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Full text of "Leadership in a changing world"

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VOCABOLARIO 
MILANESE - IT ALIANO. 



VOCABOLARIO 



MILANESE - ITALI ANO 



DI 



FRANCESCO CHERVBINL 



VOLUME TEICZO. 
M-Q 



MILANO 

DALI.*IMP. REGIA. STAUPERU 
1841* 



VOCABOLARIO 



MILANESE-IT ALIANO. 



MAA 



M. 



la. eeng. iu tia distiatiTt. Ma. El 
par miDga , ma T i Vera, ik^ pdre 
crediMe, ma ^ veroi 

Ma ina(cosi itemta in segno di noja 
e di erueciA). i^...* nka..,, U cotna 
dd I^aienza che pasjavan h nuvole 
(Nolli Afog/. in cah. II, 17). 

Ma may pure ii^ratam segiko di 
cruccfo e re&panm^ ai iduhtoni 'ohe 
sempre dieoKo ma ^ mat i^*.-. mrnnr- 
nM0HiiXiSef%^cp0Ah4 III 4^ ^i ' 

No gh'e ma ohe ttegfui^ iVi0iii €i^ 
ahmno mi0(Saoch. 'i^^^ t^5>, oyela 
bota dair «ditore ' 'tlct* elassici'itiiliaiu 
a ^nd nut parmi aisok rtx wa t Mteefra- 
ta , gitf^ch^ il ma^ ivi' sUi ^> aebso 
suo naturaleV s4iiVa ^hi^'oocami ce^* 
cai^ dire V " ' ' » * ' 

Ma! IB via amitiOiMfiTB.. t^ * Vm^ w * tel 
left o BoT iF'C0»i?47 j^ tapurmui 
pokaf 

Ma 1 in • via cbropMintiva. ; ^' • Ma * r e 
staa on gram c9Mli)io imoke f fd pure 
la jgran seiagura / . . 

Ma, prelungato ccme se si dicesse MQ-«-a 
in via daOitati^a. . . . Ma!... chilosa! 
Eh ! chi sa come eila andncit 

Mai in via esdamaliva. Ahimel Lasso! 
Jhi iasso! Ma! Vh insei. Chejkrci 
lasso! eila ^ cosi. Ma che ! elik ^ cdsl 

Ma^/^rDoma* K. — Anehe Dante(/yi/emo 
ly, 16) usa Jfo in queato digaificaCo. 

Ma. T* eont. Afa(Buoiiiir. l^aneidlV^ a). 
Madre, genifrice. 

Maa. s. m. Male. Tristisia. II contr. di 
Bene — In alcnne frasi, come si Te- 
drii pi^ innahti , noi usiamo auche 
Mid invece di Maa. 

roi. in. 



pc/ssi 
Msc^ 

V.3 



MAA . 

A (% del maa ai olter se sta n|aa 

anca lor. Cki aitri tribota s^ n^nrip^sa. 

Andi del maa. Andar nude* P^ri^e, 

mancare^ perderai -*^ Ouastarsi^Jm- 

mettire, in/hacidart.Infhicidire^^Jn- 

darperla mala. Andare per la nuda ^a. 

Anda de nmlin pes^ Akdar dimale 

in peggio* jyare 6 J)a¥ia addiet^, 

' Aveghea a man. Aoere perniale, 

Ji>tre \a tnale. Arr^carsdd da oho. 

' Provare di^iacere di <ihecohei9idv- 

AVeiieti a ' mdA 'a^see. Jii^me per 
' * makf , p^r maiiisimxjt ',, mali^^simo 

'<Fag. biap. lui: 1I!,=*3). • ' 

^ Avessien per hi^a o Avenn ^1* ^a. 
' Jvdr per ftiak, dt^ere b Recatsi o Pi~ 
"gtiare it mafe. Jiveiy a gNisft th^cches- 
' sia: Ghtirarjfi' dt chUec^sink. ' 

'" Chi ha fi^ d tnaa fega la ^eni- 

* tent&. i{asciii^ate<^i 'f Mniditk fdUA a 
' /rWo(lVeWi M&gl.ik tidi. I, 3r>.' 

• Glii'se Fha'h ma4i, 5iy dagoi Clu 
T ha pei" mat si 'scbiga; V^ in Daj^i. 

Del maa no vett dbe maa*; II tdpo 
'non eaca agneHik • • ' • • '- 

£1 laraV miia Hancii H ^on moaehin. 
Non torcerehbe Un p^h a ehi^ckes^a. 
■" El maa de vUn t^Mei b^u d^on oter* 
• Ifon oa mai Male pe^ iin^ che non Ptkla 
'l>ehe pitr Vdltro. DhiiM UtOiuHl ndo. 
La morte dtl lupd la siduU delle pe- 
core* Lo spetiaie ed it medico fan fe- 
sta menlre il rfUdAto si riduce al 0hr* 
de. Non h nod che ilprete non ne goda. 
r. anche th CkH e ih Ldff. 

Emm ditt cento maa de r^i. Di~ 
cemmo mille maii di cvi(Nic. Mai*t. 
Let. 85 ret.). Modo gakmteche s^Usa 



jvi710084 



MAA (s 

per nnti' iflrv sul tiso ad uno Not ri 
lodammo grandemente. 

F^ del tnaa. Fart o Commettere del 
male. Malfaix. ifisfart* Mai fare^ 

Fa del that a. vi^. , Nuoeere ttno*, 
Nuocere ad uno. Pregiudicare uno, 

F^ del maa a vun sott^acqua. Fare 
la fera* Fare la barha di stopp^, Nuo^; 
cere occultamente. 

Pa ona robba per (^ del maa* Far 
checchessia per male. - - . 

Fa pocch maa. GasHgar col basione 
della bambagiaf cio6 piCi in apparenza 
che id efTettu. Talora fain* Dare tra 
due calci un piigiuju 

F^ pocrb maa a ona pitanza, al 
ni.fiflt^y o ^tifmiWom ^f!ekr>tii9pp^' guasto 
.udl i^m^immndki^del. pane 9 e siili. Han^ 
^'igiai*tie>pMtaij^ane«> . .1 : 
~y\^ GVe |ioBll miiiga 'afo, ti^M« »<...k t 
,\inaaco;«bmiCla 'Ama^co t»:i^a o fif«c»co 
afcUigH^iim-obe ilo« si. dM;$^s<Q, o ore- 
t>\)d«AI« trV./r» ji^chem- DiaVgU;,. / 

.,!« AiHt^ c<^«tii 'gV6^^d. 56 ben ^\e\ 
.•.\wV.vinai\. Qgni cosa,,Juh riticn^cfrove' 
.. «<i/o ^.0(^i CMMyp .bn «lc«n,<:bA di 
b^onQVOgfii huoflo ^IcuU ohe diopt- 
tiv^i .i),int.^SiM9< ^o/a ,,/;H:r/^ fipnis f 

u^4t$0l bm^ mixt^ /n'W« f-* Nel secpwlo 

dei casi ipr <^i|ii.fji divjde/ii det^to 

.»,,d#'Qb^Q«ii<«arh« prov<?rbi4*^Je^J9 ^g"' 

-Vr'V/'^A^W.fMfl t^ye^io^Mmc'e kq<?con 

-vMs^nVo.* QmJ^^^, ^« cr^ism^P^'^i 

li(luore,M.^m<k\ flg'if . fWf.X'^f^^^- 

.;, u\ «lleA-^b«n,Mfm» ^ PWa,,.,e.,fr>i me 

1. \Qim ifi.ik}^ f eairp^^a.\ F. ^»eiKtCJ3iza. 

La$sa. f nd^.vdoli. W^ Mtmdar male, 

'u\\ Vj6 .r»"^«^*^ t^ ^* '"Pft ^'"^ * (a. ben, 

.itscberi) ;\ .... t afpfavMn^iU^ p.Jfai^e- 

i^ ^i'P'AV Q. 41a 4Mi9A. /amvilf^nito. 

Mai non far e py^r^ uoa 4<ver#>La 
.u^?>i;a^^^4«r« .fl, iiMWH^ ^Hile per.miUe. 
,^,U^^moJ^\^\xfi,m,.\ Chi non ha da da- 
.j.^ uon^i^i^ pfmpt4P'Ld^*M^i if cer- 
^, j^anQ iCefif;hl />*«^JU,4 in JPvov. 

• lU(O.J*i^^,,cl^nQ^,^ faUi lieff'e xlel 
. fTT^ro. -Coscien^La pura non lia cbe 
. t^inere. L''QrAziaiif| U^iomurus aheneus 
i.^slo J^if. con$(fire, sibi^^ C'o/tscia n^ens 

t^cti fanu^. mendacia ridei — Con- 
. scienlia mille testes, 

Mett maa. Meiter male* ConunttUr 

malei e comic. Metier bieite. 



) MAA 

Per el maa ebc gbe vuj mi. M mat 
clCio gli 4'Og/io(Nelli Fecch. Riv. II, a3)# 
Quand se voeur ben se n*ba a maa 
^« na^olt. # < • • Qu9ndp «lla s^ ami si 
))icia quel^a mttft eiie ci percuote; e 
proverbialmente Calcio di Stallone non 
fa male a cavalla* 

Retfd ,'beq ;per maa. Bender ben per 
male. 

Savenn a mal d^ona cossa. Saper 
. . male 6 Parer male ad alcuno di cliec 
chessia ; averne rincrescimento. 

Se le Tee per maa t6 dago. Se tu 
V hoi per male ^ si te ne scigni. 

S^ha mai de fk Aiaa per speccia ben. 
Non si deve commettere un male per* 
< chk da tfueUo^me nasca itn Uene(Fa^» 
, dapp More |I » k3 )•' . . 

Tra i dun mtKi, r$ men nta* quest. 
' Pel male il meno(Uion\g* Serv. nob. 
lly^^Xd^LaFed.m^^/^). ► 

VesA domi <sti( ia. del maa* .filr^ne 

malfacienie* Mal/are,J\iHs/'are.!iralfare. 

Vivdoin^. etui , maa, di oiler «; , . Si 

).diee.aoUeirz«4i<d9i,viyeifna dUe dlso- 

-' apii*i.9.ciAM^ diiichi>eierGiU.pror<^9ioni 

nelle quail si :rit^«ggalycra da malat- 

. lie* foaltiure)) morliirj «• simili ^eiagu- 

k] rati) circdstaps&tf/delU misf^ra uNMUuta. 

i, . ..ViiQ faa « 'p6st» .peV'indtl maa...r^n 

-t eommeitimale,.fiJin ic/b^ '^ommdite male^ 

. disco^die^' -ecc^ I Una hta/A . bieUa^ 1 

Maa. .s» m* Afaie,. Mtlattia^ Mai'koM 

AJUII5 njutt cb*el maa Td: bruit. 

I Ml a la^a sgabeMiiChiiMoi spago a^ 

A^mitoli* Elia\h pur la^\rHaltt paraiaf 

And4 a ccrcass lor el s6 t|iaa\ O; el 

to jDHla;iQ. Ceroare U mnl come t niedioi. 

. Atci el mfeia. de: la .pire)*^ fig. \Avere 

il mal del^calcin^cvio* Diceii di-cbi 

e dnianttssimo del fobbricare. ^ .. 

A\iigb mad ' de parturi. JKss^re* eo- 
prapjmrto^ m. . . ., \>\ 

Brittl*ma& obe allrl dicono tinehe 
. Mulcaduccke.A^fi. Bruill^i^ Afa/e del 
benedstto {Ttkvgi M. II, 4^0)., Gotta 
cadnca* BrtUto\maie. fiejisdetto, Malci^ 
duco* Mitriio. Mali ooduco.. Mal nme- 
^//Kl« Baitigia^ e con vocl dokAr.. Epi- 
lessia. Morbo comiziale o sacra — El 
patisA el brlilt maa. Se gli dd quel 
ma/e(Dav»Tacv p. 2.{ i).« ^ pc antitVasi 
E^ se gli dd quel bertedetto(* fior.^ Mon. 
95). E sog^etlo a cadere. E epiieUico, 



MAA ( 

Cbe te posset mor) de quell maa 
o del maa di gajitin. ^. in Gaifnna* 

CoQoss el maa 6 el yitzt de la be* 
stia. Cdnoseere da eke pih %oppichi il 
suo eavalloij^eWi Vecchi Mv, I, if)* 

Da-fteura bn maa. • . » Manifealaiv 
si , irrompere ^ venire un male* 

Dietta e servirial gnariss ogni gfan 
mal. Dieta e $efvisiale guarisee ogni 
gran mii/e(SaWiiii m Pr. fior. IV, f i, i S7). 

£1 maa besogna remediagh imant 
che V ^ fresch. Ogni mal fresco age" 
i^lmente si Sana, Il btino Principiis 
obsta; sero medicina paratur cunimala 
per longas eonvaluere moras. 

El tnaa «1 s*^ iDveggii. 11 nude *ha 
Jatio sopr* osso(h%Sf^\m la ). 

El maa el ven a carr e el ta-ria 
a onta a oosa, o pero el yen a brent 
« el Ta-via a zain o a quart. // male 
i^iene a Ubbre^e passene a o^tee{Won.^i). 

El maa no le aa che chi le prceu- 

va Solo chi pale sa qnanto ^\i 

dolga. Talora Corpo saUdlo non crede 
al digiuno. 

Pass maa. Farsi male. Restore offeso. 

G\^k el maa in dS omen. K'k In- 
^uenta o EfHdemiao Epidimla o anU 
Jnfermeria, 

Gtiarda a no fatt maa o Vardet de 
maa, Quarda di non H sconciare, 

Guarda a no fatt maa v^. Guardate 
a non vi far mii/e(Laica Pin%, III* 4)* 
Gitarda che In non 5ii^»(Cecchi Dole 
II 9 9). Guarda pur di non d sea^a* 
re, Diceti per ironia a chi fa stenta- 
tameole e da pigro ci6 cbe ei potria 
fare speditamente , ed anche a chi 
nena vanto d^esegnire cx>8e nel fare 
le quali non aia difficolti alcnna. 

I maa besogna di|-gi6 ciar e nett. 
Jlmalesideeportare in palma di numo, 

L^erba ruga tntt i mam je desiru- 
ga. V0 in RJiga» 

Biaa. ebb se oiippa o cbe aelceii- 
au. Mtde aUaccaUccio o dppiccdticcio 
o coniagioso* 

Maa che a* ifiguranav oaaca a on 
can. Male che il ciel ne scampi i eoni^ 

Maa eetUrm. Coldi^a.' 

Maa de (k cmaXk i pret. AMe die 
U preie ne goda ; cio^ peHcaloso. 

Maa At fide^. Mal MJegato, e dottr. 
MakUUa ^m/iii»r b ^piale m a colica 



3) MAA 

epatica dices! M^dijfahco? o Epa* 

' talgia , se soolagtone EpaiirrSa , se 

inflammagione natiJkrale iSpaHUde^ se 

- turtiore EpatocMe , se infiamroagiona 

> per cause estema Epatq/l^ii^ ae er* 

nia Epatbnfalo^ se ampliamedtopra* 

tematurale Epaiopareiiaria* 

Maa d^ gbla Jnfiammaiione 

nella g<^a ; dollr. Eso/agiilde ed Eso^ 
fageftbgosi, 

Utifk de hkcroe.Spaliaoce, Male Mel 
garrese, Lesione con enfioTe che talara 
soprarviene ai cavalli ueila aommita 
* delle spalle. 

Maa de la formiga o Gajrosi^. • «> • , 
Quel vano cbe si rilara tak>ra esi- 
stente per carie fra la came scanalata 
e la parete deirugna d^m cavallo 
dalla corona in gid. Alcuni lo dicono 
Maie deir asino. 

Maa de la loa. Fame C€Uiina{c<m ro* 
mito, lienferi^ od altro fluss6 eel la- 
CO) -^ Bulimo{coa mancamenti di 
cuore). 

Maa de la mdndragora. scb* Mal di 
madre o di matriee* 

Maa de la preja. Mal della pielra, 
Cdlcoli -— Fig. Mal del cakinaccio^ 
cio^ mania di murare«di fabbricare. 

Maa de la rava. Frase contad. • . » 
Ingrossamento pretemafurale che na« 
see talora nelle radici di alcuni ve* 
getabiK « prodottoyi dall* annklarvisi 
alcuni bruchi , e cosl detto perch^ in 
qualche modo ne yieae alia radice la 
figura d*una rapa. 

Maa de la reblera. K Rebl6ra. 

Maa del figh. Eico. Escrescenza mor* 
bosa di carne che nasce talora dal 
tuello ne* cavalli e sovrasta alia piania 
de^ piedi, (gio, 

Maa del galbee. JUerizia, Morho re- 

Maa del gialdon. . . * Malattia as-* 
sai (ireqnente oai bacbi da seta per 
la quale- diyenlana vacche 6 in^accld* 
' Mnona come dicono i Tosbaiii « e la 
pi6 ydlte si muo}oiia miseramenfe. 
- Maa* del gr^as. Lo .^stessa cha Maa 
del. gialdon.' P^edi' sopra. '. 

Maadel Jtai^. GoHagznf.^ Malattia cbe 
infesta le-vaeehe.^ la spalle ava^picca 
alle costola' iu nio*chb non: si pu6 
Btaccarnelatiancbtt: a 'tuttii fortity la 
bestia «6ppica.rM' ... , 



MAA ( 4 

Mat 4el patrop* AM di mudrone 
( AUeg. 94 e attrpve ). Mairoae. Md^ 
djrone ; e dottr* Ippoondri^si, Vegoigh 
a vun el roaa del patron. Destar^i a 
umo U m4x/rQiie(*pist. — - Cin* De$* e 
S^. I, 6). 

Maa o Mai del pel. f^. in, Pel. 

Maa del ramett. F* in Kamilt. 

Maa del segn* V^ in Segn, 

Maa del tir. Tiro. Mai del tiro. Ma- 
lattia nota aei cavalli -^ solierz. Priit^ 
;rifmo(parlando d^uoiniei). 

Maa delvermen. Ferme mcim. Ma- 
lattia ne^ eavalli che e deUa Farcin 
dai Francesi. 

Maa de moru M4d di nwrtefPsi^' 
Jlwi. V, 976 , e* t.)» 

Maa de nagott o de rid. Male da 
biaoca* 

Maa de renn. Indisposition de'* reni 
(Garo LeU ined. II « jy^). V. Derenera. 

Maa de rimn che aleuni dicono Maa 
del laox. CoHagine? MaUttia interna 
delle vacche. f^ dieiro Maa del lanz. 

Maa de aant^Antoni. Fuocx)^ sacro. 
Mai di santo Antonio. 

Maa de iat^ e de inelt. Mai da hiacca. 
Male di poco q nessim memento. 

Maa di can novej. Malattia de' cani 
noveUi(G\%w* Enc). 

Maa di lumaghitt. f^* in Lumaghitt. 

Maa che someja a on panaris. // mal 
del coj(«p(Guadag. Mime I, 81). 

Maa d^oBUCc. Mal d*occhi; e dottr. 
qftalmla. 

Maa fioraa o fioran o fiorett. fr. 
deirAlto Milanese. JJle? 

Maa in famiglia. Male erediiarioijn 
tenso fisico e morale). 

Maa isacch. F. Maisasc. 

Maa matrical. Isterismo. f^ innanii. 

Maa scorbutt. Sobtifuto* Morbo scar- 
huUco. (dietro. 

Mal caduccb. F. Brutt-maa piik ad' 

Blal de gola. F. addietro. 

Mal de mader. Mal di mainee o 
di mmdre o delia donna. Isterismo. 
Male uierino. t^ La p^tisa el mal de 
mader. E matriciosa o isteiiea* 

Mal de pet^. Mal di ptOo* 

1^1 de refnn. V* piu sopra. 

Mal settil. Tisi* MalsotUle. 

•Sav& de ohe maa s^ha de mor). fig. 
• f • • • Sapere quanta e^ 4ebba stare 



) MAA 

cbeccbessia, quanto ocporra tpeodere 
o fare per alcuno scope, 

Sparti o Taja el maa in me^a. Dtwe 
nel me%zo d^lla djfferpnza tr« Puno 
e raUro(Caro Ut ined. Ill, 93)i Ta- 
gliar la de{tn, Fa^ rni taenia o uno 
straleio* Non eonteggiar minutamente^ 
ma concurdare i oonti oosi alia grossa 
per finirli; e4 aacbe piU propriamente 
fVa noi il recedere da una melii delle 
pretese reciprocbe si il venditore co- 
me il compratore. Darla in quel mezio. 

Sta maa de roori. A^^er male di ri- 
seliiO' 

Te see minga de cbe m^ t^ee de 
morl, E^ non ^ ancora andato a letlo 
chi ha ad avere la mala notte^ 

Tutt i maa bin maa» ma quell d'^a- 
vegb nagotta de scenna Vk on gran 
maa. Ogni dolore i dolone, ma ^eilo 
delta tavola k il maggiore* La peg- 
gior cosa che sia k /' a^^rjiune e non 
aver ehe{VLano8. p. 3aa ). 

Tutt i maa voeurenla soa scusa. Ogni 
male ha cag/oi2e(Ceccbi Date III , 5). 

Vegnl quell maa o Sentiss a vegnl 
quell maa. Montare o Sentirsi mon* 
tare la stizza^ la collerat la bitzatria. 
Impazientarsi , arrovellarsi. 

Vegni maa a vun. Suenirsi. Fenirsi 

meno alcana. Gb^boo famm 

Cospettol Guarda cbe no te yegna 

maa! Ho fame Guarda c/ic 

tu non ti venga meno! r— Fa vegiii 
maa. Essere uno stento, A. vedell a 
ball^ el (k vegni maa. A vtederlo bal^ 
tare k grande stento 9 ^ gran passione^ 
h un fasOdio* 

Vessegh el maa in di boeu, in di 
vaoch e sim. Esserandazzo di mali^ 
o htjiuenta^ anf. injhrmeria. JSs-- 
servi epizoot^a o epidemia u epidimia 
Q malatUe vagatUi. 
M4a. aw. Male. In aloune frasi diciafno 
noi pure Mal ip luogo di M4a a%H^, 

Andli 4^ n^sA* Andar male. Vale pe- 
rire, perdersi, mancare. 

Aiida maa ona robba. Ire a tratfcrso, 
. Jn male. 

Auda maa tuttooss. PigKar iwUoJra 
mono ogni cosa{huonBr.Tanciaiy^ 1). 

A parla maa ae fa maa, ma s^ indu- 
Vinna. Di^ nude e apporraUi{hlie^t\ 
. p. 75). Di' n^l4 ^ i'^apppiToi* 



MAG (5 

A pentlb maa $e & mat , ma a" in- 

duTuina* Giudicar male del 

proafimo ^ male « ma pur troppo cod 
peasare a triatiaia ai coglie nel aegno. 

A aU maa s"*^ seadpr^a temp. Non 
pien si Uurdi il fmal che non sia prtsto 
(Berni OH. imu XUU, 5). 

FJi roaa i robb. Fare m eeehim t 
croce. Strapaziare i lavori. 

Falla maa o Fiissela roaa. Fada male 
- Fartmaie ifaiti saoi - Fassarsda male, 

Fasa maa lor de per lor. K. in Zappa. 

Mings maL PUk che mezumamenle.Vi: 
bolgiraa minga maL Eroviuato di molto . 

Oa poo per uo fa a»aa a niasua. Un 
po'perima nemfa male u nesamm9(^&ar^. 

Per maa che la vaga. M pe§§u> che 
possa incoiUrare ad alcupo. M peggio 
smdare^ M peggio fare. V. aacJte in Can. 

Qnand ae ati maa aa sta maa de 
per tutL Lo skir male ^ mal per iuOo 
(Caro lei. ined. I , Bi). 

Reoaal maa. Far mala riuseOa — 
Mu¥enire. Aver mal eaito. 

Se va ben d.zuechee va maa el 
granee. F. in Ziiochee. 

St^ maa a fit ona eoaaa. £raer ma/e 
il fare checchessia. 

Sti maa de oli, devin, ecc. Penu- 
Hare di olio% di vino^ ecc, 

SU maa de gamb, de naa, de 
eencc, ecc, V. in G&rabo, Nas, (Eucc, ecc, 

Sli maa de qoejoosa, de coo, de da- 
nee, ecc. JSsser magre di checohessia 
(Maeh. Op. IX, 598)9 oio^ easerne Btmr- 
ao. Magro di daoAri, di consiglio e sim. 
Mabir. t. a« del f^ar. mil. Naearre. Na- 

saccio. Nasone. 
Maca, Maoaduia, ece. f. Macc4^ Haiy- 

caduni^ ecc* 
Macab^ o vero Bmtto Macabre. Maeeite' 
rone^ Figura da eimbali. Oicesi impro- 
perando a peraoaa molto deibrmieb 

Maeta^. Donna asaai deforme. 

Macaochin. Berimccine? $1 diet a ragazzi 
o a peraoBcinc defornni nel vbo* e-spe- 
daknente se tali per avemele fatieue 
sehiaeeiate a mo^d^uno aciounioClp. 
Ifaeacckinna. Bertuocina? 
Macacoo o vera Bmtto macacco<« JSeHuc- 
dome. Bmbkuino. Si dice pei< imprpperio 
achi aiadefbrmissiroo c r^nda aria per 
coai dire al yiMceo»{Simiacy7wmQlgiis)i 
<dni« veramente del pi^ brutti. . 



) MAC 

On maeaeco d*on omm o d'^ona don- 
na. Un bertuccione. 

Hacaccdn. Bertuccione. 

Madio<Giugii a). Lo stesso che Giug& al 
qiacclu y. in Hacoa. 

Macar4 che alcuni dieone anohe Macca- 
rona. Belare intormo ii/io(Nelli Fecch. 
i?iV. II, 10). Belare. Piagnucolare. Il 
piagnei*e dei ragaazi, e per deriaione 
anche quello deiruoroo. 

Macarada. Belo. PiagnisUo. 

Afaear^nt Piangoloso. 

Bfac^ri. achera.... Piangoloso — Parasite ^ 
cbe vuol immacariarsif cio^ mangiare 
a roacca — Brutto macari. Ceffautle. 

Macar6n e MaccainSn. Cannoncino. Sorta 
di pasta a foggia di cannoncino, la 
quale si suol cuocere in piu maniere — 
Macckerone piik propriamente fra i 

. Toscani e i Romani e cosl anche in 
tulti i diz. italiani, vale Pasta di Carina 
di grano distesa sottjlmente in falde, 
cio^ a dire le noatre Lasagn largh. 
In gran parte d"* Italia perd i Cannon' 
oini dei Toseani sono detti Maccheroni. 

^ Bfaoaron al snghillo Cannon- 

cini alia napoletana , cio^ regalati col 
augo di cami sfufate. 

BfacaroB bianoh. • • • • Cannoncini 

di mera farina di grano* r 

Macaron bus. FischieUin^oicX Can- 
ii€l/0|u(*tosc. -Tom* Sin.). Cannoncini 
forati che i Veneziani chiamano&<^t^/i. 
• Alaoaron iin. • . •'• Cannoncini di 
pasta fine. 

Macaron giald. ..... Camioncim 

di pasta d^uovo o di pasta zaflferanata. 
Macaron gross. Cannoncioni\^ ^or. — 
Tom. Sbi.). 

Macaruil ordenari o gross de soor- 

KO4 Cannoncini di pasta grossa. 

Macaron mezzan. 6^iimonoioi(/i(^tosc. 
— Tbm. Sin. ). Camioiicini di pasta 
roezzana. 

Miacaron pisciaitt soli. OmnoneetH 
Usci{Hou. -^ Tom. Sin.). Cannoncini 
piocini lisci.* 
Maearon Figaa...» Cannoncini rigati. 

Macaron stopp Oannoneini 

sodi; quelli donde i Nnpoletani trair 
sero il loro Mac^rone senui periuso 
in jig. di fiabbione. • 
.« Mei£«>maciuron* CammoneioUi? Spe- 
cie di . piccioli-ranminflini. Fi sapra* 



MAC ( 

f «rcU dm t imicaron* P^iso rinfrigno. 
Fiso di babbuino. 
Specct^ che vegna-^i6 el formaj sUi 

< macaroni Aspeitara hocca < tiperia le 
lasagne, Aspettar ^ke le lasagHC pio^ 
vamc in bocea o in gola, 
• Yegni el forma j sm macrtron. P/o- 
c^rs appunto sal s€minato(^iek\i MogL 
in ealz,.\l>i a), Caacare it cacio siu 
maccheroni^ A^^tr tre pdn per coppia. 
Far dicioUo con ire dadi. Nascer vc 
stito ; e col Fag^Afor. alia mod, 1 9 e), 
Pioiwvi il %uechero suite fragole, Avt- 
' re o Femre la pasqua in domenica. 
Casear le uU^e nel paniere, Avere le 

. ' ccse ad oppoiiiinilli. 

|[acar6nk fig. Jlfacco/o/i0(Targ. /-^g.V^ 
t8); OgBi colatura che scoli in forma 

> tonda e penzola; Molte sitdattiti sareb- 

> bero dette dai nostri popolari Macaron. 
Macar«5n. Gg. Moccio, y^ in Naricc. 

Avegh semper el macaron al nas. 

S^npre smoccicare* 
BCacariSo. fig. Piagnohne. Belone* Pecoro- 

. ne. Colui che bela e p iange alia distesa. 
Macar6n. fig. Marrone. Strajklcione, ^a- 
. glio, Errare. Farfallone. 
Macar6n. fig. Sgorbio, Scorbio,.. 
Jfaoaroni dicono.aleuni per Macara. f^. 
Macaro9^. g^tf^» Bieonosoere, Coniradr- 

• distinguere, 

llacaronida. . • . • . Una seorpacciata 

di .cannoncini(miu:iin>n). 
Ilacar6negh. Ad* di Vera o Poesta. r. 
Macar^nua. Piagnona. 
Hacaronsitl. CannonceUi, F» in Macar6n. 
Jifacca. Mdcca* 

. A macca, A macco. A macea* 

A macca. Lo stesso che A 6f£. F* in 
6ff. 

Piang e Rid a macca, ff, in Piang 
. e in Rid* 

• Vegnl a paocsA a macea* Immaca^ 
riarsi{A\\egr. p. a 10). 
Macc^. Maccd(*hoT,). Sorta di giuoco. 

Giug4 al macci. Fare al' nutccd 
' (*}ior.). Lo stesso che Ofiitgn al noeuT. 
! y, in NoeCkv. 

Macca. Ammaccare "^ Jceiaceare^ 
Macdk^. Ammaccato •— Acciaceaio, 
Maccadura (nei corpi naturali). Ammac^ 
catnra -^ Aedajccaiura -^ Conittsione 

• -r Arikma €c am e nio — >' Pesc4> 



6 ) MAC 

MaccadJira ( noi corpi 'tftefatci). 'Fittm, 
<knt04 09SSO. ' * 

Maccadi^ra. T, dt'MMScaA.^ Bepressiofte. 
Bipressione. GonDtiMionenel f nolo flel 

^ ^ie del cavaHo che si apeciflca in 
secca e in sangftigma* 

Maccadurmna. • Ammaceaturintt, 

Maccagnlnna che althi dicono Maccatilcca 
o Imbragaddfai. Mariimeea{^i^eci >-^ 
Gior. agr-« II , 344)* ^«ngh Ai legno 
Itraga quanto la tala e i mot^t delle 
rnote iu^iem^, la qmileoonfani e pii- 
legge strivigcsi cotttro i eerchSemi delle 
ruote de* carri in modo da i«ip«di#ne 
il roteggio neUe di8ee«e< ffei batocci 
fa queU^nffido che la Scarpa ne)le 
carrosce* Le vaanneaao io Adgg, V* 

Macca.nlcca. A^. •Maccagnlnna. 

Maccadi, ecc, y, VLncsx^^etc* 

MoooanSn, eoe, V^ BIacar6n, etc. 

Miicck. ▼. cont delPAlto MIL Pisikra 
(*to8c. — Lastriy. Specie di pnlenda 
fatta oolle briciohe delle -castagne o 
coi frantiirai delle oastagne secche e 
sguiciate. *-^ Si d4> anehe ai majali 
per ingrassarli ^— Nei dit4[\uh Macco 
sta ' per Pnlenda in- genere o per 
Faverella. 

Dolz come el macch. Dolce qual 
miele* ... 

MaccKett. K Mach^f. 

Maccia. Piallaccio, Sottilissima asaicella 
di noect d^ cbano o di granatiglia che 
si adopera per impiallacciafe. 

Maccii. T. de^Leg. di lib. Macduare 
(Zanob. Dis.). Afo/vsaone, Colorar le 
pelli ondo si Wgano i libri con tigra* 
ture, radica, ecc. 

Macciaa. Mare%zalo -^ Per Smaggiaa. y. 

Macciavellega Maniera destra 

od astuta di volgere a tuo talentd 
nomini , cose ed evcnti. Per ea. L' d 
on omm curios; ghe voraHi ona mac* 
ciavellega de no dl a fall tk a yoat 
nuBud. i un capo ameno ; vi oonvertia 
usare maniere aceortissime per indurlo 
alle \fOsire vo^ie, A volta ona fritada 
ghe vcanr la soa macoiavellega. A ri- 
voltare unafriitata vuol essere disin- 
• Poliuru^ £ren temp de can; ma cont 
oq pojo de macciavellega inscambi de 
perd hoo gtradagnaa. / tempi corre- 
pana iristi ; ma usando . poUtioa non 
che perderei lucrai, la iiiit cofs ghn 



MAG , (7 

tiear jiMce««vcttegau In ogni toia vuol 
tsstre accorte%ta,e destf'CfMm* -* la 
cain|»agtia, allorcbe.si iralta d't de- 
«tne«M m cose materiali 9 uMno come 
siaoiiinii di. questo TocabolQ apehe 
£i MiHer^ La Macctmega e.«iiiiili «>-■ 
Per si stessa quesU nustra voce ha 
si^iiicalo icevro di tristi&ia^ nel si- 
giiificato morale mi pare traducibile 
j^vSdgacia o Acc^riftzd^ e nei matat 
riale per X>e^C/^etsa, ed.aiiche per ^^<ii- 
2ia 19 boon ^enso.* Pure «iccome Tastu- 
tia aacorchi caesia nel signifioato 
merak, per questo ch^ ella si djparte 
sempre alcun po^dal veru».raaeiiia i 
coofiai delta Xrislmmr •eosi Mlnc^iavel' 
/e^tsecondo ilJiKi^v in. oul 6 uj^ta 
c secondo gli a^uuia obe. le.fanno 
corteggf •y^capvSA facilMienle kiell^idea 
d«)U'aslusAa.iaatigi»a:9 aU delUMoc/ua 
(Zanub. Diz.) dei FiorepUoi i quali 
dicofip/^ociwie a .Uomo oAs ha mar 
chia ogQi ittrbaccio obe la iL corrivo 
per giugoere astutamente .ai svboi'fioi ; 
e spesso trascende aucbe.in queUa del 
ACarcAaM«e//4sau^(f Hoiv T^ Tolip.. ilaliano 
e (\VL^u. d<r6. euj;0|i0o,^Zanbb.i7is.), 
delta iqiMiI voce ogouiM.ooiioiee IWi- 
gine : q Uoyra/ «mUe ' applkaftioiii : iad 
<>f 01 .v^al^^ di '.pagioii susrioal i 1. 
l|a«elL a. aiaccWtr dicQn0^^vitUmii€ti^ le 
persone civUi per Beccaria e Betooh^e* r. 
. -*- Jl vero , J|awll:elie j5 \Umma%3ii^. 
iof0 deidiv^ Ual,.^ iV^<i*i> dei F>% i 
UittorsL un desAderii) oelia.HAJflra cilt4. 

die .Scrive SalCin.^fm^uh lUuicmi 
par troppo bene, e aggiugne • ailre 
V0«:i poco.MyR:i)«-'^/<«Meccm. Udcei> 

., lettodeAUAfof^l(/#nu6slmdaliiiiieo. 

Macbina. MacMnm* • >. . 

MliebioA de imbolcglia e ass*^L€i\Haf 

Machine de resegii. ^i' CAvalelbSn. 

Maebina tUiXrltUkMaccfUmteleiUica, 

. 1^ MU parti priacipali > sooot : . > ' 

Machina pneumalegi. MaoehinapHeu- 
Db fcBiigb a la mttebioa*' fig« i^^r 
yiioco ai/« girondda,^ ^ 1 

Carta dt macbio*. T.i in- CarU.l 
luciosler de iuachina»>^f Attiiscioater. 



) MAD 

Xca^ in ioaehina. Es$ert coUa damtu 
Maohina* figi CsUhso, Miac^Una^ Persona 

gigaalesco. 
Machina assoL e Machinii sora k|ueJGOSS. 

Jbbacare.FahiastkaiTC •"— Nel dit. itaL 

Macchinare ha senao TestriUivo di/Pen- 
-.>^re'a no vita nello State o lielle fa- 
^•>miglie^ d'*'Ordir in^idie e simili. 
Machinent. Macdiinoso, 
Miicbinetta^ MaocbimeUa ; e ^peeiabnenie 

quella daufnte .alia spedita il' citffe. 
Madbittjsta. Muxkinis^ in genere* Tfoi 

1q intendtamo aoehe speciaJjaettte del 
. semplioe: fabbricitore di maocktoe. 
Hadunlsta* T. teatr. MaeehimttaCZmMgh. 

DiA»}¥ In- ijpeoie intendiamo dii in- 
. ;'' v^Qtii e >diifige la rabl>rieatione: e la 
.. kic^inouane delie ihaccbiiie teatr^ili. 
llathuK^. AfuccAMfM. , . 
MicSs fl.HjkziSu Mads. Hiads. Droga eon- 

sistenle 19 qaella rete oavooSa.^.ros- 
. siecim nqtiiosa.ehe iinproprii^MOte si 

dice Fiore delta noca >m9SCada (piy- 
\ miha mosckattf^. Targ. i^&. Ul^ 5(>o. 
Haepo^Kite^zciiMAQ in, usoiiVa moki'del 

▼otgQ;.pnr.iei»piuu ,, , „ 

Wadal^i^n. perMsijc^^u /gi^i^qo 4alvolia 

per .)e. vie -diBlU .citU i .Outtajiioli. 

Regisli?Q!^q«esio. capiuooile iptevebc se 
s,alouite ;le|pgedSQ .neile noMre: Bosinad 

. la I viicci Kfa^lffnn.ia /x:ocnpagnia .di 
.,.irull/9.i non tubbia lai .iinpaUftirje ^er 

rJDveuirne il ^]glii64alotAa#//i'.t5i^./a 
, ^Hmdafi^ad4l iS|8), e»:q^^eli^'•Brp»Ig- 
. .gio.j a veBderJe.,per idij> 4a».che ai 
..noBtrt pitonipQlI; I. . / .' , <. i 
Madalcritia. xMddiiAhn^* NoiM prOprio. 
¥» de Maria «: Madttici>ha. /<^ifK Marta. 
«•■' .yoreg)i> tuU..i,.prdghier de lat.fia- 
' dalenoa ^modo» di • dire oontl biiiaBt.). 

Non fare cbeocheasia ae .hon 

. .a grande stento. . •; ,\>- \f 

Madama*' Vote €lt€^ n6i ueimmf sdlo^per 
> fiScAerxo ^Ulotclie vogHam^ drntosUtfire 
\ ,otforiJieeAui a doaaa ehe ci sia'/ami- 

f^iare^ e nellA (rase . v\ \ 

\. H^dama Coocola ehe\ ap/^Uihiamo 
; a Donna tutla iHuiiie,/ tailaik)as€S|ite 
M -di v«^iii,dal veriez* Goooieai^yOoco- 

lar, Cara la jiua c6€bla. < ..i > 

Maditmin o Madaminua. FaUorina delta 

'•i creeiafa a^€ttfiafm Mel Cortiert milik^ 

nese delle Danic del -gicittio jujiiglio 



MAD ( 

1819 k p. 137 e un^aeMi Yivace di- 
pintura di qtittMe nosire Madaminn — • 
Talvolta prendesi anche per Mercan- 
tessa d^oggetti di i^oda. 
Atadamm. Cresiajai Oifflaja, 

Coo de ntadamni. f^. in C6o. 

Madamm PalafRa. BnsoJUona, Un dia^ 
vol di mona Gonna. Mastaccona. Vi in 
Gonfalon. 
Milder. Mdtrice. Madn, Donna del corpo. 

Mai de mader« F, in Maa. 
M&der {che il \;olgo dice anche Mlidra^ 
I C4mtmdini MA, < ragawetH di cktd 
Mtoma e Mamifit • bimbi Mimln); Ma* 
dre, GenHriee ; e oon Voce adtica nsil- 
ta ancora talrolta dai pooli Matre^ 

La discreeiou T^ la mader di ytrt£i. 
t'\ in Discreaidti e agg. «— Talvolta 
o per ischerzo per rabbia si dice 
anclie La discrexione h 4a madte degli 
osi/uXFag. Gen» corr* 1 9 a). 

La matinna Td la tnadar di faec. 
y. in Malitina. ' 

Mader de legii. Madre di Hucco? 
Mikire balorda, gnocca^ ehe'noti «a 
menomainente eduliiaf 4a ptiole. ' ' 

MiMler di poverilt. Madre d^poi>Ot*i. 
Donna che fil di molte lirtiosmek : 

Mador dritfta. r.inVkdet. 

Mader faoeodonoa fnyulapolirohtia. 

S^avve^iand |>i^r«f' le fi^lie 

di qtieUe^madri ehe tutta raiiiiO''da 
s^ la iifasseriKia della caao.- ' 

Madei^ ladiniia preiosa* Ufadre 

pi^tesa{Ct. In Tigno^o). Ma dre troppo 

ligia alio TOglie dei figliuoU-Ld Com* 

media del Nelli intilolala gli Mlievi 

- di 9^edove 6 un belltsaimo ril ratio di 

que^ta apeeie di madri ^ e per questo 

s rigiiaMo insegna 'pedagogia praUca 

. iu mode etimib. 

Mader pietosa fa fioeula tegnosa. La 

' madrt pietoea fa la Jigiiaola tignasa 

(Cr. in TignosQ — Monos.) Medico 

. pietoto fa la piaga puMtolente, '^ignor 

indolente^ servo nigUgente* 

Mader pi«UMifi4 fig. Maria pielosa 
(Gecchi DiesimiU IV, 5). Otcesi oosl 
h aomo come a donai bhe pecchino 
di troppa indulgesxa. 

Mader spiritual. Madte spirituaie 
(Cr. V^on.)* 

Se fa la corl a la mader per la 
ioia. y. in Xoia. 



8 ) MAD 

S6 dagn dc mia taadtr m mh marl 
roe baft. ^. in Marl. 

Vor^ insegni a aoa madr^a fkficeu. 
Voter insegnare at gaUo ajani aftdco 
delia gailina(Se\\l Vevcfd JTiV. 1, i5). 
Pooler imegnar teggere a' doUori o in- 
segnat inerpicate ai gatti* Fohre i 
paperi menat a bere V oche, Vdler 
insegnare ai maestri. (nache. 

Mader. Madre* Titolo cbe si d& aUe mo- 

Mader hndeiiBSL.^bbadessatjibadessa. 

Badessa. '^Scherz Doniia che 

incede con portamento grave, donna 
corpaccitita e paffata la quale stta in 

• gota cbntegna. 
Mader caniincrra* • • . • Canovafa; 

quell a monaca ebe in ricuiii moika- 
8teH badk alia eaitfina. 

Madet^' castne^ab- • v . . Quelk mo- 
naca eh(d ki aknttt monasteri bada 
alia cucinav {linga. 

Mader dispenslSra. CtUemjai Comoro 
Mader e fttadrMnfermera. ..... 

Monaea preposta alia nif^rmeria del 

• mobastero. * < 
* Madn* priora. Priom. Piioressa, 

' > Mader snperiora'. V Siiperi^ra. 
Mader torasera Ituata/a{klh* bass. 

• iu Tbarif^he)^ PoHiHaj'(t(t6iA nei 0(itt>c. 
deir tatrv). ' Dioesi ndi maiiaissteri: di 
qneHa tnonaea obe aUoiid% alia ruota 
{torho)* '•*•'• ' . ' • '. 

Mckder.T; Aelie hriWMadre, QiHellli delle 
ducr parti bo^tihietofi an ordigno od 
(mo sfnimento la quale serve a rtg" 
gere, giiidare> o rieevere in s^ raltra 
parte che lecorrispond^, come per 
modo d^ esempio- la <ihieeci0la delle 
Vili eaimili. - 

Mader. T. delle Ani; A^m&v.' Quell't>r- 
dtgno entro a exit si forhii o getti 
cbecchessia, come a eagioU d'^esempio 
' Madre da g^ttak* eai*aHefi e aimili. 
Mader di vid. i^iti^mC&6T.). Ma- 
trice da fo^mar le viti. 

Mider. T» de'Caliol. r. in Rusdnn. 

Milder. T.di QetL di carat. Madre ?^ Pa^ 
rallelepipedo di rame in cni col pun- 
abne d^aociajo fu impr6ntato ii tlpo 
^ delle lettei^ da slampa. Si alfoga nella 
forma e vi si foade il piombo per 
gettarvi i caratteri. t quella che i 
Francesii i Tedcacbi a gl'inglesicliia- 
man* MaUixi 



MAD ( 

Batt i madert Oiuitifidi i madert 
Parangonnii i mader. Coniare % Jgginr 
9tare^ Pareggiare le madrL 

Mider. T. del Giuooo coal delto de nun 
gher grass. K in Milter. 

Mader. Riioeco? LievUo estraito da pasta 
stata iteratamente panliicata. 

Mader. Mamma, Madre. Capomorio, H 
leUo del vino, deiraceto, ecc. 

Mider. v. coot, ^nme della s^gala. 

Maderperia. Mmdreperla; e dotU Cheripo, 

Madervid. T. ddle arti. Gubcciola. Ga- 
vita cilindrica a spire cave nelle quali 
entrano le spire conTesse di quel 
cilindro spirale che dicesi yUe — Gli 
scrittori la chiamano anche Femmina 
o yUe femmina o MadnvUe; i diz. 
coi testi la dicono pur tale, colle de- 
finiaioai vogliono la Madrevite riser- 
Tata a rappresentare esclusivamente 
la yUienu E farebbe da desiderare 
eke si stabilisse pur una volta doversi 
dire chiocdola la femmina della vite, 
vile il maschio, madrevUe la viliera for- 
matrice delle viti e lo struraento con 
die si buca o si £utna la chiocciola, 
il che ambiguamente viene detto in- 
viiare una madrevHe. I Francesi chia- 
OMno Arou la chiocciola, Filihre la 
madrevite; anch^essi per6 non senza 
unbiguit^ per la duplice significazione 
che importa T ultima di esse voci. 

Xadervid. Madrevite. Quella chiocdola 
in geoere colla quale si forma il ma* 
achio delle viti. 

Madervid di oreyes. Fitiera, Madre- 
viie{*BoT.). Laminetta d'^acciajo, con 
maoichetto o anche senza , nelJa quale 
sono piu fori accbiocciolati di varia 
grandezza, pei quali Tartefice fa pa»- 
sare il fil di ferro o allro metallo per 
labbricarne le picciole viti maschie. 
Le vane grandeiie dei fori identici 
jono indicate da alcune righette se- 
gnate sulla lamina tra fori e fori. 
Hadervid in^less. Madrevite inglese? 
Madervid s'ceppa. Madrevite a cu- 
scineUi\*Xosc.), Laminetta con due pres- 
sori mobili i quali danno il passo al 
£lo di metallo e poi stringendolo il 
ridncono in figura di vite. 

Madervidinna. Madreviiina, 

MmUtosu. f^. Mader — Per Cod de vit. K 

Madonna. Matlonna, Nostra Donna* 
Vol. ill. 



9 ) MAD ; 

A la Madonna de la Zeriosura de VvSe* 
yema semm foBura , ecc. F* Zerioadra* 

And& a dormi o Audi ia leco con 
la Madonna. Far la eena di Salvino: 
Andare a letto senaa cena. 

Cara Madonna ! . • 5p.di esclamasione. 

Faccia de Madonna. F. in Faccioeik. 

Filpiang la Madonna. Far son Marco, 
Golle mani contraffarsi il yiso in ma- 
niera che assomigli il ceffo d^nn lione. 

Gaijnett de la Madonna dieono aU 
ami per Gari^kgol. F. (Qu&der. 

I Bladonn stan ben sui quader. F. in 

La Madonna de la Zentura. La Ma- 
donna daila Cintola. Nostra Dormadal- 
la Cintola, La Cintola{V9ts. pas. e lyS). 

No gh*^ n^ Sant n^ Madonna die 
altrimenti dicesi anche No gh^e n^ 
Id nh lee o No gh* h ne Signer n^ Ma- 
donna. . . . . Ti raccomandi in vano; 
per te ^ Onita, non c^^ replica. 

Panmoijn de la Madonna. F, in 
Erba-bri^a. 

Per i Madonn Cos! diciamo 

parlando di cose che debbano aver 
luogo nella ricorrenza di quelle festi- 
vita di Nostra Signora che nominlamo 
la Madonna de la Zerioeula, la Madonna 
de marz, la Madonna d^agost, la Ma- 
donna de settember, cio^ £a Candel- 
lonhLaNunsiaia^VJssanta^ e La Con^ 
cetionCf o vero Nostra Donna di Mar- 
so, ecc. Le altre festiwtli di Nostra 
Donna le nominiamo diversamente. 

Pregi el Signor per la Madonna. 
Madonna. Sudcera, (F. in Sign6r. 

Donna e madonna. Donna e madonn 
na. Padrona assoluta. 

Pari el gall de madonna Checca. 
Esser ii gallo di Mona Flora che di 
tutte le donne s* innamora. 

Reson de madonna Marcolfa. F, Re- 
Madonna. Ad. di P6mm. F, (sdn. 
Madonnin. Jngela, Angiola. 

Che bell madonnin! OA viso an^ 
gelesco! Oh leggiadra angioletta! 

Faccia de madonnin. F. in F4ccia. 
Madonninna. Madonnetta. Dim. di Ma- 
donna net sig. d* Imagine della B. V. 
Madonninna. fig. Lagrimetta. Lagrimusr 
aa. Lagrimuccia, 

Vef^ni i madonuiun. Lucciare. Im" 
bambolare. Spuntar le lagrime agli 
occhi. Vorski.^ Aorem exoculis stUlare. 



MAD ( ic 

Blwlh*^ <inmiit9i « vbomle per Widier. F'. 
MU^'diee U ¥oigo u^fmsmmo per Mr 

der. ^. 
IfadrW^ iliadnie{*^or.y Stefia <il but br- 
dito k di sete « il tesmlllo <H cotiAie. 
Madr^gntt. BMrigna. MmdHghtu 

V«5i el fiora ^ Hi omI imidfegna 
wUtkfno in idcmne parti del eonfado in 
imago del )k(mtro eiUmiiinesce lAesi el 
rehodatt. tT^ ih KetrodML * 

Madregv^scia. • . . Mairi^a erudele — • 
^ G^. dicesi anehe di <^eHa donna 
che triatti i 'figltndU hod come laadre 
tea ^ome malrigtaa 9 quella dbnna che 
ihatrignegfr^ 9 the inatrigkii. 

Madiepwla. V. Mader^^^la. 

IfadriD^. T. atit. ora disuaata. • . . . • 
Fare da matrifia a neoiiatt» fnonacan^ 
tde^ e anntti. C eotl fa detto Padri-- 
nd. • , , per fare ila padriiM a neo- 
na4i, preti o frati noviizi, eec. «cc. 
Queste roci leggonsi to alcnne gride 
milaoesi » e specialmente m quella del 
at agosto 1671 eke proibl qnesti offizj 

- di padi*i1ue^ 'e madrinare « cagione 
dSgU scandali e dei disordini grm^is- 
eimi ai quoH das^ano origine. 

Madriooa. Madrina. Matrina. Gtmuire, 
Samtoia* Madre spirikude, 

Sadrkma Nel nostl-o Orfano- 

' Irofib foimmnile e liiolo v«)gare di 
qu<^le orfaoe le quali cresciute in etii 
si fermaiio neflo stabilimeBlo come 
Maestre delle •ahre orfanelle. 

Madr6n. T. d'^Agnc. Fittone, Pemo. Barba 
o radiee maestra della pianta« 

Madrdnna. K Matrdnna. 

Maddr che i cont, dicano MarA. Mataro. 
Quand el pomm Y^ madurel cro- 
da. V- in Ptom. 

Maddr. Ad. di Liitt^ ^tymm^ ecc, K 

Madi^a, M. di P&at«» di F6nn9(/ormag- 
gia\ di Gi6ve'na o T6ia. f^, {Uuvrt. 

Madura che i coniad, dicono Maruvft. Ma* 
Cont el temp e coo la paja raardura 
i iie«p6l^ F'. in N^pola. 

Madura, fig. Seadere. 

Moduria. MaturtUo — ScadtOo. Per e$, 
Filjt maduraa. Fitti scaduti. 

Maduduiza che i cont. dicono Maruvim- 
za. MaUiranza. Maturitd, MaUiramenio, 

Madurdtt{Vess). Esset^ in etk matura. 
Josser maturo; e fam. f^on esser come 
/• HOi*n fresno nk d"" oggi ne di jcri. 



) MAE 

Maestte. F: Majslaa. 
Ma^slar o Maj^ter. Maestro, Precettore, 
Jnsegnatore. DoHore. 

V^ iMidaa el maeater o «1 maje* 
ster de capetta^ ma la romega Vi 
#eBfiper quella. F^ in Cap^tta^ 

Maealer de ball^ Maestro di bmilo , 
cd anobe ton Toce ambigua Baiberino» 

Maester de capdla. Maesftro di cap- 
pelku (torn. 

Maester de disegn. Maestro disegnik- 

Maester de dotrinina^ Maestro della 
dotirina cristiana. 

Maester de lengoa. Maestro di lin- 
gua *-^ e acbers. • . * * Tartaglaone 9 
oincistione. 

Maester del Lellai Maestraeeio^P^n. 
Ap9, 1. 90). Maestro Scipa, 

Maester 4e nmae^u.Maestro di mu- 



Maester de mnr. F'- Mabter. 

Maester de scherma o de spada. 
K Ik Spida. 

Maester de scteida. Pedagogo, Mae- 
stro di seuola, Precettore. 

Maester di zerimom. La slesso che 
Zerimoni^. F* 

Maestr*alcendx»l....Ne^teatri k Q«e- 
gli che stando al ptanforte fa le parti 
del maestro eompositore della munca. 

Nissun nass majester. Nessun nasce 
maestro(BvLoni Prop, II 9 70 -^— Nelli 
JlL di ved. I» II ). 

Vessegh dent el maester o el ma- 
jester Dicesi degK scurisci allor- 

chi fischiano; tolta Tidea dalla sferza 
altre volte dominatrice delle scooie. 
Master, ad. Maestro • Golp maester. Colpo 

di maestro o da maestro > 
Maester. Ad. di Mur. F. 
Maestds. Maestoso. 
Mantra e spesso anche Majestra* Maestra. 

A be ae de , la maestra la yoaur da- 
nee^ tH pa nol ghe n^ha, toew-ad el 
cardeghin e scappa a c4. • . . Can- 
tilena oh' era di rooda in que*' tempi 
net qualt per difetto di scttole ele- 
mentari ^atuite i poveri dMEoUmente 
trovavano modo ad essere educad e 
isti*uiti a ben loro e del prossimo. 
Ma^tra(iQ|penere). Maestra(*(iorJ^. Ogni 
artigiana che iosegni arte aolita esei^ 
citarsi da donne a faticiuUe aw tarn* 
tisi per quella. 



MAG ( 

Macstfa. BVa i miMlri itL far 

gaanli ^ noine spedalc di quella dhauia 
che attende saltanto a cuoirli. 

lUstra. JVmUora di seta. 

Mantra. T. deTab. d^org. . . . i una 
fp. di somUre di riporto rondstente 
in ima UiTola aocanalata la quala ha 
in sk noUa ataerelle pure aeeamdate* 
ricera aria dai fori del somiere^ e la 
trasmette alle caone di faceia deiror^ 
gano che non sovrastan* iimnediata- 
BMnte al tomien stesso* 

Matora* T. di Staaip. Mauim(*BoT.). 
Cartaocia liseia che mettea i tul timpano 
del torchiot suUa ^ale s^incoUano 
de'^taccbi per rimediare airinegna* 
^iansa dell^ impronli^ qnaai genenale 
nei torchL 11 franceta Carton^ e me- 
glio ancora Finglaae 7jmpam$k$0HSo' 
gUo del timpano). 

H a^stra che aUri dioono Agra 9 lla|d8tra. 
rifollg. I] aieao ra|^»reao die a?aaaa 
alia ricotta. 

Maistra.^. ^Krba, di F^ssa » <2t Pai^ 
tlda« di P^nna, di Strada,ecc. K^inij*^ 
ba, Fdaaa, Partlda, V^nna, StriMia, e«c. 

Maeitria. BiaesiHa. 

Kaestrlo. Maestrimo? Maestro giorame. 

Maeitrin. qireg. Preceitoreilo. PedaniiJf 
eolo. , FedtrntutMO* Maegtro 8dpa. JMSse- 
stro dm mcdoU, Mmettro che imbooca 
€ol euechimjo poto — • Ludimagistro — 
Dotior sotUle. DoUorello. 

lfaealr6D. . . . Maestrane in cmtia ptr- 
gaBMiM(lUdi Ojp* III « 1^ ). 

Maeatrdnmu . • • • Gran maestnu 

Maff^ ( Brutt). i h steUQ che fimtt 
babbL ^, 

■ag(I Uy r. in U. 

Ug per Bttgg(ifieM>. K 

Maga. ir. eoQt. ilfiigagRtf. In qu^ doa^a 
gh*^ ona maga. (^caUn d%A ^ iMfO^ 



Magal6tta. Kdioe useia Hel deUeie . 
Fk la roagalotta. . • • Far una iut* 
mm^ tmM coBArtciwla» un Tiloppo. 

Magara I Magari DipliCeu Sopragginnta 
dL U Varehi) Diel volutfl Pur bean 
fo/ Domune failol Dondne ehe $ia tfe- 
ret Diet vegiim! hWdtmnt dei Lft. 
Forso dal greco antito /Muia^^ Pur 
he^ I Mt keaie le/ — * o dal graco 
modenf^ ^96^ ^^ ^ H^ valore 



II) HAG 

I del nestro Magana «-« o dal provan- 
vaie Maeari-^o dal wtnau Magam. 
Esuss , esuaa, magara gb'^en ; fuac . *. • 
Eaprcfiione con oui si vuol moitrare 
desiderio di aver cheechesstfi , od an- 
che compiacenza di cosa che ci sia 
ataU data^ banchi di podo Talora iH 
appavettsa. 

Magara Oio. Dio vogUm,Pim^eui^ Dio. 
Magara a di i^^giMm objo. 

Mi^ra. J un biscgno. Oeeqrremdo. Anohe* 
Per esempio : Magara cent vem dareT. 
Fe ne ditei mmcke cento, V k magiMil 
boa de Mgnl drias. Chi tm cf^ei non 
^addirigzil -»*- Magara te ularoo mi*^ 
J un bi^ og no fo pumU darbunm meno» 

Magati^l e al pL M^alti] d Magattipj. 
BundHno* Femtoocio* Frmeoured^ Hea- 
Jtij;p«<l0(Qnaai hnmgiieiU dalP/auigifii- 
cula de* LaiuM dice un cento aulore). 
Propriamente qnel Fiqutoccio ehe > nott 
hn piedj » e oonaifte toltanto in un fusto 
rivoitito aotto la cul veata caccta 1& 
mano e Pimpugufi chi lo ill mnairere; 
fl fantoceto eke ha cok^ inticr^ dk 
oaai piii ^aoificamenta JUkrienj^ V* 
Baracoa di magatte}» K Banacoa^ 
Fa balla i anagattej* • • « E^ppre- 
aentar oommedia coi borattini. 

Quell cbe la faall^ i magattej* F. 
Romanin. 

Magattill. iyiaecAfitm^ai^ceei a un bimbo 
vispo e piocino. 

Magatt^Ua. NaachemML Ctcbuu Mimma . 
Bagastina a Vmba viapa e piccina. 

Magattellin. Uh brnmberatioia. Un ciUo^ 
lello. s ' . '\ * 

MagaU6n. BmccheOone. K Ba^t. 

MagatWn. lumec^ne. SoppiaWme. Ser- 

bene, Susormiene, fomiene^ jPagnone. 

lk>mo cupoe che £» If oose.di 9fj^ 

. piftio, alb edata. (/tismo. 

Megt^tMtuiritu BacehefUmemn. MaetheUo- 

Magatt^nna. Bascheitana,\ K. Beata. '. 

Mt^gaHonna.* ^SofpuNlpnai^ , . 

Magatton6n« f^ppiattqn^xiop. . \\^ 

Magaaain. if^^EoaMo. :\ . (ipaffwfe. 
'F4mi^aziB. Fal«•lfl4fa^aiM«>Ap- 
. Scatale a magazain..;^. Mi SpAleU- 

Magaidnyig. che amth€ diciamo^ ,oa Arie- 
n^ a ona |loUega# Arsena^titm^t" 
4im ,y^h heeeteeseidi ]Q09e)ii^«^que« 

Magi^iin* BeUino^ « ndl'AUH WQiifn 
qucsu voce .a^e Migaeu»f* Qiid 



MAC ( 

ripottiglio da fern, funi, eop« che 
.Toden nel fondo delle carroxae da 
. uno sporteUo all^ altro. Ha 

ADtintia o Coverc. Boecaporio ■■ 
Spall. Spalls? •« FoDdo.Fond ^ Spallett. 
. SpaUeite? 

Jla^sain. T. degli Slradajuoli 

Nome di que* cumuli parallelepipedi 

. di gfataja o di sabbia clie a picciole 

distanze staimo approntati in sui lati 

. delle strade per ser?ire alle occorrenti 

. inghiajalure. 

Magazzin&gg. Magtatinaggio, Spes de 
•' magAzunagg. Spese di magatzinaggio. 
Magaisiniuit. • . . Che tiene magaasino 
.> di merci o derrate qualunque. ilfo- 
. gmtfuHAni k il padrone delle raerci o 
delle derrate che ne tiene magazzino 

- per Yenderle all^ ingrosso; MagaztirUr 
• il custodjB de* roagazzini, 

Magazzin^r. Magatumere. 
Magdzzan^tt. • . • • Picciol magazzino. 
Bbgazzin6n4 . • . . Gran roagazsino. 
Mag^h. r. Magg^ngh. 
Miigg -che remlmente prommuano Mhg 
. XCH g dolce^ ^/ra i contad, M^g. Mag- 
gto.. Il quinto mese dell* anno civile. 
Apliil nanca on fU, magg adag adagt 
giugn alarga el pugn o veto giogn 
. poou fajquelLche te voeu. f^. in April. 
Canta come on canalin de magg. 
.' Fv in Caniii iH>h l^ p. »o8. 

Caren d'magg. fr. oont Calendi 
maggia, V* anche in Mliag. 

"Magg de^stagion aegra e formentbn. 
. • . • Se maggio va bello la raccolta 
i ferace. f^ anche in MiU*z. 

Magg r (g ei pii bell mes de Vmn* 
Maggio Hon A# paraggio{MoaoB. p. 378). 
^ MMg pioverasg lutt i nivoj yan in 

- ffonda; Mag/gio otf^Umo^ cio^ per 
BoKto ha qualche pioTV; e se troppja^ 

' alloradiceai JMkiggtaorfolaiio(cio^ ep* 
bifero ) assai paglia e poca grano 9 
maggio asciuUo ghnt ppr tutto* Fango 
di maggio^ ^*go li^ «gaf (o ( M ones. 

- 'p*g« 577)- E vale ebe se maggio va 
f'piofa$0^ la- raccolta del grano va al 

lardi ) ma ^eace • aaaai matura e d& 
btion pane; per lo che i Piemonteai 
^dkewo'ilfog bmn miche spease* 
•" yKU^^etxios^'unn bondanzios. Mkg^ 
igio ^nioio april piovoto annoJnU- 
I fi^5<^Tan» ^Gon. 547 ). 



12 ) MAG 

$*el cattan el afioriss dc magg vagh 
tott col sacchy s*el afioriss de giugn 
streng el pugn. f^. in Pdgn. 

Speccia masg che vegna. A rivo^ 
derci alle calende greche. 

Tempesta de magg la fa a&cc.... 
In maggio le grandini sono esiaialL 

Mlm;g. Parate. Reti da uccellari. 

^gg^Qg<^« s. f. . . • . Taglio maggese. 
D4 la maggenga ai moron. Coronare 
o Potare a corona i gelsi* 

Maggenga. Jd* iT ferba, Fdrma, S6rt« ecc. 
y. in firba, Fdrma^ S6rtt ecc, 

^gg^gh. ad. Maggese. Addict* di ogni 
cosa che yenga di maggio. 

Magg^ngh. s. m.Fie/10 maggese. In questo 
fieno trovasi specialmente la pa/ana ; 
nell*agostino la cenUmrea ajlor rosso; 
nel terzo fieno in settembre il pabbi; nel 
quarto fieno alia fin d'ott.* Verba sielia. 
Codega de praa de vun, duu» tril 
maggengh. Feltro d* un anno , bienne , 
trienne, 

Maggengh. Jd. di Straochln. K. 

Maggett T. pittor. Macchiati o Macchie 
(Vas. 818 e 819). Macchiati de^paesi. 
Macchie d* alberi o sassi(iyfi). Quelle 
che i Frances! dicono Figurines. 

Magg^tta. T. de'^hicBm.lMStrino. Lavoretto 
di i*ame inargentato o dorato che si usa 
ne'ricami. I lustrini propriamente detti 
sono tondi e traforati, e di diverse gran- 
dezze dal numero t fino al 6« obe 
dtconsi secondi , terzi 9 quarti , ecc. 

Maggot ta. MacchieUa, Macchiiaui^ JUac^ 
chiarella. Macchierella. Maadutza; e 
lat. Isobdcola. 

Maggetta. T. de*Coronai. Maglielia? No- 
me di quegli anelluzzi lavorati nel 
filo de'^rosarj i quali sono interposti 
fra i tortiglioni (recalchin) e le avein* 
marie 9 i paternostri, i gloria* 

Hagg^ta. MdglieUa. » 

Barbozzal a maggia o a maggetta. 
f^. in Hmrhottkl (appendice). 

Maggetta. Ifasello. 

Cadenazz de maggetta.' Catenaeoio 

' anaseilo Qtiella specie di catenaeoio. 
che nella parte interna della maniglia 
(maneggia) ha in se ferma e salda una 
per cosi drre campanella schiacciata 
che not diciamo Maggetta 9 i Tosc. Nki" 

• sella e i Francesi Mentonnei^ la quale 
entra in una feritoja della loppa cbe le 



MAO ( 

corrispoadc per appunto^ • per eisert 
cofl e inchiodaU full' impotta per di 
Ibori Doi dnemiamo pure Sarmiura a 
tmrnggeUa^ ed ivi riceve la stanghetta 
chiaditrice del serrame* II catenaccio 
a naaello n diYertifica dal calenaccio 
a boncinello (coiieiMtst a boUon) in 
qaesto che la iiianiglia« in vece d^avere 
in se il nasello stabile^ ha nello sleaso 
Inogo una feritoja nella quale s" intro- 
dace on ferro che dicesi da noi Bol^ 
soup dai Toaeani Boncinello e dai Fr. 
Auberon; il quale ferro trapaasa tutta 
rimposta fermandoai contro la feri- 
toja della maniglia colla capocchia, 
entra colla coda nella toppa la quale a 
rieerere sifiailo ferro k inchiodata nella 
Acda interna dell^imposta e per conse- 
guenxa diciarao pure Saradara a bol- 
MOH9 ed iyi, ricevendo la staoghella 
^inta dalla ehiare, ehiade il serrame* 

Saradara a maggetta. Thppa a nasel^ 
io? Quella toppa che nella piastra (cor- 
iella) ha on pertugio lavorato per modo 
che possa adattatamente rioevere il na- 
aello (^ maggetta) del catenaccio coal 
detto a nasello (codleiuus de maggeita). 

