Italia dell'atto di accessione di 
S. M. il Re di Danimarca alla Convenzione del 16 maggio 1864, fra 
l'Italia ed altri Stati per lo stabilimento di una linea telegrafica 
transatlantica. 

Sa Majesté le Roi de Dannemarck ayant accedè à la Con- 
vention signée à Paris, le 16 mai 1864, entre l'Italie, le 
Brésil, la France, la République d'Haiti et le Portugal, pour 
l'établissement d'une ligne télégraphique transatlantique , 
par l'acte d'accession délivré par M. le Comte de Moltke- 
Hvitfeldt, son Envoyé extraordinaire et Ministre Plénipo- 
tentiaire à Paris; acte d'accession dont la teneur suit: 

AGTE D'ACCESSION 
àia Convention télégraphique signée à Paris leiQmaiiSQA. 

Sa Majesté le Roi de Dannemarck ayant manifeste le désir 
d'acceder à la Convention signée à Paris, le 16 mai 1864, 
entre Sa Majesté le Roi d'Italie, Sa Majesté l'Empereur des 
Francais, Son Excellence le Président de la République 
d'Haiti et Sa Majesté le Roi de Portugal et des Algarves 
pour l'établissement d'une ligne télégraphique transatlan- 
tique: 

Le soussigné Envoyé extraordinaire et Ministre plénipo- 
tentiaire de Dannemarck auprès du Cabinet des Tuileries, 
dùment autorisé à cet effet^ déclare que Sa Majesté le Roi 
de Dannemarck accède, par le présent acte, à la dite Con- 
vention, laquelle est censée insérée ici textuellement, en 



54 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 s'engageant non-seulement envers Sa Majesté le Roi d'Italie, 
mais aussi envers toutes les aulres Puissances qui ont pris 
pari aiix engagements de la Convention, à concourir de son 
coté à l'accomplissement des obligations contenues dans 
la dite Convention, qui peuvent concerner Sa Majesté le Roi 
de Dannemarck. 

Le présent acte d'accession sera échangé conlre un acte 
d'acceplation remis au norn de Sa Majesté le Roi d'Italie. 
Ces deux actes seront ratifiés et les ratifications seront 
échangées aussitòt que faire se pourra. 

En foi de quoi, nous, Plénipotentiaire de Sa Majesté le 
Roi de Dannemarck, avons signé le présent ade d'accession 
et y avons appose le cachet de nos armes. 

Fait à Paris, le 27 mai 1865. 

(L. S.) Signé: Moltke-Hvitfeldt. 



Sa Majesté le Roi d'Italie a autorisé le soussigné , Son 
Envoyé extraordinaire et Ministre Plénipotentiaire à Paris, 
à accepter formellement la dite accession. 

Le présent acte d'acceptation sera ratifié^ et les ratifi- 
cations en seront échangées dans le plus href délai possible. 

En foi de quoi, Nous, Envoyé extraordinaire et Ministre 
Plénipotentiaire de Sa Majesté le Roi d'Italie à Paris, avons 
signé le présent acte d'acceptation et y avons fait apposer 
le cachet de nos armes. 

Fait à Paris, le 31 mai 1865. 

(L. S.) Signé: Nigra. 

Ratificata da S. M.: Firenze, 22 giugno \SQ^. — Scambio 
delle ratifiche: Parigi, 30 settembre 1805. 



ITALIA ED ALTRI STATI 00 

VI. 

f86o, 31 Maggio. 
TAI\GERI. 4865 

Convenzione tra l'Italia, il Marocco ed altri Stati 
per l'amministrazione ed il mantenimento di un Faro al Capo Spartel. 

Au nom de Dieu unique! 
Il n'y a de force et de puissance qu'en Dieu! 

Sa Majesté le Roi d'Italie, Sa Majesté TEmpereur d'Au- 
triche, Roi de Hongrie et de Bohème, Sa Majesté le Roi des 
Belges^ Sa Majesté la Reine d'Espagne, Son Excellencc le 
Président de la République des Etats-Unis d'Amérique, Sa 
Majesté l'Empereur des Francais, Sa Majesté la Reine du 
Royaume-Uni de la Grande-Bretagne et d'Irlande, Sa Ma- 
jesté le Roi des Pays-Bas, Sa Majesté le Roi de Portugal 
et des Algarves, Sa Majesté le Roi de Suède et de Norvège. 

Et Sa Majesté le Saltan du Maroc et de Fez, animés d'un 
égal désir d'assurer la sécurité de la navigation sur les 
cótes du Maroc, et voulant pourvoir d'un commun accord 
aux mesures les plus propres à atteindre ce but, ont ré- 
solu de conclure une Convention speciale^ et ont, à cet ef- 
fet, nommé pour leurs Plénipotentiaires savoir: 

Sa Majesté le Roi d'Italie, le sieur Alexandre De Verdi- 
nois, clievalier de son Ordre des Saints Maurice et Lazare, 
son Agent et Consul general près Sa Majesté le Sultan du 
Maroc ; 

Sa Majesté l'Empereur d'Autriche, Roi de Hongrie et de 
Bohème, sir John Hay Drummond Hay, commandeur du très- 
honorable Ordre du Bain , son agent general ad interim 
près Sa Majesté le Sultan du Maroc; 

Sa Majesté le Roi des Belges, le sieur Ernest Daluin, che- 
vaiier de son Ordre de Léopold, commandeur de nombre 
de rOrdre d'Isabelle la Catholique d'Espagne, commandeur 



56 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 de rOrdre dii Nichan-Iftihar de Tunis, son Consul general 
à la còte occidentale d'Afrique; 

Sa Majesté la Reine d'Espagne, Don Francisco Merry y 
Colon, Grand' Croix de son Ordre d'Isabelle la Catholique, 
chevalier de l'Ordre de Saint Jean de Jérusaleni, décoré de 
rOrdre imperiai ottoman du Medjidié de 3"" classe, offi- 
ciar de rOrdre de la Légion d'honneur, etc, etc, son Mi- 
nistre résident près Sa Majesté le Sultan du Maroc; 

Son Excellence le Président de la République des Etats- 
Unis d'Amérique, le sieur Jesse Harland Mac Math, esquire, 
son Consul general près Sa Majesté le Sultan du Maroc; 

Sa Majesté l'Empereur des Francais, le sieur Augusle- 
Louis-Victor baron Aymé d'Aquin, officier de la Légion 
d'honneur, commandeur de l'Ordre de Francois I" des Deux- 
Siciles_, commandeur de l'Ordre des Sainls Maurice et La- 
zare d'Italie, commandeur de l'Ordre du Clirist de Portugal, 
commandeur de l'Ordre du Lion de Brunswick, chevalier 
de l'Ordre de Constantin des Deux-Sicilcs, chevalier de 
l'Ordre des Guelphes de Ilanovre, son Ministre plénipoten- 
tiaire près Sa Majesté le Sultan du Maroc; 

Sa Majesté la Reine du Royaume-Uni de la Grande-Bre- 
tagne et d'Irlande, sir John May, commandeur du très- 
honorable Ordre du Bain, son Ministre résident près Sa 
Majesté le Sultan du Maroc; 

Sa Majesté le Roi des Pays-Bas, sir John HayDrummond 
Ilay, commandeur du Irès-honorable Ordre du Bain, gerani 
le Consulat general des Pays-Bas au Maroc; 

Sa Majesté le Roi de Portugal et des Algarves, le sieur 
José Daniel Colaco, commandeur de son Ordre du Christ, 
chevalier de l'Ordre de la Rose du Brésil, son Consul gè- 
néra! près Sa Majesté le Sultan du Maroc; 

Sa Majesté le Roi de Suède et de Norvège, le sieur Se- 
lim d'Ehrenhoff, chevalier de son Ordre de Wasa, son Consul 
general près Sa Majesté le Sultan du Maroc; 

Et Sa Majesté le Sultan du Maroc et de Fez, le lettre Sid 
Mohammed Bargasch, son Ministre des afTaires étrangéres. 



ITALIA ED ALTRI STATI 57 

Lesquels, après avoir échangé leurs pleins pouvoirs, trouvés 1 86! 
en bonne et due forme, sont conveniis des articles suivants: 

I. — Sa Majeslé shérifienne ayant dans un intérét d'hu- 
manité ordonné la construction aux frais du Gouvernement 
marocain d'un phare au Gap Spartel, consent à remeltre, 
pour toute la durée de la présente Convention, la direction 
supérieure et l'administration de cet ótablissement aux re- 
présentants des Puissances contractantes. Il est bien en- 
tendu que cette délégation ne porte aucune atteinte aux 
droits de propriété et de souveraineté du Sultan, dont le 
pavillon sera seul arbore sur la tour du phare. 

IL — Le Gouvernement marocain ne possédant actuelle- 
inent aucune marine, soit de guerre, soit de commerce, 
les dépenses nécessaires pour l'enlretien et l'administration 
du phare seront supportées par les Puissances contrac- 
tantes au moyen d'une contribution annuelle dont la quo- 
tité sera égale pour chacune d'elles. Si plus tard le Sultan 
venait à posseder une marine militaire ou marchande, il 
s'engage à prendre part aux dépenses dans la mème pro- 
portion que les autres Puissances signalaires. Les frais de 
réparation et, au besoin, de reconstruction seront d'ail- 
leurs à sa charge. 

HI. — Le Sultan fournira pour la sùreté du phare, une 
garde composée d'un kai'd et de quatre soldats. 11 s'en- 
gage en outre à pourvoir^ par tous les moyens qui dépen- 
dent de lui, méme en cas de guerre, soit intérieure, soit 
extérieure, à la conservation de cet établissement, ainsi 
qu'à la sécurité des gardiens et employés. 

D'un autre coté les Puissances contractantes s'engagent, 
chacune en ce qui la concerne, à respecter la neutralité 
du phare et à continuer le payement de la contribution de- 
stinée à son entretien, mème dans le cas où (ce qu'à Dieu 
ne plaise) des hostilités viendraient à éclater, soit entre 
elles, soit entre l'une d'elles et le royaum.e du Maroc. 

IV, — Les représentants des Puissances contractantes, 
chargés, en vertu de l'article premier de la présente Con- 



58 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 vention, de la direction supérieure et de Tadministration 
du phare, établiront les réglements nécessaires pour le 
cervice et la surveillance de cet, établissement, et aucune 
modification ne pourra ètre ensuite apportée à ces régle- 
ments que d'un commun accord entre les Puissances con- 
traclantes. 

V. — La présente Convention demeurera en vigueur pen- 
dant dix années. Dans le cas où, six mois avant l'expira- 
tion de ce terme, aucune des Hautes Parties contractantes 
n'aurait, par une déclaration otficielle, annoncé son intention 
de faire cesser, en ce qui la concerne, les effets de la Con- 
vention, elle resterà en vigueur pendant une année encore, 
et ainsi de suite, d'année en année, jusqu'à due dénonciation. 

VI. — L'exécution des engagements réciproques, con- 
tenus dans la présente Convention, est subordonnée, en 
tant que de besoin, à l'accomplissement des formalités et 
règles établies par les lois constitutionnelles de celles des 
Hautes Parties contractantes, qui sont tenues d'en provoquer 
l'application, ce qu'elles s'obligent à faire dans le plus bref 
délai possible. 

VII. - La présente Convention sera ratifiée, et les ratifìcations 
en seront échangées à Tanger aussitót que faire se pourra. 

En foi de quoi les Plénipotenliaires respectifs l'ont si- 
gnée, et y ont appose le cachet de leurs armes. 

Fait en doublé originai en francais et en arabe à Tan- 
ger la protégée de Dìeu, le cinquième jour de la lune de 
Moharem, l'an de ITIégire 1282, qui correspond au trenta 
et un du mois de mai de l'année mil-huit-cent-soixante-cinq. 

(L. S). A. Verdinois. (L. S.) ,1. II. Drummond Hay. 

(L. S.) J. H. Drummond Hay. (L. S.) J. lì. DrummondHay. 
(L. S.) Ernest Daluin. (L. S.) José Daniel Colalo, 

(L. S.) Francisco iMerry y Colon. (L. S.) Selim D'Eiirenhoff. 
(L. S.) Jesse H. Mac Math. (L. S.) Moiiammed Bargasch. 
(L. S.) Aymé D'Aquin. 

Rati ficaia da S, M.: Firenze, 23 settembre 1865. — Scambio 
delle ratifiche: Tangeri, 14 febbraio 1867. 



ITALIA E SVIZZERA 



59 



VII. 

1865, 5 Luglio. 

FiRi:]\iZE. 1865 

Convenzione Telegrafica tra l'Italia e la Svizzera. 



Sa Majeslé le Roi d' Italie el le Conseil Federai de la 
Confédération Suisse désirant profiter des réserves conte - 
nues à l'article 59 du Traité télégraphique international si- 
gné à Paris le 47 mai 1865, et assurer aux deux pays les 
avantages d'un tarif modéré pour l'échange de leurs dé- 
péches télégraphiques, ont résolu de conciare une Conven- 
tion à cet effet, et ont nommé pour leurs Plénipotentiaires, 
savoir : 

Sa Majesté le Roi d'Italie, M. le chevalier Etienne Jacini, 
grand officier de son Ordre des Saints Maurice et Lazare, 
Député au Parleinent, son Ministre Secrétaire d'Elat pour 
les travaux publics; et le Conseil Federai de la Confédé- 
ration Suisse^ M. Jean-Baptiste Pioda, son Envoyé extra- 
ordinaire près Sa Majesté le Roi d'Italie, 

Lesquels, après s'étre communiqué leurs pleins pouvoirs, 
trouvés en bonne et due forme, ont arrété les dispositions 
suivantes : 

I. — La taxe de la dépèche télégraphique de vingt mols 
sera uniformémenl fixée, savoir: 

a) A deux francs pour toutes les correspondances 



60 ITALIA E SVIZZERA 

1865 échangées entre les bureaux du Royaume d'Italie situés 
dans un rayon de cent kilomètres à partir d'un point 
quelconque de la frontière Italo-Suisse et les bureaux Suis- 
ses , le montant de la taxe étant partagé par moitié entre 
les deux Etats; 

b) A trois francs pour toutes les correspondances éeban- 
gées entre les autres bureaux du Royaume ^d'Italie et les 
bureaux Suisses, le montant de la taxe étant partagé dans 
la proportion de deux tiers pour l'Italie et d'un tiers pour 
la Suisse. 

La taxe applicable à la dépèche de vingt mots s'accroìt 
de moitié par chaque sèrie indivisible de dix mots au- 
dessus de vingt. 

II. — Le Gouvernement Italien s'engage à appliquer au 
transit pour toutes les correspondances échangées entre 
les bureaux Suisses et les bureaux Pontificaux la taxe ac- 
cordée à l'Etat le plus favorisé et aux mémes conditions. 

III. — A l'exception de ce qui concerne la taxation des 
dépéches et la répartition des taxes, les dispositions con- 
tenues dans la Convention generale en vigiieur seront ap- 
pliquées à l'échange des dépéches qui font V objet de la 
présente Convention. 

IV. — Les dispositions contenues dans la Convention 
du 6 juillet 1864, de mème que dans celle du 2 septembre 
1858 et dans l'arrangement du 6 octobre 1859, seront 
abrogées à dater du jour de l'entrée en vigueur de la 
présente Convention. 

V. — La présente Convention , exécutoire à partir du 
[" septembre 1865, sera considérée comme étant en vi- 
gueur pour un temps indéterminé tant que la dénoncia- 
tion n'en sera pas faite par l'un des Etats contractants ; 
dans ce dernier cas elle demeurera en vigueur jusqu'à 
l'expiration d'une année à partir du jour où la dénoncia- 
tion en sera faite. 

Elle sera ratifiée et les ratifications seront échangées 
aussitòt quo faire se pourra. 



ITALIA E SVIZZERA 61 

En Ibi de quoi les Plénipolenliaires respectifs ont signé 1865 
la présente Convention et y ont appose leurs cachets. 

Faite à Florence en doublé expédition le cinq juillet 
niil-huil-cent-soixante-cinq. 

(L. S.) E. Jacini. 

(L. S.) J.-B. PlODA. 

Ratificata da S. M.: Torino, '21 agosto m5. — Scambio 
delle ratifiche: Firenze, 30 agosto 1865. 



Vili. 

1865, 30 Ottobre. 

FIREIVZE. 

Convenzione tra l'Italia e la Svizzera 
per lo scambio di Vaglia Postali. 

Sa Majesté le Roi d'Italie et le Conseil Federai de la 
Confédération Suisse ayant reconnu l'utilité de régler aii 
moyen d' une nouvelle Convention réchange des Mandats 
de poste entre l'Italie et la Suisse, ont nommé pour leurs 
Plénipotentiaires à cet effet, savoir: 

Sa Majesté le Roi d'Italie, M. le chevalier docteur Etienne 
Jacini , grand oftlcier de son Ordre des Saints Maurice 
et Lazare, son Ministre Secrétaire d'Etat pour les Travaux 
Publics; 

Le Conseil Federai de la Confédération Suisse, M. Jean- 
Baptiste Pioda, son Envoyé extraordinaire et Ministre plé- 
nipotentiaire près Sa Majesté le Roi d' Italie, 



62 ITALIA E SVIZZERA 

1865 Lesquels, aprés s'étre communiqué leurs pleins pouvoirs, 
sont convenus des arlicles suivants: 

I. — Des envois de fonds pourront avoir lieu par la voie 
de la poste, tant de l'Italie et des bureaux italiens à l'é- 
tranger pour la Suisse , que de la Suisse pour l' Italie et 
pour les bureaux italiens à l'étranger. Ces envois s'effec- 
tueront au moyen de Mandats spéciaux , dits Mandats 
d'articles d'argent sur l'étranger, tirés par des bureaux 
de poste d'Italie sur les bureaux de poste de la Suisse et 
réciproquement. 

II. — La propriété de ces Mandats sera transmissible par 
voie d'endossement. 

Leur payement une fois effectué ne pourra donner lieu 
à aucun recours soit contre l'Administration qui aura émis 
le Mandat, soit contre celle qui aura payé. 

III. — Les droits à percevoir sur les sommes d'argent 
expédiées au moyen de Mandats de poste sont fixés à dix 
centimes par dix francs , ou fraction de dix francs jusqu'à 
la somme de cent francs. 

Pour les sommes au-dessus de cent francs on ajoutera 
un droit de vingt centimes de cinquante francs en cin- 
quante francs, ou fraction de cinquante francs. 

Gette taxe sera repartie par moitié entre les deux Ad- 
ministrations des postes de l'Italie et de la Suisse. 

IV. — Il est formellement convenu que les Mandats dé- 
livrés en exécution de l'article premier ne pourront, sous 
aucun prétexte et à quelque titre que ce soit , ètre sou- 
mis à une taxe quelconque en sus de celle fixée par l'ar- 
ticle III. 

V. — Les sommes encaissces par chacune des deux Admi- 
nistrations en échange de Mandats d'articles d'argent, doni 
le montant n'aura pas été reclame par les ayant-droit 
dans le dclai de buit années, à partir du jour du verse- 
ment des fonds, sont définitivement acquises à l'Adminis- 
tration qui aura délivré ces Mandats. 

VI. — Les deux Adminislrations de l'Italie et de la Suisse 



ITALIA E SVIZZERA 63 

élabliront d'un commun accorci la limite de la somme des 1865 
Mandats; elles désigneront les bureaux qui seront admis à 
délivrer et payer les Mandats, et régleront toutes les me- 
sures de détail et d'ordre nécessaires pour assurer l'exé- 
cution des stipulations de la présente Convention. 

Il est entendu que les mesures susdites pourront ètre 
modifiées par les deux Administrations toutes les fois que, 
d'un commun accord, elles en reconnaìtront la nécessité. 

VII. — Seront abrogées, à partir du jour de la mise à 
exécution de la présente Convention, toutes stipulations ou 
dispositions antérieures concernant les Mandats d'articles 
d'argent entre le Royaume d'Italie et la Confédération 
Suisse. 

VIII. — La présente Convention sera mise à exécution 
à partir du jour dont les deux Parties conviendront. 

. Elle demeurera obligatoire d'année en année , jusqu'à 
ce que l'une des deux parties contractantes ait annoncé à 
l'autre, mais un an à l'avance, son intention d'en faire ces- 
ser les effets. 

IX. — Celte Convention sera ratifiée et les ratifications 
en seront échangées aussitót que faire se pourra. 

En foi de quoi les Plénipotentiaires respectifs Toni signée 
et y ont appose le cachet de leurs armes. 

Fait à Florence, en doublé expédition, le 30 octobre 
de Fan de gràce i865. 

(L. S.) E. Jacini. 

(L. S.) J.-B. PlODA. 



Ratificata da S. M. : Firenze, % novembre \SQ5 — Scambio 
delle ratifiche: Firenze, 24 dicembre 1865. 



64 ITALIA ED ALTRI STATI 



IX, 

1865, S Novembre. 

1865 GAIiATZ. 

Atto pubblico della navigazione del Basso Danubio 

tra 

l'Italia, Austria, Francia, Gran Bretagna, Prussia, Russia e Turchia. 

Une Commission Européenne ayant ole instituéc par l'ar- 
ticle 16 du Traile de Paris du 30 mars 1856, pour mel- 
tre la parlie du Danube siluée en aval d'Isaktcha, ses em- 
boLichures et les parlies avoisinanles de la mer^ dans les 
meilleures condilions possibles de navigabili le; 

Et ladile Commission, agissant en verlu de ce mandai, 
élant parvenue, après neuf années d'aclivilé, à réaliser d'im- 
portanles amélioralions dans le regime de la navigation , 
notamment par la conslruclion de deux digues à Tembou- 
chure du bras de Soulina, lesquelles onl eu pour effet d'ou- 
vrir raccés de celle embouchure aux bàtiments d'un grand 
tiranl d'eau; par l'exécution de travaux de correction et de 
curage dans le cours du méme bras, par l'enlèvement des 
bàtiments naufragus et par l'établissement d'un système de 
bouées; par la conslruclion d'un phare à l'embouchure de 
Si-Georges; par l'inslitution d'un service régulier de sau- 
vetage et par la créalion d'un hòpital de marine à Soulina; 
enfin, par la rcgiémentation provisoire de difTérents servi- 
ces de navigation sur la seclion fluviale siluée entre Isakt- 
cha et la mer; 

Les Puissances qui ont signé le dit Traile conclu à Paris 
le 30 mars 1856 désirant conslaler que la Commission Eu- 



ITALIA ED ALTRI STATI 65 

ropéenne, en accomplissant ainsi une partie essenlielle de 1865 
sa tàche, a agì conformément à Leurs intentions, et vou- 
lant déterminer par un acte public les droits et obligations 
qua le nouvel état de clioses établi sur le Bas-Danube a 
créé pour les différents intéressés et notamment pour tous 
les pavillons qui pratiquent la navigation da fleuve; ont 
nommé pour Leurs Plénipotentiaires, savoir: 

Sa Majesté l'Empereur d'Autriche, Roi de Hongrie et de 
Bohème: le sieur Alfred Chevalier de Kreraer, son Consul 
pour le litoral du Bas-Danube, décoré de l'Ordre imperiai 
du Medjidié de quatrième classe; 

Sa Majesté l'Empereur des Francais: le sieur Edouard 
Engelhardt^ son Consul de première classe, Chevalier de 
l'Ordre imperiai de la Légion d'honneur; 

Sa Majesté la Beine du Royaume-Uni de la Grande-Bre- 
tagne et d'Irlarde: le sieur John Stokes, Major au Corps 
Rovai des Ingénieurs, décoré de l'Ordre imperiai du Medji- 
dié de quatrième classe, etc. , etc. 

Sa Majesté le Roi d'Italie: le sieur Annibal Chevalier 
Strambio, son Agent politique et Consid general dans les 
Principautés Unies, Commandeur de son Ordre des Saints 
Maurice et Lazare; 

Sa Majesté le Roi de Prusse: le sieur Jules-Alexandre- 
Aloyse Saint-Pierre , Chevalier de son Ordre de l'Aigle 
Rouge de troisième classe avec le noeud , de l'Ordre du 
Danebrog du Dannemarck, Officier de l'Ordre royal de Léo- 
pold de Belgique , décoré de l'Ordre imperiai de Sainte 
Anne de Russie de seconde classe, Commandeur de l'Or- 
dre d'Albert de la Saxe Royale de seconde classe, et de 
l'Ordre de la Branche Ernestine de Saxe, son Conseiller 
actuel de légation , son Agent politique et Consul general 
dans les Principautés Unies; 

Sa Majesté l'Empereur de toutes les Russies: le sieur 

Henri Baron d'Offenberg, son Conseiller d'Etat et Consul 

general dans les Principautés Unies, Chevalier de l'Ordre 

de Saint Vladimir de troisième classe, de Sainte Anne et 

5 



66 ITALIA ED ALTRI STATI 

'5 de Saint Slanislas de deuxième classe, Chevalier de Saint 
Jean de Jérusalem et de plusieurs Ordres élrangers, eie. 

Sa Majesté l'Empereur des Ottomans: Ahmet Rassim Pa- 
cha^ Fonclionnaire du rang de Mirimiran, son Gouverneur 
pour la Province de Toultcha, décoré de TOrdrc imperiai 
du Medjidié de troisième classe; 

Lesquels, après avoir exhibc leurs pleins pouvoirs Irouvés 
en bonne et due forme, sont convenus des disposilions 
suivanles : 



TUBE I". 

Dìspositions relatives aux conditions matérielles 
de la ravigation. 

I. — Tous les ouvrages et établissemenls créés en cxé- 
cution de l'article 16 du Traile de Paris, du 30 mars 1856, 
avec leurs accessoires et dépendances, conlinueronl à étre 
affectés exclusivement à l'usage de la navigation Danu- 
bienne, et ne pourront jaraais étre délournés de celle des- 
lination pour quelque motif que ce soit; à ce litre, ils 
sont placés sous la garantie et la sauvegarde du droit in- 
ternational. La Commission Européenne du Danube , o;i 
rAutonìé qui lui succederà en droit, resterà chaigée, à 
l'exclusion de tonte ingérence quelconque^ d'administrer 
au profìt de la navigation ces ouvrages et établissemenls, 
de veiller à leur raaintien et conservalion et de leur don- 
ner loul le développement que les besoins de la naviga- 
tion pourront réclamer. 

II. — Sera spécialemenl réservée à la Commission Eu- 
ropéenne, ou à l'Aulorilé qui lui succèderà, la faculté de 
designer et de Taire exécuter lous Iravaux qui seraienl 
jugés nécessaircs dans le cas oìi l'on voudrail rendre dé- 
fìnitives les amélioralions, jusqu'aujourd'hui provisoires, 
du bras et de l'embouchure de Soulina, et pour prolonger 



ITALIA ED ALTRI STATI 67 

l'endiguement de celle embouchure, au far ci à mesure 1865 
qua l'état de la passe pourra l'exiger. 

III. — li deraeurera réservé k la dile Commission Euro- 
péenne d'enlreprendre raméiioralion de la bouche et du 
bras de St-Georges, arrèlce d'un commun accord et sim- 
plement ajoiirnée quant à prcsent. 

IV. — La Sublime-Porle s'engage à prèler , à l'avenir 
comme par le passe, à la Commission Européenae ou à VA uto- 
rilé qui lui succèderà, loule Tassislance et toul le concours 
dont l'une ou l'aulre pourra avoir besoin , pour l'exécu- 
tion des travaux d'art et généralement pour toul ce qui 
concernerà l'accomplissement de sa tàche. Elle veillera à 
ce que les rives du Danube, depuis Isaktcha jusqu'tà la 
mer, demcurent libres de toutes batisses, servitudes et au- 
tres enlraves quelconques, et elle continuerà, sous la ré- 
servé des redevanccs annuelles auxquelles les biens-fonds 
soni soumis en Turquie, à laisscr à la disposilion de la 
Commission, dans le pori de Soulina , la rive gauche, à 
partir de la racine de la digue du nord, sur une distance 
de sept-cent soixante mètres en remonlant le fleuve , et 
sur une largeur de cent cinquanle mèlres en parlant de 
la rive. 

Elle consenl, de plus, à concéder un emplacement con- 
venable, sur la rive droite, pour les conslruclions que la 
dite Commission, ou l'Aulorité qui lui succèderà, jugerail 
alile d'élever pour le service du pori de Soulina , pour 
l'h'pilal de la marine et pour les aulres besoins de l'Ad- 
ministralion. 

V. — Pour le cas où la Commission Européenne ferali 
usage de la réserve mentionnée dans Tarlicle III, touchant 
l'amélioralion de la bouche et du bras de Si-Georges, la 
Sublime-Porle consenl à ce que la dile Commission puisse 
disposer, aussilòt que besoin sera, des terrains et empla- 
cemenls appartenant au domaine de l'Elat, qui auront élé 
désignés et déterminés d'avance comme nécessaires , tant 
pour la construction des ouvrages que pour la formalion 



68 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 des établissemenls qui devront étre créés en conséquence 
Oli comme complément de celte amélioration. 

VI. — Il est eiitendu qu'il ne sera conslruit, sur l'une 
ou sur l'aulre rive du fleuve, dans les ports de Soulina 
et de St-Georges, soit par FAulorité territoriale, soit par 
les Compagnies ou Sociétés de commerce et de navigation, 
soit par les particuliers , aucuns débarcadères , quais ou 
autres établissements de méme nature , doni les plans 
n'auraient pas été communiqués à la Commission Euro- 
péenne et reconnus conformes au projet general des quais, 
et cornine ne pouvant coraprometlre en rien l'effet des tra- 
vaux d'amélioration. 



TITRE II. 

Dispositions relatives au regime administratif 
de la navigation. 

§ 1 . — Des Règlements en general. 

VII. — La navigation aux embouchures du Danube est 
règie par le Règlement de navigation et de poliee , arrété 
par la Commission Européenne sous la date de ce jour, et 
qui est demeuré joint, sous la lettre A , au présent acte, 
pour avoir méme force et valeur que s'il en faisait partie 
intégrante. 

Il est entendu que ce Règlement lait loi, non-seulement 
en ce qui concerne la poliee fluviale, mais encore pour 
le jugement des contestalions civiles naissant par suite de 
l'exercice de la navigation. 

Vili. — L'exercice de la navigation sur le Bas-Danube 
est place sous l'Autorité et la surveillance de l'Inspecteur 
general du Bas-Danube et du Capitaine du port de Soulina. 

Ces deux Agents , nommés par la Sublime-Porte , de- 
vront conformer tous leurs actes au Règlement dont l'ap- 
plication leur est conliée et pour la stride observalion du- 



ITALIA ED ALTRI STATI 69 

quel ils préteronl serment. Les sentences émanant de leur 1865 
aiUorité seront prononcées au nom de S. M. le Sultan. 

Dans le cas où la Commission Européenne, oii la Com- 
mission riveraine permanente, aura constate un délit ou 
une contravention commis par l'un ou l'autre des dils Agents 
conlre le Règlement de navigalion et de police, elle re- 
querra auprès de la Sublime-Porte sa destitution. Si la 
Sublime-Porte croit devoir procéder à une nouvelle cn- 
quéte sur les faits déjà constalés par la Commission, celle-ci 
aura le drolt d'y assister par Porgane d'un Délégué , et 
lorsque la culpabilité de l'accuse aura été dùment prouvée, 
la Sublime-Porte avisera sans retard à son remplacement. 

Sauf le cas prévu par le paragraphe qui précède, Pln- 
specteur general et le Capitaine du port de Soulina ne 
pourront étre éloignés de leurs postes respectifs que sur 
leur demande ou par suite d'un accord entre la Sublime- 
Porte et la Commission Européenne. 

Ces Agents fonctionneront, ainsi, l'un et l'autre, sous la 
surveiilance de la Commission Européenne. 

L'Inspecteur general, les Capitaines des ports de Soulina 
et de Toultcha et les surveillants (dépendant de l'inspec- 
leur general) seront rétribués par le Gouvernement Ottoman. 

Ils seront choisis parmi des personnes compétentes. 

IX. — En vertu des principes de l'Acte du Congrès de 
Vienne consacrés par l'article 15 duTraité de Paris, l'autorité 
de rinspecteur general et du Capitaine du port de Soulina 
s'exerce indistinctement à l'égard de tous les pavillons. 

L'Inspecteur general est prepose spécialement à la po- 
lice du fleuve, en aval d'isaktcha, à Pexclusion du port de 
Soulina; il est assistè de surveillants répartis sur les di- 
verses sections tluviales de son ressort. 

Le Capitaine du port de Soulina est chargé de la police 
du port et de la rade extérieure de Soulina. 

Une instruction speciale , arrétée d'un commun accord , 
règie dans ses détails Paction de l'Inspecteur general et 
celle du Capitaine du port de Soulina. 



70 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 X. — Les Gapitaines marchands , h quelque nationalilé 
qu'ils appartiennent, sont tenus d'obtempérer aux ordres 
qui leur sont donnés, eti vertu du Règlemcnt de navi- 
gation et de police, par l'Inspccteur general et par le Ca- 
pilaine du pori de Soulina. 

XI. — L'exéculion du Règlemcnt de navigalion et de 
police est assurée _, en oulre , ainsi que l'application du 
tarif dont il sera parie aux articles Xlil et suivants du pré- 
sent Acte, par l'action des bàliments de guerre slalionnés 
aux embouchures du Danube, conformément à l'article 19 
du Traité de Paris. 

Chaque station navale agii sur les bàtiments de sa na- 
tionalité et sur ceux dont elle se trouve appelée à pro- 
téger le pavillon, soit en verLu des Trailés ou des usages, 
soit par suite d'une délégation generale ou speciale. 

A défaut d'un bàliment de guerre ayant qualité pour 
intervenir, les Autorités internationales du fleuve peuvent 
recourir aux bàtiments de guerre de la Puissance terri- 
toriale. 

XII. — Il est entendu que le Règlement de navigation 
et de police joint au préscnt Ade conserverà force de loi 
JLisqu'au moment où les Règlemenls prévus par l'articles 17 
du Traité de Paris aiiront été arrétés d'un commun ac- 
cord et mis en vigueur. 

Il en sera de mème pour Ics dispositions des articles Vili, 
IX et X ci-dessus, en lant qu'ellcs concernent les altri- 
butions de l'Inspccteur general. 

§ 2. — ])u tarif des droits de navigalion. 

XIII. — L'article 1G du Traité de Paris ayant conféré 
à la Commission Européenne la faculté d'imposer à la na- 
vigalion une taxe d'un laux convenable pour couvrir les 
frais des Iravaux et établissemenls susmentionnés, et la 
Commission ayant fait usage de celle faculté en arrélant 
le tarif du 25 iuillet 1860, révisé le 7 mars 1863, doni 
le produit lui a procure les ressources nécessaires pour 



ITALIA ED ALTRI STATI 7 • 

l'achèvemenl des Iravaux de Soulina, il est expressément 1865 
convenu, par le présent Ade, que le siisdit larif, doni les 
disposilions viennent d'èlre complélées, demeurera obliga- 
toire pour l'avenir. 

A cet effet, le tarif en queslion a élé joint au présenl 
Ade, sous la lellre D, pour avoii" méme force el valeur 
que s'il en faisail parlie intégrante. 

XIV. — Le produit de la taxe sera affecté: 

1" Par priori té et préférence, au rembourseinent des 
emprunts conlractés par la Commission Européenne et de 
ceux qu'elle pourra contracter à l'avenir pour l'achéve- 
ment des Iravaux d'amédioration des enibouchiires du 
Danube; 

2" A couvrir les Irais d'adniinislration et d'entretien 
des Iravaux et établissements; 

3'' A ramortissement des avances failes à la Commis- 
sion par la Sublime-Porte; cet amortissement s'opererà 
conformément à l'arrangement special conclu, à cet égard, 
enlre la Commission Européenne et le Délégué de S. M. 1. 
le Sultan, sous la date de ce jour. 

L'excédant de ce produit, s'il y en a, sera tenu en ré- 
serve, pour faire face aux dépenses que pourra entraìner 
le prolongement des digues de Soulina ou l'exécution de 
tels autres travaux quo la Commission Européenne, ou l'Au- 
torité qui lui succèderà, jugera ultérieurement utiles. 

Il est expressément cntendu, au surplus, qu'aucune par- 
ile des sommes produites par les taxes prélevées sur les 
bàtiments de mer, ou des emprunts réalisés au moyen de 
l'affectation de ces taxes, ne pourra étre employée à cou- 
vrir les frais de Iravaux ou des dépenses adminislratives se 
rapportant à une sedion lluviale située en amont d'Isaktcba. 

XV^ — A l'expiralion de chaque délai de cinq ans , ci 
en vue de diminuer, s'il est possible, les cliarges iinposées 
à la navigation, il sera procède par les Délégués des Puis- 
sances qui ont arrété le susdit tarif, à une révision de ses 
disposilions, et le montani des taxes sera réduit autant 



72 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 que faire se pourra, toiit en conservant le revenu moyen 
jugé nécessaire. 

XVI. — Le mode de perception de la taxe et l'admi- 
nistralion de la Caisse de navigation de Soulina conti- 
nueront à ètre régis par les dispositions acluellement en 
vigueur. 

L'Agent-complable prepose à la perception sera nommé, 
à la majorité absolue des voix, par la Commission Euro- 
péenne ou par l'Autorité qui lui succederà, et fonctionnera 
sous ses ordres directs. 

Le contróle general des opéralions de la Caisse sera 
exercé par un Agent dont la nomination apparti endra au 
Gouvernement Ottoman. 

Il sera publié annuellement , dans les journaux offi- 
ciels des différentes Puissances intéressées , un bilan dé- 
taillé des opérations de la Caisse de navigation, ainsi qu'un 
état faisant connaìtre la réparlition et l'emploi des pro- 
duits du tarif. 

XVII. — L'Administration generale des pbares de l'Em- 
pire Ottoman s'étant chargée de pourvoir aux frais d'éclai- 
rage, d'administration et d'entretien des pbares composant 
le systéme d'éclairage des emboucbures du Danube, la 
quole-part représentant les droits de pbare dans le mon- 
tani des taxes pergues à Soulina, sera versée aux mains 
de la dite Administration; mais il est entendu que ces droits 
ne pourront avoir pour objet , en ce qui concerne les 
pbares existants et ceux que Fon jugerait utile d'établir 
ultérieurement, que de couvrir les dépenses réelles. 

§ 3. — Des quaraìitaincs. 

XVIII. — Les dispositions sanitaires applicables aux em- 
boucbures du Danube continueront à ètre réglées par le 
Conseil supérieur de sante institué à Constantinople, et 
dans lequel les différentes Missions étrangères, accréditées 
auprès de la Subbme-Porte, sont représentées par des Dé- 
légués. 



ITALIA ED ALTRI STATI 73 

Ces disposiLions seront concues de manière à concilier 1865 
dans une jusle mesure les garanties sanilaires et les be- 
soins du commerce maritime, et elles seront basées , au- 
lant que faire se ponrra, sur les principes déterminés dans 
les arlicles XIX et XX ci-aprés. 

XIX. — Les bàtiments descendant le Danube serofìt af- 
franchis de tout contróle sanitaire ; il cn sera de méme 
pour les bàtiments venant de la mer , aussi longtemps 
qu'aucune epidemie de peste ne regnerà en Orient; ces 
bàtiments seront tenus simplement de présenter leur pa- 
tente de sante aux Autorités des ports où ils mouilleront. 

XX. — Si une epidemie de peste vient à éclater en 
Orient , et si l'on juge nécessaire de faire appliquer des 
mesures sanitaires sur le Bas-Danube , la quarantaine de 
Soulina pourra ètre rétablie ; les bàtiments venant de la 
mer seront tenus, dans ce cas, d'accomplir à Soulina 
les formalités quarantainaires, et si l'epidemie n'a pas en- 
vahi les Provinces de la Turquie d'Europe , ils ne pour- 
ront plus élre l'objet d'aucune mesure sanitaire en remon- 
lant le fleuve. 

Mais si , au contraire , l'epidemie envabit une ou plu- 
sieurs des Provinces riveraines du Danube, des élablisse- 
ments quarantainaires seront institués là où besoin sera, 
sur la partie du tleuve qui traverse le territoire de la 
Turquie. 

TURE III. 
Neutralité. 

XXI. — Les ouvrages et établissements de toute nature 
créés par la Commission Européenne ou par l'Autorité 
qui lui succederà, en exécution de l'article 16 du Traile 
de Paris, notamment la Caisse de navigation de Soulina, 
et ceux quelle pourra créer à l'avenir, jouiront de la 



74 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 neutralité stipulée dans l'article il du dil Traile et seront, 
en cas de guerre, également respectés par tous les bel- 
Ijgérants. 

Le bénéfice de celle neutraliló s'élendra, avec les obli- 
gations qui en dérivenl, à l'Inspcclion generale de la na- 
vigalion, à l'Adminislralion du pori de Soulina, au personnel 
de la Gaisse de navigalion et de l'hòpilal de la marine, 
enfin, au personnel lechnique chargé de la surveillance des 
Iravaux. 

XXII. — Le présent Acte sera ratifié; chacune des Ilautes 
Parlics conlraclanles ralifiera en un seul exemplaire et 
les ratificalions seronl déposées dans un délai de deuK 
inois, ou plus tòt si faire se peut, ù la Cliancellerie du 
Divan Imperiai, à Constantinople. 

En foi de quoi, les Plénipolentiaires respectit's Font signé 
et y onl appose le sceau de leurs armes. 

Fall à Galatz, le deuxième jour du mois de novembre 
de l'an mil-buil-cenl-soixante-cinq. 

(L. S.) A DE Kremer. 

(L. S.) Ed. Engelhardt. 

(L. S.) J. Stokes. 

(L. S.) Strambio. 

(L. S.) Saint-Pierre. 

(L. S.) Offenberg. 

(L. S.) Aiimet R\ss.im. 



ITALIA ED ALTRI STATI 75 

j^niiexe .4. 

R È G L E M E N T 

DE NAVIGATION ET DE POLiCE APPLICABLE AU DAS-DANUBE. 

Disposi lions (jénèrales. 

I. — L'exercice de la navigatioii sur lo Bas-Danube, en 1865 
aval d'Isaktcha , est place sous rautorité de l'Inspecteur 
g.'aéral de la navigation dii Bas-Daniibe et dii Capitarne 

da port de Soulina. 

Ces deux Agents fonctionnent, l'uà et l'autre, sous la 
surveillance de la Commission Europóenne da Danube ; 
leur autorité s'exerce indistinclernent à l'égard de toas les 
pavillons. 

II. — L'exécution des Pirgleuienls applicables au Bas- 
Danube est également assurée par raction des bàtiments 
de guerre stationnés aux embouchures contormiMiient à 
l'arlicle 19 du Traile de Paris. 

Chaque station navale agii sur les bàtimenls de sa na- 
tionalité et sur ceux doni elle se trouve appelée à pro- 
téger le pavillon, soit en verlu des iraili's ou des usages, 
soit par suite d'une délégation generale ou speciale. 

A défaut d'un bàtiment de guerre ayant qualitó pour 
intervenir, les Aulorités préposées à la police du lleuve 
peuvenl recourir aux. bàtimenls de gaerre de la Puissance 
territoriale. 

III. — L'Inspecteur general est spécialement prepose à 
la police du Bas-Danube, à l'exclusion du port de Soulina. 

Il est assiste de plusieurs surveillants repartis sur les 
diverses seclions fluviales de son ressort. 

IV. Le Capitaine da port de Soulina est cbargé de la 
police du port et de la rade exlérieure de Soulina. 



76 ITALIA ED ALTRI STATI 

V. — Les Capitaines marchands, à quelque nationalité 
qu'ils appartiennent, sont tenus d'obtempérer aux ordres 
qui leur sont donnés, cn vertu du présent Règlement par 
rinspecteur general et par le Gapilaine du port de Soulina, 

Ils sont également tenus de leur décliner, s'ils en sont 
requis, leurs noms ainsi que la nationalité et les noras de 
leurs bàtiments, et de leur présenter leurs ròles d'équi- 
page, sans préjudice aux dispositions des arlicles X, XVII 
et LXV ci-dessous. 

Une instruction speciale, émanée de la Coniniission Eu- 
ropéenne, règie, dans ses détails, l'action de ces deux Agents. 

VI. — Indépendamment des fonctions judiciaires qu'ils 
remplissent dans les cas prévus par les arlicles LXXIX et 
CVII du présent Règlement, l'Inspecteur general et le Capi- 
taine du port de Soulina prononcent sommairement dans les 
différends entre les Capitaines et leurs èquipages, en se 
faisant assister par deux Capitaines de la nationalité des 
parlies litigantes, ou, à leur dèfaut, par deux autres Ca- 
pitaines. Ils n'exercent toutefois cette partie de leurs at- 
Iributions qu'autant que l'un des intèressés a reclame 
leur intervention et qu'il ne se trouve pas sur les lieux 
une autre iVutorité competente. 

TURE K 
De la police de la rade et du port de Soulina. 

CHAPITRE I"'. 

De la polke de la rade de Soulina. 

VII. — La rade de Soulina comprend les eaux de la 
mer sur un rayon de deux milles nautiques autour de la 
lète de la digue du nord. 

Vili. — Toul bàtiment qui arrivo en rade de Soulina, 
en venant de la mer, est tenu de bisser son pavillon na- 
tional. 



ITALIA ED ALTRI STATI 77 

IX. — S'il reste en rade pour charger ou décharger sa 1865 
cargaison, il est néanmoins sourais aux ordres du Capi- 
laine du port de Soulina et de ses Agents, pour lout ce 

qui concerne la police de la navigalion. 

Il a notamment à se conformer aux dispositions du pré- 
sent Règlement comprises sous le titre V et relatives au 
service des allèges. 

X. — Il doit mouiller à l'endroit qui lui est designò par 
le chef ou par le sous-clief des pilotes de Soulina. 

Après quoi, le Capilaine ou son second se présente, dans 
les 24 heures, au bureau du Capitaine du port pour y dé- 
poser les papiers du bàtiment. 

XI. — Il est interdit aux embarcations des navires 
mouillés sur la rade de s'engager dans la passe et de 
eirculer dans le port, pendant la nuit, sans porter un fa- 
nal éclairé. 

CIIAPITRE II. 

De la police du jwri de Soulina. 

XII. — Le port de Soulina comprend le bras de Soulina 
sur une longueur de trois milles nautiques, en partant de 
l'ouverture de la passe formée par les létes des digues de 
l'embouchure. 

XIII. — Aucun navire à voiles ou à vapeur jaugeant 
plus de soixante tonneaux ne peut i'ranchir la passe de 
Soulina, soit en venanl de la mer, soit en sortant du fleuve, 
sans avoir à bord un pilote bréveté par l'Administration 
locale. 

Cette disposition, toutefois, n'est pas applicable aux ba- 
teaux à vapeur faisant des voyages périodiques, lesquels 
peuvent se servir de leurs propres pilotes. 

Le service du pilotage est réglé par des dispositions 
spéciales, comprises sous le titre IV du présent Règlement. 

XIV. — Aucun navire ne peut entrer dans le port de 
Soulina ou en sortir, sans hisser son pavillon national. 



78 ITALIA ED ALTRI STATI 

;805 Les Autorités dii pori ne permcttenl le passage à aucun 
navire sans pavillon. 

XV. — Dans le cas où, par sulle de gros temps, le chenal 
de Soulina esl jugé impraticable par le Capilaine du pori, un 
pavillon bleu esl arbore sur la lour du phare el indique 
que les piloles de l'Adminislration ne peuvcnl aller en rade. 

XVI. — Deux embarcalions de garde slationnent aux 
deux enlrées du pori. 

Les Capitaines jetlcnt l'ancre aux endroils qui leur soni 
désignés par les palrons de ces embarcalions. 

XVII. — Ils se présenlent ensuile, dans les vingt-quatre 
heures, au bureau du Capilaine du pori, pour y produire 
leurs papiers de bord. 

Ils soni lenus également, à l'exceplion des Capitaines 
des bateaux à vapeur affectés au service postai et faisant 
des voyages périodiques, de préscnlcr leurs papiers à l'A- 
genl-comptable de la Caisse de navigalion de Soulina, qui 
appose sur le ròle d'équipage de chaque bàliment enlrant 
dans le Danube, quelle que soit sa capacité, une cslampille 
portarli ces mols: << Commission Européenne du Danube, 
Caisse de navigalion de Soulina, >> la dal e de l'année el un 
numero d'ordre. Celle eslampille est annulce, avant la 
sorlie du bàliment, au moyen de l'empreinte d'une griffe. 

Si les navires ne s'arròlent pas plus de vingt-quatre 
beures à Soulina, les papiers de bord sont rendus immédia- 
lement aux Capitaines^ aprcs l'accomplissement des forma- 
lités prcscriles; dans le cas cunlraire, ils restent déposés 
au bureau du Capilaine du pori, par l'entremise duqucl ils 
soni transmis, s'il y a licu, à rAulorilc consulaire compe- 
tente, après l'acquitlement des droits de navigation et le 
payemenl ou la consignalion des amendes infligées en 
vertu du présent Règlement ; sauf ce cas, le ròle d'équi- 
page doit toujours se Irouver à bord du bàliment. 

XVIII. — Une fois à l'ancre, les bàlimenis s'amarreni 
par des càbles aux poleaux élablis à cet elTel le long de ■ 
deux rives, ou aux bàlimenis déjà mouillés. 



ITALIA ED ALTRI STATI 79 

XIX. — lls renlrent leur baton de foc et leurs bouls- 1865 
dehors, qui ne pcuvcnt servir, en aucun cas, à amarrer 

les embarcalion?. 

Pendant tonte la durce du mouillage, les vergues restent 
brassées de l'avant à l'arrière. 

XX. — 11 est interdi! aux bàtimenls de petit cabolage, 
aussi qu'aux alléges, de circuler dans le pori pendant la nuil. 

Les embarcalions du pori ou des bàtimenls marchands 
ne peuventse déplacer pendant la nuil, sans porler un fa- 
nal éclairc. 

XXI. — 11 n'esl pas perniis de cbautìer, dans l'inlérieur 
du port, du goudron ou de la poix, à bord des bcàliments. 

Les Capitaines veillent à ce qu'il ne soit lait usage, à leur 
bord, de luniiéres quelconques, autrcs quo des lampes à 
verre ou des lanterne?. 



CHAPITRE III. 

Disposi lions coinmunes à la rade et au port de Soulina. 

XXIL — L'article LXIY du présent Règlement, qui inlerdit 
le jet du lesi ailleurs que dans les endroits désignés à cet 
effet, s'applique notamment à la rade et au port de Sou- 
lina proprement dil. 

XXIII. — Il est défendu de retirer, sans l'autorisation du 
Capitaine du port, les ancres, chaines et autres objets 
abandonnés dans le port et dans la rade extérieure. 

XXIV, — En cas d'échoueinent et de naufrage, ainsi qu'en 
cas d'avaries, le Capitaine du port de Soulina porte les 
secours les plus urgents pour assurer le sauvelage de la 
cargaison^ du navire et de ses apparaux, et pour sauve- 
garder l'intérét general de la navigation. 

Après quoi, il se dessaisit de l'administralion du sauvelage 
et envoie tous les acles dressés par lui à la plus proche 
Aulorilé competente. 



80 ITALIA ED ALTRI STATI 

TITRE li. 

De la police du fleuve. 

CHAPITRE I". 

Règie generale. 

1865 XXV. — Tout Gapitainc ou Patron d'un bàtiment à voiles 
ou à vapeur, en cours de navigation, ou stationnant, 
soit à l'ancre, soit amarre à la rive, est lena de veiller à ce 
que son bàtiment ne cause ni entravo à la navigation, 
ni dommage, soit à d'autres bàtiments, soit aux échelles, 
bouées, signaux, chemins de halage et autres élablissements 
servant à la navigation, placés sur le fleuve ou sur les ri- 
ves, et il doit veiller avec le mème soin à se sauvegarder 
lui-mòme. 

Les bàtiments naviguant ou stationnant dans le bras de 
Soulina sont tenus de porter leurs ancres suspendues li- 
brement aux bossoirs, sans les fixer au bordage. 

Les conducteurs de trains de bois ou radeaux sont soumis 
aux mòmes règles de précaution que les bàtiments. Les 
trains de bois et radeaux ne peuvent avoir, lorsqu'ils de- 
scendent le bras de Soulina, qu'un tirant d'eau inférieur 
d'un pied anglais, au moins, à la hauteur de l'eau sur celui 
des bas-fonds du dit bras offrant la moindre profondeur; 
ils ne peuvent, dans aucun cas, avoir un tirant d'eau de 
plus de douze pìeds anglais. 

CHAPITRE II. 

Règles pour les bcUiments qui se croisent ou se dépassent. 

XXVI. — En règie generale, il est interdit à un bàti- 
ment de dépassef le bàtiment qui suit la mème route, et 
à deux bàtiments allant en sens contraire, de se croiser 



ITALIA ED ALTRI STATI 81 

sur les poinls où le chenal ne présente pas une largeur suf- 1865 
fisantc. 

XXVII. — Aucun bàliment ne peut se diriger par le 
travers de la roule siiivie par un autre bàliment de facon 
à renlraver dans sa course. 

Lorsqu'un bàliment remonlanl le fleuve se trouve exposé 
à renconlrer un bàtiment naviguant à la descente, sur un 
point qui n'offre pas une largeur suffisante, il doit s'ar- 
réter en aval du passage, jusqu'à ce que l'autre bàliment 
l'ait franchi; si le bàliment qui remonte est engagé dans 
le passage au moment de la rencontre, le bàtiment descen- 
dant est tenu de mouiller l'ancre qu'il doit toujours porter 
à l'arrière, et de s'arréter en amont jusqu'à ce que sa 
route soit libre. 

XXVIII. — Les bàtiments à vapeur, dans les passes é- 
troites, ne peuvent s'approclier à petite distance des bà- 
timents qui les précédent. 

XXIX. — Lorsque deux bàtiments à vapeur ou deux bàti- 
ments à voiles naviguant par un veni favorable se rencon- 
trent faisant route en sens conlraire, celui qui remonte le 
fleuve doit appuyer vers la rive gauche, et celui qui descend, 
vers la rive droile, de Ielle sorte qu'ils viennent tous deux 
sur Iribord, ainsi qu'il est d'usage à la mer. Il en est de 
méme, lorsque la rencontre a lieu entre un bàliment à va- 
peur et un bàtiment à voiles naviguant par un veni fa- 
vorable. 

Le Capilaine ou Patron qui s'écarte de ces règles doit 
prouver, en cas d'avaries, qu'il a été dans Timpossibilité 
de les observer, à défaut de quoi, il est responsable devant 
le tribunal compétent des accidents survenus. 

Il est, d'ailleurs, tenu de donner les signaux prescrits 
par les articles XXXI et XXXII ci-après. 

Si deux bàtiments à vapeur donnent simultanément le 
méme signal, le signal du bàtiment naviguant à la descente 
fait règie. 

XXX. — Lorsque deux bateaux à vapeur allant en 
6 



82 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 sens contraire arrivent devant, une coiirbe, ils doivent se 
donner les signaux. prescrits par les articles XXXI et XXXII, 
ci-après, et celui qui est en aval s'arrète jusqu'à ce que 
l'autre bàtiment ait franchi le passage. 

XXXI. — Lorsqu'iin bàtiment àvapeur veul devancer un 
autre bàtiment à vapeur marchant dans le mème sens, il 
en donne le signal, avant d'ètre arrivò à petite distance, 
au moyen de cinq coups de cloche ou de sififlet, et en agi- 
tant un pavillon à hampe sur le gaillard d'avant, ou en 
hissant à mi-màt un pavillon bleu pendant le jour, ou un 
fanal éclairé, à verro blanc, pendant la nuit. Sur ces si- 
gnaux, le bàtiment marchant en avant s'écarte à gauche et 
livre le passage à l'autre bàtiment qui prend la droite : 
aussitòt que le bàtiment qui suit se trouve à la dislance 
d'une demie longueur de bàtiment de celui qui précède ou 
de la queue du convoi remorqué par lui, ce dernier doit 
ralentir sa marche jusqu'à ce qu'il ait été dépassé. 

XXXII. — Lorsqu'un bàtiment meilleur voilier rejoint 
un bàtiment à voiles et veut le dépasser, il en donne le 
signal en hélant à temps son devancier, lequel est tenu de 
lui livrer passage au vent. 

Lorsqu'un bàtiment à vapeur veul devancer un bàtiment 
à voiles marchant dans le méme sens que lui, il lui donne 
les signaux prescrits par l'article XXXI avant d'étre ar- 
rivò à petite distance, et il passe sous le veni du bàtiment 
à voiles. 

XXXIII. — Les bàtimenls à vapeur naviguanl à la de- 
scente doivent ralentir leur course sur lespointsoù le fleuve 
décrit de fortes courbes, jusqu'à ce que, de l'arrière du 
bàtiment, l'oeil puisse plonger dans le passage. Si le bateau 
à vapeur trouve des bàtimenls engagés dans la courbe, il 
signale son approche au moyen d'un coup de sifllel. 

XXXIV. — Toni bàtiment à vapeur est tenu d'éviter les 
bàtimenls marclianl à la dih'ive qu'il renconlrc, soil en re- 
montant, soil en dcscendant le lleuve. 

Le bàtiment naviguant à la derive doit, de son cóle, 



ITALIA ED ALTRI STATI 83 

lorsqii'il rencontre d'autres bàtimenls, soit à voiles, soil à 1865 
vapeur, se ranger parallélement aux rives, afin d'opposer 
le moins d'obstacle possible au passage. 

XXXV. — Les bàtiments qui naviguent en louvoyant 
veillent, dans leurs évolutions, à ne pas se trouver sur la 
route des baleaux à vapeur. 

XXXVI, — Les Capitaines el Patrons de bàtiment por- 
tant forte charge ou de bàtimenls chargés d'une capacité 
inférieure à soixante tonneaux, soni lenus de s'éloigner, 
autanl que possible, de la route des bàtiments à vapeur 
qu'ils rencontrent ou qui les rejoignent, 

Les Capitaines des bàtiments à vapeur, de leur coté, 
lorsqu'ils passent à proximité des bàtimenls désignés dans 
l'alinea précédent, doivenl ralenlir le jeu de leur machine 
el Tarréler complélement en cas de danger pour les dits 
bàtimenls, s'ils peuvenl toulefois le faire sans danger pour 
eux-mèmes ou pour les bàtimenls qu'ils remorquent. 

XXXVIL — En se conformanl aux règles prescriles par 
les arlicles XXVI à XXXVI qui prócèdenl, les navires doivenl 
lenir compie de tous les dangers de la navigalion el avoir 
égard aux circonstances parliculières qui peuvenl rendre 
nécessaire une dérogalion à ces règles, afin de parer à un 
perii immédiat. 

CHAPITRE III. 

Règie pour le remorquage. 

XXXVIII. — Les Capitaines ou conducleurs de remor- 
queurs, naviguanl avec ou sans convoi, soni tenus à l'ob- 
servalion de loules les disposilions qui précédent; ils doi- 
venl spécialemenl seconforiner auxprescriplions des arlicles 
XXXI, XXXIl el XXXIII, lorsqu'un convoi veul en dépasser 
un aulre ; hors ce dernier cas, deux convois ne peuvenl 
jamais se trouver l'un à coté de l'autre, soil en mouillage, 
soit en cours de voyage. 

En cas de rencontre avec les bàtiments à voiles ou à 



84 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 vapeur faisant roule en sens conlraire, le remorqueur, s'il 
remonte le fleuve, a la facullé de s'écarter des prescriplions 
de l'article XXIX ci-dessiis, pour se lenir en dehors du cou- 
rant, s'il peut le faire sans danger pour les bàtimenls ren- 
contrés. 

Le remorqueur est lenu d'ailleurs, s'il fait usage de 
celle facullé , de donner les signaux prescrits par les ar- 
licles XXXI et XXXII ci-dessus. 

XXXIX. • — En règie generale, loul bàtiment à vapeur 
qui ne remorque pas un convoi, de mème que lout bàti- 
ment à voiles naviguanl par un veni favorable^ doit livrer 
passage à un convoi de bàtimenls remorqués. A defaul 
d'espace sufTisanl pour ce faire, les Capitaines et conduc- 
teurs, lant des remorqueurs que des bàliments remorqués, 
soni lenus, méme dans le cas où les signaux prescrits par 
les arlicles XXX[, XXXII et XXXIII ci-dessus, n'onl pas été 
donnés, de s'écarler conformémenl aux disposilions des dits 
arlicles et de ranger sur une seule ligne les bàliments 
conduils à la remorque. 

Les Capitaines et conducleurs des remorqueurs et des 
bàliments remorqués doivent d'ailleurs, dans lous les cas 
de renconlre avec d'aulres bàliments^ rapprocher aulanl 
que possiblc, les uns des autres, les bàliments conduils à 
la remorque en convoi, de manière à livrer aux autres bà- 
liments un passage suffisamment large. 

Les baleaux à vapeur à aubes ne peuvenl amarrer le 
long de leur bord les bàliments qu'ils remorquent dans 
la Soulina. 

Il est interdite en general, de naviguer dans ce bras du 
fleuve avec plus de deux bàtimenls amarrés bord-à-bord. 

CIIAPITRE IV. 

Règie pour le halarjc. 

XL. — Le chemin qui longc les dcux rives du fleuve, est 
spécialement affectc au balage des bàtimenls, soli à bras 



ITALIA ED ALTRI STATI 85 

d'hommes, soit au moyen d'animaux de trait; les piétons 1865 
et les voitures peuvent également en faire usage. 

XLI. — Le chemiii de halage doit ètre libre de lout 
objet qui peut en entraver l'usage, tels que buissons, ar- 
bres, enclos, maisons et aulres conslructions. 

XLII. — Il n'est pas permis d'établir dans le ileuve et 
nolarnment près des rives, des moulins sur baleaux, des 
roues d'irrigalion et autres conslructions de ce genre, sans 
une aulorisation formelle de l'Autorilè préposée à la police 
du tleuve. 

XLIII. — 11 est e.xpressément défendu de creuser des 
fossés en travers du chemin de halage , à moins que le 
propriétaire riverain ne se charge de rélablir la commu- 
nicalion au moyen d'un pont. 

XLIV. — Des poteaux d'amarre ayant été établis le long 
de la Soulina, les Capitaines et Patrons éviteront de planter 
des pieux ou de lixer des ancres sur les ehemins de halage, 
pour l'amarrage de leurs bàtiments. 

XLV. — Si deux bàtiments halés en sens conlraire se ren- 
contrent le long de la méme rive, celui qui remonle s'é- 
carte de manière à laisser passer l'autre. 

Si un bàtiment halé par des animaux de trait rejoint un 
train de halage à bras d'hommes, celui-ci doit lui livrer 
passage. 

Dans le cas où un bàtiment halé en rencontre un autre 
amarre à la rive, le Gapitaine de ce dernier doit permettre 
aux matelots du bàtiment halé de monler sur son bord 
pour transporter la corde de halage. 

XLYI. — Nul ne peut entreprendre de dépasser les bà- 
timents halés, si ce n'est en appuyant sur la rive opposée 
à celle sur laquelle s'exerce le halage. 

Les bàtiments halés doivent, de leur coté, sur les signaux 
prescrits par les arlicles XXXI etXXXlI ci-dessus, se ranger 
au plus près possible contre la rive qu'ils longent. 



86 ITALIA ED ALTRI STATI 

CHAPITRE V. 

Règles putir la navigation pendant la nuit ou par un temps 
de brouillard. 

865 XLVII, -— Tout bàliment à vapeur naviguant pendant la 
nuit ( entre le coucher et le lever du soleil), doit élre 
munì d'une lumière bianche , facileraent visible à la dis- 
lance de deux milles, au moins , hissée en tète du mài 
de misaine, d'une lumière verte à tribord et d'une lumière 
rouge à babord. 

Les feux de coté sont pourvus , en dedans du bord , 
d'écrans dirigés de l'arrière à l'avant de telle manière que 
le feu vert ne puisse pas ètre apercju de babord avant, ni le 
feu rouge de tribord avant. 

Les bàtiments à voiles, lorsqu'ils font route à la voile 
ou en remorque, portent les mèmes feux que les bàtiments 
à vapeur en marche, àl'exception du feu blanc du màt de 
misaine dont ils ne doivent jamais faire usage. 

Les bàtiments à vapeur remorquant un ou plusieurs au- 
Ires bàtiments , portent, indépendamment de leurs feux de 
coté, deux feux blancs placés l'un au-dessus de l'autre en 
téle de màt, pour servir à les distinguer des autres na- 
vires à vapeur. 

Pour l'application des règles prescrites par le présent 
article, tout navire à vapeur qui ne marche qu'à l'aide de 
ses voiles, est considéré comme navire à voiles, et tout 
navire dont la machine est en action, quelle que soit sa 
voilure, est considero comme navire à vapeur, 

Les radeaux naviguant pendant la nuit doivent porter un 
feu blanc à chacun de leurs angles et trois feux blancs 
en tète de màt, placés l'un au-dessous de l'autre. 

XLVIIL — Les bàtiments à voiles, les convois de remor- 
que et les radeaux ne peuvent naviguer lorsque l'obscu- 
rité ne permet pas d'aperccvoir simultanément les deux 
rives du fleuve. 



ITALIA ED ALTRI STATI 87 

XLIX. — Par un temps de brume, les bàlimenls à va- 1805 
peur ne navigucnl qu'à mouvenient ralenti, et ils font tinter 
sans interruption la elodie du bord, en donnant un coup 
de silììel de cinq en cinq minutes; ils sont lenusdejeler 
l'ancre si la brume devient épaisse au point qu'il leur 
est imposiible d'apercevoir la rive sur laquelle ils ap- 
puyent, ou vers laquelle ils se dirigent. 

L. — 11 est interdil aux bàtiments de laisser leurs amar- 
res en iravers du tleuve pendant la nuil ou par un temps 
de brouillard. 

CIIAPITRE VI. 

Règles pour les bàtiments au mouillage. 

LI. — Il est expressément défendu de jeter l'ancre ou 
de s'amarrer dans le chenal de navigation. 

Sauf Texception prcvue par l'article LXYI ci-après, il est 
t'galementinterdit aux bàtiments de s'amarrer ou de inouiller 
dans les courbes du fleuve, mème le long des rives , sous 
peine cFètre rcsponsables de toutes Ics avaries que leur 
présence aura pu occasionner. 

11 ne peut y avoir , en dehors des ports , deux ou plu- 
sieurs bàtiments mouillés ou amarrés bord-à-bord, le long 
des chcmins de halage. 

Lll. — Lorsque, par suite de brouillards , un bàtiment 
ou un radeau est obligé de s'arréler ailleurs que sur un 
point habituel de mouillage , il est fenu, si c'est un ba- 
■ teau à vapeur, de faire tinter la cloche du bord, et dans 
le cas conlraire de héler dii porte-voix. Ces signaux sont 
répétés de cinq en cinq minutes. 

LUI. — Tout bàtiment arrèté sur le tleuve pendant la 
nuit doit èlre muni d'un fanal éclairé qui est place, soit 
à l'extrémilé de Fune des grandes vergues, soit sur tonte 
autre partie apparente du bàtiment , du coté du chenal , 
de Ielle sorte qu'il puisse ètre apercu aussi bien en amonl 
qu'en av?l. 



88 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 Les radeaux slalionnant à l'ancre pendant la nuit doivent 
porler les feux prescrits par le dernier alinea de l'arlicle 
XLVII ci-dessus, sauf les feux des deux anglcs, du coté de 
la rive, qu'ils sont tenus de supprimer. 

LIV. — Lorsque pour s'amarrer, ainsi que dans le cas 
d'échouement prévu dans le chapitre ci-après, un bàliment 
est obligé de piacer un cable ou une cliaìne en travers du 
chenal , ces amarres doivent étre larguées promplement 
aussitòt qu'un aulre bàliment se présente pour passer. 

CHAPITRE VII. 

Règles pour le cas d'échoiienieìd et do naufrage. 

LV. — Tout Capitaine ou Patron d'un bàliment ou d'un 
radeau échoué dans le cours de la Soulina est tenu de 
piacer sur un point convenablement situé, et tout au moins 
à un kilomètre en amont de son bàliment, un vigie chargée 
de hélcr les bàtiments et radeaux descendanl le fleuve, 
pour les avertir de la nature et du lieu de l'accident. 

LVI. — Les bàtiments à vapeur ne peuvent l'aire usage 
que de la moitié de leur force en traversant les passages sur 
lesqucls un bàliment ou un radeau s'est écboué ou a coulé. 

LVII. — Tout naufrage dans le cours de la Soulina est 
réputé suspect, hors les cas exceplionnels , et il y a pré- 
somplion, jusqu'à preuve contraire, qu'il est imputable à 
la négligence ou à la mauvaisc volonté du Capitaine ou 
de son équipage. 

Le pilote du bàliment est personnellement responsable 
du naufrage, s'il a eu lieu par suile de mauvaise manoeuvre. 

LVIII. Si contre toule probabililé , un bàliment vient à 
faire naufrage dans le cours de la Soulina , le Capitaine 
doit faire tous scs efforts pour le lialer immédiatement 
contro l'une des rives, de manière à ce qu'il ne reste pas 
engagé dans le chenal. 

Le Capitaine du bàliment naufragò et son équipage res- 
tent à bord ou sur la rive à la proximilé du lieu du si- 



ITALIA ED ALTRI STATI 89 

nistre, jusqu'à ce que le procès-verbal mentionné dans l'ar- 186.) 
lide LIX ci-aprcs alt élé dressé. 

11 leur est inlerdit d'éloigner , soiis un prétexte quel- 
conqiie, quoique ce soit de la cargaison, du malériel, des 
ancres, chaìnes, càbles, eie. 

LIX. — Aussitòt après le nautrage , le pilote du bàli- 
ment fait prevenir, le plus promptement possible, l'Inspec- 
leur general de la navigation , par les Agenls de la sur- 
veillance du lleuve. 

L'Inspecteur general se rend immédialenìent sur les lieux 
et dresse un procès-verbal circonstancié du sinistre, qui 
est communiqué par ses soins à l'Autorilé competente. 

LX. — Si l'Inspecleur general juge nécessaire de prendre 
des mesures immédiales dans l'intérét de la navigation, il 
requiert à cet effet le Capilaine du bàtiment naufragò , 
lequel est obligé , soit de déclarer immédiatement qu'il 
fera l'abandon de son bàtiment, soit d'agir avec son équi- 
page sous les ordres de l'Inspecteur general; celui-ci dirige 
le sauvetage juscju'au point où il cesse d'ètre une opé- 
ration d'ulilité publique pour devenir une affaire d'inté- 
rét prive. 

Le bàtiment dont le sauvetage a été opere par les soins 
des Autorités préposées à la police du fleuve , peut élre 
tenu de couvrir les frais de sauvetage et d'entrelien du 
matériel. 

LXI. — Tous travaux entrepris par les propriélaires , 
assureurs et autres ayanl-droit , dans le but d'opérer le ■ 
sauvetage des bàtiments naufragés et de leur cargaison , 
s'effectuent sous la surveillance de l'Inspecleur general ou 
de ses Agenls, et peuvent ètre momenlanément inlerdils, 
s'ils sont de nature à causer une entrave quelconque à la 
navigation. 

LXII. — Si, hors le cas d'urgence prévu par l'article LX 
ci-dessus , l'enlèvement de la carcasse ou des débris du 
bàtiment naufragò est jugé nécessaire , les propriélaires , 
assureurs ou autres ayantdroit doivent l'effectuer dans 



90 ITALIA ED ALTRI STATI 

8G5 le mois de la notifìcalion qui leur est falle à cel efTel; à 
défaiit de quoi, les travaiix peuvent étre exécutés d'office 
par rinspecteur general^ dans les limites délerminées par 
le susdit article LX; le bàlimenl naufragi», avec ses agrès, 
ou ieurs débris, soni spécialemenl afl'ectés, dans ce cas, au 
paiemenl des frais d'enlèvement. 

LXIII. — En cas d'avaries , et notammenl si elles soni 
causées par abordage, l'Inspecleur general, s'il est à méme 
de conslaler les faits , et s'il en est requis par l'une des 
parties inléressées, dresse également un procès-verbal qui 
est transmis à l'Aulorité competente. 

CIIAPITUE vili. 
Règles pour le jet du test. 

LXIV. — Il est interdit d'une manière absolue aux bà- 
liments de jeter leur lesi dans le lit flavial ou dans la 
rade de Soulina ; il leur est également interdit de le dé- 
charger en mer dans les parties qui avoisinent la rade , 
sur un fond de moins de soixante pieds anglais. 

Le déchargement à terre, en dehors du pori de Soulina, 
ne peut ètre opere quo sur les poinls de la rive déterminés 
par l'Inspecleur general de la navigation, et désignés dans 
un avis rendu public. 

Le Capitaine du pori de Soulina désigne les endroils sur 
lesquels le lesi peut ètre dóbarquè dans le pori. 

Le lest débarqué doit èlre, dans tous les cas, transportè 
à une distance telle , que le pied du takis soit éloigné 
de vingl pieds anglais , au moins, de la rive normale du 
tleuve. 

Les prescriplions du prèsenl arlicle soni également ap- 
plicables au jet des cendres et escarbilles des bàtiments 
à vapeu)'. 

LXV. — Pour assurer , autant que possible, l'exécution 
de la disposition qui précède, toul navire quittant sur lesi 
le pori de Soulina , pour un des porls silués en amont , 



ITALIA ED ALTRI STATI 91 

doit.se munir d'un certificai du Gapilaine du pori, cons- ISfiy 
tatant son tirant d'eau prodiiil par le lest. 

Ce certificat doit étre conserve à bord pendant tonte la 
durée du voyage en amont, pour élre produit à toute ré- 
quisition de l'Inspecteur general ou de ses Agents. 

TITRE III. 

De la police du port de Toultcha. 

LXVI, — Tout bàtiment qui veut stationner à Toultcha 
doit s'amarrar à la rive droite, sans toutefois qu'il puisse 
y avoir jamais plus de trois bàtiments amarrésbord-à-bord. 

LXVII. — Aucun bàtiment ne peut jeter l'ancre dans le 
chenal navigable, devanl Toultcha, sur la droite des corps- 
morts et des bouées rouges établis le long de la rive gau- 
che du fleuve, ni enlre les poteaux de la rive droite por- 
tant des ancres renversées. 

LXVIII. — 11 est permis aux bàtiments de se haler sur 
les bouées et corps-morts pour doubler la courbe de Toult- 
cha, mais ils ne peuvent , dans aucun cas, s'y amarrer à 
poste fixe. 

Il est entendu que cette disposition ne concerne pas les 
bateaux à vapeur faisant des voyages périodiques, qui s'ar- 
rètent temporairement devant Toultcha. 

Il est également interdit à deux ou plusieurs bàtiments 
de se haler simultanément à l'aide de la méme bouée. 

TITRE IV. 

Du service du pilotage à l'embouchure 
et dans le cours du fleuve. 

GHAPITRE I''^ 

Pilotage à l' embouchure. 

LXIX. — Le pilotage à l'embouchure étant obligatoire , 
ainsi qu'il est dit à l'arlicle XIII du présent Règlement, un 



92 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 corps special de pilotes brévetés et responsables fonctionne 
à Soulina, sous la direction d'un clief-pilole et du Capi- 
laine du port. 

Ces pilotes portent le litre de pilotes de première classe. 

LXX. — Une embarcalion est prète à transporler les pi- 
lotes à bord des bàtimenls qui se dirigent vers le port, 
en venant de la mer, aussitòt que la vigie de la tour du 
phare signale leur approclie. 

Les pilotes sont tenus d'aller à la rencontre des bàli- 
ments^ jusqu'à la distance d'un mille à partir du musoir 
de la digue du nord. 

LXXI.— .Rendus à bord, ils font connaìtre aux Gapitaines 
la profondeur de la passe, et ceux-ci, de leur coté, décla- 
rent aux pilotes le tirant d'eau et la quotité du charge- 
ment de leur navire. 

La quotité du chargement est déclarée sans délai par 
les pilotes au Capitaine du port de Soulina. 

LXXK. — Tout pilote étranger au corps des pilotes de 
Soulina, qui se trouve à bord d'un navire prèt à traversar 
la passe, est tenu, aussitòt après l'arrivée du pilote locai, 
de lui abandonner entièrement la conduite du navire. 

LXXIII, — A la sortie du lleuve, le pilote locai est tenu 
de conduire le bàtiment jusqu'à la distance d'un quart de 
mille, au moins, à l'est du musoir de la digue du nord. 

LXXIV. — La taxe de pilotage, tant pour l'entrée que 
pour la sorlie du lleuve, étant comprise dans les droits de 
navigalion prélevés à Soulina, il est interdit aux pilotes 
brévetés de première classe de recevoir aucune rémuné- 
ration de la part des Gapitaines dont ils ont pilolé les 
bàtiments. 

ClIAPITRE II. 

Du pilotage dans le cours du fleuve. 

LXXV. — Indépendamment du corps des pilotes de pre- 
mière classe, chargés de conduire les bàtimenls dans la 
passe de l'embouchure de Soulina, et dirigés par le Ca- 



à 



ITALIA ED ALTRI STATI 93 

pitaine du pori, il y a un service special de pilotes, éga- 1865 
lement brévetés et responsables , portant le tilre de pi- 
lotes de seconde classe, pour les bàtiments marchands qui 
naviguent dans le fleuve entre Soulina et Braila. 

Le service du pilotage fluvial proprement dit est place 
sous la siirveillance de l'Inspccteur general de la naviga- 
tion ; il est dirige par un chef-pilote qui a trois bureaux, 
à Galalz, à Braila et à Toullcha, et par un sous-chef ré- 
sidant à Soulina, 

LXXVI. — Les Capitaines marchands ne soni pas lenus 
de prendre un pilole brévelé cn remontant le fleuve , 
lorsqii'ils effecluent eux-mémes le voyage à bord de leur 
bàliment ; le sous-chef pilote de Soulina, prepose au pi- 
lolage fluvial, est tenu toutefois , mcrae dans ce cas , de 
leur procurer un pilote, s'ils le demandent. 

Pour la navigation en aval , tout bàliment marchand 
du pori de plus de soixante tonneaux, ainsi que tout ra- 
deau ou train de bois, doit prendre un pilote bréveté de 
seconde classe. Il en est de méme pour les bàtiments de 
plus de soixante tonneaux qui remontent le fleuve , sans 
que le Capitaine ou Patron se Irouve à bord. 

LXXVII. — Le voyage en amont commence au moment 
où le navire quitle le pori de Soulina pour remonler le 
fleuve, il finii lorsque le navire arrive soit à son pori de 
deslination, soit à Braila^ lorsqu'il est destine pour un pori 
situé en amont de ce dernier ou pour Matchin. 

Le voyage en aval commence à Braila ou à la sortie 
du pori dans lequel le navire a pris cargaison, ou ses e\- 
péditions s'il descend vide , dans le cas où ce pori est 
situo en aval de Braila; il finii au moment où le bàliment 
prend son mouillage das le pori de Soulina. 

Les bàtiments parlant do Matchin, de Guétcbid ou d'un 
pori silué en amont de Braila, prennent leur pilole, pour 
le voyage en aval, lors de leur passage à Braila; ceux 
qui partent des ports de Bèni ou d'Ismail ont la fa cui lo 
de le prendre en passanl à Toullcha. 



94 ITALIA ED ALTRI STATI 

:865 LXXVIII. — Les Capitaines règlent d'un commuti accorci 
avec les pilotes, le salaire qui est dù à ces derniers , à 
raison du pilotage des navires en amont. 

Toutefois, en cas de contestalions à cet égard, les Au- 
torilés des porls n'admeltent, de la part des pilotes , au- 
cune demande dont le but est d'obtenir, outre le traite- 
raent à Lord , un salaire de plus d'un demi-ducat de Hol- 
lande par jour de voyage. 

Quant à la taxe afferente au pilotage en aval, elle est 
comprise dans la perception des droits de navigation pré- 
levés a Soulina. 

Le chef-pilote du service fluvial prélève la somme de 
quatre francs sur le montant de la taxe acquittée par 
chaque bàtiment pour le pilotage à la descente , le sur- 
plus de la taxe est verse au piloto. 

Cotte taxe ne peut étre acquittée valablement qu'cntre 
les mains de l'Agent-comptable de la Caisse de navigation 
de Soulina. 

CIIAPITRE III. 

Dispositions communes au pilotage à l'embouchure 
et dans le cours du fleuve. 

LXXIX. — L'Inspecteur general et le Capitaine du port 
de Soulina, chacun dans les limites de son ressort , pro- 
noncent sur les contestalions survenues entre les pilotes 
brévetés et les Capitaines de commerce^ lorsque ces der- 
niers réclament leur intervention. 

LXXX. — Les pilotes brévetés sont tenus de dénoncer, 
soit à rinspccteur general , soit au Capitaine du port de 
Soulina, les contravenlions commises en leur présence. 

Il leur est interdit de s'intéresser, soit directement soit 
indirectement, dans aucuncopération oucntreprise d'allèges. 

LXXXL — Les pilotes qui, par incapacité ou niauvaise 
volente , ont été cause d'un abordage , d'un échouement 
ou d'un naufrago, sont destitués, sans préjudice à l'action 



ITALIA ED ALTKI STATI 9o 

civile quG les ayant-droit peuvent exercer conire eux de- 1865 
vani les tribunaux compétents. 

Si les faits qui ont amene le sinistre soni de nature à 
entraìner l'application d'une peine criminelle , les pilotes 
sont livrés aux Autorilés compélentes pour étre jugés con- 
formément aux lois. 

TITRE V. 

Du service des allèges. 
CHAPITRE l". 

Règles générales. 

LXXXIl. — Les allèges sur le Bas-Danube se divisent en 
deux classes, savoir: celles qui sont exclusivement employées 
au service locai de l'embouchure de Soulina ou d'un pas- 
sage quelconque dans le cours du fleuve, et celles qui se 
livrent au cabotage, en cbargeant dans un pori inlérieur 
pour décharger à Soulina ou dans la rade extérieure. 

LXXXIII. — Nul ne peut enlreprendre des opérations 
d'allège localec, sans avoir fait imraatriculer au Capilanat 
du port de Soulina les bàtiments destinés à servir d'al- 
léges, et avant de s'ètre muni d'une licence délivrée par 
le Capitaine du port. 

Avant de délivrer la licence, le Capitaine du port fait vi- 
siter le bàiiment destine à servir d'allego, par une Com- 
mission qui juge s'il est en bon état et qui constate, en 
méme temps , sa capacitò en tonnes de registro et sa 
portée en kilos de Gonstantinople. Cette expertise est re- 
nouvelée tous les ans. La licence délivrée par le Capitaine 
du port doit toujours se trouver à bord de l'allège. 

Les bàtiments munis de papiers de bord réguliers peu- 
vent étre employés occasionnellemcnt pour alléger d'au- 
Ires navires , à ebarge par les Capitaines de faire ^ pour 
chaque opération, une déclaralion speciale, et de déposer 
leurs papiers, y compris le ròle d'équipage, soit à l'office 



96 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 du Capitaine dii pori de Soulina , s'il s'agit d'alléger un 
Làtiment à rembouchiire , soit à rofTice de l'Inspecteur 
general , s'il s'agit d'une opération qui doit s'accomplir 
dans le fleuve. 

CHAPITRE li. 

Des allèges locales. 

LXXXIV, — Lea allèges, tant à voiles qu'à vapeur, ne 
peuvent avoir aucun vide dans la cale, sauf les vides dù- 
ment reconnus par le Capitaine du port, lors de la con- 
cession de la licence. 

LXXXV. — Il est interdit aux allèges, à partir da mo- 
ment Olì elles ont accoste les bàliments dont elles doivenl 
recevoir la cargaison, de s'èloigner des dils bàtiments, 
avant que ceux-ci n'aient leve l'ancre eux-mémes- 

Le Capitaine du bàtiment allégé a la facullé de piacer, 
à ses frais, un gardien de son choix à bord de l'allège qu'il 
emploie. 

Il est interdit aux allèges qui se rendenl en rade de 
charger sur le ti 11 ac. 

LXXXVI. — Aucune allège ne peut sortir du port de 
Soulina, pour se rendre sur la rade, sans un laissez-passer 
du Capitaine du port; ce laissez-passer est presente à l'em- 
barcation de garde stationnée conformément à l'article 
XVI du présent Règlement, à l'entrée du port, du coté de 
la mer. 

LXXXVII. — En règie generale, les allèges doivent sor- 
tir du port de Soulina, en mcme temps que les bàtiments 
allégés. 

Toutefois , dans le cas où un bàtiment s'est servi de 
plusieurs allèges, le Capitaine du port règie leur départ 
de telle sorte qu'elles n'aient point à sèjourncr Irop long- 
temps en rade, sans pouvoir eireclucr le recliargcmcnt 

LXXXVIII. — L'allège qui a rejoint sur la rade le na- 
vire allégé ne peut le quitlcr sous aucun prétexte , sauf 



ITALIA ED ALIUI STATI 97 

le cas de force majeure, avant de lui avoir rendu sa car- 1805 
gaison. 

Pour les opcralions d'allège locales acconiplies dans le 
cours intérieur du lleuve, les alléges navigiient de conserve 
avee les bàliments allégés. 

Aussitót que le rechargement des marcliandises a élé 
effectiié à bord du bàliment allégé, le Capitarne est tenu 
d'en donner une reconnaissance écrite. 

LXXXIX. — Les allèges qui rentrent dans le port de 
Soulina , après avoir allégé un bàtiment , présentent leur 
iaissez-passer à l'embarcation de garde qui a la laculté 
de les visitor. 

Les allèges qui quiltent la rade sur le déclin du jour 
cu pendant lanuit, après avoir allégé un bàtiment sorti du 
tleuve_, jettenl l'ancre dans un endroit spécialement destine 
à leur mouillagp, et elles ne peuvent remonler plus haut 
avant le jour suivant. 

XC. — • La surveillance des opérations d'allège locales 
qui s'effectuenl à l'embouchure est exercée par le Capi- 
taine du port du Soulina; celle des opérations qui s'effec- 
fuent dans le tleuve appartient à l'Inspecteur general ou 
à ses Agents. 

CHAPITRE III. 

Des allèges mi cabotage. 

XGI. — Les opérations d'allèges par cabotage peuvent 
étre faites par tous transports à vapeur, chalands de re- 
morque, bàliments à voiles ou alléges munis de papiers 
réguliers; à charge, par les Capitaines ou conducteurs, de 
se taire délivrer, pour chaque voyage, par les Autorités 
consulaires ou locales compétentes des ports dans lesquels 
ils prennent leur cargaison, un certificai faisant connaìlre 
l'objet et les conditions de l'opération. 

XCII. — Aussitót qu'une allége au cabotage est arrivée 
dans le pori de Soulina, le conducteur se rend au bureau 

7 



9"^ ITALIA ED ALTIU STATI 

)o5 du Capitaine du pori ci présente le cerlifical ci-dessus 
menlionné. 

Si l'allècfe déoliari>e la tolalilé de sa cari^aison dans l'inté- 
rienr da pori de Soulina, elle inoiiille à còle du bàlimcnt 
qii doit recevoir la marchandise , ci ne peni s'en éloigner 
q Taprès avoir enlièremenl termine le décliargement. 

Si la cargaison de l'allège doil ciré décliargée, en to- 
talité cu en parile, dans la rade de Soulina, le patron de 
l'allège remet le certificai prescrit par l'ari. XCI au Capi- 
taine du pori, qui lui délivre son laissez-passer. 

xeni. — Les disposilions du présenl Tilre concernanl 
les alléges locales, soni également applicables aux allègcs 
au cabolage , pendant Icur séjour dans le pori ci sur la 
lade de Soulina. 

Touìcfois, Ics Iransporls à vapeur ci clialands de remor- 
que ne soni j)a> assujcllis, en rentrant, à la visite prévue 
par l'art. LXXXIX ci-dessus, à moins que l'une dcs parlies 
intéressécs ne le deniandc et en cas de soiip;;on de fraudc. 

criAPiinE IV. 
Disposilions sjiéciaUs au cas de (oìtc majeure. 

XCIY. — Lorsqu'un bàlinicnl est conlrainl par le mauvais 
lemps de quitter la rade de Soulina, cu laissanl la loia- 
lite ou une parile de sa cargaison à bord de l'allège, le 
patron de l'allège rcnlrc dans le pori ci conserve provi- 
soiremenl son cliargemenl. 

XCV. — Si , dans le cas i»révu par l'articlc précédenl, 
le bàtiincnl allégé ne i-eparaìl pas dans le délai de douze 
jours. Ics |)alrons d'allèges oiil la l'acuite de deinander au 
Capilaine du i)ort l'autorisalion de dccbarger leur cargaison 
el de la consigner enlre Ics mains de qui de droit, et ils 
pcuvenl cxiger lo paiemcnl du nolis convenu, conimc s'ils 
avaienl reinis la cargaison à bord du navire allégé, mais 
sans aucune augmenlation. 

Si^ avanl l'cxplration du délai ci-dcssus spétifìé, le bà- 



ITALIA ED ALTRI STATI 90 

timent revient en rade pour s'éloigner de nouveaii , les 1865 
jours écoiilés ne soiit pas comptcs et un nouveau délai 
commence à partir du jour de son apparition. 

CIIAPITRE V. 

Dispositions spéciales aux cas de fraude. 

XCVJ. — En cas de présomption d'inexactitiidc oii de 
fausse indication de la capacitò de l'tallège , le Gapilaine 
marchand a la facullé de faire procéder à la vérifìcation 
da tonnage par une Commission speciale nommée, suivant 
le cas, par le Capitaine du port de Soulina ou par l'ins- 
pecteur general de la navigation. 

Les frais de l'expertise sont supportés par le Capitaine 
(|ui l'a demandée, à moins que l'inexactilude ou la fausse 
indication ne soit constatée, auquel cas ils tombent à la 
charge de l'allège. 

XCYIl. — Si le Capitaine d'un bcàtiment allegò a lieu 
de croire qu'une partie de sa cargaison a étò détoiirnce 
k bord de Tallège nolisée par lui, il en fait sa déclara- 
tion, soit au Capitaine du port de Soulina, soit à l'Inspec- 
teur general qui prennent les mesures que leur prescri- 
vent leurs instruclions spòciales. 

Si le soupcon n'est pas reconnu ronde, les frais de l'en- 
quòte demeurent à la charge du Capitaine du bàtimenl 
allegò. 

TITHE VI. 

Des centra ventions. 
CHAPITRE I". 

Fixation des amendes. 

l \. — Conlmvenlions aux disposilions du Titre /er 
sur la poUce de la rade et du port de Soulina. 

XGVIII. — Toute contravention aux dispositions du deu- 
xième alinea de l'article V et k celles des articles Vili, X, 



100 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 XI, XIY, XVI, XX, XXI et XXIII du présent Règlement est 
punie d'une amende d'un ducat de Ilollande au moins, 
el de cinq ducats au plus. 

Le Capitaine de tout bàliment de iner, aulre que les 
paquebots affectés au service de messagerie , trouvé dans 
le Danube, et doni le ròle d'équìpage ne porterà pas l'es- 
tampille dont il est parie h l'arlicle XVII du présent Rè- 
glement , ou ne porterà qu'une ou plusieurs estampilles 
annulées , est passible d'une amende de dix ducats au 
moins et de cinquante ducats au plus. 

'é 2. — Contruvenlions mix dispositions du Tilre II ^ 
sur la polke du flcuve. 

XCIX. — Toute contravention aux dispositions du pre- 
mier ou du deuxièine alinea de l'article XXV et à celles 
des articles XXVII, XXIX, XXXII, XXXIII, XXXIV, XXXVI. 
XXXVIII, XXXIX, XLI cà LIV inclusivement , LVI, LX et 
LXV, est punie d'une amende de trois ducats au moins et 
de dix ducats au plus. 

Tout conducteur d'un radcau ou Irain de bois trouvé 
naviguant dans le bras de Soulina , avec un tirant d'eau 
supérieur à celui qui est prescrit par le troisième alinea 
de l'article XXV ci-dessus, est passible d'une amende de 
dix ducats au moins et de cinquante ducais au plus. 

Toute contravention aux dispositions de l'article LXIV est 
également punie d'une amende de dix ducats au moins et 
de cinquante ducats au plus,, s'il y a eu jet ou débar- 
quement illicite de lest, L'amende est de cinq ducats, pour 
le jet des cendres ou escarbilles dans le lit du bras de 
Soulina, sur la rade ou dans les parties de la mer y avoi- 
sinaates ayant moins de 60 pieds anglais de profondeur. 

g 3. — Conlraventions aux disposi Uons du Ti Ire IH. 
sur la polire du pori de Tuuìkhu. 

C. — Sont punies d'une amende de un à cinq ducats. 
les contraventions aux articles LXVÌ, LXVII et LXVIII. 



ITALIA ED ALTRI STATI <0 

g 4. — Conlmventions aux disposilions du Tilre IV , 
sur le servìco du pitolage. 

CI. — Tonte contravention aux disposilions du premier 
alinea de i'arlicle XIII ou du deuxième alinea de l'article 
LXXVI, est punie d'une amende de quinze ducats, au moins, 
et de trente ducats, au plus. 

Toutrefus des déclarations prescrites par l'article LXXI,ou 
inexactitude volontaire dans ces déclarations, soit de la part 
des Capitaines soit de la part des pilotes, et toute contra- 
vention à l'article LXXII, sont punis d'une amende de cinq 
ducats au moins et de dix ducats au plus. 

Tonte contravention commise par les pilotes brévetés de 
première ou de deuxième classe, ou par les chefs ou sous- 
chefs pilotes, contro Ics dispositions du présent Règlement 
ou les instructions qui leur sont donnces, et à raison de 
laquelle il n'est point èdicté de pènalité speciale, est pu- 
nissable d'une amende dont le maximum ne peul dépasser 
trente ducats. 

§ 5. — Contraventions aux disposilions du Tilre F, 
sur le servire des ollèges. 

GII. — Sont punies d'une amende de cinq à dix ducats 
les contraventions aux articles LXXXIIl, LXXXIV, LXXXV, 
LXXXVI, LXXXVII, LXXXVIII, LXXXIX, XC, XCI, XCII et 
XCIV. 

g 6. — Injures el voics de fail. 

CHI. — Tonte injure ou offense commise contro les Agents 
préposés au maintien de la police de la navigation, agis- 
sant dans l'exercice de leurs fonctions, de mème que tonte 
injure ou olTense dirigée contre l'Aulorité de laquelle les- 
dits Agents liennent leur pouvoir, est punie d'une amende 
d'un dncat au moins et de cinq ducats au plus. 

S'il y a voie de fait commise contre les Agents de la 
police à l'occasion de l'accomplissement de leurs fonctions, 
le maximum de l'amende peut étre porte à trento ducats. 



4865 



865 



\0t ITALIA ED ALTRI STATI 

CIIAPITRE li. 

Règles jìoar l'application des amcndes. 

CIV. — Le maximum de l'aaiende peul èlre doublé en 
cas de recidive. 

11 y a recidive pour Ics Capilaines des bàtimcnts de mer, 
lorsque les deux contraventions soni commises sans que 
le bàlimeiil ail quiUé le Danube dans l'inlervalle. 

Pour les palrons d'allège el les piloles, il y a recidivo, 
lorsque la mème conlravenlion se renouvelle dans l'espace 
d'une année. 

CV. — Les amendes ne soni pas applicables aux con- 
Iravenlions occasionnées par des cas de force majeure. 

CVL — -Indópendam meni des amendes auxquelles ils soni 
condamnós, les conlrevenanls peuvcnl èlre poursuivis de- 
vanl les Tribunaux cumpélenls, à raison de la réparalion 
civile des dommages qu'ils onl causés. 

CVIL — Los Capilaines soni }»ersonnellemcnl responsables 
des conlravenlions commises par les gens de leur équipage. 

GVIII. — L'Iaspecleur general de la navigalion et le Ca- 
pilaine du pori de Soulina connaissenl des conlravenlions 
commises dans l'élendue de leur rossori, conlre les dispo- 
silions du présenl Règlemenl^ ci prononcenl en première 
instance i'applicalion des amcndes encourues à raison de 
ces conlravenlions. 

La nolificalion de leurs sealences est l'aite à Soulina^ 
en la cliancellerie de l'Aulorilé consulaire ou locale , de 
laquelle relève la parile coadamnèe, si la conlravenlion a 
élé commise i)endanl un voyage à la descenle; elle est 
l'aite à la mème Auloriló dans le pori de deslinalion du 
bàtimenl, lorsque la conlravenlion a èie commise pendant 
le voyage à la remonle; elle peul de mème èlre falle va- 
iablemenl à la personne. 

CIX. — Le montani des amcndes est affecló , jusqu'à 
concurrcnce d'une somme de cent ducals par an , à la 



ITALIA ED ALTRI STATI 103 

clotation du fonds d'assistance créé en faveur des pilotes li 
nécessiteux; le surplus est verse dans la Caisse des droils 
de navigalion pour étre affecté à l'enlrelien de l'hòpilal 
de la marine ctabli à Soulina. 

ex, — L'appel conlre les jugemenls en condamnation 
est porte, dan.? les trois mois de la noliiication , soit de- 
vant la Commission Européenne , soit devant le Tribunal 
mixte qui pourra ètre éventuellement institué à Soulina. 

En cas d'appel, le montani de l'amende est consigné à 
la Caisse de navigation et y demeure depose jusqu'à ce 
que la cause soit videe. 

Le jugement rendu sur l'appel est définiliF et ne peut 
(Mre l'ohjel d'aucun recours quelconque. 

L'appel n'esl plus recevable après l'expiration du délai de 
trois mois, à partir de la notification, elle montani de l'amende 
demeure définitivement acquis à la Caisse de navigation. 

CXL — ■ Le prósent Réglement entrerà en vigueur aprés 
la ratification de l'Ade public auquel il est annex*'^ et au 
jour fix5 par une publicalion speciale laite dans ce bui 
par la Commission Européenne. 

Le Règlement provisoire de navigation et de police du 
21 novembre 1864 cesserà d'avoir force de loi à partir 
du méme jour. 

DISPOSITION FINALE. 

CXIL — Le présent Règlement, annexé à l'Ade public 
en date de ce jour, pourra ètre modifié selon les besoins, 
par la Commission Européenne ou par l'Autorilé interna- 
lionale qui lui sera subsliluée en verta de l'article 17 du 
Traile de Paris. 

Fait à Galalz, le deux novembre mil-huil-cenl-soixante 
cinq. 

Signés: A. De Rremer. Saint-Pierre. 

Ed. Engelhardt. Offenderò. 

J. Stokes. Ahmet Rassim. 

Strambio. 



104 ITALIA ED ALTRI STATI 



AiBaies.e B. 



TARIF 

DES DROITS DE NAVIGATIOxN À PRÉLEVER 

À l'embouchure DU DANUBE 
Préambule. 

365 La Gommission Europóenne du Danube, 

Vu l'arlicle 46 du Traile de Paris, du 30 mars 1856, 
portant que les frais des travaux exécutés pour dégager 
les embouchures du Danube et les parties de la mer y 
avoisinanles des obstacles qui les obstruent et ceux des 
élablissements ayant pour objet d'assurer et de faciliter la 
navigation, seront couverts au moyen du prélèvement de 
droits fixes arrètés par la Gommission; 

Vu le tarif provisoire arrélé, en conséquence, le 25 juillet 
1860, et le tarif révisé en date du 7 mars 1863; 

Altendu que les travaux entrepris à l'embouchure de 
Soulina sont arrivés à leur terme; que par suite de l'augmen- 
tation de profondeur qui en a été le résultat les obstacles 
que les bàliments rencontraient sur cepoint ont été écartés; 

Que les travaux de correction et de curage exécutés 
dans le cours du fleuve, la construction d'un phare à l'em- 
bouchure de Si-Georges, les amélioralions inlroduites dans 
les élablissemenls dont parie le Traile , la créalion d'un 
hópital de la marine h Soulina , dans lequel les marins 
malades ou naufragés sont admis graluitement, assurent 
également à la navigation des avantages considérables; 

Que dans cct état de choses et afin de pourvoir, tant à 
l'amortissement des sommes consacrées aux travaux qu'aux 
frais que pourront enlraìner leur conservalion et leur de- 



ITALIA ED ALTRI STATI 105 

veloppeinent éventuel, ainsi que l'entretien des établisse- 1865 
ments susdits, il y a lieu de faire succeder un regime 
définilif aux dispositions provisoires du larif actuellement 
en vigueur; 

Que l'expérience a démontré qu'il y a avantage pour la 
navigation à ce que les taxes imposées à raison des tra- 
vaux d'amélioration soient confondues en un seul droit 
fixe avec les laxes acquittées pour les phares et le pilotage; 

Arréte le tarif dont la teneur suit : 

I. — Tout bàtiment à voiles jaugeant plus de Irente ton- 
neaux, quittantle port de Soulina pour prendre lamer et qui 
aura, d'après son manifeste , plus du tiers de sa charge 
pleine, paiera par tonneau de jauge un droit fixe de na- 
vigation, dont le mxonlant sera déterminé ci-après, à raison 
du tonnage total du bàtiment et de la profondeur de la 
passe à l'embouchure du bras de Soulina. 

Les batiments qui auront remonté le fleuve pour pren- 
dre leur cargaison dans un port de l'intérieur paieront 
les droits déterminés par le tableau qui suit : 



106 



ITALIA ED ALTRI STATI 








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ITALIA ED ALTRI STATI 107 

II. — Les bàliraenls à vapcur appartenant à une cii- 
Ireprisc publique, spécialcmenl affectés au transport des 
l)assagci's, ol cirectuant dcs voyages póriodiqiies d'apròs un 
programrae arrètó d'avance, paicront à la sorlic du tleuvc 
un droil lìxe de S3ixanle ccntimes par tonneau de jauge, 
sans qu'il soil lenu compie de la charge pleine ou partielle. 

Ce droil sera calculé sur le lonnage net du bàtimenl lei 
qu'il sera indiqué par Ics papiers de bord, c'esl-à-dire, 
après déduclion faite sur le lonnage total du poids de la 
machine et du combuslible. 

