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Full text of "Venetia, città nobilissima, et singolare: descritta in XIIII. libri"

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^1> 



I 



il Ci -f*» 




VENETIA 

CITTA NOBILISSIMA, 

ET SINGOLARE, 

Defcritta in XII II. Libri 

DA M FRANCESCO S^NSOVINO. 

NELLA QVALE SI CONTENGONO TVTTE 
he Guerre pafiate j con P^ttioni Illu/lri di molti Senatori . 
Le yitede iTriacipit&zli Scrittori finteti dei tempo loro. 
Le CkiefCtFabricffCtEdi^it&Titlaz^ publichij&priiutti. 
Le, Leggi t gli Ordini ■ & gli yfi antichi > e$* moderni t con 
altre cojif appreffit T^tabiUt & degne di Memoria . 

CON AGGIVNTA 

Di tutte k Cofe Notabili della flefla Citt:i > fatte > & occorfe 
dall'Aimo i;8o. lino a! prcfentc i66j. 

DAR GIVSTINIANOMARTINIONI 

PRIMO PRETE TITOLATO IN SS. APOSTOLI. 
Doue vi fono pofte quelle del Strìnga ; feruato però l'onlìne del med: Sanfouino . 

COTi^ T^^rOLE COVIOSISSIME, 
ALL' ILLVSTRISS, ET ECCELLENTISS. SIC. 

•^l-Ar Pv ^-^^k-TI E P O L O 



i 




. IN VE NETIA. AppKflbSteIBnoCnni. 



coJt uc£K_z^ De sFtmou, et t, 



*-;„< 



I L L V S T R I S S 

E ^ T: 

ECGELLENTIS 

SI G NO RE. 

DIVEDE h luce delle Sumpe 

^ del Saofouino , Libra di mo 

> aggiunte di ottanta anni (pai 

t .fecondo ingegno^ è ancp il 

f patidcl Nome REGALE, fon 

pitie , e fertunaco ATcendencc di felicità à ; 

tali , con confacrarlo all'imino^talità del mei 

V.£.Illu(l{inìma/& alla fua Ciblime viniì, 

aufpici di. così benigna Stdla non pauenti 

Momi) Se Ariltatchi . 

E pei veiità in tutti i modi dalla mia diu 
C> doueua dedicate al Tuo NoiiKgloriofo <ju< 
che viene atiichita , & imptetipfìta da dou 
di Glotia dell' Etoìcbe attieni in efla rcgiO 
iafmente di Iacopo, & Lorenzo Tiepoli Pa 
Se ambi doi Dogi • Il primo , che alia vinti 

* : 



trebbe ornamenti Reali , col Macrinaonio d*vna Figlia del 
Rè della Ra(cia ^ il fecondo , che nulla tralignante dal Puf 
dre, forti per Moglie quella gran Principelfa di Schìauonia . 
Quefti Furono doi Lumi radianti del Veneto Cido, da_rf 
auali vennero augmentati fregi, efplendori al fuo NobiliC* 
(imo Cafato , &c moltiplicate le Palme alla Paula per lt_9 
memorabile Vittoria, ottenuta da Lorenzo de Genoued à 
Tiro. 

Tralafcio di profeguire il racconto delle glorie di (uA 
Famiglia » peròcne il fuo minimo vanto è d'hauer partorito 
Oratoria Monarchi, Generali. a grEfserciti, Capitani fupre- 
mi all'Armate Maritime, e riempito co* fuoi gloriofi Germi 
tutti i podi più riguardflQoli delle Publiche Cariche, cosi 
nella Patria, come fuori. Confeflb, che tutte le virtù come 
Stelle luminoG; rìceuono il fplendoré dal Sole della fna 




Cappella fondata da fuoi Madori nella Chte(à di S. An- 
tonino, e rinouata da Lorenzo Tiepolo Senatore di akiflìmo 
grido» in cfccutione della volontà di Luigi Procurator di 
S. Marco fuo Padre. Ella è riguardeuole per i lauori à (lue- 
co,6c oro> per le Pitture di Iacopo Palma, per le Sculture 
del Vittoria $ ma refa Auguftiflìma per il Corpo di S. Sab- 
ba Abbate , donato da fuoi Maggiori à quella Chieià all- 
hora , ch*habitauano nella medeuma Parocchia 5 ma fonda- 
to poi il nuouo Palazzo, mcntouato in queft* Opera, D6- 
rrìicilio al prefente di V. Et nella Contrà di S. Felice , volferp 
anco tras£erir il Corpo di eflb Santo da quel Tempio i 
quefto> doue condutolo in Barca fino alle RiuCyUmòfitati 

tuui 



ami in terra il Santo Còrpo , da Co (leflTo , {enza opera hu- 
man a , ritornò miracolofamentc à S. Antonino, ouc rìpo(à 
in Nobile Sepolcro di finiffimo Marmo . Da che n'aunien- 
ne l'ardente diuotione profèfiau da Tuoi AntccelTori i Se 
che viuaanco arde in V. E. à cote (lo Santo, mentre a tutti 
di Sua Ca(à li vierie po{!o in fècoiido Nome , quello di 
Sd^ba, come fu in Vladislao vno de figlioli di V. £. Bat- 
Kfizzato in $. Barnaba l'anno 153 5. a 5.I>ecetnbre,Fe(liui- 
tà di detto Santo , dal Cardinal Federico Cornaro Patriar- 
ca di Venetia, e tenuto al Sacro Fonte da Angelo Contjfr- 
tìni Caualiere , pofto {otto riccò>,e Maeftofo Baldachino , 
In Vefte Senatoria» e Stola d'Oro> per ordine Pubhco in 
Nome della Macftà di Vladislao Rè di Polonia, per cenno 
di cui fa decorato con l'iftefib Nome Regio , vnito à quel- 
lo di Sabba^per la diuotione di efib Santo . 

Qual Bactefimo fu folennizato con apparato Mae(lo(b , 
« pompa Reale ')«ilèndo il Bambino portato alla Oiiieiàdal 
ContB Pietro Orlando Coltalco, accompagnato da MuHca 
Eccellente, Tuoni di Trombe , e Tamburi , concorrendo à 
cosi gran Cerimoiiia non folo infinid Nobili > e Popolo 
della Città } wì dello Stato ancora , vennero in numero 
grande e Caualieri ,& altri Feifbnaggidi (lima . In oItrc._^ 
offerifce tauta materia d'Encomi j la Tua Eccellenti (lì ma Ca- 
fa, che (ùeglia pidto(lo|i Cronologici a formarne gl'annali, 
che gli Storici à regiftrarne nudi , e (empiici racconti . 

Onde per non Snarrire nella vafticà di canti raguagli il 
filo di quello racconto, ho (limato Betie ridringere in_«» 
Gompeodiofi periodi t geftiBamo(i degrEccelientidìmi Si* 
gooti fooi Fratclb , tutti desinati al ^ruitio della Patria, è 
in Terra, ò in Mare , come Luigi, che morfe Prouedicoif 

^'4 in Cam- 



in Campo nelPvltima Guerra del Polefì ne. Domenico , cbtf 
ihorfe nel Porto della Suda , mentre era Capitano delle Ga- 
leazze, che per non abbandonar quei gran Legni » commefli 
dal Senato alla Tua cuftodia » de al Tuo valore, volfe più to- 
Ao morir in effi,che fmontar in terra per curar{ì,come era 
efbrtato da Girolamo Morefini Generale da Mar . 

Antonio,€heritrouando(ìin Armata,rottoil Commando 
del Prouedttot Generale Gio:Iacopo Zane>colto di MoTcher- 
tau nella fronte, cade eilinto nel Porto di VegIia,Gtouine di 
gran corraggio , e prudenza . Ma molto più di efpettatione » 
Lorenzo, che applicatoti allccofedi Mare, dopò efTer ftaco 
Capitati di GoIk>, e Proueditor del (^Armata, e datto fàggi 
di gran virtù » e Talora, ^to Confìgliere, morì dopò bauer 
£?ruito alla Patria, e in Terra, e m Mare . Marco, che fu Capt- 
tan di Naui,e di Galee, il quale per i patimenti d«l Mare, re* 
£o infermo , terminò U vita ) e finalmente Giouanrti virtuo- 
fìnìmo fC fapiemiflì^o Senatore , e Causliere, difertiflìmo 
Oratore,che dalle (uè virtù, & Nobili maniere» fò inalzato: ad 
ottenete il primo poflionelkgratiadtVladisko Rè di Polo- 
aia, e ne dimoilo viuiiègni^ieftraordiflanoafiktto, deAi- 
Dandolo Tuo commeiTo à rtceuer la noueHtiSpoià in Vienna, 
Cecili» Renata Figlia di Ferdinando 1 1. l'anno 1 53 5 intiemr 
con tanti PritKÌpi,.e Signori. La qual fìiotione fecr con tan- 
ta puntualità , & ordioe, che aportò (lupoti^ e merauiglie . 

Mandato poi dalla [(epublica yanno i545>Atnbafciator 
Bftraordinarto aUa fudetta Maeftà per negotij importantif- 
fìmi >con il folito valore £b(lenne quella Carica con tanta 
(plendore> e decorose con tanta prudenza firà le pericolo- 
fe gelofìe di quei Miniftri ,e de i Principali del Regno in 
negptiato cosi fpinofb^e rileuante , oltre à profufi di^endi^ 

per 



pcc U Cofoqiiiione della SerenìdìmA Regina Lodótuca.^ 
Murìa di Niuers % ch*hcbbe ad' inopouerire . 
. Noi ritorno poi dall' Anobafcieria del 1 547. fermatofi per 
faa iadirponcione improuifa àConiglianoi cagionata dalle 
fatìche,dallt patimenti addile paglioni, dalli perigli maggiori 
di ciò , che mai (i poteiTero efpr imer> in pochi giorni pagò il 
tributo alla Natura» con render pietofàìnente l'anima a Dio^. 
«(Tendo la Tua morte accompagnata dalle lacrime vniueifali, e 
de Cittadipi,e de gl*E(leri,roprauiuendo però lunmórtal Tuo 
Nome in faccia di tutti iSecou ad onta del Tépo,edeiroblio. 
Tali «dunq; Girono i motiui, che m'obligarono à con(àcrar 
qucftctmie deboli£iti«he a V. E, & per eiTer Lei vn compcdio 
di tutte le virtù , & vn rampollo di qudla Pianta , ch'Jbà ger- 
minato Huomini di così alta ftima>non elTendon dimodrata 
inferiore ad'alcuno diedi in tutti grimpieghii e Tpecialmen- 
te nel/e due Tubiimi Cariche di Capitano di Brefcia, e di Ge- 
nerale di Palma, dopò hauer CcotCo tuti'I Mare ne gl'anni 
fiioi più giouinili, riportandone le Beneditttoni da Popoli , e 
dalla Pattia il merito , e l'agradimento \ fpecialmente per ha* 
uerle prodotti cosi generofi , & lUufttiflìmi Figlioli. Luigi, 
che dopò il valorofo gouerno di Macha/ca in Dalmatia , con- 
tro l'Armi Ottomane, & il Reggimento di Rouigo gIorio(à- 
mente efercitato in quei gelofì cófini , di prefènteiì troua alla 
Regenza di Verona , con tanto applaufo vniuerfale di fauiez- 
za^di Giuftitia,d'humanltà, e d'incomparabile (plendore . Di 
Francefco Signore di fuprema bontà, e di coditioni (ìogolari» 
con cui. fi ttou^ accafata Lucretia Cornata Nepote, e Prone- 
potè di Fracerco,e di Giouani Padre,e Figliolo Sereni(s Dogi 
di Eterna, e fortunata memoria . Di Lorenzo» foggetto d*alto 
fpiritoiedi Virtù fopra grande , e di qualificate prero^Ltioe, 

che 



che nella Tua cenerà età hi viaggiato la Francia , la Spagna*^ 
hnghilcerra . la Fiandra , la Germania , e le parti piti Nobi. 
li d'Italia, con canto merito» e lodi diV. E. eh' ha voluto, e 
fàputo fupptire a tucct i numeri della più diligente , amoro> 
rajt&efquifìca Educatione. 

Non udcgni dunque V. E. ad aggradire intedtmonio di 
£ii(ccractfGma diuotione quefta mia Opera s ed^ accoglierla 
focto l'ombra della Hia immortai Procecctone » dono in ri* 
guardo del vado Tuo merito, picciolo , e qua(ì che confi- 
nante col niente» grande per lirpedo del cuore » che non 
ròeflere più diuoto,. elTendo tutto diretto» & incento al- 
veneiactone d*vn tanto Nome» alla Grande2za delquate 
riueiente m'inchino . 

Cafa b 12* Sette:mbr& itf^j- 



Di V. E. Illudridtmii 



Gwftinidn» Mdrtinhvi 



AD 



A D AVCTOREM 

Additamenti . 

Contmit UDKIACJE LOer Uc IupgiiU GtntU 
AS* , yiru , Vira , Ttmftrd , Ttapla, "Dma . 

ymis Uefi j retri» fti t<m ruta «nfi» firn* , 
Vt Jktt, tic. t^Bimctbecd, Uitr. 

Om»U difiiitStit rrirtitrit 4rU. ^ùt Autbn-f 

3VSTWIA-NVS . EimyusfiKltgi'vMltì 



A CHI 



A CHI LEGGE. 



PCeoUFenetiadelSanfouim con l'^^ggi'onta daìl'anjio 1580. doue 
^ egUtcrnìina,fmo al. prefetftefóó^. 

f' Il Stringa vi Jecéancb'i'sti'rti'aggiontà ài folii6.àmi, cioè: dal 

> i^8o.ftnoai lóQO.mabàdimanierainfertifit fuoTeJiaconqueU 

\ loMSjtnfouinotcijeponft difieTnel'.vnodvU'dtro.t oltre che egli 

7 muta l'ordine de Sejlieri , e delle Chiefe . & altera molti racconti 

k di effo Sanfouino . ^ejÌo ù ^uuor Cla[fico,degno di commendatio- 

ne,non fdapertiiwèntimefch'è 0igolare%miper Cordine, fif 

eruditione ; e perciò mi è parfo bene lafciar tuttofi fuo Te/io ltbero,e li raccontìnel fuo 

ordine,& cfier, efolfo agogni raccontvt potiergli i'additÌDne,come t^unto bàfatto> con 

mutaticne di Caratteri . 

In qucJìop^olHJne fono corfi de gl'errori (cfiendo la flampa madre di ef^) non fo- 
lodi lettere falfe ì^he periodtmutUati tftfuiuocationi', e italtr'i fór'tii DiélJi nonbò 
fatto nota ; percbe il f^io , e dotto Lettore li potrà facilmente conofcere > & emen- 
dare,&il Lettor fempfice , li pajferà Jen'^auuederfi diejft. 

Quejta materia delle cofe di yenetia è da conUnuare per tuttala dwationedi cosi 
Inclita, e Gloriofa Città , che vuol dire per tutta l'eternità del Mondo; poiché ella 
non mancherà fé non cclmancar delmedeftma Mondo, come dottamente lo dimo- 
J^ra^e proua Tietro Romero nel fuo difcorfo intitolato: VenetiaEuiternaj v'edtn- 
doft di giorno , in giorno nafcere tn quefia marauigltofa Heggia t cofe nuoue > come 
erettioni di^Uari,di Maufolei, con altri ornammtidi Tucure, e Scolture ì Ma- 
gnifici Edifici^, e publici , e priuati . Sentendofìdel continuo fatti Illujìri in Mare, 
Cr interra di quella Screniffima Rcpublica ,dimojfrandoci fcmpre ^tti di Religio- 
ne, di Bontà 1 f'i Ciujìitìa , d'Equità, di Forte'^Ta , e d'altre Virtù , che fono tutte cofe 
di rtgtjlro , e di memoria ; fi però ni fon difpojio di continuare d fcriuere col mc~ 
djimo ordine tutte le cofe, che accadono, & accoderanno in auuenire, [ino, che 
, Iddio mi prefia vita , per formare vna continuatione ed prefente Tomo, quando pe~ 
rò vedi , che quefie mie fatiche già fatte , ftanp aggradile dal Mondo . Coi dar fuori 
anco dne aUrc opere di materia Bifiorica» htaemiofa. Vale. 



AVT- 



o 



^'V Y0R1 OlOr A^l>4 



Nel preferite Volujne 



-fu:. 



ALbertp Graotzio . 
Albertino Muflaco 
Aleandro Alberti ■ . 

Andrea Dandolo 
Andrea Mocen^o 
AitonioSrclIa 
A'idrea Morefìnj HHlortco. 
Alf<Miro Lofchì Hiftotico. 
Battìfta Egnatio 
Benuenuto Rambafdi 
Beninccndi Raujgnanì . . 

BemardoGiuftìniano 
Bernardino Corio 
Bernardino' Scardeonc 
Biondo da FotU 
BartiOa Nini HiRorico. 
Capitolari ài diuerfi offici 
Cariò Sigonio 
Caflìadoro Senatore 
Cornelio Frangfpaoé 
Cronche i penna 
11 K.Carlo Ridolfi 
Donato Gianotti 
Francefco Petrarca 
FrancefcQ Gutcciardini 
Ftanccfco CJJiirino 
GabricBo Simeóni 
Gafparo Contarinì Cardinale 
Ciouanni Bembo Cronìfta 
GioLianni de Conti CronifU. 
Giouanni Villani 
Giouannij Nauclero 
Giouanni Simonetta 
Gto:Giorgio TriffiiH> 



■ :-t,:-3 



Gio: Jacomo Caroldo 
Gio:Battìfta BanHifìb 
GioSanifta piala 

■GiJriiftedbViferduiiw ■ 

G io>Frantc^LoredaQd 

Libri, e rcgiftri diuerfi . - : 

Marc' Antoni© ^abellìco 

Marc'Antonio Michele . \'^ 

MarjnoS^pato ■ - ' '£ 

latteo Vaiani-- • ■ ■ A 

Matteo Palmìeio 

Nic(HÒZeik> " ... 'f 

Oratìoni i Prencipi Veneti 

Paoro GÌOUÌ6 : '.C 

Paolo Ramali* - 

Patti dìnerfi antklri ;' 

Pietro Gujlombatdo 

Pietro Marodk» 

■ Pietro Dciftw ■ >* 

■ Pietro Paolo Verger» -^ ^ ' i 
Pietro Damiano 

Pietro Bembo CarSinale .V 

Pietro Gìultinìano 

Paofo Partita Hiftwico. vv 

Prinilegij antichi diuerfi 

Rafaino Caldino ' '■■.• 

KaffacifoVblaterafto ■ - - \ 

Raffaello de Mafièi. -1-.' l'i :* -- ^ 

Scritture autentiche antiche 

Statuto Veneto 

Sopplemeoto delle Croniche] 

Nauigationi>SE via^ . 



MATE- 



MMBRIE» CHE SI Tn.ATTANO 

NELL' OPERA PRESENTE, 

DKlinu in XI IH. Libri, de qmli fi ragiona. 

NEtprìmo del SefiìCM di Ct^UBo» dùuefi defiriumo le Cbufe, i Motù^eru^ì0- 
ratorifà Corpi Stntiy i Sepolcri >pi Mpitt^ »ie Statue Je T tttwre, le Librerie »£ 
Ciardiiib& altre tefeimportiatit(befitrctiami»eflò, '\ 

J^ Seeondadi^teUa di Sfim Marco t 
"Ufi Teri(ff»di Caaareio . 
Xf' i^urto j dttm Volo , 
Jiel Quinto di Saat A Croce . 
^l Se/Mi Dorfoduro . 
^iSettimotieUe Fraterwe * 6 Scuote Grdndit (Jr* d^ìtorigtnià^itutioBitprOHenti « & 

ordini toro, 
VsWQttauot delle Fabriche publiche di VUt^ÀeUe Troewratie» de^Ifota di SJalto » 

delF^rfemUCi dH Pontico de i Tedefthit & di etiuerfi Studi . 
^iel t^otto^Ua maniera» eommodità i & IxSe:^ del Fabricar di yenetia» de i Va- 

M^i priuatt, & laro ^KaMtltd,& delU ricci»r^^« de loro ornamenti. 
7iel Decimo, de %liyfi,& Copimi indiuerfe materie, degli Habiti antichi , & mo~ 

denri,de i MatriwtM^e iVartitde i FMneratitdelle Fepe,delle y'enute.didiuerfi 

TontijicitJmptradorùìlS' Hi» in qmefta Cittd> df di motte altre cofe fomigUanti . 
Vsl^fndetimo, della Grande:f^at & D^ùtd del Principe di Venetia . 
'liei Duodecimo t.deffjtadau'Piàdicbetntrio^d^ Doge ttrdeUe loto Ordini i& 

ct^oni, 
7{et Terxpdecimo» deUe-yite de 'Prin(ipi,f9' de i letterati yenetì, che fumo fetta 

W/i Trineioit & in ^mU profeffione fcriuefferojSr' lafciaffero libri . 
"HglQjiartodecimo i pojto vu Cronico particolare delta Città , done fono i Dogi, i Ttt- 

triarcbi di Grado» i yefcoui, & Tatriarchi di yenetia . I Cardinali , i Trociirato-i 

ri, i Cancellieri Grandi, con-tcCuerrcle Taci^Lethe,& le Tregue. CU^Acqui* 

SU, le "Perdite, le Sftte>& k littorie , con tutto quello che i corfo netlaJtepi^lica > 

§iu d frefnte ^ 



DELLAVENETIA 

CITTA' NOBILISSIMA 

Defcritta da 
M- FRANCESCO SANSO VINQ 

HOR^ ^4MTL1^T^, £T ^CC tLBSC I y T ^ 

DAD. GIVSTINIANO MARTINIONI 
Frìmo Prece Ticolitoia SS. Apolloli. 

LIBRO PRIMO. 

'" I FFERMA Tito Liuio i Cornelio Nipote , & Strabene i con faj 

' jnag^or parte de gii Scrittori > che gH Heoeci di Paflagonia dopo 

la morte ai FÌIcmencRèiorOa venuti in Italia con Antenore, & 
p Tcacciati gli Euganei > fi fermarono in (]ue(la Proiiiiicìa chiamata 
^ poi dal nome loro Venetia > i cui habitatorì nobiliOìmi fra gli 
> altri > per giudicio della Rt-publica Romana; fnrono, comeat- 
b tefta Cornelio Tacito nel quiotodccimo libro de gli Annali, fat- 
'i prima Cittadini) & poi Senatori dì Roma. A quella ProuìnciaafTcgnando alai- 
ni i confini , dìlkro die da Occidente era il Mincio » il Lago di Garda . & il fiume 
Sarca; da Oriente le foci del Ti.Tiauo . con parte del mare Adriatico ; da Settentrio- 
ne i*Alpi TaorifanC) che diuidono l'Italia dalla Germania , & da ntezzo giorno le 
bocche dell'Adice . con le paludi di Melata, &diBet^antino. Contiene diucrfc_. 
Nobi!i> & antiche Città, le quali ripiene di'diiariirimiperfonaggipeEricciiezze, 
&per faneoc, faremo illulb-i ne' tempi andati; perciochc vi fi annoueraPadoua, 
Vdcrzo, Viccnza,CiuitaldiBenaoo, Aitino, EftCj atTrcniro fino à Trento. Da 
.. A que- 



% DEL SESTIERO 

ni barbare nelle perfecutioni d'Italia > nacque nelle fue vicine Lagune > vn'akra quid 
nuoiia lYouincia detta Ducato : tanto più ammiranda > quanto ch'ella fti pofta nel- 
Tacque > la quale per non cifer punto minor di quella che la produfle i edificando 
delle reliquie della defolata Prouincia» nuoue Citta per diuerfe iTole delle Lagune^ » 
creflfe in breue fpatio di tempo , Rialto> Grado > Cartello Oliuolo, Caorli> Heracleat 
Equilo y Torcelio % Burano> Pele(lrina> Chioggia> Capodargert» Malamoccot&Ma- 
rane • Di quefte le principali furono > Rialto» Gradoi Heraclea^ & Caftello Oliuolo. 
perdoche eflèndo i Veneti intenti finanzi ad ogni altra cofa) ai culto dftìioo irti p(P 
fero i primi fondamenti faai • Conck>(ia che in Rialto i^'eftinto miqicololamenteB 
fiiocoacctifo in cafadifintinopo Architetto) vi fiì edificio pec toto S A Ilfiot# 
confacrato poi » con modo infolito non da vn folo y ma da quattro vefcoui dcùe 
vidne contrade • In Grado Elia Greco» buomd di fanta^ita ^ndò il Patriarcato » 
In Caftello Olinolo» la fam^lia de Samacali» detti hoggi Caaotorta» vi fobico (auan- 
ti ad (^i altro edificio di muro ) vn Tempio d San Sergio & Bacco • £t in Heracles 
le prime pietre» che vi fi mifero» vennero calle facre mani di Magno nobile Altinate» 
& Vcfcouo di Vderzo i dopo la cui rouina» conduccndo egli i Veneti nella più ripo- 
ib parte del Golfo » vi confirufTe la prcdetu Citti ; nella quale doppo \ Tribuni » i 
Maeftrì de Canalieri» ò foldati» fu finalmente inftituito il £>oeato • il cui Trono » èc 
la cui maedd nata in Heraclea» & di quindi transferito a Malamocco » fii poco da poi 
feraiatFo & ilabilito in perpetuo nell^XfoIa di Rialto • La quale prima i eflere habita- 
ta in quella prouincia ò Ducato » prendendo tiittauia felice , 6c gagliardo augumen- 
to » cofi per k genti di terra ferma» come anco per quelle deU*Ifolc all'intorno» dopo 
la traslatione del Principato in Rialto » diuenuta ampia » & honorata Cittd » & rap^ 
prefentando col corpo Ino % tutta quella Pifouinda dalla quale jfu partorita ( poi ch'- 
ogni Cittd pofta all'intorno di lei da Capodargere d Grado è connumerata perfua 
contrada ) afluufe in fé ftefla » non folamentela nobiltà» le richezze» & ogni altro or- 
namento deirancica Prouincia del fuo continente » ma le tolfe anco il nome » chia- 
mandofi non più Rialto» ma Venetia » & Vcnetie nel numero del più » come quella-, 
che pofta nclfombelico del Ducato » centro d'amendue le Prouincie» rappreienta la 
Prouinciat & r^gc» Scjgouema» come donna» & Signora rvnapartc » & raltra . 

Giace adunque la Città di Venetia nel mezzo dell'acque falle » difefa da Leuante > 
da vn Lido aperto in fette Iuoghi»il quale circondando Tvltimo golfo del mare Adria- 
tico» forma alle fpalle profonde paludi » fatte parte dallo fcaricapiento dei fiumi» & 
parte dal fluflo» & rtìftuflb del mare; conciofea che cadendo dall'alpi fette fiumi» 
cioè il Tagliamento» la Liuenza» la Piade» la Brenta» il Pò» TAdice» & il Bacchiglione, 
& paftando per efiè lagune» sboccano in'mare » & da Ponente è guardata » & circon- 
data per lungo tratto fino d tramontana da i mattini di terraferma lontani da lei 
per Io fpatio di cinque miglia» & dairOftro dai fini della Città di Rauenna. Fra i 

Suali confini (che fono le proprie mura della Citti di Venetk ) é circoita alFintorno 
a diuerfe Ifolette > sii te quali apparifcono» quafi come tante rocche» ò fortezze > di- 
uerfe Chiefe» qual lontana» & cjual prcfTo » perdoche dalla parte de monti fi vede 
S. Giuliano» S.Secondo» S.Giorgio d*Aiega»& Santo Angelo di Concordia» Da quel- 
la di mare» San Nicolò S* Francefco dal Diferto» S. lacomo di Paludo» Santa Hcicna » 
Santo Andrea» S. Chriftoforo dalla Pace» San Michele» San Lazzero , & San Seruolo» 

& più oltra San Spirito, San Clcmepw^ Santa Maria di Cratia, & San Giorcio Mag-^ 
giore* " 

Gira 



DI CASTELLO LIB. L 



.^«^ ^w«»^.-«^ otto mislu compitttca m ^o. contrMc > con ^o. Chteie ^4* 
mite comcnunemente paroccbie > & capo ogni vna di cfTe di vna contrada • Conde- 
ne^trìiDente 59.Monifteri> j i. di Frath & 28. di Donne Monache dedicate al culto 
di Dio • Gli oratori)) &: gli Spedali vi fcmo itt buon numero» officiati come le Chiefe> 
&(^iChiefa ha la piazza» & il pozzo publico > fpaciofe per la maggior parte > &: 
quadrate . Et perdoche difcorrono i canali per la Citti in quella maniera che fanno 
ic vene per lo corpo humano; formando ciiuerfe Ifolette in numero pur troppo 
grande > parte Atte dalla natura» & parte dairardficio> però 450. &piàponu di 
pietra vina» le congiungono infieme V^tì», con l'altra» imgombrate da nooilimmi edi- 
fici» da palazzi illmtri»& da machine» & Tempi) veramente reali ; i guali tutti (i vi 
per terra» & per acqua con gran commodb » & in picciole barche b eniflimo ornate » 
dette gondole » al numero tra quelle proprie de nobili» & de Cittadini» & fra le mer- 
cenoarìe » di 9. in io« mila » pronte coC in tempo di giorno come di notte al feruigio 
diogn'vQo molte delle quali ftanno fui Canal grande » a i traghetti» il qual ba- 
nale efiendo per fcmghezza 1 300. pafla dalla Do^a di Mare fino all' vlcima punta di 
S. Chiara» & nonattrancrfiato da ponte alcuno» mori che da quello di Rialto» ii paflfa 
conk predette barche . 

L*ana poi di gtanctemente buona» conciona di'è purgata dal fluiTo» ScrefluiTo 
delTacqua» laquJuecrefcendo»<^ni5.horefolieua» & fcemando conduce via dò 
cbe de di corrotto òdi immondo. Oltre i ciò la moltitudine de i fliochi rifolue i 
^^tpori maligni» & i venti foffiando liba:amente » & (copertaniente per tutto la ren- 
dono pia chiarsU&Caiubte. Si aggiunger queftola faifedine» che cflendo per na- 
tura fnù calda» 8c meBomunida» genera vna temperie molto vguale» & foaue . Onde 
peidò fi vede» conmarauigliadei forcftierì » gran copia di vecchi di grandiffima^ 
età» pitti di carne» diritti» robufti »&direuerenda apparentia per la canine » & per 
labellezza de corpi » mannello» ch'è maram'gliofo a vdire » hd quell'aria vn priuUe* 
gip (pedale dalla natura » che ogn'vno di qualunque natione»ò fotto qual clima fi vo. 
glia nato » fi conforma con effa con la fua compleifione » fentendone pari beneficio » 
cxA qudli che fono auczzi alTaria fottile» come alla «ofla. 

Abbonda il paefe di ampliffimepefcagiom* di pelei nobili in tanto numero » che 
tea pure fi ft:^iifcono ^li habitanti di efia Cirri due volte ogni giorno» isa fene 
manoaiX) ancora alle vicine ck ti di terraferma» cofi fuddite come efterne • U mede^ 
fiiao avene de gli vccelli marini » i quali fono dì fattezze » & colori cofi vari) » che è 
impofiibil cofa i poterlo efplicare • Et la diuerfiti loro è tanta»che noi ne habbiamo 
vccuiti prefi»& ritratti al naturale co colorì dall'eccelJete mano di Manno Malipiero 
Gentilhuomo di vinadflimo ingegno» più di 200. forti » onde fi può dire che quefto 
luogo fia propriamente la cafa loro. Per quelle cofe adunque » & per altre infinite 
appreifo » quella Citti ottiene » & hi ottenuto per molti fecoli il Prindpato fra tut- 
te raltre del ox>ndo » come ammirabile per tante fuemarauigliofe doti. Però gli 
Scrittori la chiamarono Singolare » Percioche fé alcune furono bellifiime di fito» oc 
con ricchi &Q:andi edifici» nondimeno hebbero qualche fomigUanza con l'altre. Ma 
quefla fola pofta nel mezo dell'acque » non hi cofa in terra alla quale fi pofia parag o« 
nare.Condo&ui)e Tvnico fito fuo è di modo congiuttto con le fue parti»che fi gode in 
vn tempo medefimo» la commodiri dell'acqua » & il piacere della terra • Sicuro per 
non efier pofto in terraferma da gli aflalti terreftrì » & ficuro per non eiTer nella pro- 
fonditi del mare » da i maritimi aifalti . Di maniera che fé l'altre Citti guardano 
8c conferuano i loro Cittadini» con le mura» con le torri» & con le porte» quella aper- 

A a ta» 



4 DEL SESTIERO' ' 

tai & knti riparli non fobmence è ficura comes'è<ktto » ma con mirabil prouedi-' 
mento>rende anco (kure quelle cittd che dormono fotto la cnfiodia de gli occhi fuoi. 
E (ingoiare confiderata la cagione dell'origine Tua. Pcrdoche eflendo il mondo in 
gran parte contaminato dallanerefia Arriana » molti popoli fuggendo (oltre all'ini- 
quo Imperio de Barbari» che per ogni verfo cercauano di spogliare airitalia i 
uioi honori ) la corrotta religione che eìfi teneuano» (i ridu&ro m qnedi luoghi» do« 
uè in fegno de i loro animi catholfci> & veramente fedeli , edificarono tante chiefe-» 
quante vediamo > ampliando il dominio col fauor del Cielo » per la (incera religio* 
ne> & per lo vero culto di Dio> il quale vi (i vede feruentiiHmO) & grande > quantoìn 
qualunc^ue altra parte fì voglia d'Europa • Onde però infinite furono in ogni teriipo 
rattioni , che ella fece» Sedie tuttauiafd» coli col nesotio come coti Tarmi» per 
conferuatione di Santa Chiefa» & di Chriflianitci» come e ben noto a tutti coloro che 
leggono nelle hiftorie le cofe pa(rate . Singolare oltre i ciò» perche eflèndo commo- 
da a tutte le nationi cofi vicine» come lontane > - ci concorre oalle ptàlo^inque parti 
della terra ogni gente (onde ci (i veggono perfooe digerenti» 6c difcordi»di volti > di 
habitì» & di hngue» ma però tutti concordi in lodare cofi ammiranda Città) per traf- 
ficare» di mercantare ; Coneiofia che la mercatura ci è m colmo » Se la moteitudioe 
deirani è incredibile » Se in tanta eccellenza che nulla più • Ne ci è punto minore la 
copia di tutto quello di buono che s'appartiene all'ornamento della vita Nobile» 8c 
ciuile» fiorendoci le lettere» & Tarmi» con molta gloria della Citti • Singolare anco m 
perche fé Taltre circondate da fertilrdimi campi , à pena hanno a baftanza il viuece 
necclTario a ipopoli loro »quefta fola fenza altro terreno »òpianura» nonpurnutri* 
fce abbondeuolmentc il fuo numerofo» Se quafi infinito popolo» ma fpe(re volte Qod* 
Io delle circonuicine Città • Singolare parimente » perche in vn tempo moànimo 
hebbe, & l'origine fua» & la fua ubertd • Onde non nacque mai » nemori in Veneria 
alcun Cittadino » che non nafce(re » & mobfle libero • La qual libertà non le fumai 
turbata» & ciò per la forma del fuo eccelfogouemo. Coneiofia che temperato di 
tutti i modi migliori di qualunque fpetie di publica animinifiratione » & compofto i 
guifa di harmonia» proportionato» & concordante tatto i fé iìcSò, è durato gii tao- 
d fecoli» fenza feditione ciuiie» fenz'armi» & fenza fangue fra i fuoi Cittadini » inuio- 
labile» & immaculato » lode veramente vnica di queita Città » della quale no|i può 

f|loriarfi» ne Roma» ne Athene» ne Cartagine» ne qual fi voglia altra RepubHca » che 
ut ftatapre(ro àgli antichi di maggior ^ido. Singolare oltre a quefto. Perciochc^ 
fatta reiugio della nobiltà » i primi haBitatori » ricorrendo nelle fuenture della Pro- 
uincia per faluarfi in quefli luoghi con fperanza diconfeniarui il feme dell'ornamen- 
to» & della libertà rf Italia» dicckro cffcmpio altrui» che ne tempi fiitnrijgli altri moC 
Ci dalTiftefib defiderio » faceflèro il medeiìmo in tutti i fecoli » volendo ialnar fé iìeflì 
con quelli honori che apporta allo huomo la maggioranza de loro pafl'ati . Et fingo* 
larimma finalmente, perche ripiena di fplcndore per il fuo diuturno » & indicibil go- 
uemo» rapprcfcntando à vn certo modo la fcmbianza della Republica Romana.^, 
mantiene con degnità preflb à tutte le nationi che vigono lòtto il Cielo» quell'autto- 
rità reuercnda» per la quale dia è celebre , & grande . Oltra che ne gli alfalti fatti ne 
tempi andati» da gli Infedeli alla gente Chriftiana» ha foftenuto» quafi antemurale di 
tutte Taltre Prouincie doue s'adora il nome di Chrifio,& tuttauia foftiene col fuo in- 
uetcrato honore & valore»queIla ripuratione che è rimafta all'Italia» doppo Tecddio 
dell'antico Imperio Romano» couiC rifugio» & fatate di tutti i fedeli . Quinci auiene 
che e riputata domicilio illuilrc di gloria . Perocché prouenendo la glona dalla rk- 

tur 



tor e A $ T 51 t O lìB. t I 

td» efl* tuctam rihtfe » at riAMc b ^acfta con 0^^ 

Ina: fopraU quale (aldament^ fermata > bdfaputotrouarmodojchenonvno^notf 
pochi » non ix^ci fignot^iano» ma molti buoni > pochi migliori> & inficmemetice 
FS'ottimo folo • Et fingolari;ffiipa per (iairo albergo del viuere humano» perciochc 
jn nefiun*altro lato dell' vm'uerfoi Io huoftìff è afloluto fignor di sé medefìmoi de beai 
ddla fortuna» & dello honore y più che in cjuefto * Onde però fn intjsrpretato da al» 
cuni> die qudla voce VENETI A > voglia dire Veni etiam > cioè vieni ancorava & 
ancora» perdoche quat^ viqlte verrai » fempre yedrai nuoue cofe> &nuoue bel- 



C>^cfki Ctttsladunque diuifa nel foopiti £blto corpo da vn canale che sbocca ia^ 
qtt«lc Iagone»dalla banda de i due Cauelli pofti fui Lido : fu compartita da i noftri 
niMggwrhin fei fefti»detti volgarmente Se(Ucrif& vollono che tre di qui da Canaleyff 
diiam Jiflero i!d CaAeUo > di San Marco » & di Canareio > & che tre di là foiTero detti 
di Sao Polo > di Santa Croce f & di Dorfoduro » denominandoli forfè dalle piùfuo- 
Im1ì> 6c prindpali Chiefe della Cictj. U SeftiejrO adua^ae di CaQello : primo 
fraglialtri per la ChieCaCathedrale del Patriarcato» f^efe nome daft'Solctta chia- 
mata (hi gb Antichi Cafteilo 01kiok>7 & hora femplicemente Caftello . La quale Ih^ 
letta è feparata dal corpo delia Citti , da quella parte che è dirimpeto alla bocca del 
lido y ma congiunta poi con vn lungfaiflinx) ponte di legno • Si dice che Antenore 



giniife in quello liu^ : & vi formò quaiivna terra» la quaieegli chiamò Troia; & 
dalla qual forfè Tlfcnia» fu per Tauenire nominata CaAello • Et che di quindi entrato 
per la foce deUa Breata ne i campi fotto i monti Euganei » vi edificò Padoua » ouero 
lecoodo Bkrì Aitino • Scrìue A ndr^ Dandolo Doge»huomo integerrimo» & dottif- 
fimo nel tempo fuo» che i primi che vi fabrìca/Tèro mronoi Sama^i» chiamati hog- 
gidx Cauotorta > & fi dice che vi fondarono vna Chiefa fotto i nomi di S. Sergio » 5c 
Baccoj doue ripofero i corpi loro • Si hi parimente»che ella fu Citt:i feparata dalla^ 
tThcd di Rialto > non altrimente » che fia diuifo hoggi Burano da TorceUo • La qual 
cof^ fi prona per antiche fcritture « Conciofia che frinendo Carlo Grofib Imp. alla 
iVép. & occorrendoli di far mendone d'alcune dttà del Ducato còputa Ciftello Oli- 
uolo (rà le Citti con quefte parole • dtm Vrfo Duce reneticorum » idefi cum habitat^ 
ribusRiuoalti, C^riOlwU, Clugia, TorccUuCmtatis'Hpu^yEquUiy&c.lXmtàt- 
fimo /crine Othone» Lothario» & diuerfi altri Imperatori i in diucrfe occafioni. 
&jpetò fti collocatain queirifola il Vefcouado» acdoche efiendo Gitti haiteffè» nel- 
la Ipirituale il fuo capo» poi che il Trono Ducale capo del temporale» era ftato poflo 
ndla Cittd di Rialto « Percioche effendo eli habitatori delle Iiole circonuicine flati» 
éersrantetnpofottorobedienzadelVefcouodiMalamocco» & venuto Tanno di 
Chrifto 774. he dalla edificatione di Rialto 25^1. adunatafi vna parte del popolo » Se 
dei Clero» conftimirono vn Vefcouado nuouo m quella Ifola » al quale s'accodarono 
kGcmdki Rialto» Luprk> » & Dorfoduro • Et Papa Adriano confermandolo gli 
diede molti prioilegi » & vi mifero per primo Vefcoùo Obelalto » ouero Obeletòli- 
gbnolo di Eneogiro Tribuno di Malamocco» approuato»& inueftito dal Doge;& co- 
iterato dal Patriarca di Grado . H qual Vefcouo fi fottofcrifle » Vefcouo Ófiuolenfe 
fino all'anno 1 09 1 • nel quale Henrìco Contarinò 2 ^ per ordine de Vèfcoui mutando 
il Titolo» fu primo che lottofcriueffe Vefcouo Calteflano» & durò qucfto vfo fino al* 
Tanno 145 1 . nel quale effendo venuto in competenza il Patriarca di Grado » che al- 
l'hora habitaua in Venetia» nella Chiefà di S. Silueftro » col Vefcouo di Cadello» Pa- 
pa Nlopljl Quinto dichiarò per vn Brcue> che quelle due Chicle fi doueffero incorpo- 

A 5 rarei 



f DEL SESTIERO^ 

feChìefe • Morto adunque Dotnemco Michele Patriarca! dietd di 47.^nni* Loren- 
zo Giuftiniano Vefcouo di CaftellOf che era di 8o« bebbe il Patriarcato di Grado » 8c' 
^}dfi cel&ndo il titolo di Vefcouado^ch'era dbrato 727. anni fotto 5 2 . VeTcoui^fi con* 
alerti in Patriarcato di Venctia > eflendo il predetto Giuftiniano il primo Patriarca^ 
di quella Cit^. 

SAN PIETRO. 

Contiene la prerentelfoletta la Chiefa di San Pietro» veneranda per Pantichiti 
fuasper lo Principato ch'ella tiene fra Taltre conte Metropolif& per la d^itd del 
Patriarcato > percioche fi dice> che fu per riuelatione di S. M^^^no fondata > & finita 
l'anno 841 • da Orfo Participatio Vefcoao^ & fiì condotta dpenetdone in^. anni » 8c 
confacrata à S/Pietro per memoria della principal Chiefa di Heraclea» Città la pri- 
ma volta habitata dal popolo Venetiano • Ma eflendo ne tempi di Viod Michele di- 
ilrutte da vn fooco diueiìe cafe all'intorno con qualche intacco dd corpo della detta 
Chiefa» fu riformata con alfai grofle muraglie > mantenendofi tuttania rordiue della 
fuacompofitura tratta dal modo del fabricar Greco. Ftì poi ne gli vkimi tempi 
adornata di nuoui edifici ; percioche Antonio Contarini decimo Patriarca » aggmn« 
(e da i Iati del Coro > due Cappelle honorate ; & le dotò di beffici per aocreicimen« 
to de\ culto diuino • 

Quella dal Iato deftro dedicandola al Smtiflimo legno deUa Croce» che quiui fi 
conlerua con altre Relimiedefcrìtte nella qui fotto imcrittione » gii inti^;Uata iii^ 
marmo » e pofta in efla v^apella : 

Sacellam hoc, qùifc}iiisaccedi$ > venerare : Cmcetlis ferreis ^^ 
CtBXclauditur» tribus ex Barba Chrifti decorata pillisi ClauofV^ \ 
Calioetqiiodi^ì^lospn^itiaaìt» miracuIofagutcsLSanguloiSf ^^ 
Coronr Accufeo $ Virgim's veftimemo» ^ vera? Crucis fragmeoto»' 
. A qua Ant. Conc. Patriarcha Aram nuncupari voluit . Monumcn*^ 
tum fibi pofuic » à fiindamenas expenfis proprijs ercxic $ 
I>otauitq.pietatis» &religtooisdocumencucnt 

Et quella dal lato manco te dedicò al Santiffimo Sacramento > douc vi &i 
feritto i 

Cum in altero cempli lacere Cruds ligno Anc. Conc. Pa triarc. 
Aram inftituerìt ChriAo lefu^ qui in ilio humanum redemit genus ] 
Sedem in altero dicari debere proprio i£re pijflimè iudicauic • 
M. D. XVl. Caneat imer hos parieKsquis monumentum 
Sibicottftituerej Chriftienimefh 

Et vi fu parimente giunto rOratorio del Beato Lorenzo Giuftiniano Primo Pa-* 

tnarcadiqueftaChìcu>lacuifantitai> & la cui dottrina nota ad ogni mo^ meritò 

per 



DI CANTILLO LIB. I. 7 

per duerfi miracoli fitti xU lui» Akarci Cappdia » & Statua mannorea polla fui fuo 
Kpolcro aU*iacontro del predetto Altare : pre£R> alla quale fi legge. 

BQ^tusLstureatkttluftiniaousprtmiisVcnectarttiD Pacrìarcha 

Die Vili, laouartj M.CCCC LV. 

A cui piedi > nel oiedefimo Oratorio > volle effer pollo Bernardo Giuftiniano figli- 
uolo di vn fratello di eflb Patriarca > huomo ffluftre per lettere > & per negotio nelle 
cofe della Repub. & per le fue qualità merìteuole d'ogni honorc » con l'infrafcritta^ 
Biemoria • 

BenurdusIdUmaàns Leonardi Procnratoris fibus. Beati Laurentij 
PatriarchasNeposi Miles» Orator » & Procuratore 

Oltre d dò fd parimente ornata ddla CappeUa d'ogni Santi» fatta ricca da^i* 
oerfi Pontefici di varij tefori fpirituali . Fuori della qjale fono in diuerfi luòghi del 
corpo deUa Chie{a > memorie de Patriarchi pafsati. 

Fra le guali> queDa di Vicenzo Diedo Patriarcaj dooe fopra la porta maggiore di 
dentro fi iegge di lui • 

VincentiosDiedasampUffimis Magiftratibus>domiiforii!g^ ad 

LVIatttistannttmàdmtrabili £apteotia> atq. integritate 

Pa6m6tas% exprxfcétma Pataùiaa» adhuiusCiintatis 

Patriardnniin eledus > cuoi templi > /Eàiumq. adiacemium 

Reparationem f & Cleri inftitutionem operata » atq. impenfam 

Per qoadriennium non fruftra contuliffct s Multis Religionis, 

Et prudentiae pratclatil&mis exemplis editis » magno totius 

OidtatisMcerore fexagenarius obijt . Anno Sah 

MD.LIXt icx. Idtis Decem>^ 

Di Maffeo Giràrdo > Patrìarca> e Cardinale fi dice > 

MapheosGhirardusPatrìarcha Venetivum 

Dalmatiseq* Prìmas S. R. E. Cardiiulis . 

M. ecce. XCIK 

Locus Carnis proprìus terra eft . 

DiMaixo Nicola Vcfcouo Caftellano, 



Marce pie, Paftor bonus > Arca Sophie 

Viuis per merita vkttttnin do^ polita 1 

Com careas ftella* qua fulgcbas lachrtmari 

Debe$ Ecdefia dehinc caatiira pari . 

A 4 Non 



8 DEL StStitKO 

Non modicum Aere deBes * modicutnq. dolere ? 
AdmifiiTe bonum cum Prxfulepatrepatrooum* 

Hic pugnando tua prò libertate putrefci^ 

Cuius lans * & honos manifèftus in Orbe nitefcit. 

Cleri pra^dium I via pacìs> cuius hoaori 

Et laudi viuit nefcia fama mori. 

Vos, qui tranfitis omnes bine» atque reditis, 

Picite quae Chrifti pietas fit promptior ifti . 

Anno Domini MCCXXXV.Menfis Marti j« ^ 

Obijt in aurora in Chriflo* 

JDì Nicolò Morofini Vefcouc par anch'egli Caftellano; 

Dodor opus decreta legens egi » eligor Vrbé 

Hac Prasiul » Papae iam Protonotator^ acerbi 

Dum belli ad fioem pf nes hoftes oro fuperbos • 

Euocor ad fuperost cum faftibus ofla relinqued*. 

Bis decima » & quarta Nicolaus luce Nouembcis» .. 

Mauroceno auras liquit > tunc mille trecentis ; 
Aque noueOf & feptem dedeslabentibusanop.' 

Del Vefcouo Bartolomeo Qnerini. 

Ecdcfi; Redor conftans certamine Pnefuf, 
Dux iuris , fi£t\s inde&lTus fic venerandus : 
Inclitus • & grandis vtrtutum > plebis amator 
Bartholomfus audens, Venetorum » femper, & Vtbh2 . 

Qìlirìnus genere» magnorum tutor, &alto 
Hic iacet, bic tegitur» cubar hic, filet aftra meietur^ 

Anno Domini M. CCCXXXM. 

Bi Marco Landò Vercouo . 

Praefulis hoc Marci tenebrofo claufa ièpukhr» 

Oflia iacent, quem Landa Domus generofa creauit ^ 

Mente fenex, astate vtrens, compefcuit acri 

£rraiitem Clerum Audio » qu« mille laborum 

Caufa fttit» verum metuendi nulla perieli 
Tempcfta^tQC vanus honoTi non vile poKfta^; 

" - •- Hunc 



DI CASTELLO LI5- L p 



Hunc à iufticic potuit diuertere curfu, 

Ecckfia? fic iara Tua? protcxit, 8c auxit. 

Quod mortale fuit morbo correptus in Vrbe 

Exiuf t> a?thereas peti jt pars coelica fedcst 

Obijt anno Domioi M* CCCC XXV, , 

Di Francefco Bembo > che fa Prìmicerìo di S. Marco> poi Vcfcouo CaftcUano : 

Puamos Bemba viros parìac generoHi propago i 

Hic t^rancìfcas crit ventura in fscula teftjs • 

Qfii pictate facris imbutus legtbus % annos 

Quindenos Veneta^ diuinus Epifcopus t Vrbi 

Prxfuit esemplar fidei, pra^o^tor honefii : 

Tuffi ChriAo morien$i Pater opumus omnia legar. 

Di Filippo Correr Fratello di Papa Gregorio XIL che fii anch'eflò Vefcouo 
^aftcUano • 

Pars fluida tngeni j iacet hic tumulata Philipp! 

Corrarij » fed men& emicat vnde fuit. 

Virture) ac prole patriot comprcxus faonores » 

Gregorio Papa fi^atre leuàtus er^t • 

Vi erano in quefta Ghiera altre memorie di fuoi Vefcoui* che dal tempo fono fta- 
te corrofc . Le predette fi kggeuano fotto à fepolchri attacati al muro in aria ; hora 
cflcndo ftati leuatij & le offaTotterrate nel fuolo per ordine di Lorenzo Prioli Cardi- 
nale» e Patriarca > fi veggono folamcnte effe memorie pofte ne pareti di efla Chicla . 
E anco degna di confideratione ralcare>ia mi palla con San Giouanni Battifta di ma- 
no di Paolo Veronefe pittore ecceUene : fu confacrata à Dio da GiooMni Triuifanò 
XIIU. Patriarca > l^gendofi dal lato dritto di eflo Altare» 

* 

Ioannes Triuifanus lur. V. D. Patriarcha 

Venetiaruin» DiuiCypriani Abbas, 

Omni Virtutum genere ornatiffimus. 

Et in obeundo munere Epifcopali praeftantiflifflus ,' 

Hanc Aram Diui loannisEuanoeliftjecIic^it» 

Dotauit , & Sepulchrum fibi vittus pofuic. 

CID.O.LXXXVIU. , 



« » 



Et dal 



IO D £ L S E S t I E R Q 

Et d«l latto manco. 






Patriarcbales proUentus valde auxic 
Appesa Abbatta S. Cypriani» Syxtì Papas 

Ao^oritate t ac Senatus faucMre » 

Vixìt annosLXXXVII.PatriarchaXXX:- 

Abbas IX. DcctSt UU Non* Augufti» 

M.D.XC 

Viano al detto Altare vi è anco il fuo ritratto fcolpito in marmo • Qoefto d^do 
Prelato fìl vno de Patriarchi che interuenero nel Concilio di Trento • 

Vi fi vede anco Ik Cattedra di Sw Pietro di maraio> delia quale fi fertmia quando 
fu Vefcouod^Antiocbia > donata alla Republica da Michele Paleolo^olmp. iU. Co- 
fiantinopoU . Et di faao vi fi confcruano fiotto confeffione f corpi di San Sergio > & 
Bacco mardrf I pofti in iftt^arca di marmo da Angelo Badoaro» Tanno ySx.alrhora^ 
che ^edificio non era cefi grande > né riatto nehnodo che fi vede a i tempi noftri • 
Vi fi confema parimente vna croce di rame > la quale fi dice^ che eflendo fiata tco-^ 
uata in pelo df acqua con gran marauiglia di ogn* vno> fa con fbllenniflima proceffiO'^ 
tte portata nei predetto luogo» 8c vn Canonico della famiglia de Vignate le fece vna 
Cwpelh^&ladotòdelfùo. Ne tempi andati» innanzi cti^ la Cbiefa di S. Marco 
foffe finita >era frequentata motto» percioche vi fi conduceuano tutte lefpofe che 

1^'" "^ "* " * ualchevolta^ 

àdelUCittdf 
compiuto come 
f^^è detto la Cappella de! I><^eji fi mutarono le confuetudini p redette • 

ADDITIONE- 

Loretmp^T^W Cmfdòtate'Patriaria xy. rìnouò la facciata della Chiefa , facendola 
tutta ti Pktrar ina ìfiriana%9rdaa$a da Francefcù Smeraldi detto fracà architetto • 
In émefiafc9m tre porte ^ Quella dimeno i cinta da doiVAc^ Corinti conjrontifpitio. 
Dalie parti di mez^ fonouidutgrancolohnedi ordine compofito con piedefialU^ chefo^ 
fiengonoitm^iorprontej^Uia > ndcnimes^ fono due chiaui incrociate > fiondo ferita 
ioneUacormce^ 

Dea Optimo Maximo* 

ìfel ieflrolatùtriglintcreolMmi dutadarrnLCornice à quefia ffrfcrittifue : 

Domus Domini a^*ficata fopraErmampetran)^ 
Io longft» dtenim • Anno falatis MD.XC VL 




Clemcme 



A 



DI CASTELLO LIB. L iF 

Ettidfimfirofil^e, 

r 

Lturèoc^ S. R. E. Card. PnoII , Patiitr. Veoet; 

Piam Monnm. Anno fai Patr. VI. 

Marino Grinumo Duce Vcn«iarun • 

Le due pùrteminwrifmoremtedaébietìUtfiriC 
tonale. Tuitaqnefiafacciataèlmgapieàiój. 

L^^rnioióo^.d IO. Febraro fi accefefitoco nella S^efiia 9 cbearfe, e<onfHmò rk^. 
chiffime» e numerofe 'Paratmret freHùfiffimi Urgeutarie > molte » & import aatifcrittwpe » 
libri, priiiileggi , con tutti li libri Corifii di rak^e ineflimabile manufcrittiin Tecorinacon 
miniature eccellenti d oro, fogliami > e figure ^H che fa di danno notabiliffimo per la perdio 
taditantecofe, qnaU per F antichità, per lamro, per lamateria, & per lararitd era^ 
uofiifnatiffime • 

La CìnefafApoi da fondamenti riedificata in helliffima, e moderna forméi di ordine Co- 
rimoda Ciouanni Titolo xyill. Tatriarcafcpra il modello di Giouanni Grkpigliayprin- 
eipimdo Panno di noftra falute i6ti. (che fi il ter:^ del f ho Matriarcato ) d/ar demolire 
la Chiefa yecchiafudettadefcritta dal Sanfètino , riducendola nello flato , che s'attroua al 
frefente in anni 9. in circa ch*egli riffe difoiTatriarca • Quefla dunque èfatt4 à Crociera, 
con tribuna nelmexgp ccferta £piombo,aUa quale di dentro gira intomo yn Vergolato, & 
i retta ila quattro archi fofieuuti da gran comne Corinte con f noi pilaflri . "ìlella parte de- 
ftra è la CMpetta del Cardinal Vendr amino, e Tatriarca, non ancora del timo fornitale ri* 
cinod quefla, quella di Marco Laudo gid Fefcouo CafleUano , /òpra il cui altare fi rede la 
pala ai tutti i Santi fattadiMofaico,. Tiellafiitiftrai l'altare erettoper ordine di Pran^ 
cefco Moro fini Trocwator di S. Marco LetteratiìBmo, eprudentijpmo Senatore, che mor^ 
fé pochi anni fono 9 hauendo Francefco Snfchi dipinto eccellentemente la Tanolacon la 
M aéonna, S. Francefco, S. Elena , e S. Tomafo ^poftolo . Da i lati ri fono li ritratti di 

So Moro/ini , & di Elena C(^Uofua Conforte, fcolpiti in marmo da Clemente M^$ 
to d quali fono pofti li feguenti Elcgii . 

Maicfias , qnam furpic& Viitor Frontis 

Frane. Mattroc* D. M. P. referc 

Hic iUc > at non ille rnus 

Lingua» &caIaaiodiièitèffiiiIdpIe3t 

Mente » & manu impigrè Omnigenus 

Moderandis Prouìmijs ter Magous 

Imperandis arfais ter maior 

Matturandis Confilijs ter» qnaterq; Maxifflus« 

Fdtria » Taruifium » Brixia teftes 

Palma » Candia » iterum Candia. 

Peifuicatiam carde fèUciter oruenca 

EIo- 



f 

fot 



12 D E L S ES T I E R O 

E lonis Monte importato in Forum fonte 

Veneto furoptu Romano aufu , 

Immortaliter» hilariter» irrigua 

Vircus Ixoigniore fempcr imbre recreatà 

Fato ìrrafcere fero te adueotalTe , & abi . 

Obijt a Ann. ìEn XXCU. Sai. Hum. MOCKU. 

OSSA 

Helenae Capellae 

Omnigents virtutibus iofignitae 

Matrona; 

Frandfci Mauroceni D. M.P. 

Coniugis Proedile^ 

Genere , Forma , Vetuftate 

Graecam 

Fide» Pudore» Pietate 

Romanam Helenam 

Referentis 

In hoc 

Porremo huroanitatìs domicilio 
Requiefcont • 

La Cappella Maggiore ha vn* altare nel tne'S^ ifolato i principiato Panno 1 6^9 • di ùrdi^ 
ne pnbUco > per voto fatto dal Senato nella prejente guerra col Turcoy in homre del Beato 
Lofen'3^ Giufiiniano primo ^Patriarca di Fenetia > al cui fi afcende dal piano di detta Cap^ 
pella per cinque gradi di pietra mandolata da Fcrona fino al piano della TradeUa doue vi 
è il Tarapetto di marino fino bianco da Genoua tutto lauorato d^intaglio con Cartelami , e 
nelle marche vi fono Hiftorie del medefimo Beato con figure di baffo rileuo in rame dorate 
à fuoco . Dalle tefle del Tarapetto vi è vn'interuallo di piedi tre, e vn* oncia > con vna rifa^ 
Ut ai che forma vn quarifello confotto vn Kodolone di marmo fino bianco da Genoua fatto d 
Tartimenti di rileuo con macchie tncafiate di rojfo di Francia , africani bellijjimi, e ver^ 
doni da Genoua > feguitando ejfo Rodolone pajfato il auarifello in rotondità ^^ e poi forma di^ 
uerfi cantoni > che vanno à tuarfufo il fecondo quarifello per foflentamento aelf vma doue 
hd da ripofare il corpo di quefto Santo Tatr torca i gir anelo in rotondità sì da vna parte co^ 
me dail*altra con doi quarifelli per parte, che hanno dafofienere quattro figure pur di mar» 
mo de Santi Vietro, Marco, Giouanni, e Ta^lo di altera quanto il naturale > religate eoa 
fottobafa , cimafa , e coione Uè pur di ^ffricano, & in detti quarifelli lefue macchie di rof^ 
fo di Francia . Sopra la Menfa fld il quarifello chefojlenta Cvrna , alto come gli altri^ & 
nella Maeflàfopra efìa Menfa vi fono compartite le tre virtù Teologali puredi rame do* 
rato come nel Tarapetto diuife da quattro putini di marmo fino, f colpiti da Clemente Moli 
Bologne fé . Sopra quefio quarifello vi fono tre ordini di Scalini di . 4ffricano , efopra qucfli 
vi anderd quattro l4ngelt pur di marmofino^ con vn gruppo di putini^che tutti hanno aafo^ 

fterìcr 



t> li e A SITE Et Q LIB. I. ij 

fitmrFvma 



fM^fto altare non eccede la jommitddeUi fcalmUo^^^ Vvrnky emendo il rimanente dalle 
parti adomato di macchie diroffo di Francia y sAfp-icanit Perdoni , e Bianco ^ e 7{egrù 
Orientale^ in varij incaffamenti 4 VArtbitetto di così nobilFàbrica è Baldiffera Longhena, 
€hc ordina anco Ugran Machìnadet Teitipio deUa Madonna della Salute i & altri Ed^- 
€if ancor 4i9 come fi airi dfuoi luoghi . Da t lati della C appella fudetta no fono altre due mi • 
norÌ3 nellafiniftra fi conferua il Santifjim'o Sacramento , in ricco altare per fine':^a di 
marmit e ngnardeme per diffegno^ e perornameìHi i ^e i pareti di quefta Cappella in due 
hmgfoe tele jono dipinte due H^orie 9 Cvrtaidemorficati da Serpenti, regiftratanelLib. 
de "hffim. al ZI. del Caualier Liberi ; L* altra è l*^doration de Magi raccontata dati Euan^ 
Selifta San Matteo alcap. 2. dimanodel Lucfjefe . Isella defira non è fin* hora eretto oil^ 
tare » t^è f^tto aUuif ornamento • T^elt altro (patio della Chic fa fono compartiti tre ^rchi 
fer parte i ogjfUfpati^concoìonneyepUafinfùprapkdefiattideWordinemedefimoMfuor de 
^puai canto al muro fonofituatiparimente tre Jtltari . Queùo di San Giouanni con Sari'» 
ti Tietro > e Vado 1 dimano di Taolo yeronefe > jù erettoaa Tatriarca Triuifano 9 come 
racconta difopra il Sanjoumo • Quello di San Cipriano, la cui Tauolafu dipinta da ^leffarr 
dro yarotari , èflato fondato in memoria del Cardinal Trioli , e Tatriarca fudetto perfuo 
Te/lamento > enequito poi per oréuje f e tefigmento di Marco TrioUfiifuo ^ipote, l'anno 
J.6^.douef%U%gedaiùttidiejfo% invno 

V. a M. 

Lapis hic alterum » Bon alium 
Ac oppofitQs exìbcat 9 extbet idem 

Laurentius Priolus 

Ad Vener. Patriarchatuin cnocatos . 

A vita non proba plures euocauit » 

Cleri fui tiK>res€ertirlegibusvJufsczeiiifliS 

Puabus perifedis Synodis» 

Auc efformauìt» auc reibrmauit. 

4 Clemente VIIL & R. E. Cardinalis ctkàu$ 

Vefiium purpuram > vita? candore ornauit 

Altare boc^quodeligendum ille relfqoerat 

Et Marcus Priolus eiushfepos inchoauerac» . 

Per^*t, viri fui iulfu, poft viri Obitum 

Maria Lauredana Anno M- DC« XU 



4 



14 Di B II ' S B S T TE' R'OI 1 

D. O. M. 

Situs hìc ed in qao olìm fitum 

Qiiicquid in magnis fpeftatur 

Vt magnum edici nomen poteft 

Res tantum indicar!. 

LaurentlusPriolus Ioan. F.PatriciusVcrift.' 

Reipublicae natus bono, bene res Reipublicae 

Ad fummum Pontificem 

/ Exterofq; Reges » ipfe nunquam Pnidcntfc 

Exterustra^uit* 

Rexit Populos , à pc^ulis erìgendus 

In Patria ad fuminos honores eue^s* 

Dignitatum onus, ea fuftinuic dignicate 

Iure vt vertatur in dubium 

lionoribus an ipfe «uAus * vd ipfo 

Auéti honores. 

'ì^eitatgrefìo della Torta ffriwipale,fopra la banca della Compaia de Calcai, è dipìn- 
t9 il mangiar delf^gaello che fecero gpHebrei nel pajfar dell' Eg^to > priuciptato da Vie- 
troMdombr a» acni diede fine » prì' la dilnimorte Antonio ^lienfe. DaBafortafudetta 
fittod Scalini della Cappella m^^imv è limgt quefia nnma Chiefa piedi 96. tn circa . 

Federico Comaro Cardmakt e Tatriarca XIX. refism-ò la Sagreftia, ch'era romnofa per 
confa delta fabriea ; adomò efia Chiefa dell'Organo y confacrandola con foUenne rito d 2. 
Settembre M,DC.XLII, In memma diche fid ferino in marmo fopra la porta , che dif- 
tmc nel Tatriarcatoì 

Rder. T: S. Marcì S. R. E. Card. Cornelius 

Patriarchà Veneciarum Dalmatiacq; P. 

Caftellanam Principis Apoftolomm Bafiiicam 

A D. Magno Epifcopo e^trudam 

In ampliffiml templi formam , religiofa 

loannis Tbeupoli Fatriarcbae Munincentit 

Reda^aminftruxit. 

Frane, de Graffis Clodi > & Vinc. Milano 

Capttletif. Epifc. faffragantibus 

Solemni ritu confecrauit. 

Sacro Reliqniarum Jhcfauro ditauir* 



D I re A SI T nth Oi tlB. L 15 

Sàcrariiun» ^ ^* ^^^ Mttt. Satcelhiiii collapfa teftkult » 

Anno Salitt. M. DCXLII. Dedic. 2, Sept. 

Qua vifitantibus Templ^m ìpfum ^uotanis 

Centum dierum Indulgentiam conceflìt. 

Vtb. Vili. Pont. Max. Frane. Erkio Ducq Veneto.' 

Fece anco porre tifiefo Card, Comaro "ptf altra fietrafofra la parta della Sagreflìaycon 
lagni Cotto mfcrittÌBne , in memma del ytt» fatto ed Semttadivifitat ogn'anno quefta 
CbtefaliS. Oenaro Fjtfiimtd del Bem Uremn Cìii{iittianoprm^'Patriarea4fV«iima» 
per U MfrmimeddU Città daUafiera fefte deW anno 16^0. . . 

Beato LaunnttoIuftkiUaa Primo 
VeneHanuii Patriarcbae 
Stirpit CUffitiidine AiKufto^ . 
Sanfiftnbnix gloria longe ÀttgufiioM 
Tutelari Nummi Beneficemìflìno. 
Ad factdscttiiis CinecesTemplum Uludraaces hoc, 
~ ~ Cioitate ia Peailentia 
Tanri-CùB» «luùjjiun . eucrta 
Q0otanis eius die perpetm l^iGtutace 

Celebrando.. 

Senitua ReUgiofiififflus 

Venecationis ergo 

Ex voto acccdit. 

Federìcus S. R.E. Card. Coroelius 

Maximi cultus, minimum argumencum 



LeUe memorie de Fefcoui,e Tairkrchi atitkhi regifirate difopra» nwfiwde al prefen- 
te, renonqtteUadiVket^oDiedty&diMarcoLaodo. De Vatriarthi moderni neffm-- 
^rejio detta Chiefa vi è lafepotttara di Matte» zane, fopra la quote filerei 



OSSA 

Matthxi Zane 
Patriar^s Venettarum.^ 
Obi|t M. DC. V. iX. kal. AugufH. 



£ njtl Coro dietro alFMtarey queìUdlCiouaitiiiTiepoiOiCberino^^ laChiera» dou$ 
ne i auattroangoUdieffavifid intagliato imD. perciarsHno» e nel mcT^yn J.cof «- 
mtmv: I>on3nc,DikxJil>ccprcin,DoinusTU«. tbt così eili efplico nel fuo TeJU 



16 DEL SESTIERO: 

memo, GhmiidT»ejfaìo'ìÌìiimMfitàttt(kVMtìnrca^ eBeti^fiCewi 

tUhmmo è per po/ter arila fuietta Chiefa v^itog^ tonffiem Ufeguente EU^h , 

D. O. M. 

loanni Theupòlo Venetiarum Patriarchi 

Iagen(j,4tt(^ animi magnitudiae Eximio 
lanocemiae » ac^ao^icaiB faina CIarifliax>J 
■- X^ Dioittjs , raraBxemplo, contemptist Afperìtatem fecuws vitd^ 
Affidttis» fwo Dà Gloriai Vigili js>ac iaboribu^ pcrfimdtii. HvicM . 
Exigao tempore Monumenta pie » ic miciScèconfcripfit» 

Saplenter Academias inftitutt. 
Templumhoc Othedràteadmiraadnmopns» immenfisfumptìbus 

fi fondamentis 'Magnificentius leflituit. 

Ecclefias DD. BarriMrionei, ac Benedilla «labemcsconftruxir. 

Coenobium S.Cypriani lamigneabfumptnminftaurauttr 

lognKla, ac£:rè innamcfa per Vrbem Sacdk fiooftitirit. 

Forlstn Oppidis Coloni». Leonicì» MontisSciIids,Plebls Sacct^ acq: 

Ea» & extruxit, dcditauit. AmpliffimasopcsiaPaupereseffudit. 

C$Ieffia ^grotis AuxìUa impanidè tulit . Demum Ingentìbus aiifia» 

Ac ù&h infignis, In maxima renun* expedatione Patriae 

AmamiftmiiSt Pnblico omniiim ludu. 

Deceffie Noms Mai; Anno i6^t, 

Ioannea TheupoIu»ex Frao-e Nepos» Patruo vere Magno 

M. P. 

Cm ¥r ance fcù Morofini 'Patriarchi XX che r tue al preferite Zelantijjimodelculto di 
Shy hatierehbe dattofine hormai d molte cofe, che mancano in effa Chiefa > fé famor deUa 
"Patria^^taffetto ardente della Santa Fede^ non l^baueffemlfmto ad'offerire al TMblicQ 
conrpronta^^ yolontaria efibitione (in Panno 1^44. ducati fei millia annui durante la pre- 
fente guerra col Turco • Facendo oltre di ciógrandi Elemòfine y foccorrendo famiglie fni-^ 
ferabUi, aiutando largamente molte CiteUcy per il loro maritare y e Monachare y mandane 
do ne T efori del Cielo tutti i Trouentiy & entrate fue per mano de Toueri . 

i^eft^el^ftffimo Trelato difingolar bontà > e di coftumi Santiffimi cm prudentiffmù 
moA-pd anco ordinando dyirtuofay eSantaritailfuoCleroy regolando idif ordini y e di-^ 
Mj'i^endo i ritti • onde effendale attimi (uè tutte cenfpicuel tutte diurne > e marauigliofey, 
to rendono medefimamatte degno di alti ffimacommendatkme. 

Poco dificefta è (kuato ¥« ben compoftoi & ricco campanile d'aflai bella gran- 
dezza, il quale fi feee ne primi anni dei PtóKipatodiChriUofbroMoro. Et con- 
fiuncacoo la Cliiefi li vMc ilPalaazo Bati^rchal vecchio per edificio > & nx)UQ 

più 



DI CASTELLO xrB. t 17 

Ì^miimod(Mhe bello ò vj^ per aixhitettmii: pei^^ 
cioiko di terretKh ha molte Sale ampie» & fpatiofe > ftak quaU vi ibno rictttti in^ 
vnimtti i Vefcoui > & i Patriarchi > che fono flati dal ptiactpio fino atf anno prefen* 
tt, co* Imo Elogi] fignificanti i nomi» le famìglie» & gli anni ne* anali effi gouemaro* 
no (piella Chiela • Et fii ampliato da Pietro Pino Vefcouo » che ttì Tanno 1152. & ch 
famato in gran parte » per memoria del qoate vi fi leggono qaefti due vetfi • 

Pina domus Petto Bxlgct infoois alunHia> 
Vrbs Veoetum hoc praefiile oara pio • 

Lo riftorò anco Antonio Contarino in diuerfe fue patti • & fra Paltre cofe rifece i 
ritratti al vitto de' fuoi preceflbri » & fotto r vltimo furono aggiunte quefte parole • 

Quos fpedas Antiftitesex ijs vnus AmoniusCont. Patriarcha 
X. cibi fpedandos pia mente curauìt M D X V 1 1 1. Tuo x 1 1. 
; namq. funt omncs» qui abhac vrbe condita fiiere • Hocfbr^ 
fan fcirc volcbas. Abinunc&vale. 



Li Fefc^ adfmquet e Tatriarcbi dipinti neUafudetta Sala » e che furono 

fino dfref ente fjonogf in frafcrittì. 

\lfibeUato Marmo figliuolo di Enegro Tribuno da Malamocco,huomo di vitafin^olare$ 

; ^reUgiofo tanno. 774 
\. M€?iiS.annidofH>lafuaelettione,&Ufuecelfe. 

^% iCbriftoforoDamiato Greco tanna. 79^ 

) .Orfo Orfeolo fratello del Doge . 8of 
:4 jOiouanni Sanuto deW ordine deUi HimiUati letteréUdy e di buona yita yijje 6. me fi • 

;8ll 

^ , Mauro P^icentiot che Mfii/iefi0mù • 

6 iDomenico Badoero . *' 96% 

1-7 rCrafioEatio. 87 J 

M iGiouanm Sanuto. 889 

^ Cionanm ^uuenturato aquilino . 8fi% 

10 Xoren%$ Timens Deum Monaco bianco. 918 
XI Domenico Moro Feneto . 9}^ 

11 jxmenico Dauit Eremitano Feuetù. 94^ 
13 Tietro Malfatto Tadouano . 97^ 
^ QrfoMagadiz^^Feneto. 9^t 
IS X^menico BaéKro Veneto . 99% 
x6 Tietro Qmntay alle Veneto . loco 

1 7 Gregorio Giorgi Veneto. 1 00^ 

18 Marino Caffiauoyfneto. loiò 

19 Domenico Grademgoyeneto. 1^4^ 
)Q Domenico Grademgo yeneto • ^^$9 
V A/irrmContarini yeneto. 1091 
^ * m ri- " 



it £>^ t S IS T tER Q r 

^5 ritdMichielef^entto. "7^ 

t6 ' FitipfoCafioloymeto. ^^9i 

a 8 r it al Michele yeneto. 1*55 

29 Marco Moro fini Vemt^* '*57 

j^o TietroTinoFeneto. ^ "g 

jt Gualtiero jlgnus Dei Fenetol ^*^* 

3^ Tomafo Simondo Feneto . ^ *7* 

3^ Tomafo Franco Feneto. '*7* 

j 4 Bartolomeo Quermi Feneto • '^^ 

55 Simon Morofini Feneto^ J**^ 

35 Ramberto Toto Bolognefe . "^ 

37 fatofno'Contarim Feneto . * - '^^J 

38 Bm^t^t^ QnermVMM ^ ' ^5*^ 
39*' MichieleCalergi Feneto. ^ ^\k 

40 angelo Delfino Feneto . * - 1330 

41 7{icolò Morofini Feneto . '^4^ 

42 Giouanni Barbo Feneto. J^J^ 
4j ^ Taolo Fofcari Feneto . ^5>^ 

44 Giouanni Amadio Feneto Cardinale . v ^Z£ 

45 jingeto Correrò jpoiTapa detto Gtegmo XI !• *3|9 

45 Giouanni Loredano Feneto. *5*5 

47 FrancefcoF altero Feneto. .^^S 

^8 Cirolamé Delfino Feneto^ ^^^ 

49 Franctfco Bembo Feneto. '5^ 

Mar co Landò Feneto. *^ 

1 Francefco Malipiero Feneto. j-m^m^M ^^^ 
a Lorewj^p Giuftiniano il Beato primo Tatriatca^^^^^^^^ ^ ^47^ 

3 Maffeo Conturini Feneto . '^Ik 

4 ^Andrea Bondumiero Feneto. ^4^ 

5 Gregorio Correrò Feneto. ^4*5 
5 Giouanni Baroni Feneto. ^4^ 

7 M^eoGhir ardo Cardinale Feneto. * ^4^ 

8 Tomafo Donato Feneto . ' 4P* 

9 .Antonio Soriano Feneto . '5^ 
66 Ludouico Contarini Feneto . * 5^ 
di .Antonio Contarini Feneto^ 1^09 
6z Girolamo Quirini Feneto . _, ^5*4 
^3 T/>r Francefco Contarini Feneto • ' 5 54 
j(S4 FicenT^ Diedo Feneto . ^ 551 
.6j Giouanni Triutfano Feneto . ^5*^ 
^d . to(ren%$ Trioli Cardinale Feneto . ' 5 J^ 
d7 Matteo Zane Feneto. ^2a« 

(58 Francefco FendrammoFcnetoCardinak. ^- ^ 

^ < Ciò- 



DI CASTELLO LIB.L i> 

I9 G imm m i TiefoU Venete . 1^19 

70 Federkoti^maroCmimaU Veneti. 1611 

71 Gio:Fr0icef€oMorofiniVe9$ei^^eyÌMe4dprefeme, 1644 

LertWKP Trhti Cardmaie, e Tatriarea rifformò % e rimùiemò la facciata > & le ftanxc 

iketmamoHù foprsit Campo . // Cardinale yeniraminoj e Vairiarca% quelle che gmardor 

mfifraUP^ipM^efeeeancoilf^jg^delUSaUfit^ Tatriarcbi% fionda egliri- 

tratto in i^^Ouaiodime'i^ di mano di Iacopo Talma con le yirtà Teol^ali . ti C mimai 

Conutroy e Tatriarca rifece la CtPpeUa di S^Oitffto Martire con tatare > la cui pala fn 

evinta da Girolamo Feraboftl^ itfnale ri^affe in offa il medefìmo Cardinale ginocdìione. 

Li Corpide SS Martiri Sergio j eBacco fieonfernanoitiT4Ctriarcato, fintanto , clic fi 

fimfca altare, ò CapeUa doue doneranno effer ripidi . 

tlfadctto Tatriarca Moro fini finente ha fatto molte fpefe in far riparar ejfo Tatriar. 
tm in molti luù^ìh che diroccaua : Onde per computi fatti dal principio della Jua elettione 
i^fia imdtdy fnfàan^ córrente ch^iófMno 16$^. hàfpefopà di%^. nùUa àncaH 
cmprefonreJUtaw^iiéokeCafeèMagmr^ ohre l)àrifattola 

cupola del Campanile sfacendola coprir tutta di La/ire di piombo . 

ìiuando vaca quefia Stde Ta$riarcak$ itS enato elegge tofio il Succefforcicbef^cia (ah 
medice il Stringa ) ordinato con le conuementi conditioni% tr con le f olite cerimonie in Ta^ 
triarca ; il Doge con la Signoria montato in certo giorno determinato ne i Viati d'oro 9 yà à 
letuer aueUo con molta pompa aita cafafua > coniucendolo fino alla Chiefa di S. Tmra di 
Caftetto col feguito di vua^an ifuoniità di Gondole t & fbecialmente di cfueUe di tutte le 
Chiefe Tarocbialiy guarnite di panni di [età > e toro con ^injegne delle lor Chic fé , &* ^r-^ 
mi delnuoHO Trelato, doue in ciafcheduna di effe Gondole intermene il THouano , e Titolati 
déUa Chiefay éhe rapprefenta , IlDogepoili da con molta folennitdi&fefiain detta Chie^ 
fa ^Patriarcale il pofiefio del 'Patriarcato . Dipoi condottolo di fopra ne} Valai^ della f uà 
re/idem^aj fi Ucentia da luu e fé ne torna akfuo Bucai VaUn^ . 

Il Clero di quefta Cathcdrale confifU di venticinaue Canonici ; cioè . dodici , che rifie- 
4fln0 * detti Canonicidi dentio j comprefo in effi le digniti di ^rch'iiiacoT{Otjtrciprete , & 
"Primicerio; &dtridodici detti Canonici di fuori y&quefti fono Vtouani detta città; ri 
i poi il Canonico Teologale 9 che in tutti fanno H predetto numero di venticinque • 

In oltre ri fono fei fatto Canonici » con molti altri Preti, e Chierici . 
• In 0ccafione di Sede vacante, li predetti Canonici creano Sicario Generale,eleggono del 
loro numero tre Ecconomi d quali e commeffa fpectalmente la cuflodia del Patriarcato , e 
raccommandato il maneggio delle entrate . Creano anco Cancelliere , J^ntif > Fattore, H 
tutto per il bum gouemo, e cuflodia di quello , durando dette cariche tutte folamente fino 
dpmefio del nuouo Patriarca , al quale poi fono obligati à render conto dette entràtefcof-^ 
fCi e dj tutto quello èlnecefiarioch*egPfappiax&conofca. 
Sotto la cura diquefia Chiefa fono intorno d 8000. anime . 

Santa Maria delle Vergini » 



ALrìncontro delta detta Ifola > neHa quale fono dìoerO giardini fpar^ fra le cafo 
, del hio^o : dall'altra parte doue fi pafla per vn hinghiffimo ponte» è pofto il 
nioniflero c^lledonne monache » chiamatocla moderni le Vergini ; & altre volto 
' detra Santa Maria in lerufa^m • Cliiefa a&i fcnerandà » & fòbricata;da Pietro Sllia* 

B a ni 



IO DEL S'SS T I ERt3 



k *. 



fùP^piociperanhotMS.ad iaftawa d'VgoUno Cardinale Oft«MfiB^tf<]i^ a| 
Papato ni dectx> Gregorio Nono : & dotato .dal detto Prinope con te Aie facultdyr 
con ordine che folTe de fuoi iucceflc»d nel Principato . Onde p^ciò auuiene > dhe H 
Principe» ceremonialsiente (pofa in pcrfona t la Badefla nuoua , in rìco^itione del- 
rapticafiia preniinenza.il detto luogo arfe Iranno 1^75. insieme con diuerfecafisù 
ch'erano all*intomas onde fu poi rifatto dal Senato molto più ricco» & bello del pri^. 
mo» con varij ornamenti • Fra quali fono affai notabili due belliflimi fepolcri in aria 
di marmo» Tsrno dH Francefco Giulio » che ne* Tuoi tempi fi dilettò molto della Scotn 
tura» & della Pittura » ndle quali due profeflioQi fecep^r lungo tempo confenia dì) 
rariffime & efquifite cofe » & l'altra di Hietonimo GinfibimaQO %l4uolo di Marincu 
ameodue Protettori» & ProcoratOAri'del oioniftcro • 



'* 



A D D I T I O N E, 

Terima mfcrittìone mtagliata in pietra» p^ fi^ta U porta, minare^ pare » che fiMrj^ 
Cbiefasij fiata fondata 28. ami prima di^Uo racconta iL^ Sattfomno ; poiché fi Ugg,^ 
inefia. . ' 

Templumhoc ab Alex. Iti. Pont. l^ridericoBarbaroda 

Imp* Sebaitiano Ziano Veoet. Principe «M.CLXXVIL 
Fnndatum» àlulia etufden} Imperatorisfilia prima 

Abbatifla redum j Maria cìeAa Benetti Patritr Vener. 
Abbatifla inflaurandum » & amplificandum mandauit. j 

Apoloaìo Maflfa Philofopho » ac Monaficrij Medico % & > \, 
ProcuratoreconfuIentCtatque procurante • 
M. D. L XXXI. kaL Auguftì,. 

Refiaurata, aiunqi$ey & aggrandita la detta Chiefa daW^bhadeffa Benetti fidett a apr^ 
parifce molto beBa di formai eir ìwbile per diuerfi ornamenti; fri ifuali vi è il Tabernacoli' 
pofiofopra l*sAltarprincipaU9 benordinato conpraporùontuanìchitcttura difinijjlme pie'-- 
trty epretiofimarmiydoueneikéfuattroportellediramedibuona^rmayche fonoine^ > 
ri dipinfero quattro valorofiVittori l^injrafcrifte Hifiorie [acre i In quella di mc^ Tie^ 
tro Mera Fiamit^ fece la Cena di Chr^o «. // mangiar iell^^ffiello Tafquate degl'He^^ 
breifCh*èallapartedeflraàdi Giouanni Laudisi ^Ua finiflra il Caualier Carlo Rtdolfi 
Eccellente Tittore9& Er-uditofcrittorcy nella fua ?ioHenhi,figurò Uibimelech Sacerdote > 
d^e dà il pane della proùgfitione à Dauid ^ l^ll^dtra ydme el^jlngeloyche porta il pane 
S-tAcinericioad^Elia i fu opera dìTietroyecclùa.. DaUe parti poivi fono due angeli di 
Marmo fcolpitìda Girolamo Campagna . 7{e gl'altari ancora vi jono degne Tauole > 
poiché Tafe pafe Tittor Veneto fece quella diS .Sebafiiano fretto con motte fi&tre.QueU 
la con S.S^oftinOy S^Mareo^ e Santa Margarita fu^lauorapa dtt^ntonio ^renje. Matteo 
Ton:i^ne Ma fìniftra della Cappella Magpore formò l'Ecce Homoy con SS.Tietro,e Fran^ 
cefeoneUapaTteiv^eriore . Q/ieUaco^Iadi^adre f^ .A!f^eU y,che defcendono conghir^ 
lande in wtanotla dipinfe lacoùo ValmaiLgiouine.L^altrapuiie conIddiaTadre difopm e 
S^to S.Giarffo>e S. emonio tdi mano di angelo MAX^m. Et da Michiel Ciouanbono 
fàfaeta queUadelU^léJdddtna ^ AUa ^arte defiroiìkeìS entrar miCbiefa W. è yn. Quadic^ 

fatto. 



D r <J A S t E Li Ó LlB.1. ai 

fài$iMèfak9,UqUdUferHiikit^perTalk^ 

tmtheBa» e flimMh che da GPcci ijM9 y$lm^ Cùmprart <9ndt^ent0^fiméferf$n€rh irdU 

kbr Cbiefa: ma mefie Afmadjenan fé ne fono voluto prméore . 
Contorna fin» d frefenf e Ft^ dei Dogi iiFenetU in dar il pc^fttffo éit motte jtbhs^ 

i^di4eno Monaftero; poiché il Doge MarinGfimani fanno 1 598; d 17. Febbraio fpoti 

bfédbbadelfa con foUnne cerimonia Soffia MaUpiero > & dopo la Meffa $ che fa cantataJla 

Miebkl di^PrioUf^efcomdiFicen^yatireUaQuerini per nùtneéieffa Ubbaieffa,& 

tà tutto A Monaftero in rendimento dtgratie d Sua Seremtd % così parìe : tt^ati animimi 

uten euitaye $ aUf. efftéjgere non p^eff^éjuipromfecóllatisbeneficiisfiminus ad referen* 

dam grmtìamfatiffacere muralet^ ad pradicanikm tamem & habendam non fé fé accin^ 

pt-» Qnam w rem ne per not in eo genere peccetur : J^osf atte maximo beneficio tmàxi^ 

moéf.hotmred Serenitate tua(F cucirne Trinceps) affeàa fnmusi totq. SacrofanSis 

ftétcaiiottibus eufHdatf abs te(ydmfU(fime uintifles ) nobis ipfis non mediocriter defuijfe 

yiderettuo' yft ytrique de gratiis famem agpndis non cogitautffemus. Iniun&um efi mihù 

omnmminfatttiffinM9ythocmunusperfoluerem:Ìn quo% yt incfteris rebus tantarum 

MatrtimiOC Si^rormuìudkimtfemperft^pexi: ita nnnc(pa€e ipjarum dixerim)id ip^ 

fmuitidiciumd^ideraui:T^nonmirum /it$fi4nprafentiade ingentibus meritis veftris 

yerbafacere perhorrefcam . Etenim ijua lingua in terris de yobis di^ni,& aptè hqueturi 

iimtUtMtA htAifmMbilteficii magnkudinem fatis expticare audebtt f Tro in ipfi^^ui tan^ 

itBenep€Ìì^& auSib§nùrisejtifiitisMSores9&effemresiidipfum(i{uafo) Coptatione 

€omprehendatis : 00/. ynum hoc Jit tufUr omnium • Datum erat » yt Marinus Grimanus 

Fenetiarum Duxt jp^iinttr fua inftpiia Crucem rubram deferta ob.etneritam fuorum 

maiantm yirttttem $ acportam gfmam recuperanda Frbe SanSa Hierufalem : is jte^ 

dem Sacram SMarid de Firgimbus in Hierufalem, obantìqmfHmis fuis mmunitatibusf 

C* ffrimlepjsiampropè incUnamem^ftug^laridextmiatet dcdil^entiaper auSoritatem 

Tonttficiam erigendomi oc confirmaniam curaret . Datum erat» yt MarmusiUe Dux ad* 

mirabili Sapientiai ac fietatein Deum nobis Sophiam Maripetram tucretttr 9^u£ incom 

par abili fua yita provitate » mir^coq. an^dio nos duceret i oc gubemaret • 

Da$um denique erat » i^^ Grimanus cum effet Dux s Monafierium hoc i Federico Seeuu' 
do Imperatore exadificatum» iUtbattttUf imuoU^tmq* in M^ripetram^ tanquam infirmam 
petramcoUocatumtOtfiodiret^acproteffretsttect^yt ftémsDuodemMakfU^^ 

imperatoriumfulgoremadiungeret. 
Quasquidem res ytiCctlolapfasfatisadmirarinonpéffumMs: ita yobis prò agenda gfra^ 

tìjspariayerbamuenirenonyalemus . f^tocirca $ ^m oratkni meaimponamcumìlUs 

ttkberrimis carminibus: 

In fiera diim flouij cunem : dum mondbusvmbrc 
Lolfa:abiiDt Gonoen : polus daiD fiderà pafixc : 
SoDfK bene») oomeoq. vefirua» laudeaq. «meboac* 

D«ì. 

Francefco da Mdim anch' egU Doge imuef» in UtkMefia» & diede U popejjb d Ga^ 
briclada Molino con pompofo» e foihniflimaaf^ 

-- B 3 pò ' 



t» IP E li 5J5S T I 8 Kp: 

ceOamtCeklleGrìmimareckàim'eUg^ lode ìli effd\AbbMcffkf end 

fine così diffe . 

QnanmremriderfytSereniffimusnofterl^emM Ut^ ad Te in jlbba^am perpe^ 
tuam ^mfimumdam y tr binis exomémdam ànnidis cbarus aceeditfédierocnmSaplyjfrf 
Tafkirdem Dismtatem i altero yero Ditti M$arcibnius IncfytgVrbis pétroni ìnuàjmem 
prafenente» tutelam y cyc patrocininm 'Hsf^i Trincip'ts ambmts indicantibMf ^in f^pmm 
dkpUcau fideiigemittoq. Defponfationis % -pt olim B. Inliam pranominati Caf^rii^ Wiliam 
Sacrofan&i htUus Cctncèij ^ntiftitem primam Sebafliantts ZiéomSfglorioff re€oriàtÌ9nU 
Tmceps ijfdem infiptibtts omattit, decorami . Qttod fiotti tjgre^tm ftiprems in V(^ col^ 
lata Dtgnitatis extat monttmentttm» ita infigni renottationis accejjume amflificatitr. jQ«4* 
profter%S ereni ffinta 'PrincepSi qui fummo cum Ubbatiffa 7{ofbrapropinqtiitati59 Famuiéh 
Sttéiii% & ^moris rinculo tenerih was tibi debitas prò tot » tanttsq. in nos cottatìs benefit 
cijsgrates rependam non inuenio; Ideo obuoluto capite^ quoR pudorts confcientia tal^atan^ 
ti muneris officium, imbecillitati, & rerborum utopia adeo impar, meltori modot wo pof^ 
fum promptiperfoluo : infignem apud T^os tuorum meritorum memoriam inniotate $ fièq%.^ 
recolemus % & huins immortalis benefieentia monumenta perpetuò nofiris animis yigerf* 
ftudebimus • ■ 

T ibi -pero lUttfirifftmaTraful, qui morum San8itate$ yitaq. integriate prafiJgesp 
memorem animum fummagratitttdinis loco confecramtis ; DeumOpt.Max^ cènixi de*, 
precantes > vt Hanc SerentUtmam Rempub. $ His patribus j Huic Senatui » Totiq. poptdo^ 
Feneto femper ampliorem i multoq. magis Florentem $ quanditi fucrit i fernet > oc tuca*, 
tur, Dixi. 

S«D Danielb» 

, t 

ET non molto difcofto è (itoato il nnioniftero di San Paniello 7 babicato prfmaJ 
daFratì)&poidadonneniìònache« L'anno 11 32. Gioaanni Polani fatto Ve-, 
icouo $ donò incontanente vn terreno à Daniello Abate Ctftercienfe fuo umiliare » 
& htiomo di faota vita » il quale vi edificò fopra il moniftero predetto > & vimife i 
fiioi monaci . Altri dicono^ che il detto Abate era della fomiglia Molina > che ha per 
ìnfe^ la Ruota bianca $ & rofea : & altri vogliono > che Angelo Participatio Doge 
dede principio al predetto edificio. Ma chiara coTaèche in quella fabrìca ftì £- 
fpenfata gran parte della facotti de Bragadini) & che fu accrefciuta dal Vefcouo 
Polani» fotto ai quale vi furonopofte donne monache dell'ordine di San Benedetto » 
& dopo quefto la famiglia Vernerà vi aggiunfe ornamenti : fta quali vi fono di pit- 
tura» vna palla di mano di lacomo Tintoretto > doue Santa Caterina difputa con eli 
Idolatri; & vn San Hieronimo dipinto » da Marco Bafaiti > maeftro affai celebre del 
Aio tempo. Ripofa in quefto tempio il corpo di San Giouanni martire Duca d\ 
Aleflandria» fopra vn'altare in vn fepolcro dorato » il quale fu condotto à Venetia^ 
l'anno 1 1 1 3. da Rodoaklo Riore di San Dahielkf > allora picciolo Oratorio 9 & non 
ridotto alla grandezza» che gli diede» pochi anni dopo» il Polani. La hilloria del qual 
Duca fi contiene in pittura nel coro aefla Chtefa • 



^jD- 



A D D I T I O N fi. 

IteM i6i7^à if. Magffofà iraslatadoUC^rpùiel fudetto SXìmmmi cmfóHeHif^ 
fmfroctffmch epofio foprs yn'^kare d «^erzfs Cbiefa^euo nmmfmente alfuagloruh^, 
fimme^ m nobilijjlmo Sefokm U cui pdlU fè dìfwad da ^lejjéuidro Farowi^ifirM^ 
émcfféiUmedefiwMSaìUonelUfr^iofuJ^e^^ Fi fmo due altre Tiimh 

Uiimateaij^DomeoMTiMfrettOyneUequaUMfmfc^iQmyna laiiafcka diGie$ino^, 
frt Red€HMref & welPaUra laT^ciut pure del fi^TrecurforeGiim^ fi i; 

daee^primip^élU fabrkaieltyikarMiiggim^ ceubmitue^f^ diffffm^ & di finirmi' 

Sant'Anna t 

DAITaltro Iato por alTincontro quafi di S*Piccro su Tacque del dio canale fi troua 
S* AnnaJuogo antico9& faabicato parìmentc da monache^ & per la fiia molta^ 
v«cduezza>quafi del cucto nudo di bellezze: ma veoeraadoasi per le doone dalle qua- 



li i^kfficia^i^^si per lofito nobile doueépoflo • 

A D D I T I O N E. 

nominando quefla tìriefa ^pvmo inferno per la fua motta veechie^T^ > ritroudhdoft 
\Abhadeffadique^fAuùpla Madre Gabriella Marcello Panno itf 24. Gentildonna di gran 
yirtà» e valoreffece elU cominciare à demMr t antico edifiao^e dar infieme principio alla 
nmmafiMca^netUfmded^. di Ottobre del medefimo anno fa pofta con follennitdlapri'- 
^lajfictraconU fe^temimemarie [colpite in effa 9 cioè: 



^ i. 



D. O. M. 

4 

VtbtnoÒdauo* 
Francifiqo Eridò 
Federico S. R. £. Catd Cornelio 
Cabnelia MaKello '' 
P.P. P.P. 
piomiD Eleenosyius 

Glorialo Dei 

Mooialiuip Benefi^'iipn 

OAeptaos 

D. Ani» Mooafterio Praefideotes. 

P. P. 
M.DC. XXXlV.'lIILNooatOaobrìi. 



% ' 



B 4 Si 



y 



^4 DEL S JES T IB R a 

SicmtHniiopóiillamrocmÌMHdfidtèciM 
tome apparifcc alprepmte in beUa, e l^iairaforma ffafira il modello di Francefco COHr 
tini jlrchitetto^ euhmocosì degna mdcbmaJUu fatta fm d'Elemofinè 9 nelle MàU cuh 
coftfe anco lapietafnbUca con rilenanti fomme di contanti > e quantità di imerfa materia 
neceffaria per così [anta opera . La Cappella grande infieme con l'Mtareipémìmenio^pit* 
twrà > tr altri ornamenti » che fono in epa 9 la fece per voto i qnattr* ordini di Maeflrwi^ 
deltjùfendcy cioè: Calaffai, Remerit Marangoni^ e Segaci» efsendoftatit per imefceffiù* 
t^e di S^Annaspreferuati dalla fierijjimapefle deWànno 16^0. ti foKtto è beniffimo diffe* 
fnat03 e €ompartito% ledendoli figimtt^ diS.Mat-' 

teOf e le quattro doti del Corpo Beato^ opera di Francefco Hftfdri celebre Tittare dt^ tempi 
mftriiilqnaUdotteuadipigiUreancontlfOtmtoitime^ 

gel^a; ma fida perfonadinota fatto fare dfue fpeje altra Ihjhriada TOtoredi poco 
intendimentoy il che pregiudica afsai aW ornamento di efsoft^tto . 'ìtel Cfiro interiarf fo^ 
mcottocati due Quadri di mano di Alberto Durerò donati già dquelìe Venerande Madri 
da Filippo Terv^. 

Terminata quoR del tutto così nohìl fabrica > terminò anco gt anni di quefta mortd in* 
ta lafudetta Maire Gabriella Marcello » che fempre fopraintefecon grahdifftmo Xflo i 
detta fabrica $Canmì6$ud ^2{mmbre^ e deU'efdf^ efiendo flata Abbadeffa 
tre yolte: Onde nelle Sacri fontìom Ejfequiati fit Mata con elegante Oratùme dal Dottore 
Anttmio Cogani Sacerdote Titolato in S. Maria Ttoua, la^qual^Oratione tJUoMata^ & de^ 
tficOtémlUMadre Barbara Marcello T>{epote della defont a^ anch' e f sa GentUdonna di gran 
nùrito^&cheTHuemqueiSachChiofbìconmolt'rfsemplaritd» 

Fu finalmente confecratoqueftoT empio alU 6. di Lr^lio del 16^9» da Gio: Francefco 
Morefini T^atriarca di F'enetia ; in memoria di che è fiata pofio vn marmo fopra la poitf 
wutggioredi dentro^^ douefono int^liatc le feguenti parole • - ^ " 

Ioana. I^^anc Maiffoòen..Patr.Ven«DaIiD:q,Priin# 

Tciiipfucn Hòc . 

Beate AnnsrMatri Dti^zxà Vii:ginj$ 

Et SanOalàenedi^ Abb.Dicatam fblemoi rit» 

* Confeaauic; 
Anno fallir: M. D C LVIIII.Die VllnUj 
Akx« V FL Pont» Max. loaon. Pìfauro Due Vcnct# 
nciCQsi MOfiHnici /iDDatiua cTOcnrantc 

Mmb DedkattbatsTrìt fèmpec Dorafnka i.EniÌ<ieni menfirJ 

San Domenico. 

^V'ia ksb&ttMtx renendod verfo la cittd ^ è ficuata la ChicTa «fi S.Domentco ha- 
^ bitau da i firatrì predicatori» & honorata pec molt^ fue qualità: perciodìe ella^ 
il fabdeata ft dc^aca dar Marino Giorgi cognominato Santo rDogé 49. che faran- 
no 1 3r:i:i* ft adbmau di marmi nel corpo fuo quadrato > & accommodata d*ampk> 
OonifteroiatcttganiinicaB libreria abbondante di beUiffimilibri > & di diuerfe re- 
•1 . f liq}ùcL 







D tCAt T 1 3L t O LI ai 3^ 

a^%Ie.^pa)iilHì«ibi^và|r^ Cro(X di CbnOo . Vi a 

amen- 

^alealla 

dfftrb vi è la prima cappìdlaibbdau da Antonio Mada'bencmerito ciellaJlep. per 
mke file notabili operacioni» & ridotta à fine da Lorenzo M^a fuo %liuoto : huo« 
mo «coeUente ndle iettere> & Seo^ario del Senato i & da lui ornata di vna palla 1 8c 
dì diucarfi altri quadri di nobili |Httare> di mano diHieronimo da Bref(ua» Et nel 
tao Chioftropnndpale giace in beUiflimo fepolcro di marmo in aria> compartir ó in 
due parti» Nicolò Mafia Cilofofo a & Medico illaftre de tempi noftri > ilquak 1ul> 
Icritco diuerfe opere» che vanno per le mani de gli huomini dotti > 8c fa rìpnuto > & 
ftimacomolto dalla nobiltsiVenitianaf eretto da Maria Grifalconi fua pinola la 
Ilio nocQ^'col nttatto di marmo fcolpitoda AlcflEwdro Vittoria » con quell'inferita 

tiOQC* 

NICOLAI MASSiE MAG^HPHILOSOPHI 
AC MEDICI, MARIA F. POS VIT 

M D LXIX 

Et dalTaitra pane deUa porta del Capìtolo de frati (luogo parìiiiente deUa pre- 
dettat^raiglìa ) è pofta la memoria nel modo medelùno m Apollooio Mafia Filofo> 
£d!» 9c Medico* fuo nipote» con qnefte parole . 

Moniimeotàm Apollonio Maflie Philofòpho ad Mcàko 
Antonij filio poficum > vteflèteius indlducn virtutis, ad 
^ fiuniUae aomioifq* umBoriam fempiterflani . 
'; M D LXXIl. Kal.Aug: 



. - f 



Et noti molto lont^Uio fì ferba CcTare Albei^tto Giurìfcobfolto celebre > & at- 
tre volte floio precettore. I^ualeeflrendogiouanedi molta r|>eranza > ritrouandofi 
ùgoiiemodiBagnacauaUoi fi moricob dolore de gli àmid> & deJlWuerfalo* 
fc vi fi legger. 

Csfari AJbetghedo ìqrircoDfulcifs* du» Heroills 

'II. Ducis Penariie deei.eto Magnacaballf infigid '' 
CURI linde prseft , immarara morte prartieoto • 
' Alberghetus pater piemifs. P; Vixft ann. X Xnif; 
D. XX. obijtAanoSaltttis. MD X^III. 
VI. Kal.Sept. ^ . * 

m 

II fuo campamk Panno li^. cadde itdrra» allora che vna kH9à di 
& di vento roppe molti nauib >& mandò in louioa moltiediìSci» cofi publia» co 



itf t) E t * H S T I È R O I 



prjuadicon angario di fiituit) mate :jperaochcin^ $ei- 

rhi con groflfo eflcrcìto » hancuanoeipuenato la Tana» con gran fpa»iitientoj 8C' 
danno del fangue Chriftiano . Allo Spedale ói qitefta Chiefa era pvtpofta al goner- 
no » ^ IO. anni fono 1 auellaCaflandraFedek»ch'dfièndofanioTapermolce fcien* 
tie nella giouentà (uà > ra renerita dal Polmano» da Hermoiao Barbaro »dal SabelH^ 
coj & da molti ahri Scrittori» che ne fe^ro faonorato ricordo ne' loro fcrìtti i & fii 
feppellita in quefU Chiefa • 

A D r> I T I O N É. 

Si yede al frefente quéflaChttfa mokéiiuerfadi fórma da qHcUd » che la ieftrittt 
il Sanfimmodt fofra ; poiché rimodernata mtcmo att'armo 1590. fk è di lunghe:^ j -è 
di aUei^ accrefcima fiàd^yn terxp^eUuate le cappelle parecchie y che ut occMé^ 
nano^rmane tutta Jpatiofa, tmdat e bdla% am ykrij ornamenti di pittìtre $ e fcol-' 
tnre. . . 

Hd gt altari nobili » e ricchi per la fine^^ de marmi $fer difcgno » e per altri nota-- 
bdi frep . Sopra tritar Maggiore yi fono quattro Ungeli di Bron%$ di mezzana gran-' 
dts^a ^gettati da Bartolomeo Bregantio > quali foflengono il Tabernacolo j 09^ di legno 
diluentemente inti^liato 9 e riccamente dorato. Frale pitture %che fanocopiofe inque- 
fioTempio pie più Eccellenti 9 e fiàmate^^fono due quadri 4a siati dell'aitar delRofario^^ 
nequaltda Maffeo f^erona furono dipinti due miracoli 3 f^mto di-pu Caualiere di Bret^ 
ragna % che in >na batt/^lia ottenne fegnalata vittoria contro infinito numero diHere* 
tici ^a p parendogli laTcrgint con moki ^AngeUin fuadiffefai perjefjlar auue^ di re^ 
citar U Rofario . Valtro e parimente di vn Caualiere liberato da demoni in ytrtà tm 
Hofario piiftoghiuléfio mentre vdiua la fredicadiSan Domenico . 

Sotto altorgano yiè-pnUt ie u tovt ^ amécumSamiéimModi gfctwi UalmAra . la-» 
topo Talma lauorò quattro Tmolc, Cima del ^p1fe d^io cot^ angeli piat^enti intorno 
alCroc^fjfi. 

La feconda di San Giacinto genufleffo % che mira con m(dta dìuoti^nela Vertìne in 
Gloria . La ter^a di Santa Catterina da Siena y che fi fpofa cck Chr^ , pittura mrtto /li- 
mata. La quartaèquetladi Santa Febronia. Il S.Ramumdo ,c%e rarcaimare 9 fliope^- 
ra dinAfMnio .Alienfe yU quale fece anco ndfrepo U Chrifio condotto al Monte Cabtmié.^ 
JUferifce il Stringa ,chefiiiin quefia Chiefa fepoìto Girolamo Querini Tatriarca di yene- 
tiaconqucflainfcrittionei 



Hicronymiis Quirious » ne kmì ca^auer io^erctun^ 
Corpus conficitur Doosipi» hic voluit biunari : qui ado- 
lefcens ittThonia? Donati irerba pmniuii iiirauit»qiiefiiiii 
Monadica digcic. fyhkc^tusp 9t Pacriirciu Patriarcbam 
itt3Ri tenax imitati» : Obìjc 

M. J>. IIV. 



Et 



D I C A S T E ft L d LIB. t ^j 

Si AaMio Diodo* die fu Fcocutacor di SJhtatco * cdMBcii^^ 

• ■ . ' . • . 

Sq»ulchtum Antoni] Diedi , qui domi » fbrif<|. non miqoc (o^ 
ti(er,qiiaai iuQè Reipub. geftì Procnfitor Dtui Marci fiótns, 
atq. in co Magiftntn pie, cafteq. veHàtus. 0akui cltros , 8^ 
ittcundus.Anno M. CCCC LIX. 

VitciTimtbdkSktahuocaoSgciaàombu* Sloggi: 

I 

FffgidapnecliniindaodnnthgCBiariorapitrem ■ . 

Thomam de Scenis > mens cuius in alta relucec • 
Religionis honor > /pcculiini vinutis in omnes 

Semper vlnque éùi» dilini ièmioa wtdn 
Feraidusinpopulofparfitquod gratusomni 

Dominici praediura fequens v^ìgia > mentem 
Intulit^hereis pofi loccpedtiira crìumphis t 

Sta (oditto ancodi Ste£ux> DorkGeaoaefe : 

SupbamnDefkk tk n xa ge ù a c t^fOMia'tttìMi acfpe»pii. 
no Wr IfflMBc iuoentutia ( pto ^lor ) fabiaras . coetem 
omn^s cdiqoic €ontinenti«» atainnocentisezempluni 
finyilarc» parentHxis varo niefiiramit > & amids defidfr; 
rinm , quale nemoantentrìfte > ac lachrimabiile . 
Vixit AanvXXiL Menfcs Vili. Obijt die xix. 

DecM.D.XLII. 

VtfatanftniCRiom vicaiq^ifteMb di'è lafeguente : 

AttgsftinttsdeAngefot Patria Pifaurtenfistfibitfratri- 
busq. fttis > ac eoruD potentati hoc facrum dicanit* 
M. C C ce L XXXXVIII. Sifte gradum.huc 
tandem miièrt dcibeadite > iute cft certa fapoiìièrténe^ 
utenendaTMe. 

NdCIanftnx»doaeQifcp«ltoPaok>CoaftaMeFcrnu«re> fi vedeb Tua Statua 
IcolpiuiD marmo dal Vittoria fotu> alla quale i fcritto di lui ; 



Paulo 



is bÈ t s É s r I E R o 



Paulo Conftabltì Pacrhio Ferrarìenfi pned. famil. Ccnértfi 
Magiflro, qui Plùbfoph. ac Thcolog- ioterp. batrct. prauir* . 
Inquifit. Sacri Palatij Magift* Ahiidìs Virtutit>us ad fum*' ' 
mam d%nitac€in in Aio or4. fibl adituin patefccit . Vode 
Prouinc. perluRran. & communi comnio^ » ad quod na- 
tus erat omni ammi > ac corporis contentione confulca 
Aan. seuc. fuae L XH I. Deceffic x ▼. KaL OAob. 
M. D. LXXXH. 
F. Pauluslfarefins Miraod. Mag. Prou. Ter. Sanft. acSoc. 
Noffl.coc.Ocd. 

* 

S«n FranccCco di Paola .' 

A . D D I T I O N E. 

'^tt'mcOHtro di San IXmenico oltre il eanale % tiaChiefa di San franeefco di Paola i 
prima intitolata di San Bartolomeo : ma per efier picciota > recchia i e cadente % fa dalla 
Cafa Querinidena dalle Tapom , ta9mo i ^96. fono H principato di Tafqud Cicogna » 
dato principio dnnom 9 e beUo Baccio 9 Ugnale fa poi continuato 9 e perfettionato con t^ 
Elemofine di pij fedeU : MafRme bauen^à DXefare Caraffa impetrato dal Senato » che 
li Tadri deU ordine d^l mede fimo Santo potefiero yentr in qntiRa città d. fondar la loro Re^ 
licione f officiar ^uejia nnoua Chic fa » & h abitar quejìo luogOfdoueftd faoricato pifr d^Ele^ 
mofinevn'ifnpioi e commàdo Moneterò. 

FrigtohUmemideUaChieRifyifonotreTalkdimanodilacopoTalmaiC 
nmuiata^Flm^inedeMMaimmadiChìognai elatere diaknneSa^eyergmi.'HeU 
tritare diSan Franeefco intomo alla fnapsura > Tietro Malombra dipinfe i di Inimi^ 
racoli. Il foffitto fatto d fpefediD.Cefare caraffa fudetto è tutto di mano di Ciouanm 
Contarino» hauendonel mexjf figurato la Refurrettione di Chrifio» e d* intomo /^^n- 
nuntiata^laT^^iuitd del S amatore % i quattro Dottori della Chiefa» alcune attioni del 
Safito > e due Ustorie della Cafa Cataffa » con qudttìo ^rmi di quefta f amplia > che fllto 
di Vapa Taolo IF. di D.Carlo Cardinale s di D.Tiberio Duca di 7{pcera > & ai D.Giouanni 
Duca di TaUanOi ^ Il mede fimo D.C efare fece tùtco la Cappella ma deftra della Maggio^ 
re con la f uà Sepoltura » yedendofi da i lati le qui fatto ^ infcrittioni : 

C«(ar Caraf a filius Diomedis , fratris IIluftr|ff mi Tibe^ 

rlj Carafa: Ducis Nuceric , patria relida aliam ùuienU» 

Scnatus Veoecergarebenignitatet vbi in fpcm certam 

{. fibi.pofuicluuKwinumquiecisvfque ad (iiem mundi 

VlcifflUffl* 



Vt 



i 

i 



D I C A S TE IL a LI R L iji 

» 

Ve plures "^ioà Deun haecRelpe^ prò fe SailAos 
Deprafcatoreshàberet, Oefar Canfa Beati è Paula 

Francifcì Familiam Sumino ftudio traducendam 
Itnpetrauk, vbi ipfi fibi* d( pofierìus fuis Sacelliiin» 1 

Ac fflofMimcnram «dificandum curauit . 

Santo Antonio • 

SV la man deilra andando per fianccb dopo aflai lunga ftrada» apparìfce il Temolo 
di S.Antonio> fituato quafi su la punta di Veneda che riguarda verfoi dueCa* 
fieUi • Luogo altre volte con titolo di Spedale > ma poi per Io concorfo del popolo f 
per dìuerfi miracoli £iitti da vna imagine della Beata Vergine y conuertito in Chiefa 
di kfioame» & finahpente ridotto infabrica veramente reale» fui modello di lacomo 
Lantani Architetto . Fiì il primo fondatore & anco Priore > Franciotto della nobile 
Simiglia de gli Abati Fiorentino » il quale la dedicò al nome di Santo Antonio di 
Vienna» fi come per quefta memoria f colpita in pietra preflb alla porta di Sagre* 
ftia appare. 

•% 

Anno Domini 134^. in la feda d'ogni Santi io lo tempo dello 
ladito Signor Mixier Andrea Dandolo Doxe de Veniexi3 > & 
ddRciierenda in Ctffto pare Mixier Nicolo florexini Vefco^ 
uo de Veniexfa i fb metuda la prima piera de quefta benedetà 
diexia de Mikier Sando Antonio de Viena > & cantada la pri- 
ma mcfa • E fo dado lo dito luogo per Io honefio religiofo Mi« 
xter Franciotto de li Abati de Florencta de Io ordene de Mixier 
Sanfto Antonio de Viena» primo Prior, & fondator del dito 
luogo» Siandolinobeli» & faui Signori M. Lorenzo Minio» e 
M.Criftòfalo Iftrigo» e M. Cane Becin » e M. Girardo delli Ne^ 
itodi» & M. Nicholo Magno Procuratori delio diro luogo » per 
lo qual fiafempre fata Oratione per tutti quelli» li quali ha da: 
to» e darà de li luoi beni per leuar quella benedetta GItexia » e 
Mixier Marcho Catapan^ e Mixier Vielmo Stracarol . 

Si dice ch'i qiiefta fpefa concorfe quel Nicolò Lioni Procurator di S. Marco » cho 
fcopri la congiura del Doge Faliero > & che dopo lui la famìglia Pifana fabricò gran 
parte del luogo . Et non molti anni fono» parendo alla Cafa Grimana » & ad* alcune 
altre infieme di ri tarla del tutto più magnifica»* grande» fi cominciò dalla facciata : 
la quale bene intefa per ordine d'Architettura f hi nel fuofrontifpitio fcritto. PE- 
TRVSGRIMANVS PRIOR VNGARIìE. Sono in quefto Tempio 
diuerfiomamenti notabili di pittura; percioche dalla parte defira vi fono Quattro 

riccbiflimi altari • Il primo di mano di lacomo Palma fu fatto per ordine di Nicolò 

Cap-^ 



^ DÉLSEST lEU'O 

Cappello Generale dell'Armata Vinitiana odia gue^ >. che fi hehbe con Baefith . le 
cui memori^ fi leggono in alcuni qa^in di marmo » che méttono di deaero la porta 
in mezzoi con ^ueua infcrittione t 

r 

Nìcpiao Capelloi qui dafli Pratfc&us Baiafita? Othom. lòipen 
Remp. perfcquemein , cam fortiter > ac fbelicifs. tutatus ed: t 
Cyproinfula feruata » dum Vetif tias ouans reuertitur Corcy- 
ra^ laboribus confedus fatis gloria? vlxìflfct j fatoj fui$> ac patrio; 
iniquo^ prserjpitur a MCCCCXCI* .. 

Vixitannos L V. M. X# Vin. & Dommiciis 
F. pierati$i & virtutis ergo P* 

It fecondo dedicato alla famiglia Pafqualiga dimoflra vn bcIHffimo Chrìdo fatto 
da buon maeftro > in memoria di Pietro Pafqualigo Senatore in quel rem pò ilhiftre ; 
perciocheeflcndo huomo dottiflìmo> & hauendofi acquiftato gwinde honore per te 
cofe di lui ralorofamente fatte % fa Ambafciadorc a tutti i Princìpi di Chriftiànitsì , 
& fi mori di veleno in Milano preffo al Rè Francefco, & lafciò diuerfi trattati cosi di 
Metafifica> come di Thcologia . Scriuc di qucfto huomo Pietro Giuftiniano nel 
hb.xij. della fua hiiloria. & nel detto Aiogo fi legge . 

Petrus Pafchajicus Doc. Celeberrimus eque^ prasclariflunos » 
perfèi^sOrator, optimus Scuator Icgatiouibus ad Lufitanif •. 
Hifpanije» Britannia; i Vngaria^i Regesi loiperatoremq. Max- 
& Burgundos fcelicirergeftis , L^gatus ad FraacifcutQ Galliae 
Regen» Mcdiolani dica fuum obijc. M D X V. 

Et dall*altra parte. 

Franctfcus Gallorum Rex Pctri Pafchalici virtutes tanti fecie ^ 
vteius funus magnifica, & publica pompa Mediolani cele« 
brandum » & Oratore ad hoc ipfum desinato i cadauer honori- 
ficecomicance; in patria reportandum curaueriti quod in hoc 
monimentoconquiefdt. Vixit ann» XLllL 

lltcrzo ricchiffimo di colonne > di marmi *& di molto oro ^contiene con dilica- 
tiflìma» & eccellente pittura, lahiftoriadidieci mila martiri fatta da Vittorio 
Scarpaccia pittore nobiliflìmo del fuo tempo- & nK>lto ftimata da gli intendenti,. & 
conlacrata da Hettore della fomiglia Othobona allora Priore di quello Tempio , a* 
predetti martiri, Scornata del legno della croce, & d'altre reliquie di martiri , cotale 
m prciTo fi legge • 



D.O- 



t> I e AlTBt l O I.IB. I. il 

X>. (X M Maityraim].z.millibiiiUedorOthoboiNis 
pacraus templi Aotifl^s vcuit in peftiicntia » Aflconiifs Con-» 
tarcDus ex Canonico loci Pont« VenetustUgno cmcii ipfonioiq. 
martyrumadditisrcliqutjs^facrautc M.D.XIL 

Et dairaltro lato (feUa predetta infcrìttione fono fitifrarcritte parale in honor di 
Aimniioi Sedi Stefano Othobonibenefiierìti della RepJ Oli difeeadeim ixoooSc^ 
cretari» Se noi vedeinnx>a tempi noftri Gian FrancefcoGran Cancelliero oon Het>- 
tore>&IJoQacdoSecreeariif & coaakriiboi nfooti in molta npatactooe. I quali 
Antonip»& Stefano fatti chiari per le guerre ette fi fecero nella Moreaooi Tiaroo» 
fono ricordati nel decimo liixdeUe Hiftorie di Pietro Gmftiniaoo « 

Stephano patri > Amonia and i HcAor Ottobonus noncmeo* 
tum Me fòibòicum portnm ab hofte occupatnm trepidante 
clailc» nani fiia folus ingrdTus e({» M. CCCC LXX. Illepr«« 
lIoNauali ad Coryphafium expttgnata» turcànin) maxima 
nani igne concepto comburitur M. patriat vterque nati» , 
oonfibì, 

U guarto lut dipinto dentro lo rponfalitio della Beata Verginccon eccellenti figo- 
re» fiinute>& riputate aflai da i buoni macftrij & è della famiglia Qutrioa « 

Vi giacciono parimente due Vefcoui » Fvno d'OiTcro > dbeWiTe ranno 14; o^&ltì 
della cafa dalle Fornaci > della quale altre volte vifle vnCanceHier Grande dellau; 
Rep. & f altro fiì di Imeria Panno ijtfi. & (i chiamò Ottobellino de i Corradi da^ 
Lodi legifta celebre & famofo . Et poco difcofto è la memoria del Pellctciero Medi^ 
co Francete di chiariffimo nome» honorato di perpetuo mooimenfio dal Cardinal di 
Lòreno l'anno 1 5 5 1. nel quale eflb Cardinale m i Venetia . 

Et iui predi) nella Cappella grande» fi cooferua quel Vittoria Fifoni >cbe ne tem« 
pi calamitofi della guerra co iGenouefii per la quale fi perde Chioggia» (aiuòla^ 
Kepé & h4M libertà. . QQcfti honoraro con pribbco onerate dal Senato>hd>be^d glo- 
ria ddlitB«^^TÌttiìflaftama|Kdeihc>per^ eccellenti fatti éc per gtan- 
dezza d'animo vinfe fenza alcun dubbionòn pare i progenitori fiioi 9 ma aaco tutti i 
foci coùcitudini in quel tempo : onde ripiene le Hiftoric de fuoi chiarirmi fatti t 
hebbe quefta infcrittione • 

I . • - 

iBcUras hic ViOor Pi&nc fttrpù almBims 
. Armorninboffilein caput eqaoreclaftm 
. TJieno(tefiitÌNÌiicpatriadatidit>atJllc 

Egredìtur clauram refcraos vbi Brondufus Altis 

Stragibusinfignis dedudt io equora Brìntam 

Mors beu magna vetac tunccummare claflibas implec* 

Dal. 



3i DEL ra« T f E R o •" 

Dalltiliio lite giace Aam^» Gfinwii Dtfft^s.^l qnalcil Gioiiio tóì^crtu 
particolare Ek^EJo nel foo libro dedi huomini ilhifjtri . Ec dalla finiftra della Cappel- 
la è ripoHo Pietro G rimani Prior di Vngaria Tuo telinolo . 

La pietà con le Marie pofte nella grancola dalla fmiftra fd opera di Guido da Mo^ 
dona Pittore» hauuto in gran pregio da Alfonfo Rè di Napoli • Vi gmcc pariniente 
Pietro Landò» che h\ Principe l'anno tSjS. pcrcioche la fua cappella tutta di pietra 
Iftriana» adornata di figure di tatto rilieuo > & grandi ài naturale » con la ftatua del 
predetto Dc^efcolpite da Pietro da Salò» rende bella» & gran maefbi al predetto 
Tempio. 

lui preflb è fabricata la nobil Chiefa dello Spedale di Santo Antonio per voto del* 
ta Repub. la quale guerreggiando col Turco per difefa della ckrd: di Scutari » che fi 
perdeua Te non comparìua con molta preflezza vn certo numero di Marinari > efait^ 
dirada Dio di quanto defideraua» il Senato fodisfece : & fii dato il Iuoto per ricetto 
de marinari ridotti in vecchiezza» fica pelleppìni» & come Iuoqo del pwlico £à cam* 
meflb il gouerno al Prindpe • Mae(reQdoeflbperlecontÌ0Oue»&jaipartaati facea-^ 
de dello flato impedito : permefle che entrai{ctx> in Tuo hiogo a quel carico i primi 
huomini della diti . onde i Procuratori di Sau Marco detti de Supra » jfottentraronq 
àquellaoira. 

ADDITIONE. 




"^da Cappella del Doge Landa vi fono collocati negt angoli di ejfa tre ritratti [colpiti 
in marmo, di tr e pr e jlant^fimi Senatori deWifleJfi famiglia. Il primo e di Antonio Landò 
Trocurator di S. Marco, nominato, con^motcafia lodei inpiù d'vn luogo da Andrea Ho* 
rofini nella fua Hiftoria yenet. Et fatto ai detto fua ritratto ò fcritto . 

Antonio Landò» Hierony mi Corcyras in funima pra^fe^ùra 
defungi» filto» pctri Principis pronepQti^ qui in cruento Naua* 
li aduerfus curcas pra^lio fanguineoi impcndit « Patri» mom 
luftitia omnibusq. pacis artibus Clariilinìus Patauìj Pra^tor, 
Militai is Annona? fupremus Cura tor » Brisciae pra^feàua , Diui 
Marci Procuratori Totiusq. continemis cum fummo Imperio 
iterum Lcgatus • Pio Aui Decora praircr Arinmum Paftigium 
aequauit. Hieronymus Landò Eque$ parenti opttmo pfofuit. 
Vixitannos LXHILM.UH D^XH.ObiìtXH-KaL Fcb. 

M DCXVlll 

Il fecondo r; tra ro è di Giouanni Landò fratello del fudetto Antonio j che fu pio» 
e reUgiofo Senatore > & però fi legge di lui • 

Io- 






D r a A S T e 1 X Q 3XfB.L «| 

Iomdì Landò Hieronynii filio > Aatoalj Dtnt Mwci mnJMitt. 
Fracrti Senftori presumi ffitnp PJettte»Ae)j^ne| Innoceotia 
latèconfplcup* £xopibùs fiiis a»bir£3>i ptxtéjihif largtendi 
indttlfic. Deo jiflidlie» & PatrijéinfemieittoptuBt merìtus, rat» 
xina uinenaDÌaaiiDodcratioùea4 honorum CTulmina Cape- 
fcenda/uftinqpdaq. i^n fibùfed Fratribus fumiao JEre , ac la- 
bore eftfufFragafusV qui fex pulcherrimo familiae documento 
vnaconcordfter>atq. ideo£*lff1t^igngan)i vixere. Hierony- 
mus Landò Eques magna éius Liberalicace audus Paterni ani* 
ni partió ìngent&fìQ meritorù(B« eziguum Hoc M.D. 
Vixtt ann. LX XML M. V 1 1. Obìjt X VJIL K«». lari. 
M'. DO XX Vini. 



J 



Il ter^o ritratto è di Fìtàl Lindo fi-atàUo incVegU deài fidati jintonio , e OioHami j 
fottaoMqHoleèpoftoUqHÌ'fominfcrittionc: 

Hoshabuitcnltus. Vitalls Landò Hteronymi fiKusi Antoni; 
Procorat. Frater. Qjii itv>£feQ(b^adUiperomneshonores ve- 
ótas, Confilìarìj muneie non femel audus i Patauina praefedu- 
. ' fa pt ^puè eatort . Dcmum acerbiffia»» ardcilbru w dolori'' ; ^. 
bus , a jpublicis curìs abdw^is cura c^ • & fexàgjnta annoc 
ezpieaet mortalitatis , reliquum in Eremo Camalditleofiam 
^ «d CoUes Euganeos humari mandauit . Hieronyorus Landò 
Equespatmo B.M. Cenocaphum pofttit • 

Deceffit anno M. DC XXXf. 
Nono KaL Decembris « . " 

Da i lati deW Ultore di djieci mila Martiri della famigUa Ottobona $ Ifùfonò le memorie 
di Leonardo^ e Ciò: FrafUefco Ottoboniy che riufcirono ambidue Gran Cancellieri della Rj^ 
publica pofiefotto d lor^ ritratti pulpiti in mfrmo^ Di Leionar^ fi Ugge : 



1. 



Leonardo Ottobooo pietate iofigni 

Felicitate amabili^ 

In patriam fidefpe^ato 

Longa migni Cancellarij prxfèéluracund^ 

Partibus boni cinta egsegiè fondo, fenioq» 

Veritts Quam morbo conico. 



(• 



Et 



14 1D "E L S E S T I E It O 

lotlrui* Òttfaobono fpeftttaeSapiefttiie 

Vfro > Magno Veoetiaruo CaocellaiÌQ 

De Patria * De Rep. opti me mer&o » 

AdDiraodjé fide! rirtutis animi 
Nuoqnam intermorituro exoDplo . 

Stn Biagio. 




A D D I T I O N E. 

InquefU fkcùia Chiefa fi vede qualche rinouationet ma, no» vi elenio deimaeofa mt* 
mvraèdetfi/ralafm di /lime altro, Soloche le anime d^qneJU panctMa /può ^^o* 

San Martino . 

"i 1 

IM déntro fra terra è San Mattino, il quale mentre che iBacfoirì nuuidaaano aJ 
fer9Cb& a 6»oco i'Iudia > & che i LoogobariU come vinci^>rr la figooreg»atiano 
po' la oiaaiar parte» (lì edificato da i nopili di Padoua>8c di Rauenoaichc ntuggen- 
do in queue Uàmt dalla rabbia de i toro nenuci > fi pofero fopra due Ifole chiamate 
k Gemelle: ft fecerouqoefta Chiefa» reftanrau poi da i Valareffi » & quella di S.Gio- 
oanni Bragola* A tempi noftri quafi dislatta da tutto per la vecchieeza $ fà ricomin* 
data in alna forma» fui modello di lacomo Sanfonino Arcbitetto»& Ingcgniero del- 
la RefiuScriue il SabeUico(quafi comeper eflempio della pariimonia» & della poca^ 
ambinone de Veneti in quei tempi) che vi era vn fepolcro commune à tre famiglie » 
volendo inferire » che allora gli huomini fi contentauano con animo pvv> & nnicfib 
del poco»poi cfa*al.corpo mento conccdeuano ltx)go cofi flretto» 8c angufto • 



■ » 



A D D I T I O N E. 

Già dmim amU reftè Urrnmats ftefla Chiefii nella fprmd tic ominciata fopra il mod<Bù 
di lacifo Sanfomno .Architetto fmetto . fj due Quadri pofli da i lati della Cappella aliati* 
mfiradelUMaggforeUdipinf^ lac^Valmailgtouane > figurando inatto % Chrifio nofiro 
SéMOtorcy cbepartM la Croce al Camario; nelfmro il medefimo Chriftq^fU^ellato alla Co^ 
Ifmna. Tielfojfittù "PtdeR ma ben ime fa architettura, che gira intorné t fatta àfrefco da 
Domenico Bruni, epel /patio H mex^$ Oi$: lac^ TedraUfeceil Santo Fefcouo Martino 
portato dagl^^Milr»^i^ . 

In teflimofio ai dmor grande di vn figlio verfo la Madre » ftd rio;^^ la feguente m e« 
mfimi 

D.Mag* 



D I C A S t KVLÙ: L 13. l Ji 

Sibiq» Vtabyt, BeudtStopMMn Ut^gA pktate 

Filiusi vceìusingrenlo iaoeos aOquando 

In Pmkm leaigraroi» ecoias vteioegiediefls > 

HucoUm ataueiic viuens • 

H. H P. 

• • • «1 ^ • ^ 

t^Ì0ic»*qHdUiiGìMutiitàStlammp graiMm» (enoMre» ette nurfe Geiftrde 4 
TatmspHbiìmiùfmtfptfta f(tmé filo fmm9ftmi»itu^mot€be due: 

loanni Sabosooo ■ ^ 

AloigjSgmorttAiPpliflMat imirfJfiwoSeiHteril . ^ >- 
• ' Filio 

fiiegaiida morta f vi» itiMgrittM; fuper hiidcs 

Celebrando ^ 

la RepubHca adminiftranda Optimatx Càft^atiflìmo 

Boris Clatp» Domi «doirando V<. 

Fraoclfco, lacobo, Ptcro» firatrìbos pncdarìffin» ^ 

SttperftiH 
ProttindiK Forilulfj in Arce Pa!m« Aimmocitoi Impeci» 

Paek&ovkàfaaùo» 

BeraardosMautocenus Conibbrìnaspc telUmentb 
Compuflarius . Hte memoria: monumenui prodi- 
jandit aoBonim viiibtu ifieeromn manfura. P.C* 

Afc^CXXXXVim 




* f « • a y 



Ittica jinémetue ietta Cbiéfa il t^obiliffimo Depopto di Frdncefco Erìno Doge py. 
Ae fàl^atmoiói^.ordffuuédammiàtrd'pifii eteimmd^p'ima che morifie; ricco per 
fnena di manm > & mirébile per architettura • Tendano ne gl^intercolmni vari trofei 
ml^yirmdelU fik^fkmigUa.TietfpatiadimemJUcolk^ SimuaygrMieMt^m^ 
mét^fed0n»mtfon0rmat$o diricntm fkppUAe i dilige nmmn tt fceipka da Matreé:^ 
Cameri4tlàffeSaét€fedetempiwa^fCbefi fiel^ 

* • * * 

Dei Glori* 
. Pa^ amori » pofteritatis Docitmento 

Franciiou Erìcit» Veatriatutn Dos ^ 

Coeletti ope,Rcip.IÌBnìgnitaw' "'-'' 

PnKipnis^niutibus Terrai Mari perfonAiis 



♦ .M 



jj? ! 1>: E U TESTI E R p : n 

D^oùfuiot AmlaaflriilodnD in^nitiis iiàpedio 

; : Abfens >ad priod^us Migium euedns 7. 

t. . . . . Viuens 
, .HocpéreiiiiegrtUamnit moQiiiBMtaai . . Z 
.. . fieriiuttu 

SoMd fteftaparoccbiafimo mime iiool 

% . . .••■■- • . . .. . !t " ■ 

S.Gioaj|nni Bragola ? . -- 

Voa delle otto CJùefe, edificate;da S. Magnò 

MA raimo irj. lajpkciola Chida di San Giouanfil in Bragola fiì éà tutto rifatta 
da Giouanni TaIonico> con le piazze dinanzi^ & per fianco • Si dicci che i Ve- 
BCti antichi 9 ^uarnauaoo le piazze dc^ per- 

cioche altre rolte la piazza t cli'é dietro alla Chie(a era luogo di métcato i però la.» 
Chiefa fiì detta in Bragola • Altri vogliono» che haudTe cotal t^pme i perche vi fi pe- 
fcaua» condòfla che Inr^olare in quei tempi fignificaua pèfcare t Se altri diflèro $ che 
la Chiefa prefe il cognonoe da vna Proutncia detta Bragola i dalla qual fiì portato 41 
corpo di San GmiaiBÙ liflMfinarJool cui nome ftt £;ibria 
hmque modo fi Ha» fi cohferuano in quefto luogo facro alcune reliquie di S. Giòuan* 
ni Battifta condotte di Leuante Tanno 95^2. da Domenico Badoaro Vefcquo di 01i« 
uolo . Vi giace anco il corpo di San Giouanni Limofinarìo» che viflfef aimo^io. & fii 
Patriarcha di Aleflandria 9 in vn fepolcro aflai ficco fuori del Coro verfò mezzo 
giorno . E aflfai notabile per pitture £ute ne i tempi nofìri ; coodofia ehe V Aitar 
maggiore fu òpera di Gian Battifta da Cònigliano > doue è ritratto il belliffimo fito 
deUaiua patria à La palletta alla deftra con la refiirrettione di Chriflo % fa fatta da^ 
Luigi Viuarino d^Mdrano Pittor celebre ntl fuofecolo : & l'altare di Samo Andrea 
6à dipinto da Antonio fuo fratello .* La qippella de Nauaieri » con Talur^della Cro^ 
ce la lauorarono Bartolameó Viuarino; & Gian Battifta da Conigliano « 

ADDITIONE» 

« 
• * 

,f^tn4ffEceeB<tttiTittiereregifirMtéi fofutiaì SatifUmi» irtfKÙm ém- met4f 
ptfi€dtp(ii»^»mfii»éi minor adonutmtato delle prime-;. ptkbe fiyede la iena dà 
chifioiiSfm.'H$^e(mgU.4fofièUM tm Quadn tUmmuUTms Èoatbm » Vitmeéè 
grmprem '. Iacopo 'Patma. >miitt ^tri i^rifece in vm T^sfih». S^nort,,^ ìim4 

tiedi àsffApofioti > doue da prof e fiori vien molto Jumato vn Seruo > che porta vn vafe com 
ti mommento, E neltéltro Chrifto condotto dintoaù i Ctùfafio , con San 'Pietro in attodi 
parlare conl'^nceUa» che fono due fingnlari figure. Sopra la porta della Si^efiia, in al^ 
tri duenuT^ifm. QiMtH i f om dipi n t e la FtageUatione aWi Cokmta r'& la Coromumedi 
/^diCiesàChrifioytfei^4elffirite^Leonard9C«r»aa, 
•S^9à^ne0amarifimincircttaHme»y)<>^ 

>4 ' Sari' 



DI C A S TELL O i,l|.L n 

AtkUkàùó* 



u\** 



PEr tranerfo m denteo è ficcato Saf^tp AQ^niiio^ edificato^tf4%i>n^^ Pittici- 
patii» allora che mbbe t>er lui^ tèmpo fl Pntiéipato'detta'ciml • Etamofo pò? 
focorpodiSantoSabaAbaceichevì(refaiiao5iS.iiegliheeòm CappadociafU 
cui corpo fii portato dffia citti d'Acri i'atitio 1248. Vi dipiafe Leonardo Boldreiio» 
& Lazaro Sebaftiani t tVnp la palla ^ San Francefco con unto Antonio » & San Ber* 
nardino 9 & r altro ?na pietd pofta fopra il Cotpos Domìnit c<m maniera aflài polita* 
&g^tile. 

A P D I r I O N E. 

Francefco Tiepob ter effequire l^ "Volontà di Litigi fuò padre » rinoiib la C appelbtdfSam 
Sabba tutta di marmtfiniy infìemefou P./tUare fjcpra Aqude rip^a il Veneraniù Cerf^ 
del medepmo fanto m "Vj^il Seùoipropur dÌmarmi(md^^o , 

LaTaséoUdoueapParifceil pqft^iwnatoda geJ[tigeU tutte Poltre pittiti 

nych'aicrnanùeJjacappeUa^ptrìm QftmdalLa^ 

to dritto redefiUfiatiut di iJ^TitpohfudettoJf^ itt marmo da ^U^mdroFitto^ 
fia^fmo Ma quaU ft legge . 

Aloyfio Theupòlo t^. Marci Proc Laàrentij F.Salt. Am- 
plifs. ^ ^t^rrifno» cum «aionip Aiorum 9 qui O. Sabas 
coipone hdnc Ecdefiam doi^ruq^ jEleligioms veftigia imi- 
«ifnruf hoc Sacclium inilauraif ^ecreuUTec , iminaicaraq» 
norte pranientus «(Tet % vt fiflgtilarls dm pfetàtis.i volkimaF 
tis^. leftìrooniuiii appareret • 
Francif. F. ob meanì in Pattern ol»lehian.F.CVix. An* L Xlt 
Meo.V.Di.LOj»jjc. An. M. a XC Die XX. Un. 



fi'. 



Ter citra%ediUgev^4i Nicolò Brunefi Tiouano$ Canonico 9 e Dottore p che >iue al 
prefente ,fiè rieducata la Cappella martore con le due minori da i lati . 

La maggiore contieni rn Maeftofo Jtitare di pietra Ifirianat e Marmi, e negtmterco- 
lunni vi JEmno due piedeflaBiper due^ figure di marmo 9 n^ quali fi cuftodifcono inynùU 
Cigli Santi con quefto 0i€O : 

Vt mate de noftris pellasenr cordfbus hoftjs » 
Marmoreus retinet Criffflatà Sacra loctis . 

EtnMakrolaCrocettadiS^akbàcotiiaitrod^i^cbedieei 

Crux Venerata Sabba;, fydus^ <piod capfula claudit • 
Credet fugat fèbres, fpafmaùb ^c^a » ttiem. 

* 

C . 3 'HsOa 



Il , t> E L S E S T I E R O 

'HeUd C4Melb d man» iritté*4^ ^{B0È(niuifi4jfà la fuietu Croettta» W i rìm^ 
ftaUmemmotcHiaqd fatto:' 

* » M 

. . Oiici,<iuafiìt>iuii$S^iiuto!bus£e|UlMit ] 

Mnltis niraculic ìiìfigiii » faperiortnn 
TcmporaiD inkiria cum intra domeftices 
Parietes non eo, quemdcficebac > oitui 
P>mineretur » Paulus'de Comitibus 
Templi AndOet* ad VenetianiinCaaònicus; 
Ve honeftioredeinceps loco afleruaretor» 
Huoc » «re jxoorìo loculuo) conititntt. 
M.b.LXXXIII. 

s_ . ■ • 

* . • <t 

Santa Ttìnìul 

PIùycr(òrArferia!eèhCUo&di&in1Vio^ 
Celfat ma poi rinooata ne* tcfopi oo^i^li dentro» &4i.&on • Habitò m^quefia 
contrada vicino alla Ghiera» la nobu profapk de iBoecoIfj 1" quali inftitnirono lo 
Spedale delle Boccole non molto lontano Aooindi. Vi rìpoui il. corpo di Santo 
Anaftafio inarme portato da CoftandoopoU Vaniio iaoo.da VatoMnoTalareffi^ 
cffendo alJiPiafdiicipsiHeiidotE^^ 

A 1? D I T I O N e. 

DailatiielCinrùin fmoduetetediràtapoTalma^ douemltintar^aPe Chrifh prtk 
fi neltHottih e neW altra tifieffo AagellatoalU Cdnma. 

Girolamo Santa Croce dipinfe U tauola nella Cappella di cafa Sagredo % finrando in ef- 
fa S. Gerardo Tatrith Feneto della medefima famìglia Sagredo > U quale fu Fefcouo di 
Vn^eriat e martire, chiamato t^foftok di quel Regno , ferie fue fante operationi. f o- 
fienneìl Martirio tann» 10^7. 

Soprala portavkino iquefta Cappella fi rcdeUmcmoria di Tietro SagredoTroOh 
fatordiSMarco^cbedice: 

pctrOfIoanti»Sagredo»vfiIbD«M.prDC^ uaflib.fyeAMr 
u rd^gione in Deun : infigni pittate io patriam : incolpata lo* 
ftitia in omnes:coBfpfCOo MigiAratibiis: pr^toris probatiffine 
perfoodo^ coi ipià dcmon mors fpcs vitO! fìiit. IaaQnes»& Lati- 
rentios Sagredo ex fratrtdieX VI II. lanijM DC LIl U 

SonoanimiinquefiaTarocchia ztoo. 

San 



D r O A S T É L E O LIB. L 39 

é 

SanSeuero* 

|L /Aaflai riguardeuole per Vzsmcz fonna è il picciol Tempio di San Scuero. 
IVI QaeRo m fabricato lopra vna Ifola chiamata Gemella % da Oifo Parddpatu> 
Vefoouod^OUuolo Panno 841. 8c ordinò per teftamentoi coinè C0& di fiio pa^- 
inoniOf che (bfle foctQpofta alla Chiefa di »n Lorenzo 9 ch*era parimente fia fattila 
ra • Et ancora che diu^ Vefcoui di Caftello $ 8c i parrochtani medefimi tentaflero 
piti volte in diuerfi tempi di fottrarla dalle monache $ fci però per decreto di pid di 
50. Pontefid Romani ftabilitcb ch'egli fofTe di effe monache. La cui fola Badeflà vi 
ordina quattro cappellam^ & altri chericiieI^gtndo(i i fiia volontì « Iacono Tia- 
coretto vi dipinfe fa paffione dixrhriftoi & fu opera aflai lodata • 

Sottri qu^ Chiefénfim^éfoimi ijoq. 

St Maria Fòrmofat 

NOamdcodircoftofiarrìaaiSaata Maria Fonnoft;hqoah( fa h prima Chic» 
£bcheinVenetiafoffi;confacrauaI pome di Sanca Maria. Fa edificau per 
leuebciooe di San Magna* & ri£itca poi fanno 841 . da Giouanni Sanato Vefcooo 
Olinolenre>&dinuouo fò reftaurata dalla famigha Tribuna >& finalmente l'anno 
1075. (à tìàon* 4 pctfettÌDne da Pa<dp Barbetta fai modello ìkt focpo di mnenf 
della Chiefa di San Mai«o . Vincenzo Capello cfaianfs. Senatoee Gentrahi da Ma^ 
te pili volee » te bonoraco <ld flatoa pcdmra* 8c di fào e<ndleotc elogiadal Gioi|io 

Sei ISvpfao (1^ ^ huomini ilMrx» vi fece la £iocìatA di pietra Ifhiana rft W fiì [N^ 
o la preTeote iucrittione . 

Vineentiiis Capelli» Maritimanun remm pcritiflSot» » & 
andqwKiini laodilHispM^Trlreinkiinonerarttrum Praefe» 
Ausiab Hènrioo VÌI. Bricaani« R^einfignedonatusCIàf* 
6s JLe^tHS V« IiDp.I>efi^. t^x cjafl^n <le4iuùt» CQUap^tn- ^ 
nanalem difdplinam tefticuit , ad Zacsinthum Anatìm C^* 
faris Legato prifcam Vcoetani virtutem oftendic • 

Et daU^ahra parte» 

In AinbraciQ 6tm Birlianifl'im OitMiiDicc claffis, Pacon 

ioclufic I poftridie ad intefnitfoneqa deletijrus nifi nitài Chrt- 
fiianttadoeiìb vefofffent. Ih Rizonicofìntt Caftro nonoex^ 
pugnato DÌDi Marci Procur- vniuerfb Reip. coflfenfa créa- ' 
tns. io patria morìnm totius duitatis moerore » Anno «tatis 
LXXll. MDXI.I. XIV.Kai Sept. 

Sono in qoefto Tempio i corpi di San Nicodemo& Saturnino col capo diSan^ 
Romano j già poftiui cu Domenico Badoaro sii quale fa Vefcouo Oliuolenfe l'iati- 

C 4 fio 



ADDITIONE. 



fi'P0kmft^Cbkfkjimmint.^A^ M^^pmemttiifianymt » e aimme S 



fm, emhemmuftmime a jlrdiitmmr»,eéiMerfe frinii fmx; Ae ti 



htliiUvkméasCb^,4tdkéUiS.rr0Krp»»Uemfgmrs/UfirntUlt^ 

.IséBki 



ftuUMtnm. IxéUie^* riè iricn UUmt fétt» fn ytfid 

the tìir^mm^SnrmcdU , e ùmg/tmimr TQmtmmFmnm^fadTmU^kM^éiTMl» r. 

tfmfmrimuiAjlimia* » Si yeie m€trd •mfmtìc» TtmU Sp m té tsnm 147C. ìm. 



Sanu Marina* 

DTmcoocmpcrSaocofciiboccMeKc 9 jpportfK 
fiolDt^fiuiiacu ft «kdkm i SJU^ 
isypfcliff jnfibivioifai, flcni corpocoodoctD À Vcpctia <fa Cufl jiw ìiiupoIi pop 
Cj (W BM WiBoota»diclDhd)bcdfcakPtttpooadGiccb 

dJcdcoccafiooedioiiicareflckoloddbChkfajD&Maxrà. Vièttaoi^ cap« 
pdIadiS«Lft>erak9TÌficaunmofaflooilalpopok>coo moka dàiocìofie • Sooom 
cocfioloo^dotprìodpillloftdt Mkiidc xeno Doge 6t.àMt fa Twoo 1400.8C 
Nkalò Maixdlo De« ^. cfac fifle l*jiBO 147^ Aff nia A p«to 
ixto il ii^akxD ncduffioio per niolco oro» ticiau) lo 

lacet io hoc Toonilo Seremis. PniKcps & O.D. Midiad 
SceiiOfOfimDitxVciieLaiiuciisIiifthia?»pads,& vbena- 
tis»aiiffiMcnhiff reqiiieibtbpaoe.obi]t MCCCCXI^ 
B.XXVI.DcccmiMis. 

fCcolaw MafeeBaf Doz-Oarifli^ , iufiiiSf padficos» 
CBofitteratof , Tbertads anooiut aorarìo po^lioo > €^^- 
«atoTt Cypco io poKfiatcm leotpco» Scadrà acer^^ 
cionimoMdìooelibaaMa»coris R*P. Ananas vìooisb»» 
!<»£)• t io panpcicf pii(s. aaimam coelo lue crvlidir 

Da 



D I C A $ T I B L a LIB. L 41 

. Ik^altcoIatofifeo^geTDflilfaitméqiieftte pofta <UI Senato al nótee diTad- 
deodallaVolpeda Imola: il quale fiì condottfcrodeUa Repub.& fi portò xaloroTa- 
oifote oell Vlcime guerre di Padoua 9 & vi fi l^lge . 

Thadeo Vnlpio Equiti Pr«f. fortifr. leoepne vrbis Para- 
iù j . faaa D. Marine luce > tiitbori prudentiffimo» Carniae 
or» propugnar, acerr. cierdtUs VeRet.ad Bononiam Ter* 
uatori praecipuo) Andreas GritusDuzSena. q, gratìff; 
éptfitie fempìeT de Reo. Venet Montmen. aetern. hac pò- 
dOtaum fede ime poi. ann.LX.Obijc MDXXXIIli 
AilMJDXXIX^ 



• f 



t 4 



, Sd raltar grande foMcoUocacetrefiguredl marmo al naturate 9 fcoIpkeda^L^ 
fCoaoBrtgno.EtlapalladelBactefimódipftttirafiidi mano di Donato Venecia 
iio> cheyme Tanno X4}8. 

ADDITIONE. ^ 

f9rmaUr4imfiiaUt& éicmufa la S^^rqm f^ ^p^^ diGhiB^mifta Btifti Tmantydi 
qftefiaCbiefa$ che riueal pr^nte$bmmBìUtterdtop e dicoftumi lodeuoU • 
•' Sonofottoptfie dqn^a cara Mime aaoo. 

San Leone. 

DA cinefta parte per fianco fi vi al Temolo di S.Leone Papa» detto volganneBtCj» 
S.Lio • Pofledeua altìre volte H moniitero di fanta Croce in Luprio» ma Bade- 
rò Vicario di quefto liu^ > con Gionanni , & Pietro fuoi fratelli tutti-delia famiglia 
B4doaM»nditnaroào9 dandoloalf Abate della Carità l'anno 1121. per fami vn mo- 
nìfterodimoQadtperciodie poco innanzi era ftata edificata là Cariti dalla filmi* 
^ GiuHana • Dipwfe in quella Chiefa» Marco del Moro Veronefe » il Caligaretto 9 
iial^llofeoiMUbl^ao to Cena di Chriftot Faltro vn San Giouanni Battila» & il terzo 
San Mtchek. Da oian manca <telh>altar principale è la memoria di IacomoGufl<> 
UbcoQ vaquadro dimarmo : il quale fiì Senatore di molta (lima ne* tempi noftri • 

ADDITIÒNE. 

QueflfL Chic fai dedicata à S .Le<me IX. Tontefice , la cui fefla fi celebrai 1 9. . 4prHe > e 
9au Huouamente quap del tiata rifattat èfpecialmente la Clelia grande con beOoy e rie* 
€0 jlkèm% émtlUBfa^dlmadMnf&weOa Tamia Chrifia SMM^noftre, morto i fofte- 
nntoda9f:.AMfpUySanJLeù»9^%&mriSm^ .•■ • 

DeU^pitture re^ifbraté di ffpra dal Sanfoumo ffi yedefolo la Cena di Cbrifto in^m Qua- 
dro attaccato al muro, di Marco dai Maro > eia tauola con Sin-GiouamU EtMngelMa net 
mc^ di Santi Tlsfolò > e Francefco del Cal^aretto : ndn redendofi pia U SMicbele del 



>1 
4x ; D3t SBSTIBICOi 




yfficiaturadelUChiefafSÌancoperUj^eU^tcbetienedclUfab^ acMrendé 

dmfiibifosnic^éimftte$c$medigwm9 



Sa^ca OuiftifM • 



EAncoparocchiala Chiefadi Santa Giuftinaf quamnorae habicata da donile^ 
monache > pcrcioche vi tengono cappeDani alia cura dol'amme • Si dice che ftt 
fabrìcata per ituelarione di San Magno • Refhuirarono il monillero Pietro Mwofi* 
no» Michele Comaro» Bertuccioi & Lorenzo Delfini molti anni fono : & il ^etto Lo- 
renzo donò il terreno per forni il luogo delle donne. La Chiefa poi conquaflata per 1 • 
aiuiciBtd ftta>fifiniramio 1500^ per ojperadi Zaccaria Barbaro» di Marc*Antonio 
Morofihiy di Hteronimp Contatint» dt Mattbeo^ & Andrea I>odato>& di Hieronim<» 
di Giouanni » i quali donarono groflafomma di danari • Dentro daUa j>orta mae^ 
ilra R vede vn (affo fitto nel muro» fui quale Sanu Giuftina orando» lafciò le veftigie 
delle ginocchia . Riferifce loScardeuOne nella fua hiftòrìa di Padooa » che tornando 
Giuftina dalle poflfeffioni del padre » aiTalita a ponte Como da i miniftri di Mafièn* 
tio Tiranno» al ouak era ftata ac«u£ata come Coriftiana» difeda dalla carretta » Vin* 
ginocchio At la detta pietra» hKpial poi fóportauda Padoua in quefto luogo . DS^ 

Ì^inTe la (latUgrandcafl^j^entilanitcMavco Zoppo da Bologna Tanno 14^. Et fa 
"altare ricchimmo di pormti » & ferpendm della famiglia Doke » fono due Statue di 
marmo pario > poco meno del naturale» di mano di Antonio Looibardo» & di Paolo 
Milanefe Statuari) afl&i famofi nel tempo loro • Ma di gran lunga auanza l'opera di 
coftoro» vnCbriftodi marmo di abemqiiafi d'tti braccio» fcolpito da Tomaio 
Lombardo» che fu ailieuo del Sanfouino » 



,» 



A D D I T I O N E. 

ItaCMUa il Stringa >cheiptt habkaffem anticamente Fwmà debordine di SMia Br^iddà 
fHoUlàcentiati tanno i^^o^fifffrra introdotte parte delle Monach^diSMta Maria &gtm 
^ì^UdiMnranoych^eranoinmoUankmero ^ Fùrifiokatriceaneoradi épufioTemfrio Ut 
Madre perpetua'PafiiHaligp priora didetto Iko^^tamio^ióooiridncendolo^ift pia ampUp 
t nwikma formai, cfae però» [me me$noriA.ple$^J[c$lpit^ in. mmmù[of»a: U fonai 
Maefita didentro «. 

Din» Vn^NNs» & Mart^n-t» tti(Noe Saatm» *. 
ìM'C ecce Reftauramm M. CCCCCC 
® D. a M 

fi(deitamhmc RetKrendtfs» D. Dontioktis: Epiicopus Cìùt' 
. men^conTeecaiiit tohooorcai*6anA» luiKoar VirgimV, & 
ìflmytky afkiiù Dosùdì Ni IX XXll> Domìnka fiecunda 
Maii.dteXV. 



,\ 



DI CASTELLO LIB. !. 4j 

Budcoi RaanLfBi^ean PilqiHligaAàoiMi banana 

Mamllcrij pnhKBs OBfeniatrix ad pUlduiotem for^ 
, mìtiorcdcgit;ManaI(erinmadcaiara(Mìaitin vlóia*c^ 
oimsdauih ÀvmuDqueauafiì fiiaduaentis tcfiitiiit, 
■tq. omwit, M. O Ci UlunrifkU Reuemidilt. OoiBÌ> 
DoLaurcntb PriaIoS.lt.E.Oudui>Ii> PuritrduVe- 



moaisiatilUrvcMfi^mJcriitùni. 

TraditiM di Bclb!i<bantiqiii( indnbit lÌMceffione^ lane 
elle ilbm pemm , ip «jiu laSiM Virgo imprcffit velli- 
gioa gMiilIcslMiit AubAiaffre orinone lubita aoK 
mait)riiiiaitqinnlikn[ianiAcinitasadiideIiuiadaio. 
noihiàcta.M CCCXILXfi. Die KX. Augufii. 

IfiMt Statue di Hanno pam fopraiiamìiute.tpui» fi*tt feflem éu H^i neUiia- 
temBmmidelt^Uarmagstm'e,d»MeÀtarpiaUfi^ekeltvnot 

Impi*4iHa'vatbi||Mlio firtc «gaiiia Bctmst 
Petn Ociglailjjs inqueudiobit. 



iMedmi 



Dinino Sbauit aqnis de Inoiae Aqvtiiat 
Hioc beni de CbrUlo.dcq. parente docet,' 



fa 
M 
rio 



t 



44 DEL SESTIERO 



, . , I fficrJdUfiuidli^^tfermmlMltr l im if l I f un ii il i> 

mr^M nmemt rmi, LUmQtuiiri fifr^le foru^fvmdìTktn-Feabét. 

LtFMtiiȎifai fmumfigiwufituraMMa 16411. per ardme, tTefijaumttUGirtU- 
m»Soeiar^*Pnaanawi$SMMU,&CmuUav , ama ti fiart IftrimtttJiuu et 
BtJàifftralMl^>auUrdì<tett9,iioriiat tmpa/Mttmtre riami fettfìti^ mtrwtt 
Veminaiu f^^melmmftiiiCimitaimSwm^TnanturéiSMtireòteC^^ikre, 
fnlfiijJa CltmatteU9uBalaffufe,iiipemecmleÌMeSulticiaiUtitebe'raffl^ait4f 
mmaUTtutitaUrtUeiitrTdiileiùEU^ìatti^t^criattCiait 

ioinniSafcnniìoEqirai O.M. Procnrjt. 

Qeì 

Mttìioii. qnHiiaq. Vrbaiw Magiftntilmfc Bogo^ 

UKafi > Brizuoai & Pacaoiiia pnsiaris, iu^ii 

I. BcixiapcflilcntÙBi, FamiiiaB 

'«• Lcgationtbas aaplift. id FU* 

leni. IIt.GalìxRc8c<'>4EiBB 

>ni. Vili. Rom. PoooficB GIo- 

vt£k.ìc MjgmficcodCb 

Obitis. 
Inter Pone. Maz.HUp. Rcgcm , & Remp. Vcnec. 
StcroliodiiBi adueniu Turcba* Fzdus idt . pa- 
canq-cum SdjriDoTiircaram Imp. conftaaiB. ne- 
tum M phiUp, IL nt. ord. Ujgatiu probauic . 
Viiittnnoi LXXXIV. Obijc Anno ì Chrift. Na- 
tio. M OC II.L 

CFtUriJtieritrattifcfittvMtìUdeliraÈtPaltnaUafiiiiftrat fimodiGirvIsmaTt- 
fiftcrfHdetto^ di Frncefcù Cattaliere frauUi, & jiiliuolidel fmietto Cmmmii . - 
Vìnftritttone del primo i tate i 

HKR)nyiaoSuperaatioEquiriD.M.PioambI(»nn. Eqn.& 
O.M.Pn>curat. F.Qui fapreinas in Vrix Digniatcs > Legatiti 
net Max. ad Philip, III. ad Philip. I V. Hifp. ad Ludouicum 
XUI. Gallia; Rcgea. Ad Paiilum V. Greg.X V. Vrbanuffl VIlL 
Soffl.Pon(. bpieoter, ac rpkndidils. geffit . Ad Mattiim Impa 
Lmtm, immaocm, & cficntam VTcoccorum Piraticam oc 
Aniacioo Gnu cadiciius ntirpauit . 
Vi(it ano. L X V li I. Obijt An. i Chrifto Nato 
MDC XXXVt 



D I re :A Sr T 1 1 L O XCB.I. 4^ 

St ddt diro, carne fi^r • 



t. 



o 

.^ 



FrànciTcoSqperaQCjo,Hqaìtì>Ioah. Èqu. Se D, M. proc.^ .' 
F. Qtii AmpliTs. fn Cìaitate Muneribus egregie pérfun- 
ótns , Vicemic Praslè^us diflìdijs omnibus de Ciurtàte '* 
fublatis > eiufdeiD CoocUiun ad probauoi qiue ad bue 
vigetfbrmam redegic. Ad loyofittin. Oucem excipiea- . 
dum. & Veaedas deducendum . Ad Phttip. ! I. ad Philip.' 
11 L Hifp. Reges » Ad Rodtil. II. Imp. Legatos . Ad Paul, 
V. Roin;Pontif. deiìgnatus obitt ad. A Caribo Nato . 
M.DCViI.VixIcann.L. 

Sotto alla Cornice delta Porta vi è poi la memoria di quella che hanno efeguito la 
tidetTefiatore^laqHaleacaratteriiorOfdice: 

lacobus» 6c Benedi^us Superantij 

Ioaii.Eq. &*D.M. Procurac. Fifìj. 

IoaniKs Eq. &; Fratrea » ex Làtuemio Nepotes 

P* F* .■.,■» 

ExHicronyai fiq. arProenitt; Tcfiameót»* 

DopofcrìtUÌkiK^e fiiiette fi è diuf' principio 'éuhm rìéc«TSei4uiiolò di m«mo fitio 
»iiu(irdiniJ^ciiiame99mttietmimtecmm€hi%etiarft^ 



VMmh 



Di^prìmrientaU»ii.As>itfi* e Cimikuetil tutto in fondo 4iLtipitUu;^lo,dLapisLt^S^ • 
leeotomefonodiiiafpi'orofio. f^ifonovafi,ebalauftridi bron%pdoratÌt & altrKtnkt' 
matti »Opér^Molto nobile* e digrón Jpefa. ' . .. • 

Sonofeggettedqiie^p4roccltia$ntoni9dtioo,amtfie, 



San Giouaoni in Olco 2 



1 



I^Erlango tratto di m fi peraiene i San Gioàaimi ito 

Jt Nuono dal vol^ • Fàopendefia£imigltaTrìuifana:>cbe Irdcdicòalo^^ 
diSanOioaaam£iuuigdifta : il quale per ordine di Nerone Imp. fil pofto nelt'olia 
b(rftote« La ibi ihoraraéfiil modellò della parte di aKcaodelteàMo^Mrm di 
San Marccvconia ina tribuna di iopra r Andrea Bono Wfomo d^fiqinlo1a<on(acrd 
fanno 1 09* IM|»n(e qui dentro» Hiefonirnol>^ San 

Cofmo» & Daniiano» & il Calinretto vna cena • Di Scokora vi fono» ^^ 
bdla4òrma j fané di lacomoColonnaattmio del Sanfouino . Giace da vna parto 
Francesco Landò Dottore» & Caaaliero> con T infcrittioAe di qpi«By terii kè 
^cnti» • .... 



tue Fra»- 



è, ' * 



44 .: T}JB t SISTrEfC-^O 

Fraocifcùm » anem Landa piiiin nilicalea propagò 

FunAns in hoc tumnlo conrìnet ofla breui • 
Qiiein Do^r,qnemclattts.^qiiesi vhtàce decort 

Du^it vitale geotis» Ànbishonor* 

A D D I T J O N Er 

hh &EHai^eUfia, CmannU di mono di Frmcefcoka Baffano: ma ritoccala fai di nùom dOr 
aliTQpittorethaperdutaaffai^MdUbiUiì^ penneH deW^ 

•Auninrc. Da iUui detta Cé^Uayii fimo m$r4CéU del mede fi^ 
frenato al martirio > dipinti da ^tuonio Foler • Si yede in gran Quadro pofto da -mt.lato d 
me^ Cbiefa la Croc^fRone del Saluatare rapprefeniata aa francefco M0f$te Metzaao • 
Ha [otto di^eqiteftaCbiefa anime 1600. . 

SanProcolo. 

i ■» r 

I ' . » ■ * » 

pOcodìIiit^èfitaatoSaQProcoJOf fottopoflo alle Doline iiiodacbe diSan Zac^ 
1 caria , che vi tcngcmo va Vicario, angiifto , & fcnza ornamenta alcuno . Solo vi 
fi nota vna inferi ctiòne di vno Amadeo.deBuonguadagni fatta Taitno ijSp.coa^ 
titolo di Vicecancelliero del Comune di Venetia , per la quate fi conofce quanto al* 
IorapoteflepoMK'|iettiVinirianirainlHtiooe»«cdkc • . l 

AICCCLXXXlX.]>ieXXniLDeceiiibrtf.Faaiiiii 
fMkfaocopiicìnfeaiffioiiem peccatonia Sapfcndf > ^ ca- 
tholici viri > D. Ainadei de Bonguadagnis commendabilìs 
VàDecanceilary Communis Veacdarum« 

ADDITIONE. 

Dalle Monache fmlette fu HfiUfdelttOf iraatuig^t. tielTrincipato di FroHcercé 
Erinf:Ondeappariffièpià ampio * e tueid» di ùrìtfia.J^i mancano però molte cofcye fbe» 
sialmemegta^namentidegtotl*ari»iejìiaùmm fòt» erette fé mtnk Mtnfejitè dee* 
kbranoUMe^ . ^^Mto^ienfit ejbrefi treHHhrie del recehio Teftame^ . EtSatà^ 
»Termdamimagrm^teUf^r^ChriSf Siffmiioftroleuato di Croce daGiefegò, e 
VjcoèMoamaUre jigmt mtrabUmme diipi^, e >«gameme colorite. lUaualàerHe^ 
nUdipmtonmMMenttà^TamleytTmacmUM^aa^ 

9etret»»*SaoGiofep0e »laUra co» il reccbio Sacerdote Zaccaria. gimechiotù^ ebe ha 
iKlUbraccUil póptetfGmoMi BattifiaMoteodiriceiterla dalCiHo . /• quefla cbiel 

Tiitta quale fono anime 9%o.in cirea « 



*• • a 



Sui 



Di cJ^sr Eli xr?-i ^ 

San CMnzmà dt i Fortani. 

Òkn Gibuitmi indtxdato de Furfani» fft nel tempo de Ónalierf TempfairQf pat> 
. !>: duro da loro • Ma effetido IV>r<y ne kxo fpeiM da I^apt Cl^ 
ibmciadiPflippoRèdiFrandatamie.fcrìcionoip^ pafcedekm 

beni fiì confegnata à Caualìeri di RIkkIì» cbianfìtciho|5gi di Malta : fra quali hebbe*- 
tx>qiidlo Priorato. Ix^Mflieggoiio adunque iMaiteui&iPont^i pcrfauttoritA 
lotQtflacfero in vfo» di darlo» gcconferirtoiclM piace toro: pl!T^^ 
d'mcraea. Ne tempi noftri Papa PaotoTdm > to coiMeflfe d Cardia 
fiK>ii^ioee»6t dopo ld> che mori» penimhe in AM&^^ fuo frateUotat premce 
Cardinale ftmde» maiionperòcoiiìeiCaidmaie^ ma cornea Caoaliero di Mal- 



Vicino ài detto è rOratonodefla natiotte Sclnanom fotto titotodi SauGìoc]g;iot« 
con ricca» & bene intefa ftruttura fattapochi anni fono . Era già Spedale ibtto moke 
di Sanu Caterina» & lo pofledeua il predetto Priorato di San Giouanni • 

AD D I T IO M Et 
' ri fimù firf Hmrfe fktmrc tùmmeniMh tm^ nM^JtUnr M^^no^eil Sf^n^r^ofim 

Um^. Lami^t$nf9faUrMpalUDano ygrgtmU i9McumaHifi0riadHBaneftm0di Chri- 
fio m^ HUgimMtume . Layepgmc mn m uiéU Mf Jingdo ^fkiMma m Iscopo Tal^ 
nM^lgidiàmtt.EtAmaftkhiiScmiaCAUtrmaèMjintmio ^tiBnfttdqH^ fne 4mcB 
Ùp'an€^i^bmecimSX}kìirgw$dfeiK€§deADr«^ 

Carpacméij^eakimeaniMiéMmcielm ètte 

Hifiùrie SHétugctkhe • immemméàelUrcii^Céttìmèe dihm 0rgt9fi§ fi i^geml /riih 
tifpitio ii efp) i 

Collabeiitem liiiilia Vctuftace ^dcfli 
I>f uo Gcot^io dicatam ^ Collegiiifai Iljrri^ 

Pietate» & awmi magnitadiM lofigniiMi » 
Suo Attoria 

M. J>. LI. 



San Filippo 3 & lacomo. 



fituatoairinoonttodiSanTheodoro» cflbiéoalcw vòlte 







A D D l! T I O-m ,E, 

Wfemi»ì^fìper9hUMÌiSua5erettitÀitdtTmi»aeoriii'S40M<ire^ trA^a^ 
«àà alami ami > ricino alta CbiefÀ deUo Spedale di S^Antonio , « rkwnfita l'habitat imi 4 
<:Primiceni. li^ieue ttalafciaiftii far mentiime delle pitture» -ch'adonum ^HcM 
Cbièfa; poiché foto fiate fatte da frimi pittori dell'Età nofira. La Tauola adua^ 
iieWjtìtar principale > doueèfiff&afo Chrifi» morto con ,4HibU pÌMg/fnti yfùoper* di 
aaopoTtàmdìf& è fmUnunte fua l'akra con la rargine ,t}>e fiàgfi in ìS^itto , iIHhA', 
érveon SamU ^ppolonia» aUatfttaU vatgcm fixappatii denti* è dima»» diU^iB^ 
fatto Vipote di Vaolo Vermefe ; Et l'altro done efj'a Santa fid in Oratiwe nel me^ delie 
fiMmme »fii iaéi^iofa faticadiS0itóVerandaiChetW^i$iin efo.Gio: Tieifi^.Mhcira 
Trimicereo di S.Marcot&che riufcì poi "Patriarca di y enetta . L'odor atione de Jìfapi 
M -Pietro Damiai. tieUaCafpelUimla ftniflra detta M^^ff^e > Mt^eo Verona ritrai^ 
menatela laFergine y che fé ne pajfai» Egitto . 

San Francefco della Vigna. 

