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Full text of "Vocabolario delle parole del dialetto napoletano, che più si discostano dal ..."

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/2 e. 9 



VOCABOLARIO 

% 

SELLE PAROLE DEL DIALETTO N4Pa 

LETAMO , CHE PIIT SI SCOSTANO 

DAL DIALETTO TOSCANO, 

WH jUCaifE BMCERCBB KTlkioiOGiCWi 

iVUM MMOESmm 



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^ Gpfta ffshma supera ^ tJ afcr<(9cilhtà 

TOMO na/Kf^ 



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LO STAMPATOÌR.E 

A CHI LEGGE. 



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h premuta del pubbHco vantaggpbo % > « 
di unire a questo il piacere di ^gnii-' 
no 9 e 6pecialinente de' miei concittadini « 
è stato sempre l'aito scopo di ogni nostra:' 
«ùra • Se questo sia verO) non mi par che 
fbtHsogni di apologia ; e f ardua ifnpresft 
delP edizione di tutti i Poeti editi « ed in- 
editi nel patrio Napoletano DialenOf che % 
Ciel sa quanto ci è <:ostato a lacdugliere ^ 
ce n' è biK)n testimònio « iliadi' è « ch# 
giuntoci a ootiiia , <:be '4 Chiarissimo Sig« 
Abate » e Consigliere D. Ferdinando Ga^ 
liani , eroe de' nostri «tempi per tanti rifles^ 
ttf il cui solo nome basta a farne, glielo- 
%] y e specialme|)ie {>el forte amore della 
Patria , e de' patri antichi mamYmenti 9 
lasciato aTesse f fra le asohe ^ lui fatiiaha 
knerarie 9 un Manoacritto » seblsene ia«Mr« 
iPialNaf. TJ. 9 ^^ 



f^ 



me ti imperfetto , di patrj Tocaboti j -di 
Olii inrcnéeva sfornare un Diiiònariò , ta^ 
tù€ Bel 1779. ne .distese « e pubblicò Ì41 
Granxmatica sotto il tìtolo jdi Dialetto Na^ 
folctano , fOggi divenuta ifara a segno di 
non jritvoyarsene xopia presso de' Libra j , 
stimammo subito nostro dovere far capo 
dal di lui Nipote .5ig. Avvocato Z>. Fran^ 
Cesco Ai:i^ariti jper farne acquisto , ed al 
Pubblico .comunicarlo jpel jaxeito 4eUe no— 
atre stampe • Lascerem da parte il fari co-* 
me si converrebbe » lungo xagionamentò 
della cennata «Grammatica , del di cui me- 
rito bastantemente }m deciso :il Pubblico 
jKol gratO' applauso datole , J^enchè « ^ dir 
il' vero t .gualche maledico momo caciaia»- 
cQi mancato non vi fosse $ che con livido 
dente cercato ,avesse malignarla ; ne bd 
deciso il ceto ie' Dotti , .che jextensis tdt 
ms l'accolte 9 e -1 sollecito. smercio avvo^ 
Dutone^ e già indicato jvi ha fiotto il sug^ 
fello • Dicem soltanto , che T ilìvmtt Aii^ 
tete 9 iLcpialc per sistema ^oerc6 seaq)re di 
nascondere il suo «nome neU& Jii lui prò» 
duzient s ciò iece anche .ia .questai « aiiU 
£nse esser lavoro di quattro persone f 
quandoché in realtà jl solo Z>. Vince$t\o 
ì/hota^ v*ebbe angerenca in proccuiargii 
delb notlsie j come T A:udico Amos della 
di^hii vita -iSig; Ayvocatp D. Luigi Dio* 
déti h» pubblicate^ £ M^uramen te « éhe i^ 
SH^bbiicp oggi godBéhbe.d' una ben cetM 

» più* 



yoiu 0{]Nera « %e le gravi ^ e le sublimi ca- 

nche i ed i rilevanti affari , che alla sua 

consulta, eian giornalmente alalia nostra 

Corte rimes^ 9 non che la cagionevole di 

Jui salute f c}ie di giorno in giorno con 

graye detrioaemo della repubblica leetera- 

lia > « sommo .dk|}iactre de' Dotti andò 

sempre deteriorando 9 permesso gli aves^ 

aero di proseguire l' incominciato lavoro » 

^ Umaclo • iMa: che perciò? -Era forse da 

Jasciajrsi perire 4ina ^al iatica > sol perchè 

p& nostra disgrazia avuta non vivesse i\ 

ultima manojf^ Se quel tlottOt e grato Grc-r^ 

co nel pubblicare alcuni poco tilevanti a- 

aeddoti 9 ^e 4etti del suo Maestro , rimbec* 

catone cispose $ cbe della Meiisa de* Dei 

anche i framd^enti son tla raccogliersi ; e 

-wc pur r immortai £neìde ^corse la ^orte 

istesea ^i rimanere illimata , onde alle me« 

dichp mani ttél gran TUcca « "e di Vara 

dovè ricmrersi 9 ed esser so^ettata , per 

cui poi inerito veder }a luee ; non ^i do** 

wà a» 4ioi .aver <ma%rado dal Pubblico 9 se 

diUU>:.i^nebte it-icbtamatò > ^ . rilevato uà 

lai lavoro 9 ^Ua di cui propostaci pubbli^ 

caaione » per assiitenza abbia m indi an«* 

che noi fatto ricorso 9 v« scelta del cele-* 

^e Signor D. Sranasco ManarelU-Farao 

Regio Professore idi Lettere \ sa Antichità 

Greche in questa 'Metropoli , conosciuta 

per varie di lui produzioni letterarie 9 co-* 

ne dì colui ^ che versatìssimo tie' dmti 

a a Iw-* 

i 



linguaggi , e cerne •mante flella Patita « *e 
di sue antichità , e* spezialmente pel Dia- 
letto patrio , di cui aveva da più anm 
-maestrevolmente distese le vaghezze coHa 
dotta opera della BelUi^etuidene de la Left" 
^^a Napoietana , tanto ben accolta dagtt 
Studiti 9 poteva somministrarci , come con 
somma coijtesia lia fatto j una i&o{»io6ÌS8Ìttm 
-raccolta di Vocaboli^ 

Quantunque noi degli articoli dd Sfgm 
-Galloni > degli altri del Sign. Mai\areUa^ 
Farao,,^ di taluni ancora , sebben molto 
f • -pochi., che ci ha dari il suddetto Sigti. 
Avvocato Acanti , «ne avessimo formato 
-un volume , ordinandoli per alfabeto » co* 
'111^ è 4o stile de' Dizionar j ; a dìsrìoguvr 
però gli ut^i dagli akri , abbiam fatto con- 
/ trassegnare que' del Zio , e del Nipote con 

asterischi ^ facendo questi tralasciare negH 
akri del Sign. Manarelld-Farao • Ma la 
ilifferenza si manifesta da per se stecca # 
kiklove si ponga mente alla diversità del- 
io ^atiIe , <e del sistema nelle derivaiiotii 
4 ^lle >^oci . J£d tn vero il ISigr eaiiit^ 
nel suo Oialetto {^ pag« ao* ) avev^ gHI 
palesato il sik> sistema intorno le rjcer-f 
che etimologiche : Wt xoséi in fine d # 
far-^a n iyi egli dice parlando del stio^ 
vocabolario 9 raggiungere a ciascuna ^oce^ 
o frèse ^ Q modo proverbiale ♦ ch4 rafpor^ 
tiamo , qualche ricerca etìmUogica sult (^« 
gine di esse ; nel che fare abbiamo usa$o 

4uel^ 



y 

quella moderapone e ritenutela i cfit it^- 
^ì indkgamenti etimologici facesse traspi^ 
tnre ir buon senso y e ci liberasse dntlér 
tacàa di visionarf^ ed ostentatori' £,jinc^ 
mal impiegata , ed affastellata erudi\i(fne ^ 
Perciò avendo' per ferma t che la maggior 
parte d'elle voci di origine non* italiana r 
àie $ incontrano nel nostro Dialetto ^ siano 
M noi restate dagli SpagnuoU per effetto 
itila lunga , e pPà recente loro dominaiio^ 
ne , e chz ben: poche ee ne restino da* Fran^^ 
usi « che prima degK SpagmioU regnarono^ 
su di noi , pochissime poi dal Greco ( mal-* 
grado la contraria opinione ). , giacchi i« 
Romani 9 e i popoli Settentrionali ne^stin^ 
scro quasi ìntìtmmentt U linguaggio , dd^ 
ftustc sU^ lingue abbiamo^ traue le cnmo^ 
logie , die ci son parse sicure \^ e sulle in^ 
sene abbiam preferìio^ ii silenzio. Che se 
mai fosse vero , come d viene assicurato ^ 
ehe non solo daW antico Osco* ^ Etrusco ,• 
Sanniiico , Lucano , ma anche dall' Btiopi^ 
co > dal JUatabtrrico\j dal Tibetano ^ dal. 
Pelvi <, dal Cinese^ e dal Giapponese molte 
nostre antiche voci ^iarissbnamente deri-^- 
inno > e che Chiamar ^ Sciatamone 9 Pizzo- 
falcone, Trocehia , Gbianzo , r Panecua^; 
€oio sieno^ denomìoaiiorà antichissime , sr 
quasii antidiluviane- ; noi , giacché per ne^ 
gUgen^a de* nostri genitori , cK ebbero cura^ 
iella nostra educa\ione\ non fummo av-^ 
nati^ alla .conoscenza di qùesH antipodichet 

a 3. ^'* 



'ì 



TI 

lingue in quclV etì , die atta studio di esse 
si consacra , ^i ora. slam troppo vecchi ftr 
intraprenderla » cistoma astenuti dal farne 
la ricerca^ e di questa impensata scoperta la* 
sciata ad altri f onore > Ma 51 Sig. Ma^^a^ 
retU-Faraù. par che akr» piHmone abbH 
adottato ;.e perchèi intendentissimo delle linn- 
gue orientali, e della Greca « che degna»* 
Biente in questo Pubblico professa , ha la 
maggior parte de' suoi vocaboli fatto, dba 
queste derivare : come d! infinite altre ce^ 
se può ben dirsi ^ e the. dalla cennata 
dilui dotta opera Filosofica- filologica ttiti^ 
telata : la Bette^etuidene: dt la: Ltngttm 
ìtofoletana , e da .varie Pistole disserta-» 
2Ìonalti sullo> stesto soggetto con piacere: 
' dagli amanti delU erudiiioni più ' ampia-» 
sneiìte rirevasis Noi lasciamo il Pubblico^ 
siella libertà di seguire quel sistema 9 che: 
più: gli aggrada «, e di, ^ar quel giudizio ^ 
che: stimi 9 de-, lavori dr entrambi « de^qua- 
li ». perchè: superiori alle nostre lodi , cE 
dispensiamo^ dirne di vantaggu> » 

Avvertiamo^ intanto y che ir fu Sig.. Gof^ 
Uant , secondo rilevasi da un Avviso» che 
pensava porre in. fine deU** operai e che: 
ritrovato tra i suol scrìtti tutto bello e di*~ 
sleso ci è stata consegnato dal Sig. A^ict^ 
riti per pu^liqarlo , come Eremo , e se* 
Gondo anche si legge nella pag. i9< det 
Dialetto Hapotetano' y meditava di cQm>* 
prendere in ul bf\^ U p4cpl6>. le quali 

più. 



vir 

jpià €1 scostassero dal Dialetto Toscano, e 
MB già dare un Vocabolario^ e^eto^ eiitul^ 
tft k lingua , che troppa stata sarebbe « 

S 'ecome in verità era là prima nostra idea» 
tede perciò -abbiam credata tenerci fra. Io 
due ; lo che è facile* ravvisate • 

Facciamp inoltre noto, che il titoto, che 
si è preitteéso <» e qnet medésimo appuntOi 
che pensai^s: il^ Galiant ivporr^ A suo Vch 
caboiarioV né in' akro si è da noi alterata 
to s che nel togliere la parola Oscuri , eh* 
egli avea dato agli Accadèmici Filopatrì- 
di ; giudicando 9 che non *più convenisse 
loro un tale epiteto i ^ualol'a se ne appa* 
iesavano' t nointr^ 

Non tralàsciàrao ancora* dì far sapere al 
IHAblicovthe il Manoscritto del Sig. Ga^- 
Uéihi da Nobnott^^i èiiè punto, né poco 
toccato, se sf eccettua qiìalche" piccola re^ 
vinone, ed ag^uniione, che agir articoli 
mancanti' ^ ed imperfetti ha &tto tanto ri 
ridetto S%n. Max^etta-Fifd<t, quanto fl 
dotto di luf- Nipote y- " e degno erede delle 
mie ktterarie firttglhe Sig. Avtrocàto Ann- 
riti ; nS anche in questa stesse tìose ^ le 
quali perfettamente non* si capivano', sii 
osatp^ di ntettèr mano : a vendo' lìreduto in 
siffatta guisa rispettare ta menrorìa dr que- 
sto ihsighe nostro Letterato ^ sicurr per al-> 
tro 9 che il Pubblico giv avrebbe condona. 
ta qualunque imperfezione / che avesse 

potuto ravvisarvi i come di òpera postu- 

^ 4 maj 



«a^, e tUtf* Alatore uè perfezionata, nk cor. 
Mtt» . E se oe'p^si degli. ScrktoN>i ohe 
8i rapporuao , aetv si vede interamenta 
usata l'Ortografia da lui iosegnaunel tuo 
■^w/frto. Cpag. J9. 346.^, ma per Io più 
quella degU Scrittori medeBimii ciò è de« 
tivato dal aoit essersi trovati nel Mano- 
Bcritto. dìstesi> tutti uli passi., o dall* esser* 
•tàtiakuiù di essi da aliena mano tiascric- 
ù sugli originai , «eoza essere sud daj- 
^aliitaicpai corretti.. 

E per fine £uciam sapere al Pubblico ;. 
«ne sembratoél di mede tw^po picciolo il 
secondo 'R>mo di questo Vocabolario , ab^ 
*iamo stimato aggiungervi la. ricercata Ob 
B«retta di Pamrùo. Totco^ soli' McceUttirot 
,, Jr'"*"* ^^oUtana colla, ma^onuirat 
Mia Toscana i>c. E come il disopra ram* 
«nentato Dialetto: Napoletanct. del Galiarif 
•ra già reso rarissimo ,.anche di questo ci 
* parso di bene di darne al Pubblico uà" 
altra edmqnei migUorat* sulla diluì secon-^ 
^aediuoae . che. dall'Autore nel lySou 
wtrapres»^ rimase poi imper&ttiL, essen, 
f°!«?« *f <wati dopo la, (fi, lui morte. soU. 
JMbi fogli dal Sig, ^r?^r///, anche. conse. 
«natia . Onde ancora per questo crediamo. 
.«o«cMft scontrar* U. cornuti gradimento. 



Ih 






f 



^■'■- •. « A*:- 



«e 

AVVERTIMENTO. 



K i. » 



JNOk CI semBrà inutile il rammM^ 
di nuove » hettori y che nm abbiamo /^• 
vuto ih mira di disttfukr un Vocabolario, 
the dasse- la ristt^tttt notizia d^ un Dia* 
letto y e non^ gii' la pieììa conoscenza <& 
mtta la* lingua^ Nojosa ^ f natile ^ ed in^ 
9ensata cosa sarebbe adunque stato il fa-» 
te il Vocabolario di tutte le parole dd 
Bialetto Napoletano niente minori' in nu^ 

i mero'f se non maggióri ^ di quelle della , 
Linguft generale Italiana , e che per la 
fiìi gran parte non si di scostano dalla 
medesima- y se non im quanta la propria 
maniera nostra di dar loro una qualche 
inflessione- y o alterazione {giusta^ la, ca^ 
ratteristica y e^ t indole del Dialetto ) le 
vende' più y ' a meno differenti nel suono \. 

i Se ai Signori Atcadendci della Crusca 
{jdòpo che ài Toscani riuscì incorporare U 
hro particolare DialéH» y e farlo divenir 
Mi tutta unita. aUo. generfd lingua, d Ita^ 



Ha ) conveniva far il Vocabolario di tutte 
le parok del Dialetto Toscano ^ ciò a noi 
sarebbe stato ridicolo y e non esente dalla 
taccia di presunzione • Uoi abbiamo va- 
luto indicar le varietà ^ ed abbiam taciu^ 
te le rassomiglianzr . Per & stessa tno^ 
rivo , allorché abbiami rapportato^ qualche 
verbo particolare <lel nastro' Dialetto y ai^ 
<* hiam fsttto a meno di rapportar a il past^ 
'^tieipio y o i sostantivry che' ne' derivane m 
Cosi per esempia' avendo- riportata U ver- 
£o Ra&cagaare' > abbiam poi^ fatto a me^ 
no di rapportar le- voei Rascagna , Ra* 
scagnatura ec^ Farinate allorché aliimm 
^indicato gualche^ Momrsustantivory ci siam 
ifispensati dall inserir im&- i suoi aumen^ 
kativi y i peggiorativi y i ^mimtivi -y 
\u alche' aggettiva y che ne derivasse , o U 
verbo y che; se ne- fosse formata • Come 
per esempia avendo messa: la voce Aft^ 
Cèca f abbiam trascurate le derivai^ Ar- 
isetechella, Artetecuso, ed anche il wr^ 
£0^ Ajrtetecbiare (i). In Jine noè ma «^ 



(i) Noi , chf$(ffi siamo a!<;uanto al- 
fontanati daH' idèa del Sig. Galiani s dan« 
do al PabbUco tin Vocabolario più esteso 

di 



XI 

^am a¥Uta altra veduta^ she £ faàUta^ 
re r intelligenza del nostro Dialetto agli 
Stranieri^ e dinserirt in questo Catalogo 
£ voci tanto^ fuotao tastasi a dar loro 
lume y ove in fuakh& oscuriti simiat^ 
tessero^ Percià^ alhraki- fualche nostra 
voce si prende in pul stasi ^ e dì essi io* 
àtno è simile a quello^ che ha nella lingua - 
Italiana^ e t altro è (Uverso ^ aìéiam solr 
tanto indicata la varietà ,, e- risparmiata 
ai Léttcri^y che^ supponiamo- intelligenti dèi'» 
i Italiano ^ la pena- di s^tir dir dippiù % 
Isa voce filo y. per 'essmipio » i' .stata da 
\l rapportata^ sola, Allorchi dinota paura,. 

e nul^ ' 



^» 



di qualche egli intendeva 9 quale appunto 
si richiederà, dietro^ fatr tompiuta edttione 
de* Poeti 9 che* hanno^ scritto^- nel patrio 
Diatetto» <9 doni abbianio dò costamemente 
osservato r e ad alcune voci àbbiam ere- 
dùto^ doverVier soggiungere S^ derivativi 9 o 
per fiictlitare vie più. al Lettori* rintelli-» 
genza. deità, lingtia^ f ty per- significato di« 
verso 9 che avessero^, per. altre giuste 
fs^toniM che ne^ abbiamo^ avuto : creden^ 
do di' non^ doverctsi* ciè> imputare a pre- 
sanzione^ c^alora il pubblico comodo 9'e 
omaggio si - è avuto H«icaificme in mirs*. 



e nuWiù aSiiam d^to ^det iiio naturai sm^ 
*ja, chehainN^apoletxinoy come in Ita^ 
UanOj ^i refe. Anche ad oggetto di cR^ 
rt\inuir\ l(t nofa di molte voci , rielU' qua^ 
11' vi è sensibile diffetemct di pronuncia 
'dàlie corrispondentt Italiane y ce siam con^ 
tentati A fop settanta una Usta a pàrte^^ 
'laecennandà la soia- voce" N^apoletana , e* la 
corrispondente Toscana ^ senior citar esern^ 
fj'y senza ricercar etimologie {i) ^^ 

Abbiamo in fine trapassate' non poche 
voci y perchè quasi disusate y e ttduna €& 
^fuelle y che usaronsi per ingiurie , a per 
laidezze *j delle quali' * ha^ il Dialetto ni>^ 
stro U non pregfvole pregio' d* essere e^ 



im^tmtmmtm^^iammmm 



(i) Questa \\ui \ o- sia Catalogo^ 
che si /iccenRa anche più sotto « si è efv 
fettivameiut rì»vei>a€o quasi tutto disteso» 
ua gli serìtt»^ dell- Ukistre- Autore r o t i 
conserva dal cennato*' di lui Nipote Sigtu 
Aiiariti ; ma abbiam tralasciato di pul><* 
b]ìcarl(>>, qiiantunq\i9 gentilmente ofFertor 
ci 9 pe^hè'le voci in esso comprese ven^* 
gono pressoché tutte jxA nostro Vocabo^ 
larib rapportate tra quelle dal Sxgo. Ma^;^ 
yueUà'^EaraQ somministratecv* 



•notinèffienfè riccot^ Bzppih non rutti d 
modi proverbiali di dire ci son parasi /nr- 
rit evoli (C esser qui inseriti , altri perchè 
Mastémza chiari , altri perchè antiquati ^ 
altri in Jine per evitar il tedio , -e /j . 
stétnehezxa ài lettori . In fine tenenda 
'aempre in mira di risparmiar ,ai Lettori 
la ncfa. ^ ^pó aver fatto un Catalogo di 
quelle parole più difficili ad intendersi dal 
resto 4egT Itidiani , che perciò abbiam 
creduto degno di ricerche etimologiche ^ e 
di rapportarvisi p^tssi di Autori nostri ^ 
the Je usano f abhitOh formato ^un altro 
Catalogo assai pik breve di altre voci no^ 
etre y ^he col solo mettervi a fianco la 
Italiana corrispondente ^ xtbbiam creduto 
bastantemente spiegate nel senso , ed in^ 
dicatane F etimologia ; e forse , malgrado 
aio , noi duiitiamo ancora di dover piut^ 
tosto incorrer nel rimprovero di essere sta-- 
ti (Effusi^ 4:he non nella contraria taccia. 
In questo secolo y ove ad alta voce al- 
$ro non si fa risuonare , e non si preten- 
de inculcare y se non la necessità dello 
studio delle cose y F abbandono dello stu- 
dio delle parole ; che ne sarà di noi oscu- 
ri j e meschinelli ! Come daranno accolte 
ricerche etimologiche y discussioni critiche y 

av^ 



avvertimenti grammaitcali mila pettola ^ 
sul taficchio y sul sDsamieUo j wììo 
strunzo verace ! Ma se questi rimpror- 
veri ci verranno Jatti da fnalche MraAie^ 
roy gli sopporteremo Jn pace^ ^e^Jin x^^n^ 
àttaJino MrJirì /arsegli, , ^ rimff4wemr' 
mo noi , ^ £on maggior Jia^ ^ lena^ la 
sua ignoranza Mio stesso dialetto pa^ 
trio y non che (T ogni Mtro Mngua^ggio y il 
suo poca amor per la potoria j il non m». 
vertire , che fmatungne -ella, siesiy ogni «e«* 
mo deve amarla \^.^ -dove a/dorar in lei il 
sudor 9 che h iosta V onor y che ne ri^ 
trasse , F aria , i tronchi j U terren j /a 
mura y i sassi • 



VO^ 



VOCABOLARIO 

NAPOLETANO-TOSCANO. 



A 11 




^5^5H(5* 



Abbalcrfe « awahrsi , Mdopeté^f • 

zare • 
AUNirrocaie , lasciarsi fioéerf ^ ^ ca4^ ^f^ di 
Mcumo* Faf» 

,y Pe Io cede lo iafiate co M tiiciiolIoY 
,y E ib r abbarrocai« tflfo pò *ii cuoUo • 
AKbnrrucare, buttar j;ik. St potrebbe fiu: ve« 
tiiie darUe iroct latine a6 ^Uto rmre , ov- 
vero dal latina averruncare , che diiiota.fi:a6« 
<dar vim ^ allontanate ; ma r^ piìi VerUimilc 
la prima etimolof^a » ^oi p^rò inclìiHami» a 
peofare , cbe h voce kafiaaa utiasnf , fuiU 
etimologia .della quale it ^ tanto diTpmato ^ 
aderivi dalle pacple latine ad tasim , eflìndo 
la bafe la j^rte piti 1}^a d' ogni edificio > 
• quindi paiuamo a credei«yche ^bbarrucatf 
venga daua cpmpofizient delle Dande ai ba^ 
$im 9 e rMrt^ convertii 4a Noi nella dei!- 
nenza rucare. , come da' Toicam iu ttuswtl^ 
rt. Cince. Qant* XiV* St. J7« 

,^ ••.•..«••>• s' abbanacajiBo , 
^ Chiagneono , ncopp'a P-eiva teimerella.^ 
Abba&ra » affanno^ agitaziontf t tarbamento , O 
per difpiaceré, o per foverdiio cibo. Basfirm 
atee In oso onde^AbbaCcuTo , affannato^ 

Diz. Naf. TI. A A^ 



1 
4 



y A B 1 

Abbafchejà i -r^^r ambaschso • 

Ahbafdp , .^A^ da ^^^^ % pf^fi/imtiiks ^ ,0n^ 
^ ^fi/^ccQi , Jr^m^ pr9fun4hatis vorétgm ; 
,€ quindi .pp&ia ,abbissare , r nnabbissmm, 
re , :inaiidar in rovina , a precipizio» a li ^ifr^r 
furine ^ diremmo , nel ^noftio dialetto. 

Abbacare, bastare. 

jkìJxco,aib^coy fcienza d* aritiaetica ; 

j\bbecenaTe 9 ed Abbecenà , . awicinatw # * * 

Abbeluto, avvilito, 

Abbeneevig :uÌ99Cire , . si^raref i 

Abbène, >ivx//>^> 

Abbentorare , avt/mturare • 

^bbentare ', avventarsi .^ jrm^ ripara ^ j-p. 
Mie , ristora . E' voce tratta dalla fpagno- 
la alinea» , che dinota ptender fiato^^ -rerpi^ 
rare . Mez^ Can» Parm. L 
,^j Sr YOtaiK) 9 fé j^iranp , e p* abbentano • 

T asano , - ' ' 

,, 'S a fchere fané \i omìIo ft B(fftbbeBt«Ji 

Abterbia^, f Maglia . Faf. 

,, E Rim' aVeirà S5'«bberbia da fetattre »< 

A^^<^cliiato, ^a»j9f «€»^// otehi, 

A ^zzeffeja , a bopanecchitine , a bottafafcio ^ 

• * abboncianternente • 
Ablnatr, avviare»- 

Abbiente, avv. ftate abbiento^ Faf. non vi^mo» 
•' • vefe . Soflànt." Requie , jcalma i Cer/r^ej, 
' A4r.'L Se. L • '- • - 

„ Ca chìaccbiarànno, o MaCe, co V atn'micOy 
9^ Senipe manca de* pifo "lo tormiento > 
,y E mentre die fé paria, trova abbiento* ^ 

• Abbicare , for V oceèio jh di qualciè sosa y 
» jfvi^edefsi • 



\ 



Ali 3 

Abboccare , dicefi dei piegare . e metter di 

fiancm tS vaso , ad altro , eoe frima stavm 

ritto , e vai anche ^ corrompere, taluno con 

* duni .0 Ufafi fttb^ €Oteimement« il paflivo 

£fser« abboccata , e vai lo flefso che farsi 

. MI fariiìo di j^lcuno per mezzo di qualche 

'ifjfgalo^ o ricompensa . Abboccarfi , dinota^ 

venire ^ discorso ; e lignifica altresì piegarsi» 

Abboccato: vino abboccato > cioè, ^fim^che h^ 

iti dolce . 
Abbonato , bonificato , perdonato , fatto iuono^ 
accordato , Mom di .dolce costume , e. talora 
minchione. ^ 

fàiìoxx^x^ j 'gonfiare soffiando. Metafora tratta 
dalla bottft , o fia dì coftei ^figui^ • Faf. 
9, Ga pe ccheftoxnm^abbotta^ ^ cchiìi mme 



«> 



doi^^ 



A botrafefcicf , in abbondanza • 

A bota <a bota , di 4pèando in quando • 

Abbottonare , aomfcrmare , empire , .Faf. 

^Chiarie li dabbie^e :abboctonaie rcbi fpenu 
Abbrajeco , e abbraico y ebreo ^yebrmeo. 
Abbramnia , 2/. àllanca , famf canina , onde 
Abbiamnparla , foja 4^ movere ^ di mangiare , • 

d^ acfulst^fre. 
Abbranca y jifferrar ^olle mani . 
Abbrocare^«47Ì^0ri^ri/.j arramarsi . 
Abhmfd^t^ ^ jtrderc m^ 
Abbrufciore ," ardura^ bruciore ^ dolor di ferita^ 

di eotturj^,>4a djmime% 
Abbufco , lucro • Faf* 

„ £ pi^ r aU>iifco H; arte, a ffà fé mele , 
^ „ Ca da Poeta maie vedea tornefe • 
Abbulcare , gajidagnare ^ Jucrare > abttfcà diiitó 
a Jk> midfo f^yu esser battuto^ . 

A * Ao. 



4 A C C U 

Ace9ttìttt ^ imèntém . .V 

Acciaccart , funden is màis sahn-f d&de ;V^ 
Acciaccato) malstùcU* 
decapare. Vqce: iellata «-noi dàlia fip^tioh 
Tflcaiar. che dinota >^r99finirr» ^^ uhman f 

€he con finùìd^ Àifitf 1a pronuhciahò , ^ la 
lcriv<uiò'in' propofito -di :procéfli ^crraimatif 
•^ièi^ndó ': -l"! ? aecap'Àfa P infemié^one . «' 
credono'. ( perche hanno dimenticato lo %a*' 
<';gniiolo ) die tiinoti , 'St -è presa P hformsm' 
-zièné ; e pei^b oiJdinano tàlyolt» di acc0^ 

4\0rsi in fenfo 4i ^wninciat i> Prenderti J 
addòye coiyrentbbe adoperarla foio in feiib^ 
.di ^«f/#/m^r^/.^Val.. anche scegliere: lornmegGoi 
«ee flif a(tapaje • ^ 
.(Accarizzare , careggiare!^ far carezze^ fiWW^' 
Ao^ftì f accadeìFe. * 

Jiccaìwt ^ eotnpraré . "^Qfi^Rà voce in Na^dj^ 
tano' ha fenlo totalmente diverfò da ^1 M* 
^Dialetto Tofeano , < nel qaale dinota , ^tie» 
stumte , a$edat- mendrtand^ , prender in pre» 
sìitc* Gì ^ teftata'da'Fraacen ji ^e Acono 
acAeterptf vmprare* C^rt. Vaj. Cam. Bf» 
,^, Efla accattate cchiii de na t:oreIIa • 
^^^Compt^a'-ddicere , mo no cantaridlo*^ 
Accatteto , • accatto y ewnpera , • negmiù ., dicei 
per ironia ieiPanatUfeptv attesa evanté^ 
gUsa . 
^ccecciare^ ▼. acciavattare , «rronttce. 
Accedetarejo, emiV/V^. 
«Acoapnto, e acceppomito ».iffj/4#e., r/Wairjie.à 

mala salette, 
Accofeione, uccisione*- 
jAccetteji , . tagliar cùlP^ecettOu 



A ce, i 

Acchiappare^' pnndtre , Mff^tMte . i 
Acchianart , appianate ^ da chiua spianm^ 
Accliiftie , vo€e già anu^iai^ , ed iaìdi coi Um^ 
go oggi asciare p^ trvwr ^ Jiicofrifw • E* 
«•ROCCO dallo TpogAuoio Katfmr >.clw duou 
16 fleflb V * 
Accliiara a. cantiti^ • Coà comtncib a ckfa- 
jaarfi il Cannoccbtah- nei teimo della Àui> 
invenzione • Cùtt^ Qtrr. Qane* yf. 

9, Ma da coppa » b- Torre de Cerriglio 
„ Uno ceneva P acchiaio a ocamuiolo. 
Qóefto poema* ì^ dr dicci aoat^ o andie me-' 
no poReriore all' iaveoziooe fempce * memo- 
lanb de' Canoocchiali del gran GalUe^ \ e 
4a oudlai' manieRi di^dtfe-, OècbiaU a ^ean^ 
Muoto^ {wmoSi la^'ComfoRst, cawfueiMe : di- 
cefi pur occhiate y e acqhialt* * 
AcAk^Ctaro «wV^ ,.,(tice& del danaio , o fimi^ 

l«j..v« aceoc«hiaie • 
Atvbièttai ttmpagnin df perìùae-YCombriecolm • 
^ Si prende in cattiva parte « Vieno^dal verbo-* 

„ P&«dic« : fietite fio voiMa&cca ; 

,» ^à #^la ceUù odinib de fi' acchietta • «^ 
Jfechtettie y ^p<v Diconfi'^l/lr^'iVC^^DrHlae fichi 
fpaccati , . e congiunti tra^*loro' pev là jparte 
itterna mediante il glutiae di' q^Ua ipecit 
& ginleppe-, che caccia qneflé dolciffinio fine* 
IO , e cosi mefli a diflìBCcafei o al forno , o 
al cocente (3Ie : fono i pih delicati di tutti ^x 
eonfervundofi- tutta la tenerrzza^ e la dolcez*- 
za interiore ;^ l^cbìi il -calore agtfi»' fohan»' 
to falla parte eflerna , dalla quale fi toglie 
la fcorza • Qaefti - fono^ que* dupliaex ficui^ 
«mneittaili da Ooido- nelle diluì laitre ,.• e 

A 5 ^ 



i . A e e 

da nioa Commentatore Olttanioitfam imi» 

r2L. %iegati bene « In fatti ogni fidi* actrhl^^ 

^ ta \ cci|»pòftà cir«^i»e fichi congiunti votamm* 

£u:ile a. rieoBoTcerfi derivata dair Italiano ae^ 
foppiare • Que* che Je vendono per Napoli , 
Tanno gridando accocchia^^lU e nmoHe , e 

^^hon Imagi nerebberQ mai , che con quel loro 
^rido fpiegano un luogo d'Orazio meglio del 
Lambino , e del Dader • Tanto ne- sa più Id 
fciocco in cafa fua , che non il favio in cala 
d' altri . Orazio era noftro . I cdbimi da quel 
tempo fino a noi fono mutati affid meno, che 
non fi crede • * • 

Acchitto, atcofpiamento ^ imettpé FaC 
:,, £ già fatto de gente avea Paóehìrta- 
, ,>^ Da li tanta gran- Rregne io mmafditfo. 

AcciaflTare, prendere^ mffetrate c^n mmto^ Vi»m 
dall' Italiano acciuffare , ma ha pt& eftefoHf^ 
gnlficato. Virgtl. Cant. IK st, \\%^ . %i 

''-'r-.>.^^;Cbi'S^acciaf& a lo rìmmo , e cU a ^^ 
„ vela. ^ • 

Acciarrare t oSbréHCare 5 Éffertar^^ , cgtturare ^ 
dicefi dei difimpegnd del ter dovere , che &n« 
no i bin^ neli' arredare aicimo. Faf. 

9, Goffredo priefio acdarra li captile 
^ „ De la Forruna &c. 

Acciavattaxe , akiotractiate , oprar alls eath" 
' na I far male tma cosa per la fretta • 

Aciervo , acervo , crud^ ^ aspr9 y immatura • 

Accidere , uccidere • 

Àdto 9 aceto : pronianziato «fdracctdto v^Xytcidù^ 
i che dicefi pur acisiizo» S ' ' 

Accio , er&a^ notm^ sellerò • 

Accocchiare , accoppiare j umte^ maritate « 

Ac- 



. A e ft 7 

Aéboletà I quietare • 
Aiecomnién^re , incomìnctare^ 
Accomm^nzaglia, v. accoppamrsr • 
Acconcia^ accommodarei onde accQOncIO} rom- 

Accopare , occupar r* v. aflarjiare • , 
Accoppare, tuferére^ FaC , . - . 

jj ÌSi co- Ir onne r accoppa , e lo ntrom- 
5, mentar •• 
Accoppatura • lai cima ; e fi trasfèrifce a dtno- 
• tare il ^w fiere , prefa la metàfora dal fior 
del latte . Ow. Hi. III^ 
„ Li Grièce fo fhfebutté' pe nnattdta , 
„ Pema* rao* chilfo , ch^i i':^cco^atiirà , * 
Accorciare^, brevi are ^ alzttr fr:^eiU7nenti aV' 
'Oolgendoliingiro^ coiliejVIlv ^a* allfe goa- 
nr y rottane , cappottr, |toè|j^èv &c. suq-^' 
eingere\ **"' 

Aecombe', ctysf.- m -^ 

Acquarìccia '^ bihn'^f tosafa^é . ^ V" 

Ac^OcT d** agnele ^ vài acqu^a^ odorosir , nanfa \ ^ 
,,. Cfaifte fonìgo ir iKeche , e ppaore • 
„ Acqda d'agnele ir autre / e rrofe'i e 
,^ fciìfre . Fasofn < 

Acqua, e bientO', detto popolare ,^ e vai fug- 
ga pure^ e lo perseguiti poi furia d* acqua^ 
e ai vento. Faf, ' 

^ Refponnette-<5offredo : che fé mona : 
„ Acqua, e biento : e fi ha fatto, cchp s^ 
' „ ttftOja;^' * 

Accnnto , ceffri spandente j onde accunto de pò- 
te0ii^, vai chi si serve spesso di andar * 
comperar da un tale : dicefi pur, di qualche 
amante fiflb. 
Accuordejo , accordìo , rappacificamento . - 

A4 Ac 



9 A S) D 

me /i7r4», adaccim(9^ vai lardo., ridotto Qpme 
mia sugna a« colpi di> eolieIJaccio. per liqiM^ 
ikrfi in, teatine y, caCf 
Adafillo prov. dimiimtivO: di a^tulb, ». vai. /vìì«» 
Jtianhia. Fat. 

,,••»••• ed^adafilla 
91^ Se panerà E(M^ 9 erba folo, ibliUo. • 
jMdebbohito , svenuto , infiacchito, j. indeMi^ 

#0, dal xerbo 
A^«bÌH>fì ,, o zàà^ì^ìz ^vfnir m9U9 y. fram/ft* 

tire y infiacchirsi . 
MàAtcnìii y, ricrean j rmmram^ 
Jk ddelluvcJQ , ifK ^bhondanza ^andc» 
A(Idefecare., edificare \ fabbricare 9 détr turni 
esempio • 
^^mJ^^tWtttÌL ^.dilettare • 
mi^h y e acktefa , adesso , /f /r^j ora y fuindi mt 
foco.y ^asimente che y Faf. 

„ E addefa io cbiaÌ€to.ec^ venduto»^ 
' A.ddJBiS&ZQJii, a^disietto^ 
Addieco, n. p» Dieg»^ 
Sdàhy^dinfe» 

Addobbejare, oppiare ^ assopire y^ià^ 
A^dbobbejy , oppia^^ estrattp soporifetó ^^ ca%. 

altro nome ÌRtto^sMnnOy v« [^ppacella.. 
Addobbrecà , sotterrare . 
Addiota^./Wtf^i^, igfforante^ 
Adóaà , , raecpgliere. ., 

4M^nare\ Andàt& a spiare^ y adi osservare • 

Dal htino advenire . IKCapaflb. ne* bonetti 

MSS.^ parlando di un pederaria. - ^_ 

^^^Si me te nzonno-'n^fanetà q|a botS^^ 

),M'addóno a Io taficchio in ccbe me fceto^ 

B quindi paflk a Ggnificixt tKcorg^ersi ^ sor* 

pren- 



A D D j 

Jftendért * duce. Cant. IX. Si. $!• 
' ,,Mà nche a la voce pò se nn* addàiajenir 
,>Ch*era'no Ciuccio; e 0Ch*9n faiziooe,.. 
„Se le ncaaajeno ncuollot lo dtfanxjeno * 
,^£ nne ftcero jufto no. voccone^ ^ 
Addonca , dunque • 
Adiófitecà'', radiQppUrt-»' 
Addore , (u/ortf . 
Addorare, odor air. 
Adoiiderare , e adeltènw; MdùliefMtt , coftcmf^ 

Pere^ viziare. 
Aodormifceie, e^addormìy addórmiHtart\ 
Addò Violai irpafano fi i fervitodi qttefli- 
pardh per dinotare" generìcamente tutte le 
cannoni buccoliche 'per li cagione \ ^ che una* 
cenofciatifliaisi; ed uftialiflima canzone paftò- 
laie Pogliefe bà ftrrefìaw i feguentf vetfi : 
Td ob violale *» capo té rid dsaJ ns maxfi 
Xala . Tasi. Cànu Wi. S$\ j7 
,,Spezzaie 1' addò viola (la mprOvvifa 
^^Mofta-d'arme, e agghiajaiele-tatte^quante.^ 
Addòvonca*, dovunque', 
Addncere , addurre^ portate • ^ ^ 
Aftto j aTtté y j dicefi pfT Io piii'' del citriv^ *^ 

dórr . 
ATura., Io ficfi(> che ab , s&f>erùbso' caldi \ 
AIBttrecch^re ; afpètttirare' ^ ammaliare ^ in^- 
cantare y FaH 
„/N &:(re bli. na niaje{tì\ chis t'^afikt^ 
9, cU^ . 
ABattorato' , efiritàto/y ind^meniato^y amma»- 

lioÈù.. 
AtKcchiiénzeià^ , affeziomf , ptemutA particela*' 
te per qualche finsona spezialmente di di* 
itifru'aau%% 

A'> s^ At 



i# ' A F F 

Affegorare » e affegorà j conoscere , réntvisare,\ 

Aflfenniere , offendere^ doade il partic. affìfo.^ 

Atììerto , 'Eremita , v* Roinmito • 

ASkùf corrompersi y ed in confegueoza puzzare 
V. an^orbare, e nnammorbare • 

Affetta, offerta y oblazione* 

Affilato , dicefi de' coltelli ^ e delle nule lingae 
v« atnmolato. 

Affìfo , offeso : e no afBfo , vai illeso « 

Affittare , vedere , prender , o dar in af* 
fitto \. 

Affizejo , e affìzio , officio , onde 

Affizejale , e affiziate » officiale . 

Affocare , strangolare , annegare , soffocare • 

Affommecato , $;. affammato ^ benché talor^l 
queQe <|ue voci fi confondano , la prima però 
vai pròpriamente annerito dal fumo , come 
farebbe il dirfi d' una danza ec. e la feconda 
* vai curato a forza di fumo j come fon. i 
falajìfiì , e fimi li • 

Affrijere , affliggere . ' " . 

Affritto core , Mese Ai nel lo^ tapino , Il Lombai** 
do parlando degP illadrì medici di allora D« 
Alteiiis ed altri , che fiirono Accademici onò- 
^rarj di quelP Accademia degli Afini , dice 
t^ant, VIIL St, 40. 
3,So cciette « e' hanno fatto no gran flauto 
„Ncopp' a ttutto , nzì ncoppa Ta bbofcia j 
^,E danno fulo ccà pc ffa taore 
„A fti povere ciucce affrltte core. * 

A flffQnte 5 tn paragone , dirimpetto * 

Affrùnto , affronto , ingiuria . 

Apxiffàxe ^fuggire y partire • Ci pare 5 che dett. 
vt dai Mtino aufugere • ad ti fignificato ia 



à G L ti 

i ^ latflelTa • Cort. Mic€^ Pass. Qanu 

yiL sf. 21. 

„Cossì Mìcocn cottenno pe corrivo 
^Affìif&ie iqnaglia comm' argiento viyo,^ 

AflbSàrefella » gìrsen via , partir cifSamsnte • 

Agliata y piatto agvMte sompost0 -d^^uva imma^ 
tura y anzi agrista^ acqua , sate y origano y 
od aglj pesti 0^ 

Agltatiece^, sorta i^ wva negra conofciutiflfma 
.fee noi da «-^^v/m^ cio% ava gfoca^ a diffe- 
rensa della Latina , che fa altra bea diver& 
qualità di vifvir. 

Agliaro Y stanza da conservar vasi et* olio , if 
vafo* fteffii dell' oXìory éot Ifi orcio , 1' utello' 
&c« che agliarklo^, ed ogliarulo^ par cKcefi . 

A^bruTo . Male agli eccbi; , che confile fieH^ 
arroflimento della palpebra . DbMfebbe dilli' 
àCcBiaruloy gtacCTC aechiaro^ dician* noi P 
occhiale ., e qti^fto incomodo pare, comr 
irii occhiaie fogli occhi- • Tiorè: Cori. W» 

. Font mi 

„ E"- pe golia te nranna n* agliaruTo , 
,, Si tìon le daje no poco de (fa trippa : 

' Per" inreltfg^za di qttìefto^ lu<»go éitnto con- 
vien fapenr , che il hoflro volgo crede , che 
venga quefl' incomiodo a chi non ha (bddts- 
ikttx ia voglia di ^{ualcbe dbnpa gravida • 
Kletite i più fàcror rra nói ^nW quefte vor- 
gUe". Vi n ha una infinita credenza , e nftn 
minor rilpetto* • Mbì non fé ne (aprì nufla 
di (iciiro, peK:Ub fono le foie donne , che e« 
feono gravkKe . Se una volta ufciiié gravido 
«a greiT Fifofefa, un Naturalità, na Rédr, 
«n Bootìfón , fm Unneo , ù tiferebbe in chhU 
ffo la faccenda . ^ 

A é - " ' Vaglia* 



IX A 6 Jl . 

V.^S^'*^H?^h nonx^ '1 fola arroj999i9M^^ \ «tzi J 

3qqI gonfiore nella palpebra di fotto^ c.talor * 
i fopra., fimije ad una^ffncchio «P a^^Iio , 
od ut^lk)^ donde ba tratto il*apmft a«zi dn^< -i 
da ocehiAf* ^ e afchiaxuU • 
AglLoteere , v. gliottere., val^ soosÌìAl cmdfin fétU 

Agnano , lago famoso vicino Pozzuoli 9.,abbtti« 
dantiffima.di mvmtt tincha:. vl^ha riQterj<«^ 
ziona )y ^.potu d^ agoano ! cbe - vaL^iwa* 
XP Ppfat il mo^4^ X. Nii)(a*dV agpaM « n^ 
ffoccèlà : e -detto-di Una donmcgia^ 

Agne , offtl » . 

Agnelella , v. Gwklha , ^cd AagioleUa diariiHH 
tivo p^ donna dz.Angioì^.», 

lAfnilo , e -Agnato y. Aggelo « .^'- 

n Ba vede quale s^nknKiJb (qpa fta fopuui 
Arteria • Uva immatar^i » Avi V agrefla y vdie • 
^ ^ ofvet't^f tonate^ cheriòno cofe 4Upiacavolt , 
come l' agreftà al^ palato • Si prende talvoita . 
in feiilb 41* danari « E'^ diffidile accertar PetU 
mològia àk cosUflrana^nMca&n • Noi arti«^ 
i^Kieremo di .dire. ^. che jpotrebba eflfer venuta - 
dal trovarfi^ne^ rovefcl delle monete -di ra^^e - 
di quel tempo battiite^da' Filippi U. # JÌT. 
IMI cornuoDDia con grappoli cT 'u«a>,e coUa 
.kggenda :. SubUca .Cgmmùdtèau ; • coli* al* 
ttz : y /'gitati y & ctufodit^ QiieÓo -«{«aio 
* it^vkva^ aduncjue pot% datrvOccafione alla oen^*. 
jninazione hvfx^a, di Agresto^ come^ ali* età •. 
aofUa. la fieora^ciel Sebeto>£i danoimnar Sf» 
àeto ,lò feudo groflb«noft€0 • Era ^ tar*to pia 

riraU quello scberzo metaforico foli' agr«. 
, guantochl. athideva aUcoaofidHt0 a{K>l9* 



% 



I ^ 6' G< IV 

g^ «ellar Volpe, ecKtadicava U dUOtolti^ <li^ 
ghiagef ad aver«;duT«i>l • Chi tCHiofce 1^ ardi* 
Ulta de* oQftri tiadatì^ mttaibre , non dC» 
- pp!r2»ri' qiiefiaf derivazione , die proponb^ 
no» Cori, Mkt. Bàss^ Cam, h stì 20» 
^ . Pefxè . » . Nbflsied^ deaerò T agrena , 
w-^A corrivo xhl fece la feita. 
F ÌÈLoSf Jbt. IL se, a. 

n UflOkcbe da. {Mtrpaeoi ed ha 1* agtefta • ^ 
BMano 

„A- nune moioglicarÉ, e^il^ dòte no I^^noae 
,3^11o aveirite , e^ quantetate agrefta^. 
9^E fS co cch^o^nen fé p6 arrevape,* 
,)Sia acsha-la b^iezza , e* fr detiare « 
I J^giireio , e aorio-^ augurtù . 
; Agghiaiare» Gelarsi , resmr freddò tahra ftt' 
I sknere , da* Jafo , eh* ì coffotro dall' ita- 
liftBO Gioffcio^ Qmcc» Cam. XlVi su x8n 
yjCùtwt» pe f le bwie ^ (è feotctte 
,>Na cofaHìredda ftedda*^ e fs^^ggkiajaje •* 
"Val pure restar sorpresa , stupida , attonh 
^ l^ff , perder la panila , rimanere fuor di se^- 
I derifU^^da i^ , fiirt^ tf erto tnducente tor- 
pore , e flopidezza a chi ne mangia il frus 
[ 't»,.che naic&ffm'i grano^^ còme il gioglio. 
Ag^llicrflà, aggiustare , talora /ii»/>^ , malme^ 
nare , cottie 11^ liti^$^agghÌ9Sfai% ppe le ffe- 
tìm 9 'V ha 6tto una folenne baftonatUra , od; 
un cattiva infenncf psefip èfi Siiperioii ce. ^ 
Agghfognere , aggiugnère . , 
Af^tdeio , e -Aggkho V i^tdì^n. ^*^ 
Aggitto ^ .Egitto n.p.^ e di Re^me in Oriente» 
AggrafTare^f. prender ^on futi» , dicefi pro^i^ 
meste •de'g^tj qnanda mbbano qnakhe co^. 
Algrancare) aitrttrsi i nervi delle mani fOx^à^ 

• -' Agj§- 



t4* A G G 

AggralMS^» 4e (kiddo , vài ^ggi^miaò A €flMe 
mani , «d ^tratto vC^e non k pofla roao?e- 
«, ni avwlerftfic^-t - 

A g^a^eja tddcir ^ laìinifEiio pirib dalb ootf^ 
chiufione ne'tempi barbari inventata da' Fò- 
renft oe^ memoriali, che poi^onfi a* Gim^i, 
a grazia st$ JD»»z , • vale fer mtam^ sfasci m^ 
li s si ma , come fine the' Di» Òv. 

Ag^ratrogtÉl % gvvaig^f r efedra pnr mtétwigliS^ 

Agricciolì , o fentirefe aggricciolr) vai sentirsi 
srfi^ciar i ^apèiti y raccapricci arsi per- la 
paura f e per rincrescimento^ •^ intirizzire , 
quindi Aggàcdolvif»^ 4^biadato\- 
' Aggnffo . Scoitcerto grande^r £' comnzioae' 
dalla voce 'Ecclisse'^ La\ voigàre credenza , 
che V eccitffe fo(se itno' (concettò nel Cielo ^ 
ed una. rito tra 'I Sofe, e k» Luna , o^nioae 
che duca ancora txa'Cinefi ,• ef^i Pòpoli dell' 
Oriente ( vedi- /' Antifmité detfoidée di Boa-, 
langer ) , fece indi credeoe^ ^ che annnnziajse 
a4)che grandifiime guetrr , e fconqnaflì full»' 
terra* Om» Uh, L * 
$, Collera fé picliaje pe cchilP'j^lgriise • 

E lib. Ili: . 

),ÀzzQcch!b no ntravengtf qoarcfie aggrifso.^^ 

t.asanO' '' 

9, • ^ . • i • é *-i • e tttfrifo a^rilse,^ 
,,Nm femmena le mmove, e tmto i nganao; 
A^gu^eto ) agguato , guajo f> malannù- • 
Agguantare.^ afferrare* - .^' 

Agguattarefe , maeC9ndersi con fmgarsi il piU 
Sasso' efie sia pouibile acculacciandosi , ^o^ - 
ms per esempio sotto di ^«alche letto y por^ \ 
tiero , dietro fualcif porta , fratta y ù stmi^ 
Je ^ accovacciarsi • . 
^ ■ Agaas. 



ALA i^ 

AgKuma • {^H»si^ a»no^ . E' cornmont del la- 
tino hoc. anno • Gli Spagnooli anche dicono 
oganno • Porta d' aguanno , (peci« di efclanm- 
zlone con giuramento^ come il fottr di Sacco 
de' Tofcadi * * ^ » , 

Ajenella , sorfa di stanghe , travicelli ^ che 
diciaoi pure chiamcar^lU ^ quindi il diminu- 
tivo ajenellstnt . tau 

^i Ma tu ^orra grannlfsema nventajtf 
^y ^^tenata da dinro* d'ajenellune « 

Aieniello, e ainielloy agneUa 0. 

k]txO\ jfcte ^ arhm 

Ailsare , diceii dell' iititar He' cani contr' alcuno^ 
e meta&ricamente del {bmentar difcordie da 
ft/oTA» ^ jr/^a j presi liò.j cum impeto ferw > ck* 
^i propio de* cani « 

Aifaxe, al2,arey sollsDare, Tas. ir ermo aija , 
s^ alza r elmo* E voce propria degli artieri» 
che £ut femire gridando in ntodo particolare'^ 
nelP akare di ijuakhe giran: pelo a^ Ibci col- 
lavoranti alio atfa. Fasi. .... 

ir E non fiepte autro 1 ab aiÉt, e flrilfe ) t 
^ botte • '. 

Aisà 9 aizà » ao^^5 anzi , isà^ afzare ^ .v» forc* «^ 
re , fofir0 • . 

Aita , aitate , età , etaJc # 

Ajofa » ati.ondantc^e3iitff\ CoH gfasci^t^ ipazié* 
samente^ ed ifr vijt su ^ Fas»^ 
^ 'N .chefto venne Guerfofi^ éii^ : ajoia. 
,f Sfratta mo priefla, ch'^ na bona cofa ^ 

A Ja babbalo&ia ^ sciapctMan^u ir« a, la car* 
Iona. " ^ . , 

Alabarda . »E' una fpecie di picca , infi^ha oro-' 
pria de' forvienti pubblici. Appoiare T alabar- 
v2l I fìgniHca mangiare a spese altrui , ed % 

tet- 



termine In^ùnofòpioprìo dqjIT kxmxoitkt\i^ 
Viene dAhFrancéfè imkéimrde ; e qaefto dàl"^ 
Tedefco hatUbard ; Oggi più comanemence-' 
dieefi. Li barda. *- 
A la caclooa.. éncwsideratmtte^ie i C9n frasca^ 

A^la*llertìr, m^Il' àHèru y^ritid^ in pièl 

A h ntiafatta, alt* tmpensatét. 

A la fcordune , ed a fcotdniie ^ e «fsecoxdtee , • 

al P impensata. .# 

A Tattaatan^, «-^fami»'; 
Alare. SbadigUart p9T istracgtéxZMyayèr fmf 
mr: DafTò Spagnolo if ^^ ,' die dinota là * 
fhfso. Orìginarìanaente dal Latino Miìua « 
Quindi gì' Idiotifmi : alare 'n fiàco , desi^ 
der^Tt molto inconsegt^entementf , star siftzét . 
quattrini i ji senza na^tnagltaf COBSe v^lgaiw 
mente dlÈianiò»'*^ 
Aìrtejo ». ed "Aliano , IiarÌ9 ; 
AlftthannD , scHarrndo P albàr'f afP*aIBa ^.. 
19//0 spuntar del dì i Fasr 
tr Vaitino chillè ddarbatme^ ^ ^ ved^ cteUa ^ 
„ 'N cnorpo ft le novìe U cacarella • 
AI&8rnu7£»w Sorte dr'veftt^^ quella ftoffa'»cIio^ 
oggi chiamafi Barracane • In Spagnfiolo At^ 
iornoz* E' parola oggi ìdifnfata . L' o^ il ! 
Oonete MTccr FdsstCairtr'iy.'st. yr 
„Chifto eh' avea perdQto-ti'denare,.., 
,,Ghi)lo h ccanze^a biiadie; e i'àfbemiizs^* ' 
AJcanzare. Affivnrt aconseguitr\ Vbce refta*. 
{» a tior dallo Spagnarié •- Oggi -vai ^anche^ ^^- 
vifare , schivare . * 
AkanzQ . Paiinnente con parola tima Spagnuo- ' 
b^diiifi'q«cU»^r#^/# 9 Gbe* fi manda pet 



» ì 
> 



A X4 E Mf 

firauniTast con anticipazione di qualdie otm 
k iettm ai;Siip«iforìMimftrt. pnmarckcgian. 
gàno , e fi fciofgano ^lle par lo pubUì- 
eo '. ♦ 
A lo ddeieto ^ étlP'uitimo y in firn. 
Atea, ed Alaca-, ^4f*<^ '^^ j' erbar marina** 
àXtfk. Starslefi vaie fhuiijÈltMt ptt grtm 
fame» Sk accompagna queffai fraie. con-on 
gefto ( pciehì i Napotetanr mMi' parlan ma- 
no co'-gem^, cltecoHa roce )'di aprir laboc« 
ca , at &f:vk la croce fopat • Ufo teftato ila 
Boa foperiltzione fciocca ^. per cui crefcvafii^ 
d>e neir aprir la bocca a sbadigliare ,> ccMfieT- 
ts!^ qu^t moflWBio fe flaglve , o gli Ipirid 
maligni ad invafar taluno , e percib fi chili- 
deva k>r6 il paf$o con una croce , dalia ona^ 
k fi|igglva0€^ • Aacor. Mgi. neslt sbaaiglL 
isioltiffitni ufano qaeAo gem i getto^che ibr-- 
fe preferva dagli ijpiriri. ,. ma non goarifcr 
àdla &ne;. Deriva i' cttmologta dal verba 
é^Ure , sbadigliate i ma vi ì to fcbetzo 9 % 
TKOgliam dir bisth^iò fait' Mhpb Ebreo» ch'ìb 
prìadpia.o^fia lettera iniziale di qiiell!AI&r ' 
beto : Onde par, ck.dl^, cbe fi fta a noa 
aver cominciata ancora» n^ a mangiare ).n^ a 
procaccirarlelo • E' nota !»• parola Alefk' 
anche a chi ignorar 1' Ebreo v perche e* in. 
contra nel Iveviario j -e: nelfe Lameataaioni di. 
Geremu. - "^ 

Aleg^re corrotto da el^mre ^ sc^liertj. * 
Aiennento » alimenta ^^^ ad MhiMntù è 
hìtvtxitt^^.TradimentL^ ingrani. Parola inlus 
ramente Sps^nuola^ oggi.aimqoata tra noi. 
Gli Spagnooti dicono Aieve il ttaditore » e 

éUvamemt qvàtuii s. n^dimiff$9 # .L' vtòu il 

Cor* 



tt ALI 

. Certefe nei feo Mkc. Pmsti<Smt^Ih' st^^.^ 

Kxìmiò di un iilaftre Sciivanìo cximinil0 dd 
E> tempo • 

„ Ca canofceva tutte T alevtnte , '^ 
,, E fapeva d* ognuno Io fì*atuit. ♦^ ^ ^. 




. gnifica la ftefto , cioè BargiU^. ^quì ASi^ 
• i^asT^ Confi IL sf, pi » 
' „ Oli biato chi itafce a ffo deftipof - 
h „ D« k BagUva feceio Al%07^tmò • ^ 
AHetto, ed aUlcttOy.^/^|fo , ch*b por tiwto d*^ 
un capo^ del noilro Popolo cortiipoiideattf al 
Tribuno della Plebe RonuMl^ , ed d Dtmat^ 
€0 de'^GrecF^ ' ' ' ^ ' ' 

Alicante, elefante- i nottfltnio atuinare* IPmùom 
Taso in (mi(o d{ nefanda^ patlaiidodelte cera- 
re di SodonÀ • V. Lifante.^ 
„ E ddè natara;^ mennecaje P'ai&fe' ^ 
^ Co cchilie ppe: lo vizio , (citi , alifiititr** 
^ligqo I ed Aligio, n. p* EUgio * 
Aii^a » ùilvif^y V. aolira * • '" 

^Hzfto » staiìglUmtnio'f iir piar: altero:- • >- 
Hkioja, tf/ol', pìatHa e radice «aedrcisate^ e rcsi^ 
fidsff, e la resina ietessa a mar issi ma di sua 
natura: dioesi Fècce à^aìojét pdtiCd per efMÓr 
car^ d'un chr*a^ia un voltò ben disgaat^attr 
Alo mmacaro, ca akmmacaro ,. tf^^no V 
Aliaja, allacco, iaja^^ v. abbaja.* 
Aliancart « Mmìr di sete , o di fimct n d^A^ 
d<rio . Ditesi generalmeòte dt chicchefita éé« 
aetaco , od affiamo , taxt proprìameate de* ca- 
ni . Potrebbest derivar» da ^yx^*^ , sorrior , 
tal effendo la sorte di chi^ aspetta d' eflcr 
ba(C>iato, che di ckì si muor della fame ,^ 

frat* 



A fc L 



if 

tt^ttmoMp^tU qìi^eht àifiàó , od «mano 

ijuto , che o Ardi , o non nai Yieot : o da 
^X«^^ « fodia , fKichè aa cai fUsgrazìata ai 
«ente lacerar k budoUft ia aspettando, . 

AUaicavc , rallimare t .Fà$. . 

. I, Vi ca.mur'atie iallaaoiut.ata gannelta , 

• ,^ O mefiat'auqu^ ^«i facce }o gtaa' catto . 
AlUvane)iire , ha^ar moliissimo » 

Allaztat € , tt/ttfcovre » oitringere • 

Alienare , sUncofsi ; dicesi però Cavaìh aUeadt^ 

' per aTTexaer.a knghe, e Sotti ùti^9 , e car- 
riere; e tr*aliacaaMjite detto di uomo indcfeg* 
so allo atucKov e aùnilé «cerciaio laborioso • 

Allentare, akUstart ^ snaccan.^^ 

Ailestuto, pfmitc , iato , arnmMit^ • 

Allessa » castagna, momdi mia in it#jtf<s » onde 

• per deriàieiie detta: d* uà tioino insulso; cioè, 
die non anderebbe cosà, ae non «algoso del 
basso popolo » ma cocBir nelle case particolari 
tzì vitraoda-ai prepara »■ cioè eoa sale, ftiiisi » 
o finocchi &c. onde. molto sapida diventa, ai 
afesse riguardo «^ 

AHe^vecare, asciugarsi t dmuir mtécuuiccU ^ 
iosamOité mètlm di fame • Fas. 
^ AUevéeeaie Taocrodc comoie a ccolla» 
AUeTerenaeja^ riverenza* 
AUfcordi » e allecordà , ricordare, v.. arrecofdà. 
Alliccare , kècate^ av§r faru * Faa« 

,, Fatte sto bene, ca. porti oa* allicche « 
Ailiccasapone , per dispmao dicast delta spada t 
da che ì noatri aapofiari con osia lama , o 
aferra reccbia di colteilo prendoa ' quasi lic- 
cando tA aapooe , che .TeRdono , di dentro un 
cttino , -AcCBdoct f rima certo ano coinè di 

aabcL- 



* éi 



*• A » > ^ 

ferraccio. 

u, jRtfn^^ IN allifpire. Fai. 
»,. Chesto torna» lo core «li Pagine,. 
„ Glie *a pr^nina ad «iliceiàt^effaiiD mise; 

c;ejciciv.o straU\f[éb^ 
Àilippare » fuggirei céiHr fmtósmnifUet émimt M 

fùitA , Tr -atsarpare , sbtgaate'. 
Atlocignare, frcdfé » gjaiut ikìmàpoioìo^ trasla* 

tamente ìw^olgen' m quMu maiàuno » ■ i#r« 

,^ Accessi 1 ailoctgoaoa W cofo^ 

„ Daie nomnik» gsappone Aonore. e Nnor». 

fé\ ffdHt i^ffi^ «oitf a guisa del gran Me* 

eenate » qui non ommhui darmiehéiy^ ?• 

ponejà; £à il'iiiauuia« 
' A^gghte » 0ÌhrgaH » mpUr$ » onde 
Alloggìaiiitcnto , iocania » 
.AUoggtaaMQUro 9 htatUici^^. 
Alloggiaiiieiitara , hmaium^ cr-pcr déruìoiie. 

ingiaria datco dì donna, pubblica » cu P 

OMorìfioo , ma ifonico titolo di Ishm Ummasé^ 

ncra^ in senso però osceno «.pus diamo* 
Aitogliiero» affiàtatùr e^caaduiior di cavdUL^ 0^ii 

cdtomt : Tocc però»' antiquata • - # 
Alk^hieri , in* a0ita . 
AUoja, grido d» giabtto per cbr h-hycome di» 

ciàm Ba/atw pcri^Keilo^-aiiaon fatte» Fas. 
nJB mmt pftt ÒM-^tao sentir ailoje , 

^ ir Qtiaono lo icòoape^ da l' aggence aojo ; 
Aliommà, eL.aImmntà>i mtAf d^ amorÉ 9 acceadg^ 

f/y Y» imicd^e;. ?al «oclic fféardar^ 



A M M « 

itmmè dwit$à t ed aaintCtém , fU$i4im€nie 

eompTiniere • 
Allopato , eailùpat», affdmntù^r^ -allancaco, è 
. par {ftankapio, onde «e U>h€ dlhpédo , »al se 

X\^ tracaniitto» o ^<y vorato con JÌMae-Ja Lupo. 
Atlordà , sporcare » cdcarsi, 
^Allocgio, «d allQOfgio,-T. >arliMJo 9 ^r«(9|i^ 
Allotare i^ sporcar iU ht0 , o /<fff0 « 
AHotta « toftf 9 «pmtie di ^gìAnaacica quMto aii« 

tica» tanto usata « di patere a^i^tri Laiza- 
'-ffoiii,-*! qtiali'coal 4iiiiiaftagoiiOjcserci«aio*le4o« 

ro mirabili forse*. 
AUaoco , -grido aìtissimo « ^vr/o. » ^ nìu!ate^ onde al« 

laccare, gridar forn con sfgnt di.dàiafig:,*foiin 

<da|r uccello detto ^iéZoic'co. . 
Aabriioeo • Aidbrono • Nome, d^iin •ottor toI- 

eare famoso per aentcnxe prof erUali , ma -k 

Mcerta 1* Bra, in «cai -TilTe. • Se si 5ape(fe,.fC'* 

trebbe cóminciarri a tcffere la sene ciono. 

logica ik!* fooi soccedbri * Coit. Ras. Adi.' /• 

jSCm U 

^ CsL difle buono Ambcnoio.* 
Chillo tanto saputo , . 
Che «empe, ohe ciuores, ce-sapeTatiicIre, 
Ca fàcea.ttale ticmpo; 
M Difle Mz ?«ta : Stente : • 
.^ Ammose « e lo cetrnlo ^anno a. paro , 
' „ Doce è la ponte, si lo calori «ammaro.^ 
^Imoiaccare , pastaro.^ premere-^ éaUart^, schlae- 
-dare cnlcnodoicoi pie , e ^coHe mani , o eoa 
<|aakhe istramenio coocundeoce . Ammaccata 
la sella» 4ftM' ia:>iés»a , avvilire , dibassare 
altrui i*orgogIia^ 
JLoMiafiicare.^ r. agpttoe , attoppare ^ attapp,ire: 






21 A M M 

detto dil m^fàrot o si» il tufàeduoi» 4Hài 
hotu . 
Aromacchiare , spwcurt^ far une maetkia tm A 
qualche ahìfé i o iìmiU , vai anche hieivar^ ,^ 
ma oggi non più è in ìmo ìq <)ae«t<% aeaao • 
Am inai a mente , appena. t 

AffifiiftlUrt , pésiau , contunàtre , smmùlìire » ìjìM 
sellare . Ftfir. 

„ Noi» motze pe sta botta» e pt stoatatob 
,» Ma jMi'ono s' ammtHiie lo poverìckio • 
Val ««che , acdéiiaf^ # Dal Grece iM^iurfiv^ 
MmmolUsco • Ciircc. ///. '5r. i* 

,y Comnie' lestaitaò tsite sd«Uoflimate 
„ Sti povere dottare eaporite 
„ A li caoce , a li jaaaieeàe , a la t|||^te ; 
„ Che l'ammalUAio aoiiiflì*aìnniek/Coatt»# 
Ammalancool , inquutafi , mmmaìirmOMé • 
AmaialatO', maUttccU • ridano di mala salmm^ 
Ammareià s andar ^ia. % 

Ammarcnaco, dicesi del pesce paeparasb «ettcer* 

ta tal concia. 
Ammarrare, ChMtri\'faratgMé^ Dallo «p#* 
gnuoto Amarrar , «he dinota U^art stretto ; 
Ónd* è paCata questa vose in tensiiei di ma- 
ffineria alla lingaa Francesa » pre(ro i qaali 
ammarrcr un vmsuau Tale kgario « e assic$i^ 
ratio bent 'ìM ierra • ^ Va) aocka sijf^orrt. » <••• 
prirt» 2^x. 

„ A la .Lima le ««orne V aeimaarare • 
ry Navolc 4naie cchiù bme il mieae ««ieano. 
Ammascare , tomptéodere , <t* aaoasare • JKc«» 

'„ Subeto nn' annaescaje le fpnsiere-* 
Affimasonaie , accovacciarsi ^.isGcidera » riihmrsi s 
tasa • Dal latino barbaro, «oifap * markàomis^^ 
ì JFiancesi fecero maison\' ^' Itaìitm magione. 



i Napoletani con miiiofè.aluruioiie di stmo 
1 conserTaroao U rp^c ammasoaau {'ìrp».Mà 
\ fiumùmum ) , piuttosto pir ^iì «ntmali , ehe 
per |rli uomini • a.*qttali solo io tenio traslato 
il applica. Cori, Micc*'Pass. CaniJ^I. Si>\i. 
,, Ma Ì0L^ pe strac4^ciaa era addormuto^ 
^ Ifib peiaà «e jcttc ammasooaic . * . 
fuma» 
,» 'di' attortamciue ll*^ia ammaionato • 
Amiattfiafifa . . Batut^^ tou furiai, , « Kovat ì 
Fraoceii jdicooo , a tour de Ìms • Vicoc l'eti^ 
Biologia » e la mctafbfa dalla naniera » coma 
ti batta la lana , jiUoiciiè fi.iifafloo le ^acc«. 

n Cha -pò no loorno so amtaatarazzate 
n De Jiaacfa, cka n' aggiano cchiù fammc • 
Si trasferiate %>dsaoiar c^pnn con tosnhinéQp^ 
pia t (be non lasci peuctrat la luco : quasi «o- 
leflè dite ccpm cùm mmarssH^ Ma cjucaie 
Jiasiaao ^ ppco. ia Jlfo » e qya^ii ardiremmo 
dire «^ :un ccfor di liogaa del Fatano i' 
af«rki i'dbpraeo , ié noo parrà un eresta al 
▼eneratoii di quatto Scritlbr claflico nostro • 

ff Ma cptatmQ 4>o <la oioite amnMtarazaa 
„ Lo nigro .muonot ca lo juorno è kik *c.^ 

^mmtLmoti p ^fender, pieno di coxiUMomf pista/ con 
pugni • .calci , j> hastoac^ Fàs» 
„ Po ifana , e ggiaoneocia «o itale botto ^ 
o Cile nne-festaie «chiù d'ano ammatoniato. 

Ammattcre, v* iliratttce , incomeare • Fas, 

„ Spiato pigltaje «no pe n' aotro , e spiiso 
•t Po l'ammatteete;! e diflÌB: obcbs-o èìdb» 

Ammaaaar are, diceti quando si gitta uoo io ma- 
re cktuso in nn taeco «con- péso di ptet^a 



14 A M M 

appiè • peieliè U tifi mbico t ftodo • 
JkttfiamrtttQ , dkcti del |Mile.BMldiMCiMA 
ptggio com » ftmbt ùoa bum )|ea ItfiMi 
te » oè poato a forno bea io£oc«# » «Mid* è 
paatnte ^« 4i mal xolorc* . 
Ammazzoccà^ 4}iccfi 4tì U0O, # tMnaf e quaad» 
ti batte nel liiaogaiko ; indi «caabtaaiaiit^ per 
>dar dell« tooorc baste, otndc imprciaa tioMA» 
ganipf ne poscia pemiaof nti fc^ * 
A mmeia , a i)a?a» a aùiiU, d^lsmmmÈt^ • 
Ammcoacdi ^ mBacàttrt • ' >) 

Amincoeeci^ Stiummarf* t. smaotscà* 
Amoicaae » v«cÉ piasi. tialTcbico^rfteea.» obe^* 
ciani puro Acc9m pf^*€S$e. iRisjmìuu «MoacA- 
m didam citi non ta 4^afftifai daU' alerai to- 
lerfi o contraddire, aoclia eoa pf^ndiijo del 
^proprio defiofo » « dei darete ^^ ^ a.dkcr iMI 

ligio , vi/ éUmiiKéU* ^ . 

Ammennola , mMàarìé^ AOtt» Iìmiiip ». • piaact • 
AmmclTa . JBf fUma » q pare ^o^a,mmm » ali- 
nota , pifdim • •tfa^ta .n4 . . £^ Smm .{ircsm 
dair /</ miisd est delia Mcfii.» Ì9^ «oc^ò» 
aìoni di -qa^tce . fecole m tAa fo^e, Hai 
Dialetto. Si dica: ìmmUtH^ imo mm 
^ iato dmmisso , luta ammiuo 1 a ittita «aU?iaitca- 
<o aigoificato» Oi«. M* W* . 
,» E lo tadofe mio» h ghiuto aoMMdSaia 
M Sudore dico ?.C«ic. tfioUdoiie • * 
AoMnicu , 4im4o ; tpi/Sfi«o ^rò par bMia è F 

mimico. Fai : ' 

H Metta mano da Mì^o, e ^o. guardia aapMtua 
,» L*ammko, e trutta to A&rcbe 4e paglia* 
.Ammido, s^pefoÉtOt jcyy^M^ 
Anioiico, JT, i«amaieto, torta di poU^ft cipiai 
per dar £orpo» iC aoit^aa aUc J»ia|icke%àe , 



\ 



A M M t| 

ìfitaio èì 'iiktao %<A krw tdio; di ìm>»^, 

m^um^ r. Dkiscorìde. v 

tettitto • qoel pffiiBo^ panootino , cte éi meft* 

' y.6ic«r4atc «tU« toctana dintorao •! coito ad 

vettirsi dc^Sacfi a^iti pet crfebftr Uflieia* 

Mft '1 diM è ' ifimao ammbto , vai 4 éndàté te 

• «tfl9M • In roiHna f ^ 

AiMBoifiarc » cb' a n H asf e nai e p«r «Keeii/ Dar fa* 

acUta» wqtkmrt , /^ ^vnir nMUim Voce io* 

tkiaflKOCft ^a|;ii«»lft » « da cIS iaaciacaci. 

gp » • * ««•'••• •£ Jl Snatiinto 

« Li iisrghe a R caaile aiMiio a^tta*» 

^ Nff fica Q* afluiiof€«NBiDocclii& cfae Mao* 

àfnfioja » eolT accemo » V ieaia netta penotdsia 
aacmido la bìfogna ed' vieivoy del tanno amBa^ 
id^ caomsJiMt Wflaaii ^ appreatad , aotiaaicatt 
a qni , che bai da farai. Fas. 

«, Zcfrooia mia , ia mone » dice annoia , 
», Ppa i:cafedk ia irita t'aie jdcata* 

Aoflaolato , rۤo t^Stmu suUa mola , eome si H 
a' odlcaUit ^^^^ « ac<KÌ««Ec. dkesi d' ttom, cbt 
atia a^o^a laato » iar coaa « 

dkffiiQologoaoafa « 4^Uvidiu^ ^er €mim$hni p T.an* 
aMtootaft. f 

4«^l0aQate, dtf p^fiitt udruttor ^ •caprafiona it%* 
aa da cerco giuaco di catca, dote le imtiiifi 
poflgoa da pule » e dicoast ^om mi mmH ^ 

,» Ed pgaa guaio pad eflà ^ ghKito a aiinoata» 
Aimnoiicooare^ amm^nócdùàrit écamiUart » ra^* 

Aainore^ amor*, da ammara» ^narf • Kcefa««a 



té ▲. M M 

ìRmmm^'h gtwd^(^ fistia v^Ml b tèi 
sidirava arienuminu» • 

Mét in^iùid^miamému, t, df citefe ; vd «oche 

operar sioitt HfiiiBer^ . 
Ammosciale, ilivmr fosche ▼• iciOMMciiKe; 
Ammonà , ed iunmussà , far mmo ,- wgmgmm^ 

ff^iScrsi €éHeré , JUgusiMm i Af • 
„ B Ccrotiooi «mmossatar ncs c« 
«^<:« zdtaptto ett dinno d'i^ 
Ammotato» da ammodrbt émmiiM^Vt^t <««i9»* 
jAmmcuatt- » if^ncan » ^isgart \ xmAt ammoda Ìm 

€Mpf> da fatane iìt ^tsaid per f^ftfr la jfrmu$ 

p§f .f^is&rt , xla altri io acai^ di diceU^re . 
ABoammaoilOy i» fiuiom, a mMt , dìccii dteì^ 

panni» o biaacMrie, ehc pia d'aodat la fan» 

4ato» poni^otiii io. f^9i« per megU 




del sodiciame. Mtm mmiammuò&9 detto d\Hi 
uomo tal jiùrlo za pnpon^ méutiérh érilm J«9 

AoQaecuao , MgscoMa » da annwofiiiere # 

Atmatamiento , fimo , r. meooM» . 

A&carelk , * da «)%• , xamithgé , iinm^d» • Oa 
noi s^ intende nna^ gambata da lottatore pec 
6r gir aìtenAii t|mie, v* traalatamcnte pc» 
jun Hurbo inganno • 

AiuBbe, 4ìnai «Q»'fM> cefaiA avod^ IT wiìchaitidl 

i fimtù v€cMot ù fier méUma ir&p^ii 4$ir^ 

mmunte, diMìha^ • £! pr «n avTef bio aljpor 

die in toacano,^ vai dacora^ ti ancorchi. JP4U. 

,t Da cheata, anche nne crepa» aarrà acciao« 

Anchire » empire « fimre , compiu ^ Aggio anchloia 
io fuso, Tal ho finito di fiUn ^ e trulatamco-i 



.*> 



\ 

\ 



A M e " »7 

Cfc^mf qutft^ voce Kiia dcilt pafolc Gre» 
ihe fc^fteci. Ayx?^ ia queir idionu significa 
iùr$o^9 oade abbiadi noi le voci Ancanlla 

. ice I^a Citrà di AnqHM preiuU quftfto no- . 
me dalla. qiryirà del Promoi^ofjo^, che ètccvi 

. il sBp aocico jTorto • Or gli scioccfai aoglieno 
ata^ ciuvi » e abbandqnati aulia vita » Coi^r- 
foa questa eticooiogla il vedcfai die nel no 
atro Dialetto ooo suol fiirsi sAptchigne t ma 
aibbene Peuo d^ aochi^ne» c|ua^i cbe si dicefle 
Pe^XP di figura curva , Zioti. Cfitd^ IJp ^a» 

, „ PeccU staici UpcP to.» pitai^ d!f ocIi]one.*> 
Anchiosta , in4ù^H$p im scm^rc^y talora (It^SK^ 
^ipei ischeizp dc| dbiosiio » coa^e 4if<0 a Vatr 
^kipsia i jamqriifltjè oiofta da 9|0iip8^ji.}ia^ cb'iu- 
ftro, in xnoiiistero, in clausura.. 
Ancino, riccio piantfo, ootJtsiaM) ftvtto di fns« 
xe tuuo sp^oe: soi:ta dim^ ^igoU^.c.distra- 
jntoto d' axi||uparey ia.<QacaaQ'rampiap , un* 
ciao : Ire de <4^ib€ » f 4^Hkiditi^ '0 mt^ancckc 
^ ^. aacinc^, y|| ruèbatc •,/$giÌ¥«^ii,yu* 
Augiao io questo ultimo s^a^y.d^ -«^^^^^ , i^mr 
£ortOf traka^ cb* espriintr. proprio il riiaf V ^-. 
Ite, o rami degli alberi per cogltercie i f(\|tti» 
quando iioa« vi si arrivi colie maai ; quindi 
Menatore granoiffcoko d' ancino » vai ^^^ 
famoso . , ^ - . . . . 

Ancuiiia . %.^nt^m^^^ iacudkit ^ F4Ì4 i , 

„ MsL s^mpc. i0 stiette tosta comwe' ancuaiit 
,, E cchdia facce drcea^ piiòia, punta» 
Andriè • iSfCi^ie di 41>Uq d^mtesco ^ L> 4tiiaologi4 

B A * di 



E 



a A N H 

S qMìM Y«ee è cBrion • Itecitoffi Su P^rrigi 
ne! i7o|« l^utfffiritf di Terenzio trad«fu » o 
ler megKo dire imitati eoe libertà dtÌÌNdf« 
jjt Rue insulta , e comparsa sMo i! oein* 
del comico 'Barone Madamigielta RtcoitxrilM 
recitò in efla , iayentì^ una foggia di^vettito^ 
l^ensando accoaursi al -cosrame dt'^ecft , -e 
-deir antica Comedta • Piacque qucata 'feggte 
imltiffimt MÌìt Ehime , e ^reaeo diveane uni* 
' Tersale , tonaervando il nome di Andrieuwt » 
fberdièiielln'Comedia eoa) nttitolata creai 'la 
prima Toha ceduta , e dura aino ad oggiA ; 
-cbe pare roicr efl*er ^ccUfita daUe -^PoWcclua • 
^iaic. Cani. ITL St. 41. . 

^ Certe colP aadriè , e ti perocdihie , 
- M*die ppareiflo cèrìfle de galere.* « 
Anta » Enea a. p.^i etoe fcmoa». 
Annecchia • dmmdl véteàmo di a» dano , oÉais» 
clìè 4ia finiti» di eder vitella • mn noa è aia* 
cor vm^a • Si traaferiace a dinotar nuaa IM^ 
. ia 9 e delicata ragataa. Om. iàb* f. 

»»Ciiefra a la Gaaa mia a* ha da fa recalda^ 
y,E ffi n^arrappa »*'iion e' ave apcMnta t 
' < »|Ha da venire 9à Argo; e mo,<l^è aanecckia* 
»M' ha da .aerY4 ^^ «me «G*fà ara pancaiii^ 
Annecciiiare » nkàfé'* - 

Annegrcgare e enm^crecare , rnmer^rt 1 éiiùtttais^, ^ 
mtntfi nelle affih^ioni , infeUcUart > -umI mtuiiar^ 
porre in 'Mia mrQ , quindi annegrééato » ot^u^ 
^raiù t-4apia0t anoegregato mtl vdl acufé , tfihit^ 
mi\ Cori.M'uc.Pasi, Cam. IlL ji. !• 
M E Ìa<ao>c catnak annegregata 
' • H Chiagnt» ntoppa la 'ttrra la rotaia • 
£ Cani. Vili, Si, tf. 
„ tPnetaa aaoiire ta-» -apatanaa amata , 

»• Pe 



A Iti M ft# 

;; Pc Bkft no^e st^ atmt nmpdgjM^ ^ 
Anneture » ^«2fre , nettate , fittgfbe^ volane Fask 

Sncamno annasa , e . pirla dcUtrtaecim • 
AiUKTinaiBaiiento, iMthmimmisnto* 
Anoereoare, indovètmra^ riuteìr ^licimiMier m 
. fasiche cout. " :* 
Anoevioaglu indevintìio'^ 

ànmà» f carisiia » mattcen\e dì quekti gnmr 
m^ casHt^eegusMt é for\e ^ eke d fé m ieienn^i 
MUgeadch fiiar di f4#M# « fer gueUk^ ee^ 
sa • Qaena voce può dirsi preta- dall' tralM , 
t beachè ti voglia ii^ noi portan^ da cowtQrop» 
a da* Saraceni , perchè ' aon< mar dira» cfedl» 
tt.u da* Greci , i quali V ebbero qaaai at'im* 
mmàrahiH ì e •eaza' dir altro in §. Mftr^cap» 
ay. §• 1^4 kjB^si dej^i ebrei , cb' ì«€oiì^àt»ait, 
^coo SÌQion Gireofo *»<«'«j'fy7«P«<^*^ *^'¥!^.f»- 
fM^^ Mivci» , cioè /' engariareno a-' prender itt'^ 
di se U diUù croci t cioè, di Cristo '•■ 
Atit^esca^Tofic aiidea,.a diiioata fai imiiósifet- 

T« aockioata •• 
Aopoja , e facce d^incro{a dìceai, pfecii^iih^nté * 

di bruta doaoa » M 97^'*\ paltor* 
AiqviUa., ooòsfi«a peste fluviale» e , marioo d0> 
ijg C^f 9 cefi dactak fffa^/ io Urne funàatuf. Di- 
• casi di dea&a delicata «e aaella. o cbe afiig^- 
§1 daUa mani ià^ayàitt , « iafiirabile> iat^^i^ 
acaate , I' 'Anoti» 
„ Jara tfauivo aiuio tu qoaafo a'|ì*)iag|tiilfa, 
^ £ mmo si (fatta ^aato a oa f allena • 
Anukcbia- diéeai per- derisione lui solito confe». . 
•arsi una sol Tolia l'aimo» ciaè nella sg* 
1? Pasqua ài R«ai|rrezione ,.e '1 Ttiiella d' ui^ 
anno . , '* ' \ 

àfloodcttce 9 mseodare^ unire t talét lo atfffo che 

B ) * aa- 



fé A W^ t 

niaottitt / ineagtiat in gota* 
An^gtia, ▼• nielli, 
Aaaoizare . ""Aur aver sarsi in gela . Viene dtflP 

Italiano Gotiox onde fingono te Tod Itelbn^ 

ingoiate ic ^ ^ " ■• 

Aonozzaroìeato. Vefeuo^det pianto f chi éiirimm 

gi la gola . Tass. Cam. HI, su ^» 

fi Li sotttimce » e aooozzamiente *^a ctai|||p^ 
iibteccstooe detto coi rottamente e per^sehersa 

da anteceff«re » magporf t preiecasan > io pL 

•iitecestuae. 
Antecofo, ed aatecore.B* corrotto i^haitieuere^ 

Jt ti trasferiail a dinotar ^U^ia. Cìucc. Catu* 

VI. SL 1^* 

. •;'C£tillo: mo mmo imne ^ete n^antecoiV^ 
Aote^orejat e antccorio « antico^ ai '^mdcamnhé 
'^t tfM ipezie di aggettivo avveibiale ,.'Fa$. 9^" 

«tre aoiecotio y cioè fuen'arfe ne*(Vttpi oJmM» 
Ancecunnaie • iinaìt %- anusino , gnmkiulo . 4 od* 

etf> auiticM «eH* loro ^ eeot a innoceaat ^ m- 

eempliciti ekbero tantopiùr scorrotto ti m/^ 

Ìnaggto , ^aato i^it onesti I ceeitfnii • Kk 
iemonc fiitta piìk vofce neìie eoe opere '€hl 
> tSignor et Voltaire . QotiBta Tocè oggi t dbw 
taata , e noi erro(6renHno di prontindafll' ; 
come arrogiamo di ^rne la troppo facile eii^ 
fnologie , da anfc cimnum. Core. Tapn$4 dm^ 
tu. <r. 8* 
99 N* antectt&nale area de fibnneiice 
•» Co oa pczzillo mpoota a fraaceteBe « ^ 
Afitemooia del lat. mtt amma^in pimd laogo» 

prima d'ogni altro Itc^ 
Aotoiino 9 • NeoBno » n. p. Amùnitm' • 
Aotoaeaseoo « tnnuiasmp • Fas. 



m * 



y |2beéto Tiito , appo tale antotelttn» l 




A P P |t 

't^ B b eiMt dtctale ^ e* A» tMtM • 

Astrite » N^cààcU nmse di fyr/io. MttHt* p«ff ani 
. dif di 8UVO tair ètìmdlogia di questa foce • 
Cèri* Féfats* Cani, J. H, ti. 

^, 4> VaiafleMc mde balla , e comprile r 
. n Rotecarelle ', comma so i^aàtrite .' ** 

AolW«, ad «Bira, ^^e. 

i^am «eoto » ìKetisdwunté .> / 

/wdttit«« ed Maire, iwire , dcèeppUttf àtcompàm 
gnare f donde sonito, ed aonnto. * 

Aoocare » mtgtUfdar daiMm, iorrompen C9U da* 
ài • ▼• eedogvBTr. ' ' 

Aodàe^ érìms^ r. pisciata . 

^arlnaao, ^ aoriotle , e/j^94&^ 

Ao»à, ed 4usà>, i>vi»7|^ilf« , usafe\ ttàòptrwfti 

Aotole^ V «l<r#'' if ' iimffr« » p^r tortcMo • ' 

Aotai o f. aliare • 

Aptrameiiaa , altnunt^i » aktimtmh. 

Aeiroctaoiò , ed alòtrettaaio , dtthitantù p dàaa- 
tro, od SYotro, «//ro. 

JÌ|iarare , «d «ppasaré , gwrnìrt , ahheUìru » irf« 
iBfir/i • dicefi propriamente delle doòne quin* 
do ai abbig^kntf ,' é delk eblesa , ìo PsIaggI 
ipiaado di panni dT arasti a* adornano ; onde il 
frof etbid ; n<* ha pedate U cuTttretle co V ap^ 
parai ara , atlorchè unaT dortna abbigtiacasi per 
attender qbalcbe féTiee kiconao , o' per far 
qnalcbe Delta ccnoaista » 9Ìk, resta del'aia « 
Qninin 

Apa^atora« craamiàto t; Pas. c« 4. ott* 7%^ 

imarare» por a confronta • 

A^Ppifflare» àuperari 9 ecuitn » 

Appagliareto t -^rnonUcio ,* avvilito per iimon i 
m(^ édUrmiiii4N » amaAufUa dal f riddo , a 

» 4 *s 



i» ! A F ' P - 

iralli . che dfopa miogiata k |MgÌi« li tddort. 
. OMiiuiio. Cmc€. Canu XJL Sl 6$* 

»t Nche arrÌTako» a le ccase ajiippa^enif • 
« Ncopp*"» li inatai^c $c jemjcno.. •.. 

cinto di eaglk iucffitt» 4«»tiio per pceeer* 

wlo dal romjpttsi , fo tmia che. ij fii » * 

iì dice delnccBief ! , ed altf i Vetti » « cmatt« 

. li t che ▼ettgoo io caiit 'Àa fiiori : uaahtai 

snence ^ircùoiaio* Fks^ , 

M Accolti fi a la acona |^ie ippadiat»» 

M Coiniii*'a mmiecojedi/o meao a r^aiiiiKe; 

Appaiofcjota , €dmmMr4 fo/f^ifùih p aUttsa^ 

M€ h fnu4. Voce derirata dai FéImcìo*. FW. 

n E le disae.: Appaloscia^ % ù mm^òf» ' ^ 

„ Da ata> casa mmardeua 1 foi 9 , fsra. 
ZwrA. Cor^. X. m firn 

M Vecco sa» ^kw^eii'^ gr.arios^ «gjj^jttt; 

» Ca Cecca è appalorci^a. *■ 
fa aeoaa di gir ^0^0 yia , fu^ h ff€W»^Ì 
Tiorba CQrd.VI.^ . 

» E anno venate ddo^; ^ suim 1 

»». Dove ai appalofciata I ^ 
*£PanaatOfa ^ Qu^l tayagUuol^ dlmm $4Ì4^ ; 
* ciu.ai acfrono i moaxi di staila per aettà» 
«e 1 cavalli , t^iiaodo san' bagnati , a dopo 
af crii atrigtiacL^ ET rimarciierote i* antichità 
di questa paroll . Matteo Spinelli ne* Diario 
ali aana xx^Z. dw-: Lo jwia 4e Santa Ma^ 
w# iilU Gra^U del ieuo anno lo Coma de Ti^ 
^rko maadao lo tjromhata « diceie a, MéUmh 
*V#Wi^a i>e Logr,^ , seji «^ riJ^T^ 
MitM Franciuo k di^se r Va^^ a A MoVn»- 



** 

I 



! A ^ r II 

f?, ^cSi ama meglh per isfa,9 cftr fiUé' §é$di'» 
ra dfCùrrMima st nt S€fym$^ per' appannaiom 
ra de* cavalli ^ e aliasse la' hauiera del Re 
€ari» iefhimot é vero Re , ^ approvato ialUt 
Santa Madre EcéUìia • . Rispetto ali* etlmolo- 
gir aoi penriamo che queito^ tovagliuolo , chft 
flfoi ftcciamo di caonoTaccio'^ in altri luoghi 
i dUmH^ è di posso panno : X>ade è che il 
I iìc»^ appaumare Tatto di strofinare», e nettar^ 
ti caTallo ; e perciò si sarà dato'' Il nome 
di appaoiiatora''alU stofigliat che serre* a tal- 
uso. • 
i isppapagnare » appanaar f^fi occhi\ cKind'er le pai» 
■ pehre p€r cominciar a dormire »■ Da Fòpdgno'\, 
che io Napoiicano dicesi i\ papavero^ serae 
iiarcofkO' coiioscintii&mo . Mas. Napoil Eclog^ 
HI. 

Nò paco- de zezcelle, dorè Atnmòrev 
Stracco dopo ch'ha sdirzo la campaglia^ 
Nce fa- la- noonar ella«, e a''appapdgua • ^ 
taeatt^j^ 
,, E li beirn^cchie pò T ap^àgbguajev 
Apprictto , 'affanno , impegno . 
Appasseionaea^f ed ap^g^ssioaato/^ par^le\ ia^ 

namorato . 
Appe i Ma*» 

Xppedare^^ e. appedecare y arrivare, ragpofhere^ 
tener ^iUtro • uguagliare ntl cnmmtno • o simile, 
Appetwaso , ch^^a fftme » e^ non si sa^à mai'* 
Appicceco, rissa. . *^ 

Apptccecerci inq^ietaràj ItHgare afferrare ^ a^ 
harhicar ,. arrampicata l cttàccatsi ài pnroU , a-- 
talora venir ancHe nllé mani% atcenikràt . 
Apmcciarc , auendera^ <>ìcéei dd'fiioco^ MI» 
OMidelVaec. ^ ^. 



" n 



%f 



'f4 A P * 

^f C& de lo Oftlo fo SCO Beffo biella.,' 

l Vài anche fiirta • Ftf*. 
^ ' ,9 Tornaraiio a lo caiMpo e^ aif <appMfie t 
,» E 'li capo soi» ppe ffitto atea V t p f l et t or 

ÀppHdgiio» pivolot iUfocdttoiot t. mafiifO ; 

J||ppila£e]one . gppilai^iofte t mal liìotifieaea , c^* «i 
medica colla làtnta parva iìtì fafnoao^tomHok. 

^ppiso y appiso » appiccato , sq$pesc^: -ttnh mm^ 
appiso a^ la. centara ; vai fame pùckisùmm €om* 
9d 9 oppure , icnerlo' smpre emessa » ^setvit^ 
fen€ a suo iaUmo, ** 

Appinzi, ed appeùà. ^pcriére ^ come Nc'tppii^ 

. . zafe ciento dòcate ; Appittà l^ttOceUo> gmar-^ 
dar fissamtnto » invogliarsi » 

Apolo |.' Molle • J(ox«o- • Si dite propttaoaeater 
dt^ile aova mal conforma ee , che talfol«i ftMii* 
do invecchiano le galline ^anno colia acorsa 

V.^ittoUe ; ma ai trasferisce ad ogni to$a «i^hl^ 
aci'aqna ^ e ^èoifice • Tiofh^ Cord: WH. 

p Ma frctnma , addove lalTo sbndfipl^a ìs 
n Poeu, arcepoeta,. 

,• Sciore de Ptiorco , e grdla de Napole^,* 
•» Che h^ tt vierze saofe, comm'à irò¥*apoIe» 
Obi. hb. VII. 
. . M Mo non àicn|e, che nnorchie-aecoa^ *po^^9» 
99 Che non se pò sape ; che se fii«a Hapole. 
jQucat^ è. traile voci di chiara origHl^^Gfccafc 
è»tLKo$, in qiKlta lingtia dinota mo!te\: ^* 

i^o^, appostare . ' ' '^ 

Appontày, cacciar la punta a qualche ferro , fitp^ 
un appifmamento disegnando il tempo^ > ' ò 7 
,hi0go &9. 'af)pontà li bottune , bottonare . * 

Appontamiehtò / fissa'^ioni ti tempo ^' i" fuogo pH 

.. fJ&sMfo dì quakha ^ati . 



* ♦ .r 

Appiccare t plécdri » taiman » wUlgàH » 

4|Ì>IW-» ^$€10:^ hwa, épiWtrd , 

A. pprkoldtif mcbio'*^ ..- 

AmiMre» • pintre* Ok^ anche .4//iMgMr< 
' dMMa «MTVtfrfj ». no^r iGr A4ii«^ bpfacda 
'" «tapM»^ <^ fuwiifiw *il terga 'm. 4ito di 
spri^Om tu oieufon è presi. AM' ap^ 
guiutt itcinioe jMNitifio comeario all' «/ii^r 
^ #f^ « eke fimM* i battimenti , alta quale 
taazioiie cerva paf cbe somigli cbi. sqaade 
jltsdene. Osi* tìà.VL 
¥f Ufo««0^,»iu> ao le ^cqpe ^are, 4 
., Ca si ao jcchiAit le faccio » n' appm^a 
Abbiami ^ndi il psoreibio di ^pui^i ^ 
moiiran lo eulo 4 h cohnnA % «be. yale 
, «is jsmie . Js ^<)if » detto par corrotta mence 
ht. cttte imu^ fa H[i^ Aa«^» da ona ben 
flifiuuite^ cosmmanta del nostro Trlbitoak 
obbfC^rio de* debitori , h qaali facendo 
tal turpe fim^ione so d' mia. coionncu 1 
«MMWó .«tfllta aMOai ;^1 gu^ pò rione i 
. wmmm «Viaria. • casiaò ^quiadf piK>scii4c 
debiti. . . ■ ^.^ > ' ^ • ,i V. 

Araicjot ed Arazio', 0>if^> m p# 
AriNi,.«l&«»'xt«mrìii?. omdf arbejarej ^/^<^| i 
scbiatir giorno, cb^ oiot diciamo scluari p f 
Afbasciat dkéfi^i Méght onde- 
Arbafdnsa^ mpitim ,1. Ntonato . 
'ArcriNsid».^.cd aielidHiacio, ^rchiàughi [ 
Afceprcrate |.«d*ArcepfB«ct» » Ar»pmi • 
) B 4 



/^ 



,4 A % & i 1 

«i««0, ^ahrosissimo • 
ilf cialo » orniro/a, aoto rfl«o iMokiMpcffr l»*ptt 
dà vìAo» da *Wf « « qaetto dall' xht^ 



3€UulU 9 toncha\ UHiUf. Tto^m fUr 4wo 

^««i' , e chi sa te tkott quindi tl^ «ìpue ^ lii» 

0tro hìcchkert , o biccbur^* 
Ardirò dicesi d'^iioaid ioitNffikO' irgp fp , «Ili 

bada a tutto » oè cilascercbb« il fiirto^sfiaepip.. 
Jrdelleggo, corrotto dal lat. Wi#r^,- aatOMtà» 

che si coflwniea. d» u» PiiaAip» «^ qoaklMir 

magistrato'. 
Aidica, ormcAt tfh\ non por te «t «chmimw 

denti sptnazse, onde di«csì p^r d^iiofla4MK^ 

dace^ e satirico* 
Jbechcta . origino » erba odor^aa^ » • Éni>t A 

coi liiotto oso il fii adle coaioO|^« par dac wmi 

tal odore a' piatti* di mkg»^ -> 
ANCchìa-, oTccchùh^ * » 

iltedfr » arerà e rede , «rei^i - 
Arcftce » orefiet • dtcesi por d*^oaK»^aealii# » m 

talor fiirbo ingaanatora» Oflda él«datco dt^ a£ 

^ htnvo orefc€€ ! 
Peremo, eremo ^ MmUorio-^, 
Areteco , eretico • 

Aretecare . ereticapo, f4rlor im^emàcofhommamttoi 
Argano-, ed orègano ; m^teikìMé^dt^ hmolpvo , •» 

itVtfr> /eli » oi «/m* <o^< i^^^i* 
Argiamma , étaoro i- 
Arirto, ed agtillo, giiii&u iiocO'ittaetlo«» •^fsal' 

granello , eh* è dentto- V at^na dell* W90 • 
Argatella , or<oiàjo . Tata O^nu K sti $du 
„ Ma la capo lo v» coarn* atgicaUà» 
», Cfe non Tedea la ccoso gU pa doaift-v.^P' 
Arista-, iv/Cii, ad ami»^ luiaéii» 



*\ 



Armr cotta . Lo-mlb che «nini» è$n»4U • Es« 
frfftooc ftHttilvt al fuoco iii£eniale , e diaoc o 
. mk-uomù $c9Utfmo *, Ok». fti, V. ià firn. 
«, Qaaao* «nM^ui ^vctoluio lo d**^^ 
«» I^ a^è cbctr atkii cotta poiia affiglio* * 

Al joa I «oaMio ^ U ver^ parò £> «loanfri^.e non 
4rflR0« r Ola v'I étautso^ ptt €iumuuH P Tal «ni» 
awa»^ * <MW0^ g i a#»>4^ Atitnafcoàta» afota 4lr chiiim» 
j«o. « -onttt it*' iDpiao • «naa àt Jada ^ arma 
éaonaca , e sttotli ofirhili c|>itaci diaiao ad OH 
làfbOf cbe naarm ti tcilagi^r^.oMffe . 

▲rmtcìicoy rnmentùt ilicciì degli aniioali cofoutf; 
e talooo por iMahérno ptl^r-qualclie celebre ca^ 
to , come 1* alò Gamerra nella tua ^fanoaa 
ComekU , parfanio di c/erti troppo bneoi m-- 
SocracjcameBte placidi mariti. , 

Armi^uuiK», ad amnefe^» jgft^f/^, ^inp%»9»«. 

Arode., E90ii9.^ |» . 

Aree, #rotf , in pi. aro)e» e arooie» opdo 

Af oieco ^ 4M0««e y lagL aruoj^ciiet, jcd. arpjeclicS 
traici» 

Arpa> snigU^f mam-fUét^. 

ArpcgUa , noie «cccllo di rapina di ferri artigli^ 
onde traalaumooce détto d' uom. Yalotoao o 
tabcvfopace •. ^ 

Arte voi talora krj^^/fo ^ àMlH»td,^sif^gMiAi^ 

Fas, ... • ^ . ^ , 

^ • ' ■ * ■ « 

H E Sec» le aiatto ^ee to ffabbutfio • 
Affteteco . impit\Ì€ttiA ^ hu^umdlàtx^^ mmìo jnpm 
f€iuù*f mtquutA* veglia fi mikoverù^^ e dÀ t9€- 
uu€ , «à# ib«eA4» t jfkn4:iulà •» VieOft 4alla toco 
Medici^^ 'j4fii<{i^% .corro uà .^eai ne) tttooQ^^ 
«omo >Aci aigoÀiciio^ • Cìmcc^ Cdn$. Xi/i^, 

^ ^i^ • .. :' . .... 

Sar 



Amfictto , kf oia «>^d^fe fMta t- mn4i4à ^ 
loAmp9. *c«|i A €fci •!«» «iii lii««w . 

• Colt artdbilit»» v*^*» mmttgg^étd^ ♦ -* i^ 

- „ Ci *>}• «w T« «bug» «^NW^ ^ 
. « firn / : ^ , 

Arvusto» ^hui$0. 

4ctto d' uomo «caltrt. I ità^aì atmii te 1#* 
di cA lAPba li^iegntfoBO; 

CoglUic ar*cole » <x«r 9t^9 . Fau \ ' 
„ B tttr a celliere aniciik ceà #ta)e»' 

• d» |«wiK, e pr«tìA»i pttr àetftiao, o OfMfiltra 
tciiso , che sarà iempre com wttle '^lll i>otHi| 

„ Fojarrageio i^ Solc^ e 1! tottem» * 

,^ Raggc ilidlé tdtótìr c«k^ •««» vfmm» . 

' Ddiid» fileva» fi pctiwr déLiwit» tolgo,» 
" ^ q^»le crede mi «il piiiitolkii » «reomcactici 
a^^eife fftdf^ , « degli «pkhi «ilig"* • 
UL¥t«fiecà . E' KOiiclatara det «oi» * Wimcé . 
^ '9r trafferise* t diOitaf» m m^dia étvmhÈlmm 
ed è uatd pia fdM»Uippl«w«fl^ **"»-»• 
•2 ••• 



^UwMMtlfia» vctni« . pàlftt è Mia. degli 
Aocsqi^ir) moderili «il dait i tf vpigo. i* Mb 
di Seneca , ^raa Corclgteae dt noe Certf tcA 
hBMosn. e moUe * «onie ^ m . vefieUa ag? 
grinsitio r oade ia ftedirai ima iigara. aimMe » 
ai dà» aubko; ^«1» :«« jSaptot «wm/a... Uba* 
aerai taorata appifo^ tcaUe ciiiae é» Apom^ , cA 
ancbe «n ijbmv- «b #D«q>n I» teata di m» 
ivi^i^ eoa caiwMi aflampoati* dia malto tc* 
ffisiliBame è^aUa- di CaiDaa: il maggiocap 
delta da Oraak» parcik fwo i wy< a a > t^ ^ «a» 
effcndofi «mae , ft^ala^i moderai aati^aarf 
di daganco aam ka ^à« fc a rraa a at a yaa i|aaW 
ia di Seaeca , ha datata t^tt caaaa dall^ ar« 
fora . Ma non dovettete <)QCgH arditi , .«d*;ia«- 
conrìderaci Nomenclateti- Paa«kiio , •Masié 
0#ìÉfid, Agoatioi^, ad> aftfri^ntSmcta • elM :im 
Mleacfo ^ aa CMiaigUar di Neaone » tufc ap* 
pror^ord' di ao farriaidia aaff^f»aceBa^ mari- 
tare stami tf tdta poateritè' afpaaa 4opa awrto», 
€>r qaelia trofata^ a feaaptl , ha é^mQ afer 
aateriote a' tampi - di 13ca« DluMjaaaoe paò- 
appartenere: a Seneca aiMao poaa ptiaa. ila 
dk tOtt o d«t àieschia Catoaar^ coiaa^^dai- 
ta , of reramenu di Pompeo , «Ile «nddlta t 
dèi t|mle ka «alta mflbniigliaaaa.#saaiai0cba 
jicile monete appàrirce pia ^fo»aaai(. e meoo^ 
dìM^to .^ IVbrii^ 4ktAfWT., . ^ . - ^.. 4 
Ma » ita aiignofe'ia c€Ìdà:.atMliaiafiija • 



^ De aemìre doje bsfa .v» .\ .. - w. ^ 
„ B« no iicea-^c^itctfla , ao.bolEope ». . 
„. eh e dtfceaeca«*che ^idliarv <»cfae£hitanej^ 
Atvtnte i' aspre i éMMm*' * • • 
Htio ^ 4r4fkr^ià990^,ifuà4ttfi^ ana ta aia^ dìaK^i^ 

^- . ■ . dik 



49 A R R 

éi cK tÈfsgè # meta fcapptct . J5|ii;^ 

„ A ccSilb^ar^ It ri», che i^b^^^lte^ 
Armrli , ardùre ; seie ,' ^ x 

Arraginire, ricéimaréi F etSmolegHi éi quei ti» 
voce è dft Tedctst ii«ll* disserttztpnc di F* 
M, F« tu ir pM|[| dcUa Liiigita Napoletana^ 

Arf tg^Hos M Ttcr di origanAio . Io saata uà* 
tarala vuok'dtre fxaio in nero » giacché l*ac« 
-^tKi di Offigaoa, O'come noi diciamo dì «r^. 
^À«' , aeiire » riArig0fir il^ef)or n^o • Si 
•tasferìfca- a dioocar un ncmo affìtto io di$* 
gra^9 che ai dice anche omugMum» *' 

Arii^1i«Fa» rmg^ìànn, il che saboea Àem dtlC 
astdov dicen par talvolu per sarcasmo di 
qaakhe esttiro caotoie i od of atore %» 

Af99mmacs&. ¥o^ cMvcta* dell* arrmoru apa« 

:*giumias :e diaoca^ l6 ases» ii ofipo^inni • 
cnroorsh E! bggi disosata^io ul senso • ma 
s'adi^fm atdkiataf quel legame , dia ai. dà. a 
ferie di Iboco, e rame liquefatto- a. due pesti 
éi ferro |0 d*àltri mecslli' equandooaa viran* 
da proida it colore» e 'i sapor del ume^^er» 

.!éhè. preparala. in falche cassernob di tal tne*^ 

..«atto disii^Aara»* I/aiòil GorunCerf* Cmu 

< ^So puogoooQt o€ mvaotwmot^ r s*arraf»^ 

Arranca e fuje ». l/|st»idfe • <ile «ai^/^ oUr^ • 
tho^thnr'Jé'spndn , e poi foggiri k Coti* Micc* 

f, ... ;. r*. •.. • Oh Rfi de<ir Yaliemct 

' i^.F4àta* majr- antro «. che n'arranca , e faje. *" 

Arraocas e, cammoéUi t^ùuaminu » comi i ^fi^, 

jfii^ ^msdt^ r4 awp4^. Vin^f àaiì» ^fg^mii 

^ |0-* 



A t K 41 

fe , e àinùtm cmMr.fmori . Si ^c fNwria* 
flicme della tpacU , i|aando ti cMcla dal fe» 
itfo . Cori. Véfmss» CéM» VJ si, %y, 

„ Ca sca spau è tf rcggioca» e son &*arraoca.^ 
Val aacfae far aita di voler pacoeurc , o dà 
iteodec \t mani.pcr.lMttlcie » o feriia • Ai; 
M Ccà^diste ime oatttrao^rpaiicaf^^ 
M MitU aeffccciùCj&a bardate gante. 
Disiai dQttqae Ì ffo tìaiido , du la dal Ms 
.V0, jc talora H ipsóltiite t naa ae gli ai mo- 
auino tto pd a dami^ » ai taccoanada mkam 
alk gHDlur ... 
Arcapparfr » JRir - grimi ^ imm v«rdUa , «at 
fjpthttr 9 s9t^mt§mr £»i> mi^ 4f lì I* birrai . Rtp- 
ipe dicoosi la na^Aa nehnoacìpo DiaMto^* 
y, Cbìato ddcsc a catrata^ ad a acala, 
.M Ca la feoMnafia è becchìa qMon'aicafpì* 
tf Chtsto de^rea. Tededoe oo nMlata^ 
o Tu staùaie Intoao, i^iaiioo ai saùiato» * 
Val anche « rmi§r pupe- M ragktf HMtrtt t» 
flacapeit » a|g[rkck)laca » . 
Jlrra&re » scfis^u » Miìomémmfé «. FoKm dàlto 
apagouoio ana^4i^ , che dìooCi jiréiàudrt t 
ad aache /i««r ie /i # <Mic<» P^ri. Cani^Fim 

»» La ijaàla ea I# foaa , e a' arraia|a , 

^ G^meae ae fefla «età n'etMifioo* • 

Arcaflb» 2>moaao, haum& . CoU* Mm€. Ar/iv 

» L'jsfia è mooti^na'» dov* è tante ife^i^ • 

M L^^aatra no aoiogKo» che afa poco aifadò. * 

Ariaflo aia » ^ob sia mm » ji« Afivgt da m , ai 

prende pure per una coaa or rihiU » e di apa- 

. «elico ; . coiriapoade ^i^s$9rruis€€m in » ^ ^' 



4\ AMA ^ ^ 
Dmià éÈ9éf$éÌ9 td a4 p9^fk«m detiifiifti» iPim 

.^fordé'JXm » .«^ 

«, E ' quaaii* io lyiDkj^r». u ; 

i' », SBirtttTa, > •' 4 

I 9 Pe bcdtft GKca mìM » » j 

._ ». Taflto belio 4» teéìvfr »... 

„ Ch^ ia MMctra ( mnSof tian # 

Wflf^ogtit • .nmw%ÌMiit»^ /m9 • i$ ih é ku 
àng» ,. nM Ci» ì)àÀMii(« • M -^uMm «mmì 

.. &mU tftm^mt mah te. da «»w»ir j. è/ «^jp^ig 
r« » ed oX^^ manio^ a rovha ; da el|e raci 

_^o l*tfr/9«^^ftiw pr<msaii.dmlMifa^d<i%M^ 

. aj In^r«l^ioiu ^. ptfft doT fial^Ma ^ Umà 
né fede • ceto defi. iie|^Bf taparr a àk«aa^^ 
ya|e , uè v^'è aiourtiia, elie tenga f 

ArfavogliafUMtoiQ • E* Ha aome corroU» di 4f 
ravoglim fuàiumiu» Si finge ^asere ttfi*oraiio« 
ne £ Breviario » cbe coiiiM)ci«fle co^; dtcm 
me oMìlce cottuoeiaoo eoo ima paiola » e fd 
auffitgiie il ^aittniii»» eome TMùé^ fmuimtìu 
CciioiM quùamm *mc». e dinoce ^ma ,c9$m éM^ 
mMom nutk ptr scmm4 jMm» Oìmr. S^g4^ 

». 9,ihto die oce .aknmo addoMO abbcefiittlliai 

„ Cm n'arraTOglia chomiuo «to lotap» .ì^ 

Val aaélie un fm^f oome; Ha fai;to ao^elfc 

arrUrogliaeooeeoao ^ fat cùmmessa umiki furm 

AtMTogiiace , JUifvolgmré. .Diaott anche pr«iMÌ| 
iifi/o^ M «rs /fitfio i^o|;4 icWIte f€ .un%^ d^ ji^ 
fJMI^ /«r «e/o èU^o^ q fremuta di far ftfUffn^^ 
Onde pafia toifaie à dinotare di/rr «idi^, e j»£| 
«la • Si direbbo da uu h«ce clie ha^^rrtf ve; M| 
a» P^t^iio^ U mesiéif e€é ae l'iia decca con 
indeceatre eoUeeitartìoe , e aaiiando moke p» 

' aok . ^ Vat aaclie g/um^n t iagnuiffi • 

Arte; 



A ft II ^-^ 

Artt , ^o#e ^ inel%«r I» asino tf cwamino , • 
per derisoris m«H(ara iàcfì «d CMm poltrone, 
I ^ igooraote • E* gn»i«*i , è 4<giHi t propo- 
fico di esser ktta une tfstira 4^ a» 'titentt 
Icm^rsto coacfo d' tm eotài ,' ì^ di evicogneme 
ba oi» tal inetit«iglotfi»*ari«iltt « , 

Airecauaxe , t»affr« ^i pf^ta . ed mufai^en Fak 
„ E bedeano getet^, e bfègpmt^e 
., Arreeate§r*'tao1>oct arfaneara . 

/. Son. 4. 

„ 131^ Geme per hi fricldo arreeegnare , • 

Arreeet^rc'^TaiToke' dinota àat rieen»,idr u^ 

* jg» : e ftrìmit ai irrasftTiace a lignificare i) 
quietarsi 9 C'V'aa^ir a iarmht-* fa aenso di 
qtNetarel. Tkfs* Cuntr Mi.-isti 5j.*" 

„ Golfrado io eeommenna, e a* trrccettV. 
TaWglen dinota iì prtitrimre . ehi fanno i 
éteiiàr afhf Mèctpt . Si tratfetiste anche a 
éfncvtar^ it morire, e ^1 <preBéere into , ape- 

' aiaimedte conjaj^ ^ se lo ^^tti non fafle 

^ al eoncira4o » wàé dieeti daHc nostte òot^ 

Aicefaoie^ 41^ ^arrtcenuta jif^iama , intende*» 

do ^avérla gfitiìiailteta. ^^al pare i/uv^, 

e dar ncttto » prpfier tonno • 

Artecogyeee, mctog^tert t engeum 

Antc€^ « 't^over irgir^ » ce^it • ' 

Atrfceooimaniliaa)! » ^««aetii/n&tifiMe • 

Arrecfc^re ; e arretriace ^ riitora/v « 

AncoinTOto, raccoho.' 

Arremettere , rimettàrt-^ Hétre imo ptt driiir» té 
qaakke fimo. ^ * 

Art efnorchiare , raptànr tìtéinU^ ufArsi* Af. 
1^ Ch*ùan^ttiw;^^€èiNia'affii»|ttaapotcfcl^ 



41* AIR 

„ Ccè HKt' Afreca » ed Ath $*4»f%9mcìM 

S4 # MC£ùm9ìimH ai migUB du si pjuè . 
ArTcpittc^ . -ed arrepesiìaiKiiM , mu^^ 

^*^mmid0 i mal rimedU'. 
Arrepezsare, ^mkitii^àtt ^ #((|ÌM« 
Arr«pali , mric€Ì^r$k , onde » 
Arrcpoluto, rimp$*9 im hu^né sm^^ du^ 

so (U u U maUsMdda mscfUé^, 
Arrcpow«, rtposurc, smh^. é4mm ^ 

Arrequtqalgliarc^. Kisirmù sul^ p$9§fM 
Mgtia. Vedi sqgafttigititf . Si è m»Ui 
•ta energica voce per cooehid^re ìd/ ' 

>• cofi^ eOa U Jiioga flucrocca ddla '^n© , 
"««'« 'tgefjeyafiU quali bto liHit^fè 
tfal oiaetAS^ ^ (^ famplicìffima antico Ti 
CI umilianw) , pfOM«fmaino^« fiieeiaa»a> foc' 
oHeqtti , rispetti , e no» la fiataira a 
Qaaoco saf c6be da deaiderami « da^^da^ 
che si go5ili«fle , •..ai.rcadtifc gieoerater 

. di eira , e ai potefli oo^clttder preato 

Jertc/a- con dKre; £ mi m^^uétn^o. I Fi 

cesi CI apjìlaftclifcUbcro , percfiè Iwaiio. 

«flcora ia fnae /<r«<r^/ Ì4i7« ss cq^ÌU^^^ 

presane l' immagiae^, a ipiaaeopacci^4Ìalla ita 
Iliache* ^ • 

Afwscdejà . résuture, foni la i^ehs^ MttÌ949^ 
M f ripulirsi^ iavolare ^partéuift^^ ^ 

Jtrrcscnato, e atreaeoiita , ammissrit^ ^ - .. , 

^"tssaso , rissoso , iirigame . . ^ V 

A^oto ^ dietro , u^^^sIsì;^. voUa- . \ 

Arretocdo., e arretonculo , nncuiottdA. 
Arretecone , aajrerk ^ i«jf«c,a • 
Attaccare ^ 1/4/» wiil#, r^^if^tf//* /i*. 



te 



A » H , 4Y 

y » IVecoìf^ de fremmà Ir PetVidiie , 

* „ CIP accofnmeflfchkfno a gfatte diterecnno. 

^irtYcatare . Taàgan tccessivamtmit fino n cr^ 

ff§H . ^aito apagnaotò Risventar y che dinota 

oostesao. • Val aiicHe diventare, t M^r' 

sì P énhna , coinc suoi tiirsl » faticai sen\a 

ékunéi iiscf tifone f cernie, è^arretentarje ranema 

'lajay /mc^ ifftffflnÀTia' / le ^ren/ò i>tnt qutt 

èoccoa dì pigne • 

l^retotà » tivùlmre » p(^M soss^ptìt . 
oxato , rìrro. il che dicesi in senao^ofceno^ 
come I Greci (Kcetaii di Bacto Ortio , éì 
Priapo fte. Fasano 1* tisè in sènso di AÌyiio in 

' „ Ma-cchiù de tvtte «tè Hgàrtapetlatò 

„ Ruttuano» e eco la sferra ?a fitcenara . 
Iffenato » arreggmo , eé anoxaato » atrugthico • 
bfko, -Q* p. Ertìco. * ^ . 

MMpare, appog^au . 

liiebbare , ruhaui afro1>ba- galline, manuih. - 
iiitocchiare , tubare ^ carpire , portar vid di só^* 
yimtp , far fa$d0'di qtuttthe tosa per menarla 
'vc«, involate *, Qtlasi ai Tòleffe dire, tirare ^ 

é pottMr via con un rocckio t cioè con un là- 

none di n^rvo 9 ed a forma di tmdno • Tioti* 

CorL iV. Scn. 31. ^ 

M E 4no na caódaréHa , e mo Parroccìiia 

' ,« Ma concola, no >tfeppete, e na secchia/l^ 
Mrancliiare .^ A^itt^re . ^accàtciare , rannicchia' 
^ te , ìmempme • SI dice t>ropriafneate delle car- 

ni, cttOfà » -«o altro ttkt^o al ^oco , che si 
' restringa . Si trasferisce a diìlotafe i* impicco* 
^ lirn. iifani rnAtr», Pare che dal corru^ 
\ gare latino ddUsa trarsi f jetini»h>g^a • Om. 
I Caaf. Vi. ^ ^ ■■ 

U 




JÉ^ A % li 

.^ Pe no dare a^'aiaoi^ j^ Ij ot^€injì|i(^» 

,, Ca Terctà »a geme noa «nae. dtce^^i^, 
,, £ 8* una pe goUo «^ Tiota^vir an|M9. ^ 
«, Le scappa « aoa va |na>e stuaa iÒE>HÌMÌg 
„ E dde sta rrazsa '^ tsoto (deaciif^^^ 
», S' è ppopoUto H> p#|e#e dump , ^ 
^rtore, err^n ^ io pi- aciure, <r/«(i.* ^ , .. .^ 
Arrossato , m^*^i^ ti^u^émoroiu^.^ ^fflòé^ 

Arrotare , d4f éoj^io ioimtnHt y m^iiéi 
una ruou^ e ìUces» delle carozae, ^i 
grasistamente t mettoo sotto .galene 
ooo che de* (cni • quaiido . si A^a 
«nife melodi pietra ^c. Fas. 

„ Ccos&i pparUva ctiestar, # la fertona 

„ Ppe l^arroure a? ca corsa la poeta» 

AttììSto^ arrosto, .:.< 

As^ra, pi. aKhe., iclu^(g$t, l^goi Staccati a^ 

di (ùQca anzi «he d' altro • Fau 

. M Rotse airesme scioccaieno ppe ro^. 

M Ll^ asche , e rrestaiepo coinnì'a ^prc( 

A scapcxza caollo , 4 rompkolfA » . i« /4(M4, 

/rrr/4 cstrm^a. ^ t ,1, j: 

Ascella , alar Fas. . , .. 

,, Esce UDO,, xl)e, iipf^Mic t9iH0 ^^r B£^ 

n Ma la formica more 'n matt^o l^asceìft 

AlceTolùe. Si dice aoche asciofaitire ,iw<gtfMj| 

sveaird , /»^f d<4Ì0Ìirio, opH daUmi^ » ikaw 

che venga dall' Ualiaiio afirvojUf^ t o if^Uvot 

re, che otigmatiameoie i <U1 latin» Vs^fft L 

la -fatti cvn i^sl senio si dic^ n^i aisifi 

Dialetto ai^pdfolatp ^.o aidahoiikfó , Cm* "fiS^ 

Fast, Canh IIi*'St> 5^. » • . .t 




I »,Si ^ak fpovalRio fctgoi , «Mk vt viMe* 
i tiMa*MCC'B Bttitgliara.pcttiicMFioiBoMoc* 
pcb »' wAfèll> WMou iicctm flOHmm , ifimMe 
i aiti cirecta , tioiidir» tlt coru Titta , « ch'alta 
P doe jiuiiie aulla «étur» cAnt Aie eorAictlW • 
** eiMi d* ttt -6abbaki»» ¥ 4i cèi iv^^itpJche 
^ oceafiaii«'» ìb coi biaogomUa mHttiìt proa- 
^ festa ^ e Tlradtè ^ apirìtOK^ ai afliarffiice , e 
resta come wtt ^ntìAoàt* <^vAmàì ìt FaitAO : 
I o'W ▼€# AI|I^Umio ; fara« ogpMtoo v'asci^' 
I, GU co #0 < aiiii » e a«tr» e n^aucro vafcio. 
ioortè diceai di jpfai ta prif;t9fif « da die osin* 
<<l i' Ml i l di paraìiacf il m> fcr ia ertola de* 
tÈbmi^aèm^ ad aiiarai fiè ' «m parte da(? 

^docattacio , 'UìcmU . 

to mma y émtkffifè^ p^aUir tM ^ mnr che far 

<9H dMnr. S^ aadtttta)a na iaài^ > fi itMcmi^h 

m bicchier di vino • 
lidatHiastte, i^taiLdaa» dal #aaatto a'^Fraa* 
' M ^t tePitofl^iiini di Ttiio; ' 
Meeare * Amj l y M lf r t^fatHr via 9 àl^ prefitto. 
^ 'Yiene dalb Spagimolo #tf<«f » che dhMHa lo 

iteiTo .^ * 

nlMaia t asmai 4|ÌM0ft# ira» dalar i^ /reflr». 
flfitopc)o ,-# acawpioi tsém^o \ e ^titl k^vc 
L, IO f alMi ^ir èièflipiato i¥«iiii A dà ai tilgasù 



k: 



4t A S* SI 

per i^vc il biipa «umre » c.$tiofflé^ là 
iqqili a scrivere « ^ « ^ 

Aiea# » ed asiaa » E chi aopi ^oiwee fsemi ps» 
uentissimo animale ì da Mr^y*r< « òuono » sd,an 
cibttóao^ «de nel noacro fola^co ^ di«led|| di* 
ciam pare £ec€ vou hum!^ • 1 4aftB9 <9lf iche* 
i^ X. , per dire , od lAteader aaa betti» « .ivi 
gran mincUooe , t più scioperalo « 

AitieMarsi) pnnàer .unnyia 94U0 miUk^* B',v#» 
ce Mua degli .Spagniiofi , cber djcooo 4</w€ììii^ 
lo scrivere , o eia ùtuan qmkht uonu I9 «n 
UBro ài ngf$»o , Omer* Lia» VI* 

«^C^ ppe menca carciae, e ao ^eetito 
,» Li paverielfe e* erano .«ffeasace. * « 

Asenetà» estrckétre, • -; 

Asiiejo , ed asiiio » «ij/io « 

Affisa . P/r^m $i0ÒilitQ im ^g§$ d 9otmstUX ». 
Vieae dalia voce Fra«ecie «ti «ms » che/diium 
geoeraimeace ^m^it^ue ktg$t o frt^iiWMiyimi 
Sono note le À$ùsu Àt? Jle il Qmmkm^ 
mt \ ma tra npì iia.il nj^ittp lifvìwa'af.ptr- 

' ticolare delle Leggi sul pretao de'ifveti t 

, Fasano. 

*, O ^fue beila »^o geme fora affisa: 
Cioè io^eena daVe.?iieadc del aio«^«>e^ dal- 
le sue graveate, e ; 

Astójire , asciitpife. imtèrA. ▼♦ atojare. ^mì. 
u £ lo QMq i e la Terra OMaKUoraje » 
„ Qaamiò le belle jtelle a^ a|toj3)e , . 

Astocare, smofi^é^ 

Astola^ T. matassa. 

Aasajo, saggio, prova . • • 

A ssaago Uiéda , éppauidummH . 

AMrpaie , ed assarpà ,, W(ii«»%. fuhAre , cmfmn^ 
irc^t »• abigutf*» «Ilippste. Aswrpaje li 

puon- 



A $ S 49 

S tonte , si chiuse , si saM coIìm fugd » ibcta* 
ra presa ài* cattclH , che a pxccìuder Y in* 
gretto a' nemici, altan ì pooti , e ai -pongono 
in «lifesa . Arsaipaje Io Serro , fug^ , mcttfo» 
ra pre«a dal talpar delle nari net tirtir la 
l* ancora . 
AssamH , ed asfao^à , dicesi pit afta? otài bss^ì- 

tar< » onde 
Asaaoto , ed itsavoto , éuaUù • 
Aitiatare p affituart , fdmilUrvfxan , diftnk toet^ 
QAO con qualche periooa . Fàs* 
,, La naottnza i eraaactitau aataie co aaaie 
aordate^ 
Amcco]3 » td asseqoie , tseqm . 
Asaemegliarc, asscmigUBfi . 
Assettare » sedere . 
Ataìesto, duUiuscii a prap^siuf, eétpo » mcouiM^ 

- ^ecasìmu . f «r. mk bello asa»e$to ! 
Ataimmeté» ^da piar te, sefnrdtamenti / 
AaaoiMiiarc, maiir dal fondtf , «icir foBrì • Dkeii 
di chi vién a gtlU dopo andato a fondo d' 
acqua • Vedest ciitara V origine dal Latino 
ed summum* Coru Aos. jitu L ic. |« 

», Che. quanto cchiù le cride nca^rchtar^ , 
„ Cchiù le TJde aasoiamare , e acrre fere 
„ Toaaa^ Rogna ^ ed Aromoie.^ 
Aspro » aoru di moneta totca • F»s. . . 

„ E le boglio a etra aspe li* uno dare. 
Aetejà » mvWxre, 

Astreco, astraco , e lastreco, solàrp^ 4Utnc9% 
AsaordefOy-e assordSo » esoriiàf. 
Asaoctemiento, e aaciortemiento» éstomìfnent$ « 
sceita « dd asiérihe , 9 dsdoHìtit^ tr« aacaparoi 
Aaaoazare , àHocàdre » $ forcare % 
Asanrpare 9 usurpane $ T. acccpate • 

Dil.Nap.TJ. C Ar 



9» 
99 



5* ATT 

Atttcciglia , ligdicia . 

Attaccaticcio 9 che.fécUmenu si Mtéucs p iandma^ , 

rèttilo 9 iiuanti. 
Atta d'c^et eKlamazione da >«««»«¥/ 1 jr«iil afc- 
' bìam pur atte ie nnieo i JUc» eh* par da ««r« 

per »»^« » o per .««•«« trar ai può . . 
Attaflarr. AnutHiH ; e -^iii^ paffa a diaotar 
sfd^intdu , /4r ^r/tfftf f7 sAngue • Aliene JaUa 
iroce i^agnuola jtu^ » .ckc di»i(a io ttcflb • 
CfKCtf. CtfA/. 2UVi ' . 

• ••••••.••«•So Tcdcvaiiio ^ 

„ Co tre pparme de coda,e.a'atuflkTai|o» * 
Attassato t stupefatto • Diccai pur dclfe iiffTa 
mezzocott^ , o aimili vÌTaode« e delle pe«f^ 
je, che ceasan di bolike , per maacama di 
fuoco p o per acqua iredda rifiiaaci « . E' noto 
Tcfttto del taflb» etl>a coaoacioulEiiia pel «m 
potente Yeleoo» onde è eh»- gktato nell'acque 
ammazza s pcad • cominciando deir indiure 
Jan torpore .graTìfllmo , eli* iodi di? eatik fm^t^ 
donde la metafora • Fas* 

Veddi^lo , caoosdelo; uh « attaflatoi 
O Vieta , o. canoscanza » o gran fiuutQi 
Attaveio» ed Atuvio, n. p. Ossano* 

AtttQO ^ étÉTttO t^ di (tmgà iuNHd ^ 

^ttemo / ppato 4 momtfltoi une i/atttaao » ia «a 

batter d* occhi , 
Attenoere» hétidre t.^sepm* 
Attentare, ed attanure , itfiiiir/ » offervar taataÉ^ 

do. Féts. ' > ■ 

», E baKio » e co oa mano dintro ^ttcma, 
„ Ll'aotra. ppeggrida a lo tuioo adveaenta» 
ActentutOt anntruo^ ijaaai tint^ di nero* $aago 

attemutOf vai ^ouiyo songge^ afciido pacduto 

«(ttcl atfo oatttrai r «bicoodo • 

^ '• . • At* 



9> 



ATT il 

àHtuT^^^sepéUire . Dal Ff incese ^jTfinrtfr • Non 
'Jm^mu voce, Ì4 seoso. della eonfioille Ita- 
liana ,€b« òÀim^ *géttnr U Hrrmx ma' fignifica 
OMCafflekite. il ùppelUtt • ^ori. Roi. A%i»-IL 

. ,, fDtiie' giofte ha chi te scora» 
e „ Datt guate 4« scorclire » 

- „ Chi i'Iui prorate schitto lo pò dires . 
yf-L'tfiio la pfimmi notte, 
t9 Che la itiogliefa afFerra ; 
^ L*aiitt« <]aanoo l'atetrra. * 
Atóesco» inttmp , diceai anche ackoto. 
Attillato, pro/mo n€Ì.vesnri,^c%ì de' nostri Ca» 

oimedi • 
Aetiizare dìceai dell* oair , ed aecozaar i tiitooir 
perchè rii^tgU .f iHanguidita , o laogaentc 
«amma: e pel fUcta^ora irritare quakhgiunù 

Attenoate » mormorare , itaaccar la mma di M* 
euno f diceai ^sl della scesia mafiiera che i|el* - 
k> atesso senso diciamo sforfecare^, ^uasi «he 
•i tigli àdosso d* akri , e ai ritagli la vcate « 
o '1 maftcello taato che gM si renda corto , e 
rotondato* Fas, 
^ Of a* ^à <}aanno atea d* adente chino « 
M Fpe lo peccato sujo »' Riaatdg attoona^. 
Attore 9 orio/re.« 
AiCioppare « uifaret vioogiiert • FaSé 

,» Qa afila attój^a i tanto atterra. 
A t toppa te , cotto in fualcbo fnUo , disgr^^ Ice. 
A^torre, «N p« Miiore . 
A ctràvìerzo , a traverso , comrovogìla ; 
Attrufo. oàiokr€>' . ' 

Avrufizo , àron^Q, da ^/>òìwì| , 4^5 votttCtus inut 
> #/ni2Ì<f mctalla , dice S.GiroK , e perchè toccai 

Ci «• 



^ A tr N 

40 rènde >nn ifigor oso rimbombo 4^ <^t»t 
•% tuono ( qui -oon d noinioa come Ittorito 
in macchine tt di barbaro tieò , cóipt I eoo» 
<ooot , r antko toro dì FaUrido , il ponte di 
Salmooeo. Quindi il nome di foelt' orrido 
Ciclope , Taìido ministro dttP BtOet bcio« » 
eh* ajutiTa il sudicio e alFamigato Zoppa Di# 
«d-impttrar i toooi* ed • martellar » o»tem« 
^prot le saette » ed i iìilmitti per «Gìotc » 

Ancelle j a » cagare » aoÀdn scarnniù di qmi , é 
di là p per là f4à inctno ptr piaurtf o per 
énddf facendo il v^kiggtno , e v^<jg><^ dm^ 
-mi : metafora tratta dal vaga» degli nccel* 
li , che svolatxan sempre senza r^oltt < do« 
Te loff più aggradi . 

Anciello , mcctlb : ia gergo tal iV pirolo da 
piantar uomini: quindi il diminatiro Auéi* 
/tf^s « e '1 peggiorativo Auccllai\o • Aaciello 
4le malagurejo diciam un uomo, che recaaen»> 
pre xatdTO notiate » né h dy catti? t pcogoo* 
•cioi. 

Autenale » ed aorinaro , ùhìhIì • LL' «arenalo 
deli* Toommeoe, cioè U dmmt , e non occorre 
éìtat li perché. 

Aiisoleià, aoioleìà'y ed auaotrare^ sur m sgutiré 
porger cricchio > fai, 

„ Armioia ausoIejaTa a ccann' aperta • ^ 

Autamùra , Altamura , Citte del &cgoo : BaOM- 
tato d*Atttamlira > vai ro;;{o\ ostinato i \otic09 

. f trinaci ìul 4U0 péMsiéra , e cbme por diceoa 
colale ; gtcsfo d' Oraaio , uttacem ffti^siti fi* 
rum . ' 

Auniantar pignatella • barbaro latiaiamo ^etis 
fcr wrioae » tregua^ 'jpacg , mi ^mW0 ia «^^ 



9» 

fft 



Ib^, JTtmvoU rotonda^ di U^du » m^iti» 

moido ^c^ 
Aocttza , if//^^« , da 
AmQ » cd^ avOio , 4i[r9 • ' 
Aofcio, buiso , noto NgQ#«fer fa ijia Aireai»» 

e )»l> colore • •- 

It&zare , ed afotarc v Aligere. Ausare lo Sntp^ 

^le iiriir /* ancora , o aia partire • U Cortese 

dopo aver carrata la ifcrage » e la dìitraaioiM 

di Tròia ; tòggiunge questa giosciflima critica 

dille Mt d^fie ad Enei < Mlcc- Fmsì* Caah 

11^ Sf. I. ) 

E qoa^o Enea pìatato d' jaao eci^lb 
Lo fierib alitale, [^erad piicMo/i^ dino^ 
Aaa^ro» aceìajo. 

Aasaitabrese , loriatii M faagdi^ infutmafsìè 
Azaaztarare» iportardiipiOt oiimMi diceai 

pfOpriasBCDCc drfle gofiiie« delle aiKuii»,'cap^ 

poni , e aimili abiti talari «^ 
Azttecmftm » awicmani t unir» ^ 
àtuKcoìgft ^>ar^ampicatt^ 
éMit\\cm9 9 itulUau ,, ptfim^', onde 
AaaeUemia « ed aaaeHcnac )a » utdUn^é 1 titolo* 

fiir di flobilt*^. ' ' • 

Afaennare , ànaura^ far- agno €$gR 0ccld. 
Aaaertii^ t-Mmaré, assicurare . Fuié- 

„ Ca- no liccbcjo ace l^azacrtà|e nyhoAOà- 
itiaètata , corioto da # ceserà ^ # 'i ms9 . 
4paetti, dccutara^ rì€efere^ appravére ^ f9»fff4 

nusré • 
AiaimoMift , levar U p^ Jkl pana^ y tmnm^ 

tecnico ; ridare • 
4it&9 acciò f perciò ifmtm d'asso , TaleKtaio 

A valori f e degnct ii coimiéra\torim così. pur 

4c|ao' d* altie coa^. ae mpre aarà^ in Kjio ii '<* 

C j éc^ 






j%' B A • O- 

„ Da li docce d' aziò nsì a li terriUe. 
Fat. Caqu x. St. 17. 

„ Essa sapia, t d^ iub-YO ft^na provir 
„ Ppc 4e tsartfr#> ♦ "^ 

Àuuppare , ÌM\uppan , bdgnau , t« sfesiiért •• » 



*» • - 



BAbbiliicc0, ioopifmtf fotte da AAAm»^**/^ 
c»/s« da che ì barcamenarsi è d*^ eiKr«aii^ : 
o da AiM», ilnefMl^ro tfrlXr» detto perciò 
^di^ ToicaiA r/ ^ÌM<fefe ». 
Babbehno , i»s impoamt , sopraanodjtf J ^ i » n^ 
da «ir leroe.dl rit ifoine dt^ secoli paflNi ^^ 
punto -per un tal naoti^ . - ' 
BiAboiaer* xiar/tf» ^ ed ocMi -4* tnfUlc^' SgÈn i 
e da natia : in pi. babbokre'^ e blbbainé fai 
pur.^tfMfl. ^ * 

Baft, ed in pe^rgiòrativo httiinv^' moiractk , 
Baggianaria , vmàagiofta ^ vdf^à di akS^fiiUffltffà^ 
to da- M :** . -«\-* 

Baggiana , donna pU/iM di vanità, the si gNHà. 
e pregia di sue parature, e'brileeze. ' -v& 
Baja • Luogo notiffimo ne^ coilfdral di* MapoH^v 
un teifkpo I detitiÌF de' Rohiant , oggi luooo 
d' aria' pestifera » e strage de* suoi ^rtii t^A 
' tacoti pet soia nostra trasetiragiiie , ' ciife ièiP 
gloria deli' auaale goYcrop il w fiai(e : Qtiita« 
4à ei mal aria à^ Bajé , 'in ìftm^o tftrshto A*- 
nota 1/ i^mjpa no/i emr proprio , ed opp'é H àko \ 
tri dìsegkO'i t tdiwcMk "àfgnìA^i'iSHf ttrìun(f"li^ 
inai um&m^ Ciac. €ant, VI. St. \i. 
Il V«<ieailo» ta nitf «riè he*el^é a B^ja , • 

• : » Se 



. 1 A N js 

Val anche huffa , dirìsiont i onde il p#«T. in 
et ffs U hafk a le cdaoli , cli« vai mariret tsstr 

Bàjiilardo , cognome^ eortott»' dri £ub06o mago 
< Pietra Jiiiwìo Sàlewcano ,1. 41 evi taat» ali 

ne' secoli scorai ck»iaco . 
UlsiiaoU» hélUrìna\ diccsitelora per infinnia» 

ed ingiuria a donna portata 'ao?ercJii«m9aee 

- per ia -rha allegra * « 

M £ FP^ *^> noiiiria , ccbe^biRe ppe^nunillc 
M Chiare ckiare la ppaaaa a& k* aoocte.. 
BUitaa. Càuagut hoUiu\ Dal Lamo' Sklmm • 

CS«r^. Camm XlHé' A. z^ ' 
^ Che , pa gabba, b loocto , Io ,TdHettc / 
„ Comm^ a bballana^, dine' a na caiMbra* ^ 

L^ etimologia è dai ^reco t. lai dtilertatiofia 

- mila Battezxetaddeoa dalia L^iMa Nafatatao» 
di F. M. F. 

Bbbnolwie, s^ta i aM«o Virila quali tatare > 
e aiaule air«tro d^tio Coticupto « dà ^tMttf 



' t* 



M:^pm ddUteram il porrcm tridviirra il cuoprom' 
m9f o da Bax^«r/0y • $tmi\e a«Aiwxv r donde la 
i Podi}a fióatra » da che gitigoe fin a' talloni , 
ja con altro^ nome «ffiM^w» 99^m , abiao per 
«Micr caldo » alPuto di toé^^i Fraoees^aaa t 
BainniiBO , lamkioù ^ diceai per ironia a ^aakba 
* dasdbo birbo'. 
^ Binna , lètto , jl^ uro , /y4ri# » <4afa : dall' atotra 
banda , ddU* altra paru ,. ^ 

\ Sanno • ordine di ^lakhe magistrato , che- ai 
pnbWica ordioariametne da' Trombetti ^ 4> et 
^ affigge scritto ne'^oliti luoghi , e più battei)* 
^ tati dalla Città ; dt 4syv«(a, Ri^t oéV anri- 

C 4 «<> 



'ìA * Ti n 

#0 dialetto Italkno» quai! dicentit #ftt|i 

Baoiiifio , hal^n^t dicfci 4i ctf alla autdiiaca 

bìao^o • 
Brattarli» i^<AÌ<riii» da 
Bacatticce » nvenèuoré , • cU rdwlil^ 0N« ^<f 

^Oi4 /^<f lù pia §€n\a , ^ tom p^ca irnuvo • 
^archetto , gékkiìié dd Uatro i o« ttiniie ; laipar^ 

ciotta. 
Barcone y Meoné^ «d un certo goofiorc ne^i oc- 
chi per lo pia cagiooato <U qaakhe pagno • 
In pacata foce 1%B non si cambte. in V^pcr^^ 
die matcfcbbe significato , vafoodo allora wao 
grossa* torca » «jm^ hanacÒA »- oltre di elio dii 
aoi affatto jioo le iì dà tal sucnao » 
Bar^sdo^ /fctsatuo., ulora- di poca plaiuìtiàli 

costuiai » 
Bar recitila » hargetlo , s^funo^. 
Bar jreccliia. , ff (do/ Àtri2s » t. fàrreccli}É , O0«i 

gnetta . 
Barletta i Città, del nostro lUgno , in i^^lii^JSl 
donde perchè non mai rere ,x leali a qaesu 
Capitsiie giugoeth le- notiate dell' assedio, di 
Vienna ne* secoli passati occorso , nacque iL 
detCM .ÒK Nova de Barteua.^ ^tti allnae il Fas« 
»j Vorria cche £Faflè nora de Boiletu 
9. Chesta. eh.' io porto « oimmè ! no beift:». e 
«• schietta. 
Barone , titolo di signoria . e iìthdnu » ^ casi 
de Barone ) ?el ja quél- cht sì desidira » aUu'*^ 
. dendosi a' commodi » e piaceri , cbe ia^casedi 
«A, Signore $i possono aviere . Eas. 4 

f. Cocchiate, ed ai|treannn>Q<,aggeoeobaneii| 
M Songo arre Tata a cessa de Barone. , 
't$xmfk,.€o/!fiìfSMi,9^ kaisa$Ha > cojtfu^.^t^f^ 

V *n^a9 



V Ài r >7 

• matti' ^ fim9^t ìmtroglwx sm^t fk' birtftflk , ▼«! " 
rukaftt € fufggirt • pesimr nel iùìhiie ^ tettar 
to€€miicée*di tarhcUnyt^pgr tutrme vkntofgm*' 

Btrismò , e baozamo » bsìsamp^* 

Bmci^, e YMcto, bà$$os txttoM \vk pian* terr«« 
«ito^ ov« abita k^ pia baflfa piarU' del popolo, 

quinci 
Bàsciajol.a ,. r. va;ciajo!a , carajola « pttyt^d «>- 
Baricll^Ua , motto t^chenp arguti^ \ t* scafoU » 
SactagUo ». dìecai ii battoechio delU^canrpana:' 
per metafora il nostro Ofoiidolo , ood^ Pacano» - 
la ricord^at dai T Odorerà Ctorlnda « che pea«- 
jl*Ta di Sfidar di notte a ritrovar Tancrediv- 
^ ^ Pooca m nòo ce» file cehiù ddeflerenak 
»^ Da oa femmeiia bona » oapoataoa» 
^.£ buoiede iiotVB a cchiilo gbì *<l«pf ea «nt{^, • 
,» Azio te dia baita^tlio ai s^ Caapaoa . 
Baittglioi. FesiA di li Bmaglihi^ proCcfnoae 
jif)tr«fQt CIP immcnia profuMne di cera , 
tht li faceva iii> on/9fedel'A- Vergine -noma 
• Stguoiaf e ^ paiiicolarmente della saa Cqq- 
cezione, la aera dr/i^ii Agosto; poi dianiea* 
•a: sotto ilaaggio governo» del Re Carlo » * 
,. eoovertitane la «pesa in ; caritatevoli, usi •• 
' L'^rigipe della Festa.,* e de^ nome ai ba di* 
Giulio. Cekai e* Capac(ia< , cbe ntl suo Fom^ 
: vifAo pag^ 616.' ne (a> funga narrativa • la 
- senso traslato si adopera per diaotare uud^ 
gfdu lumianrié •duce* Cafit. X, Si* J»' - 
«,. Chtà U* avea lo carruocciolo affittalo, 
», Pe ffa la Festa de H Battagline • *^ / 
Sttagliope*. Attoierodl troppe , .^orpo dii circa* 
790sO iqqq* soldati, quuidi^r a battaglione,- 
vai in 'gran pm^kà . . 



Ji B « 2 

t^^ vii* MStO' lo > baTii|^to »-. € Afftrtfcji» te^ . 
Bacaflarro, Vatàikarco , e. SirrO, 0. p. ^«/i4ijMftir>v. 
Bflifero . Voec anta d«i. BiMile nck*^iK0lig»>nL 
Ora è faor di ai» . £' di drigioe ktjSmt cbg 
cosl'cbiaiQaifv le pim^\t M Mercdi» U Batihr' 
f adopera per dinotare le bottegiui di cl » i,* 
stibìiii dbe ifl questi luoghi di muc9f0 elio* 
c«mraiio. 

9, Da paro lo port^nce a le ganallc » 

,, Va pe Hkaizccatorie , e basate» . 

,, eh' all' otemo dtii* nume 

», Te tene n* appereozta » 
Noi iiacno persassi i che ^«eaee veci Arak 
non aiano paflVte ael iloifro DìaicnD ; ni nel» 
la dimora che gli Àrabi fecero nel «ono , e 
Recinto «incoio in Foaxaeli , ed alari laoofai 
della Campaota Felice , «è in QccaeioÉe delle 
aiilizie cpadatte da 'Federigo II* per oeceffialk 
di resistere con ^aee' a Iw fiù fidata alle 
fcomanichè Paf)ati ; - ma Tengono iiaicainent€ 
dal Tasto Aumero de* ifbscii coMcifnMlfttà , che 
dal tempo di Carlo V. in poi sono stati teti 
achisTi y e che dopo tango tempo riscattati 
hanno iatrodotta , e' fatta correr trai popolo 
qualche Toce Araba da cffi appresa , doreoce 
la schiavitù. Bisogna oel !e indagali oni erudite 
evitare il mariTiglioso , e il Mercato » ac ai 
* vuol co^ier del vero. ♦ 
Bazsico, sorta di giaoCo di carte. 
JtecaricHoy e Tecariello\ véeoUff0 • cili«rfiie/o » 
Fas» 

\, Pe ddinto a becari^le straTeatote < 

,, Fanno la Tia penon ttofvn afggentt. 
Ballo 9 avT. con diUgenxa . As» . ^^ '^* 

n Ftt la grafi "la^a aah «bafl0^|toitil« ' 



Br B K: ff 

;; A ìiiio«tt -Bciir^. jenzA fii feiiiiB0le« . 

BdlèdiilÌBiiio » ieilissimo » voce però afftftUtfil ^ 
Bditzsecuddiiie V « IwIleisetMcfie » e bdlczzd* 

BtOuccia , dteifltttiTO d*^ IsaòHU, cip^v /i«M'« 

Stmioenur » oii^gtafia già iMtiqiiit»v, oggi ^»* 

vinttio • 
Benaggia mgaaiiao , inietiedoiié » vai ^«a ^hèid 

qu€$i énno i pcfkr ìf mm^ \ 
Bene . Dànota talvtita ftcl nostro Dialetto ^^«^ 
' ^MdafTftf i<mi^» Cmcc. Cam* i. &• r. 
,, Tanto eh* addò lo Sole caitHoenava 
. n AaxQ'htxìt , «ke Giucco » non trovava .* 
knc , per polko^ modo di dite nei aotuo dia* 
lerto , talora- vtlo H caloi F^a* 
Vi Fanne lo ppeo» ceke ppttoie » t' aggiq 

„ a li bébé 

,» A tte » Nap(rte:« e Tialia , e tona Fraiiza. 

looe prov»iio «^ lattnisaio imitato da una fprmo* 

la giadiuaria soatrate.» daL Maf^iàtrac^ . usau 

' Bè^'decf ctt- • ove hnit pfvviium dice» qaaado 

.talsB richiamatosi d»<)aalcb« decreto di reagì- 

strato inferiore , un s«pcrÌQte il cofifer»» » 

VafrliK), 11) cb' asaatvaje , ck^era Paguro; 
Beat ^ovuò , dtfle /A ppafiaie nnante • 
Uentptmtto , permtsio Migi» 9 o ài alim supir 

Ber dare. Parola èianaita • Dinota Mvértirii 
meiure in twU. Dal Fivncese Bétner , .cke 
proprnmeate dinota ii^tttmi a qutl pueta » 
cke doi diciamo Aiur là mantm • 1 Latini la 
«btaiBarofto Sagaiio dal Sa^fm^ và cut ai al- 



»> 

«• 



1^ t t h 

Mfi tt f Cfftreole^ • Cwt^, Citmi^ Cam.. ¥Ifi 
•S^. uh. . . * 

,, E. ncrosuMie ^n* ano* m^p^é c^jherot, . 

M Cbe de no Regno è f a«M . Mh uvcmt « •» 

XeneciUo, cVeittcìllo. Voce nmwt^.A^ V^^ 
tUeilOt die deriva dtl latino F^f/4ir.:£' i|ii»L 
kgao biicato , okeifi poM ia puot^^ai Ìjimi^ 
Ffer ritenere il fio, 'dar peso, ed equilibtaf iL 
dcttp (bs». Coti- C^rfc C^/rf.- F. &. lìl. 
«, E i'uoo, e l'auto p0 se. fìi : aU«f gato 
M Re ae*paflàr« cooMn^^.b^ueciU^. * 
iKettok , tpaiie. di bisiaccioti»». ch< 8J-pf»fff4 a- 
tracollo.; è. k* fera ptra^ d%,^LuÌBiì ^ cU mtfh, 
de' Gf tei. Mus. N4^. &L Vii. . 

«, CM' è ticmf o d^ alleacsct 
•» l«e bertole pc f&rc. asp .ìriag»o • 

t, T^ni^ janche doie lezi tUe « 
,):,E* Ic'^ppuoie teiere mbtaccia • 
„ Coiiuii'a beiiola , C^TiMficU .,*^ v * 
Berta v» b€lv4 , fitrAi. 

Besenterio. EV parola oorrotta. i^,di$HnUTÌ4 'i, 
t diaota tra noi moglinuntp éì C9ffp ^tt^u. 
t0>di granita P^^^^ O^»* Hb* Viti 
„ A ccooca io mmestea tale. ttrÌTerio. . 
»^. Kec« , obfi gb}f ra^ ^|iaiB*'a beacptcìio.^ 
Betta , EUial§»A .tk' p* v» Usabttti^,.. 
B^Aca., spaiaci fQÌ^^A-,BA^ 

w Coatra li Crestiane,co.Ia biai^^a 
,t Bpc ttra%gcre &iato ^ aott a tqi« ? 
Antai ^J4Ì# t./^tfA^., oel qu|] a^nao dlciam «d^ 
uno scaltrito: .ave; uwgiiaia pao^ da ccbiù Jbr«. 
«a; e.*l no^u.0 Fasana... 

,,. Mq noa vorria, ^hjE;^ht m'b^b fatata ad 
u.C.a ni caif oii«f accoaaì .iBBiafficcia , 

•» Moie 



99 



0> Ti li. 

Moia dectSk ; . às^ljifla.'a|i. ìfùpfUhhwz 
Magoau pf^t^o^Muono, sfatta,, ailjc9i^,4t 

^ £ ppe ceke c«e«eiiiinooia,,e* bìlfe vafle 

,y Non £ec«.,.€ ddiib la.,8ia mietunnao» • 

K»e , e hoia^ .CDcrii^un»^4f I fa^ vii., (^ v^p^ 

che dtecsi in facum Eccicsi*^ àsL noi Cattolici 
qoando ioifwiloiasi.. &i« .,. ^ 

„ S0 écrdippo, € 'Ocj^Tardo ^ QiflKenàte 
.« Ppe bitfe ^ € boto, < minaie. se $o gabbata* 
Bobba, pù^^ne di vdrj.^'tgrtiìtnn ,, vcÌ<f$o • 
Boccei» , o Vocciero. Aftfj|//tf;y, Voc<t lascia tt» 
ci da'aF/ancm, ché^jdicpiio B^iuhtr.H tnace|h 
laja «^ Era a^i e. antiquata nel discoiip litàìe 
aario , e rcata %^\o negli atti gimidki ; ma |{ 
coRserTa nrl Oiafetto Siciliano , ed. a^sli*- 
Bugliesc . Ci^rt. Vajats. . Cani. Il, St\ x i. ' 
M A chìlie strille. colie la Vcccera^ 

M^ E tpue te buràioft. de( la f trau . *^ 

Ballettino « c€ridU, few^^i^^oató ;\,o esimile 

au di un. pezzo di carta ; in .^alcjip^ luogkl 

usasi aia di. itn pezzetto & ^QmJ>o come. ai|i 

m.3nftiecia.upa.,iiuica, e^.*è;sj?gpo di ceitt 
esenzioni • 

Bamma , tornea i^^ietvi pjcr ischerzp agli, erniosi 
(v.^nsogna)^ e: per interjerione , od esclama.- 
zione. io atntti fliial^hct. gjaftdc bugiai ^ , 

l^mmeapf e ,,oggi biipiivespiro ^ *ii^,vcsfeto;,l$u 
luto, pomeridiano . ^ 

|ona£emm^aa.vdicesi per ironia la ,pùtÙLn€.. 