Si le nombre de tonneaux affóranl au moteur n'est pas 
indiqué par les papiers de bord, il sera déduit sur le lon- 
nage total 37 '^Vu po^i' l'^s bàtiments à aubes et 32 '^'/o P^ur 
les bàlinicnls à hólice; la déduclion sera opérée après la 
conversion du tonnage du bàtimenl en tonneaux de régis- 
trc anglais, eftectuée conformément aux disposilions de l'ar- 
licle XIV ci-après. 

Ces bàtiments seronl alìVanchis de toul droil à leur en- 
trée dans le Ileuve. 

III. — Tous bàtimenls à vapcur de commerce, autres 
que ceux désignés dans l'arlicle précédent,, seront assujet- 
lis aux mèmes droils que les bàliments à voiles, sauf la 
déduclion du poids de la machine et du combuslible, qui 
sera également CiTectuée sur leur lonnage total d'après les 
bases élablies dans l'arlicle précédenl. 

Le montani du droil fìxe que ces l)àlimenls auronl à 
acquillcr par tonneau de jauge, sera déterminé, conlbrmé- 
menl aux lableaux ci-dessus_, suivanl qu'ils auronl ou non 
remonlé le Ileuve en amont du pori de Soulina^ et après 
la déduclion qui leur est assurée par le premier alinea du 
présenl arlicle. 

Les bàliments à vapcur qui ne renlreront pas dans la 
catégorie déterminée par l'arlicle II ci-dessus, et qui leront 
le voyage du Danube, aller et retour compris, plus de deux 
Ibis dans le courant de la mème année, jouiront d'une 
l'éduction de quarante pour ceni, sur le montani des laxes 



<08 ITALIA ED ALTRI STATI 

!865 d'entrée et de sortie, pour chacun des huit voyages qu'ils 
effectueront, après les deux premiers, avant la fin de l'année ; 
et si le nombre des voyages annuels s'élève au-dessus de 
dix, la rédiiction sera de soixante pour cent pour chacun 
des voyages de l'année qui suivront le dixième. 

Ne seront pas complés au nombre des voyages néces- 
saires pour assurer aux bàlinients à vapeur le bénéfice de 
celte réduction de taxes ceux qu'ils auront effectués, tanl 
à l'entrée qu'à la sortie, avec moins du tiers de leur char- 
gement. 

IV. — Les bàtiments à voiles et les bàtiments à vapeur 
de commerce autres que ceux désignés sous l'arlicle II qui 
entreront dans le port de Soulina_, en venant de la mer, 
et qui auront, d'après leur manifeste, plus du tiers de leur 
charge, paieront pour l'entrée dans le fleuve le quart de 
la taxe qui leur est imposée pour la sortie par les arti- 
cles I*"" et III ci-dessus. 

La taxe pour l'entrée ne sera payée par les bàtiments 
qu'au moment où ils ressorliront du fleuve. 

Les dits bàtiments paieront pour l'entrée le montani in- 
tegrai de la taxe fìxée par les arlicles P' et III, s'ils ressor- 
tent du ileuve avec moins du tiers de leur charge. 

V. — Les allèges nolisées pour le passage de l'embou- 
chure de Soulina par les bàtiments qui auront acquilté 
les droits établis par les articles précédents ne paieront 
pour chaque passage eftectué avec une charge complète ou 
partielle que la taxe fixce ci-après, savoir: 

Les allèges d'une porlée de dix à cinquante tonneaux, 
six francs; 

Celles d'une portée de plus de cinquante tonneaux et ne 
dépassant pns cent tonneaux, huit francs; 

Et celles d'une portée de plus de cent tonneaux, douze 
francs. 

VI. — Los bàtiments qui resteront mouillés sur la rade 
de Soulina pour y charger ou décharger, au moyen des 
allèges, tout ou partie de leur cargaison sans entrer dans 



ITALIA ED ALTRI STATI 109 

le port, ne seront pas assujeltis aux droils établis par les 1865 
articles P"", III oii IV ci-dessiis; ils ne paieronl qu'une laxe 
uniforme de cent francs par l)càtiment pour contribuer an\ 
dépenses des établissenienls dont ils profitent. 

Ceux des dits bàtiments qui seront entrés dans le port, 
mais sans y faire aucune opóralion de commerce qui serait 
de nature à les assujettir au paiement des taxes élablies 
par les articles P'", III ou IV ci-dessus, acquitleront en sus 
du droit fixe de cent francs élabli par l'alinea précédent, 
une taxe de cinquante centimes par tonneau pour droit 
de phare et de pilotage. Cette taxe ne sera percue qu'une 
fois, k la sortie du port. 

Les alléges nolisces pour transporter à travers l'embou- 
chure la cargaison des btàtiments qui n'auront acquitté 
d'autres droits que ceux établis par le présent article, paie- 
ront pour chaque passage de l'embouchure, avec une charge 
complète ou partielle, un droit fixe d'un frane par tonneau 
sur leur tonnage total. 

Les alléges employées au débarquement du lest seront 
aflranchies de tonte taxe. 

Les droits de cinquante centimes et d'un frane par ton- 
neau respectivement imposés par le présent article aux bà- 
timents de mer et aux alléges, seront calculés pour les 
bateaux à vapeur sur le tonnage net conformément aux 
régles établies par l'article IL 

VII. — Les radeaux et trains de bois dont les dimen- 
sions ne dépasseront pas cent pieds anglais en longueur 
et quarante pieds en largeur, et qui auront été remorqués 
en descendant le bras de Soulina, paieront à la sortie de 
l'embouchure un droit fixe de cent francs. 

Le droit sera de trois-cent francs pour tous les radeaux 
et trains de bois qui n'auront point été remorqués à la 
descente du bras de Soulina, et pour ceux dont les di- 
mensions excéderont cent pieds anglais en longueur ou qua- 
rante pieds en lai'geur. 

Vili. — ■ Les bàtiments de guerre sont affranchis de tonte 



1 IO ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 taxe, l;inl à l'ciUréc qu'à la sorlic de rembonchure de 
Soulina. 

Il en est de mèinc pour les remorqueurs lorsqu'ils ne 
soni pas employcs à Iransporter, cornine allègcs, une parile 
de la cargaison des bàliments rcmorqucs. 

IX. — Les halimenls de plus de soixanle lonneaux, qui 
enlreront dans le pori de Soulina el qui en ressorlironl 
avecmoins du liers de ìeur charge, et qui seront affran- 
chis en conséquence des droils établis par les arlicles I", 
III el IV ci-dessus, acquilleront à la sortie une laxe de cin- 
quante centimcs par tonneau pour droils de phare et de 
pilotage. 

La mèmc laxe sera acquitlée par les bàliments de mer 
faisant exceptionnellement serviee d'allège, et ce, nutre le 
droit d'un frane par tonneau impose par l'alinea trois de 
l'arlicle VI ci-dessus. 

Les bàliments de mer ou allèges qui chercheront abri 
dans le pori de Soulina contro le mauvais temps, ceux 
qui, par sulle d'un accidcnt quelconque, seront obligós 
de se rcfugier dans le pori et se trouveront empéchés de 
continuer leur voyage de mer, seront afìranchis de toul 
droit, pourvu qu'ils reprennent la mer sans faire aucune 
opération de commerce. 

X. — Les bàtiinenls tant à voiles qu'à vapeur, sans au- 
cune exception, venant de la mer avec plus du liers de 
leur ebarge, qui enlreront dans le pori de Soulina pour 
y décbarger une panie seulemenl d(^ leur cargaison, et 
qui reprendronl la mer pour continuer leur voyage vers 
un aulre pori, acquilleront par tonneau de jaugc impo- 
sablc un droit tìxe de deux IVancs, lors([ue la profondeur 
de l'emboucbure excédera qiiinze picds anglais; si la pro- 
fondeur est de quinze pieds seulement, ou au-dessous, ce 
droit lixe décroìlra dans la proportion élablie par l'arli- 
cle r*" du présenlTarif pour les bàliments de plus de 300 
lonneaux, qui ne reinonlent pas le tleuve et auxquels l'in- 
suffisancc de la profondeur dans la passe ne permei pas 



ITALIA ED ALTRI STATI I I ! 

He rccevoir dans l'inlcricur dii pori de Soulina la lolalité '186i 
de leur cargaison. 

Ce droit fìxe sera pcrcu sur le liers du (onnage impo- 
sable, si la quanlité de marchandises débarquée à Sou- 
lina n'excède pas le liers de la porlée totale et imposable 
(ili bàtiment; il sera perru sur les deux tiers du tonnage, 
si la quanlilc d'diarqiiée esl de plus du tiers el n'excède 
jtas les deux tiers de la porlée. 

Si elle excède les deux tiers, les droits seront exigibles 
sur la base des arlicles I'"'" et III ci-dessus. 

Si le bàtimenl qui a décbargé à Soulina, dans ie cas 
jirévu par le présent arlicle, moins des deux tiers de sa 
(barge, prend des marcbandises dans ce pori, il acquitlera 
en sus de la laxe exigible à raison du décbargeraenl le 
quarl de cetle taxe qui sera percu sur le tiers ou sur les 
deux tiers de son tonnage imposable, suivant que la quan- 
lité de marcbandises embarquce sera restreinle dans les 
limilcs du liers ou des deux liers de la porlée du bàlimenl. 

XI. — • Les droits établis par les arlicles précédents com- 
))rendronl : 

La laxe imposée aux batiments pour couvrir les dépen- 
ses des travaux et aulres améliorations efTecluées par la 
Commission Européenne ; 

Les droits actuellemenl en vigueur pour l'entrelien des 
pbares composant le sysléme d'éclairage des boucbes du 
Danube ; 

Les droits deslinés à couvrir les dépenses occasionnées 
par le service du pilotage dans la passe de Soulina, et ccl- 
les des autres établissemenls institués en vue de facibter 
la navigation. 

Indépendammenl de ces droits, Ics batiments ne seront 
assujettis à aucune aulre taxe ou redevance quelconque, 
sauf le salaire des pilolcs du lleuve, qu'ils acquilleront pour 
la descente conformémenl à l'article ci-après. 

XII. — Les batiments à voiles de plus de soixante ton- 
neaux, qui auronl remonic le lleuve, en amont du port 



1 I 2 ITALIA ED ALTRI STATI 

.805 de Soulina, ainsi que les radeaux ou traiiis de bois, acquil- 
teront à la sortie du tleuve pour le pilotage obligatoire de 
la descente une laxe fixée ainsi qu'il snil : 

Pour le trajet de Galatz, ou d'un port situé en amont 
de ce point, à Soulina, cent vingt francs; 

Pour le trajet de Réni ou d'Ismaìl à Soulina, cent francs; 

Et pour le trajet de Toultclia à Soulina, soixante et douze 
francs. 

Cetle taxe sera réduite de inoitié pour les bateaux à 
vapeur. 

Les bateaux à vapeur dont il est l'ait niention à Tarli - 
eie II ci-dessus, peuvent ètre affrancliis de cette taxe,pourvu 
que le piloto du bord soit muni d'un brévct de pilote de 
seconde classe. En ce qui concerne le pilotage à la re- 
monte, qui est purement facultatif, le salaire dù au pilote 
peut ètre fixé de gre à gre, et il lui est payé directement 
par le Capitaine du bàtiment pilotò. 

XIII. — Le montant des droiLs sera verse entreles mains 
de l'Agent-coiTiptable prepose à la gestion de la Gaisse de 
navigation du port de Soulina, leijucl en délivrera quiltance. 

Un élat indiquant la réduction en francs des monnaies 
en usage sur le Bas-Danube sera constamment affiché dans 
le bureau de perception. 

Cet ótat sera révisé périodiquement. 

Les droits dont l'exigibilitc sera contestée ou la liqui- 
dation critiquée par les parties seronl versés à la Gaisse 
de navigation à titre de dépòt. 

Les deinandes en restitution entière ou partielle des droits 
payés seront porlées devant la Gommission Européenne ou 
devant l'Autoritc internationale qui la remplacera; elles de- 
vront étre formulées par ócrit dans les Irois inois du paie- 
menl ou du dépòt, à peine de déchéance. 

XIV. — On comprendra par la dénomination de tonneau 
de jauge le tonneau de régistre anglais. 

Le tonnage des bàtitnents sera tire des papiers de bord. 
La réduction des tonneaux des différents pays, en me- 



ITALIA ED ALTRI STATI 1 \ 3 

sures anglaises, sera faite d'aprcs le tableau annexé au pré- 1865 
seni tarif. 

XV. — Les bàliments entrant dans le Danube sans pa- 
piers iiidiquant leur tonnage seront soumis, dans le but 
exclusif de fixer les droils de navigalion qu'ils seront te- 
nus d'acqiiitler conforménient au prcsent Tarif, à une éva- 
luation approximative faite par deux experts, sous la di- 
rection du Capitaine du port et avec le concours de VAutorité 
consulaire competente ; l'Agent-comptable de la Caisse de 
navigalion aura la facultó d'assister à l'opération^ soit en 
personne, soit par l'organe d'un délégué. 

Il sera procède de mème si le tonnage porte sur les 
papiers de bord est notoirement inexact, ou s'il y a con- 
testation sur l'évaluation de la quotile du chargement d'un 
bàtiment dans le cas des arlicles P" et IV ci-dessus. 

L'évaluation du tonnage, à défaut des papiers de bord, 
sera faite aux frais du bàtiment qui en sera l'objet; il en 
sera de méme si l'expertise constate un excédant de plus 
de cinq jLonneaux sur la capacitò indiquée par les papiers 
de bord, ou s'il est reconnu, conlrairemenl à la déclara- 
tion du Capitaine ou patron, que le bàtiment porte plus 
du liers de sa charge pleine; dans le cas contraire les 
frais resteront à la charge de la Caisse de navigalion. Dans 
aucun cas ces évalualions ne pourronl donner lieu à aucun 
appel ou recours quelconque. 

XVI. — Les profondeurs, d'après lesquelles seront de- 
terminés les droils élablis par le présenl Tarif, seront re- 
levées sur la barre de Soulina, en pieds anglais. 

Les sondages seront opérés sous la direction et la respon- 
sabilité de l'Ingénieur prepose aux travaux d'amélioration 
de l'embouchure; les résultats en seront affichés au bureau 
de la Caisse de navigalion et à l'office du Capitaine du port. 

Si l'élat de la mer ne permei pas d'effectuer les sonda- 
ges, le montani des droits à percevoir sera base sur la der- 
nière profondeur conslatée. 

Il ne pourra ètre exigé pour les iaxes de sortie aucun 

8 



1 I i ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 paiement supplémenlaire de la part des bàtiments, ni, sauf 
le cas d'erreur dùment constatée dans les sondages, au- 
cune restilution partielle de la Caisse de navigalion, à rai- 
son de la différence, quelque grande qu'elle puisse élre, 
entre la profondeur de l'embouchure au moment de la 
sortie du bàtiment, et celle qui aura servi de base à la 
liquidation des taxes payées. 

XVII. — Tout bàtiment, train de bois ou radeau, qui 
tenterait par un moyen quelconque de se soustraire en tout 
ou en partie au paiement des droils fixés par le présent 
Tarif, sera passible, outre les droits qu'il aura à payer con- 
formément à ce qui précède, d'une amende égale au qua- 
druple de CCS droits. 

Si l'indication du tonnage portée sur les papiers de bord, 
ou la déclaration relative à la quantilé de marchandises 
débarquée ou embarquée à Soulina dans le cas de l'arli- 
cle X ci-dessus, parait frauduleuse, il pourra élre pro- 
cède dans la forme presente par l'article XV ci-dessus à 
la vérification de la capacité du bàtiment^, ou de la quan- 
titè de marchandises sur laquelle il aura été opere com- 
parativement au tonnage total. 

L'application de l'ainende sera prononcèe cn premier 
ressort par le Capitaine du port de Soulina; la sentence 
de condamnation sera notifièe à la partie condamnée^ soit 
en personne, soit en chancellerie de l'Autorité consulaire 
ou locale rcsidant à Soulina, de laquelle elle relèvera. 

L'appel des condamnations sera porte devant la Com- 
mission Europèenne ou devant l'Autorité internationale qui 
la remplacera. 

Il sera interjeté dans les trois mois de la notilication, à 
peine de nullité. 

Les formes de procèder seront déterminces ultérieure- 
ment par des dispositions spéciales. Les jugements rendus 
sur appel ne seront plus susceptiblcs d'aucun recours. 

Les condamnations prononcées par le Capitaine du port 
seront exécutoires nonobstant l'appel; en cas de pourvoi 



I 



ITALIA ED ALTRI STATI 115 

le montani de l'amende sera consigné, à titre de dépót, 1865 
dans la Caisse de navigalion. 

Le montani des condamnations devenues définitives sera 
verse dans ladite Caisse pour èlre affecté aux dépenses de 
l'hópital de la marine. 

XVIII. — Les commandanls des bàtimenls de guerre sta- 
lionnés aux embouchures du Danube, conformément à l'ar- 
ticle 19 du Traile de Paris, scront appelés à assurer le 
paiemcnt des droits établis par le présent Tarif et des con- 
damnations devenues définitives , vis-à-vis des bàtimenls 
de leur nationalité el de ceux doni ils auront qualité de 
protéger le pavillon, soit en vertu des traités ou des usa- 
ges, soit en vertu d'une délégation generale ou speciale. 

L'action des bàtimenls de guerre sera demandée, en rè- 
gie, par l'entremise du Capitaine du pori de Soulina sur la 
réquisition de l'Agent-comptable prepose à la geslion de 
la Caisse de navigalion. A défaut d'un bàtimenl de guerre 
ayant qualité pour exercer une action coercitive vis-à-vis 
d'un bàtimenl contrevenant, le Capitaine du pori aura re- 
cours à l'inlervention du bàtimenl de guerre Otloman sta- 
tionné à Soulina. 

XIX. — Le tarif provisoire du 7 mars 1863 cesserà d'élre 
applique et le présent Tarif entrerà en vigueur après la 
ratification de l'Ade public auquel il est annexé, et au 
jour qui sera fixé par une publicalion speciale à faire dans 
ce bui par la Commission Europécnne. 

Fall à Galalz, le deux novembre mil-huit-cenl-soixanle- 
cinq. 

Signés: A. de Kremer. 
Ed. Engelhardt. 
J. Stokes. 
Strambio. 
Saint-Pierre. 
Offenberg. 
Ahmet Rassim. 



116 



ITALIA ED ALTRI STATI 



i 



1865 TABLEAU 

indiquant la proportion qui existe entre le tonneau de ré- 
gistre anglais et les mesures adoptécs dans les autres Pays 
pour le jaiigeage dcs bàtiments de mer. 



BATIMENTS 



FACTEUR 

par lequel 

l'unite de mesure 

de chaque Pays 

doit étre multipliée 



Aulrichiens 

Fran^ais 

Italiens 

Ottomans 

Prussiens 

Russes _. 

Américains (Étals-Unis). 

Belgcs 

Brémois 

Danois 

Espagnois 

Grecs 

Hamlìourgeois 

Hanovriens 

Hollandais 

De Lubeck 

Meklembourgeois 

Norwégiens 

Oldenl)ourgeois 

Des Principautés-Unies. 
Suédois 



Tonneaux 

82 

1 — 
89 

98 

1 08 
1 — 
95 

ì 02 
d — 
76 

98 
89 

\ 09 
98 

96 
\ — 

1 02 



Lasts 



1 50 
1 89 

\ 81 
\ 89 
1 96 



2 77 
2 25 

1 75 
d 89 

2 44 
2 08 
d 50 



\ 98 



OBSERVATIONS 



i tonn.aDglais = 61 ^^/(oo 
kilos deCoDslantinople. 



\ tono. angl. = 



4 82/, 00 
I k.deGaialz 

13 VlOO 
k de Craì'la 



Galatz, 2 Novembre 1865. 



Ratificato in nome di S. M. dal Plenipotenziario italiano 
nella seduta della Conferenza di Parigi, '2S marzo iSQ^. 



ITALIA ED ALTRI STATI 1 17 

X. 

1865, 6 Dicembre. 

P/tKIGT. 1865 

Dichiarazione 

concernente la tariffa pel cambio delle corrispondenze telegrafiche 

tra l'Italia, i Paesi Bassi ed il Belgio. 

DÉCLARATION. 

Le Gouvernement de Sa Majesté le Roi d'Italie, le Gou- 
vernement de Sa Majesté le Roi des Pays-Bas, et le 
Gouvernement de Sa Majesté le Roi des Belges, voulant 
appliquer au?^ correspondances télégraphiques, échangées 
entre l'Italie et les deux aiitres pays, les dispositions des 
articles 30 et 31 de la Convention Internationale, signée 
à Paris le 17 mai 1865, en appliquant à ces correspon- 
dances les conditions de tarif les plus avantageuses, les 
soussignés, autorisés à cet elTet, ont arrété, dans ce but, 
les dispositions suivantes: 

La taxe de la dépéche simple sera uniformément fixée à 
cinq francs pour toutes les correspondances échangées par 
la voie de France, entre les bureaux télégraphiques du 
Royaume d'Italie d'une part, et les bureaux des Royaumes 
des Pays-Bas et de Belgique d'autre part. 

Cette taxe sera répartie comme suit : 

A l'Italie 2 francs ; 

Aux autres pays, conformément aux ta- 

bleaux annexés à ladite Convention . 3 francs. 

Total égal 5 francs. 

Cette taxe sera appliquée jusqu'à la frontière des Elals 



WS ITALU ED ALTRI STATI 

1865 de l'Eglise, en cas d'adhésion de ccs Efats à la Conven- 
tion inlcrnalionale du 17 mai 1865. 

Le présent arrangement entrerà en vigueur en mème 
temps que cette Convention, pour ime durée indéterminée, 
jusqu'à l'expiration d'une année à partir de la dcnonciation 
qui en serait faite par Fune des Ilautes Parties con- 
tractantés. 

Fait à Paris, le 6 décembre 1865. 

(L. S.) , NlGRA. 

(L. S.) Signés: ) A. Lightenvelt. 

(L. S.) f Baron Eugène Beyens. 



XI. 

Ì865, n Dicembre. 



PARIGI. 

Convenzione monetaria tra l'Italia, il Belgio, la Francia e la Svizzera. 

Sa Majesté le Boi d'Italie, Sa Majesté le Boi des Belges, 
Sa Majesté l'Empereur des Francais et la Confédération 
Suisse, également animés du désir d'établir une plus com- 
plète harmonie entre leurs législations monótaires, de 
remédier aux inconvénients qui résultent pour les Communi- 
cations et les transactions cntre les habitants de leurs E- 
tats respectifs de la diversité du titre de leurs monnaies 
d'appoint en argent, et de contribuer, en formanl entre eux 
une union monétaire, aux progrcs de l'uniformile des 
poids, mesures et monnaies, ont résolu de conclure une 
Convention à cet efiet,, et ont noramé pour leurs Coni- 
missaires-Plénipotentiaires, savoir: 

Sa Majesté le Boi d'Italie, M. Isaac Artom, Conseiller 



ITALIA ED ALTRI STATI 1 19 

de sa Légalion à Paris, Commandeur de son Ordre des 1865 
Saints Maurice et Lazare, et de l'Ordre de Léopold de Bel- 
gique, Officier de TOrdre Imperiai de la Légion d'honneur, 
etc, etc., etc. ; 

Et M. Valentin Pratolongo, Directeur Chef de division 
au Ministère de ragriculture, de l'industrie et du com- 
merce, Officier de son Ordre des Saints Maurice et Lazare, 
eie, eie, etc. ; 

Sa.Majesté le Roi des Belges, M. Frédéric Fortamps, 
Membro du Sénat, Directeur de la Banque de Belgique, 
Chevalier de son Ordre de Léopold, Chevalier de l'Ordre 
Imperiai de la Légion d'honneur, etc, etc, etc ; 

Et M. A. Kregiinger, Commissaire du Gouvernement 
près la Banque nationale, Chevalier de son Ordre de Léo- 
pold, etc, etc, etc. ; 

Sa Majesté l'Einpereur des Francais, M. Marie-Louis- 
Pierre Felix Esquirou de Parieu, Vice-Président du Consoli 
d'Etat, Grand Officier de son Ordre de la Légion d'hon- 
neur, etc, etc, etc. ; 

Et M. Théophile-Jules Pelouze, Président de la Com- 
mission des raonnaies, Commandeur de son Ordre Impe- 
riai de la Légion d'honneur, etc, etc, etc. ; 

La Confcdération Suisse, M. Kern, Envoyé extraordi- 
naire et Ministre Plénipotentiaire de la dite Confédération 
près Sa Majesté l'Empereur des Francais; 

Et M. Feer-Herzog, Membro du Conseil national Suisse; 

Lesquels, après s'étre communiqué leurs pleins pouvoirs 
respectifs trouvés en bonne et due forme, sont convenus 
des articles suivants : 

I. — La Belgique, la Franco, l'Italie et la Suisse soni 
constituées à l'état d'union pour ce qui regarde le poids, 
le litro, le modulo et le cours de leurs espèces rnonnayées 
d'or et d'argent. 

Il n'est rien innové, quant à présent, dans la législa- 
tion relative à la monnaie de billon pour chacun des qualre 
Etals. 



120 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 II. — Les Hautes Parties contractantes s'engagent à ne 
fabriquer oii laisser fabriquer à leur empreinte, aucune mon- 
naie d'or dans d'autres types que ceux des pièces de 100 fr., 
de 50 francs, de 20 francs, de 10 francs et de 5 francs, 
déterminés, quant au poids, au lilre. à la tolérance et au 
diamétre, ainsi qu'il suit : 



NATURE 

des pièces 



100 Ir. 
50 » 
20 » 
iO . 

5 .. 



poids 
droìt 



POIDS 

tolérance 

de poids 

tant en dehors 

qii'en dedans 



TITRE 



tilre 
droit 



32,258,06 



1 raillième 



16,129,03 
6,451,61 
3,225,80 
1,612,901 3 millièmes 



I 900 
2 millièmes) millièmes 



tolérance 

du tilre 

tanlen dehors 

qu'en dedans 



DIAMÉTRE 



55 millim. 

\ 28 id. 

2miliièmes)2l id, 

Jl9 id. 

[ 17 id. 



Elles admettront sans distinclion dans leurs caisses pu- 
bliques les pièces d'or fabriquées sous les conditions qui 
précèdent, dans l'im ou l'autre des quatre Etats, sous ré- 
serve toutefois d'exclure les pièces dont le poids aurait 
été rcduit par le frai de '/., pour cent au-dessous des 
tolérances indiquées ci-dessus, ou dont les empreintes au- 
raient disparu. 

III. — Les Gouvernements contraclants s'obligent à ne 
fabriquer ou laisser fabriquer des pièces d'argent de 5 
francs, que dans le poids, lilre, tolérance et diamétre 
déterminés ci-après : 



roiDs 



poids droit 



25 grammes 



tolérance 

de poids 

tant en dehors 

qu'en dedans 



3 millièmes 



TURE 



lilre droit 



900 millièmes 



tolérance 

de tilre 

tant en dcliors 

qu' en dedans 



2 millièmes 



DIAMÉTRE 



37 millimètres 



ITALIA ED ALTRI STATI 121 

Ils recevronl réciproquement les dites pièces dans leurs 18G5 
caisses publiques, sous réserve d'exclure celles dont le 
poids aurait été réduit par le frai de 1 pour cent au-des- 
soiis de la tolérance indiquée plus haut, ou doni les em- 
preintes auraient disparii. 

IV. — Les Hautes Parlies conlractantes ne fabrique- 
ront désormais de pièces d'argent de 2 francs, de 1 fr., 
de fr. 50 centimes et de fr. 20 centimes, que dans 
les conditions de poids, de titre, de tolérance et de dia- 
mètre déterminés ci-après : 



NATURE 
des pièces 



, 2 fr. 

gì - 

135 { 

f^ \0,50c. 



< 



0.20' 



poids 
droit 



POIDS 

tolérance 

de poids 

tant en dehors 

qu'en dedans 



10 gr. » 
5 » 
2 50 

i » 



Smillièmes 



TITRE 



lilre 
droit 



tolérance 

du lilre 

leni endehors 

qu'en dedans 



DIAMÈTRE 



835 iSmillièmes 



7millièmes > millièmes 
10mi!lièmes] 



27 raillim 

23 id. 

18 id. 

16 id. 



Ces pièces devront étre refondues par les Gouverne- 
menls qui les auront émises, lorsqu'elles seront réduites, 
par le frai, de 5 pour cent au-dessous des tolérances in- 
diquées ci-dessus, ou lorsque leurs erapreinles auront 
disparu. 

V. — Les pièces d'argent de 2 francs, de 1 frane, de fr. 
50 centimes, et de fr. 20 centimes, fabriquées dans des 
conditions différentes de celles qui soni indiquées en l'ar- 
licle précédent, devront étre retirées de la circulation a- 
vant le l" janvier 1869. 

Ce délai est prolongé jusqu'au t" janvier 1878 pour les 
pièces de 2 francs et de 1 frane, émises en Suisse en 
verta de la loi du l'' janvier 1860. 

VL — Les pièces d'argent fabriquées dans les condi- 



122 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 lions de l'arlicle IV auront cours legai entre les particu- 
liers de l'Etat qui les a fabriquées jasqu'à concurrence 
de 50 francs pour chaque paiement. 

L'Etat qui les a mises en circulation les recevra de ses 
nationaux sans limitation de quantité. 

VII. — Les caisses publiques de cliacun des qualre 
pays accepteront les raonnaies d'argent fabriquées par un 
ou plusieurs des autres Elals conlractants, conformément 
à l'arlicle IV, jusqu'à concurrence de 100 francs, pour 
chaque paiement fall aux diles caisses, 

Les Gouvernements de Belgique, de France et d'Italie 
recevront, dans les mèmes termes, jusqu'au l"" janvier 1878 
les pièces suisses de 2 francs et de 1 frane, émises en 
vertu de la lei du 31 janvier 1860, et qui sont assimilées 
sous tous les rapports, pendant la méme pcriode, aux 
pièces fabriquées dans les conditions de l'article IV. 

Le tout sous les réserves indiquées en l'article IV rela- 
livement au frai. 

VIII. — Chacun des Gouvernements contractants s'en- 
gage à reprendre des particulicrs ou des caisses publiques 
des autres Etats les monnaies d'appoint en argent qu'il a é- 
mises et à les échanger contro une égale valeur demonnaie 
courante (pièces d'or ou pièces de 5 francs d'argent), à con- 
dition que la somme présentée à l'échange ne sera pas in- 
férieure à 100 francs. Gelte obligation sera prolongée pen- 
dant deux années, à partir de l'expiration du présent 
Traité. 

IX. — Les Hautes Parties contractantes ne pourront é- 
inetlre des pièces d'argent de 2 francs, de 1 frane, de 
tv. 50 centimes et de fr. 20 centimes, frappées dans 
les conditions indiiiuées par l'article IV, que pour une 
valeur correspondant à 6 francs par habitant. 

Ce chiare, en lenant compie des derniers recenseinents 
effectués dans chaque Elat et de l'accroissemenl presume 
de la population jus(ju'à l'expiration du présent Traile, 
est fixé : 



ITALIA ED ALTRI STATI ^23 

Pour la Belgique à 3^2,000,000 francs 186J 

Pour la France à 239,000,000 » 

Pour l'Italie à 1^1,000,000 » (') 

Pour la Suisse à 17,000,000 » 

Sont impulées sur les sommes ci-dessus, que les Gou- 

vernements ont le droit de Trapper, les valeurs dójà émises: 
Par la France, en vertu de la lei du 25 mai ISG^, 

en pièces de fr. 50 centimes et Ir. 20 centimes, pour 

environ 16 milions; 

Par l'Italie, en vertu de la loi du 24 aoùt 1862, en 

pièces de 2 franes, 1 frane, fr. 50 centimes et de fr. 

20 centimes, pour environ 100 milions; 

Par la Suisse, en vertu de la loi du 31 janvier 1860, 

en pièces de 2 franes et de 1 frane, pour 10,500,000 

franes. 

X. — Le millesime de fabrication sera inscrit désormais 
sur les pièces d'or et d'argent frappées dans les qua tre Etats. 

XI. — Les Gouvernements contractants se communique- 
ront annuellement la quotité de leurs émissions de mon- 
naie d'or et d'argent, l'état du retrait et de la refonte de 
leurs anciennes monnaie?, toutes les dispositions et tous 
les documents administratifs relatifs aux raonnaies. 

lls se donneront également avis de tous les faits qui 
intéressent la circulation réciproque de leurs espèces d'or 
et d'argent. 

XII. — Le droit d'accession à la présente Convention 
est réservé à tout autre Elat, qui en accepterait les obli- 
gations et qui adoplerait le système monétaire de l'Union, 
en ce qui concerne les espèces d'or et d'argent. 

XIII. — L'exécution des engagemenls réciproques con- 
tenus dans la présente Convention est subordonnée, en lant 
que de besoin, à l'accomplissement des formalités et règles 
établies par les lois constitutionnelles de celles des Hautes 



(1) Questa cifra, dopo l'annessione delle Provincie della Venezia e di iMantova 
al Regno d'Italia, è stata portata a 136,000,000. 



124 ITALIA ED ALTRI STATI 

1865 Parties contractantes, qui sont tenues d'en provoquer l'ap- 
plication, ce qu'elles s'obligent à faire dans le plus bref 
délai possible. 

XIV. — La présente Convention resterà en vigueur jus- 
qu'au i" janvier 1880. Si, un an avant ce terme, elle n'a 
pas été dénoncée, elle demeurera obligatoire, de plein 
droit, pendant une nouvelle période de quinze années, et 
ainsi de suite, de. quinze ans en quinze ans, à défaut de 
dénonciation. 

XV. — La présente Convention sera ratifiée, et les ra- 
tifications en seront échangées à Paris dans le délai de 
six mois, ou plus tot, si faire se peut. 

En foi de quoi, les Commissaires-Plénipotentiaires res- 
pectifs ont signé la présente Convention et y ont appose 
le cachet de leurs armes. 

Fait en quatre expéditions à Paris le 23 décembre 1865. 



Signés: Artom. 

Pratolongo. ' 

fortamps. 

A. Kreglinger. 

E. De Parieu. 

Pelouze. 

Kern. 

Feer-Herzog. 



Ratificata da S. M.: Firenze, ^ giìigno i^QQ. — Scambio 
delle ratifiche: Parigi, 19 licglio 1866. 



ITALIA E ZOLLVERE[N 125 



XII. 

iS65, 31 Dicembre. 

BERIil]\0. 1355 

Trattato di Commercio tra l'Italia e gli Stati dello Zollverein. 

Sa Majeslé le Roi d'Italie d'ime part, et Sa Majeslé le 
Roi de Prusse, Sa Majesté le Roi de Raviére, Sa Majeslé 
le Roi de Saxe, et Son Allesse Royale le Gran-Due de Rade, 
agissanl tanl en leur nom et respectivemenl pour les au- 
Ires Pays et parlies de Pays souverains compris dans le 
système des douanes et d'impòls de Prusse, savoir: le Gran- 
Duché deLuxembourg, les enclaves du Grand-Duché de Meck- 
lembourg , Rossow , Nelzeband et Schoenberg , la Princi- 
pauté de Rirckenfeld du Grand-Duché de Oldenbourg, le 
Duché de Anhalt, les Principautés de Waldeck et de Pyr- 
mont, la Principauté de Lippe et le Grand Daillage de Mei- 
senheim du Landgraviat de Hesse, qu'au nom des autres 
Merabres de l'Association de douanes et de commerce Al- 
lemande (Zollverein), savoir: la Gouronne de Hanovre, lant 
pour Elle que pour la Principauté de Schaumbourg-Lippe, 
et la Gouronne de Wurtemberg, l'Electorat de Hesse, le 
Grand-Duché de Hesse, lant pour Lui que pour le Raillage 
de Hombourg du Landgraviat de Hesse, les Elats Ibrmanl 
l'Association de douanes et de commerce de Thuringe ; 
savoir: le Grand-Duché de Saxe, les Duchés de Saxe-iMei- 
ningen, de Saxe-Altenbourg, de Saxe-Cobourg et Gotha, les 



126 ITALIA E ZOLLVEREIN 

1865 Principautés de Schwarzbourg-Rudolstadt et de Schwarz- 
bourg-Sondershausen^ de Reuss, ligne aìnée, et de Heuss, li- 
gne cadette, le Duché de Brunswick, le Duchó d'Oldenbourg, 
le Duché de Nassau et la Ville libre de Francfort d'autre 
part, voulant régler les relations commercialcs entre l'Ita- 
lie et les Etats du Zollvcrein, ont nommé à cct effct pour 
leurs Plénipotentiaires, savoir: 

Sa Majesté le Roi d'Italie, M. Jules Camille comte de 
Barrai de Monleauvrard, Son Envoyó Extraordinaire et Mi- 
nistre plénipotentiaire près Sa Majesté le Roi de Prusse; 
et Sa Majesté le Roi de Prusse, M. Otto Edouard Léopold 
comte de Bismarck-Sclioenhausen, Son Président du Conseil 
et Ministre des affaires étrangères ; Sa Majesté le Roi de 
Bavière , M. Louis Maximilien comte de Montgelas, Son 
Chambellan, Envoyé Extraordinaire et Ministre plénipoten- 
tiare près Sa Majesté le Roi du Prusse; Sa Majesté le Roi 
de Saxe , M. Charles Adolphe comte de Ilohenlhal, Son 
Conseiller prive actuel, Envoyé Extraordinaire et Ministre 
plénipotentiaire près Sa Majesté le Roi de Prusse ; Son 
Allesse Royale le Gran-Due de Bade, M. Jean baron de 
Turckheim, Son Chambellan, Envoyé Extraordinaire et Mi- 
nistre plénipotentiaire près Sa Majesté le Roi de Prusse; 
lesquels après s'ètre communiqué leurs pleins-pouvoirs, 
trouvés en bonnc et due forme, sont convenus des articles 
suivants: 

I. — Les sujets des Etats du Zollverein en Italie et les 
sujets de Sa Majesté le Roi d'Italie dans les Etats du Zollve- 
rein, soit qu'ils s'y établissent, soit qu'ils y résident tem- 
porairement, y jouiront, relativement à l'exercice du com- 
merce et des Industries , des mèmes droits, et n'y seront 
soumis à aucune imposition plus élevée ou autre que les 
sujets de la nation la plus favorisée sous ces rapports. 

II. — Les produits du sol et de l'industrie de l'Italie qui 
seront importés dans le Zollverein, et les produits du sol 
et de l'industrie des Etats du Zollverein qui seront im- 
portés en Italie, destinés soit à la consommation , soit à 



ITALIA E ZOLLVEREIN 127 

Tentreposage, soit à la réexportation, soit au Iransit, se- 1865 
ront soumis au mème traitement, et noramément ne seronl 
passibles de droits ni plus élevés, ni autres, que les pro- 
duits de la nailon la plus favorisée sous ces rapports. 

III. — A Texportalion vers l'Italie il ne sera percu dans le 
Zollverein, et à l'exportation vers le Zollverein il ne sera 
per^u en Italie d'autres, ni de plus hauts droits de sortie 
qu'à l'exportation des mémes objets vers le pays le plus 
favorisé à cet égard. 

IV. — Les marchandises de tonte nature venant de l'un 
des deux territoires ou y allant , seront réciproquement 
exemptes dans l'autre de tout droit de transit. 

V. — Tonte faveur, tonte immunité, toule réduction du 
larif des droits d'entrée et de sortie que l'une des Haules 
Parties contractantes accorderà à une tierce Puissance , 
sera immédiatement et sans condition étendue à l'autre. 

De plus, aucune des Parties contractantes ne soumetlra 
l'autre à une prohibition d'importation ou d'exportation qui 
ne serait pas appliquée en méme temps à toutes les autres 
nations. 

La disposition qui précède sur les prohibilions à la sor- 
tie ne déroge point aux obligations qiie les actes de la 
Confédéralion Germanique imposent aux Etats Allemands 
qui composent le Zollverein. 

VI. — En ce qui concerne les marques ou étiquettes 
de marchandises ou de leurs emballages, les desseins ou 
marques de fabrique ou de commerce, les sujets de cha- 
cun des Etats contractants jouiront respectivement dans 
l'autre de la méme prolection que les nationaux. 

VII. — Le présent Traile entrerà en vigueur huit jours 
après réchange des ratifications. Toutefois la disposition 
de l'article VI ne sera exécutoire que qualre mois après 
ce terme. 

Le présent Traile resterà en vigueur jusqu'au 30 juin 
1875. Dans le cas où aucune des Parties contractantes 
n'aurait notifié douxe mois avant l'échéance de ce terme 



128 ITALIA E ZOLLVERErN 

1865 son inteiilion d'en faire cesser les effets, il demeurera obli- 
gatoire jusqu'à l'expiralion d'une année à partir du jour 
où l'une ou l'autre des Haules Parties contractantes l'aura 
dénoncé. 

Vili. — Le présent traile sera ratifié et les ratifications 
seront échangées à Berlin le plus tòt possible. 

En foi de quoi les Plénipotentiaires respectifs l'ont si- 
gné et y ont appose le cachet de leurs armes. 
Fait à Berlin, le 3i décembre 1865. 

(L. S.) C. De Barral. 

(L. S.) BlSMARCK. 
(L. S.) MONTGELAS. 
(L. S.) IIOHENTHAL. 
(L. S.) TURCKHEIM. 

Ratificato da S. M.: Firenze^ 18 febbraio 1866. — Scambio 
delle ratifiche: Berlino, 12 marzo 1866. 



XIII. 
i866, 26 Marzo. 
1866 FIREIVZE. 

Convenzione tra l'Italia ed il principato di Monaco 
per l'estradizione dei malfattori. 

Sa Majeslé le Boi d'Italie et Son Altesse Serenissime le 
Prince de Monaco, désirant assurer la répression des cri- 
mes , et voulant introduire un système de concours réci- 
proque pour l'adininistration de la juslice pénale, ont ré- 



ITALIA E MONACO 1 29 

solu d'un commun accorci de conclure une Convenlion et 1866 
ont nommé à cet effet pour leurs Plénipotenliaires,, savoir: 
Sa Majeslé le Roi d'iudie, Monsieur le chevalier Auguste 
Peiroleri , Chevalier de son Ordre des Sainls Maurice et 
Lazare, Commandeur de 2'"'' classe du Danebrog, Cheva- 
lier des ordres de Li'^opold de Belgique, de Wasa de Suède 
et du Lion Néerlandais , Chef du Bureau commercial au 
Minislére des Alìaires Etrangères; 

Et Son Allesse Serenissime le Prince de Monaco, Mon- 
sieur le comte Adrien Plccolomini , OlTicier de son Ordre 
de Saint Charles, Chevalier des Ordres de Saint Grégoire 
le Grand , de la Légion d'honneur , de l'Ordre Hycrosoli- 
milain du Saint Sépulcre et de l'Ordre de Saint Marin, 
Son Consul General à Florence; 

Lesfjuels, après s'èlre communiqué leurs pleins pouvoirs 
trouvés en benne et due forme, sont convenus des articles 
suivants. 

I. — Le Gouvernement Ilalien et le Gouvernement Mo- 
négasque s'engagent à se livrcr réciproquement les indi- 
vidus qui , ayant été condamnés cu étant poursuivis par 
les Autorités compétentes de l'un des deux Elats contrac- 
tants pour l'un des crimes ou délits énumérés à l'art. II 
ci-après, se seraient réfugiés sur le tcrritoire de l'autre. 

II. — L'extradilion devra étre accordée pour les in.i 
fractions suivanles aux lois psnales: 

V Parricide, infanticide, assassinai, empoisonnement, 
raeurtre. 

S"" Coups et blessures volontaires ayant occasionné la 
mort. 

3" Bigamie, rapt, vici, avortcmenl procure, prostitu- 
tlon ou corruption de mineurs par les parenls ou tonte 
aulre personne chargée de leur surveillance. 

4° Enlévement, recòlement ou suppression d'enf'ant, sub- 
slilulion d'un enfant à un aulre, ou supposilion d'un en- 
fant à une femrae, qui ne sera pas accouchée. 

5" Incendie. 

9 



130 ITALIA E MONACO 

1866 6° Dommage cause volontairement aux cheinins de fer 

et aux télégraphes. 

7° Association de malfaiteurs , extorsion commise à 
l'aide de violence, rapine, voi qualifié, spécialemenl le voi 
avec violence ou effraclion et le voi de grand chemin, 

8^ Contrefacon ou altération de monnaies, introduclion 
ou émission frauduleuse de fausse monnaie; 

Contrefacon de rentes ou obligations sur l'Etat, de bil- 
lets de Banque ou de lout autre effet public , inlroduc- 
tion et usage de ces mèmes titres contrefaits; 

Contrefacon d'acles souverains , de sceaux , poincons , 
timbres et marques de TEtat ou des Administralions publi- 
ques et usage de ces objels contrefaits; 

Faux en écriture publique ou aulhentique^ privée, de 
commerce et de banque, et usage d'écritures falsifiées. 

9' Faux témoignages et fausse expertise, subornaticn 
de témoins et d'experis, calomnie. 

iO. Soustractions commises par des officiers oli dé- 
posilaires publics. 

li. Banqueroute frauduleuse. 

12. Faits de baraterie. 

13. Scdition panni l'équipage dans les cas , où des 
individus faisant partie de l'équipage d'un bàtiment se 
seraient cmparés du dil btàliment par fraudo ou violence 
envers le commandant ou l'auraient livré à des pirates. 

44. Abus de confìance ( appropriazione indebita ) , 
escroquerie et fraude. 

Pour ces infractions l'extradition sera accordée , si la 
valeur de l'objet extorqué dopasse mille francs. 

Il est enlendu que l'extradition sera aussi accordée 
pour toule sorte de complicité ou participalion aux in- 
fractions susmenlionnées. 

III. — L'extradition ne sera jamais accordée pour les 
crimes ou délits politiques. L'individu qui serait livré pour 
une autre infraction aux lois pénales, ne pourra dans aucun 
cas ètre jugé ou condamné pour un crime ou déiit poli- 



ITALIA E MONACO 4 3< 

tique commis antérieurement à rexlradition, ni pour au- 1866 
CLin fait connexe à ce crime cu délit. 

Il ne pourra non plus étre poursuivi oii condamné 
pour toule autre infraction anlérieure à l'extradilion et non 
comprise dans la présente Convention, à moins que, après 
avoir élé puni ou définitivement acquitté du crime qui a 
molivé l'extradilion^ il n'ait pas quitte le pays avant l'ex- 
piralion d'un délai de Irois mois , ou bien qu'il n'y soit 
retourné. 

IV. — L'cxtradition ne pourra avoir lieu si , depuis les 
faits impulés, les poursuites ou la condamnation, la pres- 
criplion de 1' action ou de la peine est acquise d' après 
les lois du pays dans lequel le prévenu ou le condamné 
s'est réfugié. 

V. — Dans aucun cas et pour aucun motif les Hautes 
Parties contractantes ne pourront étre tenues à se livrer 
leurs nationaux. 

Lorsque d'aprés les lois en vigaeur dans l'Etat au- 
quel le coupablc appartieni, il y aura lieu à le pour- 
suivre à raison de l'infraction commise dans l'autre Etat, 
ee dernier communiquera les informations et les pièces , 
les objets constituant le corps du délit et toul autre do- 
cumont ou éclaircissement requis pour l'affaire criminelle 
ou correclionnelle. 

. VI. — Lorsque le condamné ou le prévenu sera étranger 
aux deux Etats contractanls, le Gouvernement qui doit ac- 
corder l'extradilion informerà celui du pays, auquel ap- 
partieni i'individu reclame, de la demande qui lui a été 
adressée , et si ce dernier Gouvernement reclame à son 
tour le coupable pour le faire juger par ses Tribunaux, 
celui auquel la demande d'extradition a été faite pourra, 
à son choix, le livrer à l'Etat sur le territoire duquel le 
erime ou délit a été commis, ou à celui auquel le dit in- 
dividu appartieni. 

Si le condamné ou le prévenu, doni l'extradilion est 
demandée en conformile de la présente Convention par 



432 ITALIA E MONACO 

^866 rune des deux Parties contraclantes, est reclame aussi par 
un aulre cu par d'aulres Gouvernements, pour des crimcs 
cu délits commis par le méme individu sur les terriloires 
respeclifs, ce dernier sera livré au Gouvernement de l'Elat, 
doni la demande aura une date plus ancienne. 

VII. — Si l'individu reclame est poursuivi cu condamné 
dans le pays où il s'est réfugié pour un crime ou délit 
commis dans ce mème pays, son exlradilion pourra ètre 
différée jusqu'à ce qu'il ait été acquine par une senlence 
definitive, ou qu'il ait subi sa peine. 

Vili. — L'extradition sera toujours accordée lors mème 
quo le prévenu viendrait, par ce fait, à élre empèché de 
remplir les engagemenls conlractés envers des parlicu- 
liers, lesquels pourront toutefois faire valoir leurs droils 
auprès des Autonìés judiciaires compétentes. 

IX. — L'extradition sera accordée sur la demande adres- 
sée par l'un des deux Gouvernements à l'aulre par voie 
diplomatique, et sur la production d'un arrèt de condam- 
nation ou de mise en accusation, d'un mandai d'arrèt ou 
de tout aulre ade ayant la mème force que ce mandai, et 
indiquant également la nature et la gravite des fails pour- 
suivis, ainsi que la disposition pénale applicable à ces 
faits ; les actes seronl délivrés en originai ou en expédi- 
lion authentique, soit par un Tribunal, soit par toule aulre 
Autorilé competente du Pays qui demande l'extradition. 

On fournira en méme temps , si c'est possible , le si- 
gnalement de l'individu reclame, ou toute aulre indicalion 
de nature à en conslater l'identilé. 

X. — Dans les cas urgenls et surlout lorsqu'il y a danger 
de fuite, chacun des deux Gouvernements, s'appuyant sur 
l'exislence d'un arrél de condamnation ou de mise en ac- 
cusation ou d'un mandai d'arrèl, pourra par le moyen le 
plus prompl, et mème par le téJégraphe, demander et ob- 
lenir l'arrestalion du condamné ou du prévenu à condi- 
lion de présenler dans le plus bref délai , le document 
doni on a indiqué l'exislence. 



ITALIA E MONACO <33 

XI. — Les objets volés cu saisis en la possession du 1866 
condamné cu du prévenu, les instruments et outils, dont 

il se serait servi pour commellre le crime cu délit , ainsi 
qiie tonte autre pièce de conviction, seront rendus , en 
mème tcmps que s'effecluera la remise de l'individu ar- 
ròte, mème dans le cas, où l'extradition,, après avoir élé 
accordée, ne pourrait avoir lieu par suite de la mori cu 
de la fuile du coupable. Cette remise comprendra aussi 
lous les objets de la méme nature que le prévenu aurait 
cachés ou déposés dans le pays où il s'est réfugié, et qui 
y seraient trouvés plus tard. 

Sont cependant réservés les droits des tiers sur les 
objets susmentionnés , qui devront leur étre rendus sans 
frais après la conci usion de l'affaire criminelle ou cor- 
rectionnelle. 

XII. — Les frais d'arrestalion, d'entretien et de transport 
de l'individu , dont l'extradition aura été accordée, ainsi 
que ceux de consignation et de transport des objels, qui 
aux termes de l'article précédent doivent èlre restitués 
ou remis, resteront à la charge de l'Etat qui a fait la do- 
mande de l'extradition. 

Dans le cas où le transport par mcr serait jugé pré- 
férable , l'individu à extrader sera conduit au port que 
designerà le Gouvernement réclamant, aux frais duquel il 
sera embarqué. 

XIII. — Si l'un des deux Gouvernements juge nécessaire 
pour l'instruction d'une affaire criminelle ou correction- 
nclle, la déposilion de lémoins domiciliés sur le tcrri- 
loire de l'autre Elat, ou lout autre acte d'instruclion ju- 
diciaire, des lettres rogatoircs , adressées par voie di- 
plomalique, seront à cet effet cxpédiées en due forme 
par la Cour d'Appel compHenle du Royaume d'Italie au 
Tribunal supérieur de la Principauté de Monaco, et réci- 
proquerr.ent , lesquels seront tenus d'y donner cours , 
conformément aux lois en vigueur dans le pays où le lé- 
moin sera entendu ou l'actc délivré. 



i3i ITALIA E MONACO 

1866 XIV. — Dans le cas où la comparution personnelle d'un 
témoin serait nécessaire, le Gouvernement, dont il dépend, 
s'engagera à obtempérer à l'invitalion qui lui en aura élé 
faite par l'aulre Gouvernement. Si Ics ténioins requis con- 
sentent à partir, les passeports nécessaires leur sereni aus- 
sitòt délivrés, et les Gouvernements respeclifs s'entendront 
pour fixer l'indemnité qui leur sera accordée par TElat ré- 
clamant en raison de la distance et du séjour,ainsi que 
l'avance des fonds qui devra préalablcment étre faite. 

Dans aucun cas ces témoins ne pourront ètrc arrètés 
ou moleslés pour un l'ait antérieur à la demande de com- 
parution , pendant leur séjour force dans le lieu où le 
juge qui doit les entendrc exerce ses fonclions , ni pen- 
dant le voyage soit en allant, soit en retournanl. 

XV. — Si , à l'occasion d'une affaire criminelle ou cor- 
reclionnelle instruite dans l'un des deux Etals conlraclanls, 
il devicnt nécessaire de procéder à la confrontalion du 
prévenu avec des coupables détenus dans l'autre Etat ou 
de produire des piéces de conviction ou des documenls 
judiciaires qui lui appartiennent, la demande devra en étre 
faite par voie diplomatique, et, excepté le cas où des con- 
sidérations exceplionnelles s'y opposeraient, on devra tou- 
jours déférer <à celle demande, à la condition toutefois de. 
renvoyer le plus tòt possible les détenus et de restiluer les 
piéces et les documents sus-indiqués. 

Les frais de Iransport d'un Etat à l'aulre des indi- 
vidus et des objets ci-dessus mentionnés, ainsi que ceux 
occasionnés par l'accomplissemcnt des formalités énoncées 
cà l'art. XI 11^ seront supportés par le Gouvernement qui en 
a fait la demande. 

XVI. — Les deux Gouvernements s'eno-ao^ent à se com- 
muniquer réciproquement les arrèls de condamnation pour 
crimes et délits de tonte espèce qui auront élé prononcés 
par les Tribunaux de l'un des deux Etals contre les su- 
jels de l'autre. Cette communication sera effcctuée moyen- 
nant l'envoi par voie diplomatique du jugement prononcé 



ITALIA E MONACO 135 

et devenu definii if, au Gouvernement dont le condamné 1866 
est sujet , pour ètre depose au greffe du Tribunal ;, qu'il 
apparliendra. 

Chacun des deux Gouvernements donnera à ce sujet les 
inslruclions nécessaires aux Autorités compétentes. 

XVII. — La présente Convention est conclue pour cinq 
années à partir du jour de l'échange des ratifications. 
Dans le cas où aucun des deux Gouvernements n'aurait 
nolifié six mois avant la fin de la dite période , son in- 
lention d'cn faire cesscr les eifels, elle demeurera obliga- 
toire pour cinq aulres années , et ainsi de suite de cinq 
en cinq ans. 

XVIII. — La présente Convention sera ratifiée et les ra- 
tifications en seront échangées à Florence, dans l'espace 
de trois mois, ou plus tòt si faire se peut. 

En foi de quoi les deux Plénipotcntiaires l'ont signée en 
doublé originai et y ont appose le cachet de leurs armes. 

Fait à Florence le vingt-sixiéme jour du mois de mars, 
l'an de grace mil-huit-cent-soixante-six. 



Le Pléìiipoientiaìre de S. M. le Roi cV Italie 
Signé: A. Peiroleri. 

(L. S.). 

Le Plénipotentiaire de S. A. S. le Prince de Monaco 
Signé: Adreano Piccolomim. 

(L. S.). 



Ratificata da S. M.: Firenze, 6 maggio 1866. — Scambio 
delle ratifiche: Firenze, 19 maggio 1866. 



135 ITALIA E TUacniA 

XIV. 

Ig66 €OSTA^'TI.\'©POIiI. 

Convenzione Telegrafica tra l'Italia e la Turchia 
che modifica alcune stipulazioni della Convenzione 16 gennaio 1866. 

Sa Majesté le Roi d'Italie et Sa Majeslé Imperiale le 
Sullan désirant améliorer et rendre plus rapides les Com- 
munications télégrajìhiques directes enlre Lcurs Etats rcs- 
pecliFs, ont résolu de slipuler une nouvelle Convention à 
cet égard et ils ont nommé pour Leurs Plénipotenliaires: 

Sa Majeslé le Roi d'Italie, le Comte Joseph Greppi, Of- 
ficier des Saints Maurice et Lazare, décoré du Médjidié de 
seconde classe, Gommandeur de l'Ordre de St-Jean de Jé- 
rusalem, etc, eie, Ministre résidenl, chargé des aflaires de 
la Lógation; et 

Sa Majesté Imperiale le Sullan, Mouhamraed Emin Aali 
pacha , son Ministre des affaires étrangères , Grand Croix 
de rOrdre Royal des Saints Maurice et Lazare, décoré des 
Ordres Impériaux d'Osmanié cn brillanls, da Médjidié et 
du Mèrito de première classe etc, eie, eie. 

Lesquels après avoir échangé leurs pleins pouvoirs, irou- 
vés cn bonne et due forme, sont convcmis des arlicles 
suivants: 

I. — Sa Majesté Imperiale le Sullan s'cngagc à lenir 
en état de conservation et d'aclivité la lignc télégraphique 
qui joint Vallone et Constanlinople avec la frontière de 
Russie près d'Ismail. 

II. — Sa Majesté le Roi d'Italie s'cngagc à tenir en état 



ITALIA E TURCniA 137 

de communicalion le cable sous-marin place entre Otranle 1866 
et Vallone. 

III. — Le cable appartenant en tonte propriétéau Gou- 
vcrnement de Sa MajestA le Roi d'Iiaìie, l'enlretien et Ics 
rcparalions en seront à la charge de son administralion 
qui s'engage à réparer, aussilòt que possible, les déran- 
gements qui pourraient y survenir, de manière à dégager 
le Gouvernement Oltoman de toute responsabilité à cet 
égard. De son coté, le Gouvernement Oltoman prenJra sur 
son liltoral à l'cgard du cable entre Otrante et Vallone, 
les mèmes mesures préservalives adoplées par lui pour ses 
proprcs càbles sous-marins. 

IV. — Le Gouvernement de Sa Majesté le Roi d'Italie 
se réserve le droit d'entretenir à la station télógraphique 
de la frontière Ottomane un ou deux fonclionnaires, char- 
gés de surveillcr le cable sous-marin, la force des cou- 
ranls électriqucs nécessaires pour la marche des appareils, 
et de pourvoir aux réparations opportunes , suivant les 
intelligences prises d'accord entre les Administrations té- 
légraphiques des deux Gouvernemenls. 

V. — Les Employés de la Station Ottomane seront seuls 
chargés de la reception et de la transmission des dépèches. 

VI. — Le Gouvernement Oltoman s'engage à établir le 
bureau télégrapliique de la frontière à Vallone ou aussi 
près de cette localitc que le permetlront les circonslances 
hygiéniques. 

VII. — Les Hautes Parlics contractanles se réservent la 
facalté de provoquer le rélablissement du bureau lélégra- 
pliique italien, ainsi qu'il est designò à l'article IV de la 
Convention télégrapliique du 16 janvier 1862, si les cir- 
conslances venaient à en démonlrer la necessitò. 

Vili. — Los Ilautes Parties contractanles ayant adoplé 
la Convention inlernalionale conci uè à Paris le 17 mai 
1865 pour leurs rapports télégrapliiques .avec les autres 
Elals de l'Europe, conviennent de se servir de celle mème 
Convention dans leurs rapports réciproques, quant aux ré- 



138 ITALIA E TURCniA 

1866 glements de la correspondance el la laxation des dépé- 
ches: copie de la dite Convention sera jointe à la présente, 
et les stipulalions y contenues seront considérées comme 
insérées dans celle-ci. 

IX. — Il est entendu que la Convention télégraphique 
da 16 janvier 1862 reste en vigueur pour toiit ce qui n'a 
pas élé modifié par la présente. 

X. — La présente Convention sera mise à exécution 
aussitòt que possible, sera ratifiée et les ratifìcations se- 
ront échangées à Constantinople dans l'espacc de quarante 
jours ou plus tòt, si faire se pourra. 

En foi de quoi les Plénipotentiaires l'ont signée et y ont 
appose leurs sceaux. 

Fait à Constantinople le ,,J:;:iZl..s mil-huit-cent- 
soixanle-six. 



G. Greppi. Aali. 

(L. S.) (L S.) 



Ratificata da S. M.: Firenze, 26 aprile iS(}() — Scambio 
delle ratifiche: CoHantinopoli, 17 giugno 1866. 



ITALIA E URUGUAY <39 

XV. 

1866, 7 Maggio. 

MOi^TETIDEO. 186C 

Trattato di Commercio e di Navigazione 
tra l'Italia e la Repubblica Orientale dell'Uruguay. 

Sua Maestà il Re d'Italia e rEccell""" signor Governntore 
provvisorio delegato della Repubblica orientale dcll'Uru- 
guay, animati da uguale desiderio di dare un maggiore svi- 
luppo alle relazioni di commercio e di navigazione, che 
felicemente sussistono fra i due Stati, e convinti che il 
mezzo più efficace per conseguire uno scopo tanto impor- 
taate, sia quello di assicurare reciprocamente ai cittadini 
d'ambi i paesi nuove facilitazioni e nuove garanzie, hanno 
di comune consenso stabilito di conchiudere un nuovo 
Trattato di commercio e di navigazione, ed a tale effetto 
hanno nominati a loro Plenipotenziari: 

Sua Maestà il Re d'Italia, il Cavaliere Raffaele Ulisse 
Barbolani, Commendatore del suo Reale Ordine dei SS. 
Maurizio e Lazzaro^ Commendatore del Reale Ordine del 
Cristo di Portogallo, Cavaliere del Reale Ordine di Dane- 
brog di Danimarca, ecc., ecc., suo Ministro residente presso 
questa Repubblica; 

L'Eccell'"° signor Governatore provvisorio delegato della 
Repubblica orientale dell'Uruguay, Sua Eccellenza il dot- 
tore Don Carlos De Castro, Gran Croce dell'Ordine del 
Cristo del Brasile, suo Ministro Segretario di Stalo al di- 
partimento delle relazioni estere. 



<40 ITALIA E URUGUAY 

4866 I quali, dopo avere scambiato i loro pieni poteri e trO' 
valili in buona e debita forma, hanno convenuto e firmalo 
i seguenti: 

I. — Vi sarà Fra i terrilorii delle due Alte Parti con- 
traenti libertà e reciprocità di commercio e di navigazione. 

I cittadini orientali negli Stali di Sua Maestà il Re d'I- 
talia ed i cittadini italiani nella Repubblica orientale del- 
l'Uruguay potranno arrivare liberamente e con tutta sicu- 
rezza coi loro bastimenti e carichi in tutti quei luoghi, 
porli e fiumi, ai quali sia attualmente, o possa essere in 
avvenire permesso agli altri stranieri di arrivare, entrare 
ne' medesimi, rimanere e risiedere in qualsiasi porto dei 
delti terrilorii. 

Essi potranno con ogni libertà risiedere in qualunque 
luogo più loro convenga, onde dare corso ai loro aflàri; 
godranno sotto ogni rapporto degli stessi vantaggi accor- 
dali ai cittadini o sudditi della nazione più favorita, senza 
dover pagare alcuna maggiore tassa od imposta che quelle 
pagate dai medesimi, sempre inteso colla condizione di 
assoggettarsi alle Leggi ed ai Regolamenti in vigore. 

IL — I cittadini e sudditi di ciascheduno dei due paesi 
anderanno esenti nell'altro da ogni servizio personale si 
nell'esercito che nella marina e nelle milizie nazionali, come 
pure da ogni contribuzione di guerra, imprestito forzalo, 
requisizione o servizio mililare d'ogni sorla. 

In tulli gli altri casi le proprietà mobili ed immobili 
dei rispettivi cittadini o sudditi non saranno soggette ad 
altri gravami, riscossioni od imposte, che a quelle che ven- 
gono sopportale dai cittadini o sudditi della nazione più 

favorita. 

* 

IH. — Nel caso, il che Dio non voglia, di una guerra 
fra le due Alte Parti contraenti, si concederà ai cittadini 
e sudditi dell'uno e dell'altro Slato, che fossero soltanto 
transeunti, un termine di sei mesi per (luelli che abitano 
sulle coste, e di un anno per quelli che si trovano nello 
interno, perchè possano imbarcarsi in quel porto che più 



ITALIA E URUGUAY HI 

loro convenga, rispettando i credili sia particolari, sia so- 1866 
pra il tesoro o banchi, che loro appartengono. 

Gli altri cittadini o sudditi, che avessero stabilimenti 
fissi di commercio, o per uso di qualche professione od 
occupazione privata, potranno rimanere nel paese, se ciò 
loro convenga, senza soffrire la menoma molestia nelle 
loro persone o nelle loro proprietà, con che, per altro, non 
commettano atti di ostilità e non contravvengano alle leggi 
vigenti. 

IV. — Potranno i cittadini o sudditi dell'una delle due 
nazioni liberamente disporre dei beni che posseggono nel 
territorio dell'altra, nei medesimi casi, e coi medesimi 
mezzi contratti che i nazionali, 

I cittadini o sudditi d'uno dei due paesi, che fossero 
eredi d'individui morti nell'altro, potranno succedere nei 
loro beni, sia per testamento, sia ab inteslato, e prenderne 
possesso in persona o per mezzo di procuratore, e di- 
sporne liberamente come crederanno megUo, senza pagare 
altri diritti od imposte che quelle che in casi uguali pa- 
gherebbero i nazionali. 

Qualora l'erede di detti beni debba venderli ed espor- 
tarne il valore, non sarà assoggettato ad alcuna restrizione 
tassa, cui non sarebbe in simili casi assoggettato un na- 
zionale. 

Le questioni che possono sorgere in quanto al diritto di 
successione a tutta o parte della eredità fra i cittadini o 
sudditi dei due paesi con quelli dell'altro, o con sudditi 
di una terza Potenza, saranno giudicate dai Tribunali dì 
giustizia, in conformità delle leggi dello Stato nel cui ter- 
ritorio esistono i beni ereditari. 

V. — I bastimenti italiani che entreranno carichi od 
in zavorra nei porli della Repubblica orientale dell'Uru- 
guay, e reciprocamente i bastimenti orientali che entre- 
ranno carichi od in zavorra nei porti degli Stati Ilaliani, 
qualunque sia la loro portata, la loro provenienza o la 
loro destinazione, saranno trattati al loro entrare, alla 



1 42 ITALIA E URUGUAY 

1866 loro uscita e durante il loro soggiorno, sullo slesso piede 
dei bastimenti della nazione più favorita, per tutto ciò che 
riguarda i diritti d'ancoraggio, tonnellaggio, caricamento, 
scaricamenlo, pilotaggio, faro_, quarantena, patente di sa- 
nità, spedizione, e generalmente per tutti i diritti o pesi 
di qualunque natura, concernenti il bastimento, percepiti 
sia per conto dello 'Stato, sia per conto di stabilimenti 
pubblici particolari, di Compagnie o di Corporazioni. 

VI. — Ogni sorta di merci ed oggetti di commercio, 
prodotti naturali o dell'industria della Repubblica orien- 
tale dell'Uruguay, o di qualunque altro paese, che possono 
essere introdotti legalmente su bastimenti italiani nei porti 
del Regno d'Italia, potranno egualmente esservi introdotti 
da bastimenti dello Stato orientale dell'Uruguay, senza do- 
ver pagare altri o maggiori diritti di qualunque denomi- 
nazione sieno, riscossi in nome od a prò del Governo, 
delle Autorità locali o di qualunque Stabilimento privato, 
se non quelli che eùsì pagherebbero introdotti su basti- 
menti italiani; e reciprocamente si stabilisce lo slesso per 
questi nei porti della Repubblica orientale dell'Uruguay. 

• La slessa assimilazione reciproca alla bandiera nazionale 
avrà luogo quanto alla esportazione, senza differenza di 
destinazione. 

VII. — Per maggiore chiarezza dei due precedenti ar- 
ticoli, si stabilisce che la concessione in essi fissata sarà 
la slessa, sia che i bastimenti delle due Nazioni vengano 
direttamente dai loro porli rispellivi, sia che procedano da 
porti stranieri. 

Vili. — Nella Repubblica orientale dell'Uruguay non si 
imporranno altri o maggiori diritti d'importazione ai pro- 
dotti naturali o dell'industria del Regno d'Italia; nò in 
questo s'imporranno, ai prodotti naturali o dell'industria 
di quella, maggiori od altri diritti d'importazione, che 
quelli imposti sovra simili articoli provenienti da altri 
paesi. 

Ugualmente non si frapporrà ostacolo o proibizione alcuna 



ITALIA E URUGUAY 1 43 

all'imporlazione od esportazione d'ogni articolo proveniente 1866 
dal suolo dairinduslria del Regno d'Italia o della Repub- 
blica orientale dell'Uruguay, all'entrata ed all'uscita dai 
porti di ambi i Paesi, che non sia applicabile a qualun- 
que altra nazione. 

IX. — I bastimenti dell'uno dei due Stali che entre- 
ranno nei porti dell'altro, avranno la facoltà di non de- 
porvi prendervi che una parte del loro carico, e di ren- 
dersi in seguito in altri porti o scali dello stesso Stato, 
dov'è permesso il commercio straniero, per completarvi il 
loro carico o scarico, secondo i Regolamenti vigenti. 

Però la navigazione di costa o di cabotaggio è esclusi- 
vamente riservata nei due Paesi ai bastimenti nazionali. 

X. — Onde non possa sorgere dubbio sull'essere un ba- 
stimento sì no nazionale, ambe le Alte Parli contraenti 
convengono nel considerare e riconoscere come italiani o 
della Repubblica orientale dell'Uruguay quelli che di buona 
fede sieno proprietà dei loro rispettivi cittadini o sudditi, 
accertala con titoli autentici spediti dalle Autorità compe- 
tenti dell'uno o dell'altro Paese, qualunque ne sia la co- 
struzione e la nazionalità dell'equipaggio. 

XI. — Nel caso che una delle Alle Parli contraenti si 
trovasse in guerra con una terza Potenza, i cittadini o sud- 
diti dell'altra potranno continuare il loro commercio o na- 
vigazione col medesimo Stato, eccettuati soltanto i porti e 
piazze che fossero bloccati od assediali per mare o per 
terra; ed affine di rimuovere ogni dubbio in questo caso, 
resta convenuto che qualunque bastimento della nazione 
delle due Alle Parli contraenti che si incontrerà diretto ad 
un porlo bloccato, non sarà detenuto, né confiscato, se non 
che nel caso in cui, dopo una prima notificazione di blocco, 
inscritta sulle sue carte di bordo dal Comandante che lo 
dirige chi per esso, tornasse lo slesso bastimento a pre- 
sentarsi onde tentare di violare il blocco statogli notificato. 

XII. — Nello stesso caso dell'articolo precedente , cioè 
di guerra di uno dei due Stali contraenti contro una terza 



144 ITALIA E URUGUAY 

1866 Potenza, nessuno dei cittadini o sudditi dell'altro polrà 
accettare da quella commissione o patenti per agire ostil- 
mente contro il primo, sotto pena d'essere trattato come 
pirata. 

XIII. — Ogni operazione relativa al salvataggio dei ba- 
stimenti della Nazione orientale dell'Uruguay, naufragali 
sulle coste del Regno d'Italia, sarà diretta dai Consoli 
Generali, Consoli, Vice-Consoli o Agenti consolari dell'Uru- 
guay; e reciprocamente i Consoli Generali, Consoli, Vice- 
consoli e Agenti consolari italiani dirigeranno le operazioni 
relative al salvataggio dei bastimenti della loro Nazione^ 
naufragati od investiti sulle coste della Repubblica orien- 
tale dell'Uruguay. 

L'intervenzione delle Autorità locali avrà luogo in en- 
trambi i Paesi soltanto per mantenere l'ordine, garantire 
gli interessi dei ricuperatori, se sono estranei agli eijuipaggì 
naufragati, ed assicurare l'eseguimento delle cautele per 
l'entrata e l'uscita delle merci salvate. 

Nell'assenza, e fino all'arrivo dei Consoli Generali e A- 
genti consolari, le Autorità locali dovranno però sempre 
prendere tutte le misure necessarie per la protezione degli 
individui e la conservazione degli effetti naufragati. 

Rimane convenuto inoltre cbe le merci salvate non sa- 
ranno soggette ad alcun dazio, a meno che sieno introdotte 
pel consumo inlerno. 

XIV. — Ogniqualvolta non vi sieno stipulazioni contrarie 
fra gli armatori, i caricatori e gli assicuratori, le avarie 
soITerle in mare dai bastimenti dei due Paesi nel rendersi 
ai porli rispettivi, saranno regolate dai Consoli Generali, 
Consoli, Vice-Consoli od Agenti consolari della loro Nazione, 
a meno che però degli abitanti del paese ove risiedono i 
detti Ufficiali consolari non si trovassero interessati in 
queste avarie; perchè, a meno di compromessi amichevoli 
fra tutte le parti interessale, esse dovrebbero essere rego- 
late in tal caso dalle Autorità locali. 

XV. — Le due Alte Parli contraenti convengono che 



ITALIA E CRUGUAY 143 

Ogni favore, esenzione, privilegio o immunità qualsiasi in 1866 
fallo di commercio, navigazione o attribuzioni di Consoli, 
che una di esse abbia concesso o sarà per concedere a 
cittadini o sudditi di qualsiasi altro Governo, Nazione o 
Stato, s'intenderanno, in uguaglianza di casi e circostanze, 
estendibili ai cittadini o sudditi dell'altra Parte contraente, 
gratuitamente, se la concessione in favore dell'altro Go- 
verno, Nazione o Stalo fosse gratuita; e con compenso e- 
guale equivalente, se la concessione fosse condizionale, 
dovendo nonostante domandarsi dalla Parte che la desidera 
e farsi constare in un protocollo che si formolerà a tale 
oggetto. 

Rimane inteso però che dagli effetti del presente articolo 
e dell'ottavo si considerano eccettuate le stipulazioni conse- 
gnale nell'articolo II, § 3, e nell'articolo III, § 4 del Trat- 
tato celebralo fra la Repubblica e la Prussia e gli Stati dello 
Zollvereln, riguardo alla navigazione di cabotaggio, e dai 
paesi limitrofi, le quali stipulazioni sono del tenore seguente: 

« Articolo II, § S". — Si dichiara qui espressamente 
» che nelle stipulazioni del presente articolo non è com- 
» presa la navigazione di cabotaggio tra un porto ed un 
» altro situiiti nel medesimo territorio; ma non sarà con- 
fi sideralo come cabotaggio se una nave di oltremare com- 
j) pia gradatamente il suo carico in vari porli del territorio 
» di una delle Parli contraenti, o se scarichi deltagliata- 
» menle in vari porli. 

» Nel caso che in questo punto fosse conceduta una 
» maggior franchigia da parte della Repubblica orientale 
» a qualsiasi altra Nazione che non sia Ira le limitrofe o 
» vicine, si intenderà essa concessa ai sudditi e alle navi 
» degli Siali dello Zollverein ». 

« Articolo III, § 4'". — Il pareggio e" l'assimilazione che 
» si stabilisce in questo articolo, non comprende i casi in 
B cui sieno accordali favori, privilegi od esenzioni, in fatto 
B di comm.ercio e navigazione, ai paesi limitrofi e vicini, 
» od ai cittadini o sudditi di essi paesi. Ma se si fosse 

10 



I 56 ITALIA E UKUGUAY 

1866 )) accordato, o si accordasse a qualsiasi altro paese, che 
» non sia Ira i mentovati, il vantaggio di esser considerato 
» come la nazione più favorita, senza la limitazione con- 
» venula nel presente articolo, tale vantaggio si reputerà 
» concesso agli Slati dello Zollverein ». 

XVI. — I bastimenti mercantili d'uno dei due Stati, che 
pel cattivo tempo, o per altri motivi, dovessero rilasciale 
forzatamente in qualche porto dell'altro, saranno esenti 
dal pagamento d'ogni qualunque diritto, purché non fac- 
ciano operazione alcuna di commercio. 

XVII. — Godranno pure della esenzione portata dall'arti- 
colo precedente tutti i bastimenti mercantili d'uno dei due 
Stati, i quali, anche fuori del caso di forza maggiore, ri- 
lasciassero in qualche porto dell'altro per sentire le notizie 
della piazza o rifornirsi di viveri o d'altri oggetti neces- 
sari alla navigazione, per deporre ammalati a terra e ri- 
cevere l'assistenza medicale a bordo^ purché non facciano 
alcuna operazione di commercio e non si arrestino nel porlo 
al di là di quattordici giorni da quello del loro approdo. 

XVIII. — I Consoli Generali, Consoli e Vice-Consoli, no- 
minati dall'Italia e dalla Repubblica orientale dell'Uruguay 
saranno reciprocamente ammessi e riconosciuti, presen- 
tando I loro atti di nomina secondo la forma stabilita nei 
terrilorii rispettivi. Vexequatur necessario per il libero eser- 
cizio delle loro funzioni sarà rdasciato senza spesa; e sulla 
presentazione del detto documento le autorità amministra- 
tive e giudiziarie dei porti, città o luoghi di loro residenza, 
ve li faranno godere immediatamente delle prerogative an- 
nesse alle loro funzioni nel rispettivo circondario consolare. 

XIX. — [ Consoli Generali, Consoli e Vice-Consoli rispet- 
tivi godranno nei due paesi dei privilegi generalmente at- 
tribuiti alla loro cafica, come l'esenzione dagli alloggi mili- 
tari e quella da tutte le contribuzioni dirette, tanto personali, 
quanto mobiliari e suntuarie, a meno che per altro non 
siano cittadini del paese, e non vi divengano proprietari 
possessori di beni immobili, o finalmente non vi eser- 



ITALIA E LRLGIAY '47 

citino il commercio; nei quali casi saranno soggetti agli 1866 
stessi carichi ed imposte che gli altri particolari. 

Potranno i delti agenti collocare al disopra della loro 
casa un quadro collo stemma della loro nazione e con un'i- 
scrizione: Consolato generale d'Italia; Consolato generale 
della Repubblica orientale dell' Cruguay ; e nei giorni di^]so- 
lennilà pubbliche, nazionali o religiose, essi potranno pure 
inalberare sulla casa consolare una bandiera nazionale. Resta 
inteso però che questi segni esteriori non potranno inter- 
pretarsi mai come conferenti un diritto d'asilo. 

I Consoli Generali, Consoli, Vice-Consoli e loro cancellieri 
non potranno essere sottomessi a comparire come testi- 
moni davanti ai tribunali. 

Quando la giustizia del paese avrà bisogno di prendere 
qualche loro dichiarazione giuridica, essa dovrà farne la 
domanda per iscritto o trasportarsi al loro domicilio per 
riceverla di viva voce. 

In caso di morte, d'impedimento o di assenza dei Consoli 
Vice-Consoli, i loro cancellieri o segretari saranno di pieno 
diritto ammessi alla gestione interinale degli uffici conso- 
lari, senza impedimento od ostacolo per parte delle Auto- 
rità locali, le quali anzi daranno loro in lutti i casi ogni 
assistenza e li ammelteranno per tutto il periodo della loro 
gestione interinale al possesso di lutti i diritti, privilegi 
ed imm.unilà stipulale in questa Convenzione in favore dei 
Consoli Generali, Consoli e Vice-Consoli. 

XX. — • Gli archivi ed in generale tulle le carte di can- 
celleria dei consolati rispettivi saranno inviolabili, e non 
potranno essere prese o visitate dalle Autorità locali. 

XXI. — I Consoli Generali, i Consoli e Vice-Consoli dei 
due paesi potranno dirigersi alle Autorità della loro resi- 
denza, ed al bisogno, in mancanza di un agente diploma- 
tico della loro nazione, ricorrere al Governo supremo dello 
Stato presso il quale esercitano le loro funzioni, per re- 
clamare contro ogni infrazione venisse commessa dalle Auto- 
rità funzionari del detto Stalo, dei Trattati o Conven- 



1 48 ITALIA E URUGUAY 

1866 zioni esistenti fra i due paesi, o contro ogni altro abuso 
di cui avessero a dolersi i loro nazionali, ed avranno il 
diritto di fare tutti i passi giudicati necessari per ottenere 
pronta e buona giustizia. 

XXII. — I Consoli Generali e Consoli rispettivi potranno 
stabilire degli agenti consolari o vice-consoli nelle diffe- 
renti città, porli luoghi del loro distretto consolare, ed 
ove il bene del servizio loro affidato lo esigerà, salvo, ben 
inteso, l'approvazione e lo exequatur del Governo territo- 
riale. Questi agenti potranno essere indistintamente scelti 
fra i cittadini o sudditi dei due paesi, come fra gli stra- 
nieri, e saranno muniti di un brevetto di nomina rilasciato 
dal console che li avrà scelti e sotto i cui ordini saranno 
collocati. 

Godranno essi inoltre degli stessi privilegi ed immunità 
stipulate dalla presente Convenzione, salvo le eccezioni con- 
secrate dall'articolo XX, ed il caso in cui sarebbero citta- 
dini del paese ove risiedono. 

XXIII. — I Consoli Generali, i Consoli e Vice-Consoli ri- 
spettivi avranno la scelta di ricevere nella loro cancelle- 
ria, al domicilio delle parti o a bordo dei bastimenti del 
loro paese, le dichiarazioni ed altri atti che i capitani, equi- 
paggi, passeggieri, negozianti o cittadini della loro nazione 
vorranno farvi, compreso il loro testamento o disposizioni 
di ultima volontà, e tutti gli altri atti notarili, quand'an- 
che abbiano per oggetto il conferire ipoteca; non dovendo 
questa però aver effetto se non dal giorno in cui sarà re- 
gistrala negli uffici del paese a cui il concedente appar- 
tenga, e in conformità delle Leggi vigenti. 

I ConsoliGenerali, Consoli e Vice-Consoli rispettivi avranno 
inoltre il diritto di ricevere nella loro cancelleria ogni atto 
convenzionale fra uno o varii dei loro nazionali ed altre 
persone del paese ove essi risiedono, ed anche ogni atto 
convenzionale concernente cittadini di quest'ultimo paese, 
purché, ben inteso, questi atti abbiano rapporto a beni 
situali ad affari di trattarsi sul territorio della nazione 



"ITALIA E URUGUAY U9 

cui apparterm nella sua qualità ufficiale il console o l'a- 18G6 
gente dinanzi a cui saranno fatti. 

Le spedizioni di detti-alti debitamente legalizzate dai Con- 
soli e Vice-Consoli,, e munite del Sigillo ufficiale del loro 
consolato, faranno fede in giustizia davanti a lutti i Tri- 
bunali, Giudici ed xVutorità, tanto in Italia quanto nella 
Repubblica orientale dell'Uruguay, come se fossero gli ori- 
ginali, ed avranno la stessa forza, come se fossero stati 
ricevuti da notari od altri funzionari pubblici dell'uno o 
dell'altro Stalo, purché questi atti sicno rogati nelle forme 
volute dalle Leggi dello Slato cui il console appartiene, e 
sieno quindi stali sottomessi a quelle formalità^ come, per 
esempio, bollo ed insinuazione, che reggono la materia nel 
paese in cui l'atto deve ricevere la sua esecuzione. 

XXIY. — In caso di morte di un cittadino o suddito 
appartenente ad una delle Parti contraenti nel territorio 
dell'altra, dovranno le Autorità locali informarne imme- 
diatamente il più vicino Console Generale, Console o Vice- 
Console della nazione del defunto; e reciprocamente i Con- 
soli Generali, Consoli e Vice-Consoli le Autorità locali. Nello 
aprirsi la successione, in caso che ad essa non fossero 
chiamati eredi legittimi o lestamentarii, né fosse stalo no- 
minato un esecutore testamentario, e indistintamente in tutti 
i casi d'assenza degli eredi di tale successione sotto qua- 
lunque titolo, i mentovali agenti consolari potranno, tanto 
nell'interesse degli eredi come in quello de' creditori della 
eredità, procedere alle seguenti formalità ed incumbenze: 
V Alla collocazione de' suggelli, ufficialmente o a ri- 
chiesta delle parti interessate, su tutti gli effetti, mobili e 
carte del defunto, con l'assistenza delle Autorità locali, le 
quali potranno incrociare i loro suggelli, che non potranno 
essere rotti se non di comune accordo; 

2' Alla formazione dell'inventario con l'assistenza del- 
l'Autorità competente del paese; 

3° Alla vendita, secondo gli usi del luogo, di tutti gli 
effetti mobili, o prodotti che siano soggetti a deteriorazione 



150 ITALIA E URUGUAY 

.860 e che appartengano alla eredilà, anche con intervento del- 
l'Autorità locale ; 

k" AU'àmminislrazione dei beni immobili, tenuta per- 
sonalmente, per mezzo di un agente delegato sotto la 
propria responsabilità, senza che perciò, in quest'ultimo 
caso, debba intervenire l'Autorità locale, a meno che non 
venga ciò richiesto da cittadini, o sudditi del paese in cui 
siasi aperta la successione, o che cittadini o sudditi di una 
terza potenza abbiano da far valere i loro diritti alla della 
successione. 

In tali casi, sorgendo difficoltà o discussioni fra gli in- 
teressati, queste dovranno essere definite dai Tribunali lo- 
cali, e i Consoli non potranno intervenire in giudizio, se 
non come rappresentanti della slessa successione; 

5" Nel caso d'altronde in cui la successione di uno 
dei cittadini o sudditi delle Parli contraenti si apra nella 
forma specificala nel primo paragrafo del presente arti- 
colo, e in un sito ove non risieda alcun agente consolare 
della nazione del defunto, l'Autorità locale nel comunicare 
l'accaduta morte al console più prossimo, dovrà procedere 
immediatamente di ufficio all'apposizione dei suggelli, e 
aspetterà che questi personalmente, o per mezzo di un a- 
gente delegato, intervenga alla rottura dei suggelli e alle 
operazioni prescritte, a garanzia dei diritti degli eredi o 
degli altri interessali; 

6" I detti Agenti consolari potranno^ tenendo in conto 
la importanza della eredilà e le circostanze che ad essa 
si riferiscono, fare annunziare nei diarii più divulgati del 
distretto in cui riseggono, la morte del defunto, e fisse- 
ranno un termine perentorio entro del quale i creditori do- 
vranno produrre i loro reclami presso il console^ il qual 
termine sarà in ragione della distanza dei luoghi e non mai 
maggiore di sei mesi. E questo senza pregiudizio dei di- 
ritti dei reclamanti, che potranno farli valere anche dopo 
il termine e innanzi a chi competa, come ancora delle di- 
sposizioni vigenti sulla prescrizione. 



ITALIA E URUGUAY 151 

(ili Agenti consolari non dovranno liquidare la siicces- 1866 
sione senza il consenso degli interessati, se non solamente 
per la parte necessaria al pagamento totale dei debiti del- 
l'eredità, ai creditori esistenti nel luogo; dopo di che gii 
Agenti consolari potranno far la consegna della successione e 
de' suoi guadagni ai legittimi eredi o ai loro mandatari. 
In caso però di contestazioni sopra i crediti, contro la ere- 
dità sopra la qualità ereditaria tra i pretendenti, sulla 
validità del testamento e sulla totalità stessa della credit'', 
la consegna di essa non potrà aver luogo fino a che non 
sia risoluto provveduto in altro modo dalla Autorità com- 
petente, siccome è indicato nell'articolo IV. 

Nel caso che entro il termine di un anno e mezzo non 
si presentassero eredi testameniarii, né legittimi, a racco- 
gliere la eredità, i beni, di cui essa si compone, o i suoi 
prodotti, saranno posti dal console rispettivo a disposizione 
del Governo dello Stato in cui esistono o esistevano detti 
beni, perchè si dia ad essi il destino competente a norma 
della legislazione locale. 

XXV. — Come conseguenza dell'articolo precedente, re- 
sta convenuto fra le due Alte Parti contraenti, che simile 
facoltà compete ai Consoli Generali, Consoh ed altri Agenti 
Consolari delle due nazioni nei casi di morte ab intestalo 
di qualche individuo facente parte dell'equipaggio dei ba- 
stimenti della loro nazione, sia che la morte si verifichi 
durante il viaggio o nel porto^ sia che abbia luogo acci- 
dentalmente in terra. 

XXVI. — In tutto ciò che riflette la polizia dei porti, il 
caricamento o scaricamento dei bastimenti, la sicurezza 
delle merci, beni ed effetti, i cittadini e sudditi dei paesi 
saranno rispettivamente sottoposti alle Leggi e Statuti del 
territorio; però i Consoli Generali, Consoli e Vice-Consoli 
rispettivi saranno esclusivamente incaricati dell'ordine in- 
terno a bordo dei bastimenti di commercio della loro na- 
zione, e giudicheranno tutte le contese che insorgeranno 
fra il capitano e le persone dell'equipaggio, ma le Auto- 



152 ITALIA E URUGUAY 

1866 rità locali potranno intervenire allorquando i disordini ac- 
caduti saranno di natura da turbare la pubblica tranquil- 
lità a terra o nel porlo, e potranno egualmente pronunziare 
su queste contese quando una persona estranea all'equi- 
paggio vi fosse involta. 

In lutti gli altri casi le dette Autorit^i si limiteranno a 
prestare man forte ai Consoli Generali, Consoli e Vice-Con- 
soli, quando costoro la richiederanno, per far arrestare e 
condurre in prigione quelli fra gli individui dell'equipaggio 
che giudicassero dovervi mandare in seguilo a queste conlese. 

XXVII. — I Consoli Generali, Consoli e Vice-Consoli ri- 
spettivi potranno far arrestare e rimandare sia a bordo^ 
sia nel loro paese, i marinai e tutte le altre persone fa- 
centi regolarmente parte degli equipaggi dei bastimenti mer- 
cantili e da guerra della nazione rispettiva, che avranno 
disertato dai detti bastimenti. A tale effetto si dirigeranno 
essi per iscritto alle competenti Autorità locali e giustifi- 
cheranno colla presentazione dei registri del bastimento e 
del ruolo d'equipaggio, o se il bastimento fosse già par- 
tito^ colla copia degli accennati documenti, debitamente da 
loro certificala, che gii uomini reclamati faceano parte del 
detto equipaggio. 

Sopra questa domanda cosi giustificata, la consegna non 
potrà esser loro rifiutata. Sarà anzi dato agli stessi Agenti 
Consolari appoggio ed assistenza per la ricerca, l'arresto 
e la cattura dei delti disertori, i quali saranno custoditi 
nelle prigioni del paese alla richiesta ed alla spesa dei 
Consoli, fino a che questi Agenti abbiano trovato una oc- 
casione per farli partire. 

Per altro, se questa occasione non si presentasse nello 
spazio di tre mesi, a contare dal giorno dell'arresto, i di- 
sertori sarebbero posti in libertà e non potrebbero più es- 
sere arrestati per la stessa causa. 

Però, se il disertore avesse commesso, olire a ciò, qualche 
delitto a terra, la sua estradizione polrà essere difl'erila 
dalle Autorità locali, fino a che il Tribunale competente 



ITALIA E URUGUAY < 53 

abbia debitamente statuito sull'ultimo delitto, e che il giù- 1866 
dizio intervenuto abbia ricevuto l'intera sua esecuzione. 
Resta egualmente inteso che la gente di mare ed altri 
individui facenti parte dell'equipaggio, cittadini del luogo 
ove la diserzione accadde, sono eccettuati dalle stipulazioni 
del preiente articolo. 

XXVIII. — Le due Alle Parli contraenti si obbligano a 
non dare asilo nei loro rispettivi lerrilorii ai malfattori o rei 
di crimini, ed a prestarsi alla loro reciproca estradizione, 
qualora concorrano congiuntamente le condizioni seguenti: 

1" Alloraquando i crimini per i quali si reclama la 
estradizione sieno stali commessi nel territorio del Governo 
reclamante; 

2" Quando i reati commessi sieno uno o più dei se- 
guenti : 

Assassinio, avvelenamento, parricidio, bancarotta frau- 
dolenta, infanticidio, omicidio volontario, stupro o ratto vio- 
lento, incendio, ftdsilìcazione di scritture private odi scritture 
autentiche di commercio, compresi i biglietti di banca ed 
altri effetli pubblici, ma non compresele falsificazioni non 
punite dal Codice penale con pene afflittive ed infamanti; 

3' Quando questi reati sono provati in modo che le 
Leggi del paese, dal (juale si reclama la estradizione del 
colpevole, giustifichino l'incarceramento e l'accusa, qualora 
il delitto si fosse commesso entro la sua giurisdizione; 

4° Quando il colpevole sarà reclamato o direttamente 
in via giudiziaria o per mezzo del rappresentante del Go- 
verno della nazione in cui sarà commesso il reato. 

XXIX. — L'estradizione non avrà luogo: 

V Se il delinquente reclamalo fosse cittadino o sud- 
dito del paese al cui Governo se ne dirige la domanda; 

2' Per delitti politici. 
Resta anzi inteso che, quando fosse stata conceduta por 
reati enumerali nell'articolo precedente, non potrebbe il de- 
linquente essere processato, né punito per i delitti poli- 
tici anteriori alla di lui consegna o connessi coi detti reati. 



1o4 ITALIA E URUGUAY 

1860 Se individui stranieri ai due Siali conlraenti si rifugias- 
sero da un paese nell'altro^ dopo essere stali accusali o 
condannati per uno dei reati enumerali nell'articolo XXVIII, 
la loro estradizione dovrà reciprocamente essere accordata 
dopo essersi ottenuto il consenso del Governo del paese a 
cui essi appartengono. 

XXX. — I documenti che dovranno essere prodotti in 
appoggio delle domande di estradizione sono: 

Il mandato di cattura rilascialo contro gli inquisiti, 
ed ogni altro alto avente almeno la slessa forza di questo 
mandalo, ed indicando ugualmente la natura e la gravità 
dei falli contro i quali si procede, e la disposizione pe- 
nale applicabile agli stessi. 

XXXI. — Il presente Trattato durerà dodici anni, con- 
tando dal giorno dello scambio delle l'atifiche, e se un anno 
prima di questo termine una delle due Alle Parti contraenti 
non facesse sapere all'altra ufficialmente la sua intenzione 
di farne cessare gli effetti, detto Trattato continuerà ad 
essere obbligatorio per dodici mesi al di là del termine 
qui fissalo, e così successivamente (ino a tanto che sia 
passato un anno dopo fatta la della notificazione ufficiale, 
qualunque sia l'epoca in cui questa abbia luogo. 

Questo Trattato sarà approvalo e ratificato da Sua Maestà 
il Re d'Italia e dall'Eccellentissimo signor Governator prov- 
visorio delegato della Repubblica orientale dell'Uruguay, 
e le ratifiche saranno scambiale in Montevideo fra olio 
mesi, e pìii presto se sarà possibile. 

In fede di che i Plenipotenziari rispettivi lo hanno fir- 
mato, e vi hanno apposto il loro rispettivo Sigillo in Mon- 
tevideo il sette maai'io mille ottocento sessantasei. 



•OD' 



(L. S.) R. Ulisse Barbolani. 

(L. S.) C. De Castro. 

Ratificalo da S. il/..- Firenze, 9 maggio 181)7 — Scambio 
delle ralifìcìie: Montevideo, 10 settemln-e 1807. 



ITALIA E URUGUAY < 55 



DICHIARAZIONE 1866 



firmata dal Plenipolenzìario del Regno d'Italia e da quello 
della Repubblica orientale dell'Uruguay al momento dello 
scambio delle ratifiche del Trattato. 

Al momento di procedere allo scambio delle ratifiche 
del Trattato di commercio e di navigazione fra il Regno 
d'Italia e la Repubblica orientale dell'Uruguay, firmato in 
Montevideo il 7 maggio 1866, il sottoscritto cavaliere Gio- 
vanni Battista Raffo, Console Generale di Sua Maestà il Re 
d'Italia a Montevideo, per ordine del suo Governo dichiara 
che, per evitare qualsiasi dubbiezza sul vero significato de- 
gli articoli 23 e 24 di quell'atto internazionale, si debba 
in ogni caso intendere: 

1" Che l'ipoteca stabilita dagli atti notarili ricevuti 
dai Consoli Generali, Consoli e Vice-Consoli non debba aver 
effetto, rispetto ai terzi, se non dal giorno in cui saranno 
adempite le formalità all'uopo stabilite dalle Leggi del paese 
doVe si trovano i beni ipotecati; 

2^ Che ncll'aprirsi la successione, in caso che ad essa 
non fossero chiamati eredi legittimi o testamentari, né fosse 
stato nominato un esecutore testamentario, ed indistinta- 
mente in lutti i casi di assenza o d'incapacità degli eredi 
sotto qualunque titolo, o degli esecutori testamentari di 
tale successione, i mentovati Agenti Consolari potranno, 
tanto nell'interesse degli eredi, com.e in quello dei creditori 
della eredità, procedere alle formalità ed incombenze spe- 
cificate nell'articolo XXIV del Trattato. 

Montevideo, addi 10 settembre 1867. 

G. Raffo. 
Alberto Flangini. 



156 ITALIA E FUàNClA 

XVI. 

i866, 13 Luglio. 

;866 FIREÌ\'ZE. 

Dichiarazione scambiata 

tra il Governo Italiano ed il Governo Francese 

relativa al filo telegrafico tra la Corsica e la Sardegna. 

DÉCLARATION. 

Entre les soussignés Ministre Secrétaire d'Etat pour les 
affaires étrangéres de Sa Majesté le Roi d'Italie, et En- 
voyé Extraordinaire et Ministre Plénipotentiaire de Sa Ma- 
jesté l'Empereur des Frangais, dùment autorisés par leurs 
Gouvernemenls respectifs, a été échangée la déclaralion 
suivante : 

Le Gouvernement de Sa Majesté le Roi d'Italie dési- 
rant qu'il soit donne inimédiatcment suite aux arrange- 
ments pris entre les Adminislrations télégraphiques de Pa- 
ris el de Florence pour la pose, aux frais et par les soins 
de l'Administration Francaise, d'un cable sous-marin destine 
à relier les Iles de Corse et de Sardaigne 

et « la Compagnie du télégraphe électrique sous-marin de 
» la Mediterranée pour la correspondance avec l'Algerie et 
» lesindes », qui'avait, par une loi du 11 mars 1853^ obtenu 
du Gouvernement Sarde le droit exclusif d'atterrissement en 
Sardaigne, protestant par la voie juridique contre la dé- 
chéance qui a été prononcée ultérieurement contre elle; 

Le Gouvernement de Sa Majesté le Roi d'Italie s'engage 
à garantir le Gouvernement Francais contre toutes les 
conséqucnces possibles de l'instance qui est aujourd'hui 
pendante devant les tribunaux italicns. 



ITALIA £ FRANCIA 1 o7 

Moyennant cette garanlie, le Gouvernement Frangais s'en- 1866 
gage de son coté à prendre les mesures nécessaires pour 
que la pose du cable télégraphique entre la Corse et la 
Sardaigne soil opérée dans le plus href délai. 

Florence, le 13 juillel 1866. 

B."" De Malaret. 

Pour le Ministre des Affaires Etrangères 

Le ff. de Secrétaire general dùment autorisé 

M. Cerruti. 



XVII. 

1866, 31 Luglio. 

FIRENZE. 



Convenzione tra l'Italia e la Svizzera sulla tassa pei vaglia postali. 

Sa Majesté le Roi d'Italie et le Conseil Federai de la 
Confédération Suisse, ayant reconnu l'opporlunité de régler, 
au moyen d'une nouvelle Convention, d'une manière plus 
conforme aux intérèts des Finances des deux Pays^ la taxe 
à percevoir pour la délivrance des Mandals de poste Ilalo- 
Suisses, ont nommé pour leurs Plénipotentiaires à cet ef- 
fet, savoir : 

Sa Majesté le Roi d'Italie , M. le Ghevalier Docleur Ja- 
cini, Chevalier Grand' Croix, décoré du Grand Gordon de 
Son Ordre des Saints 3Iaurice et Lazare, Son Ministre Se- 
crétaire d'Etat pour les Travaux publics etc. ; le Conseil 
Federai de la Confédéralion Suisse, M. Jean Pioda, En- 



IS8 ITALIA E SVIZZERA 

I86(i vové Exlraordiiiaire el Ministre Plénipoleiitiaire de la Con- 
ledération Suisse aiiprès de Sa Majeslé le Roi d'Italie; 

Lesquels, aprés s'ètre communiqué leurs pleins pouvoirs, 
trouvés en bonne et due forme, sont convenus des arti- 
cles SLiivants: 

I. — • La taxe à percevoir 3ur Ics sommes d'argenl ex- 
pédiées au moyen de Mandals de poste lant de l'Italie pour 
la Suisse, que de la Suisse pour l'Italie, est fìxée à dix 
centimes par dix francs cu fraclion de dix francs. 

Celte tase sera repartie par moitié entre l'Adminislra- 
tion qui aura délivré les Mandals et celle qui les aura 
payés. 

II. — Seront abrogées, à partir du jour de la mise en 
exéculion de la présente Convention , les dispositions an- 
lérieures sur la laxc des Mandats de poste Italo-Suisses. 

III. — La présente Convention sera mise en exécution 
à partir du jour dont Ics deux Administrations convien- 
dront, et aura la méme durée que la Convention du 30 
octobrc 1865 pour l'écliange des Mandats de poste entre 
l'Italie et la Suisse, dont les dispositions restent en vi- 
gueur en tanl qu'elles ne sont pas contraires à celle de 
la présente. 

IV. — Cette Convention sera ratifiée et les ratifications 
en seront échangées aussitòt que faire se pourra. 

Fail à Florence en doublé expédition le 31 juillet 1866. 

E. Jagini. J.-B. Pioda. 

(L. S.) (L. S.) 



Ratificata da S. M.: 30 dicembre 1866. — Scambio delle 
rati/ielle: Firenze, 6 febbraio 1867. 



É 



ITALIA E GIAPPONE 159 

XVIII. 
1866, S5 Agosto. 

¥Eimo, 1866 

Trattato d'Amicizia, Commercio e Navigazione 
tra l'Italia ed il Giappone. 