MA tornlatno vtt p^o i dietro liktChiefo drSan Frainrefco dalbt Vi^t* Vieri 
altre vokc nciriatroiio fuo quando éf a^di tauole > il fepolcro di Lodouico Rè 
di Sicilia» il cui corpo eifendo portato dalia cirri di Hierutalcm in cambio di va.» 
corpo Tanto 9 venato^ a notida del vero » Ai pofto in alto con vn panno dì fcarlatto 
tper regno di honorc . Acquiftò il cognome deira vi^^a per San Bernardino : perciò- 
€h.*e(rendo Guardiano» 8c habitandò jaUorjt hi San Francefco dal Diferto »&iule Vt« 

Siolei poco difcoflo dal lido > ridotto il comiento d Veneda per più comaiDdo d^ 
i 6ratt> lo nominò dalla Vigna . FA gist opera della famiglia Marcimana > & f ù fa- 
toie^ di nuoqp à temici noftrì bA OKKlello dd Sanfouino » con tanta bellezu > ch'è 
tenuta fta le prime della citti • Gli adornamenti fuoi rari per qualitdi fono di nioitf 
eccellenza cofi nella pittura come in altro • Percioche enrrandofi in Chiefa nellai^ 
facciata di dentro fopn la porta grande» fi ripofano dne Cardinali della famigliai^ 
Grimana t Doiitenico oleato da Papa Alelfandro VI. & Marino fatto da Clemente 
VII. Vi è pafiràct\tc Marcò Patriarca d'Aquilca> che l'anno ijjyrfù Generale di 
Papa Paolo III. p%f la lega» che fi fece cbntra le forze di Solimano . Dalla finiftra fo- 
no cinque cappelle : laprimaifellequaliède'medefimi Grimani» & fpecialmente 
del Patriarca Giouanni» che vi fece iir l'omametSTo del volto di lauori di ilucco » d'- 
oro »& di pittura alla Romana da Federigo Zuccaro» & da Battifta Franco nobili 
Pittori deli'eti noftra • La feconda i|a U pajla di bado rilicuo fcolpita da AlefTandro 
Vittoria . La terza dipinfe talìcómó Tirttorcttpf ne! ari mezzo giacciono i Baffi . La 
quarta dedicata alla cafa Dandola» barattare di mano diGioTcppeSaluiati.Et la 
<}kiata<fit i^ÌH(liniafti> fiì opera di . • ; . . . douè fi legge . 



.* 



D. a M. LAVRENTIO I VSTINIANO 

D. MARCI PROGVRATORI ANT. F. 
ET FRANCISCO VXORI AMANTISS, 
,M. D. LL 



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Et 



D IOC£STE£L a XCB. t ^ 

-Qrdiffalaa parte»"''' . '^•■■' • 

JKNtONré IVSTINIANO SSMATORf 
' ANTONII R ET POSTERrS ANNX> 

W. D. LL * 



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li mfcrictione di Mar^Ancooio Triuifaao Pnadpè ne :tc(n^ noftri di rài " 
»lare»che dice. 

parerna vùtute ac ^ria fetn^rtlaros « omnibus faono» 
ribtts ^t^ie perfuodos , à patribus inulto ipfii» genio 
Prìocq»t oooMatos , cum annum Rempub. fanA« gu- 
beroaffif , Maig^ìsfuniaió&l don fàanbi ioilginial . 
aula int<Brtforinuil«igtttudinc»£cactt ante araisembua» 
tnfflOBMppamwil mmmtàmiffaaùtia CfiBhiffibeati&. . < 

MOLV. LOftw 



« • 



Dì quindi ^eiitrt nelb Cappella de Profeti deOa caTa Giuftiniaiia tutta copertaJ 
^-^gwcttedjme^arilkuoconrìccluf^ p^gnui^ 

^lkpctmiMg(URioèmoito honorata; «e vibno qpèt&'ixouk- 



détuMcQtpo 

' Hicrpnimo luftmiano Ant. F.Sdiltori folkìBBiI {^ 

- dcntia » & -ìot^iuic claco S. Marci Procuncioneoi 

adepto t PCi^.oaMiefsfefevrbaBas4igniMte»iniiÌca 

cuu ìattd^ verfatO;, <fin vixitafin. LXH'dles XIX. 

, . Agne^ $a<fuajrta ^ec» E coqiiigt vnuàaù Gbi po« 

fietirq.Ai»F.C. 

Et dalhaltraparte* 

HieroDìmó Badnario Sebaft: P. 8c Hleronfanò Badoa* 
rio Iac> F. virls & fanditate vit» io Rep. adtninilltan^ 
da confilio ac fide cum prìuatiai»cunipablic{frodtto- 
fis > AgnefinaBadoarla haeres patris magniq. patruo 
eedme de fé meritisi fnarÌDiUospiecatts "*' '' 

H. M. P. 



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Del qual Hieronimo GioftinixnO) Se Agnefìna anacndue vT^àj^fibJf^fJtìtffiitc 
hooorata per moki fauomini ìlluftri. pa^ciue Marc'Antonio Giuniniano gent il'nuo- 
mo d'innocente tiaitoitftVl dafi'affilVTtpK et q>$cÌGfo 64 tpt^gti «^ 

Etria nel tempo Tuo iDeoiie pCD'aievtefofr^atp^ppcdiniTipcttoi qudJodd 
incipc Triuiianoi Domenico fuo radrc> i cuitchiaii^atcij & là cut eccellente Tirtiì» 
non pift'flì tt^ttata da gì» hiflorìci del nofiro tcmpOi ma viue ancora Bc Jtaeti prd» 
foiPe^ibA 4tbc«&Uatxi> perdonile, c^ al cc«i^rvofÙ4^e|inqslw 
Rqi.fiCTiiìk^aDO'qtteflspiacQle.. ," ■. . - '■ . i :■: ■ i~- -. ' . 

PLVRI3V5 LEGATIONIBVS IN ITALIA, - * 

GALUA.HI.SFAKIA .G>eRMANIAF<ìQtH-: -A ;■ 
STANTINOP. ET 4GIPTO. F. 

Et dall'altra parte» ' 

■- :iì: . '..-,. .■■.,,.,.■ . i 

I>omla^Tdtti£inisEcpr»ProctiiaiDr<Z>iittMiircr.r ..-.l' 

Venete Imp. GUflìs iouiaiunnii Sedatori ìKiDeum '.., - 

pietateuÌDpattiMDcbacscatent àifuniaiB&dp.aft' . '^, i 
gotijsianocentirs deccffit, inenmfitbilefoAerìscxem- 
plum. M.DXXXV. XXVnjJDccenb. 

KeUaCaptielIktn Moftra Donna, Tà cui palla Al ^'pintadaFràFrancefco da Ne^ 
eropontcmu buon maeftro) ricca per molti porfidi > binarmi diprcEEO* g^cé> 
Marc'Antonio Morofìno^il quale nelle guerre di Lombardia hebbe carichi d'impor- 
tanzai per la Rcp. Racconta di «>{hiii il Bunbo> it Pietro Gùiiliniano nelle lóro Hi' 
florie>cbe inconttando/ì egljperTia indue Aird>afciaddri Fiorentmi > ch'erano an* 
dati à Maffimilianolmp. mOc kvoj Dìo vifalui^al qoale iFloreatimaon tift>orero 
nulla. Il di fidente ìncoQtEatill vn'alcravoUa>noavol£QdoiFiorentiiu ceacrla.* 
▼iai il MoroGno il quale bell^ &inarau4gliofa degniti t>cl volto > & la pcrfoua alta.. 
& erande haueuaiprcfovno di roto, lo (pinfc di forK che lo gettò ncl/ango, dicen- 
doli . Impara vaTaltra Tolta i cedere à i maggiori dì te-. Habbiamo robto xeferirej 
quello fattoi pctciochc è anco accennato neUa feguente iaCcrictione . ' : t 

wii- ■ ■'■• 
wite 
fìinc 
ndi« 
ma- 
rtini 
„ 'tuta 
tetneritatcLeeatusincaÀrìs, Imperatoriaoinniainu- 
oiafxUdtcroDJjc. lafubrìco bello MagifìerEq.defi- 



D I*>(?« S T E 1 1 O :XIB.L fi 

!: iaH>i'etiiliaaKnj.«niiit iUgoo^^elùiiu, ,. 

Ecdalf altra pzrcc« ' 

'«»taBlMibo>dM.EQièwrux vimiti>8c{inEd»<: ; .■' 
' - ' rÌTrafijrtei«JB8remòiiBii(ie(iii«jftnt, «aia* I«n **'•''» = '■ 
te.domvidntotaoEuropainaiiniri tonerà Reii)jì.'ar.''''' ' ' 
IiiAuoG belli caiifaaipriddcrecoateadic.diaino confi- 
aIiDpcria,8c 
-i,.;' inltiscladibiu, ,;':!,., 

ilwftioMfHt' 
. ' ifaixadini r 

jàmilii vAifiufiu Icgito. vixit Ano. LXXV. 

' NeHaCipK!l>coilflKnn>ltan»iioria<kUa famiglia BaibanilapaBati dì 
'nifìfaK>idrBl£nKtFranca:8rMftixiripoftlFi'anc8&oOuiatieTa*& ftooHatortfac 
Tortile nella Hitfiialaàna difterie cofeìatMupliniohi carichi ncUaRa^ fi ttil a *^ 
)ibcr4Brdyjd;«tnwftriaìlSLailMJ6Za(xaràto<%b'M>kMaiK<H!iraCaaali<rà>lc 
'Ptoctmcor di SiAMarco .& cfxno Hehxiolao figliaok) di Zaccaria > il quale dotdfi. 
'-fimo neMe idencie» 6c anaooeiato fra i più illuftri huomini del fra tempo nelle lètta- 
^lilVefcODO di Veronal & poi Patriatead'Aqoileìa: Se di rincoatio fi legge.- ^ 

'^' ft^c{r«o BaH^Oi Btjnlti.ftociintoriq. Di MiKi,, Mi- 
'...■' litÌMi fitetaiamq. Tpuod^e ^figoito, miiItiJq.Magt L' 

'-'■ fir«iibiit,LcgatieoiW>ÌiiPaefrawisianecciitUs.ia» ^." 
'•'• ai>,a'idep«tìaìrHi9bUbarfeamBiìxùiiibciMneHlo, 

EtandfcusptBncpojjiofuit. ,,,., 

: Etdairaltnpjrtc. 

ZaccarucBarban>,.F(>scilciF.fiqiutì. Pia:ilt;ui»i0.' ' 
Mani) vii» hmmiaUfai». & cfairirsiHcna^ioq. fili» 
«US integerrimo. doAils> lingUatttiBq. fciftia ittMi» 
tib.Ftiaa^aef<>s. :!, 



..]>.•», -li» 



f% .' D jE l> sur IE.RdQi I 

iMiiniB«naaifo^daBened«tfi^Diaoa>laqiÉ^e-e tankain'graningiodti 

Si coofetna |ariincntein<yicto ii6qy>tilPoge Aiktota C rim » fr' É MW BMaottn» 
do*cofne iiio«>«dogDViio:&ìl Conte Fraoiccfoo Camùgmob cfacfiiGcoeale 
ddlft RepaUica . 

laBbRuiaddinomftefD è padmeoteoocabileiKrqnnùi &p^ 
hi odUqtulé Andrea BrtgidvM ^:llim>tti*o IM^ 
danari. E fiuài—mc cofacccriimt» il coipétiifraó <%plraiettf ta&fecsodo N 
aocko YfodeaoariMffiai EcA laoocaitiCìMa M4ra>Caa«[^ 
fcom'cofi&ttoowftetodicofe. ^ .~ tt^^z.-- j-. . . 






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mùfo^rcUietf^^HdreaTéaUdio di etèrne latinoÀ iUìiioMhmumii i iè tmfMQ^mi' 



rabilmenie wmfartk%cm mifmrmi p ropm tk m e • G^uUsw^i 



\cMf02JbmK.MtnelfTegiof$ legge :X>cosmmfitTfiàtg&jU 
ri. Vs gl'ituercoìlHnni fSno formati iue^m 7{tccbi > $te ì^UjUamo collocate due ^ 
redi Brmt^p eccedenti iluéOitrélef^mlUMUddelbra raùfPepmtOf ilVrefèia Mut ^ àcm 
fiedi i fcritt9 : Miaiftro Vaibramm . QMella attafimlira Pjtpi^Ulo Sm Taotop eftd me- 
defmsmeme fcmto : DiTpefi£ttoriIiicis. Cmàn0n€ÌelF^4Heficed§4m i^lfimra$ 

§iiiilmu^iMipt6d9$XMmOpa$. Sofnraef^VicthiMyu^foiteiimAii'f^ìn 
4ìttdho€^InbeUiffMiCéKtmeTidor4ti •tttlt ^,i 

Mie Coèmmemiomp cberexfomimen^Fttmtiffitif, d^vnUtàfi rede Me* medcfim 
CéPrmeri /colptt9;HùnEntmf^c%tetiùri.M rfo/r^to^f Inccrionq. Bella ^ La,Pf^^ 
pài p'MdedpMpartienep&méeficfafrddMeietmBe^clKfi^ 
Um^ ine imame%3(fi Urna >&aUrimrname»ti^ .«. 

T^IU CapfelU de i Grimam oltre àgli éébellimenti defcritti di Copra dal Satifmnefy^ 
Wfeéefimo Feèrigp Zuca^rw^ (eoe ancoU palla delt^Mtare cmCjidoratìmc daH^gff^ ^' 
anaoi^é^dalUcMiUtiinpmodnef^uredi 




Cémm B9mtti Scidmci 
tré; Comici Imo. SiredepoimlpgrttiiàteéélUite fiimdi fartgcut. 
fiteéti csTMtterè M hnm;^éotati» tbf éUumm^ip ima t louu*J^tm»tm P«c. AquiL et 
^UeronJmo Pacrc Ant.Ft'vacMo* in fpem cataro fibipouiic haoc dooram onieds * 
vitpie ad diem njundi rkimom . Et mltdtra : Si Chrflha detet» CbàrogeìtfAo in u- 



rne Crudt affixo» quod etat contnriom oobts> Klunvxit: Nos coimùiiSq»^ 
in«cecnamIu(Uciam»lcpa(»mrefiitsanus.£CTMfie^C4r4tfm>/(xM rinn^ ie fic- 
tresmi fori 4m tran» fofH .^a {tfoUw(flfUiulmmoitlfaHmpi».dieffaQfffeUa» 

hmtdcr€JUrmit[éemlMUtfimafthm»i)r»atit4i*iiiti. 

La pmiofa Tantia^aetfo Tmtntm > thten MÌh am^ d^b^Ua H Mafji* tm 
Jffeodtm > a Gàfrgii » fke f<mcmm itCwpPétChrilh ud Sepitcra % fu giimlh 
tata» 



StjiaUaielkifiimaCafPdU ù6vilUmani> lafciatatnbtimcoialSanfmtt»*thii^^^ 
f^eWie méanGMfeppe» S„4iit»imUbbate,eS. Cattmaa»fioperadiTMUrerone' 

Ui^ iMtt^ Stamfa 4d Carm» iciò tavèrna aw9 U CoHatìer Sfd9^ neik fofjf^^ 




D I vx^ A^ff ir 1 c L a l^l* L ti 

{^è$dm em ilMartiméi Sm L€irem(p > fmt^ddSttmaCroCfJ^ol^ diligmfemimc.f m* 
fdSaiUQDuMMffQfhfoin^aUGKM4ettéi€»*mé^^ impiegai m 

fi yffitijf chi di foffiare nel fmco per accenderlo maggiormente > chi di portar carbonep 

& chi di premer ^é* girar il Santo Corpo con fonine . Sta prefente F'^Uertano iUntdete » 

circondato da Terfonàggi, Corte^gumi* eCuardie^ fon infinito popolo fparfkper le Loggte^ 
fiuefire^ e colonnati} il tutto diflrmiito con ordfHe , e dtfegno . V architettura apparifce mi- 

rabilcf &* il-cotarité vaghiffi^ é 

TielC^kMe^dtmwitrMBaCafipeUa di Tr^^ettri è h jMft^ Jf S. ^ntpmda Vadoua 
eon altri Santidipinta già da Girolamo Santa Crocei^ ma al prefente deturpata da altro 
VittorCiCheppetefeaccommodarla^HQYidel portone^ vede fi la Cappella della Concettione» 

detta Santa per le indulgeir^ cohcefftda Sommi Tonteficijfpeciatmente d C onfratri di ef* 
fa% dome neiFuiltarei pofla la Toma con la fTergincrè S^an Sehi^timo di ma>0 di Gio: Bel- 
Uno • Prd la Cappe^ìii^ptfijmianixietta di Trojfeù > & la Maggiore vi è vn^^ngufio luo^ 
gOy accommodato in forma di CappfUefta, dedioatp a S.Dìdaco > ò Dìe^o > doue nelU patta 
deWMtaréèdipmtoefiòy(ttiromanodirif(ùtariì^e Lampada >er f^ 

eperadi Santo Teranda-^Si ^Meua ^U tioUMCappeUaaUafingtraddla mt^^ìólre la vera 
ffigjiediSJrìiumfUfofraalht^^t0^^ 



* ^ t 



li Patris Seraphid effigies vera Francifd 
Staturamec quoque (aerù ftìgiiiitibti^ clari » 
Defiderio Martyrj*s>ordjnisPatriaixlue Mioonin 
indffl^ Dmr csrlcftia «egwf teoemct •.■■■■ 

Ma acquiflat^ ipoChi of^ni fino detta Cappella da Francejco Giufliniano , che fi j^tfco^ 
ito di Treuifoi la fece Yeed^cate con heUoy e ricco altare > confecrandola tMa Vergine^ ^ 
d San Francefcos e petòìekata iVffigi^ fndetu vi fece pohetnona Tamia con là Madon^ 
na^eSan Franetfco. d^tà tcceUenmmente4a SantoTer^néa . Le fcoUnre di marmo » e 
le due ^rmediàrmrs^p » fonftfdk Clemente Moti Seultor Bolognefe . La paU^ di 7{cfira 
HomtSipofla netta CappeUd!JiMàrc^,Antonio Morófino % tenuta dal Sanfouiùo^ per opera 
di fra Francefco da 't(ejgrop(mÌ& » ferine il Caudier kido$ s the dia sij di mano di laco^ 
beìioFlore. ■ 

jipprejìo Francefco j e Zacharia Barbaro^ nominati di fopradal Sanfouino > giace anco 
Marc'^mtonio Barbaro IlUiflrepor molte Legatitmi ; ma fpecialmenie per efferfi ritrona^ 
to Bxilo d Ccflantinopoli tanno 1 570. quando Selino he de Turchi ruùpe la pace con la Ke. 
publica 9 Perche fé bene era cujìodito flrettamente con guardie nella propria Cafa acciò 
non vfcilje di effa^ ne praticaffe con alcuno^ nondimeno con la fua fomma virtà» eferme:!^ 
^adianimoynon mancò di dar continuamente auutfodVadri di tuttofilo fimiaua fa^, 
cendoinCoftantinopolit delle deliberationi del Diuano, edegf ordini pia Jegrett datti d^ 
l'ifkffe ScÙMo;che perciò vten altamentexommendato dal Taruu nella Seconda parte 
della fua Hifioria yenetiana> e degnamente nominilo da Andrea Moro finijnella fua fM- 
fioria ftct' yenetianay e da altri ancor a% che fcriffero la Guerra di Cipro di quel tempo . Sem 
gue dopùU Cappella di Cafa Barbaro > quella de Badoari, la cui Tauola ( doue è figurato la 
Mfmrrcuim^dieMftù)fùlauorataconparti£(Aar^uim daVaotoreronefhy che perla, 
Twttd\ & beUeTgA fka , è fiata dimdgata dal Cbàiano con le fmfiémpe . Ha } i^H di. 

.1 D 3 q^^- 



5> t>EV $ B $r T TE R q 

tafidiEHrofacenffiagréniode, mcrje finalmeHtimVerietkimemn feHep^aifiiU 
imuo H$ Frama\4niSafiuum' StraùNUnari$^ai Henrkp Iti. fuìimi$y6^ Se dice : . 

Andrea; Baduarìo Equiti, Petri F. Sedatori integefrìnio» 
quìEloquentia^qua mùificè valuit* vAisfemper optimè» 
plurimis Pra;feduris egregie admìnifiram f finiùmq* inter 
Remp. 2C Caf(aieot difceptariònè permidata , & nriigo» 
cum iplendore ad Pont» Max. ad Philippum Hió»aiiHu'UiD , 
adHenrkucn I II. Gallia?» & PoloniarReges legationibus 
habit^i Pace caio Selyfflo Turcacuor Imperatore Reipuin 
nomine firmata, adtfenrìctim GalliaeRegem Lqgatus iee- 
nun profidfcens > in ipfoniee itinere ad. ^Etemam Sedein eft 
cuocatus ) graui ciuium onmiufflyddore , magna Reip« ia- 
durai egr^io pofieris telido ad laudem evemplo « D; vàtìt 
anoos LX. 

faltroàglorUdelCaudierjlWeHoBaiMm&ètàlJ^x 



A *k 4 j a 



Alberto Baduario Equid» Ai^dK E; quirA odccarPattiif > 
ex aduerfofid » annosa viuendo , non aflecattu* a^auic 

Sloriam ampUflìmis domi > fòrisq. honoribus apud PhI • 
ippun Himanianim Regem , Hudulphum IL C«fa- 
lem , Pontinces Max. Sixtum V. Vrbanum VII. & Gre- 
goritim XIV. Legationibus obitìs. apud Ihnocentium 
IX. quod PontifeX} apud Clem. Vili quod ipfe extin- 
élus, ne initis quidem> inclyto» Angelus, & Ioannes Fra. 
tres Parenti Opt. p. C 

Anno a Cbrifto nato M D X C 1 1. IV. Kal. Maij ^ta- 
cis verofuc L L Men< IV» 

De^ 4piaU Andrea, e ,MbcrU>ne farniodemamentìmeU fcritt^ dc'lor tempi $ &m 
partìcolare Andrea Moro/ini nella fua H$oria rmetiana . Tiella Cappella ykino d 
quefiai ch*è la ter^a in ordine di Cafa Contarina il Taima fece la tergine in Gloria cm U 
SS.CiùHanniEuangelìfta% Tiicolò ^ e Lodouieo r^fcoui , & il Serafico San Francefco al 
quale ù dedicata • TleWvUima pot dirimpeto d quella de Grimani ft vede la Tonda em 
S.Gio: Battifla , San Girolamo > Santa Cattarina > & altro Santo di Giofeppe Torta detto 
Saluiati. Sopra tritare di Cafa Okinafpcfioin Sagrefiia, Taolo Feromefe fece la palU 
dfrefco,4^ingend0itt$fiaiéMadomra$ con S£ioi Battìfia > & S. Girolamo ginocchióni. 

Di 



DKOilSTEtLQ JL(^I: is 

ti fatti amai di orHae Ctn^oRtlh ertftifUa TfrMì t e yaure, Tyno di Andrea Gritti Da- 
tele»* Ti» fan» I w.£dMdilfìiàl^ Orini, tlie fi J4m ditiau ^ge ,, tt, dtgm 
MÌimde»di,i^lltl^f>iitdcliamdd^UtÌ>«ió*fiivti^,pa 
U •Pamtat e Monjtm con altri ftraaien* Di TnadoMnefi mentine 'Ptetn Gti^tiìtìimà 



'HelfaUròdii'riiUtanòr' 

TriidanoGHttDSéaatoci OptimOiiAodrcse Dueit-Anc) ,' 

liaiuiijTima£&iohiiaMSm«et>bfidioiieiii,Catanéx> 
rinOO) publicoq. fanne ob rcmpHKbti gcflim dato. 
AndteasGritnisDuz T.F.I. DecèffitoàuagcDatiiù 
Aii.kkC]XLKX»tU- 

ft,ctìo di Clemente Qttauo t che dice : 



^atiffuClémetae Qttauo 

loann! MatlarQSÌsa,'^tii(.'Ciin)ion^ bfttBae fgà 
■ddefccnd. qincuin'zvi.aiiiiniiratt!i)^eRt>£qiiicuin 
Cohorti io Gallia fBmiM.gun lande gia^ti & in natia 
{oc XVIII. imnl&ri.'&'atètbàlmilteVenctijsoccu- 
bnic . CMiredujs Epifco^ui Melfetenfis Legat. AppQDl» , 
lianiaóanti^menaisP.obijiiDìe^'ìfiliiiJjj. .' '' ' 

' ìtui^aineleafe!iidtttee ìmmn >6'ljMÌmitìirf^<TntmMr4iSMtim 
PMiiietlMnmMetlmSelÈtlmhimo fimMlUi^,*miitnUllin.Ciffelb,ilfi 
PllcrUmliiint^i^nrt»arin:CtkfaiikdicilttiSMaiatit(.i:mK filiate 

«sifuìttiàitimitti.mtimiiitfm.m'Tjm.e 

•umnedi tarasiae,&miimfmifm-imìlflitnim>ie^ffelfi numi, wifjilr* 



;5 DXL^ESTlKKOr- 

rim.ls pareti famuatimtnfiatidfénmafiéifgra^amtem^m fmitml^mmi 
iumAiiimanufim,tltiimiitigauamaiu fregflU,&-li4nf. IlftnimtMtmt ftttt 
mfiBKili fm^turmi, cf^tsm. jOtw^tlft iOt Ctfcla Mld j<li|»n ii 
marmi fmttemcottmriUdiwunmf^Ut &fmiceae4iBrtmmtréi^tu,tfymtU 
rltm,fmitt»acdUmeM<iitiT>.adlMtttitifttttsKfìr [a^itmaim fm 
tlmnréhdi Frmufa CmitnmDfclm) zio, t fornata fi Ita' H'^iV'^l^ 



Deceo Legationibusapudmaiores Orbi$P]rnallas 

Digniffioipafunaus ' ~ 

Vd oolen .A immiu witr RdpublKc pfcfit 

Vi»ciaPnndpatuAD.I.Men£llt. ."', 

Obijt An. fai. M. DC X X 1 1 1 1. die «. Deceob.' 

MafintfrariiiK/tnItniifarittiìK:: 

loames, & Aloyfiiu Eques O.MaKi Procnan» 

Nicolai Cantarelli Filij 

Seteniffiin! DudsFtaodfd Nepotes Obfeqaenciffilat 

Sacelluo hoc exornanint 

Et gnu animi mcmenampoAiete - 

Anno Oomioi M OC LV H I L 

SS.GioHanni,& Paolo. 

\A^fS^Ìf nc*ifc6bric» èqjienadi San Gioianni.Sc Piolo habitàa <Ia i fra- 
JVl tl(tenoI^de^l*B^cat(m.•L•anl»Iy4.effi:ndoIft)ia,clIepefaMllel^. 
•cqlla|JacolIloThlep<>teI)o«e 41. la donò à i (rari . i quaU nel principio .i cdifica- 
!?2? 'K'"™'»T?-PSM™' ™ *""»■ P" to' trail»» fi f«s l'edificiè . cte ir 
wdeUpt^te.NoMiffln»perlito.pCTciochc è pollo qnaSnd.aiotdelh cittì» 
»nltaittuta,aKorKliel»MMei»ddfArcliitettara<ìa^^ 
2^atpet«l*cllinwitj di jimm.diftatqe,6c d'atei arfeB0ti5>iii»ftd«gBe di 

■ ■ 'Sa. 



D f e A S t B L L O LIR I. ^7 

giaodmò fedki Prìtic^)idi Vmeda 




autore di quello (krario con Lo* 
poru grande 

Inyìfémtko Sepolcro dimarmonel quale fi legge i 

Quos natura pares » ftudiis » virtutibus atq. 

Aedidic ttluftres Genitor , Natusq. fepulti 
Hac fub rupe Duces Venecum darUfima proles 

Theupuia coUatis dedit ho$ celebranda criumphis • 
Omnia pnpfentis donauicprcdia Templi 

Duz laoobu^, valida fixit moderami leges 
yrbis » & ingratam redimens oertamine ladram , 

|>aliBaciosq. dedit patrie poft Marte AibaAos 
Graiorun pelago maculauit fai^iinedaflca 

' Sufdpit obliitos Principet Lanrentius Ifttos • 
Et domuitrigfdos ingenti eladecadetìlés • i 

Bononiae pomilos : bine fubdtt»Céniia <ieffit t 
Fuodauere vias pads » fottisq. relida 

Re, f upetos Caais petierunt mentibus andx> .' 
Dominuslacobttsobijt MCCL I. 

DominosLanrendus d5ife M CC L X X lU. 

Rioieri Zeno Doge 4^ dhe fìi taanp I »5». Gìooanm Dandolo Doge 47. dK ili 1 
iamio u8o. 8c i po(to nelpciino dibliro conqaelU infotttioae . 

Dandalei Generis magna vimite loanoem 

HaecbreuisiUufimooootiaetvrnaOocan.^ * 
Oaruit in magnis eins (iapienda rebus » 

Qpem monftrauemot ardua HiBiz piobiiai , 
Confilio pollensf fenin maturfis , acutia 

Ingemapnidensydòquioq poiens» 
Prccundts patria» fummo dfinrìc amore 

IHius ad regimen pronidus atque vi^ • 
Anni dnm Chrifii currebant mille ducenti 

OAogiaunoaem , fpiricns aftra pe^ • ) 



5§ / O E L i 1 1 f { 9. R, O 

Qgì defiindorafli ftntttn'fiiftagì^Iiioe 
X)ecedeqs mundo cofffodatur tn . 

Marino Giofòio Doge 49. che fu ranno ijii.-Marìno F^iep 
fawK» 1154. Gian Dclfeo Doge jtf. che fu l'anno ij 55. & è rii 



V** * 




grande .Marco Comaro Dog ^ ^ 

che fu Iranno 1381. &quefticme fono parìinence nella predetta cappcUa» (otto al 
qual Morofino fi leggono quelli veri! • 

Inclita vitalcs Micha^ 9U<{(n duzit in apf as 
MauroceoadomusVeqetiiiD.Duxciuibiisingéas . ■'. -' 
Speseratt alta j>«i;aas,.iptercìjpit ardua ra(um -t 

Co^Dil^yirti^potens.fiiftè^fisacqtus • • 

Itiftiti>»fiéuaiorìeos^tnaB|»erfe<nikIudus' ^ /;' ,, 
Qua d]ùs eft, iacet hjf;, menscaudet. fama cprriifqat ; ' ^ 
M. CCCLpCXft. Pit X V,l. Qjftobris fuii fcpu Itus * 

Antonio Veoiax) Doge fo. che (ttfanno tjBi.fituatofb^a la pc^d^ 
in ricco ièpolcto>con la iQ&alctitta>ia|Bmoda . 



• 1 



Qtttfquiiad iofigoemetKQtilap^aluiiiiiULÀ^^ 
log^mem cuii^.CÌQQi!CS.|Méc marpio» fe 
CMteiDphre Ducera» Pfiacefks; hjìc ille per ^ii^^ 
Venerìo Ama VQUUnsiA^lRMiiti^orbeQi » 
Q^' tribus hanc Vrbem Joftm.totjfl^g. petjipoof 
](exerat,aeQK>bi|n40Ì9i9eftte9>p9i^.ÌììuftM 
Taruifioa fuat calteUa & maenia matti 
^Èieé0»» DyracliiHm» Corcyra^. ^^jpoida&iti 
Plurima patta nana, ponas fibi fumpm ab ilio 
Quem genuit nomoancitiit dtim oen^ jutt» 
IpfiHsvcclaiftiiuBÌCHitdeinaiiMi]F4i» 
Reddidit Vogarle* RcgioflefcqMtta fuor»* 

Raptadofis, ne^iatìiigHOt Fuflaaieiiibiies 
Obfiitìt, Italtcataipacaiit niiltaperoMa 

Tnrbida>pofttcmsabiemicfein(iific.«Aris> 
Milk qnadringentisClHiftìiedefidbiis annk 
bftititatraàes v^t%alri«iNoMi&bfìs . 



• p 



* .- > *. 



DI CA S T B'L t?ÒJIiIft K fi 

icntdoDe. 

HMbrénUniuftri Moceotsla[b oi^ginéThoioaitt 
Magnanimum tènec Vrna Docem , grauts i^ ittódtflQf 
Ittftirìa? Prìncepsq. fiiit • decòs ipfe Seòatus 
Aeternos Veoetum titubi iuper àfira loéauic • 
HtcTeucramtumidamiieleuklaaequoreclaflbtil» '' 

Opfida Tanitfi * Ceoet»» Fdtrìq. rMcmic. 
VogarìcundoniiitriMMi, Patritioq. fob^'c 
In(K Fori lolijtCattaruatSpalttunq. Tragurum ^ 
Aequora DÌrati^ patefedt CMufa peremptis 
Digna pplum fQoijt patrijs laens fetta triuosplus . 

Pafqoal Milq^tM Ddge Sy die fti ìixsaa 14^7. tiduo atti Sigtefti'i > in àtoùu- 
ineoto ora U (uà fiatila <Dll«u> & vi fi l^gd * 

Pafdiàlis Maripctnis P. Maximis Reìput» Seoatoribua > r 
bontiate, & eloquentia fempcr par • ttoliglonis ac leriim 
vfu nulli fecundus, & cum ijs laudibus m cìuitate» in 
locun Franciici Fofcari adbvc vìuentis à oatribuà fi«fe» 
^us , qiiod antea doni debilitatmn crac * Aia autboritaiie 
in pri(unum ftatum diuìnkùs reftltuit . SìAx in ^iucip* 
AMkllU. MeikfesVI. Dics VLObijc 

MCCCCLXI» 

PicCTòMoceni^ Doge 72.<he fuf atino 14^5. in dodiiffiÉlà teèimtiifi^^ 
Iftrìaoa con 1 7. figure di marmo al naturale » fcolpice da Pietro Lombardo % & da 
Antonio» & Tidlio fuoi %KiAIi: conia Qatu^ pedeftte di (Òpiaal dUbitr« dcii que- 
fteparok nel fuocorpo EX H05TIVM MAN VBIIS» ficmcrìtaminto» 
perciocbe per cofe belliche di mare fu molto eccellente» la cui viu fu (crittà da G#* 
nolano elione filo contemporaneo^ & di fotto fi legge (Juefto^itaffio . 



FettDMooehigo Leonardi F.ocmi^s>iioii oanis Qpdmi 
quam«laquentMStiiSeiiatorÌ5 fiMiB^ 
MftQi «tris liDper atori . Qui Afia à fauc» Hdlcfeoùti 
vf q. 10 Syrìam ferro igniq. vaftata , Càtaaiitois Regi- 
bttt Veoetoriun foci js» Othomanno oprcffis , Regno re- 
> » piratis vndiq. fublatis » Cyproà coniuratiéiioà 
:i celericate t quam prudcntia reoe|>ta » Scodra du* 

9ah 



.III 



69 ' O B t STESìTIE R't> t 

dn, &aiifrkiitfakofafidieiidiber«ta»aMiB«n^ 
citer gdfiffi:^ ablèos D.M arci Proairator inde Oux gra-. 
to Patnim CDofenfu croftos cft ^ loannes- tettius ab hoc 
Duz & Nioolaus Mooenigi Fratres pientiis* 6: M D. Vi- 
xitannosLXX. Men.I. IHes XX* Obijc non fine {tua- 
mopopuli gemini ^Dncarasfui Anno primo, Mcnfe fe- 
cttodo, die XV. Anno (alucis MCCCCLXXVI. 



'LchefiiTanno 1477. in fepolcrodi fìniiinno'nar- 
motConbeUefigure Bi manotUTuliioLombardóSailccKe ecceUeote* nelcoi cor* 
pò è notato . 

Dux Ioanncs Mocenigus Thom« Patrui. & Petri fratris 
Ducum fecucus veftigfa, bellum Ferrarienfe inuitus ge^ - ' 
ut » & Rod^ pcnimulam adiecit imperio > pacem co- 
luicRemp Venetam adminiftraufc • iuAitia, probitate». . 
& pmdentia» Dux Opt> & amantifs. Reip. habitus eft* 
L. F. P. Obiit Anno M C D X L V, vixit annos 
L XX VI. Due. annos VII. mcnf. V I. 

1 ' 

à 

Leonardo Lanredano Dc^ 74. che 61 l'anno t ;o t . nella cappella grande » éc Lui- 
gi Mocenigo Doge 84. ctie tu Tanno 1570. rìpofto fopra la porca nùggiore di den- 
tro con Lauredaiui Marcello fna confort. La quale donna di molto vabre premorì 
al marito alquanti anni prima . 

Oltre a* predetti Prindpi vi fi vedono tre ftatnc eqncftri grandi 3i naturale > con- 
(acrate dal Senato allo honor (ingoiare > l'vna di Nicola Orfino Conte di Pitigliano » 
il quale fu Generale della Repub. nell'ardentifs. guerre che fi fecero in Lombardia > 
& lototno alla citti di Pàdona> fotco alla quale fi Kgge . 

KicolaoVifinoNoIad^ìtianiq. Principi longe Clarifs. 
Senenfium» Ftorentinipopuli, Sixti, Innocenti], Akxan- 
dri Polir* Max. Fecdinandi , Alphonfiq. luntorls Reg. 
Neapolit. Imp. foelicilfimo , Venerar demum Reipub. per 
XV. annóf magnisclarifSmifq. rebus gcftis, noniflSme à 
grauiflima omnium obfidione Patauio conTemato, vir- 
tutisacfideifingularis Senatus V. M. R P. P. obiit 
attat.LXVIII.MDiX. 

L'Altra di F.Leonardo da Prato Caualiero di Rhodi , & fingolar Condiitticro del 
tempo luo, delle genti della Repub. óon qncftc parole . 

Leo- 



D'I : e A $ TI t X <r tì% t €i 

* £e<XiMcRiiìii t^ihiio ttrilìtcB fiùtìfllMiRB» de ex piovo- 
^ttione fenper vidoreai > 'Pnefe^m Ferdinandi Innio* 
lift À l^derid Regum NeapoIitaoonifn,ob virtutem te^* 
feèribtts Naualìbufq. pr^lijs £;lidffimum » nagofs cRt- 
riffim^ rdMispso Veneta Rep. gefiik» ab hofiecatliimi 
l>ohàMfl>La M itdanusPr|noep$ attByÌtfc.ordo Senat 
torius» pnidetitjae,:& fomtadia& ergo , ftaraa lue fi^uc- 

firi donandtmccpfuit» 

,-'■ ■ . ■ , , , 

la tersa 41 Bartolomeo Cogliotie da Bergamo Generale parimente dell'armi 
Venete > fatta di bronzo » & còHotata di fiiori allo fcoperto • Et fu Io Scultore An-» 
drea del Verrocdiió Fiorentino. ScdfTe la^udi mieftohiiomo celeberrimo >& 
bene mciCitop^Jafda^niiYfedeted alla B^p^Hctio^^ Aio compatriota» Et G 
Iq^ono od pjf4iftaUo qwfie podie ptf^ 

BARTOIOMÉOCOIEÒNO BÉftGOMENSl OB 
MILITARE IMPERIVM OPTIME GESTVM. 

loamMioro» & Marino Vcnerio Cftratoribus 
Aiui.Sal. M. CCCCXCV. 

Di fo^ra alla poeta per fianco dalla parte done é l'Orlino > fi vede laftat^ ped^ 
Are di Dionifìo Naldo da EfrifigheUa» {colpita da Lorenzo Bregnoi & pofta per ordì- 
nedel Senato. Coftnieflendoòenei^iedellafanceriatS^adòperò nelle guerrecon.» 
tanto ardoreper ]aRepiib.€hf il SqMt<(^. gticoniactdla.prcdeq^meaiorìa t {cri fii 
pofto di iotto ^joefta imiprìttioDe . 

Inperator » Dndor , Eque» Miìéfq. , DionyCj Kaidi 
condUDtur hlc oflTa . Hic iuoiorein Ferdinandum Re- 
gno à Gallis pulfinh reftituic» Venetis dignitatem Ini* 
perU fuftiniiii . Fide ac fortitudine incomparabili io- 
ter aUos l}biaa peditam Pratfèdos Patauiun feniank. 
Moriens oiiniis vigiliis , hoc vinutis fu« perpecnuoi 
flioniuDemuni dar ifitoK> Lautedano Prindpe ex am- 
pliiSnfi SenatoMiuthoritate» merait . Obiit ^a. 
AaboXLV.AnnoMDX. 



"- Vi ^aceparitneote il Conte Guido Rangone ìBnftre nella miUtia & de prìncqjftH 
Capitani "^ tempi noftri . Etnei nieaK>delTempioéco»beirordine il wpokroffl 
qiid HìeroÀinK» « CatuOe» c6c nelte o^ nuuBttiine (òpraaa^ 



-/** 



ri : D E-t SESTI EJCO ; 'u 

gK huomini ddb 6a prpfitpia^nmCMmeiMeper acqaiA|rQ^oriai«H>f)^^ net 
mezzo dell'arane falfe : & Antomoiiio ngliiiok) > che fu «micatore della vjr^ pater» 
Ba fi come neUa Giornata che n hebbe con Selini Rè de Turchi l'anno xiii.'Sc ìtL» 
molte altre ptoue dimòArò coraggiol'amente) vi fece fcolpire ?ii ' 



HieromiBo Ctoab Cfaik. Fr»I}atic fiogulamp & ^te. 
giaiiiibrais. virUoÙBfiaagniradiiiem quiiitdaulradfi' 
ne lachr^is vinquam {lot^it ? con In medjoxurfo pre« 
dàrifs rerum» Zicimhi aiortttas»bellic2difcqriiii«tit3Ìi»> 
rum gloriam illuftrauetic , Imperàtorìs aetads fuat reli- 

2UQS authoricate & coofilio vicerìt . Pofteros memora- 
ili jlJa pugna ad Aainm Grecai prpmootorium docue- 
tk»ipnm ptrichiuinfit Panici» Veneto^ prò tìtase Reip. 
in omni fonnna acriter decertire.' Ant. paterne virtiiu 
iffljiitorMDt.VixkaRBQ8Lll. Obi/c MDX^V. 



I « ' ' , 
li». • 



1- n 



n 



% i 



ykìMalnpfarhèUCapfeUadeiT^bilide CattalU^douc fUfep^ Iacopo Colutilo 
Fnonefe Generde del ScìuuoxU cui rotore mcmà di efierfawTi^^ della ISOUiMca . 
Onde poinedifcefe Marino Senati»' preftantiffimo^ & eloquentìffimo di mefiitemfi» la 
CHirirtiyiiteinSigifmmiox0' Antonio f mi bombati flgtikoH. InfMefta CffppeÙavti 
yn beltot & bene iraefo Sepolcro, per opera del predetto Marino % [otto alenale fi legge à 
g^riadilacopo fitdetto . '* • 

MUiViae^Ieodòr» )ata?q. tremendus in armis 

Hk de Cauallis lacobus fiur, àlcaq» gcflit 
^noVeiKCis caput armigeruin duo (uloiinat ho&t$ 

Voioi quem camum capìt bax domos apra Scpulchii • 
DecefficMCCC UeXXIilI.dieXXIllH«WiaF* 






ScriticmoUo ie^^mente di qneffa valorofo Capitano ^Vietro Giufiiniano nella [uà Hi^ 
fioriaFenetiana^ 

Dinan2ÌarAlfc2rgcaodeffi{X|(^ de frati di godio Sa«^ 

crarioi& furonqdiTorcdlo, di Chioggia>diCaftclla*d'Aiimonia >di Ceaeda , d - 
Ari > 8c l'vltimo > Arciucfcouo de Taranto . de iquafiqacltoaiCcncda fa F.Antonio 
Còrraro nipote di Papa Gregorio X I L Et nell'introito d^a cappella è ilinonu- 
me^tod^Andrea FrixiJero> che fa a^uCaneelMcr erande di Venctia . 

£ anco honotara per dioerfi huomini iUuftri ne|e Ietterei percioche oolfti Corte ò 
Cimiterioper fiancoj^ fa pofto in bella fepokura per quei tempi» queFContc Riccar* 
doNUlombraccfeberrimaGiurifconfako» il quale chiamato dalla Signoria > accio- 
che riuedefrc k 1^ di quefU Otti sii poftc infieme dal Dog^ 
altre appte^fgmato ufuo i<3mq^ m qucAeparti» l^ciò i facceflori^de quaii vv- 



D r ò A s T Et t o *m I. ^ 



ne al prefeiìte Bait(domeoin»lti& f<K!a,4iiM^ìfm^9f^X3k»J!^iÌ!CÙ ail$t;o(ibfc/ • 

ya$ iitns^legtfinq, ijibiar, Hoc compare Do|ftor 
Comirisdé m^ftnerìuTatiQiitecaredrse* 
Dotacus titulfs Ricardus prole Malumbra » 
Maleus ens vmbra; , patria; decns » atq. Cremooae 
Qiii gratiis Veoelisiicet hic , (ed n wR» laadìs ^ 
Viuet iàma viri QuUum perimraper aHiuoTr. 

Obi/tanno Dòmini M CCCXXXltlI. 

Bartolomeus Malumbra nati picatiis* refiaurauk ' 

M DXXVia die niL loUj. 

Ce poco dffeoftoàHoicoperto Iti affai hnmileau^^ fono f*ofla:<!iTù(giGrifaI^ 
comdocdrs.hiioinoiidl6lidgueliebrea»grtca perlai 

fua fàmx in Eittidard^ HàFraaceEco I# viiiiifegnòper toolti anni letteoegreche i & 
hebrecf&lamatheitnadca. Andaoopc^i i Roma (ceto Leone X» /lette peralcon^ 
tempo appreOb Andrea ISdEercatdlo Canonico; dai q^ confeguitoii cognome di 
Meicacdio Cperdòdie era della fdxràgUz Dragàna ) ritornalo x Yetictia > fu final- 
mente per la lapientia « & dottrina fua nominato Grifalconi» acquiftando illuftre fa- 
ipajvei&dfuoicittadmij diTpatandofpeflbi&ipc^pIcSgen^n^e CfaicfediSan 
Glorcio Afaggiore a di S. Giouanni > & Paolo^ d^ j Crocicchicri 9 8cdci Scmi^ Qi* 
vili legge,' ' 

ALOYSlO GRIFALCONIO TRILINGVI HVMA. 
DlYINAQj^SAPIENTIA EXCVLTISS. LAVRBNT. 
GRIFALC F. EL. P.P.P.P. B.M. V.A. IXVL O; 
MDIV.O.N.,SS.H. hf. H. N. , . 



Et nel primo Chiofirogiace.F.Stfl0<Ib Medici ealiittatìft.Fl}6rofo»&Tbeol(^ 
ftngolare» che leiTe publieameate per molti anni per ordine del Senaco:& celebre per 
laecceUciitc fnjidotaài»* ' 

F. Sixta Medices Veo* viro religione Dodoi prtideo. de 
human, infignl fummis celeber. Iiuius Coenobi; & torin$ 
Pro«Snt$kmuneiibu$ egregiefarp^ 
ahn.Sac. Theo, in Gim> Par. atque in Patria vtramqucrf 
Pbybf. esimia ettm laude publice profètfusv tandem à ' 
Dco euocatus ad coelef ritam » fum. totius ciuitatis do- 
lore deceflit . setar. fuxLX. dieXVIII Nou. M DLXL 
E Hlerooy. Viclmus Ven. T1|bo1. Piiecep. & tamquam 

patri de fé op& mer&o P. C: 

Mar- 



r4 DH Sfi $T4 ERt; 

Mirmore hi exigao ùtìsHHaattomtiit ttoRHB 
Sccibere SixtaE Pater» caetMi-qttis rcferac . 



i. « 



Et quali di rìncontroitna per fiaocot fi legge inhonoì^MlKa^l^rlncelffai ec» 
€elleatehiiomo»& che fii Gran CanceOieredelIa Rep.atnìto» Se honorato molto 
dall*vaiiierlale> quefta infcrittione • 

DEO OPT. MAX. 

Andreas Fraocifcus Petrì filrus > poft rónumerd prie* 
daraq. fumoHeprudentic & fidei exéooph edita > gra- ,. 
tus Patribos ob ingenij manfaetudiaetn > & beneficea" 
ttaoifingtilareinq. in faos pietatem » chanis onmtbus • ' 
vntuecf» aobilkatis confenfu * Magnus Veneti Reipw • 
tofttts Caooellariiis» humi è regiooe qaierdt > vttHiDq. 
parentem à k ance hic oondicos feqnutus. ièqutttii- 
ramq. proiapiam omnem, id qiiod ferum optet» ireruiQ 
expedaf» . Vixit aonos LXXIX. Dics II. M D L L 

Et nel medefimo ChioftrOf con eflempiò di (ingoiar fempliciti di quei tempi » fi 
ìtg&: in vn (epolcro non punto ambicioiamente ornato» ma fchietto i quefto epitaf- 
fio fontano da ogni Tanitd di ampollofe parole • 

t 

MCCeDCVI. DIE P. SEPTEMBRIS.SEPVLTV- 
RA EGREGII, ET STRENVI VIRI D. AN- ." 
PRE/E ERIZO HONORABILIS PROCVRATO- 
RISS. MARCI, BT SVORVM HìEREDVM. 



^ # 



Et nello fuolcer del cantone doue è la porta cl\*eritra ne! fecondo Chioftro , giace 
lacomoCieraVefcouo di Corone : nato di honoratifs. famiglia ^c illuftre per va^ 
Cardinale, & per dioerfi Sccretari * altri huomirii chiari , il qual làcoiiìò fii^ fanta 
▼Ita, & eflemplare • t / . 

Et poco più oltre dal lato del Franccfcbi Gran CancelHero , ripofa Antonio Gra- 
denigo con Alifla fua moglie, il ou^Ip fìi Cnntf^ ^' a rh^ r^o nn^ * <• >.!) a^^:.ì,^ .'^Ti^a;*^ 
crfeuc 



101 



Si vede anco in Chicfa il Sepolcro di IV&ttheo Giuftiniaoo Conte di taitoiffo . 8c 
ini prcOo è npofto Odoardo Vindcfor Barone Inglcfe, con l'epitafio prcfeote . 

Odoardo Vuiodefor Baroni/^Dgl. Paientlb. orto. 
Qui dum Religlonis quadam abundaotia vitvpto» 



D l e A S T I t l O L^.L 6$ 

bitate & faairitate mònnoi omnilwsclianis clarafqj,^ 
vlcam d^eret , ifflmàcufa morte correpto > celeber- 
rimis exequijs decorato , Georgius Lecher aSaùs 
poni curaiùt • 

Obijt Ann. Domini M D LXX mi. 
Die, Menf. lan. X X 1 1 H. iEtatis faac X L H. 

Fiion della Chiefa daJla parte della ftrada commune» s'entra per Io «iiitero helT* 
Oratorio di Santa Qrfola» antico edifitio) nel quale è dipinto i quadroni» la hiftoria 
fiu con nobile eccellenza d'artificio da Vittorio Scarpaccia Pittore di molta autori^, 
ti nel Aio tempo>& il quale dipinfe anco nella Sala del Configlio * 

PreiTo poi aua fcuola di San Marco» è (ìtuato vn*altro Oratorio • dedicato alla fa« 
miglia Gabriella i & confacrato al nome della Beata Vergine della Pace . Vi fonc^ 
figure di mano di Lorenzo Bregno» in memoria di Lorenzo Gabriello Vefcouo di 
Bergamo j con quelle parole • 

Neu$Bergomas»tuùm Laurentium Gabrielcm re- 
pofcisj excubans tue fum » fac clyfmum Annis tibi 
triginta reddtdi Pontificatum » hunc Virgini famu* 



lari padfice cujMo^t^iogo ne vexes 

XII. 



0,tótO§ 

M D 



Quanto poi aHa Pittura» ci hanno dipinto in diuerfi tempi i più famofi Pittorliche 
fiano (lati m quelle parti . 

Entrando adunque in Chiefa per la porta maeftra daUa finiftra , fi vede la Palla di 
S. Agoftino fatta i |;uazzo da Lwgi Viuarino ; quella di San Pietro martire » prìma^ 
da lacomello dal Fióre > & poi ri tatù del tutto da Titiano Pittóre illullre • Et nella 
^eftia vi è vn Chrifto con la Croce in fpalla di mano del detto Viuarino * 
, ^Ma dalla delirai la Palla di San Tomafo fu opera di Gian BeOfop , il quale dipinfe 
aHcò quell'altra di San Vincenzo» San Kocco»^&JSan Sebaftiano : Stìicjlz Cappella di 
^^ Luigi fatta da Andrea Stprnado Configliero allora > & poi Procurator4ÌiS.Mar« 
co, il qual mori Tanno 1478. vi dipinfe il oredetto Viuarino • 

Ma (otto al parco la cappelletta dalla tiniftra fii di lacomo Bellino . Nel voltar dei 
cantone per v(cir della porta nel cimitero» la pallanella finidraffi di mano di Ròoxh 
aflai famofo maeftro. Et la delira con Santo Antonio» che difprala It limofifte i pch 
neri, fu di Lorenzo Lotto Vinitiano . 

A D D I T I O N E* 

'HeìtjiUare deWOratùm della Tace è pofta m'imna^di Maria Sémifflma^ e 
iiceji effer mtcUa > che San Giùuamn Datnajceno teneuanem [uà C^a in Damafco > di^ 

E nan^ 



^^ DEL SESTIERO 



\a 



^are per frode^&i^'omodiLemelfaitroIWipfrat^ 

lUucoKtanoqttefh miracolo ùióitdfpnHkrtfwm ^uriù conaltri 

icffU Scrittori 9f!rT^icfimc0nMrcJlmtéaoing^ iato éiéfkcjlé Oratorio H 

mano di Giulio dal Moro. Scrine astringa ^AcTadettalmmagjitK fù^pmauinFene^ 
tiatdnnoi2^9»ottenntadaTéa^Moi^jfk§i Cotifiam^ 

tinopoUiedonatadiineftiVadriDominicamiiSS.GioicVaolOi&poi collocata indetta 
altare con dincrfiornamemi Pannò x$ot. Leandro dà Baffanodipinfci^ 
aU*^ttare9 il Miracolo di qnel dinoto della Fergine^ al qnale» dopo morto» efepoltOpti nac^ 
ijne dalla boctu vn^jtrhore, ntUe cmfo^ era effrefìo : Aae Maria • 

Ottennta la grande > ememcrJbUe istoria contro Turchi Iranno 1 571 . crMt in ma^ 
niera la diuctione del Sacro HofarìOfCheliConfratridieffowinonarom) iktoro CapfeBa» <!r 
Ultore con fontuofa ferita 9 adomandola di rare S colture » formate da jilejjandro Fit^ 
tma% che fa ancor..trcbitetto, & da Girolamo Campapui > & di EcceMemi Titture ; f&i^ 
che Iacopo Tintoretto nel^Oudto del foBno » dipmfelaVertìne in atto di porger Rqfanj S 
SanD(mtenic09criSantaCattarinadaSiena%conilTontètice9Tm!itratore9 KèfOogedi 
Fenetiot & altri Totentati > pofti di f otto ginocchioni 9 fece il medcjmo Ti nto re t t o U Crth^ 
cifilfof pofio nel vano dirimpetto aW Ultore , con la tergine fua Madre tramortita 9 eie 
Marie, apparendo vfcir da Monumenti molti Corpi di Santi rifkfcUotiw'Come nacconta /*- 
Euangelijta San Matteo . In altro yano dal lato fin^o rappraentè il conflitto Tuonale » 
& Vittoria contro Turchi % affiftendo à Chrifiiani Mttrianofira S^fioht % t SantaGith 
fliua. 

Leonardo Coronanel primo fpotìo Ottagono Mfeffitto fóce SJ^oiMmcot che predicala 
diiiotione del Rofario > il Quadro nel vano alla defirot con Sacerdoti » che celebrano Meffe 9 
pco virtù déiUe quoli^ rengono Uberate dagli jli^rìÌ9 unirne dal Turgatorio ; La Jiatini^ 
tà della Madonna, f afta /opra ima delle Torte9etinalmente la Tallo dietro aU'UUare con 
t^nnuntiota, oprra» che viene moUolodata » ejtimoto da intendenti « Iacopo Talma di^ 
pinfe il Varadijò nel Talco fopra P Altare 9 il San D memo 9 che ottiene Indulgenu dal 
Tontefice per le Corone del Rofari09 nelP altro Jpatio Ottagono vicino. Di Domenico Tinto* 
retto è lodatiffimoAQuodropoflo fopra yna delle Torte 9 con la fpiegatura della Lega 
Cljriftiana contro TurchÌ9 douefmo ritratti al naturate il Tontefice Tio y. Filippo II. Et 
ti Doge Luigi Mocenigo ginocclnati dinau^ial Saluator del Mondo 9 ^ alla Fergjme Ma^ 
ria fua Madre » dietro a quali fono medefimomente i loro Generali 9 cioè : Mar^^Araom 
CoUmna9 Gioumtni d^AHftria9 e Sebafiiono Feniero9 con Santa Giuftina 9 che porta la Talm 
ma à ChriftianÌ9 mentre apfarifce bmp il combattiment09 hauendo pofio gratiofamente in 
rn canto fra alcune herhC9 il r or atto del Guardiano della Seda di quel tempo 9 fatto motto 

Isvifiiatione detta Ferpue è ditantoTeranda . 

7^ifi^iù9douifonorMreJh$tatiliMifier^delSant^moKofariO9duedieffifon0 
diPrami0omBaJIano9Cioè9laÌUfcitadi CbrifloSigì^ & ilmedefmo Orante 

HeW Morto. Di Leonardo Corona è U Chrifio flogelLuo 9 & Coronato di fpine 9 come èfari-- 
mente ancofuo Inondata al Monte Caluario . 

La Refurrettione la fece il Talma . La Tnrificatione della Fergine . Andrea f^icenti^ 
no . // Ciuditio Finale » Taolo Fiamengo . 7N(e altro ri è di notabile in quelgiro . 

Za Confraternita dei T^tme di Dio ha anch'ego la fua Cafpdlo fituau i mtTMCbie^ 
f^fnobHepercofirmtunhdiordineCorint09Conrieco,& bcnor4inatoUkan£fin^i 

Mar- 



D I ce A S 11 E L L p LIR L ^7 

M0wà%(mMaJRm6tì»fiffiréi^ «ir 

maUrituóchi frùporthmui . La rms i lamrauà fiwcamefjit à Ot^^yCot^yMgi^ Pìr« 

Uff* 

ikii tettivi fma ine VortCfper le quoti fi entNttiiftimti $ arlotti di effa Cmtfraicm^ 
tifémc ffcomtrmt^rgentatuty ftimat^ma perla quatuiti » e fmiguttifi^ma fmt la 
fnigdàrkiJ^ioam; Lecere 9 LériyVa^ati^ Diuimi 

leftatfefrtefàmeokmnate per fe^ateredue archi murati , che e^oMigpm ht vm la 
Circone^(meielfaiMtore,eneltattr^itBaftefimdiGi^ d^iiité^ 

daVietroMerafkaniM^. 

7{eUa TMola ddf^jfuarei ^traiùCbr^ Ctoe^ù eon ta Maddatenatcbe ai^éeeia 
UCroce9& SanTomafoc(mTiMaUy& Mitra,inattoiimoJtrareilmedefim9Cr4^^ 
opera di Tietro Liberi Caualieret ch^è molto piacciuta altvnitterfde , 

V^Uar Maggiore di queftogran Tempiot rimmato d di noftri » è Ifolato > di ordine com^ 
pofito fatto in m arcoy chepafìa concomne di tutta tondo di candidiamo Marmo da Ca^ 
rara^ confuoi contra pillé^% efiédiJlM iferucndo la Cormeeper impcfta deW^rco% che fi 
dxAodùrnatodtrrwi/piiiOyfemd^Mefipofai^ perla varie^ 

tàiefnevjtdàMgmm» &nfaglHfpmapeediJ€gpQ^ f^imancatia perà àdmojlUaye le 

SMt^fdebeqiuUidoueràeffer adomato A 

Le Tinture pia cetetrifparfeper la Chiefa, oltre aUe fopra nominate datianfoumOifoM 
le feguènti: DilacopaTintorettoèynQMdropoJhiuFaltodirineoiUro alla forra grande 
ipieài étàCkr^\€ontfcH^me del Tefiamenso f^occbioxcioè : U FratHciaiodi Caino > il 
Sacrifieio di ,^rwno%mn il Serpente di Bronxj^eretto da Mosè per rifanar là morficati da 
Serpenti . IH ^4[Mpmtfyo Farotari fono altri quattro Quadri pofti da i lati del fudetto » con 
Miracoli de San Demeiticp. 

T^Ua Cappella di San Hiacinso W è la Tatsola conia Madmna^ & il medefimo Santo 
di mano di Santo Veranda > & nelle tele Laterali fìno rapprefentati dot miracoli 9 ^vno da 
laeofm Tabnsf Inoltro dalCmdierLeandrodaBaJfano, ilquale dipinfe anco laTauola 
MI in Sm^ifpmaTriniti^ediuerfi Santi % pofie nelU Cappella alla defira della Mag- 
pnre* * 

.^tUMa^Sdp^feukétff^an^SoMDomenk^ Imi frati; -nenenr 

ioli jinnnmìftratoUpane da^ijùmli in ima; & neWaltra il medefimo SantQ% Ae ottk^ 
nedaHomorio IIì.Tontefice la coiyirmatione della fita Regola f doue fono ritratti alcu^ 
mCnréinali$ &TPadridiqueftolmgo$cbe7HneuanoaUÌwra . £^ di quefto buanVittore 
ancora la picciola Valla con Chrifio rifufcitato pofiofiràgU ^pofloU 9 la quale storna l^jll^ 
taredelÌ^Oratmo^dàS,yicenxjf. 

TisUa /udettaSagr^a% Andrea Vicentino > dimofirò anch^egli in gran téla la conce f^ 
fumé fatta da Iacopo Tiepolo Doge, d Vadri debordine di Vr^dica:m,dettmgo do:ebéèi^ 
tono dptefente $ ine fu Fanno i it^ effóndo in quel tèmpo Ifìla poftafirà te acque^yeden^ 

ii^màtiritra$Halnatmrak%e ^tedabnet^PràToma^ 

rial^mtM i6o6^ Marco FeceUioJlipotediTitianofigwin^ 

atto di fiUminar ilmondo » c<m la r ergine Niadre j cBe gli ^moftra i Santi Domenico a e 

Francefco pofti fopra il MondOidone fi legge : 

Et^atttseft Domiods^ 

E [tendo ini ritratto A Vadre Antonio SirafinopCbefeee orngr epa Sagre/Ha . . 
.' ì . £ 2 Ec 



d« D Eìr S B S TI E K JOJ . . 

fé Iranno 1501. eretto dal lato finiflro della Cappella Mt^ppre > con cofbruttura maroki^ 
glhfadifimflmiMaamidiormecompofito^etec^^ tondo ^ fiondo coUofata 

nello fpatìo di mez.^ la Statua del medelmo Doge fedente in maefid » grande al namta^ 
le» fedita moUo diligentemente da Girolamo Campagna con due altre fiat ne da i lati in 
piediifigmficante queUaaUa deftra lafor^a deWjlrmi della Republica » e quella alia fm^ 
/i^.f ,-^. j_ ,.r — ._ .«. — ^ ^'^'^Mropatrauau^conelufamCambrai ,allaqf^9 



m^mmm www wjrwmw mmm^m v «wwv www ww m w w www^^ ww^^ ■ i ipiy^i w ■ *^^^ wwwwwvjwww^rw iww •«• * ■■ w w^W''rw w ww^^VLr' ^ 

tu fEkgivd caratteri d^arOfifiiccf 

0. Ó. M. 

Leonardo Lauredano Principi 
Todusfèrè Europae Viriuoi Cameracenfi foedeee 
In rem Venetam confpirantium furore compreflb _^ ^ 
Patauio obfidione leuatoi fortunis >& filijs prò communi 

Salute obie^* Terreftris Imperi; poft acerbiffimHm bellum 
PrifUna amplitudine vindicatatdignicate» & Pace Reip. reftituca , 

£oq*difficillimo tempore conferuata» & optimi gefta,Pio, Forti, 
Prudenti. LeonardusAbneposP.C.Vixitann.t^}CXXI((* , 

In Ducatu XIX* Obijc M. D. XIX. 

yedefineiranafrigtijtharidettA MaimnayediSanf^icenxfirtff^rna difitii^ma 
Marmo > neUg qiuik Jtd ripofta la pitie di Mar^jintonio Bragadm > fatto wtàeimemc 
fcorticar vino dal Barbaro Muftafd, coatro la fede data, nella refa di Famagofla [amo 
*^7i,Viiancoil fm ritratto fcolpito in marmo at natarale con la qià i^iimta «^ci#- 
tìoae i 

D. Ol M. 

Marci Antoni j Bi:agadeni » dum prò fide » & Patria bdb 
CypiaSalaminac contra Turcas conftanter, fortiterq. co- 
nun Priacipem iìiftineret. longaobfidiooe vidi, àper&Ja 
hoBis manu» ^o viuo » ae intrepide fufiferentc dbtrada 
pellis annofalutìs W. D. LXXI. XV. KaK Sept. Antonil 
rratrt»opera> & in^nfa Bifantiohuc adueda > atq. hic 
iitorco » Hermolaa » Antonioq. ffli/5 piemtffimts ad fun- 
iBtOei,Patriirpatiernia.Qonilnia gloriam fempiternam 
fofit». AniMTfaliMis M D XC VL vixit anoo»XUI. 

- ■ ,• - Et 






D 1 e A S T E 1 X UKÌ: tS^ 

EtiuipococHfcofto>èlamanomdiLu%iMichkie litccraMAnoyC pnidcatS- 
fimo-Senatore > che dice : 

• * 

Alo3rfio Michaelt» Marci Ant.FilSenatori Integerrhno > 

Omni fcientiarom genere ornato» atq Oratori facundiffimo 

Ex Foro ad maiorcs Reip. dignitatcs votato i 

Dum in Senatu difficilimè confultatione propofita » 

Incredibili cura oamium admiratione fententiam diceret » 

Improuifaniorte>efugeftucorrepto. Ioannes Cornelins 

Marci AnttFiLVxoris Fratermoeftiifimus ex teftamenta 

Pofuit . Vixft ann. LVI. Obijt Xi 

Kal.-Maiji58p. 

lóefce maeflofoi e riguardemU il Ùepofito di CaJ^ Mocenigo y formato in diuerfi ordini 
di Vietra Iftriana$ & altri marmicon i^icchh e Statue , il quale occupa in dtex^ t e lar^ 




Litigi II* Trocurator di San Marco ^ che tnorfein Candia l'anno i tf ;4. mentre efercitaua 
glcriofamente la feconda volta ilfupremo carico di Capitan General da Mar contro il Tur^ 
€0^ al quale inferì gran danni con VMtaggi not^AìUffìmi della Republica . Et di Luigi III^ 
che fu padre detti imenti Luigi /. Trocurator di S Marco, dijJf^II. detto Leonardo > fu 
l>roueditor deW armata > che fra l'altre f uè [egnalafe imprefe riacquijtò la forte^^ di S. 
Theodor ricino à Canea. Di Luigi IH» detto .Antonio» & dlLu^i Quarto detto Tietro 
Trocurator di S . Marco . 

n fono dueftatue Equejiri tutte dorate^ pofie per decreto psAlico, di doifamofifRmi Ca^ 

fiiani de tempi n^i; Vvna di Tompeo Giuftiniano Genouefe > che confumato nelle guerre 

M Fiandra, perde il braccio deftro fotto Oftende > efer citando la carica di Maftro di Campo 

di foHtaria Italiana^hauendofcritto anco tHiftoria dette Guerre feguitein quei paefi dot-» 

Vanno i6oi . fino alla Tregua condufa tra le Trouincie ynite y&i Cattolici > dnfà A anno 

kSoj. tenuto poi dfcruitio detta Republicaj hebbe impiego netta Guerra del Friuli » incO' 

nincia^fannoifiis^cinurogjUjlrcid^ ela^ 

trocinid'F'fcochitConTitolodi Maftro di Campo Generale, efacendofi comfcere'nel C<nu 

figlio, e neaoperationi quel valorofo, che girerà, mentre fé ne ftaua offeruando vn fito per 

pajiar il Lifom^p , & aUoggiar l^ Efferato netta Campa^ di Goritia » colto di mojchetata 

finì la yita in Lucinifo , e portato il cadauere i ycnetta » faite le folite Tompofe Efequie 

funerali, condotto d SS» Gioi e Tado, accompagnato dal Doge con la Signoria » come èjoli^ 

to far fi àfimili Capi di Guerra ,lifkncl pieaeflaUo detta Statua , intagliata la qui Jotto* 

fcrittamcmma: 

PMspdo loftiniano» Patritio Gtfnuenfi » prarcipuarum 

Arciam in Belgio espugaatorì, intrepida Brachij 

Obtriincati^ne apud Oftendw Gotlcixr* Venetsq* 

R,P* Cum armisldiperio Prsf.Gen. adNaus. 

E 3 toni- 



jo DEL SESTIERO 

loulfto FlamiDicrepo; ManetonfeOb. M. DC XVI. 

Armis I & Calamo Bellatorib. confpicùoiniratrici 

Faas ièniato poft Fumu puh. Stamm Eq. 

Et Moounentum ex S.C 

Valtra èdiHoratio Baglioni Termit» Eforitnenmo Capuano, eondotto-daUa mtpiAU- 
ea cmT Itolo it Cot«neUo»pofcia dichiarato dal Senato fapra intenderne di tutta la Fanta-' 
ria, cbemtrfemt^e^ ueiia medefimaguena , mentre fiera •ppoÒo con 500, Fanti af 
mgropo ffuadrmedi CauaUi fui Carfih che pertanano fottorfe iGradifcat Onde hono- 
ratodt magnificentiffimi Funeralicome fipra fu fcritto in Hanno fitto alla fnaftatna .♦ 

Horatio Baleonìo Stemmate A uornm de Rep. 

benemeritorum infigni . 
VirtMte propria ùaisq, egccgijs infigniori . Quiprima- 
riits in Exerdtu Veneto , dum in I^ydia fbrttter intét 
priroos dìmkando comrailitones hortatur , hoftes p(^ 
innumerosftratosinfequknr, tamq. ad vi^riamafpN 
rat, |lofÌosà oppetit . Pro fingulatìbus roerìtis Senati» 
Optmiusadperpetuam eiufdem geftortun memomin 
Monumentum Pubtico decrece fiatnic . 
Summo tothis Rcip. & exercitus merore interì/t . 
X m. Kal Septembris M. DO XVII. 

r^Sfi^t&^^/T^ '^^ ^ ' *: * Ko-mbre da Antonio CorraroVé^ 
fft^dtCeneda^'h^potediTapaGregmoXII.che prima era flato Frate di qneft'ordéne 
JkmmKanOtOmtefi caua da certa infcrittìone antica pofia fatto aWor^ano . 

luiatfreffo foprala porta deUaSagjreflU (Udipintavna TaUna toudne Fame, cbc 
fnonauo te trombe, fattaporredagUHeredi di Giacilo TahuaU rumane » dedi^Mul 

^TJ2f^ ^^««M|» P^« irreccbio, <sr alf métto TalmaLme,conlilmrk^^ 
tt fcolpttialnaturalc&lafeguente nota : 6w«««>vv»«Hffwr«r«^- 

Titiapo Veoelioi lacobo Palma Seniori, 
lunioriq. Mtc Palmeo Communi gloria 

M. PC XXL 



DailatìdelU portadeUa Sagrefitavifmodue Memorie quali Rmili Tcolùite ti 
mtdiparagoncdcaratterid-oro, P>nadÌLodouie0Comm>Xdke!^^ 



inMar- 



IX O. M. 

Hofpes fic age vt fequaris 
Condor hoc Tumulo 

Lo- 



D I: e A S: T E I. l O t IB. L 



7* 



Lodòuicus Comanus PatritiqsAotnetfw. panne ifHid 
Santones ( Gallos Flandrw toparcha vtraq. Falla- 
cie clarus ( e Martio fiataDorum Lycaeo ad Veneta 
CaftraEuoaciisxx.annunicurrufortem9 fidelem- 
q. Nauatii operam , dumq. mUlcuin ^ibimi « ma* 
aoi^ acienim >diredoris muoerìbHs decoratus > ad 
labbiDiorcs honores feliciter contendo . Vitam» 
qaam Venetae Reip. mateftati deuoneram libentjfs. 
pcoiadi. Hipolytus fraterdileóUis.inihi beneme- 
Rotiousrens mootimentum hofce non fine lacrimis 

M.DCXLV. XXIII. Apri». 

VéUtrà di HenricoStuanOfdouefì legge i 

D. O. M. 

Illnfiri Domino Henrko Stuerto D* Aubi gni 

Secundo Genko 
Exceileotiffiffll Prindpis Etmeì Duds L^uinf» 
^ Propinquitate » & generofiflìna indoJe preclara 
Hùronyonis Vveften Britaniarum Regis ad Serenìr 

Reoipublicam Venetam 
L«^nis fuaniflGmo Affini M. M* p. 
M DC XXXVII. Vixit Ann. XVir. 




pmttnu ss, GtoMtttun e tooiù etn U mai atsfactme»to «eic^rmata Turcbefea VMOtofw-. 
Pericre alla nofira di Legnu e di gente» fatto il comando deltimiito Lorenrp Marcello Ctan- 
fan Generate da Mar» U quale reflò morto da vn colfo di Canonata nel fine della Vittoria , 
^ la quale fece voto il Senato di vifitar quefia Chteftin td giorno , Stdfcrittoin ejja 9e- 

Venetorumad Hclerppntì Angufijas 
,' loGgnit de Turcica Qaffi Triumphua 

Lanrendo Marcello debellante 

MDCLVI. 

Faaftas SS.Ioann. & Fault 

XXVI. Inni/. 

Bertucio Valerio Duce. 



7^ DEL SESTIERO 

StdpkdivièUwimeielTìtt9re»ebedk9: 

lofcph Hentius de Augqfta 

VOraicrio di S. Or fola è flato yUhnamente rifatto con me^e Lune, che lo reMono agid 
più Incido di prima, & perciò le "Pitture del Carpàccio , che fono in efTo fi ^àftimin tutte le 
loro farti . E frequentatagli quefiagran Chiefa del continuo da mokitiudine di Gente per 
flnmgewi^, che fono in efja, per la copia di ideffh che quotidianamente fi celebrano $ per 
le Treaiche,che fi fanno in ognitempo da fanu>fìhuomini > per gli apparati nobili , e ric^ 
chi, che fi vedono nelle maggiori folennitadi , per Pejjemplaritadei Tadri , e per la dUi^ 
ffnte, e pmtual loro (^satura de Diuini Officij : onde riceuendo perciò grandi Élemofine 9 
hanno potuto riedificar i loro Clauflri, accrefcere nuoue fabriche i rifformar fiami^ 9 aUat^^ 
gare , & abbellire il lor Conuento tutto • 

Spedale di S. Gioiianni ^ e Paolo • 

E Anco dietro alla Ghiera Io Spedale con titola di San Giouannii & Paolo» il qua* 
le fu inftituito Panno 133^. da vn Gualtiero Ceroico hupmo di commoda fa- 
culti , Se reijgiofo > percioche hauendo ottenuto il terreno da frati vi fondò <)uell - 
opera • La quale col tempo accreiciuta cofi io fabrica come in eflercitio di pietd , è 
duienuto luogo famofo» & celebre fra gli altri della citti > con Taiutode gli buomini 
^atholici» che fomminiftrando per l'amor di Dio parte delle faculti loro j^fq^engo-* 
ao attione cofi religioia» ic Ghriftiana • 

ADDITIONE. 

la Chiefa di quo fio Spedale è di bella forma, rimodernata nuouamente con Altari rie-- 
ebiffimi per marmi da Carrara, e cartetami rimeffi di roffi > e -perdoni di Francia , con le 
T amie de migliori Vittori, che 'pininoal prefente, hauendo Matteo Tonini lauorato 
éiuelladiS.Fitippo7Uri,checelebraMefÌa . FrancefcoWéfchi quella àella'HAfcita iti 
Saluatwie con San lojcppe. San Carlo , e Santa Veronica , Ornila con il Crocifinò èéi Vs^ 
aM Renieri. VaUrapoideUaMadonna^eliSS. do: Batt^a^ Francefio la feccE^ma^ 
no fùdifcepéodelVreu Genouefe. ^ 

SanGiofeppc. 

IMonffieri delle donne> fono in quefto Seftiero diuer(i> oltre a pttdetti facrarijdel- 
le parocchie & de frati: fra i quali San Giofeft) è moderno per èd^cio , ma anti- 
co per inftituto. Vi fonoduepallediafTaigentileopera» l'vnadellaTrasfi^ratio- 
ne del Signóre» & Taltra di Parrafio Pittore» che vi fabrìcò il fuo altare» dipit^to da^ 
Ini con maniera dilicata Se bene inteOsi . 

Vi giace anco Giouanm dk Sole Giurifconfolto celebre % & Qiatore dà molto no- 
ne in quefti tempi» 



D r^CfA^^Tf *ÌIl O LIÉ l/ 7J 

- '■ ' '^' •• À b 'ti 'i'^t' I o"n::e. 

Hifaia la Cappella Manhre di quefia Chic[a cofi l* altare di beila 9 e^ mpdema forma j 
dé^a pietd di Gitotatko umiani Prociìmcr di S. Marca > & taué^ > a^e fa Tadre di 
Marino il Doge f fece far amo la Tauota aSefio Mtare dd t^tofr/te» e famofo Tittare 
Taoh Nerone fé y che r^prefentò in effala'ììatimtd del Salual^^ con Taftori intoma al 
IPrefipe . Leggendo fi à gloria del rifacitore fitto alfuo ritratto fcolpito in marmo % e pofio 
da^ rn l^^o di detta Cappella, la qui fotfo regijirata infcrittiohè : 

Hieronymvs Grìmanus ad immcirta^tatem vi^^^ 
itndam nattis«|ferpctuum fui nomitiÙcelebritatem, jqx- 
ximis rebus prò Repub. géftis > futnmlj^d. Lt^tlonibùs , 
esimia cum laude» PatrJaeq. d^itate ooftis > in anitnis 
hofaiaUmadeptus: Cuius uflgulanoi eloquenciam9 ac- 
cerrimumq. iudidum Sdnatus ingenti , & ornamento , & 
vtilicate difficilimis temporibus escpertus eft . A Pio IV. 
Pont. Max. Equeftrì d^nitateotfOatus; à %p.Procurator 
magna omnium Isetitia creatusi omnibus virtutibus Prva- 
dpe digois omatiffirous » vt Prindpis tantum nomen in eo 
Ótìkts defideraret . A nqos qatips LXXf'II. 
Cum ab humanis rebus ad Òeìeftem j(àslicitatem viuemi 
femper optati£fimam>morieiui tam prpximam demigraf- 
fet»TriftiffimuQi>bom>omnji^fardé^^ 

Po(to:is autem fpe^àtilfimumpptitni Senatoris exem-, 
plumielinqnens. l < 

H. S. E. Ob.M.t).,LXX.Pr.Kal.Maii. 
Marini^Sy^ HermoIausFiIii mcefiiis. -pof. 

hel fudetto Taolo Veinméfé è ancora (pofla in altro altare) la Tamia con Chriflo nel 
Tabor, che perla fkabeB^t^a fa data atta flampa. QntUàdel SanMichieleconyn ri* 
tratto di Senatore è di Iacopo Tiniorett0 ^Dipinfe ti Talma H depofio di Croce nelfeno della 
Madre > del quale fono medefimamefjite alcune figure di chiaro fcuro pofte da i lati delt" 
^Itar Madore . Ver comn^iffime di Mark Grimmifudettofece il Veranda la Valla con 
lidio Tadrcy S^goftino > & la Maddalena . Aeca molto fplendore à queftaCbiefa il ma^ 
rauigliofo MaufoleodiMarinùrimmi predetto Dòge ^8. fituato fopra la Torta del Ca- 
nale compofto tutto di marmi fimffimiyi di moltopei;g$(mTqu4ftrogr^ colonne di ordine 
€OtMofit99qualifoflengonalaCornice$ che cantina per smta U latitudine di queftonobHe 
eiificvh ^ fopra effe ri fono i quarifetli% dpue pofanfl qudttròMui'e di tutto toniq^ grandi al 
naturtde ftdpite in marmo» dimofiranti le flirta Cardinali > Vrudenra» Giuflitia > ForttT^ 
%ai e Temperanza • ^7^)^Tintercolimnida imaparte dfè la deftra 0vn Sepolcro di bel- 
f^nta forma tconUfiamd^Hi^^fiefa foprof grande digMiralefcolpita in marmo 9 



'T f * 



74 DEI,. 5BVT|B%0 

efùttoiimiikadréCùn figure iihwi%jiiÌH^^^TÌli^ 
ne in Doge cm quefla mfcrittione i 



Priocipaciis Virtute Partir meiiK>rraieiiipitei^ 
M D XCV^VLKaL Maii^ificacìs LXli. 

IkùtaUraaUafimfir^ ipofio rn^aUro fepokro fumile cm la fiattta della Do^areffa Mù^ 
refhta Morefm jua moglie » con altro quadro di [otto di brons^^ che dimoftraJafua Coro^ 
maioneinDogareffa ^& la Trefematìone deUaKofa benedetta 9 mandatale d donare dal 
Tontefice Clemente Vili. fSr altra in[crittùme% che dice : 

Diadeihatis iopofitf» Hilaritas publics • 
M D XC VII. IIIL Nonas Maij\i£catis LIIJ 

1 Manti di fi^dktftatm fonòtauoratidOrOy^U fepokrimMticon tefte alate 4r 
fpiritelUfiolpiieinbmxjf^.TMhf^^ è 

ynquadrodimarmoconbeltatornamento^intorno^nclquale incampo d^orofi li^edi 
/jnejh Ottima Trmcipe tinfiafcritto Elogiù^i 

D. a M. 

Marino Grimtno ' 

Prmcipi 

Opt. ^lici&. 

Rvturis Prjrfedurìs 

Legaribnibas .-«4»>'x 

lisquibBfq. tn Rep. Mtanerì&uscgie^^fuado « 

Qni 
Aanonam adleuauit > ^Erarìum auftaoit 

Vrbem-exomauit " 
Ab fpfaq. nQsda aueittc Flumm» • 

Palipap Òppidum extruxit 
Ad Chriftlani Orbis fecuritatem • 

Mocam GalUam Ciiàlpinaa 

OMnpfCmt* 

Salutare Rcip> fàcdus opportuni iìccìt ^ 
Pacem Itali» fuauiflimani 
.Confirmauit Protulit 
Pins I^dens 

Obijt Ann. MDCV. 
VixitAno. LXXin.M.VI.D.XXV. 
J^httXtlmpefabuQdUs* • ■ 



IMII 



DI C A S T E 1 L O LlB. t ^ j 




/in&l^^ ^^4^11^1 1 fiàare fonei fiate f colpite da Giràtamo t^mfdgia cambre Sctdtare . 

// foffitto deUa C^efa i fìftt9 wiouamef^ €m mMeJh$ièoU ^rikitettuta > dipinta da 
Gio: ^ntmùo Bok^ffuffe . 



mi 
m 




Santa MarU Cdleftc . 



NE tempi (KlaconEX) Thì^do Dose.4#. veoufte i V^xittu alomie ttooache dd 
territorio di Piacenza da vn luogo <:hiamatQ Cobn3di>a j died«ro|2tincipio al- 
Tedifitio della Cdeftria . Que(le eflendo di vita esemplare > & &uorite oalla nobil- 
tsU accettandadfe mélte gentildonne $ rìdtfdTero à perlectiionci} detto facrario • Ec 
cdbidodiuentEtOiCcleiM:^ cofiper ftaoiero % 8c qualittt<lidoQtic,iii€Mdie 9 come an* 
co per edificicb l'anno i %69. aUinf. di Setteinbre>.vno incendio delT^feiule rouinò 
non pur la Chiefa > ma anco il monillero in gran parte . Era nella Chiefa vecchia^ 
il corpo di Lorenzo Cd(i Doge; 7. che fìi ranno ijdi.Vifùancorìpoflo con pom- 
pa fQlenne dai Principe & dalla S^noriai che raccompagnè» goel dark) Seno > cho 
iahiò la Patria col fuo valore da Genouefi afprifficni nemici della fua liberti . Et ne i 
prefenti anni venuto à morte Tdfone<5abrie1l0 ouquo SMMcH&diquefti ^fecoii # 1 cui 
fcritti fono reueriti da gliintendenti» vi fii feppellito con molto honofre • 

A D D I. T ;I: Ou.N B^ 

Kotéinata quella Chiefa ter l* incendio dd^Uìfenaie JudettOi fk rieducata di fama di- 
herfa da quella, che la defmneUStringchpoicbeeUamnè potùnia, ne Uà jin$itsmpio$ne 
megli ornamenti gàUda lutine vedefimtim^tt^néM0a $fgtì»^ Omieamem cptmne 
di ordine Corinto, che fofiengono la Corniccjjw^aa t cii^eMttQ,t[eMfi$ > il-f/^i /«« 
€Ìdo 9 efpaciofo . Ha da i lati della tunghexAa tre Jlltariper parte qucqt fimiU di marmi 
fmf&aen inteft per difegno, abbelliti di f^itti^ie, vafi^ & altri ornamenti . In capo è la 
Cappella Maggiore, con ricco Mtwt^ ctr^iumnè meo le due minori da i lati • ?^i brac-- 
ciò jiniftro è Jrtuato targano fondato nel piano della Chiefa tutto di marmi bianchii e 
mandolaH di Verona €onvoUi, e pAaftriaimdine Ionico^ Le Tattdedegfi otitari f9M 
tuue^thmmriniinfigni. DiTmsBùkMeiqnelUconS.^ntoni>^bbate3SanJìiifio9,e 
San yicengfi. Di Undrea^yiùefiumoiedmt dpdicfi miUa MémÙKÌ,44eUiSS.Diacm SUf- 
fmopcLorem^ . Mafeo Feronafeael0Sani4Ekm^ond^neakriSan^J^€fimL une ne 
fece ilValma^ Cima aeUajlfiimu.d€UaVergine><h^è la principale iV^étmdelCrmfiff^ 

£mkMadeimuhlaMaidakna9&^^i$af^DipÌ94^S^.Qrfm^ 
torettù.Jiep9rulU4elCorganoxifùarifeealdifuoafiUFerg datt^p^elO', 

£ di4emvo San Ctotianni tEMongeUfia % &.San Lmp Fefcomdi TolofafOpera dd virjtno- 
fiffimo Tiberio Tinelli Caualiere • Si confagrò quefio Tempio fmm^i u come dimofbra 
^mtap^inMarmo fapra U S$^Jm cbedicez 

Deo 



yg DjB t S JE $ T I B R O 



1 . 



. l3ie6B.Maiteta CoeUsaflttinpur, 

Sinfti'iK}. fienediao, & Bernardo AbbtcìV 

FrandfbUs Vèàdrameous Patrìarcha yenetiarum' 

Dalmancq* Pàin9f> l^conardo Donato Principe » 

ONiieaauic. Itwocencia Vailareflia AbbattCfa , 

Prudendaq. la^faha Sacrrfta curandbns. 

Vl.Kat.Maij. M.0C.XI. 



»; 



SUretiPrato pwmMarmoMt^mpOtfhe fi di/lrmo* e riedificato tegrendcfi foùrala 
fineflra del Capitalo: --^.••' J- . . 

Qjiefta Otiefa dedicata^ Saott Maria della Celeftia,che 
già 3 6. Anni dalla violenza dd Fuoco dell'Arfenale fìj 
atterrata . per prouo^r al Culto Diuinó > & acaefccr 
la deuotion de fedeli, Innocentia Yalareflb AbbadelTa, 
& Raffaella Salamon Priora del Monafterìo col coQ- 
feofo deir^ltte monache han fatto erigere in quefta r 

degna , & pia augufta forma l'An. M.' OC* VI* 

Templum hoc Àflfumptae in C^Ium Mari» antiquìtus 

Dicanim»iextumiaiiks&trigcfiaittmaanirai» Finiti- 

OK) Naualis jaccodio clirutum . Mil. rexcentefimo 

Quinto ab hoc Sacrarum Virginum Coenobio redi- ^ ^c. 

tutnm fult • Hierony mo loftiniano i Ludouico Pfirba- 

rigo » Bernardo Memo Procuratoribus • 

Santo Sepolcro . 

< VrOn è di minor rcuercnza il moniftcfo chiamato il Sepolcro, per vn Sepolcro di 
* i^ marmo fatto i fembianza di quello di Gierufalem , che ingombra quafi^«*ca 
la Chiefa • Vi fu ne gli anni andati fatto vn nuouo portone da Thomafo Filologo cist 
^Rauenna . PocodUcoAo vi (i crouavn'^kro portone doue era la cafa nella quale ha«- 
^bitana ilPetrarca» quando per nome de Principi di Milano, kì (datore alla Repubi 
daUaosaie fa molto honorato : conciona che haucndo eflò fatto dono alla detta^ 9 
,della iua libraria , il Senato fece rinfrafcritto decreto > il quale ho votato regiftrarc 
in qnefto luogo 2t perpetua gloria di ouel lo huomo tanto eccellente, flimatò notk^ 
rponto meno viueodo» di quello, che n fia (lato dopò la morte Tua • 

Dice adunque il predetto Decreto fatto Tanno nóz.zUié^, di Settembre »iaqu&- 
ftamaniera. 

Con* 



• V 



K '^ 



D ÌOQA » f B È £ OI 4LFB.I. 77 

del Beato Marco Enangelifta, & ad honor 8c fama» quel* 
lo, ch*è^s^QiriQ^f D.fsaocefcpt't^^fnvta, la evi faina 
hoggì e canc4 in tatto il pond9,4;e 9p^ fi ha io nemorU 
di huomini che fra Chriftianì fia Ùato giamaì ò Ha » vn 
Filófofb inorale & vn P&èta cbegliff pòfla paragonaitf^^H 
fia accettata la fuaoblatioòe £;<^dQ li, iòraqii della |à^^^; 
£:a(crittt|x>U2«fccittadi.fuamaao. Ètfiapcefo» chea . 
poflfa fpendere del mon^» per là caft & feabkatloiie lita 
in vita Aia per modo di affitto, fi come parerà alli Confi' 
glieri ,& Capi , ò alla maggior parte . Offerendo li Pro- 
curatori detìz0àè£iàis*t^us»è^it k§maSi.atqcdSuAec 
per il lu(^ doue haueraoi» adéferiipetè & ctmfisrilàti' 
i fuoi lihru^ Et il tenore dclàa poliza è quello. DefidAn 
Fr^éfcO) dionee per bcDedeilfieJitO'Mvco Enai^i- 
fé cefi piacerà à Chriflo» Ae à lui, di non so qoami li- . 
. »retti,i quali egli poffiedeal^f^cnteòchefinfepoflfede- 
rà ;uiMiiqnefiAdKBtlibrt noa &»>' jvenduti » ne per qual 
fi vogUa modo mal trattati , ma^eaàodB&raati in alcun 
luf^o da eflèr deputato à quefip eflètto . il qual fiaficuro 
dal nioa>,tt: dalie pioggie; à honor dieflo Santo, de à 
memoria di eflb Francelco: Se per confola'tione , & com- 
modolNXpctUQ^gUingegnoti de nobili di qitelUcittà* 
cbèfijifecteraano di oo^'toti Sue ■ .. :. 



* ' . j 



A D DI t I O N È. 

Snhro al fopradetto Sepolcro , ehepeìr parere del Stringa fa fiuto fanno 1484. v/ è rn"- 
\AUare ricco» e bello tutto di marmijoftenuto in aria da quattro angeli pur di marmo an- 
ct^efi . Qmui fi vedono rimelfì con (aftre > & altri pez^ii di finiffimo Tùrfido • T^el para-^ 
pettodi elfo altare fi legge: Surrcxit viòla Chriftus de morte trhimphans • E di foito; 
Bxurgat Dominò wr\ pia turba Comes • 

La Tolta del medéfimo Mtart è tutta di mH^^fàointerfiata » è lauorata vagamente di 
Pietre fine di pia colori, con quattro cobmnelle pur difinijfimo inarmo • La pòrteUa > che 
chiude il Corpo del Sonore è di bronT^p dorata con figurme dibaffo rfleuot'^he dimoftrano 
la liberatione delle unirne di Santi Vairi dal Limbo . Da i lati in due piccioli Tacchi ftan- 
no collocate due fkurine di S .Già: Battifla , e di S.Tietro > con mf altra di Chriflo rijttfctta^ 
to nella cima . E fcritto nella Cornice a£ck9 . Hk àitas ei Cou^islefa CMftì • Et à 
bafsoì Hic Deus c&j Tervq. CrQd$i^lÌs> ^^ CK^umose • Std ferrato queft'^are da 

v: Ì4th 



7» M3 lill 3^1liE-I^,>o 



ì 



tt , .A 



Da t lati fono poftt^uefii due verp: ... 

Confda viiloer&as Oòmiarhic Crucis, ttq. ocrfuiiifnr, 
Portia & ip(c parens rentta proftranis adora . 

Iniiuerfi fiuioUQifadt^ira^ Si 

difcendepcrmaffradmelcancoìio iel predétto Sepolcro in yn luogo chmfoioue è pcflo 
ma figura diC^fflo grande alnataraki che è i^ìfimo dal popoUrcon tnotta frequen^ , e 
diuoti(me. Sopra aOapot^yUmaUiadmmataildiiierfiùe^^ 
fcrimiS^oMm^ '^^ ^ 

Et difmri d man manca fm fcolpitim marmo in lode ìi qtécjf opera gtmfrafcritti 
yerfi: 

Hocmnkim ipeaetui op» coapagitw; auOiiliis 

RupibusartificiSaxaftuaUk marni. . 
Gens Maulbleunfileat vdaoa Sepitkmin 

Q^fwt &<lQiiiniKfartia Roma Air • 
Illa dao ooogella vid monumenta fiiere > 

Hoc Chrifti tanta mole paratnr opus . 
QuantobominesfiipertNnpnBaat fiexfumoMim» & AxtStotr 

Tanto hoc cftillis clarhis. & fflcKus. 

Fuori di detto Sepolcro netU Cbkfa fi vede la Statua di GirtUtmtkCwtaritàt e jfltto «T 
efialaquìregifirata memoria: 

HietoayoioCMtateflo DiuiMarcìlProcnratorì» maritimi 
difc^Iina fortitudine animi , & bellicis artibus pr«eftanti£> 
fimo» triremibus femel » de iterum Praefedo » Cy pri a Pirati^ 
bus dcfenforì, amico vero»& fideli Atoysius Fofcarius P.C* 
VixitaanosLVI.obijt M. D. LXXVIL 

ri èaacofteSa di GiotBatt^ Veranda fi freJloHtij^mo Filofofot & Medico , po^ at 
la^itaittManwkdàMe^miroy'ittoriaxUquaLdicet 



I<>.Bapti(bePieranc|« Pbilo(bpbo> ac Medico 
Qiii praeclariffimarum aetium praefidio mum'tus » vel 
Florentis mgenij acumine » vel diuturno medicina 
vfii , deiperatos quofq. dum fanari pofle ofteadiflet » 

«Mnki FatoOuitatiseMptureft* 

Vìtodciebeneffi«P« 



y 



DI C A ST £L L .LI% t ^ 

DeeeOt X nn.lCafeii. MknQ. hi D. mXVt 
; AiiùOiEcatis Uia «^ <« 

S0tt0 4dtOt%àaom9r* fileggi Piajr^crm4t 

D. O. U. 

Làarencio Bn^Mleao Fantini A 

Senatori P^roden. 

Rel^ònù > ac HiiBMnicatB Afflane 

pfticnfibas E^nrtum odiekMagnifioen.gdUs 

E. Patanina denium PratftAora 

AdConfiliarìj gradtun eucAo 

In ^yloOi fuNiffii a^ce 

Dùnadmaioraniaipfonivìrnitanoilerec 

Vitafunao 

Làucentids Kepos in tanti viri netnonaa 

P. ClD. Io. C XV. 

* 

Andféai Grotta 

Georgij Fjlitts. Georglj Pater. 

Gafpar nepos ex facobo Fratre 

Ciues Veneti Mercatores 

Teaplun 

In hancanguftiorem » ^neftantiorenM|. formaoi 

Aram Mutaptx Deipare Virghi (aerala 

Pio animo* £repief>rk> 

ciexeic» 

' T^mofUMòdegne piwatinqueflaChicfaìpmcheLeattirodaBé^^^ 

fece il miracolo di MclCiudeo, che lafciò le mani attaccate al Cataletto $ mentre ewMi^ 

mewuf$sfn7^aHa^imf edirei funerali della Santiffima Verone. DelTabn$aèlapalla 

della Verffnè affimta al Cielo $ PoflaneWjAtare delti fudetti Grotta . E neW^Uare dd 

Sacramentodtj^felaTanolaSantoTerandai doueèrappr^entatalaTrefeniatmdella 

Madonna. 

SaaLorenzo. 

ANgcIoSartioìpatio D(^9.cliefiiraiiiio8o9. edificè San £omiso»ft San Se-' 
tierosuleiffrfcdmmatcGcaicUe^&lcdicdc ifrxdpcr hi^^ NfaL> 

Orfo 



uo OliuolenTd'anno^^ì* vi mdSbdpQoe monjicfae: &haucnaoui creata per Bado* 
fa Romana fua forella ; lafdò wr teftamento a Cfriàfa di San Seuero > ch'era di fuo 
patrìmoniO) alla predetta Badefia & alle monache « LaCci^ anco tutti gjii ftabili > 6c 
cafamentì ch'erano all'intorno di detta Chiefa) con queflb pcròi die douefleto cele- 
brar gli oÉci diuini in canto feroio > eflendp obligace a rìconofcere il Vefcoao con^ 
qualche cenfo • Di qui è che quelle donne mandano ogni anno al Patriarca> il di dei- 
la Vigilia di San Pietros&ìdj Mnct>4didk^abo2Mlati.&ibnari j i quali gli fono por- 
tati (fai Cappellani di San Seuero >à <}u^Ii all'incontro fono donati alcuni pani della 
menfa Patriarcale . E aduqque San Lorenzo luogo im portjinte per l'orìgine fua > & 
perlaricchezza>ch'effi3pbmedeabanrì()uo.& aoa^^ehiChier^ non fia molto 
grande di corpa»:fi mofiiftero ìèjperòlargfaiiEmo per ógni .Tei6)i4f|iabitato da buon 
numero di donne> & tutte nobili de|Ia città • Per nanco vi è {'Oratorio ò Cappella di 
San Sebaftiano > che altre volte fu parrocchiale : & è foctbpofto alle monache » lo 
quali danno vna certa ricògnitione al Patriarca» quando va il giorno della feftiuita 
tua à predicami ò d celebrar la Meffa : & in qùcftcyè riporto il corpo del Beato Gio- 
uanni, che fu PioMiniQ<U.San Gio«3tQQÌdècQUacQ : *1i lafc# yerfere al popolo per 
la licenza che fu di ciò concelTa da Papa Boniifatìo Ottauo * 

Nella Chiefa di San Lorenzo fono i corpi de Santi Barbaro , Ligorio y Gregorio 
Vefcouo nella Cappadoéia, Paolo Vefcouò> & màrtire» Platone » & Leo > che fu Vi- 
nitiano) & della famiglia Bemba • Quello Sacraru>è T$fita»> ogni anno dal popolo 
con gran frequenza» tutte le I>omeniche di Maggio : & vi vanno atwo molti forcmc- 
rì per l'indulgentia» col cui mezzo fi dice che fi caua vn*anima del Purgatorio • 9o^: 
to Tangiportoc fepolto quel Marco Polo cognominato Milione > il quale fcriflfe l 
via^i del mondo nuouo » & chefù il primo auantt Chriftoforo Colombo» die rìtro- 
ualle nuoui paefi. al qualeiion fi dando lede per le cpfe ftrauaganti » che egli raccon- 
ta» il Colombo aggiunfe credulità ne tempi de tioilri padrì » con lo hauer ntrouata^ 
quella parte» per inan2igiudicauda huondini Angolari tion punto faabitata • 

• 

ADDiTIÒNE. 

Intorno aWanno ¥<9o. fotto il ^Principato di Tìrfqual Cicogna fi rmonè da fimdatnentt 
la fudctta Chiefa^ riducendola in formagrande con poptfrtionate dimenftomneWjilte^; 
%a^ Larghex^aj e Llmghe^xf *' ordine Comporto . Sopra il modello di Simon Sorella : Mf 
non fi gode f^ett amente della bellezx^ di (j uè fio Tempio per ejfer diuifo da vn muro ti- 



Cittdijld fuuato nel me^ del fudetto muro » e vien chiufo da ejjp) ne i lati . Queflo ,i * 
fHochma^andijfma tutto di finijjimo Marmo bianco da Carrara » che fa Mtare nelU 
Chiefa interior e ^ e ftmi nella Chiefa ejler'iore . Le colonne fono di nero » e giallo pur dello 
flato di Genoua lunghe piedi 1 2 . mezj!> in circa . Li capitelli fono di ordine compofito inta- 
gliati à fogliadirouerey operati conogmdUigeHxjadaGio'. Maria detto diCanareggiof^ 
mofìfsimoMaeflìo nell'arte di ScarpeUino. 'HelVarapetto^nelU QuarifeUi delle cekn- 
net & nelli ornamenti tra QuarifeUo, e Quarifeìlo fi vedono diuerfe macàne yfpeciaitne»' 
te di pietra, di'P^mcHtre del pi beiioB che fi troni x che fanno rn belliffmo oréwj eficflm 

in- 



fi fj e A S T SU..! O LtB.i: 9Ì 

latrati con ctrteUmhe Mai^coti, ptim^ fiSr^fhtVi viienttmmifiMM» eattetu ine 
beB^e fiatile di fim(pmo Marmo tèà^tì ^tiifalej^inta JiS.Loreia^ t altra éi San 
SebifiiaM . Sotto d detti Tiùchi , eftfra ftfti autra inferno mfU Quaifi tàtmùfà^^imé 
éÌTai»etr*ifor4ti,ed9ratidfìioco.So^aUC*pitéUi^amotMàritraMe,Fr^fo^amrifi 
ettiApra ifiufli m Mv^per formar il imito di me^^o > e Arma itfm Frwitefpitio i cm. 
éK figure diftefe, eeoù medefÌMamente netti ai^ delti inltì . Sopra te colonne frìM^»- 
UfiTKgnno'fuattrobellt^mefidt»fm^piidi.'t{etme^èpé}toitTiéernaeoU pnrijM»' 
M tmmeìoiiMre, m^^gU di marmi fini, fatto in doi ordini . cioi Cavtto , e emfn^rto , e 
fòpatd detti doiordintyiiHfmroccMta alto, confof^at4fMaC*b4. Lo colonne d^p/im» 
mHaefono di ^ffritaao aaticot e (fue&e del fecondo di marmo macchiato di Candìa . tifili 
TiedefLdlidtilefolomieyi fono rime^dH.afiMav.ilot come ancoindiueìiiiUtritHoehi, 
Lap&rtadi^aefioTabernacolo na freggioè fatta divn pmjt di ^gata macchiata» 
the è cofafuperb^mn . Uppafifcono altre macchie di diid^ri dk diuerfi colori , difirAniti 
con difmto, e proportionct che io rende molto dilettenole alla yifta , Oltre alle Bafe, e ca^ 
pitelU^tmte teeolmae,b4 anfndibromdMemigeti,& altre jifftreconTrmghimMtre, 
ftidifftfùJì^gfiUrifiimot e difpefa iacr^bUe . Onde è ammirato per dpiigrande , per il 
Pìi mt^iificot &perilpià ricco di quanti ne fona eretti jin'hara.Vimtantore di eoa mìm* 
vit<^ei cioè altare > e Tabemacolofi Girolamo Campagna famofifsimo Scultore di cm 
fono anco lefndette Statue > e^gnre . 

In altri fei altari, che fono injuefia Cliiefa,fitìtatì da i latitre per partetcarrifponden- 
ti m'aff altro di marmi fini ben^mo mtefh fi veggono due Tonde di Iacopo Talma, fyn* 
ton Sbarbaro iecf^itato, e portato al Cielo da^^ngeU. L'altrAii Chrtflo Croàfiflo . tH 
Domenico Tintaretto èjuella di S. "Paolo yefcoMÓprangtdato da mimigoldL E di Santo ?#■ 
fifnJa è la V.trpae Uwmta al Cielo , col ritratto del Fefcmm Sofommo 4i Veia « del ^uì&e 
ftU^neiUjuafepóUura p(^i piedi di detto Altare* 

D. O. M. 
Ioanni Sozomeno Eqntri i Feadatirio fteeai Cfrprì In eniM- 
gnatione Nicofis capto i&redempto.beae de Rcpublt- 
ca aerilo > ft lidio Filio I. V. I>. ft B^irì eoa Mfaus fi' 
liei» s CUudiits Sozomenns Pois Epifoopus* parenti 
c^ino , Fratri d ilcÀiffimo . nepcttStas » ac pofteris i hoc 
monumcmum pofuiti Altare cresit, & douulc- Aano la- 
' bileì. M.DO 

. L'affetto di queflo Tempio è maeftofocoi 
mfimhcomedeueeferfatt^. "ìieldtsfart 
^ piombo con dentro -rna cuffia > e memoria 
J^4 S^ra, la qualfi efpoae nelle foUnniu 
Smta Candida, con altre reliquie di Santi , ■ 

lettere da vua parte hebraiche, e daU'attrA 

Jaqu^ vJtimì anni è fiato rifiorato C Or. 

•riModi degne pitture» e fpetulmentedd 



San Giorgio d(i Crccì . 

^^El tiamo^efiffiodi iSan Lorcnio» zppmke la bella & honoracaChiefii fyaszZ 
jyi daltonatìonGreiiajhquak ridotta m dalkMocw» 

ixMneaoco da tutte Taltre Proumde loro : ddfe queOa parte dopo ch'dla lafciò Sia 
Biagia>pcr hooorarui la Macftd di Dio fecondo 1* vfio die loro amichi. Nd qnal loogo 
cdi&aa> con bdl'a^rchicetrura» & iholco ornato nella fua facda con pietre IftriMieL/ • 
x:oncomndo gli huomim di qiieltofUrpe»9*adimino fecondo iM^ loco eoa* 
iblatiotlii abbracciati» fauorici» & hauuti in protettione dalla Ropwlica come gente 
bàìen^rita per tante operationi fatte i benefitìo dd SeMt^ 

ADDITIONE. 

Temfiopdifabrkamir^dfàlefeJfefaU^^n^ 

^an GioaanoiLaterano. 

V 

QVafi alPincontro per tratierfo è San Gionanni taterano detto prima San Gio^ 
uaeni Terraro > pia tofto Oratorio che Chiefa • 

Le donne di qoefto luc^o furono altre volte mandate nel moniftero di S. 
Anna» al quale è fottopofto • Ne paflati anni arfe»& fi trattò di leuarle del tatto. lyU 
rdUurato» tuttauia (erue più per vdirui MeflO& da i circonuinii che per altro 

ADDITIONE. 

Saa ^accana. 

FRà tutti i monifterì di donne monache > quello di San Zaccaria è nobiliffimo per 
diuerfe fue qualità • 

CiuftinianoPartidpatfoPoge Decimo» lofabricò o reftaurò l'anno 407. dall- 
eiifìmièrie di Venetia » & Fanno 827. di Oirifto » pregato da Leone Quarto Impe« 
ntow m Cbftantinopoli » il quale non folamente gli mandò danari » ma huomim» flc 
nuKdlri eccellenti neH*Architettnra»acciochei!fàcdlèvna bella Chiefa & fi finffl'e 
tofto. In grafia del oual Leone» fl Doge fece fcolpirene capitelh delle colonne f- 
ac]uiie Imperiali che fi vearono ancora nella Chiefa vecchia. Et quando il Tempio 
•ili condotto i coperto » il Doge volle» che il Clero » dopo vna folenne proceflSone » 
^reg^ per là faiuteddllmperador tanto fuo amico. Et venuto eflòDogestmor- 
tcH)raaio nelibò teihmetito (però in hngua latina) in qucfU 



DI C A S T E i L O imi. «i 

JUrit (Àtpirfto loogo nella Vtlk delle Gttttbawre locco 
il Ducato» & qaa{j dei tutcp dii^tco per U 6uk moka vec- 
chiesza^ *uègli§ , ^xmnmitiuto , the fono tMftfutti im'verd 

n4émgtÌM^smK(g3KfmUiatM$iW4 (^/ivf f2di^'9*gA'^)ti7*c** 
méi9do, chefia dato^dejfomoBiptr» i (^o. //^'r ^Ar^ntù^ Cv* /^ 
Stluè^U ^uaiiper4/t4»(i il Okrkfi Ùtge tAgnelUmk fàJrt,^ 
iéfiUòfei^^etmmenn, ^uand» tr^^^mto efi QakfA cm fueUà dil 

Oltre at predetto teiUcnentofi leffievii&atxdhttìiKiediruaiiiJUxxmcQiil^^ 
iiaatoii à detto» coiuiuefte. fMme • 

SUmto\ìktiéifh»^fifihimùy^fnhle49lSdn$oK9mmi9 fm^, 

*Mmi9^d9foni$i90liÙ9g$iCmHfPwrm^hf,f^(^Mi,iì^i4m 
mìfii primifi^ii quaimcnte io Giufiioiano Jpdto Imperinle , i^ 
^9ge di VmtMfer retulitticne det Sign^Utfiro OnnipvttntCji^ ' 

ftr Afinmi^dMunttM Sg9tmffiimJmf»4t»reO* ^9i^ermtot». 
éèlhpieeM tuttoitmmdoy Leone ,Jofo molti henefici a mi con- 
eej^yjfeci queflo moniflerio d$ Vergini in Vemtk^feiondoihe i0Ok 
*v<flle che fi edrficdffe dcBdpropHd Càmera jfmperidle . Et iàcoM' 
téumtUiCjkomdi ckempcemm^ejtomandòebe mi fife dàtom^, 
''p* dt]gentp^f,on Altrt cofe necèjprie » Oltre à ciò ne fece dire , d» 
cmfecfàr quefia Ch'ufi Sane a , le reliqpie di San 'ZaccarM ^rf» 
Jtt4^ dei legno efoBa Croce del signore ^ 4el fatmó M Santa Ma't 
ria, onderò de *vepmenti delSaltMore^ te» ahrefintf reliquù,'. 
Mandò anco Je co/e bifigptmlipfrfineHa. operai ^, maefirAtOci*^ 
eioche fifimffeprefìo.Et come fu compita Jktta congregatone jhò 

Fa wAtfi 



*» y» * 



84 DEL SESTIERO'' 

*vtàtù,chepftt^ÌDiaewtiniuémtntefirUfitbitt 4H fii^'i 
jmftrdt§r€ ^ dt fmi \ktcii . EttUiiòtréfima tbcfiferUffitr^ 
wtUà Cerner* ytMteUurteJitefirietétniletUrt d'uro w^fiéi 
méttrUy^ Udott»iCb*eff*ntbdm4ndàté. Et fvogUimtiéie re* 
fifimpreneSd Camera iielMiht 'PaUzjy ,aathtbétt^im»1^9m 
fornai Jiré, cheUMomtfierUdts^nZaeutrU fiaAùffatf 
ikaUratefir* , cheJiqtttUa diLteoeSaat^ fi»ftri 

Tenuto adunque in reoeradone in ogpi tempo per la Tua nobilti Bi risicato da P** 
pa Benedetto Terzo>qaando fii a Venctia ne predetti anni > 0c tu diie anni dftpoi laj 
ltfaTemita*conunciatoarìfared2ljitedettoGiu(tìoìano. ilqual P^ donò iMa- 
donna ^nelìnaMorofìnilJadeiraii corpi di San Paocratioiflc di $ant3 Sabina) die 
erano i Konu . [>ofledeu2 quello facrario gran terreno airiqtòmtt > Se efa fuo» done 
Iwrai la Piazza publica di San Marco, pero roIendoSebaftianoZÌaiuI><^}S.ain- 
pliar La Piazzai ottenne il terreno dalle nionache>& all'iacontro diede loro pò Uè lEo- 
ni fiilTrinifano 1 8c s'obligò allora (per quanto lldice)di vifìcaf ogni anno in perpe- 
tuo il giorno di Pafqua, la Chiefa loro. PoffedèpanmenKlaChieradi S.Ra&dKr* 
per la cagione come in quella (ì é detto . 

Ora conitHiiato in qualche parie Tancic^ odifido ■- & reOato tpitì pooa > doue le^ 
donne al prcfeiite (ì riducono i celebrar gli offici diuinii fi deliberò dal Senato di fia- 
brìcar la Chiefa nuoua vicino alla recchia> &'iì cominciò fotto il Principe FoTcariiSe 
fii finita in diie Tolte: ma con diucrfa m»i^*4'Ardiitemira . £ila iigaackiBc ricc « 
ih belliìlìmi & fìnUIìmi marmi>con bene intefa & omau facciata dau^nti^Se per fian- 
co poffiede ampli &ft>adonfflardmt. Le coPe nobili djquefto luogo fono aio Ite Se 
diuerfe» & condegne a tanto Tempio, perciochct okre d corpi Sancì , & aUe reliquie • 
che donarono Papa Benedetco> & Leone Imp-vi Ibno anco quelli di Sati Leene > & d| 
San Timfio heremicaicbe fu condotto i Venecii da DOmeniòft Itandt^ prc^enito- 

jeOt- 

o.Ee 

rddta 
wsidi 
la dei- 



fidi 8c 

rd. 

iils.ac 



DICASTEt LO LIB. t Sf " 

Marco SanntoFran. F. Senatori io R.P. primario , Eloqttentia 
omnia, eruditione praeflantis. Franta pientifis. F. 

Giouanni Capello CttulieixH il quale dopo molti Magiftrati % ic ambafciarìe ha- 
ante dalla Reo. fotto Oratore ad Hcnrico 1 1. Ri di Francia > fi inori in Parigi 9 & gii 
Apollo queito epitaffio • 

j 

Ioannes Capellus Eques > poft admioifiratam mulcoa an* 
DOS innocenter Rémp. Prsefcduris & Legationibus ma- 
gnificenciffiffle fuDAus % magna (a^ cum laude Lcgatns 
Secundum ad Henricum Gallorum Regem » Lutetia; Pa* 
rifiorum obi/c» magno cum hutus ciuitatis moerore « eiuc 
ofla translaca fune Petri filij cura « vt patri fibi^ pofteris 
boc MoDU^OecVixic annos LX>Men.X.dies LohikvcfD 

M. D L IX. die X 1 V. Sept«mbm. 

Pietro Cappello figliuolo di Gìouanm Procurator di San Marco/icuato dirimpet-* 
co al predetto Giouanni Caualiero» & vi fi legge « « 

PETRO CAPELLO IOANNIS PROCVRA- 
' TORIS DIGNISSIMIFILIO SENATORI OP- 
TIMO MDXXUIL 

La famiglia de Conti, notabile pèt diuerfi huomini di valoi^, de quali vnò di loco 
(triffc vna cronica Vinitiana» come attefta Marc^Antonio Michele Patritio » ne Tuoi 
memoriali • Et nelTetà noi^a Natale de Condt huomo Angolare per lettere greche» 
& latine» ha publicato la hiftoria de fuoi tempi > oltre molte altre cole icritte da lui » 
tutte ripiene di efijuifita dottrina. Seno parimente di quefiaiNicolò de Conti 8e fra» 
celli» prepofti al ma^ifiero deU'artigliene djd Senato » 

La famiglia Ricaa» antica & honorata per diuerfi Secretari » Oratori » & celebri 
Dottori illuftri» della quale è Paltarp di San CoTmo 1 8c Daoùano dipinto da Giofep« 
pe Saluiati» con quelle parole • 

Hic iacee Venerabilis vir D.Prèsbycer Ioaones Riccio 
Veoeciarum Archidiaconiis » & Scrcoìfiiini D. Ducis 
Cancellarius « 



de Bovghi» de i Frefchi , 8c de i Franchi » antiche ndlaJ 
cittd & honorate per titoli di Secretariatidi letteratura » & di . trioni duili » perciò- 
che Carparo Secretano del Conf. de X. fu molto Itimato da i Padri per accorcesza 
d^ingegno • Et Gttn Battifla Borghi Secretano» & Crooifta era itilerito , & amato 
molto» & Zaccaria de i Frefch i S cere tario del 0>nC de X. fu di tanta prudenza » che 
oltre 4 diuerfi altri n^tij importanti» conchiuic la pace per la Repub. con Selim^ 

F 3 loip. 



^ DEL SESTIERO' 

Impe^.d^ Turchi r^.onp 1503* & fu parimoite &:crcaurìo Giorgio Frtoco ranni» 

1524. * 

Ne voglio lafciar di cfire che Federigo Iir.Imperatore»eflèndo venuto i, Venetui* 
ìfifitò quèfta Chida con gran foIennìU per ere eiomiconcinoui» & le concede molte 
gratie» al quale le donne monache fecero granai & honorace acc<:^Iienzet& dooi imk 
tabili» fecondo che alT vna parte & Palcira n conuenne : U che oltre a quellg > vi kan* 
no feppehti ne tempi andati diuerfi Dogi • 

A b D I T I O N E. 

Circa tarmù \^9%*te èttmache rifomarùnò imdfmrte deità fid^tta Chiefa » empiimi 
io il lor Coro, e rinouando élcum uim > ^ perciò trmlaair^m i Jude^i Cwpi Santi C9m 
foienmffim a pr4>ceffione i & incruento del Dc^e, e della Signoria » Unendoli dal Loc§ r^ 
formato doutgiacenano t e ponendoti in 7{obiti Seùolchri [opragli . 4ltari . 

Quello di San Zaccaria jU [opra Ufiio Ultore Eretto i mev^t cMefa t Leggenii^i nei 
Sepolcro dora$ò : Coipvs S.^ccharic PatriiSanai Ioaanis Bapciftar • Gii amtebi fmm 
pofti nelle CappeUette dietro alfUUare Ataggiorc i doi/eft vedono k4orù imagjmi difille 
dall^Mienfe. 

LauoròilValnutlaTanpladelSanto Vrofeta 9 portato al Cielo da gli UngetifCon ftitt* 
la della MMomut in Gloria, con fatto San Benedetto > & altri qnmro Santi ; 

7{el Tabernacokh r^uardenole Per difigm>,eper Hne^t di Marmi, rapprefenti (fio- 
forno attioni della V^ifltone di Chnfla, e nelfQKganofignri Oanide^on la Teftadi QoUa,in* 
contrato dalle OonzjMe di Gierufalemme, & nfitwri U Santi Zaccharìa , e lix^io » Vici- 
no alla Sagreflia ^ fituato il depofito di Uleffani/n littoria famofijfìmo Scultore, pie fiolci 
ma bello dmarauiglia . 

Fi fano da i lati due ijgnre di marmo, che in >^ di colonne fafientano il Frontifpiào % 
rapprefentantiti^na la TÌttura,t altra ^UrchitettMrOjUel Fronti/pie io ve n*è rn*mra fi^ 
gn$cante la Scoltura • 

7{el /patio di me7^ è pojh H fno ritratto fcolpito d4 lui med^fimo in marmo infieme 
eonie judette figure^ <T vi fi legge: 

Alexander Vittoria» qui iriuens • 
Viiios duxk è nar «ore vukus • 

£ [opra la fua fepoltnra nel pani nenfo. 

Alexander Vittoria 
Cuius Anima 

In benedizione 6t. 
M. O C V. 

S$n Lazaro Spedale di Mendicanti « 

Uttarg^MUCitiddattapartediTramontanaper Raggiunta deUe fondamente mme; 



D I e A S T E E L O LIB. I. 87 

fì id Senato cmcePo a(t alcuni T^obUi di pio, e caritatiu$^ XS^o, capaciffimé terreno eoHtl* 
gUùdcmmentoieVairiDomimcanidi SS.GioHonni, eTaolo% per fondami il predetto 
Sfedde, e ricHMne mefhi Pomri infermi > e mendicanti. 

FridettiTigbUi^neheweparticolarcura Tiìcolò Quetimqu.Tietro Senatore di^an 
bmtdi il quale fi adoperà di maniera in opera fi pia^ cbe col fuo me^^, e con fefbàrfo ut al* 
quanti mtVa ducati del fuo proprio » fi diede principio aXtedificatione di yn tanto luogo . 

^tti IO. di Deeembre del tóoi. per conce ffìon Tublica fi trafportarono tutti li mobili 
deWlfola di SJjti^mh acciò feruifferoper vfo dì quejh nuouo Spedde > appticandogti anco 
tutte tentratei & renétìte di efja Ifola • Le Reliquie, che furano le Tefie di Santi P dicita > 
CofticOf e di Eleas^aro% mi O^o di San La%arOi & rn ditto di Santa Maria Maddaleua^fii^ 
rouopcfte in San Marcò % e ai là traslatate con folenne jprocefpone > e coucorfi> di popolo d 
miefia nuoua Cbiefa fabricata di tauole in quei principi] » doue aBa prima MeJJai che in effk 
fi^ehhrèildiio. tebraro féfhmtàdiSM Sebaftianodel i6oi. rolfe interuentrui il Doge 
MariuGrimanicon la Signoria. 

Intanto firaccogUeuano tutti lipoueri diogni feffo 9 & età ^ che andauano PerlaCittd 
ibiadendoJmofina; fi che crefcendo il numero di poueri , fa anco ingrandito il luogo di-fa^ 
ìtiAe per il fa di tauole: Ma concorrendo ad^operafi otamokiSigikoriySÌ TJ^pbili % come 
éakre cond{tioni,fipoferodfarfabricarilmedefimotuogodi'Pietrafopr^ ilmodellodel 
Scumocckh €0$ loggie > Cortilli > e Sale ampl^fime > e in breue tèmpo n vide terminata la 
metà; re fiondo par quakhp tempo la Chiefat & t altra metà di Tauole . 

Fé poi nel meqxo fakricata ta Chieja in betlifflma forma di ordine CoHnthOiCon la Cap^ 
f^Mi«gfoff>d9€oUreatt.AUare3ricchifflmopermarmÌ9&altri^ thailTam 

uimeuto Jafiricofo di finifftmi, e y ^biffimi marmi ; T^elTaUrofpatiò della Cbiefa t ri fono 
oM ^pMtrojtUari di ordme pur Corintho di finirmi Marmi % lakorati à Carrara^ cM 
akre oèetre macchiate^ tutti Jimili . Il primo alt entrar in Cbiefa à defira mano > che ha la 
palla del 9%Felice% lauorata da Michiel Tietra Fenetumo $ è di Cafa Capello , ejfcndoui vu 
ritratto in A(armo con queftainfcrittionei 

A 

VinCcmio Capello 

Ad Maria tutanda ntco 

Ntttium , acTriremium Prarfeób 

Piratarum audaciam dom repellcret 

Immatura morte fubrepto 

iEtatis XXXVI. 

Benedi Aus Archiepifcopus 

£c Nicolaus Franca 

Ad Aram 6. Ftlicii ab ijs croftam 

Monimentum hoc P.C* 

Aono M DC L\U 

Il fecondo fattùdagUEreiidiBortoLfnu0B&rsmti9,coHlapi^a t^SanGiofeppe» d* 
dtri Santi » dipiata da ^UJaadrt ZimHi Mok^^*^ V^ fi ^« 



.1 . 



F 4 D.O. 



is 



0EL SESTIERO 



a O. M. 

BanholouMto BergoDcio 

Viro 
Probkate t |>rudentja • opibus 

Late Claro 

Ne cui mors rapuerat vkani 

Oblitiiodirìperec gloriam 



Ifabella Tafcha 

Marito dile^ffimò 

Superftes Mxftiffiffla 

Àmoris , & Fidei 

Moouaieiitiim 
P. 

M; DC. XLH* 



// prmotàlafinifira Eretto da Ciò: Domenico Bùuia dedkiUoA San Sebt^ùmU t9i 
Tatuila» è di mano di Giaeopo Talma» e ftd [(ritto da i lati, : 

D. a M. 

Diuo Sebafttano 

Martyri • 

Tutelari propitiatori 

Arahòec 

Dicata Efto 



loannes Dominicus Biaua 

Angelica Coniuges 

Vaanimes 

Ita fanxerunc 

M. DC XLVf; 



// fecondo fondato da FratelU Tafcay nel quale fi vede S. Elenat che adora la ritrottata 
Croce» "Pittura molto ftimata di Suer^^n da Cento» con la prefente memoria : 



Aram ligno vit», ac%no ludici;. 

Ad vit» refurredioqein 

Ad ludici; expe^tionem 

Sibi » fuisq. 

Monumeatom 



Thomas Alexander 

Ambrofius » Petrus , Andreas • 

Aonibaiis Tafchae viri optimi 

Filij vnanimes 

Cum Paride patruele 

Ponen. Curar. 

M.DCXU1. 



VleB^entrata ottanti detta Chiefa »vi fmio due Memorie fatte di Marmi a/pti heOeéU 
ordine Corintbo * con le flattte di dm Maffimi Benefattori aitpiefio pio keo » Pima del gfd 
BartoUtmeo Bontempelli, ebiamato dal Calice > che dice : 

Bartolomxus Bootcmpellus > A Calice 
Pijs largitfoniousinfignis 



Magnus 
Xenodocnìi buina 

lofiitutor • ErcAor . & A^or 



Cuios. 



D 1 C A $ TEL t O tlRIi 99 

Cuios 
Exiiiiia?gratf«» Graciofcaemula Frttte 

Peraudae 

Hinc 

Saxea ex Icone 

Adamantina pauperum memoif t 

Superìs alterna? micabunr* 

Gnbeniaton pia grautadine recolitur J 

An.M.DCXLL 

VéiUrà di Ch: Domemco BkM» & è fiijfrafcrUia : 

Io: DoraeniwBiauaede CaracdsBergaùiCQtis 

Ara Tempio 
Donis Xenodochio a^dicìs 
Magnanima vbiq. pietate 

Spedato 
Mendicantium Virginum 
Gubematorii Moecenati» patri 
Optime merito 
Perenne in lapide 
Perennius in animis 
\ Stmulacrum 
Pr«fides vnanimes 
P# P. 
Anno M.DCLVliDie X. Decembris: 



r * 



InChk/ameora w fimSrelt^mttìm^Benefattm» tnaitde pofia ftpra lapof 
t0 Viano ^Sì^gnfiiaf 

D. O. M. 

Ftaocifcus PaganelIusBergooias 

Pia munificentia 

Ingenti legacoauri pendere 

Hwni'TempiiiEdificio magamcentiiu abfoloto 

. Fafttgìatoq. 
. Sibiieteroas Sedes Inter foperascollocauit. 
"" HofpitftUsDQaiiiBcAo 

A 



^ D E L S E S T I E R O 

Largitori opdm* Colleg» Tuo 
Gntian nocnoniinciituni rependunt . 

Et ftfra tiWdtra fwta vicino alt^iUare di Sa» Giofeppe fi Ugge fiieJtiUtra i 

D. a M. 

Antoaitts Oauaroa Floreattmls 

Honefia mduftria qusfitis opcs 

HttMB Templi ischoaadas ftniAiiiie 

Dutnpiè Icgat 
Sms diuitiis in Ccelum ^ 

Feliciori negotiarìone traduAis 
Aliis perfidendae kdt extmplun 
Cuiu$ alterna? muncris rccordationi 
Huius Xcnodochij 
Prjtfides 
P.P. 

E penhenm mancano in ogni ttjnpoS^mi di vera, e Ctm^iana Vieta t è fiato net 
prefenteanno i6^^ dattorne aU4fa€Ciaiadeltaltra meti éelt Hofùedale^ redendofi ho^ 
ratnttoU fisa afpena terminato , il qtfolrkfcebetto » emaeftofodi ìmghe^zA^ compre f^ 
la CMefa^di pafia fettanta in circa fitnato dalla parte-di Vanente [opra il Canale detto^ 
di Santi Gi0nanni%e Vaolo, continuandofi tuttauia il lauòro di dentro > per perfettionarlo di 
krene% comefmrà adornato di marmi amo l^afpetto deUa Cbiefa • 

Si mantengono per ordinaria Aoo. in ^<K>^l^onemiferabiu. Si alU delle figliedi 
bnonaindolef quali infirutte nellaMufica , cantanio ^am diuerft ftrumenti Muf$caU ynelk 
filennitàdi tutto tannarle Mejjèy i t^efpri >ele Compiete > e fpecialmente nella Quadra- 
Zefima con gran concorfa di Vopolo » come fi fa ancora ne gC altri tra principali Spedali 
deUaCittà. 

Santa Maria dei Pianto*. 

^etprincipatadiFrancefcadaMolin&intomoaB^anno 16^9. fa fatto wto dal Sennt$^ 
a fondar quella nuoua Chiejai per ptacM Ciradi Dio^e liberar la I^pubUcadaMa cruda, €r 
it^ufta guerra molala da Turchi: omtk datto prinàpiù àlted^catione , reftà in pochi anni 
terminata in finrma OttagonaM ordine Corinto » 4edkMnd0laAiMr& aUa Gtoriofa Vergi^ 
ne con titolo della Madonna del Viauto > e dotta alle Eremttedi S. ^goftino ,. emriarò mì 
ó^prHe i6s9.frrom^leuaie dal Atonafieradl Buranotre donne dellUftefio ordine , e eon^ 
dotte in m Burchiello dalli rkarii VutriardhUe , e TorveUanè, dalli Signori fopra ti Ma- 
nafierif, accommaatedaUe-pri^^eGeutUdìmc della Città ^ arriuarom i an^a nuoua 
Cbiefafituata fopra alle fondamenumioue, poco é^ofla da SJPrancefco delkr^na • & 
ini sbarcate, coperte con ruuidapanria nero,tenendà(jgn'vnadie[fe'mCrociJì0^ nellema- 
m,furonoincontratedÉlCiero ,t riceuuteda Monftg. VatriardSa nella Cbiefa , doue can^ 
tatotHium>s Vctà Creator Spidtu^^J Cantico : BM«diAus Dominus Deus Ifrael t 

anr 



DI CASTELLO LIR l 91 

miartmnelUClaHjkra fhoHcniQynbclh* amPà^f commùdQ UM0fi§r^€0iigmtù alU 

ncdcpma Chiefafeìabricato con effa. Detu fotia Meffa idmeieftmo Téttrianba, nelfi- 

m cpmmnmi/ (fneUe tr$ rtligkfe > quali cmfitmate nelU reiigim$e , ehe prrfeffnno i ci/Ha 

rif$rmM4iS0^gQftm$ dokcràmiomfimiteU nomile fpo fé H ChrifiQ » che fi occetteratMU 

dùMeMdo per femprs refiat éUttumer^ di dodici 9 alU quoti è fiéM agnato dM Tubléco ren^ 

dite per il loro rito $ e veflito > & altri bifygni $ oltre altinfiitutione di cinque Afanfionarie 

quotidiane da ogifiarfi inqMpa Cbiefa p^atepurdai Tiético . Si vano ergendo gt Ulcari 

di fini Marmi» con rimegi di ^ffricanii'perdomte roffi di Franciaiparagoniigr altre pietre; 

vedendofi terminato quello diTief^ntonioZon 9 e Fratelli f con laTauola dipiata ecc^ 

lentemenee da-Praneefco Kftfchi, deueritraffe ti SS.Prancffco di Taola» e odntmio di Ta^- 

douakoH Cbriflo bambino nella braccia» di [opra è vn .jtngeìp» che nelle mani ha im breui • 

^e e ff ritto ChdxixziÀaUa parte del detto i.Francefco di VaMa/lr m Gi^ dalla par* 

iediS.^nronioinfeffieperconofcereffiSanti. Apiedipoi iyn'altrojtngelo fedente fitk 

atto di fonare la lira. 

yUmamente nel Principato di Giouanni da Trfaro è flato pofio vna Tietra fopra té 
porta di dentro» doue in Campo d^oro è internata la qiàfotto infcrittione » 

D. O. M. 

Coooplorand Deipare ' 

publico Voto Tcttiplum 
Sacrisq virginibus excitata? JEócs 

Vt piis odeliufD manibus 
Pro ReipubJJcar IncolufDrtatelitetur 

AnneMDCLVlU. 
loanne Pifauro Veoetiarum Principe • 

Gli Spedai eli qnefto Sefticro fono diucrd > cofi di huoroiai come di donne» i q«a- 
1i gouernati da i loro Priori » & forniti Ultamente di tutte le cole neceflàrie per fo- 
ftegao de pouerii hanno cura de gli ammalati . Et fra qi^fii fono oltre al predetta 
di San Giouanni» & Paolo» & di Mendicanti» vi è queUo della Pietri » nelquale fi rac-^ 
cdlgonoi bambim*gettati via dalle Madri »doue finutrìfoooo in gran numetx>»o 
con larghiffime ^(c fatte» cofi dal PuUicojCQme daIprtuato»laau PdoraéoMi* 
fermata dal Doge « 

Nella Cbiefa di qoefto Spedale» la quale ibenifliino officiata» vie la Prefenta* 
tion ddla Madonna fatta da Iacopo Palmat e di Santo Peranda è la tela del Rofarìo» 
Seguitano poi quello di San Pietro» Se San Paolo» di GiesùChrìfto i d^l(e Boccole » la 
Caladi Dio inftituita da Maggio Pwllicciaro l'anno 1272. Nel predetto Seftierodi 
Caftello fono in fomma XIII. Contrade • X 1 1 1. Chiefe parocdiiali. V. Chiefe dì 
Prati. X I. Chide di monache . X X* Corpi Santi . XXXIL Organi. XX Vili. Torri 
facreò Campanili .III* Orarorii. III. Principali Spedati « X. Piazze, LacafàdelF- 
ArfenalcXVIIL Palazzi L. Giardini . XXXX.Statue Marmoree. VLCanalli do^ 
fati . L X 1 1 1 1. Ponti di pietra. XX VIIL Pozzi piiblichi » & XXVI. Corticognomi- 
natepcr lo oomc di dìiiicrfc famiglie » fabricatdd dpcr altro accidcoce inumtria di 
tfle Corti # 

DEL- 



9* 



DELLA VENETI A 

CITTA NOBILISSIMA 

Defcritta da 
M- FRANCESCO S ANSOVINO- 

LIBRO SECONDO. 

^ L fecondo Seftiero, prcfe il cogHome dalla Chiefa dr San Marco »Ia 
^ quale quantunque non fiacathedrale» è però riputatala prMna_, 
I dopo la Patriarchale: fi perche è confacrata à quel Sàtojch'è gon- 
I lalone & auocato della Citti>3c: lì perche è cappella del Doge>ott> 
j de il Seftiero prefe nome dal più nobile & eccelfo luogo > che fia_« 
? nelfuocorpo. Et pttcioched comincia da quefta ad aiinoucrar i 
h luoghi Sacn chr ti Ci trouano>Ia quale è notabill^ma) & chiama- 
ta aurea da gli Scrittori, ho voluto defcriuendo fi iiobii luogo, dillcndcrmi larga- 
mente . conciofiachc trattando di cofa fingolare & piena di molti ornamenti.& &1- 
I«ie. mi pareua di mancar molto, cefi alla srandezza di quefto Sacrario . come an- 
co a me medefìmo . fé io mi foffi efpedico di cofa tanta importante » con poche p»> 
rote* 

San Marco. 

r . j /-^Veflo Tempio adunque, poftofu la piazza publica della città >hebbe pnaàpio 

iy^ ^^U^'^yj in vn cantone del Pala»o Ducale l'anno 829. alli 4.di Marzo, & ftà cominciato 

in forma di cappella jsi pcrcollocarui il corpo di San Marco porta» d' Alcf- 

fandriaI>annopredctto>&fìancopercheella folle per feniitiodel Doge. Conciofia 

che cflendoiì fondato il Palazzo publico per habitatione del Principe j & per render 

ragio- 



DI S MARCO LIB. ri. 



9Ì 



rt^nMtipofKriOjpamed^ftntfcliifX^ la CSudafi^e congiunca al I^azzo >e& 
fendo oo&conueneuoIe>cbclaeiufUtias'zbbracci) fecondo quel detto detSakno 
coakpace&con la religione. ÌIprinndcherimeiTe pietra fii Gtuftiniano Partici* 
pati» Doso X. ma non unendo potuto fìniiia * Giotianoi Tuo fratello > 8c focceflbre 
UriduIIeabiioncenninc.conciofìacheGiuftiniaiiolafciòinceftarnento la (uà ro- 
loQtd » & Giotianni l'dTegui . Auenne poi che ella fa abbniciata dal popolo quand» 
«maMasòPìeCFo Ciadiano I III. di quella nome, Dogezi. che fi) Vamiop/f. at- 
tento cbe diueittato dranno della Rep. fu morto come iè detto alerone , col fìioco . 
Dopocofhiii PìettoOifeok) fuo foccefforei' rifece la Chiefa' piti m:^n3ìca> 8t 
ampia cbe non era prima >8Evo(le che 6 chiamalTe cappella dei Dogi. Scriue Aa- 
fbm Dandolo» dK ella fii fìnits nella forma che fi rede>da Uomenico Contwrinì^he 
fttraanoi047.&l'afFEnnanell'ediEcofattodaluiinmateria deiCanonici diSaiiu 
MarcO) fotto la data delTanno 1 3 ; 3 . allì 1 7.di Giugnot dicendo. Ver Tetmm V^feo- 
Ut^eteUfiamtpfammoccafit'PttriCaiidiamDiuisprMefJorisfiii t extiflam intendi» 
M m mmit . Qiiam Dominicus Cwtwrenoféfiea infarina qua mmc cernifur refiattratiit ^c, 
LkqualreflaoratKMiefatcadimattoniòpietrecocteifinìl'anno loji.che fìiilwi- 
model DcffieSe)Qo(uofucceflbre*ficomeatce{Unoqiieftiditevei& fcolpìiinnfe^ 
ftiMo <li detu Chicùj in TU cnnicc di pietra . 

Anno milleno tranfado bifq. Trìgeao 
De fiiper vndecìoio Aite It^prìmo • 

nSebiopoì D<^ X XX. filli primo che comindafie a farla iacroflar di finìffinoi 
manBÌ>ficvifccecondiirredaAthene&dadiucrfcIfoledelUGeed2>&daUa Mo- 
reaa molte colonne*8c diede priocipio a far laoorar di Mofaico il fuo Cielo.Sc Orde- 
bfi>Falien>DoeC33.cheTi0el'aiinoio85.1a fece confacrare agli octo di OctOr 
tet*.- 

OrarArchicecam di qoefto Tempio >£unt^> oon tanto pergrandeajta&.Iar4 : 
gbcBU* «mie fono mola ahri in Italia > quanto mirabile per riccbea» >& di maaifrt 
Ta greca :& la pioma in wdinatt da ottimo mae Are : ma .Ja facciata mo (b« i Boa^ 
conifpoadendo punto alla piantai d'cffer&ita da m'altta mano meno intcndenre^ 
Qgeftadafia Mite di fiionrapprelenta con tanti tabeniacolL>& con tanti >ìcdiij»i 

twan II Aliami con eftrema dil^enza» Toa compofìmra tedefca^fi conte fono itie^. 

definUiaKnte tutte le MvìcfaecDmiociate in cMci tempi. Lapactedifopta delku* 

fudau è compartita in cinque Tolti pieni & feditati fui muro, de quauqncUQ^ 

meno fupera col giro > & con la punta tutti gli altri: & fono tutti lavorati di opera 

di Modico . Fra Hn Toho » & 

con vna f^ra fotto di marmo 

icftom& filami . La parte <l 

parte di (oprai con tu corrido 

Tolti di (otto fono follenati da 

l'vna fopra l'altrai con r^Ia ] 

nerano m quello facrario fra \ 

comefùon. Ogni Tolto ha la: 

que dì metallo» due Tfuali» & t 

Da tJaci della porta BMcftia d 



54: DEL SnSTl^KO r 

& vakin • Sapri al portone gka ni voko cm vn f^^ 

todi animali con nutrauigtiofo artificio «Italia partedi San Baflb corre rondine me- 
defimo de predecci volti cofi di fopra come di fotto • Si vede il medefimo dall'altro 
lato verfo u Palazzot doue à parimente vna porta per fiancoi per la ouale s'entra ad 
Bactifterio» vicino alquale la CapcUa dei Cardano interrompe l'ordine de predec* 
ti}volti. Sul colmo del Tempio afparifcono cinque cube in croce (opra le fpalledc^ 
Toltidi(bttOiche fermano il corpo fuo» Le quali cube con tutto il rimanoitedel 
colmo» fono coperte di piombo 9 cofi affinato per la (unghozza del tempo datt&mog* 
gje & dal Sole» che ha più tofte fembiansa d'accento ro9DBO»chedl piombo. Sui cor« 
ridoredi mezao fono accomodaci canaom di piombo >&diMme> 1 quali cìcencndft 
l'acque piouane dal colmo» le gettano fu la piazza in sraad'abbohdaaza t^ouerice* 
oute da alcuni canali ocailti » ffiUandofi & purgandoli col meosso della labbia • & ca^ 
dendo ne posai vicini>tomaao a beneficio degli habitanti che fono all' Jnfiomo.I>aI- 
..i^ la parte dinanzi fili pianodd volto madore» fi veggonoKqiiai^ 
J^,^ h ^f^;^ bronasojcofi radsicoe&ioia^qiieftaeempo non fe ne troua <pari alcuno in qnaUi i^o-i 

gUa pane dd nKiado «QudU furono Bttti fott dalpQpok) Rofli^ 
iwieJta^madorehebbevittsrùideiParthi: teglia polli «ndU^raai 

confacrato al Tuo nome :&tiràuanó la quadriga del Sole 9 fi come fi vede fino i^i di 
noftri neirouefcio d'alcune fucmedaglieynellequali fono fcolpiti i predetti caualli» 
con Quette medefime mouentie & atutudiai nelle teUe^ ndlegambe » & co i petto- 
rali al coUo>comc hanno i prefenti « 

Ma partendofi Coftantino da Roma cnmndoddaflè laledeT4f)perfale in Oriente t 
gH portò a Bifanxo».doue coUocati nello hippodromo» come ferine Niccta Aconiate 
gpreco»viftettero£noa qKiettemp«hohelakepub.Vinftiana s^impadronidiCoIiin. 
tn0]>oli»alla<|Dalecflenaaperoenuta;tameti^ 

ec«&nckwiidetticauialli>Ni|arinaZeno>che vifailpr^ Podx^ per laSìgnoea > 

IjMond&aVienetiainfiemecondiuerfetauoledi porfidi »difei|ientim^ 4cdi ricchi 

marmi»&effi:ndaicauaIJtiripoftineirArfenale conerò a qualche rifchìo d'efibreJl-^ 

^ ^ «inatidi«.dK£mi.mafiRala]eMieiamofóua 

ftr^C^ tòAcommodoOc ficuceinfopra aliaCMefa . Nelfentcare^in.Ohiefa per qaakiiKiae 

P9itafiv<^]ia*cofidinanzjconieperfianco dalla pasce di San fi«flo»n truonavtfaii^ 
g^ierto aoanciche itenrri net cof^po4d Ten 

0dladelCardinal2Srii0»&^fimaétnvolfeoÌAK>rmji<te itf* 

b^ùftraddlaiTOKtaprinc^irfeàripofta la Frkidpeila Felice mogliedi Virai Mi^ 
abele Dage3a. n^ittfudonnailliiUfea^metiiD dueanni dopo jlnlaf<- 

iito..8clieI maanodiiòcsaialcixieifrgodiice ^^ 

• m 

C^fiia:imDimltitHt>fedfil» tiofb^ tttlir, ' ^ 

Vilalk&Belixcomuitt Duci&haec Michaeiis» 

OoGidi^tii&Ai&infldbittS À tiuili» •, . . 

Ckdnfatvtfs Gei». «i4cH»& panaci» 

Sic fìtbidza Deo iniO'firDeretiir ea. 

Guitt llkSffiKlklNdll&ttKSO&dBGltU ^ 

j Yuitii 



DI « M JL a<j o xmìii si 

t« sfmXt'WOKttwmm CmW s 



>t 



C»tcp»» luMiiD» fntfogìrqiicaiot tuiDiiltm»r 

Ad StrepituB anlIuB cortoat ipia irar • 
Indole praecltM» prKcfarn iiMÌ»le cara« 

Cunftis larga fuÉta-largafed m^ifoli , 
VtlaboracaetaseutooeiurdMitBoiiefttt, ; 

Cam pia piata tulit. plwa mlttifeciipié . 
Htnctz\emdc&entmMmmmkiptte(h, 

DantpiavotJkDeoqiiopociatiirtfi». ' ^ 

Fafdbus ecce granò, nìfcci 1)008 coiMfeeonmfc • 

Mcote Oew» vmì^ corpoivfadit do». 
Er^ qatd cenfo^iiaid Ss decias an|tte iiiii«it8S » 

&iIcicecumpereaot&citodefiàaQC. • 

Vergendo il omtonàle pine dia detta mano oltre alla porta per fianco i è polla 
^aiXQlonieaGradea]^ Doge 5a« che fu faana uji^m tegmen aifitt kcHio per 
iguei cempjr cottqueftv yerfi • 

MciibiistafigpmteailMfixkittdoIeciann, *^ ,\v 

Oarior&neriri»» patri; ftniacetr honoris r '^ 

Claiiditur hoctannilo, Cradenigo Bartotomeus ^ i 
£tux^(is.VeiieMiiii»^uast»defooi^ ioamoi ^ 



jtnooBmmt» 



»1ontati»]^«Ma8ÌiiO.MQtoGao IXwe ^t^. chewifie tiaa» iTffi Wj 
Ìii«otpno4BiecJQte%H»«c^<iea.qiKfU|KKl»|MMmto. 



HICREQVIESCIT MARIMVS 






MaaocfiNvsnvx^ 




aBiioix>8f.neLaitidwinodiaaiizifikg8c 



f 



Coftor hohcftttis» Diix omnitnodeprokiotl* 
la commuiie bonus» (ènper ad omnia p:<MUis » 

PidUiffii ooofef uaM nefioE» boMcoacerMnr, 
Dun «eiefiiuii ghetta senonans-^ più» reddi» boMftn». 

Cimaaq.iiiaMidetiicioosidasftmpèC'ateo^ 



Ve 






« ■ « 



^ D'EX SJBS T lE RQ : 

Vt fient plenùs quicvaq. veoket cgénar. 

Plus quoq. longioqwKefoiieiis qaìiin «arac piopmquot 
Vita foie cuius patrÌK crettor hoftibus huius > 

Reddens tranquillos, hos lingua vinbas illos • 
Cuins erat fare populot prò pace fabire » 

In quocunq. foref eiq>eB<ilta Goe hboiei ; 
Decretis legum muoienj •>.* teglia > 
• Vt fieres horum Rcy & corre Aoc t Mw m » 
Fama fuper coedros cuiit» dtdit ice FaiedroA» 
Chrifti natali* pcragts dum fefta Vìtalis • 
Duceris ad fiiMis tà^iu dokur omnibus vnua » 
obijc V*Fal& D i. De». Oomin. Veo» 
Dux....Ami*.«»-D^ 
lQUid.llII. 

Vi giace aaco Ord^laffb Paiicro Doge u • & Domenico Sdoo Doge {9. ma non 
Gsàà punto in che patte del Tempio . Suolgendofi alla deftra nel cànAme de i por- 

i^^^juMya^ ricali: le colonne di Serpentino rotre alquanto r & (enza fottio alcuno 9 vi furono 

Oiìl^o^ /J^portate diGierufalem^dalTcmpìo di Sàlooioiie «&iuipreflo^ 

\ik^ diBattifUOrdinalZeno. CKiciticffcndo Prpionotarioftifattoyefcouodi Viccii. 

r II ^ za» & l'anno 14^8. fu creato Cardinale da Papa Paolo U«(uo2Uo per parte di (oretta* 

^.[hd^^ & Tiffe nel Cardinalato j 3. anni. 

Dice il Bembo neUaluttoriA»clie itCàrditHlle yenendo da Romarih Aneona>nafGO« 
fé in vn muro della Chiefa i5.mila ducati d'oro» i quali il Papa tolfe > bruendone ha- 
lartOfKxkiadalSeiucD* finabnencetròuandofitn Padoua mori l'anno 1501. hauea* 
do lafdato per teftame^to molti danaii & gran quantità d*atgento lauorato » ^la^ 
fua cafa» i fuoi parenti>à diuerfe Chiefe & alla Rep. la quale gli fé Panno 1515. vnx^ 
eterna memoria» non pur con la pttdettìi capella » ma con la fua Oatua • Percioch^^ 
nel mezzo è pofto vn caflfone di bronzo akoy&Iatgo con diuerfe figure» foma ilquale 
giace il Zeno con k> habico Epifcopale . In faccia della capella » è l'altare di bronzo > 
caB)aNoftraDOQna»&lnPietro»8cSanGioiianni Battitta di tikto tondo» pur di 
p I bronzo»& grandi al naturale » fcolpiteila Pier Gioua gni CaTOffgtto . II ciborio ài 

% WUhA hh^Mklgpj^ ^ aptiog^afio fu colonne di bronzo kmora^cmf gran dili|enza » fopra le quaS 

é (colpita l'ini^na della famiglia Zena • 6c in memoria ^a^ Sif^oria fi troua ogni 
anno m San Marco del mefe di Maggio alle fue funerali • 

rjUiCt^iutijL^ ^ rincontro all'altare perfiancò » fi rede in cnanho vna Noftra Donna féltn alla 
'^ greca » & in vn'altro quadro pur di marmo collocaci di fotto R leggono l'infrafcric^ 
ce parole. 

Aqua quae prios ex petra mlnculo/ie flvxit t Oratìoiie Vro- 
Dhct» MowproduOa c&,Nunc awcm bac Mtdiaelisftodio 
ubicar» queq»XeriiB» Cbfiflft & sooóigein Ifcoem ; 



K^ 



DI S. M A Rr C O XIR II. >7 

Le<|«ditno(faaiio» clieMkiiiafeP4Ue(d^ <Ì*Xcetif # ticrouò 

<|iièltocqtta« eoa la cpial Moi$è cra£k lafece alp«g>olo d'Iùrael la qual fino al Aio tem- 
pocraftara faiarnca f & vi m^e por immuri^^la predecu ioTcritcione che fiipoi 
fonaoi da Ooflantinotiolt k & afliiC» in qaefto luogo « 8c all'incontro vi è va' Angelo 
Ko^có ddte medefioia pteoa • Di quindi s'entra nel Battifterio > chiamata altro ^nji/^^ 
voice la capella de i putti; alia cui fioittra t i in aria la fepoltura di Giouanni Soranzo ^^ 
Doge5o.ctieviirci'annoi^U« Senz'altro dall^aruai in mori. Nclmevxoè voagran-^* < i 
pila di bronzo con vnSi*GioutQflifiattiftaincima> in attodi battezzare afTai gran* 
de^ £t cnieflo Uracorio € ctitto ornato jdtinotaico per opera ài Andrea Dandolo Do- 
ge %z .cbefii fatino i }4; «il Quale è vicino alla porta ch'cfce iw piazza»con quelli verfì 
Mmulcacidai Pctararcaf & <u B^c^tend^ Gran CanceUiero come per le fue lertero^ 
kéttc J'vno all'altto fopra quella materia li vede • 

Opein rcucrcnda còhors vìrtatuoi tempore wxW^ KU^^Ai^ì/iiyì 
Dcferaitj gelidi breais ha?c tener aala fepulcri t . i : 

Mettbra valentiseraat probitas cut dogmau fen fusa 
logeniusi peaefrtos modos atq; prouinmis aiti > 

Nobiliratìs opus^ monim feriefcii' vetufias t 

Qyì dedtt afliduos patrie memorandus honores • 
£t quia dnk fofiam po|)uh> fuageAa per orbem • 

PiHrafioit calMfiiis mu'Jeo reeir^nda notare . 
Dandula quem fobolespepericgeQerofa Ducatum • 

Andream omnimodam Venetum ratione meoten t 
Septìteadunq; diesSeptembris mille trecefltoSf ^ 

Qjiatuor at decies iam qui nq; dediflet^ obiuic • 

Il qual Principe fcrifTe gli annali & la hiftoria della Tua patdafCO i Tocceffi del mon- 
àù.Scù dice che fu iX primo della nobikaL Vinitiaaa » che riceuefle l'inf^ne del Dot* 
forato . La pietra dell'altare di quella capella. è quella medelima fopra alla qualo 4/^y^ti/U> 
Giesù Chrilto predicaua in Tiro , & Sidone . & fu portata l'anno 10^7. da Vital Mi- é^J^^rtA,^ 
chele Do^e 32. Sopra la quale è la fedia di ialTo doue fedeiu San Marco in Aquilea . ^U^ a>v^ 
£t daQa miiitra dell' Altare» doue (i vede vna teda dipietra in alco» vi fono due lapide ii^kjj^ 
lotto ctia teda» che furono della prieione doue San Giouanui Battifta fu decollato»&| 
ancora vi fi fcorgono alcune goccie di fangue » portate anco elTc dal medclinio Do* 

Ora ritornando vn'altra volta alla porta oaaeftra» (i vede il pauimento % che gira^ mi-'u^ r^ 
intorno all'angiportoilauorato i compartimenti di minutiifime pietre di diuerii co* hJ^^^ 
lorijda diligcnctffima mano di maeftri prouifìpn^ti dal dominio per quello effetto . 
ndlaquale opera è incredibil cofa à penfare qual tempo>& qual quantità di danaro li 
fia rpefo)& u fpenda.Dinaiizi alla porta grande ch'entra in Chiefatuel mezzo i punto 
delle due por;e dell'angiporto per fianco > l'ordine de i compartimenti è interrotto 
da alcuni quadroni i!d pierva rotta > fra i quali su quelb di mezzo imbroccato con va 
qoadretiadiJboQnso £uMft'6^gHami# fi dice che Papa Akffandto Terzo pofe i piedi 

G lui 



>8 DE L S ESTI EU 0:t 

fU cdiò d Federigo L Imperatoti. 13ki f tod 

dine cUcobnhe graffe & grandi > fra te qu^ Difin^ 

■ pra àH'an«[iporto ii colmo è sfondato jn forma di quadrone ; ma daUe bancks Gocror 

jUc^ con diuene cubettc» dipinte di mofaicoi con varie hiftorìe dslTeftamecito VMckm 

\ I In campo d*oro con tanca ricchezza! che arrecca ftopore ad ogni tqo. Sopra le opali 

I q / . hiftoriedifottOfftdailariièfcriccalalorofimificationccoav^ 

OM ^Mii*>^ ^no profetie dcUe cofc future • percioche fi dice che l'Abate Koachitio li ttonàio^ 

Venetia in qud tempo > che fi diede prindpio à lauorar' di mofaico ^ Ac fimoftra ao^ 

Cora in San Marco il luogo doue efib habitana > Se diede l'imicQtkMe di quanto 6 v^ 

de fattoi cofi dentro come fìiori di Chiefa . Che i due frari & fopra la porta del Svk 

tuarìo foronopreaeduri da lui molti anni prima che ventfiero al mondo >i^nifìca«w 

do Tvno per San Domenico >&ralfto per San I^ancefco » con motoe akre cofoap-» 

preflbf attorno alle quali fi pafcono > & fi fono pafciuti diuerfi ingegni tro«>o curìofi 

Li;^ ^ ' delle cofe che hanno i venire . NeM'entrar dd corpo deUa Chieiailaiandou gU occhi 

^^TfL^ ^1 li}^ *'^^* ^ vedela più memoranda» la piU{aobile> & la più perfetta figura che fia (lats 

'^j^J^ ^ mai fatta di mofaicoj in qual fi voglia parte dd mondo i giuditio vniuerfale.Et qae« 

fta è vn San Marto Euangelifta > il quale parato col piuiale iSc alzando le braccia ri» 
guarda in Cielo» & fu opera di Fntngefoo > de di Valerio ZufiCftijmendae fratelli» Jc 
prouifionat;i largamente dallaRep* per la Ipro éccdléiiza iti quell'arte » in: omnom 
de quali é fcritto di fotto • 

Vbi dilfgenter infpexeris artemqi ac laborem Francifcì 
& Valeri/ Zuccati Venctorum fracrum agnoueriSi tnm 
demum ìudicato • M D X L V« 

* 

f^ . l ^jx^ Di qui, riguardandc^ in Chiefa, R difccnic jl fuo corpo , compartito in forma di 
^**»^ Croce & diuifoda volti che portano in capo vn corridore à mezz'aria : per lo quale 

fi camina dall' vna & dalPaltra parte dcUa Chiefa i gli Organi che rifpondono (opra 

il coro. Daquefti corridori pendono 25. feudi di 25. Principi appefi quiuinelfa^ 

mòrte loro per memoria . Il molo del Tempio è tatto d'opeia vermicolata >cioè di 

mofaico , con diuerfe inuencioni di fogliami , di fregi , di grottefche , d'animali » 8c 

"^ d'altre cofe efquifite che arrecano diletto i gli occ hi , & la maggior parte di que Ae 

m^<^ ìLÌ ^^^^ ' hanno » fi come s*è detto , fignificato di cofe future , ò di precari , ò di anerti* 

TK^'vi^Ht^^^^menti, come per effcmpio. i due galli che portano in fpalla vna Volpe figurati nel 

* detto fuolo, (1 dice che s'interpretano per Carlo Ottauo, & per Lodouico X I L Rè 

di Francia , che portano fuori dello flato di Milano Lodouico Sforza aftutiflimo 

Prindpe de fuoi tempi , parafato per la fua accortezza alla Volpe , & di cpiefti 

•y '^ > i fimboii vi fc ne vede gran copia • I paricti all'intoriro fono tutti incroflati, & coper^ 

^ fi di finirmi marmi ridotti in tauole d'affai honefla grandezza , di maniera che non 

^ fi Vede punto di caldna òdi mattoni in neffun luo^o* Le quali tauole fegate àz^ 

principio nel mezzo , fanno perle vene & macchie loro alcune corrifpondenze di la* 

uoridcafoopcratidallanaturach'è ftuporcà vedere. &firaraltrc fi notano nella^ 

crociata :( banda finiftra, due tauole di marmo bianco con alcuni tramezzi dinaro 

per cofa marauigliofa . percioche nel congiupncrfi ddl'vna tauola all'altra , le vene 

della pietra foniiano l'efngie di vno huomò , lineata cotanto artifido da tutti i lati j 

che Alberto M^gno ne fece ricordo nella Meteora 9 comeiU cofa notanda . U fafit^ 

to 



DI S. rH A KC O liB.ll 



99 



«5 SdfarQiiefiiÀtuttord'òra quatto alctaipa f & d'orafiniflimo ibttilmenteiitoor- 
•Mrato nella feqyrficic cldk tpiociAle«piette con {e<}uali (i compone il mofaico : onde 
epéròdmaChiefaftui:ea«mliptakorofonoIc{)ittiirenfiarnGK>r^ (fe però (i può 
dir4|aefto dtoloal mofaico) deUe quali il Tempio i nccameotc ornato • 

Sono iaqoeOo colmo diuierfe hittorie deUa Sacra fcrittura > mefcolate anco ojpc* ^ ffr^.:Kj\ ^ 
fte» con diuerfe'profette^ actòoDO alle cuaU fi leggono TerG latini ia rima > fignifican^ 
d il contenuto delle pitture • fra le quali guafì cucce facce da greca mano > ve ne fono 
alcune nobilifh]^ laooratenetf npi no(m » Sì Joda da gli infiendenci Palbero della 
aicendenza di noftra Doaoa poflo fopraiacappella di Santo Kìdoro^ nel quale (i 
^opmpraìde mirabile incdljgenza deU*arc^fìce > nel diftender ranca machina in C hre- 
Ite /patio di luc^o . Sopra al pulpito doue fi canta rEuangel io > le nozze di Cananea ' 

fono riputate per cofa ungolare . l'opere dell^Apocalipfide fratelli Zuccati non han- 
no paraj^one. nefl'angiporto fi nota per cofa belliflima il giuditio di Salomone: & ne 
gli acchi della porca grande» Ia.I!^kura di Chrifto con cacti i quadri all'incorno* Vi 
^no{>arimencédiuérfiniccHcott figure fole <$ motta perfertione . In fomma net 
dìmo dcJoò lofiStto» fi vede ricchezza & bellezza ineftimabile cofidi fpefa come d*^ 
artìficio»d'iog^aòf & di mano » de più induftri huomini de tempi noftrf • Pende dal 
voto di mezzo » qiufi i mezza la Qiiefa > vn gran flendardo di teca poftoai ^ perpe^ 
tua memoria della cittd di Brefcjaf la quale liberata da vn lungo afifedio del Duca dt 
Milana dalla Rep. lo prefentòaUaSjgnorìa l'anno 1440. in (egno della fua gran di-j 
uotione. 

Ma ncoman^o dt nuouo alla porta maeAra di dentro % alla finiftra mano fi t roua ^lU<>r<, 
Vo capitello con vu picciolo Altare douefi^ionora l*Imagine ài vnChrìfto > il qual 
capitello l'anno ì 190^ era in (Mazza i punto in quel luogo doue è hora il primo (ten« 
ù9a(do 'V€xio\ùC2ÌcvaJ0faji ^ Ma hauendo vn fcelerato con empia mano > percofìb 
Qudl'Imagine con TU pianale 1 onde vfci fuori della pia^a fat^ucifli portato in^ 
Quefii con tuti;o il capitello^ & collocato doue fi vede . Più innanzii la capella nuOf 
uà della Madonna 1 la cui palla con figure di pietra di rilieuo > fu fcolpica aa Michele 
Gianbono l'anno 14S4. lui preflb è la capelia di Santo Ifidorofabricaca da Andrei 
Dandolo Doge I*^nno 1 314S. doue è il corpo del Sanco • percioche porcac(^ daUlfola 
di Chio Tanno x 1 2 5 . dal C>oge Domenico Middle > & edendo ftato fmartico fino i 
tempi del Dandolo» ritrouato 4 nuouo > il I¥indpe gli confacrò la capella tutta or- 
nata di mofaico» & lo rìpc^iafak^e in vnfepolcrodi maciio con l^io^ 
role fcoipite pur in maniio » 

Corpus Beati Indori pimenti tumbaetaucfitur» VenetHsdjIa- 
tum à Chio^per Dotninicom Michaelem locHttim Vcnedanim « 
Ducem in M C X X V. Qui occuke in EcdeGt S^Marci per*» 
manfit vfqueadiACépcionem'aedificationisrtti? CappcUa^»foo 
nomine (dificaie» jfìcfptafdacante (X Andrea Dandulo Inclita 
VefietiarumDuce» Ae tefoporc Nobilioni Tiroram D* Marci 
Lauredano, & Nicolai Lion , & loannisuefphino Procurato» 
rumEc€lcfi£S.MaR»ikiMCCCLV.aen(elulij>dieX« ' 






G » Et 



f-Uils^i-f-^ 



100 D S-L S ES T lE R Or 

' Et (u finita da Giouanni Oradeiii^ DM^e f ^ die tiib Pai» i f$j$;^éftr)d6 Pik^^ 
curatori Marco Loredanoi Nicolò LioneiSc Giotuuini DèUàio . Pwo ^<>ltve è (KH 
fto raltare di S.Giouanni Euangelifta confc^ato alla faicertiE4dla Madotma* cIm^h 
^ mata S.Maria de Mafcoli. Ec dalla parte di morì del detto altare %& vede l'antioo aU 
T tare di S.Paolo Eabricato l^an. i^^^.rm rifatco poi di mamiacoa la Ùwax del Su- 
toi fottoChrìftoforo Moro Doge 66. percioche in ima baiai dritto • . . . ' 

DVCE INCLITISSIMO ET PIBNTIS'SIMO . ' 

CHRISTOFORO MAVRO PRINCIPE. 

. in fronte del Coro è l'aitar grande pofto fotto vn volto ò dborìo df fer^ndfioT • 
ibftenuto da quattro colonne di marmo di notabil bellezza • percioche ogni colonna 
i lauorata daua cima al fondo di figure di tutto rilieuo i alte poco più di vn palmo > 
rapprefentanti le hiftorie del teflamento vecchio > & del nuouo 9 cofa di gran magi« 
ftero» & di fpefa>& fatta per quello^ phe G può giudi care^nella Grecia^Surparapetto 
dellaltarejfono Quattro buangelifti di bronzo 2l federe > d'altezza di tre quarti di 
brac€ip> fcolpiti aa lacomo Sanfouino > il quale fu Prothomaftro ptouifionato d^a 
Chiefa • Mz mirabile Se fuor di modo inedimabilc^è la palla dd ddtto altare . la cm 
coperta di Aiori fu vna parte dciraltar grande di Santa Sofia di Coftantinopoli > tt la 
dipinta da Paolo > & da Giouanni» & Luca fuoi figliuoli • & la qual coperta inftemp^ 
con la palla» s'apre in due parti da mezzo in su con vn molinello i mano podo die- 
tro airaltare. Pietro Orfeolo Doge ai.che fu Iranno pyd.ordinò che iì facefTe la j^re^. 
detta palla 2tCoftantinopolf per l'eccellenza de sii artefici che allora fiorinano liui 

2ueU*imperio. 8c ridotta i perfettione con lunghezza di molti anni per diuerfi acci^ 
enti» fii condotta i Venetia (otto OrdelafFo Faliero Dpge jj.chc viffe Tanno 1 1 02. 
fc collocata su l'altare. & l'anno 1 209. fotto Pietro Ziani tu rmoiiata da Angelo F«^ 
lieto Procurator della Chiefa, & vi aggiunfe diuerfi ornamenti di ^ioie » & dt peiiò ; 
9c l'anno 1345. fotto il Principato d'Andrea Dandoloifi riftaurò di nuouoa & n fi a(> 
crébbero diuerfe gemme di pregio con quefte due iofcrittìoni « 

Anno milleno centeno iungito quinto 
Tunc Archlatus Faledrus in Vrbe Ducabar 
Ha^ nona fa^a ftik te» Petre ducan te Ziane » 
Et procurabae tunc Angelus ada Falcdrus 
Anno milkno bis centenoq. noueao • 

Et l'altra daH'altro lato . 

Poft ouadrageno quintOi poti Mt trccèotos 
Daoaultts Andreas pr^latus hofloceiiti€al>at » 
Hobilibesq. viris cune procurantibus al mara 
Ecclefiam Marci veiftrandum iure Beati 
De Lauredanis MarcQ, Frefcoq Qp irino » 
TumvctusIwcPalageinmispretiolaooiiarar» 



mUc qoali in foraui di nicchi fono ^ivierCi lauori a compafli fregiaci di rubini » di dii^ 
manti» di fmeraldi» di perle» 8c di altre nobiliffime gioie di gran valuta • Dinaoai alr« 
Àltareidoue fi mette il pallio» vi è il parapetto di fmiffimo argento indorato» & fcol- 
pè» à figuae greche di vn palmo l'vna» diftinta IVna dalf altra con diuerfe colonnec- • 
ce pnoportionate alla grandezza delle figure. Dentro nel corpo dell*altare»(idice»dic 
é vn gran caflbne chiuio ab antiquo con molte fplanghe & trauerfe di finto» & fi cre- 
de per molti che vj fi conferui il corpo di San Marco • Dopo il predetto altare, è fi* 
tuato il luogo del Sacramento» dinanzi alquale fono quattro grofle colonne dialaba* 
ftro » lunghe due paffi» & trafparenti» di ineftimabile valuta . II Sacrario dell*EiKari-> 
ftia è rinchiufo con vna portella di bronzo » con figure di mezzo rilieuo » fcolpitadal 
Sanfóuino con artifido notando. Dalla finidra s'entra nella Sagreftia» la cui porta di 
bronzo fcolpita di baflfo rilieuo dal predetto Sanfouino » contiene la morte » & la i^- 
ftirreCtìone di Cbrìfto» con i Vadgeliiti Se i Profeti su cantonali » opera di venti anni 
quanto d fattura »& di valore infinito quanto Sprezzo» & degnifimia d'ogni lode^ 
quanto a Scoltiira » tiella quale per la fua molta bellezza » Federigo Contanni Procit- 
lator della Cbiefa t vi fece » come in cofa nobilifltma de per douere eCfere etema » in* 
t agliare quelle parole • 

Deo D.Marco Federicns Cont D. Marci ProcSaii^ 
cius erario Pmfc^s» erigi curaak. 

Et pia fotto vi fi bgge • 

opus lacobi Sanlouiiil* 

Nellaouale opera fi dee notare» oltra allo artificio delle figure»che vi fono» le pn^ 
fpettiue de i paefi di bafib rilieuo» fatte à fembianza di pittura • & che nelle tefte itu 
fuori» vi fono i ritratti d'effo IaconM»di Tittano Pittore» & diPietro Aretino»che fii^ 
rono ftrcttilRmi amici infieme nel «ttnpo loro . - ^ 



aoraci a t$tHc per i cherìci»& pc^ i Setutorì » i quah ne tempi folenni a cuoprono eoa 
tani contefti d'oro» & di (^z i fi^e » fatti non molti anniibno in Fiorenza . Di lo* 
pra à i Tedili fono due peripli dirimpetto l'^nó all'altro con tre hiftorìe di bronzo per 
pergoto» contenenti la vita di San Marco : (colpiti dal Sanfouino , Si fale al coro per 
tre ordini di fcalini da tre hioghi » L'entrata di mezzo è la più bella » percioche corre 
vn parapetto per larghezza del coro» di porfidi » di ferpentini » & di marmi » fopra al 
quale giacciono colonne di pietre fimili» che foftengono vn gran comicione»ful qua> 
le fono in piedi 14. figure di marmo grandi al naturale » rapprefentanti gli Apoftofi » 
eoa lacroce nel mexzodi argento puro » Se mafiiccio . Dairvna parte alTaltradd cok 
ro» fopra alcuni pilaftri: le quattro colonne che vi fono» due per banda» con vn'ange^ 
Io lauorato di mofaico in mezzo d'ogni due di loro » fono dei pulpito ò pergolo della 
cafa di Pilato» che guardaua fopra la piazza : fui cpjalè fii condotto Chrillo » quando 
difie al popolo » ECCE HOMO : & m fegno di ciò i predetti Angeli hanno in mano 



C^^H<- 



fioiftra 



imidalc, finifcftia* lU^v^c— 
G 3 cid>a. 