Boo^nau , mnnmta ùnìU per U jauolta., # 
reg:th sahiù. darsi a Ve^toriui , giovani di iocaa^ 
da. 9 € iUfldi^ de^la p]ur Hona:nano. 
%. aacora , t^I ahhim finito,, fai. 
n« Eo. sodaiifiò Ja ciipo ,U ? òtaje » 



* „ C li tÌ9ti te diMi ; Boni Mtte : 
BiMia notte » nostro detto ^ ìn'oltO' e«tei0 tt^i* 
fìcito per i Taf) tocontri dorè rieo usato*- » 
Cosi Fasaifio per dir , €lke gran cose 9i 9mi^t^ 
bere vedute » e' che gesta singolari Argaóie 
STrebbè £itto , e 'che « tatto si sarebbe ^ìmH 
* soqquadro, canta*: ^ 

), E di to ascisse Ibra , Boat %otte » 
„ Che te farrìffef* •* ♦ - 

3oMittL, ' bonaccia f detto deltr calma del marc# 
e. di persona ptacidilfima , areibnon» ». . 4 
Bone , vàìuotù • r. iMfole • « 

Bonni » Iftofi it , salim, mattìoele . 
Bonora nera . In ?ecee di dir anidra nnM » co» 
^ me f Toscani dicono Bintimtar ìtk 'irecè d» 
^ maUiktta, duce, "Cduu XHL st. u 

')V A sto horo da' tanno, che 9ce tìitnm ^ 
„ .phella bonòra neraf et |anara • * 
Borda , orto , donde abbordare , gif 4 ^rff# il 
' Alcuna , ìncùniHn appùitàtémenU . * A^vcrk^ a 

la borda, UtcònsìdiratéM^aH , atU carlctui'. 
Borraecia ,, sorta dt erba ^ e noto ontcolio d» 
<' fino per oso df^aggio • Scblatorraccedioooift 

i Birri , e gli Qbbrraconi • * 

Borrico , asìho » da 'vf'X^ ( donde «ertamesTe r' 

' éffri, salato degno talora più di taKm.the per 

disgrazia del^ umanità marcia 'a dite piedL, 

- '^cKe di qdlraie tafìnb a quattro'). E scfiMb* 

l' *ff^*'%'^t vaglif più precisamente ona sonft 

di stpja , b cofino da soma , pilf chi iron m^ 

'^ trasJataihente solersi adoperar beo spesso per 

' metonimia per chi tal carico porti, i Latis^ 

ii dicevan manausi cbt più propriamante b«U 

la miglior latinità s>* intere p^r il pùìUiro «■ 

caviiiUtt0 'èu^ V asrtke Interprete d" Orazio 

£pOm^ 



^ »j tó A? * :if 

BpoL IV. V. 14. dice , kuntt JbméhiUm , vtl 

BuiUim tf^mhmikm ési^^'^\ óh«. al.dir d* 

Esiodo er« . V ^ piiiio* ««el ^ ditUtto • Gtreaaico • 

p^Mf K'ipiiK'f^^É ipem» sictttaiiMfite diircbteo 

VùSoin t'vmrWsì^arhar-4: Fai.' • #" 

9, A«M cèr^ÌMifibsàa U iifél« sciorce J 

, e bmiardcr , v|i^W# , y. atme- 



« • 



Bota , e TOM, ^^Af'fh^ta , ^ffW4 « lumacm l 
Ditto kt ccldà bm^^ de- Jio cipezsate «^ 

„ j| ^ààm i» «icccbio «Ma toititia mÉoo» 
9, E one «ieppe acmi, cckiiyde m% «boet» • 
Battella» tnhnggolai Ftft aie le faoctelie* all'ooc* 

cbie, -vnlf ifAtf c<r#4r ptr 4tn^'' altra « 
lottb*c » ni pU bdtimie • ^#«rvA^ » in aenio 
• oacMiO' i gmiiaUi diidr ab^ttèoito , ^al £u* 
nucm \.» cki li k» tok»* di fiancar , ad «llonta- 
natd da ae un bel iiiiliciii<mc «. 
Botiotfr; 0kre dcf notHfimo siji^ntficst», vai tacbé 
eégh^at. Fa boft une » go0^4r ii colUra » dal 
^' v««bo aUK>tMr# « e per *bi«iioci«^ ioirantf *• 
Fatano r ' ^ <• 

»,;Pt botittfit #crntMo% ca HinarAh 
„ Va ppc lo tavoltetar '«o« •*.».'' 
IrisaMe , 'c boncnliffo , fmtàima crriftdè ì 

,» Venciamie brutta moattc » e bvKa]a(l# , 
«; Ma fi no itMe *n «tDd^ ricéb licste Tìnto* 

Ininnia » #4m« 7 fikìe appétìt» • 

Biaocolonev tafpoat.Fan * 

.«« Cb' « l« botte tee fctia % bra«eohf^ ; 



é[4 *- P*^ Ite w ^ 

Byeona , Crfff^ «i>rfoii«ti, %tOi, o Tonato- r e 
' sperato a faveiltta » ▼<(« pniuta^f '^élf^tù mm' 
fluita , £&' ^ m¥ut0 iMfMce 4900^ 4^u MUc» 
Pass, Cani. Vl%L si. ^r ^ ^ft 

„ Oh scHrùie, è speratt^.joU-^ i>cea0«l4K 
Brodetto f e ffoiiteca , «ons >éi <«itami«v< # 
pofwne-. Ire in tràdctto, umÀlmsk makm^»' ,1 
B.'ontolejà , e Trontoleià , bùrhùuétn , morm^N^ 
, t»tt»pòu , ^tf/er5r»**fef»« r dai- greco ^^«••«♦ll 

f y. mormorejà » piolejàt, ^v piacerà , 'r^fftolcìà #> 

gaalejay verfcseìà , mbrvsolciàee. 
Bniorma , e «brumma > r/ vMa ;.d«ftde fliliiam— 

mar.c , «tf«ai##'m / ^#rtf , da.»piv v.dic.^Arj* 
w MefaDe adopera, per awff t--^«rtf^ . t^ t 
Bf uoco . Ostmul-^ UBékft. Dal Gmoo .<%»i t^ 
. p^uviai vdièmeni \ nimàus t- ai -sa >che tkM zfé. 

proffimarsi édia tèmpMta si^aanwfQlaK^àkck-. 
. Io, ci oscurasi i* ària; «d«ie ;ae fonTer^ t eie- 

pascoli. Coru Aikc» ^ss.Xant. FIL st. t. 
: ^ .£<• boriche fioo vcdeaaa pe io brao^ • 

„ Co lo «focilet 8*athftaMQate lo ffaoeo. ''^^ 
ptia« n^U^ r«re ì^aef ile ; dì«eat per- itckcts»- 

del mal franceae^ 
BasciaoMie , ^ fcnziacMier» ^ómts . 
Bascìó , i^irco, permgpé»^ *- 
]^r4|ffPc«K •. Più • ordinAriaflie«ae ai prManacii 

yruoftcoH • Nei senio nataraite aìgnifioB'^. \X 

Mro(X9h\ pianta cofloactatiffiniaa, e sonama- 
..mente, gojoaa • e ri«e»catt per I Nap^letaoi ^ 

^ quasi al pari de' maccéroni ; Ond^ son ta0 

lora per deritioae ehiainaù magnìs vatoccmU^ 

. .. 1 «il 



» u m if 

a$» la SCASO tifato Vnu^ctoR si dkot# !• 
\ cMu^ef e (ejftf^^ ,.«he si turno pec ecceAf 
^ <f ftinoffe • Tioii'. Cofitk VII* 

^' S floovse oars Avè ink li pkiocoob 
• M N^ftonicdùo pe oovHiiocciipa. « pt doit 

Bffactofsttto » iemoém * 

Bog^Hi» Cofu^rm di giàie xm m»0U f « mi0n 
* sÌ4Ni# • E^ fMC'ifttirirffleAte sptgttttol* , e sk 
tf Issciiuci • fiìtfcr. Canh X if» 4. . 
•à CliiUd» ch'addò o€*i bbagìtt , e cosa peo 
„ Fa scrittitpi 'n Aìito to I0 Cadocto « # > 
Val Mtdhe pe» Afffns t •>par cpKÌ pcaactt» 
di cioccoUfo 4 onmaria AeAìQ tocoado » t di 
I mttuL Itbbf a • - 

; Btiooiiccclitiiiie ^emttm d« im^fiM^cdduae ( »# 
f^iu» fi^ ) •. Salifica m44t^ièà , «i àU^Kéim^ 






^<f ^ . €ttsh ÌKt ftàOBén ni itogttatgH» baA»t di^ 
€oao par dinétar lo-ateiA : AtcmAi fM 
w»X'tuì CbÈU* CéÈnii FJIII. n* %Q* 

Sé so. mpegoatc a llaadsrft sta raast » 
£ i&flM «oH>.«iia' noe vo Ì* bssm. * 
Bfltto f regalo di -cociwimc pet ao pmistio ; 
od aUra saiiilc peritila Yeoaie . o ^el at|o » 
a coJpo , che si dà a chi so£&e la cordài i^* 
isapicca, o cade dsU'alto: «tfiai^. Bmta d|t 
acqua , fium^ » g^^gQ t o sgorgam^to t #^jiw • 

,, No botto. d^'sc^EM a H' afiifi^ Ila ttroTS* 

M Cchc id8^<>na pifcta, ascH^ co grà s&acsi^ 

^ Ll'aeticlK 'il {HetcQ a no satero brut^- 

' M Li Deie iied.eano ppe na ftnestuUa.; 

^ Ma 4i «ta.;gfao Mot cella aseic no ^atco 

tt. Q^. hclie^ua » aA{<c%.«)0 «che lK<gofriIa ..^ 

Ca* 



• 



^ e À .m 



\u Ì4re> a^ yéfS^gmMfi « quasi 4mfl*e forimi 
ad inglìiouirtt ^otl efati fi Ocai • duce* C^màm 

'*», «Gsam^frawr. -Non cfalfc «m potctitlii^ 
^ ,„Ga ll'^aficc'pegfiat^tfccatBgUaee^ ; 
''^ k, €1164*^0 a la &mt> Soago chlfcc«trielfe-, 

^ Né tao» caoKie decite , une» bfattc. ^ 

CatamagU* . ladìea ìl':ciir£«fv;^ 1:^ grandi abari 

^ dtHaygmmiVt.che pati gìè aeeolt^hM dwMp 

> taa 4)Oi r tegoo n^vasaats- la «adoa» » aoa 

riguardar la carcere » che codie un luogo d* 

• ' éÈmmooì^A^ Sorivikri , ed*.akr> veoalmsii&s 

<*« ed avMìiimraidiakeffiit'.^i.Qidndii fio qnaar- ad^ 

^ ' Bòrni tiOtifk h cacoed^' pm •rrtbiii al Éoor 

«hjbinate Cacacaedadiu r ^k loogo^^ do¥» P 

ifo^unità^» e l' avidità: de* sokdierA» miiiiaarai 

tortttaaiia t eanMiraii -per hrfff gacar i^^eehM^ 

o-sin par emtorqaer loro amko danaro* La 

• atcir»<>rigiiie h» la-f^ce iatamé^U >; giacchi 
mìff^# fW non» di nua moneta ( Vedi Afti- 
S^ ) - ^Sg< P^ pt^YTida cura del oostto 
Solvano sono abofiti; in latfo^ simili aboci , 
e mostruoae <;rttdeti4. Tifi^. Cam, X^^n, é^ 

ff ^ • • • • E ?ii. cacamagUa 

^ A nnuie leQ;aì| , ne fibrsa è » ccìm net 

* »* vaglia, H 4 , . 

Cac^^^gna , Cétmfe ^ detto'coal » perche ìtì 
Tatkno è ridbtto a oo^ poter far altro « cIm 
mangiare, ed evacuare. Tmh. Còri. /• So^, i.|^ 
. „ Pozza cade diaco na. cacaroagna . ^ 

Caeacaftziiafe , ^ cacicaf oauae , vìilr i iJmrof 9 . 



V fe A C éf 

■ eipmrf lle , i^V mMHafyure, pfoféèarhl 
MifRitactlie*, ^gi cpiteeo di dispr mo*» da n«« 

• W « msius t, iifamdf^ t'tt^rmnn^ , |opraonom« 
ék ^«elle ddtà , che i Feftle) / t Cantoei / di 
bea 4M»ftDÌ^fig»« portavano stille prore de' 

' ima tt^vfglr » in loto itAgàe BahMnct, «I dir 
" TBr«dot6 ìn-^ìerph i sotntgHanti danqafc « 
quel Vttltttio Sedato 'Tn*19Ienfi » e deriso per. 
, CIÒ di Olnbisie . Chi \ 'd'ériVs M cacar pa^ 
tacche t iiKmet»^nestratr ootiffinia ) certameii- 
•r b ^mgiia^; perdiè chr mal per beo istra« 
no Àùtm dclkf sorte avefDe iatuto il bel ' ^re- 
' ptf% qiial^^M^'Mite'Mtda; di sbòtsar danaro 
' «ci litar a Scer^puo^ ttaa sarebbe da preo* 
dtfsi a l^bbo, ami- mohò ér rispeltarsi , glac- 
iale'- J» fola poyertà^ rt^ódór' hominèf fa^\ 
quoà durms im i# , al dir di GioTeaale > onde 
fot ^rsmif gMf f qhà* àen audent > hùtnìrms pet^ 
tatmékenUéna ^'H. hkuà facik emerptnt , 
^fUmm i^ma^i a^rikt'' n» angusta 4omt , per. 
che ai poiisor' degN aodclrf, comt rtfecisct i| 
jtTiO'i^Mfttce, '^Mf^^m^tftf* j um^tm ^tn^tm ^nmr^ 
"«•"*■••• V ^tfms\ et sapienlla fincu'ntar tèstudì" 
I 99uf''{ moneta- atticii), c'^^rc^è H oiondo è 
stato scmpre^lo ètcATo'. t>f^iìo. cantò *„' viiim 

• argmtum €ir at&o i'vinutiiaf aurUm; pòrro gi* 
»Éf , er virttts rnsi cum ri ViHòt alga est . For. 
tuDaio.dunqne'cki in filosofia sa trovar la 
irta , e manièra d? (gt onoratameate danaro » 

• cbe è *r»cA) tif^s pHdaìQpkbrum , 'ti* unica 
cosft l»hooa'dtr fir^i'^eff&re; e contare 'qoalchi 
^a in- -qncstt)* ififendo,'gi«:diè è troppo spc^ 
rMnentatoh'/che ,i Quantum* qìttsgue sua nutn* 
Off rum servai Mr arca , tantum hahei et fdei • 

CicipQ£oaeito « MiUatUatOTe . Questo è senso 

# trae. 



tras* 



M e A C 

trasìato» f^fikh le otroic tsoMIo 
ìL xcmtUhi im 1MM £ ^mw : «midon 
vasi da nobili , come dall» plctie ^d 
fa:,j^ » ^be ti «sa cooìvtmo &>• < 
B05tri. Ónde pait ckc si derida^ U ▼ 
taluni, pretesi^ nobili ^ cbe non liaiua 
coqirafegfio ddU loc iiobib|à » cbe ì*m 
tale dì fame • Cmcc^ <4»hXIi*-^ r>« 
,,.S) » M|rte imo « oca tofve lid eb»i 
„ Pe €castec4 fsi cacapozeoeite • ^ ' 

Cacapu^zia , e caiaptuuja » botu di po^m^ 
umaU\ pUloU^pir aUiggirir » ^ P^^ff^ 
viJUre^ df »«r«»or/ii.j e qaeato da _«•«'< 

GacareUa , <U4ÌMòia , ^nitM » fòffctta |iir l# 
C;tcasotta diciaoi uà yil4 » fiawtw ^» # 
. Eaf. . 

^ Ma pa<(a d* oje ,. e càu 11* avfiap» 
. •» Ca 'o chillo giiacco era- uà «acefottaf 
Cacaveffà • J?4iirif gramUt che molgM il- 
Cerila Mìcc% Pan* Cdnì^ iK« su-^ 
t« £ be.n0 vom» chr^oiaaM a^aidketlt 
,,. More de.cacajrc^» e. non cb fi wac o^ 
. Fàa. „ Stbe AfA gb^aco ttaou c^ustttfk 
^ „ N0 ddé lo ixmrtQ ae (enea aecina • iv 
Gacdziccbiat , Lo atcflb, die Cacama^^af off\q0l 
9€n<hrùsi$sima^ f<ti4a » insopportéiiii tOisacafei 
tormcf^io ,. non per caatodia. ^' 
Cic^a, jp9rcA«u^,.diceai.di daeUa. de*fa£am 
e di (]aelia, di cui ci-purgfaiaai gli,Ofi»€Cfii 
V da HmKm ^ /R4/4,*<]uaai die vo^iSaio cùsm ifà 
tìvózhtè Uvacea, ?al nàit^ far ia cosa *a,jH| 
positp.^ ?iua«ij «aie iirU' inpreM ^ acogP 
aarait-. .': 






" e À e • ér 

io» tf4j^>fetf , id€d0 U9rfkf^4> da prendere 

r Bi I- ^aim» 4Ì« «ftcobione , ^ modo 

le >-«he<'COfiticoe 4IA0 cchtno; f ìalMè 

•irect'^.i^lJUr msalclie Atto m«rttfria in 

fà^0 d«U' twat éì qoalcke defunto mtn- 

iTole,^^ dite.appikiilo per l'anima di«C«f. 

«» che fa il CdBtìMéUino ài uo bMidito 

«e.jddvitcob v|MAto • r4i#. canu V. 

4M. 

Ma dMTe-; Ta pe 11' «ima de cacchione •# 
anie » tmtKpìm et fino de iirtfr /«^i dal- 
pmuok U'^w^rm ; - 
IO, « caeciotuello • ^Cdfnétno • Dal latine 

De Lucca te pe«et no caccaottielb . * 
^ yihimr »» /e /renr^ . o ^fi« t^tim dctia uste 
detto I» traskto del luogo pieno • ed uguiie, 
Md#ve fi gioca aUa palla a veate ^ detto par 
*^/rWb. Faa. 

«r Le lompa *o cneito feCoiite voltnoo., 
' u B ddà. de fitto «4c}>cicce)afaro« 
peià "le mmano de^jia cosa , ?al tmàr Mèli* 

„ Oiffe ,'rSegnore , e la eempo Pagane 
l u ^nc, e ddl a moie ,.ai mo» caceia»e I4 
jp niniano.» 

Mpie, s4Ìoècot^ re^e de «••#« notuf^ <ke 

pfeetcbio. àA w^ .$tfif»^fifH » «orat di coi)c«»li<. 
ila djJbco alro£iodo, dicasi ai ^ mcAiiont in 




^ 



9 



•I 



70 <:, ijt L 

aura": fia#l«,anphev e mpUo |»ù<psobtl 
te da x«r' o^x'»* . qaà»i dif )M tpU«»e ^ 
qtiaoto daa borsa •da ttttùcHiy già.cbe- 
non 8*int€Ade>pr altro. «iK^p^r o^a 
mtfchioa , da fs>T«ff(» , «ni i0»W: e 
•isnza • per un buco ,'T*^«iaQtfal|k>.^ 
CafilorcliW « Tamt, , niià » /«I4^ ^^mgHi» >^«tf 
utrdmtù. Dei ita dal' QttQ^i^0k 
èQCéa di upùUfù , o èmèa jrrmwÉiffar .^ 
wf<nm •^Cìmcc 'frohmr 

Stai' Mh qo caworcbìò » jldid 
Sarria aa cosa de fa sd lo spireaD 
Gi^Uosa^, Percossa ^dve ** Fot ae Mio 
lo Ctf//«r » 9g»si jdirtflift 0O^#A* -^^ ^^ 
lo/irtf • Il Capéuso d€8CMvei|do> Ic '* 
■ Diomede «, c^voUi^olo :dir 4ìy««imo 
più d* un demooio , aeUa soa ^ladaaa 
Ometù H^ lÀhth^V* ) dice. : , 
,, CbÀ «hillo » Cibe età lotto • SaftMiAll 
9, Pafatria ao «ordito de io Pap^ ^ 
M A tfj-oote a ccbisto » pocca die cagttoit 
„ Che » 6i songo lo fero » fto giaa coaev 
Cagni » c€mbidft*^^ 

Calafetejà, dkesi^^el >.paare « fona di iBartell 

, io stoppa, neUt coamiissvro deUe^* tavole éà 

navi , ristoppar le barehe , rì«aa&fJe eoo 4 

la stoppa» e pece , da n a M » g} «^., e '.qoestadi 

. 1' £br. eìyLiMfh, mutam^ navavit . Val aod 

^^cctff /iAo sea^a dargli' riposo» 
CaiamreUa ,. ucaeUettti , che «lel fitto- awr4| 
ptù del solito $1 ai&aoa a <aiiuro, ^«M 
detto pel AOfàggio iattasp > qoaodo pesò 4 
Soie i adui||Q4 tfiarj^ , <? 

#4 Quanao t la calaat rolla » « ttv te «arf 




;, Taaw idtwinià la tide U cofttfH»- 
BCtkUc I aAticamcntc era ufl gtuppoo di pel. 
, poi di atifali da>#*«^'<» o da mM^t 4t^ 
l$uu « donde poada cdiaM t cke -khAav m. 
^fke dilTesi dal pratente im^« rthacm^^tmit- . 
li, tf&4^ , e Viuavjo i' iiaa yri aaéo de' pesi, 
cbe iCtAdoo giù • 

|laaaara)Ot ^ a imda rio # •« pkciol dono quati 
iCQtfiipoadente al vator ^ «a tal lièffceino : 
tJa mM^xa è natta da^ regalo di uì librec 
eo , dbe Taa faceado i .' «gioTaiil delle noatre 
fvfim^m nel Capodaniio par car^r de' 4ooi 
da'fignori ; dictai fm de'iQwaèui moiiebfi. 
ì^ Bt lo caUo y Mssuef^^i' 
, ttlÙAa piccMiaaima moiieii nostra Na- 
nana «ggi afttco disnatta « benché né' 
1^ basai r o aia pe'proaaiaii passaci secoli 
«Mia» fra noi in oao , oade il prò?, manco 
no callo» per dir nutta ^mtio. La piò pie* 
^«kia psesente -moneta h- i\ itéccélk ^ e ere* 
desi sincopato da cupaih, per la figura di que- 
sto ifi impresso y ch'era , ed è uno d^* segni 
I del blasone di nostra Domioante . Se più sa 
Togliasi rinR>ntafe » dedarfasti da x«^xh , e 
i fià jtom noti a' dotti i ^ifgtìhMj i x«a*«* e »l 
|,|epc^/c«s degM Achei , degli Ateniési , Chii &c. 
latria »«dicefi. per ingiuda 'ad tiom roteo , lo 
pjteaso che C«/avi«sey e cw'muoy Pa^sà^n Ca^ 
ì lama , burUnt ìngann^tt. Fa$. 

y, Fegne eflere Pranzeae /e le va nnante 
h M £ lo ppassaie hi Calabria tutte quante. 
bl^nare » ncìùider a taluna quei che deve» ' 
Bslqo'eco , C^tmoatc^ • > \ * 

^ da « ma io saoso- 4i &nia , o si« foUa , non 

^ di 




72 € A' M^ 

di tenoggmt , o «d»} Cs^Aeo ^ama^; €làge^ . 
Caitijnarftf e , mangiar ài grsi€ie , •come scamnia* 

rare ; cangiar ^f ìfn4fgf#*. . - 
Ctmuitiiitiua , €émmànatwéi , t <miiegno ii uifi 

90 B€i eamnùtfMre • 
'C«DiBM«« Cmmàa* Tiùrh^Cmfi* t«iM».4f* 
„ Me se smosse lo cuorpo « la mptoviiay 
,, Gemine onesto ^^rsSc ptttcotche » 
t, Nsemòia albrdaic de cacca na «MBmisa* 
. Camnùia, da' t 4iunùre è 1* ctmtcta dalh. -dioa- 

sella» ciujdopp la'.prfaiia nette dcHo- 

. luio» si.ba da mostcare a' parenti degU 

tinta di saogtie per oaore e gloria di «mbe- 

dae . Questa aingolar; ceatua^uiza intto^Uiii 

. daUa rustica semplMtià de* aottri .m«g({iofà 

resta aocora^ ofl rolgo , ed à tanto «igjrA » 

xhe lad4of e ie»anoafl*e .If vcfitè » al rappltiii^. 

. be eoa «togvie di. piccioni mcflbfi «i^ $òp* 

piatto,, anziché rcs«ir disonorati gli apoai . 

. Rammenta quest^oso il Gonese oeUe aoe #V-. 

. j^ssiiie amt. x. $u %7^ 

.,y Mostrato la ^^mmìu aU^tORyaee , 
,, Qoanoo teneste pp lo ipa»eotet# » 
t, Che parefa na tesie de- vastonige , 
^ Tanto che .ofc tomintn cpaaobao^, 
Vedeono «tanto npore a lo pareo&e , 
Che n^llo se. V avene mate, pcnsno, * 
Cammisa» Aotiflima prima nci^traco.vermr» di teli 
del corpo a. carne Bada»priraa anascoorfcr il 
corpo» e prima ad cflec nascosta dagli altri pan* 
ni dall'Arabo tbaat^ii » che Snida traduca auifif* 
^^ I onde poi 1* inoKx(iiww , J^ S0tf9cmmiii^ l 
o dall' orientai chamus , Jauas « donde ì^ ^^ 
. . piùnom* a SaturQo di Cégmin » da die tiiiio« 
toso venne txè' opstii «lomi a oascofidor «i ^ i 






CAM 7r 

. ^K^^mim^ tUftCliMtt netta 90Nr^ Mi Gre- 
- €••.• QuhmIì C4mmt»f wmSm» vmu eaci« » 

ttfopaaa» in feim •iflfiao k oatara MleDQn-^ 

ne . m Bani^lio . 

jl^fBf «OMO « a4kil6mt «urie «mveggiaiite 4felf# 

.'«fiftre Chiese. CftoipaaarO' de Poorco peròvit 

queir jmeta appesa cooiiiiiMe il caote , fefpto, 

palMooe , coracdla fC di . delio eaporofo saU 

GMpftae)! » v. aUoceUffit^ ?al Irettenerei coA 
iiciciltef M in- <)u»lc^ iiwi^ , fiogesdo di iion 
fpiarderc« 

^iiiipHnlU» ^lipitmuie» di cMipaAa : ctìiovere 
eeinpftO«U« dìeìàfn c}iif«do le pioggit nel e«- 
ó^ h» deffe Mie « 

CMipefoiif , sidttrM glande dttta DagOM^ uomo 
^oro$ét fMacqio cUusito ; e iwine famoso 
nella lo noMta^ aeiadc«iia deì^ Suderà . 

^/7 in jfa» .^ . . « « Ta de caiimglia 
Ma £ite na teteraiit e griaom^ graoflb 
Sale UMoa Ufle a ^>oik€are u* aoifo • * 

Cae^piasov i^f^<«a d^lU mò9ie. 

CiopMcio^ e cain^icia» eorca dì peHe di capra 
iel^i^aggia epliu trovarsi in Abrttz2i> • e pra> 
prio a Mofttecorn^ , o sia il. gtét^ tasso £ 
isaUm desto da Silio Iiaitce , la qaate pr epa* 
ffatm am arie pariirolate da ^oaf^l* io4>gtoi , è 
Cimala per abm : dìcest oar tcooia , ed ingia» 
fia ad oooi poco ano alla procrcatiooe della 
^»ecie« 

Caaaacca » g^ata muMm • pai lo più di par* 
le • ambre ^ giaoiaieHe , caralU » a^iaacoU &€• 
da ponarai, nella gola. ,^ 

Dil.Nap.Tj. ì> Caa- 



fi 



^4 48 A H 



«ola: quindi il «raslato ad uomo ch\ abbi» «p 

# troppo parole* ' #^^ * ^ 

€aai>gtia^ potata , dlcftai'^''»! *Ha«» • 
etnaagola , t carmaifote , imier^ fùr te^jjfm a^ 

th€ €fho , traal Jwniettte ««che di tlMMMMM • 

V. «fielo. godio., nriiéH. ' *' ^-; . 

Ca«oapi«rto , ^U gà!*,^ hocc' éf^td . 4b«cia 

d* wi balordo , ò di- cM per t^eiebia ^mo- 
' «onc telfe quasi -incantato • itarir , od- Amr 

mirar alcuno . Fas. ' '^ 

,, Gaonapìcrfe , ftcaiitate , ed arfeuiiMP ' 
„ A 4a fiicce , # ^Ha «lOfto tutte aiiàiaili'w 
Canario , e caQ^rejo , aotiflBmo canoro taccel|ee«is 

Pà canarie co - le aimliio , far seg^ di mm 

pitucré. Fas. * ;« . * 

, Còiti ddifle Aladifio : e Sfckmw* 
'' ' !, 9ti ritto , e ffa càiwje co 1^ inml^ . 
^* pur Tina aorte di ballo j «d^ 
Tcona ff ajero . 

E Ccanft«3b fa fa t^a^ ' _j^ 

„ A lo remmcre , e chìtio JCOT> ^^^^^^ 
€aiinarrEt ja , ghiottonerìa , ^z tannata». • H 
.eannirone , b éafinamotfofo ,' èatmà^-gHar, j^of- 

^0 , àicétì ^uè*d*un upm goloso . ' 
Caonintio ,^ya/oio . * " ' * , ' " *, * 
^annartioti'olé ', góta ;\ di eafflla ;' 
CaudclFò da K«7»tMoi . -- ^ ^ 

Cane, notissimo ànimalp iK aaa iratota fedele , 
ma nel tempo stesso feroce , rabbioso , cru- 
dele 5cc* Se lo maiijiìaho li cane. {Fas.) r^U 
' smatrh di* dolore per vi^dcrsl^in o«o, non può 
aaaraene colle «iitasit tllii cintola. 



9* 

I» 
t» 



Ciitesca'. Kone idi .quel groflb. pdce i^tiopoia- 
go ,«hc da' Fuoccat è detto Ae^n , « 'da* 
* g^ luliaai P€guau£ *\S! £reqi}eiite ae* no«trt 
IH»!, (p s^nfo, tnsJau> è ^oc« d'iogparla , e 
■difìota u^moiì ptrversa indùUt t nsim %f€r^ 
uujMfd^. l^ jneuifiira i prera damila durezza 

is 4elk p4fe«di qacKo peKC » (bc ,è difficile 

j «lafòcafc. DiiTrccii^a df?ì«ae,u«co più dura » 
tbe sefTC di.grattqgia. Oan. UL VL . 

; . . »» Te aia aricfoonnanaaio aio caneiaa^ .-t 
f» Fa^ c^ »e giacca» e eco Oda? ola «afa* * 

Ganiffro» carmmó^tf^ aorta ^di c^to <di vii^ai 
l>cr avTezzaf i Kagazii a acior le giaqibe , ~e 
cfununnaFC . , > 

Cafl9iaiN9i/|:a/4f:^«pzaje lo caamcdiio\ aJi(^ 

„ È co oa nici)««ca> peaoa de paatoccìiie 
M Le gongpU vò dà pev'caoQoHcchie • ,. 
& racco^^aa quaaii ttsttacei ntU^ arena » in 
avi &000 i^^plti 9 da' peicaiQf i t camioiiiaaclo* 
^Ti sopra. y e prcmeodo il piede ,^e quando 
acotooo .:aotto la piaAu pii^^rai da cosa t«* 
gjiefite , ai Acc^ooo tai tfiere il testaceo » 
si cbigtflA » e. lo c^tsaggpna dalU iabi^ia • 
Quindi a f cder qatsti- pescatori da lontano t 
acinbiaJK) gtiKè^ i^he pafleggtno p>«M>o piano , 
e immersi in ahi^ini ^ensicii; gì;»c$Ji^è in fat- 
ti avendo taira la loro ^ttenaione laccpifa al 
senso delie piante de piedi ». portano ìa testa 
^dasi esutica. Da cib^ nata U ù^tc far a^n* 
moiUii^ Ci cbe vale tssér pfùf99ddmini$ dìsuatto - 
-ia altro p4n§'ur9* Quu. Cant. V, a» 13* 
,,..Ma , si lo Bfà &€ea £^ti caogoUccbie, 
^'CWiriMH«.i ti^f Ìi\a|#aniQ ^cvflopagf^ato , 



^ € A II 

* ^ Ca si £i ea«noliecbie 'a cbisto pittai ' 
^ „ De no stare a lo^ scrìtta, k oc coroiito« 
^aaliscere, conomre. 

^hnoYO, e -Caanairey canape » ommo de «av^ 
naTO, Tal c^ £ impiccai^ ^ .krè$ éegmm S 
férca • .Corvatano de cannavo » iactìoi con c0 
ù strangolane i rei sntta foriM » y. chiappa» 
l^maieno » eannUua , caioe Hmuso » coso^ è 4|m1 
della Chiesa . Fsa. 
„ Ma da lo -eaiiiaiesio soave 
,, Da li devote^ e saante ebirielle • 
.Cantaraio . Vama , €Ìu fa eamarì w 

^9 Si rome mettcSc a Sa lo .caataraff»^ 
H V tioiumcne oai^arijiiio aenia c«lo • 
-Qaastt Tersi sono celebri per aTèrgli i^tm 1* 
immortale Merastasio, qaaodo giovanetto cfa 
-tra noi , ed avaigU -rhenutt a mentei par f ii^ 
j^cdibile energia, cofi cui esprimono qitasto 
pofla csteoderii la oadeltà della conti^pa 
sorte . -* ' « 

<2aotaraiio v Armario con. tìratort jat fflporreab^ 
ti » o altro • in Francese Mntrtam • Dati* allèff« 
si anttcamente meffi ne' cantoni delle m 
tradTeco il nome -: ma poi m tiKto si 
'mettergli negli angoli , e serTÌvano di ocaa* 
mento , Come i moderai Burò, nel iptaio ^cl« 
ie stanae. Om* ilk, V^ 

M Io coglione^ beai tanto lontano, 
,» Lassa lo ninno » è la mogUera -min» 
„ E qua secchino oc* à a lo caomraìio , 
„ eh' cgne f*edale te o^ aecoaeiarrfa • ^ 
Gantarinola, canufiat , cantairUa^ dtma 4l« siea» 
ifé , detto per dispf esso ad tina donna » cai 

piacp 




e À H fj 

f Sicdil il TiTere eoa quaklii alNU» ^ libertà. 
CMNaro • Phale « n^i^ hgk tscnminìi . Dai la. 
mo C4MMèrta , cke t» qiicU^ Uogoa tignifica 
gencraltnentè «« ^4s^^ mt ntl IMaletto Na- 
«oleunp è ristretto a diaetarc U* .vaso étll^ 
imnioiidena » ed è pefci6 vcice acbifeaa : o 
pare dal greco lUffAiw^ io itf«iw/^MxV, apM-' 
^htififlio , e noto ìMctto , la dicoi figar» pò- 
# daf« la de«QpB|H»ioae a tal -^ao » fattir 
lercio come i ooatri fiaacU di creta , oode^ 
TirgiHo 

"* Aarita pcnéiìfét ténthàrasamé. 
In ebffo abUam gmar t- € coniar , V inteMiié^ 
jv; ae quiodi metaforicameoie - poffii • é debba 
dìedoril , dicanlo ì dotti, v. F.Mt F. In qveitcP 
aenao però^ fin da' tempi dalla cotroeta lKÌa||i 
iffaù comiaclata particolarmente ad «aere la roice 
ganthàrus* Io Ac|aàia|io Bib&^ecarfa nella tW 
ta di Papa Simamco iocontraai ; litm-suègMii^ 
4i» in Afrh sàum canikMrum- frri$ im vuégt 
* g^mpi ponuTp a ai usuat immane ni€t9iutM$ 
§tds . ISfirh» CàriU 1, Sonr 4iv 

'^ peccbà^ httt l ^mm^ a c«nt«|tellb% 
,9. ComoiogIia,^iil^iiiOTaoiei dfHace lo fieto.* 

CaBamo-. ^Mie di iiM|/a g^eraco-noo- ^ànd# 
aatoo accoppiato con génmeatas laà da- cabrai* 

I ]o cofl «ama . Ne' climi freddi- del jcttentrio»' 
fte fono rari i muli per la disprpporaìone di 
aole a» ^ì aaioi , cbe sono piccioliffimi « 
le «aTalIe , eke seno grandi ; ma impoffibili 
al&cto sono i eanairri per U atefla ragione » 
^e r aaina non può riceYfs lo stallone • Fra* 
Mi sono anche rati , e sono man ptcgiatide* 

' •«li pfff effcff pili piceoli , e di minor forai ^ 



I: 



(^làtB li jia per.aoaemaiii^ <i*ifigM|^^ N 
dìccado t tilitoo mui» , $' ^;gi8^e cm^h^^é^ 
Paò derivare dalla voce Ar^a nmsit , efaè 
io qaclh lingua dioota P^rco* * 
Cmo , scampo t luogo » «fio; dà caaao« ^r aih 

da » ump0 » /tfDsst» #c> * 
Cftodara^ e cafettor« » mUafa-. - 

CaodOy e ca?odo, cMo. n^ ^ 

(iaoècra , e Aotata ^ umuUn^ ^mfpoatt émcml^ 

Caotcrio, e caotetio, tmssario » fonigmgtim w,^* 

rottorejo . 
Cioaa, caponi , GUf pròcaso . F-^^. ^ "* - 

» La caoaa è g^uadagnata ^5i ì wtk- UAi 



Claoac^ cavoxe , ò carezze ^ cal^ttte: ifhaiÉIII^ 
%^4« cc^foxttte 'roaae, Tal ^ recata- mm M* 
fi|i4t, matafora. presa dalPiKo d«gU - ^«HÌlU : 
ambaieiadori, che uaaTan^ tali calzati co igal l wf - 
Gapcrrona» e Caparrone. 9i dinotalo o^igllla^ 
.mmaute- II caprone ; ma ora ^i tjraàleriacc^|K^ 
«ba al aio/r^A/ • Titti, cant. IX. su^yff^^ 
M • • « • • B ccòni a .capttf|ifltt |l > 1 
„ Se mmeètafK) to^iacàie , e mmòi^iaDe* ^ 



(^perroire, òMnato, i^Wdura^ e> talora dì-pygj 
lode voi costume, caprone h il'*^ 

GaipéHina, gente <ié' la ufpÀliÈ9iY g^w%miì^ 

Cappelteato, ctf/iyye//«ccw# " '^- 




priori , „ 

co , o pare del cjgektjarg , che rat ^a 

Sere » da tal axme die aófioi^o 4^' UiRpi 
i I che acMi portati all' Atinanciafa aoiIUÌK? *• 



V > ' • -- "" 



^ \0 



Ipn le oadrici^ pigUaodolì pu i pitfdi roencrft 
vl-toiftp sttti ficcati col capo aranci •* Tmu, 

unt*- VI. su 73- - 

^ ^ Da il* attu p^ce. ciiillo i|adftor« 
, » Mulo capete}aìo 1' . accarezaa . , 
Capiuficjo, capi^am f ^ talof 6#frtffii4Ì^/ , ctaik* 

UBO antico d* siffidarsi an(ii« iUgovaroo^ poli* 

tico agli»9noiìai dfai^i* * "^ . ^ 

e^tiaUo ;' il €4$^^ dilla €plotmé » € V ittf^t^tà 

Capcxxaie > veniH ifi hvt aikiSù^ HmAio * - 
Gapeaaoa^, ^/oir, M umpMcgJmu ikf i 4éivalH. 
Cappiello ^cJNoit me li pi^è'4» ctfipiaHo , 
non tfd far ai&Nme e< !r4c ^tnebe lRli^Jiaal«y<M& 
^/^ ; 9aii^&: od : eootrasfo ch«^ £ii4k aUir Vtfgc^ 
f foìi c^l c^re^ à\ if9sib^ìt%^ ^ . . '^ 

V ,4 LQ"Wr« dica,, ya:^,,oott.fe^ !•«»▼»(' 
^ M fa b Yf^^M-ppa qaaie&a ccappiaMa.'^ 
Capo de maglio, òitìnai^p penìnaa , ìi^usn^iìc^ 
Capone^ galh tMiH4m*-\ 
eaponnogtio, e o^oAi^gU* vMta dt fiieétto- ^ 
firaoao df l gieftHc daUe^Bilaae \ M ne Teg.-) 
fjMio %ip^'»*^Bié ìx'9mA'mm\ ^aaenda^ dietro 
•' bastimenti Otimba»» lÉgletfi, o timiU dH' 

Cappi l<o * imniOM^, capùiùraJtéti tMéct^^ ' 
Oipocoaimola , e capotraounolo , téfkùiftM^\ 

Ci^tonimole}2(re ▼« f rociotéfare » cétif c^Ha u* 

Éiipotosta , epiteto fi un oitifiiro^, * 
U^fPiipyi^énuHar dai^Ebr; chapp^th ^ iàttt Àt 
Tato fimo infofflia itìtàhàUf^Aa^ym/méièuim. 

D 4 a 



,a^«7 5^t^<5^<?^'ò ^ 



/ 










io c A^ ». 

il ^)t tl#oÌfo toflofifa non i IM^ cu 
ferva jttdio iitdofl^ td an bimiio I A^ h la 
««ryuiL de* Gftcl^» e*^ ciumUm étf.ÌAMÈ^J^^thm 
non era sicaraoicme solo ì\ ahmmcNo col cap« 

, , paccio», «M 4^1la figaro, €omc'M^éo^pio•Kvi 
Zoccolanti, e Rifemioti tooco ptlicgrhM", <k 
oocke «of^cUasiato il coppo di ctrra di ri] 
fi wmmk » € fimili towt » ondo Mltfsio|p 

Vtl^uriit piptrupu ih titaMuV 
lÀ Q^tti AieSm^'rjNt «radiflbro qoeili ▼< _ . 
ebrea ^hmiun 1* wumstert : i-^ dotti pc^ cke 
tanno come In quo' cempi jpr^Ib gli ET 
lai vtao fapfiifMtoiìp , o muiio» dil 
4ivcioo^ poii||incg:i&A^^^ ^Fifo« 

Qi)»o«tatao , |?i«é#r/iio éP un^PM»^ 

Capoitd|ta> lOttM i^ oafcr ilt fin». di« « ^ 
▼al anche nna iena pkApU i- e r^^iinarjit^ 
^eUap^dhiO' otpretto , d' ifo-tgUUIOf # 

Ci pi wi iello, dkesi d'un Mtdiatof '4' 

Cvanfa, ornic #0c#» fMPr v-^-SèrecinOi 9màm 

,, Meo bui acarinAie a. Ma oaranfa mmm 

H ▲ pponojà 'no otofflo-, o aceo^i' bot«M 
^raAi» poeta 4i miiara di iiqttidtdi fjt^^fiM. 
Carrlfellft^, piechlé amhoUina àiiveno^ 0ia§^-^Jt 
€ommemfjUé nette €Umie:, oacb> SiokGft#rf &i||^ 

Caratarlo , pdrHcipanu • pu symMém- kmmimu 

Mus^ nì^ :ecL fu. 

tt. Io, crep , et' H^ tmt^m^ '*''''' «-' . 

„ Pigliarrà caracaric a hi |abeHft»..4Vi^s>V'^^ 
CorraticUo , pU^Ut hate . Ib . »• *^ :; * 

Cnrarattob^ G4^^HfoÌff <«r c^afsim, Pff^ffàsdlfSI^ 
^i0 . Cvrc^ «4|tfi Tv i/*^ Uè. Ilo W^f" 



e il H * tf 

Z Avite vitto mti« tm piSMttld , 

,, Ck' iota e iM caravacfoio è ocappifip} * 

CMio<ltcolo « e orabttottoio » • earavttotco » ^«« 
^ » i«M » éordhèoiip f carcere miHcare » pic« 

.• «ria stftasa»'ed ìacommoda » v« tiratiiro. 

CfenuMUa, sorta' di ««k^. 

4Carca, /liAf, ^«/m, 

Carcara^» taiujn » foraact in €UùCir iélee » n^* 
nforicaoitotc grande ? oragina di fuoco ^;/^de 
AV€ 9m cMH^m '^n pkHo. , diceti d* oo mient» 
ioiURiiotato . Fa n^ géuncérà 'jt piato -, d'4icci^ 

'f der ono co» colpo di ccfisoppo • 

Cattar e, C4Ucarc, cmìp€$Hir€\ tn acno' Ttoeteo' 

. coprire 9 «jMif am' doffna . 

€arciolLla . Cafà^9^% -t a Francete ^nlckattt • Si 

- aool ^agJi^ amantt darà per tenerexaa d* a&t- 
ta quetio toprannoBic ailt loro ragaaae •- £^ 
notabrle i'antithitè ài tal' ^X8fy • Oitmio ali* 
lancialla , die tppra catto aiaà" ». dà^ il nome 
di Ciaiira\ cfa^è il nome Greco^del (Sarelofo • 

' l rappoftì di tentreyta , tapote , -polpa , -figa* 
ra , primizia di ttagione » ttreueaaa di» foglie 
ce. t cW nelle loro iaicìfV iaMginaaiooi lian- 
no crof ati gli amaoii uà *I careàofo , aia Im*' 
berbe , o barbuto^ , er le goaiote faocÀalle » 
Aaono per coti dir fondate^ aalla natitfa ittcl» 

' ta delle qoh. qactce tratto » e quesu ta^o- 
iDl||lianaa. Outerà dunnue , finché dncctatino 

. k faooJoJIe » ♦ i eaictofr» Quandi teove «nelie- 
quetta voce per rtfraik di aloune oo«re cmi» 
aooi ^ ed in questo cato per tervire alta - mi- 
tara del verto tt« accemuft*! e ti dice- C4me^. 

(ardire . Oi»^ faor^ il .ptìà^ £ pmum »■ &-tra* 
dferiac» e dinotare ìmu^ tabnta^ pe^ !« ti 

D /.' «ni'* 



^n ^ ^ ^ 

militiidjii* dai i^t^c^ , che £io^ i . j^nPd«tf»i 
^di .^a . * piccai propiiagieate <IeI ^ptfsar il 
UoQj la Una »ì.o fimilc al pattine ,, «etto d% 
.noi cario t nia propnameiite illiao ..AìaciuUa* 
to : per uaalaco miliare , <4y4t <^ '^«Af » 
come p. e. danaro , od al.tfo; talora Tal iafuie^ 
tare , dar de* travagli • Faa. , 

: „ O graonififeiH^^ figlio dt, poctap» 

i, .Non canto «qaiglic » e Saie caidàUUoa. 
Tal anche mangiare , divorare • Fai. 
,,^De aeflaai' ^nc« ed ha lutte li diente» 
,» E comoie a no fcglialocar^^t^enaomiBir^. 
V. ciangolejare, ngorfifc» acfQfqn^iare» allo» 
parete, matzecarcse , .paue^arese « faticarete « 
. JaTorare, agoaaaarete » agvazxareiarcse • sbo«r» 
. fMreae &c. . e quffù TagUon . ptopriameacer 

manfani a saxjieut gM^Uhe cosaw t» altvofc 

6arda$cip . .Frmtdia , f> amiio HrHiist^mo « p cai* 

•> Ì€giif ;. Voce, inderaniente araba ^^ARDASCH^ 

anci.tpia il .Gran Sigfftore il solo Kt.H Stcbm 

. traVSoTrapi. Cf istiaiii per i* .aotichifliaia » • 

non mai intertotta alleaaaa « che ha conser» 

Tata coQ qaer .s^ Monarca • Ciitec^ C4Lm% 

. VIH..SL >9. . ^ • . ... 

». Vedile cKÌ4toxc4, che le sta apprieato. 
<* %.«» £ ppareno ^rdaace » e «eammarau 2 ^'^ 

t perchè non da ^¥^^9 C0r^ già che tal ti» 
. tolo non diamo » ie non che. .a gli aoM^i in* 
tcifly, e.chc-«ijrt,iainn cgmt moti poi ateffi » 
quaiiaente iXttini diccTan forculump èuttUmtet- 
animes, ete* 
Cardaacìa^ cordoglio 9 dolor di* cuore > od* amimo-^ 
forte, affiixione^ T, crepancigiia . &al. Gcepn 
-&«ie^//«, io «meo à'emìmo iroiOé Omer<. « 
1' M Oinpott» i tatti, aitriat e^CM4««»ft • P 



t A K l«5 

CMinio, gangherò, seìtht di'^ponn ^ Fai, 

o Co li carditkt ; t vkmotuìtift d'oro^ 
C^dlHo, itt>tf$siiiia>óccc]t«tto , e sorca d^efbi 
^cóh aftt<D name acerbità , btidoa par in ì(Ha« 
* laetf , non ch« per le ferite • Èds. 
' », E pp^rciiè^da^U mamma essa mparafe 
», Cche b^rtà xoirautr'élfe ha Id cardiHo. 
GÈttWa, n. p»* d* an' famoio pereina^;e , ed ostica* 
tifiimo' t^ojAor-, onde liiAiò» i» fi^ir. , e-ft- FéJtat- 
cantò^: ^^^ 

„ Sempre co U perfidfl de Ctrella 
' ^' ,, La' roiifttf gbi aerveatio affi a la morte • • 
Carreco da *fp*^<^9 ^ eofino , iioja , cbe piena è 
quanto può portar iadoiT) uaa perdona » od avt 
gldmeoto . 
Gsrrera , corM » aj^to pigiato ^ fta ciifera » mV 
san p&st9 a correria Me son'mtsso -a far* caw ^ 
a^ frena . De correrà , in fretta • Frf/. ^ 
' „ Ca Pàjdtàk' lo' Ciclo , e dtf career* '" 
», LUmmtcé ^pierte accòufff a U baanéra. 
Oirfectare , gattigare- , iimprar , moierah , ^tffi#f 
• 01/* frenò , aihiàrt . Faa* 

,, Ciii «sa Teitarra forza te ca^fetta I ^ 
Httf iisKxA^ hwHVture ; E* Toee corrote»'da^- 
' Odafitiare y « efl'cndo noto ehe Immenso- n«v 
mero di colm di martello riceire ali 1>43tim<en* 
to nel cahmarsr'« Cort% Mkc, Pass. lant. 

n st.t9.^ ■ ■ ^ ' "; - * -^ 

Micco ,-<l!e-^e t^tette«ei»fiècare<' 
Dtf^chesta squatra tafOto arreaecata • 
», Pe no poco ^ aetelfe a rcparare , 
„ E pò mectette mano pe ia tpata. *^ 
<hfnieY«le,oCarnolovafo»nocistimo tempo di soilanà *- 
iiiAtito e TCrgognoso iresidao degli aióìchi Dic« 
canali pft fior Criatiaòifdìceiii d^ooói pil^u»» 

D ' é ' : ta- 



9» 



IK C A H ^ 

e ttlop: d'jstto SKacctOQtH NeJy «kimf* 
-^^ tali giorni gai , k ca$ti|iiie fra *! piK 
ppiaccio d^ fard una sutua^di p«f^ÌA v«i.tÌK9 
bea. gro^olameace , che dkot^ 4Ur«^tiM(< mti^r* 
tp^ e ^edaiio per la città, eoa fia|o» e O0*« 
macpso piagnisteo al ajnpd di pa4<lle , campa* 
^acci.flcP- .« dici$i ^ ^Ài tf jfUUifÀ. Car»€^aié^ 
J^asr vi allnne qiuQdp cantò. 
.% . »,. Ciencoc^ff a..lPèti^;^ H^tt 'f^ipMUa* o issnéi^ 
„ Che pparea «'«eterilisac Carr^fale «1 t"* 
Carreca «.Mricifc, ^é^^ 
Carctativo, pct trattato fai /«j[Jttf4#^' C. fraftatt^ 

dosi, di Opo/iay vii paUéins . 
C^jctà , cornar., limostiut'. . > 
Carétà pelosf^ prtmam Uitnuatdt fm» ^tim^^ 
cioè, per fecondo^ fine « Eat* « 
t, Sca.ca/e,tà-ppe|Qaa, e ali prodise 
,/ Pecche?. J 

Ciirriaf« . Tirare a far\4 • UAuìmau .E*' vifibfc- 
l'^etimologia. d4Ì(a. foce Céuro^ • IS^fA' C0tA 
KL S&M» i9. «• ' 

•9 Si tu, che nce puotè tanao cole.miiiiiae« 
f^ Che-'n capa t' h^^o paoatO;4oie cofoiu!» 
M Nce io c^<rie , e lo ii«ia«fefitr.af e pone , 
,» Pjeafaaaoie^.duiev TÌerae tuoie aiiQAOf net. ^ 
' %al pare pprtaf^, addurre , indicarit » férstu* 

dite . , 
Garif/a , diceal per ironia , e diapreggj# di bitit* 
'^ta dofi09^|«^i ^p'^,,- qillelle 4paAacce , cha 
dalla Caria renvraa apposta oeìi' aUre J^atak 
dtlla Gteciaii e oelll iiosicra ItaliaNr» ooom le- 
'dmbiÈbajà dolila $iria, a.profe(nre amanita , e 
. studio di fisica ap^;imftacale, diceva D.F%ttidii<i». 
41 cfie p^%aoUte givan come la Micgarei^ a 
giang;r|e$za:vpjtia. i defunti, co» fHi«U'ofii4a 



mHdattruet H creta fdl ^kó » «K cat itiQAl- 
mttàté ncin> pmAit ti ^eggioao tu d'un miito 
Àé:$tìnuoyd^mt%tsint9 ^omf^fnino , e propHo 
: Ticino It forila Mia* Giieà. 

CtHiiiD ^ earfai^t no^dia' moneta* .iiottraf e éi 
gttna IO. cosi detta éàh Re Ctrlo. 

Carriola , c^frtH» , e sedU 9&pré rmtéU ptr coflh- 
modo de* perfori te&r^j > • . •• / 

CaÌiAafino*i tìpiort ckeitnuk , *ù. inmtiì ;: di«eN if*.^ 
uo farbo ipprtflilCK. •' - ; ; - 

Carnato, ^<a compUsit , t. niporpsto . 

Giro .9 gt àdito t far Jdor« fc iw rnsaio A dlaprei^ 
xo, onde pmneo i cearol è lonttfro chedir, 
#ii fAe àrutta. smcffat che ^j^tftp diipiàsin^Ul^ 
dall'Ebr. ehmrmm r smùr^ ftasin»^ aW afikmtd^ 
misa S9rt0', 0* sMéeeiM^ , o chi siéueno gntràf^ 
din^0^ eomt qwr dé^mgfttmaii ». 

Cftrro^AettffipM «sna di v«r€ift«KdAll*EI^.'lwrMy 
mnà cht àm^ cmnmtS^ forse qtiiAdi il aoMt a 

^ fuett* <»rfik> iafcrna^' seccato aèafiiiadlo , di 
cai si contth cttrcggiMftì V- «aiUie de^ mòrti tnt« 
k diloi sdrusch»- inreaj»iraitf« contratta spofi; 
da dei Regni ^eJ piftato. 

Carobio«, chifMna, tptriro tfe^este^, e «. p, 

Garrobraa , arma da fuoco, spesie di schioppo. ^ ^ 

Catois. , térè^v rìmSmm H cmeitm^ , afli\iàn€ £ 

Caroi€|ato; e earfiolefiao., farhtà% d«>M«r^«*Ah; 
ìt MciÌ9 ità'fum^Ko,ft qoate è cb Vermriil^or*^- 
rosor, e da ftJtri iittettt, ds carolejh.- 

Carosase , ioidr i cape/ft-a punii» di fùìkice f dai> 
CaiAMo , Mia Msd : vai anC^e togher casa ad' 
oleato : Carota me l iaterje^ioiie di doiMTà per 
lapfè^ vedova^:; qtiasi dil votasse, ^wà^ dr' 
muhé.'^ >lia!*dicai pcrdiea dt^'tempi andati sL 




mt^m^ém^ % ctpeK, e «gèi «fe omìiM 

defunto ii^naaii»ra » coniifnilir > rmè^ «i 'vt-« 
finittiv«iitt''9fr ftàatìà aoa £imkd •crcwimi ce- 
rne i già totmi, <Jteilo>' dottarne 4ttrarv«iic!0ii^ 
in tcf» ^Ittc^hf ètì rRé^ie • Sttemiesi nnmii i 
€9pressfoac nkttfot icMicme id ahto aocor%^ 

Gtoratietto ,^ sshmé$7a^0 » aoru di tottetta * 
i^^seUo di treta oiuo ds* ftg»BAr t[ 

^ fitti :dl jdeVmeftl y^c iiébfgim(^ di deH* 
per cofiMCTSBri le. toUte' «Éefitv die. k»' 
d^no . * 

Can«»#e , ttmmtmm v • àmu^Urt fi . - ^ 

CiMMO» iMitf 90»dta a ptmtit-dL/mhieg f de «^ 
^> li C4E^ . Qetftd» r .je^vefiem. jfuffd '^ 
,ifìPt«É9 fer /ir «fd^i^Mim cony. m^^àoavfar ìiU 
-nmàm e'ragae^ ; ti Atmf^oam éiSé 4«Wf - 
. fT^f/^Ai HMfmms éHKf/ram vtPo mài '^^yAr V- h|p 
••eneo di vd/<^ pieotdofÉ^ H ^^^ikka-'^cmà:: tm* 
tdc ebbitiii ib detto niaccaromco , geminato j$m^ 
pitti facit recoidan tùMas «^^^jt gretta io ee- \ 
rueo «ihiA^fftfr .^««^«djiffe» àifgii dm ftm>^'^ 
$mfc» - ^-— • ' **. - . ' • 

Cer^ROne , fmktm armie^ éeUr Ciflò^di ìééSÉtm 
iubiense, che meritò d*r«(r<^ tmaiortaleio d«l <i^ 
,F««Mo^ jm tel^abHìfà) - V *- %:■:«' • ' -^ 

^, £;:U iaMme d'^icciaro 'la (attur^ 
^XnTOQe e >Mmuae lemperau « e i&iie.^ 
OeUcca » aorta di Tette ali* ^antica, ed omì.ìH^ 
uso se* nostri eatall presto <K quc^'èiKini » 
iitta Cttflie- un ^giubbone • 
Gaeadd«0giio . . Fu^kmrclo > >eiisi fifliC'qpit/e » 



- ,•* 



•\ 



,1 N^kiMKio dé.io .Scmaoo.pp fii. ditto. ^ .. 

„ Coatra d'àoo » che quaiino «caca fuogUe. 

,, JQ^^a p#^ toifuf» a Qis«(l4«Qglie • ^ 

Sltatiellff , ^SQcta d» UveiOr .^^ il«ta fatto . eoa 

ft^ì 9*vQS£3àt%^ ec ed altr^^,. (lec la, pld^e dr 

^HM 'dt.<gKaiio 4'iodia> v^, fituppafitt , Spar-» 

ti: casatitilor iimHOR*: Vkg. ca/tté^ l^.fU %i%. 

p, MaJ*afaa^a de PampUoae 

^ Jiicaitt atra cfaìfxe a $paue €aaatiaUa«« ^ n 

l-^foec HUta apag94^a • jON^ àK V» 
^t Gaaca^aso maìmuÌQo » sao fiabbatto. ^ 
QfeABft^ • fìpastat M^ va^a immondo ^ <H|de ice - 
A la caicctta^^, anJUt a scaricarle ih s»pcrfkl$9t ^ 
pj» dd Venire . fósy . ^uoa.i volia . adqfsd «al ;» 
fiiAte in. scaso di forceiSieme gfjidaie«ifoc0e.]Mr^ 
kidaiioc» dal gridar di chi steata a far I Wfd< 
ìùwgpi » ^t^mijms^^M^ fKKìaea. dt^egwr» 

ioidi . *. .. 



ccadato lo mai:aarane dinto a lo jccaa», vai* 
f»' 2 av^witttù quel che i^'iitr^N^. éippuntmm *i. 

Moine preso dalla figura di ^ccaM .Uravaii ,, 
che p«r dar «^o«a€aii^>£knfki}k)ai i &lrfaaTa* 
M^.^di questa pasta r:f. che iaviparie^si/coiiaerA 
va aocota . Metaforicae^aftaa. dàooaa P'^ifgasa- 
imfifica$à , Tass. cmnu^ IV* m*ì f^* 
«, £ a mmt va faie t e-,a csa^pect » < 
„ Aorare. • 

Ca.. 



W e A T' ' 

senso trasUto dtaoti capitaa^ùio \ l^uk^^ 
presa la metafora da ^«srt cia||pilii<ll— ci r 
che mal si «sggoiitf'ia f Mi ^CiUc. cmuH X. 

„ Mi peccHfc*Aie ne |»iezxéeo de etsceia^ 
,» fce nce £i lo catee«iNjKi€cio.^' ^ -3 

ro €MiÈÉÈ^m 



Oispaf ro , Caspart b; p. , 
' i}<» i # Cèspaffiho in gergo «ito , e- (Éin^ Il 
qiianb grado nella gran |;erardiMr de* Goni^ 
présiéuiàum pàtttw&aw^ n préimmm\ 

CastMfdieMo » sorta éì pevfifS > cift sécoiil»^ oa- 
ttirali#ti t' ài poca nMMaorra , node A pnr^- 
CMpo de cattéiuHdh ^ detto per ttm team di 
zucca . GàstaadelU KOteoat» , vai' terciùello 
'sotcìte , ed* amo éi aero.. 
'pa » e- veloce*. 

Caftellioa , mamoiko ump^Mno . 

Cattìelto in ger|^ éa ^n»!»^ ¥«1 tà i^agmui^ * 

,t E'^mHÉtf ftnat' ief^oHBknta^vaofa ,. tcro-- 

». fella, 
«, Fi rompe san Castieflo a ito- aofdato ì 
Olsiippoh » «tffi^ttite , Mtfi» , ilgttrÌ4i ; 
Cacacuoeo . C&ìto tono. £' eomposio »dàlk i^oce 
£ii«r»> cherdef^a da cfftéu ^ e cMki'prepe* 
.?smon#. Gf aea «nmsi^^ 4^kei.faìa s4itto .^an.R^Bt- 
, àA^j II.' se^m, ■ 

V, Mo nco Pìiie '^teboeta ^ *" 

C*tÈmMg>fot9^ cùlió iit'fragantt. *' 

Cilftfiildio . Qeetl' edificio di legno te«npornae6 » 

quadro» o sf traifeàdale » cbe $i erige in oecaaao« 

snt d>/esei|iBe , «-e di tnnhrersar)' di matti • 

' Fra noi ai traafetiece anche a dinotare ^aa* 

billette eeMoiilt' edificio |,clie.ei kceii ,«t «a* 



« A T II 

mtAi Mti tia per cmm ftiAtré : Gatt !• 
Cétafàko ièJor Pennino è quel Tempio di - 
fcfguo, cfeNNJ^^ógfis ••fio si erge io Napoli 
per ptrce dat Pbpoib io «oa legiooc otilà 
Cftti detta Pennini t io occliioae della ttbto 

, Fffoccffioiie dél^ €^us D'omnr . V%tk aoclte 
qaeata roce Jiel aomo Didletto a a^^ificato 
oli «odio rcectiio » e cadente < dfveotato qno^ 
ai nvpido, che i^a bifogno dell^ altrai ajato 
per misofetft • Deriradal Greco »o^«, e dal 
Lattilo Pék» . €otk S$4tU^9 Art. Poti. XXh. 
A Pklis pa^M héfR' xUu$tt0 , <a p€gmam%, 
Hmnc: éatéfià^oi , ^àik* 4spirstton€ . Gli Spa« 
gmoH oacbe dicono Cainhélt^ il paU#« ad i 
Fiaocai ^Hk^iU^é t - 

^ftaarfiaro • SdH€0 |. Ungiié « Cèfi* Ptfra^ 
offiif. FI; ir. xd; ^ ' 
^ . i^ ; . Sé ff|af te i^p y i iall 
^M No Poèta càcaoimàro aciaottator; 

6be conif^'amoipre èa fitto nofrocièiaij^ 
FoGciiè tfopfo coBtfirio i^^ora alato • ^ 

tettammaro , sàaptrong che osila di ae &a c«^ 
ra^ da iMrap iy o iyW f mauiHfft fam' $ che ai 
laida qaaat perire, ^odoai a4li^ discrcaiooe drf« 

' la aorte : o d^9imr»f^fmi m^mkrmmt thoda 
mwrnfit^i^ , fi^memum t qnaai diccAoio » uà 
mombvo aaet&^qoalriaiùi^coaa al tnondlo-» ^ 

Cacapaao » toptamtndèni^ ]^ropf'umnnn della ^rsm^ 
^^ftìw » Cr«j«rr*-^ da- «••* ••'f qOilt Si9pTÌttWi^ 
deau é^ tMM • 

CttapieoiD , i/Oifco di tigno ìikuso- a 4ernt f ék^ 
^$i fm teaiÉtat# da nmmm^^ dHìdot d'^ua 
«omo laacilio^^ e ^o^a terra-^ e d'aia halorr 

• do , .elle 'vd ^^laaco .(|4|flt9i iHi ^morto- per lo 
atta* ioexa&L , Eaa.. 



9» 
91 



^ .^ TroTa CernaiinQ »^gialla^.j4« toIotc • ♦, *, 
6atai4:bio ,* uioperato éa '^Hym$ifti'^^ ^#P^ 

i# ,' com* è di tutu i balordi , i qiiali^inaM 
. nof> operano per ragfoiK,«.ii>a. sol per Bg^ » ; 

o Jjri^p impufco d»iiat|ifii •' da »^^7gf r 
^ uà vAicdiio Bciimuiito • ., 

Cat?fone, t esca dei porco stroncata deli ^M*"' 

con tiitto il collo , eomt ctfiìero|{||(è^^ tdi« 

.d^ia^ogsl capc^ ^jiU'E&f • .xè<>/^«^ « ocJMMb» 
.. roi/i-, capifelia^ ^pé'pomi £itù a^gpiia«dK|te» 
^ ate d'animali Mr ornato .delie ccÌ0mfi^%,. e^ 

che in forma di palk fi^mecteoo i» pfiil| éf^ 

M p^^widt*^ , : /. ,,,-1^ fi 

Catarozza < e cataroacoIà^.^«^:Jtoy«iC • .. ^ / 

eoede di serratura di porte i. da 







et Esiodo caofpf^ <^«^^igMili Brjafep ^ Gol* 
to , e Gigio dice t^jctè JG^i^Te ««ir««"»f»- ^** 

.Ga«er.via,«^e caufrei»» moìàm^l$(f^ S>^§mH^^^ , 

igai^t. 5^^ Dai Uiiao, r4é|f silgpiiSenitl w^ 
«;. v4^>^J!^< • fi^I^ae- . dà*^ N4|doti|p(Miaei 

/«la ,aoItaQt9^^fii)l/?ai0b di lcgm,vCiu^:fl||i»tca' 
^, ajrcato , cbejH^ve ad^HteJl^àAff ì'HVm^wpHr* 
•,,^m*' ^jtfimf 4» ibi^4«o si diqe di iSt Qoa* >••' 

stato disonorato dalla eooaorio ,. l/ aUMiMe' 
. aasqi^, .pe;Qàè.a?eoda ^ato vatO-JUl fM^ 

.,.te^ iiiQO pQtrebl>Q b^rfi, >{^C^]^è Jft^«Pfaa^ uir* 

^ tHcbbeKO nf;loipa|i^ l^f/pciphè^^ IIW «liak^al^ 

greco •#/« , • AlUf ^ .^,; f. . ., .. .^ 



CAI? «t 

|phioii«% fa Io Catone , #f9r' Uf-UfU9Ì . # ^Acr 
/«i^ni^f fflor4«lé re spiiigefido pia in là Mdee , 

^ mmivùlé , cM»e ▼olenéo dcecrirer li Pesano • 
il ftto TaocraM «Mina per P^atciie Cioria». 
da., canta : 

» ,, Ma 1^aciiff0*dè mumntionpè Are 
,, X>s non* cotntre a^ lo prinfmo catone t 
^, R ccodMflb » e too ccltellrpo sbareja,., 
;i CchM^fhtottÈ d4Jo Gkh> I* aogoleja . 
l|ftroffiffiole)a , e: eotroOHnokjà, tornh^lért ^ rj. 

Tf ocitdejà . 
CMkioyo , 4fia^^>4r pij» utum^ e. ttlor eotttr« 

rsa ptT«90-^" tener legna, poi^ct'. od ai- 
animali 9 da nnm euDit, juxia domimt, o dà» 
aaAi.acn^f ^f0>p^j ffópriioà , sK^gp.^ Aomum^ come. 
tì^ ftan^ese'^ tfà^ i}(>a^, de eie otdinariamcfncac 
^ baflS^'tod* o^ 9«tvo ;''b preflb le^ nostre ca« 
aé; o da i^'^'i^^^^t^yptr'tg pniore . Li Latini? 
alfbrd caionhim .a dfilt>tar iii«r ^offj « naftA 
sèiHmai^' in. graiìo ^Mturmjwy M^^m % lùm^ytiof^ 
'hwt suhtérramàt", ònds" Cicerone schertando 
B|Éit. ad^ fctnil. 15. ^. '7^ diflJ'^ .^ w^of n»- 

' ' hr Cstaniiim^ Céhriinóf ne. tìòt. temo , che 

^)6eiire , e «de, è.. te ,'ciie iimo parità» 'be«^ 
^» e.:]ptglifln: le j^art? di Catone, no» iiiaiw 
di a éhhfoìò , e ci softhniiè vero , cheta- 

* ktm To^loo ieglisrfi Carorium ftt Cato^dum 
ifta chi' non* Tède clw tal corrcxiotlr. farebbe* 
godere la^.^ aliaci! Concetto gloc he tole Cìc^ 
teoiand F *DrLabeff^ at^^ftàn» che sàrtfle , A»* 

* M fditéffA'VCf^Ónns' nud^ìn (^aìoniUm ì^ 

'aacffi Hbéf moimì ìt^ciA cnk/rM}<fth'icìi\ dato 

il< aolito acambio del . nua in i#ift , altio non 

r 



prot«MÌ 



f 4 f A ▼ 

¥1 farebbe At 4ft ) % óimm mtàU 
M* pitfi tfif «i^'^c^ino ti fta^fm , e P««|mì[ 
in 0ri0 fi^nAtmf in 4oi^ai •oaferTtir«ao«,i 
legiMi» il fino f il s«t# » it riotcvsivÉae j| 
animali, ^ « »vc«iO d« fMrtf cif e , «tial 

. K'alvie coir iiecefim^ «1 terTiaio , ed Ml'^li 
«acro Altare • * ^ 

Cavalarf , ^^tàwéwUkf Si0i9ni^ É^msf, dieai 
di-^doofii , hhffÈiit htoSib lira di oobil raaC 

neiin 4(c. v. DtfaiM « e S dama i»^ > . ^\ 
CaTiid^ t e gaviccÌH6 , a gaWglia , ia pL 
Tegif«» pkckd legofltto come m l» '^ 
. HS& al saMb AA hoét » diBaj^ 

CaaUcchiooi^ . Vilidnù^xòtkQ^e naanh* Aìaaba 

«i^Toacaoi dal Wtfva/;^ , piaaftiipec aaattfif^ia- 

aipida f han {^fvaa naHafora a dioottre mmjfmf^ 

i0na M po€é^ i0ien9o ^ Om lr>. ¥11. 

: »9 Mctenaia a Ciaac a ddaiaaadarc afttia>>' 

«*. ^ ìomf^ €b<€&ilkKapf» oaKNui'paaiaitta 

„ S« a ÈU citttecdmrae detta aodteaau^ J| 

Ca«ole)af e . Jtuò^M* « StanSra yck» di «UhMI 
Latino^ barbala » giacete nella legga' &3iaa 

, TiL XVIL ca^ 4» ai legga :«<${ fjri» drm€* 

f 9uuém- super hmmmm moffuiM c^j^^Ut^tni % 
Forae la* vaca Fraaacaa iia/«p , iiKaré ^ di 
cai ai è cercata, lavane l'aiiiiialQgU. » nofi è 
altro cbe la aioociatara déHa..?oca cmokf^m ^ 
Sgidio Meajii^o ^1 mim'Diàio$mt •fiyw&^ 
gioire, ie /^c i«a#air Frmcùut ( Tee. I^r ) 
crede , che la. parola vo\tf Witì ttmtm di ira^* 

#E 4«r|ii. dal latiii^ ve^«^ ebe ha ^ iftaiao 






^ÌM#. * «sr. ». ÙL m fin.. 




^ Ar fparta » .^ uè ponak <• le ge«lcr« • ^ 
occ . • cavociPi ^éUéa • -* - ' • 

oufVM/<e» • ^ ^ .^» • 
Qlf ocerejare , e 4tocctejà » rtemkiiMM , ^r^r M/rl» 

tiYO«t»f» f^ e cato^^iMro , '^A^ jim m|«{ , -Am 
per Io fMf 4«' ogralli , tskkfOéé . 

Gif odo <le CQMokme, tmlm ^m«, téaiderh. 
Qft^l^ft ^(c* Stiiaf cae U caaroactcc , o la ca» 
/ iwftti » pf$$mmr mal$0 it m i acn^rii per «a«<v 

WofWit » hc causile » iMai$fmi> ^du 

A E alarne a nehl dr ]^io lo etttaofte. 
<<ilè, quatti gk 4i acielan il -ooife^ « rii $porcè 

,» Sli0am faamia 'a f<moae U cattattae » 
-OaaMH , WTo^ttoo ^ e caiwoiit • Cdk^ni . Aa* 

«are a «**^^ caomae vaia morift % ^tiasi dM 
-■ il volefle 5 tmaar veni ; e ^idii pigliare /i 

*Ji>»/>Mr dteoie iet aieffo • Cb^« cau.%JùiH. 

„ <;:# fi * li'aaat rapn» ^ ime fava • ^ 

-Cai • • ^ • iaiaf)nÌMe i ^qg^ «eae^Cuailtefiffima 

• ytft^hB èeJttfp Mafie.» do^ iKm è fatela 

eaceoa , c^Éie-^a noè. Ua'Cfildtttiiiiio ^Jciuu 

" meaisiiolo vt ròe e ei aame in f|tteata voce dak 

.« I?e«tet delie /Belle«^Mdde»e de4à'i>ogae 

' ÌUpaleteae m «le tee nata « ella ^oaie f i- 

mecueni' il corieee ii^itef e • . 
•Cecia 9 n. f. MrdgMca-r wmm ^ fmmtm » ^spm « 

J^€€€ / Pai« ./^ 

,, Se- 



P4 C E € ' 

,» Ppe h cfpo fi* ce^a $Sè}9^^^%^m^^. 
CccagBQM » /«/«« •' 

CecatcUa » r^juf^ df ^e^Am , fi% . % . 
y» E paino AogUooe « cchcitt.pMi^* 

„ Dtcea, va buono , e eco at «^ 
iGliatq€€0U » tpiiiiie émo «d jMRinc mS»$* ^ 

cesa a n^U ibuomt^ » «da ^''tw*^c ;^ 
m » iiotifli«)i «oiieaiì fm Ji^lofO: iaetiiBi 
iotttilità , fuciTchè alla procreatali^. pff»J 
ma che frmanta» Aimae -Untaci^ cttf^Ue 

^Qt ««/Mirty «»4<r^|t| ^'9M^/ <l¥*«r«iV » 
t. Ukùnnh sMmm 4» vemt€m \mgtusi ,.«•#€] 
Ccllaro f cantina , >4»spemi^' , \xél^ « 
Celeata > atfamtaao » «?i laatra' ^cetaaii 
. • la detta maccfaiÀa folioak ai dà alla xwM 
drappi iScc* ..?-# « .*.«u^ 

Cakstto, ffUnu. 

CaUarrttlio, 4?#fsrei/<r^ aafeir^*dtecii.fm^. 
Cervielio , come . « - 

' ir Paae cuottofif» ec«ii^Uo 
i », Teac ^*capolo aMavèi!»- » 4) 

Ceaimciiara» fumerà. , Mjnàp • nafoi fitaMii^ 

ceoMifeneia, vai m-^ ii iie§fÈ&i» 
Ccniefa . 7mr« > moUt , aMa&ì^È» • Qal Gri 
mtvuèf^^ fliataado f«f ra4dolciai«nto U di 
ir • Non ai .pceade u&ai. m aiala paotM^im 
il ciftddus de* Latifti , '(fatatila qaoaan^-^ 
\ ata /noce latina atòi^ la^j^i^ffinatigtae » v^oJf 

lo, moUcaei pahuao* * 

Cti 



CSM ff 

AmtkMMto, jpcsie ^ moliiio il| t^ade , cIm ma. 
ciea'pttò a patto di anitnali , qoq ad aeqna • 
fiaosollo , €> Beccomllo » Vii$um^^ " 

Centrai cresta x riiflb cornili' a cicaotra de gtllo, 
GatttrtlU , |it<£fa/ rAiWa ék*fÌpfo ^a Miw^y • 
Cera xoU* • aarctta' è qnUi ttot« natcrla com- 
bnatìbllc , dì cm ftoai le candele» coli' e brga 
▼al «rte, iir^Aff^ éupmo^'Fas. » 

t. Lo nnaira te cara paiiaaroaa • « . 
iCetaaale» tocc proTtociale apti|chèNapokiaoa« 
e Tal il meae di Giogao» in coi «laturaa le 
titè^g^ : nelle montagoe però di Diana vai 
*'il tteee.df Ocaobte, acMione ivi di talfìnrtc^. 
Cerchicico» émdh^ me/Aji#, apeaU^di aempli* 

ce aseUérae. * 

Iftiffito, aoru di paaoo ij^adiaoliiio r /W#. 
*■ s> O fearatlo noe* faccio ^tù ccert ito s 

ftO «m^vlbrciiìoa atifnoadttparreiimiieo. 
Ceraioiie, tnmcb /«b alhtfo /'^e dtcesi d'un 
• «om groflblaot ttoraknenie « Caicamcnte da 
J"W*««» inmms.-*' ' 
Oernere dicesi del fromento, t tal vsglidrt » 
aivtlUre^ ahàkMi»ft • Cerntraei 'ftAt^-nrin' 
gtm Héiie $palh » ' come ift elfi ¥a cetoando 
una tea sa » desideaa cosa ^ o siooile , U parti- 
cipio >è cetmito* •* *. ' 
Ceraia » vólto, asftn»^ dal Iti. ^«nro ; diciamo 
^ pfè propriafnénic df un viseccie smrtpìdo ^ 

sfrontato » che non ai seoolpone . Fa^. 
^ y, Vafrino affcrva co.na cernia tcsfa,^^ 

,t Gomme ppe la concia nee stesse apposta. 
>€6rnicchio ; jMfao,, mveih . • ^ 

Ctrt^cone, tolloitoià, "^ 

C«f Tonc • Linguaggio ouuto . DaRa parola f raa» 
cese Jarjgan^ o /er$OA .( .oosì* ViiVcasiere prò- 

nun* 



fé ' • "^ ' • . 

. iiuiÉ^aTiii albamente ) , da q|i . 4$n^% 

cte 1' hatiaaa Gtrgo /ma la foce C<rii0«» 

tonserva .pH^ del «isono delia ^/infic^e . CWn 

Mtsi Mt* JIL Se. J, r ;. . 

y Cheffo è padà cervofle » io iion U ntcìMM», 

.. Nta petco tani^J a fanno » • . 

,11. p^-ma di:c|iì ^loatYaoit^ijce ci «cr. 

^amo per diaegoa^ ui^ cajrto tale : €mI Eai^* 

no a dinotar ì\ Madiact Orviood^ & dir «I 

Buglione . ' «^ • 

Vc^co l'aiDOiiop Cesato f e S&ansrf e . 



,» Se fa, auillate, né oaftloniopoa 
Ceatttne}a . e cf stuRÌa , 90sti^ìau ^^yS .4* 
. lento p# can^mioìBre , e di donna di linue» 

atpettèr, e paggio formato corpa* 
Cetrangolo» notiffima^encl»: d4 ^^9^Jf0 
' cariiovalc di tirarli dì tali fratti » t9lo|b.pnt 
diWecio ad alcnoo , dieae ì\Jp4s. 
^ £ noo itjmAa né Ìréai|i » né ppfonnar* 
,, Ma comme jessc a fTà a ceetrafigotacc. 
Cètrofa , cetra , iatramento maiieale • 
Cetrulo. Cttrìmlù » frutto notiflimo • Mln||M 
. afliaa a le, cottole » Tale d«fr Jittoj^e Ug^[m 

wìerbio preeo daireffer i cetriuoH i% }!H^^ 
per la Yiltik loro' esenti dalla fiiTt^tone éil 
pretto , cfae dkeH asfiÈ^ » ^Ja quale sog^giat- 
cioQO per anti'cp • e non faggio atabiU^ics. 
to qaaai tutti I cofnc9tU>ilÌ • Cìucc^. caìNW U* 

. . ^ ^ « Lo il Conte ^ 
Ck* a le cetroU va mettennp adite « 
Trattar da cetrulo dinota dhfii\\4tc • ' Córre 

a«if . V. a. t. 

H Setlcao » a eh? aggio fatto , cV n mqM «sole 

« Mfn 



II 



e fe V , fr 

K 9. Mm^aie da crattare propio di oetralo. 
Cetrulo n\€mmcntuto , è il cetriaolo andtco 
in cemenza, che per èflcr divenuto iniipldis* 
iiaio y oon ò piA atto' a mangiarn • Pei ciò io 
. ieoao translato d&oota una ptriona ^ssaàttsm 
méBtt stupida t i un\a sale in iucca . duce, 
^ma. VII. st ié. 

ff O pieno de cetrttlo nzeibniemato » 
„ Lo Ree te ngrifk : bclb mniasciaiorc S* 
Omnogoa* di c^hr di cedro • 
Ce?are • Nutrire « come ianoar i ptcctoni a* )or« 
figli. Ce?a re 4o focone de la scoppetta fate 
"metter la polvere al fuiUe» • Val Jmhoccare il 
dbot € traslatamente detto degli uomini , Tal 
istrture ^ informare» 
CcYescola , e cefescola, Civetta.' W voce cometa 
da ceveitola • Tiorh. Cord. /. soa* |- ^ . " "" 
^ Ila t' nocchie de ccfescola, o d'arpia * 
^ Ha li capila , cosime i* ha Proaone .: 
«> ^^ V^^^ cKiacto ha dt^to a io scarpone , 
~ Che cammenaono pigila ih^aa via .^ * 
Cevettolt» civetta t dlceal & persooa di naalan* 

giiriù » à 4ì donna fioestriera » e ciarliera • 
Cevettoieiarc » amoreggiare^ proptiamante daUf 

fiotaare « o da' :baiconi , scocc^eggutre. 
Ctuto 1 Luogo delia Città-di Napoli cosi datt* 
ila* galai ivi in ab1>ondanza ^ d!cati|lato ad abi- 
utnri le mcfttcici fin <da piì^ secoli. Con, Micc* 
Pa$9. canu IX. tu xf^ 

^ Da ^Tc aminof^ aco giojicilo Kanze I ^ 
M Da la ClUaaaetca, e ^o$o da le Ccauxe? ^ 
Diccai par iiclieiao df un tal malore fraoct* 
aa • . forse da eoftee » ^ dalla figttra di ^«a)i* 
caereaceaaa carnoaa nelle pitti pudeilde auniia 
ni Aotiffimu fintto dèi detto albero» dttto par 
DipNap.rJ. E , eie- 



9à C H I^ 

cie^mti il qoéleè preflb moi ii dut^tortit 
; y^oco ^ e roflb • ^ 

ChacbafaggioIirv«p>tetO'didiftpr0fEo p^HorcatisiÉ 
Cbiacchiairera , éoanm^ chipéMn asim. 
ChiweliMiroac , Hcaioite ,, «oi«o il «»/## pmr§k i 

€ pochi fam . ' " 

«Chìsccone» j<&itfi>foif« ir quaìdii éil^Q^^ 

tolina p ffmidactiét #ficffi« • 
Cbia(cciifaffeiiffe, éotfimare » tUétìme. . 
£biifea Scioccò* tspmc9 per mgSgem^éà 

f»f , fgUo . Tasm céuu. V. st. 7^ 
»p Tatt^atiegrft Loci», c^hatifetca presa» • 
»t S« fafce, e stt cbUfeie te poft»iiiM»tci«^ 
^agoficte^ ^anupà^ chiagnore: Le chìago^^ 

cuoilo » Tal gli ifà tgatbuo , uso gU mc« ed 

iacendcri d* att abico &c 
^Chiajt, |»i#jtf» € spÌMgg^. 
,Cl\ia)a. Per ora 1« crediamo voce generica.» «■- 

notanct ìàf nHno che spiaggia di m^e • la 
. knì il Fataoo 4>af}ando dammare « cte bagjoa 

la Palcttioa » jàice^ 

£ pe Poocate la Medeteraaoia^ ' 

Ctfe le face a» chiaja loaga , ah opimSbA 

0Ù0(t^u dtconsL a Procida » é ta altri Ivo^ 

^hi tutte le piccole ^agge • ' Ma Cheofé ape* 
^ clalineoie dicati aiia regioi^e della noitaa Città 

^i liapolj^.o per niegiio dire un borga di eflà, 

cb' è tutta aplaggta 4i mare ri^rc die aia V 

jaiMÌca Echìa * Presero «1» greiib abbaglio fica* 

terati del tempo diti ViQe*Ré "Bacar di Me* 

' .dìaaXeli, ebe la credettero 1* a^fcat^Mi raia« 

- meatacD da Fitoscrato . W oUmpUnaM è ooa 

ntgiooe di Mapo4i' fuori Porta^Mediiia« Vada* 
*' a» ii Cai latti. » ^ - ^ 

• • * «VI.» •* 






CHI Ut, 

0f9pito . .Piato , Utf . D4I }atjQo PJacìium . 
Ghia jeto scomputo , liu , pifduu , finita . Cme. 

M Va te fida a sci Tiecchie ntalfanute 1 
„ Ca si ajrccTato • So cchiaiete Kompute » # 
Clùajctaie • Piatire , litigare » la francese /;A(i. 
irf • Ciucc. cant, 2, st, aj* 
,, Ma pecche Mmio cescecte uno de cbille , 
I» Che se chiajturriano .na mascella» 
,9 Co ir arce, co le mmanò» ecco Ustrillt, 
•» Jea sem^ sceryecchianno carcoselU . ^ 
CiiiaQa 9 piana , pianura 9 e fotta d' iftramentici 
da ialegname detto pur Chianuozzo , piali ap 
Chianca • Dal Francese Planche , ed ambediw 
, dal latino planca • Origtiuriamf nte ha figai-* 
ficato una panca 9 o' fii tavola Ji legno spia- 
mata • Ora non ha più. c^uefto feofò 9 ch^ xe« 
#. flato folo ne> (mi diminutivi chiancietelle ^' 
a ckiancberelJjt ^ e4 è pafatp a dinotare un 
macello^ .giacchi in quefte botteghe 9 coma, 
in altre di vendiu di comeflibili ,. il fa uno 
^rto in fuori di tavole 9 e fopra una gran 
.j^aaca fi vendono le me^ci • Virg* Cam. VllI^ 
it* z6. ' 

^ Tuttofa nmiano deritta ^, e a niman^ 

manca 
^ L' aittaro , che parea judo na duanca* 
Quiqfli le cchianche della carità , mercato di 
NefafJ famoso per li macelli. In fenib meta* 
fonco C dice una fiianp^ di qualche fpettacolo 
comicOi o tragico, che abbia cattivo incontro • 
Sta tragedia messa in, prora è stata na 
eìianca ^ qvià& fi volefle aite una ^trage^ un 

E 1 mom 



Iti ~^ € H l . ^ 

ClJMiaurellé . Tavolette fttette^ s Innglte, de 
,il inettono a traverfo de' travi per copxk It 
ftanze* Féftire s le ce ht ancelle dinota ju, 
▼er qualche raoio di pazzia : tratta la t&etai-* 
fora dal coafiderare ll-ctanid, jcome i» tetto» 
di coi pariflè qualche travicello • 

^hianetta , il sotì-Df de* Preti , o jSa quel p!t« 
eiol t^rettioo 4ì jpàh > o feu^ aj>pena cpum 
g^ianp di .palovx di diametro , o poco |tfU« 
.iifo a portarli in t^fla ^ ed a coprir 1^ die* 
rica : per vattafùisi ftcfi&l fÌ4$tp • v. fcbtzr 
.»l|a. > 

4^hianielIo , forta^ di fcarpe per dentiti la caia 
:da x'^yUv'f cio^ starff alU gjrec0 ^^ m 
tne 1* pdieroe paùnzie tiircfaefche • 

^hianeta^ in pi. cniaaite , f tamia , glòbo 
iefte , e Xoita d' abbigliamento (acro • 

^Cl^iaap chiaop y ^an piano , aSagh adagia . 

Chianta ^ pianta ^ v« ichianta. 

'Cbianteleuo j e .cAQtgtetio , fan$9 faneire , cBce» 
fi ^ur di oMifica piai propria» ^ 4i no cSìfcòc- 
fo infulfo • 

Chiamare ^ piantare , alAamimate • 

^Chiaato., pianto .^}X diminutivo % chiaiitittQ^.e 
ii verbo ì ckiagnete 3 piangete . Faf* 

,, Nnanté a jRo quatto to cehtautille (jMt 

„ "S' addeoQCCtuaviii 9 ^ ^<^* P^^^ f^« 
^Chiantarulo^ forta di chiodo di mediocre gfilii. 
drzza per lo pifi col ra|>o piano • Fas» 

n/tte ccalle V accattale éfi chiantaroole, 
fìòi la laftib j e Jl^nza dir mente fé ne tocfik 
ivia . 
iSUantttlo. Grasse f e roinit^ . quafi dictfb 



CHI x^ 

M Bello ,. e cchiannitOi auto ,. • ddcstt^ 

>f Majo , 
^ G&é a nnuie F^Kette 4aie fàtìc»i e fUk 

€&iappa , natica .. 

Oiai>po, eapptOi espèstré , o^ db&ippo> de 

mpifot vai uomo scelhrat^f* 
Clttap^ìara» cipero ^ notlfltmo frutice^ e frattOi 

ottimo \n aceto ,' e fatato • 
Chkp^ino . Turbo , Arri<f o • Corrotto^ dal Fran^ 
a^ scapin , nome della mafebeta del fervo 
accorto nelle Imo comccUe^ Cpn* Currr éam. 
' TIL x/; 21. 

,y Ma Tonno mi> ^ cV ce» no gran chiap» 

3? ifino, ^ 

„ Sentette da lontano Io gr^ adcfore; ^ 
CUara^ n.p. ài dtU2r4 , a 41fHlrmtjvo di C!:*Jir4» 

Chiara d' uovo , H ti anco deli:^ kwò»^ 
Oiarchiofa. Voccr d' faigioria per dir donnea òi^ 
le . Forfè è oarota reftata' a hor da^ Fiancefiy 
che diiléro ciercieùtis quelle , che oggi ohii- 
jnblO , raccrocAeuj€S , meretrìci ^ (the attirane 
g/ì u4mim • Corf. Miccia Passi, ^anuk IIL 

^ la vengo, è bed^rraie (rutta efiìaiclìiora'» 

.^ Quanto fb sdigno a ffemn^eoa gelofa. ^ 

CUaneil» 9 celta materia , che ù pone se^ li* 

trìadi per ifcBUrirli, e parificarli « 
iSuarire » abb^andiònare , ^gart eci quindi^ il 
participio ckiarupo^y la» ter»' perfima fing. dd 

Cmaitsk 9 piastra • 
Chat» 9 giaccio ygih'r 
VbìsiXUmUU^fKC^Pf» di spada dato di piatio. 



^02 c Ih I . 

Chiatto. Piatto . Trasì de chiatto , 7à!e=i«rr#-^ 
re iìt quel servìzio . E' efpreflìone di colle- 
ra. Om, lìb.L ~ 

'„ Co ttucto cìkdta^ traseme <fe chiatto. 
Gbì de chiatto , dinota , aniar fer traversa 
e fi dice di nave , che fit cattivo viaggio • 
Metafoncamente <R ' chignon ha profpeni fi»» 
tana. O». //*. X 
„ Mme pare a mme , che nmuie ìamm^ 

,5 de chratto 
„ Mn^ ntenna Ufcte,' peo dor'cke(l* mOk 
▼ota. * 
«^ilattoneiair»^ d'or piattonate^ , cioì colpi di 
fpada di piatto, che chi attortale diciamo. Fat». 
,)"E ffmki s-e cchiattonéia, cossi rratoami^ 
,, Facette iare '& góerra a l^a^iaìato. 
Chia!Z2era, puttana ^ tjitàfi dir & vokflé dòtHUj^ 

«he Hb^TSiuénte gy» per k piAZ2« bateccùl*^ 

do per ftr presa.^ 

^fìiaa*iSL , piarla , pgm targhetta : prov. jm^ 
▼erbo 'jii cUazza, gittate- , • «ftV moe#»'iV 
^mri^ , nek^ ccnvetJittioine'^ filando di ìmÀ> 
parlar aroofktameiite j per fenttr intaioc» pcsb^ 

. li partr o^li ahrl. ^ 

Ciùazzetta , altrimenti detti tbi^a^a M^fOBfsr*. 
Luogo di "Nnpoli vicino al'^Potto wi Min «^ancat: 

' delk via, che va ai moie, ibn 4onunè diil b»- 

leardo del Gaftel àaovo, oggk noUlkafo dal. 

P edificazione di m Tratta. Fu anticamci^ 

teMàato libero alL'idyttaaaont deHt pHi tft 

jnevetrici ^ e le k aecora fino a qtim»^ •. 

V Forfè cefferè di eflTerla/- C^t». Mm. fmst^ 

cant, ly.^ XX. ad, . . ' 

„ Abbiammonce fa(è a b Cltiatzctla^ ^ 

p Ca aoft penift credeie ta siaje ^ -J 



I e H il t^ 

u • » €Im gbiBmth de femoiene l'p^iim. -' 
• n Muslie per espnmère un nomo Tommamen* 
ta vigliacco,, e timida , diflè JMiwr, Né^^ £- 
f/or* il " . ' 

. ,,deo,' ca pe non Tedete . 
9, Sango la nrbuna ooite^. che u nwiè, 
9,. Senza doUbeio t* afeetta '' 

^ „ Na mogliera ncignaa^a fa Cfaumitta .^ 
ClffavaPi , /»<>r«p , ^^^r*t»,-v. mpl22ire, nfic- 
^ caie r Recare: ed itt ftolb «&tno^ vate «j/^r 
r^9 donna* 
Chiavatursi ^ y^rrstura , vóìgattmnte ^««co , e'I 
bttto« dalla, detta territaca.«neUa pmay o £• 
Bfiiir. ' '/ 

Ciiiafeca , /e|«sr, t. prevda . Vo^òi de chia^ 
Veca, <ikeH dolina mala, lingua»^ 

Oiaiiflb • Voce araba , che dinota In qnellà^ 
lingua* on Ssecutor ^i giustìzra. Da noi fr 
dite in (Kìfo -ifi u^v cruehie^ e brutto^ cm 
mt fi éict Artmso ^ derivandola* da R^h • 
Facce de ClHanfl* , Flcjce d' Arraifo^ fono fia- 
- fi'Wfttfteil» tanti iafelici noflrl còndtt^bi, 
.che ne^secoif kof^ furono fchiavi^ degli /tfrU 
cani , e de'^nrchL Quattordicimila ne'Iiberb 
* dalla. Ìchìav4tù Garlb V. nella* fola pieia di 
'SmÀtt . Viol. Vern. XXX&. / ' 
^ ^eorire a cheifa^ facce^de0iiaiiflb , 
^ Chi n'allucco'fparaiev^hrno veinkchio.*^ 
I^nfeiarfe , t^fmim^^;o0indersi di qMakhr 
cosa. FaC ' 

„ E se chifckie detU propoila, uh qìfat>« 
„ tor 
V Chiqgtto, ptfgata^ arcato^ pefìumo^ indotto^ 
Cbìi^asMSk f pif»a f moltuudino . ^ .■ 

£ 4 ehie. 



MT mai 

Chiefecaoccdfo* €^ > e smmmkà del fé^ , , 
l«a§0>^dove fi noe la cinemi. Cw% JCm^ ^ 

3f u^msHh «I Imi ciubiccsoccoI^ ssi léfli 

^« QpifHi. f^(iioecobi|(^ * , -^ 

Cbiilete. QtielU tfoir« Vdée^t mvtffWe.figQr» 

-^ £eftto, poicKè fi (bSttittfcr a totip quelfa», cfi 

cui non sowfBg» , a aon fi ^>|^ <foe bi 

denpminaaiiair prapn». C«)^. ì^aJMiSm €miJL 

^ j, Una ckfCo Poeta ile la Marcai .^ 
. ^ Non ftcrii^ fi ^ fluire « f> lo- F^CMct» 

ty Bella cocchia gentile quinci , e linci' ^ 
^ Pozzattf fp^er ancd «n «aaneo Ita» 
), Pocca ta <fe bellizzt paffiit e vinci 
^ De Io Nbrc^o tutti i ÌSemmi^ì » jL- 
^ E ttttta qodlo MoBno ancor coftiia^ 
,^ Ad anzaiete chUieie » a trolti ,. '. 
^ Taldb^ da Bacco a Tite p'^accefiói» 
„ Se canta, viva Heneckiello. e Renza ^ 

Tn <|n0fta flansa fi vede y che ctittne \^fy^ 

flitttttO' alle Yoci étrc^^ o 0Mi*C9^ o altr^ & 

mite erudita , di coi il Cantote non .fi fitfuve» 

«iva, * v# ekilloè^ FaC - ^ 
Vh», Atri riempe, antre ccbefle^ aMmieO" mio» 

Dicefi nel fiDg. ctiihto , e chdht^^ f 
Oiierec», ebrertca r t^afiira ecclefiafij^a r ^ 
Cfaie^ja^ v« Ghiefeja . 
Gibillo , ^eUo- , termine iU efitema . efteinfiatf 

a £hotar^«r nna coà^ or un' irltra fectffA 

il difcoift y e quel die /l ynol pes qualche 

fine'tacere Fas. 
„ E f&re 'n cala ima no chillo mnno ^ " '^ 

cioè W /erev 

... cwiro 



e il 4 i%i 

«dttllkr Uè ccìniù , vkFe un cmt df citrico, 

cullo cbe fqnaglia , o Chillo che feria. Nìd 
fenfonamnile coisfrì eie uomparisce f imr 
^ intende pfoprìanente del Diavùlo , e fi* uT» 
tutta quella ctraonlocozione per evitar di pco» 
smictare otr nome nefiindv ; • qtandi fi àna^ 
msL talTotta* anche Ar mttazfifmf , io temiU 
fàh^ cUlio cài nà sotto S» Mi f Ai fé &t^ 
Ùiucc. eant. Xlh /£. «//• * 

jy US> chìh Hiegglo de chillo, che fmmgfia, 
,, Go no Viiolo fiiie dSnco a Xx Tenaglia.* 

GHocdl , m pf. chioccile ,- /r rerf^a^ mm* aje 
intte le ccniocche » m' ^«r rtordìuhr 

Cbioccardo , Mtinmto' , wettdféh •^ 

Cfaiochla, gMozzottQ .'.Faf. 

,, B 'n chioda» fé anr va ca fio jyenziero; 

€3nochiaro^ Jtiocr^yéx tpu^ t ^</^, qaafi di* 
cafi) thi fi' f» fcj^par |t pan dr mano , quat 
la Tarpeja di Pn^rzio , M 5^c incantata 
aila vifia di Tazio, infèt oHftas excidtt ur^. 
na manu^i onde poi adiScagioitiurfene mmf« 
titée taunutét est' omn» Lmup, . 

Cbionunaigi^, ^/om^^ji y cathitét gip , grufsé 
fallar di ptemòo . Tengo nachiomtnata a I» 
Vocca de lo fiommaco p io nn gran ptsp al- 
lo stomaca y sento tm^ a^^wtU altissima ita 
spirito • ' 

Chioppa' j ctppia)^ 

Cbioppeta 1 //o!gS7>. 

Chiovelleca I «^ cbioveIIÒc&èj$ » piofvef minttraY 

. fimàvUfcart. v. fckixze^ ^ e fchizaecbeiì^ 

^MOSftte r piovere- • 

CAìoviab ,. e chiovejafe ) pio^Oile ,. s(Ata d^ fi- 
bito fecro d*^ atiplb gho^ eornfpondeiiie ali*' 
Sfalda Ebrei. 

E j calila 



Chirchto ) eerctio , piov. di ns i^nm # l^ 
chirchi'o y e r^ avotrs a Ìo toMagno^ \ me- 
tafora tratta da' fiottai , t QBab wV a<»om^ 
modar le botti da» ed «^giio or al cwJAo^ 
or al tompagoo , vai dunqne lo fieOb , ehi 
far satolls ia c^prék^ t salvarf^ i cavoli ^ 
non disgustar niim ì^ due^ fersc rrUMli. 
Chirchetta, e clùerchietta>^ u<& cerchietto* 
Chirebtzzo , e rchireblzzo-, caf rìccia^ ¥«cik€<V 

sboria , &nta&i ^ crafHCcio , v^na^* 
Chitarra , notiflìm» iftnimei^ muficalè , daN 
. V ebrea cbipheros^ , in greco xtn^*^ , donde il. 
cjftksfOj vai cif&óra , che fé per la ceirg ìq«^ 
tender & voglia , ogaiui ù^ quanto dalla duk 
tarra i cHveifa. 
Chinmnaa, fiomb^ Tè faccio (in>v|t Ib cehiaaii^ 
ina^ ti ttr^ un colpo^di, fucile j ti am^mém 
%o^ Canmiina co \m chiiunmo > e lo cmagid^ 
fo> Vìt mcìt^ cautamtnte^ * 

Xhiunza. Piccolo luogo, che- s'^ incontra nef?(K 
. ier falire^ da Gragnado ad Ajerol^.dopo im** 
«rta . Chi &. quella disaftrofa vi» 1^ poma 
« nolt» ^ crede che giungendo' a Chi^zo Ita •& 
fiita la salita. 9^ ma poi s^ accorge y. che molto» 
di^piìfe reda a fare por giungere ail^ ^l^oiaiità. 
del monte. Quindi il proverbio^: Simmo sr» 
r ivate- a Cbiunzo^ che diiiota essersi im pfin»- 
. 9Ìpio y e- non essersi artcor^ fatto i* imfort0W^ 
te . CiutCi, cant^'VlL sp* j6« 
,, Simpo arrhrate a Chiun^o» Àfcite bvt^ 
^ Sfrattate, ca.m' avite già ftonlutOp, 
,, Rompiteve; lo cuolla» *" 
. Fafano quando difle ,, ' . ,X 

p Mo fite a Cchiunza predio* \[ife am^ 



p vate. 



ibb» 



.-- > • ' ..V 



CHI 1^ 

ebbe tatt^ altra idea sicuramente, onde 11 iU 

Ini Annotarerr fciifé ,r Cl»aiizo ì nna Tor- 

fe preflb Nucera de' Pajganr d'una belltffima 

veduta , e dov* i un' ottima Osteria , quindi 

il proverbio ridetto di ^ Ar^evare a G;hnm* 

tO'y^ cio^ »9» étvd' chf pm Jèsttkrare. 

GUnppo. Pioppo , albero potiflimo . fcoih:a dt 

^ cbiHpp^ fi trasferifce, a dinotare persona dU 

V spreggevoUj forfè perche la fcorza di queft* 

albero n(m \ di verun ufiv. Corf. Rau AttA*- 

• Se* h i fi fini 

;, Q so fcorza de cMoppo, o buon'Inimico. 
'^ La voce ciiuppe nel plor^ ha per lo più il 
figntficato di accoppiata ^ unito- y r deriva al- 
lora dair Italiano* accoppiare . Còsi fi dic^ 
Pied^ ckiuppe^ ^vzW piedi accoppiìfui: Pas^ 
sare a piede cèiuppe , far lin fatto , tenen- 
ckifi a piedi accoppiati ^ tal che fia^ piti efte- 
fo di cnr lo h coti un piede innanzi l** altror 
Bifogna avere una gran fu^rioritì di agilità 
a poter vincere quefla praova^ onde Tà frafe 
indica metaforìcamelit» chi V af&i fuperioro' 
all'altro. Cort. Mica, Passi cani. Hr. st.ii^ 

,. Deette mo , ve paflb a piede chiajiipe ? 
Corrottamente fi dice a cvoppetieUo in* vece 
di a ciiuppetitlJo ^ ^'Chmppocm^vdM, Spe- 
cie di pioppo , che crefce ne*" luoghi abbona 
danti di acqua ad un^altezza^, e bellézza for- 

Sendente p Se ne ammirano molti in bella 
ametria difpofti ne'gran viali all'entrata del- 
la- città di Avellino-, riedintonte di ^life,ed 
altre partidel nollró Regno - 
CSammiello , zimbello. F4S. 

n Vedarraie comme a fiufne a là 'cuìi> 
t, nuello. _ 

E é yCt 



ifS CIA 

\ 3,^ Ca fi noa otnotiio « ne vtqp» . a cetani 

I ,^ Difìto pò m^ftvtntfe eoo eia accantt)^» 

[ Cìanchifo • tfezzoso.. Net fno diminutivo cjmiu 

\ ' eiiiSì'elU . CtHCff^ cant. W. st. tj. . 

I „ Aveva ii'^iioechib tanta cianctufiello»!. 

I , >i Che ll'^avarrifle ditto no vaGHo. ^ 

G«rA Micc. Pass, cunp. FL st, flf6«». 

jj Tanca penta,, fapota , e* cciandofelIàL. ^ 
, C^UKoIìejil , mangi at Mvidarìwnt . Fas; 
^ „ Li* lupe Ili fé Ik ciancolejari» .. , 
Cuomi ,. Qiwamni tu^p. ^. parl^do perS *éet 
Santo., dicefi 5^?'' Gtoanne^ e quem SJ Gto» 
amie' vai anche il' PStdrino ^ e (S^mpadré, che 
• tien al batteflhio ^ ed* alb ctefitna gt' iimiizi 
tee* quiadi il diminotivo 
Cianniello*, e-ti^iannetieilb ^C/oii09«r/A» 
Qanteità. Vt)ce dMAgimm, ^ che duiota db»^ 
uà degl'infima plebe* E* abbieviàta daCM». 
mtella^ ch^ nofxie projprta ^^ e lo ftéflb che- 
Cièvétnneàlay h Tofeant- nel tnodb SdSS del 
nome pténrto, CJat^M^ ne han fatto im nome 
generico a'^ingiuria. BkonJeim* Sim. Mss, 
^ ■ y^ Óanto- le immede pq>P^ %. « il ^o' •» 

' '^ norme 

n 9^ una fttperba ,, ed^ afIStara CTanat 
Coà' anche i Fra^cefì dèi' nome proprio C«k 
tin^, che ¥ ir diminutivo di^ Catherine^ hanoa 
fctto. un nome generico df donna dironefbi. 
E* difgrazia ,; cne là Mlrfa de)l*'iftbria non- 
abbia confecrato» alPìmmortaIftà\q|ieUà prima 
C^irim , qtieita Cinna^ quella. Cì/mteNa , che 
meritarono dfvénìr nomi generici* per. Ta pov 
ittrità^ C^a fi cetchereBbero invano ». 
'»•.»«. •. 'JSìié «rtMx ili^wmaàiUs 



Nvéh j carevt ania vate tacr^» 
Horai;. lib, I V. Od. p. « 
Claodelfa ^ vivanda mal f reparata . 
Ciappa • mina da ciiimrm* Forte dal Fra»- 
ce& uhamft - Uomo 4i ciappa ^ dinota per* 
sona di senn^ , e di disiinziow , perche net* 
f età tnacura £ ptendeira qoefia cintura dailr 
petibne di condi'/ioue • Xa ^vediamo .ancora 
j)èlk inafclieca. ddL,PantaIaaii, Cpri« r4«#, /* 

„ Omaso de clapfa^ e it otiofat» làmmk.^ 

Fasofia . 
. 9r JM"! entinsa co^ de clafipa pe ie* mprefe» 

Caramlti», tuix> diruta; iiib ^A intaffontffrfie*' 
mari , onde pafll aeqaa ^ od aitni materia- £• 
qnida, e talor inunonda^ da Mpufm » /n mrlJi» 

(S^raolo ,. fpezic di Salfioabafleo^ che fool andar 
girando eoo ooa fcatiola di fcrp^ml indoflb , 
Soendone ipoifra,,. e giuochi ,. t. vandèndo am- 
pia(|ri |. onde da ^p^, /^ manQ y. t voMi»» ^ 
ffaccolto^y. allodendoG a dilui ^reftig) , ed ali» 
laccoita. gente^ cui ne (a moftra : o dti« x«f , 
Io schitìvfk^ » .^<fe- pet io- pili era» i Cari, ed[ 
«i/A« 9 il soppQUuo y ptazz^na.ec* o d» «i/Xsf^ 
i/ fiscBieuihy ddXtàìxU^ & quefto , o i)al Ino» 
go , in cui ragni» vafi da tal lul razs» d* im- 
voftori la (ciocca g^nte adanunii» i kiriìv^ 
bt' i^uoc&i di mano • 

Ciardino « giardini « 

Qafco. Bm^Uj scisipzò. Vìoce tatetamento Spak 
gnuola i e reJflata^^à- noi dal lo^go «doiiMiiio» 
loro • Cttes. canti X. st^ f|. 

19, Su cofa .non feneva d^ piacere . 
s Ar li ciucce» ca ntefero Io ciafco.^ 



tié. CI e 

Ciceremmuolle. QrfiMoniV, per fchem ftiir* 
piandoli còsi la parola • Nel feiifo%itiinUe' 
figqificheiebbe ctci mnrnf/lhs» OWr. ^mui^ 
JX ^t. 20»- 

„ Revennte , ChiarclitoUa le òùMt 
^ fy IH maneìau de cicefemuoUe . ^ 
Gcia , OniUm a. p»- 
Cke, Beatrice n. p^ ~ 
Ciccia^, Franfescét n. p. e vsd aDcbe farne, 
CicctÌK. Noim proprio ^aceotttato da Francitì^m^ 
a TraneescQ'* Ai faroofa autor della Ckcdde 
vemr ii» penfiero di deoomtnar il filo eroe* 
Bònavemnta Arrìgtdni GtncecxHifidto Locdw- 
fe IX Qtccìé . Da quel tempo ha pot^jeht noiu 
ione pia di loé atmty D.Oiccl fii fon ckiaout- 
' ti per derifione i granelK in molte parti- d^I* 
-.txlia ; ma tra>iioiy« ancorché la fiiddetta rac* 
colta di. fonett» fi», nottffima y. fi V segoitatO' 
. a confervàr quella voce\feaza ]^retiéem mai^ 
• in mala paroiav.e gue! cbe nel oattefimo eb' 
bero il- nome, di Francetm /.e per condleione' 
. diw nafcita meritarono il Dorr . frguitano td^ 
^r chiamati U.C/rr/, o che fieno, o tfó» 
r^miglianti^ a qaella^ della Ctc^eide . ^ Giù 
, «^empt farebberorfiiperfim ;<'ma ve^afi repi* 
. flola 4ifl&rtaKÌónal^? su ciò dell' Autor della 
' Kllezzetiiddene de la Lerigna Napoletangi, io- 
- dav^ eraiH^ffififimente. fi., tratta, qaefio atti^ 
colb'.' 
Cicoreja, e cicoria, erba* notlflima; 
GèeiKio, n. p; Vincenzo ,. che purè Vècienzo d' 
dice , e perf iicherzó vetóeggiativp VecieW' 
ds mamma^» Vat anche: ^^tij'o , debito '^ il tli- 
cul Qflnoflto t detto Cenzcaria •• I dimteatt'- 



e* I M ttx 

vi foncr Gf>i€if//0 » %^ Bicfiu^lto y Vinan* 
zhio - 

e quasi gUantfsca'^ 

Crerto y alcuna <i in pi* ciern ^ 

^ Ch' «ppcro a mori cieile a traie ayife ». 

Ci&ro-, Lucjfir^^ 4iavplai, dicefi |Mir d' od uo»- 
niQ taqmeta- 

ChlHnarOt cerni aio*. 

CitRinewi», dalla cma nera così detto il cam^ 
■uno del fvoco^, forfè dall' Ebr, cimmeri ni* 
grenf»Te-f donde i CimmeFi : in frtti fovvien- 
mi an Oaflia dei gzan.Bbeharr » il quale nel 
lb(> Pb^ltg fcniDèv Cimm$rior m ttmb'ris ire- 
men baiert Pbmnicesi fabuiati- sunt j qmiéir 
eamar, v^i^.àmmMt est nigrefcert : nna^ cinv 
m est tenelftarum atror ;- sic Jobl cap* ;• v« 
fi I *^^ vil^s»n8Us tppmaigr incmmientibHs 
•atali suo maMicii: PollMont^j tnqiiit,.//- 
tum tenebréS^ & Mmèrm. mortis' : tsrteanr 
§ttm pmnre jìkaa , apr^sA disi ^, idsst ttne* 
bfétr denùssimf Òr» Le va a fiooco la «itaK 

. nieBear'^^val^f accsnds> ^ anmtj e di sds^ 

€mco> e cciénco- a^ddiéce^, detto iel prallderff 

. 0ian(r a mapo tft<fegnp^ amìcixia » t d' u- 

ntone% F^r cincv^ s- ccinco^ a ddtcs^ t U Patm 

Tùcclfi^n^ a qsdéitess'y d^pefi. di dit va a i^-^ 

&re^, dalkt (unzione, t; che fi- iàr dìdar& la mflb-* 

..M i^ Spofi: a^eanti del- Fàroca-^. 

Cfiico. lettere , y^V crspa ^ graziofó «offro iiBo^ 

«tijBo i»,qMPC>U^ht# Hwnèt $rium liu$msim 

per 



tri Ì5 I Ó T 

• p€tfu¥ i qeSoA il motto i, r aspetta^ 3* €A^ 

C9 lettere • ^ 

QvAOWttraz. Kandélh ttbta dà' (2oGCliiefi pet 
raccogliere la paglia^ ed il ktan»^ <t#^»co- 
s^ dalle cinque ^^aotr^ gJr lìa * C/W#; ^émi* 
X /^ 31. * 

,9 Nc'era Nettuno co la chteorenai , 
\y CKrro de pjifce , e d* aledir de iiiafo • * 
Ciociólèjare / RagUnar kntimaé'^ « /rr /o pilk 
alP orecchio , di marnerà di nen eist dé^ 
altri ascoltjtti: accostarsi ad ahìfnf> con gfàff 
umili y e- graziosi ^ com» soiglion fare^ i cmnè 
co i loro padroni. L'etimologia pGur che V9n* 

E dal Tuona > che faifì da coloro, cherpfer* 
IO fotto voce trac toro • I Fraikefi jg^ tal 
motivo hàn fiitto^il iiiix^aÌMcAoHr, Ta9s. ^ 

„ N^jpéco, *fi che-flòmìcr, ciodelejaro.*' 

Giomnio, ÓcrMimo^^ ^E|^« Cciommo ,- nom^ 

gito in proverbio dab Ca|»tim Geronimo del- 

la- Cone ne* fecoii paflàti. vàloiofiffimo noftnr 

Cittadino, conofciuto ìsgnalmente ^he '1 db 

lui genitow Onofrio per itn porteSfee^ nella'^ 

fth^ma per tutta V Éuìropa , e fborì. Fas: 

,r N%' pe l^ria^ggta , 11' avte tflb (^ fcotém 

Il Ch^è no Capita CioQnno 'n fciimniia^r 

n Scrimmià^ r e- *a' ptiitto' ai* ttltart ^ alk«^ 

„ corda, 
,y E 'n Cicce, id^^r k invida de W core. 
Ciook, cftdm^* 

Ci vare, e cevaie, nutrir animali y dfee&jHK)- 
.priamenre degli uccelli. Cevà b Ì(MÌné >* 



segnare f ffishmare * 

Qttnco > Mi$r)tftto di wrtri » c;^ «• « ^1 hmw. 
^;#f^r , onde 

CHmchk , e ctonctiìa , ì^ penato» 

Cinto , e cinotQ^ Ihmfi u»ocf • E' verlfimib , 
che venga dal Tofciaino riW# ^ die diooia «« 
limo , dalla qaal Voce Tiene anche il noflfor 
ctMGciOé Ci fi ^rehbe oppone , peichb da 
MA'* fi &6da deriva!^ la voce del noftro Dk«^ 
ietto d^Ua Tofcana , e no» fi fiKCta pinttoito 
ilerivar ciacò da eiitc^h. Certamente ntim 
docmnento iavorifce V opnione , che il IXa- 
ietro Tofcano fia pi% ^oticor del Napoletano^ 
an7f moltifitau pare che incEchino il contn- 
fio . Ma ti rifpecro , dhe efige in nitta Ita»- 
Ka quel fertunato Dialetto ^ dfige die anche 
in qoefta |atola ai Tofcant fi dia; la pre- 
cedenza. Ci& fia avvertito nna volta pet 
fcmpre, mentre noa ^ quella F noica paro- 
la , che iàccianid derivar dal Tofcano • Kiàt.^ 

:4tm» 11* 

^ E' bero^ohefl'airareno» fio cinto 

^ Facette etereo mbruoglio fl'anne aneto,* 

* Cinto,. miV^ifsfb, da 'f^Mut^ n^ scténrfells» 
i& , str^pejaio , %0 sciancata ; ciofc, che non 

• i come gli altri (ano d' intfndinienro ; e chi 
pifr ftorpio di cui manchi boona parte del 
comune, e buon fenfb? 

OMaj^a ) divevtimeftto nn tonpo dato 9!àk 
plebe in. quefta Città ^i Napoli rapprefentan* 

- re nna tn^^ifagna , dal la cui cima, qual Mon- 
gtbeUo » faltavan fuori ma^carani , falctccei e 
pe<zt di q||ngiì<xma lotolandofi m Arasi di 



• 



cacto gratto , di ciu enm It fjfaMn m 
ipentagna ricoperte^ ibrfe da mmouu^ le ^ 
de y e tLywtm r prèndo ^ da ^à» de' facefcggìa* 
tea <kvafi U iu^na' pritti occnpaoti : ^yoi 
chi non fa qiial m '1 primo) atmcA ifioto ^ ci» 
bo dell' uomo ?^ 

Cocenera^ cmcimna*. Yt eoàn^ i. . . - 

^QattvktA, cottura-. 
^Ctfcch'^y soffis, farigiiàf. ... 

Coccia , 0afo , e la fotniiiit& della tefta* 

Oocctolejare ^ Il venir ,. che fr il csme émvefli^ 
co incorno alle gambe , ed il* raaaieclAtfvifi ^ 
Viene d^Franoefi , i quali dicono ^ Ìoto ca- 

. nir, ro«^Ì5 rour/^ /i^ Pèc raelafi{Ea diceS 
. d$' ragazzi rplritofi, cbe Meggu» 'tteg^niK 
*. do£ intocoa a.^cajiiont ^ ^ alm. Laoflffeqve^ 

. fia tMli^ra vDoe fih correttamente fi -àonnA^ 
be- pfonundaie tHf$Mtféf^* Tau.- timé^ #C 

'^^ Se nce coodokiide «chiìi ca^Tofife^^ 
M- QutnBo lagrema^ idsbiila. a. ccarrafbiie» ^ 
«Cocco, fetta dlfintto amefjcaoo ) ok* ili' ih»: 
patriotizzato , in bocca a' ragam vzl «ovo ^ 
- e dtcefi d' un fimdiillo pedmtto da^ Gciiii^ 

tori.» 
Coccola , gusch , da icojcmT) la quemis , %. ta* 
iòf il dicoilei frutte ) A' ià^b gkimUU , Ji^ 
quale cbi noo & eflèr di gufcio fòmiti^ , e»* 
me Iccafiagoa^ la nooe , lefiive» nK qq* 
vi &c;- 
• Cocoz2a, noto frutto per la fua «atottfc ^ loiq^* 
dezza ,. onde per aifprezzo metafturkatiiente' 
detco d'un babbeo. Cocozaa vefchia^ vai r*» 

M Poszo ò, quaaio volo HI iMopn • 



^ . « O T iijl 

Jìoceùvttisi* "C/vana, Coccdvaja 4e Puorto , 
fadmra di um Civetta, avanzo cti antichità, 
e del €id!tO'<feto a.lkfii^rva tra not « che in 
una regton di Nap«fì vicino al Porto « ancoc 
fi obntferva* li Coitafe yl «Uofe nel Au> Poe- 
ma del Gerriglio incantato Cam.rK su jj. r 

Còcrniunaio, fotta di frutto dt non gtindeqiia* 
liti 9 ^ da xftKo/topo^ , quafi diceflSirBo frutta 
gUanjtoiit» -« 

Gmcdna, ^»fd& t ^Vf ^f Imriém unum. 
Fasaso^ 
„ Ssncpi» t ^ ^bU Prato noa |k> & cofec^ 
.j, clne*^ 

Odflfcj«R 9 dtldgffwr»^ qniadi xo&jatura , tofie^ 
j auik tt t» . ▼. mpapocohiamieiito , papoficbiii ^ 
eomvb , dedii^^ , tìfènocAhltS, , hfenocchia^ 
mtenfo »: DgiBu» I SKBiejilta» «mtiejaiiiieiitOii 

Còfenamro ^ e ncofinatsto. T^e grande di cn^ 
9à ftt étfó di éueÉMé Dicifi anche M tcdi^ 
' f^f, O' tali i^Oé Cym. iti. Uh 
•^ y, Oìk fi fiottilo ptrcccbte a Aa fpartenza j 

,,11; làfne idcArìì nnn^aade lo cofeaatiiro. * 
(Jofltdttidni, C9ràÉndf9é. 

'€i9)S^ieo&a> M Pram^cogRaprecov&y fpeoe di 
' jKVgne mfle » ci» og§i tim noi dtconfi />/9^- 

{acodw da lU) Signore di quelb ^miglia, car 
t ifitEoMk ; è con qtteib ihkik^ £- i abcdito^ 
P antico*, dK derivava dalbi fi^^n raflbmi- 
Issante a** teflScoii ed, moimme * Cor$, R^s^ 

f, Dai q^anooi om .figtbta IL 

^ Gfae n' avea viflo ahcora ^ 

j^ PttJwt roée^ pmoete da U' nrvolr . 



IMi C O 1^ ' ^ 



Cocete , flfirr^ taceoglmmi cogBese Ip^lw 
ioli», h fcarpoM , k^zaianrattole , vttf yl|Biii 
rt, morire» raù 
^ Se k eoaér d* notte la fidkefieiiaiai «. j 

Cogitato , eoiiPj ré^gùaop. v. c aoy oco r ^ 
ancbe beo provviduto di geatcaft : o-^i&ei 
cogihiti per infpma. a dom» , dbf^ abbia é? 

■' grillìi ia tefla. 

Cogiure , 6ai$mr mmnm • r- aeccafit^« 

Cognogneie, €99%mngfr4^ pmwj fé» mMri* 

C^sstD , ^Ì9(m^ onde* aacòeià ,. fummr^ . 4 

Cola , Nie0Ìa , n. p. e pica , foci» dL ndeelb , 
che s' imparar » parlare eome il pipf ìg rf ito 
2j#a & a Ccola< ; fi Cok cacava^aan* iB«Nè£ 
va : ÙLte ia cola , j/«r colla. Bocca i/iiyM 
^ridacckiamU ^, C(m* è ^L solhù dijM.mìf 
celio. Fafaao a lodar Guelfo qmt iaSHUOt 
dB' opere grandi , cai)U r 
,, Cola d' ogoe be£ià> nokbele , e rricGO^; 

Cir h pak^ e eco? Io ok^iio, nodo prorei^ 
feiair per dire m abbond^mis » a ardtcoli0* ' 

€k)Iata; Bwmo, ihtnmo. Detto ^od dalL'apn»» 
xioAe di iàr colare k leffiva i cooie t* T^bl*^ 
ni dal ^M?a del vaif^^ percoli cola. Gli %p^ 
linuoli anche dicono coìads • C/iivo, c^n^FC- 

,) Già $?eia la Vajaflà de Io4bGr< 
. ^ Sofoca pe gbì a fpanne k cokta«9 
Cort* Ras. AmMl se 1* .. 
^ Ni fchitto cUove a k edata tO(k r * 
yr Pocca ognuno fo fii* Ìiìa« ^ 
' Mo sì oi fati' avinuno la colata , Sitillo: vaf 
erx} cm énrivsU siémaff imm^p Odetto 

per 



d M i^ 

. luta la cofani* o li' aie 6tta netta la co4ita, 
-^mìt^itrìcèt f^iat fatta ^ vh ohe /' kai 

proprio fatta • • ' * 

tSmaat. So p étrtar» fazfef»tntème un ca^Q^4$a^ 
l^yo, qaàn voleift éit spiegare if'c^Uo. Cor* 
^^n^pRide al demhtrt aurhalai^à* Ofa2Ìo. 
^^*''* '^ 'Bkne flatoe ^ nrfb mieto ftrutto, 
,^ Ch'etano la Pazienza, -e Io Valore >* 
. jff E (igftto à Horo fé leggea lo muuo • ^ 
^ Qwnno è ^empo <le fumai e Uiie col» 

„ late^ 
1, 'QUanno > tièmgo cfe ^aoce , e baie «ne» 
nate. •^ 
OolM de fpetaittk, vmh. Wtf. 
"^ ^ft E doe fpnranza caccia lo coloit • 

Eiaie, ^ei y ^-t Compare , colui y che leva 
"fcnte battefimàle-, o tien alla cteiima ira 
ttse; patrim • t* Mammana^ >V«t! anclie 
. ^ amica y o V amasia* 

Cémmu Cemif. <:oniè)e tetta , ^dit» /» ^Homl^ 
tà • Ciucc. canti "^S. <^, $9. 
,v E ccè noe vonno ntazze, eomme teira.^ 
Gftfflmeco , comico , teatrale y dlcefi d' «om cbe 
'ttolto gettfta , e cke parli con caricatura d^ 
'teatro* 
Commerxaie 5 pratict^e {trattare . 
Connneitazejbne ^ rojvvffx/irt'ov • -^ 

Coimnettiito , e conYertnto , convertfto . 
iCommefechiamma , cofa di cai non fewiene ti 
nome . onde quafi per dileggio dicefi a don- 
na^: pxvk fia Cominefediiannaa > e vài eU 
Signora Tale. 

Commeto , e comito « jopr art ante eli gah^ , * 
commoeh . 

Coai- 




Comofiìco, ^09 mr, o <viK ;f^ro> 
Commìto, oggi coavito, bmmchm^. 
Coinmiei:?o,' k^ico di iquakii^ ordine telif^ofe, 

terziario , roirver^ • v« tuizo* . . « 

Commogliarc. Offrir*^ tmf^r ^LtUi, Dal lad* 
no coiruélvtre » onde fi fece €9avcgliéHre , e 
raddolcito commoglÌ4rf> Il fu» conw:aiio.^0ii- 
it?»o^//jtrff dtpou i9Pp!tirf^uxifHrcbiart. Cimcf* 
cànt* XIV, j:r. 5.. 
,, Se le ntoUa to wSù^ e feeone abballo, 
, ^ Le comnec^ U n^ocee^e (ie & n'a&io.* 
Commonella , umojtej ctmbricoLh 
Gompremento» Jhter^^ fétt cùmir§m$nt9 4!^^^^ 
suxia , vaie avete , 'far giusti/^ a* E^ vBk 
^afe reOataci da^^i %M|gauoli , i onaK y^rii' i« 
fielTo feitfo ^^oo^csmiflimiefuo uè jmaicisJ^ 
' Val par attMz^^a^.^ggffermfà usata im Bt^Om 
< Wo;>« ofdinariam^e di wiu^ ^pitaUtjL^ 4r 
: allegria Ó'c» Ìmv fl^^f^* i><li» f^ fQ» cKac* 

céiet£ , e dolci incvìfclimenti tsfressionù * 
CompoAa ^-fimtti inematuri macerati in actté : 

pr^ndefi talora per cqia difgufiola • 
ComprennvotecO y eie capisce con £acilità» 
Compieffione , ~ comfles^wn^ » . costituzione cmt 

* porca. 

Compri , adempiere , usar dell'* avve^en%a ^ r 
per lo pih.con do^i > aode. coinprìta> gafltmr 
to y grato j e he, usa de'* comflimneti • 
Cona .. iMm^gine Sacra attticf • La voce Greca 
' oiKArv Y imagincy fi ^ confervata tra noi , ma 
felo in quefte autichiifìme imagini credute S 

* SrLuce* Quella, che fi venera in Fo^^.» fi 
chiama la Madonna di Cona^ vetere • Tose* 

■t - cant. IL st*j* 

,y Scompette : e co la Cona ^ zompecuollo 

^ Mpan- 



n ÌJIfmtaofms Io Rie certe anubbare, 

tJfoffi aiieiejunente il dimioBtivo coneiia dU 

MtMH piccplaiméfginew Oggi i voce imie«* 

nmesm^difiifiiti. » AotoDcllo Cooiger, che tcN 

jninò^ia fna Ctonicliena aU* anno isia*, in 

'.evi motìj fotta l*aaot X4<6. dloe così : I9. 

' frnesf wm» 'uff arie 4MM i»r# ^^f^^ ^""^ ^^* 

)?e//i9 «jr^fi» mm9 de ^LiCit a ai i j« de /»- 

/«o //è f^ate^ dove if %%• di&o sfi incornine 

^ib ad edificare una CafpeUs multa ornata^ 

Wp* di' Augusti fu fumata f O* fistoli «eaiart 

da SanBa Mafté^de^ Lmcti * ^ 

CòQceftorio, o «coQceAoreìo , cowistwrù» 

Condì, aac^mùdaiH : concia «do |lf^ lo fidile » 

* Vafe fitìrgli dil moie • 

^aneuula • Luogo della Città cB Napoli vicftio 
'àiranlkSa Poito.,«toTe firconciaiio le pelli 
Mie èeftie imUe i& Città • . Quincli yuH a 
Jm Conciaria equivale alP.esifr imrtipi. Qmm 
lik. L . * 

n Vcdenno tanta 1 a la Conciatia . ^ 

•Concierto de (mare , rumw dt^ martsJii ^ cAf 
n fa nelle feff^%, 

Conclave, conclave* 

QaaaezzefOiie , condizione , patto ^ jossere y epjà» 
to , nome • 

^CùnùtUn • Parlata ineiome y concertar cJUm^ 
cbiaramU . Dal latino confabìdari i Ciucc. 

* aaméXlL n,%^ ^ 

* ^ Selleno ntanto, pe iè conlarfare 

tf Go Giove de lo muodo , che tenete ^ 
V S* avea a fio mbraoglio , e che s'avea da 

„ fare , - > 

^ Sa|^il|no^?ar Cielo • • . «* #-<*, ^ 
lEal anche congiurare^ comflottan, Faf. . 

o, Cor- 



ii# €v O N 

)i C&tìfkt(àtt fé h , perdio' aoil ^<lo ^ 
,, Cliifte de h io cuorpo a lU naumtau - 
'^ Ctonfeifeìoiiareio , ro»/^jri/o9/7^ : per mettfom^- 
cefi di due amanti , che Yecfttamei^'lè lèfi* 
^ fcòrrono da parte. 

€onnìo , per tondi ^ % cm Dhj Qode : Si ca 
connìo bona la men«fta : vsmgqbbW^ v^ fiJi*^ 
te , conniavole , €ot 4im)^Q • 
Conocchia « noto iflramf sto doonefco per fibrt 

detto r9cpa da' Toscani . .' .j, 

Connoia, culla» *ip 

Confoitore , e cénzortore ^ ^antiglim , commi' 

tore • 
Comare , éNre , iracc^ntare , numerar». t 
* C^nte , notò titolo di Sigiiorìa , così 4acA per 
ti nmiano: Fas. nce faglie comm' a Ccooaet 
€Xo\ con ogni commodm - Vien 4al lat» Ce» 
mes , e ne* tempi di n^zo erano i cotnpag» 
de' noftri Dncbi ^ cut da ipieiti. afidavafi il 
governo politico dellé^loro terre, e ulocys- 
gnevan anch* éfli al. Ducato f - ' . . 
Contegnufo, ritenuteti selegnosetto , 
Contrapife , testtcoU . v. nn|tUg , morfipnl» • 
Controvare , conturbare . 
ContQonio% stratta , contorno , afpetto.^ P^^^ 

Zfone • 
Cònnnorto , esortazUne , cùnfòrtx FaC 

„ Ca le nseprenzbrie , e U connven» : 
,, Fujeno a guaìlara agineiito , e suàtnté t 
„ mmiK>rte« ^' . 

Connntto, canale abttaey lunga seria di tM 

in^la. ^ . 

Conzterto , concerto • , 

Co]^ 9 ipezU di tazza » e satanf^ ior coali* 



e O P in 

Meoza fpene di j{iiantiera da portaci fopra 
ìt tazze , bicchieri &c. 
JCopeiia ; fpezie di me^za botte , o di grolsa ftc* 
ciiiai t propria de' pallori pef miigiiervi ie 
pecore , capre &c; 
Copeta • Dalla voce Affaba CuiaìJa , che dino- 
ta il fetne del fefamo, che i Siciliani, ed an- 
che 1 Tbfcani chiamano Gaggiolena. Di qne- 
ih) femc impalato' con mele , e zucchero fi 
t^ la Copeta , così detta anche dagli Spasnuo- 
li f e da' Siciliani Cubeta , ed i più delicata 
di qaelta fatta eoa mandorle, detta Torrone ^ 
• ODO nocciuole brofiolite , ek' è: quella , che 
noi chiamiamo propriamente Copeta . v. Tor- 
rone • Cort. Mi e e» Pass. caHt, IL st. ij» 
yj E pecche dece' fa cchib de copeta , 
,9 Lo mife a la Commeddta Isa Poeta • * 
Copiddo , Cupido , Il Dio d' amore* 
Cojrierchio , da chaphoretk , o cbapéreth , oper» 
culum : copetchiola , cetverchio , e còpercniu- 
le in pi. copierchie • Dicefi in gergo 4' un 
' povero C0f7tuto « 

Cùfitrto y'cjìpeM yOmir'a j casa^ rezzo. 
Coppola da it^étM^ t non perde la coppola A 

la folla ) sa dishnpegnarsi • 
C^l^loiie V ignorante , così detto da IP oso drf- 
la coppola I o fia biretta oontadinefca, conuf- 
oe in conftgiKnza a^ vtUani, per lo piti fcioc« 
chi^ 
Coppejaif. Ruiatey invotsri. Ballo JSpagnttoIo 

copj^y che. dinota lo flefio. * 
Cotaliioa , eiba macina aatipotridirv buona con- 
tro i YcrauBA , die fi ctedoa generati 4aUa 

• Coicafie y coricare • • * 

Di%.N^.TJ^ F Cor- 



^11 • «SOR 

Cotdi ) </m#ì| cf MotiiTimo toonent» de' v4 <fet 

iftorccr loro I9 .braccia . ' 

Cordev^re , jpolMvare , ^ C0rpe , ntshttts. 
Cordovana ) ^pelk Ottinoa ^per la fortezza : #v#f • 

/il '» cardQvana , vai Aver jina jg^raata £id< 

cofa , e dura . Dicefi ^pw^ 
jCordoàna , una fa} j(octe dì ^narroccliiiio ^ e bo« 

ta pelle, di i:apra per.iisQjfì fcaipettii pmn 

ire A immettere Ja i:ord|pvaQa fn toma ^ n! 

i^»#f f r# , jmdarfi jt fallire , 

J^e de (ciofeia 9 efpreffioae di tenereasza fiat ^ 
acnanti , ma oggi par che età fia dhretattaima 
.caricatwa tatti (caerzevele» dall'£br. iciiciai ^ 

„ Pioto Jio^ .core de lo dieso iwmo. 
vCorrea » e correa , ^nfMrs .di pélie., e foita jfi 
^rojjtf jfavà • f at ^ 

„ Pe mmala .fciorta :floro a no fMintone 
,, Na gran xorrea Uà ^n terra fiea iettata, 
,, P' jiryolo^rbopa a gmo&o jfasceUone. 
vCorreja , correggia , jtrijfcia M icmaf^y • .# dms 
diser^i]fr4iti^ttli^W:^<>fom$i^ J^inri^e^ • 
4^0trejere^ ferrifere .^ i^egfjétt^ ^sìteuere^ ju^ 
^corHarf,f tenere a k^.a $ XMimar daiifiémto. 
^jCèrejftfo , e coriiiro ., voglioso- di jifer jcase , 
."^ xp/>Qf):p mppiiì i^ -ragazzo ^ SLdà iom ca- 



,,, , «— — .jMtdme .eowali.fML 

jsiuubu Ipr iècoìste jiatmak 1 jto/u«« , cioi 
jfimicl 'f0l^f4finti , .V ^.'KojMf i a ud»Jj 
.J^iQh^ ci(i ^M\ Mofabil . dyiao.s &.vftiilr 
altro che rincrefctaiento , e fmanie .a pU di- 
j^razlatàméntc farà incappato, a doWio (èi^ 

■ tire. 



m 



COR >ij 

' ;&# , «^d ^p%are : quindi in Detiìoftene OKfn 
U9poo\ potrem noi ben tradurre nel nof);rbDia- 
Ietto i nft 4^ lo non, né ^ozzo cchih . 
Correrà , e corza , ^artietM , corsa « 
Correre , o correrfe , corrivarsi , figliarsi eoU 
teray 'Onde il pattic. <x>rrato , «_ciirzo , per 
corrlvàto . ^"^ 

'Correturo, <orridoJ9 » 

Corimeo ^ vale cuor mio, «rpreffio;ne di afiettòf 
ma )^|Uata dai ilaletTo Calabrese , Jier porre 
in denudile quella nazione , naturalmente an-\ 
tipatfCa a? Napoletanu Tasi» cant.Uh ss.zo* 
„ No Corìinea9.tiime.< reo, core de cane^ 
„ Védde le ttrezze fora de mefura. * ' ^ 
Cornerò, corredo ^jcòe si Jà ^lle spose» 
Come y or name nto troppo soto o imco , o mo- 
rale 9 datftSbr* ^àrn^ ò corna ^ o vornut y lat# 
corna a. liei ^entes ^ksertij ciò^ le zanne^ vcg- 
ganfi m cS) Pépiftele difiert^naii' del l'amor - 
della Seli^zetoddeae; ^ k Irtigua Napole- 
tana^ * • \ 
Comeiare , villaneggiare . * " 

Corona ^ ^con altro nome ìRosjmejo y Patrennuo- 
ste I filza di tubercoli di legno ^ o pietg^.per 
nimìfrare i Pater , led Ave , 1 quali come ri- 
teniiti da un UloS'o lacciuolo , Te quello fi 
rompa, quelli^ pef9ono> percib a dinotar 
la perdita di cpfii ^aikno canto: ' \ 

„ Pocca d« nttie/'n truie dà lo nimale, <| 

yy Sfelata , fé tu sfile , i la còronv 
Corporénte , grasso, - 

Cornuto 9 colpito . . ' , " 

Corfetto , o c«rs%. ireste di donna ^ che striif^ 
gè- il corpo * Dal Frartcefe corset ^gi^ccìit tU^ 



• ■ ■ f 

^^ e o s ^ . 

jQ prontfcdasò cpfs M .corp0.> btnclMfe lo fc». 

vaino cBTfs. * . 

Corteichno , cortegìapo , da coKtjgfflwp : ^ o?» 

it ik dà chi vive . nel (Dondo quanto aoipia 

jiBpdkrto abbTa m tal nomf ». 
CòitigHò , ^«mVe , da x»rw » gr^metf , ò jp^r- 

€b^ ivi nafce, o perche vi fi coiuerva, o pet- 

jch^ yi .fti cM ne iàccia itfo, ni ftanzji fia (& 

pcifonà di miglior co ndiy j y^ * 
Conaro, ^j^/<?/f yp^fAVt.. ^ ^ ' , 
Ccrzo , ^«r/o, fori» *ffne forfè /co», *«» 

dalla Corilca» . . \_^ ' 

Corzofe , corjinf , bixro di Cim«. ^ccfeQaftica. 
Cofcia , fervi wjo ^ la' cofcia , snvhlo Arw, 

per k> i»|^ dicefi Irooicamente • 
C^É5^ , // fiegar^ P itnc% chi fm il QfiflhJ 

il porca^ Ij» gaUw : le qw Wi fi trasfenfcc a 

.dlm>ta<;e;, ^en >^ ^m^ttfer^^t y 4rretrarst » 

„ Pe Ito la la cchiù Uonga ; iffo colciaje, 
„ E rrefponnette,,yao dpv^ yplitte. • 

pii;t a{}bott9 » lo >rV h papp^ 




j^y Quanto d^ $' accp&te inailo cofdi> 

'Cofetore, J^/p. z '^^ . 

Coflejanc, qt^istioni » in «ng. poftejonf ^ 
Coftejare , wuggUre , fiÀhiheggiarcp 
Cofiejonanté , rissoso • 

Coftèra ^ .^wr/Vrii . - v, .. ^ 

jCoule, membro viti te ^ pei: ifclienio dicèfi CP 

un milenfo. 
Cotecone, sordido^ spilorcio. 
Cotena, founna . Cotena jtjifla dic^efi jper i. 

fc^rna d' UQil dpnni» da forvio # 

Got> 



e ^ T is4 

Cotenna y noto frutto , il quale ttcorcfai giunti» 
a matatità ha fenam deli' ^xo : per trasla* 
to coJpi , fintf f insje » Fat 
^ É fcht^o iflb non prova le ccoco|[ii^. 

Còtolejl , cernersi ,' muoversi smcptend^ h 
. spullt'y cosi^ y ir4cffia ec* da- Kvr$KKnv ,. i^N 
m^vtrs'f garrite e^. O <fa H^ryXny.' acefaèu» 
ium , toxét cavum y in fuv femori s saviim 
•venituTy o da Korura»^ CoeiìtOy quella buo« 
nsL Dea , le di cui laidezze il celigiolb Eypo« 
li per i£:r6polofità forfe^ piamente rimbecca in 
Bé^ti4 Comvd* e Giovenale fat; ^ Adòprafi 
ila noi ja voce cotofe)are ael fenfo i&fl& dei 
erissare de' Xat}|ii , ef&odo- proprio -mi tal 
jBOto hfclvo d^tle cortègiane • Non farebbi^ 
da ftyocar& in dubbio 9 cbe dalla dettai Kot^^^mi^ 
derivi la Mala (orta di prifura di npibe yt*- 
cinanze, fpedalmente'de'Maflefl, e Sorrén» 
tini ', e la ciotola ^ Io scotolà^ ec^ cotolì y, 
ttolìarerm 

Cotra y cohfe ^. imSotfit^: dtceii proprianfeitfe 
qnefla y che ftendefi da beccbim fui eretto >. 

Cotricc&io ^ Him di picei fila statuirà , e di pom-^ 
*o spento •. . * 

Cotijm, . Dar cbtttra fi dice per adrendet^pài^ 
^one amotofa co' torménti o di gelofia , o di 
difprezzo . Core* Mite. JPoif, cane. P'U. st^^ 

^ E flà da raf& y. e mnilra> ed &a lo oofo 

), Frofciata de oartiello, e de cottura •' ^ 

Co (tutto ca , con tutto die , 

Covane^ dicefi degli ubcelli ne^lorò nidi, quan^^ 

I do ibnno fugli vòvi » trattamente di- chi re» 

ila qoafi incantato , isd immobile hi qualche 

F j iuo« 



iz6 M3, K \ 

lapgo, xi d'ttil ìbanms; dié^Kx VgiéMttt^ 
Iba bella. ¥aì. / ' * '. * -' ''^ 

„ E(f io mo pum ti* anraxo ^ e Rb a dco- 
» vare 
, * ,, Ncópp^ a ft* aréna > e a ccKiagaiiv^i e £ 

' '' „ toW? • ^ ' . ' - /'-* 

Covcrnarc , governare y aver cum'j aliihffniiref 

* quindi covferhSa, cura, di beK. nudrit^f^. •' 
Gozzetto , co/lottota •' ' * * 
Cra jc. Domani* Dal htinò. rr^x^ .. Citkr,^ "iìfift^ 

J4I. st. 16. ' • 

^ £ àcccffsì^ fio. Tciabbacca fé fcoihpette J 
^ Ca tt nò ^ fatia. juto pe nzVa ccraje,*- 
Cràp»' ,' 'tajfra . * * • ' 

Crap!<{ft 1^ sorta: dì^ cappono-, po»^ màtitjh^ *• 
Cfapioi^ ,' sortd di salti ffét' tifili ^ 
. Grafia •. ttarhntento dì^asÓ^dic¥c^a,.:''W!i»' 
-dair UàliaLno.grdita y, che tóróti Uh iràfiy-dl. 
creta,, ed*òriginariamefite' V voce. Qrècà ^i«^ 
fundus,vaìis.Qort»:t^afàss*.caf9U It^tr. tj*. 
9, Co. chello grìecò» che ndn ^ ad^oàfb^ 

* ,> È fla> cràfta. còft*.«ogHd^ <te/hurfeUp, * ' 
Grasactaturà ;^ caviitcatùtaygittme^ai ì^iHjWqb. 
Cravotie; in pi. craVtfilé ,: cdrèUiry iSt&f -* ^ 
Cr^woxìtitè'^ caribnelJe dz. ctxvnne.: •^'^ *'^ . 
Cravonarb*,, /-/^r Jfcfi/^ , 'i aiceS- d^'tìom f<te^,^ 

che - var femore Knfto , o tbt fia Bhinò mòfta 
di fàccia : dlcèfi: pur del: DfàvDÌo\. Cravonaóto 
per altufione alla nerezza del carbone ^ e di. 

•';^M *•! mancia-, dièiam un néro. P4Ì. 

„ Licravóbare Rrì , t il Rrì: Afreèaiie. ,. 

Gravnnchià , car.tanctio , ptatòta , ohdte "ipteiirr^ 
metfh'CfavjtPijch'oy vai* t rat affine an/tOìlt 
sa 9 mtta la xne^fora da quet ttiAété » 'II 



». ♦ 5 ^ 



e K E itf 

qilBik foranei», e caccivafie làmi lamtrcU, 

e la tftdke , fi ganrHce :^ vai anche una sorta 

V #i nofailtfltÀi^ pietrai prftziófai detta^ ahrknentc 

carbuncòfp •• 

Creato, a anche Criatè: T^rvo. La voce ì^tat*^ 
ta dallo S pagnuolo cri'àdà . pri|^nàriarmi!te 
viene dal haxìno creata/^ nome y che nel teni^ 
pò che nfaronfr i Servi > fi dette" a que* nati 
m eala ) che voleva il: padrone menetfi , aiv 
che dopo accordata la libertà ai padri , per 
a^tto iebe aveffe prefo con efli, o per avei' 
il piadete di educacfe^lr ^ ed addèftrargli a 
Ben fervirlo ar Tuo gemo v Sicché' creMif(fV\9; 

^ He- a dinotar la ftèffiD-, che: ^n ftrva aHevatd* 
ih €tsx:^ Q^ndt in SpaLgonolcr manfìt^' figni» 
fica #^/i#f^%/o^\ e nell'ItaHano febbene nm* 

* 4KKltino' per P appunto» lo fteflb le' toci iuol 
na Cfminz0"r f»«^ a' creanzati ed* anche' aflbhi« 
'temente rr^iz^^'i efprtmono però lè manie^e,^ 
che fono' efj^tta delU buòna; , o cattitra edu« 
azióne; Mà.QtianCtinqaé:noi fìcciant' derivare 
& noflra^ parola^ dallo' Spagnuolp, nonha perb' 
*ifèruir' rapj^cirt©' all'educazione, tanro'vero , 
che i nomtCrtm non hanno' creanza; Tasu 
. canti Vii st, go: . " ; . 

,,,; Se chiammaje rio Creato* conrpagnone. ^ 
ferivefi pur cxejato j^Fifano :• 

,, E ttxeneme' co ttico pe * ccreato ^ 
,f ^ E pe bajaflà 'nn ogne accafeione • 

(^eccilfòy e criccnfo, chi subito si formalizzar 
td offendf. 

Cteddeto' y creditori èuomt cpinioìtei 

Gedibole j rr ff^A/7r . • ^ 

Crcjàtiira , e ctiàtura.', ragazzo'^ o' t/tga^a . . 

6rtìo , il chrà , P ìrdihì merdotah^ Faf; . * 

F 4 « ^ 



,^ Letame , miferere , e grazdtmè» 
Cr«filpenaU > e arimiainale ^ cTÌmnatty^tMmée^ 
sherato^. Faf. 

,, E la £cetti muto ercmiiaeDaI«.r 
«orla ftiiciie di prcere «^ , 
^epaot-ttfo 3k V. fiizzufo j. hiliospy itato»^ 
Crepatara , gualhra ,. ernia • 
Cr«^tiglia , dìsfif^ ^ àsL orepentare , 

Crefcenza ; fatto '0 crefceaza , dicefi d'aar aliìta 
;. lungo , « larga pi^ del bifogno , come. £ «fit. 

&re ger ì lagazzij che cnfcona.^. . 
Cwfta, c^Ji/rn <fr/ g^llo^i ayozà la cr^^^/wr 
^^//' infohì9$e:'y anunaccare la ^fiefia ^ d^mmw 
^J^ Brgoglìn . 

C^rta » IJk menpe ^ un énom/fw Dal Gre<;a f|^y 
;ehe(]gnifica -pr^o, , appunto percbS ILs^w» 
Io d! efllb ì una piccu>Uf8ma cosa • Oìmr*^ 
ii£. XK 

,9 Stanne totte a fficcbctta^ e tottt vanne 
^^ ,y Comm'a nnovFzieye npn Te fente crìa«*^ 
Crfanza, e ctejanza, siriatut;a\,' gnde^ accriaii» 

Crine , i pefl del eolh del cavallo^ 

Crisce , Crifce fanto. E? la frafe, eh? da noi 
usad , di còmplii;netito a chi (leraura ^ *coiàie 
} Tofcani dicono Dìo ti salvi , e i Francefi 
# V9S soutatis* Tiùrb, cord, . • . • 
. - yy E dice , crifce fante , fi fter^uta • * 

Cnfce ^n mano , termine ofceno . 

Crifceto , lievirp , ^ v. Uevàto . E abbofcato h^ 
crifcct&, sSignaieno , cìóV /rauta de^ c^lfi i. 

CriTuoromoIo. ^/^Wr^v. E* voce tutta ^Greca 



da ytjti^mitj ^ >ft^«f ,.che fi potichbe indurre, 

. „ Chi a la raprovife fé fetitea fchiaÀte 
„ No crìfuommolo acierva a U feliette « 
<^ ^ ift. feiirorti:ii$lato , e dinota «na falU 
di fuci/e.^Tsior^Aì» f(9n(b di faifate. * 
La va» etimologia di qnefta voce ^ da xfv^ 

Ooce > net9 fanto patibola : fitrit . It cerate ',^ 

m^PMvi^llMtsi » f^af. . . 
9, Aje &tto fare a mmlTIe fi non croce. 
CfOGeUe» FiecoU croci • Fare crocelle ^^ dinoi| 

jiduiig/ÌMpe per grande fame» v^ aiate. TasT0 

€an$» y. sK 8p, 

,y Si da. mo aécommenzaihma a fifa ci^ 
„ oafte, f . ^ , . i 

Crocco , V. aaciiio^ «»c/Ve, v. vòrpkra^. 
Craofdie. Vqrmi r^ chi» fi gfneraiu);iieU' loteftV 
no de'<Avalli , e'daa bip* tqrmento ^ e ven* 
lofità . Cor/. P^r«. C4»t. Pì^ n. zH. , / 
y^ Chi dice ca ìo viento* ave It qrupfc he >. 
jj Che 4ion ^e\aucró nait} le non fcio*. 
,, fciare. 
Chiodi metaforicamente : T» ^/V , // crtre», 
' jtfifre , per dire ^ na^ i>iu refuii^ ». i#/ /• ^^r* 

fefua moto • * jj ^ * 

Cacherecik», vMt finta d^ uccellò, ra^ « . 
9,. E ccl^ 11' arme ,. decea » c^ ftàod ^^^^fia» 
^ pe li beati a jSare a biionhe ciflutt,, .\ 
lE ccaiiarelo bello • e ctucEerec^ 



»aì 



CwKotnlIo,, eocòdrilh* . ^ 

Cucco va>a j^ brutriiSmo acoetlo det genere 4aII» 
Civette.' onde il motto 'dériforio ^Cifcccva^ 
fa. de Puorto'^ chf 'dicefi di Donna defórme^ 



o Gofo , così' ^z* IhùUrì tmamato ; . t titffhi 

antiquari la credono una reliquia iMla CÒIo- 

tiia Attica. Vedi Coccoyajà; 
Cucdo. Uccello notor . Ca^ttùif le- ckcuió iflbo- 

ta ^ssej forrunato-. Tale l? fe èredenza d*;an- 
* giiKó , 'che \t volgo ha per chi fentè caAcar 

guefto pccello • Om^ Ut. L 
' "^i, Che |)e U*'at!tre ha ccafttatè te cùvbAò^ 
yy la mm«aggia da • fchiafiì ^ qo# cUMrM 'xi 

•- •„ etite: ♦—:/• ' ^ • :-/ -" 
Ctacco ^ ùtcetlo- ihof ft) vs^ ' ^1b fue p fu tit » 
' non raofta freqtienté. fra noi , Ma cA ttéUir. 

primavèra ftttl conrparnre . Vai qualek» eo&* 

a*effeniiafr7^^ importarne, onde il pardo» 

xioftro proverbio , 1^ di cui briftìK^ pera s* u 

gnora^v di? ' • * 

€nc(* , V^Iftito . ae- éi* i ttik' taf ftnai * 
-' gioca da ìst^nM' fra^noi ^ E^^ yocè' da 

femboli*, e vali ^nocca^ tnaccatoke , e ftrfe 
* dàìlò l^agnnSIo 't'^rrojV che- foa aj^punto t. 
'* ^accarom •' Tiorè* Cordi . » . . 

y^ Ora che dice mb, eh' e; vientOfO cocca.' 
Cacc^!htd-« Cocco phto^,, OngiAattafli€flte fi- 

uovo da*^ bambini , che cominciano a tn1be|« 
tarj. E* ufo dì dipinger le tto^/a di vatj>tè- 

*^ lofi ./ptinctparmentè roffà ^ e giafla » p^ fol- 
lenhlzi^àtr là Pafcà^ì inlid^ , e quafi «ni ver- 
fale ih. fiòtopai". -Mk quefta vdce^.'^aflata a 
denotare metaforicamente^ lina )!tetébna fitar- 

^ ihen^ Veftita, 'è^ìicfi àttifratai>..'''C/Wr. titnf^ 

^^< Lo' Scignon^ Vtftitn^'dC^h |&(6eftfc«^ 

i * „ Bel- 



€ O O i^t 

< fi BdHo, che te parta iio^€ii£^opilsR>* ^ 
Cufèce , cosa da nkntf da. xo»toi , i^acoìitafia , 

quindi cufeve saUtA y.mk'tiitnt^U' o ^^^ ^ 
' yfion iarne* alena* conto •- 
VQgno •. Ci^QO de cauzetta : vat' anche: gonio , 

•d una ferza. dt' tela triangolare'. 
Citjaflb , umplìcÌ9Pie y, dal lat. cnjas •• 
Culiluèètai , Jff^^'o^t' . 