Sua Maestà il Re d'Italia e Sua Maestà il Taicoun del 
Giappone, animati egualmente dal sincero desiderio di 
stringere rapporti d'amicizia fra i due Stali, hanno deli- 
berato di concliiudere un Trattato di reciproca utilità, ed 
a tale effetto hanno nominato loro Plenipotenziari: 

Sua Maestà il Re d'Italia, 

Vittorio Arminjon , capitano di fregata di prima classe 
nella Regia Marina^ Ulìlziale dell'Ordine equestre dei Santi 
Maurizio e Lazzaro, Cavaliere dell'Ordine imperiale fran- 
cese della Legion d'onore, ecc. 

Sua Maestà il Taicoun del Giappone, 

Chibata Kiuogano Kami, Asaina Kaino Kami e Okigomi 
Tchouzaiemon. 

I quali ^ dopo essersi comunicati i loro pieni poteri , e 
trovati questi in buona e legale forma, hanno stipulato gli 
articoli seguenti: 

I. — Sarà pace perpetua ed amicizia costante tra Sua 
Maestà il Re d'Italia e Sua Maestà il Taicoun del Giap- 
pone, i loro eredi e successori, come pure fra i rispettivi 
loro sudditi, senza eccezione di luogo o di persona. 

II. — Sua Maestà il Re d'Italia avrà il diritto, ovun- 
que lo voglia , di nominare un Agente diplomatico , che 
risiederà nella città di Yeddo, e de'consoli o agenti con- 
solari nelle città e porti del Giappone che saranno aperti 
al commercio italiano. 



160 ITALIA E GIAPPONE 

1866 L'Agente diplomatico ed il Console Generale d'Italia al 
Giappone avranno il diritto di viaggiare liberamente per 
ogni parte dell'impero. 

Sua Maestà il Taicoun del Giappone potrà accreditare 
un Agente diplomatico presso la Corte di Sua Maestà il 
Re d'Italia, e nominare de'consoli o degli agenti consolari 
nelle città e porti d'Italia. 

L'Agente diplomatico ed il Console Generale del Giap- 
pone avranno il diritto di viaggiare liberamente per ogni 
parte dell'Italia. 

III. — Le città e porti di Kanagawa, Nagasaki ed Ha- 
kodade saranno aperti al commercio ed ai sudditi italiani 
dal giorno, in cui il presente Trattato avrà vigore. 

Gli Italiani potranno risiedere permanentemente nelle 
dette città e porti; avranno il diritto di prendervi terreni 
in affitto, comprarvi delle case e potranno fabbricarvi abi- 
tazioni e magazzini. Ma non vi potrà sorgere alcuna for- 
tificazione posto fortificato militare, sotto il pretesto di 
magazzino o di abitazione ; ed affine di assicurarsi che 
questa clausola è fedelmente eseguita, le autorità giappo- 
nesi competenti avranno il diritto di visitare di tempo in 
tempo ogni costruzione che si eseguisca , si cangi o si 
ripari. 

Il sito che gli Italiani occuperanno e sul quale potranno 
edificare le loro case, sarà determinato dal Console italiano, 
d'accordo con le autorità giapponesi competenti del luogo; 
e questo sarà pure quanto ai regolamenti del porto; e se 
il console e le autorità locali non potranno mettersi d'ac- 
cordo sul soggetto, la quistione sarà sottomessa all'Agente 
diplomatico italiano ed al Governo giapponese. 

Attorno ai luoghi di residenza degli Italiani non saranno 
né costrutti, né posti dalle autorità giapponesi muri, sbarre 
chiusure, nò ostacoli di sorta, che possano imbarazzare 
la libera entrata ed uscita dei delti luoghi. 

Gli Italiani potranno circolare liberamente nello spazio 
compreso da'limiti qui sotto indicali: 



ITALfA E GIAPPONE 161 

Da Kanagawa sino al fiume Logo (che sbocca nella baia 1866 
di Yeddo fra Kawasaki e Sinagawa), ed in ogni altra dire- 
zione sino alla distanza di dieci ris. 

Da Hakodade sino alla distanza di dieci ris in ogni di- 
rezione. Queste distanze saranno misurate a terra partendo 
dal Gojosio, o casa comunale di ognuno dei porti sum- 
mentovati. 

Il ris equivale a 3910 metri. 

A Nagasaki gli Italiani potranno girare liberamente per 
tutto il dominio imperiale circostante. 

IV. ^ — ^ Gli Italiani dimoranti al Giappone avranno diritto 
di professare liberamente la loro religione. A tale effetto, 
sul terreno concesso a'ioro stabilimenti, potranno essi eri- 
gere fabbricali per l' esercizio del loro culto , o per uso 
del medesimo. 

V. — Tutte le discrepanze che potrebbero insorgere fra 
gli Italiani residenti al Giappone, circa le loro proprietà e 
le loro persone, saranno sottomesse alla giurisdizione delle 
autorità italiane costituite nel paese. 

Ogni Italiano che avesse a lagnarsi di un Giapponese 
dovrà rivolgersi al Consolato d'Italia, ed esporvi il suo re- 
clamo. Il Console esaminerà ciò che vi sarà di fondato, e 
procurerà appianare la vertenza amichevolmente. 

Del pari, ove un Giapponese avesse a lagnarsi di un Ita- 
liano, il Console d'Italia lo ascolterà con interesse, e pro- 
curerà aggiustare la cosa per via amichevole. 

Se venissero ad insorgere difficoltà, le quali non potes- 
sero essere per tal modo appianate dal Console, questi ri- 
correrà all'assistenza delle autorità giapponesi competenti, 
perché d'accordo con esse possa prendere l'affare in serio 
esame e dargli equo scioglimento. 

Se qualche Giapponese venisse a non pagare quanto 
deve ad un Italiano, od a celarsi fraudevolmente per non 
adempiere a'suoi impegni, le autorità giapponesi compe- 
tenti faranno tutto quanto da esse dipende per trarlo in 
giudizio ed ottenere da lui il pagamento del suo debito 
li 



4 62 ITALIA E GIAPPONE 

1866 e dei danni falli subire al saddilo Italiano. E se qualche 
llaliano si celasse fraudevolmenle per non pagare i suoi debili 
per non adempiere a'suoi impegni verso un Giapponese, 
le autorità italiane faranno del pari tutto quanto da esse 
dipende per condurre il delinquente in giudizio ed obbli- 
garlo a pagare quanto deve. 

Né le autorità italiane, né le giapponesi saranno respon- 
sabili del pagamento de'debili contratti da'loro nazionali 
rispettivi. 

VI. — ■ Ogni Giapponese che si rendesse colpevole di un 
atto criminale verso un Italiano, sarà arrestato dalle auto- 
rità giapponesi competenti e punito in conformità delle 
leggi del Giappone. 

Ogni Italiano che si rendesse colpevole di un crimine 
verso i Giapponesi, o verso i sudditi o cittadini di ogni 
altra nazione^ sarà tradotto davanti al Console d'Italia, o 
davanti altro potere giudiziario italiano competente, e sarà 
punito in conformità delle leggi del Regno d'Ilalia. 

La giustizia sarà da ambe le parti amministrala equa- 
mente ed imparzialmente. 

VII. — Tutti i reclami per multe o confische incorse 
per infrazioni al presente Trattato, o da'regolamenti com- 
merciali che gli sono annessi, saranno sottoposti alla de- 
cisione delle autorità consolari italiane. Le multe o con- 
fische da queste imposte apparterranno al Governo Giap- 
ponese. 

VIII. — In tutti i porti del Giappone aperti al commer- 
cio, gli Italiani avranno il diritto d'importare da'loro pro- 
pri paesi da'porti stranieri, e di vendere, come pure di 
comperare e di esportare verso i loro propri porti o quelli 
di altri paesi, ogni sorla di mercanzie che non siano di 
contrabbando. Essi non pagheranno che i diritti stipulali 
nella larifl'a annessa al presente Trattato senza sopporlarc 
altro carico. 

Gli Italiani potranno liberamente comperare dai Giap- 
ponesi e vendere ad essi ogni sorta di articoli senza in- 



ITALIA E GIAPPONE 103 

tervento d'alcun impiegalo giapponese, sia nella vendita e 1866 
nelle compre, sia ne'pagamenli da eseguirsi o da riceversi. 
Ogni Giapponese senza dislinzione potrà comperare da- 
gli Italiani mercanzie di qualunque sorta, conservarle, a- 
doperarle e rivenderle. 

IX. — Il Governo Giapponese non farà ostacolo alcuno 
a ciò che gli Italiani residenti al Giappone possano pren- 
dere dei Giapponesi al loro servizio ed impiegarli ad ogni 
occupazione che non sia vietata dalle leggi. 

X. — I regolamenti commerciali e la convenzione addi- 
zionale annessi al presente Trattalo, saranno considerati 
come facenti parli inlcgranli del medesimo, e saranno per 
conseguenza egualmente obbligatorii per le due Potenze 
contraenti. 

L'Agenle diplomatico d'Italia al Giappone, di concerto 
cogli ufficiali che potranno essere nominati a tale effetto 
dal Governo Giapponese, avranno facoltà di stabilire in 
lutti i porli aperti al commercio i regolamenti che saranno 
necessari per mettere in esecuzione quanto è stipulato nei 
regolamenti commerciali qui annessi. 

XI. — Le autorità giapponesi adotteranno in ogni porlo 
quelle misure che ad esse sembreranno più opportune per 
prevenire la frode ed il contrabbando. 

XII. — Qualunque bastimento italiano che arrivi dinanzi 
ad un porlo aperto del Giappone sarà libero di prendere 
un pilota per entrare nel porlo; e del pari quando avrà 
soddisfallo a tulli i carichi ed a tulli i diritti legalmente 
impostigli, e sarà pronto alla partenza, sarà libero di pren- 
dere un pilota per uscire dal porlo. 

XIII. — Gli Italiani che avranno importalo delle mer- 
canzie in uno dei porli aperti del Giappone, e che avranno 
pagalo i diritti fìssati, potranno ottenere da'capi della do- 
gana giapponese un cerlifìcalo constatante i fatti pagamenti 
ed avranno facoltà allora di riesportare le dette mercan- 
zie e di sbarcarle in uno degli altri porti aperti del Giap- 
pone senza pagare diritti addizionali di sorta alcuna. 



4 64 ITALIA E GEAPPONE 

1866 XIV. — Tutte le mercanzie importate da Italiani in uno 
dei porti aperti del Giappone, e che avranno pagalo i di- 
ritti fissati nel presente Trattato, potranno essere traspor- 
tate da'Giapponesi in ogni parte dell'impero, senza aver da 
pagare tasse o diritti di transito, o d'altra qualsiasi natura. 

XV. — Ogni sorta di moneta estera avrà corso al Giap- 
pone e passerà pel valore del suo peso , paragonato a 
quello della moneta giapponese analoga. 

Gli Italiani ed i Giapponesi potranno liberamente fare 
uso di moneta estera o giapponese ne' pagamenti che a- 
vranno a fare reciprocamente. 

Le monete di ogni specie, fatta eccezione di quella giap- 
ponese di rame, potranno essere esportate dal Giappone, 
del pari che l'oro e l'argento esteri non monetati. 

XVI. — Ove i capi della dogana giapponese non siano 
soddisfatti della valutazione data da'negozianti a qualcuna 
delle loro merci, i detti ufficiali potranno slimarne il prezzo, 
ed offrire di comperarle al valore cosi fissalo. Se il pro- 
prietario rifiuta l'offerta che gli viene falla, dovrà pagare 
agli ufficiali della dogana i diritti proporzionali alla detta 
slima. Se al contrario l'offerta fosse accettata , il prezzo 
proposto sarebbe immediatamente pagato al negoziante 
senza sconto o ribasso alcuno. 

XVII. — Se un bastimento italiano avesse a naufragare^ 
ad essere gettato sulla costa dell'impero del Giappone^ 
o se fosse nella necessità di cercare un rifugio in qualche 
porto del territorio imperiale, le autorità giapponesi com- 
petenti , avuta cognizione del fatto ^ daranno immediata- 
mente a quel bastimento tutta la possibile assistenza. Le 
persone del bordo saranno trattate con benevolenza , e 
qualora fosse necessario , si darebbero loro i mezzi per 
recarsi al più vicino consolato italiano. 

XVIII. — Tutte le forniture per uso dei bastimenti da 
guerra italiani potranno essere sbarcate a Kanagawa , e 
Hakodade, a Nagasaki, e messe in magazzino a terra, sotto 
la custodia d'impiegati italiani, senza pagamento di alcuna 



ITALIA E GIAPPONE i 65 

tassa. Ma se qualcuna di dette forniture fosse venduta a 1866 
de'Giapponesi o a degli esteri, l'acquirente pagherà alle au- 
torità giapponesi l'ammontare dei diritti che sarebbero ad 
essa fornitura applicabili, 

XIX. — E espressamente stipulato che il Governo di 
S. M. il Re d'Italia ed i suoi sudditi godranno liberamente, 
dal giorno in cui il presente Trattato sarà messo in vigore, 
di tutti i diritti, immunità, privilegi e vantaggi che sono 
stati accordati e che saranno accordati in avvenire da S. M. 
il Taicoun del Giappone al Governo ed ai sudditi di ogni 
altra nazione. 

XX. — È convenuto che le due Potenze contraenti potranno 
dal r luglio 1872 proporre la revisione del presente Trat- 
tato, per introdurvi quelle mutazioni o quei miglioramenti 
che l'esperienza avrebbe dimostrati necessari. Ma una simile 
proposta dovrebbe essere annunziata almeno un anno prima. 

XXI. — Tutte le comunicazioni uffiziali dell'Agente di- 
plomatico e dei Consoli , indirizzate alle autorità giappo- 
nesi, saranno stese in francese od in italiano. Tuttavia, per 
facilitare la pronta risoluzione degli affari , queste co- 
municazioni saranno accompagnate da una traduzione in 
lingua olandese o giapponese, durante i primi cinque anni, 
dopo la data in cui il presente Trattato entrerà in vigore. 

XXII. — Il presente Trattato è fatto in sette copie, di 
cui due sono scritte in giapponese, tre in francese e le 
altre due in italiano. Le tre versioni hanno lo stesso si- 
gnificato e lo stesso valore, ma la versione francese sarà 
considerata come il testo originale del Trattato; dimodoché 
ove al testo italiano ed al testo giapponese sia data una 
diversa interpretazione, il testo francese darà la norma. 

XXIII. — Il presente Trattato sarà ratificato da S. M. il 
Re d'Italia e da S. M. il Taicoun del Giappone; e le ra- 
tifiche, debitamente firmate e munite di Sigillo, saranno 
scambiate a Yeddo non appena si possa. 

Questo Trattato entrerà in vigore dal 1° gennaio mille 
ottocento sessantasette. 



166 ITALIA E GrAPPONK 

1866 In fede di che i Plenipotenziari rispellivi l'hanno firmato, 
e vi hanno apposto i loro Sigilli. 

Fatto a Yeddo l'anno di grazia mille ottocento sessanta- 
sei, corrispondente al sedicesimo giorno, settimo mese, del 
secondo anno di Ké-u (detto del Tigre). 

Firmato: V. Auminjon. 
(L. S.) 

Firmati: Ghibata Kiougano Kami. 
Asaìna Kaino Kami. 

OkIGOMI TCHOUZAIEMON. 



CONVENZIONE ADDIZIONALE. 

1. — Le Parti contraenti dichiarano, a nome dei rispet- 
tivi loro Governi, di accettare e formalmente accettano 
come obbligatoria la Tariffa annessa alla presente Con- 
venzione. 

IL — Questa Tariffa rimane soggetta ad una revisione, 
alla data del 1" luglio 1872. Tiiltavia, duo anni dopo la 
firma della presente Convenzione , ciascuna delle Parti 
contraenti, dandone avviso sei mesi innanzi, avrà la facoltà 
di reclamare la modificazione dei diritti sul thè e sulla 
seta, prendendo per base il 5 per 100 del valore medio 
di questi articoli durante i precedenti tre anni. 

Sulla domanda d'una delle Parti contraenti il diritto ad 
valorem, ammesso ora per i legnami da costruzione, potrà 
essere convertito in un diritto fisso, sei mesi dopo la firma 
della presente Convenzione. 

III. — Le licenze d'imbarco e di sbarco saranno esigi- 
bili, come in passato^ ma saranno rilasciate gratuitamente. 

IV. — Nel porto di Kanagawa (Yokohama) e nei porti 
di Nagasaki e di Ilakodade, il Governo Giapponese dovrà 
mettere a disposizione del commercio alcuni magazzini onde 



ITALIA E GIAPPONE 167 

ricoverare, con esenzione di tasse, le mercanzie d'importa- I8G0 
zione, sulla domanda che gli sarebbe presentata dall'im- 
portatore. La custodia delle dette mercanzie spetta al Go- 
verno Giapponese per la durala della loro stazione nei 
magazzini, i quali d'altronde saranno costrutti e disposti 
in maniera da poter essere assicurati dalle Compagnie di 
assicurazione contro gli incendi. 

Quando gli importatori od i proprietari delle merci poste 
negli empori vorranno ritirarle, dovranno pagare le tasse 
fissate nella Tarifla, ma loro sarà facoltativo di riesportare 
le loro merci, senza pagare alcun diritto. 

Rimane inteso che in ambi i casi il Governo Giapponese 
preleverà, all'uscita di dette merci, un diritto di sosta, che sarà 
fissato di comune accordo colle Parti contraenti, al pari 
dei Regolamenti che reggeranno queste diverse operazioni. 

V. — Tutti i prodotti giapponesi potranno essere portati 
da ogni parte del Giappone a' porti aperti al commercio, 
senza essere sottoposti ad alcuna tassa o diritto di transito, 
fuori i diritti di pedaggio ordinario, che sono egualmente 
prelevati da tutti i trafficanti per il mantenimento delle 
strade e delle vie di navigazione. 

VI. — In seguito ai Trattati conchiusi dalle Potenze e- 
stere col Giappone, relativi alla circolazione delle monete, 
i quali stipulano che ogni moneta estera avrà corso al 
Giappone, e passerà pel valore del suo peso, paragonato 
a quello della moneta giapponese analoga, la Dogana giap- 
ponese riceve in pagamento dei diritti i dollari pel loro 
peso in bons (comunemente detti itki-bons), vale a dire in 
ragione di trecento undici bons per cento dollari. 

Tuttavia il Governo Giapponese desiderando modificare 
questo uso, ed astenersi da ogni ingerenza nel cambio di 
monete estere contro quelle del paese, ha di già preso le 
opportune misure per dare alla fabbricazione attuale delle 
monete giapponesi lo sviluppo che permetta di produrre la 
quantità necessaria a tutti i bisogni del commercio estero 
ed indigeno. 



i68 ITALIA E GIAPPONE 

1863 11 Governo Giapponese s'impegna cosi a ricevere negli 
uffizi a tale uopo creati tutte le monete o le verghe d'oro 
e d'argento che gli Italiani e gii indigeni vorranno cam- 
biare contro monete del paese rappresentanti lo slesso va- 
lore intrinseco, col carico ad essi di sottostare ad una sem- 
plice tassa di monetazione. 

Questa tassa di monetazione sarà ulteriormente fissata 
di comune accordo fra le Parti contraenti. Tuttavia , non 
potendosi questa misura attuare prima che le altre Potenze 
che hanno conchiuso Trattati col Giappone, non abbiano 
acconsentito a modificare gli articoli di ({uesli Trattali che 
sono relativi al cambio della moneta, il Governo Giappo- 
nese sottoporrà immediatamente l'adozione di queste mo- 
dificazioni alle Potenze stipulatrici di questi Trattati; e, se 
verranno acconsentiti, sarà pronto dal 1° gennaio 1868 a 
porre in esecuzione la misura qui sopra indicata. 

VII. — Nello scopo di porre un termine a molti abusi 
ed inconvenienti che si sono manifestali ne' porti aperti, 
circa il disbrigarsi degli affari nella Dogana; l'imbarco e 
sbarco delle merci; la mercede pei battelli^ pei facchini, 
pei domestici, ecc., le Parti contraenti convennero in ciò 
che i Governatori dei porti aperti abbiano ad intendersi 
immediatamente coi Consoli delle Potenze fìrraatrici dei 
Trattali, a fine di stabilire di comune accordo i Regola- 
menti necessari per mettere un termine a questi abusi ed 
inconvenienti, e per dare tutte le facilità e tutta la pos- 
sibile sicurezza alle operazioni commerciali ed alle tran- 
sazioni particolari. E espressamente stipulalo col presente 
articolo che s'abbiano da costruire delle tettoie su di uno 
più punti della riva del mare nei porli aperti, onde met- 
tere le mercanzie al riparo delle intemperie all'atto del- 
l'imbarco dello sbarco. 

Vili. — • Ogni suddito giapponese potrà comperare nei 
porli aperti del Giappone od all'estero ogni specie di ba- 
stimento a vela od a vapore applicabili al trasporlo dei 
viaggiatori o mercanzie, eccettuate le navi da guerra, il cui 



ITALIA E GIAPPONE 169 

acquisto non può essere fatto senza rautorizzazione del 1866 
Governo Giapponese. 

I bastimenti acquistati da sudditi giapponesi saranno re- 
gistrati come bastimenti giapponesi, mediante il pagamento 
d'un diritto fisso di tre bons per tonnellata per le navi a va- 
pore, e di un hons per le navi a vela. 

La portata di ogni bastimento sarà attestata sui registri 
di bordo, che dovranno essere presentati, sulla domanda 
delle Autorità giapponesi, dal Console della Parte interes- 
sata, il quale ne certificherà l'autenticità. 

IX, — I negozianti e commercianti giapponesi di ogni 
classe sono liberi di commerciare direttamente coi nego- 
zianti stranieri, senza intervento d'alcun Ufficiale del Go- 
verno, non solo ne' porli aperti del Giappone, ma in tutti 
i paesi esteri, ove sono autorizzati di portarsi, osservando 
i Regolamenti di cui all'articolo X della présente Con- 
venzione. 

Nei loro rapporti commerciali cogli stranieri, i Giapponesi 
non saranno sottoposti a tasse piij elevate di quelle che 
sono imposte a' negozianti indigeni nelle loro transazioni 
abituali. Il Governo Giapponese dichiara inoltre che tutti 
i Daimios e le persone da essi impiegate sono libere, sot- 
toponendosi alle medesime condizioni, di recarsi in tutti i 
paesi esteri, come nei porti aperti del Giappone, ove po- 
tranno commerciare cogli stranieri nel modo che ad essi 
piacerà, senza intervento d'alcun Uffiziale giapponese, con 
che si sottomettano a' vigenti Regolamenti di polizia, ed al 
pagamento de' diritti stabiliti. 

X. — Ogni suddito giapponese potrà in tutti i porli 
aperti del Giappone, ed in tutti i porli delle Potenze estere, 
imbarcare le sue merci a bordo di qualunque nave, appar- 
tenga questa ad un suddito giapponese o ad un suddito 
delle Potenze firmatrici dei Trattati. 

Potrà inoltre recarsi all'estero per studiare o larvi com- 
mercio, alla condizione di munirsi d'un passaporto dalle 
Autorità competenti, come è determinato dal proclama pub- 



170 ITALIA E GIAPPONE 

860 blicalo a tale soggetto dal Governo Giapponese in data 23 
maggio 1866. 

I sudditi giapponesi potranno accettare ogni impiego a 
bordo delle navi appartenenti alle Nazioni che hanno sti- 
pulato u(i Trattato col Giappone. 

È pure concesso a' Giapponesi impiegati presso stranieri 
di intraprendere quel viaggÌ3 die stimeranno conveniente, 
dopo aver ottenuto un passaporto dal Governo col mezzo 
del Governatore del porto aperto. 

XI. — Il Governo Giapponese farà stabilire i fari, i fuo- 
chi, i gavitelli altri segnali che saranno necessari per 
rendere sicuro l'approdo ne' porti aperti del suo paese. 

Fatto a Yeddo l'anno di grazia mille ottocento sessan- 
tasei, corrispondente al sedicesimo giorno, settimo mese, 
del secondo anno di Kè-ò (detto del Tigre). 

Firmalo: V. Arminjon. 

(L. S.) Firmati: Giubata Kiougano Kami. 

Asaìna Kaino Kami. 
Okigomi Tciiouzaiemon. 



REGOLAMENTI COMMERCIALI. 

PRIMO REGOLAMENTO. 

Entro le quaranl'olto ore dall'arrivo d'un bastimento 
italiano in uno dei porli giapponesi aperti al commercio 
(eccettuato le domeniche), il Capitano od il Padrone di detto 
bastimento consegnerà alla Dogana giapponese il certificato 
del Console d'Italia comprovante essere presso di lui in de- 
posito tutte le carte di bordo, gli scontrini di ricevute, ecc.; 
ed il Capitano o Padrone annuncierà allora l'entrata del 
suo bastimento in Dogana, consegnando una dichiarazione 



ITALIA E GIAPPONE 171 

scritta indicante il nome del bastimento, e quello del porto 1866 
d'onde viene^ la sua portata, il nome del Capitano o Pa- 
drone, i nomi dei passeggieri, quando ve ne abbiano, ed il 
numero delle persone componenti l'equipaggio. Questa di- 
chiarazione sarà certificata come vera dal Capitano o Pa- 
drone da lui segnata. Egli depositerà nel tempo stesso un 
manifesto del suo carico, indicante il numero e la marca 
dei colli che lo compongono, il loro contenuto, quale è spe- 
cificato negli scontrini di ricevuta, con il nome della per- 
sona delle persone alle quali questi colli sono indirizzali. 
Sarà aggiunta al manifesto una nota delle provvigioni di 
bordo. Il Capitano od il Padrone certificherà che tale mani- 
festo contiene la descrizione esatta di tutto il carico e delle 
provvigioni del bastimento, e vi apporrà la propria firma. 

Quando sia riconosciuto un errore incorso nel manifesto, 
questo potrà essere corretto nelle ventiquattro ore (eccet- 
tuate le domeniche), senza che ciò possa dar luogo al pa- 
gamento di alcuna multa; ma se, trascorso questo tempo, 
fosse fatta un'alterazione od una tarda dichiarazione nel 
manifesto, al delinquente sarà imposta una multa di 15 
piastre. 

Tutte le merci non dichiarate nel manifesto pagheranno, 
al momento del loro sbarco, il doppio delle tasse. 

Ogni Capitano o Padrone che trascurasse nel prescritto 
termine di tempo di dichiarare l'entrata del suo bastimento 
in Dogana giapponese, pagherà una multa di sessanta piastre 
per ogni giorno di ritardo nella dichiarazione che ha do- 
vere di fare. 

SECONDO REGOLAMENTO. 

Il Governo Giapponese avrà il diritto di porre Impiegati 
della Dogana a bordo d'ogni bastimento entrato in porto 
(le navi da guerra eccettuate). Questi impiegali saranno 
trattati con riguardo e verranno loro accordate tulle le 
possibili • facilitazioni. 



172 ITALIA E GIAPPONE 

1866 Nessuna merce sarà sbarcata innanzi il levare del sole e 
dopo il suo tramonto, senza un permesso speciale delle 
Autorità doganali; e la stiva ed i boccaporti che conducono 
al luogo ove il carico è rinchiuso, nell'intervallo fra il 
tramonto ed il sorgere del sole, rimarranno sotto la custodia 
degli Impiegati giapponesi , mediante sigilli , serrature o 
chiusure d'altra specie; e se alcuno senza previo permesso 
aprisse uno di detti boccaporti, o rompesse i sigilli o le ser- 
rature apposte dagli Impiegati della Dogana giapponese , 
sarà passibile di una multa di sessanta piastre per ogni 
infrazione. 

Tutte le mercanzie che saranno sbarcate da un basti- 
mento, senza essere state dichiarate legalmente alla Do- 
gana giapponese, siccome fu detto più sopra, saranno con- 
fiscate a benefìzio della Dogana. I colli delle mercanzie 
disposti con l'intenzione di frodare l'erario giapponese col 
nascondere articoli di valore non dichiarati nel manifesto, 
saranno confiscati. 

Ogni bastimento italiano il quale faccia del contrabbando, 
tenti di introdurre merci ne' porti del Giappone che ri- 
mangono chiusi, avrà le sue merci confiscate a benefìzio 
del Governo Giapponese, ed il bastimento stesso verrà ag- 
gravato d'una multa di mille piastre per ogni contrav- 
venzione. 

I bastimenti che avessero bisogno di qualche riparazione 
potranno per tale effetto sbarcare il loro carico senza 
pagamento d'alcuna tassa. Le mercanzie in tal caso sbar- 
cate, saranno poste sotto la custodia delle Autorità giap- 
ponesi, contro pagamento di tutte le spese di magazzinaggio, 
lavori e sorveglianza; ma se una parte di questo carico 
fosse venduta, si pagheranno per questa parte le debite 
tasse. 

I carichi potranno esser trasportati sopra un altro basti- 
mento ancorato nel medesimo porto senza pagamento di 
alcun diritto; ma ogni trasbordo dovrà esser fatto sotto la 
vigilanza di Impiegati giapponesi, dopo che le Autorità della 



ITALIA E GIAPPONE ' H-B 

Dogana avranno avuto la prova della buona fede della 1866 
transazione, e dopo che queste Autorità avranno dato il 
permesso di eseguire il trasbordo. 

L'importazione dell'oppio essendo vietala, ogni basti- 
mento italiano che arrivi al Giappone per lare commercio, 
e che avesse a bordo più di tre catlies d'oppio, potrà sot- 
tostare per parte delle Autorità giapponesi alla confisca ed 
alla distruzione della quantità eccedente; ed ogni individuo 
che faccia o tenti il contrabbando dell'oppio sarà passibile 
d'una multa di quindici piastre per ogni catty d'oppio 
colto in contrabbando. 

TERZO REGOLAMENTO. 

11 proprietario della mercanzia o chi la riceve in con- 
segna, volendola sbarcare, ne farà la dichiarazione alla 
Dogana giapponese. Questa dichiarazione sarà scritta, e 
conterrà il nome della persona che ne farà l'introduzione, 
e quello del bastimento ove la mercanzia si trova, come 
pure il numero e la marca de' colli. 11 contenuto ed il va- 
lore di ogni collo saranno constatati separatamente sullo 
stesso foglio, ed alla fine della dichiarazione si sommerà il 
valore di tutte le mercanzie che si vogliono cosi introdurre 
in Dogana. Il proprietario della merce, o chi la riceve, 
attesterà per iscritto sopra ogni dichiarazione essere nella 
medesima esposto il valore attuale della merce^ e che nulla 
é stato dissimulato nell'intento di nuocere alla Dogana 
giapponese. Il proprietario della merce, o chi la ritira, ap- 
porrà la sua firma a questo certificato. 

La fattura o le fatture delle merci per tal modo intro- 
dotte , saranno presentate alle Autorità della Dogana , e 
rimarranno nelle loro mani infino a che queste Autorità 
abbiano esaminale le merci mentovate nella dichiarazione. 
Gli Impiegati giapponesi potranno verificare uno o più dei 
colli dichiarati, e per tale effetto potranno, ove lo vogliano, 
farli trasportare alla Dogana; ma questa visita non dovrà 



■174 ITALIA E GIAPPONE 

i866 cagionare airinlroduUore alcuna spesa, né recar pregiu- 
dizio alle merci; e dopo il loro esame i Giapponesi ricol- 
locheranno queste ne' colli, nello sialo in cui primiliva- 
menle si trovavano, per quanto ciò sia possibile. Questa 
visita dovrà essere falla senza perdita di tempo. 

Se qualche proprietario od introduttore di mercanzie si 
accorgesse che esse hanno subita avaria durante il viaggio 
d'importazione, prima che a lui ne fosse falla la consegna, 
potrà notificare alle Autorità della Dogana le avarie occorse, 
eie merci avariate saranno slimate da due o più persone 
competenti e disinteressate, le quali, dopo maturo esame, 
rilasceranno un certificalo constatante l'ammontare ad un 
tanto per cento delle avarie subite da ciascun collo separa- 
tamente, indicandoli colle loro marche e numeri. Questo 
certificato sarà sottoscritto da' periti in presenza degli Im- 
piegati della Dogana, e l'introduttore lo unirà al suo ma- 
nifesto, facendovi le convenienti riduzioni. Ma questo fatto 
non impedirà agli Impiegati della Dogana di appropriarsi 
le dette merci^ secondo le forme indicate dall'articolo XVI 
del Trattalo, al quale questi Regolamenti sono annessi. 

Pagati i diritti, il proprietario riceverà l'autorizzazione 
di riprendere le sue merci, sia che queste si trovino alla 
Dogana, sia che non abbiano lasciato il bordo. 

Tutte le mercanzie da esportarsi passeranno per la Do- 
gana giapponese innanzi di venir trasferite a bordo. La 
dichiarazione sarà fatta in iscritto, e conterrà il nome del 
bastimento sul quale esse devono essere esportate, col 
numero dei colli, la loro marca e natura, e l'attestazione 
del valore del loro contenuto. 

La persona che esporterà queslc merci certificherà per 
iscritto che la sua dichiarazione è ima fedele distinta di 
tutte le mercanzie di cui fa menzione, e vi apporrà la sua 
firma. 

Tulle le mercanzie che fossero imbarcale a bordo d'un 
bastimento |)cr essere esportate innanzi essere passate per 
la Dogana, come pure i colli che contenessero articoli col- 



ITALIA E GIAPPONE 175 

piti di proibizione, cadranno nello mani del (joverno Giap- 1860 
ponese. Non sarà necessario far passare per la Dogana le 
provvigióni per uso dei bastimenti italiani, dei loro equi- 
paggi e dei loro passeggieri, ne gli effetti" di vestiario di 
questi. 

Le mercanzie che le Autorità Consolari italiane avessero 
dichiarale confiscabili, saranno limessc immediatamente 
alle Autorità giapponesi, e le multe inUiltc dalle Autorità 
Consolari italiane saranno riscosse da esse al più presto e 
pagate alle Autorità giapponesi. 

QUARTO REGOLAMEiNTO. 

I bastimenti italiani che vorranno essere licenziati dalla 
Dogana, l'avvertiranno ventiquattro ore innanzi, ed allo 
spirare di questo termine avranno il diritto di ricevere le 
loro licenze; ma se queste fossero ricusate dalla Dogana, 
gli Impiegali di questa Amministrazione dovranno imme- 
diatamente informare il Capitano del bastimento od il ri- 
cevitore della merce, facendogli conoscere le ragioni di 
questo rifiuto. La stessa dichiarazione sarà fatta al Console. 

Le navi da guerra italiane potranno liberamente entrare 
nei porti ed uscirne, senza presentare manifesto. Gli im- 
piegati della Dogana e della Polizia non avranno diritto di 
visitarle. Quanto alle navi italiane che portassero valigie 
postali^ esse dovranno entrare in Dogana ed essere licen- 
ziate nello stesso giorno, e non avranno a presentare ma- 
nifesto, se non pei passeggeri e per le merci che avessero 
da sbarcare. Ma questi bastimenti dovranno sempre rice- 
vere la loro spedizione. 

I bastimenti pericolanti o approdanti in ricerca di prov- 
vigioni, non saranno obbligati a porgere alcun manifesto 
del loro carico; però, ove più tardi volessero commerciare, 
dovranno presentarne uno, osservando le formalità pre- 
scritte dal primo Regolamento. 



i76 ITALIA E GIAPPONE 

i866 La parola bastimento, qualunque sia il posto che tiene 
in questo Trattato e nei suoi annessi, significherà sempre 
nave a vela o a vapore di qualsiasi dimensione o specie. 

QUINTO REGOLAMENTO. 

Ogni individuo che segnasse una dichiarazione falsa od 
un falso certificato nel proposito di defraudare l'erario giap- 
ponese, pagherà una multa di cento venticinque piastre per 
ogni infrazione che avesse commessa. 

SESTO REGOLAMENTO. 

I bastimenti italiani non sottostaranno ad alcun diritto 
di tonnellaggio nei porti del Giappone, ma pagheranno le 
seguenti tasse alla Dogana giapponese; 

Per l'entrata d'un bastimento . . . Piastre 15 
Per il licenziamento d'un bastimento » 7 
Per ogni bullettino di sanità ... » 1 V2 

Per ogni altro documento .... » 1 V? 
Fatto a Yeddo, l'anno di grazia mille ottocento sessan- 
tasei, corrispondente al sedicesimo giorno, settimo mese, 
del secondo anno di Ké-ò (detto del Tigre). 

Firmato: V. Arminjon. 

(L. S.) 

Firmati: Chirata Kiougano Kami. 
AsAìNA Kaino Kami. 
Okigomi Tchouzaiemon. 



à 



ITALIA E GIAPPONE 



ni 



TARIFFA PER L'IMPORTAZIONE 



1866 



4» Classe — Diritti specifici. 

Num, 

d'ordine Quantitativo 

1. Allume 100 callie 

2. Avorio (denti di elefante di ogni 

qualità) id. 

3. Benzoino id. 

A. Bottoni di ottone ogni grossa 

5. Cacciù 100 caltie 

6. Candele id. 

7. Canne d'India (rattans) .... id. 

8. Chinina calti 

9. Cinabro 100 cattie 

10. Cocciniglia id. 

11. Colla id. 

12. Cordami id. 

13. Corna di rinoceronte .... id. 

14. Corna di bufalo o di cervo . . id. 

15. Corteccia di manglio .... id. 

16. Colone greggio id. 

17. Cotone filato, bianco o tinto . . id. 

18. Cuoi id. 

19. Denti di cavallo marino ... id. 

20. Denti di licorno di mare (narval) catti 

21. Filo di cotone, bianco o tinto, in 

matasse od in rocchetti . . . 100 caltie 

22. Garabier id. 

23. Garofano o teste di garofano . . id. 

24. Gesso id. 

25. Gomma gotta id. 

26. Indaco liquido id. 

27. Indaco in pezzi id. 

28. Lacca in pezzi id. 

29. Lana filata color naturale o tinta . id. 

12 



DIRITTO 


Bons 


Cenls" 


» 


15 


15 


» 


2 


40 


» 


22 


5) 


75 


2 


25 


» 


45 


1 


50 


9 


» 


21 


D 


i> 


60 


1 


25 


3 


50 


1 


05 


B 


15 


1 


25 


5 


» 


2 


» 


7 


50 


1 


■» 


7 


50 


j) 


45 


1 


> 


B 


08 


3 


75 


» 


75 


3 


75 


1 


75 


10 


» 



4 78 ITALIA E GIAPPONE 

'°"" d'ordine Quanlitat.vo '^„7^^e7ir 

30. Legno dì sandalo 400 caltie 1 25 

31. Legno di sapan ...... id. » 40 

Metalli. 

32. Acciaio id. » 60 

33. Ferro lavoralo, in verghe, sbarre e 

chiodi id. » 30 

34. Ferro fucinalo in pane .... id, » 15 

35. Ferraccio id. » 06 

36. Filo di ferro id. y> SO 

37. Lalla in casse non 

ecced. il peso 

di 54 kilogr. » 70 

38. Mercurio 100 calile 6 » 

39- Ollone e Munlz melai, per fodera di 

carena e chiodi id. 2 50 

40. Piombo in fogli id. 1 » 

41. Piombo in pane id. » 80 

42. Rame , bronzo in foglie, laslre, 

sbarre e chiodi id. 3 50 

43. Slagno id. 3 » 

44. Zinco e speller (lega di stagno) . . id. » 60 

Diversi. 

45. Noci di belel id. » 45 

46. Pelli di buffalo e di vacca ... id. 1 20 

47. Pelli di squalo 100 pezzi 7 50 

48. Pepe nero e bianco 100 caltie 1 j> 

49. Pesce salalo id. » 75 

50. Pietra focaia id. » 12 

51 . Pittura d'ogni genere, rossa, bianca, 

gialla, ecc.; colori di piombo 
(minio, biacca, massicci), olio 

per pittura id. 1 50 

52. Piume d'alcione o pavone, ecc. . 100 pezzi 1 50 

53. Pulchuk (radico il cui odore s'ap- 

prossima a quello del rabarbaro) 100 caltie 2 25 





179 


DIRITTO 


Bons 


Cents 


1 


» 


5) 


50 


i 


80 


» 


25 


?• » 


50 


!> 


30 


1 


80 


)) 


30 


5) 


15 


» 


25 



ITALIA E GIAPPONE 

Num. DIRITTO Iggg 

d'ordine- Quantitativo ^"^ 

54. Rabarbaro 100 caltie 

55. Sapone comune id. 

56. Sangue di drago, mirra, olibano . id. 

57. Sigari calli 

58. Sluoie per pavimenti . . . . 36 m. 5. lung 

59. Tabacco da naso catti 

60. Tabacco da fumare 100 caltie 

61. Tela cerala per pavimenti . . . per 9 m. 14 

10 yards 

62. Tela cerala cuoi cerati per mobilie id. 

63. Tela per vele, di canape o cotone . id. 

Tessuti di cotone e di lino. 

64. Fazzoletti per dozzina » 05 

65. Fustagno, come damasco di cotone, 

staffe vellutate, raso vellutato di 
cotone, non eccedente 1 m. 01 di 

larghezza per 9 m. 14 

10 yards » 20 

66. Guingamp non eccedente m. 78 di 

larghezza . • id. » 06 

Guingamp non eccedente 1 m. 09 di 

larghezza id. d 09 

67. Giubboncini e mutande .... dozzina » 30 

68. Shirting grigio, bianco . moschet- 

talo, coutil, coutil satinato, bro- 

calelli bianchi, Tcloths, batiste, 

mussoline, giaconette, bamba- 
gine, coperte per letti cotonate, 

e infine tutte le stoffe del genere 

sopra descritto, tinte o stampate 

e indiane per mobili. 
a) Non eccedente m. 86 . per 9 m. 14 

di lungh. » 07^/2 
6) Non eccedente 1 m. 01 . id. » 08^/4 

e) Non eccedente 1 m. 17 . id. * 10 

d) Eccedente 1 m. 17 . . id. » 11^^ 



i80 ITALIA E GIAPPONE 

-1866 Num. 

d'ordine Quantitativo 

69. Taffachelass non ecced, m. 78 di per 9 m. 14 

larghezza di lungh. 

Taffachelass ecced. m. 78 . . id. 

70. Tela di lino d'ogni qualità ... id. 

71. Tovaglie e biancheria per tavola 



DIRITTO 
bons Cents 

17Va 

25 

20 



ogni pezzo » 06 



Tessuti di lana. 



72. Camlets inglesi 



per m. 14 

di lungh. 

id. 

id. 

100 caltie 

caduno 

la dozzina 



73. Camlets olandesi 

74. Casimiro, saia, flanella, long-ells . 

75. Coperte per letti e per cavalli . . 

76. Coperte per viaggio e scialli scozzesi 

77. Giubboncini e mutande di lana 

78. Giubboncini e mutande di lana e 

cotone id. 

79. Laslings, crape-laslings , worsled- 

crape, mérinos, ed altre stoffe 
non designate al n° 80 : 

a) Non eccedente m. 86 di 

larghezza per 9 m. 14 

di lungh. 

b) Eccedente m. 86 . . 

80. Panno doppia larghezza, media e 

piccola larghezza, non ecced. 
m. 86 di larghezza .... 

e) Non eccedente 1 m. 40 

6) Eccedente 1 m. 40 . . 

81. Spanish stripes 

82. Stamina per bandiere, ecc. . . . 

83. Stoffe miste di lana e cotone, imita- 

zione camlets e di lastings, Or- 
léans (unito e a disegno), stolfe 
lustre (unite ed a disegno), al- 
pakas,caratheas, damaschi, panni 
d'Italia, taffachelass, russel-cords 
cassandras , articoli di moda , 



id. 



id. 
id. 
id. 
id. 
id. 



40 
75 
45 
50 
50 

60 



» 


30 


» 


45 


T> 


60 


1 


» 


1 


25 


» 


75 


» 


15 



ITALIA E GIAPPONE 181 

Num. DIRITTO Iggg 

d'ordine Quantitativo -^nl^g";;^ 

camlets-cords, ed ogni altra stoffa 
mista di lana e cotone: 

a) Non eccedente ra. 86 . per 9 m. 14 » 30 

di lunghezza 

b) Eccedente m. 86 . . id. » 45 

84. Tappeti per tavola di lana stampati cadano j> 75 

85. Corna e unghie di piedi . . . 100 catlie » 30 

86. Vetri per finestre per 9 mq. 14 

ossia 10 pq. » 35 

87. Zucchero bianco 100 cattie » 75 

88. Zucchero naturale e nero ... id. » 40 

89. Zucchero in pani raffinato ... id. 11 

2^ Classe — Merci esenti da diritto. 

1. Abili per uso de' forestieri, non compresi negli articoli descritti 

nella presente tariffa. 

2. Àncore e catene per àncore. 

3. Animali da macello, da soma e tiro. 

4. Bagagli da viaggio. 

5. Carbone fossile. 

6. Carni salale in barili. 

7. Catrame e pece. 

8. Cereali, cioè avena, grano, fagiuoli, orzo, grano turco, miglio, 

paddy, piselli, riso, segale. 

9. Farina estratla da' cereali sopra specificali. 

10. Libri stampali. 

11. Nitro. 

12. Oro e argento coniato e non coniato. 

13. Padelle per seccare il thè e ceste. 

14. Panelli (ottenuti dall'estrazione dell'olio). 

15. Piombo per casse da thè. 

16. Saldatura. 

17. Sale comune. 

18. Stuoie per imballare. 

3a Classe — Merci proibite. 
1. Oppio. 



182 ITALIA E GIAPPONE 



1866 



I 



4» Classe — Merci sottoposte ad \in diritto ad valorem del 5 per 100 

Num. 
d'ordine 

1. Argent plaqué. 

2. Armi e munizioni da guerra. 

3. Articoli di Parigi. 

4. Articoli di oreficeria e gioielli. 

5. Coltelli ed istrumenti analoghi. 

6. Coralli. i 

7. Dipinti ed incisioni. j 

8. Droghe e medicamenti, come ginseng, ecc. j 

9. Galloni e filo d'oro e d'argento. ! 
10. Gomme e spezie non designate nella tariffa. 

H. Lampade. 

12. Legname da costruzione. 

13. Macchine ed oggetti lavorati di ferro o d'acciaio. 

14. Mobilia d'ogni specie, nuova ed usata. 

15. Oggetti di vetro o cristallo. 

16. Orologi, pendoli, scatole da musica. 

17. Scarpe e stivali. 

18. Pelli e pelliccie. 

19. Porcellane e maioliche. 

20. Profumi, essenze e sapone per toeletta. Jì 

21. Specchi. 1 

22. Telescopi ed istrumenti scientifici. 

23. Tessuti di seta d'ogni specie, vellutati, broccati, damaschi di 

seta e cotone, e di seta e lana, ecc. 

24. Tinture. 

25. Vini, bevande fermentate, liquori, spiriti, provviste da bocca di 

ogni genere. Qualsiasi merce non inclusa' nella precedente 
enumerazione. 

Nota. — In conformità airarticolo 8 della convenzione, si percepisce un diritto 
sulla vendita delle navi estere. Questo diritto è di tre bons ogni ton- 
nellata per i bastimenti a vapore, e di un boìi ogni tonnellata por i 
bastimenti a vela. 



ITALIA E GIAPPONE 



183 



TARIFFA PER L'ESPORTAZIOxNE 



1866 



1' Classe — Diritti specifici. 



Nura. 
d'ordine 

1. Alghe tagliate ... 

2. Alghe non tagliate . . . 

3. Alette di pesce cane . . . 

4. Awabi 

5. Awabi (conchiglie) . . . 

6. Canape 

7. Canfora 

8. Carbon fossile .... 

9. Carta per scrivere . . . 

10. Carta di qualità inferiore . 

11. Cassia 

12. Cassia (gemme) .... 

13. Cera vegetale 

14. Cera d'api 

15. Colla di pesce 

^6. Corna di cervo (vecchi) . . 

17. Cortecce di peonia (Botampi) 

18. Cotone greggio .... 

19. Ferro del Giappone . . . 

20. Funghi d'ogni qualità . . 

21. Gamberini secchi o salati . 

22. Guinang o ichio .... 

23. Irico (oloturie) . , . . 

24. Kaìr (fibbre di noci di cocco) 

25. Miele 

26. Noce di galla 

27. Olio di pesce 

28. Olio di semi 

29. Patate 





DIRITTO 


Quantitativo 


'Bons 


; Genis" 


100 cattie 


)) 


60 


id. 


y> 


30 


id. 


1 


80 


id. 


3 


» 


id. 
id. 


2 


08 


id. 


1 


80 


id. 


5) 


04 


id. 


3 


» 


id. 


1 


» 


id. 
id. 


» 
2 


30 
25 


id. 


1 


50 


id. 


2 


50 


id. 


2 


25 


id. 


)> 


90 


id. 


3 


75 


id. 


2 


25 


id. 


» 


60 


id. 


5 


» 


id. 


1 


80 


id. 


» 


45 


id. 


3 


» 


id. 


» 


45 


id. 


1 


05 


id. 


» 


90 


id. 
id. 


1 


30 

05 


id. 


» 


15 



184 ITALIA E GIAPPONE 

4866 Nuni- ^ . . 

d'ordine Quantitativo 

30. Pesce, salmone, merluzzo salato o 

secco 100 cattie 

31. Pesce seppia id. 

32. Piombo id. 

33. Piselli , fave , fagiuoli e legumi di 

ogni specie id. 

34. Radice della della China (Buckrio) id. 

35. Sakè, vini e spirili giapponesi . . id. 

36. Semi di sesamo id. 

37. Semi di navone id. 

38. Semi di bachi da seta .... il cartone 



DIRITTO 


'Bons 


Cents/ 


rj 


75 


1 


05 


ì> 


90 


T> 


30 


» 


75 


i 


90 


» 


90 


1> 


45 


» 


07 4/n 



39. 
40. 

41. 
42. 
43. 
44. 
45. 
46. 
47. 
48. 
49. 
50. 
51. 



52. 
53. 



Sete. 

Cascami di seta e galettami . . 

Fiosso, ossia fantasia e strazze di 
seta 

Calette ossia bozzoli per filare . . 

Gaiette bucate, ossia sfarfallate . 

Seta greggia e lavorata .... 

Seta di doppioni 

Seta della Nosci 

Soya (salsa aromatica giapponese) 

Stracci 

Tabacco in foglie 

Tabacco tagliato e preparato . . 

Thè 

Thè (qualità conosciuta sotto il 
nome di Bantcha la quale si es- 
porla soltanto da Nagasaki) . . 

Vermicelli 

Zolfo 



100 cattie 


2 


25 


id. 


20 


j) 


id. 


12 


D 


id. 


7 


y> 


id. 


75 


» 


id. 


20 


» 


id. 


7 


50 


id. 


» 


45 


id. 


» 


12 


id. 


» 


75 


id. 


1 


50 


id. 


3 


50 


id. 


» 


75 


id. 


» 


45 


id. 


j> 


30 



2» Classe — Merci esenti da diritto. 

1. Oro e argento coniati, oro, argento e rame non coniati di pro- 
duzione giapponese, e da essere venduti dal solo Governo 
giapponese, in vendile pubbliche ed all'incanto. 



ITALIA E GIAPPONE 185 

3* Classe — Merci proibite. 1866 

1. Grano, orzo, paddy e riso. 

2. Farine prodotte dai sovra designali cereali. 

3. Nitro. 

4» Classe — Merci sottoposte ad un diritto ad valorem 
da valutarsi dietro i prezzi di piazza. 

1. Carbone di legno. 

2. Corna di cervo. 

3. Legname da costruzione. 

4. Ginseng o droghe non designate. 

5. Oggetti di bambù. 

6. Stoffe di seta per vesti, tessuti e ricami di seta. 

7. Stuoie e pagliericcie. 

E qualsiasi altra merce non compresa nella suddetta spe- 
cificazione. 

Disposizioni speciali. 

1* Gli articoli che non sono descritti nello Specchio per 
l'importazione, e si trovano enumerati in quello per l'e- 
sportazione, non pagheranno diritti a norma di questo ul- 
timo Specchio; ma saranno tassati ad valorem, ed il me- 
desimo Regolamento sarà applicabile a qualsiasi articolo 
di esportazione non specificato sotto questo titolo, ma in- 
dicato nelle importazioni. 

2* Gli esteri residenti al Giappone, gli equipaggi e pas- 
seggeri de' bastimenti esteri potranno provvedersi di tale 
quantità di grano o farina di esportazione che fosse neces- 
saria per i loro bisogni personali; ma il permesso d'imbarco 
dovrà chiedersi alla Dogana, affinchè il grano o la farina 
sopra indicali possano essere caricati a bordo di una nave 
estera. 



<86 ITALIA E GIAPPONE 

1866 3* Il catti indicato nella presente Tariffa equivale a 
chil. 60,453 (chilogrammi). 

Il piede inglese vai. m. 3048 (metri) 

11 yard » » 9144 » 

Il kancshake giapponese . . » » 2987 » 

11 Bon Itchi-bon è una moneta d'argento , la quale 
non pesa meno di 8 g. 67 (grammi) e non contiene meno 
di nove parti d'argento puro sopra una parte di lega. 

Il cent è la centesima parte del bon. 

Firmato V. Arminjon. 

(L. S.) 

Firmati : Chibata Kiougano Kami. 
AsAiNA Kaino Kami. 
Okigomi Tchouzaiemon. 



Ratificato da S. M.: Firenze, 'ì'i marzo i^Ql. — Scambio 
delle ratifiche; Yokohama, 3 ottobre 1867. 



J 



ITALIA, SVEZIA E NORVEGIA 187 

XIX. 

1866, SO Settembre. 

FIREI^ZE. 1866 

Convenzione tra l'Italia, la Svezia e la Norvegia 
per l'estradizione dei malfattori. 

Sa Majesté le Roi d'Italie et Sa Majesté le Roi de Suède 
et de Norvège, ayant à coeur d'assurer la répression des 
crimes commis sur leurs territoires respeclifs et dont les 
auteurs ou complices voudraient échapper à la vindicte 
des lois en se rófugiant d'un pays dans l'autre, ont résolu 
d'un commun accord de conclure une Convention d'extra- 
dition, et ont nommé à cet effet pour leurs Plénipotentiai- 
res, savoir: 

Sa Majesté le Roi d'Italie , le Chevalier Emile Visconti 
Venosta , Grand Oificier de son Ordre des Saints Maurice 
et Lazare et de l'Ordre Imperiai de la Rose du Brésil ^ 
Grand'Croix des Ordres de Léopold de Belgique, du Da- 
nebrog de Danemarck et du Lion Néerlandais, décoré de 
rOrdre Imperiai Ottoman du Médjidié de première classe , 
son Ministre Secrétaire d'Etat pour les affaires étrangères, et 

Sa Majesté le Roi de Suède et de Norvège , le sieur 
Charles Edouard Comte de Piper, Commandeur de son Or- 
dre de l'Etoile Polaire et Chevalier de son Ordre de S. Olaf, 
Commandeur des Ordres des Saints Maurice et Lazare d'I- 
talie, du Danebrog de Danemarck et du Soleil et du Lion 
de Perse, Chevalier de l'Ordre Imperiai de la Légion d'hon- 
neur, son Envoyé extraordinaire et Ministre Plénipoten- 
tiaire auprés de S. M. le Roi d'Italie; 



488 ITALIA, SVEZIA E NORVEGIA 

•1866 Lesquels, après s'étre communiqués leurs pleins pou- 
voirs, trouvés en bornie et due forme, sont convenus des 
articles suivants : 

I. — Le Gouvernement de Sa Majesté le Roi d'Italie et 
le Gouvernement de Sa Majesté le Roi de Suède et de 
Norvège s'engagent à se livrer réciproquement les indi- 
vidus, qui ayant été condamnés ou étant poursuivis pour 
l'un des crimes ou délits énumérés à l'article li ci-après, 
et commis sur le territoire de l'un des Etats contractanls, 
se seront réfugiés sur le territoire de l'autre. 

IL — L'extradition devra étre accordée pour les infrac- 
tions suivantes aux lois pénales lorsqu'elles pourront étre 
passibles, d'aprés la législation des Etats respectifs, de Irois 
années de détention ou d'une peine plus forte: 

1° Parricide, infanticide, assassinai, empoisonnement, 
meurtre; 

2° Coups et blessures volontaires ayant occasionné 
la mori; 

3° Bigamie , rapt , viol , avortement procure , prosti- 
tution ou corruption de mineurs par les parents, ou toute 
aulre personne chargée de leur surveillance; 

4° Enlèvement, recèlement, exposition ou suppression 
d'enfant, substitution d'un enfant à un autre; 
5° Incendie; 

6" Extorsion commise à l'aide de violence, rapine, voi 
qualifié , voi à main armée; 

7" Contrefacon ou altération de monnaies, introduc- 
tion ou émission frauduleuse de fausse monnaie; 

Contrefacon de rentes ou obligalions sur l'Etat, de bil- 
lets de bancjue ou de tout aulre effet public, inlroduclion 
et usage de ccs mèmes titres contrefaits; 

Contrefacon d'acles souverains , de sceaux , poincons , 
timbres et raarques de l'Etat ou des Administrations pu- 
bliques , et usage de ces objets contrefaits; 

Faux en écriture publique ou authentique , privée , de 
commerce ou de banque, et usage d'écritures falsifiées ; 



ITALIA, SVEZIA E NORVEGIA 189 

8° Faux témoignage, subornation de témoins et d'ex- 1866 
perts^ instigation et complicilé dans ces crimes; 

9" Soustraclions commises par les OfTiciers ou déposi- 
taires publics , concussion , corruplion de fonctionnaires 
publics ; 

10° Banqueroute franduleuse et parlicipalion à une 
banqueroule franduleuse; 

ir Faits de baraterie, crime de sédition dans l'équi- 
page d'un bàliment dans le cas, où des individus en fai- 
sant parile se seraient emparés du bàliment par fraude ou 
violence envers le Capilaine ou Commandant, et aussi dans 
le cas , où ils auraient livré ledit bàliment ou navire à 
des pirales. 

III. — Bien qu'en règie generale l'extradition doive étre 
accordée lorsqu'existent les conditions requises par la pré- 
sente Convention , chacun des deux Gouvernements con- 
traclanls entend néanmoins se réserver le droit de ne pas 
consentir à l'extradition dans quelques cas spéciaux et 
exlraordinaires , en faisant cependant connaìlre au Gou- 
vernement , qui reclame l'extradition, les molifs du refus. 

IV. — L'extradition ne sera jamais accordée pour les 
crimes ou délils politiques. L'individu , qui serait livré 
pour une autre inf'raction des lois pénales, ne pourra dans 
aucun cas étre jugé ou condamné pour un crime ou délit 
polilique commis antérieurement à l'extradition, ni pour 
aucun fait connexe à ce crime ou délit. Il ne pourra non 
plus étre poursuivi ou condamné pour aucune autre in- 
fraction antérieure à l'extradition et non comprise dans la 
présente Convention, à moins qu'après avoir été puni ou 
définitivement acquine du crime qui a motivé l'extradi- 
tion, il n'ait negligé de quilter le pays avant l'expiration 
d'un délai de trois mois , ou bien qu'il y retourne de 
nouveau. 

V. — L'extradition ne pourra avoir lieu, si depuis les 
faits imputés, les poursuites ou la condamnation, la pres- 
cription de l'action ou de la peine est acquise d'après les 



190 ITALIA, SVEZIA E NORVEGIA 

Ì866 lois du pays dans lequel le prévenu ou le condamné s'est 
réfugié. 

VI, — Dans aucun cas et pour aucun molif les Haules 
Parties contraclanles ne pourront étre tenues à se livrer 
leurs nationaux. 

Lorsque d'après les lois en vigueiir dans l'Etat, auquel 
le coupable appartieni , il y aurait lieu à le poursuivre à 
raison de rinfraction commise dans Tautre Etat, ce dernier 
communiquera les informations et les pièces , les objets 
constituant le corps du délit, et tout aiitre document ou 
éclaircissement requis pour le procès. 

VII. — Lorsque le condamné ou le prévenu est étranger 
aux Etats contractants, le Gouvernement, qui doit accorder 
l'extradition , informerà celui du pays , auquel appartieni 
l'individu reclame, de la demande qui lui a élé adressée, 
et si ce dernier Gouvernement reclame à son tour le cou- 
pable pour le faire juger par ses Tribunaux, celui auquel 
la demande a élé adressée pourra à son choix le livrer à 
l'Elat, sur le territoire duquel le crime a élé commis, ou 
à celui auquel le dil individu appartieni. 

Si le condamné ou le prévenu, doni l'extradition est de- 
mandée, en conformile de la présente Convention, par Tune 
des Parties contraclanles, est en mème lemps reclame par 
un aulre ou par d'autres Gouvernemenls pour des crimes ou 
délits commis par le mème individu sur les territoires 
respeclifs, ce dernier sera livré au Gouvernement de l'Etat 
dans lequel a élé commise l'infraclion la plus grave , et 
dans le cas, oìi les différentes infractions auraient la mème 
gravite, à celui doni la demande aura une date plus an- 
cienne. 

Vili. — Si l'individu reclame est poursuivi, délenu ou 
condamné dans le pays où il s'est réfugié pour un crime 
ou délit commis dans ce mcme pays, son extradilion pourra 
ètre différée jusqu'à ce qu'il ait élé acquine par une sen- 
tence, ou qu'il ait subì sa peine. 

IX. — L'extradition sera toujours accordée lors mème, 



ITALIA, SVEZIA E NORVEGIA 191 

que le prévenu viendrait par ce fait à étre empèché de l'866 
remplir les engagements contractés envers des particiiliers, 
lesquels pourront loutefois faire valoir leurs droils auprcs 
des Autorités judiciaires compétentes. 

X. — L'extradilion sera accordée sur la demande adres- 
sée par l'un des Gouvernements respectifs à l'autre par voie 
diplomaliquc et sur la production d'un arrét de condam- 
nalion ou de mise en accusalion, d'un mandai d'arrèt, ou 
de lout autre acte ayant la mème force que ce mandai , 
el indiquanl égalemenl la nalure et la gravite des faits 
poursuivis , ainsi que la disposition pénale applicable à 
ces faits, Ces acles seront délivrés en originai ou en ex- 
pédition authentique, soil par un Tribunal, soit par tonte 
autre Aulorilé competente du pays qui demande l'exlra- 
dition. On devra fournir en méme temps le signalement de 
l'individu reclame , ou tonte indication de nature à en 
conslater Tidenlité. 

XI. — Dans les cas urgents, et surtout lorsqu'il y a 
danger de fuite , chacun des Gouvernements respectifs , 
s'appuyant sur l'existence d'un arrèl de condamnation ou 
de mise en accusalion ou d'un mandai d'arrét, pourra par 
le moyen le plus prompt et mème par le télégraphe de- 
mander el obtenir l'arrestation du condamné ou du pré- 
venu, à condition de présenter dans le plus bref délai le 
document, doni on a indiqué l'existence. 

XII. — Les objets volés, ainsi que loul autre objel saisi 
en la possession du condamné ou du prévenu, les instru- 
ments et les outils, doni il se serail servi pour commeltre 
le crime ou le délit , ainsi que loute autre pièce de con- 
viclion, seront rendus en mème temps que s'effectuera la 
remise de l'individu arrélé, mème dans le cas, où Tex- 
tradition, aprés avoir été accordée, ne pourrait avoir lieu 
par suite de la mort ou de la fuite du coupable. 

XIII. — Les frais d'arreslalion, d'entretien et de trans- 
pori de l'individu , doni l'extradition aura été accordée , 
ainsi que ceux de consignation el de transport des objets, 



<92 ITALIA, SVEZIA E NORVEGIA 

1866 qui aux termes de l'article précédent doivent étre restitués 
ou remis, resteront à la charge des Elats respecLifs dans 
les limites de leurs territoires respeclifs. 

Les frais de transport et autres sur le territoire des 
Etats intermédiaires seront à la charge de l'Etat récla- 
mant. Dans le cas où le transport par mer serali jugé 
préférable, l'individu à extrader sera conduit au pori, que 
designerà le Gouvernement réclamant, aux frais duquel il 
sera embarqué. 

Si l'un des Gouvernements respeclifs jugera nécessaire 
pour l'inslruction d'un procès la déposition de témoins 
domiciliés sur le territoire de l'autre Etal, ou tout aulre 
ade d'instruclion judiciaire , des lellres rogaloires adres- 
sées par voie diplomalique, seront à cet effet expédiées en 
due forme par la Cour ou Autorité competente. 

La Cour ou l'Autorité de l'autre Etat sera tenue d'y 
donner cours conformément aux lois en vigueur dans le 
pays, où le témoin est entendu ou l'acte déiivré. 

XV. — Dans le cas où la comparution personnelle d'un 
témoin serait nécessaire, le Gouvernement dont il dépend, 
l'engagera à obtempérer à l'invitation qui lui en aura élé 
faite par l'autre Gouvernement. 

Si les témoins requis consentent à partir , les passe- 
ports nécessaires leur seront aussitót délivrés, et les Gou- 
vernements respeclifs s'entendront pour fixer l'indemnilé , 
qui leur sera accordée par l'Etat réclamant en raison de 
la dislance et du séjour, ainsi que l'avance de fonds qui 
devra préalablement étre faite. 

Dans aucun cas les témoins ne pourront étre arrètés, 
ni molestés pour un fait antérieur à la demande de com- 
parution , pendant leur séjour force dans le lieu où le 
juge, qui doit les entendre, exerce ses fonctions, ni pen- 
dant le voyage, soit en allant, soit en retournanl. 

XVI. — La présente Convention ne sera exécutoire que 
dix jours aprés sa publication dans les formes prescrites 
par les lois des pays respeclifs. 



ITALIA, SVEZIA E NORVEGIA 193 

Elle continuerà à ètre en vigueur jusqu'à six raois après 1866 
déclaration contraire de la part de l'un des Goiivernements 
respectifs. 

XVII. — La présente Convention sera ratifióe, et les ra- 
lifications en seront échangées à Florence dans l'espace de 
six semaines ou plus tòt si faire se peut. 

En foi de quoi les deux Plénipolentiaires Font signée 
et y ont appose le cachet de leurs armes. 

Faità Florence en doublé expédition le 20septembrel866. 

(L. S.) Visconti-Venosta. (L. S.) E. De Piper. 

Ratificata da S. M.: Firenze, 47 ottobre Ì%Q. ~ Scambio 
delle ratifiche: Firenze, 2 novembre 1866. 



XX. 

i866, 3 Ottobre. 

Trattato di pace tra l'Italia e l'Austria. 

Au Nom de la très-sainte et indivisible Trinité. 

Sa Majestéle Roi d'Italie et Sa Majesté l'Empereur d'Au- 
triche ayant résolu d'établir entre Leurs États respectifs 
une paix sincère et durable: Sa Majesté l'Empereur d'Au- 
triche ayant cède à Sa Majesté l'Empereur des Francais 
le Royaume Lombardo-Vénitien: Sa Majesté l'Empereur des 
Francais de son coté s'étant déclaré prét à reconnaìlre la 
réunion du dit Royaume Lombardo-Vénitien aux Etats de 
Sa Majesté le Roi d'Italie, sous réserve du consenteinent des 
populations dùment consultées: Sa Majesté le Roi d'Italie et 

13 



194 ITALIA E AUSTRIA 

1866 Sa Majesté TEmpereur d'Autriche ont nommé pour Leurs 
Plénipotentiaires, savoir : 

Sa Majesté le Roi d'Ilalie, le sieur Louis-Frédéric Comte 
Menabrea, Sénaleur du Royaume, Grand Gordon de l'Ordre 
militaire de Savoie, Chevalier de l'Ordre du mérile civil de 
Savoie, Grand Officicr de l'Ordre des Saints Maurice et 
Lazare^ décoré de la médaille d'or à la valeur militaire, 
Lieutenant General, Commandant General du Genie àl'ar- 
mée et Président du Cornile de l'Arme, eie., eie, etc. 

Sa Majeslé l'Empereur d'Autriche, le sieur Felix Comte 
Wimpffen, Son Chambellan actuel, Envoyé et Ministre Plé- 
nipolentiaire en mission exlraordinaire, eie, etc., eie. 

Lesquels après avoir échangé leurs pleins pouvoirs res- 
pectifs, trouvés en bonne et due forme, sont convenus des 
articles suivants: 

I. — Il y aura, à dater du jour de l'échange des rati- 
fications du présent Traile, paix et amilié entre Sa Majesté 
le Roi d'Italie et Sa Majesté l'Empereur d'Autriche, Leurs 
Héritiers et Successeurs, Leurs Elats et sujels respectifs ^ 
à perpetuile. 

IL — Les prisonniers de guerre italiens et autrichiens 
seront immédiatemenl rendus de pari et d'autre. 

III. — Sa Majesté l'Empereur d'Autriche consent à la 
réunion du Royaume Lombardo-Vénitien au Royaume d'I- 
talie. 

IV. — La fronliére du terriloire cède est délerminée 
par les confins administratifs actuels du Royaume Lom- 
bardo-Véniùen. 

Une Commission militaire instituée par les deux Puis- 
sances conlraclantes sera chargée d'exécuter le trace sur 
le terrain dans le plus bref délai possible. 

V. — L'évacualion du terriloire cède et déterminé par 
l'article précédenl, commencera immédiatemcnt après la 
signature de la paix, et sera terminèe dans le plus href 
délai possible, conformèment aux arrangements concerlés 
entre les Commissaires spéciaux désignés à col efTet. 



4 



ITALIA E AUSTRIA 195 

VI. — Le Gouvernement italien prendra à sa charge: 1866 
1° La partie du Monte Lombardo-Veneto qui est res- 

tée à l'Autriche en vertii de la convention conclue à Mi- 
lan en 1860 pour l'exécution de l'article VII du Traile de 
Zurich ; 

2" Les dettes ajoutées au Monte Lombardo-Veneto de- 
puis le 4- juin 1859 jusqu'au jour de la conclusion du 
présent Traile; 

3" Une somme de trente-cinq millions de florins, va- 
leur autrichienne, argent effectif, pour la partie de l'em- 
prunt de 1854 afl'érente à la Vénétie et pour le prix du 
matériel de guerre non transportable. Le mode de paie- 
ment de cette somme de trente-cinq millions de florins, 
valeur autrichienne, argent effectif, sera, conformément au 
précédent du Traile de Zurich, determinò dans un arlicle 
additionnel. 

VII. — Une Commission composée des délégués de l'Ita- 
lie, de l'Aulriche et de la France procederà à la liquidation 
des différentes calégories énoncées dans les deux premiers 
alinéas de l'article précédent en tenanl compie des amor- 
lissements effectués el des biens, capilaux, de tonte espèce, 
constiluanl les fonds d'amortissemenl. Celle Commission 
procèderà au réglemenl définilif des coraples entre les 
Parties conlraclanles et fixera le temps et le mode d'exé- 
cution de la liquidalion du Monte Lombardo-Venelo. 

VIII. — Le Gouvernement de Sa Majeslé le Roi d'Ilalie suc- 
cède aux droits et obligalions résultanl des contrals ré- 
gulièrement slipulés par l'Adminislralion autrichienne pour 
des objels d'inlérét public concernanl spécialemenl le pays 
cède. 

IX. — Le Gouvernement Aulrichien resterà chargé du 
remboursement de toules les sommes versées par les ha- 
bitants du terriloire cède, par les communes, élablisse- 
menls publics el corporalions religieuses, dans les caisses 
publiques aulrichiennes, à tilre de caulionnemenls, dèpóts 
ou consignations. De mème les sujels autrichiens , com- 



196 ITALIA E AUSTRIA 

1866 munes, établissements publics et corporations religieuses 
qui auront verse des sommes à titre de cautionnements, 
dépóts ou consignations , dans les caisses du territoire 
cede, seront exactement remboursés par le Gouvernemenl 
Italien. 

X. — Le Gouvernement de Sa Majesté le Roi d'Italie 
reconnaìt et confirme les concessions de chemins de fer 
accordées par le Gourvernement Aulrichien sur le terri- 
toire cède dans toutes leurs disposilions et pour toute leur 
durée, et nommément les concessions résultant des con- 
trals passés en date du 1-4 mars 1856, 8 avril 1857 et 
23 septembre 1858. 

Le Gouvernement Italien reconnaìt et confirme égale- 
ment les dispositions de la Convention passée le 20 novem- 
bre 1861 entre l'Adminislration autrichienne et le Conseil 
d'Administration de la Sociélé des chemins de fer d'Etat 
du Sud lombardo-vénitiens et central-italiens, ainsi que la 
Convention passée le 27 février 1866 entre le Ministère 
Imperiai des finances et du commerce et la Société au- 
trichienne du Sud. 

A partir de l'échange des ratifications du présent Traile 
le Gouvernement Italien est subrogé à tous les droils et 
à toutes les obligations qui résultaient pour le Gouverne- 
ment Autrichien des Conventions précitées, en ce qui con- 
cerne les lignes de chemins de fer situées sur le terri- 
toire cede. 

En conséquence, le droit de dévolution qui appartenait 
au Gouvernement Autrichien à l'égard de ces chemins de 
fer est transféré au Gouvernement Italien. 

Les paiements qui restent à faire sur la somme due à 
l'Etat par les concessionnaires, en vertu du contrat du 14 
mars 1856, comme équivalent des dépenses de construc- 
lion des dils chemins , seront effectués intégralement dans 
le Trésor autrichien. Les créances des entrepreneurs de 
constructions et des fournisseurs, de méme que les indem- 
nités pour expropriations de terrains se rapportant à la 



ITALIA E AUSTRIA 197 

période où les chemins de fer en question élaient admi- 1866 
nistrés, pour le compie de l'Etat, qui n'auraient pas en- 
core élé acquittées , seront payées par le Gouvernement 
Autrichien, et, pour aulant qu'ils y sont tenus en vertu de 
Tacte de concession, par les concessionnaires au nom du 
Gouvernement Autrichien. 

XI. — Il est entendu que le recouvrement des créances 
résultant des paragraphes 12, 13, 14, 15 et 16 du conlrat 
du 14 mars 1856 ne donnera à l'Autriche aucun droit de 
contróle et de surveillance sur la construction et l'exploi- 
tation des chemins de fer dans le territoire cède. Le Gou- 
vernement Italien s'engage de son còle à donner tous les 
renseignements qui pourraient étre demandés, àcet égard, 
par le Gouvernement Autrichien, 

XII. — Afm d'étendre aux chemins de fer de la Vénétie 
les prescriptions de l'article XV de la Convention du 27 
février 1866, les Hautes Puissances contractantes s'enga- 
gent à stipuler aussitòt que faire se pourra , de concert 
avec la Société des chemins de fer du Sud autrichiens, 
une Convention pour la séparation administrative et éco- 
nomique des groupes de chemins de fer véniliens et au- 
trichiens. 

En verlu de la Convention du 27 février 1866 la ga- 
ranlie que l'Etat doit payer à la Société des chemins de 
fer autrichiens du Sud devra ètre calculée sur la base 
du produit brut de l'ensemble de toutes les lignes véni- 
tiennes et autrichiennes constituant le réseau des chemins 
de fer du Sud autrichiens actuellemenl concèdè à la So- 
ciété. Il est entendu que le Gouvernement Italien prendra 
à sa charge la parile proportionnelle de celle garantie qui 
correspond aux lignes du territoire cède , et que pour 
l'évaluation de celle garantie on continuerà à prendre pour 
base l'ensemble du produit brut des lignes véniliennes et 
autrichiennes concédèes à la dite Société. 

XIII. — Les Gouvernements d'Italie et d'Autriche, dési- 
reux d'étendre les rapports entre les deux Etats, s'enga- 



198 ITALIA E AUSTRIA 

1866 gent à faciliter les Communications par chemins de fer et 
à favoriser l'établissement de nouvelles lignes pour relier 
enlre eux les réseaux italiens et autrichiens. 

Le Gouvernement de Sa Majesté Imperiale Royale Apos- 
tolique promet en outre de hàter aulant que possible 
l'achèvement de la ligne du Brenner destinée à unir la 
vallee de l'Adige avec celle de Finn. 

XIV. — Les habilants ou originaires du territoire cede 
jouiront , pendant l'espace d'un an à partir du jour de 
l'échange des ratifications, et moyennant une déclaration 
préalable à l'Autorité competente, de la faculté pleine et 
entière d'exporter leurs biens meubles en franchise de 
droits, et de se retirer avec leurs familles dans les E-tats 
de Sa Majesté Imperiale Royale Aposlolique, auquel cas 
la qualité de sujels autrichiens leur sera maintenue. Ils 
seront libres de conserver leurs immeubles situés sur le 
territoire cede. 

La méme faculté est accordée réciproquement aux in- 
dividus originaires du territoire cède établis dans les Etats 
de Sa Majesté l'Empereur d'Autriche. 

Les individus qui profiteront des présentes dispositions 
ne pourront étre, du fait de leur option, inquiétés de part 
ni d'autre dans leurs personnes ou dans leurs propriétés 
situées dans les Etats respectifs. 

Le délai d'un an est étendu à deux ans pour les indi- 
vidus originaires du territoire cède qui , à l'epoque de 
l'échange des ralifications du présent Traité, se trouve- 
ront hors du territoire de la Monarchie Autrichienne. 

Leur déclaration pourra ètre recue par la Mission au- 
trichienne la plus voisine, ou par l'Autorité supérieure 
d'une province quelconque de la Monarchie. 

XV. — Les sujets lombardo-vénitiens faisant partie de 
l'armée autrichienne seront immédiatement libérés du ser- 
vice mili taire et renvoyés dans leurs foyers. 

Il est entendu que ceux d'entre eux qui déclareront 
vouloir rester au service de Sa Majesté Imperiale Royale 



ITALIA E AUSTRIA 199 

Apostoli qae seront libres de le faire et ne seront point 18G0 
inquiétés pour ce fait, soit dans leurs personnes, soit dans 
leurs propriétés. 

Les inémes garanties sont assurées aux employés civils 
originaires du Royaume Lombardo-Vénitien qui manifeste- 
ront rintention de resler au service de l'Aulriche. 

Les employés civils originaires du Royaume Lombardo- 
Vénitien auront le choix , soit de resler au service de 
l'Autriche , soit d'entrer dans l'administration italienne , 
auquel cas le Gouvernement de Sa Majesté le Roi d'Italie 
s'engage^ soit à les piacer dans des fonctions analogues 
à celles qu'ils occupaient, soit à leur allouer des pensions 
dont le montani sera fìxé d'après les lois et réglements 
en vigueur en Autriche. 

Il est entendu que les employés dont il s'agit seront 
soumis aux lois et réglements disciplinaires de l'adminis- 
tration italienne. 

XYI. — Les officiers d'origine italienne , qui acluelle- 
ment se trouvent au service de TAutriche, auront le choix, 
ou de resler au service de Sa Majesté Imperiale et Royale 
Apostolique, ou d'entrer dans Tarmée de Sa Majesté le 
Roi d'Italie avec les grades qu'ils occupent dans l'armée 
autrichienne, pourvu qu'ils en fassent la demande dans 
le délai de six mois à partir de l'échange des ratiticalions 
du présent Traile. 

XVII. — Les pensions tant civiles que militaires régu- 
lièrement liquidées, et qui élaient à la charge des caisses 
publiques du Royaume Lombardo-Vénitien, conlinueront à 
resler acquises à leurs tilulaires et, s'il y a lieu, à leurs 
veuves et à leurs enfanls, et seront acquittées à l'avenir 
par le Gouvernement de Sa Majeslé Italienne. 

Getto stipulation est élendue aux pensionnaires tant ci- 
vils que militaires, ainsi qu'à leurs veuves et enfants, sans 
distinclion d'origine, qui conserveront leur domicile dans 
le territoire cède, et dont les irailements, acquiltés jusqu'en 
1814 par le Gouvernement des provinces lombardo-véni- 



200 ITALIA E AUSTRIA 

1866 tiennes de cette epoque, sont alors tombés à la charge du 
Trésor autrichien. 

XVIII. — Les archives des territoires cédés contenant 
les tilres de propriété, les documenls adrainistralifs et de 
justice civile, ainsi que les documenls politiques et histo- 
riques de l'ancienne République de Venise , seront remis 
dans leur integrile aux commissaires qui seront désignés 
à cet effet, auxquels seront également consignés les ob- 
jels d'art et de science spécialemenl affectés au lerriloire 
cède. 

Réciproquement, les litres de propriété, documenls ad- 
ministralifs et de justice civile concernant les territoires 
autrichiens, qui peuvent se trouver dans les archives du 
lerritoire cède, seront remis dans leur integrile aux com- 
missaires de Sa Majesté Imperiale et Royale Apostolique. 

Les Gouvernemenls d'Italie et d'Aulriche s'engagent à se 
communiquer réciproquement, sur la demande des Aulorités 
administratives supérieures, lous Ics documenls et infor- 
malions relalifs à des affaires concernant à la fois le ler- 
ritoire cede et les pays conligus. 

Ils s'engagent aussi à laisser prendre copie aulhentique 
des documenls hisloriques et politiques qui peuvent inlé- 
resser les territoires reslés respeclivemenl en possession 
de l'autre Puissance conlraclante, et qui_, dans l'inlérét de 
la science, ne pourront ètre séparés des archives auxquelles 
ils apparliennent. 

XIX. — Les Ilautes Puissances conlraclanles s'engagent 
à accorder réciproquement les plus grandes facililés doua- 
nières possibles aux habilants limilrophes des deux pays 
pour l'exploilalion de leurs propriélés et l'exercicc de leurs 
induslries. 

XX. — Les Trailés et Convenlions qui ont élé confirmés 
par l'article XVII du Traile de paix signé à Zurich le 10 
novembre 1859 renlreront provisoirement en vigueur pour 
une année , et seront étendus à tous les territoires du 
Royaume d'Italie. Dans le cas où ces Trailés et Conven- 



ITALIA E AUSTRIA 201 

tions ne seraient pas dénoncés trois mois avant l'expira- 1866 
tion d'une année à partir de l'échange des ratifications, 
ils resteront en vigueur, et ainsi d'année en année. 

Toutefois les deux Hautes Parties conlractantes s'enga- 
gent à soumettre dans le terme' d'une année ces Traités 
et Conventions à une révision generale afìn d'y apporter 
d'un commun accord les modifications qui seront jugées 
conformes à l'intérét des deux pays. 

XXI. — Les deux Hautes Puissances contractantes se 
réservent d'entrer, aussitót que (aire se pourra, en négo- 
ciation sur les bases les plus larges pour faciliter récipro- 
quement les transactions entre les deux pays. 

En attendant, et pour le terme lìxé dans l'article pré- 
cédent, le Traité de commerce et de navigation du 18 octo- 
bre 1851 resterà en vigueur et sera applique à lout le 
territoire du Royaume d'Italie. 

XXII. — Les Princes et les Princesses de la Maison 
d'Autriche, ainsi que les Princesses qui sont enlrées dans 
la Famille Imperiale par voie de mariage, rentreront, en 
faisant valoir leurs titres, dans la pleine et entière pos- 
session de leurs propriétés privées, tant meubles qu'im- 
meubles, doni ils pourront jouir et disposer sans étre trou- 
blés en aucune manière dans l'exercice de leurs droits. 

Sont, toutefois, réservés tous les droits de l'Etat et des 
particuliers à faire valoir par les moyens légaux. 

XXIII. — Pour contribuer de tous leurs efforts à la pa- 
cification des esprits, Sa Majesté le Pioi d'Italie et Sa Ma- 
jesté l'Empereur d'Autriche déclarent et promettent que, 
dans leurs territoires respectifs, il y aura pleine et enliére 
amnistie pour tous les individus coinpromis à l'occasion 
des événements politiques survenusdanslaPéninsule jusqu'à 
ce jour. En conséquence, aucun individu de quelque classe 
ou condition qu'il soit ne pourra étre poursuivi, inquiète 
ou troublé dans sa personne ou sa propriétè, ou dans l'exer- 
cice de ses droits en raison de sa conduite ou de ses opi- 
nions politiques. 



202 ITALIA E AUSTRIA 

1866 XXIV, — Le présent Traile sera ratifié et les ratifica- 
tions en seront échangées à Vienne dans l'espace de quinze 
jours ou plus tòt si faire se peut. 

En tbi de quoi les Plénipotentiaires respectifs l'ont signé 
et y ont appose le sceau de leurs armes. 

Fait à Vienne le trois du mois d'octobre de l'an de gràce 
mil huit cent soixante six. 



(L. S.) Menabrea. 

(L. S.) WlMPFFEN. 



Artide additionnel. 

Le Gouvernement de Sa Majesté le Roi d'Italie s'engage 
envers le Gouvernement de Sa Majesté Imperiale et Royale 
Apostolique à effectuer le paiement de trente-cinq millions 
de florins, valeur autrichienne , équivalant à quatre-vingt 
sept millions cinq ceni mille francs , slipulés par l'arli- 
cle VI da présent Traile, dans le mode et aux échéances 
ci-après déterminées. 

Sepl millions seront payés en argent comptant moyennant 
sept mandats ou bons de Trésor à l'ordre du Gouverne- 
ment Autrichien, chacun d'un million de florins, payables 
à Paris au domicile d'un des premiers banquiers ou d'un 
élablissement de crédit de premier ordre, sans intérèls, à 
l'expiralion du troisième mois à daler du jour de la signa- 
ture du présent Traile, et qui seront remis au Plénipo- 
tenliaire de Sa Majesté Imperiale et Royale Apostolique 
lors de l'échange des ratifìcalions. 

Le paiement des vingl-huil millions de florins reslanl aura 
lieu à Vienne en argent complant moyennant dix mandals 



ITALIA E AUSTRIA 203 

Oli bons du Trésor à l'ordre du Gouverneraent Aulricliien, 1866 
payables à Paris à raison de deux millions huil-cenl mille 
florins, valeur aulrichienne, chacun, échéants de deux. en 
deux mois successifs. Ces dix mandats ou bons du Trésor 
seront de mème remis au Plénipotentiaire de Sa Majesté 
Imperiale et Royale Apostolique lors de l'échange des ra- 
lifìcations. 

Le premier de ces mandats ou bons du Trésor sera échéa- 
ble deux mois après le paiement des mandats ou bons 
du Trésor pour les sept millions de florins ci-dessus sti- 
pulés. 

Pour ce terme, corame pour tous les termes suivants, 
les intéréls seront comptés à 5 pour cent à partir du pre- 
mier jour du mois qui suivra l'échange des ratifications 
du présent Traile. 

Le paiement des intéréls aura lieu à Paris à l'échéance 
de cbaque mandat ou bon du Trébor. 

Le présent article additionnel aura la mème force et 
valeur que s'il élaitinséré mot à mot au Traité de ce jour. 

Vienne, le 3 octobre 1866. 



(L. S.) Menabrea. 

(L. S.) WlMPFFEN. 



Ratificato da S. M.: Tornio, () ottobre 1866. — Scambio 
delle ratifiche: Vienna 12 ottobre 1866. 



204 ITALIA E PRUSSIA 



XXI. 
1866, 5 e 9 Ottobre. 
1856 FIREÌ\'ZE. 



Dichiarazioni Ministeriali scambiate tra l'Italia e la Prussia 

per la 

esenzione dei sudditi respettivi dagli imprestiti forzosi. 



Florence, 5 Octobre 1866. 

A l'occasion où le Gouvernement du Roi s'occupait de 
régler la perception de l'emprunt nalional ordonné par le 
Décret Royal du 28 juillet dernier, quelques Légalions se 
soni adressées au Minislère Royal des AiTaires Etrangères 
pour oblenir en faveur de leurs nationau\ l'exeinplion de 
concourir à cet emprunt, et ont appiiyé leur demande sur 
des stipulations passées entre leurs Gouvernements re- 
speclifs et le Gouvernement du Roi. 

Le Ministère Royal des Finances a été salsi de cette question^ 
dont l'examen l'a amene à constater que tandis que pour 
quelques Elats l'exeraption qu'on invoque découle des ter- 
mes mémes des Traités en vigueur, il y avait d' autres 
Etals auxquels celte exemption pourrait aussi étre conce- 
dee d'après une largo interprétation donneo au sens de 
l'article qui établit le traitement de la nation la plus fa- 
vorisée, ou d'après une réciprocitó élablie de fait par un 
commun accord sur ce sujet. 

Par cette considcration le Ministère Royal des Finances 



ITALIA E PRUSSIA 205 

a décide que pour les étrangers appartenant aux Etats de 1866 
la première catégorie l'exerription soit accordée de plein 
droit, et que la méme faveiir soit étendue aux sujets des 
Etats compris dans les autres catégories, à la condì tion 
que les Légations respectives fassent parvenir au Gouver- 
nement du Roi une déclaration officielle par laquelle les 
Gouvernements qu'elles représentent s'engagent à observer, 
le cas échéant, la règie de la réciprocité au profit des Ita- 
liens résidant dans leurs territoires. Les dispositions ar- 
rétées pour la perception de l'emprunt devant suivre leur 
cours le plus promptement possible, il est essentiel que 
cette déclaration soit transmise au plus tòt au Ministère 
des Aflaires Etrangères de S. M. le Roi d'Italie. 



Florence, le 5 Octobre 1866. 

Le Soussigné Ministre de Prusse près la Gour d'Italie a 
eu l'honneur de recevoir la note verbale se rapportant à 
l'exemption des nationaux étrangers de l'emprunt force ita- 
lien, que Son Excellence Monsieur le Ministre des affaires 
etrangères à bien voulu lui adresser en date d'aujourd'hui. 

Selon les instructions qui lui sont parvenues à ce sujet, 
le Soussigné déclare, au nom de son Gouvernemcnt et en 
forme officielle, que la Prusse accorde à ce sujet aux na- 
tionaux italiens une parfaite réciprocité. 

Le Soussigné y ajoute l'expression de la satisfaction que 
son Gouvernemcnt éprouve quant à la facilitation des rap- 
porls internationaux dont le Gouvernement Italien a voulu 
prendre l'initiative à cette occasion. 

Il profite de cette occasion pour réitérer etc, etc. 

Signé: Usedom. 



1866 



206 ITALIA E PRUSSIA 

Florence, 9 octobre i866. 

Je viens de recevoir la Note qua Vous m'avez fait l'hon- 
neiir de m'adresser le 5 du mois courant, et par laquelle, 
d'après les instruclions qui Vous sont parvenues, Vous 
déclarez officiellement, au noni de votre Gouverneraent, que 
la Prusse accorde aux sujets italiens demeurant ou possé- 
dant dans les Etats de Sa Majesté le Roi Guillaume l'è- 
xemplion de tout emprunt force, suivant le principe de 
réciprocité que le Gouvernement italien est prét à admetlre 
à ce sujet. 

A la suite de cette déclaration, je m'empresse de Vous 
annoncer, Monsieur le Comte, que le Gouvernement du 
Roi vient de prendre les dispositions nécessaires pour que 
les sujets prussiens résidant ou possédant en Italie soient 
exemptés de l'obligation de contribucr à l'emprunt national 
qui se percoit actuellement dans les Etats de S. M. le Roi. 

Je saisis en me me temps cette occasion pour Vous faire 
part que le Gouvernement Italien est tout dispose à éten- 
dre ces mèmes dispositions aux sujets des autres Etats du 
Zollverein, en vertu du Iraité signé à Berlin le 31 Décem- 
bre 1865, dès que Vous aurez eu l'obligeance de me faire 
parvenir en leur nom une déclaration analogue à celle que 
Vous avez bien voulu me faire au nom du Gouvernement 
Prussien par la note précitée. 

Veuillez agréer, Monsieur le Comte etc, etc. 

Signé: Visconti- Venosta. 

Identiche risposte alla Circolare del 5 ottobre 1866 per- 
vennero dai seguenti Slati: 

Amburgo; 22 ottobre 1866. Lubecca; 20 ottobre 1866. 
Baden; 11 dicembre 1866. Oldenburgo; 16 marzo 1867. 
Baviera; 16 novembre 1866. Sassonia; 4 novembre 1867. 
Brema; 19 ottobre 1866. Svizzera; 14 e 15 dicembre 1866. 
Grecia; jj dicembre 1866. Wiirtemberg; 18 febb. 1867. 



ITALIA E CHINA 207 

XXII. 

1866, 20 Ottobre. 

PEIillVO. 1866 

Trattato d'amicizia, commercio e navigazione 
tra l'Italia e la China. 

Sua Maestà il Re d'Italia e Sua Maestà l'Imperatore della 
China, animati entrambi dal desiderio di stringere rapporti 
di amicizia tra i due paesi, hanno risoluto di conchiudere 
un Trattato solenne di reciproco interesse, ed hanno no- 
minato loro Plenipotenziari: 

Sua Maestà il Re d'Italia, Vittorio Arminjon, Capitano di 
fregata di prima classe nella regia marina, Ufficiale del 
suo ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, Cavaliere dell'or- 
dine imperiale della Legione d'onore di Francia, ecc. 

Sua Maestà l'imperatore della China, T'han, Consigliere 
al Ministero delle finanze, Membro dell'ufficio degli affari 
esteri, Commissario imperiale investito di pieni poteri; 

Tsong, Consigliere al Ministero della guerra, Sopra-inten- 
dente del commercio nei tre porti del Nord, Commissario 
imperiale investito di pieni poteri ; 

I quali, dopo essersi comunicati i loro pieni poteri e 
riconosciuti questi in debita e legale forma, hanno stipu- 
lato quanto segue: 

I. — Vi sarà pace costante ed amicizia perpetua tra Sua 
Maestà il Re d'Italia e Sua Maestà l'Imperatore della China. 
I sudditi rispettivi godranno egualmente, negli Stati delle 
Alle Parti contraenti, di piena ed intera protezione per le 
persone e proprietà. 

IL — Per il mantenimento delle buone relazioni nel- 



208 ITALIA E CHINA 

1866 l'avvenire, Sua Maestà il Re d'Italia e Sua Maestà l'Impe- 
ratore della China, conformemente all'uso stabilito fra le 
grandi nazioni amiche, aggradiscono che Sua Maestà il Re 
possa, ove gli sembri conveniente, accreditare un Agente 
diplomatico presso il Governo di Sua Maestà l'Imperatore 
della China, e, reciprocamente, che Sua Maestà l'Imperatore 
possa, ove gli sembri conveniente, accreditare un Agente 
diplomatico presso il Governo di Sua Maestà il Re d'Italia. 

III. — Sua Maestà l'Imperatore della China acconsente 
che l'Agente diplomatico di Sua Maestà ib Re d'Italia colla 
propria famiglia e colle persone di sua casa, abbia resi- 
denza fissa a Pekino, o vi si rechi eventualmente^ a scelta 
del Governo Italiano. 

Il rappresentante di Sua Maestà il Re d'Italia godrà di 
tutti i privilegi ed immunità che gli competono, secondo 
il diritto delle genti; avrà piena libertà di scegliere i pro- 
pri impiegati e le proprie persone di servizio; e queste 
persone e questi impiegati non saranno molestati in al- 
cuna maniera. 

Chiunque con parole o con atti faccia ingiuria od usi 
violenza al Rappresentante di Sua Maestà o ad un mem- 
bro della sua famiglia o della sua casa, sarà severamente 
punito dalle Autorità chinesi. 

IV. — È inoltre stabilito che nessun impedimento potrà 
farsi ai movimenti del Rappresentante di Sua Maestà o delle 
persone di suo seguito. Questo Rappresentante potrà spe- 
dire ricevere il proprio carteggio da qualsiasi punto della 
costa gli aggradi; le sue lettere ed i suoi effetti saranno 
inviolabili. Potrà servirsi di corrieri speciali, i quali avranno 
per via la medesima protezione e le medesime agevolezze 
che le persone deputate al trasporto dei dispacci del Go- 
verno imperiale. In una parola, egli godrà dei medesimi 
privilegi concessi ai funzionari di eguale grado, secondo 
l'uso delle nazioni di Occidente. 

Le spese tutte della missione diplomatica italiana saranno 
a carico del Governo Italiano. 



iTAL'A E cnixA 2n9 

V. — Il Rappresentante di S. M. il Re d'Italia Iratlcrà 18G6 
gli afr;(ri coi iVIinislri di Sua Maestà l'Iniporalorc della CIiin:i, 
personalmente od in iscritto, in termini di pcrfolta egua- 
glianza. 

VI. — Sua Maestà il Re d'Italia concede gli stessi pri- 
vilegi agli Ambasciatori, Ministri od Agenti diplomatici del- 
l'Imperatore della China accreditati alla propria Corle. 

VII. — Sua Maestà il Re può nominare Consoli negli 
Stati dell'imperatore della China, e questi Consoli potranno 
liberamente risiedere in tali città o porti aperti, dove Sua 
Maestà giudichi opportuno collocarli nell'interesse del com- 
mercio italiano. 1 Consoli cureranno la precisa osservanza 
dei regolamenti; essi saranno trattali col dovuto rispetlo 
dalle Autorità chinesi e godranno di tutte le immunità e di 
tutti i privilegi concessi ai Consoli delle nazioni più favo- 
rite. I Consoli avranno rango con gli intendenti dei circon- 
dari (Tao-tai). I Vice-Consoli e gli interpreti avranno rango 
coi prefetti (Tehe-fou). Questi funzionari italiani avranno 
accesso nelle residenze ofììciali di dette Autorità chinesi e 
comunicheranno con esse personalmente od in iscritto sulla 
base di uguaglianza, semprechè l'interesse del servizio lo 
richiegga. 

Ove il Governo italiano non creda necessario collocare 
un Console in taluno dei porti aperti, egli potrà incari- 
care il Console d'una potenza amica delle funzioni di Agente 
consolare in detto porto. 

In mancanza di Console o di chi ne faccia le veci, i 
sudditi italiani potranno rivolgersi ;d direttore della do- 
gana, il quale tutelerà i loro interessi a noi'ma dei vigenti 
regolamenti. 

Vili. — Gli Italiani che professano od in>egnano la re- 
ligione cristiana hanno diritto alla protezione delle Auto- 
rit'i chinesi, e nessuno di essi potrà essere molestato o 
perseguitato se adempia pacilicamente il suo officio e non 
off<^nda le leggi. 

Nessun impedimento sarà posto dalle Autorità chinesi a 
14 



210 ITALIA E CHINA 

1806 che tale o tale altro suddito dell'Impero possa, se lo vuole, 
abbracciare la religione cristiana e seguirne pubblicamente 
i riti. 

IX. — Gli Italiani possono viaggiare in ogni parte del- 
l'interno della China, cosi per diporto come per interessi 
commerciali, semprechè siano muniti di passaporti dati dal 
Console e vidimati dall'Autoritcà locale. Si dovrà presen- 
tare il passaporto, se richiesto. Se il passaporto è regolare, 
il latore potrà continuare la sua via, e non sarà fatto nes- 
sun ostacolo a che prenda persone al suo servizio o no- 
leggi barche per il trasporto del proprio bagaglio o delle 
proprie mercanzie. Se il viaggiatore^ invece, non ha pas- 
saporto, oppure se commette atti contrari alle leggi, egli 
sarà tradotto al Consolato più vicino, ma non sarà soggetto 
ad alcun maltrattamento al di più dell'arresto necessario. 
Per le escursioni non maggiori di cento li fuori dei porti 
aperti al commercio e per un periodo di tempo che non 
ecceda i cinque giorni, non è necessario il passaporto. 

Questo articolo non concerne gli equipaggi delle navi 
per i quali saranno determinati limiti speciali di comune 
accordo dai Consoli e dalle Autorità locali. 

X. — La corrispondenza scritta tra le Autorità italiane 
e chinesi sarà, nelle forme, concepita sulla base di perfetta 
reciprocità, secondo la posizione e il grado rispettivi. Fra 
autorità di ordine uguale la corrispondenza prenderà la 
forma di dispaccio, oppure comunicazione (chao-hui). 

I Consoli altre autorità inferiori ad essi, scrivendo ai 
primi magistrati delle provincie, adotteranno la forma di 
esposizione (shén-chén), e questi ultimi impiegheranno ri- 
spetto ai primi la forma di dichiarazione (cha-hsing). 

I negozianti o altri sudditi di ciascuna delle due nazioni, 
non rivestiti di carattere ufficiale, rivolgendosi alle auto- 
rità dell'altra nazione, dovranno adottare la forma di rap- 
presentazione (piny). 

Qualora un Italiano debba aver ricorso all'Autorità chi- 
nese, la sua rappresentazione sarà prima di tutto presen- 



ITALIA E CaiNA 211 

tata al Console, il quale le darà esito se la redazione è 1866 
convenevole, altrimenti ne farà modificare il tenore o ri- 
cuserà di trasmetterla. Reciprocamente i Chinesi che vo- 
gliano rivolgersi al Consolalo seguiranno presso l'Aulorità 
chinese le medesime formalità. 

XI. — Le navi italiane possono trafficare nei porti se- 
guenti: Canton — Swatow — Amoy — Fooehow — Ningpo 
— Chan-gai — Nankin — Chinkiang e Kankon sul fiume 
Yanytze — Chefoo — Tien-tsin — Niuchuan - — Tamsui 
e Taiwanfoo nell'isola Formosa e Kiungehow nell'isola di 
Kainan. 

Gli Italiani possono in questi porti far commercio con 
chicchessia, entrare ed uscire con le proprie navi e merci, 
costrurre ed affittare case, prendere a censo terre, ed edi- 
ficare chiese, ospedali e cimiteri. 

XII. — Gli Italiani che vogliano nei porti od altrove fab- 
bricare aprire case, magazzini, chiese, ospedali o cimi- 
teri, potranno fare contratti per i terreni o per le costruzioni 
a loro gradimento, ai prezzi ordinari del luogo, con equità 
e senza esazioni da qualunque delle due Parti. 

XIII. — Il Governo Chinese non si opporrà in alcuna 
maniera a che gli Italiani prendano al loro servizio sud- 
diti chinesi di qualsiasi professione permessa dalle leggi, 
come sarebbero letterati, interpreti, operai e marinai. 

Gii Italiani possono imparare dai Chinesi la lingua e i 
dialetti del paese e insegnare ai Chinesi le lingue stra- 
niere. Sarà libera la vendita dei libri italiani e chinesi. 