ìoi B E L S B t T I E R O 

ffotoi&calhoraffpivdicsKpidfelefmim iaqiieftofi apprcfenta 4ÉI 

W Ramai Mufict Iacamar gli «Éki dium 

VkjiH> i queAo^ fimaco l'aitare di Sà«^ lacofiiD timo-di i^ 
l^liF^^liSaii I^IOycM par liaMO> cot^Ia in^ 

'-' . . * • . ' r 

DVCE INCLITISSIMO ET MENTISSIMO 
CHRISTOFORO MAVflLO PRINCIPE^ 

Nel pibQro doue s'appoggiail predetto altacet amaci altre voice S*Macco» quàiw 
<jk( il popolo dolente per ulua.pccdita« perche noau(apeua doueii fofle» orando» 
fiigkia^o»&inaploraadoUgiNi^fuafUQcrcàda.I^ {coprirci 

ila*e era quel Santo. . • ^ 

Molhraio adunq^ va beacelo fuQ8i<li quel jpibidro > vi fii da indi ia poi cemiUL qE 
tjHittattìa fi tiene vnalatHpadaaccefa .luipccftoèbcafpclbcoaratoredlSattLcd» 
nardo > il quale disfiatto pochi anni Tono per fami vna porta che ciufcife in Corte^ 
Palazzo» fi trouò pieno ai molte reliquie • Poco più oltre nel canton^leper Bznc&i^ 
entra nel Santuaj»a# fopra la cui porta vàé va Civ:iilo<:ott la (uà veca ^gi!^ • In quo* 
Jj y. r^ fto luogo fi conferuano le reliquie & le giofe . percioche vi fi fcrba principattncnto 

vna ampolla del vero fangue.di Chnfto> ti qtuw venuc^at BaractMMfeCict:! ài lem* 
falem» fu di quindi portato i Venetia » come riferifce il Cardinal Contarino nelle» 
opere fue > ma il Dandolo fcriue che fu mandato àVenetia-da, CbftanotoopoKb ^1 
Doge Henrico Dandolo . Quello (ì moftra due volte Tanno 9 il Giouedi Santo alle 
Scuole & fraterne» & la Vigina dell' Afcenfione alfe dome • > 

Vi è fimilmente vn gran pezzo del l^o dellaCroce>ilquale eflfendo Iegato|in certo 
anamciito>«ntratiifaocoiiiiSacttaa«io*r^ iijo. ficotiiciaà iatero> anoonulie 
roroamentoKilfenìezàoarfo^ Lacooce che ponanaiarfriolfo Coftantinolnspé Va0 
^cbiiKliiiet^nore; Vna patte ddbcoepamSaiiG^^ Vopezao^ 

colonna doue Cnrifio fu flagellato • Vmt^ioaicyia.ceroaa» Parte ddihraeciMkftco 
. ^SaatiicakPartcd^mibracgig^acdàvaagawibjidiSan-Giaggio^Pan^ 

IttdiSaoThcodoso. Vndicogroflòdi^SaaMarcD • Paris deltebiuusdadt SLSergKbdk 
Bacco. VtfrbracciodtSan Magno* Vtiacofta di SatrStefano • I Vattagetifcnttilidet^ 
ttre d'moxlÌJiia0O*di San Giouanm Chnfòftoma • Vna bmig^'ncdi nofira Donna^ 
tityiotada SanLoca. VnbdIiflimoditadcMa Maridalrmt,!! ViatgekxiUSaftMacco 
ichtsodi 6aajnanobcbefi.bebbcf anio 1472. de naoi te altre cofe ok^ fifonor haaute 
jaxittterfi4Sinpi parte-dalia Grecia^ oliando i noAti vi lb;:bbaO'damtmo« & pàcte da 
diuecfiPrìmapi.wlaKiodO'pccdiaertcoccafiont j&fo^ andar* 

4te>comeèbeniiocoàcbileggrlrbilk>rie>&tiitteappcobaoedìri Papai a)k>radtf 
«itraaa fiioco nel Sautuario fanno i^^le predetteraquicióinafeto intatte»!! < 
me per ptoceflò fJMnnato per otxUiie (no» (opra quelte materù 
dentro e laifamxa di quelle gioie 8i di Quegii omam «iti che il volgo chiama oQom»* 
nemente teforo^ment)ellole d'eflèr veauta>& confiderato per la quantità (ua^ iL(|Lia«* 
le fi hebbe parimente» patte per la dimfione che fececo i noltn delia città dì Qkftaa** 
tinopoli co ìFrancefi Tanno Lzoi.pocapiuòmcno^pari£peraltidacqmftidimcrftd 
' * aliiccitc^tfatd daUa Rep. neteoiptoadad >&pacte:iadiiifirfi alisi modi. Staùoitbo 

Tan- 



D r s; li A R e o iib.il j«| 

NnmT74^GfOBamiiI(1lp.^éGreddkdealaS^fl^ ' ' 

porti m Santuario • - 

Sono in qttefto Sancuario <iiucrrc-corone> come peccorali d*of6 poti(Sm« » tf otaC» 
ficcidjtcmpeftacttli fìniffimegioie pertucti i latÌ9SiiKrraldi>lV>patf>Rìbm^^ 
con perie ai ftraordttiari»grandtziBt • comi imceri d'atfcomoioeuboni groffi fimt»va<k 
ff d*oro> chioccìoletf Agata» &«N diarproiti grandena mirainle . VtimMiio gmd^ 
fimo htfciacQ alla Signoria dal Cardinale Domenico Grimatti» Vno orctuoto ai prt- 
tJofiiBmasioiàdonatx) alla Repudi VitmcaCano Rèdi Per&ff ali» candelieri» cwci» 
fazze di ChriftaUoibacim' 9 boccali & altra coTe d'oro » «e ^air^ent0 in gran mimeio » 
Vi fi Vede fabcrretta Docate circondata d^ono finiffimtS fregiata di ome & 4i gtoiift 
con m onrbone in cima di raluta ài moke A moke migliaiadi ducati. Viti mannenèa 
ri fa colloc^o Vn diamante l«ato (bpra vn belKifi rto pie d*ofo>chc Henr ii?o HI. Rè 
di Franda de di Polonia » dono al Principe Luigi Mocenigo quando fu in Veneti»» i 
qual ficonfctua in memoria di tanto Principe. 

In fomma non fi poòcosi a^olmentc efpJica;rela ^anttti delle cofe $ tie Peflef 
loro» fé non fi rede con l'occhiò vero gindice S tanta ricchcaa» petxrloctie la deghi^ 
ri della Rep.IacnradeifQoiPrincfpÌ5&:Iahingh^ztadei tempo» ita potiftoracco»^ 
in quefta ficurrffima partetiuelloi che non fi troua in cefi gran copia» in ak:bnoà)tro 
In^;odclmoddo . Et quefto cofi fatto teforo fi moftta ogni anno in pubtìcD pet te 
frac (blenni • de fi mettcgran parte fu TAltar Grande» con marauiglia de ti^tdM^ 
ti » fic de Prìncipi eftemi » i quali fi fa federe» otiando capitano in qnefta parte . Au«- 
Henne che vna volta fftrubbato da vn Greco cmamato Stamatd . coftui rèftando In 
Chiefa occultamente in tempo di notte cacciatofi (otto mo altare A cauando il ter* 
jxno fortcrra per diritta linea verfo k> albergo del teforo > & vfcendo fuori la matti* 
ha alTaptir dcBa Chiefa» portaua via fai terra lotto la vefiaitt cofi continonàndo qne^ 
fia opera»penetrò nel luogo» dal quale traflè foori cioche K panie? ma perche le gran 
cofe operate in mala parte » non poffono per gitrditio di Dio ftare occohe » hauendd 
cflb nel volprfi partir di Veaetiailionato a vn Tuo compare» vna delle predette gioie» 
ft accnfato» prefo» de punito del fuo delitto . Nel cantonale della dcftra vicino alla.^ . ^ ^^ 
porta del Batttfterìo »Tono tre figure chiamate i tre Santi » di mano dVn Santo hno* ^ ^ ? 
mo Scultóre si! quale hauoto comandamento da Decianó Imperatore etefcolpift**^^^ '^ 
GioueiGiunonéj& Mercurio» fece vn Giesd Chriflorvna N.Donna»ft vn S.Giòuan* 
vi EuaagicBfta» onde fò perdo da queH*empio matti ridato. & dfc ftarue furono pot* 
tatedst Aqnrlea à VeiKtm» Matomando piò a dietro» dopoilCora^tntraneHa^ 
fagreftia • Quefta ha la fua volta dr Mofatco n>imstffi{mo»& per(èttÌ(imo>& fu lauo^ 
rata parte da Marco Luciano Riccio » & parte da Franceféo Zuccatto » & fi finì Tan- 
no 1 5 3 v.\£tm(it altintofno A gliarmari te de i banchi fono di iiniorafbgolare» Se 
di diuecfe matti» p^ijcioche il quMrodoue fono ti foiunidc i paramcnci » forono in- 
t^Kati dai Cànozsi » & le £gure parte fono di A t^pnio > Se di Paolo Mancouani » & 
parte di Bernardino Fferrizcnee. Vi fono anco due ^adri di P^SebafiiauoSchiauooe 
Conueffo di Santa Lena * 

Soncuoneffii qoefto&mofoTempio» prìnilegitto ». fiHiorito » & efakato da di- 
tierfi Papokri IikÌ^' iacrì^ percsoche il moniftcrodcUe Vergini riconófce il Doge» 
Scia detta Chiefa per capo. Gli &>edati di San Klarco» & della Cafadi Dio» La Ghie* 
fa di Santa Nf atia in Broglio. La Chiefa di San Felice d'Atmtano » onero di San Filip- 
IK)i8cIà€Oino;Lalfautia4iSai^oEgidi^4iFotiaMU4 XI Sin lacoma 

C 4 ' 



r^ 



Ì04 D E L S EST TE R O 

'il vt4^ di poodda 1 & laX^uefa di San GkniaaQi Nuom di Rialto • La prima pcrfoiu di 
qocfto Tempio^ dopo il OQge>è il Primoceripól quale vi fu inftimito da i primi cenv»' 
pi della Aia edificatione per degnici del Principe • & è elcctot & inueftico dal Doge > 
& proueduto d'affai Jarj^a encrau Se condecente al Tuo (lato • Se dee per legge l'anno 
I47I.8C iif78. eflornoble VinitianOf& dieci di 25. anni. Celebra con Io habito Cpi- 
fcc^alej cipà con la mitrajCOQ i'anello > & col palèorale per concezione d'Innocenzo 
IIIIJ'annoi25x.IlRocch0ttoperbreuediPapaAle(undro V.Dà labenedittio^ 
ne al popolo» per Bolla di Papa Cjiouanni XXIII. Concede indulgenza di 40. ^mi» 
dopo la folennicà della Meffii detu da lui » per autcoricà hanuu dal predecco Papa^ 




> quefto ticolo dalla Chiefa di San Tbeodoro i quefta . Il terzo è 
il maeftro di Coroi il quarto due Sagre(lani>il quinto due ba(ilicani> che hanno il go^ 
nemo de preuenti del clero • Vi fono 24. Canonici ordinati abiuitiquo per c^KUkQ^ 
del Doge 1 dodici de quali fono propri; (acerdoti della Chiefa » & 1 2. tono Piouam 
per la ^tti > per la regolatione fatta da poi Tanno 1494. nel quale i Canonici erano 
tf .& i Piouam 1 8. & in cafo di vacanza fé il prete Canonico muore j g^ foccede l'vno 
de i focto Canonici che fono per nu.6. Se fé muore il Piouano Canomco » §li foccede 
TU piouano. Inoltre vi fono 4. Diaconi con 4. Sottodtaconi > con altri ordmi appref* 
io> che G conuengono ad honorato clero pò: Tempio cofi famofo Se illuftrc • 1 Quali 
Canonici hebbero da Martino V. la concezione di portar la mozzetta ò zanfaraa di 
pelli di vari Se dofR. L'ordine di officiar quefto Sacrario è fecondo Pvfo della Chiefa 
Coftantinopolitana» ma non però molto differente dalla Romana>ma tanto aifiduar 
Olente che nulla pid • Et quanto alle cofe neceflarìe per quefto negotio > la fpefa d*- 
f /v..- ^^ ^^j jmjjQ p^^jjj pjjj di 1 a. mila ducati» conciofìa che vi fono prouiftonati due Orga* 

nifti deprimi d'Italia » con groflfo ftipendio » il Maftro di Capella con buon numero 
di Cantori. I Canonici>& fottocanonid» i maeftri di Moraico>i Protlii Guardianij & 
altri miniflri diucr(h fenza le cere» gli inceh(i> gli olij > & gli altri fornimenti che fi rir 
chi^gpno i tanto luogo • Oltre i ciò polliede per benehcio di Papa Alefliandro 1 1 L 
' memore della cortéfia che eflb riceuè dalla Rep. vna Indulgentia perpetua > la qual 
t comincia la Vigilia dcll*Afcenfione» & dura per tutto il giorno dietro» mentre chic in 
Piazza fi fa la fiera . AUa quale concorre per diuotionc , non folamente la Citti > & i 
circonuicini popoli in sran frequenza» ma anco le genti foreftiere » Se di paefi lonta* 
ni. & perciòche la predetu Indulgentia à cofa notabile > ho voluto i coofobKionc 
de leggenti: regifirarla in quefto mogo • Se cofi dice « , 

* 

ALEXANDER Epifcopus Scruiis Scruorum Dei. Vottierfis 
Cbri(lifidelibusprarientjbus& fbtQris falutem Se Apofto- 
Kcam bcnedi^iooem . Licet adomnes S^^.E. fideics ^ ma- ' 
nifkètitUt noftrar dexteram debeamus ex^ndere d^tri- 
cem, maxime taacii. fpkitttaKs grattar jpr^ogatip^ » ii«s 
decer iHosattollere 8c mgaioribus bene&emi« noùtx uh 
Moribus ampliare) qui k nobts & S. R* E* feruentiórì deuo- 
lìoae exhibeiiti & io fide (^ 



• . 



atea. Sànè^turcàfnemesrt Ecdefia Sanai Marc! Ve- 
ncttarum • • • • • dicecefié prf minentioribus frequcnte- 
tur botioribus» & ve Chrifti fideles co libencìus deuotio* 
oif caufa coaftuanr^sd eandem aiaQufq;ad confcruatioticia 
eius dein promptius porrìgant>adiutrices>quo exinde dono 
coeleftis grana? cònfpexehnt fc ibidem vberius refertos, de 
omnipoieotis Dei mféricovdi^Sc Beatorum petri 8c Pau- 
li Apoftolorum eius autori tate confici omnibus verepoe- 
nìtentibus 6c confèflis & contritisiqut die Afcenfionis Do- 
mini noftri lefu Chrifti» à vefpera vigilia? ip(ius , vfque ad 
vefperam eiufiiem diciididam SanéU Marci Ecclefi^ de« 
uotè vifitauerint aanuatim» & manus ad eius conferuatio* 
nem pprrexerint adiutrices » plenam omnium fuorum pec« 
catorum abifolutionem concedimus • Infuper per fepteìn' 
dies di^m feftum fequentesi & quemiibet|ipforumdie« 
rum de inìun^*s ipforum poenitenti js » feptimam partem 
mifericorditèrin domino relaxamus» praefenttbus perpe- 
tuis temporibus duraturis* Nulli ergo omnino hominum 
NceatèancnoAra?conceffionis& relaxationispaginam in«» 
fringere, y el ei aufu temerario contratre. Si q ws autem hoc 
attemptare praefumpferit , indignationcm omnipotentis 
Dei > & beatorum P^tri & Pauli Apoftolorum eius fc in^ 
curfurumnouerit» atque in estremo iudicio diftridi Iudi« 
cisiracrudeliterpermulAari. ^ ^ 

Datum Veneti>,apttd S«M^cni|i y|. id. Maij. Ponti» 
ficatus noftrì anno 1 7* TeÀes 
^AJpInmfiis Epiicopos Portiiaift 
Angelus Epifcopus Sabinenfis . 

Frater Ernandus Eccle6a?S.Ana(!a(]afPrcsb}^rCardinalis. 
Cyprianuf S.Cbrifogoni Pre4>yrer CardinaUs • 
Simeoo &Laurentij in Damaio Presby ter CardiqaUb 
Helias SS. A poftolorum Presby ter Cordinalis^ _ 
. BaHlius S.Mariat Nouat Diaconus Cardjnalis« 
Theodonis S«Eufiachij Diaconui Cardinalis • 



f 

i 



S 't gg ì MfteaBe predette cofe roraamento rtile 8c religk>ro del Scminarìa ooooa» 
Qieoc^ lolQCiiito pb detta Chicf^ 

ri 



«• \ 



io6 D' I L" r E S TI EU P 

ri de SupOttocto Jl §potttp(eoia fXQÌo^ RmiftcW Fnu»e^ Alk^tufireee rtfetù 
maco de i Giéwitbhuomp per dotttioa & per nobui & otrimi coftumi ipolto eflèm- 

8 lare . lì quale effendo flato prima Canonico di San Marco per alcun tcmpo,richie- 
o da i Proeuratori> come ben conofciuto da loro petlaAia (blfieientia ii boati » al 
fno GenorakperlogcNienio u«dme > lo ceocodiito k>W4 hAoeDdo e0D , Rett^^ 
(quantaoqHCOoofia&pixifcab) prima voluto dal Papa * conceflìoac & Jicentia di 
quefta afamiwStntifm:* fi come per breue fcrit co dal Cardinal di Còrno > per or di- 
ne di N.Signore» appare . 
" •" " " "^ >Ffiippo*&Iacotoi»>s'écencona(aodcw&hone(n> 

:hii^ i Sopra to porta del quale « in memoria della 



gradtudioe 
ufcritciooe . 



Sentoariom Cfegorianoin 
Sanai Marci Vcncdarum. 



1b Ivs i£dibtn , & Dei omnipotcfitis gjotia • & Ecctefi^^ 
kif^te fpecioeoi Gregorì j XUl Pont. Max. aii^cijs» Ni- 
colai de Ponte Puci$ fapieotiaadbtbica» omni aoimorum 
mcMieratiofie ivuenHOi diuiasiupplicajitiujiu QH<^iàdtiai 
EcdcfiaiB pfffdi^oi illniteaturuni» dn&ìSSmttm , lauditif* 
fimumq. » kmj^r pradicabitur. pietate Bcuereadiis. Primi- 
cerii Afeyfij Diedo* virtute lacobi Superaotia EqHÌtis , M. 
AntonU Barbaro. Jacobi Fufcareno Equitis^ Federici Con- 
ta!eno, Ffanciia Prioloa Andre» Delf biooi & Uieroi^mi 
Anulio Piooifatorum . qvoma laus > & pietaa niiaqDaia 
cnorietur. MDLXXX> 

A D D r T I o N 5: 

\ • . I 

féncoy e fpecialmentt la Cena diChrina i£ te tifjSf^ ii CémaGaUkanel ^dtù Mamóre 
ykmoaìe^lkirdiSsnT(tobxlHt$mmiac^riM^^^ Cartonin e BmoUmca 

BtK^laH&raiéilM^faicQ. 

7{eUa -poUa fapra^t^kar detti Haàmut>eiefi fandaki di Chrijhin Tmaus co* di^ 
fiepoli,ecemefiide€9B /ora diU Ma$fe^$. quali Corami fifitana Sfatati da Leandro da 
Bajfano. 

LaSin^ogaRebrcaconJign^catimmane^ilSatmtor fopr4 il Capitello % con Santa 
Andrea in Croce %akme figure deglijtp<^oti% che fono netta incita deU^ingreJ^o della 
Chiefa >furonoinumtìm di^jimonio^tienfe ^ omfaman dofi fui^ Cartoni nella fianca 
d^ Vrocuratie doue fi leggono le Scienza . 

DiA»agi»ntm»a fmem^liCattomdetUyobamlprimoingrtgàdellaCbief^ 
éThr^femfm&im£iatidt^gfiaMgiUdeiMform,cnelU faccia 

muror^ 



fd/^ £ 1A<Z^^ 



DI 1 MAKCO LIt.IK ief 

ti(me9eqMandófaUdCicla$fanip0ÌinMqfmodaSciphneGaet^ 
quefta mfeffione . 

DiHtfe ancora co0m i^BodkPfo ^iUValUMt.Uéini'yimfimJkite perfeta^ i 'gem^ 
mefretiofe , in campi iòr^U Sétuéoort €4m^ Ji MoH éi U e p^tì.VgtUc^ippMàiiS. 
Iftdjro fece tMiata del SdimioniUCakk^ End bhgo òtte fi c^l^ 

feruano iTaramcnti ctnàMi^TnQnaài^cònjtf^^fcUefiii^ 

t^ìioSacranentò-. ^ ^ , 

^ QkrtaUiipfcndh che p^ni^noJalU corridori r^eriti di foprnddSanfmino^feneyci^^^f'^ 

)[oifo altri nncwa di Trìnciptdefhmi iaVIJai& taV<me > déne ternana 4 mt i Jhf ìmu San^ 
ouiwhftnf^ al prefente^ quali fonoflimatilfìmi per intaglio > e riccbiffimì per òro ctm mob^ 
fgàre 0pUficant ie Cieti fiidiiu dhiéefnmm 9fitPxn QenenlMt feftenmtìkU 

mxtj^itf amante Gklen Ìin§oJb^ant iéan»fc§fie fimifis 

rimenlèoag/f^^^éiefsifdii^ mor-- 

fé Fanno 1 6$ 6. finitimo Aprde% è tntti>di4afkaàtUfgmm ^ 

t^am$(^i6vf.ad4ff.jl^ntiUndbtmn Ftancefco Mav^^ 

nhc^im C$mar^4»lk'Gt^ieditSatgmm$ éiqniftammClmfap paroimnnedme timtam- 
tariate^ e regolate Particolarmente le Santi fsime KeUqnie^ & fi fono ritronaufinp^afari$^ 
Ij^prtt^ìd^^ abolita %ne fi^ fapeua^ che cofit yWy'y^vi/^ 

nten.^pt^ma 

In yna Cajfetta Jt Argento dorata yn yafetio^oro mafsiccio conpàfakgf^eobaànimfpH^ 
tate 

Sanguinis viiiifidiiaarert o r pn Ku hi fli » 

Ènella partedi fono 

Ex immaculad verbi lateie effli»t# 

Dentro il yafetto toro yen* è vii altro di CrifiaUo con yn Crocififfof colpito nel copeftom 
ii af ^ n^€o né$ ittH€gnfd i ^9 ^ i n t ett prM tftie 

lefus Chriflus Rex Gloriae 

B;nelcircohdieJJmt^ieHayà/bm^qnefle^al0rir^ 

Habes me Chriflùm gellans fangauieni carnis mot. 

EtindettoyafèttoéiCr^étonHfimckoadkevacehian SSaagne oangdMo^e parte 
fparfo fopra fili» yeUh i bombagio . 
Ì{eU*tfleffd Civetta fono Retìqniarij dT Argento dorati» dentro i qnali yifono f epatata* 

WÈ^'^m Hit ili I Ali Ti riM **--*'• -- • 

stento Pm/evitrtfiriwutpne» 

Della Santa Sindone. Della pnrpnrea yefle. Della Centura di Chrifto deUa Càiàa d§m 
ifadonnairÙeUJnteoadittaleatTijh fiti^ Frofmenti^kllaSpi- 

neuCorona.Delfangne di SanHhgmtakone Martire. DetUCapalèiài Santa Barbar a. Mih 
quie di San Giorgio, e diS.UndreaO' di molti akriSattti. DHlatte della Beatissima rer^ 
pneinynajtì^olletta. fc* 



tot DEL S E S T lEJL O 

HjC'injfmnéomLatme. 

De Coitdk)» quiiuk in Cena Donimi . De reftitn^^ 
De Corona Chrifti. De Lioteanme Chrifti. De Ugaoiìoc Chrifti • 
De Cìotara SmAx Maria:. De Fazole Cbrifti. De Candela Chriflji. 
- ^ De Capillis Sanéti Ioanni$ Baptiftar* De Capillis Sanai PauU . 
-De digito Sandi Ioannis Bapuftx. De Mantello Szndx Mmx • . 

In yn" altra CafiettaJtjtrgentorn foraercM con F hifrafcr ine Reliquie » & infèrii-'^ 
tmi. 

Lignum Sanaiflims Crucis • De Coliunna vbi flagellatos foit Chriftns . De Spi- 

nea Corona Chrifti» la quale è £iniie à creila > che Ci moftra il Venerdì Sanu^ • 

De Arundine» fuper qua pofita fuit f pognia felle» & aceco plena# aun qua poQitr. 

tus fiiit D.N. lefus Chrimis fupra Crucem • 

Vna Caffetta d*^rgentoin parte dorata fatta in mbatr^oratg conP^Arma Medici^ 

MitriaTapakdadoiiatMte con yna Reliquia di lon^bei(^M& grofiez^d^imditoincir^ 

cafen^ nota alcuna. , . . i^ 

Dot altre C affette d'argento Dorate con Keliéfuie de datiti % & di luoghi Sacri • yn O^ 
intiero del braccio dt San Giorgio in ligatura d^ argento con gioie anticbi^fime e^ ieWW^ 
greche interpretate t , 

Gcorgfj Martyrisatmatamfcretisficleai 
De hoftibus vidoriam reportabo • 

Di San Tantaleone vna mano ligata in argento • 

Tre cuogoli con quali fè lapidato Stufano. 

Vna Croce di Oro mafsicciogùùeUata con del Legno della Santi ffma Croce di molto 'ws^ 
worOé 

Vn^akra Croce formata del Legno della Santifftma Croce diloa^xBT^ poco meno (& 
me73!pbracio fomitad^oromafsiccio,&' m*Uqmlaìtoroconquattro Statuete^e lettere 
latine da dietro y che dicono i . ' 

Còndidit hoc fignitm Ghirardi dcxtcra dfgiMim 
Quod luffit Mundns Rex Francus Duxq. Secundus • 

Grà^corum didus Henrìcus 
Vt hoc bcDcdiAus Bello ficurus fcmper nianeat quafi 
inurust Amen« 

tn m Reliquiario di Criftallo fornito d*^rgento . Fn Dente di San Marco Euat^el^a « 
ehelonomina. 

FhUAtro Riliqniario coperto d'argento dorato , & gioiellato dorato con diuerfe Reli^ 
quie da yn Sereréiffimo Trtncipe con l'uifirit rione Jeguente : ; 

Hfaccfiopropitiusfcruo tuo Ioanoi Duci» ; 

' San ' 



D r^ 1 MARCO IIK IL *o# 

— # - - . 

^ SanTheodorol 

Dietro d San Marcoi & nelcircuitodelleXue mura è Gtutto SaaTlieodoro > giaJ 
primo Auocato della citta» & Chiefa per quanto fi dicei edificata da Nar&^^ 
quancfo ottenne vittoria de i Gothi ib Italia»^ fi come anco fu da (pi edificato $an Ge« 
miniano • Nella qual Chiefa era il Vicario > che co] predetto nome fi (^hiamauano i 
Piouani delle parocchie per k) pili > vfandofi però l'vno > Se filtro di quefii QtoU dzl 
e laro ne tempi anddcs • 

Al prefentetidrOratoilo predetto fi aduna per l'orainario la Santa Inquifidone 
con Paififtenza di grauifiimi Senatori del Configlio de Dieci > cuftodi della fede Ca- 
tholica» & cooferuatori del viuere religiofo» & chriftiano • 

< 

. San Gemioiano . 

* ■.-•♦- 

|p\ AS'dtrp ctoo della maàzi all'ineontro di San Marco è la Chiefa di San Gemi- 
JL/ niano edificata nel luo principio da Narret:e Capitano JUufire di Giuftiniano 
Imperatore che viflc Panno di Chrifto 5 3 1 • perche efiendo focòs^ò Geniale ia^ 
^go di BeUfiurio contra i Gothi in Italia > la Republica gli diede fanore con guelP- 
armata ch'ella haiieùa in quel tempo . ondeKarfete fatto voto > quando hatiefle vit- 
tona» di edificar in Rialto due Chiefe delle fpoglie de neaiid> Vvxìà i S.Theodoro>8c 
l'altra i San Geminiano^ rotti i nemici 9 adem pie quanto promefle . Fabricò adun- 
que San Geminiano su la piazza » la quale non paflaua allora doue fono hora le Pro- 
cnratje • perche in quel tempo fcorreua vn canale per trauerfo della Piaz2a>dal Pón- 
te chiamato de i dadi» & detto altre volte il mal pafio : per lo qual fi vd nella calle de 
ìfabbrì»&sboccaua nel canal grande da quella parte doue è poftala Zecca: 8c la^ 
Chiefa era sa la rìua del detto canale . Ma efiendo Principe Vkal Michele Secondo 
di quefto nome>xihevi£fe l'anno i i5dL ò veto Sebafliaoo Ziani fuófocceflbre > atter^ 
rato il canale » & allungata la piazza quafi il doppio » & disfatta l'antica Ch iefa > la^ 
portarono coli doue è fabricata al prefente> ma confum ata anco quella da glianni fi 
cominciò a rifabricark di dentro l'anno 1505. fotto ilDoj^e Loredano. Alla fine 
ptanie al Senato di finirla fui modello del Sanfouino idi maniera che fotto Lorenzo 
de Prioli Doge 8 1 .che viffe l'anno 15 s tf. procurando ciò Benedetto Manzini Pioua- 
ix> d*efia Chiefaj fi melfe fine all'edintio > come attefia quella infcrittione • 

JEdcm hanc vAìs non vetuftifiimaqo folum » fed ètiam au- 
guAiffitnam» Senarus Venetus antiqua religione obftri^us, 
*' inàgnificetltius pecunia pubtica , reficiendam decreuit Aq« 
poft ChriAi Natìu. M D L V li. fumma Bencdiai Manzini 
Anriftitisqira» 

La qt^I Chiefa quantunque piccola 9 è forfè la più ornata di c^ual fi voglia altraJ 
nella cittd . percioche eflendo ai deaoro» Se di fiion incroilata di Dfiarmi i & dì pietra 
Iftriana» è ricchiffinu & bene intefa per {trattura . 

NelU£icmdidctitroefeÌtetiiapedeìke<UMftM^ MJdiéle^ròAiratordiSJaa 

Marcò' 



no .Di EX rSJE JTtE FtLOr ( 

Marco che fìi Generale ^aano i^^^coaduernCoictioiu» rvna dalla fioidraclique- 
fio tenore. 

^ekhiorìs MkhaeBs Amàtn MitrrU E fSdcri L^ 
terdtMHsfPalétij Comitis Dtui Mani 'Prpc^armimm» 
tdyjuflitidyfirtttudù, quièusàd amptiffimes dìffrita* 
tis grddus eUtus , ttrra marif' Remp» fapitmtr ad" 
tBiuifirmit . 

Et Talcra dalla deftra» 

Dalmdti^q. Leg. Ml> XXXtX. Corcha M DLFm. 
QUffs Mdrisq.Jmp. HDL XP, Vrhes mu»h4t , ' ' 

foptdos in officio t (^ fidi continHÌt thofiìnm impetum 
Teprejpt-ìd'tligenttfi.omnim KeipJtuoUtmìtatem di* 
fftitatemj.firtumit . 

Et del qiiale>rìpofto nel mezzo del Tempio» fi legge in vna lapida • 

Melchior Michael Eques D. Marci Procurator» fciensfe 
breui Chrifti Seroatori animam redditurum » Tiunulmn 
oCbus pr«parauic i an« fai. M D L XX* Eius aera. 

LXXXI. 

Sono in quefto Tempio tre belle figure di Scoltura poftesu raltar grande in tré 
nicchb con panni & con attitudini molto vaghe y Ai mano ài Bartolomeo Bergama* 
fco . Vna teda al naturale di marmo di Matcheo Eletto mi Piouano ài quefto Ino- 
goifcolpita da Chridofbro dal Legname che fu anco Architetto della Chiefa di den^ 
tro l'anno i $05. pofta fri due colonne dalla finiftra della Cappella grande 1 & vn'al- 
tra pur di marmo di Benedetto Manzini fatta da Aleflandro v ittoria > & pofta anco 
fra due altre colonne dalla deftra . Et fu la porta per fianco verfo San Moife » la teda 
di bronzo di Tomafo da Rauenna Procurator della Chiefa. Di pittura» vifUpinfe 
altre volte Gian Bellino in quella Palla douo fi vede hoggi Sanu Caterina > di mano 
di lacomo Tintoretto. & Bernardino da Murano vi fece la Santa Helena 9 d i cui pie- 
di fotto allo fcabello fi ferba vn pezzo del legno della Croce > donato alla Chiefa dal 
predetto Michele» oue è fcritto • 

Ligitnm Crucis à Pio 1 1 1 1. Pont. Max. dono daram Mei- .' 

cmoàMichode Procar.S.Mard & Eauitì, ab eodem Poau '\[ 

dele- 



Romam congratulatum zdijtkt. QHod qmdtm ligmin ' 
Crucis t ideai Melchior cum magis conueniat loco iimiari 
SKxoMctefooi r^ÌHÙt» vbi cuuuilita offibiu pneparauic • 

MOLXX. 

Vi giace in bel fepolcro pofto in aria Gian Pietro Stella Caualiero> cbe fa Cancel- 
jìer Gcatide ranno i5X2.()ercheeirendohuoniodi valore>ficracte mdte Je^^acioni • 
Se condotte i 6ds diuerK imprefe per le ^erre ardenti ne gli anni precodeott» meri- 
tò d'eflere honorato dalla Rep. & gli fa mfcritto qaeflo epitaiio . 

* 

Io. Petrus Stella Eques , chanis Seoanii Veneto • gratus ex- 
teris Principibus , Magni Cancellarij dignitatem ingenti- 
bus meritis confecutus t npofiens <|uoq. memoria; prodef- 
fet, exemplum duibus tam cnagnifice . 

ìxdprcSo è hdeareidi LodooicoSpùidk Secretarla: di fam^ia faMorati* 9c mot- 
to nobile nel Regno di Napoli 9 dallaouale difcende la prefente • molci &inoid anni 
tono : Il quale onuuodinìxhtniaimiixBdebeU'afpacenza alla Chieu dapiedi 
▼i è icntco • 

LudouicusSpinelIusàSecretis de R^bbOpCfoeduis. 
Vxori» Pofterifq. monumentum hocviuenspofuit* 
MDLXXIIL 

* 

Per fianco è te caj^Ua Sanfooìna > con m Cracififfi) a£Ga bdlo di mano del Faen- 
tino» per opera di chi ferine le prefenti cofe. & vi fi ripoTa lacomo Sanfouino Archi- 
tetco»& Scultore della Signoria» al quale il figliuolo mfle il prefente epitafio. 

lacobo Sanfouino F. qui Ron« lulio 1 1. Leoni X* Clemen- 
ti Vii. Pont. Max . maxime gratus » Veaeti/s» Archìtedurae 
Sculpturacot intermortuum decns prlmus exdtauit» C^iq; * 

à Senatu, od eximiam virtutem lioeraliter honeftatus, fum- 
mo cittiutfs merore deoe^ Frandfcus F. hoc M. P. D. Vi< 
xit Ann. X DH 1. Obiit V.Kal. Decembris. M D LXX. 

£t nella lapida in terra >fotto la qualegiace il predetto Sanfonino» con Fiorenza 
tua nipote} morta d'eri di XI. anni è fcritto . 

lACOBO PATRI OPT. FLORENTI^ FILIit DVL- 
CISS. SlBI SVISO. FRANCISCVS SANSOVINVS 
P. MDLXX. 

Et 



Ili DELSESTIERO : 

EtaifofMaOatNiiiuiofcrit^^ fidce jQ^Ilocart 3 rìtcatto di tsMtno del detto 
Iacofiio£modaluìallo(pccchio » 3c air*iacoQtro va la memoria col rìcrauo pari- 
metite>di Francefco • II qual lacomo qud folTe & di quanta eccellenza neir^ma cofa « 
& neiralcra» oltre che lo dimoftrano l'opere f uè nelle citt^I di Roma > di Fiérèoza > ic 
di Veoecìa» fipuò ampiamente vedere ndla mafia dcfcricu da Giocsio VaTarì 
Aretinoi ne i f|ioi Ià>ri de gli Scultori & Pittori • 

ADDITIONE. 

Hcn'afCbe fi tnmmafvlnmacafa delle Trocura^iemioue^rejtathiuf^ Cbiefdda 

gli ^ngolito Cantoni di quefte due celebri fabriche, Vrocuralie nnoue» e vecchie iferuen^ 
do per profpettiua da quefto ^apo della Tiaxx.a, comcfeme rincontro atPaUro capo quetU 
di San Marco . 

Sotto à quefta Taroctbia fono anime i joo. 

San Mojsè . 

Dietro i San Geminianofitroua il tempio aatico di SanMoisè fabricato daUaJ 
nobilfifima fitmgtia Sco(^ra l'anno 795. & redaurato in parte fecondo alcani 
dalla cafa Veiiiera . lacomo Palma vi dipinfe vna palla dt molu bellezza & llimata 
da^gli buon)! ni di giuditio . Vii'aJtra ne dipinfe nella cappella Giu!imiana Giofeppe 
Saluiaci}&vn*altra Iacono Tinroretto. Qui^iaceMatcheo I^atidolo Proatracore 
& Senator celeberrimo del tempo nodro . & Bernardo Giorgio Poeta affai (limato 
nella lingua Laciiìa* del quale R legg^. 

Bernardus Georgios Nicolai F.Helifabet Valeriar vvofi » 
Clara; F. Coniugate de prole> fibiq. viuentibus poli lata 
nouifs. Solit P.Ann. ChnUSalttt. MDLX. «tat.vefo 
fuaeana. LXXIiL 



- * 



ADDITIONE. 

Sono alcmù a»mÌ9 che fi diede prùicipio i dafare quefla Cbiefa per cffer cadènte » e fi fi* 
no fin'hora riedificate le tre Cappelle > Mag^iare , e laterali con 1 1 Sa^cfiia • // re fio ftà 
ancora in piedi con molto pericolo per h fnagran vecchieT^a. V picare del Sacramento è 
riguardemlc per la fine^xjcy e ricche^zA di marmi, per difegnotper omamentiiC per ilTa- 
bernacoloy the vi po(iafopra pur anch'effbdi marmi con ce lonns » e rimeffidi v<ùrif colori . 
La confratemidd della Croce hd netto ilfuo MtAr^fon biHle colonne , &^ é^Uri ornamenti 
di fini marmit e la Tauola di mano del Caualier Liberia che ha la Croce . Li Santi Antonio 
d^JPadoHay e Francefco di TaoU in vna nube > & à piedi S. Elena ^e S, Antonio abbate 
con vn morto refufcUato . Fn' altro ancora è flato fabricato da Alberto CoT^ per fua Di^ 
uotione Gcntilhmmo molto TiOi e Rcligiofo, di belli} fimi marmi anco queftoy e vaghi orna-- 
menti. Tifila chì Tauola è ia Beata yergmcy il Beato Felice^ <ÌT altri Santi dì mano . 
SiritroHono in quefiaVarocchia anime i^oo. 

San 



r ' •* 



D I- Sr U icKCC ILI Br II. \ii 

' S* Malia Z^oigo . 



1 i> 



SAnta Maria Zebenigo ini poco lontana ^ fu opera della famiglia Ikrf^anìga j Scfen^T 
doIa> & Barbarica: & ancora che per (ito fia antica^ fa pero reftanrata ne tempi 
pitfenth {Mrimidaóftiftiniano Contarini > & poi da Giulio fuo fratello Procurator 
di San Marco • GiofeppoSaluiati vi dipinfe vna Nuntiata nell'altar grande • lacomo 
Tintoretto fece le portelle dell'Organo ; & il quadro nella cappella grande fa di Ce« 
fare Tonano • Nella qual cappella apparifce vn beli* ornamento di marmo con due 
figure affai gentili col ritratto nel mezzo del predetto Giulio Contanni^ ic fii opera 
d Àleflandro Vittoria allieuo del Sanfouino» ScnH legge « 

Qui fuperis patrìoeq. dedit Aia votaperennis. 
Virgìneas inter toUitur ecce nanus • ^ 

nbiftrano quefto Sacrario due chiarìffimi perfonaggi» & famof! per lettere» 8c per 
eccellente dottrina. L'vno è Sebaftiano Fofcarini Filofofo di profonda fcientia>&: ri? 
^tato fra i principali nel tempo fuo> al quale fu pofta queft'infcrittione . 



Accipite Veneti Ciues 3 quod di optimum in rebus huma- 
nis > humanas res contemnere • Vixi Reipub. quamdiu pò • 
txdf mihi oerie parum » & hic vno i^u extin^ . 

L'altro è Hieronimo Molino cultismo Poeta nella lingua Tofcana , del quale 
vanno per le mani de gli huomini dotti vn Volume di Rime molto leggiadre • & al 
^uale Giiilio Contarini > come ottimo amico > pofe la ftatua aurea con qoefla ùi* 
icrittione • 

Hieronymo Molino vero Mufarum aiutano > quihu- 
mo cineres » imaginem nobis » ccelo animam dica- 
UIC VM. Kal. Jan. M D LXIX* lulius Còncareno 
D. Mara Procurator infigni amore» & pietace » Iute 
fieri cur. 



N^ 



ADDITIONE- 



HàdinuoHoauefldChkfalaCappeUa del S antiffimo S^^mento riedificala in heUa 
forma con il Taoemacolo di Marmi, fapra il quale >i è vn Chriflo ripifcitato fam da €iH^ 
liodHMero. 

Oltre alle Reliquie antiche^ the amuìfi cmJeruanOi che fono del Legno della Santi} ftma 
Croce^ il Capo di San Veregrinot che ritiene ancora parte della Carne ; yn'Offo del Corpo 
di San Martino Fefcouo > le quali tutte reliquie furono adornate di finiffimo argento da 
.Antonio de Vefcoui Trete Titolato di quella Chic fa 3 e che fa lungamente Cancelliere de 
legati ApofMici rifedenti in yenetia^con bettijftfha fadtura, & molta fpefa . Si aggion • 

H ^ono 



114 H^tt SÈ^TIÈRO^ 

g(mUfegHmtì:VnORoéelbTactìodiSmitAGÌHStìti^ Martire imato i ^ue^ 

fio Tempio da Francefco Duodo q.^Uafe tomo 1 5$ i • hatauo in dm» da Un dal Cardmale 
lUffro (H.tob(me$ an^raKeferendariodeV^vmbe Inoltra Segnatiara. 
; D^nh parimene il€j«ffo di S^^naffiafio Martire cmyn -mifemM pi^atintodel fan^ 
gue di qaefh Martire . jtltre reliqme ancora di S^o4sftffit% jlpoflom^^ jlwreUa > e Candi- 
da MiortirihaiéMte4al fudetto-Dmdo di ordine diW^Ituf^emioXJI^amfo 16% ud^ Mon^ 
/hnor rigido fuoVicegerente > che già eftraffe da i^arij Cimitpri^ & che in ff t e li^M pf 
^conferuauaoo appreffo U Monache di Torre de Spacchi y oueerala, /^^^ dctmedeftmm 
J?ontefke in liomOi . Del quaL Corpoy e reliquie donafccomefopra ne fA fatta folen^etras^, 
lationt con Pinteruento del Clero tutto d fpefci di Girolamo Dnodo frateUo del predetta 
Francefco y e collocate fopra gli altari di detta Famiglia nella mcdefima Chieja tornii 
16^6. d 11 M Maggio . 

Quefia come detefrinie^ondate netti Colette di queJla.Cittàyfk ietta Matrice^ e ritiene 
fotto di fé altre i j.chiefe F ilialiy cheli fono foggeHey i Santi TnteUriye'Fafréni deBeqna^ 
li fono f colpiti in vna Croce d^^r^entoy fatta con grande artipcioycfpefa^ cheperlafuafìn^ 

folaritdt e bellcT^ fi reggono dtuerfe compofitioni in lode deB^%4rte » della Mjateria$ è de 
anti contenuti in effa Croce . 

oiUa cura di quefla Chiefa fono foggftte anime 1 300. 

Sstn Maurttlo • 

r poco più oltra è^SaaMaurkio fabdcaco dalla fiun^gtia CandiaiuucbUUnata^ 
hoggi Samita • 

' Veiefi rimodernata la Cappella Maggiore^ t^a palla del SJPrancefco è di mano di mn<- 
tolo Certi fa aliieuo dì Maffeo Ferona ytl quale fece anco dguaz,'^ molti Quadri d'intorni 
à quefia Chiefay che la rendono affai adoma • 
Le anime di quefia cura fono in circ^a 6oo* 

San Vitale. 

NEireftremo detta piazza di SaeMkSre£uK> è poftcìSan Vimr^QcKficit) fabrìcato 
da Vita] Faliero Doge 3 1. che fu Tanno 1084. & confacrata a' Santo del Tuo 
nome. Vi (ì vede di buona mano > la palla dell'aitar grande con San Vitale à cauallo 
fatto in fcorcio con molto artificip . A pie del fup capgipanile lono due infaittioni 
antiche di vn Caio Numerio : portate credo io da Puòla • 

A D D I T I O N E. 

.* Modernamente fece Antonio MienfeUV ergine ^nnuntiata* E nella Cappella del 
Sacramento dipinfeChrifìorifHfcitato.e chef ale al Cielo. Giace in quefla Chiefa nelle Se-^ 
polture defuoi M allori loren':^ Marcello L'inuitOy il gbriojoyilquale effendo Capitan G^ 
. neral del Mare perla Republtca combattè con C^Armata del Turco à ùardaneUiydellaqfia^ 
te ne riportò memorabile vittoria Iranno 1 6^6.à %6.di Gtugno,e mentre corraggiofamente 
fedina il Bafsd da mare, chefuggiua con fole 1 4. Galere mal trattate anch^e^ 1 colto da 



E 



m 



D I: Sw MARCO LlB.iI. a 

^ iiroii Cmme'ffàtodd'CafieUo^tlU'mtotid» a)dòà%od«r U premiò delle fuefatùi^ 
àtet òdrv^tMe fempre à Gloria, ài Dio» & tOhmar iella Tania . 
Sdaalm/pu^paneebiaii'io* 

San Rocco &S.Margarìta. 

E:Ptìf frrtltc, oltre aUa ftatcnu diS.Stcfai^ 
fto • loc^ Qclfiio fmcifio dedicato àSanta &ifafitia>& di fabrica nuoaa . Petv 
doche<e£feii£^pffiiM vn Lupanario pubticoi^arfe alla fraterna di S.Rocco % che ha- 
iietia'|>oc0ÌiiaoziikMutoquelcorpoSantodiGermania»di fabricai^ il collegio 
loro «^a acoomodacifipoi vicino i i Frarìilafciarono il terreno vacuof il quale pro^ 
£uiaco di niaouo con cale di legno dalle meretrìci > fu finahnente ridotto in SacrarÌQ 
di donne monache: & ornato di djucrfi abbellimenti di altari & di fcpolcri • 

A P D I T I O N ^ 



^Raettntail Striuu, cbcritrouéniofU» TwaUo vn Mvmifler» di M&nathe em titolo H 



S.MargaritaycfienaofiperPantichitdfua romuuo it^eme con la Chiefihquefla di là partii 
Ufh V€m§st<k mVenHi^f e fermate^ in ^fuefiolssago^m ^frnio di Trancefeo Faliero 9 di 
MiAiele% e FrancefsaiaLe^f defjerapriffcipio d ^mfla nmua fabrica deWiamo 1488.4 
%$^^^.,j£prHetomfÌ9WMenU>'di Maffeo Gerardo Tatr^ fa poi Cardinale y che yi 

^tkt,prmatàmii^^au$nta7nei^ftmam^ni0x^ fi fecedeUnmagi^ 

m delia Madama SmaiffimadaWuhmt4^cbi$^^l rnsono > fegaiffe l*anno 1 5 jr?. adi 1 1. 
Lu^a cmtinUimemoMiMrem^ Trieli VaUiarcha^e Cm^imUt^e diceicbe^fla imagi^ 
9Cpffe4m$kamen$tnMa£a$hedréedi Mifitranella Morea/la4faalciftd dijhrtmadm 
TmthhfoSe dàlia non ìòche tempo ritroka$a appreffb imhellijpmo fonte ad^wn luogo dei^ 
to zaeowhhdime Uficfgbricatù i^n Tempio in honorfitoy operando qimd motti miracoli . 

Chefoffi^poitra^kad^apoUdi'Rflmamayevifl^fiefinocbe venne in poter di Tm^ 
l^itSrmwrafo^fottaUdV^enetiada Francefio Barbaroycifera Trtmeditore-^e dcm^* 
ta i quéfla Chiefa . Di ornamenti moderni Monte Mei^f^mod^infeìa Tanolaxcn iaVer^ 
pne é^mtaalCielos e li SS. Rocco, e Margarita . 

San Samvelloa 

ET indi fi camina à San Samndlo > Tempio Éitto Tanno Mi^dale famiglie Boi* 
dù & Soranza $ in tre nani con colonne di marmi grechi . In quefto luogo Do* 
nato Vinitianoi'an.i45owdipinfe vna noftra Donna nella oicclua di mezzo» vn Saxi^ 
lacomo» &Sah Hieronimo nellanicchia alla deftra i & vnSan Vittorio » & S.Kicolò 
con la Ncmtiata di (òpra nd finfftro» aUa finiib-a > della palla deirattare ddta Frater- 
na de i Faie^oamiò Marangoni ; ic Francefco Moranzorre 'ri fece gli mtagU ^ 

Vi dioinle anco la taoola di San Hteronìmo^ Se Sm ScMOiano , & S. Luigi pofta.^ 
alle rpatìe del coro^ Francefco de Francefchi ran.i448. Bt óltre d ciò la palla m tela 
dell* Afcenfionc di noftra Donna è opera antica & di raon maefttò • 

'( H 1 AD- 



iis D EL S E ST ffi R O 

A D D I T I O N E. 

TieWnAUare del Someno dipinfe Antonio Folcr il Tr^U SétmucUa $ e Sm Mattc$ 
\époflolQ • Le anime jono intorno à 2000» 

Santo Angelo T 

LA Chiefa di S. Anj^elo dedicata altre volte i S.Moro^fii eretta dalle fìaniglie Mq^' 
rofina&Lupaniza» Scaltri dicono dal Doge DomemooContarìai. Il coi cam- 
panile tà più volte in diuerà tempi percoflodatÌui(aetta> confticmo wodigio di in- 
fortuni) allentiti alla Rep. in diuerfì tempi . Giace in quefta % Rocco Cataneo Vero* 
nefe Auditor perpetuo di diuerfi Legati o Nontij di Veacda 1 come huoiqo d^ttHs» 
QcBe Leggi & nelle lettere humane . 

ADDITION E. 

icriue il Stri9^4 > che ilfadeno Campanile fo^e pendente molto per duetto delle fimda^ 
mentat che da vn Maeftro forefliere fojje diri7;s:Ato col lenargli il terreno dalla parte 0^ 
fofl'aallafnapendenT^. Che dopo e jfer flato dritto vngior no, Ó^vna none fidamente ia--^ 
deffp alla fine Copra il tetto de i Frati di S.Steffano • 

Terche nel fanno lóji.dip. Settembre feftiuitd di S. Michael jtrchangelo parue tbe^ 
Iddio perfuaDiuina Bontà efandifjeì^orationideUa Città s^tta per la crndelpefle, chef-- 
baueua in gran parte /popolata; perciò Francefco Lazaroni Dottare nella Sacra TetdogiBp 
€ nell'ima , e Inoltra legge, Trotonotario ^pofhlico, e che fa gran tempo Vicario Genera^ 
ie di Federico Cardinal Cornaro Patriarca dlVenetia, e Vicario Generale pur anco di 
Gioì Francefco Moro/ini Vatriarca finente, come Vionano dt quefla Chiefa la rinouò tfuaR 
per la metà dalla parte di Leuante , dedicandola alla Vergine Saatiffima Lanreutna detta 
falsae ,&à San Michaele jtr congelo in rendimento di gratie per la ftn^olar gratia rice^ 
unta da Dio in liberarci da cosi fiero male, inflitnendo ingiomi determinati n recitar fo^ 
lennemente le Litanie de Santicon altre diuate'Preciiondenell^m'co di meno della nuMéi 
fabrica,nellipilajbri, che b foftentano, e nelle bafi yfec e f colpire in campi dtoro li fegnenfi 
Blogfj, infcrittioni, e femenxje della Sacrafcrittwra. cioè i 

Apparebit Arcus meos m Nubìbu» » 

Etrecordabotfoederismei Vobifcom. 
Salus , & Pax in Virtute tua , 

Et abundantia ia Turribus tuìs . 






* DIuafaluscumMichaeleArchangeloJpfa Die Ded[icaci<> 
niseius-pnmiHn Salutari M. DC XXXL fraéia pefte , ve* 
nit in adiutoriun Veneto populo Dei . Arcumergo Dininr 
Foederis> Pio Senatus Aere,Francircus Lazaronus.S.TlKoI. 
9clV.D. Prot. Apoft. Pleb. Vie. Geo. Patriarch. in Templi 
Rparatfonecrczic. 



Bo^ 






M ;5. M:rA R C G Eia IL 117 

ttosétUaiW. Kidjfte^^SnMifòrni Urania JikNfta, Sm- 
dasM^rì^adfPc^JkjCMeii^rceppbnerepretTa Pelle $ Michael 
AixhangeIii$»C«^^sIr«ttooiicilia(oeafe, venitlaadiii- 
ttttttw pòflp Dei» Mbleaa^ftdriain erge Stadi Angeli 
oiincu|>anint. Anno D. XC D. Giegorìo Magno Pont. 
Maxioio* qui Maioribiis Litanijs prò Gratiarum Anione 
Preoesa<]iecit:Mauri49k2m^Cftore. O Beacas Vrbes Reip. 
Makftaic^ &Diiunia Grati» inuicemiEmulas. 

» ; 

D. O. M. 

Chrifto Saluatori 
\ B*M*V, Lauretanae falutari ; 
AcIvÙchaeli Archangelo 
Defenfori»TuteUribii$.& Titularibus 
' Atcum ftlikis, & pad», '■ 

Pioialute Publica 
Perpetme Foeiicjtads Votuo). 

,. F.L.P, AnooialuiB MDCXXXXfl. 

Vrt>anoVJIlPont.Max. ' ; 
Francifco Ericio Duce Vcnet. ■ - 
Et Lapif f quem erexi in Tinilan 
Vocabitur Òomtis ÌDei. Gen. cap. xx v 1 1 1. 
Ma(y%l%«rtt Gloria Donins iftius 





•U!- 



•r '^iafutépublica , 
itdnòram omnium Vocis *' 



Litaniteperfedac Laudis ex ore 
Infantium fingulìs feitis Ferijs ; 

kemq. Dominicis dicbus 

AdConftit. Synod. Pf isfcripnim 

Pro Beneficio indidac. 

Anno ab Vrbe condita M CC XXL 

Federico Tic. S. Marci S. R. E. 

Presb. Cardinali Cornelio 

Patriaicha Venctiarooi « 



A 



t ' * 



H 3 U«» 



fi8 DEL SESTI Elio: 

ra netta Chie^cf» mH[pmtmlfttU£difr^axciap(U9^m*elmè^^ ìijinomar 
ilrefiodiqHdmCbiéfaih'MeHdoftWhoraìàto^èfìHctm^ ài ìiuéui 'Ultori » 

& btmtmiti mi^S(òiitt*nte4eeeriawéw4ltòrp9 WS. tk *^i S i tà niitmtt Vfteimo dalai 

Sono dqu^cnra fono anime 2400. . 



• . « ^ * 



San Benedétto'. 






SI troua poi San Benedetto fattq,pcr opera de i Caloprini,& de i Falieri. Habkato 
prima da Monici, diuentò loii.annitwo Parrocchia • Vi fi moftraiia la tcfta di 
San Vito, vna fpalla di San Gregorio* conghoffi de Santi Tiburtio , Valeriano » &: 
Cataldo . lacomo Tintoretto vi dipinfe la palla dell'aloe grande . & dipinfe anco 
nqlla cappella Contarina tntta ornattitii RuctM > "St-d^ofo > il Prefepio • Ndla qual 
cappella fi legge in memora dc^fuoù&fericatmifqileftÀepicafio • 

Dommicus (cntdKt»ut^ hU^. ^fL^àx. mmurìlms k 
Kep.fmGius,poft^mmeie(»Jhit^iLeg4tum egarét im 
fatrUm mehìi wr, Mt^.ÌÌ«y.'PtWK,Ìiieronymiqì m- 
mine, exAngHi FrJtQòtwp, aram hattctrin curmt . 

Affincontro con qud medefimo onuméotbé fcHtttn 

Anitìm QmtAttnus ^rkwcìfà OH Imi Stndtòrìs filìus » 
JEre fhi ^pstrts teJÌ4t»efMp p'resp'mmffiyfitap mdw 
ftrUy 4c diligehtià adauSìé y rejthutt ortMMi, Deop 
bone ipfam dUAn<Um curadt . ÌA D L^XIL 

A D D 1 T I O "N E. 

pftffi*CìnefatmrUienefiàyéfiiShiàs 

aipMadafondamemidéU^mimiriifoio:Fatriarca,{bfi'Pifiel'amo lÓip.inbeUa» e 
moierna forma . E nobìl^nm f Ultore fabricato da Uméìo Cantarmi CauaUere» e Tro- 
cttratordtSan Mano, e da Domenico fnofr atetto frautW'm , e prudentigim Senatore , 
Tadre dt Giulio Vrocitmor di San Marco» per efferamtejh difin^fimi marmi con vaghi , 
e ncm ornamenti , la cui Tamlaia fecero lauorar in Homada Vittore molto filmato , la 
quale contiene la f^ergine in Gloriale fotto San Ùomenico, eJTUntelo , che fcaccia Luci- 
fero • 

Vìi altra fé ne yede, doue impprefmato "Sm Stkaftim> l^ato atPvn'Ulbero Saetta- 
to, 



D I s;' wa^b^ e o lib. il ^^ 



(^iiejla cura ha anime mtomodjotfC ' . • 

Sftft PjNCl'IltàllO • 

ET San »aremkiM»pe>iBneituMI»firibct*Glàtfibtt4^ 
greco. & notabile altre volte per Immagine miraa^ofa di vn Choila ìmAo (òtto it 



Al D- DnlT 1= a M E. 

. * ■ ' j 

' SsQ Ptmtiiiòl 

Il Tempio cK Sao Faniiào j fafcric^o gt^ dalla ftuniglia Pifana « » rtftaurato conJ 
bella formai tempi noftri; d degno di ntemoria . Perciochc fu nobilitato per 
vpà imagioé detk Vergine portata oaUa pttdfettà famiglia ± Venetia % dalie para di 
Icuaate • La oualc^ òperanao oiiracolorameate diede occafione di ridurre 9 tempio 
iTfuo debito fine 4 ' 

ADDITI ONE. 

{^TanfioèmirabUeperir^nbi»tt*ira*Ptmfi(«»mt*^m4rm»y^>ù4^ L'^ltO' 




4>ufia. iii(mt(im i . 

w 

Templi Affiiflet lotnoes Pòmellìus Aram 
]>tim tìhi Virgo dktt. cor» animauM}. faaat . 
i<Jai.Ka1,Innli. 

Fn^attrc^kare fi yedcerenùnttoHomcntc di rincontro d^ e fatto fi* 

^iU\U^ej^odifiiimacmhTcmdétii raffftef^tò U 

y'ifìtiftUatdétei Afadonmi ton gtan iib^enzA > e fhH^ • Sopw ima dette petrte vede fi U 
tergine ^Awmntiata: dipSktii dà C^are dMle T^mf^ VitPor yenetiam • In yna gran tela^ 
Leonardo CcronadimofMtaCr&e^JJhne di (Ar^a > ^pera moUo kdaték da imemo^tifer 

Mmeiitità4ià^fiffa'9ìP€fUli9fìr^difi^^ & 

'^jikììfSuiffkni/^^ J0il4iQfiH?dm iil09^Hfi9ml^fftikr9^SapraUpQt^ 
*.^-..> ^ H^ ^ ta 



ii« . p £ L S & syUH KOi: 

t€tìfCÌifiBtm'¥eìfnJl«tiM*yUirttQ^0Ì»^m UUaàmuh^m f^'m» tt Sminaci. 
éoueèmcoritrattosinocchioneilfildeuoFiouMo . pf^eui^^Gi^epfc Eitfi» ii»dttgf4hi* 
QttefWPMmuhia fa {<^ anime %oo,meprtit, . 

QVindàfi traila Stn Luca licisatontlhuiibilic&jdeSac^ fi fi Tedr 

salajnasMfiìoiUladicoiidiioaofcwapeai^^ delta fiito^^iif^ 

Dandola. 
Fùpobflibteatcfl^iiiioftridahiiomhiCM^ 
iK> pofti in vna meddima tomba . I quali renati à morte in mif era & infelice fortu- 
tu » furono meffimfieme coli morti» poi che tutti viùendò in vnniedeiimo tempo» 
non poterono fopportar da gloria r rao dell'altro • Et di qoefti il primo fii Lodouioo 
I>okè ^k>0U Tn^ico I cIk tnportò ikiokeop^ 

ciffimamente» fra le <|oatt Ai mottolodaco I^Oratore di Chrerooe. U fecondo & Jjìoh 
nigi Atam^ii da Cagli» fommo offcruattHt delle cqgolt della Iti^M Tofcana • B ter- 
zo fu Alfonio VUoa Spagnuolo» che fcritfe la vita di Carlo V, & di Ferdinando I. JpEh 
peradore • Vi dorme parimente in vn cic|>oftapaRo in aria» quel Pietro Aretino » il 
quale fu cognominato Pisello de Principi per lalicentiofa prefuntione deUa fua^ 
mordaciffima penna» &ircnaleinorendoperdè del tutto il nome: poi cheefiendo 
ignaro di lettere» & operanao per &rza di natura ne fuoi capricci>hcDbe dopo moiy 
te il meritato premio della fua petulantia. conciofia che eiTendo le cofe fue reputate 
dalla Chiefa poco chriftiane » furono vietate del tutto i lettori > Se fi fimsbbe itfffittCD 
cancellata la fua memoria» (e 1^ Ariofto burlandofi del titolo » ch'egli fi haueua prtifii 
indebitamente» non haueflfe detto nel Furiofo > 

Ecco il flagello 

De i Principi» ìì diafailNetro Aretino • 

ADDITIONE. 

Oltre atti predtni Firtuofi ftpoUiin quefU Tempio » W pace anco SMamo Jtkfcel^, 
ihe fcriffi^ U modo di comporre in verfi » e [opra f im^^rWir di motti Trincipi i &^ aUri T^e^ 
fonaggji di ftima . Fedefi quefta Chiefa tutta rinóuata^i^ndamenti in beUa » e moderna 
forma . T^IT altare della Cappella M^^pore dipit^ la T\aftia Vaolo f^cnmefe^e ti qua- 
drida iloti li face Ltdgi Eet^atto T^ipoteaet medefimo Vao^apprefantando^in rno Chrp- 
fio SUg^ 7(ifiro in atto di Commmicar g^i Apofloli » e neliqltro come fé ne Jid éUnanzi à 
TilatOt che Jilaua le mani . HeUi pilafiri^. che fofiengfmo. Inarco della fteffa Cappella fi teg^ 
g^ Ufe^iente injcrittione t 

Cappelkm» & Altare S.LucarEuangeIii(bt dtcatum»^Safuaton qnoq» lefu ». . 
& Sacratiffiino-eiusGorpori Concordi anima Clenis > & fodetas Sacra* 
memidicarunt. M.D. LXXXL Et Magnifìcentiffimè pietatis» & reli^ 
pooi$ ConfratsespKopri|8rimpen(is inftaunirunc». ^ornarunt » 

IliimoétgU.^ari eretti di nmmotlauoròkr4Uola:7^olèRaimero TimreTUtmit^ 
pfmlio dil%en*ementcfigm^and0inefia il 9amot$ litici di frama^ S4npL£tcilia% f 

Soma. 



Dfi M aUCO LIB. il iVr 

fymàìàdrgàrha. Il f^m potè r^Huardeuole fimo à frejkod'a D&mefàco Bnmictm fi 
hd^aréine di architettura f e aitanto rilie$iO 9 che par&tm edificio in piedi^ riufcendo ya^ 
^bif^mo oltre al colorito, per le colonne comicionif capitelli, ba/ie, fogliami ffcartocci > cor* 
Tidarit e tribune, che vi fi veggono . Continuai ^erettione degli Altari, che mancano , per 
dil^nxfl > ^ foUecitudinedi Gio: Battifia Faoris Dottore nella Sacra Teologia Tiouano di 
ftepa Cbkfa, Canonico Tatri4rcalc > e Vicarie di Gioì Prancefco M orofini Tatriarca per 
b Monache $ ìmnto di fingj^lar dottrina i che fa riff^enderequefidChiefa cm la ben ordi-^ 
naia officiatnra, che rende confolata la Taroccbia con taffìdna ^ e diligente cura , leggendo 
ed cowtmuo dottrine , efcienze d Chierici della Città % allenandofi perciò fempre tmonc 
piante p&la y^adel Sigttore . 

%0^ù.jtngmc in wxafM» fatto dfnefiacnra. 

- - ~ » . (• _ •^* ' 

San Satuatore , , 



1 1 



CI tede parimente fairìcca & bdla ChkTa^i SanSaluafiofe>fabrìcata come fi dicei 
O per retKladone di JSan Magno dai Oalara:^& Carofi> & habitata da Preti , ma 
Boàrio Michele ch'era Vicariò d'efla > prelb habito di Canonico regolare > mutò 
l'ordine» & fu approdato da Papa Innocenzo • 

La Chtefa vecchia con fottoporcico > fotto al quale albergò ma notte Papa Aki- 
liiidfo IIL baueoa vna cuba lauorara di mofaico per opera di Marino Morofino 
Doge 43 . che la fece £are fanno 1 14S. Fu poi riiatta la fisU>rica ùxl modello di Tullio 
XombardQ famofo Architetto >& Scultore m quelle parti» imitato dalla parte di 
loezaodattaCbieSii^ SaaMirco » 8c vi Ai óonfenia&> ralta^e di Sin Tomaio confa- 
crato dar Vbfildo Caidinaie OftienTe rann01178.il qpalfupoi Papa con nome di 
Ludo IIL È venerabile » oltre i eli altri omamenticou per la ftruttura fua comepcr 
altro» per Io corpo di San Theodoro » che fu il primo Protettore della citti • il quale 
fa acquiftato da lacomo Dandolo l'anno 1256. percioche trouandofi coftui nel mar 
madore con 1%. galee » & hauendo prefa la città di Mefembria lo traflfe fuori della 
Chieia diSanta Soma & lo oonduflfe a Coftantinopoli > & di quindi Marino Dandola 
lo portdaI'Vbietia» Sèfcrchc habitaua in cjuella contrada lo ripofe in quefto (aera- 
rio» ancora thn okd dica che re Io metteflè G iouanni Badoaro Patriarca éi Grado ^. 
Vì/ivededimannQvaSanHieroniniofcoIpito da TomaTo Lombardo allieuo del 
Saofonino. & fotto Torgaiio in due nicchie 5an Hieronimo » & San Lorenzo di mano 
del Danefe Cutaneo da Carrara» & di lacomctto Colonna amendue allieui del San« 
iouino» & amendue' concorrenti . 

Vi è parimente di Scdtura la palla deiraltar grande di fìniflimo ai^nto» & lauo* 
rata con f^ire di baffo rilieuo alte vn piede . Di pittura fi vede nella capella del Sa- 
gnunentbria Cena di Chrifto di Gian Bellino » & fu Tvna delle coft eccellenti » die^ 
egHoperaife ^mai » & nella capella alla finiftra vnapalla di Hieronimo da Treuifo 
ukuo di Titiano : & fui catenale della fagredia vna Nuntiata dipinta dal predetta 
Titiatio • & la tauola di Santo Agoflino con monaci inginocchiom fa di mano di La-^ 
nx6 Sebaftiani « Vi giacciono fimilmente tre Cardinali della fanHglia Oornara» in-# 
fepolcro di marmo »\:he ocaipa tutta la faccia fopra la porta della u^reftia , di nu- 
no di Bernardino Contino, de quali vno è Marco creato da Papa Akdandro VI J'aiK 
no 1 50oi*altroFrtticefoo creato da Clen^nce VIL Tanno 1 5^7. 6c ilacrso Andrea , 
creato da Bipa Pacl^fiL Tao.! S44JUl'si)C0iiCfodiqiKftì> finom 



> 



:ii4 P K L S E $ TJf H O ' 

Inliw M t Mw VicBDoenfis 
Scttlpcor > PiOor , & Aidùaetiau 

F. 

£ 0e/ fHAUÒ delfeditceh in pietra di pano^we : 

Lauremiiis Superandot 

Eorum Filue Vir. 

ExTcfiameoto* 

Siopra H FrMtifpitèo iamlatorìiifn S. Andrea fcdpHo ia mmrmù frmit più-del na^ 
turéti e daWaitro yuSan BenedeM > che dimofiroHt t nomi delii predetti Defmi > cm t- 
mmiDolfineynupefpitrtet&i^nmMwtenn .La toro fepoitttraii piedi dett>4ltare fih 
detto doue èfepolto anco Praiuefeo vnico loro figUnelo molto ceMnrato dal Stròfa . 

.Altmetntrodi quefUt ve nefim» dot altri ; ma infieme eenffonti » fbigolari ftrfim*$%- 
rat e ricchi per la materia * fatti in doi mrdiai di "Pietra di parai^Bne con cotmae bdiiffime 
di tutto tondo, che hcmno H capitelli* e Itafe di brun^ . 1^/ primo ordina eh? è dorico tuo dai 
napac^$mifpétii diuift da cmnne iteggonft iefiatue diflefefopra ifi»olchri di doi FntteUi 
Digit Aefnrono Lerenzate Gironimo "Primi, fcolpite ia marmo, e dilisentetnente t onorate 
è «ro .'/(KM aUe qMUincampo atro»* d caratteri d'oro dgloria loro, fiiaai^Uata del prim 

D. O. M. 

LaiHcmiàs Priolo 

Dux 

Sapieotta filoquentia 

Infigoii 
Legarìonibus fnmnis Quìbufq. muneribiu 

Clariis 
paulì I V. Pont. Caroli V.CcL 

Concitatòs animos Deliniuic 

Pacem Fundauic 

Italiani Tranquillauit 

Peftilentiam Extinxit 

Remp. Bene^effit 

Pius Portis Prudens 

Proc. D. M de Vltra ex Tcft. 

Lud. Prìolo Proc. Nep. P. 
ÌEit An.LXXVilII. M. U 
D.IIl.Inprinc.vnU 

E del 



D I SI M A KC O LI1.II. «wj 

EtMfcmih . 

D. O. M. 

Hierooym us Priolo 

Ditt 
loftitict Pnidentùe, Legum 
y index Tutor 

Vrbcm 
'£dibus Specimen Templis 
Ezornanic AuÓtzmt 

pacem , Italiae Confirmau't 

Remp. Sartam . Te^am 
Ab ornai Pericolo Seruauit 
Fratemae Virttitis ^mulus 
IRtocu* !>• M. de vlcra ex Teftamento 
. "" Lud. Priolo Proc.Fil.P. 
yix. An. LXXVII. M. XL 
D.XXl.InPrinc.III. 



e\ 



* * 

^tlfltùrime difipras cVè Cò^pofitOM Tacchi formati da Colonne vi fono due gran fi^ 
gare fcolpite in marmo daGiuSù talMoro» t vna di S. Lorenz/) ytaltra di San Girolama» 
cbe fono t Santi laro tutelari, de^uali portauano i nomi . 
Sonofohopojk à queftatbiefa 2000. anime in circa » 

San Baitolomco. 

SVI corto dcM ftiedefima^via» fu fondato il Tempio di San Barroromeo> che h pn- 
ma volta fiì dedicato i San Demetrio > & fu faorìcato da Marco Orfeolo > & da^ 
Bartolomeo Aio figliuolo : rifatto poi in 3 . naui dalle famiglie Salonefi i Bekjgna 8c 
Vallare/fa • & altri dice dal Doge Seluo . E fottopofta aHa cura del Patnarca>il qua^ 
le vi mette vn Rettore con titolo di Vicario. Fu nobilitata pochi anni fono da Cnri* 
ftoforo Foccari Tedefco > il quale vi condnffe vna paHa di Noflra Donna » di mano 
d'Alberto Duro> di bellezza fingokire> per difegno» per diligenza! & per colorito. Vi 
fii anco dipintoi su la fepoltnra del detto Foccari , alcune figure da Batcifia Franca» 
& Marco del Moro vi fece TAltare d'Ogni Santi . 

A D D I T I O N E. 

Furono gìd riformati gFjtltari > e fatti di marmi alta moAema am o rnam e nti dimoia 
ffefa^ e fpeciabnente il maggiore/fopra U quale è ripofloil Tabernacolo di finifsimi marmi 
con nmckie » e moke fiznre d$ bronzò . Gumanni Tiepolo Tatriarca rinouò poi la Chiefa > 



rUuceniola al fiato > cheftanroua alprefente j nr ff^ f i^fe yf ian/i iMlrr fcMr^ di tìMir^ 
hmmini modemit coyn^e neW^Uare dma natìóHe ^Mnamtat Vjlmumtiata con gloria iP* 
angelo di mano di Giàuanni Kxtbamer . La tanola di Santo Mattia di Leonardo Corona • 
// San Michieky che difcacciai pemonit con Iddio Tadrein Gloriadi Vietro Malombra • 

Dipinf e ilValma Ut ouotadeltMtar Martore j figurando In^efia il Santo ^pofloUf 
{corticato, e di Quadri Laterali con il mede fimo Santo, che Battei^a(neltyno)il Rè Toù'^ 
mone di Armenia è la Regina, àneWaltrO qHàndòMène percoffbikSatteliti C(f bafioni. Im 
oltre fece il gran Quadro eon l'Hffi<^M del Serpente di broìr^fdone oUHncontro lamrò San^ 



to Veranda quello della Mona » che daprofejfori viene molto loìato , infieme con la yifitic 
di nofira Dmna, e nella SagrefHa la Miffione dello Spirito Santo . f retta quefia Chiefa da. 
Bartolomeo Giera Dottore nella Sacra Teologia, e neWvna $ e IMra Legge j aWéol Ficom 



rio Generale di Gio: Frmcefco Morofini Tatriarcaprefen$e • 
Sotto dquefta cura fono anime looo. 

SanGiuJiano. 

' t, '■ é * 

POco diTcòfto è ficuàto San Giuliano , luogo antico 8t ef étto xlalla £amiglia Ba Ibi 
in }• nani > ma pòi rifatto del tutto i perruafiotlc & fpéfa iti pacte> di Thomafo 
da Rauenna Mcdicoi fui modello del Saniouino quanto alla faccia» su la quale appa- 
rifce la memoria dd detto Thomafo » con U foa (tatua $ bronzo $ Se con quc(uw 
infcrittiono . 

ThomdsVhyloUgusl^AutmìAsThyltcuSyàerehonefiU 

Senàtuspermiffit, fittati erigi fecit . ìlUs animi ^ bàs 
ttÌAmc9rporismonumentum. 

Ann. Mundi VlMlìCCt tttt No». OHob. 

Jefu Cbrifii M1>LIIII Vrbit H C XXXIUI 

e 

Vi fono venerati i corpi di San Floriano martire » & di San Paolo primo ìi^eniK 
ra> il anale l'anno 1240. fu condotto à Venetia da lacomo Lanzuolo > che lo hebbcr 
dalr Abate di Santa Maria Periletto in Conftantinopoli» ma però fenza il capo> il 
quale fu altre volte portato i Roma • 

Nella Chiefa Vecchia Gian Bellino dipinfe la Noftra Donna » Santa Caterina^ » 
U San Daniello con la Niintiata di fopra • Lataro Sebaftiani vi fece S. lacomo , Saa 
Marco» & San Hieronimo con tre quadretti nello Scabelk) • Boccaccino Cremonefè 
vi lafciò di fuo vna Nofìra Donna con quattro Santi, & Antonello daMefHnache 
fìi il primo ìnuentore della Pittura à olio» fece il San Chriftoforo» & Pino da M eflina 
U Sé Sebaftiano » che fono da i lati del San R occo fatto di rilieuo • Et la palla di mar* 
madeiraltare del Sagramcoto di mezzo rilieuo > fu opera di Hieronima Campa^ 
sua Veroncle r 

.1 



D It MARCO tlR II 117 

ADDf'VIONE. 

^ne affinfcrittmc r^crita dal SofifimHh di Tomafo da Hauom^fi rcde mUaCaffd- 
U ìil'if^jme da ila$ÌdeW Alme anco iiUcfidn^ 

p. O. H. 

ThoHic Pt^ilologt Rang. Raiiea Phy f. Eccien & Pab»^ 

Proc Of». merico , R • 0>ixìiiicntarij • 

M D. II. C In fpem Refur. futuri» , & imaort* 
gloriar perpeniuia noBunemum ex lefia. P. 

\a 



%% 



, iqueJhCbkfai è fiata ^co ornata di ricchi uiUarh e dfVinm^^ . frd 

^ fari è beiijfimo auetto della Scuola di Marx.m per marmi, per dijfegno » per intagli • 

& altri ya^i lamri, ha poi due figure yna per lato di San Daniele»e Santa Cattar ina fcol^ 
fite in marmo da Aleffandro rettoria > ehefece medefimamente il ^Parapetto pur di mar^ 
mo di baffo rilieuo figurando in effo la Vjttimtà deia Madonna . Queflo Ultore è dedicata 
JS^: Fergma Ufimta, rapprefentata neUa Tanola di mano del Toma . JlUafinifira deHa 
Clelia Maggfwre 9 né la minore dedicata à San Gionanni Euangelifia con nobUe Ulta- 
re^ e Valla del medefimo "Palma . Il Talco è benifjimo disegnato » e compartito » oue nel 
:Éffa4ro grande di nu^ dipinfe pure il Valma San Cimano 9 che [ale al Cielo j riceunt§ 
naIlaSantifimaTrinitd con molti Santi intorno^ 

Fece medefimamente fopra le Comici due titri Quadri 9 che fono ChrifU moflrato da 
. mtoo al popolo^ e iafita Refkrrettione • Ultri due ne lauorè Lemardo Corona, cioè : Ven- 
trata diCbrifio Trionfante in Gerufalemme^ e quando fé ne ftddinanT^ Caiftffbp che fi 
4^arcm le y e fittemi San Pietro interrogato dattjtnct&at & altre figura nel Palco « Sono 
d$ Santo Peranda le due tele, che dimoflrano diuerfe attioni di Sciocco ^ FA opera di ^»*. 
drea Vicentino la pittura ne portelli deWOrgano così di fuori^ comedi dentro « Sopra ima 
dette porte Tri è vnSanGpPokfmo di I^^ Baffano , & fytto ad^effb la qtà jotto iiÉt^ 
fcrittione. 

Hicfonymo Vignolé Equi ti egregio» huiofq. Ecclef* PrQC# 
meritiffimoi qui praner alia multa, quaeviuens in hanc ae- 
fieni contulij(4>^ii^i9 > n;ior jem etiam ex t^ftamemo anai^ 
uerfarias exequias ; manfiooarianiq. perpetuai» inftftuiti 
Prardicaiorb Clerici^» Sepultui aride Pauperibus legatum pe- 
renne reliquit» Lacunarque templi «re proprio facieadun» 
ac4ecorandum mandauit» 

Objyt Dk XXL OO. M. D. LXXXV. 

Bernardo Kotta Dottore neWyna, e l^altra Legge come Piouano di quefla Chiefa , (& i 
anco Cawmiaodi S Marco.) La fa odiare dtligentiffimamente ccfifomma edificatione ,c 
contento diParochiani , quali medefimamente fono fouenutiprontijimamente intuiteti 

accorr eti^e ne* bifomi deW anima . Efjèndo in quefia faroechia anime intnmo itioo. 

San 



ia8 DEL SES TI^ RO» C 

SanBaffo. 

PHr fianco d San Marco veifo lo horiuolo e la picciola Chiéfa di San Baffi>s lal^ 
quale (à ricca altre voice di più di due mila ducaci di encraca» ma ftieruata da va 
fuo Piouano per farfi Vefcouo > Bieca debile » non ciene altro di buono in lei > fé noa^ 
vna palla dipmca da Leonardo Boldtono» & la memoria in fepolcrò di Gian.Battida 
Adriani Secretano del Configlio de X. huomo già di nobile ingegno i & di maneg^ 
ciò 

A D D I T I O N E.; , ; 

E fiata nuùuamente accrefciùta per alte%z.a con^mev^ Lune > chefitumina: riatti gU 
altari alla moderna di marmh con altri ornamenti ordinarij » 
mprotiondofi [otto à qnefta cura fido anime 400, 

San Stefano . 

OLtra alle Parrocchie fi tnioua il Tempio di San Stefano primo per graìide»a>ft 
bellezza > dopo le Chiefe parrochiali di quefto Seftiero> il(]ualefi fini l'anno 
1 3 2 5 • II corpo fuo di ftruttura Tedefca ripieno d'ornamenti » & di ricchi marmi » 8c 
colonne> è afiai capace : & commemorato fra i primi della città . U coro è diuifo da 
vn parapetto di marmo > fopra il quale collocate alquante nobili colonne >foftengo- 
no gli ApoAoIi di marmo grandi al naturale fcolpiti da Vittorio Gambcllo • Si vede 
anco vna figuretta di marmo fopra vnapila> fatta Tanno 1 50 j. dal Mofca fcukoro 
afiai (limato. Vi è medefimamente di fcoltura vna palla di bronzo di mezzo rilie- 
uo> per opera di lacomo Soriano da Arimino Medico di molta fama al fuo tempo» 
con rinfcrittione • 

HJc fituseft veneta Surianusin Vrbelacobùsj 

Vrbe nihil Veneta dignius orbis habet • 
Nati & pofieritas fecura mens reddita coelo » 

Phyficus & patria natus Ariminea • 

II cui fepolcrò di marmo di afiai nobii lauoro j fi ripofa fopra due grifoni di mez- 
zana grandezza •& nel corpo fuo vi fi legge . 

RVRA, DOMVSt NVMMI, FELIX HINC 
GLORIA FLVXIT, 

Et più oltre il ritratto di Marmo di Gian.Battifta Ferretto Giurifconfulto Vicen- 
tino > collocato fopra il fepolcrò fuo j e facto di mano d'Aleflandro Vittoria . douc 
lilcgge. 

IOANNI BAPT. FERRETO VICENT. IVR. VTR. 
DOCT. PRiCSTANTISS. ET INTEGERR. VIROi 
IVLIA VXOR PIISS. ET SIBI POSVIT. 

Di 



D I S. M ARCO L lÈ. II. i2p 

Di tntttint T^fiMO dikicrit qi^adri nel Chiofho rdhurato da F. Gd)rle(lp Vìrdtìt^ 
no» di mano del Pordononc eccellendflimo Maeftro in quell'arte • £c in Chiefa aUa 
ddtra la palla di San Hierònimo di Giouann f > & Antonio Viuarìffi che furono Tan- 
no 1441 • & l'intaglio dell'altare fu fatto da Gafpato Moranzone . Et alla finiftra la^ 
palla ai Santa Monica » nella quale fi veggono aiuerfi habiti antichi de Vinitiani » de 
medefimi Viuarini . & la paHa di San Marco fu opera <fi Giorgio Viniciano • ^ fer« 
bano quinci auro > il Cardinal Beltrando di Tolofa Legato di Germania » Bc è ripo« 
ilo fotcò lV>i^ano • Bartolomeo Ltuiano» che fii Generale della RepUbl. l*anno 1 501* 
Andrea Contarmi Doge 59. che vifle Panno 1^68. Francefco Nouello da Carrara^ 
Signore vltimo di Padoua . I Contarìni Conti del Zaffo • Hercole Bentiuoclio nipo- 
te di Gionanni I L Signor di Bologna> dolciflimo Poeta Tofcano > & Marmo Gior- 
gio Filofofb dottiflimo^ & Senatore lUuftre 1 in ricco fepolcro con que Ae parole • 

Marinus Georgius Philofophus» Orator , Scnacor, Clarifs. ^ui 
praetcr optimaritm artitiin» iìiic tota Italia exterifq. geotibus 
fummo honorcac nomine Legatustinnumerabiles Prouin* 
cias Albi/ 1» domi lorisq. Magiftratns amplifa. quofqé facilli- 
meadeptuseft» &fummacnm laude gcffitj Inter quos ca« 
' ptiuus prò Rep« fiiAus>in dfuturnam valctudinem cum inci- 
diflet» leges vrbanas ex S.à. corrigens f lugente duitate ex- 
tindus eft. H.S. M.quodHelena Maura Vxo. fequatur T.F. 
V.Vix.Ann-LXV/. 

Antonio Comaro Filofofb parimente celeberrimo $ il quale IdTe per lungo tempo 
nello (hidio di Padoua .& Ti è fcritto . 

Antony ddcineres ^atòr aJffa ^ 
Hk Cottulius ìlie qmm Jòlehdnt ^ 
Rerum princifU ^€y dm Jocentmi . 
Ohm J»tenoreéc fiufcre jitheusc. 



Accitm f^trUs fubinde ad ifdss 
Ornétus t'OubfpfiifcéM/p , 
DùGfrkd , Finetdm htémit V)rhem 



Lorenzo Rocca Cancelller Grande* nelchioftro poco dUcofto daBa cappella de 
Coati dal Za£R>. & vi fi legge . 

^ *^ip. ih ddmimifirétione yerfimàU , ^ ddàmplìfs* 
in Uffédm rite w e§ coitnnditìs, Lémrtnt^ 7(occbd 



ISO DE L S E S TtER O I 

fVoSts imitémtUmfftponiti* Ndm cum yirtutis ipft reti' 
etéiatquétnm cdtor nffyueqHdqi fludiofifi. exittù, es 
froÈ^ ùó»it4(e affi innectntià decùramt , n fià «rdmis 
*Tj'tttcip4tum incndthtU omnium confenjh faerit confèm» 
tuSi 4nn0s ad Seftu4gint4i tdm ttétm, wttbru m pum. 
txcedensy certiffimam rutragtorU &* honorum édipifitn» 
darum, cuHdis ratMum decUrdUtt» Gtw^ìus 5ttfb4mu 
neffs ^dtifi. F. 

ADDITION5. 

Di quel fra GémeUf* fbe rtfimré il Cbi^fitOtfi legga t 

Gabriel Venetus Auguftianoram Eremitarani Atagifter» 
Domum fociorum igni afliimptain à fondameatis tettituit • 
M.D.XXXH. 

Et di otndrea Contarini Doge ^^.fudettò . 

HJc Sacer Andreas Sttrps Contarcna norantr 

Dux patria? pra^ibus fenior» qui ianua Ones $ 
Marte fuo ftindeosi & vidoc Òa0e pQtitusiAmiflfaai» 
Veneto Clugiam, pacemq. reduxit • 
M. CCC LXVlI. Ihix Crcattis. 
M. CCCLXXXIKin Cisdamfttbktot. 

In memoria della Famìglia Swiana vedonfi ijuefli rerfi fdpra l^na Sepoltura rigeriti 
dal Stringa, che fono di queil^apo Siriano Uedieù fofra $ominàUi dal Sanfokino . 

Hoc tibi do Virgo coeti Regina SaceUii^i 

Hoc lacobe maior Ditte» cninoi q^ tibi , 
Sit precor» vt velis cura? Suriana propago 

Suit nari medicus fit lacobiq. pater. 
Sit Patria & vitreis qua currit ariminus vadis • 

Votaq. fint dulcis coniugis Eugenia? ^ 

Nec minus excetfi Veneti res aha Seoatuf , 

Quo duce partu»boaosi gloriai noaeir» ope«; 

Se^ 



D r & MARCO LIBilI. i|i 

HMtoloPfpo dal Ferme» cMifueftamfimfiMei . 

Hanc quia femper erac cum corde affe^us ad Vrbetn» 

Interiora fuo hic voluic cum corde locati : 
Ottta fed reddi patri» Au neaibra Verona? • 

lacobus aHDorum Princcps de Vcrjne latiqje • 
Militia? fublimis honos» que^i gloria reritiB 

Geftarum in belloi qucm pacisfaiW^ togat« 
Confilia illuftreoi i^ & nulli éoQre iècuoduoi • 

Ipfius angttigeaa tam rammuni pMdus ia aula 
Vox habuiti cspit GalloSi vtrm(e fu^nic^ 

Germanos» fic Italiam fit rìftoi ademit 
Gentibus externis> alijs ac (gept fubadis 
' Ho(KbitSi imperio ligornmOttcisoppkia A; vrbes 
Addidit»in toto fama notiffimus orbe . 

Hic qtioq* prò attgenda Veneti ditìone Senatua 
€>iaseMipars,ipretttlicf«liciteraraia • 

Luce obit Ianni bis fena in menfe feqnuto 
Miile ..•. centum quattuqr currentibus annis : 

FAgid leuato U parapetto di marmò% che iUtidetu S Cor 6% e con quei mairmi% colonne» e 

fgure fiidette d^gU^PofloU » fi fono adornati i Vareti lacerali deità Coppetta Maggiore > 

nel meT^^o delta quale epofto l'altare di ordine com^fito fatto in tre archi forati» con co- 

hnne di tutto tondOi confuoi contrapUt^i tfopra jmi piedeftaffi iferuendo ut Cornice per 

impofla deW^rco maj^óre» d^uatefi akdaéornaio di Frontiffit» % e fatto a^effofi pofa 

A Tabernacobdifimj^mmarmi^diliìgentemente Uuorato confkgwredi brom^» colonne» e 

cmarapilaftrit efopra ma tribuna di rame dorata » che lo rende mófto pago à riguardanti • 

7{elli volti è archi da iUti tifano accommodate^fopra doi^attofì peducci doiftmre gran-- 

di d naturale fime di br(m:i(o» fatto le qu4ii tra li piedeftalti vi fono dot porte » che feruono 

per tranfitar nel Coro. Ericch^fimù^.4ltare delta Madonna detta Cintura» cMaeftofa 

fatto di marmi fiatiffmi da Carrara tbeniff^ omatodidoifyure facete in 

marmo di mto tcmo% pcfie da i lati»rapprefeaitànti li Santi» Kocco» e Sebaftiano » con altre 

^cora nel fnmtifpitio » reftan^ ihbéfa d*intomo da beUijJirao ordine di colonnelle di finif-- 

fimomarmoaffricano » e daCarrara »laeuiTauQlaédimanodi Leonardo Corona »che vi 

fece inefpila V'ergine affimtafaftenutu da vna fiabe con molti ^ngelrtti % t fofto S^go^ 

jUno» Soma Monaca» SatM iteffamye'hljcoLhneltaquale vi vsojiudioùarticolare» e per-- 

Wò viene vnitterfahnente lodala» eftimata » come vna dette principali jue opere ^ JPipinfa 

emonio Foler la Tolta di San Stefano lapidoto » appre^lapappetta di Mar in, Giorgj^^ 

Tiftta Sé^efka vedefi ingran Quadro A Martiriodi San$9Ste^anio»fiinitipiatoia Sgf^ 

lo Veranda ; malafciaio imperfettopor la di lui maru • 

1 ^ Ter 



j$% DEL SESTIERO 

Terr^armar»&à^aadirUTattadirmeMtrod Sa» fattale, fì letuaaUCuffflume 
giaceua ucadauero di Barto torneo ^^tuiaiuh coperta di relitto Creme fino > e pefia in ter- 
ra; Efopra la medefima porta > per Decreto ViAlicolifiipofto vna Starna "Pedeftre fcol^ 
ta in marmo con dilierfi ornamenti» e fatto la qui regiftrata memoria : 

Bartolomeo Liuiano Imperatori 

ì^luri mis Bdlb fpeékato 

Q$cm ad Caldura prarpropera mots 

Fii^m laboribnsabfltdit 

Noàts Odobris* 
Senamt dkatam oKttorìaa renoQMdl 

Ad Bcrìte Gloria; Perennitaceiii • / 

M,DCXXXUI. 

4 

t f 

QjiefioGranCapitanoianimocofhnte»pTndtHte>&ìmòtàfi^enerdé desfiEferàti 
della Hepublica . Terilfuo valore, & incorrotta fede fA fatto Ì(obile,gli fi donato il Co- 




aaua ytgnoria > e uaatoaa ^narea Hiuu0ero . Cu fnrono mart- 
roTiòlico» edonato i fna mo^ •mnValSuAm.yenttia <m c»h 
quanta feudi almefe in vita f ita . 

lui -picino è ^effigie fcMita in marmo di "Pietro "Porta Medico vakrofijtònot e fot- 
to ad'efia Leggefi . '^fl ' ' 

t. D. O. M. S. 

Pctro Porta Philofopho, Medicoq. Preci. Oodrina 

Vimiteq. tam in Pacrit , quam io hoc 

Ac io alijsRelig. MonafterìjSt & locis pijt 

Celeberrimo» immatura morte pra?uento 

Melchior frater, ac Marcus Balareno 

Ambo I. V. C. Gomifs. ex Teli. 

M. H. P. C 

Obijciiiiio Domini M* DC X1II|. VIIL Id.Iaii: 

iEtàtis an. XXXVIIL 
Mcn. X. DI. XVL 

SofrakVonaM^S»^dfdeatm»i poffalaSeottMEtptefire di Dominieo Contarini 
mtadoratacon bOtigmi ornamenti di cohnney& akri marmifinii che fa "Prone J^or Gè-- 
nerak in Campoper la Hepnbticain tempo delt^lniano , celebrato in pia èn»ihi da Vaol» 
^VMtantthfnna^triaFenetiamttefottoadreJfaStatnapt^itcaratten d'oro 



Di $. M A R C O LIB;II: 133 

Dominicus Contfreno» Duidore Copiarum LiuiaQo» 

Proukòr Generaltc 
Hehietijs fubOppido Meiegnano profiradis 
Auais Lombardia Vcnecis 
Lilia Stemmati Gontarenoà FrancifcoGalloriim RcgeiniunAis 

Faederaca Gallo Repdblicà 

Acciptt Monumentum 

Àogelus Eqaes D. M Procurator» & Dominicus Fracer 

Patnio Nfaxino ex Tcftaracfito • P ?• M. DC L. 



w-Trocuraior di San AUorco^hiofiffimo Senatore per te 

tadh e Carkhet menmeie dentrth efmni della Citid . 

Smoal^pialritrattoè foftalaqtàrepftrauimez 



-A 



Angelo Gpiìtare(ioEqti!t.ac D.MardPri 

Quem Refp. fuinmisaclinioiftratioBibus natum nada 

P^ adolefoentiam maxìmis laudibns cradu^am 

AdfDpremainvfi].aetateinpraeciputs Vibis Magiftradb. 

CiuicaciUD pranèduris» & per Enropam ordinari js 

Eteztnordioarìjs legadonibus addiztt 

Apttd Galli; t & Angliae Reges, Ferdinandum fi I. Imp. 

Vcbanun Oftaumn » lanoceotium Peclmuoi 

PoDCifices Max. Felidffimè vbtq. compertuiB 

Sempcr defiderabit 

Huic ianKNtali Hcroi 

Dominicus Contareimsfraterfepulci^lem yEdem 

P.AnnoM.DC.LVJl 

^elCla$4ifùatie(iTa yi pmo attredepit memorie • jlp^effo alta porta deUa Chiefa yi 
è U jepolcro di Domenico da Molino fratello di Ftauceko il Doge; rirtnof^mo Senatore 
€on il fm> ritratto /cogito inmarmo^ e nel moT^ di ejpifepolcroi caratteri ^gropUgge 
iilm: 

^ 

Angofto hoc Clauditur Cippo «cuiasauguftao . .. 

■ Nm cspit ori>is faiaaiB 

DoBioiciK MoUnos 

Olii iD.iioQfiniiaiida Reipy Maieftatcw Pk^ndiendaq. 

., I^nnim gloria óunqaan^iiictit. > 

r 3 Fratti 



1J4 I> ? J* S B S T I E R Q 

Fritti DoldfiìiM 

Fraoc D. M. Proc? 

Masttiffiauis pof. 

Obìjt Dee. ièx. Kaleodas Decemb. M OC XXXV. 

VincaDnosLXil.diesXXVI. 

SoffraUrott» delU lUm >i è yritdtri fepólcro di Vicetn^ Guffini CoMotiere » freftan-^ 
tifimo Senatore fmo forre dabU medefimo mentre vineuneon quefia infcrittme, 

Viocentius Gtiflonus Eques 

Franciici Filius 

Pluribus 

Pr«tuiis> praefeóhirìs, Legationlbus§^ 

Perfunàis .. 
Diu Rdp* Concilio fumino Audio inciirf>iiic* 
Nec non Rebus fuis coofuleos 

Adhuc viuens 
Hoc fibi pofuit fflonumenhiiii 
Anno Doain! M DC XLII. 



'•»,/» 



E dopò metto» d<me^fii fepokonelmnroparialfiuioèflatopeilhimapkciola^rà 
^ parinone» dono fono mtt^Uate te fefftenti r^be . 

Vinoendtis Guflfonus Equcs 

Senator 

Francifci Ftlios 

Hiclacet 

Obìjt anno M DC Lllt. 

Die XX. lannarij 
Aati$fu«LXXVIlL 
McnfesXI.Dic$XVI. 

E JUtapcftanmuamenter^altra Memoria con itritratto dfmarm di Wdtroyhb' 
eenu> Gnfioni Caualiere » e Trotm-éttor di S Marco» ea^hmto del foprafcritto doné i cm- 
rntteridoro jUtieedilni, 

Vincentins Eqnes t Andre» Eijnitis Pilios Dei > Se Patri» 

Gritia. D.Mard Procurator Guflonus. Domi Fprisq* 

Fundns fiipremb publicis onerìbus . ve) 

Confiiiat^ ni Aipicotis Cooflii, y cT Pntfcai 



V* nffiis, 

Vd ànicot. 



ViàmalUVm ' MeJieo Mmtìu Ti*- 

me conta fiiaSfk ieSlàtAU fM frttif- 

fim* ^miaht 'PerJ [«9 giommento i Vi- 

Mnti>e'Pofitrhnz 'teomaici<aad4are4é- 

TX , o.. - m;:',;,;;.?- ^:::::^x^ 

Viinanum ViiiUnBn Vfnraiiiìi iCììkìo. 5,5'u J 
McdiciiiDra<èO|>ifeiaia>&£ilutiicai' ' 

Cui c{t«i. vflpnooivi « '' 

Afliu^crentnicritò , facnq. fubmictetcBt 

Mnltosiaraaimas ..?' '' 

Linggciaaiiusq.vruàPan^GiiiuUiiMun V' ; .~ * 
Vttmplimfaibecéacquitet / . 

Moistaiidnaipfati^MsJamatHBtilti ; ^'' ;^^^^^ . 
Qiiain ille priss ; .'-,,", „!.', ' 

Clatii&rao aomini ..e ->- 

DaAarcnptiaaestnmerat ,..•,.., . 

ObiitIV.N6n.Matta!inba'Cfcl.natò'Mi>eLV»lt ' ' ' 

> Asi«iw)fe5ooU>»MMaBaieramP< 

■ ' ActcTntiiiigratiÌBi«aiin<mumentuiii,'' ' " ' < 

,:^'»«SSo-.. ., ;„ , ,„.. ...i.,:, . ^. ^,r,.,rv^ , 1 

■ ^WeiirfnjipàiKiniatiAiacViatM'^ 

:'. -Codilittó fdb hoc lapae ',;:•'■ ,°' 
Cv^lttRaduI^léìWcanu EquK..'. 

■■■ ' Cum Almi '■■,■'' ''■" 

Calamo 1 &I>9ai><ci||p ," 



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Efeputdujaauerècaiàfctw,' ^r..'' <.'^.i,n;v 
1 4 T« 



-;7 t;; .,:".- 

* ■ Vtquiosta autttur • ■ 

^ti -^ -e -'* ;. " ■'■ ' 

''visfcani .dìesV. 

Obrifa LVHL 

'■•,"-.'..*..''. IScUòU «li-Siwi^Abtinò. 

E Anco mcamciite ornato l'Oratorio chiamato di San Fa ntino : & ds^catAx.^ 
S.Hi»onìfno . In queflcAi.^tcllii ollr^ che operaio coomipuamcnce per Dio» 
hanno per cura priiicipalipeiite > d'accompagnare ;ilìa' morte Irci condannati dallx 
Giuflitia,con habt^ rteflò,* Wgi*re . Ec in qltcfto fi vede fr pilla dell'altare eoa* 
San Hierooimo dipi||tni4t JihtrcÀ del Moro>& iUo£Stto di mAK) di lacomo Tinto- 
retto . 

A n D I T* I O N E. 

Ùuejto eràiori^èjtatodeltuno.jrifatto così dentro,eamefHori,et>erfemmatotoitgra» 
fpda^yi&MO dot boriili principale è formato tutto diTietrada Varofigoiie , con te 
cotonnc ìfrif^gìo ,jUìrftj^inoì menfii , parapetto t efeaUm,fi che appare tHtto nero benif- 
ftrtio ordmàto , &omato . ti(yiwr^(j,»i pdper ordmmo it'Crociftffo ( a«ch'e%linen>y 
che ptrtoBOi fratelli tffi«io ac£aiupM$aMoi Tatìevtial.TatibMio. I>atlati-vi fom due- 
jifjire il Brotf^cl^vn» détta F'er^me Saati^taa , C altra di San Gionatinh grandi ioeo me» 
del natHxde gettate da Megandro littoria, di cui fhto ancone dell' ijleffo MetaU», Ifjln- 
f^eli pofH fopra ti frmtifpicio con Miflétif delUVagionc nelle mata.Valtro dedicato à Star 
Girolamo Jacfiilmdgineinil.wiSfQjfeifitAiitp'i'iìootliattcofiniffim» dal meJefim» 
Vittoria , ch^ f¥9'i «f» i'j^Uare^fojtifCftplafte di ^artn* jim^mr. ■ Ji^l polca be- 
BÌffh»o di(fegnaht e tompartiio finipdì'Bjjm ù)fe Orò^ece ilTalma tré forti di Su^ap, 
che apportano principamente foUtMbvtl/jMmrfe^piirgatorio : Il celebrar delie Me/~ 
ftìtlndulge»^ cotieéàiueJd^Mtmfv^ktt^aÌUcévnfiàfir^!i^ofme>cbe fi forno- 
perA'anime diDefoati t.ÌnvirtÀ4ftcÌuvetif^Ul^atfjj:onaoite ftnime purganti nellt 
fiamme. '"''... 

-" t»m iJptmflHiit^riritn^ XtdiUi'vmoti'Setla Chkfaiitptattròprincìpdì > e ^ ètri 
4*e£ÌJ^bdOinit f«W( fatti feri^v* fbp)nt tàl&ìnàtéria . l^tttrcUittrditiuefìo iaop? > «■ r 
rantf*à)d-9uUa\*it:Ct¥mct^deèr3tdi^dipy^'l6oH»dé€0fsmla>a^ 
ttr ifiofìroidijlinu in parti i priacipiaad» nel primo Qkadro,d4£Oratione neUhorto. '^t 
ftcendo, baciato da Gimtapfpii^.déUe-^Jirlffiy-^eLttf^f^ff^ dimani à 

Caifafso.'Ucl ^MMr^ocMuiofliiedeUiColom|MfiMeilato■^^el quinto la Ceronatione di 
hineJtÌglfeftomoftratoda'ySa>ótApopiStoÒ{tlJettpinincatainato ai Cduario, cai 
dutofotioalgraiu peff^éii^ Critt t'ì^^tntiuo^Jìefoigiiiidofi^a la Croce . T^elt viti, 
mo teuato di Croce da Giofeffò , e tiicodemo \ Qiialpaffionefi toù al viuo rapprefentata 
da qtteftodegno THttorachc'itiiHcevt.cbi ft'fia comfiifer$tioae, e eompkntione . Ut fopra ' 
tjjò Oratorio-doue i laSiuola » che fi radunano i Confrati , diprnfe il Tirttoretto la Tauola 
ielC^^AUore conparticolar ftkihti ,edil^e7^iWuranéo tnejfa San Girolamo Orante it^■ 
yna^rfttAtC(ifìnxaiUr«^1^f>T»lìltt'vTU^ato^ùUay'griii»ifofìtnHla da quattro vaia- 
-. 1 f ' cijjimk 



DI 3. MARCO LIR It isj 

t^imi ^r^eli ; "Pittura molto pregiatat e lodata . Jl fo^to di manodel "Palma > in cutft 
■vede la fermine ajpmta al Cielo > con li venti quattro yttcbioni adoranti , descritti da S. 
CuMaani^ ^n^eli> che li volano intorvo , 

Soùra le nubi jbno coHocati jldamo> & Eua, con altri Santi "Patriarchi > e "Pronti > fra 
quél ritrafie T titano > il Vittoria , & altri amici fuoit efeftcjjo con la moglie . Et intomo 
alSefoUrofèce alcune gran figure degli ^pofìoli di San Girolamo , e di Sunt' ^goftino . 
TS^el recinto poi di effa Scutìla rapprefintò la vita di San Ciiotamoinpià Quadri ;uel pri- 
mo vcdeft quando i condotto in vifìane diuam^al Tribunal di Dioie flagellato > per effcrfì 
dilettato di legger le Opere di Cicerone . T^el fecondo quando fu creato Cardinale da Ta- 
fa Damafo . 'J<^1 fcrjy l'edifìcatione delfuo Conuento in Bethelemme . 7^( auartoquan- 
dogtoafe il Leone feTita,mentre leggeua la Sacra Stritturadfuoi Frati , "^ci quinto ftd il 
Saato intento al jutdio. "ì^el fefio gli vengono prefentati alcuni doni da Mercanti. T^^ 
fettimo quandogiunfe al fine della vita . 'tletT vltimo appare d S. ^gofiino , mentre era 
portato dagl^ .Angeli al Cielo . L'Oratorio è frafuentàtiffimò particolarmente il Venerdì > 
celebrante in tal giorno molte Mejfe pert^aime di Defonti * 

S. Mdria della Faua . 

L' Oratorio umilmente di S.Marra della Faua>Jl cui dìritro ticotoé Santa Maria di 
Confolatione : fu prima vn Capitello > nel quale l'imagtne di noflri DoiMii di- 
pintai operando miracoli per rciielatione della moglie di vn Francefco Amadi > che 
TÌlTe l'anno 1^80. R edificò il luogo. Si crearono in principio 6. Procuratoriitte No- 
bili) & tre Cktadtnii includendo in (pdìò numero gli Amadi > i quali Icuata li cura. 
dalla Chiefa diMM Lio, vi mifero al goucrno vn Cappellano. Hoggì fatco nobile per 
bellii Se ricchi ornamenti d'oro > fu dipinto da Paolo Vcroncfet& da Benedetto Tuo 
fratello* coH la palla* come anco il fomtto . 

Santa Maria in Broglio. 

I A L capo della piazza publica. dietroalla Chicfa disanGcminianoiè pofta la 

.l\ Chiefa di santa Maria in Broglio > ò Bruoloi perciòche era tutm cjiiello (patio 

lui quale fono fabricati eli edifìci delia predetta 

dire giardiriOj& Ci dice che era fl gÌardirto>& il Br 

Dalla qua! voce Brolo* nacque qucd' altra dibro 

ccr'emonie * & di quelle infranti preghiere * & Cor 

con l'altro quando ricercano di ottenere alcun > 

tempi antichi all'vlanza de i Cindidati Romani i 

fuo chi padana ^chianoata Broglio* 'fìponiìiiò e 

Broio. ' " , - 

Fa rie tempi andati , htbìtationedc i Caualieri dclTempìo. ìquali furono eftinti 
da Papa Clemente Quinto* ad Ìn(tanza del Rè di Francia fecódò la commnne de gfi 
Scrittori, L'anno ijij.eflendo PnocipeGiouanniSoran2o*gIi compari inaiuivii 
Nicolòda P^rma Priore d ì san Giouannì de Soriani* & vn BuQuaccorfo da Treuifo* 
amenduc Caualieri di Rhodi) & Io ricercauono per nome del Papa d'aiuto* & dì fa- 
ttore* i enbnr in poflèflo ne beni de Templarr,cne fi hancflero fui Dominio Venetoà 

quali 



ijg DEL S E S TI E 1. O 

^uiU erano fiad apfrfkati dal datto Pootefice alToRliiìedcCaiiafieri Hkrofolimìta^ 
ol* & fra raltrccofe chicdeuatio la detta Oliera; ndU c^ 
rif vno Emanuelb Priore del dettò laogo • Si ricercaoono (u roccafioncddlarichie» 
fia loro i principi^ della detta ChieTaj &fi trouò che ella fiì edificata de denari del 
CoinuncA dei nobili di Nreoetìa»a>nccduta poi al detto ordine ddT in 

detto luG^o fi riccucuano» 6c allontanano di Annbafciadoridi Prenc^ eflemi» cho 
vcniaaoo i V6netia:& qualunque altra periona importantcad ogni beoeplacieo del 
Doge^IlPrindpeGiouanni Daiidok>fdonò appello luogo vnpeza»del^ 
Croce di Cfariflo^ il quale peruhcmie nelle mani della maglie di Marino Morofino 
Luogotenente in detto Oratorio ddGrao MaeAro • Ma ricaduta poi allaSJgnoria» 
& annefla alla Cbieia di s^Marco 1 venne fi>tto la cura de i Procuratori de Supra f 8c 
fo dedicata alla fraterna de i declutdie vi celebrano U fcfttt^ 

ADDITIONE. 

Cadi gii a terrd Per recchiex^ ^f^o Oratorio ^e fu riedtficlm dalla Ctmfratemitd 
deltufcenfwne de licenza del DcgCpe degli Trecmatmri di fofra^ome dalla qìà ingjiwta, 
tnfcrmtoue pofta nel mexjio deUa facciata appar s 

Teai|4um hoc Eccle&r S. Marci adiundum , Se Beate Marias 
Virgini»in Broleodicatum» Aotooius Pini q. I^urcotij Guar- 
dianus Scobe SanAiiiSaur Afoenfiontf rcftaurauit 4e Ikemiaf 
&confenru Sereniflfifni Prindpis»& IllnftrìfliaoniciiDD.Pro- 
curatorum de Supra Ecclefias San^ Marcb M« D* XCVlIk 
XX.MartJj\ 



Spedale di Saa Kfaico- 

L'Oratorio fioiilmente chiamato spedaletto i pie del campanile di san Marco iJfil 
inftituito come in fondo di fuo patrimonio # da Pietro Orfeolo Doge » il quale 
condottofìcelatamenteinGuafcogaaconGuarrino Monaco 9 fini gli anni fuoiin 
vita Monadica & folit^ ria > Se fatto celebre ftanra di Gian Batrifta Egnatio huomò 
dottiilimo» & eflendo Priore del detto luogo > vi Icfle publicamente per lungo tem- 
po . I! Principe vi crea il Priore » il quale cq i proiienti ordinati dal predetto Pietro 1 
foftiene afqiwnti poucri • Pochi anni fono t fu reftaurato da Silueftro del pene » iion 
la prefente infcrittione • 

Aram DeDOpt.Mas.acD. Marco Euan§eliftc tutelari Vrb», 
creda a Pctro Vrfeolo Veoeciarum Duce . Qui Prindpatu de- 
poficovefetotuai religioni daret.ac priuatisiftis Aiis acdibus 
pauperum diueriorio coofticutis GuariiHioi Aquicanum Mo> 
nacnuio» Romualdo , ac Marino Rauenatib. mooachiscomi' 
tìjb, vai cuoi Gradonico* & Mauroceoogeoeris&cutus, Ao. 

979* 



DI S. MARCO LIB.ir. 15^ 

-mI. i» D^MìcIimIì*^ Cufiao^, OMiltis pofi ffiottem toiracoKs 
mmk , Syluefter del Ben , Aloyfij Mocen%o Serenifs. Vene« 
darum Priac. domefticus» facrorum flamen, atch D. Marci Ca- 
noaicNs » eximia optimi Principis liberalitate Xcnodochij htt« 
ins Prior fnSe^s inftaurauic. Et ad perenne Ducis Vrfeoli 
decus , ac diutitraam Mocenigo vaius omnium liberalilfimi 
Mvcenatis memoriam» beoeficioruiaiBeinor» ek^um addi- 

imiterò pdft nagnam haìialeai vlftoriam anno» obi}t autem 
MdLX^II. IV. ^Nóo.AiiguftitCumXenodocbioprae- 
^SiifltAtBi.;!.!!!»!!:^!!!. 

ADDITIONE. 




Qratoiio de Zoppi . 

i^mfió ifitiééito Bella 'Piofnta di S. Arselo • Fa anticamente fabrUatù da lacòùo Mùre^ 
fini 3 di tuiji yedono fjirmjapfa Uparta \ e dedicato ^WAngeh Gabriele > lafciando 4. 
Menaci ma CHra% di quello Inogo, quali viflefserofino alt anno 1007. Mora è fatto Con fra-- 
tentità de lopoi con titm delt jinmmciatay & al prefentd è flato rifornuuo^fabricato vm 
l^eW Altare Ot Mofmifim dr ornato di belle Titture . 

ifa^mntt od predetto SeafecaXVI.Coatrade.X VI. Chiefe.t Di Frati. I, 

^. . ìaf/-frft- TY. CoqfH Santi . Quaranta Organi. XVII. Torri facre . V. Oratoriik 

ni. Spedali. XII. Piazze. I. ZeccaTL Libraria di San Marco. IIL Orologi) publici . i. 
Acmamentario.XVin. Palazzi. XXXIX. Giardini. CXV. Statue Marmoree. 
XXVn. Di Bronao. X. Porte di Bronzo. IV. CauaUi di Bronxo . LXXX Vili. Ponti 
di pietra, n. Poni di Bronzo. XXVII. Poxzi publici. I. Fraten» grande XVIU. 
Coiti Publidit. £ LVI. Tribonali di giuftida» <i( goueroo; 



y 



DEL- 



14» 



DELLA VENETIA 

CITTA^ NOBILISSIMA 

Defcritta da 
M- FRANCESCO SANSOVINO- 

LIBRO TERZO. 

Contrada di Canareio hebbc il cognome fuodafle canne > le auabVa^ 
doperauano pcc fabricar le nauij coiddoue è polla al prefcnte la Chitf> 
fadiSanlob. ^ 

Da quefto Canale adunque tutto il Sefticro s'intitolò Caoarek^ìl qua- 
le fi come de gli altri pcrauanti s'è detto > hi copia di Parrocchie & 4i 
ii monache come di frati > fi come più oltre fi poai vedere . 

Santa Lucia. 

\7Icino al Corpus Domini, è il Tempio di Santa tacia fabricato raaiw t i9i.altre 
* Tolte fotto titolo della Nuotìau. ma detta poi Sanu Lucia per lo corpo facto 
di lei) il quale portato di Siciliaà Coftancinopoli da Bafilioi & da Coftantinoi fii poi 
condotto di quindi à Venetia da Henrico Dandolo eflendout Bailo per la Repub. 8c 
ripofto in S.Giot^Ìo Ma^òreidoue flette fino che fi ampliò la detta Chieiài quan- 
tunque fi dica che bora {la fotto S.Croce . Alla quale. Lionardo Mocenigo Caualie- 
ro:confacrando la cappella ma^iorci diede principio i bello & honorato edifitìo : 
ma inccrrono per la fua mortie . 



DI CÀNAREIO LIB. ITI. 141 

A P D I T r O N E. 

I 

laCéippeUa Maggiore fondata 4al CauaUer Mocen^Otè di forma ouafa di ordine Com^ 

atOtCon colonne^ Comict > e 'ficchi di pietra Ifiriana > nella quale vi è il ritratto delfon^ 
we* teneramente [colpito al vino in marmo da ^leffaniro Vittoria celebre Scultore ; 
msfin^otare ne ritratti . Sópra tritare fld vn ricco , e Maeflofo Tabernacolo di finiflimi 
marmi con rim'^fji di rarij colori in pii ordini diuifo , & ornato di figure di Bronio . Dal la^ 
Hfiniftro diquefia CAppelkt Donato giglioni JipbUeFioreni'mo nfereffe vn* altra Canno 
I ^9%. in hem&re della yer^me» e Martire Santa Lucia con ricco altare yfopra il quale ri* 
fofa il Corpo di efsa Sant^ m Hobile Sepolcro di Vietra • vagamente dalla natura Mac-* 
emata . Iacopo Talna dipmfe la Tauola di efsé . 4ltare em la medefima J^ergjme > e Mar* 
tire$ dbefenevdal deh» & alcuni ritratti della Famiglia Baglioni . In due tele laterali » 
feceancoin vnaladetta Santa rapita in Eftafi al Sepolcro di Santa ^gata^ con Eutitiafua 
mUtére inferma» che fld in Oratione per ottener la faniid • t{ell* altra dimoflrò la traslatio^ 
weéelCinrpo della iflefsa Santa da Coftantinopolid Fenctia . Si legge nel Tarete deftro 
égftria di efso BagOoni : , 

Donatus BaHionius Nobitis Floreotinus 

Sacellum hoc D. O. M. Beat«q. Luciae 

Vif^mif te M artyri à fundamentis reflituendum 

Curauitt atq. inibì Michaeli Angelo Patri » 

Calmilo Fratri » eiusq. vxori Catherine 

Guicdardioaefibi» Se Coftantlae Cocchine Matri 

Superftici monuaientuai quod Poflcros fequatur 

P.AnnoM.D.XCn. 

Kefiapoiehiifa quefta Cappella con bella ferrata ornata di vafi » & altri lauoridi Ori- 
eaico. 

Vanno lóop^ gittò à terra ilreffo della Cbiefa veccbiaÀando principio aUannmsneU 
ìafi)rma$cheapparifceal preftnte 9 ordinata dal famofo architetto Andrea Taladiodi 
wdme Ionico fino alUpinma Cornice fé foprndi efsa fegue l*ordine Corintodi formaqutk- 
irata con colonne» cormci»e lacchi di Vietra Ifiriana» e fa tanta la foUecitudine delle jlf o» 
nache» € la pietd di loro Vrocuratori»cherefiòquaftdeitutto fornita in tempo didne anni > 
nemudinonfa mai impedito itlauoro ne da pioggie» ne da ^ui ; perche ò cadepono dinotm 
te»é in giorni fefiinif efseniofi ciò of ternato per cofa miracolofa . ^lla deftra della med^^ 
ma Cappella Maggiore» T^jcolò Verei^^H^He Fiamingo rifabricò t altra si la forma fief- 
fa di quella del Baglèoni hmendQ il 'BaJn^fudetto tanorato [a Valla deWjlkate » cb'è Sin- 
€mttmdiGimaQbmoemt$n4nna.Si legge in caratteri fcatpUHnTietra pofiUailaiii 

Nkolao I^eters, alias Perez t 
Nobili Antuerpìenii 
- hKcolai Equina HierofolymitamF* 

Qui rara prudencia clams 
Venctar Politico Phamid iminecaras 



141 DEL SESTIERO 

Comitads 9 & liberalitatis 



I • 



Cundoram antmos fibi deulofèrat 

Pietatts, acReligion» 

A prima ^ate cultor eximitts 

Sacellum hoc erexerae. 

Nouiffimorumq» memor 

Vrnam fuoi fuotuiaq. cioeri paraùcrat 

Anno falutis M. DC XXII. 

Vitadenum quinquaginca fex Aqoìs 

Praeclare fundo 

Paupeies , & optimi quiq. 

Pias lacryn^asobtuleronc ' 

AtVxorSybiUa 

Sororesq. Ifabella , & Agnea M^fUis. 

Cumlacrynis Elogium 

Poiuerunt . 

Amo Oomioi. M. DC. XXVIII. , 

GhUMHiTifpolottérhora Vrimieerio di San Marco>chefàpoi TÓtriarca , ereffe tri- 
tare dedkato in hoMredelFEfPetMMne dei Vartaili'H«fha bmndyt Iacopo Valma vt 
dipi>tfeU'PM0%il^Maklm>ràMColeportelitdeU'afSano, facendo dt dentro SanuLm- 
tiay e S^zoflino, e di fuori PUnawitiata . E difua mano medefimamente la Tamia dtS. 
Tmafod^UqumcktodagU UngtUcfmeiugplarerginatc . L'akraTauidacm^.jtg«&t' 
no, e molti altri Santi èopera di Leandro da Bafiano. Monfignar G iorgio Tclacco,cbe i fi*- 
toàmf^ediauefiereneraiideHoiiacbeperaeorfoditrenta feiMtù »vt hajatto Tm'- 
«ìraMtiawinoaUaSagnfiiatthe^rkfceTmpoeo ofiuro per il fuo t ma è cbianffmo parU 
Sante Rfl^it»ehe ytiono%pergti ornamenti , per le parature » e per d Santo a cut e aetU' 
eam» eh'è Sam Girokmo * del quale effo "Polacco era dinot^mo i che perciò intitolo, qnefio 
Saerariù^.^tntr9 di Betteteme»immtmioriadelU Grotudtutt efstSaiMfete afpra^e fenc' 
tapenitwu>c m fià ftritta : 

Sacelliun hoc Antro BethrenlHco 

Et inquilino eius Hieronymo 

Ioan. Theupolus VrlHs Patriarca 

Sacris Lipfanis ditamm cUcaoit 

M. DCXXiX. 11 X. Id.Decemtk 

Georgius Polaccusextruiiit» & faaa fupeiledile donauit 

Ambo b» MiniAerij XXI. 
AcEtifCfuopiisIaboiibiis Pacco. 



D I i C A N A R E I O LIB. II;l 143 

(^u^ Totac€ofik tinflitiitofe di mak^ J^ionh chefs^ctlebranek qiufiti Chiefa MeB^ 
memaue cpfamio cùnpmfrum ieU'miime > cioè la ti^mu i none giorni auanti il Vffi^ 
talesinmemoriadinouémcfichelaP^erpne port^nel ventre il Salumre . ItWmMd4lc§ 
elei: quel giorno in cui caie t^imunciaSone detta Madonna • // rranftto di Chrglo > e di 
Maria per impetrar buona morte i Fedelifmuto dgti ^goni^anti > & alle anime purgami 
ti foUeuamento • 

P A finalmente Confeerata quefla CbiafaPamui i6ij. da Prancefco Fendramno Cardia 
nalCi e Vatriarca di renetta, il dì XXt. di y^gucmbre > Feftiuità della Vrefentdtione dd^ 
la yerffne, in honore della fua ^nnunciationef e di Santa Lucia f^ergjne% e Martire # /ar« 
$0 il Trincipaio di Giauanni Bembo : che però fi yedein àie Vietre pofie fapra le pmt 
t infrafcritte memorie: 

Màes bafcae D« Annuotiatae Marat» ac B. Liidc 

V.&M.Saaai« 

Vetnftaté ramain vodique mlnantes 

A fundameotis in fplendidiorem hanc formam ex PalJadij Arcbetjrpo 

Eugenia Dieda Prstfè^a » & Moniales 
loan. fiemlM D. Marci Proe. Ludouici Barbadici^ Philippi Bc mbi 

Donati Ballionjj, Auguftini à Ponte 
Refiituendas ope , & opera C 
M.DCXI. 

FhMdfcu^Cardinalis Vendrameaus Vrbis Patfiardu 
£odein Ioan. Bembo nunc Ducei Chiifiioa ZilioU ^ 

Pradfe^ Dicawt. 
M. DC XVlt Ipfis Feri js Tempio Dicata: 

Deipare 



Corpus B.Loci$ V. & M. Magni fllius Henrid Dandoli 

Principis ftudio 

Byzantio Venedas aduc^ftun» 

Io D. Gcergij Maioris Phano MCCHI. repofiton 

Hoc poOea S.C M CC XX C. laoauarij XlIX* 

Loce translatum 

Voacam Parochialibusiurib.huic Virg. 

Annontiarae Caenobio 

SÌXBS IV. Pont Max. Duce Pattibusq* vniiiet& 

HiiiBfte V jrginua Colleg»; Saoaitad iddÈ&USaùs Fiagitaotib. 



144^ DEL SESTIERO ^ 

M C D X XIIC Die IV. Maij D. Monica Kcato 

Apoflotica benignitateconceflif» 

Georgius Polaccus itnoioRalitati monumcntum hoc confecrandum C 

MDCXVIl. 

S. Hieremia / 

PIÙ verfo Canareiò è la Chiera di San Hieremia di a0ai honefta grandezza > cdili^ 
cata dalie famiglie Rimonda» Morofìnai & Malipiera» & fatta nobile per il cor- 
po di San Magno Vefcooo di Heraclef ripoflo ftiori del Coro dalla deftra > il quale 
nel tempo fuo beneficò molto quella Prouinciai con topera & col opofiglio . E anca 
nobilitata per lì de(H>(iti del Conte Pietro Erdendo Sisnor di mokeCaitella» il qua- 
le dì fratello delNltimo Cardinale di Stri^nia» & delle famiglie Tomafina & Fsiec- 
ta. della quale Antonio Filetto fii Vefcouo di Concordia l 'anno 1287. & della To- 
mafina>Fatio9& Domenico edificarono la cappella di marmo con la palla pantacn- 
ce di beUiflime pietre. . , 

A D D I T I O N E- 

La Cappella Maggiore fu rincHatamfomcl^amo 1600 Jn alJaibeUa»efpacÌ€fafrrméU 
e C(mf aerata à Maria femore F ergine f la tui Imagine j e di filieuo [colpita m legno da Gèo* 
Tietro ScrouaigioMane ftimaeo aU'hora di molto -valore j efsendo quefta ma delle fue pri^ 
meoperci eftd r^oftafopra ricco altare, fatto di marmi con moUi ornamenti . Ledmu- 
le lateralifiérono dipinte da ^Uf Sandro yàrotari > che fece m yna l^^doration di Magi » 
con yna gran Croce diflefa al piano, intomo alla quale fcher:^ò diuerfi ^ngeletti. E nel^ 
l*altra la Tur ifìc attorte della F ergine i dwe fi yede il Secchio Simeone > che ha nelle Inrac-^ 
eia il Bambino Ciesà y e riuolto al Cielo rende gratìe à Dio di hauer reduto il Kedentor del 
Mondo; il tutto con belliffima difpofttionef ordini di architettura^ cfrofpettiue . 

Fece l'ijiefo Farotari nel Fronttfpitio di effu Tribuna f^ra I^Mtare in trefpatii Angte* 
li ingloria, cfje fumano varij ifbrumenti > vagamente ve futi • ^^ella Cappella del Sacra^ 
mento Antonio ^lienfe > dipinfe da i lati in vno il cader della Manna à gli Hebrei nel de- 
ferto} e neU altro i medeàmt morficati da Serpenti^ opera ben intefa^ & diuifatai & indme 
fpatvjminoriritrafiejlbelleyeCaino» con il facrijicio di^bra^mo. (.a volta deWiflefsa 
Capellafù dipinta àfrcfco da Matteo Ingolla il quale vifscù varie cofe della vita di Chri^ 
fto . La Tauola con la tergine , in Aria j t SMa^no t che pone C orona d'oro in Capo d Fc^ 
nettai è di Iacopo Talma . 

Hd antnte quefta Tarrocchia 6600» 

San Marcuok. 

IMdi trapaflato San Lionardo> che fii fatto Tanno 1025, & doue hebbe il fuo primo 
principio la Scuola ò Fraterna della Cariti l'anno 1260. Si giugneal Tempio ;di 
Santo Hernugorai detto corrottamente Marcuola» edificato & parte di quelle per* 
ione che per la tema de lA^gobardi rifuggirono in quefte paludi ^ hopora de San- 
ti 



DICANA&EIO LIB; III. ^5 

ti Kcrmftgora» & Foitiiiiacch AiMjedddIaCJtrà 

cc^n> foffinro cittadmh & teftatmito ^ da ì Lq^ 

gneri. E lu^o venerando per lo dito di San Giouanni Battifta» col quale moftrando 

Sfo Giesù Cnrìfto difle . Ecce i^pms Meiqmtoltkfeccata mundi. Portato da Sebafta d 

Veneda Tanno 1 109. & ripofto m qUèftoSacratio dal V'eTcouo di Caftello: la cui fé- 

ftiuicd vi G celebra ogni anno folennemeace * Se anco venerandoper vn pezzo àcl le-> 

gno <idhSantilfima Croce . 

ADDlTtONE- 

SiT^edeinqiteflMChnfarimoÌ0witdUC4fpe^M4^ fBf^lé^ 

nCfC marmi: mafia riguarienole per la Tauola^ che contiene la tergine ^fjunu al Cielop 
e di fatto {tanno li Santi Oermtigoray e Forttmmo'Vefiitièon tfeìU andari di panni > dipinta 
con molta delicatcTL^a da Leonardo Corona . 

uscoboTinmeml4mftètact^diciìirifhf^UUt^ 
iftatoUuatOyepofUmUcopètt.iiWoéefìmTint»^ tM 

tonata deta Ccronation dtfpine è opera di Iacopo Valma . E di Taolo Farinata fld dijmM 
il Batte/imo di Giesà Chrifto • Vanno 16 j }i>.fn^rtitarpna cof^atemìtà del ChrtfiotC fabri^ 
catoni ynC^hare» e capùella chinfa di muri con heìlifjime ferrate pofia fotta il V artico della 
Ckiefa^ alla qnalefanoftatecancege molte Indnl^en^e per Inanime de Morti%& ^aggregata 
d quella della Morte di tLoma . Toc$ d^coìh ia detta CafpeUa l'anno poi 1 644. fnaa i Can^ 
fratt'Càificata U ScuoUdn^hétUpmafirma j donefi radmana àfmi tèmpi per creargli <^ 
cidi di detta confraierniàdf e per altre accorrenxjh edone confmtamlecere^ $ Libri % oificf 
Doppieri^ Tatatmci ^fgentarie^ & altra • Sapra la Vartoiai ^pteM f^ica jlà fcrittom 
marmo z 

D. O* M. 

ScùxAx del Sàntiffimo CtòcefiiTo 
Aggiogata ài|uella biella Morte 
Di Roma^ fondata l'anno 

FrÀ i murideUa Chiefa in dimfié Utog^ incanna tré Oanne^ dre per ì^ànflènUitUa yita 
ìarOffano chiamate PEremite di S. M arcuala. Qnmdo ne mnort yna dì é^ vefnctede fn^ 
bito -pn* attrai ma non eccedono mai il numero di tre. binano di fole Elemofine,che li venga^ 
no portate; perche non mandano in akùnffèipa in eè^ca per la città di cofa alcuna^effla' 
[ciano vedere da alcuno Jlanno -pu^Oràiòriocon vn\ dltare doue adona la Santa Meffa ogni 
^mo da Sacerdoti^ che lui celebrano per laro diuatione . 
Sana le anime di quefta Tatracckia 8400. 

San Lconatdo. 

ADDITIONB. 



SifbndèqnefiMCbiefatannotQVS.Silénorifimnatiéi Ultori, è ridmti oBaftma 
moderna. Di notabile fi vede il Quadra del Redentore rijjorm MaL ìmim m m o ìli matkmt^ 

K gliofa 



tj^s D E L S £ S T I B R. O 

gtìofa attitudine» dipinto da Antonio jtlienfe . Quim bfbbe principio la ScttoUh ò Fraterna 
delia Carità Fanno 1160. Le anime fotto d quefta Chiefafono circa d 500. 

Santa Maria Madalena • 

LA Madalena antico Sacrario» fu opera della famiglia BaflEii edificata da loro co-*^ 
me cappella. Fatta poi Parrochia) fa diungo andare ornata di due auadrotu 
dipinti da lacomo Tintoretto > né* quali fono efpreffi > la conuerfione d*efla Madale* 
na> & la penitenza fatta da lei ne i bofchi di Marfilia . Et è l'ultima Chiefa vifitata^ 
éal popolo nella oercmonia vfau dalla cittsl la fera del Venerdì Santo • 

ADDITIONE. 



OkrtdiMQnadromfiidettidipintidal Tauoretto > èfua operaliporteSi d^eorgam i 
ne fi fcorgefin*hara altro di memor abile • Hd anime 6^0. 

San Marciliano • \ 

ET pia difcofto è San Martiale detto Marciliano dal volgo> & quefta fu opera del- 
la famiglia de Bocchi Tanno 1 1 ^.nobile per l'Imagine della B. Verjgi ncjla qual 
fi dice che per fé medefima renne da Riminijin quefte parti . La contraaa fii edifica- 
ta dalla antica famiglia D^U'dana j la qual venuta i Venetia l'anno 70? . allettando ì 
foreftieri ad habitamit di accomodanano di danari» perche fi fabricafle; La qo^ fa^- 
miglia hebbe poi dalla Rep.diuerfi honori • lacomo Tintoretto vi dipinfe la hiftocÉa 
del detto Santo» & Titiano vi fece la palla con PAneelo Raflaello» & eoa TiÀsih deal- 
tri ornamenti vi furaopjKr lo paflàco confilmati dal tempo ^ 

ADDITIONE. 

Tlella Cappetta del Sacramelo f^lienfe dipinfe con peU^ina imie m me Cbri/k rì^ 
fbrgente conmoki ^ngeliintomo, che tengono in mano li MifierideUaT^^Jìone.EtUCéh 
maUer Vignano Fiorentino fece il Chri/hf ch*i d dirimpetto • 
Sono Jqggette à qnefia cwra anime x5H^. 

Sanca Fo(ca« 

D All'altro Iato di qui y e fituata Santa Fofca anco ella antica » doue dipmfe n|t 
palla Vittorio Scarpaccia Maeftro chiariifimo nell'età fua» Se Bonifatio Vcror 
nefe. 

ADDITIONE. 

In qneftiyttimitem^fi rifatta la Cappella Maggiore dalla Confraterniti del Sacra- 
memo,. Fi i anco di Iacopo Talma, vn Chrijio in Croce > mirabile per tojflndio vfato nelle 
mmbra$ e perté^tto di pietas che rapprefenta i con li Santi Maxco^e '^cM inocchio- 
m. le emme fono 900^ 

San 



DI C A N A R E I O IIB- IIL i47 

SanFclke. 

ET SanFdicc già 34.anm rifatto di nuouo fecondo l' vfo moderno rie inRkvàto l*« 
anno 9^6. dalla famigUa Gallina» hd gli ornamenti fuoi degni di conlkleratio- 
ne. conciona che il Tintoretto vi fece la palla di San lacomo > la cena di Chrifto » 8c 
r^lcaro di San Demetrio. 

ADDITIONE. 

La TaUd deW^ltar Miliare fa opera del CauaUer Vafgnano Fiorentinoye neìlaS cuoia 
te Centureripofta per fianco di quefia Chiefa vi è yna Tauola con la Madonna di Gio:BeUi^ 
no. La CappeUetta à manfiniftra nelt entrar in Chiefa con la yerpne MadretS.GioiBatti' 
ftai e S.Tietro di BrwKofwrono gittate da Ginlio dal\Moroyche fcolpì anco le altre duefigu^ 
re in marmo» che rendono maggiormente adomo quefio luogo . Tacila Cappella del SacrO' 
mento è del Tint$retto il Cbftfh orante neW Morto > e di Gentil da Fabriano è la Tamia con 
S.Tat^ e S Antonio Eremiti • 

Vorgano è notabile per tintagliot e per éffer riccamente mefio à oro $ effendo di machina 
grande . Uà anime 1 200. 

Sanu Soffia. 

SAnta Soffia dall'altro canto: creata dalla cafa Granfona» altri dice Guffona Patino 
I020. è reftaurata ne tempi noftri . Vi dipinfe la palla di San Paolo primo bere- 
mita & di Santo Antonioi Gentile da Fabriano»che fu maeftro nella pittura de i Bd* 
lini. 

A D D I T I O N B. 



In qnefia Chiefaapparifce diwtono t^Akar Maggiore^fatto in afiai beUaformot&^tdùr^ 
nàto della Valla di Cbrifto^dfe entra in Cafa di MartatC di Maddalena con altre figure, di^ 
fìnta Eccellente da Francefcoda Tonte da Baffano^chefà Emulo dilacopo fuo Taare nella 
Tittura^ La Tauola deltUjfmta è di mano dt Leonardo Corona; & iui vicino fopra la por* 
tavièm Quadro di Le^mdro Bafiano^ nel qnat efnreffe la TS(atiuitd della Fergme. 

Roberto Stro^ GentiFhuomo Fiorentino erejfe rna CappeUetta vicino alla Sagreftia^c 
neUa Tauola dell'altare vi fece ritrarre f annunciata di Fiorenza da Iacopo Tdma. La-^ 
notò anco iHfUffo Talma i Vorutli delCOrgano y figurando in effi C^Adorationdf Magi al di 
fuori, e nella parte di dentro S.Giouanm > e S Marco ; Efopra la S^eflit vii vn Quadro 
diuifo da yna Cornice doratain duefpatijtnequaliil medejimo Talmafecem vnolaCir* 
conci ftane di Chrifto,e Leandro Baffanofudetto lafua Ti^tiuitd. Fi è di piA la Cena di Chri* 
fio con gf^pofioli di Taolo Nerone fe% doue la Menfa è tiraci in profpettiuaifimtdoglfjtpo* 
floli con dmotUme per douer efer communicati^ 

jl quefla cura ponno e^er foggetto intomo d aooo. anime • 

K s San 



V4? D S L S E S T 1 B R O 

S.Apo(lolt. 

ET più Ycrfo Rialto fi troua h nobil Chiefa di Santi Apoftoji , fondata per reuela- 
tiene di S.,Ma^nO)& fabricata dalle famigrie Eriza>& Cornara : ma in quedi ^m- 
ni ridotra in ahra forma & guafi del tutto mioua; & veneranda per t'atfidué predica* 
tioni, che vi fi fanno da i primi Theotogi di Chriftianitd chiamati i quello con grof- 
fe prouifioni . Dipinfc in querta Chicfai Benedetto Diana eccellente Maeftro nclTar- 
te lua» la tela di S.Lucia con altri ornamenti • & fu nobilitata dalla cafa Comara.per« 
che nella Chiefa Vecchia era collocata la Regina di Cipci» la quale disfacendofi il 
Tempio per murarlo di nuouo» fu portata i San Saluadore. & fopra alla porta deftra 

g'ace Hieronimo Coruaro nipote della. Regina: Se alla fioiftra Giooanni (aa fvafieUo. 
t i mczz4 Cbicfa nella cappella della cafa predetta bellifllnu & riccbifltma cmanto 
più n poifa vedece > e ripoko in fepolcro di auurmo in aria Marco Comaro bisoipo* 
to di Marco Principe che fti l'anno 1 3^5 .& padredeUa Regina eoo queft'kfcvittioiie* 

Menù Cùr»€lio Ef. Georgif ^ce Mhp l^rétcÌ4ri F. 
Mara "Ducisex Jadrea "Tr^nepoti sinéi. Opt.fim'^ 
ma Saptent. Maxi. Optb. (jf "Xeneficent. t^ Càthtrvtét 
Cypriét "^gmét . 

Et in vn'altro campo verfo la porta fi legge . 

CeorgkxBqé. F. FientiffmHS IXMArciPraai* 
rator ^ Marci SdcrofinGfée "^pmanéc Ecdejtét 
Qtrdiaalii GmtiTy ^atri Metitifimù^ 7. 

AlTincontro in vn*altro fepdcto fimile è pofk) Giorgio Comaro padre diPrance- 
fco Cardinale» di Hierónimo^di lacomoi & di Giouanni de quali dicemmo di Copra» 
& fratello della Regina» la quale rioiafla Vedoua » egli indu({c à. raccommandar quel 
nobilifliino Regno alla Repub. onde facto Caualiero dal Scnatx^» & Procuratordi 
San Marco come benemerito » gli fu pollo da figliuoli quello epicafio nel pdmo 
canifK)* 

Framifitu dmelius SaaofanSét Kcmahét Ei^ 
HtfétQardinatis^Ucùbiis 1^. Mar ci Vrocuré^ 
iarf Hiit$nymusy^ Jomufs Fr.fué oc Ps^ 
triéf Pdr$ntt ^ 

Et nel fecondo campo feguita • 



DI C A N A R E I O LIB. IIL to 

09§rgi$ (orwelio Ef l^tii Marci Procuratori éMo. 
genere atqi opibiàs darò , virtute rero fiimmisqifièìs 
erga Remp- merìtit darioriy cuius ^vnius epera Qatba^ 
fina Serore Regina eiuff^ Pofleris mira T>$etate poji 
Hebitis y Jmperinm Venetmn Cifro Jn/uia anàum 
ornatumqè e/1. 

Marco adanmic figlhioio di Giorgio fii Caualier^ Illuftre & Senatore beaemertto 
ddla Repiib. & oisnipore di Marco Gornaro Doge s8.chc viffe l'anno i}5$.& venu- 
to i morte» porcato A Santo Apol tolo con po.npa reale» gli fece Toratione funerale » 
Pierro Contarino huomo d^ctiflìino» Se honorato . Di quello furono figliuolo Gior- 
gio» & Caterina . Giorgio ftì fatto Canaliero dal Senato^ & Procurator di S. Marco • 
Cacerina fu maritata à Giacco Rè di Cipro dalla Signoria > che l'adottò per figliuo- 
la . La ouaie rìnuntiato il Regno alla Rep. ve;iiita i Venetia » fu proueduta di cadcl* 
h & di larghe entrate per vfo fuo . Di Giorgio nacque Marco » che fu creato Cardi- 
nale da Papa AiefTatidro VI. l'anno 1 500. Francefco fatto Cardinale da Clcm. Vii. 




dinale creato da Giulio III. &hoggi Camarlingo di Santa Chiefa» di Giorgio Ve^ 
Iraiio di Treoifoi di Federigo Veicouo già di éergamo» & hora di Padoua » di Fran- 
cefco > & di Marc'Antonio » che mori a Crema > eie quali habbiamo voluto epilogar 
^uefto poco > in que(lo luo^o per eiTere quella famiglia molto chiara » & illufìre » &r 
benemerita» così della Patria» carne della Sacrofaiica Chiefa Romana • Alf incontro 
de predetti fopra alia Sagrcftia è rtpofto Stefano Thiepolo Procurator di San Mar- 
co» celebre per due Generalati > & per molte opere memorande fatte da lui per la^ 
Repub. alla qiiale morendo » lafciò in fuo luogo Paolo parimente Proau-atok: ài San 
Marco $ che viue ai prefeute • 

ADDITIONE. 

Dopo la rinouatìone di queflo Tempkh è flato anco adornato^ & abbellko éi unitari, Tit-' 
turCiC Sculture: ma fra 1^ altre cofd che lo rendono vago > è il fonino formato da primi Tit^ 
tori di quel tempo . Darh t^arotari adunque Ttttore% & architetto Eccellente fece t^r* 
chitetture intorno compartendo nel mexxo di efie quattro Hiflorie degli atti degli ^poflo- 
lii che fono in vna: Giouannii e Andrea ^poftoti % <àc in Samaria Battcìtjano u conutrtiti 
da loro alla fede di Giesù Chrifto j difcendendo fopra di effi il Spiritò Santo . In vtf altra il 
Martirio di S. Stefano . "ideila ter^a la caduta di Simon Mago al femplice fegno di Croce 
fatto da San Tietro . La quarta la Conucrfton di San Taoto • Francefco Monte McT^zano , 




che gira intmio^furono alcune ccbritc da Monte mezz^tnOi aUre daltuiUenfc ; così ango 

' K 3 m/t 



tfi : nTL S E ST I ERO ^ 

yna parte di ofiifro il SacrificfO di Uhramo^e dafi'dtra^il Frafrictdio di Como; e di fuori » 
fece Mosèf che mM^a àgliìtebrei mirficati da Ssrpenti] queìlo'<$ brqn^oda mfitttOf nei 

quale rinardémiq^r^b^^ ^*Lodo^ 

uico yeJcQUoJi mano ai ^nfonio,Valt9ia , Wppte ^el Valma rqfchio , e T^adre di facùp» 
Talma detto iUp^téonCf &^ fiedi-di efia TN^oUyJopra ìlmq^$mo ^ttoire fi vede vnx 
belli ffipna H0^nM^4i hfsOfmJeifnte, 4^0ìifi^ie*ji^^4^fi\m^ ^} ^Wtff^tW^agH^ 

Iacopo Talma fiidetto dìpinfeloTauola con S.Giot Ba^tifta» e moifi akri Santi.TMla Cap^ 
pella alla defira della Maggiore idi Cafa BragadinayDomemco Tinfope$$Oì4i^iHS0keU*^U 
tare SXodouico yefcouoi ma auefto fu leuato dapadroniy quali ceffero detta Cappella > dr 
Uifor^ allaConfraermt4^dell*Avgel9£HfiodeffyH4h é^eiéith- 

4.0. L4 TciHoU neWjiltar^ ielU 7Ìjtifiif4 dpllii: M^ionna^fà oper^dji GJiHiim^, Con(ar4m •. 
T tetro Mtr4 , Vittor Eiammgol4UoròÌ0;VaU4 canali dodici jfpóftpli^ ^ ^etiidpfi f^SHtct im 
klcwe, Ttfie diejfi , de naturali, . iiyi^ccftpafe^ efffi^PaUf^fi ytimnfi^ dk Mimd.^aìo^f^ 
fimap qftalf dfceffif ài fiata dipint<^da S.Lfu:éfl]Eii0nielJ(i^,cfK quìimQ0lifif.afa>^aft9f H^ 
dprnocmagjiiùrmente^ yhòy^*4^^^^pare4i:(Uc.ato all^Kergincj,^, ¥?H'^^:^bkCMtfh^ 
ri^^i doueftd ripofl^ effaScutfa f colpita in finifj^m^ Marmo^di tuff0, tpp^ dfill^, ff^dfiT^ 
^aln^turalei 3 calcandolo* piedi la tefÌa4elrTir4n9 ìmpjerof^M^tfìHmK^ ifH^fTHKÒi 
piedeflalloè int(^Uatadi:me7^ritipmfil. martimdiMpaSAnf^: l^J^pAi¥W.f^ik 
foffitto, e il Cornicione da-vnapartfi deU;kC)ii^fafonocmiipj{ìPtitj:iMri^:W 
ti degli jipofloli, 4cme difiegnaf^eorincipi4ted^IiWPpO:finpfireftoi^9^ 
te terminate poi tufte da Domptico fuo^fklii^lO'., Li dqi: Quadri l^ffri^l^, nflìoa (l^PP^iH 
Maggiore , Cvno^ (^h*è qufiÙo4j^ll^Cenar>pi ìipÌHt<^ da^Qefareda, Cc^lémhi tialtr.0:4fU^ 
M:anna viene dalla C^ya-dil^apù t^ermifci ; ma non è; fua opera^K^m^ Ttie^fi- fk^^at^ 4fk 
mQlti. SMf^P^lPoinqH(:JìaChiefafAf^,cp,GiHjUman<^Vrofurat^^ WiofCfhC^e iwh 

f€j:anm i64j.,chiariJfìmo: per k fupjfiemm^iieg&di^uerrat r fempre [ofiptm, d^ lm.^m 
dpiCQrOf e vantaggi della Kepuì^c^ e^per altre cojùicuey & 4te carifbe^ *. ttdfgma^Uof/fi-^ 
nitff^^flkfu^.ff^ntermi^sldiSHtro^fii^m fmridt^^^ QiPPÀhfemPre ejfercjtofpCPnJf^ 
fomm^aMe ^f^mef^rd fpt^oneUa^nHiimri^f chef<vri cwM 4fuo^rannompdAtQi¥r. 
fimÌMQ^eXSirdm^fuQiitgUmkpr/tf^ gn^fia Cbi^ajnelFanQ,fir4:gH 

altari diS.Oio: Battifla, e di Santa Catterina > concedutogli4M.SfU^Ke.ml9.noflìro.Cafifj^ 
lo. ideila Cappella di Cafa Cornara fono fiate nuovamente aggiunte due memorie j />;m 
di GiroUmo Caualier$ e TroQirat^r di S. Marchi chiè lorfeguente^ 

Htoronytno Corneli&EqiHti $ acIK M. Procuratoli 

<$rAui07aio^ integerrimo, Cai i^tonter Sseipubljca? Boniim 

htiliiUoridi. Pluries Con(ili4rÌQ» & Sapiemi PlBdca 

Et Protcori» & Prjifedo. PatftUÌnfModerMorl 

tycei . Pro Pafthedaf vallo Congcncrali \ 

Generaili MuItodes.T«cr« firmsi tum CoramiinuJo» 

Ttim Prouìfofi. In eademi Fctta noii'refiiel ImperMcri ì 

AdVriMmiffl.VIlI. Oratori Vbìq. Georgi; patris, 

Qftipamxi.QoafibJoatu&cIaflkiscQnfè^us «cmnnìs^ 



DI ^ A K Am B I O LIBL IIL i(t 

CorcyK^4Bmit.ieiniil«erì» f afeftti«DaMlfiaro GcokIbs 
Nani mabr Pratrun Federici t Frincifó*£quÌN't>dE Aaatéx 
Ad voti M.t^. Obìjc òiSaùa Noùelnbris. M. DÒ £ÌtXUu. 

^atisLXXII. 

rtfbrtf i« jtnèreafmfigUMUh the làotfsgìmofìh caratando per lafèdeteper la V*^ 
triMfottoKettmUfrìceHemhvna mùfchmatutiel petto, ^endo. General^ net tim» di 
tiaAiA»inmrhi<m^j^fMi!iiièmàmilàifìtìldtì^ìi infimi àUrrmffeth UeTlirm i-èhe 
iMaM»frèiiii-^tteai^iéii^à.UtfitiaeWàh^iàm 

Ù. Ck M. 

Òat jidttiikttftìi pic^kltrq. i^ò^^^^^^ 

Toga «quc cìanis» & trak« ^)ilnc Vera^ 

l^òtebUt'wcàrùminuànónicòoatù.iò^^^ 

Ardens occurrit» Se ohkffx Cydoni fedulò fert Aippctiast 
Et operi. Miltpq^x (WnfoftìVkeaMtlatharìoo 
Fili»i<]ui & pugaabs vulnus «ccepit. de nunquan 
. Deditìomacouièuin buffi 

Terrea ìdiis pecore glande» r^uto patrie nomine rfioriturJ 
iEtemum viauhis i ifitatislK^aìttcìs Mi DC XLVL 

Tkirùs e Lorenzo Zaghis fratéUi » hamto acauiftato la Cappella con ffjfjiitarè funata 
dirimpetto aUa Sagre/Ha igidfabrìcata da G^ej^e F mordi > e qaim netta fepoltura pqfia 
nel mexxjD del pauimento hanno pitto ^drh te clnèti tflf Ortenfio Zaghis toro Vadre % mor^ 



to tanno 1 646. à 5 .^jlprAe di età d^anni éf. Éamofifsimo Medico > e celebre per topera* 
tùmida lui fatte. 

' Sotto dqHeftaTarroccbia fono anime }^QO» 

MA in San Cantiano ficuifcé Yfih fiiri i §è Ù^ricMtìi iz ì Zeni » rihice aibì il cor- 
po facro di San Maifimo Vefcouoi & di Santa Sauina. Et èparimente notan^ 
*iia fallar^ di $jm bua 4i Mia inneAeidne per o^ta di QidbShni 2o^:£t ini Mef- 
(dgfaceÒu^ Vittuti^he i«llle giierreeo iTedefcttii molti anni fonos r6cC(MrfcOf«^ 
Pf9^:aMk>if»j^mia6ml^^^ PrbqediteiÌD in haogù 

' éiQiB» Fà«to G^qsbMì del qfulfe fimo ^ifeoe }è hifterife f u porto Talorofamciiee> 

fciittionc. ' . V . . 

^^ K 4 loa^h 



iji D E L S ES T I E R O - 

Joimni Vìttùm Bruiti, tiicretU FUùi Andrea 
Bernardi Vx»r 'Patri optìmeSier ito inJUuratUt. 
MDXHU. 

ADDITIONE. 

* 

Qficfla Chiefa fuò dirp ried^catat per efferftuU riformata in tutte le fiéc parti ; fi che 
é^arijce al preferite di ieìla^ e leggiadra forma . uéda fìniflra della Cappella Magffore U 
Signori Fidman ne hanno coftrutta vna nùnore > degna della gjrandeT^a deW animo laro » 
tutta de pia eletti marmif che trouarji poffonoi con colonne di Uffricano » e fregi rimefsi di 
macchie di Francia . Quefia ha tettar e» cke in yece di TaUafjfifono due jlngeli di mar^ 
mo9 cbefoftef^ono yn Cafone di mormone rame dorato% éme ripofa il Corpo di S.H^Jftm^ 
yefcouo di Reggio > e Copra ejfo Cajfone rtèla fua Statua di marmo con due altri angeli 9 
Pvnot che foflenta lofkola'^^o del Manto% e taltro% eh: tiene la Mitra Epifcopale . rifonm 
poi altre emquefiatuefuperiorif ciot La Beata f^erpne* San Gionanni» San TaolOyCon due 
^ngelettif pur tutte di maatmo . La volta, e tutta lauorata dftucco » e mefia d'Oro confe^ 
fioni > figurine di baffo rileuo > & altri ormmenti% con li quattro Dottori della Chiefa ne gli 
^t^olif che pare Joftenghino laTribuna . Sta fcrittod caratteri d^oro in marmo di Ta-' 
rangone, da vna parte 

Ditto Maximo Epifcopo . 

Ioan* Paulus. Martinus, Ltidouicus * Benolchis > 
Chnftophorus, & Dauit Vidmani Fratres»FamUÌK Requie hic 

Conftitnta Patri/s Obuf j 

DD.M.DC XXXIX. 



loaoni 
Fiiij 

PStteraae Beneficeatiae 

Meinores 

Lacclio Estrucib 

P. P. 

Obit.MDC XXXIV. 

Dimtafteftopent fit H Sadtmte Clemente Moli Stlognefe . ta ferrata » dr ébinée 

rtftanohiie Coppetta» e rkeamente» e Ttagamettte ornata (U Bronci . L'Mtra C'appetta al' 
de0ra dalla ti^^ffore>fA eretta da Sehafiùm» BmdUiehe yifie Tititatio in fiefta Cfrfts 
faìmtrmà^ am»emm l^amo t6^o,tbdicandola iSan FiHtfo'Heri. Da iUuiyifomy 
èie fiame dt fime^fimt di Brmofocem lefue infcrittionifotto » /wM di ejfs9 Timmù t ^al- 
tràMyitfmfrat^AafimftmUT^tamnióiQ* 

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© I e A N A RE I O LIB. MI; ifs 

HQuwìroconfvlthna CentUChrifio pojh ncUa CaptelU del S agramente fa dma^ 
éaUa Cafa Hotfd quefia Chiefai & è filmato opera di Vam reronefe . 

Si y^de finalmente la memoria del rirtuoflffimo Tiberio Tinelli^ celebre Vittore , le cui 
$ftre fimo ftimate al paride pia famofiVittorii e piacquero tanto d Liiigi XIIl.Rèdi Fran^ 
eiof chegCinniò Lettere^ che cotnmetteHono d fuoi rapjprefentanti in Italia > che lo creaffero 
Canaliere deW ordine di S.Michiele inuitandolo all^ fua Corte i Onde yenuto d f^enetia in-. 
^neigiarm CarhDuca di Crequì ^mbafc. Straordinario per quella MaeftiM conferì l^ordi- 
ne predetto di SMichiele à nome delCbrifiiamXmó Rè Luigi Xlll. di Francia > e di 1^« 
narrili cingendogli lo flocco dorato» donatogli dal Duca di Cmdal% che volle trouarfi prefen- 
te con moui altri Signori . 

^ QuefU Cerimonia fa fatta nel Talagio di Cafa Grimani fituato à Santa Maria Formo^ 
fa dime era trattenuto» e fpefàto dal Viélico efso ^mbafciatoreifri la Meffa folenne » che 
ini fu cantata nella Cappella del mede fimo Talapo • 

Sopràlét^p^aadunqne che difcorre nel Campo fi legge t 



lioEquiti 
Qjiem Mortaliu A loiagines animantein 

Mors heu Rapuit ìotempedina 

Vt Natura? ab Aste deuiftae indulgeret • 

loanocs Baptifta CafcUa Amifies 

FratriBcoeaicnmi: . 

Mocreof Pof. 

Vixit annos III. M. IV. D. XML 

Obijtanno M.DC.XXXV1IL 

S<^aU predetta inùrittùme riè il Fatuo daue donerà coUoearfi iifmritratto fcripi^ 
ioinmarmo iC foprata fepoltnranel fuohdoue ftdfepolta anco fua Madre % mortapo- 
€od^ di btip e fcritto: 

Sebafiiane de Rubeis 

Tiberij Eqttitis Tiodli 

Tumulata Gnu 

HicOffa 

VAitae Cìttcres Aerane Tcrm 
h/Utùowt 

Viiit annos LXXUJ* 



Biémnk%40o. 



S. Maria Nona t 



*' 



|Ndipec4 



:o kmtiM fi vede Sanu Maria Nuoim rdlsdraii aetcttpi n^ 
mente abbcUiM di onMmcnaoobUi.paaadictoBilUdiS^ HìecoiMM fedi 

maoo 



,,4 I>EL SUS TIE Rg 






waiiocKTitiaiio Pittore IDuftrc. Et quclk di &n Vittorio tutt 
CIÒ notabile & rara » fu opera dì l^rancefco i & Valerio Zuccati « La cena di Chrifi4 
(kl CaligarettOi & l'altare di Trifone Oradenigo d'aflai buona ni^iio < Vi giace fo« 
pra alla porta per fianco Fortunio Spira da Viterbo Filosofo cekberricno # di pro^ 
fonda fcientia > trattenuto honoramente da liuio PodoOthlro Arciuefeouo di Ci-i 
l^>€Offqoefte parole* > 

PértMiiès Spkd mai Liuràritm 

Ldtidc ^ràJlaMifimm bk firn èp. 

ADDITION& 

jlgìi ùnmetaifiidmi di qutfiaChiéh, fi n^m^tt chifertffèr t^ìmi Mjrim^ 
H d'vtta Fraterna di "Preti Secilàri» l^ifi legge m efso : 

Colfegium Sacerdotùinr, animi gratir èc Piiwis ■ ;^ 
£rgo Aram haoc Aiis fìimptibus erìgendun cQ n 

M.D.LI1, , 

Che il Qnairù con la lR!ffiirréÌH<fm di Offì^^ /tt dipinto id Leon ardo Corona . Monte 
Mezzano fece UTawUconir^/fkfMfflMtkloglljtM/hlii^^^ La tettap 

che rappr^ema il cader def^ Manna igU Mehrei HrìDefertOy fa opera di Filippo Zanim^ 
berti f dif cepola del Terania à ^phnàe poi quefiu Chiefa anca qn^fito algouemo Spiritua- 
le per la diligenza > & a0(biita del 'Fiouano ,cheé Lmgi Zane Dottore neU*pna » e Faltra 
legge ^Muocato Ecckfiaftico% & FifcMe H (hot fraltefto Mòto fin» Tatriarca viuente: è 
parimente Titolato in auefiafieffa Chiefa Antonio Coffanif Dottore anch'egli in Cannonicop 

am^^S^ertmiiiM0fUmatèiÈnHdtitùp0bomà^i^itditj^ ''- 

S.Giotiaoju Chdfoftcìmo • 

FV parimente reftaurato SM Cièiidttli ChiifóffMao fui modello di Sebaftiano 
daLuganoiofecondoaltridfllMoroLoiiibii'do» amendue affai buoni Archi*^ 
tetti • Et nobilitato noi da Giorgione^ 9^^ Franco famofiifimo Pittore » il qua- 
le vi cotninciò la pafla grande con le tré virtiì tbeologichi^ & fu poi finita da Sebo- 
ftiano, che fiì Frate delp^étÀbò h Hcwia, che ti dfpMfói frefco la volta della tribu- 
na . & da Gian Bellino » che ri fece Ucaii^ iiSan Marco . Et da Tullio 
f cultorc> di cui mano furono gf x AfOftoU dì mr^or ri^euo • 



ADDITIONE. 






tietla Catella Mt^gurefi reie h Luigi Benfatt»diie tele con la ecnfe trati me del me- 

i^UmtmlUdlffUié Sìi^taiMUitt-ndietultéintti04i9SmmM^iémt*)^ih' 



ri- 



D I C A N A R n a IIRIIL tjj 

' mtim «tt( Pé^àfha vii a HtrtÉto H marni di Iacopo frath f^gjOi VèoHsm Ì9 qui: 
fidCkiefé»hirife«ilit^ fUnuPi^m, Déeendofidilui mltEbgio fo^o fornai ritratta 

O. O. M, 

laeobo Vall^ Dinini |Iiir. Gonfultiflìnio ac in àmfis dcfioien. 
fif^lari Ctthcdr. PrioNmi, defade DiM . Ctoonico , Se Con- 
gregationis O. Cantiani Archipresb. meritiffiaio in Dixcefa» 
na fywlQ {u(|.'Dq>iiiaio* Trium ReJigìQoom MH. Coofcr- 
uatori» Gueab ApoAoIica Sede ludìce Uelegaco Fìdeliffioio 
Cleri Accerimo defenfori à quo ob ingenij pra?ftanciffin)uni 
AoJfQÌq* Alacriuct ter Ronain ad Clem-O^aaim pone Max. 
MSiSu» Bnt» cttoiq» per anoos XL. hutus Ecckfia» Pkb. Vtgi- 
lantifs. Eamqs ampliando, ornandoq; indefedfus excitilTec , Prf- 
lati tandefli sdanriffimi * Patri^eq. amantifiSesì tuia oominv* 
tum f^^ii Clartif I de <|iio illud apte di^uoi eli , qu« re/ooodec 
ingenua loquituc fideliq. quidreotit» raericts » & virtutibus IH. 
diem Cumm datile cxtremum. Kat. lun. M DC XVI i iEtatia 
anno LXIX. Nicolaus TafTus t V. D. ex Sor.Nepos aciiiccef- 
ior grati animi arguacnto pei|>ctuo P.C* 

Si eonferiuoto quitti mdte, Heliquiti de tanti» fra le qmdii di notabile U braccio dritte ài 
S.GÌO: Chrifcflomo Titolate di mie fio Tempio ; 

Hdanime Jfntfidife^ffi4Cbie£atiiatani»ÀgQ9» 

SanloU 

S.Opate^pradecceChk&paitocchiaficklprefec^ éegm dìcmft. 

I* dcFanone dNiierfi niemfterì frd i qudf i San fo^ 
arcjo» nuouo per e^ficìo-» perciochc io fabrìcd Chrtftofòro Mora Doge » dickt 
hKmà 1 46t.Sc lo-canceflTe i i (pm di San Francefco % concidlia die traaMdoGr ?ùdc^ 
M a Padoua douegli fddetto dal Beato Fra Bernardino > che farebbe I>i^ dopo Jn 
mortectel Ftofcari» Se emendo facto Pa(qaal Matfpiero kt hio||o* del ¥okm y cb^enu 
tido» Qiorco it FoCcari fìi fatto il Nforo> itquaTe permemona cK* quel Beato^ ocdfnè 
Il pi^edeeta Chiefà^ Se le diedelarghi prouenti 1 Se v^torAinò ance K> Spediate . Si Set 
<^ Ìn<]iiKftoluo^ (ì confòrua il corro di SiaiiLuca • Vlft rede di fcoleiira in mortm» 
di mezaarilteuo » la palla della capeila di Pietro<jrimam Ptocurator di San NbrM 
fatco.da>iU30CMifoRofleHi Fiorentino. Et vn*altra palla pur d!t marmocon mSaiz^ 
Giouanni B^Ka di mano di buon maeftro. Ma di pittura » Pìiftaredetfa famiglia^ 
BorGara9€ol€hriftò>cheoraJiellohorto^ ScccHr^iApodofrehedòrmonorlb di 
Marco Ba&iti ^Sc Talt^ vicino douc ffretì^ma Noftra Ddnna^on SattSebafttaiw 
d^deftwac-San tobdirifafioiftra^ fadipinteKteGfgn BftBteoidrfoia p tmw t a uoi* 

la 



iSé D B L SESTI ER O 



to faffa dolio $ tìfc^ mdttcfle fuori . Se fì come albra fu ftimata mòtto da i bmm 
maelh-f jjcofi al prdfcntc per la ftia moka cccelleoza è tcnora in gran prezzo . & Tal-» 
tro altare iui prcffo con la Madonna che apprefcnta il fuo picciolo bambino al Vec- 
chio Simeone, fu fatto da Vittorio^&arfrKcia^. ? Vi dipinfe anco Battifta Franco 9 Si 
Franccfco de Francefchi vi fece la palla di Sanro Andrea » il cui ornamento fu di ma- 
no di OarparoMoraii7onc& nel refettorio la vita di SinFrancefco fd veccBia fat- 
tura di Frate Alberto Arlarti • Dinanzi all'aitar m^^iore in vaa gran lapida è in- 
tagliato. . 

CHRISTOPHORFS MAPKO "PRtHCE^S. 
MCCCCLXX. MENSIS SEPTEMBKIS, 

Et phì in fuori fi veggono diucrfc memorie della fam»t?tia Pcfara • Nel chioflro è 
ripofla Dja Moroiinà Prlndpefla^gii moglie di Nicolò trono Doge^/* che vìffe N 
anno 1471. & vi fi legge . 

Dtx rarifs. mulicris IlIuftnTs Doni. Nicolai Throni In- 
cliti DucisVenetiarum coniugis , humili hoc in loco 
corpus iuflu Tuo conditum eil • ani mum vero eius prò- " 
pter vita? virtutam & moruai fan^tatccDsad coclcftcm 
patriam aduoIalTe credendum eft • 

Ann.Salutis. M CCCCLXXVIII. 

A D D I T I O N E. 

Gimtoin Genetta tanno 16$ i .Renato di ^oyer de Talmy Conte i\Argenfon j mandata 
jlmbafciaior Straordinario alla Republ. dalU Maejià ChriJUaniJfiina di Ungi XIV. cade 
amalato prima di efporre $n Tiéblico la Jita ^mb^ciata , di maniera che in pochi giorni 
morfe: Onde fatteci per ordine del Senato CEfequie ,econla pompai e magnijicenz,afolite 
f0rfi àfimiU Vcrj&naggk Renato [ho figliuolo dejiinato anch'cgli sAmbafaator Ordinario ^ 
Bci medejimo tempoifrcc in quefta Chìefa Ergere vn Maa folco alla memoria del Taire 9 
Jje per marmiy per ^oftrutturay e per fignificati è memorabile . Sopra il [nolo adunque deì^ 
iaChiefaj e pofio rn Quarifello majjìcciodi marmo, e forma Quadrata . Sepraad'effojlan^ 
moflue Leopardi Coronati 9 [colpiti in finiffimo marmo bianco da Carrara, quali premono 
conle 7;amp€ globi pwdeU*ilIefio marmo 9 foficHendo con il lordorfovn nobile fepokro di 
Taragone mirabiimuntt lauorato , entro al ^uale giace il cadauero dell' cJUnto Signore » 
Sopra ad*effjfePoUro è gettato vn Lenzuolo dt marmo fino bianco da Carrara > doue fiede- 
yn puttinato allato, che con Unguida manofofliene vna rouerfciata Lanterna, & appoggia 
il broiLcio dcjbvfopra vn libro fatto maejirettolmente delfudetto marmo bianco da Carrom. 
ra . Dietro al Sepolcro appoggiata al muro, fi malT^a vn grande ^guglia di paragone,poflo 
fifi*'a ii T aloni, con vn vtifo nella fommità, che cinto, manda fuori molto fumo , & ornato di 
{àfc4e di OUuQ . Da i lati fono due colonne di bianco , e negro da Carrara di ordine Dorico , 
qéijli rcggBuo la Cornice, t dietro ad'^fic vi fono quattro pilaftri. J^el Frifo di paragone, è* 
mci^a di nìormo bianco quefta abbreuiatura ; coronata di f opra j formata di tre lettere ^^ 

cioè 



DI ^A N A R 5 IO tU% ih 157 

fiwiifiotpiti ieiUt MAdtrt » # mogtk %& à vtemowdi ^luUe pradmiti digitare 4i J^a vi 
f(m»yti4iymH«m4^iéiSerp9ntuSMrnUfiìmkc^ fu 

ivo frmcif^sitffi$K^ famigUey €mè : di Mtmivwranc^j Sanpwret Be^uau $ e ddiu vd pm 
fmr$n$h » mei mei^ s^^tendc ilfcud^ (t^rgtnfoMÌftt àmfei in ^natìfo paytiiCioè delpdmiH 
6r ^rgeìffamaÀe if$uUigidfàflmna$09&fa$to itBfùkn & fmadinn^fi t^ U feudo Ve^ 
ntt: ^Ua f&mmitd poiiC p^to il Urne di S. kiéuc^ . 