Spagnoletu a maggetta 

Quel catenaccio alia apagnaola che 
abbia nella propria maniglia an na« 
Bt^olmaggetta) per chiuderio a chisYe, 
simile in tatto al CaUnaccio a naseilo. 
lllggia. Macehia. 

DsHfoeura i tnacc Blanifestarsi, 

apparire, dare in fuora le macchie. 

Fi andi-via i mace. ^^micc^MT^Nesi 
Orialog.), Ca^ar le macchie. 

Mace de pures. f^. in PAres* 

Maggia che va via«-pd* Macchia U^ 
delebile^e al lig. anche incaitcellabiie. 

Maggia comaggia ^ Talvolta 

per dare la baja al compagno gli di- 
ciannDs f^arda^hl ona maggia come 
per aecennargli alcuna maochia che 
egli s^abbia in sulle yesti ; e non ap- 
pena e^ china il ci^ per yedere 
ore sia » gli scoechiamo sotto o sopra 
il naso an colpo di dito scornandolo 
per gittttta con an Maggia comaggia. 

Mag^a veggia. Macchia. rafferma. 

Tutt pieo de mace. TUtio macehior 
io. TtUk) iempeMUUa di macchie. 
Mifgia. Maeehiaiutia(Giot, Georg. XI , 
i2^).Mdrt$MO. Ondeggiamenlo di cobr 



i3 ) HAG 

▼ariato die ha il ^glio nel legname 
a guisa delle onde di mare. La rubinna 
la fa on legn che gV ha ona bdla mag- 
gia. // iegno di mbimiafa helia mosim 
con la sua macehiaturai^'^i)^ 

Quadrej de maggia. F". in Quadr^U. 
Tayellon de maggia. r. in Tavell^D. 

Hiiggia. Maglia» Nome dei tanti vani che 
TCggonsi nelle reti e nolle calse« ed 
anche il Filo intrecciato che forma i 
detii vani. 

FA gropp e maggia. f^. in Gr6pp* 

Haggikscia. Macchiaccia; e Bch. FritielUu 

Maggin. s. m* £0 steiso che Maggetta. K. 

Maggidr e Gross Maggi6rt s. m. T. mi* 
lit. Tenente Colonnelio. Ne* oessati reg^ 
gimenti italiani era il Ticecolonnello. 
Ognireggimento aveva adofficiali supe- 
riori un colonnelio, un maggiore e quat-> 
tro o cinque capobattagltoni nei fanti, 
due o tre caposquadroni ne*caTalieri« 

Maggidr, s. m. T. milit. . . . Oggidi i eo- 
scritti italiani militanti sotto le bandiere 
austriache hanno diffusa fra noi questa 
Yoce anche nel significato tedesco ohe 
equivale al gili Capobattaglione italico. 

Maggior de piazxa. T. milit t Sergenie mag^ 
giore della piatua. Maggiore di piaiza. 

Maggior general. • Nel cessato 

esercito italiano era il Capo dello 
Stato maggiore generale. 

Maggi6r. T. milit. k anche aggiunlo di 
molti altri gradi nella milizia, come 
Stat maggior, Sacgent maggior, Ajutant 
maggior, General maggior, ecc. Stato 
maggiore t Sergenie maggiore^ Jjutante 
maggiore 9 General maggiore ^ ecc. 

Maggidr.s.f. T« music* . • . Tuono maggiore. 

Maggidr. s. m. pi. / Maggiori. Tultl 
quelli a cui dobbiamo ubbidiensa. 
Besogna rispett4 i maggior. • . • • Il 

' picciolo deve riq^ettare il maggiore ; 
ai maggiori si dcYe reyerenia ob« 
bediensa. 

Maggi6r. ad. Maggiore. 

Vesk de maggior. F. in Stad^ra. 

Maggii^. Maggiore. Maggiomnne. 

Maggidr. Maggiomaio. Maggiore per 
conto di nascimento. 

Maggidr. Jd. <r Ah^ , Stiit , T6n , ecc. F. 

Maggidra. Sal Ferbano vale per Tra* 
montano. F. in V^t. 

Maggiorinoa. iCaggioraiia(Min.). Jmara- 
CO. Sansuco, Persa, Majonma. Speeio 



MAC ( 

di tHb» note •--» Ptrsim kiancm, VOri- 
ganum ikajmttnah. — Persia vmrde* 
V(k Slfri0€um L. -— Pewna nera. VO. 
ctTiiatmL. (Gior. Georg. XI V» 19). 

^<*g9>orainias&1vad€ga. Mgmmo, Bl- 
gamo, Or^amo, VOfigamim tmigareh. 
comumssimo ir Brianza e <ktlo aoche 
JocukgherB o Erba acciuga dai To- 
soani perchd sogltono colle foglie e 
eo* flori cLi ecso seeoati aspergeme le 
acciughe inoliate e impepate. 

Vas de maggioranna. met. K. in V^. 

lfaggiord6inin. Maestro di easa^ — II 

Maggicrdomo o Majerdomo secondo 1 

diz. ital. Bon dicesi ohe del maestro 

di cata de^8o}i prineipr. 

Maggior^Dgh. Maggioringo, Maggior&Ue. 

Vomo de* principuli del paese. 
Magb^a. K Maghiggia. 
Miigher. Mmgro^ e ped. Macro* Maghero. 

Al magker. In terra magrm, Vegni al 
magher. . . Vegetare ne'luoghi sassosi, 
aridi« quafi che aterili, in terre magre. 

Devent4 magher come on picch o 
oome ona atria. Diueniare come un gra" 
tiodo da, secear lasagmeiCr. in Gra- 
Uccio). JHpeniar una sirega^ magra e 
strmHa come ttfia gaUa die abbia man- 
giat9 litcer(ole{I9^h f^hip. II, 7). 

Di 4e magher. DI imigri ( Bracciol. 
Scher. Dei VI, S7); e tcbere. EH neri. 

Falla magra. yher di bujo come le 
piaitole{Cecc\t\ StiatHi III, a). 

Fli magher i vers. K. in V^m. 

Gtug^ a magher • grass 

Specie di giuooo ehe vien ftitto come 
segue: Piik fancioUi oon ub fazso- 
letto alle raani si schieraBo io un 
dato laogo; due di loro mettonsi in 
mezzo, uno, chiamaio el Pauent^ 
colle spalie volte alia sohiera de"^ com- 
pagni,« Paltro, detto la Mader^ die- 
tro ad esso: questi nomtnt una vi* 
vanda qualimque a capriccio; se la 
vivanda nominate ^ di grasso, tultl 
gK fofaierati debbono battere col faz- 
zoletto auUc spalie del patient^ e 
s*^ di magro no; quindi se v^ha Ira 
quei che batton* cbi trasgrediaca la 
regola prefisM, quegU entra Ib Inogo 
del patient t e questi in luogo della 
mader la quaU riprende posto fra gli 
adiiarati, e si continua ooei il gineco 
a fiacuBentp. 



14) MAG 

Maogidi de magherw Fmt magro. 
Magher eome on sf n»z o oome on 
picck comf on eied o come on Hisc 
o coBM on uss o come on gatt cb^ab- 
bia mangiaa Insert. Mugro aUrnnpOn 
naeo o laniermOo. Magro sfrinato^ e 
seh. Asciuito e ben oondi^ionaio. Yale 
magro ecoessivamente. — - Maigre cem- 
me un hareng soret dieone i Vraneesi. 
Mantegn) magher eon pocch. • . • 
Si dice per ischerzo parlandosi di pei^ 
sona ehe o per %k o per altri si man- 
tenga assai magramentd, soarsanMBte, 
meschinametite. 

Vegni miigher. Immagrire. 

M&gher Aggiunto di oggetti ma- 

teriali risecchi e sfecchiti, o minori di 
quel che sogliaoo essere di regola. 

Carater magher. Cdrattere magre o 
fitto o serrato. V* in Carater. 

MJigher. Jd. di Stitacchin. K. 

Kaghiggia che anche dieesi Magh^Ua. 
Qonga* Cicatrice, catcnaccin , stri8«:ia, 
rappiccatura che lasciano interno al 
cdlo le sorofole o gavine depo sanate. 

Maghiggia o Magh^lla. // gonga, Qen- 
gnjo(Tem« Sin, p. 219). Chi ha in- 
tocno al eella i scgni detti gonghe » 
de^ quali vedi eopra. 

llagia. Magitu Pi i magii. Fare le maiie 
o gi* incantesimi, 

lfagi6r , lIagi<Sra , Magiorknna , ecc. V. 
Maggi6r« Maggi6ra, Maggioranna, ecc. 

BfagiiSster. T. de" Gonfett Sp. di 

oonfetti al dragante cosi chiamati per- 
ch^ hanno forma di fragole^ 

Magi6stra. Fragaria, Pianta che produce 
le fragole \ la Fragaria i^escah. 

MagWstra. Fragola, Fraga. FranH>la. Fra- 
va. Il frutto della fhigaria. 1 dis. iInL 
registrano anche Magiostra^ ma come 
aggiunto di una specie di fragola grf s- 
sissima, chiamata Fragola magioetra, 
II Targ. Toz* novera ben quaraqta 
irarieli di fragole ael suo Biz. bot* e 
in UB suo soritto Soserito Bel tomo 14 
dette Memorie deUa Societd ittdiasuL. 

Hagiosler auaniss. fragole ammdsse 
o ananasshte, Sp. dl fragole grvsap » 
. roesigae , pooo fmttifere , difficili a 
staeearsi dal piceiuolo , le quali 9 ae 
colte acadwtle, odorano d^anaBas. 
Son» il A-utlo deUa Fragaria griqvuic* 
Jhra ' o. annitffiM dtl bofaici. 



MAG ( i5 

M^ofler bilucli. Fragile hianoht I 
Itaeatx al ^iallogaolo. U fnitio «lella | 
Fragaria vesca alba de^boUnicik 

Magioster eucch. Fragole i^ote^ S^. 
dj fragole dette Coucous o Caprons 
da^ agronoofti firaocesL 

Ifagiofter de giardin. Fragole col- 
HtmiB o dometticke o di giardmo « 
S &fio. Fnttti ^ktia Fragaria oesca 
hortmsis <de^ botanici. 

flagiosterdel GhUL /^Vvigole delChill 

Fnttti, grosst da ipiaote uo'^oUnoucca, 

ddla Fragaria vesca chiloensis de^bot. 

Blagioster de mes. Fragole d'ogtd 

mtse* Finitii della Fragaria vesca bi- 

Jera^ eempeifiortns dei botanic^. 

BiagioMer raoseatell. Fragole moscon 
delie. 

M agMter Mtiywde^^Fragole brioio- 

Une o di mamiagna o stUimiioke. Fnitti 

della Fragaria vesca gjrhesiris de^tbot. 

Scondes appos a ona pknta dc nia^ 

gioster. Ascondersi dopo il dU^ 

llagiiStfter d^Egitt. Fragole di monte? 
U BlOmn capiUOuml,. o tia il Moro- 
corpus capiiatm dello Scopoli. 

Magi6iter del gaQdolikii. ^schera. • . • . 
Si ohiaotaiM) cosi per buHa le coraie , 
cioe i frutti del cortiiolo(i oomtfa). 

Maigi^ater dMnverna. Aibatre. jtlbatrd- 
le, Corb^zzole. Urle(Tung. Toz. Isi.). 
U ijratto deiraibatro o oorbesxolo o 
roasello cHe si dica , cio^ deWArb^ 
Ua UneddL. -*- All^ accreacitivo Cor- 
beztolone(biouiig, 'Pod* di Oohg. I « to). 

MagMSater salradegh. Casl cidamano al" 
eami Tferba de ciaqs fisuj. f^ 

Magiostrera. Fragolajo (l^oherti Piefaaio- 
ne al poemetlo inikdU%o Le /ragoldy 

Magioatrira Vaso o Piattellu da 

fragole. 

Magioalnnna. FragoleUa(Viohhrii Poe- 
metto int. le Fragole). Bia. di Fra- 
gola* Pone «iohe ai potrebbc dir Fra- 
ganella^ cio^picciola iraga(fragola) co- 
me leggesi nelU'ballata 148/ di Lor. 
Medici(o piuttoato del Poliztano)^ o 
Fragolella come Torrel^e il Monti a 
|Mg. 5 del ToL 3.* parte L* della sua 
Proposia, 

lIag]oslr6B.Fiv§o/amiircAuma(Tacg.i>Ba.). 

MagioslnSo. Fragola afumassm «— Fra- 
gola del OkiU. 

Hagislfaa. Magistraio, 



) MAG 

Magistraa camcral. . • . MagiatraM 
eaanerale i consesso di consiglieri che 
accudiscooo in ogni territono di go- 
Tcmo austriaco al ramo finanaiario. 

Migna. Scialo. Paraia. Voce toka di peso 
alio spag. , come avvisa il Vocab. na- 
pol. che riporta anchVssa qtiesla voce 
in nso fira i Napoletani ed i Stciliani. 

Maga& per Mangi^ F* 

Magnan. Calderajo, Propri aa a en te quel la 
specie di calderajo ambulante che 
rappefita alU meglio i vasi di rame , 
e riaprMiga con fil di lerro o di rame 
le Sloviglie fesse o speszale » cio^ Il 
Ohaudrtmnier tm siffiel deTrano. \ quel 
caldefottajo ohe va girovago per le 
teri>r campagnuole a raggiuAara pa- 
jttoli i eoc. €cc. *- Il MiagHono dei diz. 
ital. tale quanto ohiavajuolo, fabbro 
di lavori minuti di ferro. 

Gh* 6 de ik taut per la bolgia che 
per el atagnan. Ella i tra barearuolo 
e marinaro. Dett. simile aH'^alaros Tra 
el loff e la scigueita gV i pocdi de 
dli la metta. r, in L6S. 

Guarda el magnan 1 . • « S^avenia^ 
chio che %i la aTanciuUi, ereditato 
Ibrse dal Cave Mandueum dei I^iinL 
Ogni magnan loda la soa bolgia. « . • 
Ognuno loda V arte sua. I diz. itaL 
invece hanao questo contrario che 
Ogmmo ha buana mog^e e caitiv'arte. 
Va a Padova a f4 el magnan. • . . Vt 
aUe forche, va al diavolo, va in t^iiasso. 

Magniin. met. Calabrina. Scaltrito. Dirit" 
tone, Farbacdo* 

Magnknna. ^Scaltriia, Furba, 

Magnandn. Be degli sc€dtri(Mooig, Jm 
f^ed. 11, 3^ )• Sealtriiaccio. 

Magnandnna. Scallritaccia, 

Magnaris. . • . . Le comparse tcalrali 
Tappresentanti soldali , aaanffini^ ma- 
snadieri vengono da not regalate di 
questo nome burlevole di cui vedl 
anohe in RisdttySg. 

Magneto per BmrMlkiU Maggiamngo^ e 
schera. Uno de'primi >paiafion del con- 

Ifagneaia. •Magnesia. {eistaro* 

Magnesia ingleaa.... Speciale prepa- 
rac.* di>magniasia>oosldetta a quel medo 
che ancbe i Toicanii dibono Siroppo 
inglese^ OeroHo inglese^ certe prepa- 
raaioai obe un dl sono alia moda e 
Tallro no ocUa comime fannacopea* 



MAO ( 

Btagnetiimo. Maghetismo. 

Magnificat che i conttuUni dicono El Bfa- 
gmlioiitt. . . . Il nolo salmo che inco- 
tniacia per Magnificat anima mea^ ecc. 

lIagnific6n(Porta Rim, ined.). Jrcima^ 
gmfico. 

MagDoeii e Magnoeu barbaa chiamasi in 
alcune parii del conlado la Fiiina tolta 
dal vivajoy cioh la Barbatelia, a fine 
di trapiantarla* 

Magnoetda dte anche dicesi camunemente 
Magnoe^ira. . • . Caviglia quadrata iaa- 
slata sul maoico della vanga che. il 
contadino impugna nelP atto del van- 
gare. La natura stessa della voce 
Presacchh, che TAlb. nel suo Diz. 
«nc. da per sinonimo toscano del no- 
stro Gamber( vangile )% in* indurrebbe 
a dubitare che forse Presacchio cor- 
risponda alia nostra Magnaura'^ ma 
leggendo ncgli Annali d^agricoltura del 
Re (torn. IX, p. ia8) che anche nelle 
Marche il nostro Gtunber chiamasi 
Pressaccio » non mi so risolver bene 
del dubbio. 

Magnoei^ra. K. Magnoedla. 

Magnoedra per Saldalama. I^. 

Mago61ia ( Cossa Oomp, 32 )• Magnblia 
(Targ. IsL in Magnolia grandiflora). 

Mago Sabino. roce die usiamo per 
isckerzo. Per es» Te see on gran mago 
sabino. T\is^ pure un viso da Fariseo. 

Mag6ga (Anda in goga e). Nuotare in un 
mar di latie (C^ro Let* ined. I« a6) -— 
f^. anche in Goga sig. 3." 

Mag61c. T. a. Stagno. Pantano. Nei no- 
stri Statuti milanesi h un capitolo 356.* 
che tratta de cloacis et magolciis remo^ 
vendis. In questa voce sentesi affinity 
col greco M«7€i^c*^(cuoco) 9 e col la* 
dino romanxo MagoHg{mido\io )• Dal 
complesso di tutte queste idee nac- 
quero forse le voci seguenti: 

Magolc. «d» Mucido* 

Save de magolc. Ssser moscio. Sor 
per di ianfo o di fortwne. 

Magolcia. Ammosciare? Anunosdre? Am- 

. ifia/i'iire(*romanesco). Dicesi deirinsa- 
lata quando, lasciata U senza mangiarla 
dopo ch^^ inoliata, divenla vizza o 
moscia, ed anche della zuppa o d' al- 
tre simill vivande allorcb^* lasciate 
multo tempo senza toccarle dopo che 
sono cottey invizziscono. 



16) MAG 

Magolcia. r. a. del f^ar. Mil. BSanira^ 
glare. Presentemente noi usiamo Mar 
stind. V. 

Magolci^t. Ad, di Did. Sudicio, Sordido* 

E qoii did nunpioent d« galinuoia 
Ch' hin tone • m^lcMiit d* ookUree. 
( C«T. M$t. ). 
Mag6n« Stomachino, I macellai chiamano 
. cosi ne^ buoi e nelle vacche quelPa- 
nimella che sta attaccata alia milza 
ed al fegato, la quale animella poi 
chiamano semplicemente Lacc^ nei 
vitelli. 
Mag6n. Accoramento. 

In oa d«l poTer omm gh* ^ tto magon « 
Tucc te UiiMntttn • tucc has r«s<Mi. 

( Mag. Fml. /•«/. 1 , 9 >. 

Magon4s8. Accorarsi^^Ves. BelloUi nelle 
sue noterelle mi avvisa che i Porto- 
ghesi dicono Magoar^ Magoa^ Magoado 
in pari significato. 

"•"S""**- { Jccorato. 
Magonent. ) 

lfag6zz. Gonghe. Scrbfole^ ed anche al 
sing. Gauina. Gangola, Gonga, Gon^ 
gola, Nocciolo, Malore che viene al- 
trui sotto il mento e intorno alia gola 
per iscesa — Magozz deriva proba- 
bilmente da Maa del goss, 

MagozzfSn. Gapmo5o(Cavalca ). Gangolo* 
so* Pieno di gangole. 

Magozz6nna.6ii/igo/65a.Piena di gangole. 

Magra. Noi usiamo questo nome come 
sustanUvo in sig, di Magrezza per Ca^ 
resUa nel seguente detUUo: 

La grassa V ha mai ben fin che la 
magra no la yen. F* in Grassa susL 
/em. 

Blagra. Magra delle acque. 

Blagra. Ad. d* Uga. r. 

Magr&ss. Foce scherzeiHfle colla quale si 
dice ad alcuno di^egli i Magro, con 
una desinenza bisticcevole di coniraria 
apparenza, V e on magrass. k d^Car^ 
nesecchiiJAonos. p. 4^9)- 

Magrettin. Magricciaolo. 

Magrettinna. Magricciuola. 

Magrin. Magrino. MagreUo. 

Magrin^t. Magricciaolo. Soitilino. Mn- 
gherlino, 

Magrdn. V^ on magron de vim. E un 
cerf uomo magrissimo* 

Magr6zzer. s. m. Uno stecco d*uomo. Un 
dei CarnesecdU, 



MAJ ( 

MaguU. Mmnkfn, MatuhmU* 

MaguU^c . • . Manoyalaccia 

Mxguttell • . • • ManoTalino. 

MaguU6o Manovalone. 

Maj. MagHo, ll Toiiiu.(W.$£ra. in Magtio) 
yuole che Maglio sia sempre martello 
di legno e non di ferro; ma a«Ue 
Tarif. fior., negli sortttori toflcam e 
ne'^Viaggi del Targioni specialmente 
esisUmo moitissiini esempt di magli 
cosi di ferro come di legno. 

Maj Questa voce e usaU da noi 

in quel senso generalisftimo in cui 
tanto la Cnuca quanto TAlberti en- 
cidopedico usano in pieno la voce 
Magdna. Per easa noi intendiamo quel 
luogo in genere dove si cava , s^ aifi- 
na , si modella alia grossa il ferro , 
si riboUisce il ferro rotto, e si ha 
amplissiino magazaino di feiTo crude , 
sodoy in gefti 9 ecc. A^ nostri giomi 
per6 il Tomaseo nei SinonUni ristrinse 
il significato della voce Magqna a 
ijiipgo in Tosctma do%^ si conserxHi e 
si vende il ferro ^ e gli autori del Di- 
liunario piemontese d^ artiglieria , let* 
la qoesla dichiaratione , si chiamarouo 
in colpa del loro avere usata la voce 
Magona nel senso piu lafo di cui so- 
pra, percb^ ingannati, come dissero, 
dalla Crusca e dalPAlberti. Mi con- 
viene quindi scbiarire la cosa a eg- 
getlo che i lettori possuno aver fede 
alle vei*8n>m ch^io sono per dare di 
questa voce. In Tuscana, come gia dissi 
in FerrarHza (f^.)^ la vendita del ferro 
e di proprielA govemativa ^ e diconsi 
Magone qoei magaziini in ogni cstta 
net qnali se ne fa serbo e vendita, e 
Magondne le picciole botteghe che 
per coocessione goveriiatlva qualche 
privato e pure autorizxato a tenerne. 
£ fin qui s'banno la ragione oosl il 
Tomaseo ronie(dalla ingannalora in 
fuori) glj aotoii'i del Dtzionario d"* arti- 
glieria — Lo scavo delle mibi«re e la 
lavorazione del ferro, oggidi tooame- 
rati, appartenevano per6 inaddietro 
per privilegio escluslvo ad una Compa- 
gnia la quale in origine ebbe a sc»prac- 
capi qae* Magona da Pisa i quaii ai 
>auti ilhistri deila' iiubik^ univano un- 
che qtiello non meno illusire del fdr 
valere eon^eaorato e ricdiissin^o iraffico 



17) MAJ 

i prodoiti del suolo toscafut. Quel nome 
di famiglta passo quindi nelle bocobe 
toscane come sinotiimo di Ferriera in 
genere o vuoi cooae lavoreria o vuoi 
quale magazzino del ferro« Che oio sia 
in fatto ue ho testimonianaa nelle se- 
guenli parole del Targioni Toftsetii: 
Dicesi cite la Compagmm delle miniere 
di ferra di ^erzaglia si esibl di dare 
alia Magona il Jerraccio per quello 
slesso prezzo che fe coslavtz quello 
delTElba ,• m«i, ecc. ( yiagff.^ IV, i84) 
to / possessori de* castagneti di ifo- 
sina^ ecc. svecchiano i loro casiagne^ 
Urjanno a loro conto il carbonCf e 
lo consegnano al magaszino delta Ma^ 
gona^ ecc. (ivi pag. 1S9). Ora quel 
ferraccio e quel carbons provauo as- 
sai convincentemente , se io non erro, 
che la Magona nan era sompUce ser- 
batojo ma ancbe lavoratojo del ferro. 
£ tale 6 forse anoora oggidl se noa 
e errata ia Nota (9) onde il Tomaseo 
(tSIe/tOA. a 1 8) confot*t6 la sua definiauone 
deMa Magona 9 senz^ avvedersi d^lla 
evidente dissonanza fra tesio e nota. 
E di qui ecco assoluli la Crusca e 
r Alberli dulla taccia d^ ingannatori 
poc^anzi menlovata, ed ecco giustifi- 
cate le defiuizioni in lato senso da essi 
date ai vocaboli Magona e Magoniere, 
In ogni modo per6siccome questi mede- 
simi vocaboli per Ic cose narrate risul- 
tano troppo locali o provinciali the io 
mi dica, cosi parmi che la versione 
del nosti'o Maj sara per correre meglio 
nel mudo che sono per soggiungere: 

Moj (in genere). Edijizio del ferro{Jw%* 
Viag. IV, 1 58). Ferriera. Voei colle 
quali si denota il compleaso delle 
Coltieciare(/ff^i>in) dove si cotticchia 
o s^Jncuoce e si riduce in polvere la 
vena del ferro, dei Forui(fusinn gross) 
dove si massella e si cola, dei For- 
nctti dove si ricola , dei Ma^li o delle 
Batterie(A/a/) dove si baUe e si spiaqa 
il ferro in ferrareccia o ferro sodo, 
dei Disiendmi{Maj de sut(iladora)do\e 
SI livora e si loggia iti Jastre, tqp- 
dini , capivoltf ^ ecc y e ,dei Distjendini 

' minori(Ofo<{!rra?fi/) tflov^ si. lavoqa in 
chiodaglone e buUettame. 

Maj (in sub gen^L'e)w Laivqriera ileljhrro 
(Targ^ P<iag. l|i^ tS^v con vocc; po^o 

3 



MAJ ( 

iJieciAcii Ferriera ^ e <!on Voce troppo 
locale o provmciale toscana Magoha, 
Queiredifixio ael quale si raffiaa il 
ferrarclo <lalo dai fomi o dalle foi^ 
haci del ferro. 
Ma] (ill itfpecie). Balterta. tfotM the 
comprende cosi il maglio che batle 
e spiana il ferro aodo^ come iiitti que- 
f;\i oggetfi che gli dauno moto o gli 
fanuo sostegnoi La BtilUna » che altri 
chfam^ ADche il BtUtiferroy coubtM di 

Boll? Jlberglteai »- Elbor. Albetv a 
hocdaoU » Roga? Boga » Mm). Ma- 
glio o BatUfirrd » Maaeght Manico »> 
• . « . 4 . PiuntarciuoU » Hodoii. Bo- 
to/t^BBTuss O ItiCiisgeri. TassO o /n- 
eudine » Bocch. Cionconi «» Sciocoh ? 
Ciocche n Cortell. ..... »» Aguej T 

• Jgidf^io «» Coverfa. Coperta •» Piuma- 
flciosu ? Sottana. Pittmacciuolo «» . « « ^ 
ForceiioM. (com, 

M^j(in ispeei6)attfo. DisiehdiM — Cidn- 

Maj del rainm. i?/imfe/Yi(Giar. agr. VII 1$ 
3ad — Moroz. Cosecant, p. 12 )« 

Ukl T. deirAlto Milanese. SussL 

Giug^ al maji Fare al siusu Posata 
tiua pietra pel* ritto in piana terra, 
le si soVrappone un'allia pietfa itii- 
nore, che molli chiainano El majeti; 
e chi da una data dislania balia via 
con un colpo di ciottolo quesf uliima 
pietra 4 vince la posta* t afline al no- 
stro Tiknghehk F% 

Maj. V. dell''Alto Mil* ^ajo, Jvomielh. 
Maggio. Maggiociimdolo, CStisO- Ma'- 
Jella, Cidndolo di maggio, 11 Cjrtlsus 
laburnum de^ bolanici - detto Eg/ieh 
dal Mattioli » Brendoli a Cutigliano « 
CiandoHno e Maggiosiondolino in qual- 
che altra parte di Toscana* Albero il 
cui legno ^ assai duro e lavorasi al 
tornlo, fa aoche buon fuoco e di du- 
rata; e alpino^ e fra noi trovasi al 
principiar de^ colli bWao^ei. Fa i fiori 
siiniii a quelli della ginestra , con 
quesro pero che a diflferensa loro sono 
essi diiiposti in> lungo grappolo^ 

M] chiamasi in alcunt parti del Mila- 
nese $ come per es, a Bestatzo il Mag* 
gtociondolo^ il- pianlar magglo» 

Maja. 0, hriunz* cokt, pet Mangiii* r* con 
quests squibite^zu di linguaggio pero 
che i ben parhtkiti ooiitadini usabo 

* cosi Majd comtf Makgidt nsenrandu 



18 ) MAJ 

non pertanto il primo alle bestiet 
il secondo ai cristiani» . 

Majde. Ohibb* Guai^ Guardi U cielo, 

Majee. Magoniere. ll lavorante di ferrierai 

Mujest^a. r Majstaai 

Majeslei' oggidi ha fra tu>l ceduto it luoga 
a Maester, e s* ^ confinafo in qualc/te 
parte del contado e^in qaalchemcolo 
della eittd donde Mi appena la ritraia- 
mo ancdra allorchb si vuol parlare di 
Maestro in senso an^ditivo o burUvolet 

Majesira^ susl. e add« f^« Macsira* 

kaj^tt. r* in Maj sig* 2* 

Giugh a majett. Lo steiso che Giuga 
al maj o al laogheni /^. 

Majocc^. Pacchiare. Ta,ffiart, Scufflare, 

Majoce^. fig. Fare agresto. Pigliar Cin-^ 
fflffb. Far hotlega su c/iecchessia. Fare 
arte di cltecchessia. 

Majoccadai Mangiata fig* 

Majocch « Chi piglia VoleiHieri 

r ingoflfo^ chi mangia. F, in Maogikyig* 

Majoccon. Mangione — fig. Un che piglie- 
rebbe per eon Giovanni, (Jet, 

Majoeii. T»de^Macell. MaM%uolo. Il fr. Mail" 

Maj61ega« Majolica^ 

Invernisaa a uso de majolega. Ma-'- 
jolicato, Marmalo o sia veti*iato a 
mo^di majolica(Magal* Op^ 2190}. 
L'ora de la majolegli. F* in 6ra« 
MMJolega de Satonna* 7*erre di Sa-^ 
t^oiia(Magal* Opt 337). 

On salaitim ind^on piatt de nriafolcgu* 
f^w>iSalamim (bacchj^gr- ^'^^ 

Majolega copertamente Lo stesso die Ta- 

Maj6lega* . . . Sp. di marmo che si rin- 
vieiie nel Comasco lungo tatta qu^Ila 
lines montana che corre da Laveno 
a ViUalbese; riceve poliaiento»e si usa 
per tavolini » modanature e allri la- 
vori gentili. Chi ne biramasse ampia 
tioliiia consult! il Brei:»lak(Afein« Jst* 
Ital.y^ii da pagt i5t a 163) che lo 
vorrebbe denominato Marmo ctdcario 
bianco deWJpennino^ e lo fii utia cosa 
sola culla Scaglia && Padovaiii e dei 
Vicentini e col Biancone dei Puiignati. 

Majolegh^e che n^l'alto contado fUcono 
Giappee* Stovigliajo^ Caiinajo^ PeniO" 
lajo^ Fasaja* Colui che vende . slovi-> 
glic» detto Fiyrencier dni Jt'macesi. 

MRJoletta* • 4 4 . . Specie di stoCfa. 

MajsUa e Majestan. Santino. Jmoiaginetta 
di santo stsAvpata ia legno o in rstprtCi 



MAL ( 

Con di maJBtaa. 6g. MdrMtlo(Borgh. 
UU. 8a.* in Pr. fir. 1 Vyi?, 78). OttanUi 
i majstaa. ^im^ot dUtro ai #aiili* (ivi). 

Mafstiia. fig. • • • Ifaeehia. Pien de inaf- 
staa. . . . TuHe macchioM. On lepaf^a 
pien de ma|ataa. Vr% letuool $9$iio mac^ 
Me. (tnio, 

Mafstadln e Mafatadbina. • . . Ficciol Mn<* 

Majjbscol. Maftucolo* i#eltera m^iMeola, 
Letiera majuMcola — Lettera mofmoola 
raheseata. UitUra mafuscoU» ormUa. 
leUera • mafuscola /regmta* 

Vafuacolto. T. di Stamp, • Gett. di car. 
Carmi^re mafuscohUo (Zan« XMs*> — 
Mti^giOreHaiMvLtmo Bich, JJmg, 9oig.)* 
I^ttera aiiml# iMdla forma alia amju- 
srola, ma d**!!!! lerzo mlnore in di- 
nientiofn» Ogni 4Sarattere. ba lotiare 
MAJDSGOL£» MA^etoasTTB e. minu- 
acole« 

Mai. Mai, Hiit, Gid nud. Giammai; e 
ccm Toci aiiliolM«tahuia dalU qnali i 
asala ancora oggidi in poaaia^ Umqua, 
Vnque. VnquMHche* Viufut moL Un^ 
tptenud. Unquanco- 

El dl de san Mai. y'. in, Viorin* 
Mai pd, Mai pUi» Non mai» Giam* 
mai, Gid mai, 

Ob mait ed ancfie Ob mafi p&! O/ii- 

i^! Guai* Guardi il cielo. Non mai. 

Povcr null nun J F'. in P6ver» 

Quant e roai.O boo icoooa^un! Ma- 

iadeito tia ii giomo chi* to ia prima 

voUa U tHdif MalfUkUo sia il ten clCio 

Maia^ac, JU iwp o iOf M voce AUmsate s'nsa 
per6 aoltwHo m dame parti dell' Alio 
Milaneaer GV Icaocbi di Barxand ave»« 
aero mai dato origine alia voce? • 

Ma2aCer(cAe amghe diced Maater, Magi&tt 
e MabtBP o Master de murV Maestro 
di iminKBarbcrin. Ammik. if am, 3oti, 
oS V Muraiore^ Masunwle, 

Maictra. T, de'SaWlrai, Maestro. QyMm 
colatnra raotfoICa dal letame t dalle 
nnncm e dalle ubire mBltrki donde 
ai cava il aalniire« 

Maiatff^ Jmmaestmre. 

Maistn^, 4nunaestralOf 

One acigaallA gi^ maistrtda. Om<Ai 
presieciQ9w»* 0^, -id). 

Ma}str6n, . , Grao maeatro* y. MaeilnSn. 

M^ diciamo anche not in varf modi cosl 
ntHmtivi f:omc (i¥ytrbMU per Ukn, Vp 



19) MAL 

M41. add. Malo. 

A la visla Vh minga mai. L'aspeOo 
nan fa dispetto{lie\\\ Ser, alfor* If, 1 4)« 
L*^ minga mala. Non h bmttOf M heU 
Una. 

Vh minga mai omm. t mmo di 
" huona pasta — M belt uomo. 
Bfalabiia, Malabbiato^Zsn. Die.\. Voce 
comqne ai Sicilian! e ad ^Vte genii 
d'lulia. 
Malac^asa, Mida cosa. Per as. Malacosaa 
a inleodesen minga^ H mai$ stn th^ 
ei nan se n$ intende. 
Malacreinaa* Maio fr e a nt ^ * ■ fnfrennw* 

Seteamzngfiine* 
Malad^na. to stessoehe MalAn^gla* K. 
Maiad^t db anehe diciamo Malarb^tt 
o Marcad^tt. MaledeUo. Maladetfo^ 

A la pli maladetta. Lo stesso ^ 
A la di di oan* ^. in Qk e in <^n, 

AnibdemsMeUfdndarealiap^Ot 
Amdar maliaaimo* 

Gbi bMngia de benedett. oaga 4p 
malarbett. y. in Cag4. * • 

L*ba de veasfaed malikietl||r>/%'W 
ben dir ciMiw(Magal. ^ il , 197 K 
Per* es. Anca hen cbd poda Miag9 
fenilla tutia« hob de vess. ben'ttuH 
lad^t se no en ibo almen duvlem, 
Ancorchb io non possa dofie. ilsuo 
pieno , 9uol ben dir adlit f^ che ia 4Ml 
riosca a fame almena dme 4etai*'f 

Maladeti com^ la piaaa ^^ p$i^ Kt 
in Plsaa, 

Midadelto ti e obi- fa per il. » Ma^ 
ianno a te a.ahi b eon teed. Batais* 
aima impreaiAione colb (|tiale inale* 
diciamo a cbi d b m odii^e od ofi>i 
iiuo ^t<>re» 

Oua maladetfa* Unamaiedetla, Nieft^ 
te. Ntdia ajfattfK Niana oosa, No:aa-* 
. Venn ona maladetla. Nan ne. saperff 
straccia. Non ne sapere imfocea* > 

Tuttcoaa va a la maladetta. Tutto^sn^ 
alia peggio,Lecose vannasi tutMie^lui^ 
Maladetl. iig*^ Jcfotcia* Jsluto, TrinfittOt 
Furbo, 

Vofs maladetl finna indi^ony 41 f^^ 

Bsserdi /«^(MeUi ^eeohi,/ii^, U'i4)t 

M«bidet4am^t.« A;^M»MM»imter .SXrnto^. 

ehevolmenie, 
Malade*|i6a« Fusciarrm* Gran nmscagnq. 

Furbo in cnM*ai» JsUtiiaSiH^. . 
M«lfi4pl(oiwyut« 4r dcifi^x 



MAL ( 

'HtdBdisc.Afalaticcio.MalatUtto.BBtlcubeUo, 
Malafin. Maljine, CatUvoJine. 

Pa malafiD. FlhiHa male. Far tri" 

^tofam. Far cMtivb Jine, 
Mnlafizzi. Maleficio, 
BlaJagraxiaii Gi'uuaccia* Svehtfolaggine. 

St»eneifoU%za. ^patbaiezta. Sconcezza. 

Sgraiiaktggine, . . 

Blalaleiigua. Maialingua. Mala lingua. V. 

anclit in Lengua. 
Makmailsidn. A^. MakstJiHa* 
Ma]ameni« iCaMme^ile. * 
Malanaggia. MaledeUo^ Sf)yeci< di esda- 

> masioQ*. CkemaladieUe siaildi^^^oi 
(Lasca Strega 11, i ) — U GeUi(aeJla 

' Sporia U 3 > ^Kirisse amohe. Oh nuA^ 

> afm* affgia il diat^ole i coii . un m^cb. 
napolfst^o ailaUa' fiimiie al noMro, e 

• per comme^ia nou tnal dUfeab in ge- 

ne'ne da lui siesso neila dedicadella 
. Sporta a. D. F^aneciM^o di Tolecto. 
MalaiuU. Maiandare, Vswegh . del. ma- 

.Janfi€« .]; . • » • .->Dare, mal scBono, 

balenare. ; . ' . 

Mahkndaa^. Jtfh/am^Al^. . 
Maiaiidant MalpJkrai^ Mak.m ordiHe. 
.' Miaias^Uo* Maiconeio*. 
Maiandrb. T/ da> Maabaloiab Malandra 
.<iAlk. bass, ib M^amdrc). Crepacci, 
.>Ct^ade€*..Bafffw^ . . > > 
Maftinenik MUudenU^ Male^gUenta* Ma- 

iivagk^za^ Ue^ malaiMttik; ^ malincuo-' 
. re* jf niaUncorpo* 
Blalana. Malanno, 

•< Cbi 4afd' ariva ^el maiann 1' allog. 

igia.^ Chi lardi arrival tro^a il diavol 
' ^H€i oMino ; ti per cootrario <^lu pri- 
t'^mu'etrtipa prima macina ^o Chi prima 

giugne prima pugne ( Moii« pa^. 3i 4 )• 

. 'El maiann. ohe'Cimpiflca o eke te 

stvascinna* Maletiina ii colgk. Dia . ii 
t dia il malmhno^ Omohera ti mangi. 

Caoasteoehi 4i venga* Ti mangi U ver- 
^•>motxine»,'6avdccioid a.tel 

Mbiapeiioa. a^W A mala pena. /tpp&iM 

appena. 
Ma^iib^t 'O Aiaroad^lt. ad. Makdetto^ 
. jkatWo ai' proprio ^otne al< Bg. 
Malarbett. soatvm. fig. £pa.. Oiro. SU*- 

fano, Buzzo, f^entre. \Yk pieh el ma- 

larbeu. Atter piwno io sieJ'an4K 
Malarbet«a! 0>fibhlli! . Oorbeaalil Per 

dinci! F. ^nohfi in llaiaaiiag{^u>^ • '. 



20 



) MAL 

MakHieUa(A la). MaledeikumeHU. 

BfalarbetuSn. r. MaladettdH. 

Makspiiina. Jd. di Pet. f^ 

Malast^la» . ^ . . Italfai nostra Via d<^ 
Orefici^a matio sinistra per cbi v^.en- 
. U'i veaendo dal Huomo^ «sisie aache 
Qggidi UD gruppo interno di case ehe 
.porta .<|i«esto nome^ lYi dal laja^ per 
qtianto -se ne fab nbtiiia, «in Verso la 
fine del secoloBcorso esiatevano le Car- 
ceri dette alia MabuhiUa aelle quali 
tenevansi prigieni i debilori sinO a 
tantocbenon avessfsro pagotb i l^M 
<lebiti. E siccoaae in an«ioo^ kwi pore 

• < tfBiateva la cbiesa di Sm Galdino,. 
cosl e. per le lar|[iuoBi del sanletarci- 
vescovo e per tale vietnaaea n^ nac- 
que fra- not il dettato di cni ifCfffasi 
in Oaldln. Qnesta MakutaUa^ fM-se 
vera stalla in anfico coii denonl»»nala 
dalPanttco iUJiano Ma/iutli//ir» I'u aiH 

. ehe dettlb AfoAnnoia^oa come 9^ ^^ 
tn^v^ .inenoria de^ seguenti versi che 
nduco. a ipesiD antiea orlogcafiac> 

M« chi ba d'avi. |m> ^WHk i 
I c«rea tent I'iimIIi 
Ch' el da ia del trabacliell { , ^ 
E el gfao Penaadeapceu presl la trova 
. A »parmi el ficc in d'ona ca del Re 
.... indi oy.enie de tramadalT dc la prcsoo 
A la Mat-imhnilon ntlU quafe 
In peA*i dar% andax tknti parp<t;«r 
CI 99 senfivs a bktf 
I vunej di o»«MM in tul'ettar.' 

I Hag^ Jnttntu it • ^S»7>* 
Malastalla o Maiamaosion - st tredai^ 
rcbbe qnindi col liareiltHiw Le Mnche 
o col londaBeaeeXoitgiaiCMdl 
Alalasl&nt <AS /^.AnaUslaiit. ... 
U&iuim^.MalaUim. InfemMi. Nob per6 
usiamo ia vooe i«eL ai^nifieato pr<^^ 
priedi Durala dt miAt^ e per lo pii^ 
dL male elie. iAcbiodi inletto^ Boo 
passaa oua graaitfalafia^tiia^ay^eraio 
.^ma • grave ihfeimiid.^. - 

Malatia lebti. 'MatiMa iunga^ Uknda^ 
cr^ica. GonlrartdddU' Malaitieieeiiia- 
Malatietta. MalatUuoeia* . - l . - » - 
Malationna. Grave o Gnm.- nm lat i i t^^ * 
Malavoeuja. MalavagUa* ' • 

Maiaai^n. Aial iraiiie^ OU/iVn mzietu* 
M^ba. Maiva. f^rba eotav 

Owiri el.bngnoA.a reson de malba 
Q* de buter* %. Mndar xakU dtdci o. 
. >coUe,beUe, 



MAL (ai 

Quliacl M cred d^aar^ ft dormi 
gh* ^ U nudba de fi^ bo). QuMtdo if si 
pemsa ripasatd , e* ^i irrie fwr dado 
(Gelli «%ior&i I, a). Si suol dire da 
chiunciue si Ufna d^ arer sempre 
nuove brighe alle maoi ^ aJlorolid 
credi essere in porto^ la onda ti ri- 
bottano in mare; Vher6 miHtart est^ 
diceTa Seneca. 

Veas M>me la malba de aegraa cbe 
BO la fk n^ ben ut maa. Non ester 
(an tale) nh uU nh puiL EiSere .<cbe 
o ehi cbe aia) eome in merdd Mtai- 
locco. Pror^ irolg. cbe rflochiude in 
B^ pin filoaofia cbe 4ltri non pansi. 

Malba^^sch per Mm\x6tk. tT. {tat^^ f^, 

Malb^cb e Blalbiccb a Ma&bwa per Piz- 

Malbln. Maivato. Gomposto o ftuto o6n 
itialTa« coma. p. e. Ingnem malbfia. 
Uttguenia mtdmla* (Ax malbin* Olio 
mudpmi9y e simile 

Malbrdcch.. .. Specie di atotTa urdioaria 
di aata cbe trae il Moaie^ se non erro « 
dal nome inglese di Marilforough « e 
tA^ i Fraaoati diiaero focae Dmroisi 

Makapitia. Matraecmiimio. MmUtniiNKio. 
La mal capilada e la peag imbai- 
tnda. V,.in Malauridada.. 

Maleoleg^a. Maicoiiocmto. 

Malcompaign^. . \ Male aaeompagnatog 

Malcdnac Maieondo. 

Malconsoi4a. JMordinalo, 

Malcontent. MmieomieHiOt Stonkklo. Dis- 
€ontemt(K 

Maloott. Otuucotio -^ Poc» a maie eoUo. 

MaldeT^« lAdeveio^ Imdii*o$^ Cbe tton 
ba diYosione. 

Grass, blott emaldevotti V. irrMtt. 

Male. Inganno. Parle delie.rett. 

Ma]edixi6n. Btaioiiitione^^.MiUMitione* ' 

Avegh tutt i malediBiOn adaas. APe^* 

re im mmUuU%ione •addosso* J\fer Im 

JbHama-eontirtK A^ereunmdisdetUwaia, 

jivere U nudamto e Ja malu pmrn/mk, 

Tra . adree di maladkibn. Gittate in 

Mictmo nudedimonL MmpriBCar mmie md 

• alcuno* Maiedire una, Maiedire 4id4ttHK 

Udk^* T. «atot. TVuUaiitf. Meinin. 

MMega. y. ^ Vki. 

Malci^M^Xo atefo o&a MaMftteg^bm. K 

Maliaa. Mai/atto. 

MalAtt. RaviuoU. Specie >di polpetCna 
4kte d^erba battote eon cacio^uotay 
burro ed altro. Per T eqilifvoehii .cb^ 



) MAL 

presenta alia nostra idea questa voce 
RaviuoU per MnlfaH, Vcdasi in RaviAii. 

Malfidia. SfidmccitOo. Difidente. 

Malfoefij I contadini brianzQoli 

cbiamano cosi il milleibgUo ch^essi Ap* 
cono madicinale. 

Malibtidlia. Malfonddto. P'odUanU. . 

MaUbttdn. Mni/atto. MainsseU^* 

Malgarltta. ^. Margaritta.>a Salli^nartui» 

Malgarittin. f^. Margaritln. 

MnlgarildQ. K» Margaritta e Saltamartid. 

Malf bi&e. Caecimajo, La nostra 'voce h 
usala in quelle parti del Milanese cbe 
guardano il Piemoiile , e cio perch* 
\y\ dicono Marghd e IHargkera il o»» 
acioaja « la casoinaja* 

Bfalghera, r.. al. CascinmJM* Caeiaja, 

Com* «inl fgmmukXat^ «U h. tcivcm 

(Mug. Sim.} 

Malgh^ Voce kresci4Ha vsJUa dal Maggi 

anche came sitmnima d!i Bergantln. y. 

Malgb^ Name ehe dimn& alcimi id la- 

, voraiare del cacio todigittno deUa piit 

eommttmenti Caate» .K 
MalguarnAa; Mal Hpasio(F9g, OPlnganni 
. iod* JU i^)*.Msi9eseo^ Dicestdi. roba 

atta e. cotnoda a easef poriata via* 
Malifizi&a. Malijiciaio. Ajaunmlieio. 
Malign. Midigno. 

Malign Sana, in di otig di pee o 
>kidi^oe9i. Mmffgndin.4ikermkl o ere- 
'tnisio ehermi^no o gratia^ PiikcaUiifO 
• ^tbe i.ire.dssi o the un Jami^ie d^OUo- 
Maligna. Mtdignare, .• . 
Malfgn4. » • « Pania<« o dir male d'*iaVf 
trui a torto r— MmUgnare nai <lh* ital. 
vale divenir roftHgiio <l trattar altri 
malignafV\eule«> M' . 
MaMm !dnlu%u>* Qiafc di Male.^ 
Malinclin^ia. .... Inclinato al jnale- 
Miilinc6negh' MeiUaioolic^./Melamconica* 
Malinconico. Mtmintanico. Maninei^ 
^ niesd. Mfuiincenoto* 
W^Ufuioxkh^\AfeianeoBa, MelamoidaiMa' 
iinconia. . Mmkincoflk^,^ > {limcOMMO> 
Avegb tidosa la mali neonku fllscr.Ki^ 
. . CiNMji^via la m^nRfmS^^PassfU^napm 
o fnaiinaoma. Pfpm si^darc fn€di m^ a » 
RiBtnu&ilrla o addormeaiafla. 

Matt malinoonbK Dare o Jndnrre o 
Oenerare o J^rodurre wudinoenU. 

Ptfti la ntalinconia. Aver dbrto melon- 
calico. Andar soggeWf Mn m iloMC o nlt i^ 



MAL 

Mftlinconi^fcni. Malinconiaccia, 

Malifid^gn. Maldegno* Indegno, 

Halioformaa. Mdlinteso di checchessia. 
Male informato. 

Mahngher* Malaiiccio. Cagtonevole* V, 
Mastr4uflc. Gli k affine ancbe Acciac- 
cds •— > Anohe i Pro vent, ed i Fran* 
cesi hanDO Malingre io questo senao. 

MaKng6ri. Maiaugurio ? e c^n vooe aiit 
Malagurio. 

Maliaspiria. ^ , , , Ipspirato male. 

Malinteliig^nu. . • . . Mala mtelligeoi* 
za , loganDo ^ equivoco , 9cambk»« 

Malinviaa. Malmvinatn, 

Malicia. MaUzia. ' 

Con inalizia. j1 maiitia* A ingegno. 
MoHziosamente. HuiiziataiHente' V ^ 
ona domancla laHa con malieia. E una 
dommnda maliutUa o malhiota o inn 
gannet^ole o Jraudolenta. 

Malisia de ciall. K in Malizi6s. 
Men in maliBia. y, Smalizia. 
Vessegh dent b soa malitia. JSssere 
Jaito a malizUu V^ on maiz de sparg 
faa-si!i con m9\i%iafIn^ueinuizzo€paspa' 
< ragi i frode o giwUeria. Qui'gli aspa*' 
ragi sono amntaztolaii a malitia o ud 
arie^ cio^ di fuora i il bello e dentro 
^ la magagna. 

Malizi^tta. Malizietta, 

Maliti<^, Maiiuoio. Fersui& -^ Vdendo 
aoherterolmeute dir dVcuao cbe ab- 
bia malliia ji ma pocfaina 'e meschi- 
ncl[a(mA/iaat d^ cUdl) si direbbe che 
egli e Maiiziuio, 

tfallBiosara^nt. MaUUosamtnte --* Afa** 
Huaiamente, A nudixia. 

Malizioi^lK Mklmosetio, 

Malizios6n. Maliziosissimo.Maliziosaccio ? 

Maiizios6naa, MaUuosac0ut{Gig\i D, ^iL 
U 1). 

Malleposte. Staffetta pesiale. 

Malmandada. Afdtmaritafa* 

Vess stada la malraaridada e la pesg 
imbatluda. Aver twuto U dim>olo t U 
mmlamto e P useio mddosio. 

Malmasia per Malvasla o Valmaala, f^. 

Malm^ra. . . • 8p. di malattia nel riso. 

MalmettOu. Lo sUsso che Malmbs. K. 

MalmeiisL v. a, MaUtoncio. AtaisoMK 

Q«ii gniir Inmd tntortMia oh*el fMr clw t&rwn 
d* CtMA » qiuij iiwlm«fi«t 6m ooa o d« 
0«nr«l1. ( JUl Mim- ). 

Mtbiiisf. MfUasHUo, 



( 12 ) MAL 

Ou bagoj malmiss, comtr. di hen^misfl, 
Un b€NMn0 gracile^ Un afatuccio , imo 
spmnUeilo^ un InMarmuolo d*4m bimbo, 

Afalmoslds. Maigrauose. Hitroso, SHUto* 
Hefratiario — f^. amche Go^ocb, In- 
v^fl, ecc. 

Malnatln. Dim, di Maln&tf* r. 

Maln^U e Malnatln. . . . Kel Baaso Mila- 
nese daono queSlo nome m feti vacoini, 
peoorini, poroini se nati antf iamfM). 

MaloBJioo o meglio Mai oeucc* K in <E4tc, 

Mal<>ra. MtdoiUf 

Andk in malora. Andare in trndora^ 
e per euflpmismo in malorci^* 

Anda in malora de ramm e dera* 
dis. Roifinare di pianta, 

Lavora lavora, la vitu la ra in roa» 
lora. f^, in VUta. 

Malpaga. Maia deUm(C*ro LeL ined. Ill, 
75). Mala paga(H9iiio Pranseai Cofi- 
ioio sopra le caroteS* Catlivo pagatore* 

Malparada, Mala partUa, 

Vede la malparada* f^edersi malpa^ 
rato, 

Malpens4da, Nome di un luogo nel m^tro 
coniado ehe true origine dalPital, Mat- 
pienaato. 

Malpettenaa. , . . . Pettioalo malamentc, 
di catlivo gusto. (n'lo* 

Malpriltegh. Malpratico. Jnesperto bnpO' 
Cu«in del malprategh. J\ in Cuslir. 

Malresguardaa .... TrascuratO) ohe 
non M% ba la debila cava. 

Malsabbadaa, MalassetUUo{K\\^ enr. in 

SeriaieUo), Chiocciecia(CmfoUindo^ !»)» 

. MalasseUo, DisadaUa^^hlk nostra To^ 

ce mi pare romanzo-ladina Malscku" 

bradad ("scanciof sneido). 

Malsaldaa. MiUsaldalo* - 

Malsan. Malsano. 

Malservli* Malsefvito, 

Malt. s. m, . » . t I birrai daano questo 
«ome airorso germanico diseccalOi ab* 
bmstolato amacinato dl cui fanno oso 
nclla fabbricaxiooe del la btrra* Cor.» 
rusione del todesoo MaU, 

MUta. MUUia. 

Cavalier de Malta. Oanmiiordi MtdMa, 
Cros de Malta, Crooe di Malta. 

BCallegn6u. Jlenuio male,St0tQ tmMmruto* 

Maltengiiliu. Maltinto, 

Maliessilu, Maltessuto, 

Mahr^u. s* m. ^Hhk MaUratkimcfUQ, 



MAM ( 

Maltratta*. MmiinUUUo. 

M «l va dicomo com^ im Britmui per M. Jba« f^ 

Malrasis e M«l?ategh. /^. VaiuMisM • Vin. 

Ma]yaWsch per Malvon. f^ 

Halved^. Mnivedere. f^edere di mal oc^ 

ehio. Odiare, 
lla]Ted6ii« Malveduio. Malinsto. Feduio 

di nudocchio. JmnstK 

Vess el oialveduu de la c&. Essere 

U mdbnslo e U mml arrwato(P9^^Sordo 

faiu sent per /or. lU 7). 
MaliFersa* Neologismo degli UfiUj» * . . . 

Ammioistrar male o inredelmente , 

sparoaszare^ malnieUere » diaaipare^ 

frodare il patrimonio o il danaro da- 

toci ad amimoifltrare. 
MalTeraazidn. Maiefatta, 
BfaWestii* Mal^siUo. Mai in amese. 
Malvin. r. Malbio. 
Malvist. V, Malveddtt. 
MalviT^t* MaliHvetUet 
Xal Tolent^ra. MalifoientierLConirOiHJgliii* 

Di muUa voiomld. Di mala voglia, 
MaUoleutera com^. Malvoieniieris* 
MalvfSn. Bismalva. MalpavisdUOk Mtdva 

sel%Mtic€u Buom iHSchio^ Mtea» Alcea; 

e iHitaiiicamente IbiscO'^W Burrhiel- 

lo iQ un suo aonetlo usd anche Molina- 

voni^y^jce assai prossima alia nostra 

tarn che nun fu registrata dai dizionarj* 
IfaK'or^ Jvere in uggia. 

Pass malTor^4 Tirarsi odio addosso 

(Mach. Op. VI, i!»9). 
Mama, f^* Mamma* 

Mamalucch per Test&rd. r. (Badee. 
Mamaiucch. met. Bttaccibio. Baggeo, K. 
MamaUicc<So» Bttaccio. Buaccione- 
Maman. I^oce Jnmcese comune fra le 

persane ci¥ili in luogo deile piu po^ 

poiari Mammagr4oda e Muiiiin* f^ 
Mamao. f% Maramao. 
Mamaada* /^» Mammaacia* 
Mambnicca* T. de'^Carrox* * • . • Specie 

partioolare di scarpa da rallener le 
• mole delle carro^^ze* 
Mafnin » ecc, K. Mammin 9 ecc» 
M&mma. Mamma, Madre* 

La mia mamma me ne fa pu de sti 

roo o aim. La mia madre di me non. ne 
fa poK^Paot PveU ]» vi, 9 ). 

SrJscioo o Ciccion de la mamma. 

V. in Sdacion* ' 
M^mma. M amma , \\ Coadigltuolb o ca- 

pcRMortv del viout delPacclo^ ccc. 



%S ) MAN 

Mamma, gergo. ta gran madnt aniica. 
La terra. 

Mammagriinda* Nanna, dt^oia. La Gran-' 
d'mere de* FraDcesi< 

Biammaacia. Mammana. Femmioa gi^ at- 
tempata poata ol governo dcUe aitelle. 
Fra noi si eatende aochc a denolare 
uoa donna tosza, diaadatta e briitta. 

Mammiflda* ... La aerva delle donne 
da cunloi 

Mammin e Mammina. Mammina* Mam* 
maccia. 

Mamminoei^. Madricciaola, 

Mamdsa. F. in Man. 

M&n che alP avuiliiioo diciamo Sciknpa. 
Mano^ e al pi. Le ManL Gli antichi 
dieevano La Mana^ e al pi. Le Mane^ 
come dicoQo ancora oggidi i conta- 
dini toacani. La Mano ai distingue dal 
basso in alio in 

Noeud» Noce, Nocellat^ Coll. C0//0. 
Polso e dottr* Carpo *- Man. Mano 
e dottr. Metacarpo «■ El Dessoravia. 
Dorso — Paliiio. La Palma m» Did. Le 
Dita. I Diii le cui parti i^edansi in Did. 

Adree a la man. Mia mano alia 
mimo(Salvini Hiade 1, a5). A mano 
a mano. Successivamenle. Taja adree a 
la man. . . • Tagliare cacio, lardo» ecc. 
coniinuando sempre via via ne^ tagli 
giM dati* Toeu-sil adree a la man* • . • 
Baccogliere le cose aecondo che vie 
via si vengono preaentando. 

A fa ben a vilan ae troeuva cagaa 
in man. F* in Vilan. 

A Hi i fall suru si* sporca minga i man. 
Niuno si de^e xfergognure delta sua arte* 

A la man. .4lia mano ^ c\o^ Affabi- 
le. Corlese* Ve a la man come, i 
affabilissimo, 

A la man. Jlid mano, Di presente* 
Dagb i danee a la manw Dare i danari 
idla mano% 

Alza i man. (igi Altar le mani. So* 
nare in signiBcato di Percuotere. 

A man aliada* T* dei Calligr* A mano 
ahaia\^Xosc,), Senza che la mano Um> 
chi la. carta, f^ in Svol^zc. 

A man a man com^ fa i can. f^ in Can. 

A man armada. Armaia mano* Colle 
armi in mano. Con €U7»ala mono* Ar- 
matamente. (mono, 

A man salva. A mansalva. A saliW" 



MAN ( 34 ) 

Aoda de man. Jndarc a numo* 

Andk in bonn man. Pervenire o Dare 
o Fomire in buone mani — ^ Famigliar. 
Cadere in gremba ai zio. Venire la cosa 
in mano cb chi appnnto vogliamo* 

A san Sebastian do or in man. K. 
in 6ra e in Luzia. 

Ay^ a ia inan. Jper a mono o alle 
mani o fra mono o manesco ohec<- 
chessia. Tener fra mano* Avere in 
pronto. 

Avegh a la man vun. Essere fami- 
gliare d* alamo* 

Avegh balin in man. K. in Balin. 

Avegh cativ gittugh in man. Jptr 
tristo giuoco ih mano, F, in Giosiigh. 

Avegh dent la man* Aver buona 
mono a o inchecchessia. iLssere pratico» 
esperto, usato di fare checchessia. 

Avegh el ranf in di man. pos, ejig. 
T\ in Ranf. 

Avegheu come ghe n'^e su sta man. 
Esser alia macine, Non ne aver un 
per medicina, Esser povcro in canna. 
Esser brullo, 

Avegh i mun che tacchen come la 
peaa. fig. ^ver le mani /alte a uncini. 

Avegh i man de scira o dc strasc 
o de pasta frolla o de merda. fig. Es^ 
sere il Tnbbia (Znn. Bag, civ AM ^ 6). 
jtver le mani di loUa, Oicesi di chi 
facilinenle si lascia cader di mano 
checchessia. Avoir ies mains de beurre 
dicono i Franccsi. 

Avegh i man nett. fig. Esser ver- 
gine di checchessia. Aver le mani per- 
gini di checchessia. 

Avegh ligaa i man. fig. Aver le ma- 
ni legate. 

Avegh man. Aver mano , voce 9 po^ 
tere in checchessia. 

Avegh man in pasta, fig. Aver le 
mani in pasia* Avere ingerensa in 
checchessia. Avoir la main d la pate 
dicono anche i Prancesi. 

Av^gh pien i man. T. di Giooco. 
Aver incinghiata la mula^ che i Fran- 
ces! dicono Avoir unjbrt beau jeu» 

Avegh-su la man. Avere buona mano 
a o in checchessia, 

Avegh laat in mano Av«gh minga 
tant in man de pod^ di ona cossa. 
Jvere o Non aver tanto in contanti 
per poter dire o assieurare checches" 



MAN 

«4a(Targ. Viag, II, afo). Aifer tdnid 
in mano da poter dire^ eoo.(*to8c -<- 
poem. aut. pis.). Avere o no modi 
certi di prova per alcuoa cosa. 

Ave i man bus. A%fere la numo lai^ 
ga, Yale esser molto Uberale. Anohe 
i Franeeai dicono in questo aenso 
Avoir Ies mains percdesn 

Avd i mun de merda. Xo ^sso che 
Avegh i man de acira. V. addietro, 

Ave i man de pasta frolla. F. dietro, 

Ave i man lungh. fig. Aver le mani 
lunghe o Jatte a uncino* Esser lungo 
di mano J cio^ Essere daio al rubare. 

Basa la' man, c/ie 1 cont, dicono 
Bask el did. . . . Oare segno di ringra- 
ziamento col baciare un dilo o quella 
mano di noi medesimi nelli quale rice- 
viamo alcun dono da altri. Gik tempo 
ognuno voleva tra noi che i fanciuUi 
o sponte o spinte ringraziaasero per 
questo modo la magniticaggine dei do* 
natori ; oggidi questo complimento , 
fratcllo spurio del baciabasso, va ce- 
dendo il regno alia gentilexza d^un 
l\inte grazie 9 d"* un Gran merc^ o 
d* altre stmili espressioni tutte piu 
secondo natura e verita. 

Bas^ la man a vun. Baciar la mano 
o le mani ad alcuno. Far baciamano 
o baciamento di mano ad uno, • 

Batt i man. Plaudire, Applaudire* 

Bella mun de scriv. Buona mano tla 
scrivere, 

Bonna roan o La soa bonna grazia. 
Mancia, La buona mancia, 

Bordcgass i man per nagott. . • . • 
Ingerirsi in checchessia non ne cavaa- 
do frutto o cavandone pochissimo. 

BorU-fbeura di man. Cader di mor- 
no, Uscir di mano* 

Borla in di man o Dk in di man. 
Andare o Cadere in mano di alcuno 
o ad alcuno 9 cioi cadergli In potere. 

Gala in di man. Mancar 59<(o(Maich. 
Op. 1X9 81). Far Jico. Dare in ceii 
o in budella — A 3io mood i robb 
calen semper ia di man. Ogni buon 
conto a mezzo toma. 

Gald. dc man fr^gg dexceor* F. in 
Coeur. {mani. 

Capita in bonn man. Dtare in buone 

Ghi gh^ e ona quej maa> cha porto^ 
via. • • - • Si dice da chi si trova m^no 



MAN ( a5 

alcuna oosa e dubita di alciina maao 
furace, perche Se occulta man non 
prtnde canton di casa rende» 

Chi gh* ha on meslee in man no ghe 
manca on tocch dc pan. K. in Mestee. 

Ciapp4 el coo in man. fig. Dor da beC" 
care id cetvtUo.Abbacare* Fantasticare, 

Ciappa in man ona robba. Becarsi 
in mono una cosa. 

Cont i man al citl. Con U mani 
aluUe al cielo. Ad alU mani, 

Cont i man in crof . A man giunte, 

Cont i man in cros sul stomegh 
o Cont i man in orazion. Con le mani 
eofiesi. V. sotto St2i. 

Cont i man sott sella CoUe 

braccia intrecciate al petto si cbe le 
mani yengano ascose fra le asceUe; 
positara famigliare alPuomo attivo al- 
lorcbe si sta meditabondo. 

Con tatta la man. A plena mono 
(Min. in Manone). 

Con tutt e d6 i man. Ad amhe ie 
mani, A due mani. 

Cress in man* Crescer/ra mono, 

jyk de man. Piffliare o Prender per 
mono. 

M de man a queicoss. Dar di mano 
o dellamano acltecdieesia, Impugnare, 
pigliare, prendere. 

D4 la man. Porgere la mano* 

Da la man. Dar mano. Dare la mano 
perche altri vi s^appoggi a salir in 
carrozxa o simili. 

D4 la man. Dare la mano, Cedere il 
Imogo. 

Da la man. fig. Dar mano, Ajutare. 
U latino Pnesio esse, 

D^ la man. Dare la palmala, Dicesi 
fra coxzoni, mercanti, ecc. per Pro- 
mettere il prezzo e la compera. 

Da la man drizza a vun. Dare altrui 
la man <2inito(Nelli f^ec, riv, 1^4). Dar 
mano e passo, Cedere la preroinenza. 

Da Tultema man. Dar I* ultima mo- 
no, Perfezionare » cosi come dicesi 
Dare la prima mano il priocipiare. 

Dk man larga. Allentare o Allargare 
Ufreno — Dar bulla. Dare pien potere, 

D4 ona man o ona maninna. Dar 
mano, Porgere ajuto. 

Dass la man. Darsi sii la mano 
(Boon. Tanc' V, 7). Impalmare, Toe- 
car la mano, 

rvl. III. 



) MAN 

De man. Manuale, Manesco. Per es. 
Molin dc man. Molino a mano, 

De man con yun. A mano% A mono 
con tUcuno, Anda de man. Andare a 
manoCQr* in Andare), Meni de mail o 
per man. Menare a mano, 

De man in man o Demaniman o 
Demenem&n. A mano a mano die, Se- 
condo che, Di mano in mano che, A 
misura dm. 

De mezza man. Di mezza mano(Pal- 
^ lad. Febr, 9). Pal de mezza man. /^. Pal. 

De prima man. In prima i7uvia(Ma- 
gal. Op, 385). 

De segonda man. Di seconda mano 
(MagaL Op. ^Sa). 

Di SGBU man V^ piissee che cent 
sovran. . • • Ogni minimo che ha gran 
pregio se ci viene dato da mano opr- 
diale o stimata o amata. 

Di soeu man savd Hi del tutt. Aver 
le man sante , cio^ buone a far m^Ue 
cose e tutte bene(Cant. Cam. I, a5i). 
Aver le mani benedette, JSssere o Avere 
la mano di Dio, 

£1 gh^ha ona facoia o ona grinta 
de dagli la roan dnzza a trovall in 

su ona strada Ha un yjso truce 

o nero o cupo che incute gran tiiQO- 
re, che fa sospettar male. 