CqIov culo de. gallina diccG d* una bocca fetn- 
^pre in mòtoy. e che- non rifina- di patiate'. 
' Fatano^ • • ^ 

^. E le fi'.coinnie' a cculó de- gallina 
„ La vocca , e tiÉanco (lato no V àflBinna ), 
^i. Che ftarria ppe (Iracquare nk Jtt«Btina«. 
Cìforefjo', cuojo : mette lo cuore jo^ a ppefone ,* 
' vai. metterw a- tisckiior* della- vita ; > 
Cunnov partr pudendàu délla^-donna^ dal lat. cun^ 

ntts'y ^ihdLantecunnàle,.//^ j;»<i/tf-' ' ^ 
CilollO' laongo , • dicefi d' unv ettìco ,* d* un fecco . 
: Fi' lo" cucilo*' luongb' , aspettar mal ti u imo , e- 
' finml'^rÌ7tei^esciMeniùy:Vi(pSiX^olù^\ 
Goonzolc, Console 'ylw Napoli c* un capo -de U 
irartc , com' li quel de^'Sjwrtiv. de Raraaj, de- 
gli- Orefici ec. il quale ìir occafione <li' diflt- 
renza fi* confultai dortie' on oracolo , . ed ei m, 
il: fuo voto dectfiVo .- i 

CuoaAa*j.MUtt0-uÌ2Ltò àallt ianne* 
,Coorn<>v in^J*^ta y maneawtay, talora^ nuntey 
pensiero^*' Pa£ "^ )j.* 

',, E *s' h.V diBto:* a ìi ctf6W!é^ ^ìi nfeccato;^ 
,^ Efea chi vole ,. e flìa d« cdi cuornò ^ 
Ci^ Ha furt un cornuto '•' ' 
v^ Quella voce- fpeffo- Ì3t facciami cadete come co- 
gpofue, fpes^iftimeutè {)sttlai!do de*'SpaÉg«ooU, 

- " Scr dktifctlr nelle Apto aftolttt>Uci wfote,.,-^^ 
.^.^ F ^ fiani 



X 



ip. ^ u p 

SmiP^tmA. §fe(fo por c^me feiyliuu <pil 

nome per la Aers'ogg|i^m« |^|f. 
j^Gìitcia K rota Don Owno AÀiaz2artO| 
2, Dìgno ds ì X coouae a AÀnaagooc; 'a 
, - . ^ carro * . ; ' 

Ed % da aetarfi qui hi morte d^ fàmofo^ 

banditot Bene$iettto M^ogOQe , . U prìuie. cht 

^i foiTerto avefTe la pena delia ni»l& |ier i 

unti fttoi naìsfhtti: « . . 
CiiQicpo» CU'/^O'^.Tte cuorpe a t^ocnere,, ì frafe 

per efprimere P aiiondauzai de" c^lfi » a fia 

Cubfcenov dicefi quella tezie di punóacdò &t- 
fo come uà foi»io di icdia di paglia ,. ma io« 
tondo , per la più* di quella treccia , <^ fi 
& d j cc^ dì a^U , per apfip^iar¥Ì teaqtt > 

t cald^je^ kA alm: vaii cocenti^ qiiudp .fi lo. 
V2tnO: da* fu det fuoco. Di^eÀ ptir per deprez- 
zo di' donna d^ iiifotme figp^a \, e qniqdt u^ 
U£natit^ (jpezialtneate doj>o. fgp^Eara I (Jkùndl 

Sur rf/rìjio^dai jiomc/voft, il mWi9,.,ucitt 
ar Ja figwa •• ' . . 
Cuoftmo , Qojmo , n; p^ 
Cttoto cuoto ) chiouo chioitn^ •, 

ta ^ vai lalora funxficchiéus •. Faf. 
M CòiMievcoftar d' ardtche la «ediik^ 
,G]|ov«ta^ ^/«>, iFw coglinroi ;. 

Cuozzo , cozxfiy il rove&lo, a fia Toppafto det 
taglio d'un femh Fafan^ parlairiv «teUa ^ 
da dKSoKniaoo dice-: 
y,, E tmx2k cuozzo \ f&tta., e. 'a miCràe 
' ^ n^^Tagfift' compie a. li dienta de. vavont» 

dO(Ìr J90» paglie a^atU^pilk • 



e y tr . Ijj 

,; 'N chefto arriva a na ov^z eflk k u 

„ banna^ 
yy Cbe pparea im le dire : ccà te fcanna » 
Cura , ertstnr^ , /Mr^if « supposta , v. servizia» 
k : talora il Soprintendente', vai a dire, che 
fèrviziale I e fo^iottndei^ foii bei fiaonimi^ 
onde Fàfaoo 
^ Ubi toentie iflb autrie aflbrta • aotre . renw 

„. taccia, '..,.,/. 

„ Veccote fefTa compari fa cura; 

eh' era Si|ieto »edito coinè un .Alsoajfio co* 

ftioi ordini da ooffredo » / i 

Catto ) C9rt^ : nc'^ trotomaib cocto^ non gli ì 

rtHscito if dise^hó \ ' ■ 
Ciife , e (caXt dtceffi. dVnòni di .tfùé^fiiccie , d** 
un uxsoc toctndo : cosi Fa(ano del ìamofo iL- 

,y • .. .^ .^ «. / Uno che mette 

^ Nare0ia. ufrf lo cavaUo , e 11' vuorgto ^ 

y^ raro : ' * . . 

.3^ No cufe , e icufé , ctiè redeano ngànoa ^ 
^ E ccomento,: e gabbato te noe manna*» ; 



B, 



♦ » 






D^ Accuordefo ,. dt- assenso y t^c^tdtj^mir^l 
di con servai* ' , ^ 

Dalb , dado « aumento (fa gfoiTo y y. . fiu:inoI« 
caccift n' atuyro dalo 'n tavola, ittvenPa tm^ aU 
tro imbroglio • ' , . , 

DamiTia, Signora princijpide.y^ f dK prim^ordì^ 
ne d*' un paese , ^iRr faccia mbiìsà gevufX^4 r 
& /«^« .^ dxfp^\ jE .»?!jimjn^e ifak'j^, dpnnr 
I cfii j^jIT co(Eo»rin^yA9f;.£,,j^^^^ do- 



1J4 DEL* 

mate per le lorb tmperfezloin ^ ed inqinct^ 

carattere generaiiiieme parlando? 
Danknaggio , dannar. ^ 
Dananze, dinmw^ m»€mì\^ 
Bapb, dipoi \. 

I>cafcaBcr» e diafcance, diavolo^ FaC 
s^ ,Y Ce pigltaie io deafcance ad Argante ». 

Ve brocca, ad un trattWj ▼. de pefofe. 

Defceprìna , disciplina , . fortau dr flagello^ edttcm^ 
zione^* • • 

_ Oe cKiatto ,' v. chiatto , de sbiifo , de fgiQxizo •- 

DecUmbro , dicembre . • ** 

defrifco , rinfreseù^i sollievo ', ristoro • - 

Deie-^e Pieje , Dei^- 

tMeigrazia, eDdeifazia, vai' Principe Mssoftf-r 

-'^to»,. daPtitoIotde' regnanti , che ne^Ior oidi* 
ni reali* potigomfe^ipre in; fronte NN»- Dei- 
grafia- Rex y Faf. v 

i- ,y Io fo Ddeigrazta, e ttrehtat'voie*acci(b' 
CchitL ppriefio , eh' a fte mmano nce fia.- 
„ fignov - 

Dejunà ,* digitinare^y vai' anche ^ non' aver eie* 
mangiare , ond' ^ 'I digiuno necefTarìo , e noa^ 
volontario f ed in gergo vai ^on ^o/rr usare- 
con dònna . ^, 

DtKiéfljgio . Defrsrùnèy sàlerno^^^art . che f eifc 
ga? daH Latino .Df//>ir<e. ][n;6ttl fi atee del." 

''legÉtare^ taluna y iI*Tarla fervi re ber" OffiettO* 

*''rieitiibàrIadégKi altri, e così; deitziarvtu . I 
FrancefI ad* efprimere. quella poco' caritatevole 

- «a-i^torfé' hanno- modernamente- inventata^ la vo-- 
t tt tniììifier • ""' -^ 

9' ^; Nc'Wano Wthtllè tien)fpe tene aoradst^. 

- ^ tà^^iibjr'mb%1eggiàimo pt dèlUegge'. » 

9yk:^' De^ 



■ nm — 

• 1 



X 



dicefi d'un classico^ dìvoratore^j Vi «Lupo ^ 

Demena . È" parola, che murfuol^ adopèrard 

fòla, Afta éi unifccf.aUa voce s/tffM « Quindi 

sf^ta ,,& ihmrta. vale , tMmkga^. abbondo* 

nata^ ^irfé , Vi;ìf^*iMNAr.^ Sicdlb crediamo, che 

. dtcaifi démetta ìXirV6et.A.dtS9nu*Tasj^€ant. 

y, Ci (T tar CUtò ccMii (peila^ e^ demerta 
^. Ndtt vd che baga U ibnuniil mia . ^ 

Dénatufo , danaroso ^ ricco,. • ^ ; 

Detittcohio ^ In pV^dtinx^Ma ; gfhèiihiò » ^ ' 
,^ DkEefi mpròt^ -figlia I4M. lo dtouechto •. 

Deppe ,, d(n)è\, Faf; 

„,. .-• ; ^l^a lì figlie caie*" 
„ Nò le dèp{)e' JM^' 'fparpAe|a^ ; . . 
^ Dcr riflfe'i t éìènM\^^^*iùfrt^y < 

Derfopare^ dJrapafe*^ vì^ndtr^ pi^tpii^amenti' 
puniche- cosm-f:éitì4^4ùn$àm9ftza ^ ì^;ì moita* 

derropanefe Val andie* fini/Afrivr r*9> ^»aicèt 
ttìnufimm1b::inalfj>ii>pio ^ è ììimH contrarrò » 

•^eou.: ' . y .; . i - . '• • * V 

Der&urso , dikcorìòf,: » * t ' -i 

Defd;in. Dhgfai^U^ '4'itfif^riff$ìiè^\, Datlé^ Spa^ 
gnuolp- DesdUia. Ilaniia i» MK)R}lietani tiriti 
qtiòflife^defìRena^ m>#Vir^.* Dìconi^> desunta ^\ 
allorché là dériViAo dall' Itsriiana d^d&tt4'.' 
Corr. Mm: Fkss, Pafiìi 1 -o-r^ 8;:: ^ ' - 
^' Oh (tea nd«^tta ^o h nnatyifnò^ata , 
„ Prttftos dicèa-, la(tàttinK>t>é*Gmj»ui^. *^ 

aenà.y^vettderta.'^^ 

Dt 



* « 



1^ O t B 

Pe fgirfM», ti Ile ihiirò » tfé^t^^P Y>>JBÌ|teltt; 

e di chUitOy . . '. r^ ' 

Defproflrunoo > cormdone .iM*^ Ai fnfimJsr^ 

noto falmo dt ftqmc. 
PefqmtD. Scoftetrtp , tmèmmemù'» Plwth isde-^ 
rateiate reftau » Noi dagli Spagnnoli • Oggi 
^ aotiMiata • C/Wsr. tf#»^ IL ir. uh. 
^ Ma menlQ ^ & lo^ riefto. fé mertettem». 
^ Sentieno fotzetà no gran de(q«it<|*^ /: 
n; Gonm' a* «o ferta f«pnl > uro Glagipaiio, 
,,.GIie He ffiee a 19- nmtf^ittknaum.^ 

ftata , J* estk • . 

De vacare • V^M^irt , ^tvuenhmdt h gìk- • Cqc« 
rptSQ da.fiM^Mrr • Cor^ Cnri emù Vlt- 
st. io; ,: 

^ OeimiiO'Je fiicétfe cem-lxina ,. 
„ Siuo?i|à oeitiM.iDaaadetta ,vajiflSi , 
^ Ch' a lo fkttsì WfwSf^ 4» In iDin# \*' 
-< .« 'M-.cafio le dèvaràe bo:* pUbiaiato « %r' . 
.„ .V» vacoare ^ vacelar&^ (gomiè 4^* i. 

pcvaoatOt ic^Ut^ . Arcuilo^ devacata ^^T^ow 
/ikkX'Ordiiolovdi cu ficfi'be'vpto fin alP-«l« 
tiiiia< goccia di ^naato v' era 4enlio di ¥Ìm> 
. ec* ^jBssàtmt AiUq;^ dicefi d'ooio » che pqi 
aver abuiato di fne maritai valore, ficfi- pD^ 
ftia refo inerte , ed in coofrgiMiAxa U.xtmoat^ 
HiO dttl b^l ftfh^ il'fJMleper niente ^o b{ 
pili impertiociiit die in- %tì lai' cafii • 
iiafea^a, diafohece , e ^diafconc^) diawot'a^ . 
>iWj/pt 4i<5Ghe. , rfiìf Ar , #r;f W . : 
Dìboaies e ddifle-, ^ntfv»$fnér\ . F^.-^ 

^ É maio mme- Vienna ftidic(me,rddtft^ 
Die3b9ie,.^^/>i , in fing. debbeto ^ 
Diifti^i.: in i^fa Jb ?»#»^ >^.o Mrt jlà 'rwtt 



B O M i|f 

il.0erv0f il €fuh éi naituni h t^e • Tabr» 
vale vaso àhmonJo • 
Dioma 9 e dionina » idioma f IhgmmggUm 
IXtta, S9tte favorevole j Faf. 

,9 Mo jppe fb 4itu ji^rla cehilt am^ntt 
„ Cfailfo cama de ckUveca HV Affante • 
DobbrettQ • Specie <tt stoffa .QotiOìXoiììX Ffìui- 
cefe DmtèUt. Cort. AÙcc^Fau. can$.yiIL 
Si* 4* 

. y, QnftnBo «netteoDò nano a na cordèlio, 
. ^ Sbenttate ao tiiicck>> nuntezo a chella vii^ 
^ Che fenza defcrezione a fa mpeozata. 
,9 T'allojcdade no dobbceno de colau • * 

Dochefcayantt^bordelloia uà borgo di tal 
nome m guefta Capitale » 

.D^cìeata, auge^o^»^ 

Doga in pL àiif^y tsmhtti tsiersti delU 
Baiti da -^«*«« .j . 

Doje 9 </#ì^e dal poetico greco A'«> • 

Boli,, aiortire^onóe doluta» ^ donna ahwrthé 

J>omifia , duemila • 

HtxmtxAt^co y Dute^fo ti. p. v. Mineca f t 
Mtcco.^ 

Donno , Don ^ titolo de' Preti , e de''n<AiIi,og. 
gi proAi^iùto. fio. a'Salfiunai : dal lat. i>a^ 
• nmas ^ vel Bominus • 

Don CMfciotro, dicefi di chi aflRstta ti cavale- 
ritmo errante daKfamòfo DrCbifciot^ de -la 
Mancia , celebre per li fuoi amori con DJQoI» 
tinca , é pex le piodgzze da Spagnuolo. 

Don-cofo , camplim^io: non jnolto proprio per 
un tale , il dicui nome s' ignori ; e talor . \ 
«aa derifi0ne , giacciièa;(*fl^9 ben fi la cola im. 

' j ./ - "• ^ .' 1 ^ . por» 



r 



ig$ E e c 

])f»9i ianTofcim^, nm che mi |xitil4> efcta* 

gergo. . # . 

DovUlla> dttelh •> 
Dozzana ,, </o««/;fi9 , oncle dosniettale f W/n- * 



ti 



I^CciaciierTav Vbet difafii&i^ ^ dK s* inoontnr 

JU( nel Cortefe • £' imierameme' degli Spa- 

(smuotiiY i qtiaK éàconoEcAsf al tunrvQ per 

dinotar Ci&/ v» iietrt^ àf* gmadéi^»'^ di ^ 

sommamente ihteresMìo-' •. C^fr^ A^x» Jil*' 

,, Mq Qce r aie-cati|potr r 
,y Va ca fongo le fttmnene eccfMQorw. • 
.,y Né;. tiafénfir a ihl ca(i^^ ^ 
^ Sé non ha buono' oiervo « • 
II Fàrano T aiterò e neUa |K9mincfa 5. «^net 
. figsificato , ailorcliV difTe • Tì^ss» csmu IBm 

9 ^ L' aèciactior^il' 

^j^Cà a nce ntorza^^ 

' E;^ iHC^ftr anchfe più lvàicerb\4f^orati^ 

»: Jiei 1' ethnorògia Spagnttola , e^Iò^fcriffe >^fr- 

cuorvo\ Om: Ub* Ww . * ' " 

■^ ' .„. eh' a la zizza deritta na ianzata * 
"■- ' 7r4|K^ r addérezzaie ', chili' Atcec«onro • * 
Ecco^. Ftf» • Fare i' ecco dinota deridere ^ com^ 

iraffite- k^ggUndi y come par che V Eco 
..'dgtoctav^I^téndo^le'. parole v^T/or^v c^d; IL 

u MOÌ<4« 

,, S'io dico v^wiD0re^v9oje, che eiepan^? 
•:..,» Che te ae pare, e mbi? Faiel'eccopb, 

»> E 




^ N e ^ 

- o ♦i*l »à,catìtate , ff rtòr ftfct« a ppafto . * 
Eglta 9 ^xji9 ^: ¥éa^ )ire& dallo. SpaghuDfa , ^ 

ufata dal Paiano , ina oggi afiàtro^ (fibrata 
-^^•*>„ m;4iiai;]^ ttt)fiì eoti eèil«< Rtra. 
^gp-nefcioi^lattntfmo. da npi ufato^inndo soir 
'^%tefli*atfi^lbtit^ni^et'clm qt^Icbe àAre. FaT. 
' •-••^^^ Ma^^ rièfcfefJ, tf/ffata?ihmtpM. chiara- 

^.tAr^]^ ne^l^àt^ conftnie pifte alleammo »< 

-CMle .; ^iM&ifa; tiònie di lettetìt , d percU IVf 
. • 1 l»«tóiatfr ilfHim, Fafànb cantir 
• • „ NK ppèfrtk *: nh^àfcifr,. fl bà n* eminr 
'^ '' ;;. Cadb^'^ ot^pbe ireie^ Maidicfdemtne. 

M£ Matmatènuoe ^ il ^alè. Vtfl*e ^^^. anni. 
|Bfi^4^?^i^/ifSiìfffrr ^ Palila fórenfe . E' rt*> 
•Mbeia ^ éot (hdfe Sp«gi»tot<y, netta ijuat fio- 
, gùA ^DOta. là ftoflo , CL viene, dal^ verbo empa* 
* ' rar'ìi- ì^ihk e^atà ditiota-, eomparire avaiK 
^^HPà! 4»àcitcepecéireb^ fi dia. 

- -'««Étìr'all^ lichlfeifa'di titlifno • « ' • ' 

..Gara, d/sf etto . E'voce^ aticfie «I^glT 

Sp^naoli,^ 1 quali dicono.. H/Wii/ ia queilO'' 

fenfo «. 
Eaftece» Ad Ehfrece )f^ voce^ conotta, a bella 

pofla*^*' pefifcheKb* tbUtÉ. latina ad' invicitfu^ 

ff Qt aono scapperò ad énfrece- lavata- 
• %K 9mi^ 'Ifc capa'fetìKaf: To (ffiponc . * 

Modéeté^i, erftpm^rhtPf^'ùUiiWY y/ anchire •* 



up EST 

^ Cli' a P fntEagne de pkcpse virf^fm, 
n £h' augano s? afpetta^, eche ^tSSm^^^ 

Er^a , «/j9 , guardia , o fia impi^^gfntfm Ai^ 

. spada. ^ T " : *-:=i ' 



iecva (Hcefi /ji yoniis^r per difpiefzv^^ 



Efca , V. civo , ciha , j9Pf4S9«0 ^. ^ mà^a a^ 
cmstbih . Fa irefca^j^rm^ ceite^^;/4 
cqsì dal gioca puerile Iella tiott^ok i i 
tcn, in cui il vuidtòté d5 x:ol- feib; \_.„ 

^ trottola filli' alt» dei perditore- r ^'^ c^^ 
,Ìce bene^ né & &Itat:.d^^inilcah^^<Iàf -fi^ 
€2^^ mi far tf esca» ^ '- };. -^ ^^ 

Fai; ^ Uno & aflUe teoftoiivlej»^ 
j, IVIa U' antro ad cigne rscnorpo^ ficeO^i^ 

Eftreca, jj>/^4.' — ^ r, ' 

Eftrece « animai noto , ma £q(.. noi' lara : ' ei* 
eriajJ *y,ùaà». isaa ^nn r^treci » ?ai rmftèitfs«; 
estatica y iifcita q|i£^. fiot di Jr get aO^g^ ^ 

" maraviglia ec. ^ 



F 



Acceftotste^éirimprtto r v. ocoatl;^ 
acortà « e Scortate , facàità y^ ifatorim , /dli6 
Tf y diritto. 

aglio de fòglio. S'carsù di fktta,. H^KtlSMr 
metaforica pré& da* giuochi i^. onoba ^ ac? 
^naii fi di(;^ /4r^/iir# il tagliar col tdooft^. t 




1 FA I ut 

,^J^B CMinr con trionfc maggiore. 

j^ S^yene ìbìo\ le refix>fe la Scigna , 
' 'Ito 4 cornine ikie , tSi &^Ko de faglio . ^ 
nSeìja'^ fa^ilh » sUnttlla , dicéfi pifr d' «a 
vqm vivace , od jirdtto ^ e talora, tnninator di 

'f^56fi2SiL spila ^ir t retai e i>ef metafora ^ir9/fra 

^ A "ì^aniiaro juaDjuette Ilo latino , 
T .^^ E'*n fenti la fejcnza fé ìaflìfje. ♦ 

" caso y^^éuaf^, di creta j dicefi tal-^ra di ^n 

o^in4>t0glioiie, che,àccommoda le cofe a 

talento fecondo i tempi , • At clrcodan- 

', ^al fiotto comune • fatta i a Regnata > 

tè 'ia maiieca àA3h 'Ic^iace • lalor va! 

'"^ ' ' T^V ,v. Roagnaro . 

vòce-Francèféi ndla qual lingua f*/i/« 

'éi^iriàc^ EaioMmilà di analnnqae alronion- 

tt^v.A Mbi ^ reftita per ainotar (ol tanto la 

^f^smSt3C d^el Monte, ch'i ttà Cafiellamma- 

- vcf ,'e Vko,«dove fi raccoglie, e fi & confer- 

,j^ A tutnLla neve dellinata all' ufo di t^a- 

poti y e de' fuoi contond .# Tir/x. cant^ 'Fi, 

„ Nfeve janca a.^Sho maje fcioccàje , 
• ,, Cmsì comni' ha la veftà la cannaz/a . 
' E vvi un altro hiogo dèi hoflro Regno di Napoli, 
che porta Jo fteiGó ,home di F/7/ro nella Dio* 
•«cfi df TTi-fi/i in l*tólia j e parimente i fùJU 
V3^^ U*lun còlle. Iljui non vogliam trafcu- 
xare'tfi tramandare 3;^ podéri , che queflo vii- 
Jj^gió , ed un altro ivi vicino chiamata Cet- 
Ir y fono Aie Gdlonle di' Francefi fen/a eh» fi 
'.fappia , come m fieno capitati . il più veri» 

simi- 



H* F^ % % • 

fimile ^ 9 cVi fisi^ glt ^va;^ ^VM-mmiffi 
Francefi dis&tte dal Graa C|pit|ì|6 -alla Orr/- 

gnola , >e ioift aiiohe ^l ^ar.i^Um y ì quàS 

cambio , . futonp manaau a àjmpfare ih i|a$« 

ila pam^Uon-ct^reaa «della .Paglia • .1 Fran- 

,^^ cefi , che fecero tutte le guerre', ci tentativi 

^^v4K cop4i;ttfte «del JK>ftro &egufi Tipopre m4^nìs 

imìs , parvi j tonsiiiisj^ G upocdatono di rì- 



ammts 



fcattarli \ omàA iquella g^me rj^'ilo ìà ^ e fin:« 
mb la fila feoe^ £^ iiicre«|tl^iie i' att^comiCD- 
to, che confepvano al 1oc»r >UngQagglo • i »• 
dri hanno ciua di iar che ji loro -bamb«u V 
apprendano prima d'imparare il volgar Po- 
gliefe 9 e qy^ fi direbbe , ch<i jp^^op anoo- 
V ra a ritornar :pdl*4aiiai patria. II Fiianpefe , 
che parlano , \ «na ^Ql^e ^ Provctn^zaii?'^ nn 
nonìarpta vd'^flf»' cornato / tzv^lM^ 'V^^^ 

. • lo , che come abbiim d^to ^- Hanno ad amas- 
io 9 e conièrvarlo . * / . . 

Falluto 9 Wf^ofipo , ^tcefi de' ridotti in .0u(èria ^ 
« d&' meccatami , che firn ponto al Jor 2». 

. lgozto« 

,Famme , faim i ^Pp^hM • 

Famma , /Ì7>»// , Aird» nantété 

Faocejare , /*#/^/^f ^ dìcefi por di ch^^fatmAna 

4;olle gsjpb» torte > «e di qualchedwo ia QM|» 

ca , cne tiiba' a man franca « . v 

' Faozo , e favozo , fah^ ■.] -* 

Farcone, falcone^ uccello noto di Tapina , « 

che s* impara per la caccia ; detto d' un nom 

rapace : vuocchìo de farcone dice^fi di chi ab* 

' bia un occhio grande , e auafi parlante . 

Farconio; celebre. mufico 4iqnro .i)^itta^ind%e^ 

•' .,','•. paf. 






F A T 

pftflati fecoli, fégoalatoii ipr^almetite nel caihi 

lo di Baflb » onde I^afaco : 

> -,,i £ co sa voce de Tarcoaio diflfe-* T 

Lo fleflo Poeta altmve ula tal vóce per il 

ivenfeD S^avonio : ; 

. ,^ Smra Faicimia ^^ «e aecotnpagtiare voje ec. 

Tarrajooio t ;feirta ^ mantdlo talare , e di am- 

K*o giro ) di verfo;perciò.^' capriola > coopti 
y tabarri ec. da .^^^f , falimm , ed w^« 
od fl»'^ 9 jolidus j ^otus.j iinteger • 
Fareoata , forta di vivandi popolare compofta di 
Juin%:9 aerila , ed olio > « talora con quak 
^e jdtro iogiédiente , xome jtaffi ^ ipandoìv 

:f atfoglia , balki^itpie , da «rv?*w« > /r^w/ , 

afùstuTM yW^ìk^ qma qmis df^itur ; da 
I chi di tal net? arte & ufo > iWeflb inca- 
' glia i mancaiid<%r i tennkii , xfae la fola fin- 
Gerita .pronti r&oioumftia , e gli. afibtti dalla 
verità ^ommoffi^ 
JFaciaola , JaJo, j 3Faf. 

^ La carne a £caiie« e IP oflàmma ch'avanza. 
„ 'N iàrim^e ia 'Wglio tnamià 'a Fianaa. 
^amefia , e ^rennefia , frefées$a^ 
Fafano > faggi ì^q ,. beiti (lino ^e tieto uccello • 
:f afillo $ faggi mtq ^ rvàl anéhe corno . Sdn^^ 
.. ipOQtate li fafttle:, vai ^tmo spumate le cor* 
iKtf« detto xosl digli aqimaii^ come per alle* 
goria dfgli ^uominl , le dicni mogli non fi con- 
ducon molto plausibilmente % In gergo vale 
Ma iola^ doi wm ti awaiere di cojnpagni . 
Fattappane , voce compolla da fauo a pome v. 

cafaeiello .' 
.FaJCtbciello^ diminmivò di fatto , vai ap^he ra- 
• J^.^^9 m^u^/xf ec. Fat ' * 

. „ Ma 



t44 F A V ^ 

„ . ^^ • . . Ma voel'io^ 
,, Dtceie mo ìo ^ttecUiIo mio » 
Fatone , inan augurio , t^af. Fatóci» mia ymS0 

bnte , e^ auguriti ^t ftiicità « 
Fatto, maturo j FaC .;ii» 

„ E f& dora li fratte atemamente , . 
^ E Io fatto a l' actervo tenetnente ;.' . 
.FiKtocchiara , strega , incantatrJew , \magjf , 
quindi Fattoccbiaria; , itregonerta^ amm^tis^ 
mento • 
Fattore , ^astaUt , ageUne • 
Fafttdeiafir , id gergpo i £/rr/ • » 

Faiida . FaUa\ òmaoi^ato A>vfap^pofto agli abi^ 
ti • Lo bufarono an^ i Romani , come appa- 
• re iall' afte ^oetic^i Orazio . 

PuTpureus lafe^ijui spUndem,^ tMUs & a^et 
Adsuitur pannus .' • . . 
Iti fatti fi vedono in 'molti «fabigiiaoicnti . di 
donne delie Pittuit Ercolanefi quelli .'£itli9i« 
là • ♦ ' . 

Fandejante . Scialoso , pomposo , ricco , pr«& P 
adinfione dagli abiti , che fi adoniaoo di ial« 
'de j per' reiSerfi piii^iftofi ^ e ricebi • . F/e/. 
son. IO. ; 

,^ Cheflb te & no pazzo faodojante « * 
'Fave frante, fotta di piatto , o fia vivanda di 
magro \ dicefi in fenfo di corpo fconqnafliitOi 
difolFato , sbàttuto , e contufo , come fon le 
fave frante, che per frangerfi paiTar debbono 
per fotto la mola di qualcbe molinello , cbe 
n tten appofta per tal ufo • Virg. ^anu IT. 

ij E tanta guaje^ che nuje patute avlmoio» 
9, Che fimmo fatte comm^a fskvi frizuael 

■/ %\ 4 « Fa- 



F E D 14^ 

WàyfoWve , firufff^t^u , mentire scinzandg , 

raccontar novellette . 

ftcazo. E' frit^ Io fecato , modo proveibialt, 

• cKe indicai ««» eìsetvi piU rimedio , ^jj«» 

' tutte finito 'y e viene la metafora xUU' efler il 

itiggere V ultima cofa , che b il cuoco pri- 

ma di mdocbie in tavola , ficchi dopo qiiefla 

non vi ì pili altro da fiure . Cort» R04» Att, 

)y • • • • « Oh maro menef 
^, Eopo fotto Io &cato • • « * 
Kf Cca^Hii t chiodo di le^no^ V. cavicchio» 
Fecóctello , ^rro affatto immaturo , ;7^ 4ii^or rr/^* 
^/«f , divetfo pei^ib anche dallo mp^tone ^ 
da la fico , da lo moscione &c» . . . 

Fede de mmerda* Uomo di falsa fede ^ tr/tdi* 
ten • Si trasferi&oa poi qaefte parole a di- 
notare imo Àti Ietto, o ila pugnale ^ ifitnmen* 
t» tra4itQre anch' eiTo ; giacche fi cava fiioii 
ali* Unproyifo da chi^ Io tenea nafcofto \ e peN 
cib dalle noftre leggi veniva con più (èveri- 
tà tHini^ citi lo portava^ che non folea pu- 
mru chi ne avea poi fiittò ufo . Ora la .Ca- 
vUsExa^ del governo ha rìpacsto alla fconcez- 
^a di quella legislazione,, che* puniva più la 
potecuea , .che T atto « Qrru Hi* IIL 

^ È Grammegnooe lefio,4:omin'aIÌiai«iif 
^ Co ho ièdè de mmerida tomalchino 
' ,, Rafe la capo a Timo, e a l'auto atno« 

„ Che fempe haie da porta dinto la (acor 

^ P Io (ede de mmeraa , o U terzetta • * 

Fe}acco , e €accò , debole , stanco^* 

Fellare, far in fette y da t«^^« ^ locus petrico* 

DÌ9uNap,t.U G , ^'^h 



,sMi ipv$ii^ di%ni2la Isffirono i ^leftidi cB 

ci VdLp • . * • 

Fella, Z^^'»» 

Fcl*K fottile, b fteffo ehe tammiilitt^ -sm .il* 

schio^ st mai , sbaglisi quél che si spa'faimm 

d9 y p pure esser, grapemente aynmmtat^ , e4 

in pers^U di fnorire • • ^ . 

jFclà ^ lo ifottile, starjn^un^jttettm jref^ld ^ 

star in /flovertj, 
Felatiello • Fare f^latMl» ràk mettere fama • 

Pigliare a fleiatlelk , o de fetatielte , .vale 6b^ 

dilpcttiicci . Fas4 

„ Ca nullo le poma fii frlatiello» 

jCojr^. Mfcc JPass. cane, m. st* 
- ,9 E ,<2Uatto vote mppe a Io cellevadio' 

•• „ D6(6rele paiira,>,e-lclatiello. • ' 
Fflatorio^Xnogo^oye^ con nota inacdi&ia Ji 

a\rvolgeil Cip, fsUj, Jana.ec. e di ccmtmiio 

mmore. Metaforìcasnente vai timore ^ paura ; 

onde avi lo felàtorió 'n cuorpo , vale star con 
. batticuore , temer forte . Virg* .Cam, IL 

9, «E de x:hblle le fnifcio 9 e sbattetorfo 

^y, Metteano 'ncaprpo a linie Jofelato^o.* 

FeliettQ , ^/f/r# , spimi dorsale ^ rm,deIl^liC. 

iiMMTQccone delV carne poi($i?a IpeK^Ioiente 

arroflo ;• 

Fdofofo , e felo.ibco , jfilosvfoy. hi pU_ /elolbclie , 

e feluofofe, 
Femmèna de intnino , Donna, hentntesa dei m^- 
, ^o </^ viyéfe-in società\ e della politica djd 

mondo : vai ,anc{|re putt/ma . 
Femmenaririo , seguace dei bel jesso • 
Feimnenejare ^ seguir danne « 



R IS R^ iM, 

F^IidSf • Danari. Qrjiàbtmo , c}ie . & coRotto 

^ Feliffusse^ perciò ficcomc le monete tai^ 

tore da' ìl« di oone QatU i\ chiamarono .6^. 

colini , e Catiini , così le. battot^ da' Re F#- 

Mtfi di Spagna i|*, «/. , ell^. ^ che per 

qaafi c^to anni d governarono , fi fon de- 

Bominate FelippMSj e quindi Feìtts^e^o Fel^ 

lasse • Tif/x» vanié I^. j^, 57, 

. ^ piflè^i xV A^onte io a(vea buono abboccati^ ; 

n. Co gran leloiTe. a. darek velino * ^ 
Forfè da ♦'^«„^i»a^ tipn v^elftndo cofa piìi 
,giftta al. Mondo ; ed i npìo il fqotco , ^he 
Numm^ jHbi io^mitur , Tullias ipse tacH , 
▼* F. M. f . 
Feoalf 9. ji«^< f f/tna/e ^ t testm talva , Faf* 
,, Paro Tafiroata, e ppuco vace Vi teria» 
,, l^oi^EÌ cogliuto 7ti mie20 lo fenale . 
Ff noi^nne , ^nmr^i , ^ grandissimi huchi . 
Fenuccbio y finocchio , ed in equivoco « p fchef« 

^o/4f <//? Ttuila^ come 4naH€o 4fo jfenucciiQ. , 
per dir 9p#>^9jré • Qiuadi n^nocchiar^ , bHrÌa*\ 
te , ing0mnar^,^ 

Fenvto , j!i9>t0 « 

Fera , xtuieh ^ mercato 5 Faf. Potte ghì pp* 
ogne nfera de lo mfiimo . Dttto d^ un falva* 
to per vsmsifii^o , 41 quale per antichiiiima cò- 
ftumatra^ fol«y? andar con qiiadretto appefo 
^la cintola per <^ì ^ove qneiluando , e 
}>ilbblicandQ » fue avventure ^ cop3« fi leggf 
in Fedro de^ compagni di Sioioni^ • 

Fcreela . Itffala ftrcola i parc^^' ingiufia 9 {he 
«fati nello fleffofenfo , che il Forca de* To^ 
fcani • O^iginariaHiente viene dal Latino F^r- 
:gHÌum y quafi voleffe dire un cattivo piatto , 

G Jt *»^ 



^4» # E S' 

ikM cà^0 ^.0 B T^s» jcoftt, ^ if/. 6^. i 
# 6fi. 
,9, V MCa liA no fibros e I^{c<iuaaatliittii» 
„ hetgt la malft fisrcofo • * 
l^emmenta , «g«r johh Ji firrt ,, Mttuvss^ ég 
fdhgnsmi^ armi t J^^W -di tueifm fc. Fat 
^ Jat« a dorali oo poca, e |>po dlelHte 
n te iSffMfy e cqaanta 1ax9mM$> avkt • 
Fertatmtna .Specie di. ^/^ in hm f cht fi 
;6bbricava in Tntimdima Qnà fendala' nella 
Bssilicats dal Re VttfMmt di Aragona .'Og- 
. ji ^{te manifattme Jbno 4ifBi<ft> H *Mé 
nome ne .refla ; e pare, di» ddd OMie delie 
llofl^ di qwAa Otta tifi k fiia edniologia«ta 
iKxre firrajuoU i tfoaA firfattdi0liu .• -GiWw 
J^Vc. Pif/i. r^^. .Jf» «r* a^ 
9 De fern^nnkui ciaHa la cannetta 
^ 'l'Onga j e ^dUanimij ^ c«^ma le 
„ «cefi» • ^ 
i»e(ineHa, vafo da eonlmar^Miiiaaeeto^oiii^ 

e fimiK » V. ^sceniotToIp • 
feflinella detto fa dertSoae a dit te tlM écdA 
{Hcctoli , e ciancioTetti ì donde 4S dravi ^ 
Toce I che fente baflaateoMB^ di^l' afeea» ^ 
chiaro fi rarvifa • 
^Kefta , jn fenfe di feonfitca (Me FaTaao ; 
^, E ca l'Àg^Ufio €0 n^afemetone 
^ Nne 6ceya 4a ièfta de ib gstne • 
Commannà Je fièfte , ^Jépufizzétre , i^jujiv • 
Fefteggiart , ^oUn^ùzzar ^hsUAs dì f^jmfgt^ 

90 illustre 'i fétr fesft90\ fdr P ^m^re^ 
Petecchia • Scoppi^pto y co4po deixrie di polvoit 
da Iparare, che facda j>lccolo tnm^ • ¥mS$ 
deriva da fenfp {^U aaiic^ di QHtfta Mce , 



F f 1 f 4P 

clie figeifkh per» nom pmmfètè ^ mi fìtmtt • 

,, A lo fpaiare b» fiittd n» feteccki»,. 

jy' E picchi chdTe fitmur gran fteecchie , 
„ Pro?idete de acienso, e àTàxstt addare. ^ 
Fcdrr , fhtzz^épe y Faf. per dkbit^e^.wA : 

^ Ma mmr om tele affi , ette no^ le bàM 
„ Lo &n^ Gfieco fai^ varv» dt flioppa ? 
ht gwoiofo equivoco'. E (Ik qvanto le fttfe; tr 
fio Franzefe , óeè ^«mi^m W 4fnnr mHutr^ ». # 

Ficcare ,. e nficcaiv , MMiMiHi.An'/«r#V t fatnc^ 
io fu de*noflri T«*cri l^jlttbifl Hcca pei i IM 
riglrlv T^ 

Vico. Aftero noeio; Nottfi^ ette nel l<^apoI(^ 
vùM fi dtdfna ntfcoiino V $ShM \ e 4^ 1 
Ibnmiiuiia il fitMO; ina fi dior nel fihgòlo- 
xe Ai jEce» e non gi^ A^jt^if ; nel j^iiiale^ 
le lidie, e ]Mr eottHitiemtnte tkmeitfCoV 
In flsft caAfnza d#l Sng^liat i* ni a qoèlb 
l^ttofii fi ciN^iimige nrmai^ allnfibne di ofco* 
siti • ir dte flimiaoio «rvenif» al Signori' 
Toibaiìt^, aflmclii^ nlm fi* fcmdUizzinO' nei" 
feuilfcl prafit8nia#e fiefta voce- , come noi' 
per fpnflbia A* letriMztone eeAiwno di ftftn. 
ddenaict , iqnatido' efi cmaniaiio feumns 
docebè" noi oidaind pmi^ték ; Hanc vmiam 
fftiwmsfur dérmmsméè ^cissim • F^re na fico* 
*% ftoc» , bttrlarfi £ qwdcliednno • l 

$9r di fini mfém •' 
SSfllin, e %Ko cUaifìiter m còl^dbiiza , r 
Iqipo^iii aifetto tntt sMnoci di ed alla* no- 



"l 



t l % 

ra. Vario ^ Pub, e frafcwo di "^uefte fo- 
ci . Fafatio ad efprttner l' ano SUtuìo , ebl.ca 
nella tenda del Buglione » canta : < ,^ 
n A fio ftare accofsì y comme nce foth 
„ Nata la figlia&mnwna a la cala * 
Figliare « f^rforife^ sgravétvjtf Faf. 

» Ifla» che lo fidiate prieìtoU mamma; 
» Cio^ cbe non ebbe flemma». 
Figlittlejace > f0rgoUggÌ4f9^ , A' fig^* ^ ^^^^ 
. fMSsaèa ^ isset giovami atfcara ^ vivere smcvr 

ds rMg0ss!cfi% od étffktt^h' 
rllafioccolc , e filaj[^pcche , cAiaccAigro ÌMtiiih\ 

fitt^Uu^j Itmff y^corÌ€ •. 
Filecc^ r M^cf < qW8#,- 
Felietta,j;/#r^HI<^^'^ ^salt », deCcatiflb»^ 

boccone della carne porcite ijp^ualmente ac-^ 

Filo . Si . JMxnde in ienfo ^foiér^^ ^ opiv^ 
le zfiUiofio C Vipdi M«fi^ paróla. \ Óm^ 
iii.k 
,, Iflb Ila Dea |^t & T avestvfqpatrata ^ 
^ CIi'.& n^ anm moTcia » e nottle pir& filo. 
Quindi filarefellar > en^ ière filone » 4tiMMaoo^ 
fiéggire- per Jomm^'f^mr^» Orni JiA* Vi • 
I,, Dà de mano. a le bruite;. e £l filone.*- 
FitomMnte » jvtim <// #^Aar fievpte ,. ondo teddat« 
. to a ffilonnctiie y, vai « nioftfw ^ od 4^ fQcmc9^ 
4n , Fafi ■ r 

n. Ma U moce anetnceé » ffitonnent» 
,^ Vede y fi ttanta faianeie fcarpefiue « 
Fioza , e fivoza , ì(/m^«^ 

J^4rc /^ fiimt ù dioe delf» ttotiobi, $t^ 
lorchi ^ viana a ceflar.dl girate^ peiehè* ia 
fiitti in qnel teoipo' elfi di &r t gran cee- 
ciu^ei^teaUrifidbliios» da paTt- 

meo* 






F O € ^ /tyt 

inclito y4im% i&ol &r« u» (ricuoia èneo. Vtdl 
.finttiitiloto, • Si ftiisferìrce a diaocsirs chi ft^ 
In .9gapi4 i -«d i 4ifpeiaica di Vvmé . Ow. 

^ : . - w: J& «li^ W? dintoi iffi^ fedea la ftt* . v^ 

Il S^rt;^ dtt giuòca id£ tatMiotiiei in- fafe £^l«ra- 
^^ifizf iBecIiólibllfA^a itrtd[npÉ> dis nosze • 
Foca , stro7:zamento^ d^'faucfs làr. , itUtcUi diN 
...toogo^^* fr.fa d* ttittf^ckr^hlb^^'a^a: tLfiia. 
no , e f aloni foimM^ahciie neU' oetografia di 
ò , onde. fi difleànciì^/^tffi}^! cosse iackwdhéSy 
, t clodiut^ caudt§\M fmÌ9Ìt:ì&C'^ 
Foce >. imboccatursi di quaJchf^cQia'^ onnO'^ di 
;: ftMina t fmoie |K:^'<ii)or) M. ibct ^ wmm^mmk^ 
.. iif f^nr^a-.à t^um*^ FaL 

„ Ma Io Rrt 'à fentì chefloMnocze^iihibce^ 
- », E'io jaM (c«Bn^tftlele^ilNRcia:»'.' 
)fllQek>lal 9 fictdfil^ y lioto vttqeelletfto' ^ con^ dtro 
nome beccafico i detto di beli» ^ e giafeotta 



gnàso'^ portato psn Jé dmmì\ i* ^* '"^ ^^ 

Foglia . Valè^ talvolta Io flefib^^^ fAef^Uacap* 

.". fkccM \ fjpcéie di^rafue/«riiififli|àihènte guftàto* 

da' Na|x>£ltaiiiiiielie mlàdh»' ;•* Ftr tsxitti la 

.paflbMieVt:he{feriik)l9ftlbr9appìicci^ ebbero 

1 Napoleiam nci^ fetoiiy paffito» , ette ne ac- 

qniftarono il nmir dr mangia^féglm , lUfòltt 

podù delirarono iri^orie deHa foglia -. '0ra 

icflano ecliflate da*'macchéronr ^ Cw^.* JWIrVf. 

^ Piecch^ Napote> iitiio ^^ *e* chf togH# , ' 
^ Noi^ffNa^ccMiKVfi^i)«>n baié%Iià.^ 



15* ^^ © ft 

yf Simulo de carne : e s*^ ib apjpt h t^\ 
jy. Gomme de te ti^Po^iSù ^wh- |^ictaKt# 
¥oìtm9^.fiigfi$ivùf dfctfi pcoprìaiaeiité Ji^^ml 
nioycneva ^§tndo« pcir oeit ^caSec ndlé 
mai^Hak QìMà^ : dktft pM^^ fij^i^;^ 
^mt&à ^ piii^.'pHBei&nmte di unr 'fig^g^if 
iSnrfgiiai. ém Èà& {vfB^éàk^ cil$l P^^oWb 

Feilàca, fidh»y àt«enb> «Mi^; dettd -dt MKb- 
n «fi poco cmeilo, etmfcmta fii £fe^po« 
, 'vUnsoce pce k cotaifa de'd^teMl. 
Folinnta , e. ibKniMÌ» , j^/%»wk - 

JFenoachen^'i^iMm#i//^jtfi3^:Ci£^ éttiMmm^ 

Tonecella ». mrdgtiim^ y aijpètf àv Ir ' fioMelh, 
doV <^ Arjvr pvnk^^ ^if^v «^ pHP^^tifiié^ 

Fqbzo . KTome moimi conotto- A^ -A^mrv ^ 
CAJéfnnfceJFttka h tnddo* direte;», e ys^\cMt 

CM mmi f» jrifiàk fmt^.t . /* ? ^ 

m^fornf^ hfiufkmto^ da nm» Àb-a^rvé* 'per 
tapiéèf^i, tm tm»t^y f ddto. pbr; ForciMame ^ 
ed: in gerrà vdd U éàoffibrar vtfibr*;, ..ì 

f Ofeicito., iandit9 ^ ^tmidn'. 

JForetsu»., vUluntUmìàc- i^m^tni ^kipit^hÈ^fU* 
fkéUem- i ,'> 

lftrgla,/«riW, (fietTt ^kwrddfe ««wfc/., >/. 

Follie .. i> Alir/>\ 9tt6Jo «ftrfii ift:%pl^de.# ma 
^ ìt^930ìAt^m\ fiii^^ dal 

Mfm^m e peicìò pia uTink ^ la^pa^ 

rola 



toh Tfoci y (T ¥rosc& par cRnotxr h fhrki' • 
Tiwk* G9*4^L, som ^éi A Qtces ckefigfrt» 

^i &b tii , tanto aie ffi forj^ finafliraGri* 

^ Che fi'pigliaflTe na tìdibaccaria, ' 

,, Tutta- & fthxfantiìSie' w na fbrcUata • ^ 

Formale. JtqHedhtttBf . Voce intferamente antioi* 
da^'iatlni af noi* ritnaflr. Oli anricht* difléroì* 
formio gli aquedhttf .-ifr^Mi it f$rméth"rKX* 
admqne^ prOfmamente Are l'*acqitf , che vie» 
ne ih' N^fì' per H* dne^ antiedocti' di Cémmi^. 
f9ém0\ t'4Aìk VUU , ed' e onitat a* bete « 
• fi contrappone aU^acqaa di ciflema . Si ^• 
pei trasferim la* yoctformétr a dinotate ii 
^e«ee9.dov**ÌMVacqua batma da beve , «•• 
cofcfò non Mk venata per qurfit due nqiie-, 

. dotti 9 ma feffie dK qudfe ottime , r anmeroCi^ 
fimeati-y. che fono dentto^ la ft^ Ckià^, & 
a si Ketm MMre , & a^S. figaeiayertbaf. 

. il iH» tfttt&' fir regione dt Ciiiaja', e di PaSli^ 

fi , e lemjift fi co n t i a p paoe aUa;* ctAenae •- 

,^DÌDt0 fia griai tiedì votata fmmStr 
^ Cefttaie^ e-porzl lagfiHer^ IkBMaeUe. ^ 
Uffa CMe& eon^Cbnvemia di DbmenloaRi »; 
ebe prima «r de* Cele(Hm , bar coaAevMO il 
- nenoe'di S. Cattriféa'a^Fmm»Uo-rfndàìii 
b i»<&Bflellb delParana, clte per tatf cm- 
dacd , detti , come fi ¥ ve4«ù » fmmàU^ , J^* 
dUbibdicr a* tote caCe^' 9 •' foM»»' ^Mà* 
Cleti'. «^ 
Sarmètoae de fàdMr , iMee n^tm, mo: Mm^ 
ir« Uooglia4r<armeeooè, Arneodi janttc»^ 
r, pee ^ impoitad td imtim t ^m ^ ìm^ 




ZS4 ERA 

foraticela 9 fitmUm ^ detto A 
mtca» 

F^metor» , fint- . 

Foxnuìo sfinito , r^ {compaia da 

Fòrteltezza^ casulliK* 

Fortaia , fortuna ^ sxtrte^^ 

Forzato y CQnd4ntf4fo slU £aleét , ^e9$0 ^ 

Foflà I. Fofla foflà . yoÌM p$r vùUì^ . Prafr te* 
ibtaci iatkraaieau dat F^axìc^C^ fi*» ^fùitr^ 

.' elle nella |>son»QQÌazÌQci9ii.dt queiib Hagpa ^«^ 
lA foes^ 0fiì€4T. Si «fa piaitìcolajnQtQte , 
§tiiecQ , altofchb & fa legge dt oùm fur 
d«ft» ,k i^k cmito COI» nettoi» ^ aia 
co^ dswaro fttUa |»\ri|ia .. Fooff^ 

»• loca le rebbe d^aute foila foSi . *" ^ 
FofceU»^ f Sfella t dicesi d^^on 6af$9lìa vfcciim^ 

. e ^anfvom, « " , 

Vott^xo ^ fodero^ Y M}aginf^ ^ 
Fià^ o ka^yfai^J/9.: -ma % jitofo mpoafllio,. 

. «otne fra Qhia^oyo «^YaTe Jr^r^. Gìac^ ^ 

Serch^ quando fi vQgUa parlare d*^ uà ftateUa 

Erabbatto.. JtHrAo • £^ voce d' rngiuri^ , e 
^he aUMa la (Ufia origuie , ^be la voce ft^* 

« pa$4rr its^Ima ^ e ibrfe- hsL te ftefla efUno^ 
«^ tat FmKtfe /rippon^^Mst d^adr veagaoo» 

. qoefo «iict^ npir'ci arjrifcbrajno a dirlo ^ e 

. ne tacciamo la, fariga agli EtiinoIqgitU It^ìa- 
iii^ e Francesi ^ Tas^ri cant, ÌL /r./io. r 

- ,t E lèceledtt':artje: tq fiabbutto;. * 
Fiacei0> e fracito, a ftacfticciou Ìra4kip - .^ 

&Ba||ata> fregata ^ forta di naviglio «.. 



jiar 



IF.*^ .9SS 

Frajjinafe ^j^u'm ^ri^erf y 4»^ rtAtié • - 
J9lt«Ìok ). fr aróla , « fiaob. , 'fiatta^vnitiiBM 

mmkì^ì '^éO àr^i i ^ )^ i^itf9téi0$u z dkefr dt «iteif na , 
elle per quakiie defiderio , «d aUia. ' di%ii»zia . 
* |ptt«»rift«'|rtfiPliff étì tèà^^^m traduco^ dalle 
g&tfir , distai^piopriaigiMift -fi ificev ^^ 

,,. Stace 'li fmio de mare, ed 4e^beciiui> 

Frateciddejo^, £faUadio>^ fé siCiiskne ^immc^ 
■ néW0\ . ' • ■' v < .t; :■ ■ i 

Fiato-, matmnctr^ih^ r tiwr/^jMv^Wey ehi 
vienr fu con nmMve dallo' ftMMto ,? r* ^niÀ 
«''^•iAP^^fl^ftltti vale%tr^r^, « ftarM^énh 

, %mf$fi^ ■■^jV" ■ e '•"'•-''■ "' -e-/;-. 

* ' 4a^*frgnfiòa-9l^ ^smPkrn y. ^ «n^efà, dt 

tvi non si vede maì la fiue.. •• - ^..3- 

Kavota, e franti;»*, jfifirrd . . . t , i = 

nelle reti a maglia f^Ì&(^)ÌM^d»rìyA M>t7 
maglia. FraiH^èté ^iM^^ ìt tpr!me>' scense 

' iifille <M«t#^d^ péftfr >'éte pteffi^no^ 11 iio> 
ffro Cratere per dlqjof Vite' r<>tì4rii,^ £^fo« 
IKT ab&oiKTantiflìme le'fhMgUe' tf* noi. ,. e 

<|per4tr Cii|»Qm^ dtvtl' f^zeS 4li>otimq[iie^ 
deUcaiiffimo a mangiari! fritta, puiolri^- fieno 






•X* 




y 



fjreiciifiiae • l^ut ch« l*etiu^ 

smrarfnilf tra* nobili » ambi Ottiott, ptiil»^ta& 
. ,,Xli6 mele « IWj^, cli'jffft4m*l9MVj 

et. ò(0na«. tj . . , ,— 

Fteccccare, msiùyersi. Ififgfjm^f^^ 

Fredcrico, n. p. Federica.. 

^SM^9*nmr4.dfila,B^m^ la - . 
MMiioà ,, a fanmnare , f nmm ,* .. 

^«v/f , qoafi che dicMdo noi. «^ift /rwM « 
Ì0iendere9%na^ éke^ , sta. miM tm u Mim 

FfemaMii Faf;- ..V. ^ • - ' ,-r 

^rev»y/ii^r#., t^jgld^j^^n^^^^^,. . . 
Fr<vaix>, MeUimJff. Ha ptgKarovtemfe^kFw»^ 

^V*^*»/''^'^* ****** - : j,^ 

Fiiere^.y»yjg«y^#Ddt iìlìltft. ptinyciiiMl .^ 



fMmi^ émm ali im cèe fftiA qualcfit coAi ^ 
' mi^mm jMmd mitàé: start fri^ù^ vai nar 

w wmu. Ikiììfcp , Itti di ènevt ^ P0c<hfm^ 



i toginoiu £> flato amiehiiBiiìo il pfnficitdl 

,mmm ia|ipòOriia*ibnatfi e qmlciie lo^ 

m^ ^Ifenaa taflbnisiiàare allt aaticke m^ 

dk Omziix . Con» si dife dà' Jtómani fhi' j||^ 

|fas i & è ckttt»^ Al Miik^ft^wH .l^'rg.iMMu 
k ti. 96^ ^ ^ ^ 

f^ E pe%9ict&te co* fi oi^iaMir irimii, 

,, iW nìmrare^ptoxaie firtfole^ « Cmc^. * ^ 

rrittata^ nota iningoiéi, il Ami m^^r co»: 

ponènte <ÌMi, K tiovt :- i^e- fatta la frittata « 

/)A#m' shglitmèi *^ ]M»^ tMrit l^ii#m. NaaiK 

tr ebe teeèi»^ la ^nttatap^ ^cfttt^ ^^énm^f^ 

tmc^ , Or ftaMr . Z> Nmci . Vedi f^m^giav 

^^^}^Xf*tài^^^^ r Jbttgp^ di tessimi 
dk fiiktf %S^c*, 

S9C00^ dlceft d?iiti7di|co eod per dileràio-, 4a 
Irt, fortarrf mmUo «fe ^ Mrtmzaarfi in nS 
IjMia per n canto, e^pcr awila^pa» m$a>^. 
ndr^uno» ' , . 

yiett«> jfliiM.) m^kkmdinrr •oda *^fint4, ta^ 
gfj^^mm • FaH. 

•^ »»^^.^y aifoiwiira 4eitec9i^menle • . * 



\ 



ki^rperte«2« tmtta. «|l ^fMti ciaMBmMr'*ietP' 
atto flefla, che Coavianè , e* cantano ii che: 
é^Ccsk. Qiieft» mnfics: oMftìa f> e liiicMdamr «L. 
fommo.. Viene dall'" Italiano flotta* y chowii 
. nota afiimttto' mmm fowjfMdir dhgm^imtiàtiìL 
iCÌMCc. canti lU. Iti tq-^ ' • -' *^ 

,, Che io ffeotìt, ehe banar pò la ibaar^ 
„ £ OUte L' accadenunfe t. e pooMilOy^ 
,^. A^cIh fto^eanta^sriAè naut ièntntOt > 
,: ^ FSfusnrdaiio nortrivolótiralteur» ^-^ ' 
OggT n|ìi leoBMoenÉenlr cbrattunsk FrémAl • 
Frufcla'.auvolo , dictam per thterjezione , è^ tef 
pigl/0i 4»si^ m fggt itota di mm MUspitmerr*. 

..^ifr*,, eiHm i^ mMién de' Liatim •« 

Frofciarr , t) fiòidatt^. Affarmi '«/^^ ;?*«••/ V' '<^'/^* 

..#M^# ^<tl|gfà,\f0naiiwifr IFienfo- naturate *<g 

. qilKfia Itarola^ > ^ofliriii»i«rr \iriti|n^ .-ET 

vifibile V ctiflìologta ^eAt dalla pafola. :PiOii* 

Ct6r/rè//tfrrvche. dinota lo (Mkìv St tiasMi- 

Ite. a? dìttotzr^ spenJhfé>^iri9ìriidihfsj0fè; ftm^ 

vale dar noja^ rwnper- qu9r sirirnv^ y ondo* 
.: dVMfr purei JSfii>'9iiifar «tór M^ftmtiìt^ h ci-^^f^ 
■ LomtiMO deferivMdO t/>«ontftl(Hf- ^'' BÉOf *a£i 

. tf4»*- iLjt^itpt' " ^ - . • . '■ ' w '•* **n 

,r •-•-•• •T*aniq?atiirofl** offe ,^ ""' '^ 
- ',»Si^(w«'taomr'« Metallo 'OMÒooA 
,}. Sta ccS^ , diOe Io Ri; ,. ve la iiliinnMiy 
,. Ca te'CòUeato^'fdheftà tina2ikè'< ^ 



Doi 



«». &«fipiM9 ) ^» oii^e pa nuuìUU a ilratdare/ 
Val zntìte^cofieiiare ^ y» FaC ^. VI. ott. jp- 

Fnifcio ,, jfei9#. f f Quel rumor > che ia Pacqoa 
in correndo ^ diqeu di obi :ba l' ufcite di cQt^ 
Oc fia la cap^jooja , 9 (leUa. Tcolo delle 
^oaaSf'PtcefT^ pur,taJo^ per influsso^ , che 
nfrtus^ ancor dlcesi ,. 

Fqpsto,. vacante. 4' J^nirp ^ cpjfie il fàmbuco y 
ta^ caniur ^ iE ravanello quando fpiga^ il finoc* 
diio ecv V. froIFa ^ 

FamjBecase , .e fiunmcckejarc^ , fumigar r^ -fnina* 
jr^, dictama fiimmeca la cemmenera per glt 

' ialte il eapQr^ sta,, adir é^Qt ^ fh/i^di tù^ 
ffr&ia - . , » 

Fnmmaf fi^o^^ aftjtrrgja da» 

FaiQaiare*9 esse»: risentito ^ sdegnarsi. ^ ¥sS*- 
^ Ma: Uy RfS t^ccfae i&pea comme futnmaira^ 

Fonnamiénto-t er fonnamiènto - 1/ sedere- j ma* 
iwt;^ coperta, di nominarvi qiiefta; parte imnio* 
deiì^ ild^ carpa uiparur^ coinè fo^ fotida^ 
mexìXo di clu ila fedutp . La jufano fopratiit^ 
ter le noflie Monache! pet madeiUa. • Qm». 

liby Vi , 

'^ ^tx fédfa mo conTifte a doje fcoteilr < 
«^ Pie nce pod U D«f lo» (unnamfemo • ^ 

FiUBieco, ftmdacn^^ e casa matta, y hx^./oraÌ3t 
propria della^ plebe » e deile^ ^agfi^es .ondr 

-Fonnoi, fondò y,pro^ondi^à:t òmma de* funiMi ^ 

- /«can UFuio j raC . n 

„ Jarrimma- nujé dà ccS. ddòve precur^r 
„ Peglià^ configlio da li cchiìi de funno ipj 
^ Lo Krh , ch^aporifo faa troppo de paura ^ . 

Foncip , funga ^ in id. fange , e funghe ; if 
dkiam come t lettini d' ii^ aomo stufidgiy d* 



t*r F fr O* ^ * 

Fuoco 9 oott tftoitiito : ftrlà de fSbeo^ ^ «iri|^ 

,, Mò la &ft conmuco mo délboco. 
FLfiiKOy rdkfifrt'mstpra. PaH ' 
I, ilfti ccik ye fiicda fiioco • •.• • 
„ E mmale pp*tfl& afciade^ un'acqua a jir 

I, InocOi 
„ A^cqoa cbe fl&tfpe tè ftcette Iboco* * 
Dà"^ fiioco , thoivnti''^ td*iiKomimiar aféMs^ 
fr^ #/ir* Or. 
ir ln)ppoiro , poe(r(pera , a nfli^ 
IH fooco (Unto all^acqna , #//#r raira spiri» ^ 
* #^ mitivissìfno mW oferar$ • 
Fooriact « cht fi pronnncta ancliefiMifioe. fWk 
i/Ve • Fi fiioricce fborfece \ modo movcàttf 
leper c%riintte P oflina^done a' jrMer |irtÌU 
'te', e muovere 1^ labbra-, come ff apiooay e 
ferrano le ftrKtcl, enon'volef nfiue b pm^ 
dénza di tacere . (^efla enfàtica- aftonbae 
ff accompania'coP£efto déilé-dae.dfer della' 
mano^ P indice , ed tf medio ^ che fi itoiMOii 
' Wre > e fin: onel giaoco , che fiumo le ^l»-' 
afte della forbice . Si narra , che vor matho- 
tednitò d'una mogKe'dftttbrefll, ie di ateim* 
loquacità, la kgb alla funrdi un posBzo, % 
la calii^ m efla-, minàecianddà * d" a(&gàrik% 
f^ noh rtfinava. Calatala ptan'piàtduo» fieH 
' (i^ volta darir tempo di ^rav vedere ^ ma coler 
£egQtva ad andar dicendo: vàglio jétq^w^fà 
fMrfk4 fitórfhi . Finalmente iii tuifM^MU* 
acqua, ed allóra noti potendé pilf aprir la boeca^ 
alao la mano , e coUedha lice ofttoaaunc»* 
' te il fopfaddetto gettò, che imita^ tl« taghr 
detta foibicr'. Il marito viflo effer imnmtali* 
k II naturale^ fi; lakiò- vincere > la tifìD , e* 



ft la' teline in iamar psuar , vl^éiid» faa^ 

' tni ft £ IWm^, W- /rv/i#/ fit psritntié ^utd» 

fuid corrigerc iit nefas • T^ix/ r«iif. IX 

„ Corsi ne )uro » € nmno cke lìtfiafg|te » 

99 Porzl faorfect &oritcc £àmggio. * 
#lKlfze , forie . ^ ' 

Kiigalo; a rrqpto*;/a/jof^,,€ Jbfh A l&ioct 
* arat&claié taa^zantty f af. 

\, Cesaci Je iblk cadeoo la (tate 
9, IDair aiti07 comme furecde aHoianMlt* 
Fumo > /or^ip, la natura delle l>)fiiie : \ noto t 
'' anzi troppo famofo il Capitolo di M. Gtor: 
. deU»'Ca(^ tmitoiat»(fi firnùy 
Forvia^ Forveia^ a Follo ,• ii«ó. TmMo* 
FaHo • Socte grande dà vino • È' oarola fefb* 
. taci da'praQcefi ,* cb^ dicono f^stdìlh ono 
. bottoni (ebbene |iel primànaiait , fi alida la u 
Gaf. Ded. d*Om. v, 6, 

^y Da qt»nt'i»a, ch'efce fieda da flo: fitte 

Sto. (nfiò . Si dice da taluno di k medefimo , 

.. ed ^ maakca.di nocninarfi ooa «ma fpecie dP 

. ijnifirf& di prefoazbaé • Cìttcc. C4m* ÙL^. 6. 

. V^.Non dobbeti, vleqe & trodb ilio fiiflo. 
. . lotendefi: dmique per una gru» €$fpcfM$m0^ 

Fafo , ncMor JQmsneiitQ donnefco y va <énfo ofee* 
no ì P htrumemo vtriJtr it gmifale , aje 
ahifio lo^fiifo^ hac urto una prova» Fufa nel 
pi. c^. fiiia Aorte ^ vai t^rna , ¥9L 
A . jf, Tnu% ca ma^ caduto tàmì^ k % penflcfO 
^, De a naoiaritemo fare fiiTà flartìr » 
>$rii|[|* 'Pr(f«0i^r.lSt(Hce jroprkmenxe da^fi^: 
onde fi vMe ^r I'.«miiologia dal bdno /•• 
i;rv i 0»ff /i^. W» • , . ' 

I I» Fate 



lèi 6 A-% 

.^ ^ lì» /cwito ) €a ^4 miioi:tejr#.«ccbianato ^ 
Futuro , voce antiquata ^ oggi taf pò ^ r*.siafiuD.> 

nota carcere . * AocfcUo: a* gj^olà^ .1liaL.r/' 

j/re/f^ ^ icàe |fo« « /,, tt^éA ^.fA se fé far 

pe4er ària, eh per^ /« pa^mm ' :: . vai anchr 
^ im carc^é^]^ ^ .. / 

Cal>iio% Owh i^fc •. » ^. . .; 

,, E Tedacrà «U ^ buona pr galano-^ . 
,$. E i^i è- tmono^ pe^ fa là £MgBtnaa».i^ 
Osùkì^^ifmp^iUafà'i^farjdatapoi^ de uo dd' 

&c il Gallo* fta^^ fe cpdlioe v onde 9 mOt»' 
.t jpro^* «08 pomuiiM dna falle \m» uà; flb *• 

FaC 
.^ . yy Msca^ ia gaHe&ava egor g^dHaa ^ 

^ ,^£ .mmoi fo ddme.dintio na gaiteoaso^ 
Calitf^y gHiD ^ e glierr» gtira^JooÈa WMxasJmto^ 

o^^là.<pe«àe.di'te^ Ìèlft^{aw>V fcmp(tfpebfi» 

. ion^rlonw» Obnnr ccimoie a no^ gfiisp , vat 

, . «fi» si^ sveglia a-^^uaUftfj» ftmtìfi» ^ é^nm 

flacìdoì^nsè v> DicefE! che ttil ^ atdmataecio Anv 

naiiei: oac/l deU^amio» ed altri tanti ne wg^ 

gbr^ contri jlèrpentr»- 
;fiik>pQà\ e caloppà , dicefi d' ooa fjpezia dlcor* 

fa de^ iSafvalliv e per trasiato dagli uooiiiii:^ da 

fa^fem- 4trgerer^ 
Gaaaktiety gamèa y e b Msa tatiM deH* alfidi»' 
to gisedoi.. Se fctttfOHimwnaj» » k gg»|«ia r 

vai /«i^} » . V ■ . ..... 



«n 



G A T i^ 

Cammaio « noto ammal di finn» ti. pur che di 
mare , da tuft»^ % • K$fift^pbt : e poicctò d' un 
oolor «gli i ibrtf aa/^. na^l «oflb , fi ne* 
ro > percfaè noir pur dalP Eb^ trnnarim^ tata* 
ti , ^ro^ etm detti 1 rSaoodró d? liide ftermi- 
nati dal He Glofia y detti pace peieiòi ^<A«Kir« 
topfl/ nelle Ifcrizioni ,, ec aioeft ancata d'> «A 

Xiamini ilo , V ^i»mf/o • 

Gangàle^ </f;9r« molafa^t'mMStellwry ▼•. gaof- 

fole * ^ 
Gaibbzare > tmdar a gimo y piacer*^ 
Carezzare., gmp^ggi^u^ y.,ifenÌT acomfitimut^ 

,^ Piglia^ e RraimQnaaitfiMta Io GargiublMU 
Gargiubbella , schiava ^ dénnm v%wa y Faf. 

„ E pWiaft. % jcagna njft na G^rKtidbelk 
t, * „ Moniiteie de poca n^mte nau.. 
GatU ce£sftr« iorta di giiKicò ,;ciie fi fii celli» 
. t>ef]da aimtf g|t odcfr» éndt ^er krasUto » vai 
^ #//4a c/«r^9 Fat- ^ ; • 

,^ S<^^ joqttfmmo affl^ a gattv cecatapt 

doè ci (&Btt ad ìodovunria t nM alP ofcwo» 

Gatleleiippr • C^mfUmemi^ wmee», isfwmiom 

nf anf9r9tr fèr ù:fi^ fa$tr di nafC9Sto y 

ugni fimi fmnfitameaf^ inditimn ammosi 

tappofù^ E' eomiMoe d** nn^ eTpreffioiie te^ 

. Mca y cbe dinota cofW^ fimt « ed appmto^ 

. ancor <]QeA[> ^ifioa. tna mi ul Inisana voce» 

^ Fni&iahneme le iMmcher < '^ 
',» Co li mttefiir|i^e^» ^ i- 

V. gooitafeMe^v^ iaoo«etle,'.i^aafiUe é0w 
Gatttanùiy Vg^ttiiiBM») « j[ir im am^f^nmt 

U 



lA^. GAY 

„ prìRìn», 

^T ' MSr^ coaeolÙMi per «Bbftvmr aó. 

malt , Afp Ek , ^«i/«^ ^ tcyp6ms,% r-Omf , . 

.A» steeiim é^pmtri , * - * 

CawegUe. Spezie di cAiodi Hìtm». Io- feri» 

pertoft , e ^^ gwe^it , v«k fmleét/mAèrsL 

f» wy »« tfahbntbf. Òm. iOs un 
„ Comm*« qotnno dì I» alttma- aecÉttsii»^ 

«avioa • Ofccdlo di mw , 4tii» dta» Sp^imii^i 
E C?Jt«^^ tutto KaKo , féàt^l'Sf^!^ 

« «paniamo aeiiicrfhoCmne. .do^ fi Vtti^ 
gnate ly l'affa, dopo U fcofle cièHe lihco^ 
te, et rcando nelP aeqn il ptCot per hdeisrw 
VI» A)pn^.e itrfm f» cibo . Cm^ w1»u& 
«ewe , dtt aominzit aitto te»po catttM ^ i 
oofe inetaiÌMieaiiieme cBcefi r f5^ ^jk^m» j^^^ 
f^f,.tter' indicare ck comporifeom iMrla. 
«dt mal augurio , che coadncono te^ it 
Mi tempo . Tirti pm» a^ le gavmi ir modo 
'^'H.« .per dmotair l!*«A^rr ^ /« ^en^!! 
tff. Upégine-dt d 6tto proverbio.!, c^»i^ .ì 
ctno ai Itdo^ del" attor da qudla r-^trrdel%m 
«^Napoli ,; do»e dicefi a^ >émt déiU 

2^. .'f «* Y^>:»»^ttt»P>^ ove: tmttaBG idi. 
£aieietti dafle beOie Cnorre, e* i cadav^*-^ * 

r colo», a'^fua»^ 1 0(^1» reedefiaffica^oft 



& M I iSf, 

hm^ ttìi M -ti isim uh infelìcìflimo ifint. 
perche da qttf 1 iuogo apf^oto fi fdgSono 
» ^tté «dfe gaVme , che fvolazzano fui 
"loo mare , ufafi anche quefto fecoació omi- 
di dire per figni&are l' iOefla iafelicUà • 
9m li*, l 
^ Spero, cb* a ffi Trcjaae^e iE fòhefien^ia 
^„ MtoMtté a ria owstó a le gavine • # 
pHOuina , e •g^lsata.j wepito 'di ..voci allegre ^ 
fiMoe %lion fare le ga«e , €a£ 
*^^^ rlce -$t^ ftnt) Io nomme ^ na gisiàm 
, ' .^ De viva viva, t ponilo fé làmaieMa« 
Priofia , jpaflion d' amn^o tioMo cota , e .forta 
#-'tWfcdo -da Jnéftta.4 o «umile iteno da* La* 




j cAirmrgOé 
Jamìe., cqù diciam gli OlandeC ^ dia 
vB ^ Mftfi vini ; lealmente t^ lòriaca^ 
W42ììS! R?^°^ ^«"* i»»re giornate 

[V Ift *ft* atta dormeritto commera mmnoftOy 
^Vjj^ comme a G&ianne Janne mbrétaealo • 
■Méta • JMr^ • Sftl Latino digitns -con »i*- 

fgy di lettere^ cofa comumffima nel Dìj^. 

'm' lAfélmop • ¥eici& fi dice egualmema 

[ iBa^me n»agpaaa^UtccàIegWe*ta» 

*^jFammece n' àrragUata co dojé pedei». ^ 

WftiS^i C*/^M , quindi Ohiefejela , akéirén; 

Wìtolaifi da* ragazzi per iiaflktempci , FaC 

»SÌ gliieftiote^i dapeccerella . 

^» Rwr^ ^ 4 nzetcatfe a ogn^ aM^itfène« 
Mioide ^ U^fmm #//# >r«^^ , e if//# 



k 



tié Gì O. 

mémié Deriva da Jan' ^ntKca ^-yois». 
gaurd ^ oggi antiquata: in qiK^ , fi ^ 
.«eQata folo tiQ^Twi eoi^pom ^m^^r m^ 
gtatrdir. Anche gU.SpagraoU it2^j(ifi$| la 
ce ^«rWo } che dinota *j(f«x/0 » e talvolta 
.^^ y coi^0cipi0 »> Onde ^/or^^ din^ a 
che ingranando intorpidiifce » Cott. jR^t, 

9, Fofle sedato ti^to (i|e no^ fStapo 
„ Co Jfl ;g|iioiide a k xmMw • y*, . ] 

(ìhifso, o Hso.» j^j/«« ; 
Gkdoiaj cttcÌMe$iQr ik .capelli InaBell^ .^dbj 
fronte 4ellt donnei* F¥^ ...^ , 

1) E aa giaima:^ fece» e li f<;i4^1e ] 
,, Scompai«enno. .ne» tWi » co9i«ie > Io pasa >• 
Giallttoteco , ^ialUccU , JnericQ » . ;ìI? 

Giofeppo , Giuseppe , -n. ^ y^ P^N^^f ? •.*!, * J 
Giefommino , gelsomino^ <SfiiA f^ ienfo V^SMà 
giativ^ 4' m beUor^^amabil/ij^ax'ZQ^ . I3 
Giorgio n. p. V^i vi foap {bt^ cetili., ifi ..I* 
jpiome uno per l' ubriachezza^ >0Bd6|i «dolila» 
tri dovendofi introdurre ^^}&kfi Tcììofcot^^ 
lianizzato « feaspre lai nmt gli fi dà • ^BM 
d' all' aria ièmpre fi tetia. , c|^e 2mdat<> l^^jA 
in iHToyerbio , il ipafario jcaatindo di Tamii 
* innamorato difle ... ,^. 

^, Che «Qomine a.GiorgTo vik ^MlfConMlKa» 

^ yi ^ pur il famofo M^Oro Qior^. comett» 

fé de* pairi negl' lucitfaWlu cade -per 4» ^ 

lalunotch'l pazzo , fé ^.i dice ,.che .fi tnaij 

derebbe da Maiìro Giorgio.. VecB MaHHJ 

Giprgio* . \. J 

Giorlanna , giirUttna , ror^w^i ^i /fori , ^-^^ 

. im noi propriamente i^uella^ ch^ |)Oitafi a cij 



tèmi m-tmum fo di sdMtIr,4liind»fimw. 
daHo a fepllirev **" 

^ ^,.tMte2«! ^IvltS^ IeGtetD3ei« fe piglino. 

là • AHoitiii comparir» la lue vfnesea y taud- 
k jpecie di malori ebbe 'tanche queflE delie 
enfiagioni dij^iidiile • Cqtu Micc, Fìui. 

,, E tkrria fanétate a me ia pefie, 
,y E bona fciorte glìannole , t roine • >^ 
Taémo i'ttfa in féUfe di àftìdiofo^ inconten* 
nle , ghianduzza ec* ^ 

„ £10 Rre, tiir% na glkinnola, (a auzare, 
jy E ngroisà li cantune , e (Tempe fcdrre • 
gliaro , scidpelfùiie j da / ii^«f 1 e quefto dall* 

4SBo^ Oocciji J^.acfua .. Viene dal latino 
'gìkkéL, Quindi tràstatamen^e per \i^xr mchf^ , 

„ E pecclii de vertb non Ìr4 na glkitfa. • 

^fjGivamx^itf^anifah^ ì fighi ott he ^ e gì tutto da 

MM^ , -y/i!//» ; gtuttàs .enim y dice Efichio, 

; Stefiàno, e Caufab.^ est ea còlli ^ pars ^ per 

qj^^fnt cibi transmitt'untiir ; ^ vox ìane fi* 

Òn^per Mématopoejàm: >Ùlut nanque^ett itiii* 

, \fóffo so^i j quèni edh liquor per angitstum 

^^':^innitem 'means'f oxét \xà aniaco Poeta 

, .£anfò-: * *• • . 

^ Fercutit ^ & frangit vas ^'vinUfn}ieglutity 

'• ansa -* 

|. StriSa fiiit , glut glyt murmutat unda 

j stmans^ * * ' 

j PttV tirarfi pur da y^^c« , 7/«fj«/i , perch* aju-- 
ta a qaantó sitìghiotte per Ù pafikggio. \edi 

la 



Gliotttmro » fou , #^9/4^0 • , ^ . 

Glioglb , €. gUmgtio , Jq^Uq , eiU aociira « 

ièmisutf i , Y. JiiQgiio * ^ ^, 

Gaao, voce del gatto*. . <. 

Gnefecaic , lignificéfre , ^irvitéiati . 
Gnemmr, parla gnenome , ^4W#r c^f'^wce fim 
minile , da, ett^mat • Fj|f* 
„ Parlano fliifliiipea^*^cciioqK>baimozaedHa 
^ Capili^ Tvoiigiit 4 e lyiigre « e flfac» pt^ 
Gneoetare , ^nttéOff .. v ] 1 : . » 
Gnc&ila 9 dilDtBulive 4i Cnesf ,, Jfg^^^f As^^ 

sins • 
GmOni. L'aalar ki oUo^Nl^ anin^ • Bai» 
che denvs datle vod^ UiIm '» % fK^ ^jrrr^ t 
perche gli aaitnalt dpioeftiei ^ .come i caai « 
« i gatti ^ 1»iaj|.^ai^Ri #Jle cafe , ^^igcatt 
cercano raccopbtaBieiito* C9ruMicc.fmf$m 
CMtH. IX. n4 mi* 
fy Cofsì r afim^ corre da canapa , 
,, Quaiino pàA^ Abiile face ginelba. 
GsiegnOf ingegffm. 
Cnobelé , ìgumUe y VÌI0 • 
Cuoca , decurtata d^ SignwM^ttA ffradCnaanta 
dicafi dcUa madre 1 quindi fpiorsì e^gnòtAiei 
e gnornb e gpprnone per signor A » Jaguar 
r^. E celebre, il fonetfO' cbMocomiacSa 
>, Gnora fi ftaa na |nroffedeiofa 
„ A Rateine fpofare flo gusittkccfaia te. 
OiMr* lib. ì. 

Ta cehe fit Grìeee iralano a mmaleia, 
,, Che co Io iìgliopi(e&n& la gooca. 
{ Cnoranzeia, e gnoanzia^/^varJHM • 






tn 



G G H réf 

tiiiMcche, Cétrtnze, 4qmM9Ì , ^ ^ 

Gimoccole , fona di lavoro di pafb miniita , e 
^qu4ui j talosa (ave gnuocooie vai fétta ff$» 
gare • Cortetf f^ajass» cant, IL st. 2j. 
,9 Deh ^kncmiae a ttrovam , ca certUTem^ 
,f Aje tnoTto a no me fan tanta gnìioccole* 
Goccia 9 M^re i// ^po^ttsia , /dkctmsù • T* aH 
ferra goccia , fiera impitcazioa del volgo ^ e 
. irai f9sn morir Ji smtito» 
Gocciole jare , stillare y grimdsrt . 
GoIio> i^eàderU / e proprtafnente qaeUo delb 
^ooce gravide » . per /Cui fpeiTo aboitifcoiio » 
quando non ne fono S4>p«gftte • Om. lib. UL 
.^ Per cbi lo manno e poco, che fé ftruda-, 
„ Qnando ba.golio de la iaiiciccia jctoda. 
E Uh. VL 
„ £ de la goerca haje no gotto , che Ma, 
^ Qpant* ha sa pecceritlo do la fcòla • * 
Gongole , forca di puellc , o ctudacei di \mxì 

picciola moie, v. vongole • 
Gorgia , gorga , < gola.^ dice(i pare per pohsi» 
tà , più fpe&o ^ prefo io fenfo & iella VO' 
cfj e di armooiosa etoq$e9missima renoriea^ e 
dicitura j e ficuramente dal y^fy*i^^'^^ che ad 
onor di Gor^a Leohttno dicevan i Greci. Chi 
fa Gocgta , quel sì (amofo arrtngatore , ed al- 
to pre^ dena.noftra Italia , bada dar un* 
occhiata a Filoftcato , Paufania , Dionigi d* 
Alicaesaffo : e benché a Platone non (ofse 
molto garbizzato, i pubUici monomenti ben 
^ lo rinfrancano da tal imfidia • Nel tom. a. 
del Mufeo Brittannico vedefi una elegantifli- 
« ma medaglia battuta de' Leontini in onor di 
tal illn&re lor Patriota : e Cic* dice IH* j. 
de Qrau che a Gorgia tantus h^mr iaiitas 
Diz.Nap.TJ. H est 



iy# S «. A 

est a Gf0$!a , soli ut *t tim m ibu f \ TMft3k 
. n^ ilmurJftia s^étfmay sed aurea ìtsn$eremr* 
Gotta y mal di f^m , d" aedi , fitdi , # ma* 
ni. Fjif. 
y, Ma a h» .Riì , cdie Uà fie tmva . 
„ L'dppe a lentie» gotta a nal« nova* 
Gotto • Micctimro . J3adva dal htàm ptnm^ • 

,, Ca là pò ncc paoU fomfttt m gotlo. 

GrabiMele, GahfiaHo ì^ |k 

ISMdo ,4fi pK giada , e ^xmÌQ^gradvw , jc«£r* 
no , e la gradinata iftefsa , o fia ^calimatméitt^ 
ta gcadiata , e gsadeiata » 

Giaffione. Grafia^ {kcooIó -ftacco ., ckt tieae ja 
siano y MaflftiO , con coi indica ie iatttre » 
^he vuol &r prononcian dal fiuiciiillo ^ xba 
apprènde à i^gere . Qatfta^ voc* tatta Gre- 
ca , benctò pa&tta à' btial daf trai|H de* Rd- 
jnad. T/Mi^ m Greco dinota jmWrr , a >!Fi a 
if^f/a • Quindi GrapJUttm da ova^ftv , di^ eia 
;^eIlo fiHe^ con cai fi.fcmewi falle cexa • 
"Di queftcHiftefso panzone, • dopa ^elie le «rea 
fcritte , fi ferviva il Maeftro per isriioarle , e 
cialde ficfonofcere dallo fcolaia • C^^ è un 
iftramento a patto ; giacche non fi tenveptfe 
con iiUli. Leggere pò h gra^ i niodo*|»ro. 

' ^etbiale per figaificare un igoeranciffiaio • Om. 

• Ji^, y* , 

Vefogaa , ch'ta fte cale ^igglaan» (mnina 
,, Niije ante , cbe legi^mino co iamfto • • 
vGranceare • iProfntate , trecaecién^ aTcettiée eo» 
SA » E' voce Spagnnoia . ^ Vai aaclie ^ tona 
cofa con Hcaltrez^a , v cotteive , {rfaaecau 
re , azztmmare , fcenrecchiate , ceppiate 
adocchiate i ^laaioii^re • 

•Gra» 






e R A m 

AmfitfeiinQe , -stanchi grassi- : Pj^tiane arance, 

# gWQCefeUwir y «vai ^>f ofcerfitvf tiaa cm*^^ 

Grammaglia , /ir//o , viitiment<^ m bfuu9 , 
Faf. 

• M Ccfae Jioo ic no' avt da porri gmnunaglia* 
QgMsM> j T^ncidQ ^ dteefi del J^ido , fiigtfi « e 

fimile , oon che pir mslalo anelli d' ita uomo 
a*«9Hfi più biioM» 
Ga-aaco,, e |;»bc40» gt^mbi^. , >noto «airaalc 
ottipéda » di cui v' ha >grazk>i» dercrizioné 
ni^lk EitiacoiBioaìacliia • F« I4« F. nella Tua 
tsaduzióne co^ . / 

^ £ vgià de botta ccà vecco trrefafie 
. ,y fti Cordatimi neiitetieli^ìimé , 
. ^ E graiifefhioeie , e ttbàe scieUoaimaat, 
y, CamoMnante 4e fcianco> paittanoidui» , 
9^ FMancettittfe ^ e biiécbcftM»faciantr , 
^ Cvoreiecoccime da éttnìD^^ >«! pnante •- 
^ Denaast^ t«tmo&y e ^oliiaite 'o ict»D^ 
^ Spalkfaiìaei^ , e «fiòkitavifczo., ^ 
^^ ViBccenanrofe', « iche da piatto iippeaa 
^ Vedeao ohcilo, che le. vene a'*btmo, 
. . „ D'«tto ptede^ doia capo , e feozaiiiafio, 
„ Qr anice coiamtnafse , ^ a chi cefiAe ì nvano. 
E aRcbe^ma fotta dì laak , che .viene pet 
j3U£ame»te*di innfcoii • P»r/ de granca , vaf 
uter avaro , e talor tadro • Fk h granco ^ 
vai candir ifidiitro^ dneriorar ia st^a. cmtdizio» 
nt^ finct/U/iTt* 
Gisnfc. Artigli^ così fon dette k «mbe de' 
gatti , gli àncioati piedi deli' aquile , de' 
Leoni ec. Taloi: fon così dette' le noftre mani 
. per ifcberzo. Cor$, JR.os, ait. LsCt j. • 
^y Tanto f che s'io tì)r 1^- asgi^ «a jotuata^ 

H 7^ „ Sta 



t7i G R A 

^^;£le gitniè addo^Ciso, mofo 4t(pttsM • 9 

Xkme .'Nome di ana monetaMioftfa «fi niin» « 
che cotrifponde nel fiftema inonetario adP -ms 
^glh arttichi , ed al spUù de* moderai , lek* 
bene abbia particolar ftta^valota diverfa'^dail* 
' ^ , e dal j^Uo'j fi «far conie qtie^ , pec 
m^ra di vatvtazione delle monete 4iiagp^ 
-ri * E' deno<osl, pendii fi \ ceAaoutto pe- 
fat le cofe di maffimo valore « comel'oiOy e 
4e gemme , co' granèlli di frumento , « «• 
guatdarfi qoefte » come il minimo de* pe& ^db 
>fe»vir quindi di -fnifiira alla maffii ietale .Il 
plurale di quefla voce^ quando ^nota ttiooe- 
ta, fi À fenunii^no; quando indica ftamea- 
to/, ^ mafcolioo • JKomprrr cbilh , cte vmh 
ui grana y \ :fa£t * eoe dtnoca guadare in 
emeo un'af&oe • Fer iatelligRiaa di qneffa» 
éfcuriffimo moda di dite cmivien iapne, che 
iSd ^auaiurftre em il pfezao fiflb dlquel va- 
(b da creta per |li efaensenri , che la decea* 
2a e^iu dt.nominaiu.ri^oMp^f quwt eitfval 
j^i grana certi^oiide adui^que a quello fiefla 
nìodo volgare dt dire Italhtno , far una ta^ 
caia , cioè .gaafiar per icempiai^ne «n .aC|r 
fé . Tass. canu IV. ^rr. ^. 
^ Ma fi • ja veretate «* è 4»aechiaiMi , 
,1 Ha rutto affé chtllo, <hebafeirgimnu»'* 

-Crafla, annwta^ aéémiJanza . 

Gnffiere , Ufficiale , che mette TaflifiiyO fi» il 
prezzo a' oomeiKbili , v. Catapano , < 

Graflb , sugna , v* :Anitto , fptnto « vai -anabo 
finguf 9 o di buona misura , Paf* 
.„ Nlb s' accojetaie fi cche no parmo.gnflb 
,, 19oi^ v0te 'n pretto le feccaje la fpata • 

Giafta^ mam^ e fwssK^ éi\va*Q 4i f^ra^j» cu* 

z , 'il. rif 



G R E . ^ tri 

M 00t$if^ t f9^^y mta ds nmt fiori ^ ^m* 

Gaftato , castmt^^ vi stfotconato , ncaponuto • 

Gntflejace , £ir un n^nore fimile ad air rottami; 
dy cffetk fceflé ^ Quindi 6rafiuib , ràuc^ ^ 
Faf.'te ^-sfloft^ tiomina',> qvfeita di Plato • 

Gfftftoact €ét$arté, v. citmómoreìo : r qoel grof- 
io insittoiie qoafi triangolare ,. al dictti dokt * 
tiotinno i €ap]iocctm corrono^aFRtièttorio. 

Qrattacafo , gruttuggìa : facce de grattacafo - dt* 
c^ d* lui tarlato da ' vajat>Ie \ 

GftngHa, graticohi pefce 'n gratiglia diconfi ^ 
le mSbiche ^ còlle quali noa li ^w ppriare i, 
«ke neUo-gtate. 

fE^inàÉA ^ rogna\ 

Gnkttapanza , nemUo di faficM ^ phiirmè''. 

Giavijiiole-) A^a di ddct, e piatto pàrticofari» 
fe,^ di gttflo delicato, y. rafTajaol^^* 

Ciaze ja , Qraziay n; pr' y. Razzejai dìcefi per 
deriGòne^a-(kMii]a4iripid«, e eh'é^ voglia hot' 
la graziola > Si^ Graze/a pwfattci ia séieta. 

Gncielio i e GxtciegH^ • K^imr ffactkù\ Derivi 

' dui ermciténef^ài^ÌMvA-\ o piufrofio daì^Greci, 
il dicoi parlare da chi nda e intéfo g(i il ne- 
gli oreoem un fraftuona cbe Io inicókmnoda , 
da che pmprianiente v?! ramort fer cofffusio* 
m^ di V9€f non - inHi$ ^ -e malintesi • Oeru Ros, - 
mt* V. ir. 4i 

„ Marche r«unor« iemo^ecb^gìfeeregtìo?' 
9m. lib. IV. 
y, Ognuno {|^l)a,«r tk tate gfecfello^ 
-^ Cile pafls de fetKì^ qaanno fé crafta ^ 
' ^ Parianoo co perdiiono,/iio porcìello.. ^ 

GieHeiaie. SmltMr$ €tme igrilU, Quindi $ 
de^ivitos fkt- qiMAa^ vooe fiadopeik ancke pet 



\ 



J.74' G R a 

efpffmtft lo fiat in grande allégriar ). t bal- 
danza • Con. Mscc, Pass, cant, VL st% ii* 
„ E Micco attenne fempe a cMamenawe 
ji Pe d'arrivare all' Aqwlai e greHtja. * 
iprefQXUi, crfsima: e perche nella ciefina» ìk V«- 
\ fcovo dà }o fchiaflo at eresiman^ qaefta^ voce 
' fi Va anche in ièoib di chi ha rUervaio de^ 

fchiàffi. . 
Grìecp , fotta & vino di ottiisa gsfla - , t^ 

ricco • 
Grimma . Rugosa » Viene dall^a^tic» voce Spi- 
gnnola Cuma ycht dinota- vifo fconfttto^paa 
^ «éfttlQ di orrore . Anche i Fraacefi haaao^vkt 
voce grommare nello flfeflb . figotficatP- * Fca 
nm grivtmi fi dicono le rv^ propriameiw 
, te delle donne vecchie ; ma fi. tuab^k9i aU» 
j»ighe,.o pieghe di qualoiiqiie co& • Gen* 
tiost atu ìf xr^ 4p 
^ Ca fé la yorza..^ grii^aaa , 
., E tenuto ^ &' afeno svardato • ^ 
var anche, ^/^>&/«?/4^ 
jj^ropùi s/v/jTo. furato. , tà^MltU , Faf. 

„ E de botta a la gcogifa; e al^aiBaMBea» 
. ft t^ refilia t^iUfii^O' die cteeia • 
CroHa, )i S^lt)3Lf~g/ortfi i^ ggto/^0^ jao^m di- 
ciam ptr un pretto orientaliunOy ir^-eai' ta* 
cendo il riipettabil nome di £>ibS inttandìann 
alla dicofiui gloria: così facctani pet^aliti^ in. 
varie altre cenfimili c^e, e noa V ignoto 1' 
ij>sfi dixit de'^Grecir^ Faf. 

,, N> mmaje, ^ gg(oltfàfoja,niilto fòrdato 
, ^y Nc'i ccomparzo.) e 1^ prumaia* Vofcia 
- . „ i ftato^. 

te 



te et fadti^o ^ ck b una Mh curiofitì- di 

Napoli. Ttf^j, canf. VÌI. sK i^i, ^ 
,, Ma là l# frafehe fatine fìtte ombria , 
,, CIm^ clnd loftra l là Grotta de Ptozzolc'i» 
Gfiot!^ , tfunme 5 onde 
GrMtto \ vènto fn9fiotù , ▼• ilalo - 
Grallsm'. Qenmr gTÌdéi\ sparoipntAn \ Pire con 
iDtto da àrlare con trafpofirione di litttre •• 
Orni Hi. ÌT, • 

^ £ perchV air«a pigliato le^zeìone 

yy De grulle »• accommeitiaje ( che Dio ne^ 

,, feanze) 
M fi ggraUà de BAt«&ra, che Diomede 
,< Vede > dP i oraimò', eAirtóo fé crede . ^' 
6fiioja> gfh<i notìffima nceellò • C<^/A> «fo* 
j|rt«ti^ iiicefi di' perlbna ^ òollo lungo ^ ed» 
• crior brano , nonciie di cattiva voce ; 
Grappo, ~^»in?o/id 9 c^didefì per termine teci^c^ 

£ell' iiltkno avvoko in nodi ^elle teié , on*: 
Off metafora prefa da^ìeflttort, per dinétar:^ 
la^ fine gfi^ arrivai dells^ vlta^ A Argaisfe 
dWii'Fà&no^. 
9, So li :giiqipe;^^A.Ia pettene arrtirate*^ • 
,9 D^ Argantet pr Ttancrede a flolo a ITdRv 
fltado ) tfta chr tlitt^ azzurro , e preoiettefi- 
per maegiore (labilità degli altri colori. Faf. 
yy <mM terra coperta era de lutto 
^ AAt fenxa guado, e^gfaievaa lo rto(ligno« 
Cuaslione'. ùofzoncelh. W voce 9 che deriva 
dsu Lati|iO''C^/<Mrfj^ efae i' Francefi dicono 
G^uféttr^ Nel feo diminutivo gùì^ltancì^ilo. * 
Foxfe ìfoitrìW ài y^**r^ y<vi^»afJrr^^^^ 
'Al ?«**, A(f /frr4^, ed 4»v/oj ; v^alh . ' 
Suagnaftnr, i/e:vmr giwanei vana y;i taÌQf Jfr* 

W é, „ Chi 



^ Chi appiiflb a oa gi^gnafkaliA^ dfertt. 
Cuaguina , parola d' ingiuri^, die dicefir alW 
dFonoé • K* corrotta, dal Franccfr C^quine , 
^ 4^e (l ufa. anche per itigifiria atte diMUie vUk 
Cort» Micc. Pass. C0m* IL xju i« . . 
^ * • • • La foi%i jeiùnuna e&e da Tmji^^ 
^ Qiianno chiUò- P^jefe^. <t| abhnifciato > 
,.«, Fpe. na. Gingoina^ .^ a^pa laota cibK • 
éualiay e guallani,#»9/^, v.|>aporctaia*,agsieia* 

to a g^allara^ c^a inuùh-. 
Cimila • Parola latino-basbar^ • Vieiv lorfe dal 
latino ifas , da cid fi fece nuuiìmBmitm , e 
anche vadiunp^ voce che non ^ ^uata^fino^ 
a Noi traigli Aiirorì. del buon tempp ;. vott 




manomef&oai de' fesvi} fi* dice cosL. Tr ifs^ 
^uartus ducMt 9um in qHMttHhh*^ & ttm^t 
€Sim in guadi Q^ & sit dica$ ^ &c. Io.* filti 
vi. fi acconapagaava il gefio di toccar la ma- 
no, come u u ancor osgi .4a^'.Nsq>0lecm«^ 
quando profièdicoBa quelpT. parola ^ che fi ano» 
pera in iènfo di frcmtìtere jf^Tti far vfallc^^^ 

. dot^^^Qvioàì viene U vjaa^ iaguadiétr^ •'Vm^ 
dila/^ \ . ' 

Cnallécchia • t/bme' di^boti.^ fiacca ^ in^oteiue •. 
Sembra eflfere. una jQpeciel. di diminutivo di 
guàllara. Vedi gtitllara^. C^x^ Siin..MSS^ ^ 
,t onora fi fìata na nrofièaeiofa. 
,> A farenie fpofare^.Qa |[uallecchia»./# . 

Cualiare., e. gualejare , doJfrji^^^anafinarff^U 
cefi della, voce de' buoi , o fia. di codoro >§#• 

. u ; CL pej: metiftfora degli. uom|^ / Eaf*. . i 

^ .«.Che: 



GT U' À* 1^ 

„ <àili gilidni , aim% lo fdàMcd, eccU' fai 

,1 Chi dice , «im^'inmt ftUatto la papofcia, 
Ctaippo . Vétiente , £f«TO ; e fi dice propria^ 
»eote degK uamii»! • Si applica anche alla 
cofe . Così cosa guappa vuol dire: tccelleìUt 
nd fuo^^nere. E'' voce*tiinà Spagnaob, e 
AMeffi bfdatad con tatti iTitof aumentativa < 
e derivativi . Tss^k tanr. Vt. st, 5 a. 
^«rPocca no vero ^guappo hi reftta 
,^ Nnore. a lo fcuro , e i^ armo vo moikare. ^* 
Qiiappone . E^HatMnencativa<dr guappo •" &ucc.'' 

,9 Annetuteve già ,- ch'avite&ttav - 
y^Guappuneinieiev Giove le refponBettt.^' 
€ttardare,.val fra l'akre molta noztoar, /oraiir- 
il lune ter aicttno^ Ofide FaTanO'' 

;, Chtilo antro iià, che guarda fegnorile • 
cto^ che. vedeva bmro ^.o wfcorroccio com^ 
^ fi vGi da- fignork. 

(Bìurdapettole ) dtnnafurio\ 0^' tnofhó' gtPàso^ ev 
' troppo 'ofpstxiwM dilla mogli t^^ pet* etti 'le ' 
jtta sempre intorno' \ Ifafì 
jr Mo fa lo guarcfopettole a'Ia fpofa.- 
^oardavuoie-, artnentierio , *iifolco^ v. vojaoo t' 
dicefi^per ingìima*ad^alcoiiOfi'Clie nonprace- 
dapoiitamieftt-e'.- 
Guardeiano , custodt \ maritò geUso.j tiàf/o-di' 
stferi^emoiauicù^ castrai ,• v. Eatleìreri. 
maflaro, armizzaro • 
finamaccia *, forta^di vino di^ bit colorai di mh 
fììot fapore j e podecofiflima', che & fa>per 
Cileiito , vernÉc^ia ^' fotta' dtgOiiaa di villana* • 
. •Sai» cane»' Vii» ott*^i^« . 

,»>Uàii mefe affa 'a cnoHò aa gii^taaccia.* 

H- f, Giac* 



ifS Gr ì3 tir 

Gilanisifinone y'^ntic^ fottsTiK atsbltgKiRnetiCé: mt^ 
terfe 'tr guarnafcione , adagiarsi a ftsta , tre« 

Gommerà .. B»rAi dt mutuatone d» gflirta^£Kcdt 
•. iwr d' ogni- bòrfa: , Acca cC* G^ri^.' Grm Mwr*. 

f ,y. Non dohWtare , dìfle Toom ^ ch^agjgw 
^ 9i. No cieHo àgóttntxy a ftifRamer^iai»^* 
Guamuto y :gutrnìfé, ùat- guamìV qukH& 
Gi]araeiBÌe»ù)[ , -t^rf»th y: e tmi> P ai^ttizzo J*' 
. • unjp csrozss^^*^ de* cavaili ^ 
Gnaétenp., g^wtmé ih ctmmF. 
Guattarellt • Scherzi finti , ^ affettmfmmi'Mm^^ 
rosp. JPare'prefa là metafen datP agfenitttafr 
^'.fis r dagli altri fcterzr gentUilSimi , me 6it«^ 
r Air i gaittm • CffTì^'. fon; . • • • 
y Aggid paura , of fte dameceUe 
,^ Se pntzatso^ ea' fa qitaecàt poiseèiano , 
:r ^, O^cx fo nato^ fu^rze ad Anttgaiiio.»' 
^, Che m« fanno ogne ghisornotgiHÈttvrdUc^ * 
T. F» M. F* come te dériv^a dal peco • 9 
una fotta di gioco ; puerile , onde pM fiir gMt« 
tarelle , vai: nascùOfter^ì . 
Guattos^qoiefo, eeorpcnie , oMe j» nne vm 
\gfeano gu^mo^f-nl se k^ vs chetamume s$tt* 
' iépimtn ek^ p4^ se^iza^ farsi sentire , me v#- 
derey e di nascosto y carfone^* V* accOTato^ 



'•^'nsblaio • > ^ 



Ctts^sfetto / sor fa di yivimdìtn Ire'n* gnasaetto» 

vai consolarti moltissimo. ; 

l^di gur, (ier diliggior dfciam; de^ Fraaeeft dbii 

i lor confitiao ,ovr «ti/ y^- han m botca, Faf, 

^/ Quanto' 'avimnio*B'ft«fóaflBe &^poitmto 

,, Da (li Gui gurdcnimérài^.«''€caiiitf, t 

•* > t II Guit. 



G U T tf9. 

Guitto • Paroli iHnghiria , che dinota mmù dis^ 
fir9zx/fvoU\ Forte orSginarìamente quefta vo- 
ce Ggaificò p9rc9,i e il nome fa prefo dal 
grugnita di otieAo animale , che par che dk 
ca gtù : Qnoe 1 Napoletani per ifcher/p di- 
Qono, cIm il p9¥C9 paria Franctsc^ aliudén- 
in -ati^ evi «vf di quella tìngoa, che* vaie si 
4Ì*Git^. fam* XIL J^f 4t« 
' ,^ -Mòie nc^eiaiiio acchetate , pe bedere 
,, Che s^a¥«và da fare, e de<:aicfcÌ6^a>-^ 
,, Tratte fti guitte. ♦ r 

RggBio fé dicafi ctt dònna , dbe "rat albai 4^ 

* swnHt0^ ffwntéta • 

^hioflfoie . QaaoHt . Cerir.' Putm^cÀnf. VIL^ 
■ *^> «.' V « ' ^ • >' ■'* r -i. 

y, E iliemre^ CO gfitti gtfRòftea a''«iénait 
„ Li guoficrfé^ , e pò fdofoio a aa votrabcia. * ^ 
fftoHb V ^ g^lrfo ^ ^&//» , vai qualaàqur g»t>de 

* l^anrkà^d' a^qua . e tr^folacénente an^ d' 
altro, .come, jto diata a n» gu^rfo dfi' g9ta* 
ft , per dire sf ' inquiftissirm &ci 

Gittto , forta di v^fo del genere degli urctuoli • 
Gtvoto ^ gcmin, in^f h'||oveta^ d^rr d» gu» 
«^f^'-dicM di quel dtfptamre, cl»t pr6vafi per 
la snort^ dèlta moglie ( quando però fià buo* 
na, il che V difficile) |1^ qmrie t acùt», mx 
paflà fttMtò-' '' ^ 



H 



Acche iio ofiànte,. ed'ÌEIdcche na flattTi 
latinifmo dal toc non oistantf • l^àf. 
„ * ; •'. A ttieìiH^'-èheche no òfHnte^ 
^ 7' aSontoarà nfia qnitto.^inomé nnante • 

H6 !*!- 



ifim Wft C: 



I 



Acculo I ibrtjrdi cete- tokmda dà.pefi^« 
Xacovelle* GJociì di scÌ0rzo ^. (««rrrs^e ^j^« 
iUQse.^ Com^pwdiozML. amvfése • SaU'. etiaoiO*> 
lo|pa-Noi piaifiamQ «.xb^ abbia Ia« ft^gutiil» 
origine • NelP antica Copmedta^ Italiana» la 
parie deU' noA^ aftuto ,.<;lie. i Lcmibaidi <&• 
Qpno A|r««P^i^ ;P' Truffaldina y. v Fraiice&. 
chàpin y fu da' noftn defUnata. ad- un (leifi»- 
. saggila) ascili «fi <Bì^ ryomttJacwfM^.-y dinii* 
nutivo di Giucomo , e che p^ fi ^ xaccoicia* 
ta a CqvieUo^% lAa<lnz(er4i.cofiiu chtamanfc 
ancor oggi CovelUrit • Quelle ftelTé :aftilzit 
•mqmife 1^, tempi ;.piU . aniiciù fi -^ . iatan cUa^ 
aaata. /tff eiW/r ^ >4Wch^ .qpet {lerfonaggiD , 
. ^a-iM <^oodttceya<jil* intrici,, cnianuTafi aa» 
€QMk JacQuitliù ^ Sk dice 'aocke. C^/W«v#//tf •. 

„ Ntrà fto ;mazxpi AKfandso^ facnduto». 

,, Che n^jira chià ttempo^dejacovelle* 
Cor^ i^* fi*«r« 1> :^rv4* * = . < 

9, iù^va,Reo^ n^Ttnno^e mifza meiSi. 

j^ Fatto le.gbiacQvaile aMémchteUo. * 
Sliovo iacovo^ ìk Vafillaraento- dcllf. gamba. A! 
chi ila debole • Si pronunciano cpefle, voci- 
con un filano tak| ed io una «antera inter- 
xotta^e fincopata y ohe par> eiTettivaniente , 
che dipingano la debolezza « Della etimologia 
• £ vvgsa U ariicdoi Joppeca^ J^ippeca^ ^ QimcH^ 

^ Tapto ch."^,^ Vaiappcima >fe Ve jtTano^ 

.i w.^.gli i?»w.wcara.fefityawL» *\ 
alixovt '. 

I, Lobo 



1- KH IH». 

„ CòfO le gjgmna^ Pfft |Mni-l«flOD . 
,) Jacovo jacovo fltanò; facénso • / 

£u:ovO} ojaciio <k lo ccaf6 ^ ofiftm dettai 

^.ScimraO) dUIÌB Ciorifuu,.ppe fio cafo^ 
,^ Tutte , .^, c^à tefli9 Jacoo 4f Io coifo. FaH 
,» Ncf I*aiIi^»^^.iangOf cvjei ddeoocciuat 
,y'Famio jac^via iac#voi^ e (conocchia, 
r^o- Q»«l ^#/« ri^ Cj^è0i»-la pannk E' cor- 
ratta da jaccUi che àìooi9Ùl^DiMaiì$ • CiufCm^ 

jf. Accolsi li . doler ancoe ^beocorato^ 
^y Redakiio pe Io jajo addebboloto^ ^' 
Sòrta anche, d'eflx^ nociva a^femioati, e il dfi 
.cai^fnllneotO'alanpAio.indllGe>lUl fiero torpo-» 
: se , e .finpidefioa : xon^^^^-nome detto Jfwei» 

fi/», '^(«^//a-ir q]ftfndi.4^i&Mi/iir^-^ ¥» sfimno»- 
o, fcDsAnto, cacavefla, forre)emienta 1, sh»^ * 
Sattemieiita 9 da che>dke(i|>ropiiameDCeq«aiw 
a Si atta& iI.liuigiie-.pel«tiiiiore^.oiide teflon 
uno qoafi ixamobile. Fiaf.^ 
.^ E ttak jajO'dpze a Io contoorao^^ 
^ Che f&cette. a cdùìi dd' uno afcì vrodetto* 
]^iiaia^ Stnga » Dice&di.-bsiitta. donna ,^ vea- 
chta , cui il. v^Iia contar ingiuria « ki alcune^ 
pofizionl ammette . la^ gh ai»nti,u:oaie^ Ju</* 
. te sse gAian4f9 de ftmmene y vai ft^ggite, co» 
deitf Srmu d^nmy^e.nwife • V. jpattoochia* 

^^. «K* • • Pt cbefla^janava 

^v .Tanto chiagnìt^be deipentaiftfcinminaHt *^ 
Qgnù^4Ì».'J4»j(ira h un* €rba ,.che hafce per li 
tetti , e folle ranra ,^)0| ha le.fiM)adi .,. come^ 
iioghi(i«di gatti • 
lannejate ,> e , janoiare ^.dst. Is burlai» • 



5pagniioI», <M- ^éit^akftMr fi ^Mk-mkt m». 

Nacque qoefla feÀ ^^^^ ''■^ féwmtsi^ cMfe 

Americhe ^^n dell»«MiRdk>arié^ Am^. Ga* 

« pafS» jMirkNnilo ^de* cavallh e deltòMrto ^ che 

.,> PoGC»'IKthrilie.«m ^ ntfo janco<^ 
„ Lr miej c^mtììFh Ftvtttf t nièare manca. 

„ So nato janco ; qgimno gilhnie vadK-* 
quindi ! Jai^orè, éiémitsss^^ ?al anche /#» 

- ^ >D« tmm 'A lo^ jtffco Micco nfeft • . • 

}i]lpe J2^p6. Dinow lo IMh y dfae fm^e&m jmf^ 

• fècit , pém-fUm-y td i la. Vafelè > che lia poi 

- |B'0d0tte le altre f4tim}ò /«veve « Si v^gaw 
" - qfcefttf € l?«>r^ -- 

„ Ma fiiono fhgàmtne ja|i|W. M]^ 
„ Sdinpe che me istectieM à caauneoare .* 
^r^. r»wi^* n. set Bfi 

vChe jate. jappe jappef ah jiotmfvuxe ! 
,y J*?e , iate a /oc^ fengeenacce . ♦ 
J^peea jetìfftoii i<^ ftefFood attlìprdR> ehe lappe 

• jNrppe, jeppeca iuppcpa {qMneh'^ton èpih »ffan% 

- m *x«) , e jacoire jac<m> , vagllòno piannim^ 

• n&\ihnuin^Bn9e j chi ijdh*» ì imrssfo, ih ftnfo 

• ^ perb <// venite a perno « />ajj5 , coiiie 1* ofò 

Cicefone dicendo-^ c»m miHumrmf iyfcfsstrh^ 
^ ^^C^Tty Inctsm morbm^ in castf^K e- per» 
'^ <^fe^ aétt mir da Isarer&f i fsiù non antiqmior al* 
" ter , al dir tiegli antichi ? fapendofi qi^Ufid il 

- tsipamifox de* vecchi Veltcetni . 
]éi{nznk\\o y ìantafera ,^ chmUcch ^ dif^otro ^ 

„ Ccofc 



^^Ccott ii<ìÀ Uonf fr io i^^ 
^ Db netM'r egMvMBf ) fciibhe dt cetyidllo. . 
Jaftemìnft , t gWafiemma , .ksfemmia:.* 
Jaxza* Laogo , d«ve s^àMiid» br lepre. In Plr< 
glia V iifQftHfl[h]Sa»^oaofta voi» per duiatar glr4 
ovitt • PM-fva dal Lame jK4!9^» . * Perche- 
te» ainè cteS^ JEbf « iwtzmtg-^^ Hravn.y sai* 
. jMiviit, donde le pejrii^ win 0«r la noftra/ 
•iN>Cf Ziliigd , che eot-'lwji» ioa fta loro , , 
per dsr così ,..fiaiieilkcafiBtii> 
j4Jet»y e.i^edetay dlrrjrv .' * 
Jefrofe-. S4fappelU$ty peecofle leggiere. folk teisi^ 

a ma>^a|MKta> *- 
Jelaie 9 g^^^^s aggMénégre^ t^u& wstaii^ ptrr 

]eimaro, tu p^, Gennaro.. Nel dialetto- Pmzolsr 

a^^Abefrienik^é'. . 
)enca » gi'wgma , .Val aKJie p^ttmiv ^ ., ^ Mlm^ 

gicvaM i e pu^né^% 
ji^Défo 9 e i^dn^o , g^mp^* 
]tfì\tAfBMt^ Rawss^ stirpa Viene dail Gieco V^ 

«lyu» 9 dite' disòtà ky fteflb • Corn it*/« éi$t^ h 

)i ^ «..• « 4 Sia pttlO'vectoMb ^ . 
,>.,£ (te bona jenimma, 
„ Che fé la vorza % grimnar, 
,) E* tenofo jpe jifiÈkm mtaldlVa. * 
T^ AMpfMPgJiAi^ fWeppa , rram; 
Jennle , 5#»//7# , avvenente . Ptecoro jetìtiìcv 
va tlelt^ d^wfa certa n»:» dlvpé(2ori d* uiik> 
lana veramente binili (peBklimvrfd pen^ In mor- 
« kiàtmt , di ad'^aèhoi^ il noChor'ftegno^. 
Jeppone, giubbone ^ (^id>bav fdrt%:dl càfaoeade.^' 
fleAri 'eenMÌffif>«-i 



• 



I 

it*v f O V 

lierTen > Ijttbift, e tjenlTera » /«r#er# '«^ 

cepolle ecw - ^ 

Jeftaire » gi$$mrri ig^vilir^m 

liettccco, e gbietteco, ntU9\ 

^llajo lo'llcm che vìeaUe^. 

kgmdiare. Si piende in fenft ilfl tt tt<r ' J^ dv 
parola di' matriiBOnio, ed anebedi fjpofinm» 
Viene . <hlia • Tooe fuédi^ LbmgùbaRKca '^. op- 
piar Latina detivante- da tMEi/ikr/ , onde 'Omii^ 
monìmm . Vedi Guaita r- Carr. Jtef» «it; IL 

,, E s' allecoida ca me^die'h icdr-,. 
^ Qaaan'iera-peccefella , 
„ Mo commo vole* lyidiaie LeBa ?' 
E utt. Uh sa té 
,, Ed ha tre mtle, che mMia ngmditta* 
. lilòn lafcta di fi|mficar talvolta qnalfivegEo 
altra -anione . ^trg. cam. Uh ju ifé. 
))Pé mmf (carena* le foie.- l'acque- de dbdla 
\). Sotta lo- mare Acfeo fempe annafcnfe 
^ Veor, xbe ve ctedite ? da . P Arcadia , 
,, E co Aretvfa ccà s'aanefce^engnhdta»* 
tnnejano; Indi^p^ ià^lVInii^BO v. allocchi» 

refe • 
Ihnola, indolr\ 

Imiolqr, ghiftdoh\ r» gofÌEidoió •- 
Tòdecare . gtudhétrt ,*. triricsft , m&nrnrìiwt • 
, jodece I Giudìcf • 

Xiignere. In^fenfo H gìuf^en l'iisb^ili Lonibar* 
do nella Cìmcs, canr; XJJ/^ st* 17. 

» Jo^e a le mura , &no 2mnpo , e fKHBno 
tj^.De tutte 1' ante ec« 
IMb \ error di lingua , e fi adé|m anicamea- 
(e pir ^0f>fMA^frc.«^-^' 

70. 



Joja • Baja • Scrìvefi.sHiclie .Ciri#f^^ l^H^Sp^ 
gmiol» .À)/«i^ foglia». Qntodt ia cpitlla ho» 

foa fi: tracfertfct a dkiour cofa vile , clir & 
ottii, come fi buttan le foglie non atte • 
' «afti^iere ». O^. Ì^k. VI. 

jy Ilio la vo]imfflo> oteiu)«Be 9 eh*')t gMoji ; 
^ Sto inveiate Omeso'^a leogna ooAa . ** 

Tq^I^ì gi^PH^f^ t da :'4P^M 9 »^4^^«^ forft da che 
per \o pili tali j^iiQaH 4>no?€Ìì. tal colore:; ^ 
«fella liefia manieiaf ciie JM twffolkk polizia 
41 lingua cliciam mer^^ il por^o , mando, col 
fucNKatural nome. chiamaiP. npl- vediamo ^ n* 
pure tutti negri non fono •. 

Joromenta , gÌHj^ntj$ i dicefi pur. di éLttits^ f^eé^ 

}mmB^'giimatm % fòrta- t)t I«tte piepairaco te 

fiwi^i ,.jQn4r tiaae t}>iiotiia^ lènaa iaie ec« 

,, Janoi ccUh<de joiicaUi e tteniie];ellà^ 

piegare. ^ , 

}draal9 » giornale ^i diaei^^JÌ9if»9^^ ^Wtù il 
. fiuttaia. iarlaHe 4' ua^gtonso-d^vn^^r^Oe^jod^ 
, anjaenio.; . , -, y ;• ••/ , . • 

IpBtura, ^^Pwms9k^^hm4^gimH^i^*^ . 

^, Mfiì^ ya«a» la.^2!0i9oa loi^ga^'n mano :' 

^ Tanto le jeffe lo ppan^.,.cc^be mmagoa^- 
Itela cialO'^ c^e^tte-^iUlevifTéi^ Fa£ 
V ,9 N' auita .iiior|eIià,| (ccbt Ua^flbta ifciilTa» 
. 1^, Qtiai^' WK)Qii9^fti)^, abbra^ia^e io gr air p^' 

^ No i^ pQtf alio '^^. uanti^ '19. cielo ^{ghuita, . 

,9 Che ,na>pp' a ttutte^ li caviac^e. fpanne^ 

limece y emhriei*^m ùjùf^ iimiBQ^^^B tegola..» 

IfciOy 



IlTo, #/i#., é^/r <Kcefi^|NMr tjbì&o-j e Tìllio , e 
Irem làib • IV tis$amtmi^ 4 E* detto toA éiBP 




tveri Nooii eMfefVfttt Ift-iMtfolà ^àmp Lui- 
m ankaifltai» ptt cemii^ttre ^rtlì 
' tkoto'd hgBM, che poi ftgae » 
:tttto m volgart. i^4nir. iv«« 

,y Se no vene hi laono « & !o coMtòy 
y, E tir- con kitia>-b6o re* ne (pm^V». ^ 
JOroo, eioBgo-, ifi^flr. ìooct^t o- jOMhe, 

J^glio , ;/<^/«0 , V. J«jo,.cEé.credefi*e&«r lo 

' ef&ÌKx |MimÌ€Ìm4icÌie^fmfac» ulf bioAi' ia 

chi la mangi nel pane. 
}iBmmQj pof*h% D^ìgW'ÀaiM»'HMaMy òe» #nl 

Ittpoeca ' iappcca^ Parola ufàu per dinotar I'^ok 
4M» irA mtékHèmÉ y ^ r4tfir# • Si^riroaoAo Ul 
' jQiiOjfiitilrtègn' Al Greco <ti» i jw w k i^ v im 
W^ , v]9 v/tf ^ vod «y^ cQ0¥iado >4 lèi ^qéK ^ 
pexdaW ^M'fifln^4B cUilttlMMngii^ 1»k 
BO fpfièrta nOttd^ìoiO'iie^ fi(|tiMoato. Di cfto 
feo itore le Voci /#ro^ ^^tnr^^y ^ h^ff^f^ 

„ Berzò j(ttpeca j o | y ic a :1è y 
' ,t A* r^iSÓlfc »- no P&2Ò ^ ti ie 'i&Ietti>'** 
Jlifo^'a cmoTpo , e- pitf> (MioitanNHttet Jefimmor- 
jiHy, dA giuM' m-eptip^ j Od-iii ^^>S^^ r-val 
»»^fi9mrmoeo ae'-tóiij|ij iff ' oòF Gktttilln^ m 
«i^h éiU# anri^he Gatteogifae ; oggi mi lA 
»TfiftNÌ.otacoi^'#« - • 

Uh 



LA.' M \9f 

9, Tutto» avana jt y da tanto tàtmgù ya»f, 
„ Sft accofid bo ktGirfOi* . • •. 



LAbbardà, (èbbasda, e ltt)banU> éUhrtim^ 
Chìznàam 9ff^à^mkM^^ tmrfmrssho ^ mn^^ 
scroctònt ^ €ÌMi |Br poaftffitti» va^ «un^iaiida 
per le tavok altrui, di ciit mai non Vi fla- 
.fta' catofiiar». %|RtàInttftfe^iai fiùF àppio iui po4' 

DlllRNM # . 

Ijicensi y JttcenoJa ^ ténnarfù :- dkeS .dtdaoDO- 
doiicató-^< io ii gjM ^^r<rjr diecfildr» cht fHa ùt-i 
co t da qIiol oadea - tld^ «Atio prodotto mV 
gttti qiianda mangino tali aninmetti • 

LaeABattcb^ totaontU di' kgno dr difltòder 1^ 
lafltm ;*.ut g«rg{i: >«tfa«# : onde safi99€ipf90» 
va h^téigsnatHro vai H^ bmt^f»* ' 

Lamoiia . Vòlt^^éi M^fttiM . Si tnurfkifte a di- 

AotM^ oervalio flNrvoko,l<|ttftfi iofie àirchitet^ 

tata, come lo volte* T«ti« ro»fw Ih st^* ym%^ 

^^^FoRooa V lammia', e o^lio ékxQZiào/tyt 

M Mo ite ifliur tt'fnysto^^ o' m» do omo • 

,^Mo> ^ hotalha> la- laiamià: a Jo Si Gio^t • ** 
r. . vota : cerviello. ftttè- as IbmnKÌa , vai fsz^ 
zo , ^fimgèim, pkfi ffoii i^#* wnsmtmLMf y nèr. 

LaunoBeto ^amida^ v* p^cma ... 
Làm[^'» Ltm r na^. chraoofca i Tofeanìr diqMo?' 
.^(49oy4Li*.)ì^tfailaioiiflÙflOi)^^ bicclnero di> 



-\ 



188: L A P 

h. Deii^. fa» metafora dilP eSerfi ehlamtte 
Umpa , ed ancht amf^ka una CMts imfwav A 
4ae caraffc in afciiid paefi dtl regno • Sicchi 
come quando fi StMtok k knafa i -fii^ao di 
effer finito Tolio, così ad efpdmeie cr eScrfi 
intieramente tiatannato un Mcchifc di vino fi 
\ dat». Bu voce, ftutare • Ciuccm #4wr» XIL 
*sr, ^^. 7 

' ^ E fiottte-d! lampe d^'aniaiiBr, 

,t Pe n*eflb vift» votajeao^ caxtoa • ^ 
Sa&no* 

,^ Po gU a lommàr le Ilàaye ciifc i ma^ rf tf c u 
4etto di clii feampa da qualche gtaupericeio, 
onde per voto va ad. «Uonar le laaye ki 

ILampefare,: r lafn{»amy hMftgpmte^ «tm- 
JT^fTp ^ # pnwr fmrot& in • «rr^» firr f y Wj p é e 

se cltmnitìientl! dalla parola krfna /rfjww > 

^ £ uce^ de Ja^ loffi dtvaeaje 
., De vino cfatib de t}iitiiB|ce. ìmagàìm* 41 
d&l. greco «yw^ ,. irw^ir* - 
l^timL^pmnMna\ " 

Lapesbzxaro^ fiirta^A piiliflirptexiofii « 
Laperejante v. Pietejante , otokrde^ noftrr'LBz- 
zerri^cetlemr tiàKori di fafll^je ferie.-, siigliori 
- de^fromboltari Macedoni'» 
£apet<>a» , mdrmnwn ; fé kipett javuno ofra-Uo. 
re , vai mccsnhi si U€9fmM»f^ èom-f^mi^ ^,. 
€9n fatoh . 
I^areiefare^ cm»cer$ nm ptssz» di^cwrmt m tft/giM 
lurd^^ che si f0e€Ì0 0ifdff9 siwrtndi m^U» 

1£» 



X. 4 T «tt# 

Largo j SLTVtàM » t vai .^^# Ju$ge . 

IisKg^ dtCaflitflb^ luogo àfliofo per le tagae. 
Mie , e per i lachi , ciie vi girano in latt^ 
die. Lénpyde Sant^AnMlo, Ino» pih ce- 
lebre per --i dselK^'Comc par quello aei Cri« 
fio grafide «e Fas. 
„ CotniBe a «io ilaigo ttwuite fiMH'AnieHo- 

£atrifia, cesso ^ 

Latto da ^^<, il fervp^ il quale da A^v^tw ; 
ma dii no» iodoviiia 41 pecoii t fon quindi 
detti i fervi, omsM pepiti. V. F, M. F. 

Lattete , datudi , e dattili , fratto deUe palme 
e tirfbcei istvnhri • 

Lav») toffo d' oeqoa -impetoofo infpMnbrante le/ 
noftie ftfìKk per deotto ia Città , cagionato; 
da piogge divette « 

La? iaaro . .Stiada di Nap^Si , per dove antica* 
flieste cerneva la gian lava deliemooe pio- 
verne , che raccolte dalle colline , le quali 

'Danilo «orona ddb paitr ddl &ttentrioiw al- 
bi Città !f Ìx\ ftnipre praccorato farle corre- 
re <iiofi di elTa . ^11 Lavinarw eoli' ottima 
amplìaaione delle anaa^&tta ila quella parte 
a' tempi^di Alfoofo L Re redo inelofo in ef- 
ÙL^ 4t^ dette :dtio cocfo alia lava , cke v!el| 
felicemente defcritio 4ial Fa£ino nella feguen» 
te ottava ( Tsss^ €wm* iX. st^ 4é. )• 
,, Gomme pe na gcaa cbìoppcta ferrata 
yf Lo iavone a li Vttgene s'aonefce / 
. 9, E p^lianno aotmiavevpe la ftrata, 

^ Pedlide feiommaraa Sant^Antoono crefee* 
y, là ft tre^mcehe fa^na derropara., 
M E a la renacela chiù fé mmeKZ£irre(ce^ 
M E fé gUotta Sdibeto , e afbria, e pam ^ 
^ Ciie.oÌM(lta àlea poinaso lo $nu^% » 

L^. 



Mp0 X A {Z 

Lavie-y TifÀ^^m fì0g»-javra^' 
odagli fìfwi^i vUfgiittod pct la^<%ibaotiA/de' 
fttoi lazzari , wmfiWi J^nicù», Msee* un ]fritt / inn- 
go difcoirfo • Le crociate jftìttimn» a • Vm U 
jBqrbo lidLlatUblsa. MIa càia oógmute fède , 
P Egitto, e la Paieflìna • Gli i^iicti <ia «at- 
"Oo ^llififfisa» «lale-MiMseaiottQ* ^cam^ j^ 

. dale pufytetCQ»^ il JUcmt» ^ett'^i^Migria • 
(^ittfi l\or4ine oìiviiUttwfe^i, e -Éfo^d^licfe « 
làhe pseÉn per iSitmo la^ obi» -de' lwo& » A 
dedicato a 5*. X^c^i^ra . CM «K:oca;|^!o|pe-. 
duU ; tmk àel niAn» DUmo hla^Smft^ iime^^ 
:z0rs dinpta meoia im-'iittnw-ctpMa «K ^^ 
ghs di lebbra, i FianceS itoono i fiiint^he 
^Miinmeoocr^ ^luMPtirt/iÉunnv 1 ^riwafi.f S 
corroRijKndo fai mx» Jmsfim^tin^'i^rt f. im- 
xer oggi 4wbrè>tn4tieUa.iiiiieM iifiOÌficat.«B4e^ 
4>R9fo, je /«^r«m iMir4^f|;e& di'Mb«M..0iK 
imoaub egi fa iti «oi , .cbinrvieueatMD^Qhia* 

. mas imszan ì Iqptcftfi « ^ed. iaéi aqghcrittipio 
«fi^ rogasti , e i^HiiuÉyMi «km infcMM»ifaiJWMr^ 
bo contagiofo^ 

4à cofiodo, fi det^ jQsa ^inelk pinkofett fer dtit 

. morivi ; .prinùttiasieBie^acòòodi^ fottio di- 

ftlnri , ed ognutio .i|MCcÌIe fcar)e^ : ieK>L 

xtt pereèè potsfle lasairfi. daìfie ^poo:he&> 

zt \ QdiKii il 'farla tutta JùasGa , e do- 

-vea efser (ti tela; ma oggi per abifo fi fa di 

. iana . La lebbra l imocbo fiaito tra^aoti. ma 

«efiAe la tigna , che \ ^immmom ^ tSssL • 

Tuui t tignati .del .noSaso ^railde Ospedale 

. fono obbligaci ^.adeàdacpi^^veAe^ l^qua^ 

k 'fi "il dillda aaeÉa «i «atti ^ dte.aai aiede^ 

Simo 



• 



L A % 

fimo fi dBtm»^ non psicfii U |M«zki fi vi^ 

. gsoidi €0me maU «QptapM>fo^ ma fieftkì «n. 
diff da^ matti «i nccelsarìo gkiardarii • Si riduce 
qiKftc^dbit» ad ooa fpede <U caaaicia , ad im 
calzcMie, e ad ^ oippac^:» 

II nefii» dittia fimik a qiidfe della Patefiina , 
il firiiciame, e Jft «riferia del popola, hboI- 
tìplicaiooo tra noi «d i lefirofi , '^ i «lalv^ 
.fté. In 6itòj>teitm y cappacoio,'la piùbaf- 
fit pajftt detk pUb» non Sa altra vefte, che 
ima caflucia, ii rm tìdMHM ; e cofioio ancona 
•tò non illietd da mal còntagiolo , kgwno 
M cUamarfi col 'nome generico di iéttzari sm 
Dachè l' opidenta «ella nastone « e U i>ooa 
«aasmanto nel fmol^jt cr^uto , ^^ dkiù« 
mdto il nnitìeio de^ lazzari , e moki vi feno 
ad pep(^^ cte awemb per abituale foeKceria 
tutta la fembianza di lassari il fabaco , haop 

. «o nei 1^ ana di getililnomiai k Qonemca ^ 
Cwe viene il proverbio • Fieitt Cec^aof , cm 
fare Métfwe ^ Màs^ Nap. EgL VUh } 

Dia hzzaro s^> fiitto Lazzàrejatè^ jcke figntfiia 
• sCht modida ^Mfia foice di genee . Om» 
iib» J. • - . . 

„ Chttto^ perdio fnio , toaA la lana , & 
,v Mbi fo iaeatejà' bdìi l' b betato • * 

• ^fUm fasebbeper^ violato «d un filologo di 
-tiar ti etimolo||i« di Làzzaro, per quanto fia 
ingegno& *ta Jnor einiiiciaca , da Aa^a^ , temir 
rario , cfa* % 1 vdiftintivo di tal cturnmglia , .o 
da A«« ^ p4^Htu€ , e piof^iaaieiite - la bmism 
^ie ^ ode col poco otioriiico nos» di ia^ 
nagti^ vleit difiinta , la ^ale da ^«««^ lapis^ 

" dmde p#r:opf:a di Deucahone, e Pirraiia?»/. 
ncj nati durum ^nus* Vir^k > o ' per . ,epea* 

te. 



tft £ ft d 

gaa genia, ed impertìoente, ansi ^àaintb- 

lénttffitna , tA iooorreggibik • 
Lazzo, in pi. iaieze » Lazze , ^ ^itmmh iBoefi 

qaell' afsegnameflto menfiule ^ cu » il am- 

to alla moglie per alcane fpefe^iiiioQSi occoc* 

venti pei inoii^ «nnliAre^ 
Leacdo, mezzo incanutitm^-ìhS» . 

^, Ma- pò celie nce reflaje mane ««acaiilt » 
„ Leardo fiitto , perztme de core.» 
Lebbrecare, rij>lUìgfe da iebbreca, wefiiem^.. 
Leccale , lambire , da ^rfjff*% lingert . 
,Lecénze;ata a la fpagpola., vai semcs pnftAr 

licenza , o €9mì»ùat0 , o sevz»^ xiGoltmt akfù 
' andar via , od ener mandafc via in mm^^a 

men propria ... 
JLecienze ja , lic^tzM , ^anmim» • _ 

Lecina, ^elce ^ noto albero*. 
Lafreca, e leÌ(re<»giia^ li$§ , # tH J/^égg fn 

bagattelle . , . 
Lefrecare, t -Uhtch^utf ^cmrtrasÉsre^r. lifve 
* imeressé . v 

Leggerezza , iftcost4tnza jjtn^xfULt» igiovaoUt • 
Leggedrare , registrare da leggiftro » rv^ù^iMi » 
Leggetore.«<aoa piìi /e^etm j n net {il. lejnit^. 

re y v3l\ leggitore j aot quello, a cai é fnol 
l iihìggere qaalcbe prefa-iiocie di Hbti : diiQiiun 

|)0i Lettore , ^ori che tnfi^aa dalla Cattedca» 
licggittto , letto y participio di l^fgeia. 
^Legnammo, legname ^^ìegno ^ 
'jjegumnia , legume . 
ieje, /«g|e., tecza perfona del verbo leggtfé y 

• eh' oggi nanifi d&ce p^ii lecere , come omnc 

lejey ma leggere y.t Ime,^^ ^ pioommaio 
> coU\«^&etta ^ Jion^c* ... 

Le- 



%; Jèo9n : '& a /llcjone , Minime lu ^ ^o- 

LtUa, Leiiaj AHY$Im^ c «tolmitivo di An* 

L^» • Nofjoe praprìo , corrotto da Lilio • I./ 
jr^^/^ de lo ù Lillo ciiDotano godi Alani ,' 
e tmgiénri^ • Gl*^ Italiani dicono : J gusti>^ 
iti C^y^/ivir/ Qhmmarìa^ nello ftefso* fenfo ; 
ed i Francefi la frMÌcheur di Monsiiut de 
Vindfimt', KTchè: passeggiava ài meriggio : ia*^ 
Aate per pi^ar mfco . Ma fi & dalla ftorìa- 
citi fu MoHjieur de Vendome .Si (a. che il 
Cardinal Gi ammari m dei Montt Sanfovttio' 
il l' indegno M'orìtò di Papa Giulio III. , 
a cm ix. tolta la porpora • Non fi fa poi chi 
fu Io Si Lillo • Ah noi abbiamo poco ama-' 
ta la pat^a f .Si>I& fi ià di qneO* uomo cele* 
bre i ed ignoto , cIm andava la^ fiate % Pofili. 
po'per prender ^efco;^ e. per deliziarfl . Npn 
OMMHieevIi; ifìarif^jrt ; ma^ leoKiya egli foto la 
firn barca .. Sicché fudava , come una beftia , 
e fi Afsccava fino a perdere il fiato » Qnefto 

' iìtmo guflo dette idea degli fpalTi de lo Sì 
Ulto . « 

iemmofèna , limosina : colo de lemmofena dL- 
ciam tht nnlla. fa coafertare , ma che {uodi- 
gamente tutto dà . 

Lena , E/ena , 9 Mwddaloffa n. p. . . 

JUnotne, 1 ondine^ uovo di j^doccliia : diczC 

. d^tfn feccanto', che ci fia^abbi aftomo , dal- 
la fbauglianià alla natura colfaicea di qutfll* 
infetto* . -. ^, 

Len^; (cennere la lengoa , ammutolin» 

Lenttneja « Untigf^im , donde 

lanftnejUfo , £hi ha «nacckiata il volto , o >ì 
Diz. Naf, T.I. 1 i«fto 



x^ - L E T 

xeAp ikl «Mfo di ipMe deftmnrifiMcHie- 

te roise, che talora unendosi firn fffl coipo miai 

^zic di calta ^geogn^cfli « . 
Lenza. 9 twtdajàa fnscm , strhrìa di -tdm « . 
Iveprabbcca , me^to lepnibbtca ^ i9p§éàlicm • 
Lepore, if/^re. 
Leppufo , ^# i^,J^^ 0«^^' Mp99Ì^ ^:Im ioMs 

iifpQsmj T« ieae^ato , «ode -Lippi^ , ibaz- 

JLeiena y jfaidaufnomii^:^ e Iona Ìì tei» 

tiflimo ^ V. fnf^ia • 
ILelIìa, lefeia ^ -Tjvffne • 
Xeiioiiare., dicesi. delltf fab hfi cht, 

' Ao f o ^accano , t» nsifimse^ ò Mflaia^ 
Xettka^ Umetm. 

3Uttere« Ijiogo del Hepiodt NapoB'Moo tot. 

*eaRQ da Gragnaoo incitò erto , xmre aim 

jiiiò aàdard ..alno ,:cbe 4i piedi'^ <0 ^iCftwU 

;io ad asini y.a nmletti • Qoiiafi:!! pam p atU o 

Ciocofo* 

n L' jdèqe de Gflgnano fatmo luaii ^ 
. X C/Mcr» ca3$t. W. suc(y* ) , felierzaodaei foli* 
equivoco delia voce , qnasiccli^ qae^ ariitt 
poterselo «ofitaisi ^vcaS letterati > -* 
Lettaqi , /er^iw ,^ «punitivo Lettneoelia » /er- 

tifina. 
Letecare, luita¥9^ t^ìHtémtmf^ 
Letterumjneco^ Utterm<y :. talor «dicafi 



fpcezH><d*ua infeimto :4^Kpa.di co);meloiii 
let^eraiie , ^tom' è ^L oofluoie di idcmii US^o^ 
jottl odierni , che penfan far coiaparfia ^otlo 
Audio de' ioli «onti^ d^ Khn , • da* dizio- 
nari «ncidopedid . • ' . • . 
ILettor^ca, e lenoie^ da :che la L, #4» Rsl« 




^, £ ttsti^ ée Littoitca fap^tte • 
ÌMea , nmrm^Ui^ firma , sf$f$9bia CÌ^V. Poeta 
ij«va^ «nirr #f#4V 9 sltetigia furi^m , r /ivr- 
^ftf4 • Fa iei» 41 na porUi vale rfmmMtls . 

^i Afe Atto vitecJkio ha MtM . taam leva . 
' : ^ £ra vadi <l|eir antera- leva fido, 

» Chi v& dì clìiV^ biliaiia, ^ 1^ emvlt. 
Levato^ «Itofato, 4k^o^ r. Aniceto • 
ijtomB», folta ék aane. maffine^, • detta <fi i» 
fiyofaloce* 
rra,^ e tivim « Uvr^» • Merita éflcr fvl* 
j«|kpna «la -ottKia delle etimoiogle, che hanno 
coflMcra fwrfta v«oe dalla latina ItAraMÌ-kn* 
.tb laittaniinnio | che ^^i >ha . 

deva a coftoro il mangiare a pefi eguali dat 

< JitfioMmfrtk Qiibdi l' et ttn eiogi a cfeUa v«« 

'(<• fMs • QtdacK'ìKiche vemte ^ che 'le di* 

Ibibiizioni pelate fi chiaauiG»^o' in lattaa 

èmbùo -àHk^im^s ;^eé ancor oggi in lln« 

gtti^gio fotenfe dkonfi Jiberazioiu , e libeiaii* 

ifici, jpngateatl. 'Omodi i Frasii^ fèicero le 

«.voci y /ipffri^ % delix^rtr m lienfo di À*fs • 

Le pedone aduniitte addette, ai fervìgio ^. e 

.dhe avevo» -dritto ad eSgere.quefii fakffii ^ 

in origine.fi.eManiarono oei'Franceli '^j de 

ìiifrefy cuk oecfone , a cui tocoava la-//« 

wfum^^ht sÉxrn figm€<itva la foddeCEa diflrt* 

Inntade cotidiana « Venato In petifiire a' pa^ 

«ftoni di di^iiittife aoclie il veUtiario alia hm 

Sdiglia' , filala vede paisb a cfaiamarfi IJvree 

in Fiausoefe^ e fi ^fece nnlforne, cae^dofene 

i Mloti , < gli woasieati dalle ut» gentili* 

-: ^ Il zie 



zie dtl^padc^he ; ghu:)»» qiièfl(^a«itfn|)rtiie- 
ramente comificiarono se* tornei'-, -ctéofelli . 
^ altfe fefte pnbWohe . Dii' Fmvctft txrfl^a 

Suefto naovo luflb di magnificenza i -Sgéo- 
1 Italiani ^ «.^jlonrervapono -la ftefla v^ce 
Francefe //vrM.-Ma i Napoletani pik feaa- 
-^ d4la' Iniéflione briginarfa htink te <^ii» 
librerei^ ediOggi indica faltaoto-, coms ili 
IttHano , ' la velte dau ai fervkori • Qaefta 
etimologia , xhe fi tende indttbttabile ddb 
' lettor» degli Scrittaci di facòlo in Tecoto étti 
le due Nazioni , ba&erebbe ' ad iMniRaier ^ 
•appaflionati etiraoìogffii , q^ctcM cbi^ ntai 
avrebbe indovinato, che il noMe.di vn'aybi^ 
40 trinato polla derivare dalla voce , e6t «K. 
nota nn pefo di dodici once ? E wire di li 
^iené , «e con altra ficaaa cateoà di coaàifi 
' *fioni* '■ ' 

lucchetto , «QOtto arguto « « tdora nmdftfe ^ a 
- detto appofiataflieote , talor «fileggio é^ c%y 
%9*n j frohrHàt . ^ ^ 

i^iccbefaieomie 9 eanzzt 9 cmt^limaui é^ft^^ 

4U9SÌ • 

licciarda, e Sonte Lieciardo , eoA va ieaapo 
dicevafi il ^oioib noftro Poate og|^ detto deU 

i' la NfjKldaienl , v. Ricci mio . 

l^«8B<o ) Infero, li^io de inaao , £cc&^d' 

4«un ladro per ef&tto di foa abiliti . 

liento , Mj(fv« , FaC .-. . :^. .^ \ 

„ Focca <nee pigliarria ciertó da iiemo • 

LiettOj letto j £minut. letteciallo^ /«ms9»>. 

lÀiìo pallilo^ ùasìo passo ypisìt ^anisso ,.fiirf*» 
„ Pttio da Jià s' abbia lille pafillo 
„ Ppe cchelie (faire vie corze'^o cbillo. . 

Umpiay eJimpeja» Olìmpia ^,. . , :#. « 



i-« 1 . s *" M§Èy 

lito 5 feotiffimà erW : date luid* 4 ppettenare 

4sr molta, dasaffrjre^fi^retatun^t ininquu^ 

Tttudin$.Ti^vàxt V\nt> a ppettenare, ìnttigar'^ 

W /^ Mffltft j cke pòrtan)) tmiarazzi^ mentrsi 

da st n^gifuh :Ayi là Tdòrta de lo 1IìdO| ^^ 

sere dìsgrazidussimo i^ dopo mert^ ^ V* * 

luppolo f .pelo di tela grossetano'. : ^ ' 

Ètnobetta- „ Elisabetta y v. Betta v ' . ' 

G&idrò , Atessaffdr^j e^Lisnndrù rt, p. 

lifrìo , -tevigatiis hnza pelt^ d» ^**»»f , Itevls^ 
glaber . 

Liflo, e liefió , fesf'y prpntio ,' fbrfr dà *^r«*v t* 

* n/irifr»i il-qii^ fé jroatò lion 'fia , cfpci. 

^'ditQ df man^^ e'fpefK^'ascor dipietit, vania^ 

•^ \t nel fno mefBefe. ; - -^ 

li via; Àcm fi dice )»&, ma BEbra , pdTo di yz; 

■ oacie > c<»l pure ' / 

ilivro non pib , ma Hb^ro , litro \ I dtmihirtt» 
vi fono itSlfrecieflù y Mbruozzole-^ edlp^ 
%ioratàmt^ Ubòtas:Z9\ Uhbrotrt^ • 

lizeto , /f r/>29 V . *" 

Uà, *o«, iv/v 

IJaHaradlera ^ voce cB allegrezza & «Mili' ; cio]^ 

^ fnf^^^ ve«ii>^ dàtì» ebh /6iar//*/; tuùulentas fuit; 
fé festa C^r. 1» qiwde noa mai fii feriza fuo^ 

' clt% e lumi là fetà ; e qulndT PAlhltéfà va 
pnlieipio di certi MnA , dove ccrtamiente ribn 
vai Lamhu Xhmiffum, mst iin* fegno, e^to* 
me ma chiave di mufica , giiafi drceflìmorif /- 
teg¥o ^' larga O^cl ' • " 

U*^avl»crejere « l^ifi^è /»*'/*i^^ • ' ^ ^ 

Ltecrejare, e neci^tese, r allegrare 'ì rftfe^re, 

Lociar, iMiUie d' di^ Ikméfinnetetrice ';, e d' ud^ 

fuMon f il quale quando era bestegaiatò iìbti 

" I j capì*' 



0f L O tNr 

e^^ivft^ nella pelb , e ben Ripeta -Irastf di4M'i 
danaro ,* onde Faf. -. , 

^ Tute allegra Locia , ck' ha &tta.p^ 

l40cigno, e lucigno, stappino ^.i^cigmlOf ^^ft^ 
xmo litm^nto d* ù» r4^azZ9^i ,^£* egfi ..flMfV 
nùn JA chasi vogfif» , . ' • \ 

lioco 9 costì j costà m . ; * ' ' J 

Loeco • F^itiMh impeli lo . , Panuai re(la||^ji^ tn^ 
dagli SfmiuioU «. ma eoa %vMdc;lie<^l0Qa«Ì«i|9> 
nel figni&ato • la ìiogoa .Sp^gquolft, 4<mÀv 
ffasAQ . Da; rm fi pteode^ mcameii;» la. £bm^ 
cU /if^M^ , stupido^ • . . , 

^It^ofity sc9f9tggfa da ^^ ^.-P^irf^ ^e^^o*, 

pficf. .fi Z.ò//a i divetHÌfio.i)Omj^BW^i{|tr 
dinotare^ ufi iiotno ien^lice e f^w*^» j^Iti &. 

MG Tao nome a for^ di g9Xb&m.Sui4fif9m 

^fipnmtim- imrtibm ìiti ì^ 

^ Che fiio^tt pò 4 w< PappfffiUo ^ ; 

,^ No %ocGQ ». n^' fc^nenslùatf)^ a(t> Si 

„ Lollo.^ % .... il 

LoQinitni , vfunps^ fiktnms^ f^^*-^. , ' . ti 

Jipnnedl^ iifiii<^« . .\ 

Uatdo . . .: .,' v*^' -*^ 

l^a ^fjvm tat^tao^^ fome- <»ieii^ «bì I«iq^ ^ 
onde tal notpe , e foct^ di &?»i^ 4r4!if$#iìU<lt^ 
cuima tetng&i:^ cosi d^ia- d»U'.a;(ti^ i&«tal*' 
cqtgnomey EsU; « . ^ 

M Ma qoannach*era lopjl s^add|ti^4#^; 
Uoftriffenao , iHiutiduii^'^%ì^]p^éi.-.$ii^ 
e. ditto di^ioo^o tI(jimpwWnio .^^ ^ IM 
Ireberzo ^ d' iid%: b«c&^ netia . 9 e- f mi^ .«imict 
4bq}iacta^. ... 



L U Z .: if^ 

Latano ^ contrasto , mqtthtitiutine , Mde /ir /o» 
/i«»f , fiatsre , brigarsi ^ da XAW/j«iy ^uferr^ 
ntrimre^ tkàì lab^paca dt eia fi^ ia i falci fno^ 
Incae- muorte »^ mviAr ,« casf 4m' nremtr • 
Laocià, Lttcio^ a OiràM^a^ »• p. ^ 

Lflifry Lm^ì ,. e. Lu^^ ir. .dir Donna « 
iiBDbfece, e Imnbrece , Coitaci wnnir , cAe^- 
oafea nella ' tana ^gcaffi^. w I&qj». Dkm d' 
«Offl di catdvD »bre^ e- pd^giór' fiUott* 
bRBnc, ktme^ e lotmiii»' > - 
bm , famusia^etfrieckri^ Fét^ 

^ E' pptB&aootk^oipoi (il lafajmiy 
^ Ca vonia nim-fii' vnoCbhe M. copartÉ* 
,9. HttaotDv ehe*Ia paffii^ clialk Lufla 
^ De la tarmfimase^ a b^Fortiiiui. - 
fino» kiM^v SidkAriM^té. Parole rifinfléci-^ 
dallo S{Nigaiiolo^//«i;fo^ /«^> Cìm^^. ^^«i^^^ 

^ Mfini^ TMgaao tmr-hidco^^liioep * 
„ Viaochity giavem^vftiii^ytepMcariliei*^ 
lawngo >../«iv^^ anema loaM , h0oo^^ 
linpomcttaro , (dìb paifce ddlnad dcitoì xémuè 

m'mt ckè Itàtpti v ad akataesaa gA& j od^iir- 

calche iwtaiio* FaC 
,, Eqiiaaco''iior^<€AMtti»o foettfre 
,^ Da nr0ntaffiilia'c gcUìì lfip«inira»^' 

tuvraeo r a IdriMMo , Mrìctf^yMUt-. 
Iteoio^ Xwt/a*^ tur pwv 



's • t 



Vyt »^ 



l^ i^ fi^ 



M 

tica- Toce Itdiansi fUtf^^r» y cbe i&oofii 
uhìacctare/^ ^ocm éìIvhXSi , e tefiata ne*' 
* fuQi coflDjpofii. Mmmsteavty e ^nactatre^.^Om» 

. „ Morood tanft , th' ^ ita txiaccarla ^ 
,,. Pe fp^à li laarmajetc a lotbm. * 

Maccarone dicesi d' nn ako loepcrotie , come 
pure maccaront^ àema ptrtmso . la pi. mac* 

. carune y tiouffiioa lavorò di pafe*) e piat- 
to .propria del Att&fida ^««wf«*, ^^'*;- ^•^ 
ten^t £ maggior atiegtia mai non si dtfpcit- 
fa da. un laato pranfo t ed in queRa mancat 

*^£bn deve im tal inatik:aietn>.' £' nota fm: iM 
lioftra broDÙ, Cuccagna ^ che^&cev^ a ^{ù- 
ia del noflro Vefuvio , ginante naaccnrom > e 
falcicce 4aHa cima ,' cke st nitoiavaBo Tulle. 

^ fcjilk dì qttetl' arteiatto fflotuacsUo fiv d' ano 
Itraito A cacio (patto , e ciò ia leoopo £ car* 
vUevate p^ iScieazitme del pàtiDlp » Per ^e* 
ila intcrpetsiva im tól* amert • il N»*rof aa«ì^«. 

. /««; de' Greci , e mm pt kv8Ì»CQ& Ma^^^de. 
gli Elisj/MagRarese Qiaccic«M.r vai «C6cr- 

pw¥r «fato^ ad efprijner qualche appagato no* 
Uro desiderib fenz^akim noftro ijKOfnmodo »« 
Mmacarp^ » Ahnenp\ Vart, Rm ^tu> !• 4«^. 
^ Mmacaro avefle addov^ i - ^ 

^ Mettere la maazoira . * 
Macrìata, e macreata. Tintura coffa ntacra y 
o sia col roOo fatta alla porta di taluno • Si 
9iv€a par mia ipavtilima ingiutia , e ancor ae 
'^ » , ^ 1 - retta 



li A dr- afr 

^ (iAi Kofir In qualche provincia iti llcgtto » 
cdsicclA '^OfnveDue fiur piamidaticfaè -per vii* 
fìrla fott^ fevertflitxie pene • C^r. Micc.Pan. 

^ Io pe darete g«fto, o cam ngrata^' 

3^, Te ie fice 02 beiia macnata » 

y, Che. pò ntt fltette, vimini , tocca , noin 

^ tocca, 
,^ Pé &t«ne ?o radco de la cotda • ♦ ■ 
iS^^pef éssni imfr^icut^yo^ 4ì soffrir I4 ror* 
4a\ ^af. ^ ' 
' ^ Mia echiè d* aucr» Raimiatto sA)amp»e 

„ Ca Wwoe at neuittio p^a de magieatsr* 
IfciC hio maccmO', ^i6#^e «r^^ri» , FaT. 