Sluefi'i VmUne, & la forma della Machina . Li fuéi Mifuinf » & figliati fona U ff^ 
guerah Tutu qttef^ùpera èfoftenuta dalla fadetta qnadm % efsrmapicira^ aicaò^ fiferid 
t§mPhe diari eterna eoi mondo. Li Tardi alcojinme antico coronati %fono fimk^Lo della fa^ 
mi^ha de Foyenco* piedi fremono li Glolrit& mfiemek vaniii del Mmdo. S^et^ono en 
lefpaHe A Sepolcro» nel quale è pofto H corpo del defonio % & qnefii animali domftici fmm 
qni^i4Hmo offèqnìo al Tadrone. U Picciolo jtìiseto^ chefkde fapraté fepolcm % e pomo di 
Linotfoloy dice moUecofe^nifieando bAmeir del figlia femca benda^ Tiaige Upaé^e^e co* 
mfce quanto piange ; fofliene con langmda marno la roua^fciaia lanterna > d perpetua moh 
moviadelPefimta pita, che piange. Mo^a il Genio Tutelaredi tutu kfamklia% che èfih- 
pra le Genealogie . appoggia iluraceiofapra fontine deferitto delia prima firpe'Finlmia^ 
e dimofira f ArunfomoMUa quale fi tratta ydfederiuaJaU^ifieffkVat/nia. Vieiro Vei^ 
fiOiChefi vede fatto il rouerfciofo^o,fcrittoin£aratteri iPcro ndfudetto libro diede fri»- 
eipÌo4qnefia Gente ; da quelle nacque Renato t il quale con ret^ofa wtn acquifi^gran 
nomof e lafcià d/igUonde kauefferoafinùtarìo . VjigugUai gierogl^co di perpetuità %il 
quale premette foda^ e permanente fama dof^o la morte^ alfepolto . £ pg^fopra d Tabmi, 
con qtiaUgiuoeMdo»a«^antickiy piacque ff^nmentareUiorfor^ mmobilipertan- 

topefihdenotanoa»€oraimmoMefn^mtaMf^afonelUfomnùtd^gid4di^ 
tif per abbmggiar incenfo mandafuori molto fumo; così viene din^ifirato Ufoaue odore éelt- 
k vita ken trafeorfa^ct^fcaturijfce dal SepoUro ; Lef^cie dìoUua d4 vna parte rodalfaU 
tra denotano il carico > & la mente d^vn pitcifico Legata » ^ m/omfettam fifieffa^pace t§ett 
compagna d^vna buona vita. Le due colonne dimoftrano duplicato offitio J^vn vero Sapien^ 
te; La Religione verfo Dio; la Fede verfo Regi i alle anali come djortiffime colonne fa ap^ 
poggiat oin tutta la vita inanimo d% Sfinato, & qt$élob4feua confegmto da Maggiori » im^ 
per oche ninno de Tdmijfk mai heretlco% ihvera ribelle . Li quattro pilajlri rapprefentano 
t antico efiemplare de f^oyerM quale abbracci4ua le quattro flirta Cardinali > cosi antica^ 
mente era: Visi& Prudentia: md Henato, prefa la Togahauea aggiumoiMìitiSLac Teai* 
peranua feruant • 

M figlio poi piacque fefmft ii quefia nuoua: Nec fcadusjttiec elattis • J{eifrifo negro 
fpicanobianchcf e coronate le ture intrecciate di Vaimele Gigli(come fopra) quali mofbr^ 
no il TronometT^gmce Cognome del Defonto> e lo dimoftrano nato » e morto tra Gigli deUa 
Tatria . Li feudi, e vaft conferpentifnietti fono iti memoria di quelle prudenti Madame 9 

&pcrditmftxa9rehgmoffMir^ 

due AngelifmUmente ve flit it .Acanti della Gente Talmia,fofiengono U Scudo, <rhCo^ 
tona, &con la fofituxai & con te mani partano . Vno di quefti mostra itfepolcro dicendo : 
Ncc fradlus, ùoèdaUa morte qnettofche èfepolto. L^dtro pro^ da riguardar fi le natine 
i»fcgne tanto proprie della famigliAquanto de p^trentii e diceste elactis: cioè dalla vani-- 
tà mentre y^^t di t^mtoìplemlore de VIomU^c parentele.TionPotea meg/Uaadt^tarfinue^ 
ftoftgnificatQ^be auuifaae tutti à conofcere, e confemare agmftato inanimasi neUaprofpe^ 

ra» 



*<« D B L S E S TI EU O 

faicmne nella auuerfafortuM. HtAhiamo detto difaùra» che.Uprmc^diffimùJtuiik i dM^ 
fo in quattro parti^nelle quali fono [colpite le Armi de Montmorancii» Sancerre t Beaunau » 
& Laualf & che nel mei;^ è pojlo iljcudo ^Argenfonij > dmfo amìfeffo tu quattro farti » 
cioè: del Talmio,& Argenfonìoy che per dichiarar meglio anco quefio^ dicoi che il prtmo^^ 
epitimo quarto è di F'ayert è -pero Vaulmy y li quali portano U feudo impreco di color celefle » 
€on due Leopardi d'oro alTyfofn^ antica Coronati. Il fecondoy& ter^ è di Guefaultf ò yero 
d^^rgenfony de quali tmica herede fa congionta in matrimonio al Conte Valmio • Siferui^ 
nano ivn fpatio d^ argento fafciato di negro . D'indi Tietro Voyer figlio minore deWhere^ 
de Guelfaultf al quale s*afpettà il Caftelloy & tutto il dominio d^^rgenfon 3 con il metter in 
cblimone il picciol feudo di queflo nomcy li reftitui nuoua vita.fraponendo alU Leonardi Ta^ 
terni, le materne fafcie • In oltre il feudo Veneto poflo più adentro del feudo 9 fu dono del 
SenatOyfolito dar/i dbenemeritideUaRepublicaverp'atiai&' affetto. La corona riguaT" 
deuole per le Ter le » è antico ornamento della dijcendenx,^ Talmia » & .Argsnfonia i&ri^ 
donatagli dd Chrifiianijfimo Rè • Vinfcritttone pojia di f opra y che dice : chrifio Fauente • 
dimofira t animo deW.Auttore yerfo il Saluatore y & che queft opera è fiata incominciata 9 
& fornita con l* aiuto di ChrifU . Il Leone poi di San Marco ad" alto yfù poflo perche il Con^ 
te d*.Argenfon donò alla Republica intiera auefia mole $ raccommandando alla di lei Reti' 
giont^ confegnando l*0(fadel Vadre . Ildono y (Srla raccommandatione piacque ,al Trin" 
cipey & acciò fofje manifefta fimile accettationcy commandò il Senato y che rifofiepofi^ di 
fopra hnfema di Fenetia . E e per^chi offeruafìe l*.Architetturay acciò nonfiimafie errore % 
quelloy che flato fatto appoftatamente ; dico» che fé bene à prima rifta tutta t opera afpmi^ 
fce Doricay è però mifta. Le pietre della Tofcana » fi vedono ornate d'ornamenti Dorici • La 
colonna Dorica è fottilcyC lungay che infinuerebbe qualche ollegreT^ nel t animo di ri^uar" 
dantii ma qui conueniua il pianto • La colonna Tofcana è più breucy e bajfay e perciò più co»-^ 
veniente al pianto: Onde è parfoconueneuole d periti iljeruirfi difimiUcoUmne > come pia 
proprie al doUntwtr aUnragUme . 

Chi defiderapià cofe intomo la rita sfatti $ e coftumi deldefonto Renato > leggz il qui 
Jmo ElogiOi chrè l*ifleffo (colpito à caratteri d*oro nell'jiguglia : 

D. O. M. 

Renttus de Voyer 

De Paulmi; 

Comes d'Argenfon 

Chrìftiaoiffimi Regis 

Ad Seremfliaiam Rempublicam 

Legatus 

Pareotibus Illttftris* 

Petro de Voyer, & EIiTabetha Huraulc. Altero, ex confpicua 

Gente Comitum de Paulmij , Nobiliura Turonenfium Prarfc^ • 

Altera Magai Huraltij Francia Cancellarli Nepte • 

Profapìa foblimii 

tXvat prifco Cntdx fanguine in Galliam otim deriuata : 

Per Conacftabiics ac Ouces de Moncmoranciii Comìtes 

^ " De 



DICA N A R E I O Eia Ut t'59 

De Sanoerrci de Laual> de Beauuau» alidsq. proceres, 

Neuem ab bine (xcvAis euoluitur • 

Perpetuis munerìbus Clarus . 

Quaeprimusexiuagetke mais ante vnis Gloriola 

Togatusgeffit. Senttor primùin. in Tuprema Curia «cuoi 

LibeUonim Aipplicnin Magifier» inde Comes Confiftorìanus * 

Et Regìbus ab intimìs celfisq. confiliis . 

Temp^aneis Clariflìmus . 

Nullis laboribus Se curis jaipar>ad maxima quasq. tramanda 

AdhibitttSt in decem Regni Prouinciascum fummalurirdìcundi 

Potevate mifliiSt^umeadem Regios Exercitusexpeditioaibus 

Tredecim terra mariq moderatus* 

Rebiis,geftis incJitus . 

Celebres iflas ad Tanrtnum inducias, quouis Bello Hifpanìs 

Fonefttores> tamfolerterquam opportune pepigit* Cum 

Catalanis > vt Gallico nomini accederent » tranl^it . Pi^onct 

Et Aquitanos fèditìonibus perdieos ad obfequium reduxit • 

Virtutibus abfolutus • 

ModeiUa in hoooribus,finjgulari » iEquitate in iudiciìs firma » 

PrudcDtia in negotiis exquiuta , Aiauicate erga Aios incofflpj|rabiIi» 

Fide in Reges antiqua I pierate in Dcum 

ReJ^ic^ffima : cui tandem ^ coeterìs omnibus, quantum 

Fas fiiit, abdicatisi Sacerdotio fé confecrauit • 

Veneti jsdefidenftns. 
Qnò Legatus à LudouicoXlV. cum iam Vrbem, nagtia 

Et feftiua pompa ingreiTurinexpe^retur» malore 

FeAìuioreq. Coeium eft ingreflfus : lu^uoff offidum > 

Serentffima Republica fnts » hoc eft > Magnificentiffimis 

Sumpubus celebrante . Febre fublatns 1 i L ID. lui. 

Ao. hi M. DC. LI. Aet. LV. 

Hic finir eft. 

Amanriffimo Patri Renato 

Amantiffimus Filius Reoatut 

Nominis* ac Legactonis* Vtinam . 

Et Virtutum Harret. Cum Ludu 

diri- 



KTo D H L S E STI EK.^ ; r 

ChHflMWO pdfnic . Seaatiisq. 
Pietati oofliinewkiiìc . 

T^lCapitth ielfrimotUufiro vi è anco qoeJt'aUra mfcrittime ', 

A. M. D. G. 

Memorie 

fixcelfi ac pr«poteocf$ Dom&ii ^ 

D.RenatideVoyer 

ECbmhibu» de PaulAij 

Comitis d'Argenfon 

ChrlIUanUfiaiiLudoaiciXIV.Reéf^ • v i 

AdSereniffiaiaiiì Retnp. Legati l 

Cuio$ exta Ctppiis fate fiabec 

Cor Galha poffidtt • " "* 

Corpus iti Maalbleo Iacee 

Fama terras implet • ^ 

Anima Ccelìs xternum vftiec: 
Plurafi reqm'ris Viatóc 
In Tempio maimortUcet» • " / 

t ' ' ' •' * 

Il difegnù di quefiù 'Hfbites e riffmdem4c Edi/kip.9 è T^enu^ dà Rèma • Qtd poi fa ordt- 
natodaCiMdio'Perreaudi'Parigipcelebre SCitUore,iìquatefece ém€9 le Statm^tTardi» 

€kJirmiJudette.Sihg^tìl[uommeneClobi,cìoè* 

CUudius Ferrea u ParigiauslackiMC^ 

S* Mada de Semi. 

^ yf A afiai maggior di queOo Tempio è quello di S. Maria de i Semi fa(to in vn^ 
IVJL quadrone ,ac ornato di fcolture & pitture > & con nobili & ricche cappelle di 
huomini illuftli. ^erriochc Paolo Veronefe Tidipinfe la B. Vergine con S.Agofti- 
no. Giofeppe Saluiati vi lanofò rAfllmciooe nella palla ddl'altar niaggiore.Giouan. 
ni di Bruggia vi fece la palla col Prefisso» & co i tre Magi • 

Vi fono etiandio cinaue hiftorie di (coltura di bronzò molto vaghe > neiraltarc di 
Gabriello de Garzoni che fii Caualiero di Malta . E medefimamente illuftre per due 
Principi Angolari che vi fi fetbano . LVno fu Andrea Vendramino Doge 60. e he vif- 
fe Tanno 1477. collocato inbeUiffimo fqpolcro di marmo» notabile fra gli altri de Ila 
città per compofituraSc por otiancicd di figure marmoree btne intefe > & per altri 
abbellimenti di finifs. pietre .L'altro fu Francefco Donato Doge 78. che vifle Tanno 
X Hh ^ nella cappelli grande giace Zaccaria Vendramino Procurator di S«Marco» 

che 



DI éX'S A R EI O Llilll igi 

Si dlrtKMrUftaJiVefifc Infili di <S %ftillo ài\liScikSìgr«tM 

t, fi mbglte di Nicoli di Bile Olia di fittiti .&iiÌiA ÌBtiiatt miékeJ 
inatte. 

: ^ItìaìiScflàrij^Jt^iiiStìBiyiroiiéprJltritS, Ganti 
Pìincipisfil'U. Nicobl ffinl»CernitwiC)iicu irauifi ob$c 



■ tiihBflrJi'' ■■■;■■ 

t^ì>»c1lj«fifÌ.'ii«Mfii!*fglMtil iHlìttìffilt9di ficèiA ) f>IcS- 

re, Akno ii>4. 

Et vicinali Samtì^^Sj^Ui Situa pét3^K di mifirap /Mn^uio^immo fe- 

Ktcco^^f rH3léot^) df Giouffirtl eimfltùdìClédcipb' (dbift kmbsXtyitici primi 
indine» iAc«ttiintria(rH«)tt«loa«^Wit)iò^mgiim:»«t%iti^ 
legge. 

jMjomifirififi %Jlmiili/t^MfgifirntitmJìmmisp 
in Ajìi ^ Emtf LiMtunibutfimSm, aim Td- 
0ì>MHJìl^iUìi ^mudp^iFirfàri^iJài^ ....... 

mjjitiiutt mimri ixercitmiqmmj'mrum luci» in- 
tirati fUij Pitatifi.fi)fitri^ ; ' ) 



di 
le 



SnQin vn tettato tnc^^fimo intorno i6oo. pecfonci 3(efferqtaixlor4rtc loro perlai 
iiafó tutti coloro j chf atteddono alla fetaCchiamano ancora Tofcahi» nopfoU-r 
lentc.s'africdiironó» ma ftccro dìuerfc £abrichc & Palazzi per la citti . preftarono 
danari alla Rep.& altre cofe operarono di fomma importanza > percioche (i troua^ 
che hebbero i conto de loro capitali vn milion d'oro > di maniera che moltf matìta- 
tono le fìgtiqole ^v^entilhnocnini della citti ^&ialcqni di Jorq foropo fatti qobili de! 
CbnfigUo . I predetti adurique>,cdmcató tòri X.cjife per ékìfc i ì poueri.» il }>rfedetto 
Oratorio 9 kvctò aticò tti faldne per cdhdunifj itRtttere co'^Jtiòi compiàgni per ga- 
iiemo della fraterna • Et lo fornirono d'argentarie> di paramenti j^ fc^d'a^qpfe ne* 
cefllarìe al culto diuino • & vi fpefero intorno à 22. mila ducati 9 viciti tutti dallepre- 
dette cafe di condotte! che furono Verruzzi» Tomafìni» Perduzi» Garzonit Martinis 
da Poggio?rrepini>Angolie}FantinellÌ9 Guidiccioni» Pifanelli» Or&Ioua» Lamoerd» 
Bonicardiifarurt^>RuuldellifParigi>Turchi»Nardi»Bartolomei^og^ 
ni) Micheli > jjc Malpigli . In meniioria adunque della predetta edificatione de (ronfe* 
cratione> fiieggononnfrafcrittè parole intagliattin vna pietra di vn p^adrò « 

Ant^o 1 1 yó. de Setteinbrio , ia di de San Michiel , fò figrada . . , 
qbeftfi (iapellà per Mìfer Gioùmni de l^iacentini Veftouo ' 
di Venìcxià , in lo (o primo ano • '& per Mcier Piero Nadal . 
Vefcouo de lefolo . 

Et fu dipinta ]«lli'ftoria.dd Vòlto Saiko > netkk'frateifnf 'Mi Nkdetto Sip.mite«v 
Io l'anno 1370. . . . , ». ...../ 

. A £> D I TI O N B. 

1.. . * t* 

TJel ClaufbrOi in ynj^an Caffone di tnarmo in arie fftàfepot^ SantomdiSantmf Af r- 
iico gran nome, chtlcffè Irnigamènte Medicina in Tadotu, e vièta fcguentcinfcrittiimc i 

. * • • • ■ • " 4 ' 

SanAorij de Sandlorijs 
' Is olim Theorycus ord. 

PrimarSedis 
Io Gymnafio Patatiioo 
Yixttaonòs LXXHII. 
McnfesXL Diesili - - ^ 

' ObìjtVIKal.MattijMpCXXXVl , ' . 

HoralIlLNoais. 



•^ mm\ t,> 



JnCbieJafKn vicino alla partaf che difcorre nel ùredetto Clanjhaviè delmedefimo vn" 
wUra memoria con Ufiioritratta di marmo 9 e in lettere d'oro vien effrefio quafi hfiejjo', 
che fòpra • 

"tieìla Sagrefliaf ia Tau^ladeirukarcfè operata ds Benedetto Diana. Ih due Tortelli 

'fopra. 



'* '* ^Br\ttw>j9 ^* 



DI Cf'A'NA k ET O £IB. ili. iis^ 



"■k". 



vedi 

kct. 

min} 

IL 

CÒtitA 
foàià 
Hinii 
vriiHi 
Chril 
tmù 

ireue 

fna Cornice di marmo , che camina dal Coronino alfepolcro del Doge Andrea Fendramt' 
no, foftenMtf'^jfofoif^edt'stTUiteloHico.fo^ Cini<^ {^mJCapitiìii.,4ifoiCtRii rotonda 
•fnitecmefjaCormceffàpraU'qmlihannoda^ofar'e^aUmefzu^^ 
piteditMtotémk}'r'ij>f^f^^lìMiifsrfSVii-tAmòrali. itfitdMeihhàintfcpà'r ano anco 
sanitari, c^fAìto.gtftfiii (^jj^i^é^OAf («.^^^«MV^Wf'ft"**'':'»*^!*? f^'^^f'll.n ^ port* 
magiare > renaetidg meiìa parte msefiofn , e S>a^ per così bea inteji ,, e ìpen diùffii oma- 
mentitftUtifaM dalli piìfni 4K4lt^tUo Bòit, Cittadim bÒuor^tilfitfn di f^tnittu , H quale 
è per ergere ^tatVi^rre^Vonobìlìffiimo^UareconJaJuafePoUtfrad piedi 
piamente, ©* chriftiantm&nte (mentre egli è dncora in yjU ) il fine deC'humanità ,ch'è i 
morire, -v M'i 3i» H-i ' - .•'-■-■.. v.» u... . . .x ' ..\^ ■■ ■ ..: < :.\ ■ .k\ 

ILTempk) di San Chrifl9(liFa¥hta(t^o>(m Sftl^a M&]i4-d^^^ 
tlcoi oc habitato da Canonici regolari voltici dì turchinoi e di ricca & honorata_. 
fìnitcura>& pieno di bellezze mcnPT^&ilfj Se.afX»àde. conciona che fu diquefto 
ordine il Beato Lorenzo Giultiniano Primo Patriarca di Venetia , il cui corpo giace 
i Cafìeilo. & qui fì celebra il fuo Altare con la palla dipinta dall' eccelle» tifluno Por- 
dooone, ■ ,_ ,r, F ■' '.:■'■■: ■'.■-.■-•'''', - ■■ ■ :. ■■- ■■'' 

Nella iacaata ^parifcona i ; . figurcdt maribo • deUoqualì Ja O^tiore poRtc h 
Upottigi'and(;inmezj«tfufcQlpira daiBanotoradOtficliefvqeiafhonia di Palsxz«.! 
Il coIoiTo di San Chriftoforo fu l'aitar grande «:&i opcEi'diGafparo: MorftiwOHCA -1? 
qualelofccefulamìfuradclviuoifl queda maniera. Che emendo itatol'an. 1470. 
portato d'iDgjiilterra d Venetia la parclla del ginocchio dt^l predetto Santo > il Mc- 
ranzope» tolta la fua mifura , Se formato vn ginocchio fcconao quella proportìone > 

'' . ' La Stia- 



15^ P ? ^ S ^ ? T f B R-aOi 



qi^alc làcóifto 
ropuptaul. 
ib fittila a^ 
lòiijitoalpilr- 

èf*(ì i*>ftrii 

Srj:fuoiq)ttl- 






Vtkri» yrfiiit Juiif AfiiiL "Primipi gSf F. fer tmiet 

'lltmik.PM-Jmfm4s7isfHb.ptrmSf,JiiVemu 
itrmm itrn mftttù »mìi , p^nii fi4in''il , »c ;^iUljS 
DucismuHerefu»Slt,tum'uit>uJw*tiit.Mrirgt- 
rtnddrum cmji, ^^ ^tWi^ /l/Mi Mi»l'f'l , 'vnt 
cum mius "^iifut-micme , Vx. ^ Filij dtUnlu 
' 'fMie.jtiif.MLyi. men/.f'. '■ 
BmXXFUÌ. 

^rincontrogUKqudVe&ouodeMam.cJie viiiendo Aleffandió prime Dna 
4lt;t«i«li!t>fdcDnieSigntiil<iìt)udliCird,niiifopala móne*» ridetto iani'a_, 
pKcioI» villa di CkiarignagD/olTHiiilano . fi mori da molto nicno , die huomo rri- 



D I jC A N A R E I O tlBilU. i6$ 

ttrfus %Miiift^ dt Mdrtijs de MeMcìs Epifisi ^itt" 
fienfis , extuit de fventu matrh fia am»0 torrenti 
M DXl die XXI menps^iouembris , hot a medie 
emn XXILDereÌiquit4$ttem4ÌmdAti.MDLXXlf^» 
menfe 9^embris die XU Nttncvere càdMer eìus 
efi4m i» fvenire nnerfiut hic Ucet» 

Per fianco di ftiorb (i edificò pochi antii fono la fraterna di Santa Maria di M ifbri* 
cordia i trafportata da i Frari in quefto luogo > cffendo fuo Rettore Domenico Bo- 
namor huomo di eccellente ingegno 9 & Caufidico integerrinu) 9 come actefta la in- 
frafcritca memòria poiia fopra l'albergo predetto • 

Dominuus Bonamer. ^ T>. 3artholome$ Caufidiciu ^ 
!}Qtarws Veaetiarum ; T(e£Ì9r btHufie CoUegij fé» 
fraterna S,MméeMifiricùrdU^ercàtorum,eAm ex 
Mtgutìo lece rubi primo pofità erat ,fùo fiudio bue tras ' 
ferenddm duxit. ^ Iccum butte dim fràtem§ Sdn^ì 
Cbrifiepberi ei modo rvnite rvetufiate coìUUnumy i»' 
fiétttrottdum e^ in batte 'vertufiiortm firmam , ipfius 
Cottegtj mercAtorum confetifit^ et. futnptibus r educe»' 
dimcurauit.An.Salu, M ÙLXX. yi'Kjdetuias 

t * 

Decemhis . Vrbis vtro c^ndifés MQU Mundi aia* 
temyLFlLLXX^ 



A D D l T I O N E. 

Oltre alle cofe dette di fopra dot Sanfouino y W è di notabile al prefente la Cappella della 
Cafa Contarina con ricco Mtare^ fopra il fuale è pofta la Tancia di Santa jimefe con nu^ 
merofacomitiua di Vergini % che facendo Oratione rifufcita il figlio di Sinfromo Trefetto di 
Uoma ili quale volendole far violenza nel Voftribolo , doue era ftata cornetta per ordine 
di e(fo Tr^ettOt cade morto t dipinta Eccetlentemente da Iacopo Tintore tto . Sta qmuife* 
folto Gafparo Contarini, che fu Cardinale di Santa Chiefa^ del quale fi yede ilritrattofcol 
pito in ma^mo dal Vittoria^ e yifi legge fotte . 

Cafparis Contareni S. R E« Card. Offa, cuius admirandam 

Imegricatem » ào6ttimm^zc eloquemiam in vtraq. Rep. 

L } Et 



IS^ :DEL SE5TIB.IIO ~ 

Ce tpmi (uBnos Reges» gefta, & fcripa tcftanttir. Bopooì» 

LegaclPootif. nature ceffit M. D.Xi-IL vixit annos LIX* 

Aloyfius Eques. & Gafp. ex fratre Nep. tanjto viro. 

StiattàUro Ita» tMùncontn éiqMfiot fiitmelh ii TomaJbCcntmrmi TroairatùrJi 
San Mèrco efftiato m MmuQ ialfi^ffo rittom <mlaqm fitto mfcrittme . 



Thotnse Contareno D.M.Proctiratori atopliffimis omnibusì 

Summìsq. Reìp. mumribus tèrra > marìq* egregie perfunAo ' 

Effigicm , & dulce Patriae merenti» folàtium » & perpetuum tatui 

Senatoris ConÙiùtix» & integritatis Monutnemuin . 

Thom. Iunior (ibi. Se alijs ad iioitandain P. C« 

Vixic annos XG Obijc «nno M. O. LXXVIU. 

Wimumente Cono fiate poftt due dtre mtmoriey fvna alla defira » tattra aUaJm^a ii 
quella iiTomajot con le fue fìgkre cosiate dal naturale mfinifBmo marmo . La frimaèà 
Tomajb Cantarm, dfiaréffimo Senatore > chefA ilprim* xdmbafciaioretthe.maadafu U 
Hcpublica olii Stati di Olanda» come t^par dalL'^tcpo qià fatto repftraOt , 

Thomae Contareni memoriaE • qui fui. fuorumq. itamenor nolult 

VMere, Tt totus Patria; viuerec . Ingenium naìftut ad prrclara. 

Genio natus ad darìora. Vtcuoiq. pracclariffima femper aggrefli». 

Quot fubiùit Prouihcias,tot difpofuit Regna . Ipfe dignus Imperio. 

Frìmus Venetonin in Hólandia Orator. Ad Monarchitm Germannai 

Dcfignattv* Ad Paulum MaxiPoAt.V.'ti/iunere orat. perfundust 

Defiihdus eft. Atatis anno LI II. 

Domini. MDCXVa 

Vincentius Contarenus Ittftafecit. 

Anno Domini M DC LUI. 

- V^altra è ii Lmì Cmtarìnit Caualiere, prudentiffimo, e fapientiffimo Senamey il qua' 
lefer le egregie pie attimi viene celebrato » e lodato da gli Hifhrici del fuo tempo > e di- 
ce effa memoria: 

Aloyfius Contarenos Eques » Cla rus origine « clarior ingenio» 
Vktitc Clariilimus. Poft famara f'adis deuidam»Germaniam» 
Galliaro» SuetiamiHirpaniam» Holandiam*compofitam. An. 
gliam Galliam pacatas . Thraces. Venetis reconciliato9> orbem 
totum non tàm dto paffibus pcragr atum , qnam yìitutibus il- 

luftra- 



DI t: AN A R ElO LIR HL iijry 

luffratum .' Cum ram fibi fatìs. Patrie mulcnra » Gloriae 
pluriom vixiflet » M ufther ad Gallos Plenipot. delegatus . 
Ad Turcas Orat. défignatus in Albo immortal. Ggnandus • 

Obiic Aetat. iam anno L 1 tll. D. XI. M. X I. 

Piecatis> ac vìrtuttun ìmtcs» Vincenrìus Contareoiis 
Patruo fuo H* M. P. anna M DC L li L 

Sapra le pmrU Miatpori è fcfia yn Qjfodr» con il rkrattù iel Beato Larenf^o Gmfimùm»di 
muoio di Gentil BeUmo . 'h(fUa pima Caf fella alla fin^a nelPeatr^ue in Chiefa >1 vmt 
Eccellente Tauola c«n San Lmeni^ Santa Elem > & altri Santi» lamrata da Jasopo Tal- 
mail f^ecchio* 

Nella Scuola di Mercacami 
Accennati di fopra dal Sanfouinow 

ti Tmtortpo dipinfe la Tauota con la latinità iella r ergine . Ti "Palma fece i Spor^aìt 
ieUHfieffa Vergine . Di ^ntmo ^lienfe fi yede diuerfe H^oriepwr di Maria Santij[/imA 
Jbiegate ncUa Sda difofra % con due alni i^fodri del Martirio di San Chriftoforo nella Sa- 
Uterrena^ 

Vi fono altri Quadri di Domenico Tintoretto nella Sala di fopra > doè : V^ùparitime 
ieU^^tigelÉÀT^m.L^AdorationdeMé^. Conmolti ritrattinelle parti dewjtltare.. 
E$nelUSda$errenaidifiktmaMo ancorala palla con il S.CbrHìof«ro% & altre Pitture . 

DoforegifirateUci4e[ndetteifia$ùeretto'9nricco%m 
fmofareialConte Girolamo CMax.%a V^bile Veneto in memoria defuoi^ e [uà ^mentre 
e^ amora yéue . E perche la materia deUa quale è coftrutto è preti^a^ bordine fingulare » 
egfì ornamenti yamiKmiipeHiò mi obliganad defcriueme almeno parte% e deWvna > e de 
gaahri . Sopra djumadmfue della CStefa canto al muro in fpatiofilfimo vano è pofio vU 
90griùue di pietra m audùla t a da Verona%pregaÈù% & lufirato j qualfofiicne quefio nobiUS^ 

fimo E^iù^ con UfuoipiedefiaUi di marnoo fino di Carrara interfiatid diFrancia» 

9" biqnco^e uerodìTortù Venere. Segue infabro HjtgjriaueiChe religa tutti quattro li Qu^ 

rifelli con kfim yani^ tutto di roj^ di Francié»tm k EafitCoUmnei e capitelli di ordine com^ 

p^o^semhefie colonne di rofso di Francia di valore cwfiderabUe %eli capitelli diligen^ 

temente intagtiarì» e beniffimojjpiccati d fòglia di rouer eccome fono anco intagliati con o^ni 

ddigem^ àfefioni tra li vani di detti capitelli a fiorii fruttile fog He . Fra te colonne irijono 

ine tartellmiconretftairirimèl^ dibianco %e neroorientale%eferpentino te nel corpo di 

iici(^ pur fra effe colonne yi è vn requadro fcolpito fintagLiò Urabetco conil fondi dt 

bianco%enerodi portoVenere .Ujtrcbitrauo%cbe fdfoffitto,èancb^eglidimarmofino%il 

fnfoi^niodirt!ffod&Francia>&Ucornàce diordine CimpofitoimodigUonit intOÈMata-A 

^fe% ek^ di rotare . Sopra à detta Cornice vi fono tre Cartelloni intuitati àfefioni^d 

i quali fmo ripofti due requadri rimeffi drroffo di Francia^ ferpentinoy bianco» e neroOrien- 

toU con dnecarteUe pofie da i lati di elfi Cartelloni » rimefie di rofjò di Francia iC foprdd 

ietti Cartelloni fU ma cormce Corintia intagliata d foglie % e rofe condue remenati» fra 

q^aìi è fitnata l^jtrma di quefia "HpbHiVima F amistà CauaxfA di marmo fino^e beniffima 

wtàguata . "HetfiutercobmnifMocouocatedue ftatuedi marmo fino» rapprefentautift^ 

Honorem & la Vvrtà^fcolpite da CitifioFiameì^o. 

L d^ Due 



16$ ' D E L S ES T I E a O • 

Due altre ve ne fono caricate [afra i Remenatit che dimcflram fyna ha 'Pruien%a $ i'd- 
tra Ut MagHanimiii%fcolpite da Francefco Cat$rMi . Sapra le Cimafe delle cokmne vi fona 
ime pkt tini piangenti [opra T efebi di morte . Ts(èllo /patio poi di me^ vie vn QuartfeUo 
intarfiato di macchie di ^labafbro con vìf Guado nel mez^xo di pietra di Tardone 9 il Qnal 
Quarifetto regge vn\Agnglia di pietra di par agirne da Brsfcia > ornata da i lati di due fcar^ 
tacci intagliati di marma fino > e rimejp ai rayodi Francia y & alabaflra $ [opra alla quale 
farà collocato il ritratto del medefimo Girolamo Cauai^a {colpito in marmo al naturale 
dal Carr arino y il qual ritratto è digli fornito . Tifila profpettiua deW^gi^lia vi onderà 
pElagiOfdoue fi racconterà{cred'ió) come nelcorfadi ^. anniyfùfempre impiegato in fer^ 
mtia delia RepitbUca ion 28. impieghi Efierniy occupata del continuo in maneggi di Vacd di 
Guerra^ di Leghe, di apertura di paffi 3 e d'altri importanti affari » hauenda fempre operato 
con vantaggi Tublici 9 & can molta f uà lode ; che però fa decorato dal Senato del Titolo di 
Conte. 

Et finalmente come Panna i6$%J 29. GennarOf hauenda offerto loo.mila dkcatial Tu^ 
hlico per li bifagni della pref ente guerra col TurcOifofie creata TJobile Tatritio infteme c<m 
li Signari Leoni di Tadoua Conti di Sanguinetto 9 nella qual cafa ha maritato due fue J^e* 
fate • V architetta di così notabile opera è Ciafeppe Sardi verfatifimo in queflaprafeffpH, 
ne. 

S. Maria de Crocicchicri • 

DEI medefimo habitodi (juei dallo botto » fono i padri del Tempio de i Crodc« 
chieri} non meno rinerìto y Se honorato per ftrutcura & per altre cofe d^ne di 
lode rperciochePietroGuffoni edificò la Chiefa & lo Spedai Tul Tuo terreno i & lo 
^coQceue al clero con Tacque Se con gli edifìci che vi erano attorno» Se Bono Orioiiio 
iierede lo dotò . & Tanno 1 148. vi entrarono i Crocigeri » de quali fu imientore Cle- 
to difcepolo di San Pietro» & Ciriaco Vefcouo di Hierufalem > che ritrouò-infiemo 
con Santa Helena la croce di Cbriflo» & ordinò che la porcaiTero fempre in mano. 
L*anQOÌ 51^. arie la fabrica vecchia: & i chioflrì furono col rimanente riatti per 
opera di Luigi Dardano Cancelliere Grande Protettore > & benefattor del Conue»- 
to.Nobilita queflo Tempio fecondo che fi dice il corpo di Santa Barbara portato da 
CoflantinopoH Tanno 99 1 . da Giouanni Orfeolo » figliuolo di Pietro Doge 15, Pez^ 
cioche trouandofi coflui con Otbone fuo fratello in quelle parti > hauendo Giouannt 
colto per donna vna nipote ài Bafilio» & Coftantino Imperadori : nel tornare à Ve- 
iietia> la moglie portò il predetto cocpo rSc fu ripoflo in San Marco» oue Tann* h>oS« 
Orfo figliuolo del Doge» fatto Vefcouo di Torcello » & pregato da Felicita fua fòvd- 
la BadefTa di San Giouanni Euangelifla» gliele mandò i Torcello » alla fineriportato 
i Venetia fn pofto in vna afbi ricca & honorata cappella i mezza Chtefa. La nobìK* 
ta parimente la famiglia Zena» percioche vi fi-ferba Catarino» Pietro gii retierito da 
SoUmanoImper. de Turchi» con^^ande vtile della RepuU Se della Chriftianiti» Nt« 
colò» & altri huomini & Senatori lUuftri • La profapia de quali congiunta per fail- 
le» con Vfuncaflano Rèdi Perfiarcon eli Imperaclori di Trabifonda» & coni Du- 
chi delT Arcipelago» s^è da noi trattata aicroue ; ragionando di Carlo Zeno» che nac- 
que di quella flirpe • lacomo Tintoretto vi dipinle la palla delTaltar maggiore » da i 
cui lati Aleflandro Vittoria fece di flucco » Santa Helena » & Santa Barbara • Dipin- 
(ero nella medefima cappella due quadroni»Andrea Schiauone»& il Tintoretto»Pao« 
loVerooefe vi feccia NadukidiChrìfto. EcilCrocifia» di Sagreilia fu di Gio- 
uanni 



DI C A N A R E I O LIR III. 169 

fLtmi de Manfiieti . La|>ana di San Lorenzo fii dipinta da, Titiano > à cui piedi è fc- 
polco Lorenzo MaHblo vltimo della fua famiglia > & padre di Don Lorenzo M^f- 
folo dell'ordine di Monte Cafinocultifs. Poeta nella lingua Tofcana* & vi fi legga- 
no quelle parole . 

Ldureutió Maculo Fir^ Patrkio ordinìsOptimo ^ 
ìncuius obitH tota \ ^ Kobilis mafiuUrum VmA^ 
ita fimm bàhuit . jffibMa ^iriffa Fx0r Pienti/}. 
M. T. 0% Anno/dutìs mùLVI. Minfe Jan. 

La quale Ifabettai illuftre per cosnitione di Ietterei per grandezza d'aninio>& per 
]bellezza'di corpo^ fa da Pietro Benibo Cardinale» & da Giouanni della Cafa> amen- 
'due principali huoniini dell'età nollra nella Poefia» feruita con la pre{enza»& reuetì- 
ta con ^ icricti. S^ Carlo Gualteruzzì d'alto > $c nobile fpirito > le confàcrò la Hillo- 
ria del Bembo tradotta in volgare . 

Dentro dalla porta maggiore > è collocato in bel fepolcro Priamo da Legge Pro* 
curator di S.Marcoj col ^Uuolo parimente Procuratore • 

A D D I T I O N E. 

é 

Tifila ÙaùpeSa della Cafa Zena> douefianno fepolti quei Terfonaggi nominati dal San^ 
foumoi vi è la Palla dell'Unwmciatat ii^nta da Giù: Battila da C mugliane con SS. Mar-* 
cOiC SebafiianodaSe parti; e di Latahtioda Zimini è iHiftoriettadiS. M arco dalt^ parte 




CtoHamtife S^ Benedetto per lAUare di TelUciari, detti yarotari 9 horaripofia nel Coro% 
effendoftrinouato Calcare» & anco la pittura per mano di IacopoValma,che vi ritrajìe U 
DecoUatitme di S.Gìo: Battifta. Giouanni tiejpolo gid Patriarca Si yenetia , erefse L^Mta-- 
re deW angelo Cuftode» e Iacopo Talma dipthfe la Tauola . La Cappella vicmo^ à quella di 
Santa Barvarafu fondata da Lodouico yfper, vno deprimi ^uuocati del^oro j il cui corpo 
è ripojfio in beUijJima fepoltura » fituata nel me:i^ delfuolo • 

, • Stfra tjiltareingran T^icchiofld collocata l'Imagine della MadomUifcolpita in mar^ 
m# d!a Andrea aquila Trentino . ri fono altri fei TJJcchi con figure di marmOi compartiti 
con beltordine di architettura^ e la volta è tutta lauorata dftuccoi mefia d oro. Il Quadro 
€on Rincontro di S.Giioachinoy & Anna è di mano di Matteo Von%pne . 

Ilfudetto Iacopo Talmàlauorò il Coro j rapprefentdndo da vna parte di e^o, P Andata 
di Chrijh al Caluario • La Crocififflone. Et la Liberàtione di Santi Padri diàl Limbo.E daU 
tdtra>gU H^breit tJ^emangiano l'Agnello Tafade $ con due Profeti da i lati. Efotto effo 
CorodipinfeilS.Chrifiofcro. 

Sopra la porta della Sagreftia,pofe la Ferine nel me%o;o degli Angeli , e dalle parti il 
SaluatorCi che dif cacciai Compratoriy e venditori nel Tempio , e quando entra Trionfante 
in Gerufdemme . Sotto tO rganofece vna delle Fiftoni di Ezechiele i e intomo dia Cafsa 
yarie Hifhinie 4elk Sa^a Serittura . Vitella iagrehià dipmfegli Webrai nel Deferto^ mar-' 
ficati da Serpenti cm Sm Cleto^ Santa Elena daUè Parti . 



17P DE L- S E S!^T I-E R e e 

S sicari tiflitHtionCi e Urif orma dcìt or dine Crocifero . Vinuepuione della proce , 
!0 Imperatore che la riporta in Gerufalemme . E [opra t Ultore flàUf^ ergine con aUu^ 
ni Beati . J^el Dormitorio di quefti Tadri, dipinfeT^oJira Signora adorata dagli Unge Ut e 
neU\Af petto di vna Scala Onuentione della Croce. In yngran volto nel Reffetorio uTin^ 
foretto yeccbèo rapùrefentò le 'H^Kf^ di Cana Galilea^ che pereffére opera rara , e finga- 
iare/fAgià dotta mia Stamfada Odaardo riaUtt{ Bolognofe .JfsUa ^Scmta df Sarti fi 
yede la Valla con la P' ergine i S.HomoBon » e Santa Barbara di mano di Bonifacio Vene^ 

tiano. 

IlmedefimoTotmaneWffoffitalettopollo altm(mtrodelMon4fi0myi lamròil fofftt- 
tOf & la tokola del^ Ultore > facendo da i lati S .Cleto Tont. ifiitntore iella KeìigUme Cro- 
ciferoy e Vaiolo IV. Vont. che porge rn Breue aWUmhafciator Veneto . Fece in oltre il 
Doge Renier Zeno con la Dogareffa Loicia Contefsa di Vrata > i/ qnal Doge lafcièmott^en- 
trota d auell'Hofpitale . Sopra le porte figurò chrifto flagellato in vna» eneli^oltra» tpiath^ 
do^fupofto net Monumento. 

Terminò in fine toperafua in qneflo Ihocù , il Vatma 9 con alcmie attieni del Doge Taf^ 
quat Cicogfia% diuife in tre gran Quadri , hauendo ritratto nelle Vitture di queflo Hofpitate 
molti Vadri deWordincy Senatoria & altri . ' 

Ilfepolcro di Vriamo da Leggeyoccennato difbpra dal Sanfouino , i grande 9 e Maefhfà, 
che occupa tutta la facciata di dentro de Uà Vorta Maggiore fCoftrutto di belliffimi Marmi» 
€ compartito^ con mirabU ordine di ùrchiteituroi in trefpatij $ in quello di me^T^fld tFr* 
na in Aria con il ritratto in marmo del predetto Vriamo, efuo El^io % che dice : 

Priamo Lcgio , Andrene filio D.M. Procuratcurt * cuius cnm 
ÌDaedibilero vitae imegritatem > tum czimian;! in àdminì- 
ÙxMdi Rcpub. SafHéntiaiD pofierìtas omnis tU in p^ie* 
tttiimpraedicabit, vteaadmirarifacilius poffiti^^pianilmli^. 
tari • loannes filius Equcs * Comes i ac Procurafbr fede • C 
Vixic annos LXXXVllL Obijt VLIdusSeptemb. 
M.D. LVIl. 

In queliù alla defiratfimite di Fma» ritratta iftdGìMuamifm figfim^ fitCauédicre» 
C«meteTroc»ratordiSMarco»c<ml^Elo^ioancoratcb'iH fóttofcr^ot 

loanni L^o> Priamt F. Eq. Corniti. D. M. Procurato^ 

ci Apud Òuroliim IX. CaliMriun > Carolum V. Romano- 
rum Regea Legationibus perfondo > In Dalmatia contri 
Turcasiummo cum Imperio. In patria Tutanda, Tua- * 

dcnda. Forti . Prudenti . Pio • loannes » Andreae Proc* F. 
Tanto Auo» 

y. A. L X X IV, Obiit Nona» Martias. M, D. XXC. 






D r e A N A R E I a tlfe. III. 171 

Trocurattrdi $,Mmrvo»iimi f dritto. \ 

Andreas L^ius D*M. Procuritoo Eximiasparentìs 
Ioanois Equitis, Procuratoris Viitutes admiratus. 
DigBÌtate parta . Amplitudine feruara» FeUdtate 
Quaefita, «emam tandem LXXViJI Gratis anno 

Eft Adeptus. VL KaL Nouembrjs . Od. Io C I V. 
loaooet Filius » Patri Monuncntum paraait. 



$ofraUpùrta»dteiifcorreHelclauJlr(hfi'pede'pH'altro beUifJimo Depofito diTafiiuat 
Cicopta Doge LXXXFU. che yiffe Pm.i%%^. fatto tutto di pietra Iftriana, con lafna Sta- 
tna coricata alnatttràle* vi^ferUatoritorotemaefit^ofer ^rchitettmraìconl» feguen- 
ti Infcrittim 

Pafchalis Ciconia; Venetiamm'Prihcipis 
Memori» fempiterna? 
Qui poft Remp. domi, fbr» èdigoicate foepius adminiibatam^ 
poft Cteteofem Infulam > cut per decennium fummo cum 
Imperio pnefiiit , in Manali ad Echinadas praelio incolumen 
referuatam I qua caufa Cydones iiii Statuam in fòro & C. 
patria fuie taaldem Prtncq>s mira omm'um conlenfione crea- 
tus,eam pariter per decennium tanta aflìdnitate, & diligen- 
tiagubernauiti vtdeeiuscommodis » atq. vtilitatibus non 
prins finem fecerit ,quam animam efflanerit , & ad fiineros » 
com diù «tenutati ìvm iaterfuiflcc, non £nc opinionefan^ 
tatis euolauit • 

Obijt Die 1 1. Apriiis. M D XC V. Aetatis fiue 
anno LXXXV. Mcnf. X. Di. XXV. 
Principatus vetofuilX. Mcnf.VII. Di. XV. 
Pafchalis Ciconia ex trarre Nepos mse(U£mns 

P» C." * 

V^à* ^^^ anc&ra fono notate quattro altre attionifue particolari > la prima è que^ 
fiay^e mentre vima la Meffa mgiomo in Candia yft leuò tOftia <:onfarrata daW^Utt^ 
re, e lemttafi in acre, benché^ il Sacerdote face ffe ogni sfarxj^ per riceueriatoniò d fermar* 
fi nette mani di quefto Trencipe: Onde è fcritto 

Vclut alter Syneoo> mantbus Chriftum 
cxccpìtt 

Sper 






lyi DEL SESTIERO 

E per il fiio valwe 

Et veluc alter OaaidCMrtae 

in Bello 
Patauioin paeftilentia 
Et Patrias in fame pra^fto fuit • 

Fu jlrcbkettOi e Scultore di così "tlpbU Sepolcro il Campagna . 

Mora Ffficimo quefta Chiefa ti VP. Gefuiti, quali ritmutti in Venetia nel principio iel^ 
Vanno 1 6% 7. cm peìmijjione del Senato ak'ìjlan^a del Ton$efice Uleffandro FU. che fup^ 
prefie la Religione Crociferajhebbero dal mede fimo Senato la Chiefa con tuttigliomamef^ 
ti di effa» Argentarie^ e Tarature; Et anco ilMonaftero per loro habitat ione . 

San Buona Ventura . 

A. D D I T I O N E. 

Ticino al Berfaglio, poco difcofto da San Luigi , abitano i Tadri riformati di San Fran* 
cefco , quali ottenuta licenz^n, dal Senato di poterft fabricar vn luogo neUa Città per loro 
\Abitdtione y fondarono la Chiefa & Monaflero alt incontro di S.'hlèotò de MendicoUytan^ 
no lóo'^. fotto il Trincipato di Mar in Grimani ima non Uriufcendo il {ito per li contimd 
firepitiy e rumori di quelle genti, che gì: interrompeuano li loro Efercitijfpiritualiy ne quali 
flannoquafi del continuo occupati; Fu da alcuni Mercanti, chiamati Vifuti, e Stella, dinoti 
di quefta Keligiùne , acquifUtonuouo fondo dalla C afa lena, t quiui fabricarcno nuoua 
Chiefa, enuouo Monaflero, Onde poi tanno i6z^. li^JVttobreygiornodéSan Francefco 
fi partirono ejji Tadri dalla loro prima ^bitatione , procejfionalmente portando feco il 
Santiffrmo Sacramento, e tennero in queflo luoco, doue fanno molto frutto , sì per tEfem^ 
pUaità deUa vita, sì anco per la predicatime della parola d^ Iddio. La Tauola delt^ltar 
Maggiore Cm la Madonna, e S .Buonauemwra orante fA dipinta da Domenico fintorettOi e 
li quattro Beati dai lati di quefta C appetta, da Matteoingoli. 

Santa Mai^a di Nazareth • 

A D D I T I O N E. 

tenuti à Fenetia li Tadri Carmiìitani Scalzi , che Hconofcono per loro Madre , & In- 
flitutrice Santa Terefia, & impetrato dal Tublico di poterft fabricar Chiefa, e Monaflero, 
comprarono i Stabili di Ficenì^ Feniero apprefjò Santa Lucia , fopra il Canal Grande con 
tutti liRortiiC Terren Facuo, che difcorre nella Lacuna incontro San lob , e quiui dirin^ 
petto à San Simonpicciolo, hanno eretto vnaChicfa tanno 16^0. fenza alcun ornamento 
ò ordine di 4rchitettura, dedicandola aUa Santijftma tergine, fottoil Titolò di Santa 
Maria di TsfaT^reth, la qualfolennitd vien celebrata da efsi Tadri, la Domenica infra t^^ 
ottona dell^ Epifania, e ciò fu fatto nel Dqgado dì Francefco da Mclin. Mora hanno datto 
principio à nuouo Edificio per far vn Tempio celebre, come hanno in molti luochi d^ Italia » 
& in Spagna, perfeguitare dopo queflo la fabrica anco del Monafterio • 

San- 



DI ^ 4 N,A R I I>Ov ^Ift Ilt J7I 

pitiwa» fu opera di P.aoiòWÌBMÌdte;.8entf meno giaoc-'Nìcafówl'^^ 
rwnr di San Marco con qaefto epitafio . 

% qj^q fcabfillo deirÀi|gc^o>rot)d ftOÌ^ h^tabflU? ^^f 4! i"^? («di^^ ff^ 

menta dknaKep.per lacomo. Se Placido amcnduenr^tellL > & Qt^lfw ^ Talare iK 
bonorata dal Veicoiio di Bergamo loro fratèllo .' K vi in tèrUt vh' E>^acciò dì^I AI^ 
fio> condotto à Vcnetia l'anno lap^^^ella J|bla palimene da Marco Minocro . 

A U.-fi;, J, .T-,iJo^-W^- E. 

'appella M tutore della vttitat 

_ i/«4 Ueftirrcttwu. Sopra li jlt~ 

m deUe eolamet Andrea F^Utìitìite fìrMò dl^fcJ^flm^i'eCTefiamento becchi» , ctm^ 
partite CM^rehitattKi. i«r-*Mf* mS ,,4ltPmÌ*^Àikmn'f&0^ li^ttro tele con 
SMHta Caterina in Efiafi aitanti la f^erpnemi^f^^eriatte^SWa. Il [m Battefim», 
Quando deputa con U Dottori . £Sntdjifehfé^MnaQp:on[ifrBato U martirio ) vieti portatg 
dagli ^«Sf^nel Marne imàVfwiVpefifdni^Pe^ami'Ms.Michieiet che di/cacciai 
Fit^fàdipituo daUxÌltd3^'e-»am>idckuaUat.TiÌbàbtìialtU ' '^ * 

noJtMi riccamente fabricati di fitti^i^mofmiieneigfìmo, uitataFlmaginedi effoS 



JoSm- 

.„ -«, -a ~ -, ---^^--l^fidettoUUareMhm- 

m pofh vita Tamia dipISia SÌ»m» pitmi^gdifmi^Ssg^SSi^ fepoUi d» refctm 
ìitqueJUcl»efthfvHofi^Ciir<ìkm9s0^pm»OiÌCi^cà^^^ ; L'atÒvCirtUiluìUh 

ga3iAfmifì^PMyefeoMtdiFam4^tflaip0i(f altri Ikt^i. 



tOt chrera di rilieuo intimata ia ItpUt grame ól(n 





Coj^pdj^^hii^. 




rvAlTalttt 
U nobile 




xUChiCai 




diFeltR.r- 


anno i^o^.U 






Parata Badd 




irte per viu« 


furiadirenn 




igrandemm. 


te. Viidiit 




tocodleMi^ 


rieàtrornoj 




Siofeppo Sal- 


uiatirper o( 






La palla 




ico manieri.» 
gre- 



^74 •-•.^' d ^M r ' s^ i st'i iko ' 9 



greca diuerfe opere per la Cittd» flaillbtfodré)f&l&hioftro di S.Giouatmi > Se Pae^ 
K> . La palla di noftra Donna con vna profeettiua é^ cafameati i di Lazaro Sebaftt a- 
nii £tk|«Jl»diSiPi«ci!Dhfari)ii»&ftbfj!baliv*:iaciScBaftèdMa(Mm 
«kdiKyÌan^attUb,4EfCGoi%liaaoaOkii)0kdi<ìiaB^ io e. t. qo ii! £-iii}..ci i, 

ADDITIONE. 

^^ifc/i rinouata la Cateti fHamore ccm (tiùérje pinuyc,& dltn Qt-haìilentì . ^ me^ 
za Chieda è fiato eikàioìakPtmsià^^^^'l^ ' P^ ^ 

fhnex.xa de mar mi, per figure',^ per intagth ma t^olé^ ff^(! (^ T^t*^<i > ^^ contiene t^ 
^doiratione de Magi, dipinta con tanto Jiudio dhlaCopàTomaichttper^fua Eccellerne 
è fiata ppfla in ijìampa . Tii/lp {p4ti/o[op^r^la T<irfa mag^ipredi dentro, jtà emto nmua^ 
inente 'vn nobile Depofitòpet càmp'ofitura, 9 ^Wthórnìi in fnemofia'di.légoftihOie dt Afar^ 
co GradentghiTatrtarchi di Jtquile7iadigni1]imiVrùlatì, con li'tdrtfrittdni ffoloin in 
ynamoyefìttoad^effttif^^ ^ -. ^^ ^ '-;^ • m-^I-^J.^I'^'^^i - ^ 

' Aìijguftinàs dra Joififcul^ ^• 



/efflpci 



• • ' 



i»» j V I 



' T . ^ <^ìai»olrigenatm4)€iunpriei^ttìiApictste > s . v^v ^ 

■' ,■ ' ,■-'■" • M^xraiusr- •" ;v ' vV ..■ 

. ., QiJi fibialiqMandoUto cenuro. ,,. ,.;v.^^. 
Marcimi Gradonicum afdfcf t rùcedToreai . - m . . > . \ 
Ne vflqaato de hac Cathedra definat t>eDemereri 

DomiisC^adonica. . , 

/r . • . V) .. CiaaencHiftga-ia.6j#cwt'4(3yftemteàa- L.; «- • . -r (A !,'U 
-kR òv^a !. j . .. . ' , iAfia;clftitito(OiiinBenta>i»cinlioria». ^ ; : "' . > ; i 

I * * 4 






D. O. M. 

■■■iij -^ . , ■ Marcus -Gradooictts- .^■..-m-h' lu-.J ^-j 

• ' • • AugoftalioIimfCoiBnwnlsVìrduòcatór- • « ^i*'-' vi 

.; ' I>cìn.Crct«Ì)iic.itit^polteahtìrcfédl- V V 

r . Sufficuur , • . . . 



t ' 






RoRrìsy Fafcibust Infulis^ par vbiq> 

Qui Pontificafi muncrc diu fun^s 

t/,, jSug<?ium jurf 1 at4oiuriarupcrftitum 






D I CbA!^.4 * JE ^ P S-IB-cilI- f7J 

■ .■■/.'..'•■ruAnfeBuf^T'iB^.;'. :.■.,•..■." ■■■ ■',--• 

: iHteonyiyoiFRitie fti(:c^fl<jrB,.(Ufu» .. 
■' ■ .'. .. ■ ,' ■ ,'. Hic ,, " ■ ■. 
loannem laCobuth ex fràtre Nepocem ' 

Spegne indolis «dolefceniem 
Suuin qHondaiii iii vita dditiuni 
,.,,. ,,^ ,.„,j,SlJiIii»,intUBW|i Kqgiatecoijfottcn r 

.,. /'.v, ,VMi..':'^-tf •■ ■ , ' Voluiccooptari. 

!.. NegubsaSxischariiasiiHiKnt,- 
Motsdiradiuelktec 

■^v :;:;,;,■■;■ ,,. ■■,-. ■ ' Vttisq. ^ , . • , 

. ■ Br«tri,acfilio be n cmerentibiu 

t . >' Daniel Gr^pmcin 

, . '':\ ':'', "'; Ainom> Stgratituduiisergo P. 

SaacoAIuigi. 

V '-rEll'dtlttnd'delb dctdjjuRe lietiffitna per belle contrade , é pollo f anHconkK 
,^V nifteTO dfS.Liiigi tuDìtato da donne monache . nel quale u S.Hfiròhink) nel 
«retto fu latte da AlenìoMtlanefe. Il Giinbono cidipìnfo la palla deJl'Aftargran- 
dej8cl'AItaredi5.A^ofiinorSc Nfarcò Vèghia ri Ufciolalullorta dì S.Luìgim d^ 
ncrfiquadfìditeladipimiiguazzo. ' ' 

ADDITI ONE. 

.Somfodtiaimhcbe^^itarmi^ore i flato rìiuHttoJi Legno y UqudUi miraiìleper 
lagTrMdmOtepergPmhKÌi i ma VoUo pii ri/ptend^ntaper ^er nufft tutto à Oro . L'^M- 
t4rdis.ZjMi<UKlf^è lutoriet^ctttiiiUbiU^m marmi. Il Chr'iflo ttrmutodi^me 
^i^nttia^tffltwuo Fokr. 

San HicrOBima . . 



"Kit*-. ' 



ìlkolaorontartnoAkfìì^TMH SUfl^ùri Optima > 
Fili/ mccfHfs. Péfkiriùmii 'm. tStltmìf, VL 
'Dits xml. Oh^t !d a iJCXLpidteJ^t 

A-.-Di :p..;ivT f.Oì^ ,£.;,:> 

Jonaa, San Tiicolà, e Santa Orf^ di OtAl^QìfÌH ti Ctìùgliano, limato prr vna ieUe mi- 
ghorimerefus. laTaH(ll^f0P:inif.etg,^?(^f>rv^i^i>^^.M'^^^1tFlSUa>eontem^ata 



aa motti Santi, fàdipintada iMegoJ^ma., ij^fymtia fatto modernamente è beniffimo 
dijsgnatoj e compartito . Trulla fcuotì àì^Simfù , vìàelì dot Qtidiri di Gio: BeUim , » 
■»na fià H Santo Dottore fedente in atte iifàA'eaare à [noi Frati, ijualifiedano ancb'effl t~ 
mtorwinnaturaUJfi'ne fofiikn', ma,pààiti)g^^àhr3t<4Ì''t4aiojferHato vaFrate, che 
difìende alcuni drappiin vita £o^'f,-,3tóC^r?jfti.'tì '''ifl"^/^" ^■"•f" iit'tto al ftudio. 



con altri Frati, che leggono ,alm .cn^S^'of^ow,^^ molto artificio , e diti 

gen'^, equini il Vittore vIpJ^HjUóAmìi^ ntempo, mS^fife . che fa del 14^4. Due 
aUii ve ne fono di fautore Carpaccio ; nclpripi^irapprejentò il fanto ginocchioni, che rice~ 
ne la Santifftma commmione, efiendo^mlòAiitte dtlUvita , con motti Vairi fuoi ùifcc' 
foli Oranti . T^el fecondo lo figurò mortojiefofopra vna fiora, co' Frati piangenti,che tea- 

!...„*.._ -..„j. ^^11.... / r — "-allume -J^mgiffuitfrg^ajf/^ 

. » «wcorwfl:^ aa^iKjli tre prm- 
cifaìifftmi'fi^etti dell' e'td Uro, 



Capu^cine . 
ti ì> i T i ò M È: 



gfso , deftderofa difertiir à Dia , deliberò fi i^fHf ilti UpmAS ì 
Regata di Santa <;hiara :Qn^e rit^atafi l'anno 160z.aUi4.4i Olt*- 
'h{obiU,eCitt33tm3tmMtrd.ViU.invnaCafadSantaGiHlliiia 



Sonna^nKfilaCrsfso 

ch'i fecondo la prima Regola d _ ^ 

bre, con altre doumi T^ili, e Citt^tìhn M itihiri. tff 2i. in yna Cafa^ SantaCiufima 



DI C A N A H E 1 O XB. IIL 177 

nache caaaaicamenUft ftrrate in perpetua Claufurai fottoilVrincipato di Leonardù Do^ 
nato tomo x6io.^aUi^.di Ottobre. Ma perche hortnai qnefte noueUe fpoje di Chrijtb 
erano crefcinte d mmero dij^.nè potendocapire in cosi angufia Inoco^femó da taro Tra^ 
CHTAtori li furono comprate altre due Cafe d Sa$^ GiroUmoJ.^v^a.da vu Gruato> f altra da 
yn FrafcarioUa, e qmui fondata nuoua Cbiefa, cnuouo Monafierio 9 furono dette Capueti-' 
nCi l'anno 161^ il meje di Maggio, leuate di Quinta valle da Francefco Feniramino alC-- 
bora Tatriarca di renetta t prima i che fojfe creato Cardinale > e condotte in yn fuo Bur- 
chiello à ijuejia nuoua habitatione ^fituatafopra la fondamenta di rincontro à San GiroU-^ 
mo% douc continuano fino a dì prefetti in ReUgiofaje Santa yitay effendo quefta Chi e fa con 
fecratainhonore di Santa Maria Madre deChedentcre y la qujii foleunità yien da effe ce* 
lebr atali 8. di Settembre giorno della 'ìiatimà della Madonna • 

Vanno poi 162^. il primo giorno di Ottobre y fitconfacrataquefla ChiefadaGiouanm 
TiepoloTatriarca di ^enetia, come fi vede dallùnfcrittione in marmo pofta foprala por^ 
ta grande • Di notabile yifono tre Tauolcj lauorate da Iacopo Talma . 

Santa Maria di Mirericordia • 

ETSancaM^adi Mifcricordia » die diede il home atta Scuola ò Fraterna dcllaj 
Mifericordiai e fimilmeacefabricaantKra.pcrcioche fu fondata rao^ 939« da 
Celare de lulìj decci anco Àndreardi>Sc fu habitata prima da Romitif & poi da F rati 
che viueuano fotte vn Priore. Ma hauendo vna peite difertato il luogo >&rimafto 
fole il Prior fuo della famiglia Donata ^ hebbe licenza dal Papa di tedare i & lafciò U 
lufpatronato alia famiglia de Mori. Vi.dipinfeviìSan:£aflbiello Gian Battiftada^ 
Conigliano • 

ADDITIONE. 

Sta collocato, vicino all'aitar Maggiore V antico Sepolcro con le Ceneri di lacopQ Moro 
Vrocurator di San Marco > nominato aal S abellico nel lib. 5 • della feconda Deca. Leggen* 
dofi in effo fepokro : 

Qui decus Vrbis erat » Patria?q fidelis amator 

Confilium Vene tis adhibcns vbiciraiq. falubre i 
Maura dedit foboles lacobis cui fplendida nomen 

Continet hic tumulusi fua fama > fed vfq; fonabic : 
Curantìs cenfum Marci fapteotlus almi 

Prodiga pauperibus Chrifti manus extitit eias . 
Qiii matis in bello» & terra? Capitaneus vnquam 

Fundere non propriam renuit probitate cruorem 
Occubuit nimio, Venetumq. labore gerendis 

Laudibuftì vnde aitet celebri memorandus honore* 

OMjtM.GCCLXXVlL 
Die X* lanuari j . 

M Rife- 



r78 DEL SESTIERO 

Hiferifcc H Stringa effirui in quefia Chiefa tEfitafio di Gabriel M9m Senatthr $ e Catrd^ 
fh'Ct ^HOf dice egu % di GioMtmi CaùaUere > che mar fé in Kama ^nwajeiator per la Ke^ 
ftéika appreffo Gregorio XIV. dal quale fa perfmalmente vifitato pin vòlte 9 e nel fine 
della ritagli fa dai tnedefmo Vontefice ammirar ato U Sacramento dettEflrema Vniio^ 
ncy honoreparticolaret e firacrdinario . /» però hi^ vfato egni diligenza per yeder il detto 
EfitafiOi e regiflrarlo in quella aggiuntai ma non ho potuto ritreuarlo . Li Trioridiquefto 
htoco fono fiati decorati da Tapa Clemente Vili, di poter yfar la Mitrayc Taftorale neUe 
folenni celebrationi di Diurni Vfficii d fupplicatione di Girolamo Semina Vriore in quel 
tempo ; Huomo per virtà, per Dottrina^ e per innocenza di vita > caro attefìo Vontefice > è 
da tutti vniuerfalmente amato^ e filmato ; il quale fa poi da empio 9 efacrilego auuelenatù 
nel Calicey mentre celebraua la Santa Meffa • t'anno 1601. che però /opra la fna fepot* 
iutali fùpofiolafeguenteinfcrittione: 

Hieronymo Sauina? > Ciui Veneto > San A» Marlae Mife- 
cotdìge Priori » viro bonatum Arcium ìofigiii fcritia Cla* 
ro i fed ob pietatem CUriori , quam eciam moricns er- 
g« hoAcm » qui ci venenuia in Calice, dum facra pera- 
gerer I propinaucrac, magois argumentts o/tendit. Com- 
niflar ij pò fuere. 

Obijt Die IX- lun M. DC I. Anno ^Etatis Aia? U 
Priorarasrero X. H. M. H« N. S. 

E perche egli era Confinate della Scuola grande deUa Mifericordia i fuoi confratelli , m 
memoria di yn tanto huomo , rolfero anco ejfi poner vna Tietra nella parte tenena detta 
loro Scola conlettereinta^iate » che dicono : 

à 

Hieronymo Saninse San^se Mariae Mifericordiae Priori » 
& Collegi) huius Frati, Viro teligione, dolina » caete- 
risq. animi dotibus , vel ipfi Clemente Vili. Pone. Max. 
valde charo » I^onrìfìcaltbas Infìgnihus ab eo » publicisq. 
ntuneribus exinde decorato» let bali (Pròh facinus) facri- 
ficanti liquore ìmpiè extinéio» Fratres arooris tefiimonio 
pofoere . Anno ooitus eros M* DC l> 

La porta dellaChiefoii fhtéwmmimtie adamata cm bd fepoUr9 yiMe è ctttoeato 
Gafparo Moro fapietitiffimaSenatore , con. ilfuo ritratto di fafra Jioipitp i» marmo da 
clemente Moli Bolognefe» legg^ndofi in effo ftf olerò : 

EK O. M. 

Gafpari Manro San^ P. Patri. Ven. 
Pio» ac Plrtrdentf viro 

Do- 



DI CANARÈIO LIB, ili lyp 

DoArina» Phihtfophia pnrdpuè. & varia Eruditione 
Singulariq. Teroperantia» epuris fapiencias Fontibus haude # 

Abomni luxa aliena fpe^co • 

Orto M.D. LXXXV.XI-Augufti. 

Vita furiiao . M D C L. XXI. Manij . 

Nicolaus Lo^us Marci F.Pat Veneti Nepos P. 

Aii«M.DCU. 

Dipoi è flataineroftata tutta U facciata di quefla Chic fa di Tietra viua IftrioM eoa fH^ 
lafiri Corinti > che r^ono il frontifpicio >fopra il quale fianno collocate tre figure , cioè U 
fr ergine nella fonanitd% e due angeli da i lati adoranti • 

Due altre ve ne fono da i lati della porta > eccedenti il natwrde % che rapprefentano ^^ 
ma la Coftamyi i l*altra la Mifericordia » tutte fcolpite in marmo dal fudetto Clemente 
Moli 1 quale fa anco architetto di così degfta opera « 

Santa Maria de i MiracoK . 

MA ricca>bella)& eulta Cbtefa è quella di Santa Maria de i Miracoli • Era l'anno 
1 480. rimagine di Qo^ Donoa » va cappello alla porta della Corte Nuoua 
all'incontro della cafa de gli ^nadi da Santa M^uìna in vna calle ftrecta di quattro 
piedi • Moftrati per tanto dittero miracoli» & concotrehdoui tanta gran moltitudi- 
ne di popoloj che s*andaua ddfcfaio di ftxfogarfi» la predetta Imagine fi trasferi nel* 
k Corte d^li Amadi. & fi cràaroiio Procuratori su quella materia Leonardo Lore- 
do» che fu poi Doge> Marco»at i^;o(lÌQO Soranzii Andrea Erizo3 Paolo Contarmi» & 
Nicolò Donato : percioche ^a in pochi mefi raccolto di offerte & limofine più di 
gemila ducati» de quali» fi ccn^ Iji Corte Nuoua» che era della famiglia Bcmba^ 
&C^rina^jfifecetoChiefa»jioiifi^M alcuno à fpefa per farla or- 

nata. I 

Si comprò parimente la coktc^etta&qMgUa Barofta » & fi fabricò il Moniftero % 
doae fi collocarono diuerfe monache di quelle del Moniftero ài Santa Chiara. Que- 
lla é fiata incroftatd di fuori di finifiìmi nurmi » & di dentro il fimile per terra & per 
tutto» con belliifimo fofiìtto in volto meffo à oro con molta ricchezza . Giouanni de 
Pennacchi da Treuifo vi dipinfe diuerfe tefte di Profeti allf intorno • Gian Bellino vi 
fece vn San Hieronimo nel deferto • I putti di marmo collocati fotto l'organo » fì»- 
rono di mano dell'antico Prafiitele » & portati d Venetia dalla Citta di Rauenna^ 
molti anni fono . 

Tullio Lombardo vi fcolpi le flatue di nurmo della cappella grande . Vi fono an- 
co opere di marmo parlo celebrato da gli antichi per il più nobile & per il più fine^ 
che produca la terra • Nella fronte fono ornamenti di porfidi & ferpentini polli con 
mirabile arti6tio. Et di (opra alla porta grande fi vede in mezz'arco vna Noflra^ 
Donna di tutto tondo» di Pirgotele ottimo fculcore dell'età fua • 



M % KT>^ 



i8o DEL SESTIERO 

■ À D D I T T Ò N E. • " "^ 

Vietro Mirchejio fece per voto U palla dell'aitar ^civie ,tuttadi Marmo tinbtltif- 
fima forma, e vagamente Utlorata,Jlando (opra ejìo J(ltaré due figure diSanti Tietrvt e 
Taoio con alcuni ^ngeletti di Brmz/i . che U rendono molto adomo . 

Sono in fomma in quefto Seftieroi Xin. Contrade. XIH. Chicfe Parocchiali . VI. 
Cliiefe di Frati . IV. Corpi Santi. I. FratmiaGrande . XXIIII. Organi . X X I r li. 
Tom" Sacre. IH. Oratori). II. Spedali. IX. Piazze. XXXIH. Palazzi. XL VI. Giar- 
dini . X X I li I. Statue Marmoree. IX mi. Ponri. XXX VU.Pozii.EXUK. 
Corti PnWkhe. 



DEt 



i8i 



DELLA VENETIA 

CITTA' NOBILISSIMA 

Defcritta da 
M- FRANCESCO SANSOVINO- 

LIBRO Q_V ARTO. 

anoi palTaremo di U dal Canalcìn quella parte della Citti,ch'è com- 
jartitaiotreatcriScfticri.cioèdiSan Paolo>chc volgarmente fi di- 
xSan Polo, di Santa Croce. & di Dorfoduro. &"?aucIlando pri- 
nieramente deiScftierodiSao Polo non molto grande. 

San Polo. 

D tciamocheta Chiefadel detto Samo>daI quale il Seftiero prefi: il cognome, fU 
opera antica&fondatada Pietro Tradonico Doge i3.&GiouannimofìgIiuo- 
)o> che ral'anno 8 jy.AIcti dicono dai SJeuoIiide^ualiAleiTandro, ch'era il principa- 
le>edificòSJ^ppolIinarel'aniioio^4.La partedidictro della Chiefa fimileiSaoj 
Hieretnia, è fatta all'vfanza Greca . Il ciborio di dentro lauorato i mofaico, confer- 
va lapalla grande d'argento indorato con figure di mano Greca, &la hifloria di 
Chrifto quando laua i piedi à gli Apoftoli , quando ora al padre , & quando fu croci- 
fiffo. Paolo Veronefe vi fece vna palla , He Taitar di Santo Andrea è di ottima mano . 
Vi fi ripofa Amo de Maggichc fu VefcouodiTrcuifo . & Cefare Podocataro nobi- 
lirs.CauaIÌero . E il campanile antico , & coperto di Piombcfi fece col danaro di Ni- 
colò Dandok>>Scnatore gel tempo fuo de prindpali . Sa la piazza di qnefto Tempio 
era per ocdiiucio il mercato generale più giorni della Settimana; ma l'anno 1292. 

M 3 pa- 



iB% DEL SESTIERO^ 

Mrcmlo che |M!Cio n doucffe I Jf bcntntjo dite csfipchc pcf <|ilRro iirpctw tmi fl^v* 
fictamao trowabrae ;( Sia Marco» i Padri ordinarono^ che E ftfetOMedrJi àcefe 4 
S.RilD^ il SaUMUo fu U Piaaìa di S«Marco f fi come sToffiocu al p^^ 



X 



ADDITIONE. 

d Mofaico; poiché^ intorno alt anno 1 600. fii demolita > e riedificata in moderna > e ben in* 
tefa forma per opera di Antonio Gatt^già Timano > recando U CappeUagjrmUe aàmub^ 
ta di belliffimo altare 9 di marmi fini ^M cui paUa^fChe contiene laCon9ier/kae<ktSantm 
Titolar e f è di mano di Iacopo Talma, comefoffo anco li (Quadri laterali itwnocan SmAnti^ 
àio ^bbatCi tentato da Demonij; l'altro con Chrifto > che da lapoteftd d S.Tietro di fio FU 
cario in Terrai porgendogli le Chiaui; & tiflefjo San Tietro$ Ae manda San Marco d frc^ 
dicar iTEnangetio . LaTanoladiTaolo Feronefe^ accennata difopra dal Sanfoumo^ è 
quella del fùonfalitio della tergine • // Tintor etto fece Tjoflro Sonore che communica^ 
^pofhli neWylthna Cena . La Tancia della tergine ^Jjunta neit altare della Fam^M 
SoraniA fu dipinta da Luigi Benfatto infìeme con molte anioni della tergine • Di Fratta 
cefco Vta^fA Capuccino è fopra yn'MtareU Dottor delle Gentil che predica. JieWOrga-^ 
no P^y€nnuntiata,& vn Quadro neW^ngoh con S.Silueftro i che Baturr^ CafianOiipo Im^ 
peratore. TJella Cappella del Sacramento vi fono quattro Qua(bri % ftimati di Giofeppc 
Torta, detto il Saluiati . 7{ella C appella fudetta rifatta datmedeftmo Antonio Gatto tSo^ 
nano fi vede itfuo fepolcro con il fuo ritratto fcdpito in marmo > & ma diceria ^fÌH per 
effer troppo tediofa /fi tralafcia di regifirarla . Fn* altro JepoUro è fituato fopra la Torta , 
verfo me7z,ogiorno y con la fuaftatua fopra , di Giouanni di Trioù > primo Trocurator di 
S. Marco ai quefta Fanùglia, dicendofi dt lui : 

Hunc ad bellatrahi Venetam ficmicancia corda » 

Para, timore valens» Patri» dcfendit bonorcs 
Graadioiis extolli qui laudibus acquare tcrrae s 

Deoiqtte promerui t> foboli dedit atq. nitorein # 

Le animo di quefta Cbiefa fono al numero di 2200. 

SanThomaTo» 

DI Quindi fi palTa i San Thomafo» antico » & venerando Tempio » & gii fabrìcato 
dalla famielia Miana, poco difcofto dalla Chiefa de Frati Minori di San Fran- 
ccico. Et in quello fi difcende nella guifa che fi fa in San lacomo di Rialto . apertif- 
fino argomento della fua ftrattura fatta gii per molte centinaia d'anni, percioche^ 
eflcndocrefciuto il terreno dalla parte di fuori, il primo fuolo della antica Citti, 
nmafto nel fondo : ne di fegno dell'opere che sa far la natura ne gli elementi . Et at- 
torno i quefta, la predetta cafahsbJjcfcmprc le fuc habiutioni, fi come anco vi 
topo al prelente. 



A©;i 



D I & POLO LIB.IV. iSj 

A D D I T I O N E, 

La forte yerfo Oriente, è tutta rifiuta in modemafòrma j e formata la Cappella Mag^ 
ffore C0n bell'altare di Marmi finh e Retrocarot cm altri orrnamenti intomo alla Chieja % 
e/pecialmente nell^Mtare de Calzjolai jfece il TaUna la Tauola con il Santo loro Trotet^ 
fere ^niano • 

tn quejia Cbiefa tTiouano Matteo CSertotQ motto ftimato per tajua erttditiOMe %eri^ 
ncritoper lafna dil^enxA neltactorrere à bifogni defuoiTarroccbiani • 
Sono te anime iioo. 

San Stino. 

DT rincontro per fiùco alla Chiefade Fcati Minori > dalhiltra rma detfa fraterni 
de i Fiorentini! è fituato San Stoino, il quale altre volte R chiamaua San Stefano 
Confeifore • Et ancora che il detto facrario iia antico > peto rìnouato più volte $ hi 
pochi ornamenti * perciodié quei che vi erano^cotrfìiinAti dal tempo» fono del tutto 
eftinti. Vifivedealprefente la palla dell'Aitar grande fatta *da ooona mano. Se 
laoMio Tln&oretto vi ktkuoratovna palla delI'Alfiiittieae dìNoflra doMatnot* 
IO oetbft 9c ben fatta» 

A D IX I T I O N E* 

lytpparifcequalcberinonatmc^eqii^beMfellmKntoi mamnfonocofc notàbile > ne 
da re^iftrarfi . 

Ha anime inmno à looo^ 

Santo Agollino l 

ET per non molto fpatio ài vìa (iguane alla Chiefi di Santo Agoftino .Quefla fii 
fabricata ranno looi. da Pietro MarturìoY'ercouoOliuokme della fan^lia 
di Quintanalle . La qnalepolTedendo ne tempi antichi gran parte dell'Ifoladoue è 
^uaco San Pietro di Caftellò» le diede il cognome di Quintauaile» Et voUecoftoi per 
tefiamento ch'ella foSt fottopofta > come cofa fatta del fuo patrimonio! ò forfè de 
prouenti del fuoVefcouado> alla giuri£ditti9ne del Vefcouo inperpetuo> (ìcóme 
per antiche memorie fi vede • 

ADDITIONE, 

llStrmap(meqnetpeXf0diCoImmai eh' è fuori delta Cbiefa i ma attaccata ai^effa%it^ 
fieme con le lettere intagliategli d'^intomo > che fono tefeguenti i 

De Baghmorite Tlepolo fò quefio Terreno» 
E mò è pofto in commuti , acdoche fia 
A ctalichedttn fpauemo per fempit* e iémpre nii. 
Del sUUfr trecento» e iliefe 

- j^ ^ Ame- 



il4 D EL S ES T I E R Ó 

A me2o il coefe delle Ceriefe 
Bagiamonte pafsò il Ponte , 
i E per eflfo fò fatto il Confegio di diefe • 

^ jtrfe quejta Chiefa, inficine con la Cafa del Viouano tanno i djp. ma fu cosi grande la 

ddigcnUf e foUicitidine di'^k tempOfCm 

V ^mcjìne dclTublico i e de priuati la fece riedificare inbellijfima > e moderna forma 
fijfpra il modello di Francefco Contini » inìieme con la Cafa • In vna delle Torte vi fece 
foner quefla memoria : 

Voracibus repente flammis abfufflptum » 

Charitatisflammaillicò repara tun « : 

Nicolao Fòrmentino Antiftite 
Anno falutis M DC X X X I X. 

m natakUci i^i è tritar Mé^giorcy hello per iifse^noper marmh e per ornamenti dì fi^ 
ffire d^inkigUf Cr akri Uutori » E di bella forma > e t/i ricchi marmi ancora t Eretto da la^ 
copo da Le^fjs^ che ha la Tauola di mano del Canalier Liberi } con il Crocifijfo i S.France^^ 
fcoi e due altri Santi, dotte da yn latoftd intagliata in pietra lafèguente mfcrittione » 

D. O. M. 

lacobus Legius tumex Legato Lucrecia; Coatarenst 

Michaelis Legij Vxo?is»cuniproprijs expcnfis annue nte 

Kicoiao Fòrmentino Plebano |lIuftrirs.Ordfflariiauthoricate futfttlco , 

Altare à fundamentis erexit. An. Domini. M DC XXXX VL 

Sono le anime Too^ 

San Baldo. 

EParitnchte afTai nobile Tedilicio di S. Vbaldo chiamato eorrottamehte Boldi^ 
dal volgo» il c|uale fu fabricato dalla famiglia Giuda > & Trona > percioche vi fi 
conferoa ilcapo di Santa Agata • il ori corpofu portato di Leuante ne tempi di Hen^ 
rico Dandolo Doge 40. Il auale eflendo (lato alrimprefa di Terra Santa & nelle cofc 
di Coftantinopoli 1 arricchì grandemente la cittd con diuecfe reliquie hauutt da lui 
in quelle partj> come diuoto > Se amator della patria ^ 

ADDITIONE. 

J^n riè che aggiugper folo che le anime afcendono al numero di 4oat« 

S. AponaFe» 

MA molto pfiì difcoftoi & vicino à Rialto è Santo Apollinare detto vo^armentc 
Aponale. Q^^fto Tempio fit opcu di Aleflanoto^ Sieoolo la aii lamigUa i*-^ 
t anna 



fi i s: POLO LIRIV. i9s 

$hlK>,iaj4.. infieme con fa Scopxra (i dice che fiabricò fa Chiefa di San Moife . Vene- 
rsuida per il corpo di Iona Profeta coUocaco fuori del coro fopra l'Altare. Anto* 
ii]oViuarinodeli47o.vilafciò diuerfe opere di Tua mano: ma confumaceda gli 
anni. 

A D D I T I O N E. 

yedefirimodematalaCappella Maggiore con bello f e ricco altare di Marmi ^ dota 
Matteo Tngoli vi fece la Cena di Chrifioi con il Santo f^efcono, & il Beato LorenT^ Giufli^ 
niano. l^eW altare de iT^liaVietratdipinje la Tamia con li Santi quattro Coronati» 
jtndreaSchiauone^chenei pilaftri fece anco t^nmmciata. yn^altraTauola lauorò il 
Talma conlaTlatiuitddella Madonna per tritare de Farinariy infieme con quella del 
Depoflo di Croce nel feno della Madre fua . 

LMgji Benfattojfpiegò ingran Quadro la Battaglia accaduta tra il Tiranno Mei^ntio » e 
Coflamim Imperatore nella Campana di Roma . Enel fpatiò vicino > rapprefentà la Re^ 

J[ÌHa Santa Etena sbarcata di nane > dinama;* alla quale icondotto quel Giuda hebreo > che 
apeua dme era nafa^la la Santa Croce. T^el giro della Chiefa y formò il Santo Confecrata 
yefcouo. Gli fponjali della Fermine. E H^doratione de Magi • 
Sono foggette d quefta Chiefa tpoo.anime. 

San Silueftrò. 

ET diatro àOè fpalle di Santo Agonale è fituato San Silneftro» eretto (fa gli Andre- 
ardi detti anco lulij» de quali fit opera la Chiefa di S.MarjadiMiferìcordiala 
cui cafas'eftinfe l'anno 1126. La fraterna di San Rocco inanzi che fermaflfe il fuo 
domicilio à i Frariy Pamfdiò grandemente . Et fu altre volte refidenza de Patriarchi 
di Grado 3 fino che il Patriarcato s'vni con Caftello » come s*è detto altroue . Et fa 
confacrata da Papa Aleffandro IH. Vi R guardano diuerfe reliquie » ritrouate in vn 
cacóne afcondito > perriuelatione di vno fpiritato. Camillo Balino vidipinfe il 
quadrone dello fponfalitiodi Noftra Donna > & Paolo Veronefe fece l'altro con la.» 
hiftoria de i M^i . L'Altare de mercatanti dal vino fu per Architetturaydi Gio: An* 
tonio Rufconii & per pittura di Giofeppo Salutati • Sii la Piazza per fianco pochi atv- 
m fonoiii edificò il collegio dei predetti mercatanti dal Chiona Lombardo » 

A D D I T I O N E. 

Ter cémprohare maggiormente quanto diceUSanfouino intomo allaeonfècratwne di 
que^Tempio> il Stringa vi fofe anco Nnfcrittione» intagliata in vn pilaffivj che è la 
Jottofcritta : 

Ad honorem Beata? Mariar > Patriarcaruoi » 8c oinnhiiQ 
San^orun» confecrata fuit Eccleiia ifta per Dominum 
Alexandrum Papam 11 1. die primo Menfis NoueoH 
ia Feftoomaium San^rum • M C LXXVII. 

n 



tSó DEL SESTIERO 

€be BivneKM Chri/ht àr il Quadro cm$ tiflefió ^attè nelF^wto . Si è dotto frincipio aia 
riaofMioìte ìeka Cappella Maggiore ^ & erettionedeW^Uare 9 deti/Male èfiuu U Men^ 
fa » pofli i piede ftalli > e bafepc^r le colonne s il tutto di belliffimi » e finirmi Marmi : Oitie 
che da queflo principio i fi può attenderyn^andej Maeftofo» t ripiardeuote Edificio . 
Sono foggettedqueJU Tarrgcchia anime 1600. 

San MatMo .' 



/ 



A D D I T I O N E. 



ZH^pt^bàocomnfammtioneilSmifommhPerefer 
mento di Urdnttttnra^ SenUttra, ò Tittura . il Strmga però dice^ cbcfrffe^iperadettafs- 
7H^UaGt$flm*CheelfaChiefafogè 

gj^evioJV.haUinùfiaeoltddiele^ere Dic€tìnc9% 

che U TaUa dell^^Uar Maggiore sii H mano di Girolamo Santa Croce • 
Le anime fono 6^0^ 

San Giouanoi Nttouo detto di Rialto » 

• 

T2 Tiliritta fronte ìéckM San Mattheo vicino alle B;eccarìe>fi vede Sm Gkm$sw^ 
J lt U0iofinario> detto coniunciiiffiteS.GiouanmNuouoj.gUinft^^ 
Uni & rìf^o (K>ì fui onodello d*Aatomo Scarpognino .. Il (uà campanile hi comhw 
dato Iranno i j9&. & finito con lo horiuolo Tanna i^io*. La paite didentro àdfcty 
ganoéopera diHicronimodePrìolifi^iolodi LorenaBo><klqiMte fi v^mono di- 
iieife infcrittiom in diuerfi luoghi facri della città .laTcibona di dea^iro mutuerata 
4la Santo Zago»& la palla di San GiorElemofinario Patriarca di Ah^ffiuidriadaTi» 
tianoi col quale concorrendo Giouanni Antonio Licinio da PordonOne» rifece la^ 
palla di San Scbaftiaiio di molta bellesza .. 

ADI>lTIONE. 

flnefta Chiefttfogtìacealla pot^d, egimfdittionede Dq» > quali eleggono S Tiouanf» 
^ Treti Titolati diejfa . Ter il fuoco , the fi acce fé m Riatto del i^i}. che diftrufie molte 
eéifcy e bonegherfeguendo fino a S*Aponaley reftò incenerito anca quefio Tempio » quale fa 
poi rifatto M ^4fH^a Gritti Doge nói E perche in quella confufione» e rouina ietfincendios 
rimisero le Jbrade fmarrite > ceranti i termini de pi Edificij ; perciò da iTarochi di S^m 
Mattio^urono yfurpati moltiìuochi% eftendendofi aentro d confini iella 'Parrocchia di San 
(jfiouanni: Onde nata contefafopra ciò i fu poi decifadal Doge Tiicolò daVonte > ponendo i 
confini aUrpUM^ e taltra parrocchia i iichepy^edeiaiknoteincifeinéoipdafiri^ qui /or- 
io regiftratei 

TenpIum&oc»q0odaonoàCEirUti Nauti tertìockaffla - 
ii^ra millefimum quing«ntefimum cuintota lafuU Ri- 

ylalti* 



DI S- POLO LIB-IV- i«7 

uialtifuuigoe conflAgratum oomierat) Andreas Gtitti Prt» 
ceps Scfeniffimitt, & Pacronusi Nicolai Martini Plebani di* 
ligeotia reftttttit • 
Mox veròilludfuosfinesia tanta lacendij vaftitate turbatos l 
Se à Ditti Matthaei Tempio oaupatos, Nicolai de Pónte 
Principisi & patroni Sereniffiai fapientia poft triginta » 6c 
odo annos iiuibns difcqitattim fott i legitt me recuperanit .. 



Hora queflo Sacrario è ornatìffimo mafime di future è atuìche % e moderne » vedendo^. 
prima dH celebre Titiano la Tauola deltjthar Maggiore id Santo refcouo Giovanni , ii% 
atto di far Ekmofma aJtvfiponereio • Dà Gir. jimonio RegiUoda Tordinmt i t altra ta* 
noia nelFJiltar de Corrieri com Santa Caterina^ e Santi SebafiioMOt e Rocco » cl^e è -pna fin^ 
gidar0ma Tittttrajfatta da quef^infiffte 9 & Eccellente huomo in concorren:^ diTitiOf 
no. "tUWjtk^^e deVolamlidì^fe B(mifacioF enfiano la falla com la Madonna in 
yna nme, & dùiedi li Santi ^pojloli Vietro^e VaolOfC t'Euangelifta S. Marco • // Corona 
fece il Quadro deità Manna. La Crocifi^one di Chrifto . VOratione nelt^HortOy e la Refur^ 
rcttiome in due mei^ Lune . Li porteUi deltOrgano, doue è effigiato il Doge Leonardo D$^ 
nato fa opera di Marco FeceUio.LaCenadiChr^y&illauardepiedidgUjlpojloli /a- 
no di .Antonio .Mknfe. Domenico Tintorettoritrì^e in i^na meyL LnnaHDoge Marin 
Grinumi^elaDpgan^afuamoglie^ con diuerfi C^atiTolainoU adoranti t Eterno Va- 
dre ^ 

In altra me^a Luna fece il virtuofiffimo Tiberio Tinet(i€auaUer& San Marco con Li^ 
bro in mano, & in altra parte Francefco Fabrici fuddtacono inquefta Chiefa 9 che tiene le 
jtrmi del Doge Giouanni Cornaro . DalCnuaUerpoiCarlo Riiolfi fa rapfrefentata tHù^ 
fioria dtU^^dor^awne^&offertadeMagi. 
Sotto à éjuefta Chiefa fono anime 150. 

Fmri. 

ir^Opo le parrocchiali 9 fcgae la memoranda fabrica di Santa Maria inticoUtaZT 
jL^ uiorioia» 8c cognominata de i Frarif principale & maggiore di tutte l'ahre^^ec 
edifido» & perciò detta comunemente la (Ja Grande. Neprinù tempi (u in quefta 
luogo vna Badia di monachi bianchi » mz eflendo venuto in quefte parti San France* 
fco> ottenne dal Dominio (e(!bndo allora Doge Henrìco Dandolo) tutto il terreno 
cel fuo circuito > onde cominciata^ la machina in quella forma che fi vede » conoor- 
(ero alla ^fa molcti cosi nobili coine citudini . E fra gli alcri » vn ^nrilhoomo del* 
la famiglu Gradeniga vi ereiTe quattro colonne con le lue mura da i lati. vn*altro de 
Giuftimani ve ne fece due> Se vn cittadino della Cafa A§;uiè ve ne pofe vna. Et Paolo 
Sauello Barone di Roma Condottiero allora delPar oli della Repub. vi fece i Volti • 
U Campanile fa cominciato da vtf altro della ftirpe Viara $ il quale vi fpefe fino aHa 
meti 1 6. mila ducati» & poco dopo fattofi frate del luo^o 1 fopraprefo dalla morte^ 
non ^tè ridurlo i fine» onde l'altra metd fu compiuta cfalla natione de i Milanefi > Sf 
de gli huominideOa Terra di Manza. Vi fi honora ogni anno > nella Domenica di^ 
Utero da tutto il pc^nrfo, il fanguf di Chrifto portato da Coft antinopoU > fi corno 



iSS. DEL SESTIERO 

per vna infcrittionc prcflb al fuo fcpoJcro s'attcfla , & donato infieme con delPvn- 
guento col quale la Maddalena vnfc i piedi a N. Signore d quefto Sacrario da Mar- 
chiò Triuifano. nel pilaflro della aii cappella fondata da i Triuifani della Giudecca » 
fi legge la prefcnte infcrittione à perpetuo ricordo della fua gratitudine . 

Melchior i TriuifinOy Fault Triu. F. j^i cum Galieorum 
Romania Fr^tftRus eJSet , ex CcnfiantincpoU ^àtrÌ4m 
Rediens Fr^aeJìJJtvii Saluatoris nofiri le fu Chrifti San^ 
guinìs gutum^ Maru Magdalena njnguento infiéfam^ 
diuino nutu a/portare nteruiJSet , in yrbe ìam dudus > 
tundem buie Conuentui pie^ ac benigne donauit . Ex qu§ 
n$n ingrati tanto munere y huius Qonuentus Fratres » 
• • • Nonnulla aita dona yna cum dare Sacri eius D. 
DepofitiSaceUfémiHocfkb Diui Archangeli vMìchaeiis 
Atéfpicijs prout extat extruflum y eidem largitori ^ 
FoSl.FeTpetuo BM.Dkauere.Ann. Sai. MCCCCLXXX^ 
XVlllKaLMaij. 

Vi (i hcnoraparioiente il Chrifto miracolofo (xtuato i mezza Chiefa . i cui piedi 
è fepolto quel Titiano » che fu celebre nella pittura > fri tutti gli altri del tempo no- 
firo • £ medefimamentc molto chiara & illu(lre> per fcolture Hiuerfe. Conciona che 
fopra alla porta maeflra fi veggono due gran figure di marmo di buona mano • Di 
dentro neila cappella de Fiorentini » il SanGiouanni Battifta di legno indorato > fìi 
fcolpito dal famofiifimo Donatello > che fece in Padoua il cauallo di Gatta Melata » 
Di rincontro alla predetta Cappellai il San Giouanni Battifta di marmo pofto fopra 
la pila de Giultìniani» fu opera di lacomo Sanfouino . Nella cappella di San Pietro la 
palla di marmo é bene intefa & fcolpita . L'Angelo nella cappella di San Marco fu di 
mano di lacomo Padouano . La Statua di Nicolò Trono Doge 67. con diuerfe altre 
figure che vi fono» fu lauorata da Antonio Bregno. la fiatua pedeftre di Benedetto 
da Pefaro fu fatta da Lorenzo Bregno • Et il Marte di marmo lo fcolpì Bacdo da 
Monte Lupo Fiorentino • & AlefTandro Vittoria fece la palla di marmo di mezzo 
rilieuo con San Hieronimo di tutto tondo fu l^altare di Hieronimo Zane Procurator 
di San Marcoi fepolto in quefta Chiefa. & la facciata dauanti del coro tutta di mar- 
mo» fu lauorata per opera della cafa Morofina à figure di Profeti. Nella pittura > Ti- 
tiano dipinfe la palla della Noftra Donna» vicina all'Arca del Pefaro • Nella cappella 
de i Milanefi» la palla del ricchilfimo Altare per molto oro » fu cominciato da òua* 
rino Pittor Milanefe» & finita da Marco Bafaito • La palla maggiore » fu del medefi- 
mo Titiano» giudicata da gli intendenti per la migliore opera Se molto ilhillre • Vi 
dipinfe anco Antonio Viuarino la palla della feconda cappella vetfo la SagrefHa » 8c 

Gio- 



D I S P O'L LIB. IV. i8p 

GiofnéeSfluiatì TtJafciò di (va. mano la palla polla fra l'altare del S.Hieronnno> & 
il Chnuo miracoloTo . Di huomìm grandi vi giacciono , lacomo da Pefaro Vefcono 
di Bafib> il quale fu Generale di ao, galee di Papa AleiTandro VI. conerà il Turco > 
nella guerra che fì fece con lui per le cofe della Morea . Et fotco il ricchilfimo fepol« ' 
ero di marmo doue è fcolpica la ftatua diftefa» fi legge . 

JacohusTifitifius Paphi Epifippus, quiTurc4s BetU 
feipfrm face rvincebdt ex t^hili inter Venetos dà 
'Nobiltorem iraer Angelos Familiam delatus , Nohìli/' 
fimàm in ilU die'QoronAm iufio Indice reddente j hic fi' 
tusexpe^at* Vixit Annos *VUtonkos, Obijt 
MDXLVILlX,Cai. Aprii, 

■ 

FrancefcoForcariDc^etf4.che All'anno 141 3. in repoltiiri omariflimo pttfigjx^ 
re di marmo» poftt nella cappella grande occupante qua(i tutta la faccia della cap- 
Isella alladefttaj& di (otto è pofto . 

Accipìtc Ciues Francifci Fofciri veftri Ducis imagmem » inge- 
nìo , memoria ^ eloquentia , adha?c iuftitia , fortitudine ani- 
mi > fi nihilamplius» certe fummorum Principum gloriam 
«mulari contendi • Pietati erga patriam mex fatisfeci nun« 
quam Maxima bella prò veftra falute & dignitate i terra » 
mariq. per annos plufqu^m triginta geffi , fumma felicitate 
confect • Labantem fuMiIfi Italise libertatem , Turbatorcs 
quietiscompefciii^Brixiamt BergomUm> Rauennam> Cre« 
mam Imperio adfunxi veftro . Omnibus ornamentis pa- 
triam auxi . Pace vobis parta » Italia in tranqurllum foede^ 
re redada 1 poft tot labores exhauftos attatis an. LXXXlHl* 
Ducatus quarto Aipratricefimum, Salutisq* 

M ecce L V 1 1. KaK Nouemb. ad a?ternam requiem 
commigraut • 

Vos luftitiam t & Concordìam quo fempiternum hoc fit Impe- 
rìum^conferuate. 

Nicolò Throno Doge tfy.che riflc l'anno 1471 • nel coi fepdcro pofto alKncontro 
^1 Dù^ Fofcarij copiofo di molte figure^ è la (latua in piedi di marmo di tutto ton- f 
*^&yifilegge» 

Nico- 



i5>o ;P B L S E S TI B R.O 

Nicol«)$ Thronus i Optiflaus dm % Optimus Seoator t Opti» 
mus AriftocratiarPrincrpsfuit. Quo fceUciflSao Daceflo* 
rencirs. Venetorum Rcfp. Cyprum Imperio afduie , CHm 
Rege Parthorum contra Turchutn focìa aroM coniuiixic • 
fraudatam pecuniam viua illius effigie refignauit » cqius in* 
nocencirst manìbui batic merìtatn dluini operìs mo2emiPÌÌ)i- 
lippus filius perenni «ecernicace pofuie • 

Mar^hiòTriuiranoGonlaftatua pedeftre in (epolcro iUoftre» Senator cde 
ino> & Generale della Rep« i cni fatti defcritti dai Beobo »& da gli hiftoi^ki d 
temypù Ip fecero memorando . & vi è 1* infrafcritta inferite ione • 



i * * 



MdcbìoA Trkifino qui Fird.%CUjfem Ventufinù ' - 
depHlit, cum Carola Ftmu 7(- AdT^rr. Profpcre cot^ 
flixit ft Crem^f^am Veneto adiunxìt Jmferh Ul Jmf. 
Ohijt M ecce . . • Fiiif Piemìfs. Pof 

Franccfco Bernardo CauaKero : bclliflimo ài perìona» Se viuciflicxio d'incdletto » 

il quale dinxorandain Ii^hilcerra>doue era ammirabile i qiiellaCofte perle fue ra- 
re quali ti > paci fico coni autor icd& deftreszafuaFrancefco Primo Rè di Francia» 
con Henr.co Ottauo Rè d*Inghilterra, onde benemerito di quelle maeftà> ritomaro 
alla Patria» andaua à primi honorì della Republica» fe non moriua fi può dir nel fio*- 
re deii'etd fua. & gli fu poAo quello epitafio.. 



Francifco Bernardo Benedici F»qui cun» àdhuc adolefcens 
apud Britanaos agpret pacem » fruAra antea ab illti« 
ftiifs. viris tentata a ioter Henricum Angliae & Fran- 
cifcum Galliae Reges compofuit > obq. egregium fa- 
cinus Equeftri dignitate ab vtrifq. Regtbus infigni» 
tus s tandem in patriam reuerfus ». Retpub» muneribui 
tanta ai&duitatea ac diligcntia interfutt » vt gratus omni* 
bus» Tribunitia Magiftratunondum exado S. C ad Tur« 
charum Imp* Leg^tus des« Annum vix. nonum fupra 
trigeiinoum attingens » diem Amrn obierìt» & cextiffiman» 
de fé fuoamam dignitatis expedationem fecum • • • ab- 
fiolerit» Poft. m asfti(& pofuere. M D L V L 

Paofo Saucllo PriiKjpe Romano con la ftatua equcftre vicino alla Si^eftia M 
quale valorofo neirarmi & fedele» militando per la Rep. d Verona & Vicenza » coo-^ 

tra 



D l S. POLO LIB. IV. ipi 

tn i Clrrftcefi contratta per l'alfidue fatiche afpriffima malattia « ridotto i Pado-' 
uà ) fi morì con dolor dell' ▼niuerfale . & coadotto i Yeiietia > gti forono pofti i rcr- 
fi infrafcritti . 

Hk iacee armipotens Pauku de ftirpe Sabellus 

lacoluinì quo Rema parens gauderct alnmno » 
Hxc fibi td extremim ftatuebat femina prifc» 

Reddita virtatis , non hic Sdpionibus impar • 
Non Fabijs virtme fok belloq. domtq* 

Magnnierat vir Marte ferox pmdeasq. toptàs . 
Confi^ hjc Appnlìae viftricia campìs 

AgmJna dkexitv Caroli Tub nomine Regis . 
Eccum Dux Ligurum Galeatz inftiffifflus Heros 

Crefdt in Italia multa cum laude fub ilio. 
Hic tnlie arma, acles ftranit , terrasq. fabegte 

Poftquam cum Veneti virtus animofa Senacus 
Carrlgeram delere domum cupit i obfidet rrbem 

£uganeum> belli Du^r caftrisq; locatis 
Ad Baflàn^ihim com iam prope vìftor haberet 

In manìbus Patanum. melioris auda titumfilii 
Gaudia pefte fouaii eft corpus rapìeme» vocàtos 

Phaebus adorato Chriftt dum volult ab orttt 
Lttftra ducenta vnoai & temumqifRer anreii^ aanh 

Teniaq. Oftobns Iwt ìnfauftiffima fulget . 

Benedetto da Pefarofopra il por«oaediSa£;i!eftia Nericato in tao hcHantccotù 
beUiffime colonne di marmo» del quale, eflen^ Generale ddU B«p.il Sabeilwo feti- 
uè r<^rationi illuflri . & vi fiki^ . 

Benedidus Pifaunis V. Clarìf!;. Imp. 7tttCanimCliÌi>tllK* 
teraexIonioinHellefpontUm fugata , altera in Ambradd 
Sinui capta, Lencade&Cepluilenia espugnati», alijsq. rei* 
cuperatìs InfoUs , Naupita obfidione IH^rara > Ricbio bt- 
iiifs. Pirata interfèdo, Diui Marci Procurator creatus» pace 
'"'ra > Cordfie obijt . 



f tiUÌK 



lacomo Marcello in bielliifimo fepolcro > ooe è lai ftatua ftàtfkc rftratta al natu- 
nde • huomo eccellence nella militia marittioia > & di chiariflimo nome nelle guerre 
chcfifeccncolTucto» &€eiRé (f Aragona» percioche haaendo efpugnato pili 

voice 



iSfi DEL SESTIERO 

volte ai(lella& città,ii come attefta il Sabeltico nella hiftoria» finalmente prefo Gai^ 
lipoli in Calaj^ria» fu morto in battaglia ^ & vi è infcricto • 

lacòbo Marcello Chr. F. Viro innocenriTs. Se Clarifs. fumtnis 
domi fotifq. digaitatibus ex Repub. fundo. Qui quater 

' poftreoio dimciJioribus Reip. temporibus cutn vniucrfa Ita» 
lia belium gerebatur Claflìs Irap. ageret , ora maririma vn- 
diq. fidelitcr conftanterq. defenfa » Vibeoi G»lIipoiiin m 
Salentinisaggreflfusefpugnauic, in ipfavidoria intrepide 
occumbees» veteris difctplina! dccumentadutbus fuis reli- 
quit { Caufam honorificis pra?bite pacis conditionibus de- 
diti publicislachryniis in funus elato. Ludouicus& Petrus 
filij pientiCf. pofuere. M CCCC LXXXI 1 H. 

Luigi dalla Torre Contc> fratello del Conte Hieronimo pofto in depofito hooora' 
to fopra la porta, per la qiial fi difcciide nel chioftro . Francefco Dandolo Doge $ r. 
che vifle l'anno 1 3 zS.ripoilo in faccia del Capitolo nel chioftrp vicino alla porta per 
fianco del coro» del qgal fi legge . 

Laudibus ìnnumcris meritisq. parentìbus ifte 

Francifcus virtutc nitens eia riflitna prolcs 
Dandula quem genair, patria? venerabilis huius 

Dux fuit illuftris , quilibertaris amator 
£ domuit faftus rumidos & viacla refoluit. 

Marchia quas duduna nimi utn quoq. prefTa iacebac 
Teruifina quidem vicinaq. caftra Salinis 

Attentataruit* claradum rexit habenas * 
Qìiaq. decus terraq. Mari fìicceflìbus auxtt , 

Hic Venetum patriam hofti magis effe timenda 
Fecit, at vndeno foUj pr«figni$ in anno 

Deceilìt foebx. domini tunc mille titcentos 
Ter denofq. nouem Pha?bus deuoluerat annos 

Luxq: nouembris erat cun^is celeberrima é'uis. 

Lodoiiico Fofcarini Giurifconfulto , & 14. volte" Oratore i i primi Prindpi di 
Chnltianita, & finalmente Procurator di San Marco l'anno i4'58.& vi è fcritto. 

LodouicoFofcareno Diui Marci Procuratori , Viro & fumm« 
cloquentiaf gloria. Se ciuilis pontificiis iuris fcicntia, atq; 

Phiio' 



DI ;S. f O LO UK IV. m 

.. fiùIofiGiplii«ficiiiopsaAaiitiyPttn»«ofl6tiò 

kmpamaitK XIV. Legatiooes diuturno morbo eoa- 
traÀo , ante diem è vita egrdTo >fili;f ieatift. Patri bene* 
merito ponieniQt • 

Federigo Coroaro>ripoftòncnaraacappeUarotto titolo di S,Mtixo La memo* 
m del ou valore nelle guerre di Lombardia è cclebrau dai SibeOko nel feccmlo 
de Uà Quarta Deca: & lopra il fepolcro fi legge . 

étft tiéroy ^ GefMtens. btlb lab^rAntem fame Pu. Rem. 
fifiiniUt » cpes ettm dmkwum <vjm ^ fàtr'ut Ukorihus » 
tmn Mnis rebus mdgnificè pi^ifimper impert^t > ex 
medefiU efUm étp hffiteia primam ttttà Undem, ìw 
gittti omnium mgftitU extw£Ì0 , te fie funere non mmus 
Ciuium Ucrimit, quàmmeritis ÌAudibus celebrate^ ^ 
eine pofttrh Jo4m»esFF*b»eS4cttìumdt(dùit* 

Pietro Mimi Vefcouo di Vicenza* huotno dotto uelle lettere Greche & Latine* 
fcnotsòiledelfuoceinpocoaqti^ veirfi. ^ 

> 

Qyt oolttmcQ patri» finrat , (pei fida Semtus 

Pontificis faai premia promerinis . 
Enitttic latioparicer fer«ooepela(gD, 

Hic decos ^ fandc religionis hooos . 
Occiipat hoc tàndem Emiliaoos mar more Petrus 

Qyem Vincentiniooogemuere pattern. 

Sui. P. MCCCCLXlia 

* ■ 

Vi fono anco rìpo(BÌuori della porta per la quale fi vi i San Rocco^dueperfena^ 
gi iUuftri per lettere • P vno fu Pieno Valeriaoo dottiifimo nelle lingue & di gran no« 
me in Italia» Palrro fa Vrbano Bohanio dell'ordine de propri; frau » eccellente huo* 
fiK> nelle fcieaite Scndla lingua Greca • 

Quafi nellafine del maggior chioftro » fi vede dalla parte finiftra l'Oratorio fotto 
titolo di San Nicolò» fatto da Nicolò Leoni» per vna cortefia » ch'eflo rjceuè da i fra- 
ti» la quale gli fii dinegata da vno altro conuento • il aual Nicolò Senatore iUuflre» fU 
Procorator (ti San Marco» & Coprendo la congiura del Doge Faliero « la quale gli fd 

N reue- 



j^4 tiEL SESTIERO 



reuelata 4a AoKrMdo B^tamtAaiteiùaatlitrc > BoffmdtfaitR cò&retuaffie 
libertii della Patm» Sevi fi legge* 



il t 4 



V^ùIm Leem Settatori Opttmo^Orattrifbiuméttqf 
^a onafleriolt htnefico Funddtori • Obijt iimto Cbri- 
pMCCCLn 

w 

La palla principale fiì dipinta dairecccUentidimo Titiano • 
Ai'HirodcKhioftrosul'acquaèfituacala fraterna de i FiorcQtitii ggl incorno ± 
40. a. li inftitiiita da Chfrico Barducci» Giamt^ttifhi Gambarello > Sc^como Nar- 
di» ' : onfennara:ca fuoi capitoli dal Oaca di Fiorenaa ; t^eUa quafe fecQOflo iVfo 
del!^ ationC) celebrano gli offici diuinii & vi creano il Guardiamo d'etTa fraterna $ 8t 
il Coni :)lo> che con i Conngiierì amminiftra gitiftttia fra loro medefimi • $ ael giw- 
no di Scjx Giouanmfiatti(U Auocato loro/celebraao fokooiifioiafc&a.* ; . 



* 



A D D I T I O N E. 

llStrinpi lodam^lto Tietro SimsFvémc^ M^ikc^ Ckugic^^ mmt^tii .guarire 
ntde^icarnofitd^ediceeJierceUbratodaltrincimeUaìFaUopiai Créct^eda altri jttato» 
ri ne* loro ferini; & che njfepdto in quefla Chhfa per tneX^ P^kar'diS.piroUm^ $ cm 
queflo Epitaffio [opra lafita/epoltura : 

* 

Petra Siuos Gallo» Mèdico noflra.tempefiate celebnriino , & s 
curandai Carancul«> Vefica; collo adnata; » Authori vere Prin- 
cipi: Io. Carolus F.ncftift. dnfdein arcìs profeObr » fibiq. ^ 
han-edibus P.C. 
Obijt Anno M. D. XCIUl. m Kal. Ape Uis < 

Torte ancora la memoria di MÒdcfia dal Toz^ detta Moderati Fonte^ Donnaiigra»^ 
de eruditioney che compofe diuerfe opercyc in verfotc in prò fa » della (juale ne fanno Ijonora^ 
ta meniione dinerfi fcrittori . Sti fepotta nelprimo Clanflro vicino alla Madonna mira- 
eolofa 9 leggendojifopra il fuo Monumenti é 

ModeAc à Puteoi^ Foemuu^doaifliaMe # 

Quae varios Virtutis parrus Moderarle Fontis nomine 
rythmys hetrufcis (quibus memoranda cecinit) & fer- 
mone continuo foeliciter enixa » natura? partum dum 
ederet» puella? vitam* (ibi vero mortero (pwh do- 
lor) afciuit { Philippus de Georgi js Petti F. in 0£ fu- 

per 



D IO S> :C K a CE tlB. V- 1^5 

per aquis prò fen Doin pnblid iwa defendens» amltttifk 
fima? Coniugi P. 

Obijc Anno Domini M DXC IL Kal. Nouemb. 

Tlella Cappella» e fepokwnt dtMilanefi è feppellito Claudio Mtmteuerdi Maeflro di 
Cappella di San Marcoygran teorico di canto% e di f noni . Famofoper iifuo valore» e per le 
fue C0mpof$tionÌ9 delle fuati ne fino gran parte in fiampa » Maicfe quefiogrand'huomo Z - 
anno 1643. il Primo diDecembre . 

.AffregòaUét fortadelCbutfir^^vièimbeldepcfitoornatQcon^fiSl^ 
tia4tAtanoZeMQf^efionodiTorceUocQnilfuoritrattafcolpitoin marfno* cfotto qne^ 
fia infcrittione i 

' Marco Zeno TorcelIdnQ^iCcopo» qui dodilSf 

.: , Piu$> PnuleiuiihtiiiuQiififQHs^» imegritat^, 

& ▼tftntefipnihominein* Ex Senatoria - 

Purpara ad Sacram Epifoopalem Thiaram 

Buc^u^»CoBluiDq,promeritus»piè>ran^éq. 

Ex hoc humano car^rse euolauic • 

Dominicus Fnter Marci Antohij Patrie 

. Seaatorìs Ampllfltmi Mandato P.C 
VixìcaatK>sLV«M. V« 
. OÙjt MDCXU.VlILIdMsFebniarij. 

i4ltiHedtttroii^ueJioHfifiat0folhnMCHammteTnfaUt^ pHkgranieii Machina fma 
qtkifi fimik di marmi diGirolamoFenien > con [mritratttk di marmo» e memoria /e- 
gitentei .,. 

••■'•' ■ D.' O. Mi •'■'•■''• ■ 

HJeronyino Venerio 
Nicolai yiim Filio . 
Ìntegrìtaté>Prttdenna>acIuftitìainGgmto . .r 

Ftaeturisi praeft^ris magna cum laude perfun^ 

< .JNliC9lapsfilius|!>.M.Procnr9^or . 
.... ' otiedieritiap, ac rctìer^mljB. 
'..'. i' r ^Moautacntum pofuir; • . ' 



; • i. ■ - » 

ultimamente è flato pùfbneUa fepoltura di fuoi Martori Giouanni da Tefaro Doge 
iQn. Morto tvltimoéU Settembre i6$9. che vijjè Doge Johmefi iS. in circa »Onefh buon ^ 
^iMiìpe bà làfciat9 fra l^altrt cofeUoéci milla ducsfi perii Depofìto daergerpin qàtfU ' 

^bk{aalfm>jlìfg^min4e^ , . r 

:> N a Si 



.» 



t>4 I> E E S E S TI 1 R- O ^ 

5i dà pi^mciphdprefent^alla Tabricddcl mmo jtkàre H S^^jintùnk 4ék Tadmai 
qmUper finc:^ di marmhPerdigiffUh e per amamentì di ^gftre^ Untagli^ e d^aUro^ftì^ 
rd fitmaiiffimo » e mcmoìwile » 

San Nicolò di Frarl • 

1 k 

ADDITXONE. 

làfcdUfrindpdcMCemMadif^addSiuifs^ %efTéÌ 

ttofa^meritaancodiefferd^crUta in tfiudche panel yt i adiméfue la f^cr^ine fiprM mm 
nube col bambino GiesH in braccio adorato da ine ^ngeletti. 

appare S.T^kolò veftito in habito facerdotaU, e fiorale dentro afim antico , troni* 
nato ed^cio ^ini (Oprafio ftd SanTictro» e S. Caterina ^formatétmotto delicatamente com 
Santi Franeefco% eldntonio da Tadoua . Da altra parte è San Sebafiiano 9 che nel mirarla 
hdpià deliritÈhchedel dipinto . Qnefla tauola icetèhté^fhna periadà^enn/t^ & appU^ 
catione co* qnaUfntanarmadalgranTitiano. Jli^ fié/hmm-mModidìn^ Mrc 
pitture» fatte da EqceUenti hnomm% come le duf Tanole > i^vna del Salnatore lenatodaUa 
Croce pofio nel feno4elia F ergine Madre^con Santi ^ndrea^ e 7{icold JL^altra all^meon-^ 
tro di ftefla di S.Óiox Battila» che predica aite gjtntinel Deferto j opera di Taoto Fiamen^ 
gpi iptale dipinte anco neltorgam^^damof & Ena . 

LuigiBen fiuto f^efepra kcmticiCbrifié Signor T^gfiro» che fitne>d alMonteCai- 
Mario condoito^da mokiMiniftri . F^nrà il Talma TJ^firo SignmFe depo/h di Croce ; il me^ 
defimo» che trae dal Limbo i Santi Vadri dotte ritrose molti fuòi ornici^ Il San Francefco^ 
che riceue le Stimmate» & in alcuni arcbettiporte delia fna vita . Carlo » e C Ariele Ctk^ 
Uari figlinoli dell'Eccellente iPaoln fecero il Sdnatore amìéttù i Caìft^o . 

SanGioiunni Enangclìfta» 



forpatronaco loro il Priorato del predettò luoeo • L*edi(itio è vecchio per atMkbicì; 
& vi fi Tede U detto Samo dì (bKO(> d'altctsa a vo bracci^di mano di T^^ 
-bardo. 



In terra ropravn^Iapida.di marmo d pie della porta prindpala comune itnttau 
la^sunigliafi kgge. 

fOftfiri Béuburjóium t^4m^ 7^. Auéred 'Sdàur^^ 
StfulcrimMDLXyHh 

tfqiiftIGiolUttiiù Andsea JK»cabilc($. SeoaiQKf teuiiti cotti gli faooori importtntl 
ètìkkb^ patrìaftfidioeCIicomea'accetaia acU*infrafcritto epicafio ) che fbiduencai!^ 

> di 



J^ I ' 1 P O L- Ò Lift. IV: I9i 

lUfìèirU'gllea gtoRk à fadlA^ 

tione confano poi la Rep. Tanno 1571. Pòfto pertanto m omatils. fepòlcro con^ 
la ftatua di marmo fcolpica dal Danefe Cattaneo da Carrara» vi (ì leggono le pre- 
feaci parole . 

Bccft ì^axxtiis Andre» Badiitrì j hulQ&loci Prioris , pertnt- 
ral>iliter duftaeffigies» magfti i(idexim(mi>& mariti- 
nie4i/a{>ltoat£iiHite€brttai. Qgi cum hoooRs ottM 
mtidkt oonlccun», pienKeihi teptopefeà rmn to- 
'■ Ij^r^nexq>trtremeai iliamnoDilem adinuenitpii- 
gtikiM^alispropugQaculttia»^ vircutispraefiamis vùi 
. '«pttdpo Aeros claris teftiaioaiuiB • Vixic An. LXXXI I« 
OhIjtMDLXVl. 

~ Cedi dentro dalla Cniftrafìrerba Angelo Bàdolro* che Toccefle nel Priora^ à^ 
Giouanni AAdrea* in fepoìcit» di nucmo infaitto . 

Angeli ftiduarìj Pdorìs » Senacoris optimi » qui priuacis re- 
bus gereiidis> publicis admiaidrandii » H<Mpfcale paepe- 
ro» regendo» fedulam animi virtutero, fummam ingenij 
probltateffl»cliaifeMeliK|; praiffftrr fifìg^l^em » Albertus 
«cPetrosfliitchaix>spareotiscitiQfes,{Hetatedci^pr6* .' 
iiecutt,hi€oaaQuiefcendacuraruat.Vix.Abii. LXXIfc 
M. VI obìjt M D LXXI. 






r 



. C-ì ... ' • . I 



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A D D I ,T r Q N E» 



• L ' 



SanlLocco. 



.*.-; i 



EAticoffot2^ite ti Teni^ió^di San Ròcco (ituato dietro alla Chiefa de i Frari > a^ 
n^^kato dal corpo del Santo» gt^ portato dt Germania da alcuni mercatanti 
Tedeichi>^c6lk>dito éa fàltar s^rande ifi belHffirtio (èpolcro di marmo ; dà i lati del 
quale le due figere di manno> di tutto tondo > di San Sebaftiano > & di San Panraleo« 
ne» furono (colpite dal MoTca nobile artifice del fuo tempo • Et il fanco fopra hitca 
di S.R6CC0 fu ai m^no di Bartolomeo Bcr^amafco • Dalla delira in entrando» Titia- 
' • ' * - ^lapdkUan ^ ^*~ '-^ • ^^^" ^ 

■la (tettaptdeito cfl Vft i^^etìe^ . & la 

N j me- 



j^e /DEL S E SrT I BR.a: 

memoria fopravDap^ad'vafiaiooedel (angue reale di Franda* «teft'óidnQifL 
Oriago dalla furia de i contadini l'anno 1518. 

A D D I T I O N E. 

SlVùrienone^ che lauarò la Tribuna dfrefco come fopra > dipinfe ancora i cglh nefmrJ 
teUi di grande annario pafb à me^^Ckstfa i San Martino d eanoUq 9 che dìinie il TJbaro 
per dame la metà alpotfcrof con Sat^ Cbnjioforo in, altra parte> e motti mendichi dintorno» 
jlU^incmitro di auefto il Tintoretto fece in altro armario in concorren'M del Tmfdemme 
ChrifhalU Vifam>che libera il La^$ientej^^mandando^Ì9cbepp^ e 

che fé ne Yada. Tip pareti de(U Cappella Maggiore j nella fommiti rjMfsefemò la prefa 
di San Roccot quando partito di tolta ritornò in Francia doue ardeuano U guerre » & per^ 
che era veflito da pellegrino fa (limato foia de nemicit e per tale fàprefo da Stati > e pofia 
in prigione da yna parte > e dall'altra efp Santo vifttato dalie Fiere nel Deferta • In ètri 
daeQuaàronLBietodqHe/Ufformèmvno j i0uHlof)f itale ripieno diuferm% done il San$ù 
fona vn*aPpeflato con il fegno della Croce . 't^ell altro dipinfe il Santo giacemipt nel letto 9 
ferito dalia pefle^ wfitatoda -pn'jfn^eloi in atto di confolarlo » vedefi (UcmA Pa^ mcate^ 
natif altrif che pomono il capo fuori delle ferrate f & altre cwriofitadi degne di ammiratio^ 
ne: ^e portelli deWorgano effigiò San Kocco , che riceue in Roma la Benedittione dal Ton^^ 
tefice, e la y ergine Awunciata dalt Angelo . Tutte le (uiette pitture fono preciùfifinte'fC 
Jtimatiffime per la rarità della compofitionet per efféifite^]^ di Hfcgno j per ecceUem^a di 
coloritole per if corei mar anìglit^. Fkimémente fi è fattoil foffuto beniffmo difegna* 
to %e compartito t& il fmmenté^. 

San lacomo di Rialto • 

MA nobiUfs. fi può dire il Tempio di San lacomo di Riaitò * ^déche fu la pri- 
ma opera fatta di pietra in queflacitti Tanno 411. Conciofiadic hauendoi 
Barbari lacchcg^iata qnefla Prouincia > & rìfu^ite/i molte genti m fluefte lagune » 
£ntinope CandiottO) maeflro di far barche • hanendo fatta Viia cafa ina con 24. al- 
tre cafe di tanole su Tlfcla di Rialto > & cflendofi appiccato il fuoco in cafa fiia coa^ 
fpanento de fuoi vicini» imJFJorato ccn lacrime Taiuto dìuino > & fatto voto i San la- 
corno di edificargli vna Chiefa in quella cafa > il fuoco fi eflinfe per vna repentina te 
fubira pi«>gg}a> onde Tanno 42 *i . fu fatta la Chiefa > & Fanno 422. fa confàd-ata 9 d& 
quattro Vclcoui» cioè da Seueriano di Padoua» da Ambrogio ouera Uariodi Alcinoo 
da Giocondo di Treuifo > & da Epodio di Vderzo . Et il primo facerdoce d|e vi ra 
meflò hebbe nome Felice» con feliciffimo augurio» poi che concorrendo taii^^lati 
iliuflri i quella ceremonia» ella doueua per Tauenire effer Chiefa > della più, retigiola 
«I chiara citti che nafceffe giaraai in Italia /Fiì adunque fabcjcata «gi^ m6<>. anni» 
.^a perciò ch'ella andana in rouina gii 500. & più anni fono » Domenico Sciluo Dfi- 
gc 3o.Ia reftaurò in gran parte Panno 1 07 1 •& vi fece i lauóri di mofai<;o » che vi ^n<> 
al prefente • L'anno poi 1 53 1 . Natal Reghia» che vi era al goucmo»vi fece nuouo r<;^ 
(lauro&fi come per la memoria pofht fotto il portico fi legge . 

Qmupum Templi ixtirhnm fértem , ìJétdis KbtgU 
?Ubànus^ 'FrtthnQUrm 4pofiolmt^ wnriorìs 

etiam 






irr'S. P'OL^O LIB.rV. i5>7 

etUm rtfircUw^ tn hdnc Augu^iorém ftrmàm excr^ 
nénidm f$»m fdrum cunmft . Amì i iaSlis Temph ^ 
Vrlfis fimddmmtis Cmttfmv deàm» fù^ra miUefi'' 
nikm.yiIlL Kdl Aprii. Anno 'vero (Jbrtfiiéméi Sdlw 
tfi MD XXXL Vili. Kal. Aprii. Fréij ^ Tempii 

La compofitura della tefludine èjcofi ben raccolta infieme & mantenuta da i volti 
che foftcrigonò gli archi, che è mirabil cofa à vedere, & può dirfiche ella fofle il mo- 
dello della Chieia di San Matco . Et aiKoradieil Tempio Ha picdok>& angufto: 
però per^pfctre ócTelIentt & fini »^erpitture antiche ,per ornamenti d'ahari ,*& per 
reiKreii(|adMOtioneèic>r&iaprinai)a}e. &vi fi celebrano di contioouamoltc^ 
mefle • & il Qiouedi Santo è vintatà da tutto il popolò per diuèrfe Indu%enze con* 
cefleicjtédfórooghodadineHiPontefìcr. Il colmo di fuori é di piombo , &nella^ 
fua faccia cootienern grande hòrìuolocol razzo, il quale dintoftra alle dioerfe na- 
rioni del inondo , che concorrono co i traffichi /fu la^piazza £to^ofiffima di fiialto , 
tutti i mòmeati de tempi fatto gii roti;a Michele Steno Tanno 14 io» 

' A O D I t I O N e: 

■ « 

Oltre alU memorU f^detta, pofia [otto il ffirtico ,dcUf riftAuratimt fatta da ^atal 
HeghUjfi vede anca lajegunit^. Ter P'lndidgen'3^ TlenaHd concefia dal Vontefìce JUcf- 
fandroTerT^ in perpetuo il Gionedì Santo. 

Ne vicjffitudatcmporum Indulgentiam perpetoò plenatiam 
ab Alcxandro 1 1 1 Pont. May. huic iEdi M C LXXVlI. coUa- 
tam obliterarct » Natalis Rhcgia PJcbanus 1 & Prothonotarius 
ApojRolkut P*Gt • , 

Vannofoi 1 601 » per Decreto del Senato^ ( e fendo eadente per ia veccMtsftM) fA riedi^ 
ficata [cfraliCfuaantifafmnat aliato perètil fuolo 9 eCedSfieio tuuot Onde riefce pia 
Maeftojo , e yagp di prima in memoria di che è pofto il foitofcritto Epitimo /opra U porta 
principale di dentro : 

Ir - < 

HidC Diacobo A(K)(l6lo à pritaib Vrbis llradASientis dìca^ 
tatn JEdemiin Vetmàt^mentedi ex maiòrai» religióne Sé* 
oa. Coafttl. reftaurandam prtfca eius forma feruata , opus In- ' 
«qmim fiernardus Theupolo . Io. Donato. M. Antonius Lon. 
gaia lacobui ZaneSaIispr«f;peffficJendimi CAnno falutis 
M DCL AbvAe, di Ade toaiiàs M C L X X X.MarìniGri. 
mani Dnsttii» VII. 



yn" altro ff^/f ne l^e^manra in talfrofolfto Jopra alfraparté^^ tbc ifct : ,^ 

Vetu<ll0iiqa« Rt^«Ui IXl4CQbo ApQ^ol» i pfinir Velila 
cond Jtqtibus Acde^i vptQ crctìuiD,ajq»<!i> V* MaiVfs hcb?^ 
. domddx perpetue plepan> Indufgcorùe cqUACce ab Alesc 
'^ III. Vmerijs latitante condecoratam ; poft quam Sumno^ 
Pontifici, àpatribushoBorificèezcepto Fridòi'kits A^no^ 
barbus Caefar, qui eum terra, mariq. armis iofédabatuc filio 
cju$ Othone à Sebaftiano Zìani Duce» nauali viéloria fupe- 
tato» pace firmata, fé fttbiedti & oùraculoprarterea mannuii 
meiDorabikin ,quod hec vna ignom, qui no^ I II 1 . ]d. laiu 
M. D. X n I. Riuoaltinam loAtlani temporis fer^ moiqeato ' 
cpnfuinp(ìt,.ettaièrit* vetuftate pene attrltani» viri Oariffinu 
Petrus de Ponte, lacobus Mauroccfius , Benedidus EritiHS • 
& FFancifcos Marlpetrus ^Ws pr^fedi tn ele^ntiorem htoc ^ 

formam S'Cfumma culto dignitate, & Vrbisìplendore retti- 
tuerunt. Anno ab) Incarni Domini M. DG Ab Vrbe ve- 
ro condita M C LX X I X> Marini Grimani Ven. Dncis,&c<i 
Anno VlitHiérony ino ab Aqua Aotiititi» & D. Marci Ca.- 
oonici Procurante. 

^ 1 

T^eiZi pilaftrUella Cappe fia Marnare è intagliata altra memoria della jua fondati^ 
meà confecratùme» e riedipcatione deTtenoTi come fegue : ' 

r » 

* 

Fundamenta huinfce Templi D.Iacobo Apoflolo ex voto ere- 
ai taOa fucre Cbriftiana; ialnus anno CCCC X X L l>itxxv. 
Marti j. Zoziaio Romano Pdnt. Hanorio Imperante i dedica- 
no celebrata fequeate anno'eodcm die per quartuor Epifcopo^ 
Seuerìanum Patauinum, Hilarium Altinatem, lucundum Tar-. 
iiji0nuis» d( Epo4mn,OpiMrgloMmi<:ivra vero Fo^ Stuetib- 
tl prioiam delegata i ime vetufta^e Are «boJeta «Qoqxrm fune 
induftria Natalis Regia Caneiici Ceeeceniìs » qui eleAus Pic> 
l>anus.& diaoìtoplo io fplendidiorem Bcclefiam infttiinto^ 
yt «dificationis > G(Hirecr<M3onis,ii^ftur«tioiiÌ9* 8c dcAbnif 
monumentum po0ei;ir9ti f QÌia(|H€rec > haee ia maroiore xntzt^ 
da curaujt : <|uc omnia & temporis & lociiitiifuÀicononi , ac 

pene 



DI s: POLO LIB/IV. 15»^ 

^ ■■ ■■è ,i^ ii fuiBjjMirfci uii j fii mi riyA MUiae M u rt aMO ,em«i>i - 
^ ."^ci^. Mara , «q. hwas fialdix PJcbamu hoc Buris^ 
^' iE^Jùiiaffic.AjiiioDoaiiuMOC Dìexsy.Mtftir. 

fM^ta ieBaCd^UaMixTporeètamraa iftmu e» oro» epittaivaeévmi. L'^l- 

pgùra ,'rappri^eniaHte S Jacopo fcolpho iti marmo di mìo tmdopraadetU naturale i^a 

mem9ra^§rsl^a^»%^ci^0Ìn hi^ l^fg^anOtqi^fono^erpmlt\ii^]ffiil^- 
^ilaltr amami, à\^ ^r^Km^M)ul.jtat9MolAbatrìiait}UÌUTMfl(m 
^taieèdmrm^g^malnamriAf^' EceAente getto ài GtntiOitirCatipl^laSlm» 
y'erottefe>dfCiùoaomc<iUKittor^tJ^jt0fJÌ£$incbea4orjum^o^ar*, ,^tffmc(m~ 
tro di P^ly /»Mfo ¥"^1^ ^ ^^'^'^f^ Àffaibel^ , eoa taTaiuta > eie cq^n^oitn- 
mpumadimhÌoaiaarc9f^iUm>&itMe fftJlorU/l4to purdeSaf^eiv Dipiafe it^ 
Malombra dae me-w Utae foprn le ftrte « figurando fa vna Taf a ^UBaiidro III., che 
fMe il fiede fid em> à federic^mftrattr* i « ntfftHlra tificSa Tomnce » die farge al 
"PiomarioUSreHedeUalndid^etttatatttefia Aqu^ttChièfauCiOHedtSarao. Domenit» 
Tiatoretto fece US. ^Htotuo tentato da Detum» Jotta wi* forme» cfmiiteùtrutid^ 
Cfel^.aiSant9VeTìBiiUiat>ef<ifhtKCr<Ke^ 

Si troaano in romma in qnefio Sciti^. K. Contrade. 1X.Chiere inocchiali, t. 
Chiefa di Frati. II. Fratone GrandL UL CoNii Santi. X. Omani> X. Torri Sacre^ . 
ni. Oratori). III. Spedali.VI. Piazze. XXVTPalazzi. XXV. Pozii- XXK. Giardini. 
Vii. Statue inannoi;*^. I.C»allQdoatav i X XlXIXi^^ciiti di pirtra >& X V 1 1 1. 
Coitipubliche . 



DEL. 



«.■o» 



DELLAVÈ^EHA 

CI T T AV N Q $1 L Ì5 S MA ' 

; .' ■' Defcrìt^a da;';;" '"::'"" 

k- FRANCESCO SANSOVn^- 

LIBRO CLV I N t O. , 

L Sefticro dì Santa Croce non molto grande fé non in quanto che l'Ifo- 
Ic drcoQuiciock fono fottopofte. fii intitolato dalla Chiefa di Santa.. 
Croce in Luprio * conle da phì nobile in quel tempo > & principale fri 
le Chiefe di quelle conttadci chiamate allora Luprio ò Lupao. 

. Sadta Croce. 

INquefloSeftiero adunque è Santa Croce, fabricata dalla famiglia Maftropetrat 
altri dicono Badoara . perciaehe Badoaro Vicario della Chiefa di SanLio> la_> 
diede all'Abate della Carità» fi come dicemmo in San Lio • il anale vi tenne per lun- 
ghiflìmotempomonacidell'ordinefucfupoi conceduta d donne monache dalJe^ 
qm\i i al prefentc habitata . Vi giace Domenico MorolìnoDogejtf. che jìi l'an- 
no 1 148. doue fi l^ge . 

M C L V. Menf, Ftb. Hic iacct Dotninlcus Moroceno Q, 
Dux Venetiarum I cuoi Sophia Vxorc Tua DucifTa, Qui 
Di» iùit bonus, & ptudcoòffimus I plcQus fide & vcrìMte I 



D 1 S.. C % OC E LIB. V. 201 

'. il «tfiMMr patri» . Ifte fitte expvgnttor Tf ri • TcMpoic 
Ifiàis capti eft Ifttia» & I^la cum 50. galeis . 

Qgdla è vifitata dalle perfoné » in Oitti i Vaierdi dell'anno » ma ne 4 Vcnccrfi ad 
Édcfc di Marxoj il popolo vi concorre con molta" - '^ ' "* ' ' 

b «fiutioiic fìit^con ppro 9 & dinota cuore > £ 

IMo^^fifegratict^ Keil'entrar della pòrca perfiancoful canal Grande vie af&flb 

vno edificio conékmo alla fratqwi della Croce, nel quale > òftre à molte operc^ 

fietie di caritd » fi m|rfta c^anno vn certo numero 4x don%elle> à bo^ore & gloria 
iDio. 



:. :A p\D ITI O N E.. 

. v i V ' t^ 






Ì^4iMrjÌ4 Cfri^/4 paròei^ifiei benché c^Udta da Monache,fu rimodernatale ridetta in affai 
heìtafórk94'kk0rna aÙ^anào 1 5po» nelTrincipàto di Vafqud Cicùgnai e poi eonfecrata t- 
4Mm iSoò, it^.di LugjUo . Iacopo Tintoretto ^idipinfa la pdta con 7{^b^ Sonore mo9^ 
tu 9 fofiemto da vn*^ngehcoml rUrmo di Sifio V. Tontefice. Giomnm C&ntdrtno fifce ^ 
quadro della OocifijK(medi ChrifSoy poflo fopra il BabcodeUaConfraièrmU del Smtiffimé 
sacraménto . Leandro da Baffano fi^rò la ^erpnt fedente fotto itBaldaàbiwh e San Ci^ 
Totkmot neUa TaikÀa fopraP altare diòirolamo Sor iati» i fiondo anch'e^l^ritratto in Ve^ 
ftif StHàtoriaginocchìomadorante . Vi fono tre altre Tanole di mano di Iacopo Vahna > 
tìoèzVjlnnuHciatatelàHatiHiUdi noflro S^re pofi^nelle Cappelle dt^i lati della 
Mf^giórti & quella con Santi M'arco^ CariOj e Dndouieo neltMfar e ricino dlapotta del 
CmMgrattdtt ^neportHli deWOrgam fece ta Regina Saba ox^ due Santi P'efcoUiir^U 
U CappelU Maggiore ^ fimo duàtr^ Cpo^ 

cififfiine$ ^akrodegli H ebrei morUcati da Serpenti nel Deferto . Quefto dipinto dal TUot^ 
to$ f altro da OdoardoFialetÈo. "^ ' I . ' 

. Sonole anime 2JOO. 

. San Simtfon Grande « 



^ rCrfo il anal grande fa $ENKlafca Panno ptf 7.^^ Sit^eoie Profeta dalle famiglie.» 
V Ghifa» Aolda>& Briofa. anguftò per terreno» ma venerando per due corp i Sim- 
ti <àe vi fi ferbano • L' vno di San Simeone predetto > & l'altro di Santo Ermolao Pre- 
temartire portati Tanno 1205. da, Andrea Baldoùino » & da Anselo Drufiano» che^ 
gli hebbero dalla cappeOa di Sanu Maria > ch*era attaccata per hanco alla Chida di 
Santa Sofia in Coftancinopoli. , 

AD l> I*' f I & N' B. 




j cbe*PiJiferbanOi l*vno di San Simeone predetti 
Mxtrtireyportatid Fenetia Vanno izo%Aa Andrea Baldouino^ e da ^ngeh Drufiano» che 
tifhebymroduUa Cappella di Santa M or iay eh*èra attaccata per fianco alla Chiefa di Sai^ 
^"^Sf^nr toi^uatìn opoW. U foffittoit^ ionben defignati 



com^ 



€ompanimenti$fpHt0tnc rnu Vi fmMmradMid fff^4ii4gf9^ Mìgatbmeme 

ma^liate grmdi ài naturale^ , Ggnificanù i doieci ^fofioU > ctdorite > e dorate ipapefrd i 
Jpattj de i volti , che foflengoho tx nane di me^J^ • Sopra il banco delta Scuola ael Sagrai 
tnento il Tintoretto dipinfèla Cena di Chrtftj conili Jipofloli» e Iacopo Vajntafèce la Ta^ 
HcÀanéWAUér Ma^gjim ccm la f^er^ine^ eht prt finta al Santo t^e^ùhh SifHéMe H Bdm- 
^inoGiesù^ 

L^Ogkioi^lfHnrgo % th'ern fttum aitineontto di fèefkt Chikfiifiitii mttiantHrii^ 
fportato foùra ta fonùmmta della Cróce in Capo del Canal grame doke e^i sbdtCatlMm^ 
Laguna % <T iui rtediflt:ato in ^Bgrande > e tcmmòda Jhrma y * ^ 

Soggj^ciemdquefiaiMefiianimtijoù. , ,, ;. 4. * .J 



^. « ^ 



San Simone Apóftolo^ detto S.Sinton Picciolo; 



& La <)a<^e antica per edmcio: fut>Qchtji(uù|ìq^Yrc(Uiii^a<li miou» io moltQ»^ 
parci A ÀU'kvyMuro quali dsità quale^di qu^ dairacqùa* à utuato To^^ia del Piuw 
go; kioeoÀtQ^oitaiiitc pir Io giramentoiteU'am: dd lauifidojrtc cui opt raru-fi (jpMt 
acpmavnmUiQqd'oraaU^antu)» gouemacodavn'orciitìe di dccadim ropcajl^^ 
(OH auttori^ riceuuta dal Seiwo> che giiidicanQ in prìma itiQ:aiitia per o^ loom^ 
itiqueJl'arte^&coadaoMqafecoiido lelp^ibciòiM^^ EtolixeiS^^KÌidtt 
l^iviKx^caflieraàc»tnarikì^adavfxManoaU*alu^ vi (onafcriMQb p$^ttori> 
capkaiv» ùmx & cofi bmMw. oÌ&ciéiy i quali ciKcìinceiidi al han«fiftto pubUca t (ot 
iKs^ibcto^cAiaiMagilliratadelIiSigcK^ \ 

A D D I t I O M E. l 

Sopra Lk fondamenta tongail Canal grande % fi vedelapicciola Chiefa di Santi Simone % 
< Giiàa ^p(jftoU% fatta gid da t Birofi, e detta commimernenteS. Simon Ticciolo > ta fWtf/e 
antica per edificio^ fa pochi anni fofta^ refiaurata in ^n^djk fna parte ^ 
Jtnime 1200^ 

S. Giomuini Dccolktò^ 



- 1 



i 



hXi Giouamit Decolfato fu opera della fàm^Ua Veniera >ri(taurtf poi netem^ 
noM. La cut f^iukéficekbraperlac^ione cbe G$*è detto più dece fìd li- 
o X 1 1. dfii prcfentc Volume . 

A » I> I T I O N E^ 



* Si redealprefemte oiAelUia ^nefia Chiefa m motte fue partii efpecidm€nfe la CapftP^ 
ha Hasgfore^done portato tettare netmts^ di efiajMn fatto vn retrocoro\3 mi quale i 
SacerSSi cantano i Dméni Qffitif $ itche riefce di mokocommodò ^e di mag^r, diuotione ^ 
'HsWMtare Erettada Gio: Batti fUT^^ax^o^ e dedicato à San FiUpp&7ferio^%itCatMlier 
trarlo Ridolfi > chiaranm fido per la Vitturay cbéJUmataperla penna%e^iiildaf^ù Soj^'-i 
piifiattodifjcm^ikT^^ yii yit Fati^ 



D 1 ?:5.JiO ROCCE: LIB. V. ios 

iiuUt^AtttemHU€f[9kùm ififforsiopirOnauh'BaniimtiCbe era foUto fer^e aU 
UMeJjadiquefioSMtOxUqual Onauio fiì pòi cretuo CWrdinate ncUd feconda Tromoiio- 
ne di demente FUI. e detto il Cardinal Bandini . 
Sono le anime joói, ' I . 

Siiti lacomò dell'Orio . 

t ■ ■ 

ET più citte è fai^contrada di Loprto» nella qaale è ficuato San lacomo di Luprio>8c 
I ddloRiojdcceaMnroitaiiicnteddl'Qrio. Fu reftaarato a di noftri coti diner- 
^omamenci . (>e(!CÌocbe la piUla di San Sebaftiano fu opera di Gian Bono Marifcal^ 
cchScè tenuta in pr^io da i buoni maethri • Quiui pre(fo fi vede in piedi vna colon- 
ia di !|.tanccia&gi:H^ alla fuaphiporci^ cheéripu« 
tata più tofto gioia cliepieva» Paolo Vecooére vi dipinfe la cappellani San Lorento 
fornita di marmiicciii Talcare carico di molto oro. Vi fi troua anco vn pulpito di for- 
ma ottangola di fini ffimo fPMnyh qM 4i(ÌBgiK> nstabìle » itiquale fi ripofa fopra vn^ 
balauftro fimilmente di marìnoi con maniera có(i ftrauagante> che fi può annouerar 
fra le cofe più fingolari ddla dttJ.Poco prefiò la cappella dd Battifterio fabrìcata^ 
jda Gian Maria (U Ponte Pionanò del luogo; à dcgntL di confideratione . percioche^ 
cicca di lauori d'oro» 8c di ftucdii ^ & con pitture nobili & Angolari contiene lapalla 
di manodi la^mo Tibtocetto • U fofiitto fopra l'altare della Concettione fu opera 
di Paolo Vefonefe • Di rincóntro è fituato Io Spedale col titolo del predetto Santo 9 
fplKD b Olia dePrpcnratori di S.Mar€o de Supra . 

A D D I T I O N £• . ' 

Modernamente èfiatorinanato la Cappella del Santiffimo Sacramento con heìlo^ e ricco 

Téfcmacolo di fimeyagHmarmi .LaTMBUdotie ^arifceUy'ergìneinariacim San 
GkmannheS.VjcoUilyefcm>yfàdi^madaFrancefcoda'Ponted^ 

anco in Urna tela il Treemfor di Cbrifto^^ che prèdica^ Turhe . T^eMa Cappella di San 

I^enxainfonodne ffanteUdiÌ4a:apoVdma%inintaddUiinaUè fi^ effipSantoim 

MtUh che pare dicìn mTirano^ e rapace f^aleriano doneftana rmfto il T eforo di SjChiefa % 

mtìftrandogUynamoUitudkmdipoiÙTi^ài^ 'H^aìtraraffrefen^ 

UH martirio delmedefimoSant0'^f7^{flUSmrt^ MirneHi- 

fime del Te/lamento Fecchio^q^ t H cader deUa Hannah mangiar deltjignel Tafcale, 

Sa fommerfiondiF^i^imei&,direiconitritr4ttodiGio:Miaria daTonte giàTianano in 

VijUchiefayenélViàk^igig^ -^ - ^ 

.dqnifiacMrafonofottopcfiaanime 3000. 

SanStoi. . _. 



• •'> »... - .1 ••* 



NOn menoè Iodata la Chiefa di Santo Euftachio detto Stai dal Volgo» dedicato 
prima d Santa Caterina. Siditechefooperaddta fàaugIiaderO)rno»la^ 
qua! mancò Tannoift^ó. Ha quello (aerano ilcapo del detto Saunto» della moglie» de 
àoMìwìlli.ìììmosoékm^^ fopralacappeliagaHide ò mtfl i Mm o dcUa ìkl^ 
novfWl» .4 - . «^ . . -. 4 



I 



^04 D E Lì S E STjJ R R.30 I ri 

lacomo Palma ri dipiafe vna notte^coo vn Chrfllo «chcora ncUo hoM^i òMte^ 
{UniaufriiefuelapiUiu%olare« , e > .. 

ADDITIONE, 

yifouinfhè fiate 

Sa* 
tran 

^^, _-,^.^^ , , , ^^tioccHpémanùp^fàfjti 

diftefla Chiefa . V£lfe^m della Cappella del SoHMmo S^aametao il Ci^ana fece f^ 
Filaria ièlla Marma • Ùomenicà Tintorettoii^fe ta Tancia deW^UofgranieifaeeM» 
meffa l*^ffwua deUa tergine . 

* Sta fepoka incmo alfMtar del S antifimo m Mimftro di Spagnai 
ni nella wica di S epe t aria apprefio la B^epnblica leggendoli di Sti : 

Cattile Hefnanda&ìISMretfs 

PhilìpplRcgisCaiholici 
Apud Veaetosper decenoiuin 

Hooorifice perfun A» . - 

Maria Lopcs Vxor P.C Obiit die 9. O&obtfs t^6ji . 

'Hetme7$^delUCImfa%inynafepolturadi pietra da parane è int^^Uàta. la Sfotta 
infcrtttione : 

Melctuori Noirot Mobilia Antuet'pteQfis 

Moribiui » de opibus Claro 

Ingeiwa % iatcgcrrimo in omoes 

Nterentibus cunétis ercpto 

Atatisfiueann.tfi, 

BtttaOar Fra ter. & Ncpotet 
la hoc Kfonumemum 
Maeftiffimi tranftuJere 
AiuufalutisNtOCXJaX.XX«KQiieiabri& . ^^ 

i . • ' . » TP 

• *«**» ., st • i à 

in ifuefiATarrocckùi fono anime iio<x^ 



Maria Ma 



Sanu Maria Macer Domìot. 

Fiìofare Santa Maria Matcr Domini eretta Tanno ^. dalla famiglia Capellar^'à: 
jrcrfbmnca d tempi nofinsulaforma dcUacubadimc^zo di S^ Maroonièicul^ 
tiiiift}a&ÌHiiii£ùaaj^&ro(ò«tsl Ib qwcftaTemp%la^ 

palla dell'altare di t£eronimo Contarim Dottor che viiTe Tanno 1 5 1 z* fu di n^O di 
• ,ai Frjuu 



DI s. : c R o CI I ib; V. ioj 

, Priixdto3iffii^ai&J9òai£uioyeiniiH|;n£ccel&C(!n^iCbrì^ 
Alcargrande è di Sniffimo Argento, ouc in a r. quadro dì mezzo rìlieuo li contmi/ij 
bf^onediChnfloid'opdraGreca. La coi lapida di raumo rodbfn^iraltqallli 
coi^Gtft èopeta antica eoa beUiffitne kctere Rontante che dicono > 

QCaligarina 
fjft(lorationèd< 
ntbtnaco PiOiu 
dlpinròilaAng 
AnfonjqMtndl 
G»uanaìftttri , r o»- • 

HiHè iixtnnì n/trij^ue Acerbe diJùnUìs , 'O* Ànn4 
Vxtri Jnc9mp4TàyiU (um f IM Jntìmdifs. Vmt XIU^ : 
Ann. Védui Ttii^ànm Anétf* Fiims, 0f fibi ^ 

A D D I T I O N E. 

"ì^ è molto terapiche fi riparato aU'(^i«'it4 di quefla Chi^*co»Papertara iiakuk_ 
ne fiàefire informa di me^ Lime, fatte doue erano prima ItfineJlrelteruondetdaUe qu*- 
ti rtceuendo fuficiente liane, fi gode afiai della fma btUexxa. Strine il Strilla, clU mitica^ 
mente in quefto luocc abitajìero Monache fatto Titolo di Santa chrifUna » <&" che foQefitt» 
fondato, e dotato digrofie entrati dalla Fam^4 OUuipi 4a.Tefaro . 

LaCens diCbrìM tenuta dal Sanfouino > e dal meiefimo Stringa per opera di Bomfa- 
tip, chiamato da ejji Feronefe , da intendeati > e fpecialmente dal Catalier e tri» H/dolfi i 
j^ara per frittura del "Palma yeccblo, che fa Maefiro del fudetto Sondati» detto Fen^^ 
tiano,enmFerìmefe, Le^aìine foaoSoo. ' 

SanCafTano. 

tN quello Sefticro adunquefì contiene San CalTano > il quale (u prima dedioto a_> 
1 SaouCecili^paichelohebberofabricatDlefamt^IieMìdieleacKfinotài: itn 
habìtaronod(»tie monache. VifioooferualateftadiSantaCecffia. fiidìnotaMe 
fivedevnpQlpitodimaraiofopracinguecoIonnedìfetpsiitiBO di moka bdletm. 
Ancooclkida Meflùu tnuentordel dÀingere d oLioi vi fcxe vnap3Jla.l3como Tlnco- 
lettD.vicLipWeilChriQoicbccauaiSanti Padri del UinbO)il,Crodfiflb>& la palla 
dell'Aitar tna^iore. lacomo Palma Vcccfiio vi fece» netia.medefìnia cappella dd 
Mcffioefe>lavicadeIlaMadoana. La pieti con Santa Maria Maddalena vi fupofta 
pcropera di Luigi Scorlaco Piocurator di S Jtiatco. Et l'organo fii di maao di Fraw 

Vrlja- 



iotf "D EX 5 E 5 IIBXO i 

Vrti«liótdqajfefidkeJanit&{>ilheaoobd)bcaIàn^ttceinporo^6tt^^ , 
menci. — ' 

Sooabcxodifa^o^qiKflo Tcmoki dtle Theatri b^l^mi edffictti coa%fii 
grande, rrob iniorau ooMca^ l'altro rotonitk .dipad di mn nooKmdi poMooi 
per rcd carui ne tempi del Camcuat&Comedie) fecondo l' vTo della cicut . 

A D D ì T I O N E. ' 

) principio alla rim/tatime dì qiafig Cbitfa > & i ^»afi al prtfente 

'e ternùntìaton 'bella, cofiruttura di ordine Corrinto.F'edetulofi. tfnfit 

; bello diforma > rictoper finezza dimarmi^e tn^ peronumàtti^ 

itturenarrare difopradatSanjimno » il meiefimo T/dm^f^ffibì» 

.Gionanni nel me^ degli ^pe/loii Vietro^ TaiàoA S^t ifatu^fiSi 

di San Girolamo cifè pitttera^MatiJfima . E nella Cappella alla fmijbra della maspart > 

Leandro da Baffano fece neU^AUare la Vergine , che vijìta Santa Elifabctta » infieote «m 

liQtuulripo^idailati.RfsifiraUS^itigfiynSui^trngrii^fH^ 

me firauagamei M però lo filmo di perfoaa fempUfe, &pui,^ièil ffjfitnfe • ^ 

QuaadofiardbilipirtoalCielofiiteato _ ; ; ; .> 
*4Vrd4rtlCorpóaUrgnuiMadte antiqua / .''.'••'-. 
FeiAofepoIcroiardf pietraobliqiu . ■ -, , . l 
Mille fetnnta do con cinquecento > 
V. C. F. 

Deili Tbeatri fé oc dirà à fqo luogo .^ 
StmUn^H^Varoctìtiaaimiut^oo. 

San Nicolò de Tolemini. 

Ivi preflb è la renerabil Chiefa di San Nicolò detto de Toletitini > già commoda 
'ftanza di Gian Piero Carrafa. Il quale haueodo rifiutato il VcfcouaA) XheA^. 
noicotidocto'lt in quelle parti) vi iniUtiiì l'ordine de Preti > chiamaci Volgarmence 
Chietini. £c fatto poi Cardinale! rìufcì finalmente Papa* fc fu detto Paolo tv. 

ADDITIONE. 

' . li fiiietti Tadri Theatmi^ Chietini (come li chùata il SanfoHÌtio)l^arMi>pd la tré- 
ietu chieditene fendoTom altra maggiore poco difcoflo dalla prima , t^i multa , ch'of- 
fiómoal prefente,& che io inora defcriHO. Diedero admque principio alia fùndattone di 
ejìa l'anno 1 5 9 1. ael Triacipato di Vafeliaie Cicogna, feguendo iiiamro c6n beliate motto 
ben iatefa^icbiiettnratfopra ti modello di VicenT^p Scarno'^ Famofo^rthitet». Sila 
è fatta 4 Crociera ben proportionata in Utnghex?^ > -e largherà, e di Capo ha la CappeUa 
Ma^ieretConbetà^ltarenelme'T^i e paia dietro H Coro. ^deftra,e finifìradidetta 
CaPpeUafmoleSa£refiie,elnos,bipersampanili. Da ambediitttati àxUaltmikKzA» 

ha 



M .^5:1 tkO et LÌBi V. 'io> 

Ì9Ìfi* àappltlkfft forre y^aktmif^^ Tratta ta^eU^.etaìtraJim^ 

pftàjti moke aM4t ardine €&mp(^to 9 e tesi fono oHcom compartiti altri pilòri nel rima^ 
nenteéi tutto Uifótpo delta Chiefa 7 itptalitolgtMo sa l'ornamento principatede. cornicia^ 
menti con modigtioniy che ranno gtrandOi e ryalendo tutto intomo, e poco più aèìUtopiin^ 
aptaiarolt a del corpo dimesso. 
Le Cappelle hanno lumi da alcune Limette fatto alle toro yolte ; &perakre Lune mag^ 

Jiorif che fano ai" alto fapra te C<frnich e fopra dette CapfeUd vengono abbondanti lumi - 
ifpofti qudy e làperil torpotUtf^e della Chiefa . Jielme%K*idéUa Cr^ce forge h'cupo^ 
lifomdata iù tfuMro pUafirmimatfitcii molto ben murati > alla quale pn^ntcamtf vn ra. 
j^iiffimo pergolato* V^jtfpetP^ditnkflo Tempio è verfoVonente vicmo d Canale dett0 
€otmnunemente de Totentmi ; V Aitar Maggiore guarda à Leuante . 

Tutti gli Mtariy così li fei delle CapoeUe fudette come li due eretti neWefiremità deWi 
bracci delta Croce canto al muroìfono fingulari per difegnoyricchiljimi per fine7^:ì^ di tnar-^ 
mif de quali fono confiruttis^ e yagbifsimipsrgli ornamenti di figure j di rafi , d'intagli, &^ 
altrilauori. * jr^^yJ^\ r : . - • . >* , 

Le "Pitture (benché modMìe)f0ìi0Ect€Uettli^trat!e dìt principali ffimi huomini di que^ 
Mpf^>ffJl^onei,fJyffOt^ ne^T^uola 4^3^arediCafi9 Camark 

fece la P^ ergine in Gloria . ì^eAa Cappella di Cafa Grim^imé^gurò il Salutatore con la Ver-^ 
gine I^adrt 1 e San Vietro con le chiam inmano » e fotta le adirne 4cl Turgatorio . Jlella 
volta UTonteficCj che Porge Breui per fHffragio de morti • Dalle parti delt altare, fece 
t^nnuntiata fC iaTtilttaJi Santa Maria Elifaketta • Tigl^ Cappotta vicina , doue è la 
ToHola conti Martirio di j^^4 Cecilia , rapprcfcfitato dal T^rocaecino 9 il mvdefimo VaU 
ma rìtraffe efia Santa conJ(alerianofuofpojp$ coronati daU'\yirfgelo con Corone dKrofe , e 
nel dirimpetto i Santi Tiimr^} & Falcriano decapitati sfatti fepeltrè in tempo di notte da 
Santa Cecilia 9 eviMa^laMóltdiJLdpiénio, &ilntratto deUfiflefio 'Pittor Talma. 
7{ella volta ancora aipinfe la S anta F'erpnetintaéa Splendori j con molti .Angeli ^ che 
tengono firumenti Multe aliy e corone di pori . 

Dalle parti deW attore fono Santa Caterina» e Santa Cecilia . É\àel Palma medeftma^ 
mente la Cena di Chriflo hofiafétnra la Porta. Di Santo Peranda^fmo fue opere la Tauola 
con il Beato .Andrea .Auellino9.cfQfngrf€ (flekxminMeffkj yedendofi effo Beato foftenu-' 
t$ da vn Padre del fuo ordine, e da vneniericonelt atto dello fuenimento, molto proprio, e 
naturale . La Tauola del Beato Gaetano Tiene,Fondatore della Religione > circondato da i 
tre voti de Kegolari , Obcdien x.a , Pouertd , è Cafiita, rapprefeAtaH con pellegrina inuen^ 
tione . "^eW .Altare Eretto da Gio: Francefco Labia l^jidoratione de M(^i . Il San Seba^^ 
fiiano a cui vengono tratte Itfi^cie da due^ietófe donne • £ P^ngelo R^aelo con Tobia 
à mano . La Tauola con jS.CarhBorofnco in p^edi veftito cm ifi Pianetta , e angeli 1 che 
Uaffiftono. * ' I, * ' : * 

'Helgiro della Chiefa fono dmèrft Qtiain'di Véatr^ e Santi di mano di pittori di nome > 
ediflima comedi Bernardo Suè^PpcteGeÉOuefewe dfaUH .tn memo/ria della fud 3edi* 
catione ^e Confefratione Ji le^s^jn vn i(4rn^pK^faprn U^pa di dentro : ' 

i 

Dieo > & S.NicoIao TòIcDòoitti piorum ftqie 
Clerici R^nburesextruxerc. 
I^ffttlbf^f jZ^aiie Ratnajfcbat Marino Grioiaiio^Prinolpe 
Confc^iMlu Xlll. Kalv Moit. MDCIf. 

- f * O Ben» 



i^ DEL S E« TIE^ O ■ 




ir* f (opr.adSilthnritrMtifi:olfitìÌBmarme . ffopraJ* w4t«ir viif**»»»»";"» /«» »^ 

di marmifiniÌenilfymlm9rath&itat0ÌMi,f(ntoàrìlKamfimfH^ ,ftiM«»* 

eiMMtù a Tadrtt dice : 

Ioanni Cornelio Vcnciiarum Dùci Inclyto 
lu^tia» acfùetattcoaiprcuo 
{>f inHe vere Sdlowfapicnti», Mecenati fnptemi Adriatici cxm Apsthm 
Qui poft Vcronar. Brixìae»Patauiiq. praefeauras optìmègeftas 
Poft Proc Jignitatcm, Altioraq, Rcipufccora 
Taode» merito! un dinesj folium maieftansafcendft 
Quopcr Ittftrum , & mcnfcs aUqnot ftHcìter illuftrato 
Obijt tandem Anno Domini tà DC XXI Ve iEtatisfuaLXXv. 

Vt cocnucài5 in terds eximium, Csleftf exaltaKtttc in glena • 

Mnif^eum hoc 

Quod FrancUciis£liu$ erigere in amoris fignum dccfeucrat » 

PedencuS'NcposgratiffimusadimpIciue 

Anno taiMCii M DC L V I* 

VakrodiFramJÌKyilJFàlioèttffffientei 

l'raBcifco Comelio loMMis Dtids fillo 

-Centefimo Venctiamm'Dud 

integerrimo Principi de Repilblica optimè meritò 

PatiMB |a«trì> vììms decod» vrbi(9..proiucatts«Kemplo 

Qg»p0ft Brixitffrcfetftticaaf alijfq. hoooribtis deeórtttis 

Pieno eledorum confenfu . 

Liectremiens .regafi diadematedecòratus^alfic 

Hicptarcipitinifflium abreptus ^to 

Boft ootteoi'ibhimiHDdoAipcftdecein djesfui priiilJjMnìit 

: Su tctàà euòfcuiscad JMes 

Ve 



D I ^. ^ e R Ó CE LlR V. 2c^ 

"- IMìoìrlótfiitHtiR' LauretdotHNretnr; Anno Domiiii >ftf D€I»VL 

AecatisfuarLXXih n / 
Hocalterum Maufbleuai 

Screniffibio parenrì Federìcns fìtitis ieuesh: 
Anno Sai. WDC tVI» 

♦ ■ ; . . t j • < - ■ ■• ■ 

S^AnétH, 

ALte fpalle del predetto luogp t9m*t f^VQH!&icU dì Santo Andrea detta de 
Zira» la quale con la fapciapgu^rda la. terra feiroia^^da (]iiella parte doue R fcuo* 
prono per linea diritta i ntiòiiti Euganei» &Jpertratierfo quelli del Vicentino;habica« 
^^ ^^ donne monache dell'ordine di Santa Chiara • Vigacc Marco Gofm^o Ve- 
di NapoliheQa.Nforea>Giunrcon(hlto celebre neTeti Tua. & fuori (hlcatnpQ 
éJR:bpéJ)(itaia Prìndpeflra,n^^ Michele Sceno^chefiU'anno 140Q. Airincon- 
£ro pìn; fianco hdt^fbterna de P^^^ pittura bene intefi & di 

outno di m^eftr^ écceiletite •; 

A t» D I T I Q N E. 

Le Manatht di éftitfhtkogakònPm& ddtariùitdi Santa Chixra%comcfMa H Sanfoumo % 
màfomdelNìiìmediS.Jts^pm.HStmsar^if^ tmfcrUtmt ietta fkiettaTrìncèfef^\ 
ffh mogfitài McbietSUm^p^d intomo atfito fepotcro > e dice e^ lafeguentc : 

Hic ttc^ Corpus SerenMìm» D; Marina» vxoris q.Sereni^. & 
Ea^eociCpriocipis D^CMicha^I^ Steno oKm iaclyti Ducis 
VenetiariUD»qua? obijc die 4 Menfis Maij M CCCC X X i L 
Animacttiusrequie/catÌRitfMC*. . 

ZjbuainfÌAtiÈgipufiàChiefaneiltp>io*i/&eprmipali cmftmtwmitrt^^Gnjtlttui 
fmtdàlmàdA igtut mtai t ttìtamefhràwbneate mn^tìacitm ctlnne ,fiartùma;h fSgft 
re^tmitttiegmaeattdnaii, f^MSpmnfaTmaia^imle Uifuoltettrée cgtaèr» anu»-^ 
mem^catSjOintaamA mtmdàTavlkyeniotfi^figannfattovmiit Capsumim «m4i 

fmmCUlwrt dtUa Maimu ima CMcma.i'Jmntouii^tiMffku , tfmtiv itìcefi fi^e di 
Vma^Uf$Ml.émÉiAÌakiiQM^M(mitàieqamàbfAàyautk^tCtmeeitnd» tàfi^ 
IvMgmi^VieMttiaÀttÈtiiFtielà^AeirìfuafffaaqiufU CtìefkHptint94ettjtfcen^ 
weiór-^famtgiamo dijigofia, Ueétte teU Lmndi adU C4ppttU M<^an etn U Cro» 
à^gbue diGSmàChafiauMyaAienétabrA UCmàeàn^afafirii»fimmdifiiatàA 
tmkenuiTimmeÈtu- ■ -■ u. ' . ' 



-r,' 



f' 



ET (IVcdeMinMrti^ dì Stinta Chiara > congiunta alfa ckci^ per m Ponte dt le» 
gliahJièioan Aiiicnuiche dcH^Mndine di San Fraiicei€0^8fi làbfficato altre volte 

dalia (^MKffÈùVwm&ìliitmd^ » Vi ctttopcr ipaaailt€tiii«^pcaiorie«)Ciche^-nM 
i.' I O z ^ 



aio ^ E 1 1 S-E'S T I E R O . :\ 

finita . ' ' " - r .' 

A D D- I' T I O N E. 



f 1 > 



Horafi vede lafrefmte ChiefafinUa,& abbellita di decenti jlltm^ e di degae pitttnre» 
delle quali le più (ingoiar i fono la Tauolacon la Madonna Cotonata > e fotta alcuni Santi 
della Religion Francifcana di mano del Malombra . ^i è vn^akra Tauola molto bella di^ 
finta djd Talma con Santi Ubaldo, Buona Ventura > Ludouùo > Francefco > e Antonio da 
Taitma. Quella deW^mmuiata^ e deli'y0ièn^ • // S^ Gvmanni > che batte?;]^ Chrijh 
è di Matteo limoli. 

GicBiì, eMam. ^ A 

A D D;X,t I O ìi\.M. ' 

Vanno i6to.ntirataft Donna Jtn^ela Maria Tafqualigo Gentildonna Vénetiana ififie^ j 
me con imafuaforellajìr altre fedict figliuole pur V^obiliyinjfna cafa con terreno >aà0>4i] 
r^^ione dillo Spedale de Tefferi Tedefchi,Dofta in Contri della Crocè ', nel ca$^o deuajcà^ 



to il tempo di lor vita in quefh luogo iti ordine KeUgiofó , fotto il Titolo di GiesAy e Maria : 
Onde ottenuta Ucatza dal TuUico di poter fabrècare^ coflruffero yn mgufU Mon^flcfcop^a^ 
pace falò dÌ2Q.Monacbe,& rnapicciolaChiefafenxA.alcunnotabile ornamento . JLppro^ 
uato poi à Roma Cordine^e l* inflitutione^iceuerono vUimamcntc dal Sommo 'pontefice In^ 
nocentio X.la Claufuray permettendo^ che la Madre Suor Cberubina Balbi y pur anch*ejjk 
Gentildonna Venettma difantiffima yit4 %potege vfcér dal Monaftero 4ùS.^Jpdrca ^douc 
era fiata tre volte Ubbadeftaye trasferir ft in qucfio nuouoyper regolarloyc 'darli fórma. Po- 
ro dopo quefte cofe-morfe» chefkl'aunoi6%z.la fudettà VafqkoUga jtuttriccdi vosi fan- 
ta Opera. .....:.. 

Santa Hekna. 