El Signor cl gh^ha longh i man. 
f. in Signdr. 

Fk man. T. de** Sonat. di strum, ad 
arco o a pizzicu e specialmenle di gra- 
yicembalo . . . Sonare e risonare fre- 
quentemente per isneghittirCf svolge- 
re» sciogliere, educare la maoo a bene 
e sveltamente maneggiare lo strumento. 

Fk man bassa. Fion dare guartiere. 
Fare man bassa, Disfare intieramente. 

Fli man bassa. ,Farfi d* ogni erba 
fascio, 

. Fa tocca con man* fig. Far toccare 
. con mano. Far che oltri veoga in 1^- 
sgluta certezza di checchcssia, 

Fenl in man de Ciocchin. ^. in 
Ciocchin. 

Gel ai man. Mkuug/tone ( *tosc. — 
Zanob. Diz.). 

Gh* boo gi4 in man d6, tres quatter 
lira de quell capp Posso aye- 
re , mi furono esibile due, tre, quat- 
tro lire di quella tal roba. 

Gi6 de man. Fuor di mano, Bemoio* 

4 



MAN ( 36 ) 

Gi6 de man. Fuor di via. 

Gioeugh de man gioBugh de vilan. 
y. in Vilin. 

Giuga a quanti ghe n^hoo o a quanti 
se ghe n^ha in man, o come dicono 
nelVAlto Mil. Giuga a goragongroa 
cosse ghe n^e dent in sto puguon. 
Fare a sbricchi quanti. 

Guarda ai man. fig. Aver cura alle 
mani alirui, Osservare che allri non 
rubi o non fraudi. 

Ladin de man (Vess). Essere delle 
mani 9 cio^ facile o pronto a percuotere. 

Largh de man. fig. Largo di mono 
(Gh. Foe,). Largo. Liberale. Generoso. 
II contrario di Slrenc de man. 

Lavass i man. Lavarsi le mani. 

Lavaasen i man. Lavarsi le mam di 
checchessia. Non ne voler ^a^ere altru. 

Ligagh i man a vun. Legar le mani 
ad una. Dor suite mani ad uno. lin- 
pedire ad alcuno d* operare a suo 
senno. — Besogna guards chi V k che 
se scerna per dagh di incumbenz; 
ma dopo busogua minga Hgagh i man. 
Commetti al savio^ e lasciajare a lui 
(Pulci Morg. XXV, 3). 

V istessa man lavora La 

cosa esce d** un medesimo canto ; chi 
guida la baliata e sempre quel mede- 
aimo; il aasso viene dalia manu con- 
•ueta; siamo sempre alle medesime. 

Longh de man (Vess). fig. Essere 
delle mani. Aver le mani fatte a un- 
eino. Lavorar di mano. Menar le mani. 
laser ladro. 

Longh de man per Ladin de man. 
F'. atldietro. 

Man dritza. Mano ritta. Man riUa, 
Destra, MarriUa. Mano diritta o drUta. 

Man fiorii. Mani che pajon di bu- 
caio^ cjod nette, ben ripulile. 

Man fregg, cald el cteur. F* in 
Coeur. Anche i Franc, dicono Froides 
mains chaudes amours(Ro\ix Diet.). 

Man grassotta. Mano pienoUa. 

Mlin greva a scriv, a disegnli, e 
simili . . . Mano che s* aggrava di trop- 
po nello scrivere, nel disegnare, ecc. 

Man lingera a scriv » a disegna, e si" 
mill ... Mano sciolta nello scrivere, ecc« 

Man ignorant*... Mani che non sanno 
snegiiittirsi ne volgersi secondo il bi- 
sugno, mani auneghittite o negghienti. 



MAN 

Man manzinna. Mano mancina o 
sinistra o manca o stanca. 

Man moresinn. Mani morbide di 
came. 

Man morta. T. leg. Mano morta. 

Man morta Mano che si la- 

scia pesola e come senza vita. 

Alan morta picca a la porta, picca 
a Tuss, mamuss mamiiss, o vero truss 
truss. F. in Pdrta. 

Man regia, Man del fisch. Mano 
regia{CrusctL in Mano % IV.*). 

Man ruvid. Mani incallite. Mani col 
cuojo dnro. 

Man sinestra. Mano sinistin. Mano 
manca. Mano stanca. Mano mancina. 

Mena i man. fig. Menar le mani. 
Percuotere. 

Mena i man. Innaspar colle mani 
(*tosc. — Rime aut. pis.). Brancicare. 

Mena la man. Tentre o Guidare la 
mano nello insegnare a scrivere. 

Menk per man. Condurre o Menare 
a braccia. 

Mett a man. Manomettere. Metter 
mano a checchessia , cominciare a 
usarne — Mett a man on vassell, o 
simile. Fenire alia nianomessa{Vttrch, 
Suoc. Ill, 4)- Metlere a mano una botte 
o 8im.(Cr. in Mano % CXXXIII). Mano- 
mettere una botte — Metlre du vin en 
perce dicono i Francesi. 

Mettarev una man in del foeugh. Afef- 
tei'ei nel foco la mano(Berni Orl. inn. 
XXXU, ai). 

Meltegh-sd i man. Bg. . . . Indovi- 
narla, imbrecciare, dar nel brocco. 

Mettes dent cont i man e cont i pee. 
fig. Arare col but e colV asino{Vz\3\x 
f46). Fare checchessia colle mani e 
co^piedi. 

Mettes i man in di cavij. K in Cavell. 

Mettes in di man de vun o in man 
de vun o Lassil (h de vun. Bimetttrsi 
netle braccia d^uno(yM. 371). Gittarsi 
in grembo ad alcuno. Rimettersi alia 
merc^ d* alcuno. Metiersi alle mani o 
in mano d* alcuno. 

Mettes ona man al stomegh. F. in 
Stdmegh. 

Mettes ona man dessoravia di oeucc 
per vede mej. Far delle mani ombrello 
agli occAi(Buonar. Fiera). 

Mett i man adoss. fig. Percuotere* 



MAN (37 

Melt i miio ndoas. fig. . • . Indovi- 
iMrcy dar nel segno 9 ideare la cosa 
o persona iocolpabile di checchessia. 

Men i roan inanz. fig. Pigiiar campo 
imtHmu ( Lasca Gelos. pro], ). Fm^ o 
Sonar ie none, Pigliare i passi innanxi 
per non cadere, Pif^iare il tratto. An" 
ticipare. Metier U mani innanzi per 
non cadere. 

Mett i man in ora»on. f^. OrazifSn. 

Melt i man in sui fianch. Andar 
coniro uno eon le braccia al ^anco 
(Nelli Mogl. in cah. I, i5). 

Mett per i man. Mettere per le mani, 
Proporre. 

Ona man lara Toltra e tutt'^e do 
laTen el mostaec (e in contado el 
Tolt). Chi piacer fa piacer ricet«(Fir. 
Xrin. Prol.). Una mono lava V altra^ 
e le due il viso, Proverbio di piano 
significato e di utilisaima applicazione 
in ogni condizion sociale,con questo 
solo riserbo in , chi ha pubblici inca- 
richi di andare guardinghi ncl non 
iscambiare per servigio sociale i ser- 
Tigi indiyiduali. 

Parli in la roan. Frastomare* Rom- 
pere Vuovo in hocca, 

Perd la roan Perdere la pra- 

tica; per disusare non aver piu la 
solita proniezza in fare checchessia. 
A %\k in ozzi se perd la man. Chi non 
msa disusa- 

Per i man. Fra mafio. Per le mani* 
Tra le mani. Avegh per i man ona 
cossa. Ayere checchessia per le mani> 
Tegni per i man quejcoss. Dare o 
yenire checchessia alle mani. Cadere 
tra le mani. Capitare alle o nelle mani. 
Darfra mono. A^egh per i man de fit 
ona robba. Essere per le mani di far 
checchessia^ cio^ esserne in trattato. 

Per man de sensal. Per menata di 
sensali. 

Pod^ bas^ la man. Fare a hocca 
badata* Poier leccarsene le dita. 

Pod^ dagh la roan drizza. Poter 
cedere la mono. 

Pode dass la man Poter ac- 

r4>ppiarsi9 avere simiglianz^ 4^9niroo 
e di costume » fts^etfi d^una buccia. 

Pode minga vivegh in di man. « . . 
Noq poter islare a discreziooe altrui ; 
non poter reggere alPfilli'ui malmenio. 



) MAN 

Porti in palroo de map. Portare o 
Tenere in palma di mono. Protegge- 
re 9 esaltare. 

Pnrisn^i el palmo de la man. fig. . . • 
Aver un certo quale presentiroento 
d'aver a ricevere donalivi. . 

Quell che cress di man T h de 4a- 
ghd al can. . . • • Segna la condi* 
zion perfetta delle poppe* 

Aesta cont i man pienn de mosch. 
fig, , Aifcre o Trovarsi le mani pienfi di 
vento , cio^ restar deluso , ii^ann^to 
di quanto uno sperava. 

Sav^ o Gognoss la soa man drizza. 
fig. Saper il suo conto. DisUnguere il 
< pan da^sassi. Esser uomo accorto , 
esperto, pratico delle cose. . . 

Scal*a de man. Scala a piupli. 

Scia o Chi la man. Damnd qua la 
mono; e vale Prometli* 

Sentiss a d4 ona man in del sangu. 
Bimescolarsi. Agghiacciarsi il sangue 
nelle vene. Restar senza sangue. 

Slargii la man. {ig. Aprire le mani 
(Cr. in Aprire). Allargar la mono. 
Bare a larga mano. Aver la man lor-' 
ga. largheggiare. Usar liberality. 

Slargass ona man. Aprirsi una ma^ 
no .'(Lasca Cena III.%no¥. 10, p. 255). 
Per alcuna fatica o mala positura 
spostarsi i tendini dell a mano si obe 
un non possa servirsene a sua voglia 
neir impugnare le cose. 

Sl4 in di. man de Tun ona cos^a. 
Dimorare o Essere checchessia nelle 
manHciot in potere ) d' alcitno. 

Sta-li cont i man in cros o Sta-U 
cont i man sul consolaa. Stare o Stafsi 
cortese o colle mani spenzolate o spen- 
toloni o ciondoloni o a ciniola o.m 
mano, 

Stk H cont i man in urazion o cont 
i man in cros sul stomegh. fig. Starsi 
con le mani cortesi a orare^Salv* 
Granch. 1 ^ a ). 

Strenc de man. fig. Stretto di mano. 
Parco. 

Streugiudinna de man. Una stretla 
di mano. 

Taccass la robba ai roan, fig* Apple- 
carsi alle mani la roba altrui. 

Tant i' k a Tohk coroe a tegni a 
roan. Tanto ne va a chi ruba quanto 
a chi iiene il sacco o a chi tiene mano. 



MAN (18 

' Tegni «dois la maiiw Tenerci su le t 
mam{Mtkctk, Opere IX , 220). Reggere, | 
governare, aver occhio, guidare, 
' non lasciar fare aenza, ecc. ecc. 

Tegni a man. Sparagnare. Far mas- 
seritia. Nei diz. kal. Tiener a mono 
Vate in vece aver maaeseo e pronto 
per Puso. Tegni a man el fiaa. Spo" 
ragnare U JuUo. Nan geiiar parole* 

Tegni a man. T^ner mono. Tener 
M marto. TTener il sacco* Reggere tra 
'mano4 Tener piede mentre altri seor- 
tica ^- Tener la mula, Reggere la 
gaUa, Fare spMa. Concorrere a fare 
' > checchesaia. 

Tegni a man at lader. Tener mono 
ai ladri. 

Tegni a man a vun a robli. Tener 
di ivi^oio(NeUi Ml. di Fed. 1,3). 

Tegoi de man. Tenere o Condurre 
a mono. 

Tegni dent la man Tenersi 

in esercisio ; non lasciare che la roano 
perda Tuso di checchesaia. 

Tegni i man a ca aoa e la leogua 

' dent di dent. K in Lingua. Ten i man 

a €& tea e la lengua dent di dent. 

Tl^m le mani a te e la bocca al cesso 

(Nelli Faccend. 1,5). 

Tegni man a robit. Tener parte ai 
fuHi d*alcuno, 

TegttI la aoa santa man in coo(a vim 
el Signor ). Tener le mani in cttpo ad 
uno — TogUere da alamo la mono il 
Signore ^ il suo contra rio — ^ Prega el 
Signor ch^el te tegna la soa aanla 
man adoss. Prega Dio che non iolga 
da te la mono, 

Tegni li a U man. Tenere a mono, 
Aper manesco o pronto checchessia. 

Tegni man forta. D€ir mano, jijutare 
eficacemente , con autoritd e con forta. 

Ti cont ona man, e mi con d6. Se 
tu con una mano , a io con due. Se 
tu colle maniy io collemani e coi piedi. 

Titi^ a man o Melt a man* Mettere 
a mano, Manomeltere, 

Tira a man d^ona cosaa. Entrare 
in discorso di cfiecchessia, Tireghel 
minga a man. Non gli entrare in que^ 
sto proposito, 

Tira*foeura di man. Cavar di mono, 

Tirai foeura di man a on sant. Ca^ 
uarle (le bnsse) di mano n tm monco 



) MAN 

(Pag. For. Rag. I, 4)* Catfor U cefi 
fate di mano a son Francesco. 

Tocca-aCi la man. Toccnr kt mano. 
Specie di tacito e benevolo aalnto. 

Toefi de prima man. Comperare di 
prima mono* 

ToeCi la man. Pigliare la iiumo(Nelli 
Com. 1 , 36 ). Quadagnar la mano. Di- 
ccsi del cavallo che pii^ non cnra il 
freno — c fig. 

Toed la man. Levar la mano -— An^ 
Uvenire. Prevenire. Furor le masse. 
Lassass toed la man de la nitee. Xo- 
sciarsi cmndcar dalla moglie. 

Toed-sd la man. Far pratiea. Im- 
pratichirsi. 

Tri de man e dc pee. F. in Pi. 

Vedessegh la man de Dio. feeder- 
visi la mano{t\oh la virtd) di Dio> 

Vegnl-via col coenr in man. Jndare 
col euore in mano(Cr. in Jndare ). 
Aprire il cuore. Parlare schiettamen- 
te, ingenuamente. 

Vess de man. F'. in Ladhi. 

Vess de man. JSssere conwdo^ ificino. 

Vessegh pu nissun che ghc poda 
viv in di man. F. in V\v(i;erbo). 

Vess gid de man.... Averci poco uao; 
e in T. di Ginoco. Non essere in palla. 

Vess gid de man, o a rosfescio Vess 
in man. T. de* Sonat di strumenti 
ad arco o a pizdco e spec, di gravi- 

cimbalo Avere mano pronta 

esecutrice per forza di non interrot- 
to esercizio. 

Vess in man de vun ona cossa. £f- 
sere in mano , in arbitrio^ in facoltA. 

Veas largh de bocca e strenc de 
man. F. in Bdcca. 

Vess atreoc de man. Avere la gotta 
o ( pedignoni alle mani. Avere le 
mani aggranc/uate{MkavLm ^ Note al 
MalmanU). Esser avaro, tenace, tale 
che farebbe a pagar co''mo/icAi(ivi)f 
ciod con chi non ha mani. 
Man. Mano^ e dottr. Metacarpo. Quella 
parte della mano che va dal collo 
alle dita, distinta in Palnta e Dorso 
(Palmu e Dessoravia> 

Man Si chiamano dai padroni 

di bottega ed altri i lavoranti. Avegh 

di bon man Avere buoni c 

valentt operai. Segond i man.... Sc- 
condo che e Toperajo. 



MAN ( 

MIn. Mtmo per numipolo , mufina , co- 
Tone; e dicesi ndratto del mietere. 

Mim. Serie* Ona man de dl. Vna serie 
di gi&mi. 
Adree a la man. In serie, Suecessi' 

Ukn. T. de^Gtoccol II Pestello del 

morUjo di bronzo : talano ^ di bron- 
so» talimo di fierro; taluno a mi pe- 
staU^o S0I09 tal altro a due pestatoi. 

Man. T. de^Cioccol Ogni passata 

alia pietra della pasta da cioccolata. 
Per solito si danno quattro ripassate ; 
nella prima si stritola alia grossa il 
cacao -gi^ dirotto nell* abbrosdrlo ; 
nelle ahre si ripessa la pasta aggiun- 
gendole lo znccbero e le drogbe. 
Dagb ona man. Passare alia pietra* 

Mki. T. di Giuoco. Mono ed ancbe Oira- 

to. n dare nn determinato numero di 

carte in giro a ciascuno dei giocatori. 

Perd la man. Perder la gita nei 

giuocbi. 

Vess de man. Jper la mono. 

Mkn. T. di Giuoco. Baxui, Quel mimero 
di carte cbe si vince volta per Volta 
agli aTTcrsarj , e cbe oolui cbe le 
Tince si pone davanti a s^ in un 
muccbio. 

Mka. T. di Giuoco. Gita. Colpo ai giuo- 
cbi di palla o simili. 

MkD. T. d* Imbiancatori, Pittori» ec. Mono, 
Dd ona man de biancb. Dare vna 
mono di bianco. Felare> reUUura. 
Do, tre man. Due, tre mani. 

Hkn* T. d'^Orolog. Manina da rimontare. 
Strumetttf> ad uso di tener salde le 
cartelle(;7(alljim o platUnn) nel rimet- 
ter sd Torinolo. 

MIn. T. di Stamp. Mono, Tipo in figura 
di manina cbe ndle stampe si ante- 
pone ad alcuni passi per indizio cbe 
si Togliono specialmente osservati. 

Miui. Mono? Sp. d* indicator yiale con- 
sistente in una mano inastata sur nn 
ako palo la c^oale colPindice addita 
la Tia pei luogbi scritti sotto in tma 
carteUetU. 

Mania Cbe ba in si la manna , 

con infttsione di manna. Per esempio 
Tamarind manaa. . . . Tamarindi con 
manna commista. 

Manada. Botta data colla mano, 

Manada. T. di Stamp. Manata > 



39 ) Man 

ManadMa. T. di Stamp. Manatdla? II 
fr. Foignde, 

Manam&n. K. Menem^. 

Blanln. Mcio, 

Mankna. Micia. 

Manascia. Manaecia. Manone. 

Manasciji. Esser dalle mani, Esser facile 
a percuotere. 

Manasci6n. Maneseo. Pronto id dare o 
al menar le mani, Che h dalle mam, 

Mdnca. Locutione ellitHca che etpuvale 
a dire la cosa di cui si parla , non 
che esser mancante^ soprabbondare. E 
usata anche in Haliano come nei modi 
jegueitlt — Manea mice cbe PavaniT 
trovaa! Manca le mogli che gli atfrebbe 
trofo(Fag. VAst. bal. HI , 4 ). -. Te 
Pee faa ti? // festi? Manca voeult! 
Manca quante PO/<e(NeIK Tomu di s^ 
stesso 1 , 1 1 ) — Quests locuzione Man" 
ca ! leggesi pure nel Ceccbi Assiuolo 
III, 5, e nel Fag. Bim. V. ProL — 
Manca gent cbe gb'i cbe sti-su tutta 
nocc. Sono pur tanti quelli che i^g- 
ghiano tutta notte — • Gb^ ^t danec 
ti? . . . . Manca danee? gbe n'^boo 
antropp. ffai tu quattrini? . . . Man- 
ca o TCro Manear quatirini a me? 
ne ho di vantaggio* 

Manci o Gald poccb. K in Call. 

Tutta cbe manca. A tuito il meno. 
Almeno almeno, Almanco. 

MandL Mancare. Non bastare. 

Bfancl. Essere assente. 

Mancl a F apell 9 a la scoeula e sim. 
Non trovarsi alia chiamata , idla scuO" 
la^ ecc. 

Manca. Mtuicare. Non attenere altrui il 
promessogli. 

Manck de parol la. Mentire d^una 
promessa, Manear di parola, Manear 
di o della Jede- Manear fede, Venir 
manco del sao dctto ; e ancbe asst>lut. 
Mancare ad ono. 

Bfancl primb vun d* on oltcr. PrC" 
mancare. Premorire. ^ 

Mancia. Mancato. 

V k staa mancsa. • . • * '^^^o^^^^o 
di uso frequentissimb 'nelt^ nioMe 
scuole in lubgo di L^ ift mbncaa, Fu 
assente. 

Mancad6r. Mancatore. Noi usiamo la voce 

mIo di conserra con parotid ^ e dicia- 

Il mo MatKodordeparolla, y. in Par^Ua. 



MAN ( 3o 

Bfaiicad6ra. Mancatora, MajncmUice{f^edi 

per uguale osservazione in Mancaddr). 

Mancam^nt. Mancamento. Mancanza. De* 

Jicienza, Usiamo la voce in quetto sig. 

solo nella frase 

Mancameot de respir. F. in Respir. 

Mancam^ot« Dijetto. Fizio, Mancantento, 

Mancant. Mancante, DefiderUe. Manco. 

Manchevole. 
Maodial. Assenit, 

Manc^Qza. Mancanza* Mancamento. De* 
Jicienza. 

In mancanza de cava) se fa trotUi 
di aien. In maneanza di buoi si ara 
con gli asiniifiwoni Prov.). F anche 
in Asen. 
Manc4nza. Jssenza, 

Manc^Dza. JErrore. Mancanza. -— Colpa. 
Mlinch. Manco. Meno, 

In manch de quell a. In* meno di die 
(Pr. fior. IV, lu, 5a). In breve* In 
poeo tempo., 

V e staa anm6 el mancb maa. Sorte 
ch* elle nonjitrono pesche, E ne po- 
teva incoglier pe^io. 

Manch che manch. Men, (jhe meno. 
A nessun patto* Per nessun mode, 
Manch did e manch puid. V, in Pulda. 
Manch paroll e pussee fait. I /aUi 
son maschi e le parole Jemmine* 
. N^ pu nt& manch. iVIi pOi nh meno. 
Per el manch. Almanco* Per lo me- 
no. Almeno, 

Vegni ttl manch. Fenire al hasso, 
Impoverire, declinare.^. tuiche in M^n. 
Mancia per Bonnam4n. F, 
Mancipa. Mancipare. Emancipare* Man" 
; ceppare, 

Mancom^a. \ GranmercL Manco maa che 
Manrom&l. ) r i andoda insci. Sorle che 

V andb a questo modo. 
t/Unddi* Mandare, Inviare, 

Chi Toeur vaga echi no voeur man- 
da. F* in Vor^. 

D^ttela ma ndattela. phicchi bicchiac^ 
chi, CiCe che non k. CesU canestri. 
Modi avverbiali che valgono non ve- 
nire a cqnchiusione 9 mandar d^oggi 
in .dom«pi e ,$i^ilii 

Mandi adree. Mandar ' 4i^tro, far 
accompagnare, Seguire, SeguiU^re, 
Mand4 a la darera. F. in Oar^. 
Mand4 al diavol o in galera o a 
fass bolgira. F, in Diayoi, fiolgira^ ecc. 



) MAN 

Mandji anm6. Bimandare. .Gh^tuM 
mandaa-^nmo a di. Gli rimandaiadire* 

Mand&.a signified, a di, e aimili. 
Mandar significando 9 dicendo^ e aim. 
Awisare. Mandar a dire^ ecc. 

Mandi a loeu van. Mandar per tmo* 
Manda a toeu van in carorcia. Man^ 
dar la carrozza a levare uno. 

Mandii dent. Riporre. EairomeUere, 
Introdurre, — Manda-dent quij ma- 
nezzin. Riponi que' manichetti, — Bfin- 
del-dent quell scior. Introduci quel 
signore* 

Manda de vail in corbella. F, in 
Vail susiantivo Jemminile. 

Manda-foeura. Mandarjuora — ^nei' 
tere, £1 manda-foeura on odor de can* 
Od^ra malissimo. Puzza che ammor' 
ba — £1 Vapor el manda foeura di 
gran abirr. // CoccIuO a vapore scldzza 
scintille di molte — Mand^-foeura opa 
legg. Mandar bando o legge. Bandire* 

Manda-gi6. InghioUire. Ingojare* 
Trangugiare^vvallare, In^llareMan" 
dar ^ o giuso. — £l manda gio-pu 
nagotl. Non inghioUe piiL 

Manda-gi6. fig. Ingozzare. Sgpzzare. 
Mandar giii- InghioUir amaro, £l sten- 
ta a mandalla-gio. La masiica male. 

Manda inanz. Mandare innanzi. Man^ 
dar oltre. Sospignere. Spingere innan- 
zi — Premettere — Spedir foriere — ' 
Mandare innanzi, Spicciare afTari, ecc 

Manda-indree. Rimandare. Rinviare.^ 

Mand^indree. Far arretrare o re- 
irocedere. 

Manda intorna. Mandare aiiomo.^ 
Vhn mandaa intorna ona vos. Dividgb 
o Sparse u Propalb una voce. 

Mandalla gi6. fig. Bere o InghioUirt 
it calice. Ingozzarla. Tirarla giii.Manr 
darla giu. 

. Mandann-gi6 de colt e de cruff^ o 
Mandainn-gi6 de gross* F. in C6U e im 
Cin^ll. — En a^aler dicono i Franc 

Mand4-li Mandare ivi, in 

quel luogo, in quel punto. 

Manda sott vun a quejghedun. • * • * 
Mandar alcuno ambasciatore o acalr 
zalore pr^sso qualcheduno. 

Mandansd ona petizion^ on raport 

c simile Fare, inviare o pre* 

sentare una istanza , un rappoi'lo e 
simile* 



MAN ( 

Maada tr» Lesa e Stresa o a quella 
bella terra. V. in L^a. 

ManctiHvia. Mandar via, Mandare. 
Espeilere, Cacciare. Discacdare. — 
Blaod^-Tia on servitor. Disfarsi iPun 
servo, idcenziare o Mandar via o Con^ 
gedare un servo, Maoda-via i teota- 
sioD. Diseacciare le ieniationi, 

Manda-via in sui duu f>ee, foenra 
de temp , ere. f^, in Pi , Temp , ecc. 
Nandi-via i cavaler. Mandare i ba' 
chi alia /rosea, 

Mandii-via i mace. Cavar le macehie, 
Cancellar le macehie, 

Pod^ mai mandalla gi6. Mai non la 
' poiere sgo%zare(S9iCch, Nov,* 114.* in 
fine). 

Pre^a el Signor che ne ]e manda 
bonna. Pregar Iddio che ce la mandi 
fmonaiCrvLSc in Mandare % XXV). 
M a n d4a. partic. Mandaio, Inviato, Mes- 
so, Spedito, 

Mandaa-gi6, Mandaa-sik, Mandaa- 

Tia, ecc. y, in Manda. 

Kandaa. s. m. Mandato, Commessione, 

Chi lo emette h Mandante; chi lo ha 

in carico Mandatario, 

Mandin de cassa. Jlfoii^/o?(Redi Op, VI, 

i45). 
Mandaa. Jd, di Mkss. F. 
Mandada. Mandata, Quello spazio che 
la cfaiave fa trascorrere alia slanghetta 
{al cadenassceu) d^una toppa (saradura) 
per aprire o serrare. 

Saradnra a ona mandada o a do 
mandad. Toppa a una mandata o a due, 
Maud^t. MandaHte, 
Mandarin. Mandatore{Mi, enc,\n PaHot- 
toiajo). Cohii che manda il pailone a 
chi primo dee batterlo. 
Mandat^i* Mandatario, dmbasciaiore, 
Sinonimo di Mess mandaa. f, in M^ss. 
Mandatioi. T. leg. Mandatario. 

Mandat^ll Mandato di cassa per 

picciola sdmma. 
Mand6pera. Operajo. Lavoratore, Gior^ 

naliero. 
Manddpera per Fatt&ra. f^ 
Mandrigora. Mandrttgora. Mdndrdgola. 
Pianta che k V^Jtropos MandragoraL, 
Maa de la mandragora. f^. in Maa. 
Oil de mandragora. P^, in 6li. 
Mandragora per ingiuria a donna. Pe^- 
tegola. Panichina. Manimorcia. 



3l ) MAN 

MandHlL Mammone. Gatiomammone, Sp. 
di scimmia il cui nome noi ahbiamo 
furato ai Transalpini e che i natu- 
raHsti chiamano iimia o Papio mai" 
man* 
Mandrin. T. deirArti. dllargato/o. Spina. 
Strumeuto d'accidjo benissimo tern- 
perato 9 il quale serre ad allargare e 
ridurre un foro alia debila grander 
za e Ibcezza col farvelo girar dentro. 
Anche i ProTcnsali e i Francesi lo 
dicono Mandrin, 
Mandrin. T. de*Torniai ..... Parte 
del tornio, detta Mandrin anche dai 
Francesi , la quale fa utRcio di soste- 
nere e talora anche di sportare pid 
che sia fattibile quegti oggetti che 
si Togliono tornire. Cid che mai si 
pu6 tomire in sulle pnnte si tornisce 
sul mandrin* 

Mandrin a ponta (cio^ con ponta 
conica vitata). Lumaca. Coda di porco 
(Diz. artig.)* 

Mandrin a cossinitt Specie 

di m€Mdrin che si usa coi due ceppi 
(popceii). V. anclte la voce T6rna. 
Manduca. v. lal. scherz.Afa/i^iiicane. A/a- 

nucare. Manicare, Mangiare, 
Manecl^n. T. pittoricu. Fantoccio, Dal 

franeese Mannequin, 
M&nega. Monica. Le sue parti sooo 

Desott. Parte sottana » Desora. Di 
sopra ? =» Gombed. Gomito ? ^ Moster. 
Manopole. 

Aye in manega. fig. JvernellamO' 
nica. Jver in bolio, 

Av^ quejcoss in di manegh. Bollire 
in pentola checchessia. 

Avegh in manega o 11 pront. Jver 
piene le maniche di checchessia{Gmo 
ciard. nelle Op, di Mach. IX, 169). 

Con dent i manegh. Immanicato, 
Fagh dent i manegh. Far le maniche 
a un abilo. 

De manega larga. fig. Facile, dn* 
dante, Correnle(co8\ nelle Com. del 
Nelli e cosi anche in volg. fior.). Che 
non la guarda pel sollile. Parlandosi 
di un confessore che non sia troppo 
rigoroso Vedi piii innanzi verso il 
fine V^%^ de manega larga* 

Discors strasciaa con foeura i ma- 
negh. Discorsi insulsi^ sciocchij in- 
concludenti. 



MAN 



(3a 



la maoega de camisa. V* in Camisa. 

L*^ on oiler para de manegh. GU k 
un aUro par di maniche ( Fag. GemiL 
cor, dmfigL II « 5 e altrove passim — 
Nelli Serv, al/ornoUlj la). Quesfi 
urC aUra ndneHra o mC altra mercan^ 
Ma, Dettato che vale quanto a dire La 
cosa ^ Bssai di versa — Anche i Franoesi 
dicoBO P'oici bien o Cest une autre 
poire de manches, 

Maaegh a barelt. .... Foggia di 
maniche delle quali si pu6 veder un 
esemplare nel Corner delle Dame mi- 
lanese del 5o dicembre iS5o e ahroire. 

Manegh a here. • • • . Foggia par- 
ticolare di maniche. 

Manegh a borlon. . • . Foggia di 
maniche con molti cilindruoli rimessi 
o innestali a mo'* delle colonne a boaze. 

Manegh a campanna. . . . Maniche 
accarapanate. 

Manegh a gofil Maniche stroizate a 
nodi(Cr. in Abitino). 

Manegh a gombed o tiraa. Mani- 
che streite? Foggia di maniche le 
quali sieguono appuntino le cami. 

Manegh a griffe. .... Foggia par- 
ticolare di maniche. 

Manegh a la ciaccionna Se 

ne Tcde esemplare nel Carrier delle 
Dame milanese del 18109 pag. Soy. 

Manegh a Manegonn a la gig6. Ma- 
niclie a gozii. Maniche larghe e tozze 
per modo che in luogo di tulta mo- 
strar la bella forma d^ un braccio don- 
nesco, gli danno apparenza d^un co- 
sciotto di hue. Furono di gran moda 
in questo decennio del trenta. L^av- 
Yocato Zanolini nel suo Dissoluto ge- 
ipso(II» 1 5) le disse Jlfomcon/ alia gigoL 

Manegh a la mamalucch Se 

ne vede esemplare e descrizione nel 
Carrier delle Dame milanese del giorno 
i5 settembre delPanno 1838. 

Manegh a la Maria. .... Foggia 
particolare di maniche, cosi dette da 
Donna Maria di Gloria principessa del 
Brasile, le quali leggonsi descritte nel 
Corner delle Dame milanese del giorno 
4 agasto deiranno 1827. 

Manegh a la mezz^amadi 

Foggia particolare di maniche di cui 
si vede esemplare nel Carrier delle 
Dame milanese d^aprile x835. 



) MAN 

Manegh a la pagoda Foggia 

particolare di maniche descritta nel 
Corner delle Dame mil.* di aprile 1 835. 
Manegh a pendolera. ManicbUoU. 
Quelle maniche le quali ciondolano 
appiccale al vestire(in ispecie de^rdi- 
glosi) per omamentp. 

Manegh par^. .... Foggia parti- 
ccA^re di maniche per abili da gala* 
Manegh tiraa. Lo stesso che Manegh 
a gombed. f^. piu addietro, 

Manegh tiraa al coll de la man. Mar- 
niche alia pretina* Quella sp. di mani- 
ca ch^^ abbottonata stretta alia mano. 
Tegni in manega. . . Riservarsi chec- 
chessia, come prove, argomenti e aim. 
Tir^-su i manegh. Mandar sit le man 
niche(Fac, Piov. Arl. p. 64 )• Sbrac- 
ciarsi. JUmboccar le maniche* 

Tra-foeura i manegh de la gippa 
che anche dicesi Desbottonass la gip- 
pa. fig. Alzarsi i manichetU {VwXx). 
Allargar Vale fuor del nido. Diruggi" 
narsi, Escir del manico, SnighitUrsL 
Bassetiarsi neWelmo per far checches" 
sia. Fare le sue loUe* Far pid che un 
non suole. 

Me89 de manega larga. &g.Lasciar 

gli scrupoli alio speziale(Vi}emei. d* un 

poet, corton. V, 11 ); e parlandosi di 

confessori non molto rigorosi .Jver 

maniche larglie nel tribunal di peni^ 

tenza{*iosc. — Rime aul. pis. ). Far 

buono mercato{Pas$9LV^pecch*Pen, 1 18). 

Yesa de manega streccia* fig. Avere 

coscienza 5(reUa(NelIi f^ecch, RivXi^ a4). 

Vin de manega sch. per de Malega* 

r. Vhi. 

Manega. Mano, Una mannata. Quantity 

indeterminata di cose o persone.L^Alb. 

enc. regislra anche Una manica di 

soldati, 

Ona manega d'^asen, de baron , ecc* 
Una mano d'asini^ di furfanli^ ecc. 
Ona manega de matt. F. in Matt. 
Manegadiira. TasUera, 
Manegascia. Manicaccia. 
Man^gg. Maneggio, Reggimento*. Governo* 
Leva el manegg. Levare il manege 
gio; e fam. Levare la pallajuori di 
mano. 
Mau^gg..fig. Raggiro, Briga* Intrigq. 
Manegg^ ver. Maneggevolc^Maneggiabiie; 
e anU ManovUe* 



MAN ( 33 

ManeggU (che in moUi easi i eommMtu 
dicono Man^cM, e noi anshe Mmixaa 
o Man^tta )• Hiamgiia, Campaoclia ftr 
lo pill stiacciala che serve per aliare 
fonieriy casse, biMli, eoc.; e6ine an- 
che per aprire e serrare con fiicilita 
rhiarkteiii, cassette ^ armarjt eec* e 
per diversf ahri usi. 

Han^gk ()e bre&ta. f^ Pnl^fma. 
aittieggiai cto tassell. F'. in Vass^ll. 
Kanegg dd k stfpp^ra. f^.irt $iipp^ra. 

Itan^ggia e eonU Haikclscta. Btoncone ? 
RaiDo secco di castagna, di revere o 
di altrty albeft>^) a cui si la^ittno da 
capo alcmii ramKelli cbe si dicono Cor- 
iMtf « il qmile^ si tisa a ptdar e le vili. 
C(^a p«rt^ piaoa lie ^^tenta il iroa- 
co, e coiramitelli i tralci che Yt si 
vamo di mano in tnatio awiriccliiando. 

Ma^eggia o Matilda. T. di 9t. ManisfcUa? 
XAmco di legM^ posto in clnia airago 
del cilindro che serve a far girare 
Mtte ap)ade(5if^ ct^f^eMg) il ttttro del 
torchio. 

■tn iiggi L Mtmeggiare. 

V ^ eatiT BoaneggialK • . . ^ mal ma- 

vesco — Fig. fe matagevole^ k 

intrattabile 9 6 ritrosd. 

ifaneggka. ManeggitUo, 

Maneggiiitfs. Adoperarsi. Fare le sae lolte* 

Maneggioeora. BrortcOnctllo ? Nelle viti 
a fossateUe o a ghirlaada sono i ^ic- 
cioli rami che ne sostengooo le tnesse. 

Maiieggi^n. Faccendone. Factodo. Colui 
che mostra avere i roaggiori iiismcggi 
in checchessia *, o coliri che, sappia o 
non sappia 9 voglia fare ogni cosa. 

Maneggi6n. Ministro maggiore d^osti» di 
cafiettieri , o simili. 

Blaneggion. . • . Sp. di morlarette coi 
inaaichi, pi& grosso assai dei morta- 
retli comuni. 

Maneggi6nna« Fern, di Maneggi6n. f^. 

MaDeggi6nna. . . . Nelle bottcghe ^ la 
fattorina maggiore. 

Manegh che in molti casi i contadini di- 
cono Maniscia. Manico, e ant. kfani- 
iengolo — Manegh diciamo noi indi- 
stintamente all** impugnatura degli 
slrumenti quaiunque; ina la lingua 
illustre della nazione qualifica con 
nomi proprj e specilici le' impugna- 
ture dc'singoli stromenti ; e cosi il 
manico della sega dice Capitello o Ma- 
rot. JIL 



) MAN 

tfiM^/ii, quetlo deirarati'o Stivd , qucliu 
della falce Stiff ^ quelle di cerli st ru- 
men t-} klrafttlici ManuMo^ qdello del I a 
tromba Menntdjo; c cost dice ^iglio o 
trirone qtocllo del remo, Monica quelle 
del coheHd e delliv spada, Ootltt^ Stiiet 
Collo qnelk) delta chitatra o del rio- 
line net qCiide 5^^o i btscfaeri, ecc. 

Av^ el t^^it per d manegh. f^. in 
C«^zikt e in Gorton. 

A\^ quejedss in d^I manegh. Bol- 
lire cfiecchts^ia in jrentoia, 
, Ciappjk el cor tell ptt el maiK^gh. 
&%. y. in Corlell. 

Cont el nrM^gh. fmmanictftd, 

Corlell str^ marte^h a ferm in ma- 
negh. F. Saramdinegh. 

Donda in del manegh. fig. Bttiertnre* 
Drcesi di chi cominci^ a decadere , at 
diminuire dr credito, di poiso. 

^asaf b^nedi conf et manegh de la 
cros. F, in Crds e i/^ Scovin. 

Grass e in to^ ddfrte el manegh d''on 
lampion. F. in ^fagher e in Lampion. 

Manegh con dent V aneR. Manico 
anellato{F. Anellato riel Diz. Bol. Ap- 
pendice osservando il teste e non la 
falsa deGniztone ivi dcTta ). 

Manegh de la scova. BastdHe(Sal' 
vini Note Buonar. Fiera), Mnnico'di 
5ccyNK(Boccaccio , per iddutione ). 

Manegh de Toferta. F* tn OHIrti. 

Manegh de scopell o simili. Jsti^^ e 
al dim. Asticciuoln, 

Master manegh. Lo stes^o cite Ma- 
ster inipiaster. Manico di scopa\^occ* 
Aop. ). F* in Master. 

No vcssegh el manegh. fig. E lo 
stesso che Vessegh minga el piatt. F, 
in Fiatt. 

Tuttcoss va al cuu salvo el manegh 
del cazzuu. r, in Gnu. 
Manegh o T6ccb. . . . fe quella parte del 
colio d^oca delle carrozze che da un 
lato iinisce nella nocca(6eccA), e dul- 
Tallro nella Scarpa anteriore(<ireggion 
de denanzy 
Manegh^e. Maniaiccio ? 
Manegh^tt. Manichetto, Picciol manico. 
Maneghetta. . . . Picciola mauica. Fra 
noi pid particolarmente e nome di 
quelle maniche di tela greggia die 
sngllono inibracciare gli spc^iali, i 

5 



MAN ( S4 

. copisti e siinili quando staono lavo- 
raodo per non sciupare le maniche 
deirabilo. 

Mancghin. 3famcA/;io(Magal» Op, 59$ e 
59G ). Picciol manico* 

Maneghin. T. dei RIcamalori* • » . Ago 
uncinulOf fermo in un manichetto di 
avorioy d^osso o di bosso* del quale 
si fit uso per ricamare a cateneUa(apa- 
dcnin). I Francesi io cbiamano Ovchet. 

Maneg6nna. Manicone (Sskcch. ^osf. 179 — 
Magal. Op, 10 1). Manicona, I mane- 
gona. Le magne maniche(* io8C.)> 

Manegott. Mofuco^o, Manichino, V, Ma- 
iiiz'za. 

Manella ll pennecchio della si- 

nighella(5£rii5a de sedd), 

Manem^n. V, Bienemao* 

Manera, Mannaja. 

I^anera. Maniera; e scherz, Modema, 
In che manera. In che moderna^ cio^ 
in qu^l modo(Monig. la yed, II, 389 
testo e nola), 

Avegh ona bonna o ona bcUa ma* 
nera* JSsserc mameroso, Essere di bella 
maniera. 

Con bella o Con bonna raaoera. J 
bffl mpdo, Gealilmente. Con gentilezza* 
In o Con dolci e grate maniere. 

Con la bonna manera se otten tutt- 
C038. 1,0 stesso cite Cont i bona se otten 
tuttcoss, f^, in Bon vol* 1 9 pag, i5o, 
col. i," 9 riga 45," •*- Trattandosi di 
cose disputate riproTevoli si dice 
talora Le buone parole accondano i 
mtCJalti, 

Con manera f Con huona maniera. 
Con riguardo* Con rispetto, 

Cont ona manera tutta soa. Con un 
fare tuUo suo'^ e talora Con una nuova 
maniera, 

Foeura de manera, Fugr di modo, 
Smodatamente, 

Manera de parla, Dicitura, Stile — * 
Bel porgere e Mai porgere, 

Maner de besti. Modi si^ersadifiior. 
Georg, XII, 149). 

Se quij bin maner de fa ! X^ son 
maniere incivili^ plebee! 

Mun6r9, T. pittor. Maniera* E dicesi Ma- 
niera bella f grande^morbida^ pasto^ 
sa 9 buona , forte , risentita , langui- 
da^ cd ancbe Manierona — Maniera 
Ipmbarda 9 Jiorenlina ^ etc. 



) MAN 

Mtneretla* Matmajeiku 

Blanerdnna^ Manaajone, 

Manesck. Face contad, per Mimegh e 
Man^gia. y. 

Manescla. F, Menascia. 

Manescin. T. de^ Panierai Quel 

medesimo arnese cbe anche dicesi 
Ficarceu (yedi la voce) il quale dai 
Francesi ^ cbiamato Bdcasse dalla sua 
forma. Tra noi ha la ligura di coria 
spatola a lancia da un lato, oon un 
tenere o sia una impugnatura tonda 
e ripiegata dall^altro. 

Manescin. v. cont. ManigUetta? 

Manescin del cassett del telar. T. 
dei Tessit. . . • CosI dicono i tessitori 
il manico del copercbio del telajo da 
tessere. 

Manescitt de cunna, de sest.de 
biancaria e simili. Capitelli da cuIUl 
o da tana ^- Manigliefte da paniere 
per biancheria, 

Manescidn. Manesco, Ch^ h delle mani. 
V, Menasci6n. 

Manett. s. f. pi. Bove, Buove. Strumenti 
di ferro» cuojo o legno che uniti a 
catene mettonsi alle mani o alle gambe 
de^ prigionieri. 

Manett. s. f. pi. . • . Quelle due cam- 
panelle per le quali a* attacca il bri- 
glione ai finimenti. 

Manett. s. f, pi. T, de^Carrozz, r. in 
Manettdn. 

Manett de parafangh./^. in Para^mgh* 

Man^tta. Maniglia, V, Maneggia. L^os- 
servazione falta solto alia voce Manegh 
rcgge anche per Manetta. Cosi in 
italiano chiamasi Nasello quella impu* 
gnatura cbe noi diciamo Manetta d^on 
aUap^f Anello quella che noi chiamia- 
mo Manetta d'ona foresetta^ ecc. ecc. 

Manetta. Maniglia? Quella che s^impu- 
gna per aprire chiudere gli spor- 
telli delle carrozze. S' inteade per tal 
nomc cosi la vera maniglia come tutto 
il senrame a cui serve d^impugnatu^ 
ra; e in questo ultimo significato 
const a di 

Manetta. Maniglia ^ Cartella. Pia- 
stra ? =» Pienton o Spinna. Spina = 
Tavellin. Nottolino? « Vermen. ^1- 
re « Ranella. RapereUa => Baletta. Dor- 

do = ScudcUin. . . . t= Talora ha anche 

Gioeugh. Giuoco, 



MAN (35 

Manetta raporUda Maniglia 

da sportelli di carrozfte o simili che 
per abbellimento abbia appiccato su 
di si iJcun ornato di metallo seal to 
o inciso. 

Manetta, che aitri dicono S^ora o Pa- 

lottin Votazz6la delta quale 

fanno vao i tintori per irersare e ri- 
votare le tinte di caldaja in caldaja* 

Man^tta Pala a mano; quella 

cbe i BrianzuoH cfaiamaoo Palolt. 

Bfan^tta. T.de* FutjajoIi.Afano/^/<t. Guar- 
attnuoio* ^ 

Manetta . • . • Parlandosi di filati. I^edi in 
£lza. La Manetta si diversifica dai 
dne cap! in grossezza; e il capo grosso 
diciamo Coi^tt^ il pkciolo e rado 
Qkfa o Copin, 

Manetta. T. de** Calz. che aliri dicono 
Goaut^Ua. // Manalei^Bor,), Manbpo- 
In. Guardanutno, Cuojo con due te^ 
slate forate col quale il calzolajo si 
ricopre la mano per resistcre alia 
conttnoHzione del lavoro nel tirare 
lo spago, per dil'endersi dalle pun- 
tnre della lesina, ecc* 

Manetta dicono alcuni per Mdnine* Di- 
tola, r. Oiddla. 

Manetta del gropp. n in Gropp. 

ManetUnna. Dim. di Manetta ne^ suoi 
par/ significaii, 

Manctlf^n. T. dc* Carrozz. Passamani da 
servitori? Cordoni? Quelle coppie di 
ritegni cbe yeggonsi appiccate per di 
fuori al fondo di iopra(schenal) delle 
carrozze per ritegno dei servitori al- 
lorche stanno rilti in pi^ sul sotto- 
piedc dellc carrozze. Noi li diciamo 
Manelton Passamani quando e^ sono 
di gallon liscio » Fioccon* . • . . « 
quando sono di gallonc sfioccato da 
piede ea Gordon Cordoni quando sono 
a mo^di funicoli di filaticcio o di corda 
o di seta o di lana t=> Manett. « . . • 
se sono di cuojo o di rit]tino(2r/t///i). 

Mnne1l6n. T. de'Carroz. Passamani d^ap- 
poggio? Nome di qnei galloni o cor- 
doni le pid Tolte addoppiati clic si 
▼edooo nelPintemo delle carrozze cosl 
dai lali come da tergo per appoggiar- 
rist colle mani o colle braccia. llanno 
ana specie d^ afiibbiaglio cbe diciamo 
Olivetta. r. 

]laiielt<SD per Tirahpi'cc. A^« 



) MAN 

Manet t6n d'apogg Manigtirr dj 

inelallo filta per di fuori in uno dei 
ritti di mezzo del cassino delle tav" 
i^zze per appoggio di cbi k per mOn" 
tarvi. 

Manetton di fimicbitt de Iassa-gi6. PnS" 
samano delle custodie mObili? V^ in 
Finncbett neW Jppendice* 

Manezzin. ManichettoikXh. enc. in Oi/wi- 
cia)i I^anichino , e alia sauese Bimber-' 
do* Quella guarnizione di tela lina iu" 
crespata o liscia in cui sogliono ter- 
minare le manicbe delle camide o 
cbe pende sui polsi delle mani per 
ornumento. 

Manezzin in gerga per Manett (da car- 
ceri), V* 

Mang^gna. Magagna* Di/etto. 

Dass de la mangagna< Scoptire la 
magagna* 

Mangagnka. Magagnata* 

Mangagninna. Magagnuztaf 

Manganic. Manganare^ 

Manga naa* Manganato, {natore* 

Manganador. Manganaro{^V\n,)* Manga-* 

Mangan^lL y7iim^/igo/o(*aret.~Voc. arot.)« 
RandellOk Bestone -^ I Diz« ital. banuo 
Manganella in senso di certo stru** 
niento da guerra o di panca da coro« 

Manganell di ciav« Mazziu)lo(liom Zucca 
p< 87). Materbtzolo, Randellotto cbo 
si appicca per Tanello a quelle cbiavi 
le quali si vogliono mono confuse dk 
cbi ne ba molte alle mani. 

Maugben. Mdngan(}. La Calandte de* Fr. 
Le sue parti sonos 

Borlon o Sibbi« Cilindrl >» Assoii« 
Topole ts Prej. Pieire « Rodon. Hotane* 

M&ngia< s. f. Manf^me(fi\ot, Georg. II ^ 
aa3 — Novelle mss. in dialetto tfre-* 
tino contadinesco — il tcsto cbe leg- 
gesi neirAlb* enc. ^ estrotto da que- 
stc noyelle e citato dai Bedi nel s%m 
Voc. aret. ). Manz)na{*vs\Wftmtt\.), Pn^ 
siitra, Voci colle quali i contadini de* 
notano tatto ci6 cbe serve di pasttira 
al bestiame — II mangime pei vclatili 
dicesi pid particolarmente Beechime* 

Man gill. Mangiare; bass^ Magnare; an(« 
Manicare, Manucare. Manducarei e 
scberz.r Dare il poiianie ai dentin Un- 
gere il denies Far ballare o shaUere 
i denii ^^ Quando si mangia senza 
bere dicesi scberz. Mttrare a secco* Sir 



>IAN (36 

utugi^fti di nascof U)« le qufsi Tolendo 
chq flu ^ tcco non se ae avveda, 
c)ic4*^i Mqngi(ir sqttq la btmcra o Boc- 
ckeggUire, 1| in^Dgiarc e il bere la 
mattitia per tempo suol dirsi comi- 
camentc un Incantar la nebbia -^ 
yedi pwx Pacciat PacciotU* Bocco- 
na, ecc* ecc. 

Appeiuia rba mangiaa, el dorma. 
Corpo sat olio ^ aaima consolata. 

Ave fornii 4^ maogia pan. A^. in Pi^n. 

Avegh sossenn robba de mangia. 
Av^r nftmi^one da caricar la canna, 

Ave mangiaa el cuu de la gaij&na. 
f^. in Gaijnna. 

Av^ mangiaa la foeuja. fig 

Aver inteso dove altri vuol cogliere 
col 8UO discorso, aver compreso il 
gergo del compagno, o essersi accorto 
di qualche Irnma o d*nlcuii raggiro 
8ej»reto. F', in Fcet^ja vol, II ^ p, 14I9 
eoL "J.*, viga i6.* e seguenti> 

Av^ manglaa ringegn o sim, cont 
el cazzuii. K in Cazti^iu. 

Ave manglaa tutt el 86 o anca i 
ciod de la ca. Aver daiojondo a lutto 
il stio, Aver mangialo il suo panetto 
o il suo pane fino agli orlicci. Aver 
Jaito ambassi infondo, AverfaUofalb, 
Esser per lefralie, Bestar sidVammat- 
tonato o in sul lastrico. Aver consu- 
maio Pasta e il torchio. Aver f alto del 
rtsio* Aver f alio a mangiare colt in- 
teresse, Av€r malamente prodigato 
tutlo il suo. 

Can no mangia de can. V. in Cdn. 

Chi ba manglaa i candir caga i 
stoppin. y, in Stoppin. 

Cbi le fa le mangia. Chi imbratta 
spazzi, Cbi ha fatto il male deve fame 
la penitenza* 

Chi mangia de bon caga o spuzza 
de caliv divono i conU per quello die 
noi in ciita diciamo 

Cbi mangia de benedett caga de 
maladett. V, in Cagk. 

El di8 doma de mangiall. Dice man- 
giami mangiami{Vros. fior. Ill, 11, 254 
— Monos. p. 157). Diien dom^ de 
UMingiaj. Dicono mangia m<T/fgla(\elli 
Siioc. c Xuor, 1, i5). Si usa per indicare 
la squisitez^a di qualcbe vivanda — 
lalvolta i sinonimo di L^e robba d« 
niangiuU. fWi piu innanzi. 



) MAN 

El fregg e ^1 cold U mangia minga 
el lofl*. y. im Uff. 

£1 mangia el ;nangia , ;e el ae mett 
attprnit «iai nugoU. // moffigiar man- 
gia ltd. 

El mangiaray anca cbi P ha faa , 
che pure 4(casi El mangiarav anca i 
pee de Pilau o i pee de san Cristof- 
fen o la vitta eterna o on b6 a tra- 
vers. Consumerebbe la Tarpea di Ro^ 
ma(Lasca Nov»\^ 4)* Darebbe noeito 
a un' infomata di pane, Mflngerebbe 
la Jin dekCredo. Si papperebbe il ben 
di seUe cActffe(*flor.). Darebbe Jbmh 
a una noixe di suf^ro. Farebbe a 
mottgiar coll* inieresse* Non fa rosure. 
Dicesi d^ogni eslmie maogione «^ ed 
an che fig. d^ ogni gran scfglacquatore 
— Talvolta si applica altresi fig. a 
cbi i eccessivamente venale » e in 
allora si tradurrla p«r H^ierthbe per 
san Giovanni o Piglierebbe il dl di 
san Giovanni. 

£l mangiarav anca i ciod o anca 
i SH$$, Mangerehbe gli agheUi(Vmo. 
yiag. Barb. I , S6). it divorerehbe le 
pietre{VonQ8* p. i54 ). Mangerebbe un 
diavolo cotto. Dicesi di cbi per fame 
grande si farebbe a mangiare ogni 
roba per quanto trista ella fosse. 

El mangiarcv de la rabbia che gh^boo. 
Lo mangerei col cucckiajo o senza sale. 

Kl se mangia ^nca i ciod de la ca. 
fig. V. in Ci e in Ci6d. 

Fass mangia viv. Farsi mangiare. 
Dicesi di alcuno che si lasci rubare 
e consumare lutto il suo con facilita. 

Lassassand^ del mangia. ^. mAnda. 

L^ k robba de mangiall. Si farebbe 
amar dalle pietre(Sel\i Fecchi Riv. II, 
I a). Dicesi per denotare che una tal 
persona e carissima e amabile al mag- 
gior segno, traslato preso dalle vi- 
vande, che quanto piu sono squisite 
tanto piu si mangiano volenlieri. 

Mangia a creppapanscia o a crcp- 
papell. Fare a scoppiacorpo {Pu\c\ 
Motg, I, 67). Mangiare a crepapelle 
o a crepapancia, Svenirare. SUHppare, 
Non far rosure, Cariear la balesira. 
Mangiare a frabocco. Mangiatv a ere- 
pacorpo o a scoppiacotpo, Mangia a 
creppapanscia d^ ona robba. Fare or- 
rihil gitasto di pane, di carne, o siux. 



MAN ( 37 

BlaogUi adati. 9imu MaBf^4U^ con- 
soUtamenU^ ciod a tutragio(8acokfltti 
iVbfi. ia4). 

JNasfii >^4<w * vun* . . • • Lucrare 
a damQ alim. 

Mangi^ aj o cadenn. F. in Aj. 

Maogii a la caociadora. Manguur in 

ICangi^ a Toat^a del campania. 
Stare ^ie sp€$e o tJU spalle del cro- 
cifisso , txoh del pteraao. 

Mttigi^ a P oalara 9 fionira de «^ 
5tore a scoUo, 

MaBfii a off a nacca. f^. in 6fr. 

Maogi^ a paat« a proa^an, ^cc. y, in 
Past, Proaion , ecc. 

Mangia a qnatter gaaaaf a garon 
de poUio. F. in Ganassa. 

Mangia bcv e cagn, e liissa che la 
vagi. lo sio coi fpati e aappo ¥ owto 
(Pan. yiMg, Barb* i * 67 ). K. anche 
in Laas^. 

Mangta eome on loflT. Mlangimre a gran 
guaniitd, Divorare, Essere voracissimo. 

Mangii come 00 porch, jiffoltarsi. 
Inguhbiare. 

Mangiib come se lia. Mangiare a 
searjtBlia naso^ robe trisla qualunqiie 
siano, o Tivaode non oondite o male. 

Mangia coot el coo in del saech. 
fig. Mangiare col capo neUa mJkdia, 
y. anche in Coo, 

Mangia de bonis, y, Bdnta. 

Mangii de buter, de grass, d^oli 

o simili MoDgtar cibi conditi 

col barro, coir olio, ecc 11 Faire grot 
o Faire maigre del Fraacesi* 

Mangia de can. Mangiar male. 

Mangia de gnst. Mangiare saporita- 
mente o gu$tosamenie e gusievolmmie^ 
e fam. Pigliare il polio sen^a peslare. 

Mangii del s6. Mangiare a suo cO' 
sio, non a iifo, non a spalle allrui. 

Mangia de inalinnn. Asciolvere. ScioL 
vere. 

Blangii de pappa. Stare aila paperin 
na. Fare nnjianco da papi. Star in apd* 
line, Mangiare alia rcaie o Umiamente, 

Maogi^ de pitocoh e cagi de atrup- 
piaa. y, in Pit^ck. 

Mangii de porch. Gruf^lare* 

Mangia de strangoroa o a strango- 
ron. Mangiar colt imbuio o-a straps 
palecco. Mangiare in gran/fretla. 



) MAN 

Maogtt domi per sU in pee* Far 
magracera. Mangiare sottilmente, 

Napgia dopo snenna. Pusignare. 

Mangii el fen in erba. Beretuovo 
' atfonti che na$ca o il i4no in agresto, 
y. i^Hche in. trba. 

Mangia el pan a tradiment , Man- 
gia el pan p^ntii 9 ecc y. in Pan. 

Mangia e aiormor^ basta domli co- 
meiMii. y, Mormova. 

Mi^Ogitigh tnllcoss a yun. Pettinare 
.alamo idCinsm, GoBsumare ahrui tutte 
la sosianM. 

Mangia in coo i fasOBu* F. in FasoeCi. 

Mangid in pressa. MaciaUare. Pet- 
tinare, As^er il peltine c il cardo. 

Mangi4 i paioU. y, in Par6Ua. 

Mangia la legoa on camin, el 
carbon on fornell* Consumare. 

Maagi^ linger. SbocconceUare, Man- 
giare siHlUmente. 

Mangia nagott Norn mangiare, e lo 
usiamo anche per Mangiare sottilmen- 
ie Q poco% Essere di poca pasto, Essere 
di cattiiHi bocca. 

Mangia on boccon in pee. Mangiare 
in pugno ritta come un magio^Fag. Bi- 
me II, Q e. 1. ). Siarsi o Tros^arsi a 
desco molle. 

Mangia pan e cortell o pan e spua. 
y. m Pin* 

Mangil per travers vun. Mangiar 
uno. Coasumare ad uno tutto il suo. 

Maogiii prima de scenna. Merendare. 

Mangfi sofsenn e in pressa. Js^re 
aguzzato il nudino, 

Maogiaas el fidagh o el polmon. y. 
in Polm6n. 

Mangiaas U4|C9S« in d*on moment. 
Btiu*re a iim di' 

Mangiass tosacoas in paccii. Farla 
da jipici^i ^ ^^^ ^^ incUoasse ricordisi 
che d grassa cucina poverid h vicina. 

Mangia ti che mangi anmi^ a che 
la Taga. Mangia Ui, ma»f^ iQ^man^ 
giam tntU bene mio (Fag. Mar. Mod. 
1^8). Mangia tti ck^i^ mangio ancKio, 
mangiam tuiii eon iMo.( Zan< Bag. 
civ. II, 4)* Scryild e venality aagliono 
aodare di oenaarva; e il detlalo si 
a«ol buttare in faceia agH amoiini- 
slratori servili, e percio vcnali e 
concordi neUe ruberie ft danao degH 
amoiinistrali. 



MAN ( 

Mangi^-via cerli tocch de pan. . . 
Dirorarsi gran peZ2i di pane. 

Mangiii Tun cont i oencc. V^ in (SLdtcc. 

Mangia vun in di basitt. f^.m Basin. 

Mangi^ run in insalatta. Mangiar la 
torta in capo ad alcurio. Snol dirsi 
enfaticamentc per d^notare il poco 
conto che si fa d^alcuno con cui si 
gareggi o di forza o di sapere o sim. 

No mangii per no caga. Fare ca- 
restia o a carestia. Fare mala vita o 
vHa stretta. Stare a stecchetti. Caniare 
il miserere, Esser misero, avaro e 
poco usante del suo. 

O mangia sta menestra o solta sta 
fenestra. F. in Fen^tra. 

Pn che bev e mangia no se p6 (k, 
. . . Al bere e al mangiare ^ pur un 
limite alia fin fine; Tepa qnand*^ 
picna pinza uon ammette altro. 

Robba de mangi^i. Ciharie. Cose da 
mangiare, Commestibili. 

Snssl el mangia. Assevare. 

T* ee mangiaa d bon, mangia anche 

el gramm Mangiasti la came, 

goditi gli ossi. 

Torna a mangia* Hlmangiare, 
' Trovass mangiaa i ong. F. in 6ngia. 

Ve mangem minga redii. Non vi vo^ 
gliam manicare f e^(Cini Des* e Sp» I, 9). 

Vessegh de mangia per deis. Esserci 
da mangiare per dieci{Psin. Poet. I, 58). 

Vessegh nagoU aflPacc de mangia. 
.... Non ci esser mangiare di sor- 
ta — // n*y a ni pain ni pdte aa logis 
dicono i Francesi. 

Voeuren tutt mangi& marenn. F. in 
Mar^nna. 

Vor^ mangia i oeucc. F, in (Kucc. 

Vore mangia vun. Foler mangiarsi 
uno* Folere inghiottirlo , cioe sopraf- 
farlo con parole e minacce. — In al- 
tro sig. Me Yoreven mangi&. Furono 
per mangiarmi daila festa. 
Mangia pari, d** infermi. Pigliar cibo. 
Mangia. Guadagnare quel che fa la pen- 
na. Abttsare della podestd d* officio. 
Pigliare V imbeccata o V ingoffo o il 
boccone* 

Mangia de d6 part Suceiare da due 
poppe, Pelar due persono a un Iratto. 
— E talora semplicemente. Macinare 
a due palmenti^ cioe guadagnar per 
due Ycrsi in una stessa cosa* 



38 ) MAN 

Mangtli sora. fig. Lecekeggiare. F. in 

BiQS86nn. 
Mangia. T. di Giuoco. Prendere. Fincere* 
Laisass mangii tutt i taroech, JLo- 

sdarsi morire ttUd i trionJi{Pan. Poet 

I, XVI, 3). 
Mangift el re, la dama, el (ant. Pass. 

.... Vincere il re , la dama , ecc. 
Mangii la dama. SojffUur la dama. 
Mangii la torr o el cavall. Prtn- 

dere il rocco o il catuUlo, 
Mangii a modo di sust. m. II Mangiare, 

II Gbo, Le abarie. 

Mangia casarengh. Fwande grosse, 
. Mangia leggier. SotdgUumi, Cibi di 

poca sustanza. 
Sti a padron domii per el mangia 

Accomodarsi alle spese. Accondarsi 

per gli alimentiQiomg* La Fed, I, y\ 
Mangiaa. Mangiato. 

Mangiaa di camol o vero CamoUa. 

7Vgim/o(Nelli Fecclu Biuali II, 6). 
Mangiacap^rra. Gabbacompagnp, Truf- 

fattore, baro. 
Mangiaa. Mangiata, Mangiamento, 
Mangiadinna.'f^. Pacciadiona. 
Mangiaddra che sccondo i varj paesi del 

contado si dice anche Grfippia , Trevls 

e Mangiavora. Presepe, Presepio, Grep^ 

pia, Mangiatoja, Ricetto nella stalla 

dove si mette il mangiare innanzi 

alle bestie bovine o da soma. Le sue 

parli sono 

Bcnna o Brcnna o Starcra. Rastrel- 

liera? » Mangiavora o Marnett. . . • 
Mangiad6ra e contadinescamente Mangia- 

v6ra o Marnett Propriameute 

quella parte della greppia che e vase 

al mangirae delle bestie. 
Mangiad6rma jcAerz. ^^erMagiordomm. F, 
Mangiafasoei]^. Mangiafagiuoli, 
Mangiaformenfcdn chiamasi in alcuni paesi 

verso il Comasco queW insetto che al- 

trove dicesi Borda o Bordon o Bor- 

dioeu. F. (tdne, 

Mangiafr&nza. Drudo di meretrice, Ber- 
Mangiagrdpp chiamiamo per isc/terzo i 

Tessitori. 
Mangialusert Si dice dei gatti 

perch^ in mancanza di meglio se la 

passano talora con una magra lucer- 

tola per tutto mangiare. 
Mangiam6lta per ischemo dtciamo i Mu- 

ratori. 



MAN ( 39 

MaBgiap^n. Manpapant, DistUUa^cio* 

Man^pan a tradimeot A^Tradim^t. 
Mangiapol^ta. Mangiapattona, Cbl man- 

gia puienda ; e per ischerzo dicesi dei 

contadinL 
Mangiaria. MataioUa* Ladronaj^. Manr 

geria. Guadagno, utile 9 profitto iUe- 

cito o estorto da cbi e in uffitio o 

da chi amofiiimtra le altrui sostanze. 
Mangiaida. Strippare* V* in Mangi^. 
Majigiasl6ppa. CiarlaUmo. SalUmbanco. 

CtrreUmo. 
MangiatiYa (Robba). MangiaUva. Mange* 

recda* Commestibile- 
Mangiat^ria. A^. Pacciatoria. 
Mangiona. Jd. di Feyera. y. 
Kangidii che anche dicesi Alt de ciel 

de bocca e spazios de ganass. Man- 

gione. Pacchione. Pappone. Gran man- 

giaiore^ e ant. Manicatore. 
Mangidn. fig Uomo venale, cbe 

abusa del proprio impiego per rastrel- 

lare* per lucrare inonestamente. 
Mangidnna. Gran mangiatrice> 
Mania. Mania, 
Manifattdr. Manifattore. 
Hanifatt&ra. ManiJaUura. Manifailoria, 
]fani£^t s. m. T. delle Dogane. Mani- 
Jesto. BoUetta interinale di passo per 

oggetti da gabellarsi presso le dogane 

principali. 
Manil^t. s. m. A^iso. Cedolone al pub- 

blico. 
Maniglia. T. del Giuoco d* ombre. Mar 

nigUa, U secondo maltador d'^ombre. 
Manigdld. Mdnigoldo, 
HaniguetU. T. degli Spetiali. Meleghet- 

ta. Specie di pianta il cui frutto yiene 

detto Grana paradisL 
Haoili. Smanigiio. Maniglia. Maniglio, 

Armilla. Smaniglia, Fermezza, Nome 

di quei fermagli o girelli di gioje, 

di pcrle o simili che le nostre donne 

sogliono porsi per ornamento alle 

braccia, specialmente Terso i polsi. 
Manin ^ e al pi. Manltt. F. Maninna. 
ManiD. f^. Cadeuella de Vcnezia. 
Maninua. Manino. Manina. Manuccia. 

Manuzxa. 
Dagh ona maninna Dare una 

ripasiwta di lima. 
Hanlpol. T. eccles. Manipolo. 
Manipolii. Manipolare — SqfisUcare. 