XIV. — Gli Italiani potranno noleggiare quel numero 
di barche o giunche che loro piacerà per il trasporto delle 
mer-ci e dei passeggieri, e il prezzo di questi galleggianti 
sarà discusso fra le parti senza intervento del Governo Chi- 
nese, il quale non sarà responsale in caso di accidente, di 
frode disparizione di dette barche. Il numero delle barche 
non sarà limitato e non si permetterà alcun monopolio in 
ciò che risguarda il fìtto di esse o la mercede dei facchini 
coolies preposti al trasporto delle merci. In caso di con- 



212 ITALIA E r.nrNA 

1860 travvcnzionc al presente articolo, i colpevoli saranno pu- 
niti secondo la legge. 

XV. — Le questioni insorte tra Italiani relativamente ai 
diritti, alle proprietà od alle persone, saranno sottoposto 
alla giurisdizione delie Autorità italiane; e le controversie 
tra Italiani etl individui di altra nazione estera, saranno 
in China giudicate secondo i trattali esistenti tra l'Italia 
e quelle nazioni estere, senza che il Governo Chinese abbia 
ad ingerirsene. Ma se sudditi chinesi sieno compromessi 
nel litigio, le Autorità chinesi interverranno in ogni caso 
al procedimento, in conformità agli articoli XVI e XVII del 
presente trattalo. 

XVJ. — I sudditi chinesi che si rendano colpevoli di 
atto criminale contro Italiani, saranno arrestati e puniti 
dalle Autorità chinesi secondo le leggi della China. 

Gli Italiani colpevoli di alto criminale contro Chinesi, 
saranno arrestali e puniti dalle Autorità italiane, secondo 
le leggi del loro paese, e in quelle forme e quei modi che 
saranno in seguito determinati dal Governo Italiano. 

Il Govci'no Chinese da parte sua eserciterà la propria 
giui'iódizione sopra i sudditi chinesi. 

La giustizia sarà amministrala con equità ed imparzia- 
lità da ambe le parti. 

XVI [. — Se un Italiano abbia motivo di lagnanza con- 
tro un Chinese, egli si recherà al Consolato ed esporrà la 
sua querela. 

Il Console, esaminato il merito del caso, procurerà di 
dare una soluzione amichevole. Parimente se un Chinese 
abbia motivo di lagnanza contro un Italiano, il Console ascol- 
terà la sua deposi/ione e non mancherà possibilmente di 
trovai'o un accordo. 

Se la querela sia di tale natura, che il Console non^ie- 
sca a comporla amichevolmente, egli chiederà l'assistenza 
delle Autorità chinesi, ed insieme a queste, esaminato il 
fa'.to, giudicherà con e(|uilà. 

XVUI. — Le Autorità chinesi daranno ovunque la mas- 



ITALIA E CniNA 2 i 3 

sima protezione alle persone ed alle proprietà ilaliane, ?pc- 1800 
cialmenlc nel raso in cui avessero palilo insulto o vio- 
lenza. Queste Autoriln non potranno, in nessuna rircoslanza, 
porre embarqo sulle navi italiane, ne colpire di requisi- 
zioni per qualsiasi servizio pubblico o privato. Nel caso di 
furio d'incendio, le Autorità locali prenderanno niisure 
opportune per ricuperare la propriet'i rubata, per soppri- 
mere il disoi'dine e per arrestare i colpevoli, i quali sa- 
ranno puniti secondo la lcg.;e. Ma se l'Autoritn locale non 
riuscirà ad impailronirsi dei colpevoli, lutto ciò die ()Otià 
domandarsi al Governo Chinese sarà la punizione di detta 
AulorilT, conformemente alle letigi della China. 

XIX. — Ove una nave italiana nelle acque della China sia 
aggredita dai ladri o dai pirati, le Autorità chinesi dovranno 
fare ogni sforzo per catturare e punire i delti ladri o pi- 
rati e per ricuperare la proprietà rubata, la quale pro- 
prietà sarà consegnata al Console per restituirla a chi di 
ragione. Ma se le Autorità cliincsi mandieranno di arre- 
stare i colpevoli e ricuperare la proprietà rubata, tutto ciò 
che potrà chiedersi al Governo Chinese sarà la pini^ione 
di tali Autorità, secondo le leggi della China, ma giammai 
d'indennizzare le persone derubale. 

XX. — Se alcuna nave italiana venga a naufragare od 
incagliare sulla costa della China, oppure a rifugiarsi in 
un porlo degli Stali di Sua Maestà l'imperalorc della China, 
le Autorità chinesi, tosto informate del caso, provvederanno 
per soccorrere e salvare quella nave. Le pci'sone di bordo 
saranno trattale in modo amichevole e riceveranno all'uopo 
i mezzi necessari per recarsi al più vicino utìizio conso- 
lare. 

XXI. — Ove per avventura la China si trovi in guerra 
con altra nazione, questa circostanza non cagionerà verun 
impedimento al libero commercio dell'Italia con la China 
con la nazione nemica. Le navi italiane potranno sem- 
pre, tranne il caso di blocco elTetlivo, recarci dai porti 
dell'una ai porli dell'altra nazione belligerante, farvi il con- 



21 4 ITALIA E CHINA 

1866 suelo negozio, importare o esportare ogni specie di merci 
non proibite. 

XXII. — Se un malfattore chinese prenda ricovero in 
case od a bordo di navi italiane, non gli si darà aiuto né 
asilo; ma questo malfattore sarà invece consegnato alle Au- 
torità chinesi sulla domanda ch'esse ne facciano al Console. 

Nel caso ove i marinai od altri individui disertino da 
bordo dei legni da guerra o dei legni mercantili italiani, 
l'Autorità chinese, richiestane dal Console, dai comandanti, 
dai capitani, curerà l'arresto immediato e la consegna 
di detti disertori a bordo delle rispettive navi. 

XXIII. — Occorrendo che un Chinese ricusi di pagare 
un suo debito ad un Italiano, oppure si nasconda fraude- 
volmente, le Autorità chinesi faranno ogni sforzo per ar- 
restarlo e costringerlo a soddisfare quel suo debito. Le 
Autorità italiane similmente faranno ogni sforzo per tra- 
durre in giudizio qualunque Italiano il quale rifiuti di 
pagare il suo debito ad un Chinese, oppure si nasconda 
fraudevolmente. Ma il Governo, in verun caso, non avrà ob- 
bligo di indennizzare il creditore. 

XXIV. — È stipulato che i sudditi italiani, per qualsiasi 
merce da essi importata od esportata, pagheranno i diritti 
stabiliti nella tariffa annessa al presente Trattato, ma in 
verun caso si esigeranno altri diritti, né diritti maggiori 
di quelli che pagano i sudditi di ogni altra nazione estera. 

I Regolamenti commerciali annessi al presente Trattato 
sono considerati come parte integrante di esso Trattato, e 
per conseguenza sono egualmente obbligatorii per le due 
Parti contraenti. 

XXV. — I diritti di importazione si pagano all'atto dello 
sbarco delle mercanzie e i diritti di esportazione si pagano 
all'imbarco delle medesime. 

XXVI. — È convenuto che ciascuna delle Alte Parti con- 
traenti avrà diritto di chiedere la revisione della tariffa e 
degli articoli del presente Trattato relativi al commercio, 
alla fine del mese di giugno 1878. Ma se non è presen- 



ITALIA E CniNA 215 

tata veruna domanda nei sei mesi consecutivi a quella data, 1860 
la tariffa rimarrà in vigore per altri dieci anni, a partire 
da quella data, e così pure si praticherà alla fine di cia- 
scuno dei successivi periodi di dieci anni. 

Qualora poi nei primi dodici anni, alcuna delle Potenze 
che hanno Trattati colla China, proponesse la revisione della 
tariffa e degli articoli relativi al commercio, l'Italia avrebbe 
diritto di presentare anch'essa le sue proposizioni. 

XXVII. — I sudditi italiani che vogliano trasportare in 
un porto prodotti acquistati nell'interno della China, op- 
pure trasportare sopra un mercato dell'interno prodotti 
dell'importazione, potranno immediatamente liberare le loro 
merci da ogni diritto di transito, col pagare una tassa sola, 
nella maniera stabilita dal settimo regolamento commer- 
ciale annesso al presente Trattato. 

Questa tassa unica sarà eguale alla metà del diritto di 
tariffa, eccettualo il caso delle merci esenti da diritto, le 
quali saranno sottoposte ad una tassa di transito del due 
e mezzo per cento ad valorem, siccome è stipulato nel se- 
condo regolamento annesso al presente Trattato. 

Rimane inteso che il pagamento della lassa di transito 
per commutazione o altrimenti, non produrrà alterazione 
sul diritto di tariffa per l'importazione o per l'esporta- 
zione, il quale diritto continuerà ad essere riscosso inte- 
gralmente e separatamente. 

XXVIII. — Le navi italiane, di portata eccedente cento 
cinquanta tonnellate, pagheranno il diritto di tonnellaggio, 
in ragione di quattro mace ogni tonnellata. 

Le navi di cento cinquanta tonnellate, o di portata in- 
feriore, pagheranno un mace per ogni tonnellata. 

Quelle navi italiane, le quali da uno dei porti aperti della 
China debbano partire per altro porto aperto, oppure per 
Hong-Kong, avranno diritto di ottenere, sulla richiesta del 
capitano, uno speciale certificato della dogana, colla esi- ■ 
bizione del quale esse saranno esenti da ulteriore diritto 
di tonnellaggio in qualsiasi porto aperto della Ghina^ per 



2 I G ITALr.V E CHINA 

1866 un periodo di qua Uro mesi, a principiare dalla data della 
licenza di uscila dal pi-imo porto. 

XXiX. — 11 cnpilano di una nave ilaliar.a, il quale, en- 
tro il termine di quarantott'ore dall'arrivo, vorrà parlirc 
senza aprire il boccaporto, non pagherà dirilto di tonnel- 
laggio; ma questo diritto sarà dovuto tosto che spirinole 
d.. Ile qiiarantotl'orc. 

Non si esigerà altro pagamento- o mancia ne all'arrivo 
nò alla partenza. 

XXX. — Sono esenti dal dii'i'.to di tonnellaggio le barche, 
giunche eJ altri piccoli legni impiega'i da Italiani al Iras- 
pjrto dei passL'ggieii, dei bagagli, lettere, provviste e allri 
arlicoii non soggetti ai diritti di larinii, quando tali legni 
siano atloperali al iranico fra i porti aperti. Però se questi 
legni Irasporlino merci soggette a diritti di laiin'a, si pa- 
gherà un dirilto di tonnellaggio ogni quattro mesi in ra- 
gione di un mace per ionnellala di registro. 

XXXI. — Si chiederà il parere dei Consoli o direttori delle 
Dogane per la coslruzione dei fari o segnali a terra, o per 
la dispo-i '-ione dei gavitelli e baslimenti-lanali semprechò 
le ciivoslanze lo richieggano. 

XXXII. — il versamento dei diiilli si farà nelle case di 
banco designate dal Governo Chinese, in argento sy^ee o in 
moneta estera. Quest'ultima moneta sarà ricevuta dagli Ila- 
liani al medesimo cambio che dagli allri esteri, e in verun 
caso ad un cambio dillerente o f)iù elevato. 

X.Wlil. — L'Amministrazione delle Finanze avrà in 
pronto assortimenti di pesi e misure perfellamenle con- 
i'ormi ai tipi della Dogana di Canton, ed il Console di ogni 
porlo riceverà dal Direttore della Dogana una collezione 
complela di delti strumenti. Per evitare ogni confusione 
e per maggiore unil'ormit'i, rimane inleso che i l'apporti di 
questi pesi e misure sono quelli deliniti nel quarto Re- 
golamento annesso al presente Trattalo. 

XX.XIV. — Le navi italiane, arrivando nei porli aperti 
della China, possono prendere un piloto per recarsi all'an- 



ITALIA E CHINA 217 

coraggio; così y)nre, dopo il pagamento dei dirilli e quando 1866 
sieno [ironie alla partenza, esse possono scegliere un piloto 
per uscire dal porlo. 

11 diritto di pilotaggio e le questioni relative ai piloti 
sono determinate da speciale Regolamento latto di concerto 
dai Consoli di tulle le Nasoni e dall'Autoriià cliinese. 

XXXV. — Tosto che una nave italiana arriverà nel porto, 
il Direttore della Dogana deputerà uno o più impiegati 
p;jr la cuilodia di delta nave. Questi impiegali potranno a 
j)i icere vivere in una barca propria, oppui'e stabilirsi a 
bordo del'a nave italiana, il loro mantenimento sarà a 
carico dell'Amministrazione della Dogana, e non reclierà 
verun aggravio al Capitano od al consegnatario. Ogni in.'ra- 
zione sa ([ueslo punto sarà punila dal Direttore della Do- 
gana in proporzione delia esazione fatta; il danaro rice- 
vuto sarà inolli'e restituito. 

XXXVI. — Ventiquattr'ore dopo l'arrivo, le carte di bordo 
e copia del maniTesto saranno deposte nelle mani del Con- 
sole, il quale nel susseguente lerniine di ventiquattr'ore 
indicherà al Direttore della Dogana il nome della nave, !a 
portala di essa e la natura del carico. Se per colpa del Ca- 
pitano queste formalità non sono adempiute nelle quai'an- 
toll'ore dopo l'arrivo, potrà infliggersi una nuilta di cin- 
quanta taels per ogni giorno di ritardo. Però la multa non 
eccederà duecento taels. 

Il Capitano è responsale dell'esattezza del manifesto, il 
quale deve essere una descrizione completa ed esalta di 
tulio il carico esistente a bordo. Se presenterà un falso 
manifesto, egli pagherà una multa di cinquecento taels. Ma 
nelle ventiquattr'ore dopo la consegna del manifesto agli 
UJiciali della Dogana, si possono correggere gli errori ri- 
conosciuti in tale documento, e ciò senza alcuna penalitn. 

XXXVII. — Avute dal Console le suildelte indicazioni, il 
Direttore della Dogana perniellerà al bastimento di aprire 
il boccaporto. 

Il Capitano che apra il boccaporto, e cominci a scaricare 



2 1 8 ITALIA E CHINA 

1866 senza tale permesso, sarà soggetto alla multa di cinquanta 
taels; inoltre le merci sbarcate saranno confiscate. 

XXXVIII. — Per imbarcare o sbarcare merci, i nego- 
zianti italiani devono chiedere al Direttore della Dogana 
un permesso speciale. Le merci imbarcate o sbarcate senza 
tale permesso sono soggette a confiscazione. 

XXXIX. — Nessun trasbordo da un bastimento all'altro 
non può farsi senza un permesso speciale, sotto pena di 
confiscazione delle merci trasbordate. 

XL. — Pagati tutti i diritti, il Direttore della Dogana 
accorderà la licenza per uscire dal porto. 

XLI. — Quanto alle merci soggette ad un diritto di la- 
riffa ad valorem, se il negoziante italiano non si accorda 
con rUffiziale chinese nel determinare il valore, ciascuna 
delle parti chiamerà due o tre negozianti per esaminare 
quelle merci, e il più alto prezzo, al quale uno di questi 
negozianti vorrebbe comperarle, sarà considerato come il 
vero valore di queste merci. 

XLII. — Il diritto di tariffa sarà determinato sul peso 
netto di ciascuna merce, col dedurre il peso di tara. Onde 
ottenere questa tara sopra ciascun articolo, per esempio 
sul thè, se il negoziante italiano non si accordi coU'Uffìziale 
della Dogana, ciascuna delle parti sceglierà eguale numero 
di casse per centinaio; misurato il peso lordo, poi il peso netto, 
e fattane la differenza, la tara dell'intera partita sarà il ri- 
sultato medio di questa operazione. Sul medesimo principio 
si determinerà la tara per qualsiasi merce od articolo. Ove 
poi sorgano altri motivi a contestazione che non possano 
avere immediato scioglimento, ne sarà riferito al Console, 
il quale trasmetterà i documenti al Direttore della Dogana, 
affinché sia giudicato con equità. Ma il ricorso deve farsi 
entro ventiquattr'orc, altrimenti non avrà effetto. Finché 
la vertenza non sia risoluta, il Direttore della Dogana so- 
spenderà la registrazione delle merci. 

XLIII. — Le merci guaste o avariate otterranno una 
congrua riduzione sui diritti da pagarsi in proporzione dei 



ITALIA E CDINA 219 

danni sofferti. Se vi sia disaccordo fra le parli, si avrà ri- 1866 
corso alla soluzione descritta nell'articolo XLI del presente 
Trattato relativamente al diritto ad valorem. 

XLIV. — I bastimenti italiani addetti alla navigazione 
di costa potranno trasportare prodotti chinesi da un porto 
aperto ad un altro, pagando il diritto di tariffa al porto 
d'imbarco, più il diritto di cabotaggio (uguale alla metà 
del diritto di tariffa) al porto di sbarco. Occorrendo espor- 
tare nuovamente questi prodotti chinesi già trasportati da 
altro porto, le navi italiane suddette otterranno una cedola 
di ritorno (Draw-back certificati o Tsouen-piao), la quale 
rappresenterà il valore della metà del diritto pagato, e 
non si esigerà verun diritto di esportazione per caricare: 
ma si dovrà pagare metà del diritto di cabotaggio al porto 
di sbarco. 

XLV. — I negozianti italiani che avranno importato 
merci in alcuno dei porti aperti ed ivi pagati i diritti, po- 
tranno ottenere dal Direttore della Dogana il permesso di 
esportarle altra volta. Per evitare ogni frode, gli Ufìfiziali 
della Dogana esamineranno se i diritti sono stati effettiva- 
mente pagati per le designate merci e debitamente regi- 
strate, e inoltre se le marche non sono state alterate. Nel 
caso che si riconosca qualche frode a danno della Dogana, 
le merci saranno confiscale dal Governo Chinese. A tali 
condizioni, i negozianti italiani, per esportare di nuovo 
merci estere in paese estero, otterranno una cedola di ri- 
torno per l'ammontare del diritto d'importazione pagato. 
Esportando di nuovo prodotti chinesi, entro dodici mesi, 
per un paese estero, i negozianti italiani possono ottenere 
una cedola di ritorno per il diritto di cabotaggio versato. 

La Dogana accetterà le cedole di ritorno per il loro va- 
lore nominale in pagamento dei diritti di importazione o 
d'esportazione, nel porto dove queste cedole sono state 
rimesse. 

A vece delle cedole di ritorno, si potrà ottenere dalla 
Dogana un permesso di sbarco delle merci in franchigia di 



220 ITALIA E CniNA 

1366 dirillo (mien-soliin-lnn), valevole per altro porlo della China. 

I Laslimenli italiani carichi di cereali esteri potranno 
esportarli nuovamente senza pagare diritti, purché non 
siasi sbarcala alcuna parte del carico. 

XLVI. — Le Autorità chinesi in ogni porlo adotteranno 
quelle misure che creileranno più convenienti per impedire 
la frode ed il contrabbando. 

XLV1[. — Le navi iialiane non potranno trafficare al- 
trove che nei porti di commercio designati nel prescnie 
Trattalo. Esse non entreraano illegalmente in a'iri porli, 
nò faranno commercio clandestino sulla costa. 11 Governo 
Chinese potrà confiscare con il carico qualsiasi nave colta 
in conti'avvcnzione a questo articolo. 

XLVilL — Le navi italiane mercantili, che facciano con- 
trabbando, avranno le merci confiscale dalle Autorità chi- 
nesi, qualunque sia il prezzo o la natura di dette merci. 
Quelle merci riceveranno il divieto di fare ulteriore com- 
mercio e saranno espulse appena assestali e pagali i conti. 

XLIX. — Le multe inllitle o le confiscazioni eseguile a 
mente del presente Trattalo saranno a benefizio del Governo. 

L. — Le comunicazioni ufficiali dell'Agente Diplomatico 
e degli Agenti Consolari di Sua Maestà il Re d'Italia sa- 
ranno scritte in lingua italiana e corredale di una tradu- 
zione chinese. 

Similmente le Autorità chinesi scriveranno in lingua chi- 
nese, e nel caso che qualche differenza sia riconosciuta 
nelle versioni italiana e chinese, si avrebbe per corretta 
quella redatta nella lingua della Nazione scrivente. 

II presente Trattato è scritto in italiano ed in chinese, i 
due tosti si sono confrontali accuratamente, affinchè il senso 
ed il valore d'ogni articolo sieno perfettamente conformi. 

LI. — Il carattere chinese .^ J. non sarà adoperalo in 
alcun documento ulficiale emanalo dalle Autorità chinesi 
della capitale o delle provinrie per designare il Governo 
od i sudditi di Sua Maestà il Re d'Italia. 



ITALfA E CHINA 221 

Lll. — Le navi da guerra ilaliane, e che non arrivino 186C 
con proponimenti oslili, o sieno irapei^nale alla caccia dei 
pirati, potranno liberamente visitare qualunque porlo degli 
Slati di Sua Maestà l'Imperatore della China, e riceveranno 
ogni agevolezza per l'acquisto delle provviste, per l'acquata, 
e, se occorre, per fare riparazioni. I Comandanti di queste 
navi avranno colle Autorità chincsi relazioni cortesi sul 
piede di eguaglianza, 

LUI. — Considerando i danni che la presenza dei pi- 
rati nei mari della China reca al commercio indigeno ed 
estero, le Alte Parti contraenti si promettono mutuamente 
di concertarsi per le misure da [)rendersi per la soppres- 
sione di delti pirati. 

LIV. — È espressamente stipulalo che il Governo ed i 
sudditi italiani avranno di pieno diritto e in eguale misura 
lutti i privilegi, immunità e vantaggi che sarebbero slati o 
saranno nell'avvenire concessi da Sua Maestà l'Imperatore 
della China al Governo od ai sudditi di ogni altra Nazione. 

Similmente, se alcune delle Potenze Europee facesse alla 
China qualche ulile concessione, la quale non fosse pre- 
giudicevole agl'interessi del Governo o dei sudditi italiani, 
il Governo di Sua Maestà il Re farebbe ogni sforzo per 
aderirvi. 

LV. — Le ratificazioni del presente Trattato da parte di 
Sua Maestà il Re d'Italia e di Sua Maestà l'Imperatore della 
China saranno rispettivamente scambiate a Changha'i o a 
Tien-tsin entro un anno, a partire dal giorno della firma. 

In fede di che i rispetlivi Plenipotenziari hanno sot- 
toscritto il presente Trattato, e vi hanno apposto i loro 
suggelli. 

Fatto a Pekino in quattro spedizioni, il venlisei ottobre 
dell'anno mille ottocento sessantasei. Il diciottesimo giorno 
del nono mese dell'anno quinto del regno di Tong-lche. 

Firmato V. Armimo>\ Firmati: T'han. 

(L. S.) Tsong. 



222 ITALIA E CHINA 

!866 REGOLAMENTI COMMERCIALI 

annessi al Trattato del 26 ottobre 1866 tra l'Italia e la China. 

REGOLAMENTO PRIMO. 

Merci non specificate nella Tariffa. 

Chiunque voglia esportare merci non enumerate nella 
Lista delle esportazioni, ma specificale in quella delle im- 
portazioni, pagherà il diritto stabilito per queste merci 
nella Tariffa per l'importazione. Similmente, occorrendo 
importare articoli non specificati nella lista delle importa- 
zioni, ma compresi in quella delle esportazioni, si pagherà 
il diritto determinato per tali articoli nella Tariffa per 
l'esportazione. 

Gli articoli che non si trovano in alcuna delle due liste, 
né compresi nella categoria delle merci esenti da diritto, 
saranno tassati di un diritto ad valorem del 5 per 100 
calcolato sul prezzo di piazza. 

REGOLAMENTO SECONDO. 

Articoli esenti da diritto. 

Sono esenti da diritto i seguenti articoli: 
Verghe d'oro e d'argento — Monete estere — Farina 
di frumento e di grano turco — Sagù — Biscotto — Carni 
e vegetabili in conserva — Formaggio — Burro — Con- 
fetti — Vestimenta estere — Gioielleria — Argenteria — 
Profumeria — Sapone d'ogni qualità — Carbone di legna 
— Legna da bruciare — Candele estere — Tabacco e- 
stero — Sigari esteri — ■ Vino — Birra — Spiriti — Ar- 
nesi e stoviglie per casa — Provviste per navi — Baga- 
glio personale — Oggetti di cancelleria — Tappezzeria — 
Droghe — Coltelleria — Medicinali esteri — Oggetti di 
cristallo e di vetro. 



ITALIA E CHINA 223 

Gli articoli sopradescritli non pagheranno diritto di im- 18i56 
porlazione, né di esportazione, ma se si vuole trasportarli 
nell'interno, tali articoli, ad eccezione del bagaglio perso- 
nale, delle verghe d'oro e d'argento e delle monete estere, 
pagheranno un diritto di transito del due e mezzo per 
cento ad valorem. 

Pagherà il diritto di tonnellaggio quella nave che carichi 
in totalità o in parte articoli esenti da diritto, eccettuati 
però il bagaglio personale, le verghe d'oro e d'argento e 
le monete estere. Tale misura avrà effetto ancorché non 
esistano a bordo altre merci. 

REGOLAMENTO TERZO. 

Merci proibite. 

È proibito d'importare o di esportare i seguenti articoli: 
Polvere da guerra — Proietti — Cannoni — Fucili da 
caccia — Fucili rigati — Moschetti — Pistole — E altri 
arnesi o munizioni da guerra — Cosi pure il sale. 

REGOLAMENTO QUARTO. 

Pesi e misure. 

Nei calcoli relativi alla tariffa il pimi di 100 cattie sarà 
ragguagliato a chilogrammi 60 e grammi 453 (libre in- 
glesi avoir-du-poids 133 '/s ). 11 chang di dieci piedi chi- 
nesi , sarà ragguagliato a metri tre e centimetri 55 (pol- 
lici inglesi 1-41 ). Il chili chinese sarà considerato eguale a 
trecento cinquantacinque millimetri (pollici inglesi 14 Vio)- 
Quattro yards inglesi, meno tre pollici, formano il chang. 

REGOLAMENTO QUINTO. 

Eccezioni relative alla importazione 
ed alla esportazione di alcuni articoli. 

a) L'oppio pagherà un diritto d' importazione di trenta 
taels per picul, e l'importatore non potrà venderlo altrove 



221 ITALIA E CniXA 

18G6 che nel porto di arrivo. I soli Chinesi avranno facoltà di 
trasportare oppio nell' interno , ma soltanto come pro- 
prietà cliinese. Il negoziante estero non avrà diritto di 
accompagnare questa merce, nò potrà invocare in proprio 
favore l'articolo IX del presente Trattato, il quale accorda 
agli Italiani di viaggiare nell' interno con passaporti per 
fare operazioni di commercio, ne l'articolo XXVII del mede- 
simo Trattato, il quale stabilisce i diritti di transito. 

I diritti di transito sull'oppio saranno determinati a be- 
neplacito del Governo Cliinese, e quelle modificazioni die 
nell'avvenire si facciano sulla tarilfa per le altre merci, 
non potranno estendersi all' oppio. 

b) L'esportazione delle monete di rame (casb) per qual- 
siasi porto estero è interdetta. Tuttavia alle seguenti con- 
dizioni gli Italiani possono imbarcare queste monete per 
trasportarle da un porto aperto della China ad un altro. 

Colui che vuole imbarcare monete di rame deve notifi- 
care la quantità da spedirsi a bordo , e il porto per il 
quale è destinata. Inoltre egli presenterà una cauzione ac- 
cettata da due persone solvibili oppure altra garanzia che 
il direttore della dogana giudichi sufficiente. Durante i sci 
mesi successivi alla data della licenza, egli dovrà resti- 
tuire al coUellore del porlo d'imbarco il certificalo da lui 
emanato, con una dichiarazione di ricevuta della moneta 
al porto dove era destinala. Questa ricevuta deve essere 
sottoscritta dal collettore dell'ultimo porlo, il quale fun- 
zionario vi apporrà il proprio suggello. Ove non si possa 
presentare tale certificalo, si pagherà una multa eguaio 
al valore della moneta imbarcala. La moneta di rame non 
paga diritti nò all'entrata nò all'uscita; ma le navi clic ne 
hanno, in totalità o in parte del carico, quantunque non 
portino altre merci, dovranno pagare diritti di tonnellaggio. 

e) E vietata 1' esportazione del riso o di qualsiansi al- 
tri cereali indigeni od esteri, senza riguardo per il paese 
di prodii'Jone o di provenien'-a. Però gli Italiani possono 
trasportare queste derrate da tale o tale altro porlo aperto 



ITALIA E CHINA 225 

della China, alle medesime condizioni di garanzia stabilite 1866 
per la moneta di rame , pagando al porto d' imbarco il 
diritto specificato nella tariffa. 

Sul riso e sui cereali non si preleverà alcun diritto d'im- 
portazione, ma tale bastimento che ne sia carico in tota- 
lità in parte, ancorché non esista a bordo verun' altra 
merce , sarà soggetto al pagamento del diritto di tonnel- 
laggio. 

d) Il salnitro, il solfo naturale o depurato e lo spelter, 
essendo considerati come munizioni da guerra, non si po- 
trà importarne dagli Italiani se non sulla richiesta del Go- 
verno Chinese o per venderne ai Chinesi debitamente au- 
torizzati a farne acquisto. Non si permetterà lo sbarco fino 
a tanto che la dogana abbia la prova che il compratore 
abbia ottenuto il necessario permesso. Gli Italiani non po- 
tranno in alcun modo trasportare questi articoli sul Jang- 
tse-Kiang o in qualsiasi altra località fuori i porti aperti, 
sulla costa marittima, né potranno accompagnarli nell'in- 
terno per conto dei Chinesi. Detti articoli si venderanno 
nei porti del littorale, e fuori di quei porti saranno con- 
siderati come proprietà chinesi. 

Ogni infrazione alle norme sovra stabilite relativamente 
al commercio dell'oppio, delle monete di rame, dei cereali, 
del salnitro, dei solfi, dello spelter, sarà repressa con la 
confiscazione delle merci in questione. 

REGOLAMENTO SESTO. 

Doveri delle navi che entrano in porto. 

Per evitare qualunque mala intelHgenza è stabilito che 
il termine di ventiquattro ore, entro le quali le carte di 
bordo devono rimettersi in consolato, come prescrive l'ar- 
ticolo XXXVI di questo Trattato, s'intenderà decorrere dal 
momento in cui la nave italiana entri nei limiti del porto. 
Così pure sarà relativamente al termine di quarantotto 
15 



226 ITALIA E CHINA 

1866 ore accordato dall'articolo XXIX che le navi possono ri- 
manere in porto senza pagare i diritti di tonnellaggio. 

I limiti dei porti saranno stabiliti dalle dogane, avuto 
ogni riguardo alle convenienze del commercio, e confor- 
memente agli interessi dell'erario. Cosi pure si farà per 
i limiti degli ancoraggi , entro i quali è permesso dalla 
dogana di caricare o scaricare le navi. Tali limiti saranno 
notificati al Console affinchè ne dia avviso al pubblico. 

REGOLAMENTO SETTIMO. 

Diritto di transito. 

Le merci saranno affrancate da diritti di transito alle 
seguenti condizioni: 

Nel caso d'importazione. — Al porto di entrata, dal quale 
le merci vogliono introdursi nell'interno, indicare la na- 
tura ed il quantitativo di dette merci , il bastimento dal 
quale sono state sbarcate e il luogo dell'interno pel quale 
sono dirette, con ogni altro occorrente particolare. 

II collettore della dogana, passata la debita inspezione, 
e ricevuto il diritto di transito, rimetterà un certificato di 
diritto di transito, il quale certificato si dovrà presentare 
ad ogni stazione doganale per farvi apporre il visto del- 
l' impiegato. Non si pagherà altro diritto per le importa- 
zioni quando si abbia un tale certificato , qualunque sia 
d'altronde la distanza del luogo pel quale sono dirette. 

Nel caso di esportazione. — I prodotti acquistati nell'in- 
terno da Italiani saranno esaminati ed inscritti alla prima 
stazione per la quale detti prodotti passeranno nel ren- 
dersi al porto d' imbarco. La persona incaricata di que- 
ste merci rimetterà una distinta completa di tali pro- 
dotti , accennando il porto d' imbarco. Essa riceverà in 
cambio un certificato che dovrà presentare per il visto ad 
ogni stazione sulla strada che conduce al detto porto. Al- 
lorquando le merci arriveranno alla stazione più vicina 
al porto, si darà avviso all'ufTicio doganale del porto me- 



ITALIA E CHINA 227 

desimo, e, pagati tutti i diritti di transito , si passerà li- 1866 
beramente. Per l'esportazione poi si pagherà il diritto di 
tariffa. 

Qualunque tentativo per far passare merci dentro o fuori 
il paese, il quale tentativo non sia conforme a quest' ar- 
ticolo, renderà dette merci soggette a confiscazione. 

In caso di vendita non autorizzata delle merci in tran- 
sito per un porto, queste merci potranno essere confi- 
scate. Qualsiasi tentativo di far passare merci in eccedenza 
di quelle designate nel certificato, renderà soggette a con- 
fiscazione tutte le merci della medesima denominazione 
comprese nel certificato. 

La dogana ricuserà il permesso di esportare quei pro- 
dotti per i quali non si darà prova che il diritto di tran- 
sito è stato pagato. E questo, fino alla riscossione di tale 
diritto. 

REGOLAMExNTO OTTAVO. 

Commercio estero con passaporto. 

È espressamente stipulato che l'articolo IX di questo 
Trattato non può interpretarsi nel senso di autorizzare 
gli Italiani ad entrare nella città di Pekino per farvi com- 
mercio. 

REGOLAMENTO NONO. 

Sistema unico di riscossione dei diritti per tutti i porti. 

Siccome nel Trattato il Governo Chinese si è riservato di 
adottare quei provvedimenti a suo giudizio più opportuni 
per assicurare le proprie entrate derivanti dal commercio 
italiano , cosi è stipulato che un sistema uniforme sarà 
messo in vigore in ciascun porto. 

Il Governo Chinese darà quelle disposizioni che stimerà 
necessarie per impedire il contrabbando sul Jang-tse-Kiang. 

Firmato V. Arminjon. Firm. T'han. 

TsONG. 



228 



ITALIA E CHINA 



1866 



TARIFFA 

annessa al Trattato del 26 ottobre 1866 

tra l'Italia e la China 



DIRITTI SULLE IMPORTAZIONI. 



Merci 



Quantitativo 













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5 

6 

7 

8 

9 

10 

11 

12 

13 

14 

15 

16 

17 

18 

19 

20 

21 

22 

23 

24 

25 

26 

27 

28 

29 

30 



Agar-Agar 

Aiselle disseccate . 

Assa foilida .... 

Denzoino (resina della Malesia) 

— Olio di . . . 
Betel, gusci di. 

— Noci .... 
Bezoar dell'india ... 
Bottoni di rame o di ottone 

Caccili 

Canfora della Malesia . 

— Residui di. 
Canna d'India (rolins) . 
Cannella di Canton (cinnamomo) 
Carbon fossile estero . 
Cardamone (spezie) 1» qualità 

— qualità inferiore 
Cera del Giappone 
Cera vergine 
Cocciniglia . 



Colla di pesce 
Colla forte . 
Corallo . 

Cordami di Manilla 
Corna di bufalo 
■^— di cervo 
— di rinoceronte 
Cornaline . 

— Perle . 
Cotone; Bazin ossia piquet, largii 
non ecced, 1 m. 11 (40 
poll.)elungh.nonecced. 
lOm. 97 (12yards) . 



100 cattie 



Un catti 
Una grossa 
100 cattie 

Un catti 

100 cattie 

Una tonnellata 
100 cattie 



Un catti 
100 cattie 



100 pietre 
100 cattie 



^a pezza 






1 


5 





2 








6 


5 





6 








6 











7 





1 


5 


1 


5 











5 





1 


8 


1 


3 








7 


2 





1 


5 


1 


5 











5 


1 











5 








6 


5 


1 








5 











6 


5 





1 


5 





1 








3 


5 





2 


5 





2 


5 


2 











3 





7 














6 





ITALIA E CHINA 






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Merci 


Quantitativo 


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31 


Cotone filalo 


100 cattie 





7 








32 


— in lana 


— 





3 


5 





33 


— Coiilil e tele forti, largii, 
non eccecl. m. 76 (30 














poli.) lungti. non ecced. 














36 m. 57 (40 yartlsj . 


La pezza 





1 








34 


— Coutil e tele l'orli, largii, 
non ecced. m. 76 (30 
poli.) e lungi), non ecced. 






] 








27 m. 43 (30 yards) . 


— 








7 


5 


35 


— Damasco, largii, non ec- 
ced. m. 91 (1 yard) e 
lungli. non ecced. 36 ni. 














57 (40 yards). . . 


— 





2 








36 


— Damasco, largii, non ec- 
ced. m. 91 (1 yard) e 
lungli. ecced. 36 ni. 57 
(40 yards). . , . 


Per 9 m. 14 di 














Jung. (10 yardsj 








2 





37 


— Fazzoletti non ecced. m. 










1 




91dilalo(lyardquadr.) 


La dozzina 








2 


5 


38 


— Filo di cotone . 


100 cattie 





7 


2 





39 


— Fustagno non ecced. 32 














m. (35 yards). 


La pezza 





2 








40 


— Guincamp, largii, non ec- 
ced. m. 81 (28 poli.) 
e lungh. non ecced. 27 














m. 43 (30 yards) . 


— 








3 


5 


41 


— Mussolina, largii, non ec- 
ced. 1 m. 16 (46 poli.) e 
lungi], non ecced. 21 in. 














94 (24 yards). . . 


— 








7 


5 


42 


— Mussolina, largii, non ec- 
ced. 1 m. 16 (40 poli.) e 
lungh. non eccea. 10 ni. 














97 (12 yards). . . 


— 








3 


5 


43 


— T. Clotlis, largii, non ec- 
ced. m. 86 (34 yards) 
e lungh. non ecced. 43 














m. 88 (48 yards). . 


— 








8 





44 


— T. Cloths, come sopra, 
lungh. non ecced. 21 m. 












1 


94^(24 yards). . . 


— 


lo 





4 






1866 



230 



ITALIA E CHINA 



1866 



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o 



45 



46 



47 



49 



50 



51 
52 
53 
54 

55 
56 
57 
58 
59 
60 
61 
62 
63 



Merci 



Quantitativo 











































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Cotone: T. Clolhs di colore figu- 
rato e unito, largii, non 
ecced. m. 91 (1 yard) 
e lungh. non ecced. 36 
m. 57 (40 yards). 

— T. Cloths di fantasia, broc- 

catello bianco e calicot 
bianco o moschelt., larg. 
non ecced. m. 91 (36 
poli.) e lungh. non ecced. 
36 m. 57 (40 yards) . 

— T. Cloths, stampali, tela 

diPersiae fornim.jlargh. 
non ecced. m. 78 (31 
poli.) e lungh. non ecced. 
27 m. 43 (30 yards). 

— Tele gregge, bianche, li- 

sce incrociate, largh. 
non eccedi m. 86 (34 
poli.) e lungh. non ecced. 
36 m. 57 (40 yards) . 

— Tele gregge, bianche, ecc. 

come sopra, largh. non 
ecced. m. 86, e lungh. 
ecced. 36 ni. 57 (40 
yards) 

— Velluto di cot., lungh. non 

eccedente 31 m. 08 (34 
yards) 

Cuoio 

Denti di cavallo marino . 

— di elefante interi 

— id. a pezzi . 
Esca della Malesia 

Filo d'argento vero 

— imitazione 

— d'oro vero .... 

— imitazione 

Gamberini disseccati . 

Gambico 

Garofano, teste di . 

— Unghie di (Grifles) . 



La pezza 



(Per 9 m. 14 di 
lung. 10 yards) 



La pezza 
100 cattie 



\>n catti 



100 calile 



ITALIA E CHINA 



231 



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Merci 


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64 


Guiscug americano lordo . 


100 cattie 


6 











65 


— — depurato . 


— 


8 











66 


Gommagutta 


— 


1 











67 


Indaco liquido 


— 





1 


8 





68 ' 


Lacca, oggetti di ... . 


— 


1 











69 


— in pezzi 


— 





3 








70 


Lana: Camlets inglesi, largii. 














m. 78 (31 pollici). 


Il chang. 3 m. 55 








5 





71 


— — olandesi, larghezza 














m. 83 (33 poli.) 


— 





1 








72 


— — imit. e bambagine. 


— 








3 


5 


73 


— Casimira, flanella e panni 














stretti 


— 








4 





74 


— Coperte di lana . 


Il paio 





2 








75 


— Lana in filo . 


100 cattie 


3 











76 


— Lastings, largii. ni. 78 














(31 pollici) .... 


Il chang 








5 





77 


— — imitazione ed Or- 
léans, largh. 














m.85(34poll.) 


— 








3 


5 


78 


— Long ells, largh. m. 78 














(31 pollici). . . . 


— 








4 


5 


79 


— Lustrino (lana e cotone) 
unito e foggiato, lungh. 
non ecced. 28 m. 34 (31 














yards) 


La pezza 





2 








80 


— Panno e spanish stripes, 
pannolino e mediojlargh. 
daini. 29 a Ini. 62 (da 














51 a 64 pollici) . . . 


Il chang 





1 


2 





81 


— Spanish stripes di qualità 














inferiore .... 








1 








82 


— Stamina,largh. non ecced. 
m. 61 (25 pollici) e 
lungh. non ecced. 36 m. 










i 




57 (40 yards). . . 


La pezza 





2 








83 


Lino: Cambric o tela batista (lar- 
ghezza non ecced. 1 m.l6 
(46poll )elungh. non ec- 














ced. 21 m. 94 (24 yards) 


— 








7 





84 


— Cambric o tela bat. (come 
sopra) non ecced. in lar- 














ghezza 10 m.97 (12 yards) 


— 








I3 


5 



1866 



232 



ITALIA E CHINA 



-1866 



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3 


Merci 


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85 


Lino : Tela di lino fina d'Irlanda 
e di Scozia, lunj^h. non 
eceed. 45 m. 72 (50 














yards) 


La pezza 





5 








86 


— Tela di lino grossolana, mi- 
sta di cotone o di seta, 
lungh. non ecced. 45 m. 














72 (50 yards). . . 


— 





2 








87 


Legname da costruzione : Alberi 
ed aste di legno duro, 
non ecced. 12 m. 19 














(40 piedi) .... 


Cadauno 


4 











88 


— rSon ecced. 18 m. 28 (60 














piedi) 





6 











89 


— Eccedenti. 18m. 28 (60 














piedi) 


— 


10 











90 


— Alberi e aste di legno 
bianco non ecced. 12 m. 














19 (40 piedi) . . . 


— 


2 











91 


— Non ecced. 18 m. 28 (60 














piedi) 


— 


4 


5 








92 


— Eccedenti 18 m. 28 (60 














piedi) 


— 


6 


5 








93 


— Tavole di legno duro, non 
ecced. 7 ni. 51 (24 piedi) 
di lungh., m. 305(12 
poll.)dilargh. 0m.075 














(3 |)oll., di spessore). 


Il centinaio 


5 


5 








94 


— Tavole di legno duro, non 
eccedente 4 m. 88 (16 
piedi) di lungh., m, 
o05(12poll.)dilargh., 
m. 076 (5 pollici) di 














spessore .... 


— 


2 











95 


— Tavole di legno bianco . 


Per 92 ni. q. 83 














(1000 piedi q.) 





7 








96 


— Tavole di Teak, . . 


PerOm. e. 0287 














(un piede cubo) 








3 


5 


; 97 


— Travi di legno duro, non 
ecced. 7 ni. 92 (26 
fiiedi)di lungh. ; e qua- 
dratala al disotto di 












■ 


in. 505 (12 pollici) . 


Cadauno 





1 


5 






ITALIA E CHINA 



233 



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5 


Merci 


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98 

99 

100 

101 



102 
103 
104 
105 
106 
107 
108 
109 
110 
111 
112 

Ilo 

114 

115 

116 
117 

118 

119 
120 
121 

122 

125 
124 

125 

126 
127 
128 



Legno di Camagon. 

— ebano 

— garrao (aquilaria ossia 
legno d'aloe) . 

— Uranjie, lungi). 10 ni. 

66 (35 piedi) largh. 
IH. 51 (20 poli.) spes- 
sore metri 505 (12 
pollici) 

— laka 

— rosso 

— di sandalo .... 

— sapan 

— sentore (fragrant wood), 
Lucabran, granelli di . 

Mais, ossia fiore di moscato . 

Madreperla 

Mango, scorza di . 

Metalli: Acciaio . . . . 

— Ferro iucinato in sbarre, 

cerchi, ecc. 

— Ferro non lavoralo, in 

pani 

— Ferro in pani per za- 

vorra 

— Filo di l'erro 

— Latta 

— Mercurio 

— Metallo giallo per l'oderà 

di carena, chiodi, ecc. 

— Piombo in fogli . 

— — in pani . 

— Rame lavorato in fogli, 

sbarre, chiodi, ecc. . 

— Rame non lavoralo, in sal- 

moni 

— Rame del Giappone. 

— Stagno 

— Zinco e speller (con al- 

cune riserve) . 

Mirra ('incenso) 

Noci moscate 

Nervi di bufalo o di cervo. . 



100 cattie 



Cada un pezzo 
100 callie 









3 





1 


5 


2 

1 











8 








1 


4 





1 


1 


1 ^ 


4 








1 





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4 


5 


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2 





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3 





2 


5 





1 


2 








7 








1 





2 


5 


1 


4 





2 











9 








5 


5 





2 


5 


1 


5 





1 











6 





1 


2 


5 





2 








4 


5 


2 


5 








5 


5 










0- 



1866 



234 



ITALIA E CHINA 



1866 



129 

130 
lol 

l; 

Ibò 

lo4 
135 
136 
157 

l; 

139 
140 
141 
142 

14: 

144 

145 

146 

147 

1 

149 

150 

151 

152 

15' 

154 

155 

156 

157 

158 

159 

160 

161 

162 

163 

164 

165 

166 



Merci 



Quantitativo 



Nidi di uccelli o di salangane, 1» 
qualità 

— di 2-^ qualità . 

— di 3'' qualità (non ripuliti 
Olibano (incenso dell'Arabia) 
Olive fresche, salate o condite 
Oloturie bianche . 

— nere .... 
Ombrelle e parapioggia . 

Oppio 

Orologi grandi, pendoli, ecc 



perle 



giar 



Orologi da tasca . 

— — con smalto di 
Ossa di tigre . 
Passarosa, ossia malva dei 

dini. 
Pelli di bufalo o di vacca 

— castoro . 

— lepre, coniglio, daino 

— lontra di mare . 

— lontra di terra . 

— martora . 

— tasso .... 

— tigre leopardo . 

— rinoceronte . 

— scoiattolo 

— volpi grandi . . 

— volpi piccole . 
Penne d'alcione o pavone, 
Pepe bianco 
Pepe nero .... 
Pesce cane, alette bianche 

— alette nere 
— ■ pelli di 

Pesci, interiora . 

— pelli di . 

— salati 

— secchi 
Pietra focaia . . 

' Putchuch, specie di radice il cui 
odore somiglia a quello 
del rabarbaro . 



di 



Un catti 
100 cattie 



Cadauna 

100 cattie 

Ad valor em 

5 p. 0[0 

Il paio 

100 cattie 



Il centinaio 

Cadauna 
Il centinaio 

Cadauna 
Il centinaio 

Cadauna 
100 cattie 
il centinaio 

Cadauna 

Il centinaio 
100 cattie 



Il centinaio 
100 cattie 






5 


5 








4 


5 








1 


5 








4 


5 








1 


8 








3 


5 





1 


5 














3 


5 


30 











1 











4 


5 








1 


5 


5 





1 














5 








5 














5 








1 


5 








2 














1 


5 





2 














1 


5 








4 


2 








5 











1 


5 











7 


5 





4 











5 











3 


6 





1 


5 











5 








2 











1 














2 











1 


8 








5 














3 








6 









ITALIA E CHINA 



235 



167 

168 
169 

170 

171 
172 

173 

174 
175 
176 



177 



178 



Merci 



Quantitativo 



HIS 



Salnitro (con alcune riserve; . 
Sangue di drago . . . . 
Scatole da musica. 

Seta (velluto di) non ecced. 31 
m. 08 (34 yards), . 

Smalto, azzurro di. 

Solfo e fiore di solfo, con al- 
cune riserve 

Tabacco da naso estero 

Tartaruga (gusci interi di) 
— a pezzi 

Tela per vele, canape o cotone, 
di lungli. non ecced. 45 
m. 71 (50 yards) . . 

Telescopi, cannocchiali, binoc- 
coli, occhiali e specchi. 

Vetri per finestre .... 



100 cattie 

Ad valorem 
5 p. O/o 

La pezza 
100 cattie 



Il catti 



La pezza 

Ad valorem 

5 p. O/o 

La scatola di 9 m 

284 (100 p. q.) 






5 








4 


5 





1 


8 


1 


5 








2 





7 


2 








2 


5 








7 





4 








1 


5 



1866 



DIRITTI SULLE ESPORTAZlOiM. 



Merci 



Quantitativo 



7 
8 
9 

10 
11 
12 



Abili fatti di cotone 

— — di seta. 
Agarico (funghi) . . . ' 

Aglio 

Allume 

Anice stellato .... 

— • spezzato .... 

— (Olio di) .... 
Anticaglie e cose curiose . 

Arsenico 

Avorio (lavori di) . 
Bacchette odoranti per voti 



100 cattie 



Ad valorem 
5 p. O/o 
100 cattie 

Il catti 
100 cattie 



1 


5 








10 














6 














3 


5| 








4 


5 





5 











2 


5 





5 








Oi 





4 


5 








1 


5 








2 









236 



ITALIA E CHINA 



1866 



13 
14 

15 
16 
17 

18 

19 
20 
21 

CìC) 

23 

24 

25 
26 
27 

28 

29 
30 
31 
52 
33 
34 
35 
36 
37 
38 
59 
40 
41 
42 



44 

45 
46 

47 

48 



Merci 



Quantitativo 



Bambù foggetti di) ... 
Bezoar di vacca .... 
Bottoni di rame o di ottone . 
Braccialetti di vetro 
Bucce d'aranci 

— di pamplemousse , 1 » qua- 

lità . . 

— — 22 qualità. 
Calzature di cuoio o di raso. 

— di paglia. 

Canape 

— Cordicella o spago di Can- 

ton 

— Cordicella o spago di Son 

Tcheon 

Canfora 

Canne 

— d'India (rotins) spaccata. 

— — OofKetti confezio- 
nati di . . , - . 

Cannella, ossia cassia della China 

— Gemme di ... . 

— Steli di 

— Olio di 

Cantaridi 

Capoar cutchery .... 

Carbon fossile 

Carta di 1» qualità . . . 
Carla di 2" qualità 

— oliata 

Castagne 

Cera bianca (d'insetti) . 
Cerusa (Bianco di) ... 

Cinabro 

Coir, scorza di noce di cocco o 

di palma .... 

Concime in granelli, ossia pou- 
drelle 

Conchiglie d'ostriche e altre. . 

Conserve alimentarie, frutti can- 
diti, confetture. 

Copparosa 

Corallo falso 



100 cattie 

Il catti 
100 cattie 



100 paia 
100 cattie 



Il migliaio 
100 cattie 













il 












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5 





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5 





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5 


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8 





3 


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1 


5 





5 








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5 





5 








2 


5 





3 








6 








8 








1 


5 


9 








2 











3 











4 





7 








4 








4 


5 





1 





1 


5 








3 


5 





7 


5 





1 











9 








9 





5 








1 








3 


5 



ITALIA E CHINA 



287 



49 
50 
51 
52 

53 

54 



55 



56 
57 

58 

59 
60 



61 



62 
63 
64 
65 
66 



67 
68 
69 
70 
71 
72 
73 
74 
75 



Merci 



Quantitativo 



Corna di cervo giovane. 

— di cervo vecchio. 
Cotone : In lana .... 

— Palambour, coperte di pi- 

qué 

Tessuti di Nanking e tele indi- 
gene 

Cotone : Tessuti di Ma fini,conoT 
sciuti nel commercio sotto 
il nome di Grasscloths. 

— Tessuti di Ma ordinari, co- 

nosciuti nel commercio 
sotto il nome di Grass- 
cloths 

— Stracci 

Cuoio verde 

— Oggetti di cuoio, sacchi, 

tasche , ecc. . 

— Baùli dì 

Cristalloe vetrolavorato, collane , 

monilied altri oggetti mi- 
nuti analoghi . 

— ordinario, collane, monili 

ed altri oggetti minuti 
analoghi . . . , 

Cubebe 

Curcuma 

Datteri neri 

Datteri rossi 

Fave, ceci e granelli oleosi (ec- 
cettuali quelli di Nieon, 
Tchouang e di Tang 
Tcheon)' 

— Focacce di 
Feltro, cappelli di 

— Ritagli di 
Fiori artificiali 
Fiori di Nemufar secchi 
Funghi (mousserons) . 

Galanga 

Gesso di Parigi . 
Giuseng indigeno . 




Il paio 
100 cattie 



Il centinaio 
100 cattie 



Il centinaio 
100 cattie 



Ad valor em 
5 p. O/o 



















































^ 


CJ 


-^ 


- 










,cc 


S 


o 








9 





1 


5 


5 





3 


5 


2 


7 


5 


1 


5 





2 


3 








7 


5 








4 


1 


8 





1 


5 





1 


5 








5 








5 





1 


5 








1 








1 


5 








9 








6 








3 


1 


2 


5 





1 





1 


5 








2 


7 


1 


5 








1 











3 


— 


— 


— 



1866 



1866 



238 


ITALIA E CHINA 










e: 

Si 

O 


M e r c i 


Quantitativo 


Vi 


o 






"O 






CD 




e 


Vi 








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C3 


o 


co 


o 






f- 


s 


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e 


76 


Ginseng della Corea o del Giap- 












pone : 1^ qualità 


Il calti 





5 





77 


2» qualità 


— 





3 5 





78 


Granelli di Nemufar o di loto . 


100 cattie 





s'o 





79 


— di sesamo .... 


— . 





1 


3 


5 


80 


Inchiostro di China. . 


— 


4 











81 


Indaco secco . . . . . 


— 


1 











82 


Lacca, lavori di ... . 


— 


1 











83 


— non preparata, ossia vernice 


— 





5 





Oi 


84 


Lana 


— 





3 


5 





85 


Lavori da stipettaio . 


— 


1 


1 


5 





86 


Legnami, pali, travicelli . 


Cadaun pezzo 








5 





87 


Legno di sandalo, lavori di . 


Il calli 





1 








88 


Li-tchi, frutto del mezzogiorno 














della China. 


100 caltie 





2 








89 


Lo-kao, ossia tintura verde (detta 














anche indaco verde) . 


Il catti 





8 








90 


Long-ugan, frutto del mezzo- 














giorno della China . 


— 





2 


5 





91 


Long-ugan senza nocciolo . 


— 





3 


5 





92 


Lucignoli per lampade . 


— 





6 








93 


Madreperla, lavori di . . . 


— 





1 








94 


Mandorle e noccioli d'albicocco . 


100 caltie 





4 


5 





95 


Marmo, lavori di ... . 


— 





2 








96 


Massicot, specie di cerusa . 


— 





3 


5 





97 


Menta, foglie di 


— 





1 








98 


Menta, olio di 





3 


5 








99 


Metalli: Ottone, articoli di. 





1 











100 


— — in fogli . . 


: 


1 


5 








101 


— — Filo di . . . 





1 


1 


5 





102 


— Rame, arnesi e utensili 














di rame 





1 


1 


5 





103 


— — Fodere di carena 














vecchie 








5 








104 


— — Minerale di . 








5 








105 


— Slagno in fogli . . . 


— 


1 


2 


5 





106 


Miele 








9 








107 


Minio 








3 


5 





108 


Muschio •. 


Il catti 





9 








109 


Noccioli d'olive 


— 





3 








110 


Noci di galla 


100 caltie 





5 








111 


Olio di fave, thè, legno, gra- 














nelli di cotone di canape . 


— 





3 









ITALIA E CHINA 



239 



Merci 



1866 



Quantitativo 



112 
113 
114 

115 
116 
117 
118 
119 
120 
121 
122 
123 
124 
125 
126 
127 
128 
129 
130 
151 
132 
133 
134 
135 

136 
137 
138 
139 
140 
141 
142 
143 



144 

145 
146 
147 
148 
149 



Olio di castoro 

Ombrelle e parapioggia di carta. 
Oreficeria e lavori d'oro e d'ar- 
gento 

Orpimento 

Osso e corno, lavori di . . 

Paglia, trecce di 

Pagliericci d'ogni qualità . . 
Pelli di camello 

— di capra 

Perle false 

Petardi e fuochi artificiali . 
Pistacclii e aracidi .... 
Pistacchi, focacce di ... . 
Pitture e stampe 

• — sopra carta di riso . 

Pittura verde 

Porcellana fina 

— ordinaria 

Presciutti 

Rabarbaro 

Radici di squina 

Rape salate 

Regolizia 

Riso, grano, miglio e altri ce- 
reali 

Sanchon 

Semi di cocomero . . . . 
Seta : Berretti di ... . 

— Bozzoli di 

— Cascami 

— ■ Cordoni e fiocchi di . . 

— Doppioni 

— Fazzoletti, scialli, sciarpe, 

grespo, raso, garze, vel- 
luti, ricami . . . . 
— del Sze Tchuen e 
del Chang-Tong . 

— Fiosso di Canton . 

— — d'altre provincie 

— gialla del Sze Tchuen 

— greggia e lavorata . 

— — selvatica . 



100 cattie 
Il centinaio 

100 cattie 



Il centinaio 
100 cattie 



Cadauna 
Il centinaio 
100 cattie 



Il centinaio 
100 cattie 






10 

1 



1 


2 










1 









3 
1 
10 
5 



12 



10 
7 

10 

2 



240 



ITALIA E CHINA 



1866 



Merci 



Quantitativo 



150 
151 

152 
153 
154 
155 

156 
157 
158 
159 
160 
161 
162 
163 
164 
165 
166 
167 
168 

169 
170 
171 
172 
173 
174 



Seta: Nastri e filo di . . . 

— Stoffe miste di cotone e 

seta 

Sevo animale 

— vegetale 

Soya 

Stuoie 

Tabacco da fumo preparato . 
Tabacco da naso 

— in foglie 

Tappeti di crine e di pelle . 

— e Moquelles .... 
Tartaruga, oggetti in guscio di 

Thè . . ". 

Uova conservate 

Varech (specie d'alga) . 
Vasellame di terra comune . 
Ventagli di penna . . . . 

— di carta 

— di foglie di palma cer- 

chiati 

— — non cerchiati , 

Vermicelli 

Vermiglio 

Zucchero non raffinato . . . 

— bianco 

— candito 



100 cattie 



ilo 



i 



— 


5 


5 








— 





2 














3 








. 





4 








1 rotolo di 36 m. 










75 (40 yards) 





2 








100 rattie 





4 


5 





— 





8 








— 





1 


5 





Cadauno 








9 





Il centinaio 


3 


5 








Il calti 





2 








100 cattie 





2 


5 





Il migliaio 





3 


5 





100 cattie 





1 


5 





— 








5 





Il centinaio 





7 


5 





- 








4 


5 


Il migliaio 





3 


6 





— 





2 








100 cattie 





1 


8 








2 


5 








_ 





1 


2 











2 














2 


5 






Firm. V. Arminjon. 

(L. S.) 



Firm. T'han. 

TSONG. 



Ratificato da S. M.: Firenze, 24 marzo 4867 — Scambio 
delle ratifiche: Shanghai, 12 novembre 1867. 



ITALIA E ROSSIA 241 



XXIII. 



iJififì 27 Ottobre 
7000 5 g Xovembre* 



PIETROBURGO. ^§55 

Dichiarazione scambiata tra l'Italia e la Russia 

concernente 

le società anonime, associazioni commerciali, industriali e finanziarie. 

Le Gouvernemenl Royal d'Italie, et le Gouvernement Im- 
periai de Russie^ désirant régler réciproquement dans leurs 
Etats la position des Sociétés par actions (anonymes), et 
autres Associations commerciales, industrielles ou financiè- 
res, les soussignés, sur l'autorisation qu'ils en ont recue, 
soni conveniis de ce qui suit: 

Les Sociétés par actions (anonymes), et autres Associa- 
tions commerciales, industrielles ou financières — à l'ex- 
ception, toutefois, des Compagnies d'assurance, — fondées 
en Russie avec l'autorisation du Gouvernement Russe, pour- 
ront exercer en Italie tous leurs droits , celui d'ester en 
JListice y compris, en se conformant aux Lois du Royaume, 
et à la condilion que les Sociétés ou Associations de mème 
nature, légalement établies en Italie, soient admises à jouir 
des raémes droits en Russie, en se conformant aux Lois de 
l'Empire. 

Fait à St-Pétersbourg, le -?^S^ 1866. 
(L. S.) Launay. 

(L. S.) GORTCHACOW. 



16 



242 ITALIA E SVEZIA E NORVEGIA 



XXIV. 

1866, 30 Novembre. 



^ggn FIREIV'ZE e STOCIiHOIiM. 



Dichiarazioni Ministeriali tra l'Italia e la Svezia e Norvegia 
per l'esenzione dei sudditi rispettivi dagli imprestiti forzosi. 

Le soussigné Ministre d'Etat cles Affaires Etrangères de 
Sa Mnjesté le Boi de Suède et de Norvège, déclare par 
les présenles, au nom et de la part de son Gouverne- 
ment, qu'à tilre de parfaite réciprocitc, les sujels de Sa 
Majeslé le Boi d'Italie, réoidant en Suède et en Norvège, 
seront, le cas échéant, exemptés de toute contributiori soit 
pécuniaire, soit en nature, élablie à titre d'équivalent de 
service personnel, ainsi que de tout emprunt national obli- 
gatoire, le tout pour leurs personnes^ et à l'exceplion des 
charges qui sont ou pourront ètre atlachées à la posses- 
sion d'un bien-fonds^, ou d'un ball. 

En foi de quoi le soussigné a signé la présente décla- 
ration et l'a hìl munir du sceau de son Ministère. 

Fait à Stockholm le 30 novembre 1866. 

(L. S.) Signé: Manderstròm. 

Questa dichiarazione venne scambiata con una identica 
del Ministro degli Affari Esteri dì S. M. il Re d'Italia, in 
data del 21 dicembre 1866. 



ITALIA E FRANCIA 2i3 



XXV. 



1866, 7 Dicembre. 



PABiei. 1866 



Convenzione tra l'Italia e la Francia pel riparto del Debito Pontificio. 



Sa Majesté le Roi d'Italie et Sa Majesté l'Empereur des 
Frangais, voulant pourvoir à l'exécution de l'article IV de 
la Convention concine entre Leurs diles Majestés le 15 
septembre 1864, ont nommé à cet effet pour leurs Pléni- 
potentiaires, savoir; 

Sa Majesté le Roi d'Italie: M. Francois Mancardi, Direc- 
teur general de la dette publique du Royaume, Comman- 
deur de son ordre Rovai des Saints Maurice et Lazare, Com- 
raandeur de l'Ordre Imperiai de la Légion d'honneur, etc. 

Et Sa Majesté l'Empereur des Francais: M. Prosper Fau- 
gère, Ministre Plénipotentiaire, Directeur au Département 
des Affaires Etrangères, Commandeur de son Ordre Impe- 
riai de la Légion d'honneur, Commandeur de l'Ordre des 
Saints Maurice et Lazare, des Ordres de St-Grégoire-le-Grand, 
du Danebrog, de St-Olaf de Norvège, Commandeur avec 
plaque de l'Ordre du Christ de Portugal, Commandeur du 
nombre extraordinaire de l'Ordre de Charles III d'Espagne, 
Grand Officier de l'Ordre du Lion et du Soleil de Perse , 
décoré de l'Ordre du Medjidié de Turquie de seconde classe , 



244 ITALIA E FRANCIA 

1866 décoré de l'Ordre de St-Marin, Grand'Croix de l'Ordre de 
St-Charles de Monaco, etc, etc.^ etc- 

Lesquels, après avoir recherché et arrétó d'un commun 
accord les principes devant servir de base à la réparti- 
tion de la dette pontificale entre le Saint-Siége et l'Italie, 
et s'étre rendu un compte exact des divers éléments con- 
stitutifs de la raérne dette, se sont communiqué leurs pleins 
pouvoirs respectifs, trouvés en bonne et due forme, et 
sont convenus des dispositions suivantes: 

I. — La part proportionnelle afferente à l'Italie dans 
la dette perpétuelle et la dette rachetable des anciens 
Etals de l'Eglise, savoir: pour les Romagnes, à la date du 
30 juin 4859, et pour les Marches, l'Ombrie et Bénévent 
à la date du 30 septembre 1860, époques de l'entrée en 
possession, est reconnue s'élever: pour la dette perpétuelle 
à sept millions , huit cent quatre-vingt-douze mille , neuf 
cent quatre-vingt-quatre Irancs, soixante-dix-huit centimes 
(7,892,984. 78); pour la dette rachetable, à sept millions, 
trois cent trente-sept mille, cent soixante francs, soixante 
centimes (7,337,160. 60). Ensemble à la somme totale de 
quinze millions, deux cent trente mille, cent quarante-cinq 
francs, trente-huit centimes (15,230,145. 38). 

II. — Une somme d'un million , quatre cent soixante- 
huit mille, six cent dix-sept francs, quarante-deux centimes 
(1,468,617. 42) étant déjà payée annuellement par le Gou- 
vernement Italien aux titulaires des rentes de la dite dette 
perpétuelle dans lesdites provinces, la charge nouvelle in- 
combant à l'Italie, en vertu de la présente Convention, du 
chef des deux espèces de dettes indiquées en l'article pré- 
cédent, est et demeure fixée à la somme de treize millions, 
sept cent soixante-et-un mille, cinq cent vingt-sept francs, 
quatre-vingt-seize centimes (13,761,527. 96). 

III. — L'Italie prend en outre à sa charge le rembour- 
sement des arrérages de la dette ci-dessus, calculés à par- 
tir des époques précédemment indiquées jusqu'au 31 di- 
cembre 1866. 



ITALIA E FRANCIA 245 

Le paiement du monlant de ces arrérages s'effectuera 1866 
de la manière suivante: 

Les trois derniers semestres, soit vingt millions, six cent- 
qiiarante-deux mille , deux cent quatre-vingt-onze francs , 
quatre-vingt-quatorze centimes (20,642,29I . 94), seront payés 
en espèces, le quinze mars prochain, au plus tard. 

Pour le surplus de l'arriéré , le Gouvernement Italien 
prend à sa charge une rente au pair de trois millions, trois 
cent quatre-vingt-dix-sept mille, six cent vingt-sept francs, 
quatre-vingt-quinze centimes (3,397,627. 95), laquelle ac- 
croìtra d'autant la portion de la dette rachetable incom- 
bant à Tltalie. 

IV. — Les rentes indiquées dans les deux articles pré- 
cédents, et montant ensemble à la somme de dix-huit mil- 
lions, six cent vingt-sept mille, sept cent soixante-treize 
francs, trente-trois centimes (18,627,773. 33), sont et de- 
meurent à la charge de l'Italie à partir du premier se- 
mestre de 1867. 

Le service des dites rentes se fera dans les mémes con- 
dilions qui ont été fixées par les contrats primitifs. 

V. — En ce qui concerne la dette viagère des anciens 
Etats de l'Eglise , le Gouvernement Italien servirà toutes 
les pensions régulièrement liquidées aux époques des an- 
nexions aux titulaires appartenant aux anciennes provinces 
pontificales et résidant dans le Royaume d'Italie. 

VI. — Sont réservées les répétitions que l'Italie pourrait 
avoir à faire au Saint-Siége, et réciproquement les récla- 
mations que le Gouvernement Pontificai pourrait avoir à 
adresser à l'Italie. 

VII. — Le Gouvernement de Sa Majesté l'Empereur des 
Francais produira, dans le plus bref délai possible, à ce- 
lui de Sa Majesté le Roi d'Italie tous les documenls qui 
seront nécessaires pour le transfert sur le Grand Livre de 
la dette publique italienne des inscriptions des diverses na- 
tures de rentes dont est déchargé le Saint-Siége en vertu 
de la présente Convention. 



246 ITALIA E FRANCIA 

1866 Vili. — La présente Convention sera ratiliée, et les ra- 
tificalions en seront échangées dans le délai de huit jours, 
cu plus tot, si faire se peut. 

En foi de quoi, les Plénipotentiaires respectifs ont signé 
la présente Convention et Font revétue du cachet de leurs 
armes. 

Fait, en doublé expédition, à Paris, le 7 décembre de 
l'an de gràce 1866. 

(L. S.) F. Mancardi. 

(L. S.) P. Faugère. 



PROTOCOLE. 

Les Plénipotentiaires de Sa Majesté le Roi d'Italie et de 
Sa Majesté l'Empereur des Francais, soussignés, ayant re- 
connu la nécessité de consigner dans un protocole expli- 
catif les dispositions de détail qui complètent celles de la 
Convention qu'ils ont signée en date de ce jour, ont ar- 
rèté d'un commun accord les articles suivants: 

I. — Le partage de la dette publique romaine a eu lieu 
d'une manière distincte pour cbacune des natures et des 
catégories de rentes qui la constituent, savoir: 

Dette consolidée ou perpétuelle; 
Dette rachetable; 
Dette viagère. 

II. — En ce qui concerne la dette perpétuelle et la dette 
rachetable , le point de départ du réglenient de compte 
a été: 

Pour les Romagnes annexées à l'Italie en juin 1859, 
la situation de la dette romaine au 30 juin 1859; 
Pour les autres provinces annexées en septembre 1860 



ITALIA E FRANCIA 2Ì7 

(Marches, Ombrie et Bénévent), la situation de la dette 1866 
romaine au 30 seplembre 1860. 

Le resultai de ces deiix silualions a été déterminé par 
les extraits dii Grand Livre pontificai , arrèlés et addi- 
tionnés aux époques précitées des 30 juin 1859 et 30 
septembre 1860, et par les autres élats éraanés du Saint- 
Siége, lesquels documents, visés par TAmbassade Francaise 
à Rome et portant les numéros 1 à 16, ont élé remis au 
Plénipotentiaire Italien. 

Ces documents élant la plupart établis en monnaie ro- 
maine, la conversion cn francs a élé falle en raison de 5 
francs 35 cenlimes l'écu. 

La delle a été parlagée au prorata de la population des 
anciens Elats de l'Eglise , constatée dans le dernier An- 
nuaire publié en 1858 par l'Adminislralion Pontificale, c'est- 
à-dire conformément aux chifl'res délaillés sur l'élatAci- 
joint et résumé ci-après: 

Population alt 30 juin 1859. 

Etats de l'Eglise 2,111,922 habitants 

Romagnes annexées à l'Italie . 1,014,311 » 



Total . . 3,126,233 habitants 



Population au 30 septembre 1860. 

Etats de l'Eglise actuels . . . 693,104 habitants 
Romagnes annexées en juin 1859 1,014,311 » 

Autres provinces annexées en 
septembre 1860 1,418,818 » 



Total . . 3,126,233 habitants 



248 ITALIA E FRANCIA 

18G0 III. — Da montani des situations formées parie Saint- 
Siége (états numéros 4 et 8) ont été distraits, et ne sont 
pas conséquemment entrés dans le réglement de compie, 
les articles ci-après: 

1° Dette perpétuelle — Fonds d'amortissement; 

2" Dette rachetable — Fonds d'amortissement des obli- 
gations 5 pour cent, quote-part d'amortissement du Mont- 
de-Piété de Rome dans les dites obligations; 

3' Dette rachetable — Commission pour le paiement 
à l'étranger des intéréts et du fonds de rachat, provisions 
et différences évenluelles de change. 

Il appartiendra à chacun des deux Gouvernements, Ita- 
lien et Romain, de pourvoir à l'amortissement, ainsi qu'au 
paiement de sa part dans la dette romaine, 

IV. — D'après les bases ci-dessus posées , la part de 
l'Italie dans le montani de la dette romaine est, en ce qui 
concerne la dette perpétuelle et la dette rachetable, ar- 
rétée à la somme de quinze millions deux ceni Irente 
mille , cent quarante-cinq francs , Irente-huit centimes 
(15,230,145. 38), conformémenl à Telai B ci-joinl, doni 
les résullals généraux sont relalés comme il suit: 





Dette au 30 
juin 1859 

Roinagnes 


DeUe au 30 
septenibre 

1860 



Autres provinces 


TOTAL 


Dette perpétuelle .... 
Dette rachetable .... 


Fr. C. 

2,915,775. 81 
2,387,340. 34 


Fr. C. 
4,977,208. 97 
4,949,820. 26 


Fr. C. 
7,892,984. 78 
7,337,160. 60 


5,303,H6. 15 


9,927,029. 23 


15,230,145. 38 



ITALIA E FRANCIA 249 

Mais, comme il est reconnu que l'Italie a déjà payé an- 
nuellement aux corps moraux et habitants des provinces 
annexées , titulaires de rentes perpéluelles , une somme 
s'élevant , d'après l'état C ci-joint , à un million , qualre 
cent soixante-huit mille, soixante-dix-sept francs, quarante- 
deux centimes (274,507 éciis, 93 baioques) , on a dù né- 
cessairement lenir compte de cette somme à l'Italie, et les 
résultals du tableau ci-dessus ont élé, en conséquence, mo- 
difiés comme suit: 



1866 





Dette au 30 
juin 1859 

Romagnes 


Dette aii 30 

septembre 

1860 

Autres provinces 


1 
TOTAL 


j Dette perpétuelle. . . . 

A déduìre rentes payées 

i par l'Italie depuis' Jes 

annexions 

Reste . . . 
Dette rachetable .... 

Totaux. . , 


Fr. C. 
2,915,775. 81 

834,875. 04 


Fr. C. 

4,977,208. 97 

633,742. 38 


Fr. C. 

7,892,984. 78' 

1,468,617. 42 


2,080,900. 77 
2,387,340. 34 


4,343,466. 59 
4,949,820. 26 


6,424,367. 36 

1 

7,337,160. 60 


4,468,241. 11 


9,293,286. 85 


13,761,527. 96 



Cette somme de 13,764,527 francs, 96 centimes, inserite 
sur le Grand Livre d'Italie , sera à sa charge à compier 
du premier semestre de 1867 inclusivement. 

V. — Quant aux arrérages de cette méme somme de 
rente, depuis le 30 juin 1859 et 30 septembre 1860, épo- 
ques où ont eu lieu les annexions, jusqu'au 31 décembre 
1866, le décompte en est arrété de la manière suivanle; 



250 ITALIA E FRANCIA 

i866 francs cent. 

1859 Rente totale 4,468,241. 11 un seni. 2,234,120. 55 
» iroislrim. 3,351,180. 82 

13,751,527. 98 un trim. 3,440,381. 99 

» un an 13,701,527. 90 

un an 13,761,527. 90 

» un an 13,701,527. 96 

« un an 13,761,527. 96 

» un an 13,701,527. 90 



1800 


» 


ì 


)) 


1801 


)) 


1802 


» 


1803 


» 


1804 


» 


1865 


» 



Total des arrérages en capital 91,594,851. 12 

11 est convenu que du montani des ar- 
rérages ci-dessus fìxés à 91,594,851. 12 

II sera déduit: 

1° Le montant des trois 
semestres que l'Italie s'en- 
gage à payer en espèces à '"''ancs cent. 
Paris 20,042,291. 94 

2° Le montant approxi- 
matif des caulionnements 
que les comptables et les 
adjudicataires ont versés 
sous le regime pontificai , 
et dont l'Italie se charge de 
payer les intérèts et de rem- 
bourser le capital aux 
ayants-droit 3,000,000. » 

Ensemble 23,042,291. 94 23,042,291. 94 

Reste la somme de. . . 07,952,559. 18 

Cettc somme de 07,952,559 francs, 18 centimes est con- 
vertie en une rente au pair de trois millions, trois cent 
quatre-vingt-dix-sept mille, six cent vingt-sept francs, quatre- 
vingt-quinze centimes (3,397,027. 95), qui est ajoutée à la 
rente de la dette rachetablc attribuée à l'Italie. 



ITALIA E FRANCIA 251 

En conséquence, la quote-pari de l'Italie, dont lui in- 1866 
combe le service à partir du premier semestre 1867, reste 
modifiée ainsi qu il suit : 

Pmirhdetlpi^^^^^^^^j^^^^^^'^^ ì 

par l'Italie .1,468,617.42 7,892,984.78 
perpetuelle| j^^^^^ à servir . 6,424,367. 36^ 

(Quote-part . . 7,337,160. 60 j 

Pourladette) \rréra<^es con- f 

7 con 10,734,788. 55 

rachetable.) vertis en rente ' 

radi e tabi e . 3,397,627.. 95 



Ensemble 18,627,773. 33 

VI. — Le Gouvernement d'Italie devra inserire la somme 
de 7,892,984 francs, 78 centimes, montani des rentes per- 
patuelles à la charge de l'Italie, sur son Grand Livre de 
la dette publique. 

La somme de 10,734,788 francs, 55 centimes, montani 
des rentes rachetables, devra étre également inserite sur 
le Grand Livre d'Italie. 

L'Italie se chargera d'abord de la totalité des obliga- 
tions romaines émises avant les annexions, et il lui sera^ 
en oatre, atlribué dans les émissions successives, en com- 
menganl par les plus anciennes et sans interruption de 
numero, sauf pour Ics obligations amorties, le nombre né- 
cessaire pour parfaire la somme précilée de 10,734,788 
francs, 55 centimes. 

VII. — En ce qui concerne la dette viagère des anciens 
Etats de l'Eglise, le Gouvernement Italien servirà toutes 
les pensions régulièrement liquidées aux époques des an- 
nexions, aux titulaires appartenant aux anciennes provin- 
ces pontificales et résidant dans le Royaume d'Italie. 

Le bénéfice de la residence sera acquis, non-seulement 
à ceux qui résident présentemént dans le Royaume, mais 
encore à ceux qui viendraient y résider dans le délai de six 
mois, à partir de la promulgation de la Convention signée 
par les Plénipotentiaires soussignés en date de ce jour. 



252 ITALIA E FRANCIA 

1866 II est, d'ailleurs, entendu que le Gouvernement Italien 
continuerà de payer les pensions, quels qu'en soient les ti- 
tulaires, qu'il a déjà prises à sa charge depuisles annexions. 
Vili. — Les documents qui doivent étre produits par 
le Gouvernement Francais, aux termes de rarlicle VI de 
la Convention en date de ce jour, étant nécessaires pour 
le transfert sur le Grand Livre de la dette publique ita- 
lienne des inscriptions des diverses natures de rentes doni 
est déchargé le Gouvernement Romain, sont particulière- 
ment les suivants : 

V Extrait textuel et authentique du Grand Livre pon- 
tificai, en ce qui concerne les inscriptions des rentes per- 
pétuelles déjà passées à la charge de l'Italie, depuis les 
annexions, pour la somme de 1,468,617 francs, 42 centimes. 

2o Extrait textuel et authentique du Grand Livre pon- 
tificai, en ce qui concerne les inscriptions des rentes per- 
pétuelles qui sont encore attribuées à l'Italie pour une 
somme de 6,424,367 francs, 36 centimes. 

L'atlribution des inscriptions nominatives sera faite par 
tirage au sort. 

3° Talons ou souches des titres des rentes au porteur 
en circulation, quand il en existe, pour le montani de la 
dette rachetable attribuée à l'Italie. 

4° Extrait textuel et authentique du Grand Livre pon- 
tificai, en ce qui concerne les pensions doni le service in- 
combe à l'Italie. 

La remise de ces documents, ainsi que le tirage au sort 
des inscriptions nominatives, auront lieu dans le plus href 
délai possible. 

IX. — Sont réservées les répétitions que l'Italie pourrait 
avoir à taire au Saint-Siége et réciproquement les récla- 
mations que le Gouvernement Pontificai pourrait avoir à 
adresscr à l'Italie, notamment à l'égard des points suivants: 

1" Partage de la dette contraclée pour la regie des 
sels et tabacs; 

2° Fonds actif et passif existant, aux époques des an- 



ITALIA E FRANCIA 253 

nexions, dans les caisses des divers agens financiers pon- 1866 
tificaux; 

3" Emprunt contraete par le Saint-Siége envers l'ex- 
Roi des Deux-Siciles, emprunt polir lequel des titres don- 
nés en garanlie se Irouvent déposés au Trésor Italien et 
que le Gouvernement Pontificai déclare avoir remboursé. 

En foi de quoi, les Plénipotentiaires soussignés ont dressé 
le présent Protocole, suivi de trois tableaux sous les leltres 
A, B et C, et l'ont revétu du cachet de leurs armes. 

Fait et arrété, en doublé expédition, à Paris ^ le 7 dé- 
cembre 1866. 



P. Faugère. F. Mancardi. 

(L. S.) (L. S.) 



254 

-1866 Etat A. 



ITALIA E FRANCIA 



Réparlition de la 


Dopulation des Etatsde 


l'Eglise 


PfìOVINCES 


^POPULATION 

Stable Flottante 


TOTAL 






1 





1. Provinces restées sous l'autorité du Saint-Siége. 



Rome et la Gomarca. 

Civitavecchia 

Fresinone 

Velletri 

Viterbo 



TOTADX. 



321,109 
18,836 

153,592 
61,010 

128,311 



682,858 



5,395 
1,865 
967 
1,003 
1,016 



10,246 



326,504 
20,701 

154,559 
62,013 

129,327 



693,104 



2. Provinces annexées à l'Italie en juin 1859. 



Bologne , 
Ferrare. ■ 
Forlì . . . 
Ravenne . 



TOTAUX. 



373,120 
242,230 
217,398 
174,106 



1,006,854 



2,511 
2,023 
1,035 
1,888 


375,631 
244,253 
218,433 
175,994 


7,437 


1,01MM 







3. Provinces annexées à l'Italie en septembre 1860. 



Ancóne. . 
Ascoli. . . 
Bénévent. 
Camerino 



yt reporter. 



17i,890 


1,629 


90,944 


972 


22,679 


497 


42,086 


305 



331,199 



3,403 



176,519 
91,916 
23,176 
42,991 

334,602 



ITALIA E FRANCIA 



255 



Suii Etat A 



Répartilion de la popiilation des Etats de l'Eglise 



PROVINCES 



Fermo 

Macerata 

Orvieto 

Pérouse 

Rieti 

Spolète 

Urbino et Pesaro 

TOTACX . 



POPULATION 
Stable Flottante 



331,199 
109,440 
240,978 

28,920 
234,516 

73,037 
133,339 
256,067 



1,407,496 



3,403 

1,042 

2,126 

127 

669 

646 

1,600 

1,709 



11,322 



REC IFITUIiATIO:^. 



1. Provinces reslées sous 
l'autori téduSainl-Siége 

2 Provinces annexées à 
l'Italie eo juin 1859. . . 

3. Provinces annexées à 
l'Italie ensept.'Qibre 1860 



TOTADX. 



682,858 


10,246 


693,104 


1,006,854 


7,457 


1,014,311 


1,407,496 


11,322 


1,418,818 



3,097,208 29,025 



TOTAL 



334,602 
110,482 
243,104 

29,047 
235,185 

73,683 
134,939 
257,776 



1,418,818 



3,126,233 



1866 



256 
Etat B, 



ITALIA E FRANCIA 



SITUATION DE LA DETTE ROMAINE 

au 30 juin i859 



CATEGORIES 

de la 

DETTE ROMAINE 



i 

Dette perpétuelle. 

Rentas consolidées inscrites 

Rentes à inserire 

Cens et aulres redevances 

Assignalions pour le eulte, la bienfaisance et 

l'instruction 

Assignalions aux particuliers avec reversibilité 

sur l'Elat 

Rentes substituées aux redevances affranchies 

TOTAUX . . . 

Dette rachetable. 

Intéréts des obligations ....... 

Rentes instituées pour raffranchissement et re- 
devances 

Rentes 3 pour cent instituées pour rextinction 
des créances sur l'État 

Empiunl du 18 avril 1860 (a) 

TOTAUX . . . 

Reperì des lotaux précédents 

TOTAUX GÉNÉRADX . . . 



Population 

3,126,233 habitants 



Situation au 30 juin 1859 



En écus 



1.338,283,09 

712, 39 

102,202, 97 

216,869, 42 

2,232, » 
19,489, 13 



1,679,789, 10 



En francs 



7,159,814, 57 

3,811, 28 

546,785, 92 

1,160,251, 40 

11,941, 20 
104,267, 38 



8,986,871, 75 



1,341,700, 93 

24,998, 10 

8,656, 50 



1,375,355, 43 
1,679,789, 10 



3,055,144, 63 



(•) 
7,178,100, » 

133,739, 83 

46,312, 28 



7,358,152, H 
8,986,871, 75 



16,345,023, 86 



(a) Gel emprunl a été émis dans l'origine corame dette perpétuelle, mais à l'occasion d'un noiivel 
du 1860 ne fait donc plu$ parile de la dette perpétuelle, mais bion de la dette rachetable. 

(•) li3,562 obligations à 50 francs. 



ITALIA E FRANCIA 



257 



PARTAGE DE LA DETTE ROMAINE 

au 30 juin 1859 



Populatiou 
1,014,311 habitants 



Quote-part de l'Italie 



En écus 



434,203, 79 

231, 13 

33,159, 58 

70,362, 93 

724, 16 
6,323, 24 



545,004, 83 



435,312, 71 
8,110, 55 
2,808, 58 



446,231,84 
545,004, 83 



991,236,67 



En francs 



2,322,990, 27 

1,236, 54 

177,403, 75 

376,441, 67 

3,874, 25 
33,829, 33 



2,915,775,81 



2,328,923, « 
43,391,44 
15,025,90 



2,387,340, 34 
2,915,775, 81 



8,303,116, 15 



Population 
2,111,922 habitants 



Quote-part dii Saint-Siége 



En écus 



904,079, 31 

481, 26 

69,043, 39 

146,506,49 

1,507,84 
13,165, 99 



1,134,784,28 



906,388, 23 

16,887, 55 

5,847, 92 



929,123, 70 
1,134,784,28 



2,063,907, 98 



En francs 



4,836,824, 30 

2,574, 74 

369,382, 14 

783,809, 73 

8,066, 95 
70,438, 05 



6,071,095, 91 



4,849,177, » 
90,348, 39 
31,286,38 

* a 

4,970,811,77 
6,071,095, 91 

11,041,907,68 



empruDt contraete eu 1864. il a été créé un fonds d'amortìssement pour les deux emprunts. Celai 
17 



258 
Suit Etat B. 



ITALIA E FRANCIA 



SITUATION DE LA DETTE 

au 3(J septerabre i8G0 



CATEGORIES 

de la 

DETTE ROMAINE 



Situation 

au 30 septembre J860 

DETTE TOTALE 



Ed écus 



Ed fraocs 



Dette perpétuelle. j 

Rentes consolidées ioscrites, 
Renles à inserire . . J 
Gens et aulres redevances J 
Assif:nationsponrle eulte, la 

l)ienfuisiince et rinstruelionj 
Assij;n;)tionsaux|)>irlici)liers' 

avec reversil>ililé sur l'Élat. 
Renles subslMiiét^s aux re- 

devaDces affrunchies . 



TOTAUX 



Dette rachetable. 

Inléréfs des oltligations. . 

Renles itislituées pour l'af- 
Irancliissement et rede- 
vances 

Renles 3 pourcenl instituées 
pour rexiinelion des créao- 
ees sur l'Élat . . . . 

Empi unt du 18 avriU860 (a) 



TOTAUX . . . 

Report des totaux précédents 

TOTAUX GÉNÉRAUX . . 



1,588,307,07 

677, 2.? 

102,202, 97 

216,8G9, 42 

2,232, .) 

19,494, 46 



1,929,783,15 



1,321,925, » 
24,998,10 



9,177, .. 
465,000, » 



1,821,100, 10 
1,929,783, 15 



3,730,883, 2o 



8,497,442, 85 

3.e,i:\ 18 

54(j,785, 92 

1,160,251,40 

11,941, 20 

104,293,37 



10,321,339,92 



7,072,300, » 



133,739,83 



49,096, 95 
2,500,000, . 



9,755,136, 78 
10,324,339,92 



20,079,476, 70 



Population 

2,111,922 hahilants 



Total à parlager 

aii 30 septembre ^860 



DlFFEKENCE 

eiilre 
les rolonnes 

4 et 8 



En écus 
10 



DlFFEI.ENCE 

elitre 

les (olonnes 

5 et 9 



Ed fraucs 
41 



1,154,103,28 6,174,452,58 

446, 10| 2,386,04 

69,043, 39 369,382, 17 



146,506, 49 

1,507,84 

13,171,92 



1,384,778, 32 



886,612, 29 
16,887,55 



6,368, 42 
465,000, » 



783,809, 73 

8,066, 95 

70,466, 04 



7,408,564,11 



1,374,868, 26 



4,743,377, » 
90,348, 39 



34,071,05 
2,500,000, .. 



7,367,796,44 



1,384,778,32 7,408,564,11 



2,759,646, 58{14,776,360, 55 



(a) Cet emprunt a étó émis dans l'origine comrae dette perpétuelle, mais à l'occasion d'un nouvel 
du l->òO ne fait doiir^ plus panie de la dette perpétuelle, mais bien de la dette rachetable. 
(•) 141,446 obligations à 50 francs. 



I 



ITALIA E FRANCIA 



259 



PARTA GÈ DE LA DETTE ROMAINE 

au 30 septerabre 1860 



Population 

1,418,818 habitants 



Quo(e-part de l'Italie 



Ed écus 



12 



775,347, 73 

299, 60 

46,384, 62 

98,425, 75 

1,012, 99 

8,848, 66 



930,319,44 



595,642, 35 



4,278, 43 
312,395, 50 



923,661,64 
930,319, 44 



En francs 



13 



4,148,110,25 

1,603, 39 

248,157,71 

526,577, 72 

5,419, 53 

47,340, 37 



4,977,208, 97 



3,186,687, 50 



11,345,36 60,697,70 



22,889, 56 
1,679,345, 50 



4,949,820, 26 
4,977,208, 97 



1,853,981,08 ' 9,927,029,23 



Population 
693,104 habitants 



Quole-part du Saint-Siége 



Ed écus 



u 



378,755, 15 
i46, 41 

22,658, 77 

48,080, 74 

494, 85 

4,322, 56 



454,458, 88 



290,969, 94 
5,542, 19 



2,089, 99 
152,604, 50 



431,206, 62 
454,458, 88 



903,665, 50 



Ed fraDCs 



2,026,342, 33 

783, 25 

121,224, 46 

257,232, 01 

2,647, 42 

23,125, 67 

2,431,355, i4 



1,536,689,50 
29,650, 69 



11,181,49 
820,454, 50 



2,417,976, 18 , 
2,431,335, 14 



4,849,331,32 



eraprunt coDlracté en 1864, il a élé créé un fonds d'aruorlissemcnt pour les deux emprunts. Celui 



260 
suit Etat B. 



ITALIA E FRANCIA 



RESULTATS DEFINITIFS DU PARTAGE 




Résultat définitif 




Résultat définitif 




CATECORIES 


pour l'Italie 


^ 1 


pour 


le Saint-Siége 




de la 








i 












Eq écus 




En franes 1 


Ed écus 1 


En franes li 


DETTI] ROMAINE 

i 






1 
1 












^ù 




Ti 




18 




^9 




Dette perpétuelle. 


















Renles consolidécs inscrites 


1,209,551, 


52 


6,471,100, 


52 


378,7o5, 


55 


2,026,342, 


33 


Hentes à inserire. . . . 


530, 


82 


2.839, 


93 


146, 


41 


783, 


23 


Gens et Hutics redevances . 


79,544, 


20 


425,561, 


46 


22,658, 


77 


121,224, 


46 


Assii-nations pour le culle, la 


















hienf.iisanceet l'insliuction 


168,788, 


68 


903,019, 


39 


48,080, 


74 


257,232, 


01 


Assif/nalions mix pari ioti liers 


















avec reversibililé sur l'Élat. 


1,737, 


15 


9,293, 


78 


494, 


85 


2,647, 


42 


Renles sulistiUiét^s aux re- 


















devances alTraLchies . . 

TOTAUX . . . 

Dette rachetable. 


15,171, 


90 


81,169, 


70 


4,322, 


56 


23,125, 


67 j 


1,473,324, 


27 


7,892,984, 


78 


454,458, 


88 


2,431,355, 


14 


















Iniéréls des nhligations. . 


l,030,9oo, 


06 


5,515,610, 


60 


290,969, 


94 


1,556,689, 


50 


Renles instiUiées pour l'af- 


















francliisseiiient ei redevan- 


















ces 


19,4oo, 


91 


104,089, 


14 


5,542, 


19 


29,630, 


69 1 


Renles 3 pour cent inslittiées 


















pnurrexiinclion descréan- 


















1 ces sur lÉfat .... 


7,087, 


01 


37.915, 


46 


2,089, 


90 


11,181, 


49 


Emprunt du li avrii 1860 (a) 

TOTAOX . . . 


312,395, 


50 


1,679,545, 


50 


152,604, 


50 


820,454, 


50 


11,369,893, 


48 


7,337,160, 


60 


451,206, 


62 


2,417,976, 


18 


Reportdes totaux précédents 

TOTAUX CENERADX . . 


1,475,324, 
2,845,217, 


27 
75 


7,892,984, 
15,230,145, 


78 
38 


454,358 


88 


2,431,355, 
4,849,331, 


14 
32 


905,665, 


50 


fai Gel emprunl a élé émis da 


n'! l'orÌKìne corame delle perpéluelle, mais à 1 


oceasion d'un nouvel 


enopnint coiiiraclé en 186t il a été créé un 


fonds d'amoilissi 


meni pour les i 


leux emprunls. Celui 


1 du 1860 ne fall donc plus partie de la delle 


perpéluelle, mais bien de la delie racbelable. 


\ 



I 



ITALIA E FRANCIA 



261 



Etat C. 



Etat des annuités pay 


ées par l'Italie depuis 


les 


mnexions ' 

i 




Dette perpétuelle 


Dette ^ 


dagère 


: PROVINCES 






Marches 


~ 




i^ii ì 
Marches, 


1 

1 


Romag 


Qes 


et Ombrie 


Romag 


nes 


Ombrie i 
et Bénévent 




Écus 


Dai. 


Éfus Lai'. 


Écus 


Bai'. 


Écus Lcii. 


Bologne .... 


79,883 


836 


I) )) 


110,520 


105 


» » ! 


Ferrure . 






2i,-207 


5S2 


» « 


39,840 


941 


» Il 


Forlì . . 






3l,<i86 


034 


Il II 


39,R()8 


144 


» 1) 


lì&venne. 






23,971 


934 


» Il 


31,716 


628 


» I 


Pe.s.iro . 






u 


» 


26.233 090 


11 


II 


61,544 173 


Ancóne . 






1) 


1) 


4,141 5";6 


D 


> 


47,7S9 622 


Macerala . 






u 


» 


13. -283 3!6 


II 


» 


33.694 030 


Camerino 






> 


II 


3,4s4 616 


> 


II 


5,iii5 1H7 


Fermo . 






II 


» 


4,884 994 


II 


11 


17,571 468 


Ascoli 






1) 


1) 


1,963 962 


> 


II 


19,107 5'9 


l'éroiise . 






> 


„ 


31,805 512 


» 


1) 


38,131 784 


Spuléle . 






» 


II 


20.S21 722 


1) 


1) 


2i,835 216 


Hipti . . 






< 


» 


9,228 4U 


M 


> 


8.016 243 


Béuévent. 






II 


n 


3,322 016 


1) 


u 


6,342 Go4 


TOTAUX . . 


139,149 


806 


12i,172 073 


u 


» 


I) 1) 


Transpnrié siicces- 














j sivernent à l\nmp 














i pniir paieinenl à 














déduire . . 

Reste . . 


3,098 


039 


5,715 036 


1) 


» 


1) 1) 


156,051 


041 


118,436 052 


221,583 


818 


264,288 146 


En francs (l'écu 5 














fraocs,35centim.; 

i 


834,875 


04 


633,742, 38 
Écus Bai. 


* 


» 


1) • 
Écus Bai. 


TOTACX GENERAUX 


II 


i> 


274,507 093 


i> 


n 


483,873 964 


Ed francs. . . . 


n 
1 


> 


1,468,617, 42 


II 


u 


2,399,423, C8 



Ratificata da S. M.: Firenze, i4 Dicembre 1866 — Scambio 
delle ratifiche, stesso giorno. 



262 ITALIA E AUSTRIA 

XXVI. 

i867 , 16 Febbraio. 

1867 VIEIVIXA. 

Convenzione speciale telegrafica tra l'Italia e l'Austria. 

Le service télégraphique international entre l'Italie et 
TAutriche étant réglé par la Convention conclue à Paris 
le 17 mai 1865, les délégués des deux Administrations ont 
stipulé au terme de l'art. LIX de la dite Convention les 
arrangements particuliers suivanls: 

I. — Les lignes télégraphiques entres l'Italie et l'Autri- 
che soni reliées à la frontière près de Cormons en Illyrie, 
près de Pontebba en Frioul, et près de Borghetto en Tiro!. 

Pour assurer un écoulement rapide de la correspondance, 
les deux Administrations s'engagent à affecter au service 
télégraphique international les lignes suivantes : 

1° Un fil direct Vienne-Venise par la voie de Pontebba; 

2* Un fil Klagenfurt-Villach-Udine-Venise par la voie 
de Pontebba; 

3" Un fil direct Trieste-Venise par la voie de Cormons; 

4" Un fil Trieste-Udine par la voie de Cormons; 

5"^ Un fil Bolzano-Verone-Yenise par la voie de Bor- 
ghetto ; 

6o Un fil Bolzano-Yerone-Milan par la voie de Bor- 
ghetto. 

II. — Les bureaux de Milan, Venise, Verone et Udine du 
coté de l'Italie, et ceux de Vienne, Trieste, Klagenfurt et 
Bolzano du coté de l'Autriche, sont chargés exclusivement 
du service de dépòt international. 

Les autres bureaux situés sur les fìls internalionaux 
peuvent échanger la correspondance dont l'origine et la 



ITALIA E AUSTRIA 263 

destination ne dépasse pas les bureaux de dépòt les plus 1867 
rapprochés. 

III. — Pour faciliter la correspondance entre les pro- 
vinces limitrophes des deux Etats, la taxe terminale ita- 
Henne et autricliienne réunie est fixée à 2 francs 40 cen- 
times en Italie et à un florin v. a. en Autriche pour chaque 
dépèche simple de 4 a 20 mots échangée par les stations 
siluées dans le territoire limite du còlè de l'Ilalie par le 
Po, le Tessin et le Lac Majeur avec les stations autri- 
chiennes du Tirol , du Vorarlberg, de la Carinthie, de la 
Carniole et des cercles de Gòrz, de Trieste et d'Istrie. 

Les deux Administrations se communiqueront récipro- 
quement les noms des stations qui jouissent de la taxe 
réduite et se bonifieront pour chaque dépèche simple la 
taxe de 1 fr. 20 centimes. 

IV. — L'Administration italienne ayant adoptè la taxe 
de cinq francs comme taxe terminale unilbrmc d'une dé- 
pèche simple pour la correspondance avéc les Administra- 
tions qui n'ont pas adhéré à la Convention de Paris, l'Ad- 
ministration aulrichienne s'engage à adopter ce méme mode 
de taxation (francs 5 ou florins 2 v. a.) pour les dites 
dépéches qui traversent la ligne de l'Administration ita- 
lienne. 

De plus le Gouvernement Autrichien s'engage à pro- 
poser la mème modification aux autres Etats qui font partie 
de l'Union Austro-Germanique. 

V. — La taxe de transit des frontières franco-italiennes 
et suisse-italiennes aux frontières austro-italiennes, est fixée 
à 1 frane par dépèche simple pour la correspondance 
échangée avec les Etats adhérents à la Convention de Paris. 

La mème taxe est fixée pour le transit soit du terri- 
toire italien , soit du territoire autrichien dans le cas où 
par suite de circonstances imprévues, une dépèche est dé- 
viée, en traversant le territoire de Fautre Administration 
pour rentrer au territoire d'origine. 

Le contròie de ces dépéches ne sera fait que par la sta- 



264 ITALIA E AUSTRIA 

1867 tion de dépòt qui les réexpédiera dans le lerritoire d'o- 
rigine. 

L'Administration aulrichienne fixe le transit des frori- 
tières austro-italiennes aux fronliéres austro-turques , au- 
stro-serbes, et austro roumaines à 2 francs ( : 80 kr. v. a.) 
par dépèche simple pour la correspondance échangée avec 
les Etats adhérents à la Convention de Paris. 

Les taxes fixées dans cet article ne pourront étre mo- 
difiées que d'un commun accord entre les Parties con- 
tractantes. 

VI. — Les dépéches météorologiques et celles qui con- 
cernent d'autres objets d'intérèt public, sont expédiées en 
franchise comme dépéches de service. Les deux Adminis- 
trations s'entendront sur l'admission et le mode d'expé- 
dition de ces dépéches. 

VII. — Le réglement des comptes se fera d'après le mode 
actuellement en vigueur entre les deux Administrations et 
pourra ètre modifié d'un commun accord. 

Vili. — La présente Convention sera soumise à la ra- 
lification des Gouvernements respectifs. Elle sera mise en 
exécution le 4" avril 1867 et demeurera en vigueur jus- 
qu'à l'expiration de six mois à compter dujour où la dé- 
nonciation en sera faite d'une part ou de l'autre. 
Fait a Vienne le 16 février 1867. 

Le Déléguc du Gouvernement Le Délégué du Goiivernement 
fì. Italien L et R. Autrichien 

F. Salvatori. Brenner. 



Ratificata dal Ministro dei Lavori Pubblici: Firenze, 13 
Marzo 1867 — Scambio delle ratifiche: Firenze, 15 Marzo 
1867. 



ITALIA E BÀDEN S65 

XXVII. 

1867, 30 Marzo. 

FIRENZE. 1867 

Convenzione tra l'Italia ed il Gran-Ducato di Baden 
per l'estradizione dei malfattori. 