NEiroffitio della Saniti dòiie fì leggono i Scftieri |ier Tocdmelora» fiStAc cflMn- 
uidne alla citt2i>fabrìoate ò con Chiefe ò con Gkt£i>{bno «omprefofocco il {im^ 
iente Seftkro. Lafdando aduDque{>cr hora^di ra^aar delle ckti ò cecrr di Torcdk 
Io»di Btncanoidi Mdzorbo>di;^inrano>& di Peleftnna>dmnio Mameottidé luoghi f j^ 
cri airintomoHledicati idioerfi Sancì» icjmlifetiEa àlccm dubbio cooie'véri amici di 
Dio>Ia conferuanocon le pregfaia^^prdlò à S.D.M •> inufta daglifommii detmoi^ 
do* & nella Tua fempre eterna libertà^eficndo moko più (kura la guardai celefte>cfac 
la terrena deUe fortezze & dellfe muraglie . Ne viene adunane, inanzi fra Takie Xlfokz 
doue è fìtuata la Chiefa di S-Helena dent dal volgo Lena. Fu Jl fondatore ic hiuttcH 
.rti Alefiìuidro BorromeQ>nobilD&dcoà liu6itu>3ddlaG^ taìOpÌÌ 

quale habicando in Venetiaifabricòsu 1 Ifola vna Cappella>& lajoOttfaoM i &àtfiietu 
madre di Coftantino Imp al cui co|^ $r| Aa^pj^rtato da Coftantinopoli a Venet la 
fan. 1 1 1 3.& ripoflo nella Chiefa de i Sèrbi 'y fu pòi trafportato di quindi alla Chiefa 
dft Carmioi ranno laoS.Cinfe Pho^odimufa^&vifecevttfiarameiito.d'otìdiviiQ-» 
Meflale i penna beIUlfinK>i vna croce di valuta di quatttYKCofiOiducati t ft)g»litrc^^ 
£nisaparipcxartifi<;ù^&vttGi^(^ACoaiam^^ i./^ > 

Da 



DI S." C 1 O C E Lift V. ut 

X^qof^toaSfmi^pàmMofni^ qùsàt ègB fpefe molti danari» la coTa andò tan^ 
to ioaosi» che i dì ooftri quefco Tempio è tenuto per vno de i nobili deUa città • La 
fua ftrattiaa è d'ordine tedefco » & affai largo > & ampio col moniftero capaciflimo 
di molti frati» ddrordine del Monee QUueto^ Ap^Minfconò in più luoghi Jc memp- 
riedelBoromeocofi dentro come fuori • perciocne fuori della porta maeftara foM 
intagliate lettere in vn marmo fitto nel muro che dicono • 



iitis Alexander vir fionromeus Ecrufcui 
Nattu «lifli Sàato Miniate ptopagine darà ^ 
Frater & ipfe Aius c^oq. Boaro meus ancnis 
Sortibus e^hibitus » i^cri fecere capellam 
Hanc Helene fuum bonore faac fulgente parata 



r 



Et di dentro nella captìella done giace M;corpo della predetta S^n^fi vede in ter- 
Ta dinanxi al parapetto deli*alcare I^ffigie del detto Aleflfandro milito con le rnani^ 
€iìc i.Comeoi & col cappuccio in aipo alla fiorentina > focondp f^£o di quel tempo » 
^ àftomo al fepolccp u legge • 

« 

Hoc fepulcrum efi maffilfici ^ Genetùp fvlri T>. 
AìtxmMde Ifonromeis J^^nl Ftliffi » e/kctèf- 
forum fmtum y qui ex hoc ficuU migrditU Die 
yiU.Menfis Julij MCCCCXXKI. 

U fomiglìante fi vede di Tuo fratello Conte di Valtaro»& d'Arquato» conciofia che 
nella cappella predetta è pofio dalla finiftra vni!q(xikro di marmo eoa diuerfe figucc 
picciole afiai bene incefe^&con f^gh'ami 9 & altri ornamenti molto ricchi . (otto al 
quale fi leggono m campo turchino» lettete in forma Goth ka mefle i oro • & quefta 
opera fu di mano di Mattheo de Reuetti.da Milano l'anno iaiz^ 

Infigneo virtute vùrum CofDitetaq.lliitre » 
Vallis de Arquad doosiniuii* cctcberrima pi«fens 
Vraa tener, nntam genuitFlorencia pioletn » 
Hicpietatìshonor* grauis & Tedatpr honefti 
Boaromeus erat iuChis, ditaiiic ^enoa 
Seofier, at bis meritis Aiperum penetrauit ad aula» r 
Mattheus de.Reuetds Mediolancd. fecic i4a2, 

r 

Tu finalmente protettor di quefta Chiela & benefattóre non punto meno del Do- 
someoi Thomafo Talemi: il qii«?e hauendo fpefo molto nell'edificio ddla Cfaiera>la« 

O 3 fciò 



»U V DJL S E5T1EKO ì 



I ; 



Hociaoet illoftri conclufos martnore Thomas 
QtiidoTalcnt» clarus, fed cIar2oralti$ 

Attibusi ingenfìs iuRis, Clariflimus autem 
Moribus & vita>propno teftatus y t apre. 



» 1 



I /* 



Et dall'altro lato dplfepolcoo detto» «erft> il cantoaateiii 



^— .t ^ ji 



' *ii i «^ 



i ♦ 1 ì5J 



Hac mar is incóleret fedem (znÙifRmus orda 

Moncis Oliueti mentis nimc coogrua fumit 

Suffiragium heres» S an Aa tuo precis Fìeleiia tanto 

. . ' FacquodparcflsborumcocKiicfcatagmiaaffaattiii^' 

« Da quali Takntffu anco febrìcata la nobii cifad San Benedetta} famofa perla 
Proferpina & per lo cauallo dipinto dal Pordonone Pittore illttftreiful Canal grande» 
peruenuta poi nella famiglia a* Anna • Nella qual cafa fi trouano lauorati da Titta- 
noi vno Ecce hotpo> & vn quadr^ di noftra Donna i con diuerfe figure & ritratti de i 
predetti Anna>di molta bellezza . E not4|)itela Aia ragreftia>peitioche il fuolo è tut- 
to di (malto asuitQj& bianco con efcmifi^o lauoro veripicot^tQ» ^l èfyxzpi i|uadret* 
ti con fei faccie bislunghe: & in ogni quadrétto vicendeuolmente è i^olpita vn'aqui«- 
là nera> & vn bréue in kttera di forma Ftancefey che dice luftittian} . La quale opera 
fodìGiouanni» & di Franccfco fuo fisiiuolodelkiproùipia Giuftiniana^ atnenduc 
Caualieri & Senatori • Si come per rìnlcrittione pofta i pie dell'altare fi legge • 

J^nrtes Jiffiinian.Pater, et Franci/ctts fitius Se- 
mt^09ts Oftimi /ttauuli4, tt dignitate Etptefiri i»- 
fignes, hic déuduntttr , MCCCCLXXIX, 

Et gli armari lauorati con bellifiimt tarfie da F.Sébaftiano i & da F.Giouanni da 
Verona ottimi mat Art io quell'arte > nellVno de quabfi confcrua oltre ^ molte altre 
reliquie} la parte di dietro del capo di San iacomo Appftolo . E parimente notabile 
il Coro • ne 1 cui Tedili di carfia i oltre i i difegni de i fogliami che vi fono » & le pro- 
{pectiue>vi fono ritratte ìa ^4.fedili > J4. atta delle principali del mondo à punto co- 
me elle fonoicon molto arti(icio»& ^^eata. & fii di mano dd predetto F .^ebaftia- 
no da R ouigno conuer fo é i queft'ord«nc » che vitf e fanno i ^8o. Difmfe l'aitar gran- 
de carico per molto orò , Iacomo Palma» &.vi fece k biitoria de i Magi . Vi dipinfe 
ancone! Refettorio vna Madonna , Donato Vinitiano » che fu Panno 1451. & vtfal- 
tra ne fece in Chiefa fuori del Coro Iacomo Moranzone. Sono in que fio Tempio' 
diunrfi huomini iUuftri della Rei>.cofi 19 tempo di pace > come di guerra «- Percìodie 
vi giacciouQ^cominciandofi dalia poru principale mplto oroata» Vinorio Cappettoic 

la 



^ 



D r & e R O e IB LIRV. ^t% 

Ucm(fan)apeJe{&e£atcidifiiti^^ Atttomodenta* 

ncScuIcor Vinitianch & di gran nome alfno cempò » ^ po^a ingmocchiciif ^anzi i 
Santa Heleaa.Quefti jTracconta il Sabellko) fu Generale nelle guerre chelfi tratcaro* 
no cori Baefit Rè de Torchi nella Moreaft & rotto à t>atraflb i (ì morì èì dolore nel- 
rifola di Negropontej & fu da i figliuoli Andrea» todouicoiac Paolo» honorato con 
queiUmfiiiìOria • 

xlmis rebus Gepis tti Et LX. Jmós ndtus y àk annù' 
SdlmsMCCCCLXXX.JlManksinBuboiedPe' 
, f^. Hk tius offa i» Qaeio duimà , Amdfjetts , L ud Ht i * 
au^ VMbu ¥il^ Pientifi, Titnmì 0f t'irne ppmmt 







▼alore.&vìfìl^ge. 



MtipoLénretUM 'Pdttli Fiiia SH. T). 7r/W 1>xiù 
^ar^i Procurdtùrss Neptti elafi. Venera Preuì' 
fori IF.jfJ. Martijde/imaoMùìLnupimPo* 
Jlerh condittm , 



* i, 



Pietroi & lacomo Loredanipadre & filinolo > amendue chiariffimi per fatti ho- 
noratì "& bebenMitì della Repab.parti£:be Pienoheììa^DttmMa httibépet fe#za 
TraùIttCgoalloi:aiinportaQCe»roppc^Genoiie(i>& i Tti^cM piGtìUppiir^ à Porto 
Delfino. Vltimanienteeflcndo Capitano datl^armata in Pò Qoatra Fil^pò Duca di 
Milanò>fii vtlcnatoda i nemici fanno 66. deliberi faa. lacomo non puntò jninor del 
padre>'effendofi perduto CoOantinopcdi j mantenne la Grecia corttra i Tvrrchi ; arfe 
1 8.gal(c di Cornei» fottoitiefie Ylkiz di R hcdi che s'era rìbdbta» porsòil mare da i 
pirati» & altre cofe opef ò deUc^quafi tratta ampiamente il predetto Sàbellico , onde 
meritarono rintìrafcrittaepitano» - ** 

Vtriqne teatri » & Allo, Petro & làcobo Lauredanls > ambob^ ? . 
vfrìs fummis & triumphatoribus fortiflimis» pacis belliq» ar- 
tib. clartfltmts • Alter virtute fua^Daknatas domuit > expu- 
gnato munittfs; Traguri; oppi do > Tmrcas & Geo uenfes fi»* 
git » Foroaidolofos vtrifq. duplid ^rìdòria Valter^» ad,^alli» ,. 
polim p altera ad portum De Jpbiaum . Demum belìo Phi- 

O 4 Phì^ 



Philipp! CO Padaaes cldfis Pr^fcdos^per iofidtas hoflifi rèòcaó 
fublatus» aetatis fa« aiuVI. & LX. Alter autem reram geftarun 
magnitudine, velmunerum vaiietate canto parenti par» Reip. 
Qunquam non bellator fidaul ac confultor illuftris > ezanima* 
tam 6c r uentem Grecita Coftantinopolitana dade , f abftiniMC 
& recreauic . Praedarorìas naues Turcicas > ad duodevigtnd ca- 
ptasincendit. Rbojdios contumacttcr (è babentes-Cl^ c^ 
do$,iniperaca ac tutum facete coegit« Mare ìn&fttun brcdooi- 
busexpuènaiùt. Sicq. 1 1 1. fmp. virtutis fax fami & ipleodore 
nominis tuie terrori hofttbus prodire. In aciem eo imperante 
non andieocìbus > vt qnam Ibrtuna patri conceflbrat» rormido 
boftiUa.filiQ bene gercndat rei ademeriroccafiooemt v'mt 
ìmiocentifs. Conceffit naturae annum agens L X X V. charìfs.& 
qpiatfffimus patrtar . Quod funeiis fui moeroredeclaratum eft • 
Ant. 9c Petrus Laaredani nepotes Se fili j pientils. memoriae & 
fMctatia ergo fimul , itero & pòfteris viui dedere . 

Pietro Balbi di'dictio Generale Tantio 1440. mentre cfte s'applrecdiia per le oofe 
della Morea venne i morte . 

Antonio Donato che l'anno 1460. bebbe chiaro nome per molti maneggi di gaes^ 
ra per la fua patnai dalla qual ni jnolto amato. 

Ftancefco de Roffi A mbafciatore del Rè d'Inghilterra l'anno i $ai . honorato da 
Antonio Talenti Fiorentino con quello epitafio . 

Fraodfci Rubet ex Brltaaia dieriori momnKn.Qiod mifertm 
putatisfelidflìmum esperi tnortmis fum> tum cum fuaue 
raihieratviuetepriiim Prouincìarum Senator L^tus ad 
Veneto» attatum dorens (uSsÓki» y Amonius Tafentus de 
Florentia Mediolant PariQ Senator ac Mediolairf coadi 
apud gentile» fnos cnrauit» Obiit M D X X 1* 

& finalmente Domenico Aleppo Ve{oouo di Chiflàmo huoaao di lettere » il qi»' 
te morì^ fanno 1503. 

ADDI T IONE. 

jt quefU Ifok nmfaprfi, che aggh^o'e % mnyedendop in ejfa altri wnamtiUiyAe H 
4efcri$tiédSmf9Him^ ì 

È 
• • • 



Dt s: CROCI LIRV- ii^ 

S. Andrea delia Cettofa . 

T)Oco più oltre è rifoladella Ccrcofa ch^uiata Santo Andrea di Lio « Nel princi*' 
Jl piò vi habitarono frati di Santo Agoftjfo, ma il Senato poi la conccffe à i Cerro- 
fini i luogo ampio con bei Chioftri& giardini f ma il Tempio è di compofìcura di* 
fconcertata percflere edificato in più volte , Vi dipinte dentro Marco Bafaiti mae« 
firo di molto nome > ic fece ti palla dell'Aitar grande con la Conuerììone de gli Apo« 
fioli Tanno i$io. doue fi veggono belliflimi & vaghiffimi paefi > colori viuifiimi i 8c 
Sffitc con mot^a gratia » Vi dipinfe anco nella cappella di Federigo Vallareiìb otti- 
mo Senatore) Titiano Vecellió> & vi fece vn Chriuot che porta la Croce . Sonò ripo- 
ni nel detto Sacrario diue^ hnomini di valore • de quali vno è chiaro per la militia^ 
lacomo Barbarigo > che nella Morea Tao. 14^5 • fu Proueditore del campo della Re- 
pub, contra il Turco % Se vi mori in vna giornata come attella il Sabellico nell'ottano 
libio della Hiftoria Vinitiana • 

D. 0. M. JmoÌm Bérbàdicò Senatòri ifnegerrlmù 
Biliò ^elòfonejfdco Legato, prò Cbrifli fide Patriaf.- 
PMerrime interempto » m Hieronyme CUrifs. Jndo^ 
lufitioMCCCCLXmnId.Augufli. 

Et della medefima ^miglia vt fono parìmentet Hieronymo Barbarigo» che R por- 
tò valorofamehte nelle guerre della Romagna» & fu velenato da i nemici • 

HkronymoBéBthddùù'ProcFrdnc.ProcF.FUminU 
imexptJithneVenemkofiiH Pdtr'ui'citi *vixeratex- 

Marco^ 9c Agoftino> che furono Principi ameodue Pvno dopo l^akro» i cui depoli* 
ti furoho poi fatti nella Chiefa della Cariti doue efli haueiiano le habitationi » come 
s'è detto. Vn*altroAgoftino» la cui prontezza & grandezza d'animo operò tanto» 
che fi fece quella giornata memorabile col Turco ranno 1571. nella quale confacra- 
toilfuofiEmjgiuealui liberti perpetua della fua patria» rimale eftinto combattendo t 
con grauifiimo danno della Cfariftiantol» poi cn'dTendo ceflato quel mezzo eccellen^ 
te» udiflblfe la Lega» la quale quel fempre inulto heroe» hora vngendo»hora pungen- 
do» tenne falda & ferma fino i quel punto . Degno veramente d'eterna memoria^ » 
perdoche egli fu belHffimo » con volto militare » & in tutta la difpofitiòne del corpo 
ino rìgoardeuole molto fra gli huomini armati» & con fiorita eloquenza ammirabile 
frali togari. 

Orfato Giuftiniano » illuftre parimente per fìranchezz^ di animo » & per cortefit 
magnifica » & di gran nome in Italia per molte fue legarioni • Il quale eifendo fuc- 
tm> nel Generalato à Pietro Loredano» & hauendo operato gran cofe nella Morea» 

fi come attefU si SabdUco^oel liU Ottano ddla hiftoria^fi morì in Modon^ 
.- : ""■" hora. 



^iS D E X SE $ T I E R O^ 

hora . Et è rìpofto (opra yn aSboe di mstnnó ad èatsto ^ vna capj^la > con la fta> 
tua à giacere , fcolpita da Antonio Dentone per ordine di Marino Giuftiniano » & vi 
^ lèggono i prefenti verfi . ^ 

Illc Procurator Veneta modo maximns Vrbe» 
Orfatus iacet hic loflinianus Eques . 
Qui Turcos bimari Glaflts PraeKdus ab jdhno 
Dum fugat ò fatum quanta trophea rapis • 
Deceflìt anno Chrifti M CCCCLXlIII. V. Id. Q^nt. 

lacQQciQ Soranzo Proainnx>r di San Marco nella fuaornttiffi(na cappella» il ari al^ 
tatۏdtmaimadiaKzaarilieiK>dia(&igau;il mano fooipico: per opera di FratH 
ccfco fuo figliuolo y & padtc di lacomo alprcfcnte Procurator di Sati Marco > di Lo^ 
renzo »di Gioiunni Caualiero i & di Vittorio % huomini chiari & iliuOd nella Rcp^ 
«e vi fi legge. . -^ . '^rP ^ 

lacoboSupcraatio D.Kfarci Ptrocur» Senatori griin£r. fuinma^ 
int^rkatis & mwxentix viro ampliis. io Rep.faoaorif>»fiiti« 
do» Francifeus F. Seoator patri cpt. Ce^ilia^ lailintaoK ma- 
tri offici & pielite ergo fibiq» & harrcdi&us pofuit. Vixì Ah*. 
LXXXmia ObiitlU. Id.Nou.M D U. 



« < -• * 



AtttonioSorianoPatri^cadi Venetiaottauoper ordine dopo il Beato Lorenz>> 

Giuiliniano conllnfaittionc «. 

. * • ■ • 

i> o^ Ili ^ 

AntooioSuciano Pamarchae Venedarun» » Anto(liusE(|l^4r 
Auguftinos FwS. Michaelis fìlt|, patruo benemerito D.M.P. 

Vix.AnaLlf.M.V.D.XXIV. Obi'it MD VlILAnifc 
Patriarchatu& fui UIL 

• 

GJQi^KamfdpofhxndlartiaTetaaìeotére^capp nellaqnale firipoia 
Paolo già (timatoduU Repubi Qk>ni^^ Concarim Oator celebre nel fiiotempoA 
«lalla cui Scuola rfdronoi primi Oratori della Citti • Il qtiafe morendo dopo mot-» 
ti bonori confegoiti neUa Keputx taTciàcomcteftimonidel Tao valore Andrea» huo^ 
«iodigrand*doqucnza che fòperò tutti gli akri nelle cofe criminali > Kioriò che> 
morì perla peOe paflara iGian Bsattifta t tk Paolo^il quak Tanoo i yjiMìaàcon la 
irirtùft conJa grandezza delPanimo fuo l'ITola del Zante dall';armiTurche£^eJraii^ 
ccfco Grimam f^iuok) di Pietro col prcfente epitafio . 

Irandfco Griflitlio^) Pcttiffiio» Marctis Aiit. ViiKcntii^ 

Petrus D^ard Pcocuratc«'es»atq^ At|drea$ filli ananti^^ 

po(ut«- 



D l> S; C R O <? 5 IIB. TV. iij^ 

poltoae. Ob^e Aao. M D XXXlXdie I.M«ni^ Viik 
, Aon. LXXXV. Menf XI. a XXI II. 

Aotonio ViflcigimTa.Sect^ariodel ConQe Diecù II ouare fa dì tanto valorot 
die maneggiò con molta Tua gloria diuerfe imprefe per la Rep. & fu oratore al Poiv- 
tefice con tanta fatisfattionedel CoQciftoiD > che Innocentio con vn fuobrene net 
quale lo celebra con molte lodi» ricerca il Do^c Ago&ino Barbarico che lo lafci nel* 
la legatione per lungo tempo • Erahnomo di bucme & belle lettere , & dilettandofi 
della lineua Volgare» coimofeaicunt Capitoli in ^ormadt'Satire . doiie defcriuendo 
▼iti) & le virtù con (Ule auai grane > pieno > pùngente & neruofo > fii ne fuoi tempi 
molto honoratOf & Topere fne lette auidamente da gli intendenti • 

•Antonk VimìlHtrrn wiro doSfrhtd ^«Uqumìéh,fide^ 
O* mtigriMi éfnd Vem t tm Sa mum (JUri/sMc TJ, 

ADDITIONE. 

I^ìnmuù> & dinotahUeinquefUCÌnefd fi i^deyrtuUarene^ Cappettaalta defltn 
i$tU idaggjart férmatùdi marm fin^micMfHonro C^éonet rmeffi ^m^ffimi UT d^ 
tri0nam€MthUctiiTaiieUtchetontiineSan BrimF$»datar4iqtéeJUieUgiome è di ma-- 
i^^di^^fColònimeriiUtunofanùifpefeddMon^ É ancóra didegnaférmatedi 
fbùffimmmrmit^UaredilM^iGrimaHiarmefioi^ 

Aloyfitis GrioMmo Acchiepifcopiis Creten& t 

Poft Vetiet« Rei^lica? adnìDìftrationeni 

£cdc(ìa? (iurmuocrt Obkns vtraq« pittate 

Prodentia » acfummfe Eloquemia? viribw 

Poftreaiuaa vero opibus , ac tnerìtis augens > 

Immonale fui Tefiimonium pofteris cun^is 

Sapfom prsebuit« 
Fratres pofuere 
Obiitanno 1619 JEutkùue€i. 




Uno Mparìfce altro editare compofto pur di fini/Jimi marmi am quau 
9r9UiM4»w^j dififtgHlar dijfcgHOf eformafOmatìffimo di rimejji > & figure > efpecialmtnu 
di<impt€f che rappreftntano t vna la Fama > & Paine quattro le ^irtà Cardiuaii » Vru^ 
dnK^Oi GiiéfiUiay Fort€^^% e TemperofixMy eretto alt immortai nome di Gio: Battifia Gri^ 
^ani Trocnrator di San Marco$ che quiuifiàfepoko ^ il quale eletto Capitan Generale da 
Mar$ in Imco di Giouanni Capevo» ancb'egU Vrocurator di San Marco, mentre fi attende^- 
iiadaljuofommo y^ej e dalla mirabile Jua prudeva egetti memorabili, polito da fé- 

rijjima 



^%iZ D Et SESTIERO 

iegnif e móka gente fommerfo famu) 1 54^.4 jM Mwn^ . 

T>letta Toma di efio AUare è dipinto Chriflo Crocifijph la Ferg^e Madre^San Ciouén^ 
ni & altri Santi» yeaendofi anco il mede fimo Grimani ritratto in abito di Geniale • ^Ua 
finifira deW aitar Ma^iore > in memoria di Iacopo Soran^p fapient^mo Senatore fi leg^ 
re lafegueìke injcrtttione : 

D. O. M. 

lacobus Superantto 

lotnois Equitis , & Procuru. 

Filius 
Obi jt Anno 1 649. fcxto Menf. Odobr» 

iEtacisruaeSi. 
Ioanncs iEques > Andreas , & Hierooymus 

Ncpotcs 
ExTeftamento. 

San Giorgio Maggiore . 

ALl*inconrro del Palazzo Ducafe è fituata Tlfola di San Giorgio Martore habf- 
tata da Monaci dell'ordine di San Benedetto . Fu altee volte foctopofta aUa^ 
Chiefa di San Marco 9 ma Tanno 982 . ritornato di Guafcogna Giouanni Morofino > 
diHie era flato niolti anni in vita Romitica con Pietro OrfcoIoDoge i2.già fuo Tuo* 
cero» ottenne in dono Mfola con la Chiefa che vi era > da Tribuno Memo Doge 24. 
& vi meife i predetti Monaci ^ facendoui vna nuoua Badia • Et vi era allora vna Li- 
breria» con ciuerfi altri ornamenti & ricchezze per commódo della Chiefa • & nella 
Ifoletta era preflo alla Chiefa vna Vigna & vn bofco> & vn molino con due rote» che 
feruiua al Palazzo Ducale > fi come nella diftefa della detta donatione fi contiene^ » 
fotto di 20. di Dicembre » fottofcritto da 1 16. teftimoni • Auuenne poi per quanto 
fi dice» che Tanno xao $• effcndo (lato sbranato da alcuni cani del luogo » vn figlinolo 
del Doge Pietro Ziani » moflb dall'ira & dalTcftremo dolore » arfe il luogo con parte 
de i monacif ma ritornato in fé (leflb> & pentito per Tammonitione del Papa > non-» 
folamcntc rifece il moniftero > magliconcefiediuerfe gratiej& lo honorò molto» 
pcrcioche egli vi haueua vn fuo Palagio > con molini & altre cofe ch'erano peruenu« 
te nella famiglia Ziana • Rifabricataui aduncjue la Chiefa Vecchia dal Dose in bella 
forma» Tlfola fu ridotta i cultura con dilicati giardini & con horti delitiofi * eflfendo 
del tutto diuenuta libera del moniflero. & ancora che Tanno ii%9. andafle per terra 
gran parte del hiogo per vn terremoto, che fece gran dannò d tutta la cittd> tuttania 
reftaurato continouò fino i quelli tempi. Ne quali efiendofi molto inuecchiato» 
parue i gouernatori de monaci di rifar la Chiefa su la forma d'vn modello fatto al- 
tre volte & haiiendone data !a cura ad Andrea Palladio Architetto di molto nome > 
i\\ ridotta in pochi anni al fuo fine . E adunque fabrica mirabile & bene intefa» con.. 
magnifica & larga fpefa fatta . Et per fianco oniata di vn belliflimo chioftro con-» 
vaghe verdure di allori & di boflì . Al cui capo è pollo il Refettorio nobile & decno 



D P S. C R- G C E 1113. V. xig. 

lAi coofidcntione per laiwftnrttuia /Gióce-ki coidto Tompiò AaHfòìdH^.Stefatuè 
|^runomtttire> Dottato d Veaedal'antipijo9.altri dicono 1 179.& n^euoco dal pp- 
peto con mcdca letitia> del quale alcuni potanti inftituita la fraterna di San Stefano > 
aggrandinmo la feftiuiti foa % in tanto che qùefta Chiefa fu per tn tempo chiamata 
S& Giorgio» & San Stefano • Vi è parimente il corpodi San Paolo Martire > tolto i 
C^ftantinopoli .dall'Abate Palalo con Taiuto di Marino Storiato Podeftdper la Re- 
pi^.di Coftantinopoli> & condotto d Vcnetia • Et anco i corpi di Santi Cofmo % & 
D^mianoi co^ va*altro San Cofmo % che fuconfeflbre . Vi dipinfe Luigi Viuarino la 
palla dlella Madonna» & Paolo Veronefe fece nel refettorio le nozze diCananea^con^ 
qiaraumUolii panieri & niolto lodata da i buonf maeflri • Ma non è punto inferiojre 
i ^al u Voglia altra della città» la Libreria 4i quelli monaci » la quale fìi fabricata^ 
dalCófmo de Medici quando fu confinato d Venetia dalla fua Rep. doue fi veggono 
le iafegne delle palle. & tentò anco di far la facciata della Chiefa > ma non gli ni per- 

mo- 
▼no 
prc 




iacet hic, & laus Venetorùm > 
\ |)()mìni<;u$ Michael, quem timet Hemaouel > . . 
Dm probus & fbrtìs , qnen loms ad bue colie orbi* . 
' Prtdet» cofiiSlto fummus & tngenio > 
. ,!iniM&à<JUyiridcclaratcapdoTyri, , . . ' 
i^v \ )WeritìuiSyn«,naenor& Vogar»* 

Qgi fede Venetos in pace manere quietos , 

Donecenim viuit patria tuta fuic . 
Qttlfquisad hoc pnlcnr um vfqie« fpc^re %MM)nim » 
G^pj^aaitrDeuiDfled^prQpcerenBi. •■ 
Anno Dqbìoì M C XX VUL Indiàipne Vii. 

. :; Obijt.pomìnicus^licbiel DHX;Ve/KCi^* 

"*/ r'"'' ', ''.'ri ^'1' ' **' 

Ualtrofu Sebaftiano Ziani Doge 38^ cnefu Tanno 1173. delquale (i vede intera^ 
la flatua diftefa fui fepolao fopra la porta vecchia . 

m 

Hic Duk eg^gfuéi^fa|k{ei»H|liM$> OJnwrtfTd^ 
Vioft cnm ChriftoV mundoluavÀfiiaii^élcit, 
Sebafiianus vocitatus in orbe 2ìanus >.,..- 
Cum Papa. PrincepsXlérus , plebs hunc recolebant > 
Ittftus»purus,caftus, mitisi C9i^«placebat . 
Confino p9)|^?t Mr» ;i^9«s«i9l iipahttò^ns , 
Robur 9|i9g«iWKff»(iflt toft ^w ifaiQimi» 

1^1 Et 



I " «• 



ti. ' . J i 



%xa DUft XM^TIM Ita 

Bìnos eoflfranxit gtadios, & more rdbflir , 
Etoquium &afiis, booitas dementii cenftu» 
Illi pare^uKt nulla virtutecasebot . 
O^ic afuio DoBiiai M C L X X V I i L Mengr Aprili^; 

li tettOf & Yltnno> Pietra Zianichefò fcprcHfto nel épakro rfrf precetto Jdia-* 
ttb no. E; Tanno 1 474M fi ripofe Triadano Grittr Generai dell'armata dr Mareiilta-* 
(Ire huomo di queircc^ . alle cai futierafrfu prefenttìi Pttndpe con taSignònat 8c 
gli fufatcal\>ratìoae:(daHennolao^3iubaroI>ocroreifir^^^ zi.ivxé^ Ì 

quale poi riufcì come à ben noto ad ogni vno • 



» ' t 



» * ' w 1 



A D t> I T I O N E. 

* l'I 




ancoMr 

ma delle pia rigmrdcuoU della Crt$d ^ 

colonne di ordine cùmpo{ìfo% cìk renana noèite Front ijpitìa su [afammiid de(^^lei0anna 

awfkefiatuedi marmai feolpiteaa Battifta^AoMef e ricetnito^. 7i(e ^i^ercotmm in 

due lacchi fon0£và$oa€dkg gfya^J^mfrdifurwfùdiligemtemt^ 

fanti hma SSte§tm U Troiémmire» Nkra S.Gi^iò ^ OtìUpmi vji jMf due Depofiti 

Cotonnafé di ordme Corinto^ fatti finali co'nfepotcn» e ritratti uotfiti in masm^ . L^no i 

del Doge Trihurk Memo% il qnale dofùhauei'^oftcmato la HèpuStica per iUcoffi^i quaitor^ 

dmafmi%riftttntiataUdigniìd,fifÌc0Mmaco^in féefh iiiéca^ "ì^tl^^ti^depofito jto» 

al£epacnkfilesse, i i^j ' .p 

Pdfisi.indcOaènrsII.C^kodiD'ift Rem.miri&è 

VtaeterttamcmaK|.ceftioreiii ààipUceiemt 
Gtoriam % abdicata Imperio » hanc InfuIacB ^ 

Monachus incolait» ac eiuTden Inftituti , 

Viris pie legauit ^ 

Ikccfltt DCCCG XC lU 



•. > * 



t r I 



Vakro è di SfhaJtiauQ^ Zimi t>^g^ 3& ^el^Hole i Jcritte fitt^ aì^epdcfii * 



t ' 



Memorrà» - 
^ebaOiaai Ziani Ihtiìa^ Ooet» » CBitis 



DI & C»OCB LIB. V. aat 

l>intaidi , moz offióSi dcGnha. endnn 

inter fé. & Alaandrum H I.Pont.Mu. 

Pids ^rUoniB voluit. qua nutans CtifHaoa ReTp, 

Tandem fobia» diffidio'CDaqmeuit. 

Monachi plttrìbiB dbftriai Beoeiìciia 

Cckbiiori locp monamcaium telUtuere • 

MDCX. 

ObiitMCLXXVIH. 

^ (pittio iì iìuKx.9ftpra Itt porti vi i U memmA delta fvulgthiìtt ^ Cflmfmtth- 
Jo tli mi deffta tiifitio I che dice i 

D. O. M. 

Sacran)> 

Gcergij • ac StephtBì Prothoia. . 

Tutela 

Monachoram Xxt 

MPLVl. 

A fundamcncis exptam 

Adic^a Ffoote abfeliitna 

"Ann» 

Hunana! nparatiMit 

MDCX. 
Xeon. Ddd. Prin^ipe^ 



mUi.a 
difiuri 
nefireti 
in care» 
format 
S.Benei 
Fece e. 

[feitiiie*etMmiaii^eemfmportioMaifi0tBixt,iV4ta^reTeiitfii>cmt^mnlMeUrtht- 
tettura,iefelm^.bMagttefni^tMpifioiKi^ì»{ammA^SiUàfiwt,eÌ0*9fBplàmii$m- 
te f^rc mt gmftwMtefawCTtg . V^uurediuiUMteeeà fucgoliriferà^fi ^Ibtrtode 
ì^mU Piamtmo gtóHmedii$.ami >che ìa.fie/h h iitm lidimMrè i n i -i i i l ci m VttalrM , 
StfaradettoCorodaWOrgmopeJhmaere lofleniaedacctaimedop^ di nurmocamet- 
ttact e pitijìri di ordine Corinto, vnfnoh rimerò di miirmi beinomi t che yà da vne parte 
"ila sèffépiate dalTaitra atti Cianuri. Voltar Maggiore i Ifotate compojìo difniffitni > e 
. . ' • pre- 



3.%i /D ETL S ES T tEA O : 

chefoflengono yna gyan Talla di nome dorata^ftpiificanie il Honi^ epofta per Tabema^ 
colo. Sopra ai^ejifl, tatuata yna figura del TadreEterno iti piedh nel me^^ è vna colom^ 
ba dimoflratiu lo fpmìo Santo , & à piedi m ma partrtofar cnflodh > JfPjr J*tf U SantiJJimù 
Corpo di Chrifto. Tutte lefudettefigitrefonó di:Bron7;fiSramiipQCo meno del naturale^pe^ 
ra finge lare di Girolamo Campana . Li jlngeti pofti dalle parti pur delfifteffo metallo , è 
getto di Tietro Borelli . Fi fono altri ornamenti nc/fndetto Coroye Cappella MaggioreiCo* 
me li d$dici ^poftùH ulti doipiediy e ìne^z/^ infl^Udri in ie^no di fitti , e pofti ne^U angoli 
delle vie j Per doue fi afcende alte Sedie . Due gtan Candellieri di Bron^y che ftanno nel 
j'uolo da i lati deW Saltar Maggiore cofifigm-Cffeftom, if0r{ » fjr altri lauori di gran ftima » e 
valore. Fn* altro tutto d'Argento per il Cereo Taf quale y e cofe fimili . V,e i V areti laterali 
veTgpnfi due gran Quadri-di Iacopo Tintorettoydoue in yno dipinfe il cader della Manna , e 
neWahro la Cena di Chrifto con gli Jipofloli . Ti pauimento tutto » e notabile per difegno , C?* 
per la diuerfità, e fincz.'^a de marmi . Chiude finalmente efta Cappella bellUjìmi Balauftri 
di marmi finii e pretiofi • Fuori di effa^for^e ad* alto la Copula » con yaghifjimo pergolato > 
che gira intorno^ retta da quattroÀrchifoftemHda colonne di ordine compofito t epUaftri . 
J^elle Cappelle della Crociera fono eretti ^uatfvq beUiffimi altari ^ fra quali è notando 
quello di Vicen*^ Mcroftni; poiché nelle hclonntyc Tarapetto apparifcono vn CrocififfojTe'- 
Jle di huomitìiy yna di morte >pèfciy e yccetlh il tutto prodottaddlla Tslatura» e nate sJenzA 
alcun artificio^ dalle veni » e macchie de i marmi . « 

La Tauola di queflo ^It areiche contiene il Saluator rif sorgente dal Sepolcro, con ritrat^ 
ti di diuerfi della Famiglia Moropna^fu operji ^^/ f^dctto Iacopo Tintoretto. micino ad^ef^ 
fo altare vi è il ritratto fcolpito in marmo éelimdatore con jotto quefta infcrittione : 



Viacentio Mauroteoo Equiti » Sm&i Moftci Procuratore 
gradum fa&is, confilijsq pra^cljUfis adepco>graui(fiinis Reip» 
temporibus Prouiforispoeraiis amBere in tuenda ora ma- 
ritima fortiffìmèf vfo Oratoris dignitate apud Grcgorium 
XIlL&amplifl[imfsaIij& hoooribas magpjficcntiffimè fun« 
Ao » paterna piccate longè pratftanciflimo i Andream F. L. 
D. 6c jnlrifioè indolis adolefcentem fnaisio cuin tHmiiua 
dolcy peregrè redenndo fiifantio mortuum eodem lice ni- 
mulo condendum curauit pij in parentem filii M.P. 

Vixittmios LXX V II. Kal. Marti j Deceflit an- 
no MDLXXXVIIh . 

hffCondojlkandaquefiolataieftroèdedicmàSanStefmo nella aUVàUaèra^^ 
pwfmato ti fnatnartìrio con ifuantitÀ di ftpure dì mano del mede fimo , TintorMo . 

Giace anca. il corpo di queftoGhriofo primo martire in efto ^It^e , come fi catta 
dalle narratioai fMpite inmarm^^e pefte dalle parti deWtfieffo Ultare , che fono te /fe 
guenti: / .^ . . .. 

! ••.' ^ 4 



^' * •. * . ... '„,'.* 



Diuus 



DI % CROCE ttB. V. aij 

'1>iiiiB ScqiinmiB ProthòmacQrr artaO' poft CfarìlhiiD «tun 
XXXHU.à ladaisfajuis petinis, Itietofofyfliis , martyrìo 
(cwoi«inr;atq.hiterfati^scarlice« refèmir Syonti condmist 
cìnsoflaititiltis poft aonis Honoris Catfarìs tempoK Luciano 
l^raesfayceco diuioo mooitu paftfada . & ex Syone Gonftiinti* 
uopoUm à (Mft muliete luliaaa» Conftaarìno Heradi; imperati- 
tè M CcftiftiCntfjrmin primiitn Bafiiicam translatà» Vcnetias 
ìndefloiulper Pecrnm Venetum Monacumxranfbefta, Pafcha> 
le 1 1. Pont. Opt. Max. Alexio Conneno orientis , & Henrico 
' 'occidenti» Iiiàperat. «dito infigni miraculoi dnm ve^ores^f»-* 
. ,df^ffla iad^ati temperate maJeam deik^rent • TtibunusMe» 
.:. u no huius Ca^bij. Abbas maxiiaè pius Tempio vewci in 
^ Ario» ofixfmaia recondidk. Ioanne Gradonico Patriarcht ' 
'Ciradenfc, & Ordclapho Falctro Venedarum Principe V HI, 
.-. .K?Uu|ii,MCX. ' . 

Offa DluiScephanl Protomartyrls cuniadhuc in vetufta sede 
coodepmtiir» Gallo Equina oranti ihidem ab Angelo caslefti 
oraculo mUnifeOab petentibus VilhelmOi atq. Alberto Au« 
ftrio? Ducibus t Senatus Conf. referata funt KaK Septembr. 

; MCCCLXXIX* Se4 nono hoc Tempio in Diui Georgìj t & 
ipfius Prothomartyrìs honorem à Monachis in aUguftiorcm 
formam fé(HtutQi vtteri a^e folo acquata , quo ara? maximse 
fondamentaiacerentur» vniuerfae A:rè Ciuitatis in hanc In* 
Ailam conoirfut^Detpaca? AiTumptionts fedo die Ioanne Tri^ 
uifano Patriarcha Venetiarumipr«euntibus Abbatei & Mo^ 
nachis. byrnaosq» &. laudes caneiltibus » Nicolai de Ponte 
Venetiarum Principis» & Senttus pra^fentia, vetere Protho- 

^ martyris monumento demolito » venerabundi m onachi ea- 
demin hoc ipfum fub vefperam fuppliciter intulere» atq« 
intra Aram conftituere , Gregorij xii uPontificatus an- 
no rx. Rodulpho IL Romanorum Imperatore* xviix. 
Kal. Sept. M D LXXXl. 

Gl*altridHeMtari dette Cappelle della Crociera dal lato finiftrol^vno èdeUaFamigtia 
Bollanh vicino al cui è pofta la qui ingiunta memoria : 

P ' Do- 



Ili /H EX rE S T t E R O ì 

Dominici BóUttio Senfttorì gcauifliiDo Brixianàm pratorafi 
. , difficilIiims.teiDporibus gerenti ab eaaddulideiti Ouka^ 

EpifÓDpatuin dittiniciis vocato , vigtmi » À ampltiis aama io 
r eius adminifiratione fingulari Vigitanria > & fanéèttate ooi* 

Aimptis > iUràs-oflibus Brùciae condtcis , hoc io patria rnonit'- 
• BcntttiD quod pofterì ièqoaQttir » Anr. & Vino lacòbt Fra* 

tus Fili) pie pouieruot. I>ècrffican.I)oiiitni MI> DXXIX» 

BriiUid. Aug.aano&iiac< LX V* menfes v z . dìeSjduoc^ ^ 

V4^o haUlanola pur del Tintaretto > mila quale ficeU yìr^c^ apunu^ Cielo i 
coronata ila Dio Vadre > e dalfigtiuolo > e fatto ^fopra le nubi alcuni Binati di Queu^ Religio^ 
ne . ^{eH'altra [patio della hmghrs^a ,fono compartiti tre archi p&r parte Jòjtèkiti da pi^ 
laflri C$rinth entf%à quali cauto al murof&uafttuati pàriràehte fii àlfri jtUariM marmi 
finii e di fingfilar forma . Vjl primo à dejbra mano entrando in ^hytfjftfi 7^ M TauoUt 
con la "ìHatiuiti di Chriflo% opera famofa di lacoDo da Bajfano^ deHocommunemfffe il Baf-^ 
fan yttchio . 7{fl fecondo yi è vn Cbrifio Crocififio grande di legno intd^Uato dì tutto riU^ 
uo bellifjimo in atto difpirarey in campo di paragone . 7{el ter^oil Tìntorttto fuietto di^ 
pinfe diuer fi Santi marttrii^timvarijmodiy de quali molte reliquie fono ripofie Ih ejjè 
altare ; "tìel frimo dmanjìniflra leandro da Baffano ilCauakere^àgwrò SantaJMia ti--- 
rata da più paiadiBoui per condurla al Tojlribm di ordine diTt^chaftoVrefem di Wd- 
cletiano per farli perdere la fua FirginiU : ma lo Spirito Santo In forma di wkmiera > che 
re fa immbUe^ riufarono yani tutti i rfer's^i del Tiranno. Vlflfecoffdo^ ^ ta BjsatA Perfine di 
marmo ^on jlngeli fcolpiti nel fafjb medefimo di mano dèi Campagna . // ter^ baia Ta-- 
noia con San Giorgio à Cauallo > cne recide il Drago fatta da MattioTmxone\ e pofia nt 
luo^o a quella di Domenico Tintoretto, leuatadau' attore » eripofiainSagreflia da yn la^ 
to di effa% douènelC altare vi è quelta della Turificatéone delia f^er^ del TaUfia . 

7{ella Cappella de Morti delConuento^ vedefi la celebratiffima pittura del f^ecchio 
Tintoretto nominato più rolte di fopra^hè il Redentore leuato di Croce. Oltre allememo^ 
rie defcritte di foprayi fono ancora le feguentiiprimaneipilafhì dettaCappetla maggio^ 
re fi yedi il tempo della Dedicatione diqueflo ricco Tempio, tegiflrato à caratteri dorotcbc 
diconot 

Pro vetere ilIo> quod Aoniiabiuac DC* 

A Veneto Senato 

CoUendam acctpcrant 

D. Benedici Monachi 

Nottun hoc celebre Tecnpluo 

Ad Palladi; Archetypum 

Mira pictate addidere 

Francifcus Vendramenus vrbis Patriarcha dicauit 

Quarta menfislanuarij 
Dominica 

Quae 



D r s: rrc r o c e xi b. v. ìiy 

r. ; ' Qntqfotànais Celebris érfc 

D<IBiiiaicoPerofio Abbate >ac Generali praefide curante^ - 

MDCX. 
Leonardo Donato Dnce. 

TltltandHoinfaecmaUafortadelCt^appmfceyrinouafo il Deùofito picalcii Do* 
menici^ Mic^iete con bella Anhitettùra di Batdiffera Longhena > & U Ritratto f colf ito in 
wtarma è àfftra di Battifla Tagliarit con fono l^ Epigramma antico pofto dal Sanfouino j ^« 
gjmumi johinmemoriadellarmcMationc 

Hoccelnclyti Ducis fepulcrum vetuftate deftruAum 
, . PJjflSi&o Senatus Decreto 

Monachi veteri prorAis (èruato Epigrammate 
Rerum cztruzere M DC X X XV n. j 

IféiiMio^èUfep^Mrdéqtiel Monaco ^ che portò drenetia ilO&rpùii SanSteffanOf 
couqmpi htfiritwmez 

OlEiPetri Veneti Monachi ^ qulCorpus Ptotomartyds 
' "• * ' * :itM. ex. 



f^ifonodue altri riguardeuoli Depofiti fatti di finiMèrmi^ di ^obile .architettura^ or^ 
na$i di ColònncStatuCfe Troffei, l*yno è di Leonardo Dmato Doge Ìq. fintato Jbpra la por- 
ta della Cbiefa di dentro{la cui yirtHy e fatti mèmorabitiffono regiftrati dagli Hiflorici del 
fm tempo 9 e fpecialmenteda Andrea Marefwi neh^Hifioria Venetìana^ d quale fttipe 
anco la fua vita in vn Libro particolare flampato dal Vinelli l'anno i $2 8. ) con lafua ef- 
fyfa^fcqlp!!f^ainmarmo>e fatto ad^ejja il qui i^iunto Elogio: 






* « > t. 



I^onavdi Donato Venetiariiin Principis Ofla ctw iuflbliic 
condita fnnt . Quitotius Aia^ virae cuifo funinia femper 
I lote^ritate ooodnuisq. labodbus tranfa^ae nihil carj^ns 

vnquaQi bahnit» quam patria; liberute»» Reiq. Publicae 
decorem » Ae commodam » 

VixitannosLXXVLmenf.v. Obiit anno Domini 
M DC X II 3yil>VMljs[jlAglminl$aono v i. 

nenfe V I* 

.•.,..'••■... 

Vdtrùè a Marcantonio Memo D<^e pò. cbeJUcceJ^e alftMet» Donato ertttvà 
man fìnijka neWmrare in Chiifa con il fno ritratto fcolpito in marmo > e fatto afeffi i 
Urittoi \ ' 

P a Mar« 



Z2<s DEL S E $ T I :fi li Q a 

Marco Antonio Meòio in regend» popnlis fingùlari 
fumma vrbis > & Orbis laeticia ad Dacatum Venettiriun 
eueéb » Petrus » & Marcus Antonius ex Tribuno Memo 
pronepotes, & hgredes Patruo digno fieri curarunt • 
Vixit annos LXXIIII in ducatu tu, menfes 1 1 1. 
dies VI. obiji XXVI 1 1. O^ob. M DC XV. . . 

■■ ' * • ^ ■ ? 
'AltMtardelCrocififioneUi pUafiri del volto foMinàfempietraii fart^tme iéam^ 
ieri d^oro le qui regi/Irate memorie : 



*■ 1 



Grimana Lanréntius loilinianus 

Pptima buds optimi H. S. E. 

Fìlia Qjia Toga, qua Sago 

Laurentii luftiniani Et Liburtiico in primis cdljo- 

Quo cum fuauiffime vixit Fulta patria Titulis fultus* ^ 

Oratorcs ad Aiperos Obiit anno M D C X X* 

Hic cineres indiuiduos Gloriose 

Marito fibi pie ftatnit ^ Vixit ann* L, 
Vix.amj.xxxxii/W^y'' 

Obiit MDC XX. ' "^ 

Termina il ricchifftmo coperto xosì iella Cbiefa, come delk cupuley Tribune ^ e Campai 
wHe it tutto laftrieatv di piombo, valore di fomma confìderabHe di dinaro • 

// Conuento è accrefciuto di clauflri con doppie eolonne, doue vi fimo cipreffi ^St olire vau 
^ Ver%jfre j e di moke Tiobili Tabriche > e fpecialmente il luoco per la Libraria quale 
vanno d rim&demandof & ampliando > siche in bi^eueper ijuantttà tu Libri , petJjualtti di 
Stampe^ & per diuerfitd di praterie^ fard dell^ più notabili di f^^netia • Mirafi ancora vnm 
Scala fatta nuouameute maeftofih e df fi>mma beUe%z^a in due rami con alcuni pati 9 # pò* 
[ite, balaufiri > e Statue ,frà quali vna Fenetia nel Ticchio di mex^xp [colpita in marmo 
dal Caurioli ,e due f^irtù in due altri Tacchi, opera di Battifia > e Ciouanni Vagliari » L*^ 
JLrchitettura è veramente reggia, ordinata da Bddifpera Lm^enfi » * 

• • ' 1 . . ' ... ' 

Sta CleittCBCt . * 

ET poco difcofto è S. Clemente) fatto ne tempi di Pietro Polani Doge 3 5. che f& 
Tanno 1 1 3 1. da Pietro Garileflò> con vno Spedale appreflb^il quafe fiì polfedu- 
toprìma da i poueri» ma peruenuto in podeftd de i Patriarchi di Grado , & leuàtofi 
Io ipedaie per rincommoditd del paflaggiò > diuenne finalmente luògo de i frati del- 
la Cariti. & vi giace il corpo di Santo Ariano • 

AD- 



«■ 



f> l S. e R CE . LIB.: V- «27 

A D D I T I O N £• 



Qjfe^tfdafi empermiffione VubUca» T^enduia da Tadri Cammei MfSàkri Lattrmm^ 
fi delU Carità^ à Vadri Eremiti CamaUolefi di Hm l*ama i ^44. "hlel tife%ji0 deìU Cbtefii 
per opera di Prancefco Layproni Dottore nella S.T.& neWvna % e raltra l^gge t Tkmam 
diS.jingelo9 & aXtvora Ficariogenerale TatriarcaUf fa fabricato la Santa Cafa^ k finii^' 
ktudineai quella di Loreto^ done olii SSettembre 16^6. fi trasUtò eonfUenmtdt e eoncor^ 
fo di popolo la SJmagine deBa M adona di Loreto^ quale p confernana nella fudetta Chie^ 
fa dekaCariedfineajfiiita dittato tondo in yn tronco di Ctprefio 9 infieme con molte Keti^ 
quic de Santi alla detta Ifola di S.Clement» • 

Mora dmqne viene officiata da detti Venerandi VadridiKua laCbiefa di queft Ifola» 
eon motto decoro» fiondo del continuo in orationi» contemplationi » vigilie > epemten^ • La 
facciata è fiata rinonata con varij ornamenti^ da Bernardo Morofini d^ni^mo > efrefiém- 
iifjfimo Senatore compartita con pilafiri 1 e cornici di Marmo in tre ordini ; nel primo da i 
lati deUaporta vi bd fatto poner ti ritratti fcolpiti in marmo con le memme $ & .Armate 
di T^aui, & Galee di Francefcofno Tadre j che dice : 

FuncifcoMaurpcenolpedatc vutot», dc Confili j Senato* 
ri, qui cotnparanda? pradcntia^ magna orbis parte peragrata» 
patria? reddituscum eodem integritatCt atq. abftinemiatqiti 
Vrbanos Magiftratns ge0erat Cretam Prouinciam admini* 
ftralleti ceJfiorum onerariarum Pra^fedus public» iibertatis 
hoftibus cefi5»aur fugatis Adriatici pofleflionem retinuit»ma« 
gnaq. familiaris rei iaótoranon (emcl affisdus» vtramq* fbr- 
tunam moderate tulit* 

Demum Corcyra? anno Scalari cxtindus Trifte fui defide*» 
riumbonisooinibus reliquie /Chriftitiati itfiS. 

Et di Tomafo fuofralettoi queUoy che con tanto %elo di Ùio» e della Tatria fece prone fo^ 
frabionane conno Turchia & che finalmente tanno 1 6±fé combattè con la fna 'ti^ue fo^ 
la 40. Galee Turchefcbe, nel qual conflitto 1 portato dal jmo gran coraggio ne pericoli mag^ 
glori, colto da colpo dimofchetata > vi lafciò la vita per viuer eternamente nel Cielo 9 e ne 
omride glibmmòn fino, che durerà il mondo. Ilfuo tì^io adunque i l*inprafcrino : 

Thomae Mauroceno excelfi inuidiq* animi viro»qui earandem 
onerariarum dudor > polt obfeOafii ad (i^lapfponti fauces Tur- 
dcam Claflero t dum elapfam Creta? finibus aucrtere fiudec » 
oifu in mcdiam fola Prastoria delatus > drcunfùfam barbarìam 
non diu modo Aiftinuit» ac repulit; fed late edita mortaliomi ac 
nausgiorum flrage ipfo purpuratò interfcdo inter promptif- 
fiiBot dimicans»Dei ac Patria? fpirinimimpendit ann« 1 ^47* 

5 i "Hsi 



s^ / D E t S ES t PE R d " 

^/ /irrd»(to orrf/w W fimdiue ficchi c$u ikegrm fiatué^feolpite in marno, fma ti 
S.Bfnedettói Inoltra di S. Romualdo . 

' /^rf terÌ!&, é^ifUimo fiitcottita hFerfjhte emduie J4n^di , dfe fìfief^pn^ U S<mt^ 
€'afa fatta in nhtrmoà b^'riUko / ^ofHraUpcrta i fttuatal^jirma M^pr^hti é$rà^ ^ 
Jlmh fcrittfynel Jfatio del volto di ejfa parta . 

• 

Bernardus Mauroceiius parenti» ac fl'atrì} cui in Im* 
periafufEe^ius cft oj^ime mentis • 

P. c. 

'S^pr4Um€defmafmadidentr6ftèdamfTimpì$alerg9ryn tMUffiim^ mtp^Um 
di marma aita memoria di Girolamo Gradenigo fa Tatriarca £ .AcmMeia . ìfclla f^^nm 
fimohormai flati fabrieati intorno d dieci Eremi da ditserfl Gentile httommi 9 &" akri Si^ 
fftMVif^perabitatiomdiiptefliRel^iofhefen'andrd facendo de ^dtri fm ^ foffmm 
jerkire per il numero de Tadri deftinati ad*habitar in qiiefloUiogp . 

Sanca Maria delle Grafie. 

Qyinéioon molto loatano apparifce in IfolaSaota M&ri&deUe Ccatie» die I^aii- 
no.H i9. arfe dalla Chìefa> & dalla Canoua in fuori , alla quale ogni principio 
del Mefe concorre frequenza di popolo per Tua diuotione. luògo nobik per 
fito> & per fabrica 9 & ornato per lo fepolcro dell'vltimo Cardinal Pifani • 



» t 



A ]> P I T I O K E. 

Sofr» la fffolttiradetfiidemCardittal Tifoni ftlfi^ge : 

Aloyfio PifaooCardinalt 
Sorores PieoUflìiDc cKTeiUmento 

PoAierc 

ObìJMJ70. 

TarefChetjtìtarMagiimre sif fiaio fabricatò dà lm "Hjfntio ApoftoUeOf vedendofi- 
fcritto in >na bafe delle colonne Ma deftra : 

D. a M, & 

- ' DCÈfUìi Virginì j 

Anibai Capim AxciiicpSieQ|rtis Neiip. 
-Sttonni Pont. Lcgatus; apiid Sereniflimuin Ouceoi 

Et Remp* Venet. £re Tuo . 

VsWenirarinCbiefaMdi^dtèfttuatahiCappe^ de CariinaUr diari sfatta ài 
faitfHa r(awda cm pUaftri ài ordine Ionico > & cornice » che gira intorno » e liga tutta effit 



D K $. C ft O C £ Xm V; iaa 




Aiiguftinus Tit.S.Marci. S.R. E 

Pracsb. Card Valen'us EpiTc. 

Verónenl'. Huius Congr. FcAilanae 

Prol. 
Vbft annos 76. obiit ann. I *o tf . 

"JllUfmifiraèCdtradiVUtrù^tJieiffaCardintle Vefem» ii'PadMttia tutto fimUt 
éiUAprimOtConilrUrtiuiìnMtnrdigimo fMtoiittnrrttffiyiiitìUtt lesgendof$di im inca- 
Totteriem^ fo^a: 

Petrus TU. S.M.S.R.E. 

Piaesb.Card. Valeri US Epircopus Patauia. 

Huius Congfffgationis Fefal. 

Protcc 
Vixic an.5 4.obìjc aon. iifz^k 

Ij fudetH ritratti fnrimo fatti iaA'tKa dal CMi^tr aerniM famofa fckttore con diti- 
ffnxA > e fludio particolare . 

Zj Bmcbi J^vuomafonaii raditi di nuce , fatti d partiatinti > e v^riamet 
ìi pauimentOi è di betlilBiao difegnoi rimefia in varie fgrrae, di marmi $tii$ 
diuerft colori . La Tauoia deU^Ttare, che contiene la ì^ergine in Gioria con 
vnhe FraaceJcVf e Carlo è di huena mam. RefiaJÌHalmentc chiufa qugfia riti 
tute, e LtcidiÈme ma^v di acciaio omutt di S4laufk-i^ vafì di Snnf^. ti f 
gmofumùdifbiiidalàciypoTmtorettù. 

Santo Spirito ; 

MAdigt^aJm^ruperaidettidaelooghìjlt CfiicTa di Santo S|ririto* iidbit^ 
non pur per lìto>inajierftTumira>p:r opera del Sanfoutno. Perciodic. òlut 
ch'é ricca di belle (latue* di ctuoftrJ^&di^tAipli giardini) èanco ornata di molto 
pitture nobilti Se fatte da huomini famofì in quella itté . conciolìa che il Gobbo Or- 
ganifta Vicentino vi djpinre la palla d man delira dell'aitar grande. BooifatioVe- 
«Mcfeviti&iàtaipxlkdvIU Madonna. GiofeppeSaliiiau t1 inR'ùiùSèno del Ao- 
' ' dToCWcototkgttAfftaoli^ TÌGiaiiOTÌbHi4rù>iKl.pfì'iiiòvigotde(U 

P 4 ia 



y d;b L s E sTii^ira * 

fiifgioutntùi il foffictOr<litHiico io tre cMàtU ne qutfi fi rede mo AbndHlth dief«^ 
dmcAf VII Caini che occide AbeU 8t yn Dauid che tsnoiazn Golia » & la palla dellv 
aitar grande» con vn'altra tauola appreflo » con atti tanto viuenti con panni & colo-\ 
tJd cofi bcXiu che fono mirabili i rìiguardare • Gian Maria Padoaano vi footei ia^ 
«ra di Moisi di marmo» che è su la pila d'altezza di vn piede Se meuo » 8c le dit^^ 
8|^pDit<itf fono su Paltar maggiore . Nicolò dall'Arca Scniauone vi fcolpi il PfAfim 
di terra cotta colorito di mezzo rilieuo. Olerà ^tciò vi èvn artificiofo Cauddia» 
di lMX>nzo di molta vahita • 

ADDITIONE. 

SMMreffa la Keìigkme di Cammei KegoUrU Ae habitastano quefi^IfaU Paum ié^6. fa 
per ardine del Senato trafpmate tutte le jlrgentarie » Tarature » & altri ornamenti alla 
nmuaCbiefadeUaMadmna della Salute per rph^ ornamento di effa . 



Sanl^ranccfco del Difertò. 

pvl verfo la parte del Lido doue fono i Caftelli» è pofto San Francefco d^ft>ererto> 
JlJ 1u<^o già habi tato dal Beato Bernardino » che diede principio i & Francefco 
della Vigna: & po(]kduto da i Padri di quell'ordine • 

ADDITIONE. 

£ molto fireqwtmato qutfto lu^o dal populo della Città » e d^ altri ancora » quaii vi eon^ 
eorrottùper lor diuotionet e per ejjer la chiefa benijjimo officiata da quei Venerandi "Padri » 
rì)e fono riformati di San Francefco. 

Sanlacomo dtPaludo. 

ETllTola di Sanlacomo di Paludo» della quale elTendo padrone OrfoBadoara» 
la donò à Giouanni Tronp ; che vi edificò vno Spedale con la Chiefa confàcra*- 
ta al nome di San lacomo per ricetto de i pellegrini • Fiì poi habctata da donne mo>> 
nache deU'òrdine Ciftertienfe fino fan. 1417. nel quate leuate via le donne per effinr 
laogodtfcommodo» & lontano» rimafe à frati Minori di San Francefco ^ 

Santo EraGno » 

VI è parimente SaiKoErafmo con belle & delicate vigne & giardini» da quali fi 
fomcxMiftra aUa circi copia di herbaggi » & di frutti > iiimoka abondanu & 
perfetti» 

S. Nicolò dei Lieo» 

SVtlidodallaparte del portoè pollala Chiefa di SanNicdò habitau éaimo» 
oad di San Giorgio Maggioctibqpalefdfabricata per ordine diDomeak* 

Cott- 



D irs. e no e E LIB. y. isi 

CoiBtiuriooDoge 29; die fii Iranno 1044. nel qnial giaceìl (uocort^ in bello % Se ricco 
fepòlcro di marmo di porfidi & ferpentini . Di cjuefto Sacrario m tratto gii Nicolò 
GidUniano Monaco> per ordine del Papa 1 accìoche reflaurafle la nobilimma fami- 
dia Giuftiniana> che s^dlinfe nella guerra di Emanuello Imper.di Coftantinopoli 
'^ ' * ' >nna Anna figliuola del Doge Michele >& riceuuta d* " ' " 

e ritornò di nuouo in M oniftero» doue fabricati alcuni 
feppellito con Anna • & 1* vno j & l'altro per la Santità 
loro s^acquìftarono titolo di Beato, i cui ritratti fi vigono in coro > con la finirà di 
S. Nicolò nel mezzo . Vi fi ripofa il corpo di San Nicolò Vefcouo delle Smirre coa^ 
yn'altro San Nicolò Zio del primo . Et vi è Tepolto in tomba di marmo Salinguerra 
Torello» die afpirando al dominio di Ferrara 9 fu fatto prigione da inoftri& con^ 
dòttoaVeneda. lui predo òvnmarauigUofopcozo d'acqua dolce di cofi abbon- 
dante vena» che fornendo tutte le galee» & le nani che efcono dalla Cittd > è riputa- 
to pili tofto per vn miracolo di natura che per altro > poi che la detta acqua noa^ 
fiv icema ò fccca giamai • 

ADDITIONE- 

Dkefi di pia » che la detta ^cqua mai diuiene putrida » (quando è portata fuòri d^U ma- 
rinari% & che nel loro ritomo à Venetia è così perfetta^ e d$ così rara bonti^cheoare tratta 
althora% alUhora . In quefli y Itimi tempi è fiata rinouata la Chiefa^ e Campamle da fonda- 
menti in moderne» e T^obili forme • 

In effa Chiefa vi è ima cornice > che gira intorno yfoftenuta da Vdaftri Corinti 9 con tre 
CappeUe per parte» entro alle quali fono f$tuati ricchi altari per marmi ifig^c > & altri 
mnamenti . Voltar Maggio/re è in Ifola > lauorato à Trapali di marmi Sniffimi 9 rimeffi à 
fogliami di varij colori» ftimatiffimo per lafpefa» e per ulauoro . La facciata non è per an* 
co terminata» foU la porta è abbellita di colonne» ^guglie» fepolcro » eftatua di marmo per 
memoria di Domenico Contarini Doge » fondatore di quefto Uéogjo » come ne fa mentione di 
fopra il Sanfomno . E fitto oà^eQo fepoliro è pofto il qui regiftrato Elogio» cioè : 

D. O. U 

I>oinioico Contareno 

Qjii rebellein Dalmatiam compresa fodera domuie . 

Gradum pulfa Aquilcìenferecepit 

Normannos in Apulia vicic 

Pace Patri» reddita , Religione auda • 

Hoc Nicolao, Ae altero Angelofum Dad" 

Conftmóla Teniplai ampliffimis locupletata prouentibus 

Saais Diuorumcineribusornauit. 

Aeternae I^cipis memori» 

DC. poft obinun annis, 27. cnm pnrfiiiflèc 

Me- 



xsx Die S E SrT 1 B R O^ r 

MoB^i Cafin. bcoefóormn ntnouei 
Hac ttunttli renouarìone Itane • 

Annai£fo, 

IPYAIU dcftra fi ve^ la Chiefa ctiS.Lazaro . Quiai fi gonernam) i Id^bmff ftpai^ 
JLr dal commercio de gli altri con ocasa cura & prouificoc dcRc céfe che bffi)« 
S^uno &Uc mfermiti loro • '^ 

ADDTTIONB. 

^t^fMavtfitdéanématai doptfy che fi trtifpùrtòHtm&ìatm^tdei^ mendìCM ^ 
tome fi è detto djm bt^o nel Sefikro di Cibilo . Hora dal TiMco è fiata ameejjk mtiO^; 
itmiVadri Dommùani, fitfgiHdi Caniia fer l^imuifione de Turehi . 

Lazaretto Vecchio . 



ETpcrfiancohiiTnabìfeeciMido chiamato lasaretM Vecchio, ttqnate Vwan/m 
1427. iHedi&ato dalla Signoria per gli ammorbati . percioehe baicndocliaL^ 
tolto il luogo ± m Fra Gabriello dell'ordine Heremitano» Ji qu^ allora fi chiamaoii 
S^Maria in Nazaretii f onde è corrottamente cKiamaco^dai volgo Laureto» gM dJc-r 
de per rieompenfa òS.SpirìtOi ò San Clemente • Si odiarono per taoto ìi^ohcAo^ 
fcoglfp diuene & commode & capaci ftsmse 9 non tanto per fouenire a gli intenm » 
come dice il SabcMico» guanto anco per dare aiuto i poucri 9 i qmti condoni à qw^ 
fto luogo erano curati^m commodamcote . Et acciocKe fi haiM(fe<tìNgenit go»»v 



ftituironoTemMti) Medich & akre perfooe pronte per t ftvuigi dcgliarnmaTatì. eon 
ordine che fì è poi Tempre oiTeniato fino a quello anno 157^.1! quale fcriuendonoi 
k pre&nti cofe » barbiamo veduto per la hocrenda pefte di quefto anno » ripieno di 
Otto mita perfone infettate! con gran dannoi & dolore delfafflitta citnt • 

Lazaretto Nitotto* 

I 

TSAfraltnrparte della terra aD^oppofito del Vccdìioi fir fatto Panno i4tfS.vn*altro 
Jty LazarettochiamatoNuouoper eflfer pofteriore in fabricaal Vecchio > con.-» 
cento camere» & con vnavigmferraet^i)ql1aledalla lontana hi fembiansadi ca« 
dello» come ampio di circnrto. Vi M>ìta vn Pfiore con gK ordififmedefimi ^I Vec 
chic: ma yi vanno (bUn^nte i faoii che effisndofi mefcolati con eli infernu > dubitan» 
do di qualche contagio > fi ritirano i quefto luogo } & vi &nno la continnàcia di t% • 
giorni » La qual cofa hauendt» iioconofcinta per f^rona con mio grauiffimo danno 
per la morte di Aurora mia figlinola d'età di mdbpi ami y & per lo difturbo di Bfcne- 
dctt a Mifocca mi» <on(<Mrte >aUora che iu la pefie > l*antio 1^7^. mi priace di raccoi^ 
ur roi;dine che fi mantenne in quel trauagfiO) i esempio dei Principi eftenui acc ioi- 

c^hc 



DI &c% OC E xmr. 1$$ 

vcofo ilfTOfK^o ne f uoi infogni vt^eoct > & accioche iiapariaa ad imicarij coaoporsL» 
veramonce degna di loco^ Se dz&iac jaaemoiìa perpetua à gloda di auefta j^fetniM* 
cton dabUo» duifttaHa 8c pìecofa cictd . &anoiulaQque da 8« in io. mua perfone m^ 
5.mila ò piàbarchè • À tuttiqoefti per la maggior i^arte poueri (percioche ri erano 
anco diuerfi nobili & cicadini» che viucuanoàlpefe proprie) Se fpogtiad de loro *be- 
luinfetti^lafciadà Veneria>fidau^ la (pef^dalpubiico persi. gio^ . Il numero di 
tanti leg;ni cofi piccioli conne gro(fi(p^rcipche vi crino alcuni ar(ili>che fono corpi di 
galee disforniti) pofti intomo à LazarettoìiaRCua ferabianza d'armata che aflèdiaf^ 
le vna Cittidi mare. Si vedena in àlco vna bandiera» oltre allaqaale non era lecko 4i 
|>afirare> & poco preflb era la forca per caftigo di coloro > che non b^iucflero obediro 
d comandamenti de Superiori . 

La mattina i bora cot^petente comparmano i vifitatorì j i aUali andando i barca 
per barca» intendeuano fé riera alcuno ammalato :& trouanoone gli mandauanoi 
Laasaretto Vecchio « Non molto<Iopo fopraueniuano altrej>^che cariche di pane » 
di carne co(ta> di pefce^c éi v^no^^ ac^ffpàitaoafio^ébgrAmo la detta roba d ragio- 
ne di 14. fojdi il gfomoper bocca» con tant'ordine » & con tanto filentio » che nulla^ 
0ui •Ali {»c della^crafi leaciiia raa harqaoifiia mirubik di diuerfe voci di ooJòro $ che 
9Ì iaono dell*Aue Maria lodauano Dio ^ cantando» chi Leunie & chi Salmi « U tem- 
po di notte non (i fentioa pure rna parola» pia* vn zitto ». di modo che harefte detto j 
.die non vi fofle vno huomo vàio non che otto i> dieci mila perfone* Ma non era però 

fiomo» che noQ foflfero rimorchiate 50. barche almeno piene di ^nte che reniuano 
far la contumacia : le <|tiali tatte er^o accettate & falatate con Ucto applaufo » Se 
con allegrezza di ogn' vno» protedanao i vegnenti che (teffero di buono animo » per* 
che non vi fi lauoraua » & erano nel paefe dtCujcagna • Ind^^ron preghi che vfduano 
dal profondo del cuore» (ì voltàuano al Cielo » & d man giunte pregauano per lo per- 
pecuomanteaimento di qu^fta R^umb« Era anco mtnbil cola i v^fereidiuinero 
delle barche che andauano i vifitar le loro brigate oon diuerfi tiafrafcaoienti. Et non 
picciola marauiglia dauano d riguardanti » le cafe di taucrie fatte dal publico intorni 
à i margini del Lido fopra la marina per commodo della gente : peraocfae dalla lun>- 
gapaceii(ijalbrma4i vna nuoua citta : & per alerò di grato» & giocondo aijpecto > 
4[}uaadodi animi troppo atterrici da tatn:o nuUc^ìiott foflero fmiGfipreffi 6c ooctt- 
pati j^ ettrema compaifione & dolore s 

A D D 1 T I G N E. 

td'P^deWìum^ i6ìù.di<iiidlo foffènel^ di fopra nanata dal SMpmin^^ 
aWabbonioHxadel f^t$03 erano gli tJtppreJsì dal malevrouifti di Meiki tCirugici^ & alfn 
Miniai; MmaticofiT^aliiif^mimedicamentìi ^fsifiitidammero fH§Ui9m€ 4$ SaC9t^ 
doti, che li confolauom-i & amminiflrauano i Santijjimi Sacramenti . 

F 
* . * * • * '- 

San Seruolo. 

\yf Olto più lontano » ma dalla parte del Lido » fi troua Tlfola del monifterodi San 
^Vi Senioh):ifam£a gii dimenaci» trànfportati poi f anno^itf^ dall'Attere loro» d 

S.lla- 



1S4 t>Cl SESTIERO' 

S.Ilsrio per confenfo <f Angelo Participatio Doge • ^ ripieno poi d'altri frati, dopo i 
quali (oc^fero donne monadhe di habito negro. In queAo Sacrario renne altr^^ 
volte occuttamcnte Othone Imperatore l*annO 998. vi(itato anco ocailtamentoi 
da Pietro Orfeolo II. di quefto nome . Vi giace San Leone Vefcouo di Modooe. Et 
vi fono anco le memorie ai Michele Soriano Dottore & Caaaliero > & huotno chia- 
riamo in quefti tempi • 

ADDI TIGNE. 

Le M(mache di ifuefio luogo furono trafporiate in f^enetia^ ioue prima abitauano U 
Giefuitiy come fi dirà p à auanti nel Sefliero di Dorfo duro alla Cbiefa di detti Giefuiti . 

fiora per Decreto Tublico fono Jiate collocate éfuì le Monache venute dal Regno di 
Candia per fuggire la crudeltà ^ e barbarie de Turchia quali principiamo a inuader r/« 
fo Regno Como 1^45. 

San Chriftoforo della Pace. 

FRdVenetia& Murano è collocata rifola di S.Chriftofbro dalla Pace, per ecct« 
(lotie d'vna pace guidata & conclufa fri la Rcpnb. & Francefco Sforza Duca di 
Milano» da vn Fri Simone delPordine Heremitano > che in quel tempo (& fu fotto il 
Principe Fofcari) era cognominato il Fratacchione . Il quale riceuute molte corteftc 
dal Senato» hebb^ anco in dono quefto luogo> fui quale aiutato dalla Signoria»& d*al« 
tre perfone fue diuote» fabricò la predetta Chiefa confacrata al (iidetto Santo • 

ADDITIONE. 

Di fwioUat^ e diraro yitinque^a Cbiefa la Tauola con il mede fimo Santo » & altri 
Santi daSe parti di mano di Iacopo da Tante di Bafiano detto communemente il Bajfam 
yecchiOf pofla nella Cappella alla deftra della Maggiore ; cbe per la fua belleT^ fa datta 
aUa ftampa da Egidio Sadeler • 

J>{elLa Cappella di Cafa More fini vicina al Coro > ve n*è vn' altra » dipinta da Francefc0 
2tù;,;;o Iranno 1519. con San 7{Jcola, S.jintonio t^bbatd e Santa Caterina . Dalla forte 
fimJirA neli'entrar in Cbiefa^ abbo^ foUmente il Valma Fecchio altra gran Tauola com 
la Madonna fedente^ e due gran fizure da i Uti^ che rapprefentano i SS.Giouanni Battijla » 
e Girolamo. 7{ella Cappella allafiniflra vna Tauola con San Ciò: Battifìa, San Girolamo m 
e San Fra>ìccfco di manierai^ Santa Croce. ^Ua deftra ncirentrar in CbiefanelPvlth- 
ma Cappella la Tauola con ^an Girolamo fedente t e li Santi Tietro , e Taoto da i lati di 
Ciò: Bellino dipinta Iranno j^o^. Si veggono efpofìi(benche corrop dal tempo)due Stendati 
^li^quali furono donati da Francefco Sforma Duca di Milano al fudetto fra Simone auttor 
della Tace. Da i lati della Cappella Maggiore fono f colpite in marma kffgucnti ifiemoriù 

lacobo Antonio Marcello Equiti Senatori Clarifliimo Bri* 

xia dura Trienij oblidionc Icuata. Benaco Laceri admirabili 

ihucnto Claflc per montes immiflfa Verona è Picinnini fau- 

cibiu crepta Raucona cius du€tu aurpìcijsq. loiperio Vene* 

ta 



D^ i CUOCE ÈiB. V. In 

iÒ2Ìki6ti Abdua amne prlmun abeofiU erato cum ad Me> 
..dfolani vfq. porns infulcatum dTet » vbi ill« iEqueftris di- 
gnicas virtutis ergo parta, ac Regni Neapolicani maritima 
pra^fedttra à Renato RegeconuniflTa > cutus & facra; fodeta- 
ti ineer prtmos adfcriptus eft* pace demum honeftiffima eiu» 
opem vnluerfas Italia? data* Valerius eius filius M.p. 

Nicolaus & Petrus Nepotes te Mat. 

eftreiRafn operi naoun imeooi ciuartint 

M.D.L.V.k.D. 

IRetro Marcelo » lacobt Antooij fiUo Equiti , qui pateraae vir- 
tnkis aeniulator Rfaodiginam Pòly neflinn patria? primositib- 
. didit. M^rtinengium aduerfus hoftes aceriinos feruaui^Caf' 
. /fqitlo^tfin faitum & Biblenam caepit duriffirnam omnium > 
obudioQeiaab hoftepafliis . Vnde Pifis Libertas incolumis 
manfir> Amptiffimis bonortbiB fìinAo famma femper in pa^ 
triam , in Denm pietate . Valerius Frater Clarifs. Marcella? 
familiae tcAiinonium poAut . 

Nicolaus» & Petrus fratres fècerunt. 

Extrefflam operimanum imponi curanuit • 

San Michele . 

PTù oltre dgiugné i SanMichelej pofleduto da i Frati delfordme diCamaldoIì.D' 
fuori dalia mialc fi vede vna rìcchiifima cappella fobrìcata di marcii i difpiccata 
daUorpoddlàChìe&t filtra già per oTCra di vn^^encildonn^ della tzùiMmvL^ Se 
ne fiì Architetto Guglielmo Becganiaibo . GU ornamenti & t fogliami della portai 
del Tempio furono lauorati da Ambrogio da Vrbino • Vi fì vede fopra vna pila vn 
San Giouanni di bron:to affai bello • Et la prima palla à man dei Ira lotto il varco fiì 
di mano di Andrea di Bartolo da Siena . & la ' paUetta' nell'altra cappella dalla fini* 
ilra della Croc^yConlanpflraDonnay^c con due Santi per fìancc(> col ritratto di 
Pietro de Prioli Proairatór di San Marco % cbe vi'fTe del 1482; fu opera di Giouanni 
Bellino • Vi fono etiandio due mezze figure di San Pietro , & San Lorenzo di mar- 
mo> nella cappelletta di Pietro Donato > dipinte da boòn maeft ro • La Refurrettiò- 
ne à olio» fu del mpdefimo Gian Bellino • & il pie focto la pila deU^^a fanta è £1* 
bricato d'opera antica . 



a ; 



AD- 



i3(r DEL SESTIERO 

A D D I T I O N E. 

7{eUa Saffrejtia ri è vna TéUiota cmU Madonna » & akr^ Santi dipinta da Gio: BatH^ 
fta da CimegUanoy il cui nome è feruta d piedi di effa Tauola. 

Entro atta Cappella alla deftrd detta Maggiore, ripofa in belfepotcrOf ilCorpo diS^Clam» 
dto Martine €ou altre RMimCf porMoJa Sfima ^mm 1619» à%9. Sctttmfnrtt^mdalt^ 
mfcrittione pofta nel medejimo federa fi vede^vSrèlaf^uentfz 

Corpus Sandì Martirìs Claudii Commencarienfisanno D. CCC ì. 
Paffi V f I. lidi) con pdlrfbus ftcliquiis aliorum fanaorum » huc ex 
Vtbe Roma translatitm & pofitum anaò Domini M DC XVIUi» 

Die 19. Septembris. 

SofralaVcrfafinncipak fUerefionóbik Sepólcro in mènanid di Gimdmtil>d^ore'' 
fcouQ di Ficensub e C ordinala creato da Clememc Filici (qit4Sép§krf i di marmi fini 
con quattro colonne diordiae Corinto ^ . 

7ie gtintercolmni fono fituate due flatucy rapprefentànti la Fede, e la Vruden^fat^ 
te dal CauaUer Bernino celebre Scuùor in Roma > pendendo fopra di effe f^^rnti dorate di 
Cafa Delfina ; tid [patio di mexM è il fepolcro di nobil fmna ùùn fbpra il ritratta fcoL* 
^oinmarm^deiL defonto Cardinakt del minÈlfgant^ £it^9^fid^^ - . 

loanni Delphino , , • . 
VeoetxRomulidumq. fplendori rutilanti 

Ciiius 
Vimis . Visit. 
Memoria • Vtuir. 

Gloria. Viuec. 
HIc 
Ad Regem Poloaix defignatus orator* ad 
Reges Hifpanùe. de Galiat pturies» ad Carfarem* ad 
Ctenentem vi 1 1. pron-adiaoti nomine LcgationibusoptinaèfìiivSkiis* 

Dilli Marci Pcocurator aUnmptus > 
Vinccotie Epifcopatuipratficitur» . 
£t abecraem Pontif. Max. 
Interporpuntt Collii j Cardines adrcribitnc 

Omoes 
Ita kindesomohim tttlit 
V^fpfiasiapientie fulgori nitiifiifiiBo» fé fé 9^Iitt , 
Rez, Regnum credere non trepidarit . 
Obijt in pàtria longèmaiora adomans. ^ 



v».'* ' «^ 



M DC XXIL^tatisiaK LXXyiL 
NiccrfausDelphinus Nepos» & Heres 

Patnip ADolUfiao at^opunè de le merito» 

P. C. 

.Mtre memòrie tmeora fi tfggtnok queJU Chiefa » i'Hmmim Chiari » & lUiifhi per 
Sentita» per Lettere» e per armi, 'affaretti delta Cappella del Sacramento in lode J^tdn- 
drea Uredanoda vniato fi dice: 

AodimLaaredjtmis, hOcoIat F. magai aaimi nr.Venerìq. 

■ '^ F-*fFTffTttIifgatn ff iiin H^ft'KiA» ad Vincentùin. jceciimè.iiii*^ ^ 

gnans» ne ante aAaevit; bene getta minas bonetto facceflìifìe- 

darer; hoftili oìafiu fortiter cadere maluit, qaam turpi Alga li- 

beidiiiperdfe » 

MDXHL VII.rd.Odob. 

ViaitAnn. LXUI. 

E dàlt altro i 

Andre, tau. NicoU P. cuiiis animi virttites è regione intiié' 
re licer non mòdopra^^aras acdes dum viueret erexir» veruni 
ctiamaeteroitatis memor annua pecunia monachts piò lega- 
. . UU magolficaq. Tettudine huic Tempio addita » hoc moou.- . . 
mentumfibli & Mariae Baduariae v^orioptimaeTettamei»* 
to fieri infiit. 

H.M.H.N.S. 

tieìla Civita della iefiirrettiene è pfiaU feptente Infcrittione ; , 

Contarci» Gooigja R.Q^IXMaf!9'AaL 
Ob.M.p,LXHli.M.la,: 



EtinqaeUadeUaCroceyi fottotiafraJcrittedeT^biliTriM t 

Ù>nftantino PrioIo« Francifci Filio Ano Senatori omnibus' 
numerJs abfoluto Vincehtina prx&iSt, Bergomenfi , Os- 
menfiq. prae^ integerrima perfun^ An< Tal. Al D. LVUI. 
Aeffta.XLVi.mortuo. 

Francifcoq. Conftantini F. Patri Sen. Amplia. 

Innumerìs Magiftrat. Praeftd. & Legac obiti» 

Do- 



^j^« D E L S E S t I E R O 

Domi foriiq. éjfficHlifliis Retp. teriiporjlbus 

Patria; Cariffimo 
Ingetiio» Virtute, Fide, luft. Facandia» & Conftant. 

Claro 
Ad. à par» Virg. M. DC. XX. «tu. fuc LXIV. 

Vitafiiodo* 
Hieronymi primus, fecundus. terdus » Petrùsq. Prìofi 
Fratres Filij, & Ncpotcs M. p. M. DC. X XI. . 



taurentio de Piiolis Se^at. Confutiiatits. In Repub. 
forisq; ampli(s. honor. fìindio Pccri Procur. F. Ann. 
LXXlI.obijcdieX XIII. Sept.MPXVllI. Paula: 
Barbadico Hierotrytni Ploc. S. Marci Patria:. Pac. 
Filix Matronae Integ. Ann. L XX III. Obijc die i S. 
Decemb. M DXX Vili. Hicrony. P; corom Fi- 
lius Parenc. Meritirs. P. 



I ft 1 I II 1 I - 



Aloy uo , & loanni Prioiis Fratribii;. , , 
Petti Diui alarci Procuratotis Filij 

Quorum 
Alteri. fuffragat. An.Ikl. M D XX I X. Proc digm 
adeptus reiT)elq$& ìteriità in Principacas petit.Can* 
didatus altet poft mukos tnagiftrar. innocentiflìme 
gcftos . An. Domini M D X X X 1 1 1. Confiliarius 
renunciatusRcnipub.diu quaflatam opibus ambo 
opetaqj 6c conniio iìrmarunt. 



f i 



Ftancifcoq. « Lawentio Frati e eorum Nepoti Atauo 

Senatori probicate . pietateq. confplcuo 

An. Chriftì M D X L. a;tat. fua LX 1 1 1. dcfunao 

Hieronymi primus, fecundus » cere. Petrusq. Prtoli 

Fra- 



DI S, C R O C B LFB. V. aj^ 

Frattf», &Nepoce$.P.M.I>C. XXI. 
Sebaftiano Prìolo lur. vtriq* Dodorl 

Litteris Gr«c. Hcbraij. Chald. eraditifs. 

Sapìemifs. Loqtìem. FacuDdifs. Nicofiae 

Reg. Cyp. Archiepifcopo Integer. Pecri 

Procur. F. Ann. XUI. obi. die 1 L OOobr. 

M D I L Hierooymiis Prìolus Nepos Patruo RcuerenfUffimo 

. P. 

Sotto dl^organoèpùflo UCoroo di vn tal Eufehio Spagnuolo y che fi fece MoiuOo in éffte^ 
fio Moaafiero , mentre ( come jcriuono alcuni) era jtmbafciator della Corona di Spagna 
appreffo la Republica . 

'Ufi fefoicro è notato il fegnente Epitafip fatto da jtldo Manutio : 

le^or paromper (ì fte , rem miratn leges , 

Hic Euiebij Hifpani Monachi Corpus (ìcum cft • 

Vir vodecunq. qui fuit dodiflìmus « 

Noftraeq* vitzexcmplaradmirabilcy 

Mo rbo faboraos, fexdccim cocos dies , 

Edens, lìbcns nihil prorfus, & vfq; fuosmonc as> 

Deum adijt, hoc fcire vcdcbam, abi> & vale <> 

4 

DaU^aìtto lato di rincontro afftrgano vi è la tuemor'u di Tietro Beljh» > dtefè ^ vttim 
Generale perpetuo delta dti^eiatvmeCafnddideafet la qmd dice : 

Petro Delphino Veneto, Priori Saoae Eremi CamakkiH • 

Aceiufdein Ordiots Generali * viro raodimooia , eloquentia » 

Acomni hamanicate pratdtto > com Reiigìonetn per V. & 

XL. anoos integerrime reziflet, Monafterium hoc Diui 

Michaelis» tuittó ìpk pròfèfluseiclenuhtea prsefuerat, 

Ac PauesBiemitar hiiinfmodi poiuere ofiìum monumencum* 

Vixit amios LXXXI. Proéeis. L X I ] I. Obiit anno 

Domini . M D XXV. Die z v. lanuarij . 

lt€0roètmto di fnigmi marmiconinté^Udiligent^pmiierimejpiiforfidi» e ferpen^ 

<X^ Con* 



%^ DEL SESTIERO 

CwJeriumoiiiieJliWiniei'pn ìaippamtmiot fittìed^. r»iero (ftnuerfo Mattemutìc^ 
famojilJimo d penna in Ber^awinaf e miniato rcbe per il fi» valore meritò > che li fvffero 
fatte Medaglie di Brónzi con ìafiia effigie al naturale^ e dintorno caratteri j che dicono : 

Frater Maprus S. Michaelis Morìanenfis de Vcnetijs > ordina 
Camaldulcnfis Cofoiog^r ap hus ÌQcoinparabills .. 



» t • 



X» 



S. Giorgio d'Alega •' 



DA altra parte apparifce S.Gior^io d'Alcgadi frati turchini » inftitiiito daHa fa* 
miglia Giuftiniana > de guali Pietro vi ordinò la loro Congregarionc . L'edifi- 
cio Ai molfo orfiat09 con fabriche d'importanza : & fn fauoritada diucrfi Potntfid» 
Scdicjueft'ordine fu il Beato Lorenzo Giuftiniano Patriarca *di Veneria» Hannoi 
Padri predetti vna copiofa libraria in ogni facultd di coTe rare &:ftngolarL Vi fono 
medenmamente diucrfe pitture : fra le quali la tauola di Santa Otherina con quat* 
tro Santi in quattro nicchi Iguazzot fii opera di Fn^efco de Fra.ncefghi. a^ la tano- 
la di San Pietro > & dì San Paolo^ con quen'altra di San Marco ^ fu lauomta da i Vi* 
uarini. • 

Et nella Sagreftia i paftorladoranti Giesù» con Paeft aflai vaghi & grati^il furooQ 
di Giouaa Eattifta da Coniglianoj alìieuo di Gian Bdtinoi Tanna 1 497. ^ 

* - * • ' ' ' - 

S. Angcloidi. Concordia • 

»... i 

Dietro trifola predetta» è^i: fianco S. Angelo di Concordia» habitatione Panno 
lotfo.difraùi&coaccduta poi ddonnc aonadie» Finaknante dishabitau 
per rincommoditd del luo&Oj^& per. Tintemperie dell'aria > fu confegnata dal Senato 
all'artificio della poluere (Klla ^fa delTArfenale per ficurezza del fuoco • 

A D D I T I O N E. 

Kora viaitbiamataxtmmimemgme S,.Abi^bMÌ0Vobmtpet igtMftfildetta , 

' $.Ai)ig«ladi Coocoficfiav 

A D I> I T ; O N E. 

Quefftm^àhraJfliettas chiamata gii S.^4nHhéR€om(i¥$a%Jituatain me^^ fregne 
yicino aUa,GimUlxas^ con thìefan UbkaHm^ e "Clanfiri, dònefianna Frati Carmelitani 0/- 
feruanti della Congregatione di Mantoà% e arefcta . Dieefi , che foffe concejfa à detti Frati 
tanno 1518. dalle Monache di Santa Croce della Giudee ca^ con permiffione delTrincipe % 
obligando effi Tadri d tener le fabriche in concio, r eparar le, e rejiaurarle fecondo i bijogni» 
e toccorrenT^e ; edidareogn'ann^in perpetuo Me predette Madri ibte cattMoni di du^ 
libre l*vno» cioè: vno nella fejìa di Santa Croce di Maggio 9 l'altro ilgwrno della 



ce 



DI Si CROCE XIB. , 441 

c^VSOfrffllr-f. Qiùià pmgùHùi Titcfii tmepnn a^héHifC ff m fm^i p m unità 

SanSecoodo. 

0trìaip£Ko i quefta per bngo tntto dì riageio * fii fimo del 10:14. daJU famigliA 
B»^ il moniftcro di Sin Secondo > pocolontaoo dalla Citt'i > daSa parte di 
Canareio . Nel quale cfTendo gid donne monache » fu poi coiiceduco i frati religto- 
fi: Styi fi ferba il Corpo di San Secondoi condotto da Adi di Lombardia d Venetia 
moftianm fono. i 

SI rìtrooano jn Tomnla n^'asteifcrheo SeftÌero.Vni.Contride. V]lJ!;OiKre par- 
rdochttli. I. diPrctiRegolari. IV.DÌ Moniche . UC. Catpi SantL ^Toiri S«c^. 
X. Organi. Hl^Oratorij. IH. Spedali. VI. Piatee. L. Giardini. XCVI. Ponti.XVIU. 
Pozzilubli<bi. EcXX III. Corti. 



<J_ i DEL- 



Ì42' 



DELLA VENETI A 

citta; NOBILISSIMA 

Defcritta da 
M FRANCESCO SANSOVINO- 



LIBRO SESTO. 

lOdcSeftieriéDotfodurOiCofì dettodalla forma deI11foIà> IxJ 
^cflendocc^mrfcojjliojerainguifadidorfo. Qneftaftì l*vltima_* 
della cicti che fofìe habita». pcrcioctic eflendo cfpofta all'incur- 
de nemici dalla parte di mare > non vi fi edificana punco . Ma ve- 
alPrincipato Orfo Partìciparìo Doge ij.chcTÌfle l'anno 8^ voi- 
> & confegnò il rerreno per rarut cafc > i gli htiotnini deputati al 
feniit io fuo chiamati Efcufati. quaG Scudati, che hoggj didamo Scudieri . 
Trouo in Toa fctittura antica notate qucfte Rubriche . 

Exckfatide MftrianOt & corion uomina, &'fiau ^ 

Excufati de Maxfirbo* & ifti firn ie maiwAus > (r/wtf tj^ 

Ixcufaii ie TorcelUh Cr fmt 9. 

Excufati de Cofiaatiacor & fuu ijr, 

Excufasi de "PrioratM Louoli > Ó" fìmt i jr. 

Mdc fmt nomma Excufatorum qiàferumcin Tdatki^fMìtt 1x4* 

l^ptnina Excnfatarmn nofiri VàUttjJÙ'fmt 198* &c. 

Di maniera ch'io credo > Te noftmi inganno) che gfì ETcufatiH eleggeflcro^aHe^ 
drconuicine terre delle contrade, oercioche Tolo perche remiflero il Dogci ma ano» 
per poitidpate di qud gcadapcr uuoc del Principci 8c per godere di qucUc détici»* 



Ì>1 DORSODVRa tlB. VI: ^41 

ìttthcteictiano gU ECaxt^ì peiibnsli del Doge > in qudla manien die hoo hoggt 
per fiuiore gli Scudieri del Papa^ 

Mold adunque de predetti Ercufati andarono ad habitare in Dorfoduro • Et oltre 
idò venuti in difcordia» i Bdei>PolanÌ9& Giuftiniani» co i Barbolani > Selui & altrcj; 
funigliCf le quali poi ritornarono d'efìtio ad inftanza di Lodouico Imp«apparentadt 
Meme i fi trasferirono in Dorfoduro per ordine del medefioio Doge • ratto per 
tanto il predetto Seftiero popolofo> fi riempiè ^ Ca(e & di Cbiefe • 



p 



San Nicolò de Mendicoli . 

iTiì inanzi è Panuca Chiefa di San Nicolò detto de Mendicoli fatta da i 2ancaruo-* 
li» & refbuirata in gran parte pochi anni fono, nella quale i di Qobile il corpo di 
San Nichetoi con diuerfe pitture» ma corrofe dal tempo • 

ADDITIONE. 

tiejbmrata ^Jla Chiefa Cùmc [opra yfììpofcia adornata di mólte > e fìnTuUri pitture % 
yedendoft di Leonardo Corona, Chrifto Giesùj che entra trionfante in GeruTalemme > poflò 
fopra la porta contigua aU'uéltare del Santi ffimoj e nelfoffitto il Santo Vefcou» T^colMhe 
appare ad^ alcuni Marinari, trauagliati da gran tempefla di mare • T^elfpatio ritondo del 
foffitto Francefco Monte Mez.'^ofece il mede/imo Santo , che fé ne vd al Cielo , infieme 
con t^nhitetture di tutto effò foffitto . Luigi Benfatto Topate di Taolo Serene fé > dipinfe 
in gran cerchio dinanz^i alla Cappella gr^ieil Santa Fefc9m portato dagli angeli al 
Cielo^on vaghiffimo pergolato , & Coro di angeli • 

Lifei Quadri poflifopragt^rchi della T^auata di me7^ , cioè ila 7{afciU del Salua^ 
tere, f^aoration de Magi, il Batte fimo nel Giordano, tOration nell'Horto, ilmedeftmo 
Bafciato da Giuda, & prefo dafoldati • Et fopra^vn' altra porta rapprefentò Mosi bàm^ 
bino 9 faluato dalla figlia di Faraone ; EnetTalcodiquellaTlauata fece yarie miraci 
iella Croce» & attioni della tergine $ & finatmeràe neW Organo figurò il Samo cenfasr^ 
to yefcouo . . 

DiIaco0oTalma>ìèvn Quadro fopra le Comici cen H miracolo fatto dal medefimù 
Santo yefcoua di multipUcaru Orano . 

Si numerano fotta d quefiaVarrocchia anime 3500. 

San Raffaello . 

ET per fianco è pofta^antichiffinia Chiefa di S. Raflaello» edificau da coi la^ 
Chiefa di San lacomo di Rialto • Percioche nella feconda venuta d'Atila in Ita- 
lia» dubitando Genufo chiamato anco Giglio da alcuni» Signor di Padoua » che At« 
tila» dopo refpn^adone d' Aquilea» non fi voltafle i fuoi danni» per hauer dato aìu^ 
to alla città d' Aquilea ccnrefierdto Padouano» mandò neirifola di Rialto» la moglie 
Adriana co i figlmoUnCon lafamiglia & con gli arnefi fuoi più cari . La quale sbarca- 
ta i punto in Dorfoduro» fece voto all'Angelo Ra&ello» ai fabricar al fuo nome Voa 
cappellai s'il marito fi fiiluaua da fuoi nemici • 

CL 3 tor- 



144 V i D K L 5 E5 T ì £ k (5 ' ^ 

i IPòmato adiiiiqMOsnftiHo lìbero» h dolina ibdfsfece al voco.8t faabkanchy inque-^ 

(la contrada fì diede i praccicar con le donne di San Zaccaria > fole ifìonache ìfi Cfotl 

^ró»o'in<5iiéftaCftt<. Perdte edcndOfÌTiia delle %liuole tfA^iriafia inua^hita<ii 1<^ 

' tt>f n fece monaca > & (li dice che fu la feconda Badeffii di San Zaccaria > di maniera:^ 

•che contratta fra loro iflretta anucitia> letnonache fakndoogm Sabato in barcàj «• 

4liiuatió i San Raffaello i & vi cantauano vn folemie Vefpro . Ma venata la Sfenora i 

morte» lafciò pct tcftamento TOr avòrio aBe monache > alte qnaK f& per ImgtiìAino 

tempo fottopofto . Il quale eflendofì l'anno 8p9^ abbruciato per vn tuoco > che con- 

fumd tutte le cafe all'intorno i San Raffaello per repclatione ai San M^o t fu rifa- 

bricato di nuouo dalle fattriglte Candrana dt Ariana » & le donne di S. Zaccaria ner- 

detono la giurifdittione • De quali Ariani fì veggono ancora Tinfegne in diucrfì lup- 

^1 Jdcd TcmpiOi & vi è ripofta l'Arca loro poco fuori del coro . Pomede di Sàcw il 

^^orp6 di SrNìce» Vefcouo d'Antiochia • Vi dipMe in vna cappeHa de i Micheli Va 

San Nicolò» con San Luigi» K.San Giouanni) vn Pittore chiamato jl Piua • Vi è anco 

di 

«a 

fopra la fcpoltura del Celfì. & dopo il Rigabelli 
,ua<!mt(maiee} condotto à Vcnetia da v n Tadefco . il qnai fànorìoo ^ Macmé Stoa- 
tO) che fcrKIe lahiftorias diede il cornomedi TorfeUoai Sanato • ma eftinto ttcoìl 
TorfeiJo» ii r ìero«rano i Ninfali > c£e £ c^ne«aao attauerfodicokidie f;lì fonau 
eoa le dita* & erano co taiU 4x>m€ gjU pi^n i # ma £ toccaiiano ibhM^^ 
lira. & di^efli£rfie vede reftmpiofoMaviuportadefo eenettaSaUdcl 

Cìltui Com^ in m»o à gU Angdi* nella £ucia dd pai:adsi<x VimnmcitefittOM 
\]Ci(tY)ttau gh Or gioMbeiòoo in ito *"> 

A D D I T I O N S. 

• • . ■ ■ . 

éeTemfiopténc^t$daJhttdMmmfil'dmmi6iii.nil Vrimrpm^ éi Ornami BernSo fi^ 
fm H ióoMkdì frmc^jiùCmtìm ctm>frejbaddì!ti€$pe^amti Pont > yìi^4i la Ma^i^ 
re, che all^incontrù di Tramontana ^/Id fofio in Ticchio vn" angelo moUo ben ftatptt^ in 
mgoHimche uuaoXA H'nattaralè€m TiAta imàm.Valtre thiti^ardmn /'Mi Wr^ Onen^ 
te, Coltra verfo l*Occafo$ con due Campanili pmili ceferti di fiombo . Si M^^ua^uim il 
fudetto Corpo di S.^iceta Martimipafttm wegm fefohn^ fofna J*,MMrc4eltjtilgtt9^ Il 
Tabernacolo fitHOto fopra l'altare della Cappella Malore, e tutto di fini/limi marmi 
con colonne, e rimejjt di poriji e Traghi volorhcoftfgure^ altri ornamenti di Mronxjheret^ 
io da Luigi fofc orini Vrocurator diSitn Mmvh che Vfert? al predente > il i/uale fece anco la^ 
firicareupauimento con marmi finidiuifati efìa Cappella • Prà le Vitture ri è diftr^olare 
,y^\tmAa con Sakfrmcefi»tAeriCMghr Stimmate dilmèpoTédmk^pefiéinhaUffinfó 
éékarenellaCapeUaalUdeftradelU Maggiore, fMdstada^ff^ 

Uiégi Btfrfattód^nfe in due Q^fodri l'^dngelo, cbe accompagnaToka^ dr il Cemmiom» 
dhr fupplica il Salékitare « Inoltro quadro Antonio ^àUo^ feceil Serpente di Aropnu) cm 
-due fgure di Trofetti. Sii fatto gran parie dèi f noto delia Chiefadi quadri H mmmircfi., 

a hiémhi, fi Tkidergemh^*Ultari, che marnano 9 ferratura ini 
i wc9to$ e peijtUtoue • 

Hd quefia cura anime 3 2 oo. . 

San 



D ! D O RS-ODY-R: O Liti VL ^x 

LOiktaoo poi di quindi vcrfo terra fennaf la profapia deBafei » (àbricò Saa Ba^fi- 
IJo> il quale caduto Tanno 1 347. per va terremoto » fu rifatto come G vede « Si 
ripetano in quefio Sacrario S. Co(tantino ConfeOore che venne d'Ancona» & il Bea-^ 
to Pietro Acocant9 nobile Vinitiano • 



A D D I T I O N Er 






Si vede di nmuo in quefta Cbiefa C^Uar ^ande fatto di marmi fini in forma moderna i 
con due porte da i lati%f eirle qmlifienna nel Cororpiofladietìà ad^effb Mtare . 'ÌJ^e i vani 
fopra i yoUi della 'Kauata di me^ vi fona akmigran quadri con Hiftorie diuerfe del Te^ 
ftamcmé re^dm^difimida ratòrefi VikeHMnut VUwa dHfagb èdi Cmill» ìUrpe- 
S»*VFuéfdiGie(efftS€9larul^Qua^li^ TNm 

dMiU :f)Mo0mfKdatia i Jk»iA$ di H»^^ di TìHoMm del fit^èatteo^la CenordtCbrifiót « 
Vicino oiaCéfpeH^MSamiffin» VietroHeràFiaminsdtfecjeUSabiatwt 

^andotÈoalCmam^lgjmge qttefUCbi^ BMfdamao ,4ndearam ùottottc mlU Sumi 
Tùà^%ìmm^mol0 fStum fer Leture . 

Sostata quefi£Ciiefa$ficontanaanimt 1900^ 

^ $||9ca MargKcrìca . 

Dlfcollo cento bracda per diritta linea apparìfce Santa Margherita fabricataJ 
fotto Pietro Tradonico Doge i a«cb€ iq Hmvio 837. da Gemano Bufi^aco pa« 
dre di Mauro quinto Vefcouo d'OluioIo • La cui cappella grande di mofaico di ma- 




k^iieftò^ TeiMW^ la inaggiored^ 

yacci H oo nffl top dcQtfmeliti , \ 

A D D I T I O N E. • i 

La Cappella grande di Mofaico 9 fu per la fuayecchieT;^ gettata i terrai e rifatta in 
JSÈf$f$AmQdarn4ate qM0idr^ lummo^ 

Ja:^fmkdlk (pulipno ^^ le Indette TitturedelTtiuoretto con OMùmta di fregi <U ai- 
fira^ntancy^Voi&anèaÈUlMoperd^eg^ ntabemacglo % cbe yf 

fqfafi^a;SHamramtcSediperi Sacerdoti dinoce beni^fiUk compartita conint^Ui p 
^icofonnelle dimarma Snq maeehiata^cbe le dimdpm ,^pet cmtintMr poialtri omamàUi 1 f 

forfè rmaùare tutto il rèfiadeUa chic fa. , , i- 

SmoU anime %QOQ.iHCitca. 

Sin Pantaleonc.^ 

F^i qtteflcappanTee motto nobile San FaneaTeone» (bndamlluhw to^^. ^alle fai- 
miglieS%nol|8irC^ 



-e;'! 



a4<f D E L SB S T I E R. Of 

& in Padoua Dotta della qaale ih ogni et^ fono flati al gooemo huomini che poi 
riufcirono Vefcoub Arciuefcoui » & Prelau importanti • Il paradifo Sguazzo nella^ 
cappella i mezza Chiefaj fu fatto da Giouanni» & Antonio Viuarini Tanno 1444, ^ 

J>aluHle{ Sacramento è di marmo di mezzo rìlieuo • Vijgiacepariment^ vn* Ardue- 
couo di Corfiì della famiglia Gritta» & vn lacomo Barfaldo Oancelliero del Princi- 
pe Tanno 1 300. & Piouano del luogo • Vi flette vn tempo fotto il portico vn gran^ 
falRh portato dalle fondamenta di vna fortezza allora chiamata Mongioia^ch^era de 
Genouefij per ricordanza perpetua della vittoria» ^ dell'efpugnatione d'elTa fortcz* 
ia> hauuca da Lorenzo Thiepolo • 

A D D I T I O N E. 

Hd di rarù^uefla Chiefd U TamUMf^ltarg^andCi done Téoìo f^ermefifece ilSan^ 
tù% cheguatifct yn fancmlo 9 edai lati della Cappella Iacopo Talma rapprefentò in dm^ 
ghm (Quadri -m miracolo del mede fimo Santo di rifanar vn Var alitico prejente flmpera- 
Écr Maffimiano in thuh e neU*altro lafua DecoUatione . E di Vacio fudetto medefimamen^ 
te la Tastala con S.Bemardinòpofta neltotUàre de Lanainoli,^ itQuadrotche rapprefeth- 
ta lo Spedale di Sienafdoue San Bernardino, prima di farfì Religiofo ,feriiii$a à pouerìin^ 
fermi in tempo di pefie. In Sagreflia vi è vn* altra Tamia con il Senatore depofio di Oro- 
ce^dipinto da ^Icgandro ^arotari detto il Tadoanino 9 & vna delle fià Eccellenti opere 9 
che sii vfcita da fiioi pennelli. 

3000. £ pin anime fono in quefia Tarrocchia * 

• ' " . ■- 

San Barnaba. 

DI quidam quale fi dimoftra à r^uardanti con honorata apparenza S.BariHUia^ 
aiTai i^oflfimodo Tempio con fpatiofa piazza edificato da sii AdanU Jn queftou 
▼ede di buonoiuella cappella dalla lininrasla palla à guazzo della coron^tione di No-^ 

ftra Donna^on Angdi & Santi ailai. & fu di niano di Giouanoi 8(ii!A2lton^ 
ai. 

ADDITIONE. 

Oltre atta Valla ie i Fiuarini vi è ancomtelta dell^Mtar grande fHmatacom mm temefp^ 
te da intendenti di Damiano MaT^fà difcepolo di Titiano ,/f bene il Stringa la pane per 
opera del Tintoretto . La Tauota con la 7{attuitd della Madonna fa dipinta da jtntonio 
Woler. laèopo Talma, fece in vn Quadro la Cena di Chrifto con gt'^ùofhli molto^ presta 
daVrofejJbri . £ ftpolto in quefta Chic fa Claudio jlriojlo "Hifote aelfamofo Lùdòmco H 
'Poetai del quale fi vede Ut feguente memoria i 

D. a M 

Claudio ArroAo Poetae Nepoti, qui poft Leganones muttas 
9pud Piim QttanumPont. Maib Carolim 






I 



DitrtJnsaDv&oi LiB. ri. 147 

Imponi I L Hifeaiiiiuoai Rege» » aepoftpemo apnd hadb 
&renUIiiDain Kemp.. prò Prindpibus Eftenfibus honorl» 
ficèperaAas,cuiB prìuatc vit^ftudioaliquot aoQos Deo» 
fibiq. vixiflet , fecandum> & odo^mum annum natus» 
&lidflime ex h^c vita demigrauit V li. Kal* Decem- 

1" 2, .^. , • 

San Gcruafo 2 

Ndi poco diTcofto fu redificaco Tanno 1028. il Tempio di San Gernafo» & Pfotafo 
_^ detco dal Volgo Trouafo» dalle famiglie Barbariga & Caraaella • Ampio > nota- 
bile! & di bella apparenza $ nel qoal fi conferua il corpo di San Grifogono ^ che vi fii 
portato da Zara • & nel fottoportico è polla la memoria di Antonio Milledonne Se- 
cretario del Config^ de Diedihuooio di fomma pnidenza & di conofduto valore • 
Et di dentro vi hi parimente vn nobile Altare > pofto in honorata cappella del me* 
defimo Secretarlo. La qualChtefa come anticaperrapparenzifua 9 fu da quellfttn 
fiiorì di San Pietro in Caftcìllo» la maggiore che (offe fatta d Tuoi tempi . ò perch'ella^ 
in quello SelUerohauefle luogo della prima >quan come più d^na di tutte Taltrc» 
circonuidne» òpure perche feruide a gran parte» ne gli onici diuini della gente anco 
diktda Canale. Conciofia che ella hilembianzai vn certo modo di Cattedrale • 

ADDIT-IONE. 

Cade queflù Tempio fémno \^%i.ptrUfua Vtcchin^ » il quale fu poi riedificato in 
maggior aripiex.%a > e di Più notabile > & bella apparenza fopra il modello del peritiamo 
architetto Andrea Téltadio. V{onripofi più in quejUChiefail Corpo diSanGrifogono, 
offèndo fiato riportato à Zara . 

FràgFomamenti commendabili» in è la Cena del Stoi$n con^ Apofloli di Iacopo T inf- 
ioretto 9 il quale fece anco laTanola con S^uintenh^bate tentato da Demonij in varie 
forme di Donne ipofia nella Cappella di Antonio Milledonne Segretario fudetto la cui vi- 
ta fu ferina da altro Segretario . Quejle due opere del Tintore tto per la loro rarità fi veg^ 
gono tn ifiampa • Tielì^Mtare di Gto: Sarbarigo Trocurator di San Marco, dipinfe la Ta^ 
uoU Tietro Malombra, facendo in e fi a la Beata tergine con San Francefco, e San Libera-' 
le . oiUre quattro Tauote ri fono di Iacopo Talma, trna, che rapprefenta la 'Hafcita deU 
la Madonna, PaUrala'fuajtnnunciatione^ofia neUa Cappella dett abbate Benedetti ; 
La terxAhà il Redentore del Mondo depoflo di Croce con ta tergine Madre, e le pietofe 
Marie • La quarta contiene la F ergine in Gloria con San Gio: Battifta , e San Marco , & 
i piedi San Domenico, San Francefco, e Santa Lucia, pofianelC altare eretto da Domeni- 
co Lione con quefla memoria : 



• • • ■ >^ 



Deo Opt. Max. & Deipare Virgini 
SàceUom» atq. Aramcum flaniae) voi falutarìs 



Ho- 



i^ D B: L S JB'S :T F JI CRTO r 

NdAia prò xninvfoflMtf» vxDtì% flfc iìnnm 
iMDoletur, Doomuìcus Leo > Aioy^F.Semrac 

loannés Marcus Molinus lulii F. Sacelltjini bqc » a^cjj 
Aram cam Flamine ad Laudem , & glorlam Òmnipo* 
tentis Dei » San^iffianeq. dttr Geaitr«tfs Mari» femper 
Virgiais prò animae fuae » Se vxoris Cariifimc i fuorumq* 
AliueerìgeadDoC i5^f» ;) 

4 

StdfcpoUoiHfteJfaCbiefihféctfkmófalacofa^ Kika^che elfend&Capi$é»ictk f^ 
mperh VfioM^émUéfrefènÈegiefrétUTmcQ fppflojfiDm^MeUifer impedir Pp^ci^ 
H diiffici flrem att^rmai^ Twchcfkot wpottni^ cmèa$ierlà.s fer Uyem^^mtppm^i» * 
mentre vjf€itiai^àéut*Mac€arta net p(n^ doue incendiò 9 e disfece^ moki éi 

smlem% aUrinegit^if0ni(h attirine frefe% tibetimdohu9nnHmef^difchiM$ eféiamte^ 
fhi^denemcit refiandonemeni più diyooo. Segm wnefi^fdJtmdi^^di Mfég^é^i 
liM^per^ilehefikdect^ratadelUd^mtddiCandkreéeiSen^ e dén^aegUmae^èm^ 
M ai 3 QOQ« ducati di bn^na yalnta. Sopra la fnafepottwra è intagliato quefia SifigiQ % 

BqahtsIacobcRip» 

Offa 

Hac vraa componuntuc 

Cq^kitcgitiir oofflen 

Qvtoà * 

KoQhabetVrnam. 

luftintts Scnacor Frat« 

Acroitati Fratria 

MDCLV, 

Siri^ltathnidiqneJhyé^roJ^S^reilCMte ^ifònfo lofchi nfi f fmi Contendi 
'^fici. • ^ 

Sotto i ftefla Cbiefa fono anime z^^oct^ 



r * 






^ 



SAm^Agoefe Tempio affiti vnertndo wxìatanmrh «mi KModollpoMlft Mr 
15 . ^mi Manti alla kitàtmà fita» fìifoddata ,chi dkt%L i Mdlini ttobili allfira 
non pure in VenetieMna al prcéeim ia Fioiienaa» ft in Romi> St di antica pcofapia^ 
pcncheCicerMefarkoffdOiiiqcicftagem^idtiMdiceda Ma in q^uaku^ 

mie anodo fi {b> è Chte& molto antica & di bella ftmtcwa ( Et vi fiiròorail corpo di 

• s. Venetto • Okte à qàcttsi vi (i adona ma fraterna la miai ctta vna nriora che «in 

* goaemo ^ gimiam dooKdte fino all'età da maritoi dalla quak > appimlciido co(b« 
'tniciDiH&akretktilccMWienettoliadomìeyfonopoì maritate d mdfeixìonache^ 

fie ffloniftcri « fecuntrando in luogo di c^wUe cbe tacano akredoiiae(i<i>o& tanec 
éì peFfoncfeonwate fcr i^ottimaìnftkutione dd loogo 4 

ADDITIONE, 

'timfi yenetafiàin^IUChi^aU fidemCiifr]^ 
temoo detta pia reftauràrtone • La Youda iettaX appella grande con ilmartìtio della Saf^ 
taTmelareèdimattoditaCùpo Talma nm ben finita. 7{eW altare eretto da Andrea 
BertìtgOf JtUgandroy'arotaridipinJilaTaiiùla^ fumando in effa San làcépo jipoftoU 
congrandeliéikemafediU^enKa » si yede anco del medefimo Talmavn ritra$fdiGa^ 
ff aro Martini 0Tionan6mfkeJÌ0Chiifit, 

£i m«rMMitM»ri800. 

SanVitJó. 

SAn Vito fd opera della Crfa de MagmfaAm>?t7.fl0bilitata prima MfIocorp<i 
della Beata Contefla della famiglia Tagliapierai ^ poi per Tandjua dei Principe 
che la vìfiu ogni anno^ fi come nel la. lihto s^&4etce^» - ■ ■ u 

A I> D I T 1- O N E. 

Hi ìmUì omammi quefia Ghie fa , e fri lepitture è fakolare U TatuU ioue fau» éi- 
finti^^tìntfisaui» efiemh §perA4ei atià^hflgUnii^ihcfinmM fmtft 'Pìulih ftp»- 
t4tàif9 iieifiia^jtkar Mx^gim^ di mano tU JUmeèìngiH. radeU StmgtiiehtUfatia 
M^SSm* fi0fl»M fmaunie pdtJkMtedeUM«4» H òtkmmi Tie^ir «Mw«MÌn» 
Te0mmtciimdeiSen»t0> niuUikt^trilfesfmte ì 

M.CCCXVMI.Dicicvnt.IùI$. ; ^ ^ 
Itetn I qnodpalieftrate ', quaefuerUDtde DomoBaianodtis 
proditoris concedantur Eecicfia^Sanài Viti prò repara* 
tione portae maiorìs ipfius Ecdefiìt • 

■ * ' - 

Stfnoìc anifne iioo* 

» ■* 

^ - - ■ • — Sa.' . 



150 D £ L SESTIERO 

San Gregorio • 

Svi canal glande ò qoafi poto in dentro rrTpomle per fiancóSan Gregorio^edifeio 
della faniigUaPa(quafa>hablcato gii da frati monaci Cottola cura a> Abate» 
il reftaurato dal Vefcouo Bartolomeo Paruta huomo dotto. Il qoaleicontra fua ve- 
gliai hauuta quella Chiefa da Califto III. col mezzo di Filippo Paruta Arciuefcooo 
di Candia* fommamente amato dal predetto Pontefice > vi fii il primo Abate di eue- 
Ila famiglia . Et percioche quefto luogo fottenttò nelle ragioni di S.Ilario gid fabrj- 
catodaGiuftinianoDogedecimo>diquiè>che pofliede gran parte del territorio 
deUe Gambarare» di TrelIigoli>& d'Oriago > sì per antiche ragioni & giunTdittiom* % 
come anoo per priuilegi & per doni di diuerfi Imperatori • Vi fi vedei pochi anni fo- 
no» per gratia elei Senato > quel Marc*Antonio Bragadino martire di Chrifto » il qua- 
le difendendo la Città di Famagofta nelllfola di Cipro % fu crudelmente efconato 
dall'empio Barbaro Muftafì Generale di Selim Imperatore de Turchi» nella guer- 
ra dell* anno 1570. 

ADDITIOIJE. 

IlSMnga^regifira lefeguentìmJcrUtìonidtl fudetto Marc'jtntCfHìo Bragadino .' 

Marci Antonij Br;lgadeni Pntfi&ì infignis Reliquiaeg^ui 
Orhomanorum potentia acerbe dcceflìt, & Io: Aloy (ij/ac 
Andrea? fratrum Senatorumq. intcgerrimorum oflfa > in 
hoc familia? fua? fepulchrofita funt : Antonius veròpten- 
tìfs. illis» ubici. Tiuenti fccic. M D LXX VI. 



Èimm pUaftro della Cappella Maggiore : 

Marci Antonij Br«gadeniPra?feai infignis Rcliqui^e ; 






flageUatù 



Cohmna*& il mede fimo Croc^jfo con molte figure di mano del Foler. DeffJtlunfe iilLa^ 
iforo rejufcitato da Chrifto di fingolar beae:^a. Fece Domenico Tintoretto U Quadro della 
moltipUcMion del pane, epefci per fatiar le turbe » molto fiimato, douefono vnpouero , ^ 
ynayecchia naturali ffimt. E d prefente abbate di quefto Iwm il Cardinale ChrUlofwo 
yidmantiobile Feneto . ^ * 

Sotto àjiuefk Chiefa fonò anime 2000. in circa . 



t . 



S. Eufemia . 



A^ir"\^°i"'i^**i'.*'?*'^® ^"r?° trattodi Dorfoduro, fi dificnde di li dal Canale , 1*. 
Ifola della Giudecca, chiamata prima Spinalonga , ma Giudccca poi , per la 
prima habuationc che vi fece knatione de Giudei quando venne à Venctia Sono 



m 



Dì ^ ORS O D V KO tm TX a j i 

k'ipifcOiip^Chiere (bctò il pttdéttoSeftieròf conhoiti Scgiardiui in tanta còpia» che 
condifcono in ogni tempo qfOl/R torta la città • 

La Tua Piene è la Chiefa di Santa Eufemia > detta Fomia daHa plebe 9 antico edifi* 
do» della famiglia Dente» della quelle Gioiianni Tanno P5 1. fii Ambàfciatore di Pie- 
no Candiano IIL Doge all'Imperatore & altri dicono da gli Ifcoli , da Selui » & da i 
Barbolani. L'anna 1378. vifuronomandate le reliquie di S.TccIa» Eufemia» & altre 
ioficmc da lacomo Goqte» Patriarca di Aquilea • 






ADDITIONR 



In inteftifnjflimi pafpaiamù èfiat$ rejkwraio il Camffanile Còme ancù la Chiefa in moU 
t ibimif che rofUnatia 9 e dentro abbellita di Altari 9 e pittnre. Di antico (i amfnrna ma 
TmoU di mano di Bartolomeo y'marm con San Rocco nel mexzjì in campo d'oro^e Usanti 
Sebafliano» e ludomco in due tticche dalle parti • 'HeUa Cappella del Sacramento fece Lni^ 
gi Benfatto (a Cena del Signore^ & il Centurione . 

Sono foggetteàque ftaTarroc^ia anime ^ioo. 

San Biagio Catoldo* 

MA su la punta delPIfola verfo Padoua giace il Tempio di S. Biagio » & Catoldo 
detto dal volgo Catoldoper fattura & Capouani» de Pianighi» & de gli Agnuf- 
dei» de quali Gualtieri Agnnfdei fu VefcouoOIiuolenfe Fanno 1272. Ma derefitta^ 
pòi ò per la lontananza» ò per altro» la Beata Giuliana che habitaua in Padoua» tras- 
m'itali in quefto facrario» indimi Pordine delle monache» & lo rei taurò»fic accrebbe» 
& ornò molto.il cui cotpo fi vede ancor intero» con marauiglia de riguardanti »per* 
Cloche morta Tanno 1 226. &feppellita nel cimicerio» fu ritrouata molti anni fono 
incorrotta» & intera. 

ADDITIONE. 

« 

mpofail corpo delta fitdetta Beata Giuliana tergine [opra vnf altare in beUiffimo je^ 
fulcro DoratOf & ini appreffofià attaccata atvna colonna lafiu Legzenda, che narra, co* 
me ella difcefe dalF^ntica, e T^biliffima Trofapia de Conti da CoUauo . Come nell'età di 
dieci anni difpreziaffe i benifugad del Mondot efifacejfe Religiofa . Come li apparfe Sati 
Biagio, eie dicepe, che douefie venir a(t abitar in yenetia, nel luogo intitolato SX^atoUo > 
e the coA faceffe . 

Chefoffe poilaprima^hhaieffay eRegolatrice di queflo luogo, alquale concorrejje 
medie 't^obill yerginiper dedicarfi d Dio » tratte dalla Santità di queftà Beata ; e come A 
fMricage il Monaftero. 7{arra ancora i miracok operati da S^D.M. per mrt(t(d di quejU 
fua Sema » raccontando finalmente il tempo della fua morte » che fa iranno 1 i6o. & mm 
come dice il Sanfouinodi2t6Xhe^<. anni dopò morta folfe fiata ritrouata nel Cimiteri 
éouefUfepoUOf pma, & incorrotta il giorno detta fefta di Santa Maria Maddalena; di do- 
mlékuayfiktraslatau fòlennemente fopraf altare fudetto • f^edendofi nel detto Cimi* 
terQpian$ataTma€olmna di marmo con vna Croce di fopra in memoria di eoa gran fatiOiii 
fertefmmioédlms^dimefiett^fi^em 



/ 



i5» t> E L SE S T I E R O ! 

knne di f tetra Ijtriam di Mto twfdo» douejU muoù neua eonice ^efio : > 

HocQpusfa^iimfuit i$p5. 

ExUtente A. R. D. Lodooica Kfalipietro l 

Jn ChUfa vi fona due Eccellenti T duole di Iacopo Talma l'vna con Cbrifto Cirocififiot T* 
4kra con San Biagio pcfta inncco jiltare eretto nmuameme dalia compagnia de Fila Ca^ 
napa ^ 

ShUcdmo ddU Giudecca» 

SI Tcde anco ncinfola San lacomo* detta altre roltc Santa Maria NoucHa. Marft* 
lio da Carrara Signor di Fadona^ lafcid per tcftamento centomila ducati» perche 
(i edificafle vna Chiela nelMfola della Giudccca > &; volle che (òffe dotata di oitterìb 
ricchezze & poderi . &. gli cflcaitori del teftamento furono i Procuratóri di San-. 
Marco . adunque fatta ò rifatta la prefente> fa coofacrata l*anno 1371 • da diwerfi Ve- 
fcoui) fra QuaU vn fu Paolo Folcan Vc&ooo Cadèllamii al nome di S.Iacomo di Ga- 
Utia. & vi furono collocati per habitationc i frati de Serui i quali é fottopofta e 

A D D I T I O N E. 

Jtyj^èmu^temp^fb^P^f^^iriinedilli'Procmratori diS. Marco è fiata riedjficaiaim^ 
fia(^efainfteme^coHÙCamPamU^ fm9acon^Cìol0Wi4Ur^ 

ime compQftt^cbe tolg<ma$a la cornice t chfi cinge intorni M^ciàf con dite grò» co^nc 
di mèo. UHm di Tietra mandokata da Veruna di piedi quatordiei l^nna im eircox cb^ff^m^ 
^ono il pe^ deUa medtfima cornice in aere % pojia in tefla della cappella Haggioife % dme: 
yi è l^^kar^ Ifolato, e dietro oA^ffb H Coro ^girando [opra alte Sedie , che fona di noce, rm 
yagp corridoro> e nel Talco di efjk eappeUai dipinta. U Kergj^e Jiffìtnta ,. cinta % e corteg- 
fjjAfa da gl'jin^elidi mano di Giofephe Hentio di .Augufla . Jlel [patio della Chef a fono 
eretti fei Mtart% treperfaxteybjtnimmo compartiti , di belle forme ^ ricchi per fioe^M di 
marmir & adomati di pitture^efco^nre^ Hanm quefii 'Padri net toro Kefettorh tHÌj^ria 
4efcritta daUH^E^HangeUfia San Luca al j. ione è fibrato H Sataatore aUa^ Menfa con £ew 
wi Banchiercif^ molti Scribi^ e Wariftix de ijuati pare^he alenni fi fcandaleTXino^e dimane 
dir» à i Difiepolii,per(he il tur kfaefiro manp con peccatori > e fiiblicani l si reiono com^ 
fartimentìdicptime, % & archi ycon flatne m nicchi , ebetle^ orchitettHre ; Opera fHnut^ 
fyia di CarloyC Gabriello CaUari figliuoli di Vaolo^ Benedetto C altari fratello di efio Tam-^ 
% ftce è tèrmine tHtti^j^ameutiy che cinffmo lepitture del fofjìtto di Taoh ., 

$.Crocc delU Giudccca» 

\f le ajtceftomaSanuOa^ }vU)ì^ 

^ gHakrij & omatadiditmfc heU<?»?« Se dicitcoito. a0ai lac^ >.&t€»p<tceic«» 
gjiiwhh{< coafioauimto fksm» Ic^abic^timi per cfie donne. Vi giace 'mMi tepékr 
crorilcorpodl&Ataai^ toriata dtCQfttwt^ (mmMàM 

^ od:- 



/ 



t>X PQRS05)VR.O LIB. VL ijj 

todiU.lKa^càsK» • 11 Chetilo di inarmo qoafi di due braccia fiUl'alcare dalla fini- 
ftwLjfii opera Giacomo Colonna. ' 

Qjud ptj^'uvocnanmma * & grattofa cappella è la ftataa di oianno in honoto 
di GiUftinhMoCiktftitiiani Gran CoiniiK(idaeoffe.& Luo|ocenente del Gran Malko 
della KeHj^one dì Maka . ^Uqnale hnomo fitigolne 9c duaro per la fiia conofciata^ 
boati fu pollo quefto epicamo » 



K .. 



Jitji^dnuitéitrtntìj ^uft^F. tuìusì regióne ifnàginem 

*viies, Fàti^itij fmò^i^s Vir ^<p*flM i^ t/n$hrim fie • 

rum yhìute ffditUrus > Hierofifymitand 1(eHgiùnis 

. B^ues Mdgn£ Qrucu i ìSiu/qj Magni PrafeSi Prema" 

' i^vr,:mimi etidmhn^Mf ^ retigfene y if/ fietéte i» 

I I>em»t.tì^ honànatiditr txmks K 7. Féxit Jmn, 

tXXTllL iW. X ùits rilL OlHjt X. Dtfem^rif. 

M D LXlt. 

'^epieitfidU delie Cappella Maggior e ì [colpito il tempo della fondatione di quefté 
Vhiefa, edèUa fiéadeiicationeyleggeniofiin vno : 

PiioM^isCmddkatsfttadMiK^ KaI.Mivi«fta MDVUI. 

£t m alerò: 

^em haoc Anton. Oontaren. Vrb. Amiftes V II» 
kal.MaijdicauitMDXI. 

^Uajiniftra della fuietta eappeìla vi ì quella di Cafa Aforefìni > con la memoria di Gio^ 
francefco di questa Famiglia > U quale efjendo Bailo d Ccfiantinopoli per la Republica di 
yerietiaifu da Siflo V. Tont. fatto f^efcoHodi Òrefàay poi mandato dal medeftmo 'Hwitto 
in Francia nelle turbolenT^e di aWhora in quel Regno. Lo creò finalmente Cardinale » man^ 
dandogli in Francia(doue egli rifedeua) itCappeuo% con nuouo Titolo di Legato . Le attio^ 
ni memorabili di quefto degno Trelato fono regiftrate da grHiflmci di quei tempi . S^ 
yolfe effer fepolto in Brefcia ; ma li fratelli di lui .Agoflino $ e Luigi Seuatorigraui(fimi$c 
Heligiofiffimt fecero porre la detta memoria > che dice ; 

/ , • •• 

D. O. M. 

Io. Prancifco Mauroceno S. R. E. Cardinali ^ viro» qui, fic 
generis nobilitate » & fumma in rebus agendis prudentia » 
& aitmia in Detun pietate ita claniJr 5 vt onnioos Europk 

Pria- 



254 ^^ ^ S E S T I E H O 

PrìndmbBS gratt» io {Mtmis atq. acceptus fdertt » e^ 
Rcjpub. Veneta? Bifantij Legttum t SJnus V. Briiciame Ec<- 
clefias prsefedc » non multo pofi autem Apofiolic» Sedia 
Nuncium in Galliam mifit ; tbiq. recrudefcentibiis illius 
Regni motibus infolita honoribus prserogatiua Cardioa* 
lem 9 & LegatttiB aeauit i quo in munere fumma fide , & 
kìtegcftate fe ffURt ; propterea ih fequemiàm Summorum 
Pootificum» prarfettimq. in Clementeni V I i l* |;rati4 flo- 
ruit ; qui tanti viriobitum humaniflimi de/lcuic«Moctitu$ 
ed Brixiae anno Domini M D X C VL iEtatl^ Aia? L V 1 1 1. 
Ibiq.eo fic iubente fepultus eft • Verum Auguftinus» Se 
Alc^fius Mauroceni , vt aliqih>d fui in fratrem meritutn 
gratianimi tcftimomumeztai^ tue vbiGentitfum in^tu^ 
dTacondita funtcxiguttm ftp illius ppomerie|s.iii9noimm- 
tumP.P. 

Il fudetto Lu^ fratello del Cardinale fa otm di Gio: Francefco Morefmi Tatriarca di 
Venetia riftente, e di Luigi fuofratelloTrocurator di San Marco» che morfe l'amo 165». 
ài%Ài Giugno. 

^ mex3^ Chiefa vi è vn quadro grande con la Croce , cST la Vergine in Gloria [opra et 
ejfa» & i piedi diuer fi Santi» pittura molto commendata di Matteo Vonx.one > del quale è 
anco yn^aUro quadro minore dal lato di quello con Santa Elena, che adora la C rocei altìn^ 
contro di quefh fopra la porta ve n'è yn*aUro in figure ùicciole con attieni di Sam^^tana* 
fio fatto dal Cauallier Tia':^ . Si è (tatto principio alvErettione dell' Jtltar Maggiore di 

marmi fini nella forma moìema • 

* 

San Cofmo ,& Damiano ^ 

Dietro i Santa Eufemia fi troua San Cofmo > 8t Damiano , nuouo per edificio > Se 
honorata habicatione di donne monache : trasferite Tanno 15^2. da San Se- 
condo 9 nel detto moniltero > percioche pofto in (ito commodo > ha larghe & capaci 
fianze • E in quefta Chiefa di buono vna palla pojla i man deftra nel mezzo d'efla^ 
Chiefa: & fu dipinta Panno 1445. dai Viuanni. Se Tornamento d'intaglio fu fini- 
to da Chriftofìolro Ferrarefe. 

■ 

w 

\ 

ADDITIONE. 

La palla > cjye ferine il Sanfouino efier di mano de i Viuarini , fu dipinta da Giouannà 
Buonconfigii; io diméìlra la fottofcrittione pofla nella Sede della Vergine , che dice : Ioan- 
nes BonconfiUus Marifcalchus de Vicenda 1497. Di Iacopo vàlmaè la Tancia pofim 
neW^Uar Maggiore cretto da Benedetto Afoto Trocurator dì S.Marco,dtmccw fommà. 

diti- 



DI BOllseDVRO UR VI. 2,7 

iSke^% dr apptkatiime rìtrafkla f^erginc etm Sami Btnedetto, SebaftiofUhe FroHcefc^ 
yeicndofi anco a Tume deW Ruttore . Fece Iacopo Tintore tto duq altre Tauole l^Pna cm 
Chrifio in Crocea la Ferpne Madre, il Santo Euangelifta Gtonami^e la Maddalena à piedi 
ietta Croce. V altra conia Vergine^ ti SamiCofmo% e Damiano, Santa CecOiat SSecùnié. 
t Santa Marina , V 

« Cappuccini • 

tri fu ancQ ne tctyipi nóftri fermato Palbcrgo de Frati minori dell'aatica ofleruan 
V ladiSanFraDccfoj^chiamatìyofea^ Cappucdni, inOituiti la prima^ 
voltaueteinpinoftri,daFraPaolodaChioggia,ficome ampiamente Ct Icff^e nel 
trattato in quefta materia» di GiofeffoZarlmoMaeftro di Cappella di S^Marco n 
picdolo Oracoriorde quali» haucndo il Senato fatto votodi fabricare vna mdtnifica 
ChicfaaIRedentórdeiMondoperlo fiero accidente della morcalitidel 157^ s'ae- 
Srandicon fpefa veramente reale, onde Iranno i J77. i tre di Maggio , dopè vna de- 
uotiflima» & folenniflima procefltone fatta dal clero della ci tti , & dopcm celebra^ 
rione del diuino o|fcio nella Chiefa di Santa Croce alla Giudecca,a Principesco! Pa- 
triarca» gettò la prima pietra, con gran confola tione delPvniuerfale , & con ferma^ 
Iparanza della liberatione del contagio (i come auuenne. La qiial Chiefa » mcntro 
fcriuiamo fi vi tuttauia per ordine del Senato, fabricando con follecitudine & dili- 
genza» (ul modello d'Andrea Palladio • 

ADDÌTIONE. 

'^Bafudetta prima pietra, pofta come nana il Sanfouino furo»» intagliate ie feguetti 

E]cp!o> fq^emtiK]. vóto Reip. adarcenda fuigura dirjepe»$ 
Redempr. DeoSan^ae D.Gr^.XHI Pont. Max. Veoet. Duce 
Aloyfio Mocenico. Ioan. Triuif. Patriar. M D LXX VI. 

w 

U quefio nobil Tempio adunque ft Scende per fedivi pedini lunghi jpieditrentafei . La 
portadeW entrata è retta da due colonne Corinte, che reggono yn maefiofo Frontifpitio.Tlìe 
gC^AMmdi della facciata fono due colonne corinte con fuoi pilaflrt,enegti fpatiidueilic^ 
fWtfjT ìafi^mmita deOa facciata è regokua dagrande Frontifpitio • Dalla porta (ino àfcali^ 
ni della Cappella M^ore, fono piedi 72 Jn circa^e lofpatio della largherà è piedi 60. m 
circa. Da ciafcuna dme parti fono fiutate tre cappelle, con fuoi Mtari di marmi fini, diui^ 
fé da due gran colonne Corinte, con arcofopra,e anmice, che gira intorno , efìjfiienela 'poi-' 
ta, tra le quali fono alcune Tfjcchie con Sibille dipinte à chiaro, e f curo ddfrèCofmo piat^ 
ZA Cappuccino.Sopra la porta è vna mex^ Luna d^inta pure d chiaro,efcuro col Doge, e^l 
Senato dinan:^ al Redentore, accompagnato da Santi Marco, e Francefco , e duepaggietti 
mgonoàl Modello di Fenetia. Dalt altra parte è S. Teodoro conio fiendario, leftzèndoh 
»tl giro deW Ureo-. 

Protegdm Vrbem iftam » & faluabo eam propter me* 

£ fotto in vna lapida pur fi legge: 

R 



Ì5« D Et: S ES TI ER O 

Chrifto Redemptorì 
Ciuitate graui peftUentia libeì'aca 
.. Senacusexvoto. 
Prid. Non. Scpt. Anno M D LXXVI. 

7{ell' angolo i man dritta ftd artigliato in marmo : 

Duce Aloyfio Mocenico V. Non.Maij. An. M D LXXVI* 

l^jtell'aitro iman manca'. 

Prìmarìns Lapis à Ioanne Tnuifano Patriarca Venetiarum • 

D^altro capopoi della Chiefa è fcrttto alla defira : 

DucePafcaleCiconia V.KaLOa. Aa M D XCn. 

Et (A dirimpetto: 

Confecratum à Laurcntio Priolo Patriarca Venetiarum • 

^l primo altare d mano dcflra nell'entrare è la T^afcita di Chriflo dipinta da Tran* 
cefco da Baffano • T^el fecondo Chriflo Batte:^j^o da S.Giouami» principiato da TaoloVe* 
ronefey e terminato poi da fuoi H eredi . 

T^tterxj» è il S amatore flagellato di mano dì Iacopo Tintoretto • J^l quarto in ordine 
dalla Parte finifiros è il RedenM'e Portato al fepotcro di Iacopo Valma • ^m quitto Chri^ 
fto rijufcita dalmonumento, fatto aalfudetto Francefco da Bacano . "Hélfefto t^fcefa al 
Cielo del Salnatore di Iacopo Tintoretto fudetto. La cappella maggiore è Imga piedi do. e 
larga 45 An circa^omata dt colonne^ e pilori corinti con rifftUi » compartita da Feneftre , e 
da Hjcchie confignre di Trofetti » e Dottori a chiaro 9 e fcuro dipinti dal predetto Vadre 
Tian^. Jiel nUn^ è tritare vfopra cni è pcfio il Tabenuut^e cm pittme di^ Francefco 
da B^kno^ & ytn Crocefiflò di Bronzjo , con due figure di Santi Marco , e Francefco pm di 
Brons^ dalle parti» eccedenti il natur alcy getto celehre di Girolamo Campagna Feronefe . 
Dietro tMtartPer douefi pafla al Coro, alcune gran colonne corinte firmano m metjua^ 
arco difingplar belle z';^ > & àgl'Ungoli del giro fono appefe due Hifioriette del Secchio 
Tejiamento fatte dal Valma. %el Coro fono due me*;^ figure fopr a le porte fyna di Chrp- 
fio Ecce Home. Valtra dells tergine pioì^entCi del medefimo Valma. 

Ì!{eUa Sagrrftiafimo anco pitture di Gio: BelUuotdel Ti/n^sdel Valma^ ddtu^lienfet e 
di Carlo Saraceno . Sotto al Coro nett altare è il Croce fifio dipinto datfifleffo Valma con 
laFirgine^eSanGiouannidalleparti^enelati dell'altare in duemeix^ Lime appare 
Chrifh orante nell*HortOi e San Francefco > che riceue le St immise di Santo Ver (mia . E 
lajiricatpqueflo famofoy e ricco Tempio di quadroni di marmi fini roffi^e bianchi, e la Qop^ 
pella Maggiore di altri colori in varie» e vaghe forme, è poi coperto di Laftre di piombo 
con la Tribuna, e CmnpémU . 



;i. 



San 



S.GiouaDoi dèlia Giudecca • 

DT rincontro à San Giorgio Maggiore è iìtuato San Gionanni Bat rida per ordi- 
ne de i BonaccorfiLucchefi Tanno 1309Ì con fpcfa di 24. mila ducati > altri di- 
cono de Bondoli>& de i Grettoli che mane ' ' "* ^ 
àeazy per chioftri» per borri, & per molte 
to da frati bianchi. La cappella maggiore 
anno 1 5 1 1 • le parole del aii fepolcro pofto nel mezzo dimoflrano, ch'egli ìoSt huo* 
mofingolarei&fingolarmente amato dalla Repub.peri fuoi meriti > perciochcì 
yMS legge. . . 

Laurent ìj Qtg»o^i Btrgmi»» Viri iffgeaui bìcfitd fiat 
offi\ €uit$s <^rius tprudentìd yO* animi magnitudi 
t^tà fuk , ^Uùdnedmn ex eiut ^eribus de firuitijs 
quib. ioti yèwetiarum Reip.prpfyit , nomtn fitmamai 
èmmortalem adeptus e fi . Sed oh eìus decefum filios ò* 
fÀtrÌ4mhAnc tùdfiUfs.mafiiJpims reli^HÌt . mirum 
frobitdtis fietimen > ò mortem mftltcifs. inJiciumqs 
ùmnìàmortaliacitoiuaaefiunt , Ohijtdnno Dmini, 
M ÙXXri. Dit Xiy. JuUfy faUKdprkts Cd" 
pelia bète (^ completa M ù Xh die FÌL julij pr» 
fi^acbaredt^^f* 

A D D I T I O N fi. 

IH notabile fi vede nelli pmellideltOrgfmo U pittura di Giouan Banifta Cima da Co- 
negliano, ■ 

ConoeriitCv * 

•^ Tpodiiannìfooo* fifabricòilMonifterp delle Qonuertite*acdoche ficome le 
Xl/ veleni conTacraté al feruitio di Dio iunno ricetto per coQr9ruarfì>così le pec> 
cacrici paoitct habbiano pannuSDtedooe (aluarH ia tuttp da i peccati . Quiui dimo- 
rando affai gran nomerò di donnea tutte bellinìme(percioche ìion vifi accettano 
fé non quelle che hanno fÒBkma beiti) acctoche peatendòlì don ricaggino ne pecca- 
ti per la forma lord attrattiua de gli altrui deiiaerij fi eflèrcitano con ordine mirar 
* ■ ÌA diMCtfi artìficij . 

R X AD- 



%^9 DEL S E ST I E R ^ 

A D D I .T I O N e; 

Hamto quefU Donne la lor Chiefa, mtiiolua Santa Maria MaddaUna nùn mokogroH^ 
4fì ma ben dijpéfta, e ben tenuea i am quakhe confìderabile ornamento > & in particolare 
nell*^ltar Maggiore yi è la tela con la Maddalena^ che sgobbane in Chriflo ifltmato da tèi 
Ortolano^ moUoben dipinta da Luigi Benfatto. Di mano di Iacopo Talma è il Clmflo orante 
neU'ÓHo^Jbfiemao da vn'^ngelo; e nel foffitto fece la Santa Titolare portata al Cielo io. 
fP^ngeli^ 

Zitelle. 

NOn meno fono notabiti le ZiteOe»infticatte da poco ttmipo ìncpà . Percìoché 
alcune honoratiflime gentildonne>prouedendo con reUgiofa curai quelle po^ 
uere fanciulle > che effeodo orfane andauano vagabonde perla atti > fottoarono il 
luogo loiroconordìne molto pio. IXmeinftrutteottiniamente da matrone elette é 
coule Officio» nella via del Signore i & prouedute del vitto i $*efikrcìtano nelle cok^ 
dittine con falute dell'anime loro. 

ADDITIONE. 

*" ' 
Quefiopio luogo i fiato fabricato confbefa confìderabile» e fé bene non ri fono ornamenti 
di ^rchHettwra» è non di meno ben intefo, ben difpoflo, capace » e comodiffimo • La Cbiefa è 
chiufa nel me^ della (ita facciata» quale è di rincontro alla 'Pia:mi di S Marco . Ter A^ 
infcrittioni che fono neUd cappella maggiore^pare^che sij fiata fondata da Bartolomeo Mar^ 
fhejifleggendofidavniato: 

Di O. M. Dciparxq. Virginii An. Doinint. M D LXXXVL 

E dall'altro: 

Bartholomaeus Marchefius Zac. Fil. «re Tuo S 

Fu f architetto il famofifjimo Andrea Valladio, terminato poi dalSo:^etto fui mode f- 
lo delmedefimo Valadioy hanendo le fife par ti tutte corrifpondenti» con Tribuna > che gira 
intomo quafi d tutta la Chic fa» coperta di piombo»càm*è anco tutto il rejkh e tetto del luogo^ 
Voltar principale i formato di marmi fini di bella forma con la Tauola di matto di Fran- 
ctfco da Baffano» doue è figurato la Vrefentatione della Madonna, fotto al qual Titolo è de^ 
dicata efia Cbiefa. rifouadue altri nobili Jiltari pur di marmi fini, mo de quali fi eretto 
da Federico Contarini Vrocuratordi S.Marto . Il Chriflo orante nell*Ortoh dipinfe lacopt^ 
TalmaXefi^liuoU di quejio pio luogo fono per ordinario al nJifi^o. mantenute fo tamente 
cqìU'EUm^^dcpii feditile diqu^eoffiamtùfcne maritano ^enéyanno Monache ^^^ 

Accademia de Nobili . 

AD0ITIONE. 

In quell'I fola della Giudeccaypi è anco rrf accademia , ò Collegio di Tiobili eretto dal Se-^ 
nato Panno i6i^.e poi commeffo il gouerno di effoalli Signori Riformatori dello Studiodi 
Tadouacon quattro ^ggittniiichefimprefono de primi » e pia rtguwrdcuoli Senatori deUm 
^ V. . .: Qui.^ 



DI DORSODVTCd LIE VL ijp 

Qtmyalteuanoneltimm'delS^ttarDh^Immtt V(fid^ 

twrty & aritmetica» auaranta GemiPbuomini Ciuati à forte neVEcceUentiffimo CoUeghp 
net mòdih e far ma meaefima che s'vfa neU'eflratti&ne detti 7{obiU alla ballotta dfarojfer U 
proaa di Santa Barbara . Veti delti predetti ao. GentìtbHomini neWingreffo in qnejto tm* 

pnmdeueeffer e né minare delU dieci amU%nè magiare detUtredki 9 ne m 
aimoraruif eccedente lii%. anni di età • 

V accademia è mantenuta del tutto 9 effe fot a dal Tnblico» la W^J^a afcende ifftpr-^ 
no à fette mi&a ducati aWanno» de quali ve ne può efier miUe JC EJjibitiQne volontaria » af- 
fignati da particolari > che furono : Gumami Tiepolo affhora Trimicerio di San Marco > ^ 
^efu poi Tatriarca di Fenetidy da Ottauiano Bon grauiffimo t e fapientiffmo Senatore 9 e 
dada Trocttratia di feltra . 

Sofra intenie finalmente in quefto Cotepo vn Soggetto con titolo di Kettore 9 eletto da 
gli Rtformatori» & ^gmnti i fudettiì e poi confermato dal Senato con prouifione di duca^ 
iijoo.altanno sfotto al qualUettore vi fono vnMaefiro di beile lettere 9 tre Ripetitori, 
quattro Seruitori 9 vn Cuoco 9 vn fotto Cuoco 9 & vno Economo # che bà Fincomben^a del 
f^ito. 

San Scbaftianot 

MA ritornando di nuouodVenecia dalla parte di San Bafilio 9 fi Tedequafi per 
fronte ilbelliffimo Tempio dedicato i òzx\ Baftiaaoialtre volte Chieia paroc- 
chiale» reftaurato i tempi noftri cosi dentro come fuori 9 con la faccia d'ecceUente^ 
iimetrìa» & confacrato i anno i ^6%. dal Vefcouo de i Roffi. EUccodi bellezze diuer^ 
fé» & culttfs. per qualiti di cofe nobili & rare • Conciofia che dalla deffara vicino 0z 

E erta per fianco è pofta la palla dipinta dall'eccellentiffimo Titiano » con San Kico* 
>> in rìcchiffiitio altare di colonne & di marmi nobili» per opera di Niccrfò Ctzffa 
Oratore eloquentifs. & de primi Caafidici de nofiri tempi • Et nel corpo dello Alta^ 
re ù leggono Tinfrafcritte parole • 

VijcoUus Crdffus forum frìmum^hutlgàtìonemith 
indeficutus, admir/à fùHuné^fèrtmAt •nmibusfi*^ 
Uàtiés yéd firumiterum rtu€ffiu% himc poftremo 1$^ 
cumiéAornm omnium i &mìftrÌ4rHm qmeum^pbi 
^ pojicris P. M DLXUl 

Nella prima cappella dopo la predetta» la Ntmdata fo di mano di Batcifta ài B<i« 
nifatio da Verona • 

Ndlafeconda»fabricata in memoria deli*antico Nfelio da Cortona Generalo 
della faaceria della Republ. da Melio da Cortona cdebre QiurìTconrolto » & Orato- 
re» la noftra Donna di marmo fu fcolpiu da Ton^afo Lombardo » d imitatione della 
Vergine pofta oeUa Xx)ggetta di Piazza» di mano del Sanfoumo • dalla cui fioiUra^ 
fiicgge. 

H I Meli» 



tgo B B L SESTIERO 

Mello Gonona Vnitierfi Piedìtaens Vtxkóto fcxéméSnh > ac 
fideì mcoiii{»arabilis , Qyi magnis , claFiflimisq. rebus prò 
Wcoen Repub. geftis» Scodra ab obfidione liberata > Profli- 
gatis hoftibus ad Molinellam locum in Bononienlìs agri fi- 
nibus , Corina feu VegKa Infula conferuata, in bellum de- 
mufD Ferrarìenfi forti», ditnicans , tormento bellico iftiK 
occubuit , Melius Conona lurifcont Se Oefariiepotes,aiio 
paterno pofuere. 

Nella^tcrza della famiglia de Garzoni > la palla del CrocififTo fu opera d! Paolo 
Veronefe. Et lui pretfogiaceinfcpolcrodi marmo Archiccecurato dal Saófoiùno 
Liuio Fodacatharo Arciuefcouo di Cipro con quefta infcrittione . 

Lmhs Todachdtarits Qffrms ArtMtpìfiùpHs Letico» 
fim.exTeJlam»to,OhijtAÌVLy.Xiy. KaiFfù» 
y,f,4n»,LXXXl 

■ La CMjpella grande eoa la hiftorìa di San SebalHano da tatti i lati fii dq)inta daJ 
Paolo Yeroneie. il <)uale nel folfitco sfondato> che comprende con m:o>& con pittu- 
re tutto il corpo del Tempio> fece in compartimenti di quadri & di tondi > la Hifto- 
|-ia della Regina Hefter> con tanta forza d'attiicon fi bei panni > & con colerito tanto 
gentile > che fu reputata per cofa ilkiftre > poi che fu fatta nella prima fua giouentii . 
La palla di marmo nella Cappella Grìmana fu fcolpita da Alefiandro 'Vittoria.. • 
il mule vi fece anco la f tatua di marmo di Marc'Antonio Crimani* fotto alla qua» 
ke^fctittp. 



Marco AmonioGrìmaiio Senatori integerrimo > & tam 
eundis MagiAratibus quam ^timis coafiUjs % domi lerisq. 
optimè femper de Repub. merito* ac poft Vincentium & 
Petrnm fratres Procuratoriam dignitatem ampliflimis fuf- 
fragijs adepto* Objjt anno SalutisMDLXV. XI. Martii. 

Vizitann* l'XXXI* AJoyGus & Odauianus filii pientiflìmi 
H. P. M. 

* 

NcOa Sagreftiaili 9. Quadri che la circondano con vaghiiCnui vifta > furono dipi 
ti da i VeroHcf. ^ il S.Moisè fu di lacomo Tintorccto . Nel cui Veftibolo giace Kie^ 
roninio Rag4szuoIa»lcReratohuocno del tempo ftio> & fonuno Lcgifta oeliaRcp. 
il quale fu Cancelliero del Patriarca & vi fi legge • 






ri. 



DIPORSODVRO LIB.VI 3,tfi 

Jtì, Am BgldÌ9 Làura fdtmihus Opt. Arkme taf. 
FUUfmuifi- '•vitd funSiit y Dttria ceaiu^ Cérifi^ 
Egidio, Simphoroféti Itberh dtdàfs. n/.Jibi paJl^.Hi^ 
tonymus %egaz,oU H. M.P.MD XL VIU. 

ViappariTcefìmiltnence la mcmoriadi Domenico Beuilaqua huomo dibontdSe 
dotoìna &igolare> & Secretarìo del CoangUo de ì Dieci . con l'epitaffio. 

Doninìciu Beuilaqua ExcelG Deoemutrum Confilij i $ecre< 
ttt mioimus * Hereduaiq. cioeribus id nouiffioiuai diem yu 
vsast hoc voluìtpoai moaumentum . M D L XXV* 

ADDITIONE. 

£ fiagotart metra la Tauoladi Cbrifio, che fé ni vd in Èhaus cm li dèi Difeefàli Lueot 
9 ClnfatlamrMta con particolare applicatione da Andrea Schiauone . 

tleBacappeUade lMÌni,che è laprimaaUa fìniflranell'entrar in Chieft I appgrifce Ia 
ConuaftondiSan'PA^ fatta àMofaico da, 4rminio zuccata valente Maefim inquefU 
prt^efftone. l 
difopradati 
fiav della Ti 
ehericeuaùb 
La/^KidoiOé 
ftaimomoUii 
fé ia Coronati 
libri, e cartel 
iudiSon^aa 
Cbr^. Tri 
tieatdefcritti 
tue» cani, fer 
Giuda, cIkU 
Saluatorecon 
fcttorio fecei 
Girolamo, tS' 
necanaitriBt 
toVaotOtdom 
fotta oifeQop K^e. 

Paulo Caliario Vcr<uien. Pilori 
NltOrW^mulo^Artisanr^ulo ' ^ 

Su^Otte Htis I Fami viùxuo . 

R 4 Ctt- 



%(f% DEL S E S T I E KQ 

Qinnioi • 

y^Rande 6c bel lix^o è poi» con cotnmodo , 8l largo Conoento » 
V> Maria dcCarinini» nella quale Benedetto Diana fainofo maeftto nella pittura » 
fece la palla con tre Apoftoli dentro» & Lorenzo Lotto vi dipinfe per fiancolatauo- 
la di San Nicolò con San Giouanni Battifta in aria. Vi dipinfe anco Lazaro de Seba> 
ftiani la Mifericordia col DioPadre » che lascia faette con S.Rocc() i guazzo . Vi fi 
ripofa Marc' Antonio Venterò Dottore & Procurator di S.Marco> Senatore integer- 
timo dell'età noAra* & Daniello fuo ^liuolojall'vno è infcritto. 

Màrci Aotonij Venerìj Phil. Opt. Mer. D. Marci Rxìcurteoiis 
oflà. Vixicann. LXXU. menf. ix. OIhjc MDLVI.IV. 
NoiuApriL 

All'altro. 

Daaid Veoerau Mara Antonii Phil. D. Marci Procàratorìa 
Optine meriti filius, fibi & pofieris viueos P. M D L V 11. 
lUld. lan. 

Vi fono parimente le inTegne della famiglia Poiana con la infaittipne ', 

Marino» 9c Dionor» Polani ParentibusOptimis» Francifco 
firatrìcariis. fibi Se pofterisTriphon» Bemardusi & Betaar* 
dinus filli ii)cfti($.pofttere. MDLXVt 

Et qncQe della CafaCiurana alia delira della cappella grande > dotiè in fepdenra 
Ai marmo di diuerìa forma daU'vfo communc» fi ripofa Luca con la ftatn» ai 8iar> 
mo>&vifil^ge. 

LiU£ Cìnrdno SmMm Oft, ^ Amplifi. honortbns 
¥im^^, Tetrm Gffgius tx Smre Nef9s,ftfiitidum 
curéUtit, Deceffit Ann. M T> HI. 

KaJTmcoQtroqudte della fàmìgtia Gueradoue fi legge. 

PETR I GORII OSSA. 

Et vicino aOa porta del Chiofiro apparifce il fepolcro di belfO) & vago difegno > 
petto da Pietro Ciaranovalorofogentilbuoino>&d*animo veramente inuitto > fi 
comcneila^ietrapriBKafi poti vedere per Popere fue» fatte cosià Zara comc> 

altro- 



DI DORSODVXOS UE V:i. i^# 

«krOkè à bebefido della ba patria» ad Andrea CiaranO} con l'infrafcrìtto cfi^ 
cafllo. 

Aodreae Gunno » Qui rèi militari «nnis xx. Strenue operam 
nauando » Mugiam * totamque Iftriain , ab Vonorum im- 
pem feruauit , Turcarum vim in Dalmatia icpreffit , Crew 
ouimcum ezulibusobfidionednxitf ApuIiamàCaefarian» 
reoipenuiit , Atque ideo de Rep. opdmè meriti» anno arra» 
ik ùixLVltL faelidterobiic» Andre» deinde fummas fpel 
Molefoenei» poft nauftagium * morbo fublato » pettus Ciu- 
ramis iUì fflius > buie vero pater pientils» M. H. P. 

M O LXXll. 

ADDITIONE. 

r 

VkìmMaCappMadiSan'PiHrOiyiè la fiatiuiiBronxfi di LorenMLoMrettù Frate 
di qiiì^0rdm€9€€reàiop9iVefcm^diAdriadaGr^^ XIF.LtsgfndùfiinfHatneni^ 
ria fom ad^ effa fta$Ha: 

LaoremiusLaurettus Veneti» Carfflelica> Epifcopus Adriie» 
Santimonia f Sapientia^omnilaudisezcellentia prasclarasì 
Orator» Philofbphusi Theologus fommus, in Concilio Triden* 
dno admirabiW) apud Gregorium xi 1 1 1. Pont. Max. qui 
cuffl Epifcopum fecit, admirabilfs > apud omncs fummis bono- 
ribasdignuséftìmanismultisbonis hoc tempio» & monade- 
rio mSto, poft ann. astatis LXUI. &>ircop. v 1 1 • fna hic oflTa fé- 
pelìri mandanit Obijt t v. Kal. Feb. M. D. lIC 

Fi fmoaltretb^ fUtwres cosìantkbe^ come nu^enit: dette aniicM è U T^atimtidi 
T^ofbro SigBorediptnta da Gioì Battifia Cima da Conegtianot doue ritra/ic S.Elena > tr al- 
tre figufe . Di laeepo Tint^retto èlaTauota della Circjmcifkme s creduta da moki dello 
Scbiaume. Crifiofm Tarme fé fece ne i portelli dell*organo l'^nmmtiata^ e li Santi Eliat 
& Alberto . Andrea Schiauone lattar ò il Coroj cìfera in aere » figurando fotta ad^efio la 
Vergine con Angeli intomo» difMO San Tiettv, e S. Elia* ne gt Angoli li Euaf^elifti, nel-- 
la parte interiores fAnnmtiata, la 7>{afcita del SaUtatore» etAdoration de Magi, e nella 
forte yerfo tAhar Maggior e » il Signor tentato nel deferto ; quando chiamò Tieuo dalla 
Vljuicelìa» e la Samaritana al Vo^o « Di moderno f$ vede di Iacopo Talma nella CappeU 
la MMgiore il miracdo di Chrifto nel fatiar con foco pane fameiicbe Turbe t&in akra 
piccioUtelay la Vergine con Giesà Bambino net femh e k Santi 7iicolò$ Giouamù > e San-* 
taMariua. 

Si fono eretti tre nmm AUarij Pvno della Confraternita deW Abito » ricco per marmi » 
mbie peréfegno^&ornatifimoper figm'e9& altrilmiTi. il fecondai di Sau Ubera- 



%S4( BEL SESTIERO 

Uf ancì/eglidihdla fgrma$ e marmi firn cbH la Tameia H manodi Jludrta Vkàiiìm . ti' 

$erx^ è quello del Cbrifto, flimatiffimo per la fine^^a di marmi > di porfidi > e ferùentmi » 
& in particéUre per due lafltette pofie nelle bafi delle colonne^ flimate gioie . tAlefiandra 
Farotm detto il Tcédoanino fece in gran Quadro vicino àU*^Uar di S. Liberale vn mira^ 
colo di ego Santo, in liberar dalla mérte dueghuani CauaUeri condennati mgiuftamente al 
patibolo » Sopra la porta maggiore v yn srande > e riguardeuele Depofito » eretto al nome 
glorio fo di Iacopo Fofcarini Caualierey e Trocurator di San Marco, [oggetto difomma vir» 
tu, yalatet e prudent^x . Quefto è fatto in doi ordini > il primo Corinto ^ene gtintercolunni 
fono fìnte due porte murate doueflamo intagliati diuerfi Trofèi diba^o riUem ; Verdine 
di [opra è compofito con la fiatua in piedi gr^mde al naturale con mantò$ e baflone daGene^ 
ride collocata nel [patio di mcT;^ in ricco 'picchio > e neUi [patii minori fra le colonne vi 
fono due figure ffgnificanti la Carità 9 e la Speranza . A piedi di effo Bepotito nelU Quari^ 
felli fono intagliate maritime armate > ordinate > efchierate > che dimóftrano tt fupremù 
commando del Mare, ottenuto più d'ima volta dal fuogran merito > e valore * Sotto aU0 
fiat uà in pietra di paragone à caratteri toro fi legge tinfrafcritto Elogio : 

D. a M. 

lacobo Fofcareno D. Marci Procuratori 

Ob ciuilem fapientìam , rei militaris fciendam 

Etmagnam Animi Celfitatem 

Vniuerfus Veaetorucn confèofus in grauioribiis Reip.negotiis 

Prioias femper dctulit partes 
Hioc ad maxifflos Europa? Prindpes legatusmiflus 

Fidei f & Eloquenti» 
Dux ad Ulyrìcos fines tuendo^ ek^ns 

V jgilantitff & fortttudinis 

Bis naridniae daffis I mper acor didus 

prouidi » & excelu animi 

^et« Infttlar praniibr redtus Didator hOxa 

Stadfj,d&£ipienti« 
Seinperi & vbrq. Domi» foris, pace» Bello, Togatus » Armatns 

lufiitiaei prudentiar > pietads , 

Et Virtutum omnium 

Egrc^um exemf^r (efeexibnic 

Tot igitur, tantisq. encomiis clarus Cflum petiit atino 1602. 

Io. Baptlfta FiL D. Marci Procur. adpataaoe 

Gloriasnetom proprias afpiraBs 

Pofieroruffl incitamento P. 

li 



DI DORSODVRO UB.VIi»<ri 

tlC$ro$df€fàmaefcàme%fAChi€fa%fàÌ4Uàtoìf4mioi6^i.^ di Bccenibreù§i 
fteme cm t organai <mde la Chiefa rie f ce pia lucidat e chiara. Officiane i Tairi ti Dimi 9f^ 
ficij al frejente neUa Cappella Maggiore dietro all^^Uare^pofio al meT^rfi di detta cappeU 
la fecondo Pyfo$ e forma moderna 9 f opra il quale ftd vn beUiffimo Tabernacolo dimarmi 
finif e forma fi^gulare . V organo anch*efli è fitnato vicino aUa medefima caùpella » e Co* 
ro. La amfratemitd deU^jlbito parmcluano ha fabricato vn lm>go canto atta Chiefa per 
tiduttione de confrati, e conferuar ini C^rgentariey cere, parature $ & altre cofe . Qntfio 
Inogoéomatodi molte pittnredi mano di jtUSaniroV affari. 

Soccor(b • 

ADDITIONE. 

ToeoMfe^oda i Carmini fopra la fondamenta che difcorre à San KagkeUo i il pio Ino^ 
go del Soccorfh con la fna Chiefa picciola: ma affai bella, con pilaflri Corinti , che reggono 
èa carme, che gira intomo . Tiella Tonala dell^jtltare fecero Carlo , e Gabrielte<alian 
figliuoli di Taolo, la tergine fopra le VQà>i, fotta la anale Jlanno alcune lafcinè Donne, in* 
ginocchiate, che deportano i laro ornamenti aigiaie,& ari. jtltre più lontane flanna à fé* 
dere fótta d portiehi, intente in vari lanari per f uggir l^otio. Fa c(mfecrat a fanno lóoy.da 
LorenT^ Tr esatto yefcono di Chioggia. 7ont. Taolo V. Tapriarca il Cardinal Fendranù^ 
tto$e Doge Leonardo Donato • 

S.Maria della Carità. 

D All'altra parte del Canale , i Giuliani conftruflero la honorabii Chiefa di Santi 
Maria della Carità Tanno 1 1 19. Percioche dfendo prima di cauole attorno ad 
vn capitello d* vna Imagine della Verginei famofa per diuerfi miracoli » Marco Giu- 
liano la fbndòi & indi crefcendo i poco i poco diuenne celebre (ri l'altre della città* 
£t hauendola Papa Innocenzo 1 1. concedila al Priore di Sanu Maria in Porto da^* 
Rauenna . vi furono pofti ad habitare Canonici regolari . Fu poi fatta molto pili Il« 
luftre da Papa Aleflandro III. quando ridratofi à Venetia per la perfecotione di 
Federigo Imper. vi dimorò occultamente & fconofciuto • Percioche non felamentc 
la honorò conia prefenza (ut, ma le diede vna Indulgenza perpetua & fimile i quel* 
la della Chiefa di San Marco > alla quale concorre non pur tutto il popolo di Veoo- 
tia > ma quali di tutta la Prouincia alPintomo , il terzo giorno d'Aprile • In memo- 
ria deUa quale fi le^e fbtto alTarme fua fopra alla porta maeftra» rinfaittmic 
kìfcniaàttt^. 



Alex. Ili Pont. ^ax. Federici i rM prefigge ^ 
has ficras reguldrìum edes prò msmere rocefto ho^ 
ftitdtttdtis ifuxauSio ittdulgentiàrum thefmro ferpe^ 
tuo dicdmt. MCI XXVU. 



Sr 



tas DEL S E s T r E ft O 

Si Iepe> oltre alla predetta mTcnctione rinfirafcricu Bolla dd medefimo P^a^ i 
in qucfia forma > 

ALEXANDER Epifcopus Serunt ScruonimDei» dile- 
aisfilijs Prioria fratribus Sanda? Manie de €haritate»fa« 
lutem & Apoftolicam beoediAionem • Cum prò commodo 
generalis Ecck&x » cuius curam & regimen , liccjC immeriti 
geiimusi vcniflièmusf Domino ducente > Venetias $ ad peti* 
tionem veftram prò noftci officii debito » nonas Aprilis Ec« 
defiam veftracn t innocata Spiritus fan^i gratta , dedicaui* 
mus» & omnibus qui in anniuerfario dedicationis , vel td- 
bus poit eandem Ecdefiam contrito ani mo# deiioco & humi- 
liter vifitaueritf de p^nitentla (ibi iniunda vigìnd diesi con'- 
fifi de mifericordia lefu Chrifti » & beatorum Apoftoloram 
Peni & Pauli meritis duximus indù! gendos. Ne igitur iUud 
indulgentia? quod vifitantibus Ecclefiam veftram annuatiot 
indummus» impofterum à memoria hominum elabaturi re« 
miflionemquam fcdmus audoritate Apoftolica confirma« 
mus^eamq.adperpetuammemoriam futurorum infcriptis 
duzimus redigenda . 
Data Veneti js in Riualto i quarto KaK luoii • 

vi fono diuerfi nobili ornamenti > de quali la palla di San Ciouanni Euangel jftaJ 
dipinu à guazEO fu fatta da Giouan Bellino» 6c lo fcabello di fotto % fu opera di Lau« 
ro Padouano • Et la palla di Noftra donna fu dipinta da Gian Battifta da Coniglia*» 
no fuo allieuo • Titiano vi fece la Nofhra Donna che fale i gradi net Tempio.Nel pri- 
mo chiollro fi veggono due quadri dì bronzo di mezzo riiieuo nel fepolcro di mar* 
mo pofto in aria di Briamonte Capitano illuftre > nell' vno de quali è vna battaglia^ 
|>edeftre> & nell'altro vna i cauaUoi fcolpite da Vittorio Ganmello. Et nella cappel* 
la del sioiel)iero> è vn Chrifto di bronzo di buona mano • 

Vili veggono fimilmente due ftatue de Principi Barbarighi> i quali hauendo le 
(Unze loro nella prefente contrada» voUono e(fer ripofti in quefto uobililfimo Tem«- 
pio • & furonoi Marco Barbarigo» & Agoflrino amendue fratelli» percioche hauendo 
occupato tre volti non forati & congiunti infieme con colonne doppie » vi fono tre 
belle figure in^^iedi di tutto tondo > & nel volto di mezzo è coUocato vn'Altaré » alla 
cuidef&aèfituata laftatua di marmo del Doge inginocchioni > & dalla finiftra^ 
vn'altro Doge fimile al primo . & fotto il primo de volti predetti fotto vn fepolcra 
di manno do^e fi vede aiftefo Marco Doge 72 . che vi0e Tanno 1485. vi fi legge in 
campo d' oro • 

Marci Barbadici Prìndpis offa hic funt.eiufdem redè fadorum 
inter hoounes nunquam interìtura laus • Qiiem cum diu in 

Prin* 



DI DOaSODVRD tlB. VU tsi 

Ptindpatu adoiirari non potuifTént» eundcm pene viuen- 
tein Patrfae iterum reftituerent , Auguftinum fracrem ei fuf- 
fecerunt» debftum virtutìtefiimoaiuai » quod antea inaudi- 
tum , pofteros ad gloriaci femper excitauìt . Prarfuit meo- 
fe$ XX. Vix. Ann. LXXH. M CCCC LXXXVI. 

Sotto all'atcro volto oltra all'Altare in fq>olcro fienile à mezza aria » & di pari la- 
noro» Se bellezza» vi é tìpoAo Agoftino fratello Doge ^3 . che gli foccelTe nel Prìnci- 
caC0)&vifile^e. 