) MAN 

fifanipott. T. d^US. . . . . Dalle spezie- 
rie questa voce e passata alle segrete- 
rie, e vale ogni Lavorar che ai fac- 
cia iulorno agli atti d^ufficio. 

Manipolia. ManipOlato — Sqfisticaio. 

Manipolazi6n. Manipolazione — Nelle se- 
greterie o sia negli uifizj dal 18 14 
in qna aignifica 9 per una voce d'ori- 
gioe nostra 9 ma dataci dai Tedeschi 
singolarmente stravolla.nel significal09 
II modo con cui vi si aoglion ixattare 
gli affisiri , il modo di metlere in tay o- 
liere e di tratlare e definire un atto 
d^uffizio. 

Manipijii. ) Monopblio; c in generc Ca- 

Matt^p611. \ bala* Baggiro. f^ersuzia^ Vi 
domi mnnip^i. E tuiio raggiri — ed 
anche AdtdUrazione. Sqfisticamenio? 

Maniz2a. Mamo^Uo. Manichino. Arnese 
. a doccione 9 lungo quanto una mezza 
manica, dentro al quale si tengono 
le mani per ripararle dal freddo. 

Manizza per Maneggia. P^. 

Bfkina* Manna. Sugo zuccherino che pro- 
' viene specialmente dalForno {fraxinus 
omm) e di uso medicinale. 

Manna in lacrim. Manna di corpo 
(Ricel. fior. 44 — Targ. f^iag. V, i4). 
M<mna in lagrima(m .10), Quella che 
si ritrae dall^orno coltivato ed an- 
che dal fraasino raccogliendone le la- 
grime che scaturi^cono spontanee dai 
crepacci o dalle pimture degrinsetti 
lungo i polioni o i rami di scorza tenera. 
. . . Manna di /ronda(h\cet. fior. 
47). Manna difoglia. Manna Jbrzatella 
(Targ. Hag, V» i4)- Quella che Ira- 
auda dalle foglie dell^orno salvatico 
ed ivi si accaglia in granelli grossi 
come ccci. 

.... Manna artificiale{cozl con 
voce impropria il Eicet. fior. 4^)* Manna 
forzata(Tfkr^. Fiag. V9 i4)- Qudla 
che si ritrae dagli orni e dai frassini 
per incisione. 

Manna canellada. Manna in cannelU 
(Tar. fior. — Targ. f^iag. V, 10). Manna 
forzata , cioe che si ottiene per inci- 
sione, la quale cola su certi fusccl- 
letti di gramigna posti ad arte sotlo 
i colaticci e vi si accaglia intorno in- 
tomo. Vendesi cosi9 ed e molto sti- 
mata, ancorche per iisarne in medicina 
occorra poi farla netta da que^fusli. 



MAN ( 40 

Manna capaci. Mdmta. di CMfutceh 
in Calabria. 

Blanna del Mont. Manna di MonU 
Santangelo* 

Manna geraci. Manna di Gerace in 
Calabria. 

Manna in sort Manna in sorte(J. Bor.) 

^ poll come la manna. Sdoldnato. 
L'd tanta manna. E pan unio. £ 
cosa opportuniasima. 

Ona manna* fig. Una manna. Cosa 
prelibata, squisita, saporitissima. 

M^na. Melata* Meluggine. Melume* La 
Manna aerea o Melligo de* Lalini. Sp. 
dl Rugiada dolce e consistenAe qual 
mele che lalora nel mes^ d^agosto 
a tempo sereno e tranquilio si yede 
cadnta suUe fogKe de^ v«getabtli. 

MImna. Huggine. Macehie che appari- 
scono sui yegetabili quando intritli- 
scono. 

M^nna. Spugna di rose, Quella specie 
di melata di color rancio che si vede 
talora sul gambo della roaa caaina la 
quale pare una galla prodotlavi da 
queir insetto che gli entomologi chia- 
mano (^ips ro^ce, 

Mann&a. f^; Man&a. 

Man6pola U Manchon dei Franc. 

Mandquar. Verso Busto Aisizio e nei 
contomi^ come a Borsano ecc, ehia- 
mano cosl i MoHUt de formenton. y. 

Man6vra. T. milit. Esercitio militart. — 
Nei diz. ilal. Manovra significa lo stesso 
ma nel solo significato d^esercizj della 
marina militare. 

Manovrlt. T. milit Esercitarsi nelle armi. 

Mansc^tt. s. f. pi. Pendagli deUe inse- 
giie(Aret. Tal. Ill, i5). Nappe{^\me 
poet. pis.). Quella specie d^infule che 
pendono daUa lancia della bandiera. 

Mansciada. voce contad. Manciata, 

Manscin^ e Mansciugnk, voci brianz. 
Manlrugiare, V* Mastinl^. 

Manscllt. s. m. pi Specie di 

guanti che giungono a mala pena alle 
prime f^langi delle dita. 

Mansion. Incarico. 

Mansidn. SoprascriUa. Dicesi uelle let- 
tere o simili di quello scritto che si 
pone sopra alle medesiine,contcnente 
il nome di quello a cui s" indirizzaao. 

Mansi6n(Mala). V, Malast^lla. 

Mansionk'I. T. eccl. Mansionario. 



) MAN 

Mansu^U. 

MansueniiK ) poata alio stremo delk 
cassa del inWo]o {ifiapajd) perchi 
alzata dia l^uscita alle paglie 4i mano 
in mano che nescono tricato. 

Mansu^t. Mansueto, 

MausuetMen* Mansuekkdine, 

MMit. Voce usata fra noi aoh uella corle 
e nei teatri. Manto* Ammmnta, Paliio. 

Mantigola. > . . . • N^e nostre barche 

Mant^Tola. S ^ una travetia trasversale 
aorretta a poppa da uii tfaricello 
verticale detto Omett, e fhk in den- 
iro dai cerchj di poppa (or^eioiuus 
o seersc) che serre alia Tolta sua per 
reggere un copertino. 

Mantecca. ManH/ica. Pomata. Spede d^un- 
guento profumato eon div^rn aromi 
di cut sf fa uso per renderei disfesi 
e odoriferi i capell»« 

Mantecca de bregamott, de gttissu- 
mm, de naranz, de milMleur, ecc. 
Manteca don odort di bergamotto^ di 
gclsomino, t^arancio^ dimiileJioH^ ec. 
Mantecca de ros. ManUea gialla di 
rose(^edi Op. V, agi). 

Mantecca de semifreddt. Manteca di 
semi rejrigeratipi, 

Manteca di punte d^alhero 

(Targ. Toz. IsUt. HI, 345). L'*unguento 
popnleo delle spezierie. 

Manticca. gergo. Sonajbli. PMinia. I 
quattrinr. Anche i Napolifadi hanno 
a comune con noi questo gergo che 
nelle nostre veglic renali era gii tempo 
voce solcnne collfl quale vi si chiedeva 
la mercede a ogni finir di ballala. 

Mantecca. Bicino. Sorta d** erba dctla 
fra noi anche Zecca. V. 

Mantecca. T. de'Caffet., Credenz., ecc. 
.S/rrgncre(Cuoco maceratcse pag. 1^ 
e seguenii). 

Mantecca i cavij. Unguentare, Inn- 
gnere i capegli coUe mantechc. il 
Pommader dci Frances!. 

Manteccaa. Jd, di Sorbitt. r. 

Manterchee. Unguenlario. Unguentiere. 

Mantecchhma. Unguentino, Leggier man- 

Mantegh^tt per Baghitt. r. (teca. 

Mantegni. Mantenere. 

Dill c mantegnill. Asseientre. Per 
es. Tel disi e tel manlegiii. Te lo 
affernto asses^eratamente, Tc lo asscr- 
vero. Te lo dico e te lo ripcto. 



MAN ( 4i ) 

Mtntegni el fiotu a ca de la coiiua. 
y. in Fioeik. 

Maotegnl la paroUa o quell che 5*h 
ditt, e talora. anche assoluL Mante- 
gnL AUenere o AUtndere o Mantenere 
o Setvare od Osservare il patio o la 
promessa, (^l^er. 

Mantegol magfaer con pooch, y. M4- 
Manlogni vun. BiatUenere. Nodrire* 
Alimeniare, 

Manlegniss.ben o polit. . \ . • Con- 
serrarsi inbuono slalo di salute; aversi 
cura — Talora Manienere il suo slato 

— I'alora Bcggersi. Soslenersi. 
Quand se improinett s*ha de niaiite- 

gnl. Ogfti promessa o vero Ogni pro- 
messa i debito* Chi promette in debito 
si meiie. 11 promettere vuol dir dare, 

Mantegnl. T. de^Carbonai. Rahboccarc la 
carbonaja. V, in Carbonera. 

Ifantegnl* Beggere. Mantenere iljiore e 
la vivezza del colore* Non ismontare 
di colore) non iscolorire. 

Mantegnim^nt. Mantenimerdo. 

Mantegntkda. Mantenuia. Manza. Dnida, 

— Se conviTente col drudo Concubina 
o Concubinella ^— Clii convive con essa 
dicesi Concubino. Concubinario — Co/i-^ 
ctUnnaio e il convivere sifTatto. 

Mantegniiu. ManUnuto* 

Mantell per Cappa e per Tabarr. y. 

BlanlelL Maniello. Pelame, Colore del polo 
delle bestie, e spec, del cavallo — Oe 
mantell baj 9 ciar, peizaa, ecc. Mantel' 
lato bajo^ Mianiellalo di colori chiari^ 
ManUllaio di colori diversi^ ecc. Do 
mantell brutt. Di tristo mantello, 

Poogo qui sotto a registro non che 
i veri mantelli anche i \arj seguali 
pe'^quali si specificano i cavalli in 
quanto al colore. e alia disposizione 
del pelame , e sono : 
Biij. Bajo. 

Baj TiiMia* lUjo krucimtof 
Baj maroii. Bajo cmstmgmo, 
Baj eUr. Bmjo chiuro, 
Baj dor^. B^jo dormto, 
Baj roM o fogaa. Bmjo focmto* 
Baj lavaa. Bmjo tmvmio. 
Baj pauaa. Sa/o ^sz«/o(I>iz. art. ). 
B»] pomaa. Bmjo rotAfo{id.). 
Baj cciresa. BmJo smnguign^iD* la fosse). 
Baj asTor. B*jo mwv(I>u. «it.)* 
Baj senr. Bmjo Kvru. 
yol. III. 



MAN 

Bahan o Con la bahanna. j^a/smitf. 
Co^ pid segnati di bianco avendo man- 
tello d^allro colore. 

Bakau de vun o Coot ona balcaona. Bal- 
xmno dm un piede. 

Balxan de dau. 7>< duo pie hmhmn9. 

BaUan de U-ti. Bmtrmno da tre '•~ Bal' 
tmno dm irt Mxmn dm rt, 

B^laan de quatter. Bmlxmno dm qumitn* 

BaUan de duo de V istessa part. Bmltmmo 
irmpmto, 

BaUan de dao io cros. Bmlxmno trmstrmpmto, 

Bakan del p« drUz denanx. Bmlxmno dtHm 
Uneim, (dtHm- ttmfm, 

Bakan del pi sioester denana. Bmltmno 

Bakao de qnatter fina al geooDuoc Bml" 
xm»6 emlxmto, 

Balxao carrettaa. Bmttamo Con pun- 
tine oere circoscriite fra il pclo bianco* 

Blanch. Leardo, Bianco, 

Bianch de nwjolega. Porcellmnm(0'u, art.). 

Bianeh pnmaa o doblaa. Lemrdo potnmto 

o pomellmto — Pesaaa. Pettmto — -Mo- 

scaa. Moicmto. 

Bianoh lucid. Xrari^ rctmio o mrroimtof bUn- 

eoconmacckie a ruotasecondo laCrutca} 

bianco locido seooudo qoai dell* arte. 

Cast^n. Castagnino, Castagno. 

Che bev in bianch Che ha 

un labbro bianco od ambo le labbra 
aflfatto bianche. 

Che bey in bianch o con I el fron- 
tal bianch (altro). Cavallo segnato di 
cometa^ cio^ con una macchia bianca 
lunga i due terzi della testa e appuo- 
taU verso le labbra. 

Con la riga de mull o schenoa de 

mull. . . . Con una striscia di pelame di 

color nero lungo via lutta la schiena. 

Con la roeusa. Col remolino. 

Con la roeusa in sul cull. Cdita 

spada romana, 

Del basin* . ^ . • Che ha una mac- 
chia bianca sul labbro — Cavall del 
basin o lader o assassin Ca- 
vallo cosi segnato suol essere viiioso. 
DobUa. yedi piu sotlo Pomaa. 
Falp. Falbo, Giallo di fuQco. Il Garz. 
{Piaz, Univ. p. 637) dal francese Poil de 
cerf lo disse andie Cervato; poco bella 
voce ricevulada Min^ dal Diz. art., ecc* 
forse perch^ foggiata a simililudine di 
Tigrato. 
Oris. Bigio. 

<CrU argentin. Bigio mrgentino^HiM, art.). 
Bigiio kimnc0{Do la fosse). 

6 



MAN ( 4a 

Grii nonui. Bigh ln(ci4i/o(DU. art.). 
Gtu ciftr. Bigio ciU«r9<I>« U loMe). 
Grit ferr. Bt'gio di /#rro(id.). 

-Hi^ /oc«/o(Dli. art.). 

^i^/o jiiOTC«/o{Id.). 

Grit pomaa o doblaa. Bigio /om«lio{Id.). 
Grit tcor. BigM MKn>(ld.). 
Grit rovAo* ^<^io «lonftr/i(o(De la fotte). 
Grit ialt. Bigio sudicio(Dit* art). 

lssh^\aJsabelh»(iyiz*8iTi, in Mantello), 

]tab«na tfiar. Imketta ehittro(Wt), 
ltab«lla dor<. I$nMa dormtoiSfx)* 
Itaballa tcnr. IsmkelU scun(irl), 

. • • , p Maccliie di mDrfee{Dfi la 
fosse). Di qualunque mantello ma con 
occhi e stremo di bocca di color car- 
nicino, e senza peli n^ intorno agli 
pccbi nh sul muso. 

Mascarin. Sfapciato, Che ha per lo 
luogo della fronte una pezza bianca* 
e per sulilo occhi gazzuoli. 
MorelL Morello. 

Morocdflff Ctwezza di moro, Grigio 
con testa morella o nera, e talora 
Jlosso chiaro con testa rosso-scura e 
peli neri, La nostra voce ^ un ibri* 
disino germanico (moro-Ab/i/'); Tita- 
liana un barbarisnio spagn.*' {cale^a de 
moro)'^ ambi significant! testa di moro, 
Negher mal tengiuu o mal ting o 
brusaa, . , » Nero mal tinto. 

Negbermor^llJV«ropessa/o(Diz. art.)* 

Pezz^ fiJiC alfri dicono Piv* Pfizzato, 

Maccbiato a macchie grandi di varj 

colori , e le pid volte bianche e nere» 

Piv baj , ross 9 s&vor , tigraa» Lo 

$lesso che Pezzaa, F. sopra. 

Porolia o Dohlaa. Pomato o Pomellalo, 

Rabican. Rabicano^ e con voce franc. 

usata dall'^Ariosto Bovdno (rouan). Halo , 

sauro, o morellu sparso di peli biancbi. 

• r . . • Babkanato* Coila gamba 

seminato di peli grigi e biancbi dal 

ginocchio insinoalla corona, (souuis, 

Battin, Soiicigfw, Topino. U fr. Gris 

Sivor. Satiro, Sbro. Tra bigio e tan^ 

sia eannellino, 

• Savor finaa. S0uro mhkruei^to. 
Savor ci«r. Smuro chiaro. 
Savor ro5«. S^uro foc«Uo(W\), 
Savor lavaa. Stfiiru UwAto(W\). 
Savor paaxaf . Smuro pett€to(vi\). 

Stclllia. SUllatOf Siellato in fronte. 
Con una macchia bianca piu o men 
grande in sulla fioutc. 



) MAN 

Storn^U. SlomelloMsio di b* e nero. 

Tigraa. leardo mogcato* Bianco pic- 
chietlato di macchiette nere. 

Z^ina. Zdino. Bajo » sauro o moreOo 
senza alcun pelo o segno bianco. 

Zuccher e canella o Caf(& e pane- 
ra. UbSro(Diz, art.). U fr. aubire ; di 
color persicbinoy fra bianco e bajo. 

Mantellk. T* de' Fomac. . . . Intorno ai 

monti dei matton crudi appostar delie 

fascine in pi6 colla chioroa in alto, 

e ci6 per difenderle da quella piog- 

gta cbe il vento spingesse loro contro 

per lato. f^ anche Irobattaji. 

Mantellinna. v. cont. Scollino(Ne\ii Fee. 

Bi\f. 1 9 1 5). U fazzoletto da collo don- 

nesco, e specialmente qnello dimezzato* 

Mantellon per Ment6n. V. 

Mantes. Mtintice, Mimtaco. Soffione. Ha 

Stremezz. PaXchi ■■ Lenguett. Atd- 

melle «« ConU-afort. Contrqffbrti « Tra- 

vers. Traversa ■■ Telar. Tdajo «» Fond. 

Testa t=> Canon. Catma ■■ Canetta. 

Cannella « Soracanna. Sopraecanna ■■ 

Cassa. Arcella ^ Bus de la canna. Buc^ 

colare, Boccolare «> Contrapes. Con* 

trappeso b Cudenna o Corda. Mena^ 

tojo, (s Manuclla. Manovella* 

Martell del mantes, f^. in Martell. 

Tira o Fa audi el mantes. Mantacare* 

Menare il mantice, Muouere il mantice* 

Tir^ i mantes de Torghen. Alzare 

i maniici aWorgano » ed anche Alzare 

assolutamente. Gh^hoo nissnn de tira 

i mantes, Non ho chi alzi(liovLi Zucca 

pag. 61 retro). (tioetto. 

Mantesin. Afantachetto, Mantacuzzo. Man- 

Mantcsm che altri dicono Celin o Pa- 

rasd. Sojietto? Specie di teltuccio di 

pelle fattu ad archicelli, ed incastrato 

nelParconcello maggiore auteriore dei 

maniici da calesso, che si fa rientrare 

o sporgere a piacere per difendersi 

da^ raggi del sole — Talvolta ^ invece 

una semplice cortina di seta parimen- 

te allogata a pari fine. 

Manteson, ManUcione{JAin.)* 

Mantiglia. Mantiglia, Specie d^umerale 

dounesco per lo piii di seta nera e 

di verso di forma cosi dalla sciarpa 

eome dallo sciall. 

MezzR mantiglia. K Mezta-maritiglia. 
Mautiglietta. iHantiglieUa{jMm. poet. pis.). 



MAN ( 43 

Bfantjgliou. ManiigliOHe(Zni6b.Di%,yGran 
nmotiglia. 

MaDtin. TtH^agliolino. Tovagliola. Sal^ 
pieila, ManUU' Telo. Piccola toyagliuo- 
la che ci teniamo dinaazi a mensa per 
nettarci le mani e la bocca -» II Man-* 
tino dei Dit. ital. e dimin. di Manto« 
MantiQ de Fiandra damascaa. Man- 
tile dommascato. 

Manlin d'^ost Mantile di tela 

casalinga liscia, acceiTato, e con una 
righetta di colore in quadro quasi 
rasenle al cerro. (opera. 

Man tin ciperaa. Maniile tessuto a 
Vk la franza ai mantin. Accerrare i 
UMigHolim(Fag. Sordo fatto sentir per 
foruL I » I ). 

Mantin. fig. e scherz, Fof^lio di Fabbriano 
(Alleg. 4^)* Carta da ripi))irselo. f^. 
€inche Strasc del cuu in StHisc* 

Mantinkla. Pieno un tovaglittolo di roba. 

Blantinett* Tovagliolino. 

Mantindn .... Mantile assai graude. 

Mantiraacia che altri dicono Patt6nna o 
Mantirasxa. T. de* Fornai. Telo da 
pane. Tovaglia grossolana o Striscia 
di tela dozzinale con cui ai ricopre 
il pane in suir asse — E in generale 
ogni TtH^agiia groasolana cbe i macel- 
laiyi piziicagnoli e aimili adoperano 
per ripnlire i banchi o il deaco* ecc. 

Blantirella Quel lembo estremo 

delle camicie che serve a coprire le 
pudende, il quale e detto dai BqJo- 
gnesi Patajola e dai Napoletani Petto^ 
le/la. — Il lat. Mantissa non i senza 
qualche relazione colla nostra voce 
remacola. 

Avegh nanm6 succia la mantiretta. 
fig. Jvere ancora il guscio in capo* 

Mautiretta. Becca, 

Mant6. Jlfon/d(Ne]li f^ecchi Riv. I, i). Spe- 
cie di pallio donnesco* 

Bfantovanlnna. Balzetta? 

Mantov^na. Baha. Imperiale(*^oT,). 
Bandineiia ( pare che accenni anche 
TAlb. enc. negli esempi riportati sotto 
a questa voce). Quella specie di fal- 
bala che rigira tutto intomo al paV- 
chetto d* una fineslra a cui stanno 
attaccate le tende. Altri la chiamano 

.. Pendone o Pendagiio o Falbala cosi 
come i Fiancesi la dicono Pente ^ ab- 
bcnchc Sj>cs»o )a coufondanD audit' 



) MAN 

sotto il nome gencrico di Drapepitt, 
Gasparo Gozzi nella sua Versione del-* 
V Esope en viUe(YV ^ 5) chiama BuO'^ 
nagrazia il palchetto donde suole peu<* 
dere, ma con manifesto abbaglio. 

Mantovanda. T. dis^Fabbrifer... Otnamen- 
to che si fa rigirare tutto intomo 9 si 
da capo come da piedi , ad una fcr^ 
riata da balcone^ terrazzo o simili* 
e in cui si vanno a fermarC i ton** 
dini della ferriata stessa. 

Manlovimna. T« de^ Panierai. . . 4 . L^or^ 
latufa (Vangiata o a ricamo o a stta-* 
foro che usano fare in varj de* loro 
lavoriy come nelle eeste da biancherie 
e simili. Differisce dalla orlatura seem-* 
pia in M che dove questa non d 
che un solo Hlare di plill o nieno grc 
tole fra di loro iiitrerciatef la Manto-' 
%*anna invece consisie in vnrj Invorciti 
prigionieri fra due nrlnture scempie^ 

Mantovanna de la list a dl sbafon de 
scerpin. T. de* Carrozzai. . 4 . Fal" 
balA del listello di scrpe. 

Mdnu(6reTi). A mono, Frase comunis^ 
sima negli uflizj. Fall* ave minga sott 
a fassa n^ sott a covert a 9 ma brevi 
manu. Bicapitarlo non f*id sotto Jascia 
o sotto coperia , ma sibbene a mano^ 

Manual. Manouale. Garzone che serve 
al muratore. 

Manuella. . « . « Sp. d^erba tintoria. 

Manu^lla e Manvella. Manovelta^ pef 
corruzionc Manuklla^ ant. Manoi^eito^ 
Manuella de la ranza. ^ . « • L^im*- 
pugnalojo delta falce frullanai 

Matv&scper Manichi da gerla. f^,in PaUnn« 

Manuscrbti. Manusctisto, e ant. Mani" 
eristo. Sp. di pastiglia dolce notissima* 

Manuscritt. Manoscritto. Mantsscritto. 

Manutcnzidn. Conservazione, Manutett^ 

Manvella. y. Manu^lla^ (zion^ 

Manz. Man%04 Bue. Consideralo vivo 
dair epoca della domatura fino a che 
tiene i dentini lo diciamo Manz^tt* 
Giopeiico(Lastri Op. W^ 58)^ giunio 
che sia al quarto anno e lasciati che 
abbia i dentini 9 lo nominiamo pro* 
priamente M^nz. Manzo da lavoro 
(Lastn Op, IV, 60 ), nodriio pel ma" 
cello Manz de graasa^ Bue o Manzo 
dagrasso o da ingrasso{G\orn' Georgt); 
alia ioglia del macello stesso Manz o 
Bo de mazza. Bove da macello* 



MAN (44 

A la beccaria gfae va puisee vedej 
che manz. V, in Beccaria. 

Manz che pissa dedree o coi tett 
dicesi schenevolmente per Ylicca. K 
Manz. . . • II cuoco, lo icalco, it man- 
giatore intendooo sempre per quesla 
voce cosl sola il Manzo lesso. 

Carna de manz, e ancfie assoL La 
Cama. C€ime di manzo* 

Manz a la moda. Bue alia moda 
( Cuoco maceratcse pag. Sg e 60). 

Manz ristrctt. • • . Carne di manzo 
ftufata in brodo corto. 

On manz-chV) par on fasan.... Carne 
di manzo squisita pid che di fagiano. 

Ona sleppa de manz. F. in SUppa. 

■ ~ * I -I -I » ■» •! xr^-fc i,->-i t.-t't i.%x 

Manz. ... II macellajo diTide il manzo 
o bove (bb de mazta) nelle parti se- 
guenti « le plik delle qaali sono coftl 
denominate anche da chi le compera 
per fame uso nella cucina o nelle arti: 

Mezzenn* Mezzine {sniihiit elmtcunm 

in Quart. Quarti, doe in Quart deoanx. Qumr' 
t» dapmnti e Qoart d«dree. Quarto ii dietro) 

»= Coo. Testa — Fres^amm. Frattaglie 
fe» Pell. Pelle i« Carna. Came d«lla qa«l« 
chiaraati in gargo Bombasinna !• Polpa s- 
Grassu* Grascia >■ Oss. Ossi» Ossa. 

Le parti suddette ridivide pot in 
Yarj Taj Ta^i o Pezze al modo seg.: 

La Tetta in Oreggitt. Orecchie. Ceppi 
** Oggitt. Occhiali » Ganassitt. Guan- 
cible t« Crapin. Ceppo delle coma « 
Zinivella. Cetvella •- PaJatto. Palato m> 
Lengiia. Lingua m Polsitt* K piu ionanxi 

in Grascia » Dent. Denti, 

11 QtMU'fo imptaui in Scanadura. Scan" 
nalnra =» Pecciafett o Picciafett . • • . 

€ke si suddipidt in Canetta. Mettola ( la quale 
ti ridiTide in Garatt. Cmrretto = Brion 

mat Peftt . . « . . bb Canetta prop. 

datia ) r Patt. Petio ( che pnr* %\ 

ridivide in Boroborin. BtUico ae Ponta de 
pett. SjtiecMio di petto ae Fiocch. Ca/fo ^ 
BiancosUa. Cotroto) ass Spalla. DorsO che 
»i saddiTide in Alclta. ..... Cott de la cros. 

CostoU dtt gtwrtse? (cbe si ridtvidono in Cost. 
Costole as Btanrostaa. Cottato) a: Riaa o Reaa. 
Spigoto (il quale si ridivide in Coppa. Coppa 

a= Scndcllin ss Parnis o Coll. CoUo) 

«=Ganiba clie nel vitello dieono PeSClOPU. 

Peduccio, Zampa, 



) MAN 

II Qumrto di dietro in Gossin 

the $i iuddipidt in Oss bot aes Coasia 

propr. detto (il quale si ridivida in 

BoBusa OB GnerTett. dal qnaW 

ultimo si ritrae ahrasi il S'caancon ss 

• il Garettoo , . che fa parte ancko 

d«ll« rceusa ) «■ CiaV 

che si soddiYide in Ciav. . . (propriamente delta 
k quale si ridrride in Trevers. . . ^ Biftocch 

o Filett. Filetto sa^Cotl fals = Scalf. . . ) as 

Cadregao Cardega. SemnneOo(\\ quale si ridivido 
in CuletU. CuUteio'^ che di nnovo si suddiTido 
in Prinim pexz. . . . sk Fetu do atets. . . . s* 
FetU gemella. . . . sb Ponta de culatu. . . . sss 
CoTin. Codn ) as Anca. Antn (ridivisa in Ponta 

^' "»«• = « Anca. Anc* ) = Lonza. 

Lombata, Lonza •» Panscia. Pancia 

che si suddivide in Orlett. . . . :b Fianeh. JVtfis- 
€o as Biancostaa. CosUUo ss Panscia prop, 
detu. Pamtim as Gamba 9 • b«1 tiUIIo Pe- 
scioeu. Peduccio. Zampa. 

Le FrmttmgUe in Cofadella o Boffa. Pasto. 
Polmone (^^*o in khAU^AUM. Alette »ms 
Canarnsx. Caima. Cnmoletto) a Coeur. CuOte 
(diviso in Gceur prop, delto. Pmllm del €Mort 
ess Veisiga. VeacickettM? as: Coronna. Coronn ? 
FressacoBur. Parmtuore, Cor/aja ? ) aai Fidegh. 
F^galO ( diviso in Al. Ale. Isohi as Pop<eu. 
Lchul.t, Loietto? ass PonU. Apice? ss Fel. 

Tiele) K R^goopr« Amioni, Bognoni *^ 

Costell a Paner. .....-> 

Filon o Filett. &A/e/i<z2eB^Brisa. SUh 
mackino? »> Magon. f^enire » Fojoeu. 
Centopelle «> rois Muletu. Mo/lenm tm Bot- 
tasc. Sacco, Ventre «» Buej. Budelli 

(distinti in Buell dtitt. Budel gentile = Buej 

ftort sss Bondiana. 11 Cieeo ass Co- 

latU. . . . ca 8corcon ) sa Nilza. Mil' 

za tm Anche la Scannotura ^ ^ Palato 

a le Cervella sono considerata frattaglie. 

La Pelte dicasi Croppa o Pell. Schiena 

99 intiera m Ciappa. • • . •• dimezaau. 

La Grmstia in Scv. Grascia da sego 7 

(soddivisa in Regg. Grascia del tirio delta 
rete ? ss Gradi«ella. Zirko, Bete = Remon- 
dor. . . as Coja. Grascia testicoUre) is Grassa 
bonna. GraSCia{*^^^'^*^ >» Massa. Grascia 
interstitia fra moUetta e rete ^ Grassa <le ro- 
gnoo. Grascia d'arnione as Polsitt. Grkseia 
delle fossette ). 

Gli Osu in Oss. Osso - Nidolla. Mi- 
ddllo t=*Fi\ou de la 5*cenn»,Schienalemm 

Gli ossi della testa scufsi di cama e k gamke 
dieono BrOCud. . . . 



MAR ( 

attnsa. Moiua per Man^tta. y, 

Maiifterl<So. CrisUanone. Gallione, Ooiac- 
cio grande e goffiiniente grosso. 

BCanteridima. Fern, di MaDxerl6n. F.' 

Manzetl. Giouenco, Biracehio. Bue gio- 
Tane; Titello annioo, 

Hanz^tta .Manioita.Giovenca, Vaccherella, 

NanzettiD Picciul giovenco. 

tfanzettinna. . . . Picciola giovenca. 

lfaiizin(coa 4dura)cAe altridicono Man- 
sciD. Mancino* SinUtrq, 

A man manziona. j4 mono manca o 
smistra o stanca o manca, 

Maiiziii(coD % dura)c^e altri dicono an^ 
che Manscln. Mancino. Sinistra. Chi 
'O per natura o per abito fa soltanto 
colla mano sinistra , o almeno meglio 
c:on essa, quello che i pi& sogliono 
fare colla deslra. Di questi cosiflatti 
il Tolgo suole dire che 7'ntii i man- 
dni sono del diat^oIoCBitc, note Mabn.\ 
e trae conseguenta che Uom mancino 
significhi lo stesso che Malv;igio come 
ha il Lalli(£>i. /mP. IV , 67) — Il suo 
contr. sa rebbe Drizz. Diritto o Man* 
diritto (Tati* Dix,) = Drizz e mauzin. 
Ambideslro ; e 6g. Uom di due visi, 

Manzon e Manzott Gran maozo. 

Hlio mao. Mian miau. Il verso del gatlo. 

Mapp. s. f. pK . . . Le alie di qiiclla 
specie di rele che d delta Lin4n. F, 

Mappa. T. geog. c cens. Mappa. Pianta. 
71po» Piano.Vki mapp. Les^ar di pianta, 

If^ppa. T. de' Pianet. Borchia, Gioja. 
Giojdlo, Botlone. Scudetto colmo di 
metallo che k affibbiaglio al piviale. 

Mappa per LoedTa. F, 

Mappa. i?ri0rco/o(cyma). On broccol 
con sossenn mappa. Un cavolo broccolo 
assai ben broccoluto(cymosus)* La to- 
ce non e ignota ai Toscani se osser- 
iriamo il Cotone mappato del Balducci 
nelle Dec, fiorentine del Pagnini. 

Mappam6nd* Mappamondo, 

Mappam6nd. scherz. Bel di Jioma, F. Cuu. 

Mapptoa. JfAp;7e/to(Gior.Georg III9567). 

Mar. Mare, £ in proposito di mare uoi 
genti mediter ranee sogliamo dire Loda 
il mare e tienti alia terra '^ Uom di mare 
un di ricco e V altro povero ; Mare 9 
fuoco e mala Jemmina , tre male cose, 
Andik in sul mar. Fiaggiar per mare, 
Cerca rnn per mar e per terra. 
Orcar tmo per mare e per terra(*(ior. 



45) MAR 

— Nelli Serv, padr. 1 , 1 1 — id. Fecchi 
Bivali III) 1 3). Cercare con ogni mag- 
gior cura e per ogni luogo un tale — 
Chercher quelqv^un par mer et par 
terre , o i pied et a cheval dicono i Fr. 

Frul de mar. Frutti di mare, 

Lumaghitt de mar. Marinelle(Zsin. 

Pess de mar. F. in Piss, Diz,), 

Port de mar. F, in P6rt. 

Vent de mar. F, in V^nt. 

Vess" com^ a voja el mar conl el 
cugiaa. Essere un pigliare o un met- 
tersi a volar Amo con un cucchiajo 
(Monos. p. io3, per6 con un delta to 
troppo particolai*e a Firenze). 
Mar. fig. Mare, On mar de fastidi, Ou 
mar de miseri o sim. Un mar di giiaj\ 
Un mar di miserie o sim. 

Besogna semper anda al mar. . . . 
Arendo a fare provviste o compere 9 
^ buon partito quello di ricorrer per 
esse ai fondacbi pid gfossi. 
Mar^a. v, cont, per AmaUa. F, 
Marabiand(Anda a). Tapinare* Bisten- 
tare, Trascinar la vita, Andar tapino. 
La nostra frase proviene dal far viag- 
gio per mare che certo non e il me- 
glio viver del mondo. 

Marab6 Sp. di piumino(dal fr. 

Marabout ) simile ai cosi detti Folettj 

che le donne usano ad omare cap- 

pellini e cuffie in figura di quel che 

i Frances! dicono Oreille de likvre, 

Maragno!^. s. m. Maragnuola, Mucchio 

conico di fieno non ancora ben secco, 

alto poco piili d^ottanta centimetri, che 

si lascia cosl ammontato la nolle nei 

prati onde fu segato, per risciorinarlo 

il di dopo e finire di asciultarlo. II 

quale fieuo cosl ammassato diciamo 

anche Fen in castellinna o in capellina, 

Maramho od anche Mam^! Gatli gatti! 

(Leopardi Bime 6a ). Esclamazione 

equivalente a Guardimi il ciclo, non 

mai, no per mia fe^, gnafie no. 

Maransc. F, Mnrlsch. 

Marasc. T. di Mascalcia. Mazzuole, Gambe 

mazzuole, Gambe enfiate ne'^eavalli. 
Maraschin. Amaraschino(Zanoh,Dii,), Ma- 
raSchino(* Bar.), Sorta di rosolio cosi 
detto perche fatto colle marasche(o 
sia marenn), Qualche altro rosolio 9 
ancorche non di visciole, porta pure 
tra quci dell* arte il medesimo nome. 



MAR ( 

come il. Marascluno di rihes , quelle 
di pesche , ecc. 
Marliscia. y. a. Spada, Cinquadea, ^.M^la. 
Questa no$lra antica Marascia prove- 
niva a quanto pare dairital. Marra^ 
Spada di marra^ Mdrraccia. 

L*ho dii par quij che portcn la nianitcU 
Con U gnardift a baslott dna brazs in fceura. 
(Hag. Bmr, Birh,), 

Marascitt. . . . Voce delle ValU svizzere 
italiane prossimc al Lago Maggiore che 
equivale a Bimhi. In Milano si usaya 
anni sono per denotare que* bimbi 
che andavano a maschera nella cosl 
detta Fachirmda, V. 

Ecco i fachin coi caeur e i marmtoitt 
Vegnen tgio all«grament dal Lagh maggior. 

Marav^ja. Maravi^Ua. 

Quij di maravej. V. in Quell. 
Maravej^s. Martwigliarsi, MeravigUarsi. 
Mar^Ti. «'. cont. per AmaUa. /^. 
Maraviglia. MeravigUa, MaravigUa, 

An da a maraviglia. Procedere a mar 
raviglia* 

Vess Tunna di sett maravigli. Es- 

sere Potiaua maraviglia? 

Maraviglia. Ufarauiglie. Erba e Apr nolo. 

Maravoj&a. v* a. Fortunato* Buono, Fe- 

lice. Per es. On ann maravojaa. Una 

annata huona, 

Fagaroo, vegnar^ on ann 

Anch par nnn DMraYojaa. (Mag. ^m.). 

Marc, Marc^tty Marcidra , ecc. dicono 
in ifarie parti delVAlto Milanese per 
M4r8C9 Marscett, Marsciura^ ecc, V, 

MItt-c. Ad. di Form^nt. K 

Mlirca. Marca. Marchio, Marco, Contras- 
segno, Impressione che si fa sai la- 
Tori , sugli utensili 9 sugli strumenti e 
anche sugli animali per confrasse- 
gname il fabbricatore , il proprieta- 
rio o simili — Marca deirargento, dei 
pesi , delle roisure , della carta , del 
CU0J09 del pannO) ecc. 

Marca de cortell. Marchio di colteUo, 

Miirca. Puntiscntto \ e con iscrittura da 
idiot i Pontiscritto, Segno che si fa con 
ietlere d^aifabeto o simili sui panni 
lini per denotame il padrone. 

Mirca. T. di Giuoco. Fiscia* Getione, 
QuaUriuolo, Quarteruolo. Nome di 
que* tondini di metallo , o di que* se- 
gnali d*osso di piii forme che servooo 
in alcuni giuochi per segnare i punti. 



46 ) MAR 

M^rca (Dritto de la). Asino della Marca. 
Vn solenne cocoiiiero(Redi Op< V, 1 53)« 
y, anche Isen^ Asndn* Bad^« 

Marc^. Notare. Osservare, Fisare, Affi- 
sare. Affissare* 

Marca a did. Segnare a dito. 

Marck. Marcare. Marchiare. 

Marca el pass o i pass. y. in P^. 
Mardt i pagn* Fare il puntiscritio, 
y. M&rca sig, a.* 
Marcli i pout. V^ in V6nX. 
Pencil de marc^. K. in PenMl. 
Vun che marca i face. Fisonomisia, 

Marc4. T. dei Sarti Marchiare 

col ferro detto March i sopraggitti 
ne^coUari degli abiti. 

Bfarclia. s. ro. y. Mercaa. 

Marc^a. partic. pass. Marcato, Marchiato, 
Segnaio, Notato. Marcaa a did. Sc 
gnato a dilo, 

Marc&a. Segnalato, Notes^ole, 

Marcadam^nt. Segnaiamenie, 

Marcad^tt. ad. Maledetto, y. Malarb^U. 

Marcad^tt. s. m. VoUro. II sacco. V epa. 
La peccia, y. anche Bottasc. 

Av^ pien el marcadett. Aver em^ 
pita la morfia. 

Marcad6r. ^flr^atorff(*losc. ). 11 Mar- 
queur dei Fr. , cio^ chi nclle sale da 
bigliardo nota i punti, presenta le 
asticciuole, e decide occorrendo le 
picciole quislioni di giuoco. 

Marcad6r. Segnatore, Chi nel giuoco del 
pallone segna le cacce. 

Marcad6ra. . . . Tavola nella quale sono 
confitti due fili di ferro parallelli in 
sui quali si fanno scorrere alcune 
• pallet tole discolor i nei due fili a fine 
di segnare i punti che vincono i gio- 
catori al bigliardo. 

Marcadura. Notazione. 

Marcan&ggia! Maledetio ! Specie di escla- 
mazione. 

Marcant. y, Mercant. 

Marcanloni, e per lo piii Bell Marca n- 
tobi o Bell tocch de Marcantoni. fig. 
Una bella iacca d'^uomo o di donna, 
Un hel coramvbbis ; e in senso piu 
gentile (fn taglio di pannina{*&or, — 
poem. aut. pis.). 

Marcaniia. y» Mercanzia. 

Marcap6nt. y, Righiroeu a ponl in Ri- 
ghiroeii e Sbusapont. 

Morcellana. Ad. dC Uga. T. 



MAR < 

Mircb. Name prop, dTuomo usato nelle 
fmsi 

A san March e san Grigoeu se dk 
VcBurw ai boyaroeu* y, in Grigoeili. 

Saa March Vk ooa hella gesa. y, 
in Sanm^rch. 

S« pioenv a san March o a aan Gri- 
goea r aga la va tutta in cayriosu. K 
in Mod^t. 
MlUxh. T. dei Sarti. . . . Ferro in forma 
di fungo col quale si marchiano i so- 
pi**Sg^tti (gif^/?a<iffr ) net collari degli 
abiti. 
Mk^. Marco. Peso nostrala per Toro 
e Targento equiyalente a a54^7 gi*sun- 
nii« Diyidesi an otto once(oits); ogni 
omeiu in yentiquattro danari(«bmM) ; 
ogni Janaro in yentiquattro grana 

March^ Marchesc* 

March^. Mesiruo. y R^goL 

Marchdsa. Man^tesn; e ant. Marchesana. 

MarchesJM. s. m. Marchesato, 

Marchesida. add. MestruaUt* 

Marchesiua. Marchesaccio {iidli Filup, 
I, I). 

Marchesitta. Marcassita ? Marchesita ? 
Sorta di composizione di piikmetalli. 

Marchesetta che altri dicono Marchesin- 
na. Marcaslta{T9a'g. fTiag. Ill, aSg); 
e dottr. Pifile* Nome di quelle sferoidi 
o di que^globetti onde talora ^ yi- 
ziata Tarenaria (mo/era) e specialmente 
cpiella bigia delta Argentina \ quali 
scomponendosi lasciano un terriccio 
nerastro infelto di ferro solfato. 

Marchesln. Marchesino, 

Marchesinna. JUarcIiesina, 

Marchesinna per Marcheselta(;7iWle). F. 

Marchesdn. Marchesaccio. 

Marchesondo. Gran marchesaccio, 

Sistagnor rar BMreb«t, la Tc marche*, 
Marchesau, nwrcbeton, iiMirch«*oiiou. 

(ForU Son.) 

Alarchian e Marchianln. Jd. di Figh. ^. 
Marchionn. Melchiorre. Nome proprio 

d'^uomo usato nella frase 

Pari Marchionn di gamb avert. An- 

dor largo. V. in Gknba. 
Marda. T. milit. Martha, 

A marda s[forzada. A gran passo, 
Mircia. T. music. Marcia marziale^ re- 

ligiosa, funebre, ecc. 
Marcia T. rniUt. Miareiare. 



47 ) MAR 

Marcia. Cammunart - Quando noi usiaino 
Marcia in questo signiGcato geDerico 
intendiamo per6 sempre un cammi- 
nare altiei*o e franco come suol esscre 
il marciar del soldalo. £l marcia via 
drizz. Cammina diriUo — Talora andie 
intendiamo un ondare a suo viaggio 
con pi^ o meno pompa. £l marcia de 
scior. Feste nccamenU, El marcia a 
quatter cavaj. Fa in tiro a quaUro* 

Marcia-yia.. Andarsene, PaHirsene. 

BaUere il taccone* Marcia-^ ia che spesso 

dicesi pure Morcia-via. VaUene* Fa via* 

Sgpmbra. 

Marciada. Marciata^ II suono dt^lle bande 

mililuri che accompagna la marcia. 
Marciagh. fig. Fare agresto. V- in Biassonn . 
Marciap^. Marciapiede* 
Marciari^islegh. .... Ferro speciale da 

im{)iaU«ccialori. 

Marc6lfa ( Reson de Madonna). F. Resun. 

Marc6nna(Poggia la). - Bal. Ger.-^Dar del- 

le basse, Scon/iggere* BaUere. Rompere, 

MardL v. contad. Marti. Martedi. La 

nostra e voce pretta francese. 

Marell. s. f. pi. T. de'Parruc 

Quelle carte da giuoco o quei qua- 
drucci di carton ci no sui quali i pai^ 
rucchieri avvulgono quc^fili di seta 
ne* quali intessono i capegli al telajo* 
Marell. s. m. v. del contado per Tarell. F» 
Mar^Ua dicono in tdcune parti del con- 
tado 9 come verso Busto Arsizio^ per 
Scossura. F". 
Mareliada. v* conf, per Tarellada. F. 
Marcniigna (Fa). Far mari e monti* Far 
t impossibile. F. anche in I'ruscia. 

Marcnada Specie di fruttata che 

si fa colle amaraschc oondite coUo 
zucchero e cotte nel yino. 
Maren2ida. Acqua di marasche che uno 
speziale direbbe Diamarinata. Acqua 
concia colla conserya di marasche. 
yL9ixeukd9i,Fiseiolaio?{^deT.Coltvit.o, 1 5). 
Marenda. Merenda, Gli Aretini dicono 
anche Marenda^ Marendare^ ecc. 
F^ marenda. Merendare, 
Fk marenda. fig. ... • Sconvenire, 
azzuiTarsi, non istar bene insieme una 
cosa coU'altra. 

Fa marenda. fig. . . . LMmbrogliarsi 
o, se mi ^ lecito dirlo, Tayvilucchiarsi 
intoruo alia verga deirarcolajo che 
fanno talora alcuni fili d^una raatassa 



MAR ( 48 

allorch^ la si Yiene dipanaado. 11 Voc. 
Ven. traduce la {rase per Betarsi o 
Reticolarsi , ma con manifesto errore. 
San tiiusepp el porta la marenda in 
del fazzolett, San Michel le porta in 

ciel L^usanxa del nostro paese 

concede la merenda soltanto da mezzo 
marzo al finir di settembre. 

Marenda. fig Guazzabuglio 9 mi- 

scuglio di cose male assortite. 

Mareodi o Fi mai*enda* Merendare* 

Marendin. ) Merenduola{Mia,). Jti- 

Marendinna. s. f. t tocc/ii/ioC'^tosc.-Meini 
in Tomas. Siiu a Ricrlo), Merendina 
(*losc. — poem. aut. pis.). Merenduz^ 
za, Merenduccia, Quel po'di sciacqua- 
denti che a* d) luughi si suol fare dai 
fanciuUi e dai contadini spccialmente 
fra il desinare e la cena. 

Mareng4 o Tira aria de Marengh. . • • di- 
cono i Varesini il soffiar marengh. y. 

Mardogh 1 Varesini e coniinanti 

chiamano cosl il vento orientale per 
solito apportator di pioggia. E lo di- 
cono anchc Mendrisdn perch^ spira 
loro dalle gole di Mendrisio. f^. inV^t* 

Marengh. f^enlo marino. Afa, 

Marenghin Voce che i bacai 

emigranti ogui anno ai confioi del 
Piemonte e del Piacentioo pel lavoro 
delle bigattiere lianno imparata da 
quelle genii e introdotta di fresco nel 
nostro contado come sinonima di Na- 
poleon! n o Vint-franch. V. 

Marenna. Amarasco. Albero noto che k 
il Pnmus cerasus actiana dei botanici. 

Marenna. Marasco. Jmarasca, Marina, 
Amarina, F'isciota, Ciliegia amarasca 
o amaras^ina. Frutto deiramarasco. 
Marenn fraazes dicono in varie parti 
della Bria^za quelle amarihe che noi 
in citta nominiamo per Maren6n. /^. 

Bfarenn in del spirit o in Tacqua- 
vitta. Marasche infuse in acquavile^ecc, 
Marenn negher. Amarine nere. Hanno 
il picciuolo assai liingo. 

Marenn ross. Amarine rosse> 
Quand s* h in tropp a maugia ma- 
renn, la ra maa per tucc. fig. A pelago 
lodato mal pescare ho tros^ato ( leggesi 
nel Glossario dei Documenti d'Amore 
di Franc, da Barberino). OH stomi son 
magri perch^ s^anno a slormo, Gli stor- 
nelli si dimagrano andando a stormo. 



) MAR 

Quando uno istesso mestiere i eser- 
citato da molti, i guadagni riescono 
meschini per ciaacheduno. Les itour- 
neaux sont maigres parce qu*iU vont 
en troupe o vero // ne Jkut pas tani 
de chiens prhs un os dicono i Franc. 
Semm in tropp a mangidi marenn. 
fig. Noi siam tanC orsi a quesle pere 
(V. il Vocab. in Orso)* 

Voeuren tucc mangik marenn. fig. 
Ogni cencio vuol entrare in bucato. 

Marenna. fig. Porpora, Dicesi del vino 
rubicoudo e limpido. 

Mareooeilira. f^isciolina, 

Marenoeiira. yiscida salvaUca, 

MarencSn o Marenon del piccollin o Ma- 
renna franzesa. Visdolona* CiUegia (^x- 
sciolona o bisciolona.AgeroUa.Agriotta. 
Griotta. Frutto del Prunus cerasus a- 
griotta.VLa picciuolo brev.'e sapor dolcts 

Maresciall o Meresciall. Maresciallo. 

Maresciall d"* allogg Mel- 

Tesercito del cess4to Regno d' Italia 
era quel sottufficiale che nella cayal- 
leria corrispondeva in grado al ser- 
gente maggiore dei fanti. 

Maresciall. fig Coltellaccio serra* 

manico. 

Maresgian. K Meresgi^. 

Marfisa. gergo. Conno, 

Marflsa e BrutU Marfisa. Monna haderla, 
— Monna Schifa'^l poco — Sninfia. 
Donna alTettatamente attillata , ed an- 
che brutta. 

Marfdri. Marforio. Tronco di sUtua no- 
tissimo correlative a Pasquino. £ dai 
cedoloni satirici onde que'^due tron- 
chi son Tappiccico in Roma e deri- 
vato fra noi il proverbio Guardev 
de Pasquin e de Marfofi, ecc< 

Marf6ria( Brutta). BruUa sninfia, 

Margaj.iSormicc^io; anticamente Samac- 
chio; € sch. Farfallone, Ostrica, Farda. 
dabattino, Catarro grosso che tossendo 
si trae dai petto; lo spaguuolo Gar- 
gajo, Anche questa voce tutta csdu- 
sivamente propria di noi Milanesi ci 
dimostra orobici indubitati; Margaj 
dai greco Map7a^v(perla); che ognun 
vede come 9 ad onta dell" apparente 
sconvenienza, esista assoluta affinita 
tra Tessere che sta rtnchiuso nella 
perla e il nostro margaj o Yostrica pur 
fjgurala che gli corrisponde. 



MA]t ( 

Mnr^i^ met Jjutwuo* Ihcmh Scrialo* 

. ScriaieUa.Host^ssQcheSdindivoi^^F'. 

M argaji, Blarg«jMa. /^* SmargBJIi , Smar- 

Margaj^t. Somacckios^^ .• (ga}^« 

Vargaijii e MargaicB^* SffmicUQ^ . 

Che b^ll B<eu pienrde mex^t^ e mar- 
gajoeu. Merdellon somacchioso di ra^ 
gauo <— L^^ U oo margaija d*i|ii ficeu. 
K uno scriceiol^ difia^ullop 

llargajikt. Samacebioue. 

Uargacitla, die in gtudche parU deltJlto 
ML dicono tmohe Gortfijn e Cora)tt. 
B^ide^ Pnmaafera. Prip^Jiqre. Fior 
di praio o di primayer^* PraUdimu 
Fiore notiafiiQO dt^\Bdlis perefmis 

4ci botanici. . . , \- ,,. .^ 

llargaritin doppL tfargf^rUimt dop- 
pi^^ pratolwe^a cannelUns de) Torg. 
Ten. Fiore della BMs^, hpt^tet^^s J^gre 
pl^no. dei bpianici. ... 

llaKgaritUt. s. m. pi. Afarghcridfie* Midu- 
limine pallolloluue traforaic di yetro 
coloffita le qualiy mfuidate sui ferri 
da cake o infitaU o^ Ji>gp «uUa.^ta 
e sol coloiie»«i tiaaiio dalle donne e 
teaaere svEiaiugli, veiah txMCfjelHnii, ci^ 
tigUy e per esi^gnire sul . canovaccip 
disegni d'^ogni specie. 

Margarit6n e MargftrUta, • . « In BirianisB 
coofoDdoao spes$e voile sotto quesio 
nuiiie luui i grilli verdaa^V. Salta- 
manln). In particolare per6 chi^niapo 
cosi qodla specie di. LocusUUa o Co- 
^aUetta ven2e(*fior.) o di Bagnolocu- 
jta o di Grillo cenUmro che il Fabri- 
cio nonina Jdteta domefitica, 

Margellana. Ad, di Uga. ^. 

Margen. K. Margin* 

Margenin. f^. Marginfttt. 

Margin e Margen. Marine* None di 
quegli orli bianchi onde e oircondata 
ogni pagina di sUfnpa e di scrittura. 
NotU in margen. Notm margiuale. 

Margin, fig. T.commerc Margine(*t99C.). 
Largheua di partilOy abbondansa, 
modi, avanzo olire la precision del 
calcolo. Yessegb del margin, TraTagh 
del margin. JYoiHtre il margine occor- 
rente id ^ij0gm>(Marchese Ridolfi nd 
Giom. Agr. tosc* del t^o, p. ii5). 

Margin. T. di SUmip. Margitie , e al pi; 

Le margini, Listelli di legno o di me- 

lallo scanalati nella fiiccia i quali nelle 

forme di staropa interposti fra pagine 

yol. III. 



49) MAa 

e pagine servoiiQ .a:detenttinane la 
larghexza delle lora margini. ,. 

Margin de pee • Xi^.matrgini 

, vli pi^di pagina qhp. J :France8i dir^ 
. cono. Bois de Jands^ . > 

- , Margin. d" in testa.- ••'. t •l^.mar- 
gioi di capopagina* cbe • i> Fiwmtesi 
. dwoOQ BoiS'de t^.^i .,;; il. -n io 

Margin] di purl, .^..>; A^l^ iOArgini 

. per Qee$Den^«; jcwii, qaeUd dai.lali 

delM pagina, 4:i»e. 1 ,F«9<i$^i^.diietMie 

B0i$,dfi moKge. .s \^ ; wo\«» 

, Margin ^piiiH»\. ^ . i X>islelU di^aa^r- 

.,.giiMill4^r%,ipo9) ^Ui p^ri^l^is^ua»v»$a- 

..:f]|i4a^a>,;i.,qiieJA a%llQgmP::OOAtroj il 

., telftjp in CMt.fOff^^ 9^t^V^ .)e (orme^di 

., staiapf. I Bpis^ pUfM dei.l^raaee^. , 

Mettegh. i i9iirgin,,Xf<4i<^amp,.» » . 

Circondare le pagi.^^^ d\uAa'formii.»dl 

' . stainpa 4^11^ Df^rgmi .occaortfedli. II 

francese Mai^ge*% 
Marginaa* MiirgiguUo(Zan. As*)* ! 
Margioadura. T. 4i.^an)p< Mei:guMkra 
.. (*I05C.). Uipo^q^ks^ delle inarginibnde 
si circonda la forma di slaayA'v qisello 
., che i France9i;diopQ0 ^4rriAlitf«; 
ICargiael., Margin^Ue* \ . . ' .,; : - - 
M^ginajit e Margeain.iJlliar^g;jbelAr; 
Marginasc* i. .>. « • ,* MAigilieiatissimo, 
Margindn. ) gran margined .ienociB to 
di sUraipa a cai^^vam^O' pn^ ftbil- 
mente i poco - eipevti dtel ^ero' hello 
tipografieo nel qmle-b lar^ttra delle 
margioi ha la mlindf paiits* ' 
Margn&cch. Buziutrvf^&ot. -^Vwm PoeV, 
XXXV^ 9 ). Dicohsi cosi 'per i^^pfe^io 
i ▼inaUieri. gli osH, i castaf^tml. ST, dn^ 
che Brugn<5n. i ' 

Mw^n^LcehhkDtm^sehen.di Margtitic^oh.f^. 
MaFgaaco6ii.\<^r. disp^ c/i'Margnjitcch. fK 

Margoeoaz e Margoeusftioeft. Sijf 

Lago Maggiore e detto ^osl il Ytniii 

di ponente, perdhe soAla dal paese di 

Margocto verso le Isole Borromee.. 

Mari. AfarUo, Cons^rie ; e ftfmfg. Uemo, 

Chi Uxik mari a miee eott 'toient 

finna a la mort s^en sent. f^^^iti'MUe. 

De mari. Nidfile, htmriUindu: Gid da 

marito. 

Dolor de gombed dolor 'de mari. 

y, in G6mbed. {Cenjitgi. 

Mari e miee. Matiio e moglie. Jtrgtilh 

Monega, capuscinn*, toeik mari^'sti 

cossi. y. Sta-oossi imSt^. 



MAR (6e 

* ' Porili a 4Hdri.' . . . . R«care in dote 
o in sopr^clddte. ^ 

MarU Voce d^oHgine niarchiginDa. La 

ri>'cia(*fior. — Meiiii in Totiias. Sm, a 

"Caldfino), Vasa di tetira jpessd ver- 

I nicfUU e coti roaniiw s^fntsfbrico che 

pieoo di fuoco 5r teogonD fra \^ HMni 

i<'b'fra*«i piedi le- dooMicciiiole per- {seal- 

i' damii TttldfH d a^he di itietallo# e in 

^>'ttllo^a si>d)oe Ualianamento Caldanino 

o Laveggio o yeggio^-^ ^e gr^nde ^eg^ 

-'gw/w, ^e'^idcialo Fe^giiiceia O' Veg- 

•^/i»(>Iwfti',' 4ti )i Neir Altd MHanese 

1> le monmtlb^e x\B9.n6 tfnbh^ •nn'altra 

^sftisin' di daldirtiitt© tulW dl f^i-i-6' e 

col nWTjico' a' W^*dr sddliialetto *,- c 

<queslo diiamdad Pispdtl.' " 

yk^Au. PhPHt proprjtm.'iisnth in * 

u • iFii 'k^ ^aria ^ RtgOPtntdt le slcm^ie, 

E fra noi lo dicono specialmeftld qufci- 

le donae a]l« quaH locdiri f;trl6 Tuor 

^ ^^lu pfdpria condiztdne. 

•I Lttiigh' pij di qnatt^ MArij. r". in 

elLttngh pij. -^ i . . : .: - j 

Maitegk ii la Marian n f/t M^ti^ga. 

Maria la loa. Lupaccta, Divbratriee. 

Pari 'Mittifr'd^Mli^i da. Essert onn 

'f^mumimbfvia.\E!dsere Mia sjfaUa — Es-- 

»r terewia marigip0n{7.i^n, Dii,) -^ Si dice 

:ida$ ra^a^ti percorbelkr )e Warier 

, '1 Jlam- «— t'fi^ Ac^piar ki'cria — L' acqav U 
'..;>; jMff^ rf li»«4 firotU « <► Mfcria pi^otta. 
Maria. Ad. d'Jfhf^ V. 
Maria , ee^^ yoci icoyttadinesehe per Marl- 
, , d^, efCi Mfa^ <zi»r7Ae ^/o/ Maggi in piu 
,JULpghi ^ nomni^tGHfiente ndgtlnlerme^ 
»i(II, p. aai e scgg.). 
;\/.Mari4.1a rocca*, /% m fiu6coa. 
Mariafcia e Marijizxa.«Sin* c^iSvibnsefh^f'. 
IHarilisg (MoH a la), f^* in MoUa. 
Marida. MariMure m tuUi i suoi sensi. 
, Besogkia, otarid^.hen la prima. La 
prima^ Jigliuola ha a mostrar la pia 
.alU.alirc(^9f:h, Op. IX, i6i). 
t. iMa^ida maa ona tosa, Malnuuikire? 
, e comic. 4ffogare una Jandittllai 
ToinJi a marida* JUmaiiiare* Rial' 
logare, 

Vefil, de tnarida. E$sere scap&lo, nu* 
bile 3 libera, smogliato^ scioUo, 
Maridi. . . »^ Al iraslato Congiiibgcre 
. d*!^ ^ggc^'i di varia qualitii^ quanti- 
ty 9 forza 9. o b«nta a line di ayei ne 



> MAR 

' Un terzn uliK aMUj^iso. % fnarida 

W Hj c&M i fiitcmi el pfoniHtt ^aoi 

' au^ i i €t0i edni i ^i » leec; ecc 

BfdridJkfii ad. MaPtiatd -^ Amm&gliaio ^^ 

Conjugdid* Gb'e e'*^ mttritlaa dom4 omi^ 

- i^^ulta. V .'t \ dMU<; Mbnhffamo — la 

- ddnna UnMrd: - 

MMl maridaa. jintmojgliatzaidi > 
Marid^a. fig. J!fiirt/ato.' 

Menestra mBtid^9. Mtnesitamdri' 
toto(Zaii. IH2. ). Ri^o ^ legumi ^ Paii^ 
trid marid^a. Pahtritd d&n tuovo, 
Matidass. Mdritarsi*^ Ammogliarsi; cnn- 
tad. AllogArsi al matuh{(^6t' agr. IX, 
' !»8^ ) -»- Oil ^i vtu>l dceoncioHieHie rka" 
ritare maritisi ai sttoi pari, ' • . 
'"' A' "maridass la ddnna V Im semper 
-de vws pusscfe ^idVfensl AH V^dmrn, Wei 
' pdrtHtadt ^mmodtt a%>e^ setHpre jfiik 
anni delta donna{Ftkg. CiHpb tOL U4 15). 
Mafidasd imaa {Mhtair H&nna di b€i$^ 
^and: fHt* cdsdtciH tok genie plwbea. 
Tbvhk k nHlridbss. fHmaHtat^i /tirnn- 
fnogliarHk IHtbr' ^ma. » 

NaHtt. Jd. dtO^^Mtdt V^ht, 4at. F. 
MMnk. ifdrinor^.Cbmiiut' raMrfttato.' 
MMnh. ▼.' deir Ai Iffii ; . . Brflmnre Vi- 

vissimameQte. ' '^ 
Marihaa. hd. MaHnttto. ^ 

Idguilla marih^a. r. in IngU^. 
MafTtiar. Marina jo. Marindro^ e anUAfa- 
rino. Marinief^. Mdrinitro -» I mold 
marinari formano iQ Marlnetia o la 
Mdrinaresca. 

A la marinarat Alia tnarinaresca 
(Caro Straccioni 11, 4)* Ailn marine-- 
sea, Marinarescamente, Questo atesad 
la marinara che nOi usiamo petlando 
d* uomini , noi diclamo A Iti matitt^ 
se parliamo d( fanciuUi; e ci6 p^reh^ 
aiccome le mod^ del Teslvr ioro ci 
Venitano altre i^olte di Franeia, cosl 
- con esse* ci venne anehe il ndrae. 

V k tra barchiroeu e marinar. F. in 
Barehiroed; 

Part>onimei]ft de marinar. F. Par- 
ponim^Dt. 
Mann6. T. di Cuochi. t . . FrittO lesto 
lesto con nn^impanattira mista dVrbe. 
Frilura marin^. ; » . Dal fr. Marind, 
Marlnna. Marina. Adree a la mai'inna< 
Marina marina^ Lungkesso la mari^ 
na. LungQ la rlvm del mare* Piaggia 
pia^ia. 



MAR ( 

^iHu).,Yoei deBOteBti alia breve tutto 
Gi6 cbe cppartieiie al aerviM di mare 

- ed andie PAmniuubtraaiQiie e U Mi* 
lisia aarittiaia* Auoi aTmaToci tgoote 
prima del Meelo alluale; il cesaato 
BegUQ d* Ilalia faoendoci dHina patria 
coi Veoeiiaiii le accottian6 aocbe al 

• oofltro popolo* 

Anda ia la oM^rmna. 4rrQlur$i ntita 
marina, cio^ ^ttrate al servigio di 
mare 9 forsi mariiuirQ. 

Gol^ de la marinsa. CoiUgh di 
moiuui* Scuola naotiea istituita in Ye* 
nexia nell^aimo i8j^o dal cef^at^i Qo- 
vervo Jtaliaii9. , 

Ibrhma. jid. M Motm, V. 

Mari^la. Folpacekimut. . 

Maridlo. C^omo ^»fp^ia ei amaJto. Eur^ 
ba. DirUUmf -^ Nei dift« ital. M4mw>lo 
ha sig. pi^ triflto cbe luw.il noatiigle. 

]fariokbi..Xlii«ai(iccio. Voip€Hiebion€» 

UMwnhii.Maf44m€it$(2mJ>itX Fantacci 
a qnali rendono imagine d^attoii ace- 
nici su quel leatrini eke da eaai trag- 
gooa il nome* Insierae. coi 9higiUt9J 
(haratttiii ) sembraAO i -aMKlemi suc- 
cesseri dei Kev^ooffa^ ^yaX^ottoi dei 
Greci cbe il SalTini ohiaaa^ Nemro' 
jjporli, de^ Mobiiia Hgna neryis aUems 
d'^OraaiO) dei Caieniatones mobiles di 
PctroDiQ e delle Ligneolm bomimum 
JigurcB d'Apulejo. Fra Mariomett e 
MagaU^H noi fac^ciamo per6 iiotabile 
distinzioiiei; U prima 4 uno scbeletro 
lU legno maacherato ogm coi membro 
ha Tita per fili quasi, cbe invisibiH 
da cbi per di sopravvia all^arie del 
palca acenico gli presU la voce e oe 
regola le roaveova ; il aecoo^do ^ un 
tronamcallg riveatito nel quale il bu- 
raitipajo ficca ire dila (rindice oel 
capo ft il medio e il poUioe nelle bi:ac- 
cia) per dargli alcUQ moto i^Ua grpssa 
e lar^ rappresanlara qualcha sceMi 
piaaaaittola; il primo e attor da tea- 
tri, il seeondo da castel di burattini, 
fin apehe in aeofo ,traslaU> il primo 
rappresenia la peraona di ricapito 
data «el (aatoccio » il secoodo il Ian- 
ciuUo d^ ogni gni^sa allorobe aglsce 
come tale. AUrioneU trae il nom^ da 
Marion cbe in Frap«ia a 1^ Seirv^^ia 
di simili Utfisim. fra n^ xoltata in 



Si ) ^AR 

CoUmbinma. Queato name franarse di 
AfaruNMM ai conserra-idenlioe in intta 
Lombardia; Magattellm volta aeeoiidb 
paesi in 8ltri>Domi, per ea* a^ Oomo 
in Gribiiif a ... in Pttpamzir eooj eoa. 

Mari6at« Marilaggio* MtUritnamio. Mo^ 
giiaaxO'^meUt Miseugiio^ JUistom. 

Markch o Mar^naci Maseakia* GaidkUo* 

. SCO fig. 6 per gli nomini queUo ^kt 
il Guarisck per le beslie* . >• ■ . . 

MarmAfa. iSmzzmgUm.Mmrmaglia0Mar'' 

Maraaarla. S maeeid* Minutnglia* SMazr 
uimaglicL Gente Tile e abbietta* . 
Marmaria menndra. FaiuMl^0>^ t# 

llarmeHHla.ifame^lnl«(MagaU0^p^}9). 
Specie di oonaerr a aoai dette dal iranc. 
MamMade oidalloispagn* MSfinm^thda. 
Abbiamo Marmellate tU albifiocfibe^ 
di c$df0^ A'/mgo/at 4f. gehomini^ 

. diJi0f^d'artmeio^dipru§M,9,dinbi^ 
di fiinfe liMiniPia^ii fccQ^ JUa Jf acnic^ata 
di cotogne dic«9i pii propriamefite 
Coiegnakk a Melala. 

Mkirm^U^ ^. di Did. Hignolo. 