^ Jflb no la Femoirra , e moKuxbia macchio^ 
^ L'% imarne ^e fR lo f&ce % de foiacdm* 
MaddanMia Vrtma , /» nota . Fa£ * 

,, 'N chefio fé mie venie NiaddamnaVniiift 

» X^ io foteto iujo tioliBre aftttto'.- 

Mà&fo • Tuffo. In traslato dinota. il f^^ice^^ 

MaikfO dioesi propriameate miei caontUone ^ 

^ c&e sr mme al cacom delia ootte ,. de' batilt- 

fflrtor f|i«aa;iuÉto v* appHaglio » 

ra 5 J«réjf»rt* , da -#«?«♦, jwwo , fiios^ft ^ 

com' eran que' y che vennero dai lomio dell* 

Ofkttte ' mstittpo dt Eipde im a Setteleia 

per adorare il no fini Redentose^ ,- dkl Sacro> 

teflo detti Mfey*';»' Ne? itetcptcÉ ignoranza » 

qjoando ogni dotto enr pei6|giaitato , • ipréfo* 

per malttomoy.e; ciorsiatose , foi perche /r- 

gM avea qnrìle.pfutkdari cognizìoaf , che a^ 

|K altri mancavano*, prefet cattìjvo signU 

wato* una. tal voce ,. e • cosìv oambiaéo Ihn^ 

t»» tad pafs^ 6^ noi • Neirsmtico originario 



.09LdtIui fr^ioRo PatUice da. Cte^n» , . <b P»i 
che ia bella Fedima. fooprì* tifcia lAr. QIO 
qiie' , cbe- feco IjT iMHto dofiftim !<k 190^ ^ 

rr averto taftato di ^recd|»i k3$W€0 ^ tb& col 
ignee» U ft*?***»'» J?dniam^ v^BP^ Bio» 
doto ^ e fra modqmi Pridcaux C9»^ ^«aif pto» 
posim /i(Dt»!^fti Kranoril ri<:«idai^:elf*«m;e itts , 
^fnài ,0 ea(%) era preflc^ gU^mtkài* l' aft^ 
Sion degli oreccbi , il t<^&meiìta Min Jbmfci 
«e* Uiéd.r ai. Vk 459^1 NemnH^ ncoidft a F4- 
bo per irritarlo , che Laomedfiiiie Cor wtla^ 
Vft 6» qvMQ gentil con^ritfMnilo «^•*'>V^ 

mres a$ft^. E Davide. 9 fOBl giìkIoì macello 
non fece d' Ammoniti una. col loro» fte Ano- 
ne , |)er av^ qoeftl fitti» rader mnMm Iwfeil 
a] fttw anbafciade^ ».e nmmidMslt. oille «a- 
. tìche fcovet^ |Kf le tecìfe ior* vedi ì R^* 

iK/m //9von /«M'i « m^l'n : piMeabUflMst» 
dicefi , (la ftnza na qu^ > per diit^mv «v#r 
tm ^rir^io ,. stmt affm$o Sfnx0 d^mri i^^ 4lfi 
lebre ti fonetto^ dd- Ptcinni ». 
,) Quanno fcoiRpo:de (là fcag» ìatfc biì|^mii 

,, Sifero me $ferttiiiato ; 
9, Ché'poi^:iBfefi diiifdp<V' 
,9 Senza n^ maglia, e grsuiM 
99 QsantD PO .campflBMiO' » 
' I, NqIÌo' me éene ^nmite'*. 
Magmd; |.c«i|r«9p y cUciA pur An$magUé^ t 









IMta^dìBdl. %9igiiacili > cheP (umiio «boIìq (tef*» 
fi» sqpaìécBtOH C^siffii faritado . (UU* figura 
nwfloTa d'Atumcnoooc^diUfi crn^ CQmJikfiL)^ 
,t« Lsrcapo ,^ P iMccliie ^ st te ipia caxcmò^ 
^ IK , ca propik} ti ilioieGlorve l' ha dato^« 
^£ €0 (la oaagtKfe aclHlle Campcittae 
„^ J«f« aidzaatmo a 'fiue''a rcooaaaoe • ^r l 
MifMfeglie • S«pr«iQaie àm»ì a' Napoletani per' 
la paflfóaa vcat im-ttmpp cbbtfna pct i^ »K 
«IRia^^ vaidi v ^-ftifwmctd da' cavoÈ , da a^d^ 
émi /<^> f /«Sf^/^ r^pufife èc Td«r,\Cémri 

sài: S€* Z^if. 

,, Sia laaiigiafe^e aveflèu 
Vt rà^at^ w\\ii tire¥i note» dia ha SQeflfe ^ 
la faa tiadimotie , ik -ki ^ueftó luogo la fe^ 

Nì^UranipH^avmtomntU» (^odi a diiìo* 
tat eoA aafl^iUe fe la^ dà T aagittnto dì- cmr^ 
m ,^ ffogHas di^ cuì^ si fon totopie fomattc 
k iioftra r^mo5Ì0ìme mtnoftct^ . Fafano fex 
dir v^ feristi in « diaieoo'i Kl|MKletaao t 

„ £ eco ftt vteiae suMa daàaùaiamgKa 
„ Vovria fpreci lo defedma iiii(U 
Non dabbi^n» lammamcarci , xhe cominci ad 
andar in diMo qaeS» aotonomasia , che in- 
dicava lo flitto d' inaedibilt miferìa , ^ f^ 
vwà f a cui il rapact ^vemo Vfcg>wgtf*a 
«fta ridotta tfmfta' eittà.9 («^andftrf mainiate 

1< é »»»* 



^ ta^ MAI 

non \ete ki tmtke-i « faNdeUctiBEa ^ xte.fiìi 
anche ti pane, e i oiacclierohi , cosicché eiE( 
coflretro il pelota a Àtollam d^etbat' (;ooieT 
le beftie. * » • • 

Mi^gnare , 4mMf9giur9y vmcen ,*Fftfv . , 
,, Vene io j^rm^To aier^to pagaao t 
^ £. lo pkcioio-iURiflo fe lo laagiia • 
lllagnatora , mmgigi^M » 
BÌhgnafa « QisUa tovaglia pieg|ata ^ «fae portano 
k cootadtn» àtUa^ teìla per tipatasn 4il toh , 
e dail'^acqm» ^ 

V Id^^t ^«0^9 JwtMwr»^.. I Lattniftt voglion de- 
f niraioe Fieiinioiogia ^ macew ., i Grccifli cdC 

P'Kfot ».e z»'"'^ ' sK dmizzantt dall' Ehr* w- 




frifi» che fa ì àorM -prìnta compase V efte^ 
Buazione fé noa alla fiiccia , ed al collo f 

Maiale,, dtcesi il poixo giovane y e perdifpréx- 
zo. dicesi d'iio iKuno: da i**^«»- la nmdrice , 
cio^ che quasi jila. ancor fotto le gonne mn« 
Kd>rt , e che da .qaefto^oo £i allomanarsi^ e 
Afpenfare» Quindi MaiatecOy]^rox«i^ da f««<««-o 

- «<f y ntuttitim , che jti; ren(o fi rQb$ut^ , /eK* 

. te , ^im piMHMtp y .cone pes kii più ibno t 

. giovani ^ si adopra^ ^ 

llfeje»,. mai . : ^ - 

Iflajefla , Coi) chiainas» aooor oggi : iaì noftro 

volgo la propria ]»<^li.e . E' maniera; di di- 

.re rìmafìaci. da' Francesi,. P^fl^<> i f}fiaU mài^ 

.^re significa iif^é^Me*, it m4itf$s^ la j^^i* 

^mr^^a, . Frai oe^ non sì dice tin^trm m» qoefto 

'- iènfo » ma èr reftato U Tolo ifemn^oino hmt^ 



drila Regina Ctit«mne(lii» (0/m^ //à, i») 
. >», E a la, tp^ftli coia ca bona pax» 
„ Potta, ii^ì pe doiu^ ile cnmpzgp» . * 
fiSajd , notiflìme quaiito anckhifltaio divertimeli* 
to popolare , e r.aibtró ifleib di nave ec« 
che uiito-di iies^ « aJja drna % coronato di' 
fiìami » /orimggi » è co& sinsili ^ premio di' 
cbi primo fo mqnta • Fàf. patlaodò^ del Dat- 
* fem j .9{iipìè . di ci^t ,fii %ipellit» Diukae , 
cantav . , 

^ Epe ttatte'H^ranuw.^'hiiiuio 9ppe(è,. 
. ^ Coaune fofle no maja, pacche , e bannece • 
SsQxi pi»r ppte 1(1 ^scent fritti di cenere y. e 
Maptac ìL inaio •. 

Malacj^p^4izsu Uom mafv^io ^ àdk dì mafa te* 
Ila , di jpal j»nre)Ìo.' Dallo^Sp^jgiiuoIo caviz^r 
che vai CMfa\ e malM ^ji^^Avcaiuva .te|la«^ 

,9 I^ crede ^ che Io gruimaiac^'^ift. 
,, A cacciareiè nK^fche fé ne Aia.^ 
Malagi}r^0 ^ dìecsi d? «oc» itnuto y,a di cattivm, 

K9;^a2qtgua 9 maledk^ , mnidlceme ^ 

Maiafcioiru ,. e inalafciorte , disKtazis ,, dkse^ 

di donna malroaritata y cioì. co' ha incpitfia- 

ta OS cattivo matita. E' nota; la- Ibitofa. pò» 

. polace inapieciuionQ : Puo^gt^ ave U^ mmls^ 

sciertìL^ . 

Malandiim) , ArVitì:, da>*^« , valde y %> «vv^ ^ 
•^•O»»! j i'/»o/?Wt quafi dir fi volefe /wj>^' «o^ 
m^-,, jcio^ «he. fi' arroga quelle facolt^., che 
non fia : o da «v^^« , ^^jroWfl'j d^^cbe ognr^ 
\ fqcho I, e cesca^ opchIw le i^ peff»- 



mofo OrazUiM> «birbo ;v' • •«*• 

Fbrfe aache eh «^^«v /«^ iw^irMmh. V^ . 

m^ ia divieni' perfib^indole %f Bom • - - 
Malaticcio , cofnmleicemthj • di f Età *3i\lim t ' 
Malcicco -, 0om dà itmftù gjfÉtM » • «up «vmIì 
rr]^, ficoramente daI^*Ebf. mol^té^y o»ai^ 
e /ìrri»^. fttneifi^ IdMo pniSr v«m - NéiEkHd » iP 
Oliente ,.rapMefeiitat!0 eoa -tcAt 4i yfkdhir , 
e con mani -aa «ooio , -ma tu-' atter- dì^ pm» 
^disr eofa , perciò *fir tl^ ^cflt^ -ponMifi'le jrti^. 
~tne { wptir' da ABkÉdttVB ^pnà liainMtote- 
(tardo m Gadaoaa , «^ Dfnraa » cbc^ fiar ^ P' 'ip. 
gordigia ^.dt godetfi. feto le .fobe- paienie« M^ 
làfomente pmr a motte tottf r fini» 

felli) , ma legittimi. peib%li dr^ detto- gnii 
OofidottiéfO EbfMf ; èà qoal oirido umcfi» 
il folOv'Giotamo la fc^ipo >per mimcolé « 
Male^ernto, *^r$M di mnìaiUMdf eétoMi. -. 
Malenra , .unm cattivo » 

M^lkmza, stkperof99 méichi da f^Mr-, la^ 
Cora y Ov»/*»*^ , Ja pelU di fcmu ,• O ^<» , 

£'ne ftt'di fe^ pQxza di pecorkiin-come ptdir 
?'^ latini Vqttre bitcmi : o da ^**"pm , ^. 
' fe/o , cioè elle fi lafeia infelvatictiifie cerne a 
pcrrto fetolnto, o^pecoro lanuto, o4 almeno 
come qoelt^Oteziana traTcmato f MI mm angMK 
pongrP cuféthm , »oii ^ bmrhtm ^c 
Mamma mia ! notiflima nofira afclània:dont pei 
paura, quindi dicifmi Mammut^ «ut-WAr» e 
timorose y Faf. 

^JU» mamma-Bua^ftà acttollo a Io fmaiytaflb. 

Man* 



M^ l§ IH tèff 

ircmKo peicifaH' {amo(8 : a di /«a«» , insgmsu^ 

,my tàj^'^^i'pf/mm V «bIK Ebr* mmllal v , 
wm IteiiL ccmelkr f xh^ ooaifpovfe al Siru^ 

Mittiìwus«asailltt^ «WPmr ili 

^* ^^ ^jiccfac, o^ crapftj «naaM fi oU «ce le:* 

aDcetti'f wAf fforpoitMo^ attoria. tcBrm , e.: 
gpiaigiMMy efiuMM» hm <|)teie<- di • ingioia • 

^Nisr^^ip^ p^MMOH « iiMBmoa « nocella . ^ 
KfttinnatMciikr^ mamiinioDdqlo ^ Ai^«« y,^ 

)^, Cdsl niravvM^ qoaaw nc^vfloafitvro 
>t. He 4tL Méaià co> ao mamiMMiectato r # - 

Minaii(iiza.vi«s«ai^ Fall fmfcè y;9Ì9^mfw$ss 

y, Mo rifiss ^oht -hr lìce , k^'iamaiMiiiiiaiv. 
Manco ma' y per ni|mco« male t Am;!^.^^:, fsL- 

yf, Mb^co' ma^ , jca UttiÉta . » • 
lwanFofe> 01MV • 
bianca fide. Mmiì, ««<!)« . Faft^. 

9, De cfiifib «Kwe;» ikle it tmtmttn 
Quefta ftareì^refa dall' «(Ter il &k k ftli^ 
co&r die^dh.geMri vfviseiè fto^trovarfi vm^ 
caia , quaodo tatt*; dtro. «anchh €;r*^. r«>in:^ 



9tt Uf K W 

ff Non' pò & malica iair.. - ^ cc^ ,'\ 
E cani, vi. /t. jt/ : '^ " .-**' 

„ Noe nce ^ fnmoe ^ wr ac' ittftiidbr (^ìb, 
, ,^ No ncti maac^«cva pefcttfiaM»; # * 
Mandracchio , « Bu^ntiacchio • Qoarttcìe ddhi 
CUtà di NapoU nella ]^ai«e pib baffii ^ riiitt^' 
t» d»U^illfima} plte , e~4cffinstto^ ai maesliè 
delle carni ; E' voce tatiemistaie Aiab»,. ^ 
Jamelk I&sgHr, daiofs il P^rtù- «^ In j^fi 

!|tteitb liiogo I o|^i inttòato e ccipmp- <H ca- 
e, fti m tempori Pòha; édoia ttmummi' 
ctno al ftwh picioio , che fin il feoMMb Rv- 
. to: coftfotiO' dopor P faiteritaientO'^d»U^«niÌM. 
.Ci tefla dìdiUoSì:^ bideii«ifiBn«MOttctéMte- 
^ dracchio debba &rfi rifai itfr'i» qi^* teoipp, 
, ia cui nal ^isAo', e-^^ndeéim» feooK L Sa* 
' raceni foffmieneta PiMBasootr^ Miftii» ^' Noc#* 
ra , ed altti ìm^ì* a noi vidol^ « qMadt«S 
. siefcliiafono co''ì#a|M>letanf'; «r.\rcto«iai-dBI 

B>{brtose ve noa ptù anMa'^de*^ tempi et? 
e Atagonefi, eifendo poflibile, clte^^iS^ 
jgniioii ^ aelljb' li^gaa de' faalt ìi.rtflj^ dair 
^ ^alio i« vDGc^ Abmawlm'Mfm^ ikm/Bào^ il 
Pof«i.^.lo«avefleto^€osì denoaiinatoj; Mìaèìrit*' 
. ^tlmamo^ar qnedft ftcoid^^iniofie v Celasse 
fuf Aoneyi MSS*^ x' j. . , *. . \ 

,y To. parte^ d' Ingltlt3Bn;a , edr MaAìcdito, 
9 Che p^ appararlo nce vo -oAMranttcdMV » 
M Gomme, decea lo Patte Ca&KccUor^ 
^y J^J^e0mapio•dr€k»mfìftJtlbMalldtHcbMb 

r.. „ Senza^ tt famaoo fiMg^.b'WVt »rto 
^ „ mandtàccbsii • . . 
E. £ojb #it. ilfi /r* 71 f 

• Qr» 



MAN' t^ 

' ,4 OùL va ^a lo capo a lo nuuimeclifo . ^ 

Mamhrallo , e Man trailo; « l.iiogo ofciifo « e fci|i- 

fi)lbw9 ia coi s' iachliijot^ i porci' «, TÌ4pfi. Cwd* 

^ l>o*pii/^rco a !o aan^tuTIo josbrodoitilo " 
yy Vìt ,> e la ffftUina ceica ]' anidimo • 
Si trasferiTce a dinotate le :pi& vili, e fpoi* 

. chf caic«ri. , #• cafe^ di qadcjpa povenKWio • 
Tmss. Cam* VI SK 4^% 

-' ^. E fi mb mi, boo jj^ ilare^ a Io natitrnllo * 

„ N% buoje manette , e cippe fepportare. * 

Tal paté criminal f ^ carcere, sgcrcf^ dei la tufi 

^.jPTÀ Vinati 4. '\ , • - ' . - ;; 

Mane vacante, eolie ^ ^^^, vf/f » fon^qi^ieSe ine 

. voci da-sKH/nl^^conia m aUativp àflblnia^ 
ét^ Latini ^ Fa£. 

^, Ma pp cche nce. rel^ja mane vacate «^ 

Maaeca , in ienfo ofceno il noQio genitale, che 

. pai: la maneca de lo tJa^ fi, dkf : F<L na 
«^fa ca là. maneca de; Io core ». vai roif. nif;r« 
fremara ; co Te mmanecbe 9 o co tutte le 
inmaneche idtendiam deJlajpBMdrzaayOd alto 

. mipovto di qnalche cofa , r». 

,, Co 1# mmaneche \ mmo (laminala fdorlil 
.cio> % miflvna aoftra (ventusa. .q^iefta ec» 
Reftà la^isianeca'n ipano ,. vai itw^ cf^segmw 
il euno\ e péiti^ rimaner del tutto contento • 
Fafano' . , 

,^ Be flbecio qoaìitft^iiire ; ina gran canp, 

'\ ,^ La maneca de me te reila'n mano • . 

Mane;2|re , inanegp/irt , Briccicare ^ trattare ^ 

T FaC yi/Xft /i; mmamjare , fatti, regolare , fta 
un pò a^ cocrei^ióne ^ /ex}ti 1 configli degli 

\ amici . f. 



\, 



UtafitjÉbi^, fmmUà^' imkimJhff 

di f»ahl» cùsa y.Aoìirytumto fm^ fnmémt 

neggiata participio. V* frotta^. 
Mangano, maeiubà^\ flmÀeiito da nmi{iir il 

nno\ cassqM» éc. la ferma -fe fii^ aAi nta^ 

gBa da ptender le anguille , con M demo tt 
* mezzo éopenot èil'peeia^4illii irtacaMiui . fa 

]^rìore>9 v« fpttola, e maBaoccaret 
iBhngja, fegah^ cba feti idfii^ genie- & fas^^ 

vizio • 
Hhngiama, 'gt^s dm fn9$e^- '- 

Manifco , €Ìi fs ttp^po loo déttl^^mm^' 

liiiatftarco , tiumefttrto,^^«^ malcfcaitot'^ 

liscéthù » . . • - - 

ttfaggia^y flirta^' o'T^ipfecaRoAcy cofiotiar as|t 
tofcano «14/ àHita^ ^a^m *y A^^rmddmmém* 

fra. puf ^cefi » fi» V tliia*vett piciUoar il* 
^ noftrr popobri .uspncMoiit faq^HM • 



^1 £. nftQpG'df^'jtdniiaiiBOiè^t omioai 
Mstrmaje a ccaià'^ vaf /# i#^^%^ Ri£ 

,^ Ca ^ tit» pparolè fai maiÉMit « eesfli • 
MlnonvedEa , mawmvtsth ^ fe Mti d cIm* A'di 
c^ia mano aperta riirolta* 

i che là giocar he roani ^ forfè anele ds^ H^ 

r/»Mf, dónde 'il »^rx«(W^^)ftid^^i«attiii ^-.^Pfc 

< difettante * nettar 1& èorfe ^ o*'»LfcriÉafV • 

Manfo-, mansuèto^ ftacnÌ0 y .cc^ì^pnr chlÉintam 

' il /divo fpezialàiente quatxlo V già-impiogoft» 

, tft^^ciie p^ XKU^SSù MMfk^wm poò nraito 



r^ 9ke& più dtl iovM „yni pOXt C9n 
„ S*era ds iiiegìio. patta ,. C:d^ atitra ùtm 

9, Decrio , manteceianno , cerca dare • 
MMtc^ft • Mlékrti M Ltt^di pecmnm . ' E' vo« 
€» ««|«ié S{i9fwi#I^ « ,QMM )^ <nche i6ro ufo* 
e gHilò quefia (piBde <tt i^lvo Ikrro , pei» 

1. Moi^ d^^per ipaòcaMa dv pa^pti coovc« 
metàA flemtama-ad aiEtf «.biioa miicato il 
ImtifO^dtlI^vacclM. g\ .tatfertCwt a. dioatar 
40¥t^ Orni:, fiè^ Vj * . . 

yy.Si orale ce &1 t^raàfeQza ssanteca? *•* 
MiPi^g>i»»# ♦: igMiellbio , abMgKamaota àip» 

nefco fimiie fil tf«/^/Mt/«o >• I « 
Mucelletta^ AfagkeUa . 

BCaotefioahii jr»M/< 4iiZAk 4émm\ émmmta^ v. aiw 
ttCHMak-y fikìam^ mm^sMn^U^ un odtofi»* 
rMponatòe À novelle , a fia eh^id^bur.la . de« 
tmmtt» di te ilnAméam fi» notr^ie , ta^ 
lom iot^Hifllteti b qttkte- dU aknn» , fooz*^ 
alcÌHk (Mf'pvo >. sa» icJ ptr far il grazioia» 

]y|aMHè^# Voce^rioMaind^r paflàta a noi dal' 
Eiapoaft> 4^l^fliÌ&uiQ«BUra< di proana* 
ciaf fai »...€Mie i» al^ iBMr>>,rrm^, Or^Pk- 
fb. ispat 1Ni9Ì( non fi adapiMrb per atm^ , che 
per d io att w a^ Hn abdig^iaMMst^ ^da dona» ubt9 
nel. prineipid ^f ^<Ki7^fi»r ^oto , ed o^ 

,9 Dtiu 



Jkì» MAX 

,, Bmto à n^aqta nce ile^no n màUMt^ 
„ Dt li inaliti^ ^ de fcsffie » è faeriftafl^^^ 
Mttntria , polir^mt. 

Jffantrone i p^hrt/ur^ é finnofe hogo og[^ inr 
^etto fa concié$fÌM ^ ognora (poice di CuM^ 
:- ti Immondezza ptr I* nceifiotie , disivi Bv 
é»gli antoiali , e per V accomniodo ^ éf fa 
' àppareccU» deÙr peHi in cìAcé, e morselk, 
Faf. 

,y Veceo n^ antr» mantrmie addiMrratat» 
,, LograiiTempciorixb'a^pdioi^aèéeftap^ 

Mappamonoo , «otè GfeW geogiafito ^ . e' ^ 

ndticté. : [ ' ' '- •; \ ^^■' 

i vali di cnctna . Viene 4>H«- ^rohhtWBa 
f»r^/»/ri» 5 che dinotò fò fieflb ^^ed in «cfla , 
come m altre parole vedeifi qoatito 'mia U 
Dialetto noftro confervi^ più tà^tadÉUt^ 
che noli ne ha H conaune itaitarò • Ub% 

iié. i .... r>r.*^ 

„ La f^lta di Zipté^éfé èo «feecar | ^ 

- ,, Ch' avea fenato* de lava mapi^ftè^*-^- ^ • 
' FàCano. - -'^ ' *-^\ 

», £ 'imp6 ktmùgfùSft iéSt ixàpt&X'i - 
Si tras&rifce a dinotar ^iénna tiU f^'> WS^-ib- 
fr ovati cosfUmiye preiidefi la tnetifrl»* ^ 
difpre^p 9 che fcgtian» fate de' cat^uviKcir^ 

Marc2»)cii}ne^ co([non!te d^ una iii)bt|oflyi^^ 

Cilemana , dicuà tr e ftatdii furon iàitò Mirti 

in ^^|)MB!ipa£^ y. onde piìi |lotiofo perdio ~<& 

venne , fìccbì 1 Fafano caatS ? 

\> «» ^]^ Me che' ^te< fiate a beat rr^naimle 



,)' C^ fio 9iinn9mn«iD ^ Ikii ilbifcmc iunc» 

" ^m i// gÈ$fts. Dai. Jatiiie tntnfù ìng^ntum» 

IngeniM^^xsono mdàt più lifcUmcnte . dette 

qoeft» «tt £ ^gttxm : onde le voci ^\Inge^ 

' gnicTÉ y e nel Fz^ncef^ ékGmUnCimc. céinf. 

jaU. su 4». . • - 

. ,, CU m die ace;po effe lloco fecta^? 

:,, CU fa che mateangegoa voimm» &re< ^ * 
irsd anche b^ganeiia , sqmasillo , fn0Cchiì99Ì' 
/i»^ anèfÌKfo 4omn€Jtc,f* 
Mittcbefe * Noto titole di Dobiità , e db^ta il 
jneftroo delie dooiie : non ha abra eiioitlo* 
già t che l' tttnR vnJmo mafch^rare ii nome 
mese , e dirlo {nii copertamente « II Cortefe 
parlando di donna incinta nel Mìcf^ P^ss. 
9Mm- U* st* ip. d^ cesi : 
yj Ca bellamente da lo primmo mefe 
,yy Se rebellaje d^Jo Segnb Marchefe , ^ 
llaxd^Dilo^ il* ^ Mslckhrre* > ^, 

Marcinmma t^^^MfiC^Mivie • r^ " 

Marco sfila t Fare Mtteo $ffla , )^ mo4p ^o- 
verbfale per kidicare il fuggh via . Fuvvt 
nella fine del decimofefto £ecolo tra gli altri 
«A éimofo bandito ne' confini xiella Marca » e 
degli Abriuati, c^e.^lla bravura , con cm 
sMnip^nava a combattere co' fatellitl d^IIa 
GiaHt'4a , e con chiunque t <1a. cui (:rede&e 
«e(sec fl^o, ofi^o.^ afsHnie ' il nome . di M^nce 
Sciarra , e fa capo di un vado duolo di fìio- 
ft&tti'. Kfa nel xéoo. non potendo refìftére 
alle forze fuperiori non folo di birraglia , ma 
di .tnip^'diiciplia^ita mandata contro di Ini , 
&pì| ed abbmdonò vilmente i fuol compa- 
gni » 1 fttali in v^Adetta^gU.ni«ytaronp il xm 
..."' ■■' ' me 




,, E teje«e<Mki«:«eliì^ ««Mlft 
^y Co Vtk»4mkBL^ toMBm'mmite yiiiiy ^ 

Marnunao, fjHrito maltgm ., o^^iam^ tt^pÉt 
finta , 'finale ^h^^ammetP ^^ tioimchiUyet 

* dar tenore i^fii^y 'da '*ii»^9VÌiR:ffééKi^|M»^ 

jyfatTamaol inter^ionetìfoA^i^^#^^(iniV»»«.|iiiiMi^ 

ftvennicl a%F«ltar49 taoà^ 
iylaitanéhiiso . Iwà^om^MUiKi parala d' 
dimtniitivo 4i MMrMwr, come ^mno 
d i Meni pe€ i&^tì»tm ìiMUìSìbuA * i^r 
„ E allato adlMbSMnaftiMaiialiiMV 

^''' • . • • 'Le fimrraiiclAa^ 
,, Afcea dotmté/pe gKoéà ^Mciio . * 
14aretto, m^re agha^0i4mf$^^lmut$m^ì^ wm^ 

re , a dMTetiniea A fwil dii> ^aefi* 
àftaregnioffo , o abkoiMim , tflf 'è' t»Rfo nio- 

ftra una pcoflima fvAcifa 'ttmpéfhi r 
Mareiiioto ^ « imiitioto y ^fem^ «»ttioIa ^ ^^ritai : 
quindi raatièU^ieild , jsiatfioUgl^ i -V. latto- 
' mggte . '' ' ' ^'' - •.••«*n^- 
Marénna, i»H«to<£i «: 

Marmagtia. i^/^de , ìmahiilki^^ MlHf(tié^i*U' 
^poiacch'. Faf. * ^ - ^ » ' . . » 

^, S^'^lai^ la WMlai^Ka^ t A iic^M0|b 

,» Tirate n^anze ^nwio^a dà la .ttMi» 
„ :N^ che le (porchià ffai «iafliiagHa«gdlÉl* 

Mar. 



ctfi pur <jd^ uomo , o domia di gn&oUim^oN 
Mratum, -t ii mwmOà ttà ,, « fon» di ca- 

AbltieUir) por ^9Mm • ^«C 

^ Ca mn (U «oMtieie » e liotte ;AnnnD]ie 
,, E* ffefaigriib 9 e iMm pe ftoffiero* 
Mmìno «fh p*^ t.fnwM^i^mmf :rSa& Afatt* 
!!• 9 o Stato lyMtritio dictanra dcmna gi«n- 
da di ^oMtrobaodo per ificheno , ^ a xofii 
che dcfidefbmo die cscfca, eflaw i iic m»faboa« 
dtnsEa • 

Manolo , .«Mf^orÀ, cBcéfi del dì 4éIIa inerte di 
domo, t'jdeU».poinpi fknebft: e peichi to 
lai (fi j& fedioa tener cfcnfe k porte délhi 
cafii del detatifio ^ Fa£ 
„ Aftcvaeo Arnaldo ) «ddoM fleva * 
^ Afiarioiiafa nfienne fla caneglkt, 
„ Oitifo ««manoroafidaielo , e nee vedeva 
„ Ora nobfca nooppa a nuBMUiteé^ vaita^ia. 
Mutacela , -Hfam»^ Marta, e KÌmta • 
Muraib , oonotto da .malwt^h , che laaivag* 
gio pnc dicesi ^ 
y. No temo caccia 11' onmo da la cafa 
«, Fnoco, inumo, e fibnuneoa sìarvafa • 
vai andie astine ^ Uno. 
Marvezaòrie • Ore ^arvezzorfè dinota fimri d* 
9rs • Lp fiale i pcefii dalfat caccia de* tordi ^ 
dceii da^ Napoletani marvixzi , che non Me 
nell' alba , aia anche neil' ora ftiana d4po • il 
menoA idvoka si viaao ad .amtiiazzast , 



y 



ts6 U t^ X 

quando Btitl ^rompurifc» {^ aisMi' -^tB^ittìU^ 
-' lo', ^mcc JVi?/. •'•• ^ 

„ QQànB' ^casio ciitil^lDje ffiuuiv^xzDiie,;:! 

„ Che ncignavà lo Sote a avi de l^sMk * 

]tf arvizzo • Tordfa , iicceUo\m noi, di. ftUì^ 

gio, che nel fine dell' antimóio. cftmparMbe 

nelle-noftre campagne, per p^sacft |ii .rè|$di 

{HÙ calde . Que' ^iorm.^ ne' qagài sm ^ canapa- 

rifce un maig^Miimmt^'^.A^^a»up ff or/ti di 

$Tds€»^ peiehè^iiioUi jm*. fono .fenjtrad. mBé 

< ixotte jpeeeéeitte . In ^tàsMió dto^la /folla . iH 

w amanti intimo a'faèlbiid<mjQa.;'^.ÌA csipo'^e 

'^ io manozca dtcesi taiof ofcenactencr la ^n»- 

Manizza , lumaca ^ dall' £br.^..niaf«tu .,. ca^ 
#«rj • Quefla denvaziopè, a taluno iembresà aU 
quanto fìtana, ^; im^ jmùfa non nàen. <dhe 

., cotnwiale, é ganorìca ipiv: tcoppo ^ (b eh» 

2ual animale ^ quei ìcm qqo ipme «£,11 alom 
mKove ì rtOL quante akre. voci'iumfpQcreno 
la fiejTa fima^ e ffieaiabnenreiiirSiaaOv^cfti^ 

, ;iii08 Ai»^^^ die in fé Ac^ ubi». iìOi\. tm- 
potta.9 che cspmw % 0rs. iìs^tndi ^ m f^ » ' 
quel foio ramo di filofofia , che maoenmiilt 
appelliamo , \ Hata limitata . * , 

Marzapane, scétttoUno ((a /««/»<^^«'' • , , . . . . 

Marzocca, bofco.faiiittfDi^tmà dc«on9J}Sàto àx 
un ceiebétefaanRlitQ» che lo foelfe ftr. fun. re- 
sldensui v, Fafano .. •• . r. 

Marzo , m^ aitieo per. chi da^noveiio 4aai4 
baie ha pafsato le Alpi, Marzo te nn' ba.mi- 
iù y vai non hmì piUjQht farH > pkùi tmdf^ 
-via^ <^fio dettò ha origine da un ule Hììk \ 
sxiero ^ iK>ngie. N^tr^o , .il/ ^la captt^MtVi- 
quella nofira Metropoli con beUa moglie , fai- 

le 



\ 



* » 
MA? aiy 

k in&tt)te di lei vivea , tenendo ma tabelb » 
in cui eran notati i nomi di tutti gli afsol- 
dati Drudi , quando un di conoro mancò dal- 
la fotiu , e coni^nuta contribuzione , il buon 
marito Qneftor Marzo qual abile , ma troppo 
rìgido' Cenfpre la tfpunit ex albo , onde ri'* 
ìornato T inipontuale giovane , Madama gli 
difse^^Mìir^o te ne ha raso; che pafsò poi 
fta noi ppr un proverbiai dettp di «fclusione « 
E rome il cenuato inefe di Marzo i fatale a' 
Franciosi , ed a varie forte di beftiamt • 
pcFcib MarzQ nne P ha traso , vai anche Ì 
mono . 

Mafaflia ^ e mafaudo • // principale V persona 
distintane Parola retlata a noi dallo Spagnuò- 
lo was altOy e dinota egiiattneote il maggiore^ 
il pik grande • Significa pure furbo^ birbone* 
Cince, cans. IX. se. 4g» 

„ Pocca chillo, che n'era Io mafauto, 
' ,5 Paflajelo a piede chiappe co ^no trillo.* 

Mafcara da ^«w't*, • fixcna. , persona , la ma- 
icéerM f _ * 

Mafche, masctl/t gote ^ v.^angale^ guofiole. 

Mafcefcia , eommoaità , delizia , Fau 

,9 Cche flare de mafcefcia nce trovaro • 

lyfafcolo , maschio , ed arine da fuoco per ifpt. 
>o nelle 6fle, con altro nome m^jcz&f , e mor« 
t alette f benché quelli ultimi fon d' un2i (oxffA 
jfib ptcctola • 

Mafcone , giumeì^a ^ schiajfa » da mafca > la 
g0éttteia • 

llafir » e Tommafe ,* Tommaso n. p 

Mafillo, e Bdj^ello, Tommasino dtminutivo • 

MàdTaro, capo de'* fattori^ é* Archimandrita j o 

chi ha ctkia d^ana vili a ec* Malfarà poi /di* 

J}Ìx.Naf. T.h K cefi 



aiS M A Jf 

cefi Vna DéMM di Cétsa , sàumayfttigamce 
te, come le Domi sede , jga9€rif cB Piatta » di 
cui poche oggi fi 0Ofit«io* 
Mallo Ddonato , il fioJM , 4» «n fiunéfo di tai 

nome • ' 
Mallo iBiorgto . Ifome d' un quanta tttafiiè , 
tanto andele eorrettor .di mam al grande 
Ofpedafe dtipr.IiiciiiabHi , divemrto generico 
di tutti qnei , ^h' efercitano sì Sfatto melHc^ • 
IHire, che quefio.uomo oeceffimo nella icpab- 
blica, fé non Inventore \, almeno rifloiuxiie 
dello fpecificO'di nn tnortio credoto inOiiidili 
( fpecifico volato indi applicare, ma iio&^hii 
«goal faccefibr^ altri mali netta '^*.iRiÉn^ 
abiHa fiorito ilopo ;la metà del facolo pafla- 
to . "In fatti Giambattifia Valentino nel (no 
JNW/o/f jcontrmfatté impreflb neiranoo ié6^ 
fembra parlarne, coAie di wt nomo mente 
^ora , e fiio amico , «elle Tegnenti Ottave • 
,, Defa^afto <7Ìorgio mio dotto,e(apatO| 
„ Che. tanta capo-tuode haje addooNte « 
,j Se non te muove a dare qnarck^ajaio,^ 
„ Naje fimme tntte osante arrolnate. 
,, Non vi ca Io jndicio s'è jierdnto, 
*„ E tanta celievrtelle i^.Àotate? 
' ), Anza (fa Terea toja, •mnovéla ptieRo . 
^, E non fa , cbe fé pèrda (F aàto riefltf . 
„ Fk, che fbeglia .ognuno » e ebe canofca, 
9, Quale }. -e chi era prinuno deja peHi^ 
„ Falte pa&à ^ lo jia<^ agne indica , ' 
„ Falle provi lo zuco de r agreffai , 
„ Az^ò ch'ogmino de.A^tM fofdi » *^ * 
), E fé leva ogi^ fummo da la tefta ; ^ 
„ E Allo pnefio, éil*^e io p«èje»; ' ^^ 
,9 Ca fi no lo &ie <^y k) fa lo bc^e • - 

I Si- 



Mas 74^ 

I Signori AinttiioiftcatQrì di qi^fiGi^nd^Orpe* 
dale potranno per zelo delle meipme pfitrie 
hi riotiaociare piii indi^ìdiuli notìzie di efTo f 
I Toscani oh. da quanto tempo ie jfv|«bberg 

• fette pubblicare • * f 

14aflo . Alarino , i/ mitre ^ FaC 

.,,. Ancora non iènteaqo coiptnt {offA- 
^y CoU'4>nne ^rofle (ok ^nafl^ macino ■ 

Mafie, e mallro, maestro. 

MxRf^Eii'à(mns-sie jì ^uol ttfppo àntti^are ^ 
e far^ Ìm dpitore^sa , * 

ICafi^lÙci» , iegné^Hplo , falegname • 

Mafiodatt» ^ mm 4i miuttale ^ il pripto dapù 
il JPreffre , ordinat^tr ^dé* processi ; percci% 
dev* efier uom di efpertezza jiel tneftiere >^ e 

.f tatom I»IJ| :di(gca^ia 4»H- umaiiità aipca^e* ior 
tal perniciofa abilità, dicefi d'uooi verfipfUe, 

. aaivui, ? gtantte.iinbtQgUpne • . r 

Maftitng^* ^ome di un carnefice celetitfe«iul 
principio del fecolo paffato* Vedi.PpntavtiUff 
chi«a • Cort:^at»* tJtni, VL st. %im 

^ Decite, più de voie iarria fcappato • 
. „ Da/ Il piedi .a Ma(h»ng^h»« ^ 

Maflliilo .<Tta;^ol^ de^^tfi • I^Cf^^ diì^O a 
lo iBaftrìil<^.dt€^^f ni^afoficanseiiie di ogoa* 

ao , eh* V pr^ iié] lacoiiioll» incftop^^ ^^; 

gP inganni tramatigli . Forfè deriva oa magi^ 

st^rds ùuffQ, in ^i«imutìlror i, :5eflèndofi dagl' 

, haliaoi 4e«t^. maiispen^^ -^ni invenzione 

. mecf^^ica^ if^gnofo % QQtt. Miffi» p/uK.^anf^ 

VL st. 24» ; 
\ nlSà 9, tepriffia viftafajerucappato^ , ~ 
,1 <Ioinj9ie feMce ncapp^ a \^ ròaftriUa 7 * 
Ma»stSb> r qiioiilà .di fil^ atrmlto /eU' a(p§> Jdl 

u ■ - ■ 



il© . M A T 

' ^-^•^i.ir. aftoU. Ttné mattfie ^n tnorpù , 

Mattamorra, corrotto dd nome iti bxnoSit^ 

gitali Mattatnoros , Faf. canu VI. on. x8. 
JJatenata , tutto il tempo della mattifui., ^opa*» 
> fuoni , e canti , che portan gì' ianamotafi^m^ 
to le fineftre delle loro belle prima dell' aa« 
rora , che por portati di fera fon cKfHittt col 
nome di setenuta* f af* 
^ Non fé fcetaie pe Si che de i'anodie 
,, AlPatba non fentìe la matenata. 
Ma^ni) utero della doima, onde ^ fiunofe ntl 
paefe il dolor di matra^ che tiioefì mover* 
'bialmente di chi fenta ([tasi 4ifpiaeeie d Inrtt 
a^ ^r qualche cofa • 
Matta , ce martora , madist , iflrameato da hvcK 

rar H pane da t^^'^^ . 
Matrec.0 • JF^j/o di fango . DatPantkd FrMfct- 

fej»«rf 9, che oggi pconnnciafi mmrfw^ ' 
Matreja , matrigna» 

.Matrefciano , aggiunta di colpo » e preA '||^ 

• tradato dalla robaftezza di qat* édP Amamil^ 

luogo del noftro Abruzzo, donde v e agooo n 

' iipi , ed altrove de* validi tagliatori éi bo« 

-fàAj che dan cellpi di accettate fertftklill , 

onde apdaroa in prov. i cdlpi amatriciaeid , 

4Far. - 

„ E'ttanto fit flo amfo matrefctaao ^ 
,, Che 16 gtaceo tagliale cernirne a tfacotta* 
ricola > 4^ssa , e tmrttth , die fi pfeiid# da» 
gli artenei per poter efercitare qaalcfce arte , 
^ e certo papeito che preadejft cti^ giovani, ^ 

v«^ion ottener la Laura dottorale , «Me - 
iifafS^celdli» , Mt$9' d* upm^ scslftà ^ t ftrfiptm 

Mae- 



M A 2 .„ 

M^^MiO^grt^pi, di cenci, cnttAtHéps.^ l 

stmtle ^ otturar qiuttche bmcù, 
^^tfiog^<k» Gamita/a^y invc/io ^ Cfit^c. cmr 

M Li mpoatara die fieiK) «no^mattuoglio.* 
Mwufirxu , epiteto che diain a* Turchi, e pria, 
cipalmentft al Gran Signore , forfè da N«^ 
una cùsagroÈde a$4mi , € maMo^a, ed in rea- 
kta chi fia unte tefte corone oggi £». mi, 
Jmmnofa figura di lui ? ^ 

Maumauqe , vece del Tòro , Faf. 

^ Strilla-, e eco ccWlle fuoie tnanmaiiM 
,, Se nvezzarrcfce, e ccHiìi IW raggia aooiem«» - 
Mftv«|0ae, e mautoor^o muon^ ,matfMe\. - 
Mazza, baitone^ dall' Ebr, bazz^i. 
Ma^za, e pinzo, forta di giuoco «anclnllefco^ , 
sne fi fa battendo con on bailoacino un lei 

■ ^^^2 *^^ * ^"* finchi falti insana; di- 

cefi ^uomo , di cui fi moftri fir ppaicouto: 

o fi *ce pure di cofa,,che \tlene sbalaaia * 

^9%,. e di li. — — ^ Mf 

j^Màcane , in vece dì amnuzyacan» ,; j»*#/Ì^ ,- , 
«femmaunello . PhcùU. demévtù , farfare/idi 
#»»:CorrnwoM delie voci S^aii^le nicw* ,jr 
mcrti/o^ cheifignifica uu r^^ifzzo^ moretto , 
m rranctie- »<jr//A>».,, come. ^Ufiato fi di« 
pt^gOBO^ldtavoletti dì non^peffima indole , 
credatt efiftenti , e da* Romani antichi detti 
Lmt^er. Cort. Rot. set. U. se. é; 

9» Qwrnio mazzamauriello ìp fo ncuorpo, 
n |«ni« ftorf«ce fuorfece j ia cunto , 
. Si Le ia la ieagaa , commo taccarie/ld . » 
MazzamurxD, biscotto,; quindi wi dsJ^maZ' 
zamartfy.vsX ciset cola bea comune , vile è 



Maaiìétla^à» Frantume di bhcottù .- E' 

inHeramenre Spagnuola rédàtaci , perche oeU 

• la Trtfppà , e nell' Arfenale fi fegue piùycb» 

in ogni altra parte, ad niar voci Spagnadb ; 

;' giWcctii tutta Tà foria militare di teèra, e di 

"^r vatx^. ^ fiata pe^ tre fecola iii$ mana di cpsàkk 

Nazióne . *' 
Bifiizzamma' v. E' corrotta ^ èd^ '^revtate dr 
^ matzamoffa^ e dinota ogiii gènere, di noia* 
Xugli di cofe.commeftibiU i ma princiìtsiliiiente 
fi ufa per dinotare il minutiflimb, e viiiffi^ 
Iha spelee. -Val stncbe:^ple&aglia , gemr di- 

'M^vi^^éìò i iifgmftà p armare^ ch*ttftó a^ef > 
£an(:o^ te dèilne per foflegno^de' ferri net Imo» 
I rii^dclkcalèette*, ' 

Kbzzecare y^masltfcafe- dà >***<^' » Tk^iucm ^ 
'-dónde f^i^^i^ mandi bui a ^ e iò^màzseeo , bàom 

lita^ièGatoreM 9 convh^-y hnon appnihf^ tumt^ 
gìanasse-y. ^ dentatura,-^ e- roba' 4^ n^tm^ittf • 

. Ma2v!!éjaie-> bMst§nare%. 

Al|f8;zi&re>,^iriei:^eir d! KdgiftteUtr-t èèftì^Alto% 

. ditrt^ifeai^ V che-fobréi^ avaìfti^come l^£itto- 
^i.^e'-Rdftiàhi : e fótti. di: cartcrf^ neTlé-frii^t 
Ildnt:denè noflre> Cpngregazitfr^r pèt^ |6^* ftiTso^ 

- iAotivo:>; 

Ji/Sbzzo V, ^^ if^TÌàr^ dtlP'nomh v. d d^sl^^^ànU 

Aìémh t-\ÉtèaAtV\ atichedel ctolaWrft^s o«k te 

..faccelo afrMò ma-izovValacólpi difbjiftona. 

teS t^ cakiUi direnò * ^ EreWdrf tW>r^ P«i ' ^- 

Mizzoecate 5. batter b^hè ^dtc«(i rdel ^^«^» i^he « 
fi romper nel mangano • . -u* ^ 

Maz^ 



■g 



9 Mftrl loeghi famo/i pel MTclile de- 
ll Arsemi, per k belle erbe ^ UpesUImeiit» 
^ cicùtte » e per k mmz^tìk » eh' ìh fi &n- 
,aò,Paf. 

,,. Ccofsi ttóro gei»fo a (H màz-Mine^ 

*„ Cche ppe la vacca foja gr^a^orfo &|ita. 

Mazzuoccolo , ^^y/ra^ delH^ pìnnte^ lat. ^emma, 

Mbe ^ e fowr: . v 

Mtóam 9 ed aaciie mmereiana; A^eiio, noàiU , 
HelJ a figura . Vic«e feeilmente dal Greco 
'l^p'^^r iftfétju , o pur cóme dicefi in Iialia- 
no* Embrione i con cui fi <Unota^' il feto gii 

' fiotema^o. ( R M. F. vi petifi qualche alt» 

. oo&.n^Ia fua difjertaztoae ec^ ) Si ^ trasferi- 
ta quettavoce^^ a^ (finotare '^ qualiHique prima 
fcan&', a' fombiafizar data a- qiialcfae cofa . Ci 
feiyirà'queftà parola a rapportar qriì per in. 
ìSkio utt' fooeteo della ,tto{^ mal coooìciiioi 
Tiorba a Taccone diretto alaGivettol^chc 
tian0Je ncoppa a la-cmfmcner^.^ ^am^m$f 
fe(te Cuca • (Cardi Vi sm. 15.) ^ 

i^Pitozz^.a!i^dr«cÀBalarÌo defliiiOfì 

^ CSè' tadto' canta-' nfi' che crepa '^^ e mor^, 
^r GevecèAlà mmaidceti^ ìi che^ » tntt' ow 
!^^, .Sicco cevpó2z;a (^' ilo caànariuo. * 

1^ O jmoaze ncappà % mano a €acdatoi«y 
„ Che den^ìoomo te pof la a. sto giatdini^i 
,^ E d^aucielle burlata pò là fei* 
,. Puozze^ legatA ftà; cornai' à chiai^Qo • 

9.0 la^pepefolà haggte; amia de can») 
„ O pùo^s^ avoté tu la vka* corta, 
„ Gomme Khi avuta* Cecca (la- femmina # 
^ ^ Scria a lo-'nfiemo do^ia mala fcbrta , 
^ Addòve.nau fi, bmtta mbriana'^, 
y^M^ che me ierve mo , fi Cecca ^ xxmHh 

. K 4. Ec. 



^H II M A 

Ipéed «n folletto delicattiRma » «-». ,|p,„ ^ 
e pieiio di fale , che non cede a moki del 
Pttratca , e che moftra qnaaro ftnUbe . flato 
fttfcettibile dello itile elevato il nofbo Ot- 
tetto, fe freqaeatftmime vi fi (óSt adiqper»- 
to . ♦ Faf. 
,^ • » . • • Ma fai beli» 
,, lySifmana ne* en de Cnmmui «liticai r 

Mbolfei > 6 mfcoU^cella nel dimttitttiiK» ^ ftutolm, 
V. vefltoiria, e veflTecliell» • < 

Mbieìacone^ ^499 hvit^r di xmm* 

Ibferejachi^zeia , ^èriacèezzé. 

MbrogHare ^ awéJufpsr^ , mgsnnénrr , loièo* 
glia le ccarte, c^turar maftimonf , & Aiiib 
ITO , f CMtiivQ» senso ^ unit^ dm spòsi • . 

Mbrofcenare , e fiHiitofceaare , ^mjhdan m /«•- 
go sordtdo , Faf.-w SittUo»» x 

MbroToneiare j e mbcofeiejase^ bort^téo'^^ nmr^ 
merar sotpo vò€^ • 

ilbfitogliors^itr^A^/fir, mmfknon^ ik '^nv^ » 
lo eannaruozzoio-j tiaslainnènte peefo 9.. «r« 
refo t fnot taot* lÉtrig^ dtYetìe^Mnriyalpe*^ 
rartetie ec» 

Mbmofo 1». pr JMifnstn ^ t% AodicooCl • . 

MbrnoKinr, W«o^, e tàlor dmasvé f. che .fi àì^ 
p«r corpomper qualcliecfiiiiO' :- tabr ^ voce, di 
ragas&zl , tò Heifo cbr méftmm^ì t nsòomim ^ 
e vai btrs. 

MfAaggene » ritratP^^ siMtn»^» 

Mmaggenarè- , immaginare.. 

lAmaina , diftiftto^ per 'a v^dl^.^ «» gmsfmM .- 
Faf. 
„ • » » • «. Aiiza la fpit2^ ' 
n C^b*! fiata ppe A a^mourcomiine mmaina. 

Sdsnstioni; ,. dice& ot chi ci è io* odio ,.e che vo« 

glia» 



- - ■ \ 

» 

'l^ttte #mfit, tf fér adett 4{ pèfllntatCarat- 
teie. Fau 
,9 E no mtnalora «ccimto, e{)peazabiioti»« 
JiibDararca, </f^^;»/a, Faf. 

,} Ma cebd ^ cclttk V ao^mmidafcit-, *^cduii^ 
„ iitbfeknte . 
iliiiftllazz^ , V. faiaUazzo » CMiitia . Fa£ 

,,.Pe ilo mmallazw io (àngo une fgbtzrv 
,9 fitf le ferite ».oomm' acq«a- a^f&maaav 
iSmMp'y €tadufd , y. fiBalUsea.- 
Mmammnottolo f t^mb^ctiù jirfMW^'»* 
Mmardire , maledire • ,# 

MmardeRe, c^ mmaidrtt» ^ v«l rw# ##lr«^ 

f$ndt • ^ 

Ifmarct^gib*, étUnrnna-^ o polim (bKt» daiC 
da' nomi L1}O0h^KivO (unill,. per itmofióar 
a donzelle {KHfett ^ perctò poflàn ooUòcatfi in 
niatrimoiuo, o moiaÙKsifr*' 
Mtnarvam, % diftiftta tal ortogmfiai' in dic« vr« 
' ce fcrìireS'n- Varvaria^ mMÓrimiét^* 

é talor ruffiana • 

pia ^Uiana^^ che moftta, dai lat» snvtmumi 
m&xtài aggi' m not^ & diee m*s»0y e non pili* 
n9é$tcl«\ FaG nfolla 
,, Rr na^ patlaca Alate- smta addòtm 
„ Admatok 'n^ canpO'; Aigante abbotta ^^^ e 

Ibiattero , neglio nvMtiC^v im&Mtnrf 9>od iW 

vatttrsi ^i.inponttmt0'9-' 
Wtaat y imt. FaC 

9,. Stpidvto pé* aiMemiffiina^ ; # nime cbi; ìr 
9^ flato 9 




^aà U ^M ^£ 



^ ,» Sfrattateli da- ccà feia?i^fw*a^. * 

Mractda^^noto^^jWifaim^a^ « ll|^^Ni^,,l400M[fc• 
. mmerda-, anima vile^ bitiiit^iortmdÌigJf^9 * 

dede mmerda •. ; 

iÌifcierdttfo^«o«!iiT^fl/tf^.-* ' ' , . 
Mnittf u fljet e > ;. delkafczze- ^ incmpm^éifi^i'' 

« scaricamento ,^r smette da ^ff^id^'Miif^* 

i . ti'àsLT^* *«'p*W*'«ry qatbdiT mmert^^et^m. <i- 

ctfxAì^Dinmk^piìtfia^éi~m9Ìtr^ f^t^j' de- 

siderj'y ed inquieta^ v»* ViCXtzar^. ticeqK* 

Mmertecare^ cader dì fidncQ'^/r&wseidrrrvux^ 
glie* niitterfecato,,fH>a vaie follato Wi« ij^ 

Mtnefcola*, mestola •. 

Mmcfixihtv r^ASciseiro/iri .^ ^ettrdt cocchiaia «^ 
V ]|idiiii(cQgiio > .nmcugtttt%:;mismfm . da . 
Mmefcare) mkchrare-^ diveriòda av^fcare* 
Mifiefa>tciP»vv.. QiiMfiMitm'... . -. Tr. 

Mmeftere t «rr»r«^v spi/ìg^re^ t)nde 
Mmeftute, e nvìeflute, ftrti.f,7sfiM9^ , *•*. 
MaagogcTy . /iiijnwwii »> imfgmin>^r Y0. nrez» 
zarc. ' «. j 



MÉilftt'ì «ma i éitimpmto • • . - 

Mmttao» , imitai'B \ dhwiSb da tt¥ÌtMt , ^ iitvU 

Màiìi^iii0y tnÀitEtftto^ e tnmiciftto ^ bmgÌMdo , • 
informato dm éfktm^m^rmammm^^ et cosa ^ < 
forfè At.iiiiwi«r#i«b's 
MnuNXMiMmutt^v'Uonio fciòoeo; chr fta; iftà-- 
' fico c^ta^teecsT^aptrtai-e' il \rìft>> atqMnto ' 
rialzato in 'atto,.cm par di cbiidereyclMr altri 
gt' toahoccht «im'ffii^Dobèróato ,-um>.^ocao;. (S 
^ &l|ieRÌlaixio dai dtk ié9LWD^\ù> A Tommaso 
'Vai^ìm i e^dt akri ; ia cofa^effimdo^ vifibi* 
*. liflmia V fé di iftit>Ae4aéntr Incontro V « 
liìmoienato ^ e più propriamente' amtnòfesato , « 

l£b#miDar6 f osa *^j//i?irrrW^4( ; éà* i^f^*^ , :« 
4edé€us\fatuur^ da che chi vadfl^ a terra re- 
Ibk in lattU' aito* cónié wf pa:&o Addato , e ' 
gli fetnora di riimRere afirontftto^a^: occhi 
di: chi l^èà fédùto*^fdniccidlaiia'^) . e cade» » - 

Kiirnóoimòhi , e "mmxokxaoio^ ««fo^ di?, creta no- 
to ì da'vf^fwfe*«ifri Ofi^/^^wx**!»^: Pdlhice , - wvov 
'' €jag6àfi» ^/^oi* *»*ir»»iiM'«'»»:«i.-qi|èfto *daU* Tbbt; 

r perdita Mi^&- gemhiato't , &e Bsfiorio : ' 
Forfè anche dalia fiia t;oiln»i«ne rioibondion*' 
te", dal'Iat/ //^ e Aàmirnn . * m vi 

•iMMyra»Oy é nvroccaico^ é#otr4t«i^*? . j. i 
ÌAioornbiiéiaiùàxe ; .mèOsdico •>- - *--, . . v^ 

M^ortale; émmcóttàit,^ * ^ ".''^ 

MnaortalaieY femier fannsm' ii *n^t^dì -étì" 

K-6'' ^ Mmot. 



ne ài vaùmvi^ & tasbiste » dtnolar. 
che sHggetire ahrui (fualcht- cosà , éuàdmtri'' 
narloy e ]^r 4hr coÉi-#iNpi>ri».v come fiuedbhé- 
TO' i ciKMte 4!^ OS. ^^ff""^ h * . ^ r. 

Mmottonate , em^r# , Àce6 {mpsiaflaKixcr >ik' 
^ ^ ÉmgQÌwÌQci ,' fdóicce , caippepàr %|Ki;tnafalb 
4egU< uMatni , cìm »* iafiMìm»^[iMnicnie di 

Mairofceaair, e mprefeenait, nvitìàt-^osà^^ 
tetTM^^ ed tn qmcfae aitro laogcr^ nei ttpg»' 
ec. vai anche str^fi^crar^ timhr mmjem , ^eo*- 
me iKse II' loggia moiio&ttiAtD ^ maih , ^iU^l 
io ^ffgftthfiU V9he . ^ 

per biftiecio |)erò , fchemo , e ignm > JRtf. 
,^ Cii notif fk à*. fio. Mmiagltoae v < Belk 

^' bovino*^' 
5, ÓBAtue' le (UKGta tt^inm^fcieao Lacmo? 
Bi^bovin* per BMUvwfm* 
ìifelk&. E\ c^cfòtto. <b mo/Zese. Soa^viidoe &r* 
te di ^/^i9^ , delle qnait quelle ^ che haimo* 

„ Na maaeya gèoHle-, e teoveil», 
^ )«ncft ^eeovra , oMibed», e melfefe • ^ 
Ifelfcone) frutte noi^: ieiircire,oif|iaraie.a:cco» 
oot» lo' nrelloiie y diceii< di O0& eh? fai taion 
pEiocipio f • calti VP fine • 
Mena , mina , dtccfi deUa polvere pifba^ della 
. «skxtft » e del btMtf af^petite, cerne e» fut >«i^ 
^a nnrvQPtaje »e pimst«* de mmégié^^ 

«mie ,t «r », comm* »■ maiene \.-tmH « «ir «. • 



I 



-._ E H sjy 

1^ ììmmnkét\ nome «li diniiJi , palTato 

a ^e6it tDMiid §àneric<^ delfc dotm*^ fgtmja. 
te^.c %iaitiate , com' b ftvv^mto* anche ntl 
. ISalfltio.ToiaRu»^^ - 
Memiecà difu&to pervoamcà, t^undicar^-. 
Mta^mm^ 9 mifurAaLtj fetrs di dotor di tèAs^ 
'ÌSksì^xxÈ^iAyfiranntmei, ti lefidw»* di qoafebe* 
. co(a,.v« icaiojpolo»^ 

Mercante: fai i la*{>oea'lnidmi Me d! tal* m- 
nìa V fcwM tata» i Feaic; , e Greci per t?ii 
mefUero ceiebii , e^ j^ik in confegaenza per fa 
: Inro iisametB <fi trattares «fce tra noi pur* tal* 
nmm^ vai peD va. catti v#^ epiteta , oade Fa^ 
(ano :; 

„ Mo^ vaie' a (fi le flbje ffaimt^ftffantr. 

^^ w-.Oh bèoeiBMai ciAe ppalòdé mercante' P 

Mercato. E* una piat2a grande di Napoli dat 
tanrps^tc^oiteitate, prtjflSaja a^là^ Chlefa dir 
Carmine Mag^iorev^Vitticosì *fto peraii^ 
eonoHsafias effisndo il pia fpaziofa , ffeqiicn* 
tato, ef aMwodame Mercato detta Ctttà. E'' 
il lueigo-oiidtoario delle forcìfe . *" 

MsTctw, e nwiciajwdo, i^n€Ht9rdifmùcth., 
IflOgr^.wfUh,, rsimiU -Sfhèzzr. 

lleretrtce ^ detto 'firiier^evolmente' e nel etm^ 
éeKmofoD. Faftidio per d^i,M Si minto . 

IRftfc*;, ^«m» ^iata in'p^tsci^ e- secca mI' 

»iiZKaìnmi9 fgm^ cm ftèrim, rper rÀùhia 
rd^spHta. Fané mefefca, fòiltefft che rf^c- 

Mef«£9B,.cd 9giù»y mÙf^.Citrne drpnùté^ 



mfù II E T 

J armate y0tó¥O r ou^ 

ilari Abnis»«fi • Cor»* Ava ìì*^^ UjL jù» iT 

^, |b|rh« fitrm riiHimmia, me %»nm mtfek%.^ 

Meflere ». uà t^tnpa ttiold^di «zHiit , ^«r. di (B- 

. fpM220~i oade ^r «no «n6Ìfine;^vatréw/ii#- 

,,7o,' mg^métrU^ e dk«fi 'piopriaiiKlite fetki 

- «a .cotttra^D ir.iaccU pffleir?yel**ytg0^ He 

in latti non^ vaglk la cùèk vlmdÉicagtl '9. .0 fé 
..^ in ^4èM^oiivt«if 4Ì» c^BW^^^ firn» Mpifl^ 

tutto y o lì più parte^ad lina y tt fc fli iJ a fii i ii A 

àkri francbi', o'iacaado^ qttriio^ciieiBW^ai 
^fe' Prosntteè • Gftve f .v«: UlctttKr» - 
med^ggia:, « nief&gsffa^ ipcffii tsMj^msm . 
^^eilergo.y misttro , e..^im da «finis»* ;Ei me* 

fl;^'r€je j./V'' s^uasi :^ fins^ré di inmroi««aoa 
J t -^icdia ^«jneocie ia' &tdrfivhBMiBi# Fà^-chcUvine* 

fterejo , usar con donna:- • ** 

.Mette 'à camp» t «ti »iiawu«R* Aaat 'pr^p^i- 



ztone • - "'.*<." .•..! 



»♦• ~ . t " •' 



«Mature. Mitten; e rmiam > ^fFmìr49L mtccee 
^^ vale .^Ji-tfr praNcèitiimo , aU^gri ssmn^ ^ jnfn 

, jommo' pis^rf; Gtuct.jma:' XHIJ h. tf . 

^^ ,f^ È <pe ' ia mb«)tfiie".iici' veMt 8a metcre , 
^r^Tanto 'cbè nulTd nce-^piittaJcootiieteK. * 

J^éuza; MfJzs^>Ef uiiarc^giaiKiuiaalqaNiitogtin. 
^* de fita^ nel"^ iaW*'fitiiAta del baAST'^vemie • Ab- 

. .bottàiia mmuar-o £t taiftm.iia mtaza^ vde 

, t istigar e\y^aiièàit glt:«fitidtt fausti tanti qH, 

' iS|^qaaU'||iinaiVaiso'-d«ffiÌHaa>h^!Mi'ia9 penfa^ 

' ronq eder la 'fede^ deU? ipnMmcfarki^, ^ a > dell' 

\^ umor a:^HtC0|up#, E'^tf«ieii£a^fricài ,• na 

' niWza (aiata , e femplicfttiMte è na* menta , 

, Tal è un nuJÌm.èff»S0idjt nm /«r»^ vasreìT^ 



ss I K . x^x 

_ _ 4-IÌKta«.dA;mif(ir& di ^qìMitiA) palini 
iiufpHtxm i^^(«ìnAÌ^izitt«Ì0rioamfate |ier la mt- 

• film d«Vdovere ; Fàf«'- ► 

. i^.Scatimrf beic imò^ la meza canna ' 
^ Nòa c'> a ftà botta ^ o te. ime fi (cordato. ^ 

Mevalebsoa^ dtciam ^r derifisne il Genoveft : 
éalfe Sul làanitra^t pranimztane f FaT. 
^ No mesiIéngHa' averta 'ttanso core 
9, D' effir Jo-prMnm^ a:irare;Ao' viaggio • 

Miao, v»Qt deJ^'^mQy fmndìM 

MiaoIiàre'^./«/>ifr la 'omt* thl gìin90 ^ o* dettp ' 
tf / /«/ émfmnle i 

Mico ,^ m^ro v o ^<^v '''^ 9 dicefi por comnicb . 

JéGcco:^ Mitieco; Dommineoo \ n» i^. Dommu 
rir; <iui&di.i diminuivi MiccèetMIo ; Me* 
nechhllo ^ Mtccuccio ^ Mittetmeeh ec. Mtlsoo ' 
^''jtncllè''«n^cext(raminaie del -genere delle ^ 
fómie, e^peecbè^.tal ^animale par xhfe patifira di ^ 
prbmTmo 5 è' detto d' w uonrfi^ace . - 

lyI2:bèl[affo> e^Bicaiafe^^odltiimr ; > 

Miedico d' aurina r I' noftri amichi ' nella loro * 
.ioaoceote ftnaplicttà diffiofero in due claffi i 

diN» ^oggi'* dicta«io« propdumdtite t Medici ; e 

Mifdfcr.ds^ cki»fe'W?^y die^-cKamiimo Ce - 

rt$sm i sA'V éOtx^cimwsto Mfdico' d* orina 

. if aveva "peioiofittto, a c&fproz^. Oon.Micc. 

Pass.' cimt^ ÌV$t.* 

,, Dar cbtib pò icéB«tte 00 Giancofa , 

9, Che d' annu foie Miedeco de ciappa • - 

^vN'^ tifeìBlKtà binia^ . 
^ . «tvDé NfitdBiQO d'.àntiaav o'ffxaiafe . * 
Ifiecco^^pifivrcy y. ci»rAaM]|9fo , /^e/^o ^ ^er- 
maglie •* ... ... 



^ M 1 E"^ 

Miero. 1i%90pMr^, E' k voce tarik» wmm^*^ 

fiata il noi , ed ufitauffena fopraitttb isii<4mi- 

taditri . Om. Hi, VI. »^ • 

^ LafTatne gtà a pigiti no p» de oiliro, 

,)XÌie ne tenga a iMfaìA» &# dlbaglìato 

,, abooocatieifo. * 

Sfieroló, e omok nel fem« imtl^ ,* riHiilU , 

noti uecrifi . fif /• mkt0lù «fieefi A 4hi fi 

dt^MrU^a^&r'.rainore) o iKa mot») rptritoTo 

in una converfaadonc .. Mn^ht ^ diceS iiif- 

lAe di. dono» di capeiir nerr, e vivace s dilli 

. fomtglianza con taf nocello, wl anche /'•rAy 

AAmtennante* , dicefi di chlsfixmtaitaaftitefipit» 
' feata, diiaccUata «s'inttomette ce* 
M^o^-mv?^, FaC . 

,y La^ vaHft' Gio(a&. cciir nme & >BÌM|, 
eiob pel timore d^ aver ivi ar redder emm de* 
nbiei peccati ori ft^ttemàte^ mi efleooa f mi 
eGnanifce, ch'in noAro diatea dicsaasv anèr 
fa ttQfnà^ tm09SO . * )d 

; Milo fcittoccolo^ specie d^'olmo g/ t miMm^ e 
di ameniffima ombra • Dopo eoe andt^^tvi noi 
iiì difali) il flé^Mo , dboa teimiilAdt'Geeci, 
Orde* Romoni^lìi là^deiim y e^ r'omaoiefito 
m^iere de^ noilri giaidhii , e d^pal^^t 
s^^ infrodofFe il mUó^uÌH0ccoia'<^iig^^ticW^' 
fp andato in dimenticanza a'fegnos €Ìil»^po- 
ch20iflii ^e* onaft niimò lo ft « tf càvea d* 
iAruirfene « Goilferva il noose ài nùU scimoc* 
còlo una ftrada nella rniòoft di^I^ort^y.lbve 
fé ne vedeva uno sei k&aio ftorfè y ci» aoa 
djfte piU«. ]I> folo , tUt m rimang* , % pd 
'giardino *de' Signori B9I Buca vicfméÉa 
Sbie(a di l4sur D9Ì ^, t dà «mie. wsV «flb 



Acquei qpAtém. Quéio ^pendb^mcre li 
fé^ rcmte paloil Napoletani xil aitfziai • 
Ne ha iliecieirettedicicfOtiÌèitn»NMlfiio*troti« 
€9» da 1^ miàHaco a fei patmi alto da ter« 
nt « Ai tt^enta calmi di altez» U tronco nt« 
defima , die (aie foto» , « ddtte , fca qaattor* 
dki p«liot* di pio ^ Ivi .fi divide ii^ |^ nu 
Bit % Non^ % pofiibiie defctker con paroJe , ed 
V imponibile anche ad immàgiaar la beliez* 
za. A queib aU)Cf0 a cU mm i* abbia vedo- 
toV * 
Millenfànte * Mineftsa d'una fpecte (fi pangcatta» 
». PaA y:cbe P etimologia venga dalle, voidl 
latiae miUimm irfjiànum • * 

lyiiac'ria, ftcritO) /^.»r/iv/V*. 

Mira , i9^;ro ~muIU scÀMf» » ^re-. er. eode^ A 
£ia. pfirt i faggi vimali al pootello , ed iiw 
di al betlii^Iso » f/eàùt vada dritto^ il colpo da^ 
fcarkarfi» , 

ÌAìpm»^mitiM r Qola.irfei^ VefeoviEr : t» 
-inarca d'infamia de' rei >. onde il piov« #o. 

^a a li iiràe- a gih^ fmffiuef^tm^ X' M ch$ 
dieefi de'iei , che.&/ vao» ftuftando , peiclè 
portai» In* mila "im, Sc^lkh 4i cartaftay^volto, e il 
Boja va fcootensfo tor a^fcbiena alla nnda ihti' 

. afillo, e il TroQibàita ionan» va an];imiaiaaài 
ri lor reato , e condannau. ; 

l!Btto : ite- a^ mmitti) ^ morivi .«dannare é 
n^aitto , SgtTf mmr^t ^ueeidne-^ abi^M^dona^ 
ms^ rovinare ... 

Mo •' Dicefi, anche mtiite *■ Or^ • E' voce fioco» 
pata^ deiù latina, mod^ \ o ntex^ ^ i(» :9dtefii • 



1^ f£ ^ m 

• kotCoy e Val tsato impùria^y «r ci vWe« 

Mofeci, « mi:^ } pozm iagsatiffiaEia , e 4Qce- 

• ^*vale, ficaraoiBi^ dà /«i^ifr^,. ^e ém&xmins^ 
-: mtmt £trii&a j,p9(cÌ9>\^mitakxy .e tet^iz* 
*- zau, nJiatlISiiOc mepHitlry sfjSamri q^U^ 

Son lutte If i»ofec& del nofiao Fozznoli* 
KKlgnere, mHg»ere\ 
Mogttohi Dìwarr^ mmnu . CincCi: 
v^ :. ic^Va Dpe ttotte le cotft de ffi Prtocepej 
,y Trafe a ttutte li me^t^^òsBAcsie» 
,, E' Bice-Cancéllieqriria^'^liq^a 
„^. S' abbufca. le.' min^tiaK co« ìtk cooGuici i^ 
i^Cógnnnec^ s$m§ii'dÌT Arancia. moitcir* 

Mollare', porgere-^ dir c^Ué ì»i»m» cedmj^ Hll 

-. «a éf didicr twrUm^ ■ « 

jyfblkms ftrmiBtQr di ftRH dar faaÀsiforf.. da 
' chtfurgiir «e.: diimii* 4Ìl n^U^- 
•l&iqBnanav fevtar di^^antay^e frtiCto aoto V « 

limara pmdàtjta dar jterciìAa , o dKlmi • • 
M^Htca , briccUd^aj dtcefi del pmn \ >. 

dUolìno y iKm ÌBHi^tia da? «lactnar^ gang-V ^ 
altri frumenti ; Faìf»'- 



* .' . « 



yy<Coma»e idlte I0 ^twd a lo tfidtM^ 

cioè come andò la fìiccenda pet te non di gnui- 
de £bddis(a2ione ^ pecc^ ci trofie battàtO'*» • Wk 
aMfté jki feg^« 

Mó* 



tMoffìPL ^ raho\ mtma) qnstitb una volpe 
f lar. >»?//x . V* ila *l Tafli pon» , e ^1 Taffo 
^ cane . ' 

Monaca de Hgno, e fempHcemetm Ji monaca- 

ftt antonoma&L intenddii dei monifielò delle 
entite vicina gì* Ihcmabif k , dove danno i 
matti , da; che m fu la^ foglia del detto mo- 
nidero v^era la.ftat«à dt Kgnotd' Una Mona- 
ca in atto^d^cetca» Itniofina^, onde ìt provi 
// arrevato' a là monaca^ o a ia mònaca de- 
Itgnù ^ per intender, cé^ m gitt wino ad 
imfioTXa^e \ &' sei ifrtfaztati^ • 

Mdnacfelli^, iof tfato pirico iacìèo ^ Inqoietator-* 
delle.- cafe> cai fi attribuifèono moltt danni e 
mmorE^ cB»; fptilb da {mre canfé tifiche , a 
nonrconofciute provengoflo» Noft^^certanfien— 

' tr ìXtt dfèitomivo di 7m»acr\ benché: d^ abbi* 
gltameitto^cénolÉifó» fornito- fi finga/ ma trac 
6 |»Ciirebbe da ^•*", scita -^ e '««^'v ^Av y on- ' 
de xfA^/ofi^ sttipituri quafi^. il fola fifa* fptriti 
die faccia de^-himòrt , ed inquieti le 6migli«: 

' potrébbéfi^ pencib^ atftiie^ penfate- éì^ «<AMf . 
Peffifpestottf r ad ArX^ ^ una- dbllè tre arpie \ ad - 
ékku ) affìtrco-f 'eifet feflidiofe ) feecante ec 

Monnare^^ levar- i guscio ^ewrwcia^ ^dhcoita^ 
gn^y tHn«r ^ fitmta éc. r. feof^», 

Monezei9ìl!iè^r/>#rv« éi tése càìì da ^guerra , , 
t%the.^da hirctai,. " * 

MuniretMi e monnetzai iìhmmdfZfè\ donde 
Mènnezéaro^ ywt&óglkoH di jfwcitie r In que* 
fta Città vi fon. genti addétte a tali fo:&ao » 
ma neceflario^m^RiiOre^ ckevvan-con'co^ni , 
%appeit?,.ediàrm! ' firàndov^., l quali'^ caricati 
' 4'tmmoiids^z€^va»f'ia ponarié alle paludi per 
ingraffar i terreni». <^iifdi lo^^ fciierxO d^nn * 

tali 



Ì5* K & M: 

tal ad M fecfetato de^ noftri tempi di ìèSèé 
narlo moìmezzarm de U Imgfèa l^tinm ^ 4fp 
cffer ^iiò raccogliendo patoloz^e per ilcri^bliie 

Mooiglia ^fPémtmme di carèont. 

MontelB^ fona di (Mretia popolare, |Mir Io piì^ 

* P«l»» o d> tfè , e fiiatuo pezze £ otn. 
^ no, come quelle dte' foldati . "^ 

Montone , emprone , e 'ì mmsckio dttU ptcts * 

efoe uensi per razza . , 

Montpm .Maètbif, gruppo . E^ ««ofe titttt 

Spagonola , che m q^oella lìogoa (Boota ». 

punto un Monte ^ una mafla dr qoal^i 

cola • ~ 

Moppe ymovi , da mowfty onde moimpet» . e 

Morra., frantiti , come na morra de pecotr . 
de pwce ec. v* la Bellezseet^ddene^ f! 
M^ F. che la denvft dal^ «eoo^ e fttta A 
giuoco» «- » ^ 

^T^^cf^^^ ^"^^ *^ 8^» fapeaifem, 
che al fifduo de» ferpenti corre al lÌfoV«^ 
fi «nifee per bifficelo, e ^gm paie ck^ 6mÀ^. 

to per »w», owte Fafano paelanda delbthll* 
la Armida eaiiÀ^ 

" w ** '^*'* "*<>*«« manco a flBco 
, t Moppm fé (arria de no draooe . 
Moifiente . Denti incisori , e canini . E» ym» 
eorrotta da m^dénti, perche con affi fimom 
rie , come colle mofefi maitica . Qm. Jtiiw 

„ Rompininiofe li tom-y 

„ AmiMceanimole buono R ìsorfientr. • 

Mptou 



in O S 147 

Mbtmorlzzd i mormorio , v« tàtaneiamietito , 
repnolejamimto , piolejatnieflto, mbroibleja- 
nnenro» 

Morda , i»«r4 , frutto noto di fpine • 

Mortactno , smortito . Pelle mortacina dicefi 

' quelle di animale noh uccifo , ma ixK)rto na- 
turalmente , la quale poco vale • 

Mortaletto , pez-zo di arrìglierìa , e quel pezzo 

• di ferro concavo , fu dèi quale fi gira il gan- 
ghero colla porta y Faf* 

„ Co li cardille , e mmortalette d' oro » 

Mortaro , mortajo . 

Morva 9 .e morea > morchia • 

Morvìlle y morvigiioni • 

Mofa, milza , detto per negazione .talora y ru- 
de Fafano volendo dir di Armida • la dicui 
bellezzik non abbifognava «li belletti ^ canta : 
,y Cuonce, na mofo: la natura appaiTa* 
,1 E rrofe ,*^ Matte 'n iacee le reionne • 

Mofca , jdicefi un seèeonte y e mosca cavallinay 
che pur zecca fi dice : veni la mofca y adi" 
torti y montar in collera y ¥dS. 
yy Quanno a lo maro la nsòica le vene • 

Mofchc ec. c</'na vranca de mosche ytsXov^^t 
pleonafmo ci fi giunge *n mano , e vai sen^a 
octener P intento . Fat 

„ A ccacciarefe mofche fé mie Ara , 
ctoi se ne stia colle mani alla cintola , oz'o^ 
so &e* 

Mofcbella, dimtnurivo di mofca , .e vai porivé- 
mo scaltro y astuto ^ sma spia « > • 

Mpfchilto , moscbino , jdicefi d' uom d' acuto in- 
gegno e per metafora d'un «tibrìa^one , da* 
mofchini , ehe fon -fempre intorno^ le berti . 

Motchiarè y girar attorno osservando per far 

^ pre^ 



preda : dkdS d^gli, «fiiatitixii^in^^vati 
i girancioloni iot^ao ie c^fs-éellf ìom k 
morate per poterci paclart • 
Mofciello y capo ^*so pezzo Ài fun^ • 
MoftacctO, b4^ j»[ fabbro sftpifri^ei k fi 
ma Io moftacdo 4 ma Jn x^lUrtn , ^mann 
goglio j alterigia • - ^ 

Modarda , nota fotta ili f^lfa , in cai _ 
entra del feiv^sie il ^rov. i^Iì U iwrflàida 
lo nafo , prendere collera , ^degna^i • 
Motilie. F0rt;m0nlU dovnebbt' feriverfi , e pr^ 
nunziarfi mutìlh . Dìnots^ ^f^r 4i^ttoU.'jrmsM, 
Cam, X,:st, .5p,. 
,^j Nefciuno la ùccia aura .pò ^te^ore* 
.„ Ca^xvweam» a tntte l appa&^ UtcotaKf. 
,, E Jfaceano nwiUe •"* / o.- 
Motillp , 4in9Ìa«itiva4i Jnuto^ fyk fimbmo tìFm 
motìlley mdftco 4DQctP di bifticciai^- per diie 
.star in^lem^Qy '^tar ^m*t^o , Faf. < ., 
,> E .ITapeaQO motille ; ma i' Angrefe 
„ Pteocepe acQofsì a ddilc.po fé isrefe • 
Mozzarella , folta di j^sovatura dilati^ <^ta 

groflezssa di mi vovo^ 
Mozzecare, addemtar$. ^.mordere , mfìwmsmtpt , 

onde. 
Mozzecatajo , mordace* \ > 

Mpag!iat<>, fotta dì iiafce di vetro ^ q ografone 
wefiiro di pagUa, onde anche detto per ifciier- 

'ZO , ommo de paglia / . - - 

Mpalarefe , /frm^r^i ritto in m9 It^ogo » > : [/^ 
.Mpacchiare. ^Sporcare , giuntare co» gh§m9Ìiul» 
le ^ dar^ad. intendere . Om0 Uh* VL - ^rl 

)^ Nzonwa eda ^ bona , % chiltq k ttnmiirieii 
^, E nce la mpacchia tutto a lo;OMiiart0. * 
.. vVai aocine ingannare ^ea» itlh J>m^k^i^ $d 



• t 



artifizio ^ dar fid imendtnuna cosa per un^ 

mUt^^Ao Arffo che mpaAocciiìare • 
Mpapoccfatare , déit ad intender frottole ^ gai* 

bare • > 

Mparare , imparare , té imegaare . 
Mpaftonare , ingannafe , dar fune lunga e buo* 

Ha fede • 
Mpaftorato , vai coite paetoje ìi^ piedi , come 

li<R a'giimentt , per metafora phe tton si può 

mu&vere ^\y, Faf» • 
Mpattare , Ìw</irr Mei pari , dieefi di chi giocati* 

jo , o liticando jiefce fenza vincere , n% per. 

dere , o di chi iMXommodi i fuot dubbj inte* 

-reflt cwtì vantaggio é 
Mpecate » imiroglijtre , ingannar alcuno , ma 

con bei gatbo , con dar^ coAi attiva per buo« 

cu , ajmarfi alla meglio .cm yerf^llerie , oq< 
. de n^)eca , trappoleria • ' 

Mpeccato ,- rabbuffato ^ arruffato , intrigato ^ 

Faf. 
,1 La varva mpeccecata, e la chiommera 
,, Seenne ppe ppìetto a lo gran tradetore • 
Mpegnare , impegnare , porre sul punto ^ e déur 

cosa in pegno altrui per sicttrtà . ' 
Mpejorare , peggiorare ^ da peo, ptggio ,> 
B^nnere, impiccare^ onde ' 

tafifo , impiccato • ♦acce de mpifo , dicefi d^ 
" ttom di catti^ aspetto ^ cife mostra trver pei- 

fidò cuore . 
Mpertofafe , ficcar in- un buco , nascondere, 
Mperrò , per^ • • 
Mperzb , imperciocché . 
Mpeftartfe , andar in collera . 
Mperosszolarè , fntronizzare , pórre in/^h^cj^ 

eminente, 

AljKir- 



Mpeffcfoto , #1» /»r/^#«P. . > 

Mpcfteilato , assiso in vaga pasif$^ra y FaC 
„ Arrevaje Xo adéove oi^eilm 
„ Steva la Sia Armida da Amazzontfift • 
Mfiertecata , cootiidftBKa iioft«a znàcsk con mmk 
chi di baftont ^ che s* totncciaao , e pefd^fl 
cofloma anche cantarcifi certa Torta, qt caasiir 
nav daffi a qtteflà io iUft» noaae : ne dhhtM| 
varie 4e- fiorai Poeti del fecoì pa&ato mt^to 
giaziofe , n^ raen vaghe f<»BO aknae de' tem« 
pi prefemi fette ad imitazìoDe di queJJe , vf: 
di C. MMonle • ^ ^ 

Mpettoleiare , famiiijtvizzsrsì • Faf. ^ 
^^ eco na M^mmecella gfasMÌo&\ 
,, Se lufaea, cornine la fapefte niutbte , 
,, E fseace aqpectoleìa cco&ì co cchelj^ 
,, Cche ppareano a be^ Marce^ e Sicioitlhu 
Mpezzentì , tmp<n>érift • 
Mptcca , ifigéhy odÌ9 ) ramewi | Faf. 

,j Mo ccfa' \ gfaiuto a ddetavplo , |o. noti 

,, Cchfìi mpicGa : ifso roocette da vaknee • 

Mpicceeare , intrigare^ dicefi proprìamefiit - M 

filo in matasse , che non fi può iaotvt -INM 

a (Unto per pafsarfì in ^Mnitoli. £H 

Mpiedè per '» ^/VWr , vaie xtabilmsnu da rj m iti\ ^ 

staif/iur • ♦ 

MpiedecO) imeppo impidìmemià ^ ^ 
Mpifo , impiccato, e ft trasferifce a diiMw tm 

miseraiiu > ntf ii,om ^«r ff/r«#^ , »m thé^ k 
Mpifo ppe ceanna , ridotto mlìe ^tuttt • 
Adpizza , pugna , conterà • Faf. 

.„ Puro la mpizza venta l'avenlti <; 

M Soiemano ncaa^ip a la meimen». :^'' 

Mph- 



M P o 241 

ytfif^^Vfi^^^ per la ptnta ^ ^ tafor a 
'. fòrza • ' ' ' ^ ' : ' - 

che ^^r /#r5:<» .... 

i^MUre , fermàtt , ùstinarti • Ha mpoQtato U 
•^leAe Vi term,, vale, ègièHioliih ^nè si sr^vi^ 
nft 4aHa' pud opinhm * • 

ìltf^l^^ y grassa , rlcioVV^t 

„ Schittè lo Rre de Trtpofe poteva , / * . 
• ,, Cche fica d*. aggirate ,• e rmbbe àftafé 
•' '^ ^pórparo« - ♦ ^^- 

MjMlà t stàr^fhfo , e ptantar come di senrì- 
neiÌM i/^no iti qualche sif^y-ia, fnv^m , veri" 
<trUfH , ' il ^ale préfi^ -da d^- non jùi fici Imeni- 
te fi deelina:» Ariftofàne nelle nuSi diee ^^^ 
fuymXffif y mpir4w- f^nìpw , fontana grande , e con. 

nella- ficci^U • Chi dubiterà de* derivati quin- 
di laf it» "Pma , sahjmtium , Fraputium &c. 
« pef «dittiti poi il futuo\ e t» noi ti Jpor- 
-fa'yiFmana &c, da ♦•«^» , che StefUino di- 
ce», èhe- i Greci utnrpant de faminis stupri 
' coMSTè fhéqué^tèt ha viros c'ùmmeantibusf^ 
-venerém^ue^ impeti* fùria fQ appetenti ius . 

M^rlar#, rn^portar^y balere, 

MpofiMoato, imiozzimatoy dicefi di chi conaf- 
fettàtara i^ada ritto , e polito , dalle bianche- 
^ie inzoÀoate nell' amido , e fHrate pofcia con 
ferro caMo. 

Mpoftoife , fic0 appena cominciato a maturare^ 
Balorda , gvcf^^me tnefperto, ancor troppo gio- > 
vane , per faperfi ben regoiafc jnelia condotta 
della vita • 

Mpotronnfo » impoltronito • 

Mprefecare, e meglio oggi mprolètaxt j felicita» 
u : dettò $1*1 :pf9ficè • 
Jfi:^ Naf. T.I. L Mpre- 



mente. Mme & V ammico', e mme ippvtaa ' 
^ vajafla, dicri^^^j^..^^ 
ire et fa bella faceta .^ <t jra0fsc%,^ , , «r . 
Mprenxipejp , <urtu d* Mlt4re^ ^^s se4 «t #fpM 
IMI ^vamelit , l^ ultimo Vangeli df % JMCi 
.così detto Halle dilm prime parple »,M,fmm^ .^ 
,</>/• Or. ^Leggere io ippjentìpwa *ntqHp^,<ìlt ^ 
uno , ygHt cannargli : le caìen4e fr^ii$a^f^^gi0 . 
^arUr^li chiaro ^ip. termini fyffi ^^ ^ ign^'*^ 
,afcuna riseria. Sue a lo . tHipre^si^jo vai .. 
.«/«rr /;? )i;?r,. come ^ fine fiSO^ Vmj^Lhlilti ^ 
gefi quel detto Mangf lo ; e t3Ìota,fn^^f^rfHh 
alludendo alle ffififf pìLtolt del ii|pitip . iiéptp . 
;:Codicéf che come.pgpun fa ^ piir: c^mimì^ 
/» principio creavii fiet^s &c* * . -. 
Mprefonare^ /m^r/^i^4r#. • 
Mpreflar^ , 4^rrÌ * prender ad it^f^tstitp,^ 
Mfx^kqàt^. Ajutare ^ frosf erare i'Fefifcitm'f i» 
M^cr escere , fecondare. Vieme ilp ffqfff^ ^^ 
piato am:he Jtf o./^i^i0^/o « Cod !^iflt£ ,iMi 
jf^cie di. fichi , che iiuf^,JtnatiKa.« jsfik fi oor* 
rcinpe » e get^a ii^joiitnei^U moSaim • «I 
giardinieri fé ìie uryf^ao per foTpfindm^ 
cubi pochi ad ogni jdbero di À;hi V 
credono 9 che .que'^siofchini h^f^gn^ 1' 
.di fargli maturar ^preflp • •Quindlt ficcome -i . 
profichi giovano affa maturazione de' fichi :« J 

così U ,fÀxo\^,mptféifH\y(y m^. ^* tiWÈ^V 

lunqu^ co/a,.(4ie,p5(^ill^;v^R|jigpo, .. C^. 

Rfis. aft,.!, éc, jQ.i.y ' - • ' < ' 

,^ Puro, ctìQ Sa contenta, e cot^Pilàta; ^ ^ 
„ Sta bella fàcci;^ 4' Ofio . mptofecnta • *Y! 

Kftg. canf. Ltf"-J^* 'MÌt 

„ Che P anne tnoje jtf ,%w luptofccaoe «- 




M" U e . . z4> ' 

„ Anito, o Ninfa,© Dèa, AttcVoltómp.* 

i^iofcc;naie . Voltolar pn urrà . Viene dati la- . 

^ìBtù j^osfèrnere f 6tm ù fece initroitérnaft ^ 

e poi irpfrosci^arf , Ònt. tii. Vu' 
yy VIetfecc , cà fé' voglio fe'fta'fchena 
^ Mproft^à cotntrf a ctnccio, pe ft' arenai^ 

txMXViit y imbrattate ^ysforcxrt y fciivèfi flore - 

flfaptattitfè • 

Bofekjait:^ é iobrófolejare , '^orrnón^f sàtto 

Encco, efcretnentb, A^èfcé àaf iiàfó,, da ^^ì'^^ r 
andc. z»»^» , cona^ Ì* «rioy |>er MJtot : o' da i 
/«'«*V > j7 .«^w dond* >efce , 4ji!|indi Jn^cht* 
fate , e smocehiare ptx "dhf rezzare , deride- 
re, in greco /«««''H"^ ,' «vr/^i'^t^VJ"* V «/iixo . 
^spendete itiuneb , TtcomtAatìius Tkdhre . E 
fe Nasuti «ran chiamati ^i^/ là^oA^ «roridi/ /i//or ^ 
iVriderè ^xxiù Ttasfiì atttctif era lo ^eDTó , , 
cfte saisày,'suidoia^ ntordax ^ acetlia sùhsan-^ " 
mniù. E Nkfo in ébr. fùiìifó non vai che 
ratiera , da che chi ila iciegnato * ^uflfa per » 
li* natici come un cavallo: da mvicco ^ynoccu' ' 
j» , e feù%r4 moccosa diclam di un uòmo 
fporco', e vtle ,' e cui fcorrendò dal -nafo il 
ilioccio, non (ìa attento a pullrfene ; trucco ^ 
e monucco^ vq/^q che arresta * 
bcefo , mucido^ t adente » |*' - *• 

iocchSone. Sciòeco, inesperto. Vini' li t^ V* . 
^ Comm'.uno , the s' abbia de brimma fciiìtk ^ 
„ Pe camména lo munno , ed i mucchio» . 



ne. * 



t£, T. mofeta, 
gno , muso, ma %' già anticiuata una tal « 
Vods , t guan {AU non A capiTcé ni anche" 

La dv' 



^44 M H O 

i^ ^WÙ6 n^ Itttara dqjjK fentmti m* 

Arati* 
Mvttar^ , mmitare., invitare > • cmmmiMn ^ 

j^tjfmMf a frsnzo . . ^ *^ 

Mulo, notiffimo giumento i e iastmrda^ mie 

Cfii/o éanzhro^ ingjttria atroce pih die.icdi- 

cafi w«/o ^o/r efff. .: 

ifumméia , dicefi di perfosa d* «oa figara M 

.mortacina , da qne* cadbven wpbsJiùmafi^ «» . 

vengon dall' Eg»tt»e o da me* cociìi difieccati 

seti' arene ^abei ed eòliche. . , 

Munte '1^. di. monte . ;^ . . ■ l'A 

Mnoio y f99oggf9 ^foTtSL dt mifnra^ 
Muoio , nota fabbrica vicino a' porti , da i^Ail* 

donde in Ut. moÌe^ , e molior . 

Monace, e Maonace pi. di monaco , # iMpiif. 
Moorto , morto j diceU por d^I lume lpa||0^,.4* 
iìn uomo abbattuto di animo , o ài cvpo fm 
inalatua ec. . ^ ^ %• 

«Muorto de la Temetate , didam di chi ìftapi* 
dito fembri una ilatua di legno , mal feok* 
l>rano molti cadaveri dii&ccati , àm u oonfc|i 
vano nel. moniftero de^BehedetttmdfiacoIaT» 
«ita della Cava . Faf. ^ 

,, Gomme à rio mfiprto de la TeraeCata'. l 
yy.Reftale chillo ho poco a ilo fermoiie» i 
yal talor $tt$èrrh.o^ Fau . 

^ Ognuno tornale mnpito', cche ocejctte* 
Muprzo , e mu2zeco 9 morso , ioc^ne • 
Murzillo , e moj:2Ìllo , piccolo boccone , mi gHK 

.che una picciola quanfitè . 
Muflarolai mi#x&//>rir |pgnefi j^ mufo de* cad 



y" 



M ir T , 

peiclik MB BmdanoL^ ed. ^^pu^gtik eagtioUn! 

Ex romper loro , o tener «Imen cotnprtffo^e 
: venire fchiaecUto 1' odo del lufo • 
M nfco , spMlta , t^alt9 dcF Itracth , eie ^Um^ 
^ Sfalla si unucfy Faf. 

y^ E ancora H'iivootBte k tremiDotejavr 
^ Co jp cQoIIo a no nrafco abbannonatcw 
Méfctb V t^^ft fiacco^ ftmin, mofeia^ > oudé- il» 
dumnutivo mofctolellaj uppasiìta. Fàf, 
^ Vide accanto a la fico mofciolélla 
„ Mpoftaiie, e i!écocielIe> ad uno aduno» 
l&fclo , fioKÌo ^ mext^ffassita-^, Ifnta n$fP' 

Mlufciomao , e mofcemao', fortf di ialàmt d» 

Efce , e detto por di perfona patetica nelle 
s adoni, e di €atóv»'cdbi«r*<oaie V<|oer 
detto ialome • 
li6tÌBC0 9 nmsieé , e €iatfM^'\ Fica dà musse^^ 
didatti d'uomo sbano, iioè cbe-ooitha InitMii 
ed è di cattivo cptore • ' 
Mnflb 9 da /w^», m «^f^^^^^rvcSeubi-^tifemmo* 
mmtmsè^ «jmjpii), e 4»]o$i col là maflAi fctii^ 
to tdbra, e lo tiafo lìcrècdatò; 
ytmo. e miitfa., motf. e detto di-riS^ mnpiH^ 
' ptrian- r ifmiia0 , ndtb Itrumento dà piuiat 

l^iiidi io vafi ftretti di'goiir. 
'Mntna,. e imtreia. hùl/ù^ fhtmmSt. Oh$er^ 
likl 
,, Ca pare d* efi rej(tatto verace 
^ tL to ncttgop , »ki mutria , e ^'cdieUa' 
„ magna et» ♦" 
limo 9 éntfi esfresJf^M'^frìfvnih-^làu^h % 



t^6 . N A S 

N 



N «■ 



:¥a. 



l^^h^ffàréy aèìssare^ y rovinare-. 

Naecare, for^ dÈ .fi»ìagU«^'daU*EbWk nactats^ 

O- da »^c>Jia; ^ ptrcuàtne • * 
Nìiaotemonià 1 P rimedi tuU(t^X)4 Mao 4P» 

^^ .«;i>»/:(r eoa xnetateff di lettm^. C/i«?^. ifi«àf. 

,; ^y. C{ie{U avea iuia^:ein<;tnia, ncr- yai;vooe • * 
ironia |, vai cofa ^ importanza- y jjj^ |^m^' luL 

tiferà », . . • . ^ • 

Nàf%3^,.<;«^ 9^>y'»^^v voce, eh»; H@9^ *• 
beh poco proprio fenfò • come <lf i^É|^ ^ ^^^ 





, Nafta,, jppoinf ,ifr^linav^^.#^^^ 

. ^Bi!^.^«r«i!R?2ro^^ 

al Fafino r ^ ^j^ 

,^ ir ai;tp vcH l^c:v>,^WI W» litentato. 
9, Se nne. tralette c# I^^^vffCflaiìeiraa 




nas9 uÀikc^atTj e picfioh^ 



H. 



N A::T 

corse delia burla ^ * » , ^\ ìV 

Mafo a«Nt|0|ft;« 9f{m9Ìfi^'4^,naì^it tuf0 
, «^tA^dblflK^ iip«w<litò im %!•$ >al^ lÌMlIfal 

il d«tt0.6ii<ite« daag^rA«#ri ^Siaffi^ H 

imaginataserp^reflìòne .^ Ma»«(l atteeojaii 
i»imhpat(ioliaUad'abo(ÌEla.; e.fe Vpalfi 

I. ft cluNfe^.cidattap)EÌi^tiiai.tk^ 

yy A cauzetlT', e attaccaeliè^f^ ^ :. 

„ Ed aii^j4ia%«if«7a(X)Mb #/ . 

AlaracttrPrdauIoV'Nw^Mof^vMv^o^^^^ ^ «tt . 

-^v «irciifr ahfMV tfio -^ fti^o» condaiin^fo a tHe 

quel fervizio . Ma che Pozzuoli fi» ftitt 

qaefta guifa trattato itagli llténiefi'' ^^ no 

«^ «ar^vjg^.fi diMàdftfi'/aeUiiteiilà^ iMpro 

« rétUèicaiGBKiiltfvrk^l H«{K3(Mcanv ka»^ rice ti 

« f y^fi yu ti ^ iflf i i/tfilé^vW aiqftrgéMi»» un cotò Cai 

f H ii miBUà ieqt<y> da^toarooockitedinr » Vedi 
dcofò^ antécedénter} Óons Rgs^'Aàtiilp i 
jf, Và.d«Hnrblìei5t0 idifo ino *» Pinnùthi 

volt pesci m- • * 

IRTafliifia M iir^|K^^.^fiMrriij/#.^ - ^ / 
liafbftAt va» f; :^^foiy<i?#/a^ 
Mltt^pe'Mamv sékimnn * - 

Vatomle, 2»g^ simile ^ t> ^fpieeeca^» » . > 
•NiMiar, fflMr^detkciaófirr 't^ qoitdi^ l*} 
mmiÌ9Ìif$\ ->/ .'- * ' 

L 4 ^ 



k^ "K^C A 

re , ntoAMtf «iÌDèai«, tiftùeshii^. 
Wcagtitrefe » MMn^i'ivrj^ ^ fiMAr jir ^^itarit » 
onde neagiiàtQ, i&f«^«ftf/« Mtt^^ w^l^ 

DcaiilL' , m9Uer tino pressa 'ìttiti » Htcmiu » 
Ntaniil , incs»nitéy 4ieift jJél «fS^àre awirf* 

quefto ^ a fimil iftnK&eiitOi m^esìànettl pot 
pofck orditfil . . 5 j'^::: • \ , 
JMcanato , MCtinsÒB^ iìnffù fài^Kgìumi •. 

Mcamà) incantate \ fer finfo m^gp^' f porr» 
alPiitoHito V >:M^ ^^ Ì4^i»»9;<a>ifie xbasmi i 

Latinr ^ r cesi e%ttrnivalliLtnHfit»,v MA» 
' oArir* psezso ik eampeaitóri».; icrurioaniie » 

affanoceiriar», aiBtróigafei. ^ * i *r .'>.:s 
NcafimtOji ^f^iM(Mrf« jtivo^tfBirimi* / 
Ncappaita , aglnr^rt^i^ C9gihr§ JfifyMg^otv:^pMF^ 

iter Cùiie mani. •« a 

Ncairare - Ind^nan ^ qoafi diaifCn pcnìdkr 'A 

Càsremiata^ giufla <. CJmx^ CjtpttK Xm^ukh ;^. 
„ Ma beibgha «Aetà:<pe.^ omiiaire,^?': 
Ncarvè|{Kà, ncra^^^^lia » ev.fin»RMgUè ^.imkM^ 

ifuiréut^mtté ' ET I» voce SfMsiìiiok «ttn^a^r ». 

/i che 



RT e 'E , 'Ì4^ 

* nefie ibgnsk ^ Retto ; fé non cib prende P tns^ 

fleiSone del noftio Dialetto . * Vai alKbr 
fremenr^ strìngere: in falche pifn$^ Fri! 
„ S 'n capo fo cappiello pq fé nQiSx^ . 
}Ibiflo , inverna y dal or. incsssum, 
^ óUG) , #» m^« .* i ochìtìù *a cafla , è tntf 
fihmi , r r#^rd i^i^ non p$hrci entrar àfk 
menu^ parlando di qnalclie ?isir , o fimile» 
^ IWcat^nare* , chiùdere , cingerr^^ rinstrrfre . 
Eafitti* 

^ Cà t^Atarbè fbUintte PaTpettajeno 
» ^N nùezo a oait \ialle, r le Uày ncatagta- 

Ncataramré , ^irf^er U vists^ dhare', 

ftcataxtpx^y oipcittarrirt^ 

Ncàtaflàr , srringèf um , ♦^ òpjstr in? faccia or 
quàhbt' ffaf^e\ 

Ncavozare , e notrzare , incalzerà , criittr^, ,. 
j;r;»^r dÌ9tH'fef'rii0ii^^:alti4nt\ Ncav^» 
2auia le dd<^ié, diCefi ^i td^nna patt&rientt^ 
e di e Ai umprtp^iU d' alina ^e gridai ^ 

* Fàlano : 

. w^ Spe jteatizà no tTàdètOif '. -, 

ÌSJaez2ocMZ . E*" v>ocè oicena ; 1 4\&f^. V 
" usl^ il^ Paiano n^et^tkainentr fét . dmotare' 
isn |Hàcerr ^ c)»e ìrapiflib «« Tjì^ì ^^ipir» .JT» 

;,< .V j. . E' de Fattclèiré . 

^, Nbaz'Zùccliià' te* nnr vdje' pe l^nMnki. ^ 
Iter, ir / , * W. 

Ncenzejare , inctmare , adulart • , ^ 
VkepMixto , forte' aditàto^, itràtrinrfi^ -^ t così' 
deno dal fortor delle cipolle, At éaì al ni|^ 
•* fcvw-^'^V Si^erbMtr-, v^'^^tó»pénllt^i e 



■. > 



,«# *I ^ H 

, iplatcK 'n'-^rre)atov Fai.. . . . , 

,^*E ppSiiia^co* no» fpamficr nccpoUotQ . 

Nchereinzzar^fev menersè stalle- bmr , q4 #/i|f- 

,.Ncl«rrf)i zzata,,. Boriisi^ f. altiitr ^ ostijiat^ nel 

suor>fLarcr^'^ Menato. ^^^ ,'»..,' '.^ .-. 

NcbBinai^ ,. salir or ^ fine bir n ffjft/géf'af fisMé •- 

I, PrièftO' no»* nchiaftp»» a' ll^tt^^htè a ttattr 

CìoV infihoccita : dict^ tsXòìciu ft^noottS^ 

.^ inutitè:^ fom^'^ loncbJé^ioJf.U Cmjtvrttr 

famofo per 1^' inatti vita> 'è: g^rn$,Ó^ftflà|;o ìx^ 

;K9hia{lare;9^j2^rj?isr^., /^^ 
l^chiati9|ìe:.J Gfi^rsl: VUnè di^ èiié^/^. , cfcr 
dJQpta' gricci a-,^ y^^ ChiatcoV ÓumLìA. VIL 
f, Non ìl^ 1^ ira , tratta, che me. flra|Ni^ft« 
E mnir^fii,^fii.Actaati>ai;o.a:.nó-pontone«*^ 



vj y4^an^^> raffici ax^^ C4ffgulatry Frf* 
9 Pura- alleerà lo %gp > ip^* ha- ticIÌKitiati^ 
,. ,^ I)f t u^^" a lainudo, f Ja vcoca J|if9eifi>una» 
I^G^remmare ^. v. nfiamare ,1 ifrUrastir^ dicefi 
del cucxF.jt.IanghLf ponti i Quartr» ó pezze di 
^ , ^«a^ber a^ira luj^jbpra^ Uwra^ pèicbe le cu- 
citure por Vere*' venga» dritte ^ e beo^fiote** 
ral. - ^ . •• • ^, . 

\ . «I Wii«iuw«?F«|rfuja&;r^ naegUo por- 



'« H^ • =' . ' :-': ì ■'. • 



4 * 






.%i^UcM!» $f9riém\^^ tti^immkk^r Ari^fr por 
\ ;. j^, <;:o'* If eavalle armetts aofafar 'ft ditetu*- 

4rPè cchefio chiù noir ce ncliiotolejaifirao; 
' S; Niii''gfàii' fdildnAta^k'lMi»4cb commenzare ^ 

4ldfttipec»i^% i>MwVàfffl^40v>4 4icffi i^pnaAente^ 

lidèriilare^.. Mérha' qvètlÀ' parola •) là di citi eti- 
f ^"mbìi$^ r^ éichUfa> molte- altte^ , ni} pti^ 
> Uu^[0^ cllfe>ffif^ .» De ttmpa antkhiflftmtf^ ^v ed-* 
iloMefliofabilé' ^aiifc? gli^Mmim? avftdiiti , 

• - cHe"e(^eént< fifcbi ', e- cof(^ ctnt^ canctkne' 

• fàuswii^ytmnf x fet^. 'F^ tacile a>dircopri« 
. ' tsiù c& qihefliK^&iiMleBOM fifico^ tmpc^tiraie il 
' ' vo%]r' j^ e-dàrglr « criKÌt#r chW la^ virtfa* )x>n- 
' »ffitf£ neih(^f»3roleV <flA i£ pvofleiiVaiid^, e fi 

falikvaito^; ^ ina^ il^ ve«> V chV akttdcP fpfccie 

. «/ rerpt avyà d^- ingoiare; ticcelll' , - corremo ^ 

X arflàircWffieifeftfoiW^^ycktiitOr . Qmndi^ fé i^o« 

ino <:dfii!à!A^ Qti deitè- (mki^ , cli^ all'' udito 

-^«ée^^'lkpi^'f^nibfl^qvèli^ della, klr^ d^fidemu 

' m^\ vi^^ cd^nsmo' ingaima^r: £ pérebè è lot 

^ iftkilo V «tlÀréi^ fèiìo^itfltft alinoeceifo V <lar& 

«eniiie. i(lii|idit} V rfiH>rti' ^ pa:> cètsì lalèlàrlo 

fvÀlft^^tflis <fic4if»itxU^ »fÀI(^ nSl0 ' a> \à^i> ed 

«utrari difitra la^ttirilt^'da^'pdtet^elf^^jÉ^ 

*;iasii4 t^iA^^ f^ cKe^dilra'^iieH^li^fMfole 

«Mta^'O ]^è)i^ fibilòiìdfe^Fwi^ fi 

L é la- 




'Non fondasqiie le parole aiagscbe ;,^ U 
, fonzik dèlti' «iMpctito , iB dlft'^^jaMfidttà il, gtandt 
incaatefimo. df Ik. J^fti^e , e dtU' noni»» *.• So 
fiomaco \ il gran* fù^e dflUe. càbmfe^rvMk 
degli ammali .> 4a h fecMtà Qf?<;aQ^^/fti. b 
iBai[ifiieiiKÌiae.Qe' I^U ìb 1* ioteUiglìiCt .Mik 
fcimiei & la doaliià ne*iakòiii:L tabulila» 
& gra» cofe. e •,*.?, 

Sa: qiuefta,maAÌtf« iB t^unsve MJmfi per vi» 
di canta fon» veimule paiole /V^wMrr-y iiai> 
Centesimo . E perche talun»^ .^Qde di- ferpi ». 

eTsendo avido di ncceilt ^ peccià ftri detn^ 

, ,efw fonfe air tiieaifi',' 

Fo copt naiusale-, ed nwibrtM ^ iflvmo^Mftio 

ajot»t tt caotMeot- of lidi mtfwfs^ de^ v#rfir |; ed 

ecco Ui c^Lmf9 i carmi: ^ gpacch«.c^fr«'e« pief* 

fi) i Latini diiio^ iM>p .fcNam^^ Qua ctxat 

mifiira. di patole , . ma> et)CÌM la^ n||9&^ ^ die 

. vi fi accompagoev» • Cffcfcirado l'^ impofliim « 

hi Mttibnito ^ carmi il poMe>. noiv folàtK 

attirtr le.ferpi , W^ quello amÀt d' i^ncat 

le ombre- de^' morti ^ ;di. ofavane il Sole » » 

, h^ Luna., di chiamare alloat^Qiire; l nembi» 

^ le- tempcfte ;.^ inrommir tmio .llwLpMytf. 

che l^imoQftura msk^e^ fi h» proyit^. 

JU: prima delle lingue moderne, che dalla* 

. Csm*» de' i^ofn9^ni< vr9é^' p^ola j>«t 

. nte fnc^iffesimii ^ l Sft^^l^ F^WiC^^ 1 che 

I ne ibrmò 1» voce Ci^imfe jiaj^ pef figqificait' 

: apoffiiro 1* i«ca9l^fiaia'^puiei(RiH> J^<m 9^ 

i^M^}^^9^P^f^9:V^\ ve^;» grande ive ^m• 

^^ inc;|fìi»rinK>A «he^fàniy^ Ie,4s9Qe a^li no- 
nni, ca' tea. nazzir^ic^d ^lleuameoti^ :. tncan-^ 

te^ 



^ ^ ^ 4t ^yk^ 

la il chirmatore. . *.;. ^. 



• r 



cnnofarono 



^ «aiijteftii^«|Jf< *H)I'^.>^ p6f ^trasferite • 
v^«iiaiteM^<^^^aft#i^ e princii. 

palmata qatUa impo%a di en»erfi'WuI- 



fbtfibbr pe^ Vsere , cBe ntìn da^FIrancaff, ma 

direttaf»tti|e da^ i^flh^ fti ^^tnita li voce 

'U Wm^m mf ^^ ^-^tìift tie* fcfc<*dit Stozza vi fl% 

; ^iflÌMNta Me«4àlili&.)NÉbnf^ iìi^atmihkré^. dai». 

poichV ti! no' Ordifiben^ di Gartó Vfft; ^ 

1140* r®*^-"f- *'^'^'^* »^- *y fr trovai 
,*tMpBafe>.s»fww^or. Più- fièofi 'paw cha.. 

. :w«eoo.fi«4ie'ft Tofiahè^tf/drw^ e r/W 

t«to«ltarta^;de^'««b^y e ^QfeW Ik fcce det 
^ te JFiia«lia.^4||RrW@o|M^i0rr , pg,^ 

ad efpri^iafi ìà%t^&i^lMa^%isai fmp%^. m 

]Icte»2»^.)^d', iWi*Ìi» ^ v; fiiiofe, fiimrmi^ 
mùtlmime.: dà v qetefe»: ar Idfaadrtb , fitrtZ 
se ìmutéìim. > -.- ••,.■.* 'T 

Ndfficclafe , 0HetUfsi , ar^^w , dicdt tue» 
pnamcnte delta tefta delle dònne . - 

ìfcoccia?», e/f/W da««?«s» h^fu^a, ci 




dentro l^ bucata é> .tio»f: «^ \\ n 






yf Le carliEKKtttfi»ii''Gbrila. ficociMPiiéd^ 

1^ it^ I^. zita .cèu«fii«^.i#«ìiW^^ 

" ,>^Auza 'n capota ii.jHMl'^fakx<.VJ^éllÌu'4^ 
,^ JCa^r^% f}iat^^4bi^(^«iaAp2M»^ • 4 

rcrbirtmeriare , mcotpar» •- * •. . •\wt - *^ 

Tfcfeicèmiente|j iw^#{iy- .fs; • A 3- ne, 
Ncrifcetare^v /^v/i^rcv» ^nfìk4kfmm»i^m^\^ Sr\ 

rojtf, frenaersi collwi^^pUtfhars^ì*i^j,m^mì> 
^^ "Noi. 



f;; 



*,Hf^ìH\f inc^^n»4 far riverfUK^^ffiìk/cre. 

**. i^ir noa^xoffirirajll fajcra'voce Cir/i^o dico- 
no^ crisfa^. KoÌ4i mè^'^ cmpi^» P« efli ì .paf. 
fata- a noi ' y, ^ invece! di. «f^fi p»P tsnpneca.- 
* zioncrf' ferve % uniciiTicntc^ Ai (Iat;\e{iff;^ alla 
. fraféc» come : U ìpsrtTristp'^fff: P^Vi Sacrato 
' V. cjBpTofòanì . Sn^cmfa^ fi n^^nuidlc nel - 

n VI cft.fpq|Iiàto QgQiVKy: ha ^ ino - vimio 
),« $èÌz^ t^ ctéfpsi' ncrtfpcr a l^li mSjfiitm .**'' 
lìcrocc2tt<yyUnéinMtttn,(0ggramprns^y presa pn 
la'g0Ì)f Éèa,uncini.Y e inBii;alai^aaieiice nercri:- 
cato pe ccanna^- diciàn^' un: p(»vf rr nomo ep*-- 

/,^ D5^ yalè fcicwtèv.cpmmr dto^fflTfJiwew 
*N' cmisjoii? ^.r ncrc^ope ^ imctm/m^Mtn, m ' 

Ncroffàre>. di; 'i/»«f*r^ itfsiQjnt : a4oiw«ir iniicii.* 
ioà^ingraitinare.t cb<s cUfie0v. <li; onatchr tri- 
Tandà',> oooiet <areÌ3Ì^' pacciofitji'^'arrpttiii^. ièga^ 

mtxM: fSB^\ì:h^^^ 

NbooUo^, add^sjffwr .^ 

Nctmbelè:*. Incui^Jlè:, , «h Imitino t Amofo^ 
ofplzib: dé'i^tt^ «, 4' infénniv coi) detfo fer- 
ie àalPèf&ttoV da' che ben' pochi .di- qnntt 
ce-nr Tanno ,. <ri|DrQ^ yiyìridlrai& loio '• 
Manmre a* l?'jfnqu|ib«I^;, . v^al wmdsf stf$ 
miai 4^\ ntatfì ^ afwS ^. 4r//f Ufìtmitia ^ 

jtfaint ,, nome* perchè mKi r^flip** d» àmofa 

del 



dtf ifteMlKè ; E* icelebre fiNt noMT &WiS 

-quel Frate j cfce regalò ad* «tisb ctonna credii- 

- la » f di bti0na morale^ il facchetto di SJ^raa- 

' ctfco , dentro dei qusfe* f! trovb tma dactoli^ 

-. -na collo ferttto ^ AnJtejatnr mia Ndrejana f 

s. . ^ujtfmè'iere povenè^ fitcii>e la-ponafin y mt 

* ^e sé'àee^timfitfe U rofi/and ; e potè P 

u. dcK «itdeitzi ,\ é Ttva ftde di qtienà fempG* 

ce, e buona donna te fii con'òueln(A>iIeaùiift- 

' Im o^et^r de' portenti- , ficcM ' né cRTenne 

' «gM^ttifirdi occnparibnTr e tara d'nir Canfi. 

naie, e dHla di Ini Ciriàu / 

tieeeflhrejo , ^téecessurh; e fogrin • ' • * 

gegKaye ne^ola, nebbia. 
eaitAico* pagates dettd Ab'fenrr pel lòriempte 
ingrato^ càtattfete • Aif mèntmice^ e ddu^mu^ 
- éewo^ lK»ft«o coiBÙnr preiib dit i^tto d' im 
% ^fl?» Gt«tOtlio> il qilalè dopoalciini gTor- 
ni trovato' dormendo un cane \ ctelo ateya 
. : morficaro r Wn*'taf dettcK IT ilcdfc • 
Utmitfao ^ mi^ nipótt ì -"■ 
Utich -me, Mrn» i9»r r me* infeKtè f 
J(e(poia^S n«ro /ri^f^ uhaggior- , monnare ne^ 
fpoie , perder Uthpo • Co fi> tietiipo , e co la 
inglia s'ammatiiraao le fitf^fppiè \ prov. ^r 
(^ ^ttzt cée<M'té0h9' C0t'temper si^ arrrva. Nie- 
.. ifSÀQ zAtudccUfo y-dJfifai^are^ disg»tté i ama» 

Metta drcolktri ^i^^^, Pàf. 

'Abreai , ne9aj<^^ cmieroa di neve' , prov* iKd« 
do cefiiì^ de «ìcMÉf%i3.:<^to de Ifét mn h gra^ 
zia mei parìafè^\ 9*cée' tee»' sèm^ amore * 

N^yerzalo', ^ -nnffwnàlt^, ^mnrùersaie'^ dar Nne- 

f verta, iÈnii^teef^- .-' . v .:, •• - 



N. 



fiftflfo • CÌHC€, Cant. ÌX, stm «••« 
n Po petam^tb n6(b (ì» ne jfifè» * 

^N iafciolla» in fasce. 

t, E ppe 11* uocchie n U^^ctià fii nftceiif». 
Nftnocchiare^^ Imdmà^ hgaf^ére.- Là deriva- 
-non» ài quefta voce f fiat^ gr«zUfainénte 

rimv.d«l^ Anto» d9 k$ ^èlti7»9MM€iée db 

Kfena , ng:4r/» i e proprìtnMUb -fiteUd 4tl c«» 
. N«ifie^i9r^e BittiMttfò ffi^ di mM « mijI* 

. ;ji9tare il 40t9\fssndU ^ 0^ mUH$i0 gMtdf^m 

> 9^ Non j» wnptt,. a te! c^fat ' ^ ^ 

j >^ A R« fenili flileje^call naitiiif 
•1 > ^ Ghiif mbuda uà làvt lir pezsiente»' ^ 
.tfiitfcà Clknna ». npal lo iWG» 9 V^h i* vu 

!tUmeMéà,JMsiimtmi^vèhr^ilmt^> 

N^ndra ,.^»òie dì ciMrona^ é lofarvo 4i <»t(b. 

'i *;flite iiofilafifr;tn un «capo di ftlo $ ^pago , ta^ 

ior anche £ .ficHi ocelli ì, ehé {riii proprift- 

menfeviZiid a» ./idartf ii>^:4Ìit*«ai'teoipai ^iiu* 

Itili ^^^é&a.kai^ Svolli ÌK& ]W P "«timofaip 

na febben ftoM^v^iMiàdiiiiine ìe^^ dji 

. %y<\Mi ^!l Ww* >» pu¥ j?tfeiiè) fi t»ai|a di e^icÌK 
«leftibih , e cofe tutte mdke fiù^ At^'pliiid 

. #[ *'^^ » ed «yi« I dot CÌQC£ÌÌ P M^MM tmétf 

Ufi 



IMbcAlO'» ri^ald4à9\ isiA$^ÌM9 • 

*N. foce y, iiy/T>in£vc«iiMur,, .m 4^^ \i -^^i?^ 

Mfeonere. Bagttjtrt-^ Dal ladiri»j Bw ii feriw<Ìèii i 

. V. azZiippace ». . ' .' • 

Nforra^, fodera d* aoit^ ., * - -« \ v/T >* • . 

Nibfcà > e tirtaforc^, oscurarfi , /ììt ^f^f^r ff* 

Nfracetà , infradici are „ starsene stmf 9^ in- mi^ 
.'\ l0ogà(ihcciar'^l^m»u' : - *•' /• " >t 

tenderff^ puF del fiwJc^C^att^piéMmoté • 
Slfibcecare^JLo 4aefeVc;^.steci<ie ; ( Vq£ qne- 

ila, MM .) -^^ &jii^ti:;elw kiffeatob 4fBioeca» 
^< fif à.ltoswriia)' ft. ikitta&'àme'^lf iAhiim^ adca- 

rote iiY bocca fu di c!6^ che debbar dXUk^ Qouw 
di di chi* {MftlK^tWbHteadb' U ì^^^ 
^rwiVmtSh^m Ai da/aittt ^ frdti^bbe i**ÌMièé 

»,Ì^ NfSyjMttttf ihe tacite fooy fiifo- ^ '^ " 
^::«.^j• Sft«ctt8^ijM ttr-fii «t» ^ W^tcÌTìifroct. 



- ( 



I' 



J^«»at»,,*rfii;j^prtf iò^^^^V fiff^^ , azioni 3* 
fnfgrffafify com&atùmento ,. Faf. , . 

u A la primin^àftn^tapnp*^ fpoluto. 

colpir^ f$sfign(f». /. ;' . v.^ . r ' 
Nfrucecare^ e ntrocecare >. #ifi<^»^rr^4i/ ta^iag*- 




*rN ^no'y, al fondo i'^n ranno 3è ìivf»fc fiadit- 

n A ruocchÌ€La*iVre(lQt^Iév«P«^*^oo«^f*' 

l^^^?aO?IW. V àaF:Uti'^.^«4^^wwr>. fare , o^ 
dàréf na ngaudiefaniino'yy4fr o dat»^ ^tL aanvitOy^ 

^tegàttimilvl"» ^dfir in (^atdo\^: COW i gatti •- 



ale N 6 O 

jc. 6. 
,, Se Mafe' fé penfaiTe , 
„ Ch'^a Ik hnoaà de fio bello fieno 
,, Ancora ne' % lo manliee vitale , 
n Non giiiarria ngàttimma pe cheiràntrai* 
ffgliiaiiaìejftre , scoHt^cére^, da jafian , /^li^ir* 
ri6/>/# , che fi ctede isaRgnar , ed ioonidic 
fe genti. Taf. 
,, E cchella bratta fictta tìgUatMieni • 
Kg^tffaTe y sng0ssar0* 
^^gigoare , miofrmr U frims volta ' fuat^é^ 
cosd , pùrn^utf oétH nuovo , da «r"w*«» » oé 
rftmti^ty^ che cettamettte daIt*.3»eo Us^ 
MMoSy^mtiétDUj'doScmfiti AitFeRo firive 
dtihétvitj sTcahsmonif. Vtà pure etmimm 
€iaf9 , ed \ noto it iadsd iJUanisre • Om» 

99 Quamio Aa ctaipaghk vèdde veaiie 
„ Lena » che de bellézza (fc )o ftaiftiaido« 
9» Li viecchie fe iic6gìtl;A]0 m tdipitire: 
. y, Vide, (ratieHo; che pii^zo de I«ido! 
tfgoiigoir, face ngongolei fnnoiigi^*» ni 
^ fave /fncpr dentro dii^ ^icf ; ' 
VgotdÌ2^^ingorilÌgià. * '^ // 
^ Ngerfi^aie , ngorfejare, b pì& pr^fH-knaente i^óìP- 

fire ; mangiaifo f divorare ^ ingAiof tiro y idt 
con; aviditì . 
- Ngurfire , e N^^re . Dtvotan ^ mangté/Èt 
avidamente'. ^S^ paròla , ehèTitne dal La- 
.tino ingurgitare^ che dinota lo fteffb« JV 
Cei-rè/^ Ì\(Gcc. Fasi. * rtfwlf. 17. //. 28. Uff* 

-'; fcwdo' dèlie delizie di PoGIipo , dice ■ 
»9 I>ove vanno a imgitara le barcafo 
n Coomfece^e co buono da ngi^rfiir» . • 

Ngi» 



tt\C I %&i 

tfgntattè 4^fg» U tetta mimitethta» 
Neuacciare y pattar acqut apfiè itttté veitito ', 
lardare y intmitgHfnar0 ^ Fah . . T 

^y Ch' eg» normom milk aiin« le pare 
), Dt.k fai^a» morifto fé aguaèctare • . 
K|[aadejare , ngoarejare , e ngasdejate , spesare, 

o da ?•''•» , o y«A/«^, gattdeo . 
N»aggiire » Scentthettere E* v«ce* sfiata. ibU^ 
la Fr^KeTe » cbe dÌMC»4o fteflb •' Lo^ Sgrut- 
tendio canundo It glorie detta foglia cap[iiic; 
eia «, aUoia-eibo gatofiflimo de\Napole;taniy 
nella ^caosatie , «le faa pei ttmlo lì Spanfie 
eie la fòglia , dice {ThrA. cwtd. Vili:) 

,, Si ii«mpa mangiam fe ne ha voglia, 

' * ,^ O fi.ie^miifigia Un a li cMBpe AaltiV,'^ 

\ n fo ^glM^Mf^ <^ qU «k .dente, tornKe y 

> «,^ Ca no» (e oee mangia auto, fi kio fegtias* 

'Ngoaroafcrone y /9 guarmghiu i,- if$ attmatp* 
ra , vtttif di fitifo ft^ma f m^tf galante'^. 
mente ♦ 

Mgnecia , r«fe^ ^ maniera , Fai; 

,, Chi a nnnUo^ iuacQ p^ ppefcà la dofa * 
,9 M^lio da HI nftasanta agne tta^ e ttintfs. 

NibeJto y Anni tale >ii. f. , - \ 

NicronaiiK) , e nigromaiM » ttttgom , da* ^«- 
xfan' , de" moni , e ^«"'s , im^mntàioTe y cioi 
chi per faitrtegi ik cèmpaéi h(fiilfre fpeitri, 
fé pur ciò mai fortifcc , prartiipte' fcoverte 
di «eTori , e limili impofture • Prrchì tal gè»*' 
te alla filofofica fiiel. andar . ceti ampio man- 
tello , e per. lo piii negro, «Kfttìtndo ^gravità , 
A9ìtk è oiaacito «U^iia aaita i^^thaalogia. ila 

tal 



tal abUgliam^mo.^fid èa ràolhfirti^ elftr Ì&KAI 
fcnota del gnn j|!^iBtfÌ9 V. - ' • - : /' / 

Nieo, t neo , maccfaia 'M <orp9- y cd^'kh|la- 
(Irdino ufatocMle «DMWfer f972k>'TÉi vìfo. 

Niervo,, n^rift^-nsant n^ìM ^^-^ immitù-wi/e , 

Nigito , «/Mrir, iiotOì-«uc«6l^ di« js^nr; # detto 
d'uom rapace* '4* . '^ ^' f 

tizio, yieJjuO'é- :r".-ì r' * 

ìKigta, ntio, e iicc0/1)ftr«v^dKlÌri«^Ab^ Fìif. 
.,/0 ntgfeo cbUlo cèbe^itm' fanr i» ADceki, 
,, Canon dà. tiémpo^à tfiielii^ftSApaèai^» 
(L'ettmélogfai ffi oitéftt irooA ltt<''«ftdeffi nelU 
bttiez2«taMeM>Blc^ 'dèi Fi^Al^f^^^eìitàmeiite 
da <»«f^,-io:>inMrtdr, {)^9trhtr^MI>i^> in 
^tTasUto diaoc» .i^/^Km»; umtpegg^o^^' eden- 
do H nero fe^no di lafi»^^e^)t<fÉA^|iie«it%«filÉ* 
te ifi affiicione. KSiMfiHlloA ^Ph-^W Jt.^f» 

,, Me fta comme. la pece. * "*" 

iNtnno . 3iii9f^iWà '£?Avocc^$pagmo<a-; nm'in^ 

qddHa lingua* felAvne fi^fc^*^' 1X)A due';» , fi 

^wonuncia pttfc nigtiiì^ì ^Hhl ^^mti^ìfia^ noi^ 

ikhmo wnna . ^Se ni?«vfaAfio i dimiivitftr 

netmUJé j ^'mnmè^jf^* tJiii; ir*, l'f/;* ' * -^'i 

. ,) Si.n|)A0#^gHivto>^ qDlfpdpp^Ild^ 

.„ S' hdgiliénoera de munoi o de guagóiiiaf * 

iNiimo } r4r^^«fr/o, Ib im, «ich^EAchio tràdnee 

«"w , ^///«j', xhe cotRe<fl»nil4!i> , fònttà bel- 

, la , e fpeccUat»^ la soOraf^tott ; Chi VoìefTf 

litrailiMW^ciiteo^ nm , doiidt wm» , khriìtoen- 

?:» te 



^ ur w a %t^€ 

bàlie fi canu per conciliar ik^Amno^^^ rag^m* 

», ^ iioni%è0i «^pilóiil • V Talora per^i^I 

ligeb €lumtairiMalaMtA9frwj9K^d^,.<edia «al 

cafo non dtfpìaceia idcrivar(<tie ^4p»ifiiolo^ 

da »«w«aV^ì»''*iip«V jBr«a«5W i psznp^ì; t^c»4^ 

' ^tf2%«9 dair£breo sffétl ^^stulu é^trt^'^sse 

Nifcinno, « fiercìuiio,viiàiiMi>«' . i : o 

Nnacetì , inaciditi • ^ » * T 

Maacqnaiiiipit» j ^ A^ c Mammn è'^ 9 ^ ^^ 

Knamóiecaf^» là^^ni jb jcèif^Ai^hn^ ^&$$ 4W. 
»tf •, Viene da tnamii^n,^ cio^ tener 1^ ami-' 
ta^ mamem «nafta di aominaìr- la^^onpiUna^^ 
Mezz. Con», féfpm^^: '^. -^ .:. 

^ la^we la mòrsele* a P obbannena ^, 
jj £ Atfe {^jdgN fì0i»po niSHìiéì^éò , - 
„ Cfae te «id pare ,>4flB«^ t ctffii^%offà> ^* 
Nnammollà ^ dicefi de' panni fporchi , t ^ndlt 
pof^pmfi in acqua fnin^a ^di ^^irv^^^ fopra 
' il b«caco ^ ' «fiatili ìnmpp^' beile ,- fnegiio^ 
dal' ranno lian j>enetrati y ^jidde^i^re ^ òìA^l . 

NÉimalor1»ave^^^if7j»iiiMi^fi«^f fBt'U^pmàkif \ tras- 
latamente enfhiere un fuogo di gualcii ^tosk^ 
c<VM*4k{^MRo^MMi&tt<$^' fibtó^ nnai«»i90Kbaje 
tnUb lo p9iitl§^,^:3(Méimt *^éfsttifnté-€opie 9 
«te sf 'w^infa-im mah^M tm^i , 
Nnante onante, prima di $Htti . Fnf. 

ji^Eiàié lo Nlm^no di^e-ìt? àbbatan^te '- 
,, Ccà botli0<», e «^ a 'tee' À^rófénb ist^iile 

iNnap- 



s44-! Il H % 

0i , /«ivi 4ÌÀi , imufiniitsi^ ] a imém m^i^^ ^ 
zar Ujfe^a Ofifiii^fmd^ì^^u^u,* i o t <w^- 

tiKKC« . - ■. V. . • • ' . », t»Kt''\ ':r,.^ •: • r:;.--% 
NnaoMto , hdormiù^ itct&ifam\maoif^f W^ 

Nnatvozare ^ inMlzsr0» . ^«Ai ^ . ^ t • '>"••< 

Nnebbetato , • prjiéhil^i.» iwfctoitfirrfs . ^^g^ 
^ Nnegefiiofie j indiguùtme , .dfci gAyf to ^i «^ai^' 

^iiW 9 ^ndimf/^f ^i^ im» An 4%anM .. - 'M$J 
Ntiellà, e n^oiSS^J^4A* > :«^' ta-. . . -^ 

Nnc »' jKtiima é ^4*»w»«r > ^if^«^ %i «l #».. J#» ^ 

Sta *iin efli?r€^i.#fi/j;^# 
Noeltcece • Corrotta; 4f^.44i uthtri^ ^ v^di Mrdto 

Unico &c potta di damJ bievtibne >. «Ut 

;faj^r il w$9ndo ! / . ; .i *' 

Maiefl». h^&Oh,^ G»el3m ^ VcxB ^i^MÌb 
VO$e * Cfir#; Jtair«,9f^^ I|f. ./fv< 4|«^ : 
„ £ comme caodottella vtcrtmwifinw* 






1$ 1f,0 , iif 

I NÉto ^ Ano , «» Ar>« . ' 

fìMfato , t ttBbejo , Il Mfe^ , f^nfiki^ • ^ 

adb adiieftni , *fKPld jKh fttto m carni ner. 
iMfc 9 wntiT , ^ ftltrr interiori -^tati . e 
UfàtA CM tt^i fiootcM ; ff^^ 1^0 , ir" 
- ÈMMi ^#te> ifigredienrft. IHceu ptf feifione^ 
# mf «M» »^( t. 'Ahnogif» , e Wrzo de . 
asolaia) Mftaie camme lui- lBi«||fm , irext% 
\ ttiémto^mìtóKi9y smaeèàtìÈ v ^m. Uh P%^ 



^ 'M'WfldI , t Hifftte a téi^o Capovaccai; 

f9 f&ihom^ %liA» là'verde la acca. « 

ImmmmfktHé li /r «'«rr i dèttd tfo^ ^léija. 

"MsMiettti V ^lèrcbì;. fiel %iisdrS'Hcii}^Safito 

»ÌMé 4illlMSi9Ge ^ mcctttidé 1 frehte, ii prò- 

^' "^ik !it dlTM-bétea a h mmmfn^pattt «^ 
HtMÌlmkiita , imi im»! # i e talora ((etto /e r 

^ ^le Ipdgtia aozate qiuM^ imommenita 
'{^«l*^ ife 1b ciempo a ili lo pèrdalo? 

. ur:^ Mt^ ft^cMAejì^ ciré mìibrcViaììrche&iu 

„ Cfae te IcamM da vocca^joie Barraccone?* 

Mflorcave , fVij$é/v4miéR'<ir7^ Hmfmentet ai^ 

410 ^iZ»^^f^ TJL M /^* 






loghiottt. ^i. ' * ff^ì*' 

NnoreeQ?5eJ3t, indmti^iim. ,. . - -^ 
£r«am» « inJtilMtg » vimini» ^ tmmt^M 
Nnofsato^i. indurito cmne «*»• - " .'• «.? . 
Nno&itunL, •ssatHr»*^ ^ '^v 

lìnuccUt Ann»€ei^ àiffu di -^<^*^^«/* ;'y^;' ^ 
I^nuArejafo^ indHhri^so , ^ talor ^IJ0 ;ìi OHM* 

menu^ f jper jio ladro. »• p^t^ja^diBte^ 
Koutto , .«MOU» . . *K.*- <' ' 

^^apzzare v. anapzzaK, e,iiQiiz«m^ -^ 
Kocellai »WW»^ fnitlo B««o > « llawtiw » • 
' o noce de cnQJl^ t y%' •^^^ diif^th « ^og 
;iare imptPjecàz&oiie t iptichè vi foctooiendMaii 
ki j/ fcmfù i e ^h% ^1 collo , o fia coUot- 
tola degli antmau fta am fi ooftmdii fiufi al- 
.' dfifla coUa mioiefica. , .perciò ni getgo fi ImI 
"per dire noct de cuoUk €9 li imfe^* Val 
jt anche c/iras cattiva , come ^««qiNlli della 
4iuca tutt' ófi^ , FaT. Noce de BenevtMtO f 
f £uis'q(j^ luogo d'unione di fiieght ^ e.9»a#i 
cò^DlavpiLpfe^ femr loggia «b Ibitoni «m»- 
.£:ui finto iMi'fiBCoU barbari^ Il ^^ediooifliM 
Piperno ha ferino nn*Opera de Nuc^'Bt Mtmm 
utana , e '1 &Q)ofo Ateta Zmi^ ^ 4UiA 
uh' ampia difsertazioof • ^ Qpa^to. tkj^ 



della fantafia preoccupata^i4à.fadSB.idcc^f» 

r4jiudizi ! Eaf. - ., , * : '\ 

: ^^Comm'a la Hasfixùfà^ V/^itiid^p^ 
,; Veneno li Diafcanc^^ e^^QU^^Iip^ a- . 

1, Cq fcl^ 'n ap^lo a Anfim 1 4l^ ^^ 
„ fpaviento \^ .» \ 

. ^, £ echi da feq»e j^ e zàmpmo <maa§ui • 
SJoleto » »otó • . / 



* 



F»t:- •-. , • ,' •',. ,.t 

» E Io vjìioì? U^ h|Lr comme na pezsai^ .- 
^ W JSi. «0 1% «ottifilft mh éi U noni» > 

cic^ nmt dorme.; « 

Noniiatara, feto moMràw y i^if^ epeifoxmMiOm -' 
Iioii*preftttto • E' corruzione 4i^fe9ii9«nte fytw 
pec.derifiQne dalle voci hti^ »m ^t>immUr^ 
e diruMca Iq fleSb , ch^ ìR' Lattn$>M ^W* 

V9TS» 2I« >: « . , «' ' \ ,'•'?, 

^ : De ^a ,coa|pi»edia» xm^- Id^ {pr lìin^' ^ 
M Cofa. de; fpaoio, e a MtVfftreriKtQ belU«* 

Fsilaap: ^ - ì ; . , ' 

„ Ma AoIifTe no Altnmaìe Io non -prefitto, 
. 9|, E ccen^aje de .¥M<M:f|Nie io ttutfo . 
Nonzielia, caoyona. popolare ne^tcrapL del Fa- 
»f3tQa\ caldee jHti«deUaino0ra Nùe ^ o ^^^^f*' 
de* ean^i^i^i^ -^jode camìi^ dei Canapo Cri* 
ftiaao • ' , . .. 

„ jOgniiai^ «bufine cc|0ii|^ a no (cannato, 
^ ^è. iifiefite auUQ cant^ , cche I^nonzielU* 
Noia y nuora y Eleonora , Diamra ^ ^ in dimim 
- hhreiJs j e Norina • 
MotcojAl^r ^^^'^^7 alììt^ntare^ onde 
Mocrecàmieiito ,'^'^9^^ V 

Ne^irolttfo , nebbiolo ,, da navoJU , ^^« • - . 
Movieààlm ^ Novembre • , ^' •. " \. ^ 

^4-^*-aj?te.i\o le va*n-pata:. 
'N mtiàg^f^ ^ h ^fn:dem%a ^ invano ^. ji^nz' al* 



•N pierno^ in\ffi^en^t*lo gijisto talento su . 
14 ptzzo^ h psmtny neiP^eshemJti.* \ .- . 



0H if r^ 




4a ta n«nfon éilie mvh M . 
poppa dolce vento , '^n pn>(jpcro 

WfagnW ,-«**"»•• ^;u.^i 

Mniffrtnfeiii*.) ttaìmftì^^ • '•-»-''. 

>N fcneni», «a MujM» fcriiBfi 'ÉaHetriE* , H 

, tmità , «vr. « «mmr^ooe , osai a pt»l^ 

atì»p èi' ÌJitìaiì :''«l^ èiaiBf» tt. tfTpiteM»,- 

Stiéflb «Mie VB faRe»i*idii» , ti ééSièàt» d' 

cflet Uberi ila mA jioevroi* , àA «(H*r, 

^ Ma Io tetaaw Ritf» VicecU* uutuND, . 

<mikR ti ctwttafo » f^wnivo-i t ptr ffHnse 
lif^ rare, e ^'imiaittMl avvifUci' '^* 
^J'ianeutemente , vat ' • .' .1 

^, «N' fcntì Tunct^ j i ilttiaJttèt Mi rtt " 
' \^, Cor» comnwf i« pafe» faiebalif*. .- ^ 

Ufangioleiitato , #wj*»sf «?»««> • 
Nfateco, t nzatcco, M^nh. ; ; ;• • , 

Nfeccfaì , inaridirsi y recarsi. j sm^rftft # * ^ 
Nfcgnale , ed un tempo tritale , iì^?#r . '* 
»N feffictta , im fprtaatina , sh/ -^^^^^f^^. 
NfembraK , « nsciwnbttre, tékciar ff^^f^^ 

fpcci : dicefi pat d^tiowio-, 't*c **J*?n% 

applicare. u, .,^*t t*»A* 

Nfemmofa . insieme * V. *à' CdÉJKlHl ; Vtnml 



kV 



Nstm 



p9 S0mfliet\ qmtiìip 
Nferoi',. e xizertary fdnà di caflagna ÀoJtó geW 

^ Fiiorze a^tWe iba^ cd'^ baj^ .oAirgiiie' 
'm V# cMtO ;|dcMn0c<Jivillo le .rr«(ggHUi^^ 

#ftvjcw*,'%'n. federa t.;#«^r^Jìetó,dic«fi 



Nitrtcr, e n2sèrt<^» /»^«i^a^^ dtcc/l talort fl'.uir 
lM|toidiqpt.<cJi« ràr <b>t&(9^^ oiil'opiro r- 

2urio prodotto » e qpjn^i^ inutift ^. Ut^^t^ 
Ha»'» e ntalTejare , 4;9^r ìon^m^f^f -^ #^ 

M 3; Nt». 




v 



•ìw fr T ik ^ .. 

Nùnare, nstetmtere ^iì^ t^dKSti f yMtl^ 

ncaforchiare • " 

«tappare , otturare , òifBir.^^f^fpMi'^ #l| 

'" mmwrm sepekio .■ " '^ '' - •;* " V* 

Ntapeea. Maetbins y immph^^^fi^ : "Vìà^ 

n» èrRa voce fcrenft àjnapnirìàyi^'Wlmk 

«oa ftrrìnafa rivocante un' altra yldi^i^io b&i 

fi qnefle éuttéfpocbe fegref^ pèf dHUii« db'èft 

^1^ p9mpam n % rricflb in iftniinentì piAUi- 

et • Quindi h Don&rf de h Tnapeeéf (^ Fm 

Té^ì. Il tmt. 9.) ftclnama còtiti, dm ì 

*^ figìk q^fU fòrte 8f Hgiit : é mmfbfiaKi 

. chi ià, o xndoctf a ^e tii(6rogI^; F^ lu^ 

{fT/Rp vale /Irr èm^rogH . Vi if ailcotftli veli. 
o ntapecért 'dhiòtaitté 16 ^tìbVOm. Ifil* L 
' ,; O ;^ , o AiriiHo mfÀtti^ a n^i^* ' 
Ntarimmo corrotto *dlàr« ié^itfài . raC*"^ 

,, Ntarfmmo nnan^ eche tMTk fé «MHav 
KtartagHare ,- bMlbutìrt , Im^Miitte , itptae Af 
//»f^«i7 impedita si pMriur^ y irai aiéftrM^ 
' ghate^ temporigghitè . Faf. ' > '. «^vr*' - 
^» Accoéì cc£pb là >a« maffa^roi»!»^ 
W E a (a targa . a la bifÌk U pifgliiiim 
Ntartcftcrt , tramnih . . ^' • ^^- * '**-*^ 
Ntennìre , ottonare , . rimbombare ^ «IK^^ 

2 nel fonar qqafi a* fi)rìi ; Ulciahi coA , 'dm 
lainpane ^ le qiialÌ^^opr> ftna^tt alta 'd9le& » 



lor u batte a. tocoo a tocco col' "hàiéòbSìh 



L» 



Fafano usìk tal vètfto ccfki molla ^k^ $^W 

„ E ffit eche ^ «lièto alP arma fanllieiilétM 
y^ -Mi ^voce, èeii^^aéDoOine (ò' tepn^lifWi 
M E ppo aftconna ^ ftonte,e H^nMntMtti 
n CofBttl^ frÌM»^^nat»'ir%Mn^anrv 



Il f 9 iw 

litirlior , » I» m0fik» >. gH^saìmimnifm^ >//# 

durre ^ metter in moto , Faf. • ^ . / 

P^ttO ^ il dÈffderdftù ^ersi g ^m& u^V ih 
sticnto A^ ,, vai aver fkeP vèt brmmtuà\ nw 

Ktifto/v. Affilo^* 

ìiiQ&mrMk^ttÉre^ tonfare^ ^len^ftr^ i<xtìi^ 

^- ^ ^ g«t0 a te ftklla a ^àflo m> ftàlibnè , 
*tV «> Che ;a boita^ d* aorigio $' i bubho ntofàto. «^ 
•W*al pa» goftfip per aheriggilt, cMkrk , é^ per 

: Mi^erpbh tìbù^ àt «•«><>o«/mii , superbia ,. onde 
^Pf^l^m:, giorUttenduy; e perete flà- colla 

. ftccia^** wieia tùùvt cM fobtw te t<i(w.. Di. 

Mi#, da Nto&, bé^^apkraè 

Ktòmmacode , ro//>a^ percofsà. 

NtooMo ,. jiffr^*, ^/Mm , V'. arbtfcmi&'^ >r^ 

liiontaios lyo^fle&i^V che m^o ttt. Tóaft) t/cM^ 
m9 goffo. Vi^L »• » r* . • -. v^i 
^ E pò fcrìve "^ «tontmto , Ito «i!«te * * 

rr, Af^iirtfy dar fastìdio^ Rrf, ^^^ ** v^^ ^ 
,, Le pig&Kie lo diafòsiitte aé AfgMffey ^ 
n Cai fempc k ii»^ie ito Stìemaoti^w^' ' 

M 4^ Hto»» 






• TU 



(httid&, cbe peri&ntt ^ItÉiSM»- 1< 



^C^. Pfrwif. B*^^|*i«t« «hbwtìfci 

,, L« ToUnma a & u boia ntofi 
wpare- tkttmMs » ettfo-, jm i u ^ - 

Blorzare. C»«/(«ff^,,y«c</ 

moraura '» obM'.'^^ " 

^. ktuà' {kOHnitKWW 7>ni* 
Ha > come, w torto-. C«>! 

. Ntoc!» nf/mn-vii^. ^tr^pvmti ^ijpfaitcfi. 

„ E fi tue nwreoj, wpww ii-» flU»*' 
tuotló pn wi;t^, «' 1' , 

rRtKt»-^ tntréMtJt^ rtMdìta.. 

»Ct«FW(W*f «-«(pe^t?*, MXixtivBam^-^ 

tréwriM», M ttmttm ,. , '1 . .' . *..3 



i. i,. iir«r. 



vr T X ^j3 

Nirtisk, mhètdiiù Mmt t^mSàà wm ia ca- 

.. «lUpv e, ^ wrofgio y ^tta cP M «dehre Mcbo 

4 loomtdtof di dii&di ;^ &dviefi pur «tcMffia • 

A .Xnimhims.y^ dismtréit. ^E* paiob dtrtian^ 

t« dat lataaa int§inta\ iComit vm dUMsmnea- 

t»^cbe^p«is&m^dat*. (21:. diptà «joriisu pa* 

. MAi;O0Q8fiaìie.da .i»wpMtt^ m'-^jottèvsi del 

: Tate tiaéoiisr M» ra&iHr/»* oomiiaraia col 

te Tafla • Ckianane ba praéor é^- noflci co- 

^^mtt^i»-^ww^là^c^ltt pjÉPtii^ law. tiadiìriane » chi- 

qnanto cede ià dij^ità al Aio. origiaalà « tan* 

, t»l»ibpecaia gtazl^, ia tueipi |. Ui^ brfi* 

^\ r^ .^. UooL ArlariitQo èf Atela ^ che natesÉcr 
,, Nfta Éeateeivafcia t ^ oto^d»^- pottàM • - 

^ .^ jH Jw A Uiatt^ r.Bfefcdènm .poK ^agtiétte » :f 
,^ Ca le chiacchiere a;: chefta lò^ portalo % 
\ '^ rJKKèiMlioi dà tiéaier6o(e^ iviavcbis. inette ' 
M Itefta nfa^ J»«a«irilóv^ Ji^'«o«|ió rat<;Q 
f^.No iOoft , ei^ioifr , #ha cederne^ usaima, 
^^JLcvnMiao^ie gaUMU^ia Ai-iDaiiM» ** 

N^cteieiiueré ^ fr§nJtrsi MJtsts'f^ td ifUfig^^ 

pettoIejaimvK '■♦ ; '••'* / * ' »- 
NtievaUò:, innrualjom* \ . : .. v'V 

Ntre-z^iare » irt$rHciar$ ^.«MMr^ ^^yrnéic^hri^^ 

Nfroechiato . GMcah. Vieew dail» vocer Jaidwi^/ 
bariaiìar» inti»qm0$HS% ta ^alldkak bambini. V 

le t^6È»\ mpaAaMTat iifm^é dr. bcwoiabÉii 
. di pafima:. «Cirr; Xas^^f^^ife a'.':ff ' ry ^ 
- -».Gi tnanueat fparsuD* -''' ■''* ^ 



. < ;, lite itfàxm ncfoéchota • v^ '^ - 

' NtfDcclifato. ftnza aggiungera 3 fiUbaiiM iì, 

cefi partkolamiente i' agntlio , o oiptttto 

rilattate a due, o iiRi madri , e catV lefo 

. gmfUffiino • In taf ÌÌHife'cB gféitè ^ Aemps^ 

' ' jciuto' ^ìciaiii PkJtémmé: n^^cU^t^^ che por 

' pMu$imon9cdkiwr& dKce,ednb^iiia fpem (fi 

^o còrombo CelvaKio 4i cinpa t a a w i mwoift 

éegH alèi. ♦ * r 

Mtrolh9^M», atntndlogafe, mmtogmei^ 
Ntrommtntaie , s€uo$en^. 
. Nuommaie ^>ert, così detto dai %nsmhmm ^ 
fotta di vaid da^ vino o&ta. fpa%UÌ9>«tt per 
anntratto/c iak.rm^t^^iàst*& &inbt¥«rei^ 
■ ondt- femlNra fapatfL snaitioiiAa • ' 
KlFeocoIà', MariseUdan^ , sigdmù ^ i Mni i f i^jW» 
f^i Fai «^'^ '.* ' ''^ 'V' ■.' , ^- . i 
^ »:v é. • A^ faK'Dtiwi»lè*le ifainiÉnae • 
Nttoppeeai^ '• E' ótA^Mitia fottsuMOie d' o» 
• gine Gt«À., e fi > toittiata^ d» ^IP^^w ^ ci» 
' dinoift fi>v$sckKàm»$ù^ é L* àursjfffKsrt adim« 
oae npftro fifini6ca zffWK» , mmsm féV9 v # 

mroppteare » imioft^mt.. Ni i <y | wi a^^> folll^ 

gete , vai £g|K#^ «lii/e^y hustjpic^ ., ; 
Kttotefiire, i^c»rr» 

Ntmppecq , imimnpo * 

Nfs):^ , incagìto^ ^ m^cdn»» 

^ tutta,, intmto yofmtr* . 

^ vaé /i»o>^ fitgiiéute mtaie^,: ^aptlteiiftu ^ 

A» j;É6«r9 , > fegiMKia soafinaiite fcnvifi »• . 

come m.«etAil»^.iarV/irMb .^Tatot^ .«al 
^ i» 9 come 'li imo (kmte. » «»> tmiu^ite.,^ m 



ti"' ^ ' > 



"''• * r - 



Nvafi:Uria9 e oamafcutta) amiascmM, .. 

di fcrivera jfitiò h qvóujffmo di/oAità , e vai 

NvedoUre, nitar viJ<wa.y.o*fyf' rimsiter vim 
^ dovo mhiMo>y « v$d9VM. i HmnvAìuk tempo 

HmMmo; veétmsmj cbi I» »riito la forte di 
rìviaiier i!u»a moglie • ^ 

lC»ot#ptfr| iimmigMt ji£méÌ9glfM99 . 

Nvettecare , dal ^at. vtrtheynà evnffftf r^ 
^cscésik':^'usMÌSo7wmrsmt» dtqefi di domia 
t^imti drfjEpi^iat»^ ma iQfauigefidofi. ce /#^ 

Mvdcaie ^^ immimr^ iaifÌ4^t»0Pr » diverlà dk 
nunefcaie , mt^^f^f^ • 

vectli IoK|$i^ - . ' 

)ivefiert > strumer v« aipiMitaie^ 
Nveffecchiaco^^fMilk, dk«fi ytic7iiiieiite< 4b|^ 

occhi , Y. BtMMfefN* :' - . 

Nvezziato» e Évvà^^m^i i^ég^^ 

Kvieeofie minerQi.«ff9«^f éìwu^ WKokès^- h^ 






in viaggio toi iiMani di |ia| ^ » lto u> ^ ^ 
Nv rodare i mtulmr jiimam ^mmmmnim^ 1 : .,. 

dhsMpmw ^^ ' : t jj . .) - . 

ìt. Mufijggy.vat Jtfiillfoi Aipwé #ii»P4- . ^ 
Nozzolo, e nuzzov oJiftf Ji fnium.^^mm^ 4i 



mni^v iìnigi||U&cip»^ 



<*.'. om»v *iniHBa»6c»^ 







Vu^XImAx^^ S tur dite y rmnfét Is^àméiUk^^bi^ 

WiJ; jr. 52.- 
)^. CoiAii ^ chk- «HI. dw 

,yvSi pe doje ocìb 

insipido*- 'i . . .ìm^-:.'* \ 

Zavorra ^ Vedi qQeluu voce 

^^Clme.yuoje azavoaHey 1 . , 'i: 
Kizavttorrio v Blfcglipj&èi* «afuièn^iM^ 





de anche, in feoio traslato » v ?*^ 

» Nce fmàìi éta$^^^' " < t ,,v 

# ,^ Noii r avifle Bzayuorrio • Cbe te pare f * 

\ JM'iR* 



. (M 9: IO* Éff 

fèua^te. Et fàileffiì, che /« ^mo^» . Andiir 
^ mmdìbf T^htjtmtaiveaè ià fUria ^ E Xttfctni 

iiic6% cfioaoot mufMri m>vuMli$\, ^' 
yiH>»ìg!ÌovJGr<ijr//>r> /iiv» ^ iMuAr » Si cKcé 

anche senTjll^^ E! vog« tottst ^p^ntK^ ^ e.i 

ficaio • Cor^ itdxi iir^ Z. j^ s». 
Il 6oani*& lifcflft cteUflP* t 

t^ A capMTt co UBOt, di^ ì: mtnzl^^ « 
^ Uno cbt fii povputo^t 9d iau r agrafia^ ^ 
HzerretarTi che pix>nimdBrfii« aodie uteri^aie • 
Jttiz^nt i €ant\. Vìope.iHita/ dbl' fuono-sr ^i^ 
cfcf A ól cdla lingua Ùl .agàù pet> ai^jK^i •. 

M E fi co iò parlare fa y c^uettè ^^. -^ 
yy Lio iecitii|ipMh paita ntBfiwQua^ ^^ 

Nzicco nzacco . Dr Aaiya^ mi^iié^tmtih'. So-»- 
«I camatfam 4eti» -voci Italiant iir 999eé ià: 
mte» ^ B! fm: i^ P^itibna Sài pitTa^ xU|Ia. 