AogufiinusBarbadici». fratriDuci opctmo Incredibili totius 
ciBÌtatiscooiénfu fufièàus Rhetico bello con£^o> Cypro 
Kcq^ > Piradstoco mari fublatis » rebus Italia pefi tmos 
ad Tarum Gallos9 Ferdinandumq iunioreoi in Regnum 
reftitutumcoBp^tki maritimis Àpuli» q>pidis , Impe- 
rìoadiundis > Hetrufco tuniultu (edato» Cremona» A bdua* 
naq. Glarea receptis » Cepbalonia de Tnrcis capta » florén> 
dfs. Reip. ftatu viuens M. H. P. Visic Aan.{L XXXIK prae^ 
ifiut z V. O. XX H JL Obiit M D I. 

Pia oltre la palla di San Cìorgìo di marmo > legata in bellifs. altare ipòn ricche & 
nobili colonne» fu compofidone di Chriftoforo CJobbo Architetto Milaiicfe>per or- 
dine di Giorgio Dragano>ricocdato dal Sabellico nel IO. librodellaj.Deca per huo* 
mo di mare> & dejla cui ^simiglia fu Lui^j Grifalconi Filofofo IHuftre de nollri rem- 

Ei fepolto nel cimiterio di San Giouanni & Paolo . AIlÙQContro apparifce la cappel* 
i di San Saluadore» notabiliflima (ti tutte Paltre della cittì» edificata da Domenico 
di Pietro gioiellicro ricchiffimo » & antiquario » con marmi » con porfidi > & con fer- 
pentini molto alla grande* Il Coro di rare tarile adomato fd fatto da AlefTandro 
Brigaio • 

VI è parimente di notabile» il chioftro con bellei grofle 7 & fpefle colonne compo^ 
fio da Andrea Palladio nobile Architetto. Si ferba in quefto Tempio il corpo di'San* 
toAnianoVefcouod'Aleflandria» che fu discepolo di San Marco* Nel mezzo della 
Chiefa è il fepolcro della famiglia de Roifi di Parma» della quale Pietro fu iGenera- 
le della RepuD. & il Conte Guido l'anno 1490. fu feppellito m quefto facrario »co* 
me nobile v initiano benemerito della Signoria > fi come altroue habbiamo lunga- 
mente trattato • 

A D D I T I O N E. 

£ heUiffima U Tamia di La^^aro rifufcitato dipinta v^amente dal Caualier Leandro 
da Bafjano • Efpongono quefli'Padri in Chiefa nelle maggiori folennitd dell* anno» li tiuanr0 
Enan^tijti di mano del Cokalièr TAerio TinelU . ^Ifktcontro de Depofitide i Dogi Bar- 
bar ijfii inietti vi i i^l/Mi 'Hkotò da^ Tonte Doge 8^. ordinato dal Scamog^ ,4rchitetitQ 

dino- 



953 DEL SESTIERO 

di nomCi U qude è clemUQ ia una con yn fodo baftantutth imef^ano quaUn fiedefiaUi » 
fùpra quali ftanno quattro &ran colonne cannelate di ordine compofito, con contrapHéfin^t 
pilaftrini d cantoy le quali formano tre fpatij . Sopta effe colonne pra per tutto tornamene 
tocche va riffalendo^ enelmei.jp haynfrantifùiciOifottoalquakè yn bello, e ricco ^rcc, 
nel qude pò fa yn largo piedefime » cl)e regge Japra di Je iT'ma di fiaifimo marmo mac^ 
chiato con il ritratto di detto Trtncipe pojlofopra à detta Frnafcolptto in marmo circonda* 
to da alcuni putittii fatto dal celebre Scultore ^leff andrò littoria . jllla deflra > e ftniflra 
delì^^rcù ne gUnterccLunnifono due gran nicchi ne quali ftanno collocate dueftatue i rap^ 
prefentanti due virtù . Mtre flatue jono fedenti f ut frontifpicioad'alto,& altre, che pò* 
fano in piedi a dritto delle due eftreme colonne doue camma yn mez:^ ordine i ti quale fa 
finimento dell^Altezji^ di quejf òpera, la quale èùoi ornata di Vittorie jfeftoni « requadri > 
fentenxjs, & altre cofe Pofte con molta grauità, & decoro. T^el piedeftallofotto allaftatua» 
ò ritratto del Trine ipe e mt agliata lajeguente ihfcrittione : 

Nlcolao de Ponte Prind{>i , qui ad Reipob. adminiftratio» 
nem praeter nobilifs. fcienttarum oraamenta y fingularem 
quo(). fapientiam atq. innocenciam cum attuliflTet) amplifs* 
hoQoribus ac Legationibus apud omnes Enrops Principes 
prxclarifs. ({xnÙ\is, illisq. potifs. daabus , altera ad Tridea- 
tmucn Synodum , altera exa^a iam aitate ad Greg.xii t. 
Pont. Max. Aifcepta opt. de patria meritusad Principatum 
eueAus« Rep. grauifs. sere alieno liberata • Vrbe plurimis 
belli fubfidijs » &pacis ornamentis auda; deceffit memo* 
rabtie Aiis cinibus exemplum • 

M- D. LXXX V. 1 1 1. Kal ScxtrL vixit annos 
L XXXX 1 1 IL in Principatu V 1 1. McnC tv. 
DicXL 

Sopra U capo delle Firtàfi legger 

Esimi» virtutis monumenta ad gloria? fiudia excitanda • 

£ fottoi piedi di effe. 

m 

Vit« currtculam exiguum glori» yeròvìmmenfum l 

llecrpodiqtefiofì^^'PrencipefipùJh in yn fefolor» fattùlipitf^f^i iifiài^' 
«M faragime dpiamterra . . . ' '■ 

E anco fepoùùin^fta Cbiefa L*m^ Moctnìgfh Caualiere»Trùitaratai'iiSMm'to»e 
Capitan Generale da Mar» il Grande» U forte ,il terrer de Turchi » che mvrfe Homo 1^57. 

d t9» ' 



DI DORSODVRO LIRVL iìp 



■ 




^quefio Campione fa per Decreto TubUe^fano fmam^i 
cai Chsefa di San Marco . 

Santa Marta # 

NEll'eftrctno defladttd che guarda verfo Padoaa è il Tempio di Santa Maruu 
habitato da donne Monache fabrìcato gii dalla famiglia de SalaoKMii . Hi (e* 
gno> & recognitione della c]ual cofa> fuole ogni Badcfla fatta di naoao mandar nel 
tuo princ4>io i donare al più vecchio detta caf a vna roTa di feta , 

In quefio fi vede la palla in due nicchi incontro alla porta dalia finiftra» dipinta da 
ISartolomco & da Antonio Viuarini % 

ADDITIONE. 

[yueflaChiefaifiatarifaitamaìcim^ (uepartìprmdpaiuermuéH gl^^kart dimsrr 
ìttifini con raghi ornamenti fecondo fvfo moderno. Di pitture fece Luigi Benfatto la yits 
di éjueftaSmtain dieci Quadretti. Si vede di Leandro da B^ano 9 Cbrifio nella Cafa di 
Al arta, e Maddalena^ Di Matteo Ingoii èia tela conia Vergine ^ che adora U Bambino 
desti. 

S. Maria Maggiore • 

PIÙ oltre Santa Maria Magare di nuouo edifkio»8e hiogo didckme monache» 
ha vna palla notabile di SaaCiouanni BattiCU nel deferto: & fii di mano 
dell' eccellente T{tiano • 

ADDITIONE. 

£ omatiffima quefla Cbiefa dì Titture; poiché oltre alla nobil (fima palla del S.Giouan-^ 
ni di Titiano detta difopradal Sanfouino , vi è anco queìla deWjtUar Maggkfre con tjif- 
[unta della yeifgiuef dipinta dal celebre Taelo Feronefe • 

Li due Quadrompofli in ejfa Cappella,l'vno delli Sponfali della Fcrgine ) taltro di San 
Gioachino fcacciato dal Tempio fono delfamofo Tintoretto . T^W^ttare di cafa Marcel^ 
I09 -vi è ma TauoUf doue appari] ce la F ergine fedente fatto àdvn albero con Santi Giù- 
uanniye Marco» e Senatori delTifteJfa famiglia ritratti in yefti Ducali ginocchioni adoranti 
effa F ergine , con loro figliuoli 9 pittura molto beila^ftimata da intendenti y di Battìjfta dH 
Moro. Del 'Palma è tAnnmoiata ne i lati delt^ltar Maggme^e la Tamia con la Corona^ 
flotte deBa Madonna%neW^ltare deUtAuocatoBallarinoTVUdoration de Magi è ^Do- 
menico Tintoretto • Zf Aliare di Cafa Mocenigo i- andfegUarricebitto di pretto fa paBa » 
operata doBonifacio Fenetiano doue ritrajfe la BJFm Gwiacomempiata ia Santi Tiàtroi 
Francefion/tmlreaìtò^Mena. Et in honore di ctn erefp: quefit^ttaret e detmà caratteri m* 
tagUatiinmarm^.i 

• • Fran- 



ÌT^ D E E 5 E S T I fi R O : 

Francifcò Moeenko Senatori optimo !>• Marci Pròoira^ 
tori Clarifs. Sacellum hoc prius ex cius voluntate à funda- 
mentis extruAo» Fìlij pientìfe. Patri t fibiq. atq. Ha^rcdibus 
arternufn monumentimi pofuere. An« DcMiini M D X^UL 
DicXX.Iulij. 

Moki altri Qiiadn fi veggono appoz^iati alte colonne 9 & attaccati in altri luoghi della 
Chiefayvno de quali è di Giouanni Bellino doue è dipinta noftra Donna. Fn' altro con più 
Simti del Valma Vecchio. Di Iacopo daVonte di B:ifi ano è P^Arca di'Hy$ douè entrane 
per Vn Tonte li quadrupedi di tutte lefpetid e per lafenefira i volatili: opera mirabiliffim$> 
che Viene copiata del continuo daftudiofi della Tittura. Di quefta mano virtuolafono ano^ 
ra le q^ttro Stagioni. Li altri Quadri dell'adultera 1 del Centurione 9 de fi^li di Zebeieù 
peri^qkalidimandaiamadredChrifioladeftrafela fifiiftra nel Regno de Cieli , &ilSaU 
uatore neWOrto foftenuto da vn' .Angelo fono opere ftngulari del celebrati^mo Taolo Ve^ 
ronefe. i^e ivaniaìladeflradieffaChiefa fece .Aleffandro Varotari in vno la Vittoria 
ottenuta da Camothefi in virtù, della vefle dcUa Madonna contro t^ormami C in altri^al^ 
tri miracoli di effa Vergine . liella Cappella di S.Francefco vi è la fepoltura di Lmgji Méh 
lipiero fondatore di quejlo luogà» come fi vede ddtinfcrittioneiChe dice ; ' 



Aloyfio Maripetro» quitemplum hoc Diu« Marias Maiori 
dicatum a?re Aio à ftmdamentis exftruéndum curauit. H. M* 
H. N. S. pwter vxor. M D X XXV IL 

Vno de maffimi benefattori di queflo luogo, è Tomafo Canale Mercante honoratiJJimoM 
éowjia Cittiy che viue al prefente» Uguale fece refiaurare la fepoltura di fuoi .Antenati^ 
piuataneUa Cappella Maggior Ci'Picmo all'altare > fopra alia quale è incifa laquì fot^ 
to infcrittkme : 

Thomas Canalis quondam Amonij fiergomenfis Fih'ut 
Summa<um pictate hoc (ibi» vxori» poQerisq. fuis 
Tumuluminftautarì iuflit. 1 

Anno Domini millefimo fexcentefhno^ Trigefimo quinto 
Die odauo menfis Nouembris / 

Gieruaci • 

* 

SV la mcdcfima fondamenta apparifcc il Tcmpfo de i Giefaati compoflo con af- 
fai bella forma così di dentro, come di fuori . Era per auanti su qnefto fondo vna 
picciola Chiefetta di San Hicronimo, & i frati fi chiamauano allora i poiieri di San- 
ta A^ncfci dalla cui Chiefa fono per poco fpatio difcofto . Ma hauendofi mcflb ma- 
no alla coftruttionc d'effo luogo allora tutto pieno di paludi, & di fqueri , fi fabricò 
nel tempo di Nicolò Marcello Doge 6i. che fu Panno 1473. Il quelle fi] molto aflFct- 

tio- 



DI D O R S D V Kpr tj jp. VT. zjf 

tkMvtto à quflAoiacrariai Se ^morendole) diede loto dìuer/i aiatù Se come prottttxh 
re vi lafciò alla morte Tua tapezzarìe diuerfe» argenti per Altari , & altri ricchi om^ 
menti. Fra quali fono vn Chriflo d'argento d'altezza quafi di vn briccio dimoltsL^ 
bellezza. & 2 .Candelieri di diafpro: fu le quali tutte cofe è fcolpita J'infegna del de^ 
to Doge. A quefto luogo il Beatp Lorenzo Giu(liniano> donò la Tua cocolla^ tenuta^ 
dìi frati come reliquia. Oltre alla anale vi fono delle reliquie di Santo Andrea>di San 
Giouanni Chrifoftomo,& di San Sebaftiano.Di fuori fono collocate j. figure di mar- 
mo, cioè vna Refurrettionc, vn San Hieronimo j 6c vn San Giofeppo . In Chiefa vi è 
vna palla di Cbrifto in Crocei lauorata dal Tintoretto. Vn Dio padre di lacomo Pal- 
ma 11 Vecchio» con vna pietd di ottimo,& intendente maeftro. Furono protettori di 
qiiefti Padri>i Corboli di Fiorenza in quefti tempi, de quali vi giace Francdco fama=* 
u 6c honorata periòna nelle cofe della mercatura • 

A D D I T I O N E. 

V\A Itenjefìet mite òpere à quefli "Padriychefono; in otto quadri^ l'^nnontio à Zatcd-- 

' riaéetla ndfcita diGhumni. La vifita di Santa Eltfabetta . La nafcita del Santo Vrecur^ 

' jwé. Vifte falche predica alle genti. V^ngelot che annuntia à ùajlori la Hafcita del Sai-- 

•iutère. Come viene adorato nel Trefepe da paftori . La yifita de Magi , e la Turificatione 

della tergine. Kaùprefentò ancora la confertnatione della Regola de Giefuati . Dipinfe in 

altre la Tamda col martirio di S.Catterinay & in altra li Beati Giouanni Colombino ifiitu^ 

ter e di quefi^ordincy dr Frmcefce Ficej^delL* ordine ftejfi ambi dot Senefi . T^el Kefett^ 

rio fece alcune Hijloriedcl Fecchio r^;»^»ro . 

Fa mefttione il Strida di vn Benedetto Bramier fepoltò in quefta Chiefa 9 e fiottìo di 
, k affo rUeuo fopra la fepoltwra con la feguente ottaua ; . 

A te gran Rè del Ciel con puro core 
Conlacro lapid degna» e miglior parte 
Come Taltra donai su 1 più bel fiore 
In fcruitio di Carlo al fiero Marte « 
Do alla Patria^ e à gli amici ogni mio honore i 
Nel cui feruftio oprai l ingegno, e l'arte • 
Di giouar ad ogn vn fu il mio diletto • 
Benedetto Bramier da ogn* vn fuidetto • 

, Incuràbili . 

Dieci paffi più oltre (ì troua Io Spedale cosi di huomini come di donne de gli Incu- 
rabili inftituito l'annd 1522. Percioche hauendo per auanti Papa Leone X. de- 



inou^bili in qualunque luogo > ò cheper tempo 1 

S volle 



• 

Volle dieifflmcs&ftietnétii è?ti*iSpdtti>fo(Ibroitiembrìdependcnrì^^pieUoj^^^^ 
Mp^rò alcan^edadttk>'di'dnSpcdà1i<lepM , cdticedetido addetto Ar£hi(pe- 
dm <URofM&f ifbditMttlbrhtòmiiMpi^^ & tem- 

ttorfldi^'fi tenere & in'fùetfe > che fòAo (là^ei concem ^ ttioìti Sommi 'Pontefici i gli 
^edafi'di San Spirito m Sifixtà> di San {àcomointrompoftellft» & di Sdb inii(Sitie Sai* 
ttatwisdiR4omai&cheiGot]erntftt>ri>iminiftrìj & altri della cobftateniita de gli 
S^d^i de gli Inc^abili) liaueflerò yg^alrtibnte & ¥enst*alcttna àifktwt^ > come fé st 
4oro da^ACipio^fi>fn^o ftateconcefici leiftefFe gratie> & t^ufl^Q^ lO^ituali^ tòcn* 
ipàctàì ày^kn^y^ztì conceili da molti !>ònttfid Tuoi antece(fori aSn GOiièYnacòri » Se 
tttfttK^idemfoptti^crfttiiSpedaU^ &diSanìa:comot>tedettd» &Sdb 

loiagìfie Salaiooris . 

Fatto per tanto il luogo di legnai Pietrò€òfttatini diefìd pòi X^efòouo di ftalfò»1i[t 
il primo» che^oifondafle di muro. & non molto dopo» Antonio Centani Caualiero fi- 
gliuolo di Marco» diede princbio allaChiefaouam» fai modello del Sanfouino» & vi 
tucono collocati» l' Altare di S.Orfola di mano delTintoretto » la p^Ula del Chriflbo iti 
Croce-» & vn'altra pallaparicnejfite di Paolo Veranefe^ Lo ^Meivut ^<^4gi# di 
Abbiti Se Cittadini con befie & rèligiofe regole per ia diva.d'^poueri > ^ bottocMa^ 
& hobilifs^ gentildonne & matrone lianno in cuftodia Je^azelleraUe qcialtfTolmdo 
màricarfi» &iiauéndo la vòlta deirantianitd danno loro cento ducAti<per voà > & t$« 
i quelle clie non hanno l'antianità del tènlpo • 

A O D t t %0 N È. 

^ct^i^€f^9ìntaiie$tè'U Sdititi h TMok ctm tJtthtiMbUìx . "QnéUìtdiSXht^ìmi 
è di mano di Gioumni Rot^mer . ^ fiatai fktfo diftuùuo sfondato ton ùrotécmbenU^ 
fegnati compartimemi.'ìlel^Ouato grame di metn^ è dipinto il TaradifOidifeffMto, e prìn* 
cipiato4alTeranday terminatò^pmferUdiM4$0rttydà tffknctfcè M^ci Titt&r f^i* 
tentino . 

'Hetti due ouati minori vìfbhoHUe^iiù^abotefym regijlìitta inS. Matteo al cap.ti. del^ 
le iio^ del figlio del Rè, attenuali dnfrò^l tfàaiatb fenxa pòntrft là ^efle wn^^^iale , 
che fu po$ per commandamento iet^Xi^étìkiBoebn k mM re fiidi ìégàie Helle tenebre ^ e 

J)ene eteme, il che fu PHr^Mmeme efpreffo da Serhm^ Stros:,'s;i iRri^»e littore Genone^ 
e. V altra deltiftepo Èuangelifia al cap.i 5 .deUe-cinàue Feìcgini^ùrudentii e cinque paxjj^g^ 
taf presentata da Alefiamfo rdrcftiiri. Il contbrtiò fa iaUorato aa altro 1?ìttore . 

ET cammando per diritta linea» fl^Kgtie^ Spirito Santo» Tempio habitato 
da priOTache dell'ordine d; $a~u HÌéronimo» focto la regola di Santo Agoftino • 
Il qual Sacrario»e(rendo ne tempi de noftrì maggiori di legno» fu fatto di pietra» non 
vna'vòltafola/madBearTre'pei'fidtirloa\>etfettionfe. Etin'Vntdmpomcdefimo fci 
anco fabricata ia fraterna por fianco dello Spirito Santo, co i tefori delle Indulgenze 
. donate i qùefte dofilAr» da dmerfi Pontefici Rbnfifthi . Alla quale è ptepofto vh Prd^- 
dcnte d'annoln anno fotto titoloni Guardiano»dcl corpo dcptó eieeti & fcclri dtta- 
dini, I quii fìutoodnieiSe o^K^iaxiom^tiigiofe «e esimane . ct^fidìce eheilprhno » 

che 



DI DOR^OfDV aq UB. VI 27J 

che fondàfle la Qiiefa di pietra» fq vqkSaivo V^rd« > qi^Ito afièttionato al predetto 
laogo.EtHieronimodenrioIiauitQÌn parte 4 f^bric^r la i^cqata. Vi fi vede di 
buono» la palla deirAltargrandehittoraea daTitiano , & tenuta con molta cuftodia 



CelefUna PifiaiiiBadeffadel momUero 



ADDITIONE. 



Efmgulare ancora la Valla della vijìfa de M4Ri dj^iiUa i4 Xi^loretto • £ fiate eretto 
tmouamente da TijfedeU yn ricco ^Uareéfininmi marmi^in honore della Madonna^con 
titolo della Salute • Sofra la porta Mi^^lvi^dÌ'i&i^<>fiy^de^ynmaeftofo 9 e ben ordinato 
deputo fabricatoykimamente di i^P^Ml:^^ di tre graniffimite 

freflantiffimi Senatori di Cafa Varut<h con. li lororitrafti^l^ti in marmo > e [otto ad^ejji 
lifeguenti Elogjj: Il fin eminent^t &jìtnato net me^^z^té ausilo di Vado Varuta Canalie* 
re^&'TrociiratordiSan Marcocbm^fer^legaHmhferTretureie'Prefettiirefeperal' 
tri fuf remi maneggitd^itéitMì^'fbejflJImci^ dadm coàdentro» come fuori deUa Città; 
rifplendendo ancora niaggwrmen^^ff^^w^ fT^if^tii^tn^fcritta dalla jua eruditat e fa* 
nutfapennatdiuifainduep^tif^pjpiCipifi^ 44ll!aVHH%l3i^^ continuando fino alt anno 
x%jx. Dice adunque il fuotÀogfOì, 

More in Deùin>oreìnExtetos»i»itiiiéSi calamo In pofteros. 

Nauus» dil^rtus, fidu$> firugi 

Mìlitaris iterum «ris in Archiduds confinijs Praefèdus »- 
Romaeapud Giemcnte«>Vfll.ikiM>a{egatiis ordinem ordine 

Mox Ff|aiÌa»€Uii»adeiiodera 

Tum ad Margaritam Piiàtìitim ÌMmx m tencQtem iter extra : 

Domum an.iEtaiìis....*iMKaliiat^ ^tlemptn» fpolia; tu ne luge 

Sanguine clarns,virtute nifMiiiSiniunereplinNUfeus* atramentocandidus. 

Fimo non Fama exutus ann. Sal.httiii. M u XC Vili, die v i.Decemb. 

UUa i^a èpofii quello di .Andrea TìffKtft^if^ del fuietto Tath »& dice: 

Paùfl 

Natura frater> vittufe Jj^ulàt 

In artatfs ffoire , 

PatrF^s i» qiltus LcnQciìifjs 

Intctpj^hgi C^Hq. tpms 

E penilo hattfta lufliato Òrbe 
.-f. -- $ » Pro- 



^74 DE^i sB s t i E ag 

Pmdenrìa matunis 
Ottomanicum Sydus ad Echioadas 
Fumifertsdefèdum ignibus 
Vel oculonim iafeqoiuiu acie 
Quasftor Vctoass prouìdns 
yitra mindumpraeterordìnem 
' Cepiarumdu^ex ordine 
Pii^tus Bergomi pcaettHr 

Trao^odanìs fiiy DOS 
Audor metandis fedulùs 
Ctmdo milicum agmìni 
y Io Gallia Q£ilptna pratftdiw 

E mortali andem fkto 
Noininis aeternitatem praefecit 
Ann.«ta( LXVIL 

Salhaai. M DC XXIL 
. DieNouemb. ', 

* 

fefftefteUodiUarcoTanttatUlafMtifiratihuefikj^e! 

Marcus Partici , - 

lacIitaPauUfebolcs 

Patrem pacruumq. 

Amuficatus rdferens 

Ve tumtilis aabobus Teftamento : 

Btfibipofitts, cinovq. 

Proximus 
Ita oec ticuUst nec genere 

Dcsencr 

Voits vtroq.maior 
Ni fingati Maximi 
I^ouindaseaienfiis Priacip^ 
Noti circini otio 

Sed itineruai oegotio t 
Cofmogradus 
. . Teto pererrato Orbe 



f m *~ 



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1 •. 



Ad 



D I D^ R S ,0t P y E O : UB. Vii 171 

Regundae Rd 
Artein drdidt poblicse 
.Prafa«tate,hiiiiuuMcate iuxtt 
? Oprìme de oUMUims Qterìtt» 

Stnator OiDfukas ^ 

Goofilóriiis feoior >. 

Fato iuibìs iQC(«fiilM ' 

Nivl(afandiisiioiiKiueàr<S -■ ^ '' 

Ano.ctat»LIII. 

Sai. hun. M J>^ "^m^L-ì^^ X 1 1. lulii . 



>« vf 



Giefiiid. 



« •• 






pvAUa pircc Verfo Dogana fi ttouano i Preti Riformati* detti Gicfuiti * inftituton 
A^ d^vna ottima regolatione alla vita Chriftiana ^ nella quak facendo molto frut^ 
to con la predicatione & con lajconfeflionei fono vtìli molto nella vigna del Signore^ 
La Chiefa loto reftaurata di huoiio in commoda & bella forma» è vifit ^^ di contino* 
no dalla ma^k>r parte deUadtti.^pdejklpmuMdi molti abbellimenti s*è fatta^ 
nobile & chiara fra Taltre. perdo&<rvirono qoattro belliffime palle> Tvna deUa paf- 
tìow di Chrifto dipinu da lacomo Palma. L'alti:4 de gli Apoftoli San Pietro» ScSaa 
Paòkh fatta da lacòmo da Ba(Eino • La terza della Circoncisone di Noftro Signore 1 
di mano di Marco del Moro\ 8i Vvìtìtriz ài San Francefco di Simònéttò da San' Ca- 
fciano • Vi è parimente ilfoffitto molto dcco» & degpo diconfiderationei& fii ope« 
ra di Paolo Veronefe ;- 

Vi fi £ibrica più oltre i qnefto vn beUiflimo tabernacolo per metter su l'aitar prin« 
€fpcriéHieAqu«^eeriporifikorj)b di MoÀro Sign. con intagli cofi fingolari^con tsxh% 
nmccfaena d'oro» & con pitture còsi nobttf» di mano di Paolo predetto > del Palma • 
ar djVranc^eo^da TMhno > che fard cofa veramente degna» non pur deDa fudettjif^ 
Cfaida» ma di quella religiofa Città • 



A D D I T t O N E. 






■ • 

f LicentiatiUGiefuitidiariin^del Senato dalUCindf&damtù 
1606. allivo. di Magno nel Trmipata di Leonardo DouaPo percaufa deWinMdem^ fa, 
^(fldatta quefla ornSylimo-Chiefa^ e Manajkro (ridutoUm ClMjwra)0€r decreto deime^ 
deftìihdSenàtOy Me Monache j che abitoHono 1^1 fola di SSerùolo, & ciofegm Iranno ;6i5#^ 
d 2j.GiimH>3 nel qual^mOitnandate à btimffimékiìora le Tiatte della Signoria d leuar^ 
le; Montonella primaC^bbadeffa con la vieU-deHe Monodìe, il F icario Tatriarcate, & 
vn Canonico di Cafiello . Vlelì^ altra emrò la Triwa con t^ altra metd yillor Confejfore > eJr 
iKijièrj Caww^a; Le impmpmmipiMMaM^mVrocsfigà parvmu TmitedatMét^f^ 

"- ' . 5 3 dalli 



v-»«« 



l-^S D E L SB S T lE R O : '' 

ialli4oro Gouemaiùrh dafaratìMCtUMUriancm'a 9 aariofi iiitidertdnmtii tutti perà 
ncUe froprìe góndole • 

Giame 4 quefto luogo fmontartmo con ordine f entrando in Chiefa proceffhnalmente doue^ 
tal Vicario fudetto intonato il te Deutn>/2 poi feguitato , e cantato tutto dalle medeftme 
èladri à due Cori in canto figurato, il quale terminato^ e dette le Orationi couuenienti ^fu^ 
rono introdotte netta Claufif4f tìr arriuate nel primo Dormitorio ,gli fu fatto dal predetto 
y icario vn dotto, e pio ragionamento dopò il quale, partito con tutti quetti,c}ferémoreco,re^ 
ftomo effe Madri fole,prouifte di tutto quello lipoteua bifognare fino al trafpmo dalle lor 
Maffaritie . E quefla Chiefa dedicata à Soma Maria dell*Humiltd, clfè la Fifitatioue daU 
U MadùnHa,qualeR celebra alU%.diLuglìioi& per^c i beniffimo vj/iciataM piene per 
€iè frequentata dei conttnuadal popolo • 



. ì:. 



Càteckumcni* 

ADDITIONE. 



,■• ^ 



Dietro alla fudetta Chiefa è il luogo de Catecbumeni^doue del continuo fi ricettano T ur-^ 
chi, Mm,,Hebrei , che vengono al lume detta Santa Fede Cattolica » neUa quale fono.i»^ 
firuttitprimadiriceuer il Santo Battefima.Egouernatoqueflo luogo da pij Sigimi, i^puàk 
s^aioprano con tutto lo fpirito in così degtM^ e /anta opera • 



Ogni Santi 






SI ha flit cafo diqitefle Chiefe Ogni Santi di donne Moniche» madi nuouo edi&oo^ 
chiaro per Santo Barbarigo >& per lacomo Duodo • 

ADDITIONE. : 

», 

Ki di notabile quefla Chiefa la TauoladelC^ltar Maggiore t netta quale il v^te^ 
Taolo yeronefe rapprefentò la Gloria de Beati » con la Vergfne netta fommitd CofomUtim 
Dio Vadre, e dal Ftzlimlo . T^ettiportetti dett'Organo fece ancora f^doratione^e Jf0l 
^ i Dottori detta Cbiefa%e fotto alla Cafa, ^Eterno Tadre circondato da Cherubmi Tf^ 
faibettoPMtare fabricato di nuouo di marmi fini con laTauola% che contiene UViftté^ 
ti^ iella Madama, dipinta dalCaualier Carlo Kidotfi • 

Fifono molte altre putute moderne dì diuerf e maniere » pofieneirani di effaCbiefap 



éuttuFecchia, O" mincontro in aUratela il Sepolcro di 
PreMarietamnauyerfoUmeiepmofepokro%degfÈa\ 

TiÌDid . 



uCbrii 



VIcim>alUDo£afiachMire>fittocialaTrinitd:fabricaai^icta& di molta dinc^ 
ckme^la quale facaii(b»<u &in(tioin 

allo- 



UkMdvttSen^W mondo mfefuorato nell'acolito di terra Sjtrita^f fi faceoàM 
fpeffi paffaggivciSorVa.. Per cagione de quali y cfllendo Véneda ccknmoda fola per 
quei paefi iog):ÀiBauoiic cercaua di hauer luogo pric^riainauefta citti pct le €o^ 
loro . & tanto p\ù> quanto che la Repub«. abbracciando ìzmo Santa inteutionetcìoft. 
folo daua ricetto» ma aiuto» & £siuore cpn legni 6c con armi contra gli iitfedcli»adaii- 
gumento della Santa fede di Chrifto • 

A D D I T I O N E. 

Qfefta Chic fa è m pécrte disfatta per occ a flotte della nuoua fabrka di quella della MÒ^ 
doma della Saltae. La Scuola nondimeno^ che fu per la medefima caufageitata à terra » e 
fiata riedificata itti yicitto dotte termina ta Domta^ è pofii in etjd > //' cimine qttadri del Ti$t* 
iorctUh che fotiù la Creatione de pefckqiteUe aegt^nimalii U^xrmatione di Eua , tijiefia 
€0H^damo% chemangiam il Vmo% e la morte violenta di^bel» Quali erano ineffa 
Cbiefa detta Trinitd. ^ 

Santa ThercHa • 

^bplTlONE. 

Vamo K645 • akmte Dotmepie ottener Ikett^a dd Vrincioe idi poter Ji fahricar è Chte- 
fa^e Monafterioper inftituiretardme Carmelitano di Santa Therefta in quefta Otti : onde 
dMero prmcipio allanoro nel luogo douegià ahitauanò li Vadri riformati di S. Buona ren- 
tura% incontro alla Chiefa di S.T{Jcoiò de MendicoU » e comprate alcune Cafe ini vicine $fi 
fimo dilatate in maniera^ che hanno confirutto capaci»e commode abitationi » e dopè hauer 
crdmata » e riordinatM la Chiefa pia rotte » finalmente in jueff ritinta fabricatione del 
1660. t hanno ingrandita in tutte le f ne parti t€r eretti in egaricchiffimiMtari. 

G^Uo detta C affetta Ma^jmre è maeftofo occupando tutta la fauiata, fintato difintf-^ 
pmimarmhconfeicohnm atropo J^Francht%edueV^chidailatidacMocaruid 
t9te%yifomrimefidmerfidiyamitepretiolimarmiiconaltriorn^ Sgurcintaglh 

^attelamfdtuttofattoeonfpejaincredikile. La fmtTauola$dte contiene SantaTberma^ 
fidipintadaTficolòMfiiniero Wttor Fiameugo con élritrattodiCiouanniMoro prefian^ 
infimo Stnatore^benefattotref e protettore di quefie nonetto Hel^iofe. Sono renard enoU 
anco ii due alla fitt^a neWentrarin Chiefa » e fpecialmente il dedicato d Santa Orfola\ 
oompoflo di marmi fopra fini con rimejpf figure^iitagli% & altri lanari di gran filma y lactt 
TattolaèdimanodiFrancefcoRufcbi. 

Vakroè antìfep di marmi quafi fimUi atti fudetti $ & hd omametui fingplari $ confai 
grato tttlaBJ^.delCarmine$qttalc fi yedefyuratanelli 
pone Carmelitanay fatta dalfitdetto JiicolùKeimero • 

Ùalt^itrapaTtealtincontrodiquefioneèterminatoinfdttOydoueapparifu 
Ut f .Angelo MicbieledipitttomoltodUicatamente da frd Mt^mo Cappuccino dayero^ 
ttd. Si andrà di breuedèrgendo altri AUari, fi fora il pammento di marmi. Il fofitto farà 
dipinto con architetture» e figure; sìcheterminate dette cofe^fi potrà annouerare fra Ma^ 
gn^ciTempif della Città. llRufchifudettoba finito vn* altra Tauolacon Santt Franeefoe 
Antonio da 9adona9& altri poftaneUaC(^ttaalh fin^adeUaMt^giore neltAl^ 
rauHwamemepriacMato. 

- S 4 M*. 



»7l D X t SE $ T I E ft 0' 

Madonna delIaSaluce • 






A D D I T I O N E, 

'TerlaTefteieìtannoióio.cbe affliggeuasefpap^UuattittalaCindffeeeròtò USe^ 
nato di edificare m magnifico Temuto Mui Beata P' ergine > e f intitolale S. Maria delta 
Salute: Onde terminato il Utogo^diftrmte Ufdbriche % che im eramhfu dt^.di Marzo del 
i6iiJolennemente(dopò'céÌebratalaMeìfa)dalTrincipe9C0l"Patriarca9 fofia la fri* 
maTictraconqHeftd infcrittipne: 

* 

* 

D. O. M. 

. Diiue M^rise Salutis M^tri 

templi iEdificandi . j 

Ad peftileotiain^eztiiig^uaidaB 

SenatuséxVbto ' 

- Primus hic iiapis eft . ; , 

Anno Domini M DC XXXL n v. MjUtij 

Vrbaoo V JI I. Snrono Ponriiìoe 

Nicolao Concareno Duce 
Ioanne Theupolo Pamarchji. 



\ 



^ titosHaMOcmùéUoneUeMed^cd^OrOid^^rsemo^efdltrùmetalhpihfrefiarM 
fepohein^lfondo»^lU6.p0Ì4iUScttemin'edelmedefittoaMttOffifriM 
àaimtwihncqiaUT^iaMiovnoTmmlimmiCeutoc cento ctn^tmnta 

fàtcTaUffràdirouercéOnarotLanfep&dmèeffMmifd^ 
4ttndii%^&^aUridi io.il ftkUlaHoropfmtocontnttafoUecàim^ 
W^fiincirca.Soprail^mdMtmh^fattoHfuolodiTaMolomdiromre^ 
gati$ e concatenati» s^incomincià d Umorare con fietre% e matta» al^^andofi lagifìan macAi^ 
na netta fmna^ e modello ordinato dalt^drcbitetto; fiche fino d éimfio tempo > ck^fcrim m 
cb*imlpnedeU'annoi660kaffar^comefegne:Trima fiafcenàea éfnqh J{obdTem^ 
pofìtrgrandiffin^ [cannata tàmarmo di Mm 

Ut e gira poi in cinque faccie, arrinando ad vnfpakofbpanimento lafbricato di marmo . Lai^ 
fndiMafaociatai tutta inenfiata di marmo con quattro gran eohnne di oriinecomf^to^e 
fitoipiea^/kdUbtto» quali ctionnecon hafi% e a^teUiyafcendono aitaltts^ di piedi trenta^, 
Tifgf intercolunni vi fono due 7{icciji colonnati per parte, h^noftùra takro dinifi da ima \ 
cornice interrotta» mrnatidifefloni^ altri lauori di diligente intagtiù. Il Portone dimoile 
fatto d volto di ordine Corinto con duefiatue raffrefentanti due SibUUefiefenegU Ungala 
fopra effì voito%fco^ite in tnnrmoéa Franccfco C amoli. Il Cornicione fuferiare èdi ord^ 
me compofito confrontifpitio ,neiafommità del quale vi anderd l'Imitine di Maria Sat^ 
ti^mafcalpitaiuMarmodituno mdo di attex^^a dipiedi otto » eia i lati di efiavifaran^\ 
no quattro Ui^ù in atti riuerenti^& adoranti. U capitelli comporti fonointagtiatid /ìm 
g^ di rouere^C' li Corinti d foglie diOUuo. si veggonodue altre facciatemnori pcftefem 

fianco 



D I ^DORSODV^RO'Cm VL ft^^ 

diuCappeSe, nelìpoH» di mex,-KO vi è vn tiicchio grande, efràit pUalirt due abri minori, 
.sestrofaiaUaChieftilriènelme^o ya£BlMMidk ottangolare di pudi6o.(U diametro, 
'trelmaZadezt>4nzobfoHOptÌtiottopiedeJhaiiUciMdieei,elopraad'egift^ 
co&ineditMttotondoaite piedi treataeonbafi.ecapttrlU'dionUne Compofitoitttt^Uatià 
'fydicdt rouere,tiraidopfrmfalar»tt9ttiajòpra ad'efìe colonne vn comitienecotMofit» 
«K piedi fei, cimfopra à queUoilfiiop^i»dictlomeUe per eaminarui ^intona , & om 
'fiedefUiUperco&ieaniiottofiatiucQr^oadeKtiÀgi'^t^teeafiteUi delie ottoeolan- 
ne^cberegganeUfniettoComieione. 

FrAieJmdetteatueolotuievifMe^rcbi ottoaperttdtptedtdtfnonedi diametro m tuee* 
fofienutt da piU^ dopM di ordineCorinto , e ior capitetit intagliati d fogHedi otim da ee^ 
%brì intt^iatori. Sopra al comiàoae fndettoviiTmaeiejtatiotte in alw^t da detto or~ 
dine eomp^utydifiedttrentaf che fegnita FordineottmtgoUre coafedeeifenefiromÀa qn*- 
UriceueaàmddtttetiimetiittAUmtwda,SofTaàdettaeUuationeeanitnaviealtracor^ 
pieeddentaUradtTomiaiwmitiaie ,Coprep«itiittataftidettaI(ottonaa grandeCi^a* 
fimtatM foptvegadUargbr^ di piedi fett*nta4oidi Diametro, erilenante in dtex.xti 
piedi4inmmt€,f9rata nei majo JUafiiperM di foro circatare di piedi dieoi di diametro 
tn Uue prférKorm (opra vna Lampada atta Piedi trenta-in forma di rocehell», ò reeehet- 
to, ridotta in ottofacciate con otto fiaefitHmi,d^ibHiti per opt'vaa di effe, di doMe coderà 
iUÌaoe,cbeiUiimmeritiittaefpt-Cnpód*dideaaro,laqiiale fardlatarataaJtucelH ,oro,e 
pittKrtfeBenda ai di fimri coperta ^i^re di piombo. Sopra alla Lampada fard fituato vn*~ 
^txoio^altitoìni^BO, coperto di pi<mbo,e qnefto moltogrande per lafna dìfiam.a 

Moma di piala medeftma CupoU vn corridoretthegira lU difmriiper tutta la fu 



^4 piedi otto m cava. Si ftUirica al prefenteitSantmtriOt'òCm^UaM^^giore, quoti di 
fama eirceixreiiu^da imiitto all'aitro piadkortama , e larganella -magpor hr^ÉCT^^ 
piedi quaranta, adornata di belUffma ^rcbaetturaindoi ordini, il frimoCoriato,-ttfecm* 
doComp^itOiófeendendo in alse^XF* Vaato-èla JÉmonàafuéma. 7(<r1h porri nrcolari,vi 
foóofeifivfinniperpartetìoo colmmedi«rdme lonmteCormito.^lmé^^tìtàetta c^ 
feUa è fituato tritare Ifolato, di marmi fini daOtrrara ff'Vifwnum^rmeffi di beltMmi 
Macchie, e bronzi dorati à fmco,cm diottro cohanedeU^ifieJÌ» ntarmoJ>iaMeh0nK di or- 
dine Corinto, quali formi fdo ifoU fu^ di colonne fie- 
di difdotto tvnò ,eiilor< 'on volti /«prd intagliati da 
fit^iUare Scultore a telU di effi volti li fimo èie gran- 
di sAUIe per vno. 1{eU, '-a vaa Cupola fimde a queU 
la della Smonda, mudi idettoifofto UCoro,doue i 
Tadri recitano i Diuini C ■ata^na$9Ìipiliifiri a ardi' 
ne Imci, i primi, tiftct io lucidiffìmo^f^a d detta 
Còro vi è laSa^efitaJ» ■ ventijei, digraa^alrets^, 
fatta à volto eoa Lunett e predetta li anderanno dne 
Campanili vuiti con effafabrica, quali nafceramo dalli copèrti di detta, efupereranno tat- 
teL3;a delle Cupale, ornati anch' ejji di betl^im a architettura . 
fuori ieUa rtsóndafudetta nel piano vi è vn'andito, die gira intorno oiteffajargo piedi 



i8é DEL SESTIE K^ ' 

eoSmiuiltaritUsr^ fiedii9.*corrtfpondenticgn'imadiej}èa^ymnlt9 icUa medejim» 

Deft^barineuiteivimato^nhoratfeitonitdedieatodS,^ntmwdif'PAlUMa,tiabUe 

per iifegno di ordine Corinto , e ricco per marmi i tutti bianehijpmì , efìniffimida Carrara 
con la Tanola di nano dei Caualier ùberi, il ijuak ha fatto difopra le tre petfoue della SS. 
TrinitàjVadre, FiglìMolo, & il Spirito Santo . "piel mev^ figurò it Santa fofhuto da Jlh' 
geli} & à piedi rapprefentò yenetia Maejlo/a in abito di Regina , & in atto fMpplicheuoU . 
Si iranno di brenertaUri emine Jlltari , anch'effi di marmi finit e di forme fingutari , fi 
come faranno anco aipinte te loro Tauole da pia Ecceltenti "Pittori, che vintilo atprefente, 
liei fne^u) delia volta dellà-S^eflia.fmo cotlocaU li tre Quadri del celebre Titiaw^ua- 
li t rano nel foffitto della Cbiefa di S spirito , ciotiilFratricidio di Caino ; Il Danìde con it 
Capo troncato à Golia . Et t sbramo pronto 4 faer^car il figlinolo tfaae . ly intomo fot» 
allaCornice fono accommodatidtri quadri di mano del Saimati, che erano «elR^etorh 
pur di S^ptritOtfri^kaliènotabile laCenadiChrifio congl'^pofiolt . Jlppefo potai pa- 
rete dalla parte defirafi vede il grande , e bellifftme ijuadro delie T^^s^' di Cana Ciàiiea > 
dipinto dal famofo Tintoretto , che per la fna EcceUen^ fu dotto in Stampa da Odoard» 
rialetti8olopiefe,t{nal era nel Refettoriil^ -padri Crociferi. Tutte U predette pitturt 
furono leuate da i Utoghi fudetti di ordine del Senatofdopòfkppreffe queUe due religumi ■) e 
trafportate tiuiuiper ornar quefio mirabil Tempio , fatto fopra il modello del commendm - 
le architetto Baidifiera Lor^heaat che fornita del tutto > cofierd al Vublico intonìo à mn^ 
•Zp milione ^oro. Dal che fi può conefcere quanto sif grande la Tietdia Keligiane , tf-a kx^ 
lo del culto di Dio in qnefia Sercaiffma Kepublica . officiano quefta Chiefa li -Padri f 4Wm- 
fchit à quali fu eoncejìaper Decreto Publtco tanno i6$6. 

Nel fu {crìtto SeRiero fono in fomma XI. Contrade. XI. Chicfe patrochialf. XIII, 
Chiefe di Frati. VIILChiefe di Monache. Voa Fraterna Grande.XX VI. Torri facre. 
VLCorpi Santi.XXVni. Organi.II. Oratori. III. Spedali. X. Piazze. XIX. Palaizi, 
XXVIII. Giardim. V. Statue marmoree. XLIX.Ponci di piecra.XX. Pozzi publichi* 
&XL. Corti. 

Sono parimente neIl>irole circonuicine che fono al numero di XIII. n(Hi connumew 
rando S.Iacomo di Paludo. ne S.FranceTcodal Difcrco. XILChìcTc di Frati J.dÌMo^ 
iuchc.X.CorpiSaatijaU.Torrifàae.&V.Ajttue. V 



DEL- 



iSr 



DELLA VENETIA 

CITTA^ NOBILISSIMA 

Pefcritta da 
M.FRANCESCO SANSOVINO- 

HOR^ U M •? L I ^ T Ut ET UC C HES C IVT U 

D A p. GIVSTINIANO MARTJNIONI 
PriiQo Prete Titolato dì SS. Apoftoli. 

L I B R O S E T T I M O. 

)òIeChÌere>iMoiuacn>s)iOratorìji&^l^dali>ch«di fopns'^ 
sno^fìcrouaQofralepiiinpnonueiScrcÌJgiofe congrceacioni della 
itti> (ci Fracernci chiamale comuoemente Scuole Grandi de i fiatcu- 
tCODciofia che abbracciano gran quantità di pei^onecòR nobili co- 

iecitTadìni&popolari>&ronofottopolle al Con%lÌo de Dieci . In 

iocofereIigiorc>percioche qualìconiein Academia ò Scuole publì- 

die vi fi imparano *& eflercjcanol'operatìomCbriOiane d beneficio deiranime de 

fitttiAi così rootdj come viui*& iUuuri&digraflbeneficio per ipouerìd gloria di 

Scuola deUa Carica . 

LA prìnia die foOè Inftkaìu fh Sanu Maria della Caiìtd» & fi cominciò ran.iitfo. 
d;^hLecniardo> fii rocca/ione della Vergine miracolofa per la quale fii edifi- 
cata b Cariti . & da quella tane l'altre cinque fnefero la forma loro > cofi nel modo 
ddla fabrìca come del goucmo . CcHiciofia che in ogn'raa fi crea del corpo.de citta- 
énà per vn'annoi vn Guardiano, al quale fi di titolo di grande, rìfpetto alla cura fua 
di tante pcrfoge* 8c riTpetto anco all'altro Guardiano > ch'i focto di lui chiamato da 
Matùoo . VaVicaho con akri officiali^ Se miniftii) & li dodici della Gìuiuairofiicio 
■ A ■ - 4, 




aa* DELLE FRATERNE 

taiK>fìatloix>^&qQcflifcmailnfiri]oditutcó ìlgouerno. Il Guardiana Graiide col 
Vicariervanno veftkr nell^ foienaiffima fefHuiti dei Corpo di Chriftos Tmo di coler 
cremeiinaeon le maniche aJli E>ucale^& Taltrodi panno pauonazzoi comito »4o- 
me rappceCentanti io quefia patte À Dominio t & per l'ordinario fi corner inlUttito 
orocedenteab: andqooi fi honora il Guardianacon titolò di M s^ifico • Creile ifci 
§cuoIei maritano ogni anoa fenza alcuaidubbia più dà i $00. doazelle con rentritc 
de i ìafci de i tcflamenti . 

DìTpenfiitoitdiJlmeiite cafc^d^arì» ff rinc^mantellit 8c alt^cofe Ì0i 
notabd fomma d'orcN perci^ehe àgeiynxdisffc Fraterne ha di kendia int< 
qpe ò fd niila ducati di (bbili ficdìpoderi ^t tutti i predefcti <»kian 9 mA' 
come dell'altre fraterne» (i creano co modi mede(imi>che fa quefta • Et nel veto ap- 
portano grande ornamento^ & giouamento infieme all' vnàierfale . Pércidche oltre 
che fqpò.copioiaineate fornita dfat^eodidi paramenti! di fecrofante reUowe i & di 
altre cofe appartenenti al culto di Dio >rapprefentano anco vn certo moao di go- 
uemo ciuilei nel quale i cittadtni^uafi in propria Reppb. hanno i gradi Se gli honori 
fecondo i meriti > & le qualit^loro • Hanno etiandio diuerfe bellezze i cosi di fabri- 
cbe y come di pitture & d'altro • Perciocke ÙTqciefta delia Carica edificataf|fre(t> M 
canal grande & per frontedella Chiefa delta Cariti) grande & otpace a laftanzà 
con bellaSald Se albergo > vi foiK> gli Apoftoli fattid guazzo maKiori del natorale » 
da lacomcllo dal Fiore» che nSè l'annoi 14 ^S* ^^ n^l'Albengo la noftra Donna di- 
pinta anco eiHEd guazzo 5 fu opera di Antonio Viuàrìno da Murano'. Vifìvcdc^ 
criandio il ritratto del Cardinal Beifarione » il quale veftjto ésk fratello di Scuola > h^l 
qufuipreflb il cappello da Cardinale. Quello huomo Angolare nelle dottrine 9 ha«^ 
iiendo fatto dono al Senato della fua Libreria» fi a>me s^è detto altroue» fii parimen- 
te cortefe i quella Scuola» di vn quadretco» nel qaale fono dipinti allVfanza greca ia 
Capitoli» i mifterij della Paflione di Chrifto>con le paiole greche del Vangelo pofte 
di tetto . Vi fi vede etiàddio vtrquadreap con vna tjedadi Chrilo li maeiti fatta à 

Sazzo da Andrea Bellino • Di fotto nel primo piano , U leggono in tef^na^iaflM 
Uafuaedificatioiie>&deUardhMiatfoiieilnfrafctttteparde. :f!c 

idipcduerum MCCL X» Succefiorcs fverò reJlMra* /* 
mrwtt MÙLXyL 

é 

£t dall' altra parte > - 

Dtmmhmytuettm , 7(elfii99i , Legiy Jufiìéktùn»' 
firuat T^mfuk, Chéritàtè > Am^t , Tittàtt /Man • 
MDLXVL 



S' ' 



AD- 



^ 



ò SCHdÈtTQJlANDI LIR VII. z$$- 

: A J>'P I T I O N E. 



. . f t j 



■ S«U0 al ritrafto det prcdett^CardìMlBefiarme fono intagliate in marmo le feguen- 
tiv^het eioèi 

SiqaandO) Fratres, ocolas huc adieceritfs , BeflTarionis Car- 
dìnalrsmemorìam pie colere ne grauemini » qui maiorum 
vedrcMium in Ce taivoiam» atq. obferuantiam grate repucans» 
LJgaoCnicisSan£dffi»»,reruatorisChrifti Tunica» mul- 
ìSsq» pr«t;erea religiofiffimis > ac pretiofiffimis muneribus fé 
ipfqm priuans , ijs Sacrarium hoc vefirum > & vetudate i & . 
'r\ $aD^'aiQBÌ4apttd omnes daruai) viaeos perpetuò deco- 



Tteffrfcettder alta feda difopra in faccia delle due f cale i4Jhno due infcrìttimt quel- 
UattédhitUidicei 

Quid prodeft tioinint, fi charitate hotbinem non alit ? Cha- 
lìcas enim à 0eo defcendit : fi charitatem in pauperes babe* 
blmus* fedenin ccelo anlmabus noftris lucrabimur • 

MDLXVI. 

' l'attrad man manca: 

M CCCXXXX nil. adi 1 2. de Auril. 



• * « 



- 1 



-f.! 



Qyefia pofefiòn fòcom^nzada al homxrde loaltiflimo Dìo, e 

. de la io* dolce Mare»beadffimaMadonna S. Maria de la. Ca- 

ritade>'e |Ser E^n , e honor , di tutti i noftri Frari de la Scuola 

: deli batudi, e fò complida del mefe de Zcneri e tutu la 
. pofe^ fò comenzada * e complida in tempo di meSacx 

f]' Mattio Wktoì del Ssmto Vidal , Vardiam de la ditta Scuola , 
ècon tutti li foi compagni fò complida > e roborada» e col 
facto de Santa Maria > e de le borie de li boni omini de la 
Scuola fò pagada. 

Scuoia di San Giouanni Euangelifta # 

T\Dtto ta Cantd fu cominciatol'anno i2^i«IaScueladiS. Giouanni Euangelifta:| 

Jb^'if CUI ridottola prima volta fi fece alla Chiefa di S, Aponale .Indi i poco tem- 

>K».fi pò 



*84 I> ^LtlE FU A IBR^MD UDZ C 



-> 



Eo Ottennero dalla &migliaBadaaraterKn(>^ddue ^^11^ Tanno 1^07. Pai« 

ergo> & k) ediiicaron molto nobilmente • Ec cominciata^ la fabrica Panno ij^S. 
focto^ Principato d'Andrea Dttndok>9 fifitàl^amio i^ojf.édn^ di'NfSirBO> ht» U 
Guardianato di lacomo Tartaro . 

II Salone di quefta fabrica è lungo ^4. piedi & largo 24. & ha la Tua falita per fian- 
co con belli^na fea^ ioiifata poé da qudia di ^^ M^fcor^ . I^'oNUricdf): Musano è 
come quelig della Coxiti^ Et è ricca di prouenti di cafe ^ Se di podi^d, pc;rip rmritar 
delle fanciulle) !f per gif altri bifogni . Anzi quefta haùipiìì dell'^altre vnp firalordi- 
n^io detto (accth che ogni donzelfa figliuola de' frateltrdf Scuolarcherbgtia é mo- 
nacare» ò nurkarfi por i£*ett3 Io ricrrckìiitalfa fraMniè^efienck) pelò di bSlfii lortu* 
nai riceue di^ci diKati per fuo foaegne . 

Ma molto la rende illuftre & chiara la Croce mkaodoCadel S^u^tiiSuuq Ij^gpo do- 
ue fu morto Chrifto, che i fratelli conferQano con molta vQneratÌQneJa<iuàte ^tmo^ 
fa per diuerftnMtaeoli» le diede reptitationeSegrancteaia . l^apm^ r^. rn f^ippo 
Mafferi Caualiero» & gran Cancelliero del Regno di Gierufalem y hauutab^iaidono 
da Pietro Tomafo Patriarca di Coftantinopoh la diede à quello Sacrario . Et por- 
tandola ì fratelli in cima al peaneHo % auenaf fra4iiier(c akM «ofeiiàritte diqàenA-* 
Santidìina Croce>che andando la Scuola d San Lorenzo nella Feftitik^{uA>te oéti^i 
potendo paflarfì fui ponte per la fola delle brigata vfciu del pennello» cadde in ac- 
<}ua> ma ftatuioelk fiHpeCa iaada fopra all'acqua^ Andxca Vendramioo Guardiano 
in quel tempo, hebbegratia di poterla toccare & ricuperare. . 

Auenne parimente iS. Lio vn'al tra marauiglia jwrvn fratefto di Scuola pdto di- 
noto d^eflfa Croce, che ncUaoiorrefiiai» non potè eéfer portatftal Au» hmaMrS, co- 
me attefta vna parte del Configlio de X« fattai Vmw i yj^ gli 1 1 • di M ^^io ia^ 
D^ateria de predetti due miracoli memorandi . Vi fono medefimamente pitture di- 
uerfe, della hiftoria del tedamento vecchio>& nuouo, con la P4flionc di ChjriAcH. QQa 

J>unto Volgari, & la feconda parte di quefta opera fu di mano di lacomo BelIino,cfte 
éce anco la feconda parte della Natiuitd . Nqli'^lbe^o 6 y^l^o^ dipinte le hifto^ 
rie de i miracoli della predetta Croce, di buona mano,8c dimuern maeftri.Concio- 
fia che la prima tela à man d^ftra ia di benedetto Diana • Xjl feconda di Gì^a Belli- 
no, ameMiie ledatiflinFn^ èc famofi maeftrìw La tersa «(^Gionanm de Manfueth^& la^ 
cela alla. finiOra dcH'^Altarc* eli Vittorio ScsrpsiQm IvKKrmdiTara ccceUenya • L'al- 
tra alHooontro fa di GiouanaiMarifcako» £t qlfxe alI'Altai^r» A^prìq;)?» tela daliaL^ 
fini Ara, Hi dipinta da Lazajro Sebaftiani« l^z feconda da Genu'l KetUna» 9c ut terza da 
Giouanni àc Manftieti. La palla deH'attare ià opera di lacomo B;?Hino • Nel fecondo 
aJbergodidientray ilfoflkto fu ^utodal tempre metnorandoTkiaiio • Et tiuella fac- 
ciata dalla finiftea purtc^^ode^ m qwilro di IlQC£;^T^e(<Q % # Une». ^HN^eoza j & 
belleziu che è ftbiaXQdx cnolto prc»o. Vi fonoetiandio diuar(f rf^iquie >j6^ le qua* 
Kfinota vna gamba diS.MartjnQ^&la tefta di S. Angelina,. Ndla^ facciata all'incon- 
tro del Tribunale, d^sue feggono' i Gouemanti, fi comema tu TabemacolQ ài opera 
Tedcfca di radici di perle» con la hifloria della Paflione di noftco-Stgaom Ìa figure^ 

Siccoledi baffo rilieuo, di grandezza tutta la machina di poco più d'vn braccio» ma 
ief(roifitavaghczza»&divaloredimQlti,8crnoItidiucatiji 4(%dono fatto aBa^ 
Scuola» di Limo Podàchatavo ArciUeftouo di Cipri ftatellodi effil Scuola . Della^ 
<|Qak fii fatto medefimamente fratello l'aooo 157^ JFU^pq U,6.è dj Sp^na^]^;^ 
àaoè)tlaoPigUuQ)0:tDoaGiouiUwd'AuIUàa&^^ cfelRè FQippo^ukgQ <l(i$: 

fnat^ 



O se VOLI GRANDI L!R VII 28^/ 

tcimOrmttMèmé^ptoShi t)tteÌUK!q»b.ItoMko Colpo Doca di Nictt; 
KioGordo Scellei Grati Vtiof d'Vùgiuiz h làcomo ÌSceUti foo feicdk> Coamienilacor 
di temralem» Va'alcM Riccardo %elld lupme del primo Riccardo » Felke Nkto di 
CuTniaa mpoce dell'Oratore • Odoardo^ran Barone ad R^nod'lfig^tltorrsitfc 
Oiriftoforo Sak^ar creato del detto R^ tikiìdo aUora Gaardiano» Bernardino de i 
Na&Vicarto>GioiiaiiaaFtgoliiio>Gtiardiatio da tnatttnOf Ortaoiano Zecco Dotto- 
re» &Scr mano GìoiiaiMiidft Pace • Sono anco feaellj di <)aefto ridotto » i Frati Mino* 
«f la icitiOiìe(a^ per Rmcb. Stài qui è» che la Ooofteiuca ài laaaro » ^pmdo^ tao- 
ihraìl £ftn^ miraooMo al))opolo^ t Fr<ti fanao inteodei^ alta Fn^^MfOome à Ì9^ 
te fratelli >^e'vtngiiiiiOdió(icadO'i ondala comparendo pmcelfioMlmeMe alU 
Ghiera» & traas^icalì tcttùh cappella nu^giocc^gode delia deootioie del predec 
co faaguc coa^eniato ne Fxarì ». 

ADDITIONE. 

rfhréUièel eap^ éa tteaptrt^U fnm^SigiMone yjbì il carneo bianco > fhffra a ^nule trail 
<i0kUkTt t4mf.^ìim>^<:4irom • Afcrt9 il fecondo ne ìrfti il toBaUù rofio con U Canatiere » 
che haucagtm fpaia alta mano . aperto il tetm ne yfcìMca^ktSo nero con il CauaUere^ 
che banca la Stadera » UpertoU qnarto ne vfcì updUiiocon la Morte, che auerratvccide» 
e debella Topolif Regi^ imperadori » Monaribifer Upotcfii dattali [opra le quattro parti 
della terra. 

La feconda >^ìone è la regnata nel cap.y. done appari fcono li eletti » fignati daU^jtn^ 
jfdOi 4CCÌÒ non yjenghino motefiatif ne tràna^ati da empij ; doi dnodeci mUla per d^fcbst^ 
onnaTribà He Iffrael % La ter%a è delcap^p^ done slacciati i quattro angeli $ che fiaunno 
confinati neWEtfrate» e raccotto da loro Tngr^tnde^ terribile Ejfercito^ yecidonoia ìeri^ 
jpartedegt^buemtni. La quarta è queUadeUaP'ersme 'Pepita dt Stde^ cormata di iodici 
Stelle^ con la Luna /òtto d piedi dejfcrictanelcap.i2. con ill>rag(me€tc. In ciéfcbeéun de 
Quadri rtè S^Gionanni in atto diuriuere le predette rifioni » 

JnàkrogTM Quadro, dipinto iaSMioVeranda^èroPffrefet^ tfr 

ZnangeUfid^ùofio nella Caldaia dioglio boUentecon mola per/onaggi a$fienei^ e matiigd^ 
dÌ9 cht in dmcifi modi mantengono^a fuoco. 

bomemco Tintoretto andf^li formò in4lcuni Quadri dinerfe attiom de gli JfpoflMè 
n^e^uaUinteruiene il medej^o Santo tratte da gli attiioro • 
] ■ . 

Scuola deUaMìfericor^lìàC 

ll^r£l SeOìero di Caiurdo fitontiene la Scuola > Se ff^^ 



dadaella de Mercatanti ab antiquo ^ddla^jtiale Csiccin- 
filo mendoiie di fopra£uieHanao di S•^darìa dello horto « Lo, ùbdca veccia è ri- 
«Suardcuole molto: petdoche la Sala è lunga fc larga quanto altra the fia ndlaCitti» 
con beUoi & honoraco a&ergò • 

Con tutto quello l'anno 1 5 34. poco più ò meno » efTendo Guardian Grande Fran- 
cdcoFelettoeOcelkntif$. Oratore <cCaufidico> diede principio d m^altn^ Scuola 
nuooaper ^nco della yeccUa>ful modello dilacomo Samouìno : de fi £ibrkò;coa^ 



$&j i:^ t^iiLE^Kktmcì^'W 



yv 



MtdUflKnafpe&. LaqifideperqMHtddifofidamehta^gn)<(^ 
per bcHcizadi oompofitura, e la più notabile & la mèglio iritcfa,pct giudirio dt i pé' 
riti in qucfta profeffionei che fi troui nella citti . Mabcn fi crede chcnon fi habbia^ 
<Ia reder cofi toftp il fuo fine» (e non fi dcftafle petóuentur a qualche fpirito nobilc-# > 
che fliman^lo veramente lo honore & la gloria della fna patria , jprocutaffc quando^ 
che fiafdi mandarla inanzi più che fi può . Uà la fabrica vecchia (opra il portone la.* 
ftatua di noftra Donna di marmo» con bell'aria^belle mani, & co^ pan^i molto bcnj» 
intefi, ^ fu fcolpita da Bartolomeo» che fece il Portone di Palazzo. Scd^lpi fimilmen- 
te le figure che fono nel frontifpitiod'eflà Scuola, fornita copiofameoco di argenta- 
. ricdi vafi^di reliquie , & d'altri ame fi ncceflarijà tanto ridotto. Nel quale tiene il 
. volgoxhe fi riduca la maggior parte de i cittadini originari) > & che permeila i tkà^ 
certo modo preceda all'altre per qucfto conto . . , . . , 

A D D ITI a N E. 

LaStatiMdincftrADowiMheerafopraUTartooedelUfiérita Vettì^à^tme é^e il 

^^SxmfouinodifopraffUcoUocataalprefente fopraU porta é^ fabrita nmuaféme hamr 
no tra/portato ogn' altro ornamento , che fi ritrouana indetta* JcuolOi ve uhia^y bt 
eejja d Teffitori di panni di feta . . : 



s 



Scuola di San Marco . 

1 ha parimente vn*altra Scuola Grande , fotto tìtolo di San Marcò > fituira vicina 
alla Chiefa di San Giouanni Se Paolo, notabile per edificiò,per numero di perRy- 
ne, per entrata,& per ogni altra qualità di cofe eccellenti • Nd principio fi riduceuj- 
no a Santa Croce m Luprio: ma riceuuto Tanno i4!?8, vn fondo da i Irati di S, Gio- 
uanni & Paolo, a partirono di colà nel giorno della fertiuitd di S. Marco i con folcn- 
niifima procefiione. Auenne poi che Tanno 1 48 5 • arfe Talbergo , onde fi rifece Tedi- 
■ ficio l'anno 14^0. in quella torma che fi vede nora, cioè ampio > con capaciflinia Sa- 
la & connumerata fra le principali , & vi fi monta per due fcale commode & ricche % 
&difottolofpatioèconfimileiquel!odifopra. La faccia di fuori é tutta incro^ 
dilata di marmi finiflimi. con aflai bella ftnittura . Le figure di marmo pofte fopra la 
porta nel frontifpitio , Scriaiperate dall'incendio , fiirono fcolpite dal fónradettO 
Bartolomeo • I due quadri di mezzo rilieuo pofii da ilati del portone^ con due mira- 
coli di San Marco fono di Tullio Lombardo. NelTcntrar della Scuola, il Chrifto fat- 
to i guazzo nello horto, fu opera di Giorgio Schiaiione allicuo dello Squarcione • I 
quadri nella Sala co i miracoli del Santo, di lacomo Tintoretto . & Gentfl Bellino vi 
dipinfe il quadro I nel quale San Marco predica a gli infedeh pofioin faccia deU*4I- 
bergo. & Giouanni de Manfueti, il quadro doue San Marco guarifce vn calzolaio • Il 
quadroalladefiradoue è efprefia quella fortuna memorabile per la quale S.Gior- 
,, gio; San Marco,& San Nicolò, vfciti, come dicono Tantiche fcritture , dalle Chiefo 
K)ro, faluarono la Città , fu di mano di lacomo Palma , altri dicono di Paris Bor- 
done. 

Vi fu anco cominciata Tarca di Noè da Bartolomeo Montagna , fu h quale Bene- 
detto Diana diede principio à vna fantafia che non fu finita da lui per Tincetidio . Il 

mar- 



O SCMOtB OiiANDI LIB. VII 287 

gìiSiftSriolB San Marcofu di Vittorio Bellmìano . Sono in qnefto ridotto in gran co- 
pia tìoàìckzt di tutte quelle cofe che fi conuengono i honorata congregatiòne • Ne 
^ttmipaflati ri in rubato vno anello di San Marco y che (i conferuaua con molta^ 
ycammncy il quale fa con altri argenti disfatto^ & venduto dal mal fattore a cValla 

i«e^foc>pectOi ne riceoè il debito fupplicio Se caftigo . 

• 

L A D I> I T I O N E. 

^Li iMréC^ii San Marco rapprefèntati ddt Tintorettù, n^lli (Quadri della Sa la, accen^ 
tkttiéi jopradalSa94<fiùnoiJ^ da MalamoccOye 

HnfiicodaTorceUoMercMtif^enciianifChtottenero in Mefiandria da Sacerdoti Greci 
Hmfodieffb Santo. 

Bone t^Eccelknfe Vittore formò in Imgo Torticate w va^iffimo ordine di fepolcrìai'^ 
TMiinfroJbettika. 

tid fniki pèfhHfMdefim corpo in cosi marauigtiofo fcorcio , chi da tutte te part^ 
fegne CoccìMoy cheto mira • Fi dipinfe anco vn'iniemoniato con moti > & agitationi motto 
froPriCi^fkttHrali . ì^el fecondo >edefi portar il corpo del Santo alla T^ue da mercan- 
ti fndetti$ e per la jragranxa % che fi fparfe netU Città , fi accorgerono li Ukfiandrini del 
jantohcrtoi onde ^pf citi per impedirlo^ (i lena vn così pr ocello fo tempo > che hehbcrò agio li 
fiffjmmcrcantidiconaur il SantoCorpo faina alla T^of . 'hjd terzo dimojìrò come il 
Sm^ Enoi^etiflaliberalfeyn Saracino 3 che fé n'andaua con altri infedeli in rna liane 
wr^ Jtle^dria: ma lenatéfi fiera tempefla di mare > e rotta la detta t^ane > // Saracino 
fitdettoimiocòcon fidncidgramleilnomediSan Marco% dal quale fi riportato miracolo- 
famlenteìieUo fchifo one erano f aliti i Mercanti f^enetiani per if campo > e così fi fottraffe 
dal perizio del mare $ e della morte . I^el quarto poflo in tefta alla Sala dalla parte del 
CampOidipinfeconftraordinmaapplicatione quel miracolo del Santo nel liberar il feruo 
divnS^nordiTroHenMi il quale venuto pennato àyenetiaàvifitare il Corùo di San 
Marco emiro Hyriere del fiso Signore $ e ritornato àcafay il padrone ordinò à firn min-- 
firi y che in pena della trafff^one 9 li cauaffero gl'occhi : Onde pronti alCeffecutione > fi 
rnppero par miracolo tutti gfifirumentifen?^ poter oberar ct^a alcuna d danno dei pk- 
tìente : implicò perciò bordine il maluaggio Signore % che li fodero fpei^xMe le gambe > e 

»}$catii piedi; ma fi ruppero parimente i martelli 9 e mannaie 9 ftcbrU dinoto femore^ 
Uefo fràUrottm'edeiegm^edefannfappàrendog^ Marcoinaereà Imrarioda 
tormmti. 

F€oe il valorofo Tintohttio m<dti pcrfttutggi con biz^^wri vefhtii intentid yn tanto mira* 
coloi & vn minijlro mqftra i rotti fbrumenti al Signore » il quale fiede in alto fiordito per 
itamo atmemmfu^^ Domenico Timoretto figliuolo ddfudetto figurò ì?i^pari$ione del San-- 
io neUaCbiefa Ducale con mdtiritratti de cottati. EtdaiùttdeW,MtMrt fectla tras* 
lattonedelCorpodi^Saatodyenetia$conlinwacolioccorfiperyia^h. 

X 

Scuola di San Rocco • 

^?Naf^ta fratctna fa eretta da certi huomini di rehgiofa vita , in quel tempo % 
^ dieu corpo di San Rocco portato di Germania à Veneda 9 & npofto in S.Giu- 

1 Uano 



iSS DELLE ^RATEHNB 



« f 



litiio la prìmi volta» la liberò da Ttia acetbtfitma pefte> gii 90. anni fono* (^dli pcP 
f^^^Hpftimil ridotto loro a San Rocco» & Santa Margarita ; maottenuto poi da i Frati Mi- « 
non&ir^byttm> vacuo^ vi edificarono la Chicta & la Scuola» intitolata i San Rocco • * 
Fecero^^ijpo la faccia della loro fraterna tutta inaoftata di aobiliffimi nsarmi » - 
& ricca di ornamenti» con incredibil fpefa . Alla qual cofa fare gli aiutò grandraieo^; 
te» molti anni fono l'Imagine di Chriuo dipinta eia Titiano » la quale facendo diuerii 
miracoli» fu frequentata con amplidlmc limo/ine & doni» non {xir da tutta Venetia» 
ma anco dalle circonuicine atti . Accreiiciuta poi per i tempi calamitofi del morbe 
(il quale ha fpeflfo dato moleftia à quefte parti ) di limofine » di lafci » & d'altri vrili , 
& vini prouenti » diuenne finalmente la pm ricca fraterna di tutte l'altre • L'edificio 
nobilifumo» per ftruttura»& con belliifime & ardficiofe leale > è fommameate arric- 
chito di pitture notande . percioche vi fono nell'albergo diuerfi quadri . Neil' vno de 
quali è la hiftoria di Chrifto quan do orò^ello horto» nell'altro» quando fu coodotco 
auanti d Pilato> nel terzo quando fu croc^fiflo nel monte Cakarìo > & nel quarto la^ 
(uapaifiooe» col fòffitto compartito in diuerfeinuentioni» tutto di mano di laoo» 
mo Tintoretto» fratello » &prouifionato della detta Scuola ò fraterna . aka qpiale ha 
voluto con cortefe animo dimoftrare quanto egli foffe amoreuole & grato con l'in- 
duftria del fuo eccellente artificio . Et quefta fraterna è parimente fònuta éA pcctiif* 
iima ibnuna di cofe condecenti al culto diuino » & di ^rofla quantità ài danari che fi 
difpenfa i fua gloria. Et pare^che nelle procefiioni di tutto ranno » ella ia pompale 
in numero di perfone» preceda all'altre ^& Ipetialmente nel Giouedt Santo-» dl^elkL0 
vanno a San Marco à venerare il Sangue miracolofo • Percioche il popolo concoD- 
re i tanto fpettacolo per veder quella particolarmente » conciofia » che in quella^ 
notte vi caminano in próceflione gran numero dibattati con marauigliofa diuotio^ 
ne • dal quale vfo» anco l'altre fìraterne hanno introdotto ilmedefimo gii pochi aa*«. 
ni fonò .. 

ADDiriONE. 

Oltre aWu^lbtrgùfitdenòiiìpinfe Ameiefim Tintcretto il foffitto della Sala Mederei 
f gufando in rari compartimenti di e fp>TStwrit del Feccbio Teftamento » come Isti^gref- 
ficne di jtdamoi & Em ^ Mosè che percnate il f(^ » e riefce t'acéjMa . Gimut vomHatù 
dalla Balena. Ilferpente di Brom^^ Il facr^io di ^braamo. Il cader (klU Manna. Et 
il Sacralo deli^AgnelOi conaUnne yifiottinegli angoli • In dieci gran Quadri nel giro dr 
effkSalarfèce la Vjfcita del S^Uuatare^ UBéUtefimonel Gmdano » la fua Bfifurrettiane » 
L'OrationneWHoìt^^LaCenacongliUPoftoU.IlmiracolodicinaueTani^ e dueTeftà^ 
H Cieco nato . Vjtfcefa di Chrifio al €ieto M LaugmdùTifattata alla THfcina. E finalmen^^ 
te fijleffo Chr^ tentato^ nel deferto . 

Tiapprefentò-neWjtìMreVUpparitiùnedi San tSKco a^alcuni languenti rcom il ritrattò 
del CaxdinalBrittanicoyil quale feffuaodaL Santo in tempO' di Te^T ritenne imùrefja la 
Croce nella frontexrefiando perciò illefo dal male . Orna anco il detto Vittore di jue opere 
U Sala terrena^ vedendoli in altrigjranQuadriUf^ergine annunciata ^ LKAdùratvmdt 
Magi. Lnfle/ia ì^erpnei che fugge in Egitto . Laftrage de g[ Innocenti^. La Circoncifumc 
del Saluatore ..Et t^fjuntadeha tergine .r 

La maggior parte di quefte "Pitture fono pofte in iftampa da diuerfi per la loro rarità > e 
heUe^;^ venendo anco eopiate del continuo da Vittori così Italianiycome Oltramontam ^ 

a 

SOKK 



O S e Voti GIL A>?j6iLlBÌ VII; i9Ì^ 

V---, 

Scùo la di StU'Theodorò • 

Intima delle fraterne Grandi >eleatca nel tempo no(lro>, è quella di^SaiTTheo-^ 
> doro • la qualceflendo primapicciolaf & fatta da i Mdìrciarì » crefciuta di huo- 
mini faoilcofi : fu finalmente dall'Eccelfo Configlio de Dieci annoueràta la Sefta &à 

fatoe. 

Fondata adunque fecondo l'ordine delle precedenti » & co medefimi officiali af 
gòuemo filo» fi poTero Ticino allaChiefadi San Saluadore» nella quale giace il car« 

C>di San Theodoro>&compmtouivn fondo Ticominciarono i fabricar il ridotto 
ro • Ec ancora che ella non habbia rendita alcuna (labile » & fia fondata folamen* 
tcsttlibocfede firatelli: non è punto inferiore all'altre nelle cofe appartenenti al 
debào loro > anzi nelle procefidtii fiirede molto ben fornita diameu di granfa- 
Iuta . Oltie à dò difpenfa amplifiime limoftne » marita donz elle » 8c diflr&uifce al- 
tcecofc à poueri in abbondansa» con molta lode de fsoi firatelli , i quali infernoratj 
afiff operedi cantii foftcngooocon tanto fplendore^ carico iti. tanta importantia. 



. t 



A.D D r T I O N E. 

Dice UStringMfCbc il primo ^cke^Hefii Confrati dccompa^ajferù al fepéUrù dopò U 
mttmnù ài qsufta Scuola » fofc M^c'j(ruonio Micbiek prefiantiffimo Senatore » Vadre 
già di Luigia che al fuo tempo era Sauio di terra Ferma . 

Queffa fabrìca è digii urminata^ mi^pme al difaari > & ultimamente fi è fatta lafac-^ 
ciata tuttéfdi Tietra yiua Ifiriana in doi ordinii il primo Ionico» quel difo^ oom^fito con 
moUii e TMght ornamenti. Sopra al frontifpitio fono fituate cinque nMU figmremtaglMt 
in marmo di tutto tondo» la principale è di San Theodoro» t altre di angeli • CtuefU faccia* 
ta è fiata fatta per legato lafciatoii dal gid laeooo Gatti Mercante in f^enetiaUlqual mor^ 
fi tanno i óagJi 1 6. Febraro» e lafciò per diuerfi ledati pijt&d particolari intomo a cin^ 

Sjuecento mula ducati» come fi vede daWefiratto detfiéo Teflamentofiampaio, ftAito 4où^ 
afua maiale . Ver quefia facciata lafciò trenta milla ducati » come lafciò anco Per queM 
della Chieja di San Sduatore altri feffanta milla» 4 per far quella deUa Cbiefa aeWHofpim 
tolde Mendicanti altri trenta milla. Ulle quali fi darà principio di hreue » effendoftìior^ 
m^i fatti i modelli da Giofeppe Sardi Jtrchitetto, e dòtto principio diauorar i marmi. 7^e^ 
Viei;j;p della fudettdfaceiaiOi in i^nformitd di qmnto habbiamo detto ,fid firitto : 

D. O. M. 

Diuoquoq. . 
Martyri Th«odoro 
Nota lacobi 
• ~ Galli Magnificentù 

RcHdo Actc 



inaimoreoroauic« 

f " T t Saio- 



Scuola della PafSone * 



"i^ 






Qyid à ìmitatioQe drqucAe grandi» ma non però nel numetodelle fei j.qiiaiicut|Z 
. que non putito minore perxjuantità di (rateili) s'è leuata in quefVanni vn*alcnt 
Scuola chiamata delta Paflione^nudiuerfa di habiti& difegnali. Quefti (ireffio^ 
r«» vna vptea l'anno in proceffione > cioè la notte del GioileiU Santo qnando fi noft» 
all'acre àrappm# il faneue miracolofo • II ridotto loro fa alla prima in ^an Giuliano ^ 
ma poi fu traportaco a i Frari • Gli offitiali di quella difpenuno Umofine i mwàm» 
don2ellCf& fanno come l'altre . 

Le Domeniche di Quareiima vifìtano la Chieta di San Pietro à tmitatione dello 
fei grandi» & crefcendo tuttauia in perfone & in diuotione > (i icrede die col tempo 
haiK>ia i riufcir cofa importante • Alle predette Scuole s'aggiugne vn numero iacre^ 
dibile di Soiole ò fraterne dette picciole collocate in diuerie Cbtefe . percioche o^ 
arteC& l'arti ci fono in gran copia) ha la fua Scuola gosemaea dal Callaldo aatwale 
con la banca» & regolata dalle deliberationi fatte da loro fecondo i bifogni ddl^arti t . 
le quali tutte fono fottopofle alla Giuftitia Vecchia. Dalk quali fraterne ò fcoole 
pia:iole in tempo di guerra > (i trahe quantità di huomini -per armare > fecondo \z^ 
qualità d'effe fcuole . Et ogni fcuola ha in ogni Chiefa il fuo altare . & molte di loco 
maritano donzelle» difpenfanò limofine» & fanno co(i fatte altre opere pie* • 

Oltre d dò vi fono le fcuole del Sacramento in ogni Chiefa appartate da quefle 
dell'arti» le quali hanno cura folamente all'Altare del Corpo di Nu&gnore^enend(rfa 
in punto di paramenti» di luminari» & d'altre cofe bifogneuoli à cofa tale • Et queftet 
dopò il giorno fòlenne del Corpus Domini» nel quale la Signorìa fa folenniffima pro^ 
ceffione» fiumo ogni anno la Domenica» fecondo la rottaloro la proceffione per la^ 
detta feflniiti • * 

Ora tutti i (oprz namti luoghi facrì » cofi di Chiefe come di ogni altro Sacrario 
edificato in quella Citii» è impoffibil cofa à narrare > quali ricchezze habbiano^^in^ 
quanta copia per amminiftrar ^It offici che s'appartengono à fuaDiuina MaefUV 
uhM che tutte le Chiefe» per picciola che fi fia> hanno il campanile » l'orgaho» & la^ 
piazza ò per fiancoò dinanzi. & c^i piazza ha il fuo pozzo publico » di modoi che fé 
tu diftendeffi in circuito tutti gli (pati j vacui di quefta Città » vedrcfti fadlmcnte vn 
larghiffimo campo per èdificarnivn'altra gran Città appreflb. Et tuttauia noi fap« 
piamo » che molte Cittadelle prindpali in Italia & polle In terra ferma » doue non 
mancaua loro il terreno» hanno à pena vna piazza publicà • 

Sonoparimente in tutte le Chiefe» Sacerdoti fecondo la conuenienza del luogo » i 
quaU affiduamente attendono akarìco loro. Et tutte le cere che fi confumano dal 
clero per qual fi voglia occafione» fono biaochiffime come neue » 6c le gialle non fo- 
no in conto alcuno* Apprefib quefto «ogni Chiefa ha qualche prouento » chi più» chi 
neno» & i Piouani d'efle fonocreati ^a dttadini & popolari » che pofiì^ono (labili 
ielle contrade» per via di fufiragij Se approbati & confermati dal Patriarca • In fom* 
la la qualità delle ricchezze & del gouerno loro è di cofi fatta maniera > che ogfd 
;hiefa di Venetia può dirficonc^ ragione vn picciolo Vefcouadp/. • 



AD- 



Ì>1 DORSODVRO LIB.VI. ipt 

'' "à D D I T I O N E. 

S ffodaia quefio ridutto cm lafìta Chiefa, ò Oratorio nel campo de Trtrtt fu pà Cétifìt^ 
natfédl fuocot e rifatto l'amoi^ fi'}, come fi ie^eneiriafcrittioHe pofla jbprala ports, 
€ht dice: 

~ Ràcs has olìm incendio abfumptas, gratuito piorum hominum 
«re reficieqdas^wariuc loanoes Baptifla à Bella» huios Coo- 
fraternitatìs Cuftùs maior, Io: Serenellius Vicarias * Io: Beltrar 
miu5cuftosBiinór«&lotArcheiÌu$Scrìbaviucum alìjs Col- 
lc^s.AaaoMOXCIII. 



T 3 DEL- 



ìi>i 



DELLA VENETI A 

CITTA NOBILISSIMA 

Defcritta da 
M- FRANCESCO SANSOVINO- 

HORU UWPLl^TU, ST UC C RES C I VTU 

D A D. GIV-STlNtANO MARTINIONI 
Primo Prete Titolato di SS. Apofioli. 

LIB.RO OTTAVO. 

che habbiamo defcritto i badanza la Cini per via diSeftierì * quan- 
) alle Chiefe & luoghi pi) * confacract al culto di Dio ■ ornate rìcca- 
lente&copiofedi tutte quelle cofcchefipotfonò chiedere à bocca_j 
ppartenenci i così fatta materia, paderemo hora A i luoghi publìchi» 
: non facri* & primieramente C\ fauellera della Piazza publica con tut- 
iaceniii come parte principale & di molta importanza . 

riazzadi San Marco. 

QVcfta adunque diciamo , ch'è pofta da quella parte che riguarda fra S.Giorgio 
Maggiore K San Giouannt della Giudeccsi qua/ì nel mezzo arco del Canal 
grande > cominciando l'arco dalla punta ai Santo Antonio >& dillenden- 
doli jìno d Rialto . Ella é Tpatiofa » & larga ■ Si bella quanto altra Piazza del mondo 

come 



FVBtlCHE XIB. Via x^$ 

comeatidftiilPedra]x:atKl4.dcltefu€femUt^ Fur^mlf^ 

dH$ in fla$$a ilio, cm nefch m terrarum orbis panm habeat» Se tatù copectt & dri^iar 
ta di mattoni» ò pietre cotte» per opera di Rtniero Zeno [>oge 44. & d'Antonio ve- 
nkrol^^etfi*cnelafecefinjrcrannoi38i«òfe€ondoaltri 1^94* La Aia iituatione 
compartita in qaattro auadrì» & coi^iunta iniieme >fi riduce m va corpo fola > for* 
mando invn tempo meacfihio quattro Piaxze • Percioche fé fi rì^iarda bene » il Pa«* 
lasuK) ha due Piazze al feruitio fitt> > T^ia perfronte fui canal grande » & iViltta per 
Bmco di rincontro alla libraria» quadrata ogni Tua & con la (uà giufta largheaza^ « 
lAQite£s^San>dbccohalafuachendifteiKleiinaa &SanBaflb 

ha (imilmente la fuàper fianco della Chiefa di San Marco dal iato della Canonica. 
Ma mi(urando(i la più lunga» ch'è quella di San Marco» ella è di 470. Scpiù piedi » & 
di larghezza iM« 9cfm. Srdallocolome fino aHa Torre lielie hore ò io (fiatio di 500. 
piedi . 

Ora dandofi principio dallaparte ch'è volta verfo la torre » fi vede vna banda di 
cafe tutte vjguak dr ^dsza Se dt lunghezza» che corre fino aH'eftremo della piazza^ > 
con la faccut vguale di fimmetria» pofta fu pilaftrì » Se colonne di finiiBma pietra^ 
Jftriana» in tre fuoli» tanto vaga & ricca i vedere che nulla più : & quefte fi chiama- 
no cafe nuoue della Procurarla» rìfpetto aite vecdiie che fono ali*tncontro » Se furono 
fincate fui modello di Maftro Bono Protho di San Majrco • Si legge che Scbaftiano 
Ziani Doge j S« edificala pi^eisza^con va corridore per lo quale «'andana attorno da 
tutti i lati» & del quale ne apparifce ancora qualche vefligio » & tutte quefte fabriche 
furono lafciate alla Chiefa di San Marco dal detto Ziani » con buona parte della mer- 
ceria • Dalla parte del canal grande fono le cafe de Procuratori > il cm obligo è di ha« 
bitarui per riipetto della Chiefa » della quale quelli de Supra hanno il gouerno » & la 
cura» & anco per molte altre occorrenze delta Repub. ettendo effi i primi huomini 
della Citti. * , 

Di rincontro alla Chiefa» s'ergono in aria tre flili ò furti chiamati volgarmente-» 
i^ndardi» fitti (ubafe ò balauiln di bronzo» fcolpiti à figure di mezzo rUieuo»! quali 
ftendardi fignificano franchigia > & lit>ertd dipendente da Dio » Se folo »& non da^ 
Principe alcuno . Si dice che rapprefcntano anco i tre Regni» di Venetia» di Cipri» Se 
di Candia . Ciie gli vltimi foffero Regni è noto ad ogn* vno > ou che Venetia fia no 
minato Regno» lo habbiamo dimortrato ampiamente più inanzi. Altre volte lo rteo-. 
dardo di mezzo pollo nel tenipo di Paolo Barbo Procuratore» che fu Tanno 1 5 o i • fu* 
folo. Vi furono poi aggiunti gli altri due nel ouarcoanfio dei Prindpe Leonardo 
Loredano» fi cos^c fi legge da pie • Sopra i predetti ftili , fi mettono per le felle fo- 
lenni » tre gran rtendarcu d'oro > & di feta ai gran valuta » rifatti focto Hieronimo 
Idioti Do^> Tanno is59. 

ADDITIONE. 

tfora tfttefta Tfaz.^ apparifce pia larga » pia fpatiofa » e più amata di queOo fojle ne 
tempi amati; poiché^ gettate a terra le cafe Fecchie de Vrocnratori , d* altri Edificif an* 
tìchif ehe l^òccupoHonopfi è terminata lafttperba > e ricca fabrica deUe Trocuratic nuoue : 
onde da m lato ha per tittta la fua lur^heiz»^ la fabrica defcritta di [opra dal Sanfouinoj 
che principia daUa torre delle H^e » e corre fino aWefiremo della Via^:^ » chiamata da 
M cafe wtone de9a Vrocuratia^ e daHP altro la nnouijprna fitéetta » che principia al Cam-- 
> . " T 4 panile^ 



2>4 DELLE V RATER»B 

Pattitele fidìftendfpnretiaìmeaftaoaltyiHmopii^ 

ftemirabiUfabriàìefChiudononelmer^UCbicfa diS.GeminiaHo'>ch'i da m capo di 
effa Tiasmt yerfo affrico Tonente, di rincontro d quella d$ S. Marco , cVè yerfo gre^o £c- 
Mante . Dice il Stri^a^he lafudetta Tias^xA svi al prefente lunga piedi 5 a<x f Uórga tfkU ' 
i8o. La fua forma è Quadrangolare > non molto dal Sole, ne da venti impetuofi ofefa^ e - 
fpecialmeute al prefente per ralte:^a delle predette Hobili fabricfìt : Che tifò fé tamrn 
diffe di tei U Tetrarca, quamotmtato di f^va dal SoMfmno^ fé U inde fieaJ^^ 
mai-auMeper la fua beile^j e per la fua magjnificeuxA . // mede fimo S^it^ nel 4i^ 
fcorfo & i ftendardi regiflraìinfmttimincifetteiBalaufbi di OwH^^ accemtate anc^ 
dal Sanfouino$ quali dicono : ^ 

Principe optifflo Leonardo Lauredano Duce Veneti 
anno IV« Marco Antonio Mauroceno Equ.NicoIao 
Triuifano» Paolo BarboEccIeiueSanAi Marcì Pr»; 
curat. 



< -*> 



E à b^ in è pefto il nome deU^.^rteficet leggendofi : 

Opus Alesrandri Leopardi An. Domini M D V. Meo* 
Aug. 

Li flendardi fkronorinouati ancora Iranno 1600. fotto il Doge Marin Crimani riccln 
di feta ,& Ojro . 

Campanile di San Marco* 

PEr fianco vérfo il Canale» è la notabil fabrìca del Campanile 9 TCrdoche oltra af^ 
l'altezza è fondaco marauigliofameate fotterra > & tirato aifopracon mura* 
glia>& con architettura (labile & foda . Le Tue fondamenta furono gettate nel tem- 
po di Pietro Tribuno Doge i^.fanno 888. L'anno poi 1 148. R cominciò i tirar la^ 
muraglia di fopra fotto il l>oge Domenico Morefìno • E fu ordinato che fofTe com- 
imme al Palazzo» & alla Chiefa» feruendo neN'occorrenze aH'vno > & all'altro luogo » 
L*anno 1329. fii rinouato per opera di vno Architetto chiamato il Montagnana • Et 
Vanno 1^00. arfenellacreatione di Michele Stenoper le fede dei popolo fatte in^ 
tempo di notte co i fuochi. Et l'anno X4i7.jpercoÌloda vna faetca cdefte > fu la cimz 
ch'era di legno » abbruciò fino fui viuo del (affo » onde fu poi rifatto di pietra nelfa^ 
forma che n vede al prefente > & dorato nobilmente fino allo etlremo della fua pun- 
ta. Con tutto ciò l'anno 14JP0. s'abbruciò pervn'alcra faettache meffi: anco fuoco 
nel Campanile de Frarì • 

Finita la fabrìca auuemie vn miracolo non punto volgare • Percioche cadendo vn* 
operario dalla Già cima » raccommandatofi di cuore i San Marco > s'appiccò con le 
mani in cadendo i vna traue che fporgeua in fuori cjuafi à mezzo campanile > & fo*- 
AtmendoG fortemente» reftò fofpefo in aria> onde atucandofi con funiifi calò in terra 
fenz'alcun male . Gira da pie per ogni verfo i62.piedi.è alto fino al primo fuolo 16^ 
piedi* & di quindi all' Angelo 152. li quale Angelo pollo in cinu ranno i5i7«èaitoi 

16. 



PVBLICHE LIB. Vllf. t^f 

t&f l^iedi bfto di l^tìo>& coperto tutto di rame dorato ia atto di d$x la ben'edftcio{ 
àe < Il qo^poftofopravn perno dì ferro» fi volge attorno fecondo» che fofiìaiio t 
vcptì > non altramente che fi faceua la ftatua pofta fopra vn*alti(Iiina torre d' Athe* 
OCtil^ial girando moflrana la qualità de venti > come ricorda Vìtruuio . Dal piano 
ddle campane fino al fojffitto doue eUe ftanno appefe > la fabrica è fatta in volto con 
«offe & alte colonne di marmo . Di fopra corre vn pc^giuolo di fuori di colonne di 
bronzo» alto quanto vno huomo » per lo quale fi camina commodamente attorno à 
tutte le faccie. Ne i quadroni» dal poggiuolo in sii>doue il campanile comincia à pie- 

Ì;arìi in piramide» fono fcolpjti Leoni di martno di notabil grandezza* Di dentro ha 
e muraglie doppie» & quella di fuori è grofla 5 • piedi » & i volti delle fcalc che vanno 
all'altrp muro di dentro fono di larghezza di é. piedi» le quali montano fenza fcali* 
ni » & ad ogni ramo di fcala doue fi volta » fi trona vn patto con la fineftra che dà lu- 
me. Scuopre con l'altezza fua iton pur le lagune & la terra ferma» ma quando è buon 
tem(>o» & fereno»i nauiganti che fi partono d'Iftria lo veggono per lo fpatio di cen« 
to miglia lontano • 

Hi la cuftodia di q^uefla nuchina» vn cittadino ben nato»po(loui dal Dominio con 
£Uario di i <o. ducati l'anno » il quale vi tiene huomini pagati » che fuonano per leg« 
gè 1413. alle hore ordinate & commefie loro»& non altramente • 

ADDITIONE. 

. Si reie bordi quefta marau^iiofa fabricd in Ifola; poiché fin tanno 1 59 1 ^furono gettcù 
te à terra le cafe Veuhie de Trocurator'h che erano attaccate à lui » & fi gode da terra fi^ 
no alla cima di tutte quattro le Cue facciate . Dice il Stringa » che il miracolo raccontato 
a fopra dal Sanfouino^ sij repffrato in rn libroy conferuato nella Sagreftia di San Marco > 
dotte è fcritto di quefto particolare : 

Dam confumanda? Procera^Turris Campanaria? , iuxta Ec« 
clefian SanAi Marci in altum ereéte» quidam operarius 
operamdaret» eiusq. vertice pcrficiendas dìHgentius infer- 
uiret; delapfus exterius, in pra^eps fbrebatun Sicq. ad ima 
defcendendo , inter ipfa pra^cipitia votum vouit Deo » & 6. 
Marco femanfurum perpetuò in feruitio S. Marci» fi eum de 
inftanti perìculo liberarec . Cumq. cadens base firmiter prò- 
mififlfet, tigno cuidam iquod extra eandem turrim fub eius 
medio prominebat ipfi turri propter operam exteriorem in- 
iun^umt finealiquacorporis la^fioneadfaaefit» ibiq.tandiù 
abfq. labore fé tenuit » donec fune fubmiflb » incolumis in 
terram veniret. Promifliionem autem > & votum quod kct- 
rat» deuotè impleuit: & afiiduè in Sandi operibus laborans» 
falttberdmè diem claufit extremum • 

n 



2^ DEL'tE FHATERMB : 

Iìw$^efimùStriM4riferifceUnkmerodeUeCamfhmi9Ìn(^ vetigtùm^ 

fonéUe% dkendot che fimo quattro* e tutte di ottimo fitono . Che la minore è chiamata Trot^ * 
tiera% UT anco Campana dopò 'hjona. La fecondale detta me^a tem^ • V altra 'Hona • E 
fvltima% eh* è la maniere è nominata U Maratona . Che con la Marangma à l)ore %^ne 
^mi feriali fi [nona l*^ue Maria. Con La Me%f,a terz.a9fi dafegno* quando è yn*hora di 
notte . Con la i^ona > optando è yn*bora , e me^^ di notte . Et con là Marangona quando 
fono fonate le due hore . Et che tutti quefti fegni durano per il fpatio di vn quarto- iC- 

Che con la Marangona fida fegnoquandoè mèx.T^ notte. Con éa men^ terx.a nello 
fpuntar deW^lhaftjuona il Mattutino, nel qual tempo fi apre ogni giorno la Chiefa di San 
Marco. Fn*hora dopò fonato il Mattuthuhfifuona la Mar arcana per darfegno $ che lena 
il Sole* e di là d me^^P^^ fifuona per altre tanto fpatio la Campana di mex^ terxA ; ^ 
yn*hora dopo baflata quelky con la marangona fifuona TerzA^ con la T^ona quando è mr^ 
^ dì; e nù:^hord dopò fi fuona la Trottiera saetta communemente > la campana dietro 
'ì^ona, la quale dura me^hora continua ; & vrtbora dopò , con la campana detta "Ugna 
fuonano f^efpero. Lefefle però% cosi di precetto > come di confuetudine , e di Val<£(zj> non fi ^ 
fmnai ne fi dafegno del leuar del Sole > non di mezxa terza > ne la campana diètro ì{pna ; 
Ogni mercordì ftfuonadoppioyicino aU*bora di me:(^<i terz.% , e ciò per antico yfo ifotén^. 
do fi in tal tempo far da tutti i Canonici » e Clero dCsan Marco vna Trocefiione attorno la 
Chiefa . . 

In ogni prima Domenica di Me fé fi fuonano dòidoppij l'vno , poco dopò r altro > e V*^fli 
per le duevroceffioni j che fi fanno ; La orima col portar il Santtffjimo Sacramento deffu^i" ^ 
rare dmoftrar aprigionieri interuenenaoki in quejia tutto U Capitolo dei Canonici . Lafe- 
inonda fi fd attorno la Chiefa, cantandofi le Litanie • 

7{ella Quadra^efima, nette Figlie commandate i & nelli quattro Temùori delHanno » 
immediate dopò ter z^a^ fi fuona la Trottiera per il fpatio d*vn^^ue Maria, cheddfegno del 
digiuno . // jabbato SantOy all*hora di mezj^ tet^a > fuonano per poco fpatio di tempo tre 
campane rna alla roitaxftgnificando quefti tre fuoni le t re Marie% che andarono per tempo 
al Monumento del Signor e , come narrano gli Euangelifti ycheperà fono dette lo tre Cam^ 
pane delle tre Marie . Quando è Configlio ìa nuttina, tafera auanti> dopo t^jtue Maria ifi 
fuona la Trottiera per lo fpatio di vn quinto ihora >e ta mattina al teuar del Sole ton la 
Campana Marangma fifuonamnuotie botti tantodtftanti l'vno daW altroché durano tutti 
nuoue il fpatio di vn' bora i dopò ì quali fi fuona per mezXhora continua la Trottiera 9 H 
quale cefiata^ tutta la l^biltà yd in Configlio>}uonandofipoi f abito il botto di terza . 

Quando fi fd il ConfigSo il dopò definaret fi fuona dopo terza la Trottkra^ e pofcia i botti», 
conti reftoy comefopra ìtMCon più bremtà • 

Se viene condannato alcuno a Mortis^^ifuona per mez,x.\horacontintui m^abra Campai 
na, affai più piccioli delle predette quattroychiamata la Renghiera .. 

Suonafi anco og ni voltai che difccnde il Trencipe con la Signoria in CbieffTy e doppio con: 
tutte le Campane. Ilfimile vien fatto > &^ con moltidoppii due giorni innati , e nel dì me^ 
de fimo dell^ quanrajUemitd di San Marcoi eie: nella principe di ^Hlc; neir appari- 
tione delfuo Corpo dxi.di Giugno^ "Hella Confecratione della fua C hiefa d^di Ottobre ^ 
E nella Traslatione il di vltimodì Gennaio . Facendo fi parimente il mede fimo nella folen^ 
nitd dell*^Jbenfiene. T^^fW*! morto de Tapififiionano nuoue doppij al giorno per tre di con- 
unni . Facendofi il fimile nella morte de A^« "H!^ mmtc de Tatrùtrebi fuonano feirol^ 
te quando fono morti 9 & altre fei quando vengono fepolti . T^ella morte del Trimocerio^ 

fuor: 



P V B L I e H E LIF. V^llt. 4p7 

fitónano trefegni per voUaj ilfmilefifà de Ficarifi de Canonici diSan Marco % t de Vro^ 
curatori. Così anco de jlmbafciatori de Trencipi^ e de Capitani Generali da Terra. "ì^elU 
Crcatione de Tonteficififuonano per tre giorni continui nuoue rotte ilgiornOf apùicciandofi 
om [era in Campanile 200. lumiere , facendofì l^ifteffo anco nella Crcatione de Dogi . Si 
juona^Hando alcun Capitano da Mar vd in Chiefa di San Moixorà riceuer il Stendardo del 
Generalato, e quando efce dopò riccuutoj e fé ne yà alla Galea accompagnato dal Doge > e 
dalla Signoria} continuandofi^ffmare fino eh* il detto Doge ritorna à 'Palazxo ^FinameU' 
te f nona fi in tutte le procejjionh che vengono fatte fra l'anno • 

Procuratk di San Marco . 

Contiguo alla predetta fabrica» Tono )e Procutatie di San Marco . Ma acciocho 
s'incenda mqglio qiiefta materia da i foreftieri» cioè qual fìa la AepAtà del Pro« 
curatore» l'offitio^ & il carico fuo nella Rqnib. ne rajnoneremo in quefto luogo qud 
ranco» che ho ttouato neHe memorie antiche di queita Patria. E(fendòfi adunque da*^ 
te principio alla £ibrica del Tempio di San Marco da Giuftiniano Participatio Do* 
gè Decimo 1 & continouandofi i farfi maggiore di corpo > & più ricca d'ornamenti 
da i fnoi fucceffori>& crefcendo tottauia la cura ddl'cdifitioj al qiiale il Principe non 
poteua attendere per l'occupadoni delle cofe del Tuo ^ouemo » paroe à Padri di quel 
tempo» di creare vno huomo di crédito > & di riputa tione » al quale fi defle il gouer* 
no àsXi^ fabdca > & lo chiamarono Procuratore $ effendo l'offiuo Tuo di procurar il 
nhimento delPopera con ogni induftria» preftena» & belletEBa • Ma qual ròfTc il pri- 
nkb & quando creato non li ha certezza alcuna • Andrea Dandolo neireditto ìa ma-* 
terìa de Canonici di San Marco» par che accenni » che quella degniti hauefle princi^ 
pio fottoil Doge Domenico Contarini» che fu Tanno 104}. perciocheegU ragio^ 
nando di qnefto dice » 

"SonmèHi cum Jingulis portiùhihus dtffjttì CdpelUì»^^^ ^ 
fiifiqmnter per Perrmn Vrfeolo , ^d Ecdefism ipfimin 
itK4pi Tetri Càndkuo Dmis prMtforu fui «xupdtn in* 
teudio, remuduit» ^uam DeminUus Qnureno pofien h 
ferma quà ntmc cernttur , refamMÙt . 'Proemréter eidem 
Eeclepa, , C^ fukricée tum annmis reddaibus extiiit ctnjli* 
tmm 0*0, 

Di maniera che fi può crederecheerrino tD(tlqnefli> dbe fcrilbtoidw il Procanu 
torefo&rìtRMdtoaJloncheilDogeZiaiiilarciòperteftainento diaerfi ftabiltatta 
Chie(a* poi che eflò fii ordinato per tanti anni innanzi che fofle fktto il Ziani . Il «tet- 
to Procurator adunque fi fottofcriucua in qtteAa manienu ^o ^Ans^^aUan "Pro- 
curator Operis Beati Marci . Maperciocbe col tempo acquiftandon dominio * & inFW 
pciróperouit&peFtctra»oQ(RkfaceaéecofniiiciaionoacrcfiDere> l'anno itjt. 



19% DELLE FA BRICHE 

cflendo allora Doge lacotnoThiepolo» fu al primo aggiunto vn compagno , &fù 
creato Piero Dandolo alli ia. di Maggio . & ranno 1^59. fatto il Dogato di Rinier 
Zeno, fu aggiunto il terzo, che fa Marco Soranzo, alli ly.di Nouembre.Sc Vzxi.iiói. 
fìi fatto il quarto • 

Qucfti eflcndo huomini di conto» & illuftri,hebbcro oltre i auello della fabrica^ % 
altri carichi d'importanza % & acciuiftandoH rìputatioc^er fa loro bontd , moltipli- 
cando i lafci, furono coftretti i diuiderc i ridotti fra idBronde ne fecero tre> eflendd 
i Procuratori rimafti tre per numero, & s'ordinòiche T vno attendefle alla Chicfa, & 
fofle chiamato , de Supra , che Taltro gouernaffe le commeflarie di li da Canale > & 
fo(Te detto de Vltra»& che il terzo prouedetTe alle commcflàrie di qud da Canale, & 
fofle nominato,de Citra. Et accioche fi haueflero d procurare i negotij con più com- 
niodo ,& acconciamente, Tanno ij 19. furono creati due Procuratori per ridotto > 
dandofì loro in ferbo i priuilegi del Dominio , & tutte le fcritture d'importanza • &; 
Tanno 1442. vollono,che foffero tre per luogo, onde fé ne crearono à tre per ridotto 
p.in tutto,& anco in maggior quantità, fecondo il bifogno , & l'occorrenze della eie* 
ti. Quefli Tanno 1 268. turono fatti fornitori & effecutori de i tefbunenti commeffi 
lorodal Principe>& dall'officio del Proprio, & creati tutori doue non fonoKu:quifta* 
rono vn mane^io, per cagione de i laici de i teftatorì , pur troppo grande, ondt^ 
hanno il gouemo d'vn numero incredibile di pofTeffioni & di cafe, indiuerd terrìtorij 
di queflo flato . Oltre à ciò diftribuifcono cafe , danari, farine , & altre cofe i tutti i 
Seftieri, per buona & gran fomma di danari.Et prouedono à ì poum marinarj(& s'- 
intendono marinari, i compagui di galeafCalafati,maraneoni, & remari,che haobia* 
no fatto tre viaggi almeno da Corfù in li)'nelle neceflitdioro , alloro bifogni per Ta;» 
mor di Dio. Hanno le cafe in pìazza,fecondo che tocca la volta.£t Tanno 1 559. à za. 
xli Settembre f fu rinouata la legge che facefTero la guardia alla piazza condiuerfi 
toomini dell'Arfaiale, quando è adunato il Conftglio . S'adunano , i loro oAdi per 
dare audiénza & fpedir diuerfi negotij tre giorni la fettimana,cioè il Martedi,il Me^- 
coledi,il Giouedi,& il Sabato per Tordinano. Et vno di quelli della Procuratia de Su- 
pra vi (^ni Settimana vna volta in Chiefa d vedere il bifogno fuo. Et hanno le chiaui 
deUc reliquie delle Chiefe della Città, percioche elle fonofotto tre chiaui, Tvna è 
queftadci Procuratori, Taltra ki, appreflfo i Procuratori di quelle tal ChieYe , & la^ 
terza la tengono i Piouani • Sono creati Saui del Coniglio , detti communemente 
Grandi, d oue per Procuratia : & hanno anco altre degniti , fecondo che pidce al Se^» 
nato.^ . \ 

Quello carico adunque laboriofo nel principio , fu conuertito in degniti coli fat- 
ta, clib dopò il Principato,è la fuprema che dia la Repnb. perciochc fi honora conu 
(jueflo titolo, orni huomo di valore,che eitendofì eflercitato luteamente in pianeggi 
importanti perla patria, (Ifia por rato di modo, che Io habbia Ben meritato con r- 
opcre fue. & (ì fuol dare, dopò molte fatiche durareK]uafi come per premio de meri- 
ti altrui,& per ripof», & riftoro. & è degniti che fi tiene in vita, alla quale cedono in 
f>reminenza tutte Taltrc, dal Confiiliero in fuori# quando fi troua in palazzo.& i Do- 
gi per l'ordinario fi creano di queftotorpo . pcrcioche mettendofi nel numero dei 
Procuratori, i primi benemeriti della citta, & eleggendofi nel creare il Principe il 
più meritcuole,éx)ece{Iarioi che il Doge efca le più volte dal grembo dei Procura- 
tori . 

Con tutto ciò dal di che fuinflituita la degniti Procuratoria fino i quefli tempi» 

fono 



fyaUCHELI&VlH; pi 

fòlio tiofdd di toro iS.Prìticm^^^ t^.aelhPix>caiadà€kSc^ra>cifl<|nedJiqoel^^ 
de Cittat ft 8é diqattUdt Vkta* pcrcióc^ 

A D D I T I O N E. 

Udiykréu 

r 

De Suora faronot 

ts7f Iacopo Cootarim* ; 1473 Nicolò Marcello.' 

t|li Giouanni Scranno • 148; Marco Barbarìgo. 

i|4} Andrea Dandolo* 1485 AgvfiiooBarbarigo. 

ti$6 Gtouanoi Delfino» ijai Antonio Grimani.- 

116$ Marco Comaro. zjaj Andrea Gritti. 




1381 Michiele Morofinl ' 1538 Pietro Landò. 

tdfoo Mkhiele Steno. i6ad Giouanni Gomaro J 

141 3 Tonalo Mocenigo. 1^4; FrancefcodaMoIin. 

1471 Nicola Trono* tf^Z GionaonidaPcfarp» 

Li Priacipi deHaPfocuratia diCicr» 

fono li arguenti : 

Gio:Gradenigo; 158; PàfquarGcognì.' 

13^ . Andrea Contarinì» t;^; MarìnGrimani» 

14» 3 FranoefcoFofcarì* ttfoj Leonardo Dcmaio» 

1474 Pietro Mooenigo. 1^18 Antonio Prioli . 

.1476 Andrea Vendramino. . i6%$ FrancelcoGoBCUioi* 
1501 Leonardo Lmedano. 

Li Procaratorì di quella di Vltra I 
che foao fiati Dogi; 

9457 Pafquil MaU|Hero. ts$t M. Antonio Trìuifano. 

t4tfa ChriAoforo Moro. 1^59 Girdanò de Prioli. 

*545 Francefco Donato .• 1570 Luigi Mocenigo . 

^ Ì577 



.^ 



iàà DILLE f]^A*«t«« 

i;77 Sebaftian VcDieto. i<i; Giouanni Bembo ^ 

i;78 NicolòdaPontc. i^ji FnncclcoErizzo: 

i«ii Marc' AntoqJQ Mono, 



4 

trotnetinmuf: 



Nell3lorocreatiotKdtaneDgrado>(ìfftnnodaipi^Pi& aiTiicÌ>& dalli Cini* 

quelle dimo&rationidi leticia con fiiochiicon ftrotnetinmufici & con altre a]Iegrcz* 

zciche n foglioao ìnquclledc Cardinali . Et noi habbiamo Tcduco fcriuetido qnefte 

co(e) la creatione di Nicolò da Ponce oipote dei Doge prefcnte > nella quale > Don_> 

pure fi fecero diuerfìfegnifecoatto iirolito''dellacitta>ma fì (onaronod gloria Ic^ 

I .. -- ... " fino alle quattro horc di notte :& fi 

tuma nelle creationi de i Papi > &de-ì 

nanìch: ducali, & celTano d'andare ja, 

di ) 8: in Confrglio ,de Dieci per giùo-' 

incipi>Sopraueditori all'ArfenaiejGfe-' 

lepub. A quelli cofi fatti tiuomini dt 

per Procucatia : liiori chequella qe; 

rtrànoi & Vincenzo Riccio amendue 

ler rirpetto della Chiefa. i quali fona 

>lle^o.Hanno ctiandio NocariiC^Ir' 

deniieri,ProchÌ» Comaadacori> Òapicani. & cotali alu-i otiìciaK i fembianza di NU- 

gìftratO) le quali tutte cofe^li rendono pieni di grandezza & dìreuerenza. Et peir- 

cioche quefta degnicd fiiblimie'é ftata cor tempoi & è tuttauia in diucrfe fami^Uc>niì 

è piaciuto di menerei Procuratori ia qiie(k> luogt^ col tempo nel qnalc elfi furono » 

per ordine di alfabeto . 

Che quanto poi al giomo. che eflì furono creati* li piiò ampiamente redere oelf- 
Tltitno libro chiamato Cronico di Venctia . 



BADOARIGMioo. 


mi 


Agoftino. 


IS8J 


Marino. 


1310 


Pinro. 


itflS 


Albano. 


M«S- 


Giouanni . 


. l«4« 


BASEI BaTcio. 


I1J7 


I uigi . 


■4» 


Giouanm . 


iioS 


BELEGNI.FìUppo. 


U4( 


BARBARI Francefco. 


145' 


Marco. 


1294 


Zaccaria. 


1487 


Paolo. 


l6lt 


M. Antonio. 


IS71 


. Gìud'Aatonio. 


Antonio. 


i»iS 


Paolo . 


1649 
loSji 


BARBI lacomo. 


"34 


BEMBI.Pafquale. 


Pantalone . 


1366 


Pietro . 


II4J 


Gtiouannì. 


I39i 


CÌDuanni. 


l6éx 


Paolo. 


1501 


BERNARDI. Nicolò. 


I4SS 


BARBARIGHI.Giòuaoiu. 


1)98 


Paolo. 


\r4 


Francefco , 


1441 


Nicol*. 


HieBoaimo, 


\tl 


BOLANI. Marccx 


•51» 


Marco. 


BRAGADINLGioiBUini. 
Bcnucdo. 


'.^ 


AgoftiM. 


.48$ 








lui. 







PVBLICHE LIR Vili 



l&i 



Hicronimo . " 

Antonio • 
BONI. Aleflandro . . 

Filippo . 
CANALI. Guido. 

Antonio • 

CAPPELU. Marino. 

Giouanni • 

Antonio* 

Paolo . 

Andrea . 

Vincenzo . 

Vincenzo. 

Giouanni Caualicr • 

Giouanni. 
CAR AVELLI. Marino. 
CELSL Nicolo. 

Marco. 
CENTR ANIGHI. Tomafo . 
CICOGNA. Pafquale. 

Antonio • 
CONTARINL Marco. 

lacomo . 

Marino • 

Nicolò detto Negro. 
; Nicolò . 

Stefiano. 

Andrea • 

Antonio • 

Andrea • 

Stefiano . 

Federi^. 

Natalino . 

Nicolò . 

Andrea • 

Leonardo. 

Bertucci. 

Giouanni • 

Giulio . 

Aleflandro .' 

Tomafo . 

Francefco . 

Tomafo . 

Feder^. 

Hicronimo. 

*• 



1497 Gio: Paolo . 

i$37 Zaccaria. 

158$ ^ Bernardo. 

1 5 70 Francefco Caualier . 

j óèo Simon Caualier . 

1313 Arselo Caualier. 

16^ Andrea Caualier . • 

i%6i Luigi Caualier « 

148^ . Giidio. 

1513 Marco. 

I S»4 CORERI. Angelo. 

1537 Filippo. 

1538 Paolo* 
1631 . Lorenzo. 
x($53 Iacopo . 

i($45 Angelo Canaliet> 

X410 CORNAIQ. Marino • 

i2($8 Marco. 

1363 Pietro. 

1241 Federigo. 

1583 Giouanni. 

1596 . Giorgio. 

1143 Francefco. 

1267 Iacopo. 

1285 Paolo. 

1299 Francefco. 

1325 Giouanni. 

1 3 47 Girolamo Caualier . 

1352 Nicolò Caualyr. 

1414 Gio:Battifta. 

1434 DANDOLL Marino . 

144 1 Riniero. 

1444 Pietro. 

i45($ Iacopo . 

1462 Andrea. 

1463 Gratone. 
X483 Andrea. 
148 5 Leonardo. 
1489 Mattheo. 

1537 DIEDI. Antonio . 

1538 Domenico. 

I $43 DELFINL Guglielmo : 

1556 Belello. 

1557 Giouanni. 
1570 Andrea. 

1572 Giouanni Caualier. 



1594 
'1600 

i6o% 

1^20 
164% 
164$ 

i66z 
126$ 
1407 

143^ 

1^49 
1660 

1304 

1374 

1485 
J486 

ISP9 
»5" 
iS37 

1577 

1584 
1609 

1624 

1*45 
1649 

119Ì 
1217 

i23r 

1^79 
ia9J 
131$ 
1331 
138S 

X457 
14^4 

1300 

1350 
IJ7J 
1598 



Do- 



Sòl 



bELLE FÀBRICllE 




I1C0« 

Girolamo • 
Lunanlo* 
PÓNATI. Leonardo. 
Bartolomeo • 
Andrea • 
Fraricefco • 

Leonardo Canalier» 
DVODLChriftoforo. 
Francefco • 
Domenico • 



\ 



EMI. Giorgio «. 

Iacopo. 
£RIZL Andrea. 

Antonio. 

Francefco . 
FAUERI.AngeIo. 

lacomo.. 

Nicolò. 

Nicolò. 

Nicolò. 
FINL Viccnzo . 
FOSC ARL Francefco . 

Marco.. 

Filippo. 

Francefco 
FOSCARINLlVtua.o. 

Giouannf^ 

Giouanni. 

Lu^f. 

lacomo «. 

Gio: Battifta .. 

Girolamo .. 

Luigi . 
1 i. Gennaro. Michiel . 
FOSCOLO. Leonardo » 
FRATELLI. Leonardo . 
GABRIELLI. Andrea. 

Zaccaria^ 

Lorenzo . 
G ARzONL Marino . 
G&ADENIGHI. Moife. 

Pietro.. 

Bartolomeo» 

Giovanili. 



1605 
1661 

1427 

1449 
1531 

1591 
1490 

1587 
1592 

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1584 
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Gionanm*. 
Luigi. 
GR!MAI«. Pietro. 
Giouanni . 
Bertucci . 
Antonio. 
Antonio • 
Marco. 
Vittorio . 
Vincenzo. 
Pietro. 
Hieronimo • 
M.Antonio. 
Ottauiano . 
Marco. 

Marin Caualier i 
Almord. 
Antonio Caualier. 
Gio: Battifta . 
Giouanni Caualier. 
Francefco • 
GIORGL Grattano» 
lacomo. 
Giouanni . 
Luigi. 
Luigi . 
Luisi. 
GIVLIAI^I. Paolo- 
GIVSTINIANL Orfatto» 
Pancratio . 

Tomafo . 

Marco.^ 

Panaatio . 

Bernardo. 

Nicolò. 

Pietro. 

Leonardo. 

Orfatto . 

Bernardo • 

Hieronimo. 

Andrea . 

Lorenzo. 

Sebaftiano .. 

Luigi. 

GiroIaoK). 

Macco. 



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1616 

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"yVBUCHBLlXVfri: 



GRITTI. Andrea. 

AtefTandro . 
GVORO. Raffaello . 
GVSSONI. Andrea. 

Vincenzo Caualier • 
LEGGE. Luca. 

Giouannt. 

Giouanni» 

Priaoio • 

Andrea. 

Giouanni «^ 
LAj^L Pietro. 

Antonio . 
vLIONL Nicolò. 

Andrea. »* 

Nicolò. 
^ * Marino. ^ 

Andrea . 
lOiREDANI. Marop i 
i Paolo . 

Luigi . 

Pietro . 

Luigi. 

lacomo* 

Giorgio • 

Antonio . 

Gabriello . 

Leonardo. 

Lorenzo-. 
M ASTROPETRL Nicolò . 
MALIPIERL Pafqualc . 

Steffano. 

Luigi. 
MARINI. Domenico. 
MARCELLLNfcolè. 
^ Pietra. 

^ Hieronimo . 

Pietro . 
' IffiMI. Domenico . • 
f Filippo . 

Marc' Antonio • 
^fOLINl. lacomo . 

Benedetto. 
. ' Xiarco . 
^ <' Luigi* 
•:0 



i 



itfjtf ^ • i Marco. 

1509 Gafparo. 

1578 Francefco Caoaljer # 

tftjt^ Francefco . 

2522 M V AZZL Angelo . 

i6$o MOSJUTacomo* 

24^4 AitfoQio. 

2522 ChriAotaca* 

2537 , Giouanni. 

2 5 $5 Bernardo. 

257J * Ben^tso-. 

rtf2o MOROSINI. Andrea. 

2534 Tioffio. 

i6ix Michele. 

1355 Marco. 

1473 Andrea 4 

2495 Nicolò. 

2499 Michele . 

2 $22 Luigi. 

1294 Bairtolomeo^ 

131^ Domenico. 

2382 MJlnoooio. 

2425 Carlo. 

1442 Battifta . 

24^ VincenBso* 

2474 Barbon. 

2478 Francefco . 

2480 ^ Luigi. 

t^^ Angelo. 

i^i6 Pietro. 

2 184 MOCENIGHL Pietro. 

1445 Tpmafo . 

24£> tTeonvdo. 

2647 Pietro. 

2505 Nicolò. 

24tó Tomafo. 

-25*^ Antomo. 

2537 • Leonardo. 

2595 Francefco. . 

2188 Tomafo. 

2229 Luigi. ' 

2^2 Giouanni. 

22tfi Giouanni Canalkr. 

2340 Leonardo.. 

2442 Lui^ detto Pietro • . 

2ji6 * Luigi. 

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DEtLE FABRICRS 



Luigi • 1^50 

Luigi. 1661 

MiCHELLMichide. xm9 

Carlo. 1182 

Giouanni. 1261 

Afarchiò. 1275 

Fantino. 1428 

Pietro. 1448 

Kicolò, 1500 

Marchiò . 1 5|8 

6iouanniCaaaIjer« Ì^So 

Luca. . 1587 

Ludottico . 1646 

MVLA. Lorenzo . 1579 

Hieronimo» 1572 

MiANI* lacomo » 1563 

MOSTO. Luigia 1^45 

NANL Paolo. i$73 

Anodino Caualier* xtfia 

Giouanni» 16$ a 

Agoftino» 1648 

Gio: Battila Gaoalier » 1 660 

7. M^gio. Antonio . i66% 

NEGRL Nicolò. 1299 

PASQV AUGHL Luigi . 1 522 

Lorenzo. 15»^ 

Filippo. 16 1% 

PAR VTA. Paolo Caualicr* 1 59^ 

PESARI.Luca. i459 

Benedetto. i$oi 

Pietro e 152» 

Hieronimo. i549 

Giouanni Caiulicr .r 1641 

Leonardo» 1^49 

PONTL Nicolò. 1570 

Nicolò.. 1580 

Antonio •- 1631 

PISANI. Luigi. 1S16 

Giouanni ^ 152$ 

Luigi . 1647 

Francefco ^ ^6^9 

Andrea . itf $4 

Almorò. 1556 

PREMAKINì. Riniero . 1 1 8 1 

PRIOLL Giouanni.. i45J 

Pietro . 14S» 



A *<. 



Francefco* 

luigi • 
Antonio . 

Nicolò . 

HieronindO . 

Lodouico . 

FrancefcQ . 

Gio: Francefco • 

Lu^i. 

Antonio Caualier» 
Michiele • 
QVIRlNLMarino^ 
Pietro. 
Marco. 
Nicolò . 

Francefco^ 

Jumo. 

Bertucci. 

Paolo. 
RIVA. Bartolomeo. 
RINIERL Daniello . 

Luigi . 

Iacopo . 
SAN VTI. Paolo . 
SAGREDI. Bernardo l 

Nicolò « 

Zaccaria » 

Pietro . 

Nicolò Caualier» 
SELVI. Domenico. 
STENI. lacomo. 

Michele » 
SrORLADL Giouanni » 

Marino. 

Luigi. 
STORNADL Anditi^ 
SORANZI. Marco. 

Antonio . . 

Giouanni» 

lacomo. 

Benedetto» 

Nicolò. 

Vittorio» 

lacomo. 

laconu). 

Cpj^M ia nni ^V M^^é^t 



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Girólii&o Qtaaikr. 
Benedetto. jif>^- . 

THIEPOLI. Bartolomeo . 
Marino. 

Sce£fano . 

Loigi. « 

Paolo. 

Almorò. 
THAONI. Paolo. 

Nicolò , 

Filippo . 

Antonio . 

Luca. 

Filippo . 
TRIVISANL Pietro. 

Bianchioo. 

Pietro. 

Nicolò. 



Iacono. 

Tomafo. 

Nicolò. 

Domenico * 

M.Antonio. 
VAL ARESSI. Luigi 
VALIERI.Siiueftro. 
V£NIERL Leonardo. 

Luigi . * 

Michele . 
Antonio . 
Franeefco . 



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Manno/ 

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M.AiKcmo. 

Bernardino* 

Sdiaftiano. 

Nicolò . 

Lorenzo. 

Sebaftiano • 

Nicolò . 

VENDRAMINL Andrea. 

Zaccaria* 

Nicolò , 
VIARI. Vincenzo. 
VITTVRI. Pietro. 

Mattheo. 
ZANE. Nicolò. 

Francerco • 

Marco . 

Hieronimo*^ 
ZENI. Rimeri . 

Andrea. 

Giouanni • 

Marco. 

Carlo « 

Luca. 

Hieronttno. 
RenierCauaIkr>» 
ZIANL Marino. 



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Ora entrandoH nel Cortile di qaefti tre ridotti oongìonti infieme>& veggono fot» 
la Loggia cinque lunette con diuerfe Pitture i olio di mano de primi maeftri della^ 
dttd: Percioch^ vi lauorò lacomo Tintoretto» Paolo Veronefe* Marco del Moro > & 
altri . Nel primo ridorta i capo dcUa fcalat ch*è quello de Saprà # che hi laair4 8c 
gouerno in particolare della Chiefa di San Marco > fono nel fecondo albetgoi ti^ 
tratti al naturale di dinerfi Procuratori moderni. Fra quali è viittdffimo Antonio 
Cappello^ & dall'altro Iato Federigo 0>ntarinf % 8c Vittorio Grimani d'SIuOre tm^ 
mona» & Giouanni da Legge Caiulieroi & Senatore eloqventiffimo» 8c di vinaciffi^ 
mo ingegno . & parimente lacome Soranxo vecchio» di venerando > & graue zipct* 
$Xh auo del predente lacomo Soranmo Procuratore nel medefimo ridotto • Vi è|>irì* 
mente vn quadro d*vn San Hieronimo di mofaico > di mano di Francefcò Zuccato • 
tenuto per vna delle cofe rare ch'egli facete giamai . Nella terza ftanzetta ornata dì 
flucchi & d'oro % fono i ritratti de Principi che vrdrono » come s'è. detto > di quefta^ 
Procuratiat tutti di mano di lacomo Tiutoretto . U fecondo ridotto in faccia dclla^ 
ficaia è quello di Citta» & vi fo(M> etiaadio ritratti tnbili > de quali è molto riguarde^t 
noie quello di Carlo Morofini. Va II 



j?*r DBLM FABR !CKB! 

* Sterzo in tefta del cèrr^ofe, è quello d'Vltisi#r<ÌMe«»ì ritofttd dttrii di 9KinQh 
riti » t molto (ingoiare aquftdmdi HicroninwSBinc , chcfti O i acp rie raiiQMtfi. 

^ ^ A D » I T IO NE. 

^ lifuicttitréridùtthcb'èranQ€m^iHnti infiem^fmrona gettati d terrétanfio i %pu $ e 
t^fpèrtati nella fabricaécHu Ubreria^ oue ragkmmofi di ejfapià auanti ^fLdirdabco del 
fitéyé de gli ornamenti loro.. 

Racconta il Stringa in chrmoiófi eleggano i T^omratoritle fefle^ che (ifanM àa^ elèt^ ' 
tfi &He Cerimonie^he mfonomel ùj^Uarn poffejfo di tanta diTnitd. Dice adumpàe^ttmor^ 
r^ vnl^rocuratorct datta notkiadidò al CoUegm vifine ordinato Jubitoitjgtm Cemfiglio » 
M ijàale ballofMiWti^^keUh AedimandMnodeHa dignità Ji quattro fCb^ bmmo maggior 
rtumero di yoti fauoreuoli^f&no ribatlottatit de quali nomane Trccuratore^ chijiifefagjfd^ 
fri tri di TfOti. Fatta FeletticHe^fe l'eletto fi trona in ^onfigliOi yà alla prefem^a del ^itgf » 
éqaiiii da lui} ò in abfemìa dalCmfìgUere pia rectì^^iceuiua^er f^gno dit(dfuA eltmo^ ." 
iMT > imaflola di v eluto cremefino > fé ne discende ni di VaUi^o > accompagnato dk i fuoi 
piÈ propinqui^ & montato in gondola 9 fé ne vd a£t- fua habitatione ; onde fi fatmo \per tre 
gièrm continui molti fegnidi aUerrei^t con trombc^tamburi, fuochi i sbarri di mortaret* 
Ayfuèni di Campane^ incendif difiatuegrauide difnofibi artificuUii e cofafimili» d^enfan* 
io è poueripane% 'Pinole danari <, 

^ Stabilito poi il giorno di pigliar il poffeffo , fatti inuiiar i parenti tutti > & altri V^bili 4- 
hìcifuoi in buon numero^ i adunano^ tuttllfefliti con yefle difeta alla Ducale amnelina » 
non ^ù in Cbiefa di San Mctsè(come dice ilfudette Stringa) ma in Chiefa di San Samato^ 
re^é quiui ydita la Mefiai toMmoMO ver/o la Chiefa di San Marcd camimando per là Mer^ 
tériiijintalioccafioniiadobbutadeficcofe pie preciofe 9 e piàbeUe^'cbe fianùmqueUentt^^ 
merofe botteghe. Caminanaimuuw tutti iferuiimi^e famigliari nel Procuratore %ftguo^ 
mi Ai iniftri della fua VrocuraHéh poi / due fuoi Gafiddi^nelmezAode quali fid il fuo Cap^ 
felbmo. Viene finalmente il 'l^rocmratore^accomp^^fmto dal più Secchio Vrocuratare > te^ 
ifendo laftmflra datwùouo « P^am» d due^d due anco gf altri Vrocuratori > e cosi con tifteffo 
Ctiitie tutti gannitati in numero di $òa:é H 600.& bor più, hor meno . , 

Giunto il uuouo Trocuratore in Coro fi pone mffnoochione dalla parte* oue è U Sede Du^ 
cedei effemdo efio Corofornitodi T^ppe^^rie; con l^infegne di San Marco > & della fua 
CafatOi pofìefopra-certtfeftonif che adomanolt porta Maggiore deUa Chiefa rcome anco - 
tapcna dclCoro^ tra le colonne del parammo dieff» Coro, aprendofi per talcerinsoniaan^ 
co la Talk aurea . Ode auiui Meffa bafja 9 cantandofifoto alcuni concerti da i ìi^ufici di 
Cappella alFofftrtiono, alla leuéUione, & dopò U Co^nmunione . 

Finita la Me fa il Maeftro delle Cerimonie fd leuare il Trocuratore 3 U quale gittèfene 
idl^^ltarefU Sacerdote dice alcuni verfetù% & rtffponforij con tre Orationi tgli dà l^Acqu^, 
S untai dipoi mettendo le mamfopra ìuUalre giura alla prefenz^ del Sacerdote di masM^ 
nerCi an^emard > difendere 1 aumentare tutte quelle coje > che fono in honore 9 eglwria dL 
Dtoy t^ bòncrt^ e benefico dtllaSerenìffima Hepubltea } U chedetto > egiuraiOf offerifca 1 1;| 
lafcia fopra fjiUart yna borfa Creme fina con alquanti Cecchini > quali ytmno diuifi frà-^ 
Canonici^ folto Canonici^ Maeflro diCenmome^Sagrefiani^ altri. Offerta la detta oorfa^ 
difcendedalCUltarciecvlmtdefimoordme$che >icnemCbiefa > rfcendofuoriper tapor^, 
ta di S. clementi. 9 afcendele fcale del Pa/^r^t^p» efc ne fd in Codtgio * oue giunto % e faita^ 
ruriuerente iudmo alDogje% (T éèUaS^noria cimaffettuofepaivle rende infinite gratie aJt^ 
• ' '^ . ' . . la ^ 



PVBLICHE LIR VW. j^/ 

is 9,ep9btka% che thMi altre omifuo merito % fatto deg^o t^n tanto hoimre » fcofrenéo 
mmnto f ara fèmfrep'anéeNhTtgofm in fforgerUf angue y & metterla yìta propria^t 
de fijiiiioU con tutte iefue facoltà in feriùgio della Vatria, promettendo it^etite di offerusr 
mmolabilntente tntte jneMe cefct che [pesteranno al f no carico. 

P mito 9 eh" egU ha ai parlare 9 il D(^eUrifponde in conformiti dfUecofe dette da lui $ e 
raccommanddtoli il^ouemo della Trocuratia $ & fpecialmente le comminarle 9 & i punti 
de Teflamenth accioche habbino auella intiera efecutione 9 che igiufia , & honefta confiir* 
me alla yolnntd de tefiatori 9 che hanno con talJperanXa fidato ilfuo rntUe mani de Trocu^ 
rotori 9 come in luogo fieuriffimo > edadouer effer eterno . Liporge nel fine in mano certa 
fcrittura,fopra la fuale giuratOt eh* egli bà diojferuarc quanto difopra 9 li di nelle mani le 
ChiauideìlaTrocuratiafortealDogeinanT^idaifnodeGafialdi % e così dattogli il pojfeffo» 
fi parte difcendendo per (a feda de Gigiti» eje ne vi alla portaperia quale fi afcende d ri' 
dotti delle tre Vrocuratief & quiui fermatoft » tutta la comitiua de ^{obili 9 che lofeguirno 
ditynOfad^vno prende UcenzA da lui^Pofcia andato dtfopra al ridotto deUajua Vrocuratia^ 
fé nefiede con tfnoi Cotkghi per auaiche pei^'h e così termina la cerimonia^ che fi fi inft^ 
miti ouaftoni . jd tutti li Mobili del Maggior Configlio mania il nnouo Trocuratore quat^ 
propani di Mccbaro per ciafcbeduno . 

Loggetta . 

A?ie del campan9k<iirìmpetto alla porta di Palazzo è ficuata la Loggctta antica 
per inftttaco9 & rouinata del 148^. per la furia dVna raecca9 la quale percoccn* 
ck> la cima dei Campanile mandò tanca materia i terra 9 che diftru(D quali o^ni co* 
fa. Rifatta :fdunqne con rarctutettura dei Sanfou ino bene ordinata & inteudila* 
ì]oroCorinthio9 na nella faccia fua ornamenti di molto artifido con unificati ef- 
quifici • Percioche nelle nicchie che fono i punto quattro > vi fono quattro ftatue dà 
bronzo» di mano del detto Sanfouino • L*vna figurata per Pallade»!' altra per Apollo» 
la terza per Mercurio» & la quarta per la Pace. Oiceua l'Auttore di eflfe ltatue>quan* 
do rendeua ragione defli Iattura & del ritrovato loro» che la Citti di Venetia» ha di 

J^ran lunga auanzato tutte Paltre Rq>ub. con la diuturnità del tempo $ col mezzo del 
uo marauigliofo goucmo» & dièndo nel fuo primo 1 rato. Quefto mantenimento(di« 
cena egliJ[non può dirli che fia proceduto da altto effettoycbeda vaa fomma fapien* 
za de uioi Senatori » conciofia che hauendole dato buon fondamento con la religio* 
ne & con la giultitia» é durata & durerà lungamoite • 

Hauendo adunque gli antichi figurata P^de per la fapientia » bò voluto (diceua 
c^]ì) che quella figura fia Pallade armata^&in atto pront09 & viuente # perche la (a* 

Eentià di auefti PadnS nelle cofe di Stato i Angolare & fenza pari alcuno • £t ÉuieU 
ndo poi della flatua del Mercurio foggiugnieua • £t perche tutte le cofe prudente- 
mente penfìte & difpotte9 hamiobifogno d*efiere cfpreCe con eloquenza 9 percioche 
le cofe dette con facondia9 hanno molto piti forza ne gU animi di coloro » che afcol- 
tano9 che queHe che fi efoongono fenza eloquenza» & m quelU Repub. la eloquenza 
ha fempre hauuto gran luogo» & gli huomini eloquenti vi fono (tati in numero gran- 
de & iw fommo grado di riputatione : ho voluto hgurar Mercurio » come fkniiicatì- 
uo à:tlc lettere & della eloquenza « Quell'altro clf è Apollo 9 efprime » che n cornea 
i Apollo GsoiScn limole» & il Sole t veramente va iblo » & non più » & però fi chiama 

V 2 Sole» 



30$ DELLE FABR]CHE 

Sole» cofi aoefta Reyub J>er cofrftitutkmi dì teggj^per ▼niofie>& per incorroira libera ^ 
ta è vha iota nd moodo tenza pin^regolata con ghiftitii & c6n tìifHentiz . CNtre à ciò 
fisi per oeaNmOf clic qnefta lutionc fi diletta per ordinario deUa mufica»& però 
Apolloèhguratoperlamufica. Ma perche dalPvnionc de ìM^ftrati che fono con- . 
giunti infieme con temperamento indicibile > efce inufitata harmonia 9 laqualpdv 
Kttia queOo ammirando gouemo > però fiì fabricato l*Apoib • LVltima (moa è fai - 
Pitt^. quella pace tanto amata da quclta Rep. per la quale è crcfciuta à tanta gran* 
de?za> & la quale la conRituifce Metropoli ci tutta Italiafper i negotij da terra & da 
mai», quella pace dicoiche il Signor diede al Protettor di Vcncda, S, Marco» dicen* 
ècyMyPax tibi Marce Euangeliflameiu. La qualcdalla religione>dalla giuftitìai & dal« 
l*òireruanza d^llc leggi>prouiene in ouella maniera che èicc il concento da ma bea^ • 
concorde harmonia. cosidiceua egli • 

Ne i tre quadri di baflfo rilieuo pofti di fopra alle predette quactto fignre fi eoo* 
tiene il donunio>& la Signoria di terra ferma & di mare • Conciofia che nd cpiadro 
di mezzo fiede vna Venètia m forma di Giuftitiai fotto alla ouale fono diOefi 1 fiumi 
che yerfano acqua» & quefti rapprefentano le cittd di terra. Nelt^altto quadro da^ 
parte di mare è fcolpita Venere fign ifìcatiua del Regno di C^'pfo» come (]^eUa che^ 
iti Dea & Regina di quel Regno. Dall'altro lato è vn Gioue che fu Rè di Candia» la^' 
cui fepof tura» come afierma Lattantio Firmiano» ftette lungamente in quell'Ifola» te 
appreifo vi è il Laberinto>doue habJtaua Minotauro • & acdoche fi conofca che la 
figura fia Gioiie» vi è vna Aquila in aria che gli porge la Verga reale > & tutte quefte 
cola fono efpreffiue deirifoladi Candia • In facda della porta taacOra » GÌaètielIa^ 
Loggia» è collocata vna nicchia fopra il (c%^ de i Procuratori » nella quale è vna^ 
Imagine di Noftra Donna con San Giouanni Battifta bambino di tutto tondo» temi* 
ta in molto pregio da gli intendenti» 8c fii di mano d'eflb Sanfouino . Serutua la pré* 
detta Loggia ne gU anni andati per ridotto de nobili» i quali ne ^mptcofi di verno » 
come di Itore» vi paflauano il tempo iniagionamenti. Ma cefiaco quel?vfo» fld ferra* 
ta per la ma^ior parte» fiiorì che ne giorni che fi fa gran Configlio . Perdoche alk>« 
ra 1 Procuracoriftoccahdola voltai vicenda ado^i Procuratia>i danno alla guar- 
dia»fino che i nobili efcono di Configlio » per orduie dell'anno i ^69. od qual k^ 
quello hotribile incendio defrArfeiwUe • 

A D D I T I O N E. 

Mentre ft è per fléimpariquèfii f(^lhhémnoiéitt9 principio aJtvna aggbmta à deti4i^ 
t^^ff^^filpriormenudinan:^ alla JkafacciatMi ma perche fi yede fiiChorafentmil fiith- 
mji pmerà Ufmfinimentth dietro à quefl^opera . 

Libreria di San Marco : 

All'incontro del Palazzo» fi vede la fabrica moderni chiamata la Libreria . Ia^ 
cui Antifahi ferue come per Studio Publico a Lettori falariati dal Senato» cb^ 
tnfegnano alla gioucntiì le lettere greche & latine. Ql" fi conferua la Libreria di San 
Marc0 i notabile quanta ahra fi voglia in qualunque parte d'Italia. Percioche n^^ 
tempi di Francefco Pctnffca » fi diede principio à mettere kifieme vna copia di libri 

fin- 



PVBLICHE LIR VUL |o^ 



,è!\'j • r 



_. ibui»pìocàRMdòciòiID(^eDand^ Edi Petrarca 

oflm il fao ftudk) al Senaco> (i conie s'è detto altroue . Venne poi il Carcfinal Beffo* 
lionei buooio di molte lettere > 2c affettionato alla Repub* il quale morendo Tanno 
1473. le lafciò i fuoi libri > che in quei tempi furono i più belli & famofi che hauefl^ 
Europa . Perciochc quello huomo ilhiftre (alla cui corte concorreuano tutti i dotti » 
mentre tu in Roma> doue era il foftegno dell'afflitta virtù i elfimdo le cofe di Grecia 
in rotttua per la prefura di Codantinopoli occupato dal Turco^laluò diuerli libri rari 
in diuerfe facukii ch'erano difperfì per la Grecia» Se che gli furono poruti da dtuer^ 
le partii & venuto i morte volIe> come s'è dettOicheioflèro del Senato>& ordinò per 
va tafclo» che H edificale vn luogo per conferuarii . Oltre i ciò Hìeronimo Leandro 
dalla Mota Cardinale di fomma dottrina» lafciò al dominio la fua Libmria • II mede- 
fimo fece vn Cardinal Grimani • I quai tutti libri furono per vn tempo tenuti nelku» 
Sala di Palazzo > che fi chiama lo Scrutinio • & meffi poi (opra la Chiefa di San Mar- 
coi non efiendomdto ben guardati 1 fé ne fniarrirono alcuni »& alcuni Girono tra^ 
icrìm 8c altri rubati» fecondo che piac(][ue i chi ne haueua il gouemo . 

Parendo adunque a I Senato » che all'incontro del Palazzo publico doueff: apparir 
qualche ediiStio honorato ( percioche per inanzl vi erano botteghe & hoftarie per 
foreftieri)& che per conferuatione ddla Libraria fidouefle efeguir lavolonti del 
Cardinal predetto > commeflò à Procuratori de Supra Tanno 15 ;6. quello carico > fi 
fece la prefente fabrica fit^olare» fui modello del Sanfouino » nel temilo di Antonio 
<!:appeIloi& di Vittorio Grimani» allora Procuratori. Ec percioch'ellà doueuadi- 
ftenderli ouanto alla fàccia » non folamente fino al cantonale della becdiria » ma cir^ 
condar la Piazza» cominciandoli dal Campanile» Se feguitando à San Gcminiano » Se 
voltando alle cafe nuoue finir alla Torre delle bore » vedendo l'Architetto > che il fito 
della Piazza era il più nobile che habbia qual altra cit t2( R fia » mettendoui ogni ftu- 
die» la fece ricca d'ornamenti » & di lauori di ogni matiiera feconcb le regole de gli 
antichi» & volle che folTe di compofitura Dorica Se Ionica» & piena di colonne»di fre-* 
gi»& di cornici honorate . Ma fra le altre cofe vi è di notabile il cantonale verfo la-* 
panatteria » fatto con molta induilrìa » Se con arcifitio non efcogitato giamai da gli 
antichi nell'ordine Dorico . Perch'elfi non voltauano il cantonale per la dilficultk 
della corrifpondcnza dell^methope co triglifi» conciofiache douendo per la jSmme' 
cria della fabrica » efler di pari fpatio l' vn triglifo dall'altro » e U. mcthopa di fopra^ 
non variar pur d*vn pelo dalla nufura» fi difproportionaua la fimmetria nel volgcrer 
il cantonale » onde eili per ciò facendo facciate in quell'ordine non te volgeuano » 6 
che la conduceuano in forma sferica» per guardarfi da quella dilficul ti • Volendo a^ 
dunme il Sanfouino » prouar con nuoua inuenrione » fé gli reufciua qiiedo tentatiutf 
coli itrau^nte non fatto giamai da tanti huominf chiari nella fua profeinone»siun- 
to con la fabricaalcantonale»loIafc:òpervn tempo fenza voltarlo» & volle cneaU 
tri Architetti ne (aceffero modelli. Furono per tanto mandati di Lombardia» di To« 
£cana»da Napoli» da R orna» & d^altri luoghi diuerfi difegni (opra il detto cantonale . 
£tilCardinal Bembo di felice memoria» amando fbmmamente ruttigli artefici di 
fama>& affaticandofi volentieri» come defìderofo » che queUa opera riufciflc perfet- 
ta > per l'amore intenfo > ch^eflb porcaua alla patria , mandò al Sanfouino diuerfi 
fchizzi di cofe fatte da gli intendenti 4i Roma . He Claudio Tolomei cIk haueua in- 
ttituita vnaAcademia per Pinterpretatione di VkruuiQ» fece il medefimo. Final- 
mente dopò qualch'anao ^ tenendófi per ogài vno » che il Sanfouipo non potefle ò 
non fapeue rifolucrfi in trouar modo di finire iTece in pochi giorni Topera che fi ve* 

V 4^ Oc 



r' 



310 DELLE FABRICHB 

de con maranìglis di ogn'vno « Perciocbe lo htxmio accorto ^ hinendo fitttòin elfi 
yn modello dì legno occu]tamente>ritroaò»non fenza difiìcultdyl'inucnrione del caiv 
tonale» con faluezza delta proporttone dì ouanto s'è detto«onde nonpur la cìttiim^ 
;Ii Architetti & gli intendenti deU'artCj recarono pienamente fodishitti • Ora l*or-- 
Jine> come s'è detto > è Dorico con belle & polite colonne di pietra Iftrìana • Ne gli 
aiuoli de i volti> le figure de i vecchi con vali vcrfanti acqaa>{ono (i^ificatiui di fin* 
mi. Et nelle chiaui che ferrano i volti nel me2zoi fono tefte di huomjni » di doone» & 
di Lioni interzate > le ouali tutte furono fcolpite dal Danefe Cattaneo » da Pietro da 
Salò> da Bartolomeo Ammannati > & da diuerfi altri nobili & laudati Scultori • La 
cornice fra triglifo» & triglifo» contiene vn quadro con labadnetta» vn*altro quadro 
con fpoglie d'armadure» & vn'altro quadro con San Marco in forma di Lione » coa^ 
ordine tempre interzato . I volti fono i tf.in tutto » & rìducendoli fino al cantonale^ 
della beccaria faranno 22*& vi fi fale per tre fcafini • Dall' vn pilafho del volto aU*al* 
tro fono tf.piedi & mezzo> & da colónna i colonna S.piedi. Dalla colonna al muro di 
dentro doue Ranno le botteghe di fotto> è aflfai buono fpatio » & il foffitto è tutto m 
volto» compartito con lauori di ftucco» che vanno d*óro » Se dipinti • Di fopra all*or» 
dine Dorico è l'altra parte deDefineftre di compofitura Ionica» le quali corrifpon- 
dendo vna per voko » fanno il numero di itf.fineflre con 4. colonne per fianco ad 
ogni fineftra. Ne di aiuoli delle fineflre fono vittorie » cioè donne con Tali collocate 
dTedere fu le fineffrc ne detti OTgoli , per accompagnar l'ordine Ionico » ch'è molto 
pili fcarmo» & morbido» che non è il Dorico . & le chiaui de i volti dellb finefìre » fo- 
no tefle di donne & di Lioni interzate come nell^ordine di fotto . A pie delle fineftre 




liffimi feftoni»foftenuri da putti igmidi»lauorati co»notabile arte. Di (éprz alla cor- 
nice corre vn'altro pogginolo di colonnelle» diftinto in 16. campi propordonati all^ 
ordine di fotto . Et fopra ogni pilaftro » che corrifponde al capitelo della colonna di 
fotto»debbc andare vna figura in aria di tutto tondo grande al naturale»fi come fi ve* 
de per eflèmpio fui cantonale verfo il campanile »percioctepreflb aIl*obelifco»vi è 
poito vn Nettuno di mano di Bartolomeo Ammannati» che fu alliéuo del Sanfouino^ 
La porta principale di cofi celebre ^ifitio> ha il &o volto foflenucoda due donne 
cheferuonoinluogodipilaftriòccwnne: le quali foftenendo quel pefo»moftrano 
Éitica & le^iadria infiemc » & furono fcolpite da Alefl*andro Vittoria • Le fcale iiu* 
due rami )anghe»commode» Se belle » huiorate di fopra di flucchi con oro » & pitture r 
forono per icoltura Éitte dal detto Vittoria. £t per pitturala prima fiidimano di 
Battifta Semolelli> la feconda di Battifta del Moro Veronefe • Sul primo patto fi tro^ 
nano alcune colonne di cofi fatta qualiti» che partecipano della gtoia»8c nirono por* 
tate d*I(lria per quello edifitio. In cima dell'altro ramo» è la Sala de Lettori quadra- 
ta» ampia» & ornata di marmi» di pitture » & di (hicchi . Et più oltre la porta della^ 
LitMreria con colonne di ferpentim & di mifchi ^contiene di lopra vn quadro di raai> 
mo con qucfta infctittionc » 

rBefiarhnìs CdrimMistx (tg. Senatus héJpiyPróCHraf^ 
rum Dim Màrci cwa ^bUiffi Trono > Antony Camello y 



PVBLICHE LIB. Vili; iii 

"j^dreéB Ltono , ViUork Gr smano , Joannis à Lege > Jo-^ 
annis à Lege Éq. Biblhtbicé mSirnìid , ^ ereSta . M. 
%4nt. Trimfim Principe ab ì^rbt Condita . 

M c XXX in. 

Per qucfta porta s'entra nella Libr.copiofa di cofc fingolari, & cópart ita co diucr- 
fi banchi dalla diritta & dalla (iniftra>& (i diftende (ino aicantonak della panatteria# 
alla cuftodia della quale fii meflb dal Pubrico Luid Gradcnigo gentilhuomo dottiP- 
fimo> & di bontd Angolare . Il foffitto Bitto in volto è dipinco notabilmente da i pri- 
mi Maeftri d'Italia «Et é diftinto in 2 1 . tondo > che occupano tutto lo fpatio del fof^ 
fittoi condofia che per largo vi fono j .tondi & per luogo fette. Dall'vno de capi nei 

Ì>rinio tondo è erpreflò il trionfo vfato da i Capitani > con beli'inuentione & con co* 
òrito leggiadro f&^ioace. Nel fecondo (i contiene la d^nitd de gli Imperi j> & de 
Regnii nd terzo il Sacerdotio . Et qiiefti fbrono dipinti da Andrea Schiauone . Nel 
primo tondo del fecondo campo è figurata la Munca>con diuerfi ftromenti & bizza- 
rie di rinotrati . Nel fecondo e ritratta la Geometria & TArichmetica co i loro fe- 
gnii& nel terzo è lo bonore allvfanza antica 9 con perfone intorno > che l'incenfano » 
& fanno facrificiOf& furono di mano di Paolo Veronefe. Nel primo tondo dd ter- 
so campo (i figurano diuerfe cofe che R conueng[ono i tutte le fcienz?. Nel fecondo» 
il diletto di diuerfe arti» la facilini» il buono habito delle fcientie& delle virtù. Nd 
terzo fono le Matematiche co loro ilromenti , & ^li fece Benedetto fratello di Paolo 
inredetto • Nel primo tondo del quarto fpatio è dipinta la Vigilia i il digiuno » la pa« 
tientia & altre cofe che fi ricercano i gli amatori della virtù. Nel fecondo 9 la gloria» 
la beatitudine > & l'altre felicità che s*acquiftano col mezzo delle fatidie per confe^ 
guir efla virtù » & nd terzo quelle cofe che (i fanno per l'acquifto della predetta > 8c 
quefli furono di mano di Giulio Licinio . Nel primo tondo del quinto campo (i vede 
r Agricoltura con Pomonà» con Cerere » Se Vertunno . Nel fecondo > la caccia oue è 
Diana 8c Atheone>con cani>reti>8c altre cofe neceffarie i quell'arte . Nel terzo è la^ 
follecitudine»la fatica^l'eflfercitiOf & cofe altre9& le fece Battida Franco . t?A primo 
tondo del Sefto fpatio è figurata la virtù» che difprezzando la fortuna fi volge alla^ 
prudenza» alla giuftitià» affa fortezza»alla temperanza>& all'altre compagne. Nd fe- 
condo Farte con la fifionomia»che dimoflra rin^e|gno»racutezza» & la folertia» con^ 
Mercurio appreiTo» & Plutone. Nel terzo la Miiitia»& furono opera di Giofeppe Sai- 
iiiati . Nel prìmo tondo del fettimo» & vltimo campo» appari(ce la Natura oinanzid 
Gioue» che li chiede licenza di produr ogni cofa » & Pallade confi^lia Gioue deirpr^ 
dine • Nel fecondo la Theologia dinanzi à gli Dei » alla qual Ganimede porge l'anv- 
brofia Se il nettare » modrando in atto ciò ch'ella opera alla Fede » alla Speranza » Se 
alla Carità • Nel terzo» la Filofofia naturale » pofta nel mezzo dd mondo con gli ele- 
snenti»conle herbe»con gli animali » & con gli huomini attorno : Se fece il tutto lacor 
moTintoretto. 

A quefta fabrica cosi illuftre »tenuta da i periti per la più bella opera che fi veda.» 
hoggi in Italia» fii oppofto» ch'ella foife baifa rìfpetto alla fua larghezza • Alla quale 
oppofitione l'Architetto rifpondeua» che pan^onanada al Palazzo» ch'é dirimpet- 
co» fenz'alcun dub^ dia à baflEa» ma perciochc n^ordinarla non fi hcbbt in confi- 

dera- 



I 

^ 



fi% DELtE-FABRICHB^ 

deratione HPalazzo > non fi decmect^re in conftrano ToppoiSciotie quèKiAi oaefto 
capo, ma quanta al fuo corpo confiderato iti k llctto > dicena » che douendofi ella di- 
ftender in quel terreno pct lut^Of & cffcndo il luogo occupato dalla Zeccai non era-* 
poffibile allargada dalla parte di dietro > & dinanzi non (i poteua per non àitaccar il 
termine circonfcricto della Piazza: onde non haueado fpalie i fu neceflario darle l'al- 
tezza i proporcione della larghezza : accioche folle con fimmetria per tutti i vcrfi » 
^ in confegueoza più durabile & forte • 

AI>DI TIGNE. 

i^fta '^[obiU f e ricca fabrkx è affai pia lunga al prefentc di quello era al tempo dei 
Sanjoumo ; poiché leuata la Beccaria^ e trasferita in capo U ViaT^ y prelp> la Chiefa del^ 
t^fcenfione, (già ditta Santa Maria in Broglio ) è fiata accrefauta di altri cinque vólti > 
con tutti gli ornamentile parti fuperiori come gt altri; onde confìfteadejfo efsa fabrica di 
volti ZI. efsench tutta la fua facciata lunga piedi i6i. principiando dal Campanile f e aur^, 
dando fino alfefiremo della Zecca^ doue termina • 

Kefia anco ornata di tutte Is figure accennate dal medefimù Sanfouino > quali fi veggonà 
collocate fopra li pUaftri di tutto tondo grandi al naturale fatte in marmo da ceMri ScuU 
toriy quali raùprejentano diuerfi ^umi, e Deità de i Gentili > cume Tromel^yeo famofifjimof 
%4fbrokg0y & ilprim^ (àeformafse Phuomo in Tittura^ 7{ettuno Dio del Mare . La terra 
Madreimiuerfale.^ncoMartio quarto Ki de Romani. Zeffiro f^ento Occidentale , cht 
Ipira nella Trimauera. Hercole il T^ano figlio di Gioue. ^done amato da renere.V^b* 
boiydanzA^ Tintone &è deU^InfemOi & delle Hicchei^e . Tritane figlio di V^ttuno . TrOm 
ferpina figlia di Gioue di triplicata poun^a^ hauendo virtà in Cieloy doue è chiamata Luna% 
in Terra doue è detta Diana% e neìV Inferni doue è nomimua Vroferpina. Mercurio Dio del^ 
ttì^quen'j^. Tomona Oca de i fiorii e de i frutti. Edo Dio de venti . Cerere Regina ds Sici-- 
Ha inuentrice dell' jigricoltwra. Bacco primo inuentore del Trionfo 9 e Dio del Fino • Diana 
JOea della Ca/iitd. Saturno Tianetadiumo Tadredi Gioue^ di Viuto > di T^ltwtOy e di Gìh^ 
mone. Gimfona moglie di Gioue Dea del Cielo ^ & delle RiccheXzje . Gioue Dio del Cielo j del 
Fuocox e della Bontà, frenerò Bea delì^Amore^ e della Beitela . apollo Dio della fapien^ 
XA. Min: i uà Dea deUe fcienzsj inuentrice del£OUua &c. Marte Dio della Guerra 9 fig^ 
di Giou€x e di G&mone « 

Quali fopradette fiatue fono fiate fcumattconattitudinij con abiti i & con Inftrumenti 
nelle manifignifitcantila loro naturale le loro operationi »fi come erano figurate dagt^n^- 
tichii oltre che hanno altiffmi% e virtHofijfmifimfUati. La portaprincipaìe per la quale fi 
entra in qttefia Reggia fabrica, i la medefima de ferma dal Sanfouino . La Salar ch^egli di* 
ce de Lettorii horae fatta Mufeoy doue fi conferuano ntolter e diuerfe fiatue di marmo, con 
altre ./{ntic^lie, tutte pxetiofe 1 e di gran ftma > la maggior par te lafciate alla Republica 
da Gi0uamiiGrimaniVatriatcad*\AquiUiAfer fuo tefiamentotr accolte da lui in Romat 
dalla Grecia^ e da aUre parti con fpe fa incredibile. 

Fi fono anco i dodici Imperatori Romani pur di marmo belHffimi , e fb^tari , donati al 
TubUcoda Domenico Grimani Cardinale. Dimerfe altre fiatue furono pur donate da Fedt^ 
rico Contarini Trocurator di S.Marcox che bebbe il corèo dal Senato di far accommodar in 
qucfUnobil Salale dette fiatue, & anticaglie: onde fono mirabilmenuxt^ibuite , eadlo^ 
cote alcune in nicchia altre fopra piedefUtli, quali Copra cornici, quali in altri fiti $ che pe^ 
rà fiipraUfortadidentrOiViiUquèin^iuntainfcrittiimei 

'Signa 



PVBLICHELIB, VttL jji 

iigMMariDOKaperuiciqMtoimà Doiràutt» Ciftittitfe 
Cri mano. Ant. Prindpis F. & poftea à Ioanne Patriar. 
Aquileienfi eiufdein Princ.Nepote» Pafquale Cicodea 
Duce* magna» patte Reipublicae legata; pacttm «ero 
Marino Grimano Principe à Federico Contareno Dilli 
Marci Procurar, ad abfolucum omamentnm fuppleta , 
idem Federicus ex Seoatus Gonfulco hoc in loco repo-^ 
oenda cHrautc. 

Anno Domini MDXC Vii 

à 

Vs^^ingrepo della poriOt fmo alla parta detta Libraria 9 eh* è al dirimpem di queUa vi i 
>nf patio per tranfitarui^ largo quanto largire fo^o effe porte, e da i lati vifianno Gelófie di 
ferro dorate iigentildiffegnoi per le anali fi veggono le fudette Statue, & anticaglie. 
Taffata qneftaffi entra nella Sala de&a Libreria,1arga quanto è f antedetta ; ma molto pia 
Umg(i di efia, e molto pia copiofadi Libri, di 4nc&o era al tempo del San fonino , effbnéo ob* 
ligatfmH U ftampatari detta Città > e detto flato 9 di ogni Libro , che flampano , portarne 
rno indette Libraria. ' 

Sono poi al prefenteefji libri tenuti in gran regiflro perdiligen7^,ecura di Mmfignor 
Ciò. Matteo Bufironi, Trepo^ detta Caàthedrale di Kimini, (oggetto litteratifimo. Dottore 
in Pilofofia, Teologia» e Legge» e rerfatìffimo nelle lettere Greche > // qnde ne è bora il Cu^ 
Jiode . 

^ Oltre aUa quantità, e qualità de Libri, di Vitture, & altri ornamenti , eh} fono in outfU 
Sala, defcritti dal Sanfomno,p veggono anco intorno à muri alcuni Filofofi dipinti dalTin^ 
foretto, tra qualii notabile il Diogene fatto da lui con partic(4are ftudio^ & applicatione • 
oileffandro Varotari, detto il 'Paaoanino,rifece vno de tondi detta volta > cheti eraguafla-^ 
tthfonHando in eBo atlante con il Glòbo Celeftefopra le fpaUe, il Fiume Tliìo , e P^firo*- 
h^ia, per effer flata portata dal medefimo Jltlante neW Egitto • VrtalJtro tondo ini prego 
fn rinouato da Bernardo StroT^ Trete Genouefe^e dipinfeinefio la fcoltura . Tornando^ 
fuori di quejle due Sale, Libreria^e Mufeo ; da vn lato della Jcala vi è la fianca de Lettori p 

?' }ualiftipendiatidal Senato, leggono Rettorica , Filofofia , Legge , lettere Greche, & altre 
rienxjt alla Gionentà*. Efìendo anco per tutti i Sefiieri detta Città altre Scuole Tubliche di 
Grammatica , & H umanità ,€on Maeftri vaiorofilfimi fiipendiati andfelji dal VubUco . 
DaW altro lato di effa feda >// entra in vno de ridotti de Vrocuratori, chiamati di Supra » 
quali hanno cara della Chiefa dt S Marco. Quefto ridotto ha treflan'^ netta prima fi eon^ 
jeruano Léri, e fcritture in firmari di betta forma , & dipinti gentimente à jlrwefco di 
ebiarofcuro con Oro . 

Isella feconda flanno i due Caflaldi, quaU rifcuotono, Centrate di effa Vrocuratia , epOr 
gano à chi hanno ob^go . 7{ella terta eh* è la più grande , più bella, e più commoda fi radìi^ 
nano i 'Procuratori . Tutte quefteftante fono fatte à volto confiucchi, ^ oro, ornate dUn^ 
torno de ritratti di molti Vrocuratori, che fmronof &fono al prefente di quefta Vrocuratia^ 
&deiDogitutti,chefonoflatiVrocuratoriinefiafinoalprefente,de qualiritratti molti 
fono di manodel celeire Tintoretto , cheficon^conodal frefco , & viuace colorito , cke 
paiono vini. Due ve ne fono di mano del Caualiere Tiberio Tinelli , cioè , quello di Franccr 
fio Morofinif Crdi Simon Cont orini, qualtraffe dd caiaucre. E anco dd medefimo Tintm^ 

retto 



314 DELLE FABRlCHfi 

fetioUChr^dep0jhiìCro€erfituuÈoininumei^aLwùi. riitti ie fitie f re Ut ^uefleirt 
ftsm^Kf riguardano fiipraaUa Tia:^.I>ifc€ndendoperlafHdetiafcaUf^ 
>ef/iyftaltra per la quale fi vddgl^alm due ridotti dewp due dtre Trikuratie. QueUé^ 
dalla forte delta Violerai è dellaVrocuratia diCitra con tre flange fatte a volto emfbtc^ 
€hii & oro9 ornate anchejfe di ritratti de f noi Vrocnratorif & de Dc^i vfeiti di qnefta Tro» 
curarla . 

Oltre à molti di mano delfudetto Tintoretto ffono nobiliffimi li ritratti delti Efm Marin 
Grimanif & Antonio Vrioli^fani dal Caualier Leandro da BafianOi il quale Perdimofirar 
ilfito nome dipinfe in mano dAUjlefso Doge Trial i vn fiore di Leandro, '^coìò Reniero ri^ 
trafse li Trocuratorii 'ÌUcolò J/'endr amino» f^icen^o riaro, & Lorenxjo Gabrielli. 

7{elt altra porta dalla parte della Zecca R entra nei ridotto della Vrocuratia di FUra • 
anclj^egU con tre fian:^ » nella prima mirafi vn'Ecce Homo , di mano di Giulio dal Mor$ 
molto bello. Sono ornate quefleftanT^e come t altre di ritratti de fuoi Vrocuratori » e Dogi % 
parte fatti dal Timor etto» da Taolo BrefcbiAa Domenico Tintoretto % da 'HicoU tLemero 9 
& da altri y doro fi Vittorio che il nominarti tutti farebbe diceria troppo lunga • 

Fabrica nouiflima di noue Palazzi per abicatione ài none 

Procuratori di San Marco « 



A D D I T I O N E. 

Fa dotto principio à così degnai e riguardeuole opera tanno 1 5 8 j . con fpefa del Tublicó 

ÌaVroct€ratori a Supra: stanno i%9j. fu dal Senato approbatafotto il Doge Marin Gri* 

mani con terminationcy che fi douefse feguire come fi è fatto fino alprefente . Dopò ilCan^ 

tonale adunque iella Libreria^ yerfo la panatteria, che confi (le dì tre volti, contiguo ad'ef^ 

fOffegue il Corpo diquefia mirabit Fabrica^ fatta in tre ordini ; il primo Dorico , // fecondo 

Ionico con colonne, fregi, comici > & altri ornamenti ,gjinflo all'ordine della Libreria , rfc- 

fcritta difopra dal Sanfouino. IlterxjD ordine è Corinto , e fu i'inueniione di f^icen^o Sca^ 

mo^f^jtrchitetto di molto nome, con fineftre, colonne, & altri vaghi ornamenti corri^ 

fpomtenti d gt altri due ordini di fotto . Valtej^ di quefia fàbbrica è di piedi 66. Lunga 

piedi 100. in circay^hrgapiedi i zo. nel primo ordine vi è il Vortico , che continua dal Ju^ 

detto Cantonale fino ah*eftremo della Viai^t con le fue Botteghe di diuerfe merci , e con 

quattro Unditiixhefermnooer tranfito addotto di efse abitatìoni, bauendo la prima il fuo 

btgrefso, e Cortile, che corrifponde alla Tiai^a del Tal f:^ . La facciata è tutta cofirut- 

ta, & incroftata di pietra viua Iftriana finiìfima. Gl^ .Archi, ò volti fotta a così grande , e 

maefiofa fabbrica fono ^6.& altri fette fono nel cantonale dalquale vien chiufa la Chiefa 

di S.Geminiano da quefio lato, fi come è chiufa , nelt altro lato dal Cantonate della fabrica 

detta communcmente delle Trocuratie pecchie come è detto altroui . 

2^cca. 

Nm fine tóU Libraria Tcrfo il Canate, giaccia Zecca , machina importante , 8c 
fatta dalSaafouinopcrordiaeddrEcceJfoCotifi^Tliodc Dicci ; la quale e fin- 
golarcpcrcompofiturai&tantormtachcauUa più, pcrciochc ri fono tutti quei 

luo- 



r 




^ ^ìsifog^XTìozVr^irpfkiqd^'otptddlPv^^ i 

S^orì» & nriniflTi per le cui Éimiyaflk J iinmfflgiiìdd4Upan) » Ma fra tutte fai- 
l Utfta^n Qtabil coGb che ella è tutta tefliica cosi di (otto come di fopra > 8c itu 

di I^Mb dimaoiera che pei<iortc;zzaà &p^ 
cuoo» che fé lepofia paragonare « 

^Layottttyiwcipafe ^rfdto Pian9( ccrciacbe vi fi4ewtra.aiicoperUdtta) dioxK 
Ara al primo iiiconcro la fode^za dell'eoifido • coociofia che è compofto 4*or4ÌQc^ 
KttfticomefcolatocolI>ori(x>*&iiiJuogo di colouoeò jxilaftri#die foUea^jonp il 
portone» fono due termini (colpiti» moko pili ^At|4i iFoavol ta de mezzo del natura-^ 
le: fatti nobilifiimamefite . Nel mezzo del Cortile ( alFintomo del quale corrono le 
botce^ò fucine doue li conia la moneuj) i pofto mpc^zo di fcurma ottangolare.^ 
(a la cui cima fìede vno Apòllodi pietra fcolpico dal Danefe Cattaneo ^ il quale tiene 
in mano alcune vcn^ed'oco » cooiigiiifii^tione^cheroro tiafce nelle vifceredella^ 

terra per rirtii del Sole» figurato da.gli antichi |>erA^l{a^4i falealprìmo« &al fé*- 
condapalfio ^r due (caleiregieche Tono airioc^ntro 1* «na dell'altra» alla cui foouni- 
tà fonoi ocundori » cfaearaoodano il luogQ . La princmal faccia di iiiori » rifponde 
fui Csoal grande d*ordinc» t>^trte Ruftico» He parte gentile » con tal mefcolanza» ch'i' 
dìktteodle altocduo» & fecondo Je t9gQÌc4k Vitrnnio . Le Sale fono in volto con le 
camere fecrete. Lajprigione dell'oro coniato e tutu di pietra viua per ogni yerfo : 
con fioeflbe groffipne di ferro» che ttguardano nella detta prigione» Sotto alla Zec- 
ca dalla parte dell'acqua» foQoper lat^ezza deUa fua faccia fra volto » & volto» di^ 
uerfe botteghe» delle quali il Publicojietrahe^tiie di momento per Joiito doueeBe 
fono. 