Marminna. LoJ4Ua(T9xg. Fiag. I9 i!i^)* 
PeUicella vevde o lianata o gialliqcia 
cba si genera in.jauiracquesfagnan- 
ti. Talora k ammaaao di • no0i£er.f ^ q 
di seUni » eio^ 

Mai*mkina che aitri dicono Bagnlnnat {T* 
delPA. Mil. £rba ar^trina, Stta d'acq^a. 

. «Sie/mo(*tosG. — Targ. Viz* isi in Gan- 
Jerva rivularisy Confi^fva bidlqstih ecc.). 

Marmitta, Pentola* Pignatta* Arnese noto, 
cosi detto fra noi dal franc. Marmitte* 

Marmitta per Supp^ra. ^. ( na* #^. 

Marmiulnna. PentoUno —i'er Supperinr 

Marmittdn* Pentolone. Pignattone. 

Marmitl6n. /ig. Gojffaccio. Buaccio^ ed 
anche fentolone. 

Mannilt6n. La^acecL Lai^abroda* Loi^a- 
scod^lle. Servo di cucina cbe attende 
a porter legne^ girare arrosti, rigo- 
vernare atoviglie. Dal fr. Marmiton*, 

Milrmo. i Marmo; SLUt. Majrmorlto e 

Marmojr. ( Mdrmore 9 la quale uliiroa 
voce pud tornar ulile. qualcbe yoUa 
nella poeaisi. (in Gatt. 

^,., .,AleAt. come on gatt.de marmor. ^. 

. , . Car 3ignor de mai*mov coims sii mai 
magber e frecc e caiiv de tira in lecc. 
,y^ in Signer* 

Pe in»rim>r. Hapnbreo, Marmorec 

.V QM, Marmorino — Marmorgso. 



MAR .( 

Marmor dr Garara« Mmme^^Oar' 

' 'raru <i> ^arrdrBse o oturarino, 

^tarmoTv T^ disi Codciat »•'... Pi^tra 

• ' sulla quale ai lavorano le peDi. 

Jfarmop^,' iHarezzmre, ^maitxutrt* Ama- 

^Hivare 9 « ant Marizare^^ VAlh, tnt, 

ragisU*a anche. Marmorare come voce 

- dttiruso per dJsporre i colori a guiia 

MariDorii. Marmorare, (di mamo. 

Marmorlia. jimarezz^Uo. 
> Carta marmorada. Co/fa marezuUa , 
amdretzata^ amarizzata , marizala* 

Marmorasidn. Mormortizione* 

MarmoVhi. Pt€trajo{*io8e» -— Alb. enc. in 
Ldmachdla), Mdrmista. Chi laTora iK 
' maimi alia sottile - Ne^diz. ital. dicesi 
Marmorino chi lavora il marmo nelle 
cave. 
'* Attti de marmorio; r* in Azzll. 

VbLtiiidiXa. 8. f. Mdrmotta. MdrmOilo. 
Topo aipino, Il Mas MttrmoHah.^ 
V^JiMomys: MarmdUa di allri — Pig. 
Boto, Scorzone. Slupidaechf. itusofno, 

Marmotthma. MarmoUina^tL Diz* ). La 

mamiotta allorchd yiene daglt aggi-» 

ratoriTattadpetfacoladi paeae in paese. 

Flk ved^ la mannottiiMia vtra. Ma- 

ttrHr la* nutrmaiUna, 

Quell de la niarmottmna. f^. in Quill. 

Marmonltina Specie di Yelette 

donnesbd. Pretidr un finzoletto o se 
▼uoi megliu un velo ricainato qua- 
drafo, taglialo in due per la sua 
B^hranciana o sia per la diagonale, 
ritaglia V angolo retto di ciascuno dei 
due mezziveli per modo che volga a 
tondezza, ed eccoti di che conten- 
tare la tua donna con due marmoitine 
come usano oggidl(i854)* 

Marmottinna. T. de^Parrncch. . . • Quella 
scatola in cui ripongono le parrucche 
per r^carle agli avventori ; la Boite 
des peruques en ville dei Francesi. 

Marmott6n. fig. Stupidaccio, Magic. Boto. 

Marmottdnna* 'Slupidaccia* 

M4rna. Madia, Cassamadia, Mobile no- 
tissimo nel quale s*intride la farina 
per fare il pane. Come gi^ dissi nel 
mio Saggio di Vocabolario mantOTano^ 
questo mobile in Toscana si chiaiAa an- 
che volgarmente ^rca e Arcile e Mor 
itra per quanto si rileva dal Diz. del 
Zanubetti -^ Nei varj paesi d^ltalia e 
delta altresi Matra^ Matem^ Sparlura^ 



5d) MAR 

MkuUnOf Panir^ MSsm^ Conea^ Ukrefi 
o Ubreddi^ Sduedda^ Vanuja^ VhOuie^ 
Pnndrie j Arbi\ Mttgtm , Brca , Mhr- 
Mdfi, TtMt^ dikbt, Mdriorm, Pana- 
ddra, Maiddaretc. QneiAa raeschina 
abbondanza di shkmimie potri mai 
eaaere tolta di mdzso per la lingua 
generale -della naziana se i varj paesi 
d' Italia non si rassegnano a fare capo 
•d mi soto per iaiabilira «m volla 
coUe voci le idee? 

And4 a la martia^ . . « . Oiaeai oosl 
di ogni coHello mal hrmo nel manico 
il quale a ogni menomo tocoo a^apra 
e serH per coal dire da s^ 

Yeas come el pan de la loroera 
locca, el cercben in la mama e 1*6 
in del foma. f^. 1^ Fora^ra. - 

Mlima. Tnitbgola. Trbgoio: Taao, per 
lo pi^ quadrangolare , oVa si tiene 
il mangiare dei pbrci; 

M&rna. T.de^Fbbbr.di tabacco. Ma$lrina. 

Marn^t Trogoletto nel quale 

si di^ la biada alle bestie da aonia \ 
la Biavadora dei Ferraresi. 

Mam^ Quella parte d^la man- 

giatofa che dicesi pure speciHcamenta 
Mangiaddm e che e vase al mangiare 
dalle bestie. 

Mamitta. Trogoletto, Oimin. di Tm^gdlo. 
Mangi4 o Sti cont el coo in la 
marnetta. fig. Mangiar col capo nel 
sadco, 

Marnetta. T. de^Fornai. Madiella? 

Marnetta. T. d'Oref. Madiella. Mtkdia, 

Marnln. Arcile da riso, biada, miglib, ecc. 

Mamin. Trogoletto? I fomaciai chia- 
mano cosi qnel po'' di vano che i 
nel loro cavalletto (coiuill), in cui sta 
Tacqua coHa quale imbagnano la terra 
g\k foggiata a mattone nella forma. 

Mamo. T. de'^Fomai. Impastatore* Colui 
che intride, che impasta la Cirina 
per far il pane. 

Mam6ki. drconS. Specie di cassone mo* 
bilcf alto, stretto, senza eoperchio» 
col solo' dossole assai alto, e colle 
fiancftte smnssate da cima, nel quale si 
ripongono i cereali, le biade, ett. di 
vendita ricorrente ad ognt momento. 
Pientann. Piante «» Travers. Begoli «- 
Denan^. Dat^anti m Dedree. Dietre. 

Mam^ft. Farinajd, Qtteir arcone in cui i 
mugiiat ripongono 1^' (a4*ine. 



MAR ( 

ilani6a. T. de*Fab. <f amido. . ^ • • Tr<H 
gc^one da amida 

Mam6ii. t. br..w Nome generico delle 

bUiU dei naturalistic e speib. di qoftlla 

* cbe noi in dii^nominiuno Bordbcch.r' 

Maro. Maro. Erba gotta. QodPerba che 
Linneo chiama TViimnm Maro* 

Mar^cca. Marame* Seeltume. La pirte 
pii) cattira di checchestia. 

Mar6cca. Ad. ^'^rba. r. 

Harocchin. BSartocehmo. Sp. di cuojofine. 

Marocchin&a Kidotta a figura 

di marrocdiino. 

Huroccfain^da. Jd. di C4rta. V* 

9ar6gna. V. Mordgna. 

Marogna de scepp. V. in Sc^pp. 

Ilar6n. Marrone. Albero noftissimo die h 
la CasUmea vesca di Toumefort, e il 
Fagus casianeaL. — f^. anche Cast^gna. 
Maron crodell. Marrone cascaUccio 
o caschertecio(TuTg. Toz. Dit, in Can 
stanea vesca saUva pracojt). Marroni 
di cascc{(AoT. agr. VI « i88y. Specie di 
marrone precoce, caduco^ aon -aer- 
batojo — f.aneke in Oast^na. 

Maron d^ensad. Matrohe domestico 
(Targ. Diz. in Castanea uesca saUva 
echino nudiat magniiudinis)* 

Maron de Yenegonn I ilfor- 

ron grossi di seme trovaosi apecial- 
mente nel territorio di Venegonno, 
paese lontano un qnindid miglia cirea 
al nord-oneat da Milano, e sono la Cn* 
sianea 9esca saUva major maiurior^ 
do^ il Mdrron di rwciaja(Jwg.) e la 
Ca$Umea oesea sativa echino ^majori 
dd Mickeli. 

Maron salyadegh. Marrone salvatico 
o brandigliano nero o UnforinoiTi^rg* 
Diz. io Castanea vesca syiuestris)* 

Maron lardiv. Marrone serdtino. La 
Castanea ifesca saiiva ecltino seroHno 
dd Micheli. 

Iiar6n. Marrone. II seme del marrone 
che si maugia o lesso, o arrostrto, o 
afiiimato, o candito, e della cni fa- 
rina si fiinno ddci 9 biscottini e per- 
fin doccdatte secondo gli usi e a ca- 
pricd de* varj paesi. 

Desquattass el maron. fig, Strmggersi 
la neve e apparire lo stronudo. 

Maron a less. Baiiotta. Succiola. 

Baliono(*pnLieze). Ai/occio(*aretino). 

Maron a rost. Brueiala, Caidarr^na. 



53) MAR 

I Peri I maron di olter. fig. J^^jmt 

Je secthie* Rimediare ai mali fiiUi dagli 

• ahri. I olter ian i maron e mi me 

tocea a pelaj. GU akri geiiano la sec^ 

chia nei potto , e a me tocca ripescarla. 

Trorii el maron. fig. feeder do%^e la 

lepre giace* F^der dove giace Nocco, 

ManSn. T< de^Confet .... Dolce cosl 
dettu ddla sua figura ; e talora ancbe 
il Tero Marrone oandito^ o candito 
secco o intuccherato o a carameUa o 
in camicia. 

Mar6n. ^g. Marrone. Scerpellone. Cerpel- 
lone, Strmfaleione* Farfallone. Scorn" 
piscione* Fi on gran maron o on ma- 
ron gross. Fare un sacco. Far un mar- 
rone arcimajuscolo. 

ManSn. Ad di Col6r. Tand. Monachino — 
On vestii de color maron. Un abiio 
di color monachino. 

Marona. F. Giugk al mont in M6nt. 

Maroni. fig. Fare un marrone. • 

Maronlida. •. • Una scorpaceiata di cddar- 
rostef. 

Mafbnkda. T. di GiOoCO. r. 19 M<Snt. 

VUroai^: Bruciatajo. Caldarrostajo. Que- 
gli che fa cuocere .e vende le casta- 
gne — 11 Castagnajo k il coltrvatore 
delle castagne, che le raccoglie e le 
cura. — In qualehe parte di Toscana 
conviene dire che si dica anche Mar^ 
ronajo leggendosi nel Diz. di Zanob. 

Maron^ra. ... La moglte del binidatajo^ 
o la donna che fa professione di ven- 
dere cddarroste. ^ 

Maronerin. > Dim. e oetzeg. di Maro- 

Maronerinna. ( n^e e Maron^ra. f^ 

Maronln e per lo piik al pi. Maronitt o 
Blaronscitt Bruciatelle{*t08C. — Rime 

' poet pis.). I semi piccini del marro- 
ne, i marron piccini arrostiti. 

Maronsc^ll. T. cont; br Pianti- 

- cdla di castagno da marruni. -^ Nei 
dix. ital. Marroncello k registrato sol- 
tanto in significato di picciola mazza. 

MarottscHt. V. in Maronin. 

Mar6ss- Senseria. 

Av^ la soa stecca de maross. f^. in 
St^cca. 

De maross o De sora maross. Sopra 
il mercato( Varchi Senec. Benef. p. 8a). 
Fer giunta. Per soprappiu. Gianta. 
De sora maross. ironic. Per ristoro* 

Marossii» • • . • Fare il sensde. 



MAR ( 

mo pomuno <|ueata voce ca'Piewpn- 
te$\ i ^uali purd di^ono Marosseur^ 
uneiuiovi perd^ Tidea cU sensgle che 
fa (are caitivi €Oi)tr9Ui. Dallo sp^g. 
Man:oi4ro -^ f ^ 4xiu:ib i/| Seasal. 

Jfarossee de cava)* .Co&%Qfifi. 

Marossee. de matrimout. ParqmBftf. 
Sensale.di m^trinump 

Maross.ee de tosaaa. MezxanQ. ^bif- 
jfiano, Lenonc. 
Maross^ra. Sensala{lielU S^fve al forno 

I, ifV 
Marossera de matrimoiii. MatrimQ' 

- niaja, Paraninfiu 

Marossera di bajla. . • • • . Le pid 
volte leyatrice che fa profes^ione di 
trcyvar balie &i n^ooati 

Marossera di sery» Acco^icUUrioe. di 
fanU? yedi in Serve. 
Mar^c. ft. m. ^k^pe. T. Mw^c^tt 
Marsc. ad. Harcio -rr Mar^oio — Mar- 
^Ita r— Mdncido- 

De dent gh^^ el niarsc o .lasippii- 

.gagoa. Dentfro h chi la pesta*^ Su^ 

. dirai di cki hiBL bfiUla^ o lie^ eeira* a 

., cui perd i|oi s^pp^mo uo^ carvispon- 

, dere TinlproQ. 

' , Fnit B9#rsc; FnUtp ammez^to, . 
Gh^e del, marsc iii queU^afare. Quel" 
t ajffare non ^ U^ciq. 
YesAeghdenl eL nuurac Esfiejcoi il $uo 
, tario(*Xosc. -^ Meini in Tonas. <$Sfii. 
a. Tarlo). Esserci cofya, JSsserd del 
marcio. Non esser Uscia, 

Veasegli m»v^c dent o Vesg^li dent 

marac. Aver la minuta di ch^C4;hes4ia{A)f 

legri ia3). Aveme sperienza squiait^. 

Marsc. ImpolminAto* Piu bolso, 4' una pera 

nffizza* Piu malsanod*una.pera/racida. 

V^ marso del tutt afiaqe. J^U k fra 

- dieipUo. a .dicioj^nove w^. fradicio, 
marcia, di mala saWteCBlIoiias. p. 434)* 

Si!i marao ch^ april el ven. . . • Di- 
. cesi 9ch. a cbi soroacchia e scatarra. 
Marsc. Sviscerato, SfegatflUh Per es. hir 

gerin marsc. SvisceraUy o Si^cerali^ 

fimo degli Mgerinii 
M^rsc. Ad, di Latt. y. 
Marsc(con a ocMHratlissiina). fTaUenCi. Suv- 

via. Da) frarvcese Biaixhe. 
Maraceit o flfarcMt a Marsc o Marc. 
, Folpe. Qolpe* Malattia cualagiosa del 

graao., diverse dal Negr(in, V. 



54) MAH 

lU 29). 

Save de msM^seett^ .. . « . Dicesi dfsl 

• ' villa 'alWche ina^da odore di pu^'e- 

diae percb^ stalO' hk balti mar<:i4e. 

, Vessegd acupap. P9 qua^ marscelt. 

Jiesiand ^mf4Jf^ iegnfi U^^ fig.« qiod 

: iqual«he mat wiwre<M#^W«v..<^, YiV 

i53). . . 

Marscett ;7er Bnis^gUin fig* 3.** /^« 
MarflM^U e per Iq, pi^ aiplun Mac^in. 
.....,• Quelle parti «ell* apsMMfif 
(molera) che lasciano |l1^ve4ere•i.feai 
di UAte .pieM*M%^.t«rii«fe.9 eicvp^f ed 
e una specie di fnw^iM/nar^im^) l|ir 
miiato a piinU isolati in (brna per 
1(^ piu oyetidea. 
Bfarscett, ad.. Frafiidiecifh , . 
Marscw Marcire, Frau4tv^ Putridire, 
PuU^i9(^ Pi4ip^fiirfin Arftn¥uxir$' /»»- 
mwcire*, If^racidire, l^ra/oii^iXP^ i>»- 
puXridire^ 

Pamarsei 4^ la , ral^bia <* f^a ip^sci 
, el fidegh o «1 poli49in« V; in. Rabbia. 
Dlarsci iq presi>i^.,K..m Pres<m, 
Oo ftit.de marsi^tgb degtc^. Unmar- 

I M^scia. JUaniiii^ Pii$^ 

F& niarspiai . M andar inofcio^ 
BCarsci^goL s. m. sch. Affirqiofuolo, 
Maarsci^gol. ad. Mardo^ V, Mastrio^c* 
Marscida. s« f. die oMhe dLcesi ^rzm 
de marscid^ « Praa nparscilori. r%' * 
PratQ a lati(is/) i»c)iiia|i sul qiwle* 
volendolo, si fe scorrere ad arte ugoi 
di un velo d^acqua con^iia anche ael- 
Pinvernata^ per lo che risulta ader- 
bato senpre, e SMUMBiaistra^precocey 
e in, ma^^giori e piu ripetule quan- 
tita^ di quello cbe A9A z" abbia dat 
praU ordioarf, il paacolo per gli ar- 
joenti. Alctmi VQgli<»iv> cbe Mar^da 
sia corruzione di Marzita^ cioe prato 
il cui Arutto inatiM*a precox Pfoi sol 
di marao,^ ma il cb. avve^^o ai^la- 
{la^iese Doroenico Berra, i« uo^ bella 
disseriatiane suUe marctte ehe ioserl 
negli Aonali d'' agrieoltur* del eav» 
Be (agosto 1 8 ii ), di^trugge qaesU falsa 
: .eiimologia iK>n <Atime ragioni^ ed io 
aggiM«ger6 cbe ie malsane esalazV>ni 
di tali pxati parlaquD abl>aslaii^ ebtaro 
. a favor del Bomi? Maixi^ a cpniro 
quello. di IfarW/ffy •• I' 



M^sicll. MoFvltd. PMmfaHo:* ' ' 
Harscidn che m campd^nh dicono- lUde- 
§niA. fmpahmnai^. FVddicio.'Ki^nche 
in Hairsc. ■ • f . r^t 

Marscida. Htta. Tdrreno Inarbicr the 
sfondft « noii regge al ptetlei - 

Maracidnna. ImpolminaUt, FrMitia; 

Marscilt; r. m Mtii*ftc^t li^.^f* ' 

HarsciAra* Manitt* 'Mku*cmHC». 

Itarscidra. /^<hs mbrfii(*fo«c. -^ Tlr^g. 
fTiig. ITIv iS^Vi^Oo^ 6 ^aiiiliri.). Are- 
aaria di graha fiuiteifrrt caricit di liitca 
ar^iitfaia, di beloi-)>r«tho; dratrat- 
' taralamidare^ disp<)!sta'iti ibgH^/^t- 
tOi e diTisibiU cdb abifrtM fb^ilit&, 
podiissiiiib co^ir«iilei e ^ott^riztaMe 
fra Ic dtta — I catatciri cfaiumdho 
Mdrseiura otadie uu* specie di faVighi- 

* gha ambria traretrte alfargiHa e 'di 
yarj tolori, poeo df^iririlfe^ daHa #a- 
i'fm«^(V.)9'di eai per^ i^ob' ha la 
tenadti, e che brovasi interpo^te'fra 
airafo e iiU*ato ttell^ caire deJtVetlttna. 

Bfarstn^scia. Abiiaccid* Oimhkaceactkk 

iksLTMHVk. . i . • ; icbitoio^ gUatnac- 
dietlav pieciola nmrsina. ^ 

karsiidti. Abitmo. f^tUuMo^ fHotititino. 
Dim. di Abito. 

Harainin per 8giacch4i V,- ^ 

Marsbilia. .Mbnffmt(Maga]: let: oiUVtt iui 
Inttcheri). Abilb. VeslDt. ' ' 

GoiL ScoUaJtttra ^ Phtelett. Ptittt^ » 
Quart. Qmira' •- (^Id. Fttld^, 

D^ona marsiona OHVeura on gippon. 
fig. Fart ^ima iantia • un ^polo o 
UH punteruola, V, aneht in Antonlh. 
Fasa minga tirli per la 'tnarftmna. 
fig. tfon si fart stmcciar i panni. 
Vale HOD si far pregar troppo. 

If arsjii6n. Abtkmt(JP^^, Mimt 11 ^ 354 e L). 
FtsUmt. Veste grande. 

Marsindu. fig. Zkutierone: Uotno cbe va 
airantica.- 

MarsimSn. V. in Saltamaitla, 

Maraindtt Guamaccettb. 

Marsiippi Gran quantity, gran 

murchio di roba. 

Marsuppi. Postema, Pecuiio, Lo stesso 
che MiSrt Jlg» V. -^ Quasi dal Marsur 
pium de"* Latiot o dal greco Ma^^friov. 

Marsuppi. fig. Piilota, 

Maria. Hiuria. Hume proprio. 



( 55 ) AIAR 

* ^' ^Ji'de'lfirtdreMiidal^nna. /%r>^dc»M» 
< UPodesiA di Sinig^ttw^ Cetoandare 

ie'ftiref da 'S^.' = ■ 

' Gftig^ a MaHa. v. v . . Sj^ib dl 

- gtuoc^ che §i fb da dUe 'J^oiuDi^ un 

de^quaH ai iing^ Marta^ e Taltro il 

-Diavblbv ^ dk^eado eerie lor Bhistroc- 

- tih^i 'si ' vattno battendo spietaiameiite 

e cambiando ofliAio Mcottdo le eom- 

biaazibni. 

' fie pb^tiiibga (h d^ MUrla e Mada- 

' Ibttiia tiittVoA hetr, ^ )tmeheditia!mo 

Sti po*fhinga -eantii e poH» la ci^s. ifon 

1 4ipud^Jkrdue4iOsemim,tr0Uo{*to»c. — 

Mt^ini in Tottiaa*^tin. ^J^a un traitp). 

•Hbn isi*>pttbicamiare> t porUur la crocc* 

tibn si .pm^'fi&rmire e Jitrla guardia. 

^nsipabsoffieirtcelbotcontinboeca. 

If Oh si piib bM t zufblart' If on si 

' fuh stngliare t lener la mala. Won si 

pub poriar la croce e sonar la tam^ 

.pana* Nan sipub stmare e b/^lart. 

IiAmiD the y^M boseo t^ non si pub 

tsser suiraja. Due. meslien a un Iralto 

> mal si pbssono fiire;; nel medesimo 

neg6uo non Ai possooQ far^ due parti; 

! risposte )dbe .suol .dare chi m vede 

'affidate piik iaeunkbeuxe a un Iratto. 

TaelBa a la de Maria e Madalenoa. 

Dovtr sohan t ballart, V* sopra^. 

MaiHedi eke in €ontada dicono anche 

Murdu diariedlf e anlic* Martidl- 

Lutiedl ^ nassuu Gianin^ Martedl 
gh^ ban daa el tettia , etc, V. in liunodi. 
Martcdi grass. Mattedi grasso per 
berliDga6eto(Dont ,Zucca p. 94)* . 
Martedi sanL Harksdi sOnio. 
VLatteUtl. Marteltetto. MarUlUna. 
MaPleUtt. T. de'^Caciai. • • . » . Specie 
•di marleUina di.ferro di forma par- 
ticolare la quale ha per nianico uua 
' docdao ^rbia. Goile bocche di e^sa 
i praiioi nartellana le. forme del ca- 
CIO lodigiano per conoseerad dalsuono 

• i pregi e i difeUi ; cul manico le tentano 
per as8aggiai*le» Quando la sgorbia del 
manico ^ da s^ dicesi pii^ propria- 
mente TassilL V, — Se ne pu6 Tcdere 
la figura nel Caseificio del Cattaneo. 

MartelMl. T. dt Strum. SaliereiU). Nome 
di quei legnetU che mossi dai tasli 
vami« a battere suUe corde di un 
piauforte. Quakuno fra noi li chiama 

' anche Biecel oSaUn^KCJ* ,. . 



MAR ( 56 

BluH^^tU MdrteUinof MarUUa di ferro 
ch© fi'usM per «36ifQUnure ne^pianAirti 
i bischerioi a cui soao bKmi% leicorde. 

Hlkn^\^i9i., Mrto, MorieHa. JHoHine. 

* MotUntu Mortino^ .Ecba odorosa e iemr 

pre'¥6rde; il Myrtus^^ommunislH'r^ 

. MortelU doppHi(!Ayvius latifdlia ) r— 

. Mortellina o Mprlfilla 41 fogUa pic- 

. co(a(IIyrtu8 minoi:. vulgariis)* 

Marteletta ahus, per MartellO^pJU^o). JT. 

Martell. Mariello^,, Struinacitp'nolisaiino. 
Fegg^msi anch^ hv0ci M^ji.MarteUln- 

. na, Ukzvkf Mazzetia^itfav -r- Coosta.di 

- Plan. ^oc^^'<l* ^ataU^M'^ tondcggkute 

dlcefti propi4«mont«- JI4lU.'iA>cc«^, tapWiu 

Pkni *jr^i^«> sx* Peoet^v >Penna (l» qoaU 

•• ^ |^i^«Mtt« 4icMi Peii«va< Pemui, «• UgtVante 
Taj* r^^tOf S0 «Q» vifvP^'di.filo rib«diU>X>n- 
gWi ,CJ2;?m//#? «ebiforcau.Gfm|wr. Grancklo)=s 

(Eucq. OccIUa^ wi q«»liB »i ficca'il Mauef H. 

MtmUio. \ » ' 

' Martell a balla* HfdrUUo u pancia. 
Quello tbe ha testate' assai tonde* t 
molio ttsato dagli ottonai. 

Martell'a d6 balL Martello u bocefie 
fynde{l>i%. art.). Quelle con bocobe 
tonde e curve infuori nel verso del 
manico per uso di cefldinarfB e curyare 
i metalli a caldo. Ancbe il Martell de 
sciavatiink simile a qiiesto* 

Martell a fanz. lo siesso che Mar- 
tell de praa. f^. piu iimanxi. 

Martell de bancb. Martello da banco. 
Bfai^tello di mezsaua girossezza cbe ba 
aeifipre peana intiera, nun mai a gran- 
cbio. t, il Marleaa d'Stmbli dei Franc. 

Martell de bicoruia. MarUllo da bi- 
comia. t il minore di quelli da fucina 
detto Marteau d bigorner dal Franc. 
: Martell de bori. T. d'Otlon. .... 
Maglio di legno con una delle sue boc- 
cbe piana e Taltra affusolata con ci- 
tnossa soprayi per imprimere gli stam- 
pi nei lavori d^ottone. 

Martell de d6 poot. Picchierelio. 
Martello d^acciajo cbe in luogo di 
bocca e penna ba due punte a mu* di 
subbf per piccbiettaie le pietre dure. 

Martell de ferr, . . Martello non inollo 
grande* cosi detto per avere ancbe il 
mauico di feiTU< Ha due grancbi^ Timo 
oppostu alia bocca, Taltro alio stre- 
tuo del manico. 1 nosUi stainpalori 
quando lo u^tavano a cavar le buUette 



) AIAR 

dai m^z^ lo dl^eyjuioflfaHelldif 

i marinai aejpoi^, lo, Stratico (Z>iz# 

- mar. ) lo dicono M4rU^lo da iromhom 
,. MprteU de foeu^. Martello da fu- 
cina, I fabbriferrai cbiamafio oosl il 

..Ivartello jioule a.<ridJ,otd^ banco nua 
pid g^rosso cqI quale battoj^o il fecro 
sull* incudine. I Fjranq^i . lo d^no 
Marten d^ m4m< 

Martell de la, penera. Martello di 

penna. Quello apunta stiaccia^ d*ambe 

. , le parti ; ^ ^sa^o i|iuUo\da*calderpttai« 

Mart^l .4e Jegu* /tfaz^plfichia, -^ 

^JPillon€.rrr\llfii^fira^ga. 

. Maftell , de , degi^a^^ Afai^lo da 

.leg^upl9.(Bfdd\^, f^oc^Jfi^.). M^uifillo 

i^ ifcnte(Strat ^h^ ^frrr )• QupUo di 

corpo q^adrangobtfe, e colla;. penna 

. a graDcbiQ,i:jpAqgi|tOa- . .., 

MarleU.del rpantesi T. d«gU .Soul- 
.: tori. V, . .,.I^|le ,oMne .«<;u)lA9ri^ ;di- 

- xono uosi il ;M4r.tQUp . d^i fupina. , 
• , Martell de.menescalcb. Martella da 

, manis4^qlcO' Simiglia al , kartell de 
fffiugh di eui addietro» ed h il Ferrc 
tier dei Fraqcesi* 

Martell de mina^or, M^^fieUo di 
rame. i, usato per evitai^ le acceosiopi. 

Martell de molin. » . • , Specie di 
ferrareccia. 

Martell de piaa4(in genere). Mar^ 
' tello piano p da appianare{*6qT. — *- 
Cell.)* Martello di. corpo .ton4o,4>^lti* 
rar le piastre o lami|ie dime^allo; ba 
le testate piatte . cbe perci6 diconsi 
non penne o boccbe, ma teste. 

MarteU de pian^(in ispe<^e). Cdrto- 
la, Martello da spi^mare. Martello li- 
scio con due coste e colla boc^ca tonda 
da spian^re il rame^ 

Martell de piccozz* JT* Mazzcefi* 

Martell de ponta. Martello a punta 
(*tosc. — Diz. artig.)* Quello da rom- 
,per sas^i e muri e da ficoar forte le 
teste de^cbiodi nel legno. 

MarteU de praa. Martello di penna? 

Quello cbe , ha ambe le testate a ta- 

glio e.col quale i falciatori fanno la 

strada al filo delle falci da segare. 

. f^. ancke Incusgenin. 

Martell de rebatt. Bibadilojo. Mar- 
tello da ribadire. Martello g rosso da 
banco a penna acciajata per uso di 
ribadire. t il Rivoir dei Francesi. 



MAR ( 

Martell de cavi. Martelio da met^ 
lene iii /ondo{h9ld. Foe. Dis. ). t as- 
f«i groMo Del mezxo e sottiie verso 
le due penne; serve a picchiar nelle 
parli concave del lavori. 

Martell de penera. MarUUo a pa^na 
(poco curvante). 

Martell de penera grossa. Marteilo 

a penna gro/5a(volg« crudo e largo). 

Martell de penera mezz tond. Mar' 

ielto a penna mtzxa loiuia(6ald. Koc. 

Dis.). 

Martell de penera scaotonada. Mar' 
Utto a penna scantonala, 

Martell de penera tonda. Marteilo 
a penna tonda, 

Martell de do pener. Marteilo a doe 
penne. 

afartell de d6 test. MarUllo a due 
bocehe, 

Martdl de aciavattin. F*. pUi addie- 
tro in Martell a do ball. 

Martell de spianli. Marteilo da bat" 
tare a fyiasse(te(Bald. Foe. Dis.). Qudlo 
da fftendere la piastra nel lavorar 
figure o vasi di metallo. 

Martell de tass. Marteilo da tasso 
( Bald. Foe. Dis. ). 

Martell de testa piatta. T. d^Oref. 
Marteilo a bocca dolce(*&or.)* i poco 
curvante. 

Martell de tirli. Marteilo da tirare 
(Bald. Foe. Dis.). Ha penna scliiacctala 
e Delia estremit^ mczsa tonda. 

Martell di masz. T. di SUmp. Cat^a- 
biiUeUe* Strumeato di ferro rifesso in 
una testata 9 ad uso di cavar bullette. 
Martell d^incusgen. Marteilo terzo 
o teneUo, Marteilo grosso da mar 
gnani. 

Martell grand. MoizetUu 
Martell in di orecc. . . . Picchio, 
marteilo nelle orecchie. 

Martell per impellixza. Marteilo da 
impiallaceiaiure. Ha Tugna piatta. 

Giugi a campanna e martell. • . . 
Spiezie di giuoco lanciullesco il qqale 
ai eseguisce con atti imitanti il fare di 
chi saona a raartello in suUe campane. 
Lavor^ a martell. T. d\4j'gent. Qre- 
fici, ecc. La\H}rardi piastra, Condurre 
i lavori non a getto 9 ma per f^rza 
di marteilo. 

Sooii campanna e martell. F* in Sona. 
Fol. in. 



S7 ) MAR 

Sta a bott^ de martell o Stii a mar- 
telL pos. e fig. T^fnersi al marteilo. 
fiefgere a marteUo. Stare a marteilo. 
Heggeret essc^r giiisto. 

Tiraa a marbell. F. in Tiraa. 
Tirador de martell. F. in TiradrSr. 
Martin per MaruUiana. F. 
Martell. s. m. Dbssolo. Bosso. Pianta no* 
tissima cbe ^ il Buxus semper ifirensL. 
MartcUa. Martellare. 
Martell^. v. cont. • . . Rimettere in la- 

glio segoliy falci e simili. 
MartelU. T. de'^Mugnai. . . . Kiinettere 
in taglio la macine col)a martellina da 
mulitio. 
Martell^. MarteUato. 
Martellada. MarteUato. 
Marlelladinna. Leggier martellata. 
Martellasc. Jlfar<e//accio(Nei dii. ^ regist. 
soltanto nel senso fig.; ma questo 
idtimo esige a forza anche il positivo). 
Martell^tt. F. Martel^tt. 
Martellinna. Martellina. Piccozza. Mar- 
teilo da muratori che da una parte 
ha la bocca, dall'altra il tagUo. 
Martellinna. Beccastrino. Piccone a lin* 
gua di botia. Sp. di marteilo che ha 
ima testata a bocca quadra e piana , 
e Taltra a cu^cchiaja tagliente. Se ne 
servono i ctottolatori di strade(macrfi)f 
i pavimentai(/o/iii)9 ecc. 
Martellinna. <f. cont br.perVLsirieleiUk.F* 
Martelliuna de d6 pont. T. degli Scul- 
tori. Picchierello. Marteilo d*acciajo 
con due punte a mo** di subbie. 
Martellinna de molin. Matiellina da mu- 

lini. Sp. di ferrareccia. 
Martellon. Martvllone, 
Marler. F, Martir. 
Marter. Mdrtora. Mdrtoro. La Mustela 

Martesh. 
Miirter. T. de* PtdUcc Mdrtora. Mario- 

ro. La pelle del martoro. 
Marter gibilin. Zibellino. La Mustela ' 
tibellinah. Noi per6 non conosciamo 
questo animale, ma usiamo la voce 
per indicarne la pelle che anche in 
ital. dicesi Zibellino. 
Martin. Mariino, Nome proprio d*uonio 
ttsafto nei dettati seguenti : 

Fa saa ^artin. lasciare il podere 
(Gr, in Podere) — Sgomberaix. t lo 
stesso presso i forest che il Fd /an 
Miche€(F.) di citt&. 

8 



MAR (68 

Giugk A morlin hii Specie 

' di giuoco. Scelto uno delU brigata 
e messo in mezzo cogli occhi bendati, 
uno de* giocatori gli ya alle orec- 
chie e gli dice Martin bi^ dandogli 
una leggier manatella salle spalle ; il 
bendato deve riconoscere al suono 
della voce chi lo colpi , e nOminarlo; 
se ben si appone, si sbenda, e il 
nominato va in mezzo in luogo suo; 
se no t il bendato si rimane paziente 
fino a cbe non riconosca cbi lo col< 
pisce \ e cosl continua il giuoco a pia- 
cimento — I Frances! cbiamano Mar^ 
tin bee i montoni belanii ; e di qui 
forse il nome a questo nostro giuoco. 

X*es(aa de san Martin. V» in Est&a. 

Martin bon stomegb Cosi 

cbiamasi un tale che le mandi giu age- 
volmente^ cbe non si curi punto dei 
rimprOTeri nk dei dispiaceri, ed an- 
cbe talvolta uno cbe non sia gran 
cbe dilicato nella scelta dei cibi, ed 
al quale ogni cosa si confaccia. 

Martin fesoee. Lo stesso che Fesci6n .r* 

Martin pesc6 o piapess, p\ nella 
fede alfahetica, 

Martin seccb. F, in P^r. 

Martin taccogn.iUzmenfo/ze. Lamenta- 

tore* Brontolone* Bufonchino. Uno che 

apporrebbe alia bahti, Uno cbe si la- 

■ gni sempre e di tutlo — Il BalestrieH, 

' parlando delle rime de'^Petrarcbisti, 

disse con brio e Terita 

Hin pie^n sti rimm d'amnr de f u*ii de rogn, 
£ hin tti poetU Une xuartlnr taccogn. 

Per on pont Martin V ba pers la cap- 
pa, Per un punto Martin perse la cappa. 
Riv^ el s6 san MartiUf fig. > . . Arriva- 

' re il momento d*aver a pcntirsi del 
mal operato, o del cessare i Tantaggi 
cbe si godono di presente; tolta la me- 
taf* dallo sgomberare(ya san Martin)* 

'Martin per Martin^tt. r. 

Martin, Sf m. gergo! . , . Coltello. 

f^artin* s. m. gergo Fiasco. 

JWartin, $f m. Berta, Battipalo* Maccbina 
per affondare i pali nel palafittare. Ha 

Gastell, ClWte//0(u»te»«i«la« delU beru) 
^ f f . , • . Co5Clfl/l(ritti e travem co- 
^tnpnti il c»$»ello )».,*.. Candela 
(guida di lerrd il coi fine poggta al 'palo- 

pp) iBa Calcese(t^ci9 di irMS2«. 

^ny> *s Martin. Pestone, Ceppo.Gaito. 



) MAR 

Maztapiechio. Maglio »•.-.. Guide 

(legni ehe teriono di gaid* al nagtio percM 
cuda a piombo tnlla tcitata del palo ) ica . . . , 
Perginelle(%M speroni Uterali alle guide). 

Martin a cord. Berta a nodo{*ioscJ)^ 
La Sonnette A firaude del Francesi. 

Martin a argcn. Berta a scatto. La 
Sumnette d dddic dei Francesi. 
Martin grand. Castello. Gatto, 
Martin. Ad. di Cap^lL T. 
Martin^H. ▼. cont. br. F* sotto. 
Martinett o Martinell o Martinin, e al 
pL Martinitt. Fespa terragnolafTtirf^. 
Fiag. I, 88). Fespa comune o minore. 
La Fespa vulgarisL. cbe fa il nido 
in terra, t, il francese FrSlon. 
Martinett, e al pL Martinitt o Martin. 
Gli Or/anellL Gli OrfanetU, Gli Or- 
fani* Gli Orfamni. Fra noi sono cosl 
detti quei fanciuUi rimasli orfani di 
padre e di madre o ancbe soltanto 
orfani di padre cbe rengono allog* 
giati 9 nodriti , vestiti, istruiti fino alia 
maggior et& nel Luogo pio detto Or" 
fanotrofio maschil civile. Trassero il 
nome dal «onvento e dalla cbiesa di 
San Martioo de'^Somascbi in Porta 
Nuoya(ora palazzo Traversi ) . ove fu- 
rono in origine allogati, e lo riten- 
gono tuttavia ancorcbi oggidi trovinsi 
a San Pietro in Gessate a. Porta Tosa. 
Ai nostri Martinitt corrisponduuo al- 
tresi precisamente gli Abbandonaii di 
Firenze^ roa questa Toce locale sa- 
rebbe troppo ambigua versione della 
voce nostrale, e a voleme veder il 
vero osservisi il seeondo testo cbe 
adduce la Cmsca in Orfano. 

Matting^Ua Metodo di giuoco 

consistente nel raddoppiare di conti- 
nuo e prog ressiv amen te la propria 
posta^ in fino a cbe s^arrivi una qual- 
cbe volta a vincerla. 
MartingMla. Camarra, Striscia di cuojo 
cbe da un capo si ferma nella cigna 
* di 8olio(sotipanza) del cavallo, e dal- 
Taltro nella museruola, per tenerlo in 
collo e non lasciargli diroenare ma- 
lamente la testa — Dal fr. o dall^ ingl. 
Martingale — Nei diz. ital. MarUngala 
h registrata sollanto nel significato 
d^una certa foggia di calze alPantica. 
Martingalla dc colanna. Camarra da 
coUana ? 



MAR ( 59 

. Itatiiigalla doppta a forceUa* CSa- 
nuarm addoppiaUi € bififroata* ,^ ,. 

Martingilla. T. de^Carroz Ne' cigQoni 

i <|iietla parte cbe li tiene in coUou 
• Fibbion amartiBgaMa. . . « f ibbione 
a ts^e* 

Martiolo^ F. Marti Q4tt(we^pa). 

MariiaiiK V* m Saltamanb* 

||ai«iiikt(Lceugh pii di)..r. in Martin^tt 

UartikiBa. gergo* Lo stesso che M^a* ^« 

HartiB^ii. F in SaltamartM^ 

Mirtin^ii. gei^o. B<fCC4ilaccLo di yino 

(Fir. Cap^ in lode detia Me). . . 
HarliD-pesc^ e in vmrie patii del conlta- 
tU> Martia pisc6v a Martin pjuip^ o 
Ifcrla acqairOB^t . Sa n tamana* Uecello 
ggmtamnria; doU« Ispidm^ aeoondo il 
Gerini e l!Olina UeotUo pes^eiPXt' L'^^ 
c^ hispidah* ucoello Botiasimo, detto 
aocba .d^i . Provdn^. Mariin^pesairety 
dai Franceai MmUnet-pSchfSiir e dai 
Boaincbi in Saniegna Paspne da santu 
Mardnu. In Firtaie.« dello PiombinQ:^ 
a Roma Uccella ddlla Madonna, fii m 
Garfagnana Ucecl bels^ide. In Toaeanii^ 
per (pianto dioe PAib. eac.* ne TanQO 
a caccia il giorao di-flania Mariaidonde 
il nome ) , e presola la appiccano ai 
palcbi delle stance per anemometrc^ 
dkendo che coalrassegaa .spirare il 
vento da qnelJa banda doye.volge il 
petto. Fra noi ai mette nelle.guarda^ 
robe a difesa dalle tarme. 11 Pulci e 
pen e49p i diz. Mai. fanno dne ucctelli 
di queato Uccel sanUmaria e dd Piom- 
binoi ma il Sav} nella sua OrnitQlo^ 
gia ne li rcstituisce ente nnico aotto 
i due nomi , de'^ qualL la il primo to- 
acano in genere y ed il seconda fio* 
• renlino esdusivainente. 
Hartin-piapess. Xo sUsfio che Martin- 

pesc^ y* 
Martin-f^ccb. F. in P^r. 
MBrtir e M^ier. Martire ; antic. Hdnort, 
Martir o Marter o Martor del dia- 
Tol del Ciappin. F* in Diayol. 
On pover martir. Un po^ero zatfuli* 
Paikua de martir. F. in.Paaa^nxa. 
Pover marter! Pcveraccio! 
Reginna roartirom ma minga een- 
fessoroiB. F, in Reginna* 
Martira. Mdriira. Ona pevera maiOira* 
Mcechinaccia. Poveraecia, 



) MAR 

Martiri. MidtHrio. Mar&re^ Mar^ro. Uar* 

tOTOk Matiorio; ant* Mdiiidio, 
BIaitirix£^»Atoiinsaartf. Mtaioriare; ant« 
Martidiate* MarMi%atare* MarUraret 
iiarlunate* 
Martirias^a* MafUfisiato* 
MArlirizaam^nt. MaiioriameHi6^ Marti* 
' rvUuimeniOt 

ilai%l61fa. gergo^ lo stessO che M^a. F. 
M^Hor per Ukrtet o Mirtir« F* 
Martor nd coniado ejhai peUicdai in 

dud per Foln. F*y 
MkrXon Itfdrlora, La Mustela MdriesL*, e 
la pielliccia. <^ se. ne trae«* 

Mai^lor de Francia* « . . « £ cost 
cbiamata la pelliccia di faina titUa. 

Maxtor de Svekiia. < . . Pellicada dl 
martora di montot 

Martor de Vieooai .1.4 Pelliccia 
di gatto nei'6 d^Oknda. 

Mavtor del Ganadm . « * < Pelliccia 
di ntertora d^Anlericat 

Martor gibilin. Pe//e ^Ubellinh. Zi" 

Mlinok Pelliccia tratta dai zibellino« 

Martorsbo. Un povero zaiMU -^ Un bitoH 

pastricchmo* . , 

MartorMl e Mrtor< . < . . Nell* A. Mil. 
. molti- cbtimiano cosl impropriamente 
la fajna(/^. Foki ) \ nd Basso Mil. molti 
pure impropriameote danbo queiito 
nome alio 8cojaftolo{Fi SgbirUl^ Lar« 
dipoed I, Fusetta » Fnsdla )i 

MaPtorell de Poloiila. • « • Pelliccia 
. di pel. aero tratta deUa pUztolaffnu* 
~ Mela ;MilonttsL4)>dle alcuni del.nostro 
. cenlado diconO Lattdirceu*' 

Martorell de Russia bidnd. * . . Pellic- 

cia cosL detta Calanca gialla di Russia* 

Martorell d^Jndia. . . • Pdlicda cosi 

deUa gola d^ oca d* India eke i tratta 

dai penguino. . 

Martorell d^Iodia natural. * « « Pel« 
Uccia tratta dai visoni e pekan, 
Martor^lL MUtrtorello. MeeeMneHa* 
Martordlai Marttn-eUa. Megehinelia* 
Marloffdit che encfie dicesi PoVer marto^ 
rott o Pover marten Un povero »a*Hdif 
Vale persona da uon fame eonto« 
Martdff e Martdfiol. Mariare, Babbume-^ 

do* ZoifoJU* F* Qadee< 
Mard e |farud< Ft.cortt. per Madi!lr« F* 
lianabi. Marrobbio^ Erba nota# 
Marud^j ) . ^ j , -^ j i «. 
MaruvA* 1 ^'^^ contad. per Madura. F. 



MAR ( 

ViikTi.Marto, ll Icrzo inesed«li'anDO eivile. 

Ln Miidotiiia de nmrz. La SunuuUu 

Marx aeifiHis bon domli per I i^os. 

Marzo molle Un per le darm€(Siwi08. 

p. 379 — Twa. Econ, pag. 5SS). 

Man fiieu d^ona baltroeoa. Hamo 
non haundi come /'/i/fno (^oso.—*- Lastri 
Prov. V« s54>. Nei marzo im sole e 
un gua%zo{id. iviK Se marxxf non mmt^ 
zeggia (o roi Luccheai non 9€nU^a\ 
april mal pensa, Marzo mala Jede 
quando piange e tpiando ni2e(Moiik>s#). 
Prov. denotfinte T instability dellt tctn- 
peratura che d'^ordinario a^oaserva 
B€l marzo. 
•" Bfan itnarzott Yk inguaa el di e ]a 
nott. Marzo ^ disse Dante 9 k 

f u»/iW pmrte 4tl gio¥meiH «imo 

Ck9 if sole i trm ttho tmpt^rio Iwmprm, 

JEt gia U motfi ml mtn» di sen mmim. 
In marzo e pari ladurata delkv notle 
e del gfomo. 

Marz polvei'tont, April col pioveht, 
Mag- iti- alagion segra e formeaton!, o 
vera Marz siicc vilan riocfc, o vero 
Mart polterent segra e formeut. Qluui- 
d^ marzo va secco U gran Jh' cezto 
e ilUn eapecckio{*io8c. — Last. Proi^, 
. V , a64 — Mooes, p* ^79 — Tan. 
Bean. pag. 51% % Marzo arido^ aprile 
umido (MoQOS. p^ 3/^ — Tan« Econ, 
pag. '538 ). Goal Tonrebbero essere 
qucstt due mesi a bene deN^agricol- 
tors. Marzo asciuHo gran per tutto — 
In qualcbe parte del contado ittTeee, 
eome nell^A. M.9 dicono Genar pol- 
9erent segra eformeni i cui equita- 
lend toscani veggansi in Geti^r* 

Tredesin de marz. V, Tredesin. 

Venerdi de marz. F* in Ven^rdi. 

Vent de marz. F. in V4ot. 
Marxamin e Marzatninaav f^, in Uga. 
Marzap&n. Marzapane — • I Tdscani nemi« 
nano i Marzapani di Siena^ di SubiO' 
CO ) reali , eec* ; e i Marzapanetti alia 
picentifUL Idlri couoscono i Marzapani 
alia portoghese; i Marzapani di cedro^ 
i Mkirzapani di cioccolaia^ i Marza^ 
pani di lamponiiGher. Enc.)f eoc. 

Bon come el marzapaa. Lo stesso 
eke Bon eome el bon paii> F, in Piin. 

Inipanaa de marzapan. Immarzapa* 
Ma/o^ZauoK Di%»). 



60) MAS 

Ifarz^ yer$o U Lodigianti'ehimimmo cost 
il nostro Mkvc o MArs^ 4 Merso^tnet 
' gtimi. V* 

Mamellknna; . . . . $p. di ftofc dt seta 
'da noi -coal detu con voce dtftaci dai 
Lionesi(Afiirt;e/fiie). 

Marz^ngh. Ad., di Form^nt. V. 

Marzirce^. MHrzoHno. Marzuolo. Marza- 
juolo* Aggiunto di ci6 die si aefldiM, 
di ci6 che si fabbrica, e di ci6 che 
nasce del mese di mar so. U GegliHrdo 
cita i lombardesimi di Marz&seo e 
MarzengOy e i Diz. Tenuti dopo di W 
fecerb accogtienza a (pielle toei con 
troppa* ind^Fgent* mi pare* Cif a anche 
Marzadca^ e qoesta sarehbe' voe^ di 
tntglior c#fiio aticeroh^ nop necessaria. 
€hfi Aazfta i manHrttu(piinis^ OMiza 
la' mader e pceu i lioau. .... Chi 
taon> si f Qol trovare puloioso aU*ei(ate 
sifl solleotto'a disiarsi di quelle p«lci 
che tfpperiscono nbvelline in prima- 

Marairttil. Ad, di Lia< K (rera. 

Harz6cca. Baggea, Bakbea* 

Maffeocc&da. Scempiata. V. MtOilappada. 

Marzoccarhu B{^biu^gine:Dabbenaggihe» 

Mars^coh. Marzoccd. Mloeeo. V^ Badee. 

Marzocch^tt. Atmbcchino* 

MarzoccfSn. Alloceone, Babkaccieme, Bab- 

Marz6tt. f^, in Mart. (biofie, 

Masurii eAe mncke dieem Mett in maser. 
Maeerare» 

Masaria. Immollato. In nuwero, 

Masaraa come on fottsg. J\Uo fira^ 
<iiWo(Caro heU ined, I, i5.) Tutto mol- 
le, Molle per injino alia ctonicia, 

Masaram^nt. Immollantento. MacSro. 

Masar^. immoUarsi. 

MasarOn. ^ /mpa/;H>(*fior.) Quell* empla- 

Masardtt. S Btio che si fa slendendo su- 
pra un pannolino de) pane e del latte 
o similt, per applicarlo a' qualche 
parte del corpo dove si TOglia ecci- 
tare suppurasione o scioglimento di 
umori dannosi — I medid direbbero 
Cataplasma o Empiastro o EmollienU, 

Masar6tt-. Umidaccio, 

Mas*c. s. m. Maschio. 

Mena i besti al mas^c Menar le 6e- 
sUe a guadagno o alia motUai Dare il ' 
maschio alle bestie. Ammettere il ca- 
vallo, Ptuino^ il toro^ ecc. 

Mas*c. 8. m. Maschio^ e secondo la pro- 
nunzia (iorentina Mdstio, Nellf arti 



MAS ( 

O^Qi parte di lardro cliejregga kifilata 
ia dtra parte deUm /emmina* 
lfM^c.»'m. T.^e^Fab. o Garros. MdsehiOf 
t alLifior* Blasdo. GroMa' ehiavarda 
•di ftriro dre ttniaee la partita davanti 
del carro delle eirro^ae eol carrlno 
trmp«ssa*de il traversone d^e^sa par- 
tita ed eDtrando- nel goscto della sala 
del carrino«-e per la sala stessa, ed W\ 
•otto asfioiinii^oai don caNriglie o da* 
di, eiu:. Le Me parti sono 

Testa o Bella. Cap&oehia?*^ MasV 
MUaHo «s Spiaoor ^puut^ o Yeraen. 
frite « • talom Gapellett (ftm:m wutdi 

.... (par U eant^prntm mini qiiacti di toWk). 

Mas^c. s. m. LingueUtu 

Mas^c ad. Mmsehio. MasdUle* MAscol^, 
Mascolmo. Masculino* 

Ciav mas'^cia. Chim^ masehia* 

Maecaba. f^ in Zacohei^ 

1fascab&(Brutto). Mtucheron da Jogna, 
Fiso da cimkaU o da ceffautte, 

Mascai^L r. a. «4mi^liiccar0, ed anehe Tri" 
• UuT' Sefieggiare. TXt&lare. Striioiare, 

Mascariida. a. fr Masehtraia^ 

Mascarada (Carta). . • • Carta da giuoco 
rivolta nel mesuK 

Masear^cia. Masehemceia, 

Masear^e. Masoheraf&0 

Kascarln per Can bolognin* F'- im Cka* 

Mascarln. SfaccitUo, Ag.di Gavallo', di 
coi oedi in Maot^ll. 

Maacarinna. AfajioAereita.3iitfcAerciM.Don- 
na mascherata — Picciola raatehera. 

llaicaHQna.T.de''Cahol. SpunUrba(*XMC.^. 
-Voe. parmig. in Bbrd). Li^ta di cnojo 
per lo pia a festoni che ai rimette 
in giro so quelle parte del lomajo 
di UQ calzare che attacca immedia- 
tunente col saolo, qnando il tomajo 
stesfo incomincia a logorarii o per 
la sua qnaliU esige cpiesta difesa dalla 
polrere e dal faogo. I Franeesi la chia- 
niMio Moustache o Chasseur - In luogo 
di questa si nsa talvolla un^altra specie 
di rattoppatura che corre sotto il nocne 
di Lm^U. Queste ultime sarebbero forse 
chiamale a doTere Fantaggini se non 
leggo male ci6 che dice in proposito 
il Tomnia9eo( Jifn. in Tacco). 

Mascarlona. T. de^Confett. . . • Dolce re- 
galelo 001 rosolio, coil detlo dalla fua 
6gnra che e qnella di una maaeheretta. 



6f) MAS 

Maicarln. T. de^Peliat. Hfyisohemciti. 
Cojamc ooncio in attume. 

Masoar6ii per Test6n (majcAemV F' 

Meact^iiMasehehone, Testa niaceianghtf- 
ra e le pl£i volte deforme xhe sr mette 
per ornamento capriccioso nei serra- 
gli degli archly nette fohtane, ecc. ece* 

- Gusto curioso che invase dal i5oo al 
1700 ogni gen^re di lavori in cui en- 

* t'raase disegno.; 

Utascardn. Mmscherone? Notne di qoelle 
due carte del giuocQ di cued figurato 
neUe quali i dipinto il mascheroae. 

Mteoarto. AfotfcAemso. MaechuuLi»idmra* 

Mascar6n. Fiso ablinwiaio o ineoU$ o 
fef^ofio. 

Mascar<Sn Dieesl per ettjenatoiie 

' ogni mascheroncitio die rilevi tu bpr- 
ohie, affibbiiigK, fermagli ^ - ecc; ; e, 
presa le parte per^il iotto^ anohe' le 
borohie e i fermagli' medesinii. 

iHascaronln^ Mascfmrondno'. 

Mascardtt. s.' n. Museheraccia. 

fi(ascar6tt« Mas^he^^on daf9gKa,'F.VL9i' 
■ scerpiiA »g. S-^' • • 

9faacar6tttt. ..«.i Donna graasotta nia- 
achei^ate -» Ed anehe Maecheraecia. 

Maaclurpa ckednh siscrinua MascfaiBrpa. 
JUicotUu Lattieiujo consratente^in quei 
residui laitei che «i t^aggono 'dal 
siero depositate dal cacio e raasodetisi 
cocendb , t qualr dieobsi in questo 
sempHce state • 

Mescarpa 'dolza. iUcotia semplice. F, 
anche in Mascarplnna. 

Mascarpa fresca. RicoUa sciotocth 
Blascarpa grassa. Ricotta grassa? 
Mascarpa magra. BicoUa magra? 
Mascarpa missoltada. BicoUa mi' 
stdtata* 
Mascarpa salada. Bicotta insalata. 
'Fk restdhli come quell de la ma- 
scarpa. Far cascare il pan di mono 
(Tom* Sin. in Cascare^ ecc.) 
O ben o ben, la mascarpa la page el 

fen Si suol dire prov. quando 

fra una cosa e Taltra, tutto compu- 
tato, si viene per lo meno a pattare 
se non anche a guadagnare in chec- 
chessia; ed altresl nel signiiicato in- 

^ dicato sotto Fto. 

Res(&-ll come quell de la mascarpa. 
lo stesso che Rest^ll come romm de 
preja. F* in 6mm. 



MA'S ( 6d 

Mltfc^rpa. fig; Citpa. CalU. Tonnuuu Umor 
crasso che cobi tBlora dagU occhi e 
si condenia intomo alle palpebre* 

Mascarp^nt. dsposo* JUppo^ CUpo, Ci^ 
spmrdo, dspicoso^ Lippardo; .e anti« 
camente BrulaxAOf 

Mascarpiaoa* RicoUone{yiQc» sanese per 
quanto si rileva dalle Tariffe tosca- 
ne e 6sXCAnnoiator piemonUse di (eb- 
brajo 1 838, pag. 'ji)k, JiicoUina* Mar 

' scarpina{Z^n. i>i«.>;'*La licotto (/^. m 
Bfasclirpa). acldetta perch^ cotta insie- 
«ie con una buona dose di agra^^ cio^ 
di scOUa da piu giorni fermeiiUta'. 
Taluni usano anehe QfTumarU* 

Mascarpiaoa nel senso di Masc^payig*. y» 

Bfascarpdn. Masaherp4fne{T pis.). Mascan- 
poH€(ZKi» i^.)« Specie di laUicinio 

. squisiio cbe « ottueoedll fior di latte 
falto boUire e medicato appena cb**ei 
boUe con iMa dose nioderala di, aceto 
o di iigra, Aieaee coaaisteute quaai 
come ii.biuirco edi .colore assai bianco* 

• Se gli di ua po** di ^Mtna in un bossolo 
circolare cbe diciamo caroiolm^e Iratto 
di 11 s^involge in Qnbrandello.di paa^ 

. noliDo. ComuB^nauife ' si- cool man- 
giare met'ainenleinMieaberMOb i gbtotr 
tpaftiper6 se^lo pappano .anjsbe siftm- 
pecato ool rdsolid o ool tmhtO ma- 
iBciieralo in. incite* altre i^fiabiere — 
.. Mascarpon sembra .voce d^origkie spa- 

gnuola, Mas cher bugno 

Faccic de reascarpon. « • « . Vise 
di ricotta; un viso bianco^ tondiccio 
e sfocacciato.. 

Fritura de mascarpon*^ Bfascberpo- 
ne impanato o immarzapanato e fritto. 
.^ Mascarpon de Vaver, f^ in Vavcr. 
Mascarp6n. Tignosa bianca{maggiore dei 
Ciokpi di radiee grossa ). Sp. di fungo 
eommeslibile cbe mangiato crudo ha 

• sapore di nocciuola e odore di farina 
recente di gran turco. t V Jgaricus stro- 
bHifomds del ch. Vittadini e V Amanita 

. ampia di Peraoon. 11 nome di M^cot' 
p6n in questo sig. e lodigiano , come 
k caravaggino quello di Fon$g coech 
bianch soo sinonimo; li registro per6 
• qui, atant€!chi il fango vedesi ne^noatri 
boschi che fiancheggiano il Lambro » 
e alconi potrebbero usare di que' nomi 
esteri idenlieamente» ma noslrali nella 
Ibrma, per indicarlo. 



) MAS 

Maicarp^ che'per lo pik diced Bftitt 
mascarpon , a anehe Masearott o Bmt- 

. lo uascabi. o Faoeia 4e'' maiaappo^ 
CeffadUo. Ceffautle. Figura da conkt- 
li, Mascherom -da fogna* Jbrfiudtto. 
Uom bruttOf dtfiDrrao. 

Mascarpdnna •« . • Doiina defomic. 

Mas'c-^e-lemena. s. m*. . • • fip.* di feirro 
da scomieiare che i^'*un i nc o raa tajo 
doppio il quale £i jdrteaapo stetao e 
incanalatura e linguettak ' 

Mas^c^ri che aUri dicomo atudie comu" 
nemente Maa'*ci6ri^ . . . ^ come ^e 
mascbiacoio; e acappa detto a dbi si 
trova con masohi o in p«il numero o 
piik awenUti oh^ei non Torrd>be* 

Mas'c^tt. MagaMzeMef, 

Bfaa'cdtt. MasUem. Ma^ieUa. Ifdile arU 
^ dim. di Mas^c* f, ^ 

Mas^cetUn. JlaggiMMeitina. .... 

M^cher. s. m. j[^n maseheraie* Una, ma^ 
schenu 

M&schenu Mldschera* Eiatovollo ditels 
e oera, o di oera e lela, o di cartooe* 
-odi carUp€t4a«rt Lanlaaehera pkci- 
ua di getio diceat Ma^cheritto* 
, Andl in nlascbera.^ Judare in ma* 
schera. Far le mmtehemi 

Cavi o Lev4 le naacfaera^ p«a. « fif» 
Smascherarsi. Caeani iamaschera, Ca^ 
vard la maseheta dal visa. Mtmdar 
giii la bujffk, Gettar la^ masohera^ Uscir 
di finto. 

Maschera a la vennianna.. f^. Mezca-* 
m^hera. 

Maschera le eonossi. TV comasee al 

Jiato o a nasa o uWodore* Conosco it 

melo dal pcseo e i iordid^U stpmeili. 

Mettes la masohera- Far le masehe^ 

re. Fingei^. • 

Mett ona maschera a yttn* figi Ca»are 
un cappeliaccio a una, 

Mezza maschera. /^. Mezfta-m4«chera. 

S^ciavo sciur mascher. Buona notie 

pagliericcio. Jbbiam friUo* Addio fa- 

t^ Suol dirsi quando si dispera di 

un negozio , quando lo si erede ito. 

Vestiss in maschera. Mascheras^si. 
Ammaseherarsi. ImmascherarsL 

Ifibchera. MascheraijUn. Di**"^ 

Cav^ la maschera a on mort. . . . 
Applioare in sul vollo ad un cadaverr 
una ceria terra prepavala per averne 
il modello naturale. 



MAS ( 65 

■kcbera. Maseheta, La Ptersona ma- 
scherata, ed anche la Vestitura da ma- 
•chera—* In tali significaci not pure 
aMiiamoMaschere gen«riche da veglio- 
nt , Masohere parlicotari del paese^ e 

• Mioeliere drammotiche. Fra le prime 
Qsiamo comanementte quelle di Ama- 
lAa^ Caeeidddr, Didvol^ DoHdr, Giar- 
dinidr ^ LapSff^ Mannar ^ Maronde ^ 
Mdii, MoHtagnde, Pajsan^ Ptruccdn^ 
Pescador , PoporSn ^ ^cidii , Sossori 9 
^azzacanAn 9 Siria 9 Strbtegh , Tavo' 
Utta^ TestSn, Taroioidla, VhccZin- 
g^r, Zoeitra^ per le quali, se biso- 
gnose di spiegaKione, yeggansi le re- 
spetfive sedi alfabeliche. Con esse , 
qnando il yeglione succede alle ma- 
sclierate del corso , non rare yolte si 
sogliono intnippare ancbe il Cordr, 
il GueriSr i il LavandSe^ \\ Magndn^ 
il Mornde^ e fin la f^eggia hacucca 
reduci dalle loro corse baccanale- 
ache *^ Masohere locali e quasi che 
afiatto nostre furono sino ai primi 
anni di questo seeolo i Fachin e gli 
Sf*ceppin (dei quali in Fachindda e 
S^ceppindda ) , e Bono anche oggidi il 
Baltrdmm e il Meneghln(f^,), Questa 
ultima raaschera 9 uscita non ^ molto 
di stretteiia municipale , spesso fa 
anche moslra di se nolle varie citt^ 
della Penisola, in ischiera con quelle 
idtre - Maschere italiane che io chiamo 
drammatiche o teatrali, le quali par- 
lano il dialetto e vestono esagerato 
Tabito o anlico o Yolgare o rustico 
del respettivo paese. Tali sono Vjin- 
lecchin o Trufaidin o Mezxettin o Trac- 
cagnin o Zone dei Bergamaschi 9 il 
Brighklla de* FeiTaresi che noi dicia- 
mo ancho per ischerzo Brigarhlla^ il 
CoineliOf il Polecenella^ il Pascaritllo 
e lo Scaramuecia dei Napoletani 9 il 
Dsivad dei Parmigiani 9 il Dottorazz 
o Grazian de^ Bolognesi9 il Gironi d'la 
crina dei Piemontesi , il Panialon dei 
Veneziani, lo Sieniardlo dei Fioren- 
tint 9 e le due maschere generali a 
tutta la Penisola^ cio^ il Don Pilone o 
dccuUardone e il TartdgUa.. Tniie le 
quali maschere akresi Yeggonsi com- 
parlre fra noi , oome sul teatro, cosl 
anche ne^ veglioni insieme con -quelle 
di eostome die dard piiisotto € coUe 



) MAS 

altre maschere muiiicip*li mono co- 
nosciutP9 come per es. col Sior An- 
' tonio dal htitiro^ col Sior 7\mm Bona- 
gtazia^ col Sior Nlcoletto' metza^ca- 
misa^ x:o\hx Gnaga e col Lustnssimo dei 
- Veneziani , col Camallo dei Genovesi9 
col Narciiino delle Valli bo]ognesi9'ecc. 

Maschera dfe carater. • . Maschera 
la quale addomanda regolatezza somma 
d^abito, d^azioniy e di favella ar^ 
lere che ci melta sott^ occhio cOn ye 
rita e »ppropriatezza quelle persone 
che intende rappresentare. Nei primi 
lustri di questo seeolo allorch^ nei 
veglioni del Gran Teatro alia Scala, 
fatti lihcro e animatissiiriO convegno 
delle nostre gentt9 non era maggior 
gara che quella di contribuire ^cia- 
scuno alia comune onesta allegrra 9 
spesso ti aweniVa' di rimaner due 
minuti prigioniero in un cerohio di 
gentili mascherette , T una delle quali 
ti accoglieva con festeyoli riihe che 9 
trascritte da un^'altra, e da un*altra 
legale nei oompositojo , venivano tan- 
tosto da una quarta mascheretta im- 
presse con adattato torohietto ; e di 
■quel cerchia tu non uscivi se non 
aVeyi quel grazioso improwiso hello 
e itampato nelle mani. Il piacer del 
quale improYviso aYCTt ben tosto a 
comune coo rool(issimi tuoi concitta- 
dtni che di sempre nuovi e svariati 
improYYisi Yenivauo per egual modo 
rallegrati. In quella genlilezza di poe- 
ti 9 di scrittori 9 d^impressori masche- 
rati^ che tutti serbavano appuntino il 
costume, eccoti la nostra maschera 
di carattere. 

Ifaschera de costumm Ma- 
schera imitante la yestitura di undato 
paese. fe di uso specialmente nei balli 
con maschere o sia 9 pep evitare ogni 
ambiguity d^ idee 9 ne* hals masques 
propriamente deUi. Il vesdre svizte- 
ro9 il sayojardo9 il poliicco9 il torco 
e simUi sono di questa specie. 

Maschera de desimpegn. .... Ma- 
schera generica In qoale non obblig% 
ad azioni 9 abiti' o fayellari speciali. 
Tali Bono 9 e le piii comani9 la SoiiX- 
^0 9 il Domino, quelltf • che dicidmo 
Maschera a la veneztanna; e iale era 9 
anni sono 9 aache il Sosscfrl. 