..iipUtòv ccMT'eiir s^h^cca cib ci^ ^dte taira 
Mire tfibaicaiBl. CiMPr^iPr»^* >> 

^ Vèdenno nakcor «Sacca aiclflàicfaalleta.^ 

Iho flBT te>^^ iPVMserfiiitir # lieoilil^, efpaztaU 
flMmr>iie^ tQTcK^yi ed:' «figaolh Fa£^ 
^. Clir ni» Uff» ikzone^Irac^dan&qMaie.^ 

IKttÓMr ^ f»Mb«fee aMHL 

Maaccièi, alìilii«fatf*%"' 

KMtedùMiiiaev cbeìfieiift'^^QamteiiM per tl- 
. awm^, od* alca»' ifivMM|r|#li(id;'^ e igeili* 

^ Se parta , e ddóve fpaime. le fcellate; 

1) Gial*- 




. ,» CUlffit, e Bzolarchejik Vlirat ^ 
0>iÀe L* èttiDologia di.qadU roce 

. j^^M dicBt meo cdore- fcende 4^im||i|0 
meglio iicrivecam: colia* « 9 che <^là n « ih*:» 

tbblei^e , Bicgii^ mfolànte^ ins^Ùàtf , .ÀifM^ 

Nzorarfe • Ammogliarsi , qnafi in-^^xm^si » t 
peicib d dke loio dell' luuno rchc pixnd(99- 
«fi. Y. .Bgaiideià . GiW« fi»/. 
,f ^sofiite azomae . . . « 

( 9» D« Cicc* Antonio^ 
» x«» Ca ZI GMoelii» . . 

„ Te fta afpetti • . ^^ : a ' 

Afff/. ^^»• %^. K 

h Sìsnam^k i cu St tmim^ 
n Lo primm' anno ave fptì^p 
f9 ?»4Mia maacam »ajt.^^ 
JboHm • .j$i:ttiy#^f / dtcétlnm^Étkffémtimi^ 
i, fitamiit.. ^Benec dbUD ^^ctacofo^ellefiifwi. 
; Il eratiioQiy che ci ckco&daiio f. oiiesi Mcai 

del «o//e . Cof#«' Jtor. ^tó^, JU» !«,.«. ^ 
' • W Efecote iifft, d» wae, 

» Ma, 6 mai^ mh veo ^ vmi(Mé»mio aH 
V. ngarzapUÈirefi^ , nciiccar^ ^ . m^ttinfe , 
mpeifmre f nomÉrefe , arraggiateTe , vai. M* 
re soLformrfy che diedi dalle .cabm^ di éM 
bianche , cut fi Al il fumo di IbH» jaé JUmk 
pararti , Ji^^Oà lliippiìb fi biaadb«|diK^« JW 
no ^^mnieniaadft „ f mwfit ^Tdifli. fiiiv 
^i,*Hr^ pt^ùp^^itAmf^ tal, nMtijdai' liiMà 
'M^ Qìlt t2»;/4^^ 4«U aec«£>^ <Hi^ nel GC|elM«« 
foomwo^ tutu b OMduiii d'm odiiMfc^ 



^ ^ <f fi tfi 

* tal MbittTdiaoDMio > ^fnA ik z^ctoti , cht 

* Jìmt c«i»c fétta iK«-leavpA* neUlr ^ «d: uftta . da 
^ ItM^va iK^ tttt^attìHitar» y petctò vivente fidP 
^ «aR)rQÌi vi», • ^g9ì gitwt tm immvmttp^ 

stfot Mjféffi y coH^ t m ^a sane y v»l pqre xmw 
^' iiifirr ^ imhèpUmi 'y ftmrirsmte ddiu. d^tt» ^ 

come 11» Seneca (vtnato« V'ha chi creile irei. 
.nir da^aneofo fiocrcittaiAnit»r il ttdkk rhi *| 

vuole . ' » • . : . •':: .• *• . 
IManar i e 'à (ao ué»» la Mano ^ ad ^*;llfr 

9. -••>.. V ♦ 



I * 



OIMI# , lUlt^ giid^Tt ^ voce cbe fi À dla^ 
gli Qvrieri a* colIaviKantì nel tifar di mnl^ 
cke macchina , nel iix "Wto a.^aald» mei 
•x. Faf. 

« M Su?i^ to^vM») « 4«B^). » triemp^ an^ 

yf. zanno ^ . , • 

5, Emetterò a la gian parta, lo malanno» 
CMb^à<.<l^iiaiijfcri4;'Vett-la mee jbg^ntt CL 

Ofcto • VémagHcfiùsó , giof^fù- éP mkuinà raM «^ 

'''!6roila*«otTr/$|ia9MHirài cke m. quella lingua 

«f'foiiiiBe .CITivaii • ., i^e viene dal laciÉo «4»> 

Ognene v^ mi^^ t v. -frAosneee -^ mit9m* ■ 
Ognia , ia^iv^ -Mrtièko . ' .Rofi^ottafii It*^ ogna , 
:d^ann di cM ha ddla.rd^lwtf ^. o dì fopiap^ 
•qpeallfna ^ aha&jpcs.mamo aatmala (boi yimtf A 

i di* 



*• , scimi: r- yfàtJimttfÈtr fa t glj jrffc 4 » »igai; iHM ^ 
\9m»imut0t^ MMjomJMttir fcUt liÉ^ lÉPiliHii • 

fcilliiillt ^sfJlfm^ jpiw'i^ dpoi» / imi é <i t 
Paracqua ^ « Pinfoife tor QOàCìfgmM[».mt^gt^ 
dà che » tal «ró fi adQ|Nm-.. Oiabda^» o om«^ 

,. M^ lA le Siafelie banm t^h ooNitlia ,. 
.;! ^ afe ceUk IfaOBlb fe4àiÌMtaA;fM^ 

&Bmm^^- Mmd^ggimm f^énUè^ift^u i ^ * -> 
Ohtarey ^'» ógoert. -«.-;« . M 

(tea:, Màr^ inflk, «c«MiMÌ^ dlqgCl «ptfiif 

Napoletani «• e '; .*: 

or mr^ ij^piiiè «^ -' ti ». ' .?C! ,. 

da' Vefcovr, e de' meftnd amlietid«ir'c«m atao^ 
. Mola ir «Mrw^orr ' v:,. , • • v. . 

cti divini\ * 

Oie fétorie ; ad 4M9 jidÉtddàr» fiMip^^ If imnir 

- taw^ KtMll maàmtài*^ JUr^aioftia lfeÌMagtC«a 
'i»^ j par» 




^1 # la ftitMKzn , xen- M fi iMm; 
«n popolttUBMir Cifiliiiifew, itfiiitoM ivnfi. 

li 1 11111% MByoiWB»y;^ 'f t m< É fc ifl^ndo ^He, 
ca& «Mate tntttf^ mmf ««limare , « per 
•Mtt ellem faadkm «luteta , luAi ttkotoA pò- 

iMi-é^reift^ ^iiikirtr le dtevkike, e aki- 
#»B tt B ftft i t *^é ^faéda Hit» IMbtfa» /%t#i^véN 

ftod» h BcAlMfliaia ife^ikb ^1 jMbMicò |iàr. 

M^ H ^Ihaa^h ^MtJMntnte dìtce '; giacciiì 

ti Cortei* t^k: Smt^ iMcrif eiiti fai pilglo. 

Aia deb fi» firaifia, le 6 dite -(iirr. I. »<>.2.> 

:,,'Eecd qoanfio m ftri ' > ^ 

,j }éi co chtHo iMgd^ a %4Hi^ 

^ Ne fti je leppotejata d^ na varca , 

Intanto ew ffNfflè'lncaaVenleale nen fi ri- 
nati , Nei ii|> py te i» <li o k MbMbne éi qvtt^ 
Ih notturna cerimonia, male Méèmtrafi* iteU 
ta parodi» dell* ArtafefTe di MélAftafio » Ini 
gefoéùk prodiitionV di alcuni trmtd^^ ■ che 
7i£irato adnnarfi neRa cafe defili '^orr^tti a 
etfikia , iìMhì «Ponalt %?aih»f ifi^',^ ^l^r 
ertpre attribuita ad nn defiinto*iX)ca ; ^e 
nttò Ti «be paité nefRHuH v ^^ftlJBéé^» fé 
nata aria di crnel cNnsma r • ^ ^** * 

-^„•f>wil*^a^1«lrdlv«l*^•'^••'•^ • ^^" > 

9làgnéla>0dte,é'#Mdtt»r ' 
': Si Và,M|^WÌèni*fn Ante/ - ' ' 

*• * Si 






M. * 



,, Poz^ V ^ t^^mÌMHli^^il.paiiiii «;i ' a 



^ Va ps^ÓTac^iei» 19 fi^ld^Mi, <rj 

,, Va ^ìgl9fU<M^v'K tl^i» ' 

^ Verfo.vtaiti^iWtlf Of^. ^-^^ ^^ 

Quello ifìCQmoc&iSmot «OSiomi/fi fU «ipf. 
fegeU Ma podono t.4M ìa pMP|i49ia^diM»e 
abbU ^efo li om? ^^^m^éMr^ d i' Q i i^ i 

giacche coftiinita ^ t hpàm As^iP^^ìesM^* 
STqVIL M Titolo CLXXL 4efti sup- 
ina Èàìiìoaifi f che potrjà «ì^effaifi • Il ' 
Ore mary e^òm . V«(U Mafv^ar^t i» ^ 
Orlanno n. p. di fsm^ Pakijip^yr^tt ds 
tioi talor 'Wiftliv^o in f&it^ di. li»Ioio& • 
Fafano :. . . • -, ; • - ... 

„ Recevo cbifio^49^ 00 {V|aoqi^ «CiMà^f^ 

Oropoodifmo « prfiwnt^ » ^ ^yrieoo coifofiij^ . .£ 

color d'Qi;0:* , . rìv . 

Ortaglia j wr$é^Ì9^ « 
Oflamma » i^s4fm9\,n^^ckÌQ: ìP^m^ ,• € ^dfitto 

di dbnna magra, larditi:» vifia hqb po^ ef- 
' few che ìiif(|U^;,r^^me,-.roa vmfi TaioMan- 
• Il noconWy» • ^ i ' \.'\ • • 
p(&pezzel ì^ n j'^iU grmp^ ^ •^^ PwVw». il 

cqUq dtl pùéi .; 'U ' ' . -^ ., • •- •-♦. 

Ofetnare. AimciéMi^^ aÌJ!f|p(^i,#fiM9lfier, OW^ 

ca Francèfe , 1, yiafi dii|Ì3^ro kmm^ , ^ og^ 
pronuficiano tàmer ^> ^^W^ ^^ (ór^ t ti* 
rando a fe U.^ta.m^rjli9r<9i>^ 
gli Spa|^i*QlHJWwr iR^^^è$%iÌ|it^^ .^ Oade 

No» 



^ A, / ,3Bfl^. 

go» ^kmìvritnti ctocidere , >ft t noi venga 

,; A cbefla 6coe 
' 9, Ncm ^c^è €aoe » «fee ^ ni' etaft\ ^ r 
'-Fj^fiot . - !" 'i '. , 

9, Ma t* ofesn , e nn'ha ggnfto de l'addqre. 
Quindi ufemo j ed iivofeino , fi»to . 
Otterino, merinp ^ é^fétrt$n9n$9 ai intero: cita: 
V» ugfins Àcefi u nofho pivolo generatore • 
Ottovre , cttoèrw , V. Attniib • 

Ofa fiiidìcchere • £' un dolce fatto di foli tor- 
li d^novi , di finiflitno zucchero addenfati ^ 
e ridotti in forma di patlé , che fi ravvolgo- 
no in carta , e mangiandofi frefchi (bno deli^ 
cattflkiìi, ma predo fi guaflatio. Confervano 
il nome Spagnuolo ; nella qual lingua Fai* 
di^tétrs dinota la tafca • Sicché ebbero quello 
nome , perche eran itova ridotre a poterti 
mertere in rafca fenza rifchio di romperfi « 
E' ufo degli Spagnuoli paflato a noi, aver le 
tafche piene di dolci da diftribmre ai le Dame 
nelle converfaziont • 1 Francefi, pib' parchi 
wSbi nel confiimò de* doki , in vece di tafche 
none , e fpeflb intieramente votate , hanno 
icattolette piccine piccine di tomtont p che 
non fi conittmano mai . * 

Ova mpietto • Afpettare coli' ora mpietto Tale 
d^^eHmr ccm grandissima pazienzM. La meta- 
fera è prefii dagli uovi de^ bachi ^ fera , che 
le donne , che ^no fomigHante indurrla 4 
mettono a fchiudiefe nel caldo delle loro tet- 
te , e (Vanno con grandilfima vigilanza , ed 
attenzione ad afpettare il precifo momento « 

ia 



in fUi §àttwbm « amt i«iftttiiiii>^*tÌ5 1 M- 

« trimeori fi' isftltt ù ^tr§aitfabii» M Im 

€oqpo 9 e faicbbtio jperaiti • tUttet* tr#«tJBP^ 

o la mezs notte fic» coli' ova 0pìmo«^ 



i» 



WWE DEL TOMO I. 



V 

I 



VOCABOLARIO 

DELLE PAROLE DEL DIALETTO NAPQ. 

LETANO , CHE PIIT SI SCOSTANO 

DAL DIALETTO TOSCANO, 

€0N ALCVNE RICERCHE ETIMOLOGICHE 

SULLE MEDESIME 

DEGLI 

ACCADEMICI FILOPATRIDI 

Opera postuma supplita , ed tKcrtsciuté 

notahilmtntt . 

TOMO SECANDO, 



ttff 








NAPOLI MDCCLXXXIX. 

^ <m ■ ■■ H I * " '* . ' " " 

PilSSSO .GlVS£FfB*MAKXA PoRGBI>Z»t 



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'i Ji ii'i J i - HI m 






PAccàro . GHÌmciéits , pnmsM cotP"innr90 
dilla mar^o» data 4ul viso. I^accatt) sigàU 
£ca per cótitiarii> il^ fnannvesctV • Pfcre che 
tragga P ettmotbgia deltk iroce SpagnuQlà , 
che dii|ota uccetfo-^ coinpaeandbsi lò fchiaffo' 
ad ttn ucceHa , che fvoliusaiidò venga a* pò* 
farsi fuf vUb . * 

'CaccHe .Cèfappe ^ "E^ voce cdrroitìi'iblMtaGaft^ 

* sa. con inetatèst di lettere-. ^ 

necheTecchr. ChiamansI cmXhéith Ipaccate- 
per mezzo , e diféccaté al Sòie , o al' fórno •• 
Anche i Tofcam' hanno per fa raflbiiiigKanza^ 
dèlia figura chianiate meu lè chiap{)ev (]^]e^ 
fie noele (ecche fono «ibo de'bo? err dellar d^ 
labria «Dà aimr in quS quefra' voce factbe 
secchf e diifen^Gi^ paiola d'ingmrìa, cibiot» 
tn Abate I od* uno iludente ( giacche quelli 
fògliono veffir d' Abati ) mifcro, riiaPitt. 
amcfc^L^ origine merita cflcr* narrata •.altri- 
menti (t ne perder! la memoria • Nel 17JJ; 
full il. vigilia •jdel Natafe doe'fliidenti: Calabre/T 
andarono al» Pofla «^ cercar lèttere delle lorc' 
Cuniglie .. Uno di' ef!v aveva detto ài flib ami- 
co, che afpettava da fto padre oncoprolb» 
legalo di' mele feccfic , fichi fecchi ,, paffi • ec. 
che con noiHe generico chiamansi dà'Caiabresi 
siifcamenu y e con qudftò , giacchi eran ridot- 
ti fcnza quattrini , fperavmio; sfamarsi un pò* 
co in qué' giorni fo^enni-, *m- cut ibgliono> 

Ai z; - iiftn 



* 



i P A e . , ,^ 

lettera lo ftndenre , che dmuiiwafi PiJ ftwii^ 
l'apotfe, la leflè ; ma in vect «K-tTDwnr» 
J- annanzio del tegilo,. lefle «a* acre , • mw 
mcciofo riprenfione, ebe «l» <«** te pulie 
pff le nuove dì fi» cattiva co wtota.» pOi 

* àppUca'aroW, che' gli cÉadfò ptMwn» i » 
cimpafiho , cfe-flavagR difcofta ^P^^^ig»» 

■fcira (fi corofo, ctw pVendevano; 1^ te*» , 
■ non poteva (corgert il tnibimemft ** Tifo 
di lui , (limi) domanttirgli ad ^"^ J'^^fj^i'* 
m linguaggio pretto , e panflìmo Cal«»^_: 
Sì D. Nicl, A &i>iMÌ ii- p'iei»'M^f*'/r^ 
povero D.NUàta', eh' *rji *«''^fe^P 
Cdl«^t malgrado: PaJWjUL^ , i°;,^|[SW 

■ fi&ito = M &«w«, /» (»»**»*»««« . 

■ Scoppiai» a ridere tutti gli *™"-„ * ***• 
poletanì i namràlmeiitè odióflintdo'riccsin^ 
* ii Dialetto Calat^efe 

fetìii deriderlo ( il ch< 

d^l'e altri proviftcié- ) 
: zion^ .loro-, alla quatie 

giaciuto , h» potuto el 

turai ùtròtH . Sicd^ i 

i quali -ivivaao iiitero 

comìncÌMono ad .andar 

fclict (Indenti , e a tip . , . ,. ^ . *. 

iJnuti li f occhi ùctbi. GU AÌmìI $'iB«nJ*oi 

ì ragazzi crafcono in- ouiiiero,ed in DToe^tl. 

Segue baiuffà, battitute , fei&te .. Ajj!l»« 

U peggio gfi Abati, Ti Wvanp Pf ^TOt^loj 

ed ecco cominciare tutti i tag^z* ^fw .^^ni 
, i»et più v^maL, gaà jàr inefi aH *nw^W» 

a qualànque Abate incontravano v ea < CBI^ 

natio ot I^. N<Ve/« , or Psesta teeehe.' U 
com- 



. P A © jf 

tf cantano « Fu wn vera p^ru^udone •£ qve- 

fle d^r veci dValWm iH^ptlfon» divenite fi. 

nonimi ^ « diopnuio* i conM abbiansi detto » 

:.AnAteeiv<P infelice» e mefcliuia figura • Ab- 

; .libm 'ooirfis:iato alk. inttnona de futuri D-, 

wA&Va/«;«'ide^Tiitiiri fuochi sùchi .^lefta vetact 

txadiiloae, per<hè se fi; fendiranno così ingia* 

nane, fàppiàno 1' accidentate cauià di qn^é^ 

nodo pmverbtate) e di qaefla Aiiaokii ,difi»r» 

MTtntnra* Servirà* anche alPlnteUigenaa def 

|raffi cfi^akune Commedie latte da fsel tempo 

4ll(^iaB0 ^ Pììhn^l Dènva dal* lìatiiiò i^4?4u 
M»',^ die ne' tempi di m«2zo figoiikì) lo &£• 

i 'fc« Oiide pagmMsma fi cbiàs^ là falfa re^ . 
ligione, che ne lefti^ traforo * Qimct^étnK 

i 'ff Vada» ca etb aivea Partt a la nano 

* ^ De &' aarreveotà-diiccto no^^ pi^hiaiior^. ^ 
Pw dedàtfi anche da «MfoM/vor, mmUm^^mm 

-i.èHMif^yKklhoriilSnarUj di» (t$:^Mr$mx o da* 

• '»ex«tf4 pm^éMm$ié^ mGAlBaaOi e «n«c, /^ 
'. 'AMpt MgrHte^^ eòme fé w voldfimo^ chi k^t^ 
'- $^4i tanéénfscciù'y Qomt que* viUani di Se-r, 

• mfonte, a quali & wm^Kfm tftmfi» fiftt* y crasà> 
xm "BeSitmenta gHtMTfi o dà ^vsf per «^«««i ^, 

* Wàiféi estpfP^ , 4:ome onHnariamente ^ tA 
geate» attefo il coAànte ina tenor & vitali»* 
flale^, ed' in^^onfegMiia xdmfta ^ t di ^alida^ 
lalòtc. Fas 

jj E dde ch&lo gitfi paopofe foechiimo^ ^* 
* „'Deveiiiarriainoftibeto fegmire. 
VadÌEme y u$mo fuievir • 
Pa dc jO h • P^^ i digesfioì»-^ 

A 4^ Fa** 



& y A f 

f0n»* IL s$, %. 
^ E lo doforVi dM l^avea Atstmo^ 
,, Co chilto fwmio s^era padbiato • 
Diaolft talvolta folfrtfc , e alloia ptie , die 
V evenga dalla vw» SpagtMiohi >if </v^r • GoÀ fi 
' dice , i99tfi /• fmcz^ péuhjart , coma lo Spft- 

gfiwdo dice j noi$'lQ pmido fsdfcer • ^ 
Paglia talon vai d9ìm0^ Fa& 
- ^ ,, Coccateve co boaa pa^a fiott» • ^ 
FaglbrOf capanna y tugmto^ fasfértzio intestm^ 

jHiy $ ficopertù dipé^ia^ m fi. paglkni. 
paglietta • Cappello, dt pagKa ricoperto di fcts 
aea nlato afEii tra noi U flàìe per la: * ^ 
V sexsea «> Cince* cant. X. ss* a8L 

,, Co na paalietta. Hi capo» é co »a 

^ Fegnea. gni a caccio ^ 

Si trasferifce qaefla voce a figniikraro im.Ar* 

vocota, ÌQf 0090 di Le^e . Ne' principi di 

^liefto fecolo il Cardinal Altao^ Viceit aseixia 

. olTervaft^, che mofariHiDii dtFnoftd Dottoci 

uÉivano^ fiml^céppeUii date' loro- qpeBo no- 

. xn^r^t fr ^ divagato,» eooferyaco 6& oggi. 

. ^Caf^aflb aelhi dedica deHa fiu tiadiWMe 

. . di Omero, che fk al Configli^ de MaJQ , dice 

,» ÌBeUo> e guaromo^ auto , e deritto* May o, 

, s».Ch?a noje Pagliette daiefatiche,.egufia.* 

Palazza per aiitononaafia intendlam U cdss. 4tt 

» JRf , (ttd^'Fas. . • 

y^ Ccossl III coaze-xdu nnan^ Palazzo. 
„ Fanno a lo Toro • • * 
ftilapnemno, pagliscjutsom ^;V^s* 

j^ Fa lo paterndetaao , e ss^ aani^conoe. 
Palo ia gergo , il membro virile • 
Palatanac, parieytuO'y detta pur ^va de mur^^ 

da 



1^ A ih ^f 

nelle pareti. E'noto lo féheno dé^RomaDX ,. 
chbnniiuh^ AdrUno Path^KfU , ptr aver ap^ 
jiofio Uif Offa miniinó' lAogo^ da< lui' ri&c^ , 
o (atto*, il Aio nome:*- 
JMciu, dimttnitivodi Pala : 9tt«»i paletta |. vai 

sgombro affatto , libero , Fas. 

,f Er4ck-cqi^te ila netta palètm^ 
Balkco, stuzw4id^nti y-tt può fpaAà* ,. o tr 
può ì abbnfcà no balicco-}. guìhfiar s- mino/ 
éi pf esarci piììv ¥9»t 
, . >^ Comm^a ppalicco; jocà là gta llanza, 
, -. ck)t €on, molta destrezza y^r mait9ggiabilitÀ\' 
l^alillo pallilo. Pian pianino , Viene dal Lat- 
tino paùh ) anzi dal Tuo dioiini^lva pattina 
lum ^ Si adbp^rànp ,Cpecis^Irpente^ quetle voci',. 
. ftUorahè fi àff\ice^<M>o . rbambÌDt a- camminar 
I Iblr;. 4tlj<<riie-. fi* &. in- quello modo*- Si a& 
ikmgno- prima, bfefi^ diritti dirimpetto- a^ qval- 
ehe fediamo altra ca^a, che ftia ferma. Indi' 
> k perfona «. che vuoi far camminare il bam- 
bino, fi fcofta, e r invita^ con qHe(h> ver(b : 
^ Fa paliUp palillo., ebienea Tata, * , 

Ìuafi. dicefia va a poco- a poco • Il bambina» 
slancia f. •:Vi«ne mentre i^ uomo «i pronto^ , 
: cotbl braccia j^^te a caccogUcrìa,tf<^ ttabjtlir 
za* Corr. M»rk att. Ik 
,, Ab I^ofa fé* ne véne m& patlllo pa{illa^ 
Palò , noto legpo acuto* pe^ varj*. ufi-, ed in Tur- 
chia per patibolo, a qoeQo alludendo il Fa-- 
. £ino « Ici^erza col far ufo del pioverbìo , di'^ 
chi dà poco per ricevere molto, 
,, E $t'~aco, fé pò dire, pooje donare 
9r A chi no palo ai^retp te ntie torna. 
.BiIèmaeUaj«r Uccello, noto, Si^ufa per fignifièar 



Jfo . . ? il t 

àwihé cpiél HvtAéto ikf rag» tléì Sóle ,. '^e 
' cki còscia d^ acqua li' i4peitu(KonD n^^ilniEo , 

'e fervono per fyc ftrabitiie i.&adwi , die 
< 'Ma inDcndMo^bl I^0m4 OttAS ti dà Im « 

credere , che fia una piafambft , che yt eite ^ 

rivelar Wtif l« ìmptniAtttBt. Vstff. Cétm^WtìS» 

„ GdfHmé raggio de Sole^ d txtiat^pfi^as^ 
•' „f THf«' a Ila dODca~ d* atqtia a deoeaiM'yi 
,, Vkté na paiotnmelta. , the irolàiQÌ5 ; 
„ Mb da ccà» mb da Uà va |ie It matL ^ 
Palotfiàiera , co^lràbàjd: detto d* M^ìpiieceo , 
e fia IvR^, dove molte donzelle v^^onfi n^ 
■ ganare. ■ 

Pftìta f istrurHentù da gimc^ 9 testhotù , Fas* 
^, Lo viecchio Arzi^e'Yic'k/senzfrie ppaBe^ 
„ Ccbe Nneona la poftaje ncoffA le^dei» 
iMlIefare, Maneggiare y tratti|re e#ii ìnodi aaa 
. m ttitro ragionevoli , e f^ailfiWIi utt iflàvt : 
' cò^ì paltejarfe IH éoTéienzeia / vale fiifàceUiiB* 
Tela , ttovar ragtoat ifl apparenza ftfficieìiti 
per quietare da* rimorfi . ^ 
Pallio y ndtiffiifio arredo facro ^ ed Aitiveicòvi* 
le, « drappo, che ù dà p^ pitetfiiò a talu» 
vincitore m qufialche giuoco /ondo j^^-^m^iU- 
guato U patth , vai è rip^ajìfù- vinckofé : 
Piglia co io pallio, vaìaeciignihr #»•, ftr-^ 
gli ttìtti-i pia nobili , e difttnti mitamiOtL 
PalliotfO l arùantaltùrk , O fifflifie • 
Pallone i bugia , Fas. 

' „ Ma già la Famma , mamma et paflmie. 
Pallottejare , e -palfottiàte , s^a^zafe^ t tiìétxa^ 

re , come fi fa da nka pàila . 
Palloirin^ . Fatlim dt fiombé té ^èrm-e * Si 
prendono metiéfotkatiieme ^er'^B* ìkfmtìà (fi 



ff A Jl 11 

' hxvz f die getu chi fcoaciamenté matè^t b 

' .bocca.*^ 

V^lveaixao ^ cohmh ^ Ibru di ptfce ugiialmemt 
che di voktite. 

VsXìWMy macchina da &r correre con velociti' 

all' Ingiù certi corpi , , irfkia nelle montagne ^ 

cnàt €onef9 a ffaluwcio vai émÌ0t beri di' 

^ frena ^ è far totrtr^ un^ ftt^h- fQst9<^ diktgti 

tuap^nizzo, tremofe per freddar. 

Pampngtia • M filo ifi eros* Da* Rancefi on^ 
trin «^ Si pone per dir qaalanque minima ca>^ 
&'. Pare elle venga dalla voce Spagnnola- 
Ptmfilfés^i che dinota nn*^*erba« miontiflimip 
amiatiea détta Imncnta da' bortanict. Omeri 

■ itti 'vn^ ' 

^; Mk pieó cM nc'h^ «nteftflf a mm fa bogliat 
^. E che non fé-, ne perda na jpampnglia . ^ 
I^ìne-oane y tJInarìamente"^ come la iu$ : onde' 
to' le ddico panepane , ti fnrh sfiattellMM^ 

Ptese -ec* ter^-Ppanne' a ccbf • mtky^now-iutri^ 
gérsi ' de^fatfi^ Mìtì^, ma farcia foltanto la par* 
lè:di fpcttatòie. 
Pàmieéietie , laftit d' orò brattino^ o cantarfaiOy 
che fi foeliÓ0O pórre tra vélis che fi fofpen* 
dono* negli apparati iefiivf • Mette* pannecieP 
te , V9Ì^ eseer fievole , o»«fe gir finn fumino^ 
Fasv 
„ , E jpparea gbi mettenno- pant^elle • 
VznAti, FagnittM* Il Cortefe alludendo alle tt*^ 
mofine de* Prati diife (Mire. Pxv#; CMim L) , 
99 E che la fimirnà foja, comm*'a pezzente 
M Coree dove fe fpenza'la panaHà^ 



U ^ A H 

Ijì^fémftht nH^afoncamencet fi> j^iibifQiiQir per 
K. calci di un alìtio. Micc, Pass, CM$9f, L 
^ Ò fé dKoi irre » l^ to^da» nO' pacchiato^ 
^ N^afena caucetàro a la- fecm») 
991 Cfie le da' pa cebofia <k>^ fKuiaHe ^ 
,,. E fa. parli in^t^e a. k bodeUfe . * 
, gasano r * • 

,, Anneccfaiai, e- sbniila..^ t fb pazsdttetl^ 
,; E fp^f^' 9 '^ rpeaza. pedeta ,. t ppiuidl^ 
laifinell^ , iemi^, d^Uk witt ^ a»u>za. la^ panaci 

„ M^za^nfira toireìfiia^^ e irfbteiàtai. 
,, Seenne, faglie a^ ccavaitoj^t'h via fe matte». 
,, Edt aoaà le ppannelle 1. 1 niente^ ammo 
^ An^tnore^e sdignoduje^caaMrtai^anco^ 
Manteco • Maie di cuore ^ roenìmemo, W alAie* 
viatO: dai fawi§c^f^, i|.Aqiiak ai^die V corrotto» 
^ da untecof . Vedi qnefia voce* ^' 
JantQofalcLy pianelU ,^ fcarpe- per dentro- la cafi^ 
. forfè- dal TedafcOt pam^ffeUn , ma peidiè 
non anzi! e 1* utio e ì* altro- eia »«»«•#•. , iV 
tMttOjMffaU^^ ea«7#Aw ,^ j |^ i i j ry-» ^j;^^ 4^-; 

i^//« , i/y C9mimdi>t abbia^^peri^ il prawer* 
bio, r£^//^f# '» e hi ani elle ^ •^h fam$urfàU ^ 
per oif., i// Àebiti fieno f, e. miseraèiU , d« 
*t***» / soff^ debitore^ ed, un altro*: /*'i^- • re- 
. cruM/4>. ^n^psntuofaU , per dir ^ che. nm^ ^ti 
' ba fatto fegno.d' onore ,. ma l'ba trattato co^ 
gli ultimi fegai' di confidenza ,, o di autoritài. 
Q di di^e^zo r Fas« 
„ Ev,9£linto s'abbtaie ^ paatuofiatèlle ,, 
, n %x PPf ^^ giii^ meteennO' pannecieUe». 
SiW^f^fte pantofca^ z^lUyi^xx^ di donnac» 

oa, e cr abbia ben dei groffc^anQ •, 
Ifeif iiQto.j qpeJ^ pani affienato , r po(lo allò fco^ 



<P A O U 

queiU alla fpiedo : dic^cfi d^li Abrnzzefi per 
m ,^ coftime, 0t difo{ira di «^lu» popokaiooi 
' golpfe. Fas. , ;:^ 

yy La: P^ni^iio co4 iflfo • • • ^ 

Pànun^eiP' n/ p* ifetto jpefdifprei^TO; a chi vefllk; 
cfioe? nn^ iUÌmita* ,. / 

Paob • Melfar PawHO ,, o Fra: Paola* ilinota il ' 

^ Ma pil^ Meftì Paa|9- vi»iettt ,. 
w E la «atnielio 'n cupcK-le ipaniierta.. *^ 
i, F^JgiQO'Ptr chfijiietvagUa &c,tm.dkpfiui coni- 
ai BagQO.:: 

v< 9» Ma. la fNirino') eH'^ Ppatre- de. recima,, 
^ 9, Ca mnÉels^b Paolo yènise» e V accoieuj*^, 
,y.JLa^ci de 1? avelie foid%io lietiOf 
,, E li beli' uocchie |k>; P'appapagnaie « 
Paonazza « ^^/of ro^xo? i»eiiìuun;/p éilla^ffccht ^ 
ingP #/ /iit/Vd . Fas, 
,, Le Gcòrne foi^^'da- fotta .fa ppaon^ze ^ 
' Voee paowAsa i^ vai t^o^f r^u^a^amt^ à quel* 
■ la dei pavome * 

Faonejarele 9 pMv^n^giarsh f^glonì^rs^ d^lh sm- 

azioni j od altre cose , e più pretcifa^entè 

/ de^t'OfiiKKl.| miranda^. ^lUarnOv come & Jl pav 

Papà,,/?^/e dà w«iwM# . 

Pappafica > {^cedola » uccetlo nota, ir tOfta dt gie^ 

. cheiellajNierile^ elle fi^.&.dipari;il. piegata iii' 

varie forme , e si & muovere colle rfitacfiiine- 

Ir fìiiefo»ìp|tt|o lioacìhe. i (ÌNtaa di* veto dàt 

' \ ' ... fio- 



le dotme : e '1 fefso-. 

Sapagno^ pafav8r9^ stkS^fS^ Mmifir^. 

Pappalardielio , àst pérney. t Urweìiù ^ tìbof 
per la poìitia gente fqnffitOt ónde flà ^^^pAp* 
palinUello, esser firn céneiti im aUegmau 

iGtptlifia y bsffHSM sac9fd^sÌ9 ^ stevemo « 

JPa{>aia., ocs : piglia na papara prov. nano ^dàP 
ginocp dèli' éca f. t- vattf à^aotmre gli atrn* 
mihV$k^9y • itit$fiph m amdkie MJfare ; 
tpercne quando tal giooce u.& # ^r«^} /v^ 
/fOi come tei diHr^, fi*toraa iiafietiD^, vali 
zncht* riffetttàrt ^ menar h cose a fuiegm* 

nparieito y diimiaativo' di' papera , noto «cceHbr- 

-r pi' |tia calére^ onét cerca- egnair àcqtìk'f cf 
in efla fi delìzia f« tuflfàrfi e rìmf&rfr; '^ia* 
d^ ft te papariello -^ inerir afw^ in ntfiuei 

' e niora impiccato • 

Paparotta . Dovtebbe Icriverfi , e ptokìmcìkT&i 
FMtmèHm jM ìi ^Kininntivo <K p^p^ > n^ 
tiffino , ed ìfA^itbcsn db» <te* bamboi: - 
Cer/. R»s, att, lìh 
99 • • • » . K propni^-' , 
yy^Non ce ne mangio de fie papaiotte • ^ 

FapoccUa , bu^a , v; paparaóciiià , paturacdiià,. 
paftecchisi , pallone». nnotthia. 

Popolate , f rateale . 

Papofcia. Ernia n^entosa . Chiamai anche m/^ 
Ione. Dalla voce Spagnuola pafes ^ che dinot 
tail^f^!^^, e fignifica parimente quella gras* 
pelle aendettte dal* colle de* buoi • La nìod«« 
Ala e^va qneib « modo di^fprimerfi^ metafo- 
rica. ♦^ 

Papncchio.- U^mo di pne giudizio • Ciuee* 



» A m ts 

,» III & jpÉpiimbie i dhe^ ^:mfWòo 4ttò 

.,.'^- Mtie U xmas fensa tairoMunr . ^' 

^Sqnrò. Mmutum^v^ ^mtm. coftttjt di stMfm 

imstimmkoììii fmtvi . .Deiiva ibr(e dà fiuta 

per .le «ip^ie(eotacioiit: , che di efii> talvolta 

con Utane fogge dr veflinaeittt iiàiKtoUi' fan* 

110 ^ «r wMaj Btmtie dalla fiaiofat Gieta ««««wei^ 

. tnrfpoctata. da' Latini . ìmjntpfM^ , * dhe dinotai» 

t»pri(iro-V4)erdiVi vflccbt vcAeiBdó alla anti^ 

ca mnieTa 9»ÌèiBÌMana>veflifaf UranaaMMe • 

- ff. (E. ìSò Ht ii4eaD ,, OMBm^a m^ pa^itto 
)9 Strilli fibccarz^>.£ .Am tfovare.^ ajiito. ^ 
liaragfliniio; .Jà^4Ìbyiff«sri»« Voce, refiatt'ar noli 
dagli S|MgnioIk^L|MeaS. i qaalif ée' feootà- ft«Hrft> 
' fii tanto in ufo jl- pMaie i' fnatitr , <Ab nitt* 
noy attcorcK^ deUMnfiina. pM]ìe,^iiipari«a ieo» 
aa«gttamt« Qnirafiéei dar&ana mancia fo- 
lla dirli, At &tél09z ^^ pachS^ tot compraffe* 
rfeòti i )f9r^ gmàms^ Gd^; i Fsatiee& <mn»< 
mancia ponr hohe , e chiamano-' la manctà* 
fteffià /o po^ de vém^ ^isBcfaè^ ^ ' fliouino me- 
glio. icaldarfiinfertornHaiio^ eli» non eftema- 
monte ;/ma.ló Spaghuolo fi.piegia di fobrié« 
• tJk, e t&^ bttoiia'aillVBmn • Qimc fjui$è yiR^ 

^y. Vtaga, , ca li darò li ' paragoame • ^ ' 
fiuapttta ,,4f9#^«i9 . Fasr 

,,« Le botte dà ccà , e U\ to fyparapattt »- 
Pafamglta j^ffmc^ijn ^ tawmh» , rubament» ^ 
Paralaco) • ^ Dim$nÌ9. Fotfe k voce, corioua^ 
dafia ^paganola mrttxjk^^ cbe^fdbioia qoeF 
tridemé , tm coi A dipinlbr Phico , ed oggi 
fi dfpiiii^ st deiaéBia. «^ Uti deUa fcHola d^ 
AcGorfio^ o dirik Faftdìi^obbe nxit daj^ 



t6 V K H 

potar 'H fsccty H che 'Adibiti» AByfirwp^ 
die balie |Kr incuter timoir a! poveri uuméti' 
jdgam ^ lemv^diceoclo , olle "^ «wr tal iéarfi 
befana a' prendetfeii , e*nper(Ui'étmm^d^aii> 
facco ftti portarti via , e pw dHooiarfi^s. ma 
non» ptikeoKiatareaBtofto .mtràvvB^ ,^«ncfar 
•attefa i'omch«<g^, ed abbfgiiainKiiei,di.M 
; fitvwLriveftit IHdn per tal fognata maldi» 
> ce larva , da ^p» y e ntieatt ^. comne iirrdìt 
. eeflnDO 1* iMSMctmteij hook attraraeMe cbc.di- 
otam V Incspfììafo^ iMmbaldmtmnMm.^JiaT 
Mceoj ch^ ogni dotta ia , goal rozao araefe 

* Bceflb gli antichi €-<ia*5 e? da'ltefcti Ebrei 
' tn ttiBpo di penittn» «fino t cbe okio dd 

ruvido, e tacerò, di'càeoort. p» a tjpe tg ev a fi» 
. in ftgno di mag^ocdoob^^ Tal q|MO & & 
-' -«fato^pinr da' Greci 'in- fimiUtrtBe< cooiiagm» 

• ze r e^cbr va* ia tal iduna. ahhigKato iioba- 
mente, cbe A metter pann;.^ 

Baiata , sfiigMtHrs M iémdèiw^ y. e.* simUt per 

. fina , FaSé» 

. . H CcoTsì.fe comittttette nfi a l''atbofe> 

^^jCobe die you iiu fasù- feoea pagata* 
ISftaVffa, AvMì^i/ì». 
IWcelbs cavane,, o gaezone di*0mcataee.,'ib« 

ciò détinunipolo, e propriamente quello, fibe^ 

dimena il' caldii^iè*' 
Paricchie, var/j alqtmnrij .vtimtttey.nannac-* 

jaia*, na frotta ^ no mmnocbo . 
Parentela « manìmom^ : - & la«^ parentexza , vai* 

condittjer' H mairimom^^.a'Spoihar»-» 
BarlamientO', discop»,^,' e ^ueLP marne, di fa* 

poh. in ptnhUicm^ asttmaUm pn P ahzfvni 

di ior goveraaniì y.- ed* a/ive/ rixolmtiani e(* 

Par- 



P^ A; S '• tf ^ 

rarpct#la ijNtlpférm nw^d dnu^aMiclie /^^ 

AupfaMfe»' e parftmHtjt^'s^ 

liuaoiiMO, iCarfDtfo da pMfZ9msU\ cw-^ mtt 
villano^ li iiottc .coltiva la Wra« a iltvtd% a 
pana có( pmpriauiria • Oggi dtaota geoaraK 
mkBM il tiUana coldvaioii) a che fia a pamv 
>o *1 fktiiariai. Ciucca eétn. iX* 4t^ t7< 
^ Comma 'il vedV Ileana» cb' aUbii^aiio*». 
„ Comno iKaallo a imo dipto a T nona^ 
^ Votar Io jiaraonaro, ? ba sbxofiàoM** 
IMb-a^fo-fcoIa^ ^ai««. Fas. 

^ Camme a pptft» » iafcolaghiìaretanno^ 

Pafca» giorno fokmie ,. cbe dai piti ineligio^a. 

nnence k ia^tatoi a goaaoviglie , onda il ptor^ 

a «va /m/jo . FaC . . 
9^ E cdulle amwkflb nc^ aiiuMr fatto^ Pafc»f 
IWcauJello. detto dWno 4* ar^a gboviala 9 a cha 

ib hxBipK filile back: a nóme che fi diffMd 

fó agli-afiaem* 
PiEifle »..pL «^ /iwa ^ notav^mlun^ 9 e pili oacv 

ijitttOt • oomeflibile di uv.a fecca*, . 
Pafléiaturae, fiftuggijKmrM^ e ^ria drim% chr 

ji 9sigge né* €fm!rrvM$9rf 4i,dtmJte d§ ^mlU 

tMli ^ che v^ entrane m stanzi Mf^* 
Patta ^le* foMoe « fortà: di paftelli per avvelenai 
. 4api • Pafla de. botie, .^ cio^ de^ 'uafuoli diettò 

macaibricamenta pf f èrnia d* anmre ,^ onde 

Falàao* 

«Chi 



^ ^ 



„ F la nafl«- p^tiata ^dde le boM • ' 
IWMlMtr. Spedii di dotvirfrifi'dfrBMUiriorte^ 
niflìmattlM» p^, Medito » «I «Itrl- kigHN 
dienti . E*' il raSnameiit» dèlU pMfs^ 9f àm» 
mendì4r\ «kr9 'geMrè di Mei iume deKcuirt 
: « '{>ércnF aaqiMit ri nome A f»4imr ri«/r , <o» 
' flìe vòlffft diffi^ ^#^# ^ JR>. Otew. /i«. f^ ' 
„ Razza de Gilve^ pena* nnrbe vah^ * 
M £> avantift da* ttangtà |Mfla Reale . * * . 
fàftenait. Piìfmwn^ ìFsd ìmcbe iimimiy* duan- 
«tat^) Gmmt* ripay; JK0^ ir. i;« 
' „^ . , . . • A^ l^affroftieUe t.* 
-' „ Gii« Heaii^^pe là iMbmè paffaiale . * 
Chfliara». Spezie di pizza dolce ^ ^ lavori'^ 
»- fottio di 00^ , fimfaugby.. rtfos O taf^lio^ 
* aromi éc. 0)m lik ^. 

9, Tu pe nfi cdt da Ud» fi ballato ^ 
^ Mcglk» Mvaa li^ «aia » & ^aflfeie • ^' 
Panbcchia,, ^«f)ir, y» naorekia-. 
Pàftótie\ fpèzie di pAzsa ^dea, e raiBa^^iBeii 

Faflora , pMstopf , , f faavnUm^^ 

Sàtra , t^Héfh\ Wide i^ianttt^ ^^^ Fht. iiir fiiA 

. di- Vdn dtt pmr. 

" ,^ RAfetmuiiio Ì€'^^mÈtfii6MKì^ ta mpatta^ 
n Co ftHnaitfo , é TtaMitda ^Mi^ ajrme è 
ppatftìi-* 
Krtaetìi, nota iUòtieta- di cihqiie caiKni nofttap 
li ; per l' etimologia v. l^MIeasemddc&e èc^ 
de R M. F. 

\ gale 



. ^ , . * ii f 1^ 

PftUZACcliia ». Jlii^àii, eia invmMàì0 • Vietit 
coir 1ft)i£kìfttM)dfti lil iémuè'-A^ voce S|niI 
%ìmol9iifà^¥offk i MiHie' dinoti! ib^ Séflb » ^ 

Pozzi^ii:. £' fpt^ ^«Élrift-, ^lUlidd pfé^wr- 
liift , cut éteiirsilé al r^ ^iMi \riìr mét^^ 
^ $Hi S» lU^; . Viene ^flii efpteflioiie 
danti xég^iMtìefétc^ , ' die atiepi^ fi oflènra tU 
fpetto alla caccia delle folaghe , ed altri tic- 
(wr aqiniid^, de^ qnalt- t-^B*(i ricoperro il' 
I^go di Patria., Finche la foce > dhiufii i ^b* 
HtàéXnì^éy^fìratà^^'Mìi tr lécito entra» 
net 4ago^ * fi» k eaccia . f piatta , o 6a aper- 
ta la fece (il che fegié »Aet mefe dt- Noveiiì»- 
e titè >, alÌftri.cdliUifao. I^ Hftìrva , «otti pofllo^ 
' pé aiìdAiVt/ é pértib vi coffoAO ft furia . A; 
qiMlla calca di e^ciatòti «Iti^ il Fa»^ {T*su. 

^. AjTovajewx 1> alarbe a< butte, a biitteV^ 
,') E P^trfa appr^eflb a^hifte h ipelàje* 
I4el ì|ihA |MdS)''&loét ' apjpiinco il nbi^^fMrsf 
-' pih uùmp&V -EH' Q^t^c patlandcf di Lu-i. 
òezia die l^ó<x«e, dMfeXBw». ^^»#.^1K): 
,i .,. /• . • Cbeflb làente vale ; 
n 'Ntlatite devive àveseface ^nfàto : 
' „ Stìlatà è Patria. Ca t< ftrit>pe , e kaiom^ 
w É^ tardò tot^itm^Mdfo a tanta danne « ^ 
Patria , fMingn§i*, . 
Pattejite ,, e" plrtliì^ , P^^*^'^^ » convittin ^ 

PatektatòS chi cotr bf j^tò A Nfàgiftrato c^On^ 
de qualche efcnziofle' . Patentato S Avotoimi^ 
tA % V^ m n»tici^faft(k'apfojif» gcf^ non dir^ 

mas 



la bopoa tck^i^t chc-dal ipoa^^^ fi b» di iqve* 

Dice», difiu9if m^€Ìsét». ttfVa*. 

fea^rìll9 , r^^m^ •. ^ìccfi Mt di cht patifi » 
» od opep da sagazzo ,, bcnoijfc di ni polto 
* HMggiore.y l^àxiie fur dUfe SfUicca, che S^m. 

meé' bis fueri • 

i f€ff^i Fai ■ 

. M E ìtìt ppopefo fi| poato « la dòcecft% 
»»,PdoYt li pecciónctellci 611M. ttcTca» . 

PfCMra de^o cfi doonat 9 coip» I» pMoia nia ^ 
per dir mi4 megtstt. Pi^v» Paim» de sa^.p^ 
Cora , vai miseratiU • Vooje ved& belle pe> 
core abballare 9 f ^r^à /£ij|^<V Hifri ^ v^k^i 

T^cun^ « PWW piume, ^ c£e fmttiM gli necflU 

dìfpo^.esjm sitimi \ e da qirefta parala iem» 

. bmv, cbe, derivi T altta Picciwf^y, cb'è jeoe* 

, .lica di <util nii nsee^i «.^««itunf^f^ più ^le- 

cifatneQte. addetta ai nati eia' palombi . Si trar 
9ferif€e a ditsotaie. uoa barba» iimdiffima , e 
tale , che i peli saflbmigiino le punte delle 
penne nafcentl, dbe fono rmidiflune • Tatj^ 
csnK L Sì. ÓOé 

^ ^ ^ Tre atuie ha. de ierviiao là ^tielb,. 
y^ Ne le pecune aveva la. (àcce. Bella. • * 

J^ecnfo I fem.. pepofa. , , ìvìmm/Zc^ : - padand^ di 
boichì vai. brocj^utp , tftf, . 

. ^^ E JitcuomOf. e Qcopp^ ad^ iflo la pecoik 



^^ P E D st 

n Serw Q)02l Mtreàk « . • • 
9e4a^9 «©»» rf'* vit estrazione , ftèho , fncchU 
né^t (MÌ pedFaKttd'cIie iil^am attaccare ''aHé 
' calzetta quando U primo fieli conCumato « 

^ E qua zecchino !)c^> a Io Cantarano , 
5, Ch* ogne Dedale fé nc*acconciarria . 
Pedàfo • A vie fetmo . E^ paivb difiifata , che 
' Imi^ la ktina pedetemirà . £' osò il Corife 
; {^Micc. Pmss. cant. PÌL ) -- ^ • • ^ 
' , ,i Ma fitmine grazia a nòtte de veriib , - - 
^ 9) Ca pòtitnmo pattare diil^ P^^o ■* ^^ * 
Mtfwcatapede; itf lettto passo^ da »*'*« ^^^^^ '^^h 
^ùrt. Rm. é$n. li. ^ • 

„.....♦ Ora chefla- - 
f^ Arrevaté miattte a'me p^ tktapede\ * 
PfdémeQtina , dicefi ^t*;fiè de^'monti^ 
Fedocchiarìa ,' sordidezza j avarizia 9 così m^ 
' ; taforicatneiite dalHa' fpofchezxa deF pidocchio , 
"' 'fievolezza , ienaciù , e intgnattisim\ ' • 
'PiiÒtòj serviènte appiè y e pet Io pii^ che pre- 
cede chi va a oavailo, come tm vóhnte.' 
.J^mnata ^ ' pentoia , pegnata minaretata dicefi' 
una fàitteflra venie di cappntde , acci, forp- 
le y € ^h-'lbhi tH carni làhite^^rcfiie , e fì-e^ 
iehe. Fi, manate dicefi di tbi hprapptnsìerp 
' difnénJÈt puM còrnea» *ì Pento fajo* nttl^à* 
' V9rio StliMrvaSeiiafne i Fàf; ' : 

„ Mentre ntra Io ^ì,enm)ftàcc*npeiifiin>, 
fy E IRPpegnate , è eco fa tapo atnmatta • 
Pelle. Mastonature. Pare cne venga dalla vo(^ 
Spagauola Pelea' combatthnento , che pafsò 
a noi • VtÀ Pelea . Om. Hk L - 

■ ^ F avi' la Bigia venne a'^lt vafdelle, '' . 
- „ E pe vmoTì^ftipàìè «PaW* ie.ptlfc-; • 

Vai 



M » C I 

Jé ftlii* A rref;gdereffcfc » .fa . JwJiiiÙi'm » # 
rrvwJerci aìl* akrc Monde» rat. 
,) Tanta |^if d^ot «attnòcn^t vse^Tqiìsmvà ^ 

Maga , W^^, J» , la ffÌ9^ f dipéfi $ c«l 

«Mr# : come Ha /la <*iiMW W«6 ^iPf^ 
I^lea». e R4bìjm>^ ^mttf^iii^^ W rjm^ rotta 




le i Romani foigkylaroiVK fempre le blatàM^ 
. onde Uicapo ^^^ , : . ^^' if^tf^i^'jMij • 

. 7siS9 canS: i*,^. JUI».. ,..;:, «, ; ^rr 

^ Faorze iQ ieW ^i^flft Bqi» ' f • e !.ii4 
Pelea . Cmr4m9 ; ;» fi RÀfi^e^^s^ 

te per diqau£c.,^n pr^ti^o^preìQi^mc. , 
. fcer, • <;oaixa&t <Ul lif vc^ fàg|ò^. ],%. - Orc^ 
iriologia vedi f^h/tre» G^r. («'^•.^ •, ' 
„ fammo x^^nitt a vede.QQ«£U P^l^f . t 
„ Si Wfa^pya^fe^c^:^^^^^ 
y^lccchia, jte745.«jfi5«,;^4t,; ; Farei j%^ p^- 




alterno v.,,^^|i^We ÌM,è<%^,Wff|fA;t.;f^^ 
:4ihemco . Parej„ .tche I^ÌW dM' xWf^Ck^jifffm* 

.^,^.Si bh*. P 4»np ^ jpel46J^^ e!rP*r^i*i» i 

„ ciuna^. * ^ ."' r - .A ' :^ . ' 5*" 
^emmece, ip (»i^ plm^jc^ i ^mìct^ i^itto fi 
perfona Ico{laate |^ iKffH^ \KWtt qiifH^ f 
^che!»ir.v%«|j*>^»jf?f}dit !^^ 

I . ' / . ta 



» B il u 

^ ^r Ifcriveic» !«. idonee, pfii onnufi le ckto- 
sne 9 i loro crefiati caApeUctii ec. mmMm. et 
M Mi9^»^ 9 ir ^to^4i.fofo ciii frappi vis , 

,» Mk^^ aMnfi .pei»» ^ a vola » \. 
qv^ d|a£, fiMt0t$^^èer U pmubraì pust9. 
I^fliiau % Oli ^.«oto di tavolar rpofto in fiuN 
n , tifato 6iHè bottate fpeziabMiite . Fitf. ' 
M E aonefceno bro^èwi^ eo.lvoceliiv^ 
9» Cehe^fiàce^uio 4c £«rro vna peoiif^tt^ 
M Cile ffarvava la .lapo a-^Ui gncmetie >. 
Ttnwi , 4M/irM y* ^acetpiito ^ cttmoo. 
feaeJQoe ,< wfhdom . Oniao de fliala peoejttie, 

vai ^* JsaHj»o ftnsétft , e f^gg^ -^pnate:. 
PcDMete i 4gE;prxo , e quel gtojeUo , che poftan 
ie domie ^ippefo ^ odio : ,ìm pL.tfmumt»'^ 
e fim^ gii orteciini^ ed i gtmàtui vmlf , 
qnindt l'i 1 , [ 

Pennone. Ball^ f^oce Spi^iiùta Pioni/ni , xhe 
-dinota fteadanio » o fia lmdieia:4i' cmapàgma 
4' ttonim d' arme , % ytenta >« ami la«soce 
JVmMP»., .fJArena .or«)A figaificBr tokanto la 
t»MUeia M ,gr^<Siaifliizim , nche Jipre) la 
nofpa di ine&i xr^tti^ 4i,SeeemttH H 
quali condncooo un condannato a mo'-'are . 
Suwdmdi pqì fi dicono le bandieiexieUe Con- 
naternitet cfce vanno «eUo; Proccffioniive 
*^'r^ 1W»He della iXiwpp» , . a rovfifcto 
MlP i^ana F{^0tfev od «»b mmnU^ , 
« %irr4t Aifli^ «««Ut A.itnaUm , e 

Un- 



£* afciàto fpn *tittne Io pflonooe » net f^tm 
mi Testa di mha • 
P«mato • Stegantf^ fmUfl 4E* v«ot tttlUk di|elt 
SpagnuoH , eh* nfaii» la Xoro^npàdm tSùf 
ifteflo CenTo . Corr. K^e/, ^sm.Ih 
„ E feono Q». lettera Munòiofii , 
,, Bene-mb beUo^ e che^fieattBa Qifit }• 
Peraviìo j fentifè ^ .... 

F^la ^pitfiUu defdi è0fii ,- « vf à rte gyarivo 

di pertona piecttl^ctai » 
.Pepterno ^ fiftfm , peetm Mfbric pA dura , e 
' migHore 4el TiavectiM . Cote de- pepiemo » 

vai- cKor dmr9 j ir^ssèHk > <i&r m» ann 

fina» t 1 

JP^oÌBy fhi9t»\ male dke wne alh tìàgm 

Pepoleji lo coit » semim vemt mmo U ttàm^ 

Peppe, e Peppo. Nome pcupfio idl^Hit*^ 
Giusffp^. 1^ Si féfft «ale lo flefio^tairb 
iamar». pkait * St crede tkiivatt -qpefla ìkir 
«arta <^[iioinifia»oaf daU*«(Ì9iftvi fmo meno 

' di due fecc^lir '&' nv uomo liei volgo cbiannato 
Pm€^ cbe.nefsoft ht pcémakom^ v^ A^M- 
«D Spapwdo' d^i Goiiglb , e ii6(riife U 
efattanKato di Sifff^èy che aMofà eit r«ro, 

* e date con 4^rmmaào v e fcceft Vianet» 

: t pandittò , ^iù volle delklèrlo délW fei^ccs 

- prefenzìoae) io taikomig^ib al dmtam, «he 

in fatti tra mn fca ooft %«cile*dt' hbfo, ti fia 

«oiiglia , .cbe ierve ad mpMÈ^ìyì il f«Mrt^ 

i^iacctt U volgo' de* i^pcltàM fiedoM a 

^ piombo .MiMo fdb 4i ifit» ' Mlr ajoto di 



cifsiBtte ) ef hft j)cr aUttdiiie te d^rezizA da 

€^iis librari! fcnzat roi^ciafto,e cadere; Quin^ 

di«^sib il nome di li Ptppe* 2l quel vafo, e 

- dma «ocora , perciiè giova nominarlo più 

«Ddoftamente » Nella Parodia dri(' Ajrafil{re 

di Metmtini» aittn volta da noi rammenta* 

. ot ( Vedi^^re iètorìe .}, la nota aiia 

. ^ £1 fet&e «nji tiranna , 

9^ Lo io {>ef prova ancfa' ia^ 
9) Ma Mtt infedele, o Dio , 
^ Nby non fi ptb foftrir» 
Si travede così 

,, Si fofiiroQO orinati ; 
91 Lo fa il letto 9 ed tof 
) 9> Ma quel. Si Pappe, o DÌ0|. 
„ Nò , non fi può foflrir.* ^ 
{eyimmeda, /w>4»99^«« 

Pefcacciant6,'V. niviAvejiiro* 

PefcacQiare , procace iar^ , lue fare .v 

Peicbia* Peke di mare di finirà fcoìKiia. Dal gt> 
"t^'^ Yppfca. B' notabilepel rw> atdoie per la 
(^]pia , cui va fieramente aipprefso ,-al dir d* 
AJtftpteie , Diofcbride &C4 \ e peichV ba im* 

. amii^i bocca, e facilineiiie fi fii «oli'.efcar pren* 
der d^' potatori ^ ad^rafi a din9UP chi trop- 
po parla, e non fa tener fecreti , e fi & ipi:9i* 
der in paiate « 9fMfe Fa<an€t: v y. 

9, Mo nne lo pifchecomme a Ppetcjbio^Ila» 
Si crede Wataci da' Frsmcefi , eba ban^o tkn 

^«p^fce di fiun^e denominato Perde ,. che ha 
qpikhe faf$omigliaii2a alia perchia, Si.&asfe- 

. jifca a dinpti|r donna vtfe » e difonefta^^not^ 



26 "P E R 

p Co&ì. AUfiMxipa fé vii « & itumfe^» 

„ E toma xbiiia perchia ahte^iBaMO* * 

^ Bn^hicpttt^ • Fsitola d' kiginàk , ci»' 4Ìiiiotai 

. Amoa vile, e difooefia. Paw ^«o»pofta>dane 

due VM Pmthiay « >J*«mi/^ .^ 9erchi#en^ 

la 9 in fenfo dt diwu^ tbt^ ^twl fur Im- dotn^ 

tessa ^ ^téff cik^lm sempre.^ mi iw^t^eta mU 

tro non f^^ eée ^^uriar Ja fmte^ di soJora^ c^m 

4ui cpfivrue^ <daIP E|>r* pancha, capituium^ 

;$extM,\ donde nel cod. Taedofiano VAmciì* 

" ^n^okìti, che da Ftkme fon .detti »p««'A»*»r«t' 

adenti ^emcellentwimi i« dissepend»^ O" ex* 
jionendo scriftmt^s, 
iPecciacore , .dicefi di dosna «btUa , ebe ficcki &* 
bravi colpr fu i ««ori degli uomim^ Fai»j 
„ IMa )o Xliafcina cMla PerciKOie* 
^fS^are , traforate , ,frasife^ pen^^sre^ t m esr e , 
Sttcbflio j connzHMie dal kit* vkg» firn , gnc- 
JÌ& «yiceifi di dii pel vi^ afflkto , e pia». 
finte diciam pure Maria fiefosa^ Fts* cant^ 
' t4* 0*» 7?. e iiir»r«r 6. ern joj. 

•^ y Co lo Cìelà facea Io perooplo • 
' <i(è 19 ^i/ie é^fU^f ié^avasi . DiO^ pne 
't^ Fercop^, e vai iamemo ^ fiteptdw ^hì . 
^iHdÈti^iss^, Perdita. 

ftoconna , hippeticm ) ibrca di pipita tBcdid- 
•' -«ale. ■' '' V -■ ^ 

> JPefeetnccoto 9 diee^ tbltant» irv^^fbialflmife '« 
p9fecuoce9h j t vvA in tko , ' in stia ^ sm , 
^iJdme X* ^ ppmn^ *» pertcMcc^^ vai W 4tfi 
't '^a ì^ ìirma d* m^m jf^'wWe, d^mtewhà . Vedi 
' 'inpmeca. 1}eriva <£ifio Spagnioio JVfv«i/ife, 



per tfcBcrpp «-.^ .per <iien^ne Tuill^ peHì di 
tatuqp>^-CQl .pwi(()< ^chiufo , a «nfierenza,. d^ 

notoo-IX Guunbatniu Lonaù m una lua 
CoanyMta • 

9, FigBp mia, si no zuccotti 

;; Di ccirola del PSerù . 
^ Si na fmorfit^.si Da %cia^ 

,, Ch' hBà àfàPìtomo u toh JÉfR^ttpi . 

«;^P! ^I|' ?^o JI di^piii • *. , 

' ff Cbf ti pare/ Ho detto poco. ; 

,VA teoapò, e a loco' 

, ^ Co .èfoi^t ^'fi^p^x^jjfscctAt 

...... j, Sqotuai ìmcor. xfi più .* 

PeQmma,'^y/ji|^/W/che fa Tii qualche, fofa^^i 

JPetoc(a^; Kerqccola^\« ptroccola>, fjpezie di pedo 
.ÀBAllàfafe ,. <ft ^a ^iRone -ixaìm) con.. blt<^«olo 

a»«i wlfov uuio ^da' coioc^ttcxi ^i greggi , ed 

^^rmièòtt) y. faj^ljioccola . ^ 
fjpxO'. CW» W vcic» d'ingitiria làfciatad da^ 

^gll SpàgottoCf , c^c^.egualDpeQtè T «iJìauM). (f^ru 

^', * ••••:* NcappaQe ^ Ha ycfcafa 
^^.P'i^is^riB ^hiaro a chefsa pecra ^rata .^ 
Petf f^iuntfi'M-^iflc j vii .crudele ^ ;?^.*- 
Cll^i per «metafora- por di nprairucf y\(t d* 
0nim9 fier^nB • . , . ^ 

Perteca dicefi di 'donna laolto alta : '» perteca 
Ja Aeiia che ^^gefecuacc9lo ; iavqia^e de più 

B * ' lo 



' icoimettere ^ svariar nel -dficwNfé-^^ • H 

*y*rtdkte , B Tpéltofare , ^forarh^ 'JjiUtàrt • "V 

Pèrtufo , huco , in gergo in 'nttrura ''4i^Jfiéìme^ 
^^t foreNo» ' ' ' ' - -^ ^' • 

terzine , pure , ancte . . ' 

Perzb , pereti . ' 

Peraturo , fhtetlò y iéto iP tti fé^gmcs» im 
fasce . * • 

Pefare , pesare^ e pestare . * '* - ^ ' . 

Pe(care« compremim^ Faf. ftffeaSelo Vliuino ^ 
kn /*» comprese ,' ^ /Wot;ni^ . 

Pcfce. Ecco inoltri di varj tadci dtverfi^ eh 
qnc* del Dialetto Tofcano t Agu^He . AJsea • 
A/uzze. A/uzze mpertate: Mifama. Alicom 
Boccadore • Ceca/e • Cernie . Cmocco • Ceft^ 
te • Cecenielle . 'Cserre • Capetune • 'Cm^tim» • 
"Crtsta. Dientéce . Dertiné . Wr^agiie .' Orni* 
te^ altriménti detti ^^/r/ Sanfo Pietro, iSrttonh 
abe^ Grancefellune • Guafr^ine . Lacierte » 
I^etterate . Lucerne • 'IjHvere . M4mfvizza • 
Mf^SSX'^ff^ • Mennelle • OmbrHte •- Féfcéio* 
fdaje:. ^afe • Rennene /paiole , Ramoteom 
Spinole. Sparnocchie * Stelle. Scttotfémt^ 
Spara^Vmne • Sareche . Spatette . Spiro • 
Scbefitrj, Tracene . Tkmne . . P^i^ • P^4me»# • 
Koi non fo|ginngtanio t cpràfpondenti nomi 
^ Tofcanì / ptimieramente jieichè di moki non i 
vi fono; incette perdio' non % flato ancw r 
deicifoda quale 'de' molti dialetti d* Italia ,'ft | 
dal Tofcano , o dal Roihano , *o dai Vene- 
ziano , o dal noftro, o da altri abbiafi a ft9th 
dere il nome per divenir qyello diUii fin^pM 
generale Italiana. * 

Pefciariello , lagrimevgh , Faf. - ' ì 



\r 



V S 9 ^ 

^^9mm ^qireter ci8Uli»fo«cUrpéftMrielle. 

^^i*ai dt ftiéimriHh }^-- mm ttl .acqua :iiit(A. 

Mf miiM^ «elir.> vicinili'^ jdd 
4 ^4 eoi^anrréi^loi&oaàoit gocquibndb^n varj 

'cmaellim - .^ ^'ia..rp 

M^aonfiv Ì!P«^ 4)» d9mm;;^ez^pijììiiifi4pig^ 

'j^<\ ^, ila peMateUCi*^ f p{MÌÌn'liv«ri»tt»l 

fefcraje^ pefcrigno ,. pefcrnozzo • Si^iliéàno* 
3> iAiMK)»« ^ jiib*!^ U'^giam^,..^ éegm U dì* 
^vn^uà^Piaim^ ^. il i4J$rà,siiHMt0mé^ i nir fif". 
tatt^ 'vod non ii ad^Miaitfai^qtawiifÉiihti^^ 
£r€orfò> nt fi pot]:eM)e^diveì. €3r^ai^iili«9^^ pi^ 
^i3cfigwxkìpn^^ ,fié^^p'i9i0dpfm»^^0 «>-in^^Vjii 
jM^-fiijKboeièa^ ÌiofraiiiO((>in filat^k»^ indi- 



y, Arcsi mb > a ca pcK, cr 0^^> ca cwifr 
Tafano : 









' iÈgkmfifii^i»^^esiùrjtnma^àk. 

ji Le ftminéa«^^«» lò^ttfk}^ k^Hmt*-* 



m' « K T 

^ .E ti fìtàcot ikbabity (fedine. forisi; ^ 
„ oiorta. ^. i^-iia^ •re. 

ff^amcMk ^ék^i^ (^^'jt^ - 

Jinalunàue (orta d* iTcnzioiie , e J^pcKialnMCe 

dileggio didkm wédìiuitmir tffU/fèfm 
donnacda A.gwMaoa y^i^-^ «tgaaM&a 
totaa. •'ri 



., ,>.(D»i»«ioo«i «' Vda petente ♦« 



t*t 



vengo»*- fen h fiìi stJ vis: , r- /«jfi^ 
pertitn* . • • li?*' " 

ptt«^ . ,.iv*».i««M»i*i«i«»V'« * ^jat? 

snia«ata ^Mt/<r bt patte dell» camie^fjrt» 
«pw J».p»t»!ritit!4teaie P5 teVawiinwyv 
7 che fdib fi vede, ciil.«S8tr«KMft^/>itK«A' • 

Mf cpM» mt%»r <MÌM , «:Wk'Ì* «» W «P»" 

fio lvIoiié<^ » oi^ ÌM«k .aAweBteav.aiwh|.«lh 
«rttpl», elie,«ggi **i?^<»«*>?^S«*5 

;4ÌiiqHi.>^Ì'ii e,:i»vftt* qwfi *ii*ein«tetti<*e 
iùuio tant* povere , cfaè tnpftraaa . vm 
la feoqjjiii QH«iilbwiri 0h^i t -il « 






» Che 



,, Vttoje, che te piglia mb pe U ea^Ua. «- 

Sttfeocift» , . fym di riparò M fiibbciea ralle : al« 

tczze £ttt9 a petto d*uomft per noo cSKleme* 

Betfofioo , pBtr^emoloy etba nùtk : fi;u& (fé tc>^ 

d' ogBt < ittiaenellà^ àmo^Ji ^ifi #f b94^ydtf 

,^mté. ■ • , ' .^ » . •. ,,' .. . ^i^' .'. 

Jfm^agffk'rlafg^'ptttfim f«r irÀNyMi^ ^ e^MU 

dUk. Dorimi,, . 
Pettuto, p$t$orHto , valoroso *y pettinar 4icefrd0n^ 

ìèzzft , momt» di i2i. Céàrlipk noHtalii s$^0^éio^. 

„ E io valóre n^ha;GalBIheva na poM». 
Pezzecafdo*^ if9ff§g4fpt,y TOfèdkor di^ihrrH^ggiù* 

'SÈfi^tm^ aditimi ^e y^ catekludglio'; .« 
Pez2ille • Mtfi'/fm • Da ^^««4», cbeifinofipn^ 

. tk^eAìeniiti-^ < meilo^^* Cine^k Off». XtfS: 

^ est ièa^célesno , e cKi'fàCea ptfÉsIHé^; ^ 
Kca, noto ncceil^péi Wtìit loiraaeuàV, d&de- 
> 4kCM:inc8t«v«^|»ropQfii^^ delle doane; Ft£.' 

^^E li^comm^a na pièa. 

-: fi9hf ;i ò' per fn^iótdfievaiHlieftat^Ie vi>ct 
naggono.' la loro ctimoidBia' dnHìKlfto fi^fiof 
eh» T pfcc^om: fittiti» laikemanilioffi^ * 

Ptcctafiry.e'pecciiiib^ éfmtuUf^ tr. ri^Mtèv 

ISocMO^ /i^iriftro:^ detto* <ds>(}itaMw ^ff<^^ i»M^ 
r/ra» cw la moglie faccia le^ foia torte pinan- 
tPe' le ptoAa illd9ferMMRlté^ /Ji^ <i^f 

»» 4^' Piec- 



jr PIO 

Piecco , diffM^'^t» ftm^ pitCGO y ^v^Uq ^per^ 

nello* Sorta dr malattia^ cii» fa mutar la peU 
te* (kmr. tib*.ì^» 

^ Ga fi cchiù a §iMriav«o,dk>v^^ Diomede; 

- 99 ' Venga lo pieMo a me, e a tU me vecki* 

Pillalo 9 ^^gt^^t ^M0 , /iw»fe em^enfe • - 

]4ef no 9 e pienio maifto > ipezie di cSi^dnr #m. 

Ì4/# , Qiidfr piomos ^ penta 'dictfi parti grande 

ilhomento Tirile da «V*^« trémffigoy «falli* ef« 

- tetOy cdtifo.* 

Pkz20 de pane dictam perfona di iMiona pafla , 
> di placido^ onore -^ die' a tatto facilmente fi 
accommoda , fenza molto darfi caiiea-deU* iai* 
poMsr <H.^ckeedi«ffio, f aC 
jj Eife pieaifio de pane^ e i^ia fiwe 
jf ComiBeiJTok.tfibs, e Aà ccontemi'i t^ 
,', pace« «■ 
fiftio i o{nfiiO} detto por biju» , -3 atU • 
Faf. 

^ A'ccliib dd^nno Io-ptfàio<:le Ada» 
.eto^ dispÌMC9 y od hi tém<ft9,. . 
Pigiia^ , qoaoBO k pigita^^ », vai. f t^ndm ttummln 
collera • . - .^ - ! . w • - •• i ■ 

JKgmuo»- matti«lalo*9 mmi$rm dimm^ eoAr > e 
_. ' prejiicatt eoa wietà pnr di oarni fipefche , e 
ialate , e molto j^pndi foccoleata .. 
IPiflOle y e 'pinnola^ .fitìvia^ in. feaib di imm* 
iv^a;^) diipiéteereY Fab < - 
,y Poro face' ia, fperanno gbi nnenaiite » 
„ Celie ptnaole noe fcife 'it tutte U* ooe« 
Kobre: 9 il" o^M» iómemwùU^ d^ ptUcim y 

foade • • 
Piolo>./bi/^e^ V. pmio ^ rigaok» » 
Piichioà 4v4»r0 1 j|«»Pb Óal ;iatbo .fmrc^K* B 

ptt* 



> ■" '■» •'->•; 



i 






piÉdRT n<j«r aaiti- tlà »*>/>^'X'«< , fifricmèr , pii 
metrico podagrofq ^ ond'% in' tutte le foe fil- 
• tabe btt ve' confe 6t«« tìt greco, t* bonus ^chu^- 
fv>, in latino? Ciuct. C0nì, IX* st. &i 
y, E fso regno k poizaf mantenere 
^ Pe nfi. a la fcotatura de lor mttnpo , 
,» E'frpirchte cbe pozzaiio la zeffiinnOf^' 
PiicKiaria. Avart'zfér. DsA Ut. patcitas , 
Kreto . Pèt9 • Si vede eflere alterazione deF la^ 
tino jfirims y vento ; rftopre Petimolo* 
già della voce Tofcana J&^o', elle non è al- 
tro , che l' abbreviatura del NÀpofetano pire* 
re* Ancbe dallo //mo trarremo^ noi 41 vaa^ 
tftggtó di provare là fìiperiore afnticfattà del 
Dialetto noftro fili Tofcano • (SJutc. canti V,'^ 

^ Oh ciucce veramente de gtan Q>ireto , 
j^ye & mette » fu¥^pnto no pireto! • 
' Si dice ancfe pidero\ 
filettò > fpeziè drcarafone di' vetro ^ cH^ Ha la? 

fi^ra* effettivamente- d^ una jpera. 
^ro, pna^j notiflimo frutto, da» ^«Z yU fàeU 

ìdàlla figura*, e colore. 
ISro-Maflantuono • Sorta dt pera tioftralè dfot* 
' tiftii qnalftà, fdbbene noa d! un' eilrema de« 
Htatlezza, come tante altre; Oh. lib UT, 
„ Pecclkif datele* ncuoHo cbillo piro , 
,, Nonfò fi'-caràviello , .0 Màltanruooov^ 
Pfrolo , turaeciuolo ypiv^o ^ membro virrle . 
Pffèhi, Ufin-a^ perdita^, ire a la pifcia-,^ drcefi- 
dà'\ìòflri ragazzi a' lor conrpàgcii^ quando nel 
poto han la peggio, Faf. 
,,. Fummo, krì ', mare nuje , mo fimmo iute 
M> AJa pifda« e li cunte fo ffornute * 



% 



P 1 2 

Ifcùuff Ibcta * nut ai fori a m eine avvi- gtim- mm- 

^//o, e placete... 
Pifciavioe , epiteto dato dal ,ao£lto FafaiiQ a^ 

.jf Venga. Goffredo oo li PUUàfiae» 

Pifrìatza , mna -^ \. zioimx . 

SUTe pift • DìfCùfjo segreto. E' voce tratta dal 

fuono, che i difc^rii fegretr fembrano fare , 

come, b voce, ftancefe cbucbmer^ che va^e ìm 

Aedo. Cìmc. cai». XIIL st, zó» 

„ E botato mercnrio , fé .fcoaipette 

„ Sto j^Pè piflTe , e ognuno fé* ne jette . • 

IHttana, fotf^a di decozione njedicinale , ej em- 
piadro , cVe fi attacca fa di- noi , onde il 
prov. Pittema cordiale detto d' i^n seccM»t9 , 
eh"* affibliia$4>chi intorno , non, si sa j eomt 
sbrigartent • 

Pivozo, e ptu^o, V» nuizzà) e ppinzo* 

Kzza • Il dimtn. PizztlU • £' nome g^oe* 

.lieo di-.t^tte le foitè di torte, fbcacae f 

fcfaiacctate ; e qstiidi fi ag|inage qual- 

.cjie; aggeti;lvO;per .diftingjOJMrle • £cco le pnn» 

cipali . Pizza fritta. Pizza a lo fumo co /* 

^^»9chtta m Piz%a."rognosa . * Pizza sfdonta • 

Pizza stracciata • Pizza di cicoli , P^fZé^ 

doce . Pizza, di ricotta • Pizza rustica « 

, Pizza d* oya faldoQcbere. • Pizza di Bocca 

di Dam4 Ò'A Per taiiuie di qp^ffe fono il* 

loftfl I M(^aileri delle -ncrilre Monache , Sa» 

rebbe . flafo degno dei noftro ampcofa^zelo per 

ia patria il traounda]» a' {jolteii una efatt^ 

defcrizione delle preparazioni di tanti geneii 

di {Hzze ; Mia eflendo la cucina una parte del* 

la ubimica, e quindi appattenenda alla elafi» 

. le delle fciecue più fubiimi | non d ^ fem* 

btan 



/ 



tntr cowMevole A &rk efttrM tu' quefto 
Vòcahofamo^dèffiiiato àllat'fola ootiEia dt^' no- 
mi, e non delie coft. Rifpetto alPietimolo- 
gfai crediaoio chr derivi* dufa Yocé latina //. 
j$us<t pittn , pistum < , • die dagli aatictii fis 
yaftibolàrRiettte àddttta al dimenar la paftan 
osde le yoci ftt^ofUift j piifStra &t* ; ed oi» 
ferviamo , che anohe gP Italiani cMamatono 
uiiaeniéttf le nofNf»' i^ttt , perch)^ ia fittitele 
pib femplici in'ahro non -confifloiio i che in-* 
im pezzo di;' pafla^^ammaccata '^traile' man» , e- 

S»i con qualche condtinento iDe§b nella- pa- 
lla y o nel forno • Tass. caH$i jy.* sn 79, 
,^ Ma nfra nnje ventotieit a ckt V àwane - 
„ So pizze duce • *' 
Vkcklt non da w^»; Ja pimità d^l pitds , di^ 
ciie fi^fchiaocitio come ie ftceflèfi co' piedi ,< 
e chi (a fé anticamente cod inonderà; già che^ 
«^ pur Tediasù lavorai^ la pa^ de' macca^t 
- «Mot <ioUé natiche fiTv quella ^ fimofa macchi'- 
na rSon note le fchiacciatc difgK antithicòt* 
tt fotto ia calda ceneie , détte peitib ^fift^- 
» n$rèti^ i . e lo ^«•/»*»$ «P'v»! « che matrinar per ' 
tnattina preparavafi a que' lor forni «^<4««# 
detti, che s'erano come i noftr^,'^ q«at'/br« 
ni dM r4m^4rj^tf> s'ignora • E (on pur note 
le /W#/é 9M^Jf9m tanto faporìte degli antichi? , 

• doMe li lionne alfe noihe , fèbben qaeHe e^n^ 
di fickf , in ufo anob-oggt in oriente, e le; 

> soflre <ial' fon di pane. Nella pfbvincia^: di^ 
Lecce la voce /»/^«i» fnena la parolaccia- Ho* 

• matU) come poi fureh dìcon il cunnuS'm 
Piizeco •'"Pitziào^ pHnta « minuto • Si prende^ 

talvolta in fenfo*di /aito. Con, Micc. P^is*^ 
$wn$. yiL 



j6 p r 2 

,) Pnltetftftì e nqintCD masttcheatrev^ 

^ ^ Irt pmedbe d» dicAo piflaie voce 
^ Nfra. tutte •..•.. 
Pis-ie e ricotte «^ E' una ^KCte.^i ibcaccet^ im- 
bottite di ricotta , che & vanno vtmUnda la 
snatrina da ifoe'ctie dioolifi Ta^jiUmé-^ e del* 
. le 4|tiatt & fa gritnde (bpige di(' £uneUci tab- 
gaz/i del ^olfo per iap eolav«>ne . Nei Se* 
« cxaPe hmm^inéffia & dice^ ^ < 

. ,^ Queftct motti; 
), Noi. altri Soctatì 
^ Ce le meq^mo appanto 
,y Gomme pizze , e ricotte . ^ 
Btzze<àre , étfferrmve , «^ ^trù^r colle dmm per 
^fféndert- , talor^r per i^i^rzure > w A ey de^ 
licatétm^nte * 
Pkzella, ed anche D^z4eli<% «. Diofiìandvo di 
p/««4t*, a il dice più paiticoIarnoMiiie di ^ael« 
le, che fi danno a'^fanciulli». * 
Pi^z^ia • Si dice unicameiHe di ooa vqoanriti 
di cioecolata non eccedente no' oncia, clie fi 
Ghiaccia in figura rotonda, e ravvolta tu una 
carta .ferve per mangiarla eroda • Il fuo di- 
mmotivo ì^ pizzeuina , e pii^ze^H^J^ 9 che 
parimente iodicaao lo fteffi) •* ^ 
Pizzo ^ Angolo , pùnta , labro , cOlì H WmOf 
come di qualche vafo • Mettete mno m pìtia» 
od a la pizz^-y Vile , abbandonarla ^ non M- 
k tarlo • Ciuce^ cant» IL st* 47* . 

„ Duje vecchiune a li pizz^ncemettettefo; 
Significa anche il becco degli uccelli f Pizza 
riso dinota il forrifo , p<;cUb nel bxU> fi 
aguzzano i labri. Ciuec* cant. XIIJ.> ^. ii% 



J^ ^ ^ jy 

^ *" CO ttò ttl2»o a- iift> 1e> lieMli» r ' 
„ Schiavo , Segnare mieje r > ' 

. 59 Mc^^èm^aocièlio iifìra 11* autte, th^ha tk 

„ De cchtli ecòlare, e- ppizseo raflb , o 
.%,, tworto .** 
' E* anche mia Cpeàe ài ainrerbio , e ^A ph$cm 
cJkif FaC '"^ 

„ Li Gradàfle'Co ccMftò «ggiMfo pace-, 
„ E ppi220 , e ppeo la R^tomo»taria'« 

Poca y e pocca'y poiché ^ dac$6è , da »^ , quam 
do y &" ^mmdty ci^ » "■ - • t 

Pocereaie*, oggi Puòggm Jtìale.-Poggto ftale . 
£' ]a via , che cbUa P^rta Capuana condtice 
alP antica , og|^ dirota villa di Alfonfo c^ 
Aragona^ a ciii quel magnanimo; Re dette il 
nome di Poggio reale . Il difegno , fu cui' Isr 
tùkmsh y é tròvia rapi^oreatìr nelle opere di ^ 
Atcfaitettwsa del Serfió*.; ed 'è^ rìntarckevole* , 
che qHffla.fii k. prima vitia di delhsia' , che 
alcuno Re dt^Euiopa» abbia ftbbi^catr. Tan* 

'• to ^ moderno il^ luflb, e b^ dolce^^a del vU 
vere in Eurofia . La vk^ che conduceva a 
^oefto pof^io fu fatta lunghiflima , dritta ^ 

MalbMttta, ocn^kito-dlfonun^, e voluta Tempre 
convertire in palTegglo pubblieo . Ma i Na- 
poletani-v fimlìm quello* ai Turchi , iionr 
amano il paflèggio a' ptcfli , e- ib#fe ii "€lima 
vi ci fi oppone ; e qnimfi malgrado le inv- 

. menfe fpeff fatée replicate volte per render 
paff^o qiiefta ftrada , non % potuto nìai. 
linfcire finora. Ooila mmazione-de^co^miì* 
pofiibile che acqmArna. r-Napoktam il* guflo 
M pafli^gsar. ùdmim la» jlcie ) edlafreddandofi» 

nelle 



. net!» ihwi ftiwi^w WKtofelligpfttii^ Tikss.€émt. 

„Xa'via la v^j ceminfr «^AKmeade. V'' 

PocofHIo , tmrimo^ 

Podea. Pftrte bafla datti vefk y.aiw'oi^ V in- 
tm4t ptr la'fedect , cht..ititemin«Kift pobefi* 
nei bafso lembo delle gonne.- Vieoe ime dal 
làriiìo-jHk^'ivff»*, ch^diiiotb'l'òrb pi& htlR» 
degti^^ ediifai y/^ a iorft-dat grecd »«<^> ««/h^ 
come quella*, dbè batte le'calcagne.* Vàst. 

yy Locea la faccia a flK graflBMe^tta^ 
jf Che ghi^ nfi^ la podteafdekfioiBieH»' 
,i. 'L'ovatta pò p|je la podià s* adana . ^ 

P^ffii de csraiiia Vpmr^di domumi ^. ftdqdaadò 
co8Ì'titte.lè.voct V iiUeriesione^ àA voUb • 

- FaA 

„*Pofi de ciafriareiir la compteenr* 

Pol]aiKir> f^UdUta , ^e/^r»» ghvmn-y c&r non 
per aiKO j^bia &tte ntm , .per tfaMwo dicell 

. di una régmsza gij^dà mÉÌfità: 

PoilancbeUa, galimà gimamè ^ ^S* ^^ gPénù 

Polece, ftUct^ detto di perfbaat di (Hccioli ^ 

tara, ed agile*. ' / • 

Polecenetla .ChianisiS^così nn^peribii ^gh»>, che 
. da motti anni- in qua fi fooie-adopam ti^ 
commedie Napoletaiie. Sotto il mo' carattere 
fi rapprefenta im nomor jp>fio baffiiiefi5amen««. 
te 9 e portalb per la eKiottoneria , e jpbr^Ie 
donne , il quab-qatndo^ parli. » dice fempie 
rpropofitif ma in 'ona maniera lepida, e cu^ 
no(a%.A*ialiiofio lo^fiÉffMi-ccjmpai^ ite- 



fot. ip 

ca Qji t«lA bìaocai^t- con ttn^ becrMt^ anci» 
biftOQ» im tefi^ fi,t ciMi uiu mafcbeRt neia, che 
hi ih m(a l^orii^ la (fifeaoim aflSt cari* 
c«Uf. Ntil tfacio.xertfr^ volte fa le parti di na^ 
SMMri? 9 ^tf^ W^^ <lt un fervo , di an fikM 
fefe^.o di altto , feoondov i, diverfi capricci 
^Ile j:omii»edk 9 nelle quali fecnpèe-clijs ^ben 
i^^r^feauta^la^ f«a^f>aitft.co<i iofiitate i pro^ 
pfj modi, atteggÌGMi^ati , falt , .bii^necie>, 
dhr dìùmii^ Utf^iy ^ affiC sotziòfa , e diari* 
dfr« molto piti, di.qfiel ci)e & V'Arle^cAgna^, 
^'ìl.Mf^gM/a Veneziano, o^U Dottore Bl^. 
logp^fo^ • Niuaa de' nàftri Serittori , per^ 
pianto a noi h* noto^ lu^ riferita I' origine d^ 
qiKftà ' mafchéra patria ; - onÌ9 vogUam noi q^sà 
ri^iMtatla^ affiochì, (ti ne. confervi la- iBemona. 
Nel feeoio ptàato^capUb in Aberra , Città 
della Cao^agna* Felice ,, uaa< tisppa .d^^ Comi 
oifdiànti,,! quali giravaaovper quei paeft- ». 
fin d^ guadig^arfi qualehe dmaMX: colle loia^ 
ttiatrali rappiefimtain&e • Si avvennvro ongior-^ 
DOT in' wia< Gunpi^fiat, , dove erano oHnIti cosk 
tadipvdel paefti.ciie faceaoo I»> vendemmia v 
In t^Ie occafionc e pel vino , che fi fuol 
bevfeaf»! pili deltTufito , e perche' ' lavorano-^ 
in compegiHai'Oon)mt«.>^ donne , \ venderne 
miafctfi luiuio co» mi^ka allegria, e a.cbiim** 
cka-paflafi gli dieono^de'friz^, e lo ni|ptteg«» 
CÌ9i^f9« (^ndl fe^^,^ clm quei commedianri* ft> 
vide>(hiiM^ta«ipiente forprefi dai falQti coo- 
tac&oelcbt ,. o foggtacqqero alla l6ro->berlina • 
Bfli ptr altro come ai^vexzi ai falt comici «. 
e^biifToneric teatrali )>»tconùndaii0iio adifendèr* 
« ril^^lQ4eit,^rblld%^dt qpeili : però fra 

Live;:- 






i vendèinti&teft ^ li* émiam*msAt»^l^^ 
0Ù d^Anteilo^ il quale avea* tth v^cltè^ eàen* 
catév. croV il nafo; mngo , ^ It^ iàcda amftitt»' ^ 
<!al fòie, ma era nir uoma-aflU fiiceta , e-'di 
ffAnto arguto . Skclr¥ avvenne, die i cèlli* 
inedianti fìtmfero'a frizzar Mpamc^Amnén- 
te ; ma egli* maggLormente cieboe ne^mottegr 
r y e nelli» baje » Se ne diflko- dall'ima' , e 
akra^ parte y e' feceano a gara chi bpe» 
m^lia deridere , e b^re it contraiio : dfkfe 
léntironfi fra loro délmotti aflSù acsti ,.•'▼!- 

. vacf. Alle bàje fi aggianfèro le gridi» «Ir 
fifchtate • Fa mia vera batragiia*. FinàliXKfitr 
riufcì al comadino''di fòpì»foK,oi]d'efR'eoib 
fomma' vergogna niEHs feppero tiovSre tfitgBor 

: difefa, che quella di'' partire ; e (e- ne toma- 
tono ifi Citta carichi' A maraviglia*. lUffifire« 

j nati poi da quella infeKce' perfecozione , ie- 
/>condo^it coftnufe della gente di teatro ,^ dir 

*« traggono^ piofittp 'da (joaluoque Cofa , peil&* 

. ronache avrebbero- fìtto mi gAiM&fltiDO gtt^ 
dagno , & avelsero -potutoavefe nàia Wò^ 
compagnia' comica quel c<»ftl&d!fio^, che aveeu 
na eonofciuto così uceto , ed arguto. 'Gli 
propofero il partito , e fu accettato • Qarndi 
girarono ih divetfi teatri col nuovo ìftìffo , il 
quale* rinfct a' merairi|Ha / e inecHittb da per 
tutto per le fue^ ùcette- : lai effe cohttMmfvai 

- anche la Tua figura caricata ^ è-raUko^conia- 
dtneico, che volle fiténerr fulle ftène']^ii- 
re maggiormente ridere, cic^ la càndida^ e 1 
calzone a brache dì tela biahcst'. Ih ogni hf»* 
go, dove ancktvà quella Truppa conRGa,glia* 
dagnava moItfTBmo^^ denaro ; polch^'tt tione 

* il Fucfio i^ifo/rZ/aera (Svenuti^ affli cdc- 

bie* 



»' <p I? ^ 

o%r$ ; .Sopo* '(Midii ;^ni .-«gii 'moli ;^Mfiéiiileno 

QjBegI' idrtonì (oftidiiiono* nelle «loro* rappre- 
r::fciitMize mv^aéèro.-^ che compariva veftitacc^i 

lo (ìeffo abito , e con. una -marcherà' fmAh al 
V '«dfo^dt .queUdidirAcctet , ili di cor nonae aiN 

che mantennero febbene piti dolce , e dtcèafi 
. félwoDuéfi .rAIfiiple. ettiiptoc -àitti : git^i «hlf 

comici ufarono anche efli una fimile itiiren- 




* flome^ per dinotate, un* noma lèpido e cnrio- 
. fu • Abbiam i:oQ]èryata*.q«SB(la verade tradizio- 
ae in onaie della nòftra Aeerta ; poiché fa^ 
antìcasBefite. fi difKtTTejx» gH Ofci » e i coownfi 
d^nti^iit^AteHtt f Citst^ poftaroelit vìcinairza 
£■ Capua )icaUc .loro g^ocofe;, è facete m^ 
prefentanze , che fùacqotto tanto -in Jtoma , 

^ laode gn Utri mimi Je imttarqno» ,^ tf!tliceanfi 
le farsi AtellaT^e , le quali al dir di Orazio^ 
lk ifrceano^ in tederò dopo lettiagedìe per rat^ 
lègraie gU i'pettatoii ; aon altiiaiente ha» 
&lto; per tucti i trarli d? Italia « e di Eatopdi* 

. 1 numriii Pmlcintlli i^ k quaK divèrttfcono 
afif icoioro,.die aiiriaiw^iltaiaieoi comieo. ^ 
ft il genio bnfTonefca. Cort. Farne camélK 
: «y, E /<flt fotta noh paone Ilàt inpèasMIo, 
. .^ Uno* Poieceneln tcecte unaoter^ , • .. 

, ^ E pe, prolaco difiè :> Ben trovate * 

^.. O.^ fiate dtto ,; a para -ve- ose jate • ^ 

Pélenv,,. I//!a//># , n, p. . 

Poliejo , . e. pe)i«Oy pul^{o-y fimsi.d^ erba ^ •» 

. d* aihirai, lasTe la poìecmttfx^ eiba ^ftdtea per 

.^itfa^f faiftltdinia f»t.M W3k\*:i\ cosicché- 
fpazzatQfene ìLIqoIq d'una.lbmca^qaante ver 



f^ ft 6h ft 

»' attiac^ H^Mtar .per fa 
> : ttfvetià ,' ttatfiè vi cispauio » 

PonittD ^jmitém^ fioefi por d^^K gwmmn 

IbinniaWa ^^ Auimfaifi&ìii ^u ^ttiÉJi% B!limnwllif)li< 

AMUIlMCCf ftmtnm f< UMllllUIII 'IIIBUP VQKttOICft 

'^* bruotimr^ ììK"^^ ^rofi«, oitiaBr per pefir 
" Itrfi, èttoiie cci ed amft^k dM :ai«Et%.per 
«tnttiàt» dfeeri>cK eh^aar st* povenr ^^ od"' aea« 
•: m^ d»tr 4MillÉ^it ne^ pvCr tnn» ^. e %e- 
«? ratv • i • . ^. ..'•." .m 

-rat ifìtìmó^i^eur^^ mnmfàf^jtmnfé ^imm'éamm 
. «fm^if n'tij^^éi f^ptr* •• • j . 

Rdt- 

,f Pwem projfKMi là Adir Pdneittinar. . 
Itotti^v^gw^p^^tetM'dl venmef da iami 
' tàtÙOti^ zltéyi alberii ,<«c{aMl^pir 4tt0ttfta 
« detta&dellerdfaifiMqmdDw :f(ttiiitf^ 

^^ngtio^dr Còaigentiari 6^41 RoiÉniMa 

Porta, ajppoiitjt ,1 e ecido^ ,^ foita^di gtiWGO , 
die* fi iii «tte:iKA'8' iiP uir penAer v dSnde lOi 
tolando giti slianr da' coszaiv Si^oiidè cMlf 

^^ ^Dift 9 ha» vscfl^^Mthxnfia ^^ 1^ iktefta» 
>'!':> A^ ppomi', gLccirio ). cotenv Mwnr de 



jv aiì/i^I^ia^;..' ., 



La 



T o n ng 

mli^mo^^i B^iHiàs^J'Wték. "Piglia m*. coi» 

; «> fW' t^ktf mente «aw pMUétémto » 
É M KJUato Qv afcQOMfeep 4A.it fiftsM :^ ftff bachi 
rotondi . Facce da pomandlr^ .lòfedj^rvntiviOi^ 

'• ^%,iVìi<I'Cagmiief^;fali|eid«^j«iittM i 

£aC Jfer miteném* v ^t 

^hni^amcocl^iao' » . . PonMtiM €|uriò'tttl meez^ 
ét^^ mauEzotti tra Averfa^e C^tpua.con poche- 
.MAuAwiMtòaéapmi^ àtK^ tml^ dall' efltarvf&i 
anticameate fatto iTieicato i)I'anneccliè.,>^ est* 
wltn beftie vBcdoe. B^teanneé^ffim, .fìpift» 
.^itfà «nefe ik'ofrnriBcevipiiv^^^Krv ftàto^ od 
! fecob |)9fiata. un'. iwfh# lùacnt Ace imtve dei 
<^téitftMb}mtl^'^ tbrfÉmbi^^€kiaM|atft.co9l ddl 
. ìMMÉititriU- ptfqaxt oiwIftrpgpsaiimBaiaifM paf* 

,y Mm^ Pont'MtiecGimio ie k f«ate ^ 

JKrchiacca:, pQv^nscJU^^y not» ette: Kiottft aJMe-» 
M<|PoWiiUl)i^:«1l|ireàV^ fi loU 

ÌÉwftidÉHfc,ltrn^i»>:^«ifto-. iàak.é^9mdi ikué^x 
'VJUftmgi ti in .dÉ«iÌMd««ki.£àfr^4eeitf/i# « 

L fiidMdaiÉlato mmimmày . ^«di^ il Mim d*^^ 
•«Iv: . wvi|. 



m FOT 

^ «ovT j cacio -&c.. oiiAi ft pcnpttri , wm««U- 

Diciatn Poi^psn» St vooca » e iìff&glia « lad 
«ui^ftititWhHÓtiMv e^ (^ P^ ooairfiin«e» 

Poitarpobba.,./4«eArJiA> vuti^^ « *- ^^ 

Porva nfdJvffe ^M*fk\ pncvt« • Kcffi .ancfce 
povera V • pi&«are/^aft^^£oM'# (faitÉa.^ doq 
:eoofadKles£'«OBi^minr> . metdénM^ àe {kx^ 
imnzia coli' o laijga . ^ . 

. finanche j pure. '• ? - :.• . 

Voftiecìo V iE«;!o , ctie ki appataatait fcfxAift^ fuat 
fii iinoi ftr credere ,. ra. • ^' 

' ,^v Sto ^oifrei ar ppjftkeib «Ai wièMaà^ 
,, Chiagnere moce' p^ «smj^alfcìoim .^ T 

4 :^ Po ৠadky' e nm^ca ^'Hèr iniii#9 

iwwgif. Fa» na po««dhal* 



Mmfka mlgé'ir te i hmmmjfk e* M^ rcMÉif a 



Dura quefta animofita. tra % ìwo0b^ #f<^ 



p li k ^ 

imihtfe/Jù*, € 4ii la'gnin cagione 4i quella 
fcdimne popèTare' , fatta magnis aniniis , 
^fà^é^'é^èikii.PK rènder contento il Popolo 
ti fM fnte da -^«el tempo curiosine leggi : 
pe^^ufempid citeremo quella , cèé 11 bottega- 
ie , fe vmI y^ti C4»mj>r«& Ja carta ftiRccia , 
iAi<N' teg^iem tk c^jfcia , « iìar con tHà in 

. ffiaM, mek^tH'Cffttadtna ahbift compnto; e 
ìMtffto (Kcefr, t^' ^' ^òkli^ani^w^ e quando 
ir^àrradino la rfefaiede , % tenuto a «iarla • 
«€fte(fo'Vliol''^^of>iirfi, lia da pefar non cem* 
yre€a la^carta • Om. IH. L 
,, Pecche '«Ci^)' te hit na potechelia 
n O» goappari» fenza goaftà la peli» • * 

Fattone , fikfonè , ■ ' . ' 

AMa' dermico! f^at U m^ndo \ ponr di 
Bactó hec, » ' 

Poa9etiett0>, 't psmntnó , picchia fadella : per 
Ai^tttzoéxct'ù.'tàeapt^oneHo dt qualche ib« 
$righ0féllv , 9 Mlimbusto ; ' 

Potciiata' ) coi^e , disgr^zi^y Mzo*fat^ ) Faf. 
„ No la Diiotte fcanzà ita pozonata , 
9, Ca la ìqiiatn^ , eh' afciaje , parze - avi 
: ^ ,9 penne . 

Focrifia , ippocrhia , da Ppocreto , Ippocrita y 
sgrafisjanfi , santoccéio faisù , dal gr. «^*0« 

Atttteca* Lung9 mù , e cognizione di puniche 
C9S0, ma confetto ' da ^i»f/>47, ch'il ]a borfa 
da metter munizione di polvere , detta anche 
pMSrona •' jÈ'Voce difu(ata • Merita per la 
fua fingolarità eftr rapportata per intiera 4a 
deferitile d* un combattimento tra due cam-> 
pioni &tta dal Correfe , che al corto inten- 

*der 



I ^, Se vfitsinp , . s' ^tiuf^n»^, n ft ^IhMii ; 
/ ^ Se ;&aiUi|Q ,\e 1^ i»M|c4e(»'>iiBumi»|no, 

. ^ S' fib^fÓMf»^ fio y 4PMI09>#.'A .tifili»^ 
^ Se ili£zana, iè/«llO»QPit:i«)^foiMi|po. 

„ S' acconciano , pò paffimiQy^.jit 

„ Po iettano li fodéte , « sf 
„ Se pe&po^ ft p^umO f « 
Freamtnolo;. Vc^sc .^affm&» dmpiM^ 
crete, che il Tribimalg carifaiMi». 
iinniet(e£ ivd pp0éfl^rfWirfse^i^ 
va d^ efservi chiasifito % .#;r i^n^tesa^ , o 
^^ imestatQ « XfA ^e ^ 9vAir ic^.Vti ferve 
|>oi a dimoftrar le di(ceiiden;&e «^^ ^. le pnio- 
M della TìfsMXÙ. *'Om. Jkk. yL 
^ GfiMIco in cÌjip4^,fc€iniD|«i>fl«r«ilo« 
9, E pe bua de preamniolo approbaco , 
^ Ca ijTi^^iape^J^Hn^h*» epe ramo fiefc 
„ D' wq,, e I*wil6> ^«»^ *|oqcoljM» • 
Prebba , plebe j^ 

Precolatore, procmrttm*^ 4<l Ri- Pjtfpojaftire . 
Prefllàtto ^ pi uccie rifitU0f-£r^iS9 » ^^mii^imo ^ 

hen in c^tmi 
. PreiTeiio , pfrfHio • 
. Piegarla 9 preghietM • 




3P * 1B jMj 

I»?gafw p*ga « qoBidiPf leggio , #7 firggi^ • 
Prejarfe • Ralkgraiai Mss4i . Datt^ Italiano f r#- 
V. gi^msi^maL mvta jdqpufto il fignificato , giac- 

Fiejez» • MÌfgveztM graade « ^€g^ta:. ^avt. VL 

,, Scufame , Lea», «uà > e» io^oon hcd^ 
5, Mi» che me fate^-taai»*^^ prejeiiMlf* 
Pxanmera yptimina y -^ilemime. j e ibleu di 

j^9 fuaicéff dutima^^JiSéii. \^otà' la pftmine* 
za 9 eomÌMt$tre j EaC 
„ Qomno, Jo^^Onnpo ntoRù , e fia X}aifa. 

V ^ IjkMMOWn^deir Afia b >pmmiiieta • . 
Prenmipiìe^ fulm^Mf".. Faùtnó ,par .die .dbe C 

)« Lo «il» ìl iJQtls:«addevnllàie pvètmnone : 

M^.aje 4mto '6 li pvemmiine lìae^t^» vai 

> n0ft eoi. vètitf^^fHf n^b$ ^dixgiianio io 4^9 

per discettarmi « . 

V^eetmzy^mndamut^ da Pcetia , pregna % tn^ 
Mtta , ' in gtntr. mafe» Brieno dicest di nn 
(ran goiofo^ ehe non pofsa veder cofa fenza 
"de^derark V «» diselli 'troirpos'. abbia ripiena 
' ' <ljl pancia di cibo., olien in&tnwto^iod ihtefo 
di ^akhe coia- e eh' abbia /ia corpo notizie 
kicèrefsanti ) o fdegoo da jfogaie • F^. 
,, Co IG carìfezt a tf autra ceca puaje , 
^ Oh' io «ni (o f^peena de li &tte tuoje . 
"Pfdb. , prescia , /re^4 . . 
Prefentuso. A^rditay de ^ ^ff^eswnta c^n fran* 
cheTX» 9 ^0n9ga¥kn ^ ehe milto tvesume dì fe\ 
onde ttAe la (iia em«)logta.r II Cort^fe con- 
trae 



14^ r-p H «E 

«vQrvbbero^ tofean^giaiie per psoor ^Mtit 
<• donne j óìSk {Putn. Cam* i^J 

„ Va via (dks'efaiX ^<3Ja dajioco^lyiiìnfio 
,, Qbefta «oèltafo conuarà pief^ttiifof 
. . „ S* un monsfo ten«ffi iquind lifla 

„ Un Ernia li fiirei fopra il Cai^« ^ 
yrefbmeiizefa', frMsmmmmm^^ . 
^cfonìa • frigiwmàm • ' 
PMftare^ v. inpi0lbdfe.r 
-Pfeibtto , frigton^^ ^ ftàgiém^ ^ a imnagià 

prciiitto, i»aiiirr.^tff«vri0#». ^ 
Freta , pietra , dim. Psetella, ««iJ»/Af» • . 
Prete jante . . Tìì^atw 4i fietre , . gon^ quiìti 
de noftri Lazzari ( v. F. àl.dFbiiieUa foe E» 
piAole diftrtalionali inrliagBa Naffolrtam) 
( \}ort».Màie(. Pass, canf^ IL 

I, Da Giancola fceim^te iQiaflftrnuMse , 
. ^, Sviatgisffl», camm'tt i'aale aotecefaire, 
^ Pecche feglittlo foie <itTao fireteìantt.'* 
Pretecagiie y pUste sftamswmmaie , cernetti di 

case cadute , dirupi • 
Frettare, ciottolare' y tirar sassi ^ léfidaré* 
Pievafa. Latrina^ luogo delia cafa, ov« fi iiat* 
tano gli escrementi • Dal Fàmcefe ^Prévè , 
che dinota lo RcIsd ;' e forfè è voce -antica 
latina p^ efpriniere luogo a parte 9'l|K>go rì« 
itìrato «Cor^ Mr^r. Pass.- canti II, 

„ No jttorso jea zompaono pe la Ga&, 
^ E cadle nchiunwio dinto a la p<«vaia** 
Prevete , Prete , ia 4fi. Ptievete . 
Pricolo , pericolo • 
Pxievoio , pergamo , 'bigoncia . Fal^ . 

^ E ppo ncoppU no priovoto iagUettc 9 
^ £ {>parlaie co jg^ole aisoccarfite • 

Prim- 



POR ^O ^' 4^* 

Propeta » . UsA\ tie] 90!^ ^ Naprii potiffim« « 
A?o» r^ vede Proceta , fi dice di chi «bbià 

la più vicina , ^ la pritna. a fcòprìrfr^dope 
voltato tUe^pot^l^oSlip»:/ e ptnJ', akeeza/I 
dfti'tefr^ifia usmid^ viabile iovnmre ^ dod^-it ì 
Poeta Latino cantò . . ; . 

H/W Prochi$^ aitA f0n$ .' . u«^ 1 , > '.'t 

- \.iV Non, pfiijz^a cbiltar^ cbt Je flàon* a^ 
„ tiiorno , . i. ... .< o 

»rr»r ^^toi^ V«d§ Q)«}C0 Proceta, o no cùortiai^ . 
Pnidere le.mm^ii^^ dicen^^y' chi nwia,ieq^i9 

„ 'N ch^Q.aj:iwi|do.pff^eaook 
^ E fsej^ffjUéi t|iQj:l d« fiaJì(t4L ì^Smi •* 
firpde. te ;£i^:fya^ éf*fif.pr^jifacci:è^.i ^ .ù.nv 
Ptoerviò I e proyerbejo , proverbio • ! . - % . 

^liare , onde Proiièdejufo 9 lem. pcoÌ9redeiol% 
Salante , é^sfin^n •,. , ^ . \ ,\ • • • ' 

<'ròpajena , e prop^vii^ i itffr^t^P^ i ^ va pi^ 
ta di vite(j}o«(?llji.|Q^I»If:Ì9.>€lk «itfycKib p^e- 
fi^ fottercii fì. Dite # «ovdli^ rifiroiAlzicvie 

^«^> J^ 4nag>ipla^;ci. 

Piolperé. f^atiche . :OflH lib. V. 
; ,1 Ca ijcn^dica , pefii comme t«m' 
p Gklìi de tutte 1^ pKofjle|e ^ e la patizib:1l 
Proipcopp ,. ifri4ft^]ar4a ^ ili, ^*». j>i:oiocòpia «^ 

Jf(*K0Nsf.TM. C Pt«- 






jupnioritiy è si dif^rtit^j fuéiuh mmtÌ€ tkk 



ih i fatti suùi\ ' . \ 

Phdsòeca , mmtm nùsttéU ii tr^tsrimst « 
Jmbbcon ,.e fpirabbccau» ^ fmbhliitmpe^ im^ 

sinétft • ... ' . - '. 

Tronto, pttmf^ ^gf^y mrgttté, "'jj 



Pvcadoio, 4ft poca, /»»«#•,*« vai itéU/f^gif^ 
tm^ id imnsf frtge^$ , - cfieefi d^ w 'Mt 
ncazzo , o xagaua • 

^Pneoa. Si dice fan^ iti piéc^ié quel pué^bim* 
eo^ cke fi ufa per fiurTaPziu^» Vteae daBt- 
«foce S|ttgp«Bda 9ucA0tM\w dinota t^^pisà 
Oggi % voce «atiquatasrma norafi, matt dal 
Concfe ntl Mico» "Mba» séàtt. U. 
^ 9mm de pnpcia da lo Panettiere*, f 

^iiQéio, « pomo 9 ft*g»^* Far a p^wieja^ ce^- ' 

irastste . - ' , ^0:^ --.^ '^-fl 

iPnojo , f9ggh , dm. f^etièllo , e poéìeticiièì*^ 

rPuonteco , c6t ta niféits tP acqus salsa msrfi , 

Ma , dia 9wT9t , il man ; Jjotndi PontechèjGP^ 

!éSSf0^ZKaiyiiktpA%ìiìi^^^&Ì» 

o:^ E U rortèRl^'poi!fletti4%% Sbomo. 

- »^ OÉè ^ tona^baaiadiofii^i'^^ckillk^i^v^ 
ihiorco ààcìsasì ogni qiiaIonqo#'(lfedÌitià ^ùASol'^ . 

e di fozzi codiimi, dalla mahrà , e j^opiì étt\^ 

del porco , di cm ^ "àoti n natara • • - . "* ' 
Puorco farv^óedo , Jtlptah '% ^ detto <P ^khR'<E 

^or pelofo , e d^ wjjniiQ efterlore , « Idldam . 

pei^ atieb^ urzè . A lo taralo de< fe l|Mdf<^' ' 

-e-;* J ^ Airi .-•.. ì^ytf. 



r • 



9 nj Z il 

A ^ e'^^ dicfim de^ grandi' é^migUàtà I ijtfat 
Cm la vita dei beato poccb, Fftf. ; < 

• „ E li pdorce caauiuio lo-kétsmè 
Pni^5 p^t^^ ft cocb eottm» « pjmrp6 co-tt^ 

acqn» lòja v ^i A^^^g^ da sìm comme a ppttlM 
pò lo yaue , da che tal forta di oefce ' nM 
flKià £- cabce bene , fé prima non fia- beo Ins •' 
■è battuto^ con uaa'-canoa fptfccata .^ 
Pazaio , .v^jmiizaio • ^ , 

Pttàflo , dii Ai Adi' oitillatara^)-^ firfr^imo- ' 
nfr vha.-' ■ •.->'!,-*. 

Pnió, feiife, e:'i moto del fangoe tieR^afteria» 
onde hn'fmluttf li puz^ dictfi di ciii V moi^ 
»j aprefsota t&oiir^ . Tt^cà lé fixiui '^ 

PozzO^/iMr^/ofMKMir • /, 

* ■ ' ^. 

jllacchio^j #iì^/o ) «cappaflé ' ttèróla* a f or ' > 
/; (MaecUo., «CI fdAato colto*; wtkcehib»' 

jiiaccoia , e diminiitiTo ^uaccoTeila ^- e qoaceo* 
farelk) atta le ti C9sa ^ o c^sMlna. 

QpióqììMfitiy iofgogliarf.PsS. -'* 

• „ QoàeqiMtejà ìa fciummo ^ )clie fenté ' 
„^Oillim'a ecandara ;-^\ . . .' # . - ;' 

QiMBtnii UeeiHó noto».' FigUare «in q%ag(}a>b 
feofetraslato vah mitme^ ii^fh)ie'sóp^a W' 



O 



»• t 



5» 



ivo.chib imatìÀ,e iM^tlà^ena qiiagKà, -^ 
„ Ma molla mollaye*iiqueta'Comif)*uogU6r 
ry,' MzoAlma iK>ea da ecà;^ gii^ da 41à ^ * 
»^ O paglia o fironze avive da trova • * 

C a Ne 



/ 

ì 



fbyfiéh.ith, quaglia »ì vai wtói fé^e sUi 
jguMi s^fbna.pi pigtie i^uaglie., pndt H nn^ 
.^ensoa apm t* i^^tint^ % (xcnddì. per bella don- 
i|49i«^e ^^uMgliwc0 ym «Bctano « «,y iib da ia 
quagga t Fafanputinteia. par.viM^' «Mrr «m 

«<2ua|(liai« ) t94g^lM9 , da <2|i^o p che Ga^lìa 
pur trovai fcriuO) ediè^qselia mataxia acid» 
da rappigliar il lane per àca il q^ia. 

pQtu^andp.;, )llcceIlo..l]lQkp^di1reJdb dàdla ^na^ 
glia, ma ^ così detto dar prevenir ibaacppe.tai 
n^i k i^iaodi antnoie oe^.iioftrL paefi.id» qiid<» 
le 9 td/iMicaic^le colla loro precor&>a&. £^ 
j^eha ima tal borfellina ^dj palle , che Icg^ 
giermente l^ittuta colle amm fa. «1(00110, cor 

J>ar dica me mey iifata appunto nella cacdst del* 
e Quaglie j che fi dice giiìfe. , y y a ^y yc > 
JFafano : 

,, LI' ora era qnanno nnje januno acqua* 

^ gliune j 

,, J>into lo Giugno a ilare Io me ine* 
. PerfQua ^qalificata , M' ilpo lai ; fi- 
ipil in tutto ^ Irn. CimcA.cmf* XUL u.j^z. 
ij.* • • • v £ leiffate ^ 

„ Da Ì*A»te li qualifle.. *^ . 
tao chiovettero paffe., e fico feccbe. « lEf 
.un mqcto proverbiale ^ d{ dire, .per eijprìixiare 
UB^cafo» che no;i fiX mai dato.. Im^ ori* 
giae dal racconto IV. deila .Giornata Pinna 
Me lo cun$e de ti .^iH^f^.M Béfil^.^ che i^ 
fi potrà leggere. * 
Quanto corre i e nipi2ae « Modo prioìieihiale , 
^He dinota afler {a cofa aflài diCctla. Ia m^^ 
taibra è fceTa d^ ginoco di cprrer /^#«r//a. 



^Q UÀ . fi 

elle a pritt» viflu. Tembra &ik Sfittarlo * 
f^ng, cMfip. Uh xt.'Sf. 

,^ Tu- te piente , ca*^ ftaffa Sa vecifia r 
„ Va , ^ofinto' corre fe inpiizc f' ha;e i^ 

„ pàffarc * ' 

„ Ó!ì ^anta: giioHe*. *^ 
Quàrajefimà'^ fuorfiìma» Ha fatta quaràjèfmi» 
^ " a Ttaranto , vai s^è ingrassato ,. da che or- 
' timi pefH , t craftàcei cffendo in qaella Cit- 
tà', potevan fargli palTarct men Incommod^ 
imnte que'giorhi di p^nitenzar- 
fìpXttài ^quereia y lagnanza* 

* I^TtamnFf 'fortar di badiótt(r, e ptùptìiipifnw 

'^^^bii&:\o ifùer eie impila, fi^nn^ - 
. „ 'Ma l^enitnitio a fò guateno Sct ". ^ 

* Q^tra , mffiira contefiénté la qusrta parte d* . 

cfto ftaio V od' un tomoia',. ciie farebbero 
■ dieci rotoH. Faf. ' ' * ^^ :" ' '' 

•jj Che fièceio de vìertìae^ a la* menaèéà ,^ 
. t; Na qualar ^/e ffiiorze cthiti pè^ laf paanb 
Qliatnàe , andar fe^^' ^ 4 genio\ giéH0te^^ 
gar Aizzare ^ Faft • » > ^ 
5, Pp decche CfotTrfni : o^Rte ,' e pifiUjrònei» 
,, Vi- lì' te gtìatra bubfiò 'fto' ft rmone ; 
' Qttatto de |ua^io . 'Giorno , ih cui; in Ifàpdi% 
fi muta ca& , e^ quindi fi pileinde in fe^fo di' 
• ^artVf estmìsioni* duce, càiit, Xit.'stl lu 
''" .„. . . . : \ CSteciàdeToré"^'* 



» e ' „' l**i ft pò *tt*^qefo manco* Jiommenatè,' 
)> Pòcca dUch^'ncappàje Gio^e' a n^arroce r 
' * ^ ,/19fee 4 Itó càccia li quatto, de Rtfaggid 
» ^' - „ Sbtfar <*pertà'c>' fecea danlm^ggio .j* 

' <ÒMMo dr ^atto a himar/O.; 'Và/ dà niente^ 
€ di p9€% significato 9 cdme * (iyìi alcttò- éà^ , 
- ' C i d»^ 



y 



54 fQ'tUrtA" 

no • FaL \ . . . . , 

^, Deh contentate, ch'io ^qmttoa mmmetm 

^ ../^, Lo caccia a liuce, fiiojcze aie t&cdoQC» 

Quatto de Io moóto^^ Statue ^dt^fosinjno nip^m» 

fentanti li quadro .pdncinal^ &mi » forati 

in qiiattm vecchioni coite arno ^ fidila 4al 

noftro CoQcittatKno ,Giov; di Ifplit; e fintati 

'[ un tenno in una fontana del noftto ,4nolo t 
donde %oa tolti da Pietro d* àxiufook Vìc^ 

" ri di qnefto Regno per ti:afport3it& lii/I^ 
gna « Oggi da noi S citano come noti ffi* 

, . gipnti. , ,0 fonj^e 5^H^ wW«WiM »«^ • 
Paiano i .•%•** r 

,, C|rf opi yo Jflbl ? li .qji^ittft eie l^ìppqte 
,9 A tts^ai^* j^ yotco Sgì^eBOAr 
, F da Icggeifene I^^graziora saft^m^ é* 
' ^mofo. noftro Mafillo RepiXHie ^neBa Ipa F»- 
fillecheiata^. Ecco k defcn^one^ , che xic^ 6oe 
i) Qoprfe jpei Ao ^etthlik c^nu^ K if • 
9 QJ.^ ^ 'l<3t iuomO) /che ftaaM;(|MÌatM^# 
j^ E dévai[g(|io i^itc<]^ .adafo ada&^ 
* ,1 Ognuna (& co le fpaUi^voMfr» . 

^ E* coltwie m nm altn ^hpofcffu»/* tacete 

feriib alonne voA^ . Wciaodo.-.-Mg, #»I|^ 

li liiiercà^^ di fiipplitle/,, cb^ -^/^t^ ^^'ce 

Qpa^> cm tatoi:^ ^auc^ il .^rin^psil ifi^laa* 

' >mo! ^ ^imìt', enie I^af* ma .nn>ppe q^mi» 

*li prupma &c. wg ,a}pr<^ 4»mPf&i^ «aa ^ 

• ;.cio€,ijin bacio, «i i!K.«*» «k , «r , 

' Q^fcianó.> yiOaip , Ìfii^|«n{s^ ^tl^.^xodoo^ 

Ì]^fciaQ^. f^/TAiiM' • .Cort<^(l|t 4Ì^.»4^i^/ri9«« , 

b qnal^^vfOiae deriva d^l^aìtr» Ù^^^mn»^ che 



f . 



TQ'.UTI ^ .>;^ 

Il Donfit tu Hùfì scc ' 4|)€ ' eira vcMótoM 
„ Dft na femiDtiia boni» a^naiiqnaTeiana • * 

Qmitaiuu Giucco ii gioOniQgsi quafi difarato,. 

r» ;ft/fit cwda ì tfò t d? bfitaar la^ ffvajà ìa un 

cerchiato di ferro pendeate<tn:aria • Ptr il 

Regno fi. fii cK varie altre , ma quafi eoafiai- 

;la siaoiefa'i Tjtxj^ com^ n, 9^.40. 

.^ Nìlfinaie qcttiitaiia. «vette (U catreia ^ 

. 11^ Corre ad aula qttinlaiia , 

Quietato» e ojiietatai fuiftatOj.Vn acqèietato, 
vai zndmpJaestm^ e murìtmtàj ed aiiderebbe 
»fceg i 'jdat to ,fe la m^jgfie non mEt in fimi ana^ 
vera inqinetiidiiie m qdmeilenxa ^ aiicdrcbi: 
ft^ boo«a'«' 

Qpvoco ) e aquiyoco , tquivoe^ r 



RJUaMè^. KifiÉr, ^UctMr. PftMlii prefi dall*" 
. Ebiai^ rscSa ( finuus )\ lefli nota à noi, 
. peKidi s^ioéontra nell* Evaagetó^ ì^mi if/irm> 
/iirri ine fifrA^r. Vioh Vtm XL^lf 
' n Sàcciò ca viatjÉ non (he de ti racchie.^ 

,1 Io me fot racchiò , e bevo co Io fifeo. ^ 
t; civotb'i chiàtio I saftjo^iibabbanov. tnàin« 
iiudvoEO) eatsrchioi 
ICaeeovotri tàce^ltM.- 

]Udeca\ radia \ ^ausa^v* raxice.Infen&ofce*r 
d mnniro viriU» 

C V ^ 



. f 



K«fita,faét&dir«irim roAi T 

KafTaìMoIo, iorta éi Itelcc ba» ftélto*^ ^ . 
Ragliare , t amgltare , ragghiare ^-imA^wi 

caitìva cantooe ipér (Kfpì«x:»u ' ♦ ". ? '. i 
lUigrM»» detto dtiiit ràgàazo di bea lendb <efll- 

tora di. corpbi: ' • -' \ ' •-"; 

Raia, rjpf/ar - :;» •.• - - •• > ^' "" • 
Rammafhette y in f K Tammaglieilt , métizetti 

Ài fiori y che |xer Jo:pìil fon doni d' amaoti • 
Ranavotte • Piccoli rospi • E^ voce cònipofla 

da ratta ^ e.éM.éot$a y xitt In Tcrfcano dtcoa- 

fi t gran-^rofpt • i^iCort, ' Mit^. Bassm caaf^ 

„ Lo frivolo ^U^ iarevse {enwn 
i . ^ A lope , varvojtmie , e Traiiavocttw ^ 
Ran^xuQjttolo , r^/t», v. noi^^^^ ' 

Ranfa ^ v. grania » zampa y prendefi por ptt Qm 

Rango , vale JalP un de^ tati , PaH 
,y . • • A Io cnorpo mefe nnante 
„ Na zenna de ì^ fcnto^ e rrango TeBaCi 
fona pur di malattia per attrazione de' nenri: 
' gvtodt^pitafce de laago» «at^ i^«#frrA4ri*^' od 

^no, grano, t fofta di moneta d> «sedi iz« 

cavam npftri. 
RaooncKia> rama^ detta di Donwt marliera , e 

d" una figuraccia mal prqpna , t. fomigUante 
9 a qpcll'atjinwle^to ♦ : \ . .,.-•.• 
Raofta .^ ^oto pefpe^ del ^ genere de^^* rgrtnciii (S 

mare : Parea raofta cotta ; sHm* arrossii» • 
R^pa ^ grinza > ri«^^ , .Vy un(f» > cepocchiJf • 

w . .» .i *• No 



» * 



■ 'r^ WolcfiUnto f^ Ir ttkpjfe^ ^àdéfté.^ 
^ De. priejo . . * . . • . * 

Hapeffli , ti^i féenSrt virtit'^ ttm iUttrr . 
Ka{nUO) Ufilla^ foica di acen». fra noi in ufo* 

'V^ faM)ifeav * 

-' -%, Séiì^ hnifjitt le va cè-fl6ggfe nbyr^ 
Vi-1ife'fe*(«-ricè perfette' éffa ls^t4fli/ , 
eh* intendendo di ^donna,. val^ ri^perdi P évehr 

Rafca , Torta di* fehnag^ Caiiferere', ordltiliriac. 
melodi' éga^ 'ctiìttStici^y r fpùtgO' catarro- 

^ji^are, /ì?r tm hggiero' sfU4fàh''^udla'fek 

gufi sputar materia, fiimmaticùi^isciiésé^^ \* é: 
t 5o## gjfirzè , t» ìa(ca é:; . :« • ' . t 
Hafcagnare. GraifUrr df'g^i-. Dtófo*«ÌHigrttov 
^ lo M4Ìcunar , ' che dinota- Io* fteflb^ - Cor^- 
X ' *^ MUc. Pasn canr, VI^ st. z^ 
-^ ty, Ché^ lo cote-, e 4' armatile tafe^aav 
,i Chdik le fa vota lo cellcvriìHo'i***^* ^ " 
' »i«4tt<**i sgfaSidtàtà V- V/ ffeilfftgftaia»». - 
lUTpare , grattare , Faf. '' * 

^„ E ppérrfiKfrto-là^càpd fe'tiripi^ 
Ib^ 4 ^it%>, ^àfoirè H^làtóiHttcèfl d^^na rje^ , 

#/W //V»^#»ìj: nifuto da^t!sw^'y<'* <*«<^ile^ 
dicefi '<Ki^w^w»irf^JJ*pn>* ìpiÌ4mar bene^ 
gli amanti^ o di un anww^^yV'mi^tf^i 
d:aUt CHà mani n^H' parta^ il-ditHìé ^^^i /A 



«8 ti B C 

; litari > galecmi ec. . . 
Razzcionc ^ or asciane ». fi promana colk e 

Razeionale , chi rivede t conti » tfca noi joag!- 
Arato di mezzA tog^ 9 .e ^M ffi xamuado Av- 
ne^ ed ioffi^ rOri||S)OQÌ » ^0 bàioiiolt ^per le 
(haifo per 8«ad«gft^r qttàch^«^aii949toa . 
ILrazefooale , irj^o^«vo/r. ^ ' ; , 
Raz?imma . I«q (Idfo , cM r^^^ , fr^ftm^ t 
discendenza* Il Lombardo ;pa^»|ido.d<^ afi* 
ci (fiiftcc^ ^imff. XJL /r. l^.> 
9, On faccio c^ 'a ciclo ,ì docoitato » 
,9 Ca ft» taminma toja ae|;ia a nfiuwe 
„ $fOi|^ a|o in« »j | % i fì C j ^ i^ lo.^tto.* 

ReoonEimart ^ fièamjtarf ^ tisu^^i^ . ^n . 

Recaffo» quella. parte della, ^a» d^lì^ Sffiyh , 

dove pofie& V «flT^ ., Fjif. 
^ j, ]La fjpttta^ad ÀrdidUgU hectii^ .* 

;, Mpizza il lo G^'^Qpo.pp ffi.i lo |foal30« 
Reptoale » tai^nAle », f»aim^Ì»i vnidìer§^ c^ 

Reeepqtcada» , ,,f^f(fm0zi^ ^ ^trqfifrmii^ i 

„ C» fi iiQnt;f rov^ ippey)0irc9»^ì>'f : . 
. *r Sto da vnjj^ rie ^ff«^ i M99s| «il^*. 
Recetaott ,^#;ff«(ii$t«f» *^ .-i : ; . • . ^ 
Re<^]4i»i^ae ,^^4i/4ivi^/««(r« ^<^« «: 

RccÙ]!^ • Cttcirara ^im nelk^pIiKitPira • . Il 

fi 



• 



% S f '0 

Htdbtflqpfpat^ , girmktélm ^4 tétgifif ^ méfcciifiM > . 

n £ QcJiieBMÉaflOve^Maiicf ». va Ilo»- 

ttrnruft", thutme*: '.''■- 

ReeMncoto^ £»ro^« angt^sto di ^nMSCondigltvì £^^ • 
"^ vlfiBm l'^ettmoto^ dafhr Vdce^ Fr^uKcfp JRe*- 
^ m#^ P'Hg^^cMmz^K su 145. 
^. • ... E majc chell^ofta: 
„ 4^ggiànaii(ii>i^i]onco(ò de ioTsa* *' 

Redef %f>«f£^,sV;^ai«dè , qtfidllBLtdetate 1^ itv- 

Reddnofso ^ riJot^\ portali *Fafi ' . 
^ yi Gii* là vatthetta arriva à fé md^uificri'^ 

,^ E. tb. Io fif ila" 'li chelle- aitile • 
lLt6ixcàtéjdìffiilcarijfc(miat9^^ « 

Refcnita ,n r//»r/V»^ 

Kéólbk^i^arri^étiià ^S9catk dk un tmu • 

Refonne fikclie, f^tica\ coifi.- 

,/.fi^aiiza'Ccfaiit nardo i.e.TOe fio gta ftlHi* 



' ^ *^,i neutra 



e 4 Re- 



V 



/ 



#p t e ir 

"Regénale , ^ aregenate » orìgtii/fU • 

k , che 11 rompe proprio quel fervizfc» .co* 
fà^i petptttti lai, da *9w^> /r^^lp^^ /^ i^tn 
.^ :iagaz7o,,cbft,fcmprc piaǤj^.. - ,, 

Kegni^elaré > // lameniaarM de^^fi y , fmand» 

cercano i figli y 9 vatttio, tnam^s^-^ P^M^^^stlf 

> non abUa altra c|inioiogja^, d^ da) Àito> # 

'^ Cpr^. Micc^^Wis. cmu^yL x^ 14». ^ , ^ 

.» . t> -E rqgnokja comme de Maoo fp^» • * 
Tal anche y lagnarsi comt #« ragit^zì^ ^^ T» 
piccejare. \, * . , . . 

Xegw>ltìfo,7»wWt qP9fful^* 

Ile jère , r^^rf ». f lodare > /;^#r /» ^>dGr: > ?»^ 
frirti Npfli fé reje ^, »«» ^^ Hofi mU\ im^ 

Jnre • ,0 . 

/Hemmafogna , i^Jalo, Mifmla-. . 

SeiDtnerdtl^ Mgi it ov^rdi ,. rùtpcrélrt . , tomùir 

Vegeto y. e fiotldo- y^ FaT. j 

•^ ^ Accofsì rremmerdette la cbtappuui 

,,, AllV ;icqua d^' le liagceim ammoirofie • 
Xenimitaggio , RomttùrU » 
Retnollace^ fm^o^i^ira ^yplì^a^e ^Jndutft ^ 

K^fPjD^e, rimo^r^^^^P^^ ;,.. -i^ 
^^nnena V 't rreaneodla ^ ff^i^iu.y jnfifiijaCr 

cello . * >. ,M •']•». ' '^ i •. 

Renoiwafe , rinf^iave^y ]pfi$ffar^ y doinde à^w* 
jafo... refuxatoj;^ ^ ... . . -.. * > * 

Rttitàgnare , tnt agitale y centinatf^^a^gUar im- 
^^ Reute lente • ^wìi^: '*»«?A>^#^P?*?^^»:^'.^ 



ritTE.'S Ut 



H. 46. 

HejMKcfafa ^ r/^4 5 onda arfspéccfaiare y v. ar- 

rappare •. \ • . 
Kepeteiare, lagnarsi^ v. piccej«nr# * 1 

Kepolutie. Spinte, che d «tanno, trai foto o^k* 
ch« ixillano le dai^e ' Pirrtche', che jm «o^nn^o 
^ ^aStgwAs :'^ . chiamato Afi^ mrszzat^:ì w^er^ 

*„ Vi ffi faote I e itpoJ^ttr^ifr • ^kycy 
•*' Hit. vifuSientei applico (le canzone^ ^ 

Si trasferifce a (finotare serùt^rìpfmfì^né ^ 
igrsJatM.i.'StLht^tbsi l^ii}oh%ia- fìa «ki Jati&ò 
r^/^Afi^ j 'diou fitcoÉBb puir 'maotar te fplmo , 
che fi danno aneVcfae* daniEBoo y così '«isiiib^ 
-«^RcJir'iniliGrà F «fier fgrkbitiyi ,> e màifMo* 



•:.::ivi|iw»;'x, v:n 



-JLfiylianitoatfftiitf I comu^nr dah iaf. t ^aiemf 
'<0tm^9^m» ^vOifocipió' d'un'^alitiibiia^iiitfai nidroi 
Chiefa in liififtagio de' morti . Faf. )• 

„ linSiohiS^ ila: cor'ddof^irnteni» 
%^ J««ro4QMeB»ile ieqóteomaitèniìi.* 

.'. ìgU%ck>irfftqpmio,)iciW4i^<(i*frÌ3 ot e<>''*^^ 

A^ftp^^j ^ litliil^le , r/er)w^ v * i 

Xesia ^; fr^«/i» , j>i«iP^/*d ^ «fwm , FaC ■ * " 1 

„ E; 4jldeiii ipraMf oMlÌKiìe 'lac Ma ' :ua 

itfi^o X folta, di' legfime del genere de' fiiggiiioli^i» 

H 



• • 



i< . «» 



ridere ; • , 

Reforvere , riscìvvf9\ ir; »(cdifev^ *. 
llefta , ^rMTic : ?dfai(b r*jtt«ir ^* ^sriti^^^. 
Fe0e!Ìà\ disrHiare , stetlmrt. 
Ref^in»! spineto y vefrsfOj roveto •> 
Reftìvo"» rejfiffi- » ^••. 

\ Riefliècc&ia ', rénaeffis . 

.-lUliiglUy fimMmgfis^ itkmgihh. T. 
\Bxtailb, timamgii^r dmfirdi^vl . the cade 
nernisiìò^der panni V féii^ ec. net &rfiq«ttlche 
a&itOTf camiciirv^o fimilév ' i^' .. 

Rerenr^ re^éee-^o m^itttmJiwer di CMmmkMitH 
' MCcmpezzatT'.da eMritoi* 
Ktto\dieif9à R«o pe<e^> /^jtfjn i e , 
,B«lònrìMo>:#inflAtf/fv> tdar n/r stffiariB^- 
S&f topinvas mUimM periva ;« : ' - 
:&dltfirìo% Emiftacio sfatto nel ooc^ mMiltf>con' 
vefliicante; invenzione ^ medica per ^nofr 'ibr 
- «leie ) .e. non fiar' faeae *• Derivs «kt- If^ 
.. Sri^wJmm^ C^ttfs MhlK li^Mtis ^étm.'Vn. 
it. r. 
i^£ nasse, die T%tooe(jfii;iMillè, 
n Bejlei emoifo'i' el l eu r é e jli i ai » ^ 
Henettor-, ^«iMr»OTr<]^eftiek'<vdèr'ti^cndé pieir 
fiat Francefe^ perchV in qiNÌi»iia|pa , ea e{{. 
« igi. piMfe;iB' adi/s^iinin fa yi i mpi ó ittm ftfc» 
sino i w (iMe^l»'^8nol«^ilMpw idM, 

1 vafi iinmondr-f ttior ta MMei», ^M[|W|tli*- 
no, e'vefl!ono«^>e^piire?«U%Di^le^e i Ib- 
li Brevuiff e «^éif»t<UMMr^fft c6r eili ^ 41 
•oftro «eletto '«fi^drjritt (i|có3i% FtfC 
.:^ tfv.-ftoflfakiipiMe • TMEiite m M %e(to > 

io 



IR E Z 4r 

^ ì^«jRi^P9«iÌp*t e jDoMto .^ fcono «ooft^ 

' „ cretto «. 
Hemibbeco, idrepi^Y^ ilivoptcìr. 

&eventi\ 4iv0¥$0fff ^muar^y fimc0r da fai^ 

' Mnù-^ crepare^ semir p^né i, % . * < 
RtvelttM^, hrpeMcÌ4tr9\ V€imi0mr9)^ ^ 
JttvmuaaÉetttr» tUver^MmitifmK^^ " 

^oonp-éaUìt (0011^4911411 tdel covco^kio coi 
capprUo de*ìao(ìrr CappelK^H' , che cml tiro* 

Revicrzo-» Storpiato dal^ Qo^^e atl ^ JMr^«i«' 
JhmmffpiKc^ tlpiipkwi,^ tmi^uii^^ , per 14. 
ditte r ii$okà( id<^ tHètm> CMaide- . C«»t. 

1^ CfcilUidk'èiiMn«i«iwa^artiMno ft-ivliM^. 

L* Uiinwfx^^ ned: KH<J9tro« N^pofecan» ikèfi 

JMIM9 ». ^é(9Md$éi$ti^ iffm^ff0^'^ Il . -. "^ 
HlldHP pMnie^ 0màiiè)4mHÌìmi% dlRnérMeF* 



#4 -K" r * 

fenfo translato fignifica uno 4eiMcd ,^aa*a&qp. 
duce* cam,'KW,'St, 44. ^ » '^?^r»»i:W 



V 



,; Non erano a io manno, er^no'^ a^Wllt 
n Siifttlfclute^thiccie « «liflk a -lilfci^* 
Ricciardo , V. Lktmrcfe»* • ' ""i'^ .rr.>i 

ma qualrtl, co# dmo da «hi 4^iiifÉiMe*li 
]r-e^l*Àa'')^ p^tdl&''èiX^'é^ja99éeo Mimtlé^ da- 

nut. Renzalto • Ren^oliiio, Laorenziello 1 ed 

in gergo, Innamorato', dm* tl-^veibo' wk- 

zq)kìx^ ; tht ti^ firoffrlftittràte qiét* ^lar in- 

' fofttb le csiftidilleHbiaM ai^MtttMt6Fdt'Ve%. 

••fé, «^paf^r^My'v ' * >•» - ' ■»' «^ 



..^.. — .iiAlti -pia' 

fO'Aittei; mt da dàfm¥^fMfczó&tr, dke gii an« 
tichi'^fahniafono'^fiej^ifj'ii frcoiifervft «ncora; 
i^ ìkatm in titòhe 'Pmvidcir' de4 r^^^drNa- 
poli; e nella Ca|italte^1<Mft ifAftl^^AOt Hnv» 
pò , efrr vettefi Hb^tft^ •' ^l4«n^Ì9- ^d'^'dèÀ 
piangere, ma ttt^ feythi v4Bhbétift:yan» iaemÌ > 
re fé azioni del demneOF^V • "^ "^^^^i^^^ <^ 

nel fuo naniral fenfo non A lUMrMte {%%oa 

facendo H«*^ trtj^n^ fd!"* e»Aavérf<>Ìel ^ìiMirhi 
rammentò dMhcartvamimte , ^^-^Mi iSti^ 



tetti ttattener-h ^rifadJll «Veder b-fempticttà 

e: di t<ò(f^i^cbé téa.l^e^gtoribìfe'gefta ^d deA». 

' ' rt0ri«irtnÌ)ieiffMra 1è- f^in è^ftoft^itre Hcevutt • 

* i9^|lIi|Qi^^¥^>0) r#qt> fVnùb' a'ttftterfi , graffiar- 
e !>^.ftT^p«m'*i'ì5i^lfh è^fb perciVchift. 

mafi riepeto^attuto , ed ^ il piti font ti tut- 

"TtTi )<llt 4tvrl coh^oiiff Itoti Ibno obbligati ad 

' a^rD^'dìe^ a pkng«nè/Si ailt^m in fimfo tra* 

. dtoD^^iV ^^di^mT' m9 lìéttènf^ f Uni fM;» ^ ^rinN. 

de ^ e molesto, CrMf/f;' ^ànt,'ti tt, i^. 

n «.^, ftrtmkir |i f* 11^ 4iét^tò v^ttitòi*^ ^ . 

•^ Cto ttnia citans! j^e -fó^tl ))'*4iglièfo ; * 

▼* trivolo, picelo. Faf. '^ '^* ^ 

*vM ^ .'^yi'fiftsiiQ&sitpetir^tÌMPi Mii^làmmiefite'i'^ 

, . - • à 9; Ma . nr 4iOna Uoditomt ^t cke^ ffentètte. ^ 

ILiefto y resto . Fatto a rrìefto ^ ral uttìsosià 

.: \ firtié\\ei fjHàrttì usuino . ^ \ ' 

• JMoa n» p« dccwatta'da Catterifmn 

: .SiAe, rf ^ ; à£:i]itd^ da^ U tiìie, figH9» Fitf, 
.>-* • r^, Ifib po JA'^cóiifoia, t ffe j'abbraccmv 
.' * . ^ Cotóme te AHe' afcintà d» H rtne • . 
JUfriJkhiaim» xDcftbtamo ^qnèftlj^ ftntrgica voce i 
atlf' «mptnggialniet, e tdi ièmpre cofóptaiits 
ricoDèHiza' Jibftro Eh P^tsì/déo'y che nel reci** 
." • '. tara aU'^imprent^ h'Cteò , ^' 1^ adoperò^ iit 
fép(p Mk &r, che «Tana i: fvèiy p^rfonaggi ier« 
. . ti ferzalir^ ^ .finti (brigar, e totùù di av- 
venenza per fnafchenire {a dureazi del cuo- 
.£fi()éiidoTpendi%i9£ÌU J^.'cdfa^Y ^^^ ^^^ 
Imfciitar^H la* panala ' ir -^i ttov» ^^operat» 
'HeUcr^eaiiinédte^del Oi«Mrte7«vn<ilea}iialt^« 
.(te'itìlift«Att30«':TodtÌK.j*. = ' 



,-to 



.> , .^^»g-, « !*< MM>i »«l« Mm glmim'S ìm di. 

; ....nw«-*«WA^»«:.iy«iI».-r-.-. -^i • ■• 

. .. della Ma^m^im-ai -We»» rdi^ ,fi «nMpi ìm 

^ ^, Cche jij^cii nfoMie k Pirà^«tki Aitai. 

tenebre ^ cpmtiéjuteo^, -, - ^ ,» 
Roa^ea:, # rof!l«mh «fui (fÈtlmKim vsso dk 
-i €f$p»j e f li pèedlkmcaMr IftftalM lo ner^ 

Rogas »^ • f«gMr% mMim imam ragin^ rj^vr^ 

cbf etto t di <biiai4 da flfmrtnli: tc.4ie8ftMK 

Eijimm» cK «ella noia V Cile fi 4 da^ttSn- 
liicAìi M am ut agmbfiite tB nsaft. pef^ ps^ 
g^QMat^ 4a* filiali ]det&' eéiì»f!£ tòrte • kL 



,^ IXnxù f^ toal^ <k Io àriéza joéaw 
9» Qiuiuio ja oBoria aU'-òmanii mombì 

RiKifare, ronfiane rtasiàiafjm^ rrìariam , lai»^ 



•» a,-»- 



^ . ^ laHttgwiiwr a iténlbo^uav 
• ^ t» JM»tte ipenfa V a «pn pò ameéiaM . 
":ì&i>«(>»^> di dèaaa, édRoì^, fimc& Cbtl^ 
Greca' V dt coìr taikii^* tma le piaiBom < k^^ 



-T- 



I e j^ise f^dsjtm/ip^^mti^ fimUmenctf ii^ Fa. 

n Se refv« cMbiTf osAt^^Tfom &oa. 

|p^|Hitfu,jBft^ affit t ii t> t tik^i^mm J:^0S(;fna ^ 
mix jbVaJHiU,» Ji9ii «nmift^ ed èuoaf^e- 
m<àt^F^ àk <»Mr4P<à nAteiPé», e pU^ va* 
ip^ Ttf/#* Ttfir^ JK'jf. 75; 
^ Coflime fkalàce fotiQ jAt\iif>&U- 

^4oM 4 .fiil# # /etiMMi^pMentti^ 

j jfn,x1ào4f> « ^ww.ie 4*. mmam» .«d «ilo «t feb- 

«^^pKi^ pois. HHÌA1Ì94 au; f'^«Ì(l6. COftwtt»» 
.,ll!W»4-'*»«'«M*» .•.-■nife*:. ; ■ ' ■ «, 

■ ^nìnj£im.^m»^ imjtif*., •n^mmt taf-. 




- i.i1 



-* ^J 



-^^ TK ^ a& 

i f^ Mftróe -|>^ d' ogtie npia^ V^fl» MtìcUo 

Rovagno • ^#jo 4fi ^l^;.^:th»< /t^.* & *^ 

„ A «MF MDCMuid*iià» de» A '^fm '«Mèlb 

• ]l*¥'ieKÓ j impt^ pkciol oocethr ; . '4fctfft» pcr- 
- cil» dViM «Mo * eMhi fi» P* altto-lttoito 

delicato • . - T . i 

Etrcche roodie; nkffhtmi MM^aiUcbi ffì- 
Jo TVMftitJilo. , 'cht l^ofioin tnRPBer «fr ^.. 

Ibrzt dblhir Ivira^ jpoiiK>à (klitldiziotf^ . Dti^amtii. 

Ih^t 'li^ €llini'4dto rèi ^cmM col^0M ift4Md' 
« : «te fHiìo'4f^botMri.»^'dl fÀ:^kM. <|àixfi 

tner/atio d^lt eti^ . Pi^miféHamhtHk ni| 
fi dice ad im*i^llin0>; Co^'àtìttie ìiì'Tm?* 

*' no ì««d.ìi ithlafi!ÌléMoIe , di^ Im btgKef(!»%. 
menilb ^ ^to>. ili' FtatKéfr «mt fe^ì^'y^mlft . 
A' Napoletani «h ékterg^^,- e p^ riceoom 
IseMe metaleie ikifiiakii^wffsttìone , ì& ^ 
ttv^i nomiiMt» patof«U^|^ « Vllcfoli(,:I«^ve !»• 
flare il fare il faono della cantiles^'tfl eoi»- 

^ «i ùecelft r;#**\m*|^rt.eftrf^ 

noi imdtbiffitfa»', ^ -dr qttfa Mtóiien 
antica, cr ìnffxmam ìi mimm» y r éMHlDc 

^^ -^ de- 



( ^ 



«K. 



-'- 



dleVpoHI fi fonnafse ia voce nttcòtano y <:hc 
fi h alterata in rufflan^é^ voce divenuta iptò- 
pria delia lingua generica , e pafsata anche 
liell^Ingle^ ., qnaotopqiie ^i^ àkAsLiì^^fiif'iàtJ^ 
fignificato . Propùniamo. quefto n^dt^ ptiifie-i ^ 
]»- a' S%aftn etiAMinigMtrN itaiia«li, <h&^myà^*^' 
ilatì^ÀMtm kcfitifinst 4ìil<rc)watU'etinH»l«igt| 
deUa^imfii.r^j»r9.«^ nr;. >* 

Knglio , pieno fi» a v€mùsték' ^ iSkeCì <}e^ t^aA^ 
aia {uà 46* lifKttdr^ ^e.4^ Miàà rlpie^ , v« 
varrò varrò. . . j . 

Ron»pe<atoB«!) dieianttMb^vf(;a|Hftfató,.cl»> oón* - 
4ì§^\3L\m,^^A pNda-kpia i. A rrompecuolto y 4- - 
prucifizto^ con estrema fnH a. ^ é 'uelo^ià • 
£àCKio>4 'J- .■ 

^ 4- «rvmpeeoaUo' cvfffiBf nverz» liane . 

. ^'Nfitt'^^ cb& «0 zaÉSe,^iÀ corroetite.^ 
RiMl$0i4 faiilV'^ flftì^.: 4ksefividVifi)Ri^dl«%rliba 
figura , cattiva cwore ^ ,• ^»allioc«9 ^ ed òb»> 
ta^ Abboidl^ connnefa.rriidì^ , dkeft cK chi 
a «aainuÉore fofieiqitaldhe eof«:, rerqnàn-ne 

f&90lMOndkieeo4| disgNmfM v^ étmfentu^u^nnfu 

tr>Mar€be .ddiao / vaacrenèamre Ae 4ar to^ 
f^ A fle rrotola fcarze ib^ ntonottM.. , ;* 
Rwsca > ^oiòy), ìvì «htdéce^ ^ < tr ^ r. <>: o ' £<d 
Rafia 9 Muvot^ rMe ^ g^ffit^dis, jfiffe « *. < ' « 
Riuza«.fi«y/>c.:^ idra» . v^ . . . 

. . *. ... ' ,' V ^ 

Sa- 






». < 



SAbelIft.t liBkHms tt».<Jiu v.- £ell«esai ìé^ di» , 
.0ita# t S«ÌielUiicciA • ir 
Saccente > idictfc '4el>ici>cw>9iiift&i» fiotm«a^<f # j«4 

tator detto di cht^ocm l^*«Moé%« tfiMU. «oh 
•càricatuiai4eilft Amab»»^ £i£ . 

„ Ma l?9atm IBnt» Àtptmn: oMk 4bff^ 
yy cerne . - . j ...••► ** 

Saccli^jjttc , d». ùàtOj . éUmnmuÉ j pmi^mr s. 
&KÌc/cia , e fiMOchxiav) i^Am€éms^ i^nafi- <i^ 

rw/^ ,-carfie «fatata.. ^ « . .- : I 

Sacriftano .JGsistdinfdnu « Oroameaie 
in ventato par {» ajipamr Miiggìiin ■ii^ii 

:^Ì6 vefti , A« <ÌMW,lttf€M4ei«s^'Ì0iM^|^^ 

ampiezza dii vcntie Dr^Qanie • Almeno'- Jà 
tradizioiie ^% jdit qtmar ot^^afc aifai M l u a ; 
t la ftefla rare ^Mirditf if^^Mi» ftartna oontAii/^ 
4fcilarlo • Cimet^ cému^ì^ ttè afit^^ * ■:. S 

^ Scii^ (citi > t^Mcnft, fivr «a ftwpaidìiaaa « 
>,, Sott^a^ao Sacaffltaov! dkoisì |ii«Ha.ll 
iSaglien vanco , e favotanvanco , saltimbémem ^ 
^crre£««a.&.dÌQiékdtrQÌiiri«[lia ^ jfcjiastrfu^ " 
«e non ì eh' un iofalfo buatte ^ tntaoT cttriih 
^ fitnza. molto coéoOBMBe i infc^ i8oacinoiéie« 
Saglxre ^ xìmUsov loootre^k^i • .^ 

^aglioccola, fagUocca,, :o %liopoÒDiBAa^^ i^ofoo^t^ 
^ ^fropri amenità JMCpàt^ihfi%^ ^ é^kf^fMttQ $m^ 

iitQfZoh al iasi^ y. JtftQPCQfal<) ISPlTa ^ ^'li 
Saglinta, salita*^ 

Sacrai cmmctm^nÉ^ cAérUsj t.^dttoreoi* 
4a^ , iicomia perfona del pief* dal veibo fii* 
4pere -, per una &afe tutta particolare del ack 

iiro 






SA ^— . ti ^^^ 

ttté dblfCtO s'vfa tii nerbo per Vitu/ironU 
a iie|aciv4 ^ eosì F^oo per dir , 4ion vóli 
: li ùm ^ parte «d ^cono della mia j|i»» 
' sia lkc« cantan * „ . * . 

^ ]E (Taie dbe d'I, ca^ noe diiammafie com- 

Eaj:^ .j iÉ^orUeflò die in-ToTcanò . 'D^ila voce 
latina 5,0j^um dinotante 1' abito , -è veniità .. 
^efta iib(tra italiana v <Aì& ota diitofa il s^'^' 
nere di fbflSi, di cui fi fa Tabito^ Ci^tMfjC^ 
fmss. «4i99r. X» ^i *s* . ,.^ 

^ La Riiibba 'c^ntMT aveà')>e fa;a fcotta ' 
9, Rolla , e^de panno vehit la monterà . ^ 

lajetu t jDtonnnziau colP e larga, fotta di pdn- ^ 
09 fióiue allo fcotto die fi lavoia nella Co- ' 
IBèu d* Amalfi . F^r. 
-^ Ca HO mmorcato d*orà fatto appofla. 
„ Paro> ppette fejetta de la <:ofia. 

bjettone ,. rsmatro grnjisù y ^ ifiréte^dllo , che 
fé la fa pf fi^IetBepi dé*<^mpr . . ' 

iaJD , ^foggia di iréftimentó |^à aii^fato . 

Ealata , grande. ^ìititi ài ca^rfte di pofco mef. ' 
fa a csnp nei' iìsife \ ' KasIatamènYe "^ràn^ 
magmt^ Faf. 

,5 via fif ^ cbfiifoifott> ttH> a Xjiefural«'n:\mè 
' ^/A.f&ejni falatf de^SaStmmei ' ' ^ 
doV ima fièik ftritfge (fi Turchi , e Mbil , che "^ 
colà abitaiK) • • ' V." ^ ' / ":■ * , V - 

ì^^tùéiìàhé.Uétuft , • aàlP arsibo sc^àÙmiìici' '' 
rfc\ Ò-dair Ebreo scia/m- hc%à : ;; * 

Batemme'^ tSitusatémine ^ GeT0i9ÌànhJtrù^ e no* 
fne proprio di'tìnò fcbiàvo.U ^u.ale dal con- 
tinod iitganr&È fa gente don g^bcht^ di mano^ 
«bU ìt^ArmoteiAo , ed altra ìé ^^d,\^ h 



otcir il àttt^ : allcr^ de S^tf^mf^^tx^ ^-^ 

ivfe il Tafano c^^r..^j8.. - ^ . . , j-, 

.Ì.«. !!iJ* ^"Ipwdo r à|>lfetà>pft Ssaleojiii^ ^ 
,;^ D)ce7 e aflerra la ipara, e,lM> ba. ^fa^ 

Salerà.) sàliera\ e pieflfonia det.to ^ donna 
graziata , -^dctt^-pur . siaCtoKi^ ,- o^ 6\a!^ ,; 

fella . ^ • ■ , i 

Sanìmenti^,,^^^g(jy) rf/Ji^f iq il|ergo la mtm^ 

Fi^faso,: ! 'I /;:.-' - ^ » > •. • 

*' „ E flacc' 10 fi mme yajejpp^ laTammeiu^ 

Sammuco ^ sambucg ^ . àlbìero\.npto :. .(fe|tq <P 

Saixetufo, s,aluir.èm . . ',. 