Sa Majesté le Roi d'Italie et Son Altesse Royale le Grand 
Due de Bade ayant à cceur d'assurer la répression des 
crimes et voulant inlroduire un système de concours ré- 
ciproque pour l'adminislration de la justice pénale, ont 
résolu d'un commun accord de conclure une Convention, et 
ont nommé à cet effet pour leurs Plénipotenliaires: 

Sa Majesté le Roi d'Italie, Monsieur le Chevalier Emile 
Visconti-Venosta, Chevalier Grand'Croix décoré du Grand 
Cordon de son Ordre des Saints Maurice et Lazare, Grand 
Officier de l'Ordre Imperiai de la Rose du Brésil, Grand' 
Croix des Ordres de Léopold de Belgique, du Lion Néer- 
landais et du Danebrog de Dannemarck, décoré de l'Ordre 
Ottoman du Médjidié de \'^ classe, son Ministre Secrétaire 
d'Etat pour les x\ffaires Etrangères, etc, etc; 

Son Altesse Royale le Grand Due de Bade, Monsieur le 
Baron Ferdinand Allesina Schweizer, Chevalier de 1'* classe 
de son Ordre du Lion de Zaehringen, Officier de l'Ordre 
Imperiai de la Légion d'honneur de Franco, Chevalier de 
l'Ordre Royale de l'Aigle Rouge de Prusse, son Conseiller 
de Légation et Ministre Résident près Sa Majesté le Roi 
d'Italie; 

Lesquels, après s'ètre communiqués leurs pleins pou- 
voirs, trouvés en bonne et due forme, sont convenus des 
articles suivants: 

I. — Le Gouvernement Italien et le Gouvernement Ba- 
dois s'engagent à se livrer réciproquement les individus, 



266 ITALIA E BADEN 

4867 autres que leurs nationaux^ qui, ayant été condamnés, ou 
étant poursuivis par les AiUorités compétentes de l'un des 
deux Etats contractants, pour l'un des crimes ou délits 
énumérés à Tarticle II ci-après, se seraient réfagiés sur le 
territoire de Taulre Etat. 

II. — L'extradition devra étre accordée pour les in- 
fraclions suivanles aux lois pénales: 

V Homicide volontaire dans les diverses acceptions et 
dénominations admises par les deux Etats, coups et bles- 
sures volontaires ayant occasionné la mort; 

2" Bigamie, rapt, viol, prostitulion ou corruption de 
mineurs par les parents ou tonte autre personne chargée 
de leur surveillance, avorteinent procure; 

3" Enlèvement, recèlement ou suppression d'enfant, 
substitution d'un enfant à un autre, ou supposi tion d'un 
enfant à une femme qui ne sera pas accouchée, exposilion 
ou abandon d'enfant; 

4° Incendio; 

5° Dommage cause volontairement aux chemins de 
fer et lélégraphes; 

6° Associationde malfaiteurs, extorsion commise àl'aide 
de violence, rapine, voi accompagno de circonstances ag- 
gravantes, ou dans lequel la valeur de l'objet volé do- 
passe 500 francs; 

1" Contrefacon ou altération de monnaies, introduction 
ou émission frauduleuse de fausse monnaie; 

Contrefacon de rentes ou obligations sur TEtal, de bil- 
lels de banque, ou de tout autre effet public, introduction 
et usage de ces mémes titres contrefaits ; 

Contrefacon d'actes souverains, de sceaux, poincons, tim- 
bres et marques de l'Etat ou des Adminislrations publi- 
ques, et usage de ces objets contrefaits; 

Faux en écriture publique ou authentique privée, de 
commerce et de banque, et usage d'écritures falsifiées; 

8° Faux témoignage et fausse expertise, subornation de 
témoins, dénonciation caloninieuse; 



ITALIA E BADEN 267 

9° Soustractions commises par des officiers ou dépo- 1867 
sitaires publics; 

10. Banqueroute frauduleuse; 

il. Toute autre sorte de soustraction ou d'escroquerie 
et de fraude avec abus de confiance, en tant que la va- 
leur de l'objet da crime ou délit dopasse mille francs. 

Il est entendu que l'extradilion sera aussilót accordée 
pour la tentative des crimes susdits, et pour toute autre 
sorte de complicité ou participation aux mémes infractions. 

III. — L'extradition ne sera jamais accordée pour les 
crimes ou délits politiques. L'individu qui serait livré pour 
une autre infraction aux lois pénales, ne pourra dans aucun 
cas ètre jugé ou condamné pour un crime ou délit poli- 
tique commis antérieurement à i'extradition, ni pour aucun 
lait connexe à ce crime ou délit. 

Il ne pourra non plus étre poursuivi ou condamné pour 
toute autre infraction antérieure à I'extradition et non 
comprise dans la présente Convention, à moins qu'aprés 
avoir été puni ou définitivement acquitté du crim.e qui a 
motivé I'extradition, il n' ait negligé de quitter le pays 
avant l'e.xpiration d'un délai de trois mois, ou bien qu'il 
n'y retourne de nouveau. 

IV. — L'extradition ne pourra avoir lieu si, depuis les faits 
imputés, les poursuites ou la condamnation, la prescription 
de l'action ou de la peine est acquise d'après les lois du 
pays, dans lequel le prévenu, ou le condamné s'est réfugié. 

V. — Dans aucun cas et pour aucun motif les Haules 
Parties contractantes ne pourront ètre tenues à se livrer 
leurs nationaux. 

Lorsque, d'après les lois en vigueur dans l'Etat auquel 
le coupable appartieni, il y aurait lieu à le poursuivre à 
raison de l'intVaction commise dans l'autre Etat, ce der- 
nier communiquera les informations et les pièces, les objets 
constituant le corps du délit et tout autre document ou 
éclaircissement requis pour le procès. 

VI. — Lorsque le condamné ou le prévenu est étranger 



268 ITALIA E BADEN 

1867 aux deux Etals contractants, le Gouvernement qui doit accor- 
der l'extradition informerà celui du pays auquel appartieni 
rindividu reclame, de la demande que lai a été adressée, 
et si ce dernier Gouvernement reclame à son tour le cou- 
pable polir le faire juger par ses Tribunaux, celui, auquel la 
demande d'extradition a été adressée, pourra à son choix 
le livrer à l'Etat sur le territoire duquel le crime ou délit 
a été commis, ou à celui auquel le dit individu apparlient. 

Si le condamné ou le prévenu, dont l'extradition est 
demandée, en conformile de la présente Convention, par 
l'une des deux Parties conlractanles, est reclame aussi par 
un autre ou par d'autres Gouvernements, pour des crimes 
ou délils commis par le méme individu sur les terriloires 
respectifs, ce dernier sera livré au Gouvernement de l'Etat 
dont la demande aura une date plus ancienne. 

VII. — Si rindividu reclame est poursuivi ou condamné 
dans le pays où il s'est réfugié pour un crime ou délit 
commis dans ce méme pays, son extradition pourra ètra 
différée jusqu'à ce qu'il ait été acquine par une senlence 
déiinitive, ou qu'il ait subi sa peine. 

Vili. — L'extradition sera toujours accordée lors mème 
que le prévenu viendrait par ce fait à étre empéché de 
remplir les engagements contractés envers des parlicu- 
liers, lesquels pourront toutefois faire valoir leurs droits 
auprès des Autorités judiciaires compétentes. 

IX. — L'extradition sera accordée sur la demande a- 
dressée par l'un des deux Gouvernements h l'aulre, par 
voie diploinatique et sur la production d'un arrèt de 
condamnalion ou de mise en accusation, d'un mandai 
d'arrèt, ou de tout autre ade ayant la mème force que 
ce mandai, et indiquant également la nature et la gravite 
des faits poursuivis, ainsi que la disposilion pénale appli- 
cable à ces faits. 

Ces acles seront délivrés en originai ou en expédition 
authenlique, soit par un Tribunal, soit pour tonte aulre 
Aulorité competente du Pays qui demande l'extradition. 



ITALIA E BADEN 269 

On foiirnira en méme lemps, si c'est possible, le signa- 1867 
lement de l'individu reclame , ou toute autre indication 
de nature à en conslater l'identité. 

X. — Dans les cas iirgents, et surtout lorsqu'il y a dan- 
ger de fui te, chacun des deux Gouvernements s'appuyant sur 
l'existence d'un arrét de condamnation ou de mise en ac- 
cusation, ou d'un mandat d'arrét, pourra par le moyen 
le plus prompt, et méme par le télégraphe, demander et 
obtenir l'arreslation du condamné ou du prévenu, à con- 
dition de présenter dans le plus href délai le document, 
dont on a indiqué l'existence. 

XI. — Les objets volés ou saisis en la possession du 
condamné, ou du prévenu, les instruments et outils dont il 
se serait servi pour commettre le crime et délit, ainsi que 
toute autre pièce de conviction, seronl rendus, en méme 
temps que s'effectuera la remise de l'individu arrèté, méme 
dans le cas où l'extradition, après avoir été accordée, ne 
pourrait avoir lieu par suite de la mort ou de la fuite du 
coupable. Celte remise comprendra aussi tous les objets de 
la méme nature, que le prévenu aurait cachés ou déposés 
dans le pays où il s'est réfugié, et qui y seraient trouvés 
plus tard. 

Sont cependant réservés les droits des tiers sur les ob- 
jets susmentionnés, qui devront leur étre rendus sans frais 
aprés la conclusion du procès. 

XII. — Les frais d'arrestation, d'entretien et de transport 
de l'individu, dont l'extradition aura été accordée^ ainsi 
que ceux de consignation et de transport des objets, qui 
aux termes de l'article précédent doivent étre restitués ou 
remis , resteront à la charge de l'Etat qui a fait la de- 
mande d'extradition. 

XIII. — Si l'un des Gouvernements jugera nécessaire , 
pour l'instruction d'un procés , la déposition de témoins 
domiciliés sur le territoire de l'autre Etat, ou tout autre 
acte d'instruction judiciaire, des lettres rogatoires adres- 
sées par voie diplomatique seront à cel effet expédiées en 



270 ITALIA E BADEN 

1867 due forme par l'aiitorité judiciaire compétenle à celle de 
l'autre Etat, qui sera tenue à y donner cours, conformé- 
ment aux lois en vigueur dans le pays où le lémoin est 
entendu, ou l'acte délivré, excepté si rinstructìon a pour 
objet un acte qui n'est point punissable judiciairement 
d'après les lois de l'Elat auquel la commission rogatoire 
est adressée, ou si l'inslvuction est dirigée contre un su- 
jet de ce dernier , qui n'est pas encore arrèté par l'au- 
torité de laquelle la commission rogatoire est émanée. 

XIV. — Dans le cas où la comparution personnelle d'un 
lémoin serait nécessaire, le Gouvernement dont il dépend 
l'engagera à obtempérer à l'invitalion qui lui en aura été 
faite par l'autre Gouvernement. 

Si les témoins requis consentent à partir , les passe- 
ports nécessaires leur seront aussitòt délivrés, et les Gou- 
vernements respectifs s'entendronl pour fixer l'indemnité, 
qui leur sera accordée par l'Etat réclamant, en raison de 
la dislance et du séjour, ansi que l'avance de fonds , 
qui devra préalablement leur ètre faite. 

Dans aucun cas ces témoins ne pourront éti'e arrétés 
ni molestés, pour un fait antérieur à la demande de com- 
parution, pendant leur séjour force dans le lieu où le juge 
qui doit les entendre exerce ses fonctions, ni pendant le 
voyage, soit en allant soit en retournant. 

XV. — Si à l'occasion d'un procès instruit dans l'un des 
deux Elats contractants il devient nécessaire de procéder 
à la confronlation du prévenu avec des coupables détenus 
dans l'autre Etat , ou de produire des pièces de convic- 
tion ou des documents judiciaircs qui lui appartiennent, 
la demande devra en étre faite par voie diplomati que, et, 
excepté le cas où des considérations exceptionnelles s'y 
opposeraient, on devra toujours déférer à cette demande, 
à la condilion toutefois de renvoyer le plus tòt possible 
les détenus, et de restituer les pièces et les documents 
susindiqués. 

Les frais de transport d'un Etat à l'autre des individus 



ITALIA E BADEN 271 

et des objets ci-dessus mentionnés, ainsi que ceiix occa- 1867 
sionnés par Faccomplissement des formalités énoncées à 
l'art. XIII, seront siipportés par le Gouvernement qui en 
a fait la demando. 

XVI. — Les deux Gouvernements s'engagent à se com- 
muniquer réciproquement les arréts de condamnation pour 
crimes et délits de toute espèce qui auront été prononcés 
par les tribunaux de l'un des deux Etas contre les sujets 
de l'autre. Celle communication sera effectuée moyennant 
l'envoi par voie diplomatique du jugement prononcé et 
devenu définitif, au Gouvernement doni le condamné est 
sujet, pour ètre depose au grefCe du tribunal qu'il appar- 
tiendra. Chacun de? deux Gouvernements donnera à ce 
sujet les instructions convenables aux aulorilés compé- 
tentes. 

XVII. — La présente Convention est conclue pour cinq 
années à partir du jour de l'échange des ratifications. 

Dans le cas où aucun des deux Gouvernements n'aurait 
nolifié, six mois avant la fin de la dite période, son inten- 
tion d'en faire cesser les eft'ets , elle demeurera obliga- 
toire pour cinq autres années , et ainsi de suite de cinq 
en cinq ans. 

XVIII. — La présente Convention sera ratifiée , et les 
ratificalions en seront échangées à Florence dans l'espace 
de trois mois, ou plus tòt si faire se peut. 

En foi de quoi les deux Plénipotentiaires l'ont signée 
en doublé originai , et y ont appose le cachet de leurs 
armes. 

Fait à Florence le 30 mars 1867. 

(L. S.) Visconti-Venosta. 

(L. S.) Baron De Schweizer. 

Ratificata da S.M.: Firenze, 2 Maggio 1867 — Scambio 
delle ratifiche: Firenze, 22 Maggio 1867. 



272 ITAUA E SPAGNA 

XXVIII. 

1867 . 4 Aprile. 
1867 FIRE^'ZE. 

Convenzione Postale tra l'Italia e la Spagna. 

S. M. il Re d'Italia e S. M. la Regina delle Spagne, de- 
siderando di stringere viepiù le buone relazioni che esi- 
stono fra i due paesi, facilitando e regolando le comunicazioni 
postali dei loro rispettivi Stati, hanno cercato di assicurare 
questo risultato mediante una nuova Convenzione, ed hanno 
nominato a questo scopo per loro Plenipotenziari: 

S. M. il Re d'Italia, il signor Cavaliere Giuseppe Devin- 
cenzi, Cavaliere di Gran Croce, decorato del Gran Cordone 
dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, Deputato al Par- 
lamento e Ministro Segretario di Stalo pei Lavori Pub- 
blici ; e 

S. M. la Regina delle Spagne, il signor D. Enrico di Saa- 
vedra, Duca di Rivas, Grande di Spagna di prima classe, 
Cavaliere Gran Croce del Reale e distinto Ordine di Carlo III, 
suo Inviato straordinario e Ministro plenipotenziario presso 
S. M. il Re d'Italia; i quali, dopo essersi comunicati i loro 
pieni poteri trovati in buona e debita forma, sono conve- 
nuti negli articoli seguenti : 

I. — Tra l'Amministrazione delle poste d'Italia e l'Am- 
ministrazione delle poste di Spagna si farà un cambio pe- 
riodico e regolare di: 
r Lettere ordinarie; 
2° Lettere raccomandate; 
3" Campioni di merci; 
4° Periodici e stampati. 



ITALIA E SPAGNA 273 

II. — Il cambio delle corrispondenze, delle quali si parla 1867 
nell'articolo precedente, verrà effettuato in pieghi chiusi e 
coll'intermediario dell'Amministrazione delle poste di Fran- 
cia, in virtù delle convenzioni vigenti o che lo saranno in 
appresso fra l'Italia e la Spagna da una parte ed il Go- 
verno francese dall'altra. 

Il suddetto cambio avrà luogo una volta al giorno o più, 
se le due Amministrazioni lo giudicano opportuno. 

III. — Le spese di transito delle corrispondenze cambiate 
in pieghi chiusi tra l'Italia e la Spagna colla mediazione 
delle poste francesi, saranno pagate rispettivamente dalle 
due Amministrazioni postali italiana e spagnuola. 

In conseguenza l'xVmministrazione delle poste italiane pa- 
gherà la spesa del transito che spetta all'Amministrazione 
francese per tutte le lettere, i campioni e le stampe spe- 
dite in pieghi chiusi dall'Italia nella Spagna; e l'Ammi- 
nistrazione delle poste spagnuole pagherà la spesa del tran- 
sito che spetta alla ArnmJnistrazione francese per tutte le 
lettere , i campioni e le stampe spedite in pieghi chiusi 
dalla Spagna in Italia, 

IV. — Le spese di transito delle corrispondenze spedite 
in pieghi chiusi attraverso la Francia , sia dall' Italia per 
la Spagna , sia dalla Spagna per l' Italia , saranno pagate 
per intiero da quella delle due Amministrazioni che avrà 
ottenuto dall'Amministrazione delle poste di Francia con- 
dizioni più favorevoli nei prezzi. 

L'Amministrazione che avrà soddisfatto nella totalità le 
dette spe5e, verrà rimborsata della quota che avrà pagato 
per conto dell'altra Amministrazione in conformità delle 
stipulazioni dell'articolo III. 

Resta convenuto che l'Amministrazione postale italiana 
s'incarica, fino a disposizione contraria, di pagare all'Am- 
ministrazione postale di Francia le spese relative al tran- 
sito menzionato all'articolo IH. 

Le Amministrazioni postali italiana e spagnuola restano 
pure autorizzate ad adottare qualsiasi altra disposizione 
18 



274 ITALIA E SPAGNA 

1867 relativa al pagamento ed alla liquidazione dei suddetti di- 
ritti di transito, che circostanze speciali potessero rendere 
ulteriormente necessaria. 

V. — Indipendentemente dalla corrispondenza che verrà 
scambiata fra le Amministrazioni postali dei due Stati per 
la via di Francia, le stesse Amministrazioni potranno ri- 
mettersi reciprocamente lettere e stampati per la via di 
mare, cioè : 

-1" Per mezzo di bastimenti che il Governo Italiano 
ed il Governo Spagnuolo rispettivamente giudicheranno di 
noleggiare o di sovvenzionare pel trasporlo della corri- 
spondenza fra i porti d' Italia da una parte , e quelli di 
Spagna dall'altra; 

2" Per mezzo di bastimenti mercantili che navigano 
fra i porti italiani e spagnuoli. 

Per questi mezzi però non si spediranno altre corri- 
spondenze, eccettuale quelle che portino sull'indirizzo l'in- 
dicazione Via (li mare , ovvero Per mezzo di bastimenti 
mercantili. 

La corrispondenza spedita per la via di mare sarà con- 
segnata al primo battello di sanità o di dogana che co- 
municherà colla nave che la trasporta , ovvero all' Ufficio 
di sanità che riceverà la dichiarazione del capitano , se- 
condo l'usanza di ciascun paese, in guisa che la consegna 
possa effettuarsi nel più breve spazio di tempo all'Ammi- 
nistrazione delle poste del porto di arrivo. 

VI. — La corrispondenza spedila per la via di mare 
dovrà essere francata sino al porto d' imbarco ; secondo 
la tariffa vigente nell' interno dei due paesi, e l'Ammini- 
strazione del porto di destino pagherà al cipitano del ba- 
stimento, a titolo di premio per il trasporto di detta cor- 
rispondenza, la somma di dieci centesimi di lira o tren- 
lasei millesimi di scudo (1) per ogni lettera o pacco, e la 



(1) Questa lassa fu con Note successivamente scambiale il 2o Maggio e 1" Giu- 
gno 18(jS, fissata a quaranta millesimi di scudo. 



ITALIA E SPAGNA 275 

somma di una lira o trentotto centesimi di scudo per ogni 1867 
chilogramma di campioni di merci o stampati. 

Le corrispondenze medesime saranno inoltre gravate nel 
paese di destino, delle tasse stabilite dalla tariffa vigente 
neir interno. 

VII. — Le persone che vorranno spedire lettere ordi- 
narie^ cioè non raccomandate, sìa dall'Italia in Ispagna , 
che dalla Spagna in Italia, potranno a scelta lasciarne il 
pagamento del porto a carico del destinatario, ovvero af- 
francarle sino alla loro destinazione. 

Vili. — La tassa da riscuotersi in l'alia, per le lettere 
affrancate che saranno spedite nella Spagna e per le let- 
tere non francate provenienti dalla Spagna , sarà fissata 
come segue: 

a) Per le lettere francate, a cinquanta centesimi di lira 

per ogni porto di dieci grammi o frazione di dieci grammi; 

h) Per le lettere non francate, a ottanta centesimi di 

lira per ogni porto di dieci grammi o frazioni di dieci 

grammi. 

Reciprocamente, la tassa che si riscuoterà in Ispagna 
per le lettere affrancate destinate in Italia, come per quelle 
non affrancate provenienti dall' Italia , sarà stabilita come 
segue : 

a) Per le lettere affrancate, a venti centesimi di scudo 
per ogni porto di dieci grammi o frazioni di dieci grammi; 

b) Per le lettere non affrancate, a trenta centesimi di 
scudo per ogni porto di dieci grammi o frazioni di dieci 
grammi. 

IX. — L'Amministrazione delle poste italiane e l'Ammini- 
strazione delle poste spagnuole potranno reciprocamente 
trasmettersi lettere raccomandate a destino dei due paesi, 
ed anche, per quanto è possibile, a destino di quegli 
Stati ai quali le due Amministrazioni servono d'interme- 
diario. 

Queste lettere dovranno sempre essere francate sino al 
luogo di destino, epperciò i mittenti pagheranno per esse 



276 ITALIA E SPAGNA 

1867 la tassa di francatura di una lettera ordinaria dello stesso 
peso _, e di piìi un diritto fisso di raccomandazione di cin- 
quanta centesimi di lira in Italia e di venti centesimi di 
scudo in Ispagna. 

Le tasse poi e i diritti relativi alle lettere raccoman- 
date dirette a quegli Stati ai quali l' Italia e la Spagna 
servono o potranno servire reciprocamente d' intermedia- 
rio , verranno di comune accordo fissati fra le Ammini- 
strazioni postali d' Italia e di Spagna, in conformità alle 
Convenzioni in vigore, o che lo saranno in avvenire. 

X. — Il mittente di una lettera raccomandata, sia dall'I- 
talia per Spagna , sia dalla Spagna per l' Italia , potrà ri- 
chiedere che gli venga dato avviso immediato del recapito 
della sua lettera alla persona cui è indirizzata. 

Per ottenere il vantaggio accordato dal presente arti- 
colo , il mittente di una lettera affrancata dovrà pagare 
anticipatamente , a titolo di compenso delle spese dell'av- 
viso, una sopratassa fissata nella somma di 20 centesimi 
di lira in Italia e di 10 centesimi di scudo in Ispagna. 

XI. — I campioni di merci che si spediscono , sia dal- 
l' Italia per la Spagna, sia dalla Spagna per l'Italia, pa- 
gheranno la medesima tassa delle lettere ordinarie. 

Non si darà corso ai campioni di merci se non in quanto 
non contengano alcun valore, siano francati fino a destino, 
siano sotto fascia, in modo che non sorga dubbi intorno 
alla loro natura e non contengano cosa alcuna manoscritta, 
eccetto il nome della persona cui sono diretti, i bolli della 
fabbrica o del commerciante, i numeri d' ordine e la in- 
dicazione dei prezzi. 

XII. — Ogni pacco di periodici, gazzette, opere periodiche, 
opuscoli, cataloghi, prospetti , annunzi ed avvisi stampati, 
incisi , litografati o autografati, ancorché contengano carte 
geografiche , disegni , stampe e carte da musica , purché 
formino parte delle stesse pubblicazioni periodiche che si 
spediscono dall'Italia in Ispagna, si francheranno fino a de- 
stino mediante il pagamento di una tassa di dieci centesimi 



ITALIA E SPAGNA 277 

di lira per ogni quaranta grammi o frazioni di quaranta 1867 
grammi; e reciprocamente, ogni pacco che contenga og- 
getti della stessa natura , spediti dalla Spagna in Italia , 
si affrancherà fino a destino mediante il pagamento di 
trenlasei millesimi di scudo (1) per ogni quaranta grammi 
(ventidue adannes) o frazioni di quaranta grammi. 

XIII. — Per godere del ribasso di tasse concesso dall'ar- 
ticolo precedente, gii stampati ivi enunciati dovranno es- 
sere francati fino a destino, essere inviati sotto fascia od 
in modo da essere facilmente riconosciuti, e non contenere 
nessuno scritto, cifra o segno fatto a mano, tranne il nome 
della persona cui sono indirizzati, il luogo di sua abita- 
zione e l'indicazione di sua residenza. 

Non si darci corso ai periodici ed agii stampati che non 
riunissero queste condizioni, non fossero affrancati fino a 
destino, o lo fossero insufficientemente. 

XIV. — Resta inteso che le disposizioni contenute ne- 
gli articoli XII e XIII che precedono, non tolgono né li- 
mitano in maniera alcuna il diritto che hanno le Ammi- 
nistrazioni delle poste dei due Stati di non effettuare, nei 
rispettivi territorii , il trasporto e la distribuzione degli 
oggetti enunciati nei sovradetti articoli , rispetto ai quali 
non fossero osservate le Leggi , i Decreti e le Ordinanze 
risguardanti la loro pubblicazione e la loro circolazione 
tanto in Italia quanto in Ispagna. 

XV. — Le Amministrazioni delle poste d'Italia e di 
Spagna potranno pure rimettersi reciprocamente periodici 
e stampati raccomandati. 

Per ogni plico di periodici e stampati che si vorrà spe- 
dire raccomandato, dovrà il mittente pagare il diritto fìsso 
di raccomandazione stabilito dal precedente articolo IX, 
oltre la tassa di francatura stabilita all'articolo XII della 
presente Convenzione. 



(1) Questa tassa fu con Note successivamente scambiate il 25 Maggio e \° Giu- 
gno 1868, fissata a quaranta millesimi di scudo. 



278 ITALIA E SPAGNA 

1867 II mittente potrà pure richiedere che gli sia dato av- 
viso del recapito del sottofascia, pagando anticipatamente 
il diritto fisso di 20 centesimi di lira in Italia e 10 cen- 
tesimi di scudo in Ispagna. 

XVI. — La perdita d'una lettera raccomandata o di un 
pacco di periodici o stampati raccomandati , darà diritto 
ad un'indennità di cinquanta lire in Italia e diciannove 
scudi in Ispagna, secondo che la perdita sarà avvenuta sul 
territorio italiano o sp?gnuolo. 

Non si ammetteranno però reclami per indennità dello 
smarrimento di oggetti raccomandati, né le due Ammini- 
strazioni si terranno obbligate al pagamento d'essa quando 
siano trascorsi sei mesi dalla data d'impostazione della 
lettera o della stampa raccomandala. 

L'Amministrazione delle poste d'Italia e quella di Spagna 
soddisferanno in parte uguale l'indennità, di cui nel pre- 
sente articolo, qualora la perdita dell'oggetto raccoman- 
dato sia avvenuta durante il transito attraverso il territo- 
rio francese. 

XYII. — Le lettere spedite dall'Italia nella Spagna e 
dalla Spagna nell'Italia, potranno essere francate dai mit- 
tenti coi francobolli in uso nel paese di origine. Quando 
i francobolli posti sopra una lettera diretta dall'uno all'al- 
tro dei due Stati rappresentino una somma inferiore a 
quella voluta per la francatura a destino, la lettera sarà 
considerata e tassata come non francata, deducendovi però 
sempre il valore dei francobolli. 

XVIII. — Le tasse riscosse in Italia^ tanto sulla corri- 
spondenza d'ogni genere francata per la Spagna^ quanto 
sulle lettere non francate provenienti dalla Spagna , an- 
dranno a favore delle poste italiane. 

Reciprocamente, le tasse riscosse in Ispagna tanto sulla 
corrispondenza d'ogni genere diretta in Italia , quanto 
sulle lettere non atfrancate provenienti dall'Italia, andranno 
a favore dell'Amministrazione postale spagnuola. 

XIX. — Le Amministrazioni delle poste d'Italia e di 



ITALIA E SPAGNA 279 

Spagna non ammetteranno nei pieghi delle corrispondenze 1867 
a destinazione di uno dei due Stati, né di quelli cui esse 
servono di mediazione, lettere contenenti oro od argento 
coniato, gioie, eftetli preziosi od altri, che possano andare 
sottoposti a diritto di dogana. 

Queste lettere non avranno corso, ma dovranno aprirsi 
e restituirsi ai mittenti, restandone il contenuto soggetto 
alle Leggi postali speciali ad ognuna delle due nazioni. 

XX. — Allo scopo di assicurarsi reciprocamente il pro- 
dotto integrale della corrispondenza diretta da uno dei due 
Stati all'altro, i Governi Italiano e Spagnuolo si obbligano 
d'impedire, con tutti i mezzi che sono in loro potere, che 
la detta corrispondenza si spedisca per altre vie che per 
mezzo dei loro rispettivi Uflici postali. 

XXI. — I Governi Italiano e Spagnuolo si obbligano di 
trasportare gratuitamente attraverso il territorio dei loro 
rispettivi Stati la corrispondenza che l'uno o l'altro cam- 
biano potranno cambiare in pieghi chiusi con le nazioni 
alle quali l'Italia e la Spagna servono o potranno servire 
rispettivamente d'intermediario , a condizione però che 
quegli Stati che vorranno o potranno approfittare di que- 
sto trasporto gratuito concedano , a titolo di reciprocità , 
uguale vantaggio alla corrispondenza d'Italia e di Spagna 
che in pieghi chiusi transiti per il loro territorio. 

In caso contrario, resta determinato fra i Governi d'I- 
talia e di Spagna che per il transito attraverso il loro ter- 
ritorio della corrispondenza trasportata in pieghi chiusi, 
verranno riscossi i seguenti prezzi: 

4° L'Amministrazione delle poste di Spagna pagherà 
a quella d'Italia la somma di cinquantadue centesimi e 
sessanlatre millesimi di lira per ogni trenta grammi, peso 
netto, di lettere, e quella di cinquantadue centesimi e ses- 
santatre millesimi di lira per ogni quattrocento ottanta 
grammi, pure di peso netto, di periodici od altri stampati 
contenuti nei pieghi chiusi che l'Italia trasporta attraverso 
il proprio territorio per conto del Governo spagnuolo; 



280 ITALIA E SPAGNA 

1867 2° L'Amministrazione postale italiana pagherà a quella 

spagnuola la somma di venti centesimi di scudo per ogni 
trenta grammi, peso netto, di lettere, e quella di venti 
centesimi di scudo per ogni quattrocento ottanta grammi, 
sempre peso netto, di periodici ed altri stampati contenuti 
nei pieghi chiusi che la Spagna trasporta attraverso il suo 
territorio per conto del Governo Italiano. 

È inteso che le spese del trasporto attraverso il terri- 
torio francese della corrispondenza, di cui tratta il pre- 
sente articolo, verranno sempre pagate da quella delle due 
Amministrazioni , per il conto della quale si e effettuata 
la spedizione di detta corrispondenza. 

XXII. — Il peso delle corrispondenze di ogni genere 
giacenti in Ufficio, cioè delle lettere rifiutate, inesitate, mal 
dirette e rivoltate per assenza di destinatari, come pure 
quello delle comunicazioni ufficiali dei conti, fogli d'avviso 
ed altri documenti relativi al cambio della corrispondenza 
trasportata in pieghi chiusi da una delle due Amministra- 
zioni per conto dell'altra, di cui nel precedente articolo , 
non sarà compreso nel peso delle lettere e delle stampe 
alle quali deve applicarsi il prezzo di trasporto fissato nel 
detto articolo. 

XXIII. — Le Amministrazioni delle poste d'Italia e di 
Spagna stabiliranno, di comune accordo ed in conformità 
alle Convenzioni in vigore o che lo saranno in avvenire, 
le condizioni alle quali si potranno cambiare sciolte fra i 
rispellivi uffizi le lettere, i campioni di merci e gli stampati 
originari o a destino dei paesi o colonie ai quali le due 
Amministrazioni servano o possano servire di mediazione. 

Le disposizioni contenute nel presente articolo potranno 
essere modificate dalle due Amministrazioni , qualora di 
comune accordo lo credano necessario. 

XXIV. — Le lettere ordinarie o raccomandate, i periodici 
e gli stampati mal diretti o con erroneo indirizzo , ver- 
ranno restituiti reciprocamente senza perdita di tempo per 
mezzo dei rispettivi Uffizi di cambio, pel peso e pel prezzo 



ITALIA E SPAGNA 281 

per i quali saranno già stati conteggiati dall'Amministra- 1867 
zione speditrice all'altra. 

Gli oggetti di egual natura indirizzati a persone che ab- 
biano cambiato residenza, saranno reciprocamente restituiti 
gravati della tassa, che avrebbero dovuto pagare i desti- 
natari. 

Le lettere ordinarie e gli stampati rimessi primitiva- 
mente all'Amministrazione delle poste d'Italia o di Spagna 
dalle altre Amministrazioni, e che per causa di cambiata 
residenza delle persone cui sono indirizzati , si debbono 
rinviare dall'uno all'altro Stato, saranno reciprocamente 
restituiti gravali della lassa che i destinatari avrebbero 
dovuto pagare nel luogo della primitiva destinazione, 

XXV. — La corrispondenza di ogni genere, che per un 
motivo qualunque rimarrà inesitata, dovrà dall'una parte 
e dall'altra restituirsi in fine di ogni mese. 

Gli oggetti non affrancati saranno restituiti pel medesimo 
prezzo pel quale saranno stati primitivamente addebitati 
dall'Amministrazione mittente. 

Quelli affrancati fino a destino o fino al confine del 
paese cui sono diretti , saranno restituiti senza abbuono 
di tasse. • 

Le corrispondenze non franche, inesitate, che saranno 
state trasportate in pieghi chiusi da una delle due Am- 
ministrazioni per conto dell'altra, saranno ricevute pel 
prezzo e peso pel quale saranno state comprese nei conti 
delle Amministrazioni rispettive, dietro a semplici dichia- 
razioni od elenchi allegati alle note di deduzione, quando 
le stesse corrispondenze non potranno essere esibite dal- 
l'Amministrazione, che deve rispondere all'altra del loro 
importo. 

XXVL — Le Amministrazioni delle poste d'Italia e di 
Spagna formeranno ogni mese i conti delle corrispondenze, 
e questi conti , dopo di essere stati discussi ed approvati 
reciprocamente , verranno saldati alla fine di ogni trime- 
stre da quella Amministrazione che risulterà debitrice. 



282 ITALIA E SPAGNA 

1867 I conti sovramenzionati saranno liquidati e saldati in 
moneta italiana , e nella liquidazione il ragguaglio delle 
monete spagnuole avrà luogo in ragione di trentotto cen- 
tesimi di scudo per ogni lira italiana. 

Il saldo dei conti si pagherà come segue : 

1° Con lettere di cambio sopra Firenze , quando il 
saldo risulti a favore dell' Amministrazione delle poste 
d'Italia; 

2" Con lettere di cambio sopra Madrid , quando il 
saldo risulti a favore dell'Amministrazione delle poste di 
Spagna, 

XXVII. — Le Amministrazioni postali d'Italia e di Spa- 
gna designeranno di comune accordo gli Uffici, per mezzo 
dei quali dovrà effettuarsi il cambio delle rispettive cor- 
rispondenze, stabiliranno le norme relative al servizio di 
quelli ed all'istradamento di queste; determineranno le 
condizioni relative alla trasmissione delle lettere insuffi- 
cientemente affrancate coi francobolli; fisseranno la forma 
dei conti di cui al precedente articolo XXVI; ed adotte- 
ranno finalmente tutte quelle altre norme di ordine e di 
dettaglio che dalle due Amministrazioni si giudicheranno 
necessarie per assicurare la p^mtuale esecuzione di tutto 
quanto nella presente Convenzione si stabilisce. 

S'intende che le precitate norme potranno essere modi- 
ficate dalle due Amministrazioni semprechè di comune ac- 
cordo lo credano necessario. 

XXVin. — Il Governo di S. M. il Re d'Italia ed il Go- 
verno di S. M. la Regina delle Spagne, desiderando che 
in appresso possano facilitarsi viepiù le relazioni postali 
fra i due Stati, sono convenuti di autorizzare le rispettive 
Amministrazioni delle poste, qualora dopo la conclusione 
della presente Convenzione si ottenesse una riduzione sui 
diritti di transito che attualmente si pagano al Governo 
francese, ad applicare questo beneficio alla corrispondenza 
di cui nei precedenti articoli Vili, IX, XI e XII, propor- 
zionando la tariffa alla riduzione ottenuta. 



ITALIA E SPAGNA 283 

XXIX. — Resta convenuto fra le due Parti contraenti 1867 
che le corrispondenze dirette nei due paesi e debitamente 
francate in conformità della presente Convenzione, non po- 
tranno, sotto verun pretesto, essere assoggettate nel paese 

di destino a sopratassa o ad altro qualsiasi diritto a ca- 
rico dei destinatari. 

L'AmrainisIrazione delle poste di Spagna potrcà tuttavia 
riscuotere la sopralassa di un cuavlo a titolo di diritto di 
distribuzione a domicilio , infmo a tanto che non abbia 
avuto luogo la riforma progettata per l'abolizione di questo 
diritto nell'interno della penisola. 

XXX. — Le Amministrazioni delle poste d'Italia e di 
Spagna potranno stabilire uno scambio di vaglia postali 
internazionali, e restano autorizzate di adottare di comune 
accordo le disposizioni relative a questo nuovo servizio 
allorquando il medesimo verrà stabilito nella Spagna, o 
all'epoca in cui si riterrà opportuno da amendue le Am- 
ministrazioni. 

XXXI. — Rimangono abrogate, dal dì nel quale si porrà 
in esecuzione la presente Convenzione , tutte le stipula- 
zioni disposizioni anteriori concernenti il cambio della 
corrispondenza fra l'Italia e la Spagna. 

XXXII. — La presente Convenzione sarà posta in ese- 
cuzione dal giorno che verrà designato dalle due Ammi- 
nistrazioni delle poste d'Italia e di Spagna, e rimarrà ob- 
bligatoria d'anno in anno in tino a tanto che una delle due 
Parti contraenti manifesti all'altra, col preavviso di un anno, 
la sua intenzione che ne cessino gli effetti. 

Durante quest'ultimo anno l'esecuzione della Conven- 
zione continuerà ad essere piena e completa, senza pre- 
giudizio della liquidazione e saldo dei conti fra le Ammi- 
nistrazioni delle poste dei due Stati dopo lo spirare di 
questo termine. 

XXXIII. — La presente Convenzione sarà ratilicata , e 
le ratifiche si cambieranno in Firenze nel pii^i breve termine. 

In fede di che i rispettivi Plenipotenziari hanno firmato 



284 ITALIA E SPAGNA 

1867 la presente Convenzione, e vi hanno apposto il sigillo delle 
loro armi. 

Fatto in doppio originale in Firenze il giorno 4 di aprile 
dell'anno 1867. 

(L. S.) G. Devincenzi. 

(L. S.) El Duque De Rivas. 

Ratificata da S. M.: Firenze, 30 Giugno 1867. — Scambio 
delle ratifiche: Firenze, 4 Luglio 1867. 



XXIX. . 
1867 , 8 Aprile. 
PiiRIGI. 



Articoli addizionali 

alla Convenzione Telegrafica internazionale del 17 maggio 186B 

tra l'Italia ed altri Stati. 



Les Hautes Puissances signataires de la Convention té- 
légraphique Internationale conclue à Paris le 17 mai 1865, 
ayant , d'un commun accord , jugé utile d'appliquer aux 
correspondances échangées avec l'Algerie et la Tunisie les 
dispositions de la dite Convention, les Plénipotentiaires res- 
pectifs, dùment autorisés, sont convenus des stipulations 
suivantes : 

I. — Toutes les dispositions réglémentaires de la Con- 



ITALIA ED ALTRI STATI 285 

vention télégraphique internationale, signée à Paris le 17 1867 
mai 1865, s'appliqueront aux correspondances échangées 
par les Hautes Parties contractantes avec l'Algerie et la 
Tunisie. 

II. — Le tarif applicable à ces correspondances est fìxé 
conformément au tableau suivant: 



Frange 



Italie 



iTaxe terminale à per- 
cevoir à titre algé- 
! rien ou lunisien. 



pour les corres- 
pondances é- 
changées avec 
l'Italie .... 

fpour toutes les 
autres .... 



Taxe terminale à percevoir pour les cor- 
respondances avec l'Algerie et la Tu- 
nisie 

Taxe de transitpour les correspondances 
échangées entre la France d'une part, 
et l'Algerie et la Tunisie d'aulre pari 

Taxe delransit pour les correspondances 
échangées entre tous les autres Etals 
d'une part, et l'Algerie ou la Tunisie 
d'autre part 

ÌTaxes terminales et de Iransit résultant 
des tableaux A et B annexés à la 
«v;ii..jo uirti^.\ Convention de Paris, ou des Conven- 
lions parliculières signées entre ces 
Etals et la France. 



Fr. 



5* 

2 

2 



111. — Les présents articles additionnels, qui ne seront 
pas ratifiés , auront néanmoins la méme force, valeur et 
durée que la Convention télégraphique internationale, et 
seront considérés comme en faisant partie intégrante. 



Y compris la taxe éventuelle du transil en France. 



286 ITALIA ED ALTRI STATI 

1867 En foi de quoi les Plénipolentiaires respectifs ont signé 
les dits articles additionnels, qu'ils ont revèlus dii cachet 
de leurs armes. 
Fait à Paris, en dix-neuf expéditions, le 8 avril 1867. 



NlGRA. 

Metternich. 
b, schweizer. 
Baron De Perglas. 
EuG. Beyens. 

L. MOLTKE HvITFELDT. 
MON. 

moustier. 

Heeren. 

Théodore P. DelyAxNni. 



De Bornemann. 

LlGHTENVELT. 

Paìva. 

GOLTZ. 

Budberg. 

Adelswàrd. 

Kern. 

Djémil. 

Waechter. 



XXX. 

1867 , 23 Aprile. 

FBREl^ZE. 

Convenzione Postale tra l'Italia e l'Austria. 



Sua Maestà il Re d'Italia e Sua Maestcà l'Imperatore d'Au- 
stria, ugualmente animati dal desiderio di migliorare, me- 
diante una nuova Convenzione, il servizio delle corrispon- 
denze fra l'Italia e l'Austria, hanno nominato a questo 
scopo per loro Plenipotenziari: 

Sua Maestà il Re d'Italia: il signor Urbano Rattazzi, Ca- 
valiere Gran Croce, decorato del Gran Cordone del suo 
Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, ecc. ecc., Deputalo 



ITALIA E AUSTRIA 287 

al Parlamento, Presidente del Consiglio dei Ministri, suo 1867 
Ministro Segretario di Stato per gli Affari dell'Interno; ed 
il signor Francesco De Blasiis, Commendatore dell'Ordine 
dei Santi Maurizio e Lazzaro,, ecc., Deputato al Parlamento, 
suo Ministro Segretario di Stato per l'Agricoltura, Indu- 
stria e Commercio; e 

Sua MaestM l'Imperatore d'Austria: il signor Luigi Ba- 
rone di Kiibeck, Gran Croce dell'Ordine Imperiale di Leo- 
poldo, ecc., ecc., suo Consigliere Intimo attuale. Inviato 
straordinario e Ministro Plenipotenziario presso Sua Maestà il 
Re d'Italia; e il signor Sisinio De Pretis Gagnodo , Com- 
mendatore dell'Imperiale Ordine della Legione d'Onore di 
Francia, Dottore in legge. Capo di Sezione nell'Imperiale 
Ministero del Commercio e dell'Economia pubblica; i quali 
dopo essersi comunicati i loro pieni poteri trovati in buona 
e debita forma, hanno convenuto sui seguenti articoli: 

I. — Fra l'Amministrazione delle poste italiane e l'Am- 
ministrazione delle poste austriache vi sarà un cambio pe- 
riodico e regolare di pieghi chiusi per la trasmissione re- 
ciproca di lettere, campioni di merci, gazzette e stampe di 
ogni genere originarie dei rispettivi Stati , o provenienti 
da paesi, a cui le due Amministrazioni italiana ed austriaca 
servono o potranno in seguilo servire di mediazione. 

IL — Il cambio dei pieghi chiusi si farà col mezzo dei 
servizi postali italiani ed austriaci di terra e di mare , e 
col mezzo dei servizi postali svizzeri , ove questi possano 
servire d'intermediario alle due Amministrazioni. 

HI. — Ciascuna delle due Amministrazioni pagherà il tra- 
sporto dei suoi pieghi fino alla prima stazione oltre il 
proprio confine. 

Quando le due Amministrazioni credessero conveniente 
di accollare ad un solo imprenditore il trasporto dei pie- 
ghi in andata e ritorno , allora esse sopporteranno cia- 
scuna per una metà il carico della spesa di questo tra- 
sporto. 

E anche inteso che le spese di trasporto dei pieghi al- 



288 ITALIA E AUSTRIA 

1867 traverso il territorio svizzero saranno pagate alia Svizzera, 
per una metà dall'Amministrazione delle poste italiane, e 
per l'altra metà dall' Amministrazione delle poste au- 
striache. 

Le spese di trasporto dei pieghi cambiati fra le due Am- 
ministrazioni col mezzo dei piroscafi postali italiani^ o col 
mezzo dei piroscafi postali austriaci, saranno a carico delle 
rispettive Amministrazioni. 

IV. — La francatura delle lettere ordinarie, ossia non 
raccomandate, che saranno spedite dall'Italia in Austria e 
dall'Austria in Italia, è libera, ed i mittenti potranno pa- 
garla fino al destino, o lasciarla a carico dei destinatari. 

V. — La tassa da riscuotersi in Italia è fissata: 

a) A 40 centesimi per ogni lettera semplice e per 
ogni porto di lettera francata a destino per l'Impero d'Au- 
stria e per i paesi che fanno parte dell'Unione austro-ger- 
manica; 

b) A 60 centesimi per ogni lettera semplice e per 
ogni porto di lettera non francata, originaria dell'Impero 
d'Austria e dei paesi che fanno parte dell'Unione austro- 
germanica ; 

Reciprocamente, la tassa da riscuotersi in Austria e nei 
paesi che fanno parte dell'Unione austro -germanica è 
fissata : 

a) A 15 soldi austriaci per ogni lettera semplice e 
per ogni porto di lettera francata a destino per l'Italia; 

b) A 25 soldi austriaci per ogni lettera semplice e 
per ogni porto di lettera non francata originaria dall'Italia. 

VI. — La tassa delle lettere semplici spedite dall'uno 
nell'altro dei due Stati, sarà ridotta a 15 centesimi per 
porto in Italia ed a 5 soldi austriaci per porto nell'Impero 
d'Austria in caso di francatura, e la tassa di quelle non 
francate a centesimi 25 in Italia , e 10 soldi in Austria , 
quando la distanza corrente in linea retta tra l'uffizio di 
origine e l'uffizio di destino non sarà maggiore di 30 chi- 
lometri (4 leghe germaniche). 



ITALIA E AUSTRIA 289 

VII. — Saranno considerate come semplici o di un sol 186' 
porto le lettere spedite dall'Italia in Austria che non ol- 
trepassano il peso di i5 grammi e quelle spedite dall'Au- 
stria in Italia che sono inferiori al peso di un lotto da- 
ziario. 

Quelle di oltre 15 grammi sino ai 30, e rispettivamente 
quelle che pesano un lotto e non arrivano ai due lotti, 
saranno considerate di due porti. E così di seguito si ag- 
giungerci un porto per ogni maggior peso di 15 grammi 
di un lotto rispettivamente, 

VIII. — Il prodotto delle tasse da riscuotersi in virtù 
dell'articolo V, sarà diviso per metà fra le Amministrazioni 
d'Italia e d'Austria. 

I prodotti delle tasse da riscuotersi in virtù dell'arti- 
colo VI rimarranno intieramente a benefizio dell'Ammini- 
strazione che le ha incassate. 

IX. — È ammessa la spedizione di lettere raccomandate 
dall'uno dei due Sfati per l'altro, e per i paesi esteri per 
i quali le due Amministrazioni postali possono o potranno 
servire di mediazione. 

II porto delle lettere raccomandate dovrà sempre es- 
sere pagato anticipatamente fino al destino. 

Per le lettere raccomandate spedite dall'Italia in Austria 
e nei paesi dell'Unione postale austro-germanica, e vice- 
versa, si riscuoterà un diritto fisso di 30 centesimi italiani 
di iO soldi austriaci, secondo il caso, oltre alla tassa or- 
dinaria di francatura. 

Questo diritto fisso sarà intieramente ritenuto dall'Am- 
ministrazione che lo riscuote. 

I campioni di merci e le stampe di ogni genere dell'I- 
talia per l'Austria, e per gli Stati dell'Unione postale au- 
stro-germanica, e viceversa, potranno essere raccomandati, 
riscuotendo a questo effetto il diritto fìsso di raccoman- 
dazione sopraccennato oltre alla tassa di francatura sta- 
bilita dall'articolo XIX. 

X. — La perdita di una lettera o di un altro oggetto 

19 



290 ITALIA E AUSTRIA 

1867 raccomandalo, non trarrà l'Amministrazione, sul territorio 
della quale la perdita ebbe luogo, in altro obbligo che di 
pagare al mittente un'indennità di 50 lire (venti fiorini 
austriaci), salvo il caso di forza maggiore. 

Questo pagamento sarà fatto nel termine di due mesi a 
datare dal giorno del reclamo. 

Il reclamo relativo alla perdita di una lettera racco- 
mandata sarà ammesso per lo spazio di sei mesi a datare 
dal giorno susseguente alla consegna della lettera stessa; 
passato questo tempo, il reclamante non avrà più diritto ad 
alcuna indennità. 

XI. — Sarà permesso di spedire dall'Italia per l'Austria 
e per i paesi che fanno parte dell'Unione postale austro- 
germanica, e viceversa, lettere assicurate contenenti carte 
di valore pagabili al portatore. 

Il mittente di una lettera assicurata, contenente carte 
di valore pagabili al portatore , che sarà spedita sia dal- 
l'Italia , sia dall' Austria e dai paesi che fanno parte del- 
l'Unione postale austro-germanica, potrà ottenere il rim- 
borso di questi valori in caso di perdita o di spogliazione, 
previsto dall'articolo XV della presente Convenzione , fa- 
cendo la dichiarazione del montare dei suddetti valori, e 
pagando anticipatamente, oltre alle tasse ed ai diritti fis- 
sati dagli articoli V, VI e IX precedenti , un diritto pro- 
porzionale di 25 centesimi per ogni cento lire o frazione 
di cento lire in Italia, e un diritto proporzionale di 10 
soldi austriaci per ogni cento lire o frazione di cento lire 
in Austria o in Germania. 

XII. -- Il diritto da riscuotersi inforza dell'articolo pre- 
cedente per ogni lettera assicurata, contenente valori di- 
chiarati, sarà diviso per metà fra le Amministrazioni d'I- 
talia e d'Austria indipendentemente dai prezzi di porto e 
del diritto fisso stabilito dagli articoli V , VI e IX della 
presente Convenzione. 

XIII. — La dichiarazione del montare dei valori conte- 
nuti in una lettera assicurala dovrà essere fatta dal mit- 



ITALIA E AUSTRIA 291 

lente nell'angolo sinistro superiore della busta dalla parte 1867 
della soprascritta, senza cancellatura né correzione anche 
approvata. 

Questa dichiarazione indicherà in lingua itahana o fran- 
cese, in tutte lettere, il montare dei valori in lire e cen- 
tesimi senza asf^iunta, 

11 montare dei valori dichiarati per una sola lettera non 
dovrà eccedere la somma di tre mila lire. 

XIV. — • Le lettere, per le quali i mittenti reclameranno 
il beneficio del disposto dall'articolo XI, non devono ol- 
trepassare il peso di 250 grammi (16 lotti). 

XV. — Nel caso di perdita o di spogliazione di una let- 
tera assicurata, contenente valori dichiarati, l'Amministra- 
zione sul territorio della quale la perdila o la spogliazione 
ebbe luogo , salva la circostanza di forza maggiore , farà 
pagare al mittente, o in difetto di questi al destinatario, 
nel termine di due mesi a datare dal giorno del reclamo, 
la somma stata dichiarata, e per la quale sarà stato pa- 
gato il diritto di cui all'articolo XI; ma resta inteso che 
il reclamo non sarà ammesso che nei sei mesi che se- 
guono la data della consegna della lettera, e passato que- 
sto tempo il reclamante non avrà più diritto ad alcuna 
indennità. 

XVI. — L'Amministrazione che rimborserà il montare 
dei valori dichiarati non pervenuti al destino, subentrerà 
a tutti i diritti del proprietario. 

A tale effetto quegli che riceve l'indennità dovrà subito 
fornire in iscritto tutti gli schiarimenti più acconci ad a- 
gevolare la ricerca dei valori perduti, e spogliarsi di ogni 
suo diritto in favore della predetta Amministrazione. 

XVII. — Le due Amministrazioni delle poste d'Italia e 
d'Austria cesseranno d'essere responsabili dei valori dichia- 
rati contenuti nelle lettere assicurate, di cui i destinatari, 
le persone da essi legalmente delegate , avranno rila- 
sciata ricevuta. 

XVIII. — Il mittente di una lettera assicurata o racco- 



292 [TALIA E AUSTRIA 

1867 mandala, e di qualunque altro oggetto raccomandato, po- 
trà richiedere, nell'atto della consegna della lettera o del- 
l'oggetto, che gli sia dato avviso del ricevimento di esso 
per parte del destinatario. 

In questo caso, il mittente pagherà anticipatamenle per 
il porto dell'avviso un diritto fisso di 20 centesimi in Ita- 
lia, e di 10 soldi in Austria ed in Germania. 

Questo diritto rimane intieramente a benefìcio dell'Am- 
ministrazione speditrice. 

XIX. — I campioni e le prove di stampa corrette, non 
che i manoscritti annessi a queste prove e che vi si ri- 
feriscono, i giornali, le gazzette, le opero periodiche, i li- 
bri anche rilegati, gli opuscoli, i fogli di musica, i cata- 
loghi, i prospetti, gli annunzi, i prezzi correnti, stampali, 
litografati o metallografati saranno francati fino al destino, 
pagando una tassa di 5 centesimi per quaranta grammi o 
frazione di quaranta grammi quando sono spediti dall'Ita- 
lia per l'Austria e per la Unione postale germanica, e una 
lassa di 3 soldi per quaranta grammi (due lotti e mezzo) 
-0 frazione di quaranta grammi, quando essi faranno spe- 
dili dall'Austria o dall'Unione postale austro-germanica per 
l'Italia. 

XX. — I campioni non potranno essere spediti che sotto 
le condizioni consentite dulie leggi doganali dei due paesi. 

Essi non dovranno pesare più di 250 grammi (16 lotti); 
non aver valore venale; essere posti sotto fascia, o in modo 
a non lasciar dubbio sulla loro natura; non dovranno por- 
lare null'allro di scritto a mano che l'indirizzo del desti- 
natario, un marchio di fabbrica o di commercio, e numeri 
d'ordine e di prezzo. 

Le prove di stampa cogli annessivi manoscritti dovranno 
parimente essere poste sotto fascia, e non contenere alcuna 
lettera o nota che abbia il carattere di una corrispondenza 
che ne possa far le veci. 

I giornali e le stampe di ogni genere dovranno anche 
essere posti sotto fascia, e non portare alcuna scrittura, cifra 



ITALIA E AUSTRIA 293 

segno fatto a mano, eccetto che l'indirizzo del destina- 1867 
tarlo, la firma del mittente e la data. 

I campioni di merci, le prove di stampa e gli stampati 
d'ogni genere che non avessero le condizioni sopraccen- 
nate, che non fossero francati fino al destino, saranno 
considerati come lettere non franche e trattali in conse- 
guenza. 

XXI. — ■ Il prodotto delle tasse riscosse in virtù dell'ar- 
ticolo XIX , sarà diviso per metà fra le Amministrazioni 
italiana ed austriaca, 

XXII. — Le Amministrazioni dei due Siali contraenti 
potranno reciprocamente trasmettersi sciolte lettere, cam- 
pioni di merci e stampe di ogni genere originarie o a 
destino dei paesi esteri ai quali le due Amministrazioni 
servono di mediazione. 

In questo caso l'Amministrazione delle poste italiane pa- 
gherà all'Amministrazione delle poste austriache le tasse 
fissate per le corrispondenze fra l'Austria ed i paesi esteri 
dalle Convenzioni in vigore. 

Reciprocamente, l'Amministrazione delle poste austriache 
pagherà all' Amministrazione delle poste italiane le tasse 
fissale per le corrispondenze fra l'Italia ed i paesi esteri 
dalle Convenzioni in vigore. 

La francatura facoltativa od obbligatoria fino al destino 
fino ad un certo limile delle corrispondenze menzionale 
nel presente articolo, le condizioni cui devono essere sog- 
getti i campioni di merci e le slampe, per godere della 
tassa moderata, le condizioni della raccomandazione delle 
lettere, ecc., ecc., dipenderanno dalle rispettive stipulazioni 
contenute nelle Convenzioni postali conchiuse o da oon- 
chiudersi fra l'Italia e gli Stali esteri, e rispettivamente fra 
l'Austria e gli Stati esteri. 

XXIII. — La francatura delle corrispondenze di ogni ge- 
nero potrà farsi nei due paesi con francobolli nazionali. 

XXIV. — Quando il montare dei francobolli apposti so- 
pra una lettera sarà inferiore alla tassa stabilita per com- 



294 ITALIA E AUSTRIA 

4867 pierne la francatura, questa lettera dovrà essere conside- 
rata come non francata, e trattata in conseguenza, tenendo 
conto del valore dei francobolli insufficienti adoperati. 

Gli oggetti sotto fascia, ammessi al beneficio di una tassa 
moderata mediante francatura, saranno, in caso d'insuffi- 
ciente francatura, tassati come lettere non franche con de- 
duzione del valore dei francobolli applicativi. 

XXV. — Le corrispondenze di ogni genere mal dirette, sa- 
ranno senza ritardo restituite al prezzo per cui l'uffizio di 
cambio speditore le avrà trasmesse in conto all'uffizio di 
cambio corrispondente. 

Le corrispondenze che per un motivo qualunque non 
avranno potuto essere rimesse ai destinatari, dovranno es- 
sere rimandate da una parte e dall'altra. 

Quelle che saranno slate rimesse francate, saranno rispe- 
dite senza tassa; quelle rimesse in conto, saranno resti- 
tuite ai prezzi pei quali furono primitivamente conteggiate 
dall'Amministrazione speditrice. 

XXVL — Le corrispondenze internazionali rivoltate per 
cambiamento di residenza di destinatari, non dovranno 
per questo motivo essere soggette ad una tassa supple- 
mentare. 

Le corrispondenze raccomandate, in caso di rinvio, sa- 
ranno trattate come tali, senza essere imposte di un nuovo 
diritto di raccomandazione. 

XXVII. — Le Amministrazioni delle poste delle due Parti 
contraenti non ammetteranno nei pieghi cambiati fra i 
loro uffizi in virtù della presente Convenzione, alcuna lettera 
contenente oro, argento monetato, gioie o effetti preziosi, 
ed altri oggetti sottoposti a diritti di dogana. 

XXVIII. — La corrispondenza delle Loro Maestà il Re 
d'Italia e l'Imperatore d'Austria, e dei Membri delle loro 
auguste Famiglie, fra di loro, sarà spedita esente di tassa. 

La corrispondenza esclusivamente relativa ai diversi ser- 
vizi pubblici, indirizzata da uno Stato all'altro, e la cui cir- 
colazione in franchigia sarà autorizzata sul territorio dello 



ITALIA E AUSTRIA 295 

Stato a cui appartiene il Funzionano o l'Autorità da cui 1867 
emana questa corrispondenza, sarà trasniessa esente da 
ogni prezzo di trasporto. 

Se l'Autorità o il Funzionario a cui la corrispondenza 
è indirizzata, gode parimente della franchigia, la corrispon- 
denza sarà distribuita senza tassa; nel caso contrario sarà 
gravata della sola tassa territoriale del paese di destino. 

XXIX. — Negli uffici delle poste d'Italia e d'Austria si 
potranno depositare somme di danaro per essere pagate 
negli uffici postali dell'altro Stato col mezzo di vaglia po- 
stali. 

Le due Amministrazioni si accorderanno sulla tassa da 
riscuotersi per emissione di questi vaglia , sull'epoca da 
porre in esecuzione il servizio dei vaglia, e sulle altre par- 
ticolarità del servizio medesimo. 

XXX. — I governi Italiano ed Austriaco si obbligano a 
far trasportare nel loro territorio i pieghi chiusi che gli 
uffici italiani ed austriaci potranno cambiarsi tra di loro 
e cogli uffici dei paesi esteri per i quali l'Italia e l'Austria 
servono o potranno servire di mediazione, sotto condizione 
però che il trasporto di questi pieghi chiusi possa farsi 
coi mezzi ordinari di cui dispongono le due Amministra- 
zioni d'Italia e d'Austria, ed ai prezzi qui sotto indicati: 

a) Per i pieghi chiusi, cambiati tra gli uffici italiani 
sia per la via di terra attraverso il territorio austriaco, 
sia col mezzo dei piroscafi postali austriaci, e fra gli uffici 
austriaci, sia per la via di terra attraverso il territorio ita- 
liano, sia col mezzo dei piroscafi postali italiani, le due 
Amministrazioni dovranno pagare reciprocamente la somma 
di tre lire per chilogramma di lettere, e di dieci centesimi 
per chilogramma di stampe e di campioni, peso netto. 

b) Per i pieghi chiusi cambiati per la via di terra 
fra l'Italia ed i paesi cui l'Amministrazione austriaca può 
potrà servire di mediazione, l'Amministrazione italiana 
pagherà all'Amministrazione austriaca la somma di trenta 
centesimi per trenta grammi di lettere, e di cinquanta 



296 ITALIA E AUSTRIA 

)7 centesimi per chilogramma di stampe e di campioni, peso 
netto. 

e) Reciprocamente, per i pieghi chiusi, cambiati per 
la via di terra fra l'Austria ed i paesi a cui l'Amministra- 
zione italiana può o potrà servire di mediazione, l'Ammi- 
nistrazione austriaca pagherà all'Amministrazione italiana 
la somma di trenta centesimi per trenta grammi di lettere, 
e di cinquanta centesimi per chilogramma di stampe e di 
campioni, peso netto. 

d) Per i pieghi chiusi a destino di paesi esteri , tra- 
sportali col mezzo dei piroscafi postali dei due paesi , le 
Amministrazioni italiana ed austriaca dovranno abbuonarsi 
reciprocamente della somma di cinquanta centesimi per 
trenta grammi di lettere, e di una lira per chilogramma 
di stampe e di campioni, peso netto. 

XXXI. — È convenuto che il peso delle corrispondenze 
di ogni genere cadute in rifiuto, nonché quello dei fogli 
d'avviso e di altre carte di contabilità relative al cambio 
delle corrispondenze trasportate in pieghi chiusi, in virtù 
dell'articolo XXX, non sarà compreso nel peso delle let- 
tere, campioni e stampe di ogni genere, sulle quali viene 
imposto il prezzo di transito fissato dall'ai'ticolo citato. 

XXXII. — I diritti da pagarsi pel trasporto dei pieghi 
chiusi, menzionati nell'articolo XXX, saranno compresi nel 
conto trimestrale. 

XXXIII. — • I conti relativi al cambio delle corrispon- 
denze fra gii uffizi delle due Amministrazioni saranno re- 
golati da un conto generale mensuale. 

Questi conti saranno saldati trimestralmente con gruppi 
di denaro sonante o con cambiali pagabili in ispecie me- 
talliche del paese ove ha luogo il pagamento. Questo sarà 
fatto alla R. Direzione delle poste in Venezia o alla I. R. 
Direzione delle poste in Trieste, secondo che risulterà cre- 
ditrice l'una l'altra delle due iVmministrazioni. 

Nella liquidazione dei conti, quaranta soldi austriaci sa- 
ranno ragguagliati ad una lira italiana. 



ITALIA E AUSTRIA 297 

XXXI V. — Le due Amministrazioni stabiliranno, di co- 1867 
mime accordo , la forma dei conti ed ogni altra disposi- 
zione di ordine necessaria per assicurare l'esatta esecu- 
zione della presente Convenzione. 

È inteso che le disposizioni indicate nel presente arti- ' 
colo potranno essere modilicate dalle due Amministrazioni 
ogniqualvolta, di comune accordo, ne riconoscano la ne- 
cessità. 

XXXV. — La presente Convenzione avrà effetto a co- 
minciare dal 1" luglio 1867, e resterà obbligatoria fintan- 
toché una delle due Parti non ne abbia data disdetta con 
preavviso di un anno. 

A principiare dal giorno che la presente Convenzione 
sarà posta in esecuzione, rimarrà abrogata la Convenzione 
postale conchiusa in Torino fra il Regno di Sardegna e 
l'Impero d'Austria il 28 settembre 1853. 

XXXVI. — Questa Convenzione sarà ratificata, e le ra- 
tifiche saranno cambiate a Firenze al più presto che .sia 
possibile. 

In fede di che i Plenipotenziari rispettivi hanno firmato 
la presente Convenzione , ed appostivi i sigilli delle loro 
armi. 

Fatto a Firenze addi 23 aprile 1867. 



(L. S.) U. Rattazzi. 

(L. S.) De Blasiis. 

(L. S.) KÙBECIi. 

(L. S.) De Pretis. 



Ratificata da S. M.: Firenze, 23 giugno i%l.-- Scambio 
delle ratifiche: Firenze, 17 luglio 1866. 



298 ITALIA E AUSTRIA 

XXXI. 
1867 , 23 Aprile. 
1867 FIREIVZE. 



Trattato di Commercio e di Navigazione 
tra l'Italia ed l'Austria. 



Sua Maestà il Re d' Italia e Sua Maestà V Imperatore 
d'Austria , desiderando agevolare ed estendere con reci- 
proco vantaggio le relazioni commerciali e marittime esi- 
stenti fra i due paesi , concedere alle loro bandiere una 
perfetta eguaglianza trattando i rispettivi sudditi come 
quelli della nazione più favorita, ed operare una riduzione 
da ambe le parti delle tasse doganali sopra un certo nu- 
mero di prodotti naturali od altri , i quali sieno spedili 
debbano transitare dall'uno nell'altro paese, hanno con- 
venuto di aprire un apposito negoziato , ed hanno a tale 
scopo nominato a loro Plenipotenziari : 

Sua Maestà il Re d'Italia, il signor Urbano Rattazzi, 
Cavaliere di Gran Croce, decorato del Gran Cordone del 
suo Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro , ecc., ecc.. De- 
putato al Parlamento , Presidente del Consiglio dei Mini- 
stri , suo Ministro Segretario di Stalo per gii affari del- 
l' Interno; e il signor Francesco De Blasiis, Commendatore 
dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, ecc.. Deputato al 
Parlamento, suo Ministro Segretario di Stato per l'Agricol- 
tura, Industria e Commercio; 

Sua Maestà l' Imperatore d'Austria , il signor Luigi Ba- 
rone Di Kiibeck, Gran Croce dell'Ordine Imperiale di Leo- 



ITALIA E AUSTRIA 299 

poldo, ecc., ecc., suo Consigliere intimo attuale, Inviato 1867 
straordinario e Ministro Plenipotenziario presso Sua Maestà 
il Re d'Italia; e il signor Sisinio De Pretis Cagnodo, Com- 
mendatore dell' Imperiale Ordine della Legione d'onore di 
Francia^ Dottore in legge, Capo di sezione nell' Imperiale 
Ministero del Commercio e dell' Economia pubblica. 

I quali, dopo avere scambiato i loro pieni poteri, ed 
averli riconosciuti in buona e debita forma, hanno con- 
venuto degli articoli seguenti : 

I. — Vi sarà piena ed intiera libertà di commercio e di 
navigazione fra i sudditi dei due Stati , i quali potranno 
liberamente stabilirsi nel territorio dell'altro Stato. Nell'e- 
sercizio del proprio commercio od industria, sia nei porti 
che nelle città, od in qualunque altro luogo dei due Stati 
ove essi sieno stabiliti , oppure risiedano temporariamente 
soltanto, non pagheranno altre o maggiori imposte , tasse 
contribuzioni di qualsiasi genere o denominazione , che 
quelle riscosse da nazionali; ed i privilegi, le esenzioni, 
favori qualsiansi , di cui godono i sudditi dell' uno dei 
due Stati nell'esercizio del commercio e dell'industria, 
s'intenderanno comuni ai sudditi dell'altro Slato. 

II. — Quei commercianti , fabbricatori , od altri indu- 
striali , i quali potranno comprovare che nello Slato in 
cui hanno la loro residenza pagano i diritti legali per l'e- 
sercizio della loro industria , qualora , allo scopo di fare 
acquisti , oppure di ricevere commissioni di merci nell'e- 
sclusivo interesse dell' industria da loro esercitala , viag- 
giano con senza campioni , sia personalmente che per 
mezzo di commessi viaggiatori , non andranno sottoposti 
nel territorio dell'altra Parte contraente ad una ulteriore 
imposta. 

ìxi ciascuno dei due Slati contraenti, i sudditi dell'altro 
Stato saranno parimente iratlati come i proprii, allorché 
frequentano i mercati e le fiere per 1' esercizio del loro 
commercio e per lo spaccio dei loro prodotti o manufatti. 

I sudditi dell' una delle due Parli contraenti che eser- 



300 ITALIA E AUSTRIA 

citano il mestiere di carrettiere, o la navigazione marit- 
tima fluviale , fra piazzo dei differenti Stati , non po- 
tranno essere sottoposti, per l'esercizio di tale industria, 
ad alcuna tassa industriale nel territorio dell' altra parte. 

III. — I sudditi di ognuna delle Parti contraenti saranno nei 
paesi dell'altra esenti da qualunque servizio militare, sia 
per terra, sia per mare, sia nella milizia o nella guardia 
nazionale. Saranno pure dispensati da ogni ufficio giudi- 
ziario , amministrativo, o municipale, dall'alloggio militare 
e da tutte le contribuzioni di guerra, requisizioni o pre- 
stazioni militari di qualunque specie; fatta però eccezione 
per gli oneri dipendenti dal possedimento o dalla loca- 
zione d'immobili e per le prestazioni e requisizioni mili- 
tari, alle quali tutti i sudditi del paese fossero chiamali a 
concorrere come proprietari o locatari fondiari. 

Essi non potranno per le loro persone e per le loro 
proprietà, mobili od immobili, essere assoggettati ad altre 
incombenze , restrizioni , tasse od imposte , che a quelle 
cui saranno sottoposti i nazionali. 

IV. — Gli Italiani in Austria e gli Austriaci in Italia 
avranno reciprocamente il diritto di acquistare e posse- 
dere beni di ogni specie e natura, cosi mobili che immo- 
bili , e liberamente disporne per compra, vendita, dona- 
zione, permuta, matrimonio, testamento, successione in- 
testata, ed in qualsiasi altro modo al pari dei nazionali, 
sotto le stesse condizioni, e non pagando altri diritti, 
contribuzioni e tasse all' infuori di quelle che sono dalle 
leggi imposte ai cittadini del paese. 

V. — Gli Italiani nell'Impero d'Austria e gli Austriaci 
nel Regno d'Italia saranno liberi di regolare come i na- 
zionali i loro affari , tanto in persona propria che per 
mezzo di procura, con intera libertà nella scelta dei loro 
mandatari, senza essere tenuti a pagare alcuno stipendio 
compenso a quelli fra gli agenti, fattori, ecc., di cui non 
volessero servirsi, e senza restrizioni di sorta, all' infuori 
di quelle stabilite dalle leggi generali del paese. 



ITALIA E AUSTRIA 301 

Essi saranno assolutamente liberi nel contrattare le com- 1867 
pre e vendite , nel fissare i prezzi di tutti gli oggetti di 
commercio , ed in tutte le disposizioni commerciali, as- 
soggettandosi al legale regime doganale ed a quello delle 
privative dello Stato. 

Essi avranno anche un libero e facile accesso presso i 
tribunali di ogni istanza e giurisdizione , per agire e di- 
fendersi in giudizio. Saranno liberi di valersi dell' opera 
di quegli avvocati , notai ed agenti che crederanno atti a 
rappresentare i loro interessi , e godranno generalmente 
nei rapporti giudiziari degli stessi diritti e privilegi che 
sono saranno accordali ai nazionali. 

VI. — . Le Parti contraenti si obbligano a non portare 
impedimento al commercio reciproco fra i loro paesi con 
qualsiasi divieto d'importazione, di esportazione, o di tran- 
sito. Potranno soltanto farsi eccezioni a tale regola: 

a) Pei monopolii dello Stato (tabacco, sale, polvere 
da tiro ); 

b) Per riguardi di polizia sanitai'ia; 

e) Relativamente ad occorrenze di guerra in circo- 
stanze straordinarie. 

TU.- — In quanto concerne l'ammontare, l'assicurazione 
e la riscossione dei diritti d'importazione e di esporta- 
zione , come pure per ciò che riguarda il transito , da 
nessuna delle due Parli contraenti potranno essere falli a 
terzi Stali condizioni più favorevoli di quelle accordate al- 
l'altra Parto. Ogni favore che venisse in seguito concesso 
ad un terzo Stato , in tali rapporti , s' intenderà , perciò 
solo e senza corrispettivo, esteso all'altra Parte contraente. 

Sono eccettuati: 

a) I favori attualmente accordati o che potrebbero 
essere accordali in avvenire ad altri Slati limitrofi, per 
agevolare il commercio delle frontiere, come pure le ridu- 
zioni od esenzioni daziarie valevoli soltanto per confini de- 
terminali per gli abitanti di singoli distretti; 

b) I favori di cui godano gli Stati stretti, ora o per 



302 ITALIA E AUSTRIA 

1867 l'avvenire, in una completa unione doganale con una delle 
Parli contraenti. 

Vili. — Gli oggetti di provenienza o fabbricazione au- 
striaca, enumerali nella tariffa A annessa al presente Trat- 
tato di commercio e di navigazione , introdotti in Italia 
per via di terra o via di mare , saranno ammessi contro 
pagamento dei dazi indicati nella menzionata tariffa, com- 
presi i diritti addizionali. 

L'importazione in Italia di tutte le altre merci di pro- 
venienza di fabbricazione austriaca si farà a termine del 
Trattato conchiuso dall' Italia colla Francia il 17 gen- 
naio 1863. 

Le merci di provenienza o fabbricazione italiana, enu- 
merale nella tariffa B annessa al presente Trattato di com- 
mercio e di navigazione, saranno ammesse in Austria con- 
tro pagamento dei dazi indicati nella tariffa medesima. 

L'importazione in Austria di tutte le altre merci di pro- 
venienza fabbricazione italiana si farà a termine dei Trat- 
tati conchiusi dall'Austria cogli Stali dello Zollverein l'il 
aprile 1865 e colla Francia l'il dicembre 1866. 

IX. — 1° Le merci di ogni genere esportate dall'Italia 
in Austria , o reciprocamente, saranno esenti da ogni da- 
zio di esportazione. 

Da questa determinazione sono eccettuale soltanto le 
seguenti merci, per le quali possono venire esatti i sotto- 
indicati diritti di esportazione. 

In Austria: 

a) Per le pelli ordinarie 2 fiorini , 50 kreutzers per 
centinaio daziario; 

b) Per gli stracci, cenci ed altri cascami atti alla fab- 
bricazione della carta, 2 fiorini per centinaio daziario; 

e) Per le ossa, ugne, piedi, limbelli (cuoio da colla ) 
75 kreutzers (soldi) per centinaio daziario. 

In Italia : 

Per le merci specificate nella tariffa C annessa al pre- 
sente Trattato , i diritti ivi indicali. 



ITALIA E AUSTRIA 303 

T II trattamento delle armi e munizioni da guerra ri- 1867 
mane sottoposto esclusivamente alle leggi e regolamenti 
degli Stali rispettivi. 

3" In ognuno degli Stati contraenti le boniticazioni con- 
cesse per l'esportazione di certi prodotti , non dovranno 
compensare che i dazi e le imposte interne percelte sui 
delti prodotti o sulle materie prime di cui sono fabbri- 
cati. Queste bonificazioni non potranno comprendere un 
premio maggiore di uscita. Nel caso di un cambiamento 
nell'ammontare di queste bonificazioni, o del loro rap- 
porto col dazio colle imposte interne, avrà luogo fra i 
due Governi una reciproca partecipazione. 

4° Non si riscuoteranno dazi di transito per le merci 
che transitano sul territorio dell'una delle Parli contraenti, 
sia che vengano dal territorio , o vadano in quello del- 
l'altro Stato. 

Siffatta disposizione è applicabile tanto nel caso che 
abbia avuto luogo lo scarico e ricarico od il deposito , 
quanto per le merci che transitano direttamente. 

X. — Per agevolare sempre più gli scambi reciproci, e 
principalmente nell' interesse dei paesi situati nelle zone 
di confine, viene stipulala l'immissione e l'esportazione 
temporanea esenti da ogni dazio di entrata e di uscita, 
contro l'obbliffo del ritorno, e sotto l'osservanza delle di- 
scipline doganali che gli Stati rispellivi crederanno di sta- 
bilire di comune accordo: 

a) Perle merci (ad eccezione dei generi di consumo) 
che dal libero commercio del territorio dell'una delle Alte 
Parti contraenti vengano portale nel territorio dell' altra 
sulle fiere e sui mercati , o che indipendentemente da 
tale commercio sulle fiere e sui mercati vengano spedite 
nel territorio dell'altra parte per essere depositate nei ma- 
gazzini doganali ( entrepóts, magazzini d'ufficio, ecc. ), come 
pure pei campioni che vengano introdotti da commessi 
viaggiatori, semprechè tutti questi oggetti si riconducano 
invenduti entro un termine da stabilirsi in precedenza; 



304 ITALIA E AUSTRIA 

1867 6) Pel bestiame che viene condotto ai mercati ovvero 

ai pascoli alpestri. In questo caso la esenzione dal dazio 
si estenderà ai relativi prodotti , come formaggio , burro 
e latte, od animali nati nel frattempo. 

e) Per le campane e pei caratteri da stampa , come 
anche pel piombo vecchio in pallini , tubi e lamiere , da 
servire alla rifusione , per la paglia da far trecce, per la 
cera da essere imbiancata, per i bozzoli per essere filati, 
per i cascami (avanzi) di seta per essere cardati (petti- 
nati ), per la seta greggia da passare al filatoio ( da ri- 
durre in trama ed organzino); 

ci) Pei tessuti e filati, all'uopo di essere lavali , im- 
biancati, sodati; come pure pegli oggetti destinati ad es- 
sere verniciati, bruniti e dipinti; 

e) Per altri oggetti destinati a subire una riparazione^ 
un lavoro od un perfezionamento senza che ne sia essen- 
zialmente mutata la natura o la denominazione commerciale. 
Nel caso e sarà tenuto conto del peso, salvo sempre il 
calo naturale o legale di lavoraziojie. Negli altri casi , la 
identità degli oggetti esportati o reimportati dovrà essere 
accertata, ed a tale scopo le rispettive autorità avranno di- 
ritto di contrassegnarli a spese di chi ne ha interesse. 

XI. — Quanto alle operazioni di dogana , per le merci 
che soggiacciono alla procedura del recapito di scorta (bol- 
letta di cauzione), viene accordata reciprocamente 1' age- 
volezza, secondo la quale al loro passaggio immediato dal 
territorio dell'una delle Parti contraenti in quello dell'al- 
tra^ non si procederà alla rimozione dei suggelli, all'ap- 
plicazione di nuovi , ed allo sballaggio , in quanto siasi 
soddisfatto alle regole convenute per tale riguardo. 

In generale ogni impedimento di formalità dovrà essere 
possibilmente alleviato, e la spedizione venirne perciò sol- 
lecitata. 

XII. — Le imposte interne che nell' uno degli Stati con- 
traenti , sia per conto dello Slato che di comuni o cor- 
porazioni , gravitano sulla produzione , sulla preparazione 



ITALIA E AUSTRIA 305 

e sul consumo di un oggetto, non potranno , sotto qual- 1867 
siasi pretesto, colpire i prodotti dell'altra Parte in misura 
superiore od in modo più oneroso che i prodotti similari 
del proprio paese. 

Se una delle Alte Parti contraenti giudica necessario di 
stabilire un nuovo diritto di accise o di consumo, od un 
supplemento di diritto sopra un articolo di produzione o 
di fabbricazione nazionale contemplato nelle tariffe an- 
nesse al presente Trattato , l' articolo similare estero potrà 
essere immediatamente colpito all' importazione da un di- 
ritto eguale. 

XIII. — Gli articoli di orificeria e di gioielleria d'oro, 
d' argento, platino od altri metalli preziosi, importati dal- 
l' uno nell'altro dei due paesi , saranno sottoposti al re- 
gime di controllo stabilito per gli articoli similari di fab- 
bricazione nazionale , e pagheranno , sulla stessa base di 
questi ultimi, i diritti di marchio e di garanzia. 

XIV. — Le Parti contraenti si obbligano di cooperare con 
mezzi convenienti, per impedire e punire il contrabbando 
verso dai loro territorii, di accordare a questo scopo la 
legale assistenza agl'impiegati di sorveglianza dell'altro 
Stato e di far loro avere col mezzo degl'impiegati di fi- 
nanza e di polizia , nonché delle autorità locali , tutti i 
necessari ragguagli ed aiuti. 

In base a queste stipulazioni generaU, è stato conchiuso 
l'annesso Cartello doganale. 

Per le acque di confine , e per quei tratti di confine 
dove i territorii delle Parti contraenti toccano insieme Stati 
esteri , saranno stipulate le misure necessarie per la reci- 
proca assistenza nel servizio di sorveglianza. 

XV. — Nessun diritto di scalo e di trasbordo potrà es- 
sere prelevato nei territorii rispettivi dei due Stati; e, 
salve le prescrizioni di navigazione e di polizia sanitaria, e 
quelle necessarie ad assicurare la percezione delle imposte, 
nessun conduttore di merci potrà essere costretto a soffer- 
marsi, a scaricare o ricaricare in un luogo determinato. 

20 



306 ITALIA E AUSTRIA 

1867 XVI. — I sudditi dell'uno degli Siali contraenti go- 
dranno nei terrilorii dell'altro della medesima protezione 
di cui godono i nazionali riguardo al diritto di proprietà 
sui marchi di fabbrica e di commercio. 

Il Governo di Sua Maestà il Re d'Italia promette di pre- 
sentare al Parlamento e procurerà di far sancire entro un 
anno, una legge sui marchi ed altri segni distintivi, infor- 
mala ai principii della legge 12 marzo 1855 e da appli- 
carsi a tutto il Regno d'Italia. 

I sudditi austriaci però non potranno invocare in Italia 
il diritto esclusivo di proprietà di un marchio, se non dopo 
avere depositato due esemplari del medesimo presso l'Uf- 
fizio incaricato delle privative , dipendente dal regio Mi- 
nistero di agricoltura, industria e commercio in Firenze. 

Parimente i sudditi italiani non potranno invocare il di- 
ritto esclusivo di proprietà di marchi, se non dopo averne 
depositalo due esemplari presso la Camera di commercio 
di Vienna, 

XVII. — I bastimenti italiani nei porti austriaci , ed i 
bastimenti austriaci nei porti italiani saranno, al loro ar- 
rivo , durante la loro fermala, ed alla loro uscita, pari- 
ficati ai bastimenti nazionali, tanto riguardo ai diritti e tasse 
di qualsiasi natura e denominazione, siano questi perce- 
piti per conto dello Slato, di municipi, di corporazioni, di 
pubblici funzionari o stabilimenti qualsiansi, quanto ri- 
spetto al collocamento delle navi nei porli, rade, seni, 
bacini , darsene e docks , al loro caricamento o scarica- 
mento , nonché a tutte le formalità, ed altre disposizioni 
cui possono essere -sottoposti i navigli , i loro equipaggi 
ed i loro carichi. 

Ciò vale anche per la navigazione del cabotlaggio. 

XVIII. — La nazionalità dei bastimenti di ognuno degli 
Stali contraenti sarà da giudicarsi secondo la legislazione 
del paese cui i legni stessi appartengono. 

Per determinare la capacità dei bastimenti, saranno con- 
siderale sufficienti le patenti di stazzatura valevoli secondo 



ITALIA E AUSTKIA 307 

la legislazione del paese a cui essi appartengono, salva la 1867 
riduzione delle misure all'alto della commisurazione dei 
diritti di navigazione o di porto nell'altro Stato. 

Del pari tutti i favori che uno dei due Slati contraenti 
ha accordato od accorderà ad un terzo Stalo relativamente 
al trattamento dei navigli e dei loro carichi, troveranno, 
sotto condizione di reciprocità, applicazione ai bastimenti 
dell'altro Stato ed ai loro carichi. 

È fatta eccezione alle stipulazioni del presente Trattato 
per quello che riguarda l'esercizio della pesca nazionale. 

XIX. — Parimente le merci di qualsiasi natura e pro- 
venienza, delle quali nell'uno degli Stati contraenti è per- 
messa la importazione o la esportazione, il transito od il 
deposito con bastimenti nazionali, potranno pure essere 
importate, esportate, transitate o depositate con bastimenti 
dell'altro Stato, senza pagare altri o maggiori dazi e diritti, 
senza essere sottoposte ad altre o maggiori restrizioni, e 
partecipando ai medesimi privilegi, riduzioni, benefìzi e 
restituzioni che le merci importate, esportate, transitate e 
depositate con bastimenti nazionali. 

XX. — Non si percepirà alcun diritto di navigazione o 
di porto pei bastimenti appartenenti ad una delle Parti 
contraenti che nei casi d'infortunio o di forza maggiore 
entrino nei porti dell'altra Parte, purché non prolunghino 
la loro fermala oltre il tempo necessario, e non ne ap- 
profittino per dedicarsi ad operazioni di commercio. 

In caso di naufragio o di avaria di un legno apparte- 
nente al Governo od a sudditi di una delle Alte Parti con- 
traenti sulle coste o nel dominio dell'altra di esse Parti, 
non soltanto sarà prestata ogni sorta di assistenza ed usata 
ogni facilitazione ai naufraghi, ma anche i legni e le loro 
parti ed avanzi, i loro attrezzi e tutti gli oggetti che a 
loro appartengono, le carte trovate a bordo, come pure 
gli effetti e le merci che fossero state gettate nel mare, 
e che venissero ricuperate, oppure il prodotto della vendita 
se fossero vendute, saranno integralmente restituite ai prò- 



308 ITALIA E AUSTRIA 

1867 prietari, dietro la loro domanda, o quella dei loro agenti 
a ciò debitamente autorizzati, e tutto ciò senza altro pa- 
gamento che quello delle spese del ricupero e della con- 
servazione e di quegli eventuali diritti, e non altri, che 
in caso simile si pagherebbero per un bastimento nazionale. 

In mancanza del proprietario o di speciale agente, sarà 
fatta la consegna ai consoli, vice-consoli od agenti con- 
solari rispettivi, beninteso che, in caso di qualche legale 
reclamo su di un tale naufragio, riguardo ai legni, effetti 
e mercanzie, la decisione sul medesimo sarà deferita ai 
tribunali competenti del paese. 

Le merci avariate o gettate dal mare sulla spiaggia, che 
erano caricate sui navigli di uno degli Stati contraenti, 
non saranno dall'altro Stato assoggettate ad imposta che 
quando passino in consumo, salvo l'eventuale compenso pel 
recupero. 

XXI. — I conduttori di navigli e di barche, apparte- 
nenti ad uno degli Stati contraenti, saranno ammessi a 
navigare su tutte le vie di comunicazione per acque sì na- 
turali che artificiali situate nei territorii delle Parti con- 
traenti, sotto le stesse condizioni, e contro pagamento degli 
stessi diritti di nave o carico, come i conduttori di navigli 
e di barche nazionali. 

XXII. — I sudditi di uno degli Stati contraenti potranno 
fare uso, sotto le stesse condizioni, e contro il pagamento 
delle stesse competenze che i nazionali dell'altro Stato, 
delle maggiori e minori strade, dei canali, delle chiuse, 
dei passi, ponti e ponti giranti, dei porti e piazze di ap- 
prodo, del segnalamento ed illuminazione delle acque na- 
vigabili, dei piloti, delle grue, dei pesi pubblici, dei ma- 
gazzini, degli stabilimenti per il salvataggio e la conser- 
vazione dei carichi, dei navigli e simili altri oggetti, in 
quanto tali istituzioni o stabilimenti sieno destinati a be- 
nefizio del pubblico commercio, sia che vengano ammini- 
strati dallo Stato o da privati. 

Non si potrà esigere alcun diritto se non nel caso che 



ITALIA E AUSTRIA 309 

siasi realmente fallo uso di tali stabilimenti od istituzioni, 1867 
salve le disposizioni particolari, concernenti i fari, i fanali 
ed il pilotaggio. 

Sulle strade che servono direttamente od indirettamente 
a porre in comunicazione gli Stali contraenti fra di loro 
coU'estero, i diritti di pedaggio, che si esigono pei tra- 
sporti che oltrepassano la frontiera, non potranno essere 
maggiori, in proporzione alla distanza percorsa, di quelli 
esatti per i trasporti limitati al proprio territorio dello 
Stato. 

Per le ferrovie non valgono le presenti disposizioni, ma 
quelle contenute negli articoli XXIII e XXIV. 

XXIII. — Sulle strade ferrate i sudditi dell'altra Parte 
e le loro merci non saranno trattati meno favorevolmente 
dei sudditi proprii e delle loro merci, rispetto al tempo, 
al modo ed al prezzo di trasporto. 

Per il transito da e verso il territorio dell'altra Parte, 
nessuno dei due Slati esigerà competenze di trasporto fer- 
roviario più elevate di quelle cui sono proporzionalmente 
sottoposte sulla stessa linea ferroviaria le merci caricate o 
scaricate nel proprio territorio. 

XXIV. — Le Parli contraenti procureranno di facilitare, 
per quanto sia possibile, la spedizione di merci sulle strade 
ferrate situate nel loro territorio, colla formazione di con- 
giunzioni immediale a guide di ferro, fra le linee che met- 
tono capo nello stesso luogo, ed anche col trapasso dei 
mezzi di trasporto da una linea all'altra. 

Nei punti di confine, dove già esistono congiunzioni im- 
mediate a guide di ferro, e dove succede il trapasso dei 
mezzi di trasporlo, le Parti contraenti esenteranno dalla 
dichiarazione, dallo scarico e dalla visita di confine, come 
pure dal suggellamento dei colli, le merci che entrano in 
vagoni idonei alla suggellazione, nel modo prescritto dai 
regolamenti, e vengono negli stessi vagoni spedile ad un 
luogo dell'interno in cui si trova un ufficio daziario o di 
imposte^ autorizzalo al relativo trattamento, seinprechè le 



3\0 ITALIA E AUSTRIA 

1867 dette merci sieno notificate per l'entrata colla consegna 
delle polizze (liste) di carico e delle lettere di porto. 

Le merci, che senza essere scaricate transitano per il 
territorio di una delle Parli contraenti, da o verso il terri- 
torio dell'altra, nei vagoni delle strade ferrale alti ad essere 
suggellali giusta i regolamenti, saranno esentate dalla di- 
chiarazione, dallo scarico, dalla revisione e dal suggella- 
mento dei colli, tanto nell'interno che ai confini, semprechè 
dette merci sieno notificate pel transito colla consegna 
delle polizze (liste) di carico e delle lettere di porlo. 

L'attivazione delle predelle disposizioni è però vincolala 
alla condizione che le rispettive Amministrazioni delle strade 
ferrate sieno tenute responsabili dell'arrivo in tempo utile 
dei vagoni col suggello intatto all'Ufficio di esaurimento 
nell'interno, od all'Ufficio di uscita. 

In quanto da una delle Parti contraenti sieno state con- 
certale con un terzo Stalo, riguardo al disbrigo delle ope- 
razioni doganali, facilitazioni maggiori di quelle suespresse, 
tali facilitazioni saranno da applicarsi anche al commercio 
coll'allra Parte, sotto condizione di reciprocità. 

XXV. — Le Parti contraenti si accordano reciprocamente 
il diritto di nominare consoli in lutti quei porli e piazze 
mercantili dell'altro Stato, nei quali vengano ammessi con- 
soli di un terzo Slato. 

Questi consoli dell'una delle Parti contraenti godranno 
nel territorio dell'altra, sotto condizione di reciprocità, di 
tutte le prerogative, facoltà ed esenzioni, di cui fruiscono, 
verranno a fruire, i consoU di un altro qualsiasi Stato. 

I detti agenti riceveranno dalle autorità locali tutta l'as- 
sistenza che viene effettivamente, o verrà in seguito, ac- 
cordata agli agenti della nazione più favorita, per la re- 
stituzione dei soldati o marinai appartenenti a navi da 
guerra o mercantili di uno dei due Stati contraenti, che 
abbiano disertato sul territorio dell'altro. 

XXVL — Le Alte Parli contraenti si riservano di deter- 
minare in seguilo, mediante apposite stipulazioni, i mezzi 



A 



ITALIA E AUSTRIA 31 I 

per accordare, entro i loro territori!, reciproca protezione 1867 
ai diritti degli autori di opere di letteratura e di belle 
arti. 

XXYII. — Il presente Trattato resterà in vigore pel pe- 
riodo di nove anni a decorrere dal giorno dello scambio 
delle ratifiche, e qualora nessuna delle Alte Parli contraenti 
avr.à notificato all'altra l'intenzione di farne cessare gli ef- 
fetti, dodici mesi prima della scadenza del detto periodo 
di nove anni, esso s'intender.à in vigore d'un anno per 
l'altro, e la denuncia del Trattato non produrrà la sua 
cessazione se non dopo un anno calcolato dal giorno del- 
rintimazione. 

Le Alte Parli contraenti si riservano il diritto d'intro- 
durre nel presente Trattato quelle modificazioni che sa- 
ranno giudicate conformi allo spirito ed ai principii del 
medesimo, e la cui opportunità sarà dimostrata dall'espe- 
rienza. 

XXVIII. — Il presente Trattato sarà ratificato, e le ra- 
tifiche saranno scambiate a Firenze entro il prossimo mese 
di giugno prima, se ciò fosse possibile. 

In fede di che, i Plenipotenziari delle due Parti lo hanno 
firmato e vi hanno apposto i suggelli delle loro armi. 

Fatto a Firenze il ventitre aprile mille ottocento sessan- 
tasette. 



(L. S.) U. Rattazzi. 

(L. S.) De Blasiis. 

(L. S.) KuBECK. 

(L. S.) De Pretis. 



312 ITALIA E ADSTRU 



1867 ARTICOLI ADDIZIONALI 

al Trattato di commercio e di navigazione. 



I. — Per dare al traffico dei rispettivi distretti di con- 
fine quelle facilitazioni che esigono i bisogni del commercio 
giornaliero, le Alte Parli contraenti hanno convenuto di 
quanto segue: 

1" Saranno esenti dal dazio tanto di entrata che di 
uscita pel commercio attraverso i confini italo-austriaci in 
ambedue gli Stali: 

a) Tutte le quantità di merci;, per le quali il totale 
dei diritti da riscuotersi importa meno di 5 centesimi (un 
soldo austriaco e o[A); 

b) Le erbe da pascolo, il fieno, lo strame, il muschio 
per imballaggio e per calatafare, i foraggi^ i giunchi e 
canne comuni, le piante vive (piantoni e magliuoli di viti), 
i grani in covoni, i legumi in erba, il lino e la canapa 
non battuti, le palate; 

e) Gli alveari con api viventi; 

d) Il sangue di bestiame; 

e) Le uova di ogni genere; 

f) Il latte anche coagulato; 

y) Il carbon di legna^ il carbon fossile, la torba ed i 
carboni di torba; * 

h) Le pietre da fabbrica e di cava, le pietre da la- 
stricalo e da mulino, e le pietre ordinarie da arrotare, 
le coti greggio da affilare falci o falcinole, tulle quelle 
scalpellate o non, per altro non mollate né tagliale in 



ITALIA E AUSTRIA 313 

lastre, la scoria, la ghiaia, la sabbia, la calce ed il gesso 1867 
crudo, la marna, l'ai'gilla, ed in generale ogni qualità di 
terre ordinarie da mattoni e pentole, le pipe e le sto- 
viglie; 

i) I mattoni; 

k) La crusca, la sansa (feccia di olive intieramente 
secca), i panetti di noce ed altre focaccie, fatte con rima- 
sugli di vegetali, i frutti ed i semi oleosi cotti o torchiati; 

l) La cenere di rannata e la cenere di carbon fossile, 
il concime (anche il guano), i fondacci, le sciacquature, le 
vinaccie (grappo o feccia di uve), i resti di malto, i rot- 
tami di merci di pietra o di argilla, la calia d'oro e d'ar- 
gento, il fango; 

m) Il pane e la farina in quantità di 10 chilogrammi; 
le castagne id. 10 id. 

la carne fresca id. 4 id. 

i formaffSfi id. 2 id. 



'oo' 



il burro fresco id. 2 id. 

2" Saranno esenti tanto dai diritti di entrata, quanto 
da quelli di uscita, e sarà pure accordato il libero pas- 
saggio fuori delle strade doganali per il bestiame da lavoro, 
gli strumenti rurali, i mobili e gli effetti che i contadini 
all'estremità della frontiera introducono od esportano at- 
traverso alla linea doganale per motivo di lavoro o di tras- 
lazione di domicilio. 

3' Saranno pure esenti da dazi di entrata e di uscita 
i prodotti naturali di quella parte delle possessioni dei 
sudditi delle due Parti contraenti che fosse separata, me- 
diante la linea di confine italo-austriaca, dai rispettivi 
casali fabbriche, nel loro trasporto a questi casali o fab- 
briche. 

Sono però limitati i favori concessi nei numeri 1 e 2 agli 
abitanti di un circondario di confine, che in Austria si 
estende fino alla distanza di una lega austriaca dalla fron- 
tiera, ed in Italia sino alla distanza di sei chilometri. 
4" I Governi dei due Stati contraenti concerteranno 



3 1 4 ITALIA E AUSTRIA 

1867 provvedimenti necessari a permettere per certe località, 
ove ciò sia riconosciuto necessario, il passaggio fuori delle 
strade doganali di quegli oggetti che in nessuno dei due 
Slati sono soggetti, né a dazio di entrata, né a dazio di 
uscita, sotto l'osservanza però di apposito controllo, da 
stabilirsi per i singoli casi. 

II. — Per regolare e facilitare il movimento sulle strade 
ferrate italiane ed austriache, nei punti di congiunzione 
al confine italo-austriaco, e per agevolare il traffico col- 
l'attuazione di Uffìzi misti di dogana e di ordine pubblico 
nelle stazioni di ricambio internazionali, le Alte Parti con- 
traenti hanno conchiuso l'annessa Convenzione. 

Firenze, 23 aprile 1867. 



U. Rattazzi. 
De Blasiis. 

KuBECK. 

De Pretis. 



ITALIA E AUSTRIA 315 

TARIFFA A annessa all'articolo 8 del Trattato di commercio e di navigazione 
fra l'Italia i l'Austria. 

Dazi per V importazione dall' Austria in Italia. 



1867 



■«1 






Importo 


o 


Dekominazione degli oggetti 


Base 


del dazio 








compresi i diritti 


-< 






addizionali 


<D 
















1 


Olio di ravizzone 


lOOchilogr. 


2 » 




Birra in holtiglie 


1 etioliiro 


2 1 oltreidiritti 




Id. in botti barili . . . 


Id. 


2 ) di consumo 




Acquavite (alcool' semplice di 








22 «radi o meno in botti o 








barili 


Id. 


5 50 




Ac(iuavite (alcool) di gradi supe- 








riori 


Id. 


10 » 




Vino in otri o botti .... 


Id. 


5 77 


il 


Zucchero radìnalo 


100 chilogr. 


28 85 




Id. non raffinato . . . 


Id. 


20 80 




Biacca 


Id. 


3 75 




Potassa 




Esente 
3 75 


Inchiostro da slampa .... 


100 chilogr. 




Cera da suj-'gellare 


Id. 


25 -> 


111 


Frutta preparale 




Esenti 




Legumi salati ed in composta 






IV 


Dell'aceto in botti 




Esenti 


Colla caravella (colla di pescei, 






gelatina di carne e cuoio . . 


100 chilogr. 


3 75 


V 


Pesce fresco di mare .... 

Sardelle , acciughe , cospettoni 

e salacche, salati all'importa- 




Esenti 




zione peri porti dell'Adriatico. 


100 chilogr. 


» 25 


VI 


Cavalli del valore superiore a 








lire 300 


Caduno 


15 » 




Bovi e tori 


Id. 


15 » 




Vacche 


Id. 


7 50 




Giovenche e torelli .... 


Id. 


5 .. 




Pecore 




Esenti 
Esenti 


Porche! ti da latte 




vili 


Reti da pesca 

Tele di canape e di stoppa di 
lino per imballaggio , in cin- 


lOOchilogr. 


4 » 




ghie ed in tubi 


Id. 


10 " 


XI 


Stoppolini bavella ordinaria 
(tessuti di cascami di seta, mi- 
sti non misti con altre ma- 










Id. 


50 .. 


Xlll \ 


Piallacci (fogli da intarsiare) . 


Id. 


2 75 



1867 



316 

Segue Tariffa 



ITALIA E AUSTRIA 



-«1 






Importo 


o 


Denominazione degli oggetti 


Base 


del dazio 








compresi 1 difilli 








addizionali 


segue 








Xlli 


Mobili di legno curvato per se- 
dt re, come pure tavole e letti 
di tale legno, non verniciati, 
cioè senza lacca, non intar- 
siali con metallo, non imbot- 




L. C. 




tili, non scolpili 


lOOchilogr. 


7 » 


XIV 


Carta asciugaùte e carta grossa 








da involti 




Esente 
Esenti 


Composizioni musicali stampate 


• • • . 


XV 


Zolfanelli chimici 


lOOchilogr. 


10 » 




Merci di panieraio grosse . . 




Esenti 


XVI 


Piume da letto 




Esenti 


Ferro di prima fabbricazione, 






in barre, verghe, ecc., di qua- 








lun(|ue fornia e diametro . . 


lOOchilogr. 