MAS ( 

MmKhtra deiperacU o de stra- 

fcion. . • . Vasch«raccia ; qudb che 

i Yeiitxiaiii chiimaaQO M(ucara bora- 

na , cio^ nal in asseiUo , vile 9 plebea. 

Maschera d** impegn Quella 

maschera che obbliga a vestire, agire, 
favellare streltamenle appropriati. 

M^hera. fig. f^elo* Maschera. 

IfaaciMer* Merciadro. 

Mas'cidru Lo stesso che Mas^c^ri. r* 

filaA^€i6u. Bamboccione. Bambocciotlo. 

Mas'^cidtta. Badalona, Beldonnone. Donna 
grassoitaf iarchiala^ polputa, 

llaft^ci6t», Maschio ia senao avvilitivo. 
Od a de mas^cion. UnfarmaschiU 
seropre in pari senso. 

Ifasc6gn. Truffa* Cabala- Baggino* Fro- 
de* BaraUeria, f'TUtpp^, MuUneUo. Mao- 

, cbuunione. 

M^er. Maceraiojo^ Fossa piena d^acqaa 
nella quale si meitono a macerare il 
lioo, la canapa o fimili. 
MeU in maser* Pome ui macero. 
Mett in maser per Masar^. K 
St4 in maser. SUtre o Mestare in o 
a macero. 

Tegn) in maser. Tenere in macero. 

HiiSg dicono molti del contado per Migg.r. 

Masg^e Ne*torcolari grandi da 

▼ino dicest cofl Giascuna di quelle 
groose Uvole ebe aliogate fra le vi- 
nacce e il corpo premcnle giovano a 
regolare ia pression necessaria per ot- 
ienere il vino di strelta(e/ tordadegh), 

tfasgieeiicAe altri dicono ancbe Gand611a 
^ Pigna o Pignut ..... Quel pia- 
•trooe di legno obe poosi ira le for- 
me e la Yite d** unu strettojo da olio 
per ricevere dall^ ultima e mandare 
alle prime il colpo di pressione. 

MMgiolin U piastroncino ehe serve 

a un ugual uso come il Masgiosd. r, 

Masgtrcei^. • .. • . 5e^ lorcolari da vino 
sona le tavolo^ze minori dei masgee 
inservianti a pari scope* 

Masiiicch. Marchiano, Ad. di eosa che 
ecccde nel genere di che si favella, 
e per lo piu in caUivo significato. 

Hasig6u che amehe dicesi Gdff. 

Gonfiamento che fa un ahito in qual- 
che sua parte per mancansa di giuste 
proporiioui. 

Ma9ig6u che il Var. miL dice anche Hat- 
slr6ffbl. Maltiffo/fif e aniicamente Lt^o. 



64 ) MAS 

Uucdiia di oove messe insieme tUm 
rinfusa. 

Masig6U(persona) K Mas%ott6n. 

Masig6tt die in alcwu paesi uereo il 
Comaseo dicono Baseg^ Macco? Sp. 
di pulenda consistente in graAo tarco 
(sea majrz) non ancora ben rasciutto 
pesto grossamente con una pietra » e 
cotto nelPacqua taltfta con alcuna 
mistura di fagiuoli soppesU. t una 
specie di Crimno, 

Masigottii. Babbatujfolare* Abbatuffolare, 
Avvolgere confusamente e a guisa di 

fifa^igottlia. Babbatuffolato. (batuffo. 

Masigottdri. Gran batuffo. 

Hasigotldn. . • Suol dirsi a persona di fat- 
tezse inlbrmi o veslita malamenle per 
riguardo non al valere, ma alia faittura 

Miksna. Macinatojo. (degli abiti. 

}i^iiVkai*MacinaUuxu MaciidoMicinamento. 

Dazzi de la m^na. • . . • • Gabella 

d''un jtento per ogni stajo di maci- 

natura, la quale esisteva gia nel iSoo. 

Masn&. Macinare. Se masna domli a but- 
tad. Si Janno molende solo a acque 
ripreseiG'ior. Geor. IV, 167). 

Masn^ ben. fig. Macinare a due 
paimenti. 

MasB^ color. Macinare i colori, 

Hasn^ fig. Scompensare. Buminare. Rw 
gumare* Digrumare, Arpicar col cer- 
vello, Ghiribittare* Fameticaren Arzi- 
gogolare, Girandolare. — ' Quejoossa 
el masna. Ha paglia in becco — PJa 
fuoco neWorcio, El fa cheiichelli. 

UmbuL fig Minacciar rovina. 

Blasniia. Madnato. 

Biasn^da. JUadnuta — Maeinamenio. 

Masnadjnmi. . . . . Un po^ di macinaiura. 

Masnaffacc. Semolino* 

Masnin. Macinello. Maeinella, Macinn- 
tore. Dim. di Macina , e dicesi di ogni 
slrumento che serve a macinare, e 
quindi Madnello da tobacco^ Madnello 
da caffk^ ecc« 

Mas*c MasUo «" Bussora. Dado » 

Travers de sora ■• Travers 

de sott •• Vit. rtU - Tat- 

un. Coppa •■ Ifanegh. Manico >» Cassa. 
• • • . •« Cassett con moriggieeu • Icn- 
gnecta • bottonin* CasseUaeon notto^ 
lino e iinguella o pallino «= Canton. 

. Cankmate. 

UBMmndtUcotleMKineHoda colla. 



MAS (65) 

Masnin del pever. Pepi€ra{*{oac^ 
PeffjUJuoUu Arneie simile al macinello 
da cafle* dai denli deiralbero in fuora 
chesooo piu grossi e piii rilevati, e 
da certa vite interna pure in fuora la 
^uaie all«nlata piCi o meno serve a 
rendere piu o men grossamenle ac- 
ciaccalo U pepe. 
Main to. a. m. pi. che altri dicono pure 
Spolaiinn. Q}viU, Nome di que^vani 
triangolari che si lasciano nei muri 
corouni delle fabbriche a indiiiq del la 
comproprieta de'^muri roedesimi fra 
piu possessor!, k voce consacrata nei 
nostri Statuti municipali. 
llasnin • . . . i nostri pannajuoli chia- 
mano cosi ogni divisione di scalTale 
contenente duey tre^ sei, ot|o pezze 
di panno sovrapposte Tuna airaltra. 
llaand. T. de'*Mugn. Macinaiore. Colui 

che acGudisce alia macine. 
MasoorcU. T. de^Mugn. FaUorino del 

maci n atore. 
Blasnorell. Pe5/aco/ori(Baldinucci in Pr, 

Jior, V, I, 169). 
Kasoccii. ..... Per coltura eccessiva 

impolligliai*si 9 infarcirsi; dices! di 
risi, zuppe e simili ed anche de]Ie 
insalate, parlando delle quali questo 
nostro Masocca si tradurrebbe Anunal- 
uare. Mi pare evidentissimo discea- 
deute del participio jUjUQuiAOL del verbo 
greco /tcffow, infercio, impteOf ecc. 
Blasocca o Masotta in lecc. Cro^iolarsL 

Polirire o Marcir nei letto. 
Masocch (Save de) che oggigionio dicesi 
piu com. \es$ masottaa« Jmmosviare. 
Mason (Anda a). Andare ad albergo(*pls, 
— Savj Omit, II, 101). E voce solenne 
in tutto il nostro contado e vale TAn- 
dare i poUi e gli uccelli a ricovero 
la sera nei pollajo o in sugli alberi. 
Se questa Mason derivi poi dal fr. 
Maison^ o dal greco Ma,o; (sia marnr 
ma y sia jugum )« o dal latino MansiOf 
indovinila grille. 
Masotta. Ammotciare. Lo stesso che Ma- 
socca sig. 1.* — Forse a noi veune 
dal francese Mijoter o Migeoter* 
Masottaa. Jd. di His, Suppa, ecc. Ammo- 
Massa. Mtusa. Monte, Ammasso, (sciato. 
Ciappa in massa. Pirmlere a mazzo^ 
air imbracciatay alia confusa^ in tm 
JiMcio. 

roL Jir. 



MAS 

Dagh de massa a la boggia. T. del 

Giuoco del Pallfeimaglio Colpire 

di tutla forza la palla. 

Leva in massa La Landwehr 

dei Tedeschi. 

Levass in massa. Correre alle armi 
o sotto le armi. Essere in o ad armi 
tutto un popolo, 

Massa d^ asen. Una mono d*asini. 
M4ssa che alcimi dicono anche Maxza. 
T. d''Agric. Fdmere. f^dmeroy e con voci 
contadinesche Bomere. Bdmero, B6m- 
. here. Bdmbero. Gomia. Gomera, — La 
sua lamina o ida, cioi il suo taglio o 
fenrlente dicesi propriamente il f^o- 
mero/e -Echiamasi romeraja, o cont. 
Bomberaj(t(0\ov. agr. Vl, 65), la parte 
posteriore del vomere fatta a guisa 
d*astuccio in cui enlra il ceppo , e in 
alcuni aratri quella loro parte nelU 
quale s'^alloga il vomere. Il franc. Soc. 
Massa cont oreggia. Fdmere^ f^b^ 
mero, e cont. /^o/ii^ero(Targ. Bag. Agr. 
tosc. p. 101 — Lastri Op. I, 119, V, 
a65, e altrove). Usa nei poggi e nelle 
terre di malagevole lavoratura. 

Massa pianna o scnza oreggia. P^an- 
g/ieggia. f^angJieggibla(^9^v^. Bag. Agr. 
tosc. p. 101 — Gior. Georg. 1827 
p. 93 e pass. — Lastri Op. I, 119, 
V9 263 , e altrove). fe d^^uso nei piani 
c nelle terre di facile lavoratura. 
Massa. T. d*Agric. ... In moltc parti del 
nostro conlado h un ferro col quale si 
vengono vie vie tagliando dal pieno 
della catasta {del cnss) le parti occor- 
renii {i fold) del ficno. 

M&ssa. T. de'^Carroz Il mussic- 

cio o la parte piu grossa dei bundcl- 
loni (anellon de /err) iuchiodati sotto 
la piaiita delle carrozze per un capo 
(la coa) e rice\enti dall^altro nella 
manlglia (Jibhia) il cignone. 
Miissa. T. Milit. Massa. Platta. 

Librett de massa Libricciiio 

dl massa o di platta, o sia registro 
di quante robe si vengonO sommiui- 
strando al soldato in conto di quella 
parte di sua puga che TErario gli 
viene riteneudo per provvcdcrlo di 
sifTalte rolie. 

Massa. T. de' Macell La grascia 

di hove buona da coodire; divcr:>a da 
quella che serve sultatito per sego. 

9 



MAS ( 

MaisAcher. Macello. Scempio, Strage. 
Fiacco *- L^Alb. eac. regisira anche 
Massacro come voce deir uso che si va 
iutroducendo, ma di poco buoa cooio. 

Massaorli. Scempiare. Trucidare, F. in 
Massacher. 

Massaria. Afeszerm(Gior. Geor. Ill, Sp). 
Quel sistema agrario in cui si divide 
per met4 il prodoUo d^un podere {mas- 
saria) fra proprietario e coltivatore. 
Mett a massaria. Appoderare{0\ox. 
Georg. VIII, a 1 5). Appoderazione{OxoT, 
Georg. VIII, ai5). 

Massaria. Podereifi'iov, Georg. Ill, 4^)* 
Possesslone di piii campi cou casa da 
lavoratore. Fra noi pei'6 si dice pi£i 
propriamente Massaria quel podere 
che viene amministrato per mezzadria, 
e ci6 a difierenza deiia Filtarescia^ 
ch*e iiQ podere dato a^solutameute 
in aifitlo per un tauto alFaano. K — La 
Massa toscana registrata dal Zanob. 
nel suo Diz. ^ affinissima a questa 
nostra Massaria. — Nei diz. ilal. Mas- 
seria ^ lermioe del commercio. 

Nella Maremma di Sieaa la voce 
Masserla equivale in gran parte alia 
nostra Bergantinna {Likslri Op, HI, 
284)t e secondo il Gior. agr. (VIII, 
228) sigoifica precisamente uu cor(K> 
di bestiame brado vaccino, cavalliuo^ 
bufdliuo, parcino che vaga per quelle 
fide afiidato a un paslore. 

Mas^ee. /*o/^myo(Allegri Fant f^isione), 
Contadino mezzajolo{Glor, Georg. Ill, 
5'j). Contadino poderanle{LaLsi, Op, II , 
I Go e pass.). Salano(*\ucch. — Last. 
Op, III, 12). Fra noi propriamente c 
quel Mezzadm o Mezzajuolo dei diz. 
ital. che lavora un podere di qual- 
che fAtensioae, e per lo piii dalle 
looalle aoo pertiche, e cio coll'ara- 
tro ; non paga pigion di casa, e divide 
il raccollo col proprietario secondo 
certe condizioni. fe veraineute i! Po- 
iitor o ParOiorius di Cdtone(/)e /■« ru- 
siica 1 36 e 1^7) ed i! Massdr da bo^ 
diz dei Bergamuschi. 

Ciola de massee. Baccei da \^do%^. 
r, Badee. 

Fittaa a massee. Appoderaiu (Giovnt 
Georg. VII, 5a). 

Giuga a patron e massee. Lo slesso 
slic Giuga a toeummcl e datnjnel.f^. in Da. 



66 ) MAS 

Hassell. T. di Ferr. Massdlo. Mole di 
ferro gia colato che si ruol ridurre 
a manifattura. 

Massell4. T. di Ferr. Massellare, Battere 
il ferro caldo alPuscir di colatura, 
distenderlo, ripiegarlo sotto 3 nar^ 
tello, rimpastaHo per renderlo piik 
dolce e pid purgato. 

Massetl^a. Masselldto, 

Masselladdra. MassellaUira, L^atto del 
massellare^ e lo stato del ferro mas- 
sellato. 

Massera La moglie dd niez- 

zadro o mezzajuolo, la mezzajnola. 

A la massera Alia foggia 

de^mezzajuoli o delle mexzajuole. 

Basin de massera s^ciasser. f^, in 
Basin. 

Massera (Vacca). K Gulda. 

Massetta. T. de^'Murat. ..... Stipita- 

tura interna delle finestre, il riquadro 
del muro inferno fra via e serrame. 

Massim. aw. Massimamente, 

Hissima. Massima, 

Sposa ona massima. Ribadirsi in capo 
una opinione , un' idea , ana stortura, 

Missima. T. music. Massima. Specie di 
nota che vale otto battute, 

Masciimari Registro degli ordini 

di massima. 

Massiniascia..tfajji>7uiccMi(Gigli D.PilAft), 

Massinna. Ad. di Brugna. P^. 

Massiroeu. Mezzadruccio. Quel poderante 
che colliva un podere d'*estensione 
minore delle cento pertiche, maggiore 
pero delle trenta o quaranta che suol 
coltivare il Pisondnty e dividitore sem- 
pre del raccolto col proprietario. 

Massirceu. v. ant Nel cap. 456.* 

degli Staluti Milanesi e nominato il 
Massirolo del Comune di Milano, detto 
auche per aitro nome Canepario, Ad 
esso era aflidatu la custodia dei mo* 
bill di proprieta del Comune, e, per 
quantopare, anche quella delle scrit* 
ture e degli atti comunali. In una 
parola teneva da solo le veci del- 
1' Ecouomo e delPArclii vista d^oggidi, 
sotto un nome usitato per incumbenze 
ailini anche in altri comuni d^ Italia, 
come in iMHUtova, in Tarma, ecc. 

Massizz. s. m. // //f>/to(Caro Apol. p. i6j)« 

Massizz. ^« Massiccio. 

Ut^aut* ik<i* Jppannaio, 



MAS ( 67 

Ifasf^, MasonMTiaperFr9m9£s6af€CCj^» 
Mast^k Ma$Ucar€. 

Mastegagh la pappmoa a yuii« Afa- 
sUcare altrui il panboUUo, 

Masteg^ i orazioD. f^. in Orazi6n« 
Maateg^ i parol]. F. in Pardlla. 
Masteg^ i pent, f^. in V6nU 
Tomk a masteg^. Bimasticare. 
Maategli. Iig. Masticare, Hupanare, Di* 
grummre. Buminarc> Esaminare hen 
bene una cosa. 
Mast^g^da. Masticaxione. Masiicamento. 
Mastegad6r. T. de** BlaDisoalchi. FrenelLu 
Haalegadiira. Masiicaticcio. La cosa ma- 
Maatel^U. Aiglio/o. CdmcoUi. (sUcaU. 
MasteU. Mastello. MasteUa. 

llastell. T. di Strum Nell'arpa 

e delta cosi qnella parte che i FraQc. 
chiamano Cw^Ue^ la quale serve di base 
alio stmmento. 
Master* Hae$iro, 

Master de ca /ler Maggiordomm.r'* 
Master de camp, ifacsiro di campo 
(Soliani Dis. miliL). Nelle nustre n^i- 
lixie del secoli i5.* e 16/9 allorche 
erayamo soggetti al dominio spagnuolo, 
denotata queir ufficial .superiore cbe 
sotto i vessilli del cessato Begoo d^ Ita- 
lia diccTamo Colonnello d^un reggi" 
vnenSo di copaUeria, 

Master de ciodaroeula t, i\ 

capolayorante di ferriera cbe coi suoi 
liomini attende a^layori di chiodagione. 

Master ^e fusinna grossa E 

il capolayorante di ferriera cbe co^ 
snoi uomini attende aoltanto ai lavori 
groasi di maasello, fertaccio, ecc. 

Master de auttiladora t il 

capolayvrante di ferriera cbe co^suoi 
nomini attende al distendino (al maj). 
Master o Maisler de mur* Muratore, 
Master de posta. Posiicre. Colui cbe 
tiene i cayalli da posta. 
Master de xecca. F'^ in Z^cca* 
Master Impiaster* Guastamestieri4 
Master Manegb. y» in Miinegb« 
Master Slriccb. // Maestro delie ca- 
i'«aae(Doni Com. Burch. p. i5o). Il boja. 
Mister, s. in. tibrO maestro. V, in Liber* 
Cbi stik o Cbi lend al master o Cbi 
ten el master. Chi tiene il libro maestro* 
Pianta on master. Impostare, 
Porta sul master* Bagguagliar le 
scriUure* 



) MAS 

M^ter dicono i conL per Maisler o Mae«, 
sler de mur. K« 

Giuga al master o al mastro. K. in 
Tapgben« 

Mastin. Masiino, Specie di cane. f^« in 
C4n. -^ Secondo il ^ar. mil, valeva an- 
cbe figuratamente Un oscellerato degno 
<r essere frusiato. 

Maslina ed ant. Mansciugn^^ Mastrugu^ 
e Magolcia. Brancicare, Mantnigiare, 
Stazzonare. Gualcire. Malmenar cbec- 
cbessia in mode cbe prenda cattive 
piegbe. Ancbe i Provenzali dicono Ma* 
strinar e Mastrignar^ ed i Guasconi Ma* 
stinar come si ba dal Montaigne(£^^ai> 
II, 5) in significato quasi eguale. 

Mastin^a. Gualciio. Stazzonato. 

MaslinadiJIra. Malmenlo. 

Mastin^nt. Gualciio. Stazzonato, 

Mastra. Area. Quella gran madia entro 
a cui si tiene il pane cotto* 

M^ra. Ad. di Beccaria e di C4rna. Bee- 
cheria o Came di hove o M vitello. 

Mastra. Ad. di Busecca. I Brianz. dicono 

Busecca mastra quel budello che not 

in citta diciamo Buell drizz e cbe 

ancbe lo Scappi(0|p. p. 16 verso) dice 

. Budd mastroijX Retto)« 

Mastrlinsc che anche dicesi Malingber^ 
Marsciagol e simili. Malaticcio. Cagio^ 
n^ole* Bacaticcio. Cagionoso. Infer- 
miccio. Injermuccio. Malito. Malcuba- 
to.Morbisciato. Ammalaticcio. Maliscio. 
Malazzato. Malsaniccio. Maldo. Croc* 
ckio. Faletudintuno. 

Mastransctaa* MorbiscialOs 

Mastranscin. Malsaniccio. Tristanzuolo. 

Mastransci6n. C/te ha piii guidaleschi che 
un caval vetturino* Che ha piii piaghe o 
pOi mali che un ospedale* 

Mastransci6nna« 4 . < Una donna tutta 
mali e malanni. 

Mastrascia« Acer. pegg. di M^stra« ^. 

Mastrella. T. de^ Caciai. Voce lodigiana 
per Marnetta. 

Mastrin* Picciol libro maestro. 

M&stro(Giuga al }. Lo stesso che Giuga 
al tangben« K. in Tanghen. 

Mastrdfol. v. a. del f^ar. Mil. Batuffolo^ 
Lo stesso che Masig6tt sig. a.* /^. 

filaslrofoliSn. v. conl< br Uomo 

ihetto o della persooa o della men- 
te; hahhione. K. Badee. 

Ma9lrofol6nna. • * « « Baggea^ 



MAT ( 

Mastrdn. T. de^Caciai Bipostiglio 

entro cui si ripone a scolare la ricotta 
distribuita in formelle di legno forate. 
La voce Mastron e un accrescitivo di 
Mastra vocabolo lodigiano significante 
Mama o sia Madia ; e di fatt6 ramese 
s'assomiglia alquanto a una madia. 
Mastnigna. v. a. Mantrugiare. y, Mastina. 
Mata]6(A.la).i^//a mannare$ca{ZwQ Slracc, 
II , 4 )• ^^'^ marinesca (Gh. P"oc, ). 
Dal fr. J la matelot, T. in Mari- 
nara. 

Vestii a la niatal6. Vestito alia ma' 
rinaresca. Con braconi , giaccbelta e 
cnppelletto. 
Matarazz. Materassa. Materasso, Sira- 
punto, Stramazzo. 

Foeudra. Guscio « Lanna. Liana ^ 
Ponl. Punti « Fiocchitt. Fiocchelti =» 
Fassa. Fascia b Cordonin. Cordelia, 

Bait i matarazz. Divettare, 

Matarazz elastegb. Materasso adaria. 

Matarazz prepontaa cont i soeu fioc- 
• chill. Materassa Jiocchetiata, 

Matarazz tutt a montagn o tutt a 
goeubb. Cdltfice che pare plena di 
gomiioli(Succh. Nov, a to). 

Veas el matarazz. fig. Essere il her- 
' saglio — Spesso anche Essere il zim" 
hello o lo scherzo di tuUi. 

Vess el matarakz di bott. Essere la 
materassa di Spazzavento (C\ni Desid* 
V, 7). Parere il capo o la testa di 
Lotla{VzvX\ p. 517). Esser panca da 
ienebre* Essere schiena da basse o 
dosso di buffbne, Suol dirsi di chi o 
per sua cattiveria o per debolezta 
sia sempre il pigiato e soggetto a 
continue battitare. VJcherus ulmo^ 
rum o il Plagipatida di Plauto. 

Vess el matarazz di desgrazzi. Essere 
il bersaglio delle sciagure* Avere la 
maladizione addosso. Aver un caitivo 
ascendente ; fam. Sempre morirglisi il 
hue in quaresima. 
Matarazz. fig. Gran Jascio. Monte, 

On matarazz de cart, de robba. 
Un Jascio di carte. Un mpnte di roba, 

Matarazza. «. f. T. de'Carroz 

Cusrinelto imbottito di capecchio o 
di crine che rigira la carrozza sopra 
i sedili per appoggio e coniodo di chi 
vi siede. 
Matarazza per Malarazzinna. K 



68 ) MAT 

Matarazza. T. de^ Carrozzai. . . . Quelfo 
strapunto grossolano e massiccio ch» 
si appicca per di d entro al fondo 
di 8opra(schenal) delta carrozza qnanrto 
sia dal sedere a un terzo di fondo 
sin dove comincia lo strapuntino piu 
gentile superiore detto Mattirazzlnna. 
Aquesta materassa va congiunta quella 
che dices! ' 

CalzadAra. i?i/tcif/so? che ^ il calcio 
o la base dello strapuntino delle car- 
rozze; ed ^ negli stremi lateraK e di 
tergo dei sederi(5e£^r). 

Bfatar&zza o Matarazzlnna. T. de*Carrozi. 
Cuscino di dietro, Cuscino del sottopie" 
de* Quel cuscinetto di cnojo che fa 
rialzo sui sottopicdi(/ett dedree) delle 
carrozze rislose, e sa di cUi posano i 
piedf i serrftori. 

Matarazza e Matarazzlnna. Bardella. 

Matarazz^* Materassajo. DipetHno, Sea- 
mdtino', Battilana; e sineop. Matras- 
sajo, Cohii che batte la laita de* ma- 
terasST. 

' Andii in la'contrada di mafarazsee. 
fig. F; in Contriida. 

Matardzz^ra; Materassaja, 

Matarazzm. Malera^lndCV^tg.At. AcCim, 
HI , 3o6 ). Materassuccio, 

Matarazzm Strapuntino mohtle 

che rhcopre quel finestrirto(che dicia- 
mo Speggin) il quale i praticato nel 
fondo posteriore delle carrozze per 
dar vista fuor d^esse al di dietro. 

Matarazzin per Matarazzlnna. K. 

Matarazzin. T. de* Sell. Ginocchiello. 

Matarazzin del sbaron di scerpin. T. dei 
Czvrozz.' Strapuntino di serpe? 

Matarazzin di fianch. T. de* Carrozzai. 
Strapuntini? Quellt che si appiccano 
in giacitura romboidale o sia a man- 
dorla sopra lo strapuntino che rigira 
tutto il superiore interne della cai 
rozza ncgli angoti delle fiancate. 

Matarazzin di fianchitt de lass^i6. Stra- 
puntino delle custodie mobHi? V. in 
Fianchitt neWAppendice, 

Matarazzlnna o Matarazzin. T. de* Car- 
rozz. Strapuntino, Nome di tutto quello 
strapunto di pel le, di seta, di panno 
o sim. di che si addobba e per or- 
namento e peragiatezza tutto l*intemo 
d* una carrozza dalle costole di mezzo 
(brascioeu) iniino al cielo. A fargli base 



MAT ( 

* porB quella parte del »edeTe(banchet' 
ta) o del dorso che dieiaroo Calzadura. 
Jb'ncalzo?; e a ricoprimaJe trapun- 
talnre si reggono alcuni cosetti detti 
Boaett . . . c» o Paasinett. • . . c» o 

Flossitt *m o Zaritt. . . . >» o 

Fomponitt.' die figarano cos) 

come i fiocchetti nelle materasse fioc- 
chetffate. P^, in Pomponhi. 

Malarazzinna. Materassuccio da culla. 

Matarazztnoa. Bardella, 

Matarazzlnna. Ad. di S&ja. V, 

Mataraxz6ii. Gran materassa, 

Hat^ria. Pus, Marcia — L^Alb. enc. trae 
a quesffa significatione il peggior. Mar 
itriaccta usato dal Bronzino. 
FJi materia. Mandar marcia, 
Pien de materia. Purulenio, Mar^ 
doso, 

Materia per Matt^ria. F, 

Material, s. m. Lavoro da fahbriche. Far^ 
nimenU> da murare. 

Material vecc. Disfacitura, 

MateriaL s. ro. Maieridle, Materia. 

Material, ad. Materiale. Semplice, Boito, 
Grosso. Grossolano, 

Materiaidn^ ad. Materiaione. Maierialac 
cio(Zanob. Dix), 

Matin^da. v. cont. delPAlto Mil. Matti" 
nata. Canta la matinada. Fare la mat- 
tinata. Andare sotto le 6nestre della 
ionaroorata cantando e sonando, e 
ci6 in sul nascer del gioroo. 

Mationa o Mattinna. Mattino. Mattina, Sta 
matinna. Questa matiina. Sta mane. 
SiM mani. 

La matiuDa Pi la mader di face. 

La mattinata k quella parte 

del di nella quale meglio cbe in altra 
qoalunque si disbrigano le faccende; 
bisogna ayacciarai la marttina chi Tnole 
sbrigare gli aflfari ; chi ozia la mattina 
non isperi Tenir a capo delle facceode 
la sera; un^ora di mattina ne vale 
tre di sera; pi& eh^Bspero Lncifero 
risplende; il buon dl si conosce da 
mattina. 

Matinna brusca* ..... Cosi cbia- 
mano in gergo i malfattori quella 
mattina in cui preveggono d^aver a 
linire i loro giorni sul patibolo. 

Ona matinna brusca je paga tucc. 
Per una volta io fo buono. Morto che 
fh una 9olta, n^n W s* ha piu a pen' 



69) MAT 

/a/«(MoDos. p. 147). Detlali coi quali 

i malfattori cbiudono la lingua in bocca 

a chiunque voglia raddurli al bene. 

A rorescio DoristellafBemi Orl. inn. 

LV 9 29 ) diceva Per un buon giomo 

non stimo un mal mese — Un buon 

boccone e cento guai. 

Quand canta el cucch a la matinna 

r k bagnaa e a la sira P ^ succ. F. in 

Sikcc. 

Quand el sd d se Tolta indree 9 la 

matinna Pacqua ai pee* F. in S6* 
Vestii de matinna. F. in Vestli. 
Matinna. v. cont. Mattino. Le^Hmte. Est. 

Orienie* Orlo. 
Matracca(I>& la). Dor la baja^ la bwria^ 

la berta. 

A chi ghe itatt U nutraccA tol »6 rcfoU* 
ment aalif h ( BaU itim. ). 

MatHizz. Matraccio. Vaso di T^tro a guisa 

di fiasco col coUo lungo forse due 

braccia. Serve agli stUlatori, ai eki- 

mici, ai zecchieri. 
Matric^l. Ad. di Maa. F. 
Matric^la. Ad. di Acqua ed ferba. F. 
Matricola. Matrieola. 
MatricoU. Matricolare. 
MatricoUa. Matrieolato. fig. Furbo. Destro. 
Matrigian. Bachillone. BigheUone. Pan- 

ciullone. Baeheca. Bacheco. Fantoccio. 

Adulto che commetle fanciullaggini. 
Matrigian^l. Fantoccino. 
Matrigilinna. Fancitdlona, 
Matrigiandn. AreibachUlone. Baccellacdo. 
Matrigin. Mazza. Asticciuola che s^ado- 

pera per giocar alia lippa o ad ar6 

bus^. 
Matrimdni. Matrimonia. Maritaggio — > 

Sposalizio. Sponsalizie. Connubio. Con- 

jugio -^ Mogliazzo. 

Sensal de matrimoni. Matrimoniajo. 
Matrimonial JfotrummiWeJkd.di Lecc,ecc. 
Matrlz. Matrice. Utero. 

Donna che patiss la matrix. Matri- 

ciosa. Isterica. 

Mceuyes o Vegui a la gora la matrix 

Mopersi la madre del corpoi 
Matriz. T. de*" Fond, di caratteri. Madre, 

Matrice. 
Matr6n. Afmfoma/^Alleg. 3i perinduz.)* 
Matr^nna. s. L Mammana. 

Mutromi hia ^nij cLe poru «1 nuuftt in teftti 
Cont •! gu^ioD in k scbenna. 

(Mftf. Fmli0 K/. J, S> 



MAT ( 

Malr^ona. MadomaU(lAQn\g» Too* ed am. 
If t note). AggiuQto delle ramifica- 
zioni pii^ grosse delle piante. 

Legna matronna. Legne di rami ma" 
domalL 
Matrdnna. Jd. di ViGCula. r. 
Mhtt. s. m. Matto. Carta cVentra in varj 
giuochi come ne* taroechi , nel cued 
, figuratOy ecc. » e cosi delta perche tv ^ 
dip into un matto. 

D^gi6 e] xmiUMaUeggiar6i,ZMXk,Diz.y 
^kxuPazzo. MentecaUa,Insano. Jnsaniio, 
Folle, Demefde, Deliro. Matto. Forsen- 
nato, StoltQf. e per bisllccio Mattema- 
tico. Da Mattelica, Da Pa%zolalico. E 
voce che in akune frasi ha forza di 
sustantivo, in altre di aggeltiyo. — 
F", anche in Senavra e in Mattocc6n. 

A (k divers di olter se par matt. 
Bisogna Jar 4fuel c/ie usa per non pa^ 
rere un paz%o fra gli ai£ri(Fag. Mt. 
bal. Ill, la). 

Avegh del matt o Avegh on poo 
del matt, jivere o Sentir dello scemo, 

Avegh del matt ch^el consola. A^r 
piu dello scemo che i granclUfuordi 
/fiiia(Vedi il testo delFAretino neU'Alb. 
enc. in Gongolacchiare ). 

Chi tropp studia matt devehta , e 

chi no «tudia porta la bcenta 

Ogni cosa vaol miaura; ed anthe in 
fatto di studi ogni eatremo ^ viaioso; 
il nulla studiare ci laacia aaini vivi, 
il iroppo ci fa dottori morti. 

Vo* laaeiar ir» 
Scritture • fUmpa, 

£ TO* vcder qoaato ua poltrotte CMMpa. 
( Moniglia Srrvm not, 1,7). 

Cont i matt ghe voeur on hon legn. 
A popol pazzo prete spiritato. 

Coo de malt. Capo Si^entalo(Pun, Poet, 
I, XXII, i4). F. in C6o. 

Oe matt. m. avv. AlVimpaz%ata» Da 
pazzo, Pazzamente. AlP avventaia* 

De matt tomli aavi. i7tiiiaWrr(Nic. 
Mart. Let pag. 72)^ e comic nitro^ 
var V uicio, 

De matt ghe n^e de Ire sort: matt 
propria matt ehe fa de matt 9 e mall 
che fa deventa malt. ..... V ha 

tre generasioni di paxzi: chi e malto 
da vero senno, chi fa del matto » e 
chi fa amroattire* 



70) MAT 

De matt ghe n^e pocch che gua^ 
rissa propri polit. Quand^ ufi useiiP 
sgangltera una volta nan ritoma mai 
bene inieramente ( Inlron. Gir. Barg^ 
Pellegr, I, 5). 

Deventagh matt adree o sora. Jm- 
pazzire in o di che o eld che sia, Im^ 
pazzirci Ji«(MagaI. Op. 578). 

Deventa matt. Scibr pallino{klleg. 
p. 192). Smarrir riijcio(Niccol6 Mar*- 
teili Let 67). Ammatiire, Impazzare, 
Impazzire* Tnfollire, Insanire* Dar la 
volta al canto, Uscir del suolo, Dar 
nelle girelle o ne* gerundj, 

Di voeult a da a tr4 ai matt la se 
induvinna. Fai a modo d^un pazzo ^ 
e V indoyinerai. 

Fa de matt o Fl^ el matt. Infollire. 
Folleggiare, yaneggiare.DarnelmaUo. 

Fa deventa malt; Far impazzire a 
impazzare, Infrenesire. 

Fa el malt. Far le baje. Foler la 
berta o la baja o la burla* BarberarCm 

Fk Tavanz del Carl in mall. /V7//egw 
glare, Pazziare, 

Fit i robb a la matla o de matt. 
Far le cose alia pazzesca o alia pa^ 
zeresca o alVimpazzata o pazzesca^ 
mente o a capo pazzo. 

Famm minga el matt ve^. Non mi 
Jare il maUo sat Statli in cen^ello ve*. 

I malt hin fortunaa. Fortimu h pazza 
e protegge i pazai — A fouel fourtutta 
dicono i Provenaali. 

1 matt induyinen. / pazzi^ i poveri 
e i ragazzi indovinano(AMeg, i45). 

Matt che sia nassou matt guariss de 
rari. Chi nasce matto non guarisce mai. 

Matt come on cavall o Matt de liga* 
Pazio legatojo, MaUo spacciato q (fa 
catena. Pazzo da catena o a bandiera 
o spolpato. Matto da sette totte. 

Matt funos. Frenetico. M an i aco. 

Matt glorios. Matto g/o/iaso(Tassoni 
Seech. IV, 1 4)* Faf^ano* Fano* Fen^ 
toso. Gonfiagote. Gonfianiigoli. 

Malt maltitc. Pazzo di tre cotte, Pazzo 
piij^ di Billera che sonanfa il cembalo 
a'gri//i(Nelli Serve alforno II , 4). Matia 
tredici mesi delV anno{Monoz. 96). 

Meu malt. Matterullo, 

Ne sa pnssee on matt a ci soa ehe 
on aavi a ca di olter. Offuino sa il 
fatio per sk medesimo meglio elu gU 



Mat ( 7 

jtmm^Caro Let, ined. II , 89). Sa me- 
glio i faUi snoi un motto f eke un 
saino quelK degU €dtri, 

Omm pelos o matt o virtuos. K. in 
dmm. 

Oaa manega de matU thta gahbiata 
o Una nidiata o Una manica o Una 
Bella mono di pazzi o di matd. 

Ona rima o vero Ona rima de matt. 
Un hel ramo di pazto, Una oena di 
paz%ia. 

On gust de matt, f^, in Gdst. 

Pari ia ck di matt Essere 

uoa casa tutta sossopra. 
Parli de matt. Dir pazzie. 
Bid come on matt Sbracciarsi a 
ridere. 

Bobba de deveatii matt. Cose da far 
girare gli arcolai , o da far impaxzare 
Salomone, 

Se no bin matt i voenrem minga, 
che tali^lta diciamo anche alia vene- 
ziana C6 no i ze mati no \i TOlemo. 
..... Si suol dire ogni volta che 
si ba a fare con gente di buon tempo 
o che stia poco in cervello. 

Tra matt. Far pazso. El trau matt. 
Lo fanno paszo. 

Trass malt. Darsi al patzo, Fingersi 
pazzo. 

Trattli de muiUCanonizzar per pazzo. 
Tutt i can menen ia coa, e tutt 
i matt o i minclon vceuren di la soa. 
r- in Cin. 

Tutt i matt ban nomm Mat tee; ma 
quell tal Vk matt pnssec. f^. in Maltee. 
Voregb o Andagh i savj e i matt. 
yolerd gli argani, F'olerci del buono. 
Abbisognar di molto per far fare ai- 
trui una cosa. 
Matt. ad. 6g. Sfegaiato per checchessia. 
Che va pazzo per checchessifi* Camalis- 
simo, Spolpo. Affezionatissimo, Amante 
alPeccesso di checchessia. 

Matt per i dono, per i serv, per 
i fraa, per i fior, per i odor, ecc. 
Donnajuolo , Fantajo , Fralajo , Fio^ 
rista^ Odorista^ Che s^a matto de o 
dijiori^ ecc. 

yeiA matt in d^ona cossa o per ona 
robba. Andar pazzo di checchessia. 
Matt. ad. 6g. Falso. Per es. Danec matt, 
Gioj matt, Perla matt. Danari falsi ^ 
Cioje^ Perlc false. 



I ) MAT 

Gassa matta de pastixz 60- 

praccassa da pasticcio. 

Color matt. Colore che non regge. 
Miktt. ad. fig. SaliHiUco; e dottr. Psdudo. 
Parlandosi d^erbe e siniili. 

Figh matt. Capriflco. 

Giussumin matt Oehomino silpestrC' 

Zucona matta. Cicoria salvaUca. 
M4tt. ad. fig. MaUfco. Ponsg matt Fungo 

malejico^ cio^ nocito, veleuoso. 
Matt. ad. fig. Ampio o Macehinoso in 
eccesso. 

Ck matta. Casa a spazzavento. 

Carr malt. V. in Cirr. 

Ciccolattera matta. • . . Cioccolat- 
tiere eccessivamente ampio. 

Vor^ on ben matt Folere un hen 

matto, 
Mlilt. ad: fig. /ncoxtonto. yario. yariabile. 
Folubile, 

Ann matt, Mes matt. Temp matt 
Annata pazza^ Mese fortunoso^ Tempo 
pario o incosianle. 
Matt Guaslo — Ad, di Via. V. 

Deventk matt(parl. di latte). /na- 
fpire. Inaceiire — (parl.di vino). Gua- 
starsL 
mknB. s. f. Pazza. 

Matta Biraga. F. Biraga. Si riferisce 
anclie ad iiomo. 
M^ta. s. f. Cricchio. Ticckio. Grillo, 
Capriccio. Umore. Ghirdfizzo, Farfal- 
leUa. 

Sallk la matta. Saliar il ticchio , U 
grillOf ecc. 
Matta. s f. ant Fusajuolo. E lo siesso 
c/hs Birlo. F. 

Anda adree come ia matta id fus. 
F, in Fus. 

Sangua d'ona matta. lo stesso che 
Saogua d''on biss. F. 
M&tta (A la), m. arverb. Alia pazzesca. 
Alia pazzeresca. Pazzescamente. SiaUa- 
menu, AlP impazzata , cioi alia m«- 
niera de' pazzi. 
Matta. Ad. di C4rna, Tirra, ecc. F. 
Mattada. Matiia. Mattezza. Mattiera.ktio- 
oe da pazzo. 

Di doma di matttd. Dar net matto 
o in scioccherie in ciampanelle. Dir 
cose che non U direbbe un granchio 
che ha due bocche. 

Fa di niallad. Pazziare. Pazzeggia- 
re. Folleggiare. Far pazzerie o mat- 



MAT ( 

ieri^ o.pazile o scartale* Uscir del se- 
minato, 

Matladdr. Matiadore, Nome delle carte 
prifQarie deir ombre , cip^ spadii^lia* 
maniglia e basto. 

Mattalo. r. Matal6. 

Mattarazz ^ ecc. K Matarazz » ecc. 

Ma^XiariW. Mattercllo.F. Utiiie]! sig. i* 

JlatUrella. Pazserrlla.MaUerella{Kedi Op. 
VI , 78 ) — Talora in senso tristo 
CivetUna, Cii^etUaza. CiveUuola. 

Mattarellada. Pazziuzza{CiLro LeL ined* 
I5 a56). 

Mattaron. F, Matt^ll(/{fCO ). 

Mattasc. Mattaccio* 

Matt^scia. v. cont deirAlto MIL Pidna. 

AlatUacipQ. MaUaccIiionc* F- Mattocch. 

MaLtee. Matteo. Nome proprio che si usa 
in ischerzo per Matt. /^. 

Fa i devozion de san Maitee. m. cont. 

br Seminare una manciata 

di frumento a onore di San Malteo e 
ne^giorni prossimi alia ricorrenza della 
sua festa per im^ietrarne boon rac- 
col to. 

Tutt i matt ban nOmra Mattee, ma 
quell tal r e malt pussee. Ogni pa%zo 
e pazzoj ma il tale e arcimaUo o pat%o 
da catena o matio spolpato o matto 
di seite cotle, 

Mattell. MaUerullo. MaiUrello. Pazzerel- 
lo^ Maituzzo. 

Mattell di riv dicono alcuni perPgasersL 
raattella. K in Passera^ 

Mattell. In alcune parti delV Alto Mila- 
nese clUamano cos) con voce vallelli- 
nese e romanza il nostro Bagaj. y. 

Mat 1^1 che allri dicono. M8tt6n e Matta- 
r6n,Fuco» Pecchione, V Apis fucus dei 
naturalists 

Mattell e al pL Maltej Ne^sassi da 

calce sono quelle anime d''altri sassi 
che non sono calcinabili e si buttan via. 

Mattella. Matterella{Kedi Op. VI, y5 ). 
Pazzerella. 

Mattella. r. in Mattell. 

Mattella. T. de^SeUjuoIi. . . . Malassina 
o Trafusola di seta allucignolata alia 
caviglia. Il lucignolo della seta; Veche- 
vau dei Fr. ; quel medesiiuo uella seta 
che Velza nel lino. 

Mattella. Ad. di Passera. f^ 

Blattcria. Hatlezza, Matiena. MatOa, Mat- 
tiera, Jnsania, Stoltizia, Forsennafag- 



72 ) MAZ 

gine, ForsennaUzza, Fersennetia, Mat^ 
titd, Pazzia. Demenza, Follia, FoUezza. 
Alcuni dicono ancbe Materia in vece 
di MaUeria^ ma pare voce introdotta 
per isbaglio. 

Fa matter! sora matted. Impazzare 
ajffatto. 

Mattinaa. r. Matinna. 

Mattlsc. f^, in MalU 

Matloccada. Pazziu -« Pazziuzzia, 

Mattocc^c.\ Malterone, Matiaccldone. 

Matt6cch. > Pazzacchione, Pazzacone, 

Mattocc6n.y Accrescitivo di Pazzo, ma 
per lo pid in sen^o non caltivo. 

Matt61egh. Pazzaccio, 

Matt6n. Afa/taccio(Buonar. Tancia IV, 9). 

Matt6n. Gioifialone, Jllegroccio, Bajone* 
Allegrone, Bajoso. Faceto> Compa- 
gnone, 

Matt6n per Matt^ll(/iico). r. 

Matt6n . Fungo .' Carbone? Fungosit^ e 
.fabo rigoglio onde talora e infestato 
il grano turco* 

Mattdnna. M altac c ia — Bajona, 

Maltusalemm(Scampa i agn de Noe o de) 
Fiver gli anni del DisiUe. V. in Ago. 

Mattusaltom. fig* Pazzacchione, 

Mattutin. s. m. Mattutino. 

Matlutin. ad. fig. Pazterello, 

Mattutin per Bonoriv. F, 

Mausolee. Mausoleo. 

Mavdn. v* cont, per Meddn. F, 

Maximum, s. m. // piu. il maximum 
(*tosc. — Zan. Diz,) 

M&zz. Mazzo. 

Catlk-foeura o TcQu-foaura del mazz. 
Eicapare, 

F4-SU in d^on mazz* Ammazzolare. 
Ammazzare^che pu6 servire ancbe di 
bisticcio in qualche occasione). 

Mazz de san Giovann Quel 

gran mazzo di malricaria o camamilla 
fiorila che la nostra giovenlii d'^ambi 
i sessi e usa cogliere ne^ prati subur- 
bani suir albeggiare del ventesimo- 
quarto gioruu di giugno (ricorrenza 
della Nativita di San Giovanni Batista) 
e serbar poscia ne^proprj lari farmaco 
domestico per tutti quel maluzzi da 
pauoicelli caldi che siano per nascere 
fra Tanno in famiglia. Piu estese no- 
tizie intorno a qucstu u.su leggansi 
neW to'livolo Nott dc san Giovanu in 
N6lt. 



MA3 ( 

Mazx de zMccmaMc^f^o^iMa? T<^? 
M^xx 4i ci«v. Fascio delie jcfuMfi. 
Mau. T. di Qiuoco. Atazzo 41 carie , e 
scberc Libro de^ qmrunUn* lihro % 
iAbriccino del Paonazzi. 

Sca^a et miiu <» Scaoii^ i cart. • • 

Ley^e i^ ogai i^uat d* w^ mazio di 

cajTl^ pio a mea carle idenlicl^ ri- 

dttccodo U mas«A a piii Q iP^a mole 

•yci>iH>» te leg^i d^alcuoi giuochi o 

U»fi«iiir«iizioiii arltkitrArie tra^giocalori* 

Masz. T. de*$et«jaoli. . « . Un quadrato 

di imUci iiiata«8Mi« di «eta(m4ite//) p«r 

id^ undici ^ iHidiei inatMWf quwka- 

te pqr iMidicif Si tMeste in iw arnfVM 

c^ %M»i^ a W arjB«iecM» da bain- 

hiaHfufiM) — ^ la A^lle d^ Fra»c. 

Mau. T. de^Tes/Hl. In^lgU^^ 

Ham o Ma«ia. T. d* Caft, Alamo. JHh^ 

^10, GiYMSQ marteUo ftrvato cbe mosso 

dalJ'*aUMiFa(^or) poi»ta i oevci «4(le 

pilc(/o//). 

lld»&. s. m. pL T. dft Stamp* ^^^si. P9I- 

loDciiii coi quali si t«i§<inQ dNncbio- 

Mr» 1« foroae di ^lampa* Qggidi bauno 

quasi affaUo Ceduto il luogp al 8ol6^ V* 

— AvievaiM locohitu JU^i? Maslu ? 

Manidu? ^ Grioga. Crine =* Pell. Palli. 

Maixa* JChma. 

Mauw dt cave|. Ciocea di oape%ti> 
Mazia de fior.T.pittiJiauo dijktn. 
Mmu de pagQ » d^ fre^on e aiok 
lte<# ^' panmlMt di tatwviiccif ecc. 
Maua de renolazs. itoso di radici 
o di rmntmelii* 

tfaxaa. Lu^ge canna in cima 

alia <|aale ata on graaaliao col quale 

ai spolverano le pareti deUe atanxe. 

UkttSL. Magiio, Mazzo» Mazza. Grofso 

oiartoUoae di fitrro obe si adopera a 

due mani per menare colpi gagHardi* 

M-gi^ la maftsa. .fig.. Far la ragione 

Q la §mstuim eUVasce o (»il*a€oeUa. 

Maxxa a duu pian o Maazetta, Mazik^ 

a duti bocehe o Mazta a doppia boe^ 

ca 9 ciod senza penna, o sia con altra 

hocc9(pian) al laogo dclk peaoa. 

BlaftUL de fa i saas. Aiazza di feiro. 
Matfim da pittraai. Quella cbe da un 
l«l0 ba la bocca piaoa e dairaltro uoa 
puata alia groaaa per uso di jcavar 
maaai e pialroiri* 
yol, tJL 



73 ) MAZ 

. AfafC^. ^ fcref . 4fawf» dc^Jalthd. 
Tt^ry^Ua, ^faiieUo terzou Qt^ello cUe 
usaoo i fftbbnfertai p^r pif^iwan^^ 
qip^ pei: nwtelWe il iberrp a (^^do 
iu due a piM mazzica^ori. . 
iVfazxa del Iprno* Grucc^, 
^^% de t^mbor* Mazza* Bacci^eti^, 
I\|li^^^ driipfa. fda^aa dij^Ua^Di^. 
art.). La mazxe^ta d^ laLbbfi fatta co^ne 
un jttartel|jQt oA*diMario da banco* Il 
M^rieaa a panne dei Ffaocesi. 

Alazxa storto* Mazza $raver^ ( Diz^ 

^^^'): Quepa eke ba la penna n&\\%. 

difiUvra del manico. Jl Moiieai^ d 

travers de** FrsincesL 

Tambor de n^xta. F, in Tambor* 

M|izza» iVoxao da lMHii{?^^, 4^. pwK 

Vk%9A p^ Btts«a(v4rfwfra). F. 

Mazza I^ome di qi«el b^alaQb 

. di cunapa cbe i .fmujoii &ri|iaaut 1^ 
un palo cbe cbiamiipo rocca per iairuo 
iili da spago tracciuole di fune. ^. ii% 
^Iza. — La Quenouilide det Franc^i* 

M&zza l^pme rece9te di quella 

cpmpoeizione cbe consla di tutii gli 
airsinxugli 4^1 e ^cbiume di nv>>re ri- 

, dvXt^ a ponsi^en^ ^al^ da fbrimrpe 
pipe imiUifti ie pipe di vera spbiuq^. 

Mazza. T. d^^grjc, peir Frant<Sja a Fc^- 
9i(Sra q Sfr^uSj^ Sfofiialla. f^ Siri|n- 

m^f^ r. di C^rU y. Mas^z. 

Waij^^ T. fle^Conci^tojri. Bolldro. Stfo- 
me^to 4' legno con manico lu^go 
cbe aerve a sieoiperare li^ cfjcina pei 
cfilcinai. 

Mazz^ Jmmaxzare. ^ccid^r^. Mett^re a 
morte, 

^''onun V}\^ dc inazz^ cl tcrrcn, 

imnga el terrei^ V oinni. /^< in Tei rtin. 

Mazzass in dona cos5^. 4iiunaiz(n^ 

cisi, ^^fuiere t^Uo se slessp in qhec" 

chessic^ 

Mazza* Hacellare ^r- Scanuare, Incoui 
el b^ccb^e e) mazza ^ domao ma^za el 
cervelee. Oggi il beccajo n^^ceUa; do* 
maai il pizzicagnolo scanna- Mazza 
d6 voeult la seltiuiana. Maoella^ due 
9Qlte per 9eUimana, 

Maxz^. met. . . . Dic^i di ci6 cbe, usceqdo 
secondo sua ragione di misura o di j»im- 
»etria o di convenevolezza, to^lic coq- 
griiepz^ e beUezza alle cose cpnvicine. 



MAZ ( 74 

Per es. Quella ck la mazza el giar- 

din. . . . Quella casa, per essere troppo 

ampia d troppo afu o troppo tetrd, 

non lascia che il giardtno faccia cjuella 

mostra di sh che dovrebbe. 

Mazz^ che anche dictsi Giappa. T. di 

Giuoco. AmmcLzzare. El re el mazza o 

' el ciappa la donna* // rt wumazza 

la regituu El cinquaniacinqii el mazza 

primer a. // cinquantHciMfue antmazza 

Hazzaa. Ammazzato, (pHmieta, 

Mazzab^cca. Mazzapicchio, 

Mazzackn . Persona incaricata 

di ammazzare a randellate i cam a^o- 
spelti di rabbia. 
Mazzacan. fig. Randello, Bastone, Legno, 

Hazzacin Riveudugliolo che d^ 

in testa agli altri vendendo le der« 

rate medesiroe a molto minor prezzo 

' cV essi non fanno. 

Mazzacavaj, Lo stesso cht Coppacav&j. V, 

Mazzacavall. Ad, di P^r. F, 

Mazzac6. Girino. V. Bottar^na. 

Mazz&cor* V. Bad^e. 

Mazzacrdnegh. ^fazz£6re(*fior.)« Cappel* 

lano del capitolo della cattedrale che 

porta la mazza , A>rse ad insegna del- 

' r aatoritSi dei canonici e xtionsignori 

- a* c|uali precede nelle pubbliche ceri* 

monie , come i lettori e i mazzieri o 

" bastonieri precedono i magbtrati. Pare 

che Mazzacrbnegh riconosca la nascita 

dal solito sconvolgere che fa il popoio 

le voci leggendo certe abbreviature a 

modo 8U0. E come Tantico Basilica 

Peiri^ scritto Bscape^ fu detto Bescaph^ 

cosi i Magistri scholarwn delle pri- 

maziali , scritti ahbreviatamente Mgn 

schntf siano stati detti Mazzacronegh ; 

c quel loro bastooe vuolsi rappresen- 

tativo dell^antico loro dominio ferula- 

rio sui ragazzi. Forse ai Mazzacrbnegh 

corrispondevano gli antichi Firgarii, 

Mazz^do ! m. has. Tu sia morto a ghiado / 

Mazzagatt, Mazzagallo(?^g, Rinu H* i54 

e. I.). Ammazzagatti{^tM\ Com, U, 3o). 

Specie di picciollssima pistola, 

Tir de mazzagatt* AmmazzagaUata 
(Nelli Jllievi di ^^ed. Ill, 9), 
Mazzalegi3imm o Mazzalemm o Malerbat 
^ciamele. OrobancliC, Erba dannosa 
ulle civaje. 
Bfa^zaiiienl. Uccisione. Ammazzamento. 
JSccidio. Da quesr ultima voce uaiu 



) MAZ 

' con altri vocaboli specifici si haono 
poi Omicidio^ Matricidio^ Fratricidio^ 
ParricidiOf Canicidio^ ecc. 

MazzapifKiicc. .... Per ischerzo o in 
gergo ^ cosi nominato il dito pollice. 

M8itt9piiJdnccScatzacani,SCidzag€UtiScart-- 
naminestre, 

Mazzapioeuck: per TajapioeiCicc. f^. 

Vess come la niiee del mazza- 
pitieucc. Sempre *dit foHnci. Folere 
che la sua stia stmpre di sopra, Essere 
rispondiero e oslinato nel dire cbec- 
chessia a sua opiaione' senza cedere 
mai a)le ragioai del eompagno. 

Manapr^j. a« m. Caieese. Carrucola che 
ponsi talora a un terzo della tratu 
di foAt coUa quale' si coUa in alto o 
trave o ptetra> e c^ forma un angolo 

• nel la tratu stessa a sicurecza mag- 
giore Mia collatura. 

Mazzas^tt 8lruppiaquatt6rde8. Un Dante 
o Un Dabbuddd{Si9ccheiii Nov. 1, i5i 
nota), Un e/ie sHtole ammazzare hesHe 
e personeiFm^, Bime II, aoa e. L). Uno 
il quale par che voglia ammazzar be^ 
sUe e cristianH^wk' Poet, II, xvu, 8). 
Ammazzaeette, MazzastUB* Bodomonte. 
Gradasso. 

Mazzett. Mazzetto. lHazzaielh, MmzzoHno. 
Mazzuolo* 

Mazzett de scires. Ineannata* 

Mazzett (preso assolut.). Mazzolino s^in- 
tende di fiori. (fallii. 

Mazzett. Trdi Giuoco. Monte. V. in Banch- 
Giugji ai mazzitt* ^. in Trtsitt. 

Mazz^tta. Mazzatello. Mazzetta de pagn t 
de sonitt, de gorin, e aimili. 

Mazzetta in parie parti del cOntado^ e 
iferso il Lodigiano^ bene hi con qual-- 
che lici^ diversitd di valore^ per Pede- 
galla. F. 

Mazzetta. Mazzetta^ Maglio di ferro. F» 
in M&zza* 

Mazzett in. *'.... Picciol mazzoKno. 

MazzeUinceii. . . . Picciolissimo mazzolino. 

Mazzln. F. Spinaroei!k» 

M^zzis. Mncis, Fiore di noce moscada 
(Targ. 1st. Ill, 56o). r. Maois. 

Mazzitt de tparg. T, de^ Gonfett. • , • . 
Specie di confetti al dragante hi figura 
di piociolissimi mazzetti di aaparagi. 

Mazz6 (cite alcuni dicono anche Aevend^). 
T. de*Pizzicag. Scannaporci? Fra i 
nostri pizzicagnoli vale specifioameato 



MAZ ( 

ifuel pHwicagnolo cheaminisu animftli 
- e rivende le cami porcine macellate 

a piuicagQoli che non maoellano. 

Mau^cdieni. ) Capocchia.Manero.Pan" 

Mazz6ccora» 9 nocchia, Eatremiti di 

inaxsa o basfone grossamente ritonda 

e assai pi A grossa del fusto * Coo la maz- 

socchera. Maxiocchiuto* PatmocckaU^, 

Matcoei^. . . ^. . . Martellotto di ferro 

touo e di bocche pari e iDacciajate. 

Mauieu. MoMiuolo. MagUetio, MarteJtto 

da acarpellim o tagliapielre. 

Impieni on mazzoiilk. ..... Bag* 

guagliare la bocca del maxzuolo, sup- 
plendoyi con ferro a saldafuoco qneUa 
parte cbe T'^iocayo o sc}ieggi6 fuora 
lo scalpello col auo capo per forsa 
del coiktinuo battere. 
Mmwueti^Biazsuolo. Matuipicehio, Magliei- 
to di legno col quale si batte la canapa 
ml ciofcco da dtlfscare {cavtdl) prima 
di passarla alia roadulla (yroiilo/a). 
MazzoeiS^. T. di Giuoco di carte. Jlfos- 
wetto? Ogni picciol numero di carte 
in cui si Tenga compartendo il mazzo 
inliero delle carte da giuoco. 

F4 massoeu. Jccozzar h carte. Nel 

far le carte (/ij el mazz) roettere de- 

atramente insienie quelle buone per 

farsele capitare alle mani — Ed anche 

Scouare le uuie^ cioe neiralzarle a 

cbi le fece( in del lei^d) e ne dk so* 

^»etto di avcrle accozxale, mandarle 

in tanti mazzetti per vincer Tarte 

eon Tarte. (legno. 

Mazzcenla. Maao, Maglio. Martellone di 

Oil la maszoeula in sul coo. Dor 

del ma^ eulla tesla^ e ^f^. Masb- 

enoUreiyoce cosi male ortograiizzata> 

forse perchi altramente equivoca » e 

reg. da Min. e Zanob.). Fare il collo. 

Lassass dk la mazzoeula sul coo. fig. . . 

Lasciarsi fare il collo ne^prezzi. 

Mazzce^la. Muzwolo, Specie di martello 

di legno ad uso di varj artigianL 

Maszoeula de segrin • Maz- 

suola col sagrino sulle boccbe per 
aerrirsene a sagrinare le pelli. 
MazzoeioJa* Mattuola, Picciola mazza. 

Mazzoeula del lin. Scbtola. 
Mazzoeikra. F, Mazzoeula. 

Cbi d^yia el s6 o Cbi renonzia al 
fatt so prima cb'el moeura el merita sul 
coo ona mazzoeura* F* in Fati sig» a/ 



75 ) MED 

Mats<Sn. , . . . . Oran mazzo. 
Mazzor^da o. Mazzolada* Afa4sal«« 
IHazzucdi. Battere. Percuotere in eapo, 
Forse da I provenz. Mazxucar cbe yvXe 
sbattere* percuotere insieme, da oui 
' pare cbe grilaliani abbiano tolto il 

loro antico Bauufcare* , 
Mazzucciida. Capata* 
Mazzdccb*M(usorcM'o(Lippi Hb/m. jV, 7). 
JZucea. Testa. F Colm^gna. 

¥k truccb n^azzuccb. V, in Truccb. 
Maz»^ccb. fig. ,Qipas^O¥ie» Uomo diiro 

d*" intelletto^ e di nessuna capacit<A. 
Mazzuccbell. Falaride otricolaUu Erha 

arveuse detta Ciocehinna da^Payesi. 
Maziucch^l {altro)* ..... Specie d^erba 

detta Cmrex arenaria dai botanici* 
Mazzucc6n. Testa sdi JerroiPnU' PoeU T» 
- IZXIII9 4^)* Capassone. Capocehio. Bitr 

zocone. Scorzone. V* anche Bad^e. 
Me. dat. Mi. A me. Me. Te me daree de 
bev? Me det i danee? Mi darai da 
here? Mi dgi i quattrini? 
Me. ace. Me, Mi. Per es. Te me yoeu (a 

morl. Mi vuoLfar morire. 
Me. Mio. Per es. Quell cayall Yk me« 
Quel cavallo h mio. 

Hoo troyaa el ro^. ironic. lo ho trxh- 
vato il mio i«omo(Lasca Sibilla^ I, 5). 
Mea-c{ilpaMSSf «e mio.Colpamia.Cagion mia, 
Mec^nega* Meccanica* 
Mec^negb. Meccanico. 
Mecanbmo* Meccanismo. La atruttttra 

materiale dei corpL 
Mecanismo. . . . Nell^arpa k il conge- 
gno di pedaliera rincbiuso nella men- 
.sola per mezzo del quale k dato al- 
Tarpista di eseguire tutti i tuoni 
del sislema enarmonico. 
M^ccia. Saetta(Alh, enc^ in Atcecatojo), 
I formai cbiamano con questo nome 
franzese(Afi^Ae ) il loro trapano onde 
fanno uso 9 tra le altre cose^ per fare 
nelle forme da scarpe un foro pel qua- 
le infunarle onde poterle appendere. 
M^da. ilfela(Alam. Coitiv. II, 61 ). <:Vi- 
tasta. Massa. Monte. Cunudo -^ Questa 
nostra H^da noi la riconosciamo o dal 
lat. Meta^ o fors^ancbe dagli Spa- 
gnuoli fra^ quali e comunissima yore 
in significato di molto, di quantity. 



F. Immed2i« 



. F4-SU in meda* ^ 
Mett in meda* S 
Meda de qu^drej. F, in Quadrell« 



i4th ( 

MedM d« itkis. t. in Qusdi'tfA. 
Hcila dfc rtiff. »aArik rff co>Mrft>(GKfr. 
agr. IV, 539I. roiWi)«tf/ii(itl trtt».). 
hftUCdilo di letankS. 

Bl^dk. r<tird^f/r. lffa$M ill Ifegrte di ^er- 
eJtMli rtfesff d d^'rfl'rd le^anfife, di 
allezta e Hir^hiitz^ dHermiDitfA se- 
en ndo i liioghi.^ Li nostm ^«(aaf^a 
. <;7^^it)t!t I«2$be ^tefo^e tiha ^i^cte di 
misura tcbnvei^ut^,Viflech(& sui^l «9Mre 
largh ^Bttro braccia tidstrali ed aha 
(^lattro, ancbrchS fiiuj^ a piacei^. 
MogtwiA daso , luiica s^\ hraccSa d& 
cpiattrb rtfiVi di legn* perch^ if Cairo 
hn 6tto bracda A cnrda — Tf^ i 
FidteiitfHi la Catasta saol cssete lunga 
bt*d^dcid fid^e^Hh^ S(!f. aUa dife, e fdVga 
tfrtd fe tttfei*6 -^ 1! CW/aiM;f«((5rior. agr. 
J)ag. 3^i ), frtlitti^ ddle Irigne in Tal- 
dfci-a, fe Idngo In-acrcfti Vfenif<^traitro , 
aT)6 ^ukttro , e lartgo quattro : T^iv- 

' dt!^\ da t5o k t<6 lire. 

Meda df. fasJ^n. rV^^/ft di fkibine 
««M Cdjfyeniiitta. Cappeffo. — W Tosca- 
Da colui tfhtef tendie ^ porta afle case 
le cAta)^e di Icgi^ da arder^ dice^ 
Cataslajo* 

M^da itriprd^ridPrr&Me petm^ir^pitt^. T. 

Ifecfeftf. Mtda^id. Ogfii motteta anfita » 
roiDtina, gViict^ 9 e^Hisca, eecv 

EI rovers de Id medifa. flroifesd^ 
delta medaglia. 

Mfdaja coik fa i^a. MedagNa ih- 
taHarita — Medaglid dopet'fh di pattna* 

Mtdhju, fig, per Arrdegh^. r, 

Medh^B. Medagfia. Tortdiiio d^ oro 6 d^r- 
geht6 o di hr&nto cbe si conia in onore 
o a |)rehtio di alcuria persona m^ri- 
tevole di tal^ onoriffceitta. 

BlCd^a didamo vtbusivamente tmche 6gni 
Mrd fondiAO figutato di qualunque 
htt(afld4 eofhe pet eiempio 

Med^it. Madh^Riiiklb. enc. in Qftoncio- 
ne) ^neM c*he pende dai rosarj. 

Fa dhosett e fnedaj. Far segni di 
^rw^(Pah. Poet II, 3). K anche in 
Crospifa. 

iAedii]\ti.Iffeddgli^d(Cw6Let.fam, III, n4 
"^ boni 2^uc4ia p, do5). MedagtieUa* 
Meda^iiuccid, 

Medai«5n Medagtiofir. (garla. 1^. 

Medanda. L0 stesfsa the Segatida o Se- 

M^degH. s. f. MedichesiA, 

Midega. dd. rf'Eflrti. F. 



f6 ) WEt) 

Bcoegw* 'inetucu^ ^^^ itKvtmanMiww» 

Wavh del s«ft (nel de thedefpua etim. 
#^ i>i MI. 

BMegall^. ffg. 1^6sc€tf te ii^AM. 
ffmiedlar^ at ttrtit^ glU fatfd^. 
TortA a rn«d^. tUmedkafit, 
Wd^i^A* Medhaio. 

We d egftda. Ad, d*tthtt. F. t agg. che 
akri BtiamnoH diiamano Erba flied^ 
gada il Medegheft bianchr. r. 
Bfedeg«ddt*a. llfedicatAta, MMcatione. 
Medegam4rtt . Medteunterito, Medidna. Par- 
fhaco, firmedio ; alia Utiiift M^dla ; 
t»loHi poetic. lUedicdtM, 
Hh^degh. Mediea-^ln generalc feW il ho- 
Stro popolb dice pid ▼olerttkpri J8P dot- 
l&r^ e lascia qoesta yoc^ Mhdegh af doili. 
El medegb TCncA dt« Wf fti*a ne 
gdansk ntitigd; t nu^ ifrintedl&Me ii 
idrfrte^aMle' o irrfernedie^^h tt itid-- 
M^iMle^ etc. t Ynah d etii k&k S 
dniedid. t nudt s6nta dfMdlo. i htale 
ihrepamhile o imiipadibile o iHsimd- 
' hfle inciirabihf. 

Hfedegfi de fteuraVfir. M&dtc&PdluhU. 

Medegh de la ciiraT/lfe/^icd dsdstehte. 

Medegft vecc e certrsegh gioren.. . 

n medico sta VedCbio, e il chirargo 

giotian^ ; dM, rolg. di piana hrteUigen- 

MedeghA'ssa. Medichessa. <xa. 

Medegb^lt N6m^ gtnedco nosttcdt di 

pade adhnisie. 