Sango , sangue":' 'à pp^Tnimb Ifangò ,* • ai frim 

impeto : ftà co lo fango a. li' uojcchle^ freme 

at sdegno y sfa nato ^ sfimmo •. ,t 
San§ozuca,'c langcffvica,,w^Ì4?{^i/ .''^ . . ^ - 
Sànnale, e sìnnofe ^ sandali 'jT^^oxì^ ^ixah^x} 

Velcoviii, comici, ed. pg^ anche, 3òni^fcbi'* • 
•Sannejare • Si dice d^I,<ipaflar .la/gellè , che i 

Palzòìai bxìXip coH^, zanna ^dei^^^igaale • Cor/, 

M/Vr. ' Pass, cant* ì, sf/ì.^. ' • 
jy ^Marte ,pog.nuto da .flcg;?*^ vcrpc 
)» 'Quahtio d*^fi'4one^ f^nneiaj^ I^'crèfpe . • 
Sanfaro^ faiizaro, ,«0^/^/^,.'»/4iceg. di cbinnqoe 

portn negozi yt %ktov^riffflkrfò\ ^.. ',^ 

Sant' Aloja,. Samo ^U^9^ . \^Qc$* reOa^ta a, noi 
da'* Francefi^^e perciò prbijiuìnzj^ta con quel 
fuono ifteflb.^ cne pronunziano i Francesi il 
nomadi gueao Joro Sétnto. Si prende in Na- 
poletano per epitetò' indicante un cattivo me* 



tiìco *r fQì;f& pQtcìi^ la volgare,, tradizione ^i 
^hc;5riKg»^foflc flato matiifcalcò i '«f > 



y 



ancbe bgg! Santo tutelare' de* cùmifealcht . 
Om. iib. yL 
„ Avimmo éà vede fti Sanlt' Aldjà 
^ Manna tutte a Io voccolo de Trojan ^ 
Sant* Antnono • Abbiamo (limato i^apportare un 
paifo del-^Cortefè , che ormai va a diveidr 
ofcuro , in eoi quefie lettere S, A. sMnéontra- 
iio*«'' Sona te iniziali di S. Antonio • 'Al San- 
to Eremita delta Tebaide dr qaefto- ^me % 
l^ttn tènapa che fi \, rivolta la divozióne, per , 
implorale/ la protezione contrcy la lepra « 'ed 
altri morbi contagiofi delle bédi^ utili aiPud- 
nio 9 non men che ^rontro al fuoco • Nel 
^omo deUa ^ièfU del Santo fi -ufa condurle^ 
ad «(Ter benedette , e vi fi portano •muli , 
ucavalH ^ ' gtttmertte > aliAi tuffi orbati di 'm- ' 
itri , '€ peniiacclikK >: onde metaforicJaimente 
h'donoe.jatillate .Ibglionof W òHetle cofnpa- 
tftrfi) • Dopo benedeitte il mette m6' fui fton* 
te una loMaglia di ottone colie fudette lette- 
jrt S; A. , aita quale allafe il Cortefe i adlet- 

„ le b^e ccfalti atteifate, e cbitl kieiehtÌK 
,, Cif no S. A. de le ghiommente . ^ 
SMOieine , heti^mi^ Tanti , b^ttmrkskr 'c^ 
«»» an 9retìc0^ e ìéJttificdtre ^ f4Tfé in Jivè- 
xioni^ , nel qual f^tifo , Fnf* - ^^ 
^ 9, to juòmo nnanfÉ a V aflktto tvemenna 
' I ^ .Totto 6 JameiMe lo Genneirale • 
SanBio , nnomato an^ltere Pozzolano ^ cui 
«ipridaado nel 1^47' i Fozzolant nelPaflalto ^ 
ch^Aberot de* nomi Napoletani ; sp^aSa^^ 
4ilU tM' V0ie io Pu^o : tedb volga^ fai 
4cltó tia »i 4^picRr die veglnm «he ts(te^'< 
wontd ficdia co&y^FaC \ ■ - '^ 

. Siz. Néff. TM. D U 



74 . */i A^. P 

\iilA ff^pio je d^caa r fpiira Sftmillo ; 
„ Àmmpré : eHà , che fbje ? cooiervatUI^. 

Val anche una figMfiHét f^ta m ptmn4,^ • 

MM^^éty e traslatamente dalia tnaccbia cUUa 

detta figura detto d* una ja^^inoss fttitM » , 

ondeiF^Cano 
„ Sulo cerca Raioiiiniio, e ocr fantill<^' 
1^ ;'j^ fronte le vortici fi lo malanazta* * 
SaOtjtiiaflo 9 e (avo^naflb , sat smosso • 
Santacciot Pinoso bandito A|}QfiBze(e, il quale 

i|i J^ryuiQ deliar Repubb & 

prodezze' er^clie , f af. 

•' I, .Li' nocchie.de S<int«iccto fpaveotnri^. 
Saoz^pnfia « ^e favoziioadut ^ sahmm , t /4^ 

Saj^Q , S^biiù^,. .I>a c^e m qileRQ nhiiii» 
4^ ijitUfik jfetJ^ùiifing ^qui fi rrihima pagar i gi^ 
ITJim Ja^rJMiti.daij;:a(it deik opem.,> ti pr«f. 
Domei)?i<UiO' ,non psi^a Ja rSapator, per dk 

M /^fm/>o «9 pecc^ore pt^n isua pùseMordssg , 
i/r finalmente luogo , quando non -^ sts à^ 
rmtnda^ l ^ forse amke p^Jremetfda :. ìardi" 
fatem judifii.^fV^hté^fi Jtfinif.en4at$ qmncfi per 
li^islalo <ietj|0Vanciie ài natiakri , che .k fBK ' 
«ìt4^atan1ente 4opo rkévnto* qn affironf» non 
ne prendiam ber qiìiilche^liflo^rìfliBflbJa^m»* 
d^sli^poQ e^#tmentich«imo^1Mto^ diopglieril 
ùmpo Mt'MG^ìAiTQeh K^fiào ì CMJey.vale 
i^^rega é^rafamieitfe così 4elta ,■ peìi»l, Grcikiftl 
iij|i' vfigOyQhtH nome iol ili Sabato jprotnsh 
^loS. uà grande .amliAeto fia per iogaif le 
ta^n^^te taU fimtaflichsL'^Ettn^chta» «. . .\ 
S a f WPfe ^ lastre la capo : fén-^sa» fapom!, ^^àifttlib 
^ re al U peggio senz* aUibi ,f^iM$dov. Qsiguf 

. .!.{ rr il.v vM,;àìtfa» 



S' A R' \, . >^' 
.a fàt^dnè , "ban^tar qUasi per »ùll0 , cbitlé 
fm noi If cofttìme farfi de' cetìci , F^af. 

,, Pefcioleja fadgò , e dd' arme chillo rieffd. 
,) Mando a' (Tapone Pafciarria a ccagnare. 
Sitpilto , Jàvfo , dotto , e participio da fapere • 
Saraca» Aringa saUìa^ detta da* Francefi tfareiì^^ 
fe&^ t dtfKrenza delParenga , che > l'aflRimatà, 
kii¥èng soret . Si pigliò metaforicatnenr^ per 
fignificar gli Spagnuoii : dato (oro quello fò- 
{Nrahnome, così per e(fer la nazione general* 
mente di nomini piccoli , e magri ( onde tal , 
Tolta fi dlflfeto Sarachigtie) come perche era- 
no avidi di qnéflo cibo abbondante ne' loro 
mari , e che noi non ab' iamo, fé non portato 
tiali' Oceaho > giacché l'aringa non paffa mài 
V ffrefto Ai Gibilterra . Faf. '• ^ . . / 
„ E'èdhimé a le (Tarache fé fo artrente."^ 
Safftcone ; E' auwerttìtivo" di sarac a . fieni ftca 




dùce, cant, Xlt, jjf. 5y. 

„ Qftàhno fa grazia ^^ mòflra afiegramente 

' ^ l;a'fnanò, che lo fa no faracqne. \ 

•'„ QuahAo*'hà*da caffjp^l\ lo'lafTa fare,'. 

„ Kfo piàrò Io fa,. ma non ceppare. * ^ 
Jtla perche non anzi da SV»?*"* » Io scopatbt 
iP Tribunali fra gli antichi, furbi", e fcaìtr), 
corne i rioftri 'Portieri ^ e Scrivani? e da che 
talor 1' adopriamo a dmotar un vèrfuro' negli 
'aguati al bel fefTo , e nel meftiere prpfond^- 
tHRmo, pèrche non poterfi trar'da «^«^*J^;;«H 
fnoflhs , ejfffninati r* nulli importando J fa 
'-varia-zioné deità * in /»', tOìn*ì: noto a'dotti?. 
SftàValla , ciftelh\ ipè-AQ ìli *tt\e^ia' fctabla , 



P a 



^ S A R 

' f JftojjA^ A? nofiri Utrì « ^. .fiton piotili- 

ciaii , dal x^Ueo sarébal^ 9/^^90^ , jrifr## , 

>iache<ra dé^ Satrapi della P«rfia <C0a attfo 

oome t^foìéT» , e cib per «na tpei^a catacitfi , 

\èà, che portafi appe(a al la. cintura» ed iafiic* 

jcia alle bracche • £ chi noo dfrivecebbe i^kk 

di U Siraca , fotta di gkdiba ^ o corta gpaoi^ 

,beTsa , Io Sorgiuottolo , ipo^ di breve .floim 

jpalkc.? Cor^ anche da SeravalW Cini nfil> 

la. Marca T4v<8^^^^4t>ve fi lai^oiano di ot« 

timo t^mpepuDento • 

Safccna , ficcìola fascina di Itgna per formm » 

S^rchiapone. Avveduto , iro^^Vi^ro , iffmctitm^ 

futbfi . Pare una corruzione actataoscat* ima 

.della voce Sahapont. * Petthì noa da «^ « 




.&C. ? Tfinch. Tra Mac* 

4I £ lo, monaco Sarchiapone &c* 
:Sacchiopio • Quella parola ^ di quelle pòdiiffi^ 
4t)e intieramente, ed indubitatamente Gnch% 
Ciie ci fieno leRate ; macche, come abUam 
•detto di ^quella veneranda lingua , che fu un 
fen^po nohra ai pari- , e (prie piik delia lati» 
uà 9 piccpiiflfimo e P avanzo , e quafi. imper* 
cettioili 1 ^ammen^xrhe fé n* incontrano qaQ' 
ilttuale Dialetto : e quefla voce ifieflà ^. tau> 
:€o difufata , che fé . non s* incontraflè nlata 
dal Bafile, dal Valentino ,. js ^ altn nofiti 
Scrittori de' principi ^^ x6oo.ìióIjh>ii Pavret^ 
.finio TDfttz . Corrifponde in Greco all' efpieC» 
fione luUan^ pnzo di carne C9n due eccU^ 
#d ' infatti quttio appimto UDetaroricamente 
dinota net nofixo Dialetto % ciò); un oom*- 



S A R . jy 

KnMd^y e f{uiptd<» a^ maggbr finito • Basita 
/wn*. 1. Ttàn. j; „ Lo'ccMb féoto cnorto 
lo^ccfaib granne Sarebiopio', 9 lo cchiiTso* 
knne Sarchiapbnc , che afvcfli c(e?awla na- 
*" tura „ . *^ 

Sarcoite; pizzo di SaBiitaìso ^ sèiopirnm , (h' 
.^^.M^, p&i<tm0j papponi^ matèrM' ptTXO' 
■ * rf/ r^rite cogli occii , Amile al Sarchtopio ,, 
dà '««^ » ed' «♦ , r^iro^ octdata . Bello epitt» 
to , o cognome dr dii pfer* avarizia della N», 
tara fol diie piedi ha fortìto in vece di quatr- 
fro; cioccbè fk ben vedere -quanto 
JhJ^ondtnr nius ntmifm tanta W/v- 
Stniceniicè , firf ta di mellone d' acq^à^ . ' ' 
fiiipiiottoS e fargfaottolo ^ forta dT* gfàm&iga 
B£tta d^efimcinlH, fptih dì feraca, e pkciol 
ftjo, detto per faiiiotto , e fkjuottoto , Faf. 
n Comme e ncoppa le fcene, o dà|><^tt^ 
y, Ste beUe Ntnm veditnmò pi ritarc 
n Cr fo largiootto., e- fo denudchio fòlt-* 
^^^Staccute^ Vcan^e corte ,.e fcapcllate. 
IhllMy di ^M^> le qàefta da «•'/w , ttaf^^. 
Samatam , iMdmo^ MbtHii^^m ^^ 

OHI y WK^ ^ 

SiMM, ^/wé, i^rov. ognrflGirmo tomai ggroi^ 
\Up. patte , /# 1? tempore da c^q f, MnòY si- 

fiptttia stèssa 'Càwtom'. 
Sàtmoùj^ tmm'firocey rbmaie\ dàlFetoeo 

MrmiiP-^suterhìy''vifi' strenui , prìncipes l 

constai titolo ftron da nefliri maggioii dfftio- 

fl que^drifa Scàhdifiavla , che da veri a(Hf. 

ite V(»neiio^ad^inv«tór le nòftre tett^. e fiic- 

dbcttiarcelé; 
Sarreccftia. D6v<%bbe fertverff; e pfonùqzwa 

t4ttnc€ÌÌà*y cflftodo diminutivo di Serra ; e 

P^ J . dillo* 



7« S A V . 

àfpùtaL paAHtivameate usa plocoU IE^q^ 

ce*. Si trasfetrirce boi a dinout la fpada pcc 
difprezzo; Om. lib, L 
,/Ma tt^la i^0| non efle cap«^|ipoftot 
,, La Sarreccbia, ca ftà meza^ da fai^« ^ 
Sarto t decurtato da Baidaiim^K^-^ 
Sarvaguardela , salvaguardia y carta cfaa dil 
Tribunale jper cautela a taluuQ pai n^a.éKBt 
arrecato , ipezialm^nte Aìc^ di quella» cbe 
dà a^ debkpri • V. farvocomutttx^ # ^ 
/^SarvarCarva » DJo mi scanT^^ dlcefi di cbi abbia 
uu gran nafo y . quafi che ci avefla con qual- 
che i^rtp. di fpeiU.proboicidie ,a far inale^ 
dali^ ebreq , ^arv/f6 9 naso , et paguro ^ kc^* 
4o il Pagijiut ; c^ era vmtì, o^fdi&txk d'.ifi*- 
t peduneuto pel facetdozio » 
' Satvare ^ salvati ^ tUfin^r^^ 
Sarvateco , sclv^ggip. « 
Satzizzej^ , fsetcizj • 
^wM^y^^.^aìoHart», 
Sattore , <5^^«or»« 

Vafle}ao<>,.^ ^ ^ ^ ^ 4 

Savoclccià.^ Uuciccia ,. |k faicicda ^ ^mUici^é^ no- 
(Irai DQti(fìino> t^tiogolo. di c^ris^ di fM^ 
lata^a, e curata delira i^ud^Ilt al fimit « o a 
dati freddi di tratnontaRa, detta. ^osl isksaU 
sa àccia fi cr^e àntichìiRma. jiiVf i^ioo* 4e' 
nodri Lucani,, da* qu^Il ebHi^ wim %onie 
di Lttcanica*. 
SavtK:icciaro ^ faucecc^ifp ^ faciccif rQ> . iaua¥xta< 
' . rp I, laifor^tftt iti à^tcifi^er^y S4ff€i^ff^ff.. FaC 
„ Co cchilk fé la pigli* » t.^^hifia Itfa, 
,s Cb' effet» iaaceGCfal|>^^terri^• 
Sayodate , e làodaxe , ta/4arc^$ ^o^id^tf^ 4icefi 

■i ' dej. 



t A V r^p 

Ctc. MggìHstart , e dicefi de'conti . r. f(Mima. 

- .>, FttOMr ta fé fatkTavtfi mo ffo tuntd . 
'^a^0ja»fio f ^40^^^* , ìorfe pend^ fra noi ftcendo 

* t f^ckinihifpèzi«(ttf«Ate nelit cknrinAr j*' }^r tal 
meftiere laboriofa fi fcartellatio ,' ^Àdi il 

^ Erf fo , <i>e K^ r «ita rb (ftvéJa^cW . 
SkVtarra; • S^bttgi'a di tufo , che fi adopéera ^ 
o per Afte ^ o ptr Inzeppare ne' vtìoti dell» 

• fttiìBiM fA& gK>ffi! d> t^or , ailoxchi fi fabbrica «. 
Ibicefl così, quair sVinfavorraflè it vuoto degl? 

' • «éiUfia!^ , eonfie fi' fi nè'^ftkneatt per contra 
Slanciarli . Cwté Ror, atu h 
„ Chiilo ^ che co lk> tfffii 
ff Tir* Savoita a [Parma .^ - 
"Tasi, jcsnt^ W. su i., >^ 

I, É dde fiotte y e de jàorho fi^vecvre^ 
ff Fa- de continuo , e pproje ilfo faff or». ^ 
Savotare, laltétre f onde favoto^ sìflto » V« 

2UIXMI é ' ^/ ^ 

* SftvW^toa, iC iautasbérfa noidcr di fSimpr^dé- 

iltiere , che m^iit^ d' eflei immortalato ael 

♦ " Boema dcf nbfÉB cfe R&no :*: ' 

"^ . ,r E npio Cò^ Sfatie^sbarra fotta òxìoMsì ^ 

if Cbe no i ccavà!fOv<b fiiir^to, ^ flajetta.^ 
SMirodo', faiucfov^^ (aodo, quiifta^* 
Smvorreio » abèéttimvmo , donde A vì % fatvor^ 

rejo , vdfstre , f J7er seccato • 
Sazzejonr, es/tzionc ,. collctta • 
Bbocsnfev L4' alibajare^ 9^ che contfntiaiip a fòre 1 
eitit per pitt 01?, dopor qa allarme dato lon9 • 

'' ' * Lt foipa fcje itìenfe io <Jailè ^t^^^ 



Sbftfimte, tki si^à arim di suHthÀ^ mifimH 

Sbafare • Rtr esslstn tm vapor caldo, rinehmf% 

§^taiMy Mfog^^. Pare che corrifponde al* 

. qiHaDto aUo jitéfflfre d#* Tofcam , mn noi jb 

aedtama piatioAo deavaie dalla voce ^ ; 

n QnaoBO cdiiù cerco de ìslA h fcbmim» 

, Knotft accora k» sfogarfi parjaodo dall' op* 

prefCone del cuote. CJuc^» €s9f.XI(fi it» tt^ 

^ '"^ Quaono te moonecavanp'» e dba&vano. * 

Sbaibnarla , millAniefis ^ oddje sliàlbn^ìaie , iw 

fquarcionejaie • 
^Sbu&rare ,,/^r m»' smf(iéi,,afntièraf , v. foHfiU 

rare . 'i . . 

Sbifiottato, fkiiminfi't^^ * 

SbàhìviOy saho^j ^f<^j padata f:ùm timish/oi 
• Fa&no : ♦ , . 

^ Po conE|i«Ke a Orcapeie dero dote sciamo 
» QuiaBPp.yaniio/iui anamore a Pprinuna- 
j. vera . 
Sbalanzare » j/V/^fr ra» urto viotent»,» 
^baUfciare,^ svatigisra^ dtce£l pur ddL^afrìrh 

lettiti • • 
' Sbatnpam, svvan^ar di sjtffgno ^^^^at^osut poi 
^^fie y che per P ira accèndi^ 9f99ù^ sfotg^ 
restart y lampe^i are » 
^sum^ ridanne y levar la testa , infastidire^ 
.^.Sbanemiento^' e sktrejan^ìenaó , deJiria* 
Sbarattare, nettare, not^r ìtìsa casa « cassa ^ e 

stmile • 
S)aratto.« Furia ^ alterigia emessa C4fn j^» 
. diy^e voci men proprie / Barala ituierafiieote 
Spagnurfa. Cince, caàt, ^L^st.^^ 
u Si «ulte mio, non ferve ftp sbaratto .• 



S B E r . «^ 

"SlisSkMtìe ^ prodigo • 
Sbardellarre, ed^care^^Arssfmio dàgU a(itn , r 

cavalli agU luimim» 
Sbairat', Parrà ,. Jfan^s . ^ 

^Bare^r«, dilirare. CorT. Micc.Fisf. CMt. lu 
Shariò, vario ^ inegnialeyjalloy nrore, dilìri^é 

Quindi sbartjotic V errore y in pi: 

Sferiiine . DìUrj ? Z"^^'^* • ^ ^^^ rtfhxz a !MÌ 
digli* Spacnuoii , T quali- dicono dèìvariar ià* 
ftnfo ^delirate. 
. ,^.C^K dònna pc, « ft diariaiie • ^ 

^ìXcÒl y aSkasrare\ 

a^ei« . Soit'^'agshi^^^r altrO', yl^^ifiundb Ir 
^ganasce ; e aufimdlnota mangiar avidamtmei. 
Tiorb, fra» IXl 
„ Chi la penuria' 
„ Leva-, ed a fona ' 

„ Buono «{«tftejTf oce fa. «^ 
S)atG^i)iS y comendhf , gridare • 
5bave]i, Jtfówf^v^r^', v. vavtjare;^^^ _ ^ 
Sbaziareji y. Ratiere ^ dimenate y dicer de^ li- 
quidt V di col non- ben pieno nb vaffir , col^ 
uiotd Ten vadan piccioli fptuar^i veWaiidO : 
dicefi pt» dtyo fcttotere i Iiq^^ p^r P>i^ga^ 
• un vaio , come sba-zzarejà (lo fijaTcos vaT 
jMJjrrfvV deW acqua dentro scuotendolo' f¥9^ 
' *ar/i> <// qiialcbt immondezza di posa-y 0' 
' j^ccià e&e vi sia, ^C fciacquare'. 
Sbtcchià» J?i«irfo fnvectbiattj o cM^ aj*»' 
le ftttr/ze ; cost detto pere»' feiTOtt pii^ 
dònna, che uonao .. Paf. . 

„ Ma fciùto lo bavaglio , e sbeccWa'fctto^ 
• „ Mine rerava a hi terra li VecflUeìiZft . 
OiDii^nare , uccidere. jFaCi ' 

•. •.•^. . . • E »à lo sbegnenaaiifa » - 



tz ^ S B l 

,f Si Farfàrtelld fuib tio IP a jtttava . 
Sbernéfféiare , berlingare ^ s berlingacci are , sté^ 
in festa , e gioca * Faf. . 

,, E sbernefreiarrìmilio tutte quante • 
Sbentoli , e sbentoleia , ^/V/i^r coH furia ^ e dU 
jy^25:o- gualche cosa ': sbatter te coperte ^ • 

* lezzuoli , stand a in- letto ,* per f render fré^ 
SCO : spiegar ài vento una bandièra . 

S>ergèiià y aispulsellàre ^ incominciar una (fosa^ 
di cui ancora non sr sia fatto alctiti uso • 
FalaiK) r . 
,, \jL sbergenaro / e mmaimaleito M vo&* 
,, dlelto» ^ 

^bjsrreiare y andar vagando , malmenare y C0* 
me fanna i birri a* carcerati ^ far urr.estém 
taluna* 
Sbeflfecchìare • ammollirsi com^-i)escica \ cbt 

st sfiatt . . 

SbefTecchiato , sgonfio,, e talor gotffi(y. ■' 
Sbeflenejare . Agitarsi assai sènza i^oneludert 
nu(la . Vlerte da ves^a , che fignifica peta 
'senza rumarr i VeSi v^fla .La Victetde par- 

* {axidQ d^ un cattivo Poeta còmico y dice r 
; Vern. XLVIL 

l „ Lo vide all'Impreffariò ghir^attiiomo, 

„ E gran cofe de fa fc sbeCKlneja. * 
Sb) SÌA sbì^ rumor finto di chi recita' qualche 
"^ drazìòne» ói altro (bttovoce , ad imitazióne 
^ del Tai^tara d^ Etiniò , t Gmiìì • Faf. . 

^y Ùchm fletnpe > la via mia yenea nfra- 
' ** ''\y tanto 

„.Nfiemme co tao stl sbì sbl %hì U luce. 
Sbià', sviare ^ deviare » distornar, twé dalle 
sue risoluzioni* 



ftignì , pàftirff , a^dar via ; fuggire , v. aflàr- 

^irrtS^tt j andar facendo im birba y far arfer^ 
star ftnp da^ ^'Vr/ ., . farsi pa^ar ^i% diòitf 
per vi 4 di giustizi d')con mnlt a^ri t 

Sbità , rvitate y diccfi. delle vite , trapani ce. cdC" 

* cktfuéri y togliere* Fas» 
SbòdelìaV cavar le budella ^ ti iti gerno" usar 
» con donna'»' - r 

Slodellejà j divorare , niangiar a crepapancia , 
FaiÀRO» 
,y CcBc si be nc^'ave Ila' sbodellciatò ,^ 
5, E fiàttafela trippa tonna tonn^ . ^' ' 
Sb|Drik. Capriccio i fantasia y volontà , idea ,- 
atèagTa". Cort. Micc^ Pasr^ cantV IL ' . 
rt Da' chìfto' pò icennette Carmeniclip',^ . 
«, Cile ò^ns sbòria fc d^zr *n' camòagnal*^ 
Sbofeiare, bucare",. F^. 

,) Ma Io montone sEofcraria no' monte • 
^QiQi^'àxty sboccare' y crepate , «/^i* fu(>ri quel 
chi sr avea in eorfò-y prorompere- y partorire^ 
Fafano ; . . 

^ ^ CKe abbottatale fó jcommis a* ppairòw, 

9^ Sbotta cavalle, e ccride fto' pallone .. 
SlMi^r «1 svoltare é ^irg^stare ^ Vìtìrar' in 'col'* 
. lera^ 

Sbotrorone» «rr«»^..j . ^ .. ^/ 

Sbozasare ^ lo ftelTo 'cbe. ÀrETzzare ., ' ié sglifizi^are ^ 
o ^izzaW^ abbozzare , il, che dicefi di qual- 
che opera r vài- anche dìjgozzarf r J;jo«5;^^^ r 
. detta della cola dr alicanò.^^ . . 
Sbracciato^ e$i sta col tf manjf&f^, ^A^^-^^W'' 
' . ^Là raccofciaté .- ' ' ' ■' 

[j&^iunà 9 sasufOfsi V9ferament€\ 



«4 ^ » * 

Sbratti, nettate f struggere» 

S^av^.à , igrUare ^ oode ibn^eiata » ité^fm^ % 

sgridata • 
Sbregò^à , svergognare \ parlaodofi d^òpat Aia* 

sa, vai nìr/e ì^ onore . 
Sbtetipeate , t sbranne«tt ^ risplendente . 

vref»r^^ . ( Vedi Vceiuola ) C»r. /i*, K . 
„ Ce" ft iflb a la defilfa non (è mette, 
"^ n ^ sbrenzoleja ciicik laarmaglU p«rraJ>^ 

Sbrfccò^ */>Aa . "^ • 

Sbriflfla^ Dicefi di tttia vìi 4òiiMs e £ mMt 
«legante afpetto • Oini fii. VL . 
^ Sta sbrìffia era scac&ta de matiera » 
„ f^t non potea pe cbiiTa arrecojare •* 
Sbrisl, sùttechare ^ affretearè, 
;|MlcÌQ „ e Ilìfcio ^ «^ miseraBììe ; càé W9n im 
ira ^rai^ , nÈido , cÌ^ Jita di semùf dì é^méU 

I,. Ca pe d' effère sbrìfcÌ0 
-- * „ Senza na magt^ * 
^ SbrilBstp^ato. Sviscerato • Datb parofa Utiwe vù 
JCHA contenmafi m^na. attenua net noftio 
DlattttOyVei^ono k vùèt.viscéi^ e qaeflo uh 
^ pina sÈisciolaro r ma manca il verix) , ed 
«»gni altra dietivazìone , èi MtflSittt cfi «ffa ; 
Cori* Ros. att* L 
^ Mafsema ca tz, ?ogi& ' " 

„ Nò bène sbi^orator, .^^ - ^ 

,, Còmmfe fc fiMè fciró da fti nùe. ♦ 

Sbmffiy, •j|prazi5<>', regalo' in danaro •. 
Sbracare , spruzzare ìiggiermenrè , é- respirare 

'^inùimr dkdl tfl $tó addato Wentiando te 



MnYiando 

SOtt 

- ♦ . . w^ 



. » - . * r, > • ' T 



» ^ A 4k 

Scauicatf jart »^, i^«^i>r«re f mandar imprici^ 

piti 9 . 
Siaaiinarrofie ». BAaccfiia d^inchioftro fiuta per 
inavverteaza. fopra la. catta, da fcriverc • I 
Tofcani la cjiiaraarond p^ rcpidezza mn Gè^ 
jMtiéf. La Aoftfa voce feihbra.^. d» venn ^' 
Greco «««•^i mafum^c f^f» y, 4r)f/«/ » elio 
Varioo in gvtco fieflb naduce tnf^*^'^ '«A^m^, 
ìnstTMm^ntQ^ 4t £trro^ » di che eca Io ftile \ 
con coi. &riVcTfmo slf antichr . Val duoqat- 
tal Yoce uBÉi sfwkezZii scappmut Jslh- sèi- 
U^.dàlls pmnmm Qùtu Kos. at$. L 

„ Fa cunto ma ca ta bellezza gpmie^ . 
' ,9 Pe ohilso noovo. Aliotta- * . ^ 

p Fu no fcacamafione*^ 

fy Ncòppa lo nomine de chetP antra , * 
Scacait*! vsncnà'in. tmm.jHHifta. utcmnQ. , sc4U^ 
san 2 cmueÙany ménKarené^pfiOpTJ. éisigm^ 
sgffbiare,'^ mfyilité ,, sminfitt. ^ naar dm 
mena.^ iherìltrst'* 
Scacatejare ^ dìce& derglòctiar delle gallina) 

Juandó Ban &tto lV>vo,.e per tiraslato di noi,,. 
'aAno r 
i^, Taimol là. &'mma (ece eemm^^ pf)tia ^ 
, }» É fp grah^ cafo ghie (cacatejànno • 
Sca^czsare > sfor^^ré ^ ùftgir Ma malamtnt9- m 
mf^ Paiano :/.* 

,9 ICb là qotte Je^ato òjgne ncolore , 
' „ E d^ang^iòltìro Ìò 'monna fcacazza^a- 
Scafaeciare , e ' Ycammazzar^ ^^ schàacdare . # Jm 

òcatacciOi r^rmna ^ macello . 



tó S e A ; ^ . . 

grofsolano Isvoro , usato da* viffiim r è nèUe* 

cocine V catino • Tiorjk. 
\^ CV Apof Fo te* dSnajè* ita fisa&reja 
it Db gi^ziè ,,4^ condettc , e d* allegrezze 
Scaglie, squame dì pesce ^ certa forfora che 

caccia il corpo noArb , quando notr fia man. 
: temnorxolfr dòvnfa polizia : è quelle schieg^ 
' gky cKe fertatrda*ìnarmx ,' o~d*af tre pietre, meiK 
-• tre fi hivoR»no% "^ , , V , ' 
tScigll'oTà , fotta di ttrinerafìf , 'e' df tabacco', 
^cagtiuozze, e fcaeiìuo^zole , forta £ frittellr 
* di' grano d* fedra/^ gradir iflfino cibo ' dèi' no* 
' * tira vflil^ , Se fifi^ar triaiigólarci e^per fo pilr 

qnadratT,. r percn): fritti mn confe^vpa' peili- 
^ «oraintjMmo, quindi con^'gra^iora' metafonr 

ealennarit a Vefte'de^ catfrmara iorccht^mm. 
Scagna .j scambiare ,\ quindi fcàgno> scarnisi ^ 

Sfctgneflte , eiefS ifhèrs&'cvlórr seco/ufi iva^' 

. r) jfkT^f di veduta /-*' ' • 
tcftjetnra . Oorròttò di. stadenza' \ è percl8 dt 
nota manefamur^ f^T4^f^ 9-^ jpariiiienfe dis* 
' ^avventura r dìsrapìté' ^ Qiucc'* €ant\ IX, sf» 

,9 EKe Icigne venS pozza là^fcaj'enza, ' 
* Sj Vide pe Ifoco te^ ncc* n'^iSo* titiarbr 
,y KgfiatennejpprzV no nldrone, ^" 

*' 'n Ca^rne ffere^af^gmrfToggèzzionii.^ 

Scala di il' Ebr. scA^laS^^ la prèsa ^ o fia ad- 
dennttatitra fittz per via' di gradfhi' nelle 
mtinrfpiedalniente'r affinchè volèndbd fégoitac 

*"la fabbrica ,'f^umonr meglio a/v^niirtS . 

Scalandrone- v^^^^f ^^^4 di ie^f> j parola ibrida 
da fcala, e ***'>«»^*quaff'>cli/-i yirite^g. 6 fia 
s9l far m^minì , m nwr pei ^ditffTa , ^p^Klfr 

' ' comt 



5 ^ A W 

come sfreneftnijta vi farebbero (ork qoefle 
qualche moftra generale : anticamente perciò 
P^roibtnv alte Flantiue • V, la {>iu volte qita- 
ta^ di^rtazlone di F* M» F., dovte moltcr eni*. 

; dizioni Ji trQvanp unite unorao cib.. 

Scalogna , Torta di cipolla • .^ 

Scaluorcio , un mìscraBilt ^ aniì^ yM c^tfó |. 
e di. aviti f. ;dà. ^^»>^o}r% I0 ^Ip^ 9 aniflsaktto 
nòto< per il. diluì mel^hia naturale ; iiiàfì 
pvre per utr avverbio ^^ ^ v^ ^' rmnfic^ih • 
0»t. //^. i^ . . 

,,. L^ gfsnte 'o cBe .&BtIo la campanonit 
^^ Corre- a fcalu^rclo , t bii fapì eche uia. 

tzsar^druo » ucc/simr'y, ^alfgsmma»$9^ da fcaBdaz- 
zS I, e fc^nraiaazst,. scbracciarr^ Fasi - 
,'y, Cfier fcammazzatO' phiud^uno iice; iiMre. 

Scatnofciarr». ^v/Wrj^^M^ , dfcefi ancbe dd 
ridurre- le pefll di càpte> o fitniU ammali per 
mezzo dir certr.pittpatatlyi morlttdr, r da fio- 
tei^epe r^nforac calzoni", g^pnbergbi si K*- M/- 
sar le vele ^, che- dicèfi d? am fupezbo- imH« 
Uato ». . . ' 

Saimozze . Sorte dt cadoc^vaUo' piccolo , e die* 
licato> Viene, dalla vocf Spag<luoia« fscmm* 
cBqs ,. che dinota^ xvpaai&%^h Ai coawscftibiM • 
prende* qfieflo* oomev .ffXcìH le foaomze fi 
fanpo' di rima(iig)i di cacuy dflftfuatcr m &r. I« 
pezze- grofle di <a£ciocavsiliii * Per la iicflà 
rag^ne r Tofcanl QÌòSmàtgm9 afcant piccioli 
caci pravature'y ^e poi Imo^ fòflftt^ ia fri* 
vature- ^ t f Kiapotoaiu coi^S^tiidoi: megli^. 
V orisene c^ifOologÌGa^ i^KUiaiio 1^ -dùaMaÌB 

Scampoli Ila dlmS^ut, 4^ J^4m|io{Ì9^i d«tto talora 



« $ e A 

„ Sto icampoHlIo ne' era a la fcrettimi'. 
f. Scrìtta 'n lengnaggio de chille còntnorìic^ 

ScatDpo)o'« Piccolo pezzo dt' terrìtòrìo , dàlia 
voce latino-bàrbara' Campulns'» Si Gcegorio* 
neireptfL ii. libr. XIL mette per dote di 
ttn Oratorio ftmd^' campuht €um^ conJk^ 

, m» uffw • Vedi* il' Maratote nelle Diflertazionl 
lópia le amicbit&V Italiane' Dèsurtsti XIV. 
Si difll^ anche Xampl»m\ voce', della qnak 

. ni 41 Dn-Caiiee, ni il Maratorì nella DIflerta* 
^lone XXI. potettero trovare P'origloe'» ò il 
veio fignificato , effindcrfi ofln&ad a derivarlo 
da ETMtflum . * Noi P' intendiamo per air 
lefidao di cofe in vendita 9 ùo^ féfcitHmù sfo 
scéimfto-y vai lasciami cwnftar codeste ttsf 
di fiia rimastmtf . 

Scanearavei-e iczpcmfn^ ^ hgén^bcr^tt ^ tm/i'- 
nare^ Itvar di Sfstvi 

Seanfarda . Nella correttitRiiui' -edizione delle 
apere dtl' Capafto tsorafi: qoeAa parola {pna 

yt Mente fé va- i^hinftanoo la Icanfanb»- 
<,, E aflomoM' Ir partite a libro aperto • 
. Jnfa i errote dMltopà, opib verlmnilmen- 
. te y eflendo gionta^ nuova tal voce*agli Editbri 
ii ( giacchi i antiqeàtacT*, hanno creclnto, chr 
00^ dovefle fcrìyerfi • Ia vera vocr i Scs»^ 

i sardk. Muik Nap. egL iR 
j „ Naieltli caca-tr^nola ^ 

,1 GttMava feela-irallane ,<, 
V jf Scanlarda' prTcia^pettole •• 
i- C' coinpofta mUe due parole scànzate • r 

Atdetf ; e di nota perciò quella infima cnf» 
' fé delie guattire^ om noti V buona ad altro ^ 

ohe a vegliare I e fcanzare AdF ecoeifivo fto- 



/ 



rS C 'A % 

cor Jt ^wlmif »^acct»cch>t itefi^lfcfiwi Qnitt» 
di l yftce. d* incuria , e di 4ifjfmKio • * 
Scftttig&tfe , e fctiuuigliaiff , ftmmte^ ^ sfmnmm* 

. stiri f rUHffyan , nifimm , mimrati • 
Sipaimi»i«i»ffr ^ fòrta di: srofla ctittltacett db 

. fi. ^ dicefi» Fas% 

3, Coitoinf^ » n# fca a aapiecoge feient« 
^, Ca^ci» Hinsudo b latssk «ecnnni • 

ScanoafT/, .daU*An fcliansftn, mcmn-y Mcm^ u^ 
/• ^wàJen Y ffffmarf^ te-, par pleon^Tino. 
H^ KK fcafMiito^ '»' canna^fScefi d'iiH «(prp cre- 
ditore, ii quale tiranoicaoiente li.fia MCia pa» 
l^are^fno dabìiòre:, 

Scaananzsiace t sfisttéatixz^H ^ 

Scaanaidzzafe , lo fieflb che amiimm^ » . 

Scapnatorieje ag^madi pam , fmni » «^^m^ 
%ufnziim fiMcciè vantaggivi^ pqr uns dtlia 
fmnÀ% ficc}i^ *!- eoiicritta fia veio> I^eoniaot j, 
.comf diepno i Gii^tcoafulri • 

Scanzafaika., /o/#rM#, 

, Scappai» , Hin mpriri; 9 U'h» fc^^fp^ipifi ttnit 

M» E le fftriti^ foia ooft timta 'wdt »^ 

„ Cile flrilla: oi|.beQaii]!j{> fici^>pa Tancrediik 

Scàpece • Voce data . a mn dagB Spagnuo* 

11, elMb.fKcono ìscmAìcÌì* Oripiuriatiiente iscé^ 

JÌpUii* Z* ia &tti no geiiere di falfa, ci» & 

^Ufyz^diùuhu tialle vivanda di qvell'aatiGa 

liljro. dt cHciim. Romana^ c^ porta il nome 

di A^diés.. *- li foip^ pefce^ fritta \ anali che- 

da txn con tal falla prepanifi^. iax qpaie altra 

noli ^ eh? uà agrodolpr.^ . 



t^ f0Uime ^h »' C^sre f'fftinni mnWìHiiiliiVir 

^ E le ppedare po^ iMt% a ly %um |p a i / 

;, Moe (gm» noppA w^h^ tmi^tàamìlio . 

Scapola V ^*tafi- dìnoBi mt^^iik xm^\ o^^ e di 

qnéi caiodlas di«-'{Mir Mb & «ceni g g ati 

co<himafi'poi»irfi'«i4yHf^ o tf^AttCe sdir cai- 

- lozaftf Uberai « ftWitv^ogbi h^ttHè^^oat av* 

Scapolare., dallo scaU^éi^^ 4iie¥^si ^ mscip 
a salvamente ìim f9mMt4métiMist^ '^^wèU- 
gli ere tm émimaiie\ <fi^ 4ellec>diiMt^fttMÌo 

- fi libcilMtoOf àAfMo*ti^tmi»^^ A|MK 

? Sttipeiairt\ lE^rr, é I(!!ij»t2dhme^ TMMrr, e 
svellere it tàp^ .^ ^i;***» -téMi^^SBÌf mf^ 
fy Cmmne a ccafoeilir«iH»'lta|rtéMo&'*' 

ma ^«rr^o««« , Speefe ^ Mtttb dMÉOioo 
- puzifittiMRir ,: • fdMfef^r clè^^aÉoP nette k^^ 
* ntaiet, « tNIr^ ift cMli^^te^^ 

„ Pwea la icafa de il fcaftfime ''" 

^ lA vera grotftt' de H fpórteeli^ • ^ 
« cosi diciam U noiìté dcmneS thf 'nelPeftt 
^ ^Q^^ «9tt4^' d«pB^« le 24. ore eTetmo"^ f ^ 'fiia^ 
t- ^(àe a fiU# fér refirfrar aria' àpétta fé^'ptkWar 

u» f cr di ééCc^-'r ^oiaHP aMtfnt* « dèelP am- 
t mapte luglfcgò^. 

Scaranziai s^mìnanzié:^ ^^ / 

Sci- 



• 4 



I 



# <5 lA *fi 

Jimm^t» im^'^y^^ ^im»*^} t«*' <im. 

^ pure Scamyamiìpt:^ . 

^ E dde^p«^ le biiit jfttà fUtde , ^ 
Sczxwt-t.tiscéildst. al fi$0CQ r àk «««/»>*f ,; ^« per- 



ScAida t e, fealMtii, ^ff^ ficoadà Ibimtfa T«r2>^ 
. ^tf^^mmàm^ ^ :4iiitata ^ e^ pttiMffo^ pi» 
'■ xhtfrh/rV »^<»«'^'^^ mdiwkr^ dì»» n^u t> 

. ,^A fi*** peUr * «(h:*,^ o fimile^ 

debole- per lutfitra.v. 
tjjirpiftJhpft 4etta (fe'^iUatik ^ di eia va^ appiè*- 

ÙsLtp^t^ scalpellare: Quindi 

tafloiieiai»'. 
Icaroinarfc , afflìget^t j;tapi*tathsi . ^ - ^ 

,, Se t« «jk v«» Titta ntoe «uoie bene^. 

„ E4 m imti ccfa>ft^a«Ba fefca^piiia. 
- i . . ; ^ Scar- 



9t *S 'C * 

flindo ft pi)l fcarpé veccbtr* _ -^ 

Scarpune , aaisi$e , sffmfp^ vn^èi^ , ckrinOft \ 
• «MMtur, e torà di cakari cOBBKli ucfe i ft di 
cuoio crado V cke & legatio «r^ cfinfi eoa 
€i»ddla KviUaair (^>gBMiiwi«» yà n do hvo» 
tao U campogott' Sooioiair / » ^fc oùlk jc i fei» » 
n» li idumte^ mi . di^J^ém- di §àatétt 

r# 9» pM9id0f ^ùii9mm9^ Jtttà fi Att^Me 
o U^ Jt feavfanr ,-imr«rr» 
Scaitafièjo , s€m$mkeHf^ iiòrwei^ , ijiw^itoìio Wir 

mtcit^yF9$^ ''^ ^^ • " • ;* - 

9^ V^ pSa^ W mSBOKm llUllCUIBMtimr 

,, Co tfftwti^MB érteàuttudMfHutr. 

portwié^ detf^ |«io fimtifiatti»!^ 

^ Rwnntt i BQ^-fÌMEÈti ckMnMIk 
,rE set aocidt co boti», -»:fì; Hlif Jli > 

• ^gH*»'»» ^ ' *• '*'• • ' 

Seartiello; G^Mi .- li noikio >QtfÈ6§ iri ai ì É I 

dòzìoofr <tt Omtto dtfcrivimé» to'lMffta0t di 
Terfìre , cantò XiÀ K. 
M Ha. n> oocohilK 0Mcìo^ #i^MB9fflÌ9 

, ^ tu no inietto Vp i a tto ^ e anoKlf^^ 

' ^ Quanno è-trcbiamanM H^ Munir ' 
^.Qa, lo^ riampo a- cciànnidinb 9 - 
w. Vaida la. opo» t ama !• fisaftkHo • » 



« e A fi : 

tckrra^to , rstvìnwo , ^abbriano • 
^cmnxi^^ 4imotiwn$iinrnnm , fateti e be di* 

. . ,, £ <ÌHigHe a li fcarmpt, e "ll'atttre nvitft; 
f9 E Ii*&aiio ppe (Mimo a li icarfdpe ' 

. f a^qLi jMpe^^fioiit» . . • Scrivffi pure fgamipe; i 

{IcànBe^ 9 scétrnggiare , ej/^ mancante . . 

Scftfart • Hmnarf y. mómlare'injmdizhne ì E* 
S oontnirìe <K ncmare , e ficctnm ncasare 
d^ivaoce dalto Spagnoolo «Koma incastrale » 
OHÌ «Miiwrr dttMsrme titi feftfii natiirAle le* 
,yar datt^ iacaflco , toglier dal luogo proprio j 
e ddla /uà niccUa.^ Faf» 

^..r. • • • Rfftpoido gran c<Mr2arO| 
, k^'AH» fca&ie tanta. .**/.' .' ' 

Scataindtaia • ^ Far iahar 4t capo xon ^arifci^ 

„ GcnKppt. Dófta^co li^faoie'iè fpafsa^ 
, ».|, £ sbmrsit a ^ierebia 9 e fpacca ^ e . 
. „ fcafcainflla> . " / , 

,^ È^ ^n aioli* alJPavtfe ^ e^ <pacea , e fea^- 

yy taiDefla ^ 
,, E ^ i»oca via fiusnaMòMiia «eagnu. ^ 

^ ii»-Ma cooame/is&ìe a fcicamKtìi' tb mumio 

^ I/> foie , tanna Iti» h 'fceiafo'.- 
Icataroazane , rmmpm fiù ttm^ar^la tMa . 
faitozza^ detta per deAfione ^*^tì vecchio » 
iche non ù regge lallMinfA y e talora A .cou 
da itnlla , ia ^acà fregtvM,. 'ftà^ \iié* V. 

^ A ddc£a|^ìaie ckàbb itio"fli»e pace^ 
„ K lo ^ìè^ fieace v% rroM»' df^ffatorza: 
M SiinQ Jto fHbi da^oaiclie 'alkttN»Àio 
^ Te £èai%ca lo aMMcUo«a^>t^ Hevaco • 

Sca- 



f4- /: S*C'JA* ^ 

Scavato , cencivés^ "mi^ di \dtntT^i- -smpp^AtttH/^ 

t^r«0. :• •• ^" 

Scavodà, cènKtre in oapfM^ Mitm.- 
Scavodat-tello i forta di lavoro dr^ila iìrittai 
lA olio, ma prima bollita m acipasa^ 'olio , 
vino , rofmariQo ec. dlrerfo dàHa x/tffé/s^ • 
ScaMdatieìloi MCft$9€ulda fèt hpvwt9 .<, 9 fn 

pelare. ,. » ^ ■ - .•'rr*-i'* 

Scavoza^, « fcMMt cane , ^*W9H$- vJlit^mtùt- . ; - - ' 
Scazza ! intefìrzione,f»^f cMmì Wm f^ 
. „ Efsa , cche *a <flboe Je veacsi kr>eDT« , 1 
^ Scazza ! deeette, e fRce^aittnr^Mifienft? 
Sca2»tinai]neUo ,. Ar/f«# ,' moimvHtp*^1éfns[' A 
f]Mrito malrgno noto d^P igaaro r> 'e«^i«l^ipD 
credulo ,e tenaftico vo3go'^ di" {eccola (buona, 
ed in abito (hi flMmaco', €he* Ta^faqpii^faiìrta 
«i Bocte la gemv^ ftifami^ieiHdt JmoH^r-*^ 
^, CBillo fcazzaimunello'frerentiifo* '"* 
Scazzato^^ wpàso , €Ìspardot;^^v.^ Rtpp d iiii . 

/re' fatfi sum , mmerh adpmmtfi^t dicefi 
del rimumjmr ìi pmtr ééì fi^rn». ' • 
Scaz'zellaré^. Staccare il cane dalfc> ti^na^ alIor« 
di^ ftanv» dÉi^bsHB^ntl èètto«^ ."Cm ft capi- 
fce l'or]gtn«>'^rceiO'^moYbgioi»^V$%tsfai« 
dEbé ar<iHlDfki»^tLtli)ièiéei9l.te«H|iie^^ £ 

amino* C^uM(st «n. J; r» , -*^* 



n Panb.&tta «v.iiedaTev 



\^ì \ 



f n^^ B co}a<B]aszaifèi'flà bella* grazia; ^ '"^ 



Seazaiilb Vmó'tVìMtfi^^ 



_ 4.*i t 

ScazU, lo^A^^cbeiicaaiÉiiiima», Fas.' ' « 



^.€ft:t«tf aHea/lei ica^' Aifr^ p^ de 
9 . • Scaz- 



S € B > ff^ 

IcaadMteft* Iffattm bìanqi, eie frgeneni iietr 
occino dall' ttoior lacruaaU tiidmro • Cmmu 
cant* L Jtm 24. 

„ Co 1' uocchie JiMciitt de ftazziinma . ^ ' 

Seccare^ e (ciccare j ^n^fignaf**, Fas. 

^. Fa^ M maointtto^ ch^Armtda nMl A kxcem, 
, «h^.CA U'acaiftwte'.4»oitoiafe«iM9^4aMe::ca. ii 

Scelta , ala^f v. afqetla . 

Scella i^'£€UtHà ySlfcUiOf e^iCsràMi i noti fco- 
gli hfa& i e per' àtmion ém^ dì dii& n a an- ' 
ni alteniati«ai&ènm^t»viiie6>, p«'^H* evitaiv. 
dofi ni^ V4flcia«)^ iiiell'ahfv ^' 

Scèllàta^ mrpìo j tmthmcSo , mMlnricció ^' ci^ - 
i in eamh0 cifè09téìm9'*di piihmanhre . 

Scellevreliare , e icerevellare , /n/^ir U- festa , 
stoifm tmo^i smAtiù^ é{ ABaHliil6reV * 

Scdbe|HH> dfe^ ^i perfefui fcioa«i*»\ c^l^ora di 
>eU fler •^l^tfiifieoti»^ di Tptrko fi. «Vv^iifoé , ^ 
e il (Iona, .dall' ebr. fckon^tn^;, dfsttièta , Jè- 

SctrA^'^niiajrmi&'o9s,^ia^éf^^ÌMfia. '^ 
Stellimi dieeTi del^ eodèlfi, 'veglii^^iiè ^-HK^^Mll 
divorarsi ^dgli^octiu una dmnà/4FflM '^- ^ 
9 CoirjavoccUe nne la fc^na.e. >e qcIInAi* 

i^'Onyftl nee«A$cti6 Wàgtdtlflò^V «TartlK 
Soètioeiite, rè/;^rf#%*^^'; ^hI . r. .1 1- 

SiMtdIa , Mmiiia , f^Mjy^lj^afor chelVavò- 
^«a^^fdétMlW'CKre' mancare ^r^iSir^/y^iro i^/m 

SmSm. e fcè#iiff»i4lrré^r;i^vy- -^g^rt». 
Soiltelte^ vqd^ rregftf8eM^/'\M fi fa fiffie 
'^i^Ie con panno di hna per porre in moro 

il ' 



j 



■* 4* 



s e ts ^ 

Dfttmm , coM H* ^ig^ fatto ns '^htgJm§m* 
ne co io lagmnaiufo . ; -" . - 

Scerocco , teiiocpo ^ verna ^ftcvoh , e per Id»> 
ufor» deno A chi Aia ik cattive «mote • 

Sciroppo , 'tir^f^y pst tioiiia Jmm -^ féMts f 
Falano : . , ■ ^ 

„ Vide m^ jeAt fecnippo.fa'iifie vene. 

Scervoccbiatr « £n«ir«iv; #igirnv> m^iiHy jqv^ 

„ Co r arte^^ ta «an^^^-e co lisMIfer 
,, }ea fcinpe ijp^rvécxrhtamie .qaàoc^Ik»^ 
Scweccbioae • Qolfo . stétm cnnncr.^ |MKÌ|'% 
tratta l'etiaoklgià. : wi £ ffasfetifeft^ ^Ibè» 
tar qqal^cpe ^Ipo ali :^^(lpo • Caifv S^ìmì'ì 
Cam, K, , .• '..■.-:. 1 . : "- * 

,, E fo «4»::pimt II» 6<M iMJireii^lmfle^ * . 
ji, Che nmo P anmacciée io ìmimmMW^,^ 

,,,Qiianno te fcigne jctteio a iR^ran • 

91 A Yim%iainc^> <*' «Ci^ »à fcaialp. « ' 
iS^faie liticarne 4 celie #w«eM ,,j;;fr fwmdk'. 
;m chi H,$a tridui €Hm ^^ f tff'm^Éi^riiméi- 

Schefece^ e tchefenzeria « o fche6en£mi9j^ere^ 

4i3ente pib clie itlSicaipeiBie • ||^^ iH>mi ^ìM^ 
Aeri , e Confì^yat^n 4^ ^P^b^ ì qneìk'liipfti'. 
ie capo dipetz» , '^ fajirXipni^léfe .«i.|je 
foor di fug'ionè , nel recitar t fette AnNMP* 
ci delta Chielk, per |K)r^^iàrv^mÌfe in||ÌLiie 
il jiosne #i»a|3WM)i^^:^ to: fdpcyfc ^ 



& e H ff 

fàrceie pigitar ^bbotrìicehto t dicono , e 

ta settema ichefienzffjn . 
Scfaafcnaiib-^ strdi^ó ^ icrdo^ viU . 
Schfffienzta, PrrjosMr JùprrzzevoU^ vili. Dtl- 

„ Che U II' aie Ja piglia co na fchefien- 
,) zia • 
ttkntttffe j ^hiacthiere.ineùncituUnti ^ év^eùli^, 
\dftù 9quw9cAi pur ingannmre • * / 

',, A 4niiie te cride mettere *n paiUccip 
^9, Ne zio , G0 Apollo, e co tanta fcherefle. 
Scbia(^o , e fcacco , bfrsaglia , e propriài^ente 
.j»n pezzetto di caru bUoca poQo per berfa- 
fillo da* giocatori , o tiratori aiU mira.. 
SìfUffàre. Mffttrc^fisséirej dat Oùn forza. Dai 
latino ciavfre^ onde è venuto anche i'italla- 
-tio ^bjjnii^ri» CfHcc^ cann XIV»^ j>* 1.7. 

y^ SdhiaiTa na man» ticoppa a la mui;aglia;t 
ÌFalano : 

,1 E fle gntf fune nieie te fcbufTo 'n ptello* 
Ed altrove : ^ 

M U' anno fchiaflfato Uà no vico. *n fàccia. 
Ao^ nel ctxrjftrt si son trovati attravertaii 
^fl maglio 4a un vicolo ^ ondi, t^ban pcrJ^u* 
to di vi^t0. . ^ f ^' > 

Scbianare • SpiaréOfe^ apfiaiu»i ^ rovimire « spie^ 
. gare qualche^ c(\sa dijjic,iU a- ^m^si dì fn^ 
mo lancio • Ih fenfo tmslato . r^ adopem prr - 
, ijpmper il dìipnoo , far colariofiobi: quafi con 
.ittb li veniflc.a fpianar te grttize drib ifiotna* 
» co* U&no i Francefi la confimile elpceflioiie, 
dicendo deridir Peffomac per ^e/euMrr.Corr** 
Micc* Pass. cani. VIL . . , ^ ./ ; 

. • \y Ma Mipco , che d'aaiore flafa c{ii«<^ '* 
.. ,9 Ed 4inta vo^ia avoa , cbe de^^fcUaùK* 
Viz.Naf.T.11. E Schian- 



i . ^ 



9% S C IT 

Schiaotiirè) f fcluaBtareft, appannaci <f 

un ram9 ^ quindi * 

Schianta , ramo frappato ^la jnants 

ptf^h% ^Itrcnre riptantara,'fia]itB madfe ««di'- 

,eflb diventi , così dlcefi , Sditaitt» de gatniofii* 

tic , nn^jisfolina jii j^urofuli • 
Schianto , pavento . 
Sduamooe , piamM mrmtU , pr^é^ne^ «ti». 

schiantMtM da fKéfhbe gi^mt mmti y o* piMms 

magghre» Fas, 

'! 9^ -Ppe noe yott3^.da còppa la notigiia 

, ,, Co fchiantiine de munte b canagua. 

Sdiiapparo , fotta di rete da ptender tom^ tpa^ 

glie, beccafichi ec. 
Chiarate, farsi potno^ bu9^ fip^j aHmrgMrsi 

it nubi p- 
. jScbiarire*, ' iliusttufe ^ far giorno : febkfifefe la 
^jrifla, odiceli, di cbi'gKudi Ittia beila tag^' 

^a con occhio appaflìonato • 
ISdàxmo ^ féd^ di , e detto d* nomo (£ buon 

colore # 
^cbiafliata . Humore fatto con finfla longa per 

&x correre i caealli/ Tass. cam.- X. xt. ij« 
^„ E fliòll^no Ufi J)riglie % {o camminOy 
\y Co na fcfhiafnatella s' abbiajetip, 
"Schiaro y ^Mmprcy ^ifiamazzo '• 
Schiattare, t^r/iV^* ràtiiiia^f crepare ^ sc^ 

'Wi^rr , V. ichiojppace • . s • • » 
iicmattarefe 'a- oràrpo ^ vai mpm ^/ /a^À'^ , 

:a premeirv foriement& J* affafmo ^ che io di* 

'vorìa . . " 
Schiattamitorte , iecciino, 
Schìatti^lia , dijtpetto , cordogUo , trepacmvre • 
Schieìri I eoe diconfi propriameiile i Mori cor- 

teS) da fioi &cts pri^onierf , e che fi vendo- 



do\f deàtrito • Son nod ^ epiteli m ^ti 
'é^Ii antigbi , . e che leggtam inf^vìo, ^a. 
CttviOy Piantto ec. di stabula fisghiptmm , 
fmmfiri y fiiffi^s , trhwti stimuiùrum , 
flagré^ribm , vBtborWfi , stimati^ , acÌ9mn^ 
tes MÌfiakum fc* 

Schiavina) j|E»9nw^> # ^r/« ii^' icop$rta • 

Schiegare^ spiegéute • - < 

ScbienAiare, ÙKir di feito , fpRrere ;, t ammattì* 
re, ammazzare , FaT. e* xo. crr. ^; 

Schiexteato, dicefi d' nn cattivo cbie&flico , iar« 
& perchè ttaafandando i pro|>r j doveri , non 
min di pMAr neppar la cberica : o dalla ra« 

> fum deli' intera telfai , che ne' bartàrì temp? 
i^ast ite^diflhcrati • 

Scfiircbia • Oomo di tefta j^ajda , e ihezzo mat- 
ta • Quanto all' etimologia della voce , i^ da 
faperfi , che nel nodro Dialetto chirthio tli« 
nota il cerchio delta botte ; quindi >Jri&/W/&/if- 
r^. il<dice delle doghe , altoròhè per l'interni 
poflàoza del vino efcon da' ceretti , e £mno 
crepare botte. I Tof^ani neli' ifteflb iènA 

- dicono Mè¥t éa^gkngtm'i* Qm. iìb.L ^ >* 
^ Fatte capace , non dì eh' io fo fcbirchb. ^ 

Sdìsoppate , crepare , dicefi propoamente dsgG 
alberi , che sbucciano • * ^ 

Sdhitto • So/tanto. Dall' Italiano scbietta , the 
vale umplìcej non -inehtpfice . Corf^^^os,. 
lar^ IIL 

„ Ca fi nuiije fé 4lmda 
• 91 Pe i' àmmore de Leila , e (tace afiHtto 
,9 Tb .ne. fi cattfa fchitto • * 

Schinmre , sfritta fovarf, partorire : ichiiide- 

E 2 le 



ip*o SCI' 

>'0untf unM. cóiM jnoutsnd^ étb^ .va^i^ idi 

raderla : f&cefi del gin^dar degH amanti 
(oca tóBamoiate : e ja .mctafam ^ Pi^ . 
iUle leftoggiai) e lurmache ,« le ^lali oicefi 
' covar le loro vovl col Mo goatdo fifi>, e cai- 

, «topenet rante . degli occhi • 
Schiuoppo, e fcuoppo, scappi Of, v. botto. 
Schizzare, ^ruxxMtf^ saltar cw impi». 
Scfaizzeco , stilla , goccim . ' 
SicfaijDeejà » pim^ex ^f^f*^ y ▼• chiovdlecà ^ 
Schizzetta , ^. cnianctta , ^oU-D^q ec. 
Sdabtttcco^ Strepita grande , scbiamazx^ • Vo- 

• «ce tettata a noi dalla Francefe Sakasb , • che 
,oVigimriaraente Àriya dalla velgaceopiiiioiie, 
«be nel Sabato la notte le ftfeghe li mùiTefo 
fotto nna noce in qualche ferem a òx tripli- 
co , e baccano . Quindi far Sabato , o far 

. /biass9 dixcnojBro iiadnimi ^ Qiaccj, cant. VL 

^ E adcoTsIi fk> fctabbacco k fcon^qiette . * 
Sctaccare , romper il capo ad alcuno son off»* 

• \sioìtf di sangue 9 
-Scaccola , fiacovla , face . , 

Sciacquare , éere^^ lapàr dibanenda, -con acqua 

• déntro vasi j> 

Sctiddeo. Uomo -sciocco^ plebeo-^ da «'«'« » ttmbraj 
€ ^ f invenio^ quafi diceflfìmo eaptator mm» 
ira y che fi pafcè'^' aria, di filmo , «n bel 
^anmleonte • .F>W. san, IF* 

„ E mparate , fciaddeo , comme fé fosa • 

Sciadone , fpezie di • pizx^ i o focaccia iàtta di 
ifi)ànag^ , <voi« , zucche , lieucchtìro , pepe , 
falami , aglii,^d altri ingredienti, ed afoni j 

.:.4Ìt^n dij^}Mc«viyI gufto. Faf.. 



^ 



S e -I TOl 

„ O trommiente cchih dddee defcUdone» 
'^SciaiaÌKiccfMÌir« j parlar turco , Faf* 

„ Pe» fcialabtcchejaie cche fir no fpafl<>, 
Sdalbilacca , detto della lingua Turca • FaT- 
„. E ppeich^ ognuno parla fctaibilàcca 
yy Fu ntifo quanto di(lt ppe nfi a n?hacca. 
Scialacore, divertimento ^ /uogo di piacere | a 
fpalacore , senza aver eie piìf desidftar^r^ 
s^nrabiondanza ^ 
fciaiarey g^er ampiamentr di' quaUie toìa^y 
sollazzarsi , trescare « Forfè dati* orientale 
scialoS'Sehudoe ^ tèvLè, merenda del (portié^dt-'. 
gli ebtei dopo la loro foiita onumne ., 
Sdamarra* Patb dlfirro, con'cid s* abbattono 
le- fièbrichti Si trasferifce a^ dinotar qaalunqie 
nomo golibt, perche qttefto palo diténónoii 
doveim fiurvire , che ad< ufi groflfolani, flou lui 
X eleganza di fattura . €err« Bmì atti L 
,r €k Io tamarro de* la crodehate . 
jf M' ha sftavee&to da le inetto (iiióu. * 
Lo fdamarrov i^nién c^gi non ìf pala 9 in^ 
' «ne fatta di vappa ^ e per piccai aoehfr abtt& 

veniente ^ pigliato^- 
Siieari>tate ^ l^o^y^qmmad^ parlandefi^ d^ ila 
jdnto , sciolto , sbragato , scimmfraio y sfoo^^ 
€ei$dmo^' 
SdMunieiaate * fiammemgimm « <& 
sctesìma-y. jMM29f4 • 

Seianceto* Cie zoppicai yiènedalPitklian^/r^/swr 
• aafo^ ma^ muta- alquanto- il figniiìeeto r Cor/. 
llanf' canh yL ' • j m: ^ 

,, Chi' le fa hkegkeyecfci foitfd^trmpKOva. 
. Sdmco', fiatmo^ in pi. Matwh^^ . -. 

Sdanche , Fiandra . ♦.*._, - 

dGiaomo» e iaagaratQ>< batomoim "^ 



X» S G f 

Sciaorejare , fdavoreiare , e kistm^/uef tofifg^ 
stia lib$r4 a Ml\ aigio | 9d m gMlm éferta . 

Faf. 
„'.E Il'arb» (ciaorejavA» a lo fcaitmie 
«99 Ngiorlaonau de rofe , e ppt cciilù (paté 

. ^ S'era pofla tatt'ora'a guarDafirioae* 
^&^Am 9 Arìgs , cimiti^ . 
Sciarappa • Vino buono • T^i. cmtt^ L s^ 79* 
. • ,, E CaBoia) e Scfa fctafapp» a hrg» m^ 

,» no • * 
. . Qoiiidi fciaramiejare » iare , Faf; 

^ £ ppe icompere prìefio y 6cacaìetio 
. 9,. SefBpr fcifttapptiannò. affi a la non»» 
.ScHtftapelt»,. e fcai^Upelfe . Stomgli «r7^, # 
Wi f9ca> pregiò « F^ne V corrotto da wé(Mmf§m. 
mi^^ pofchV dicefi .ir4fr^«r/r//imr io Anfo di 
. fìvo%eiie libri, veccflk 

„ Pegliaie na nciampeoone^^ e tbtte anoiti 
' . „ Fece ne |uzzà de flè tdariapdlft , 
.,^ Ciit*nn«ije Selleoo pea'etft ammalbro 
. ,,. Dk lo pettoqe; e.nocie defiopat»^ * 
Sciar vogliare > diiciogiìifv'r nfoi^mn . * * 
Sciiirà , j&i^4vr» munm^ «n^/im^; awriciBWte 
. fcrvyeiilS sUaran .. 

Sciattecare, e fciattechejare » émsmrt^ Fìifi 
,, Nfra 4ft' anwiócw no ckrriero aSMw 
,9 Sciattecanno compare , e mpor^P«iit«r •««• 

>i E irono ^eU* antro frntttChèia^#4RiMBa 

. . ^ I^ la &ticàt, e^o vocea*6 la fcHMima, 

Sciawro* Alito \ e talvolta oihrt. T>A tarino 

• ama . CwMl'. 9sm,.SIiL sf^ ^. 

— y - " '^ '1 ' * ^ hte AtA^nd^A la^aftelta 

H Che da omto no- icieofo^ ine Icappava 

« De 



^0 «p 



TS C::I AMj 

' t» Dr 4ÌMII0 Q^iiannO) che li consola va • 

Io fignificato c& dm gravt , 'ft^zzatinn 4 

Cìmcc* cunt, XIl^. su 44«' 

V n M* ^ ^^ buSi\. chilla maiditta addore , 

^ . i> Chtllo/ fciaura ó^cci^os cèe tant' annf 

7^. ':^> Ncualla av^àtt» portato ,. e ii^t a k^core 

. .... 91 L'fxa^tfafiMdLy da Torto li panna- < 

,, Sempe P afcìia , comm' a no tradetoie . * 

Sctaffpio , igj9tfmnw* Faf. iciafcie l^rd „ /^/W« 

' .-fai essi • * 

. ScUvdofie V. f^iadone • ' 

Sciccare , strappars , graffiarr ^ sttascitistB sotr 

.rr:u «IQ^^/V ).v. ra(cagaaoe* Spicca le mmofa^ ^4^ 

var U moli ^ 

Sciglio, fracassa cms pijtnài \ 4i'^«*'^^««, tace* 

v •.:lf«). donde Ìó^9AQy.scarnàgliato.f taitufém 

. .. |a, SiRomnigiiatp yi% fcì^m& j sscMpigliarsi ; 

^ Sdìgna r. S^dmid y hertuccfa j anitnaT noto •• 

Fi /« xc/^9ii • Fa£ la fcimia, cMM in To^ 

. fcMò«^ C/Mrr; ^iv;?/. yJL su aS^ 

. 9^ 'N' anto vo^ fa la fcigna a lo Boccaccio r 

\ ^y Vbt noa '(ap» dir* auto*, eh' to vorrebbe 

jy yn quanoo daf de' cakt » ^piet fiirbaccio 

,>. Di rovaio, e ad ogn'otta i« lo irebbe: 

. ^Jer feltro otta oiat<Étaitni>uonimgliaccio 

yy .Mi mangia , e a le guagoel^ che non m^ 

f^ incrèbbe : 

.^ lo^ Io. manpbr «f «a deTctf , ove era a 

„ fcrannay 

. 4^ IL. Gran Don-Cbesche ^ t It Contefla Or* 

• jn lanoa •* 

tAtXmi> lappoittiorper intiero' qneftt inge- 

. mofifliai» ottava', fterch^ vi fono io effe cri- 

ttcati i due piti freqiientìr eepori* , in cni tn« 

cappano pochi per 4dci# 4et voljgo di^ Napo* 
^ --rr «^ *^ E ^ Ina- 



fé4 SCI- ^ 

fettsi ; i^Iorehì vogliofto ofrr 1t abietto To^ 
ftano , di dir cioì , #9 f snebbi invece ifiT dir, 
/• /if r#/ , e di dir, /o ii»i»f^<b, in vece di cfii^ 
U numgim • Ma anche ti volgo Franorfr di- 

* ^e, f av0Hs , /#> t>#«»»# , in ytee di dir, wom 

émvm^ noHSr Mtnont* OM t gn^mnti fon- da per 
tntto. figiii bi foigna yiMXittMTitnanu-Qwc. 

„ £ pecche fleanò torte nieee jnte , 

^j Ca iùie bratta la fctgna, che pigtiajewi. * 

Av^ , .0 fa lo colo de la fcifoji , vai imsU 

aire • ■ 

• SctoccagMe^ mrtniimi^ netifliinooc oMn e m opaN 

lieiNre • 

• Sdnmareì /^9ar Is'^hnm. 

Scioccale , fioce^a^^t wtuìgsfi^ , csJ^ in miim^ 
dofma coia^ enne fiacca Is méve , onde fcioc« 
«ano le mmazzate, Val xi d^m J§IU bms^ 
Èttnwwu^ l*ai« 
^ Votta ^ aficonnait pò, votta Fomtoa, 
^ &ioècain* 'n capo- prete de molino • 
&io0blare, e fctofièliare, sUgmr iUtfuiJ lom» 
bt ce», ftudcii'^ £mo9s iéfUwamrMi , o^,fef€M* 

Sdofib^to , e fdQ&Uato ^ ycM non «»> nggiiul^ 

Sciongare , aw^tarsi sopra ^ Faf. 

tr Nne nneaie pgt Sa. canna , e ^caccia 
„ mano , * 
^ n HJTei le icioìiga 'tr ennlio, comme a ccane. 
Scionnea 1 e fcionna , fionda ^.fremboia . 
ScSore ^fi^n-j aaacenMOteifehiiBe > itt pV (dih 

♦ re, dorxie fciermy ^r/er| «rm a^capd^. 
'* Selciare , v^fimatf^i- ;.• : ., i , ..; 
(ìSciona» #er;#,-idSr^W.i.q , .^^ jr. y - 

' ':i ^ ' Sci^ 



.Sdofe&tet s^ffimrt: vciglia de ftfoftiare, desio 
di ben • • > 

Scl&LfctèV ^foct vékH*t»\ fa^r uccelllr € détto- 
di cofa, che oo» d- voglta •< FaT. > 

t ,r Sctb • fd&v dice- Goffireda ^ e^ la deftnne --^ 

Sciòfcia ca vola, dtcefi di cofa ben leggiera., r 
ftcilè ad' efl^r porrata^ via dal- vento «o^di^citt 
refti fòlo yS fenza altri appofgi , FaC- 
„ Fa ddà txat^ fnuugiaajre ocorneiata y 
,, E ppo fciofcia ca vola tommanette • 

Scioiciello, pietanza, ciiè prepara&^i ova^sbafv 
tote 3i <:acioy <f^ ricomn , e pangratto- in ac- 
qua bollente condite di^ bmiro ^ o^ la^dp ^ od^ 
altro «iitiiiDe, petroiemoid , pafll?,.pqie ec. 

Setppare* S^rappmrB . Bace> che- ve^iga dariat^' 

^,.CIi* a ^. maaiiQ de. moiesda ^ . 
„ Gomme laflàro fcritta li^ iac^iei^^t ./ • 
- ^ T^toui n'aje, quanto fcippe-calkdlenté.f 
Scifc! , giocherello per traftuUo » e Irattepiipen- 
'to*de''ni|tli3ari^.daIl^Ebc; mùm^^ MeBatio^ 
.7»j»^ dtiicim* 
^^ife, uicire yCnàQ' (Avào y utcito r ■ • 
* Sottpia. Bruita stHga* Pare, che v«iiga«dal pir. 
A nciffHs-^ e.dlinerafle priipujtamente. p4U-Cona r 
che avelie i capelli , còme i giunclu , irti , e^ 
dritti, iène réjmJ^sit ^Cimc* csj^ Vtt n^ 

r- „ Che bu&.d)' bruna àccia de Mégerai. » 
^ i.^y, Scirpi»» l>rmta mia ,. Icigna caota ,, 
„ Lava- polatai fènzA là*cammt{a« 
,^ Gómme fi brutta-! mzz'eflere aalTa. ^^ 
Sciti , eTciamazione di fchito , ed abborrimentù 
. «lii^uakkcAfadifgufMt» P F«t ll^t^u^ 



-< . 



ti» 9 

per i£M(hrzà- , 4aH' fbr. scixe^^ xfteimutz^ 

Mtomwr . Faf^ 
^ O sbrèguDftlò àe mete , icHr ^reoodw . 
Scittcare t. atfciucàre', ostit^^tH • 
'Sctalejaiti e ftmilatt) $d¥0ccioiiti^e^ v. fcias* 

* lare. 

Scìaocco > fioccò . ^ 

Scinovcto, fchhif. 
Sà^Hm^ scetÌQ, ' • 

• Seiufcf a , soffio . 

Sèocctftre . AkJdt via M /^ettif^ # fitmv0Ìét • 
€ìitéà ci^nt. Vn. ^. 44. 
V,% lavatelo Ift, fé 1d te< tf|tti c w i . * 
^SccgTMfe i cti^er i denfi ^ » fmrli tmdet éàfftà^ 

batter il grami \f^l* afk , r%mp9H 9C. 
Scpcozzafe , ¥émftrey tt rtvhcmr Is »ùs* 
Saof^t^ , tdstiafé .' 
dcogliintà y tQnvcffdtitnfe, , Mmofté 4i f99Sm§t ^ 

' „ l^raàjed^'ATmKla a la Mia fpoaiMfii 
„ Ddove mille fcogliette Co (M^aBiaiiee. 
Scogna-moie. Colpi 'da ftr, cadere i dRiti a ii- 
rià d! flrdgtibnt i Scogaan fi dice del bamr 
'- \\ gmno, eiktle Aitar fadri della fpiga. Qm. 
* Ros.att. Ih ' ^ 

-'„ N»tìlifcfìit» a la ftfcce, ^ 
), E/ia fecozzoDiata a fcognamole. * 
Scojetato , rr//^> , v.* Tqdiétttto : fot& P uoic^ 
teiinitte hifj[iropria , e molto nsal a propofit»i 
.. giacche 1 vero fcòjétato % il conftigatOB 
Scolaborracce j ^khriaConcybi^w 1 lUl vizio <fi 
' ' tal ròalàteei«a.'< 

[Scblàgamfdlé;. Ej)tt<ftd in^iAtofo ^it# ai «io. 
' vani clerici delle SMcreflie , che fi^iiooo di 



< IbncciifQ^ bavera ^ è'ifcòl^ ^ * Amify^f M 
vino , che refla nelle garafine ftrvite per U 

,, Si be ca tutte Mede , Afiicie , e Sante^- 
*^ » £ da quatt^anne rcolagairafelle » ^ 
Scolapejo ,. n» p» tscutatio ^ 
' Scomgiare ,/ifi' uscìk if sangue dal nas^ i cm 
, mn f ugno y a simile •^ 
SèomnK^iafe- ^ ^ fcotdmegtiatr «^ Scùprirt ^ 
rotftÉiré . ' Quanto alf etimòlDi^ft vedi Còni, 
mogiìare . Ciuc^. cam. XIV» xr. 4* 

,, 'IftxxO' ciieflb^ fcottmìocBa nò tiano ^ ^ 
Fafano r * ^ 

«, Ma Rinardo <;ch{iji ddinto ttcrajkcdato- 
^, ItVafe jpipe %ommegiiare nuove nganne. 
Zeom^rZy finire >¥ Stadere sfinir di uecideie 

donde f(pf>iBptto; * e .fcDmpetuia , ^«^ «^ 
Scómpota^ e^ feòniifpiito ,. esc^mpmto \/ 
, ;^ScoiftcecaTe^ HWH^orre^y jntetromfefe^impf^ 



dire \ 




g^te « Falv 

^otici^iQ^; l£dftotb dar Odnciiio ^ fi ptende ' pei 
C^neiliateh.Oef. lihV. 
* « CJa fi ròba" ooóo'" Vari è' fcotfi:igl!e 
*;; Nfiftè.l^KaggràAfaieno ceri* arpie . f 

15cdfrfiSdeA2e1^^^ diffidtnta i ^ 

Scongiuro y esorcismo^ * 

Sopnocclnare , cadere , b vacillare^ per debolez- 
za , non reggerfi in pi^ : fidic di 6tar il lino» 
o iimUè , Ole i> abbia avvolta allk rocca i di 

'tàv'ifiAk'^iiioi^ma. ' • •^'^ ^ 



ig8 cf :? jO 

tikui cosi !> pcxchè «r» aìl e(S lécito andaj^ tr- 
inati di scoppefte corte, che i^fctfidevftQafiir* 
to L maiireui ; ìfm» « cbe 4 torti gli alni 
fotto' graTifCme pene veniva vietica • Omerm 
Hi. #. \ 

)» Coosim'q ved^ noolNiffiiaciooo^eafèjc^ 
^ Vldelparaibdoà |i (cùpp^telle.. • . . ' 
$CorcQ^iare » natf-^qH^lch^ C9^, di maxm d* 
'éJcttna ^m Mrii3i% ^ eoa fw^ri^^ y da cur^ 

S^rdari«IIo^ Qilìaia.y^cie £ac^ìfyi^t^H scorét* 
Scorore, oscurnd • 

Scorputo I J^oi^i^ • • . :'^ 
Scoxrutto , cotrottOj fradichX eie è cpmtmciat$ 
.. ad imputridire^ d^ (cotl^ff^. . . ^ 

Scottarti i,,sAitiByi are ^^ i 

Stona', eorièccia ^ oa^fcorzair» , tot la [ewtec^ 
ftji^ y«i|iQnaai^^^.4lfefi, 41,0001 tiM^ /oflfi- 
nato, caparbio ; .tcwafiCcotz^ ^yèksMfetJtciai" 
mente., 

Scofimcnt'e ^ itaicostan^nn . 

$(ofciarii^.4 'e fcoilkrej^ ic9ssatare p^-^uasfar tf cé* 
scie^'r fguarrafe.. , x / 

Scotolare^-.e fcotolejare • 'ùctnthre'f saptotare , 
Rimuovere diBattendQ y. n^nimud» jf/tr cadere • 
Forfe dal Francefe ' secmw ^ Ciàce% €àmf* 4 

: * H> - .» .-E eco n» Scotolata 

,» De retcBie la leciefuda le ftt ddata • * 
Me ne A^sttofo K panuè, «10^ ci veglia avet 
fa»te^\ò (lefeo cBe, me rie (avo ie mm4P»>» 
e%ie«MÌ ai^iteiaaiui» al aaa di efl< Vi ^^ 

* ►, ^ * Ite* 



j 



Vaoitizione aeire maht di Pilato nel condannar 



cita, dòv' é(Ti non. fofT&to Oati ben accoltii e 
accettata ia tor mifìioney.e dottrina .> Fail > 
■ x.jj jE. th^'i9 k une Scotola li paone • • ». 
i. u^$Ì bi^na piazzo /cotoiflie nzbriato 
^y La porta ^ è. e^iù & fnefe ^ iantafià • • 
4fcj9i9rn^eioxie> éscliamaziont... 
jScr^vac^care , fcaua/cjtff y smontar df cavaJIàJfy, 

dicefi del far faltar taluno da qualche pofh>. 
Scravoglià, e fciarvògUà,^ shog{ÌMr^, 
Sprefpace » for h^ rugfi^ y dice& mioacdando « te 
fcrefpo ffo culo co na cavoce.. . 
, , ^ E «pc^po a. me ten^ na veloa |, 
H Ca a d^ trova no ^porno chi io fcrefpt* 
Screffare, roètper /ii. <^^T//ij^ dob.la <^xr<tf , /j^#* 

^ettorejo'^ forziere ^ pmfUnd.*. FàC 
\^ Vocca, ftrettorcib de' là cortefia^ 
yy QÉfpeai9 mia ({&. confcy^zeioqe . 

Scrlar? , aJspfrdpre . ip^J/e. ^ " pufhiiir via #. 

Fàf "" '' • * • ^ % ' • ■ •■'. 

99 Prega fèmmetia , é ccSiag^é/ Quanno ^ 



e c< 




^ Mh ««^j^ ^P^f^i le bir^jcfie ^ e (Ìcrìannena.è 
Scrfato V e igriato^ ca9#ìsf»t«fo • 
Scrocch'eiàre , carptr9 y dal. croceo^ rampine 
\ f^ P^^'^ ^^^^ >• feccliie I 4 finiti cafiuti n^ 

pozzi ."^ 

-, V, Siro. 



:»»« fan, 

"Scrofì , p0rC0 da rwxxk > • mto £ 'it»*ih^ ifm^ 

*fudiea . ■ ' • . ; 

-Serofonejà y. m^ngisw 4apnc0 > v; cu 

*' fi£»orfire. 

*Scf^rrne)0 , iquhtinh j ù in lèiifa di ncerca > 
< CR3( cP untone di Ghudiid * 

Scnidère , escMetr. 

Scucilo moccio • PiBurs Infelice d* VLcm» *Mb :». 
V:ctirvo C Vv Cuccia? '). Corr. *w. «r>. llf. 

• • „ . . '. • . CMIfo Titta ^ 
., „ Chille zembriitor^' chHtofeiiocbinitcciou^ 

ficatTeja ,. e^iffU ^ nota' ornamento da^ tefta ti 
donna r- 

Scnmma» sciinma^ onde 

Ccummare , tor U schiuma ^ dicefi proprfameiik 
te de' vaii bollenti con qualche pezzo di ctf* 
ne Y> Qfl! altro dentro ^ eh* alzando fparaft , lor 
'bifogna togliere r'tionr va! perb (aria jfmna, 

'' che fa ^1 a scmmm4 Ti dtcé^^ *-^ 

Scuoncio , .0 fcucmceco i Jisaeconci^ ^ ptafpcst^ , 

Scuoppo y e fchiopppo > faduta » èotìa » rii- 
morr » 

Scorare, oicnrar» f anrmvàtérsi ,* iiifnean i 
mme fé fcora lo èore\ vii m/ /#«#o ^ff^"^ 
dai ^sfiacite^mna ntra tfit(aPÌ^e,ìlfU op* 

^ primif^ . . . - , J. . . r • .. 

Scouiata • Frusta , sfaza df cànape iritorto t 
* con coi & banono i cavalli .-^ Voce feftiataci 
dagli Spajgnuoli V che dicono Zurriago • 

fcuriflb-, sfortunata lui\ * 
curo. Oscuro^, bife/ìcr, sventurato,' Om. IiÌ.L 

„ Ferrò Prìncipe mteie ve raccomannò » 
^' ,;'Chr.mè iwtììàe èfhdla fè'uti figlia . ♦ 
Soui;zeto , /r«rxe ^ trascorsa • * "" 

Seur. 



S'' E* e li^ 

scorza <:oiro (Iretra, diverfo isi Uorzs ^11*^ 

P. }«l§0^ V. U gii 46|tO «^ : 

Sdamma ^ Dam^ , Signore^ , dimin*^ , 

Utlhntàxc^ menarsi «a» impe$é su di alcuna ^ 
SMìmnaxt p Imefm^ry s^^uaroùtsif^t^ 
SdeilcuBmare , dilombate , cio^ frac^S0rt 4 
kmbks It «wfcr <tf ; .ibvfir cij^ f«A*o/at/ ^ ^v^^ ^ 
. nMir^ y da che tan^ ^«kne ^ chi con uà remo 
, 'i&^ottiia/è iorsaio 11 ll»i<3ai:^ le. (àUpi inquiete 

Sdellongare , sJuffgjtre. 

Sdnunma , drammn y fort;^. di ptfii» 

Sebbejone > s» ^ St^hm • 

Sebetura , sefoltura » .... . , . . 
Secamollec»» jvara, così detta M/^iviibf fi Ir 

bdcciéfey da rm tlMe moUisèt » « kìì^ÌM^ 

«Mele , cento, dicefi de! Fwcatóni, ecanomi^ 

ci fin aU'^ecceflb , che dao tre morfi ad : 111^ 

faggboto r • 
Steca., ««(MsfM^ JUjKf ^ mm0 4n fmrr^m^ 

dite ^ sete -y ardenza ^ Fà(r. tv 
n Gomme a na cervjih i^^e^MiA ^Wifu^MUU 
Seccare » inquietare ^ i^asudire > ^xxn- ««» 
, m i M a ft m per «» poveruomi y 0- come .poc di- 

ctU mJtm pittima cmrti^h ^ . 
Secale^ j^^^nv : la fimfe dmtsi^ voX, mettt e^ 

dame A , itmiétr ii vi^Hm » od Akte iOiMmcO' 

«d^aioo-» 
Secato ^ato/. Stamst» -mtett»^ ^ dice imipeia* 

mente del camminare a vela a mttj^.ér/acoii 

luto frefBQ /che 1 foit^fi dieoHo werrer it 
d»:p^^M VvtAmMt^l toAe&^yiafi 

li 



,, Cacciale Io viento « c6e te le botaie» 
», E fecato fectto le portale.-* 

SeccetiL t aridità » shehày ^atido il Sgnor e! 

' * gaAfga' con non mandarcr poKÌe nell* ella 
per lunga pezza- ^ cdficchè io carapagoe ne 

• pafif^»n0'• * 

'SetolOm , o fiecold* , etràù , hmgà stmgia^ , 

• ' àstrazT^nr: Itt 'n fècoloio , o *n fieeoio , 

• «yatfene come in efbfi |ler troppo' ctmuau^ 
maraviglia ec« 'n feccloco , vai anche /er stm^ 
fre y in eterno • 

Secota, ins§ghimefno\ 
5ecotapignate , parsstP0j tetòceUf» • 
decorare, seguire ^ tener dietro y e. fecoleJÉiev 
Sécoteiare, se^uitsrè. 
itecòtoies esefcuràre\ ' 

-Seoétorejot evefiutafio^ éM gindisiale in iicrit* 
n» , con. col fi affringe il oebitoire a pegne ». 

,> Cch* ogne ccartella IP eia fecotoreto « 
teoa:eejot)e > enettztom , »' A» -cma^eigguitet i # 

sejuestrMta. 
StfCozìfinne» ser^c^^fOem^* 
^fieecHrzo-, ji^tvive j kfuto^ 
«Sedeciqcro^^ stdntrùie , »oiv j^-^v^o r' dtoef eti» , 

/i9«« sedeticcior e vai i/i /^lil^ gierm « 
AdeMMT y r federare iir pi, , poggi , loogU «Bl 
^ fetee , ^4ÌeUi , datl^ Ebr; f ecbroth , eirdmet 

in parietihus eminente! » O* depftssi , ibrfe 
.; eoene i stagUomt negli : antichi Teatri lU^ 
r.tt7ianc»«fe ' >• 

/iMictno « C»/» » 'E^ ginooo di. parola nafcente 
; 4all£ voce MiAf^i^ part ch^ wglki- diaefiue 
i/ la 



M Eh ' itj 

. la pau«&*,'s».cui G Hede • Stteomt I* amica 
Città di Teano della Campania AdiAinfe àA 
T<aoo Appulo col cbU^iutrfi Sedicina , e vi 
Ài un grammatico Donato, che dalla fiia. pa- 
laia. Temio fi cliiaroò Sepl^cinoi vengono ^ia- 
' di vari (^h^riì A qudfhk foiùvoca Datola. Om* 

: a*, ri. ' 

y, E ghiea « aomme lo jeatieva P atzesna; 
n Nal a .la< Éi^ia f finfcià lo fedicìno.* 
Sadogneisr « : ins^mar^ t regalare per mener 
qualcht favore , sforcat di grasch ^ 9li^ re* 
v». aOntata« Quindi . fedunto , v.. fuzzo . 
Scggia 9 udinkx S^gia feggia» dscefi di chi % de- 
gtx> d' andar .agi' Incurabili per malto ^ da 
che ordinariamente colà gP ìnftrmi in Sjddift 
iaft poittati' • ' , 
Seje , sei y numero fpeflb pr^fo tndetermiaftni^ 
itoeftie jper tMl$issimo • FUk-. 

,y Ma k6aiO«Q ll'abbar(e deciari(6et 
, ,,. Ca fdc vote^ de vieoto ^ ognetato » 
Sèjèllare oggi diiÙaiO) par fé^emct^, *Mggel^ 

tmte.y ^eflafeim, 
Sellozzare , soffrir la 9i^ cmyUlsimte f$tifitt i, 
jv detta» fejliiato-* - 

Sellttjzo , singhiozza « piir pr^qpria^notre qudl» 
ìMcm .€OQVuUi•ne^ fluente ne' bianbini (^e» 
dalmente dopo fuccbiatOyCi prefii la lor pap- 
parella , detta con aitco teiouoe, V àìlgwt^ 
' jSiff^efii^Ue^., — 
Seqaltian^ > . s^ttiméfn^, • 

. &tófi»ciMa,r^''^^H^^<'.f ^^'^ ^* ^l^m^% sp9ntize 
^4, yneirdfbni ^ |fi^iata«(eate prendendo H' 
l^jnteQjtto pel coirónen^ ^ il cuio^^ Ja fogna » 
Opafso contro Amenta: , ' j 

tfctt»f»P^PP6i^^.J«d^«Utof*iAflBinf|ita 



114 s n u 

„ Se joeaniii ppe ffi lo ptevtkgpo* 
SemmenteN^, dUmimrìvo di jemmen$é$j e <lioefi 
xle^ rtmi di milonl, zocditi e fimili* Dkefi 
pur d'iMKk notifHaui erbetta marina, cbe cipp^ 
' " deft vBtì potente ftnnaco cobUo^ de* vermim , 
•i squali: pircM^ ci«(loopi nafcefr , e genecarfi 
nelle nome vifcere y e (pectalmente neVagaz* 
' zi dà quaicher paitra^oififidi il pio v« accoglie* 
' te (emttiemella ^ piigliì^Ja ieounentella ce* 
** p0¥ ^roer timQre^^E* pot una fort» di fàbk 
éaa -^ ♦ 
Semmidep 9 detto d* u^n- , e6$ 4^fnù un* dniét 
gfétiit ^ # f^e «/ i/i lui s$Mp mom rfmwr» 

' SenmDob da ««ah/^vik « 
Semmone , e SNniBejooe ^ Sim^^y e S imporne p 

Semmozzì « €a$§ims$ f^-ac^na ^ dioi&- da' ih^ 
tÉror4 da^htiirf detti imnéit^9s , i ^luU fo- 
gikiifr laiór peF diletto a ^apiteoibolo da- 
fiaalcbe rtaho-, od* elevata icoglip gittarfi ia 
mare ^ e quindi per fottio aqpa enas ad idcie 

^ Semmozzariello f- Tortai di uccella 4* acqv fSk 
• ' maritKr, ohe dokeV ^ ^ * 

- Sengf ^ fis$uT0y, i» fènfc ofeeoo /ji iMaMivfW 
' Seiigarr, Sègnapeiy fendai^e ^ 

Serra' ferra , rumore r fitsiso , ris$ir^ cosi de€^ 
to dal folito gridarfi tra ao^ coiì per la Cit- 
f^ftì t^Ripo %>q[uakÌie-tiMHilto«, awifiuMkifi 
)i di cbikderfi te holteghé ».-. affitteli^ '1 Lazaui- 
Imo nonr le ^h^r^ l^pprofittandofi ddl'oo- 
^flone , FaC 

' ,i Furia ftatteeTt I toi^d^ TaitiMt r< 



» . 



/ ' 



,, Serra fiMi^«lb Retiti» ce Ifò òane • 



,^^jui*ri*) diéefr'pro^tìamehte quella j^W«^ 
rwr»>//W^v etie-i4to a^Gapkelif 'dielle poppe 
><M» iattantf ^^ Mie fiòbrar^ e mani d'ogni 
altro per |;lt eccedivi freddi nell'inverno coti 

' d^itè^ : qtdiiéK ^ tf^t^^oco* feheno deP hl6(lrd 

^ 'Paki)ietl»^(feo( a t^lei , die 'Tofiéndo d(v 

I<Wfr tfHftidiri'^iterhMrì. i|^ demandava con- 

!%9Ìb-v e quàléliè* i^iii^» » Sedugnett ro /«^ 

Sertnas tngtmljit^ tke t0dk di- 99tt9 y 
SeieiMitar y v; matenata • 

Serpe y e fierpo^r ^^TpfpK\ 

^Wdfk^^^'-sègSy ììòiMvBn^ -iflANiietifO meceaiifeov ' 

Sermrr, segmtr^ ctiitdere ^ 

SerxecdiNr } Ibrtft Mi W^cetfe^ è per «ferilSone deff<» 

«'«F^MIi spéidk^^nm là^^iloimnaziotte dailar. 
l iU tti i f rimaa eo^lHi #^rri#^» o ffii ieg#* 

Se> » t mr, m e^C dètm mopriSimente di coforo^^ 
é» iter al fefficio ^iè inèhttclir . Cavalht 
serpenÌ9i4kiAsmt^ ohi" dà vetjofe cafcante va 
fiogafltcf fottdr gdtioe , e beedb.' il cafou 
iiMHta« preflof qualche NltiEi' r ]»r derisone 

e eoo pqtgiorf epiteti' cdiicMvftintt. 
Serv^eetOf ì in* fcim ofceno^ ogmin^ cafttfce A' 
qtt É u t l va^ ifnpólti fii tal voce fitfcettibite ^ 

• 9, F^Ateiè elF%eflt mio chitto. fervitelo» 
TÉtté %^, ftiQrviie90 , pef téifko ^m ien fsatpi 
S(Kc»> rerflie ,, /inrV* V Fa»; 

>, & Ile' le fsefirKè a cctentce 4S provale #• 
Sefeaire , e* fifcarei feschi ^n - 

Sé» 



s 



Iti 'SET 

Setafsiare, Mauim^^ v. ennmk, 

Haipo di wx paje di feaqit ^le iifar da Fafii- 
no il nofim detta volfue ftxmi'mle^^AévMi 
fuggire.» 

f, Aiiitatjftinoie viui^ ftlteHiiibii^ 
i»rie altre copfipiH ffarrfliaaì alfaifife in 

, abbUma» cosi Tb qpelh» di ^-É? ivttto* ciil< 
Io , cche ba frj^ raoa ,. cioè m fi4tmU^ cV 
m tempo fu gc^» ve^d^mfi t • l' kipoin 
del Biotta >» pr ^U,,ti^9 è^pmtmfm , mm 
occorri ptnsar sd altro , ni pih pmusé ed 

, péUJétfo^ id a ami cbt si ìrfndMtQ. ^ 

Sette alleprìzze , &tte*paaeUt> t-p^bta dt fM 

ftroppeiata dicefi de? 6rvitoii • ; 
$ette cèlefle dÌQe& ad. efpiiamt iiii.aIirB»(M 
ma , Fas* ^ . • : • ^ , . 

^:Vi^ la crofft^ttìRm». fi. solfalo 1. 

r ,T Tinten a bettoria , « aje.0^1^ cekfle 
„ Se. mefes t balli^) e 



salario. Fino a che Ia.fi;Q|pfft» d^'Jfidii^Mn 
molripjic^e t igms^ìì fttà^ usa Nw^ dui 
r ufo antti;o de? Roaaai di dare; ju- leciìinri 
fiicceduil agli mitichl fervei piopcrfo^iiia^ In 
denaca ^ e-IK^o^i^iiiiarar loro. V96msmmwl^ il 



Cosìancora.ufa{l nelle P|0vij|ci#. 11 paoie , ^ 
una fola volta lafettun^uia ,. d^ i3&il»tiib H 
mattina della Domenica confegnavanG^feta^ fA 
gnottft a dsi(Guafreiykepe^da.doif^^ 
je tutto kfettim^a. P^, maggior «UfpeaAi 
furono detti sftte xrori^f ,.quau che neppn^ 
TEdfera iuriiBrc k pag^^ , m le ££fcDi^ 

a' 






SFA ttH- 

wt (S eie / nutigiaiidoiie il padrone la ihoi- 
hlica • Om. Uh, V. 
t\ )) Lo riefto 4aiHìo H fettepagefle , 

,, Che no le reftajeno auto, che la peli?. * 
Kte fcorze • Peggiorativo di set$ejmnelh ( ve- 
di quelfar voct ) , e dinota an miièrabilifTimo 
l4Cervi«ore ^ che nMJb«ir>ì pagato con tin pane 
;il gioroo , nsà «wlianfo con una fcorza d]i 
• pane. Om* Uh. *VIL 
% 99 E a Retaglione, ck' era ietfeftorze, 
ft. „ Cheli* annatofa dfér^osì ftmofa / ^ 
Étella, e fetaccio^ staccio da ripassaf la fa* 
' riva» 
iMenaeja, e feiitoiizeja , sentenza ^ detto argu* 

$0^ mwale ee^ ' ^ - 

j^ttgita. Mantello di feta tifiito dalie perfoiie £ 

legge nell'abito di Città* Cince» cant, X\ st:* 

41- 

jj Noti pòtaraggio aftì, ca nfi a ha gatta 
y, M' aÉDbarlarrà : afh fi fetiglia sfatta . ^ 
leiOAto y e fetovato , situato j maritato , còt oc* 
: cupa qualche posto* 

Sbiancare , allargar le gamh nel camminare , 
^ così detto dalie falanghé de' bafti^enit , cui 
< raijHnhijgUanfi, at€|(a Ta lunghezza, le gambe . 

Ott9. libs III. 
ff Gride gnopà ca fi non sfàlàngnva ; 
^ E a gammi» ncuoilo non me ne fojeva • 
Milli, ^enir meno da •♦«^Aw , 
Korzo , pompaci gala^ comparsa luminosa ^^a^ 
*Hnia grande -j haggiéuteria^ -^i sfuòrgto. 
ìtaCàm, rovina \ urrà sfafeio, disfarr\ , dìuo* 

Kiffidiare , infastidire , venir à nausa \ 
pitto I t$anci^ léHPOf Fm. 

Oche 



t> 



i^ :S F «E 

„ Cche Camnsfi Anic%9ajt ifat$cv% flhMb | 

^fazejOy sod4i sfatane . .- , ...tjt i 

Sfecatare, torrt il ffgató^ tt^^dere^ siuétiimf^ 
Fa«. 
^, S&rata Arbioi^^^ pp» «Hi ^n c«olb«l 

^ Ggallo . . 

j, Lo fcr«(b buono ^-«^gbitfta dm ctfftBsii 
t, Dimmci, & da |i,iM(ld tfecatoio? 
Sieccagliare passar da farit >a fmu.* '.^ 

Sfelare , sfilarne ^ panare . Sftkjc In corooa^ ^ 
disse mn -soffcù d^ Hr^-^pni^gli dhst ^iMfN 
^i di maJf • . ' j 

Sulenxa • t/b>7to f^vit^ , » iti/?/ /» arnese • IKm 
irrotto da meie»so • Om* iti^ i. 
-.^ E fi fé fa na ftraccU ^^ sfeknxa. , 
M Non vh lo jaifovtfi tf i ie. Seweàvar' 
Mrra • 5/ W4 » f^afaoo : . . i 

^, E ammolatm le sferra ^^ ($e ne Ic'esfi 
^, 'N c'befto io Soky<e SmiSft/CGÌietunae 
9, Comparze , « eoo la sferra rfddeata 
9, Ncxqpparlo post», e ffiu» fia sboura&a* 
^/ucc. ca9$. XIL -st» /$o. 
„.••••• E lafsa a mene 
„ Cb^^ trte sil%,de maaeià la $lènm» ^ 
{ftrreccbiata , ^'écciafa d^^nory aiaale^. ^Jh 
Jpada . Faf, 
,) Non ttitt A ne»fi 'o o^ mp4Bim inM 
,} De fcire fora a & na sfen^ccbktar. 
^fèrrl^ f passare ^. ^coffate y .frf:òmifiette fH Ji< 
^/Mr/> eonsra ataun^ < ^ ffirrare , <ìfl^. felli 
i /^rr/ ad nn animale y ti simile .9 cbt ^ 
Wiir^ pur dicefi «mche .«quando s^ inravb i 
j^ar i ceppi di ferro da' piedi di quilflM 
jreo • Fafana : . - < 

jy Tu de (lo canpo pmeU la battuta 



S F O Yly. 

y, B S9i sfena aie , h n^tifeca \ kompnva . 
^fiocapliare , traforatf m colfi d* urrm p^ntntf^ 

. ,, Mente (lo cano sfoca lUodio titertio, 
^, E fse grdIHa tie sficcaglii^Franzìfe, 
,, E fili «D ascevolea «^fe sficcagliava. 
9, £ pe cltei^o a no Tempio l' avarone 
,, Lo ^ecaglii^ a ixkte de corti elio. ' 
Sfidare) e sfedare*^ invitar m- duillo ^ m fitr- 
qualche prova , «v. -désMave «^ 
^ Sfilare, stappar ^ìa v. ^lare* 
Sfigélo , sfivolo , e sfiolo , disiderh propria» 
mente di còfa ék mangiare ; xj^ttèÀ slegolufO) 
Fafano. 
p ,, Sfiola lotta la (porta , e ppe lo muro , 

„ E le isengiie de thtXiti va ileccanno • 
Sfizeio , e sfizio , piacer sommo • • ^ 
Sfocare , dicefi d* uno fehioppe do^ lavato « in 
ciii^ fi ponga tin p(^ di polvere , e fi fpari per' 
afcingario : dir ad alcuno le fue ragioni do- 
pò lóngo filenztò, per convenienza ferbato :* 
respirare , esalare > usar cc/^ doima ec. v* ^pa* 
porare. 
SfbpHatelle , néfifllttio noftrai lavorio da forno^, 
' Tipieno di riciKta ^ eedfonata , uovi , zucche* 
I ro &c. 

'.Sibmmato, e sfiiminato; svànhù. 
Sfonnerio , ir^vina^ dicefi d* ogtli cofa ch^ a1)bla 
dèi grande , come no sfonnerio de magna , 
^'àna^gran quMfUthà di ciii^ -od mira storpac» 
eiapa ferri ai le , 

„ Cà fente, tna non vede" Ib sfonnerio. * 
E* anciie aggettivo, Fas. 
^, De bellizze a<bii^tie * adfere , e fante • - 



xim -^ 8*. F R 

.E vai dì teltezzc. S9ipertwix»e\ 4fìn^ ^er- 

Sfonnolare , romper il fond^ ^ v. sgjoaiTare • 

Qtiiodt 
Sfonnolam . detto iU dw^imci^ pubblica , i ifi 
cm pad! baS fiuo (faiti {me tcep^ suno- 
meffi ) € fquinternati . . ^ 

Efomioleiare , tremar di psuy^ da cap^ apfiè^ 
scarna., caccia^ dal far^ù ^^ d^ delle fwe M 
propòsito j pcx^xanuS, partorir^ • JF»r. 
yj Sta gran maiQina <lf ir^za roperatrice 
^ Sfomsde Matirda bella , qivinto ai|teai« 
S&csecà , guassar il sttoh ittfandùlo. 
S&anatecare , sfrcnctecare ^ e sfienet^chcjaif , 

'yarneticate. 
Sfraotomxnà » e sfr^Otttinà i ridmn^ im pezzetti 

striturando • . 
Sftattaìe , aiedàre • # mandar via , quindi 
Sfratto I esilio. Fa sfrati» jdra^a » cacciar vìa 

alcuno • 
Sfrlfo , sfregio , d<»Clo da sfrefase , nomper la 
.faccia ad alcuno • . . 
Sfrecolejatei r/JfifTf in minuzzoli . 
Siìrifare detto per iscbtft'^o ^\ ftanzefe friser , 
[pettinare | arricciare > accommodar i sa^ 

pelli . 
Sramecare , ^^iff^ /» /ì»» • - 
Sfunnolo , paura > terrore « timore^ 
SfuorgiO} galanteria , arnamento d* abiti , i«^- 
^ so ^. fai a. Fas. Tntto t^icmlc » vai j^m^/^ ^» 

abbigliato » 
Sgammettare , i/^nci/ «//e ^afuh » ^mentsre ^ vin* 

cere ragionanda * . 
Sganare* Saziar la vs^glfa^ Qana in Spagnuo* 
. io dinota // desio ^ la -voglia » ed \ yoct a- 

4: dot- 



dottata nel.noftro DlaJetto» Tasié • » • 
, ,, Mmt voglio ghi a fganà fb fantafia • 
•£ Tiori. . ... 

,, Si chcila te sganaje :ciente goli« • * 
SgHEgiare, smascellare ^^ trar h ganasse . 
Sfarg^]ito , sgauassato* 
S^dJmtt y errare , sbagliare . / 
SSkrupo, dirupo^ v. fcamipa. 
Sghizzàré, t Schizzare , scoppiare ^ scappar via 
con elastici fa , saltare per allegria , «X'!'^ » 
spaccare , fendere , sbucare per traslato , da 
cne l' umore , o liquido qualunque rinferrate, 
per le feflTure schizza , e scappa via : q^di 
Sgnìzzamllo , sgbizzeno . 
Sghizzo , fchizza , goccia d^ un liquido jcap» 
. 1^^^^ roTi impeto s» di qnutlcbr tt^sa . 
Sgnizze • Bijcoiuze . Luogo di giuochi viziofi • 
CÌMC, cant» VII. st, 6, 

„ Jie pe iv^tt, li sghizze , e Taremare , 
,, Ca là fapea, che ne trovava aflàie. * 
Sgoloià » tof.r4.* il desiderio | saziare , CfiVétr Is 

voglim* , ; 
Sgorbiare, scannata^ 

(gotta 9 iÉ/JÌr^€4rr » t dicefr de' fiiMm , édi qua- 
Isioque alilo néagno di/ acque, mediante qual^ 
' ^etfliàcdKiiu. 

S^KOMXt:* JMmtgiapeii ^uaS voteflé dire rìmacl- 
nar il |$mio co* dentt . Oift>* Ubyi. 
„ .Co&i k, V ufo :. aifpatià^qliaBta vuoje n^ 
„ aie . . 
' . iy Tjim ftaa»tZ«latD ^planno sa guj^e • * 
-H|ra^ia»4 iiumre per forzs Cfi^dr > da cosa ^ 
come il dice dell^ pietre ineaQrniaij: , e deg)^ 
« .Miaiiti^ Vn £ctalUr«} rca^zeUn» •• 

Sgrat^, ifmoif. ,, ^ .1 . 

Né^.TJL F Sgre- 



r 



S, G U 
Sgregnaift , s^himsre , sarritkre ; 
Sgrignare , /fff gmbio , dtgrìgnsrt ,. Jersdere , 
detto propriatnenfe de' cani, qnasda nmùnàn 
arrabbiati t lor depti . 
Sgrimmo-, grinT:» ^ gram^^ tj^mo , da m^m^^ 
Sgrognone , p»g^ sul muso j da. gnqpKr^iny; 
fecQzzone • -V*jje»{J 

Sgnallfurare , sionzoIdtfM • -^ 

Sgnariaie • Fart in pezzi > sèTémsr^.^Voos re^ 
Aatt a soi dallo bpàgawoìo esgmrrmr^ che di- 
nota lo dfteOb • Ler, Stb. de^ Nùnu 
„ £ che bob macìoodelJoi che te %i]arro? * 
. Val anche , divmear h ewcie , o ìbraméot 
uno afferrandola fet le gamie ^ dmtde si' di* 
vida . . 

Sguazzare , -v/vrr maH^fia fra gùzzovigiie , 
. tapejbetri je. ed egni jaltra iena di piaceri % 

Sguarzarejare , jguofrxafe • 

SgiKRnatXRÌo y eonroito iauHy imma minta» 

Sgjdibia , sgeike j scrignute . 

tgwflb , dicefi di chi abbia h bocca torta , e 
la barba pecorina , o come pm diciano a ap- 
pella. V. fpappòlte. Tiieri^^^ 
' y^ JMa •vaie iediet juio i( 'Meehe-de tgo/A,) 
„ AMdtò jùgù x*Mli chi! ve pò dare a mzo. 

^fgnA^ixit ^ 'Spuntare y :sbueciare» Si ifae dille 

■\ pbmtev^uwib pn^pam :; '«a prectfiuiietfe 
fi dice delia* cipolla^ aNorcKb ne ipmtSL 9 gi- 
gKo, onde MJc^riudoiie viene- k voce* 
Cince, eém* A. //.-y. 

yy Sguigiie df^mgiaa. fownta «nate 1^ 

■ ;^,.«lie^*-, . \ ;"'*.' 
/ Sgiiixi2aglio t strìt^di peìiey^ nee/o , cerne 
d* un arco , V. conejulo 9 z^W^^ ' 

i :. • ^ - -. Sgaii- 



S 1 .S xaj 

^^020: h$ fi^Mfio^ per tr^Fvcrsa» Ci Cembni ^.^ 
àbt venga dall' Intimo ssanzo , giàcchi pet^ 
fcanarc aiciin a>lpo, convieo hit un faUQ^pet^ 
traverfo • Tiorba * • • ^ 

„ Tu^ncoppa lo Cavallo Pegafeo 
» ^ Faie li ^mp« «de Cguiosso , e le corvette. * 
Si^-cataienelU , /i» natura della donna» 
SìoùÀo ySfCfhia , 

Skeo , tfivWa, smunto , ^^00 , dìmagtatp • 
Stf M*io , ^»/o , /««///# , pQftUo ^ V» ifdeniro # . 
Sleppa 9 da, te è per^ certamente , Fa£ 
. „ • • • • Orsa a. l' allegra , 

99 Sieppb fta vota, la &ctmino negra • 
iQoUO'Oiegiio fcrivefi feparataroénte si è ppe. 
Sterpo., sprpe^e y da <^pv^ » serpQ • 
Si-loca y noto cartello» che fi affigge falle porte 

delle catfiid'appig^ipoarfi •> 
Sknpio I semplice y sgombro • 
SinaecOk Stindaco .^ìxìxìiqcq é^ Io Pajefe , detto 
di talun y che non velia fui buon gudo della 
Qcti , o. cb' abbia, i&n anda»ento, grofsokno. 
Sino , seno , grembo , quindi vancefinò , e man- 

tifino , jf fernet ale « 
Sio , e >ignb, e Segoore , Signore • 
Si Peppo y cantaro ; v*- nella voce Peppe : 
.««9011 tal vafo tra n^i Imi collare feì grana 
di noftra moneta , con altro . nome dicefi , 
e Ai Ilo eòe ha se fé grana y Faf. . . - ^ 

jj Mar fi. la verotaté no ^ ppacchvma^ 
-y, Ha rrntto affi chiilo che ba feie Tana* 
Siicare , fischiare y onde fifco ^ fischio , e fifca^ 
tieila., fi^imto • 

Sifcolo , ^^^ì;m • U pi. , (ilcok , guai 9 v. re* 

F » Sì» 



•> 
V 



Ì14 S M A 

Sifetò. Simintto^ vrej^aton Dicefi ée^irafi'tìfim» 
thi da qualche coipo , o caduta , e (P uomo 
infermiccio . Val pure Ge/mfo^ tmìrizzk^* 
Deriva dal Fraijccfe s£hL Cìucc. Prai. 

,, Non dico a chille Ha , che ft reìevaao 

' „ A naia ppena^ e itakào miéze fiféte. * 

Sitonno , t^t^^ 9 trasont : mdefi corrotto 4à 

Signor Antonia ; ma da che non fi ha me- 

:ìi moria nella «oftra 4leria , lìb anche per tn- 

dirione, <fi oualcfie famofo finargtaflb di tsd 

nome , percni non poterfi trar da X»*^ , 

Tira» , come fé cKceflimo un guappo all' ofo 

Turco ) come i Gianoizzeti Tràci f 

Smactare , Mar ire , reprimtre ,far cMùscere Ar 

viità 4i taluna y oade fmacco, diswnte • 
Smacenaure , mmapnate . 
SmafiuAre, /ofivr /« pancia ad ttna^ detto dai rér- 
cijttme :ài noi dette mafaro , onde fi 6 ufcir 
il vino ,* come dal corpo fi 4 per 1* apertura 
violenta inferita, ttfeir v amma • 
Sè^dlazzo I cadnta , v. cepoUoms , mtSMM- 

maro • 
Stnammaif. Spt^art ; detta da' ragazzi, qÙMb 
lor fi toglie u latte , e s* i ncomiuriaoo kl aY- 
prezzar à'cibt pih fotidi • Om. lib. Vt* 
.ii Fallo pe ninno t«jo , che ma fé fmaan 
,» ma • "^ ^ 

Sciancare, tUminnirp-^ 

Smar^àflia « U^^mo , ebt fa il bravo* , Smar* 
giailcm fno anmentatìro • C/irrr. tm» . JtII# 
'jf. fi. ' 

„ "Non pozzo h conofce a flt fifnargfàffe , 
„ Ca nce ftong* io pe !e StagKà K paft . • 
Ssttrgiaftarìa , fraiontria . mittmmrim . 



9 M O 2^ 

.Sfjafr* , spadai. Iu»g4, , per loitlfo^ £r4v« » 
^guappo , Faf. 
. ,9 C^à, de b feiarra QgnWQ vose fare »*. 

: Spatrtcol^^ f^mos^ » dalla^ Hiatricola , <r Sa 
««a fai fona di appiovaaion^t ^ d^ fv dà, ne* 
Ao^ri Collagi a COI A porta bene^ 
Smeiioire, diminuire. : ( . 

- AMmecare , smerdare , dimcnùiéHr^^ oaAKimea- 
tecanzeja , 0^//o , dimenticanza . 
Smeraglia , medaglia, 

Smerza , tcvìscìq ; a Ja fiDe^a ^ 4, povew^ • 
Sipcczaie, rovesciate j metter fitm it di den^ 
f . i/c^, rwUgete : finerzà IP ii?occbie' $ «i^rinul^ 
• jer jr'// Bc$&i y^ dicali, prc^riafneace di elidi tnao» 
ve, o cii^ /oCre qaalcfier io(uka apopletioo , 
o f^milipejQto, pei; ci|i (i^mttl agomroie » 
Smeforato , smism^^f f mi^^^i^v . 
«ItoeazaiCf, dimezMn.» , . » 

Smicciaiv 9 imoccoiarWf mirar bene^ ù (^ Jmgf^» 
Snicciacanoele $ sm/K^^e^fo^j^x^fmmtùjiA fiiKie* 
colar lércaaclBle, ^ fi^r^ooom^ d<MK> per. 4e* 
^ì^ciae*^ uno. ipiiorci^ ><«4 i^ ^l fiicc;,ndo la 
.; , #p|tf a^qnabbr- Nia&^, po^ C^a^esaR) u|ii* 

ficementt la. ferve... 
.Snozo^ e fiw^N^za:, ,pnilzfi*^ deJi^^ppm . 
Snocoo , scempiata da /!«"&•« » o per ptoìRefiV/ar* 

•««f f Jatum . , , _ 

iSioollecaia , e imllecliejare r ^ic^ifi^L H 

fané • 

SiQOtièja , e unorfia , irtttta figura , de f /^a^'^ 
defrm^itmtw • 



Ji6 ^ U W ft 

tétna • 
S^ea, iceglk> tb}ik\ sua^ ilei pi. fb)e, xi»#. 
Sobbrìmarei sublimare^ imi alzare m ^ 
Sodaroma , e fodimrtia ; sudore. suMéftm fmrH • 
€ofeu:htatiietle, ifiahatéinù , vii mttopMtor di 
ièarpà vecchie , cAe flk>l andar giiiaao per bi 
Città con una fporCA indpflb co^vUi kmeza 
del faa meftìere » 
Mare, e fi>fe)à V defitta iMt fote , «mn^^ 

Wif , panhe\ ... 

Solaro I pavimento , astrieù • 
^ ,9 • .^ •^. .. Che ccbefta co» la via 
,, I>e fi (tnetsare actuomo a la fohfe « 
"Sòlleeifìnct e- folfeclfemo y siUogisnto '-^ diverib 
dai f<^Iftio; eh? ^ vkt error di gtamniaica • 
t £* da ifc(ftdaiii it verfi> di lOkti^e ; 

" Sr- sol^cktnof menentà nojtra: fsch . 'i 
Sommate,. cmlHténe-y thrmt 9oaff^ ; 
Somam^i e fomniarro>t jìA»^ detto d'imlfaÉ»' 
•^ '• tante* 

^finnègliatttev ìomijgli^^tf iinàh • 
Sonai»^ 'piét€eré ^ gé^wnre-i FaC ' 

^ Ma a òeime ta|è <&0(rzf no' le -1oaa% 
Sonagli» detf» per iretese if temfoh /in (d. 
fonaglir: applica0per cfifpiozao ad mot vi- 
le,,. e^Aiépeione, iultafteA teanleia', d«fi 
' dica eti^U'y. éogìhier.' 
Sonaslteta ^ lona^ierm ^ tannale- d! qnalehe ' an- 
jHde «dAneOiiatlo eoe (Mj^ intèrno, dMi 
d* nna buona baftonatnra • 
Sonfiverata* OwA strmiz9>'vèfact^ Core. Hìv. 

„ Menttt c'amma 

n Qaanto la vita 4* ormo, 



n 



i 



^ Ò > Vf7 

,, Qiunlo lo pefce T acgut ^ 
„ Quinto la mofca la ' foftfiveraita . ^ 
?opt.erchio » sovierehio\ vai tafoni apftna fat" 
smbiU 9 come fio Hbbro ì^ (lopiierchio buono \ 
vai ^ j/^r^ vi si trovn cosa , che gli faccia 
• meritare la pemr di ieggersf» 
Soppignfo. Quella (hinzjr,. e memnipo, che in*^ 
tercede Puituno folajo ', o fia laftrTco delle 
eaTe^ e 'l letto* OmiUL t - ^ 

, „ E Bedi a Hi Ceti, che fa lo pofti^-* 
„ Le'ftalle ad auto, e^Kfoppigne fotta.* 
Soppofta , e feppofta , quel cbe lottometteiì, od 
tntromerteC,. a dir meetto , al' podice per 
promuoveir P'eGtO' del- lùperfliio pefo^dtl ven* 
' m , pet qualche ihddente. attraflato ^ od im- . 
. pedito.- 
^Sopràffiggejà , superficfe. 
^Soprano , detto di mufìco y che- canta^ a^ quel 
- ' toono cosi detto • 
Sopranejare, sofravanzare r sorpassare ^ FjSLf» *• 

„ Sppraneja la: mazzamma Solemano* 
Sopraftezejone , superstizione. ' 

Sopprejore} e foprejorè v su^erion^ 
SoppreflSif nrettojo^ maahma da IKrar panni ^ 

t dar loro lar cilenta , v. zopprefla • 
Soppieflkt^ ,. uoto preziofo boccone dr carne por- 
cina fatata ,. cm^ h confèrva- anche per |tib 
aniil , quafido' fià ben fattp y e raeglto con^ 
lèrvato. 
Sopprire ^ f^pplìre • 
Soraca ^ stnce f emina da ^^ % ópxKot ; 
Sotb^ttMMe , prender sorbetti • 
SÒrtmtej sHcctiare j iilghiottir si succhiando ^ 
attraimi col naso , succiare j Ber traendo a se 
t/en ^ftmem^a di fiato . 

F 4 ' Som 



.laS iS O :K 

^óm^-mmita3 t titolo difiiatltfD4fKl{e,ii|oiuiclc, 

corae ,SiMf4 Métrtd vtent co la savozm } sje 
ffe ssQtt carnah la Fartuma . 
Sorece , topo ^ detto d^ no dkimatarìo £ va* 

torà ^ della qujilUà di tal animaletto. 
Sorrejere. Spa^emsrsi^ ^iritswe^^ morir fudsi 
di paura • Dal latino iurg9T9 ; e pib dicett»^ 
flient» dalla voce FiaaceTe surjauf y s^rasat^ 
$ù , reftata a noi* *" V* fp^età , ag|xàraKfe, 
fclùansarelè I, sbagott^refe y atteirì ec^ 
-Sorrejemento • Spaventi^ ^ Qwt» M»cc* Pass* 
. €a»u IIL 

j, E chiUo, cbe de. tutto fio paefè 
j. E* Io forti^ieiiiiento ) \ io terrore.. 
:^ Chillo, che Io Spagnuolot e lo Fraazefe 
9, Tatto fé caca pe te fare annore • 
y^ Oimè .' ca chiù lo fuoco a ft' arma ficco 
^ ^je cain'afqevolefco, i Mic(^» e Micco. * 
Soriere , sorgere , dicefi del\' acqua » partic* forj«^ 

to , surto • ^ 

torchiare , sorbire • ' 

Sorvigno , aspro ^ disagradevitle , da fuorvo, il 

sorbo y frutto noto per la Tua quatirà' niai non 

^ iwooa^ fé òoQ^nejl punto di fila perfetu ma* 

tm-ità • . . 

fo:zetare) suscitare y avvivare • 
iCamielIo. Corrptro di ^esàmello. Marzapane, 
, dolce fatto anticai|ìente con mele , e, 6mi di 
feiamo; genere di fenaenzà alquanto cromati- 
ca aOài fidata ne'oaefi d^ Oriente V ^ di ^ 
venuta, % aot. fin w -tempo degli ^antichi Ro- 
mani , oggi andata affatto in difuifo • A qqe* 
fK manuipani» che oggi, fi. fimno con jfew di 
^ ferina àX 2fdXìQ , e mele , e. {iu?4ch%jj^azq di 
cedro candito , ed altri, aragli ^,. ^. /f^iQ ^jitxx 

. ^ io- 



-' "inirpisri, cfo^ vtarieiati con zuccMd ^ aftii 
* ^b , 6^ dà colfamemenie la figom d' mt> S.^ 
- • Quindi '//V9f le gammi -m sosamiello ^ vale 

Joanto dir: fìene^ h grnnbt stofH. Cfucccànt* 
V. M. 24. 

^ N'anto fkcea no ttxUo a^ ibbmielio .^ 
Vaie a <fiit':/4#M mm nith scwmcia* f^irgsh 
r#flfr' I^ jf . X07» 

^ 9 Piano che A chrll» bdlo- otpotie'lo 
^ Mo davat vofa , e me noibtimWlo «. ^ 
Solca , // mare > Fafv - 

' j^ €cfa? fta provato de fofc» Io* fpavieiMo #>. 

Sofcianafo , fazzoletto da ' 

SofcjMr ; e fetofciare ^ ^^fiianr , eefgeril . moc* 
■ '^ €ÌOiy berem ' ■ ■ ^ 

.SoTcFf • Alzarsi é. Dod fachio jj»r^ C/iir«; r^wr*. 
J^#. Jf.i ir^,» / . • . 
jj Rajne I' uocchfe , vedetrc,. r flivtfltM . 
, ' ;^ Non ce titvàjr oefcilinor, e fi» fi^bcit** 
^%Kcare y Boefetemm ^ immagstume - 

Seiiiecnre', toffenoso^* 

Soinego V 4frnr gramdtr'nMfr, Vr ttlkt» 

Sofc*4Jcn> , t nctpp^a Uentt , efprsiiione UN»* 

ra, e fia fkmte I» vulgar credtiisEa , dm 
Arof^er pei |^r le n&m ficnra velande aUn 
Ìmùùl noce .di Bemvtoca, dion^ 
' .. ffSea^wàm^^ e fopi» ipeato^ ^ 
„ Sotto la noci di BeiwvtDte.. 
«r efprUiei^ dM^ac il Fa&no > {fmi wm H* 
jegaam i^carneHml^càn^i 
. ^ Gd non ce w (blc^neiD» enMpp% viantéir 
Sottana ^ ^E^'f*» tmlsffàJt^ Avr> «^ r j)i««» ^>«^# 
donnesca y detta por jerMwt//o.. %a ^. . - 
Mfttto.. CiMf con» ai Manu r l q«Ki |9 
flrffo^che lo sntfétn. Dalla voot liM^.iitf'rr 



«> 
¥ 



che ijinkta; ^^mmo^c^pméf^dr. Mtm\ k^ibai 
ftdié ^ cbe anche §K «nebif w^tù barn l* 
tltia subnitéooim ^ ptr ^nofar cnfa cotCA fot* 
ti> coperchici di cictri che nm fiit oggiaiicor 
chiamiamo T/fxr<^• (Vedi Tieftu. > CiitcCm 

' Cam. MU, /r« ^ ' 

^ Co Mtto ch8(lor«'aiÌBta|rairiHt%rafi^Blia 
„ De preftttto >. e no po*jfe fi^ttleflaa»* * 

Sozz6jo^ er Ibziió ^ j»r«r , tmttféigpay e detto 
d'uomtiMli eoipo^, e niente (piritOy con al« 
tro nome Tuttumpezz» h 

Spa^sca , e^ pikfev dìodi d'ut niUaiitatoie, e d* 
un difpotico y Faf. i % 
* „>Iwr^ io con mo, la fptcc» e pptfh. 

Spaccamonte, rmllémiatofey cosi derto da Pà- 

' feamlfoSpaocamootrSénofoSak^ 
li refe cetehre net finger hi parte ^1 Capitan 

$paccaftioaiinol^'>. I ragatzf tolkr. sàrmmjffh , 
ch'è ta rroMp/ir y iÌH»o turn^DBa ^ elir cófaii 
a cut cade la forte, tira.-piiinot il ,fiio., « gli 
altri ^mentre ^iiete«riiott» «% tifano fopi» per 
' Ifpaecsrio •: Or iwadb ctqr iorza^ mmo qm- 
fte (ìioimiola sbaibandb^tìni .fifria ^ e a r^to 

» di mIuT' M rilb ìa ehMBH^òe ftia£,vjchw>:: otode 
fi dice 9, ifaa;4»fmmmi'à ^mtr.iimHmà/U 
cieca ^ e coll^'wu^gmitmfmmm y. ityMi^rdi^ 

>' - ,v Danilo >'^ IflR fpàceammabbi ÌBCOO&. * 

Spaccatura , apertnf^ fìnta mm, ctif0L\di\ ^oft* 

|!/f /(^<W0ftfltf,<dleìrfI^t3l i^iUarxdel^ njuira , 

^* eé in «&nl6 osofiHl^llà^W4!r9tv»*^;^^/À.i>««^ r« 

^ fgaccazza • • v «Wu^Utto* *;; ^ j; •:. 

S^ec^iffea^, f99mnH ^mm» |f«i Jg fmfa nfe 



I, Ca Bttt fhà tni cerzt na (baccàzxc , 
^ E ccdaitàft foflè iemmena , Ili' figlia , 
I, E ddace a Iluce poie na.gtovenazza* 
o De Ninfa , e beO' veftuta , e bella figlia • 
Spiceoiie, miUama^Brr. 
SjpagKocca • Da pa^lìuca : e dinottf un nienti ^ 
una quanriti mtnfrna . NeliMfteflb modo di* 
'^ cono i Francefi^ un. brin^ d* bnh • Vi$L ver- 
naccia L- 
„«•••« Manco na (paglioeca; • 
n Nce laflb de laude ,, cne T attocca r * 
V. cria . 
Spalatrone , palo grosj0\f e talora forcutiyper ap^ 
foggiarvi le viti ^ o pew sostegno' delle pi mh^^ 
te ancor troppo giovani .- 
Spallata. Specie* dr ballo contadinefco" jrTato* af- 
. 'fid ogj^ negli Abruzff, regione piti fredcla , e 
quindi meno* fog^tiz arila* gelofia . Prende- il 
home dal batterfi^ fpaHa con^ fpalla 1' uomo , 
e la donna , ch^ danzano : licenza , che ne' 
paefi di maggior gelofia non ' fi fofiriitbbe.. 
• Qort* Micc* P*asr. canr, X. 

,, Edi ogne fpretana fìt tnmetata ,. 
,, Che &nefré a b;illare là /pallata* * 
Spalle r iectacefell» retb' le (palle, non farne al-^ 

cun conio»- 
Spallerò , pallido • 
Spamfiare , millantarsi • 
Spampanare* Scbiudefe >^ aprire • Nel fenfo na^ 
' turale 'k il diftendere r pampcnt, che fa. U vite , 
e la rofa, e 'I gatofaIó> le lor {rondi nella felice 
ùangLCxA « Tasi. 

„ tn mpavone accofsl male de inattoa 
' %» A lo Sole la coda (pamìMnaje » 

ré Ida 



sJb, fi tnsfeQfce a dijiotar» OiJ«^ Ano 4ÌeI 

hdlb ) o r ilarità > clic (à aprir ti cuoj^.X2iiin« 

/£ dicefi dt donna in parata» ctie. fi abbigJi 

yiompofamente , o di cni vanagtorioCuneott fi 

vanti de' fuoi talenti, ricchezze > nobiltà ec# 

S)k3m|>an^a in fenfo tràsiato millanteria » 

'Sparagno « tUpavmhj da fpara^iare. 

Spanilo * SfatT^ • Penva dal greco ««vt^^M» , 

dappertutto tHucert . Onde per traslto dlcefi 

di un ecceflo in cofa buona « t che perciò dà 

3|lt occhi ^ come Spanfio de bellézza » tcusf 
i ithà . duce. cant. IT, st, 17. 
„ Lo Rrì (juanno co fpanSo cammeaaTaJ^ 
Spanrecare • Patm y venir meno , restar come 
estatico per allegrezza » maraviglia • Sì di- 
ce [tfopriamente delP efler pcefo da doglia wcag^' 
rofa ; e quindi spantecato ^ non men .che pm- 
' l^a^ dinota un innammoratj cotto . Vedi 
Santeco. Cort^ Mi ce. Pass, cant, KT. 
yy ¥h porzì nnammorato 9 e fpantecaje 
^ Pe Nifeta^ che (tace 111 becino. • ' 
Spanto • Cosa marai/i^liasa y •rrort , fattrs , 
èellezZA ^ cosa da ammirarsi y maravigtia , 
stupore • V oce telTarà a noi dagli Spagnooli » 
che dicono espantar ptt impaurircy, r^car st0g^ 
p%re «r. Cort. Micc. Passi cant. IL 
„ l4> gran Pafcale fu cbi0R> ch*io dlc^ • 
>, D* ogni funneco f pinta , e d* ogne vico t 
j$jkftparan'/are * Jprir tiitto , spalancare , ^f»»- 
piamentt afrirf. Dicèfi delle porte , fine- 
: Are ec. Ttork • . . ; 

„ t^ca Parnafo'b't fpap^ranzato , 
_» E a bc^Ka to|a flavio ntrare , e afclre. 
Fatano nelle note al fuo Poema del Tafib 
Napolitano tant^ h st. jù dice , venir «a vo- 



or detta ^^ifna , la quale iie^ fuol m^i apre 
ili nkdo particolare ambe le Tue ali • Artri 
crede venire dalla pe(ca di due Partane accop» 
piate , che andando in pari cbiamanfi Parafi^ 
ze/Uj e tengono ctafcuna un capo della rete ^ 
e. per far piena peTca^ qualor incontrano foua* 
drc di pefe^ì , fi sbntanano , e lì fpaparan^no^ 

Ìuanto piti pub didenderfi la rete per poi re- 
rUiggfU fatta la preda «^ If Lombardo invo- 
cando l^aiufo di Parnafo , dice : 
^ )> S(è reccbie appizza > sforgiate (lo nafot 
M ^ fpaparanza l' una > e F auta vocca . * 
Spàrpete/are , palpitare > dicefi di quel trenioif 

moto de* moribondi • 
Spaporare*. Aprire ti cptore , sfogarsi parlando • 
Corrotto dall' Italiano xvapurart^ : ed è voce 
addetta unicamente, a quedo figtufiQato » e 
noti ^ià a tutti quegli, cbe ha la voce svapo*^ 
rart^ che nel noiirp, dialetto nunca , e in di 
cm luogo evvl T.alxra svin%are.^ .Tat/. can%m 
VIJ. jt. 66. 
,, Mi le.dace Goffredo iipjexuàit,mtCQUf 
,^ Ne la vole fpaporare ..* 
L'iflamme fpaporare , fasciami dir c^n .ttBep^ 
tJ i fatti misi y U mie Mgipni > V. sbali ^ 
che dicefi nropdamente del $}Uio' » quando 
perde il calore, v*. sfoci » ' ' 

Spara ^ ^#ac/o , da <w«'po^r, ^e K antica la^ 
juppafum . QxàQL?i cercava tJli& a Naiificaa 
per coprirfi' te ofctne nuditi y '* *' »«w </Av^ 
e^«//H>v tyfii ti^AJ^ ,9u<r^ r fi ppe ccafttaletateqttar. 
che A)tn«ttuogiÌQi de ftraccr, n na fp|raavive 
'h veni ccà. OJ^ss, 6. v* 179. 
Sparace , sparagp , d^to iì ùom molto ddicaiti» 
di corporatura • . ^ 



'ij4 S t A 

^ ca metter a fonda j a rovina qatmlcht ccss • 
^ Quindi {^^x2XoitmOir(fuina^enetnnnh. C/kci^ 
-* \eant. Xif^. sr. tf. 

„ . . . ^ . Jixe Figlie 

« ,, Jate (paraffoniate fti cotiiglie • 

Dinota anconu sparire^ Jilegi$Mrsi\ Om. • •«. 
„ Vide rpaménià K fcoppettelb . * 
*' in fattf un tar verbo iiir da? principio fii prò» 

priamente ufato a dTnotar fa' fnbctanea fpaci- 
- zione de' fj^rrìti mafignr) de*dta?oli ec', chr 

penfafi- calar fi^mpre all' fiigiB'. 
^Sparagno , risparmia y economia •> 
Spanuata^diceG d'una nave , eh* abbia l|ìtegatr 

tutte le foe-veie, e bandiere^ t di domu or- 

tutta pompo&tnente per &r comparfa : fim. 

menta d^ peàinte; per batto: i ragazzi ^ pat^ 

mata , iat. ferufa • 
fparìettiete , ciarlane , d^ fparlettejare* • 
•ffarOjJìsparéy'e pkìnsa perfonà del vèrbo ipa' 

rare , che diceG dell'armi da fiibco, archi «e» 
' e lo scoppio ftcflb , tarre i paramenti • 
Sparpetofo ,» fpafpetó , ' aspettar lungamemt , e 

con Impazienza , v. fa io cootlo- iuongo-« 
Sparata, bravata efi paro fr» 
^^arre, (n àupafte y4a pane ^ Fas. 

y, Iflo ftà fparce*, e ffa tutre condente . 
^Sparfìre. *, e (pitterà divtàtrt^ dónde fpartuto', 
^ aver pjtte^y atér^ehe farr . 
ÌSpifìorAfe , spasto farr dàlk paftoja , noto ceppo 

de* cavaflt , quando ft tengono fcapoK ùeBe 

cnrrpa^ie aR^erb» , coir sottro nome Fergia : 

to:Tz altrui f^offrHo di Rtftore . 
Ij^ata^ra,' rissoia^ ciUe suBìto nrnte mano a^fif^ 

fi , Fasano : . * .. . 

'< ^ Vi»! 



. ,t Daoi\*4tekcqunede « te fonti coamicd. 
Spaitoh , fpezie di meflola t-ma di icgnt, e per 

adtt le ànd^v^v. nanggno^ 
Spatoleiare.Dbefii^l lino^^hftihitrefi e»lla fpa- 
V tela. Der ftfor.itfatr tmn; 4r arifte* dopd lot- 
to colb macioIIlK.. Vqm inMcameaié itfiata 
a noi dalfa Greca ffMp « ** '^^.^<i»g> e collo 
fteflb iigmimlo. C/j«pv« cjwr; KfZ. i/.. ix. 
^ jMm reflh^ aodosA fpatolejttr 
* . \ )^.Le friiniir.(eiliierelte*ae^ le. vite . A 
Sparato, scompms»,. diìwgiuué ^ smorto ^ im^alm, 

„ No lo rpecoecarnano na fémtnawiKi 
y>t Tutie cKftr ^^ -ehe cardMi^ k . i^i^ . ^ 
Sjpccoecatti^ * ^P9cc0f^\r Q^4t firfitth tttt t m t 
-^ M Wii I w/t w w i i^ qpiQ CMM l\iiiii^roiini fiacca* 
ta dal ino cavo . Csucc. cant, V^LL sf. tu 
< ^. Loi MNK^ «femmeoilìroi fp^co e c at ò* . 
^y' Te Mreva «o voje ^[^eecemou.. 

^1 4UCMdHires 49a8«RKai//]MÌWBMi . *. u 
Spedare ^ s&i^iicdfe'y stancarsi camminamk y 
. wmmfi Miai^nàm l jdàéi pé taMU np > 
Spedarlo , gamboncello dct fMico, ^kcr&fam^, 
. ' odi afiunifa t ^ d» «ctiàn'..cMtf «Ki^to pet' le 
noftre mioeftfftT.iliori^'atAec^faaiaiaineiitc 4if 
mA6 ttUoai t e malleotiv ^ «•/•fruvt « 
••'^'•t^ nef vpriHlafi:.''^*^!*^ ♦. - 
Sfiela^o^ e (peMMto , cak^^m 
%^cci |ra ^y. batuiiltèà^^ gf ir w re » Ru^ ., 
-r./ ,, ila fpettcc^iila 4e cane a ttaneattatà > - 

Spe* 



' sofaintorcie^ Acaoudlea^ surflb, o firmo <fe 

f ptn/àratniento ^ 9fftn$$mrantiwf§r^ mmr ^mréomam 
4fercbct . 1^9ii^4tfx«fv , ti^éffstMre . Dai Fs»i. 
xe(à.j»rfer , che origiinriMiieiitt Vdal tafina 
• fwg«rt* Con* Jl0« iv». j^ 

yy E tiy yiMuv cheflle 
.7 ,, Da non ^ gcwe a' Form 

„ La tavolone de fio irigio (mite • * 
Spercfate ^ inamortm , pdfitmrt -^ » «Mr/r W? 
/ pifKfif f Fas« P iifii nanfitivo r 

„ E cbt fi tta« sbottale pò, celie prodede 
/ . n Ctìolsl ppe <pciinM:Jr vitàinaaee ì 
Speretato , sftritmi^ , indem^ìato ^ mtnm di 

Sprirrv dttiéamf- étrdémeméntf firn <r sv$>nm^ 
• . JMr « dtoiTiM'igrm^ids.^ v; sfegolì , qniirfi 
-. fperuio , fiMxr «Mrr» , ik.jvtwmofW' éhsiat» 

.9Ìo y Fa». 

„ N2 i^ie lo ciVo ccfaftì tsmto %érefi:e. 
^peflonga, mams^t tg^o 4fi 4&wm «/^ìk ^ujicrr 
Sperone, pT. fperane, mai ne' pbdt pd»- freddo 

e (JropdnHMiL^UeuailGigDa ii|uk:;uU »* 

5ferto£Brt, ^loir. ^ 

Spei#foiai«» Aizof in^msno'^ solàsfo^fm, com ò fr 
volenè peftiv, %ir gtàve . Orni lìk V. « 
,» N* aruojo taotò aizav* de cantar^., ' - ' 
»» GoìkiiDassoii^rpt^tio diije ea^póne^J 



SftiUIà , penoM , w/>?^ (^. Wf ♦ ^^ ^*»* f 

SpetacciaM y /i»r i» pizzf , #» ^quatti. ^ 

^petak , pedale , dicefi d' un mirerabile , o iT 

tin pkpo; di guai fienfi filici , fienfi moraH • 

Ire a Iq fpeialt , èsser , révinafo^ • Sta» a 

mmaro a mmuro co Io ^p^^I<^ fiait msi rìm 

" 40t$o pèf povertà^ mulant^i^. 

; Sl^etejàr^ , dùsipMrt • 

•Spettorone , ftjgno forte ddf^ in fett^ ^ uriéd^» 
ta con impsto> a pugno^ céiuso • 

^S^peazatleilo ^ vUanda di carne di caprétto , o 
galflna in brodo Tardierò con movi , cacto » 
pangratto , petrofemolo , pepe ec*. 

:SpezzecaA' e fpszeca. Uomo avsro , e sorJid$^ 
che fi lafcia tormentar dalla fame per por» 
fpendere • Viene da f[nzzolejare« Pa/nu Soik 
„ Spezzeca mio la^ ^ che te voglio dire t 
. ^ Sta vita , cbe ùìt tb ^ itoo (e pò fiue ; 

Spezze jaria , anttcamente fpezel latta , come da 
taluni, de* contorni di quella capitale ancor 
. (^i il dice., spezùrJa y e luogo immonda • 

Spiare \ domandare y far h spia . 

Spiccecare, diceiS de' capelli », e del filo^ o'ieta 

. ia niataflb iml^rogliata , che fì fctélga da mait 
flemmattca \ e paziente , e per traslato detto 
dajgli af&ri'» 

Spiccecato » scipito , Umilissimo > V Io dÌ2ivoIb 

' fpiccecato, è brutto quanto il diavolo ^ cui 
tass ornigli a in carne y ed ossa.VBaf» 
„ .La parl^ feramemfco fpiccecato. 

SpiGoip 9 spicchio^ , ^J^fS^^^ «^ ^^ rpicchio^ o 

'r fpijcolo d*>a^no\ de^i^^rangoto ec . 

Spierto . H dice di ch'i va' ramingo y. o incerto 
delb Tcopo, del fup. viaggio • Viene d'air Ita»- , 



< ^ìiò V^JIM»,4 nM già Adi* #4^#n«ì M* 
de mal difle quell'Avvocato, che volendo* to- 
,. fcanesgjàre parUndo innanzi ai Ghsdid , iBf- 
'^ ie, che tt (bo cliente era andato esfetf per 
* il mondo , e fece rìdere tutta PAflèmbica*' 
' Corr. RoT.'ktr. IL «- 

' ^ Sìaje A^ Mfdé ave afciata 
^ Titta i Wè fpierto lo jeva ceieairoo • • 
, Dicefi perir a| contrario^ neF noftro diaktto 
'^ iprertOy per esperta y è- per dissipalo : eH 
pròv. ire foierta^ e nneniierto i^lval no» ir^ 
' var sede fissa , gir vàgabéndi ' Jm ^ nùàiw^ 

erronr. 
Spiezeja, pete» 
"*Spilarr, spitlarr* Spilare patria V rilascimrsi il 
'uentfc coir uscite di rCùrpQ fierissimfm 

Spingolar, jy^y^.- 

Spirazejone y isp^ratranr.»- 

Sj^ritillo, detto d^iiom €oriiggiot9y p- vnfMim 

Spito , spiedo , scbidone» 




intromeffìcifi nel mangiate . CU poi noo.fit 

' a chi daflS ftà sol il titolo* di fpiazolatifoik 

^ cìer 

Spizzolefate^Ntl faifó ptopcib diboteitliBe V^émiar 
rompendo li punte , che nel noftro' dialetto 
-diconfr piìzzi\ ma fi trasferifce a- ^prificar cU 
xtaxs^vdL a pfccoli bocconi qwdcfir coGi y pria- 
eipUinente r ralìitNdi uva » di* cor ft ut Tamia 

' rói^peodb gli acinr ^n dppo* V. altro • Qitlndi 
dinota mangiar a -ftentò ^ e fenza pervtnue a 
&tolUrfi. • 
V SpoìitciLte.Pi/tkctéme^ spogliar tosutsUlUtéee- 






i '. ,- , , 



'»?^Y.v-* 



.if. 



ns » ?o d|M 

da una antica voce spalpecare.ifh^^ stallata 

9« Ne temte auté* diale a w ceryielle, 

^ ^,, CIte :dr W'ifpoil^ SSL ttordcielte • # 

Dlóefi aooosa. pv ^ l aÌ Mm unetia cogliere Mlell^ 

erbe, » ftedèfeDftnuidlbe^cQiit'ipur di iiori, 

ftaniti èc%:« puUttElafi de^cabr^ « cinii , vai 

- nettaitdi tnitr(ì WBtkiPhu giét^^^Ucaté no 

'Spona , //«A»s'Vrfajettoia^ ^ . - 
Spettare ^ it«r Ar ^loi^^ ^ scMoiiuJer^ ^m é^ 

pHiièmmimi. ctmpariUr^auMew *f, v< Ijgiu* 

gtiaiìfw f»* . ' ' V. ' ■ ' 

SpodifiHtt , iort» dr i»^ tM^ àrmsttét difnf mei** - 

ta imptmta^f pM^géìèiiipmngìgliQJtr . 
8poatiiib'«^iuim oi posiaré* y.'^afi um pétrl^t 
^ ' liiét9\p¥énm'i: nmb^mictm.rigmsrday « riV 

M Ed" accompajpur lò^pparlì' fiontae^^ ' 

'\, ^(»«lia &|td>dt cooKio: le Corame • 

' Spocchia • Nel fuo fignificato natmalr^dieita t 

' :iì)ifanc*'^òm > vie prime ioglié , che fpun- 

tane dallfe« piaaeci ^ '<k dag^ alberi • Sicché ve- 

defi c&e Jiàr Aia} origfM>e«leioldìgicarr l dati*. 

* 9MpntbS0à deMadn V' ^ni8(» §^ lenKani ebbe» 
te ifx w ge»»- , .r^/e-etii'' Si tnefinsee-a £110- 

' taiW^« ItfiodicacH ofRl pitciriet; i{«^ 

* • oenrtikrìMieetO' df£ eofat^ ed ia>^MftD feéfie la 
* Mefe ^aeto ViOuii nel {ÌH»«RDcnia intkdato 

la Sporc&éà di^ /^ foie^ jOnrrw: AUrVr* P^xn. 

^Cbe Mt» <:t< ckdai Iperchiar de Ifal* gente.* 
SpoieMret* O/d/iMi^j)^ /# «MOMi^e fi Ua«ferifee 

a ^- 



'- V 



V V tfiaottr to' %asiitt /andare ìk« J!iii^. «f«if« 

i IV. st. 141,. . .\ }' . . 

„ Iffb , e lo figliò « • Mta ne, ^rchian 
. ^ Su nuih no». * 

T. sfilare , fU^n» , alliceitre , squagliai» ^ 
aUippaie, fa w afotu mgi, a^A»., s6attare , 
feriale* Fauo &a,cbe ifoichiace % l6 JRt£* 
h cht rnanunaie , o aimtaiiare i poRditni 
iblb Tfoja , qwando Je «en jncao ti latte. 

• %lomdÌMM. Pif istmi/o^ CKcefi d'aom che «gira 

fol di notte , od almeno jptà -di noti» , che 
di giorno. Cru$m th-li sffmgimat \ mi 
taóea vicino Napoli .teori k porta Cipaagi 
ìa m pna coUtoa , chr fepcaAi A Umù; dove 
il campo de' Fcaocefi comandato daa Sig. cK 
.Lasrree; reOb .defiolaio dalla |rile » ih per ^pKi 
vero dtfe> dalla m^laitia* di q^el pafaidafo Im^ 

E> nel i%%j. l odbveri de' Fraoceii tewo 
pòkivb quella^ inafla gio9».,fimile «Ue.Ca* 
taeombe nòftre, e di Roma tagliate. ael iirfo* 

. ^ la vera gratta de li ^portìgUane • * 

n Ed. IO lo ^HXtcgliont , e fsoama aofiito 
9,. Vedi de AOtu meglio alEiie la vi» • 
' Sffortella. P/gmAt àm^ìì v Si ttasftrifta vA.vn^ 

• ilro Dialetti^ rànalmentè^ cte ia altn *<^ita> 
lia a. diiK>tsr bi natala delle, iiaiioe» ad > 
voce (nugnaia per ocar dir p0ts • Onde pBi 
jmKteftamaare'fitiirse jf^rta^ e nel fao dtnii» 

^ Bativo spanétUs4 Gmtt. MÌ€C. Psu. CétmJL 
.yy Pò ifalaje dinto la 6K>cteD» 

)f No pocorìeilo de fate pefato/ 
"^ H Deceono : tè , ca citili fapoffettlta . 

i».Sarrày^aaoao^ pa la m^Hto aliati^* 



S t> 6 . i4«^ 

<^èflo ctiftttnc ftramfsitno » e qmfi fv^erfli. 
ztil^{& di flettere il fate nella natura alle barn- ' 
bine, allorché nafcono,eper la ragione appun- 
to indicata dalCortefe, ancor dura og£];i nel 
volgb , nV i riti della noflra Santa religione 
i^hàìino abolito. Sattbbe degno della coliura 
dflHIeftro fecolo lo Itendirlo , tantoppiliche 
non fi vede produrre alcun vero effetto fi- ^ 

Sponiello j sport/no , finestrino • 

Spofeto • Corrotto Aà éxposhut • E^ il nome , ' 
*die noi diamo ai bambini' proietti airOfpe-*- 
pale della Nunziata , che fa i' opera di rac* 
coglieteli • Tatti ^iiei, che adulti non incon-' 
trano qualche fpezie di adozione , prendono 
per cognome gentHiìio quello di Sposeto , che 
perciò \ afsai frequente nel volgo . Quindi 
ìeffer di cafa Spofeto , vale tsset bastardo^ de- 
generante. Om. Ut. L 

,» Nullo ne' ^ ccà,cbe paflà pe lochirchio, 
,, Non' faccio chi % de nuje de cafa Spofeto. 
Vnol dire ; Niuno tra noi è bastardo , e d^ 
meno degli altri\ * 

foota^za, e /putazza, sputo , raUi)d: in' diinìm 

^taczéila • Picchio iputo . Fate fpora^zeila è 
modo pftlverbiak inmcante, aver granvcp.Ha^^ 
t non poterla soddisfare . E* tratto dalla Vf- 
riflima ofservazioae , che P ardente defio di' 
malchc cibo non foddisfatto genera fubito una 
ipezie di continua piccola faiivazione non me- 
no alle gravide, che agli uomini ì\tffu Tiorba 
cwrd. III. 
,, Io faccio Spotazzella a no pontone. ^ 

Spottorone) in pi. rpottorune, punzoni ^ urti , 
ptfgni forti , td a hraUim stese . Fas. 

•» Che 



14»* •: S- .'FU: 

„ Cche p^gliafeda wotft 4.-%^ofi||M«;*. 

Spozare , fullHUte « frodurr^ , . y< sgufgìuiffi , 
Fasaoo: 
„ £ isi be amico te^ipoie ffmwf^ 
„ Sordattme valieoie , e ^tpi^ perdette , • 
„ Non inancartà 4e DRt ^^G^Um. a ffiìom 
„ Ca ffm^. Inette ^Ui isfireciie ìq^ ^ - 

Sprecare, dissipare,, . ^ ^ n^ 

Spreffiimmo , fr^umo , ma per io piìi lia &a^ 
dì peflìnio o^ore^* 

Spiefonnare, abbissare^ v,ri^p9iafciiiiare • 

SpreiTunno , fond^^ vor agirne ^ fosio^ce^iw dil* 
la terra , /' ime fimdo , 

"Sprellotigare , e tp^oiìwìgsm j mU(mg4frffi^ijfhi» 
r9 , V. fporure » 

Spremmenure ^ jtrv^mnt >< ^^9mfn%0g^ • 

Spricare > e fprecam ,. jfÌ0gsre • ■ 

SftìQTBX^j far ciejino piìi nnm sin prióre ^.c^ 

nie dicea fra Ppeftacchio. 4I àio (iipeiiore » 

col qnale £olo. eia- ia «n c^^ytofo» io^tesprìf' 

rOi e VQ(ca dir Io. $/ JoHÌo.^g sf»%m avtf 

^ cui coìHdMdérre • , ^ . . 

Sprefonare , sprigionare ^ Kajt^^0fe • .. 

S.prcfelato , /r^4/£M?o . j» . . 

hprovkre.y e fpraifiero , sfar^r^ , nette occel* 
lo di rapina > e forta di faS^^Uma all' an- 
tica . - . ; . • 

^rovifto , i^r^VfvedMto, , enU m of e^ ki e9Sa • 

^ruoccolo ,. Ugoetio per Jo più a^u^zo , mez- 
2arelIo , nre ha .n>piz^l^o Io fpniQccolo , ia 
.. fatto punt« fi^ie,^ pih non ^e «^ óriga . 
Mittere lo fpruoccolo a la coda , . iif^^ v^irf. 
A lo fciaocat .r^ro)94r# , pi^g^fn M «U'qvoc* 
cbie } avet^r^^ pd ispirar^ im^idia y disfia^ 

Spali- 



S Q U f4j 

{puzzare , start in aria , in contegno ,. Fas. 
>, La fpiizza da Regina a le mmanefre . 
Spazzabeliezze , ^uasimodto , ganimede y un 

■don Fmosìp^ 
SpBZ^tta , smper botto r$sen$ito • 
&qaaoi}iiiir3 • Si ditìt così ta bambioa) che na{ce: 
. Ha fa$ta la squacqumra, nfafi' dir tra noi £\ . 
cfat ha pocfiorito fiemina*. C3«r^* VaJ. sant^ U. 
,9 Pocca chi aii« bella Mda a. fare 
„ Befogna da na fquacquara ncegnsM^e • 
21 rapporto delle. idlM»<he ha prqddtto il tra^: 
sferìru la voce sftMe^fuara, che origioariamen* . 
"te-diaotì» la ooncbtglia aperta , alle bambine, 
ì cosi facile a tfovarfi , ^ eoa ofceno , che 
CI ovdìaBi dtipenfad «fadlo f]^e§arIo -ai lecio- 
ri con maggior dettaglio • P 
Sqaacqvaiare» Dietfi del mmDrtggtar delP acqm 
che bolle, e d^lt'aprirfi tutto , come fi aprono 
< le conehigtie T Qoindi pare , che derivi dalla 
voce s^uaguigJiare , che metaforicamente di- 
boa riempirò dVall^tvzza. Tiori» cord. II, 

n P^afi^chio fiì Ift fquacqiiara (io core/ 
. „ Ptecchì:ca Cecca mia -non m^ và bepe : 
': 5f Tu l'appiaci^'^a fnojersl f)0| ipO'.more^* 
tfiwi^iwiacetotel'ie ibua^tecchiarir'. Scf^fi* 
i^imf^dilm(àf0Jtsjai^ìS3 vùat.f chetiseli ba^Jil. 
«f^nt cthnèlogla , 4ie drfif4<aliatto g^mftciare ; 
-ma alterata ari arte per faricol fiionb, e <lol- 
:"to froMina ìndiur- dò .xbe fi^ rmie- efori- 
mere i cofat cof^ume al . genii^ di inolle Un. 
*MgMf # -'ialattr ^ »a-fi:>^i^to. del JNapoIna^ 
no • Anche nel latino fi trovano voci , che 
*aiB«i kmwwitfìL mtìff» ttiao|Qg*ca »ic;fae il 



/ 



i<4' . s^'q:u: 

proprio Tuono» come il T^tiftJnnjn'a ik Es« 

,1 Lo Italo «pflDfelAto , e peoGcrffio 
. „ >^e k fqoaquaracchiaie «5^ . 
Dìcefi proprtaniente delle pagnotte, ^iie kvit- 
tandofi troppo , st tfeaofano , alku^aosi^ «n* 
maccatid , perche; pattàodo di punto , psrdoa 
il lor fefio , ed eicoa dalla i^ra , e fomia 
datale dal lavotatoì^: facce ^ o maso sfuaqus-- 
rac€hiaf , vai mu9 ^o ma^ iciiacciato , alts 
chin$st% 
Squaglia. U^utfért y i^mtt . 
Squaquiglià^ liquefarsà jf* ammfe. Fàs» . 