Hstquefto luogo alcune pinwc «icrmooaUli^ ' Iralt ^ili la tauola con la DoAea 
Donna» che fiede coi putto in braccio » fu fatta da fieuMetto Diana* 

A D I> I T I O N E. 



Mntrò àBapma frin^ale fimfiUMeJmsra9$fi4t^ ìHufp^UioJcolpité m marne, 
a tutf tond03 l*VttaJa Titimo affetti » eìalfirA daCivotitim CaniMffia » rafjtrefimanH. 
dueG^aHti9Ìnauodipercmieref& recidere cbémwHC pfwjMmefje murar mdèU0 Am^ 
mm qualche mal fiats arre€cauéh^iH^ Tmnmsécki^éitkMre àgteittranti . 

LeJMie^}edenedifopra4alSanfasmhtb^g90é^ 

tu per largheo^ della fm faccia ,fono fiate lenau > e ferrati i ydti cw marmi di cadine 

ri^licoyctnr^p&ndeme al reflo di efia faccia^ Oice fi Stm^a, €be .ciò fqfje fatto fa^ 

ricardo di vao » ch'era condennatom yita frigia^ » rimmerato poi della iUkei^ 

ti. Frale Titture memorabUi èilquadro con dm rùratti ^emflefi d 

tum^ alia Verpfte con Santi de ^oro 90^^ tkro Tratettori, fatt9 

da Benedetto Diana • I^tt altri ye ne fono di mano di 

Bonifacdo ^cioè laRegina Saka aUaprefem^ 

a Salomone t&tudoatatim 
deMagf^ 



Pe- 



3i(^ 0ELtE FABRICHÈ 

Fefcatui di San Marco. 

iilcantonilC] s'entra nella Pefcaria Urgai Acfawf |Mr 
i gnuiiri del Pt4>Iico t l'ofHdo della Saniti) delle Legne * 

i magaziDìi ri erano fqtien > deae fì fìbticxaanù fe tiauo 
}fle. vi erano anco cafotci di legno >dooe R teneoano i 
BaReptib.daiFiorentjni>&Leopardi hanud dalPreto 
li ordinarie > doue (ì tennero gii i Genouelì > dopò la rìcn- 
i fecero adunque iti va tempo medefìmo i granari > & la^ 
a della Trinità > acdodie prouedcndo il Senato di biade 
lueCTe doue collocarle. &acdoche renendo Icmcrcanrie 
> per mare) vi fbffe chi le riceuefie > & ripofte rìfcoceffe le 
giulFe & doùate entrate & prouentti che per qBèUe perueagooo al-Comane . 

InquefloIuogoadunque<&nclIa'PefcariadiRtaIto>fìtrouadaerolteil gtomo» 
tanta copia di pretioH pcfci in tutto il tempo dell'anno ■ Se fecondo le loro ftag^ml» 
ch*à itnpoflìbil co(a i poterlo cfprimere . Percioche (ì cofhimz perla più geoee 
(ciuantuiiaue fi confumt ogni fettimanajoo, buoi] ijo. Vitelli > con vn luuneco in- 
credibile ai capretti] di-po!Iamit8c d'altri cama^cbe vengono di bora ìnboradÀ 
terra ferma) di hauere ogni di fulanienracame& pefce. ilqtul pefce recamento 
Ippplifce in grati parte al numcrofo pt^lo di quella cittd . < 

Due Colonne di Piaeza. 

MA tornando di naoqp ajla Piasza > fono erette poco difcoAo dalla 6»caria * 
due gro(rc& alte colonne di tiranita» It maggiori di quella Citti . -Ptirono 
condotte da Collan tinopoli al numero di tre. & cffendo fu ceree caracche» nel ut^le 
ih terra ma di loro cadde in acqui > & cacciandoli nel fondo per lo fuo pcfo t Se non 
fipotendocauare^tmodoalcunovirimalé. Onde crefciuco poi col tempo il terre- 
noi (idee credere che lìamolto inprofondo. Etancorachene gliannìpallati* vn^ 
maeflro J'andaflc cercando per moiri t^iomi con vn hinghifl!mo> Se appunuto ferro ■ 
ch'egli cacciatta nel fango con fperanza di vno officioi che gj i (u promelTo : la fìta fa- 
tìcani vana . 

Oaede due adunq; fletterò per molti anni diflefe in terra^non fì trouando perfona 
cui batlafie l'animo di leuarle in piedi . Alla fine ni Lombardo chiamato Nicolò 6a- 
raniero k dirizzò» Si ne hebbe bonetto premio «oltre aI quale rolle pri uilegio > che i 
giocatori haitedero libertà di giocare i pie delle dette colonne ifenza pena 3lcuna.La 
qual franchìgia deigiocatotjconfennaanco il Bembo nel primo della fuaHifloria 
mentre dice. Fu ordinato* chene idadii ne ad altro gtuocho • che à fcacchi nelle eie- 
ta)& ij.miglia incorno non (ìpotellegiochare eccetto nondimeno i tempi delie noa- 
K, & le ho( terie j & cjuella parte dellà.Pjaz2a di S. M jrco, che alle due colonne è po- 
fìa> &c il qual vfo poi fu leuaro dal Principe Gritti. Et da coilui forfè deriuò poi il vo- 
caboloaibaratticri&ladroncellidal cognome dtqueAo Architetto) & fì diceche 
fece vn modello del Ponce di Rialto . Ricrouò anco certe cafle di legno , con le quali 



PVILICHE LTB/.VIIt (Ij 

dritè sd 8c tàiU mmdaua in cima del campanile! arena > pietre i Scalcina con griti^ 
diffima £3icuiti* & forco la fua difdplina s'aìleuàrono diuer/i Machematici » & archi* 
' tetti. S'è introdotto! che fra quefte colonne fi fa giuftitia de Rei > la qual prima fi fo- 
lena fare i San Giouanni Bragola. Su T vna di loro più vicina al Palazzo > è pofto vou 
San Marco in forma di Leone fatto di Bronzo > con la tefta volu verfo Leuante > per 
iS^no deirimpcriOf che fi tenne altre volte in quella parte > & fu Taltta è la (tatua di 
marmo di &Theodoro chiamau da Pietio Giulonzardo» che fu prefente l'ann. 1 3 29^ 

auando fu polla in cima» S.Giorgio • Nella cui ftatua fi nota auafi come per difotto» 
li'cUahabbia lo feudo nella man deftradouendohauerlo nella finittra» qualcofafu 
dal maeftro»& da Prefidenti in <]uel tempo dell'opera fatta con bellifiimo fignifica- 
to> perdoche fi volle con fi fatto fimbolo dimoftrare $ che l'animo della Rep. non fu 
4xm di oflfender aIoano> ma fi ben di defenderfi dall'altrui oflFefei jpoi che ella tiene ar- 
enata di difefa qneUa mano con la quale fi fa per ordinario l'ofFcia • Incorno i ouefte 
colonne furono altre volte botteghe ile quali occupando lo fpatio>cne corre tra N 
Tna & hahra» itnpèdiuaoo la veduta del canaki & arrecauano indegnicd & bruttezza 
alU matta» aria fanno 15 294 il Doge Gritti» per ricordo del Sanfouino» fece leuarc 
ogniimpaiimcBeoi & da indi in qMte colonne fi v^g^ al fondo* 

Tocrc delle bore di Tiazzìt . 

J jk U^incontro dall'altro lato deOa Piazza fu fatta la torre delle horemotabile quan^ 
Jt\ u altra fi fia« percioche è di affai honefta altezza > incroftata di finifiimi mar- 
mi • I>i fotto è vn portone per lo quale s'entra di Piazza in merceria > onde alla pri- 
ma veduta rapprelenta quafi come vna porta per la quale fi vada nella città . Di fo- 
pra è io borriuolo» che moftra le bore col raggio > il cui circuito occupa gran fpatio 
di luogo. & fotto al cerchiof che contiene i numeri fino à 24. fono i fegni del Zodia- 
co» jn campo turchino mefTo i oro . Et vi fi vede parimente il Sole & la Luna > quaii- 
ào i (egini h riceuono di mefe in mefe > percioche cam inano infieme col moto cele- 
Ile. Di fopra al tondo terminato da vna bella cornice» fiede rimagine di N. Donna^ 
di tutto tondo» grande come il naturale » 8c indorata » i au' piedi le gira intomo vn^ 
mezzo cerchio m fuori » & ella è collocata fra due porticene » dalIVna delle quali vf* 
cendo vno Angelo con la tromba » è feguito da i tre Magi i grandi quafi come il na- 
mrale: & paflamtole dinanzi le fanno reuerenza col capo » & entrano per l'altra por- 
ta »d forza di mote» che danno lóro il moto» & il girare. Pili alto in campo azin-ro 
fiellatp» è fcolpito va Leone con l'ali . & su la fommitd della Torre fono due flatue 
di bronzo chiamate Morì dal Volgo, nel mezzo de quali è foflenuta vna campana^ 
grofla fopra vn palo di ferro» su la quale le ftame battono le hore à vicenda » con va 
martello per vna » fnodandofi da mezzo in fu con arte notabile & bella . Et qtiefla^ 
operafuiabricatarannoi49^.daGian Carlo Rinaldi da Rhe^io • Il quale huo- 
mo £amofo nelle mathematiche »& di molta efperìenza jn cosi^tti magifteri» fa 
chiamato dalla Repub. dalla quale rimunerato cortefemente Se prouifionato con 
.Ttilt de fuoi difcendenti » fi fermò in quefte para » & fece diucrfe cole degne di me- 
moria^indiuecfiluoghi deUo flato.. 



AD- 



sii 6ÉLL i ^iJA'tfftìCHff ^* 

. À i> u 1 r r o N E. 

in cent ftfle fùkimi » & egn^horoi ddgi(nn»fer tuno U $ etnfo > €Ì3e atra la Piera icU*jt^ 
ftenfkne^ 

In ifuefìhpitimiìemfì fhm^ir fregati imaim 
t$Pai;urro^fjhcbefarealfrefmtevperanmm / 

» 

Palazzo Publico • 

T>ErIkncadi SàftMiurCh èlieuato il Piltteoàtìh^gciocU. Perdòche portammil 
X^ Rialto ilTrono Ducale» Angelo Panicipatìo I>ogeNoao9iiicdeincOQCaiience» 
felice prindpk) à vn hiogo puhlicoiitoac fi pN^edc ammlmficarris^^ j 

Fu pertaneocominciataclOQe R vedci fkitio al pónte cfdfat ps^ut 9 ìSc nCpòndwie 
fiilCttial grande . Atfe > &iti4ri^oj^à Yolce ^ Petdodie Pietro Ùrfeolo ^ptimo di 
que[kKK>nKscheia^l%mK>-^7& corniti»^ f^brici jEbbrociacaper auaaq 4^ 
popolo» quando ammazzò Pietro CandianoDefge» la finì. Et Panno iio5. vfcito 
fuoco di vna caf a priuata> & diftcìitco San Lor^nro^n Seiicro>San Zaccaria» de San- 
taScolaftica finoi San BilbiarTé pftrteàé#aIa«Ee»AflèDaChiera di San Marco » de 
fottoGiouanniMocenigaEU>ge7i.chcYÌirelìuinoi477;fiiconrumatoin vna notte 
buoqa^parte del ParaxzoDuealc. perche ha^nddwiiminiftro lafciata per trafqirag^ 
^inp» Yiiacandela accefa nellafuacappclla , cadutavi appiccai! ftbcb » fl qoale' dl^ 
icendo (Inutri il giorno fe^nte » &. la notte alle 4. bore diede faorìla fiamma -^ Il 
medtfimo'auenne róctoLui<>i Ntocenigo Doge S4.ranno 1574. condofiacbe haiien^ 
dofifattoilAioamuialeign ii» di Maggio »& celebrato vniblenne conoitoin ihi* 
lazzo: s'acccfe il fuoco per poca cura de luoi miniftri» in vna camera» per la qnalTa<» 
kndoallc Tcale difopt^a» s*abbruciò il Coll^io» l'anticollegio » & laSaladel Pr^iuti » 
fitauentata/i la fiamma ^llaChiefa» liquefece vna.Cul>a di piombo» &.piii oltre (arcb* 
be andato» fé la gente com^t tanto incèndio» non lo hauefleefb'nto. Il medefimoa^» 
uenncfbttoSebaftianoV^niero DogeSs.alIora che s^àbbruciò la SaFi^ dU Gran^ 
Configliacoaqaella dello Si:rutinio. I quali tutti fuochi & dltrì apprelfoihò auertito 
per la hiflorìa > che hannopced^to inogni tempo guerre $£ trauagti » dopò le ouali 
fono feguiti felici Scauenturofifoccefli: Percioche nelllnfantia della Città »aiiero 
a4.cafe ditauok nelMfola di Rialto» & indi ipoco Arila ritornò d*Vngarik:& tic fc^ 
gui che Rialto fi augiunentòdi popolo» & di nobiliV con tanto acctefcimcnto» che le 
cafe di Ic^no>(imutatx>no in ricchi palagi di marmi .* 

Sotto PietroOtóidtano s*abbrucio il Palazzo » 8c noftimoltò pcn vchncro i Siradtó 
in Italia» & foccefTe che Piettt>Orfeolo Doge gli vccife & diftruflfe . Sotto Ordelafe' 
Faliero il fuoco disfece 16 Jfolc» conùndandb da San Lorenzo come siè detto » fmKJ'à 
Sàn^Baffi)» & pocodopò il Rè d*Vhgaria moflc la guerra in Dalmatia , pet le cofc di 
Zara» & ne fegui» che il Faliero ricuperò non pur la Dal matia,ma j^umc àHTiwpe^ 
fio Veneto granparte della Ctoatia. Et nel tspmpadi SfcbafWano Ziant atfcWfola di 
SlMaria Matcr uomini con molti edifici- pCfWichi & priuati,8cfra pochi meli» 6ilx^ 
:rracon Federigo. Impenper PapaAleflatiaro . &.aucttne die fìprefe Odiooc^fii* ^ 
iuolo» Se la^Repub. ne acquiftp grandi IloiHj^ri . 

^ — A^ j — -^^ntarini&'abhcuccid ilmpratero delle Vergini > indii pocoLco* * I 

polda 




«^ 






^VELICHE LTB. VIIL $19 

poldo Dua di Auflria fcorfe fui Vinitianot & ^on tnpico dopò h rotto i de fcacciap 
ip da noftru Sotto Michele Sceno arfe il Campànil di San Marco > & nacque la guer- 
ra del Rè d*Vngariagouernau da Pippo Spano :& occorfe che Pippo mniortOffi 
bebbe il Friolit & s'aggiun(e allo (laro tutto quello di pili ch'è da Vdme in Id • Sotto 
Giouanni Moccnigo arfe il Palazso : fi mo(le Farmi contra Ferrara i & ne fegui che 
fi fece 1 acquifto del Polefene di Rouigo . Sotto Leonardo Loredano abbrucio Rial- 



roppe Tarmata fua con faluezsa di tutta Chriftianitd . Sotto Luigi Mocenico abbru* 
dò il Palazzo» Se fu moflala guerra da Dio i che eftinfe in Venetia molte migliaia di 
perfonct & la falute fui<:he efTo per Tua mifericordiai vinto dalle preghiere de giufti» 
uberò la Città in quel tempo à punto nel quale fi credeba che il contagio doueflo 
con ma^ior progrefTo eltinguere il redo. 

Ma ritornando al filo del noftro ragionamento primiero, venuto aì Principato 7<f • -V-*^ 
SebaftianoZiani» che vifle Tanno II7J. non folamen:e rino.iò il Palazzo t ma lo ag- Péu^^'^/i 
grandi per o^ì verfo • Ma afcefo al Ducato F^anccfco . Fofcari > che fu Tanno 1425 • ^ 

panie i Padri d'ampliare il Palazzo» Sciarlo condegno i tanta Piazza» & i tanta cit- 
tà. Et cominciando dal detto cantonale doue fu lafciato il vecchio > H tirò fino allx^ 
porta grande » che fi chiama hora^alla Carta : & coperta la faccia di marmi rofii & 
oianchi diftinti in piccioli quadri» il detto Principe vi fabricò la porta di marmo icon 
la fua ftatua condiuerfe fi^e. Cominciando adunque il Palazzo di fuori fino al 
canto dell'armamento ha 17. volti» & ogni volto è largo io. piedi>che fanno in tutto 
perlung[hezzaconlecolonnepiedi2oo. DalTarmam:ncopoi fino alla Carta fono 
i8. volti della med^fima larghezza de gli altri» che fanno per lunghezza piedi 20;. 
Le colonne di fotto non hanno bafe» ma capitelli. A mezz'aria corre vn pogginolo di 
colonelle» co fuoi voi ti acuti alla tedefca» da quali procede la fortezza ai quefta ma- 
chiiUf 6 come noi moftrammo altre volte al Senato » jier vna noflra fcrittura » che fi 
legge nel nofim Secretarlo. Da indi in sii» la faccia è (oda fino al colmo » il quale era 
di piombo»ma efiendo feguito Tincendio nel Palazzo Ducale » l*anno 1 5 74. fi copri 
di rame. Percioche fi conobbe che liquefacendofi il piombo» & cadendo su le traua- 
menta» accendeuano molto più rodo la materia fecca » Se era in confequenza cagio- 
tte di maggior danno. Dalla parte del Canale fotto iportichi fono le prigioni che^ 
vanno in ctentro nel corpo del Palazzo^ ,^ 

Ma tornando alla porta maeftra» diciamo» che le fu dato principio Tanno 1439. & / n^^^* '^ ^ ^^ 
fu fabricata d^ fommo 4 imo di marmo in forma piramidale . Da i lati fono quattro ^ 

figure poco minori del naturale dimoftranti le virtù nobili del Principe Fofcari. & 
dì (òpra alTerta è fcolpito vn Leone alato» di molta bellezza , con U ftatua del Doge 
in ginocchioni ritratta dal viuo: & fii opera di Bar tolomeo Bonq> del quale s*è detto 
più volte. Scriue Pietro Guilombardo » che nel luogo fteflò» Tanno i ? ? 5- ^ portato 
vn gran faflb del quale fi fece vn Leone » che fii porto fopra la porta del Ducato • lui 
all'incontro preflo al Battifterio» i due pilaftri quadri lauorati alla Soriana con lette- <^-^f, 
re in quella lingua, ma non intefc» fi dice che furono portati d^Acrijpsrch^ haucndo- ,^^ rir t^ 
la Menlchefad^ Rè de Saracini affediata & prefa, Tanno ia9i-ladittru(re»onde i Vi- 
nitiani che vi fi trottarono» fé ne vennero alla patria» con 7.famigne principali del 
luogo, che furono poi fatte nobili di Venecia . Et con quei pilaftri ch'erano aU'vna-» 
delle fuc porte» arrecarono dincrfe altre riccliczzc, nel tempo del Do^e Pietro Gra- 
^ X dem- 






ìli DELLE FABRICHE 

denigo • & etiti quelle portarono goel peno di colonna > doue (ijFamio i btndf » Ac le 
qdatcrd fóure di por fioof che s'tbbraccìaiio infieme 5 coflocate fbl caùtoitàle delfau 

ffc.' ^^f^ Ràtru delle gioie di S.MàrO). Da quefta porta appirifce in faccia la fcala veramente 

reale dtcandidìffimo marmo lauoratad ftrafoti> ia quale (bmdofi ai campanile» fi 
fCttòpre dalla cima in fondo j & (i fa il medeiiitio quando s'entra in Paiauò per fian- 
cò i per lo apparenti (lìmo fuo fìto j per Io quale (i formano due Cotti s là grande 8t' 
comuncflc la picciola de i Senatori . All'incontro della fcala pure in faccia $ ta fabriC* 
fi congingne con la Chiefa» con vn tolto di diucrfi ornamenti 6c con buon numerò di 
fijjurè grandi quanto il viuo> fatte di buòna mano prima fotto il Fofcari> 8c poi (otto 
il Principe Moro, che fu Tanno 14^2 . Et per fianco ù fale per vn^tra fcala coperta^ 
di piombo chiamata la Fofcara , dal cui capo fi circonda per tutto if Palaztor 1 doue' 
fono fopra la cortei corridori fimili i gli altri fòpra alla PìMtz > fra i ^uali corridóri 
fiono le flange chiamate Corti ò tribunali de Giudici, che tengono ragione . St di fot** 
/^i,,-^^ to di effi nel mezzo della Corte , fi veggono due bcjliffimi fotti di bronzo fttagliaf £ 

di fogliami & dd figure^di mano di Nicolòj^^oaiti & fratelli.Ma tornando alla fca- 
la principale di marmo (bercioche filale al Faiisczo per quattro fcale ) fi tròuano ttd 
fuo piano due Colofli ò (tatue di marmo > chiamate dal popolo Gisauti $ che appòr^- 
tano macftd & grandezza alla fcala. Et Pvna fu figurata per Martc,& l'altra per Net-* 

^t^.^-ySiÌM^ tunojfìgnificatiueamendue lo (lato di terra Sdimarc /di mano del Sanfouino> & 
.^^*- porte in opera Tannò 1 5 <5(5. All'incontro delle quali fi vede vno Adamo» 8t vna Eua di 

yC ,v> 'i suu^^^ tutto tondo, fcolpite da Andrea R iccio Padouano , con diligente fattura . La faccia 

,v. ^ ^ del Palazzo Ducale Cpercioche quello dauanti su la Piazza è dd Publico per i Magi^ 

ftf atii & quell'altro fii fatto per habicarionc particolare del I>rindpe)cominciata dal 
Doge Marco Barbarico, Ìl finita da Agoftino fuo fratello, & focccflorc, fu opera d*- ' 
AjTtomoJfeegno Architetto , & Prothomaftro del Palazw . Di rincontro alla fcala^ 
predetta in faccia del corridore apparifce nel muro vna lapida tutta d*oro, poflaui i 
iionor perpetuo di Henrico III. Re di Frauda & di Polonia per la fùa felice venuta^ ^ 
Tanno x 574. doue fono fcritte con fmalto roflb in campo d'oro quefle paròle • 

Henriciis II L Gallile Rex & L Poloni» Chriftitnirs. àcce* 
pto de immatura Caroli V HIT. Galli* Rcgis fratris con- 
ìunAiflimi » morte trifli nuncio è Polonia in Franciam ^ ^ 



ineundam Regnum hapreditarium properans , Venetias 
anno Salut. M D LXXIIIL Xini. CaJend Auguftr 
acccfTjt . Atq.abA/oyfio Mocenìgo Screnifs. Vetietorum 
Principe! &omml>ushuiurce Reipub ordinibusi non mo- 
do projpter veteris amicitiae ncccmtudincm , veritm etiam 
ob fingularcm de ipfius esimia virtutcarquc animi ma- 
gnitudine opinionem , magnifìcentirs. poft hominùm mc- 
moriam apparata , atq. alacri Jtalise proprie vniucrf», fum- 
morumq. Prìncipum prjefertim concurfu exceptus cft. Ad 
cniusreigratiq. Regis animi erga hanc Reropubl memo- 



ri am 



PVBLICHE LIB. Via jxi 

rfafls (émplttrntm Senatus hoc monumencuni fieri cura* 
nit • Arnoldo Ferverlo Secretioris Confici participe > Regio 
apud Remp. Legato , id edam poftulante • 

Ec l'omimento actorao alla predetta infcrittioncdi marmo > con fettoni &/igtife » 
& fogHamif fu di mano di AkOandro Vittoria . ^ 

La predetta beltifli na fcaU con la faccia dcìFcdiGxio^ fa comandata dal predet* ^^^..^....^vt^ 
-to An tonio Bregno » 8c gli intagli it^ttefcfaene volti iacima alla fcabit furono, fat**;^ F^f ^^^ 
ti da rv^tp^ptgft ^ j f Bernai^no Mantouan i « Dalla finiftra del piano > vicino i vna 
fcala per tefta > è fìcuata la Cappella di San Nkolo fatu l'anno 1 1 1 x« dal Do(^ Pie«- 
tro Ziani per comtnodiri del principe > il qoale per legete era tennto andarui ogni ^ 
mattina alla Meira»aaanci che fi facete la Sala celle tel):e « & la Cappella vicina al cA/^^r/^- 
Coll^k>»maeflèndoillu<^o dishabitato» & qtiafi disfatto per la vecchiezza » il 
Principe Leonardo Lorèdano lo reftaurò> Se ri fecela facda di marmo > che. rifpon- 
de fula Corte de isSeoatptit fì come (t vede per le infégne • Et in kiogo di colmo > vi 
fabricò vna terrasta di fopra> che fenie per giardino» & getta in cafa del Doge. £t il 
Principe Grittt ti pofe fu rakare la palladi marmo con figure ^i mez^o rilieuo^onde 
ridotto il luogo i bellézsa j la Signoria vi afcolta ogni anno vna Meifa folenne > nella 
feftfuitd di San Nicolò. ' .. 

D*altrapatteneiroffitiodeirAuo^ariac affife vn quadro di lacomo Tintoretto 
€0Q tre fi^re al naturale dal viuo » di tre i^uogadori inginocchioni > l'vna di Octa^ 
mano Valicto Sehatore di prudenza » & di bonti angolare» Se di conofciuto valore > 
Pakra di FrancdcoPifani>& la terza di Michel Bono»$;entilhnomini fìngolari. Et 
poAo difcoftoda loro fi veggono pur nel medefimo quadro > i ritratti dA Nicolò Pa-^ 
damhO) 8t di OttauianO Vallerò % amendue d'animo veramente nobile > & principa^ 
liflimi Notari Se Secretati di quel loogo . Et più ohtre nel ridotto de i Cenfert > i due 
Quadri di pittura furono » IVno fopra la portaid* Antonio Palma s l'altre all'incontro 
oiCamiMoBaltno. - v ,^ x»!icyi.,v.. . 

C^iindi Viano i mezzo del corridore del Palazzo Ducale fabri<^o di nnouQ dal 
Doge Donato come fi vede per lefiie itiTegne > è la ricchi^ima fcala che conduce al-* 
le ftanae del Prìncipe dalla finiftra^ & dalla defha per vn*alcro ramo alla Cancellala i 
te al Collegio s la ti.ualeiti lauotata di Pi tture > da Battifta Franco » & di ftucchi da^ 
Al cflandroy ittorift% (otto ì Prìiìdpi Prioli. Alla fommird della quale » il Salotto col 
foffitto dfpÌnto7& mefeò i oro con quattro quadri all'intorno > fu di mane di laco- 
nio Tintor etto . EtdalIafinfftras^ntraallaCancellaria,doue fi confcruano rànci- 
che & le moderne fcrkture della Reoub.mancffeiate da Secrerari eletti del corpo de 



J>4U- ^^^ 



j v^icczaini > oair eccello M>niigiK>ae uiecheon vn tiiprema capo loro» cne 
tolo di CanccltierGrande . Il quale carico fi dorta con groflì proncntij & con 
fé prcn;tincnzef dal' Maggior Configlio > allVno meriteuole de i Secretati > de < 



diucr- 
durakì 



^ 'accompagna ...^., — , — ^ -. — 

che (][tieftoofiìtiofoflb da 400. anni in dietro. Perche per auanti non fi nominai 
non il CanceHìcro del Doge . 

' Ma perche la Repi^. crefceua nelle facendc> Vintrodudc vrfakro Cancellieto d 
Coa)une> che fu poi detto Crandei rifpetto i quei due Cancellieri del I>oge > ch^ 

^ X % chia- 



$11 DELLE F ABRIGHE 

chiamano Ia&riori>i oiiaU altre volte furono tre • Tiittauta non voglio ccHar di di* 
recheranno 1314. vn Marco dalla Vigna chiamato da alcuni Cancellier di Vene* 
tia& da alcuni altri Cancellier del Doge» fu fatto Patriarca di Grado ; £e che l'anno 
1321. ouero ij 53^ vn'altro nominato Andrea Dotto Cancellier di Venetia fii creato 
Vefcouo di Cbioggia • La cjual cofa ancora che apporti quialche dubbio in quella-» 
materia» crédécò die foflTe intomo sIfiCancelliefi del Doge» poi che fi vede deter- 
minatamente il tempo de Cancellièri Grandi del Comune . Percioche Tanno 1257» 
fifa mentione di vn Corrado» & di vn Maeftro Tanto Cancelliero • Sotto à quali fu 
ftatuito » che fi fcriuefle vn Libro » doue folTero notate le giurifdittioni della Rejpu** 
blica» doè patti » priuilegi » feudi » & cofe fimili. Et che bkre à ciò ogm' CoofigUeto 
haueiTe il fuo capitolare a cafa»& vfcendo di oifitio lo reftituiflè • 

Si l^ge in vna commeffione del Doge Zeno fatta Pdnno i2tf7.vna fottofcrittione 
di quella maniera. Ego Canradns 7{otmks, & Ducalis jiaUt f^enet. CancelUrius • Et 
in vn'altra fcrittura formata l'anno 1 268. è fcritto dal Doge . Manu aoftrafiibfcri^ 
mtiS3& iffam BuUa noflra aurea communiri mffifnusi& per màtmm Conradi C^iféofira 
Cancctlarij fecimm roborariJ^t Tan. 1 273 .fotto Lorenzo Thiepolo fi legge in vn patta 
coni Pifam. EtprHiens vir Conradas ùHcalis u^nla Venettarum CanceUariuSi Sindkusf 
'ProcwtaMyty certHs nuntius di^i Ducis &c.TTou<y parimente il Cancelliero con tito- 
lo di Maefhro.Perdoche in vna commcifiont fatta dal DogeTanno 1281.fi le^e^> 
^Sum Venetiis in Ducali VaUtiOyprafentibus Mazijlro Tanto CanceUarie^Rufticljm Be- 
nintendi^Marco Siboto &c.CotxMO medefimo fi 2ottofcrìue»£f Corradus Tiatarius et 
Ducalis ^ul£ yene tiara J^otarius . Et voglio credere che quefto Corrado fofle il pri- 
moichehauefTc titolo di Grande» il quale fi] della fanuglia de Ducati & vifTe l'anno 
j2tfg.A coftui focceffe Tanto Tanti Tanno 1282 . & quclH due furono infiemc amba* 
fciadori in piti luoghi i diuerH Principi per le bifogoe della città. Se^ dopo coftoiro 
Nicolò Pidorino l'an. 1 32}.& vifTe in quello hooore 24.anni » & dopo hii l'ann. i347« 
entrò Benintendi de Rauignani j huomo celebre per lettere » gran pratico delle cofe 
del mondo»& adoperato dalla Rep.in molte kgacioni»& fu grand'amico del Petrar* 
ca»& vifTe 1 8. anni. & gli focce^e Tan. 1 3 tf 5. Raffaello detto anco Rafaii^o Carefini 1 
non punto inferioK d Benintendi % percioche oltre alle lettercicra huomo facultofo $ 
di molto fe£uito»& anK>reuole allapatria»onde nell'occafione dell'a(priffima gnecra 
de Oenoucibhauendo aiutata la Rcp.con le fue £!icult;i»fu fatto nobfle del Con%liOf 
te con tutto ciò volle continouare nel fuo grado . Sdrifle la hiftoria delle caie di Ve» 
netia»continouandoquella d'Andrea Datolo Doge» & trattò i foccefli del Principe 
Andrea Contarini . Mancò la fuaftirpe in Giouanni fuo figliuolo» che fu Podeftidt 
Vicenza» molto diffimile al Padre. Dopò Rafainoi che vi(k 25.anni»hebbe il fuo luo- 
go l'anno i^po.Piettode Roffi cognominato Quaranta»chc durò 4Utnni . Et morto 
coftui entro Tanno i ^94.Defiderio ò Defiderato Lucio, alquale focceffe indi i 2.an- 
ni Gian Vito.nel cui fuogo fu creato Tanno 1405 .Nicolò di Gherardo .al quale ven- 
ne dietro Tanno feguenteGioiianni Piumazzo » & l^mno 1428. fii creato Francefco 
Beuazzano»progenitoredi quello Agoftino » che i tempi nofiri fu riputato aflTai d^Ua 
Corte Romana»& celebrato dal Giouio» & amato dal Cardinal Bembo» come Poeta 
illuftre nelle cofe latine & volgari, al quale fcgul Francefco dalla Sega Tanno 143P. & 
viffc }i. anna & hebbe per focceflbre Tanno 1470. Alcffandro dalle Fornaci cogno- 
minato Salone» che viffe io. anni» & diede luogo i, Febo Cappella » huomo di i^ran^ 
fentimento » & fpirìto nelle cole di Stato 9 8( di riputationc a ^ di molto merito con 

la Rcpublicaranno 1480^ 

Et 



,• ♦ 



FVBLiclrE 1*16» vai. IH 



•' Bt indi 11. ànm hébbe ù foo grado Gioaanni Dedo t ri cordato ipeflb nelle hifk>rie 
MiUiche per la fua prudenza» & per le cofe fatte da lui in tempo di guerra & Ài pace • 
Al quale ieg^ Panno 1 5 io. Luigi bardano (^anticbiffi(na famiglia>& che deUe glab- 
re di Padotia hebbe carichi imoortanti» & fu Proueditora i Mirano in ^fuei maneggi. 
Ne quali fodisfecc cofi bene alla Repub. che il Confìglio de Dieci lo faonord afiai co 
firoi decreti) come in quelli fi legge . Et gli foccelTe Tanno fegnente Francefco Fj^« 
nolo Giurifconfuito • al qual venne dietro Tanno 1^16. Gian Piero Stella Cauaiier» 
honorato » di molto noiBe > & amico di quali tutti i Principi edemi » che riffe fcttc^ 
anni • Dopò if quale entrò Nicolò Aurelio Tanno 152 j. perfonadi molte lettere» ma 
sfortiinacoi percioche rimoflo dalla degniti » fu potto in luogo fuo Hierommo Dcd^ 
per i (boi benemeriti & per ht memoria di Giooanni fuo anceceffore • Dopò coftui 
habbiamo veduto Andrea .de Francefchi grato alla citti» ofiitiofo per gli amici > & dt , 

ottimi coftumi» Lorenzo Rocca perttiffimo delle Leggi di quedo 5tato» 9c huomo di 
molte lettere» Gian Fràncefco Ochoòono » memorando per l'accorcezn del fuo vi** 
piciffimo insegno» & di così profonda memoria ( della qual fece gran profeifione^ ) 
che fo miratnle ad ogn* vno • Andrea Fria&£Ìero di moka banti» èc Diouanni Formen* 
toy chetine al preferite. cA X/" 

Ora tornando al nofhò primo inftituto» s'entri (pofpofta la Qwiccllaria)nelSaIo-w^^^ 
ne dinanaii all^ Antioollegi o» & di quindi nel Qollegio^ Era quefto I gogo <^^ anni fogo » t.<? if^^f ^ e 
ornato marauiglfoTafnente» come ridotto principale del Doge » & della Signoria^ • 
Percioche oltre alle cofe meffe i oro » & fatte di marmo » vi erano tr« gran quadroni 
dipinti da Gian Bellino» 8c daTitiano» i più rari & fingolari ch'efli faceflero giamai » 
nel maggior colmo ò vigore dello fpirito loro più tiuace & ardente in quella prpfef- 
ikMie. NelT Anticollegio era vna tauola dltalia co(i perfetta nelle (uè mifure» che di« 
uerfi Principi ne domandarono TeiTemplare . Il Salone auanti alT Anticollegio haoe* 
uà il foffitto nuouo» carico d'oro» 8c ammirabile per i fuoi intagli » con pitture efqui* 
(ite fatte da i primi di quede parti » & le pente di marmo pano colonnate & figurate 
con gran maettria» le guati tutte cofe furono gjafnmy g ^ fa^gq f^tt^^lSlX ''^ 
luogo delle quali ii veggono al prefente altre bellezze di colori- & di Ibicchivera» 
mente reali &condefflud tanto Dominio, Q>ncio(ìache nel primo Sal one per co » ^^A a V 
tranielT^jllticoIIegio» il folfitto è fatto alla Romana con ori & ftucchi » & pitture ;1I ^^ ^y ^^.^ 
fuo compartimento fii di nUnó d' A ndrea Palladio» gli f hicchidel BORibaroa» & 4'al< ^ . / ' ' 
. tri Scultori » le pitture di lacomo Tincorcctio » 8c linueatkine iii cohii che fcriue Ic^ 
jMrefentf cofe . 

Quedo è didinto in tre quadri. Nel primo Venetta è mandata da Gioiie in quede 
acque» perch*ella fu fatta per dirpodtione di Dio » acciòche vi (1 cònferui la religicme 
& la liberti chridiana. Nel fecondo fi vede vna donna che rompe vn giogo» con altre 
figure attorno» che portano il pileo infegna deHa liberta » percioche eflendo nata li^ 
beta» ha mantenuto » & mantiene l'antico fplendore della liberti d'Italia » alla qiiale 
tutti rifuggono come in porto ficuro » àc libero i ciafcuno » per conferuatione della^ 
▼itia Se delle faculti. Nel terzo è dipinta vna Giunone accompagnata da diuerfe <^ir« 
tu» (igntHcatiua di nobiltà. Conciona che nel fuo principio i nobili partorirono que* 
do domicilio > & Imperio » & mantennero fempre incorrotto il fangue loro illuftre . 
Dalla parte del Canale fopra alle fìnedre è efpt^iTo vn Nettuno» che fpofa Vcneda^-' 
in memoria di Papa Alcflandro IIL che diede il dominio del mare i Sebadiaoo Zia- 
ni Principe deHa Kepub. Dalla parte verfo Piaeza fi vede Venctia Vergine » la quale 
.<on la fua incorrotta patiti> fi difende dall*infolcnasa altrui» & s'appoggia al mondo» 

X 3 per- 



, J14 DStUE PABfUICHia 

Nelle otto maodfliieipirle' per icntto il cofnponimento^ fi raf^prefentt Io fiato del* 

laiBLepnb. |ìitclieM&oodt|Mace<>ctafigarc per otto Cittd principali. Coftciofìa^ 

chcJicUaioma jèpofta Veoonao)! fuo beUi/fica^i 8c antico an&ceatro » Netta fccon* 

èt^9Bàom»Agi$mc$Ufcrì\ibnchckb>B Nella terza BreCcia circon^ 

éata dait*accne> ddfe quali la predetta è cof^ofa fabricatrice . Nella quarta i'Iilcia^ 

cbe tiea la corona ia niano> non cffeodo più in podefti di tette coronate. Nella quin« 

ta Treoifib» con dkierfi prii^kgi & danari» & CNM h ^da per la pu^ 

fa la prima deUe circontiicine che fi detfe alla Rcpub.& donò aUa Signocia non pur ic 

•leddimai tna anco cotte le ine particolarì entrate del cofOBne che fono abbondan«^ 

ti • NeHa icftala Patria del Frtoh che mecte la fpada nelìasuaìna p dopòoioke ener* 

re fotte da iPacriardiid'Aquiiea eoo quefloftato. Ndlafettivia Vice«acoa ouier- 

fi (hictiffcrcioch'diaè ilgtardinodi Voietia.fit odia ottaiia fi figura Aldoo^Acri- 

fi ''^4cbConaodaigUe&rouineperraQtichi(i^I>iqoeftas'^^ 

/'Jjci^iQ roxxil fofiiaodt ftucchi» & poi ndCoUegio con beUiffino» & vivetelo con fnirabil 

ijf^^i ^ compartimento ricco di moltx> ordTperaoche fi contengono mJ fuo campo éuut^ 

/ ;.^ qaadròoicon vnoooatooel ateno«ridnd ai^òmo d'akve forme di figure sferiche 

le acute che lo rendono vaghtffimo airaltroi veduta. Nel primo é dipinto» k Giafti- 

tia>&laPace»chelionoranoIaCìttidiVenetia.Nell'ouatodiipezsoé larel^iooe 

con YQ facrifido. & oeU'altro qoidco rerb H Tribunale del Doffi fi contiene ?n Mae» 

re&vnNeàiina»perlafìxteKzaditerrajacdiniarediq^e(h>ftato Nelprìmocon* 

do fopra aUaooru fi iMgr^C VSTODES LIBERT ATIS. Nelfecondo ói ibpra REI- 

PVB. FVNDAMENTVM. Et à piedi NVNQVAM DEREUCTA.Nel tet9 

ROBVR IMPERII. & dalla deftraddla porta lui^o il muro è dipintala moderan* 

ca di Dauic & di Solone. L'induftria di Archimede » & la manfueuidine di Claudio • 

fit dalla fimAra» laliberalitid'Akirattdro» la Continenza di Marco Curio» 9l rObo» 

dienzadi lisonida^ NeghouatibisUin^ghi dalla dei)ra*nel|H:iflsiola (cmeuadi Siila» 

«d ieoQodo»rofièrta di uccio di morir per la Patria» nel terso Caronda che per can« 

femarle lue Leggi fi diede la morte. Dalla fio^a nel primo la fortezza d'Alcflan* 

rfrOtOd fiicondo il Sacrificiodi Aleflandto fopra dodici altari» ne! terzo Seleuco >che 

/ ^ r £ fa cauar ^i occhi per la giuftitfa. Vi è parimente U Fede &U Concordia con altri 

' / cmameoci. Infaceta del qualfoAtto»d punto di fopra al Trono» vi é figurataper 

* Venetia » vna bellifiima R^ina coronata » la qual coróna col corno Ducale » Seba- 

filano VenéerOychel'i dinanzi in ginocchiooi vefiito-cU bianco • £t aitto fii opera di 
Paolo" ' -' • .^ •. . .^ 




w f 



so. 

là Catìccllaria» 

sid quale fi diede principio i ridurfi il Configlio (brande » & durò per cotale eflfettQ 

£n0 all'anno 142 ^ Perciochc parendo » cbe il luogo non fofie capace » fu ordinata^ 

:^. f^ la Sala fui Canal Grande» la qual fi fini nel predetto tempo del 423. & fu la prima 

^ ; , . ^olta che vi fi fece il Configlio . onde il prdentc rimafc per lo ridutto del ConfeUo 

xiciPcsadi. -^-»-. 

In qucfto adunque il Cicto fu fatto per difcgno di Chriftoforo Sorte Veroncfe : flc 
ne quadroni compartiti incorno alle mura» fi dipigne di continouo tutto lo Stato di 
Terra Feima pofledoto dalla Repub. di p^efe in paefe» con le difianze » Sl i firrdcJr 
le città» delle Cailclla » & de tantori j» co loro confini » in quella m^mif ra che fi vedp 

vna 



pvBtìCfiÉ tis. vnt m 

Tfti piatte del mondo nella Sala dciOoge* M prelfo feM^vndkf IiKfKrMorì di mar- 
mo» fatuo il vero» tutti antichi & beUi $ quanto pia R pofla defidcrare % 6c di molto 
preigio» parte hauute da diuetfe CìitA^ & parte da Principi > cheUrbatmo donate « & 
m teda vièpoitoTn*alcarcrperd9»eircMcesde por ftakrecrtca incaci del I)oge. ^ ^^ 
Et da altro lato è la C hiefuola>^d oue la Signoria i hora di ter^a » afcolra ogni gk>mo o/^ ^ ' -^^ 
la Meflfa • La palla del an Aitare, con m Oirt{l0 fls^eftatv è ncMifs» quanu altra (i 
fia nella Cictd>& fu di mano di vn Fiammingo « y^ /^ 

Ora «fori d i<ncitt looghi^pai&alfe Sak ddrfiic^ 
por Pit?t«r^ notabiH Scéoofici PercèochradbfSateikIiribuMle»(ènorapf>idè /^ ^<^ 

ti net fao ciclo» icafipropiij» die s*a^ietcabo al detto Gonfigtia» coooofia che vi fi 
¥cdcriaratca»coiTm]OtoiniicntioiielaHeidaiieirauaro4ii^ più ^ritreiti^A 

RibclKonc » accoci^agnata dalia Sodomia » te dalla Falficétoìica de* nMoearì • 8i^ 
fcrone^ipìncr da Pmuo VeraocfeÀ Bartifta Farinattt»» 8c dal BasàccoacmU com-. 
panh*Molirikirafqaadridolio»&lÌniienrioKÌti di Daniel Barbaro ^cttod'A'^ 
qtrilcadoctifiMo$pRÌifauoiii^ Salavicina»firapprefeqia nel^ 

mc0»Sm MarcoìnafiafoélaaicongU 
la F^» la SpcranntdcU Canti» Vie paooietttcvn quache coli vtt Chr^lo mMto 

foffen ^^ - " — ^ - — - • — 

netra 



iMlen«to^did8eAraelr»&k>feccAtttoiidk>daMem^ ^ j^/^ 

nella !Madctgiin Ctott(^ fe »c0PMnciata dopò l^mno i jc^^ & finirà Paono^:; ^ ^ 
143 j. FU la ^nSna ifokadqvtita a rerde di chiaro» & fcuro; & lafecouda fu rifatta di ^^ «p* ' 
Aucni cotori*^8cilpriBM>cbrvic€loriÌefi)Giianeoto >tt qoakJTanno ijff . vi fece 
iMParadirointeftadelIaSala. Vi laoorò anco akimt altri cpiadii » fra qbalt tuo fu 
MeBo ddta^gqerradi SpofeOMrtcm rico|xrto da Titiano. £t hm.poi t^ffu^ri 

fifeceftcieÌ&ebai|Mratodq^awct^ fidfe» ch'era bMGpgna dei 

D(^e Steno. .^^ 

Ma fMceduto al Principato Nicttiò Marcdfo^ panica l^adri che fi rin^ 
Pitture dteHahtftofia di FedccijgoInDpen &^d fa l'tanoo 1474. & Panno 1479. fiirq^ 
no rifatti moki quadri Vecchi . peraie vineiido allora i Viuarini> i Bellini » & diueriK 
afcrì nttori dincme» piacque al Senato di femirfi dell'opera loro»& perèipredétti 
iMRiendooi mtSò mano» rinaoarono qoafi c^ni cofa . Concio&i che il otiadeo dono 
Othooefib^atodala Rcpcib.s'appctfeiftaua al Fadre »eflendo prima ftaro ihpihm 
dal PìQukUo. con diuerfi ritratti» fra quali era quello d^Andrea Vcndraasiao» che Ai 
9 piùbef^tùmnc di Vcnctaat fiioì tempi» fu ric oper to da Lirici Vioarino . Il qua- 
dro <itf confetto naoale» fu ricoperto da Gentile da Fabriano Pittore dftamanpn* 
farionescbehaneiidD di ptoutfione caducato 9 «orno» ireftiua à maniche aperUL»* 
€kntaBellino>rarimentcnevelàmo^taltri»piSt^ Taltrai gloria»* 




principi» ctrers^io nelle Lunette attorno àlE salai Ritto il loffitito • Ora queflo luc^o 
è hxngo I sapiedi & tergo 74. Et il (no capo é dalla parta di Leuantc »percioche ol- 
tre cmW e dipinto il Paraoito con k Gerarchie de gKAi^eU»& coi C^^ ^Santit 
vi è anco poftd il Trono del Prìncipe» co fegèi de Configlieri» & de ^ altri r^enti > 
che formano il corpo della Signoria. Ilquaftronofi legge» che era altre volte nel 
meaaoidone fono hora le due finefhe che guardano io Corte» Sopra alfeggiodei 
Principe» erano quattro Verfi » compofti da Dante Alighieri Poeta Fiorentino > che 
^&umràaqò lantaira del Paradifo • & fiirono fatti d4 lui quando venne CXratore à^u 
V^9^p<ìriS%nondtlUuennaj&erauo - 

X 4 .. Vm^-:i 



izs DCLtE^ABRiCHE: 

VéimréenMJfe giitmrmPédré^ 
^er fylU bétser » fuA détti . ttiné , 
C»fiei che fu deljlm pghml fimdire 

* > 

l>j ft^M afl'Tna ddk pone per fianco craiK) doe SaM Romid 
cane fta loro> feto poigroanoryiio all'aititi perdimo» 

fhrare che igouemana di qoefto Stato» debbono eflere infiemeTnacofamedefima» 
anandofi intenfamente l*Tn Pakio» & comoinnicando f tuo atfaltro glihonorì con^ 

r , I cariti» & con giaiUda per maniienimento della IflMti.P s'entra nella SabU 

Ìa// id 4cUoSgiitinio» latta (òtto il Principato ddFoTc^ 

/i«>u/*««^ilf>ala2zoZ^doue èfoolpitadimesonlicDOiiuGàiftìtttinnialiinettatTol^^ 
i Padri> clie fi continouafle fino al cantone» che hog^ fi ch^ 
ceto predetta Sala>B coi foffitto in qnefti anni >diwntom tre y^^ 
GionannìAmonioPofdonooc con arte inaradglio(a» per gU(c^ perinudi» £c 
perfinnentionedie^fiTedeaa: nella qnalfitttnra il Pittore fiipctò tutti gbakri- 
«Uafua profeifioiie • Vi fi vedeitt anco h battaglia nauale >delra^ 
co» fatta da I noftrì. NeUa qoale con ma^iftero indicibile» 6c con Tn inira^^ 
fc viluppo di cofe» & con gioppi £mtaftichi di petfone » fi c^ 
rappreientaua <)nella lìnnpre menM>randa Vittoria che fi ottenne gii» fotto il G 
rafatodi Sebaftiano Veniero » & era di matto di Ii ymoT|ntortt to • Vi fi TedenaJ 
etiandio (opra il Tribunale dipinto vn di del GindSiò in molta ibn^a & difraio » ri- 
tratti de Pnncipi»Loredano»& Moceni^o» del medefimo TiqtoiXSP- 1^ preflò era bt 
Sala del Collegio delU 15 • con dioerfi nnatd di Dc^f paflitti d'ialtezza 
• r ^ mezao in habito antico» huorati gii da Duaro Smaftlani. Ma tornando 

* ^ nella Sala Graii^» vi fi comindaua dalla parte doue erano i Santi Romiti » la bi<» 
ftoria di Federigo Imperar, la quale andaua circondando la Sala iadioerfi quadfooi t 
con rare pitture» con WinTcrittioni de fotto» de loro unificati »4iinano del Peamr* 
ea»rimatace mi quafi del tutto» ddSabclIicOfCOfBeu vede per le prime copie cbci 
fono in dinetie mani • 

Dandofi adunque pritìdpk> da i ^tti Romiti» fi conteneiu nel primo q^^ 
fino al foffitto» comr^^a inuentione di deche figure» Papa Adrianoiche coronaoa fo^v 
lennementerimp^nelbChiefadiSan Pieax>»aoue erano diuerfiperfonaggiiqpeUA 
ceremoniaicon ritratti di molti nobili»con bei panni»& begli atri » & molto kxlau» £c 
fodimanodi Ij|coaioTintotetto: 8c difottomcampo dorovifileggcua» 

Mriéfnu 'PèntMdx.FetUrkim EiuBàrhum '^^wuui 
Jmf, inffmkMs i» D. Tetri dearéutit. MCL XIL 

Nd(ecoodoeraerprdIàvaasu£&cheauenQe inRcMiudopòla coronatiotie > fir» 



•/ • 




qnafi fino alfiad^ltioQc dcQ'Imperauioix* fic.<^^ 




PVBLtCHÈ LrlB. Vili. 5*7 '^^^^-^ 

^ djTitkno i doiicfrarakrearfc nocabiljfi vcdeua tu cauallo 
armttih <b moica oeliezza. ic vi era faitto • 

■ 

7(§m4»i fdmilUm fmftréOoris i Vrsiù Nerónis profeSlì 
ed mtUm •AirUm éggtndimtm' dd tmorkm*vffHi 

I I 

t 

Nel terzo era dipinto > ch'dTendo (lati crefati ì>ODtifìci Aleflàndro III. ft Ottanio 
Scifii)àtico>chiatnact amendue dall'Inipcr.i Pauiai & non hanendo Aleflfand^ vola, 
to andarui l'Imper. confermò Octauiano > & l'adorò > con infinito difpìacere d'Alef- 
(anàra. & fa d i mano di Paolo Verootfe > & tì era infcritta . 

JUxMtbmm ni Poni. Max, Rite ertdtum^ Oda» 
$àÉmim*t»fkf4ShmJmp,Federk»sT$iii$Mmem»(mtsfi 
jIUx, dtU* eitu éudietfs noufuìt. Jtap Pederieus U 4t^ 
ftrtnt ^TMài^iMum ^uìédfe ijt 'Pont* dedétémiti àc^ 
ytmréfmeft. 

Nel qiMHEBDidkenfefi Federile diSpo&odi qaat^eiiere in (lato il Papa fcirmatico » 
fi vedetta che Papa Meandro Io fconiuiucaua> 8c gli proceftaua gaerra • onde vi era 
erpreffalaceremobiachefifoolfaredal Pontefice in qiielfatto : condiuerlb figure 
snolto bea&tntc(e»cooattittidinif con habiti> con coloriti >& con paoni molto fin* 
golari» 8c to di pinfe ilTintorgtto > 8c vi erano guefte parole . 

JnfeUnta PtdtrMMàtm Mex.Pont. Anéthemàte 
SÌ« iàdi3é dirimi fS^ froftdfa. Pederims Jm' ^ 
, ftrdt. iniquo tdictt fibdUts fito4 4b Alex. Pmtt, 4/iV« 

' ■ . . . 

Nel qtimto fatto da Tit;i|n Q ff m incredibile indoftria Se arte» fi rapprcCbotattf Ìm' 
giornata di Spoleti nelI'VmBrìa • Doue > oltre alle cofe notali che vi appannano » fi 
moftrauai gli ocohi de tigtiacdanti vn Capitano 9 ch*e(Iendo de^ al rocpMe d' vn^ 
laSà fi faceua armare da vn ragazzo» nel petto della cui corazza» rif^lendèuano con 
incredibil magifkro^i luAriii c&ri» & i itueiben à^Vàrtmicéapmà» de quali era 
yeftito il ragazzo . 

Vi era parimente vn cauallo di eftrema bellezza^ & vna. giotiane che vfcendo di 
vna fbfja» & falendoxli Copra» nooftraua nel volto» vna gran paura • Et fotto non vi fi 
Iqf^geua ntilla • 

Nei fello appanlla^a^)paNccbio del Ri di Francia per difendere il Papa* onde^ 



52S DSLLfi FABRICHB 

fnettendoffilfordinerYiìo» Scfattrot fi vecleiiaiK>4iiierfi groppi dr%m« >iif pliioib 
di te(te>& d'altre cofcscenuce in quel ccoipch che fiutKXMip^ ps^io« 

& vi erxQOUco . 

te ^ 

*Pr^»iit KtxtnclìtmheBmm ^«Uùy^t/t *PmtìficUii* 
fftìtdtem tunetur fdrtmtur iHfìmfite drmd , à dfk»i 
Ftderke Bùtmt^ Dàci» Getét , Germani , ^ JtéUi . "^eg i 
FrÀnà4 fétmmt Angltch£ritéiimgFlimér$>^tBurfffU' 
dten/ei , (^ yk/coats * 

Nel d aaima tì còmpreodau U (bpcema hoatà del Papa ^ quale hanendo conf^^ 
4eracQ, c^ lacuecra apparecchiata per fua cagione > potent ap po ni r gaut danti» 
alla Rcpub«C3ÌriiJ!u»i» deliberò di ricatri^Veaeg^coaie ttcitd liba» » jieHgio. 
fa> & ficuca « haucndo per opinione» che s'arrederebbero l'anot > quando nefluno di 
loro MHi %eflè dclue egli fi fòflè: fpcraadtt in caocQ k<lkril tempCKWeo^^ 
cofe.&^icrA' 



^ r' i^* 



Pifttijix netit CMflUnérum mìSU fid edufi hafiili' 
teteatfii^eniyceUté fetfimM iUgmtiUe y inuiu t»» 
tiffii^ yftutioffiisiirdm fvrbem fc c»ntutu Gregérf 
Sdcerdftis bakit» > faitp htc ftfmà^fhmt fi^imm fm* 
ptA tentefiamn^ m mtUefimMm 99^ fiti fiifimm*n< Jk' 

Millo ottano finatonerti feoteienttécl cantoatÈe-ràK» faóaycàc gettai verib 
la Zecca» fivcdoMishe dS&MdofiiIfanaiHcogpitoNridiacto nella Cbieia della Caritds 
iu conosciuta da vn foreftiero » che to Tcopri aua Signorìa . Et viefl digintoil Prin- 
cipe col Senaco»che andana d kuarlo col Bucentoroirìconofcendolo per Saato Pon> 

te}ìce.& le figure di quefto quadro erano ake poco più di TU braccio )& fatte da^ 
^ao^^too s& di <oa«eta« 

• 

'TtiméknàtÌitittthMdtàf$ui€énùnìe9t SéU^ Sdtmtt»' 
ftt, ftiébmeuimeitm éJ Mamifiet:ÌMm SmEUMéatÙL 

JEc fecodifcoftodalle ptedetteparple ch'erano quafi cadocbc^file^eua » 



^yBtlCHIrf-IfifVlH. i^p 

%• 

^«^ ìAm» tvifitérti EccUfiàm fitfréfir^tam SénUéc Md» 
rU de Céritdte , cogmuit *Papam , nenficdt JBuJiri 7)«« 
mitfSekàpidmZuni t tmu iiidjfto yiunUnm Dm^ 
fikiliter fimmmlfmit**0mtéUEc(Ufid* 

Et poco predo» 

Bux , wtfU»^ , mhìfes , ^ tita Vtnetìsnm ànhh > 
fimtiiter Pdtriarcba GréJeufis, O* Bpt/èopitsCafhSd' 
nus citm tité cUro permnimt cam trucihus 4Ì D. P4r; 
fm ééùàmtmiihmtó €tmmfr . Ùtmt^s. Orni gtmi- 
... htf ficjfis dedtt ojcitlà dJ Bedti/s. fedes frxfintMs cU* 
midcm > Mitrdm ^ trmmentd , pedum , Z^ nnforums 
*utm etndepiipt9f i^wmrtt dui im im ^ Pimifics^éP' 
ndmentd , t^ttid *B in nfrhe tm0mdMhM , IC^pO' 
Unti . 

Vri 9 fìnìtnento del detto quadro > 8e il prìnapio deI^a}tt<o > che-^iBgoftt » km» <li 
mezzo per tcftaddla Sala due fineftronii fia iqoalieTarco^ito m San Matcooon 
rarmì de! Dog;: Vendramino da i Iati* che toglieaaao io vacuo rame Contacòift^» 
d'Andrea vltimo Doee di quella famiglia . 

Nel nono quadro dopò il fìneftronc> s'abbracciaua la cercinoni«<ie[ Papft > qnaa** 
ào dette diuerfi priuflegi 8e honorì al Principe 8c faoi fooceflori . Donc òpi^eua i 
cero bianco al I^indpe* in fegno deHa buona rifoiatione dd Doge in oimideK it 
Papa > Se della patronia di San Marco . 8e quefto quadro ia facto daG ^mj^BcMÉio » 
& vi erano fcrìtte le fegoenti parole > 

TD«y , nmmrfi ptpith cùmtidMtt ed Akdre Bctlepét 
SdnSit ^Marci Pàp^m tum cantUrus (^ deuotimt per' 
dbtcit ^rvH ptr/onàm i fàcidtdtem , màgmtmùnem Cini'- 
tutti , O* totmn 1)»mtnmm in prote^i9Utm fitsm^ 
Sittlepd ttmPtd tjHesìdnt •fert ^<v 

£t daValtro lato fi lagena contìnouaado la predétta materia . 




né 0£L1E FAÈRICdS 



« 

poji €HfH I ferfctMù in fiùs froaffionibiis n/t&rtrmr . 

Nel 4cdmo voi^Kulofi il canttmtlc» fi fcox^gena àiépìmo dal medefimo maeftroi 9 
tratta 6 della pace del Papacon l'Imperatore fatto dalla Rcpublica pcrlo<juale fi 
maiidauano Ambafciadori ad inciaidetia rok^édfflxnpaM^Sc Ticranocato • 

Pro pace tréSiàndà mittùntur ad Jmperdtorem tmit i» 
^Jpmi4 refieUmemyfoUnnes^Amhdfcidtoresctun Utteris 
1>m4ltbus qudsPapàmdndat per Dttcem mwMi 'Bulk 
ftt$mhe* cum figure S Màrci atque Duce. 

Etpetóocheild«toG«ndfceraritornatodaCoft»nooopoli»do!iie |uuieaa£atto 
il mritto del Tucco, dal auaie era (lato creato Caualiero (6 come ho veduto nel fiio 
priuilegio; con moki ricchf doni» fcriflc fotto al predetto quadro i fegucnti verfi , 

CeutUis pMriét tUdtè bsc mtnumeàu 'JBclàms > . 
Ottomano acci4»s, munerefa^Ms Eques . . 

Et in qaefto quadro ripieno di bcHe figure, con molto dÌ*^no. 8c co» colorici 
grandemente vaghi & fini , con profpettiue molto ben tirate & mtefè dal Pittore , fi 
notaittno tre c&fc . L'rna lo habico degli Ambafciatori di quel ttmpo.i quali porta* 
nano II bauaro , & le trombe d'argento quando andauano all'Imperatore . il qualo 
.^ito doro per luoghrilìmo tempo, pcrciochel'an. 1295. andauano con l'infegne chia- 
mate Imperiali cioè col San Marco dentro,alle tclte coronate, & ritornati dal carico 
totonle rendcuano alla Signoria . L'altra , l'erro, comune , che il Papa deffc i'autto- 
.riia al Principe noilro, di figiHare in piombo: hauendola e(fl ab antiquo, come fi ve- 
'età cMrainente pid oltre nel prcfentc . La terza, il modo col quale andaua veftito il 
vancflucrGrande, nel tempo che fu dipinto il quadro da Gian Bdliuo • Percioche 
con haWtorungo,rofato,& con le nanichep. udenti come i caffettani dietro alle 
fpaUe, & con beretta a tagliere in capo, dimoilraua grandezza & macftjì,cofa molto 
grauc & bella i. vedere . 

Nell'vndccimowtt |ioftiran-J<ttadegliOratorjdFederico,&rac€rbarifpoai^ 
hauuta da lui unomo alla pace che fì tratcaua , & di fotto fi leggcua . 

« 

Jmperator T>rimo Amhafiiatorts Utanter rectpit , fii 
at$dito , qftodveneraftt ad tra^andnm pacem rigide rt* 
Jpondit , juodPapam fugtttUHm (ibt tradant , ^ noUnt 
/actrc gucrram alienam Juam , nu fufimerc auem totus 
Mnndks ffquttkr , a/iequw parare /e ad bellnm . 

Et 




4 



A 



PVBLICHÈ LIB: vili; jji 

L ^i^/i referunt Pepa O^ Duci rigubtm jfmperatórìs rf- 
fiottfim . P4^tf plurimum expamt , fid beni^iffìmùs 
Dhx ipfitm bortdtur dkens, oh reuerentiam fida Cotbo» 
ticg ^ SmcU 4Màtris EccUfis fviriliter defindttur . 

Neldaodecimo era figurato il Papa ch'efortaua il Doge» che con jo. garee vfcKIé 
in tnare.contra l'armaca dell'Imperatore . & gli'daua' la f^adain' manom f(^o di 
perpetua giuftìda» & donaua à Vinitiani* che aadalTero à quella imprefa» piemlfimo 
peraoQO m colpa & di pena> & di fotto vi era . 



I 

( 



t 



Hortàtur tAUxMftder 1>i»t.M4x» 'Prhàpem ^ Fene* 
fs^ytcum XXX, Trìremihtis Puèltc^e dd hellumr.hh 
ftructis , prò pietate O* religione fitrttter in hoflem mo' 
Hiànt , dtttqne inclitoDucì , (^ fmcejforihus enfim per* 
petnum lnftiti£ inpgne hdhenditm i Qoeteris ad betlm» 
emti^us pleni/Bmam ddt yeniam ' 

t 

Etdàltàltrolàtocra fcrittoi 

PoSiqudm trepide nuncìétum ejl ^uinqs &* fepttugintM 
Hofiiumtrirtmes Otbonis Jmper. Filij dnctn éduenU" 
te > tnm Venetus Dux circa SàlbUictm Hifiria Pronte»' 
torimeifitos ad pugnane bertatus edick^ fvt quumfir* 
rumi fi ta hefiemn;ìbratumyiderint» fùoejcemplo di' 
miۈrent* 

Nel tredecimo era diligenremence elTempIàta la bavaglia nauale del Prìncipe cod 
Othone» nella qual fi fcorjgeua la gran patiencia di quel Pittore nel conflitto. Perdo* 
die efprimendol'intrecciamento delle galee> là furia de combattenti! & la vittoria^ 
identica > mdiftraua altmi quel fatto con marauigliofa eccellenza «r Et fii opera di 
G ian Bellino i & fi dice che flette fa quel kmoroj ^ici «mi. Se fi lagena di toiv^ 



Jtrùxrtrlnq^ fTétlMmcommittitur ^ demum Dwc fiì^ 



forii 



torU c/affi difiecta , Otho»em cum triremibut L J^ Ctlfk, 
reUqutSi pr^Ur p4Hc'4s qiM celeri fi^à olfierMt , OHf 
igni ahfumptis , 4ut ntf Mdr't de^re^s . 

M * 

Nel quarteded tio il Papa abbracdana il Doge > & lo falacaua Sì^or (fel mare > 
& <^liporr;MMt)V^l<!Hoeoiài»i«lQrpof44)«Qftat «qbo Ìp fvypctDÒn^ jfaeno del 
fuo Imperio > che ^^li daua dell'acque falfe per la riceuutd Victoria . & vi éralcricco. 

CompleSittur Utdhundus Pontìfex Venetunt Oucem ìn- 
ciitam 'Vtciortam reportantemy (^ peU^ Oomtmim fi-* 
lutat. tradir ei a»ulum quo tlU ^ reltqui 'Priocipes , i» 
*vtri pérpitHÌff JmperifdrffimMUm ^^Mt'tmois' ^fitk 
^i ^are di/p«np»ent . 

Nel qiiintodecimojO.hone tratto di prigione protncttcoa su la fua fcdcd'cfrer 
mezzano fra il Pàpa& Tuo padre» di coni^udcr la pace lOndk (ipartina per quefta 
effetto » de i^qfcri^rioqc diceua « 

•■ * * 

Oth$ Jmperatorìs fittiti diutnà motùs nfoinntdU \fi fu- 
tut£ pdcts €um Federico Taire arbitrum 'PMKJfifi , 0* 
Venetis poUtcetur dtp itd fide db eo . dcce^td , cufi^did 
hberdtur* 

Nel fcftodccimoi Otiioqe Vapprefenmu al p9dre tptto 9ikfft> » per la fua lii^ra- 
tione. Il qu^e addolcito Panìmo fuo feroce & perAiafo dal figLiViìIo alla pace : otte^ 
nota liberta di tifatt»rla» la <aiidudeua.'<i fl kggeoa « 

•■ ■,■•■.' ""^ 

Ldtdtitr Imperdtor <vlfifilìo , cutus confidhtld^t9ÌdHr 
m$ dbborruerdt dftimus f, tdodem *z/t^its f ci trd^attdéc . 

pdw tributi poteRdtem * 

Et weftaopera Ai<xunio£Ìaia^UIjugi VijjirìnQjt tiureimm A morte »fii finita d^i 
OìM BéllHio» coQ Quniera moke dilicata & gentile . 

Nel decimofettiraoi il Pontefice condotto con l'Imperatore in Chiefa di S.Marco> 
fattalap^0in6Mfrid(ado<'(^q44hUigUma;tcMirpie4er^ fu* 

periorit;! . & vi era fcritto « 



*v.-^,. ^*^ •-. * ^ /• ^ * 






PVBUCBE^LtB. Vrii III 

fmpim$tothèf$efim^bHptìikftlhyia9€hril^ 

die cum Rom. pput, Veneto^ue lattee pmm fitmàrm»\ 

Etquelfe età A>teo d« Titràrtó» & fa il prlftio àuàdro , ch'tóli ftcélfe miTs «aU 
» «àWrtUti per U pM nira Pittura , the fo^ffirrqS luoS . ' * 

Nel dccimootauo, il Pipa con molti Cardinaii bc. Vefcoui ittfi«iiie,detìaia Meflk 
lolennein San Marco, cpnccdeua Indulgentia perpetua nel giorno deirAfcenfione.i 
tutti ploro, che rificiflcrol. detta Chicfa . Et quc(k) fu lawratoda Vit;Ss2^ 

» ' . - ■ -^ 

«Jw^w«f >m io D Aw ^mi Mi* Akx. P^nt, òmH- 
àdiu^ikti flmàm dèimwim tfei^Umptr^im tèiHtf* 

fi yfiftimd ftccàtorum parte per octaudm/retumtànti* 
bus remijfa. 

iJSrlil'^KT^' " r*P* conccdeua rombrella al Principe, & fuoÌ focccflbri, fit te 
imerc caduche non vi fi poteuano a patto alcuno vedere . 

. fluaui!?SAfe*Ìf^*'^'^^'"P^?*'*'"\^" Incontra*^ 

w 5"»^ vfato II Senato, & li popolo, con le trombe & co» gli ftcndàrdi con mola tó^ 

tw, erano nceuuu dalla città; & vi era infcritto, S"«'=''^r<u coamoicaica- 

Proficìfcmtur hinc %orMm cum celeri tquìum Atex^n. 

Tont. ìmpirmr ^ tmsc Venetm , ftibus ibi »fpr9pm* 

pdtttibui emnes fupremi ordittis amifiites cum t»to clero 
pndeunt cbuiàm ^ feruti primores ciuitdtts . , . . . 

iótàqi nobdttds, peftremo multitudo ingens Rudi» ejfu- 
f4t fvetmntes cum multa Utitia , O* rvtner ottone excipit . 

Nel ventefimoprimo, il Papa dona ja ai Principe otto ftenda-di ài diuérlì colori » 
* ~*''^"^ trombe di argento in fcgno di lionore, acciocbe i fuoi focceflbri le por- 
tallero in trionfo per (uà memoria ,& fi leggena . 

Obtultt 7{»manus 1>opulus Alexandro ingrtSo , od 9 
nMrij. cpleris yexilU toùdtmqi urgenteas tubus, ^um 



I 

I 
( 



^ 3J4 MLLE FABRICHB: 



» , ' 



Ntl Tcntcfimofccondo» il Pontefice con gli akri due Priocipvandaua d S.G ioum- 
ni Latcrano, doiic apparecchiati due Seggi , il Pontcfi<;c comandò che foffe porcaco^ 
iltcrzo per il Doge» & volle che Pvfaffe in perpetuo . & vi età fcrkto . 

fyùijit Alex. Pont. LateraneH/em/Safilkam. cu»* ImpC' 
ratnt (^ Veneto Duce . Hic cum forte felld ejfet rund 
fpfinùfici élterd Federico Imftrétori firMd \ tertkm, 
yeym^ Herni 'm^ , deditqfte tdm Uà ad cHrrdh SeU^e. 
hjtgne qmm ^eris VentSotim Ombm perfim.hdr, 
hpd/tm» . 

* ' ' » * ^ • 

. - 

HI « « 4 * 

Ne quali tutti quadri erano diuerfi ritratti di Senatori & huomini illuAri > dipinti 
di tempo in tempo da diuerfi eccellenti Maeftri. Percioche cominciaodofi da qucfto 
vltimO) & andando fino airaltro capo del Salone preflo allo Scrotinio , fi vedeua Tef^ 
figie di Marc'Antonio Sabellico» di Gregorio Amafeo> & di Giorgio Menila . Et nel 
quadro più okrc di Titiano» vi erano al naturale Pietro Bembo vene fu Cardinale^ t 
lacomo Sannazaro! nobihfs* Scrittori nella lingua Latina & Volgare>& Andrea Na-' 
uaiero • Giorgio Comaro fratello della Regina di Cipro ^ in vede d'oro > Antonio 
Trono Procuratore, Domenico Triuifano Caualiero > & Procuratore Padre del Do- 
ge, Marco Grimani Procuratordi San Marco, figliuolo di Antonio» allora Principe > 
Paolo Capello Procurator di San Marco , Gafparo Concarini d'età gioitane, & che 
poi nella matura fu fatto Cardinale, Marco Dandolo, Padre di Matdieo,che fìi Pro* 
curator di San Marco , Fra Giocondo Architetto Veronefe , AgofHno Bcnazzano» 
Marco Mufutò , & Lodouico Ariofto • Et più oltre , nel quadro dòue il Papa conce- 
deua l'Indpleentiacon diuerfi Cardinali dalla deièra >& dalla (iQÌ8ra,fi vedeuano 
efprefii mirabilmente quafi mtti i Cardinali Vinitiani, ch'erano flati fino i quei 
tempi, doè A rigelo Correrò i che fu poiGregorio XII. Francefco Landò , Pietro 
Barbo, che poi fatto Papa fu detto Paolo Secondo, Marco Barbp. >G iouanni Miche- 
le, & Gibuan Battffta Zeno, figluioli dì due forelle del predetto Pontefice,Piefro Fo- 
fcari Vcfcouo di Padoua, figliuolo di Marco Procuratore , che fu fratello del Doge 
Fofcari, & Domenico Grimani figliuolo del Doge, tutti i Cardinali , Et oltre à pre- 
detti nel ciuadrofeguente erano polli, BvTnardo Giuftiniano Procurator di Sanu 
Marco,chefcri{relahiftoriadi Venetia. &poco difcofto daluiUonardofuo pa- 
dre, anco cflo huomo chiaro per lettere, & per dottrina, con Beffarioue Cardin. Ni- 
ceno, vcftito con lohabiro de Monaci di San BafilJQ , 

Nciraltroquadro contiguo al predetto, douc era vna lunga fchiera di huomini 
fegnalati di quel tempo , & poftì à due i due j che accompagnauano il Prindpe Ziani 

aU". 



PVBLICKELIB. Vili m 






itf aroAltài fi TràdiaCiouanni Barbarìgo Caualietó > & Prociiratore di San Maiw 
€o>Tadeo Giuftiniano Caualiero» Vittorio Pifaui» Gioudnni Hemo Caiialiero>0c 
Francefco Sanutò) amendoe broueditori in campo nella guerra de Ferrara» Pancia 
mGiorgio Dottore & Cauaiiero> Carlo Zeno Procuratore^Roflb Marino» Anto- 
nio Bernardo Dottore & Canaliero > Fantino Michele Caualiero. & Procurata- 
reV Marco Zeno Caualiero» Marco Lippomano Dottore > Barbon Morofini» Ni« 
coi6 Canale» Lauro Qgirino» Virai Landa luniore» Francefco Diedo» Marco Sanu^ 
tò9 Nicolò & Francefco Contarìni padre & figliuolo tutu Giurifconfulrìjcetebri^ 
tiffimidcHuotcrapo» con fottane di bmccat^^L^gn ma^^ 
|£TiaucuanòirBaùaro*d*rmdiitì hàKtoilGylanza'a &. iSfeae. 

' '^vedeoano ancora in habito togato canati dal vino > & dal naturale > Marino 
Cattmello Procuratore 9 Antonio Contarìni Procuratore cognominato dal ditor 
fratedodel Doge Andrea Contarìni» Luigi Storiato Procuratore » Federigo Con* 
tarini Procuratore da San Luca » & Filippo Trono figliuolo del Princi pe N icolò • 
Orfatto Giuftiniano Caualiero chiariflinio per molte ambafctarìe»& per altri fat-- 
ti tonorato» Trìad^ioGritti Generale » Pietro » & lacomo Loredano j padre & fi* 

giQOlo»iamendae^rocuratori« Antonio Loredano Caualiero fatto dal Senato per 
fua valorofa difefa d Sentati » Francefco Barbarigo cognominato il ricco» padre 
de i due Prìncipi^ Federigo Cornato da Santo Aponalc Procurator di San Marco • 
Vital Landò fratello del Cardinale » Francefco Barbaro acerrìmo difenfor della^ 
Cittal di ^efcia>Z^ccarìa fuo figIiuolo>che fii padre di Hermolao atnendue Procu* 
ratorì: Et'àppreflfo i oiefti fi vedeua il Biondo da Porli hiftorìco di molto «nome « 
MaroaComaro Cauaiiero padre della Rc^na » & lacomo de^ Lufignano Ré fuo 
«nero9 tutto armato ih arme bianche» Luigi Fofcarìni Dottore & Procuratore • 
Tomafo Lippomani dal banco » Chrilloforo Duodo Generale & Procuratore » & 
Vittorio Capello » che fu Generale . Marc' Antonio Morofino Caualiero » & Pro^ 
cui^or di S.Marcó»Benedetto da Pefaro Generale ^Z accaria Contarini Caualiero 
padre di Francefcoiche fii Procuratore di S.Marco>vicino al quale fi ?eckua Taltro 
Zaccaria Contarini fuo bifauo» veftitod'vn manto cremòfino foderato ^*crmdim 
fopra l'anni col capoccio in tefta» dipinto in queft'habito » per dimoftrar iUaiore 
di qud Senatore creato dalla Republ.pìù volte Prouedicor m campo»& feflantsacro 
volte mandato Ambafciadore d diuerfi Principi. Vedeuafi ancora Andrea Donato 
CauaHere&getkroddDogeFofcariiCon manto dibroc<iato» predo d Bartolo- 
meo fuo padre & Procuratore. lacomo Veniero Generale di mare • lacomo Mar- 
cello Generale^e morì d Gallipoli nella Puglia»& preflb à quefti Candianò Bola^ 
«i Dottore» Gian Francefco Paiqualigo Dottore>cbe pareua che po^dTe vii libro 
it Paplo Ramufio Ginrifconfulto celebre dell*ctd fua»che fu padre di Gtouaoni Bat- 
tila Sccretario del Configlio de Dieci ^ & haueua da lato Gentil Belitno ^ Dopò d 
Vjo^ feguiua vn drapellodi perfonaggi tutti iingoiari nelle lettere Greche ic L»- 
tsn^ & di conò(cmta dottrina r& qùetU erano »Giouanni Argiropolo » Theo4pm 
Gau» EmaittKllo Chrifòlora» Demetrio Calcondife » & Giorno Trapefuntio » ve- 
iUtì vguaimente alla greca con otpelli in capo » quafi.in foggia Albanese » Et allc^ 
fbaUe di<iuefti fi Tcorgcuano Angelo Politiano» Hermolao Barbaro» & Hicronimo 
Donato veftko d^oro con bella & ricca coDana al collo • . * 

Antonio Cornato Lettore in Filofofia: Zaccaria Trinifano Dottore & Caualio- 
voàcon vn'altrò Zaaaria parimente Dottore &CaualiecaIuo figliuolo» co i cap- 
- .. y pucci 



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LC^^ 



o\a c.w^.it^-5 



iis DELLE FABRlCHa T 

pocd m tdte tlhMeica, PaoloBaibo CautU^ 

AiMolìMtche %k fìgltoolo 4i Hennco oogoomiBaco dalle dnc Tom» Aurhm 

]>m(!k)lo UoctORi» chcincom 

ritordi Sao Macco» Datnemco Marìaoftocuracore 

lo Midide Dottorc> Canalìenh ti Ptocuratoró « 

Ddl'akro Iato fXM della Sala» dalli parte del Canal Grande • dd cm^ 
gania dopò tarocca diSpokti» erano io qaeltodd Tkìto^ 
fìUK) Tiepolo Procuiatcr di San Kfarco m arnac bianche^ al 1^^ 
caoteiTQcapkaDO della Chiefa il Pafadduailbaftooc dd GgicHilato conerà Fb* 
darigo:Ei^ilTie|x>IopoftoincBes2odidaePacrin:^ qiMlil^mo€raDanid 
Barbaro Elecco d' Aquika» & Taltro del Grimani . Et più olcre fi vedeoano Fflippo 
Trono» laconK) SoranzD Prociiratoir & anodi lacooioCanaiìcr Ae Pix)o«i^^ 
Vittork> Grimani 9 &Gioaanaì di Legge CanalieroiFrococtMm di SkaMarcOd 
Mattamonb Veniero Dottore • e Procuratore » FrancefcoCoataino PiOc UM o» 
re^Marco Fofcati padre di Pietroi Bernardo Nauaiero Canalkra^chepoi & Car* 
di&ftÌe»MarC Ancook) Midide hwmx) dottilIi«x> » de padre <Kingi f tacerca TOiCt 
AMOgadoreoicnrreicrittiaaookcofc pctfemi«& GaiftinfauioGtnftiQiani wmbl^ 
CònimcodacòredeU'ordiaeHic]x>rolimitanoconakriappreAò« fitodqDaaroéi 
Faolo VeroiKfe» £ fcorgeoa Luigi Mooem^ 
che onori neUa gioroani dd 7 1 . Pado Tie^olo Canaiiere 8e Pim)^ 
cantonio Barbato Procoracore» M* Antooio Grìmaoi Procnratortdc MdredfO^ 
cantano^ che fa paritnoireProciffatorei Nicolò Zenokche 
Iìc|lttio)od*vii*alcro€acmno9 Fraocefco Lorcdaoooipotede L co na i do Pitodycifli 
Aobdteéella Vaogadiaza» AncottioCapelloiGfulfo Cootacim9& LotcnaoGioM^ 
viOiao ftocuraton» tgqn vAntonio fi» fraiello>at Leonardo Mto c out g o C«naÌiflto> fit 
ini lòpraTnpoggtoote erano ritratti Andrea GradcnJgójMtflre di L nigiawifcl te 
Senatoria» ftGionamufiatditeiUmufio Secretai» de) Qx^Uo de D I 

padtediPaoJoti quali iwtna die n^ionaflat>.in(k^ £tnw*fdtimodelTÌBlo»> l| 
itao (lauaiio»>taTfaìò Midide Procura^^ SorianoCa» 

afcrablaccmio BaixH Pietro SanMo .& Afm>nio LoQ^n ^ 
_ _, COmoGuiìMit» Antonio CaIbo»Gio« Macdieo BemboA BcntoHno Rinìero in^ 
Lr^^ wllodilJiii<àPiocHratott> LeqnaHtuCT oonfama ge dai dfingrojtel 1577, ap^ 

fortatono§tttdii^pigcft^^ 
^mfemibuonami» & delle memonc di tanti petwnatgi ecoòHcntijdequali iTnwoKlft 

*tàrcVoI«óòpiofò. ' 

J>.1^^ Riatta per udcok Saia con anoiki compartinieiiti {)er difiqpio diCiiriftofiMO 
^Sort e» cefi dd A>^o dipìnto i hifknrie di Atti Voìetit come da i iati t «i£ «^^ 
ictoincnobiD di^naiòla due faifkirie » cioè 1)0^ 

deiraoqiufto iitto daUa Repub. di Coftantinopcdi ^ tratta da i f d Libri latini ddf « 
^KOcpiifiodi Ooftancinopoliticrittida Paolo Ramufio bmioreiiecondoi Commea»' 
tìn)diGioftedo ViUaniiiiaoCaualferoJ^rancele><iie fitrouòpcefenee ailimpcse»- 
ia. Con cpdt'oidine»chendla faccia dalki parcediSanM 
attk>m di Federigo con la Rcpub^dd tempo fChei^ fti trouaoo oeHaCacitiL 

;finoailafua gicad Romai &neiralcra Tcrtoii canale» refpeditione predetta-Emau» 
CO Francefi : & cooiinciandofiieluftorie dal capo dd tribunale » le doeppiaieCiat 
del anondo» nel finire vengooo:dti(contrarfi fui cantonali ail^incontro dd tnibu- 
iuk^dailacJddIeÀcfire« NdcuinieKioècoUocau^ in t^cflifltnu «cdda di 

mar* 



*V<*iC-'^, 



^ < 



PVBLIGHE LIR Vili «7 

maitnLU Battìi di Nofha Doima QDl Cl^^ 

de (^ai«a il natiKak^à fc4ere>€oo 4«ftngcli jotom^ > Icolpìu dalacon^o Sf i^oii^ 
iXh&aàta>dachifcriueIecoreprcfenti»alSenato. ' - ^ ^ 

Di quindi fi pafla alf armamento delPEccclfo Con%liodc Dicci % la cuiporta-#^^»c^ j^i^i»^ 
dauand è di legno odoratiTs.diCedroy fatto condurre^ per mdunrta d^ péPOpcAa^ /^ ^^^' 
di Gian*Battift« Ramttfio bredetto^dall'EcceHbConfi^lio deX.dal Monte LAkmio 
fino in Cipri > Sedi Quindi a Venttia» congroffiffima ipefa. Il quale trmàmenrà 
confiftedir qgfftrp^alg afnrie^ & rpatiòfe » ripiene ^ corfaletti tfeNiffimi » coperei 
di panno d'oro» di giacchi» d'armi di baila in di '^ " - • .t i^ 



uerfc foggie 9 d'archi 
Ibràiey di fréccte»<I'arch|hufieletttffiai!»&dV>gni altra fotte d*amel! per armar 
rn gran numero di petfone & fi conreruano con Q:andiflimai:iira fecto u gonema 
d'yndto>dino prooi fi on a to» ifqtriteha carico dt Birtetencr hictde 9e nette . CNtre 
#ciò vi fi ferba la ftttuadf marmo » confacrataaUa memoria di Giberfoda Co« 
rw^»ehehuinot;73|;fe Generate della Repubw&^ottennehomNim vktorit;^ 
^fRèd'\^i^;arài od giorno di San Marcilitno : la coi feftittttdi fi gmtrdft p^ io 
detto ìriipetio* 

Vi fi ferba parimente yn*altra ftatua » la qual fi crede che fofle di Btanea Màri« 
moglie dd Duca Francefco Sferza» 8c la ftatua di matmo di PranccTco NoueBiMla 



GarraraThamoSiga di Padooa» con altre cofeacQuiftate nePa Vittoria dd 1571; 
notabili & fingolari. Et quefte fono(deIie itf . Sale che fi includono in quefto Palan- 
te} le piti alte per fito» Se fopiàfecretc.Nellafrcde^^ grandifiimi ^H>c^-^'^^t^' 
fineftroni» l\no rifpoodente fopra al canal grande • fatto cid fotto Midid 



grande • fatto cid fotto Michele Steno ^^^^ 
Doge tfa.8( feltro lopra la Piaùa edificato rotto il Fofcan D<^ 6±X\ come per T* 
infqgne loro fi rede » ornati ameodue con inti^li » 8c fodiami » & ngure diuerfe di 
pietra . Su le coi cime dalla parte di Piana fi vede ma Venetia più akik che il na^ 
tarale» eoo lo fcettro in mano » & dalla parte del canal grande vna gtuftitia » ftol^ 
pire INma & faitra da Aleflandro Vittoria . Il qnale parimente fece fopra la oor- 
tabelIiffimaddCoOqgioledne figure di danno diftefe fui frontifpicio » doe laJ 
OJuftitxa>&laPace. 



\ V 



ADDITIONE. 



Ter fig»lr Pèrdine ddS0^hftk§òf MdrèanimifeHdùletó/tò trMa/fktedaefi&f è 
fmcpafltriarmentedituogo^iniiiogofeeondtìa^ - 

J^ctt^uogaria adunque oltre il quadrò deì Tmwettofudettòfi Tedeflfra H ri*»-^?^8*-* 
naie ^ Leone aUtofbuboh di S Marco etmH Libro éferio 9 nelquateèfcrimt -"** 

JLegibii$»qiiU>iisiiQmodeiatahQmioun fi^caiit;ur CHpkS^ 
QsenpiaiD parere cogatis • 



Dd VM ptoruèSatt Oinlamo >efiito da CardàiaU > fitpm tdfu4e.]^im krtm em 
fuefitumertémeiitot 

Panite qocnpiafB irati non ftttnacis • 

' Y » Ho- 



338 DELLE FABRICHB^ 

HomiDum vero pledentes errata ,IIIa non tam magnimÀìè 
peccati.quamTcflraCIcnicntiat&aianfuetudineffletianiinl* 

loatus Vmetus anno 1 4J9. 

y ergine Madre » e da San Giougmi fnfra il 

■e ritratti di tre^Mgadcri prosati iiiumù 

tti gaocchmi fw dmaaxì aUaVetgfite dd 

Scab da, che conduce aUe/ianK.9 del Vriacipetatia 

che vi ii(^me > e gran colonne una per lato t fopua le 

alle dii- da Titiano oifpetti % rapfa-ejentanti Heùole > 

zedel il Mondù . ^fcendendopù d fecóndo raóvhfi 

Vnnd- gifife in marmo ^andial naturaUififfi^an' 

V''"*8" I di Iacopo Tintoretto eontet^ono in vao yd- 

jT?"° 'incudine per ridnrlpad'vna perfetta fitrma ^ 

tinifiratione della HepabUca , & tjlrmatùre 

yarie > che fi veggono tratte per terra 1 dimojlrano gli apparati 1 che fi fanno delle eofe 

militari, 

j^l fecondo apparifcono le Grttìie aceompagntUe da Atercurio , Vvmtè appoggiai» 
odnndadoipoicheleGratieficorrifpOttdono glivffici: V altre dnè tengono il mtrto te Ut 
rofa fimboU di perpetuo amore ; Sono accompagnate da MercuriOyperSte le gratie fi de- 
uwo concedere con ragione t come apunto fono difpeufate dal Senato d benemeriti fuoi» 
Tiet terzo. Marte vien cacciato da Minerm, mentre la "Pace, e t^bondanxAitfte- 
megioifcono. Minerua è qui mtefaper la fapierriA Vublica > che si tener le guèrre M»4 
tanedalloStato,dachenenafcelafelicitddefud3iti,e cagima l'amore verfailfr^y 
tipe. 

"Hel quarto fid ariana ritrouatajda Bacco fui lièo coronata da tenere di Corona 
aurea, dichianmdola lAera, & insegandola al numero delle Celefii Imt^ini , che ymt 
dentare > genetta nata in una fpiaggia di mare 1 refa^bondeuole. non jolo togni bene 
terreno,mediantetacelefiegratia:macoroiuUconcoronadi libertddatla Diuinama^ 
no» per regnare eternamente col mondo. In fflr:^^a il "Palco fece il ritratto del Doge Giro^ 
lamo Trioli, dcuila Giujlitia, accompagnata da yenetia, porge lafpada, & le fiilanciet, 
cmferendoie il dominio de Vopoli. yi afflile in aria SanMarcoProtettore inattòdileg- 
gere vn Libro , _ . 
Salone "Hello Salone auanti V.Anticollegio,oltre die "Pitture del Tintoretto defcritte dd San- 
auanii fonino, uifono anco iefeguenti,pc^ ne i vani d'intorno «d'elfi} ; in quello di me^ofrà le 
l'Ami- -parte dell'^nticoUegio , e Tregadi è rapprefentato in gran tela il regal apparato fatt» 
coJlej. «/ Lito l'anno 1 574* "ella venuta di Henrico TerK.9 Re di Francia à Genetta , one fi ve- 
de la perfona di efp ìXèfmontata di Galea inuiarfi verfo la Cbiefa di San TijcolòadCar-^ 
dinaie S.Sifio dia deftra, d^ U Doge Luigi Mocenigo alla finifira, incontrati dal Vatriar- 
ea Giouami TrÌMifaao,frà t.Caiulteri che portano VombreUa ,fi veggot» '^'effigie natu~ 
tali di lacapoSoranto, di Marcantonio Barbaro, di Taolo Tiepoio Trocuratori di 
San Mano te Sputoriffan^mitveggonfimedefimamente dopò U Rèfeguire moki 

■■■■-- Se- 



PYBLICHBXrB. VUlf 51^.-/ 

9frimtfHié^i»eidpHmodeqMatii Iacopo F9^^ HSm 

Matcì^JéumcfykèmoltoymatCH^ 
Gtmematcre deaa Gale^fn'edetta che fi vede alla pMpfa4i lei. 
Qjiefiayemta èdeftrina diligeiuemente dal Sanfmaoqià auanH nette yetmte de 
' ' "ìemi. Udemoffaratofà dfpinte cwfframtappticatione da\4n4rea Ficentì^ 



. umamdrinadiienoilttadnke fmo figwrjtiaknm ^mbafciaim 9 che parlano al 
Trem^emtCollégio^tìr dmaaofimftracaaio édte finefire (opra U rioyedefi parimenie 
mdtroqmdrodipntidtn^mhafciatoriTetfi^^ al Doge Cicogna ^ dome 

iferaUoroil^piefanowòodripamiiM &oroeefimi a fogliami > maaiaHin domi alta 
KcplAlkadaMel9ìt;t^ifAioiSecretaHdelSenat09^ vari perfonamdiaerfameK» 
rijfiti. Qjfefflcimute fmmolauor^M4a Cario i e Gabriele (^àiarfpgUuoli di Vao- 

Da^dtrapaneneUòJ^aHoiimet'^ frakporie tchevamo atU CanceUa^^ > &d 
€ònfl gl i o^$uecÌ9ÌngraH QkadroappaTifceynaVerginecon la Croce % & Calice Jn ma* 
t^f^0caiMhFàe^llaadosiHoccbmi atumtì ategaU D^e emonio GrimaniPefii^ 
Mmjim9hiancheéÉferadelpr0TiHaao^ 

t^tTamtcataoiepnefirea^itriOfèf^at^^ 
MVeneUfhaMcndoilO<^f:^aimpTouifa Hor meatreque* 

gQfiprafatajperàQfapknriafit^z,a P^ecMa ^introdotto U Melata da Feronefi per la 
pokadtl Feyom $p^edH foga i nemici fino al Vonte nuotto , eh* era parte diiegno i che 
feria calca de CaoMifi rnppcs refianio affogati alami defm nel finmr^ falnandofi tri 
queUifolo Iacono Qamano^ Mattato dot nno^ del canallo^ ^ fi fcorge.il Capitano fo^ 
frainiancoéeflNepe^Che fi mimo à fnoi con molti a piedi 1 & a canallo » che fiera- 
ntente^omba$tonù^0Cr ahripagatéd9onte fegnono il nemico fngato ; e Pii ritratto Gi- 
rolamoMa^ì^ìBatimolio amico iólTjttorc con bafia in monorm atto di adontare >n 
Candierém 

^ iìntfiofattóyè mol$o benerapprefentato per dHìgenz^a y e i^alore iiGionanniContarini 
CauaUerejfiimatìffimo littore ;fi come i anco dottamente defcrrtto da Tietro Giuftinior 
no nella fna H^kria Veneta nel fine ddfettimo latra. DalV altro capoJopra4a corte il me-- 
defimoóontariniritra^eil BogeGrimani ginocchionicon San Marco ^ che gli additala 
P'erginéiinnanzjaUafMalefti viC angelo, chefnonail Lituo » Santa Marina $ e S.Seha^ 
filano^ In me fio Salone iri fono quattro porte coUnnate^dneperlato^ e corréf ponderiti urta 
aU^aUrOfèellìffime con hafue capitelli^ moko ricche feriafine^^ di marmi^opra aUa 
Cornice diciafcheémia di ejfefono collocate tre fignre di rihen%U quali hanno fi?niRcati 
aonuinienti a quello fi tratta ne i luoghi » nai quMfer efiefi entra^ I quéfigtùficati fo- 
no efpreffif e dichiarati dal Stringa come feme^ 

X^figurepcfiefopraUportafCheyd£CotteglofonolnFigilan^aytEloquenXfa,&U 
Sacilaàdeltjiudiett^. St^alUdefkatEloquenXa^quale fida^aruichi riffiita di 
cangiantixolorhcome qneUaiChe nella facondia vile varie opimonne ripiani efplìcandoB 
e narrando; & come quelùche decide^ e paria fogni Colore nel modoycol quale fi cMuei^ 
cotto le cànferper la y^lociti dtlt intelletto y che muouedal cuore » e dalCammole cofcy e 
nella lingua pkeftamente » &xon pronteK^a le manda . 'Hella mano defira tiene ma ii^^ 
mOpattornoUquale medefi imferpe inuoltato : quefia accenna la pruden%a^ e quella di^^ 
poca dà limatura degli concetti • Hd nelln manofiniftra il caduceo di Mercurio^ si qu- 
le i figmradel traXtatodcll^tiiratoTC iCÌf è mandato à crattar di face 9 di concordia 9 e di 
9PMmc, 



44f DBIL^ FAERICITE: 

panefinifhra ipefla la faciUtà deWat$dienM * 

•V {^fUèinM(Um$ab€Vdyben€impkna3dihelUf^ 

t(tmgeUoy chi(mai0Hinax:Kf*^Girifauo9CÌ9€pereff€rféMkéd^édxj^ temidCm 

lojC dal Cielo calar già fenzjiflef so d'ali ; & per ejfere tatuo facile al combatterct & ais 

^comlffd, fa dagli Eginii i^eturaioperyentriieperMarief&ft^lafr^eaAJhcemc 

fi trotta ttcUe GiercgUficbe Ietterei la 4pial Idea comùeite^cbemp0riéi tt t mttar e petrptt^: 

^ iMHmerabili . 

.. Ha in U9ULmati0Wkiruotadicarro;hdfaUneUi talari^ iptetlhéf'm^^ 

ffti bomeri, cotfte a ifiuUa^cbefadlmemetitmMe ne ifìtùi emétti f ammonii co^ 

t9kteU€ttQ^& tmlmemettmmecgfUpefoytroni^amaf^nofpe^^ 

cùipenetfabikinogfttmme^inog/UfacIUragfone^TiflfnexAiticolb^^ 

Quffta^è vnadùìimhcbe haungatto camanie bt wtmtoi éteocdri yolatìU temine eliè 
contafacciavoUataaU^apparirml^atiroradetSoterComecbeUy'ig 
UgiomOfèdefiatadaimortaliiinelleoperetònelUgnardiat òtnpgUidtrétfmnliipèm 
egnipreteflo dette cofe'pniHerfalif che fi trattano 9 s*argnifcon»»&cbr fi goneman^per 
paficnrep&perpii rtilvicnegHagcttideUeoperattoni in qnanto affefnitdj che à^ 
tnttigmétf & particolarmente ^apùartten^ alti SfittorifOfficiaU^trÀtinifiri^oltrecbn 
firneancoramlTmere^ reperì animo bmnOiUcorpopirineeUeM 
gilaniuterafiimata»comelajplemtardel Soleda^ocratici^àleip^^fiofà appUcM^ 
tOilSocraticogalbhche folca eJpnrfacr^atoaffattìtoratCioèaUa nombtceiepofctafiiai^ 
ttano atte cMre della f^^tatn^a dinmatchefonate ooerationi di tme le artico' fdenx^ s 
laonde aUmàgli fecero gliocchi fifl Scettro fonane ali$c§nu( pre^ffima afcoltatrice^ 
& fnipremna£niatnce%& feTfpicaJtriee%& 
ewtenX£^^ 

fìf^tre figftrefkrcnùJcolpitedaGirolamoCamft^tut cm lifitiettiGierogl^bi 
ferdknqfirareijMelio^chefFtratianelCoiUgio^ 

Sopra la portadelTregadi yipacchno altre tre figure rrapùrefentmtitaGnerra > U 

TaccfittlaDeaTaUade.jilUd^aiUTacey^avnabelladonnaff'andetfam^a^ 
€oifonatadilanro9coicrinid*oroycotmantello(tora%& fa/tolaverde ^etntta fparfadi 
fiori^tnttafiacenolewcon ynafaceUapche abbmccia l'armi nemkbe , col ram^d^oUna dal 
latodeUafnceUaje dallamam^deftracotcorm^detta Opklentia»di frnttipdi fiorii eM 
gemmeripienop&mlcuimev^deUericcbe7^z^fot;pitferroieli^mero:perAeef^ 
. Tace i la prbnipaktfnprema^ immetta Idea detti dodici Iddij contentitcbefono ipinon 
frif aWagricoltHra% iifnaiifòttodeUa Tace adducono i benigni »e girati frutti • 

^tta finiftrai la GuerraeoUapo armato di celiata non alta ima che mnnifie Hca^ 
pot econladejlramanomcfirantedi'poleryibrare il tirfo di Sacchi che è ima lancia 
con un largo ferro 9 & acuta in cimai mail ferro ^9l!rebafia{ma di fronda dbedera^* 
petti. 

Ha la tunica lungaproffoye fuccifitaiUn mante tto fatto di caprai oucrdi bcbridc, & tie^ 
nt al latoyna sfinge 9 che mofiraefer armata tutta di corpose di gambe LeottiiK 9& l^ 
/accia 9& il petto di donna con capelUrubicomli 9 il capo coperto tì f inietto 9&'con'pn4 
ciampa tiene abbracciato uno feudo 9 chehaneimt^o dipinto itterrore » armato con Ut 
tcfta di Leonc^ moftra monentia di muhcbe combattafConche^ amichi figuificauan3 
con tati ffgni così gli effetti dellaguerra $ come gli ftraté^emmi , primieramente tronmà 

- * dn 



ég9mfùvPenbèejfii^i€9miM$Mimfi^ iHmke tm l'ami afiofk fatte Nk 
ì^AéUtU spade in fmM^idotmetklmcie^ 
$narmidim4^llia9eU€9rax3^fanoUJUe9&'foM 

dBéMafrim0Rè»cbefMùuucitoU,&fim§ftròiHffte^ 

1 .¥'Hefi^ntlme%faTaUadt^fer4trlce?ar fnratettiice delle arti ^rapprefantata amte^ 

dafUanticbiinfigtiradiD(mnaarmataceac(nra7^%&lacelaiam 

piemp€t$edelUGnfmif^welk^fcud»delUtefiadiMediifa;àpieà pcflóUJìie ielle 

nccì)e%ifjt^ekièVlmmtet&weùri^f^ 

0pieUiefeHaeet^ettdocieco^^p9t€eHUmaf€beratmpimwtamperda^ 

m^cbefakUwtà^foeUefìurfacmdkemdifi^ fading per dritti^ 

ida^cemfatìeaitr DragogU'ìhemp^perf^mfieatodelU 

€beUirirtm^premBde^9Apnterit0fCrnelpttf^ Etaaefiaiqitetlat 

dfegieBaammfali^&iMegpi imperio; Et efaperauefio ha la celata alta 9&tr^ìdcéb 

aeàtemfemaùiM ftmtefmti dalle ^9ig^iteimezj9delUtéfia9& pemtacdri 

é e Mihmfefieauti daieigriffem j afe meflram mfieme lafarT^adetì^imeUetto » & cù^ch 

weeaiteeetiumpU%&cem%ag^^ 

mÈùaUeaffMpenioebefSrMsfiage In* 

fi^^detteffere omaMe ; VaUperUfkmafeprefiea^^il carpidi Leone per la ga^ 

ftei a rfrcm 9 eosìfiutdatente Up^enif così ancoper la tefta deltjlqaUa fi accennanojfi' 

tmperii diegeilmm ; Lagidam 

tammofche digerijcelecye pntdeati; Hrefto$cbefiyede tatto di Leone da mei^ indtetra 

fiwofiralafen/kedifpofitimiedel >^ore;Leìympedinaau dijlqiàlagjiijirtqjiijpar^ 

ehclairirtnèpejfenHfempreapreai^ 

HàilpettoeffaTaUode coperto daUEgjdejConUGoTg^M 
oMnde^ eomeàpmM farfnote MeUafaeuUdf che rèeà aitimi tm^akntiaypallare^ terra- 
teifpanento impromJih& af salto : Et perciò Marco Tnltiot chiama efiafapienja Miner^»^ . 
imGoe'fmaA'Veias;&per(faefhh 

knsffi^ à Tan^ongUocchi mareMti^ torbidi; & Tanfi qnelloyche timo ifhrori Pìf- 
mci inpertmhare le ordùuMi^ de nemici. s 

' ^Kaancaràtttir^itìflacafinta cortame fnceinta^con^ wtrochetto hiancé% lafiola rof^ 
fa%elm^a^Umantetto azjtrrOi ò certUeo; perche per qnefie ye^fanofigfiificaie le t^^ 
fieapaelMeffairirtà^fanoqueAe^chedéminano.VaaM^ 
tìonecauaUerefcaiilbiàmoperlachiarexju^fede > ca ftim ok ia > &òfiermmnAdel corpo*'. 

Urolfopèr Sfaldati pedoni della firatepa; Vjtfia bingaiqnOa Tmrtà$cbed H ù m anà 
percnotTf LofamOfCondinerfiif^oment$antat9daltart^ce%mofirà Uartidaleiritrù^ 
mate nel nadri^eie Cittijidtie rocbcf adeffìh da effa Bea canferuMe^eome yirtA immorA 
talei detta Athanatay del Senatofapienscat & Trencipeffàtla qnate trono la forma deB^ 
C^Aigtiflromemidalan0rared(erro^& ilLeffiametitteff^^ 
ntùAapaUf&laqnietef tanrogionenoU i^agricottnra • Le predette tre fignre fono flatm 
{colpite da jlleffandro littoria • . / 

< SopraUpmaiti^eyàd ConfigUo di Dieci fano collocate . La Kjtl^ne$UGnt0itia$t!r 
iafnprema udnnonti. La Heiipone è pofla alla dejbra» come protettrice princ^ale dello 
dmnecofe^ederel^iofhffw^uai%&JU9nniepttÌ9e 



nàuodi/lelUtttfftofpUndeme^comennSUe^percbe tende Uf^ 
medeWaUìj^mo^fnpretm& eterno Inme^ cr h^nkoi & immort^ Iddio* che opti cofa 



r A n^' 



,41 .t)ELLE PAffUICHll 

freuetkfrèggtf&fiimema. HiliCajf€lUt9mcmimyH(hche^€édgìi^Ut0^ 
daUa tefta, ergliyeUa Uff die . Ver jmyeftimentihiilnuMeSoJtiirù am Ufiu ùb^ 
Jbik T^jk cortame bianca. Cime un rocb^M cinta %fifradc^ fMapwrfureai mr 
yna moMtìeu ilTempio» ch'i in cima degli angoli delfrontìfpiM 9 ha Pfte imagtnifdeUO' 
Fede con la libra in mano. DeltaSperam^ conti fiori. EtdellaCarità colb am bmo im 
btaccì0^famiuìUaPiedi%&m^amkefferktrefigfinie&egr 

U braccio ha lednetaieae della Legge. 

otUaftniiha i la Giti^ia coronata di diamamite dic mbùmbi MmUcapeUi Imtgbfydfe^ 
picMùpromkorecdmMme^Ua^dteifeée^eiiilgmdi^pià^ 
per kparole,e per & orecchi fi odam^coldirimttetUiriflacomùrrtneUi 
mìnÌ9&comeFergjmmcùrroÈiaMUcaftuUbiancaiCinta$uUtMapmf^ 
fO*ilmantelbpmpHreoidaunamanùpoirgelatàx::^%écraterai daltakra mano bamo 
fcettro^heincmahatafecuredédnetagUdcUalegffttra^Ui 
iba da ferra cm Ugitéfla JònMki àddoffb. 

Lafttprema ^sàttùritdcbeftànelme^Mhrapprefenta infabaKcgma^aibrauiMéo^ 
pèJeJpaUe doB^amarcxA ^làoteglàdMnkjceàiroconmf^qMiUin cima pcoromuadi ot»^ 
me, co i capeUid'oré^éiunamanùtiem mmaUilfima fiamma, che fi ftende T^rfoHck^ 
loyche è quel irigor, ibe eónfinr^di cmentattone della neritd dett^nimotgmérMOgfiti^ 
ca,ecomanda%& ilScei$rOycl»contakraman<yricetttdattamoreèiftÈ^^ 
tiift^Ì4h^cbec^UFeie%9!rcontaTietdfàilgii^ 

mitiene^eperciàticneallaiadMeyafii,^ ewttadelbene%chefiiinpiediàel*aUro^del$m^ 
UìChefiàpertraboceare.. 

Ufcettro ha dne animaìi netta cima, cioitotqmfa di fitto, net catte il Vigano àpor^ 
che lafH^emritdfi mofiri ef[er fofientojki dalla pietà «. fìuefie trefigftre fimonU mano ^ 
PrancepoCaàcekari ^ 

Sopra aMap>rta che vdalUCancelfyriarf fono abre tre FmaginfpC^ Fedeltà, ti^ 
Secret ezx^,e la Dili^nxA . La Fedettd èpofiaaUadefira ; tiene un parodi Fiamit^i^ fit 
appogpa ad^Tmgranjcndoyche nel metso ha dite mani depre,prefe mfeée , le ^naMflrin^ 
gononcadkeeoli Metcmio, conche moflrala FedeJa^Concordia, & la Voce % con I^o0t^ 
nanx^ del mmuQamorey & con lafelicitd infieme ». 

sii aUafimftraEi Secretezja infttmadiuna bella DomutcolcapoinbÉ0^9& amr^ 
niataiannfiio grandcyC grof^mametlo:. 

Hdle^braociaf&knkuUi^latédd mantelline in modo ycbe fi cmtfconoimc^^ 
t^mantethcopertÌ9&yainUpertrafiwen:^^^ 
HdU bocca Telata di muiJmiliffinMbenda>fottoka^ 



dipt^enano i Bfimani^/tngerona Bea ,.pernfoftrare il faper tacere ifecreti dei 
acciò che non faceff€ro*yùomtfe€eCSeramy\j;he per haner rittelat^ nccute^ nome dk 
Momayfìixafiigamrolendùpeitciè annertmeyche^faceffàro^comefecero^à Lucia Tapirioi 
U quale hauendofentito ifecnetiéel Senato^ èa lui determinati^ non B rittelàmaiad^alCH» 
no, anconcf)e egli [offe giokinetto^^onde perciò trd la moltitndine ,jneeonfegullat ^atia dà 
potex in quella pueriCetà itdire in Senato con la togafretefia^^in qfteUa merito^cbesjtìt 
fpffe dedicata vnaftatua per maraniglia. 

Ter queflo aiunque4M lafeeretezf^ la bocca^>ekta,efittioUtogafretepkla bian€d>i, 
&fottiliffima tunicaxCopertadulgrànmanteUo , che lignifica U^fortexAa k& capacità 
deuecofe, che gli fono fiate eommeffi, che fino gUinfiniticoncetti., che motte uake ficer^ 
wonof &ficompartonOiJi!^fijdtfp^onofjmo uUaforT^jh&capac^d delgouerno tpofùia 

». •.. «" 



PVItieitR I?IB.'VHt i^i. 



téfmeie/tmaftereteT^jfa tiene uttmio ma bella nttuota^ die per ugni parte la circomUft e 
dalla nibe nafce un Inme > che gli èfottd ilche dinota la fecretesxa i & la ittbbieti di 
quanto R contiene [otto le t qfe della Cane e Ilaria . E nel mexjo la ailtgenzjX • 

Quefia i una figura di Donna * che ha in mano il calamo da fcriuer con carta ò libro 9 il 
ùlico delle lettere 9 e colcanallo alato per le cofe » che fi determinano nettefpeditioni di 
Una ferma > & per Jmare »ùer ejjer detto animale /limato /imbolo della pre/lcX^ > ^* 
perche fi aodrifce^ &Jerue neue cofe terre/bri » & è nato dal mare fecondo la fauola ma* 
Tfile» &coueffiifi dimo/lranoJe e/peditioni celeri nelle armi» &' negli aùnifi > e nella di^ ' 
Mg^^4 de mortali» 

lUalamo%e la cartdferue nelle memorie» neUe cofe deWobligo^ellaìeggef & in tutte 
le attieni del gouerua ^ 

Que/Ufigaraa^cora ha te ali su lafommitd iel fronte» per la pre/lev.a » per lafam^» * 
tTperUpreflauM di ciòcche l'inteUetté difcernejé' vede con agile modo lo feri uè se tra- 
/parta fenxa impedimento « // fcultore di dette tre figure fa Cimo del Moro . Tutte l& 
^radette figure fouù nfolto appropriate aMi luoghi dauefmo ciMocatef& ini pofìe con fom^ 
maprtutem^&giudido. '- 

V^ntico^tepù e ornato anch*egUdi/lucchi me/fi a ^o»e nel me7;f^ del fiotto appari^'' Ao^ 
fitaVeuetia com malti Verfon^i > che tengono varie infegne Ecclefutftice , & due Car^' colica 
nficofia per inferir f P^bbondauT^a delle rendite dello /tato > il tutto colorito a frefco da ^* 
Taelò yeremrfe • , 

Jiella Sala delCoUe^o oltre alle Titture defcritte dal Sanfouino > >i fono altri tjuat* 
ÉfO gran Qjfodrtmi di mano di Iacopo Tintoretto . 

. T^el primo iridno al Tribunale» ritra/ìe il Doge LtUgi Mocenico inginocchioni adorane 
ti UKfidetuore con San Marco alato» e di lontano fono Santi Tutelarn» edue ritrattidi 
Senatori detta fua Famiglia . 

T^ei fecondo figurò ^S^icòlà da Tonte con la Madonna fotto unBaldacbino » fofienm 
da ^agelettiiCon San Giofeppe vicino » & appre/fo al Dtgis San VJcoìò » San Marco » ^Soìz del 
ionio jtntonio »cbe per effer queff^operafmgolare» >oye il valorofo Vittore poneruiil Coìlcg^. 
jfuamme. 

. Tisi terxfi^giò il Doge Francefco Donato con San Marco» San Ffancefco»eSanta 
Caterina martire» VifecepocodifiantelaprudenM conunbreue in mano » oueifcrit-- 

fa; 

Vtprndentia onoqiiaiB poeoitendiim io magois Cdofilijs. ] 

JUlaTemferanxA ofn altro heue»incui fi legge: 

SkTemperamia iexempluiii'ièmper fe^uendoflreiitlbi» dedit 

Che furono Firti^ ammirate in éfue/hdegnoTrencipe. 

7{el quarto fopra la porta principale» vede fi Andrea Grittirlk Vergine fopr a m pie^ 
inailo con molti Santi intomo» tra quali è Santa Marina con Talma in mano» in memo- 

i^ieliaefuifiàdiVadoua yfeguito Udì 17. Li«lio giorno deUafuafe^dnel^ 
J%<>^.BQenàoil6rittiail^hiifraTrou€ditoredetìh^ercitoVmt€tiano. > 



■V. ♦ 



U 



*"^ t» -» 



^^f DE LI E ^ P A B RI CHl^ • 

La SaUdélConffgDo diTtegaiibiaHCb^^a miamentèT^b^hniierk€b0nrì;p§S^» 
&ala del: ch€ oktc mL CicLo mirabile per aijjegtto i,pcr tntagSyC per cficp nuffo tutto i caro 9 >efgtmfi 
fc^a.- Vittmi: fretbfìffme ^tx prima Taeopo Tèaontto in lufigp inou^ifitpikiilTroBo Ducale ». 
^^ titraj^f làio DogiTietraLando>& Marcò Xntxmio Triui^attoadarantéitmmaSaUta* 
tOKfiyJoftetmto iaglk^ngcU con SantiTrotettoriiaUt fortK 

in ahroQuédto ùoflo nel giro di quefia Sala, fece il rttratto del Doge Tieivo Loreian&' 
Unum^il^ ^ngmiae eitiuon San Màtco , & altri Smtk ,edi Ibntano/tvmfclaVfai^t^ 
diSan Marcoh tirata in beltà pro^ettiu^^ T^eL mts;^ det Ciclo fig/teà ^enetiacint^^ 
moUiDeUalhqualeiTritoni^ettì^neideperordmediMercum 
èributkdLCiMh^%maQ€ dicòraUi^ perktòaltrccolepetlofeMme adfimfKtamt t»^ 
ima^ ^ 

. Tte^uatofiprà U TrìBmtak^ veit mtMtare^ffra H fude ihn£HàfRit>eumCali^ 
4^ jJlpi^kémtijL Santiffimo SactanteniUMn^nfato dot Sommo TOutefice ir^mcchiatoi 
aou.Cardinakf&'dUnVteUti; àjj^poidieffo^MtofeèfigxiMoitJ^ k 

Scnaio.a^jtntiiiiSacr amento tjfendo^ fmtto- in un. breue : TatduLlbK. 9er 
dimofkartcl^k.magiMrìfperw^ 
USfipublUatpMQneaaSMta:B€d€^^ 

. Murao^eceUioT^te dhTitianondhf&ffBi Cietb^Vìdcotdipinfe tafrolpettHia det^\ 
b Zecca con Fabri^che coniano Monétet efetuiciChe partanowltBrario Vublico ftaffe 9, 
&^yerghediQro%!S^^gento^&facjd»Ùidtnmjcont^a^ Man-^ 

girato, fer dimofbrare lamagrv^c^a, &" ricche:^ dè^la. HgpmUM\JmaltrOdOuaito Mt 
lìitoi^fihtriodà'Pala^ Girolamo Gàmbaraio,feccU Doge con lur^bonfidtiintomóù 
j^iJonpinoltrealtte^Hattro graniele cdlocatouclgètoÀLmanodilacopo'Palma^i.éo^ 

ieir 



tic.inunafefiafifraiaportadél^^ 

TrioliadotmuiAsalMatffKCiCon là Forgine x,e San.Marco^xSt'paceSf fianuodueSantide- 



Sofratà porta fSbcf^dColti^rifprefàiti^on^^ LegaSCam* 

braiifuccefja ne^tempi deLùoge Leonardo Loreiàno ; Std adunque U 'Dogtindmes^ eom^ 
trcMtiatcbeimfugpaio fiocco in aitoM^a/fpromare ^.con il Leone^yna Gimtmettéiarm^. 
mtAcorraxZ^>£tELmo^pfigHrataper imUraceial^' 

fiutlo, incuiappaionù le armi de Vrencipi colètgatkf.. In imxanto^ftanao la Tactytlt i V 
^dbkmdanxj^ >cbefi9ifi>rtinno fottoHgo$temo di queftofrudente Vteucipe fjSnfi>fra S^ 
y$lano due Vittorie con Corone diOUuoiA lungi appare la£ittddL'Badoua ysome quella;^* 
d^efuOrmuirecuptratadaUàt^puUica. 

Tiella teryttritratto il Doge 'Pttfcale dcoffutfìenufkffb coniSan Marco !cbe là rac^ 
€$nnnanda.dMldentore%la Fede é^effè con i^ftebianca^xCopertada^T^^ 
cvnfierefelacroce;LaGiufti$ia,ela.Tace9chefi abbracciano, <9^MfoU'diCandia^fnr' 
mata in4ma.bflU Giouine con ì^te inmano^^ LoBeritao^prseffo per.efser ftàta Umga^ 
utente g^iferfiata^ffya^^oléHM medeftrriòDosf ssome penerali y.yedtmo^.^o tafiktu^ 
erettagllda CittaiinideHa Canea per. hauerìacouferuata illefdJdt^armt deTuràri nel* 
lafamofa Vittoria J^auale fanno ly/v^Menutadallk Kepuhlica:^ Et nella, quarta. fid: 
itrDoge Francefco Vernerò innanti d Fenetia affifa inXrono^oùnmoke CittdaeMo Staso^ 
mette anali fu ei^ Rettore , che te reecano varif.Donì . . 

Dm lato delie fiheftre,th^quelloabe giarda fopraùl Hio diT^atàT^^ pmbtoraaoh 
itkino alTrébuuate èdipintaC^^ie di Marco Trmif ano graiàffimo Senatore in piedi ^ 
obe con unamanoal^mofirami^ .ornata di Galee grofse^ fotpj^Ai T^aui^ oÈrdeQu: 
tMttiarmétti ré^fnfentata.ppa lefine^reconilMoto: Hoc vobis iter ad glotf ' ^ 



?:.»— -^ 



iiMre« ■ 

farmatclrfra d ^uel temfo i ioàe i ritrMUoil Beato Lorenzo Vù^wdanòy yejlifo Tmtìfi^ 
€almcnteìcbe meneveimcrato da tre Pyfcom in Patriarca > 1:011 S enotere ajjifientiy che 
fmnolegjter 41 SreueiiPaps T^kcii plinto ^nel quote ^fxitaròf -cbeU due CbigfeJt 
CraitheafiCafièUoli douéferoincoifarore4ì^eme 1 0nde meno Domenico Michiele^éhe 
€ru TMtriarca di Graio^U Beato torem;^ ^xb*ero Véf;om di Camello > HJiò padronedel 
ToiriorcotOie caia fu cìnamato primo Tatriw€adi P'euetia . Oai lati deUajiirtatcbe ri 
4d C oUegio Tri fono iuetirimU^f atti con 'mirabile maefbria > y^ameme mtati^ e ri^a^ 
$Hcnte4Ìn'4tiil:unoiinuifiraiJtgnicelefiit&^ Vétro difiit^ueJ^bo^ 

re. / . : • 

OltreaIte£ccéUentiVittlfretCbe93omanoUSole iA Coiiftfiio ii Dieci iefcnttedal 
Saafomno^yeMefMoaltrediVittoripià modernimeJpecfdlmet^teingaellaAtl T4ihma^^4i^^ 
Uff^aUftalein^antelayedéfi&manodiJintonìo Mienfel^Ht^onoWeMà^i^uO' conf 
iiprf0fir4Uiiinatt^alìtedentore con numero di ferùifxbe^a^ Fanitrìtmone^et ^ !}^ 
^rgemme fer fame dono éUrergfno^G'mt^muojp^ft^^ &4?9^ 

tajnitte^ * 

ìiu^j^itur ai molto ammirata sljer TinHettHone^ iì anco per feferuìama ii molte 
heUe^e. Dne^dtreiuugbe tèlefotf/^pofle dai laH^ ione in yna i Toppr^entata la TPace 
^Itaba^apparemhdiìontanoni jtmbdmtoriVeneti > incontrati in BaUg^ '4a nobili 
TerfonaggifedaprelfoimetéJimiJ[mb4fciatonfeienticolTontefice<:Ume^ Setti'^ 
9M. Vlmperatmre Carlo QvàntoXardimmon^dtìiiOraton de frencipi. te^endòfi m 

amcantoz 

, . • ■ ■ ». . ^ 

■ • ^ ^ 

^P4X ItaltsBonoinKiiaita 14. DXXIX* 

1 

^ nei mezp 

Ad htìSm reointateiD ifirmandafli 
Acccffitprifca Vciietonini|>i0tas, 

QtfefUteUfkditigenumente^ipiwÈa da Marco Veceìlio ^ipotediTitiémo^ 
"HclFaltrailCaualiere Leandro da BaffanOf titrafieil DqgeSebafti4no^Ziai$Ì9ébeV^if* 
torioforitomaHdodMMrmaU ^FedericoBarhariffaJmfermore yienemcomdto4d 
Tonile ^dlefiandro Terz$^ chegliporge ynT^netlOm^tccii^^^émaoferiffjmdd^ 
t acqueo Impero^dimeffe fpofared AUtee^ 

* Bieiroai9ÌpafonoC4ardinoii^eVretatij&iLTitto9tmedepmo^rit^ 
quei Terfom^^cheportanoJ'ombrella . Tarknouei^ienilìiogeff^f^^ 
da Capitani con fcbiaui^ cbeportanopredcy & amefi militari > em^mpareiPArmaiHk 
Veneta. 7i{eifr0o chegiraintomofrailfiìfittot e ledette pitture^quale Ìormo<onfm* 

Uni dipinti, che teffgono varie cofe in mano 9 fi IcgptioMcampo idoneo U f^kemi lim^ 
iatsff. Sopra UTroiKOi 



Quod 



\ • 



\. 



T^^ D£LL^ FABRICHE 

..,'.• ■ ••••,.•■, 

Q|iod in corrMCa Rel^o peperìt 
louid^q; VfftasedtKaiiit . 

7^1 lato deftroi 

Pneclane Vifbis nerit» 
Felici^ léteroac InperìiifD . 



Dalfiniftft 

Dum fpleodore glorie aug^tur 
MirobeaèregoaadiexeiDpIo* . 

Sopra le pneftre alt'mcmtro iti Tribunale : 

Natta voqaam temeritate cooiaiida 
Deo Optimo Maximo fauente tandem J 



T 






I 



/ 



*'■ V 7 €01 laUroU 1577.4^/ ^riffcipat&diSe^aftfM^enicroitghrioi^ che rouinorono te 

* . J piA riguaricmU > r &r|!r farti del Talaggiù Ducale > refiando per il primo ince$$eràe h 

\ nobi/^Jime Sale del Tregadif e del Collegio con t altre iute vicine à quefic : e per cagiotic 

j del fecondo te Sale dello Scrutmùhe del Ma^gjor Configlio con tutti gH ornamenti riccbif^ 

1 j fimiiC fmoLari defcritti di [opra dai SanfoumOf rimanendo efiinte tante degne memorie^, 

li e fatti lUuftri di queflaSereniffimaì e potente Republica. , ^ 

Fa deliberato daiSenatodirefiaurarele parti Hifiruttedal fuoco jfeilxa akerareim 
parte alcuna la forma antica di offo 'Pdag» 9 e di procurare > che gli ornamenti da far fi 
fofierograndiyCr iltu/hii che perciò chiamarono da diuer fé parti éC Italia i più celebri ar^ 
chitettiiféuhori > e Vittori > che fi trouaffer&in quei tempo ; acciò la nuoua reftauratione^ 
riufeiffe pia raga % e più bella di prima ; & fopra t'inmntiooi degli Mellimenti » e fpe^ 
iiatmente deUe Titturt» diedero il caricad Iacopo Contarinif & d Jacopo Marcello Gen^ 
tUhuoffUniintendentiffimi della pittura $^edeH'Hiftorie% aggiunto a^efflanco Girolamo^ 
Bardi Fiorentino MonacoCamaldoUfeHiflaricodimoUanQmeyiqua^rifaUelepredct^ 
tesate, & arricchite di rignardeuoU ornamenti quelle del Collegio^ Tregadiy e contigfte% 
Come habb a mo rapprefentato di fopra > ) fi fono adoperati in modo 9 che l*Hifiarie de pa^ 
tetiy e defoffkti deltvna, e Inalerà Sala dello Scrutinio % e gran Con figlio > fono fiate vci 
r amente con inuemione mirabile $ e con ^iudtcio > e prudenza indicibue% da loro ordinate 9 
eéifpofleijcguendol'ordincdetempuche meglio non fi può dtftderare ; hauendoriguar» 
do di far chiaro almondo% che daènafcimento della Città t fino d tempi prefenti^fempra 
è fiata qucfia Hepublica lUuJbrata cosi di rittoriet come di fatti predar iffimi :i e >irtuofi 
de fuoi Cittadini . 

Si 



P-VmtlCHE 1TB. Vm 347 

-V 9l iv m 6 iill ^ MÌmiqn€Ìihir0tff4m deth Scrutine» {Umg^ Piccure 

"paSa 14. largapajpi ladr alta dal prifMpùoio fino al Corniciontf che circonda il falco > della Sa 
t4à6.)leUUioniinfrafcritte. la dello 

Tielfrimovtadropòfiontlfarete^chcrigiuKrda fofraUTia^di ocrut. 

tlery^tf nelt entrar deUaporta principale > apparifce t^ffedio , che TipinorUè d'ItaUa.fit 
gùbiolo di Carlo Mano Imperatore ùofe d nome del ^adre intomo d renetta tanno M 
^brifio 2o9.porftktaend0fidi'Pincerlacmla fame % hauendocon podere fa armata fet» 
rata d^opti intorno ipaffi» acciò nelUCittd non entri^ero9 né ge^ 
éèndo tutti f Capitani dett Esercito Francie » e docile $ e pericdojo il tentar di banerla 
per altraiM;mai Veneti fcoperto il penfiero de Tlemici, raccolte tutte lefarine%edel 
'PtAUcOi e de Vriuatii fatto di effe gran quantità dipane $ne gettarono in copèa^conma^ 
chine nel Campo, e neWjirmata nemica t facendo con tal d^toflratione credere d Tipi* 
m>9 che ne Uà àttdfoffe Mondanzji di tktte le cofe neceffarie per fopportare lungamente 
tdffedkn Dakbe osannato ilnemico$ chiamò i ì^afieUi pofli alle bocche de Fiumi $ e fi 
dtfpofe di tentar timprefa con la forzai con formio foprauanxAndo% e di legnii e di gente 
iyenetiéi^efto quadro i flato dipintodalacopoTalma. 

^l fecondo fegue^UyittoriaJifluale rapportata da Fenetlanicol tagUar i Legami 
del Tonte fatto dt Tauoli fopra Botti da Tipino fudetto doue i nemici reflorno Rogati t 
the pertiàH luogo yien detto Cdnal Orfano ^ che prima era detto Canal Ureo, i^fh 
^HOikofApritàadìpimo da Francefco daB^anot ma andatod male per lepioggieTfi >e«. 
de al prefente 4i niano di Andrea Vicentino . 

. J^elter^ùiHordmefinmaiComePUrmatayenetaifptdita dal Senato i^erfolaSo- 

ria contro'pfmf edeli tomo 1123. Sotto il comando del Doge Domenico Micbieìe % arri^ 

maffed^^OfCÌìceraagediato inquel tempo dal CaUffd delt Egitto: OndeifutefliUft, 

combattuta da Veneti corraggiofamente fermata nemica^affondarono U maggior par^ 

ttdi^ptdla% tagliando d pe^ il rimanente» facendo grandiffimafirage de qu^arliari » 

O'jsiportandonefignalatiffima Vittoria . Qutfi -pedeVUttogenerofodi Marco Barbaro^ 

cìfera Troueditor detta fudotta Armata Veneta, il quale combattuto fieramentedawkt 

tìalea Capitanale da altri legm de nemiciiC da effi mal trattiOOiC perduto il prop^ 

dardo» fi <^fe con tanto ardire alPmpeto de gì^Infedeli» che vecifedi ptopriamamoik 

CapàMO^ pif efesia Galea nemica; leuando pojcia la faccia dal turbante^e con un braccio 

tedfo dal cadmerò di quel Capitanojhaaendole fatto nel mcKxjo vn cerchio difangue» Ik 

fpiȈ in luogo delperdutoflendardo. Onde >olfe che ifuoi defcendentid perpetua me^^^O;- 

ria dioueflaattione;nonpiàMagadefÌ9 come prima f$ chiamavano ; maBarbarifi denéh% 

mna^ro: yfandfi ficr ^rmagentilitia in yece delle tre refe toro in campo turchino % A 

nuouo cerchio rofjo in campo bianca. Fa ilTittore Santo Teranda . 

. Continua il quartoQmdro 9 mi quale è dimofhrato L\ 4 ficàio di Tiro fortij^ma C4ttà 

Jul J^hrre^poflo déU medefmc Doge Domenico Michiele dopò la liberatione delZaffo > ah 

fiemeconk'^eriitodiVarimonao Tatriarca^ e Luogotenente Hegiói doue diuuigatofi 

da^4ligni>(7 im4i delta Gloria de Venet. > che douendo fopragiugnere mtmerofo efer^- 

cito infoccorfo de Saraceniiil Doge penf^ma di leuarfi da tal Jiffedio con tutti ifuoi^efat^ 

uarft col benefit^ della f uà armata . // che riportato al Do^e yfece di fubito leuar i Ti^ 

fnoniyc ideile delle PaleCfC por far il tutto in campQ alla preJenM di VarimondoTatriarr 

ca^e de C$pit^nidei^.Ef€reito> per confermar ma^g^rmente^ et lageoerofttà delfuoa- . 

ninioi& lafuafede'. Dipinfequeflo fatto (fucceduto /*4ii.i 128, intorno, AUen fé. 

9^d $.& yifimo da quefla parte^ è fpiegata la Vittoria^che riportarono Giouannif & 
fh<mriToÌaniilprimof^gUHi^i^f^9(r^^ 



* 



34» DEtLIE FAKltlCffEl 

lafciatori » per aiuto alla Hepablica mandarono 60. Galee beniffmo Umme fo$to il 
€omaMd0diThitro'PólattiD9gefMdeme^m»ix4i*àd4mnM Bftg^xtétmaamalatoj^ 
UDòge^marì netti fola JiSkéiia^4onehaMeM fauinouédiffimi aejfM0i^ iafdamb U 
^intdeOr^rmata oUifniettiGimuamhir genieri fmj^pmi^^arfrattUù $ da qmU 
dffndata frima tlfoia diSkiha^ t$ltogU Ceirfà^mmtmrom keifUmufaéi RMgtìef^ 
fé'w^maàUHefeartndqmllmgh vemuidgimmtafimarom^tdiifec&rùmmù&tm 
Ùrmata Hfiolef ebe lif^gteroton ferdita di to. Vjmsr^éà' altri LmAtmomt fi ti^ 
9iràinSicilia%lilKrattdùinéiM^mod0EmannclOi&tnfta U Oncia àMUinoUm^de 

^i^fimandi^cmmoltalodedeiTalémi. 

LaTinmraidimanadiPrancefcóTtr%ó. 

jtìhncmttr^delUfHdeuayiMriadattdP^lat^ 
mjb'a% tr Ltfwta^ shepaga migrai$ Conl^io » W^ 9» mirabiie iìfodro pMd q/tate Jj^ 
^ifoTintorettoefpreffelarecuùeratimfdiZarafCberibeU^^ DomimiirenetOffi 
diede àUtdomcoKè di f^nghena: Onde U Senatori ffedi rnafodeacfajémuua fte^ 
Èo la dìrettione di Mareo Ginftimano 9 U optale fofioni ta^MaU riatpero i^anna 
1J45. ■....„. .... 

Kneli^an^fojfiraU fnmmfnefira%& ilcetnUciùm 
ktm» t^icgmfeUfrefadiCanarofauatanm i^j^da Vimr V^dnHadmjiSinki c^ 
fit ano nelle Impre fé 'fanali. 

Se^pdineOa ^Mv^trihm4t% etraUta fin^brala ceteiratiffima yjnaria'ì{fude 
0$emaadallal[^pmliea^da VrendpiCoUegati tanno t57t. d CmtTyLai deSa nume^ 
wofa9.epotenU^rmaudiÌekmlmperat4nrde TmdÀ%ffi€gua in gran telaàa Ua^ 
drea Vicentino ^ 

ìifelU Tom fegnemidadinefUpartep fimo andate ÀmdeleTiu^ 
di mano di Jacopo Talma% gnalifarmmiOTimeffe dibrem per ordme Tnblico daJSccet^ 
imtiTitiori^ .X 

Inteftadifte^^alafoprailTt^nmdt^apparifceilGiìiiìtio^ rapfn^entat^ 
itt tengatela dal fiidetto Iacopo Vaùma ^ 

VSVdco^TtgHardenokpergtinugUi peri diligenti tamri fatti 4 JtrAefco$efe^U 
9icche7^deltoro% fono compartiti tre ordini di vanir done fanocoUocati tu forte di 
Ì^adr$i^tprimoordine%clfiiineUodim:exjofiHio p^^l'imprefeTablfcbei "ì^fe^ 
mtdOfCb^aneUodellebMdtf^Efen^i particolari i E nel ten^o le Virtà Morali^ 
oheÀg^fadiCorona%cii^ono£ognimtarnoyflr le particolari p &Je Tnblicbè ^r* 
tioni^ 

VriftCipiamloadkmpttiaitimprefeTMU^ vededi manodijùtdrea Vicentino » 
nei primoonatolMt^piedii^^ e largo t€>^ entrai 

diedero iyiemti nnVortodiMi^^'Kfam sfotto il comnaniodl Gioikvmi Miclnele fi^ 
gUitoto del Doge Vit^etitAeme con jérrigo Contarini Vefcono Cafieltano , tanno io$rtS. 
prendendo 2<x Galee> &- facendo aoock prigioni ^ 

y^lrano fègnenttr cb*iilfe0mdo inordine di forma quadrar di piedi 1%. perogt^ 
rerfoyda Afonteme^ano Udime^kiUola r Storia yckei renetiani fiportaroHo netta: 
attedi jtcrirdeGenonefi^l^Mno 12^. althory che qnei popoli thaueua/toconJhttanno^ 
Ma ^rmé^aneUa Sorta ddannideUaRepnbtica. 

& amtttìoni .Andrea Zeno con 24* Galee per reprimere le fortx loro finito con Lù^ 
9€nnoTiepoloVroHedùorernpferofAmatammicnconl'ac^Jb div^.-legnif &4i 



topo, frjfkmi I biiim TtokmMìie HthmfenU^éMmkmÀe meieBmiCemmsfi , 

àkUmita Vittmia^ che A ripenè déUU 9fpMics 4$ i medefimi Gmmefir in Sicilia /« 
0umoiw6%.idUVfmeii9mMér€0<hMen^p $IMQ^ 

mfprai4eodod7{fmic$t».(hd€e9rtJUmdme fimm^rfifakuncal^ fiigamhilC^ 
pkfH9(hmMij€fcbeiig^MfMiu fi fatte fifff^^ ^ c9i$dmcmU in Finctia lym, 
frigioni. 

Ccmiiméil^inéH^ f^€$h éifitméfModrMiUaapmitjg^AdtU^Mtrofudettonelind'^ 
ItmiralidimamdiGinìièidMmU prtfa delUCitU diC^a pcghdma 4Uebara da 
Gcnouefh fatta da GimamttSùram^ò f(chefAp$i D€ge ) tamiù 1196. dotte difredoìa U 
CictÌ9 ta^adOtnottefitttMkìiatti cariche di mtrcamia^ti^^^ 
itt§4ipr(ka^ diurna fette ritornò d Fenetia. 

TiettyltimùvattoanatoftpraUTribnnatefiitededititaìtQdiFrancefco daBaffaneig 
ft^ta di Vadettth temtta alfhirada CmrarefiifmQU Ttattediten Catlizeno^ & fem^ 
cefcù da Molino tanno 1 40 j. 

JiofèlefttdettefMiebemfrefet cetstettttune^nadri del primojerdine 9 fefftem ttel 
. fecondo li Efl empi parttcotari. 

flprimptfionelitanofrdt^onétodelUimprefe^&UFirtn MoraU$d^ 
TNao^f^Ogi rappr^entaf dal Vittore .Antanio^iienfe d cìnarot e fcnro% tuttodì for-^ 
$etje.%9ChedtmtfiròiiBofeOrdelago Fahero fatto Zara fanno luo. La quale ribellatala 
fidalfImperiodelU BepnUica fitOedad Stiano Secondo Kid^FtiAeriaionde ajfedia^ 
ta dal Doge, & attaccata la giérnataCampaUfejfo Doge per dar pm animo a ftH^^ 
ftneUeprimefik ddtordhatnfop & dop ò ha ne r tom\tmtuo^amf^menUf& fattodà 
foftefio gfMprone$fiiycòfodagUFn^^$i4inali^opraf fdegpode 

Fetietiani^defidarop di vendicar U morte àellirT^ rottile fnggati^tìr 

ricttperomo ta dettaCittàdi Zara^ 

^^dtakr0OHaté'tricinod^n^fivedeefprt§tda(HtiU^ Motom d^bimhe ftttrot 
laTemperan^ cbeysòilÒogeBomeniooMichielein Sicilia renando t ritmtando d$ 
lattante dytnetiagloriofo per tante inoprtfe 9 e littorie ottennUffixeSf^ 
tanna ii%%.eff&tdomdtomnoratodaCecUiam ^€belùi^iro€reare tiè di Mei 9^ 
gnoy e ciò congrand'i^an^a ; ma egli rijpofc Uro f^e fé fi volettanodare fottoìa ^jtfth 
wkalihaiterekheauetiaU^edij^inofftioaafi^ oUfgato^ come mene 

fkrognihmnCittaiinotefiimarpmtotì^o^ M fartfcaUréH 

tereffe. 

JnMtro Onato foprsdTrAnnaledalla p4frte del Cortile sdipinft il medeftmo iSMp 
del Moro laCoftMffdi ulrrigo Dandolo ,4im^ata Pan a 17$. in CdfiaminopoU done 
eraUmhafciatorperla Keptmlica apprefio Emanne&e làtperator de Oraci» ti fttak li 
faceperderUlncedegl'OfCclHConBamiinfocatÌ9percbe4ì^^ 
della RepnbUca^ 

Ettteffvkimoonatopm'ancb'effòdifortnaontaaf fitnato alfincantro del primo 4atr 
Dofj^ FalierorC Jlatodimofiratoda Antonio Ulienfe d chiarore fcttro» lo fpre^^deU^ 
cofe delMmdo^ che fece UDogeTietro Zianif erUx^lo d^ Sfilatone f eti'esli4h' 
nioflrò fanno x%%y. qnando r$ntò^ la dfgnitd Dncale per farfi Monneo^ &ierm 4 
Dio. 

OUredjntdetHitani^penefìnoaltridodicidifarntatriang^ 



imo%ne ^ualiifmiorappreféutate dodici y irta Morati i le fei prime ^frincifàandoddlla 
forta^rmcipale9€ioètreddlatodelUpiaaxa7etredJlatodaCorti^ 

rtonio 



^yo *ÉlLlfA6Ul'CHÈ ' 

SrnM Jtlièi^etfmlefe^tii U Ùifc^tma MiUtareia terra T^f arati M'MHiJiMMff 

'àrinàtaiiCtm ma!i;^fnrataueìle mani , moflrando con effadiHefjeDiiehmeytlr JSrrai 
da CHerràt vedendo di Imtam >n princìpio it Forte-^^ . 

■ \4ffmontroètaDifciplinamilitare-damaretfonoformadidomadìmeiXiietd,aF-- 
mata fiao alla Cintitr a di mte arme, tenendo in mano yna'Hiite ,& à fmioitiH fon» 

'yifhom^ncirrei& Vele con dikerfì altri arnéft màrinarefchi, dife^i,& moderi di va-' 

rie forti di'ìijMlij. 

• 'Sepie dalla parte deBa'Piaxxata Clemente "^ifmefla giàfa>. fHa d&hna di affètto 

'tntdtograue fedente fopra vn manfueto Leone } ih tmatàanaha vn'jtjìa ,&'C(/n faltrd 

^ettà-piail fnlmine iiGioue . 

DalTaltra parte dirimpetto à qiiefla è la Contordia ; cioè > vnadsmui con vna Taxjùi 
rfella defiré, e nella fmiftra ha due Coroidi Douitia , ccn vn* Cicpgnìi à t pttài fimbalo 

-fecondo li Egiit^ delta CoHcm-dia. ' ' 

tóntroHa vrt/o tapioca la Liheraiitd , riceàtHente yefiita , cfce caudndo fmridhnt 
Vafo Dinari, li va fpar^endo con vijo atlegro, e ridente . 

■ ■ JiWincantrofid la Magnificenyi, che toglie fuori d'vn rafi^ Mitre , Scettri , Corone y 
tSrftltreinfegned'honore per prefintarte, e donarle. 

' ■ te dn: fcguenti da irn lato, e l'alno, di mano dì Marco de THiant ,fono ( dalla parte 
della piat-xa) La FortCT^ » armata fino alpeito , U quale appoggia la Ctàta itHércole 
fopra h tefta d^vn ferocijfimo Leone . Et dalla parte del Cortile e la Temoermxa ,cht 
iìeneinboceavnmorfodacaMaUo,haihvnàmamynTimone% & neffattra ì>n Com- 

allìni due per lato » corrifpondènti Pvne , lUCidtre , 
\tiai finta una do rmu alata, che tiene netta mano di- 
tniflra un freno, ^df mi piedi foHffFafci » e Secnrt 

ia itrmata , con vn Serpente dpiedi > che hd tre Te» 
ne, Fi è poi la Fede Tublica , rapprefentata in rUa 
tedi nudiiftendtndo la mano delira in atto diporger- 
à piedi vna Tortore. Et aWopp^oèiaKet^ionet 
&-ìt alice. 

W altro alcuni Trtangoletti ) J7 leggono in ejp dodH 
rdenone^ehe fono : la Fama in atto di correre > céà. 
ccbmta. La f^iitoria firmata , carica dipoluere,e 
f'jpogiie fé prigioni àyincitéfi.'Labttona Fami, i 
la palla con ah di piedi, ^*n braccio da mifurare 
ti verfo la fronte . La Taciturnità, che \yà l^effigie de 
1 defira alta bocca , & vn Vero nell'altra con té fue. 
t piena d'occhi, e d'orecchi . La ferità , ornata, e ri* 
àguifa didueftelle . H "Pudore ccn la faccia coper- 
t%lt veggono gl'occhi, f la faccia . LaFertaità ,che 
le fi tiene U coda in bocca, & nella fini/ha hd quat- 
tro pallet una d'OrotUna ^jlrgento, la te r^a di ra me, la /f nafta di fcrro.La Secur(à,che 
ha una mano un Scettro, eneU'altra vna "Palmi con vria fiammaat fuoco ,}id àfederce 
ripofarfi ad'vna Colonna . La Irrigatione de i Taeft , in figura di Troferpina , che fid à 
federe vaino ad'unfafìo; baia grembo m'Occha^datla quale fcaturiffè Va'.Acquà 
limpida, e chiara. Gli altri tre e ffetti,che fe^anòjfimi-^bottdaìtx^tfHMfrre, ^ 

la 



PVBLicHE lib; nit IH 

dex^nelmedefimofoffluofono dipìnti à chiaro > efcurofei Trofei militari • 7{el primo 
fim$jtrtizlimefjtrcMbH(ii& dtrimfirumentiiafmco.iXf$€mi(kcantimt Corfaktti^ 
pHtÌ9^ Mire Armaxwrt. Quefii due fimo di jlnumio UUatfe • IlterxjD èfmnatO'diMo^ 
rhniiCJtluefConfpadCfe pugnali que^ofàdifinto da^Marco di Titiano , Ì{(A quarto. vegy 
goì^t TronAetTambnritTifitrif & altri it^b'omentifimili . Il quinto è di Laute > picebe, 
& altre armi lunghe.QuefH due li fece Oidio del Moro. Ilfefhii&' -pltimo dipinto da Cà* 
-*-'"- • -"-- ^ a Torieforti di arcbibufii& altri capricci J'ali fono g^omamenti moder* 

[pbi^fimaSaladfUo Scrutinio» dattaquale f pacando alla defcrittione delle 




lete comparti 

Ayenetiafer 

riaourò nettai 

maconofciuto^ 

ffrmanJoinTènraSantafhmanifefiàdD^geSebaliianoZiam 

frimo Quadro dto piedi %o. & largò i6. e mofirato come UùTge fen'andafle con la Sir 

gjnoriaàUa Chic fa della Caritifincontrato da quel Super iore^e da tutti quei C ononide tf o- 

ne fatte Oratkmiifiieuàil Do^et& andò al Vont^Ce^leffandro Tera^ il quale ftaua àk 

ginocchioni in vna deUe parti pia rimote della Chiefu ^ adorandolo come pr icario di Cbri^ 

* "Hel fecondo > redefi faUfoccamentOicbefucceffefrd il 'Pontefice^ ^ il Dogei e lade^ 
liberatìone di mandar due jlmbafciatbri t^ Imperatore Federkoprimo con Duùali cqm^ 
Ètiffiemper trattar fecola pace squali due quadri fimadi mona é Carlo, e Gabriele Ca!^ 
liari figliuoli jti Taolo • 
■\ Segue fipfaUprimoFiiefironetil 
hiancotprima, che par tiferò II Amb ^ 

San Marco ampompa folenné^ vemttofiaUalettio^deìJ'^geM'Papa 
agjmacilafteitewnùrareilD^e^&'la^ ^diedoUJudettoCero » eh 

mente inmnaUcbefilegzfil yangf^f^fmk accèndere nelle Mefse /Papali 

èohlAtmedé^Cbiefa&ùiot^ùmm 

1tfaffero%& felopmi^eróinnanfs^^. . >, . .' 

Queflofamirà prima dipinto da Tiburtioda iokgna ; ma bara fi mde tapprefentato 
ialCaualieréLeandrodaBafian<hilqualeritrafseM:perfima del DigeZiani, Marm 
MriÉoànifCdipinfefnolti'Prelati^fTSenàtmtùltidal^iuo. 

* 7^1'f^anodùpàilfudetto fine^pone f continua farriuodelti^jtmbafi^^ 

^bue riceuutifMmfamente, e lietamente dalf^Imperatoift^aiqualefdopàùrefentate le 
Lettere di credenxay efpofero la Uro , dmbafcidta: ma intefa la cagione della loro m^'^ 
ney che era per impetrar la pace ad^jlleffandro^fi (Utero di manitraiCbe minacciò la 8^« 
pfAlicafenonlidauanellemaniefioTontefice^ 

Il che fentendogii^mbafciatori gli rifpoferoi 
U guerra, fi licent$arono%vitornandoeM celerità 

& al Senato diquat^ erafucceffi ^ (hie^attkne iÉiirahilmeme ffaegatadat ledere i 
lacopoTintoretto.l 
. . Vre^ d^quefioà Tfèdefi il Doge à montar in Galea 9 per andar con ^ Urmoi 

rtmut ^.^ff^à^n»ad[ rmcr^imaprimbe^^ 



\ ; 



Il« ilEtUfi IFIABKICHI 






demi. ' . ' " ^, * * 

Qutftéi p9tticfikfkt$am>fMtia4a Fnnc^dA Baffìma^ S^mU jec^mU fàiqfirmt 

4AatiepMkét t ftilU)deltt$KipctMM€ifùdnicO:> detU^imleerd GtmoNik <^tam 

tcreM&UVapa dona al Doge Panello 9 acciò oifi* anno nel dì delP Afcenfione y fpofi d 
m0reinffgnodelyeif0,&J^f^^^'!^mimà3j^ pMnnc^ t Siglici 

H0rt^^Ì!fffi^Jittmtiang!ÌtèJìt^^ . 

S^fK^yanQ^ìricm$9.comcOimieTn€»iijBMàia^ 
tmUMtU TMctcon l^lmùt^Mort / m^fAd i t Jkatumi^primA ipm iÉ efi ^tsntrMiOi dìàà 
fatitiiirjmdétù d "Pauia l'Mm i ifj Jr atte coi fadiì^c4odif^ aiUpau . léÈCép^ P«^ 
wu ncfnii V^tart^ e tàraffe m4fi^ ^HodrowadtiSfnnun % A Brmcefcbi Cakidièet 
ffamk%& moUi{miamici» 

Depà^flùm i^defi l^arrùà^à Fem»U deit lm ^r nim r t edifica ytMktù da Rotàia i. 
ll^immM^&néinNmat^fùprafjttm^udeUa^^ Chkspftdd 

]»0ge%téim^ttiCsxdm4Uèma$d4Ud4Tiùit^^ 

Imperatore alla Chiefa di San MarcOf doue era il Vapa yejlito con gli jlbiti VontifÌM^ 
Uit^i4$aUmamoimpehéàin»fifai$^mhmèpex,baciaretHp^ Vafà^UfuUe 
mlfKfslierlotidì^ilMdkp^ 

Ubist8c€OKukàbis Ixoeicm^ Dracooem . ^cmì rispondendo gedcfw :Naa> tìbh 
fed Pctro, Replicò ti Tapa : Et inihi>& Pctro . , ^ . . . - /. 

\omefUecnnc€^àiinTi^f£^ ddt^ceef^onc % lioi^ 

WulSi»V'Pieniria»j&.renti^^ ^. \ 

- JlVktoretcbedpprtffe^fia^'^Mi 

S0pmiU portale vd nlla QnarantìaCiml nmM^ offmiSi tanino del T^ » imparm 
tcte^ & Doge in jincomafi^nìUrmoM deUnUepÌMicatdone il Tapa fece il émà deU 
tOmbreUaal Doge da portar fi in perpetuo da Ini ytpèCG^arineiJA folenni^ ÌlnefU:è 
ojperàdiGirHamoGambarat$.VItLijfadroi9^ fik^a printa,^H cammedeìU 
pauinu t cberifpomle fèpra la Tia^xn » vàè tofrino^^ cbe feewa li proietti VrintìM 



nelUCittd di Romay coni doni fMiidAl:Ponteìfke al Doge delti ùttoSttndn^ ddhjo 
Trombe f Argento %dd Gnandalt itom » <Sr SrdiameUa Chiefé diSanOionafmiiate^ 
9an$%dip^daGintin ddMmé^ Terminanda^èHifiofUtdti^ Vapa^Mefi^anitm 



Tenff. 

J^'aétrolatoxUlla Sdane i f^anidelUfaCtìatap cbegnarda v^ tlfota di S.Gim^ 
nof dinifata ancora tei in più quadri % è fiata rapprejentata da diuerfi- Viatori la conqn^ 
JU della Ciitd di Cofiantinopoài onde nei primoéfuadro fittta$nf$ra lapeirta fin^na di 
mteftaSalayelaprima fineflra fi intra l!wrrinodV^netia di Baf tonino Cónte diFian* 
ha» dLArri^ Canta di San VoèOydi Lodouico Conte di Sanoia%é' di Monifatio Marche^ 



fé di Monferrato» con altri Verfonaggi lUuftri Capi de i Croce fegnati • piér tcfi^ditinnè 
delUSoriac$ntrogtInfedeli;€perogim'atafoUmewtenteìofi£fmtn^ deUe CajuMa^ 
ttommMatìn^diSJiMrcotanno imi»// Do^c ^rtipfjmdfb pde il pn^ntw^peit 



fiar^ il ra^mamefUò. Quefto quédrafii prima^ 4ifmtoda pamenieo Tmtùretm ma ^ 
dato di mMffit rifatto da vn'Olrramontdno. ' ' ' [ 

"Hetfeguentet yedeuafìfihierata l*^twatarn&iffahidj^dééAwmerofa di 240. Gà* 
Ice t delle quaU era CapitJtm generale il fuiettaOoge \ArrigfB Mhmdoto » & Trouediter 
Marco GiifJonUottepontidZara^ebrs'eraribeltata alla I^^^ e duttafi al Uè di 

yngariay la racquifiarono . Quepùfauo » era prima rdpprefentato da Leonardo Corona 
da Murano; magnaflatofipertefioggkifìlfiMUìnoia Andrea Vicentino^comefi vede 
atfrefente . 

Soùrail fineflrone delTergclaè efpreffb > come il Doge medeftmofoggiogafiiZaraH* 
niirioellatifi comefopra% yenne incontrato da Cittadini veftiti di biancotche gli reccano 
àt Bacini te chiaméilU Chtài idatCteraconCroche datmgafebiera A JSkmne $ rfìm- 
cMUh ^efiibiamhe%rmettenéofineUa pietà delTrirtcij^ il qmltypi^ 
CapfdeOaSeditimt, be nigmm e mt rieatèingraiiataCittd : Ls pittnra^ ^èi mane -S 
Bmnmicff T iniv r et t » * 

"Ufi Fano yicinof fi vede il Fancitdlo ^lefio figlinolo ttfofcio Comneno impetamé 
a CofiantmMok^fitg^ datti mani del 2ioi ififnat&prefefita atOoge Lertereài fiUffo 
Imperatore é Getmanìa fuo^Co^ftator > raccomandandolo alDogé $ e^ è faìvni Cfotm^ 
gnkiìMeìò^rknpeTàlIfkif^ UdigmtA d Taire^eme con lo ttatthrirannkameme yfir* 
ptttoglidat fhtttUo^. fi Vittore fi Andrea Ficentin&. 

Segue Mnrtffoit Metto tapanka de ff Armata da Zaratan.xtóiMne kaséea fnet^ 
tM9iC andata aC àj tm t ìmpoUy rottala Catena del VortOtCfie fiùtrtttier{aua% lo préfcrth 
éiéokefkÈgko il fi^amio^ e trattone il Secchio I faccio diprigùmtf comfyetolo al Bog& 
Damdm^rip^^^tetla Sedia, Queflo quadro era prima di monade^ JftkttfkiiHagné^ 
ferlepioggicfiiridipint&datacopo'Palmit. 

Continua il feconJoacqniflo di CoftantinopoUtfatto-dalme^fimoDog^^ 
rft ondey/htoHclipro^eonlelteliqniede Samk & iCittaOnii ricevono atMttonVrin^ 
€ipif detta Legas i qmiti^tuttoche hamffero Htmnttitat&contrctUfdneixlh Aujfh $ éfe /H 
poi prinoé ritolta AÌe(lhMar7;flfìf(Srb(ilih^ 
t^nnerorda medefimrit perdono. ^Jf^^ qneffo fatto Domenico Ti m ore t t ù • 

Dopòilfinhtto miréqi Panarecclritrfatto daCapitani P^eneH > e fraacefindh CBitfik 
a Santa S<^a per elegger ifnnouo Imperatore. 

Et neU*yltimo Vano^ chi tra il cantone^ & lafineftra, che rifponde {oprala Tiénsì^ 
MpfmfcetaCittd£CofiantinopotÌ3 dokeèinioronat&tmpet^^ottBMhmo per mano 
mDog^.FHHVittareirAUenfe. 

Brute due fineffre nello fkatiadi rincontro alTr&umtkféone fitte UBoge^&hM^ 
gnma Sfiato^efpreJ^da Tomo fotone fé . 

rtritomodtAndreaCoatatitti Doge d r^netia yiltoti^ode Oemaefi a €hio(gj»t 4 
fuahdopòìm^ì^fedHf ridotti altylttmodelttmifìtr^ atta pietèdel Ttimipew 

che era Generale deltArmatayil qmU ricuperata Chioggutt tfattagran flfageéettè^ 
mich fimpa»fmmmolteGdet^ econdkfi fhcopiédlquam^òmitkprigiotti $ f¥éflta^ 
ffcranointornadfhilkdelt^dinede7^»deGìenomt. 

E qufil yahrofifVi ttor edim oft ràcomftge im^Mrato da SenàtoriìÉbcoffhiflMptgfi 
incbinan(N:omeconferuatore dellapatriar dtheUaton de nemici'» Sta /iotpita aeatatà 
teri foro qu^ memoria. 



Z % A»- 



JJ4 DELIE rABKlCHB : 

Andreas Comarmo Dax , 
Ogi Clodiaiue Claflìs Impcrator , 
" Semata Patria attDciffimosHofies 

' Feliciffimèdebellaait. 

! .. MCCCLXXVIU. 

Vixitpoftea AnoosXlV. 

. Sopra ilTr^wuUfoiiUl D»SeìHpmteUaUapudiio.t UmgapiedHo.iH circa, i 
Téifprefemau U Giona del Taradift, dotte appgioao òautmertéili figiireiu Santi^e Sait- 
t!C% d^ribuite fecondo Cordine delle Lètanie, con vaghi ornamenti di T^ubi , di fplend».. 
ri,diuhithdt^ami,& altre yagheuxje il tkm fatto dalfininfire mam d4 famof» 
Tàuorettoi 
•>, Il paUodi^uefia'UsifilifflmaSaUi atut/MtÌ ammirabile per ricche-:^ d'oro» per 
laiwrheperimaiUtneiy'émdclqude foaocoUecatepretiofe,& RcceUemi^'^tme. 

Tietl'ordine di m ct^o jffno tre gran y anione qiiali Jt vesgmo fidate tre ^lìe&riè . 
Laprimapojia neli'Ouato fopra ilTribimaU, e vna Venetia , che rifede fopra Torri , e 
Cittdt ad'mitatióiKfii Roma,che(i vede nelle Medaglie antiche , federe fopra U Mon- 
do . Elia è coronata da vna littoria di reale Diadima come Regina fèìa Fama occbiiaa 
fuoBa Tromba <f o» o, palefaado legforie di lei . Hi feto l'Houote , U f^ertd , la Tace, 
^imme co» lo Scettro, f Diadema Imperiate in manoifipiificandoUfii Uimaefid . Ce- 
rere coronata di fpichce'l Cornucopia in feno ripieno di Stàde* &ù Felicità, rodendo. 
eS'iidi cotanti commodi',&fHmori. 

Dietro d quella l'inalxAfuperba Loggia fofìeniua da colonne ritorte , e nella fommiti 
iella Cornice Ramio dnefivarcfiate diBromspU'vna di MercurioJ! altra di Hercole , la 
prima per raoqueota, la feconda per la fonema, e fotta ad vnpegviolo pipano popitì 
éiuerft, inferendo le molte Tiationijfiggette , con "ìfobiU Matrone , ch'han fancMine 
tf^biffitiu infetto ammiranti queUe Deità . '^el piatto fono Canalieri , faldati , prigio- 
w* militari Umefi, & altre yagbev^e . Le qnai tutte cofe kdipinfe il gran'P tmrf' 

,. 'ì^lranodimeKfidiformaquadradipiedi^.ineircadibii^tzXa, ilfamofoì*- 
copo Tìntorettpritrafie U tX^e 'Nicolò da Tonte nella fowmuà di vna fcala , accor^- 
fftato da SenatoriMnmirame ITenetia agifa in vn Cieto(tolta in mevn da Cécile , e da 
Tetide per lo impero, che tiene della terra, e del mare, con altre Deità volanti) arrecan- 
to in fegrio di pace . yi fianno innanzi 
te fi diedero aUa RepuìfUca portandola. 

, Minifiri,fuiditiiàiefaigoM confup- 

tnelter^yano, di forma Ouataco- 

ìrefentato da Jaco po V^ i^jtavn'a'tra 

F di Galea . & ^rme varie , che vie- 

, , , . ^ - ■"" i^aefiofo Baliacbino^ dina ntj aU 

la quale vengono condotti dt/icrfiprighm, per dimoflrarele tutorie ottenut&di dmerfi 

popol,, con Damepiangem, che inferi fcono le Città foggiogate , e fopra fcaglioni lienoa 

fchuuuiffuidhmeatenath con altre ^ireteft4rme variti /r * ^ 

■ ' * Segue 



rytLiOHE LiB. Vi» 3,, 

Sepie ìlfri&niMrdine di F^m^ cbefimo quadri fpexjs^ti %trmeffi yetgpvfì rapprc* 
fimaudmerfcF'inme^amfegHifedaCapifM^ primo(per ofpsr* 

uérfardmede$empi)fimaf0 yerfota partétdelWQmrantìa Cimi nmua, njkffb Iacopo 
Tal^MdipìnfelarQUa data da Franctfco Bembo dVacino Eujiachio da Tatua Generar 
k deltUrmaia di Filippo Maria Fifconte Duca di Milano , nel Vò prejjo Cremona fan- 
noi^xj.douefracaffataPUrmatanemica^prefiottodiqueiJiMiUipofloin fugai 
maacntcrne riportala Bemb^ layittma9& moltc^fo^ de nemki. Ejfreffe quefiojatr 
to con breuetUr elegante EU^^ Luigi Gradenigo Gentilbu&mo tetterahfsimo i rejgifirato 
mcartelUd^orofomai^aTktkra^che " 



AmpU(Smìs«ii«4>oHjs FlauiadU$ad Q^^ 
Delofabrerefèitiir Vigoria • 

Treffo i quello EratcefcodaBffìm o dimofbrò il fatto éjtrmifeguito à Mactodio y nel 
dijtretto^diàrejfciaitfa Carlo Malatéfta Capitano di Filippo Maria f^ifconte Duca di Mi^ 
lano, e FranceJcoCarmi^nuóU Generale deWjtrmi dell4Hepublka nel fine deWanm 
i^V7. douetàgliaiòipe^tEfer cito nemico t fatto prigione il medefimo Capitano Ma- 
tatefta infieme con Som. defitoifoldatiy né riportotno iFeneti % oltre alla f^ittoria > r/c- 
chi/sima preda f^rmi^e di Bagaglio . Il medefimo Gradenigo de ferine il tutto fuccin^ 
tamentei dicendo: 

VidiadMàcIodium lafubres: adcaeteram vini 

CapcùiorumingenteiD, ipfe etùUD Belli Di» 
lopotcftateoi addudus* 

Seguita canto alfudetto di mano di Iacopo Tintoretto la dtffefa 9 e conferuatiòne della 
Citta di Brefcia accaduta nel principio deiTanno 14^9. per la VrudenzA « Fatorci eCo^ 
ftanZa di Fràncefco Barbaro Kettore di quella Città per laKepubliacy che in quello 
^fsedio fhferfe confonOnatoleran^^a > perefempio déCittadifù > i difa^ ttC-pito ; che 
però fi vede ritratto foùra fun Babordo Con Braida jtuogadra genero^ Matrona Bre* 
fcianof che combattenio valorofamente con altri Dame Brifdane^ mepepiài^oke mft* 
tkolo la propria yita% mentre epa Città tra ftrettamente affediata dalle genti di Fr^pè 
Maria ytfconte ima di MUano. Si legge in cartella dforo % delCifle§6 Gradenigo : 

Calanitofiffima ex obfidionèf Confino in prioiis 
Miilctinodoq.Pr«fedi arte i^Brtxia fèriiata . 

Ctmtmm del medefimo TJ^orensjUrottadatt» da Sieffottà Contarmi iBit^io UfjP 
foretto Cibano dett^rmataì^fudetto Filipjto Fif conte Duca di Milano » nel Lago di 
Garda, Panno 1440. ti Malfatto è efpOcato ntìFMtopo fòfk à tanto di ^nefiò^i^àdro^ 
deW^leffa Gradenigo» cb'èl^nft4criuo'. 

. Infabram in Beoaco.difieda Claffis, verfi in fugam 
pttce$>fuperiocibus Vì^rì jstinagnisq.Regibiis captfs 

cxultamc»» 

z 3 Vfl 



^5(? I>BLL£ FABRICHI 

^el VdM ricino $ rraneef co daBaffÌM ^egò la Viti&ria ùtterméa da Mtdfetejtt-^ 
tendalo Generale deWUrmi della Repuhtiea delle genti del fudetto Buca Vifcmiie TrieU 
no Cafd Maggiore tornio lAà/S.dettequaUtagUateneàpetxisrannmnerOfnefece^'^ 
giom oltre à ^poo. faluand^ d gran fatica con la figa il Tkchmo kr Capitano • Keia^^ 
Hofi faritto in cartella dorgta: 

Ptdtte in Equos àccqyto tranat Padam, Eques Venenis» 

Atq« Infubres fundic • 




ne^ fncceffa fanno lAji. per valore^eprudenT^i 

althora Generale delPjlrmata della Repiéli^a3i:ongran terror di TwrchiU gitali toìfe% 

efaccbeggiò altri Inogbi amfiderabiU neWjlfia , portando feco ricche prede di bnomini » 

di^o^tefaltrecofepretiofe.Tielfinicrittiimeidem^ 

Ad ccteras vafiationes » dircptionesql Afiati os > 
daflSsVenetaSmyniaiii espugnata 

UlHncontrodeUa prefafudetta dalla fatte di S .Giorgio yfece il mede fimo T^hj^ 
ronefela diffèfa di Scntari» Città detMuania^ accaàma per yirtà > e coftanxA di^nto^ 
nio Loredano tfofienendo valorcfamente taffedio di 8o. mila Turchi comandati da SoM^ 
mano > & ^Ùbegp Capitani di molto nomCf prefente anco (come yogUono alcuni } Mao^ 
mettoUgran Sonore lOnde vedendo la gran Per feueranza de difflmori > e lagranfin^c 
defnoiyfileuaronoil^cbidaU'ajJedioteciò^ hreuentaue fu^ 

fatto il Gradendo neltElogiOjdicendo : 

ScodraBcIlicoomni apparato dia veheiiienterq# 
A Turcis oppugQata>aMrrìma propugoatione redoetiir ^ 



9epte£ matto di P^atÈe^co da n^^f ig/ó .eoms eretti Aiitu t/ifUlR diLeptoallaTm^ 
ticeUafopra la ripa del VòÀa Hercole I. di qneflo nome 9 &" fecondo Duca dt Ferrara pew 

SedàreiCbe l\4rmata yinuiananon ifcorreffelw^ÙVò : ma Damiano MoroGene^ 
deUHfleJfa armata fpintofi con impeto yerfo quelle Fortificationi > rotte le catene > 
che trauerfinano il Fiume 9 abrncciòane di efiCaftellÌ9& occupato dterxjoper forM% 
{ fcacciatone SigifmondofrateMo del Duca ) lo mandò per trionfo à Genetta tanno I4£u 
e peròdice ^Elogio del medefimo Gradenigo regiftrato fotto à quefia pittura : 

Duobiis Ffiocipis Atteftini figoets Caftellis incendbdcletis» 

Infana teni j moks iti Vrbein aduehitur • 

tacopitXMarenoy fece canto d quefio la rotta data da Vettor SoroHxjo ( prefo prim^t 
felicemente Commacòio) al fudetto Sigifmondo da Efte l'anno medefimo- vicino aJ^ 
Urgtntaxdimefattagìratti'ycàfiono di liemici^mcnò pr^fonidawj^. Gtntilhuomir 

aì> 



FVBLICHE Lia Vìlh iy.7 

me^EkgfO del Gradei^ptft» al Qtuiiro, mentre dice : 

' t 

PneKo* & nobiliute» & multitudiiie Oiptf uoruoi iof^oi / 
Ad Argentan Attcftioiu Prinoeps fàperatar . 

C«ntii«M delmeiefimo Tigtoretu lafrejk della Città diGalifoU » fituata m terra t- 
OtranttffattadaGiae^MarcéSó Generale deli'^rmata detta KepiAUca tan.1494, 
mentre e fa Cittd era di Verànmdo iUragfma B.è di tiapoti» yno de CtlUffiti» efaufm 

mi ■ 



Aragook) cnmrocijs tothts Itali» armis aiteictar 

GaUipoUs acUfflkur. 