Wedeghett asfcdutatnefite a Medeghett 
biaiich. Canapacda(99r^^ * tconi fib- 

tneWt^a com* i U canapa ). jfysHniid dtUe 
siepltp^^*^^ «*»««> tfdifte #tici!tdamrd k\ ttrA «** 
»Dtib). Edfa JlllrfhofpCT^W itt*ta itegr io- 

comodB piserp«rtK). tSdfa himheaip*^ ^ 

p^fn^ bi«nc« fdttmn'a a«IU fe^K« | ( Targ. 

Jst in ddehdsf^ imigads) Assernio 
Edfa cahapada, Etba san Gi6Qhn- 
ni. ddemisia, Nel nostrO cortfado al- 
cuni In chiamanb ahresi Erba fmfde- 
gada 9 e ne regalano le fecacce, cold 
come fanno colla nepitelfa ^ € come il 
Mattioli dice farai anche da'^Toscani. 

Medegkett per erceUenza o IWedc- 
ghett verd. Assenzio, Assinzlo. Aistn^ 
to, V Ademisid absitrihittmU 

Con dent el medeghett. As^enzia^ 

to. Medicato coir*s*ett2io. 

Medeg62i. v. bHhnk. UltHdieastn). ^argi- 

dcti xi Empiddf^h si^n. spr.). Chi i'iVn. 

piiccia di medifcahf :i*trt'e^er medito. 



Mb { 77 

Medegdtt MedtciilAy ^ pe^ lo 

piik in senfo avvflitiYOt cio£ nwedici- 
na cattiva, impiastro, ece. 

Medegozft. Mestura 6 O?r0 iftf he^. 
(Tar. ^or. ) r*. m Itisfed iw/; fi, p, 3i6 
col. I.* cltre a metto, 

1ledgiiiin(vo€e totBMiiA\Mtdesimo.$U!ts&. 
Istesso ; poet. Medesmo ; coirittiii. Afe- 
dtmo ^ MesA fodra^ del tnediiiAin. 

Hedeteiham^Qt. MtdesimatmMe. Stessa- 
menie. ParimeHte. 

S^der. MbdoHo. CoFho (*i09t.y NOlme 
dei tnoddli ftuperfieiai^j di c^ta, di 
legQO 9 o di metalld cfae gK Mligfani 
soTrappodgono alle hVaterii^ dn lavo- 
ratti pet segtiare iii i^e la perirtn*ia 
delle parti che ne hanno a HcaTtire. 
Tapfi-gi6 d meder. OBO^oPef da un 
modeila h ndtui^ d* uH" opera qua- 
bmqUe — Fare un piteiol rrhdeUino 
— FaH un pd^di modtthito dicheo 
chessia — Bidurre ddl modeth -^ Jlfo- 

Medcftiaaa. Mtdicihii. (d^llare, 

l^con de meHesinna. fig. FHlola* 
1/ ^ btej spenti danee in pan ehe 
in medesinn. F, in Lentod. 

MedesitinA de cav^li. Medicina dra- 
Stic At ga^arda *» Miidedne de cheval 
dieodo ancbe i Franeesi. 

Iledi^nte-cb$. Pardi^. 

Ifediantibos illt^. . . . Cb* quattrini, toi 
conUnti, colla grtts^ di <{tiel sattto. 

flediat6r. S^nsale — Net dii. ital. Media- 
tore e Mcztanti^ come a ache B/tedLa- 
%ione e Mezzahith^ non sono ticeruti 
nel signiflcalO deH^ interposiiione com- 
nerciale cosi come nel no«t^, diliMto 
ftiital^eflte BemicoKo. 

Mediaxi^n. Senseria, L^6pera del s^- 
sde, te k hne^cede di essa. 

ItediD ththmand dtemd del ctmtado do- 
mett de pajee. r*. 

Kedln. i s. f. i^C^ qUtUfi the Morie 

Hedinna. i tft'eU^^mtitdtorai^ii^e net 
contado^ rimanenze th^anHcd Amfta 
laima t iHdiand^ e di^bime di ^a. F. 

Hedinna o Hedofrdhi. Cit//i5)Ee/&i(6ior. Agr. 
Tl, 54 i). PicetoU eafa^flf di k^e. 
^ Iti Vrf d*t^ la Otastditt k Itirtiga 
braccia aei e aha dft^. 

Hedidcber. Medibtre. 

M^iM^rMf^t. fUtdibdrtrnetttt. 

Mediocritaa. Mcdiocritd. 



Me jl6fs(Afa ), e cdnf. A hi mef di ota. M^ 

' toaamtnie -* Jiih mef^Ho - Talora ancbe 
^ lo^Ufss& the A la mttterlianda. F. 

Medita. Meditare, ' ' 

Medtt4tf. Meditittb. 

Mddfiafck>to. MtdiUtiieii^. 

Mediterruni. Mediterraneo, 

Medoedla e UeAo}^h.•bini.'A Mbda(c«toila 
<fe/iB^e).'#^'BfcdhJba. ' 

Med6n. MaUone. F. ^ QtiadrtU. 19^ 
noat^ f)ar. !VleH:. itttfido sbno a^pre 
dirtti PiW/1^. i 

Medon i*gles. r. tilh^^t*^. 

M^donin e M^doitbl. mmfhceih. 

MedregiS!. i^. fcoilf. ^eh MftaAHcal: F. 

W[«*drin. tedW^etfD. 

Mee. Mei — Me. Pe^ eiJ. iftVi frnVee. Sdno 
i miei pdrHnfi. Hiti i ihe^ ddnti.' Sono 
ie mie donne — I mee gent, ta fnia 
g*nte(*tosc.).Tirtti ^parentt co^tituenti 
f^iglia e qneIR tt^citi ddh boaira 
per paasare ad altra famrglia. 

Mej. Mi^lio. n MiHum irtdkumt. Pa- 
nicmm' tkilibc^tiM d'^HW, ptanta nota. 
Mej biancb. At^lio chlla c&p^ria 
dd semt bidhcAitslr^. tsHl H; 7^, cbe 
lo dice il p^ ^bfntme^ d6 cbe tion 
k puntb fra kioi). 

Mej giald. Mi^ld cotla eopMa del 

seme gialla(^t^. MiL tl , 77). Questo 

^ il pii!i comune fra noi. 

m] ifharitt. Ld st^s^bch^VetMhnz.F. 

*ef negber. Hfigfio eotfd eoptrta 

del seme nera^Targ. IsiiL ll, 77). 

A ^ti t^&^ab^ ^^gVa e ihe) ib terra 
va. F. in S^gfa. 

l^oVidatitk de mej. . . I . Modo col 
qn^le soglfamo Copertamente notare 
<rinefvihi cb! fra persone edndite 
ai gt^Attf !e tiai»cb6 o tie accuai il 
pmrito; ed i cOirte dire V*aveie foi-se 
la carte panicata? verb Avete Voi 
miglSo nelle bracbe cbe ti tioj? 
El mej spesa et manten la f^lb in 

6k ftfoverbio agrario noistrale 

dbe avtfsa e^aere ncce^sdrio di tenet 

k*ade le piabte di tniglio tbi le Yoglia 

ti^dei- pr6apenir6. (F. in l^isitt-a. 

$e ttrcc i passek" ednossesaen el ihej. 

V^4 pien a segn cbe ona gt>anha 

de mej la va minga in terra 

Essere fbUft tafe fcba ndti pet*metta 
accttso. Mancu d bapi iC ngug^d 
dirfebbcrb \ ^fieHhiif. 



MEJ ( 

M^fc HigtiO' l\ feme della pianU detta 
Ptmii^i/m milium o miliaceum — Qgni 
sisnie bolata dices! Grauna de mej. 
Granello di miglio. 

Color del pan de me}^ F> in P^q. 

Mej pilaa. Mif^o J>rillato(J^vg, Is$, 

11,77)- 
Pan de mej, ff. in PIld* 

Succ come el pan de mej. Fl mS4cc. 
f9^j'.^^fio,*Piii hepe, 
. AJa bella mej., O m^U o nudmccio 
(Fag. Mar, alia moda II, 9). Jila megUo. 
A la mej di Ofs. F*. in Medidss. 
Anda semper mej. Andardi bene in 
meglioi Migliorare — J^rosperare. 

£1 farav mej a tas^. Farehbe U suo 
f^g(io a starsi ziUo. 

Fa a clii fi^ mej. Fare a chi meglio 
meglio* 

, Lass^i-foeura el mej. OmeUere il piu 
Q i7 ntcf/io;. comic. Guastar la coda 
al /agiano. 

JJ* i mej di pover ml che pover 

nun. ... Si f iiol dire da chi loda il 

celibato. F. in P6ver. 

JJ k mej insci cbe nagott. EgU ^ 

, . meg^ ial^ qutde che senza nulla stare. 

V k mej ona magra gaijnna ioc<mi 

' che on grasa capon domaa. r. Gaijnna. 

,V^ mej soil cbe mal compagnaa. r, 

in Compagn&a. 

Se no te gb* ee de mej. Se non hai 
di meglioi e comic. Se non hai altri 
moccoli, 

Vovh quai coss de mej cbe el pan 
de micca. F, in Micca. 
Dtejaoca. s. f. • . . Nome colletUvo de- 
gli steli o vogiiam dire gambi del 
miglio che segati e spogliali delia 
spiga servono in varj paesi del con- 
tado tqIU verao il Lodigiauo e il No* 
yarese come roangime yernile per le 
bestie da soma. Propriamente la Stop-' 
pia o Seccia del miglio, 

Mejlida Campo seminato a miglio. 

Hej^ona. Panicastrella. Panico salvatico 
(Tar. Di%. in Panicum viride)* Fieno 
stellino. Fa nelle stoppie ; ha spigbetta 
come quella del panico; del seme, cbe 
si raccogiie con quella sacca a rete 
che diciamo Guada (V.), so no gbiolti 
gli ucceili,! piccioui, legalline, ecc. 
Ilejaii6n. Panicastrella, Panico salvatico 
(Targ, 1st, in Panicum verticillatum). 



7« ) MEL 

Ha gambo grosso^ ibglia lata 9 e tpitm. 
nodosa* 
Mejarcei!!. r, Miarcei^. 
MejaroB^a.. Jd, di Qaijnna. r* 
Ml. F, in Mi (a me). 
M^. s. m. in citU. ill Mele o MieU ~^ 
M^L s. f. in.pontado.i Colmelesifann» 
in ispecialiUt se misto coll^ aceto gli Os^ 
sim€li(rosimkl )» se eoll' acqua le Mulse o 
Acque mulse o gVldromeU o i Melicrati 
cbe si vogliano dire 9 se colPolio gli 
Eleomelif se colie conserve di frutti 
le MarmelUUe. - F» anche in Lattim^ 
Mel de Spagna, . . • . . Miele di 
Spagna; cd e il migliore. 

Mel de Valtelliuna Miele 

di Vallellinai ed h per noi di quality 
inieriore. 

Mel rosaa. Miele roealOy cio^ Miele 
in cui siano state rose in infusione. 
Mel sforzaa, .... Secondo miele 
cbe si ottiene dai favi (dopo che cess^ 
di colar da essi il miele yergine) posli 
in gabbie di legno e torchiati gagliar* 
damente. t poco dolce» assai liqtie- 
scente 9 pieno d* imbratti e fin anco di 
cera, e si serba sempre fluido. I 
Siciliani lo cbiamano Miele puUo 
{Meli di puddu) perch^ cosi polluto 
o sia giiastato dal sugo del caccbione 
delPape ch^essi cbiamano puddu % 
cbe nella preroitura de^favi si yienc 
meschiando col miele. 

Mel vergin Miele puro che 

cola naturalmente dalle cellette dei 
favi tagliati o stritolati a tale effettOy 
e cbe di leggieri si congela in masse 
granulose. 

Bocca de mel. Bocea me/a<a( Pan. 
Flag, Barb, I* 7). 

Dolz come el mel. Dolcissimo — 
In sense fig. Melatissimo, POa melato 
che il confetto, 

Fk e] Tpel' Mellijicart — Che la 
mel. Melli/ero. Melifero, — MdUftuo. 
«— Mellijluamenie. 

Mangi^ fel e spu& mel. Ai^re U fiele 
in petto e il mcle in bocca? Soppor- 
tare dispiaceri od ingiurie, e^non obe 
roostrarne risentimento , dir bene di 
chi ce le arreca. 

Mettegh el mel* Immelare, 
Tir4-foeura el mel di cassetl di art. 
Smelare, 



MEL ( 

tfelai. BielAto , e alia latina MelUto, 
Cont on fa roelaa roelaa, o Tutt mel. 
Pih melato eke il confeUo. 

Melassa. U€lazxo{Tw^, Jstit. Ill, 370). 
Melassa? Il residuo delta zucchero 
raflUnato; pusatura che lascia lo zuc- 
chero allorch^ si viene affinando. 

Melatt Nome che si d4 nelle 

nosire campagoe a chi fa professione 
di raccoglitore e trafficante di mele» 
cosl come i Veneziani chiamano Cerdn 
fl Raccoglitore di cera. 

MeleghetU. Jd. <r£rba. K 

M^lga. Saggina. Sdlna. Meliga, AielicO' 
MelHga. — Semiaata fitta e per pastura 
dicesi Sagginella o Sainella. 

Andk gi6 per la melga. fig. Inia- 
haccarsi, InnamorarsL IngaUire, £f- 
jer nel Jhignuolo, Gocciolate. 

Soa r*fUa ituppefiMck 

Quaod hoo tcdna i prenx«p anea lor 

Aadm fgio par la BMtlga a tk ramor. 

(Mag.iRiM.). 

Mdga bianca. Saggina bianca, S^ 
gina del colio forlo(Targ. 1st, in Sor- 
ghum temuum). 

Melga de scot o Pormentonhi. Sag^ 
gina a sjHUUfle. Saggina da grandte 
o da scope, Saggina scopajolaiTstrg. 
IsU in Sorghum saceharaium). VoUo 
saecaraio di Linneo. 

Jfdga gialda. Sdggina gialla* Il Sor- 
^kwnjlavum dei botanici che fa ^emit 
il doppio pitSi grosso delle altre saggine. 

Melga rossa f^afe^Mon^Melgh^tta. V, 

Mdgasc de la melga. Sagginale. 
Gamba o fuslo della strggina. 
Melga^. 6mnlun:»/e(cosi nel Gior.Georg. 
II 9 aa3 e pass* Forse questa desihenza 
in luogo di Graniurcede ^ pisana , ve- 
dendosi ancbe poco dopo Fa^olule^ 
f^ecciulef ecc; non k per6 nuova es- 
srndoTi nei diz. ital. i Canapklif ecc). 
Stocco (*niaremm. — - Gior. Georg. Vl , 
365). Senale{lMiri Op. I, gS). Stelo 
del gran turco, Quello della saggina 
(o melga) cbiamasi Sagginale e dai 
Crescenzio Melegario. Se non erro » ii 
Bracciol.(&A./aZ5./>ei VI, 54 e VII, 1) 
usa Sanaii in luogo di Sainalif saggina* 
ii ; la voce per6 non ^ la pit^ chiara. 

» 1^ » ' ? v» conl« MucclUo di gran- 
■eigascera. ' 

Hdgasciiida. 



79 ) MEL 

Melgh^Ua ch€ anclie dicesi Meljfa rossa* 

Sagf^neUa. Saindla. Saggina seroOne. 

£ VOleo ajrutio penzolo di alcunt bou 
yie\g6fi che pure dicesi Mblg6u o FVw- 

ment6n e ambiguaniente tmthe Car!6ii. 

Grono iurco o sidlidno, fbrrneMdne. 

Melic6ne(Jdb.enc.), MelHgonei^n.Diz.). 

Grano notissimo ch^e il Zea MajrtL. 



turcali o di saggindli. 



Barbis o Cavij del foi^ineiiton. Ba9^ 
ba o Capeliiera {Oior, agr. V, laS). 
Ii fiore femrninino'del zea mayz." 

Foei\j o Fojdn o Scttttbtt. Cartocci. 
Le glumifi die ricopron« 1« spiga. 

Fo]hiuLe l^g/f>.-Fo}ettliindeUaa... 
Poglie lacere pereb^ grandinate. ' 

Germij. Germe, Qutsllo che i Par- 
migiani dicono CalcagMiOiOf e tht iUa 
m^cine da ta crtisca di grantuixo. 
• ' Granna. Granello* " '»'',' 

Lo^dva che\n Briantd dicesi S^o^ 
l6U, t^erso il Pace** WoeOitolte, Pdrso- 
il Lodigiano e il Cremasco Fus , ir 
i^trso il Bergamasco Can6 o M&ppa. 
Pannocchia, Spiga, F. in Ixteiiya. * ' 

Melg^ o Fiisl. Grantiih:ule* Lo stelo. 

Mollitt o Cocchitt o' Borlitl o Mor- 
z6n o Gravisin Gn6cch a Monij o 
Man6quar. Tdrsi. Le sj^tijghe ipogliate 
de^granelli. ' 

Scovin o Fior del f6tmenton. i^os- 
tola? Pannocchia(0i6r. agr. V, i-26)t 
^annocchia{m it>5).H fior maachye. 

Sper6n Le nAid deUd stdo» 

quelle barbe per le quali if grtiiiWur 
cale sta fermo in terra. 



Melgon o Formenton d'Egitt. Grano 
siciliano bianco 6 di Fitadtflfta. 

Melgon d Formedtbh gfenore*. Gta- 
no siciliano grosso, 

Melgon o Formentoni . . . ,GHmo 
turco trasparenle{Oior, Georg. XIV, 90)'. 
Zea mafz vitrea de' bot. Ha stelo non 
maggiore di due braccia e con pid 
pannocchie, di poca farina, e in Ame^ 
rica si usa mangiarne i ^enHi'in iatte 
crudi o conditi con sale e burro. A 
fare quei che noi diciamo i henis ot- 
tima riuscirebbe questa specie , come 
quella che scoppieita assai forte. 

Melgon rar polenta spessa 

Detlalo di facilissima intelligenza, co- 
mtine in quasi lutu la LombardiaV a 



mh (80 

, ^oAtenenlt iia precetto oon sempre et^ 

giiito io molte. parti di quesia re|;iime. 

£ detuto che ebbe Tpoore d^ess«re 

oitntpvfito qpsi.alla mil^cse d^ Piiv 

xoeQtier Qe)la ^ua bella Meraoria sul 

^rxoolurcp s la mp a U a.Bordd nel ly^S. 

, Mielfaa oslaa. Grarw siciliano ago- 

stano a gn>5«o(Targ, /)«. in ^a /lu^^x 

semine majon)^ Si semina da noi fra 

. iiiar«o a apriie, 

; ^elgonmageQghCKA/.'lpv^rQeQgh. 

.... Si a^nu^a fc^ iu>i tjra maggio e giug.* 

.. . .^elgpfi quaran^iifr F» Qu^antin. 

. Melgolt gialdoQ. Qra^ sicil* giaUo. 

Malgolt gialdia^ Qrano sicUiano 

bitmcJuccio o biawuistro* 

Melgott ro$5. Grano SicUiano rosso 

, fH>r;poreggP(fn^ Oytsi^o. 

.. MttligaU n<^ber, Gryino sicUiano ne- 

Melgonin. Lo stesfioch^ Quai'^ntia- r. 

MlilgQlUnf lo ^S40 ch^ Qiwraqlin. F* 
Veli^fta^ I^clisJHi' CeifotieUa, Cedomella. 
pUraggine^ 3feU^tola> La Melissa o^-^ 
cin^iUs L.' I^^lamaf^i {Coft^s^* IV , ^7) 
twoifpphe p9^i^ipfpt^4Xp//i/i//o; ma 
porfih^ rolpa^ U vijrso pMfQ ironco 

rt«f* y<>)lPf»dugJiplo '\nMtU\filo.! 
Acqua de melissa. Acq}^ di melu^a, 

UkW^^ che andie, 4ic^f < S€mprc in 
g'fngQy Sp,arppj^r»'» Warlolfa , Mar- 
t\^n^-e,swfi)* ^^o/a(Fag, ^la* Hon 
pp,4^cai^ XM^oi^^CliMfmdccL ^isoia. 
DragkinassonXsi ipafla. t Quella <lqga 
di legno cbe si eigne P^riecchino (si- 

. loUe al raachiato[o dei pittori che il 
Diz. 4ice ffefl^) ^ che tali mascb^re 
fJpiiMVaroi^o pur /Hsmpr^; Za Mella ^ 
diede origme a questo nostro gergo. 

IMUpp- Melmo:, Memm^ V* in Fi^Pga. 

JKebna.., Alcuoi c^iiamaiuxio^i quelbi ma 
flreacettnacbe si forma talora iutofDo 
all/? c^onelle delle botti piene di Tipo. 

Meb)ior^., Lo stes^q che Melma sig, 1/ F 

|lfUc)r^iQffa9« Melodr<i^fna> 

tlel^a, ^<a;<:4' Cocci^. CiK^Qla, Testa. 

Melon. Popone* Piaota e frutto nolifsr- 
mi. Ne)]a piii parte dci paesi d'^Italia 
Mellone val^ come fra noi il Cucumis 
melo o il Mfilqpcpo dei bot. e U Melon 
df<i Fr.; ma siecomc in Toscapa Mel- 
Iqnt i yoce riservala alia sinonipiia 



) WEL 

per Melangolq* t il bot. Melopupa 
ivi i detto Popone^ 0091 anqhe ne* diz. 
ital. Popone ia rinse su Mellone a ^ui 
)lasci6 il solo incarico delPaltra rap- 
presentanza e di quelle datagJi dal 
CresoenEi(^nc. VI,^ 1) — Questa voce 
Afeii^nbafra noi due pronunzie: cbi 
grida per le vie tali frutti dice Melbm. 
bbn e fa aperti ambi gli b-^ ogni allro 
dice Mfeldn b6n con d cbiiiso. — Dei 
poponi si noverano in Toscana (come 
riferisce il Targ. Tozzetli nel suo Diz.) 
assai variety t come Poppne a serpe o 
. serpentina^ P. arancinoy P. arancino 
iungOt P* amncino moscadellof P, di 
Spagna bianco^ P. lungo e liscio bian^ 
cOf P. odoroso piccolo di Poriogallo 
o di Spagna^ P, peloso lungo 9 P. re-' 
tato^ P, trombeUo^ P, vemino di Sjpa^ 
gna bianco, P, veminq di Spagna gial- 
lof P, vemino lungo, P, yemino tondo, 
P. verde di Spagna, P, damaschino, 
Vedi ancbe per allre varieta il Re 
ntWOrtoU dir. 11^ %jh c segueoti. 

Scurzaf Buccia am Fesfi. Spiccldo — 
Tegna. Bemoccoli « Mollasc* Trippa, 
fiuzTiO^ Afidollone «« Gaodolitt. Semi, 
n PicoU. Qambo. 

Cocumer e n^elon e raeresgian glie 
f^ perd la p^c^nza ai ortolan. F\ in 
OrtoUn. 

J^ iffelpn gbe n't poccb de bon. 
Bisogna comperar iret^ poponi sc 
si vuoh inhmme due di buoni* 

Faa a m^piK SpiqclHU(0^ 

Faa C0||ie OP ftielpp. Coiio come 
una monna. Ft in Faa^r 

Lattada de gai^dolitl 4e melon. La^ 
M^ di semi di popone. 

Melon de Caravasg, Poppni caravag' 
gini, cioe vegneptici dal territorio di 
Ci^r^vaggio pel Bergap^^sco, i quali 
pni abbi^mp pe"* p^igljoui, 

Alelon d'EgitU Popon muschiato o 
di Gerusal^mme{T&vS' ^<*« in Cucumis 
Dudaim ). 

Melon de pianta yeggia. • . . Dicesi 
scl^r^ 4j persopa attempata e calva. 

Melon ipvernengb. Popone sfernino. 

Melon moscatell. Popone moscadel^ 
lO' Specie di popone di figura b>^ 
lunga,la cui polpa e di coli>r verde 
bianco, molto sugosa, dolce e delicala. 

Melonrampeghin.Pof^ow rampichinof 



MEM ( 

MeloQ rognos. Zaita, 
Melon soli. Papon itmgo e liscio bianco 
(Targ. Z>iz. in Cucumis melo verus). 

Melon tegnos o con la tegiia o 
crostos. Popon ronckioso o ronchiuto 
o bemoccoluto. 

Melon temporii. Popone primaticcio. 
On melon coci coci. Una poponelia. 
Una poponessa, Una zucca. Un mello- 
ne* Un popone vano, scipito, smaccato. 
Quell chc Tend i melon. Poponajo. 
Zucch e melon, ogni frut o ogni 

cossa a la soa slagion Oltre a 

CIO che ho gi^ detto in Friit(Y\ s'ag- 
giunga che talora questo nostro pro- 
Terbio equivale al toscano In ehiesa 
coi /and e alia tavema coi ghiotU o 
eoi gkiotioni^ cto^ Le azioui yanno 
confonnate ai luoghi. 
Mel6n. met. Tbsone. Clie ha tonduti i 
capegli — Berlone. Chi ha tagliati fino 
a I yiTO i capegli. 

Meldn Cost chiamasi volgarmente 

dai nostri lattai il Cumulu di mezzo 

che fanno in un piatio di panna mon- 

tata(/iilfime/). 

Mel6B per Salamm de testa. K Salamm. 

Melona. Zucconare. Tondere. Tosart, 

Radere i capegli, lasciar in succa rasa. 

Melon4a. Zttcconaio. Scorcio. TondtUo. 

Melons. Poponaja. s. f.d'arg. yiag. IV 

ajS). Po/H>na/o ( Bern i Bime II, aoa 

— Alb. enc). Luogo ove si seminano i 

popont ^ La Toce italiana Mellonajo 

▼ale luogo ore si seminano i melangoli. 

Patron de la mebnera Il 

padron di rasa. 
Melonin. Poponcino. Popone piccolo. 

Melonln Suol dirsi di un ragazzo 

il quale abbia tonduti i capegli, ed 
ancbe della Testa stessa di ufci fan- 
ciollo cosi tosala. 
Melonna. Lo siesso che Sgulinsgia. K 
Member. Membra* Il vol go usa questa 
voce solo nei modi seguenti : 

Member de cayall. T< de" Manisc. 
Fergella(Cre8c. HI , a5 ). 

Member e Mtrvher peccador. Mem- 
bro. Membra virile. Membra genilale. 
Membra di natura. 

I dotti e le persone colte V usano 

altresl nel signif. accademico, nell^alge- 

brico, ndrarchitettonico, nel rettonco 

n«i quali ha corso nella lingua illustve. 

lol. III. 



8i) MEN 

Mem^to. ilfemeii<o(Zanob. Di%,). Qudla 
preghiera che si dice ndla Messa subito 
dopo il Sanctus per raccomandare a 
Dio ogni prossimo nostro ^ Fig. Un 
tieniammente^ cio^ Percossa o Rimbrot- 
to che debba servire altrui di ricordo 
Valeyole a ubbidire i nostri voleri. 
Memorihel.Memorabile. Memorevale. M<r- 

moranda. 
Memorindom. s. m. Memaran€lum{PBn. 
yiag. Barb, II, ai8). Gosa memoranda, 
cosa tale, o yuoi per bont& o vuoi per 
tristizia, che non possa facilmente 
andare in dimenticanza. 
Memorta. Memoria^ e antic. Membra. 
A memoria d^omen. A di de* naii. 
And4-via la memoria. Cadere della 
memoria. Uscir di menie ; e famigl. 
Andare in acqua la memoria ad una 
(/anon. Bag, vana p. 55). 

Di-si\ a memoria. Dire a memoria. 
Fa memoria a vun. Bammemorare 
o Bammentare altrui c/tecchessia. 

Memoria de bronz(Mag. Int. II, a So). 
Memoria tenacissima, 

Memoria de gatt. Memoria infedele. 
Memoria labilisstma. Panier per^6 la 
dicono i Francesi; e di chi Tha tale si 
suol dire ch*egli h un Ser Ismemora 
(Sacch. Nov. 197) o Una Smemoratac- 
cio. — I Fr. dicono anche // a une m^- 
mof re de lievre , il la perd en courant. 
Ona gran memoria. Memoria tfa* 
sciatai^'Ay. in Pr. fior. IV, 11, lao). 
Memoriona. 

Pien de memoria. Memoriosa. 
Quand se gh"* ha minga de memo* 
ria , se notta. Chi non /ta memoria ab" 
bia carta(?n}8. fior. Ill , 11 , 34 )• 

Kefrescagb la memoria. Tomare al^ 
trui alia memoria checchessia. Bitor^ 
nor checchessia nella memoria ad una. 
Trass in memoria. Bidursi alia me- 
moria. Becarsi a memoria. 
Mem6ria, Bicordo, Memoria. Memoriale. 
Fann memoria a Fann-gi6 ona me- 
moria. Farne ricordo* {cordi. 
Librett de memori. Libretto da ri* 
Memoria. fig. Un tientammente. 
Mem6ria. Bicordo, Pegno. 
Memorial. Memoriale. Supplica. 
Memorietta. Memoriaccia. 
M6n. Meno. 

De men de vun. Meno d" alctmo. 

11 



MEN < 

Lira pu lira men. On poo pii on poo 
men o sim,^ N^ pii n^ inen. f^. i#t Pii. 

Vegni al men. f^enire in basso o in 

cattivo stato o in deca: lento, Declina" 

re. Decadere, Andare al basso o al 

' dichino* Scadere ; e comic. Di buona 

. budia essei^ a debole cappella — L" e 

. Yegnuu al men. JLe acque son basse — 

Talora dlrebbesi anche JDi messere 

tomb sere o di papq, oescosH) o di bo- 

dessa coujersa o vero Ser Grisanle^ 

di maestro lavoranU{JAon.os* p. 276). 

tfenil. Menare. 

Fomi pii (le men alia. Mestarla e 
rimestaria, RUnennrla a lungo. 

Ghe voaur oiler carr a menamm 
via. f^. in Carr. 

Lassass menu-via. Lasciarsi aggirare 
o levare in barca o in groppa. Ca- 
ifuicar la capra. Credere rucilioeote 
checcliessia anche inverisiinile. 

Lassass inena-via di clncciiT. La- 
sciarsi inJilzardaUt c/aWe(Mag.O/7.344)' 

Menk him. Menar buono. Dare per 
concesso, (Rd^z. 

Menii bulla o Mena del ruzz. f^. in 

Men& dent. T. dede Cucii rici.f^. Roba. 

Mena vl cazxuu , el cuu 9 el dent , 
el fcUon, ecc. f". in Ca^^zuu, Cuu, ecc, 

Menagh dent. RimeClervi di capitate. 
Scapitarci; e comic. Andar per. la ^^ 
cima e lasciarvi il sacco, ts in quest o 
' lenso che i jncrcanti sogliono allresi 
dire che II guadagno va dietro alia 
cassetta, (nari 

Menagh dent da nee. Himettervi de- 

Menagh dcmt la coa. Lo stesso che 
Mettegh on sciainpin. r, in Sciamphi. 

Mena-gi<). Pervuolere. Batlere. Dar 
delle picchiate o mazzate sorde. 

Mena i gamb, i polpett, i sciabe), 
i sciamp , ecc. K. in Gamba , Polpct- 
ta , Scidbeln , Sciimpa , ecc. 

Mena la coa , la gamba , la man , 
la polenta, la polta , la tapella, ecc. 
F. in C6a , Gamba , Man , P6lt , Po- 
lenta , TapcUa , ecc. 

Mcn^ r uss inanz indree. K. in Uss. 

Men4 per el nas. r. in ^as. 

Mena per la bella. Fare alia palla 
d* uno. Tener a loggia uno. 

Mena-su. Menar sti{SaiCc\i. Nov. i45). 
Basviugare. CaiUtrare. Afenar prigione, 

Meua-si]^ o Taj^^sii el fi^u* V. ui Fen. 



8a ) MEN 

Mena-via. Indarre in errore. 
Menu- via. Agguindolare. f. Pa-sii. 
3Iena-via. Abbagliare. Duu ciar men- 
nen via. Due lumi abhagliano. 

Mena<via con di bej parolL y. in 
ParoUa. 

Mena-via el coo, la visia, ecc. y. 
in C(So neWApp.^ Vista, ece. 
Mena-via vun. Catturare. 
Mena vun per slrasciaria. ^. in Stra- 
sciaria e in Sala. 

Sav^ nicni^ la barca^ F, in Barca. 
Mena. Suppiirare. Far rnarcia. Oicesi di 
vescicanti , cauterj e simili. 
Fa mena. Far suppyrare. 
Men4a. part. pass, di Mena. y. 
Menaa-via. Annovellato.^ 
Menabo. y. Mennabo. (faj. A^. 

Meuucc. T. di Cart. Lo stesso che Strao- 
Meiiada. T. di Giuocu. Mossa, ll muo- 
vere , parlandosi di giuochi di dama , 
scacchi e siiuili , una pediua o un 
pczzo , e quindi Far buonef, o caltwa 
mossa 9 secondo cbe si muovano be- 
ne o male. 
Menada. tig. Mena, Raggiro, Inirigo. 

niuppo. Cabala — Pincianella. 
Menaditl. K. Mcnnadid. 
Meuadiuua. Menalina(lAWjh. Diz. ). 
Meuador. Memdojo, F, Menadora. 
Menadr^r, T. di Cart. Lo stesso che Stran- 

faj. r. 

Menadora. Menatojo, Strumenlo col quale 
si muna o dimena o muove checcliessia. 

Menadora c/te anche dicesi Meuadi]kra. 
Scaimo^ Melle barohe ^ queIl'*appoggio 
del reiiio che altri dice Remaroeida. F. 

Meuudora. V* Monera. 

Menadura per Menadu Jig, e per Mena- 
ddrti sig, a.* F". 

Meuaj , che altri dicono Menali o Mena- 
vol. Fuso. Quel cilindro posato per 
liiiea orizzontale o sia per piano, cbe 
mosso da una ruota a cassette o 
dentata o comunque da il moto a 
ruote o ad alheri, o a alanghe di al- 
cuna raacchina., coine filatojo , gual- 
chiera, torchio, ecc. 

Menali per Menaj, F. 

Menalla. Rimeiiarla. Rimesiaria, Menela 
pu uen. Fiay la non si rimeni o ri-^ 
mesti pill. 

Me nan. E lo stesso cite Lizun. F» 

Mcnant. Servo. Servilore. Famiglio. 



MEN ( 

lfenanl-c-Scrvili5r(o f>ero MenQnt-«-B^ 

goln) Ordigno composto di 

doe ferri o legni rongegrtati ad an 
golo e Gtti neir albero d^ uo infi-an- 
tojo da olio, che aggiralo dair albero 
stesso ha per tifiicio di sollevare, 
raccogliere, rivolgere e mandar sotto 
la macina tulti i semi okiferi da in- 
fraogersi. Ne'torchi da olio genovesi 
r ordigno ^ diviso in due, cio^ nel 
Menant che dicono Mescia o sia mesta- 
tojo , e nel Servitor che dicono Pala; 
il primo solleva e manda le olive 
al centro della macina ; la seconda le 
rimanda dal centro alia circonferenta. 
I ProTenzali sostituiscono a quesf or- 
digno un mannale il quale con una 
paletta ottiene lo stcsso intento, e 
chiamano questo manuale Diablotih ; 
e perci6 il Grisellini con santa inno- 
cen£a(Dis. X, iS^) dice che in Pro- 
Tenza Un rttgazzo duamatn il Diapo^ 
letto pasce la mala de*t6rchi da olio. 

Menaraeiila per Remarteiila* f^. 

Menarost. F. Mei aar^st. 

3fenasci6n che anche tUcesi Manesch o 
Lad in de man o Mennasci<Sn. Mane" 
SCO, Manuale. Ch'^ k delle mani, Dante, 
Uomo inclinato e pronto a percnotere. 
Vess on menascion. Esser delle 
nuzni o manesco o manunle. 

Meni^Tol. v. cont. dell' A. Mil. Menatojo 
da pulenda. f^. Canella. 

MenJiirol per Menij. y, 

Menda. Bunendare. Ricucire in maniera 
le rotture de" panni ch^ e^ non si scor- 
ga quel roancamcnto. 

Hendada. Bimendatura. 11 rimendare. 

Ifendadinna. Dim. di Mendada. r. 

Bfendadi!ira. Bimendo. Bimendatura. La 
parte rimendata. 

Mendadonnna. Dim. di Mendadi^ra. V. 

Mend^. Bimendatore (TomM. Sin. a.* 
edix., p. 8o4 )• 

Meiid^ra. Bimendatora (TomTkS. Sin. i.* 
ediz., p. 533). Bimendatrice. Bacco- 
modatrice. Colei che rimenda. 

Mendiclint. Fra noi si usava solo da qtud- 
ctmo parlando dei Frati Mendicant! 
aUorchh esistevano in paese, 

Mendkch. Mendicd. 

Mendlnna. . . . Un picciol rimendo. 

Mend6. Bimendatore. Colui che rimenda. 

Mendosali Rimendare alia meglio. 



83) MEN 

Mendozzto Tutto rimendatlirv. 

Meneghin Fra noi eqaivftle a 

Ilffl:?nese, e propriamente a nit di:l 
volgo. - Il Meneghina delle eommedie 
milmesi o simili f» rufllcio dello 
Stenterello de* Fionentini , del Pania- 
lone de* Venetian! e d'attreUaK ma- 
schere - Vogliono gli ^rudifi che que- 
sto nome di Menegkin sia sincopato 
da Dameneff/tin (nella qtial supposi- 
zione e^sarehbe fratello del volgare 
toscano Menghino — Fag. Com. If, 
?)3o), ed ahri che proyenga da 
Domenega o sia Servitor de la dome" 
nega. Anche il Vocab. venez. ( in 
Domeneghin)- ha Servo domenicale — 
Una satirica descrieione del Meneghin^ 
considerato i^me servitore tollo apre- 
stanza per la sola doroenica, ci ha la- 
sciato Guidon Ferrari sel ToL VI, 
^. n^o t ^^\ delle sue Opere impretse 
in Milano nel 1791* 

Meneghhi. ad. Milanese volgare. 

Dill in bon Meneghin. Parlare al- 
tnd in volgare(cto^ chiarissimaroente 
Mach. Op. VI, 146). 

Meneghin^da Una locnsione mila- 

uese idiotica. L*e borlaa-foeura coni 
ona meneghinada. GH scappb di bocca 
un idiotismo milanese. Disse uno sfar- 
fallone quasi fosse un del volgo mi- 
lanese. Diede in un barbarismo mila^ 
nese de*piu triviaU. A senti qui] sftu 
meneghinHd Tera robba de s^cioppli 
del rid. Con quel suo giulivo parlar 
milanese cifaceva schiatlar dalle risa. 

Meneghin^sc Chi favella idiotica- 

mentein milanese. V^ on bon Meneghi- 
nasc. iun btton pastricciano di Milanese, 

Meneghin^scb Aggiunto di par- 
lar idiotico milanese. 

Meneghinna. s. f. Una Milanese del volgo. 

Meneghinna. fig. Zombamento* Bivellino* 
r. Buratl(5n^g. 

Da la meneghinna. Pirchiare, Per^ 
cuotere. Zombare. Bacchiare. 

Mencghin6n. .... Chi nsa il parlare idio- 
tico milanese in tutta la sua ptenezz*. 

Menemin che anche scrivesi Mafiam^n. 
Pressoclie. Quasi; con fruse pisrojese 
contad* j4 mono a ifiii/feo(Cini Des. e 
.S^. I , I ), e secondo il Buonar.CTVuii^'a 
1,1) Amman amnumo — De meneman. 
Mono a nuuio. Di mono in numo* 



MEN ( 

Me«er« Randtllo, Bastpne. corto e pie- 
I gftto in arco che serve per i^trignere 
e serrar bene le funi coUe quali si 
legano le some o cose simili. 

Miner. Menaiojo. Strnmento col quale si 
mena o dimena e muove qualcosa; e 
fingolarmente quel grosso e lungo 
pezzo di feiTO con ciu si dd moto al 
tirare della tromba da attigner acqua. 

Meuer. Basione. Quello con che si fa 
girar la morsa. 

Mener per Siiknn\guinzaglio). F, 

Men^a cfie anche dicesi Menad6ra. Gi- 
ratora o Menarina{Ci\OT, agr. H, aBg). 
>^<sp4e/vi(Cav.Carena Oss.sulla tralLdel- 
la seta - Bib. ital. genn. t858). Bagazza 
che nelle filande gira il naspo per av* 
Tolgervi-sd la seta Iratta dalla traltora. 

Mdnera. T. delle Arti^ Cftiai^e. Strumento 
di ferro con un occhio di varie forme 
che si adopera a invitare e svitare affer- 
rando nelf occhio la capocchia della 
vite e aggirandola secondo il bisogno. 

Menera di ball deboffelt Chiave 

da svitare e invitare i dadi da mantici 
di calcsse. Ha 6gura di zeta N gentile. 
Menera doppia.C/iiai^ doppia.QueUA 
che ha due occhi , cioe un occhio per 
ciascuno dei suoi due capi. 

Menera inglesa. Chiave a martello? 
Chiave fatta con due martelli di ferro, 
Tuno fissoy Taltro mobile; agguanta 
i dadi (balett) fra le penne dei due 
martelli.E la Clef angiaise dei Frances!. 
Menera quadra. C/Uave da dadi. 

. Quella che ha occhio quadrato o esa- 
gouale per invitare o svitare i dadi 
{baUU) nei varj lavori. 

Menera. T. de'^Boltai. Tira/ondi. Ferro 
luogOy a vile 9 tagliente* cbe termioa 
in un occhio^ e si usa per leyare o 
allogare i fondi delle botti. 

Menera. T. de^Carrai. Subbiello. Pernio 
che gira sui rotelluni d''un ealesso 
per allimgare o accorciare i cignoni. 

Menera. T. di St. Chiavarda. V' Ciodon. 

Menera. T. de*Tint. Cavigliatojo. 

Menerin. T. delle Arti, de'Carroz. ecc. 

. *..... Chiave da dadi di minor dimen- 
sione della cosi detta Menera quadra , 
roa di forma eguale. Serve per invi- 
tare e svitare i dadi piccini (6a/e<//nn). 
Menerin s^cepp. Chiave aforchetta? 
Chiavt a occhio feaso.che ra^omiglia 



84 ) MEN 

in qualche modo a una sanca di gam- 
bero» e serve ad afierrar que* dadi o 
quelle viti che per la loro posi^ione 
mdle si potrebbe agguantare coUa qua- 

Menerin. F. in Vit. (dra. 

MenescMch. Maniscalco. 

Menistra o Min^tra. Minestra ; e in ger- 
go Micca, Basina. Paste^ risi o simili 
cotte in brodo. 

, £1 canal de la menestra. // condoUo 
de* singliiozzi, V inghioUitojo, II canal 
delle pappardelle. F. Gora e Canaruzz. 
La menestra Y k la biava de romm. 
F, in Biava — I Toscani invece dicono 
che Grano pestoja boon cesto, 

Menestra rescoldada la sa de fumm. 
Cavolo riscaldato e garzon ritomato 
nonfa mai buono(Monoa, p. 11). Cioe 
un"* amicizia rotta e poi riconciliata 
non ritorna col primiero fervore. 

O mangia sta menestra o sol la sta 
fenestra. F> in Fenestra. 

Pigrizia voeutt minestra, ecc, F. in 
Pigrizia. ( F. in Bis. 

Bis e fasoeu menestra de iioeu, eca, 
Spu^ in la menestra. Darsi del dito 
neir occhio. Farsi danno da per si 
stesso , ed i quasi lo stesso che Dass 
la zappa iu siii pee. F- in Zappa. 

Menestra. Minestrare. Fare la scodella 
{^noh.Diz.).Scodellare.}iLeX\eve la mi- 
nestra nelle scodelle, fare il minestra jo» 

Menestra. gerg. Tamburare. Tambussare. 
Dar delle busse. 

Menestree. MinestrajoiZw^oh. Diz.). Ba-- 
sojffione. Mangiaminestre. Uomo che 
ami assai la minestra. 

Menestrde. fig. Dante. Percotitore. 

Menestr^ra. Gran mangiaminestre. 

Menestrinoa. Scodella{^fior.), Quel piat- 
tello di majolica o simile, pid spaso e 
fondoluto degli ordinarj , di cui si fa 
uso per mangiarvi minestra o zuppa. 

Menestrinna o Minestrlnna. Minestrina. 
Minestruccia.Minestrella. Minestra dili- 
cata, brodosa, e in non gran quantita; 
le pill volte da ammalati o malaticci. 

Menestr6n o Mineslron. Minestrone(\osc. 
— Zanob. Diz.). Fra noi i propria- 
mente quella miuestra in cui entrauo 
a compagnia riso, fagiuoli, cavoli 
cappucci, e spesso anche sedani* ca* 
rote ed altro. 

Menia. v. a. Malinconia? 



MEN ( 85 

Menirai!^. T. de*Foraaciat Chi 

carreggia a roano i matton crudi dal- 
Taja alia fomaceove hanno a cuocersi« 

Menlsc. Piastriccio. PottMcdo. Guaua- 
bugliOf e specialmente di cose liqui- 
de» o rhe steoo state umide ed ap- 
piccicate insieme malamente. 

Mealsc. Bg.GarbugUo. Intrigo, Imbroglio, 

Henisc. t. coot Il pane di grano- 

turco sbi'iciolato e intriso nel latte. 

Meniscia. PoUinicciare. Far ]H>Uinicci. 

tfeon che altri dicono Mener. T. di Ca- 
nattieri e Cacciat. GuinsagUo? - La no- 
stra voce procede forse dairanticu 
ligustico Mellum o Mellium, 

Mennabd. Guidiu Traccia, Ogni indicet 
ogfii rubrichetta o simile che cooduca 
idla cogniiione di libri o cose mag- 
giori. La nostra i Yoce che si usa 
particolarmente nelle stamperie. Fra 
iJ nosCro Mennabd ed ii Guide^dne 
de* Frances! esiste qualche afiinita. 

Mennadid (A). J menadito, Modo avver- 
biale che si usa cot verbi Conoscere^ 
Sapere e simili, e vale Sapere per 
Tapponto, sapere benissimo. 

Mennafait. 3fillefanii? {Scuppi Op, p. 5o). 
La nostra e voce antica che leggesi 
negli SiatuU degli Offellari milanesi 
a pag. 16. Treggea per cosl dire di 
pasta che i Siciliani chiamano Milin- 
fanii e i Napolitani Millenfante, 

Mennafrecc. iiodomonle. Gradasso. 

Mennafrecc. Freddoloso. y. Sgenee. 

Mennafrecc I piik degli spazxa- 

cammini sono Vegeztini i quali raddot- 
tisi il maggio alia loro valle ne riscen- 
dono a not coU^ottobre per esercitare 
il loro mestiere in citlli. Quiodi per 
rabbia del rivederc questi furieri del- 
Tinverno il nostro volgo li nomina 
apportatori del . freddo (mennafrecc). 

Mennalevia o Pezzig6tt. Impastapane. 
Jmpaslatore. Colai che impasta , che 
intride la farina per fare il pane. 

Mennamolm Colui che mette 

in moto i filatoi o torcitoi della seta. 

Mennamolin. 6g. Reclute. SoldaUlU. Gre- 
gatj^ e col Chiabrera (Guerre de'Goti 
11, 37) Guerrier mimUL 

Mennapas. PacUro* Uomo che faccia il 
paciGcatore. 

Uennttp6lt. Mesiaiore. Talora anche in 
sense diBaggiruiore, Baro, f^ Baloltin* 



) MEN 

Mcnnar^st. Girarrosto. Menarrosto, Mu- 
linello da spiedo come lo dicevano gii 
lo Scappi e i Romanesrhi. Quel con- 
gegno di mote, di catenelle, di ven- 
lole, di pesi che, montato a guisa 
d*orologio o animato dal fumo o da 
altri motori, fa aggirare sul proprio 
asse e con regoUta mjsura di tempo 
uno o pi{i spledi in cui sono confitte 
le cami che si vogliono arrostite dal- 
r azione del fuoco in faccia del quale 
k collocato. Lo Scappi, il Rocchini ed 
altri lo dissero anche Orologio da 
spiedo. Nella scala di perfeziooe che 
questo fratello cadetto deir orologio 
e venuto conseguendo , si specifica in 

Mennarost a tambor .... Girar- 
rosto cosi detto perch^ ha da piede 
un cilindro(tam£»or) sul quale, come 
sul tamburo degli orologi,si viene sca- 
ricando la catenella che k misura alia 
durata del suo girare. Lavora o mon- 
tato a guisa d'^oriuolo o aggirato dal 
volgiarrosti o sia dal giuttero di cucina. 

Mennarost a rodon Girar- 
rosto messo in moto da una gran 
ruota a cassetla la quale vien fatta 
aggirare da un cane che va tentando 
colle zampe di farsi via in sulla cir- 
conferenza della ruota stessa. 

Mennarost a fumm . • • Girarrosto 
a cui sMmprime il moto dalle alie 
(vent) di un perno rispondente nella 
gola del cammino aggirate dal fumo 
che va salendo per quella. 

Mennarost a cassetta .... Girar- 
rosto che trae il suo nome dalP essere 
nascosto per cosi dire in una cassetta 
fuor della quale solo si veggono le 
alie(i vent) temp^atrici del moto e 
le funi rispondenti al contrappeso. 

Mennarost a vapor Girar- 
rosto cosl detto impropriamente il 
quale e di struttura gentile, si che si 
potrebbe quasi chtamare Girarrosto 
da tavolino; ed e quello che i Fran- 
oesi dicono Toumebroche a main, 

Tira-sili el mennarost. Montare il 
girarrosto. 

Vess-gid el mennarost. Essere scar- 
rico O smontato il girarrosto, 

Mennar6st. met Orologio guasto, 

iiTegolarcy e dicesi per lo piu di 
oriuoli grandi pUi ddl comune. 



MEN ( 

Mennascidn per Blenasci6n. V. 

Meonasira Espero notUfero. 

Mennatordn^ 7>ficio/o/r« ( Nelli Serve al 
fomo I, 3). Chi fa le minestre. Ap- 
paltone. Mestatore. 
Menoavia. 8. m. Aggiratore* F* Baluttin. 
M^nsa' T. eccl. Mensa* 

Mensu&]. 8. m Nome di quella 

tassa di venticinque mila sciidi il 
inese che T Imperatore Carlo V im- 
pose (a vece di e5timo prediale e 
mercimoniale) alio Stato di Milano; 
tassa che dur6 con varia misura se- 
condo Tanellt di tempi e stato sem- 
pre malequamente ripartita cos) co- 
me le ah re tasse dette Diaria, Dia^ 
rietta^ Rimplazzo^ Sale^ CavalH^ ecc, 
sinch^ la degua Imperalrice Maria 
Teresa non ci ebbe definitivamente 
beneficati del nuovo Ceosimeuto. 
M^Dt. Mente. 

A ment qnietla. Ad animo riposato, 
A posato animo. A riposato animo. 

And4-via de la ment. Coder di menie 
o della menie checchessia. 

Avegh in la meut. Ai^ere in animo, 

\yh nanch per la ment vun. Non 
badare a uno. Non curarlo. Fame (fuel 
conto che del terzo piede che non si ha, 

Cosse V k vegnuu in ment. Che mai 
H saltb in capo o ti venne in Jantasia ! 
Qtutle mai Jantasia ti prese ! 

Di a o de ment o vero Fa a ment.Porre 
mente. Badare. Attendere, Dar retta, 
Tenere o Metier mente a checchessia, 

¥k a ment a vun. Por mente ad uno 
(Buonar. Tancia 1, 5), cio^ osservarlo. 

Fagh a ment. Porvi me/>fe($acch. 
Nov. 8i). (V, loa. 

In mente Dei. In Jieri (M»ch, Op. 

Passa nanca per la ment. Non car- 
der pure in pensiere, 

Quand el me veil in racnt. Quando 
mi si rixfolge per Vanimo, 

Quand se gV ha nient olter per el 
coo o per la ment. Ad ammo scarico. 

Tegni a ment. Tenersi a mente. Te^ 
nere in memoria, 

Tirass in ment. Bidursi alia menie, 

Vegni in ment de dl, (a, ecc. Cai^ 
der in menie di dire 9 fare^ ecc. 
Mtota. Mtnta. Erba nota. 

Mentfr piperita o peperiglia. Menta 
peperintf o peperiia o pipeiina. 



86 ) MEN 

Menta satvadega. Mentastro. 

Mental. Meniafe, 

Mentnlm^nt. Mentalmente, 

Menter. Voce cite usiamo solo nellafrase' 
In menter de quella. In quel mentre. 
V, anclte in Quella. 

Mentida. Mentita, Smentimento, 

Mentin e al pi, Mentitt . . . Dolci regalati 
di rosollodi menta; diavoloni di menta. 

Menikdcr. ad. Minuio. 

Cogi de menuder. F^ in Caga. 
Deghi bonn tappelleghi menuder. 
y, in TappelU. 

De menuder. Per minuto. Per lo 
minuto. Per la minuta, 

Ouardik o Varda de menuder. Misu- 
rare checchessia a bracciit piccole(VeXU 
nelle Op, di Mach. VII9 loa). Guar' 
dare per soltile{MB%a\. Lett, Ateis^ SGg). 

Meni\der. Sottile. Mingherlino, 

Menilkder. s. m. pi. T. d^Agric. Le seconde 
raccolte{*s.in, — Gior. agr. i84o, 
p. 3o5). Biade minute o serotine(LB$iri 
Op, V, 69). Le semente serotineiid,). 
Biade 6accelline{fi\or. Gt^orf^. Xll, i35). 
Le biade marzuole. Nome collettivo 
di que' cereoli che si coltivano c ven- 
gono a maturanza ne'campt dopo 
mietuto il grano; in certo roodo i 
Petits bUs o Menus grains o Trimois 
dei Frances!. In'Brianza vanno sotto 
questo nome il siciliano rosso (/or- 
mentomn\ il grano saraceno (y>w/wrt) 
e il miglio che si coltivauo dupo il 
grano e la segala. Nel Basso Milanese 
secoodo il Daz. Merc, sono delti Memt' 
der (e dagli scHttori agrarj nostrali / 
Minuli) il miglio, la vena, la veccin, 
la melica, Torzo, i lupioi « e fiu am*o 
il riso e le castagtoe. 

El regoeuj di menuder. La raccolta 
in sulla seccia{G\or, Georg. IX , — ). 

MenOdra. Ad. di Acquetta e Legna. /^. 

Men ud raj che anche diconsi Menus e Mc- 
nudrarij. Minuiagfie, Minutxaglie. Mi- 
nutame. Quantita di cose minute. 

Menudr^ja. Fanciuilaja, 

Menudi'in. Mnutello ( BraccioL Sch. XII 9 
ti). Minutino, Mingherlino. Soitilino. 

MenOs. Le cose.dentPo{C9S, Cr.) Fratiaglie, 
htteriorxb^ Frktura. I soUigliumi di ear- 
naggiy come cervelUy granellit ecc. 
Menus de polaria* y. in Pokria. 

Mentis, gerg. Testicoli.Fagiudli^GraneUi. 



MER ( 

Men^B. Minutaglie. K Menudraj. 

Menusaria Collellivo di Menus* V, 

Hfeopategh. Omeopatico. Nou ^ da cre- 
dere quanto ogai novita spiani la 
Yia alia V0CI9 per aslruse che siano, 
fra il popolo d^ogni specie. Questo 
grecisnio s'e fatto comuoissimo nelle 
bocche milanesi, ma con una scapa- 
tura curiosa la quale tramuta rt^/ioid; 
(similare) ncl Meicav (minore) » del che 
vcggano que^ deirarte. 
Mercaa, e anche Marcaa. MerceUo, 

A strascia mercaa. J bonUsC mercato. 

Clie gran mercaa! Ih o }*oh che 
gran cosa! 

De sora incrcaa. Giunta. Di soprap- 
piu. Per giunta. 

Do dona e on^ occa fan on mercaa. 
Tre donne Janno una Jiera^ e due un 
mercaio\*iosc. — Meini in Tomas. Sin. 
m Fiera), y* anche in Donna. 

El bon mercaa el strascia la borsa 
o el mauda Tomm a Tospedaa. y, in 
Borsa e in Ospediia. 

Fk on mercaa di scov. y, in Scoa. 

Pa Unt mercaa su oua robba. MC' 
siarla* liimenarla, — Far d^una mosca 
un eUfanie. 

Lassass mena-via del boo marcaa. 
Calarsi al biwn tneixato , cioe Lasciarsi 
persuadere dal prezzo vile a corape- 
rare cose di puco buona condizione. 

Piazza del mercaa. 5Iercareccia\^iosc. 
— Targ. yiag. 111, a5i); e se mollo vasta 
Mercaldle{^ Uj&c. - Tom. Sin, in Fiera), 
Mercant o Marcant. Mercante* 

Fix el mercant. Fare il mercante. 

Vk orcggia de mercant. Fare il hue 
allor capannuccia{}/lomg. Ser. nob. Ill f 
55). Far orecchie di mercante, 

Giuga al mercant in fcra. Fare al 
mercante m ^era( *fior.). Sp« di giuoco 
assai conosciuto che si fa con due 
mazzi di carle da tresctte. 

Mercant de brazz Mercante 

che Tcnde tele cotonine, percalliy 
merini, scialli, madras » ecc. 

Mercant de &aik.Spia. Soffia.Soffione. 

Mercant de figh seech e Mercant de 
pell d^inguill. F. piu innami, 

Mercant dc gran. Granajolo^ Gm- 
naiuolo? Granatino, Chi negozia di 
grani alPingrosso nutrendo il com- 
mercio minorc^ de^ biadajuoli (postee). 



87 ) MER 

Mercant de mels o merz. Merciajo, 
Chincagliere* 

Mercant de mobel. . * i • Mercante 
che yende mobili. 

Mercant de moda. Modistai^ftot.)* 
Chi ha bottega di robe di moda. 

Mercant de nev. F. in N^r, 

Mercant de pann. Drappierg, Pan" 
mere. Pannajuolo* 

Mercant de pell d'*inguill superiatisHf 
del Mercant de figh seech, Mercalan' 
tuzzo di feccia d^asino? Mercantuzzo 
di strin^he(Dom Zucca^ p. 35). Mer- 
catantuolo di quattro denari* Merca- 
tantuzto di merda, Mercante da poco. 

Mercant de seda. Setujuolo. 

Mercant de tila. 2'elaruolo. 

Mercant d'or. Mercante di oro Jilor 
to , cjoe di passamani fini « frange » 
liste d^oro in seta e simili. 

Mercant gross^MercanU grossOf ticco, 
Mercaota* MercanUssa, 
Mercant^. fig. Mercatare, Mercantare. Sti" 

raccliiare il prezzo di checchessia. 
Mercantell. Mercaniuzzo* Mercatantuolo* 
' Mercatantutzo. 

Mcrcantdla. ... 1^ moglie del mercantuz- 

zo o la donna che la da mercantuzzo. 

Mereanlil. Mercantile. 

Mercantil. fig. ^agio/itfi'o/e(Borgh. Lett. 

8 1 .• in Pr. fior. I \% iv, 76). Bnono senza 

esser esimio. // grano ragionevole. 

Mercant6n.^e/ra(anto/i«(Al]eg. \%']).Mer-' 

cantone. Mercante di gran conto. 
MercaLazisk,MercataMzia. Mercant, Merce* 

Ass de mercanzia. < 1 che unr 

Ass de mei&za mercanzia* i che si di' 
cono assoluiamente Mercanzia e Mezza* 
mercanzia. F, in Assa. 

Mett in stat de mercanzia. . . . Ridurre 

le derrate de'*campi in istato vendibile. 

MereoldL Mercoledh MercordX; oont. M^ 

core; antic. Mezzedima{Qio^ alia tede- 

sea MiUwoche^ mezza settiaaoa). 

Mercoldi di zener. ^ • • . . A noi Mi- 

Mercoldt grass. ) lanesi sono una 
cosa medesima per cagione del privi- 
Icgiato nostro CarnovtJeche.si protrae- 
va gia ai primi cinque e si protrae 
tuttavia a tulti i quattru primi giorni 
della quaresima oomune. Aveudone 
quindi a parlare in senso baccanalesco 
s" ha a tradurrc Mercoledi grasso 9 in 
senso ecclcsiastico DI di cenert. 



MER ( 88 

Mercdri c/ic pUk com, diciamo Argeni-yly, 
Argento vwo. MercuriOj dot. Idrdrgiro. 

Fi vedd Mercuri in rimpoUetta. 
Mostrar cose mirande. V, in Impolletta. 
Mercurial per M^tta. p^. 
M^rda che anche tUcesi C^cca, Ganga, 
Stercol e sutuli, Merda, Escremenio, 
Scremento ~ F'. anche Bo^iscia, PoUin- 
na, C^gher , ecc, - Registro questa Toce 
e parte della sua figliuolanza (ooa gii 
tutta, ch^ troppa le ne concede il 
▼olgo) per semplice debito di yoca- 
bolaristo. I giovani studiosi per6 evi- 
teranno questi putidori, ancorch^ in- 
Bocenti, come li sogliono fuggire le 
persone ben educate, uon cbe nelle 
scrltture, anche nel comun conversare. 

Av^ anind bruit de merda el ca- 
misoeu. y, in Camisoeu. 

Cap! o Conoss la merda al tast.f^- 
ser dotto in Buetio, y. Intend^scn. 

Cinqu e cinqu des, ti la merda e 
ml i scires. F. in Scir^sa. 

Color de merda de pover. F, in 
Col6r neW App. 

V e minga merda , ma el 1' ha ca- 
gada cl can che anche dicesi O suppa 
o pan moenj^ se do bin frasch bin 
foeuj., Essere UUCuna zuppa e un pan 
mo//e(Meini in Tomas. Sin. a Mine- 
stra). V h la medesima minestra* Vh 
iutla la stessa minestra(\yi). E tuUa 
Jiwa, TanCh zuppa come pan molle, 
E un piaUel di quel medesimi o una 
medesima minestra^hWef^. p. iia). V, 
anche in Can. 

Merda in bocca a cbi induvinna. Chi 
mangia merda di galleUo divenia in- 
dovino, 

O merda o sangu! CosU che vuole 9 
debb* essere a questo modo, Fadane 
che 9uole s*ha a Jat^ — Codte qui 
couie dicouo i Francesi. 

0mm de merda. /^. in 6mm. 

Ona merda ! La merda che U sie 'n 
go/a(GelU Sporta IV, 6). Nulla Un 
hel nulla, Pimto, In md d^ archetti, 
Zucdie, La nostra e voce bassissinia 
frequente in bocca della plebe e dei 
contadini allorche intendono di negare 
checchessia con atto di spregio e di- 
spetto. Te daroo ona merda. Tidarb 
un par di coma. Ti darb una fune 
che fimpicchi. 



) MER 

Qoand la merda la monta in loagOp 
o che la spuzsa o che la fa daga. Ab^ 
bondanza h vicina d'arroganza; e per- 
ci6 il prov. dice Al mat villano non 
gli dor baccheita in mono — - y. anche 
in Vil^n. 

Merda in sig, di Concime o Letame noi 
usiamo soltanio nel dettato coniad. 

Lassem la mia erba, che me n^io- 
caghi de la toa merda. . . . • Proy. 
che dimostra T utility delle sodaglie 
lasciate a tempo nei terreni. 

M^rda. Cerume, Quella materia gialliccia 
che si genera naturalm.* oelle orecchie. 

M^rda. Ad, d* Erba. V. 

Merdlida. 6g. Cacata fig. Una merda. 

Merdag^tta o Merdasgazza o sempL Sgiz- 
za. Maggio, Pallone di maggio. Pallone 
di neve* 11 Viburnum roseum o Sambur 
ciis arbor rosea de^bot. — In alcune 
parti della Brianza y^ ha chi confonde 
sotto questo stesso nome di Merda- 
gatta anche la Lentaggine, ciod il Fi" 
bumwn Lantana^ e ii Sertorelli lo 
registra secondo questo significato; 
ma io posso asseyerare che uella Bassa 
Brianza la Lenlaggine ^ detta Dazzif 
e solo Tumbella o il suo frutto as- 
sume presso alcuni il nome di Mer- 
dagatta. Ho io stesso legato coi ilazzj 
e coi daziiUi cioe coi rami e coi ra- 
muscelli di yibumo lantana, qualche 
tralcio di yite per fermare il quale 
al palo noo ayeva in pronto alcun 
salcio — In parte della Brianza alcuni 
chiamano altresi Merdagatta il Yibumo 
loppifoUo. 

Merdee. v. b. Tafanario. V. Ci^u. 

Merd^ per fAerddndmpiccio). y. 

Merdinna. Si usa aim di presso nel modo 
medesimo che Caccbinna. y, 

Merdocch. Merdocco^ e dottr. DepiUUorio. 
Psllotro. Dropace. Unguento atto a 
far cadere il pelo. 

Merdon. Merdellone. Un Merdoso. 

Merd6n die anclie dicesi Merd^. ^g. Im^ 

piccio. Impaccio, {peste* 

Lassa in del merdon. Lasciar nelle 

Merdon. Ad, di Pess. y. 

Merdonna. Mona merda, Una merdosa, 

Merd<Ss. Merdoso, 

Meregasc y, Melgasc. 

Meregnan. Melegnano, Nome proprio di 
paese che s^usa nel segucnte dettato; 



MER ( 

El perdoa Vi m Meregnm. Ifon f'i 
yiMrlMiv(Fa9. Gen. cor. I, t). £ yale 
aon T*^ pih perdono, non v*^ re- 
missione. li nostro dettato ebhe ori- 
gine probabilmente dal nessun quar- 
tiere iisatosi tra Fraueesi e Sviza«ri 
nella celebre batUgiia vinta il i3 di 
leitoiiibre iSiS a Mangaano dal va- 
loroso Franceico I.* di Francia. 
Mer6g61d. f^oce coniadinesca siMonima 

di fii^d o txh. F. 
M er^iiiur(on). Un mi stupisco* V. Fellpp 

ipmhrolto ). 
Merescitil. V. Maresci&ll. 
Meresciinna. Finesirata di sole. 
Meresgian. 3fon^iuiito(*saii^-— PoltU Diz.), 
MeUi 9degnosa(^T0m9tf^n.), Petonciimo. 
Petronciana* Peironciano. Melanzana 
(Targ. Toe. Istk. e Diz> in Solanwn 
insanum e SoUmum Melon genu), PihnlBL 
' e frutto nolo che anchc i Fr. chia- 
mano Meringeane e i Provenz* Merin' 
%ano. \\ petonciano piik conmne £i il 
frutto di color violetto, ed k quelle 
che il Boccaccio neir^meto cbiama 
P^rondamo violato ; ve n* ^ per6 una 
variety cbe fa il frutto simile ad un 
ooTO, giallo da prima indi bianco e 
di sapore amaroguolo, detta nell^Allo 
Mil. (Euv de pola. Uovo turco. Pianta 
e fruito deiPuoiHfCr^rg. Viz, in Sola-- 
nam meiengena Jtttctu albo) , e vi 
sono ancbe i gialli , e quei di Mussi- 
na -~ Curiosissiina ^ V elimulogia del 
nostro lombardo Meresgian cbe melle 
in mezzo qualcbe scrittore dicendolo 
Mela di Giauo, cioe porno sacro a Giano. 
Cocumer e melon e meresgian gbe 
fan perd la pascenza ai ortolan, y, in 
Ortolin. 
Meresgian. Bg. Baccellone. Bietolone. No- 

vone. Fagiuolo. F. Bad^. 
Heresgi&nna scherz, per Meridianna. F. 
Sleresgiauin. PetoncianeUa. 
Mcrct o Mirit Merilo. F. M^rit. 
Merg^sc. F. Melgasc. 
Hergola. s. f. . . . • Nome cbe i pescatori 
lariensi sogliono dare a que' bastoni 
sui quali accavallano le reti nel cavarle 
dell* acqua , percb^ ivi si rasciughino. 
Iferidiiinna. Gnomone, Orologio solare, 
Ferr de la meridianna. SUle se tut to 
pari, Gnomone se con piastrella bu- 
caLi da cima. 



89 ) MEft 

Merboa. AfeWfio(Gior. Georg. I, 110). 
Il6rit4 iisrato, e poet. Merto, 

£ntr4 in meret. Enirare net meriti, 

Fass di merit con vun. Meritare 

4tuno, Bendersi ifenemeriio eon alcuno. 