„ SoujK|uigtia Ic^ matitOy e a lo ggraa Sskùt» 
,« Mviite Se ieio.<£l ia gelosia. 
Vai pure uffh U^mqrt ; .e <)uia£. pa£HLt 
dinotare P tnttnirirù , ed ancbe la fvtiitr 
per dolcez a , o pec featisneiito di tràet«2za« 
Om. lib. V. 
„ Vennere iu die la JoaiiiQia , cbe £|aa- 

^ quiglìa,- 
,, Vedde, s^ addonae^lH^ , ch% bona ^iSa. 
Viene T eàiaologta dalla voee fmmqkigfìa , 
conchiglia «fata *da*>Qo(lci waààà y jaa .q^ 
^-^itTata: oi^e /^0ff/^^^e> 4indr6 i'ipniii 
-'- elle fiiniio àicum.iotoisei iiil. iBatr, per .bnac 
•il» rugglada^ feqoMdà tmda ^..ìwigp « o. ptK al- 
tra veJtKa che '«bbiaBO ; tS^acctt Aci iieaipR 
difficile ai • naimraiifti iedbigàc .wjb penfino 
nelle iéio aieioni le'Ofindie^ taimah di ^siù 
corto dialogo...^ .• 
Squaraquaccfaiar^^ Jvivivi/ffni^/jpr^aMrr^ ^/M^ 
^ tire • * .. • -, . il/ ^ 

Squarcienarì^ i t« avairto » t ifMràHMi^ «a xa> 

#{i|tan Taglia-frittate ^ ^ ^ 

Sqi 



Sqnarcioneji , millaiùarB , vantare •, .. 
Squartare, e squartarejare , squarciare^ Fai. 
,, E irì fijuaitarejato cfiiHó core 
yy Cciìih dà ib fdigno , cche da lo dolore •; 
Squaft» Carezze smorfiofe , che' fi fanno dalle' 
donne a* loro . figli , o agii amanti • Pare che 
vehga dal latino Juavfum . Tassi cam. y, 

,, Ma fibtè mamma ìt de forfanterta, 
„ E tutta fqaafe , e bruoccole, e ctancioià.^ 
Quindi squafille , scherzevoli tenerezte t# 
uvruoccole, guattarelle, jacovelle, tenncrum-* 
me , nunerruojete , . verri/» • 
Squafofa ; detto di donna piena di difficoltà , e 
di vani ed inetti defiderj , che fon il fhgelio, 
e leccatura di chi \t ftà intorno . 
S^uatrare . Osservare-^ guardare con attenzione ^ 
ai9zJ da Capo a fiondo una persona . E' prefa 
la metafora da^ Maeftrl fcarpeltìni, quando efa- 
minano un niaflfb di pietra da ogni via per 
poi tagliarlo. Ciuec* cant. XL st,^ 8.. ^■ 

„ FDJeno 'n miezo la chiazza addové ietterà 
' ,« Skjuatn^nno tutte chelle che benettero. 
Nel Diario di Matteo Spinelli all'anno 1259. 
fi legge:- io mese 'd* Aprile in fitorno de Sante 
Giorgio lo Re Manfredo fo in perzona a de^ 
signare h pedamiente de ie mura^ e a squn^ 
trare te strate de Manfredonia'. Qui è^ Ì9 
fenfo di riguardare , ej in fatti ie (Irade di 

Suella piccola , ma bella Città-, fono tuttt 
ritte y e tagliate in quadro . * 
Squietato Vjp*wx/Vr/ifd , celibe* 
Squinternare, dicefi de* libri ^ che si seiolgonB %, 
Squinzaglio • Spago ritorto. 

„ ^e cala , e co na capo de fquinzagiio 
Diz^ifaf.TJl. G „ $c 



X4< STA 

3, Se r attacca a Io ped^.. * 
Ssaodiie, esandiu^ 

Sso > co404fo » ^a , yodestd » i|i pi. ^ , ^jjv • 
S$oU)edeicDzeja , disobbedicnià • 
Sfidbbteflàre , rovinare • . ^ 

Ssobbrecarc , dissobl^are^ v. deflbbbrecare ^. 
Ssoflrutto ^ usof rutto , v. zctf rutto • 
Ssoneftiwnente jdisoMut^ntente • . • 
Scacca f giovant giumenta , ««^ ìvì/»« , treccia 
^di capelli y Fas, 

,, f>e ile (lacche accofsl^ ghionne » e fmar* 

„ glaffe . . * . . 

^, De captile , che cbiii noe voglio bit ì 
StachejO) Eustachio n* p» 
Staffetta f novella i ^ V lator di questa 9 e di 

lettere di fremuta , che corre per ta posta. 
Stallone , animai |>a<Ire , cotpe l'alino , il cavd^ 
lo di monta «e quindi sì detto un che fia 
molto dedito a' piaceri di Venere , Fas. 
^, N^ ccà ,ppoQno allegnare comune > 
^ Ma fervérrite fchitto ppe ilalluse • 
Stampita 9 strapazzo jpasieggtat a ^ lunga cam" 
minata^ incommodo. Fas. 

„ De mauco ne pub fa prevlta mia 
4, De te pegliare tutta ila ilampita • * 
StanfeI|e*Gri<rr«* Dal latino /r^^^/ii ,J^ fiaffi^o 
più piefclfamente dal fuo diminutivo stapelloi 
vìen quieida voce « che propriàmentfs (Ignificb 
quella^gruoM > al hafeo della ^uale evvi un 
piccolo f égnatto da appoggiarfi il piede , o il 
ginocchio di chi zoppica • Tais. jtant,L st.jo. 
„ Sempe aggio avuto da concia ftanfelk . * 
Ire co le ilanfelle , non reggersi in pie « an» 
dar male. 
Stantivo I vieto, v. granceto • 

Staa- 



STI. i^ 

St^OgiUU f itrumfnto da torm^fitart* Fas* 
Stanza , iftanzia , e llanzeja , tamns , ù/j^zéf , 

^ueriU . ci* si prof une w' Tribunati , 

^émis m^ una tamponi. 
Staro , sta/ùy mifura , t pefo di dieci TOtdi 1 ti 

un teczo • * 

Starza, pezzo Ji nrrmo , Simnat^t^i 
Statela , t (iateja , stadera , diceli fcherztvoU 

Hwnte. talor della ^da^ 4al bilanciatfi appefa 

al noftro fianco. 
Statola , statica . 
Stencare , rovinare , romper i stinchi , Pas> 

^, Niiie (leoca quanta gente li'Afia aduna. 
Stenneccbiare , stirare , stendere , distender le 

traccia , # ie gamie sbadigliando^ sdrajarsi^ \ 

dieefi propriamente di quel diftend^rfi fonnac- 

chiofo , cn^ «no fa in Inregiiandofi • 
Stentino y ùudeih.y in fi. flentina> Vederefe la 

ftentina , guardare co» dispiacere dicano ^ 

Fa coTa co le dentine 'n bracciai/^r/o a ma* 

iincHore • Fas. 

- yy E {s9k Ddio it ppe cchelb mo a iU botta 

„ Co le ftentina ^n braccia ili duie niàfano. 

Sterrafinare , kandire , espfillert fu^ di Regno f 

ijal lat* extra terr^t fines* 
Stez^eUa > diminuì* di ftizza ^ gocciola , goccia^ 

linéf « 
Sticcliatto y legnetto 9 che fi pone per (égfiù^ fifso 

io luogo da non paSiufi , onde (lare a fticf^ 
.cl^o, vale star M stgno ^ procedere con ri- 

seria • 
Stiglio , isir$mento y attrezzo da v'7'^( ^ 1' ago , 
. ia subbia^ y o lesina , per fineddocke così 

prefo • Stiglie de cocina, fon gli. àttreeiXé di 

uncina • 

a a Sri. 



t^ t T O 

SrigUoIt d« pnoico , uw> dtgPintefhrì M ^gH 

' SBÒt$0tt •■ 

Stiimnate de San Fianctfeo , ndtiffilBe- véomèl- ^ 

Ji cicatrici d«l* Santo, ma .ttaslatanaeme delio * 

per tormenti infoffiibiit , ce ìnqoiecitiidiiii 4f 

animo date a quaiciKcfailio « 
-Stipare) ris9fk»t^* 
Siirà le ecavozette , wv9t ws ^ mlttrifim y «ww 

»4fr borÌ0 • 
birare, tirar avaf^tt ^ farU lunga ^F^s^ 
9, Ma perete ^mmo vozria t&n» , 
„ Ammore non ce -feppe ^oite celie ffiure • 
Slifoy.iit stese j 

Stizsaie f irritare , simszé^e , a^^iésxare • 
tStirzfjtoe ) ^4bflffr a gecti^f a goccia , fiwizxi* 

care» 
Sto , fuestc : 4bi , questa ^ in pi. fti ^ fie <ac. 
Sto&to , stt(gh , r^rÀ . 
Stdjare • Nettare, Dal latino extergerc • * 
Stojaucco • Salvietto di tavola, d» ferve a /#•• 

^ar la vocca. lo pL flojavuoche. Cerr. P^im. 

jtaiÈt* iPL 

,, PigKa ilo ttoiavBcco, eìe magnare 
„ To vuoi, Aieonelo 'n ten», e vi che bene»* 
Simmaco ) itmimo , valore f coraggio • Fm» 
„ Oh che nn' aveiTe dece de vint' anse 

' 4, J9e fso Aommaco tujo , e feiala core • 
$foioHo y^ueignuolo di sfilacci],^6t si fote mei» 

Jt ferite , onde non ce v^ AojeUo , vai i 

male incuraài/e» 
Stonitpagnare , dicefi del levar aile iiotti il fca- 

4Ìe , da nói pur detto fompagno , qimìdi tia« 
- -^ifsaaaeote sfondare , s£4ndotfte ^ mcciéeiro ^ 

fr^ 



/ 



ftétCàsiof h 9sse^cwi àasfonsìi ad Mietine ^ 

Faftno t 
„ Chiflo qiianno ^n cHellè arme U vedétte, 
„ Dlfli : cheftti gnopitre ftompagnaje . 
ftOppa&ce , t ilope&re , stupefare , maravi* 

Stoppa , detta» per furhri^a^.f, ^rahnzzd « Fas« 

„. A Utfa' nmiea ft^ipa F 
Stoppata , miilo di (loppa , Kanco d' uovo , 
dfo- ftflita, e tterfaemina , che fi mette aite 
ribrltr.^ . 

Storas -/re/* , <pezJ« d! W4cc5i di giunchr dà 
trafportar fa de* giumenti mmeftte , immon- 
dezze, e fòniH^ e itfflgfce ATee^, o lifte^tmr 
lii jgmnchi fimill a ièrze df tele a panni c^ 
atterzi da fleoderfi fu de' pavimenti per riparo 

. dal feeddo^, »&ie néilè cafe magnatizie neli' 
imperila s da f«f««^, stern^^ énnit 9fffM ^ strs. 

^ StHÌa, ùmfxyAmrlm^cAìa^ieréfi ù^i>siziom 
jw, pfei0t4to- Fa$iH- 

• » Noir ghi ttwàmio fìorìé'. 
Stomaglio . Tnncctolo di (loppa , pérchS dt 

mi &ol facfi ne^fiafciu di vino. C/i^r* ^401^ 

JQK *>. j. " 

^'- ;^ Ne "pi^ ttno*, Jiè leva fo'({bpj>aglió. • 
Storta dt^ fluorto , ed istrttmento da rhassar, r 

diitiiUf fifuori , r sonar dr sci ai m a/Puso 

Itorsair, ^gìo^are\ sfrofczare^ stìraiwolarel 
ScoeadUar», distrarr j s$4fftare'y obli qui are , 
guastar la^ {amasia , dicefi pur delle doline 

Juando lor vengdM' gli effètti iAerici ^ cU* 
annQ li s9orzi4irw 
tlIJbillfi terirm 

G ; Sfì'ap^ 



Sua;fi^I«iio • Uomo mii^akile • £^ teee' tmu 
degli SpagnnoH, cb^ dicono Mrafii^i nello 
ficfla feiuo . ^m U^. VL 

)^ To nce fi^ena <eiak poca d' aito , 
,. . u^ Che noà fo cofe pe no ^r^f^Amo. ^ 
Strajere »' «rjc/rc ^ me la ftraio ^^mejf està , mt' 

-me vado, via, 
Strangoglione. Scker0iZé^ ^,mn^na» Con^Mice^, 

„ Che juQ crep ca Miéva Io Patrone 

n, Appifo , pe qnana' ha Io ftntngo^Mne •* 

Stranio ^^ e ilmiajo , i//f r^i^^ x s$témi€r(9 « 

Strapontino > vlt »if9i»r4[xi« • 

Sttappannare , squassare ^ ^ttaftpa» ^md-mfetm 
<K man. ahruk ptalche cosa 9 qntndi (happa* 
joata diceA.%facJÌa strapf^^^n^ ^ ilwagaz* 
zo. alla foffat deltéf^ -nnj^ke ««/ SMCtbàof det 
latt$^. ' ^ . 

S^apoitarTi, troìp^ftare^ 

ttxUtaK Cobalto da (MiMt0^ . . Si iiia>i?a essi I 
oumerì; tirati a forte nel :gliiOGa 4^ lotto « . 
dKtingqendofi ìa frimma» ìtìi^am^ ^ M€mm %. 

4iraftÀn»r0m^li6%Jk. 
\ ,,. Trovai c^ipc^che lo^ianfiofiiiMa ' 

„ Sempe annevioa r ^ 
Val .^nche^ 4$limé{^ di ^g^ » -^c «m AU tm^t 

, foratMtM; 

\;}tray,a(Uiua 9 ,ex»^#r4i«4i «L 
Stravcfare, ei ftravifaret , romper la: Jiteeia ai^ 

^Icm^c^de^rm^tU^^ik ^P*^^^^ .^ jmeerzglì 
f^^iffrfar v/sa.^a»èigi$e, ,. -eiocakèr .& ooflapodc 
il volto Qusfjte galante :; tafer detto- per ^^mp^A 
menar jJ! inff4t9*e ^^ ,fjt^<m»KUm^im , |w« Imum 
mordere y dicaci ter ìiuifiH%, '•- 



«»ClrMttib^^ ttm 4P irfeiic0 fis^s 9 f di maschi. 

StregUtse , stringere , costip^r€\ obUigart.. 

Strellazzaro , rfo jfr/7//f se^pttr ^ ,$4 'Mz4 I0 
wce da ftrtjUaM:i^/V«J^. #£!«». 
« i€mUi0%>«rfe .ffrd licci , ^*Af//i>//t rfictff prò- 
, ^aonatev^ielU danne» quando* \i lUciao le 
V . cUomf , fr {h:ofi«iaiT bi facctrv. e 'i^ jlfua cpl* 
..^ Ifrjpr uiiiWiù , beSj^tiJr e pezse colorale. ec. 
Streppare, divenire sperih\, sventrare , iiVw^^V^- 
, tv , oilde fliippa ^ vat ^Arnijit in£KÓnda • 
tStrapiiigt^a^» pfQta$ijr% f^zzsir - 
Streppone , ^i^m^o , e per Io piU totto ; dicefi 
,' , 4' HMio di liaflSL OMvrta •.i 
SticTell^lt» sv0Ìà0rejy, :fi sbófai» » flainnloii*, 
ftorzeUà , Jtr0^ijii9rft Strtirelhre. Il' «vofichie, 
irrifi^ gli àc^^i p99 orrorrj marm^igiia , 
. ^Mkgtfi rr*; //iwv«/j«r/if. ColPiivocchie fl»vel* 
ìiìt y *P$Ì^i ^eiSif rv^lù] stra/itn4ìri Fatano : 
)^ LI' nvoccliic a la Turca & le (faevelfau-o* 
4kr(rrfi^ • "^^Wff9uiii#<r4!^^ disordine y Jtéagty am» 
' i/f Ai^ 9, £f<4f groffdf y,$d'^ oj^rièfU. Dal latino 
strtpm ; e forfè ebbero i latini la fte^ voce 
stffffffim^r^mt. Taltir m^iu^s y ma auel« 
1# nm Art- giuntir a:noi tm t pochiffimi icrit* 
tori^ che fi foir fahMt dalla ciitna de%arbar!» 
. Fa HO ftieveieja i»l far wim grmtdì strs^ 
te . *. Fjtfaoa.dice ne'fiiei commentari al Taf* 
io fi efler ^qnefl» voce derivata Àk uir< tale Spa- 
«uiola pet cogo^me SstwviHr^^ che focto Fi* 
Jippo II* da> Sopraitttendenn» cklla' Campiq^na 
; ft una ftntfBe^ iìnmenta 41 taocu&iti nelk Pu- 
glia, ed AbcuiDO.' . • \ ^ 

ftnttOi mm^^ 0ù4fQf^c\ìt ftritto de piètto' 

G % - pur: 



£ 



1^2 S t il 

pur cMceC: oogtièté a lo ikAttéj^'fn^ffsstitì^ «é# 
ttf sit9 angusto , o colpirlo in tircosiamzit , 
itf rW ifo^y t^pia , ^ ^9//4r rifolvtfjfi • 
Strolaco , astrologa : ia fefti. ftrolaca , t'Illvi». 

Strolabejo , 0Sif0ÌMth\hc$cérvù . ' - 
«SMncare, iagHnri»^ fondo ì 'fé Ite ftrimcaito'lt 
mroatio , VSil gli /#iJ4 vogHa di'féiF csfm ^ 
Cfronare, «/«ivr Af voct , gridar - cèn vm» ^ìc 
#»d»a ( net aoftio dialetto $tmono ) rAr- 4ix« 
;fordiff Fns. -. *\ . ■ - .-- - 

,y StroiKiva lo Giagsmte: ^ m fi cchUlo • 
Stroirzillo , e (lnu»itb> ^miceiattol»^ mm i£f 
meritai* Fafc f 

^ Mg rAbbat« firmici Ko ocMii -nM cintau 
Sitotfl!$e)0rte , ^ostruzione yt^ dèsMb!j9n¥. - ' 
Sttvàtt» , sstfuggnt / confamoì^^*"* . " ' 
tknifible, ione di pafteUa fritta, t coddk» '<»li 
mele, e snccftero, tàloi ttf/feofodi !/fM;r/ , 
Dnde, fhuflSrfofa^ rdénn» ifdfmc^fi^ ^ .ft^rft 
. da «l'W**;, deHatì^ ijivmr-i^:r ' i . 
StnimtBokr. TrouvAn IM^ O^ceen VM^ct ^o db 

„ Cbi pòrtila «bettoto^DftlbMb^ 
„ Chi ft'/pasfElv^'co K ftwsmméJilf* . •* 

jtasssrt'^ dadie fra €«tti IèVl ucceéii ^ÀSo 
piti' (i cUlecta di beccar tali' k^iMibze/' . ^^, 

-Strunzù 'n; maezo. GiocoTo ffoftra detto popaftre» 
e vai Wr0r /^/^ 'Fnft pn^yrfji'de'6nciaui,'per 
diootar , éhe ft ctfffiàffiU t^dàir, e.detfaper 

.. dertfiooe dii jcftkti ^ eliè tra^ loro fi nttte tu 
inrzzo. Cince, eanu JT. :jar4ié. 

' >.Fa /bMso ósnieao.n \p osbce^» ^ 

* ; »^ i^ Par* 



- . ^ S T ir rdf 

Parjandoff df IVfbrcuriò , cKc fa ccflàr k riffe 
tra combattenti . * Fas. 
9, Dicette ^ (Iranzo 'h miezo 9 e Io cavaUo* 
,, Mpèzzaie nfra llòro y e4 a Ktaimunao^ 
„ diffe. ^ 

Stroppofì» , le ffiippoTo , vadT tappò > appèUgU^^ 
^ ,$utéi€ciéy da ««^'^'v . Or 5i^A»y , durum , /orrr, ^ 
firmum j dónde fh fat* stupHlum'y^t sfipulum^ 
e ta stipuUrt di'' XSurifpruUentij SalmaL 
CS^ ^/oj/« nomic, i*99u\9^ '••xvpov. Fas. 

' ,, Dlflfe : de tìi no Huppolo nne faccio «^ 
Stropoole , rt jr invii^ y ^ da menu da f/>vf/Av ^ 

Teli stfoppus • 
Stnircìo , y« fruscio ^ detto propriamente di 

quel romorei che fan gli abiti di feu, fpezial- 

inentQ i' donnef^ht ,, o talari ^ e iqael de' fesT^r 

penti. 
StruvaFe. e ctorverr^^Mr^W, dìst'urSate ;■ 
Stutacandèl^ , doppino da smorzar le candele :' 

dicefi- d^ un nafo s^^ic^ueraM , o che Aa Ix' 

figura del detta coppino * 
Stttoteco* , stupida y estatici^. V. nzaltanafo * 
"Sturare,' smorzare ^ spegnere ^àliceCi pròprìamèa^ 

te diellc candéle , del fùùco\ della bile. 
Stuzzecare , tormentare ^ muotiefe , inch*are )> 

onde ftnzzecà lo vefpaio', ^bX inquietare cki 

sta per i fatti suoi\ e' cée'y come le vispe' 

può huócere b$n in risposta' a tTtl importuno^ ■ 
Sstià I tiiteriezione per far tacere, forfè da ^7^ 

Sace . 
Stto fulillb, s^htttfy affatto sol§\ 
Sìtnimo' fómnio', cima cima.y altìt altei y sopta^ 

Soo , r fajo>, suéy va pU fiioie|. su^^^^ fi>ie ». 



. . "%. 



r^2 . s t il 

pur dìceC: cogtièeé a io 1iHttò,^»^4»i«iMir «é» 

#;r /#>• angusto , o colpirlo in ùitcosiMizt , 

Strolaco , astrologo : in fefti. ftrolaca , t'fttoia» 
5. dieflk «e. ' ' 




Ctircmare, jr/^irr Af voc» , gridar' con vocfè Jm 
ntmto ( nel aoftio dialetto $fmonò ^ tifo* as* 
oordWf Fns. •.-.-. *x - .-- - 

,^ Stromrva lo Giagamte: eh- tu fi ccbiUo • 
Stronzillo , e (lnu»Ui^ amiccioHoi»^ mm cU 
meiiso^. Fafc f 

„ Mg rAbbat« firmici Ko ochìii ^MH cintau 
Sito^»0eìoite , -ostruzione yt^ dh^rmcioi^m - 
Snudei», ^stt^ggfn^ cottfarnow^^^ . ^ 

tkruffole, ione di pafteUa frttia,<t coa^tm^eck 
meUj e snccfteto, tàlot tit^Afifo"-dii/fM;r/ , 
Dnde, ftraflSrfofa^ éènna kif^icpè^ i ,Mk 
.da «i^W^w;, delicufo iHvmr^' . ' * j 
^nimfflokr. Trouoi^a'i IM^OivecrVlF^^Cf o db 

„ Cbimnttvia fib etrolOfDtkiciioihi » 
„ Cfit fé ,/paeffilv< co K OfomméiliHc . •* 

tttQnszOy tscfomfntovLìtt&u»^ Ibìfe Ma: V/«9il9r| // 
p^asserc^ da «fae fra tvttl "gK ìkcélì ^flb 
piìx fi dikctadt beccar tali' idiHt^ze / « *.\ 

-Strunzo *m xsmzo. \Gitedfo jioftn> d|&tt(><popo&re, 
e vai Wf0r /^yt Fiaft pn^yrta.j|eV6nciaiilt,(per 
diootar , che ft ctfffiimJ x^iiw , e .deifa ^ pit 

,. derifiooe diì jcftkti ^ eiie tra loro fi nette in 
inrzzo. duce, cant* X* 'j^i6, 

• : .* w- Par- 



Parlando^ df li/fbrcurib , cKc fa ccflàr k «£& 
tra combattenti . * Fas. 
9, Dicette 1^ (Irtnzo 'h miiezo i e Io cavaBo* 
,, Mpèzzaie nfrx Uoro ^ e4 a Kraimundo^ 
„ diffe . 
Stroppoli» , n ÀppoTo , vedT tapp^^ apftlaglh^ 
^ .m#f«#, da «^^'^'v , Or5i^A»v, durum ^ fortt^^ 
* firmut^ , dónde fri rat. ftupnlum^,^ nipulumy 
t^ìo stlpHlart de*' GiurifpruUehti , Satmau 
. & iSloss. nomic, *<»»uxw wx^^oy. fa$, 

^ 9, Dlflfe : de H no iltippolo nne faccio •« 
Stroppole y C9sf vwte , e m mente da ^/M^f'ov ^ 

Teli sfroppMt . 
Stnircio , Té fruscio ^ detto jpropriamente di 

quel ramerei che fan gli abiti di fata, fpeziai-^ 

mente i' donnef^ht ,, o talari», -t- i^et de' ùsT' 

penti. 
Struvare, tytùtvtxt\ turSare ^ dìsiutSate r 
Sti^acanaele', toppi no da smorzar le candele r 

dicefi, d* un nafo s^^icfuerato ,. o che Aa Ix' 

figura dtl detto ceppino ^ 
Stuoti^ca , stupido , estatico, v; nzaHanafo * 
'Sturare,' smorzare^ snegnerefàiceCi pròprìamèii^ 

te delle candéle , dei fiioco» deilk bile'. 
Stuzzecare , tormentare ^ muonxefe , incitìtte ,- 

onde ftkizzecà Io vefpaio', ^nl inquietare cti 

st^ per i fatti suoi\ e\ eie y come le vìspr 

può nuóèere^ b$n in risposta' a' tlal importuno^ ■ 
Sstià , interiezione per far tacere, forfè da ^nrfHi 

tace* , 
Sftlo fàlìiXOj sotttaij affatto toh. 
Sdnimo' fómmo', cima cima^ altìt ali^ y soptM' 

i^rK', ... 

Soo , r faji^^} luHy ìa pU fuoje, suoi'^^ (òìq ^^ 

mi. • ' ^' . 



,ij4. T A >C 

Sopccii^ %'f0rfy ugnate , 9ìm* sHcis ^ Fts« -Noe^ 
tremmai foecia,' Val nfi trema^ agUAlmtmt ^ 

tutta. ,. da, capOi appiì •! 
Suogro y suòcera y e. fogra ^ suocera •. 
Sttfcicy, e fcittftia, soffio J 
SuflTd ,, vtUc^y voce ^r&. 4f&ttà antiqfiata «. 
Sttrfo ,. JorJ^ .. 

Suvaro , sugiera ^ 9ddej7entfttO'< fuv^ro « dicifi A 
r^/V semi'xa, nom av9f-jpiéU^cal9r^\, dtesser raf^ 
Jttdd/fta affatto •. 

^luzo^ iJàrdAf sporco^ fX^^^'^ fàtzimwa^ /«r-^ 



TAbBaccfieiàre-', prendhn tabacco^ ^ fit^rt „ 
, dissjnmfare^ 

Tabbana:, fotta, dt vefe talare ,. e* propria ck^ 
Chiefaftici da^ .^«fc^vv»^ 

^cca.. I^zz9*' di légno fagN'atol Fotfe vtène dall'' 

Italiano tocco^p pure ^ voce deriy.ante. dai fno* 

no lAeiTóy.che fa il legno lìelIafpaccarC.* Oltre 

perb. del fìgnific^to. di* schìeggto: ,, o. fimile , 

. vale.* quel: pezzetto, di' legno* con altro^ ^uak 

. ^f'. fronte' y, cui d fèfina da' villani; còl; coltello* 
li! numero delIW cole , clC^ffii vepdòno: ,, com- 
perano ,. efìgorio,, danno, ec,. Torta dtì^ fcrittau. 
chii: fentè/ non pocoi de' Qùipìì: Amencam ». 

*Fàccagno, irv^ro^, Vi fpeluotcia., 

Tfàccarejàre .. Tag^tAt^ a,jfffz?:( ^ far in. taceie •. 

. Vail Sinché: mormorare ,, V^/tnefefca .. KiV.. 

,ji,Tnittaj taccarej ai •-*,... •. . . • ^• 
. . » Tao- 



T A > tff 

T«ccmlh r fiztttm4i fegMo » cb^ attaccato aU 

'-' la Trànoià; tette <lic«(aàMiitii(» fàlia mola 

nel strati dl'qadftà; onde ber ptttv. iMCCéttwU 

'' "Ptnii n»o)f#WX «(tetto <ttc« padar^ fti»a mai 

ftancarfi , dicefi ']pbr dFgen: mafchite» FaH 

* „ E '^frAóiefla che la lengua ifidve\. 

* ,, La %i6e 4k^ colmile, a ttàc^iriello. 

E finaofo l'Abbare^TàccàreHà? fu3 de* no(M 
Teatri . Palano 1' nft >ur in^lenrod'viiiftta* 
fflìento fimilè'*aH^o£etiìO' ntridcHevatlacche ,. 
Oiidé fit dir a'ik>Kmaiio,.,che:fiq[ge r 
,, Ccht mme facciano-' arreta le Ifefcate 
„ Co campanone', allncctie, e taccarelle. 
-TàccaTfdlo, pezzetfodi légoo-ufo: metterìi in^ 
%ocoa a' fagazfti pei gaft^o , fpeztaltnemt pe- 
ih, v(9$i& da' Cappuccini coiu 411^ pÀ^^iii lor* 
' • NóviÉiv f" ' .' '■' ^ ^ - ^ 

l^che tacche % l^av tacete* taccbe , stritoUrer ^, ' 
" r^^/#V^^^^^^^<'* ^fcfi anche iAetafor!cailien« 
te, far colla. KngtM tacche, ttcche , per dinotare: 

* il. ciift^rfft assai stnza rifiiar mui\'^' 
Xàccones pezzo di: fuola^ per lappili veòehii, e* 

' detto "ffi (^^ pezzi malpiofti^ in qualche - com« 

pofiz?ófife<poèticà , bd oiatof là ; ' ' ^ « ' 
Taddeo, B;p. e détto per clilelglo ad Vino' 
ftvpiM Vo l[f<>^^<^' B^ fu* azióni 9 1 V*' 

flnrfSriarió .. G«/r. Dicetr ancftie taficcbÌ9 . Forb 
dal Greco ^ '«•«♦«^' , sejtolcro,^ fia- per là puzza , O • 

* per efttr<cM l*Hino| cotee Pàltro^ via mnivir-^- 
j«r carnisi Ciucc: cant; yiHl sU 5#\ 

- „ Gtiifltt che: ftace coflà» vooeà à^pierta » 
„ Chi i?'che.&?^tl^iW V to Secretario ;. 

^ jj M nittb btio^, e bellovma.na caru- 
si Cout, che Mt av% a lo tmftnarib 1; 

G 6' ph^' 



D Lo ilida t^DTiu ifrMt a bidta a bi^t 
„ Che M» Ila boaa ^-fod pare devotai * 
^afareJA > quel tirataìo^ di< t^gfo >^ che (U £xn> 
la ^ratti^i^» lylr a|IPpgKe^^i cacio , meqiye fi 

Ta&ia, cii/o ^ la ftefla che Taficchto • Faf. 
.,, Si be fto «o4a fafrio a ia To6a^ 
«r Aggio le Sm^' meie: • v 4 « 
Tatto. MaJigiaft\ Om^iM. VI.. 

^ Mo Qilanro £eiu:ey va|^ }s(cia feÙca^r 
^ Schiavo perpeioor e .«tnemeoie a vi^o; 
• ,, Ma jtaaoovs* alloggiava» -a deva tafiio , 
,, Po ^e d'^ ? Cbillo Tccplft f» loffio. • 
Taglia eh' i^ ni& » Gùsì pndaiio i ngamai 
feixfitorir-cK CQccMfieiì « i quali coq m .^aa 
. coltellaccio gli ilpaccioo per venderli ia pez- 
zi ; e fé non fi trovano rofli » non avendo 
. - ni: datanti; lA iSuiom « & Iffeiaoo ^ Vie» 
trasferita quefta ira(e > di&otar la fiiagge,che 
, «olle armi tNaocbe fi Cic^a de^nemid» qnafic* 
chV fi fpaccaao coma oacomen «^ Tw^ ^9rtL 
, K SÉ, pi. 

M iCa lo ta^Ha €h*\ f^ iarà pneOo « * 
.Tagfiaiantune , «i/7/4^a«|erf^«<//if> JFaf». 
^ Q Sio TagUacai^Hoe , fi de pagiU 
. y,, Chillo ibièv b^^tbi peo ^bfavaea ì^ ^ 
.TagHo ; ao ttglio d'e|>eto » vai ìéntto 4* staffa 
qM4Ho: ^nn pt!p U9 vnrito ^ vai anche ^m^i^ 
manhrA , Fà^: . . ^ 

, 4^ Pregale, c&uietrfe> jftrillaii., Ìioq ce fii 

- PJÌ^iafe 4?Ìcflo J^0., ^llpl0^c{e^ nudilo . 

„ GjoTs^ Gofl&edo a itìasMiP <etat tritato 
Ta^liQ de,.lS|!«to» ^t^n^a di ./«r/je ^. ì$j^ . 



>» 



Go& 



f T/ A. P 157 

^^ n0alSoiim Aca a^lo tagtA^ «coultonato 
■ «'- .. ), Der lo Jittta, aiìldav' tf 4 Zto JLaimmshob 
Tàleja , e Talia , liéffis ... 

voi sM^mif. TaJ^0 ^ 

' . : -'if Ctbe (te lo chiimta iijo l«giAii talaomo. 

,, Ca me vregogno^ a coma fli talw>nK • ^ 
Tanno. ìf //or^ * Lat. riMi^, Vkne dal Greco 

.^ » „ Tanoo A f#tea dit« « refponnette 

,, L' aniD y è^ «m Io tiaoipo. de U coKcie^ 
,^ V» «e le troDia mp*^... . .: * * 

:.;Ta|»p» » /i*rAe , onde Tappoae , $cwkfif^ , Fat. 
^ £ mnt# 1^ , e boia lo Tappone/, 
' ,, Ch'oda lo c<^ it\e%m mpaveglione • 
, T^appe ^nf^^^^^mtm'^g^mm^'^^'fif^'t*^ fi^9 mi ne* 

, ^ ,1, l4^€0t«: tajDipe^jBappe 1« faaea^i piarlo 9 

eioc aveva tm iap$ittifn: «. - • ' 
TatabcJU:^ #^igrWffrfc' . . 
Tarmfinar^^.ertei^'aftoaM^) tm^ctmnr ptt un se»> 

cole senzs r^ftari'^- m^ikràmtre^^ pertegm^a* 

f», Fa*.- ^* -"» 

9» • • • • . Ah no ca pura 

M ^1^ «tapifeo^iaggio tato a lo- nfienur» 
i.: V;^#n^'^ ^mt^rin pitféèzim^ . DoVreB« 
be plon«nci^ 'i^H^;^4Cfr ; e^ vedéfi chiaro 
che dinota, mandar talun9 àjMttis9 , raméngo 

^ i» ^IM'^ Àamenaocia , e feoipe tene pronte 



' 15» ' T A !L 

. Tatallo^ ^Umi*tl^-i i& fenAk ofeeno, ed in fgat^ 

Tarantella - Corrotto da 4némaNmt9n$. Rifiuio* 
' la ^ndé p»F to t»iMt»fais Mio somnktfo ^ 
che nella} Paglia fi creda vetenofo* y eì :(Cto a- 
fyt nnetter in eftio. di contrtMamente balhie ^ 
t^ tatò£ cantare a chi ne "fià tnorfo • 
^ Qnamìo ala^ |Nb de cU ka la taraarrilat 
n Se cbiammaie no, crtàKo €éiB(|»agnbiit •. 

. „ QiBniló armmte pb fobcfto IXt 

„ Fecemo prieflo ilt màTitaraiitei» • 
Taratapjya , foono del «oftorro militale , ^e- 
^ . ìaskata dal. r«tMi»MrAdr-£tinte.. 
Taratafolò , tMftufé\^ detcO) d' m uniens^ • 
Tarcenal^;. Lnogo» cfòvfelLC iiflWife ona le vain\^ 
T«tìti«ti^^ la: vdoci» Arab^dar/^ctiii nelte Kagne 
moàkmt. fono vennfie nitte le^ Ageentl voci • 
. ' ArsenaàìBjf Dar^ef^oi^AHQ^enatj e DatJè te Frui- 
•" etfe. t nirffai. hana» cmfervaraj tua, v«fte , 
che pili s' accoda alla, voce: "ikiadre • Diante 
/ iocHa (uà ^vkia xoiifiiMdia m&yieuaialteiar-^ 
la, , la/ voce Araba. ìAjT/ * * * 
Cornea neL T'srzaaè^ d^ì^b^émr 

„^ Ei là cacciate da la. Taifénafe: 

„, Le galew, ^l" • • 
Tacma^ , , ner/9 ^ mie tàffiMit , flOF #i#A» . 
TasDcdoIà'y.ertréodDla , giteti^ 4a fmcs^ èu 

^iP«x<i*k,' e dà: qttrila. *?o5^**H4: 
.Taivcca i rw^.«ì • ^ 

Ttì^taglia »^ Ì4iisni9me^ e: taolitiete* ,, e p^ò- 






Tafc» t ^orsa. l boaatàuca , ««1» tiumin «. 
Tata ^ />iii/r# dà *^*« .. 
Tatto^ace , ^e tauoace ^ ciUcfhisr^rt.^ 
* ^vano-I .si'^iVMy io(«ttp molto ineoiaoiodo • 
IZavoiillb ck la^Caretà , vat Inogo pieno di &!• 
n-y. e frmtr^come n^lU' Prima vera prìncipaU 
mente fr vdìe.iiella ao^ra .Caritjb un florido 
^ apparata di tali cofe venali, ìbl ài^ uvdini », 

j^ Palpano té ^tlote ripe lavolille- 
H A ,PprimKBa,vera de la Caretac^ . 
Tavier^^o , tT§ver$^ focia; di tmve , ed ì&xwaim^ 

to«dl fiatjO» V. de; lignina- 

l^avoliero ,, HaffettJno ^ l ppe lo taToItcfo 9 #/- 

jfr m^min^B^ néUféfrtiy discùrmrji dì lui • 

^ If avuto , ^iffcf éfùoUfiUe^ sv$ll^^ v.càfcia , 

bavaglio .. Va V accatta. Ip^ lavato », vai /ore* 

g/it Ulta di' vtha**, 

Tcft^/^/^, dal lat. re«r;» dal' greco ^, co* 

me u vede nel detto dì Venere a Giunone : 

r9. vinr «-««tw. //aptr« ^ f0«#ele JW^ ^M €9ntm ^ S$M 

fatela^ y st9.njtracht§rt:^ It« I4f 

Te a t^.-E'^ modo- (M'overUtale^, cHe dinota $isìt 
• Im CQié^ piit difficili eie non si vuol fsr ere* 
dere. Quindi fi. ufa dire n Te ol ta^ frituta ; 
Té,s.j^c n9e^è§ì9a$4k-eci. i voIeiidM «osV diao< 
ta» y che non i tanto iaóki làt cofa^ , quanto 
iafebbe ti Toló coBìpitar » m pervenir a leggere 
una; intiera^ paroIaF« Ti or A csrd. V. ^. #7. 
„, Te a. ta nne venata , o e beila ì beila! ^ 

Tecora;, tegpts yei$mir^e, v. ermece • 

TéiefNT r e tiwK> , . te^fme da «y«fov . . 

TeUecbejas^S miV^^t;^! ^» (cttlciace.,iliz{ftcare: 

di. 



' r6# TE» 

dictfi pmpm quel dotceftio|Mcdaré»o grattar 
Uvemente alcune pard del corpo adtnii} peii(Jièi 
ti» ritenta Solletico , e faSiiki. 
Tellecufo , risentito . • 

Tenagimreft , t/rw/V aUt mmtì^^e far Ja vetf»^ 
earieandofr vicendtvotmcnre di viUémii : .ut 
" attivo va^ tormentar un reo a colpi di iems^ 
glie, affliggerei rtrétpkzZéire'm 
« Tenexnente , e tu' veibo y che dinota gttarArt^ 
mirrare , FÉrf. 
„ E a fpalla a fpatla facere Botatr» 
), Attaccate a no palo ftrentamente> 
„ Oche mtnanco^fè poteano tenemette*- 
"Tenente, vi sebi oso j avwrw»- 
Tenete in fenfo di ìasciktr\ sptrésro y esser 4* 
appoggio y Fair* 
„ Sirio Aggitto la tene, e tona^ imtte , 
, TetTÌeIÌ4r, fprzircH mestabotft tiér tener liqimtf 

SÌ91V n^t. th^i . 

Tenterò , easss di schioppo-^ pistola eCi 
•rFeriore ia fenfò A cl^ màiavigiiofii , codm h 

un tenoee • 
V Tentai joae^, demònica , fnata figura , ren* 
tatare . ' ' 

* Tenntamente • Occhiata , Dlcefi ancÀe coir me- 

tat^fi T^amsntuta. Cort, Micc. Fàsh eanfr 

jf h} fùr cbellk cHe nàS pt^itr arfeifare* 
„ D^ avere fcUtto na tenutamente . • 
.-Terranova ,. Fafano grazio&inente- fi avvale d' 
un noftVo popolare* modo" df dire per deferivef 

* .Ernunla, cui convenne deriÀlr filila tnada te^- 
ra , ed in luogo fcon<^dote • - • 

„ De lo^ bclte Jordafiò 11* ao^a tfova^; 
•■'^ Uà co. lo Duca {lirdé^^cranma • 
' Tefc 



-""Jferràdfiteté / D'i ^rrnr , #, tènere * ÙAiaHfllitBa 
efpreffione popolare a dindtiar , eie kì ànc/h 

t ^ '#i*m? Vi' 'rjfàkap U ^rififrrebhe , o fotreMe^ 
far 'firrf^k¥¥ ìiÌf'fiMr*flf^ eJ^ alf^m gr^ l/- 

« • '* ' ^^, ^ft tfe io -pO' me prècàdcib (jiarchc còù ^ 
.^1 ^^^ HerlttUaefè'; flibeto me Àce : 
ri ^ '^, foiftUto » Io patrone . * 
/ Ihrfone^'nedi atibhe Tcm-one • Cfto dbke 6tl0 
^- di-noaslleVi^ isatidoée tritate^ e legate in- 

Seme coi mele , o veMtmente coi gtuièppt 

di zucchero, quando^ voglia 6rfi pih tietiièa* 
-M»-^'- E^ Y^t^^ noi <:o*^Tir»incefi , eie «s- 

gnarono in quedo Regnbv In Proven2a & 

: !' .nerià aniM of^ iztìDllb ^ e efetamafi M#^a » 

. iorfèjdai Latino i>^«^<, pereti i ctbofdi ra« 

ga3(zi*l 'ConfìRva atg;or M liòi rindieàzioae 
^^ddià Aa origine Angioina ; giacché noha 

fé ne mangia , e le ne manda in dono nel 
' . ifioièot.ddra nai^ior ftflività de* Prancefi ^ 

cioè nella Feda di S. MsninQ Tn^onense f 
t «ì^l, OjBme xbifa M otii patria deriva appmsto 

qoello di Torrone •Wtùuitp.waffK XiL ir. 17» 

• 01:4^ ìtS ttutir M" n» baòdi 4e Tecrone « 

» '>V3.«^/<if^b Giove tr^nno s^ affettava • ^' .^ 
» ò^^MrebìJ^ anche "derivare' dal Latino /onW, 
ovsfiecciik^ii.iprépani <:ot fuoco • 
»<Pen«zzafltt&.il. k» «KfeikiQtìvo è Teriiiaaanella. 
ì %'Wif^/Fm^m»»' y ^Tfmtp di terra • Ciswc» cmtt» 

XULst. i. 
^ . .^:Bvdfc£^'àifiirift'' terraz2anel{«,: '* 
^ Nce fo P ante montagne d^ oda, e peNa.Jp 
^erraz^ano , paesano^ chi abita- dentro^ terra\ 

* *#a«^ émìh^ffU'vdi^'rnieriiia/^ cU non veste die 

Éiiliiare ^ ma gede P onere ^ e V MU hefa^- 
♦9. * " "t^ 



^%6t :?sT' I 'E 

s ri , agticohore* 

TtvzsiiinlQ ^^6ariÌ0to r così (ietto dalk mifina , 
. di«. qoatiene , coid« il ^Mtanlo ec» 
^eta , e teteila , /a gaiUtUf , Ibrfe ooA ditta » 
.. ip«r&b^ atfle.st;^ i ^«''««deslijaiiticfci Greci in 
Atene ) PoliCQro ^^ Taranto» «o irwFl M; F*. 
Teteìleca ^ Mse^lle^tjfiA ^ti^o^ fm^ le .bcacciai 
; -«lU 0iiiiifira col bnflo, rfelU (fteot pma. a 
. chi non I|^ cura del fiK^. corpo, i latini dice* 
.^ Vfino aUt iircHm^ 

Tiatro I, e trejato^ tet^r^. " 
. Tieli^ y padella per lo piò Jé fngirt^ tsmitm^ 
fa. delle d0n)tey Fati 
f^ E minoiia ^switt tsmnis f ivftK f '^ bcife: 
1, <Noa tee manco boot, a Si ddie • • • 
^ Kctgiuif m lo pcinmio Ha tiella ^ 
,v Che(b ccKe firitto avda ^ fao^ io cdia 

/ n CcIhù bietclae , ^ tta «o (cUafe funtr 

' Tteae ca tengp ecr 6r a ii&ear tf ttngOt i^ # 

,, Faniìo a. iiiaie cai inq^ «ot l^aimauco » 
cio^ ^ Mfffttdòhm a s9Uwt»mm in, ^g».m»Ì9%. 

\TÌHmtror y tetterà j faeUt , ptmr komat witf ^ 
rozz<r\ aspro ^(^muéitn lìicafi. dì tofii tmxm 
'fradicia , coita Vacca ^tiantBr » ^aisar vtcttó$^ 

.^ fie iira a ,s4rmuif9Ì ^ wd^appima^^tr p^9 ì 
pf^ servi Ai fé ^ • . * 

Tiente ,, pè eie ; iMnife ttìtìmtàéhi nit ve tkt 

* ^rffHeefU infiime^ : " • 

«ermett ,.iwfi/t/, in ùng, «toiBitIr ,^ da. 



Ti0» 



TTtflo vjr«fQrW/|<»^#*. D»I Ji^^n!» «r/;« » Pro* 

' - pmmBOH ^& JÀc^y^i q«iejio,..fl||t f^rve perco» 

: prir kf, fpQNrleL^ «) i- ttf^àm • Sogliono U don* 

^nicdiiolef^llft m&ail «Hnii^ ^iPoi avvolto 

/^dn.tcla^ ed|iapto,fpylvs9dp.^I; yeotie di chi 

o intirizzito dai fi%*k>.'*«:>qilfO» dic€fi.,/^re 
^^ Ca fé G sfredda |^ te fiiccio n^ tieÀPj^ ^ 

. .^\E.Jd tuse-A )(&««gi»agM.n)% la eo&V 
„ M sDO fpertofai Anpote àmune. a ttieflD •: 
• « IlBkhlèrtieIf<telM<teftpt<irt fi^IÌQtK^ efiiare^do* 
:èB6hsi!ei,Ja iiJiItt ch'iftbMa^^.pic»k>Ii ie malfatti 

Tiraturo, foikà^^diéoff^tin^ ^'foftitiTt » jliceC 
d' una mtpifh^ J$9nt»éij Y.,c9/^moaoù • 

^ Ca. na je patimmo de tirre 4»etiRe t 

. .i^-Po-finifntt^^vHiez^i^Mt'CMun^iai durre ».^ 

fnftéo. P^lltolfAM r//w^ e .dinota lo Oefso. 

la.tmiaGnubVQee^ne anche 4aU' Italiano 

Mlwe ^ eialttcr ^gnifica .dtitco » e 'Corrifponde. 

.^ Tir«D^:^the oneparaa 00 turzo. 
-QàKll i{ tiotft Mevefhio i vv^ ^hih ttisitm 

iib^fi^ iwMrr.^'Oiidt ^iw^^to^tb-vaie, /«e «/ir 
fvkÌ4SMQi ^ìstrtfi^mt:^.^idMr0^ y dall^Ehr. tb^ 
0Ìmè. ,. vmei/»f4rey commuta^ fttifmrtm rditt • 

Ti0oca eoec» ,, efpivflione <li chi iia. fretta » ed 

. iacka .altri a shviftifi , ida «''•xx>< , veUeum. 

it0m^ r^iM^ oda ««n^ Wm*. Tocca 'n pte* 



i 



♦ » 



,^4 TOM, 

Toccatd é A$^dm^ùi$u^m ài nlm messM^ jmi m»' 

e, V«ce a noi ém àà^ SfatffBOBKÀi , <ftt P 
una iteHo fttlb ftafe J Ancbe t Fnmcefi 
' iuxmo um- y^fmè^^ e ^fM, die d«.^ ongi. 
' ' irarbntiiie fii dtrlvitt qp^fia pania • Cent. 

j. Ne cofsefiOs a» MMa^ ea» tocoiOé * 

), La teceato ufi air«oocUt»eaIafloiiÉeUa« 

^TodiTco , Tethse^ y dieefi-d^ttn mena» ilppido , 

* tf cm- mollo fiiaceki if tiM t di cm |^ fia 

^' ben ibggetto a liftatlr rfleflètd.TodIteiico. 

guato , tmo re/## , dam meiitma ddk f«ar« 

'* Se Rtait tticQiie tal »fO¥» RiC 

iy ^m to Iole IVdifea acegnam, 

/ ' ^ n £ Io 'sniffi) de Spagoa èa ttocn^ atta^triot 

Tòlta, ^/>ier/V| ▼• Vettoieia': fax dimioBtiYO 

Tollecchle* , ' 

Tòmaccliio. Ef vece A rSnAitéSfima conio • Le 
angniite di Onnua^ki^^ «neftiie, e éondalelB 
aceto fono da graa c^i^ cOmffiniMfìoiè ni 
X^mbaidta ^ Net noflio R^p» eiano- ^Aos^ 
ignote ^^oon eflbiktofWie «ttdta tt oemmndo* 
N<m fonoMcom cteM? amn dacctò ne veagonc^ 
e ia voce C^msc^Hiù ghiota imèira alle Oieo- 
chle del volgo* Napoletano, fi è tfoeaU'-Aor- 
piata, e coavertiu in i§méMt iÌ9^f e kào 'fi 
adbperlr ]>^ dinotate unr pesza <fi oneUk an- 
guU[ei;.ci{^ delle fple vemtta dì fit • ftn* 
pràte in qnetia gntfar r Chi £i cke camndno 
farà qdefla voce coU^asidar de' tempii Fmfe 
lie'Iuokgfai noftri di Farmw^ Ltsimm^ BMnMf 

ìmqIoi tì intredntià conciar ie jutgoille m «ne- 



-t^ 



t O U i6s^ 

#f> ftodò» S 'èliafnerànno fetfe Tomacchi\' 
-'Miferi i futuri ctijBologlfti^c a lom non per- 
Yttrrà la notim, the qm Ihmò, dell* otigine 
i4i qàefta parala in penfare dondfe poTsa derì- 
^irtfe. Citi ia 6là venir dall' Arabo , chi dal 
l^enicio, • chi dal Copto • Si flruggeran- 
n»* H cerv>tHo • Il {rfii anìmirato ed applan- 
dito fari colui , che la trarrà dal 6 reco . 
•IXrì , dw in Greco ràfn^t» dinota tronca- 
te ^ t che r«;»*#ov dinota segmento , porzione ^, 
*idnde abbiamo andhe In Italiano la voce T^- 
wa per efprimere divisione df qualche' 9pe» 
*r^* Sicché condnderì, che i fegmenti di an*» 
l^lte X che in fetti i Fraìicefi dicono Trcwi- • 
font ) fi dovano chiamare Tomi , ed in di- 
minutivo Tomacchi • Sari còsi bella quefla^ 
' * 'etimologia , e così naturale , t;he fi giurerà ef* 
fcr deffa^ Poveri pofterif A buon conto chi^ 
'potfà indovinare, perchi; nn pez'zo d^^ngmKa 
Iti aceto fi chiani Tomaccòio ? ^ 
ToHimafehiiia , forra ffi-fpada di ottima qualità 
quali foa quelle di Damafco, e vai quali 2>4« 
mÀtckimt j per la nota alterazióne , che dà 
il Mflto diafetto i Faf. 
'> ^ Acciari fib a ddoie mano -pò na xn^n% 
„ Ferrata ,< e niodaraie la tommafcbina • 
Xofii tcùhmafeKtna , dictftfiryf / ie/i cohrit9 
- t^ho d* una ghtétHitta ^ fercM^ somigiiaKtc 

a $%l toia^ ' ' ^ ' 

Tmmarielle* Spezie di fufètti , o fofcelKVit cR 

legno per avvolgerci tlel filo , or della fera ^ 

^ quando te donne lavorano pezziIH fui cuffìno^ 

< a fia taRtefretKi. ' In tmsiato biMtoni^gamòi. 

T:9rb. 

^ Ta cìento témnyiriellt aje4bpra 9 tene. * 

Toa^- 



f^^ T: O R 

TompagQo . Il d<^pÌM fQ»dfk édlm ^om 9 ^ f«f / 
iP un théelU fc. Da rufifia-^m.^ il iamofo diB* 
pano de^ Qoribanii t cui G ndroi]U>glia • Di* 
nota ancora la macchina da tociaentar rei 1^ 
fata da'Gmt,«d Ebffdl (Mac^KIlO Ómi9. 

tib. viL .; 

3, No fcmo , ma cbe fc^to? Dji/.che bmie 
^, Ca parea no. tompagoo^df impecio • * 
Peccib per %<^co 4(«' %wnfé^n$ latcndiam il 

Tommolejare ^ far cjfpnomhlif c^dtt gih , t#. 

Tonnara ^^ rete con barcaccia da pefcar tóniù , 
Faf. cbiene avriano dqje> toBnve « Poni pl- 
fce a la tonnara y detto di «m c99$éktÈt9f di 
genu a qualche cstfÀvo iu$§9 • 

Tonninola , fpezie di pipillaceo , o picciob C09- * 
chiglia de^ noflri/ nari ^ 

Tonto • Uo^a fatM ^. U40c<a « E' vocc fotta 
Spagnuola;* * . 

Topella , epiteto delP acqua «fpW^ , • #mi« 
. calda y onde Topiello r tipidmcÌQ « 

Torcia, e ntorcia ambienta, (brta. di iace invfo 

fra noi di notte , che fi (a 4i ione vecchia, • 

(U QofH?^ titoruy ed iq^pi^§oiat% , ci» goDo 

fcotimènto più fi^accende,, Faf. ,. 

„ Lo sdigno apetale chelta pigliale fitocor 

,^ Comme, a na ntofci^^ » biemot Jì^lplatt • 

Tordea, Torta di uccèllo, e DorW«4»n. p» 

Tor^egliune^ m<^,^umì^ tèe %fan ion%andom 

Torra , torre , fortezza . 

Torceniello I tortiglione , dicefi de^ capelli , e 
modo di attorcer quefii u^|o daUe Donne » 
Faf, 

^ ;^ E li ^p^le^ ^ A nofBiwUt^» . 

„ Ccfce 



^ Cché ténea *n frante , prwfto s*afciógKette. 

Torceturo , certo pezzo di legno ufato dà' v^- 

torìni à ftrlnjger le fome fu de' giiimen;i -con 

torcer le funi , e per bàftònarli • 

Tore , Salvadori , dimìn. TorccieHo, « Sttva- 

toriello. 
Tdrreiaca, e triaca . Teriaca^ rimediò antithif- 
iimó, ed unico per la coftanza dei credilo » 
« della celebrità, in cui fi % manténùct) . Si 
trasferifce in burlefco a dinotar la cacca ne' 
calzoni £itta per efiètto di fubitane^ paura • 
Om. Uh. VI. 
^ Haie òxtz gli fenza fenfì tamtnurrp 
,, La torrejaca'y fede de ciaurro ! 
Xjl metafora viene dalia fomigiianza -dei co- 
lore • dal difguft^o o<!lort , -t fopratuttor per- 
che éicendofi mate quefla compqfìzlotre tra 
noi ( malgrado la pr^camione tifatavi di far- 
la far folo, dagli otto piti accreciitati Speziagli 
, della. Capitale^ , rìelfce liquida, e non confi- 
ftehte, come la Veneziana «Sari gloria dell* 
età noftra , che perfezionandofi la confezione 
della noftra terriaca yadalndementicanza que- 
ìfta m^ifeofa , « malangurofa metafora . * 
ITorrìero 9 fa lo tornerò , star ozioso' a far ta 
sjfta y come dà fu d' una tórre fi Tuoi far da' 
cofiodi , t foldati invalidi . Fas. 
ff E cca no è aofato a flfate lo Torrrero • 
Tornare, rhorfiAre y restituire'* 
Tornefe , moneta nofirale importante fc! cava li, 
' o fia la metà del noftro grano . 
„ . • , . « E a fìo paefe 
„ L* ararole avarraje quatto a ttornefe . 
Torta , ritorta , e fotta di focaccia : f*è nòrta 
l'ombra, dictfi i/i c&$ nia di fnafumore . 

Tor* 



lèi T 0. S 

Torza. T<nrsì JS^ cavali .,, « cimili pisme . V, 
Ciirzo. Ire pe le ttorza^ cnMat' male.Twb^ 
^ Tu chelie cofe de Io tKmpó antico, 
yy Cbe r aveano pc bbaje, k (aje vere ; 
I, ( Ch'a lo canto corri^ P àglio, e la fkra) - 
^, Pecche fi AIifTe ^n mtezo a flè padole. 
„ Chiù che non fece Orfeo ccffrere Fere," 
„ Cori^rìano le Torza , e li cetmle. • 
Torta., pU y. turzo.: tré ppe le ttorza, trsttifr 
fn*/t^ esser gastlg0to , ras. 
. „ E nne jarriaop, uh quanta! pe le ttòrza.».. 
„ Ch'Isdraello facea ghì'ppe Je ttorza* 
Tofino . Car^f di forco salata . £''vóc« tutta 
Spagnuola . O^i comincia tra noi a difiifaf* 
' fi. L* usò il Paiano (J'assl cam. V, st. 87.) 
„ Venneva arrqbba 'n quantetate magna 
^ De vafc^uòttb , tófinp , cafo , é fave • 
Qutfte eraf^ infatti le provifioni , che tifavano 
ferfi pc^ le galere '• * . . 
Tofto I e tuofto • Sodo y ddro « DaJ latino to* 
9 stusy arroftito ; giapchc mòl;i€ cofé cótt^arro- 
ftirfi s' indurano, principaltnénte le uova , che 
peWib noi diciamo uova toste , e che i To- 
Icani chiamano uova sode. Con,' MiccPass* 
^caMt^JIL 

n E k)fteatQfta,è maje cagnaie penziero.* 
Totaro , e ntontaro , un mitenso , e perciò dì- 
fpr^ggevole da «^«M*», > dall' Ebr. totar , o 
tatat , donde vuole Scaligero , detti ì Tartan 
ri , da che fcioperati , e ielvaggl , ma perchè 
non penfarfi anzi a Toto , o lotone , dettò 
pur Zotoney famofo nella (!oria de' baffi tem- 
pi ? e pcrchl non pur da ^^«« , il german d' 
. Efiliate V la di cui favola e nota , fpeziaimen* 
'' te per i* arredo^ di Marte , che x*^^f '» >"• 



T O 2 ,é, 

. WH» A/"^* rfHfi*'/tKtt-fupf»i : eie bruttt fig^ul 
fi\ &CCÌA maraviglia Ja mancanza del T , chi 
da ^iiol ben il Aipplifce , c^mt da* Gved , i 
qmli da «7* , duco , facevan «•)«♦ , dmg , 
meglio che da «'«^«> , eri/Zaii • £* «ndie n. 

. p., e vai Tf odoro, 

l^ot^a , e totorìa , tutela • 

Toto, iorta di befìna finta per tncimorir i ra* 
gazzs , e quindi anche 

Totomagli , forra d' eiba molto lattagiao(a , e 
nodva da «"o»^ , ed «/*«*of , mcilìs , come 
fon le fue frondi • 
.^iX^vaglia, notiCRmo pannolino, da ^v^s e qndR» 
d^lP Ebr* chob , Ja te/a di Jino , e fpezie cu 
antica camicia fimile agli afcin^toi oe'noftrt 
ZLoccolaatì, e Cappuccini» Qamdi IW^'^*^'»^ 
da Efichio interpretato per fazzoletto , 9 fm 
vaglia con frangi ai dme capi ; e da pale<» 
sx> , ed Areteo ««^ov/^v ir»x*'i ciob nla. grosso^ 
lana\ di corpo » 

Tozzare , cozzare -j urtare , combattere^ fitrt 
totza martino , urtur di. capo , cozzar col^ 
la fronte , come fan i montoni , che noi di* 
fciam martini. Fas. 

,, £ ben goarnuta ppe ttózzà SorU 
yi De no tozzolarono tanto fotte . 

Tozzolare , e toz2olejare • Picchiar P uscio • 
Qaafì bx toc toc» Tozzolare a la porta » pre» 
tendere a quel tai posto, Tass, 
„ Ma Germanio nce tozzola a (la porta . 
„ Tur iflb , mo co ttutto ec, 
Cort» Mie e. Pass, cant, VIIL 
„ E gbiefene a la cafa , e tozzolale . * 

lìozzolatórejo , batter forte di porte , fracasso . 

.. J?ÌJs.N>f/, T^i H Tra- 



ij^ TRA 

Tradetora , tìsì» de t»decore y detto ^ dtwtm 

di malafiimo • 
Tniàno, tràjficéiffOf che fa allettar la geste 

con belle maniere , e furberie • 
TtafTecà , negwate , trattare • 
Trajeideile • Inganni^ accalafpj : detto onan À 
wa corda che si trae per terra per virvt in- 
ciampare talano y e farlo cadere . 

jp Ncegnajeno li fofpette , li peoziefe 
„ li trajenielle^ le frabottarie , 
, M Tutte chille flreverie , e cbilie male , 

y, Che mannajeno Io munno a rofpefide.* 
l^ra himme e Ifiifco , a barlume • 
Trammarìa , cabala » inganno , futberim , t« 

marcan^egfio • 
Trammera. Donna ingannatrice y eie ordisce 
\$ratne^ Tasi, cant. X* st* $•• 

^ • • • Ah mo canofco la mahera y 
yy Che ttjenea co nauie fciuoccbe h Tnm- 
)) -mera • * 
Trapano , da «•^«v»*w , v, yregaca:*^ 
TrapanatùrOy^fvo/ia/e, v. matà^ro» 
Trappito y trsffeto , nota macchina da fpreme^ 
olio , vino et. e detto per tappeto , panno 
flragolo ec. 
^rapoTino, e trapolone, itnbrogUone . 
Trappolejà , accalappiare y imannare • 
^rapontare y trapungere , im&ottirc y detto de 
'i materain , bufti , xoltre ec* 
Trafcnrzo, discorso. 

Trasire . Entrare y passai la porta . Dal latino 
*■ fremire. Cince, cant. X* st. z» 

„ Simmo lefte , refpefero ; frasttc , 
„ Stanno tutte a P aHctra , che boitte . •^ 
Trasire a la malizeja ', accorgersi , condri»- 

dercy 



T R ¥ 171 

ietf , gìf^WT W/' 9tà dt sa^ety ì§ cose del 
MmÌo,. Tr^i^emè de chiatto vàlt« vi ko neh 
f «/o • 

Tniforo , tes$ro \ onde Traforiero . 

Tialportiare , v. fportare^ fpricace^ sradutre d^ 

Tiafutp , entrato , Fas. . 

jy Ma mentre eh' l. ttrafuto lo cortietfo : 

metafora per dire , gi^ci^ è sortito ti danno^ 

il caso è fatto, - , * 

Trattejàre , Agonizzare • v. aflewgare . 
Tratti^ , tra(ftmentOy afonia \ f^re I9 trwo , rx- 

ser al l^ ultimo respiro ^o periodo della vita. 

Travacca , fpezie di padiglione*, o cortinaggio . 

Tntvoccamiento , effusione per soverchia dose , 

1 traboccamenti • . ' 

Trebuto, anticamente trevuto/mi^^M. 

Tre^legn^, e trelligne t^ briccona ^ uom'da.fQr* 

,ca^ h quale già fi .la effar conipoila di ti^ 

^ legni ; ajiche i latini ^ebbero una confimile 

eipreffione • v, chiappo de mpifo • 
Tnemoiàre ^ • trenunoiejace , tremare , crollare^ 

muoversi • 

Tremmentiaa ^ noto medicamento per le ferite ., 
Fafano . 
: ,, Ma a li cchili noa ce ferve tremmentina. 

Tr«wmoja , tramoggia . . 

Trep)|i^oiiccio , tremore , padfU , ribrezzo . 

Trencato , furbg , ,£urfa^e . 

Trencia , citatola de"* calzoni . 

Treppete , tr^iè , nota macchinuccia, di ferro 
da cucina : iedia della Pttoneflfa ,. onde ditto 
de treppete , otacolo : e pare che pparle da 
ncoppa lo treppete, vai oragoUzzi ^ par chf 

. , sputi oracoli . Scrivefi pur con una loia jp. 

JÌ^"^ Tre* 



£7» TRI 

'^efcare ^ menaf galhrU « SriUéo^ • 
Tfevolattr ^ •iribulato , Afflhti j pwitB l • 
Trevolejarc , pianger aU/nnente , Mrttitmenn. 
Tlkatc ^ Tratfenersi , trovar incìamfi . Viene 
dalia voce latina trJcae , quafi ^ Tdeflè dhs 
nèSere tricas » Tass.cam. X. n. •jf. - 
^ »Ca s'iflb troppo trica , li'^ fcofato 
,, Si io jpaefe pb tsova &opato • * 
Fatano • 

,y Ma cche ffaje y fi ccliib ttriea? ... 
Tricche traccile • Sorta di ftioctii aftiiciaH : In 
Francefe Petard . Non iia altra ethnolo^ , 
die il fnono dello Arepito di qiKfii fcop]^ m 

^y Giove fta a £ire tnvfSt , e faai)l>accone^ 

Il Peccliì s'ì aecttotto^ca fo ccliiii potiente 

^, Pe ti -(hivofe fnoie {H t rtcclierracciie • * 

Tridice . TreJUi . TrìJtcf €o /o /^//o i «na 

^ efpreffioiir d* impaiseDca contro citi ifpece io 

itefTo fenza ventre a conctiiniione del mkatSoi 

nata dai raicconto d* un villano, che intricaitifi 

Del ftre ti conto delle fne galline , e del 

•^9Ìlo, replicava fempie eilér tiédici co! gaHo. 

quando doveano eifer tante fenza contar il 

jgallo • Cìuccm cant* VIL su tp. 

jj Segnora naia , io foiigo tno arrevato : 
„ BravjO , dtfle lo Rre » cliìfio m* ha nMb • 
fj *Segnora ctna , io fongo nio ahevato { 
ff Secnteja. ca cheflb i ^à compnib • 
^ Segrtora mia, io (ongo mo atrevafOi 
I, Tndece <o lo galfo , Ms^ accilo. 
„ ^Signora mia io fongo. . • E bà ainaloiai 
^ Pe careti cacciatennitio fora • ^ 
TAemmoIo^ fremere ^ « 

Tri. 



„. Sck lo triglio' de vtitoI»# 

Trinche lanze • Parole delle /qwdi u ftcviamo 

per invitare a bere «. Sono . roci Tedefche , 

cioè di una Nazione , ch< «òa odia il bere f e 

perciò i (lata oaturaie il prender da efli quaU 

. che ftaf& in: qnefta inaterk^^ . In qnellà iingiyi 

, fiiona: Bew paesàtftù.0)m.4Jt* VL^ 

„ Che fcialà tanno fujcf,^;c|!e trinche' hrnze. 
« ^ .99 Che. 1.9 obliano era d'Oroi.e tncte uianze* 
" É f^irg. ^a»u IL n, ijf^ 

y, Dateme buofli^ viento*». e Poiiné manze, . 
.^.^p „ QHBmTia ve dò) (ìfi bello trinche TlanaeJ^ 

TtìwpA^ v0H$re;r ÌM^^-^ . ■ * 

7wff9 <0t$ìv^y come oeKHiiO' lrift4r> uJo)^ iji 
\-^^^4 e^4Qtrif' ftà..trifto-,> 4tB di .^mk/M- 
\^jslif^ ^ sìftì preijù a fmorUm-m^ Tafia^decto 

,r#; donna , vai punanéf. • 
XnvtiOY//icyWji«»; Ki\folo vatrHto I dtctàaio'^ 

ffm.piaiiio ()Lpiiì pM&oe acGompa^nto da^ 
. ,wà «Ifo bactair di j^a^ ^ itK&&io> dt^ eftitiiio' 
, 4i«p»Fae» 

: 5» E ^ontantttf conìimio> eh'» ppamm^ 
,» Nice fii no miezo frivolo vaiMto » 

Xw»» >. f^^lf^r^'i Fav i 

,^ ttroecar, e flkcaPcfi^fii cùnivtatiK^ 
„ La^ mianpafia ^ Gann&i a ocaftafimè • ^ 
'cica JivoTéi' Ì99e p e- beve m^Ho • 
Tfocc&ione > aggioneo (fi Palttmfiw^^ v|d ^e/oM-r 
ie ^f/v^HP^^vttfi^^datlo' Cftritdaacé >, cho 

TiQCcioÌa« ÓMmttùbh IM Crctca.<yixv^ Corr. 



X74 J* ^ U 

„ Na trocciilia de puzzd nce ttraje. * 

TrómmientOy torménto • 

Trommtae, tréj«it»' grande ^cm-afone di target 

: imioccatHra-^ onde fona Ìo trotnmone , Jm 
sollennementt j itti» greca • 

Troachiato , goijf^ \ 

Tronòla , tnonì • ^ 

Tiopeja , e trobbe^ , suiita piaggia con vtr^o^ 
# talw con' juèiche cosa di peggio j da 
•/*»* , ver/», Fks. 
^ Ciato a (le ddoie tst>bbeie 'kia sijefa 
»f adrontate; 

,Tropefia > e tfdbbe^a , idNfìfìa • 

fiottato , xcattrù^ <te* «>*»««^ » in^ègnoto , iu;^ 
*» , imposaore , lat. 'ànetaHr ^ tnttriMtsar • 

Tzu^a, foita'iK gtnoflOi'e ondi colpo <lr pai» 
I», cW^ Tattar quella ^ ìtvale da teott 

> Sto, onde tmoeare, smuerutre ^^ togtrtre §c. 
trucco a tì^o ^colf& fé^è tiéfpunt&^^Ti^^ 
W- a mmoÉco ^ c•^d^ «» pesto • Fat. e. ^. Sf. 

TnioccUo ^/fafci» d^efbe elione', éòiiie il fie« 
.fio:ec. e Yotca 4 bivàitm -^^ réiéìnì p^'Mt» 
prefervar la fsonte dagli* urti , -é éontiiMiri » 
jo iicke nelle lofV'Mmt^illyqiÀntofieqiiea- * 
ti,cadtfie«' '•'■"■•' ji . . 

Truone , tumi^ ibr» di faòdtr a^&lali V ^ 
ordine- di gerarchia «elèfle' w y Wég . r- ^t9o^ 
bob, e'cn»iofii«»- * ^' ^ . 

Tncche y fwno 'del marte^ V ' ^^'^ orologio ^ 
e della tenafftia quando ialiff^Ar eofa, fi;apN. 

V ,, Beco to^tVRtgliòczra M PftMh;^ • 

,,. Ma a io ttità* fc t^BjAìi» e'^fifiMn^ sfma,., 
Titta cmiKà^>^:iàtéiUìif9df] dà ♦r^w*^«;*U 

! "^ dee*^ proplllpii 



ii te 



T U F 175 

te degli ubriacht , che non fi reggono in pié« 
di , t che vacillanti van cadendo come i no- 
Ari Svizzeri ^ i di cui inciampi fi fuccedono 
fenza^ interruzione^. Sorta di ballo in ccmtra- 
«bnza , in modarun- tempo fra' noftri padulA» 
ni, e baflb popolo, pome Iz frsjcMrofét ^^coo' 
^itreccio- di te^cia, il che fortiva con qaetl* 
obline focceffivo di paflaggio di coppia a 
coppia per fotto^ le braccia^ de''combalIanti , 
cedendoii cosi vicendevolmente i laogbi; potrà 
dungoe dedurfi V etimologia da ^ «/^f ««r* »• 
A^ per ^f •'^«fr urne' v^ y gli truppa in^ttutpéh 
Dicefi aver anche J Turchi im fimil balio , 
• detta Qatubha ancora ,> nel quale par che 
in ogni lor moto vogliam cadere • Fas. 
,1 Chi va i' aiutante ppe ddi no- paisà-) e 
^ pputo ia ceatubba . 
irai anche mris graw e sostèfUtTs ,. onde (là 
co na tubba cfelo diafcance , noti se gli j}h\ 
farlare\ tmitò impone cofp un- é$ria tfmfis ^ 
e ffttUfruta* 
.TttfiucK Deriva dal latino #n^m/iit; ed ha lirfFeflb- 
figntfi^ato tra' nor « Si' dice perb' piU partico- 
larmente de' condotti fiitti eli creta , e pria» 
dpaloMate di que* che fi ado{|ranò nelle Òbm 
briche per coftruirfi i condotti* dell'acqua, •- 
detlt immoiMleaze nell^ intemo dèlie mure e 
Il Cortefè parlando del fua eroe Micco Pa^ 
ikro (eant* li.) » dice : 
j,. Quanto vediile chillo fommozzato 
,, Pe Io mfblo lle^gio comm' a- grillo » 
,j. Ma pecchi nce le^ ftritto , io oafTerb ^ 
,, Dtfte ntofcano , o quinci morho . * 
fniblO) ÌHC9f CQftd^np qualunfm <^ squei^tt^ 
v« ooÒQtttOi danmico • 

K 4? T» 



tji TUO 

To maift pliche , vai tu mi cùmptenii ,^ ma 
noi lo oÌGÌam di perfora , di cai il dippit 
tacer vogliamo • OoA Falàno parlando del 
Paggio & Solimano , <U coi gli parve fentic ^ 

. non mollo buon odore , 'M che non voleado 
Ipiegare per msdeftia , caii& : 

,, Mente ile tv mme pifcba, volea &ri~ 
n Ifso puro dell^onuno tio;^ priefla. 

Tane, /n^dal dorico «^v: Parla da tane a tt«- 
nts , ciob unza s^ggwoat , m» ìiberfà , dm 
tm fct su. 

Tanno , rhou4o , e pefce noto > daK'Ebr» tiatim 
uim daalé , o tbauaìnim. pL cete , moMstrs 
marirtM : e tonno avv« , e vai t^mtdéomemte ^ 
senza diéiSio^ Fas. ^> 

^y E io bea b nnemonco > • ecreda tmMU 

Timnoinio^ rhondetto» . « 

Tnocca , fort» di ginoca , e d'uccello » hi»iétg^ 

gìuni. 
Tuorno , tù^ni^ ; vatte a fià fio colo a la topr- 

no ca nce cacce na taSbacchera , dicefi per 
. (Kfprezzo ad ano, it coi. patere nm piaccis* 
Tuouo , dwMy , joJ» y pertinace y fo9te y Y. to* 

(lo , feoi. tofla y intrepida ec. 
Tuczzo ) in pi, tozze y pezzetti di pame^ ^ Noa 

mancono majé tozze a lo monafterio : Nce 

iiano tozae , ca muonace no^b ne maocan» r 

modi di dire proverbiali» e nome di difpreizo. 
Ttuppete , e tteretappete, efcreflione d' un^ra> 

more, da ^tmr»^ percuticy cfonde por 
Tuppetejare, e toppetejare y picchtare , od in 

ienie ofceno piantar uomini . 
' Tuppo y, ciuffo €Ìé* capelli suUa^ frwtre y alte 

volte per V intera chipma , , , 
Tardo» £m» térda.^ faeita^ pen^osa^^ 

T». 



TV? *7y 

finf * e&«fit« di glandolft n^'pplfi , die * g»^ 

^ lifcc con iftrupicciarfi , ma nott icwa doror 
Jtir ammalato , quindi il prov. mena Ir tmr 
pn esj^r ìncommodau> y battuto ^r. Fas* 
-, Ca. mo nei chi le pb mena U ture^ 
Towo. T9r%o dtl àwalch Bkcfi anche deiata 
defiP Ordini Religiofi. V.. coratóierzo, o con*r 
Tierzo , FraticHo . Tiori. cord. V Ilf. 
« Ma chi dura le glorie de fo Turzo,' 
Che a chi 1* ha ncanna dà tanta prejezza^ 
' Z Ed' la pecche durafte fla docezza , 
. " Mo nciiollo vorrià avif chiU de no ftureo. 

C^orf. P^fh canr. VII. . . r 

„ Ommo privo de ncicgnòs e de defcurzoj^. 
,, Che n'ha provata maliche cofa V tutzo^ 

Tìork cord. I. / , ,. v i 

• Lo vrtioccalo fpccaie ftibetD mmupio 
Z E fé fece ogne turzo quanto a meiie.* 
Tunroycort^ pezzo di bastone: xvt fenfo ofCeno» 
il numbro^ viriti ^ comr Jutare ,. Je mam* 
melh dille donne , dall* Ebr. dodaim , fnam»^ 
mé^ MfHofes . ^ ^ ^ 

TuKKT, urtoy va^ *i tuzzo a ttuzza,/*^* r>r**- 
P^jomenee ad inconttare ^ 



V 



V 



Acca & <•"«' ,. o dal Ponico Saecai'ii. 1» 
vMca\ U note, 16 fteffò che Io pttorc<r 



t lo nuofto , e vai abbiam guadagfiattì. 
Vacantia, donna^ senza imriu^^'r ^oce ^i& ^ 
(«lata» 



11 



jijzOk.' ferva ili t'atm. Vittie éàI{*Airi>o, nelh 
'^ qdal Itiìgni Bagasce fignificai Io lldfi> • Nel 
dialetto Tofcano bsgascia ì prefo m mala 
parte , in feoTo do% di dwnjt désctresta ; lo^ 
nel Napoletano non % mai pre& là toct Vm^ 
fassu m quefto fignificato , ma foltamo di 
itrva^ . Qìmc» CMnt. VI. st. ).., deferivendofi 
r Aurora : 

^ Gii s^era b vajafla de Io ScTe 

,, Softtta pe glii a fpanne la colata • 
Me fafe l' ammico , e mme mpriene la Va- 
faffa % proverbio , che indica iì tradtmen* 
to fatto dA chi menB. i* asfettaiìm • * E* fii^ 
golàre , che i noftri antiefii credeflèro mag^ 
gior tradimento quello di corromper le^. lo* 
ro ferve ^ che non le loro donne . Eia- 
410 curijofi (}ùe* noftri antichi . * Dtcefr p«« 
te per denfione cotetta grasse ^ (brft penfaè 
nel coctnar eflfe , inifccriando il lardo » la 
cotenna , eh' > di lor pertinenza , fé la la- 
fciamo con bnona porzione di quella pmgoe- 
dine fopra . 
Vaiano • Nome d' un ludgo- non Ibntstfio da 
Napoli • La fimiglianza de) ftrono di qqrila 
yoce con quelle del verbo vadot vai j va hi 
fatto sì , che fi prendere metafòricamente la 
frafe figliar ì^ajano^ per dir (^ taluna fe ne 
vada . Cort^ Rqs. art. *L ' " 

^ Va bene mio , ca Marzo ne lo fafc| * 

yj Ha pegliàto Vajano • • • . 
Qui dinòta Tefler morto. * F^. 

„ Puoi dire y e ba ca mo pipite Vacano • 
Vaina > fodero , vagina , guai ha • 
Valanza , bilànciii {tiixt *n vafanza • star tn 
dubbio. • . ' ^ - 

Val- 



V Jl N ,179 

ria f da, 4«At»ef , gloH*^ •^FaCmo V usò per 

.VzldnppBL f PUM/Jrjtfp0 • 
Valeto , valido , fetente ^ autenùc^ « 
V9ÌàMat ysitamne y raUf9\- 
Vranca , in |^. brandie ^ branca ^ manata» 
VtfamaBO , baciamano , Wi»/« • 
Vtlinco V miTur». di iuogliez^ per quanta ir 
pofloBo slargare V indice » e '1 pollice » da- 

Vanunace , bomÌMC9 . Ummele- cchiti dde la 
vammacrt vai umanistimé . Vaftére uno co* 
la mazza de vammace, vilt fargli unm c^r» 
TÌZÌ9W molto cofitatevolè , rtifnte aspra i 
talor vale insetrsitilmente gastigo tale dar-- 
gli , ci^ aila firie^ molàù- bene- non se m sap^ 
» ,pia^ irovkare . Dall' u&rfi ne' tempi paf^ 
fati drporfì quefta nelle narici de' cadaveri > 
pafsb in proverbio per dinotar un- vifo fmor- 
tO) o per un eh' abbia" tanto timor concepi- 
to) che fia quafi nK»rto,e tal> infatti alP ap-^ 
parenza fembrì , Faf. 
,> Si be a Ila prova ccbiìi dd' uno ì rcom* * 

91 . mafo 9 
,,. QDànto le miette U vatflmace a Io nafv. 
Vammana • Corrotta da mammana^ Ltvatricr •^■ 
n Lo corr- mio mo pe la vocca* figlia i 
,9 E la vammana avite vuje da fare . ^ 
Vamport , vapore y. calor forti come di vaì9f^ 
foif Faf* 

^f Fornette de pregare 9 <e no vampoittr "* 
^ Dinto ^ It bene, e ^n facce fé fentette* 
Vwany Ifanda , parte > 
Vaptecoct , antitorr «ibm di noale • 

H ^ Vko, 



i8o ▼ A K 

Vao i h v^f ik ^^ , e» : Vaotne , jm vadm • 
Vara , fittiti ^ ib ^^pv» /« b4irciett4 > schèffkt* 
f9 ; ^< fa par detta la &mofa borchtrta d' 
Ifide, 'Endot. e qnefti dall^ Ebr.. ^^ììt ^ a 
Af riv y /^<f^^ > v^rr^ , ttMfftih . Cbi (a fé aM 
quindi la favoletm dalla mortiial barca diC^ 
ioBit , h qnafe ben pob da ^«^« , mmlt^m 
DQr derìirarfi; no» potenda effer qntUa fotta 
et naviglio di piacere ad dcuao per U bea 
inconumda^ t troppo lungo viaggia, che ad 
alcun non mai fpeme hlcia & riton» , «fria 
fi parte • 
Varare , sfrngere- in wmt ia B-arcA - 
Varattoto , mrtà di vafe , da bacriù , e tatat » 
daiP Ebreo , o Fenicio , hacac , evacMMVft ^ 
• donde Io fcrìttttral- Mofaic» Ì0ciuc ^ ogai Tor- 
ta dì vafo ftrètto di gola , da cai nell' eftra* 
zione dé^ liquidi & wAndi na foté^ rttmoie » 
e. rauco .. 
Tarebigiia , fdtuoro tU pasta a fùm»* 
.Varda, bardella : mette la varda , ridurre , o- 
f9rre^ in servita , I^oppofk) di ietta la vaida^ 
jffMQfert il giogo y sottrarsi da servi th . 
Varrà daU^ureo àeriaty ve9is ^v. li 70, ÌoT" 

pa^ Onde varrata. 
yarreccbia y ibrta dì tln^Ho, talor detto di don» 
na ^ dilei pancia » Capass. 
,^ Mkre vote na vregara fperetoia 
^, Ppe (fare no pertufo a fta varrecchia • 
Varrift'^ notiffimo commodo di l^jno per fn* 
bar liquidi » da ^«fvAX.av ^ hydroscopitkm da 
^«•, jH^ndnr^ cflenda im tempo ièrvito ai 
aquas Hbtandas^ ; e così qne' detti da^tattni 
Aquilices , furon detti p«t all^ufo Greco J^ 
9jfl lista» . i>i«r« sfist^ ad Hjifa$Ì4m 15. ♦ 
' Var. 



Wftd iut&rpfen^ fin si cplm^.^ 9 mm fih ^ 
%• ruglio : qiverfo àt curino , cii«. mi ripiena 
mi' iis9frM dette misuréf^^Mits: • 

Varva , ^arkm», 
• larvante ^ romita bmrbuf , C^^uccin^^» 

Vartommeo, m pi Bmrt^lomto . 

Varvi^annOva varvaianne , Bofksggisnij noto* 
oecei nottttroo , a di tapna, non che (U brut*' 
ta. fljgi^ta:! parctò per tiaslata detro d^ uon» 
-bratto ». . 

WTceltoKiO', wmliiiudikè JI vasvilU\ 

VaTcnr,. A4srja,.aggÉtt., e cas$i^ mischins m- 
piém terreno ^ onde valciàjólar , dannuciue4m 
della plebe , così detta da* tal kiiclice abittt* 
nr* Seme de vafciaoutna » ^^^ ^ d!/ tassm 
éeerazlMt»' 

Vafihcojar) e vafi&cola , basilicT^ «ri» nota , r 
veramente- regia pel Tuo bell'odore , come 1^ 
ImBca nel nome, da» ^^^^a^^ nMr-. 

Vafoy^ htcto» 

Vaftii*. Nom^ pfopvi^^di ehnnn' SstnmstéF ^ A 
ie- tftt' ielle Menecòella ^, PorcbiacciellS' , e 
Fast 4y eie gétevano 4 spa4S0*^\ìì titolo d^iur 
Sonetto della, Tiorba .^ 

„ Che IH Io tiengki maaiey^ bella VaiUk» 
„ Pnigarft non te pb fto core aifritto • *" 

Vaftaifo. Ttìfiichina*, Qal Greco ^icrr^o, che &» 
gpifica pintore • 
• ' 9,^ jOgne gimtiero lafia h cocina ^ 

f^Ome vaftafo lo facco, o feggetta^. 
Tfe cote; non 6)ngo> ftemmate • Forza de V^ 
ftaTarCbiifigtio'de poverommo > BeUessarde 
pottana . * . 

Vateoa^ eMniMgàUyHimm^ di Ueth ém j#- 
«tii , Fa£ r tt» istjfeaeiale per m gran., nn- 
'!• mero» 



sst V r e 

maitre come ii^ti.U noftiovolgorfiiri ìm 
r ce vengfli' bk vateca de makiiiiie* 
,, Venne Orgnaflè afta 11^ estte , che gnidaje 
,, De feccaizo la ¥ateca portau • 
Vartecoie > iattlcuore-y.pfìMlpà^'^ famra ,^.àtrtr^ 
fo da Vantecore f o. antec^re • 
' Vattenre ^ i^ìiel , che iw tempi dt peniteoza ve^ 
fiho in. abtco di conftaternia colle fpotle (c»> 
> . vene, o cnafi ignuda gira» per le ciuefc 9 e 
firade.» difcifriinaodofi a* (angue, Faf. 
,y Qnanoo (t vedde Atonie forinfo* - 

* . . ,, Nttngdkncato coaune a na rasteotev 

• Vattejaic , isttrzzMre , iéigm^rf-» 
Vattifta, fi* p. BatìistM.' 

uVava 9 «Vi», ir^xrwii : dieiaoilo takni per difipces^ 
zo a donna di qualche età , e pom rmu « 
. , jdofina^airaiizata , aocorciiè fiaci efiettiiettnenre 
.in .qu«h gncla di paientrias dacché tm tal epi- 
teto che porta- con fé consunta hmga eti- 
non mai earbixza,.ed odiofa go& ^ an<i al 
^ ^ bel. (M^ • Kav0 VfstM^ mmn9 dictank talono 9. 
' ch^ahUa-, benché gbvtne, l!iafeUci femUan» 

ze di vecchto^. 
VaTO V e Vàvone ^..#v»\ ne»ne"* 
, y«i vaiare ,^ tmiétvsn , fAsviggiétm • 
Vavufo, cui' Hsèfft U'béffM' pet nmnie*. 
*Veciria, nome dei no&ao gran Trìbuaale. 
Veci hiacone 9 vecchionr. 
Vecien^o*., n. |>. /A';9ir^«c9> , ▼• Gtenm? E^ fimo-- 
fa iisk noAzr 1' oicena ^leflione d$ U Si-Vi' 
citnzv^^ e della Csfn de U U^uùm»^ pir 
:» intender' H pivoto^ piaotateio^^ » • & diluì gle- 

bra cardinariaia tefta • 
VecK», vr«e-, vèccoco^ccà-, beecoBtt ccà 9>ir- 



VekMltm^, Bèta^im^ v. VManKno • 
¥eIdRs^^ì^'ir^ M^AHAnv, MÌPèpun$o divedute: 

fiaif a: u-^vdWm V' l^tidire a^enPamente . 
Vellica, • vetlkolOy umhilko ^ centro. 
•Vt^^neja, volmela-, t vohifMiei&« Velinia d* 
' uevD , H Hanfà de^i* tro-oo • 
V«n« , génU : iw fitqde ¥cna y n§n.Jsi\<^ 

^m^re , 
Vconegna, -'WmApisijì y: t^Hòv- fitrf de* m^gi* 

itrMt * ' . . 

Vènte^are^t fifùiÈ9ne^*eef^%ammgiìe^ che dice'» 

fi di cbi (la n^ittoiòh , e fi dlvem in vih 

0zio>^FaC * 

9, Starei» Mm ({ttante a bentefate, 
,, Mmite io oommatta , e a glodccà la pdfla. 
' Val ànclie ^. $fetmt in»a9$ù-: Se ^tiiceja ' r am^ 

urico , éefto id^'uNf - rA;^^ sperérvM. ài eonéegHir $ 

firvwi di cer$0 t4lei Is 'fthtt^ infatti a tHP^ 

Veppeta, iévutm. 

Verdaco , sfadk^ fetaé^ilatePs , e ttr^ft4 , co& 
fliltio nome seùeco*^ ma aimen di quella fpe- 
2te , e Torta di baftoA da peltegiitio, comeit 
WHttMP thé^^hmm- • 
•VerMa:» e- t>tll eonwiraiHkenré vregata. S^t$bhisy 
iKxooMnto di ferro dà perforare ^ ma con pa- 
nr, o % mia (JMxier d^ vile ta pmita* Dal 
' libino v^fge¥e^ àittee. tane. Xh si* io. 

«, Ctive , chiaove , crocciole y vregate • ^ 
'Veidttoneéo , %»tdogftPÌit • ' 
Vergen'elia de 9pnit(^§ft0 , AffAr^ dit partita y da 
. ' me in' quel benedetto rione «non abitano , cbr 
• lali tmofie «fbc. ' ^ 

T^nwMta , f tfiirir ^r#M#, i^iando ^ foftamt** 



tu ^ E R. 

vd « Ha. la vennenara *a cnomo^ At- g^^ t m k 
paté/ét . Qfimio % agcMWo ugm^Gìk W/tf«*- 
Af , come Lacma vamUHnw , fcm;».4i bh 
ertola di fctijifofifl&w afpeciO'i. e. vdeaolk • 

VermiKzo ,■ diminot* dì venne •• 

Vemacchio , n^mor^ ^ eie si fm^ coita t^^cm^ »• 
mite al pet^ per disprezzo dì mlcmno : e no- 

a)e d? oa fruiM eigiifcoia di qoefU «Idnil 
tempi, Fa&' 
„•••••• Ma ipttiie ttaTéto, 

,y E cchiU de no vemacchio s* ha fentnto^.^ 
Vernecale , fpe»» di fcodeil» di lagno da tener 

danaro t dicefi por 'vermcmo** . 
Vemia • Bufata , inezia , cosa sconcia • DaOa^ 
voce larina verwa fifiufioii^ mn dispvczxjtv- 
Uy eviì jservo'i daHa ^naT voee derivanoaxii' 
che verné^otiO' oc: Nicola Lonibasdonel-Pra* 
I^^ della Cii»PKsde parlando deiiafondaoionr 
dfW Accadeva « dice : . 

„ Se dappit amto cheUe » e cienco chiac» 

„ chiere 
,,, Qe^ lo come, e te quaitto^ reforvctMV 
,, D^ farla ogn'ooo inora» > e le mettettcì» 
)^ Lo nomme d' AcGadcmta dell' afena» 
„ E coocrnfd accofsì , fi» dte^mncipio 
i ^ Ncapo 4^11' ooó JMma ji u il»' vormart 

Rpiìt fotjoer 
»•••.. St'^auta- V^mra 
n- Nce manofinria d'avb a iaml peNafjiDrr. 
-. 5 più- fotfo ; .. 
^ „ Che vemia % Qbeffa? viac^ierdeCaioiM» 

„ 3ut«ve vm % «W >ffiua ac^Te . * 
Vernokjj^re, MstiUare ,* moe& de^ vafi nnovi » 
che per lafchez» da' pori. oa^icano » a tra- 
B^mdaqp initffp |IM(».d<%cMi «cba ieiban 



VER, rfj 

in efS. Dicéft pore* msmtar 49^ micetti , 

trapslarrl 
Vepole , e vrole , casta^ne^ nm n /unto t^/v* 

con tutt^ i gusci • Quindi 
Verolaro , e vroiaro , péulelia perfarétiA Ja cu^ 

cer cast-agne , 9*H 'oenditùf di esse vrote. 
/Vetcezzo£i, e- venta^eiia lo ftcflb^, che ver»' 

ruta • • 

Verrtllo , ftmcieeHo , fersems gievane Jm nei§ 

farne cwrto • 
Verrìneja, iV seuo detta strafa taHante satato^ 

V.. longa: te pani pudende detta denna , ta- 

cioncia y v^ pettorina . 
Vmiz^ j sftlasi di deme^j ciance ^ ▼• mmet- 
' raojete • ' 
Tetro , e vem « forr» padre . detto pezsciZ^ 

d' nonr ' dato perdauneiue alfo fonante cai • 
. naii* 

Vevcncoie, iruótr. 
Venuta dicefi di d^na poco soda , ed onesnr i. 

Faf. 
jr Doie giovenelle verrute , e ttrencate • 
Vertecene , 'Oertigine , eap^into ^ pensiero^ 

strano. " ^ 

\o^6iìn^ , ^tetme BastonattmOi Om: lii^ V. 
f, Ma fi » wta *ù manosa Giòve ncapp%^ 
,9 Saccè ca nce la fa la^ vertolina • * 
VeJtoliifo , virtuosa • 
VertonacEt, Aetsmica-^ erba medicinale • 
Vervefejare, ciiacchiarare^^ baritatare^^ parFwir 

ail* ofecckio , jordo rumoreggiare • 
Vefaacia, bisaccia jV. vefazxa : detto^deilepoii» 

ps deiJe donne • 
Vefcagliufo t titigoso^ petotante* 
Veiiàazria4.i>£iéirsr^i commise cofidonrto^^TA^ 



V- 



iÌ6 ^ ^ V E t 

fciamo h ncefca di quefla etimologia ai To- 
scani y che la incontreranno nei c&car quella 
del verlK> ^isffazzart j e it scazza. Sono pa- 
role ptrìcolofe. Onh //^ VI. 
,, Po Gio^e^cb'k ncocnare <b noàtoamùah 
„ JFece co ckefta ccà la. véfcazzia • ^ 

_ 99' » 

Val, anche t frodn^ sparcbezza >. imérngliéi 
h vefcazzìa , ussr con derni a . 
Vefcuono, Uscomp*. Nvaccaidà ftnza vafcnot- 
to , vaC imprender un assmnPù scmz0 primM 
aver prese Ir ghasH misure per riuscirvi • 

. V^fciKHto de galesa ^ iisc9n9^ wgr^- 1 é 6^ 

cattive . 

. V^feoterio , ditsen$eria* A^beie&tefejo aa ahfa^ 
fogna culo aftregnere , vai netl* occuàm^i è 
,dmpo andar cesia c^rrmete • 

.llCefpoi^^t vespa grwsm ^ oùtMft sk Parecclnalo 
vefpone , metter in pensieri , in timorr» Fare 
a l' arecchia Io veCpone y ^smmrare sii* exH» 
ahie , j^nsefflar: pmctedemo »; 

Vefla. y^ento di peto senza romore • Andte i 

Franoe fi in- gueflp ileflb fefifo hanno la Aellk 

voce * JFotTe noi l^ abbiam tratta da lóro • Ki^ 

foluto a vefTa fi dice de cosa andata ite fie^ 

.tne^.e restata a nedla* Giiècc. caneJV^taf^ 

, ,, È jgià ohe i^'avca latta la procndGL 

,> Non ce l^aireflè iséfoiitta. a vefl& . ^ 

Vefliamma') testismé^* . . 

Tefllca ec. dare, o veoaere yeSiche.ppellaolcr^ 

, ne > dar a credere fivnoJè • 

Vcftìa , e befita iarvataca , iestia selvé^g^ • 

y^y ttaggto , fegalm^ £ allegria , cioè doDQ^ che 
fi fa a chi porta qiiakhe ÌNioiiaiietizia ^smém^ 
gtay Faf. 

Cà a^ànta^ m»¥a4 nc^^ ddr ?eveii{ypo • 



vie xt7 

Ve29i|rrìa » bizzarrìa . 

'Y'tT.'iozx , monaca di caia . 

Vèrzuoco , laico di religione • 

Ufl& ! uh quanto l 

Uftrà, buferir, tempesta» 

Uffb-. Ojja' rf#» /077i*i • Om. Uè. V. 

yf E afferà ha vrtcdone che portate 
„ Non poterriaii© mb doje vaftafnnc .. * 
„ ChWo. fermio aH* affò 1» abbiaje , 
„ E lo fpireta^ tamio àrrepofaje. 

' Cerr. Vajtfsi. ^anti IH. 

,, E le tnbe At va tutto mbrognolato , ' ' 
„ E me doleano Puffo -, e li feltette. ♦" 

Mo , ^ tifiblo , /^ «/^ de IP anche^ y. nmcMx, 

' Jèm69 * 

^i, intercezione vei// ,. ecco • ^ - 

Yi ca ll'^aje , co^a da scierno ^ cUte^si pmtados* 
/• d* ahitnijo • * 

ÌFÌIt de tb mttttollo , la pancia i, Faf* 

,y lÀ cchiil cch'ad antra parte, lo ftrefce ». 
,, B abUa II coorpe a^ la via de lo mamolb » . 

Vbtto ) :Afi?^ . 

ViatifceS m p. Siatriee, 

Vico de le. trozze, ^/ii^. 

Vicct ,• urtanetfo , da /*»»««< f pane nelP antico* 
ilìaletto. Frigio , ed in lingua E^izia^; pn^ 
^xia* voce ,.qual fi raccolta, fortita di bocca: 
ar q»ei féltraggta^ ragazzo dr'Pfammìtico'. Vo» 

Si(co li chiama dalla lor ftrrma coronai , At* 
ìé& di(ékttùixì dati'* Imperatòr* Aureliano alla 

• plèfife Rbtoana ,.in greco >nx»0p^ , « *«xx»ff 
' W ; et! in* fatti in' tcrrar ifOtranto attoalmen- 

* tt'QòdUrufe fon chiamati qoe* sV modificati 
pani , funili in yedtà; pili a?noflr'r gacrj Wf. 
fl/ , clfc ^t^ofta^i i • ' • * ' 

t'- ' VkiH 



i«« VIS 

ViennenD , e ViemeixQ , Vemrdh 

Vierme , in fenfo di solletica y avfc li Tienae ft 

le mtmna , non fotttù c^aantn di far t$s§ 

dell$ mani • 
Vierze » Prominztko ooir z dòtoe ,. dinota wu 

Ipecie di cavoli : pr^nanziato con- a aTpni y t 

apSh federo due za^ figiuBca .i vmrù y. e picB- 
€ l' etimologia dalla voce ItaEana : om ai« 
lorch^ dbiota l cavoli ^ voce lafióatgci dagli 
Spagnooli , cbe-^gli chiamano Vèrfas » • pA- 
rè che originariamente «onga dal latino ^i^r/- 
dis y, veidp • * Val pare wli ^ Faf* 
y^ 0$, li vierze> ceke liupe , e ccane famuli 
M Vaoie r afene ^ ncze ^ afHenre to ten<^ * 
Vl&ro , dal lar. biferus , ttmtmcello def*^ poma» 
lìcci , pacchi l'albero ne^prodnca dopo qf^ 
flr degli altri •. , -^ * . . 
vuiaccia, e venaccta , talora strage^. 
Vinocuotto,. farebbe <)^^eflo diverfodal mnOo cbo^ 
to-y m» noi quefio inieadiamo ^ Faf, 
ir Riretutto \ a ttierzo conime a bioo cnottOb 
Tiola y.erba, ed iflromento mnfico» Per nir» 
che nnila. voglia far dr mianto gli \[ dice $ 
diciam noi , e camS Fau 
^ O ttott' i ^ v&àa» maffo Sa^ viola • 
Vippeto, fievufU^ ■•' . . 

Virre virre^ sciocca fresunziiìf^i sofleticPf ^^ 

,, Canofco pròpio eh' lù. li virrt^ vicre ^ 
VifcioJe ,. txiscsr^* . 

y tféto .' Liuto • Dai dialetiio SiciOaao > in on 

' wìtusa djnot» chi S in lutto* • Quama am 

liis^fma La nantra ^ ftan. Pò^/. Forft dfdva 

dall'ufo di vifiure cl^ b in lutto. Ci^^ €m$» 

» La terra fé ficc» già U vonnella 



V O e i$p 

„ Da Io YÌktù ncnoUd ATtepéturt . * 
VoletTilofi indicar la notte , che fopravvemrn. 
tJIioccfolo , 'in pi. ukfCGtola , aggiunto d' èv/t 

vai 4érU di vovi* • 
Ummeto , umido • 

ITétkle j forta 4ì ^ftfi> per dar da bere sl* ragaz- 

-21 too con becco , che lor fi pone in bocca 

per non (arii bagnare , così detto magìs ^u^nt 

3uÌA ifoealis en ésd greco ^»Ì*^ , i^uùa/é , 
Dode 4Mr»«X/8y , che Ateneo , e Polluce tra- 
•dncoiio vas sngimfi oris^ sonum edens ^ dum 
Mid infHnditmt i a»t exethur . Di tal fotta 
di boccale » o fimile quai (i (uflero dilettate 
le antiche Romane veggafi l'annotato aGio- 
miaaie dove de vkreo Priaf$,t da noi nella 
aoflfa dUTe rta:fione » 
Vbcare , remart . 
Voociarìa , kecearU , mMC$lh , 

,,'Ha Io colore judo de premmone 
,, Stato no me(è e ccluìi a la vocciaria . 
Voccolaro • // mento con tuitM ia giogaja del 
porco , fqvifito mangiare fi frefco , che fa. 
lato . 
Voc€oleca, vitto ^ Pai*. 

,» De voccoieca avettemo patenza • 
Voccola 9 chiocci» . 
Vocconotte, bocconotti. 
Voceteiace , grid4r a/co s 
Voy^y bove. 

Voliere , bollire , onde vdllato , partic* 
Vommaro , vomere , e nome d' un noftro Colle 

deiiziofo^per le fue ville. 
Vommecaiei vomitare^ dir tutto ^ 
Votomccaiorio ^ vmnitèvo^ « 

Voiv 



/• 



Vonnclla y, g^nnetU . detto, d^ opm cB* po^o fpì- 

Ttto , d' animo donnefco • 
Vorraccia , y. borraccia » oòme anche 4' erba ; 

con ahra voce detta stra^^p^^rm^r^pu • 
Vorraccio, uiirUco* 

VorcanOy nfulcano^ monle igqilfdio , defto d^ 
il voragine adente , e -d^^rgiaiidi fiHh 




^ le » vorgare» e b ti giif» , / vi^y# , .«de 
vorgarezzare , voigalemenfe ^e» 
Yordtello , h^rdtllo , da^ vox4lilfauare».«K94ir Wm 

dissoluta . . ^ , 

Vorea , e voreja , boria • 
Yorpa , vo/^^ , noto aniraalc per la fwa fcal- 
trezza : detto percib d^«<w» fiubo ) con altro 
nome vorpone , vorpe vinpciiia, sa$rapo9e , /•• 
litico : Fa la vorpe ec* , fermarsi ts^Ì mi* 
alio del correre, del nemica pur d^tuderh j 
Faf. ' ' . 

\y E ppo gira tda .ch«Aa ^ e ccheUa parte , 
„ E fifa la verpe, e ccUUo fé finQ^paffa . 
Vorpara , rampino di ferro per lo ^ù a - qnat- 
tro afte , ma picciolo , fimi le ad im' ancora 
di nave , per ufo di peTcaf cati, o feccU» che 
calcano netia cjiftcme *. v. aojpco • C^r. Ros. 
att. L 
,, Tu pifche da lo puzzo de fio piett)o 
^ Co la vorpara de f^ cUaechiarella^ 
Vorpino , e vorpile , membro genitale , dìcefi 
propriamente di qóel degli animali , € pre- 
cifamente di q«el de' buoi dìfleccato per ufo 
di battere* 
Vorza , borsa , da Apf « , .Y* F. M. F. 
UoOo pezzillo • Speriti delhrfibià • <2uafi of- 
fe 



V T O ifi: 

fé €bth pizzo t tki^ puniét . Cìmc. ^ant. 
XIIL su 46. 

' jj Non ì eh' a lì (oràatn le fa male 
I, L'uofc pezztUo) conune ve credile « * 
Votai volta ^ fi^^9 iupolji ^Ì4mia y tlà de vp- 
. fa , andar in patxia : dà vota , comimìart a 
far cosa ^ Faf. 

„ E ttu net dide voca^ e la zucafte « 
VMire , voltare , wmamcro . 
Vottaro, iomaf9. Da vette » ^n« , nel pi. 
vune y ioits ; concia vvtte , ottonare , trasla- 
to jprdb dalla finiglfanza del rumore , così 

9, O ootrnnt qttniBO Giove mette mano 
,, A ccoiiciivmce,ec^niiiioiin'ìatterrato« 

Volkazxo , boitagoio , detto d' mm panciuto . 
Verzilio >~ iarocUino , scarsella • . 1 

Vota ca s'arde. Modo proveibiale per effi^ri- 
mere ia defiresza in cambiar difcorio : - ptifa 
la metafora dalla prontezsa, con cui convien 
vohar 3 pefce falla graticola , acciocché non 
s'incaibonifca • Tass. cane. IF. st, p6, 
fj Lo sfaie , e fi Io mnode pò le dona, 
1, Belli vota ca s'arde le fa 6re . * 
Vottare • Spìngere , urtare . Sebbene fia la flef- 
la voce, che la Italiana buttare , cambia però 
fenfo nel dialetto Napoletano , e non s' ado- 
pra mai per gittate^ ma folo per urtare. Sì ufa 
anche in fenfo d' kAprecazione • Ciucc. cane. 
VI. 'st. 15. 

„ • • • Scumpela mo, non chiir, mantiene . 
„ Mo ne votto lo ciuccio, e chi lo tene . '*' 
Votta ,• sbrigati , via su , Rrf. 
" „ Votta, diflé Goffredo ec. 
VQtt' avante . Quel baftone armato di ferro in 

puri- 



/' 



ipi TRA, 

fNiRta ^ elle nrftfr per 'ij^ger€ i ho^l ad ift- 
re , e chiamafi anche puntillo . Tiorim « • • 
,» Che me lia dato co M von* j^ante • * 

Vozza , e votzola • Gwizo ^ g^U .^^aoca aache 
qsal .maie di glàndole efifiate, che vìeae al- 
le donne, m Fraoccfe èato Ctmne^ ed al qua- 
le fono foggette le cbaiie di- niolci vUlagfl 
intorno a Ni^ì .; qsantmi^ in qmfi tono 
il Regno , ed il redo 4' Italia fia male tgiiD« 
to • * Qmndi wzxoima-^ vmo&ffkmm , cU ha 
tal incommodo * F^no dice ^ che dalia €»• 
mane popolar ctedenza di deriva» tal nsdc 
da preceduti dif[Maceri, nacqne ti piov. cali 
la -^ozza , o vozzole , onde canib : 
,, Scile eanM , face' !• «bo co cebo bazza, 
„ Ma trovaie , che np uvea la catarozza • 

Vozzacchie . U^m^ di gum g9z^^ Qpdndi fi 
tra$ferìfce a cUnonure usa (dooco y tmo fciaB*» 
rato , giacche gli fciocchi fc^itooo atrer gniì 
gefa , e gran iroce. Grand gotkr è IL noaae 
dato da R^idais ad imo d^ Eroi: dd fao 
Romanzo . Co9t. 9m* 4Uì. L t 

> t) B«Ho caccialo a pafcere voaaacchio # 
Dicefi pure vvzxacffbione . Signi€ca anche me* 
^cllo di rafinm , in Tolcano ^^fétna \ ed V 
detto anche nudi^ • Chi sa poi qiul tappar* 
to i Tofcani abUan trovato tea un med£po , 
ed un vozzacchio ? a noi è ignoto . * 

Uppola. T4tcetf. Dal latìao ^a^e. Cìmcc* r*»r. 

HI. 

,, Uppola ì ciaje lo bbtde privilo pcieRo « 

Fuor/, tagL L 
„ Quanto vorria piclà» ma faccio «ppola. * 
Vraca, foru di calzone larfo all' aorica da 

v». 



Mra^tìt^^ w^ d' vKUiti del noflro .calzone , 
dove .fi «ambU b ctotura/ e dove ci sbotto- 
niamo per fiu* P atto picciolo , o^ide rrasUta- 
mente^ dàgtiflo ^ la vrachetta,rval esser .te»^ 

„ Che ppe ddì a la vrachetta troppo gnfto^ 
^ ^ f nom lo .QiHiiiio le fcappaie oa mano • 

Vracniere , 'Cimuta , e hgaiura .ptrglÌM' 
ni9si • . - f 

V-iaocio ,' butcciù^ forza m Ha le beacela longhe^ 
Jbtd forz^ ds fatsi far "" ragione . 

Vracco^ iassofto^ e razza di cane. ^ 

Vraccotto • Di bstxa statura:^ e pienotta • Om^ 
l'ib. V. ^ 

,^ Tu non aje niente de cheHo de Tata ^ 
„.Ch*ea vraccetfto (t 9 -sm mtto pepe • * 

Vramma, bramma sfarne fief a ^ v. allancà. 

Vran'^a , branca ^ zampa y mano» 

Vcala, btacia^ . , ' ^ /. 

Vrjitciole,, intingoletto noftro'partlcolarerdi car- 
ne t^Iiataìn lunghe fette ^ nelle ^uaH. iti 
avvolgono piccioli pezzetti di falame 9 pam ^ 
nigaiio{i,, aromi , cedronata ec* e fi pon ajhh 
fere . , 

Vrafierei e vrafera» br^ciefe^i^ vràfa^ braciai 

Urdene , cvelini , }n fing. ótdene • , 

Vreccia , fietra ^ pezzo dì macigào . 

VTegarà , vergara . 

Vr^ma ^ rri«/cif ^ e verenoa , v. ofennà ; taior 
prendefi per nu/la , Faf. ca mo % brenna « 

Vrennaria, ce^a da nuikiy FaC 

„ Connne na vrenrnaria foffe larcòra • 

Treozole , stracci VHcài , c^ct s diciahij jf^ 

cosi le doniycciuoìe dal lor i^^fejro veRire, e 

per inghiria, o dtìprezzo diam 'quello bélP 

X)*«. N^. TM. I ^ 



I \- 



^i 



ip4 V R U 

epitetò anebe a qinicbe Signora i dll.ciii # 

abbia poca buona idea Tl^nar do al coftmnc. 
Urièlfo , VrMe , fpirìto celifte . 
Vritoi e vitro ^'vetro^^ qtritfdt vritarow ~ 
Urlo , e vrolo , orlo , ?• alreco » itirietto ^ pe» 

deja , àlluccò . ^ 
Unfìo , Wma, noto albero itiarìto MÈI trite , e 

(otta di giuoco. 
Vtticcz^ forchetta da mangiane 
Vrociolare , e vroctòFcjare '. Cotrotto da filnicb 

ciolare , vale cader rotolando , v. capotrtan- 

icoio. 

„ CM ve vattc, che tanto vrociolate. 
Vrodctto y afcì vrodetto , sporcarsi per la fas^ 

raj Faf. 
„ Ceke -fl&cette a- ccEHi dd* uno afcì vm- 
,„ detto* 
"Vruoco dicefi dell* imbrènìr del!* aria firf ftrfi 

notte p e prima di albeggiar la mattina / da 

^P^ii^'i 'rmbsr ,"dà cbe* jsToflima eflendo ia piog^ 

già , é* annuVila il Ciefo , e s* infbfca i' ana 

qua! fc fi voléflè ,6r notte • 
Vruoccole , « ttruoctole, detto proverb. Faf* 

„ Tutta yruoccóle,'e cciance . . . 
Vfàòccole , ' broccoli , e squasifli . 
Vmofcciolo , il rosso degli ^ùvi ♦' *' 
Vmòdo , iirorfi ^ ^à ^^^'«^ , onde il latino bro^ 

dtum , t"^ ,;^y/)ov i;«oy , da JfArvy^rveo , bullio, 

talor stdtilazione ; còme dà vniodò, ^^r ^/if- 

>Wj Faf. 

„ E nne'lcffa ghi *É vfuodo , e le xcoa- 
„ fonne • 
Vruogno , pi. vtogtit Y tofè y contfhe marine ac- 
: commodatc jper fonare , ^aali fon quelle , clie 



.i«. 



1 ^ Sieme fipft io jpabtzàgo t ca li cbniii»fiie 

,> Strille , fifche » catene , f rogne , e ccadrue* 

.téàot ihorz^h ^ maltn€ùtU0.. -* w < , 
Menfiio, ilw/c0,'J0Llgbr»'C^l'vebrevU^llo^ 

\^nul9 délMtum • • - r> - >^ -.'• \'^- .^ '\>' ' 
LHsBO . Qna . Wf$s^a^)sA)un:fi^ jfnodo Aì^ktt^ 
che fì||QÌfica a quel cAfi^ftfiygfcf. Otw^^a^, 

,y No» e' ÌT! auto ^e farce «o conoutzo ^ 
,, Mano a li fiene, e pò che n^ìsfca n' 

• ^«v "^j mito /:*. . ^ ' - - 

Detta p«j:e //'ut VI yinW j ìnsociaitU^ ^JP^- 

Urzaccbiotto , iXwknò d'orzo ;< iicài anche gi<yv^^ 

URCcdélla^ diminiidltJfó0la,^Or/é/4. ^ 

U&ìa I vtfceiia% < > vo^ria^ ; e loiTeda , Ussigià» 
itW> ^titolo notiffimo dé'genttliioniiili , lailtf* . 

Ùiciàs '^^^ i^g^^' «?(f^^ fi'Faf; 

Ufèmo , . ,_ , „ „. . 

Vn^ v«i, yodJilte^ eTpi^ineitf H imett iù 
' mumoto , Ftff. . >' • « '* 

' „ Scie da 1« fti*r*' n2ìe€b *««acco tannò • , 
if De^iireiiu&tikdosno ta 4 VQ ', # ttreHa^ 

' ' l t Vioc 



r»M t d^^H commie popolar càésasam^ ehm ptc 
.JcgUCTKdi ^tmrn afifiziofie o abbia a Mttvr P 
^•ochio drkto , Tpafii. 

5^ T]Dppo^4o cjuiofetm m ppmmna otchiatti 

,y E it'vuocditirjitto le fbsttìede prdfc. 

riftiòfliile , gsfussf ^'.il pèan MU^faccia , • mutm 

i^MÌtowUegotty che si gatifia i»l wtM^imre^^ 

S€0idf9\ noen^ fi giMifibie.9'0 ▼iiofiik^>e.jocà 

.Unogliò , .Wro ; % uvoglia, ^ wro^to«^ificcfitf 
eii sia mbitrisg^^ UoDgUo' inrertcotto , ▼• 
ipvertecaio . 
'V noje , b9vi , ayere ditufe li vuoje ^ vale «mt 
.#vcr ahf9 a eJk^ pemare t mmt in c^ims^ §J 
Ì9 cemmoJi^s , FaT. 
. ^ -» •:'•••' •'£ & cdie biMje ' 
,» J^ofmna , 'Ca mo. fiàafit ^ag^o il .««ojtu 
^VqoIo • Gettito di xete, cbetalimo compii^ -|pat 
che fyi nato ^ jA&t$4f4tis ^jkno «uMirnv* 
-Qoefla. ^ anche ' «oa . delle poqhiflune paiole 
iGtfche Tignateci i fiacche ^»^m ia qvtlia. lia- 
.glia eomfponde al fa^^s de! latìni/» ina eia 
^à naturalizzata, latina fia^dttli antkhiffijiil 
^empi dif PlaiitQ* Sv^iqiM ^ne^a. Imo^o- 
Jie:Ìi,JHP^BI>$o 'àfMarif'^h$$0riim\€af. i^ 
accenfiando que^'iUiggeHi ^i;cmt;Coverfia.4Bti« 
l4aV(ìwii- dlt^i «Sf.^/^L&V'qttaB ,\ xelpr|'.f 
jeftrckavane a declamare, ranùQisita'iL fi^gèeii* 
te : JEsHv^ Hn^n Mt^oh^CH^u utlNtn'^um 
^ fistiane ?>^su9f^^,Ì4t^$*i^§g9ifssii^pi^4ior^ 
trahenfes rHt adictunt \^ Pfpgf(lf^im .Bolim 
.qunnti emefent : nummos soty^tf^H^^^jdi^ Aiìféi 

r * ' "^ ti*» 



V^ Il fff^ 

-^futaì Tétc emptor^t MhìH lOUIli àfiifgf ^^ 
jfiiscjnoris S9um • Abbiam rappottacó per ia» 
riero qucfto ctìriófa' paffo n^n ttkk'ftt P' 
erimoiogta dèliar-^YOce vir«/^^ che per riguar^ 
do alPeflferfi fina^ aÌP. ctà-hoftì» coArvata 
auxicnte la ' pl^rfll^ine tra ntì * di cotttpcftf ' qiiiA^ 
^Ttioli ;' malgrado che ,' piff eflbr il iioftio cra^ 
ttf re foverchio efanfio - dr pefce dal perpetuo 
girtat delle reti j non folo bòfze ^' oro nort 
s*^ incontrino pih , nià ' nepjmr' pefce i^' pròper- * 
' srione "della comjÉra^ fi rstccolgagiaintnai • So- 
de' noftri OratorlV af quale per^ ^ttò delP 
affeqiito della Tua fitepiè'prt>fceià forte-, av^ 
iénne ^non (M tnoki* arniH -che avendo « Po*^ 
fiUpo per dar divertimento alla fta^t moglie * 
comprato per dodici- carlini- « vuolo^, veni 
nero nella pfcfcfeltflriifta''rete ktìM reggìéle.dtìi 
U qtiali la maggiove olmp^va le quatanta 
rotola, la minore giungeva alle quindici. 
^ AT^énirtient» tantb hlcredibile, quanto vero di ^ 
j^ ftvokvolé'fcrtima-. Ed i curtofe-ihriflètterc, ^ 

ria tra' pefeatòM i ^ il-Krompiatore •; ma non- 
-^^^ det« qiiefta , ifisi^do^ tó ftota facondia ^ 
S httvni ocetekmé^a dedwMMoJoftl j nfe sfo- 
^ àlP èioqnenzi^ tìèt Foro. Pechi-^carliiu ag- 
^ttnti per véveré^h , oltre al patto conve- 
sso , fecero transìgere faWto la Ike . Tanto 
all^èÀ noftra la- deftreaza di transigere ha 
•vinto U- talento di- perorale ! M^\ Mte« Nétfff 

* E cafce?'VrtlrfAt*ifer - ' 

È lenze , e 'Vuole de li corc»toaiie*i * 



Uuorca i ^^reo » 4K|ftia iminaguiatU , fagoa.t3 ^ 
.•terror 4e' ragazzi : dices) ci' jooix) di cofiuoi 

felvaggiOf folitario , intra,ttabilé . , 
Uuorg\o^ 9rz9 i d^ndc orgUta , orzata : dà^J 

U vjorgane ., «t . pr^np ^ pi. d',^rgaoo . ^ ^ 
UuortQ., iir^D,j^>r^«o ^dowie perb non ynoi 

ttolauo, ma cytolano , '/ g^araìniero . 
^J^o(fQ, wf^, naefi4<^^^ rojmpcre IP oflÈt de / 
grifonuxiale-y vai rimpeme^ / noccioli • Noi 
dì raffi oer^Qwndì mal vugssuto , ma ojshìo 



^/ j{ir fv^,. Fa£ ..; ?> 
„ Chiammata d^ Gpìfrt^Qy Ta dicfihno, 4 
„ Ch* ave ir inoflb a I9 p«de , e uxu>a fi 

UaoiCQy e vofco:,^ ^/c^« 

Uuovo, M/o, in pL ova, v»9iw.. 

Vullo^// iiilir^i a ppdmaK^ vullo > dì gri* 

m^ UncÌ9^ . 
Vuttaro , g^irzon de* iufa/arl , « vaòeari . , e 

ptcciplr fem de' fiumi , .0 mocaoi , il^ye d 

raccpgKe dell' ao^vla^ « v* tmpanUQa» da **«'- 
' '•«pò*., il fyi^,^jfja Jùìf^^^Q sia ahfi^edef- 
.' le api , p,ve(^^.d» «««'aj, r^apifas ^ dofuie 

forfè Dttr Cwirisalr per . «^»?f/«. értatAfperr h 
. méttit dif^ VìaJHQ>li y cÌ0 t^ mbJhi^n^ iarléii^. H 
• w>«# . , > - ,. 

eterno» ultimo ^ finale * 
V^kxo y òfMS9 ^ V, ayufeip. 
Uufciol», Imssi^h^ > .. ? ^ / 
Utre, pL d'otre* 
Uzza ; eagnolino^ , .^é^^f^ ^ in ^dim. òzzarirf- 



„ iS pp' cflere m.^wc^k dé'ii09e , • 
j9 Lcf vuzzoy iObiblilIcr fé nce nfoce* 



1 < 



i A e 'itfp 



i \ i> 



ZAbbaddeo ^ sci/occo , tfstjt di piccala eltva-^ 
titr« y e talof anche W* inftJm figùta:^ e 
, poco spirito- ibrfe ^IP* idrienule ^zabì^dmi , 
. fiuxus uehemefis , nàt dtrefnmav no cacm\za* 
rà y no cacasotta ,. fdrfe da Ì*^v,. cmiìus •,, e 
^«0» , fF^J^or , che noi meglio efpritnereinmo' 
n'arregnato y oo cicco tre-pparme , no moz- 
zone d'omaao, no Rre de miezo cannone , 
- * uno cede ppr paiivd , e ^ghiaior s' ammatrefce 
. -^mm* a cconiglto , s' arronchia , e guatta 
inatto fé la fcapf» : o da f*; valdesi e ^^ 
//«» y gradioT , * cioV oht cammina p^ùùco pa» 
uncv^ non per affidar- grm^hày ma per isC9m'' 
piaggine. 
Z^faeo r nano^tntto fc un taf epiteto dal 'fk^ 
jnofo 2Laccbea della Scrtnara capo de' Gabbe!- 
• lied di* Gerico '9 il'qiiale curlotó^ di vedérGe- 
dt , qtsem e»m^noì^'p9Ssef pra turijpvidere y 
futa Jt aturar p^iìiur» etat ', pracutrent ascen^ 
dit in athorem' sycomì^rum . JJUc»'!^. j*. ^ 
succhia , n; p*;^ Ekzeccii'O^. 
Zacchi jello , n; p. Ezzecchieie • 
ZaflSo , e zaffejo . Ignorante , goff^ . Voce la- 
fciataci dagli SpagnnoK > che V hanno nelt» 
' lor liogui . FcHriìMeriva orijginariamence ^ dal 
Greco «^e^ov ; ma \ più facile ^^xhe fia d'eri- 
gine 'Araba v Gif/. Ì'o;f, 
,V Ma fi (la mùk.\ tkfSki'h fem)ifr ffefca|f 
„ Farraggio comme fa Patre ^rancifciO ^ • 
,, Allucco tanto; nfi che te ftòrdiico . 
Intendendo del P. Erancesctì" di Gerwimo ,- 

I i^ ^ far 



sm ^ A N 

Cunofa Itfiflkmuio ,,xhe «rkra afRu » • dBori 

va. poco ; * ^ 

ZagarcIIa , o ziaielh y. nasira • 

.Zangofe, o ian^ofe , icarfrìngtnerahixe tot- 

> ite di quelle ben ferti , « groflorane udite 

neil' inverno per evitsir i^ umido > oU loro^ , 

«fae nel noifaro iKaletto diciam zsmga^% 7:an^ 

ga da •!»*/'«, e gli Aiabi<, e Torchi Tza- 

Zombare, e tacBBSxaa»^u»'uUUn9'^ m» misira 
contadJnp^^ da >^<%^A^»fH y.pv^«^iMRtf/o, come fon 
tatti i campagnaoli., fui.d^rjtm. mtmm frmm 
tmt : a da.^*¥*^*^«., .f»# sandmlh m$itmt 3 
dà che quefb lotta df calzati m&OL V de' .foli 

. Moafi^opri , e delle Dame'. 

2^ampagliQQ^ ,. uirjsc9w. frnnosikp 

Zampana, z^^»zara» 

Zampognaro,. Jo^ii7/or dì SMn^^g90 ^ ifitto ptU 
cto per difprezzo ad noaa.viieiqaafi voIeMolo 
dir villano j,ifastoreJ ro»Sf , da dite noo.plìl 
«al profénte. la rampogna- léatca^ Àa Ja, elide 

.e .de? nobili idrumenti muficaii,,, ma> appena 
confìdtfata.'per. un vii iftioi^Mtaccio^paftot!- 
zio ; V. il detto fsciV da.F» M. F. nella 
Beiiezz* 

Zancarrone.. Uomo di gamb&lìihgbe .Vltxt» daK 
lo Spagmaoio TH^ncarron^ che dinota Io ftia. 
.co della g^inba del bae,; Qt>4^Ua v4K/Q3i,Tmi» 
cant.Jl^y su 69^ , . '. , ^ 

„ Me fo chiù de<^ xJe.ffii^rargii^pwe;, 
>^t Gbe-dec^ mìlia df aiKre *ancarruae • * 

ZàDiwjare., barUre , V.<acffei|re.^^ 

Zanno, uom da nUme,- 
^aWlQllO.^ ridicgl òaiiwffi ^ ,It^C^^ 



1 
t 



^ 



\ 



i. 



*2 -B-e 2di 

' ;;* % 7 ; ♦; ; Ma" pi>B • ito -^arWiiotto ' 
„ Rrettttttf i a ttierto coifime^binocttotto. 
ZatftYaglià ,^ jfemimcì^d v^h . 
Zappe, pi. di za^pa, notiflih)d''iflrum€nto ra- 
ftiCo <w toftivar la terra j tat. //^o : da not > 
T^^àoiptìc anche in fenTo iP imBit^lÌQ , ^abét^ 
ta^ TMgh^i V. raffica ; Tiorb. 
' „ -E fenftà fcrè^zèlte, e manco zappe, 
^VWtneMafté'ad Mettma entrare. 
Zate^ , e Zltafino v S^ràftnà^. 
7^y$xtino^ &diktt{»&. Benth^ÌA noftra voce - 
'* fiÉ'fimile aHà^Tofcanat , la rapportiamo per 
dime l'etimologia dalia paròla SpbgBBola ^«4- 
fétto , che diKIo^ seitìfìny e cbe^originariame«« 
te i voce Arafea'. ^/ifp; Scontt. 
5, Si daomio'a li^^ cavalle la revifk, 
u ^ ,)-So tanta che a contarle nallo valla, 

ly-Ca non e' i zavattino , e nònc'^artilfa, 
,^ CKè a chi Je^i«ne^ meglio noa contrafta; ♦' 
^mè£àttKX^ir9 di' captHta^quanta^li/inghi^ eta^'*' 
Ì9fk chanìfam :ì cJn iasttawsi ntill^ occrpizio - 
ìmmolaT^wsui colU : e «quel fimgo , che li ' 
*-atlftcl^ a pli^ de' noftri- abiti "talari , zac* 

ehéra • 
2Seccft • Pièhàid^-.^ Dfeiamiò pafe d' un- gratt ' 
ficcante' V che non ci- pofTiam ' levar d* in<»> 
toino^^ T^^4>- 
• • ^-,', CM vb'-nguag^'^c» mictf'ckico ransl, > 
^ ' Ca cbefla % 'zecca, che *ine da dolor»^ 
'f, E rtit fa piiorte nbcchi' ca £ cana / 
RÉirbiido dd neo della foia bella* * 
Zecca*!^ palazzo doV«- fi «batte'-ia' moneta , da ' 
*«rio« ;^09i^hénif .falMtiitm ^ daH* Étmfco Tthec, 
fannm.' Talór i lo ftramente ftrfTo del detto ' 
conio >>ii'^aD4^ÌE>tu d^ infitto^ V > " - 

I • Jj V Ziùr 



■r 



Z01 rZ '.-JE^L 

Zeccare, ^^at^r m^neia.j cpniare ^y, cognare • 

Zecchejare rare il 'fi/cJl)iù de" richiami d^ 
t^rdi m.Oiucc, canu XV. st. 8; , 

^ N2,omma fi nfenféjava no froncÙlo., 
^ ^ $1 zecchcjava Uà; qo marvezxieUo., 
„ Si zio. zi ftccva ao foc^cHIo, 
. „ Si tntà mU isefpQhi^a'no pecoriello, 
^■-Si fabbajav^ ncttollo W Quulio^ 
„ Si fentiyc arraglià ao ciucciarielli ;. . • 
I, Forivie dir^. :^^utte ft' anemale , . 

„ £K»iia ioooimeoe appijmaiQ , e npoi fo 
.,, tale. * . . 

Zefieroo # demonio y ed il più cattivo , Fai! 
„ Anze Aftagorro / «np Io cchiii zefiemo, 
^ ,,. Diffc ad Aletto furia àt Ao nfieroQ • 
ZeflPoQtiare , e zefTonlii » t^ondi^re ^ m^ar s 

rovina . j ; , . 

ZeffiiniiQ, rovina <t estei^mhh w 
-^ ZelU • Tigna.y'motb& M cj^ft^ # Per ìnsliifl» 
debiti, c'prefidefi,I?^Ieg«>ria, peictó il fienfie^ 
110 de^ evinti dà a grattale il capo , cooie la 
tigna . Sàpi .!# 2:«Jle vale tfsete 99f9S9 df 
secreti , Ctucc, cant. X* st, y, 
„ 0»pe^iir.chr,ej5a cMJIo.cfìe.k «?dte. 
„ Sape de i^^oyf ,ie pwrra. fe moafclale . 
. Parlandosi di Mercurio. Antiiiactare. h.teU 
,Ia.vat? 6atiefe.:i(if effpo ,^yfvvi/it0i é jCtucc. 

,> La rppon^ie^ tutto j « P ammàccaje la 

„ :ieHa,,?»r , .• •,, , . 

Spelare la. z^Ua, W/fr j^««/> Talora pv» gra- 
ziofa metafora ^ dettò jdelL' Xavemo^ che £ica* 
der hJtmàJL degli alberi, Faf, / 
„ Ni a cc^#le.per49iMtni>iife.a ttaflèi 
^ r ' nCfce 



Z E P ioj 

^ ^» Cchr mmilU vote svetterò la zella ; , 

cioè CHÌ passatan mille i^vnttat^ per ja* 
prj».. > , 

j2«eUuro . Tignoso • E^ voce d* ingiuria • ^ feoi» 

'zellofa* Qìmcc. canu XW. .<r;v43« 

,, Ah zzellofe mtnardette , cche ip^tite 

^ n Co iMicifiaQtiilo ll^uvommene a la conia* 
), Quanti» ik fta zeilofa de fortuna 

: ^' Te £i mette no ciuccio mpo(etata » 
Zelletra , li$0^^ e chi litiga , quindi 
Zelletrejaie, contrastare. 
Zembnllo. Fanciullo. E* termine di difprezzp«^ 
- Dallo Spagnuolo Hombrillo , òoinicciattolo « 

e conferva lo flelH} fenfo. Cer^. £o/. att^IlL 
,/CiillIo 'zembriib , chilla fcttccio moccio.^ 
Zenfonla, sinfonia. , . 
Zengaida , colpo di eleSicità d^ta coir un dit(^ 

facendolo fcoppiar di faccia all' altro • 
Zenna^ estremiti d^^n orl»^^ j 

Zennarey//7r cenno ^ e proprio cogli occhr ," 

Faf. ^ 

„ Zennaie li sbtrre» e Oliano £ ncarcerato- 
Zemiarieiio , pic^iot cenno, fatto cogli occhi ^ 

,, Famme" r\^ uvocchio a zzèn^arìeilo .- 
Zenziglio ce* fluire ^nz'^vàXf^u^'^starrn^'^QLojgnu' 
, elo per f^ruetià pii. che per piacere .^ 
Zenzole , cenci j e detto di vii .donnaccia * . ». 
Zeppa , pierea , e pezzetto^ di (egno cuneato da^ 

irammetterfi a àm corpi incominciati a fenderti 
' . per totalmente dividerli , a per tenerli ftretti 

in contralte, ftf. zepi» de velino - , 
Zeppola , pmita fritta , è perb di diviprfe, qua- 

ma.' . . 'L 

1teppole»atr> |>/^/iif ^ , attrtfppar ^hojìì. di s^P" 

ptaHo 4 e talora cw violenta « 



' < M »1 



^i4 Z T A^ 

tende dtlt^tHih motto , Faf. 
,, Ch* aggÌA iflb mo la zezenélia mia. 
Zerttottolo , picctol" vafb df creta da tentc 
elio , frutta ih compofla^ coU* aceto , v* lefe- 
nella • 
Zervoicj ttracei veccbr^ cenci, cmpelli ^A^zU 
role ptSf propriamente* (en detti y Fat 
„ Ma de- Iota- le zzervole s*1kk ochtancy 
„ E cchlove* fango- tutto rafc^nafo • 
ZetoU « cedola , V. voifettino , e bollettino • 
2^23 9 Lucrezia ììt p. che Loctezaeja por ific»- 
' fi, ih ciimin. 2^zoIIa-: Fa zeza , far /• 4y- 
'^raziatOy h /^séasimodeo ^ ithsqmas^sQ , far» 
'si a fregare- per far, co^a , che- in ^ffeito /»- 
tftnamente si brjtma di fare • 
SSezza-, a zizza-, mammetìa ^ oade« acazuta^ 

popputa 't 
2^2zare , e zezzarefe^ sed^ni^ 
2^zeniellò ^ /' ìtgola % 

2).,^ «/o , come zi Bòemunno, ^/e Bttemunno ; 
zi vlecchlò mio ^ ^m»- vèccèios Noi diam il 
titolò di %/9 voYentierì^ ad un maggiore dE 
età di noi 4 e come uo*titok> di onore, e ri* 
^to , non^ alttame»te^ che^ii Greci , Ebtets 
Liitini ec. davan^qaello éi^AUm » MmtU^ *«**^) 
Fjiter ec\ F^. 

\ ,, I>^mme zi ^'v«eechto>mie, cottale guera 

„ Cti^ ave mie70 io manuo arzo, e ddeftrutto. 

2t7^, voce di'fegnQ per cbiamar taluno ^ come 

infìsse pisse^^ o pei-psiy Faf. . 
• i ,rAoftazeto zi zi feoe^i ^^«ahaila.toma • 
Zia Zofroneja , nome di caftimma donna., ed at- 
tem]»aiaH come i' Ippoliao deVGtoeH^ LatMi 
£Ìto ptrcib iD-pn^vaiittOw: FiÀ t 

«Zia 



» 
t 



' Z TI MSJ '2éf 

,» Zia^^famits^ deirifo mo cà pare • 

^. Sdercadeca la zifera , e^sfiràcafla 

„ Gst^oUysi.Qcafe, ei fiiinnte. fano lafla. 

p/i«/f . Voce, wtksmmtc ceatta dai tuono del- 
> le tnedtfiqte^ • ^.Fr^-Mac- Sufff-GHgi^. 
yy ,V,cjat* iffb , Gente di / . % 

y^,GM3fff0y ffwQòyi 
• ^ Gxaflb , graiTcK) -- 
. fy-Lo futtraìb monaconS' * 
. . *^ A refettorio 

,, Se ne va . i 

„ Ma non vonno jpa Xentlh . 

,^ Qaaono fona t 

i ,^ Xo -canpanone ; 
.,) -^Ch' ogor patre a mezta notte 
' ^ Ziffe vsafre., zaiiè zifiè». 
„ Belle botte 
^.Ghet fé 4^ ^.- y 

Ztàimaro^ t aprono \ da yji^f^* i- 

Ha .dovuto aver origine quella voce da cjual* 
efae B^rtoloitioò^ che g^à. vecchio , e fordaflfo 
poca fodis&sione^ davar alle importune richie* 
. ile de'fuoi nipoti ; giacché Z/ma» vale tra noi- 
Zio Bariùlome9. Ma va indovina chi fucoftui^ 
Cttx% cah'i y che^gi fanno tra noi Zitneo 
moitidimi. £he non iian nipoti , e*, non fi chia- 
mano Bartolomei • Om. lib. J. 

yi %i^ H p9egà ^li .dtiie Rrì fi^ d* Atreo y 
,, Che. ancbì cUU pò faceana zimeo • * 
-. Fact-iHeo ,,.val' pu» fitggireiyfiis^gértj far la 
$g^tamw$A :f Faf#^ 

j, E. 



m6 : z :r * 

.„ E TùfaAtm be la òem pmì ;^ 

j^ IVÌa ppe Rritiardo non. pò A zi 
Zingaro ) noto nome ^diducsuton, che voglioa 
fftf da. imkmm ^ Fa£ ^ 

^ Ma ccbe flibr vevs:, . oke Itr feaxo core , 
. jy Condme mmef da. de ztiif^aro ma^ns^hef 
.', c.'4. Mote deet&e-^ fi ghbnal 
E comecché pH la toc pocaooltnra ms fih 
dici , e nerir 
,^ La notte co Io vifo aegroliiid 
„ Se nne venea de zingara d' Aggitto w 
Zinno, cenno ^ attuai donde ^2enBal« » /ìvr «f»tr 
i// j} , o <// nb colla testa y o ^ommn^m sl^ 
fr9 sìa 0- 
Zio zio , voce finOi del foscTr 
£ippo , /7/e;7o if rlcolìno y km. ceppa , Faf. 
yy Zippo^ de maorte era 1» campo, e ttmt» 
,^ Qtufe IsL gente nofta enr cfefnmtta.^ 
Ziremonejav e zeremoneia ^ cwftmoma ^ .y. Ile- 

verenzefar 
Zirreiufoy e zerrejafo^ ff^uiitor^ inquittatòrt , 
cercalht • Da zirreia , lite , tèsicelo , /««^ 
tasta di fmr qualche- ^ cosa^ ^ m/pegn» cr^r- 

Zita bona • Corrotto da cedo tmir , Ibrmola 
. nota della ceflìotie de' beni • Si trasferifce a 
dinotar il cader le brache*- Cor/. Cerr* èsnt* 
VIL 

9, De Ji vracnne (e fom|Me k> hzzo , 
< ,) £ fecQ zita bona a ebelUir terra • 
Tiorb-, • ' * 

^ ^^, Ch' Apollo te donaje xoAciette s fsarma y 
„ E ifso fta pe &re zita bona • * 
^« . La cagi^iie di qiKfto tramato ^ tm* anttea , e 
codame tradizione tta noi^ che aella fMpH- 

cità 



€^i.diff Qffimmi de'noftri ms^ori , pet darC 
vn caftigò d' igaonritiisa eolora, cba^fi am- 

. tlietteffam^id BiifcraUle benéikio della celio- 
ne de' beni ^ fi ìóS» uCata obbligargli a . falic 
Al d'Qiia cofonnetó^. in càeiua alla pabbitca 
piazsa del Palazzi' de' Tribunali « ed ivi ca- 
laffi ,i^ c«(900Ì r'^ ii|»(llafìda il deretano ignu- 
do ^ dire tee folre : G^ 6a d* 0vefe^ si ven* 
fa a fMgmf\, £fifle' la coIÒDuetta ; efifte la 
^g8^ # dovpnfifi^falir \ (opra da' decottori : 
ma noir efilte T ufo di catarfi fé brache, anzi 
non fé ne trova pt& traccia nepjnir nelle na« 

. ilte, aniicfad pijimmatiche ; * For& fu creduta 
innnodeftia . Forfè parve eguaiineht^ inibito 
eccfflTvo a^xrediidri^ebrfovcTdiia umiliazione 

-^i aViAfbitarì r. Mffkerdriie in qoeftoi' fecofo ti. 
luminato, in cui ix fon^ {attintami bei libri fi» 

; i iWiiiÀ» e &iUr^piiiie,re&nitii8lrii «agli alti fu- 
mi .4eila,:^iiig^a 9J6mtì^ <# iconvenifle riftabi- 
lir quefta cofhinie.di calar le brache , alnxe- 
|ia per atterrir > i^ erediniri dal far ecce(Iive 
credesse fWniaafib con c(aaii€» facile metodo 
. ^ripii rìfdiia d'- eflèf poi pagatr y e Elidati. 

. :9^ .Ma il tu Cìnsi fa vooje ftee bma , > 
tt Gtfac^ ^de quefte m' aie' fatm oezzente , 
,y Famtne fa a ila Colonna zita Dona • * 
ZitStre y citart , chiamar in giudizio • ' 

Zitella -ai^yWMieiB^^' 

ZittQ f e< mviMtO' ^ citio tbauf , ehititH , 

Zizio;, 4/<r, e lalor nmmo ^ «ma vai propriausen* 
. tte Sigmr Zip • . » . , 

2ÌZ9# t mammtlladk éanma^^ da tzi$x , in Fi-, 
ione '«^«^^.cioèì uiia4pe2aedl;miiia4el gran 

Sa- 



- 3^ft * O F 

.i nsuiicbrtv ▼• F. M; F. » 
Z0caje 7 e ziicaje , smc^b \ 4a,^^tùCMn , e z«^ 

caxe» 
Zéccola . Sorcio daHarif^ gnfla frisdc .* in To- 
fcADO Top*. &r<clic« ' 1^ precifeAntate delle 
femmine piegne ^^ di^^lkir ^pade Ai bdftte 4 

,v Le zoccole dio amano fisdato ' ^ 
j^Mmirzoo la ddazxa <, abbftftio lo* 
tf'CafltiiiO', » 
J j^'S* erano aéafofcMaie ^ 

Defcrivendofi ii ritorno del giorno": E'CrW* 

9, S' io dieo Maanor de Vd(re|;noria , 
. yy.Tu fiiìefdMJti'eiit «M^iijt doGonmfoc* 
„.coia. *' 

Zéffeione , fciiioppo ali) aodea , i ificti grill} dei 
tette fon ittainaiito*gmiofis perdA fi cari*- 

, cavano pel laeczo d'vna roralla, «da mar-' 
tetto , come la molle à* m orologio • 

Zofifteco i mfmdc^ràà iofia, Stfim , vooe gre- 
ca «'«iM y ...smfiemim.'^ ^% < mom% pfoprk» di* 

ZofTritto • Marniera di ómMr; o^eMfilie il pol^ 

. mone , il cuoie f ed' altre interiore 'del porco 

ta^g^iàte in pezzi minati , e messo fritti ; on« 

. de il nome JL^MJprìit^ff Soote manghrfi alf 

alba dal popolo nell' inTernot"» o * pafte* del la 

p^maTeta^. Q^Andh'àf^ iJani^nio ftafcrifendo 



„ S*«ia già la zomitto micio flcvtto* * 
SI fHepagft. eoa .mocb particolare • nelle noite 
hitrole. E^ iajov «9gì«aix> €l*>o]!0 ^.come 4ide 
CaT.^ «vaglio zoffttCloi «M'ia^ Inctma co >i' inN 

.' ta, otiiioo^ fiiaedio per leribrite. 

,2offisicco, j#j^r«t#«, V, lofifratto.^ 

bollare •* fistiar a.^ mantmmr fSercit4$B ^ fd in* 
juino di spifitQ. Cionotto <k st^ttmufita zi^n» 

„ Laifà fa a meec 6««*r^ cmo, e cnollo 
. )^ Lf fchiaffo na caglioùi f «: u u. »o1K ^ 
.Fafaoo:* « 

, 9). Ca.vtdamje de iwje chi meglia zoUa* 
,, Ch' ha n'^liutl'aitGacciotielIa , che lo2oIla» 
.Zampare 9 ^^k^9 , 4iceJ» del bari de' pefci guiz* 
zanti in acqua, che de qnaampedi 9 e d^li- 
nomioi : appe a ffa zoinpà nietto^ rMt afdt 
saitar di peso • 
Zò , ciò^ zocs, wht nzoich^refia y .cioc^bs» 

sijhk^ _ . i 
Z0Jt^ , Sòlfa y cantìHS , ^iv^i ^iwilhutUi uap^ 
pata di^paxok*. 

Zorfegna 9 {a||[iiMKo..di !]oft<»;^tal aeqoa mineraló- 
Saluberrima per^ vari -^n^oii., ^suifutetk . 

Zorfariello , silfanéloyt da^zurfo y^s9ÌfÌ* 

Zor&tara y solfatala , luogo famofo - Xift^ ocArO" 
Po»zix>lo 9 e fcona dir attctzao bellico y detto 
C9a aitso. termi na la i^ir««i9. t pesi- t;eiier i 
c;inQQdi<la.rp9irQ ec». : 

Zorfurio , o zorfureio 9 ^l furto • • 

Zot^e, S^^ion^€i dMU\cù7à^ frus40 .Dalla voce. 
Spagnut^la \Azoft , che fìgnifiga k> fteflb « Ori« 
g^naci^Q»ènte. vien^da^IR Anabois^^eti» • Ci¥cc» 



^$fr 'S ir ^ 

,) A Io patire co miatt'anet aotte.^ 
,, Le tomavaiio a dì h boM aott». * 
ZoM Séd^. e* ▼UibUfflénie derivar» 4aibFfim- 
'* eefe i*4riirtf# , cbe fr MnoncHi sost , n» col 
-•^'^are-atiè doe s9*la* Wza della z dolce .^ tn^ 
tferifce a ^otar^JMWo; j«frii«Q«u Om^Mty. 
„ Tantar «otti lengh' tolKafeo a ffi hmme, 
• ^, £"( ck» I» iofl^cbe oc* a «efa Palla. « 
S^raò , voce fiata deltoidi • 
Zabba , voce Torca . • <*i •^^•«^ figaìficati^, fin 
noi €ùs0 da tti*»^ j ** Mtrly Faf. 
, ^^ jHiAB^ uà aìMia ; Jo fiot w lo- coof pò : 
,, Aure f na zobba.:: io mo- nor iinama. 
va) cokhto- la-Kodimnft' ben tiota iateijeszione, 
• che t rar nor iiar taat«r dtl tetdo • 
Zocaanogl ia , epitelor 4t dtfprexzo , e vak /r/er* 

rd , inetta , èabkuasso • 
•Zucare • Sncchiare • Si trasfiirifee a diaotare il 
fopportar qoarche panttira di dolore ; perche 
iii latti volendole^ tàloiió dtiace; & aa contor- 
cimento colla bocca-, come (e (occhiallè • * v. 
' fépciftare . ^ìwirtA net fenfiHIefio \ì C^^oflQ 
usò Zucare la basca. Orni Uà: IV^ 
' * i/ Palla, cfa*> figlia I (e^teoLf/r la bafei , 
,. Cianaoae no c^ ha la coneja chtii laica. * 
ZuATéce-, bastjt , Itaxf //IIp , v. avafla ; vien dal 

latino sufficit . 
Zuffete zaffe , ramor finto deU''arnii', Faf. 
,y A li aziHTete 2:2aift d* erme, e featei' 
„ E llanze rotte nce iii nofconqoaflb.^ 
Zompo, sahùt- 

^^cccok y pi affette di legné- c9h torreggia di 
'^e^U sopt^'fer sasfe099 dé^ piedi y usate dal^ 
ie iìostre dmthiccitéole , e dé^Zoccidanti : co» 
si diciam anche i foli tacchi di legno arati 

taaf- 



Z U Z "I 

tanto dalle donne ^ qaanto dagli ndmim nelle 
loro fcarpe : forfè da ^^^X*>' r pianelle alP uso 
Frigto : I Perfiant , ed altri Greci V ufarono 
di Uigliero, e pioppo^, ni fu preflb coftoro 
on tal ufo fol della plebe , ma pur de* nobi- 
li , come ci atteftano^ Senofonte , Strabone , 
ed Alcffio preflb Ateneo della moglie d' Ifco- 
macoi Iresenne. *n zuoccoloy vai- t svenir e^ gir* 
sene dolcemente y. aiular- feHcemente , esser 
costantemente' fortmnatoi essere portato in can* 

zone' con Mie- parole y Faf. 
,y jTh. Aw qUi' ♦.♦/n f^. f.M«^««^io 9 le ttenn^' 

,^ Non fe. refente 'b tutto io feruto. 

Zttoppo ) zoppo y donde zo)>pechejare » e zo|M3e« 

carev camminar cojffe i Zf>pp f V* fcianfeOe* 

lare 9^ fctanchfejare ^arrancare » 
Zuppo^ ien- bagna fo\ 

Zurro t rozzo,, ostinato, zotico • - -< 

Zu zu y. espressione di rumore , Faf» 

„ No zìi ztt ztt pe la Ceti fé fente » 
Zuzza, meglia fuzzo , so/zzo dal iat. sup' , la 

dicui nota naturai' polizia^ ci difpenfa- da ul« 

terioie fptega. 



F I N JB^. 



j 

X 



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U }• 









V ECCELLENZA 

DELLA LINGUA NAPOLETANA 

CON LA ìdAGGIORANZA ALLA 

TOSCANA 

DJ 

PARTENIO TOSCO 

'ACCAD&MICO LWATIGQ« 



J » 



4 1 t 



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. ■ - I 



Q15 

- ' * - ■ - ' # ■ 

PAUTENIO TOSCO 

» 

ALL'EKBI^S DSl FAMOSO I^OETA 

Napolstako 
GIULIO CESALE CORTESE , 



4^022^ 



HO voluto brevemente trattare, et 
un problema sinl ora non udito ^ 
il quale sì è : Quale .delle due faveU 
le sia la più degna : se la Toscana , o 
la Napoletana : palesando con » chiare , 
ed escaci ragioni l'Eccellenza bel- 
la LINGUA KaPOLETANA ;CON XA MAG* 

GIORANZA ALLA TOSCANA : e facendo 
io riflessione ali* artificio del Poema 
del vostro Antenato celebrato da' primi 
Professori >della J'oesia ^ "^ particolar- 
mente del Serenissimo Ferdinando Gon- 
zaga Duca ài Mantova ^ arca delle 

scien- 



scienze , il qual di lui diceva y cV era 
il «etontto '^Mirroae ^df!n«sttt secoli , 
avendo >riguardo alle parti della Poe- 
sia ,•. tra Je quali T loyenziee^ ne |»or^ 
ta il vanto y poco impoctaodo V idioma 
^ Greco d'Omero, o Latino di Vir- 
gilio Marqt)^ ;iìatiìi[o:^i|^ Mantova : ho 
giudicato espediente mandarlo a luce ^ 
dimostrando parimente T idioma , non 
gik goffe , ma dolce y e piii degno del 
Toscano , dedicapdtflo a V. S. degno 
erede di tal famoso Poeta y a cui mi 
4>fferisco per .devotissuBio servidore* 









f 
I 



U. 



t ; 



L'm- 



* a 17. 

V XNCOGI^ITO ACCADEMICO 

AL BENIGNO , ■£ CVXIOSO LETTOB.S» 



LJ ECCELLENZA DELLA UN^ 
GUA NAPOLETANA dopo fan-. 
ti secoli fin- f ut rac^féu sa neir oscuro se^ 
no deità sterile t^itumiti , dellg facon-- 
dita di eloquente spirito vien concetta , 
fottorita u jjuest* aure, yif^i per vivere 
immortalmenu . E se pargoleggiando an-» 
c0Tet ) si dimostra adulta y fa con ciò a 
^vedere a tutti ^ che anco ne* suoi prin^ 
eipj è così perfetta , che le fa^cie mede^ 
éime le servono di haniiere ; che non ri^ 
Hringono con gli avvolgimenti le su^ glo^ 
rie , ma ne loro cerchi , ove T immortali^ 
ti è ra^gutatA , unisce gli aggruppamene 
ti de suoi . trionfi • . 

La raccoglierai nelle tue braccia y or i 
cK apre le luci alla luce del Mpndo : JS 
#c degt infanti si dica , cht aprono pria , 

'3iz.Nap.TJL K ^he 



i tx8 

che al Sole , gli occhi ni pianto : accioc^ 
chiana stilla sola ài lagrimeso umort £ 
sì noèti Parto non perturbi le sue alle- 
grette : sia il Sole . della tua èemgrùtk 
eosì per lui favorevole , xKe prevenendo le 
sue lacrime ^ si offra alla tua vista per 
affissarvi prima le pupille , per non trgt^ 
ie pia dal tuo magnanimo aspetto j din 
spensiero di contenti , e converta le ca^ 
^ndk iru]giade in perle di giojai che cosi 
4Cfi'io sicura y xhe fra irteve nella tua 
fanciullezza sari con le sue -npte sì cémo* 
xo f Me de^ bambini saprà -sciamante p9^ 
lisar la dolcezza] anzi nella Ma età pia 
canuta y fatto emulo de\Cigniy ed ònitam^ 
do insieme le Fenici , ' non morirà altri^ 
menti cantando : ma nel cauto mantenerà* 
il suo rogo immortale > per trasferire aU - 
la posterità' le suf armonie . 