Fie9$edietr$àqiteflù9lar0^a data da Bartohmeo d*.Mmano GottemaUre genera 
MtArmide&a RepMicamficme conGiwrp^ Cormiro Vroncdifòrm Campo ^ Zie geu* 
adi Ati^mitiam Imperatore neUeP^aUidiCadwe Panno 1508* ì« tempodiFerno^ef- 
fmdomrinHfiipr^mii$oo.foUat$imperUdi: Ondefil^em fiefh Quadro dipinto 
4aFrancefco da Bajpmo i 

NeclocT iniquitatCì ncque InfiiMrabili pene muimn ntnniffleato » 
< Arceanir Veneti ab ìnnrenda Germania Qade • 

Finalmente contiene l^yltimo Quadro di quefU fecondo ordine $ Tadoua forprefa dal 
Troueditor Andrea Gritti; hauendo introdotti molti foldati » frameffi tra Carri di Fieno 
inqueUaCittd^perUTortadiCodalimgaidaauaUrccifele guardie $ e feguendo ap» 
prejfo iCapitanì % col rimanente delCEfcnito ,Jen*impatronirono Iranno 1509, 40.;ipnif 
4lopo^ cke peruenne m poter de i nemici. Il fatto lo ejprejfe in pittura J^£gpoj^ataU»S^ i^ 
Gradendo nef Elogiai dicendo 

Grauiffimo ab vniuerfa Europa bello Rcp.preflfa : 
Pàcauium duniflfuin ; QiiadragefiiQo poft die vno adira « 

Jmpetuq. recuperator « 




i'58r l>tLi;fiFAÈRICHfl 



TimrefùTietroLmig». 

Il medefimo Tittùre fete il Qfuiiro fegucntey rapprefentando in effa^ fEffempioii Re* 
ligiane laf fiato da Tictra ^tm^ il tpudcf pafiafa in Ufia.c<mfft9ga firmata detta Repu^ 
buca à danni de Turchi tanno i j ^Jopòprefo leSmime% efatte altre notabili imprefe% 
i^na mattina ^penetrato fri terroye^cnko in una Chk{a intento à vdir la Santa Meffa$ fm 
tUHifatOi come L*E(jercito de Turchi vmus > non fi rolfe partire dalla MeffaÀicendo^he 
ilferuitio, & honor d'Iddio dotieua anteùorfi àtttoccamni h^pianfi Onde a f alito in tan^ 
to^agtlnfedèUireflò i^ccifo con molti àefuoi mino aÙ^Mt^trr.^ 

SeffiCi pttré dt mano dell' ifteffo Longo Vtttprc^ t^fiempio di ardile % e di pruden^ % di* 
ntoflrato da T^icolò Tifani 9 il quale , efiendo Genaale in htareper la Repnblica tann0 
i^^9.eritrouarJofiinSardig/UcontrodGenonefi»fk circondato daWjlrmata nimicéL 
con pericolo di e^r disfatto, òprefo ; ma v fato egli Ufolito ardire > e tordiuaria fnapru^ 
denxjt f poiché dccefe la notte alarne lumiere 1 e collocatele (opra remi fermati mffac^ 
quCi dando a^ intiere, che non fi Holeua parttrCfrefe più negligenti inimici; tdonde 
con molto filentio vfcito del Torto$ fi faluò alla f^ olona jen^ perdita d'un minimo U^ 

ffw. 

lui micino mirafi di Antonio jtUenfe la pronta Uberalitd delle Donne yenetiane > le 

Stlii vedendo prefa Chioggiay dr affediafa la Città de Cenone fi Iranno 1 3 80. corfero Vf« 
tariamaiteMtofferirealSenatogUomameniUoro per asoldar nuoue genti contrai 
nemici. 

Dopò di che 9 continua delTifieffo Vittore 9 l^ejfemùio di Stratt^emma militare rfata, 
da CarloZeno Generale dell^ armata Fenéta^Uquale^itrouandoftin Leuante fan.i^im 
^ apontatofi con BnccicaUo Capitano de Genouefi^fece nel feruor della battaci rico^ 
prir con vela la GaleanemicaStOtide difordinatofipertalinganno^ U BuaUcaldo^ fu vinto» 
con perdita di molti Legni . 

Canto al fiidetto è fiato dimofirato da Girolamo Tadauino, il modo tenuto nel condurre 
Ir Galee da renetta nei Lago di Garda per la conferuatione della Smiera di Salò » contri 
tjirmatade yifcontitannoi^^9. 

LeonardoCoronadaMuranOffecelaCofianz.afeFortezxadi Stefano ContarinÌ9 d 
quale ydopòhauer combattuto 9 onuoi^ifcontinel Lago di Garda Iranno i^^.reflò 
taimentepercoffò con [affi 9 & ^rmi da lanciare 9 nella teftay che la Celata fa gtincaflrè 
dentro in modot che bifognò IcuarglicU a poco, a poco in pe^i; e fé bene eragrandemen» 
te tragitto dal dolore, fi moftrò nondimeno così intrepido^ che mai diffc parola, fopportan^ 
do con incredibil coftan's^fi il tormento • 

f^iene dopò quejtoj di mano del medefimo Vittore , la reflauratione %e fèttipc^uione di 
Efimilo 9 fitta da Luigi Loredam> Generale delP^rmata di ordine Vublico tanno i^j . 
per difefaMe preferuatiope della Morea ddlla -pMenxA de Turchi ^ 

all'incontro del fuiettò Quadro dalla parte yerfo San Giorgio apparifce deKfiefp^ 
Vittore9t£fjempio di^atitmine , di Caterina Cornaro 9 la quale rimafta P^edoua di la^ 
copoLufipfanoRèdiCiprÌ9emortogiii'pnicofHofigliuoloinetididMeannÌ9dopi hanat 
gàuemato il Kegriofedeci anni% lo cwifegnò alla Republica 9 e trasferita fi à Venetia tat^ 
no 1484. rehumià in mano del Doge ^gofiin B^rbarigOtC della Signoria9Ìnfiemeconilti* 
tolo reale > quel nobtUffimo Regno . . 

' Monte Mti^zjmo figurò fEjfempio di Cofiam^ 9 e di Religione dimoflraro da jtìbm^ 
Jtrmarto, il quale9 effendo Gouernatore J^i^na Galea9 neir^rmata9 mandata fuori dal^ 
la Repnblica Iranno ì^g^.fotto la direttione di Antonio Grimani Capitan Seneral^ dà 

ef§k 



FVBLICHE LI8. VIIL siP 

poli ffà mi mmentat09fercbe megafse la Fede di Ciesà Chrifto : ma e^ fiffeKi(fiido% 
ie minàcce de gì^Infedeth eli tarmemi, fofferfe cofUntemente d^fser fegato in me$M di 
akune T amie 9 raccommandando con fingolar demtione lo ffiritòa Dio « 

Segue di mano di emonio ^lienfeUcoftanterefoUttione di Bernardo Coniarinif cbe 
fi dfferfe à Tiroueditori Feneti di ycdder Lndomo SfòrxA Baca di Milano » perturbatore 
detta pace vniuerfale 9 e gran nemico della Uefnblica : ma non fa accettata Voferta de 
quei prudenti Senatori . 

Contiene il Quadro canto alfudetto 9 come ridottafi in tibert4 ìfotto M^milimolm^ 
peratore9 ta Città di T^orimbergaje volendo riordinare itfuogoHerno9 mandafse i Vene* 
tia quattro ^imbafdatari fanno 1 508. per impetrar dal Doge9e daiSenat09 te Leggi del 
loro>iuere;itcbeottenneroben^namenteyiuendoquel popolo conle Leggi dategjiidal 
Senato Vamofudetto. llTittorefu Andrea Vicentino . 

Fiene dipoÌ9 la Religione della CittifCfprefsa da Tietro LonZOs e dimoflrata dalla Re^ 
puhlica qtumdo(trana^ata da tutti i Totentati di Europa per la Lega di C ombrai) ricu^ 
sòUaimdiBaM^thgranTurcOiAqudcmanditntUmbafciatoreà pofyaUa Siffto^ 
riap et^e r i rg jli ltf^rxffuePamto 1509. 

Del^$efso Vittore yedefi la eoftéàuuite martirio di Marcantonio Br^adino9 ilquale 
dopò bauer diffefa coH bratùffimo coraggio > mfieme con ji^r Bagtìme , la Città di Fa^ 
ma^ófU9 insediata daTurchi tanno 1570. mancategli finalmente lo vettou^ùe , e mo^ 
nittm» & infieme lefin^e de diffenforit yinto daUa neceffitdt larefecon honoréuoli con^ 
ditkmi i MuftM Cenerate di SdUm; ma Ufuperbo barbaro rotta la fece datUffede pren* 
ier^etq^areilfudettoBragadimh eeoninufitatoEffempiodierud^àflùfecefeorticare 
yiuo 9 tollerando cofiantemente tinnito Eroequeltafpro tormento, raccommandandefi 
detcontinuo iiWt« 

// medefimo Lot^o raporefentò laferteziJi di Sebaflian Feniero 9 che fi poi Doge di* 
fn€firatafannot$7i.il)ettimogiomodiOttobre9effendo Capitan Generale dtlT^rma-^ 
tadeila KepubHcot il quale ynito co' CoUegatÌ9^i^ontò con tarmata del Turco d Cut* 
^i^plarÌ9 doue combattendo arditamente co i nemicÌ9 e yccifi di propria mawf molti di loro» 
vencbe FUehi09e ferit09 non yolfe mai ritirarfi dafflmprefa^fc. non finita la battaglia 9 
hauendofempre inanimiti i (noi è con teffempio > eeon U roce . 

tieWyltimoyanopoidiqueftordineimofirata da Antonio ^lienfe tifieffacoflan's^ 
di jigofbno Barbarigoy Troucditor Generale della fudetta . 4rmata 9 il quale combattati 
do coraggiojamenu nella giornata medeftma > & hauendofi eletto il Utozo pia pericciofo 
della BattagUayfu mifer amente colto da una freccia in un'occhio ; La onae portato dafuoi 
neUafuaflJmKa della Galea^ benché^ bauefse perfo la faueUa. 9 nondimeno con le manÌ9 e 
con cenni inanimiua quei Capitani » efoUati 9 che gli etano d^intomo9d profeguire il corfit 
della Fittoria. Sopportò quefto Sipwre la morte con tanta fermerà ali animo > che tutti 
piagneuano yna tanta perdita . 

Intorno al Quadro di mezjo, eh' è il maggiore detpritno ordine delF^llegorie9ritrouan^ 
fi quattro mtTi Guati ripieni di Trofei . U primo rerfo il Tribunale è di mano del Vada-- 
uino; li fecondoche guarda yerfo la pinxettafà dipinto da Monte mexumo. UterxjOtche 
èyerfoJaTioxxaèdelFicentmo. Il quarto dalla parte del cortile lo fece il Vadoua- 
no. 

If intomo à quefla Sala^ come anco di quella dello Scrutinio 9 ycgffmfi le effigie 9 con li 
loro breuÌ9 & armigentiliue di tutti li Doptche hanno ottenuta nma RepubUa la detta 
pifftitd^firloàlprefente > fi tuoi e ne i yani della cornice 9 che circonda ifoffittati è palchi 

di 



1^0 DELLE FAE^RICHS 

iti EccdUuiiVittùyi» 

Queficjimó tlmprefcgU Efiempi, & le allegorie de i Téoreth e de palchi di ciafitma 
di qtécfte juperbijjme SMe$ compartite » & inuentate daU'irUeUigenxa y e diligenza de i 
fopradetti CotttariMf e Marcelb . Le quali fono fiate dottamente dejcritte , e dichiarate 
dal fòpradetto Girolamo Bardi Fiorentino Monaco Camaldólefe m ynfuo Libro fiamp^ 

^pinf^enetiadeli^Zj. »# ^ it *. 

J^^j^V reggonfi altre Tittwre ancora fparfe ne Mi^ijhati del Talfnfi. In quello deUeBui^ 
^ / JL U^defece Taob reranefe nel palco^ Cerere, che porge d^enetiafafci di Biade , per dimo^ 
^^^^ftrare la copia de Crani, de eguali abbonda io Stato della Kepublica,con H ercole appeg^ 

In SaladelF^uditor'Huouodipinfe il Malombra fopravho de Tribuni flnnoeen^ 
%a, l'ynitd, la Concordia^' Equità, & altre Virtù pertinenti aWauttorità di quel M^fi 
flrato,efottoyièqueftainfcrittione: 

Apud Hofce duos Magiftratus ionocentia femper fuit tuta t 
Siue Poteftas fanciat , fiue Concordia com Donata fiue M<i^akis 

Vana repellatireferacduoia* 

'h{elUQuara»tiaCiuUFeccbiaritraffeF'en^iaintro^ 
fiiche. Mercurio , che guida alcuni priffoni . In aria ftd il Tadre Eterno eou Angeli »c 
da i lati deltlmagine &lla f^ ergine fono ritratti due Comandadori . 

IlTalma fece nella iluarantia Criminale la Fergme, edalle parti inim quadroU 
Verità, e la Gwfiitia col detto del Trofeta : ^ 

Veritas de terra orta eft , 6c luftitia de ccela profpexit» 

Etuel^aUro la Giuflitia, e la Tace, che s*abbracciano , e ri èfcritto : 

luftitia , & Pax ofculatae funt • 

Reftauramcoci>& Abbellimenti fìtti od Cortile 

del Palazzo • 

Vanno i6o2*nel TrincipatodiMarin Grimani fi principiò d rimettere dinuouolc 
Colonne,& d formar li fottoportici, che girano d tomo ti TalaTXo . Si fecero li Offitij delle 
Forte^^edelle Acqueta Cancellar ia inferiore^lfopra Gafialdo,la Camera deWjtrma* 
mento,e le camere delli Scudieri . Si tolje ria lafcala^ chiamata deUi piombi, che afcen-- 
deua aUa Sala detto fcrutinio, la quale principiaua nella corte colfuopiede,doue è alpre* 
fente la Statua del Duca d^Frbmot & portata fatto il portico in due rami, che afcende al 
corridor dijopra, doue s\ntrapoi con altra fc ala , che comincia in capo a detto corridore 9 
& ajcende confuoi rami alla porta dello Scrutinio; redendofì continuato ardine medefp* 
mo di effe uljnne sì di fatto , come di fapra anco ndU tefia di detta Corte , doue è pofto 
rn'HvéOlogia adomata con T^tcchi, e Statue antiche di marmo ♦ Tutte quefte cofe furono 
terminatcl'unno 161^. fotta il Doge Marc* Antonio Memo • 

Vmucìrtore dt così nobil opere > e mafime di Joftener il Vala^xj) in aere fopralegmùt 

piediinel rimetter efk colonneifù Bortolo q. Mejimdro detto Manopola Trota di TalaXt^ 

ifi •J^* Artefice poi di dette faciturc è flato Antonio de Tietro da Cittadella . 

In ^ 



PVBLICHE LIB. vili 3<?i 

In fifUpure i<Ua medeftma Cùth Vicinò dUfcdn de Giganti,JU collocata fatnra n(h 
KiepedeJtaUo» laflatua di tràncefco Maria dalla Sfmerc Duca iFrbino > che fu Gene^ 
tede delt^rmi della Hepublica tanno i %i6^La quale, leuata dalla città di VefarOf douc 
tra eretta ifA mandataaFenetià![ieraccommandataa Tadrila memoria di vn tanto 
hnomo , da Francefco Maria Terxjo^non bauendo defcendenti ; che Perciò rafiegnò anco 
iù Stato alla Chiefa /htto il Vontificato di Frbano Ottano • Qneftdftatua è di marmo fino 
ironie pia del nattéralcyfcolpita iaOiouanniBandini^ScMltor Fiorentino • Sopra a^efia 
fiotta in pietra di paragone fi legge : 

Francifco Maria I. Vrbini Duci 
Reip. O^iaram Imperatori , Pifauri 

EreftaiàFraneifco Manali* 

Pofteiiads orbitate » Venetaepietatt 

Conmendatai,. 

M PC XXV. 

jAggiatitft alle (famxe del Palazzo Ducale^ per comtnòdo 

de SerenifGmi Dogi . 

TOiéBfieata da fh n drn n tm i la Cammica^fìcomtnciò^mcotanno i6i8.fotto ilDoge% 
lAntonio di Trioliy dfar nmne flange > €r altre fabricbe per commodo de Dogi • In capo 
Munqne delle DncaUJIam^ secchie, nella camera detta difiucchitfifece ma portai eli 
gittò m yolto dal muro dHTalaxf/>fino al muro della Si^efiia di S. Marco f formanio 
auiui ma OaUria, che viene da detto Valax^o > & s*aUonfa fino fitpra la Canonica > di 
tungb e xX f di piedi 78 • di larghe^M piedi 8. e di altey^A fino fiotto al volto 1 2 • dipinta 
tutta ne mun^ volta con figure a o^Uo dal Tadre Cojmo Tia7;;ta Cappuccino* 
Dalla Coieria fi entra in vna belUJfima Sala lunga piedi ij.mev^ larga piedi ^i.e alta 
bJi^In ifuefia Sala li Dpgi banchettano ogni anno li jlmbafciad* de Trencipiy e la Sereni/^ 
fima Smoria li giorni £' S.Steffano^S.MaTCOy deW^fi:enfione% e de Santi Vito^ e Mode- 
fio . Il fritto è dipinto àfirefco in profpettiuaì diuifata con varie architetture > e partii 
nienti da Domenico Bruni » e Iacopo Tedrali Brefi:iani . 'Het primo partimento Filippa 
Zammbertifritralfe le città dello Stato yenetoypoflefopra nubi . Dipinfe lo [patio di me:^^ 
M Matteo lì^olii e vifinfe fienaia pofta ad'una menja con Nettuno » alla quale le città 
dello Stato reccano^efirutti^e ricche%zM$e nella parte del cielo vi è Gioue con altre Deitd^ 
Jfeppa^laBardi laùirò Uterxjo • 'He pareti fono dimoftrate t andate fuori di TalaxX9 
froùffianalmente de Dogi, e Signoria > e Jpectalmente in lunga tela fi vede di Santo Te^ 
randa d poffare > che fi S ^Serenità nella Chiefa di S Marco n giorno della fua Fefiiuitdi 
doueritra^alnaturaleilDogeGiouanniComaronel mrl^o de gli jimbafciadori . Fh> 
appo Zanimbertì fece due altre tele fin una delle quali dioinfe il mede fimo Doge à pranfo^ 
nel mexxjo de gli ^mbafciadori de Trcncipitritratti anct/eglino dal naturale» co i Sena* 
toriie molnf cruenti fianno dintorno. Vieti altra rapprefentl l'andata del Doge col Sena* 
to alla Chiefadeì Redentore in memòria delteftinta Tefle deltan. i ^jS^In capodi ^ucfia 
Sala Iacopo Valmafece II ritratti de Dogi Antonio Trioti % e di Francefco Contadini com 
ti Smi éswmikrofopra ad'effii dono bi campo d'oro d caratteri neri fi legge : 



i^ BIELLE FABRICHB ^ 

Antodio PriotoDod 

iDfikutam opus. Decori, & Vkà 

Francifcus Contarenus Ouic 

Profequens 

Ad percnnem grati animi meoiorian 

CbDCXXlil. 

SipdfJàdaéfueJUSahmynaCameradilMf^eT^atìpiediiuii 
Mp.dalhifHalc fi entra in altre €amere»TmelU%C£mcrmi»Sópraletii» & aurenobiéi 
fian^. rt f fH)i una terroKj^aià Icgpa^ht cèr^onia tutfo^ Ucoriile 'della Canonka, dietro 
alta quale vt fono due camerini imaientrohUtrù 9 & muC^iefetta incapo^ danesi 
tiornokniatìmiauantiu^U Dogi fsnnoklarcQtatìmp & m€ celebrar 

Atefiot^ 

Prìgtoni Duouc • 

A D D 1 T 1 O N E. 

TtrieSberoHmtidSenMhHel^amio i^fi.fimitTrim^m<B Tt/ff^iKict^fi 
ìeuaronolepripmyche erano hmil'Pa^i^lf^ 

PrafPonarono^Ure ilcanaletchiamato» rio di Valatto • Qjieffafabrica è tutta dimarmi 
d^Iftria di ordine rufiieoMirabibnente ineafirati^t conpmti $ eJàtetmitMA ta»,i6o%* 
[otto il Dogp Marin Grimani$nel qual ammfurom condotti tuui li prigioni daOe yeecbit^ 



alle nuoùe carceri. Lìtfua facciata:^ ikrimpotto i SjGéar^ximfei fineftroni » e neLme^ 

^dieffiyièiiportoneperitftakfientrainunaCortCifmtèrafeom 

wtezfìo 9 e qumifimoalcune porte per le quoti frentra^da diuerfe partiin efie carceri ^ f^t 

i anco una Cbiefhtta^dom fi pongono i rei per efier^uftitìatr. Aucmti a quefiafauiae^ 

yifono fette >olti foftenuti da pUaftri , che formano un portim % e ftpraai^ljo è eretto i^ 

ài ^i/Irato delti Sonori di J^tte al Criminate, con dtrHatUtfneftreftpwm^ polti^ di^ 

nife da (olonneiCbe-rendono maefiofo il luo^o^e rogo kjifpetto»^ 

Trauerfa il Rio di 1>aUixj;o yn Tonte di mérabile cofi^uttur^ fatto pt arUtiipietra p 
ornata,^ marmi $ ferrato dalle^partPr ècopertodi fopn tper èiue conimonaU prigioiti 
dalle carceri, aUi TrdmnaH del Cmftgliùdi Died^ Uuùgarim^ 

Rialn>r 

ORa paflìnde da quella Koìz^ iquetta di Rialto» at prefente bom ^tsaxXorftc 
efler la prima Piasia d*EuEopa>dico che quefio nome R)a}(wu npinepet t» 
tempo della citta, j (t come è anco ne tem pi no(trì » preflTo à i Notari ne loro inftriH 
menti. Peraioche nel principiodelle fcrittute (ttifenìpre4etto>& ChàicQ. InCbrifii 
mmtine ^men. .Anno MiUe/mo Ottuagefimo primo» die vero x, lanuarij »- Indiff.f. Ai- 
malti. Cumfft &c. & di^Mto^ .A&um yeneùìs &c. Che è il fecondò nomecbe do- 
1^ Rialtafi diede alla àxxày prefo dalla l>roaincia . In qaefta Ifola ài^factala Da-* 
ma £abrica di nuiio» come siè d^ttoalttouc^y & fta 6a^ 

^ù alta di tutte» onde per la capadtd fiM vr (i edificarono San Mattheo ».S«ìIm^ 
iMnAc S.GioiiaoDÌ A iLD6gc Orfo lhutid|}atiol*an40tca€entqiC fcflaacajqoatoo 



PVBLICHE LIB^Vm. ss$ 

coftUUidòches^atterra&ro le Paludi chevi enoio intonio • peidie eflcodouifi fii^ 
imeate flx>ltecafef fu Ufdato vno Tpatiòi doue fi faceua il mercato • Ma Tanno poi 
1 097. del mefe di M s^io» Tito rSc Pietro fuo fratello > figliuoli di Stefano della^ 
famiglia Aurea forfè noggi Oria > che habitauano nella contrada di San Gioaanni 
detto horadi Rialto» donarono alla ReptiUica tutto quel terreno doue é al pre- 
lente Riako Nuouo : percioche la Chiefa di San lacomo con la famiglia FalieniJ 
da Sant*Apo(lolo» polfcdeua gran terreno dall'altra parte • Et Tanno ijaaal luogo 
fu ampliato di edifici) • 

Vi turono anco rifatti i pordchi fotto il Dc^e Fofcari > alle fpefe di Scipion fior 
no • £t Tanno 1455^ (otto Pafqual Matipicro» furono slargati>col rmiuouere i tda* 
ruolii & vi fii rifaitta>cofi ferine Pietro Delfitio) la hiftoria del Canaleorfàno» (che 
e ira la battaelia» che fi hebbe con Pipino > ma in qual parte di Rialto dipinta noa^ 
lo so) & il Mappamondo . 

. Vltimamente arfo Rialto Tanno 1 5 n . fii liftaurato di nuouo con le tolte di fo* 
pvz Tanno 1 510. fotto il Prìncipe Loredano • Fu anco faleggiato nel tempo d'^An* 
coevo Veniero Doge 6 e. che vifie Tanno i } 8 1 . Giace adunque dinanzi alla Ghiefa 
di San Bicomo > la Piaau di Rialto in forma quadrata > intorno alla quale corrono 
foctoporuchi doppi, da i coi lari fi veggoao voice 8c danze dd Dominio > & d'altri 

S'^iuati che feroono à i mercanti per riporui le cofe loro > & per Scuole > perche vi 
no quafi come in eiferdtatorìi» Pittori » Mufici> & altri artefici che inlegnano a^ 
gtouanild vino • 

Di fotto ne porrici dalla deftra > vi s'aduna ogni matthu > quafi fu la hora fefta » 

gran parcedeua nobilti : & vi fi aduna non per altro eletto > che per vtderfi infie* 

me^^perintrinficarfiragionandoifinedìconferua/fempre Tvnionet &lacon« 

cordia fira loro . Dall'altra parte doue è la pietra del bando 9 i fopportichi fono 

ogm' giomoftequentarida iinercanri Fiorentini» Genouefi > Milaneii» Spagnooli » 

lurcni» 8c d*dtre nationì diuerfe dd mondoi i quali vi concorrono in unta copia» 

che quella Piazza è annouerata fra le prime ddt' Vniuetfo. Et da i lari» doue corre 

H via comune» fonolui^hiffimi volti» doue fono botte^cingraa numero di fit»(~ 

mi panni di dinerfi colori» de quali la maggior paice é mandkta»per tutta Europa # 

& in Lcuante» doue fono grandemente defiderari»& cjoefta fi chiama la dri^peria» 

Seguita Ridto Nuouo» cofi detto* perche fu fabé-icato dopò: il Ve<5chio » nd quale 

Tanno 1331. fi vendeuano le cofe da mangiare/ ma poivi f(irònopofte tutte lc# 

botteghe della feta» i cui maeftri fi chiamano Tofcani» coavo Aoi dicemmo nd fine 

della ChiefadeSenu. Per tétta de iTofcani»dinansi alla Chiefa di San Giouanni» fi 

diftende la ruga» onero il corto de gli Orefid • NeUa quale con fttq>or de foreftieri 

fi troua gran quantità d'oro »&d*argentolauorato» non folanmente per vfo^ella 

Cittd» ma «er commodo» &perddirie ancora di molte altre parri dd mondo. 

Dall'altro Iato è la n»ra de i giotdlierì » de quali Venetia è molto abbondante^ • 

Concfofia che in 9ue(hi.profeffiofie di gioie 1 Vinitiant non cedono à qual fi voglia 

altra gente. & vi (ono ftaci in ogni tempo» 8c fono d prefente»huomini di gran no« 

me» & ì migliori & piiì lodari maeftri di Italia » da quali furono fatte importantif- 

fime im«:efe di g^ oie • Paflano horamai 40. anm*» che Vincenzo Leuricro » in com- 

pagni^di hìfgi Qiorlini» Se altri iafieme notabiliffimi negotiatori éi gioie » fabri^ 

carono vno elmo lungo con quattro corone per Solimano Imperatore de Turchi > 

ornato» & pieno di tante gemme» die qud Principe di ffngolar gitìdirio , & poten- 

te come si ogn'vno > retto llupcfatto di cofa tanto fegnalata » Se cOt ne diuennero 
- * rie- 



I«4 OStt^ F ABUrCHB ! 

haldacchiacb otiero omb^elU per il medefimo» fol modello id Saofoiima >checiw 
tratucoaloio i norcioncf hcbbcioAfannMnii per h inatte dr IbtmaQi&aL che 
^fauoriuacDaSolimaoD. > 

V Altri parimcact in dinerfe afayo occafioiii ^baanOifitttQ opere, per Fraockifpeff 
Eamagtu»per Iinghilterrai& pfo: Rooiaéi grtnd^aitifiriof ^Talvca. flcbog;^ 
corno Rancatio dalla Rofa» poifìede vna taiiola gioiellata ctàoMfc bcttem » ft di 
pceuo. Antonio Maria Fontana > ima caib di CksfttUo iw>nM^^ fiuta di 
modo) cbt bieche ri fi ripoogonodentro» apparifcooatutie'vcoipitedijfk^^ 
£t Federigo Cardli>vn gtiaraiinento di letxtenudi catfe^ ài ranoie>agidfafcc»agncft 
per vna cafnera*d'£baiiOj & di Auoliooon lauod drorotcotfiiperegriiiiicliràicDpof- 
(ibil cofa i'narrarlo • 

Dalroapa deiladectam^ figica ailaBi^cc^UM^» gii habitacioBe de eongìmd di 
Baiamoo&e» & ridotu poi per fcomo loDCbtn Beccaria de ìmgpÀigkMàkia . Scrine 
Picm>Guiloinbat3do»clKviireraanoi93o.incerriifix^^ ilMaMD» 

deLcoovmeiiiRialto^erapQeifo alta Boócaria».doiig fóictntcfeela mncaimSc che 
Si cooiinciato del 13 xa. 6e finito dd; 1^3 24. & che'fit;diptQto, per tutte» Ss<^jiel 
mefe di Gennaio» tiddcfcopidr ledette pitture • Dinaosi aliai Becoarid»fidìfi(Qde 
toPe(cada9£tftadelpredetcoannaaa«laqiudcot2;eA^ afe firisndie naooe >fiiu 
bricate fui Canal grande à tempi noftri» i vtile del Dominio» per opentdd Sanfo* 
uino. Nel finimento deik quali» otareaUapta»(ctta>(btH>l^ 
madinghi» che Tanno ijio* eraca(adelAdedico»chc>fidiiamauadaIledcticfteM 
ne«.con buona prouifioiiet per lo biCoeno delle pcriboe. F^ 
j»ricarui vn Palazxo regioft^tuttainccoftato di ptetra^IAriana conibeneinoe&ilroc* 
«ira; &yiftirono collocati diuerfiOfficii.: doueloQQ pitture perieÌue.ftao2;» dr 
tliucrfi maeftn celebri ficfanìofi. 

' AUefpalledi quefto luogo» ècot^tontoilPonce di Rialta »cheattra]ieria 
nal^raodeilimgoii&largoperogniverbi^naaperòdilegQo» Netemprdi Rinier 
Sknoljtoge^chf yiffi: l'anno tiJ^a. vi era vatu^besto di bardie: fiutopoi it 
Ponte.»^ficbianc»è per vintenipo il Ponce della Moneta »& poi <a detco di Riako •* 
I*annoi40o.£6oi9(icdel 1431. vi fi fecero kbande informa di cancelli» maro^ 
uinatilcancoUbdcl 1450» daUa.calca delle perfoae ch'erano fiil fonte per rederl^ 
entrata di Federigo Tetzo Imperadorcb & caduti molti di latocin acona » /u allar- 
gato j & MJnogo di canoeHi» vi fi fecero due tughe di botteghe dalrvna parto r 

&dillfalcra.tecualixadu{:eperla.vecdìic«ea>.finfìxeraF^ i^a4.cQiw 

l*apcixurajdiiopra*acciocbe Wpo0apaAareilBncen 

BOitti fi trattò di £udadiniaratt>>.& efSmdofi pei^ 

Ri diuerfi modelli y quello del Sanfouino preuaMe à 

glLaltri » come pili commodo» & bdlo per 

tanto ecbKÌo> ma fopratienuca 

laguerra. del Tuscol'^ 

iranno» 1 5 70». 

la 

• imprcfa rioufe imper^ 

fctu. 

AD. 



*TBUCHE LIB. Villi jsj 

A D D I T I O N fi. 

Ponce nttouo di JfUako . 

DcBniUSnautamijij. didisfarei fopraietutomJil^m yper tOrìciii 
w »»« rfi •pietra , ebefofte iigraaitomamemto tUÙ Città tt di marajtirìia d ririmré^iL 



Pirdute O'conii VtRcttmnn Duce 

AnnoChriftiMBXtì. 

VrfMsCaiKli«.MCLXX. 

' OnÌNlbi» 

AfcylfoCdiigio Pree. 

M. Antaiitò BarKiro Dqaes; & PtOCur. 

lacoboFofc^^^^u, &Proc. 



3S6 DELIE lìABRICHE 

laapot e del Fomxo de Tedefehi fmo éte fMUtefarimaUe et fede minori , e iétàtr» 
pMruielTmtefopra tricot fmafcoleitedMe F^^Kre de SOMSiManot eTbeoé^ihfn- 
ttttari deUa CitUt eoa due mfcrittiom fltHiti aUt predette * etme meo fmm del dett9 
Compaq le fudette F tiare, la materia delta ^ude è c^nttOtf tutta fktra Ifiriaud» 
thrdmedtltArthitettiiraèlxirKO. 

Foaiicod%i1W«fcJii. f-^'»"^^' 

ede il Fontko de TedeTchi die r^pooHo 
indacii [Urtkolare deUd Sienoriai & diia- 
«che vi fono coodoete dai mercatanti. 
iVemxiacon le fue merci >& faluandole 
eleo importante. Et tanto piti che noa« 
MIC del Mondo Nuouo da i PortughcG > le 
iric di Leuante > le difibndcuano da Vene- 
Itred gli altri popoli che ci conajrreuaao 
IO) i Tedefcbi rpctiaimcnte ci portauano> 
erre. 

unieane poiché con l'incendiodi Rialto 
1 Repub. Cotto il Principato di Leonardo 
ira quello edifitio intomo j u. picd(> con 
qua. Di ^orì lo circondano aa.bottegbe* 
Mlifìtrahegrodàentrata. Le £accieda_« 
tnttelcpartironodipinte da primi huomini d'Italia. Conciofìàche in quella di- 
nanzi foprala Mercerìa tauorò Titìano con Tua grandiflìou lode.Vidipiiué aiait- 
dioGioi^ionc da Calte! Francoi amendueprincipaliffìmi in quelle parti. Dentro 
nclFontÌcogiravncortiIequadratAcoro||K)rticni attorno involcot poftiI'TOa 
fopra all'altro i quali lì Tale per due fcale crandi»& all'intorno fui piano ri fono ex- 
mere & (hmze commodc al nninero di zox fra le qaallei^ altfe volte molto nota- 
bile la Camera de] Foccari).doue con ordine pur troppo marauigliofoi fi conceae- 
uano carne foppcBettilt fic maflcriti^ehe hatebbono addobbato ogni gran ca&j . 
Vicino alla rìua è fìtuatovn^^Atio^lle^qllaIe fanno reiìdCnza tre Nobili Vinicia- 
nj ) chiamati Vifdomini al fontico^fic fo!na«ognitori de i dati). Sede i tnUIichi di 
quella cafa.Iquali quanti fìano>dtdieaualic£coine«mpottanti>8c di quanto mo^ 
mento i tutto rvaiucrCtlcii quali impolubtlcola'ìl poteito df tiene . 



Atfenale. 



lonor^ 
'iUca- 
aiura]e> 
cpmin- 
» Patria 
mare li 



PVBLI<:HE IIB. VUI. «<f7 

quali fopportauano mal voletitìeri 9 che fi faceffe grande vna ououa Cittd pian 
in qucfte Lagune» non prouedendpefH come i^arj> ch'ellanafceua i bencfitic 

falute loro • 

L'origine adunque fu antìcat onde vien tanto più in confcquenxa ad edfer ro 
bile» quanto che con la lunghezza di quafi mi Ile anni y vi fi fono fatti dentro > t, 
apparecchi per le cofe di mare> che è mcredibil cofa i chi l*ode » Ne tempi i < 
tro fu fituato in altro luogo: ma l'anno 1 30^. fi cominciò doue fi vede al prerei 
& Panno 1 473 . fu fondato dietro airArfenal nuouo dalla banda del Moniftero 
le Vergini > vn^altro pezzo di luogo > capace per cento galee • & cofi di temp 
tempo vi fi aggiunterò luoghi & (tanze m tanta copia > che gira intorno i tre 
glia tutto ferrato di grofle Se forti mura. L'anno 1250. fu ftatuito» che i Gonfie 
ri andafiero à vietarlo ogni due mefi ma volta. Et Tanno 1 344. s'ordinò > che 
galee grofie non fi fabricaflero più negli fqueri della città» ma nelI*Arfenale> & 
^>efe della Signada^che prima fiiaceuaiio da i priuati per mercatare • Vi s'et 
per vn portone antico molto bello » fatto con nobile architettura» fotto Pafc 
Malipiero Do^ Tanno 1457. con rn gran Leone di nurmo iticima > fopra al q 
le è collocata fui fhontifpitio vna Santa Giuftina di marmo di tutto tondo > & 
grande dd naturale di mano di Hieronimó Campagna Veronefe * 8c difott^ 
portone è fcritto • 

i . 

Le» de MpUnoy Marce C untare»» , Al. CapeSe 
L Duce hclite V afidi ^aripetre . 

' Et dalla delira ne i quadricelti di fotto delle colonne • 

Cbri/li IntATVAtione M CCCC L X. 

« Sopra alla porta di dentro » onde s'entra nella piana d^acqua è coflocata vi 
ìioftra Donna di maniKh (colpita dal Sanfouino . Nel mezzo della piazza fon 
yolci fotto i quali ^x fabricano le galee ì\\ gran numero . Ma quante & quali (la 
vi fiano per l'artigliane» per l'armi» per le vele» per le gomene » per rancore » p 
remi» & per mille altre cofe neceflàrie d cofi fatta Cala » & quali i mihiftrì prc 
lionati» i guardiani»gli operarij» i Prothi» i capi» fotto bell'ordine con leggi vtili 
tòmo alle predette materie» non è pefo dalle mia braccia» il poterlo narrare . 1 
ila bene»che fé ne tempi andati» allora che la Repub. era di minor forza » potet 
armar ioo.galee in loo. giorni » contra Tlmper. Emanuello » al prefence ch'eli; 
florida» &accrefciutorArfenale& l'Imperio d'inSnite cofe atte d ciò» fi dee e 
dere cofe molto maggiori • Onde come parte ammiranda é lodato con ogni 
gione»& (limato da iPrmdpi<leI mondo» per vera conferua della liberta CI 
Itiana» tante volte minacciata da gli Infedeli :& poco meno» che opprefia da 
ro : quando quella Republica non foflèla difefa & lo fendo d'ogni vro • Et e 
fatto propumacolo arfe più volte con horribile incendio » & con efterminio 
molte cale au'intorno: & r vna fu Tanno 1 509. & l'altral'anno i ^69. dopò il qu 
fi rifece & reftaurò molto meglio» che prima • 

Aa AD 



iSè to&LÌS tJABKtcME 



*, 



n • 



A D » t T I O N E. 

tal t ISìò. fiatò il Di^t l^dtó Doni , per tffer/i fcdpmà 'pnà pan t&^iura di flra^ 

Inìtn^tì^hàUtuaflòiHìelliun'iia ih 7^àfoihm»ntaìid,t9' ìn^uéfldCtna^ della qMale 
itp^Mitmò drmpaìroniiji; ^pet àemmim "FuhtUà, njò t offertale in TfoLu e fai- ' 
ìoU àhddt4>. Mua dUntornày ma/fime dàtta pane del Campò dette Gaiie^oue era con^' 
giuntò m làfiràda lomune. Ftìfònó atcrefctate le guardie, e fatte àkrt neceJfarJe 
prouifìòfii. 

Gh«cto* 



N 



l fi dee Ijfidarc i dietro M coimnc lilatto 4t gti H«biTÌ # 
^ _ Perdodie eicndo qiiefta patria ttanza frequenti^ da Molcei^san d^eg^ 
liiigni & paefésd veiacro anco gli Hcbteì > i <fiia)iia frana Tokà fi mieto ki Spf^ 
naTuAga 9 dhef)OÌcanri»iai)oacnne>itt detta farlo 00^ Vwcat^ 

^?49'Wòrdfaatoicbcnon p tHe ife wllai^HiVcltttM piddiqmadicijgfoitn» A:dic 
no n deflero ad vfura» & che porcaiTero fui petto vn'O di grandezca di "m |>atie « S( 
ranno i iiz 3 • fu vietato) che non poiTedeflero cafe nella città • & l'anno 142 5 • por* 
tando le berrette negre t & Tfanao d^ttarfiftfracidi & ilf anni # fi^ ^odkvM Xoxài^ 
ne di portar rO.& l'anno l4»5.s*aÈ^unfe aie portaffero 1*0 > appiccato al cdk» 
con y na cordella gialla» & che nontikMttbf^ iiiià$t»ga / .^ . . t 

Panie poi Tanno 1416. che (i riduceflfero in vn luogo ferrato » acdodie non po« 
teffero mefcolarfi co Òhridiani > & perche Mfero cxKiofciuci # fi ftafut > che nortuf- 
fero la berretta gialla . Et che fotto grauiflime pene non dòueflero vfcire dal luo- 
go aflesnato» dalle 24. hore in dietro^ & fiirono collocati i San Hieronìmo ìtlm 
vna IfoTetta» nella qual s*entra perdile (M^tte »'chtarftata Ghetto . i^el mesto vi hi 
la piazza con le cafe all'intorno > & la fera (i ferrano le porte i chiane da i guardia- 
ni « Et tid meszo d*tìb piam è vn'afi^ÉO fotto la cura 4*m CktadJM lafariato 
dal Pld>liw» ilqiMk hd catkòdi vetfetè > le i bollettini de i pegni fono giufti ò nò » 
OflpagaftVRiiodtfUVfuri&deica^atiiaòcioche tepouerepbrfone^r le donne % 
noniiano iiigdiinste da i Drenatoti . 

Qoeft} per il negOtiOi (ono opulentiditni & rkcM» Se dimorano fnà volentieri in 
VetietJa the in attnt parte d'Italia % Peteiothenòn fi vfano loro violente ne titani 
nidi coinè aktcMe» & fono figuri in og;»! occorremà éefle faciliti k>Mh 6t con(egui« 
fcorfò gfl](ttcìaMiMmK)uàfom]iit fi fià. p^ttiodie tipofandofi in fingolartfltma pa« 
tc> godono queftft (latria qaMi come ttra temidi prottiiflioiit « 

A D D I T I O N E. 

"Te)' ìa vtnnta di ntéltt famMit ìtebret ài Granata , e ttattri la(^i deìle ipapte , jj 
èaccreJcimoilK/hettoyefJtHdobflattajfeffiote nuoite Jtbitatimi, e f aita >na moux 
fma$skhecHpreitntefmotrt. 



PVBUCHB LIR Vili. i<fp 

CiardtQi. 

g^ fooo etiandio diucrG Giardini» okrc i i commi di ftcnplicù notabili & famo- 
\^ li per piante nobili & rarcs coTa iofcredibile i i£i>rcftJeri«poi cbc ^fli pqq(aDQf 
che raraiuialfa non po(£i cedere aU'artifido htroaiio « 6t fìrafU altri degtM di mer 
iiK>ria»ft vede Quelk> di Gafpaco Erisami Sw Cana^ wn ^ 

Ere 8c pioive uluftri . C^eUo di Aodcea Micheki 4 San ^ 
i>ditDOÌtecDnbeU'ordui?eQa%^ 
acqiiaMktti & qii€liopariaiewQdiFran(cetoBocia« Yn fienile à pàf^i Saot9 
Ai^eloi in caladi Ce(ìm2Wok»CaiM»Uittoit)^^ Pcinaf^ > del quale ba? 
«mdo^ fomniQ diletto» vi hd poOo piaK 
<iaeftipio6«^&Qoaodoèc}iiQUgialtKadiPiee^ tìtr 

esquei Teoiplici ciMttpQflE>Q9 addomaiidaec i boca • 6ft i paràmtvo orbite N 
giardinodifranceioi Tetta . 

. Oktc:t prcdem fi vifiu 4 SaoM Mada deib hortth il giardt^ 
tarini proairafior di San Marca A Sant^Antoninoidi Sanro Mqtq^ A Sama Caro^ 
rifUkdelGriouuù. ASanQafiUo» d'Andrea PafQiialisa. A San Hieranimc>di l^o^ 
nardo Moia A San SamucUo > di lacoooo Concarioi • In Canarcic^ del MaC<fi Me^ 
dico. A Santa Crocea di Agoftioo Aoiadit AUa Piei<> d' Aieflav^ro Vittoria ^ AUa 
Ciiideccai il jitiardinodfi iGmttè deiicatQ»& raro per feinpljci t per edifìci» <k per 
ioikiireftt pttture . Otcre al qnaie fono anco nobili m quell'lTola » i s^dini d* An- 
drea Dandolo su la punta rifcontro à San Giorgio M^giore > de Mo^enigi » d<W 
Vendranutti» de Ccdmari» 9c ài molti altri ch« in qvcfta itola » 8c per tuttQ d ^orpo 
d^adtt^C non ra^ooaodo io però ponto dette cob di Marano Jfoae^ fparfi co^ 
piofamente con ftraordinaria vaghexsa & diiii^attira « Ne quali con la varuttii d<w 
filiabbeUimonttt flc con gli ornati della verdure » & delle pucnre » ^ fQolture » con 
^nune H con altri ritrouati diìecceuoli fc gratiofi a fi cocnpiace ogni m9 1 che gli 
pgnerdai non fe na confolarionc & piacere > 

A O D I T l O N E- 

TùH€US^ifi^4iigiardm di Simon SantQ9 Cwali^e^e Sc4rct0ri9 d^lU lUffdffic4 

polio a San Gregorio in Cafafuxy foord U tetto c^ r^r^^ pr^fÌQf(f pi^^^ f i^cndofi l^H 
Montagna con imaFontanatlliccìn > & altre cofe ftmiii^ fatte da lui di fua Propria 
mano3 effendouidipiù MolinÌ9& altri E0cj^ eli f fanno >» bellifflmo vedere per la copia 
delT^cifueiCbe fcatnrifcono da ogni lata. T9nean:ora quello di Alberto dal Centauro, 
nel quale dice efìerm yna Fmtanaycosì artipciofamente fatta, che ogn'vno crede* ch^eUa 
npa ptr natuté. Ott^i àUi defrtnttiye aUbrati dal Sauféuinéèe Stringale notabile qneH^ 
4e Orimam d SMareitàU per dijfegtHhper piante^per fiiriiBrnau H Cipreffi;ma iu Parti' 
€olare per il fitotefiendù puntata (opra il Canal grande. In Canajpeia in è qnelto del Do^e 
Mertucci yaUerùJben orimato^on rare piante^ e belli/fime Feeriche • De i T^anisHelPtH^ 
freflbddquakfoaacotUcatedue Statue Unticbe di dm Cottoli Mfimmi^uuù perUtAìte^ 
^edentiUnaUiraUtdi tutte tondó,di n$atkiuiiilhfa eecHlm^ . Ùe SauoiMMtù %grmdc^ 
iMitiofo^e di Smani con belle piantele ftngolat'k^lU Mafiomta ddtfì^ufi iteie Me^ 
diUndtea Moisofimadeiy^eéki4.^àa Crocea raro fiellQ del Segretam ^ufinefàk Bn 
Tietro Zaghi^ ti«to piantato di fiorii ma rmhiftngaLmktfieni$Henr delia CUtUit ;^f(r 

Aa a '^ 



4* 



376 DELLE ■ P ÀBR ieri É 

triremotìpaefi.oéi Carmim e notando quello di tnigi Fo fiorini Trocwrator diS.Méor^ 
co. Dei Donadi • Di Monfigftor Comare y e fiotto di Tadoua . Di jtgoflino Barbar^ all'^ 
.Angelo R^aeky doue prima d'entrar in effb,fi vede una Vietra » nella quale i iniaglì»^^ 
fa à caratteri d*oro quefflnfirittione : Maximiliano Auflria? Arciduce > Maximiliacn 
II.C«r.F.Rodu}phi II.Catf.FratrJ) Polot^iar Regi«Ie&o Roma Redeóntì. Nicolaus 
Michaelsus Horpiti XIIL KalMai) 1 592 . ^lU Giefuati yi è quello del Bianchini mo^ 
to beko. ^tla Giudeccha, oltre alti celebrati dal Sanfouino jfe he y edono altri $ che fona 
noMiffimif edeUtiofh come de Loredàni > de MOcharelli 9 ai Domenico da Mofto 9 e dei 
Wriani . E riguardeuole ancoraquello diSanto Catane^fituato yicino alle Conuertite do^ 
ne la fuaniMejlbitatione^e fondata fo{nrailmedeftmopiémodtiGiardino:e^rciò/i 
ontraprimanelUSaUdififrmdquadrafaUaqualegirainMmoynCorridàiocoBonatod 
pnfitdfTeatrOf ornata diTittur e dfi^coneUai^taMlkT!^^ 
uerfiQwuM d^lioreJpendo^ukloUhUaticcameM^ J 

Baqutfiaftpaffiiinyn Cortile tnelqudeyifino^ e Grotte 9 a Fonitane ^fomktte di /affi 
maritimifpt^ofiy coloriti vagamente dalla natura, e di altre terre 9 e ceneri candenfatét 
neìk Fornaci dt Murano, anch'effe fpt^fofi, e di yariati colori > quali tutti fiiffi 9 fimo di* 
firibuiti ittgegfiofamentct e con difepio compartiti, parte rUeuati in momagnette 9 e par^ 
HpcftiinpiauoyfparfipoédiConch^Ue 9diCoraUÌ9 di figure ,ef altre it^nitebeltexx^ei 
Ba quefie Fontane , e Grotte efiitno Acque per ditierfi parti 9 eftendoui anco moke fpine 
fitterraneCi chefpruzxAnofottilmente alPinsù ; Onde penetrarne per certi fioretti sfatti 
nel pauimento, lafiricato di Mattoni (^tadri diuifitti, per douefitranfita%benJpeffo quel- 
U, che yanno d yeder così màralnli cofe 9finaA accorgerfine , fi fintono bagnate te piatta 
te 9e le brache. 

Ter aueflo Cortile fi entra nel Giardino, il ipude difiorre fino fipra la Laguna 9 di >K 
contro a Malamocco , e ChiogpOyin effb yifeno piante nobUiffime 9 efingolari con jiraH^ 
$i,Cedri, Gelfimini, & altre piante, e fiori pellegrini . 

In capo aà^efio Giardino fi^pra la Laguna è fabbricata belliffima Logtìa tutta yagd^ 
mente dipinta con corridori, Jtantiette^ altri luogln commòdi, e dektt^i . Infimma fi 

Jui dire, che in quefta Abitatione, yt fiala Terra,il Mare, U Monte, U Viano > la CUtdi 
X VilUiil BofcoJLtSeluaUl GÌArdmo,.e finamente, tutto quello, che può rallegrare ,eri» 
creare gl'animi , e le menti-: Ondt fiH fudetto Signor Cataneo, ha faputomquefio /«d 
luogo, alquanto riftretto , firmar marauìglie , quando haueffe potuto hauer maggior ter* 
reno,pertato dalla fita Mag^animitd,ejnrandexz.a d*animOj hauerebbe fattoyeder cefi 
iarapireogftynOìairammiraiitmediepe. 

Li£>retic . 

CIfono parìmenteLibrerìe particolarìt di fingolar fiima & Tetameiite merìte^ 
uoli d efler ricordate & vedute . Et fri quelte ^tacendo delle publìche & co» 
snuni de monifterì» di San Giouamii & Paolo , di San Francefco > de Frati Minori > 
di Santo Stefano» de Serui^di San Giorgio Maegiore , di San-Domcnico » di Santo 
Antonio» che la hcbbe per lafcio del Cardinal Marin Grimani , eflèndo prima fta^ 
ta di Giouannì Pico dalla Mirandola) è notabile quella di lacomo Contarinia^ 
SanSamuello. Il cpàìc con fpeia indicibile , ha pollo infieme quafi tutte k biftorie 
ftampate & le faittei penna>tion pure miueruli jtma particolari delle città>coia 
4ìuerfi akri libri ac iagnui oppia nelte faenza 

Co- 



PVJBLICHE tlB. VJH.. $yt 

^OdooiK fono dccompi^^nati difegoi t tlratMati inaibematici » & akre cofìe dì 
inano oc i più chiarì artefici aella pitturai» ndla {coltura » e ne H*arthitettura » ch^ 
habbia bauuto Veti nollra • I quali tutti egli hi fem|nr^ coinè amante dei vjrtuo* 
JS fauociti & accarezzati. £ anco degmflima la Libcerìa di DanìeUo Barba» Elet- 
^d*Aquilca* Di Gioitónni Delfino Vefcono di Torccllo, Di Monfigiibr Valiero 
Vefcouo di auidale. Del Delfino Veficouo della Canea . Del Viélmo Vefcouo di 
Città Noua>^ di Rocco Cataneo Auditor GbnerìLlt di diueriiLe^ti del Pana in 
quefta città • £ nobile etiandio per Libri Greci» & Latini > lo (hidjo di^ebmiano 
ErixOfdi Lnsgi»& di Marc' Antonio Moceniphi • DiHieroniuio da MuIa.Rrocur»- 
4or di San Marco. Di Palilo Partita» di Luigi Gta^enigo . Di Francelco da Ponte^. 
Di Luigi Michele che fu di Marc'AntonicMli lac^mo Marc'ello» di Luigi LoHno>di 
Franceico Soranzo» di Luigi Malipiero Iwmta dal Cardinale Amnlio > & di molj^i 
ahri noh£K ftudiofi delle lingue & delle fcientie « S^aonouera fra quefte laLibreria 
di Luigi Balbi oratore & caufidico £acondiffimO . Nella qttale > oltre i libri teolc^ 
^ijhiftorìcij& di le^>ridotti i facilità con fommari Se repertori) in x^imateria^t 
^ nota vna fingokriflìma sfera fatta tonmaranigliofo artifitia. £ anco copiofif- 
iima quella di Aldo Manutio luniorefir piena diCofeeiette&Jingolarì. Et quella 
di Monfignor Giofeppo Zarlino Maefiro di Cappella di San Marco > del Medico 
Kinotdi AgoftinoAmaii&di moki altri appt^ò » de quali non mi fooiene al 
pcdcnte. 

ADDITIONE. 

Oltre dUenomincUe dal Smfouin(h il Stringa pene f er ftngtAari anco quelle di Domt^ 
nicoMarofiuiCoMalierey e fratello di yicenT^Caualtere te Ti'ocurator di San Marco» 
Di Luigi Vefaro^e di Taolo Loredana ♦ Jtlpneleptei celebrata quella di Giouami Delfio 
nOiC fratello, il frimo Tatriarca di ^iquilem^taltroteletto , efpecialmente per efìer co- 
fiofa de SantiVadri . Efttnuujffima anco quella di Girolamo Delfino Trimicerio di San 
Màr€Qperiaquantit43 e qnàHtd de Libri inogm materia . Come è riguardeuote ancora 
gueUaiuGioiJSattiflaCornaroTifaipiaTrocurator diSan Marcotper $ per 

le materie 9^ fpeciatmeute Hiftoriea re Tolitica » deUe quali quefio Signore i^ ftudiofif^ 
fimo, viedeodoft così gran numero di Libri 3 tutti difpofli per materie 9 con beUilfimoor- 
dine, in CaffeUe di rime fio maejtreuolmente lauorate ; hauendo in oltre moltiffimi tni^ 
nufcritti -9 tuta f celti » & eletti tfpecialmente delle^cofe di Fenetia . 

f^i fono ancora Inftrumenti Matemated, e Geometrici ; ornando di pia tfuefla reggiit 
Jjbreria U fingplarijjhna. Sfera, ch^era di Lui^ Balbi , Oratore 1 €r Caufidico facondif-^ 
fido c^UbrMa difopra dal Sar^uinpy peruenùia alprefenti in quefto Signore . E inftgne 
anco ifiiella di Luigi Duodo Trocurator di San Marco, per quantità, e qualità , efiemoui 
molti Libri,^ manufcrittl Greci di fiima .ìneffjft ritraua yn Forare pieno di Libri in 
ogni materia, legati in oro, tutti di /lampe Oltramontane tche s'apre informa di Sconcie, 
. il quale era porfato nelle ^mbafciarie da Tietro Duodo Caualierejùfuo Zio . £ nobOif' 
fima quella di Giulio Giuftiniano VrocurÀi S.Marco,nfinuQÌifftmo,efludiofiffimo Sign. , 
copioja d'c^ materia^ di /ianupe (ingoiar i . D$ Domenico il Cauatierce Leonardo zaie 
fratelli da S .^goPino,mirabiit per quantità , e varietà di materie ccn bdliffime LigU^ 
. ture,eJiamùeforeflierL Di "hfjcolè Comarù Trocurator di SMarco,^ Caualkreda San 
Mauritiojouefi veggono vn^fjijfime ligaty.realtafrancefs • E capi^fa, e variare fve- 
dalmente d^Hiftorie yniuerjaliì e paf focolari , quella di QitH>lamo , e Jambon iaVtjaro 
fratelli . Di Domenico Zeno d i Frari • Di Danielle 9 tfr^aticlkOii^ìnianiimm^lmi 
Scaatoriu " Aa 3 Efii- 



j7» PEILEFÀBRICHE 



■ t chiaro fer le tmkt LegMtmitejpeeiatmen' 

i grande di téli LatiitM yo^mttttgfiìiinf' 
Miti j F^grift , Po^o , Tramefitto.Gr^Oif 
rr OÙTamentaHe, con L^ature beÙiffime. E di' 
'ameftf^mo Medico > che oltre, alta t^uamifi 
oHetUf tiene ìh buon amitìv di altre juatefH, 
polamo Cdle fiio t{epote » aach'egii Medie» 
s LirteratHra» <f' erHditione, f^edettìo nu^ 
C4 1 tenendo pr^Hojit e fii^pka^mi mam^ 
rie. ■ 

i^aro Ferro »mati$mo ■ e famo/ìMmo Orat»^ 
ts^li, che oitre à iMiri di Legge Ji bete Uttf^r 
^firologiatc MtUtematica , La Libreria 4i 
I per la fiumtUiie qutùitàÀi rarijjtme Hamfe» 
iiToettcit evintici tbenijjìimregijìratatt 

«reriaitnÌRerfale ramata delie maggiori d'- 
\itaper materie . Carlo Gradenigt-Secretari» 

._ . ^ iatfòrmatadìLibrirfqiiifilitefingolarit&ii» 

f articolare iai^ieÀe qSaliéjìiidiofiJfimo tenendo moltimaÓHfcrittia eoje farticoh' 
w. 

Stadi d'Anticaglie . 

NE ci mancino gli Audi di Anticaglie & di medaglie , fra ì quali è ^incij>iril&b. 
non pur di Veneciat ma quafì di ogni altra citci>queIlooi Gioiunai Grim^ 
ni Patriarca d'Aaiiilea . nel qtiaJe , jnAituito prima da i Cardinali Tuoi anteceflòrì 
con ftatue & medaglie hauute da Roma>d'Atheneida Colkntinopolii & di tutta^ 
ta^rccia» ha fabricato vn luogo celebre & ripieno di bellezze antiche & Angolari 
^r quantità & qualiti . Pcrciochevj fi veggono in diuarfe danze ch'entrano Y^ 
vna nell'attra. figure intere 8c fpezzaie>torn>& tefte in tanta abbondanza eh e nulla. 
pÌB>& tutte elette & dì pregio . Oltre i ciò lo Audio appartato delle medile d*> 
oroid'argentOi& di ramci eoo altre cofe di gioie^i niarmi » Se di bronzo» è rwilSr 
nw da vedere . 

Alfoofo Duca di Ferrara & Henrico Terzo Rè di Francia l'anno 1 574. vi flette- 
rò tutto vn giorno i conliderarlo > tratti dalla nouìtd delle materie St dal diletto » 
che het^jero in luogo così fegnalato. Sono anco lodati gli ftudi) d'Andrea Loreda- 
no raccolto con lunghezza di tempo > & fornito di bellezze efquifìte > di Gabriello' 
VendramiiiO)di Leonardo Moccnigo Caualierotdi Franccfco, & Domenico Do»- 
doiaioendiie Senatori grauiflìmi> tn Banifla £rìzo>di Luigi Mocenigo* di Sìtiou.. 
.Zeno>diGiouanniGritti»diSebaAiaiioErÌzo ,di FrancercoBemardo>diGian_. 
Paolo Comaro* di lacomo Gambacortai di ApolHno Amadio di Monlìgn. Sopeiv- 
chioidi Giulio Califtano) di Domenico dalle due Regine > Se di Rocco DismaotaL 
XQ» conzitti appreffo iaecan copia > 

AD" 



PV^LIGHfi tlR VMt 57^ 



**•» » ^ 



ADDITI»NE. 

Cehbra il Stringa lo Studio, che fu gid di Fedmrko Contariui Trocmratùr di i.Mwr^ 
tOidicendo i che queftoSifficre facege condwrcon indiceuoì fpefa da ^ihcnc %da Ccfiam^ 
tmpoli, dalla Morea^-e da (mi^i tutte tlfUedeW arcipelago yÀiUer fé StM$e intiere » e 
ffctjj^tetcm le quali adamo lafua ^bitótionèt ofia V^dat:i^fituato in Tia7;zA di Sa» 
M la'co nelle FiAricbenUonef là cui porta è ai (fuinttr volto del fottoporticò detUUbre^ 
jria; e nominando effe fiatue^omete doue erano collocate» dicàprimieramente% che in ca- 
po al Cortile, dfè quadrato alla maniera Romana , era pofia ma figura grande intiera « 
<lr ^éimo Tic Jmperator di Roma. Che alt intomo di efio cortile [opra piede fialli, rcde^ 
^ion fi figure mtiere^ e fraudi al naturale, degtlmferatori Ottauiano jtugi^o $ dì Clou* 
diOfdi Traiano, di Giww Ce fare , con fuo Vadre /colpito in cima della fronte • Di ^lef^ 
fonerò Magno, di eutimia Caracolla . Che >i era poi ma figura nobili$ma di Cteopa- 
^aKegjaMd^Egittoinduepei(^;cbeilpexfji>dalff^mbikcoin5à,era diquefio Trocura^ 
tmae P altro dMtvmbilico in gii detfofradetto Tatriarca Grimani, il quale , defideran^ 
éo bauer dal Trocuratore il pexzjo preietto come parte piA nòbile, non io potè ottenere fé 
mpttcmpoito ,ecmtditi9ne, che il Tatriarcalopoteffe godere tunod tempo dijfua vita : 
fM ibe dopò lafua morte U Trocmatore bauejfe ambiduei pex^ifudetti, enefoffe di effi 
padrone. 

Morto adunque il Tatriarca, il ^Procuratore bebbe tutta la figura. Che ri era ma il<- 

tuadi Sabina, & vìfaltrapur intieradi Venere . In oltre che in quattro Vecchi (opra 

quattro porte, che rifpoudono in que^o cortile due per lato , yi ftauano quattro Tefle co* 

juoi bufthcioè: di Dioc letiaucdi Claudio,di Tribmtauo Gatto Imperatori di Roma 9 & f^ 

altradi Apollo. Che fi vedeua finalmente in quefio cortile foprala portadidemro ma 

tefta molto grande di Cioue . Che à piedi detta fcala , neWafcender di foùra fi fcopriua 

>na bella fiwa intiera fedenteÀi Heleua Greca. Che afceja la fcala , & entrati netta 

Ma, doue da i lati di effa ri fono nobilume flange , in una di quefte >i fi trouaua il fiu^ 

dio particolare di quefio Signore^ quiuifi vedeuano con beUiJJimo ordine éffofte, e cot-> 

locate alCintorm fopra piede fialli di noce in bella formalauorati, l'iì^afcritte Statue 

elettijjime,& fingolari ; Eprincipalmeute quella di Cicerone, che aUrt vo^te foleuafta* 

re f opra la porta delfamofìjfimoftudio di.Athene . Quella di jtmma forella di Claudio 

Imperatore . Quetta di Marco Brutto figliuolo adottino di C efare . Di Elena Greca • Di 

yitcttio Imperatore. Di Claudio Imperatore. Di Scipione africano. Di T^frout^Di Ger^ 

manico frateUo di Claudio. Di Comodo Imperatore . Di refpafiano . Di Domitia Moglie 

di Domitiano Imperatore . Di eureka Madre di Giulio Cefare. Di Ottauiano ^i^nfio 

Imperatore. Vna Tefla ima Imperatrice africana . jtntonió Caracolla Imperatore. 

Tlotina moglie di Adriano Imperatore . Tierua Imperatore . Tompeo Ma^ . Geta 

rateilo di ^nt(mio Caracalla . Chdio albino Imperatore ^Giulio Cefare , Calcola Im^ 

peratori. Torcia moglie di Brutto. S elenco mo de fette Capitani di . dleffandro . La betta 

Giulia. Marco Aurelio ImperatorcHomero. Solone mo de fette Sapienti detta Greaa » 

Giulio Brutto. Faufima . Tiberio Cefare J^n^ altro Giulio Ce fiore fatto in Grecia. Drotila. 

Adriano Imperatore. Mcidamante Toeta . Seneca Vrecettor di perone • Liuia moglie 

di^Hgkfio. f^aleria Imperatrice. Eufculapio. La Dea renere ; E finalmente la Statua 

di Leda Moglie di T indoro Uè di Laconia.ln oltre yn Cupido in piedi. Vn vafo di porfido 

con vn* altro Cupido diftcfoyche dorme fopra il fuo coperto . Fn^altro vafo di Marmovuo^ 

tp.Fn tarfo d'vna Venere . Vn' altro Vafo di Marmo • Vn termine , che porta un Indro 

Aa 4 ^ 



T7^ delle: f: ABRICKS^ 

mfpalla. Et yna tefta étytfidolùicmmolte altre figure fpe^^e > t^rfi, e tejle» che erm^ 
no m diuerfe parti dd VaUw^ • yi tra pòi tofiadlo appartato itinfinite meJU^lie JToro > 
éP^rgentOi e di metallo, con ma raccolta difcoryL di pefci armati i fatti portare Ì4 lon^ 
uanpojèfi '. rcdemoffi diuerfi Quairt dtmdno de pi A Eccellenti 'Pittori amichh efri^^ 
akrìyna Cena del Signore di mano di Gir. Betbno di pigolar beUes^ . Ve rf erano ar^ 
codiMofaicoytfpecidmemeiiritrmodiSt^ V.Vontefioe di Wkmo di GiofJtntàn^ 
Marini Maejtro Salariato detta Cbiefadi S. Marco . 

Q«e/h nóbdflndiOfpafsòper Eredità in Carlo H,nfs^tit quale kauetta anchy^i Eceet- 
lemiPitt$frediGio:BellinotdiGiòrponefdiUttdreaScl9Ìamne9diTitiano3di Taolo Ve^' 
ronefe^ed^altrivalorofi Vittorio come anco infinite medaglie di dinerfi metodi fingo^-* 
Ur pregio, e quantità di rarie cofe impetride; con molte pietre fiimate gioie; e affaipez,- 
Xtdi Trafina, di Diafpro, di Criflalto di montana, di Corallo, di Agata , e di Ambra» e* 
di quejla "vn pexjji con yna Lucertola congetat^h^ morta dentro di notabile bellenafC un 
Cartolino (colpito in marmo dt gran /Urna • Aggiunte adunque leprAiofe cofe > dkfcritte^ 
difopra, che furono del fopradetto Trocurator Contarini à quefte de Rn/iini yfi iprmatO^ 
un ftudio de più copio ft , yarij , e riguardeuoU d'Italia , e maggiormente per effer ftator 
fempre accrefciuto d'ogni curiofttàdal medefimo Carh RuxJni , e da Domenico fu fuo ^-* 
gliuolo,e^ran Senatore, Mora è poffednto da Marco RìiT^ifyliuoto de detto Domenieoit^ 
T^pote iclgiàfudetto CarloiOnde li Vrincipi,e Terfonaggidifiima, fhe n^engmoin V>e^i 
netta, concorrono à veder le merauiglie di cofe cosi rare , e pellerrine • Pi riguardeuolé* 
anco il Studio di Ottauio Fàbri,come rtferifce il Strin^a,adorito di pitture di Gioì BeUimh 
URaffael d'orbino, di GiorgioneÀi Titiano, de ipoffi , del Tintoretto , dd Talma, e dJtt 
CauaUer Giouanni Contarini . Di f colture di Giot Bologna , del San fonino , & in partii 
colare di due Statue di flucco di queUa propria fi^rma , che fono queUe ,fabricate dal fa^ 
mcfo Micbiel Angelo per la ftpojtura delGram Duca di Firen^ , Cofmo de Medioi » 
rupprefentantil'yna il giorno, t aura la T^otte. 

Cl>e vi era ima Montagnuola di diuerfe cofe molto flrau^anti impettite; oltre àmol^ 
te ^etreparticipanti della gioiai e diuerft Faft di Caludonia, diVorcellana , di Agata >* 
di Diafpro, e di Corniola, con vna TiC(%a di Calcidonia , nella quale vi fi poflo pH volle, 
per curiofitd, liquore con venenoy efudato in poco fpatio di bora tutto il yeneno , laftiò ìt 
Liquore puro» e netto, di modo, che pò f eia beuuto , mn apportò punta di nocumento . Che * 
erano ancora infiniti gNnftrumenti Geometrici, e Matfjematìci , cioè : Aflrolab^ , Qtta- 
irantiyRad^ Latini, Horologii Solm%e 7^tturni,Sfere,Mappamondì,LiueUi, Compa/J^i 
e iofefmiUima perfettiffime, oCingoUriJìouendo queflo fogge tto,mandato in luce H Li^^ 
bro intitolato : Vvfo della fquadra Mobile • 

Hora in J^enetia(oltre al predetto di Marco Rui^) fi veggono molti altri fludite fpe^ 
cialmente di pitture, fri qualii li più rìZUwrdeuoUJonogtinfrafcritti :• Di Luigi Barbari-^ 
goTrocuràtor di San Marco detto dalla Terrazj^, dotte vi è una quantità di Quadri- 
tutti di Vittori Eccellenti così antichi, come moderni, hxuendo particolarmente di Tiiia-- 
nonna Maddalena^ & una Fcnere , che fono marauigliofe . DiGio: Battifta Comaro P/- 
fcopia Vrocurator di San Marco, cìye oltre d diuerft Quadri di Titiano, del Beffano, e tf - 
nitri famofiTittori, ne hi ancora in buon numero in miniatura di mano di Carlo Lot di 
Bauiera , e fono tànti(con tutto che sijno di tanta rarità , & efquifitezjL t ) che adornano * 
-Pna lian'S^a intiera . Di Angelo Morofini Trocui-ator di San Marco , Conte dt S.Anna , 
doue vi fono Quadri, Statue , e Meda^^lic , che per efer tutte cofe Eccellenti , e pretiofe > 
hi formato vna G aleria duThncipe .• 

Tiicolò Comaro Trocuratvr dt San Marco^ e Caualiereinel fuo gran Valaz^uy^fondat^ 



d^Uiiiirfmm^^biifu^ EseeUenti > e pretiofi , cbt qgtim» di efji ^baftezebbepif/ 
fm^^Txifn^uimft^iuiU, ved<fi t'imbarcù di Catterim^^>mam H^ifta H tipraypar^ 
tatdùAa ¥amasoftaPcrp§Harfi4 F'cnetia^ , accomp^^natada Giorgio Carnaro fuofrA^ 
Ulh . Qyefiùfauo è di nuno di Iacopo Tintoretto • La ceffiùnt dd Gouetoo $ e deàa Càro^ 
na di Cipro faUa dalla deità Re^nain mano di Tietro Mocemgo Generale della Repn^ 
blicadipintadal'PdmaFecchio . V^ejja céjfpone (aita alla Repi$UiGikmffigMmbiiL 
jEiegnoinmamdiUgofiiMO Barbarigo Boge • oiuione rapprefematamiràfiSitente éa^. 
'Pitolo Feronefe. Vnritratto orinale di ^affaci d^f^rlmo « f^nSéGio: BaitifiadiTitìa-^ 
na • La Cmuevfwfi di San Taoh in quadro grande con moki faldati d canaio , pittura ^ 
maraui^jfat fatta doMi forno fi pennetti del Tintoretto . Con altri quadri del Baffanoef- ; 
€iu^ti 9 e di altre Jtngolari maniere • Leonardo da Ve faro Trocurator di San Marco y è< 
f^ettorefuo frauUo > Jlepoti del defunto Giouanm da Tefaro Doge ^ bannonellom V^h^ 
tas^o Quadri beUiffimiy e di grandma. Loftndiodi Luigi da Molinochiariffimo SeHatOp-s 
T/eifitìaA0k9te^àmat^mo diStatue$ ediTkturo^ yedendofenedi<ritianoydel3affit^ 
n^ di Vnoko'Vamef e jÒ" infine JU tutti liTiuori di nome cose antid^i» come modeM^ 
£ IMq/d an$0M quello di Lu^i Tifoni Trocurator di San Afarco^fadeurcepitture^di 
ifu^kjdt^, alle antiche^ ne ttene de più Eccellenti ^ eftìmati Vittori moderni # come di 
limolò Hjeuieritdel Cdualier Liberi , del Lucbefe^ del Canciier Ridolfi, di D* Ermanot det 
StroMÀeHEn^^iaUri^ L'abbate Grimani^ efrateUiffràgUoruamentipretiofii cSr 
£^e^enti% del loro riguardeuole Valaz^^ e fpeddment^ fra nnfigni Vitture » tengono 
Tffi Quadro di mano del gran Titiano » doue è rafprefentato t andata della f^ ergine in 
fràroj con Chifio Bamirìno^ e San Giofefpe^d^eper la fua marauigUofabelle KAa, vie- 
ne Cjelebratodamolti Scrittori. - ■ ■' 
; J^an€efcoVifaniTroeuratordiS,anMarcobd4nolti Quadri ;put unoinparticolarer 
nel quale fi mirala moglie di Dario > che fapprefenta auanti ad^^leffandro > fatto con 
^articolar applicatione dal celebre Vaoto P^eronefe « Giouanni Grimani di Santa Uaria 
Eormofa> nelfuo Vaìaxxo > fédmcato alla Bfimana ydejcritto dal Sanfouino > chUi'a del 
T^iarea fuo Zh» oltre àgli ornamenti delle Statue^ & altre bellej;^ hi vna Galeris 
diQmdri>de primiTittoriantid)io che il raccontare il numero t e li y4nttori farebbe 
tvoppolM^o. 

. Giulio GiuflinianoTrocnratòr^ San Mdrco^ gode beìUfftma Qaleria ctm pitture di 
TÌMWhdel Valma f^ecchio, di Bonipftioydi Vaolo f^eroneje 9 e di molti altri famofi 7d« 

urÌ9oltreaUaTaaft3QiariafuperbifftìfHaduirax.7f^ 

J^tcolò SagredoCMotierey Vrocurator di San Marcoy e fratelli nel TataT^ Àitmn^'^ 
da ejji inSiodi Vala^T^ tengjMo quantità grande di Quadri, de quali fono Mlorne le Sa^ 
ICs le ftanite tutte > che pure fono motte, i meisxadi > i Gabbinetti » & ogif altro luogo di 
quel vaftoy e nobile edijìtio > che è il nominato dal Sanfouino > eh* era gU deUa gran Bn^ 
ebeffa di TofcanaiTutti lifopracktti Quadri(che fono innumerabili 9 fono anco diTitto^ ' 
ri Euellentixoosì Machia come moderni^ e tanto de Fenetianit^ome de Foreflieri, cbeU 
farne memione di tutti fiancherebbe la penna» & il Lettore . 

Lorenzfi De^nopreftantif fimo Senatore, nelfuo ValaTr^Rtuato à San Saluatorefo^ 

- pra il Canal grande» vno de quattro principaliffimi defcrttti dal Sanfouino » ha pretiofif-- 

fimi Quadri» & in gran numero» de pia pregiati Vittori così antichi» come moderni» cioè : 

di Gio: Bellino» di Vaolo t^crontfe» di Andrea Schiauone» deLCaraccio » del Valma Fec- 

cbio » del Vordenone » del Tintore^o ha fei Hiftorie del Teftamento Secchio »• dipinte in 

feijQuadri. 

Fna 



J7« OBtLJ&I^BRTOHfi 

^Sfagfurtettù ì yntkrmoinierù iti Tadrcdel amteCohnelh Méurtìmm fmttrild Ui^ 
bornia Be»ptmù. Ha anco di Lnca da Reghidi Michele Ranier da Botùpm; del Carpici^ 
da f^ketaia; dei Taotmida Lucca; del Rommmo > dr MùtemBrefciann del Talmm del 
9adoanm $ del CdMoUjcrRidolfi ; del CokoUer T inetti ; del Fcrabofio : di Francefco R^^ 
feht^ a Matteo 'Ponxime) del CoHoUer Liberi > e d'altri EcteUenH Tatorr. 
* ' THemortcéditKrfcftaiue ^impera0orii& altre figure, fra auaUfi yedc yu gruppo /»- 
tkro di Enea ed padre Unchife m /palla, il figliuolo ^fcMio d mano , e li Dei penati atte 

eie tutto d'un pe^if erpico da Unumio Carro Èrefciàno . E buiato lo fiudio di Giro^ 
oComami da S.Santueley formato di rariffime Titturci di Medagjtie > di quantità di 
fAutìoa^m^ei^aUrecumfttà. Fra le Titture, ri è una Europa rapita da Gioue in jirms 
di Toro con molte fì^mfe^ pittura marau^Uofa, come fono ancora altri Quadri della det^' 
ia mam 'pcdeudofi drpiù un viaggio di ^Àbramo numerofo di figure di mano del Mafia-- 
no^^ akri QuadridiGiotponet e d'altri fatnofi Tittori . 

. GirolamOiC Barbon^ Tcfiiri fratelliael loro Talazx$i fituatofopra il Campo di S. Sene-' > 
doiOOfdefcritto dalSanfomno > p^eéeoo una^ copioja racQotta di EccellenaTiiture co$$ 
umidjccome moderne, fird le quali fouo marauigliofe una Samaritana di mamdel Tor- 
denone; Fu' Multerà di Giorgione, e due ritratti di duefuoi m^^ghrifimi dalmedefimé 
Tordenmiccioèx di Benedetto Vefaro,chefùgid Trocuratòrdi San Marco, e Capitan Gè* 
nerate da Mar celebrato altamente dal SabeUico per le fue digniffttHe attioni ; & Inoltro 
d$Girolamo 'PefarofuofigUuologhe imitandole yktù del Tad^ , riufcì anch' egli Capi^ 
tan Generale da Mar, Gio: 9atfffla,e ^Andrea Donadi fratelli , daSanta F(^d , TJepoti 
del Doge Wcolò Donado, che >ijje Canno 1 5i8. tengfmo vn ben ordinato Studio di Vttti^ 
re, e Specialmente de più nominati Vittori , che viuìno alprefente , cerne di Incoiò ^ 
meriMCauaber Liberi, di VietroVeccbia,di D.ErmanOi del Trina, del Scaligero, cÀi 
molt^altri ancora . In Ca Moropm à San Moàsè net fno Tala^zjo fituato fopra il Canal 
grande, di rinctmtro al Tempiodelta Saldati oltre aUa Libreria copiofa tHqlme , e iaU 
ti^i Libri in opùfciem^;con/eruano quei prefiant^^^ di Me-^ 

doglie antiche > e modernedi diuerfi metaih , con mdte pitture de pi^famofi Tittori afst 
antichi,come moderni: redendofibiù Quadri di Gio: Bettino , di Taolo Verone fé , di jln- 
drea Scbiauone > del Palma Secchio > diuerfi ritratti dei T'mtorctto , del Banano , & in 
fommadeUcùià EeceUenti maniere di chi fono flati, e che pmo al prefente . ralerioda 
Riua,frÀ moke cote infigni ha diuerfe pretiofe Med^lie donategli dal Conte Gùmanni de 
La's^ayvirtuofìffimo Caualiere , che tiene yn fiudio de maggiori d: Italia , così celebrato 
da pia Scrittoi, efoecialmente da Ottauio Ferrari nelfuo trattai de Re Vefiiaria , poi- 
che confpefa di mette migliara di feudi , ha vnito un ben regolato Oìdine di antiche Me^ 
dé^liccGrechce Latincaffenioui compre fo^e forfè per piccola pwtioue) l'iutiero , efa-^ 
n^o fiudio dell' ;Ang€loni Ramano . La Galleria de Conti f^tdmani, è ddieflupende della 
Ciud,efrà le eofe infigni,e fingolart fi mira una Madonna con Chrifio Bambino , e S.Ghz 
Baetifia di mano del gran Titiano, e diuerfi r tratti in pia Quadri deU'ifieffo.. Del Talma 
Vecchioyvi è la yefg.con Chrifio Signor T^firo , S.Giofeppe , & altri Santi, ch'è pittura 
raxifiima. Del Baffano )>anno un S .Girolamo grande al Viuo. Del Dojfi,fi -pede un Gioue , 
che dipigne Farfallccon la r ir turche chiede audien^Uf che U viene impedita da Mercu^ 
rio. La Fauola e di Luciano; m^ motto be^fefprelfa dal Vittore • 

f^ifono due gran Quadri di beUei^jiraordinma , di Vaolo Feronefe , in uno è rap^ 
prefentato la Conuerfione di San Vaolo , nell'altro la Vifcma . ri fono poi infiniti aUri 
Qjfadri,e Statue, che il fame racconto particolare, farebbe di troppa prolìffitd . Francc-^ 

fcox 



PVBLICHfi LIB. Vril 577 

€ùnc^micAcìmfiùS^piorM^lrodinMM4iTa$loFeron^ U 

CdarUJU AgMfUhe Gioì Domito Corrpggio^è coùéofa di Ì{obiUfJlimi Quadri r che adcr* 
m4m diueìfefianx^ : Qià fi veggono opere di Vaoto Feronefe , del Tintoretto rdd Vw^ 
tariMCoHalierlMferijHCaMalief^T^oUixdelSiro:^ delForìdm 

fedii Matteo 'Por^gueÀi Suer^ da Cento^det Ha/feyìelìEm^f^l Valma» di Tietìrè 
P^tcMa^ del Belotto pe diottri ^edittute^Hefle mamere$m fimotmemtre » òéptattro 
^z^fer ciafcheduna • 

Deue aacofotterfi tra memonAili Studi ìputto del Barotte Ottauio de Taffts^imerie^ 

re della chiatte faro di SMaefid Cefitrea > &ftto Getterale deUe Tofie-imfertali in Ve^ 

netia;!Poicbefi mirano varie eofe noMhgrattofe^ fiugtlari %frd ifuoli Vtt BroitT^o getto 9 

famoJpodiloiUffio Sa»fokpto%fiimato vttaa^fiàMUoperejch^egUhéMHafattoJaqiia*^ 

te eragià delli Signori Fiandra ; ine fio è raf presentato la Reftarettione di Chr^rcir^ 

etmiato da motti tndine di jlngeUtin diuerfe fofim^e%efopra/U it Taire Etetno corteg^ 

mttoamb^egli da AmeliiCmtfregio atalto ai Menni Vnttini di tutto rikmhche formano 

miuerfe mirabili treectature • ISm meo^fè pofia l*jtrma de Gran Duchi di Tofcana > po^ 

^ttaU i fi dice il Sanjbumobau^ fatto ^uefta cosi Eccellente oùera; ma cbereflaffè poi 

dù^ iafua morte in Cafa delli detti Fùmdrafuoi cotKiunti. Ha aneo motti Idoltt^e auam* 

titàgrsmde di MedagUe^di valore^ pregio inefiima&e^ DeUe Titturcfi inmffihitefar^ 

ne paarticidarraccontOiefiendoui pia che cento (Quadri dimanodepiàfamof^BdceUeuti^ 

ttominàti Vittori Jt italiane fuorii cioègdi TordenoneM Titiauot di Giartìom% del Valms 

yfCcbiopdiUndreaScIriauonepdelTintorettOfdi K^aelfyrbinop del Correggi jéet 

t^armefanoidel BafianoÀél MoroneÀi Leonardo di rinx^^d^altripià celebri^cbe que^ 

flaèvnaGaU€riadelUnMliÌItaUa.SebaftianT^aninótienenmte f& ef 

ture di Paris BordoneÀi Andrea Mantepta^detTintorettOfe d'altra infigfù Vittori; Hi 

poi vnar accolta di Miniature t & infinito numero di Cmrte con difemi > eeomponimenté^ 

depa celebri Vittori aiukÌH%emodemìXiiouanni CritteUit virtuofiffimo CiHaiinoy okre 

cttUcopitìfalJbreria^ema(fimedtHifioris ^hdtjomnrato finJtìodidiuetfe jitnic^Me ^é 

Titture • Bartolomeo Borgpefalio jtuuocato di nome > e di Jtima bd qtiadri beUiffimi di 

tuòno del VontiTueÀel t^arotari, di Tsfjcolò Kenierh del Cauéier Liberi» di Vietro ffee^ 

thiadel Caualier FijdòlfiÀi D.Ermano% dd Triua$ del ForabofeOf ed'altri ^ Fimdmentn 

7^ifolàIienieri^attdei& Eccellente Vittore del Ri CboifHaniffimo hd vnagronraeeol^ 

ta'di Quadri de pid filmati Vittori dt Ifecoio paffato^ delprefente^ quaU^meriterimo ^ 

ftrd^mttij^Ul^ 

cofà di aueUgfi cahtiene in effi . £ primardi mano deiConeggibi vnSalnatore $ pofio 4 
fedmlopranride>&vnaErodiade^cbetieneinunBaGileUTefiadiS.CiotB^ 
DiTitktnohaU fuoproprioritratto fatto in tauoloidiCipreflo 9 inatto didiffegnare^ ceto 
la St^tuay dietro àud^deUay enere di Medici intiera > fimadimetaUo cometnvnfit»^ 
Àio . DeWiftejfa mano vi i ancora vn San Sebaflianoj vn San Francèfeote due béliffimi . 
ritratti di Donne ^Tmavefiita a Damafco^xnrroj e NUra da Feaouay, ^Sofmisba 
•Angufoth tiene iljuoprofnrio ritratto • HadiGiorgionetreQnadri$invno idipiuto ta 
tergine (m.Cbrifio Bamtino nelle braccia; in altro Sanfime » chefir ^tppt^giato con ynm 
manofopra vnfajfo» in atto di rammaricar fi de tagliati Capelli^ con due fifftredi dietr^ 
d^dilHifiridono;nelterXo9ètetddell'hsewio;dauneantofmo^reVmtmÌ9dàedt 
giuocanOi e 1^ altro fUd dormire ineltdtrocMtaivnpouanea^^ 
à federe fottoad!vtf jtìberoyquaU fcberxjmocù* fimi; Epmmilmà^ in belb^ 
faeje i vn yetfkih fhcfijf^^ alfuocaM l^^lfff^ S.an Girotam} 




57» DELLE PAPRICHE; 

mrkYémùdiSemtfoirFèoremmt & mCaltro di yu Trincile M^cétOtó. Fti^ éàl 
TintorcnoHHgfraniiHédrQ di bréccia fei in circa 3 ttclifi^ ffwdi oL 

naxmaic inticrif d'una Famiglia TUMe^tre de pia vecchi fdoifdne Gentitbnomini^ €r 
ima Gcnuldonnaftamo i federe afivna tattcla tof^rta di T apeno TerfiÉU(h & apprefi0 
fino due Ceniildanne giouani in piedi 3 le ^uali miralo iregenàilbuamni % che ricarnmto 
dalla Caccia con Catitpartandùjeco Lepri > & altre prede . Quefla i pit$ura fingctatfe • 
DellHftefio Tinti^embà una Maddaknap & yn rifratto di beUi/Jimagionane * Del VtA^ 
ma Secchio ri i un Marco Furellio 9 che fiudia fri due Fiiofofi ; J^n ritrath di ÌNumo z 
rnGi0He%chc yezjs;ig^GamwedeiefrdlefuéiJlìGiunont à rimirarU . I^ Bomfacià 
bit^Adixrationc de Magicm^uanùtà di fi^ffre . Tiene del 'Perienoue yn ritratto tvK 
Domre con Lari . DiVaoU Ftrenefe fi mira con maraudgUapaaGimlit dtUamklicr 
fua manieraffoitada così pan Vittore con farticdar fium%e però ifuc^ 
to xC fingotare . 

DeLmedefimùTaohtiencanc^adueabrtQjtadrididuc ritratti ì^obili diCafa So^ 
tanxAtCioè^ifffofoiefpofa^ Lafpofa flàd federe con rn Cagnelina neMe mani » ^^mi iw- 
tètra grande al natume; il fpojojid amh*e^k à federe in Romana con bellifpma attHu^ 
dine^e dietro dluiifi rodegratiofo ordine dt jtrcbitettura. Ha di Tdiioro dueOttango^ 
Im in vnaè dipinta la Làeratitd > che calpefla l'jtuaritiai nelPaltro r^Uegr^z^a > r^ 
Cé^efia [InuàdiaJ'iene anco di Andrta Mantegnadue Quadri condoi ritratti funo dei 
Marche fé lùdouico di Mantm^ ddtro delt^ Ducbeffa fua moglie . Hd poi di Lodouitó 
Catatio la Santa Cecilia fnmofa di Raffael (turbino: e di piùChrifto netTHorto prefo da 
Fartfeif con San GiouannifChe fugge; féguito da ynfoUatù ; penfietvf pettino , e motto 
kanf piegata. Del Ciuetta apMiJ^ in v^^^ Taefe la defimttione di Troia con 
ìnétiTma'i^i& ^gftre .Vofficdedel BaQ^^ 

mo dmtùila ^atmitd del Salnatonthfieffo Orarne nelHHofto $tk epatite Stagioni in 
fuattro Quadru 

Di Francef co Buffano fuo figliuolo t Hi/tona di jtbigail con moUe ligure, iù.^nirea 
SdyiauDne vna Madonna; La CJrcane^ione dil^S^ in gran ifuadro i Uflatto delle domée 
de Lapiti fatto dalli Centauri % douefi vede un combattimento furiofo » & m nùfcugli^ 
biXfJiro.^ Di liberto Duro unì itrattoÀihuomo. Di Gioidi Mattburgynapatetta'ydouei 
dipinta laXergmecon ii pargoletto Giesà in feito^ finta nel mex^a di yna Chiefà con 
dietroyaMJftma profpettiuadidettaChiefa > e dentro fi veggono diuerfe figurine . Di 
^t Grafun tptadroynel ifuale fU vn Caualiere ginocdnato auatui un^lmt^ine di San^ 
t" Antonio in deiitiofo paefe » &^appreno vi fona Canida caccia > epoidentro nel paefe % 
faggi > che tet^ono il caua^, &akri fjermtm » 

TicneancoraaUri Eccellenti Quadriycome del Broìi^n»9^di fra Seb^iano dalTiom^ 
hot di Frane efco MbanoM Lorenzo LòttM Guerun da Centosei Fett^i» & infine tiene 
la bella Cleopatra di Guido Reno % con altre fUmate maniere .Siche qu^ è vn fludio 
formato di cofefcielte^efféifitef epreciòfe.Leoperepoidiquefiovalorofoy& Eccellen- 
te Tutore fimo molto lodatele pregiate^ e fpecialmente i rittattiy hauendone fatti » efa^ 
tendane tuttania de Vrincipi^ e gran Siiptori venendo dijfuando > in quando chiamato i 
qutflf effetto alle kr Corti 1 riufcendo efftritratti motto fimiglianti con grMia » e ntìbUti 
particoUrt .. 

SigifmaudaUlber^tti amico Cittadino Vtnetfana yfaniaMrdeW Urti^ria , fit^ 
fermaodal Tublico^ al quale hanno feruita fempre Ufuaimargim con ogni fedeltd ì t 
verfatì^tma netta Matamaticbefdi lucidMmo indegno > e perj^cace : nelle Mecaoicbe 
^fiuttmi^NmméuMa efperie^ mfme^pere^che fono partìu 



PVBLlCtìE tifi. Vili ^75? 

éclju$gramhhigeffiù ; tràie quali > diròfoh delle ìnfrafcrUte : Fna Sfera /ingoiare > ne 
pritna rifla m Europa di diari^tro di piedi cinque in circa^ quat e/prime con gran facili^ 
tiU Sterna del Mondo Cooerttttanoy poiché dal fola moto annuo della Terra 9 li altri 
Tianetti» cosìfuperiorii Come injeriorij hanno il lor proprio , che ddfodisfattione grande,; 
dcbi vi ipecoiajòpra . Vn Jptccbio yfhrh di diametro circa due piedi > qual non folo è 
potente net accender à i raggi refleffi del Sole ogni materia combuftihsle ; ma con grati 
facilkd liquefi loflagno $ &il piombo . 

QuefhpereferdiquaUhepefo'PerUflktp'andex^yi accommodato foprannabafe 
imuentionef per renderlo commodo, e facile ad^ogni motOi come nel trafportarlof ah^^ 
io, abbaffarlop emouerJo circolarmente così quanto altOritjmte i come quanto al F'erti^ 
ce. Lenti> àtondi Criflallini P^fiorij di diametro fvn piede di grande:^ > non {oliti d ve-- 
derfi così per ordinario . Due Globi^ cioè Terrefire^e Celefte di piedi vno > e mcT^x^o di Sia^ 
metroyle carte fonoftampatc in ^mfterdam; ma il reffo è qui fabbricato con differenM, 
& eb^anxfi disili ordinarij, hauendo alcune ingiunte per facilità delfludio 9 come al Ce^ 
lefie >ifono pofii nel Zodiaco li Tianetti • f^ cerchio Horario oltre l*^flronomico% pir 
feruirjene aJtogtu vfatrxfl di More, & la {bruttura delle dodici Cafe conforme Vvfo della 
Gimlttiaria. Et al Terreflre ri è pofto il moto del Sole > conforme il fiflema Tolomai^ 
co. 

Fh*Iftrumento Gnomonico vniuerfale, afogni vfanxA di Kore ,per lafabrica de Ho* 
rologi filari, e particolarmente per ^llida muro , che f^ertkati fi chiamano > amgràUft 
factmà,prefle7^i e ficurezxa . 

jiltro Jjbrmnento yerfatHe da tener qualche numero de Libri auanti gnocchi , fenxa 
mouerfi per volerli legger ;ma col folo moto rertical dell' Iftrument<^comparifcono auan* 
ti, fetrs^a loro cader in terra. 

yn*Horolqgio Solare ,che dimofbratHorefat^acquacdn t ombre re frette. Mprefente 
fincamina lafabrica di yna sfera Tolemaica di Ottone i qua! fi ritroua in buon flato i con 
penfterofinctuderm alcuni moti di Tianetti, che farannomoltod propoftto per la facile 
mteUigenxfl ^ alcuni termini^ftrologici ; ma lafabrica de Pietri Lenticolari, per la cu- 
riofìtd di un Tekfcopio, ò rero Cannochiale, alla quale fi è incaminato anco in quefla > e 
fi e molto guantato, per vedetfc fi può venir in vno di qualche bontd ; è cagione che non 
fifollecita la vttimatme della fudetta Sfera. Hauendo digià preparato il Tubo^ò canno- 
ne lungopiedi i^JncircaiperprouarHfudetti yetricoìCutfifbrumentoper foflenerlo,e 
maneggiarlo molto facile, e commodo*^ - -- - *^ 

Fi e ancora malche modello d'inueniioue d^jtrtigUeria ,Per4a faciliti cosi del moto , 
come dettvfo di quella nelle occorrerne di Guerra ; ma quefio iftuaio diuerfo dal fopra- 
detto. 

Studi di MuHca* 

ET oltre d ciò ci babbiamo diuerfi fludi di Mu(idt > con {lromeod9& libri di 
molta ecceUedut • de qaali è notando lo ftudio del Canalier Sanato» figliuolo 
gui di Gian Francefcbì^ San Giouanni Decollato • & lo ftudio del predetto Cata^ 
rìnZeno: nel quale ifraYaltrecofei fi vede vn*oi^ano^e fu diMatthias Rè di 
Vngaria» tanto harmonico i^3rferfèttOjL8cjdi.tant6 prezzo 9 che i fuoi la conditjo- 
narono per teftamento , che non vfciffe giamai di qt^la faoii^ .-E fimiloientc/ 
nobilifs. quello di Luigi Balbi Caufidico à Santa Maria Zebcnigo • Perche oltre à 

tf ftropicati nmficali che vifono in goal fi vc»gKa maniera 1 fono perfetti» & in fi 

. ." . r fatta 



3i<t DELLE SABRICHB ; 

han^uùtàt diefofioIlinutidiinDlciKaliiu. EcqudladiAgo&ìmAattdt A, 
fii^olacc* coaciolU che vi Ibno llromeau noa pure aJUa. modccna* DU alU Grec^ 
& aU'ancica in numero aflaigraiule . ficolox i ptxdetu luoghii TC M iooo diiwm 
alni per Ucitci> con diuetHridam- Ooueconcorreodai vicmoG io quella pco^ 
fcffione> (ì faiuo cooccrii fiagoUri in c^i ceoapo * e^aido chiaciffiixui& Teca OQ*^ 
iLchebMulìcabi la Ai>propria.Icdeiaqae&a cicli. . t 

Studi di Arme . 

ET noti meno fono rìgturdctiolt gH Scodi d'arme m dtuerfeesfe oobiIi>fri i qnx-^ 
li rifplcndono per quantica Se qualità di cofì fatti amelì > t loogfii dì Zsecxrìr 
Saumooe, di Nicolo Soriano,di Gian B2triftaQnirini> di Cataria Zeoo^iCro- 
cicchieri. di LoigiPa ftjtuliffo. di Fabio da Canate, di Pietro Ctnrano » raloroffsc 
notabili gentilhuominb Se ih moki altri apprcffoide quali d rimcctìanao a i pcofcf^ 
fori di cotale effcrcidohonDtato, _ 



del: 



3»-I 



DELLA VENETIA 

CITTA^ NOBILISSIMA 

Dcfcrittada 
M- FRANCESCO SANSOVINO- 

MOK^ A M'P L t JIT JI, ET jtC'j: XESttrT U 

DA D. GIVSTlNlANO MARTINiONI 
Aimo Prete TttobitD iK SS. Apoftoli. 

LIBRO N O N O^ 

ti io GuTOfMu c^ hibbia pia PtVmi & ^iwm ciraiìto : -cosi 

rniodeftia>nonha«endo-nonKdiPalazzo> altre-chc qtiell* 
5c. EC€«to€T« fe fidifcorrc per (e Cicca principali ■fflctlnL» 
RonniNapoIi,MitmoiGenoua>FiorenM> Bo1t»Ta, Padcnm» 

..»_,„ . iiifìiroueca-chelHbbiaaoptàdiquatCTo-è^caTannemi'pw 

«lULichemerinnoxicole di Patsszi . 

Maia(fin9afciic<coaunop<x:omenodÌcentQ*3EtaraiCofìanndiÌconierno^ 
derniitnagadìcfai&gRuuliiOcinildlacornpoftEirajcaTneiKgìiomamnttiinep^ 
Cinenti><ciieliio^'Rili{]Crhabitare.Etnelvero>chenonnveggonojii patte^ 
atauiacdìfid,aefHiìagJati,ncpidraccoltii ncpiiiacconciperlo vfohiunanoAi 
4liefli . Et qnanniiM^iVinitianìfìanoftadTtftrctciin quelk Ifote circondato 
«aH^Kquc del mare ) fi fono però ftfìargaci qoaato compoitaca illìrod^thionos 
fupplcinoal-difctuiildUtntm««on l'artificio) i>ndeèa)famanifidt3>tht 

i Vi- 



38a DE I PALA22I PRIVATI, 

i PakMt ètct ^m m mti htiieAbioi CoraU^ae gli hortì(ciie moUi^ono cter^^hanoo) 
& che le ftrade foflcro larghe 86 fpaciofe come in terra ferma > la cittd farebbe di 
gran lunga ma^iore di <)ual fi voglia altra nel mondo . Nello eftremo delle con- 
trade verfo terra fermaf le cafe con l'apparenza loro : ( come fabricate nella in£ui- 
Sia di Vcneria) dimoArano la parfimonia de forimi fondatori. Percioche fono baf- 
è con fìneftre ft rette» & con pochi fori > per rifpetto dell'aria in quei tenipi non^ 
molto purgata • > • - - 

Ma eflendofì poi con gli anni accrefciuta la terra» & bonificata Taria per Io con- 
cordo delle perfone> per 1^ q uantiti de i fuQcbi»& per lo conunoua flufio» & ccAo^ 
fo dell'acque» & fa^ricandofi Pal^zi & cafamenci di moka grandezza» ^inéroduf- 
fc Parchitettura Tedefca: facendo i Veneti il medefimoi che fece anco il rimanea- 
te d'Italia . Nella quale i Gochi dimorati molti anni » empierono ogni <:ofa de loro 
vfi barbari & corrotti: fpegnendo qua/i affatto le bellezze Romane . Onde fi vede 
perciò che le Cbiefe » & le cafe fono compofte per la maggior patte fecondo Ul^ 
maniera di quella natione . Si legge che ne primi tempi » volendo i nofiri moftrare 
vnione & parici in tut(e le cofe loro» edificarono in virtù della legge I>aula»le cafe 
tutte vguali in altezza. Ma crefciuoe poi le ricchezze per la mercatura che fb fetn- 
pre il neruo di quelta Republica» sbalzarono» & abbaffarono fecondo l'appetito de 
ifabricanti.Qnafi tutti i Palazzi fono nei primi itti^ nelle pili belle vecfaite delle 
.Citxif & podi per la maggior parte su Tacque.^c quàfi tutte le cafe de gli babitan- 
ti hanno riua. la quale quanto fia commoda peri porci delle cofe necefiarie ad 
ogni famiglia in tutto l'anno» non fi puòcofi ageuol mente efpticare. Oltredque- 
fto oc^ni cafa hi la terrazza fopra il tetto» fatta ò di mirro» ò di legno: & fi,chiama- 
no Alrane»'per vfo di difendere i pandi al Sole» dàllt quali flfcuopr-e anco per luti* 
go tratto di acquaitutto il paefe all'intomo.Et tutti i coperti fono di tegoh ò cop- 
pi dóppi» fenza embrice alcuno»' onde la fpefa del fabricare è [molto maggiore ia 
quefta parte che in terra ferma . Attorno al tetto girano le gome ò droccie di pie- 
tra viua» per le quali l'acqua piouanafcorre per via di cannoni nafcofti ne pozzi» 
doue puntata la materia più groflfa: torna i beneficio delle perfone » perche non ci 
efienao fiumi» ne fondo di terra viua onde R polfa ti;ouar la vena dell'acque dolci»(i 
vfano le cifterne, le acoue delle quali fono più fané & (nigliori à digerire, che Tac- 
que viue per la cnidez^loco«Dc quali pozzi ò cidernd la citii é molto abbondan- 
te» cofi in publico come in priuato • Conciofia che ogni piazza > ò campo» ò cortes 
ha il fuo pozzo fatto dal publico per la maggior parte in diuerfe occorrenze» fi co^ 
me 2luenne fotto il Doge Fofcari» nel cui tempo » non edendo in vno anno piouuto 
{>unto da i tanti di Nouembre fino al Febraio feguente» la Rep.fece far trenta do2> 
zi di nuouo» i beneficio de poueri»& facendo portar l'acqua co blirchi»tratta dalla 
Brenta» focUsfece con l'arte al difetto della stagione. Orale fondamenta di tutti 

Jiii edifici» fi fanno di fortiflimi pali di quercia ò di rouere » che dura eternamente 
otto acqua» per rifpetto del fondo lubrico, & non punto faldo della palude . Que- 
fti fitti per forza nel terreno» & poi fermari con grofle trauorfc»& ripieni fra palot 
& palo con diuerfi cementi & rottami di fallì » fanno per la coagulatione Se prefa 
Joro fondamente cofi ftabili & fcrme»che fof tengono ogni groffa & alta muraglia» 
fcnza fe^narfi pure vn pelo . I mattoni ò pietre cotte » & le calcine ci vengono da t 
territori) di Padoiia, di Trcuifo» & di Ferrara» ma le più lodate fono quelle del Pa- 
donano: si perche il terreno è migliore » si perche le pietre fono più Cagionate » 8c 
Ibcn cotteti si perche ilmorcUo del tcgoioi de] oiattQne» Se della tauella i di magr 

gior 



ET nE.10PL0t)iai^AMENTI LB, IX. 583 

4p(Mr Oìifurrdè gH abd; & vnàbàcca guidior per lo pia da due perfone foie Cùndvt^ 
ceJe più volte la Tnatcria da fabricace ogni grand*edi6cto. Le barene R hanno daU 
la Brenta» & dal Lido* ma la dolce e migliore. I legnami ci riportano in nwlta at>t 
bondanza per i liurniin^ml di zattarc dalle montagne di Cadoro > dei Frioli» Se 
4i Trinirana) ta ferrareccia da Brerciai & da diuerfi altri luoghi di Lombardia . Ma 
bella&mirabiLcofaèJamaterìadelk pietre viuctt che fono condotte daRouH 
gnOf & da Brioni» cadella in riuiera della Dalmatia» fopò di color biai^co» & fìmili 
al cnarmormaXalde& forti di maniera che durano per lunghiflimo tempo a^ 
i gbtacd>& al Sole : onde ne fanno ftàtue : le quali polite col feltro i guifa del mar^ 
mof poi che fono pomiciane^ hanno fembiansa di marmo • H t di quefte co/i fatte & 
itscroftano te facoe ùittre delie Chiefe & de i Palazzi» con colonne alte > grofle > fc 
lunghe di ▼np^tac^ quanto 0irucrfej perche le caue di Rouii;no abbondano di que« 
Aaiortedipietra»chia(xiatalihianA^&Liburnicadaali Scrittori. Cifotioanco 
delle facciecoperte di marmi finii cna grechi» portati dairifolc dell* Arcipei^gCb & 
Ijpetiaknente ai Paro »n^anòAi0cyff bianco come il comune >& differente aflai dal 
tnarmocH Oirrara in Tofcana • Le pietre poi da Verona ci fona in ftima > perche 
eflèndo t^e: 8cpon ntacchiediuer(e> apportano vaghezza à gli edifici > & di que-« 
ttc R fanno i fuoti delleCbiefei 8c de i Palazii » i gui(a di Scacchi > & fé ne fanno al-* 
tri iauoriyche rieicono motto ^ntili» come acquart^amtni» comici» & cofe altrc^ 
IbmigUanti . Nondimeno le pietre roffe da Cattato fono le pin belle & di più du^ 
rata per fare i fuoti- S^vfano per le camere» & le Sale comunemente > i fuoli o paiiir 
menti > non di mattoni > ma di vna certa materia > che (i chiama terrazzo : la qoal 
duii per lungo tempo^&è va^hifiirnaàtl^^cchio Se poliu. Blla (i fa con calcina Se 
con tegoU ò cnattoni ben peli i>& s'incorfXMra infieme • Vi (i aggiugne vna parte di 
ics^ia di faflb Idróno poluerezzato» 8c qwefta miftura alquanto foda > (i di flendo 
fai molo di tauole ben ntto con chiodi» accioche non fi torca 8c refifta al pefo • v In^ 
éi con ferri fatti i poftatfi batte Se calca per qualche giorno . Et fpianato ogni co« 
£a 8c indurito vgualmente > vi fi mette di fopra vn^altra mano ò coperta di dettai^ 
tnaterltioelta qual fi incocpora ò cinapro>ò color roflb. Et poi che n è ripofato per 
c]pialche giorno (e gli da Tolio di tino» col quale il terrazzo prende il lullro per & 
Ama maniera» cheiohnomo può fpecchiarnifi dentro « £t ancoraché quello par 
llume fia ripUtatomal fano per la lua freddura 4 mttauia non fi vede cofa per fuo« 
li^ne pia bella»nè piti gentile» ne pid durabile di quella • conciofia che fi mantengo^ 
ix> col fregarli fpeifo 6 con pahnotò coaff)ugtuu A chi li defidera Inftri lungamen-^ 
fetali cnopre con tele per non macchiarli in caminando » in guifa. tale che entran* 
do m coS Kitte ftanzeitu direfti d'entrare in ben eulta ^ polita Chiefa di S^re. Et 
fe talhora fi fconsanot^ò per eccefliuo freddo» ò per qualche bercoflàsfi ripara age^ 
Bolmenee col fapraponu vn'akra coperta piùibttiie di quella medefima €ompo« 
litione. Et i maeftri propri} Se particolari di queft^arte » fono per ordinario Foi>> 
lani % • ^ 

^ I colmi delle fabrkhe fono per k> pid in qnattro acque» onde oltre al fcotar deti 
to pioggie motte pia facile» appCHtano à gli edifici maggiore ornamento . Le tra<^ 
likture per la fpdiezza de legnami» mettendofi vn pieno » & vn voto» rendono d già 
acchi altrui grato diletto » oltre cb'é vtile per la fortezza » perche foAengono ogni 
gran pefoi & nel caminar i palchi non tremano • Et le habitationi fi fanno per o^-^ 
dinano-in tre hioli fenza il colmo . Tutte le camere hanno i camini » ma le fate nò 4 
fic certo con ghìdidóiperdoche cpandofiefccdilecicbfi hiìtfiiDCP vldnpiilqiHte 

Bb non 



«'.'/i 



384 DE 1 PALAZZI PRIVATI 

nonfolatncntcfapròafciugandolohnmidofcbefi ti^ deOà^ 

notte >aari(caI<U le ihmze>&pui^iactitii?aponche^fiiiefiaao per ana> ò^ 
peraltro. 

Le Sale (i facenano da gli antichi in crecdobb cioè in forma di T. con bmttezx^ 
della fabrica» ma regolatoli (]uefto cofturoe » fi fanno diritte dalf vna all'altra fyc^ 
eia della habitatione> & i fori dette fineft re corrìfpondono infiemeàl medefimo au«- 
niene delle porte>& delle fineftre delle camere per fianco j di maniera^ ch'efiem^ 
ogni foro propordonatOf l'occhio^ oltre alla bella veditta > corre per tatto libera 
mentcì & i luoghi fono chiariffimi &pieni di Sole . S'àggiognc à <)aefto>che tuttc^ 
le finefire fi chiudono « non eoa impannate di tela ìnceraca^ ò di carU^ ma conL> 
bianchiffimi Se fini Tetrì^rinchiufi in telato di legno ^ fermati con ferro > & con^ 
piombo» non pur ne i Palaxii 8c cafamenti» ma anco ituutti i luoghi > oer ignobili» 
che Q fianoi con marauiglia de foreftierii poi che in quefia parte fola (i coii^rende 
ncchezsa infinita» la quale efce tutta dalle fornaci di Murano . Le fiu:ciate dellc^ 
fabriche fono tirate i filo dal colmo fino à terra,ienMrfopportico ò fporto» ò altro 
iphe Hmpedifca • onde per quefto aniene > che ne tempi piouofi lo huomo non poà 
riparlerà dall'acqua»come i Padoua » à Bologna) ò doue fono i foppoicidu . Nella 
compofitura de gli edifici > fi mettono lefinettre della Sala nel mezzo della faccia- 
ta» onde fi comprende con £icilità da i riguardanti» doue fia pofta la Sala . Et ailc^ 
fineftre (i coftumano i poggiuoli che fportano in fiiorì » colonnati alI*intomo : alti 
poco pili su della cinta» molto commodi ne tempi della State per riceoere il ^» 

fco . 

Fri le faccie» alcune hanno la Loggia i piepiano con colonne» & con roki» ma^ 
però tirate i filo del redo della faccia . Et era ciò facto da i Vecchi:^t>erche conduci 
cendo i cafa le mercantie » le fcaricaiiano in Loggia : dalle cui bande erano i ma- 

faztini per riporle« Le porte fono alte& quadrare » & ogni cafiei fu l'acqua ne ha-> 
uè» fvna ferue per riua : & dall'altra fi efce per terra . Ogni luogo commodo h& 
cortile col pozzo in mezzo (coperto . perche Pacque dolci fi fanno più perfette al<- 
f aria che al buio: attento che il Sole le purga » & s'efak perdo, da loro €>^ difet- 
to . Quanto i gli omamenti»aIle foppeUettili » & alle ricchezze incredibili delle ca« 
fe»cost de grandi» come de mezzani>& de i bafli» è cofa impoflibile à penfarlo » no» 
che i fcriuerlo i pieno . Et è ragioneuol cofa : pjercioclie efiendo pafiàti hormiii 
II 59.anni dai fuo principio» fcnza efier mai tocca da mano predatrice » & nemica »; 
&drercitandotuttauiala mercatura» perlaoualebsk fempte poruto dcafa» & 
condottoci le faculci di tante città rouinate ^difperfe > &mal trattate da i barbiui 
in diuerfi fecoli» da coloro» che le vollono conferuarc»é necefsaria cofa che fiaopu-^ 
kntiifima 8c ricca • A dò s*a^giugne»che le cafe nobili» per centinaia d'anni» funr 
do tuttauia in fiore per ì magmrati>& per le facende del mare : hanno fempre am-< 
^ato le cofe loro i gran colmo di feliciti. Etquantunone i tioflati fi deficroalla 
parfimonia» erano però ne gli addobbamenti di cafa fplendidi grandemente . So* 
no infinite £;ù>riche con i palchi delle camere»^ dell'altre ftanze» lauorate i oro>& 
altri colori» & hiftoriati con pitture & g^é artifid) eccellenti. Quafi tutte hanno te 
habitationi coperte di nobiliflìmi r»:Éi>di panni di feta » di corami d'oro » di foal-i* 
hcKf & di altre cofe fecondo le ftagioni de i tempi • Et le camere per lo più iono^ 
«domate di lettiere & di cafle fatte à oro»con pitture»& con comici parimente ca* 
fiche d'oro. Le credentiere d'attento» & gli altri fornimenti di porcellane » di pel- 
trM$i^r«auiòbroi«laupi»ci4tt'azi(n^ NeUcSaledeerandi 

■ ' " ' ttaa- 



ET DE LO»lO ornaménti LIK I5C 3 S y 

ftMuio ic laftclUpre delibarmi i con gli Scudi, & con gli Stendardi de loto antenati $ 

che furono in c«|gg)menci di «larc ò di terra • Ho veduto vendere all'incanto lc-# 

.maflarìtie di caia> di yn nobile condannato pef finiftro accidttte > che farebbono 

. ftaite pur troppo i qual fi veglia gran Duca d'Italia , Il medefimo diciamo» de m^^ 

-diocrijfc de baffi i proportione . Perche non é |Krfona così miferabile con cafa a^ 

pertayche non habbiii caffè & lettiere di noci^panni verdistapeti» peltrii ramij cate^ 

nelle d'oro» forchette d'argento» & anella» tale è la politia di quella cicti • Perciò* 

. che correndo mirabilmente reflercitio dell'arti > & concorrendoci mtte le nationi 

cfteme>il popolo participa di quefto vtile cofi viuo» chi piiì> chi meno » fecondo le 

qualiulft riq^^no delle perfoòe» fatte perciò troppo morbide & licentiofe • 

Palazzi. 

ORaftt tanti nobili Palazzi 6c Cafamentì»come di fopra s'è detto* f^endono 
laftiita di alcuni > diciamo che il Palaezo prefTo alla Chiefa di Santo Anto- 
tuo ÙMopo&o alla Procuratia de Supra » è di ftrafordinaria grandezza . Contiene^ 
intorno quanmta camere conunode & buone » & fu in diuerfi tempi albergo di di* 
ilorliPrincipi» fra quali Tvltimo fu Ferrante Sanfeuenno Principe di Salerno » nd 
ioo infelice efilio. : 

Guarda alla fioiftra quafi tutta la Laguna all'intorno oltre i Caftelii » & per fino 
àChioggiaiaotaaadic]uindÌ25. miglia» & dalla deftra fino alla Dogana di mare • 
Il giar^no ri i conueneuole al corpo fìio» cofi le Corei con l'altre fue parti > tenuto 
alpr^fente da Marchiò Michele Prior di Venetia per la religione di S. Lasero del 
DucadiSauoia. 

Non molto difcoflo è congiunto con San Giouanni de Forlani » vn Palazzo anti-* 
00» ma commodo molto» nel quale faabitauano i Priori di quel Tempio • Et^ietro 
alle fpalle ha il fuo ampUifimo giardino di molta bellezza • Poco lontano dal Ponte 
fiella Madonna vicino alla Pietà » fi vede il Palazzo della famigli! Gritta » dipinto 
di fuori da dattifb Moro Veronefe . Et in deacro » del Procuratore Àlellandn» 
Ccitti»&pre{ro al Ponte della Pagna»vnfimile» pur de Gritti. DequaliaS.Fran* 
cefco n*è vn'altro » habitato al predente dal Legato del Papa » & fii del Prìndpc^ 
Gritd . Nel rio di Palazzo » quello ^i de i Triuifani » Se bora di Bartoiameo Gap* 
pello Padre della Gran Duchefia di Tofcana»tutto incroftato di fidiffimi marmi» & 
magnifico» & bello affatto • 

. &1 campo di Santa MariaPormela la famis[lia Vittura hi vn belliffimo Pala:u 
zos ve ne ha vno altro di maùno la famiglia Malipiera > & vn*altro all'incontro > la 
Ruggioa 3 fabri^to pochi anni fono con bella faccia de riccamente adomata. Et 
prefio à Malipieri» è limato ilfamofo Palazzo del Patriarca Grimani » ridotto aUa 
6>rma Romana. Percioche compartito con belle ftanze & Loggieà terreno» à 
fornito di figure antiche » & di corfi» con infcrittioni per tutto » molto alla grande • 
Et le (cale di fopra lauorate di pitture Se di ftucchi aim)mpagnanoi fuoli & terraz- 
zi fatti i compaffi» con bellilfimi foflitti » ne quali Francefco Sahiiati fece vna Pfi- 
che»& i fedoni fUròoo lauorati da Camillo Mantouano • & Giouanni da Vdine vi 
lauorò dentro vna camera tutta di ftucchi • 
. Poco appreffo fitrouail Palazra della famiglia Giorgia coperto di candidi 

iparmi « £t vicino al Ponte dalla deftra» i quello di Francefco dje Prioli Procura^ 

Bb a tor 



slif "DI I PALA7ZI PRIVATI, 



f 



San Marco» doue (iconfeniatio Pìtwre ìMlti di Ucomo Bittiift Vecdud td 

cnatcfaiioriMdac^cAacafaf non folamcaee fu trattenuto dAlcii ma ti habitò 
lungamente» & roroò di quadri molto angolari • Nel tic di San Lot6nzoiè il Palasi» 
M di Luigi Giorgi Senatore integcfritno > chefe poi Pròdoratott eoa diuerfe bet- 
4czze>di ntratti & figure^di manìid^ & di {luccojd'AIefTatldré Vittoria . DalTiiltto 
capo del rio» appaeifcono gli edifici 4^ i Capdli^ di gran (p^(i^ Magnifkenza • E 
poco difcofto giace il nobile edifìtio di Pietro Giuftiniaoo»aiìiore>giouanetto mot* 
co ricco» fatto fabricare pochi anni fono da Girolamo» e Marc'Antonio fratellii ^ 
imo Padre^ l'altro Zio fuo con fpefà aflfai magnifica»& iUuflre « A Sàù Benedetto fi 
vederi! Palazzo de i Pcfari » il quale circonda gran parte di terreno^ degnbdeUa fi^ 
tuatione del Canal grande • 

Illuftre è parimente il Palazzo de i Loredani d San Stefano, percioche» oltra che 
è fabricato con architettura moderna shi diuerfi ornamenti di pitture » & di Ihic* 
chi» & la facciata fu dipinta da Giofeppe Saluiati . Nella calle di San Maurìtio è fi- 
nuRO il Palazzo fabricato da Nicolò da Ponte » al prcfencé Principe ài Venetta.^»^ 
vicchidimo di varie & vaghe pitturer Et poco lontano vedefi quel del Oiauarkia^ 
affai commodo» e bello* Sul campo de Crocicchieri è notando quello de i zen» ON* 
dinato fui modello di Francefco Zeno » che ai tempo fuo fu gentiihuomo iotao^ 
dente dell'architettura . Et poco più oltre di qua dal Ponte fi ifOVtìL €|Qello de Om^ 
tarini» eid fatto dalla cafa uolce » & poco preflb quellode GiufUniani . In CaiMI^ 
re io» di rincontro i San Iob»è molto nobile il Palazzo già deUa gente Gonnella » 8c 
bora di Monfig.Silaefiro Valiero» il cui Salone é conniunerat0»a i maggiori dclM 
Citti • E parimente nobile quello de i Grimani i Sa^mildo • A San Paolo» quell(^ 
de i Comari fatto fui modello di Michele da San Michele > & ricco di diuerfi oma*> 
menti. Et fui campo medefimo»queIli de Bernardi & de i Soranzi » fono dqsni &cC^ 
fef veduti » &dcqualr Giofeppe Saluiati dipinfe la faccia della &brica de Bernar- 
di. A i Carmini è notabile il Palazzo di lacomo Fofcarino Caualieio $ Sl Procura^ 
tor di San Marco» te fornito di molte anticaglie . A SanPantaleone» i Loredani vi 
Acero il fuo»abbeUito di molte figure antickc • A Santa Marina fono memorabili 
gli Edifici de gli £mi»dei Mocen]gbi»de i Soranzi>de i Pifani»& de i Bracini» tuc^ 
ti per grandezza»oer commoditi»& per o^namenti»rari»À fingolari • A San Baf^io 
fi vede la fabrica de Molini di molta importanza . Et vicino à San Geruafo » la vc^ 
n^randa habitatione de i Dogi Barbarighi » rifatta poi fui modello dd Sa^fouinò » 
dal fé mptc memorando Agatino Barbarigo * 

Vi hanno etiandio i Nani>gli edifici) loro omad di pitture & óì flucchi di mano 
di Alef&mdro Vittoria » poifeduti al prefente da Paolo Procurator di San Marco . 
£t nelleparti di S. Luigi» fono fituati^liucrfi Palazzi»de quali è molto nobile queUo 
della famiglia Michefauhabitato moki' anni fono» da Arnoldo Ferrerio An^>afcia-* 
dorè del R^é di Francia , Et quello del Medico N^roni. Et alla Mifericordia quel* 
to di Luigi Thicpolo Procurator di San Marco degno di ricordo . Percioche confu^ 
maro da) cem^» fu con artifitio non più per auanti Tditoirifondato di fotto» men^ 
tre che Q habitaua di fopntf f^aza moto alcuno»^ con marauiglia della città . Poj 
che flando la fabrica in piedi » & foftenendola i^ aria » fi poffonogettar nuoue fon^ 
damenta fenzadifconcio de gli habitanti>& qió fu ritrouato dal Mufouino. Con la 
quale inuencione egli foftenne in pie la Chiefa di San Marco. La cui cuba di mez«> 
andando in rouina»& tirandofi tutte l'altre dietro » fenza hauerfi giamai ritronaro 
à chi baflafle l'animo di mettcrui manoi fu da lui non pur foftenuta i ma riparata^* 

fieri- 



£T<£>i tono oRNAKmanus: a ^7 

«6 rììkttft eoa mdce honor fiio»& con gran piacer det Smàto»& ddhmmer&ie>ef« 
fendo per auanti tenuu per coCadifpcrau affimi 
tenere» ò acconciare • \ 

' ASanHieronimolafabricadeiMori>qiia(iirenibianza divn groflb caftello » 
h opera di Leonardo Moro • A Seruiii Grimani pofleggono edifici honoreuoIi^Ss 
belli • £c poco difcofto (bno i Vendramini» il cui Palazzo con faccia di marmo % fa 
gii ridotto dei vircaofi della Circi. Percioche viuendo Gabriello àmanciffimo 
della Pittura» della $cutaira>& dell'Architettura» vi fece molti ornamenti » 8c yi 
tjb^cotfe diuerfe co(e de i piti famofi artefici del fno tempo • Percioche vi fi ve^o- 
nobpetediGior^ne da CaOel Franco» di Gian Beikno» di Titiano> di Michel 
Agnolo» Se d'altri confemate da fuoi foccefibri . Et iui prefib è il Palazzo de i Du^» 
chi d* Vrbino di honefta grandezza i pol&duto da loro molti anni fono fecondo N 
vfo d'altri Prìncipi » che vi hanno hauuto » & hanno habitadoni per diporto loro « 
Alla Maddalena» &iSan Leonardo apparifcono gii antichi edifici della Cafa^ 
Donata* 

< MatraipiànotandiPalazEÌ»chefono fri terra deueéfierpofio quello deMaci 
ltSanCaffiano»fabricato ne gioitimi anni del fecolopaifato di bcltiffima coftrat* 
ciibM)mato di marmi» come è anco quello del Buon'Huomo » fituato fopra il me* 
ik^lmo Kkh in contri di Sant*Appolbnare • Ma fenz'alcun dubbio »la maggioro 
fomma di Palazzi» di caliamenti» & d*altre fabriche notandc^fi vedeXul canal gran* 
de che diuidelaCitti per mezzo I come partepicì importante »& rìguardeuole di 
tutte l'altre » onde pero panie i ^i antichi» di nonorarla con regij » & magnificht 
edifici j • Però cominciandofi dalla Dogana di mare $ fino i Santa Lucia > riempie^ 
rono per tutto > cofi dall' vna come daU'altra fponda del caiulc > di riccbiifimi fta« 
bili» i quali fi polTono ragioneuolmente chiamar Palazzi ! tanta & tal grandeeza^ 
& magnificen za è la loro • 

- Ma percioche farebbe tediofa& forte troppo curiofa materia» l'andare efami-i 
Aando minutamente auefta parte i faremo ricordo d'alcuni di loro più apparenti » 
& maggiori » fi come habbiamo anco fatto de i fopradetti che fono fri terra » ac« 
cennando i foreftieri vna parte» per la quale defiderofi di vedere osni cofa » ricer^ 
chino il tutto • Oltra che io teneo per fermo» che non poten do lo nuomo » ( fi co* 
me io conoico perefperienza) utiar gli occhi con la diuerfiti di fabriche cofi bel- 
le» meno fi pofla ciò fare baitcuolmentecon la fcrittura. E per tanto dafapere 
che i principalifitmi di tutti i Palazzi del Canal grandCf^fono quattro .(pirlo per 
architettura» per artificio dì pietre viue» per m^illero>per grandezza di corpo» & 
di fpefa » percioche quelli foli coftano oltre d 200. miladucati » ) cioè il Loredano 
à San Marcuola» il Grimano i San Luca» il Delfino i San Saluadore » & il Cornaro 
i San Maurino . C^efti larghiper circuito» per altezza »& per ogni ak|ra gualiti 
che fi richiede i bene intefi edihci^rfiirono^Bttti ne tempi noftri» & fecondo la dot« 
trina dell'antico Vitmuio» daDecui regole igli ottimi Architettori » non è lecito 
di partirfi • 

Il Loredanòadunque di gran corpo » Se di ^and*altezza » & anteriore in tempo 
à gli altri» & quafi pollo in Ifola è molto nobile »percioche óltre alla copia delle^ 
flanze di dentro» hi la faccia coperta di marmi Grechi » con gran fineftroni tutti 
colonnati aita corinthia . Il Grimanc» che Teccede di gran 1 unga di ftanzc reali » & 
, d'ogni altra cofa» è ricchiifìmo di fatture» percioche gli intagli» i fc^liami » & l'al- 
tre dilicatuce quafi fatte per fino alle fondamenta» fono couTpefa eccdfiua. Vi (o* 

fib 3 no 



•? 



S8d DB ! PALAZZI PRIVATI,: ^ 

M> pirioieiiee m^[QÌfichi eoloim 

^ rkchesze di cotnponiaKfid & lU laoori » per op^ 

che for Architetto, 

ni>elfiiiaipriinodopòilLe»ediiiOfChefoaef^^ in Veoeciacoiic^ole 

éTarchitettura $ è degno di lode. Perciochc occupaodo gran fpatiodi terreno % col 
cortile nel mtsato circondato di LG«gie all^Tfanza Romana > è di fuori con bene in* 
tefa focciaj & di dentro tul lai^hiffime & commode ftanzt % fabricato per ordine 
di Giouanni Ddfino» fui modello del Sanfooino » Il Comaro % cb é it quarto per fi* 
to» per magnificenxa>per capacitiiper ricdienedi fiieareyper ftmttunbSc per finir 
aDCtrfa>è fra tutti gli altri memorando . Perdoche di dentro » con ^ran cortile co»* 
pertoi & fcopertoj con bellezze & ornamenti alla Romana > fic coninuentioneac^ 
commodate all*vfo comune» è capadffimo da vna parte per ogni famiglia di Qzxr 
dinalc> & dUPaltra per le donne & Sigiunri d'dTo • Et fcnopre & è (coperto aU*ia^ 
torno per Paltxni iuaii le Illune . Et la àccia tuttaccdonnatadoppìamcotecoiu» 
lauoro Ionico di fopra^& Radico gentile di fotto » & con fori nobibi apparifce a^ 
etguardanti piena di maefti. Et dmnsi la Loggia con le ficaie della ripa > raxlona 
grandezza al?edifitio 9 fabricatoperordiocm Giorgio Comaro gk^uotodi 
IftCDmoProcurator di San Marco» fui modello del Sambnmo.Ma tntci qwfti qoai* 
croi trapaflà per fico» & per grandezza di machina > il Palazzo Fofcaro » antico per 
fabrica de fecondo r?fo Te^fco. Perdoche pofto bai cantonale dd riodiSMu 
Pantalone» fcnopre nello fuo^r del canal grande > dalla finiftra fino à Rialto > dat^ 
la deftra fino alla Caritd non molto lontana daSan Marco» di maniera che per 
quefto conto éfiagolare. Et perdo l'anno 1574. fu eletto per condc^ahabicai* 
tione del Rè di Francia» per cofi rara & nobil veduta • Oltra che è copiofiffioM 
quanto altro nella Città» d'appartamenti & diflanze dipìnte da Paris Bordone • XI 
quale flabile fii altre volte della famiglia Giuftiniana» delia quak Bernardo huo^ 
mopreclartffiano» Io vendè dd 1428. al Senato» che nefecedonoalMarchefe di 
jMantoua» ma ritornato in Signoria » & vendutoairincontro » il Prtncme Fofcarilo 
comprò» 8c in fabricando l'alza » acdochc non parefTe più della cafa Giuftiniana • 
La q^ale poflkde anco ella nobiliffima habitatione » contigua aHa detta per gran 
fpatiodi circuito. Età man finiftra vedefi il Palazzo della £amiglia. Balbi» fabrt^ 
caco aUa moderna» ornato di marmi»con le fineftre alla Romana . Sono edandio 
&1 Canal grande memorabili Sedi gran corpo» t Palazzi del Duca di Ferrara a^ 
San la^omo del Orio» antico » & fabrkato come in forma di cafteUo con flnittura 
Tedefca comprato vicinamente da Michele diPribli Vefcouodi Vicenza. Dd 
Duca di Milano à San Samuello » H qual oominciato ìpon gran principio ài colonne 
& di marmi» dtuentò poi della (anrìi^)ja Grimana » de i Mocenighi pofTeduto da^ 
GiooannifirateUo del Principe Lnigi» dei Corsari fatto i bugne di pietra rosaio 
nella Corte dell'albero. De 1 Comari delta Pifcopia » che fu gìd del Rè di Cipro » te 
dalui donato à detti Comari » & per vn ten^ fu ricetto di diuccfi Principi oflemi 
che vennero in quefta citti . 

De i GufToni al Ponte da ^^oaIc » fabricato fnl moddb di Michele da San Mi- 
chele, ricco d'abcrghi & bcniffimo intcfb. De 'ultimi a Sanro Euflachio , con^ 
^tuftafimmetria& di honorata apparenza. DeiContariniddleTorricellc, De 
1 Capetti fui rio di San Polo» l'vno di Gian Batcifla , dipinto da Paolo Vcronefc » 
rak^ di maraio» gii di Marino fuo fi^oeHo a con compofitura alla moderna & orr 
mca. Di Maffio Bernardo d San Poio« 

Oc 



ET DE LORO ORNAMENTI LIR IX 385 

l^eiContamiiSanGeniifoyCorigiancQ^ arregoGitt 

lbniiaéI)ciGrimaiiiiSMVkot con maniera a^ Deijrofcari 

^ San Simeotie^ di betta a^arenza» & condimtfi omacncnti. Pottodtc Pietsa 
fofcari» Senatore d'animo egtegiodifettaiictefidclf a bdk»a della Scolcuray 8t 
ckiftPicoinb come amante deUe atti pelte g r m e & cioiN> noit pute ornò > & ttfta#^ 
lò il i^^n^o {Cazzottila rendè a^ Pala»9fitiiatx>tiel» 

l'AfcaadiI'^oua»digniÌlttnoalk^;giannentodelRè > 

De i Piiani a Sanca Maria £d>enffio> di maniera Tedefca» nM 
fe&foda*DeiBonaldiaSantoEiimd)io.DeJGtaiiti aciueUo» ador^ 

iibiy«c6mmodo di tatto qudbf die fi pad dtfideratt* fit qaello deiCoccincLuw 
òofibencon^potodidentrò » Sr tanto ¥ago dì fiMXìa datU p^ 
è pomo iafo!mK» pct ftiMiura f & per ornainemo 9 d qfiiai 
M CteuU grande» & iiMteente de I QittMfiw 
B^dKUe^ cw non imfouei^ono a) m 

^^oetiandioneH'iroUi della GindeccadiMrfir fabdche dlmportainta^ deU* 
anali due^fiifeokieappaQficono di tnome^ L'vnanelprindpiìodea'ifoJa^flc 
«fl Palano di Andrea Damtoto»dtgnm (ito »copR>^^ d'ìilloggidtienti » diCortt^ 
Ibdilog^ie» «cdiOiantini. Etra&oqEuafi nel fine d'ella Kofa» delia fiuih^*^ 

Vcndmuna* 

' TaK&taattcd^dadnnctttecoiialtriappreflbpid&nienoimp^ 
AOVtt'ìinipliftM&grandctd. Jjtqnateé^ifottilicottftderatonden^cofè^finKM 
iita non ma iotama pia cittéfepantc » 6t rotte congiunte mlieme • Perdoche fé 
ficoofideialàinafituitiofìe» ridotta in pianta rekiaa i Ponti » fitedri ch'é diuifa 
iotance^offeC^elU&Citttf > circondate da fnoì canali» alle qnaii fi pafla dal-* 
Iffna àlfalm 00 poixi òdi pietra per la nikggior patte f òdi Icg^ che la coo^ 
gilHn|onoinfienic • 

Uftmiocfcttiidioparertcbefianomokf Cittd congiunte in tna fola* lebot* 
ti^tediefono^rfepertuttol*miueribcort>0 9& circuito d'e(la citti. Perete 
egtti tonttada hi non piirt vna fola ma ptòChiefe >la Piazza co pozzr» i fomi^ i 
KMlgatxins dd ynoot Tarti de Sanori^ de ÌFnittaruof i» de^H fpetìali > de i maeftri di 
ScMfau de legnaiuoli» oc calzolari > & finaimente d'ogm altra cofa bifbgneuote al- 
PffoJìonumo ]olaAOitaabAK>ndanza • Di maniera che vrpendofi d'vna contradU» Se 
Mcrandofi in n^tra> tu dirai fenza alcun dubbio > dVfcir tìi vna Citcl » & di en« 
teaee in nfakfft» toainfinitb cooutoodo^.ft fodisfii ct iofle dc^ habicanti j ft 
inn fluporb dft fagfftibti 



» 



A D D 1 T I N E. 

- Vi erwre il 5 anfoianoj mentre dice di [oprai che H VaUt:^ de Comari Vifcùpta^ fof* 
pfpi del Rè di Cipm e dà Ini dórMo à ietti Comare; fcriitendo egli mede fimo ne rt>fi 
dtìUCitti^tiPTmuediTnniipi Efkfntìtin fatto Lortì^ 57« Cifafiòilm 

acipricomtreOalàepClpemdmttiinifraneiafe rictimtoitrPkblicOf aikgpèdtan Luca 
mei Talti^ C omaro zQnde non effimb flati m yenetia per anami attriSi di Cipri ^ che 
'Fiétro LmmuuiOf che imme in qnel ttmpOì cnfca l*ópinUme d^l ianfouino% che Ufttdett9 
^Ma^^fope del Uà di Cipro > e da fffb donato alta Cafa Cornar a i 
Coì^fema^in^yeYkiilSabtlUiokcllé^de^ 

Bb 4 V^ 



5^0 DEI PALAZZI PRIVATI^ : \ 

pq U Duca d'Ai^bia reme à Ftnetìa CMgl*jimlHifù4im ymiUmU €be4ice9itmofgè^ 
re ftMifrefim Lamicai € Cime fi dicciiafer€0fa certa danitmaaUra 
ebe peryedereUCiitdiUqHaklumeMiuiefoeifen mcT^o t^c^m. Il, 

T^remipeMieme con molti Gentìlbiwmmigt andò mcùi^ bmeremdmemt nel 

Mneentoro lo riceuettero . llfuo aUogiamento per TnUico n&mefit netta Cafa de Corm^ 
riàSanLucai&cMguepoinell'ifk^ 

con honorenole compaia di GentUbnomim venne a yenetia con tre Gatee, U^pmefè^. 
pÌAUcamente rwewaoj & alloggiò nella medefìma Ci4a% one pochi mefi adietra alloggia 
il Dnca d'^nfiria, &c. Gi&i Francefco Loredano nelle fite Hgkrie de tLi Lt^^mmi, etov 
Upmifi^io nome ddCanalier Henrico Gibtet,ftamPate in y'enetia oppr^oiOmM: 
del ti$}*nellé.7.d carte i7i. dice 9 e conferma, che il RèTietroven^^ 
1 36$. alloggiato nella contradadi San Luca nella cafa de Sonori Comari: Ilfno raecon^ 
$ai ilfeffiente : Citato in tanto il Rè Tietrocol Breueprefentatoti dal Legato, foffeò per 
de Merio di veder il mondo, ò oer obbedien7^,che prefiafie aOa Santa SMe(bencbe qnel^ 
lidelfnoConMiùgliperfuadefferoil€o^trario,eUmogliehfup^ kla^ 

amé)fen^frapmrre alcun ritardo, fi preòarò alla partems^a . jirmauqMàmoGdee% 
& ma Fregata^ fé ne pafsò à Shodi ,ediìdd Fenetioydjoue fu ricemit^con tutte (fueUt 
dimoflrationi (t amor e , e di ftima , che conuenittaHo ad^vn Rè amico % e cmifederato . Le- 
fpefe dell' alloggio furono del Tublicotfermandofi nella contrada di San Luca nella ea^ 
de Siffiori Comari^c. Ondefen^ allegare altre amtmtà^ refterà^cbiaramente prona- 
to,cbeUdettoTalaz:s^èfiatofemtTedeCornari,enondeRhtiCipnfnèdaqn^ 
to d detti Comari. E ben vero queflo, che Federigo Comaro detto UGramle perla fua 
Magnanimità, padrone alfhora del Tala^^^fn confidentiffimo del Bìtfutktto dal quale 
li fit fatto Trocura, infteme con altri , di poter fpofar per fua modie Falentiafirliuola di 
Bernabò Fifconte . Ciò fi legge nelCorio flampatoinMilant^dH 159;. infogbo d carte 
1 94utpprem Uleffandro MinuccianoÀicendo : Del 1 377. alti 7. di Settembre Tktfo Rè. 
di Cipro nelCam» paffato, hauendo fatto méndat^in Gmamie Gorak ; Federico Comerici 
Venetiano; Giacomo di San Michiele Vasmteggumo Imiptrko ; & ^jfntmió da Berga^ 
mo Fificoi adjpofare Falientia figliuola di Bernabò per fua mogliere,^.V^foFMf-* 
rigo Comaro prefiò al mede fimo Rù di Cipro fettanta miUa ducati d*oro, tome oppiar per 
fcritture conjeruate in efia cafa Cornar a , e come fi legge chiaramente net Tefiémentodi 
ego Feder^o^ fatto fanno i J78. ndli atti di D.Coftantin deCitaua t^fdaro Feneto i (fon 
ne, dopò ordinato la Fabrica della fua Cappella, e fepolturadàFrsri ,iam eglifidfeùol^ 
t09diceiEtfelpiacerddJ^comeiofpero,cbeel4efcuodaidanaei^cheiodieh 

lomifierloRèdiCiPro,òlapmparte,vcglio,&c.TerilqualdinarodRii dmòàdOM 
Federico, efuoi defcendenti il Caflello, ò Cafale di Tifcopia nella contrada di Limicò,per 
doue pafia il Fiume Mico,facendofi ini moltiZuccari, e Umiglim del Rerno , efiendo di 
qui originato il nome di Tifcopia d quefia famiglài. . Oltre d predetto Calale, hebbe anco> 
in dono il Caftello detto il Morfo con altri feudi. Vjlrmi Lupgnane, e tinfegne de Cana-^ 
Ueri diCipro . * ■ ^ : 

Horafoffede quefto Talagjuo Gio:BiUtifta ComaroTiJcopia Trocurator di San Marco^ 
come difcendente del mede fimo Federigo , e da M rimodernato in akune fue parti , ab^ 
bellito>& accrefciuto di nobiliffimeftanT^e, vedend^t vnfòro difei di effe , ornate regala 
mente . Le Sale fono lunghe paffa xoJn arca , e larghefafia 6. Lrcomicùmi, che girane 
intorm>,fono maeftofi, di forma vagb^ma , e d^intagUo marat^liofo • La facciata i co^ 
tonnata, con vnjregio net me^^xjh che fi eflende per tutta la fua largjbezxa ; nella parte 
fià nòbile dieJJoauadeftrai.è intaglim ilfcudoic Riè Lufi^umir^ alia finifira^tlfcu^ 

* ' > i ■ " "^"' dd 



n- 



ET DE LORO OHmMENTI LIR VL jpr 

iùmàkf^iiCùmmiyemvnahadat^imEreueii amichiffimi, che dkonoi 

Pio menda integritate. Che fono t inferme de CauaUeri di Cipro . Da iloti dt quefii doi 

fmih in fono 9IM Feneiia, & yna Giuftieia» fedenti ambedoi ^fopradue Leoni . La Ve^ ^ 

Hitia tiene in ma mano ma colonna confopra vn Leone » appoggiaia al ginocchio dtftro% '*u. \ 

eòe fyn^ca la ForutLXfi > per dimoftrare > che mentre fi eserciterà la Gikftitia > la Se* .. ^ u 

fidmafaràfemprefm^ma per re fiflerglariof amente aèagnipotenzfi nemica . Segui-^ ^ *" 

tan&poidoi altri fendi anticlri di cafa Comara, pofti dalle parti, dopò la Ginftitia^ la Ve^ 

netia.TltttcpaHieJkemedie^freghfaUadefirayiim 

Un percojjodalfafso, per dar adUntendere^the la Firtàfupera il Fitio . 

Tnttù^n^ fregio 9e dimarmo, &inejlo fono fcolptte le fmlette^rmit òScndi, & 
meo le fidare di bafio rHemh con altri intagli raghiffimi, tmtodorato > & li fendi coloriti 
Pf preipnj celoiri;Onde Uricchei^ deìtoro^e la raghei^ de colori rendono molto fplen^ 
dored qnefléifacciata. E belbh grande, maefiofofe commodo il Tala:^ de Donadi,fitna» 
Ufi^alefondémientemtone, ai rincontro d Mnramhfabricato dal Doge Leonardo Dona^ 
tQ. E wùhwffimo anco d TaUs^iii Gio: Francefco Morofini Tatriarca di f^enetia irinen^ 
te, abitato da Gionanni^ jigofUnofnoi'ilepotiifitnatofopraiLriodi SanCantiano,nel 
fnatefpiaiita^ilGiardin0,el^vieraJfannoe<ferto, e faUgpato il terreno di mattimi, à 
fietre cotteÀimfcembm intrfo d^egno in yarie forme, dafafciedi marmo bianco , e ri^ 
partite: Onde il Giardino fi i cambiato in fpatiofo cortile, cintodaalte,emi^n^chefa'- 
Uniche , yedtndttfi da vn tato im'ordinetontinuato di fiamme riccamente addobbate , & 
ùnatjt di EeceUenti Wttnre nu^me netti f<0itti, come fono anco le Sale » La faccia tafih 
fra U Canale èbettafer hnm» Tittnre di Taoto Feronefr, e vaga per architettura, e. 
marmiicon Uggie>fcoUHre,& altri ornamenti interiori alla Bflmana^a perche dalRal^. 
tro lato fi è datto principio à afirnire altre nobili flan^,& perche fono per riformare a^ 
aolaparte deWingrefso col traffortarlo dinans^fopra m' ampia piaz:^ , la fi^e da vn 
capaporpsrd ver fi i PP* Qiefmti , edaltaltra verfoSS^ jipoftoU , doue incontreranno le 
piru MaeBre con la facciata fredett:i pofiafcpra il Canale, e le Tom,cbe dalli angoli in- 
temi findxAnoi perciò mi riferbo àfcriner dtffufamente ditntte iefiu^ parti^eWa^giun-. 
tacche tbnper fare d ^nefio Libro di molti altri memorabili edifici/ » così bora principiati > 
acme da principiar fi dibreue%quando Iddioperfua bontà , mi prefli vita dipoterlo fare • 
Borafojpra la porta principale, al di fuori, dalla parte di terra è dipinto dfrefco il fimula^ 
erodi EÌto^, e dicefi efiervna delle prime opere di TUiano, con fotto/jucfiainfcrittitme 

Hff»Xne nM$f ànK • 

• ' ' *^ cioè^ ' 

« Ercole F'^io di Gione * 

'JllfvfoAtgC.4nticbi, ép$aliponenanoibpra leporfedeUe loro abitationi il medefimo 
fimnlacro, come tipo deltheroica virtù; acmche col di Ini Efempio , gPhuomini fi portaf^ 
feropermezg^ de gUftitdi,edelU fatiche, atti^loria. 

, ^ Santi jlfofioli vicino d Crocicchieri [opra il mede fimo rio è anco fuetto di 7licolò,a 
^ntmo Vemer$ di gran machina, con nobile cortiU, ornato nanamente di Statue, pofie 
foprapiedefkUi,fra le quafi viivn fonator di Viuasgrandepià del naturale di tutto ton- 
do , fignificante il pafsatempo % ò vero il Diletto^ ynaDmmadella fiefta gjrandexxai 
conunSatiretUhefprcfsaper vnaBacc4nte,/premntc ì^yua.Vn*UpoU^conDi4ne$che 
fitrasformain Lanro,d$mcftrante fAuiditd Medita . Et vn^Bac^ futtino^ che fi ciba 

■ - Tutte 



S9^ T>E 1 VXLKirZl PRIVATI 

JL J^ , rmteUJmktUSt4Mefim$>fiMefpoltittmma^ 

Jiutt^^ Tmadomutmidaemdoi CemHtopiéhhm dreno ftSrhHna in 
il'Lt^^ ftrULiberéUUày(colfkediiCiemtfUtMoUiBdof^ 
yl^^^^^ tMÉ.c^ÀLiMoraralinabbeltimtniiPerrfnéeriatcHo Cmrtìk ammirabik. TlTaluxùde 



Canti n^bmmi%fofMn Omtrà di &. Cmnanù ncltEntnvrin^ BiriinùtaUh per cofirm^ 
tttMiper copia diftante% permé^n^he Sédc^pcr la facciata ormtta4àmanm difingoia^ 
riffimoordme dà^rchitcttttrott pere^didtturo fornitoci Staine xdiTittmt ^e dr^^ 
tre riccheo^ » ^ SanFeUce yeifoJa MiferiMrééo^miri^ H Taft^» di Marin Tiepò^ 
Ì0 gran Senatore y wminato^dalSanfittinó tmarimodemate^^^ahheUitù inmeUe fn^ 
partii addobbato potriccamtme^iiffetiofe fnppetletili^ ornato^ mette^ Eeeelientfi 
Ti$tnre>frdii$kUifi veggono (okre al fn^fnrofnrio) fr^OiéUt» 

cioè: diUi^igrati^Jimù Senatore pxhefikVroneditore m ratteUina » é VMMM9 ati^ 
Cimfinirpoi fatto Omfiglèerep^ edtnnonomandatoinCampo con tMio- di Troneéit^rt^- 
tanno ló^^neUagnerraÀelTolefine edotte egfimorfe giorno fameme in finUtioVnbU^ 
00 . Di f^incem;papplicatotHtto^aUofittdio,j& aUtfpeaiMimi\Confegfà iiDmoratOye 
fifempreriMeritoconttgran UtteratoypiemdygniSckn^yeyinit^ 

DiLorewfp ^ che peri corfo di 2s:fi anni caminni hebbeé prtmé^onm nimdV mm iti m i y 
fatto poiConftg(itre, mtrh quando^ djtedalfuo gran merito te valére >era€BiamnPoaltm 
jfnprema carica del J4siret&^alti 0nfefféemtbonm^ digoiindiMla ntria. Òi Ci O È ta n 
ni virtnott/Jimc Senatore, e Cau^liere^mfOratore-; nMri tntteie Cortili Emopàpet^ 
èfnenobieffìme dui. fmctletto .Ambafciator in Sanoia*;mttpoifpedit$in PMnia per 
^4mbirfciator Jb'oontimnrioal Kff^tàdisl4o%alMnkera'moi$ograto^^i,e^lmmottofa^ 
mUiare;:doue per t^nfemire alia VMriarcmrfitcominnatr pericoli éeUa vita^ Finale 
menteyritomatodacosl importante Legatione rfnortin Con^jBanosondolort imttterfih^ 
le ^ Di Maro4h che fi Capitano di'Haui^ e diCattre f it^malr per ipatimenti MMart ^ 
oentr^e fièriffmife tormentofi dolòritli 'DodagroifCon altre indifpofitiom r^i^ìfftr^ 
noferpetuamentealla carniera^ aklettOt^ alla feggàa» fino rChe term^ ijkoigiornt ;. 
Di Antonio* che morigionanettcnellagnerra deu^ftriareott^àmófiri)Ottata netta fhn^ 
teymentrffi attendiua daltifiremofuo valore yegran compio effetti mtmonAiU . W* 
Demenico^tkedopò ti Keggimentidi PitronaiC di Brefcta^o0imi da M con /^tenderei e 
mi^ificei^a > e dopò effer/buo ConfigUerCi^ efttto finalmente Capitan delle Galeav^ 
nena preferite gnerra di Candia^opprefiOfiiSdalUflài^iCht dalla febbrcineLùorto del* 
laSuda^volemo cofiantememe prefi'edérd^neiéltportanti Cegntycommeffi dal Senato- 
alftto vahre,&^lafuafede,fprc7/sando(^icommofH^fl^^ di^onemoi volfe pia 
tofto morire>comefHccejJeynei dìfaggi %che porta feto tà carica > chejperar di viuer con- 
l^ahbandonarH > lafciando néemoràbUe Efempi&4i ftrmel^lfa d'ànimù y di fedeltà i eM- 
gran ticlo dctben Vublico . Finalmente j^veie ancoqnelto ah M arino fndetto vUimo di^. 
Cùsipreclaray€f Illuftrefraternaiil^n4^.vintgloràfamentetchfaro pergl^àltrniy e pro^ 
prij meritiyepotopiriecarichecofptenediCapitanediBrefciaydiGeneraiedi'Pàlma > 
per efier flato pia volte Cmfi?Uereyc»me è anco al prefémcyè tmte^fofienttte con f^kndo^ 
reydaquaUneripertò^^applaiffhèVnbMyeprinatié Dolche viene^efnamate^Ue prime di^ 
gnitadiÀetla Tatria* Meritando in oltre per ladigniffima educatile de f noi Generofif e 
virtnoft figUnolif Lmgii Francefcoy e Loren^f » impiegati fempre ne i 5Wrfli> pia nobUi > & 
profitteàuiyper poter magf tormente fernìre alla patria . jl S. Felice medef$mamente vi 
ianco ^nello diLnigi Trinli preflantiffpno Senatore yfabricato modernamente 9 che hdt 

due. 



tmftte Ugffodri ufte m fanécoUre di dMte^pofk nelle femigUe de yoUneoà delle ^wr- 
fire^cùmedepergùU. iym$entodContieifofn^m0dimdiméir^ 

l^4U4idmer[eme:^JiameiMhityfkat^^id FrencefeoC^ 

umU.jlU4MademutddPH9fU9fim»rigt^^ 

eAiot^mfiéabiiafP 4lfrefet$te ddMarcbefe Gintati 

SaMotéLln CMureio sàkfmiameiae del Ghetto^ di S.ieh vidanfiìi Taleam de Vjmh 

delD^BertmtiFakéro^èSamn^fmhdeSméémtf fitalinatif oltre éUlefkperbe fiè^ 

briAehmmòpimihe debciefiffim GiérdmL ji S.Hier ernia è quelle di jUtenie Marie 

ZcMè alnMùùer<nrd$fimiòda^mlMfc.deiSjiCatt0licep^ 

4M.CantùaMCbirfa9mir^MCo^Bódi(^FrameJfc0 L&iéi dibeUée^ftrutiwrs^ 

4Md$gwcùrtSef0rna$é4ijdMmcii6elfoMmf&dtredcl^^ Di 

4^i$r^ poiiaddebbétQreggimeiM. In Mio Marém i degao di memmaqnethde Sorafh- 

^perccfirmwràfpermdrmiifer magnifiche fiaits;eMr ampie S nUifer ricche^ pretìofe 

fipelUuilite fer gl*(mM di EcceUentì Vitinte. Ini i^icino è ance qnel^ 

lodeGrademgbidinuonafiérica^ makellaà moìamglia per tardine (ingoiare di^r-^ 

€bitetfwra^ per TMgbea.t di marmh e Untagli % e per nitri rignardeuoli ornamenti^ In 

JHodiS.LMCanella Contea di S^enedetto. M^arifceU riccia e nobile VdaxJ^o diùo^ 

memco Contarinicbealprefente innegloriof amente ùjge di P'enetiaMirabile per jir^ 

^ntettnraeon la facciata tntta coperta di marmi finitnoMef & ampio Cortile fC Maefio^ 

fefcale^ Tin anantifopra il moderno rio in c^trà di San Taterniano vi è il ValaìLip di 

CmBattifiaMarco^!lÌkolòContarinÌ9prcfiantiffimi,e yirtnofiffimiSenatmi detti dot 

guomlo perima Scala infigne^ortnofatfatta tntta di marmi €o4 col9nne$e itoltìy coperta 

patta di Lalbre di piombo^ per la qnalep itfcendein ^iro^chiamata commmiemetftefeaU 

mBnonolo in Cnffole » e Corridori » fébmata con Eccellente ordine di jtrebitettnra % e 

€on/pefa incredibile; Onde ti GentHhuomini di qneRà Cafàìfomo detti dal Bnomhp^'eo^ 

4Ì ammir abiure rigftardenolefcaia. U S.St^mo e maranigliofò^inelMi Luip % & M* 

moro Tifoni frateui ambiane Trocnratori di SMarco $ff£bricatoaUa Mpmana a «^èr- 

cUfettnra EcceUeate^fpefa indicenolct ricco per marmiit v^per intaglia con Loggju^ 

Cortili ^&akrt ornamenti. SonoancorarignardeuùéiliTala^dimcolàDe$nor ^-^ 

it^Jimo Scnatore^fabkricnto rnub^tgU alla Rontnaot e di Giotjiatonia Zenofirejlantigimn 

Senatore^/itnatiin rio di S. Vantatone • «yf S. Tronto de i Bafadmma ^faiérieato pochi 

aemifoao^heUiffimafornpaf moltocommodoperfiairs^ie vago per ornametitL Di laeot^ 

pOyC Gio: Francefco Giorgia fitnato incontra di S. BafiUofopra la fondamenta de§e;Sa$^ 

tare di rincontro alla GiMccca per architettura» perfiant^i e ùer ornamenti fingolayi . 

Li nominati di fopr affano tmtifra terra; Qnelli poi po/kfopra A Catudrranie »> mre aUi 

nominati dal Sànfouinofono lijegnenti ; e prima à Saf^a Lneia nel foU po/fo > fopra ego 

Canale > ch*è fiancheggiato dafpatiofa fomamenta d'ambi le parti » fi vede il Vak%7;ft 

del Conte GirolamaCauan^ > con facciata tntta di marmo % ai vaga jtrchitettnra% & 

fé bene pare alquanto riflrettotnonaimenojripartito di dentro ih trefuoli^ viene athane* 

re > oUre il comntodo de mezadi ifian^e alte afiai rignardeuoli ; quelle di me^f/) » fendo 

abbellite da portoni^ e porte guarnite con fregio% & alette di marmo bianco 1 e nerof e con 

Cartelle di paragone i Le 'Hape de Cammi adorne de fiacchi Eccedenti 9 e tutto il re fin 

£orrifpvnde confolitutaS^n^ P<iri, & con mobigliamenti ricebi, & bonorenoli quanto fi 



I 



ÌP4 DE I PALAZZI PKlVAIfr 

pa^maefiitr^Tiin c4apriudU:g9Ìcndo ìltettofiéhplàatm iéu^egjii pur degni: 
mmttf^mtoyUyifiA om^madldHegir^ 
MailHeUod9i€beegUfidifi^dAe^'aitroièfapfariafMent&b 
to Cmte con ammir abile femùrùh refi hoMendo iHocbidideiìM, ti defimati igti^fiinfe^ 
rimdomeàkiì&iUitfiratac0$cbuiueardMdic^^^ rare MGéleria feria quale ft ve 
entra. In ^en<h nel méttertdpiede$ refia rapito taubio » e tsmimo infieme > dalla bian^ 
ilbenA non meno del Cieìoy d'aUex^ytftraùrdmaria > & dHd^intcmot lamrato i fiuechi^ 
fefionhfignrei& altre -paghez.Xf^ chedalmfo di meltifori , dalla frojpettisìa dUettenù^ 
Uf cento papa andanti lontana^ dagPadobbi 'Hobili $ che vi rUucono , e dalla varietà ^^ 
<)ggettipiaceMoli da tutte te partii che frfrefentano. Dal lato defbro^ efin^ iie?(fc- 
clnfono collocate Stature fra Mfopra modioniytefie jtr bufii . f^n pocopià alTingii « 
ouati doratidi Cipreffth dipinti da mtgUoH Vittori della Città t come dal Canalier Libe^ 
rijTietro màchia, Rufchi,& altri . ^ldiJòtto(tvnafafciainti^[ìàta,che fadimfio^ 
niyfona tranèfchiati baffi rileni dipre^P^p ,• efipiifite Tefte antiche su piedd^alU : Qnadri 
grandi di buone mani jjendone più alto auattro de retratti al naturale di Giorgione 3 it09$ 
partieolar ditìgen'^^a eliéorati, &fottolebalconate»altri quadri éintagho^come anc0de 
Ottangoli pendenti dalla Cornice atta. 

In J^icchio grande alla deftra, e Loggiato 7{ettuno > d^ui piedi fi anuiticchia vn Bd^ 
finày & al Diano ftanno ripofti due Leoni di marmo fino \ Rincontro alla pniftrayfum dei 
dritto corjo detta Galeria^ doue giace vn Tot;^ ottangolare$di pietra da Ferma^circmh^ 
dato da vjfi di mirto; due rami di fcalafofinano vn vacuo conuertito in Grotta ìalhn^ 
cfoftatwra de murijcompofla di Capami,Gia^oli, & di conch^lie di mare di tante forti, 
t Colori, che danno diletto perfeftejfe, per ^artificio, con che fono diftribuitef& per gtap 
pettidiuerfh anche humaniiche figurano; EtquìpurerimpettoatJudetto7{ettunoèca^ 
nato vn Itikchio tutto veftito di Madrtperle 9 oue [picca vn gruppo di dueflatue ^done > 
cioèy& tenere A^ s'^abbracdano^mir^ilmente [colpito; chiufa rimanendo la Grotta^dè 
ferrata à gìgli tutta dorata^ perche niente manchi di leggiadroyc non communi % come li 
fono li BaniSetti di FelutOy e feggie fimiliiCon portiere di doppio rafo alle porte^cheguar^ 
nifcono gl*altri fgguenti luocbi ancora . 

•' nA Capo la Galeria , centra in vn SaiatOj con fei nicchi ,fei porte > e auattro finefire 3 
rutto pure ftuccato di bianco 9 con macchie-tonde di marmo bianco 3 erogo di Francia in 
enexp à fé fieni . Sof^^tauolinidi paragone , e d'Ebano , rimeffi d'Onorio $ fono difpofle 
f colture antiehey & moderne ; Bronzi digetto Eccellente , & altre rarità y in particolare 
vn*Offo Scio intiero, con la gamba di Gigante, accreditato dall'ofiaturaflefla humana, dà 
graridez.'T^firauagante. V^t vuoto d'vna delle pone fono incajfate molto articamente 
quattro ^an lafir e de [pecchi di fei quartel*vna, con fornitura di metattS dorato, ie 
tp4àii rejutuifamo li oggetti , che fi prefentano , col vantaggio daltretanto sfondro , in 
modo , che cgrfvno > che noti ne hd hauuto precedente notitia , refia fopraprefo , & bene 
fpe[fo ricerca per doue Centra neW altre ftan^^ , da detti f pecchi (gettati . Inuentione 
xurioftffima, ritrouata dal detto Conte, che ha hauuto altri imitatori dipoi, con[uariope' 
rò differente affai. 

* ^iene appreffo vna Loggia, con colonne^ cornicia e pilafiri diTnandolatojia rerona col 
Cielo di ftucco , & con pitture d gua^zjo aMntorno ; ma fopra quefie fono ripofii Quadri 
d^vccell , fiori, frutti, e caccie , rimeffi di Lapi:lazxalo, & altre pietre ftmili, i lauorodi 
Tireno^ ; delCopramedefima vedendo fi vna Tauola di diligente fattura , per tldifegno 
induflriofo d^Orfeo, che ccifoaue delta fua Lira ,fauolcggiano traeffe dje le piante , egli 
^nimaliydifpofiiui eglino al vino, con paticnte maefhrià, la quale apparifce ne piedi delU 
tauoUJìe[ia,rime[fi pure di pietre fine^ fra 



ET DOLORO ORNAMENTriIB. IX. jpj 

Fri jtnticì^ iiuerfe% chà yif^pofpatjk^ è ofkrHolfHi imprima diìeìta c(ffm im- 
mcbi béslHttgbh che yfcuumo Romani ne Bagnh con m:aramglia 9 che V^fo di materia c^ 
sì firagiU 9 Jtfia mantenuto intiero 99€Ì69rfo^ migliaia d^annif^ 

Da auefla Log^ia^ft pajfafergjrandifineflronifche laferranfh ad ma b^^aCorte O^ 

finta d$ ^pettine da iBrej€iani$&imcrditaattimornodagrmdif lame à^ra^ 
rieehifmidif(^lieffeèenpo€ofattoritidarag^ 

s*hdingrejfofer tre Torte di ci^fointi^ot neU^vltima ftanxftdl^t^jktato dmlto di 
VietrafémjoinfiArefartimenti^figitìratidifimcopedeiriJ^ Urefio d^to daC9-^ 
iMne camtellate 9 da cmaneì^jcckf che fono ganniti di fi^^ 
gran Quadri di Diana nel Bagnòf e d'Andromeda incatenata 9 ^fp^ al Mqfhro Marino 
con VerfèOf che fcende i liberarla > del CauaUer Cairo Milane fé ; ^4kro pure di Binarie 
delÌEm»fufplemo al vuoto tynafineltra^ di projbetto ad'aitra$d)e vaie di "Hkcbioaf 
ynaTacejcoifita in Marmo fino. Tion parlerò deFa/i da fiorile d'dtre gentile^gf^ 
€bemntafi:ianùfpogliato akunojbencbe picciolo van^per non fare pia Im^o queftarac^ 
eomo^net quale nonbàpotuto meno ttejtendermi vn foco ampiamente s atufo ckegli t 
tvnico appartamento terreko in f^enetiafCbehabbiale etrconfianKe^egliaiómamentit 
che lo regalano con fplendore vgnale alla v^hexxa$ d grado tale^che vi fi può accoglie^ 
re decentemente ogni Gran Si^nore^bauen^ in oltre il priuilegio 9 per la fituationej^ 
d'efferefrefcb^fimo nel magffor ardore delt E/tate» è quafi tejSdo nel Verno . In fine 9 fi 
pm dire am pura venti 9 non v'efiere chi v^ entri » clie fòpramodo non fé ne compiaccia t 
atgU doni titolo di Varadifot con augurare lunghi anni di godimento iwi niente bdfpar^ 
miato'mcomfarìo$confludi(^appUtatioue9paridquelk9àfehÀmpiegaunel formai 
re memoriaconfpicuadfuoi maggiori 9&dfe ftetìoneUa eonftrutturamirakUedeiDe^ 

IHifitoinChiefaieUaMadonnadaltHort09€bevihògiddefcrittafrdpn^4nfign 
fiaCittà.jl SanHieremia quello de Morofimconhei Cortile. A SanCiouanni DocoUa- 
sode Bembiincrpflatodimarmi. A San Staide BellonÌ9doueabitaal fn'efenteitConto 
Fberto Cemin Configliertj&^mbafciatore della Maejid Ccfarea» di mirebik eofirue-' 
tura$€on tAfpetto £ marmi 9 & int^belUffmi 9vedendoft neHa parte infariorevm 
€orfoditffiediLemfcolpàeinmarmoditutto rUeuo 9che fpuntano in fuori 9 fatto im 
maniera yche pare fo/lengbino con il dorfo tEdifitio • Et ini vtduo è queliodi temtardo 
TefaroTroeuratordiSanMarco97iepotedeigidGiouanniVeJaroD^ rifabrieatoéi 
nuouo alla moderna dallaparte di terra > con emanati » e nobile cortile cintoda L^BSiOw 
a corridori vaghiffimi . Del Fontana à San Felice ^ grande > e dt bella forma . De 
Ciurani à San Giouanni Grifoflomo con nobile .Ajpetto . De Bembi d San SaU 
uatore rifabricatodinuotH^ alla moderna « De Viari d San Benedetto^ ri^ 
modemato di dentro » & accrefcimo di nobili ftanzje ^ .A San Sa» 
muele de Mocenigfri > che oltre alli nominati dal Sébifouiuos 
fé ne vedono altri due fabricate di nuouo di mirabile ^r» 
cbitettura^ e vaghiffimi ornamenti . De CiufUnia- 
ni detti LoliniiGrande9maeftofo9ricco per 
marm$9& ornato di molte bellex^^ 
xjt. De Badoeri à San Moisè . 
Con altri ancora depU a 
H . e nobili Edifitif a 

' l che coro- 

nano quefto gran 
Canate • 

AC- 



accademie; 

ADDITIONE. 

Errauil*^€cadem$adegtlncdgmtìyche fi iperckaua nella Cafa di Gioì Francefcé 
Z»edamf Litteraiiffimo Senatore^ e chiaro per molte opere da lui compofle » e dotte atta 
Stampa» piene ife emdMone: Qnefiafe beneèefUnta^yiue nondimeno ti nome$ fi come yà^ 
ittmo ancora molti de gC accademici y ^Efigi de quali fi reggono in yn Libro intitolato : 
Le Glorie degl'Incogniti . Vlmprefm Uro fu il Fiume 1^00 ^ che trae Hfuo principio da 
Monti ignoti dgU amichi» con il Moto: Ex ignoto notus . Dalle Reliquie dt quefta M^ 
tademia » neinforfe la Difrfa » honorata da motti [oggetti T^pbiU Vatritij > e da diuerfl 
Letterati diTrima Claffe . Si effercitò per qualche tempo indiuerfe Ca/eVatritie» ér 
baueua per Imprefa vn Lauro col moto : Sm fola tutamen . ^i era anco quella de pi 
^bbi^iatif inuentata dal Caualier Gtrolamo Brufontjbennoto oer tHifiorie yCper tin* 
finità defuoi componimenti dati alta Luce . Si radunò per qualche tempo in Cafa Marini 
à SMoisiy poi intermefsa. Hora di nuouofi rimette in Cafa del medefimo Brufoni.L*Im^ 
prefa è il f^afo di Bronxjo defcritto da Virgilio neW Eneide % che percofio da i raggi del So^ 
le% rifletta intorno le yampoUtCol moto :Pct omnia verfat . riue al prefentela De^ca 
refa confpicua dalli Soggetti > che la formano > efjendouene molti debordine Tatritto » e 
non aggregandofi che Verfmaggi di Firtà , e dijiima . Si raduna nel TatoT^o del Sena- 
tore Prancefco Guffimi al Tonte di '^{oale. Ha per Imprefa il Tripode di Deìfih col moto t 
Hinc oracuia. Si mantiene con molto fplendore . falene affìflita dafuoi "Protettori 9 che 
fono confpicui per dignità y e per lopiàVrocwratoridi San Marco ^effendoui al prefentà 
Giei Battifia Comaro "^ifcopta , & Luigi Duodopur Trocuratori . E gouemata dal fuù 
TrfUéiipe 9 cb'èhora GioiBattifla Contarini » che nel fiore de gl^amti fuoi dà faggi di yna 
matAra eruditione; Hàfei Configlieri , che diprefente fono : angelo Bon . Gio: Antonia 
Mua^T^ • Girolamo Zen .\4nÈonio Laredan . Iacopo ToUani ^ Marco Giorgi Fofcarini • 
Tiene ^tco due Cenfi0Ì9& fona:^ Gio^ Antonio Muok'K? fudetto i e D^Chrifioforo luano^ 
uicb. Et il Cancelliere cb'è Giofeppe Marcobruni Medico * Quefte cariche fi mutanoogni 
anno. Eppi Rmlmente feruita da vn* attuai BideUo.^Ue VubUche attimti di quefia "H^ 
Ule Udwum^s^j interueng/mù Dame^ Caualier iyflima$e di pia de^o trattenimento^cbe 
hal^ia la Città. . «^^o^:^.. . .^ ^^w 

Cauallerìzza* \ 

ADDITIONE. 

* 

■ 

Si e]}trcita vicino alfHofoitale de Mendicanti , nel fito otfera eretto il Teatro noui/y 
ftmoy che figgami adietro alsfatto . Contiene luogo capace perfettanta cinque Caualli ; 
oltre àfpatiofo.terrenofcoperto. E mantenuta da ventiquattro GentiChuomini Tatritij, 
che formano vn corpo di accade