4 62 




Ferro di seconda fabbricazione. 








in travi di ferro, àncore, assi 








sale di veicoli, incudini, ma- 








gli e vomeri 


Id. 


6 93 




Ferro lammato in lastre di 4 








millimetri di spessore o più . 


Id. 


4 62 




Ferro in lastre di minore spes- 








sore ed io tubi 


Id. 


9 25 




Acciaio filato o lavorato. . . 


Id. 


23 10 




Molle da carrozza e simili . . 


Id. 


15 1. 




Strumenti : 








Collelli per arti e mestieri, 








e coltelli con manico in le- 








gno comune non guernito. 


Id. 


9 25 




Strumenti per le arti e me- 








stieri, e per l'agricoltura, 








di ferro , d' acciaio , e di 








ferro ed acciaio .... 


Id. 


9 25 




Terraglia e rottami di ferro 




Esente 




Merci di pakfong (argeutonj . 


100 chilogr. 


60 » 


XIX 


Antimonio 




Eselite 


Vetro da specchio, greggio (lastre 






di vetro e di cristallo uon puliti) 


100 chilogr. 


3 75 




Velri concavi (recipienti) bian- 








chi non molati 


Id. 


5 75 




Vetrificazioni e smalti in pani. 


Id. 


3 75 


La co 


riversione delle unità italiane in 


unità austria 


che deve farsi 


sul 


piede seguente: 

2 </2 lire = 1 fi. 0. W 








2 </2 cent. = 1 kr. (sold 


o) vai. austr. 






50 cbilogr. = 1 cenlinaic 


) daziario. 





1 



ITALIA E AUSTRIA 

TARIFFA B annessa all'articolo 8 del Trattalo di commercio e di navigazione 
tra l'Italia e l'Austria. 

Dazi per V importazione dall'Italia in Austria. 



317 



4867 



Denominazione degli oggetti 



Base 



Importo 
DEL dazio 



III 



IV 



V 

VI 



VII 



Frutti meridionali: 

1. Daiteri , mandorle e pi- 
stacchi 

2. Kichi secchi, nielagranale, 
pignoli (pinocchi ) mondi, 
uva appassita ( anco uva 
passa di Corinto e zibibbo) 

3. Melarance, cedri, limoni. 
Prodolli d' ortaglia pieparati , 

vale a dire: le specie di civaie 
e di erbaggi, pomi di terra e 
rape, radici maugerecce, funghi 
mangerecci, compresi i tar- 
tufi, disseccati al sole o al 
fuoco, com|»ressi , tagliali od 
altrimenti sminuzzati, salali, 
conservati nell'aceto, in botti. 

Id. id. dall'Italia per i confini 
di terra 

Riso: 

a) senza lolla 

6) colla lolla 

Pelli crude, cioè verdi o secche, 
anche salale, ma non altrimenti 
lavorate 

Formaggi 

Olio di oliva in bottiglie ed orci 
Id. in bolli, otri e ve- 
sciche 

Avla — L' olio d' oliva che 
viene introdolld in botti ed otri, 
quando la procedura daziaria 
abbia luogo presso una dogana 
principale, ed inoltre vi si me- 
scoli per ogni centinaio sporco 
di olio di oliva 1 libbra netta 
daziaria di olio di trementina, 
oppure 0,13 di libbra daziaria 
d'olio di rosmarino . . . . 

Manna 



1 cent, netto 



Id. 
Id. 



1 cent, sporco 
1 cent, sporco 



1 cent, netto 

Ivi. 

1 cent, sporco 



Id. 
Id. 



FL. KR. 



5 .. 



2 50 
2 20 



» 73 

Esenti 

. 25 
Esente 



Esenti 
2 20 
5 . 

1 50 



» 40 

n 75 



318 
1867 Segue Tariffa B 



ITALIA E AUSTRIA 



■< 








5 
o 
o 






Importo 


Denominazione degli oggetti 


Base 




H 






DEL dazio 


-a 








U 














FL. KR. 


Vili 


Sugo di regolizia 


1 cent, netto 


2 « 


IX 


Olii volatili , non nominaU a 








parte 


Id. 


5 » 


X 


Seta: 

a) \. Gallette di seta (boz- 
zoli), e 
2. Cascami di seta non 








filati 


\ cent, sporco 


Esenti 




b) \. Seta greggia filata e 








seta greggia filaloiata , 








né tinta, né in unione 








con altre materie; 






\ 


2. Cascami di seta filati, 








né tinti , né in unione 








con altre materie da fi- 








lare 


Id. 


Esenti 




e) 1. Seta imbiancata tinta 








in unione con altre 








materie, e 








2. Cascami di seta tinti 








od in unione con altre 








materie da filare. . . 


1 cent, netto 


6 » 


XI 


Mppcì di sola seta: 
Tutte le blonde e merletti, come 
pure tutti i tessuti ricamali, mi- 
sti con filo d'oro o d'argento 








buono falso 


Id. 


120 » 




Id. id. e dal logennaiol872 


Id. 


80 » 


XII 


Lini e canape: 








pettinati 


1 cent, sporco 


Esenti 




filati a macchina greggi , 








cioè non imbiancati, co- 








lorati torti .... 


1 cent, netto 


3 ') 




imbiancati, ma non torti. 


Id. 


4 50 




torti 


Id. 


10 » 


XIII 


Articoli da funaiolo: 

non imbiancati, come cor- 








de, canapi, cavi, cinture. 


1 cent, sporco 


. 75 




imbiancati e tele da involti 








grigie 


Id. 


» 75 


XIV 


Merci di Imo ordinarissime, come 
pannolini e tralicci, tutti que- 
sti oggetti greggi, non imbian- 
cati e senza disegno tramalo; 
inoltre secchie (da spegnere il 







ITALIA E AUSTRIA 



319 



Segice 


Tariffa B 






— 






Importo 


O 


Denominazione degli oggetti 


Base 




H 






DEL dazio 


■< 








u 














FL. KR. 




fuoco) di tela da vele non im- 








hiancata 


1 cent, netto 


6 


XV 


Trecce di paglia di ogni sorta 








non miste con altre materie . 


! cent, sporco 


1 . 


XVI 


Cappelli di paglia e di scorza 








d'albero, senza giiernitura. . 


Il pezzo 


.. 10 




1(1. id. con guernitura . . 


Id. 


. 20 


XVII 


Sloviplie: 








1. Ordinarissime .... 


1 cent, sporco 


.. 25 




2. Ordinarie 


1 cent, netto 


2 50 




Nola — Stoviglie ordinaris- 








sime dall'Italia per i confini di 








terra 


Id. 


Esenti 


XVIII 


Sugo di cedro e di limone . . 


1 cent, sporco 


Esenti 


La conversioìie delle unità austriache in unità italiane deve farsi 


sul 

1 


"piede seguente: 

ì fi. vai austr. = 2 </2 ''re. 

i kr. (soldo) = 2 •/2 centesimi. 




1 
1 


2 centinaio daz. = 50 eli 


ilogrammi. 


1 



867 



1867 



320 ITALIA E AUSTRIA 

TARIFFA C annessa all'articolo 9 del Trattato dì commercio e di navigazione 
fra l'Italia e l'Austria. 



Dazi per t liscila dall'Italia. 



•4 








o 

td 






Importo 


Denominazione degli oggetti 


Base 








DEL dazio 


u 














L. e 


1 


Vino in botti 


1 ettolitro 


d » 




Id. in bottiglie 


Caduna 


» 03 




Olii d'oliya 


100 chilogr. 


1 .. 




I(J. d'ogni altra sorla . . . 


Id. 


» 30 




Id. volatili ed altre essenze non 








nominate 


Id. 


2 » 


II 


Agro di cedro e di limone, colto 








ò concentrato 


Id. 


1 .. 




Agro di cedro e di limone, crudo 


Id. 


.) 15 




Manna in cannelli o rottami di 








cannelli 


Id. 


5 » 




Id. in sorte o in frasca . . 


Id. 


3 i> 




Aloe ed altri sughi non nominati 


Id. 


3 . 




Senapa in grana 


Id. 


1 » 




Radica di liquorizia .... 


Id. 


1 «> 




Acido boracico naturale ed ar- 








tificiale 


Id. 


2 . 




Sale marino 


Tonnellata 


« 20 




Id. gemma (di rocca) . . . 


Id. 


» 20 




Id. tartaro, feccia di vino. . 


100 chilogr. 


2 » 




Generi per tinta e per concia , 








non nominati non macinati. . 


Id. 


» 25 




Id. id. id. macinati . . . 


Id. 


» 50 


III 


Agrumi 


Id. 


» 25 




Frutti secchi non nominati. . 


Id. 


1 . 




Mandorle col guscio (sciacarelle) 


Id. 


1 50 




Id. monde 


Id. 


3 :> 




Noci e nocciuole 


Id. 


. 40 




Semenze (li"erse 


»d. 


1 » 


IV 


Carni fresche e pollame . . . 


Id. 


2 » 




Id. salate ed aOumicate . . 


Id. 


2 » 




Formaggio 


Id. 


4 » 




Uova 


Id. 


1 » 




Id. all'uscita pel confine di 






VI 


terra 




Esenti 
5 .) 


Buoi e tori 


Cadono 




Vacche 


Id. 


4 .. 




Giovenchi, giovenche e torelli . 


Id. 


2 » 




Vitelli, cioè animali bovini sotto 








l'anno 


Id. 


1 . 



ITALIA E AUSTRIA 



321 



Segue Tariffa C 



Denominazione degli oggetti 



Base 



Segrie 
VI 

VII 



Vili 



X 
XI 



XII 



XIII 
XV 



XVI li 



Porci al disopra di chiingr. 20 
1(1. al disotto id. 

Pelli crude 

Id. in basana, acconciate e ca- 
mosciate 

Canapa e lino ed altri vegetali 
filanientosi in steli . . . . 
Id. id. capecchio e sloppa. 

Canapa e lino ed altri vegetali 

filamentosi grezzi 

Id. in steli per i confinidi terra. 

Id. greggia id. 

Id. iti. pittir.ali 

Lana in massa 

Bozzoli 

Id. per i confini di terra . 

Avanzi di seta 

Sete crude 

Grano, granaglie e marsaschi . 
li. per i confini di terra . 

Castagne 

Riso e risone con lolla . . . 
Id. senza lolla. . . 

Riso per i confini di terra (an- 
che risone) 

Farine 

Paste di frumento 

Pane e biscotto 

Lesno di qualunque specie , 
sgrossato per casse , monture 
da fucile , 

Stracci di sostanze vegetali. . 
Id. d'ogni altra sostanza . 

Cappelli 

Treccie di patilia, scorza, sparto, 
ecc. per cappelli fini. . . . 
Id. per f ir cordami ed altro. 

Ft^rro in masse ed in rottami . 

Minerale di fdrro 

Id. di rame 

M. di piombo .... 

Piombo in pani e rottami . . 

Marmo greggio 

Zolfo STl'L'SUt 



Cadono 

Id. 

100 chilogr. 

Id. 

II. 
Id. 

Id. 



Id. 
Id. 
Id. 



Id: 

Id. 
Id. 



Id. 
Id. 
Id. 



Id. 
Id. 
Id. 



Caduno 

100 chilogr. 

Id. 

Id. 

Id. 
Id. 
Id. 
1 Tonnellata 
id. 
Id. 

chilogr. 
M. 
1(1. 



100 



biroRTo 

DEL DAZIO 



L. C. 

1 » 

» 50 
4 .. 

8 .) 

» 50 
i » 

ì » 

Esenti 
Esente 

2 .) 
6 » 

iO .) 

Esenti 
8 » 

33 » 
.. 50 

Esenti 
» 50 
» 50 
1 » 

Esente 
» 75 
1 .. 
1 » 



» 10 

8 » 

2 » 

10 » 

5 .) 

1 .) 
.) 30 
» 20 
5 .) 

2 .) 
1 . 
.) 40 



1867 



Nota. — Oltre i snddelli diritti si ri 
di 10 lire per ogni 



scuote quello 
tdO lire. 



addizionale 



21 



4867 



322 ITALIA E AUSTRIA 



CARTELLO DOGANALE FRA L'ITALIA E L'AUSTRIA. 

L — Ciascuna delle Alte Parli contraenti si obbliga a 
cooperare all'impedimento, alla scoperta ed alla punizione 
delle contravvenzioni alle leggi doganali o di privativa del- 
l'altro Stato, nei modi stabiliti dalle seguenti disposizioni. 

II. — Ciascuna delle Alte Parli contraenti obbligherà i 
suoi funzionari incaricali d'impedire o di denunciare le 
contravvenzioni alle proprie leggi doganali o di privativa, 
i quali vengano in cognizione che siasi per commettere o 
sia stata commessa una contravvenzione alle leggi suddette 
dell'altra Parte, nel primo caso, a possibilmente impedirla 
con lutti i mezzi che stanno a loro disposizione, ed in 
ambidue i casi a denunciarla alla autorilà competente del 
proprio Stalo. 

HI. — Le autorità di finanza di una Parte debbono far 
conoscere alle autorilà di finanza dell'altra Parte le con- 
travvenzioni alle leggi doganali o di privativa di quest'ul- 
tima giunte a loro notizia, e somministrare ad esse ogni 
opportuno ragguaglio sulle relative circostanze di fallo in 
quanto possono rilevarle. 

Per autorità di finanza s'intendono in Austria le Dire- 
zioni distrettuali di finanza, le Dogane principali, gli ispet- 
tori di confine o di finanza, ed i commissari della guardia 
di finanza; in Italia, le Direzioni delle gabelle (intendenze 
di finanza), le dogane principali, gli ispettori e gli ufficiali 
della guardia doganale. 

IV. — 'Gli uffici di riscossione delle Parli contraenti deb- 
bono sempre permettere agl'impiegati superiori di finanza, 
a ciò autorizzati dall'altro Slato^ dietro loro domanda e 
nel locale d'ufficio, fispezione dei registri ed altri docu- 
menti che riguardano il movimento commerciale fra i due 
Stati, e la circolazione, nonché i depositi delle merci sot- 
toposte a speciale vigilanza. 



ITALIA E AUSTRIA 3'23 

V. — Le Parti contraenti si concedono reciprocamente il 1867 
diritto d'inviare ai loro Uffici doganali impiegati onde pren- 
dano cognizione del traltamento degli affari presso i me- 
desimi relativamente alla materia doganale ed alla sorve- 
glianza dei confini; al quale effetto sarà con premura aperto 

ogni adito a questi impiegati. 

Gli Stati contraenti si comunicheranno reciprocamente 
tutti gli schiarimenti desiderabili intorno alla contabilità 
e la statistica nei due territorii doganali. 

VI. — Nell'intento di scoprire e reprimere il contrab- 
bando, gl'impiegati doganali, o delle privative, i funzio- 
nari superiori della guardia doganale o della guardia di fi- 
nanza dei due paesi si sussidieranno tra di loro colla maggior 
premura, comunicandosi i loro rilievi nel più breve ter- 
mine, mantenendosi in rapporti di mutua intelligenza per 
quei concerti che meglio varranno ad ottenere lo scopo. 

VII. — Entro il circondario confinante (zona di vigilanza), 
lungo la frontiera che divide gli Slati delle Alte Parti con- 
traenti, non potranno custodirsi merci estere non sdaziate, 
senza che ne sia stata data cauzione pel dazio o sieno po- 
ste sotto vigilanza di un ufficio doganale. 

Vili. — Sulla domanda delle autorità di finanza o giudi- 
ziarie di una delle Alte Parti contraenti, quelle dell'altra 
dovranno prendere o promuovere presso le autorità com- 
petenti del proprio paese le misure occorrenti per accer- 
tare i fatti raccogliere le prove dei contrabbandi commessi o 
tentati a danno delle dogane o delle privative dello Stato 
requirente^ e, secondo le circostanze, ottenere Tinterinale 
sequestro delle merci. A simili richieste, le autorità di 
ciascuna delle Parti contraenti debbono corrispondere in 
egual modo, come se si trattasse di contravvenzione alle 
leggi doganali o di privativa del proprio Stato. 

Cosi puro possono gl'impiegati doganali e delle priva- 
tive, i funzionari della guardia doganale o di finanza di 
una Parte, mediante requisitoria alla loro preposta auto- 
rità, fatta dalle autorità competenti dell'altra Parte, venir 



324 ITALIA E AUSTRIA 

1867 chiamati ad esporre avanti la competente autorità del pro- 
prio paese le circostanze riferibili al contrabbando tentato 
commesso nel territorio dell'altro Stato. 

IX. — Agli agenti della guardia doganale o di finanza delle 
due Parti contraenti che esercitano il servizio di vigilanza 
sulle acque del lago di Garda, sarà permesso di seguire 
fino alla distanza di cento metri dalla sponda i contrab- 
bandieri che toccarono le acque del proprio Stato, e di 
arrestarli cogli oggetti di contrabbando nelle acque del- 
l'altro Stato, fino alla distanza suddetta; nonché di tra- 
durre le merci, i mezzi di trasporto ed i contrabbandieri 
dinanzi l'ufficio di finanza del proprio Stato, pei proce- 
dimenti penali relativi. 

X. — Nessuna delle Parti contraenti tollererà nel proprio 
territorio associazioni che abbiano per iscopo il contrab- 
bando verso il territorio dell'altra Parte, né darà legale 
validità a convenzioni di assicurazione per contrabbando. 

XI. — Ciascuna delle Parti contraenti è obbligata: 

a) Riguardo alle merci di vietata importazione o di 
vietato transito nell'altro Stalo, a permetterne il passaggio 
per esso solo quando sia stata data la prova dell'ottenuta 
particolare licenza di quello Stato; 

h) Riguardo alle merci destinate per l'altro Stato, ed 
ivi sottoposte a dazio d'importazione, a permetterne l'u- 
scita solo quando sieno dirette al corrispondente ufficio 
di entrata munito delle sufficienti facoltà, in ore del giorno 
che acconsentano di arrivare in un tempo permesso al- 
l'ufiìcio stesso, e sotto condizione che non avvenga qual- 
siasi non necessaria fermata o deviazione di cammino fra 
un ufficio e l'altro dei due Stati. 

XII. — Cosi pure ciascuno degli Stati contraenti si ob- 
bliga a non svincolare le cauzioni prestate per l'uscita dal 
proprio territorio delle merci di transito, o per la rie- 
sportazione di merci estere non sdaziate, né di condonare 
restituire diritti di entrata o di consumo per merci che 
si esportano, se, mediante attestazione dell'ufficio di en- 



J 



ITALIA E AUSTRIA 325 

trata dell'altro Stato, non sia provato che le merci sieno i867 
state ivi presentate e notificate. 

XIII. — In relazione alle disposizioni stabilite agli ar- 
ticoli XI, lettera b, e XII, le Parli contraenti si concerte- 
ranno per determinare il numero occorrente e le attribu- 
zioni degli uffici cui debbono essere presentale le merci 
che passano le comuni frontiere, le ore in cui può aver 
luogo la spedizione ed il passaggio delle merci, il modo 
di accompagnarle all'ufficio dell'altro Stato, e finalmente 
quelle speciali misure da adottarsi pel commercio a mezzo 
delle strade ferrate. 

XIV. — Pei contrabbandi commessi o tentati a danno 
dell'altra Parte in materia di dogana o di privativa, cioè 
per le contravvenzioni ai divieti riguardanti la importa- 
zione, l'uscita od il transito, e per le defraudazioni di dazi 
doganali o diritti di monopolio, ciascuna delle due Parti 
contraenti assoggetterà, sulla domanda di una competente 
autorità dell'altra Parte, i contravventori alle slesse pene 
stabilite per simili ed analoghe contravvenzioni alle leggi 
di dogana o di privativa del proprio Stato: 

V Allorché l'imputato è suddito dello Slato che deve 
sottoporlo ad inquisizione ed a pena, ovvero 

2° Allorché il medesimo, non solo all'epoca della con- 
travvenzione aveva dimora, anche transitoria, nel Icrrilo- 
rio di questo Stato, ma si lascia trovare nel medesimo 
anche al sopraggiungere o dopo l'arrivo della requisitoria 
per la inquisizione, semprechè l'imputato non appartenga 
allo Stato le di cui leggi sono oggetto dell'imputata con- 
travvenzione. 

Però saranno applicate le pene sancite dalle leggi del- 
l'altro Stato, se queste risultano più miti. 

In quanto la multa per disposizione di leggi si regoli 
secondo l'importo defraudato, essa deve misurarsi in base 
alla tarilTa dello Stato, alle cui leggi doganali o di priva- 
tiva si è contravvenuto. 

XV. — Nei processi da istruirsi in forza dell'articolo XIV, 



326 ITALIA E AUSTRIA 

1867 si deve atlribuire alle rifertc d'ufficio delle autorità o fun- 
zionari dell'altro Stato la stessa forza di prova che com- 
pete in casi simili alle riferte d'ufficio delle autorità o 
funzionari del proprio Stato. 

XVI. — Le spese, che nei processi istruiti in forza del- 
l'articolo XIV venissero sostenute, saranno risarcite dallo 
Stato nel cui interesse si procede in quanto non possano 
realizzarsi sul valore degli oggetti sequestrati, o non sieno 
corrisposte dai contravventori. 

XVII. — Le somme versale dall'imputato a causa di un 
procedimento istruito a termini dell'art. XIV, od introitate 
colla vendita degli oggetti della contravvenzione, si ero- 
gheranno in maniera che innanzi tutto vengano soddisfatte 
le spese giudiziali, indi le imposte sottratte all'altro Stato, 
e per ultimo le multe. 

Di queste ultime disporrà lo Stato in cui ebbe luogo 
il processo. 

XVIII. — Da un processo, istruito a senso dell'art. XIV, 
si dovrà tosto desistere, sulla domanda dell'autorità dello 
Stalo che lo ha provocato, a meno che non sia già stata 
emanata una decisione definitiva, cioè passata in cosa 
giudicala. 

XIX. — Le autorità o giudicature di ciascuna delle Parti 
contraenti dovranno, relativamente ad ogni processo istruito 
nell'altro Stato per una contravvenzione alle leggi di do- 
gana di privativa del medesimo Slato, od in base al- 
l' articolo XIV, sulla richiesta dell'autorità o del giudice 
competente: 

i° Assumere, ed al bisogno con giuramento, le depo- 
sizioni dei testimoni e dei periti che si trovano nel di- 
stretto di loro giurisdizione, e costringere, se fa d'uopo, i 
primi a deporre la loro testimonianza in quanto questa non 
possa, giusta le leggi del paese, venire rifiutata; 

2° Intraprendere ispezioni d'ufficio, ed autenticarne 
gli emersi rilievi; 

3° Far inlimare citazioni e decisioni agi' imputati che 



à 



ITALIA E AUSTRIA 327 

si trovassero nel distretto dell'autorità requisita, senza ap- 1807 
partenere allo Stalo cui appartiene l'autorità stessa. 

XX. — Per leggi doganali o. daziarie s'intendono nel 
presente Cartello anche i divieti d' importazione, di esporta- 
zione e di transito; e per giudicature, le autorità costituite 
negli Stati contraenti per l'inquisizione e punizione delle 
contravvenzioni alle proprie consimili leggi. 



CONVENZIONE 

concernente il movimento sulle strade ferrate nei punti di 
congiunzione al confine italo-austriaco , e l'attivazione di 
uffici misti di dogana e di ordine jmbblico nelle stazioni 
internazionali di ricambio. 

I. — • Sede degli uffici riuniti. 

Le stazioni internazionali di ricambio per le strade fer- 
rate dei due Stati, nelle quali verranno collocati gli uffici 
misti di confine, sono : 

a) Per la strada ferrata fra Udine e Gorizia, la sta- 
zione di Cormons sul territorio austriaco; 

b) Per la strada ferrata da Verona a Bolzano, la sta- 
zione di Ala in Tirolo. 

II. — Obbligo nelle Amministrazioni delle strade ferrale di 
costruire e mantenere i loccdi occorrenti per gli uffici misti 
{internazionali). 

Le Amministrazioni delle strade ferrate hanno l'obbligo 
di costruire e mantenere i fabbricati che nelle stazioni 
suddette occorrono per gli uffici misti, per gli alloggi de- 
gli impiegati e per il collocamento delle guardie doganali 
e di finanza, non che delle guardie di polizia. 

Con ispeciali trattative, da tenersi successivamente, sa- 
ranno determinate le condizioni ed i limiti di questo ob- 
bligo, e verrà pure stabilito il modo di arredare dei mo- 



328 ITALIA E AUSTRIA 

•1867 bili gli uffici, di provvedere alla successiva manutenzione, 
nonché alla illuminazione, al riscaldamento ed alla ripu- 
litura dei locali dei medesimi e di fornire eventualmente 
gii alloggi per gli impiegati, e sarà pure definito se e quali 
compensi possono spettare per lo adempimento di esso 
alle Amministrazioni delle strade ferrate da parte dei due 
Governi contraenti. 

III. — Della organizzazione dei vari rami di servizio 
nelle stazioni internazionali di ricambio. 

A. Del servizio delle strade ferrate. 

I Governi contraenti s'impegnano di ottenere dalle due 
Società delle strade ferrate dell'Alta Italia e meridionali 
austriache, che sia stabilita una Convenzione per regolare 
l'esercizio del tronco di ferrovia fra i confini dei due Stati 
e la stazione inlcrnazionflle di ricambio, e l'uso comune 
dei locali occorrenti pel servizio ferroviario in questa stazione. 

In tale Convenzione sarà tenuta la m.assima, che a cia- 
scuna delle due Società siano devoluti i prodotti della pro- 
pria linea fino al confine dei due Slati. 

IV. — Le tariffe speciali, fissate fra l'Imperiale Governo 
Austriaco e la Società delle slrade ferrale meridionali au- 
striache nella Convenzione 27 febbraio 1868, non potranno 
Càsere aumentate dalle due Società italiana ed austriaca, 
nò pel traffico tra le Provincie venete ed austriache, né pel 
transito da o pel Tirolo ed oltre. 

V. — Le opere per arapliazionc e adattamenlo delle sta- 
zioni inlernazionali di ricambio, saranno concertale fra le 
due Società italiana ed austriaca delle strade ferrale, ed 
eseguile a cura di quella sulla cui linea sarà collocala la 
stazione internazionale. 

L'approvazione dei progetti per lo opere suddette e la 
sorveglianza dei lavori relativi, spetteranno al Governo dello 
Slato in cui è collocata la stazione per quanto riguarda 
il servizio delle ferrovie. 



I 



ITALIA E AUSTRIA 329 

I progetti pel servizio misto e comune nell'interesse delle i867 
Amministrazioni dei due Stati dovranno essere approvati 
d'accordo dai Governi medesimi. 

VI. — Non saranno inlrodotli nelle strade, né saranno 
praticati nel materiale mobile tali cambiamenti che faces- 
sero ostacolo al libero passaggio dei veicoli dalle ferrovie 
di uno Sialo a quelle dell'altro. 

VII. — Il Governo, sul cui territorio è situala la sta- 
zione internazionale di ricambio, conserverà per gli ef- 
fetti politici e giuridici il pieno alto dominio tanto nel re- 
cinto della stazione quanto sui tronchi di ferrovia, fra la 
detta stazione ed il confine dei due Stati. 

II Governo stesso prenderà le opportune disposizioni af- 
finchè gli agenti della ferrovia dell'altra Società siano pro- 
tetti nell'esercizio delle loro funzioni relative alla sorve- 
glianza ed alla sicurezza della strada. 

YIII. — La Società dell'altro Sialo avrà il diritto di no- 
minare gii impiegali e tutto il personale di servizio pel 
tronco di ferrovia fra il confine e la stazione internazio- 
nale di ricambio, e per le stazioni che già esistessero o 
venissero in seguilo allivate fra il conline e la delta sta- 
zione internazionale, non che quello necessario in quesl'ul- 
tima al servizio esclusivo della propria Amministrazione. 

IX. — Gii agenti incaricati delle pratiche doganali nelle 
stazioni internazionali di ricambio non saranno ammessi 
a compierle per le importazioni, esportazioni o pel tran- 
silo nell'uno o nell'altro Stalo, quando dalle rispettive Am- 
ministrazioni doganali si abbiano motivi di esclusione. 

X. — Il servizio nella stazione internazionale di ricam- 
bio e l'esercizio del tronco tra questa ed il conline dei 
due Stati, sono soggetti alla sorveglianza finanziaria dello 
Slato nel cui territorio è situata la stazione medesima. 

Gl'impiegati doganali e le guardie di finanza dello Slato 
territoriale sono perciò autorizzati ad introdursi nei locali 
delle stazioni per le opportune visite di ufficio, a slare 
presenti alle operazioni di servizio della ferrovia, a veri- 



330 ITALIA E AUSTRIA 

1867 ficare lo stato delle merci in deposito, ed a richiedere la 
ispezione dei registri e delle carte relative. 

Se queste visite verranno praticate in locali addetti al- 
l'Amministrazione della Società dell'altro Stato, dovranno 
sempre eseguirsi alla presenza di un impiegato superiore 
di quell'Amministrazione. 

XI. — I Governi contraenti si obbligano reciprocamente 
ad impedire che la Società della ferrovia del proprio Stato 
destini come impiegati o inservienti addetti al servizio da 
farsi sul territorio dell'altro Stato, persone già condannate 
per crimini, o per contrabbando o gravi trasgressioni alle 
leggi di finanza. 

XII. — Sotto l'osservanza delle condizioni generali pre- 
scritte per conseguire l'esenzione dal dazio, sarà dal Go- 
verno, nel di cui territorio è posta la stazione internazio- 
nale di ricambio, accordata all' altra Società la libera 
importazione ed esportazione dei materiali ed oggetti di 
consumo occorrenti per la manutenzione e per l'esercizio 
del tronco di ferrovia fra il confine dei due Stati e la sta- 
zione medesima, non che dei materiali ed oggetti occor- 
renti per le stazioni intermedie stabilite lungo il tronco 
suddetto, sempre che questi oggetti, fra i quali potranno 
essere compresi anche i mobili a corredo degli uffici, pro- 
vengano da magazzini, depositi od officine della Società 
e sieno impiegati ad uso esclusivo della sua Amministrazione. 

XIII. — Il Governo del territorio sul quale è situata la 
stazione internazionale di ricambio, non esigerà dall'Am- 
ministrazione delle ferrovie dell'altro Stalo, per ragione di 
esercizio nella stazione o nel tronco da questa al confine, 
tassa alcuna di bollo o di altri diritti fiscali sui registri^ 
biglietti di viaggiatori, od altri documenti relativi al ser- 
vizio delle ferrovie ; ma da quei diritti e tasse non an- 
dranno esenti gli atti civili, i contratti, od allri documenti 
legali, fatti da quest'Amministrazione delle ferrovie, i quali 
saranno soggetti al pagamento delle tasse di bollo e degli 
altri diritti prescritti dalle Leggi clic saranno in vigore. 



ITALIA E AUSTRFA 331 

XIV. — Ambedue le Società delle ferrovie, non che gli 41 
agenti delle Amministrazioni da esse dipendenti, sono vi- 
cendevolmente autorizzati a servirsi gratuitamente del te- 
legrafo sulle linee alle medesime spettanti per le corrispon- 
denze di servizio. 

XV. — Lo scambio del servizio succederà nelle due sta- 
zioni di Cormons e di Ala. I due Governi procureranno 
che le Società vengano ad opportuni accordi per far pro- 
seguire, compatibilmente alle esigenze del servizio, i vei- 
coli dei viaggiatori al di là delle stazioni internazionali di 
ricambio, ed in ogni caso verranno rispettate le conven- 
zioni già esistenti intorno al reciproco scambio ed uso dei vei- 
coli. In circostanze straordinarie, allo scopo di sopperire 
ad un temperarlo ed urgente bisogno, le due Amministra- 
zioni dovranno prestarsi vicendevole assistenza coi mezzi 
di trasporto di cui possono disporre. 

I carri da merci dovranno però passare dalle strade di 
uno Stalo a quelle dell'altro quando per la qualità della 
merce , o per altri motivi , non debbano essere scaricali 
nelle stazioni internazionali di ricambio. 

XVI. — Gli orari delle corse di corrispondenza dovranno 
essere concertati fra le due Società in modo che i viag- 
giatori e le merci non debbano trattenersi nelle stazioni 
internazionali al di là del tempo richiesto pel servizio della 
ferrovia e per le operazioni di dogana e di polizia. 

L'approvazione di questi orari spelta a ciascuno dei due Go- 
verni per ciò che riguarda le ferrovie del rispettivo territorio. 

XVII. — Gli orari sia per le partenze, sia per le fer- 
mate nelle stazioni internazionali di ricambio dei treni di 
passeggieri, che, a tenore degli atti di concessione delle 
ferrovie dei due Stali, devono concertarsi col Governo nel- 
l'interesse del servizio postale, saranno concertali diretta- 
mente fra l'Amministrazione superiore delle poste di am- 
bidue gli Stati, cioè fra il Ministero dei lavori pubblici in 
Italia ed il Ministero del commercio e della economia pub- 
blica in Austria. 



332 ITALIA E AUSTRIA 

1867 XVIII. — Le autorità alle quali è aftìdala la sorveglianza 
sulle ferrovie dei due Stati contraenti (in Italia il Commis- 
sariato generale delle ferrovie , in Austria l'ispezione ge- 
nerale delle ferrovie a Vienna ed i commissari eventualmente 
istituiti) potranno moUersi in direlta corrispondenza per gli 
affari relativi all'esercizio delle ferrovie. 

XIX. — Nei casi di reclami contro le amministrazioni 
delle strade ferrale, ciascuno dei due Governi conserverà 
la legale ingerenza suirx\mministrazione delle ferrovie del 
proprio territorio. 

XX. 

B. Del servizio doganale. 

Per le pratiche doganali relative a merci d'importazione, 
di esportazione o di transito, saranno attivati nelle stazioni 
internazionali di ricambio ufilzi riuniti dei due Stati con 
quelle attribuzioni che in Italia competono alle dogane di 
secondo ordine di prima classe, ed in Austria agli uffizi 
doganali secondari di prima classe, e colla facoltà eziandio 
di emettere ricapili di scorta (bollette di cauzione) e di 
rilasciare certificati di uscita per le merci di transito. 

Le attribuzioni di questi uffici doganali potranno essere 
aumentale quando ciò si trovi necessario per maggior fa- 
cilitazione del commercio. 

XXI. — Locali per il disimpegno delle operazioni doganali. 

Nelle stazioni internazionali un locale o recinto sarà de- 
stinato al disimpegno di alcune operazioni contemporanee 
e promiscue degli uffici doganali dei due Stati, e a questo 
locale verrà apposta un'iscrizione indicativa (per esempio 
Tettoia doganale di revisione promiscua). 

A ciascuno degli uffici doganali dei due Stati sarà as- 
segnato un altro locale, con apposita iscrizione, per il di- 
simpegno del servizio ordinario, un magazzino attiguo per 
le merci, una stanza per le operazioni, un gabinetto per 



ITALIA E AUSTRIA 333 

il capo della dogana, ed altra stanza per le guardie doga- 1867 
nali e rispettivamente di finanza. 

Nelle trattative riservate all'articolo secondo, sarcà de- 
terminata l'estensione di questi locali. 

XXII. — Strade ferrate considerale come strade doganali. 

Nei punti in cui raggiungono e nelle direzioni in cui 
attraversano i confini dei due Stati, le strade ferrate, ri- 
guardo al movimento sulle medesime, saranno considerate 
quali strade doganali, sotto riserva delle prescrizioni par- 
ticolari vigenti in proposito^ e tutte le merci regolarmente 
spedite coi convogli ferroviarii, non colpite da assoluto di- 
vieto d'importazione, di esportazione o di transito;, potranno 
venire liberamente trasportate sulle strade medesime si di 
giorno che di notte ed in tutti i giorni, comprese le do- 
meniche ed i giorni festivi. 

Rimangono però inalterate le norme vigenti per l'impor- 
tazione e per il transito degli oggetti di privativa dello Stato. 

XXIII. — Visita doganale. 

La visita doganale delle merci sarà di regola eseguita 
prima dagli impiegati di quello Stato da cui la merce pro- 
viene, e quindi da quelli dello Stato nel quale entra. 

Allo scopo però di sollecitare le operazioni doganali, le 
visite si praticheranno, per quanto sia possibile, simulta- 
neamente dagli impiegati di ambedue gli Stati. 

XXIV. — Diritti e doveri degl'impiegati degli uffici dei due Sfati 
rispetto alle vicendevoli pratiche d'ufficio. 

a) Diritto degl'impiegati di assistere vicendevolmente 
alle operazioni doganali. 

Ai funzionari degli uffizi riuniti è data facoltà di assi- 
stere vicendevolmente alle operazioni doganali eseguite da- 
gli agenti dell'ufficio dell'altro Stato, nonché al carico delle 
merci nei veicoli di partenza. 

b) Ispezione dei registri. 



334 ITALIA E AUSTIUA 

1867 Gl'impiegati superiori di ambedue gli uffici potranno 
ispezionare lutti i registri doganali dell'altro uflicio e le- 
varne copie ed estratti. 

e) Certificali da emettersi nel modo più breve. 

I certificati di uscita o di entrata delle merci, che en- 
trano od escono per l'ufficio dell'altro Stato, saranno dagli 
uffici vicendevolmente emessi nel modo più breve , cioè 
mediante annotazioni sulle carte d'ufficio dell'altro Slato. 
d) Comunicazione reciproca delle osservazioni relative 
a falli illegali. 

Gli uffici dei due Stali si comunicheranno vicendevol- 
mente nel modo più spedito i rilievi sopra fatti che aves- 
sero pregiudicalo o potessero pregiudicare le finanze di 
uno dei due Siali, o che portassero o minacciassero offesa 
ai divieti d'importazione, d'esportazione e di transito. 

XXV. — Norme per le pratiche doganali concernenti il trafjj.co 
sulle strade ferivate. 

Per le operazioni doganali sulle strade ferrate che con- 
giungono l'Ilalia coll'Auslria , sono stabilite le norme al- 
legate in fine della presente Convenzione, che serviranno 
di regola generale agli uffizi doganali riuniti. 

Nei casi previsti dalle norme citate, gli uffizi doganali 
dovranno , rispetto al servizio sulle strade ferrate, tenersi 
ai regolamenti particolari in vigore nello Stato a cui ap- 
partengono e precisamente gli uffizi austriaci alle istru- 
zioni del 18 settembre 1857, numeri ^'''^"'/gti- 

XXVI. 

e. Sorveglianza di polizia ai confini dei due Stati. 

Alle Amministrazioni delle ferrovie incombe l'obbligo di 
fornire e mantenere i locali occorrenti per il disimpegno 
del servizio d'ordine pubblico, per il collocamento conve- 
niente degli impiegati, degli inservienti e delle guardie. 

Nelle trattative previste all'articolo secondo sarà da de- 
finirsi il dettaglio di un tale obbligo. 



ITALIA E AUSTRIA 335 

4867 

Uispojiizioni generali. 

XXVII. 

A. SuH'adempimento degli obblighi che incombono 
alle Amministrazioni delle strade ferrate a tenore deirarticolo secondo. 

Lo Stato sul di cui territorio si trovano gli uffici riuniti, 
provvederà affinchè gii obblighi che, in base all'articolo 
secondo, incombono alle Amministrazioni delle ferrovie, 
vengano dalle medesime debitamente adempiuti. 

Se per l'adempimento dei detti obblighi competesse al- 
l'Amministrazione delle ferrovie un qualche compenso par- 
ziale^ la tangente relativa da attribuirsi a ciascuno dei due 
Stati sarà determinata di concerto fra i due Governi. 

XXVIII. 

B. Rapporto fra lo Stato nel di cui territorio è collocata la stazione 
internazionale di ricambio e gli uffici collocati nel territorio 
estero, nonché i loro funzionari , compreso il personale ferro- 
viario. 

a) Gli uffizi dello Stato vicino, collocati sul territorio 
dello Stato dove è situata la stazione internazionale di ri- 
cambio^ saranno fregiati dello stemma nazionale e della 
relativa iscrizione , le colonne e le tabelle dei locali ri- 
spettivi potranno essere listate coi colori nazionali dello 
Stato a cui appartengono. 

è) Per riguardi doganali e per gh effetti delle con- 
travvenzioni , la stazione ove si trova I' ufficio doganale 
riunito e cosi pure il tronco ferroviario fra la stazione e 
la frontiera , si considerano come esistenti nel territorio 
dello Stato, cui sono destinate le merci. 

Pei carichi , scarichi e trasporti illegali delle merci e 
per le omesse o false dichiarazioni, lo Stato, per il di cui 
territorio sono destinate le merci , o dal quale escono , 



336 ITALIA K AUSTRIA 

1867 assoggetterà i contravventori alle pene che sarebbero ap- 
plicabili se la stazione o la linea della via ferrata si tro- 
vasse sul proprio territorio. 

e) I funzionari degli uffici contemplati sotto a sono 
autorizzati a disimpegnare il servizio nel modo praticato, e 
secondo le norme vigenti nello Stato al quale appartengono. 
Potranno quindi indossare l'abito di ufficio e l'armamento 
prescritto dai loro regolamenti, ed arrestare, nei casi pre- 
visti dalle leggi del proprio Stato, gli individui clie sco- 
prissero in contravvenzione durante l'esercizio della polizia 
di confine o delle pratiche doganali per l'importazione , 
l'esportazione od il transito , fermare gli oggetti in con- 
travvenzione, ed assumere gli esami necessari, e disporre 
per la consegna degli individui arrestati alle autorità del 
proprio Stalo. 

d) Le autorità dello Stato, nel cui territorio è situata 
la stazione internazionale di ricambio, accorderanno ai 
funzionari dell'altro Stato, nel disimpegno del loro servizio, 
la stessa protezione ed assistenza che è accordata agli im- 
piegati dei propri uffizi. 

e) I funzionari degli uffizi dello Stato vicino, collocali 
sul territorio di quello Stato dove è situata la stazione 
internazionale di ricambio , e le persone di famiglia con- 
viventi coi detti funzionari , godranno , da parte dello 
Stato dove è la stazione internazionale, la stessa protezione 
accordata ai proprii sudditi. Questi funzionari e le loro 
famiglie godranno^ nei casi di trasloco, l'esenzione dai 
diritti doganali per i mobili ed effetti da trasportarsi e 
per le uniformi ed armi destinate ad esclusivo loro uso. 

f) I delti funzionari dipenderanno negli affari di ser- 
vizio e nei rapporti disciplinari esclusivamente dalle auto- 
rità dello Stato a cui appartengono ; essi però saranno 
soggetti alle leggi penali e di polizia dello Stato in cui 
hanno il loro temporaneo domicilio, e per tali rapporti di- 
penderanno dalla giurisdizione di questo Stato. Saranno 
esenti dalle imposte e prestazioni personali allo Stato in 



ITALIA E AUSTRIA 337 

cui hanno il loro domicilio, e non potranno quindi essere 1867 
obbligati al pagamento delle imposte sulla ricchezza mo- 
bile sulla rendita, nò essere chiamati a servire nell'e- 
sercito nelle guardie nazionali , né a funzioni comunali 
a quelle di giurato, ecc. 

I detti funzionari dovranno però, al pari dei sudditi dello 
Stato dove è collocata la stazione internazionale di ricam- 
bio, pagare le imposte della proprietà fondiaria, non che 
i diritti doganali, i dazi di consumo, ecc. 

g) Ai funzionari delle guardie doganali e della guar- 
dia di finanza è riservato di partecipare ai premi, che, a 
norma dei regolamenti vigenti, sono accordati sulle multe 
riscosse per le contravvenzioni doganali o di privativa da 
essi scoperte nell'interesse dello Stato al quale non appar- 
tengono. 

XXIX. — Lo Stato, che ha un ufficio sul territorio del- 
l'altro Stato , potrà delegare per la revisione e per il ri- 
scontro del detto ufficio degli impiegali superiori (ispettori) 
e preposti della guardia doganale o di finanza (ufficiali o 
commissari), che avranno la facoltà di comparire anche 
armati. 

NORME DOGANALI RELATIVE AL TRAFFICO 

nelle ferrovie che congiungono l'Italia con l'Austria. 

I. — Convogli-merci. 

§ 1. — Le merci riposte in carri chiusi da tutte le parti 
con pareti solide (carri con porte a coulisse)^ ovvero in 
carri della forma qui sotto descritta, muniti di copertoni 
ed assicurati con piombi o con lucchetti a chiave, saranno 
esenti dalla visita doganale presso i rispettivi uffici di con- 
fine, sia in entrata, sia in uscita , tanto di giorno che di 
notte , cosi le domeniche e giorni festivi come tutti gli 
altri giorni, semprechè sieno state osservate le condizioni 
e formalità descritte negli articoli seguenti. 

22 



338 ITALIA E AUSTRIA 

1867 I carri a copertoni, per essere ammessi a godere le fa- 
cilitazioni suddette, devono avere alle due testate pareti so- 
lide, congiunte fra loro con forti barre, ed inoltre essere 
forniti di uno sporto largo due piedi e mezzo (89 centi- 
metri), fissato a ciascuna delle dette pareti e che formi 
un tetto parziale, non che di una sponda ai lati alta un 
piede e mezzo (48 centimetri). A partire dai pezzi spor- 
genti delle due testate e sulle sponde laterali sarà disteso 
il copertone senza pieghe. 

I colli che fossero rimasti dopo effettuato il carico dei 
carri chiusi o dei suddetti carri a copertoni o che in ge- 
nerale non bastassero per riempire uno di questi carri, 
potranno, senza perdere il benefizio delle suaccennate fa- 
cilitazioni, venire riposti in compartimenti di carro, ovvero 
in casse o cestoni della capacità non minore di dieci piedi 
cubici, assicurandoli con lucchetti a chiave o con piombi, 
sempre che tali recipienti fossero stati previamente am- 
messi dagli uffici doganali. 

Non si escludono dal godimento delle suaccennate faci- 
litazioni quelli oggetti o colli che , o per volume (come 
sarebbero macchine grandi, singole parti di macchine, cal- 
daie a vapore) o per la loro natura (come sarebbero car- 
bone fossile, cokes, sabbie, pietre, minerali, ghisa, ferro 
in verghe, ecc.) non potessero venire riposti in carri chiusi, 
ovvero a copertone assicuralo nel modo suddetto, purché 
siano stati previamente e debitamente legati almeno con 
corde e piombi. 

I colli del peso minore di mezzo quintale daziario (25 
chilogrammi) non potranno di regola venire ammessi alle 
menzionate facilitazioni se non collocati in carri chiusi. 

In via eccezionale soltanto, potranno dessi venire riposti in 
carri muniti di copertoni, qualora cioè dalla lettera di porto 
risultasse che appartengono a pezzi grandi di macchine od 
a macchine intiere già caricate sopra carri scoperti. 

§ 2. — I luoghi di destinazione , ai quali i convogli- 
merci, che passano i rispettivi confini, possono essere spe- 



ITALIA E AUSTRIA 339 

diti colle facilitazioni indicate nel § i, verranno pubblicati 1867 
e comunicali all'altro Stato contraente. 

Lo stesso avrà luogo quando avvenga un cambiamento od 
un aumento nel numero di tali luoghi di destinazione. 

§ 3. — Il personale di scorta che alla sortita di uno 
Stato sarà incaricato della sorveglianza dei convogli, dovrà 
accompagnare i medesimi sino alla prima stazione dello Stato 
vicino, nella quale si trovi un ufficio doganale. Esso non 
dovrà abbandonare il convoglio prima di avere adempiuto 
alle formalità prescritte in ciascheduno degli Stati con- 
traenti. 

§ 4. — Ogni convoglio dovrà venire accompagnato da 
liste di carico separate per ciascun luogo di destinazione. 
Queste liste o lettere di carico, a cui dovranno unirsi i 
documenti (ricapili) necessari, verranno estese dalle am- 
ministrazioni delle ferrovie dietro le norme in vigore ne- 
gli Stati contraenti. 

§ 5. — L'Amministrazione doganale di ciascuno degli 
Stali contraenti rispetterai suggelli dell'altro dopo essersi 
assicurata che il chiudimenlo corrisponde alle condizioni 
volute dai regolamenti in vigore sul proprio territorio ed 
alle presenti stipulazioni. 

Essa avrà però facoltà, se lo trovasse necessario, di far 
completare il chiudimenlo. 

§ 6. — I carri chiusi ed i carri a copertoni, accennati 
nel secondo alinea del § 1 , dovranno essere confezionati 
in- modo da potervi applicare i piombi e lucchetti con chiave; 
e nel passare da un territorio all'altro dovranno trovarsi 
in tale slato che gli uffizi doganali, dopo essersi assicurati 
della loro buona condizione, possano effettivamente chiu- 
derli ed impiombarli. 

Sui piombi dovrà essere improntala la denominazione 
dell'uffizio che li ha applicati. 

§ 7. — L'Amministrazione doganale di ciascuno degli 
Slati contraenti deciderà se i convogli abbiano ad essere 
scortali da impiegali doganali. 



1867 



3 40 ITALIA E AUSTUIA 

II. — Convogli-passeggìeri. 

§ 8. — La facoltà accordala nel § i ai convogli-merci, 
di poter passare il confine di notte e nelle domeniche e 
giorni festivi , viene estesa anche ai convogli-passeggieri. 

§ 9. — Al passaggio del confine non potranno trovarsi 
nelle carrozze che quei piccoli oggetti che si possono te- 
nere alla mano, e che i viaggiatori usano portare con sé 
non imballati. 

§ 10. — I bagagli dei viaggiatori saranno di regola vi- 
sitati presso l'uffizio doganale di confine. Tuttavia potranno 
accordarsi delie eccezioni , ove ciò venisse richiesto nello 
interesse dei viaggiatori. 

§ li. — I bagagli dei viaggiatori non visitati presso 
l'uffizio di confine, dovranno, dopo di essere stati dichiarati 
alla dogana, venire da essa annotati per forma e numero 
dei colli in specifiche separate per ciascuna destinazione. 

Questi bagagli verranno riposti in carri chiusi (con porte 
a coulisse) muniti di piombi o serrature. 

§ 12. — Tutti gli oggetti passibili di dazio, ma non ap- 
partenenti ai bagagli di viaggiatori, inoltrati con convoglio- 
passeggieri, saranno sottoposti alle stesse condizioni e for- 
malità stabilite per la spedizione degli oggetti coi convo- 
gli-merci. 

in. — Disposizioni generali. 

§ 13. — All'arrivo delle merci al luogo di destinazione, 
dovranno esse venire depositate in luoghi a tal uopo of- 
ferti dalle Amministrazioni delle ferrovie , trovati idonei 
dall'Amministrazione doganale, e suscettibili di essere de- 
bitamente chiusi. Le merci vi resteranno sotto la continua 
sorveglianza degl' impiegati doganali , e potranno venirne 
levate, sia pel consumo ncU' interno^ sia per essere tra- 
sportate nei magazzini pubblici , ovvero pel transito all'e- 
stero, soltanto dietro dichiarazione da farsi entro il tempo 



ITALIA E AUSTRIA 341 

voluto e dopo che sieno state adempiute le formalità pre- 1867 
scritte. 

Lo scarico dei veicoli dovrà possibilmente effettuarsi tosto 
dopo l'arrivo dei convogli. 

§ 14. — Nelle stazioni ove non esistessero ancora dei fab- 
bricati con locali corrispondenti alle prescrizioni dell'arti- 
colo precedente, lo scarico dovrà effettuarsi, possibilmente, 
non più tardi di 36 ore dopo l'arrivo del convoglio. 

§ 15. — Le Amministrazioni delle ferrovie sono in ob- 
bligo d'informare al più presto possibile, ed almeno 8 
giorni prima, le Amministrazioni di dogana di ogni cam- 
biamento, che intendessero di apportare nelle ore di par- 
tenza, di passaggio pel confine e d'arrivo dei convogli 
di giorno e di notte, sotto comminatoria di essere tenute 
altrimenti ad adempiere al confine tutte le formalità or- 
dinarie di dogana. 

Tale obbligo non si estende a convogli di merci, i quali 
venissero spediti straordinariamente, o per forza maggiore, 
per casi eccezionali. Questi convogli godranno le conve- 
nute facilitazioni, quando il passaggio ne sarà stato par- 
tecipato ai rispettivi ufiìci doganali almeno 12 ore prima. 
§ 16. — La divisione di convogli viaggianti nella stessa 
direzione potrà generalmente, se domandata, venire ac- 
cordata dai rispettivi uffici di confine. 

Nessuna parte di un convoglio diviso potrà però con- 
stare di meno di 10 vagoni. Una ulteriore suddivisione 
potrà però venire autorizzata dall'impiegato superiore della 
dogana locale in casi di necessità riconosciuta di concerto 
col capo-stazione. 

§ 17. — Le facilitazioni accennate nell'articolo I, in ge- 
nerale , non sono applicabili che a merci trasportate dal 
confine al luogo di destinazione cogli stessi veicoli e senza 
che ne sieno stali levati i suggelli. 

In via eccezionale potrà però effettuarsi lo scarico e ri- 
carico delle merci , senza bisogno di normale operazione 
doganale, qualora non fosse dato di giungere cogli stessi 



342 ITALIA E AUSTRIA 

1867 veicoli, che hanno passato il confine, al luogo di destina- 
zione del carico, sia in causa della poca sicurezza dei tra- 
sporti (poca solidità dei veicoli), sia in causa di gravi com- 
plicazioni di servizio fra le diverse amministrazioni di 
ferrovia che dovranno fornire i veicoli. 

§ '18. — Ove ostacoli materiali, ovvero le leggi del paese 
non vi si opponessero , gli agenti di dogana incaricati di 
scortare i convogli, potranno prendere gratuitamente posto 
sopra uno dei veicoli (vagoni). 

In ogni caso questi incaricati saranno ammessi gratuita- 
mente, tanto nell'andata che nel ritorno, in carrozze di 2* 
classe coi convogli-passeggieri , e nel compartimento del 
conduttore nei convogli-merce, possihilmente vicino ai carri 
delle medesime. 

Le leggi degli Stati contraenti, in ciò che non fu qui 
contemplato ed in quanto riguarda le penalità per defrau- 
dazioni contravvenzioni di finanza, come pure quelle di 
proibizione o restrizione all'importazione, alla esportazione 
ed al transito, restano in pieno vigore. 

Resterà libero alle Amministrazioni di dogana rispettive, 
in caso di grave sospetto di tentata defraudazione, di fare 
procedere alla verificazione delle merci ed alle altre for- 
malità presso l'ufficio di confine, ed ove occorresse, anche 
presso altri uffici. 



Ratificato da S. il/.: Firenze, 2.3 giugno 1867. — Scambio 
delle ratifiche: Firenze, 30 giugno 1867. 



PROTOCOLE. 



J 



Ayant été constate quo les salacche et Ics cospeltoni 
mentionnés dans le Protocole final et dans le tarif A du 
Traile de commerce et de navigation conclu entro l'Italiej 
et l'Autriche le 23 avril 1867, n'apparaissent que rare- 
ment dans la mer Adriatiquc et ne forment pas un objct 



ITALIA E AUSTRIA 343 

d'exploitation de cette mer, et l'intenlion des Hautes Par- 1867 
lies contractantes étant que la laxe de faveur de fr. 0, 25, 
établie à l'impoiiation du poisson sale par les ports ita- 
licns de l'Adriatique, profile exclusivement aux produils 
de la pèche aiitrichienne, les soussignés, Ministre des af- 
fjiires étrangères de Sa Majesté le Roi d'Ilalie, et Envoyé 
extraordinaire et Ministre plénipotentiaire de Sa Majesté 
l'Empereur d'Autriche , ont été autorisés à déclarer ré- 
cioroquement que les salacche el les cospcitoni ne seront 
poinl considércs cornine faisant partie du Protocole final 
et du tarif A sus-énoncés, et que la taxe de faveur y spé- 
cifiée devra au lieu étre appliquée à l'iniportalion des 
baiane el des scoranze, véritables produits de l'Adriatique. 
En foi de quei les soussignés ont muni de leur signature 
le présent Protocole, et y ont fait apposer le cachet de 
leurs armes. 

Florence, le 30 juin 1867. 

{L. S.) P. Di Campello. 
(L. S.) KDbeck. 

PROTOCOLLO FLNALE 

relativo al Trattato di commercio e di navigazione, al Cartello 
doganale ed alla Convenzione postale conchiiisa tra l' Italia 
e l'Austria. 

All'atto di procedere alla firma del Trattato di com- 
niercio e di navigazione e della Convenzione postale, con- 
chiusi quest'oggi fra l'Italia e l'Austria, i sottoscritti Ple- 
nipotenziari di S. M. il Re d'Italia e di S. M. l'Imperatore 
d'Austria, hanno convenuto sulle seguenti ulteriori avver- 
tenze , dichiarazioni e stipulazioni che furono messe al 
Protocollo e che s'intendono formar parte del Trattato stesso. 

I Plenipotenziari di S. M. l'Imperatore d'Austria dichia- 
rano che il Trattato di commercio conchiuso in data d'oggi 
debba applicarsi anche al Principato di Lichtenstein in 



344 ITALU E AUSTRIA 

d867 forza dell'articolo 13 del Trattalo doganale conchiuso tra 
l'Austria ed il Principato suddetto. 

I Plenipotenziari di S. M. il Re d' Italia prendono alto 
di questa dichiarazione. 

All'articolo ì del Trattato di commercio e navigazione. 

i. Le disposizioni di quest'articolo non si riferiscono ai 
favori speciali di cui godono da tempo antico in Austria i 
sudditi della Turchia pel commercio turco. 

2. Per le stipulazioni di quest'articolo non verrà in nulla 
derogato alle speciali leggi, ordinanze o regolamenti con- 
cernenti il commercio , l' industria e la polizia, che sono 
in vigore nel territorio di una delle Alte Parti contraenti 
e che hanno un' applicazione generale estesa ai sudditi 
degli altri Stati. 

3. La massima della parificazione coi proprii sudditi , 
per il pagamento d'imposte dei sudditi dell'altro Stato che 
esercitano un mestiere od il commercio, si applicherà anche 
agli statuti di maestranze e ad altri statuti locali , ove 
questi sussistessero tuttora. L'applicazione però presuppone 
sempre l'adempimento delle condizioni stahilite dalle leggi 
di ciascuna delle Parti contraenti per l'abilitazione dell'e- 
sercizio industriale. 

All'articolo 2 del Trattato di commercio e di navigazione. 

Per godere dell'esenzione dei diritti d'industria (di pa- 
tente) i viaggiatori' di commercio italiani dovranno essere 
muniti di una carta di legittimazione di esercizio, formu- 
lata secondo l'unito modulo 1; ed i viaggiatori di com- 
mercio austriaci dovranno pure munirsi di una carta di 
legittimazione di esercizio, formulata secondo l'annesso 
modulo IL Queste carte di legittimazione saranno valevoli 
per lo spazio dell'anno solare pel quale sono rilasciate. 

Esse dovranno contenere la descrizione (il segnalamento) 



ITALIA E AUSTRIA 345 

della persona del portatore, come pure la sua firma, ed 1867 
essere munite del sigillo o stemma dell'autorit.à che le avrà 
rilasciate. 

Sulla presentazione di questa carta di legittimazione, i 
viaggiatori di commercio, riconosciuta che sia la loro iden- 
tità^ riceveranno dall'autorità competente una patente di 
industria, estesa secondo gli annessi moduli A e B. 

Gli esercenti ed i viaggiatori di commercio che stanno 
al loro servizio non dovranno trasportare seco merci per 
la vendita; tuttavia sarà loro concesso di trasportare seco 
al luogo di destinazione le merci acquistate. Saranno del 
resto tenuti reciprocamente esenti d'imposta solamente quei 
viaggiatori di commercio che vogliono fare affari o per 
conto loro proprio o per conto di una casa al cui servizio 
si trovino in tale qualità di agenti di commercio. 

Per ciò che riguarda il commercio sulle fiere e mercati, 
i sudditi dell'altra Parte contraente saranno completamente 
pareggiati ai proprii sudditi tanto nel diritto di visitare le 
fiere ed i mercati, quanto nelle tasse da pagarsi pel com- 
mercio anzidetto. 

Circa la forma della legittimazione di cui debbono essere 
forniti i sudditi dell' altra Parte che vogliono godere di 
questo favore, si è adottato da ambe le Parli il tenore del 
formulario terzo. 

All' articolo 4 del Trattato di commercio e di navigazione. 

Resta convenuto che l'applicazione dei Trattati per l'abo- 
lizione dei diritti di albinaggio e di detrazione , del 31 
agosto 1763 e del 19 novembre 1824, conchiusi fra la 
Sardegna e l'Austria, viene estesa al Regno d'Italia. 

All'articolo 6 del Trattalo di commercio e di navigazione. 

\. Nonostante la riserva fatta all'articolo 6 riguardo al 
transito degli oggetti di privativa dello Stato, ambe le Parti 
concedono il transito del sale e del tabacco senza previa 



346 ITALIA E AUSTRIA 

1867 permissione speciale e sotto l'osservanza delle condizioni 
prescritte pel transito di ogni altra merce, in quanto questo 
transito si eseguisca esclusivamente per strada ferrata, in 
vagoni piombati, o per acqua, 

2. I due Governi si comunicheranno scambievolmente le 
restrizioni del traffico, stabilite per ragioni di polizia sanitaria. 

Air articolo 7 del Trattato di commercio e navigazione. 

1. Rimane ferma la intelligenza che, se nuovi favori fos- 
sero in avvenire da una delle Parti contraenti accordati 
ad altri Stali limitrofi nello scopo di agevolare il com- 
mercio delle frontiere, essi dovranno tosto concedersi al- 
l'altra Parte, quando circostanze analoghe a quelle che pro- 
vocarono tali nuove agevolezze, si verificassero egualmente 
sul confine italo-austriaco. 

2. I favori che, in forza dei Trattati conchiusi dall'Austria 
col Regno delle Due Sicilie il 4 luglio 1846 e colla Sar- 
degna il 18 ottobre 1851, attualmente si accordano all'im- 
portazione in Austria dei vini siciliani e napoletani e dei 
vini comuni del Piemonte, continueranno ad essere accor- 
dali secondo i diritti ed alle condizioni stabilite dai Trat- 
tati medesimi. 

AW articolo 8 del Trattato di commercio e navigazione. 

1. Per tutto il tempo in cui avrà vigore il presente Trat- 
tato, gli importatori di merci austriache avranno il diritto 
di scegliere fra i dazi ad valorem fìssali nelle tariffe con- 
venzionali ed i dazi specifici fissati nella tariffa generale 
ora in vigore. 

2. L'importa/ionc di vetrame nell'Austria non potrà ef- 
fettuarsi che per via delle dogane principali, se l'importa- 
tore domanda lo sdaziamento secondo il valore. 

3. Sino ad altra disposizione, la presentazione di certi- 
ficati d'origine sarà richiesta in Austria per gli articoli 
seguenti, cioè: 



ITALIA E AUSTRIA 347 

Tessuti e lavori a maglia, bevande e spiriti, merci di vetro. 1867 
Tali certificati d'origine possono essere rilasciati o dal- 
l'autorità locale del luogo di spedizione o dalla dogana 
competente o da un funzionario consolare au:Uriaco, e potrà 
all'evento supplirvisi colla produzione della fattura. 

All'articolo 10 del Trattato di cowAnercio e navigazione. 

È convenuto che le condizioni e la formalità sotto le 
quali entreranno in attività le facilitazioni di commercio 
comprese nell'articolo iO, saranno stabilite di comune ac- 
cordo fra i Ministeri dei due Slati. A questo rispetto ser- 
viranno di guida le seguenti norme: 

1. Gli oggetti pei quali si ricerca l'esenzione, dovranno 
essere dichiarati agli ulTici daziari secondo la specie e quan- 
tità, e presentati per la visita. 

2. Il trattamento daziario degli oggetti esportati e reim- 
portati, rispettivamente importati e riesportati, deve seguire 
presso i medesimi uffici daziari sia che questi si trovino 
al confine o nell'interno. 

Fanno eccezione a questa massima gli oggetti indicati 
all'articolo iO (lettera e), che dal territorio di una Parte 
vengono esportati in quello dell'altra per essere lavorati 
perfezionati. Il loro reingresso , esente da dazio , può 
avere luogo presso qualunque ufficio daziario del terri- 
torio di spedizione investito di corrispondente facoltà. Pei 
campioni che vengono importati da viaggiatori di com- 
mercio trovano applicazione le formalità fissate nel num. 7. 

3. La riesportazione e reimportazione potrà essere vin- 
colata alla osservanza di convenienti termini; e nel caso 
che questi non vengano osservati, si può procedere all'esa- 
zione dei dazi legali. 

4. È concesso di esigere la garanzia dei dazi o mediante 
deposito del loro imporlo, oppure in altro modo corri- 
spondente. 



348 ITALIA E AUSTRIA 

4867 5. Le differenze di peso derivanti da riparazione, da la- 
vorazione perfezionamento degli oggetti , saranno prese 
in equa considerazione. Le difterenze di minore momento 
non daranno luogo a pagamento di dazio. 

6. Le due Parti procureranno in ogni modo di agevo- 
lare la procedura doganale. 

7. Ciascuno degli Stali contraenti designerà pel suo ter- 
ritorio gli ufQci che saranno autorizzati al trattamento do- 
ganale d'importazione e di esportazione degli oggetti im- 
portati come campioni dai viaggiatori di commercio. 

La riesportazione può avere luogo anche per un ufficio 
diverso da quello presso il quale avvenne l'entrata. 

All'atto dell'importazione sarà da determinarsi l'importo 
del dazio di entrata che colpirebbe i campioni , il quale 
verrà o depositato o guarentito all'ufficio operante dallo 
stesso viaggiatore. Per constatarne la identità, si contras- 
segneranno i singoli pezzi di campioni, in quanto ciò sarà 
possibile, con bolli a stampa, ovvero coli' applicazione di 
piombi e sigilli nel modo che si giudicherà migliore, il 
tutto gratuitamente. 

11 documento doganale , di cui ambedue i Governi de- 
termineranno la forma, dovrà contenere: 

a) Una nota dei pezzi di campione importati , nella 
quale sarà indicato il genere della merce coH'aggiunta di 
quei distintivi che meglio varranno a constatamela identità; 
h) L' imporlo del dazio gravitante sui campioni con 
l'indicazione se il medesimo venne depositato in effettivo, 
oppure soltanto garantito; 

e) L'indicazione dei contrassegni che vi furono annessi; 
d) L'indicazione del termine fissato, spirato il quale, 
a meno che non siasi nel frattempo fallo constare che i 
campioni furono riesportati o depositati in un entrepót, il 
dazio anticipato d'importazione sarà ritenuto oppure realiz- 
zato sulla data garanzia. 

Questo termine non potrà eccedere il periodo di un anno. 

Se prima del termine fissato (d) i campioni venissero 



1 



ITALIA E AUSTRIA 349 

presentati ad un ufficio competente per la riesportazione 1867 
la deposizione in un entrepó f, quesio ufficio dovrà assicu- 
rarsi della identità degli oggetti che furono presentati al- 
l'atto deirimportazione. 

Quando la verifica non sollevi alcun dubbio, l'ufficio at- 
testerà l'esportazione o la deposizione, restituendo il dazio 
d'importazione depositato, ovvero prendendo le misure oc- 
correnti per svincolare la cauzione data. 

All'articolo 11 del Trattato di commercio e navigazione. 

La facilitazione stipulata all'articolo 11 sarà vincolata 
alle seguenti condizioni: 

a) Le merci dovranno notificarsi all'ufficio d'ingresso, 
affinchè possano più oltre progredire, mediante un recapito 
di scorta (bolletta di cauzione) , ed essere accompagnate 
da un certificato di ufficio, dal quale risulti l'atto ed il 
modo di suggellamento presso l' ufficio del luogo di spe- 
dizione; 

b) All'atto della visita si riconoscerà se il suggello ri- 
mase illeso ed integro; 

e) La dichiarazione dovrà farsi giusta i regolamenti, 
procurando di evitare in essa ogni irregolarità o difetto 
che rendesse necessaria la visita speciale, e di non dare 
alcun motivo a sospetti di frode. 

Qualora senza lo scarico delle merci possa conseguirsi 
il pieno convincimento che il suggello applicato nell'altro 
Stato sia illeso ed integro, si potrà anco omettere di sca- 
ricare e pesare le merci. 

Agli articoli 17 e 18 del Trattato di commercio 
e navigazione. 

L'uguaglianza di trattamento dei legni marittimi e dei 
loro carichi nei porti di mare d'ambe le Parti non si estende: 
a) Ai premi che vengono o potrebbero venire corri- 
sposti ai legni marittimi di nuova costruzione, in quanto 



350 ITALIA E AUSTRIA 

1867 tali premi non consistano nell'esenzione dei diritti di porto 
e di dogana, od in una mitigazione di tali diritti; 

b) Ai privilegi dei così delti yacht-clubs che appar- 
tengono a terzi Stati. 

All'artìcolo 18 del Trattato di commercio e navigazione. 

1. Avuto riguardo alle parlicolari circostanze locali, ed 
in considerazione di antiche consuetudini, sarà, in via d'ec- 
cezione, reciprocamente concessa agli abitanti del littorale 
italiano ed austriaco del mare Adriatico la pesca lungo le 
coste dell'altro Stato, restando però sempre riservato ai 
soli abitanti della costiera l'esclusivo diritto di pesca entro 
la distanza di un miglio marittimo dalla spiaggia. Resta 
inteso che dovranno rigorosamente osservarsi le discipline 
per la pesca marittima vigenti in ognuno dei due Stati , 
e particolarmente quelle che vietano l'esercizio della pesca 
in un modo nocivo alla propagazione del pesce. 

2. Il Governo italiano s'impegna, nelle aste che deve 
tenere per la fornitura del sale , di ammettere alla con- 
correnza i prodotti delle saline dell'Istria, sotto l'osservanza 
della legge di contabilit^'i del proprio Stalo, cioè del rego- 
lamento del 13 dicembre 1863, modificalo con Regio De- 
creto del 25 novembre 1866, e di provvedere a che gli 
avvisi d'asta, contemplati nell'articolo 72 del regolamento 
suddetto, siano comunicali in tempo utile alle saline del- 
l'Istria, sia direttamente, sia per mezzo della Camera di 
commercio di Rovigno. 

3. Il dazio di entrata per l'importazione in Italia, per i 
porti dell'Adriatico, del pesce salato, vale a dire delle sar- 
delle, delle acciughe, dei cospettoni e salacche, sarà ridotto 
a centesimi 25 per quintale. 

All'articolo 21 del Trattato di commzrcio e navigazione. 

I navigli austriaci che esercitano la navigazione sulle 
acque nell'interno dcll'ltulia, ed i navigli italiani che eser-r 



ITALIA E AUSTRIA 351 

citano la navigazione sulle acque nell'interno dell'Austria, 1867 
dovranno soltoporsi alla legislazione del paese in lutto 
quello che riguarda le norme di polizia, di quarantena e 
di dogana. 

AlVarticolo 7 del Cartello doganale. 

Secondo le vigenti prescrizioni, le merci estere non sda- 
ziate possono venire depositate nei circondari di confine 
di entrambi i terrilorii doganali, soltanto in magazzini di 
ufficio od altrimenti sotto un controllo sufficiente a gua- 
rentire contro gli abusi. 

Resta inteso che, fino a tanto che saranno in vigore tali 
prescrizioni, basterà, per l'esecuzione degli accordi stabiliti 
nell'articolo 7, che le autorità doganali di ambe le Parti ven- 
gano incaricate di controllare nei modi legali entro il cir- 
condario di confine, i depositi della summentovata specie, 
curando eziandio convenientemente gli interessi doganali 
dell'altra parte. 

All'articolo 18 del Cartello doganale. 

La disposizione espressa all'articolo 10 relativamente alle 
spese giudiziali, sarà applicala anche nel caso della ces- 
sazione del processo. 

AlVarticolo 5 della Convenzione postale. 

I due Governi procureranno, tosto che ciò sia possibile 
e ne venga di comune accordo riconosciuta l'opportunità, 
di ridurre a 25 centesimi (10 soldi) per le lettere affran- 
cate, ed a 50 centesimi (20 soldi) per le lettere non af- 
francate, le tasse stabilite dall'articolo 5 della Convenzione 
postale. 

Le Parti contraenti si obbligano reciprocamente a favo- 
rire ed a concedere nel rispettivo territorio la costruzione 
di quei tratti di ferrovia che servissero alla congiunzione 
diretta delle linee italiane colle austriache e viceversa, le 



352 ITALIA E AUSTRIA 

1867 quali fossero dall'una delle due Potenze concesse e costruite 
fino al confine presso Prirnolano da una parte, e fino al 
confine del Friuli a Pontebba dall'altra, a patto però che 
la concessione non porti onere alle finanze e salvo a de- 
terminare d'accordo l'andamento generale ed i punti di 
congiunzione colle ferrovie esistenti nei due Stati. 

Il presente Protocollo, il quale senza altra formale rati- 
fica e pel solo fatto dello scambio delle ratifiche del Trat- 
tato di commercio e di navigazione e della Convenzione 
postale cui si riferisce, dovrà riguardarsi come approvato 
e confermato dai due Governi , venne fatto a Firenze in 
doppio esemplare il 23 aprile 1867. 

Rattazzi. 
De Blasiis. 

KiJBECK. 

De Pretis. 

Modulo I. 

Provincia Agenzia delle tasse 

di in 



REGNO D'ITALIA 



Certificato d'iscrizione sulla tabella dei diritti di ricchezza mobile 
valevole per Canno 18.. 

L'Agente delle tasse di ... . dichiara che il signor . . . 

di professione è inscritto nelle tabelle dei redditi di 

ricchezza mobile del Comune di in nome proprio 

sotto la ragione sociale di 

Questo certificato e rilasciato al ridetto signor 

per ottenere la necessaria patente in Aiistria. 
Dato a il dì 

L'Agente delle tasse 
Connotati personali e firma di chi 
riceve il certificato. 



ITALIA E AUSTRIA 353 

ModciSo il. 

CAMERA DI COMMERCIO ED ARTI 

di 



4867 



Patente per l'anno 18 . . 

// sottoscritto, veduto l'atto di legittimazione rilasciato il 

dì dall' Autorità competente in (Austria) al signor 

dimorante a ed esercente in nome pro- 
prio sotto la ragione sociale dì 

la professione di rilascia al ridetto signor 

la presente patente che lo autorizza in Italia a fare operazioni 
di compra e di vendita sopra i campioni del suo commercio 
industria qui sopra menzionata. 
Dato a addì 

Il Presidente della Camera di commercio 

Connotati personali e firma del'a 
persona alla quale è rilasciala 
la presente palante. 



modulo III. 

Al nominato _, che è intenzionato di visitare coi 

suoi prodotti di fabbrica le fiere ed i mercati annuali, col 
presente si attesta, all'uopo della sua legittimazione presso le 

competenti Autorità, che egli abita in ed è tenuto 

a pagare le tasse ed imposte di legge relative al suo esercizio. 

Il presente attestato vale per mesi 

Luogo, data, firma, sigillo dcll'Autoritù 
che rilascia il presente. 

Connotati personali e firma dell'esercente. 
23 



35 i ITALIA E FRANCIA 



XXXIl. 
1867 , 29 Aprile. 
1867 PARIGI. 



Dichiarazione scambiata tra l'Italia e la Francia 

concernente la tariffa di trasporto dei dispacci semplici 

destinati a Corfù e Malta. 



DECLARATION. 

La Compagnie télégraphique sous-marine^ dite Mediter- 
ranean extension telegraph Company (lìmited), ayant pris 
envers le Gouvernement Italien l'engagement d'accèder à 
la Convention télégraphique Internationale signée à Paris, 
le 17 mai 1865, et de réduire à trois francs le montant 
de la taxe terminale des dépèches simples de Modica à 
Malte et d'Olrante à Corfoii, et les Haiites Puissances si- 
gnataires ou adhérentes ayant accepté cette accession; 

Le Gouvernement de Sa Majesté le Roi d'Italie déclare 
fixer, ainsi qu'il suit, le tarif de transit à travers son ter- 
ritoirc des dépèches simples expédiées des divers Etats 
signataires ou adhérenls , à destination de Corfou et de 
Malte. 

Pour Corfou: 

De la frontière Ottomane de Vallona à Otranto 1 fr. 
De la frontière des Etats Pontificaux . id. 2 fr. 
De toutcs les autres id. 3 fr. 



ITALIA E FRANCIA 355 

Polir Malie: 

De la frontière cles Elats Pontiiicaux à Modica 2 fr. 

De toutes les autres id. 3 fr. 

Le Gouvernement de Sa Majesté l'Empereur des Frangais 

déclare, de son coté, accepter le dit tarif, en son nom et 

au nom des autres Puissances signalaires ou adhérentes. 
En foi de quoi, les Plénipotentiaires soussignés ont si- 

gné la présente Déclaration et l'on revétue du cachet de 

leurs armes. 
Fait en doublé expédition à Paris, le 29 avril 1867. 

( L. S. ) Firmati : Nigra. 

( L. S. ) MOUSTIER. 



1867 



XXXIII. 

J867, 11 Maggio. 

Trattato 

che regola la situazione politica del Gran Ducato di Lussemburgo , 

conchiuso tra l'Italia ed altri Stati. 

Au nom de la Très-Sainle ed indivisible Trinité, 

Sa Majesté le Rei des Pays-Bas, Grand-due de Luxem- 
bourg, prenant en considéralion le changement apporté à 
la situation du Grand-duché, par suite de la dissolution 
des liens qui l'attachaient à l'ancienne Gonfédéralion Ger- 
manique, a invite Leurs Majestés la Beine du Boyaume 



356 ITALIA ED ALTRI STATI 

1867 Uni de la Graniìe-Bretagne et d'Irlande, l'Empereur d'Au- 
iriche, le Boi des Belges, l'Empereur des Frangais, le Roi 
de Prusse, el l'Empereur de loules les Russies, à réunir 
leurs représentanls en Conférence à Londres, afin de s'en- 
tendre avec les Plénipotenliaires de Sa Majesté le Roi Grand- 
due sur les nouveaux arrangemenls à prendre dans l'in- 
térét general de la paix. 

Et Leurs dites Majestés, après avoir acceplé celle invi- 
tation, ont résolu d'un commun accord de repondre au dé- 
sir que Sa Majesté le Roi d'Ralie a manifeste de prendre 
pari h une délibération destinée à offrir un nouveau gage 
de sùrelé au mainlien du repos general. 

En conséquence, Leurs Majestés, de concert avec Sa 
Majesté le Roi d'Italie, voulanl conclure dans ce bui un 
Traile, ont nommé pour leurs Plénipolentiaires, savoir: 

Sa Majesté le Roi d'Italie, le Sieur Emmanuel Taparelli 
de Lagnasco, Marquis d'Azeglio, Son Envoyé Exlraordinairc 
et Ministre Plénipolentiaire près Sa Majesté Britannique, 
Grand-Croix de l'Ordre des Sainls Maurice et Lazare; 

Sa Majesté l'Empereur d'Aulriche, Roi de Hongrie ci 
de Boheme, le Sieur Rodolphe Comic Apponyi, Chambellan, 
Conseiller Intime de Sa Majesté Imperiale et Royale Apos- 
tolique, Son Ambassadeur Exlraordinairc près Sa Majesté 
Britannique, Chevalier de l'Ordre de la Toison d'Or, Grand- 
Croix de l'Ordre Imperiai de Léopold; 

Sa Majesté le Roi des Belges, le Sieur Sylvain Van de 
Weyer, Ministre d'Etat, Son Envoyé Exlraordinairc el Mi- 
nistre Plénipolentiaire près Sa Majesté Britannique; Grand- 
Gordon de son Ordre de Léopold, décoré de la Croix de 
Fer, Grand-Croix de l'Ordre des Sainls Maurice et Lazare 
d'Italie, Grand-Gordon de l'Ordre de Ciiarles III d'Espagne, 
Grand-Croix de l'Ordre de la Branche Ernesline de la Maison 
de Saxe, Commandeur de l'Ordre de la Légion d'Honneur 
de France; 

Sa Majesté l'Empereur des Francais, le Sieur Godefroy 
Bernard Henri Alphonse, Princc de la Tour d'Auvergnc 



ITALIA ED ALTRI STATI 357 

Lauraguais, Son Ambassadeur Extraordinaire et Plénipo- 1867 
tentiaire près Sa Majcsté Britannique , Grand-Ofilcier de 
Son Ordre Imperiai de la Légion d'IIonneur, Grand-Croix 
de rOrdre de Saxe-Coburg et Gotba, Grand-Croix de l'Or- 
dre de l'Aigle Rouge de Prusse, etc, etc.; 

Sa Majesté la Reine du Royaume Uni de la Grande Bre- 
tagne et d'Irlande, le trés-honorable Edward Stanley, Lord 
Stanley, Conseiller de Sa Majesté Britannique en Son Con- 
seil prive, Membre da Parlement, Son Principal Secrétaire 
d'Elat pour les Affaires Etrangères; 

Sa Majesté le Roi des Pays-Bas, Grand-due de Luxem- 
bourg, le Sieur Adolphe Baron Benlinck, Son Chambellan 
et Ministre d'Elat, Son Envoyé Extraordinaire et Ministre 
Plénipotentiaire près Sa Majesté Britannique, Commandeur 
de Son Ordre du Lion Néerlandais, Chevalier Grand-Croix 
de l'Ordre de la Gouronne de Chène; le Baron Victor de 
Tornaco, Ministre d'Etat, Président du Gouvernement du 
Grand-duché, Son Chambellan Honoraire, Grand-Croix de 
son Ordre de la Gouronne de Chéne , Grand-Gordon de 
rOrdre de Léopold de Belgique^ Chevalier de l'Ordre de 
la Gouronne de Prusse de première classe, Commandeur 
de rOrdre Imperiai de la Légion d'IIonneur, Chevalier de 
rOrdre du Lion Néerlandais, etc; et le Sieur Emmanuel 
ServaiS; Vice-Président du Conseil d'Etat et de la Cour Supé- 
rieure de Justice, ancien Membre du Gouvernement^ Grand- 
Officier de l'Ordre de la Gouronne de Chéne, Chevalier de 
l'Ordre de l'Aigle Rouge de Prusse. de seconde classe avec 
l'étoile, et Chevalier de l'Ordre du Lion Néerlandais; 

Sa Majesté le Roi de Prusse, le Sieur Albert, Comte de 
Bernstorff-Stintemburg, Son Ministre d'Etat et Chambellan, 
Son Ambassadeur Extraordinaire et Plénipotentiaire près 
Sa Majesté Britannique, Grand-Croix de Son Ordre de l'Ai- 
gle Rouge avec des feuilles de chéne, et Grand-Comman- 
deur de Son Ordre de la Maison Royale de Hohenzollern 
en diamants, Grand-Croix de l'Ordre Bucai de la Branche 
Ernestine de la Maison de Saxe, et de l'Ordre Imperiai de 



358 ITALIA ED ALTRI STATI 

1867 la Légion d'Honneur de France, Chevalier de l'Ordre Im- 
periai de St-Slanislas de Russie de première classe, Grand- 
Croix de l'Ordre Royal du Mérite Civil de la Couronne de 
Bavière, de TOrdre Imperiai du Lion et du Soleil de Perse 
avec le Grand Gordon veri, de l'Ordre Royal et Mililaire 
du Christ de Portugal, etc.; 

Et Sa Majeslé l'Empereur de toutes les Russies, le Sieur 
Philippe Baron de Brunnow, Son Conseiller Prive Actuel, 
Ambassadeur Exlraordinaire et Plénipotentiaire près" Sa 
Majeslé Britannique, Chevalier des Ordres de Russie, Grand- 
Croix de l'Ordre Imperiai de la Légion d'Honneur, de l'Aigle 
Rouge de Prusse de première classe, Grand-Groix de l'Or- 
dre du Lion Néeiiandais et Commandeur de l'Ordre de 
Saint-Etienne d'Aulriche, etc, etc, etc; 

Lesquels^ après avoir échangé leurs pleins pouvoirs, trou- 
vès en bonne et due forme, sont convenus des Articles 
suivants: 

I. — Sa Majesté le Roi des Pays-Bas, Grand-due de Lu- 
xembourg, maintient les liens qui attachent le dit Grand- 
duché à la Maison d'Orange-Nassau, en vertu des Traités 
qui ont place cet Elat sous la souverainelé de Sa Majesté 
le Roi Grand-due, ses descendants et successeurs. 

Les droits que possèdent les Agnats de la Maison de 
Nassau sur la succession du Grand-duché, en vertu des 
mémes Traités, sont maintenus. 

Les Hautes Parties contractantes acceptent la présente 
déclaralion et en prennent acte. 

II. — Le Grand-duché de Luxembourg, dans les limites 
déterminées par l'Acte annexé aux Traités du 49 avril 
1839 sous la garantie des Gours de la Grande-Rretagne, 
d'Autriche, de France, de Prusse et de Russie, formerà 
désormais un Etat perpétuellement neutre. 

Il sera tenu d'observer cette méme neutralité envers lous 
les autres Etats. 

Les Ilautes Parties contractantes s'engagent à respecter 
le principe de neutralité stipulé par le présent Artide. 



ITALIA ED ALTRI STATI 359 

Ce principe est et demeure place sous la sanclion de la i867 
garantie collective des Piiissances signataires du présent 
Traile, à l'exception de la Belgique, qui est elle-mème 
un Elat neutre. 

III. — Le Grand-duchc de Luxembourg étant neutralisé 
aux termes de l'Artide précédent, le maintien ou l'établis- 
sement de places fortes sur son territoire devient sans ne- 
cessitò, cornine sans objet. 

Eli conséquence, il est convenu d'un commun accord que 
la ville de Luxembourg, considérée par le passe, sous le 
rapport militaire, comme forteresse federale, cesserà d'étre 
une ville iortiiiée. 

Sa Majesté le Roi Grand-due se réserve d'entretenir dans 
cette ville le nombre de troupes nécessaire pour y veiller 
au maintien du bon ordre. 

IV. — Conrormément aux stipulations contenues dans 
les Articles II et III, Sa Majesté le Roi de Prusse déclare 
que ses troupes actuellement en garnison dans la forteresse 
de Luxembourg recevront l'ordre de procèder à l'évacuation 
de cette place immédiatement après Téchange des ralifi- 
cations du présent Traité. On commencera simultanément 
a retirer l'artillerie, les munitions et tous les objets qui 
font partie de la dotation de la dite place forte. Durant 
cette opération, il n'y resterà que le nombre de troupes né- 
cessaire pour veiller à la sùreté du matèrici de guerre et 
pour en eftectuer l'expédition, qui s'achèvera dans le plus 
bref délai possible. 

V. — Sa Majesté le Roi Grand-due, en vertu des droits 
de souveraineté quii exerce sur la ville et forteresse de 
Luxembourg, s'engage de son coté, à prendre les mesures 
nécessaires afin de convertir la dite place forte en ville 
ou verte, au moyen d'une démolition que Sa Majesté jugera 
suffisante pour remplir les intentions des Hautes Parties 
contractantes, expriméesdans l'article III du présent Traité. 
Les travaux requis à cet effet commenceront immédiate- 
ment après la retraite de la garnison. Ils s'efìéctueront avee 



360 ITALIA ED ALTRI STATI 

'1867 tous les ménagements que réclament les intéréts des ha- 
bitants de la ville. 

Sa Majesté le Roi Grand-due promet en outre que les 
fortificalions de la ville de Luxembourg ne seront pas ré- 
lablies à l'avenir, et qu'il n'y sera mainlenu ni créé aucun 
établissement inili taire. 

VI. — Les Puissances signataires du présent Traile, cons- 
latent que la dissolution de la Confédération Germanique 
ayant également ameno la dissolution des liens qui unis- 
saient le Duché de Limbourg collectivement avecle Grand- 
duché de Luxembourg à la dite Confédération , il en 
resulto que les rapports, dont il est fait mcntion aux arti- 
cles III, IV etV du Traile dul9 avril 1839, entro le Grand- 
duché et certains lerriloires apparlenant au Ducbé de Lim- 
bourg onl cesse d'exister, les dils terriloires conlinuanl à 
faire parlie intégrante du Royaume des Pays-Bas. 

VII. — Le présent Traité sera ratifié, et les ratificalions 
en seront échangées à Londres dans l'espace de quatre se- 
maines, ou plus tòt, si faire se peut. 

En foi de quoi, les Plénipotentiaires respectifs l'ont si- 
gné et y ont appose le sceau de leurs armes. 

Fait à Londres, le onze mai. Fan de gràce mil-huit-cent- 
soixante-sept. 

(L. S. ) D'Azeglio. 

( L. S. ) Apponyt. 

( L. S. ) Van de Weyer. 

( L. S. ) La Tour D'Auvergne. 

( L. S. ) Stanley. 

( L. S. ) Bentinck. 

( L. S. ) TORNACO. 

( L. S. j E. Servais. 

( L. S. ) Bernstorff. 

( L. S. ) Brunnow. 



ITALIA ED ALTRI STATI 361 

DÉCLARATION. 

Il est bien entendii que V article III ne porte point 
atteinte au droit des autres Puissances neutres de conser- 
ver, et au besoin d'améliorer, leurs places forles et autres 
moyens de défense. 

Fait à Londres, le li mai 1867. 

D'Azeglio. Bentinck. 

Apponyi. Tornaco. 

Van de Weyer. e. Servais. 

La Tour D'Auvergne. Bernstorff. 

Stanley. Brunnow. 

Scambio delle ratifiche: Londra, 3i Maggio 1867. 



1867 



XXXIV. 

i867, 11 e 21 Giugno. 



Dichiarazione ministeriale scambiata tra l'Italia e l'Austria 

relativa alla corrispondenza diretta in materia di rogatoria 

fra i Tribunali finitimi dei due Stati. 

Les Gouvernements d'Italie et d'Autriche ayant consenti, 
dans l'intérét de l'accélération de la procedure civile et 
pénale, à ce que les Autorités judiciaires limitrophes des 
deux pays soient, dans certaines cas , admises à corres- 
pondre direclement entre elles , sont ronvenus de ce 
qui suit : 

<s La correspondance directe enlre les Autorités judi- 



362 ITALIA E AUSTUIA 

1867 )) ciaires subordonnées aux Tribunaux d'Appel d'Innsbruck, 
» de Trieste et de Zara, et les Autorités judiciaires sub- 
» ordonnées aux Tribunaux d'Appel de Venise, de Brescia 
» et de. Milan, est admise pour les commissions rogatoires 
» en matièrc civile, à Texception de celles relatives à l'au- 
» dition de témoins. 

» Les commissions rogatoires en matière civile pour 
» l'audilion de témoins et les commissions rogatoires en 
» matière pénale (criminelle), à l'exception toutefois des 
»> demandes en extradilion, lesquelles restent réservées à 
» l'intervention diplomatique , seront expédiées par les 
n dites Autorités judiciaires directement au Tribunal de- 
)> vant pourvoir à leur exécution et transmettre directe- 
» ment les réponses aux Autorités requérantes h. 

La présente Déclaralion sera échangéc contre une Décla- 
ration semblable du Ministèro de Sa Majesté le Roi d'Italie. 

Les stipulations qu'elle renferme entreront en vigueur 
le jour mème de l'échange. 

En foi de quoi Nous Président du Conseil, Ministre de 
la Maison Imperiale de Sa Majesté l'Erapereur d'Autriche 
et des affaires étrangères, avons signé le présent acte et 
l'avons fait munir du sceau du susdit Ministèro. 

Fait à Vienne le 21 juin mil-huit-cent-soixante-sept. 

(L. S. ) Signé: Beust. 



Questa Dichiarazione venne scambiala con una identica 
del Ministro degli Affari Esteri di S. M. il Re d'Italia, 
addì 11 luglio 1867. 



ITALIA E SPAGNA 363 

XXXV. 
1867 , 21 Luglio. 
SAÌ%T'Il.DEFOi\SO. 1867 

Convenzione Consolare tra l'Italia e la Spagna. 

Sua Maestà il Re d'Italia e Sua Maestà la Regina delle 
Spagne, persuasi della convenienza di fissare con chiarezza 
i diritti civili dei loro sudditi, non che i diritti, privilegi 
e immunità reciproche dei rispettivi Consoli, Vice-Consoli 
ed Agenti consolari , determinando le loro funzioni e le 
obbligazioni a cui saranno rispettivamente soggetti nei 
due paesi, hanno risoluto di conchiudere una Convenzione 
consolare, e per tal fine hanno nominato per loro Pleni- 
potenziari, cioè : 

Sua Maestà il Re d'Italia, il Marchese Camillo Di Bella- 
Caracciolo , Grande Ufficiale del Real Ordine dei Santi 
Maurizio e Lazzaro , Gran Cordone dell'Ordine di Cristo 
di Portogallo, decorato dell'Ordine Ottomano del Medjidiò 
di prima classe, ecc., ecc., suo Inviato Straordinario e Mi- 
nistro Plenipotenziario presso Sua Maestà la Regina delle 
Spagne; e 

Sua Maestà la Regina delle Spagne, Don Lorenzo Arra- 
zola^ Cavaliere Gran Croce dell'Ordine Reale e distinto di 
Carlo III, e dell'Ordine Reale d'Isabella la Cattolica di 
Spagna , dell' Ordine della Concezione di Villaviciosa di 
Portogallo, e di quello di San Gregorio Magno degli Stati 
Pontificii, Senatore del Regno, già Presidente del Consiglio 
dei Ministri , Ministro di Grazia e Giustizia , Consigliere 



364 ITALIA E SPAGNA 

867 della Corona, Deputalo alle Cortes e Presidente della Corte 
Suprema di giustizia , Membro della Reale Accademia di 
scienze morali e politiche e di quella di archeologia del 
Principe Alfonso , Primo Segretario di Stato pel Diparti- 
mento degli Affari Esteri, ecc., ecc._, i quali, dopo la pre- 
sentazione dei loro pieni poteri trovati in buona e debita 
forma, hanno convenuto negli articoli seguenti: 

I. — I sudditi di ciascuna delle due Parti contraenti 
godranno reciprocamente negli Stati e possessi dell' altra, 
al pari dei nazionali, della stessa libertà e protezione per 
entrare colle loro navi ed i loro carichi in tutti i luoghi, 
porti e fiumi , che sono o saranno aperti al commercio 
estero; per viaggiare, risiedere e commerciare tanto al- 
l'ingrosso che al minuto, prendere in affitto od occupare 
case, magazzini e botteghe, effettuare trasporti di merci 
e denaro per mare e per terra, ricevere, consegnare tanto 
dall'interno quanto dall'esterno, pagando sempre i soli diritti 
dalla legge imposti ai nazionali ; per vendere e comperare 
direttamente o per intermedia persona a loro scelta, e fis- 
sare i prezzi dei beni, effetti, mercanzie ed oggetti qual- 
siansi, tanto se importati, quanto se nazionali, sia che li 
vendano all'interno o li esportino, conformandosi in ogni 
caso alle Leggi ed ai Piegolamenti in vigore nel paese; 
per fare i loro affari da sé , presentare alle Dogane le 
loro proprie dichiarazioni o farsi sostituire da qualunque 
persona essi giudichino opportuno , e mediante la sola 
mercede espressamente fra loro pattuita; ed infine per far 
valere e difendere i loro diritti davanti ai Giudici e Tri- 
bunali del paese, impiegando a tale effetto gli avvocati, 
procuratori od agenti che essi stessi eleggano. 

II. — GÌ' Italiani in Ispagna e gli Spagnuoli in Italia 
avranno reciprocamente diritto di acquistare e possedere 
beni di ogni specie e natura, cosi mobili che immobili, e 
liberamente disporne per compra^ vendita, donazione, per- 
muta, matrimonio, testamento, successione intestata, ed in 
qualsiasi altro modo, al pari dei nazionali, sotto le stesse 



ITALIA E SPAGNA 365 

condizioni, e non pagando altri diritti, contribuzioni e 1867 
lasse, all'infuori di quelle che sono dalle Leggi imposte 
ai cittadini del paese. 

III. — I sudditi di ciascuno degli Stati contraenti go- 
dranno nel territorio dell'altro, cosi per rispetto alle loro 
persone, come per rispello alle loro proprietà, degli stessi 
diritti civili e privilegi che sono e saranno accordati ai 
nazionali, uniformandosi però sempre alle Leggi del paese, 
e non potranno in nessun caso venir sottoposti a carichi, 
contribuzioni o imposte, di qualunque natura essi sieno, 
diversi o maggiori di quelli che gravitano sui nazionali. 

IV. — GÌ' Italiani in Ispagna e gii Spagnuoli in Itaha 
saranno esenti da ogni servizio personale, cosi negli eser- 
citi di terra e di mare, come nelle guardie e milizie na- 
zionali; saranno pure dispensati da ogni ufficio giudiziario, 
amministrativo e comunale, e da tutte le contribuzioni di 
guerra, requisizioni, anticipazioni o servigi militari di qua- 
lunque specie. Sarà tuttavia fatta eccezione per gii oneri 
annessi al possedimento od alla locazione d'immobili per 
le prestazioni e requisizioni militari, alle quali tutti i 
sudditi del paese fossero chiamati a concorrere come pro- 
prietari come locatari Ibndiarii. 

Gl'Italiani in Ispagna e gli Spagnuoli in Italia non po- 
tranno venir sottoposti a nessun sequestro, né i loro ba- 
stimenti, carichi, merci ed effetti, esser trattenuti per qual- 
siasi uso pubblico, senza previo accordo od indennità fis- 
sata su basi giuste ed eque fra le Parli interessate. 

V. — Le Alle Parti contraenti dichiarano di riconoscere 
reciprocamente a tutte le Società anonime od altre com- 
merciali, industriali e finanziarie, costituite od autorizzate in 
base alle Leggi particolari all'uno dei due Paesi, la facoltà 
di esercitare tutti i loro diritti e di stare in giudizio dinanzi 
ai Tribunali per far valere o difendere le loro ragioni in 
tutti i territorii degli Stali e possessi dell'altro, senza- altra 
condizione, fuorché quella di uniformarsi alle leggi in 
vigore nei predetti Stali e possessi. Rimane inteso che 



3C6 ITALIA E SPAGNA 

1867 questa disposizione si applica così alle Compagnie e So- 
cietà costituite ed autorizzate anteriormente alla stipu- 
lazione della presente Convenzione, come a quelle che lo 
saranno in appresso. 

VI, — Ciascuna delle Alte Parti contraenti avrà facoltà 
di stabilire Consoli Generali, Consoli, Vice-Consoli ed A- 
genti Consolari nei porti, città e terre del territorio del- 
l'altra, riservandosi rispettivamente il diritto di eccettuare 
quelle località che si giudicasse conveniente. 

Non potrà però questa riserva applicarsi ad una delle 
Alte Parti contraenti, senza che si applichi egualmente a 
tutte le altre Potenze. 

VII. — Perchè i Consoli generali, Consoli, Vice-Consoli 
ed Agenti Consolari sieno ammessi e riconosciuti come 
tali , dovranno presentare la patente di loro nomina, e 
sulla presentazione di quella, si spedirà Vexcquatur libero 
di spese e previe le formalità stabilite in ciascuno dei due 
Paesi. 

Sulla presentazione àdW exequalur , l'Autorità superiore 
della provincia, distretto o dipartimento, in cui abbiano 
a risiedere delti Agenti, comunicherà gli ordini opportuni 
alle altre Autorità del medesimo, affinchè in tutti i punii che 
questo comprende, li appoggino nell'esercizio delle loro 
funzioni officiali, e rispettino e facciano rispettare le esen- 
zioni, prerogative, immunità e privilegi che loro spettano 
per la presente Convenzione. 

Vili. — I Consoli Generali , Consoli, Vice-Consoli ed 
Agenti Consolari sudditi dello Sialo che li nomina , go- 
dranno della esenzione dall'alloggio niilitare e da qualsiasi 
carico servizio pubblico, sì di carattere municipale che 
di altra specie. Egualmente saranno esenti da contribuzioni 
dirette, siano personali o mobiliari, o suntuarie, imposte 
dallo Stato, o dalle provincie, o dai comuni; ma se i delti 
Agen-ti fossero commercianti, od esercitassero qualche in- 
dustria, possedessero beni immobih, si considereranno 
in condizione eguale a quella degli altri sudditi dello 



ITALIA E SPAGNA 367 

Stato a cui appartengono, per tutto ciò che si riferisce a j^g-j 
carichi e contribuzioni generali. 

IX. — I Consoli Generali, Consoli, Vice-Consoli ed A- 
genti Consolari, sudditi dello Stato che li nomina, e che 
non esercitino il commercio, né alcuna specie d'industria, 
non saranno obbligati a comparire come testimoni davanti 
i Tribunali del paese in cui risiedono. Però non potranno 
negare le loro dichiarazioni, quando l'Autorità giudiziaria 
si trasferisca al loro domicilio, perchè le porgano a viva 
voce, se le chiede loro per iscritto, o deleghi per rice- 
verle un pubblico notaio in Ispagna, od un funzionario 
debitamente autorizzato in Italia. In qualunque di questi 
casi, avranno l'obbligo di adempiere ai desiderii dell'Auto- 
rità nel termine, giorno ed ora che la medesima avrà in- 
dicato, senza frapporre dilazioni non necessarie. 

X. — I Consoli Generali, Consoli, Vice-Consoli ed A- 
genti Consolari, essendo sudditi dello Stato che li nomina, 
godranno della immunità personale , senza che possano 
essere arrestati né imprigionati che per delitti gravi; ma 
se i detti Agenti fossero commercianti, anderanno soggetti 
all'arresto personale soltanto per cause commerciali, e non 
mai per causa civile. 

XI. — I Consoli Generali, Consoli, Vice-Consoli ed A- 
genti Consolari potranno collocare sopra la porta esterna 
del Consolalo o Vice-Consolato lo stemma della loro na- 
zione, con questa iscrizione: Consolato o Vice-Consolato 
di 

Potranno pure inalberare la bandiera del loro paese 
nella casa consolare nei giorni di solennità pubbliche, re- 
ligiose nazionali, come ancora nelle altre occasioni di 
uso; ma cesserà l'esercizio di questo doppio privilegio, 
quando i detti Agenti risiedano nella capitale ove si trova 
l'Ambasciata o la Legazione del loro paese. 

xAvraniio parimente facoltà di spiegare la bandiera na- 
zionale rispettiva nel battello che li conduca nel porto a 
disimpegnare funzioni di loro competenza. 