\^ì degno Germe non si rènde dunque 
indegno della tua oicàglienza y a cui la^ 
stiandolà in gfeftibo , altto non mi resta 
di desiderare, , che con vezzi , e <arezze il 
debbi pascere del latte ^ della tua pTot e* 
zipne y e vivi felice 



't» • 



PRO- 



' P W O B E E M A 

. DEI,L' ÀCCÀDEM?Cp LUNATICO . 

. * * 

Quale delle due favelle ^ìa la più : 
degna ;^ se là Toscana , o la 
. Napoletana . 



SjJ P R 9 O V A 

CHE SIA LA NAPOLETANA \ . 



gO ben S , che - là- ^inra óppofiziohé ,'" che 
farà il Lettore df quefìf togli ,''fkrà net 
nnfnc' drLuiiaflrtJ : e* fhrfé fé ne ftrVirà 

dfel' nome di^LtmiticH con aflfèrfhaW'; che qiiatt^ 
to e! t dì buono n^lla prdpoffijlftiè Probktha-* 
tica % il^ fopranome di Lunatico ; perche , (k la 
Luna iìiinboJo de! Fa .pazzia , tonfòrmc infegna 
fl Savio : Sfuftùs Ut 'LurjM mUtatur r o^^l 
maggior ptizzia , che voler foftenere ,. che -faf 
' lingua Napoletana fia piìk degna della Tafcàntj 
còtltro l*%m^iDne^yi tutti 1 Savi "pwtjchf* nell* 
Kngue : Ma "non penetrano forfè MI fe«ft>^<tó| 
Lunatico, che pare a prfmo incontrò* nel nò'mè 
vkzioro , effcndo poi nel fenfo vtr<ut)(b, e'cotri» 
pendiòfiì rChe però tutti i foprano'mi dell 'Accadi 
demìe pajoco dtféttòfiy come degli UmoriftF 
di Roma , détia Cjufcà in Firenze, degli Oziofl 
in Napoli , e d' altri fimili per 'tutta l' Italia J 
e fuor d'Italia : E pure racchiuéomé HeHa^vll 



» - 




I 

[ 

cbe ci coiKliK^no al Yero,^ E chi mai crederle» b 

che Bcl fopranome dfgli Om6 rs^ 9fcpo^Sk il ff 

ftnfo ;iàì ' perfeztonarfi a nmiiMt rilSole -ddla j^ 

verità , € par l' itnpréfa i delPAqnila , die filQi i 

gli. occhi al Sole." del. ve» , ritrovanéori la i 

-^lete nelle pn»po<izuHii dabie ^ <d, incerte, cf» e 

unio V ozio virtuofo, meotre ritrova la qiiiefa 

^Ita fcic9£a del /vero . JE fimtle V imprefa del 

Xunatieo , che & per imprefa la Lnna^ cbe c^ 

jnincta a creftere rrnhando il Soie : e qaaiii» 

piii lo mica , piìi crefce nelk lace , e fi per(è« 

ziona , col motto » ^erficùitr ; Si c^e mio caco 

Lettore, «on ti paM ^no, e vizioib il fiipra- 

. nome , 4na virtuofo , e gravido d' altiflimo fièa* 

fo^ che riloo SL^kfL a4 altro, ad che ijppadfooiriì 

4ella lupe del vero • 

Jl posto. /Aa a ca(Io%e )a pcopofizione é 

E ima fronte ilrana., che la tingila Napetoam 
, più, degna della Tofcan»; £ (ffA allèj^roow 
n^sSdtt^ anentp, dichiarandomi j che noo (b^ 
90 pdinato a fdfteoctia , ma coriofo a paftysre 
i bèlli umori , ipaff^ndo jl tempo a. contenplar 
{e ragioni , .e piegando il mM> intelletto alln 
eredenza deirAoiDve^ limett^domi alla cortefio 
^ chi legge • 

.^ v]|i||er dar>prindpio.aI dl&oifo, fniegna (vft^ 
-Jtori'i? , 4he il fine del favellare fi Ho ^egar^ 
è pecfuadere il concetto interno ;. eflendo la li% 
gì» banditrice del cuore non come fanno i pap- 
pag^H , o ^imaU fimili , che pooftrifeiMio le 
paroJ,<^, ma non intendono fpiegare , o peiiaa* 
{{gre U fenfo. Di. qucHa lingua ponhaa.faifiagno 
eU jMgioli , e Je foftanze fpiritaali , perchè 
panno la cp^ztone del qmc^tto intano V nno 
n ; ' '* , dell' 



44t 

f ^H* altto etfD rintemgéfizib . MàmèttHt deilk 
i lor foftanza: nn i* anima^ ancorciiC' fi» fofhnzà 
t ijpiritvMle'^ »erefa^'ftA tonttft^ coi corpo, te Uf6» 
) gno dello (troméoto della Mftgiia per ifj^gaire^, 
I # perTuàder^ il ftio fenfo : E^qveAo l'afl^poifce 
I W^n 09aggior^ ftieMtà con h ìinpskìk Napolefana ^ 
I che colia Tofcana : peretè 1» f|[!ega^ beces t 
f -fttttaiìs» ¥ iflttmo procede da^cinqoe tapìr deU 
A^ mrfbaione detto Mngua ^ Ciob a cR^t^ , per 
I i* iXrfcezz^) per la Proprietà' y-per^kVerkl-, 

EHr F Amotevoleieza r e pef la Sèctimeisv»' del 
vftUare : Ed in: tuRt queAt-cap)- hi iìnffUL M4* 
, jpetètaiMi eccede la Téfirana*. 

f^ pcoovp' dei prkno caM^dtlItf DhlcCrza , 

I diiarameote fi vede : peiche la parola tanto *Ì* 

j fiU dólce , anando ì; piil' do^ziofii delfe voèàli , 

m povera ùtìh confinanti : PMch^ ìttkgné la^ 

I Jla ewJ u , che k nota «fera fia^ptena di éeò» 

I IbMfiti / a lar isatà dofce cólma di' vocinli : 

I «oaL imfi ciuaio mi feguente Periodò dftl&k 

nota afpra • - 

- t^M^^i sf€fié€9U y tmmndi ségm , spU'wtm 

I Nel qmle fi fcòrge Faggmppain^fa di'taA. 
i te cimfoiianti per ifplegaxe l^a^rezza dd favel» 
; dove al contrario nei perìodo^ della Jiot»' 
, conile nd fegnenre* 
StH09t gioc0 , Ajgprre-^/»^ gitcùnd» fatica^ . 
ihfgtQsre. 

S ve«ona^flinltipficai]r It'ipocalr, (piegaadoG 
M pnioio te^ dolcena • E oht la lingnat Na- 
MMftMi fia^ pttr ricca delle vocali , che h' To- 
Kftnas fi conofee^ priiiri«ràmeBie''dalHfiri(k hi^pa- 
fola ftrttpee in TDcale . - 

jPmm 7#^we i Francisco Antonio , Castiello 



1^1% « 

Volturni ^ Ssikf a ptétri^^ % ke^* f^vmlfm ^ 0k 

tfAmontap di U SqU • . '' 
. E così per CM-dinar^ 19 pAt^ V «dtre . parok \ 
ed in lùigim ToicfiUBd g direblie i 

turno^^ R9smMFÌmay ^l carvmHj^^ mi ttamontm 
del SbÌ^ . * --'i. . . . 

Togikndofi ^J9g9Ì par^U ima, P plìi voci- 
li per tftl^m ¥^ aW Ungoo^' )isiAt« U Tofoi- 
m^ oye dicono,: , . ' ,. ^ 

Fjer J^c^b^ An$m Wr^nfip9 ^ Casati VoUufn^ 
Rosm^rìMjy Jtei c^r^iy mi tìtnmmnutt d§l ;$'«/^^ 

E fempre iìnifcon» in; ofla^'e piti coi]£p«um» 
come pt& ^ifmam^ fi fià^lg^ i»e^ -OltniAKÀ- 

' Trini ^ ìoffZy tfW» .1. •^' 1 

;( Igaeunio il ifte<iiim> imt' povera. tf09«b it fii- 

$i korijf t&okfe Ia;jdQkiaKz^ . ntgH ftHiool^ 
Na^tet^i, i quali férnpEB finifomo ki -isocj^i»! 
ed' i' Tofcam hi confonantl . - ^ . 

. Lq iittf Jk. Dio i k pfiM9 V h tmfìffmcfm^ , 
h vi enti) , rib varcone ^ nìk vojt'^ nk fieii(»rd(f 

JEd il Toicam dtreUae : 
„ y kfn di DÌ9Cj il ponhi^ H.sr^mtì^U 
to^ un òue, un pezz^'dr fff¥sKm 

^ Mancandovi ^ pier* ojm . ietteiia , ttoa* vooakl ol^ 
tre il finire gli articoli in cenfonaiiti ^ cb» il 
la nofift ^ti r non ^.dUoé Q»R:k. yooaV'. 

£' tanti) dolce i»' parola tcim. molee vocatt^ 

e podbe/co^roaaQti , che.fi banibim dat^liOie 

JutfAm pòp^el.'mafeaae infiffflono.k.fMoezza .^ a 

pere natu^lmente iug|gono^^ odk- loto- nukkf- 

'•"\. > .'/•;* ' ^ i , v^- . -^ *•• •piar 



*."■ — 1» 



Hi 
4>iiur W iiMffHmtì't -n^ t^^w qi^Ie. , . che lii 
joatvra fono afpre : Nqa dtfaniio diigqiie mai r 

miti. ^ .../ . • j 

^ P«f fuggir W cofifopatiti , ebfcwjf I* S , ,& 
M^ 9^ «^li^^ foiM^ rigida. ft pto&ur» • N<ui 4»- 



TW^.« ... 

^Km diranoo 

nia 

Pisontuso^ ' , . 

Non diranna- J 

ma 

Tuotto • 
£ pur fi sa , che la favella de'^b^mlttm rapifce 
i cuori per la dolcezza^.- 

E fc da' bambini ignoranti vogliati)» iav paf* 
fagyo a' Ytc^ iavj , impariamo quefia veritì- 
^' vecchi V^eneziafai , t ouàli per elTece nati 
tiel mare tra le dolcezze q\ Vttmtt^ còme diflt 
«olili ! ¥fpitis:, Vetmis Rena.; fon tutti pienr 
di amore nel favellare , e tolgono* qu«ito 6 pub 
4e coofonanti, umitiplicando Tempre le "vocali* 

ÌFrsdéh , fig^i jw^ìri , fia hemdetaj cara 
(tùhms , filipito 9 gufla^y e la timo fa ^ Anche 
tremendi firn dolci , abbracciando le vocali , r 
fiiMendo, lié^confonaoti • 

Aggiofigarf^ che dalla iàciga' fi augomeMa' 
V afprez2à , così V alcender su ^1 mòhte , o '1 
^alar nrile valli ^ non ^\ nelle vii^taue • E 

K 4. K 



-V 



**4 

fi fcorgie, eke net^piolMr le céUfeiiiMi vi ì 

maggior ialigft « cN neUe vocali : Ferehl le 

ccmonantt ) o tono liqmde , o lanit : fe fono 

liquide , come la L , fi ha da mnov^ift le Ha- 

gua ^r toccar il palato ;; fe fono siire , come 

li B, fi kHì da nmoveft doe làbbia per pioferir- 

ie : ma nelle vocali feiKea fiitna veim» , e fiai- 

sa afprezza fi ptoferifeono dokementt in tKpdi 

Mo la bieca A. £• I. <X V. E per éoalb St 

due fole vocali, cio^ 1' V« • la I , pmu^lct» 

vir tal^ora per confonaott a pioftiir b ^iia ; 

la favella Napdetana fe ne .ferve più fpafii 

della Tofcana per pateftr k doktSM dell» p0« 

fola, perb^) 

Diranno 

Lo Sfece Aia ^ 

Sciscco j ^ 

Il Rotoh^ 
Ruotalo , 

Con cihaiie vocali per fiiggfr P'aiprexza, e pa* 
: fefar la doleeaza • 

E che ciò dalla dolcezza proceda , credo non 
ingaDoarmi > ie io dtcefli , die trai» l'origine 
dalla dolcezza del Clima : Qrindi ^ , che tfa 
Napoli , per Roma , Fifenae , Bolc^a ^ l^am- 
bardia , Terra Tedeica , Germanui , ed w torti 
r^U altri luoghi Oltramontani, qoaito pi& a£ptt 
fono i Paefi , piii mancano le vocali ,.e crefeo* 
BO {é confonanti , confi»nne T afprezza de' Ino- 
cbi allontanandofi d^la benignità del noftto 
Clima ,.|ed appmOinuMtdefi. ali' l^l^wmL deir A- 

qaìr 



<fltì^mt « cfte Ifàpott^ #» fieoiftMr fetta il p% 
benigno Clina de'foptacIMti Paefi noti % da hìii 
ffoolnttiè; però fa^ l'afprfoza'delte'coAibtmn:* 
-ti', ^ abmedA 1a dokelia Mie wCkVlj ingaii* 
BftfidoG quelli , clie danno titolo di goffo a queK 
lo , eh' V dolce per addolcire y e perfnadere il 
«euote >'c||c> pemade; 

R fé dalia: dofeezza* détte pfftek v^Kamo te- 
painaggto alla dofceiz» de'periodi ,'ì^ «èia degna 
4H*^imra^igltar, %iltdk>0ftnatlo'sh 'i principio, e 
sei me22o^ del^faivellaie intrecciando ▼» fenvpie 
pttole dr^#tce22a , coRit fftitbbe^a direv 
> Bike wiV-, fiata ymk, care mio Ml&\ffèh:cie 
tffia Mia j imtssiUo^mio', . 

E altre parole fimtlr, altène-afTarto da ttm 
gif ahri linguaggi', and qtiel /ch'^ da offer- 
rvtfffft\ nel imlefiftiò jr^rencberes r (l&'per'direi'» 
tfig}itriaiO^,.fi moftrano così '(Mei, eteri pèrio- . 
ót paiono' piti tofto atrifiS ciie"siddo{dreono/ciie 
ìÀgittrìe, che'oSendono : Perb fé alcuno fàvéìfa 
fàor di propl^b , fogtiono dWlr , ^ 
' Ora^ffMè mìoitf^m^si n^Mine mb^ fird$nÉm^j 
c^ tè éicQ'lo vw*. 

Ove , col , ftàte tmo ; e cot perdonarne , par" 
ette fmorzi ^ 1^ intfeìbilev pef i^iogiiiria'v tùKoi cfafe- 
ftft raddoppi'. 

^'etzka , érdvo' spmiowf à di^ ggmme , It^uio 
* andino jcke tt ttttfeué , buono' umnmcof f tie 



' % col tarilo , >bi«vo , ' e iiaooé V che" (mcede 
t^tfigiiffia', par", che na raddokifca P«fpre22a . 

Pei^ queflo ptnmodtt ft'&rvono dell* Ironia? ,l' 
dlH^lKiiei: fiìMM iogiuiias 4&iOno , 

ima , ^A'i- ctmnmmle ; 4 



Per iki^t9^.m:4fimmii lo- %ms9«¥> ed 

yia$^ we , 4:6e , AgneUlla ì 

P«r trauarlo.da^ ignorarne, UQoicaie^entje gU 
dicono^ ,/ 

Te scaifr^ l0 sapjen^a ^e-^li f alluna . 

Per dir , che ftat infanghilo ja mtU« vj^j-, 1^ 
llil^ftim co}le psMralf aventi ; . 

Per dicbi^iràrlo brutso- , boq ^dkoo» akro > 

che Ifi p%rotè feguemt ; a ' . * 

Si cbe con ia dole^ez^^ deU' Ironia cm^ponb 
l^afprer^a delh tacciale per concbiu^eie qa»- 
ì[^o ponto y % taf}t0 do|):e la iingiia Napelet^na^ 
che il tnedc^mp dolce MUctclfoe, parandoli tmf- 
,po. «fprp ft dolce . ^oa O^Upar ,l6 cmifi>]i«iid , 
tsd io .vece di ìdife;, '.*.», : t: 
fj^ J^e né cjti^ì^ih iio/cf d^l^^'^ . . ^ 
iVà dicondOfi ^"^ .1 :» ' . -, 

.* (E raiit« haOi pti gueOo prmo ^^<4o det^ 
la dolcezza delia lingua a peffuadeie il jguore » 
Sief[^ in olir< la pcppcittà d«Ua Kngua , che 
k rei«k pikaéi» a pttfnadere «0 copre ; e fi^ 
fi vede cbiaro nelle parole , ne^perbdi >. qtjt 
fon pili pcopKÌiidtik liiigiia Tpfcana: ed in pro- 
tra di qijefe.p9>pQfiici»nei, per cfnel > che priii» 
•locc% alia paede^ .«on fiira (celi» 4' atcMe fo- 
le, raccolte con &tiga , ed artifìcio, m^lB 
Sàim'ò. priixuMnaiente. con difeorg iWri , e 
ile mifrnbra, jb defU aUtt > .e degli f^ipi^eti- 

^tf , e^dó^ cibir ,. « <k>p^ ^oic^reeno >di aioltt 
vocaboli , difUn^Httei^. pttfiANBa^ al pita|iwe 

della proprietà. .^v.-c^. •;%$.. ^ «• ,-..,,. 

'• -^ . ;ì • ftr 



Vkt ma , cite tccài alla propriéti vte^ voca- 
ik>M delle membra prefente ^a'-Tòrcani^o da^ 
Napoletani, 

£.f Tempia y. ^ 

Dicono , 

CiloccAè , 
«Che fé bene iè Tempi», par cfk derivino <laT^ 
la parola tempora , ik qxnl fi deve fuggim , 

auanto fi Pttb dali^ ìdio^pi volgare, Irchiocehe 
emano* aa chiome , eh' b idioma- volgw:e> ufa- 
to parimente da' T€>fcaiii'« 

La Gola , 
*La chiamano, 
• Caifita , * I * 

Per la» metafora catma mt^iA , nodbiìt , ^ 
intota: eflendo ìi ptii beilo éélla gola la<rotoiK 
dr/za, avendo in oltre i nodi , ed eflendo vut* 
ta per formarne la voce,, come dalle canne" de- 
gli Organi, ed altre fiflok, ed iftnunenti vmdiì 
fi fperìmema . Spiegando in oltre t' intento^ pir' 
la voce, e I^eRerno per i nodt^ e rotondezza: 
^ové per la Gola, fì fptega folo Pimorfto delta- 
golofità de' cibi , ch^ perb fi dfce^^ i 

' Com* i- goloso coiui • - ' ) . , 

Non già le fattezze efteme , che intende ^i^ 
gare la lingua, che favella, < 

1 Dintr, 
Chiamano*, 

Dienti ; ^ 

E fé bene , Dente , l ben détta dàBa ms^m 
latina , a Burnendo , come yaolè Caffioooro ^ 
'dal troncare' il cibo ;• o altra: cofa fimUe : qHftU* 
I , di pib fi pone per le^ragi'oni fodesete di iMl< 
tipltcar le vocali > e parttcoIarmetHe^ 1- I , uà 
per quefio % mal détta, fìècome^fi diee, ^\ 



Ja Tofcana.;. ed to' Sicilia. 9 • Calabrut fi 

ISfente ; 

Ed in oltre t denti moiari puKr & chiamano' 
Danti da^'Tofcani , e no! diciamo , 

/> MoUy 
Pòidiè- ft^ i detKi tfoncam ; le niofe fiangocur 9 
. iiirvefidoci* della, me^ifon per la. forza mag* 
flore • J * 

Lf Narici ,, 
Cb' \ pur latinO'y fi dkiasMno ». 

Naserchie y 
Che vien dal safo^e dal fiion di quelle Efdua» 
fé 9 nel refpiraie , per fuggire U latino , e fpie- 
far del* nato pili propriitaieate V oAetto . 
*> I mofiacci fopra. le labbra., i Xofcaot li dùa*- 
nano> 

Me ritrovo la proprietà dèlia Kifettas noa Ib- 
flenendo , come Ba& eofa- alcuna , an-ix piib to- 
fto fono fedeottte dal labbro^; ot«-^ 

li moita^hy, 
Piii propriamente ^ien detta, perchè* fià attot* 
«o al mnfck. Qmndi (Ir ,. dio. con nuoiea impro» 



prietà,. ^ 

JP^r mosutcciòf, 
Ihtendono, qnel che cBiàmano^^^ccia;. 

Musiaccio di caJ9é^y mustaccto di pwcoy cto^ 
^ia di cane , (accia di porco ; il che fpiega 
impropriamente: tatto- il vifo ^ e. son, folo qndl. 
lo , che ila attorno al rnnfò , che perciò noi 
mai» diciamo per ingiuriala ninnoiy, moit acciai ^ 
Ittor che-quando* diciamo a. chi ha^ pochi, peli 
«elle M^ette ». 
JkL^éfciQ. di istPh : ' 

Per. 



Pèfdi* n, Gatta tf X fcarfi^- 

V^umtilico , 
Vieti detto da' Napoletani » 
- VèlHeoloy . 

£^ nel Tofcano ooa trovo pioprìeti i ma vT»* 
di parola latina : ove^ nel* Napoletano , VeHu 
colo ;. trovo ^etimologia dal latino , quafi vy/« 
//if colò i. perche rrciiopre. i*lnteftino r^/ò ; don* 
de (i dicono r dòròri^ colici'. 

Ì2 asfeile-.^ o Ah sotto il braccio^- 

Come dicono i Tofcam> te ckiamiamay 

Tttellectg , 
Perche nell' AfleUe^ o Afe , che vo^Uan dite 9^ 
v'^ impcopriètà' , non volando mai ruonM . 
tatto che fiano in quel medéfimo luogo degli 
Uccelli: ma la proprietà dell» TetelIècheìcbM- 
ra ; perche eflèndo tocche in quel, luogo « i* 
' uomo fi follètica >, dice il ToiVane ,. «ve. noi 
dicianso sf téllics : dòflde deriva il foHeticate , 
ò. il tellecare • Di modo , clie dà tutte le parole 
fiìddeite delle membra dell'uomo vi i improprie- 
tà neirà lingua' TofcanavO' proprietà, nella Na- 
poletana. 

Pa^diama^inoanìl- a. Spiegare inonri' degli a- 
luti , de' quali fi ferve l' uomo per ricoprìrfi» y 
epur fi', vedrà chiaro 'P Ifiiproprtétà di quelli , 
e fa prc^riecà di quelli : e per cominciare dalli 
piedi -• Per ifpiegare i. Tofcam. quel , che li cuo- 
prono , dicono ,^ 

Le pianelta ^. 
€on quefta fola proprietà , percbV fono piane r 
ma ^ più proprio il (Kn,/ 

LI ^hlanielle , 
Perchè cùoprono 1 piedi, di' genere mafcolino, 
e. gerb quei, che noi ^iàmfov. 



«or 

Pedali, 

£flì dicono» 
Calcetti . 

£17011 catcette, eflendo in oltre maggior pio- 
prìetà neirà voce j)«/W/, coprendo \ piedi, cke 
calcetti, che derivano dal calcia-, .cK*ìÈ: P effet- 
to del piede, non già il piede ,0 dal lat. calct* 
Quelle /che coprono le gambe ie chiamano > 

Calze, ^ 
E noi diciamo 9 

Cauzetté , * 

Per corfifpondeie a'qUzoni*, operando le cai- 
' éette nel* nome per la grandezza maggiore ^ 
con che ricuoprono • 

Il ferraiolo-^ 
E ben detto liella: voce^ Tofcana damila parola 
^Afpbica , F erri are , che vuole dire eirc^fuiart y, 
^bme s' vifa in Sicitia ,. ci anche . 
Il mantello , 

A din:in2Ìone del manto , che cuopre tutto il 
corpo , comt^ il manto R%ak^j ed in Napoli' 
pur dlèono , 

Ferrajuolo , 
'N'e vi ^ errore per la Vdi pih, ficcome dìcor 

• no i Tofcani Orivuolo i e non Oriolo, ed an- 
che dfcono , 

Manti elio , * . 

'Per le ragioni di fopra dell* T, m* enei man- 
tei Ip , eh' è fiicctmo per combattere , l Napole-^ 

, tani lo-.chiamano , 

Però efcono a ' duellò corr ta fpada , e la cappa: 
polche e prefo dajia a|ppa de'^Padlglionl ,■ che 
cuopre i beflicofi.' ^ ' 



V 



La vef&> cfit fi npone tòpt^ , fiov^a* piedt^ 
.29^ sb il (W^yativ^ dì %ìwta nome f s2> beòe 

^ l^òme' aicofip l N^pol etani V ijeriva d^i. Gìhìk 

itoae ,vQ: pff dir mtglii) ;Vt bà cpaatffioae » i 
// Btr^t$ino y ' . , 

Noi lo chiamiama^ 

, Copffitkf^i ... 
.^er: la p^piìtt^ dttla .ciq)pa, di'ì ud cnriMe- 

DOtondó, che coopre la parte piìi eminente». 

come una coppa d'argento, che ciyqaDe ti vaft. 

S k-M Berettino. deriva dalla Berei^ , non fi 
. ftv p^c^^ abi»& ul nqim V« ^antP più i im- 

proprio V <3Qanto , che la Seretta conràene a' ^ 

Vteti^ ed ìi qiift4(aQg<»l«ce:r «d ii.Birettino V 
''raioii49') com», la coppa , .per lo (;^fifi dice 

Còppoline ^ fé pur noii vogliamo dire più può* 

prtatnente , che viene dal capoUn^^f efìendo la 

Cbpotà jrotoada ^ die cmff^ Uk ciiaa deli^edi* 

ficio . 
. La {if0^ÌAy 

Hoi diciaoiQi^ . ^ . •. , • i 

Anace agita ^ 
Non efl^ndo men propno Funo , che l'altre^ 

.dftgli effeliHr Illa % pM pfoprio P attaccare , che 
non ivietir ibtanìonte a cofpo m&à&ào , e pte^ 
ghevole^, ch^)^ il itgare , cH^^ troppo generico 
enche a corpi dori ; dk però fi dice : Sta ben 
legata quella fabbrica c0fr cairae di ièno , uà fi 

, pi^i jdire attaccala » 

ho fazzoletto y 

Vie^ detto da' Totani ,. . , 



B chiaraflamtè fi fio9ìffit'4tlFttméxÌL- iMÉffi I'^^ub; 

froprletà àtW mx» ^ e ia |>mprietà; 'déti' Slitro : 
^erchfc fe la Ptaeiièlà è-dnriimfiro dfclta pèz- 
za ,. eh' ^ poca ttta fanriiise U^ #azoiètto mtiuir 
spicciola peKtt) oKfe il fimile boflb, eiKiiii- 
propria, dairéfiètto di lafciucar la lacda^psc- 
i» sì nobiiei e perb'i maglio detto fazx^ttn^» 
La: vcfte d'ìiaa fpofa-' k^cbiuaiuio , 

Abito y 

Ch'^ ttq^M) genetico : Ckt M^ mbm rism^ 
mmta bm ^lU sposa : Mk i Nh^iofetatd di* 

Gònmi/iy 
Ed il nome vien derivate dcHa Gonna , ch'I' 
abito di donaa^ , come v og ^ o tf o 'r noadcfiiiii 

^ l\>rcani. 

// Gnmihotè , ù nttmUrnoW" 
Sarà ben dCcto'À' ToTcani , petcb% d t i>pi e'il 
grembo } e * 

Lo Msntissno'y 
Sarà ben ^detttf da' Nifwlittsa- ytùtmtt anioiail- 
ta, e cnopre il fieno • 

i^manìciom di t^ia , eèo fièOf¥Ot»^ solo i 
polsi y t no» il bfA€cio f >. tomo jSa Im- méuticéé' ^ 
Jn Napoli fi cfaianiano >• 

Fuze . 
Non dicono prfndiere cpki marithefti 9 m^ pf- 
giiame ssi jmzi : perefò'^fioM^rono i polsi :1l' 
e^e chiaramente fi vede da torti i BOmt' Aiddétti 
F improprietà delia Hng«a Teftaaa' , e la pr^- 
jjmtà^della t^tkpoktana* 

Agglungafi a ovanto fi ^ dettor deg|Ì'«hlti i 
là proprietà de' loro onMi»iti • - 

LétcolUnìt^- 

a 



'9^ 

Si chhnaihy 

CatéHMr 

E fe ben pan ^ c&e v^ fià far propiinS , pett^ 
4eBdcr dal c«lto , non ai!igQÌ(ce il nome Pap- 
fiBfamone del ' ornamento : Percfaè foia negli 
endini , o MA » che vogtlain*dtie,.leyoo|bnxe 
pendofifor dal cotto : perb fi dice la eoHana del 
T0imt , e- dei'ihmii : ma ^«liir catene , cbe 
s^ applicano a^^fiancfat^ allé*fpriie , at doto per 
adornarli , non poffono dirfi collane ^ come la 
catmat, di coi è proprio ti oèrcoodaie , ad \ 
iSerapre catena , « perchV fenpre circonda il cor- 

£a-, ed >* lavorata in forma di catena , che non 
a altro nome , fé non la diiUn^ione del mtìti* 
lo, e perdÌL dicòna in Mapoll». 
Ntf catena d* ùté • - 
U vezx» di purUj ^ 
Vieti detto da' rfapoletanr', 

Cannacca: 
• Ed l con qiagst^^ proprimàv perche il Vezacr 
^lè parola,, col comriene a* corpo aninsato # 
Quanti vezzi ftt la madre a yrni bamìino p 
JM già . alP inanimato • Quétml vezzi fa s 
fùei bamiinù. H fil di ferie . Qoeflo ^ parlate 
improimo : ma. la cannacca, che fia attorno al« 
ÌA canna , che non ammette altro sMio , che 
fimi le ornamento, ]k (HÌrpioptid nella "^gar^ 

La Gauja dei peHù , 
I4 chiamano in Napoli > 

\VrartchigliosV 
E fondano t To(i)am il nome della Gojà^ dklP 
efifetto del gioire,. perche taH^niochi la porta, 
e non iMegono l^cepfHameniMf di molte gea* 
me t, eh; e. proprio deUa Gioja y come fpiega , 
lio ttranehìglié y 



Derivato dal branco, cne raccbzodc iBohe'gtt- 
me , e coi diminativo nolnltà , e fa piU g^nó- 
h ti fog^etto • Afìc&e «ti DitmMtt di graa ta- 
lare , o; CaiboBcbto. , o Rubino & &sSm a àù 
-Jp pofta, e iBa^gÌQrmeiile.taì^oea,cJie la 6io- 
'ia. h puriè .wuiu raìa', n» fi pub dift , Gioja 
Gemma ," é' oentbEnie att' omaBieitfQ gU 4 
41 . npme , > per ttriar .oromìfflnéitK'. ; QHL|ietò 
qiieUa gioja^^M (l* b'i icapptib » cisiaqwMi, 

Ihi$9na : - • i 
Plichi fc patialìr ttelkt paifie (ttii alta per ador- 
Bare il ca^o » 

Un abtfo ricaaiatoif o che fia^iK oro ^ o d3ar- 
•«ettOy o por 4i Tela coiodt» coft varie ftaMi ,. 
Sori, € perfonagipiiiéiiìpre dicono L TofraoL^ 
• Ricamato : 

Ove in Napoli, il lauro «tliffiiUetfa» o <Bòra^ 
o jd' argento , o ik.kak'mBQpm fobiaenie^ * 

Art agama f , 

dUa^^tttl £ fiqri.'ftttai e perfooggi fimiii al- 
»& pittine, cho^^^aao par r oi^M^ dHOMBO, 

^liè^nw cKranno tjd~ abho k rioamatof ffiqaii^ 

rarià te propriud^ delb diMosuono • 

tCoiire< dicono iaTofeana^loc&iaMa&o iiiNapo^ 

E/Tendo pili ptoprìo , f^'scÌ9JMj €Ì^i il amo 
del lavoro dei venne dellaièca per fiibbikarfila^ 
ilanza piì!» dura , e foda, che noà ^ il JUatif"- 
'^iij per éfTere cotnmone a tfHto quello, che fi 
fàh^r B* petf'eoaciitedere qoel^cbe tra gK cohu 
immtì di una Donna ne porta ìi vanto ^ elléndo 
i capelli , che adornano il capo ,.,dirà iT Tofca- 
no péJs vantarli „, 



"Eaìl Napoletano dirà , ^ , 

Sti captile, arricciata me fanno j^pan^cart '^ 
^^à in ogni pa^o^a vi ì proprietA magjgtore , 
per impiegar IMnterno : pifi Tpiega,;!*/, che 

che iQuegli , eh' ^ proprio degli oggetti afi«ntr. 
JLnpeìlj04y\rb9fx deQo , ptrc^. i capelli s' ad|o|h 
/mano cosie V'^ì^s^v ^^ ^rÀcdau^ i^i^ W* 
^^iajcneóte ^ dett^ , 8?'^^'^ ^i^m <b* licttri ,:, «* 
$<$eiir ^^. 4kQja#.,iTofQmÌ.4pI^e «^i^ipise «otl-» 
te ile' fanciulli : ' ' _, 

de i># riccetfi sen quegli » 

efaiamando ermi i capelli, V ^^^&^^ ìùpi^opm : 
' poiché / crini fono propri de^CavAlli^ chf pen-. 
dono dal collo, ed i^^efti fon pTopri oelle 
donne, che adornano ti capo • Il dir por per 
ypiegaiwi'eQè^o ilell'^mort» mi fanno impa^^ 

^^^f'% \ ttf^lff^ ^^wmkr ck» eccede il yfih 
fc : ma it dim, mi fsim» ^mitficar^ , fpiega. 
mb je^taklmfàmr^ (l modcr^famin^e r«fKttdL« 
derivando M^f»f9kj;JP^ff^f^t(iftff9^ Vm^ 
umazmey e fpanto dèlia bellezza fi palefa 1*^ 

frequentativo raddi^pia il ienfo imiinxo* 

JEfèrdoiio gU-AriiScjti VJ^gHanj^ fjM«gare jl^ 
Mt^e dfgjK iAÌ«fft:t di vaQ» iprofeiMni ^ ancfl^ 
in t^ùefti , im^ìci^tà snagou^c^ il Kkonofce : 
€hi fa le fcarpe 1(^ chiàs}an& , 
» Q^hs9i'ai^i • ^ • ... 

£ 1»3«e .nM fi if^ieal;^; nrd^ to N^pott diq^wr 
giìc W«fiWh«lt* • 

Peichk lavora le . (carpe. • Clu> ve»de. varie nier<» 



ci, eotne laftri, fpìik, l^le^vdBiiefiBiyi swc- 

ciarle , lo cUamaiio^» 

Vhtètntjir; 
E qn) dicono y. 

Nkrciaro'j 
tCRi cucie r ve(Kti% Tò cfiiàmanir^ 

Sarto : , 
Che fe tea viene da fardre, non-iMega, 1*^*11» 
mone liei lè* parti d*l vefilto , la qnalè fi ft dal 
cucire : ofl^re che \ voce comune , aocbe 4* " 
ti' deHrnan , e pei6 plìi proprianKata 
dice , 

Lo Cosetore y 

CTch^ ralTetta gU abiti ,. ad a&clie ki foalcir 
ago- gli &rci(ce^ 
- Lor MollnOfiT y 
V Tofcanl lo chiamancr,,> 

Mugnajo : • * 
"EKisnAo liti prinnor pmprietS cviJhAe per fe 
' Molino , e nd (ècondb noa £ CM^ce annoia 

ISo Mastro éTastia , 

'Alla proprietà per lo fKoffiantò deU^iUcm ,. eia 

galleggia , cortnpondé r ma BtI » 
'- Marangone : 

Cerne dicono i Tofcani i non fi pii^ ioTti^gm» 
Lo cwp/W'i 

Per lavorare i reritciuòli , merhetti) rcoit fi- 

HiiK , ancorché ferva alfe coarMSta parripoTlTy 

per* lo cha^ V benedetta ili Tofcaw, 

Guanciale : 

Spièga pili vivamente Ik paiola Cèmmo- » e 

•cai' rìpoto , e nePlavoxir, peiciib flu^tia k » 

fcie . E per concfalndere , qaefta furoprietà col 

«onte dal I«ogo • dove^fi confttvano gU abki. 



*?7 
•i ^ffàMìK0 ^mi^UiiBmo ^ in Tofano Io chia-* 

tnatia, 

Ch'i proprio ^(dsiviemi dkU* Armi ^ .ma j)ot il 
cUamtanio, 

Srif9i 
Che vien ibdta pptfèh » ftipare , o ffivaie , cio> 
Atretta)re : defignando la vjsri^tà di ^1 , pbe 
É lipone ben^accooeio al fno luogo» come fi 
dlcie , d'una Galea , che 4la bene ftivata. 

Paffiamo -piS in oltre alla proprietà $1^' cibi 
con Are un difcorfo intiero ai tutto quello , 
eiw vk bifopna per nn lauto convito « e per 
r appan^ocàto di quello ^ ed in tntti, i nqmi R 
fcoigerà V improprietà della lingna Tofcana , e 
Li propiietà oella Napoletana : E per comlpcia« 
re dall'apparecchio su la tavola nella menfa v 
quel 9 che cuopre la menfa , i T<^cani di^no , 

Ch' i iootne ifoppo generico «Ile mani x^ ^ al 
vifii:4nai Napoletani: dicono « 

Lo M^saU : ' 
ViffàSh 4>>^a folamente il ikopik la menia ^ 
Per quefto e anco iopi^ào.. 

P$r ifpiegar la ftivietta ^ ;cd ^ più proprio^ji 
dise^ 

Perche netta la 1x)oca , e falva il petto « 

Léf Saliera , Pefina , 
Diciamo qui , 

Salirà :ì Peperai 
Jhxch^ «non fi. dice P^ , SétU^ «na Pepe^ e 
Sale 
'A l^ fonte iei^a.^ 

Di- 



Sciamò,'- - ' ^ c:':«-U. • • *> te. 

Brocca: ^ ^. ■ ^... . 1' 

Perctò non a.forma rf< ^"^? x??!^^^*'*^ 
tttiveiro ,-m« btft sì' «felP^ÉW* dtH'htthtocc». 
n fi dice pili propriamente , dal prtwier con 
ìmpeto il cibo, fa èrtcca.ì piatti pu!c*oh pw 
«©«feìvtf it {àse,tì «litri gqwri'l* tnt^F«« ^ 
Tofcani H'chiartanó-,' • •' ^ 

T'iMtM *M • • * * * ' 

Ch'^ noifté tèolf^p»^ gètMftteD ad ogni còfe pie 
ck)la i t ftìttìnéi : ma qui ti <*ìattMtxaN, 

Pfer là faKa, die ftìccMuteiw;' i* occòrw 4ar 
taccia , eie dfeoffe ^Sj/aiótriéi^ ^ enWf S^fa*. 
«/^/ , perche drith' 'léffi^^diéonb ^-i/few J^ -e wn 
wfeiJ, per %«^* *^ tWifelaii* .' E ^ ltd#^ 
M a ttftoteéfcpfiò;, •' • : • 

E noi diciamo , *. . . - ^ 

Mcoitmt^ sté'je^or; '•: ' <y^ ^ ■ ^ \ 
E per ogni paroUria , ^ > pfépM^ IsAggtOfe t- 
Accostarne , non fi pub dir meglio v -p^r iTpj^- 
i« la vicinan^a^ |$lì» 'ftfctt» , lJretìde%«lo la fothr-i 
^lianza dalle cofte /^*he «flàhno taHt^ vkmè , 
V una air a1ua . Dicemo m pk»e.: ^«f^^//»*^ e 
rièrf-, 'SeMa i^ 'ia -dJlftniidìfe <? àna (Mh»* -piacdi» 
•dalla srande , che però non dicono , 

I nomi poi de' cibi fono impropriiffljtjJ qtteHi , 
e propriiffimi qtìsfti.e per c*tf|Wciar éal |»*w:, 
«hi afta t ««ne troppo. «nlvwWe, «he vnd dire 
Diìj propriamente vitt: Coftui *« />«» da raaiK 
giare in cafa faa : ma non additò • la poftwa 



Ifnticolajce nella menfa ^ ^ fietb ^lioofio in Na- 

^ poli, '"V-^ ? 

Figliarne na pdf$$Ha : ' 

Che ipiega la Tua parte pih vivameme • D^ 
wno , <iicoBO 9 ^ ^ 

: J'irif kidoco^ vin nero*, ♦*' '-^ " 

Kbr. And fi veoe il vino , che -fia i^egvo , mie- 
itfifio ; e fi cava cbd primo miracolo nellt* nos^ 
ze : Aque rmiescunt ffydtiée , non già nigfH^ 
scunt : E per q«efto diciamo * 

' Vino f anco ^ vino rtusà » •''' 

L/y i?irf;rf^ boUi$a dicono f - 

• Oafne alJesfa : 
Ne ^ invefltgare altra •ragione , dl« d^ta pa^ 
rola , ailicio , eli' V parola latina ; perchè ^U 
Ietta , o pure dalla parola , elimée , cte pari- 
mente % latina, ni merita tal vanto & alletta^ 
mento , allettando' ìmaggioriiieme Parm(k>, o 
aleno condimento , che però % tn^Hb'il <fire : ' 

Carne -vollufa , • ^ 

Pit lo volìire , che fa dentro la pentola • La- 
carne di animale , ift tenero , come il Vitello ^ 
n^ data come 11 bae, clriamano , 

C^rne di Marno*: 

Il che mi paté Jit)pròpli^ : perete q«Kindo^ il' 
bue \ giovane, all'ora % pib neso, lelft-mai ^ 
non già manib , e manfueto , e però ì meglio 
dir carne - ^ . 

De Jenco , 
S' ^ mafcolo ^ datta parola ^ JttveneulHt , e 
carne 

D' Annecciia , 
Si % * femina , dKtla ' parola^ Anniculàs : cO^ 
inftgnandoci la tingùa latina cOn^ nì^ggiùr copia 
di fermiqi pìh pimtj y e ph difliifti 1^ ^ *• 

• U 



- ■*, 



24^ 

IXcono, 

^/U ff Indim , • 
P veramenic, 

Qallinacc'f , 
E fi vede r improprietà -, peieh^ il nome «B^ 
foth DOPI i^t>^eiiff'foI^ii|eiite n ^v^o gdikiae^ 
doi sa anche a gii altri aimnah , qiiwlo fo- 
no piccini , # che Ìa d' nccelii , o po^ à^ bni* 
ti • Ptéllus Hirimdini^ j Afinam , & Fuihtm 
eÌM^ ma il ooBie iii, Gsii^ d" India a queflo 
roto conviene , per affoniigliarfi ai g^io aeUe 
fittezze, aiKorehe pb grande ;: perchè It cofe 
d' India fono di grandezza magpore , Conie la 
noci d* India: i faggioli d'Xndia ^ ed altre 
. ho Piccione^ 
Dicono fipUne ^ 




fitnili , ma è piti proprio dive lo picchile ^^ per* 
che oltre il pi ^ pi ^.M h di più queila^ (>#«• 
ne donde vren detto picciotto , ehi fi lansenta « 
ed i querulo , come par , che liccia qneft'Ucel- 
Jp , e non £* dice 9- qm«^ i^ pipios9 • 

, Le Focmk^À \ .; 
tKcono r" . ^ ^ 

Becca fichi 5 
Ed in quefio van di pari dal cibo , ehe le im* 
drifce , ma qneHe , che fc^ao pSx grandi > e piì^ 
graffe le chiamano » 

Ortolani : ^ , • 

Ne* mai ho «iAo , che £ pafiMo, «egli <M, 
Qve folamenre fpno efbe ^ ^ è iiodie , cho con* 
viene all' i|Oipo, i;hq f^iarda l'orto : fi .paicoao« 

ben- 



\ bemì , finiti i ficbi , de' gtaaoUi xlellt itfi, , e 
perciò meglio vieti detto f 
Focetole separoU • 
JLo Lepore y . « 

Dicono 
La Lepre ^ 
I Ne mai il Lepre . Non fapendo perclii foio 
^ anno il nome feminino , e non il mafcolino : 
J& jpare in 4>ltre «> cjbe ^con venga col pili cattivo 
male, che pofla avere un nomo , cpme la le* 

fra : ma il dire , Jo lepore , \ pìil pteprio : 
erchè, fé dice Marziale y che tra le carni *% 
la più faporofa , ed ^ lepore , non lo difti tigne 
in altro y per ifpiegare // lepore , che dalla pe- 
nnhima breve , fpiegando eoi lepore V eminea« 
za del cibo : Inter quadrupede Jjepas» 
: Il Cspime y 
Dicono , 
Cappone , 
>Clie par più tofto rpieghino - mai,Oi^pa gt^nie 
tdi Vavi gitone y che un Capone Ji mangiare. ^ 
- così chiamano da tatti • * 

U Marvizzi y 
\ chiamato , 

Tordi . 
i fé attendiamo alla condizion di qne(l' Ucetlo, 
ni pare il nome fuddetto molto improprio : Per« 
beTorde y vuoi dire propriamente , mezzo dor- 
mito ) e go^b ; e pero fogliam /dire di coftoro : 
Se ne va tordo , tordo : e più conviene a gli 
Orfìy che fono tordi, goffi , non già a queft* 
Ucello y eh' h molto accorto y e (àgace : ma per- 
chè vengono dall' Africa per mare a godtr CU- 
: ma più dolce, riponendo, .quali nocchieri nella 
lUnchez'za , un' ala tra 1' onde , e P altra al 
Diz.Nap,TJL . L ven« 



94t \ 

:ve0t0 1 c<KBi>^ fi ifuàt la veUf, fi cKtàmano pi! 

propriamente , Marvizzit ^ qaafi nel mais > 

vezzi. 

E piti proprio deno > che , 

Vn Cignale , 
Non j&ven^o .akmia Ettmologit pioporzionata : 
ina qoefto.iH>me Ja diftingne dal Porco donati 
IKco , perchè i delle fclve , e però fi dice ^ 
Puorco salvaggion 

No Qrafetto. 
^ (dti proprio in volgare , clie 

Vn capretto \ 
Perchè vien dalla Cté^a , « non A&lla CaprSf 
xV è parola ialina • 

AJn Pastone y 
Che racchiude , o icame , o polli, o cofii fimi* 
Je dicono 

Pasticcio. 
E noi difHngiHaaao -con pmpded maggiore il 
. Pastone dal Pasticcio : Perchè qaello a di pa- 
lla sfogliata , ed è minore • Donane è piU prò* 
, prio , j>erchè diflingue jl' indivìdui con proprj 
^Domi ^ 

Lo presutto ^ 
Picono, > / 

Carne secca y 
Forfè per diflìiqpiere dalia rotta , iMs edisùdcA 
/stdoprato fuoco a rafchigaria > e &rla qomeffibi- 1 
le • ^Variate ^orti di carni ^cche j come Salci* 
ciotti , Mortaiiplle 9 Salami groffi , ed altre fu 
mili i che pur fono fecche coJ iale , e kna 
' fuoco ,- peix:hè non hstxaio itimìBdefin^ nome? 
Dunque è più ptopdo // Pr^urto , commune* 
^a tuttii. . . 

i u 1 •■ 4 //■ 



1 



MI 

Plcono , 

Salcìcciotti : 

Eh' è nome diminmivo dtlU salciccia , « pllt* 
no piti exiifli, e pure i pib' proprio l?auinen* 
rativo , cne ^1 ditninuitivo . 

Isa foglia a cappuccio , 'V foglia cappucci a 
%fiL chiamano 
Cavolo , 

Il quale conylene tà Ogni forte i\ Cavolo: clit 
pero fi dice in Napoli , * 

Cauli forzuti , r cauli cappucci • 
Per diilinguere gli uni da gli altri , e non ÌU 
<biacano la proprietà ^ esser cavolo con le fo- 
glie rotonde a ^uifa di cappùccio , di{linguend()f 
dalie foglie lunghe ^ e ditele • 

I condimenti poi delle vivande d' erbe , li 
fpiegano univerfalmente . 

Abbiam gustato sta mane unawivahUa squl- 
Mia. cùl ìtalato dentro • £ qui finiìlcòno ; ma 
no Napoletanq viirà : 

Sta mimati na "ingaggio magnata na foglia a^' 
cappuccio co ' ^a pettorina p na verrini a , »• 
"voccojaro , na sopressaìa , r^ annoglia , -(^he nte 
foraggio ticc.aff 4e deta , £cco là propriélì del* 
la pettorina-^ k}ì*\ il falatO del ferro^' dd K(?r- 
colaro per ^aél che fla attorno la bocca ydelìsit 
fopresjata.i cìdt ^ soprasalata , e della annO" 
gita ^ cioè, dentro l^ogiia , o Pentola^ cfiè die 
..VQgliwno. . _ 

Le iasagnette delicate , . , f 

, . Bassotti . . ^ t ^ . 

...E nao hanno aìtr^ proprietà cne d' efler bassi 

nel reame, pon già come Je lafagne , che fono 

L 2 al- 






MA 

alte nel piatto : ma cih conviene z tntto ^^ek 

cV\ baffo nel teame , e non ifpiega I» qaalln' 

del cibo. Ansile la F ovetti nel teame , cotnei' 

^^ufa in Tofcana, fi pub dir B assonai tna col 

Are ; l^sagnetta , fpiegano la delicatezza €// 

Bassotti^ e là oualità ^clh lasagne » ' 

'Li tagUarhlU 

li chiamano, 

^T edeli ,• 
Ed ammiro clil vuol ^onofcere la (jiulità di 
tal cibo dalla fedeltà : qtiafi qnefti cibt foli fA 
Ijbro Fedeli ', e gli altri infedeli. Non vi ì pan- 
to-di proprietà 4 ma col dire , Taglìarielie ^ 
fi dillingoono.daHe pafte paflkte per ia tmfiia $ 
comeiono i maccatoni., e fimiE , perch% loii0 
|>a(le fottilmente tagliata col .coltello • 

•Nò sguazxfttOy 
Dicano , 

XjuazZttt^ : 
^ forfè prendono la parola dal gHéKctare » ca- 
rne il fiume* o torrente^ e(fendo vivanda fiq«l- 
da : ma t Napoletani vi aggiungono ^^la S , di 
piU , t ile cavano la parola , 

Sguazzare f 
Che vuol dire, goflere im convito lauto , non 
jdaildofi i guazz^pi ne' paffi ordinar] : Qo^Ha 
S di più , dltre che par, che ti liemptala 
tbocca. Io diftingue dai guazzare y che iS%f^ m' 
torrenti. ' 

S* accommodi un^ insalata con olio^ td acet% 
Dirà il Tofeano j ' - 

X2oftciame na nsalata re /' uoglio^ e irr/fe, 
Dice il Napoletano ; e così ì meglio detto na 
ns alata , che uti^ insalafa ; perdhì quanA) iie- 
gùe nella parola N;» ed S , càfca la V4>caledtl- 

* la 



Hi 
la paroh (eguente , e rimane la prec€^wte ; 

ch« però i^óno i^ Tofcafti' /^ ^^ré^jara^ non gi^ 

• /' irroro non ifpiega un liqjiore ifciVo , e4 ^ 
jffo, (X)in»^<y^f/V^ ; nen di^niofì' Ac^do f, ma 
Acido • * 

I>^//<? /r«/r^ jpoi , la piitna' oontefa \ nef 
genere : perche i Tofcani tacciano i Nappletanii 
che li declinano in genere mafcolino» dicendo, 
elle tal genere conviene- ^U' Arbore j non ed 
frutto, e però i mal detjto> un peré^ cbe.iignir 
ìqi /' afboYt del pera y ; ma fi vuol dire , anm 
fera ,. che n'addita* iP frutto • Qar fi che an>> 
miro pili , che mai V improprietà i- perche , o 
che diciamo la pianta , o l' Arbore , e Tempre 
Bella lingua latina , e volgare , (quo in genere 
lemininò^ béec ^rW ,2 '^la pianta ;- AddunqfOli 
pon fi deve dire /'/ peroy^ p^r dinotar l'arbore, 
% la Pianta, ma h fera i-com^ noi dichiaintO^ 
ia fìgns^ U Ctfz^r la Vite , Ik palma %% 
£mili , ed i ToTcani medefimi-mai diranno^ ^ 
Quercio ^ il Vito ^ il Valmo. Oltre, che s* i 
sioprio della piaata il partorir le frutta ,..dev« 
aeclinarfi col genere. (éminiiuH Il-fruPto ben s}> 
devefi declinare in genere mafcolino , come pajK 
JQ pih fùdOj^^ nobile del femi^ine ; che per^ 
ppw i Tofcani, fé ben dicono , 1^9^ prr^ , ed 
una fesca y dicono ancora Ufh Pepane , ed'^ uH' 
Jàimone : siccbV non devono rideni tanto y che 
noi' diciamo , no pÌro^ no pierzeco , no pruno^^ 
• così de^t altri , perche e piii proprio il ho^ 
>, firo dire , che il detto loro • 

Venghiamo adefib alle frutta particolari • . 

Lofierzec^é 

h r fa 



' Ed ^ vero , eh* % fratto vehato dalla 
coià vel^<^fo^ ed 'ki/ Italia trafpknuto, per Li 
bontà del teireno ,' zuocherofo ; e Tpiega piò 
Vhrxìtcp , che Visem , ebe *vaol dire piti tmi 
^escsre , che la^ Versia ^ 

La Mufloni ,^ 
Picono ^ 

9etùHe^ 
eh' e. voce pure latina ; Vep^ ^ fefénis^ «a 
MilUnt adqita Ili qtialità del fratto , che rare 
volte fisi mólti si ttova ooo buono , e però fi 
chiamano Mr/Znirr» cioè, rM mille fw^». 

Lo Qetr^goU ,, 
Pjconov 

Melaneolo > 
14% coQOico- la cottneÀione colla. Mtis^ wk 
bensì, col: Cedro ; e. fe.s! intiefla. It Cedro alla 
I)$antac. dk Nfei^ t, nro. produce mèla , .ma t' i«- 
nefia, alla pianta del Getrapgolo prodwrà. Cedri: 
liceo evidente la proprietà mag^ore • 

Np. Vir9, BiTgtmmtfo ,^ 
ft^ beiliflttno derivativo t perctò . vfene tfaRft 
parola , Bergt\ , che vool cHre 9èfa % compofta 
tj?l mqtth , cde yool dire , sìgftart » che peri 
. in Turchia* I»ehiAfnana,.F/J<'^^^, ^d6ih vi^ 
FEHxientejì' Una per«. dif. Signore , delU. q^al dfee 
ìà SjpMigattold ,; Corner^ y Vevetx ^ tra*^Tofc*- 
»t non. vi \ qaefla voce particolare, taatd. pre% 
pria di qnella P^fi».. 

Lo.Gr^«>«,^ 
Lo chiatpa^q ^ 

Meli gtfinatù r- 
E pur noti ha conneffìone con^ht nttU .*- ma 
quando l' aveffe , che Qccorre fpiegarlo con- di» 



-^Fmi ^ ft pob %iigarfi con naà, e tanto propria, 
che folamente a quello .frutto viene it detto pìh 
cÀnvenientie 7* E per finire il pado | qtiel » che 
JK^ difamidmo, 

Armeftta dte»n r 
I Tofcaìu 'dicoso t 

; Spmsiica denti:' ' '* * 

£ U parola nifz^ìcdr^^ vtol^i» pfOpriamen- 
t% mHoyere a sdegno: ne può conventi aF 
dlbfte , elle non tv adira ,; quando 6 netta , ma 
bl^ toflo fé ne cotnpiaoe \ e perb ^ pili propria 

H dii^, Mvmetrà diente .' 

Ort fòppofto per iernio^ conaè s*'i pronto ^ 
<An( le voci- fnadettt: ^I<fapoktai^ y aiMaho la 
^tì9t proprietà lohtam' lallè Tofane /facciamo 
tao epilogkètta di- quanto- ft inetto nel cronyitd 

Srecedente-y c^ vi accérgerete del visrd » Cte 
irebbe fé un' Napotèftnfit* diceflft : _ 
Sfammatina ^gio sguazzato co f^ stfi/iico ^ è' 
HiT À^ fatto accostare na seggi à à . ìa tavola , 
tfiSe nc^èra no mesate^ de scianhéna , e no stoia^^ 
vucco niettò ca nà sa/era ypepèf 4 \Zi^(;4teraj 
e vrocca^ d^0gtento : na panel la *j^nca eh i4rf» 
ta sahzarietle j tagliate de presutto^ s'àuciccio» 
fie y s'opressate j sguazzate <,pastuìfte\pasticcief' 
no pegnatd maritato co nà -faglia n^ cappuccio , 
•uerrinia^ voccólaro y pettorina i nneglia'j e no ' 
' piezzo d^ annecchia vollutà \ e n* anto fiezzo- 
de Jenca^ stufata' l no piatto de lasagnettj co ; 
no GsUo d* Inni a , e fecciunir aTfOstùtr^ e if 
nutro de- tagliar ielle cv foCetéli^ separole \ e a* 
fune , liepofe V puorco talvatec6 , ntàróizze , • 
€f aperte \ è pè mettete appetito' na bella- nza» 
tata co acito t e vuoglio 'y e-pò melluner\ pier- 
%fiche , pera herganHttte , cet rangola pe sprem^ 

L 4i me* 



mtTM ^^smifè^ tu juqmm^ è' ziintsrOt\ r pe P-mr 
temo ft annetta diente «^ 

Credo, che i TofcaBi fi fcopmerebboeo deU* 
rifa, e tofto direbbono : che bel C<m^o è c^ 
firn : a come paria goffo • E- pur di IbpRfc-fi % 
provato, ch'^ pariar propriiffìmo • £ fé i To» 
fcani raccontafsero il fadetto ooavito caU» ìot 
Iragtia, parlareMxteo impfafmibeiitt » come fi 
V detto> . 

Ridano pure a lor voglia, che fé '1 rifa.^eie* 
ne dall' aftìizurazione , e l' ammirazione , àaìP 
ignorania, ban ragione di ridere, non fapendo 
la vera propriefà celie parole. 
. Provato dqnque per dnqve difcorfi tummu^ 
dicati , e fctelti , delle Mmbm , deefi Afaid , 
degli Omamèoti , degli Artefici » e oe'Cibi > la 
verità della propoCzione ibdu^tta , nù fi pab 
dar licenza di provale con amicane parole foslce, 
depne.di pondera/ione , per raflbdare il veio ^ 
ofiervato la varietà de^ vocaboR 4eU' aoa » e if 
altra lingua, che ihipirete» 

La ventarola y • 
La chiamano, 
. Rosta, 
ha Vampét^ 
B^doria • 

Va j nolo. , 
Non so ,. perchi fi ckbba d?r» , Resta ,. ( cfie 
col norijc folo par , che rifcaldi , ed wrofb ) 
quello ftromento , che & vento , e riAfrefc» , e 
mn wntaroi a ^, ci» agitando t'via, fa vente^? 
Perche s' ha da dire Ralderia^ q^lla fiamma, 
che avvampa , e , non pih tofto, ,vampa ì 

il nui comnume ^ qV hanno tutti, i ragazzi , 

CQ- 



«ome' tiibnta'^klla nattm inferma, die Droprie- 
tà ha nella voce Vafuoli^ efléndovi piti, nel* 
la parola, bone y per Antifrafi, così nobii figa* 
i Ta , come la morte, fi dice hHfn\ quia non 
I latujin , la Gnerra , bellutn-^ quia non bèllunt , 
I . (Còsi diconfi-^ BùnA\ ama mm 6^na • 
I Quaado uso cammina di lungo prefSo al mrt!« 

I re , che par , che rada ti muro , i To&anfi di- 
. i. cono , 
, . iV ne vi rasente , Rasente '. 
C prendono Ja mcta{ora.daI ràfojo^ nla li Nk«- 
pcMetano 4Bce, 

Se ne va rentèj reme 
Con proprietà maggiore , perchì^ottre là ntèfà^ 
fi»a oel rafojo^ vi ^ la figura > Sincope , che- 
tOglie dal mèzzo 5 come dal rasente . r as . 
Quando uno i dàpòco , e di cervello ròzzo^ ^ ^ 

* ibgliono dire i Tofcani V 

Oh come è goffo • 
E poi tapciauo i Napolétanf, rquàlf dicono V 

Soffiare f coffe) are'. 
Quando Vogliono dare fa médefima taccb , riia 
per irpiecare più pi^opriamànte il gOflfb'> dicoito' 
Iti Nàpoli , 

Comni^ è e at ammaro^: 
La q«al voce deriva dal nOiYie' grecò', Cati'yt 
che vuol dire metto: & mérofs\ che vuol dire* 
uomo , ch'^'h tanto , qusintò dire , per ifpiegàre 
la gofiàggine, Qùesf è métz*uàmó :' e pure « 
parinv) incontro p^ré patòla gofiiffìmà , e per* 
ch^ non rufanó', ne meno" là conofcòno. 11^ 
flftedefeno dicono in Napoli 4' uù baloifdo » co«* 
me dicono in Tofcanà : . 

OJbiité^ ì né ciiafeo : 

L j: 01* 



Che deriva dalla- parola SpagnoTà , OchtftM y 
che vuol dire » una. cosa fed^ e Halwda « 

Ih soffiare y, 
Dicevano i noftri tnag^ort^ 

Hiùhbiàre , oggji Scrosciare ^ . , ' 

£ con la proprìeca* dètt* azione ^ perche appei^ia^ 
vi )^, una. céD&nante per (oftenere il irrrbo di 
tre fillabd /ed V pi^nS di tre vocali , e di t^e- 
H ; ficchi dal moto delU bocca , che non «iftW 
fce ne..Iabi;a, ne lingua con dir MojHfoiiare^^ 
par che accendano it. fuoco mezza f£ento • . 

Il liquefare ,^ * 

Qui (fici^rao y. . 

Squagliare : - 
Cioè' a dire, una coraquaglfata*, e foéaT, &Ha\ 
liquidai ponendovi prima la S, che Tpiega il' 
contrario , come s' è detto dV fopra y contento , 
scontento ^ fi ,skmUi. E fi; fugge la parola lique^ 
fare ^ ch' è puramente latina • 

Quando di Maggio ». o di .Giugno fi contv« 
ha Ilaria. repentinamente con tuoni , e baleni j. 
• gragnuole ^ dicono in Tofcana ; , 

Q-\ che. tempesta si è^ mossa ; 
Ma in Napoli dicono^, ^ 

Qié'.Tfopejà s* è posta*.. 
E la^,proprietà delU j^roh ^ ^ 'trope/à non pttò> 
^flfere. migliore > pwhè.. viene dalla, parola grt* 
.t,ca, Xtopa\ 'c6« vuoldìfe , "Revolutitìs^ instane 
. . tanea ^ JE U tcmpest^ %■ propriamentev del marei,. , 
X ni, ^Cpiegali forzai delU. mofla' repentina delle 
. nubi del^ ària é^ ,. .? • * ! 

E per'cbiicl^iuciere. con/ una parok di' pelle- 
grina erudÌ4Ìone : ItrnMii (Irò/ della glulKzta, i 
Ipfcani lo ohi^mano • ' • * ' ' * "' ' ' 
U Carnefice ; ^ 

Cfci 



l Che pprimtitte cMì^i^e^ at mftC^UaÀ >- ma ia ^ 
j'^ Napoli Io chiamano , » , 

Fercb^ i Pòpoli Boj della Provincia di Tofcln^ * 
nel gtlfgacfe^ al> Po Annibale Oirtaginefe / $' ar- - 
idf ro' ia un: tratto , come poco' amici de^ H^ 
mani r r ripigliando: quefll; tutto** l' Imperio , • 
cacdati" i Cartagtnefi ^ d}edera loro pcr^a^'gii, ' 
..che awlla Nazione cb' Boj ^ foflé delHhata a 
far r iifficid de' Carnefici : e da- aui? rimafè il * 
nome JJ^ Bojér\ come^ ofsérva^ Tiro-'XJyip <5^r" 
Mtiio^Punici^'y e>de';homi Hmili n^ direi* cenii- 
' ' naia, fé ndni témefli' dar noia a chi^ 'egg^ ; r_ 
Qo^ido dicono dunquct l Napoletani , ^ 
V^ntaro/à , Vsmpa ;,. U Bone \ Rème Ren^^ 
te , Gasare , Catammato\f HÌQhhi^TeyChiafeoy» 
S^Uégifétre^ ^Tropeja ^ e Bo/e : : ^ r 

Non pfoferifcono parole' 'lidicole , ma proprie, 
figpifkranti ', .edr eendite , :. che^ bann<>; la- dignità * 
Della favella . 

. Se dalle parole vogliamo^' SirpaTsaggio a, i^^ 
periodi ; né (jii^ò alcunr chiari \ e-^ dbméAici;, 
che cònfirmdtanilo Sodamente ^ la* ptopni^ióaa : 
ma'prtwa di annoverarH',vnoir vi rirtcréfca di ' 
^azia d' udire quei^ che- tanre volrè s' è repli- ^ 
' card : perchè^ halli tanto ptx male nella Tòfca- 
sa, che le parole Italiane" per^efteref^ pih pro- 
prie nell' Ifalja , (r'debbànor allol^tattare dalle ^ 
r arpie latine; &* pure ih Lazio diede la liri^ua ini - 
talia in Ariene \ oil Lazio ^ che (tì tra Róma, , 
e Tofcanà^, e però / per- afsaìv che fuggiand le 
(jfcrole ' latine VJioapofsono far di- mena'dt.UDa^ 
' refsficarne; m^ita y e»m<»lte aj^co" nella Tofcana , 
eodit «hiarahience ikic0pre'oe^jdue''i7«t6 (ìVWfli- 
.lì, che fona' latini , e Tbfcani. 

L- 6 B»-> 



In ntèsf^ PMìtè^ to' siéité proceUa fy^octh ^, 
€jrra ». benigna Stella • 

Non. efsendovL altra differenza» che del Vp , 
nel Tècondo. verfo, che m lingua latiis^ è bieve. 

^ pei* fuggire qaefiMijconveaijaDte ^ boil dkft- 
ino ìin Tofcana^ 

Angetkì ^ Fingere y ' " . 

Che fon parole tarìoe ,, gia^ 

Angnùhy Fingere ^ 

Eé anco t- Napoletani dìcQtw^f, . 

A^nelo^ Fignefe-. 
E qaeftb- fia- detto per nti: pb A disreffibnfli ,' 
per tornare ali» piopriecà de^' Peri«d^ diL tritb, 
t mìi comunf . 
^^ Dice il Napoletano^ . j 

Spenna ssb JPiccione^m. 
Ed il Tofcano dice> 

Pel'a pi^l Pipone :• 
Ecco evidente» la^ proprietà ddl^'imo ^ e- Tini. 
proprierl dell* altro : Perctò il fifone twah^^ 
peli, ma penne: crftre che-, paf aite dicono pi& 
tolto, che fi ripongWnO', non già levino; par- 
chi non vi fc h S , precedente ,. che fpiega il 
togliere,- così fi^dict., proposito ,. ipr^pesie^^ 
garbata^ sgarbato^ e^ simili : e .perà è più 

Sroprio il^ dire r^p^ma. sàÒ: Piedone „ piegando 
i*. togliere. 
Dirà il Tofcano, 

''J^f^X^^^^^ato per una cof feccia di Pedone. 
E^noi diciamou, .• *^ 

F sciuliuto p^ na sc^rzn di^ jmellxmc. 
Fhjnieramente, sdrucciolare-, che comincia età 
Fafpre22a df tre. conlonanti ,, non ifpiesa la oa- 
•twa^fìiwre^ come awiaoft a chucafc» in tale 

•e.-' 



'•cqifiene i e p^Hlt Xatiopredfko& tra baki, cbe 
(uave nel piaaO)^ come la sctuliare ; il cbe pat 
taota dolce:^ che il fuono ìHqSò della cafcata ^ 
par che Io diGhUrL. |n oltre » U Corteccia y, e 
mal detto della qualità del- frutto,, eh' ¥. propria 
della Pianta-,. ma scorza \ ben detto ^ che pe« 
tb non- fi dice in Tofcana , cort ceciate fuwéi 
"Eera , ma scorzala quella Pera . 

Questa Carezza ni* ha scosso per futi" oggi. 
Dirà. il Perioda Tofcana.: ma in Napoli fi di* 
rebbe : 

.Ss a carrozza me ha ^htrontolepito tutt^ ojim 
B dire ua.^ e. non questa , non^ errore , pfr* 
ohb.aneo eglino. dicoiao>. sta mane j e poi vo^ 
gliono, che fa. errore ^ il dire. « sta sera ; co- 
me dalla mattina alla fera vi fuflle obbligo can* 
dar. linguag^o • Carozza i mal detto , perche 
vien dai^ carro y^e^ non . Cayo , e però ì meglior 
detto, Carozza-^. H dir poi ^ fttrontolejare , 
({Hega* per eccellenza il propria delrumore pr^ 
oipitofo^j^ed interrotta dalle ruote, dalla voce. 



n$ro , ntro che (anno irafni, come fajjno i 
tuoni. deU^ aria , che noi diclamo. Truons ,^ e 




confonanti . ^ 

La cafcata neb fiume fi direbbe in Tofcan»:. 

Se tP è, itv giù al fiume i^ 
Ed in Napoli direbbero , 

Se ne^ghiuto ptr Pacqtéa Jtéiajcio <,, 
U dire , Jtq , i parlar latino v dal verbo , ec , 
#x , ivi y i>«»j quell' V , di pia lo fa volgare , 
•«^ÌL dolce : II, dire p/e^ e nonjper , i'iifano 



/ 



'W4^ • .. . 

ancora i Tofbmi per fuggire tVltm conloiiafile.^ 
Pregate pé* motti :. H <fir pw-, pe P acqiàm tii* 
( basch , non foiò (piega r andsr jfft- al fimn» , 
che pub fegidteU cafo, che éa!(^i»ido , noa va- 
da giìiV- xn2' fi falvt^ tu qualche' cerpugiia , o ' 
cannente, e pero fpiega.' piti propriamente Pet 
^ fedì- aflfogan^. neir acque ^ . precipttandolò al tef- 
. fo t coir dire ^p/ I? Mcqua^bmsci^^- 
Dlrà it Tòlcano ^ « 

ViccbÌA: quelR usciv\ aptr ^iteiP'Hs^i^ : - 
£d tty Nlipoli^ dicono^ • 

Tozzola Ha fotta ^ spaparanza sta p&rtaj 
La parola ) Tozzfiia, ch'i irctbo ftequeotatiTO»' 
fpìega hi frequenza nel battere v non fermaodofi 
al primo colpo; e vtea dal vetixr, T<ìzz^*ref o- 
\ cozzare y, come & laL Caprai che. repiica il eoa* 
zaro coli' altra : Il dir poi \ Afri qt»eiP ustU , 
dai chotò delle l^ta , par che lochiada : Bia 
il dire, spaparajszia sta^ porta :y^T\'ch^ Papra 
parlando; e vuol dire y^aprilaé: in modo tale s 
che fian pari le pprte aperte con 'eguat paraii« 
xa 5 aprila tutta i non mezza -, e propriamente 
fi fpfègà con una ibla! parola : Pcrchi col dire ■ 
folamente apri .. pwi», iiitenderfi;i&«2zo « o parte 
• ili €fla.s 

Se T^ èS calata per l^apppminm diSài^a. War*- 
beta , ■ .. , 
0fcom> i Tofcani ; ma qui fi (fice i 

Sé il* è, sviso pe io pennino 4e Santa Vgt^ 
1/era * « 

Il Calar ^ una via, cfté^p^e , non i tanto * 
proprio» qqantQ" lo scendere': ^che perb non fi 
dice Lucifero ««f^ Ci»/^ dai. Cielo', ma scese 
età cielo, paléfando il precipizio: E queU*A| 
' X queL P , non so a che fejrye » mentre fptcga 

piìr 



^ 25 J 

toftò P altezza , che il» .<^finit& 9 e dlEcefa ; Si 
dice' por Varvera ^ Ci non Btthrm , non fola- . 
mente per fuggir la parola tutta. latina, ma per 
hnitare le prime lingue del- mondò , come l'E- 
brea che noti ave il By e. ló^ cangia ia;V;Co- 
^ M fjrecar, che .'pur Io profetifce per T V , 
VaHì^s i m voce m dir Bdnletts : cosi fa Spa« 

EncroU^ che non ^nrj^Tmbmce^i m^-Tava^c:^ 
>L.mpdò , che 'h dffe-, , 

. £1 s^ciulìato fé Ha stumx^. 4e mellone • 

Sfa Carrozza m^ m ^ntrofoliaio tMtt* oje • . 
Se'K^ è gbijdo fé I? aéq^a Mbhatsi^ • . 
Tozzola sta Porta . . 
Spafarata^ ifa fèrra:i^. -1 ^ 
Se. ni h sci so. pj (a ftnaisìm 4^ Sonia V#r- 
vera j., 
E fimin j^^Aodi^ ^ che trafaiTcio per fi^gir; la 
Itmghesza , fooo plh psopi^ •• m Unsna Napole- 
tana, che.neIIia.Tofcana: E /e iarmvelia quan- 
to ir più propria V tasto piìr'^^ìé^ ^t perkiade, 
per confeguen^atant^ >V pili degna : ne vien di - 
già raflbdato il fedmdo G^N^èo^^pec. iftabilt-^ 
menta dol'propoAór PròUemai:. 

Si cava ijv. oltre -^ k perfiàetóne^ della . Ifrigna 
dalk/K^metà da^^tocabolt ; «cfacchè il ^nore ri- 
manga fil^ perfuafo con: molti temnni , che con 
uno ¥. E qual lingna .^'pih;^ ricc»* di finonimi ^ 
cfeer iaif. Hanitrai^ IV >Qmit8la éi alcane parole 
iiiguenti V Je quali' , quieto piìi fono baife, ed 
erditiarió, tanto, pikvivatafetitc ffkffn» la va-.- 
lieta' dei' dite-. * 

Dirà il Tofcano , 
l/rjo djftù un pugno . . • . ^ 

Bd U I«^letim iltfebbe ,^ > ^^ . 



i» ' aggio datiT tó ft^nìo ^ 
NI' sgrngnone , 

f^ sciacqua moh ^ 

Nò mostaccione. 
SBIra q«at!ri irtocabolr, e tutti ptoprj • a^rd^jiiP^ 
ne dal Giugm percolTó r Scozzone y da qua , 
che fi il Qovsson^ oA tmam aitton» al moifir 

del Cavallo; ^ 

Scracqua mole , datt» eflffitto ddU petcofla , 
cbefa nfeir H ikague dall» bocca, e prende fa- 

tóta dTs scracqtusre ; • «. • • 

Mottéeeione dsl mòsmcci»^ - cht ha nceniia' 

la percoffa. 

Adonque non fono Mo-^ropri^ iH^ pttxmen-^ 
te co^fi net favellare. 

L* ho dato uno scUaffo , 
' Dfcono i» Tofcana.- e ^m diirdsbeto^,.' 

Waggìo' datm nk scéia0aney 

Nò òojfettone-y 

m pierzeco é^titufo ; 

VPh gkr^imo a etneo frunne^j 

No sic tespondesl^ntifiei^ 

O ti P aggio buono ctesemato • . . ^ 
©rferva quanti vocaboli pròpri , AtapUficastioniV 
Deriva'zronir,--Mbtaforc vAlWioaije che fi pad 

tìr meglio ? ' - ' 

Schiaffone'^ > ^ 

Che ingtaadifcccte xr^iiif» , ecco H^pi&a- 

zione . 

Ecco la derivazióne dalle boffé del vi» ) eoe 
fi gonfiano per la percofla %- 

No tierdeco apreturoy -♦ . ^^^ 

Ecco fa metilòi»>4'»ia cofikfjBQpHa aHa ìmfio- 

pnaj 



/57 
^k>; [^ete fic<M>mie tìdh pieCca aperta, vi tono 

di dentro quelle righe , goA jd veggono fegnate 

Stt M vifo dallo fchiafTo-. 

No* garofano a etneo frunne ; 
£cico la fomigHaìiza , rimanendo Snelle guaocit 
li f(^ni i^&ile. cinque dita . 

Wo. j/tf responaes Pontifici i 
Ecco L' allunone allo^fchiaffb di Crina. 

JJ' aggio- buono crfsemato . 
Ecco il iimUe deljo fchiaffi) nella cresima:,^ 

E qual arte Rettorica.' petr^be aggiugnere pì^ 
alfa naturalezza del parlare Napoletano con 
varietà , ed anincj di parole T 

Uno , che mangia dfai , Io cbiamano , 
.. CliottJO y ..;..,. 
Ìs[e dicono altro» ed un Napoletano direbbe^ 
. GlioHone ^ . \ 

Ca^narone j. 

Qanna de ciiavecà y ' 

heccardo , 

C^avLallo de Ttaja,^ 

Spatafunno \ 

% tutto /piega per eccellenza > si per nigtandBk 
xnento di opell' 0;9^i come le fopiiglianze ^ 

Canna de ciiavéc^ ,. o fifgf^a « che dir va* 
j^iajpiQL; perchè fiorone la (ogpa iL tutto (lì vom 
per la bocca', così il golofoper )à gola; .^ 

Leccarda da] leccare j eh' è megUo detto del 
lamJfire.y eh* è .puro latino.^ e viene dal lecco 
della vivanda fìropicciando colle dita tutto il 
piatto, ♦> r ' . .^ 

Cavallo.de Tr©/V,.jjervhi tiene f«»# esercii 
di cibi nella pancia , 

Sp»rafpinno^ ^ftviììt fé Io ftpinaco sparate , 
cd/aperto, non ha /o;?^ ^ così un ^àrafito di 



"N 



a5^ ♦ 

^tiefti par , ébé non abbia bùio , comt ^>fl» 

Sfatato , tanto (^rora • 

Un disùnwmtù^ 

II chiamano, 

E va. bene ; perche alliide alle coma | n^ io 
fptegano coo-aitia varietà di oosu : Dia so Na- 
poli diconov* 

Becco rf* hmia , * 

"Poreca a doje porte >• . . 

Mancia y mancia^ 

Chi anta fasulr^ 

Vignato cJUtto^, ^ 

Fronte de- cattzatMfO f «,- . 

£ tatieLfooa fieire mingili di xepfiea^iooe d»- 
varietà di nomn Kòn fi contenta ck! Secco :- 
m^-vt (og^ùngsi £Ìnma y per dimofitaxe ver- 
gogna mag^óre : eifendo^ le cofe d' India più 
gianii come, le noci', caCEigne, e ftmli^ ch'^ 
tanto qnanto dire gran cornuto^ «- 

Poteca^ a. doje porte ; p^ additate^, <tie (ntaa*- 
dò it nitrito emra per tma portm y^V adutna 
•fene va' vii ^cr B attrai^ „ 

Mtmtif^ mancia^ t petAV^ive di reati \ e' 
|ierQ. diffe gi;aaofid»aitei tino Spalinolo » 
*■ Lor Cftottfor sojtf come fo dienter; ci* al salir 
don dohfy y chspttessirvenpor^' corner : cio>: 
cht'^i corno è come il dente , cèe fttando<méh 
ice ^ doie-y e poi fumdó è cresputo ^ serve per 
*fnanginrer, 

, Chiama fasufé^ ptté^ U ftiittt di qoefte f» 
Firenze . hàn form» di coroetti ^ tht noi dkia» 
XJOfr cornice! lì', 

'^Bggpato c6inojpctA\ non liatrifbgno di por- 
tate- 



«5# 

tare il vitto in cafa trovJUiiMisiniib^peomfai a 

fpefe del proprio onore • , \ 

E per 4ueflQ difTé. colui.: /••irimfÀ^*^ hm* 

re fm<i » 
. W Tonte iè tCMtiueturm : pecche h^*l.,tal%Mtaff 

ù> fa òSr cmno , il dffonorato< io tiene miU /row* 

j*^. Blon sb fc òb. iib^poftcìlire pttl^vivamtote^^ 

4Cépio&fi^Mtt^ ^; e «BrianMttte* .; 

Una^Ippocrha y^ che vuol fare Mfa 

j&) k^àiianiaiio »; '. 

Il che mi pare knpMpMO : f^erehè la baectuttM^^ 
^uapdo V grande come fpièga qodl' oor , ^di- 
fetta v^ (roAMa-vsO' fem]iQe^.c^ colb corto : er 
pur dice il'IiftpdettBiil jm )pi9|^ia«ìeiiCe /e v4r* 
riamente ^. 

€uo//§ de mpts^y 

Rosica patimuoitn , . 

Sm9o d^-ouié^' 

t.A§da de. x^ttrmié^ 
XSiék' ^iig»^ iHitiàn»ntr di- ftapore j pefchfc T ap*- 
piceajo. tiene /7Vo//owrre.i 

Rófeca- pater- noftrr^. perchV badano così fpef-» 
fy-^Uk tdttuiM.^ e |iax che rmiano i.fatgr msnim 

Sacchi- ^k^siia^ ptichi^ ftcnmammìcano cosi 
fj;|eflo? ind^^amentey^come. ppnefKvo /' e/^/e /;f. 
timsacc0'm^~ 

F accie df zaffar ana , perchè^ tengono // vha^^ 
giallo per, parer fanti ,. cornea degU ippocriti la 
4tifle OAlR!Vr Bneertméaim faciwmr smm • Uà. 
nomo* «K^ poco: catento'vi^.dieoiio , , 

Qom* è da poco antui « 
.Ed in Napoli, lo chiamano , 
• ^mmiwrYO , . 

Cac^, 



)' 



Chi anta matannt ,> - 

Ha de lo Cavallo de Cristo ; 
E tutti' qaeflt vocaboli: fon duarf, ed Fa tanta 
^^Ì4ltà ) non hanno di biftgno di fpiegaztooe t 

DI orove fiqaili potrei addorne^ mille y. fé- noa 
femefe dar Jioia; edv^flerfa- il patlafier^bea 
À ile acc«rgt «^ 

Spicca parimente fa varietài per Ptmitaeiov 
de'iingiiag|i Ebri, Greci, Pomci^, TttKoIiefiEliiy 
Tédefclii , SpagnnoS ^ ed akis: • 

Ur Roa cataimna , 

E' prefa dalia* pafol» Ebaa',.JIif4(, cIk mot 
é)xt^^^^.stuuha y canm ia Eiaocefe tMe . 

Catare Aio , 
Cioì fìordito , % parola fpeù.jjUl ^a^nm^-d»^ 
fUrdtfca Ul. tefia» 

Ncignare-m, 
Che vuol dire , ventrsf J* un nilto mM€o ^ 
dice S. Gerommo , che in Itngoa Fonica fi di* 
te , Encmiarej ta qnell» paiole deU'Evangeiao^ 

Enceniét faSl^e sunt .» * . 

Aje feltusse • 
Vuoi dirr, dai denari , e cosi dicono i TaicHy 
ehe te monete le chiamano Eeltussi . 

Trine lans'j 
Vuol dire , ubriaco,.dàlIa parola Tedeùa^Trimà^ 
ehe fignifica, iere\ 

F^rr aiuola , . 
£? parout' Arabica dal Ferriarr'^ che in lingua 
tero vuoi dire ciwf^Jarr'j cofùt- il Fimrsfuolo 
circonda il corpo ^^ 

Alcanzare , ^ 

Arrivate , e molte altre paiole clte ibno* ^ 



2<Ol : 

gnètè ycom' Veneto a tmtt • £cco dunque die 

et là verità de* rinomini , de* vocaboli , e àtU. 
Jwigue, eccede la lingua Tofcana notaUN 
mente . 

< Difcorriaino adèflb del quarto Capitolo dell' 
améirevole'zza^ , e vi acoorgetete dal parlar nattì- 
Tale , che vi rrtba il core con tante parole 
'mmmidvòli • 

• ' StifovB patrone mìo • T? sol angario^ e pe,t 
angarh. Spacca^ pesa • Me te coso a fi Lo dhp* 
fio . Kltxteciello mto . Schiecco de sto core ; 
Mussi I/o mio bello . Bene mio ^. frate mio ^ 
E cento di quefte parole , <he riconciliano amo- 
re, e per confeguenza pih peHiiadono il cuore., 
che ^ il fine della }>ifa de|^a favella. Però vi 
fono ne' fionfi, tanti diminutivi, 

Titta , Tonno , Ciccio , Vizo , Ciommo^ Micco^ 

dulia ^ Tolta ^ Popaj Tenza \j BeJlaccia , 
Rita , Ritella , Telia, 
E cento , e mtHe , per dinotar tenerezza cól 
diminutivo «el favellare • Come dice S. Paolo^ , 
FU ioli mei, Akbd Pater , eh* fe tantò^ quanto 
dire tra noi altri.» 'fataj, nominando il Padre* 

E con tanti diminutivi fpiiano amore , còme 
anche talom , ancorché rariflìme volte (i ufa 
in Tofcana, e quando dicono il diminutivo di 
Domenico . lo chiamano Becco , e li 6nno fa« 
vore , di farlo nafcere fotto il Capricorno. 

Per queflo ogni un canta in ^Napoli fin dalie 
ftfde , e come diffe un gran Perfonaggio &o« 
mano^ Tte^^ok hanno connaturali i ^{loleta- 
ni; Cavalcare, Sciacquare, e cantare :. JD0 
bei Cavalli di Regno, da W acque limfiide , 
e fresche , doli* amore , e ii^ insegna ta 'nkksicai 
Ptftehè Armr nmsicum dacetm . : \ 

Can- 



Cantano i Rfgazzi , i Mmptn , i Vinoria^ 

gli Artegiani , gli AgiÌ€oi(orì ,. i .Eoitegai ^ b 

Fandnlte, fe Ooniì0,'e.t«m ; « lo &ii volc» 

fieri , acciocchì perfuadano -il Xenfo interno • 

' Quindi lì ( il che è tàfsL degnar d?oArvaaza) 

^'die i Fnmaiaoli particolartse«te , ^ altri » 

acciocchì perfuadana di t;pmpfc^ j« fentu , It 

vendono cantando : Percbì il parlar canfiuidD ^ 

pih efficace , ^d^amlirofi» ^ parToa^era nn cuore* 

Uv0 ^nzoUa» m -^i^er savalU h ysf oso/o • 

FfCo^ro/MoeUt.^ e mtksct -^ dnje, tomesi Ì0 

X le note fono le^fegMHtti» W,Wi^, fa mi, 
mi y mi , fiè ,.0Qlle prtoif biaAclw ^ -« ctoom , 
e I* altre hte^i^j e fmkvottie • 

£ tal jperfnadfK oamando » ^viedo dall' anoce, 
eiTervando^Ia naturiiferM bm* suste ^ A^IV zmor^ 
delia lingua , icd in nefiiiiia :altra Nazione v' ì 
queft' nfanza • 

Si fa panmartr, che.l'efikacta ^1 parfsade* 
ft procede daiP ampilificaeiont . E qual liogia 
amplifica maggiarmeate , quanto .la Napoli- 
na ? e per confi^iiMnza pik .petfuade, il cooie , 
ed \ tnu degna ^% 

Latebmo T arte, efa^ì '1 ritratte , ed ap^- 
•gliamoci all' originale ^ che ^nafce colla naton 
nella |[ente otdioafla , cht» fenza artificio vem* 
no fi Korge chiara la pruoira • 

^e vi faranno nel Porto molti Padroni di 
Barca di varie Naseiora < l quali invitano i paf* 
fagg^ri à veleggiare^ il Badcone di i>aKa 'i^o- 
» Teano , cBrà folaineate'; 

A ÌJvomo f 4' hrvì^mo • - 
.11 Ge\iovef84^ a 'Zéfi§ , m J&enk. • . 

11 Palermitano^ v« JPir//«n«m« .«^ ^^ii€fm%\ 
f: Il 







poletano coniiiieia a dire ^ 

O bene mio , ^be bilia Gshra sformata sìm- 
fH9 sette Ufune , ^be nce gttoaiimnQ jsó mare 
^n qy^atto sauté ^volimmo 4 te ^ fa li caudaipe^ 

Mirabelle a^dicazioiie • ^ VWviQk, Galera. 
Gli «omini ^ ieoni , il mare , t>» beeebier d\ ae* 
qua , le giornate , ^alti » E taQt0 dice^ ed am- 
pKfica , che perfqade T imbarco : cominciando , 
Cut bene mto , per dar principio al^ amwre , e 
dando fiae M j^aldaJ9 ^ per coBchiadere eoi ^o- 
dimento • ' 

Vedrjrte In Virente nel mercato vecchio , cl>e 
i contadini tengono innanzi le fratta pe^r yeri- 
derle a' compratori , ne dicono- mai parole , .a 
£ne di perfuaderli altro , che *1 poro nome del- 
le fhirta ; e nel ^mercato di Napoli , o ^uanfe^ 
amplificazioni , e perfnafive • 

Ceuza a fruneììa , 

Ticù iewsC vu(ysso ^ 

Taglia , cb* i jthsso , 

Ver coca d^ Arlenzo» 
'E pure te celza . non fono tn» tftnto crandi 
quanto le prugna • 

Ni mai rrovafi fico , ^Tie aveffe P osso . 

Ni meno tigni vocumero , che fi taglia, e rosso* 

Ni tutte le 4?efche fono d* Arienzo . 

Ed il Napdetaiìo amplificare con dhfe /eoipre 
il meglio naturalmente » aecib ><:he perfuada i 
.. compratori^ a. comprarli • .r 

Anco nelle beftemmie di- prima : n:M^to per 
Sinfìazie;iza , ^kìx per ifcherso che per vedére il 

ma* 

\ 



y 



male , le vanno gra^tofAmènte aiDipBficanclo • S» 
dirà il Tofeano , 

li mal^ anm de 'Dio ti *dia •*. 
IXrì il Napoletano . 

Qhe te vengono mille malanne ,' mascole y r 
femmene . 
Per allodere « mii^ltiplicare il noniero cella pro- 
le feconda. 

Chete vengknù mille )nalanne collo fideeom^ 
misso : acci6 non fi poiTano trasferire ad altri. 
eie te vengano mi 14 e malanne <o ^Im farinm 
apprietso . 
£ qa^o 1* Hitèfi io colle m!e proprie orecchie ; 
e domandando del fenfo/chMo non intenderà, 
mi fii rìfpoflo : Quando marcia T efercito fenza 
Vettovogiie , t farina ,' H disfi in poco tenf>po : 
ma fé va appreflb ì« farina , fi conferva colla 
• inunÌ2Ìone , e però vogliamo , tèe fiutino li 
mal* /infte , Mirate per cor fèda , dove gittOf^ 
la natnfalezKa dell' antplificare : che con milk 
altri detti potrei provarlo . 

Per quello i Napoletani fon chiamati, Squau 
■ doni ^ perche squarciano ^ e di lattano la veri» 
rÀ. coll^ amplificazione^ e qtiel che* darebbe ri- 
flretto nella pura narrazione , coIP amplificare , 
' vengono pib a paléfarlo, td^ a perfuadere^ th*i 
il fine del favellare , che h. pih degtia la lin- 
gua ; perche più peffiiade cona Rettorica natu- 
rale amplificando, che narrando ;^ o per dir 
meglio , per dir la diffini-zione delia Rettorica 
con maggior arte , Dici^ apta ad persnadendum* 
Conchiudiamo finalmente col quinto capitolo 
nel dir fentenziofo deJla iin«lla,e cotiTifle pria- 
' cipalmètité coti' ttipiicato modo \ de^ tfanslati^ , 
itile metafore^ '^'def prover^j-^ ne^ quaU più 

prò- 



(piega , e perfuade I' atto interno • 
OflèrvAte t iegueoci traìUti , ancotcbè po- 
dii ^che li vedrete chiarì • 

Assocds ntìuttune . ^ 

Tenaglia franzese • , . - » 

- 'Qwme ^ arcivù* ^ . . * 

' ;Cir gratM de jwuaro: ..'\ 
• ■ . C^arpQ ' de uerefats . . .^ • - 

•' Loisoc^arzo de ^Pìsa^K • -. 

Tr./? aggio corwiatQ ?'n cQtimtjana •• 
Sta nietto comme vtaciU de varvihm . 
.- mC* ^ roèia a pìetts de cavallo . ;- . \ 
E migliaia di queft» trantUù ^ tutti pK>frj^«"e 
Cgnificapti , '. , ', ' . ' M ^ ' ' 

. Il zoppo , Jo ckiamano , asj9cci» mautune ; 
pi^rch^ fé catiuBÌriaCTe per una fta»:iaéi' mattini 
iiiiigiiali.fatia di .frefco ', col piè^'zoppo \ 4cke 
<;aÌ43i pili ait& d«U' aitno , qpU' impeto , ' e pefo 
del corpo P uguaglierebbe , con torre la miga 
ali' artefice per appianarli . 

Tenaglia franzfise , chiamfsraano f^n av^'m , 

,x:lie sempre togliè^t mài ^dona ;-ye quando s^Mprt^ 

non s* ^^ptA mai'fmr .idttQ .^ eie» per ruk^rA z 

vi aggiungono poi fra»%w.^ come pim sffdd , 

. yi.tttnu^e^ . • » ^ ""'/ 

.. x.Comm' è arcivo y (&qaaù d^'uno, atcortUj p«r-> 

cbb il He Arcivio epa Mstutissinw mi conosce^ 

re gl^ inganni de^ vassalli . 

de grasso de suvaro , dicono di coloro , 
. de recano qualche n9fva di cantentto , poi nul" 
t d/t'.'ui }jv$ro , perchè la nmiv'a par' grassa , € 
fioi P effitto iè secco ^ Com^ è il' sii^gétro . 

CMOfpjo Jo*virgt^ diranno d^ un hugiardo ; 

%. pf rcnìk 4f^amÌ9 escf^fuor della, fiocca ^ tuf$9i i 

Diz*Naf.TM. M 4»o 



Jmgis i't ìs wrkà ijFwiena in cmfo ^ ne é 
palesa . . i 

Lo i9CCM^a d§ 9isM> , fi dice 'di -fmel y ^ cts 
ajuta P amico ^ passMs l* oeevsione y xotmtc mh 
venne alla Reptitiica di fisa ^ dopo ed giogè 
del vassalLaggio • 

To P aggio xo9cia$o ^n cordavavm , viea det- 
to di shi fercmite imUérmenu un^ joltro co» 
fatti ) e con parole , e con vatj strapazxè , sìc^ 
come la pelle .di cordovana per dtvemr pih 
gentile nella sua concia ^ fjassa per tormenti 
maggiori d^ -ogni altra >pe/Jt. 

Sta jnietto comme a -vocilo' de varvierOj tfue* 
vigfL ft^l ,tale stimato da tutti con grande 

2lendore^ e poi non Jba jtn .quadrino ^ come il 
tfiicjdi barbiere tiitta Jeinoinoto y ' e senzn so- 
jtJtazM dgntro , ne.mem delP odore per la fo^ 
litezza ^' come ne gli .a/tri vasi con lèqtton • 

'ì^^è tohba a^iettoMe .emeaUè , ipiega il 

ctmrarior ,dei defto precedente , ci^ è tanto rie» 

co ) come il corrente grosso ^ ^cbe qtiamdo ino»' 

. da , vÀ fino al petto del Cavallo • 

,i y^eggafi . 4unque Ut ,^ c<^iola di translati la 

; Ungila Napoimna ,c•a^tal^ arte , che qoafi aon 

òhe .diitm poi ,delje ^metafore- ., fatte tanto 
• :eoni¥iitna)t , die fallirà par ^ clie sde^ioo b 
' proprietà ^ielIilda fet attmtìà inge^ofameme 
colia metafota^ acciò fi 4ichiari , che la fa?tl- 
, k .omania .fi .diiHogua; d^li iuiìmait : perche \ 
•\parto,deII^.afliiDa .iaxi«òale • Dfi cpiefle pociie 
^ argomentino gl'^tnmisnièrdfii ^r^bi , ^ metafint 
del popolo , loneane >da]j^ arrifìoio •. . 
' ^i^ e ala de \nt»ro'mòn mtmemenffre cài^fe : 
^ Bet .tnrfgiiaTtt).i;^ non si\aeve^dÉmrw^e ai qttd { 
•■-> :•' -^i- 'i^'- -^^ ♦ • '• i ' </i- 



difetto iti convers azioni'. , dek ifwaiayfièm ìhéie* 
ckÌMUf um dt^ circ99tantf * ''. 

Dice lo *zo/Jui9 , /fòJ9 fOfi»smmo miwvm top» 
'- ^ f9Ìa ;••'■•■ 

Acciocchì ognun fi guardi 4i paflat cw sM 
dì che peim*'^^ -'• ■- i •• ^. s \ 

Ciò fi dira a coluii eie h^ ^scarto di^folt-mt' 

'« l^wèlltsio ì ilevìfmato^ ras0 \ ' ^ - ^.1 
Per dir fotte Metafora , che ha il ^mai fìtanèe^ 
s^i essendogli eaentti i peli dttlln batha^ è détl 

^ >9f^o*% «i^ \ • 

Pare , the joea a lo ft40co de la^ cortola, i . 
'^DOsì fpiegMio la nanna de* doppf <^ et simula* 
^ffori i che'^uaHdo^tredetedi ai>ef li itt pugno y 
"é^ avete ftttrJt ,* come avviene appèt^tt in fpti» 
jto gioco de^Zingariy i puóÌì qUanehf lo fatm%^ 
dicono queste pav»le, Cp è dentrh^th^ è fìhra. 
Arras saie Caudara ^ ca-me tigne z fi dice a 
quel tale , che vi riprende d* un difetto , eh* 
egli ha y introducendo la pentola tinta , che 
parli colla caldaia ritinta • 

Che me singhe arrobbato semina capezza • 
Lo dichiarano per uho animale tanto inutile , 
che ne men vi voglhn perdere un foco di ca^^ 
nape • • * • ► 

Dio manna vescmtte a <hi »* ha diente : 
Quando fi vede taP ora chi- ha buona occasiom 
rie d* assefuir quel , ^te brama , < e non se ne 
• sa: servire* .* « • -..^ 

*N casa de scaature viene afa^atittaieì^^ 
Plalefà l'ÉccJWtezia propria , €Ìe non si ft if\^ 
i gannare in quella pt^ssionìé , che »' ^ prati^ 
•' €0 , ed e0tìerimmta$o ;' < - a * 

M 2 * ^ 



i68 

Jl0tiji^,miem fé fimè'i 

Spiega il medcfimo C£t$t «t/tr^ srnngH^ms^am 
Trm cripcù^ t cricco , e m09e€a W ancin^^ 

Allude alio fleflb : perchè tutti tre fjtnnQ tf 

mestiere di r^M^re . 

Lo mstriuoU ietffta /• sUrf^i . 

mtdo y €eme :0^eése rm^ime . ^ 

P/^//if /if v/^ </^ m/«;a , <M nmt cMe^ : 

E ciò dicono per in^n09 -w* mg^ fi^^^ 

^i gjHremi : 

t<kotpA jt h cuattù acqtM véiluts 

Quanoo si lagnano^ e per evinto seprsgiugnemft^ ^ 

disptjtxia maggiore . 

È fe ufilfoi mscirttr^ 4eHe nUprfére IdcmA^ 




fusia 
Meza feitM^ 
Spiefine^ 9 frift . 

Arrey e a jammo • . ^ 

Sfuje come arfgHtlia . 
Cammina , come m Granaio » 
jSi^ioascila^ cu i>oIm • . 
Psrt0 polUsfre \ 

M0 te nfenoccbia » 

Sbraccia- velini^ • 
\ .Amz,^ h poftse • ■ ^ 
£ cento , !§ miiU matti fitniii a queftt con al- 
tifTimi fenfi , tutti propri , e foecinfi , cbeper- 
f^p4eao il ^em • 

. ^ voglion dir», che mio^ è citcf^.d^Hn^occU^^ 
lo-^^famano me%0,fit9f^ :. quando appiinto t 
Sottègai noti aprono tutu la battvga ^ co<òe 



h69 
gtomi ferisUi , ne ta chiuctetKy tutta , come 
te feste di precen9 : ma 1* aprono meztM , e 
l^'-alrra rtraan* chiafe per riirprenz» dtlte fiat 
di diviDzidne • 

Spfenne^ i fri/r: ciò fi dice 9 quando nncr 

Mede d^ ingannar ¥ altro , Sì entrambi rhnan% 

. ^no ingannati , come ia it Zingaro , , che Tren- 

""^ la pStóla ftagnsrta , e nel frigert- 6r ville ,- 

ciiferap tafrlata-; come ft parimente chi Ik pag^ 

colia- monera f/dsa , è4 «//• tpendm fi accM- 

fé» che non correva . , ^ 

' Arre , ea jammo , - Ct rirponde- 9 colui , cTie 

aVrà tacciata il compagno' di animale, percKt 

f fi^ke ad un vfl^ giuman^ y.t lì .loggia* 



gne , féimmù , pe» TÌcordarlf' , cBfe^cglJ^don''ì 
Mo^oae, flaaf-ttett4' ideft tacciar. ' \ 

Sfuje €^me angmilU ; quando per piecISIà 
éccafifiòtìé acHo firageré^ V^bSsI^^ ^e^ne'vtexti^t, 

'Camri/dna cwnr grdneia : Spiegano l' inabt^ 
ISA et chl^ Gì quakdie proferirne , e fenza te 
profitto, lemfre ^ym indietro. 

SéhfcMa , ca voh : per palefar che noii' t' 
Calule inUe ptomeft y ma per^^sojfi^ d^khé 
JM»»/^M tm^ftama te ne vola. • '^ 

f9Hi0 foUsan : & àke de* miMiitl d^AMIia^ 
se , cito kao per ufficio éi f^Ptmt *^ri^ i feg^tf^ 
Ma noi»^godkri*'iniiiife •' 

Sicwfm runm : aUotfe a chi^ condAch' a giè^er*^ 
Wtt\ tke fm gtumtwfmife , e nowispazt» iat 
Jimzmi tmto-il connarie^ detlar ftopa veccUar,^ 
«kt ama €o}^ filtti»o ; e eea ^riec»— 
c«Mbr f# ufeimt^Ma r % uao aimfii dt mm. fir-^ 
jrir Sagalittira ciite bèlle panir » ^ (lima^^ic^! 
V'amaiQ ,. cooié 'b^ chi. vthdft'al^ fm<*èabliw>^ 
dbt fm fido parer buono , ti da prima a ms- 



^7* 

sticaf uHijm^c^bia » accilb aod txinofciu ti c&> 

.Stra€€iék wJh^: ^ tHcia> ch9 fi dà 3 co^ 
1ui| che vuol iac del gentiluomo ben vefttto, 
ina è uà fnrvitorc , ^cim fi p^itf' gli 4^/// éJ^l 
fMdrofle ^ fu^nU^n ^v§e€hi ; e per qoeAo si 

Auzéi lo panati queàc fi dice degli olUitaui, 
C^ non fi lalciano * ptrfuadere , perciib non 
d^Mmo il p«|Ia aU' ìmiUìmo fett Jo fm^ dmllm 

. Or cbt il Gredeflenial , che i& jMrok cosi 
facciate & n^ìciiittdéfièrà così pretim Denfierì » 
fec ifjùegaie , .e perfuadfre l* iptenio l Aib»» 
fDC 9el dir nufafoficó ^ t^uuiinto ^ (picca per 
**eiiza JjL .%mtà d^k. Jit;^Ba, N^^mce 



J^ella |jaJi^2«| |KK^, de^ *piMeA^ $b^ è H 

ytioto capiftito. Ai MHi^ cfeft. v#ra«Mite ec»^ 
Ìa totM , non cèke I» liii^ T|»£Unft ; £ 4l 
il lavio Salomone ae>fm(b.tie.iistla:^, Cfeé» | 
Igux &éiò ^ dbt ia^ Itogas fil^q^ttittl; «Mèil* 
«M^ tldcntn^oi^^iaafli i pmcbè twa tri i 
fagionameoca di yelfiifoi^: njiaiare «t* «ha 

^tf!i|hp^aiBk8a%^ a&t étei.heKT* wii éì^tteoM 
un^k Volta a. dir proverbìt!(m-p^t]ar.4i)jpagBrertt 
pe^!!»^ qiii|tMÌI»r^iiooi dopo 4* éwo ììmm ifstsSkt 
t&^ s*#ireAAfle; ^ qJHii& pevvaa^ota-èonciiHi 
feossa &liat ima i. itÀpeèj» digitai tC^cbe^agol? 
uno pu^K ODGtdeiv^ fa* fiiQaràiii^lkj» 1^ «tie ad% 
nor^ peiir di 4peit „ ^et ig; 4&«Mt*teD«fnMa» 

ÀI i, j^iinfegiiéQddLfiHnpfÉt c«iL ksooici pcnfiett 

* u 1^1. *.*. ufc- 1 t ('i.*'J 13 {..j or.*i *cc 



[ 1 . ctacttti del ^ aaore^pr^afiHi fdjflla; lifigiia per 

jfpiegai: r Interno. %. 

. . £ccQ;.i proverbi de' gi^^^ettl .J>QKtt$Ì alle Cov 

I jT^, ed a' Ppte^taiti , . • . k r 

^,4d,ArvQla caduta accatta ^cetì^ ^ ^ 

. vi favslh magr<y JQ/9 fm0Pii$a mou^fi ì 

. 5^ ^* abBrtéjcia ia e asm di h Vi^*^ >. c^r0\ 

^jt^ ^9 l^^^f^a a. fa cas0tBJa* i i 

^ ' rmama^^]^ cMofnf uf$o' t^ sfuta . 
\^ Jfllonga I0 vi^r ^ Via a Ja casa 9 ." 

'^ ufi^a V* ammìco^^ co lo y/V<^ sujo r . . . . 

g^i^mico^ mio' cwrusr ^, cnp^^^a^f 1$ ntté^te ,.r 
^ ^'Ofi^^iAÌ f^.irsip^tf^^ ',- . . ,\x 

\ -JF-fi/V' // ^M^tr fen%a, l* au^. . ,, , » . . , . U 
%>.^^HgiÌ^ 44. x#Mr iamrmiggìfli d^galUf^\r^ 
,iQìt :^if i ueit i^rwjji :r eh* ,9% vaflferp.. .odi . 
go vemot iff^l trcf etf r |>QKticf , pi9k:i|è o^ 
p^wdpim^bbeTQ^ ^ ficwQ gli Stati ,^ ««4^4 V* 
gjpi .. Chi WB fi aocwgf , che. qoàiiijo un .Priofc^ 
cH>e ila in pied^coi|^$xa'arb^<E»fiorUQf« fotti- 
ZliiqiV é fmti6^r^ OfgmQ. 0\ tko^i^mJg^ ;di 
lyi ^ m% 4inj| jroEraro,; ci^ ^^<r,^,pei iQii^%lt^ 
aft (k' npistftd # :cIie-If\<:QkÌ¥^Qa:Vj|^^%tv:VÌ^ 

chi iiii^ altro, pisimifir t^ 6wrtS|2r;»4^lStÌtì> 



f * •# f. ' t , l . , r •~4 t 7\ 



'•rf.s n 1; ;i 



t4ti RegnU 

^ar» /^< iiiaf#^:de* (MB^iio^ ^Hmtfiiii ftadivn 
«0 t ^ focchiano Jl fangue 4^ m'^0iiftMfiii4iÀ 
nliagta$a^\ : nta fé ^ f^pio^l^i.r r« (imet^^i Ji 
feoote, e fi rifeiurr e tntce fii9g^i¥;r^i»«fttaiià.>l« 
Talora fi veggòna le ccMÉr ^*:^ ìiiAilU:; 
inditeti e ooiìJK ac<#i(g^n»«9v^vdMr Mk Umìcìmo 

ka la fiamma f^Pub veatrt a sua, ^a'^\ ^ùpli^ 

canta di. fpegoèrWcgi. f^ogu^ .dt^.uaditoii^M J 

M «^ Per» 



PtréHii wm & ammaefiràiH) daS* «fperienza j 
che P amarcfzza dei Toyercbio rigore ha del tK 
nnnicò ^ i»# ia daieezz* àtW immoderata là- 
mi Uarità,, fa sMCcéiare omc^ ti sangue , anzi 
cflingiiere ti fangiie de^piti coDgìonti per fiuigii^ 

Bisogna essere matura pgel , consìglio ^ mM sol* 
lecito neih esenzioni ^ tnf^n allungare t pen* 
£eri per non finiHa imi , fenza giugoere a €a* 
ia a far ^ ch'altri vi aIterghiiK>. . 

$i difgraziano talor» i più intimi familtari, 
perchè con troppo libertà dicono il vero , e 
non prendono il documento , e te per i/irtò ^ 
senziale si- ptéh sojjìrire un vizio accidentale • 

Un Principe savio per conseguire un fine ^ 
deve pensare n i tnezzi 9 se son proporzionati 
stile s$$e forze". ^ E- non imprendere una spesét 
intoléréikie y Viziando U volére feiiza fiir coo- 
t#i;fe;'P ofté ,/ari'zi lì hemko* K amnfwtte . 

•Jb iomfglio delle itolpi ì* odisi or nelle im»' 
ffese , perchè ad altro n$n mirane ^ che m 
tekabiatt il sangue d^ vassalli * 

• Tutti i fttddetti precetti 'par che fiaoo-iiréitf 
dalia -p^c^ di , AriniJtéfe - nella ft» pitica ,. 
qmiido fi kgg^no neHa lingiii Tofana , cornei 
s^^.MiMryatO «da gi'iiiféhd^ti j e wtnoìBi' 
fondi foftiMze I t»a^ £ taceon^ « ^ petch^ 
Sion fi ammira la lingwa Napoletana , cb4 fi^*< 
M«ìafe$ gii d«tti- iiH%iii' it m^dcffifiio , coak- 
Iwiaicè 'piaireilij 7 '- . . . . , '^- 

^^mpftrìab in olive ^icoit^^iaiii i documenti 
della >(Mrf» tda^^ptiwbrlj- M^ol^iam ^ ^ie voglio^ 
nò bé«èf gWenii^ftvp 'i. 

' i^umna it miin4tfe^ fs^mè^ a ptàMt i sttipfe ' 

' ,U' saìtàit. ■' ' '■■ • ••- <;' * < -•••"■./. - 
Quemt: 40 eùwve mn^ sk:<acciayi^'i * MccJU», 
' * ' i Chi 



» - <r 



» mmtra li femttnr dr ira rofff, «^ va 
• ptrzì To femr^ ' ).'.■•,.*'•. 
• '€ign*uno m$tgma m lo pianto sii f&', ^•''- - 
*'M^gif9 ^ 9f9 /*'«ot>^^ cki:tiMf^ela ^lénm.' 
. j^arittù rr ì^ promette' lo f9iwiMeu ^ -^9 tt^ 

curre co lo funecieUo . . ' 
•- ^Qéh^eiff -immm ,'* jr /rt^ h fmsco* ^ now 
'ferde h wno^ - ' . \ 

Coi chiajéta lice a • 
- ' GAf' ì*p/^ la>*iwtnr jcmif tìosso" , ^acci^te por^^ 

^ Jifté^it ff^^Wfto aéthve-'vm ìo-pntmfte'. ^ " # 

-<%tefti ^f«v^jì fab. fé fr oAr?t(I«ro « ii 
fenfi de ^gli arifi interni , fpèegati dalla Kn^ 
gòa tlapoiiòm» ,: fafebbdoo/ tm peifetto^cott^ 
^aiia* '^ " ♦ 

-La^ptinm 60fr, clk fi (tèv« oflfcnrare ndi»' 
corte , ì riverire i privati, f/ i» tìiehrajrm 
éH^ toYo vi è dispartrt ^ non- "èiiogtta^ttMmstfjir 
fméen%M pih ^' tm^y eie M* mltr» : poichà' 
é^oi' satdn d^ accordo ^ e^ $m' rimmrai. ctfi* 
sacca' vvsxf : perche ti" ù- dà la €«èpa> delle, lo^; 
fc^ e»n«die'^ e perb chiuét k becca y. e non' k^- 

*T^t9 intMo divii inimartt' nif ^fpareet àé^, 
Prlueipi delr fengae V trm ftatelIiS' tré figKoott ,i 
M^ fpòfi , «tt^ paiviAs f JUrr^Mt/iiMi,. r««itf / r«r< 
;v)f , ^^* 4i9svir« Ìumì o^ cavarglr*^mttriy ma. trm 
di hr gtóaciianoy » nom sijèriMano^* 

9tT <)ueto d^e esaxn il «to peHikro* a^moM* 
^f^yti'^t^iaminitìpnfL'gfwdm'y lin^cui si ^ trevi » 
e non diatsndtr la- mano Ml'fnmto olismi , ù^ 
Mi ^If^vuol , die 'i naOl^ydi ia(ft d(4ia Xu^ 

M f "Som 



*7» 

i. tùfKm WÈ» n^m, S0f§iff9dfin\ M><ì«m S^ih 
fM€9ltÌ d^ padroni: coft, afitdi \ éttr^nétimmenti ^ 
gd altri ftegèfZif ^^fmbè- ia c^m^ 4t^ eM ri 
fa, iHj^^rtt'^i fijp^wéi:, pm' fiiwmfffh^ wtmdtrm 
€ùtt gne fekéama He-pmmt^.c^ €hrs9i\it 4r« ^ 
e gol le penne ^ argenta k.^ . ->!* ^\ i. *-^, . 
V ^LV^m^.piNnal^n^' « ^on^ rifmtm \ttt mesttmiì 
dM* padroni colla speranza di ameé. oà»^9nm^ 
glori •^ , 1 i uv . 

- ffit»t^/i*e si.sdagffai.'Jti.p9Ì0eJf&' f^di.^i^ 
presente , ed il futmov talvùlta. impvma Paii^ 
# per ,§$m m0h éjjkh v^:é^^mm fpmiìm dù i gM l ^ M 
dtl padrone \ perchè A^mmM n^m mmù9>$: étHiem 
pollo ^ 9. nfkr diìumisjmyist ^am^fa^ • p^rdi 
P iUttié y. edt Hf pmtÌ9^* 

Pcx jqjiefto vomdwii^ far distgnt ^. eh- Im 
grazia QJferta cresca, c^l rif Maria : pèrcM èr 

ftr ^roppof /«duUlé, t (ag^tivft. te. gfièm » cbe' 
'.<lflferifce ntiìaftcartcv. ;: " ... • ; . . . 
'. lJgA-4àM»ftm.l^^ce^oftt ^ anc^khi rass^nf^ 
tri pkcaia. , mcàiìk. ^nvft fti§gm : pmcéà -almtm, 
godtrak wsa 'tsoha tmia.p0ì«ktWt : Axigméià per 
^ oiàatti-^ sf^mm puoi riempini /«: di^msA • 
Qo€Ìl()c:.'sI( y xim kis^ffj» 0SM9f s^^MP^ nidlf 
vacjfnze^i e no^ ctmrarsi f se^ il àenefieia^ Aft l^ 
pensióne »; E fc per AwJe tmm.vim^ y •»* perde- 
te fidsc^'a fr v^e churoiv ^^ ^QÌlet, issam» ^ 
t''i^iicmM'*diweàètdhy.\Sii mém si pté^-apen tusi0 
H pMt.o,^'Sé9mte, si^ima^, -e himiitcé qual* 
ette sapore x^'^eak\k\vmf^& |mbw .at^gAir^t ciMt la. 
pS2ttUfea« ^l-^k Scìoòcfati»^ iì p9nfàie« ci§ nel» 
U C^fi^W poss» aéeft^a pUpm .^Ms4i rt^ 
null*(htsa^ fwànsMìi'^j,.*' «l . , ^ 

Il alaflgÌDci»pÉttn0tttt 2' IS^bidìr^ia^ttdmi 
cantre n^fime i li d|ft^jMift>{^ci»ÌJir&«ft.^ 



, , Hgfott it , 

Mite «<^ però fahozU l ttid -k^fitS ,-- «q sfug^t 

#M , «: -mm- vi \ imrfniHhwz*' cfi- npugW»' .'♦ 
Sia to<flmSj»e*t cajfffcd ^ «IbtóÉKftoni «rdir; 

naft» «o» &iba d* comeh<l«r col padrone » 
darli àét c«atmla> l* wgtene -j ' «»; ««i»"^ 

rÉfltdi^Jlordina ^ e.bwmia. «Kto^ > <*« »«^* 

.IppWf*^) - V- -^V /«^ wr '- «- 



vin chiara^ si tiene aperta^ ^ ma: ^uandi^'VUn^ 
si la fecci^^i: è 4i 'memerf''^ om^Jr^a\ ^ ''^^V^ 

Or cM'''V*^fà fjegarmr ,* che»f? WctAirt^- 
ncy^'oflSrvai^ tfiaAt^^ & ir détto , Mtt^ riiMrrcbbé^ 
ftHfec ? Kt Tacito ^oiitMte *r mai' «Iglb ptf^ 
tftfrirte^ f E pure «n Napbftttrto itó^ Bìpob ,J 
naturalmente |>arkinib» (^tt» ftta Unsna^ v ^^^naaq 
rifci>farvr-|iuttt<!^ ^ ne* ptbvefbj ^iJè detti il .t»à^ 
fnfegna , e dichiara ,. pep itebiltr^tij^AU^pro- 
pofrzio«ry>he^^!à <>ìeè«r «ÉWèfìrfoK * «e- 
' cima; * aiWiiri«BH^% fc<|>4««3««i.4 'f«rfiu^ 
wé óéère^-l^er tój cte» la. 'teMii#M» «a .W 

hrdbito ) che i ««ih» fcd«ttfc tal^oi*TSa»ovb*f 
# , éoti? > àpÌHRito fa fotoiglianv»^^*>«w ^ 
ma aqoeftorifponda , che ii«*protr«fW'i?w* 
Ugoltrda a? dcrOftAiMiu' per nmo ib INq^b , ^a 



Mlt fctìteftiie cfce ftropfclltoè'* il *«?<f V « ^ 
iftitr al«»Vi»iir |« btfl, i4Éaiteéiada> f e lin e » - 

M ^ * 



V 



feuu-per ^t^ar bbì «the paiia, emtbttJIn^ 

« «« a^^. .E tu,t*, c*e a fiàlil«& bafc. 
10 , a proKerbM» i mo^ propHo , « «nziofo ^ 

pot«t»r <h|^ fopr» <l«tt. V 4ltatnc»tft.{ftn)Ìifioo* ì 

wbj Nap^^««t a mei»K b«on»..vÌu » .non f<À 
"*"»'« i;*»* enftiaia : t n accoigfcwao , , ^ 
pw *«M^ i fett« peccati iiiorta& , cwi <kw, 
F&Mibt pec peccato . ^ aiMit»KÌ«a«A AltUEmi 
, 4ianmeMÌi...- . ■ ' , ^ 

;^ • Guardate 40i.«av9lWdf tU fta/ù.^ ,. 

•■Mìgh* t04«, c4t maUacfcmféigiiat^. 
\k>^ dae.pmiierb», Mfeftmn» a %g|re Ar <^«(>. 
/Wfwri: pc^.cWi («fiMhi Boa & pu^. tratttarCk 
Urai».^rfc*ICi » tutti , e métte c*ito Io ftar 
fiu toftp M»« cM a»M. psaric* «oiv, i;o<tero-i 

^ <. A t4tt4, ftu Uix* ctnneye- , tam, U fidar*- 

Bwo^ta »n*ziflae ,^^^- ^t^,;; non .pq(^«rv?afi 
«an* imiiin^ ^ico«.',dvfc %:aeg#z»4» W 
Urina della fua foftan/a , mentre divora la, c«. 

rS* ?**Ì^.'^*«»' ^ p-noii7> dwiavigiia joÌ , 
cJ»-vw»^nfehc« y ,raccagKcn40 n»ille MfUqre 

* iQBor<]A\4)eofie^ : ■ mentre kmiok kitm delk ■ 
^^^>j»tiH'l*iè Hhi, aJuKtfntJt canne fa^ 



<•• 4 4^" Per. 



I cflerna, quante frodi i ed ingamit '«i fi afom»^ 
dbnoi non vi faiebbeio tanti Ubivi aiwci r e 

Crrb per ooM^rc le* loto ii]ipetf(|ziam , > toii 
fogfUi mirarle cptv 7n^<lt^illi huEnì delia^ paft 
i tone ' nel bwoddr Ignoranza ^ ma di giara*; 
I con chiare^^zs^'del vero i e fé,. di neiit^ cob W 
InAr^a ^ e luce, della ^Mriià «. 
' X.^ ione afnn^ggMto igce (ass0 A fifo:* 

CéTu/tflo ' c^téettf4^r!9 cckih m^tiv^ » eie mdìh. 
Seco P Irs t piefchiè ooa. U fei4liia^me^eiid». 
il prolfitno » ci lafcia il pàiy delle 9i0pm fa* 
6oIti a^ bravi y. agU Avvocati^ aiU Coicr : 
e pm finalmente con tirar de caki a. tiHi Wft 
l'iofoienze , . tatti fi a;cveiififtn!0 contió-dì'hii.v 
éfl jognunf. cerca di &r feeo,s(U«.|»ggià«.. u . 
CAI gì lotte sano , more affocato • .:;.•* i 
.Ro^a'vhm , e trine^jteif^mimn^^^i. . 
GoA unno- 1 Goloid t di^(arate>. quando hannc^ 
il bene ,, e T ing^janOf tutio lifiMra ^ e j^iro i6 
una volta^ e. poi tow i^nca M<.bene,,e & nuio* 
jono della faste , non^ peoland^ alla lor ùxm^. 
glia> e cbe per eiiipire. in vka /« g^l'^ -^ ^n 
hanno poi , che lafciare nel testamento . 

Se vo cacciare^Ht^ Hoeeiit. pa ne. caefiare 

Q^i fi vede la natuakx:£a>^Vif /' /mM&M > ebe 
non pofsono godere del bene allxitl^. e latrano 
come cani invidiafi> qHindo* alta voglton*go* 
dere del ^NKiprio bene «. apn fik accorgono^» ehe- 
con /' insidia fi fan dannf^tMàggbve i pei^thi 
credendo cavar un' occhio al pompagne , ie >ne 
eavano realonrote d^i^^ieci^ido iè iiq^.tenlpo 
, .A rant» 

• \ 



t^ Mse e 1 U % t n sa0fémt0 U tenutiti ' 

Beco 'MloMté éikàtìA la <DMldlzIoti^ i/^/r 
McùHosfr f ^uaK de mini Togliono diflenén» 
fai mano ptr j^lMltre i) dbd , mt vémbbeio « 
che ti faltafse nella gobi r B-fe <]uatche amico 
(i foQsmetgt Ai 4? oiidò^ d^ tiVMgtr,. HM ^ ^ 
pnicolo»^^ ^she-U'«ietta a mM^^Bcr falvarte ^^ 
f # biAa «ttito4 Aioì labiti tt^ fé fponde , ' r 

i nfoiak pottebbe defcrivere ani Seneca/ E 

ri {1^ perfect* Criftiaso potrebbe ammacfftrar 
foMafo , che «ti" Napoletano èA Plopofe^ 
coti datti' mEreifajv tMtììf. infegna» iÈgpt mtA 
i peccati r .../.'"**• ' - 

Mirate doiKim ^ a*^ì^ 've#o , che per P altena 
da'feiifi , e^imrinietza delle iènteoae fi read^ 
ée«na > ed enmaiitè la ifugna Napaletana • 

Vi ibno- ancora a^ proverbi ; documenti ma^ 
dfcinali'pefi viver (ano, e <36nfttuìx la fatate. 
r. SLi$€Vù/è ^eCMpitihy e e Mie -s Ssn$^ A* 

Piscia. cBtmrv y ^falw fieli 'a Itf rmtétti • 

' No^f jìp /• m^^i grU^ , •# cappuccio • 

• Carnf f0 CMfHt \ '-' '- - - ; ^ 



v^ 



V0 

irMufegpii; a, QPDferPaivJar f^liH^y quag isrn» unti 
cpK V e 'i c^puccia p ^ vef goti ft«ipre, con ù 

£#i<«^ , th, ti féuèìn»^ jt^r '4r 4(</ fHdiPi^}:: No» 
n^ti^^^ffi^^ Mifff j/miftérarà imi <ai^ «Ar./to^ 

ad fllpHlm^'^. Mei Aét ,w> j^iww ì P/>f ^if if 

ae^md^it sai^m^ ^ #^ /« vfwtr m feSw y bit 
s^igt^f if-endeti , ialar4 amt^.iì c^ìf^tim ai 
m(fdic9 ', 0^ # widié^nit fft^ fH¥4rst. , l vjcitt 
9IPII 4iéf^.4* tìh\ t ftm$0i \iÈtìf^ p04t^^dt^ 
q^mti mm g^it4,^iJ gatìn ^jmn di wn^'f f H 



fvt'fuU frimipio Jeii* iirfermnét c§n f*r dieia 




Cii€~ ptfft de**Ro0iÉiii cfifce €ftKii6 , che Mér^ 
hos smf9fmhnk$''jè'fmH^ , E Ibpm^o^i attrai co»^ 
f^\^ubkt4$ tigì$0fd'^ mU^ mnim9 mtP intemo : 
Utm- frefiétiid<nt s^i^M , ttt Mccwndr iét bìie ^ 
fiHtic^:U ^mul^- iwf • W- ct$9r^y e fm tjfemr /# '/s^ 
ir» , ohe come* 4iM A^kinnm , ^ n « cW^ i//-» 
sx^éii9Mt ^0fftèi^ al t9»ré • Feirir eH inordf^ 
natuf caUr mtehm* eifCM cor. E poi per n^ 
ftorario, t'phtìTkt la lébbre vi iisogttétuo lUt^ 
mmj \ mmH iS' Cerini , Qtuleppi pmmaii j- 
Sùir^ffpi di èiHrwgim ^ e sintiif medicamenti r 
thve peT' tm94^ enerm it zMcier^ : ^ qiauido* 
ymi caro-y nm^iHe^e ctmf^ àiìaìpesa. 
'u I nymitaiiiniaeamidnYt pè^ là feltttt s'^in^ 
tfMMibnd * ^r\«iliiMi^ netii FalkinUer/r, Ado^ 
bfetnztk, VitiHtà, e^ priaéipb^ delta vecchiaia*, 
firn»' già.,*iielta vcccbia/t decrepita*; poco , e 
nulla gioivandò^ a' fanar P irfèttnità^ della vec^ 
(hkjb: tftmdo'ia^veecbttija nied^ma, iofennt- 
fi»^ dMie^t^r^iia 1' AftrifiM detta medicina r 
A^£bji ipiw imrius etr :.; Ed è" tk inale ^ che 
ftant^i» ve f^b innanzi Vfttopie ft peggidia , 
mrtt^piicamlèt»!* mèli 'ft^eèflirail^ti^te , ot <x\\m 
voTs^'t ^r 43011 o«arri<; of^ eòlie dlAiHitJi6ni , ot 
boir i'ìififia^ Or'con'U féìatie^ ; or coti le got* 
teS ^^^ I^ ìMgiiies tnappeten-^t^," abbagUatnem 
ti, fo(d«tf[^<» è^finiMi •) e fopra* tmtef con la 
MxÀil'isin Ev'^ueftè fi fp^^ -con Piiittm» 
pèi\(e«bioS pMUdmidovtiat gallo' l>a femlgtiaiini, 
Ui^ (]uaIo« fino ailai«^re^la)4 ^<^ite Veto etMO 
-l pio- 



•t» 

ptaSùt^fbé (jQefte* ito«e ^^ Cèiiésnoit: e tmni^ 

e vecchio con le fue rocbe voci amgia le ikk. 

te , e «otto meiio.) e iìecò y fik fùfpìnuodo ^ 

die cantando.^ ctiagia vei6> « e éke « Cu^wnckp^ 

S fé n FflMccfe , e 1 Gatto per eOec f udo »- 

e Taltto natifralment^ furioTò^ e gucfritR», eie«. 

dm! tiorr (ngAiinarmt , fé per ifcher9a Aceffi , 

c6e qael famofo Francefe C^tu»' geoeraie -a!% 

noftrt tìwnpi , nen^ me» ^aemeco , e iìiriafi> «-^ 

cHe profpérèfo^ finché gianfe ' alia «eocUaìa' i^ 

bblamava , é^ansit di-CiécAu : il quiJt iic[l% 

Teccbiaja.,'d«poiiiiido i' annt potea ehtaaiavfi y 

JMoiM»^ di Crucci per avverare il ptofiMrbiOy che 

iIimikìo iino)^ Vecehio v nom vale ftiti • < » 

•- CotcbMkmo il dalootfo, Jk' ptemilj co^de^ 

eomenti f|Mffiàiali'«. i . t ...^ -> <> « m 

• C^f iatsa la via' veecJUajit té névé^^ptàm 

i» ngatmatc se tr^v^ • >^ 

Ammùre^ e Htse^ dme jhw jt emof^m ' 

'.. Ohi ^lùrcffecm , ir -«tv catit;, y 0vanz0 ét> 

Tifale ori /tf lanceih Jìntrc # /« 

J^A^o dtfiafcieiià^\ffaft9 d*lA»mtth ^ # 
' avre94Ìi9 de wtertànte è 
\ Chi troppe ia. tira io. séezza • 
i Nm.fe pigliare tf^penntert die h rrnsa^ 

• . Kort' te mettere fra io sp^nmro.'y e^ la p^rwé 
^ Céi, guarda la 4:ffiia s^tà , no» fa iaerm 

CHYite spisso 5 e àmicizeja lifngOi ... , Ì 
Per' nÌBQAr firn rpMttete.,» eposiì^ , bftdettb- 

be 



Di* OHaYarC 1 »iMlWWIfl' IMKMfCI^ e 11 jgHlllgQQI* 

iMi^ln un tmtto alfai perftaqiie:.Perctil S. Pat» J 

un Xììò% j- cbe tOL pènrerfi fotte dqkmmI*! poictt 
U'^iiiale:^eiB(»D' di cia'Ztffka fi^^m^M^re. 
r Kè Ks^nm r/fornrr« i samimri dr^iy^d. «r») 
JBmaàf d^^.tumijwr anowamé migliori tm^m ir 
sfnÀfSffantfi deiii MJ^wzxe def m^tffi ^ d^ immor*- 
À tamiWM mfièwwù y e^ ptofmdità dette vmlU^ 
0aimémJm*P »mitfsà'gnsiiesJ9zìC0^ «^fviltà ; ite. 
fi dt¥» cimnìfffe |wr hi Via^haftite.» e ptaa» 
^ 90a «Ifcf» inguiiar» ^ come V" ìtdiepm. S; 
Ciovaoni;.: Onmiéi wiiiif imfìvéitmrytàr emme 
mmisy 0tLtMif hémèiùsUtur^ tìr ermef ptd^a 
in dheSa y dr aspetét ijè- vid^fHémUm. 
'*^'A ^uflUÌE-iianB9r9c^^aftttir':k Inotitiiel Celo 
tfterno , con afcondìnfe le pàffioni tnceni* i per* 
€hV'ppA<'l»'4'^>^che.nK>Ier y. .^r Pamkt:^n 
eewjce si è ai se stesm^yio^.di Die^ noA pò- 
tendofi ccin», comi 1» tóflifì aacerch^ l' MK» 
proj^H' «^^'ili Bhk,« fono: riì p i |g D>m t ^ «oà> pò* 
tiiidtfr fenrirì^ 9/^ aflHre 'iii< lar qiwkfiiTi oiliin» 
pò i fnddétti PaicboaL Non fetestist, dm e étu D»» 

Faccia parime mm^ iman "fiMtmt^tte^ mJ/'simtm 
4it^f9i^^utof\ e$^ ^ edifkim afkritmate y dat 
venta detta superbia r^vmme mom ^m : Peickè 
chi da fé fteflb firf^' a tcm,; non poò csiftar 
con.t^itiipetò éi'ttmi: *nè fi fnhj^GlRtm ali» 
kM» dtfU'cK^iis pwiilz» ^ oonoedeodo fola* 
nméfr n'.glitttniìli («pi te mkskr, Moa 9I allii> 
perbh;. Perche Deus super Sìs msisù^ immiiius 

« Q»ifeft)i mochira tf> ismlti i, dt^ pactieohcw 



I iwnu* prendere ^ a'dalIUmperftzbm vtniaK per 
) la noftra debolezza, o dalle tentazioni gagiiar*. 
(te, fuperat^ eoo la grarxia. Divina j perde non 
I è t:ai€^r profriamente^ ìfta. incUmtoarc fsr Cam* 
i minar, pi k ipfditA, n^ltA yia- dtlìo ffi^ita , 
tisorgere più jneiU.s^nzA J^ passate* ìmperfe^ 
zian*'"Ch^ percibìiiflf ;it $avià » Septiej* in 
die^ cadit^jtèffiu.y & r.em%tet - . ^ 

E ben v^o ^ c3f H^fS!^^ f^^^ ^^pti, i*9Cn. 
celione. di cadere^- i..m f darsi-. deJLlA profrim 
wt^ùysnfoipfiè ptà- volte gli sia riuscito temtt 
perchè un yafe di creta Aoa ^ al cafa per attit 
§iier J^aawpa ^.^qz-zq^ t e fai volta- riesce 1 &« 
isalai^tei^ rompe ikmaoiGOykt sf affoga, e fi 
iJMsii^rg^/pf Quefta iafegnk^ S. Paolo , <lQ9o4^ 
dilTe: ftoibeipuf ttfeMusurm im^imui* fiSiJiùus.^ 
. JLoi mpt^ifcii^Jo^e poi. d^ sani i fa fili ne^ 
ejts^^ia. f^ìt ù.>\penezitMa , , contentaiKÌofi, di 
oualfivpgjia ciba.^. iobincate .|per midritfi ; dné- 
acei|do cafo- di quel che il dice xontrarìo al 
Ofia lM»eWl^^ pec attender folameote all'ac^ 

<ft.fWÌ^-ac^W«tv.l>^I« vini» >' ^ome 6. 
l ae^ ^ gttt t^, c;h% ajtti^de^. lotov al guadagno » 

•OQuflVjUVkliL «li gR4r ctift: ^:d5c^- . * ^^/^per^^ 

M^ s^ osservi \ eie la ,morti^4ZÌùne nom 
4ékf f*fm ^^i^ffo. , «^ >/W fonisi la cor* 
4i^.dflÌa4LUes^a,^ if^f si^jr^^; farcii àisch 
pm >tó^^, /iH^r^^^ ,., iCOfn? ,%q^ek Romito , 
^«icàe^v^ co9sl^ ?ww;ft>. <liiflè ^quet caccia» 
Iftn "''•T ^ ^^ ^"TBy T""' r "^ iibartcò t^ bali» 
toU «llliii fiiicii#a £WKt^^^ 090 U 




l 

ft84 , . . 

léntafTe y e colui h lenti) , tifpoticknd» , cbe al«- 
trtmente fi tompevai : perche o^ni cofa bifogna' 
fere a Tuo tempo • E rìpigtib ti Santo , cosi 
dcbbhitTO 6r noi co» leotar talora ìt ttgott 
cbn l^ta ricreaziooie , infegnsuidoci 9 Savio : 
Trmpus flitiài j & temput ridendi . ^ 

•Prr camminari in mlirt ntlfm via delto spirti 
f», fion bisogna mirare a r f0tri d* altri » nnt 
sohmenti sé stesso : mentéé la Morte (lat pron- 
ta ognr momento per tedder la vita con b fu» 
hìzt 9 e non far cpme H" Roflb , mentre dir 
atidava ad" efiere appiccati^ fr ptendea penfiero, 
d^e it pollo nello fptedo , non ii bmctaffe^f B 
^erb' diceva il Fiofeta come vtarore, che camrai-^ 
Itavsi alla rnoHe. * Nelk vie delk inie a«ooi 
mi prendo penfiéro df me fteflb , e non ét^ 
altri > ed indrizzai miei- piedi per morire omr« 
tr&ndo i. divini precetti •■Cogitavi vias mtas , 
O* converti pedos meos in ustinionia tua . 

' Qjfindi taiorU avviene , ebe col prendete 
r pensièri^ cbe non ci toccano , ci fr^pangéia^ 
mo tta diéè amici , or patenti per distmirti cof 
tipàrt aménti j f quelli non si disttniraréno pàm^ 
fu ; tiiu si aventeranno contro f dhtm èii/wf$ 
efetla* f^act y è- della loto mneénè^],-t irt'rftBrf* 
ranfia fchiaceiatP;;, come if\itt«>' j fi» la^|iorCt-^ 
e* '1 trave, con una guerra contintcr, aotttó gft 
èmpr : peicU , non rst pax imprir- ^ Ò^ 9iasé 
jpads non cognoventntg ^ • 

• h farti bisogna vivere- tir vita teitr ,. "Tomt 
ì^mprè ih ladro volasse venire et ca^^per rt^ 
bàrti dall'anima f tenori i e i^àft gimkcér mté. 



tri , m^ guardar e& stesso , cpn serr^ bene -to' 
port'^ Stila àasa'deliranmà\ e ^enga^poi it 
^adro i quando H praet t Coil m? fal^^ Crfc. 



'fli» * iV scinti pHif fmnitiélf qu4 hùr^fnr vj- 

. P^r chiiifa HtulmeiHit ^I compendio della 

vk*^ bisogna freqmntarf i sacramoftt déila 

^^ffffsshw^ # c^mmimoni^ : p4r0Ìi confessan^io»^ 

si j^em^ '^.fa spHS9 i c^$i cmi Dio , sf 6s 

9lé9fH$a 4ifSii!9tm§i pfT pufgàn i éleiiii iie'picc^^ 

fi ùats^i co» 4s penitènza i f'^^ fé^flo u^a 

ttoUét Pémno ; pomindo tisciip 4i ^/WiiM/vr^ 

i^ molu 'patite ; ti «nco. fine « <49fi tp^Jti a- 

* gUtamaitfte fedendo^ , it ha 4oMl\ de* itìerftt vids 

tuoli per poter combattete coi Re del Cielo né, 

•puptO' della morte «ed impadronirti della fertez- 

aa «tei Paradìfo , injTegwiiidoci il Redentore: QMtt 

Jit^ ift^u0 é^m^i$éifit^': MlMtn tomts é^ii^in 

.Mlgim .* V9»{mf4^m ^fius vogi$M$ •, , si A^l^sat 

^^t*mp$Mi 'i»d pgufiehnimm. *.E per^ combatter %i' 

txkfo^ìÀf^tm aQC!»94; armarsi fMfso con i%oom- 

snonione; della. ^uàie dice k oocca. d'orO'.* 'lEt 

D4fmi»ici Aiiaris celetfis - armatura .' E con 

qoefti eoìfti spessi ^ s'assetterebbe dell' amore , 

ed amicizia lunga con la visione della Gloria 

mila cafa di Dio , ricordandoci il ReaL Profetat 

Dvmam tuam Damine deCH sasÉlEUtudQ in lon-» 

^t^iinem dierum • Ed -ecco un bel trattatine 

della vita fpitituaie , compofto , non dal Padi|e 

Granata , dal Tanlero , ma da tin Napoletano 

del Popola xo* luoi proverbi fuccinti , e feivcen- 

zÌQsi : si che fcorge ^ qnanto sia eminente la 

Jingua Napoletana, ed abile, a. /piegare» e. per- 

iiiadere il cuore aeiila jnultiplkità de'.pftoveybi :j 

4 qiiali arrìcchifcono i .Principi 4i docUmenfi 

^litici f i Coiteggiafii^ deila. Pnideiy&a» nelle 

Jtict , i Crifliati 4ella yiu . motale > . e» ftnza 

col*- 



colpa , V dctioK ie'yinetmì ènAttnsK , per 
ver fani, t ratti «g^tioiiitiil degli «Émitenaa 
ti rpirìtuaii per condursi al cielo, feisa achmar 
altr' arte, ciie*la |Mna lUMtatez^a nel fkvtlim» 

E prHn»'di >dar Jine-al ngioiiamemo » mi ém. 
lecito dir di vamaggto-, <k« it- proprietà éà 
notnr non <j^roeode -MV Amoir detta flislaae ^ 
badando M^te^ k 4i|iDtK>r pHeM eos^ lo és 
et il To(baiio:^nià itaU'otimologk ^ <3)iefpie« 
il termìfie^ qiURilo paiticoiasneiire^der^va dkiJli 
iingoa 4el Lriò > entf ^ede^ la litigtfa 'farina a , 
tona ItaBa I « ibóèna- patte (d^fEotofio' in tfea mi o i 
W, «on già «flegoendola* per (aria voTgate . 

PenXé Tìiaui della fBatttoa a dfflii«rioar 
della fèn,' che- fi* dìiaaMi «eoa, t^*haidadir 
^Dtsinaff*^ come «si dice jil 'TofcanO" , «e -Mte 
ffanzMY^ , , -dome dice ^% Romano^ 3 derìoanéi» 
qoefto termine jSetta parala UAira,* PtMidfù z 

imokgia 




• ^e •simili efempi véne fao on^inaja , cosie 'si 

:k detto *'"''*- 'f*' ' * '• ' 

■' In oltM la 4ii}gim fir «^ propria, fMm tte- 

^fìe autorità xtì^^canrgtare ,-0 alfenre i «orni prò- 

yj delle Cittó , céttH? feraono i Tofcanl , cfce 

chiaman MBKne-, "Mel^ ^ e ì^sfpolì -NajHfU ^, 

che però nel vdefivitti^O ;Oiniano enovo il dk 

Napolha9fo ,' ibat>W«^fiW»o , fcoirtie "pìh volle 

ho Icritto ftt ie<to)>iaderli' :> %osì paritneilte Ìl 

.caligale ii'-iwmi' projfi^f^f'ftfcft l-ftiittando ef 

Tore il dir */W*, com^^ itìiino al Battesimo', 

ma óévé alisi BSkgh rfttdS^ voglion così . 1 

£d'-a qiitAO'proyoiité M *lovieii eofa gà- 

' ' ' 2tofa 



zkifii^d'im» Jti«ctlov Ae voleva ikr del lU 

femo , tv^eando contro di un ^ Najpoti , noi 

"Consiglio, che si chiamaitft t^ai$ , e Tempre 

àtce^k Mt^i»* Finito ti fuo dtCcorrtre , roc* 

OMdo a favettare all' Avocato aonfrarìo , il qua- 

#a avaa caro , che non A doeidefse la caufa ', 

« non V anca itisi interrotto , mentre parlava 

cbloi di Btagié; difie, e(sendoci pocofpazk) da 

poter ragionare perofere fiéi& qoast l'ota : 

pignori io non polso ri^ndeve s w prima non 

ii parla contro* dtel mio Cliente /clie lio da dl- 

léadere . Soggiwile I* Avocato Tiorentino » che 

IbCbe fondo, mentre io ragionai tanto a fango f 

Replicò l' Avocato da Napoli • Nel ^Èdkrc ne 

^namento di chi irot parlafie f Difse colui , 

mvelhi contyo M yoftto<Xiente J^/^r^ro. Qoeili 

^[ònchfaife dicendo ; «fso ^ diiama Biata , « 

non Biagio ; <t volete parlar contro Bissa,, 

cominciate ióà <ì^ , »tke vi rirponderb a fuo 

favore , e così con un tifa di tottt'icemitnb 1^ 

eanfa , fenza irotatsi y come l' Avocato <& Bi^Jo 

desiileiava « 

. B^ per aggiongei» ail'^Avoc«2tone k fentc»^ 
-d' un cafo iuniie , mi'fovviene : che ^d([daadb 
al oatibolo nn povtm fentenziato , # era un 
Padre, che '1 concitava tofcanegghind^- E*per- 
chi s' era preparato «oo alcnni imitivi prefr eia 
varj nomi pMf .fteqnenti , come 'dke Antonio^ 
FtancejftQ , 9i$tro , e fimili : G4i domandò del 
fuo nome: ed il. condannato ^ffok\ Me cUam- 
mo Pi9x^4rm/7)K* Confufe il conro^rtatore per non 
^fler prepaftuo a tal nome :^firìfotfeifihaimente 
<K> dh^ii: O^ t9 felke Poiftàil miicÀro\t^gj 
sei compitato d bànthmatè , r tihatù dtJUji^ 
£n€ÌU Fss^Mfh mi VsfédtUi ,ÌQÌ^^iXgfMm >!• 
' fpo- 



S9< ^. 

fpofe P inibita : A putte mhn*: aggio .dm^ , 

t mt sff sa/ria ^ Jt^ ^anéAetfo ca . fymm fi 
ùie* E così la Tragedia per uo pocèecr» k 
Tfagkomediajtr»sibrmoffi .Pier iidi^rzD (ia det» 
to, ma fi cavi ^^^chela projtfUtà^de'noaii pr# 
prj , e Città ii#n .difende . cUll' «Iteriti del Tm- 
SCO , di -nome fon Partento , per ,ò^tk ddfat 
lingua della ihiaiPartenope. . 

Conchip()l^ri ^hmMe :, clit^ ft tixtpm: N^poie- 
tana 4 e per la Dwezza 'y e per ic Pr^^nietà, 
e per la Varietà , -e per l^Amore^'alczsa , e 
per la Soccintezra , fia {hìi degna , e pei^tta 
della Tofcana.* 

Af quanto fin òca ft b«^ detto ,. .mi fi ooò op 
.'porr^, che^Ce laUngua NapofatatiKt è sì perfet- 
:ta , vpercfaì Aon fi i ri^ofto con la iiogna N»- 
, polerana , ma» Tofeaoà h. - ^ 

.. In oItiè« che vuoi. dir,, che gli Oltramonta- 
ni i e (bmfìieri; voleiiio apprender la* lingaa Ita- 
liana Q0n impalane la Napoietaivi, ma la To- 
fcana? Aggiungati, s' i vero il detto d'Arifto- 
•telt: Soì^m tst ^.fué4 xemnts appetuntz Men- 
<lre tutti ambi(cooQ.prù la lingua Tofcana , che 
\k Nap^kt^na , qtfteUn faià pUi bttona di quella. 

Atta, prima, diffiealtà l focile W rifpofta . 
.Perche fe un jnaeftì:» vuoi dichiarare alio fco- 
lare i Poemi di Vitgili^, o dif Omero, non li 
r dichiarerà in iiagua latina, g greca, che non in- 
tende ,' ma in Iiagua volgare , che già poflTiede: 
E mentre s' ha d^ pakfare particolarmente a' 
.Tofcani L^ ECCELLENZA DELLA LINGUA 
NAPOLETANA*^ e {*e ÌM ijitgUa Nspo/èt*ma 
•^a. più «miBente > e.pei^fefiA^àQua loro ^ fi ha 
da ìafegdale i^uell^ verità u>n la ìat lingua : 

ac*. 



arcrbccfiV {alti faciHn«nte fi captft/i v P^^ o^n fas 
fiuova dkhiantziotift del lingnaggip ptr pale&H^ 
U vero, elle s'infegna* 

Alla icceoda ditficoltà> cbe par fei^maggioto 

re, fi rìfpondc ancor faciiinftnte r Che i f<xa« 

ilieri appfendono'feiapM quel'liitgua^nia ,^ <»ve 

piii 'faao da fir la^* refidenza: £ percluf per ordi% 

nario, rifiedòtio in Romane paÉiiho per IaTo4 

fcana apprendo^ quella^ come la miigUofe > e 

piti ttfata nella Corte di Roma, ov'% tanto nu* 

nero di Prebti ,- Cardinali cól Pontefice , r per 

lafciare i GentilQomhii , Corteggiani, e. Mercati- 

tanti Tofcai»,. che. fnperano^ ttttte le Nazioni'. 

Per quefto in Nàpoli , ove rifiede sì nua)ero(« 

la NazioneSpagnuoIa, tutto che abbiano la 

Imgua fi enlatica.y non parlano Tai^i^fo » W 

fìapoletan»', e- per nen elTéc Napoli Città dì 

|iadaggioa' forafiieri ^ com'«> la Tofcana , ap« 

prendono pUi -quella, che qneflà- : Tanto pia 

che il ^m Napoief ano fi diffin^ae ,.aome>ìt> 

tutti gU altri linguaggi^ tra la Nobiltà,, e la 

Plebe : E fé pQndérìamo il * parlar- W//^ ^^f^ 

affane ^ V un parlar molto polito, e gt^iiflln^ 

A chi l'afcoRa^ 

Srga^ e certe 
i parm 'cpmmU|ae de^ beli' Ingégni 
Taffi), e '1 Marino 9 Soli del'Cieldi Napoli-, 
Jion foiflèf ' Jn lingna^ Toscana , ^ come . il Boc* 
caccio , r- '1 Dante , ma- in ' lingua Nafoletans 
sobiles, e foilèvata , con buona cokum ben si-, , 
]wr fiiggif le r voci delb < Plebe ,:^ come £in par* 
tkohrmente nelle -Spagne , eiTendo pi!!^ nobile | 
» degna . la ' Caft^liana • E - fe gli * efemp j pr#^ 
fUtti fon portati non dalla nobiltà , ma dalla ^ 
fieb^, ì'^ fiato per conviocér con stfgpmento i^ 




féftfpftt chr (e- br/iiopnfinr^ e? pM». t si: 
perfetta ^ che farà- dell» 4i0bik: ^ r fcdtr ? Ed 
anca per amenticare il vere^,. etrr là {lecfixiaiir 
Jella. &veifa> dai dbiLa^deliar. Nanu»'. lo rice?r 
pili ,. chr dannarle'. 

La 'terza diftco1tà-<» <:lte*^pner-iV mdó^Goi£a» 
MT indiÉblttbiiè-y & fctoglk^ con-£i Penoar^cl^ 
^ la- fpada^ defìo fcrittare f coor le- iegotmr dtft» 
fé • H dir y, che tutti' afnixfbom^'' lar lingnar To^ 
ftana*, come tutti ambUcona ti bene-,: non ìh 
aiìttQtaì reale.. Adanb fole ricevecfie da.l^ kr. 
6 vetta, (ìcntaoieiite' bòonat Penai* rmp^Fo^ ^k^ 
fic9far y. etaif^ vaJd9- ìmnar : ma fi; difimise cot' 
tetnpo> e panicoiaraientr iirBabtBèe&disfiMy. 
e divife- neka' Tòire.- Ni: meif pvIBr^ dirfi fiat 
buona- ra< lingua» Ebrea cear ani frmatò^ detta ,. 
ehe- fé in- denfa felva IT lakiafse- «a* BamUocr 
fattante, e col Iktte. df uva- fienr^ C^^^^mk^,^*^ 
▼tmie^ a Romoii^ (òndatar àk Roma^ , *^* cor fi~ 
Bkiia^ una I»pa ) * tattato- f&tser &veUardbhr* 
eoit Itngiiat EbraÉ ^ come ià^ pili biloBa ^ e- pev^ 
fttta : cbe^ peiS il Vèrfe incamate^t , efeoiplttr 
d'^ogm bene , (avellil coir qnaUà^ r iBa;CÌ& «ir 
graù^ dì Bum fenea' piova:- r perche fé- b^ fayeiir 
dalP'udito & apprenoe : ciie^ P^'^i:. ^^' ndee* 
fordo, nmta H rendè ; ancoit bambìJWv^òlto* 
/arebbe^ mmo^^ ed^ il Véibo^*tticanatir' per? pale- 
&rfì^ nomo^ vero,, fa^lav» eoa* liitgir ElliMby* 
non per la bontà della^ lingpa ^ mar ^r^- dal- 
ia Màiéètt V e Gio(e^^ dimorano Ebtet:, fia^ dai- 
fé fafde Papprgre^^noo^'Vofenda/&v:poi9fa«ftf' 
ta Dmriiiì corr la- lingoa delfo> Spìrito^&tfir 
«nlverrale a tutle le Nazióni ^ intendendòia 
ognanO' nel Tóa lillgl|aggio^•. j^Mirobr* audhi^t 
ummfpìj^mr UngttOi sua- ///^Wtf JiMUer^r^H^ 

te 



%9t^ 

Si^folbtera bittcma , nmir gU I? Ebm . QmIP a(. 

tbAt j.ùAe:Tum àiàn^TBXi fol per buona- It liii* 

^ gui , p«ch£ Ti*m' l' anatNfcfifflO^ , con» Tuui 

, mmbU€m9 il' Senti Qutt, T«*// : habifogoa 

di^ fpiegaziane : .pencliè o^ s?' intead^- di r/^ri# 

, fé NazUni , e T cfpcrienza indegna' il contrario^ 

effendo Tutte compactitr'nelirAfiav» nel!' Africa, 

\ e nclP^Eìiropa^ ,. oltre il Mondo fcoverto dal 

' Colòmjk) : E Tum favellano Ael natio lingiug* 

; gio- toro : o pur s'intende per la parte più nu- 

, inerofa,> e la: Ha§pb Ottomana faicbbe la mi- 

I gliore y. come* piS numerofa. nel vafto Imperò : 

Oppar ouel Tinti s' intende per 1* Italia ; e 

non^ si' deve- dir tutti\. efsendò appena una ma-^ 

jfodi^ tutto ir corpo del Mondo della quale la 

Tofcana*. pub' dirfr Dìto^ piccino : E^ pur non 

tanto^ limpido^ cKe non abbia avuto biTogno* del- 

Tar Crufca-,- Sv cSc- il détto d* Ariftòtele ,. che 

Tutti ambiscono- ii bene \^ s'avvera in ogni Hn- 

gaaggu) y bramando Tuttf ìV pifi nobile nella 

for Naziom ^ come s' ì detto della^ CàftigHana , 

edelHi più civilei. e noUre Napoletana,, difen* 

dendo io* così' con' il chiare* ragionr la lingua 

iiaturate>. che fagge f^artev per foftenere a fot» 

mr/'vl^ bontS^^^. e perfezione della piU nobile, 

e civile dèlia Patria* gentile-* 

Rimanrdunqiie ({abifthr^'cbe la Froposizio* 
Be^ fóftènnta^ non % paradoffìca ,< ma reale ; E 
b dolcezza particolarmente dell» Lingua , feiiza 
gorghe, accentTy ed afprezze'i non si dee chia- 
mar gofTézza. coi mezzo^ proporzionato a perfua- 
dire- un- corr. 

Tutto^ cib sia detto' pa* paSare il' tempo, e 
figgt'r P OZTÒ, non per oOinazione del mio pare- 
sr* per ma pormi la fiUcia ro(sa dello, fcuto 

■ fa 



su 'r vffo : E fé la maggiore ECCELI.EN; 
DELLA LINGUA NAPOLETANA si è VA] 
fer pieghevole ad apprender- totri i lingnaggr^i 
piego le righe «ncor^ io a* piìl favj pai^ris e 
la penna ) che deHa" Ung!» imimfira^* pQi ooi 
icnde*' 



HNE DEL TOMO lU 



su T vtib : E fé la raagglote ECCELLENZJ? 
DELLA LINGUA NATOLETANA si ìt M- 
fer pieghevole ad apprender- torri i Hngiiaggr^ 

E'ega le righe sncor^ io a' pih favj pàitri ; e 
penna, che della' Ihigia i miittfba>. pffi ooi^ 
icnde • ' 



HNE DEL TOMO lU