368 ITALIA E SPAGNA 

1867 XII. — Gli archivi consolari saranno in tutti i tempi 
inviolabili, e le Autorità territoriali non potranno sotto al- 
cun pretesto visitare o sequestrare le carte appartenenti 
ai medesimi, che dovranno sempre essere completamente 
separate dai libri e carte, attenenti al commercio e indu- 
stria che possano esercitare i rispettivi Consoli o Vice- 
Consoli. 

XIII. — Nei casi d'impedimento, assenza o morte dei 
Consoli Generali, Consoli e Vice-Consoli, gli Alunni Con- 
solari, Cancellieri e Segretari, che fossero ^ià stati pre- 
sentati come tali alle Autorità rispettive, saranno ammessi 
di pieno diritto, secondo il loro ordine gerarchico, ad in- 
caricarsi interinalmente delle funzioni consolari, senza che 
possa opporsi loro alcun impedimento dalle Autorità lo- 
cali. Per contrario dovranno queste prestar loro assistenza 
e protezione, e mantener loro, durante l'interinato^ tutte 
le esenzioni , prerogative , immunità e privilegi stipulati 
nella presente Convenzione a favore degli Agenti consolari 
rispettivi. 

XIV. — l Consoli Generali e Consoli potranno nomi- 
nare Vice-Consoli ed Agenti Consolari nelle città, porti e 
terre dei loro distretti rispettivi, salva sempre l'approva- 
zione del Governo territoriale. 

Questi Agenti potranno essere scelti indistintamente fra 
i cittadini dei due paesi, come anche fra gli stranieri, e 
saranno muniti di una patente rilasciata dal Console che 
li avrà nominati e sotto gli ordini del quale dovranno e- 
sercitare le loro funzioni. Essi godranno dei medesimi pri- 
vilegi ed immunità stipulate nella presente Convenzione , 
salve le eccezioni contenute negli articoli Vili e X. 

XV. — I Consoli Generali, Consoli, Vice-Consoli ed Agenti 
consolari potranno indirizzarsi alle Autorità del loro di- 
stretto per reclamare contro qualunque infrazione dei 
Trattati o Convenzioni esistenti fra i due paesi, e contro 
qualsiasi abuso di cui si lamentassero i loro connazionali. 
Se le loro rimostranze non fossero accolte dalle Autorità 



ITALIA E SPAGNA 369 

del distretto, o se la risoluzione presa da queste non sem- 1867 
brasse loro soddisfacente, potranno anche ricorrere, in 
mancanza di Agente diplomatico del loro paese, al Governo 
dello Stato in cui risiedono. 

XVI. — I Consoli Generali, Consoli, Vice-Consoli ed Agenti 
consolari dei due paesi, o loro Cancellieri, avranno il di- 
ritto di ricevcfe nelle loro Cancellerie, nel domicilio delle 
parti e a bordo delie navi della loro nazione, le dichia- 
razioni che abbiano a prestare i capitani, equipaggi e 
passeggieri, negozianti e qualunque altro suddito del loro 
paese. 

Parimente avranno facoltà di ricevere come notari le 
disposizioni testamentarie dei loro nazionali, e tutti gli altri 
atti notarili, anche quando tali alti abbiano per oggetto 
la costituzione d'ipoteche sui beni situati nel paese a cui 
appartiene il Console o l'Agente consolare. In tal caso si 
applicheranno le disposizioni speciali in vigore in ciascuno 
dei due paesi. 

l detti Agenti avranno inoltre il diritto di ricevere 
nelle loro rispettive Cancellerie tutti i contratti che in- 
volgano obbligazioni personali fra uno o più dei loro 
connazionali ed altre persone del paese in cui risiedono, 
come pure lutti quelli che, sebbene d'interesse esclusivo 
dei nazionali del paese in cui si celebrano, si riferiscono 
a beni situati o ad affari che debbano trattarsi in qualche 
luogo della nazione a cui appartiene l'xVgente consolare 
davanti al quale si formassero detti atti. 

Le testimonianze od attestazioni di tali atti, debitamente 
legalizzati da detti Agenti, e segnati col bollo d'Ufficio del 
Consolalo_, Vice-Consolato od Agenzia consolare, faranno 
fede in giudizio e fuori di giudizio, cosi negli Stati di Spagna 
come d'Italia, ed avranno la medesima forza e valore che 
se fossero rogate da notari od altri pubblici ufficiali del- 
l'uno dell'altro paese, purché questi atti siano distesi 
nella forma richiesta dalle Leggi dello Stato a cui appar- 
tengono i Consoli, Vice-Consoli od Agenti consolari, e siano 
24 



1867 



370 ITALIA E SPAGNA 

poi Stati sottoposti al bollo, registrazione ed a tutte le al- 
tre formalità che si usano nel paese in cui l'atto deve ese- 
guirsi. 

Quando si dubiti dell'autenticità di un documento pub- 
blico registrato nella Cancelleria di uno dei Consolati ri- 
spettivi^ non dovrà negarsi il suo confronto con l'originale, 
dietro domanda della parte interessata che potrà assistere 
all'operazione se lo stimerà conveniente. 

I Consoli Generali, Consoli, Vice-Consoli ed Agenti con- 
solari rispettivi potranno tradurre e legalizzare ogni specie 
di documenti emanati dalle Autorità o funzionari del loro 
paese. Queste traduzioni e legalizzazioni avranno in quello 
di loro residenza la medesima forza e valore, che se fos- 
sero fatte da interpreti giurati del territorio. 

XVII, — In caso di decesso di qualche suddito di una 
delle Parti contraenti nel territorio dell'altra, le Autorità 
locali dovranno avvisare immediatamente il Console Gene- 
rale, Console, Vice-Console o Agente consolare nel cui 
distretto sia occorso il decesso. Essi dovranno da parte loro 
dare lo stesso avviso alle Autorità locali, quando giunga 
prima a loro notizia. 

Quando un Italiano in Ispagna o uno Spagnuolo in Italia 
fosse morto senza far testamento, nò designare esecutore 
testamentario, o se gli eredi legittimi o teslamentarii fos- 
sero minorenni, incapaci od assenti, o se gli esecutori 
testamentari nominati fossero incapaci o non si trovassero 
nel luogo dove si apre la successione, i Consoli Generali, 
Consoli, Vice-Consoli e Agenti consolari della nazione del 
defunto avranno il diritto di procedere successivamente alle 
seguenti operazioni: 

1° Apporre i sigilli, d'ufficio o sulla domanda delle 
parli interessate, sovra tutti i beni immobili e carte del 
defunto, avvertendo di questa operazione l'Autorità locale 
competente, che potrà assistere ed apporre anche i suoi 
proprii sigilli. 

Questi sigilli, come pure quelli dell'Agente consolare. 



ITALIA E SPAGNA 371 

non dovranno togliersi senza il consenso dell'Autorità lo- 1887 
cale. Nondimeno, se dopo un avviso diretto dal Console o 
Vice-Console airAutorilfi locale per invitarla ad assistere 
alla levata dei doppi sigilli, questa non comparisse dentro 
un termine di quarantotto ore dal ricevimento dell'av- 
viso, il detto Agente potrà procedere da solo a tale ope- 
razione. 

T Formare l'inventario di tutti i beni ed effetti del 
defanto in presenza dell'Autorità locale, se questa avesse 
concorso all'atto in seguito della indicata notificazione. 

L'Autorità locale apporrà la sua firma ai processi ver- 
bali redatti in sua presenza, senza che pel suo intervento 
d'ufficio nelle medesime possa esigere diritti di alcuna 
specie. 

3' Provvedere alla vendita all'asta pubblica di tutti gli 
effetti mobili della successione che potranno deteriorarsi, 
e di quelli che siano di difficile conservazione, come pure 
dei raccolti od effetti per la di cui alienazione si presentino 
circostanze favorevoli. 

4° Deporre in luogo sicuro gli effetti e valori inven- 
tariati, conservare l'ammontare dei crediti e delle rendite 
che si riscuoteranno, ed i prodotti delle vendite che si 
percepiranno, nella casa consolare, ovvero confidarli a 
qualche commerciante che presenti buone guarentigie. In 
ambedue i casi dovrà procedersi d'accordo con l'Autorità 
locale che sia intervenuta nelle operazioni anteriori, se, 
dopo la convocazione a cui si riferisce il paragrafo seguente, 
si presentassero sudditi del paese o di una terza Potenza 
come interessati nella successione. 

5° Annunziare la morte avvenuta, e convocare per 
mezzo dei periodici del luogo e del paese del defunto, se 
fosse necessario, i creditori che potessero esistere verso la 
successione, affinchè facciano valere i rispettivi crediti de- 
bitamente giustificati dentro il termine legale di ciascun 
paese. 
Se si presentassero creditori contro la successione, dovrà 



372 ITALIA E SPAGNA 

1867 operarsi il pagamento dei loro credili nei quindici giorni 
dalla terminazione dell'inventario se risulterà esservi nu- 
merario sulTiciente per quell'oggetto, ed in caso contrario, 
subito che potranno realizzarsi fondi nei modi più conve- 
nienti, oppure dentro il tempo che si determini di comune 
accordo fra il Console e la maggioranza degl'interessati. 
Se i Consoli rispettivi negassero il pagamento di uno o più 
dei crediti presentati, allegando l'insufficienza dei beni della 
successione per soddisfarli, i creditori potranno, se ciò sti- 
mino utile ai loro interessi, chiedere all'Autorità compe- 
tente la facoltà di costituirsi in istato di unione. 

Ottenuta tale dichiarazione coi mezzi legali stabiliti in 
ciascuna delle due nazioni rispettivamente, i Consoli o Vice- 
Consoli dovranno fare immediatamente consegna all'Auto- 
rità giudiziaria, od ai sindaci del fallimento secondo i casi, 
di tutti i documenti, effetti e valori appartenenti alla suc- 
cessione, e resterà a carico dei detti Agenti la rappresen- 
tazione degli eredi assenti, minori o incapaci. 

6° Amministrare e liquidare, o da sé o mediante per- 
sona nominata sotto la loro responsabilità, la successione, 
senza che l'Autorità locale possa intervenire in tali ope- 
razioni, salvo che i sudditi del paese o di una terza Po- 
tenza avessero a far valere diritti sulla successione stessa, 
che in tal caso, se insorgessero difficoltà procedenti prin- 
cipalmente da qualche reclamo che dia luogo a contesa 
fra le parti, non avendo i Consoli Generali, Consoli, Vice- 
consoli Agenti consolari alcun diritto di risolverle, do- 
vranno conoscerne i Tribunali del paese, ai quali spetta 
il provvedere e giudicare sopra le medesime. 

I delti Agenti consolari agiranno allora come rappre- 
sentanti della successione, cioè a dire che, conservando 
l'amministrazione ed il diritto di liquidare definitivamente 
l'eredità, come pure quello di procedere alhi vendila degli 
effetti nei termini anteriormente prescritti, vcglieranno 
agl'interessi degli eredi, con facoltà di designare gli avvocati 
incaricati di sostenere i loro diritti dinanzi ai Tribunali, 



i 



ITALIA E SPAGNA 373 

restando inteso che debbono somministrar loro tutte le 1867 
carte e documenti proprii a rischiarare la questione che si 
sommette al loro giudizio. 

Pronunziata la sentenza, i Consoli Generali, Consoli, Vice- 
Consoli Agenti consolari dovranno eseguirla, se da essa 
non venga interposto appello, e continueranno altresì di 
pieno diritto la liquidazione che fosse stata sospesa fino 
al termine del giudizio. 

7° Consegnare l'eredità o il suo prodotto agli eredi 
legittimi ai loro mandatari, ma soltanto spirato il ter- 
mine di mesi sei dal giorno in cui l'annunzio della morte 
avvenuta fu pubblicato nei giornali. 

8' Costituire, ogni qual volta ne sia il caso, la tutela 
la cura secondo le Leggi del paese proprio. 

XVIII. — Morendo un Italiano in Ispagna, o uno Spa- 
gnuolo in Italia, in un luogo ove non vi fosse un Agente 
consolare di sua nazione, l'Autorità locale competente pro- 
cederà, giusta la legislazione del paese, all'inventario degli 
effetti e alla liquidazione dei beni lasciati, con obbligo di 
render conto nel più breve tempo possibile del resultato 
delle sue operazioni all'Ambasciata o Legazione rispettiva, 
al Consolato o Vice-Consolato più prossimo al luogo in 
cui si è aperta la successione; ma fmo dal momento che 
si presenti o in persona, o per mezzo di qualche delegato, 
l'Agente consolare più vicino al luogo dove si è aperta la 
detta successione, lo intervento dell'Autorità locale dovrà 
uniformarsi al disposto dall'art. XVII di questa Convenzione. 

XIX. — I Consoli Generali, Consoli, Vice-Consoli od 
Agenti consolari di amendue le nazioni conosceranno esclu- 
sivamente degli atti d'inventario, e delle altre operazioni 
preventive per la conservazione dei beni ereditarli, lasciati 
da marinari e passeggieri della loro nazione morti a terra 
od a bordo delle navi del loro paese, sia durante la tra- 
versata, sia nel porto dove approdarono. 

XX. — I Consoli Generali, Consoli, Vice-Consoli ed Agenti 
consolari potranno portarsi personalmente, o inviare un 



374 ITALIA E SPAGNA 

1867 loro delegalo, a bordo delle navi di loro nazione già am- 
messe a libera pratica, interrogare i capitani e gli equi- 
paggi,, esaminare le carte di bordo, ricevere le dichiara- 
zioni soprni il loro viaggio e gl'incidenti della traversata, 
formare i manifesti, ed agevolare la spedizione dei loro 
bastimenti, e finalmente accompagnarli davanti ai Tribunali 
e negli Uffizi amministrativi del paese, per servir loro 
d'interpreti ed agenti negli affari che avessero a trattare, 
per le domande che dovessero porgere. 

I funzionari dell'ordine giudiziario e le guardie ed uffi- 
ciali della Dogana non potranno in verun caso praticare 
visite ricerche a bordo delle navi, senza essere accom- 
pagnati dal Console o Vice-Console della nazione a cui le 
navi appartengono. 

Parimente dovranno dare opportuno avviso ai detti .Agenti 
consolari, perchè si trovino presenti alle dichiarazioni che 
i capitani e gli equipaggi avessero da fare dinanzi ai Tri- 
bunali ed Uffizi locali, affine di evilare qualunque equivoco 
malinteso, che potesse pregiudicare alla buona ammini- 
strazione della giustizia. 

L'avviso che per tali atti ed altre diligenze analoghe si 
dirigerà ai Consoli o Vice-Consoli, indicherà l'ora precisa; 
e se i Consoli e Vice-Consoli ommcltcssero di recarsi per- 
sonalmente per mezzo di delegali, si procederà all'atto 
senza la loro presenza, 

XXI. — In tutto ciò che riguarda la polizia dei porti, 
il caricamento e lo scaricamento delle navi e la sicurezza 
delle merci, beni ed eirelti, si osserveranno le Leggi, gli 
Statuti e i Regolamenti del paese. 

1 Consoli Generali, Consoli, Vice-Consoli od Agenti con- 
solari saranno esclusivamente incaricati di mantenere l'or- 
dine interno a bordo delle navi mercantili di loro nazione, 
e conosceranno soli delle questioni di qualunque genere, 
che insorgano fra il capitano, gli ufficiali ed i marinari, 
e segnatamente quelle relative al soldo ed aU'adempimenlo 
degli accordi convenuti reciprocamente. 



ITALIA E SPAGNA 375 

Le Autorità locali non potranno intervenire se non quando 1861 
i disordini o eccessi, che occorrano a bordo delle navi, 
siano di tal natura che perturbino la tranquillità o l'or- 
dine pubblico a terra o nel porto, e quando una persona 
del paese od estranea all'equipaggio si trovi implicata nei 
disordini. 

In tutti gli altri casi, le dette Autorità si limiteranno a 
coadiuvare efficacemente i Consoli e Vice-Consoli, quando 
questi ne facciano domanda, per far arrestare od incarce- 
rare qualcuno degli individui iscritti nel ruolo dell'equi- 
paggio, ogni volta che per qualche motivo lo riputassero 
conveniente. 

XXII. — l Consoli Generali, Consoli, Vice-Consoli ed Agenti 
consolari potranno far arrestare e rinviare sia a bordo, 
sia al loro paese, i marinai e qualsiasi altra persona che 
formi parte dell'equipaggio delle navi mercantili e da guerra 
di loro nazione, che ne avessero disertato. 

Per tal fine dovranno indirizzarsi per iscritto alle Au- 
torità locali competenti, e giustificare mediante esibizione 
dei registri della nave o del ruolo dell'equipaggio, o di un 
estratto di questo documento, o mediante copia autentica 
del medesimo se la nave fosse partita, che le persone re- 
clamale formavano realmente parte dell'equipaggio. 

Sulla presentazione di tale richiesta, cosi giustificata, 
non potrà negarsi la consegna di tali individui. 

Si darà inoltre a detti Agenti consolari ogni assistenza 
ed aiuto per la ricerca e l'arresto di questi disertori, i 
quali saranno imprigionati, e saranno custoditi nelle car- 
ceri del paese a richiesta e spese del Console o Vice-Con- 
sole, finché questo non trovi occasione di farli rimpatriare. 

Tale arresto non potrà durare più di tre mesi, passati 
i quali, mediante avviso al Console da darsi tre giorni prima, 
sarà posto in libertà l'arrestato, e non si potrà tornare ad 
arrestarlo per lo stesso motivo. 

Ciò nondimeno , se il disertore avesse commesso alcun 
delitto a terra, potrà l'Autorità locale differire la estradi- 



376 ITALIA E SPAGNA 

1867 zione finché il tribunale abbia pronunziato la sentenza, e 
questa abbia avuta piena ed intera esecuzione. 

Le Alte Parti contraenti convengono che i marinai ed 
altri individui dell' equipaggio , sudditi del paese in cui 
abbia luogo la diserzione, restano eccettuati dalle stipula- 
zioni della presente Convenzione. 

XXIII. — Semprechè non vi sia convenzione in contra- 
rio fra gli armatori, noleggiatori, caricatori ed assicuratori, 
le avarie sofferte durante la navigazione delle navi dei due 
paesi, sia che entrino nei porti rispettivi volontariamente, 
sia che vi approdino per forza maggiore , saranno rego- 
late dai Consoli Generali, Consoli e Vice-Consoli della ri- 
spettiva nazione, salvochè si trovassero interessati in queste 
avarie sudditi del paese in cui risieggono i detti agenti, o 
sudditi di una terza Potenza, poiché in tal caso spetterà 
la loro cognizione all'Autorità locale competente , se non 
intervenga compromesso o amichevole componimento fra 
lutti gl'interessati. 

XXIV. — In caso di naufragio o investimento di una 
nave appartenente al Governo o ai sudditi dell'una delle 
Alte Parti contraenti sul littorale dell'altra, le Autorità do- 
vranno informarne il Console Generale, Console, Vice-Con- 
sole Agente consolare del distretto, o in sua mancanza, 
il Console Generale, Console, Vice-Console o Agente con- 
solare più prossimo al luogo del sinistro. 

Tutte le operazioni relative al salvamento delle navi spa- 
gnuole che avessero naufragato od investito nelle acque 
territoriali d'Italia, saranno dirette dai Consoli Generali, 
Consoli, Vice-Consoli o Agenti consolari di Spagna, e re- 
ciprocamente, tutte le operazioni relative al salvamento delle 
navi italiane che avessero naufragato o investilo nelle 
acque territoriali di Spagna, saranno dirette dai Consoli 
Generali, Consoli, Vice-Consoli o Agenti consolari d'Italia. 

L'intervento delle Autorità locali avrà luogo unicamente 
nei due paesi per assistere gli Agenti consolari a mante- 
nere l'ordine, e guarentire l'interesso dei ricuperatori estra- 



ITALIA E SPAGNA 377 

nei allo equipaggio, e assicurare la esecuzione delle di- 1867 
sposizioni che debbono osservarsi per l'ingresso e l'egresso 
delle merci salvate. 

Nell'assenza e fino all'arrivo dei Consoli Generali, Con- 
soli, Vice-Consoli o Agenti consolari, oppure delle persone 
da loro a tal fine delegate, le Autorità locali dovranno 
prendere lutti i provvedimenti necessari per la protezione 
degli individui e la conservazione degli effetti che si fos- 
sero salvati dal naufragio. 

L'intervento delle Autorità locali in tutti questi casi non 
darà luogo a percezione di diritti di sorta , salvo quelli 
cui andrebbero soggetti in simili casi i bastimenti nazio- 
nali, e salvo il rimborso delle spese cagionate dalle ope- 
razioni di salvataggio e dalla conservazione degli osjgetti 
salvati. 

In caso di dubbio sulla nazionalità delle navi naufragate, 
i provvedimenti menzionali nel presente articolo saranno di 
esclusiva competenza delle Autorità locali. 

Le Alte Parti conlraenti convengono inoltre, che le mer- 
canzie ed effetti salvati non saranno soggetti al pagamento 
di alcun diritto di dogana, a meno che non vengano de- 
stinate al consumo interno. 

XXV. — Tulle le disposizioni della presente Convenzione 
saranno applicabili ed avranno esecuzione cosi nella pe- 
nisola Spagnuola ed isole adiacenti, Baleari e Canarie, e 
nelle possessioni spagnuole delia costa settentrionale del- 
l'Africa, aperte o che verranno in seguilo aperte al com- 
mercio straniero, come in Italia e suoi dominii. 

XXVI. — Tutte le clausole di questa Convenzione con- 
cernenti le successioni, i naufragii e i salvataggi; saranno 
applicabili alle possessioni oltremarine di Spagna, colle ri- 
serve contenute nel regime speciale cui sono soggette le 
dette possessioni. 

XXVII. — Resta convenuto altresì che i Consoli Gene- 
rali, Consoli, Vice-Consoli ed Agenti consolari rispetlivi_, come 
pure i Cancellieri, Segretarii, Alunni od Applicati consolari, 



378 ITALIA E SPAGNA 

867 godranno nei due paesi di tutte le esenzioni, prerogative, 
immunità e privilegi attualmente concessi^ o che saranno 
concessi agli Agenti di egual grado della nazione la più 
favorita. 

XXVIII. — La presente Convenzione resterà in vigore 
per lo spazio di nove anni , computabili dal giorno dello 
scambio delle ratifiche; ma se nessuna delle Alte Parti con- 
traenti non avrà annunziato officialmente all'altra, un anno 
prima dello spirare del termine, l'intenzione di farne ces- 
sare gli effetti , continuerà ad aver vigore per ambe le 
Parti per un altro anno dal giorno della dichiarazione , 
qualunque sia l'epoca in cui questa abbia luogo. 

XXIX. — Le stipulazioni contenute negli articoli pre- 
cedenti saranno esecutorie nei due Stati immediatamente 
dopo lo scambio delle ratifiche. 

XXX. — La presente Convenzione sarà approvata e ra- 
tificata dalle due Alle Parti contraenti, e le ratifiche si 
scambieranno in Madrid nel più breve termine. 

In fede di che i rispettivi Plenipotenziari hanno firmato 
la presente Convenzione, e vi hanno apposto il loro sigillo. 

Fatto in Sant'lldefonso, in doppio originale, il di ven- 
tuno di luglio dell'anno mille ottocento sessantaselte. 

(L. S.) Bella-Caracciolo. 

(L. S.) Lorenzo Arrazola, 



Ratificata da S. M.: Firenze^ 18 agosto 1867. — Scambio 
delle ratifiche: Madrid, 2 novembre 1867. 



ITALIA E CONFEDERAZIONE GERMANICA DEL NORD 379 



XXXVI. 
1867, 14 Ottobre. 
FIRE^'ZE. 1807 



Convenzione di Navigazione 
tra l'Italia e la Confederazione Germanica del Nord. 



Sa Majesté le Roi d'Italie d'une part, et Sa Majesté le 
Roi de Prusse, au nom de la Confédération de l'Allemagne 
dii Nord, d'autre pari, animés d'un égal désir de conlri- 
buer au développement des relations maritimes et com- 
merciales enlre l'Italie et la Confédération de l'Allemagne 
du Nord, ont rèsola de conciare une Convention, et ont 
nommé à cel effel pour leurs Plénipotenliaires, savoir: 

Sa Majesté le Roi d'Italie, Son E^cellence le Chevalier 
Urbain Rattazzi, Chevalier de l'Ordre Suprème de la Très- 
Sainle Annonciade, eie. etc, Président du Conseil des Mi- 
nistres, son Ministre Secrétaire d'Etat pour les Affaires 
de rintérieur, chargé du portefeuille du Ministère des Fi- 
nances, Député au Parlemenl National, etc, etc. ; 

Sa Majesté le Roi de Prusse , Son Excellence Charles 
Georges Louis Guido Comte de Usedom, son Chambellan 
et Conseiller intime actuel , son Envoyé Extraordinaire et 
Ministre Plénipotentiaire près Sa Majesté le Roi d'Italie, 
et Membro de la Chambre des Seigneurs des Etats de 
Prusse, Chevalier de l'Ordre de l'Aigle Rouge de première 
classe, et Grand'Croix de l'Ordre des Saints Maurice et 
Lazare, eie, eie, lesquels, après s'élre communiqués leurs 



380 ITALIA E CONFEDERAZIONE GERMANICA DEL NORD 

1867 pleins pouvoirs, trouvés en bonne et due forme;, sont con- 
venus des arlicles suivants: 

I. — Les navires italiens qui entreront chargés ou sur 
lesi dans les porls de la Confédéralion, ou qui en sorti- 
ront, et les navires allemands qui entreront chargés ou sur 
lesi dans les porls d'Italie, ou qui en sortiront, quel que 
soit le lieu de leur provenance , ou de leur destination, 
ne payeront, dans ces ports, soit à l'entrée, soit à la sortie, 
soit durant leur séjour, d'autres ni de plus forts droits 
de tonnage, de pilotage, de quarantaine, de port, de pha- 
res, ou aulres chargés qui pèsent sur la coque du navire, 
sous qnelque dénomination que ce soit, pergus au profit 
de l'Etat, des Goinmunes, des Corporations locales, de par- 
ticuliers ou d'établissements quelconques, que ceux dont 
y sont ou seront passibles les navires nationaux venanl 
des mémes lieux et ayant la méme destination. 

IL — En ce qui concerne le placement des navires, 
leur chargement et leur déchargement dans les ports, rades, 
havres et bassins, et gcnéralement pour toutes les forma- 
lités et dispositions quelconques auxquelles peuvent étre 
soumis les navires de commerce, leurs équipages et leurs 
cargaisons, il est convenu qu'il ne sera accordé aux na- 
vires nationaux de l'une des Hautes Parties contractantes 
aucun privilége, ni aucune faveur, qui ne le soit égale- 
rnent aux navires de l'autre; la volente des Hautes Parties 
contractantes étant que, sous ce rapport aussi, leurs bàti- 
ments soient traités sur le pied d'une parlaite égalité. 

III. — La nationalité des navires sera admisc de part 
et d'autre d'après les Lois et Réglements particuliers à 
chaque Parile, au moyen des documents délivrés par les 
Autorités compétentes aux capitaines, patrons et bateliers. 

La perception des droits de navigation se fera respecti- 
vement au choix du capitaine, soit d'après le mode de 
jaugeage usile dans le port où se trouve le navire, soit d'a- 
près le chiffre de tonnage inscrii sur les documents sus- 
mentionnés. A cet effet les Hautes Parties contractantes 



I 



ITALIA E CONFEDERAZIONE GERMANICA DEL NORD 381 

conviendront d'une base fixe pour la conversion du tonneau 1867 
de jauge italien en lest allemand et vice-versa, et celte base 
ainsi arrèlée servirà réciproquement de règie pour les 
d)'oits de navigation à prélever dans les ports respectifs. 

IV. — Tous les produits et autres objets de commerce, 
doni rimportation ou l'exportalion pourra légalement avoir 
lieu dans les Etatsjle l'une des Hautes Parties contractantes 
par navires nationaux, pourront également y ètre emportés, 
ou en ètre exportés, par des navires de l'autre Puissance. 

Les marchandises importées dans les ports des deux 
Parties par des navires de l'une ou de l'autre Puissance 
pourront y ètre livrées à la consommation, au transit, ou à 
la réexportalion, ou enfin ètre mises en enlrepòt, au gre du 
propriétaire ou de ses ayant-cause, le tout sans ètre as- 
sujetties à des droits de magasinage, de surveillance ou 
autres charges de méme nature plus fortes que celles aux- 
quelles sont ou seront soumises les marchandises appor- 
lées par navires nationaux. 

V. — • Les marchandises de toute nature, importées de 
quelque lieu que ce soit dans les Etats de l'une des Hautes 
Parties contractantes par les navires de l'autre, yjouiront 
des mèmes exemplions, restitutions de droits , primes ou 
autres faveurs quelconques, et ne payeront respectivement 
d'autres, ni de plus forts droits de douane, de navigation 
ou de péage, percus au profit de l'Etat, des Communes, des 
Corporations locales, de particuliers ou d'établissements 
quelconques, et ne seront assujetties à aucune autre for- 
malité, que si l'importation en avait lieu sous pavillon 
national. 

VI. — Les marchandises de toute nature, exportées des 
Etats de l'une des Hautes Parties contractantes par les na- 
vires de l'autre pour quelque destination que ce soit, ne 
seront pas assujetties à d'autres droits, ni formalités de 
sortie, que si elles étaient exportées par navires nationaux, 
et elles jouiront, sous l'un et l'autre pavillon, de toute prime 
ou restitution de droits et autres faveurs qui sont ou se- 



382 ITALIA E CONFEDERAZIONE GERMANICA DEL NORD 

1867 ront accordés par chacune des deux Parlies à la naviga- 
tion nalionale. 

VII. — Les navires de l'une des Hautes Parties con- 
tractantes enlranl dans un des ports de Tautre, et qui n'y 
voudraient que compléter leur chargement, ou décharger 
une parile de leur cargaison, pourront, en se conformant 
aux Lois el Réglemenls des Elals respectifs^ conserver à leur 
bord la parile de la cargaison qui serali deslinée à un autre 
port, soit du mème pays, soli d'un aulre, et la réexporler 
sans ètre aslreinls à payer pour celle derniére panie de 
leur cargaison aucun droit de donane, sauf ceux de sur- 
veillance, lesquels d'ailleurs ne pourront étre percus qu'au 
tau.i fixé pour la navigalion nalionale. 

Vili. — Les navires de l'une des Hautes Parlies conlrac- 
tanles enlranl en relàche forcée dans l'un des porls de 
l'autre, n'y payeront, soil pour le navire, soli pour son 
chargemenl, que les drolls auxquels les nalionaux sont as- 
sujettis dans le méme cas, et y jouiront des mérnes faveurs 
et immunités, pourvu que la nécessité de la relàche soil 
légalement conslalée, que ces navires ne fassent aucune 
opération de commerce el qu'ils ne séjournent pas dans les 
porls plus longtemps que ne l'exige le molif qui a néces- 
sité la relàche. Les déchargemenls molivés par le besoin de 
réparer les bàlimenls, ne seront point considérés comme 
opération de commerce. 

IX. — Les llaules Parlies contraclantes s'accordent ré- 
ciproquement le droit de nominer dans les ports et places 
de commerce de l'autre, des Consuls Généraux, Consuls, Vice- 
Consuls et Agenls Consulaires, se réservant toulelbis de 
n'en pas admellre dans tels lieux qu'elles jugeronl convc- 
nable d'en exccpler généralement. Ces Consuls Généraux , 
Consuls, Vice-Consuls et Agenls, ainsi que leurs Chanceliers, 
jouiront, à charge de réciprocité, des mèmes privlléges, 
pouvoirs et exemplions doni joulssent ou jouiront ceux des 
Nalions les plus favorisées; mais dans le cas où ils vou- 
draient cxercer le commerce, ils seront lenus de se sou- 



I 



ITALIA E CONFEDERAZIONE GERMANICA DEL NORD 383 

mettre aux Lois et usages, auxquels soni soumis dans le 1867 
méme lieu, par rapport à leurs transactions commerciales, 
Ics particuliers de leur Nation. 

X. — Les dits Consuls Généraux, Consuls, Vice-Consuls» 
Agents consulaires de chacune des Hautes Parties conlrac- 
tantes résidant dans les Etats de l'autre, recevront des Au- 
lorilés locales tonte aide et assislance pour la recherche» 
saisie et arrestalion des marins et autres individus faisant 
parile de l'équipage des navires de guerre ou de commerce 
de leurs pays respeclifs, qu'ils soienl ou non inculpés de 
crimes , délits ou contravenlions commis à bord des dits 
bàtiraenls. 

A cel effet ils s'adresseront par écrit aux Tribunaux, Ju- 
ges ou Fonctionnaires compétenls, et justifieront par l'exbi- 
bition des régislres du bàtiment, ròles d'équipage, ou aulres 
documents officicls, ou bien, si le navire élait parli, par la 
copie ou extrait des dites pièces, dùment cerliHé par eux, 
que les hommes qu'ils réclament ont réellement fait parile 
du dit équipage. 

Sur celle demande ainsi justifiée, la remise ne pourra 
leur élre refusée. 

Les dits déserteurs, lorsqu'ils auront élé arrètés, resle- 
ront à la disposition des dits Consuls Généraux, Consuls, 
Vice-Consuls et Agents Consulaires, el pourront méme élre 
détenus el gardés dans les prisons du pays, à la réquisition 
el aux frais des Agents précilés, lesquels, selon l'occasion, 
les réintégreronl à bord du bàlimenl auquel ils appartien- 
nent, ou les renverront dans le pays des dits Agents, sur 
un navire de la méme ou de tonte aulre Nation, ou les ra- 
patrieronl par la voie de terre. 

Le rapatriement-par la voie de terre se fera sous escorle 
de la force publique, à la réquisition el aux frais des A- 
gents précilés, qui devronl, à cel effet, s'adresser aux Au- 
torités compélentes. 

Si dans les deux mois, à compier du jour de leur arres- 
talion, les déserteurs n'élaient pas réinlégrés à bord du 



384 ITALIA E CONFEDERAZIONE GERMANICA DEL NORD 

1867 bàtiment auquel ils appartiennent, cu s'ils n'élaient pas 
rapalriés par la voie de terre ou de mer, de nième si les 
frais de leur emprisonnemcnt n'étaienl pas régulièrement 
acquitlés par la Parile à la reqaéte de laquelle l'arreslation 
a été opéréc, les dils déserteurs seront remis en liberto, sans 
qu'ils puissent étre arrètós de nouveau pour la mème cause. 

Néaiimoins, si le déserteur avait commis en oulre quel- 
que crime ou délit à terre, son cxtradilion pourra otre 
différée par les Autorilés locales jusqu'à ce que le Tri- 
bunal compétent ait dùment statue sur ce fait, el que le 
jugement intervenu ait recu son entière exécution. 

Il est égalenient cntendu que les marins ou aulres in- 
dividus faisant partie de l'équipage, sujets du pays où la 
deserti on a eu lieu, sont exceptés des stipulations du pré-r 
sent article. 

XI. — En cas d'échouement ou de naufrago d'un navire 
de l'une des Hautes Parlies contractantes sur les còtes de 
l'autre, ce navire y jouira, tant pour le bàtiment que pour 
la cargaison, des faveurs et immunités que la législation 
de cbacun des Etats respectifs accordo à ses propres na- 
vires en pareillo circonslance. Il sera prète tonte aide et 
assistance au Capitaine et à l'équipage, tant pour leurs 
personnes, que pour le navire et sa cargaison. 

Les opérations relatives au sauvetage auront lieu con- 
formément aux Lois du pays. Toulefois les Consuls ou A- 
gents Consulaircs respectifs seront admis à surveiller les 
opérations relatives à la réparation, au ravitaillement, cu 
à la venie, s'il y a lieu, des navires échoués ou naufragés 
à la còle. Tout ce qui aura éló sauvé du navire et de la 
cargaison, ou le produil de ces objels, s'ils ont été vendus, 
sera reslilué aux propriétaircs ou à leurs ayant-cause, et 
il ne sera payé de frais de sauvetage plus forts que ceux, 
auxquels les nalionaux seraienl assu)ellis en pareil cas. 

Il est, de plus, convenu que les marcbandises sauvées ne 
seront tenues à aucun droit de donane, à moins qu'elles 
ne soient admises à la consommation inlérieure. 



ITALIA E CONFEDERAZIONE GERMANICA DEL NORD 38o 

XII. — Les Haiites Parties contractantes ne pourront 1867 
accorder aucun privilége, faveur ou immunité concernant 

la navigation à aucun autre Etat^ qui ne soit aussi, de plein 
droit et à l'inslant, étendu à leurs sujets respectifs. 

XIII. — Le droit d'accession à la présente Convention 
est réservé à tout Etat qui appartieni actuellement ou qui 
appartiendra par la suite au Zollverein. 

Cette accession pourra se faire par un échange de dé- 
claralions entre les Etats contractants et l'Italie. 

XIV. — La présente Convention entrerà en vigueur le 
1*' janvier 1868. 

Elle aura la rnéme durée qiie le Traile de commerce 
conclu entre le Zollverein et l'Italie le 31 décembre 1865. 

Elle sera ratifiée et les ralifications en seront échangées 
à Florence dans l'espace de deux mois à compier du jour 
de la signature, ou plus tot, si faire se peut. 

En foi de quoi les Plénipotentiaires respectifs ont signé 
la présente Convention et y ont appose leur cachet. 

Failà Florence le 14 du mois d'oclobre de l'année 1867. 

(L. S.) U. Rattazzi. (L. S.) Usedom. 



PROTOCOLE. 

En procédanl à la signature de la Convention de navi- 
gation conclue sous la date d'aujourd'hui entre l'Italie et 
la Confédéralion de l'Allemagne du Nord, les Plénipoten- 
tiaires respectifs , dùment autorisés par leurs Gouverne- 
ments, déclarent: 

1° Que tanl que continueront à exister des ConsuIs 
particuliers des Etats composant la Confédéralion de l'Al- 
lemagne du Nord, leur seront également appliquées les 

25 



386 ITALIA E CONFEDERAZIONE GERMANICA DEL NORD 

i867 dispositions des articles IX et suivants de la susdite Con- 
vention de navigation^ toiichant les attributions, immunités 
et priviléges des Consuls et Agents Consulaires respectifs. 

2" Que les slipulations insérées dans le Traile de com- 
merce conclu entre l'Italie et le Zollverein le 31 décembre 
1865, seronl indistinctement applicables, à partir de l'epo- 
que où la Convention de navigation entrerà en vigueur, 
à tous les Etats composant la Contedération de l'Allemagne 
du Nord, qu'ils fassent ou non partie de l'Association 
douanière Allemande. 

3° Que par conséquent à partir de la méme epoque, 
cesseront d'avoir efl'et tous les Traités et Conventions de 
commerce et de navigation conclus précódemment entre 
quelques-uns de ces mémes Etats et le Gouvernement 
d'Italie, ou de quelques-uns des anciens Etats compris 
actuellement dans le Royaume Italien. 

En foi de quoi les Plénipotentiaires susdits ont signé le 
présent Protocole, qui aura la méme force et valeur que 
la Convention de navigation dont il formerà un annexe, et 
y ont appose leur cachet. 

Fait en doublé exemplaire à Florence le i4 octobre i867. 

(L. S.) U. Rattazzi, 

(L. S.) USEDOM. 



Ratificata da S. M.: Firenze^ 19 ottobre 1867. — Scambio 
delle ratifiche: \^ dicembre 1867. 



ITALIA E PAESI BASSI 387 



XXXVII. 

1867 , 15 Ottobre. 

AJA, 1867 

Convenzione Postale tra l'Italia ed i Paesi Bassi. 

Sa Majesté le Roi d'Italie et Sa Majesté le Roi des Pays- 
Bas, également animés du désir d'améliorer^ au moyen d'une 
Convention, le service des correspondances entre les deux 
Etats, ont nommc pour leurs Plénipotentiaires à cet effet, 
savoir: 

Sa Majesté le Roi d'Italie, le sieur Dominique Carutti de 
Cantogno, grand officier de l'Ordre des saints Maurice et 
Lazare et chevalier de l'Ordre civil de Savoie, commandeur 
de l'Ordre du Lion Néerlandais, etc, son envoyé extraor- 
dinaire et ministre plénipotcnliaire prés Sa Majesté le Roi 
des Pays-Bas; et Sa Majesté le Roi des Pays-Bas, le sieur 
.Tules-Philippe-Jacques-Adrien comte de Zuylen de Nyevelt, 
chevalier Grand'Croix de l'Ordre du Lion Néerlandais, etc, 
son ministre des affaires étrangéres, et le sieur Roger-Jean 
comte Schimmelpenninck de Nyenhnis , commandeur de 
l'Ordre du Lion Néerlandais, etc, etc, son ministre des 
fìnances; 

Lesquels, après s'étre communiqués leurs pleins pouvoirs 
irouvés en bonne et due forme, sont convenus des articles 
suivants: 

I. — Il y aura entre l'Administration des postes du 



388 ITALIA E PAESI BASSI 

1867 royaume d'Italie et l'Administration des postes du royaume 
des Pays-Bas un échange périodiqiie et régulier de lettres, 
d'échantillons de marchandises, de journaux et d'imprimés 
de toute nature , originaires des Etats respectifs ou pro- 
venant des pays auxquels les Adminislrations des postes 
des deux Parlies contractantes servent ou pourraicnt par 
la suite servir d'intermédiaire. 

II. — Les lettres, les écliantillonS;, les journaux et im- 
primés, dont il est fait mention à l'article précédent, seront 
transportés en dépéches closes, soit par l'intermédiaire des 
postes de France et de Belgi que, soit par l'intermédiaire des 
postes d'Allemagne et de Suisse, en vertu des conventions 
conclues ou à conciure enlre l'Italie et les Pays-Bas, d'une 
pari, et le Gouvernement des Etats susmentionnés d'autre 
part. 

A moins qu'une indicalion contraire ne soit énoncée par 
l'envoyeur à la suscriplion , les correspondances de toute 
nature,, adressées d'Italie dans les Pays-Bas et des Pays- 
Bas en Italie, seront comprises dans les dépéches closes, 
que les offices des postes des deux pays échangeront en 
vertu de la présente Convention. 

III. — Les frais résultant du transport cntre la G'ontière 
d'Italie et la frontière des Pays-Bas des dépéches expédiées 
de l'Italie pour les Pays-Bas, seront supportés par l'Admini- 
stration des postes italicnnes, et les frais résultant du trans- 
port des dépéches expédiées des Pays-Bas pour l'Italie, seront 
supportés par l'Administration des postes néerlandaises. 

IV. — Il est entendu loutefois que les frais de transit 
des correspondances, expédiées en dépéches closes de part 
et d'autre, c'est-à-dire de l'Italie pour les Pays-Bas et des 
Pays-Bas pour l'Italie, seront acquittés par celle des deux 
Adininistralions qui aura obtenu des pays intermédiaires 
des conditions de prix plus avantageuses, ci que celle des 
deux Administrations qui aura soldé la totalité de ces frais, 
sera remboursée par l'autre Administration, conforméincnt 
aux stipulations de l'article 3 précédent. 



ITALIA E PAESI BASSI 389 

V. — La taxe à percevoir pour toule lettre ordinaire, 1867 
adressée de l'un des deux Etats dans l'autre, et expédiée 
dans les dépèches closes que les Administrations des postes 

de l'Italie et des Pays-Bas échangeront entre elles, sera de 
50 centimes, oii 25 cents par port simple en cas d'affran- 
chissement, et de 70 centimes, ou 35 cents par port simple, 
en cas de non-affranchissement. 

Chaque port simple sera compté de 10 en 10 grammes 
ou fraction de 10 grammes. 

Il est enlendu toulefois que les taxes mentionnées ci- 
dessus seront réduites de cominun accord entre les offices 
des postes de l'Italie et des Pays-Bas à 4-0 centimes, ou 20 
cents par port simple, en cas d'affranchissement, et à 60 
centimes ou 30 cents par port simple, en cas de non-af- 
franchissement, aussitòt que, par suite de nouveaux arran- 
gements avec les Administrations des postes intermédiaires, 
les prix de Iransit actuels subiraient une réduction assez 
importante pour compenser une réduction de la taxe à 
raison de 10 centimes, ou 5 cents par port simple. 

VI. — Des lettres chargées pourront étre expédiées de 
l'Italie pour les Pays-Bas, et des Pays-Bas pour l'Italie, et, 
autant que possible , à destination des pays auxquels les 
Administrations des postes d'Italie et des Pays-Bas servent 
ou pourront servir d'inlermédiaire. 

Tonte lettre chargée, qui sera adressée d'Italie dans les 
Pays-Bas et des Pays-Bas en Italie, supporterà, au départ, 
en sus de la taxe ordinaire tìxée pour l'affranchissement 
d'une lettre du méme poids, un droit fixe de 50 centimes 
en Italie et de 25 cents dans les Pays-Bas. 

Quant à la taxe des lettres chargées à destination des 
pays auxquels les deux Administrations servent ou pour- 
ront servir d'inlermédiaire, elle sera le doublé des lettres 
ordinaires. 

VII. — Dans le cas où quelque lettre chargée viendrait 
à étre perdue, celle des deux Administrations, sur le ter- 
ritoire de laquelle la perte aura eu lieu , paiera à l'en- 



390 ITALIA E PAESI BASSI 

1867 voyeur, à litre de dédommagement, une indemnité de 50 fr. 
en Italie, ou de 25 florins dans les Pays-Bas, dans le délai 
de deux mois, à daler du jour de la réclainalion. 

Il est cependant entendu que les réclamations ne seront 
admises que dans les six mois qui suivront la date du dépòt 
des chargemenls; passe ce terme, les deux Administralions 
ne seront lenues, l'une envers l'aulre, à aucune indemnité. 

Vili. — Les échantillons de raarcbandises , qui seront 
expédiés de l'Italie pour les Pays-Bas et vice-versa, par la 
voie de France et de Belgique , seront soumis à la taxe 
des leltres ordinaires. 

Lorsque le Gouvernement italien ou le Gouvernement 
néerlandais auront acquis le droit d'acheminer en dépèches 
closes , à prix réduit , les échantillons de marchandises , 
soit par la voie de France et de Belgique, soit par la voie 
d'Allemagne et de Suisse, l'Administration des postes ita- 
liennes et l'Administration des postes néerlandaises établi- 
ront, d'un commun accorda la taxe modérée et les condi- 
tions d'écliange auxquelles ces objets devront étre soumis. 

IX. — Les journaux et les imprimés de toute nature, 
qui peroni échangés entro l'Italie et les Pays-Bas, devront 
étre affranchis de part et d'autre jusqu'à destination moyen- 
nant le paiement d'une taxe de 10 centimes en Italie et 
de 5 cents dans les Pays-Bas pour chaque paquet portant 
une adresse particuliére du poids de 40 grammes ou frac- 
lion de 40 grammes. 

Sous la dénomination d'imprimés sont compris les ou- 
vrages périodiques, les livres brochés, les livres reliés, les 
épreuves d'imprimerle corrigées et accompagnées de notes 
manuscrites s'y rapportant , les papiers de musique , les 
catalogucs, les prospectus, les gravures, les lithographies, 
les autographies, les photographies, les avis, les circulaires, 
les prix courants , les cartes de visite, les cartes géogra- 
phiques , et en general tout produit de la méme nature, 
n'ayant pas le caractère d'une correspondance actuelle et 
personnelle. 



1 



i 



ITALIA E PAESI BASSI 391 

X. — Pour jouir de la modération de pori, accordée 1867 
par l'article IX précédent, les journaux et les imprimés de- 
vronl ètre alTranchis jusqu'à destination , étre mis sous 
bande et ne porter auciine écriture, chiflVe oli signe quel- 
conque à la main, si ce n'est l'adresse dii destinataire, la 
signature de l'envoyeur et la date; sauf l'exception admise 

en favelli* des épreuves d'imprimerie. 

Les journaux et les imprimés qui ne réuniraient pas les 
conditions dóterminées ci-dessus, seront considérés comme 
lettres, et taxés en conséquence. 

Il est entendu que la disposition qui fait l'objet de l'ar- 
ticle susmentionnó , n'infirme en aucune manière le droit 
qu'ont les Administrations des postes dcs deux pays de ne 
pas effecluer sur leur territoire respectifle transport et la 
distribution de ceux des objets désignés au dit article, à 
l'égard desquels il n'aurait pas été satisfait aux lois, or- 
donnances ou décrels , qui règlent les conditions de leur 
publication et de leur circulation, tant en Italie que dans 
les Pays-Bas. 

XI. — Les journaux et les imprimés sous bande pourront 
étre expédiés sous chargement, de l'Italie pour les Pays- 
Bas et des Pays-Bas pour l'Italie. 

Tout paquet de ces objets que Fon voudra assujettir à 
la formalité du chargement, supporterà au départ, en sus 
des taxes qui leur sont applicables en vertu de l'article IX 
de la présente Convention, un droit fixe de 50 centimes 
en Italie, et de 25 cents dans les Pays-Bas. 

XII. — Il est convenu entre les Gouvernements d'Italie 
et des Pays-Bas , que chacune des deux Administrations 
gardera entièrement à son profit les taxes sur les cor- 
respondances internationales qu'elle percoit; savoir sur les 
objets affranchis ou insuffisamment affranchis, qu'elle ex- 
pédie, et sur les objets non alTranchis^ y compris les ports 
supplémentaires des correspondances insuffisamment affran- 
chies qu'elle recoit. 

XIII. — Les Administrations des postes de l'Italie et des 



392 ITALIA E PAESI BASSI 

1867 Pays-Bas fìxeront d'un commini accord, conformément aux 
conventions en vigucm% ou qui interviendront par la suite, 
les condilions auxquelles pourront ètre échangées à dé- 
couvert entre ces Adminislralions les correspondances ori- 
ginaires ou à destinalion des pays étrangers ou des colo- 
nies, qui empruntent soit l'inlermédiaire de l'Italie pour 
correspondre avec les Pays-Bas, soit l'intermédiaire des 
Pays-Bas pour correspondre avec l'Italie. 

Il est dans tous les cas entendu que ces correspondances 
ne supporteront que la taxe néerlando-italienne augmentée 
du port dù aux offices étrangers ou coloniaux. 

XIV. — L'alTranchissement des correspondances échan- 
gées entre l'Italie et les Pays-Bas pourra avoir lieu au 
moyen des limbres-poste des Administrations respectives. 

Lorsque les timbres-poste apposés sur une lettre adres- 
sée de l'un des deux Etats dans l'autre représenteront une 
somme inférieure à celle qui serait due pour son af- 
franchissement jusqu'à deslination, cette lettre sera consi- 
dérée comme non affranchie et taxée comme Ielle , sauf 
déduction du montani des timbres-poste insuffisamment 
employés. 

Quant aux envois sous bande qui auront été insuffisam- 
ment affranchis, ils serontcxpódiés à leur destination grevés 
d'une taxe égale au doublé de la somme qui manque à 
compléter l'affranchissement. 

Toutefois lorsque la taxe complémentaire à payer par le 
destinataire d'une lettre insuffìsamment affranchie présen- 
terail une fraction de dècime ou de cinq cents , il sera 
percu par l'Office des postes d'Italie un dècime entier pour 
la fraction de dècime^ et par l'Oflìce des postes des Pays- 
Bas cinq cents pour la fraction de cinq cents. 

XV. — Le Gouvernement italien et le Gouvcrnement nécr- 
landais s'engagent à faire transporter gratuitemcnt sur le 
lerritoire des Etats respectifs les dépéches closes que les 
bureaux de poste des deux pays auront à échanger avec 
des bureaux de poste étrangers , à la condilion toutefois 



ITALIA E PAESI BASSI 393 

que le transport de ces dépèches puisse s'effectuer avec 1867 
les moyens ordinaires doni disposent les deux Admini- 
stralions, et que les pays étrangers, qui profiteront de la 
gratuite de ce transport, accordent en réciprocité le mème 
privilége pour les coiTespondances en transit à Iravers leurs 
territoires. 

En cas de non-réciprocité, le prix de transport est fixé à 
20 cenlimes, ou 10 ccnts par 30 grammes de lettres, poids 
net, et à 50 centimes^ ou 25 cenls par kilogramme d'im- 
primés et d'échantillons de marchandises. 

XVI. — Le Gouvernement italien s'engage à faire trans- 
porter par les paquebots-poste italiens, naviguant dans la 
Mediterranée^ jusqu'aux porls où toucheront ces paquebots, 
les correspondances que l'Administration des postes des 
Pays-Bas échangerait en dépèches closes avec les colonies 
néerlandaises et aulres colonies ou pays étrangers. 

L'Administration des postes des Pays-Bas palerà à l'Ad- 
ministration des postes d'Italie pour le transport par mer 
des dépèches ci-dessus mentionnées, la somme de 60 cen- 
limes par 30 grammes de lettres , et un frane par kilo- 
gramme d'échantillons de marchandises et d'imprimés. 

XVII. — Il est entendu que le poids des correspondances 
de toute nature^ tombées en rebut, ainsi que celui des 
feuilles d'avis et d'autres pièces de comptabilité, relatives 
au service de poste, et transportées en dépèches closes par 
l'une des deux Administrations pour le compte de l'autre, 
ne sera pas compris dans la pesée des lettres, des échan- 
tillons et des imprimés, 

XVIII. — Il est formellement convenu que les lettres et 
les échantillons de marchandises adressés de l'un des deux 
Etals dans l'autre, qui auront été affranchis jusqu'àdesti- 
nation, ne pourront, sous aucun prétexte et à quelque titre 
que ce soit, ètre grevés dans le pays de destinalion d'une taxe 
ou d'un droit quelconque à la charge des destinataires. 

Il est bien entendu que dès que la loi néerlandaise don- 
nera au Gouvernement le pouvoir d'exempter entièrement 



391 ITALTA E PAESI BASSI 

1867 Oli parliellement de rapplicalion. du droit de timbra les 
journaiix élrangers, cette cxemption sera appliquée de plein 
droit aux journaux italiens. 

XIX. — L'expéditeur d'une lettre oii d'un paquet d'im- 
primés chargés, soit de l'Italie pour les Pays-Das, soit des 
Pays-Bas pour l'Italie, pourra demander qu'il lui soit donne 
avis que ces objels ont été recus par le destinataire. A 
cet effet il paiera d'avance, pour la transmission de l'avis, 
un droit de poste de 20 centimes ou 10 cents. 

XX. — Les correspondances de tonte nature mal adres- 
sées ou mal dirigées seront, sans aucun délai, réciproque- 
ment renvoyées pour le poids et le prix auxquels l'office 
envoyeur aura livré ces objets en compte à l'Office desti- 
nataire. 

Les objets de mème nature qui auront été adressés à 
des destinataires ayant changé de residence, seront respec- 
tivement livrés ou rendus, cbargés du port qui aurait dù 
ètre payé par le destinataire. 

Il est bien entendu que les correspondances dont il est 
question ci-dessus, qui auront été livrées par l'un des deux 
offices à l'autre^ en vertu de l'article 12 de la présente Con- 
vention, seront renvoyées de pari et d'aiilre sans taxe, ni 
décompte. 

XXI. — Les lettres ordinaires ou chargées et les échantil- 
lons de marchandises échangés à découvert entre les deux 
Administralions des postes d'Italie et des Pays-Bas^ qui seront 
tombés en rebut pour quelque cause que ce soit, devronl ètre 
renvoyés de part et d'aulre à la fin de chaque mois. 

Ceux de ces objets qui auront été livrés en compie, seront 
rendus pour le prix auquel ils auront été originairement 
comptés par l'office envoyeur. 

Ceux qui auront été alTranchis jusqu'à destination ou 
jusqu'à la frontière de l'office correspondant, seront renvoyés 
sans taxe, ni décompte. 

Les journaux et les imprimés, alTranchis jusqu'à destina- 
tion et tombés en rebut, seront directemcnt et immédiatcment 



ITALIA E PAESI BASSI 395 

renvoyés par le bureau de destinalion aii bureau d'échange 
du pays d'origine. 

Quant aux correspondances non affranchies, tombées en 
rebut, qui auront élé transportées en dépèches closes par 
l'une des deux Administrations pour le compie de l'aulre, 
elles seront admlses en déduction pour le poids et prix pour 
lesquels elles auront été comprises dans les comptes des Ad- 
ministrations respectives, sur de simples déclarations, mises 
à l'appui des décomptes. 

XXII. — Les deux Administrations n'admettront à destina- 
lion de l'un des deux pays dans Tautre ou des pays qui em- 
pruntent leur intermédiaire, aucune lettre qui contiendrail 
soit de l'or ou de l'argent monnayé, soit des bijoux ou effets 
précieux ou tout aulre objet passible des droits de douane. 

XXIII. — L'échange des mandats de poste sera admis en- 
tre les deux Etats. Les prix et condilions de cet échange se- 
ront réglés de commun accord entro les Administrations des 
posles des deux pays, et entreront de plein droit en vigueur 
le jour dont ces Administrations conviendront. 

XXIV. — L'Administration des postes italiennes et l'Admi- 
nistration des postes néeiiandaises désigneront d'un commun 
accord les bureaux par lesquels devra avoir lieu l'échange 
des correspondances respectives; elles régleront également 
la direction à donner à ces correspondances et tout ce qui a 
trait à la liquidation de la comptabilité réciproque, ainsi quo 
toutes autres mesures de détail et d'ordre, nécessaires pour 
assurer l'exécution des stipulations de la présente Convention. 

Il est entendu que les mesures de détail et d'ordre raen- 
tionnées ci-dessus, pourront ètre modifiées toutes les fois 
que d'un commun accord ces deux Administrations en au- 
ront reconnu l'utilité. 

XXV. — Les deux Administrations des postes d'Italie et des 
Pays-Bas dresseront chaque trimestre les comptes résultant 
de la Iransmission des correspondances et des dépèches closes 
qu' elles se livreront réciproquement en vertu des disposi- 
tions dela présente Convention. 



396 ITALIA E PAESI BASSI 

1867 Ces comptes, après avoir été débatlus et arrètés contradic- 
loirement, seront soldés par celle des deux Administralions 
qui sera reconnue redevable envers l'autre dans les deux 
inois qui suivront celui auquel le compie se rapporterà. 

XXVI. — En considération de la différence des systèmes 
monétaires en vigueur dans les deux pays et pour éviter les 
fractions, tant dans l'application que dans la bonification des 
laxes, il est convenu que dans toutes les opéralions de comp- 
tabilité entre les deux offices pour l'exécution de la présente 
Convention, le florin des Pays-Bas sera censé ètre équivalent 
à deux livres italiennes et que réciproquement, la livre ita- 
lienne sera assimilée à un demi florin ou cinquante cents des 
Pays-Bas; tandis que les subdivisions de tlorin et de livre se- 
ront évaluées dans la mème proportion. 

XXVII. — La présente Convention aura force et valeur à 
partir du jour doni les deuxAdminislrationsconviendront^ et 
elle resterà en vigueur jusqu'à ce que l'une des Parties con- 
traclantes ait annoncé à l'autre, mais douze mois à l'avance, 
son intention d'en faire cesser les elfets. 

Pendant ces douze derniers mois, la Convention continuerà 
d'avoir son exécution pleine et entière, sans préjudice de la 
liquidalion et du solde des comptes entre les Administralions 
des postes des deux pays après l'expiration du dit terme. 

XXVIII. — Celle Convention sera ratilìée et les ratifications 
en seront échangées aussilót que faire se pourra. 

En foi de quoi, les Plénipotentiaires respeclifs Toni signée 
et y onl appose le cachet de leurs armes. 

Fail à La Haye, en doublé originai, le quinze octobre mil- 
huit-cent-soixante-sept. 

(L. S.) Signés: Carutti. 

(L. S.) De Zuylen De Nyevelt. 

(L. S.) SCHIMMELPENNINCK DE NyENHNIS. 

Ratificata da S. M.: Firenze, 30 dicembre 1867. — Scambio 
delle ratifiche: Aja, 25 gennaio 1868. 



à 



ITALIA E BAVIERA 397 



XXXVIII. 

1867 , W Ottobre. 

FIREIVZE e !9101\/tC0. 1867 

Dichiarazioni ministeriali scambiate tra l'Italia e la Baviera 
pel rimpatrio dei sudditi rispettivi. 

I Governi di Sua Maestà il Re d'Italia e di Sua Maestà 
il Re di Baviera, volendo regolare di comune accordo il 
pagamento delle spese di rimpatrio dei sudditi rispettivi, 
convennero di quanto segue: 

Le spese di trasporto dei sudditi dell'uno dei due Stati 
che si trovano sul territorio dell'altro Stalo, e che quest'ul- 
timo intende far rimpatriare, rimarranno a carico del me- 
desimo, fino alla frontiera del paese cui i detti sudditi 
appartengono. 

In fede del che, si emette dal Governo Italiano la pre- 
sente Dichiarazione Ministeriale che viene cambiata con 
altra analoga del Governo Bavarese. 
Firenze, il 20 ottobre 1867. 

Il Ministro per gli Affari Esteri 

di S. M. il Re d'Italia 

Firmato: P. di Campello. 



Questa Dichiarazione venne scambiata con una identica del 
Ministro degli Affari Esteri di S. M. il Re di Raviera, in 
data del 27 settembre 1867. 



398 ITALIA E SVIZZERA 



1867 



XXXIX. 

1867, W Novembre. 
FIREIVZE. 

Convenzione tra il Governo italiano 

ed il Consiglio federale della Confederazione Svizzera 

concernente le rendite ed i beni 

del Capitolo vescovile di Como. 

r Le rendite e i beni indicali nell' annesso prospetto 
corrispondenti al capitale di italiane L. 37,502,57, non che 
lutti i beni di qualsivoglia natura posseduti dal Capitolo 
Vescovile nel Cantone Ticino, si riterranno di esclusiva ed 
assoluta proprietà della Parte Svizzera ed a sua libera e 
piena disposizione; dall'altro canto tutte le rendite e tutti 
i beni di qualsivoglia natura posseduti fuori del Gantou 
Ticino dal Capitolo di Como, resteranno di esclusiva sua 
proprietà e parimenti a piena e libera sua disposizione. 

2" 11 Governo Svizzero si obbliga a sborsare al Go- 
verno Italiano subito dopo che la presente Convenzione 
sarà accettata dalle due Parli, la somma di ital, L. 18,751,28 
corrispondenti alla giusta metà del capitale sopra indicato. 

3" In compenso degli interessi ai quali avrebbero di- 
ritto gli attuali investiti dei singoli benefizi canonicali 
durante il loro possesso sulla metà ceduta al Governo Ti- 
cinese^ questi sborserà la somma di L. 3,000 per una volta 
tanto. 

-4° La definizione della vertenza relativa alla pretesa 
della Parte Svizzera a ciò che in una corrispondente somma 



I 



ITALIA E SVIZZERA 399 

in danaro sia convertita la compartecipazione svizzera ai 1867 
posti gratuiti nel collegio Gallio, ai posti pure gratuiti 
nell'Istituto dei Sordo-Muti di campagna in Milano, ed allo 
pensioni destinate a sacerdoti impotenti dal fu maggior 
Birago, accennata in secondo luogo nell'articolo 10 della 
Convenzione 30 novem.bre 1862, è rimandata all'epoca in 
cui la questione diocesana nel Cantone Ticino verrà rego- 
lata nei rapporti ecclesiastici. 

5° Frattanto, e sino all'epoca suindicata, nulla sarà in- 
novato per ciò che concerne i posti e le pensioni so- . ,, 
praddette che fossero già devolute e fossero per devolversi 
a favore d'individui Svizzeri, a termini dei rispettivi atti 
di fondazione e di quanto fu sin ora praticato. 

Questo modus vivendi non potrà essere invocato a pre- 
giudizio dei diritti di alcuna delle Parti. 

Firenze, addi 20 novembre 1867. 

Firmati: Giuseppe Robecchi, Inc. del Gov. Italiano. 
G. B, PioDA, Ini', str. e Min. plenip. della 
Confed. Svizzera, delegato ad hoc. 



Ratificata dal Presidente del Consiglio, Ministro degli Af- 
fari Esteri: Firenze, \A febbraio 1868. — Scambio delle 
ratifiche: Firenze 17 febbraio 1 



400 ITALIA E GRAN BaETAGNA 



XL. 

i867, Ì6 Novembre. 
1867 FIRElXaEE. 



Dichiarazione scambiata tra l'Italia e la Gran Bretagna 

relativa alle Società anonime, Associazioni commerciali, industriali 

e finanziarie. 



Il Governo di Sua Maestà il Re d'Italia, ed il Governo 
di Sua Maestà la Regina del Regno Unito della Gran Bre- 
tagna e d'Irlanda, allo scopo di regolare reciprocamente 
nei due Stali la condizione delle Società anonime ed altre 
Associazioni commerciali, industriali e finanziarie, hanno 
rispettivamente autorizzato Sua Eccellenza il Conte Luigi 
Federico Menabrea, Presidente del Consiglio e Ministro Se- 
gretario di Stato per gli Affari Esteri di Sua Maestà il Re 
d'Italia, e Sir Augustus Berkeley Paget, Inviato straordi- 
nario e Ministro plenipotenziario di Sua Maestà Britannica 
presso Sua Maestà il Re d'Italia, a convenire: 

Che le Società per azioni (anonime), ed altre Società 
commerciali, industriali e finanziarie, costituite ed auto- 
rizzate secondo le norme prescritte dalla legislazione di 
uno dei due Paesi, potranno liberamente far valere negli 
Slati dell'altro tutti i loro diritti, compreso quello di slare 
in giudizio, sia per intentare azioni, sia per difendersi da 
quelle che venissero loro intentate, conformandosi però 
sempre alle Leggi e consuetudini in vigore negli Stati 
medesimi; 



I 



ITAUA E GRAN BRETAGNA 401 

Che queste disposizioni dovranno essere applicate tanto 1867 
alle Società ed Associazioni costituite ed autorizzate an- 
teriormente alla firma della presente Dichiarazione, quanto 
a quelle che lo fossero in seguito ; 

Che la presente Dichiarazione, fatta senza limite di du- 
rata, potrà venire rivocata da ambe le Parti, mediante la 
denuncia fattane un anno prima, e che vi si potranno in- 
trodurre, di comune accordo, quelle modificazioni che la 
esperienza dimostrasse opportune. 

Fatto a Firenze in doppio originale il 26 novembre 1867. 

( L. S. ) Menabrea. 

(L. S. ) A. B. Paget. 



XLI. 

1867 , 22 Dicembre. 

Atto finale di Confinazione tra l'Italia e l'Austria. 

L'articolo IV del Trattato stipulato in Vienna il 3 otto- 
bre 1866 tra Sua Maestà il Re d'Italia e Sua Maestà l'Im- 
peratore d'Austria, Trattato le di cui ratifiche furono scam- 
biate il giorno 12 dello stesso mese, stabilisce, in ordine 
alle cessioni territoriali ivi convenute, che: 

« La frontière du territoire cede est déterminée par les 
» confins administratifs actuels du Royaume Lombardo- 
» Vénitien ». 
26 



402 ITALIA E AUSTRIA 

1867 Soggiunge lo stesso articolo che: 

« Une Commission militaire^ instituée par les deux Puis- 
» sances contractantes, sera chargée d'exécuter le trace 
» sur le terrain dans le plus href délai possible ». 

À eseguimento di codesta ultima stipulazione le Loro 
Reali ed Imperiali Maestà hanno nominati a commissari: 

Sua Maestà il Re d'Italia: 

Il conte Carlo Felice Nicolis di Robilant, maggior ge- 
nerale, comandante la scuola superiore di guerra, uffiziale 
del Suo Ordine de' Santi Maurizio e Lazzaro e commen- 
datore di quello militare di Savoia, decorato di due me- 
daglie d'argento al valor militare, ecc. ecc.; 

Il barone Adriano Nicolò Mazza, maggiore nel Corpo di 
stato maggiore, cavaliere del Suo Ordine de' Santi Mau- 
rizio e Lazzaro e dell'Ordine militare di Savoia, decorato 
di due medaglie d'argento al valor militare; e 

Il cavaliere Alessandro De Charbonneau, Suo uffiziale 
d'ordinanza, maggiore del genio, uffiziale del Suo Ordine 
de' Santi Maurizio e Lazzaro, e cavaliere dell'Ordine di 
Leopoldo d'Austria. 

Sua Maestà l'Imperatore d'Austria: 

Il signor Giulio Mauger di Kirchsberg, maggior generale, 
cavaliere del Suo Ordine della Corona Ferrea di 3' classe 
e decorato della croce militare austriaca del merito; 

Il signor Eugenio Kopfinger di Trebbienan, colonnello di 
fanteria, decorato della croce militare austriaca del merito 
e uffiziale dell'Ordine italiano de' Santi Maurizio e Laz- 
zaro; 6 

Il cav. Emanuele Korwin, maggiore nel Corpo di stato 
maggiore, cav. della Corona Ferrea di 3' classe. 

I quali, essendosi riuniti in Venezia, dopo di avere scam- 
biati i loro pieni poteri, e riconosciutili in buona e de- 
bita forma, si sono costituiti a Commissione internazionale 



ITALIA E AUSTRIA 403 

sotto la presidenza del signor maggiore generale conte di 1867 
Robilant. 

Il maggiore cav. De Charbonneau è sfato designalo per 
le funzioni di segretario. 

La Commissione, occupatasi tosto del modo di procedere 
nel proprio compito, conveniva nelle seguenti considera- 
zioni : 

Che la frontiera del territorio ceduto, ne' limiti indicati 
dall'articolo IV del Trattato del 3 ottobre 1866, doveva ri- 
tenersi in genere come sufficientemente determinata dagli 
esistenti termini e segnali di confmazione, buona parte 
dei quali non aveva da epoca remota patito cambiamento ; 

Che la pratica seguita dal Governo austriaco di procu- 
rare ad epoche determinate parziali revisioni dei confini, 
avea contribuito a maggiormente renderli certi, col ri- 
muovere di mano in mano i dubbi che si andavano ap- 
palesando; 

Che conseguentemente a questo principio, e per l'esi- 
stenza degli speciali catasti del Lombardo-Veneto e delle 
limitrofe provincie, erasi sempre più andata affermando 
nel fatto e nella pratica la separazione territoriale dell'uno 
dalle altre; 

Che pertanto una nuova e generale revisione della fron- 
tiera nelle circostanze di sopra accennate^ non avrebbe 
arrecato un utile adeguato alle spese, sia che s'avesse in 
mente d'eseguirne il rilievo topografico,, sia che semplice- 
mente si volesse ricavarne una completa descrizione, per 
il che fosse da ritenersi come bastantemente soddisfatto al 
prescritto dal secondo capoverso dell'articolo IV del Trat- 
tato del 3 ottobre 1866 prementovato, quando la Com- 
missione si facesse carico di recare speciale attenzione a 
quei soli punti nei quali esistesse dubbio circa il preciso 
andamento della frontiera, nonché a quegli altri dove una 
qualche operazione fosse necessaria per rendere più ma- 
nifesta la separazione di Stato. 

Ad ottenere le più precise informazioni sugli uni e su- 



404 ITALIA E AUSTRrA 

1867 gli altri punti, la Commissione italiana rivolgevasi alle au- 
torità politiche di confine, con invito d'interpellare su di 
tale argomento i comuni che vi avevano interesse. Indi- 
rizzavasi pure alle autorit<à di finanza, onde trarne indi- 
cazioni sui punti, nei quali, per maggior comodo e sicu- 
rezza di servizio, convenisse notare con nuovi o con meglio 
apparenti segnali il confine. 

Il risultamento di tali ricerche , fatte ad un tempo dai 
commissari austriaci presso alle proprie autorità politiche, 
non che delle informazioni pervenute da parecchie altre 
parti, condusse la Commissione a specialmente esaminare 
i tratti qui sotto partitamente indicati, rispetto ai quali 
poteva aver luogo qualche dubbiezza: 

1° La parte di frontiera tra la riva sinistra del lago 
di Garda ed il segnale della Bocchetta sulle cime di Monte 
Baldo; 

2° Nei territori dei comuni di Arsiè e Grigno, la li- 
. nea divisoria nella regione denominata le Scaffe Rosse, 
rimasta" indecisa per secolare vertenza; 

3° Il tratto di frontiera corrispondente al comune di 
Ampezzo, per decidervi sull'appartenenza ad una Parte od 
all'altra del bosco denominato Antipetto di San Marco ; 

A' Il tratto di confine tra il Monte Maggiore e le sor- 
genti deiriudrio, per istabilire sulla provvisoria linea di 
confìnazione decretata dal Governo austriaco nell'anno 1841 ; 
5" Finalmente il tratto dall'incontro del fiumicello Ausa 
col canale di Mcdadola, sino al porto Buso. 

I protocolli della Commissione ed i loro estratti, an- 
nessi per copia al presente atto, dimostrano i componimenti 
e le risoluzioni della Commissione su di ciascuna delle in- 
dicate vertenze. 

Sui seguenti altri punti del confine si riconobbe la ne- 
cessità di alcuni lavori attorno agli esistenti termini e se- 
gnali, mcn chiari o non più rinvenibili, e l'utilità dell'ag- 
giunta di nuovi per meglio determinarne la traccia, e cioè: 
a) Sul lago di Garda fu accertata la convenienza di 



ITALIA E AUSTRIA 405 

procurare nel punto del confine che tocca alla riva destra 1867 
l'erezione d'un segnale ben visibile ed appariscente, e tale 
che_, congiuntamente all'altro di già esistente sulla riva 
sinistra, bastasse a rimuovere qualunque dubbio sulla se- 
parazione delle acque fra i due Stati; 

b) Nei territorii dei comuni confinanti di Malcesine e 
Brentonico, Belluno e Avio, si dimostrò la convenienza di 
ripristinare antichi termini, per meglio rimettervi la traccia 
del confine; 

e) Uguale convenienza si chiarì per il tratto di con- 
fine fra la cima degli Sparavieri e quella delle Tre Croci, 
non che per la porzione di frontiera corrispondente al 
comune italiano di Pecolaro; 

d) Nel territorio del comune di Bagnarla fu convenuta 
l'adozione d'un qualche temperamento, onde togliervi l'in- 
conveniente di una casa partita dalla linea di confine; 

e) Finalmente si ritenne necessaria l'apposizione di 
segnali a que' punti delle primarie vie di comunicazione 
che trapassano da uno Slato all'altro^ ne' quali la sepa- 
razione non risultasse manifesta dai preesistenti segni. 

La Commissione affidò a due suoi delegati, cioè per 
l'Italia il maggiore barone Mazza, per l'Austria il maggiore 
cav. Korwin, l' incarico di procedere all' eseguimento di 
codeste ultime operazioni e di quelle altre che erano di- 
venute necessarie dopo le sue deliberazioni sulle vertenze 
composte, di cui fu detto più avanti. 

I processi verbali dei predetti signori commissari dele- 
gati e l'estratto di essi, uniti per copia al presente atto, 
dimostrano l'eseguimento dato alle operazioni che loro 
vennero commesse e fanno fede de' nuovi segnali eretti 
nelle singole località. 

Sia codesti ultimi documenti, come le copie dei proto- 
colli della Commissione, di cui fu detto più sopra, coi 
disegni a corredo, sono dichiarati parte integrale del pre- 
sente atto e qui al seguito indicati: 

Copia del protocollo n" 3 della Commissione; 



406 ITALIA E AUSTRIA 

1867 Estratto del protocollo n° 12 della Commissione, con unito 
un disegno; 

Estratto del protocollo n° 15 della Commissione, con 
unito un disegno; 

Copia del protocollo no 16 della Commissione; 

Estratto del protocollo n° 19 della Commissione, con 
unito un disegno; 

Copia del protocollo no 21 della Commissione; 

Copia del processo verbale n" 5 dei commissari delegati 
alle operazioni; 

Estratto di processi verbali dei commissari slessi, con 
annessi due disegni. 

Sono pure uniti al presente atto, e dichiarati farne parte 
integrale, dieci fogli della carta speciale del Regno Lom- 
bardo-Veneto alla scala di Vseioo edita dall'Istituto geo- 
grafico dell'I, e R. Stato maggiore generale austriaco, nei 
quali è segnato, mediante una doppia linea azzurra e car- 
mina^ il tracciato generale del confine. 

La Commissione è inoltre convenuta delle seguenti di- 
sposizioni completive, le quali provvedono a particolarità 
della frontiera: 

I. — Le stipulazioni contenute nel presente atto fi- 
nale non potranno alterare, nò pregiudicare i diritti di 
proprietà, di possesso, di servitù ed altri qualunque fon- 
dati nel diritto civile a favore di persone private, di co- 
muni di altri corpi morali qualsiansi, sopra terreni ri- 
spettivamente posti oltre la convenuta linea di delimitazione. 

II. — Le precedenti disposizioni governative, i proto- 
colli ed i processi verbali di confinazione e revisione della 
frontiera, nelle varie epoche compilali, serviranno, quando 
insorga dubbio su qualche tratto del confine, quali ele- 
menti per risolverlo. 

III. — Nei corsi d'acqua di confine, il thalveg formerà 
la separazione di Stato, a meno che sia altrimenti speci- 
ficato da precedenti determinazioni governative, o che la 
pratica contraria trovisi nel fatto applicata. . 



ITALIA E AUSTRIA 407 

IV. — Nei punti dove strade pubbliche, sì nazionali 1867 
come provinciali e comunali, segnano per un qualche tratto 

il confine, l'asse della via formerà la separazione di Stato, 
qualunque possa d'altronde essere la posizione dei termini 
confinari sui cigli. . 

Codeste strade dovranno considerarsi come di uso pro- 
miscuo, ed il transito vi sarà ugualmente libero agli abi- 
tanti di ambidue gli Stali, coU'osservanza delle discipline 
da stabilirsi di concerto nei riguardi doganali. 

V. — Le agevolezze e le prescrizioni convenute nel 
secondo capoverso dell'articolo precedente, a riguardo delle 
strade di confine, saranno anche applicabili al tratto della 
strada lungo il torrente ludrio tra l'abitato di Prepotto e 
quello di Melina, non che alla comunicazione lungo il tor 
rente Ponlebbana. 

VI. — Lungo i corsi d'acqua di confine non sarà le- 
cito ad alcuna delle Parti di erigere o di permettere che 
siano eretti manufatti per regolarne il corso o per uso di 
navigazione, di fluttuazione di legnami e simili, né di re- 
care mutamento ai sussistenti destinati a tali scopi, senza 
l'adesione dell'altra Parte contraente. 

Codesta adesione si riterrà in ogni caso come accordata, 
quando, nel termine di sei settimane decorrenti dal giorno 
in cui i progetti ed i disegni delle opere saranno da una 
delle Parti stati comunicati all'altra, questa non abbia fatto 
alcun riscontro. 

VII. — Le due Parti contraenti si riservano di stabilire 
ulteriori accordi per regolare la fluttuazione dei legnami 
nei corsi d'acqua di confine che sono usufruiti ad un tale 
scopo. 

Vili. — Lungo il tratto di confine corrispondente alla 
linea segnala come provvisoria dalla Commissione mista 
italiano-illirica, e descritta nel processo verbale aperto il 
3 giugno i84I e chiuso il i2 luglio dello stesso anno, sarà 
mantenuta la condizione da questa posta, che il confine 
territoriale, ora di Stato, debba essere rispettato come li- 



408 ITALIA E AUSTRIA 

1867 mite della proprietà privata o del possesso fra i rispettivi 
comuni, salve le decisioni dei tribunali e gli speciali ac- 
cordi che intervenissero fra le Parli. 

IX. — La Commissione ha riconosciuta l'esistenza dei 
seguenti ponti sulle acque di confine: 

Un ponte di muratura attraverso al torrente Cesillay 
sulla strada che da Lamon tende a Primiero; 

Un ponte a spalle di pietra e palco di legname attra- 
verso al torrente Pontehbana, sulla strada che da Udine 
tende a Tarvis pel Canale del Ferro; 

Un ponte pure a spalle di pietra e palco di legname 
attraverso al torrente ludrio presso Brazzano, sulla strada 
che da Cividale per Gormons mette a Gorizia; 

Finalmente un ponte a palco di legname attraverso al 
Canale del Taglio, sulla strada che da San Giorgio di No- 
garo va al confine verso Cervignano. 

Essendo stato stabilito che la linea della frontiera di- 
vida nel mezzo i detti ponti, ciascuna Parte provvederà al 
mantenimento in istato di servizio della porzione che ri- 
mane sul proprio territorio, secondo le norme che in ciascun 
paese regolano una tale materia, e salvi gli speciali accordi 
intesi alla maggior facilità dell' eseguimento dei lavori. 

X. — Occorrendo in taluna località una parziale rin- 
novazione dei termini e segnali di confinazione, o qual- 
siasi lavoro di manutenzione attorno ai medesimi, le au- 
torità di confine, cui ne è affidata la custodia, dovranno, 
dietro invito di una delle Parti, accordarsi per una visita 
locale allo scopo di determinare di concerto la natura dei 
lavori da farsi, e quale delle due Parti abbia, tenuto conto 
delle maggiori facilità di eseguimento, ad assumersene l'in- 
carico. Le spese relative saranno sopportate per metà dai 
due Stati. 

Le aste ed altri segnali destinati a provvedere esclusi- 
vamente ad occorrenze del servizio doganale, non avendo 
qualità di termini di Stalo, non sono comprese nella con- 
venzione specificata col presente articolo. 



ITALIA E AUSTRIA 409 

XI. — Le spese che direltamenle s'attengono ai lavori 1867 
di confinazione fatti eseguire dalla Commissione, sia per 
l'apposizione di nuovi termini e segnali, sia per il ripri- 
stinamento degli esistenti, saranno sopportate per giusta 
metà dai due Stati, secondo la liquidazione che ne venne 
fatta dai commissari delegali alle operazioni cui i lavori 
stessi si riferiscono. 

XII. — Il presente Atto finale, che riassume i lavori 
dalla Commissione eseguiti per la ricognizione e l'accer- 
tamento della frontiera, e contiene la soluzione dei que- 
siti e delle differenze di cui ebbe ad occuparsi, è steso, 
coi disegni e documenti che l'accompagnano, per doppio 
originale e firmato da tutti i membri che la compongono. 

XIII. — Il presente Atto finale non avrà validità se non 
dopo le ratifiche dei due Sovrani. 

Queste saranno scambiate a Firenze nel termine di cin- 
que settimane decorrenti dalla data della presente Con- 
venzione. 

Fatto e chiuso a Venezia il ventidue dicembre mille ot- 
tocento sessantasette. 



C. ROBILANT. J. KiRCHSBERG. 

A. Mazza. Kopfinger. 



A. De Charbo>'Neau. Korwin. 



Ratificalo da S. M.: Firenze, 12 gennaio 1868. — Scambio 
delle ratifiche: Firenze, 17 marzo 1868. 



410 



ITALIA E FRANCIA 



XLII. 



. . J868, 21 Febbraio. 

1868 PARIGI. 

Dichiarazione scambiata tra il Governo italiano ed il Governo francese 

per estendere a tutti i sudditi rispettivi 

ogni favore e privilegio accordato ai sudditi di un altro Stato. 

Le Gouvernement de Sa Majeslé le Roi d'Italie et le 
Gouvernement de Sa Majeslé l'Empereur des Francais, dé- 
sirant faire profiler, autant que possible, et sur le pied 
d'une pai'faile égalité, leurs sujets respectifs de toule fa- 
veur ou de lout privilége accordés, dans les deux pays, 
aux nalionaux d'un autre Etat, déclarent qu'ils seront 
exempls de tout service dans l'armée, dans lannarine, dans 
la garde nationale ou dans la milicé; de toule fonction 
judiciaire ou municipale; de tout emprunt force, de toule- 
preslalion ou réquisilion militaire comme aussi de tonte 
espèce de contribulion de mème genre, en numéraire ou 
en nature, imposóe en échange d'un service personnel. 
Los stipulalions contenues dans la présenle Déclaration 
seront en vigiieur jusqu'au 29 oclobre 1873. 

En foi de quoi, les soussignés, dùment aulorisés, ont 
dressé la présente Déclaration qu'ils ont revétue du cachet 
de leurs armes. 

Fait en doublé expédition, à Paris, le 21 février 1868. 

(L. S.) NlGRA. 

(L. S.) MOUSTIER. 



Questa Dichiarazione, firmala il 21 febbraio iSC)^, era in 
massima convenula fra i due Governi fino dal 1866. 



APPENDICE 



AL PRIMO E SECONDO VOLUME 



della 



Raccolta dei Trattati e delle Conyenzioni 



I 

I 



APPENDICE 413 



1861 , 7 Gennaio e 9 Febbraio. 



TORINO. 



Scambio di Note fra S. E. il Ministro degli Affari Esteri di S. M. il 
Re d'Italia, e S. E. l' Inviato straordinario e Ministro plenipoten- 
ziario di S. M. il Re di Prussia , per la cura gratuita dei sudditi 
italiani e austriaci, alienati e indigenti, negli ospedali d'Austria 
e d'Italia. 



A Son Excellence Monsieiir le Comte Brassier de Saint-Simon, 
Envoì/é Exiraordinaire et Ministre Plénipotentiaire de S. M. 
le Roi de Prusse. 

Turin, le 25 novembre 1860. 

Vous avez bien voulu me communiquer par volre office 
du 18 octobre dernier, une dépéche du Ministère des af- 
faires étrangères à Vienne en date du 8 du méme mois , 
de laquelle il résulte que le Gouvernement imperiai consent 
à ce que la réciprocité du Iraitement gratuit qu'il avait 
proposée en faveur des aliénés indigens, s'applique aux 
individus originaires des pays annexés récemment aux Etats 
du Roi, aussi bien qu'à ceux des anciennes provinces du 
Royaume; mais il demande en méme temps qu'il soit fait 
application non-seulement aux alienés, mais aussi aux ma- 
lades indigens en general du traitement gratuit qui fait 
l'objet de l'accord projeté. 

Le Gouvernement du Roi, après avoir examiné la ques- 
tion, n'a pas liésité à donner en ce q^ui le concerne cette 



414 APPENDICE 

extension ù l'entcnte dont il s'agit; de sorte qu' il ne 
s'agirait plus maintenant que de formuler l'accord qui se 
trouve ainsi élabli en principe. 

Dans cet ctat de choses , j'ai cru convenable de faire 
préparer un projet de déclaration à échanger entre les 
Gouvernemenls de Sardaigne et d'Autriche, ainsi que le 
Gouvernement Imperiai a Lien voulu y adhérer, pour con- 
stater les points sur lesquels les deux Gouvernements se 
trouvent d'accord. 

J'ai l'honneur de vous adresser , Monsieur le Comte , 
une copie de ce projet, avec l'espoir qu'il puisse rencon- 
trei* Tassentiment du Gouvernement autrichien, et lorsque, 
comme je l'espère , V. E, sera à méme de me remettre 
une déclaration signée de S. E. monsieur le Ministre des 
affaires étrangères d'Autriche dans les termes . du projet 
ci-annexé^ j'aurai l'honneur de lui remettre en échange une 
déclaration semblable au nom du Gouvernement du Roi , 
après quoi les dispositions pourraient étre émanées directe- 
ment de part et d'autre pour l'exéculion de cet accord. 
Yeuillez agréer etc. 

Cavour. 



A Son Excellencc Monsieur le Comte de Cavour 
Ministre des Affaires Étrangères. 

Turin, le 7 janvier 1861. 

Après lui avoir communiqué le contenu de la Note que 
Votre Excellencc a bien voulu m'adresser en date du 23 
novembre de l'année dernière, le Gouvernement Imperiai 
et Royal dans sa réponse du 29 du mois dernier déclare, 
qu'après s'ètre entendu sur les principcs à suivre de la 
part des deux Gouvernements par rapport au tralteraent 



APPENDICE i \ o 

des malades originaires de l'un ou de l'aulre pays, il ne 
resterait plus maintenant qu'à formuler l'accord qui se 
trouve ainsi établi en principe. Il me charge donc de dé- 
clarer à Votre Excellence que, sous condition de récipro- 
cité, il provoquera les mesures nécessaires, afin que les 
sujets Sardes frappés dans les Etals Autrichiens d'aliéna- 
llon ou d'une autre maladie, soient soignés dans les liópi- 
laux (conformément aux régleinenls en vigueur pour les in- 
digènes), jusqu'à l'epoque où ils pourront se rapatrier sans 
courir des risques soit pour leur sanie, soit pour celle des 
autres; et que du moment où l'impossibilité de la part des 
malades ou de leurs familles de rembourser les frais de 
cure aura été constatée par des documents ofiìriels ou à 
la suite de recherches officielles, le remboursement ne sera 
plus exigible ni du Gouvernement Sarde, ni de la commune 
où le malade est domiciliò. 

Le Ministére Imperiai et Royal n'attend qu'une décla- 
ration analogue de la part du Gouvernement Sarde pour 
donner des ordres dans ce sens aux aulorilés autrichiennes 
respectives. 

Je saisis cette occasion, etc. 

Brassier de St-Simon. 



il Soìi Excellence Monsieur le Comte Brassier de St-Simon 

Envoyé Exlraordinaire et Ministre Plénipotentiaire 

de S. M. le Roi de Prusse. 

Turin, 9 février 1861. 

Par votre office du 7 janvier dernier , vous avez bien 
voulu me donner communicalion d'une dépèche du Minis- 
tèro Imperiai des affaires étrangères à Vienne, en date 
du 29 décembre 1860 qui déclare que le Gouvernement 



416 APPENDICE 

Autrichien donnera , à charge de réciprocité , les ordres 
nécessaires afin que les sujels du Roi qui seraient atleints 
sur le territoire de l'Autriche de maladies mentales ou 
autres, et qui auraient conséquemment besoin d'assistance 
et de traitement, soient soignés dans les hòpitaux autri- 
chiens de méme que les nalionaux, jusqu'au moment où 
ils pourront rentrer dans leurs pays sans danger pour leur 
sante ou pour celle des autres; que dans ces cas il ne 
sera rien reclame du Gouvernement du Roi ni de la com- 
mune d'origine de l'individu ainsi assistè, loutes les fois 
qu'il sera constate par des documents ou des déclarations 
officielles, que lui-méme ou ses parents qui lui doivcnt des 
aliments, sont dépourvus des moyens d'acquitter les frais 
qu'il a occasionnés à l'hospice. 

En prenant acte de celte déclaration du Gouvernement 
Imperiai, je m'empresse , à mon tour, de déclarer , au 
nora du Gouvernement du Roi, que les sujets autrichiens 
qui se trouvent sur le territoire des Etats de S. M. atteints 
d'aliénalions mentales ou d'autres maladies, serontrecueillis 
et soignés dans les hópilaux du pays à l'égal des natio- 
naux jusqu'à ce que ils soient en état de retourner dans 
leur pays sans danger pour eux-mèmes ou pour les au- 
tres, et que dans ces cas il ne sera rien reclame du Gou- 
vernement autrichien ou de la commune d'origine pour 
l'assistance prètée à ces malades, toutes les fois qu'il re- 
sulterà des documents ou des renseignements officiels qu'ils 
n'ont point par eux-mémes ou par les personnes qui leur 
doivent des aliments, les moyens d'acquitter les dépenses 
faites pour eux par l'hospice qui les a recueillis. 

Je dois ajouter que puisque les Communications échan- 
gées entre les deux Gouvernements constatent leur entente 
à ce sujet dès les derniers mois de l'année qui vient de 
finir, il nous paraitrait convenable de fixcr comme point de 
départ pour l'exécution de cet accord le commencement 
de l'annce 1861. Quant à sa durée, le Gouvernement du 
Roi est d'avis et propose que chacun des deux Gouver- 



APPENDICE 4 I 7 

nements reste libre d'eii faire cesser les effets moyennant 
UPx avis officiel donne à l'aiitre six mois à l'avance. 

En priant Votre Excellence de vouloir bien porler la dé- 
clafation qui précède à la connaissance du Gouvernenient 
de S. M. l'Empereur d'xVutricbe, j'aime à compier qu'Elie 
sera bientòt en mesure de m'informer que les disposilions 
nécessaires ont été données par le Gouvernement Impe- 
riai pour l'exécution de l'accord dont il s'agit , et je me 
réserve, à la reception de cet avis, de provoquer l'envoi 
immédiat d'instructions analogues aux auturités royales. 
Je saisis, etc. 

Cavour. 



Conferma della concessione del cabotaggio 

in favore delle navi italiane nei porti delle Isole Jonie , 

e dei legni jonii nei porti italiani. 

Colle Note scambiate tra l'Italia e la Gran Bretagna nel 
29 giugno, 17 e 18 luglio 1862, e già inserite a pag. ìi'S 
del primo volume della Raccolta pubblicato nel 1865, si 
pattuì la reciproca concessione del cabotaggio a favore delle 
navi italiane nei porti delle Isole Jonie, e dei legni jonii 
nei porti italiani. 

L'esercizio del cabotaggio concesso alle navi italiane, non 
è venuto a cessare per l'Unione delle Isole Jonie al Regno 
di Grecia, giacché il Trattato conchiuso a Londra il 29 marzo 
1864 per l'unione delle Isole sovradette stabilisce all'art. Ili: 

« La réunion des Iles Joniennes au Royaume Helléni- 
que n'apporterà aucun changement aux avanlages concé- 
dés au commerce et à la navigation élrangers, en vertu 
des traités et des convenlions conclus par les Puissances 
étrangéres avec Sa Majesté Britannique en sa qualité de 
Protectrice des Iles Joniennes. 
27 



418 APPENDICE 

» Tous les engagements qui résultenl des dites Iransac- 
lions, ainsi que des réglemenls y relalifs, actuellemcnt en 
vigueur, seront raaintenus et slrictemcnt observés corame 
par le passe. 

» En conséquence il est expressémenl entendu que Ics 
bàliments elle commerce ótrangers dans Ics ports joniens, 
de mème que la navigalion entre les ports joniens et ceux 
de la Grece, continueront à étre soumis au mème traite- 
ment et placés dans les mèmes conditions qu'avant la réu- 
nion des Ilcs Joniennes a la Grece, et cela jusqu'à la 
conclusioii de nouvclles Gonvenlions formelles ou d'ar- 
rangemenls destinés à régler entre les Parlies intéressées 
les queslions de commerce, de navigation , aiosi que celles 
du service régulier des Communications poslalcs. 

» Ccs nouvelles Gonventions seront conclues dans le dé- 
lai de quinze ans, ou plus tòt si faire se peut » . 






Convenzione consolare tra l'Italia e la Francia. 

Nel testo di questa Gonvcnzlonc inserita a pag. 120 del 
primo volume della Raccolta pubblicalo nel 1865, occorrono 
le seguenti rettifiche: 

All'art. II, 3" alinea, alle [>n.ro]e: Ils pomront piacer, eie, 
si sostituiscano le seguenti: Les Consuls Gcnércmx, Consuls, 
Vice-Consuls et Agents cunsulaires pourront piacer, etc. 

All'art. VIIL 2° alinea, dopo le parole: lors mème que 
lesdils actcs auraient pour ohjct de confércr hypolhèque, si 
aggiunga : sur des biens sltués sìtr le Icrrlioire de la Na- 
tion à laquelle ih appartienncnt , dans Icqucl cas, etc. 

All'art. XI, dopo le parole: laissés par les gens de mer 
et les passagers de Icur paijs, si aggiunga : qui décéderaìent 
à terre ou à hord des navires de Icur pays, soìt pendant la 
traversée, eie. 



APPENDICE 419 

Convenzione di Ginevra 

per il miglioramento delle condizioni dei militari feriti in guerra, 

conchiusa fra l'Italia e diversi Stati d'Europa. 

(Inserita a pag. 367 del 1° volume della Raccolta pubblicato nel 1865). 

Elenco degli Stati che hanno successivamente aderito 
alla Convenzione suddetta. 

Grecia. Nota del Ministro degli Affari Esteri di S. M. El- 
lenica in data d'Atene ^ gennaio 1865. Il Consiglio 
federale della Confederazione Svizzera ne dette notizia 
agli Stati interessati con Nota 27 gennaio 1865. 

Gran Bretagna. Atto d'accessione firmato a Londra il 18 
febbraio 1865 dal Ministro degli Affari Esteri di S. M. 
Britannica. — Partecipato dal Consiglio federale con 
Nota 3 marzo 1865. 

Mecklembourg-Schwerin. Atto d'accessione firmato a Schwe- 
rin il 9 marzo 1865 da S. A. il Granduca. — Parte- 
cipato dal Consiglio federale con Nota 27 marzo 1865. 

Wiìrtemberg. Atto d'accessione firmato a Stullgart il 2 giugno 
1866 dal Ministro degli Affari Esteri '^Ji S. M. il Re 
del Wiirtemberg. — Partecipato dal Consiglio federale 
con Nola 19 giugno 1866'. 

Assia-Darmstadt. Atto d'accessione firmato a Darmstadt il 
22 giugno 1866, dal Ministro degli Affari Esteri di 
S. A. il Granduca d'Assia-Darm.stadt. — - Partecipato 
dal Consiglio federale con Nota 11 luglio 1866. 

Austria. Atto d'accessione firmato a Vienna il 21 luglio 
1866 dal Ministro degli Affari Esteri di S. M. A. — 
Partecipato dal Consiglio federale con Nota 30 lu- 
glio 1866. 

Portogcdlo. Atto d'accessione firmato a Lisbona il 9 ago- 
sto 1866 da S. M. F. il Re di Portogallo e delle Al- 
garvie. — Partecipato dal Consiglio federale con Nota 
10 settembre 1866. 



420 APPENDICE 

Sassonia. Atto d'accessione firmato a Dresda il 25 ottobre 
18G6 da S. M. il Re di Sassonia. — Partecipato dal 
Consiglio federale con Nota 18 dicembre 1866. 

Russia. Atto d'accessione firmato a Pietroburgo il H maggio 
1867, dal Ministro degli Affari Esteri dell'Impero di 
Russia. — Partecipato dal Consiglio federale con Nota 
22 luglio 1867. 

Stato Pontificio. Atto d'accessione del Governo Pontificio, 
firmato a Lucerna il 9 maggio 1868, dall'Incaricato d'af- 
fari della S. S. presso la Confederazione Svizzera. — 
Partecipato dal Consiglio federale con Nota 13 mag- 
o-io 1868. 



Trattato d'Amicizia, Commercio e Navigazione 
tra l'Italia e la China. 

Nel testo di questo Trattato inserito a pagina 207 del 
secondo volume della Raccolta, occorrono le seguenti ret- 
tifiche : 

All'art. XXXVII, 5° alinea, invece di cinquanta taels deve 
leggersi cinquecento taels, ed al N" 162 della tariffa d'es- 
portazione (pag. 2-40) invece di 2 mace e 5 conlarini deve 
leggersi 2 taels e 5 mace. 

Questi due errori di copia, occorsi nella traduzione del 
testo italiano, furono rettificali in un Processo verbale fir- 
mato dai Plcnipotenziarii italiano e cliinese al momento 
dello scambio delle ratifiche. 



SOllMRIO AMLITICO DEI BOClillE\TI 

COMPRESI 

NELLA 

RACCOLTA DEI TRATTATI E DELLE CONVENZIONI 

CONCHTUSE 

FRA 

IL REGNO D'ITALIA ED I GOVERNI ESTERI 

fino al Gennaio 1838 

per ordine alfabetico degli Slati ai quali si riferiscono 



AUSTRIA. 

SCAMBIO DI NOTE . . . Torino, 7 gennaio e 9 febbraio 1861 II. 413 
per la cura gratuita dei sudditi Italiani ed Austriaci am- 
malati ed indigenti negli spedali d'Austria e d'Italia. 

TRATTATO generale Bruxelles, 16 luglio 1863 I. 299 

pel riscatto del pedaggio sulla Schelda (in francese). V. 
Belgio. 

CONVENZIONE telegrafica internazionale 

Parigi, 17 maggio 1865 II. 23 

(in francese). V. Francia. 

CONVENZIONE Tangeri, 31 maggio 1865 II. 55 

per l'amministrazione ed il mantenimento di un faro al 
Capo Spartel (in francese). V. Marocco. 

ATTO pubblico della navigazione del Basso Danubio . . 

Galalz, 2 novembre 1865 lì. 64 

(in francese). V. Turchia. 

TRATTATO di pace Vienna, 3 ottobre 1866 II. 193 

tra l'Italia e l'Austria. 

I. Pace ed amicizia. — II. Prigionieri di guerra. — 
III. Cessione del Regno Lombardo-Veneto. — IV. Deli- 
mitazione dei confini. — V. Evacuazione del territorio. 



422 INDICE DEI DOCUMENTI 

— VI. Carichi assunti dal Governo italiano. — VII. Com- 
missione incaricala della liquidazione. — Vili. Contralti 
stipulati dall'Amminislrazione austriaca. — IX. Somme 
versate a titolo di cauzione, deposilo o c.onsegna. — 
X, XI, XII e XIII. Strade ferrate. — XIV. Facoltà di 
ritirarsi e d'esportare i beni mobili. — XV. Impiegati 
civili e militari. — XVI. Ufficiali d' origine italiana al 
servizio austriaco. — XVII. Pensioni civili e militari. 

— XVIII. Archivi. — XIX. Facilitazioni doganali. — XX 
e XXI. Conferma dei Trattati e delle Convenzioni ante- 
^^joi-i. — XXII. Reintegrazione dei Principi di Casa d'Austria 
nel possesso dei loro beni, — XXIII. Amnistia. — XXIV. 
Ratifiche. — Articolo addizionale. 

CONVENZIONE speciale telecrafica 

Vienna, 16 febbraio 1867 II. 262 

ira l'Italia e l'Austria. 

Sommario. — I. Linee destinate al servizio telegrafico 
internazionale. — II. Uffici destinali al servizio del de- 
posito. — III e IV. Tasse. — V. Tassa di transito. — 

VI. Dispacci meterologici e di pubblico interesse. — 

VII. Saldo dei conti. — Vili. Durata e ratifiche. 

ARTICOLI Parigi, 8 aprile 1867 II. 28i- 

addizlonali alla Convenzione telegrafica internazionale del 
17 maggio 1865 (in francese). V. Francia. 

CONVENZIONE postale Firenze, 23 aprile 1867 IL 286 

ira l'Italia e V Austria. 

Sommario. ■ — I. Cambio di pieghi chiusi. — IL Mezzi di 
trasporto. — III. Spese di trasporlo. — IV. Francatura 
facoltativa. — V e VI. Tasse. — VII. Peso delle lettere. — 
Vili. Prodotto delle tasse. — IX. Lettere raccomandate. — 
X. Perdila delle lettere raccomandate. — XI. Lettere assi- 
curale. — XII. Prodotto delle tasse delle lettere assicurate. 

— XIIL Dichiarazione dei valori. — XIV. Maximum del 
peso. — XV e XVI. Perdita delle lettere assicurate. — 
XVII. Ricevuta. — XVIII. Avviso di ricevimento. — XIX e 
XX. Campioni e prove di stampa. — XXI. Prodotto delle 



PER ORDINE ALFABETICO DI STATI 427 

tasse di francatura dei campioni e prove di stampa. — 
XXII. Corrispondenza fra le Amministrazioni dei due Stati. 

— XXIII. Francobolli. — XXIV. Francatura insufllciente. 

— XXV. Corrispondenze mal dirette. — XXVI. Rinvio 
di corrispondenze. — XXVII. Lettere contenenti oggetti 
preziosi. — XXVIII. Corrispondenze esenti da lassa. — 
XXIX. Vaglia postali. — XXX, XXXI e XXXII. Trasporto dei 
pieghi chiusi. — XXXIII. Conti mensili. — XXXIV. Dispo- 
sizioni d'ordine. — XXXV. Durata. — XXXVI. Ratifiche. 

TRATTATO di commercio e navigazione 

Firenze, 23 aprile 1867 II. 298 

tra l'Italia e l'Austria. 

Sommario. — I. Libertà di commercio, navigazione e 
residenza. — II. Esercizio d'industrie, mestieri_, ecc. — 
III. Esenzioni. — IV. Diritto di possedere e disporre di 
ogni sorta di beni. — V. Libertà di regolare gli aflari, 
scegliere agenti, adire i tribunali. — VI. Obbligo di non 
portare impedimento al commercio reciproco; eccezioni. 

— VII. Tratlamenlo di favore pei diritti d'importazione, 
ed esportazione e pel transito; eccezioni. — Vili. Impor- 
tazioni. — IX. Esportazioni; esenzione dai dazi di tran- 
sito. — X. Merci esenti da ogni dazio d'entrala ed u- 
scita. — XI. Operazioni doganali, — XII. Imposte in- 
terne. — XIII. Oggetti in metalli preziosi. — XIV. Mi- 
sure per reprimere il contrabbando. — XV. Diritto di 
scalo e di trasbordo. — XVI. Diritto di proprietà sulle 
marche di fabbrica e di commercio. — XVII. Parifica- 
zione delle bandiere. — XVIII. Nazionalità e capacità 
dei bastimenti; trattamento di favore loro concesso; ec- 
cezione. — XIX. Parificazione dei rispettivi bastimenti 
per l'importazione, esportazione, transito, ecc. — XXI e 
XXII. Vie di comunicazione per acqua e per terra. — 
XXIII e XXIV. Strade ferrate. — XXV. Diritto di nomi- 
nare Consoli. — XXVI. Protezione reciproca dei diritti 
d'autore. — XXVII. Durala. — XXVIII. Ratifiche. 

Articoli addizionali. 



42 i INDICE DEI DOCUMENTI 

Tariffa A annessa all'art. Vili. Dazi per l'importazione 
dall'Austria in Italia. — Tariffa B annessa all'art. YIII. 
Dazi per l'importazione dall'Italia in Austria. — • Tariffa C 
annessa all'art. IX. Dazi per l'uscita dall'Italia. 
CARTELLO Doganale fra l'Italia e l'Austria. 

Sommario. — I. Obbligo d'impedire e punire le con- 
travvenzioni a danno dell'altro Stalo. — II. Obbligo dei 
rispettivi funzionari d'impedirle e denunciarle. —III. Ob- 
bligo delle autorità di finanze d'avvisarsi delle recipro- 
che contravvenzioni. — IV. Ispezione dei registri ed 
altri documenti. — V. Diritto di prender cognizione del 
reciproco trattamento degli affari. — VI. Sussidio scam- 
bievole dei rispettivi funzionari. — VII. Custodia delle 
merci estere non sdaziate. — Vili. Misure per accer- 
tare i contrabbandi commessi o tentati a danno dell'altro 
Stato. — IX. Servizio di vigilanza sul lago di Garda. — 
X. Associazioni per contrabbando. — XI. Merci di vie- 
tata importazione o di vietato transito, ecc. — ^ XII. Svin- 
colamento di cauzione , ecc. — XIII. Norme riferibili 
agli articoli XI e XII. — XIV. Pene pei contravventori. 

— XV. Forza probatoria delle disposizioni, — XVI. Spese. 

— XVII. Somme ricavate. — ■ XVIII. Cessazione dei pro- 
cessi. — XIX. Atti d'instruzione giudiziaria da eseguirsi 
a richiesta dell'altro Stato. — XX. Dilucidazioni. 

CONVENZIONE concernente il movimento sulle strade fer- 
rate liei punti di congiunzione al confine italo-austriaco, 
e r attivazione d'uffici misti di dogana e d'ordine pubblico 
nelle stazioni internazionali di ricambio. 

Sommario. — I. Sede degli uffici riuniti. — II. Obbligo 
di costruire e mantenere i locali per gli uffici misti (in- 
ternazionali). — III-XIX. Servizio delle strade ferrate. — 
XX. Servizio doganale. — XXI. Locali per il disimpegno 
delle operazioni doganali. — XXII. Strade ferrate con- 
siderate come strade doganali. — XXIIl. Visita doganale. 

— XXIV. Diritti e doveri degl'impiegati dei rispettivi 
uffici riguardo alle vicendevoli pratiche d'ufficio. — 



PER ORDINE ALFABETICO DI STATI 425 

XXV. Norme per le pratiche doganali concerncnli il 
traffico sulle strade ferrate. — XXVI. Sorveglianza di 
polizia ai confini dei due Slati. Disposizioni gene- 
rali. — XXVII. Sull'adempimento degli obblighi che in- 
combono alle Amministrazioni delle strade ferrate a 
tenore dell'art. JI. — XXVIII e XXIX. Rapporto fra lo 
Stato nel cui territorio è collocata la stazione interna- 
zionale di ricambio e gli uffizi collocati nel territorio 
estero. 

NORME DOGANALI relative al traffico sulle ferrovie che con- 
giungono l'Italia con V Austria. 

Sommario. — I, li, III, IV, V, VI e VII Convogli-merci. 
— Vili, IX, X, XI e XII. Convogli-passeggieri. — XIII, 
XIV, XV, XYI, XVII, XVIII e XIX. Disposizioni generali. 
Protocollo. 

Protocollo finale. — Estensione del Trattato al Prin- 
cipato di Lichtenstein. — Avvertenze agli articoli I, II, 
IV, VI, VII, Vili, X, XI, XVII, XVIII e XXI del Trattato 
di commercio; VII e XVIII del Cartello doganale e V 
della Convenzione postale. — Moduli. 

TRATTATO Londra, 11 maggio 1867 II. 355 

che regola la situazione 'politica del Gran-Ducato di Lus- 
semburgo (in francese). V. Paesi Bassi. 

DICHIARAZIONE ministeriale 

Firenze e Vienna, 21 giugno ed 11 luglio 1867 II. 362 

scambiata tra l'Italia e l' Austria relativa alla corrispon- 
denza in materia di rogatorie, fra i Tribunali finitimi dei 
due Stati. 

ATTO FINALE DI GONFiNAZiONE . . Venezia, 22 dicembre 1867 II. 401 
tra l'Italia e l'Austria. 

I. Diritti di proprietà ecc., sui terreni rispettivamente 
posti oltre la linea di delimitazione. — II. Disposizioni 
antecedenti. — III. Thalweg. — IV e V. Strade pub- 
bliche. — VI. Divieto di erigere costruzioni lungo i 
corsi d'acqua di confine. — VII. Riserva d'ulteriori ac- 
cordi. — VIII. Tratto di confine corrispondente alla li- 



426 INDICE Dt[ DOCLMF.NTE 

nea segnata dalla Commissione italo-illirica (1841). — 
IX. Ponti. — X, Rinnovazione e manutenzione dei se- 
gnali di confine. — XI. Riparto delle spese pei lavori 
di confinazione. — XII. Redazione dell'Alto. — Xlll. Va- 
lidità e ratifiche. 

AVAIANE (ISOLE). 

TRATTATO d'amicizia, di commercio e di navigazione . . 

Parigi, 22 luglio 1863 I. 3i2 

tra il Regno d'Italia ed il Regno delle Isole Avajane. 

Sommario. — I. Pace ed amicizia. — II. Libertà di 
commercio e di navigazione. — III. Trattamento dei cit- 
tadini di un paese risedenti nell'altro. ■ — IV. Prolezione 
alle persone ed alle proprietà. — V. Servizio militare. 

— VI. Indennità per sequestri. — VII. Libertà di co- 
scienza. — Vili. Diritto di proprietà. — IX. Parificazione 
delle bandiere. — X. Diritti di porto. — XI. Polizia dei 
porti. — Xll. Rilascio forzato. — • Xlll. Navi da guerra 
e legni balenieri. — XIV. Importazioni. — XV. Espor- 
tazioni. — XVI. Carico e scarico. — XVII. Diritti di cu- 
stodia, ecc. — XVIIl. Trasbordi. — XIX. Transito. — 
XX. Trattamento della Nazione più favorita. — XXI. Con- 
soli. — XXII. Immunità e privilegi loro. — XXllI. Di- 
sertori. — XXIV. Naufragii. — XXV. Bastimenti catturati. 

— XXVI. Mediazione in caso di guerra. — XXVII. Du- 
rata. — XXVllI. Ratifiche. 

xVrlicoIo addizionale al Trattato di commercio e navi- 
gazione conchiuso tra il Regno d'Italia ed il Regno Ava- 
jano il 22 luglio 1863. 

Trattamento della Nazione più favorita. — Dichiara- 
zione del Congresso di Parigi del 16 aprile 1856. 

BADEN. 

CONVENZIONE Ginevra, 22 agosto 1864 L 367 

pel miglioramento delle condizioni dei militari feriti in 
guerra (in francese). V. Svizzera. 



PER ORBINE ALFABETICO DI STATI 427 

CONVENZIONE telegrafica internazionale 

Parigi, i7 maggio 1865 H. 2-2 

(in francese). V. Francia. 
TRATTATO di commercio . . . Berlino, 31 dicembre 1805 II. 125 

conchiuso fra l'Italia, la Prussia, la Baviera, la Sassonia, 

il Ch^anducato di Baden e gli altri Stati dello Zollverein. 

V. Zollverein. 
DICHIARAZIONI ministeriali 11 dicembre 1866 II. 201- 

per l'esenzione dei sudditi rispettivi dagl' imprestiti for- 
zosi (in francese). 
CONVENZIONE Firenze, 30 marzo 1867 II. 265 

tra l'Italia ed il Gran Ducato di Baden per la reciproca 

estradizione dei malfattori. 
Sommario. — I. Consegna reciproca. — II. Reali clie 

danno luogo all'estradizione. — III. Delitti politici. — 

IV. Prescrizione. — V. Nazionali. — VI. Stranieri. — 
VII. — Reati commessi nel paese dove il malfattore si 
è rifugiato. — VIII. Impegni particolari. — IX. Docu- 
menti in appoggio alla domanda d'estradizione. — X. Casi 
urgenti. — XI, Oggetti rubati. — XII. Spese dell'estra- 
dizione. — XIII, XIV, XV e XVI. Atti d'instruzionc giu- 
diziaria. — XVII. Durata e ratificbe. 

ARTICOLI Parigi, 8 aprile 1867 II. 284 

addizionali alla Convenzione telegrafica internazionale del 
17 maggio 1865 (in francese). V. FrxVngia. 

BAVIERA. 

CONVENZIONE telegr.\fica intern.\zionàle 

Parigi, 17 maggio 1865 II. 22 

(in francese). V. Francia. 
TRATTATO di commercio . . . Berlino, 31 dicembre 1865 H. 1-25 

conchiuso fra l'Italia, la Prussia, la Baviera, la Sassonia 

il Granducato di Baden e gli altri Slati dello Zollverein. 

V. Zollverein. 

DICHIARAZIONI ministeriali 16 novembre 1866 H. 204 



428 INDICE DEI DOCUMENTI 

per l'esenzione dei sudditi rispettivi dag l'imprestiti for- 
zosi (in francese). V. Prussia. 

ARTICOLI Parigi, 8 aprile 1867 II. 284 

addizionali alla Convenzione telegrafica internazionale del 
17 maggio 1865 (in francese). V. Francia. 

DICIIIARAZKDNI ministeriali . . Firenze, 20 ottobre 1867 II. 397 
tra l'Italia e la Baviera relativa al rimpatrio dei sudditi 
7ispettivi. 

BELGIO. 

CONVENZIONE POSTALE . . Bruxelles, 23 dicembre 1862 I. 71 
fra l' Italia ed il Belgio (in francese). 

Sommario. — I. Scambio di corrispondenze. — II. Vie 
di transito. — III e IV. Riparto delle spese. — V. Tassa 
delle lettere. — VI. Affrancamento facoltativo. — VII. Am- 
montare delle tasse. — Vili. Campioni. — IX. Lettere rac- 
comandale. — X, XI e XII. Stampati. — XIII. Campioni assi- 
milali agli stampati. — XIV e XV. Rimborsi reciproci. — 
XVI. Eventuale elevazione delle tasse nei paesi intermedi. 

— XVII. Francobolli. — XVIII. Corrispondenza di tran- 
sito. — XIX. Lettere rifiutate. — XX. Esenzione da ogni 
sopratassa. —XXI. Ricevute. — XXII. Indennità per di- 
spersione di lettere raccomandate. — XXIII. Corrispon- 
denze mal dirette. — XXIV. Disposizioni relative alle let- 
tere e stampati rifiutati. — XXV. Inammissibilità di let- 
tere contenenti valori. — XXVI. Vaglia postali. — XXVII. 
Uffici incaricati della trasmissione dei vaglia. — XXVIII. 
Norme di contabilità. — XXIX. Abrogazione di conven- 
zioni anteriori. — XXX. Durata. — XXXI. Ratifiche. 

TRATTATO di commercio e di navigazione 

Torino, 9 aprile 1863 I. 245 

tra r Italia ed il Belgio (in francese). 
Sommario. — I. Libertà di commercio e di residenza. 

— IL Libertà nella scella di agenti. — III. Diritto di pro- 
prietà. — IV. Società commerciali. — V. Servizio mi- 
litare. — VI. Assimilazione delle due bandiere. — 'VII. Di- 



PER ORDINE ALFABETICO D[ STATI 429 

ritti di tonellaggio, di porto ecc. — VITI. Esenzioni da 
questi diritti. — IX e X. Disposizioni relative al pedaggio 
sulla Schelda. — XI. Polizia dei porli. — XII. Importa- 
zione ed esportazione, premii e favori*. — XIII. Pesca e 
sali di Francia. — XIV. Deposito, transito e riosporta- 
zione. — XV. Scaricamento parziale. — XVI. Transito. — 
XVII. Cabotaggio. — XVIII. Norme per la percezione dei 
diritti doganali.— XIX. Prodotti del suolo. Trattamento 
della nazione più favorita. — XX. Modificazioni alla tariffa 
franco-belga. — XXI. Commessi viaggiatori. — -XXII. Cam- 
pioni ammessi in francliigia. — XXIII e XXIV. Marche di 
fabbrica e di commercio. — XXV. Consoli, cxequatur. 
— XXVI. Trattamento della nazione più favorita riguardo 
ai privilegi consolari.— XXVII. Disertori. — XXVIII. Navi 
predate. — XXIX. Naufragii ed avarie. — XXX. Durata. — 
XXXI. Ratifiche. 

TRATTATO generale Bruxelles, 1G luglio 1863 I. 299 

tra il Belgio , l'Italia ed altri Stati pel riscatto del pe- 
daggio sulla Schelda (in francese). 

Sommario. — I. Conferma del Trattato 12 maggio 1863 
concluso tra il Belgio e l'Olanda, e della dichiarazione 
olandese del 15 luglio 1863. — II. Dichiarazione del Re 
dei Belgi. — III. Impegni assunti dal Belgio circa i di- 
ritti di tonnellaggio, pilotaggio e locali della città di 
Anversa. — IV. Riparto delle somme da pagarsi dalle 
varie Potenze al Re dei Belgi per loro quota-parte nel 
capitale di riscatto del pedaggio sulla Schelda. — V. Modo, 
luogo ed epoca del pagamento. — VI. Esecuzione degli 
impegni assunti. — • VII. Interpretazione dell'articolo III. 

— Vili. Ratifiche. 

Trattato del 12 maggio 1863 tra il Belgio ed i Paesi 
Bassi annesso al Trattato generale del 16 luglio 1863. 
I. Indennità al Re d'Olanda per rinunzia ai diritti di na- 
vigazione sulla Schelda. — II. Pagamento delle indennità. 

— III. Cessazione del pedaggio. — IV. Riserve. — V. Ri- 
duzione dei diritti di pilotaggio. — VI. Ratifiche. 



430 INDICE DEI DOCUMENTI 

Protocollo annesso al Trattato del IG luglio 1863. 
Dichiarazioni del Plenipotenziario olandese. 

CONVENZIONE Ginevra, 22 agosto 1864 I. 367 

pel miglioramento delle condizioni dei militari feriti in 
guerra (in francese). V, Svizzera. 

CONVENZIONE telegrafica internazionale 

Parigi, 17 maggio 1865 II. 22 

(in francese). V. Francia 

CONVENZIONE Tangeri, 31 maggio 1865 II. 55 

per l'amministrazione ed il mantenimento di un faro al- 
Capo Spartel (in francese). V. Marocco. 

DlCIIIAPiAZIONE Parigi, 6 dicembre 1865 11. 117 

concernente la tariffa pel cambio delle corrispondenze te- 
legrafiche tra V Italia, i Paesi-Bassi e il Belgio (in francese). 

CONVENZIONE monetaria. . . . Parigi, 23 dicembre 1865 II. 118 
(in francese). V. Francia. 

ARTICOLI Parigi, 8 aprile 1867 II. 284 

addizionali alla Convenzione telegrafica internazionale del 
17 maggio 1865 (in francese). V. Francia. 

TllATTATÒ Londra, 11 maggio 1867 IL 355 

che regola la situazione politica del Gran-Ducato di Lus- 
semburgo (in francese). V. Paesi Bassi. 

BRASILE. 

CONVENZIONE consolare . . Rio Janeiro, 4 febbraio 1863 I. 231 
tra V Italia ed il Brasile. 

Sommario. — I. Stabilimento di consoli. — II. Privi- 
legi ed immunità. — III. Archivi consolari. — IV. Picclaini. 

— V. Nomina di vice-consoli ed agenti consolari. — 
VI. Attribuzioni. — VII. Successioni. — Vili e IX. Polizia 
dei porti. — X. Disertori. — XI. Avarie. — XII. Naufragii. 

— XIII. Trattamento della nazione più favorita. — XIV. 
Trattamento na/.ionale reciproco pei navigli. — XV. Du- 
rala e ratifiche. 

TRATTATO generale Bruxelles, 16 luglio 1863 I. 299 



i 



PER ORDINE ALFABETICO DI STATI 431 

pel riscalto del pedaggio sulla Schelda (in francese). V. 
Belgio. 
CONVENZIONE postale . .Rio Janeiro, G settembre 18G3 li. i2 
tra riialia e il Brasile. 

Sommario. — I e II. Scambio di corrispondenze. — 
III e IV. Spese di transito e trasporto. — V. AlTranca- 
raento facoltativo. • — VI. Tassa delle lettere ordinarie. 

— VII. Tassa delle lettere raccomandate. — Vili. Tassa 
. delle mostre e dei campioni. — IX, X e XI. Stampati. 

— XII. Francobolli. — XIII. Conteggio fra i due Stati. 

— XIV. Corrispondenza originaria o a destinazione degli 
Stati esteri. — XV. Esenzione da sovratasse. — XVI. Ri- 
cevuta delle lettere raccomandate e perdita delle me- 
desime. — XVII. Lettere mal dirette. — XVIII e XIX. Cor- 
rispondenza amministrativa ed uffizi per lo scambio della 
medesima. — XX e XXI. Durala e ratifiche. 

CHILI. 

TRATTATO generale Bruxelles, 16 luglio 1863 I. 299 

pel riscatto del pedaggio sulla Schelda (in francese). V. 
Belgio. 

CHINA. 

TRATTATO d'amicizia, commercio e navigazione 

Pekino, 20 ottobre 1866 n. 207 

tra l'Italia e la China. 

Sommario. — I. Pace ed amicizia. — II, III, IV, V e VI. 
Agenti diplomatici; loro privilegi ed immunità. — VII. Con- 
soli. — Vili. Libertà di culto. — IX. Libertà di viao- 
giare. — X. Forma delle corrispondenze. — XI. Porti 
aperti al traffico. — XII. Libertà di far contratti per i 
terreni o per le costruzioni. — XIII. Libertà di pren- 
dere al servizio sudditi chinesi. — XIV. Libertà di no- 
leggiare barche e giunche. — XV, XVI e XVII. Giu- 
risdizione. — XVIII e XIX. Protezione delle persone e 



432" INDICE DEI DOCUMENTI 

proprietà. — XX. Naufragii ed incagli. — XXI. Caso di 
guerra tra la China ed un altro Stato. — XXII. Con- 
segna dei malfattori e marinai disertori. — XXIII. De- 
bitori insolventi. — XXIV e XXV. Diritti d'importazione 
ed esportazione. — XXVI. Revisione della tariffa. — 
XXVII. Diritto di transito. — XXVIII, XXIX e XXX. Di- 
ritti di tonellaggio. — ■ XXXI. Costruzione dei fari o 
segnali a terra. — • XXXII. Pagamento dei diritti. — 
XXXIII. Pesi e misure. — XXXIV. Piloti e diritto di pi- 
lotaggio. — XXXV. Custodia delle navi in porto. — 
XXXVI. Presentazione delle carte di bordo e del mani- 
festo. — XXXVII. Confisca delle merci sbarcate senza 
autorizzazione. — XXXVIII. Imbarco o sbarco di merci. 

— XXXIX. Trasbordi. — XL. Licenza d'uscire dal porto. 

— XLI e XLII. Valutazione delle merci. — XLIII. Merci 
guaste avariate. — XLIV. Navigazione di costa. — 
XLV. Riesportazione. — • XLVI. Misure per impedire 
la frode e il contrabbando. — XLVII. Proibizione di 
trafìflcare fuori dei porti designati. — XLVIII. Contrab- 
bando. — XLIX. Multe. — L. Comunicazioni ufficiali. — 
LI. Inibizione del carattere chinese J. — LII. Navi da 
guerra. — LUI. Repressione della pirateria. — LIV. Trat- 
tamento di favore. — LV. Ratifiche. 

Regolamenti commerciali annessi al Trattato. 
Regolamento Primo: Merci non specificate nella ta- 
riffa. — Regolamento Secondo: Articoli esenti da diritto. 

— Regolamento Terzo: Merci proibite. — Regolamento 
Quarto: Pesi e misure. — Regolamento Quinto: Ecce- 
zioni relative all'importazione ed all'esportazione di al- 
cuni articoli. — Regolamento Sesto: Doveri delle navi 
che entrano in porto. — Regolamento Settimo: Diritto 
di transito. — Regolamento Ottavo: Commercio estero 
con passaporto. — Regolamento Nono: Sistema unico 
di riscossione dei diritti per tutti i porti. — TarilTa an- 
nessa al Trattato. 

Rettifiche al Trattato suddetto IL 420 



PER ORDINE ALFABETICO DI STATI 433 

CITTÀ ANSEATICHE. 

DICHIARAZIONI ministeriali Brema, 19 ottobre, IL 204 

Lubecca, 20 ottobre; Amburgo, 22 ottobre 1866, per Te- 
senzionc dei sudditi rispettivi dagV imprestiti forzosi (in 
francese). 

CONFEDERAZIONE GERMANICA DEL NORD. 

COiNVENZIONE Firenze, 14 ottobre 1867 II. 379 

di navigazione fra l'Italia e la Confederazione Germanica 
del Nord (In francese). 

I. Assimilazione per il pagamento dei diritti. — II. As- 
similazione per la concessione dei privilegi. — III. Na- 
zionalità dei bastimenti; percezione dei diritti. — IV. Im- 
portazione ed esportazione. — V. Importazione in uno 
dei due Stati coi bastimenti dell'altro. — • VI. Esporta- 
zione da uno dei due Slati coi bastimenti dell'altro. — 

VII. Commercio di scalo. — Vili. Rilascio forzato. — 
IX. Facoltà di nominare Consoli, e loro trattamento al paro 
di quelli della nazione più favorita. — X. Marinai diser- 
tori. — XI. Investimenti e naufragii. — XII. Favori con- 
cessi a paesi terzi. — XIII. Diritto d'accessione agli Stati 
dello Zollverein. — XIV. Durata e ratifiche. — Protocollo. 

COSTARICA. 

TRATTATO d'amicizia, di commercio e di navigazione . . 

San José di Costarica, 14 aprile 1863 I. 258 

tra il Regno d' Italia e la Repubblica di Costarica. 

Sommario. — I. Pace ed amicizia. — II. Diritto di pro- 
prietà. — III. Protezione, libertà di residenza e di com- 
mercio. — IV. Trattamento reciproco dei cittadini, ser- 
vizio militare. — V. Caso di guerra. — VI. Trattamento della 
nazione più favorita. — VII. Indennità per embargo. — 

VIII. Importazioni ed esportazioni, trattamento della na- 
zione pili favorita. — IX. Abolizione di monopolii e pri- 
vilegi. — X. Diritti di porto. — XI. Approdo forzato. — 

28 



431 INDICE DEI DOCUMENTI 

XII. Naufragio. — XIII. Parificazione delle bandiere. — 
XIV. La bandiera copre la merce. — XV. Trattamento 
della nazione più favorita per le navi da guerra. — XVI. 
Consoli. — XVII e XVIII. Loro trattamento. — XIX. Ar- 
chivi consolari. — XX. Attribuzioni dei Consoli. — XXL 
Successioni. — XXII e XXllI. Polizia dei porli. — XXIV. 
Disertori. — XXV. Contestazioni per avarie ecc. — XXVI. 
Trattamento della nazione più favorita. — XXVII. Durala. 

— XXVIII. Ratifiche. 

Processo verbale di scambio delle ralitlche 

Interpretazione dell'ari. XIV. 

DANIMARCA. 

TRATTATO di commercio e navigazione 

Torino, V maggio 1864 L 352 

tra l'Italia e la Danimarca (in francese). 

Sommario. — I. Tratlamenlo delle navi. — IL Condi- 
zioni. — III. Polizia dei porti. — IV. Carico e scarico 
parziale. — V. Approdo forzato. — VI. Imporlazioni ed 
esporlazioni. — VII. Abolizione di ogni priorità e pre- 
ferenza nel commercio. — Vili. Cabotaggio. — IX e X. 
Trattamento della Nazione più lavorila. — XI. Consoli. 

— XII. Successioni. — XIII. Durala. — XIV. Ratifiche. 
TRATTATO generale Druxollcs, 16 luglio 4863 I- ^99 

pel riscatto del pedaggio sulla Schelda (in francese). V. 
Belgio. 

C0NVEX7J0NE Ginevra, 22 agosto 1864 L 367 

pel miglioramento delle condizioni dei militari (eriti in 
guerra (in francese). V. Svizzera. 

CONVENZIONE telegrafica internazionale (in francese). 

V. Francia Parigi, 17 maggio 1865 IL 22 

ACCETTAZIONE Parigi, 31 maggio 1865 IL 53 

per parte dell' Italia dell' Atto d' accessione della Danimarca 
alla Convenzione del 16 maggio 1804, fra l'Italia ed altri 
Stati, per lo stabilimento di una linea telegrafica trans- 
atlantica. 



r-ER O.DINE ALFABETICO DI STATf 435 

ARTICOLI Parigi, 8 aprile 1867 IL 284 

addizionali alta Convenzione telegrafica intemazionale del 
17 maggio 1865 (in francese). V. Fraivcia. 

FRANCIA. 

CONVENZIONE Parij:i, 7 inaggio 1862 I. 86 

tra Vllatia e la Francia relativa alle strade ferrate in- 
ternazionali (in francese). 

Sommario. — I. Ripartizione delle spese pel tronco 
Modane e Siisa. — IL Ripartizione dei lavori da ese- 
guirsi. — IH. Galleria del Cenisio. — IV. Spese pel tra- 
foro del Cenisio. — V, VI e VII. Condizioni. — VIII. Pro- 
prietà del Governo francese. — IX. Visite di commis- 
sari francesi. — X. Dogana, polizia, esercizio. — XI, XII 
e XIII. Guarentigia alla Società Vittorio Emanuele. — 

XIV. Facoltà di procedere a nuove Convenzioni. — 

XV. Spese di sorveglianza. — XVI. Strada ordinaria da 
Saint-Jean de Maurienne a Susa. — XVII e XVIII. Cau- 
zioni. — XIX. Ferrovia da Tolone a Nizza. — XX. Punto 
di congiunzione. — XXL Tempo nel quale deve compiersi 
la ferrovia. — ■ XXII. Larghezza della strada ecc. — 
XXIII. La ferrovia sarà ad un solo binario. — XXIV. Sta- 
zione di Ventimiglia. — XXV. Polizia e dogana. — 
XXVI. Segnali. — XXVIL Tariffe. — XXVIII. Compensi. 

— XXIX. Clausola risolutiva. — XXX. Ratifiche. 
CONVENZIONE di navigazione . . Parigi, 13 giugno 1862 I. 97 

Ira l'Italia e la Francia (in francese). 

Sommario. — I. Libertà di commercio e navigazione. 

— IL Assimilazione dei diritti di porto per le prove- 
nienze dirette. — IH. Collocamento delle navi. — IV. Pa- 
rificazione delle bandiere. — V, VI e VII. Importazione 
ed esportazione. — Vili. Eccezione per la pesca. — 
IX. Scali. — X. Spedizionieri. — XI. Casi di esenzione 
dei diritti di tonnellaggio e di spedizione. — XII. Ca- 
botaggio. — XIII. Navi italiane provenienti dni possessi 
inglesi in Europa. — XIV. Provenienza di Algeri e vi- 



436 INDICE DEI DOCUMENTI 

ceversa. — XV. Favori concessi ai terzi. — XVI. Appro- 
vazione del Parlamenlo italiano. ~ XVII, XVIII e XIX. Du- 
rata, esecuzione e Ratifiche. 

CONVENZIONE Torino, 29 giugno 1862 I. Ili 

tra r Italia e la Francia per la reciproca guarentigia della 
proprietà letteraria ed artistica (in francese). 

Sommario. — I. Proprietà letteraria ed artistica. — 
II. Diritto di agire per contralTazione. — III. Tradu- 
zioni. — IV. Accertamento del giorno della pul^blica- 
zione. Riserva per la traduzione da enunciarsi in capo 
all'opera. Opere pubblicate per dispense. — Ve VI. Di- 
sposizioni relative alle traduzioni. — VII. Mandatari, a- 
venti causa ecc. degli autori, traduttori ecc. — ■ Vili. Ar- 
ticoli di giornali. — IX. Importazione, esportazione, tran- 
sito e vendila. — X. Sequestri. — XI. Opere già intro- 
dotte od in corso di pubblicazione. — Xll. Utiìzi desi- 
gnati per riconoscere le opere. — XIII. Guarentigia per 
la proprietà delle marche di fabbrica. — XIV. Misure 
di polizia. — XV. Comunicazione reciproca di documenti 
per facilitare l'esecuzione della Convenzione. — XVI. Du- 
rata. — XVII. Ratifiche. 

CONVENZIONE consolare Parigi, 26 luglio 1862 I. 120 

tra V Italia e la Francia (in francese). 

SoMM.VRio. — I. Riconoscimento ed exequatur degli 
Agenti Consolari. — II e III. Loro privilegi. — IV. Ricono- 
scimento interinale de' loro sostituiti. — V. Archivi con- 
solari. — VI. Nomina di Agenti Consolari. — VII e Vili. Loro 
competenze ed uffici. — IX e X. Successioni. — XI. Conser- 
vazione di oggetti lasciati dai passeggieri e marinai. — 
XII. Visite dei consoli, interrogatorii, esami a bordo ecc. 
— XIII. Polizia dei porti.— XIV. Disertori. — XV. Avarie. 
— XVI. Naufragii. — XVII. Trattamento della nazione piii 
favorita. — XVIII. Durata. — XIX. Esecuzione. — XX. Ra- 
tifiche. 

ACCORDO coNciiiuso Torino, 4 agosto 1862 L 134- 

fra il Governo di S. M. il Re d' Italia e cpicllo di S. M. 



PER ORDINE ALFABETICO DI STATI 437 

V Imperatore dei Francesi, in ordine allo Stabilimento 
religioso d'Altacomba in Savoia (in francese). 

Sommario. — Proprietà dei beni e delle rendite del- 
l'Abbazia. — II. Liberazione di sequestro. — III e IV. Ar- 
retrati. — V. Diritto di patronato. — VI. Exequatur. — 
VII. Giurisdizione diocesana. — Vili. Delegati. — IX. Di- 
sposizioni diverse. — X. Approvazione dell'accordo per 
via diplomatica. — Approvazione diplomatica. 

DICHIARAZIONI. . Parigi, 26 ottobre 1862, 1 maggio 18G3 I. 462 
dei due Governi d'Italia e di Francia, colle quali si ap- 
provano i protocolli della Commissione mista per la so- 
luzione delle vertenze relative alla riunione della Savoia 
e del circondario di Nizza alla Francia (in francese). 

TRATTATO di commercio .... Parigi, 17 gennaio 1863 I. 182 
tra V Italia e la Francia (in francese). 

Sommario. — I. Importazione in Francia. — li. Im- 
portazione in Italia. — 111. Esportazione. — IV e V. So- 
pratasse complementarie. — VI. Dazi di consumo ed ele- 
vazione conseguente dalla loro applicazione nella tariffa. 
— VII ed Vili. Dazi di consumo su merci e prodotti ; 
trattamento nazionale. — IX. Orificeria. — X e XI. Com- 
mercio indiretto. — Xll. Prodotti agricoli ammessi in 
franchigia. — XUl. Garbon fossile. — XIV. Modo di accer- 
tare la nazionalità delle merci. — XV. Norme per sta- 
bilire i dazi ad valorem. — XVI. Diritto di ritenzione 
nella dogana. — XVII, XVIII, XIX, XX e XXI. Norme do- 
ganali riguardanti le merci il cui valore debba essere 
constatato mediante perizia. — XXll. Avarie. — XXIII. Mo- 
delli. — XXIV. Diritti di transito. — XXV. Estensione del 
trattato all'Algeria. — XXVI. Trattamento della nazione 
la più favorita. — XXVIl. Approvazione del Parlamento 
italiano. — XXVlll. Durata. — XXIX. Esecuzione. — XXX. 
Ratifiche. 
Disposizione addizionale e transitoria : 
Trattamento di favore pei tessuti delle fabbriche di 
Pont stampati in Annecy. 



438 INDICE DEI DOCUMENTI 

Tariffa A. Dazi all'entrata in Francia. 

Tariffa B. Dazi all'entrata in Italia. 

Tariffa C. Dazi d'uscita dalla Francia. 

Tariffa D. Dazi d'uscita dall'Italia. 

Processo verbale di scambio delle ratifiche del Trat- 
tato di commercio tra 1' Italia e la Francia. 

Abrogazione del 3° paragrafo dell'art. XIII. 

DICHIARAZIONE Parigi, 26 febbraio 1863 I. 243 

con cui si approva un protocollo, firmato il 14 febbraio 
1863 dai plenipotenziari dei Governi Italiano e Francese, 
in ordine alle rendite già inscritte a favore del clero di 
Savoia e Nizza (in francese). 

DICHIARAZIONE Parigi, U marzo 1863 I. 244 

colla quale si approva un processo verbale , ^rmato dai 
signori Pagès, commissario francese, e generale Mugliano, 
commissario italiano , per compensare V anticipazione di 
quattro milioni, fatta dalla Francia al Governo Italiano, 
col valore delle somministranze da guerra fornite da gue- 
st' idtimo aW armala francese durante la campagna del 
1859 (in francese). 

TRATTATO gener\le Bruxelles, 16 luglio 1863 I. 299 

pel riscatto del pedaggio sulla Schelda (in francese). V. 
Belgio. 

CONVENZIONE pel cambio di vaglia postali 

Parigi, 8 aprile 1864 I. 349 

tra l'Italia e la Francia (in fi-ancese). 

Sommario. — I. Vaglia postali. — II. Tasse. — HI. So- 
pralasse. — IV. Contabilità. — V. Vaglia non riscossi. 
— VI. Uffici da designarsi per la trasmissione dei va- 
glia. — VII. Esecuzione. — VIII. Ratifiche. 

DICHIARAZIONE Parigi, 24 giugno 1864 I. 359 

scambiata tra i Governi d'Italia e di Francia in ordine 
ad una riduzione di tasse per le corrispondenze telegrafiche 
fra i due Stati (in francese). 

Sommario. I. Tassa delle corrispondenze tra la Francia 
e l'Italia. — li. Abrogazione di accordi antecedenti. — 



PER ORDINE ALFABETICO DI STATI 439 

III. Tassa delle corrispondenze tra l'Italia e l'Africa. — 

IV. Casi d'interruzione. — • V. Disposizioni relative ai 
telegrafi pontifici. — VI. Trattati di Berna. — VII. Du- 
rata. 

ACCORDO Parigi, 24 giugno 1864 I. 36f 

conchiuso tra i Governi d'Italia e di Francia, per mo- 
dificare in alcuni punti la Convenzione sanitaria in data 
3 febbraio 1852 e l'annesso Regolamento (in francese). 

Sommario. — I. Deroga all'art. L del Regolamento sani- 
tario del 1852. — II. Deroga all'art. IV della Convenzione 
sanitaria del 1852. — III. Arrivo di legni con patente 
brutta di febbre gialla. — IV. Disposizioni relative ai pas- 
seggieri sbarcati con patente bruita. — V. Uniformità nelle 
misure amministrative. — VI. Valore di quest'accordo. 

CONVENZIONE Ginevra, 22 agosto 1864 I. 367 

pel miglioramento delle condizioni dei militari feriti in 
guerra (in francese). V. Svizzera. 

CONVENZIONE . . . .' Parigi, 15 settembre 1864 I. 376 

conchiusa tra l'Italia e la Francia per lo sgombro delle 
truppe francesi dagli Stali Pontifici, e Protocollo annesso 
(in francese). 

Sommario. — I. Impegni dell'Italia. — II. Sgombro dei 
Francesi dagli Stati pontificii. — HI. Armata pontificia. 
— IV. Debito pubblico pontificio. — Ratifiche. 

Protocollo facente seguito alla Convenzione per lo 
sgombro delle truppe francesi dagli Stati pontificii. 

Trasferimento della Capitale. 

Dichiarazione 3 ottobre 1864. 

Termine per l'esecuzione della Convenzione. 

GONVElNZIONE telegrafica internazionale 

Parigi, 17 maggio 1865 II. 22 

tra l'Italia ed altri Stati, (in francese). 

Sommario. — I, II e III. Rete internazionale. — IV, 
V e VI. Condizioni generali per la corris[)ondcnza. — 
VII, Vili, IX e X. Deposito.— XI, XII, XIII, XIV e XV. Tras- 
missione. — XVI, XVII e XVIII. Invio a destinazione. — 



410 INDICE DEI DOCUMENTI 

XIX e XX. Controllo. — XXI e XXII. Archivi. —XXIII, 
XXIV, XXV, XXVI, XXVII, XXVIII e XXIX. Dispacci spe- 
ciali. — XXX e XXXI. Principii generali sulle lasse. — 
XXXII, XXXIII, XXXIV, XXXV, XXXVI e XXXVII. Appli- 
cazione delle lasse. — XXXVIII, XXXIX, XL, XLI, XLII 
e XLIII. Tasse speciali. — XLIV. Percezione. — XLV. Fran- 
catura. — XLVI, XLVII e XLVIII. Restituzione e rim- 
borsi. — XLIX, L, LI, LIl e LUI. Contabilità interna- 
zionale. — LIV e LV. Disposizioni complementarie. — 
LVI, LVII 6 LVIII. Conferenze e comunicazioni recipro- 
che. — LIX. Riserve. — LX e LXI. Adesioni. — LXII e 
LXIII. Durata e ratifiche. 

Quadro delle tasse terminali e di transito. 

Stati ed Amministrazioni che hanno aderito alla Con- 
venzione telegrafica di Parigi. 

C0NVE^7J0NE Tangeri, 31 maggio 1865 li. 55 

per l' amministrazione ed il mantenimenlo di un faro al 
Capo Sparici (in francese). V. Marocco. 

ATTO PUBBLICO DELLA. NAVIGAZIONE DEL BasSO DANUBIO . . 

Galatz, 2 novembre 1865 II. 64 

(in francese). V. Turchia. 

CONVENZIONE monetaria . . . Parigi, 2:3 dicembre 4865 IL 118 
conchiusa tra l'Italia, il Belgio, la Francia e la Sviz- 
zera (in francese). 

Sommario. — I. Stabilimento dell'unione monetaria. 
— II, III e IV. Tipi, peso, titolo, tolleranza e diametro 
delle monete d'oro e d'argento. — V. Ritiro di alcune 
specie. — VI. Corso legale delle monete d' argento. — 
VII. Accettazione delle monete d'argento coniate da uno 
più degli Stati contraenti. — Vili. Cambio degli spez- 
zati. — ■ IX. Limite d'emissione. — X. Millesimo di fab- 
bricazione. — XL Comunicazione reciproca della quotità 
d'emissione ecc. — XIL Diritto d'accessione. — XIII. Ese- 
cuzione. — XIV e XV. Durata e Ratifiche. 

DICHIARAZIONE Firenze, 13 luglio 1866 IL 156 

scambiata tra il Governo italiano ed il Governo francese 



PER ORDINE ALFABETICO DI STATI ii' 

relativa al filo telegrafico tra la Corsica e la Sardegna 
(in francese). 

CONVENZIONE Parigi, 7 dicembre 1866 II. 243 

tra l'Italia e la Francia pel riparto del Debito pontificio. 
Sommario. — Parte proporzionale del debito pontifi- 
cio spettante all'Italia. — II. Determinazione del nuovo 
carico. — III. Arretrati. — IV. Decorrenza degl'interessi. 
— V. Pensioni. — VI. Piipetizioni e reclami. — VII. Do- 
cumenti. — Vili. Ratifiche. 
Protocollo esplicativo delle disposizioni di dettaglio. 
Stato A. — Ripartizione della popolazione degli Stati 
della Chiesa. 
Stato B. — Situazione e ripartizione del debito romano. 
Stato C. — Stato delle annuita pagate dall'Italia dopo 
le annessioni, 

ARTICOLI ADDIZIONALI Parigi, 8 aprile 1867. II. 284 

alla Convenzione telegrafica internazioncde del 17 maggio 
1865 conchinsa tra l'Italia e vari Stali d'Europa (in 
francese). 

Sommario. — I. Applicazione delle disposizioni della 
Convenzione del 17 maggio 1865 alle corrispondenze con 
l'Algeria e Tunisi. — II. Tariffa delle corrispondenze. — 
III. Valore e durata. 

DICHIARAZIONE Parigi, 29 aprile 1867. II. SU 

tra l'Italia e la Francia concernente la fari/fa di tran.sito 
attraverso il Regno d'Italia dei dispacci semplici destinati 
a Corfà ed a Malta, spediti dai diversi Stati segnatarii 
aderenti alla Convenzione telegrafica internazionale del 
17 maggio 1865. 

TRATTATO Londra, 11 maggio 1867 II. 355 

che regola la situazione politica del Gran-Ducato di Lus- 
semburgo (in francese). V. Paesi Bassi. 

DICHIARAZIONE Parigi, 21 febbraio 1868 H. 410 

scambiata tra il Governo italiano ed il Governo francese 
per estendere ai sudditi rispettivi ogni favore e privilegio 
concesso ai sudditi di un altro Stato. 



4 12 INDICE DEI DOCUMENTI 

GIAPPONE. 

TRATTATO Yeddo, 25 agosto i866 II. 159 

d'amicizia^ commercio e navigazione tra l'Italia e il Giap- 
pone. 

I. Pace ed amicizia. — II. Agenti diplomatici e con- 
solari. — III. Commercio e residenza. — IV. Libertà di 
culto. — V, VI e VII, Giurisdizione consolare e locale. 
— Vili. Libertà d'importare -ed esportare, vendere e 
comprare. — IX. Libertà di prendere al servizio dei 
Giapponesi. — X. Regolamenti commerciali e Conven- 
zione addizionale. — XI. Misure per prevenire la frode 
ed il contrabbando. — XII. Piloti. — XIII. Certificati do- 
ganali. — XIV. Diritti di transito. — XV. Monete. — XVL 
Valutazione delle merci. — XVII. Naufragi!. — XVIII. For- 
niture per i bastimenti da guerra. — XIX. Trattamento 
di favore. — XX. Revisione del Trattato. — XXI. Co- 
municazioni ufficiali. — XXII. Testo e versioni del Trat- 
tato. — XXIII. Ratifìcbe. 

CONVENZIONE addizionale. 

Sommario. — I. Accettazione della Tariffa. — II. Sua 
revisione. — III. Licenze d'imbarco e di sbarco. — IV. Ma- 
gazzini di custodia. — V. Diritti di transito. — VI. Tassa 
di monetazione. — VII. Regolamento per togliere gli 
abusi ne' porti aperti. — Vili, IX e X. Libertà concesse 
ai Giapponesi. — XI. Stabilimento di fari, fuochi ed al- 
tri segnali. — Regolamenti commerciali. — Tariffa per 
l'importazione. — Tariffa per l'esportazione. — Dispo- 
sizioni speciali. 

GRAN BRETAGNA. 

SCAMBIO di note . . . Torino, 10 e 2-2 novembre 1861 I. lì 
tra il Governo di S. M. il Re d'Italia e quello della Gran 
Bretagna per la reciproca provvisoria concessione del ca- 
botaggio in favore delle navi italiane nei porti delle Isole 
Jonic, e dei legni jonii nei porti italiani. 



PER ORDINE ALFABETICO DI STATI 4i"^ 

SCAMBIO DI NOTE . . Torino, 29 giugno, 17, 18 luglio 18G2 I- ^^^ 
tra il Governo di S. M. il Re d'Italia e quello della Gran 
Bretagna per la definiliva concessione del cabotaggio a 
favore delle navi italiane nei porti delle Isole Ionie e delle 
navi jonic nei porti italiani. 

R. DECRETO Torino, 3 maggio 18G3 I. 282 

che autorizza V estradizione di ogni individuo non italiano 
rifugiatosi nel Regno dopo aver commesso certi reati sul 
territorio maltese, e Ordinanza del Governatore di Media per 
V estradizione dei malfattori, che avendo commesso un reato 
nel Regno d'Italia abbiano riparato sul territorio maltese. 
I. Estradizione reciproca. — li. Spese. — • 111. Norme 
di procedura. 
Allegato al R. Decreto 3 maggio i8G3, num. 1230. 

OR.DINANZA statuita dal Governatore di Malta, col parere 
e consenso del Consiglio di Governo della stessa, per 
autorizzare la estradizione d' individui imputati di avere 
commesso certi reati entro la giurisdizione territoriale 
di S. M. il Re d' Italia, e per dare altre disposizioni 
connesse collo stesso soggetto. 

I. Domanda di estradizione e delitti pei quali si ac- 
corda. — II. Termine per la presentazione dell'arrestato. — 
III. Termine per la produzione delle prove. — IV, Prova 
dell'imputazione. — V. Consegna. — VI. Evasione dell'im- 
putato. — VII. Liberazione dell'imputato. — VIII. Spese.— 
IX e X. Eccezioni. — XI. Condizioni per l'esecuzione del- 
l'ordinanza presente. — XII. Spedizione del mandato di 
arresto. — XIII. Individui consegnali dal Governo Italiano. 

ORDINANZA in consiglio . . . Windsor, 11 giugno 1803 I. 299 
emanala da S. M. la Regina della Gran Bretagna, per 
la ricerea e l'arresto dei marinai che, non essendo sudditi 
britannici, disertino dai legni mercantili italiani nei do- 
mimi inglesi. 

TRATTATO generale Bruxelles, 10 luglio 1803 I. 323 

pel riscatto del pedaggio sulla Schelda (in francese). V. 
Belgio. 



444 INDICE DEI DOCUMENTI 

TRATTATO di commercio e di navigazione 

Torino, 6 agosto 1863 I. 289 

ira rilalia e la Gran Bretagna. 

Sommario. — I. Liberia di commercio e di naviga- 
zione. — II. Importazioni. — IH. Esportazioni. — 
IV. Transito e magazzinaggio. — V. Provenienze dirette 
ed indirette. — VI. Diritti di tonellaggio ecc. — VII. Col- 
locamento, carico e scarico. — Vili. Cabotaggio. — 

IX. Trattamento dei legni considerati come nazionali. — 

X. Trattamento della nazione più favorita. — XI. Pa- 
gamento dei dazi. — XII. Marche di fabbrica. — XIII. Con- 
soli. — XIV. Diritti dei sudditi di un paese residenti 
nell'altro. — XV. Servizio militare. — XVI. Diritto di pro- 
prietà. — XVH. Stabilimenti commerciali. — XVIII. Trat- 
tamento delle navi da guerra e mercantili. — XIX. Di- 
sertori. — XX. Abrogazione di trattati anteriori. — 
XXI. Piatifiche. 

CONVENZIONE Tangeri, 31 maggio 1865 II. 55 

per V amministrazione ed il mantenimento di un faro al 
Capo Sparlel (in francese). V. Marocco. 

ATTO pubblico della navigazione del Basso Danubio . . 

Galatz, 2 novembre 1865 II. 64 

(in francese). V. Turchia. 

TRATTATO Londra, 11 maggio 1867 II. 355 

cìie regola la situazione politica del Gran-Ducato di Lus- 
semburgo (in francese). V. Paesi Bassi. 

DIGIIIAUAZIONE Firenze, 26 novembre 1867 II. 400 

scambiata tra l'Italia e la Gran Bretagna relativa alle 
Società anonime, Associazioni commerciali , industriali e 
finanziarie. 

GRECIA. 

CONVENZIONE postale Atene, ^ luglio 1861 I. 25 

tra l'Italia e la Grecia (in francese). 

Sommario. — I. Scambio di corrispondenze. — II. Mezzi 
di trasporto delle corrispondenze. — III e IV. Riparlo 



PER ORDINE ALFABETICO D[ STATI 445 

delle spese. — Ve VI. Prezzo di trasporto. — VII. Ri- 
parto di spese d'armamento dei piroscafi postali. — 
Vili. Esenzione dei piroscafi postali dai diritti di porto. 

— IX. Carico dei piroscafi postali. — X. Avarie. — 
XI. Obbligiii del Capitano. — XII e XIII. Itinerario. — 
XIV e XV. Tassa di affrancamento delle lettere semplici. 

— XVI. Riduzioni. — XVII. Lettere raccomandate. — 
XVIII. Campioni. — XIX e XX. Stampati. — XXI. Per- 
cezione delle tasse. — XXII. Corrispondenze estere. — 
XXIII. Esenzione da ogni sopralassa. — XXIV. Franco- 
bolli. — XXV. Francobolli insufficienti. — XXVI. Let- 
tere raccomandate perdute. — XXVII. Indirizzi erronei. 
XXVIII. Lettere rifiutate. — XXIX. Lettere contenenti 
valori ed oggetti preziosi. — XXX. Corrispondenza offi- 
ciale postale. — XXXI. Vaglia postali. — XXXII. Tassa 
pei vaglia postali. — XXXIII. Corrispondenza di transito. — 
XXXIV. Disposizioni relative alla corrispondenza rifiu- 
tata. — XXXV. Contabilità. — XXXVI. Uffici incaricati 
della trasmissione dei vaglia. — XXXVII e XXXVllI. — • 
Durate e ratifiche. 

Protocollo esplicativo degli articoli XVII e XIX della 
Convenzione postale conchiusa fra la Grecia e il Regno 
d'Italia. 

CONVENZIONE postale Atene, ^ novembre 186-4 I. 37! 

tra l'Italia e la Grecia (in francese). 

Sommario — I. Scambio di corrispondenze. — II. Mezzi 
di trasporto delle corrispondenze. — 111. Piiparto delle 
spese. — IV. Prezzo del trasporto. — Ve VI. Spese di 
trasporto delle corrispondenze su piroscafi francesi od 
austriaci. — VII. Esenzione dei piroscafi postali dai di- 
ritti marittimi. — Vili. Polizia, sanità e dogana. — 
IX. Casi di sinistri ed avarie. — X. Proibizione di tras- 
portare lettere non trasmesse dalle Amministrazioni po- 
stali: eccezione. — XI. Itinerario ed orario. — XII. Comu- 
nicazioni interne fra un porto e l'altro dello stesso Stato. 

— XIII. Affrancamento facoltativo. — XIV. Tassa delle 



i 



446 INDICE DEI DOCUMENTI 

lettere, — XV. Casi di riduzione nelle spese di trasporlo. 1 

— XYI. Lettere raccomandate. — XVII. Campioni. — 
XVIIT. Stampati. — XIX e XX. Modo d'inviare i cam- 
pioni e gli stampati. — XXI. Ufficio percettore. — XXII e 
XXIII. Rimborsi fra le due Amministrazioni.— XXIV. Esen- 
zione da ogni sopratassa, — XXV. Francobolli. — 
XXVI. Francobolli insufficienti. — XXVII. Lettere smar- 
rite. — XXVIII. Lettere mal dirette — XXIX. Lettere 
rifiutate. — XXX, Lettere contenenti valori. — XXXI. Cor- 
rispondenze in franchigia, — XXXII. Vaglia postali • — 
XXXIII, Loro tassa, XXXIV, XXXV e XXXVI. Corrispon- 
denze di transito. — • XXXVII. Disposizioni relative alle 
lettere cadute in rifiuto. — XXXVllI e XXXIX. Norme di 
contabilitM. — XL. Esecuzione e durata. — XLI. Ualifiche. 

CONVENZIONE telegrafica internazionale 

Parigi, 17 maggio 1865 IL 22 

(in francese). V. Francl\. 

DICHIARAZIONI MINISTERIALI .^; dicembre 1866 IL 204 

'per l'esenzione dei sudditi rispeltivi dagl' imprestiti for- 
zosi (in francese), V. Prussia, 

ARTICOLI Parigi, 8 aprile 1867 IL 284 

addizioìiali aita Convenzione telegrafica internazionale del 
17 maggio 1805 (in francese). V. Francia. 

LIBERIA. 

TRATTATO d'amicizia, di commercio e di navigazione . . 

Londra, 23 ottobre 1862 I. 146 

tra V Italia e la Bepubblica di Lilcria (in francese). 

Sommario. ^ — I, Pace ed amicizia. — IL Libertà di com- 
mercio e di navigazione. — III. Diritti di porto, — IV. Im- 
portazioni ed esportazioni. — V. Eccezioni. — VI. Reci- 
proca protezione delle navi. — VII. Liberia di coscienza. 

— Vili. Tratta dei negri. — IX. Trattamento della na- 
zione più favorita. — X. Consoli. — XI. Disertori. — 
XII. Durata. — XIII. Riserva circa i porti aperti ad una 
delle Parti contraenti, — XIV, Ratifiche. 



PER ORDINE ALFABETICO DI STATI HI 

MARINO (SAN). 

CONVENZIONE di buon vicinato . Torino, 22 marzo 1862 I. 79 
tra l'Italia e la Repubblica di S. Marino, e Protocollo 
addizionale. 

Sommario. — I. Esecuzione di sentenze. — II. EITetlo 
degli alti pubblici. — III. Citazioni ed intimazioni di 
sentenze ed atti giudiziari. — IV. Estradizioni. — V. Ec- 
cezioni. — VI, VII, Vili, IX, X, XI e XII. Regole diverse 
circa le procedure. — XIII. Riparto delle spese di man- 
tenimento degli inquisiti. — XIV, XV, XVI, XVII, XVIII, 
XIX e XX. Disertori. — XXI. Beni di manomorta. — 
XXII. Abolizione dei passaporti. — XXIII. Libertà di 
commercio, — XXIV. Monete. — XXV. Misure doganah' 
per gli articoli coloniali, merci ecc. — XXVI. Proprietà 
letteraria. — XXVII. Coltivazione del tabacco. — 
XXVIII. Sali e tabacchi. — XXIX. Amicizia. Protezione. 
— XXX. Darata e ratifiche. 

Protocollo addizionale. 

Dichiarazioni relative agli art. I, XVIII e XIX. 

CONVENZIONE postale Torino, 7 febbraio I8G5 II. 19 

tra l'Italia e la Repubblica di S. Marino. 

Sommario. — 1. Cambio di corrispondenze. — II. Ri- 
parto delle spese di trasporto. — III. Tassa delle cor- 
rispondenze. — IV. Trattamento della nazione piii fa- 
vorita. — V. Francatura delle corrispondenze. — VI e 
VII. Vaglia postali. — Vili. Corrispondenza ufficiale. — 
IX e X. Contabilità. — XI e XII. Durata e ratifiche. 

MAROCCO. 

CONVENZIONE Tangeri, 31 maggio 1865 II. 55 

tra l'Italia, il Marocco ed altri Stati per V amminislra- 

, zione ed il mantenimento di un faro al Capo Sparici (in 
francese). 

Sommario. — I. Direzione ed amministrazione del 
faro. — II. Spese per il suo mantenimento. — III. Con- 



448 INDICE DEI DOCUMENTI 

servazione e neutralizzazione del faro, — IV, Regola- 
mento di servizio e sorveglianza. — V. Durata, — VI, Ese- 
cuzione. — VII. Ratifiche. 

MONACO. 

CONVENZIONE Firenze, 26 marzo 1866 li, 128 

tra l'Italia e il Principato dì Monaco per la estradizione 
recìproca dei malfattori. 

I. Consegna, — II. Reati pei quali ha luogo l'estra- 
dizione, — III. Delitti politici, — IV. Prescrizione, ■ — 
V, Nazionali. — VI. Stranieri. — VII. Reati commessi nel 
paese dove il malfattore si e rifugiato. Vili. Impegni 
particolari. — IX. Documenti in appoggio alla domanda 
d'estradizione. — • X, Casi d'urgenza. — XI, Oggetti ru- 
bati. — XII. Spese dell'estradizione, — XIII, XIV e XV. Atti 
d'istruzione giudiziaria. — XVI, Sentenze dei rispettivi 
Tribunali. — XVII e XVIII, Durata e ratifiche, 

OLDENBURGO. 

DICHIARAZIONI ministeriali 16 marzo 1867 II. 204 

per l'esenzione dei sudditi rispettivi dagl' imprestiti for- 
zosi (in francese). V. Prussia, 

PAESI BASSI. 

TRATTATO generale Rruxelles, 16 luglio 1863 I. 299 

pel riscatto del pedaggio stella Schelda (in francese). V. 
Relgio. 

TRATTATO di navigazione e commercio 

Torino, 24 novembre 1863 I. 346 

fra l'Italia e i Paesi Bassi (in francese). 

Sommario. — I. Trattamento dei sudditi di un paese 
dimoranti nell'altro, — II. Prodotti del suolo e dell'in- 
dustria. — III, Pareggiamento delle bandiere, — IV. Ri- 
serve per le colonie neerlandesi, — V. Consoli. — VI. Di- 
sertori. — VII. Durata e ratifiche. 



PER ORDINE ALFABETICO DI STATI 449 

CONVENZIONE Ginevra, 22 agosto 1864 I. 367 

pel miglioramento delle condizioni dei militari feriti in 
guerra (in francese). V. Svizzera. 

CONVENZIONE telegrafica internazionale 

Parigi, 17 maggio 1865 II. 22 

(in francese). V. Francia. 

CONVENZIONE Tangeri, 31 maggio 18C5 II. 55 

per r amministrazione ed il mantenimento di un faro al 
Capo Spartel (in francese). V. Marocco. 

DICHIARAZIONE Parigi, 6 dicembre 1865 II. 117 

concernente la tariffa pel cambio delle corrispondenze te- 
legrafiche (in francese). V. Belgio. 

ARTICOLI Parigi, 8 aprile 1867 II. 284 

addizionali alla Convenzione telegrafica internazionale del 
17 maggio 1865 (in francese). V. Francia. 

TRATTATO Londra, 11 maggio 1867 li. 355 

che regola la situazione politica del Gran-Ducato di Lus- 
semburgo, concìiiuso fra l'Italia, l'Austria, il Belgio, la 
Francia, la Gran Bretagna, i Paesi Bassi, la Prussia e la 
Russia (in francese). 

I. Dichiarazione del Re dei Paesi-Bassi. — IL Neu- 
tralizzazione del Lussemburgo. — HI. Fortezze. —IV. Eva- 
cuazione per parte delle truppe prussiane. — V. Demoli- 
zione delle fortificazioni. — VI. Ducato di Limburgo. — VII. 
Ratifiche. 

CONVENZIONE postale Aja, 15 ottobre 1867 H; 387 

tra l'Italia e i Paesi-Bassi (in francese). 

I. Scambio di corrispondenze fra le due Amministra- 
zioni. — • II. Trasporto in lettere chiuse. — IH e IV. Spese 
di trasporto. — V. Tasse. — VI. Lettere raccomandale. 
— VII. Smarrimento di lettere raccomandate. — Vili. 
Campioni di merci. — IX e X. Giornali e stampati. — 
XI. Giornali e stampati raccomandati, — XII. Prodotto 
delle tasse. — XIII. Cambio di lettere a scoperto. • — • 
XIV. Francobolli. — XV. Scambio di corrispondenza con 
gli uffici di posta esteri. — XVI. Vapori postali italiani. — 
29 



4o0 INDICE DEI DOCUMENTI 

XVII. Peso della corrispondenza rifiutala. — XVIII. Esclu- 
sione di sovratasse, — XIX. Avviso di ricevuta delle 
lettere raccomandate. — XX. Corrispondenza mal diretta. 

— XXI. Corrispondenze rifiutate. — XXII. Lettere conte- 
nenti oggetti preziosi. — XXIII. Vaglia postali. — XXIV. Uf- 
fizi per il cambio delle corrispondenze. — XXV. Conti 
trimestrali. — XXVI. Rapporto della rispettiva moneta. 

— XXVII. Durata. — XXVIII. Ratifiche. 

PERSIA. 

TRATTATO d'amicizia e di commercio ^ 

Teheran, 29 settembre 1862 I. 141 

tra V Italia e la Persia, ed articoli addizionali (in francese). 
Sommario. — I. Amicizia e buona intelligenza. — II. Am- 
basciatori e Ministri. — III e IV. Trattamento della na- 
zione pili favorita riguardo ai sudditi ed al commercio. 

— V. Giurisdizione nei due paesi. — VI. Successioni. — 
VII. Consoli. — Vili. Durata e ratifiche. 

Articoli addizionali : 

— I. Seme di bachi. — II. Misure doganali. — III, Tratta- 
mento della nazione più favorita riguardo ai consoli. — 
IV. Valore degli articoli addizionali. 

PERÙ. 

CONVENZIONE consolare .... Torino, 3 maggio 1863 L 272 
tra V Italia ed il Perù. 

Sommario. — I. Nomina di consoli. — lì. Exequatur. — 
III. Nomina di agenti consolari. — IV. Immunità. — V. 
Esenzioni. — VI. Bandiera e stemma. — VII. Testimo- 
nianza. — Vili. Archivi. — IX e X. Casi di morte e as- 
senza di consoli. — XI, XII e XIII. Attribuzioni dei con- 
soli. — XIV e XV. Successioni. — XVI e XVII. Polizia 
dei legni e dei porti. — ^XVIII. Disertori. — XIX. Avarie. 

— XX. Naufragii. — XXI. Trattamento della nazione la più 
favorita. — XXll. Durata. — XXIII. Ratifiche. 



PER ORDINE ALFABETICO DI STATI 451 

TRATTATO generale Bruxelles, 16 luglio 1863 I. 299 

pel riscatto del pedaggio sulla Schelda (in francese). V. 
Belgio. 

PORTOGALLO. 

CONVENZIONE postale . . . Lisbona, 10 dicembre 1862 I. 164 
tra V Italia ed il Portogallo. 

Sommario. — I. Scambio di corrispondenze. — II. 
Mezzi di trasporto. — III e IV. Riparto delle spese. — • 
V. Obbligo di affrancare. — VI. Tassa delle lettere ordi- 
narie. — VII. Tassa delle lettere raccomandate. — VIII. Mo- 
stre e campioni. — IX_, X e XI. Giornali e stampe. — 
XII. Pagamento della tassa di francatura. — XIII. Per- 
cezione della tassa. — XIV. Accordi da prendersi per la 
corrispondenza di transito. — XV. Esenzione da ogni so- 
pratassa. — XVI. Ricevuta di lettere raccomandate. — 
XVII. Rifiìcimento di danni per smarrimento di lettere 
raccomandate. — XVIII. Lettere mal dirette. — XIX. Let- 
tere non rimesse a destinazione. — XX. Uffici destinati 
per scambio di corrispondenze e per quanto concerne 
la contabilità. — XXI. Durata. — XXII. Ratifiche. 

TRATTATO generale Bruxelles, 16 luglio 1863 L 299 

2ìel riscatto del pedaggio sidla Schelda (in francese) V. 
Belgio. 

CONVENZIONE Ginevra, 22 agosto 1864 I. 367 

p>el miglioramento delle condizioni dei militari feriti in 
guerra (in francese). V. Svizzera. 

CONVENZIONE telegrafica internazionale 

Parigi, 17 maggio 1865 IL 22 

(in francese). V, Francia. 

CONVENZIONE Tangeri, 31 maggio 1865 IL 55 

per V amministrazione ed il mantenimento di wi faro al 
Capo Spartel (in francese). V. Marocco. . 

ARTICOLI Parigi, 8 aprile 1867 IL 284 

addizionali alla Convenzione telegrafica internazionale del 
il maggio 1865 (in francese). V. Francia. 



452 INDICE DEI DOCUMENTI 

PRUSSIA. 

TRATTATO generale Bruxelles, 16 luglio 1863 I. 299 

pel riscatto del pedaggio sulla Schelda (in francese), V. 
Belgio. 

CONVENZIONE Ginevra, 22 agosto 1864 I. 367 

pel miglioramento delle condizioni dei militari feriti in 
guerra (in francese). V. Svizzera, 

CONVENZIONE telegrafica internazionale 

Parigi, 17 maggio 1865 II, 22 

(in francese). V. Frangia. 

ATTO PUBBLICO della navigazione del Basso Danubio , . 

■ Galalz, 2 novembre 1865 II. 64 

(in francese). V. Turchia. 

TRATTATO di commercio , , . Berlino, 31 dicembre 1865 II. 125 
conchiuso fra l'Italia, la Prussia, la Baviera, la Sassonia, 
il Granducato di Baden e gli altri Stati dello Zollverein. 
V, Zollverein. 

DICHIARAZIONI ministeriali 

Firenze, 5 e 9 ottobre 1866 II. 204 

tra l'Italia e la Prussia per l'esenzione dei sudditi ri- 
spettivi dagV imprestiti forzosi. 

ARTICOLI Parigi, 8 aprile 1867 n. 284 

addizionali alla Convenzione telegrafica internazionale del 
17 maggio 1865 (in francese), V. Francia, 

TRATTATO Londra, 11 maggio 1867 H. 355 

che regola la situazione politica del Gran-Ducato di Lus- 
semburgo (in francese), V. Paesi Bassi, 

CONVENZIONE Firenze, 14 ottobre 1867 n. 379 

di navigazione tra f Italia e la Germania del Nord (in 
francese). V. Confederazione Germanica del Nord, 

RUSSIA. 

TRATTATO generale Bruxelles, 16 luglio 1863 I. 299 

pel riscatto del pedaggio sulla Schelda (in francese), V. 
Belgio. 



PER ORDINE ALFABETICO DI STATI 453 

TRATTxVTO di commercio e di navigazione 

Pietroburgo, .^ seltembre 1863 I. 332 

tra l'Italia e l'Impero di tutte le Rtissie (in francese). 

Sommario. — I. Liberia di commercio e di naviga- 
zione. — II. Guarentigie individuali. — III. Diritto di 
proprietà. — IV. Servizio militare. — V. Importazioni. 
■ — VI. Esportazioni. — VII. Magazzinaggio, transito e 
riesportazione. — Vili. Dazi d'importazione. — IX. Dazi 
di esportazione. — X. Abolizione di ogni priorità e pre- 
ferenza per l'esercizio del commercio. — XI. Marche di 
fabbrica. — XII. Valori commerciali. — XIII. Diritti di 
navigazione. — XIV. Cabotaggio. — XV. Polizia dei porti. 
— XVI. Diritti di tonellaggio ecc. — XVII. Casi di esen- 
zione dai diritti di tonellaggio. — XVIII. Approdo for- 
zato. — XIX. Nazionalità dei bastimenti. — XX. Con- 
soli. — XXI. Proprietà letteraria. — XXII. Trattamento 
della nazione più favorita. — XXIII. Durata. — XXIV. Ra- 
tifiche. 

Articoli separati : 

I. Riserva circa il trattamento accordato alla Svezia 
e Norvegia. — II. Immunità e privilegi riservati fra i 
due Governi. — III. Valore degli articoli separati. 

CONVENZIONE telegrafica internazionale 

Parigi, 17 maggio 1865 II. 22 

(in francese). V. Francia. 

ATTO pubblico della n.wigazione del Rasso Danubio . . 

Galatz, 2 novembre 1865 II. 64 

(in francese). V. Turchia. 

DICHIARAZIONE Pietroburgo, zL211i:}^ i866 II. 241 

O ' b novembre ^ v^ » 

scambiata tra l'Italia e la Russia concernente le Società 
anonimi', le Associazioni commerciali^ industriali e finan- 
ziarie (in francese). 

ARTICOLI Parigi, 8 aprile 1867 II. 284 

addizionali alla Convenzione telegrafica internazionale del 
17 maggio 1865 (in francese). V. Francia. 



454 INDICE DEI DOCUMENTI 

TRATTATO Londra, 11 maggio 1867 II. 355 

che regola la situazione politica del Gran-Ducato di Lus- 
semhurrjo (in francese). V. Paesi Bassi. 

SASSONIA. 

CONVENZIONE telegrafica internazionale (in francese). 
V. Francia Parigi, 17 maggio 1865 II. 22 

TRATTATO di commercio. . .Berlino, 31 dicembre 1865 li. 125 
fra l'Italia, la Prussia, la Baviera, la Sassonia, il Gran- 
ducato di Baden e gli altri Stati dello Zollverein. V. Zoll- 

VEREIN. 

DICHIARAZIONI ministeriali 4 novembre 1867 II. 204 

per l'esenzione dei sudditi rispettivi da gV imprestiti for- 
zosi (in francese). V. Prussia. 

ARTICOLI Parigi, 8 aprile 1867 II. 284 

addizionali alla Convenzione telegrafica internazioncde del 
17 maggio 1865 (in francese). V. Francia. 

SPAGNA. 

TRATTATO generale Bruxelles, 16 luglio 1863 I. 299 

pel riscatto del pedaggio sulla Schelda (in francese). V. 

Belgio. 
CONVENZIONE Ginevra, 22 agosto 1864 I. 367 

pel miglioramento delle condizioni dei militari feriti in 

guerra (in francese). V Svizzera. 
CONVENZIONE telegrafica internazionale 

Parigi, 17 maggio 1865 lì. 22 

(in francese). V. Francia. 
CONVENZIONE Tangeri, 31 maggio 1865 II. 55 

per r amministrazione ed il mantenimento di un faro al 

Capo Sparici (in francese). V. Marocco. 
CONVENZIONE postale Firenze, 4 aprile 1867 H. 272 

ira l'Italia e la Spagna. 
Sommario. — I e II. Cambio di corrispondenze. — 

111 e IV. Spese di transito. — Ve VI. Corrispondenza 

spedita per via di mare. — VII. Affrancamento facoltà- 



PER ORDINE ALFABETICO DI STATI 455 

tivo. — Vili. Tasse. — IX e X. Lettere raccomandate. 

— XI. Campioni. — XII, XIII e XIV. Stampali. — XV. Pe- 
riodici e stampati raccomandati. — XVI. Perdita di let- 
tere stampati raccomandati. — XVII. Francobolli. — 
XVIII. Prodotto delle tasse. — XIX. Lettere contenenti 
oggetti preziosi. — XX. Obbligo d'impedire che la cor- 
rispondenza non si spedisca che per mezzo dei rispet- 
tivi Uffici postali. — XXI. Corrispondenza di transito. 

— XXII. Corrispondenze giacenti in ufficio. — ■ XXIII. Ri- 
serva di ulteriori accordi. — XXIV. Indirizzi erronei, 
ecc. — XXV. Corrispondenza inesitata. — XXVI. Conti 
mensili. — XXVII. Norme d'ordine e di dettaglio. — - 
XXVIII. Riduzioni eventuali. — XXIX. Esclusione di so- 
pratasse. — XXX. Vaglia postali internazionali. — 

XXXI. Abrogazione delle disposizioni anteriori. — 

XXXII. Durata. — XXXIII. Ratifiche. 

ARTICOLI Parigi, 8 aprile 1867 IL 284 

addizionali alla Convenzione telegrafica internazionale del 
17 maggio 1865 (in francese). V. Francia. 

CONVENZIONE consolare . . S. Ildefonso, 21 luglio 1867 IL 363 
tra l'Italia e la Spagna. 
I. Libertà di commercio, navigazione, residenza ecc. 

— IL Diritto di proprietà. — III. Trattamento nazio- 
nale in materia di stabilimento. — IV. Esenzioni. — 
V. Società commerciali, industriali ecc. — VI. Ricono- 
scimento degli Agenti consolari. — VII. Exequatur. • — 
Vili, IX, X e XL Privilegi degli Agenti consolari. — 
XII. Archivi consolari. — XIII. Esercizio interinale delle 
funzioni consolari. — XIV. Nomina degli Agenti consolari. 

— XV. Autorità locali. — XVÌ. Competenza. — XVII e 
XVIII. Successioni. — XIX. Successioni di marinai. — 
XX. Arrivo delle navi. — XXI. Competenza a bordo 
delle navi. — XXII. Marinai disertori. — XXIII. Avarie. 
— XXIV. Naufragii ed investimenti. — XXV e XXVI. 
Applicazione della Convenzione ai Possessi spagnuoli. 



456 INDICE DEI DOCUMENTI 

• — XXVII. Trattamento della nazione più favorita. — 
XXVIII. Durata. — XXIX. Esecuzione. — XXX. Appro- 
vazione e ratifiche 

STATI UNITI D'AMERICA. 

CONVENZIONE postale Torino, 8 luglio 1863 I. 291 

tra Vllalia e gli Stati Uniti d' America. Articoli conve- 
nuti tra il Direttore generale delle Poste italiane sig. cav. 
Barhavara, in virtù dei sovrani pieni poteri a lui conferiti, 
ed il sig. John A. Kasson, membro del Congresso degli 
Stati Uniti d'America, investito di speciali poteri a tale 
effetto, aventi per iscopo di stabilire un cambio regolare di 
corrispondenze tra l'Italia e gli Stati Uniti d'America. 

Sommario. — I. Scambio di corrispondenze. — II. Mezzi 
di trasporto delle corrispondenze. — HI. Vie postali. — 
IV. Designazione degli oggetti di cambio tra le due am- 
ministrazioni postali. — V. Condizione di peso. — VI. Modo 
di spedizione. — • VII. Progressione nel peso. — Vili. Fran- 
catura. — IX. Francatura insufficiente. — X. Basi della 
lassa. — XI e XII. Ammontare della tassa. — XIII. Plichi 
raccomandati. — XIV. Norme di contabilità. — XV. E- 
senzione da ogni sopratassa. — XVI. Corrispondenza po- 
stale di servizio. — XVII. Corrispondenze mal dirette. — 
XVIII. Lettere ordinane e raccomandate, campioni ri- 
fiutati. — XIX. Oggetti la cui distribuzione è vietata. — 
XX e XXI. Corrispondenza di transito. — XXII. Vaglia 
postali. — XXIII. Piagguaglio dei pesi. — XXIV. Norme 
di dettaglio a convenirsi. — XXV. Esecuzione e durala. 
— XXVI. Ratifiche. 

CONVENZIONE Tangeri, 31 maggio 1865 II. 55 

per V amministrazione ed il mantenimento di un faro al 
Capo Sparici (in francese). V. Marocco. 

SVEZIA E NORVEGIA. 

TRATTATO di commercio e di navigazione 

Torino, U giugno 1862 I- 103 



PER ORDINE ALFABETICO D[ STATI 457 

tra l'Italia ed i Regni Uniti di Svezia e Norvegia (in 
francese). 

Sommario. — I. Libertà di commercio e di naviga- 
zione. — li e IH. Trattamento nazionale reciproco dei 
bastimenti. — IV. Modo di accertare la nazionalità dei 
bastimenti. — Ve VI. Importazioni ed esportazioni. — 
VII. Trattamento della nazione più favorita. — Vili. Con- 
soli. — IX. Disertori. — X. Approdo forzalo. Naiifragii. 

— XI. Applicazione del Trattato alla Colonia di S. Bar- 
tolomeo. , — Xll. Abolizione dei monopolii. — XIII. Suc- 
cessioni. — XIV. Durata. — XV. Ratifiche. 

TRATTATO generale Bruxelles, 16 luglio 1803 I. -299 

pel riscatto del pedaggio sulla Schelda (in francese). V. 
Belgio, 

CONVENZIONE Ginevra, 23 agosto 1864 I. 367 

pel miglioramento delle condizioni dei militari feriti in 
guerra (in francese). V. Svizzera. 

CONVENZIONE telegrafica internazionale 

Parigi, 17 maggio i865 II- -2 

(in francese). V. Francia. 

CONVENZIONE Tangeri, 31 maggio 1865 H. 55 

per l'amministrazione ed il mantenimento di un faro al 
Capo Spartel (in francese). V. Marocco. 

CONVENZIONE '. Firenze, 20 settembre 1866 H. 187 

per l'estradizione de' malfattori tra l'Italia e la Svezia 
e Norvegia. 

I. Consegna reciproca. — II. Reati che danno luogo 
all'estradizione. — III. Riserva in casi speciali e straor- 
dinari. — IV. Delitti politici, — V. Prescrizione. — VI, Na- 
zionali. — VII. Esteri. — VIII. Reati commessi nel paese 
dove il malfattore si è rifugiato. — IX. Impegni parti- 
colari. — X. Documenti in appoggio alla domanda d'estra- 
dizione — XI. Casi d'urgenza. — XII. Oggetti rubati. 

— XIII. Spese dell'estradizione. — XIV e XV. Atti d'in- 
struzione giudiziaria. — XVI. Durata e ratifiche. 

DICHIARAZIONI ministeriali 

29" 



458 INDICE DEI DOCUMENTI 

Stockholm, 30 novembre e Firenze, 26 dicembre 1866 II. 242 
scambiate tra l'Italia e la Svezia e Norvegia per l'esen- 
zione dei sudditi rispettivi dagl' imprestiti forzosi. 

ARTICOLI Parigi, 8 aprile 1867 II. 284 

addizionali alla Convenzione telegrafica internazionale del 
17 maggio 1865 (in francese). V. Francia. 

SVIZZERA. 

CONVENZIONE postale Torino, 8 agosto 1861 I. 38 

tra l'Italia e la Svizzera (in francese). 

Sommario. — I. Scambio di corrispondenze. — II e 
III. Mezzi di trasporto. Riparto delle spese. Eccezioni. 

— IV. Trasporto di corrispondenze internazionali. — 

V. Esenzione da imposte sul servizio di trasporto. — 

VI. Modo di sopprimere una specie di servizio postale. 

— VII, Vili e IX. Corrispondenza per la via di Francia. 

— X. Modo di pagamento della tassa lettere e campioni. 

— XI. Importo della tassa. — XII. Eccezioni. — XIII. Fran- 
cobolli. — XIV. Lettere assicurate e raccomandate. — 
XV e XVI. Campioni. — XVII e XVIII. Stampati. — 

XIX. Campioni e stampati assicurati e raccomandati. — 

XX. Ripartizione delle tasse. — XXI, XXII e XXIII. Cor- 
rispondenza estera ai due paesi. — XXIV e XXV. Cor- 
rispondenze di transito. — XXVI. Disposizioni relative 
alla corrispondenza in piego chiuso. • — • XXVII. Esenzione 
da ogni sopratassa. — XXVIII. Corrispondenza ufficiale. 

— XXIX. Avvisi. — XXX. Indennità. — XXXI. Indi- 
rizzo erroneo. — XXXII. Corrispondenza rifiutala. — 

XXXIII. Trasmissione di lettere contenenti valori. — 

XXXIV. Misure eventuali circa la trasmissione di valori. — 

XXXV. Vaglia postali. — XXXVI e XXXVIl. Misure diverse. 

— XXXVIII. Abrogazione di convenzioni antecedenti. 

— XXXIX e XL. Durata e ratifiche. 

Protocollo di articolo addizionale. Modificazioni all'ar- 
ticolo XV. 
CONVENZIONE Lugano, 5 ottobre 1861 I. 54 



PER ORDINE ALFABETfCO DI STATI 459 

conchiusa tra il Regno cV Italia e la Confederazione Sviz- 
zera, per r accertamento della frontiera fra la Lombardia 
ed il Cantone Ticino in alcuni punti sui quali erari con- 
testazione. 

Sommario. — I, li, UT, IV e V. Basi del lavoro di de- 
limitazione. 

Questione i^ Sul luogo detto del Pairolo tra i comuni 
di Furia lombardo e Sanvico svizzero. — Questione 2'' Sul 
luogo detto Pian Biscagno tra i comuni di Albogasio 
lombardo e Cadrò svizzero. — Questione 3^ Sul luogo 
detto il Sasso rosso tra il comune di Albogasio lombardo 
e Bré svizzero. — Questione 4^ Sul luogo detto il Pra 
del Gaggio fra i comuni di Ramponio e Lanzo lombardi 
e quello di Gandria svizzero. — Questione S'' Sul luogo 
detto Valle Rovina tra i comuni di Lanzo lombardo e 
Gandria e Castagnola svizzeri. — Questione 6'* Sul luogo 
detto il Colmo di Creccio tra i comuni di Lanzo lom- 
bardo ed Arogno svizzero. — Questione 7^ Sul luogo 
della Cascina Pianazzo tra i comuni di Ronago lom- 
bardo e Novazzano svizzero. — Questione 8* Lungo il 
torrente YalUnera tra i comuni di Porto lombardo e Me- 
nde svizzero. — Questione 9* Sul corso del fiume Tresa. 
— Questione 10^ Nel sito detto Rocca-nave fra i comuni 
di Bumenza lombardo e Astano svizzero. — Questione 
W^ Confini non specificati dal Trattato di Varese del 
comune di Campione con il circostante territorio sviz- 
zero. 

SCAMBIO DI DICHIARAZIONI 

.... Torino e Berna, 11 agosto e 16 settembre 1862 I. 138 
tra il Governo di S. il/, il Re d'Italia e quello della Con- 
federazione Elvetica per estendere a tutte le provincie del 
Regno i Trattati in vigore tra la Svizzera e la Sardegna, 
e per assicurare reciprocamente ai cittadini dei due paesi 
il diritto di succedere per testamento od ab intestato (in 
francese). 

CONVENZIONE Torino, 30 novembre 1862 I. 152 



^P,0 INDICI-: DEI DOCUMENTI 

tra il Governo di S. il/, il Re d'Ilalia e quello della Con- 
federazione Svizzera per la separazione dei beni della mensa 
vescovile di Como, situati nel Canton Ticino. 

SoMMAuio. — Preambolo. — Esposizione della contro- 
versia. — Art. I. Correspeltivo della quota dei beni, at- 
tribuita alla mensa di Como. — II. Proprietà dei beni. 

— III. Corrispettivo dei beni riservati alla parte svizzera. 

— IV. Rendimento de' conti, — V. Disposizioni relative: 
a) al collegio di Ascona; b) alla cappellania nella cliiesa 
parrocchiale di Riva S. Vitale; e) al lascito del fu ar- 
ciprete di Baserna; d) al benefizio di S. Antonio in Bra- 
sino Arsizio. — VI. Ipoteca del vescovo di Como a carico 
delle monache cappuccine di Lugano. — VII. Assegno 
annuo della fu Regina di Sardegna Maria Cristina di 
Borbone. — Vili. Seminario di Pollegio.- — IX. Pagamenti 
in ispecie metalliche. — X. Riserve sui beni del Capitolo 
vescovile di Como, sui posti del collegio Gallio, del la- 
scilo della marchesa Lunati-Besozzi, sulle pensioni Bi- 
rago. — XI. Definizione perpetua di ogni prelesa dipen- 
dente dalle separazioni della mensa di Como e Milano. 
— • XII. Consegna di documenti. — XIII. Guarentigia del 
Governo federale. — XIV. Esecuzione. — XV. Ratifiche. 

Atto contenente le basi poste dai due Governi ita- 
liano e svizzero quale punto di partenza delle negozia- 
zioni circa le questioni riguardanti le diocesi di Como 
e di Milano, e richiamate come parte integrante delle 
medesime nella odierna convenzione testé firmata dai 
delegali dei delti Governi. 

COxNVENZlONE Berna, 6 luglio i86-4 I. 365 

conchiusa tra l'Italia e la Svizzera per una riduzione di 
tasse per le corrispondenze telegrafiche fra i due Stati (in 
francese). 

Sommario. — I. Tassa dei dispacci. — II. Riparlo della 
tassa. — III e IV. Conferma di convenzioni anteriori. 

— V. Esecuzione. — VI. Ratifiche. 
CONVENZIONE pel miglioramento delle condizioni dei 



PER ORDINE ALFABETICO DI STATI Ì6\ 

MILITARI FERITI L\ GUERRA . . . Ginevra, 22 agosto 1864 I. 367 
conchiusa fra S. M. il Re d'Italia e diversi Sovrani e 
Stati d'Europa (in francese). 

Sommario. — I. Neutralità delle ambulanze e degli 
ospedali. — II. Neutralità del personale sanitario. — 
III e IV. Condizione del personale e degli oggetti ad esso 
appartenenti. — V. Condizione degli abitanti che cu- 
rano i feriti. — VI. Cura dei militari feriti. "" — VII. Se- 
gai distintivi. — Vili. Esecuzione. — IX. Accessioni. 
— X. Ratifiche. 

Processo verbale di scambio delle Ratifiche della Con- 
venzione pel miglioramento dei feriti in tempo di guerra. 

Processo verbale con cui viene prorogato a favore di 
di alcuni Stati il tempo utile pel cambio delle ratifiche 
della Convenzione pel miglioramento delle condizioni dei 
feriti in tempo di guerra. 

SCAMBIO DI NOTE 

. . Berna e Torino, lo novembre 1864, 2 gennaio 1865 I. 391 
fra i Governi d'Italia e di Svizzera per dare la loro ap- 
provazione a tre protocolli firmati dai rispettivi Delegati 
li 8 giugno, 1 e 25 ottobre allo scopo di provvedere alla 
esecuzione della Convenzione internazionale relativa ai 
beni della Mensa Vescovile di Como (in francese). 

CONVENZIONE Tirano, 27 agosto 1863 II. 1 

tra l'Italia e la Svizzera per l'accertamento della fron- 
tiera fra la Lombardia e il Cantone de Grigioni. 

Sommario. — I. Vetta dello Spinga. — II. Valle Bre- 
gaglia verso Castasegna. — III. Monte Stelvio. — IV. Valle 
di Lei. — V. Valle di Poschiavo presso Tirano. 

Processo verbale di visita e redazione spiegativa del- 
l'art. IV. 

CONVENZIONE telegrafica internazionale 

Parigi, 17 maggio 1865 II. 22 

(in francese). V. Francia. 
CONVENZIONE telegrafica .... Firenze, 5 luglio 1865 II. 59 
tra l'Italia e la Svizzera (in francese). 



462 INDICE DEI DOCUMENTI 

Sommario. — I. Tassa dei dispacci. — li. Transito 
delle corrispondenze fra la Svizzera e lo Stato ponti- 
ficio. — III. Applicazione della Convenzione generale in 
vigore. — IV. Abrogazione di Convenzioni antecedenti. 

— V. Durata e ratifiche. 

CONVENZIONE Firenze, 30 ottobre 1865 II. 61 

tra l'Italia e la Svizzera per lo scambio dei vaglia po- 
stali (in francese). 

Sommario. — 1 e li. Invio di somme per mezzo di 
vaglia. — HI e IV. Tasse. — V. Somme non reclamate, 

— VI. Limite dell'ammontare dei vaglia. Uffici destinati 
a rilasciarli e pagarli, e norme di dettaglio. — VII. Abro- 
gazioni di antecedenti disposizioni. — Vili e IX. Durata 
e ratifiche. 

CONVENZIONE monetaria. . . . Parigi, 23 dicembre 1865 II. 118 
(in francese). V. Francia. 

CONVENZIONE Firenze, 31 luglio 1866 H. 157 

tra l'Italia e la Svizzera sulla tassa pei Vaglia postali, 
1. Tassa dei vaglia postali. — II. Abrogazione delle 
disposizioni anteriori. — III e IV. Durata e ratifiche. 

DICHIARAZIONI ministeriali . . . . 14 e 15 dicembre 1866 li. 204 
per Vesenzione dei sudditi rispettivi dagV imprestili for- 
zosi (in francese). V. Prussia. 

ARTICOLI Parigi, 8 aprile 1867 H. 284 

addizionali alla Convenzione telegrafica internazionale del 
17 maggio 1865 (in francese). V. Frangia. 

CONVENZIONE Firenze, 20 novembre 1867 II. 398 

tra il Governo italiano ed il Consiglio federale della Con- 
federazione Svizzera concernente le rendite ed i beni del 
Capitolo vescovile di Como. 

1. Rendite e beni della parte svizzera e del Capitolo 
di Como. — H. Somma da sborsarsi dal Governo Sviz- 
zero. — IH. Somma da sborsarsi dal Governo Ticinese. — 
IV. Compartecipazione svizzera ai posti gratuiti nel col- 
legio Gallio, ecc. — V. Conferma delle disposizioni re- 
lative ai posti gratuiti e pensioni. 



PER ORDINE ALFABETiCO DI STATI 403 

TURCHIA. 

TRATTATO di commercio e navigazione 

Costantinopoli, 10 luglio 1861 I. 14- 

tra l'Italia e l'Impero Ottomano (in francese). 

Sommario. — I. Trattati anteriori; trattamento della 
nazione pia favorita. — li e III. Prodotti del suolo e 
dell'industria turca. — IV e V. Importazioni ed espor- 
tazioni. — VI. Moldo-Valacchia e Serbia. — VII. Depo- 
siti, premi e rimborsi. — VIII e IX. Assimilazione delle 
bandiere nei porti dei due paesi. — X. Nazionalità dei 
bastimenti. — XI. Prodotti del suolo e dell'industria ita- 
liana. — XII. Transito. — XIII. Prodotti del suolo e 
dell'industria estera. — XIV. Sali e tabacchi. — XV. Armi 
e munizioni da guerra. — XVI. Passaggio del Bosforo 
e dei Dardanelli. — XVII. Dichiarazione di merci con de- 
stinazione per la Turchia. — XVIII. Contrabbando. — 
XIX. Trattamento della nazione più favorita per le im- 
portazioni turche in Italia. — XX e XXI. Durata del 
trattato; norme per l'eseguimento del medesimo. ■ — 
XXII. TarilTe doganali. — \xill. Ratifiche. 

CONVENZIONE telegrafica 

Costantinopoli, 16 gennaio 1862 I. 76 

tra l'Italia e la Turchia (in francese). 

Sommario. — I. Linea da Vallona alla frontiera russa 
per Costantinopoli. — lì. Cavo Otranlo-Vallona. — III. Pro- 
prietà e mantenimento del cavo. — IV e V. Stazione te- 
legrafica a Vallona. — VI e VII. Servizio di detta sta- 
zione. — Vili. Adozione dei principii della Convenzione 
di Bruxelles del 1858. — IX e X. Tasse. — XI. Conlabilità. 
— Xll. Esecuzione e durata. — XIII. Ratifiche. 

TRATTATO generale Bruxelles, 16 luglio 1803 1. 299 

pel riscatto del pedaggio sulla Schelda (in francese). V. Belgio. 

CONVENZIONE telegrafica internazionale 

Parigi, 17 maggio 1805 lì. 22 

(in francese). V. Francia. 



464 INDICE DEI DOCUMENTI 

ATTO PUBBLICO della navigazione del Basso Danubio . 

Galatz, 2 novembre 1865 II. 64 

tra l'Italia, Austria, Francia, Gran Brettagna, Prussia, 
Russia e Turchia (in francese). 

Sommario. — I, II, III, IV, V e VI. Disposizioni rela- 
tive alle condizioni materiali della navigazione. — VII, 
Vili, IX, X, XI e XII. Disposizioni relative al regime am- 
ministrativo della navigazione. — XIII, XIV, XV, XVI e 
XVII. Tariffa dei diritti di navigazione. — XVIII, XIX e 
XX. Quarantene. — XXI. Neutralità. — XXII. Ratifiche. 

Annesso A. Regolamento di navigazione e polizia ap- 
plicabile al Basso Danubio. — Sommario. — I, II, III, 
IV, V e VI. Disposizioni generali. — VII, Vili, IX, X e 
XI. — Polizia della rada di Sulina. — Xll, Xlll, XIV, 
XV, XVI, XVll, XVlll, XIX, XX e XXI. Polizia del porto 
di Sulina. — XXII, XXIII e XXIV. Disposizioni comuni 
alla rada ed al porto di Sulina. — XXV. Polizia del 
fiume. — XXVI, XXVII, XXVIII, XXIX, XXX, XXXI, XXXII, 
XXXIII, XXXIV, XXXV, XXXVI e XXXVII. Regole sui ba- 
stimenti che s'incrociano o si oltrepassano. — XXVIII e 
XXXIX. Regole per il rimorchio. — XL, XLI, XLII, XLII, 
XLIV, XLV e XLVI. Regole per l'alaggio. — XLVII, XLVIII, 
XLIX e L. Regole per la navigazione durante la notte 
e durante la nebbia. — LI, LII, LUI e LIV. Regole per 
i bastimenti ancorati. — LV, LVI, LVII, LVIII, LIX, 
LX, LXl, LXII e LXIII. Regole per i casi d'investimento 
e di naufragio. — LXIV e LXV. Regole pel getto della 
zavorra. — LXVI, LXVII e LXVIII. Polizia del porto di 
Tullcha. LXIX, LXX, LXXI, LXXII, LXXIII e LXXIV. Pi- 
lotaggio all'imboccatura. — LXXV, LXXVI, LXXVII e 
LXXVIII. Pilotaggio nel corso del fiume. — LXXIX, 
LXXX e LXXXI. Disposizioni comuni al pilotaggio al- 
l'imboccatura e nel corso del fiume. — LXXXII e 
LXXXIII. Regole generali pel servizio delle piatte. — 
LXXXIV, LXXXV, LXXXVI, LXXXVII, LXXXVIIl, LXXXIX 
e XG. Delle pialle locali. — XGI, XGII e XGIII. Delle 



PER ORDINE ALFABETICO DI STATI 465 

piatte pel cabotaggio. — XCIV e XCV. Disposizioni spe- 
ciali pei casi di forza maggiore. — XCVI e XCVII. Dispo- 
sizioni speciali pei casi di frode. — XCVllI. Contravven- 
zioni alle disposizioni sulla polizia della rada e del porlo 
di Sulina. — XGIX. Contravvenzioni alle disposizioni 
sulla polizia del fiume. — C. Contravvenzioni alle di- 
sposizioni sulla polizia del porlo di Tultcha. — CI, Con- 
travvenzioni alle disposizioni sul servizio del pilotaggio. 

— CU, Contravvenzioni alle disposizioni sul servizio delle 
piatte. — CHI. Ingiurie e vie di fatto. — CIY, CV, CVI^ 
CVII, CVllI, CIX, ex e CXI. Regole per l'applicazione 
delle ammende. — CXII. Disposizioni finali. 

Annesso B. — Tariffa dei diritti di navigazione da 
prelevarsi all'imboccatura del Danubio. — Quadro indi- 
cante la proporzione che esiste tra la tonnellata di re- 
gistro inglese e le misure adottate negli altri paesi per 
la stazzatura dei bastimenti di mare. 
CONVENZIONE TELEGRAFICA . Costantinopoli, '^-^ ISGO II. 436 
tra l'Italia e la Turchia che modifica alcune stipulazioni 
della Convenzione del i6 gennaio 1862. 

I. Linea telegrafica tra Tallona e la frontiera Russa. 

— II. Cavo sotto-marino tra Otranto e Tallona. — III e 
IV. Mantenimento, riparazioni e sorveglianza. — V. Ricevi- 
mento e trasmissione dei dispacci. — VI. Stabilimento 
dell'ulficio telegrafico ottomano. — VII. Facoltcà di ri- 
stabilire l'ufficio telegrafico italiano. — VIII. Regole della 
corrispondenza e tasse dei dispacci. — IX. Conferma 
della Convenzione del 1862. — X. Ratifiche. 

ARTICOLI .... Parigi, 8 aprile 1807 II. 28-4 

addizionali alla Convenzione telegrafica internazionale del 
17 maggio 1865 (in francese). V. Francia. 

URUGUAY. 

TRATTATO di commercio e navigazione 

. . . Montevideo, 7 maggio 1866 II. 139 

tra l'Italia e la Repubblica Orientale dell' Uruguay. 



466 INDICE DE[ DOCUMENTI 

I. Liberia di commerciare, navigare, risiedere e ne- 
goziare. — II. Esenzioni dal servizio personale, prestili 
forzosi, requisizioni, servizi mililari. — III. Gaso di guerra. 

— IV. Birillo di proprietà, successioni. — V. Diritti di 
navigazione. — VI. Parificazione di bandiera. — VII. Pro- 
venienza diretta ed indiretta. — Vili. Importazione ed 
esportazione. — IX. Commercio di scalo. Cabotaggio ri- 
servato. — X. Nazionalità dei bastimenti. — XI. Blocco. 

— XII. Lettere di marca. — XIII. Naufragii. — XIV. Avarie. 

— XV. Trattamento di favore in fallo di commercio, na- 
vigazione e attribuzioni di consoli. Riserve per i paesi 
vicini. — XVI e XVII. Rilascio forzalo e volontario. — 
XVIII. Exequatur. — XIX, XX, XXI, XXII e XXIII. Agenti 
consolari; loro attribuzioni e privilegi. — XXIV eXXV. Am- 
ministrazione e liquidazione delle successioni vacanti. — 
XXVI Polizia dei porli. — XXVII. Marinai disertori. — 
XXVIII e XXIX. Estradizione reciproca dei malfattori. 

— XXX. Documenti in appoggio alle domande d'estra- 
dizione. — XXXI. Durata e ratifiche. 

DICHIARAZIONE firmata dai rispettivi plenipotenziari al 
momento dello scambio delle ratifiche. 

VENEZUELA. 

TRATTATO d'amicizia, commercio e navigazione 

Madrid, 19 giugno 4861 I. 

tra l'Italia e la Refiibblica di Venezuela. 

Sommario. — I. Pace ed amicizia. — II. Diritto di pro- 
prietà. — III. Libertà di commercio e di navigazione. — 
IV. Libertà e sicurezza dei cittadini. Esenzione da ser- 
vizio militare. Prestili forzosi. — V. Trattamento dei sud- 
diti rispettivi in tempo di guerra. — VI. Tasse. Trat- 
tamento della nazione più favorita. — VII. Indennità per 
embargo. — Vili. Importazioni, esportazioni e transito. 
Trattamento della nazione più favorita. — IX. Nessun 
monopolio: eccezioni. — X. Diritti di porto. — XI e 
XII. Approdo forzato e naufragi. — XIII. Assimilazione 



PER ORDINE ALFABETICO DI STATI 467 

delle bandiere. — • XIV. La bandiera copre la merce. — ■ 
XV. Navi da guerra. — XVI. Consoli, exequalur. — 
XVII e XVIII. Privilegi ed immanità. — XIX. Archivi con- 
solari. — XX. Attribuzioni dei Consoli. — XXI. Eredità. 

— XXII e XXIII. Polizia dei porti. — XXIV. Disertori. 

— XXV. Avarie. — XXVI. Trattamento della nazione più 
favorita. ~ XXVII e XXVIII. Durata e ratifiche. 

^ATURTEMBERG. 

CONVENZIONE ^ . . Ginevra, 22 agosto 1864 I. 367 

pel miglioramento delle condizioni dei militari feriti in 
guerra (in francese). V. Svizzera. 

CONVENZIONE telegrafica internazionale 

Parigi, 17 maggio 1865 II. 22 

(in francese). V. Francia. 

DICHIARAZIONI ministeriali 18 febbraio 1867 II. 204 

per l'esenzione dei sudditi rispettivi dagV imprestiti for- 
zosi (in francese). V. Prussia. 

ARTICOLI Parigi, 8 aprile 1867 II. 284 

addizionali alla Convenzione telegrafica internazionale del 
17 maggio 1865 (in francese). V. Francia. 

ZOLLVEREIN. 

TRATTATO di commercio . . . Berlino, 31 dicembre 1865 II. 125 
conchiuso tra l'Italia e la Prussia, la Baviera, la Sassonia, 
il Granducato di Baden e gli altri Stati dello ZoUvcrein. 
I. Esercizio del commercio e delle industrie e trat- 
tamento della nazione più favorita. — II. Importazione. — 
III. Esportazione. — IV. Esenzione reciproca dai diritti 
di transito. — V. Favori concessi ai terzi. — VI. Marche 
e segni di fabbrica e di commercio. — VII. e VIII Du- 
rata e ratifiche. 



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Los Angdes 
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