Pretension de salvass senza merit. 

F, in Pretensi6n. . 

Sav^ i 86 merit. T^emere di chec^ 
chessia meritamente. 

Vegni al merit de. . . • Becarsi a 
■ pamto o Fomre a iemdno di . • , . 
Merita. Meritare* 

Chi no me Toeur no me merita. Cki 
non mi vuol segn* i che non mi mertm, 
Dio gbe le merita. Dio la rimeriU 
O le ne renda merito. 

Tel in^ritet. TTi sia ildovere. Ben tisla. 
H^rla. Merla, Usiamo questa voce al 
femminile solo in 

1 trii di de la merla Cosl 

«biamansi Ira noi gti ultimi tre giomi 
di genua JO net quali per ordinario 
suol fare gran freddo. Dell^origine 
del dettato si oerchi contezza al Rac- 
conto cbe Defeadente Sacchi inserl 
neir Appeudice alia Gazzetta di Mi- 
lano del giomo 29 di gennajo del- 
Tanno i858. 
Hcrla e M^rlo. Merlo. Merla; e latina* 
mente Mirola. Il Tardus Merula degli 
ornitologi. »• In Toscana cbiamano 
Metiai quegli uccellatori cbe trafficano 
di mei*U. 

Caotk oome on merlo. Caniare a 
diroita; e fig. Cantare, Sgocciolare il 
barleUo. 

Cippeli merli, che ailri diconoan^ 
che Cippen i roerli, Pippen i merJi, 
Ciappa li merli, o vero Coed, Doiiian 
in sul fresch, Bfaramao, Ckxemel e 
simili, Scappad la maiio(Alleg. i5i> 
Scdppaii l*asino(knt Talanta 111 , 17). 
Faiti ueggendo.Ti so dire eke tu ilfaroL 
o simili <io/iume(Prose fior. IV. iti, 
78). f^e la <25 — locuzione ellillica che 
equivale a dire fatelo se il potetc, 
Te la do a fare — Nelli VJstr. Ill, as). 
Meltigli sidla coda un p& di sale ( Pa- 
nanti nel Corrier delle Dame di Milano 
del 1811 p. 4^0). Ohib6, non sarli, 
non fia mm, non mai. 

God o Avegb el bon temp del 
merlo. Darsi tempone. F* in Bont^mp 
e in GogbHta. F 



MES ( 90 

M^ria acqutrcea. Cosl dieesi in t/uaicbe 
parte del Milanese iV Martin pescd.K. 
Merlttfc. Merlone, 

Merlasc. v. deirAlto Mil. corrispondenie 
al MerosciiU fig, del nostra volgo* Vk 
on merlasc d^oa cortell, d^on tem- 
perin e sim, . . . £ un coltello tutto 
tacche, e uu temperinaccio* 
Mcrlasci6a. Grcui merlone. 

Mcrlecada. .v. cont. delFAllo Mil 

Giovane tropponccarezMta dai parentis 
Mcrl6tt. Merlotto. 
MerlottiQ. Picciol merlotto, 
Merli^sc. > MerluziO. Baccalit, Pe»ce nolo 
Merli^zz. 1 che e il Gadus Meriucius 
degP ittiologi — Labardone^ e pii!l 
corretUmente Labrador^ e il Merluzzo 
delta piCi grossa e migUore qualilay 
cosi detto perche si pesca presso le 
coste del Labrador. 
Merluzz. fig. y, Merluzzia e MagdhSS. 

Merluzzln Picciol roerluzzo. 

Merluzzin. fig. Magricciuolo-^, Scnatel- 

lo, afatuzzot nece, tristanzuolo. 
M^rza. V. deirAlto Mil. MartM. Messa. 
11 tralcio di vile novello che deve 
frutlificare neir anoo susseguente a 
quello in cut cbbe vita. 
Merz^d. Mercede, 

"His, Mese — A mes a ines. Mese permese. 
Caren ciar mes iorbur, careo lor* 
bor mes ciar .... I nostri contadini 
intendono dire con ci6 che i giorni 
d^ogni mese sogliono essere il rorescio 
del primo di loro. In Joscana inyece 
la pensano onninamenie al contrario 
dicendoti Secondo i calendi a quello 
attendi(t/Lonos, p. 58o). 

Cosse gbe n^emm del mes? d quanti 
sii^ noi del mese? -7- Noi siamo a 
Umti del mese tale. 

D^OD mes, de duu, de Irii, de qual- 
ler, de its, MensuaUy Bimestre^ Tri- 
mcstre^ Quadrimestre 9 Semeslre, 
£1 vfiBS di gatt. . . « . 11 gcuoajo. 
£1 prirom del mes. Il capomese, 
Mes che tira Irentun di . • • ... 
flese che cunta treottm giorni. 
Mes r6tt... Mese interciso^interrotto. 
Prenzipi de mes. Calende, Capomese, 
Quand la limoa la va col mes el fa 
firut anca i sees, f^ in Ldona (lunasione). 
Quell che no fa el mes fa la lunna. . . 
fSe nel meie corrente jion hai quella 



) MES 

temper^ che te jie devi ripromeitere, 
ella ti sar4 addosso uelUi limaziont 
che ne porta il nome, ancorch^ en- 
tri in altro mese. 

Vess de trii, quatter mes. Esser 
di tre , quattro mesi 9 cioe gravida da 
tre, quattro meai(Fag. Bime Y. 79 e. 1.). 
Vess in del canton di nceuy mes. • • 
Starsi rincantucciatOynon entrare in 
brigata » star a vedere 9 covar la cer 
ncre, fare la coracenere; tolta la 
metaCbra dalle donne incinte le quali 
nelle vcglie e nei balli si stanno da 
banda per ischivar ogni mala conse- 
guenza di trainbusto. 
M^ per Mesada. V, — Pag4 b Scoeud el 

mes. Pagare o Bitirare la, mesata, 
Mesada. Mesata, Un mese. intiero. 
Mesada. Mesaia, Paga d*un me^e. 
Mesasc. Accresciiivo intensivo di NLis, 
Per es. St^ trii mesasc in c^. Stare i 
bei tre mesi in ca^a(Maga], Let, scient, 
prima in principio). 
M^^c. Meschio. Miscfuo, 
Meschin. Meschino. 

£ntrada de vin e de molin V e en- 
trada de meschiq. r. in Vin. 

Guerin meschin. Guerrin meschino, 
Nome del protagonista di un romanzo 
notissimo che applichiamo a chiunque 
k bersaglio dt molte e strane sventure. 
Pover meschin. Tapino, Tapinello^ 
Meschinello, 
Meschinam^nt. Meschinamenie* 
Meschinell. Meschinello, 
Mes'cia. MiscIUa, 
Mes''cik. Meschiare, Mischiare* 

Mes^cia i carl. Scozzare le carte, 
Mescohire le carte, y, sotto. 

Torn4 a mes'cia. T. di Giuoco. Bi- 
mescolare% come pare dal deltato CId 
ha buono in man non rimescoli, 
Mesc^ia dicono in alcune parti del con* 

tado per Penciorlt. ^. 
Mes^ciada. Meschiata, Mescolata. Mesco* 

lamento, 

Mes^ciada. T. di Giuoco. Data, L'atto 

di mcscolare e dar le carte ai gioca- 

tori in una o piii girate. (stura, 

MesViauza. Meschiama, Mischianza, Me- 

Mes'ci6zz. Miscuglio. Mescuglio — Me-* 

scolanza metafor. 11 franc. Tripotage^ 

M^cola. Bomajola. Bomajolo, Bomajuo- 

lo, Arnese di cucina aotissimo. 



M£S (91 

MhcoU. B. f. Mesioia. Ptd«tUi o Cucdiiaja 
• cbe ^ast di rffme, di ettone o di latta, 
orfMa tm lati, let quale in teiU ha 
iin*ttceanocciatara cha le lien^ Inogo 
di manico. Ne fanno uso i zecchieri , 
i banoliieri) i combiaTalute e i cas- 
sieri per ripigliare dal banco ia ana 
Tolu sola molte monele e-iptrsarle 
ne^ McefaeUi. I Fr. la ehiamaii* Main. 

H^sola. T. d'krchiU Mensola. 
Wtola. T. dl Strum. Arco. Quetta parte 
delTarpa ia cui.aono inflisi i pirooi 
(Mrem) e i acaiifuoiii ai qoali sono 
raceomandate le corde. 
McsolMu. I Mensolina(Vt.f^itPii,Tpfn}9im. 
MesoLiB. I p.. 43). MbmaleUa. 
Mnol6m. T. d'^Aiclut* Mtnsolone, Becca- 
■ ieUo, PedmcdU* 
Meaa. Mnso* ^ 

Mem mandaa. Mandaiario. Mtmdato. 
■ Aw n b m stiu tmre perio pi& in senso spreg. 
Meaa numdaa no porta peona. V Im- 
• bmaewdore nom porta pema, 

Tom&pd n^ d mess n^ I'imbaisada. 

- Bo perso U* meMO e il mandntoifit^ni 
' ia Tomaa. Simon, a Muso). Non toma 

mS il mesto nk ilmandmio. Si dice allor- 
' ob^ mandatoaiper alctmo, ne yiene il 
eercato vA at rirede chi andd a cercaiio. 
Mtea. Afliarff // sagmfieio deW tdlare. 

A measa oon tiy ma miaga a bcT 
o aimili. In.chiesa ttco twnaU'osieria 
(Pan. yiag. Barb. I, 61 -^ id- Poet 
1, xav^ 55)u . . ' 

▲pptica la maaaa^ .* . . Dire la measa 
per ranima id^aleaDa data persona 
o par aleana data tntemSone. 

Canta . measa baasa. flg; CmUare 1 

paiemostri o Dire le orazioni della 

kef^uccia o deila, soimia. Dire delta 

• ' inoUna. laiproperare borbottando o 

brootolando S0U9 voce« 

Cb*el..vaga tm poo a aanti di mess. 

Si- dioO' dai botlegat a qoegli 

.air?eotori cbe d^nna meroe profiari- 
scaoa VB -preaiA minora del convene^ 
▼ole relaiivo^a ai.dice an^e per rim- 

- proTerare- alcuao aome sciopenitore 
in qudiunqae riguardo : nuoro roodo 

t di cneuliarci aema aiTederoene fra 

- noi e maggioringhi e popolari* 

Confess de mess. • . # ConfWssione 
della Umasina ricevuta per dire roessa. 



) MES 

Dl raessa. Dire meesa. Celebrdre la 
tnessa. 

Fk dl ona messa. Far dire una messa, 

Fagh dl dent di mess* Dare aU 
qnanU danari per far dire delle messe 
per Pdnima d' alctmo. 

Palla anch el pret a di messa. EgU 
emi il prete all* altare* Cade (o Be* 
oondo il Monos. Inciampa ) un qa^ 
pallo che ha quattro gambe* OgHun 
piglia de^ granoki. 1 

Fenida la tnessa V^ fenii i candll « « . 

' Si dice famigliarmente per indicare 

ogni cessar di luori o vantaggi che sia 

conseguensa natttfale del cessar le 

font! onde scaturivano* 

Gh?hoo minga levaa la measa. . . « 
Non gli ho detto cosa che m^rili di 
tanto adontarsi; alia ^m fine le fu^ 
rono parole e non fat 114 

Hin fomii i ffieas tt^imGre^ori *dddio 
ser Ugo eke la pagUa h data(VtAtSS. 6)« 
, Modo didire col. quale aecenniamo 
ia genere ceasaaione di lucfri :o van- 
taggi qualunque, *«. ispecie e fra g;o- 
eatori il non aver pid in niano carte 
atte a fare buon giiiuoo — ^ la una let- 
tera , ' aoritta da Firenze il 18 marzo 
i5aa a quel Giuvinui Matieo Oiberto 
cbe fu poi Vesoovo di Verona, Mon- 
signor Paolo GioTio died dhe carti 
militari • . . • • aitemdertmno a far 
dire le messe di sma Oregono(Atanagi 
Leilere Venesia 2oppin p. 40* ^^^ 
cbe il Lasca(C(im //, Noi^ i.% p.noi) 
mentova questa Mesee di son Orego* 
rio^ e tA, Pauli(p. 63) citando questa 
medesina frase con questo e cob al- 
tro teato del Berni la fa sinonima di 
EUa k iiOy Pk morta. Di qnesto modo 
rende qualcbe ragione il deareto 18 ot- 
tobre i6ft8 della Congregasione dei 
Rill in Roma che autoriiz6 le trenta 
. masse continue da morCo per liberara 
un'anima dal pnrgatorio a iroitazione 
•^ dl quelle' trenta che san Gregorio 
• - fe^ celebrara per la liberacione del* 
V anima di Gi natal suo monaco mortu 
e fattosi seppelltre in un letamafo con 
' tre scudi addosso del praprio« Forse 
anco il nostro dettato risole tra noi 
- sino al i5oo, anno in ctn fti distmtta 
r aniicbissima cbiesa di san Gregorio 
che asistaTa prasso S« Vittore al Gorpo. 



*rEs < 

La prima measa. Prima iiieA<a(In- 
gann. I , i — Targ. At. Ac. Gmi. Ill, 
585). Quelta che li cktce prima ogni 
di in ogni chiesa. 

L'^uliema mesasi. VuUima messa(TuB, 
Seech. \l , 36 nota). t quella che di- 
cesi ultima in ogni mattina e in ogni 
chiesa. I Franctfisi non sensa ragione la 
dieono Messe mmsqnSe. To campagna k 
frase quasi ignota perch^ nel ptd dei 
luoghi si dice una 8oki mesta ogni di. 

Ma gh'^e la meua. y. in Vess. 

Messa ambrostanna. Messa stcondo 
.a rito delia Chiesa ambrosiana. 

Measa bassa* hbua /niiim(Targ. At. 

Ac dm. nu 374). 

Mtna bonna o minga bonna. Messa 
valida o non ualida. Se tu giugni a 
messa dcttn che sia il vangelo la dici 
minga bonna *^ se prima* in quakin- 
que stadio, bonna, Fra le tre messe 
che si soglioDo celebrare per Nalale 
dici bonna 9 quauiunque erroneamen- 
te, r ultima, e minga bonn le due 
prime ae staccala 4la qu^a. 

Meis* catitada. Mes§a cantata. Qiiella 
ehe fli oelehra dal aacerdote cogli as- 
• sistentr dlaconali e oanUndo; la Missa 
cum nota come la disse Pio 11% «*€lia 
h cantata con mnsica dicesi - Mfessa 
cantada in musega, 

Mesta con Torghen. Una messa in 
su gli organi(krtA* TaL V, ii). 

Messa con Ten tual.^fe^M conpentuale. 

Messa de cacciador. Messa da cac- 
cntlonX Nic. Mert< Let, 89). Messa as»ai 
brere — Hoo sentii ona tnessa a la 
cacciadora , e via. Seniita mna messa 
iesia lesta, me ii^«iu2at(Manni reglie 
III, 67) — Messe el reptis de chasseur 
dioono andie i Franceii. 

Messa de la Madonna. Messa voiiva 
deila Beata y^rgine(Uugri Dit,). 

Messa del Spirilusant. Messa d^lo 
Spirito 5knlo(Magri Di%. — Mach. Op. 
X* 3f7 — Fag. Rime V, 16 c. I.). Messa 
che si celebrsi ndrapertmra degli stndi 
per invocare a \mo bene la Somma 
Sapienia. 

Messa de mort. Messa de^morttifHu' 
gjn Dit. ) , cio^ non qnella che in- 
nonii al Goncilio Toletano del 694 
si usara far dire nelle Spagne perche 
norisse quanto prinsa il proprio ne- 



9s ) JMLES 

Bttcov ma qilcHfr ohc «i dice in tulta 
Crisb'aml^ per raaime dei defonti. 

Messa de spoa. Messa del cangBun^ 
Itf. Qoella messa che si eelebra nella 
baftedisibne degli spoii.^ 

Messa de vir. . 4 . Ogni me$Bk che 
non sia de^ morti. 

Measa gfanda. .••... La messa 
domenicale eon irangelo* Anche i Fr. 
hanno la GranS messe ^ ma per efn 
intendono ia cantata. 

Messa innnrora Messa oe- 

lebrata ali^auvora. 

Messa noeura. Meeea no9ella(*Bor,). 
Prima messa(Cr, in CatUare $ V). La 
meess che si celebm per U prima 
volta dal norello saoer^te. 

Messa parochial . Messa parreechiale. 

Messa romanna. Messa seconds il 
rito delta chiesa laiina o romana. 

Messa secca. Sacrifitio presantifi-- 
e«lo(Alb. enc.)« Messa preeanUficata. 
(Voe. piac); e irapropriamente Messa 
del venerdi santa, in queatav-settoodo 
il Boslro rito ambrogianq, nk *si of- 
. ferisce, n& si consoora^ ni si con- 
soma; -ma solo si reeiiane e si can- 
tano > alcune oraaioni . e iannoai alcune 
eerimonie atfntlo propria, della gior- 
nata. Secondo il rito romano vi sono 
oraxtoni e eerimonie in parfe comuni 
alle altre messe e in parte no* non si 
consaciMi nk si offerisce* solamente si 
oonsuma un^ostia consacrata il giomo 
avanti , donde il nome italiano. Il Ma- 
gri oel sao Dis. -aeoenna una messa 
sensa consagraxionef la chiama Messa 
secca , e la dice riservato • alle navi- 
gazioni raarittime e ad alcuni altri 
casi. 

Ona bella messa Nicolo 

Martelli nelle stw.Lett.a p. 83 dice 
che la messa du piaeere a lutii con- 
siderata prola oamemtee la ^e//Aines5a 
de'^grtrndi^ delta con helTa pronunzia^ 
non tediosai e non aneo da cacciatari^ 
ma ceiehrata eon tpteUa modeeda ehe 
al etJto dipino ^ appariiene. 

Pareggia tusscoss per la meet: dp- 
parecefiiare a meua{Ces,)4 

PaaienaiMt el diseva fraa Gandiott 
quand'el perdeva i danea de la mes- 
sa. f^. in Fraa. 

Perd messa. Perder la messa. 



IktES ( 

Se te gh^M pretia Ta • nifiSfi, s« 
tc gh*ee premura corr in sepoluira, 
o vera se gh' tvii premura andee 
inanx* • • . • AiKha i Francesi dicono 
&' 9ims auet bdie catrez damnL 
Santi inassa* Udir messa(Cea.)» 
Senaa danee i preC (ianteii minga mes- 
•a. Ogni cosa e agni uomo obbedisce 
mtia peamia. Sine peamia niente si fa* 
Servi messa. Servir mesM ( Magrt 
Di^). Esser minisiro o Ministtart alia 
messa (ivi), 

Tacdhsil la messa ti BigUi messa. 
Marinare la messa. Kon adempire Tob- 
bligo di udrr messa. 

Vacchetta di mess. •. . Libro che si 

snol teneaenelle sagrestie per simotar- 

Ti le messe che si dicono giomalmeote. 

M^ssa. . .. Sacerdote che Ta a dir messa. 

Per es.Passa una mesau^Ecco una messa, 

Vegnl-foeura la mtssa. JS^ttrar ia 

messa, Quanto temp Vh che I'e foeara 

sla messa? QuanC6 clCella enir^ que^ 

sta messa? 

Measaa. K. Messal. 

Mesaaggiaria. . . . Dal fV. Messagerie, 
If ess^ e MesslM. Messale. 

Sav^ legg dom& sol s6 messal o sul 
s6 liber. ^. in Liber. 
Messedli. Mesiare. Tramestare. Trome* 
aare* agitare .0. con mestola o con 
mano, e dicesi propriamente del ira* 
menare i medicanend e altre cose 
liquide o che tendano al liqnido. 

Tocca e daj o Pta para f voltla e 
messeda. DagU^ piccltia^ ristwaa e 
mariella, Dicesi parlando di chi ado- 
pera ogni sua induslria per. fare una 
cosa perfettamente 9 reiterando pill 
▼olte le diligenze. 
Measedada. H^colaia. L*atto di roestare. 
Mcas^e. Messere^ e per celia Meccere. 
Secca on poo minga con.sto mes- 
aee. If on tanti messeraUchi. Non tamte 
messeraggini, 
Hess^ o Miss^. Nonno. Aoolo, ll pa- 
dre del padre o della roadre. 
Mess^e. 6g. Zastserone, Uomo che va 

all* antica. 
Mess^e o Miss^e. Suocero, H padre della 

moglie o del marito. 
lUessU. Messla, 

Pari ch''el speccia el mtssia. jtspet- 
tare a ^oria. 



93 ) MES 

Messlaia o Missixia. Jmiciua, Jmisid* 
Jmistanza, 

Danee e messizia romp el coU a la 
giustizia. II martello d^ argento rom^ 
pe e spessa le parte di ftrro, Ser 
Donato da in capo a San Giusto* ll 
Pagiuoli(i?ime I, 127) dice: 

A chi ha qnattriai non BMoca «m>eiBM«. 
B COD qotite doo cote vol sapcte 
Qa«1 cbe s*«rr^Ta a fare «IU giostizia. 

F4 messizia. Stringere amicitia, Pren^ 
dere amisia* Divenir amiei. Jrtamistarsi 
con alcuno, 

Messizia de jparll gnanch coi per- 
tegh. ftg. Amicizia saldissima « stret- 
tissima, Jmistd perfetia, 

Patt ciart messizia longa o veggia. 

Con ognun fa patto, ma eon tamico 

qttattro, CoHti chiari amieiua hmga 

(Monos. p. 370). PaUo chiaro^ amico 

caro* Patto chiaro, amiciziu liatgA. 

Bomp la messizia* DiscticirV ttinidua, 

Jllessd (dal latino dei hassi tempi Miaso- 

rium).Ca///to. Pii!i propriamente h quiella 

. specie di catino ovale* panoiuto, e per 

lo pill di ram^ che usa sipgolarmente 

fra gli osti per layarvi bicchieri e aim. 

k\ tBi ^ tolUK in del <oq de 'fMmn oaor 

Con nianda? oa ncltd d«jUAe«in«n(Mag' A/m). 

Blessceukdlacoiio i contadini della Brianta 

per Bless^tta , e spec, in sig. di quella 

che noi diciamo .MessA de cacciador* y. 

Mesa6r< . ; b . Legni quadrali o tircolari 

- postiin terragnomel miiliuo a^fine di 

. aoceierare il moto degli scndi dei fwaoli. 

MessfSrlDi. s. f. {eke altri \dicono Missufia t 

Mussiira, e Mess(iTt^).Faleiuola>Falce 

messoria o da.mietere. 

Mestee. MesUere* Mestiero^ e alia fior. 

' Mestieri e Misiieri* Biistiere. Mistiero, 

Chi gh* ha on mestee in man no 

gbe manca on tocch de p^n. Impair 

arte e virti^ e se il bisogno wen cw^la 

aar(Gecchi Com. ined. 100). Ogni ar- 

ticella trosfa ricapito in qualanqiit parte 

del mondo(fi\ke\\ l^oc^. Jmpara tarte 

e mettila da parte. Chi ha €uie ha parte. 

Chi ha arte trova ricapito. Chi ha me- 

stier non pub perire{iiouoa. p. i5i)* 

El mestee de firaa fagolt, Te quell 

de tosuss fastidi de nagolt. . • • Dicesi di 

chi sia per abito inoperoso e indolente. 

Fk el mestee del Michelaaz. ^. in 

MicheUzz. 



MES ( 

Fa i mestee de ck Far la masserUia 
della casa. Bimetler in ordine la cata. 

Tk on mestee. Fare alcim^arle. Per 
ed. Che mestee faal? Qual arte /a eg/i? 

Fk oa poo de tutl t mestee. Fare 
il podestd di Sinigaglia. Far j>ttl cose 
disparate — e in senso tristo Esser 
uamo da bosco e da riviera. 

Fa per mestee. fig. Far professione 
di checchessia — Far le cose a un 
(onto la canna — Fame tnesliere* Per 
es. I fob per regaU, minga per me- 
stee. Laporoli per regalare non per 
fame me^li>re(MagaK Op, 387). 

- » Ferr del mestee. Armi-^ 1 lihri son 
le arme dei dotiori. La lingua, l^agne, 
le lagrime son le armi delle femmine. 

Giug^ ai mestee PiCi persone 

schierate s** iningoQO d^attendero cia- 

' scheduoa a una data arte, conlrafia- 

ecndone i gesxi^ ci6 dere farsi coUa 

massima preatezza, e chi erra nel ge- 

Btire 09 domandato qual arte esercila, 

' •sl^aglia il gesto col quale dovrebbe ri- 

' $pondere^ quegli perde e toggiace a 

" una data penitenta^ Altri faonoio.pure 

• - in altri modt « per6 sempre affini. 

Gramm mestefe. MesUeracdo. 

Hin i incert del mestee* ; . . Sono 

' mance, riprese, vantagginmzt tneerti, 

caniali nel mestiere — Piii spesso an- 

oora fig. e scherz. Sono danni 

• oasuali inerenti al mestiere: Murato- 

• re, ti martelli un dilo, eccofci on in- 

• teridel mestee; ehirargo, Ti rimetti 

- Tuoguento e- le pezze, ecooti gU m"- 
' eert del mestee, 

Imbroja el- mestee. Guastar la par- 
' yvi/«(Ceccbi />/w. p. 5a). 

1 mestee besogna lassaj (k a chi je 

• Ba ft. r. in Offellee. 

• L*e tutt mestee. In guesio mondo 
ogni cosa h ,<ir/«(Fir% Lac. 11,5). 

ifestee faa. 4ferliersybrmnfo(appo- 
sito). (Magal. Op. 5a). 

Mestee orb. Mestiere lucroso, prqfitr 
tevole, gaadagnoso, di gran guadagno, 
talc che a chius^occhi ti fiocchino 
in tasca i danari esercitandolo. 

No gb^^ gramm mestee cbe a vo- 
regh tend no gbe se Tiva adree. Chi 
ha arte ha parte> f^edi piU addieiro 
Chi gh^ha on mestee in man, ecc, 

Oflfellee ft el to mestee. T. Offellee. 



94) MBS 

Oti mestee de mod del iogn. . « « 
- Una mesehintsBima articella. 

Rob& el mestee. 7br Parte afia^r^ 
nAi(Sacchetti Ifo^ j%) osimiH. 

SaTi el mescee. Aver tabHodelTarte. 
Essere imlente nel suo mestiere^ 

Strapaszi el mestee. Strapaaare il 

mestiero. Lavorare a^ Wioluo e crace. 

Termen dd mealee.- ^oci deltnrte 

(Galileo lef^ \6giugnoiSi:ial6uaido). 

Vess del mestee. Esser del mestiero 

(Geccbi Disc. Anal. p. 5o) o dMarte. 

\ess quell di cent raila mestee. . • . 

Attendere a centa mestierL 

Mestee. Arte. Tutto ii corredo degli uten- 

sili di un' arte. 
Mest^. T. dei Tessit. Cassa.Xkcousf\etso 
dei licci, e degli altri ordigni intemi 
- del tekjo. La iittitico/iz lextoria dei L«^ 
Blest^. Faccenda. Briga. Per ea.: Gh^hoo 
tanti mest«e dt (k. Ho da sbrigar tan- 
tejaccende. 
Mest^ fig. Bordello. Chiasso. Mai luogo. 
Fa el mestee. Dare le membra ad 
opra di vituperio. Guadagnar di peccalo* 
Meretricare. Le cortigiane francest dir 
rebbero Le mdtier ne vamt plus rien^te* 
Mattes sul mestee. Metiersi a guar 
dagno. Farsi a viver d' amore. . 
Mest^. gergo.i>oiiita da eonio.Baldracca* 
Mesteganza capuscinna. AsiwUe. Xiemmi' 
ni.'Fratini* Cappuceina, Nastur%io in- 
ciiano(Targ. 1st. in Tropasolummajus ), 
Mester^C. Mestieraccia. Fil mestiere. 

Mesterasc danerasc Artefi- 

' ciaccio danajaccio; yil mestiere, gran- 

di e subiti guadagni. 
Mestiroeili. Articella ? MesOeruiso. 
Mestilkra. y. Miati^ra. 
Mestura. Mescolare. Misehiare, Mescere, 
Tramesiare. Mesckiare^Mescugliare.Bi*' 
-mescolarcF^anumsehiare^Jnsmischiare* 
Mesturia. II«5cAmIo. Mescolmto.W Tassoni 

iis6 anche alia lombarda Misturaio. 
Mesturada. Mescolamento. \ 

Mestar<Sn (A) che da alcuni dicesi anche 
A remoscion. Alia 'meseolata, MeseO' 
latamenie. MischiaUunente. Alia rinfusa. 
Mestur6zz. Mistura, Miscuglio. Mescuglio. 
Meseolatna. Mescoiamento. Mestura* 
Meschiamento, Mischiamento.Mischi(\n- 
za. MUschiatura. Mistione* MHcldanui. 
. Mescolaio. Mtscolata, Mtscolatura. Mi- 
scfuo. Mischiata. Mischialo. 



MET ( 95 

lleiur«» M«sura, Mesurin, ecc. V. Mi- 
sdr«9 MiAura, Misuiiiiy ecc. 

McUl DflUa meid'MPanima iiua(Fir. Luc. 
n 9 4) 9 c>^ dalPamalay siamo yenuti a 
dire MeU laMogUe.LfL Moidi Ati Fr. 

MeuTiaega. Melafisica. 

Mel^fora. Metdfora. 

Metaf<5rcgh» MetafoHco. 

Met^ula. T. de** Costruttori, M urat. ecc. 
Skfcco delle abet^e(«ntoiiA). V. in P6at. 

Metagola per Manlagola* F". 

Mel&lL MeUtila — de vos. Afe(a//o i2i poce. 

MeUmdrfesL Mttambrfosi. 

Met^U. >#ii. rii Gr^. F. 

M^ter. Ife/ro. 

M^lod. afe/(M2o. 

Ifet6dega. Meiodica? La sorella minore 
della pedagogia. Questa iosegna i me- 
todi didatlici migliort at maestri scien- 
tifici^ la roetodica agli elemeatari. — 
Moioiiica diciauio anche il libro che 
tratta del nietodi da tenersi nell' in- 
segoare. 

Metbdegh o Met^ich. Metodico. 

MetodeghetU.... Compendio di metodica. 

liitMMih.OrdinaU)*Begolalo. Temperato. 

Metodista. . • • * Studente di metodica. 

Metr^. Bella. Ganza* Pal fr. Maitresse. 

La Gran Metress. Mof^ordlfma. 

Dama di confiden%a(*toBC. -— Zanob. 

Di*.). Quella dama che soprantende 

alia casa di una principes^. 

Metrich. Metrico. 

Metro, r. Meter. . 

Metropolitanna. ClUesa metropolitana. 

Melt. Mettere — r. wiche Mattes. 

Andass a mett. T. de'*Cac. Impuntare. 
£1 gV ha miss el gh*ha miss, e poeu 
r ha faa on s'^ciopp. Egli e siato staio, 
e poi haJaUo i gaUucci o i mucini 
orbi* A un di presso il Parturient mon- 
its , nascetur ridiculus mus dei Latini. 
£l gh'ha miss el gh'ha miss » ma el 
rha poeu fada. Egli lia indugialo o 
vero E sU^o state 9 ma poi /' hafaita 
maschia^ o Vha faUo maschio. 

Lassassel mett o mett-dent. jUi- 
sciarsi mettere il cristcre. In modo 
bassissimo vale soUoporsi a cio che 
altri esige^ acconsentire foizatamenle. 
Lassass mett-gi6. Calare. Cedere. 
Arrendersi. Jllentare — Calare anche 
pari, di donne fu detto nel sigtiiGcato 
noto dal Mach. uella sua Commedia 



) MET 

lenza tiiolo e in versi Il.% i.* — >^ 
anche BorU-gi6 in Gi6. 

Maa de tueu e de mett. r. in Maa. 

Mett a (T. d'Agric.). Collivare a. 
Porre a. Melt a ris, a forment. Por- 
re a riso^a grano ^ ecc* Mett a vin* 
Avvignare. I^ett a fen. AppraUre. . 

Mett acqua, Mett fceugh, ecc. V. in 
Acqua , Foei^b , ecc. 

Mett a cunt, Mett a la proeuva del 
sett » ecc. V, in Cunt , ecc. {sure. 

Mett adoss. Mettere addosso. Addos- 

Mett adree. Assegnare per compa- 
gnia o per corteggio — Mettegh adree 
vott prct .... Fare che al morto- 
rio o alle esequie d'^un tale inter- 
vengano otto preti. 

Mett a (a r oreves , Melt a fa el 
pittor 9 ecc. Porre alT arte deW ore 
Jice , MetUre al pittore^^i^. 497 )• 

Mett a la bocca, a la comuuion, 
a la grella, a pan e pcssio* ecc. V. in 
B6cca, Comuni6n, Grella, PItn, ecc. 

Mett a la yia. Mettere alia via. Met- 
tere in punto. Allestire. Ammanmire. 

Mett a legg. Porre a leggere. 

Mett anmo. liimettere. 

Mett as c rampin. F". in Asa. 

Mett ben con Tun. Metter bene* 

Mett de mezz o in mezz o tra ona 
cossa e V altra. Trametlere* Frammet- 
tere. Tnframmeltere. 
. Mett denanx. fig. Porre avanti. Met- 
tere innanzi. Far presente. 

Mett de part. F. m Part. 

Mett dopo. Posporre. Metter dopo. 

Mettegh del s6. Mettervi del sue. 
Scapitarci. 

Mettegh el coo 9 el sciampin » ecc. 
y, in C60 , Sciampin , ecc. 

Mettegh el temp che ghe va» Met- 
tegh di or e sim. Impiegarsfi il tem- 
po debito; Consumarvi ore ed ore. 

Metteghela tutta. Fare checchessia 
coUe seste o a pennello a penna e 
calamajo. Farla coWarco e col mi" 
dollo deir osso. Dare il suo maggiore. 
Andare a vela e r&no. 

Mett el s6 cosur in pas. y. in Goeiir. 

Mett-f(Bura., E^nfinftre. (quia. 

Metl-foeura ona reliquia. V. in Rell- 

MeU foeura oua tos .0 Tr4-aUorna 
una vqs* Meniere in grido o in voce, 
yociferare. . ^ 



MET (96 

Mtslt-foeura 0ui canton. Jppiccare ai 
c<iii(i(Lippi Mahn. IV, t5). 

Mett-gi6. Dcporre. Posare. Mett-gio 
el tabarr. Posa U tabarro. Mett-gid 
quell baston. Posa queiU ma$Ma. 

Mett-gto. Deporre* Sgravarsi dell^uo- 
va gli aoiinali ovrpari. 

Mett-gi6. Andare ad aibergo. Mber- 
gare. El Cayalant de Lomaniga el mett- 
gi6 al Stalazc del Brorett. Jl Procac- 
do di Lomaniga va ad aibergo nello 
stallo del BroleUo, {Jicare. 

Mett-gi6. fig. Sedare. Calmare. Paci- 

MeU-gi6. Mettere in iavola, 

Mett-gi6. Seminare, 

MeiX'gid^Piantare.Porre. Per es. Matt- 
gi6 on per. Piantare o Porre un pelro. 

Mett-gi6. Injtnocchiare, Gont i 06 
rooion el Tha niiss-gi6. // moiniere 
gli /u attorno con tante moine^ ch^ei 
ne rimase infinocchiato, 

Mett-gi6. Far gii2(*lo8C. — poem. ant. 
pis.). Sedurre. Per esemp. Mett-gi6 ona 
losa. Sedurre una Janciulla. 

Mctt-gi6 a lavork. Porre a loiwro, 

Mett-gid o anche Mett-^i6 de lavo- 
ra. Cessar dal lavoro, Smettere il la- 
voro, Cessare. Desistere, 

Mett-gi6 el coo, 1 ari. ^. in C60, ecc, 

Mett-gi6 i guard). Piantare o Vi- 
sporre o Collocare le guardie^ le sen- 
tinelle e simili. * 

Mett-gi6 i latz. TTtndere i laeci* 

Metl-gi6 in asee o in Tasee. Acconciar 
con ace/o(Cresc.). Conciare, Inacetare, 

Melt-gi6 in del yin, in Tacquavitta e 
■im. Infondere nel vino^ nelPacquavile. 

Ifett-gi6 in saa. Acconciar con sale. 

Mett^6 in stOaa. Acconciare le carni 
per fame stufati* 

Mett-gi6. Mettere in iscritttira. Di- 
stendere. Per es. Mctt-gid i patt. />i- 
stendere i patti, 

Mett-gi6 i red. t^. in RW. 

MeU-gi6 la scrittura e sim, Disten- 
dere la scritta. Fare un disteso, 

Mett-gid vun. fig. Mettere altrui in 
un calcetto o in un sacco, 

Mett i cavaler. Porre ibacki(L9iS\,0p,) 

Mett inanz. Anteporre* Porre avanti. 

Mett in notfa, in spiarda, in sa- 
TOir, ecc. V. in WlU, Spiarda, ecc. 
Mett e THi-instemma. Mettere insie^ 
me. Radunare, Raccogliere* \ 



) MET 

Mett- in sam m a, Congegnare, Commei- 
tere. Compaginare, Connettere* 
Mett-iflseinnia. T. de^Faleg. Caletiart. 
Mett-insemma a angalett. Caht" 

tare a- ugnatura. 
Mett-insemma a angalett de aora» 
Calettare a risalto. Caletlare a 
ugnatura sovrapposta. 
Mett-tnsemma a caT e penera. 
Calettare a dente in terzo* Fare 
una ealettatura interxata, 
Mett^insemma a coa de rondena. 

Calettare a coda di rondine, 
Mett-insemma a coa persa. dalei- 
tare a coda di rondine stremata, 
Mett-insemma a doss a dois. Ai^ 

testare, Intestare. 
Mett-insemma a meac a ' mesz. 

Calettare a metso legno, 
Mett-insemma a penera sooodu- 
da. Fare una calettatura na- 
scostai 
Mett-insemma o GiontA a gaTell*... 
Calettare a mo' di quarto dai 
ruote. 
Mett'-insemma. T. de^Lcg. dt Kbri. 
Metier insieme il giro. 

Mett intoma. Metier dattomo — fig. 
ZHifolgare, 

Mett maa. y. in Mka. 
Mett on^aria per ghitara, TioliUf eee* 
K Ridik. 

Mett on soranomm o alia contad. 
Meltegh-su a Tun ona numerada. Im- 
porre altrai un nomignolo. 
Mett prima. Anleporre* 
Melt sora. Sourapporre.Soprapporre. 
Melt-solt SoUoporre. Sommettere. 
Mett-sott. Aggiogare — Rg. Disci- 
plinare , avviare ad un* arte. 

Mctl-sii. Mettersii{iyvf.Tac. St. 111,79- 
Varcbi — Fag. Ast, bat III j 4 — Sordo 
fat. sent, perforza 11, 6 — Nelli Sery^^ 
padr. II, 14 ). Irritare uno contro d" al- 
trui. Mettere uno al panto. Commetter 
male ira ruomo e Valtro. Aizzare. In- 
tiziore. Inzigare. Mettere alcuno idle 
coUella. Ammettere. Istigare. 

^eii-sii.Introdurre. Mett-sdon^usan- 
za. Metier ji(*fior. — Sahad. Sp). 

'Mett-8{i. Cuocere* Cucinare. Incoeu 
hoc niiss-si!i na gotta. Stahmne io non 
ho fcoWo(Monos. ao4 ). 
Mcit-$u. Scommettett. Mettere sa. 



MET ( 

«» Meilrf ik dat lold ooatra ?nn cfae ecc. 
JUttUni dieci per imo, cbe eco.(Sac«^. 
Nay. iSa). 

Mett-su. Caneiir0(Bisoiom Note al 
Fag. JUme tomo VI in BmmofmBiki). 
y. in Baoch (allii. Afeller «h Heller 
fuori daoari per giocare. 

Bfett^. /lmsciu§are{FBg. Ciap. 7\$i. 
II , 9). MeUer prigione, y. Meiii-^d* 

ilelt*si!i botlega, ciiy negozsi e sun* 
Jpnre o MeUer boUega » ciua , ybn- 
fi^, ee. — - caroccia e cavaj. MeUer sik 
auTossa e cavallUJAtaz, SaLh*, ten. 3d). 

Meit-i4el ligamia,Mctt-«ilii pont, ecc. 
MeUere in ferri il legaecioloy h mko- 
giie da C0l%e^ ecc. 

Mett-^^ el roecol, e ancKe mssol, 
Mett-s6. . . . Tendere le ragne in que- 
gli uccellari cbe noi diciamo rbccoL 

Hettrtf^ el pever, el saa^ el «ic- 
cher , ecc* Aspergete di pepe , di saie , 
di taeehero. k divereo dal Ifettegh el 
pever Impepare^ el saa, ol luocher o 
dal Said ehe noi usiamo promiscua- 
meote per Insalare e Jn%uccherarc ; 
quel prtmo M^ si riferisce alia su- 
perficie, qnest^ ultimo airioterno. 

Metl sui grij. y. in Grlj. 

Mett-s^ i Teder, i scur, ecc. Ta- 
lore Jngangherare. 

Mett-Mk ona bottega. MeiUre in piede 
(*tosc -— poem. aut. pU. ). 

MeU-e^ on para de colzett. Calzmre 
un pajo di cal%e — Ed ancbe Mettere 
in Jferri{8m gugg ) un pajo di caise. 

Mett-s6 on vestii. Indossare un abito, 

Mett-via. Hiporre. 

Mett-via. ftg.i?i)?orrc(*losc. — poem, 
ant. pit.). Scppellire. Inumart* Dare 
sepoltura. 

Mett-via. Porre da parte. Amma^ 
sore* Avamar danari. 

Mett-via a servl o Mctt a patron. 
Allogare o Acconciare al servigio. 

Bfetl*via on copital i danee. /m- 
piegare il danaro. rolgere il danmro 
sur MA qualclie banco* 

No vessegh ok de toed ni de metl. 
Non esserci ni leva ni ponHPr, fior. 
IV, ui, io5). Essere o Andare a ca- 
peUo^ a puntino. D'lcftix di una cosa 
clie stia nel preciso ai|$ettO'che debhe 
avere regoliirmeute. 

(Euv de mett, y, in (Eiiv.. 

FoL JJl. 



97 ) MET 

Prinun melt (De) • • • Di primo in* 
doitare^ di prima mesM^ di prima in- 
cinta. Per es. Vestidin de primm melt. 
FesUtuccio a crescenjuu 

Prtmm metl(De). yenuio a pubertd. 
In etd piibeseente. Per es. On gioven 
de primm melt. Un gUMnette di pri-- 
mo pelo* Ooa tosa de primm mett. 
Una don%elleUa di prima etd* Una 
Ferginella. Una yergineita. 

HMt. Supporre. Dare per mipposto. Met- 
timm cbe. Pognamo eke* Pogniam ca- 
$0. Diamo o Supponiamo un caso, 
Ammetiiamo pure, Diamo per ipotesi 
o per supposto* 

Melt o Fa cunt(in sig. pos. ). fW* rn- 
^ojte o Far sua canto. Melt pur cbe 
Te inscL Fa tuo canto cICella i coel. 
Melt d'aireghel nanca. Faragione di 
nan V os^ere. 

M^lt. Generare. Ingenerare, Indurre. iVo- 
durre. Per es. 1 liquor melien i dolor. 
/ liquori spiritosi ingenerano do^, 
Mett tngossa , paora , pelilt , sobivi ^ 
set, 8ogn,e sim, V* Ing<Sssa, eoc* 

M^lt. Paragonare, Voentt melt lu con lif 
yuoi tu paragonartigli ? 

M^tt. T. mercant. Metier pretzo. yaluiare. 
Metl a tant la robba. Bompere il 
pre%eo alia meroantia, Fermare^ sla- 
bilire quel ch* ella dee yeudersi. E di 
qui venne probabilmenle ti nosiro no- 
ne sustantiTO di Meita per Tarifffi — 
Dieiamo ancbe Cosse te Tba missa? 
Quanta te la Jece pagare? El me V ba 
missa dodes sold. Me la mise pretzo 
dadici toldi. {sticare. 

M^U. Porre — Notare, Segnare — Prono- 
El Giulin el melt insci. // Giulinipone 
(cio^ scrive,iiote, (ifierroa per iscntlo) 
eosl — £1 calendar! el metl feria. // 
calendario segna feria 9 Ja di Jeria* 
-—£1 lacoin ei mett nev , acqua o sim. 
// lunario pronostica neve^ pioggia 
o sim. — Talora quando vediamo al- 
cuno imbroncialo diciamo ancbe per 

- iscber^ £l lacoin el mett lunna. Fa 
la luna. La marina ^ gonjiata o tur^ 

UkXt. T. di Giuoco. Mettere. {bata. 

Melt al lott, a la lottarta^a la ro- 
letta e sim. Mettere al lotlo^ alia rol- 
linn 9 ecc. Ghe n^ ^ insci cbe melt al 
lott! Metfitori al lotto! ce ne son di 
fuei packi I 



MET (98 

M^tCa. li prezzo{*s»n*^you di Maca 1, a). 
Scfiletit^*tior, — Porapeo Neri Disc* in 
. Ec^Bomisli italiaoi XL^ 4^ ^ 4^)* f^oce 
(*napoL). Tariffa. Queirordioe con 
tul le autoriti municipali detenninano 
di tempo in tempo la scala del preiSEo 
oHre cut non sia lecito vendere cerf c 
derrate« Oggidl fra noi k limitato al 
pane, alle carni e alle grasce. ll no- 
8t ro vocabolo parmi che provenga dallu 
SttAc MeU a iant la roba, F. in mtU 
Da la metta , che anche dicesi D^ 
la metta ai sciguett. Censurare, Too 
dare, Crilicare* Sindacare, Tassare, Ca-^ 
ratare, Biasimare — Da la metta a tucc. 
SaneHare tuUi (Zan. Bag, Civ. U i )« 
Metter tutti in canrona , criticare tutti 
senza riguardo; cid che i Fr. dicono 
Dauber $ut le tiers et ie quart — Da 
la metta a chi passa. Dar la quadra 
a chi passa^ Proeare* 

Tra el loff e la sciguetta gb^^ pocch 
de d& la metta. F. in L6fX. m 

Mettegh. impiegare^ Consumare* Mettegh 

pocch. Metier poco(ciok tempo)« 

HeUen. T. di Gaioco. «... Accuaare 

uno o pid pimti, cio^ farsi. o dirsi 

viocitore d' uno o pii punti — Ti 

lassi mett per gratia. / punti che aC" 

casi menoteli buoni per fanfore. 

Metter. P(aiirone* Signore; e pedantesca- 

jnente Dbmino. La nostra ^ voce uaata 

apocialmente fra i lavoranti per iodi- 

care il Maestro o Padron di bottega 

che tdora dicono anche El Scieff, 

Ambe voci francesi, Mattre e C/<e/*. 

Metter d'^arma. Schermidore, Dal fr. Ma(tre 

MeUef. Mettersi, {eTarmes* 

Meltes a fa el lader, el speziee, ecc. 

Gettarsi al ladro » alio speuale^ ecc. 

Metles a fa quejcosa. Accignersi a 

. ehecchessia. Imprendere. Dare su chec' 

. chessia. Quaod el ae ghe mett Ve inutel. 

Se impreiide a farlo^ n' esce a onore, 

Mettes a la via. Mettersi in assettOf 

o alia via o in via. Dixporsi^ Mlestirsi^ 

Metles a piang. Sciogliersi a piangere*, 

Mettea attorna el mangia, Fare o 

Imporre came^ El se melt miinga attorn« 

el mangi^. // mangiar mangta lui. 

Mettes hen Prendere budna 

piega 9 indirizzarsi o avviarsi bene. 

Mettes con vun. Cimentarsi con uno* 
Porsi con uno. M^ttersi appresso a uno* 



) MET 

Mettes de mezz. Interporsi* Tramel^ 

UrsL MeUersi o Enirare di mezzo. En" 

Ware mediatore o mezzano. Metter pace. 

'.. Mettes-gi6< Far culdja. Dicesi del 

. tempo quando V aria e piena di mi* 

voll e minaccia pioggia. 

Mettes-gi6 o Mettes-gi6 amalaa. Porsi 

. ^ii, Jrtimalarsi* Coder malalo, Dargiik 

del capo — Torna a mettes-gt6. Bita' 

. dere. Biammalarsi Bidar giu del capo. 

Per insci pocch me metti nanch 

adree. P^r cosl poca cosa io non mi 

ci V9* rriettere attomo. 

Segood la ae mettara. Secondo che 

la cosa si ^ii/ten^Bibb. Caland. V, 4)* 

Vede come el se mett Badare a 

come egli inchini o penda o si vofga* 

Mattes. Jbbigliarsi. Festirsi^ Per es. 

J^ se mett pur anch ben o La sa 

pur anch £k a mettes. Feste pur bene ^ 

Ha pur bella messa* Ha pure il del 

modo di vestirsi. Ella Ita una gran 

. Sella messa* 

La sa minga ^ a m^sttes In del met- 
ier no la gh" ha ne coo n^ pee. iVb/i 
sa vestirsi con garbo^ Hon Jta garbo ael 
vestire. E quando la dmina cade in 
questo difetto v^ h caso in cui le si puo 
dire coi Fr« Foila un pot pourri e coi 
Venez. La xe una Scarpa e un zocdio, 
Mettes. pari, di tempo. Folgersi a. , , . 
Mettes al bcU o jal brutt. f^o/g«rjr< 
al bellOf id cattivo? direhbesi, credo, 
( come dicesi dai diz* parlando del 
vento) per inchinare , pendere il tem- 
po al buono o al cattivo. 

El vceur mettes a fiocca, o a pioeuy. 
// tempo mette neve* H tempo si rompe 
alia pioggia* 
Mettes. T. de^ Cacc. Impuntare, 
Mettes. T% de' Cacc. F. Zmbroccaia. 
Mettes, T* di Giuoco di Bigl. Achittarsi. 
. Dar r achitto. 

Mett^da. T. di Giuuc di Bigl. Achitto. 11 
mandar U palla al bersaglio di colui 
che prime ha da giocare, 

£la de mettuda? Lo stessa che Ela 
de vegnuda? F^ in Vegnuda. 

Fa tulf pna mettuda* Far tutia una 
posta* 

I41 mettuda di poetta, JLa sfucineUa 
de* poeti, 

. Mettuda de cavaler. /'05(a(Lastri Op*, 
V, 143). fom^m(ivi iSo), 



MEZ ( 

Ona segonda meUacl«. Una seconda 
posta — Una seconda sfucinata. 
Metfdda per Casciada. f^. 

Tess de metlvda. Prometiere — Es^ 
sere di erescenza, 
W^iis. BaggSo* V, Bad^e. 
M^xz. s.m. Aftfsso. ilfeld; per contrazione 
Mif : contnd. Mei — Ceniro, 

A mezz. ^ ii»«sso(Fag. For. rag, 1, 4)« 
^ me%Maibia» A comune, A metd per una, 
A mezz a mezz. A mezut a mezsio* 
L^^ a mezz a mezz. E mediocre. 

Andk de mezz. Andame di mezw, 
Patime o Bilevame danno o pregimdi" 
%io o noeumento. 

V k andaa de mezz el boo per el 

cathr. P^, in B^n e ng. -*- famigl. 

Tl porco pmA le pene del cane, 

^naod no gfae n^e va de^ mezz 

anca la gt^sa* K. in G^sa. 
Va de mezz dom& i atrasc. K. in 

Sirisc. 
Va de mezz tant qnell che ten 
€ome quell che scortega. 7'anto 
ne pa add rtdns che a chi tiene 
U saeoo, 
Ciapp^ ona strada de mezz. K» in 
Strada. 

Fft a nezz, Tenersi ambi U saceo, 
(Day. Tac. Fit Agr. la ). 

Fk a mezz con von. AbboUinare con 
alamo, Aoeomunare ehecchessia eon 
alcuno, — Tro^i per ca«o mooete o 
robe qual si siano? tosto eccoti alcuno 
che ti dice Voj femm a me%%? .... 
come per chiamarsi a parte di quel 
tuo ritroTO. Equiyale al fr* Je reUens 
part ed al greco xotvS; ef^ft^l^* 

Fetfa de mezz. T. de'^BCacell. f^ 
Fitta neiPApp. di questo Fol, III. 

Giust in del mezz. Nel greto mezzo 
(Alleg. p. 238 e altrove). 

In mezz a tutt quest. Con tutto que' 
sk>. Non perlanto. Non ostante a cib. 
In mezz in mezz. Net mezzo mezzo 
(Redi <^. in» 184 ). 

Mettez de mezz* MeUtrsi di mezzo 
(Caro Let/am. Ill » 43)* Interporsi. 
— Sparllr le contese. Iniramettersi. lit- 
frammettersi. Frammettersi. Intromet- 
ierst, — Talora anche Entrar di mezzo. 
Impacciarsene, 

Per vun che s^k miss dc roczz. 
Peruno di mci>o(SacclbiircH'. 146). 



99 ) MEZ 

Mett in mezz. Tramezza^, 

No ayegh n^ grazia n<^ mezz^ iVbn 
. aver nh garbo nk grazia. Non aver ni 
. gyntM rii mitidio. 

Ona coasa o Ona^robba de mezz o 
Ona cossa giusta. Una cosa di mezsD 
{*fioT,^SahML 1 1 - Pan. CiV. 3a). TaSa 
tol^(Fag. / Gen. eor, da^J!gl» 11, 10). 
A modo* Competentemente. Con mezzH* 
ni0; e fam. ^intende acqua ie*^ti . 
tempesta* Per es. Srerij si ^ ma ona 
cossa giusta. Diradarli si 9 ma a mado, 

Piatt de mezz. Tramesso, Framntes" 
so* Piatto che si mette in tavola frt 
Tuao e Taltro messo.. 

F^ el piati de mezz* fig. Arraffar 
le matasse. Portare i polH. 

Taja oSparti el maa in mexs.f^»iiill^a^ 

Tirli o Teed de mezz Vun. Metlens 

. in mezzo, Acctdappiare.Xrabbare* Giu»' 

tare — Tosuj de mezz tuU e duu» Gab^ 

. bare ambe le parti; e. comic Cucire 

a refe doppio, 

Toeili de mezZk Tbrre di me$zo. Lcifor 
di mezzo* 
M^. B^m.La Metadella(Lor> Med. Canz, 
65 V Mezzetla. Misura di liquidi che 
tiene la meti del boccale. 

A 0^ di boccaa ghe vceur di mezzi. 

icherz. la roba va alia roba,. Ou ha L 

A guaUrino a quattrino si fa la lira. 

M^zz o M^zo. s» m. Mezzo* Modo. Me* 

diazione. 

Mezz dirett^ Mezz indirett* JUezzo o 
Mediazione immediata ^ Mezzo mediato* . 

Per mezz del tal. Per mezzo del tale, 
M^zz. s. m. la iiiezsa(*fior.)> Una dello 
astkciuole coUe quali si giuoca al bi» 
gliardo, e che tiene il mezzo fra Ta* 
•ticeiuola ordinaria e quella delta I4 
lunga» 
M^zz. ad. Mezzo — Questa voce iravestila 
per End o Semi o Meso^ e preposta 
ad .altre vocU serve a formare pt4 vo^ 
caboli dottrinali ^ come per es* i seg. 
Mezz sferich» Emisferico » Mezz tond. 
Semicircolare^ Mezz bianch, Mesoleuco, 

A mezza paga. F. in Piga* 

De mezza etaa. Di mezza etd^ «4 
anche Mezzano sust. 

De mezza tacca« Mezzo. Di mtzza 
siahira, Tra grande e picciolo. 

De mezz savor. Mezzo* Di mcpzo 
sapore* 



MEZ 



( 



Ti*e lira e metta. 7Ye Ubhrt€ mezzo, 
Vctt tnezB IB geM« y. in G^a. 
Veasegh natich mezz. Non €$ser 
mtftso(Petrarca 1S011. Sig). Eaaere aemi- 
TiTo; il Semianims dei Latint» 

JiHz per Smezs&a. K. 

lf^Zsa(La)v T. de* Munitori. . . » II mezzo 
mattone per appuoto che ai adopera 
a turard i vani deiramniAUoiuitura. fe 
detto Bemardin dai Lodigiani « dai 
Pamigiani, dai Reggiani, ecc. Uoa 
fracioii di mattone minore della inet4 
81 chiama fra noi iioneU u Scaja; 
maggiore Metui^ldnga, 

M^zza(La). La mexMa? I Pioreqtini, e 
coil easi i dis. ital.^ intendono per que- 
sta voce le tre ore e mezza di notte; 
■01 la mezi^oni dopo mezzodl. 

M^zci per MessaprotifSn. V, in PorzicSo. 

MezM-l>attAdo. Uezta 5Alfti/<i(Dti. mus.). 

Mezza^birarai • . » . Fiorino di Baviera. 

Mezta^blfSnda^ . % . • Merletto biondo di 
seta con ricamo di mezzo rilievo. 

llez««-b4S8zei*a(Toce che si riferisce cosi 
a] genere maschile come al femmini- 
le) che datche dicesi On B<izzar^ft. 
Umo sericcioh d* uomo. Un instant 
tuolo — Uno scHcciolo di donnm. Una 
trisianzutday, 

Mezia-cak^tta. 0/ti>uK*tosc. — <- Tom. 
Sin, ). Calza che non aggiugne alia pol- 
pa^ che non paSsa la metli dello slinco^ 
e colla quale sembra aflinissima la 
Ot/sA sgambata anlica reg. dat diz. it. 

Meaza-calz^tta. fig. Signer di maggio. F. 
in Pedinoa e in Sci6r. 

Mezza-camisa. f^ Scemis^tta. 

Sur Nicoletto mezza-camisa. V* Ni- 
^ol^tto. 

Mezaa^ppa dicono i coniadini hriMiz. 
per queilo che noi in ciUd diciamo 
Metza-calz^ta /g. r. 

Iffetza^earegadi^ra. Jffettatmzo. 

Mezza-car6ccia. P\ Mezzacar6ecia e Timo- 
nella in Legn uol. 11^ pagg. 36i e 56a. 
Doctor RMzza caroccia. • . • Due se- 
coli fa in Italia i medici avevano a 
comune cogli ecolesiastid la caval- 
catura deile mule ; oggidi in Tece 
hanno comune con qnelli la carrozza 
a due cavalli o il cava Ho di san Fran- 
cesco se sono di gran ricapito e ono- 
ratori di quanto viene con essi a con- 
tattoy o la timooella a un oavaUac- 



100 ) MEZ 

eto se bilogtiosi o ambiaiosi di accat* 
tar credito fi^a dit bada alio appa- 
renze; e perci6 il nostre Tolgo chia> 
ma DoUor metsacaroeda i medici di 
poco ricapito. 

Mezza-c611a. T. di Cart. • • . > Colla di^ 
liHai colla debole. 

Mezza-condisi6n. y* in Gondizi6n. 

Meztea-c68ta. Metute0sia(9iicei Note Poz- 
ti, i4). Piaggia di me%Ui mmmo. 

Mezza-d6bla. • • • . Moneta d^ero che 
Tale meik della doppia o dobla. 

llezza-fibta(d^ dicesi anehe Festaj«<kra). 
Me%zafesta{Gmr. Georg. II, 485). Sin 
Terso il cadere del secolo scorso, 
oitre alle feste ant^e oggidi comanda- 
te, se ne osaervavano fra noi parec- 
chie altre le quali si speciflcavano in 
Festlevaa(pereb^piii in antico di pien 
preoetto). Fesle di mezzo preceUo? e 
in F68ta|oe^r. FbsU di devozkone. Le 
prime, identiche e comuni a tntta 
Cristianiti, erano delle dfr mezzo pre- 
c6tto perch4 imponerano Tobbligo di 
udir messa ma coocadevano i layori 
servili; le seconde, varie a tenor dei 
varj paeai, rimettevano neli^arbitrio 
altrui cos) il layorare come Tudir massa 
o il fare altri atti di pieta. Nelle mezze- 
feste le botteghe s^aprivano soltanto a 
mezao per reverenia del mezzo pre- 
cetto; il che dai nostri bottegai si 
diceya Fd us'ciceu e dai toscani Siare 
a sportello. Nelle festicciuole di deyo- 
.zione ognuno spalanoava o sportellaya 
coma meglio credeva ^- La iasla di 
mezzo precetto erano, 

in ftkkrmjo i fiorni 7 • «4 CrifloforMi« San 

MattM ap. alTAmbrouuMi • alU R«iiiaiia. 
M mano il di 19 8. GioMppe. 
m maggio i giorai i • 3 SS. Giacomo • Fi- 

lippo app. -— Inveiuiona <lella 8. Croc*. 
in giugm0 il di ^ Nativita di 8. Gio. Batt. 
M luglio I giorni • , %S « m6. Yi<haaioiM 

di M. v., 8. Giac«BM> ap., 6. Anna. 
in flfa«#» i gionu to ♦ 14 8. LManao, 

8. BartoloBMO. 
M jwrreminr i fiorm at • S9 8. Mattao , 

8. Michela. 
m oifkre il di aS 8S. SitDona c Gtoda. 
in nopemtre il di 3o 8. Aodr«a. 
M dieemlre i giomi Ai, aj, a8 e 3i 8an 

Tommaso, 8. Gio. ap., i SS. Innocenti, 

S. Silrettro. 
MoUli Le Ceneri e il Mcondo giofoo dopo 

f.ute PA^qoa maggiort t Ftote6o»U* 



IMCZ ( 

Le feste di tlevozione tr^tkofra noi 
m gnmmjo i ^Wrai 17* bo S. Aat—io , 

J» fttih il <U a5 S.Marco. 

m gingm^ i fionu ii, i3 c 19 8. B«m«ba, 

8. AoU da Pad., SS. Garvato c ProUao. 
lit mgtf a gioroi 4 a 168. Bomanico , 

8. Roaco. 
M otfohrt I |iomi 4 a iS 8. Prancctco, 

8. Tarata. 
m jii»afiiilrr n dl 4 8. Carlo. 

1fetz84^sta(p8rl. di Ibro e di nffitj). A- 
m(/'4^Wii(Pig. AsL bml. II, 19). 

Mezt»4ibU(p8rl. di giomi feriali im ge- 
nera). Giorno intercis^. 

Metta^flbbia. CtimpaneiU quadra, I sel- 
Ifti, i Taligiai e i fabbricaiori di car- 
rozte denno qu^sto oome a qneUa spe- 
cie di fibbie nelle qaali la stafia del- 
r^rdtgliime serre per quarto lato 
che rimafie le piik voile a coperto 
nei lavori. 

Meua-fosUlIa. • • . Sfampo da cabnlai 
d)e rappresenta uua inexxa ttelki o 
una mezzalana tagliente. y, in Fustiila. 

MexuHgal^lta. y. in Gal^tta. 

Mezta-g^lla. Metta gala{*io9C. )» La fr. 
Demi-pompe o Semiparure* 

Hexxa-gt^Dova Moneta d*oro ge- 

* noTese che vale metA della genovina. 

Me«£»-ghi&tta Stivaletto che ol- 

irepassa appena la noce del piede. 

Mezza-grknoa. fiisojhanio, Riso d^io* 
feriore quality, e di gmnello franto, 
torn fratito si cbe non arniva alia minu- 
tezza della cost deita Bisinna K. -.-Ol- 
tracci,6 la Meztagnuma diffenace dalla 
JHsinna in queste che h monda e pu6 
bemssimo aervir per znppa all\ioino, 
laddove roHima k imhrattHta di miglio 
«d shri sevni e ai fa servire a paatura 
del pollitne. Verse il Novareae la 
MeMn-'fpnanna chiamaai anche Pistin. 

Mezta-UoiM. MevmUma. 

Setza-I^gtia. «... Meua lingua. 

Metxa-Jigad^ra Qiielia aperie di 

legaltura d' on lihro in cui aolo il dor- 
80 k legato in pelle, meotreie ftcce 
8OB0 ricopene sempliecmente di per- 
gamena o di carta colorata. Anche i 
Francfvi la dicono Demi*relinre* 

Mexta-lira Moneta d^argento del val- 

lente di meaza lira o tia di died soldi. 

Heua-lira. ... La met^ delfta Itbbra. 



101 ) MEZ 

Mexca-16nga(La). T. de^ Murat 

Frazion di mattone maggiore della 
metk 9 la quale dicono Mezui quando 
k la metlt precise, e Scnja o Morsell 
quando meno, e s^uea per tnrare i 
vani deirammattonato \k dove il mat- 
tone inliero k di troppo. 

Bfezftali\nna. Me%zaimna. 

Mezsal&nnt per lAxiM^{nei fmdi delle 
carroxse >. y, 

Meatalitena. T. di Coc« Jtf;nsii/i0ia(*fior. 
e rum.). (MteUo da wunwMore di cu- 
cina (Alb. enc. in Coitello). Specie di 
coitello fat 10 a mezzaluna che serve 
a varj usi nelle cucine. Ha due ma- 
nichi, ed ^ VBdchcir dei Francesi, 
il Ciapulbr dei Piemontest, e la Pesta- 
tola d^alcuoi Lombard i. 

Mezsa-m^. • » . Fra gli artigiani equi- 
vale a quello che i contadini e altri la- 
voratori di fatica dicono Mett^mm^ y. 

Mezza^mAn(Pal At\ V. in P^. 

Mezza-mlinega Specie di nianica 

che giugne aolo ai gomito. 

lleu»-aiaBtiglia Mantiglia picdna 

e poco dissimile da un bavero. 

Mecaa-mischera o Maschera a la vene- 
siaaaa. Afesaa jaaicAera(Tar. fior). 

Meita-merckiEia* V* in Assa. 

Mesta-niitAa* • « • • . Specie di misura 
che , servendo a misurare grano , 
biade o cose son liquide, tiene la 
treniaduesima parte dello slajo. 

Metza-mdata ^elle piastre<aMa/M) 

delle armi da fuoco portatili k cosl 
detto quel fermo che aerve a ratte- 
nere il cane nella sua posiaione di 
mezzo, cio^ n^ scattato n^ da scatlare. 

Me8za-monli!kra« V. in Mootikra. 

Mezdin. ad. Metzamo. Mediocre^ 

Mezsan* s* m« o Mezsina. T. idrauL /ro- 
ia, Boneiio , e alia lombarda Menamo. 

Mezz4n. s. m. Meztado, V. Mexxanin. 

Mezzin. Ad, di Sc^p. F. 

Ifetzina per Mezxin. y. 

Mettamim^nt. Mettanamente* Bagionrnfol" 
menu. Mediocremente. 

Mezz-and4a , parL di biancherie. Menmto 
(Testanu del Roccac. nelte Ann. Dec*)* 
Assai logoro. D6 tovaj mezx-andaa, e 
d6 aamo tott boon o in bon esser. Due 
iooagiie menaie due cenuenepoli. 

Mezz-andwi. MaUmdalo assai di sabile, 
Me*io eke sjidaio* 



MEZ ( I 

Mezzan^U. Metzanetto. 

MezzaB^U. Ad. di Quadrell. F. 

Mezzanella. T. cont Semidero. Qualla 
carreggiata che si fa in mezzo dei 
campi e degli orti vasti od in confine 
: Tun deiraltro, pel transito del car- 
ri, ed anche per agevolare lo scolo 
alle acque. II car. Re(nell^ Orto/. dh- 
rozzaio) dice the in alcuni iibri d*»- 
gricoltura leggesi Capezuigine e Ca- 
pezxagna; ma io credo che queste siano 
piuttosto corrispoodenti alia noaa*a 
Cavedagna, y, 

Mezzanella Specie di pistola.di 

mezzana grandezza cosl denominata 
nelle Gride miilanesi dell^anno 1660 
e degli anni susseguentik 

Mezzanin e Mezz^n. ilfezzonino ( Targ. 
Prodr, Cor. iosc. p.. 179)* Mez z a do, 
Nome di quegli staazini notabilmenle 
baaai che nei palazzi veggonsi talora 
interposti fra piano e piano e spe- 
cialmente fra il pian terreno e il piano 
nobile o fra il pian dl sopra ed il tetto. 
Servono le piil volte coihe tinelU o co^ 
me dormitorj pei famigliari della caaa. 
Av^ (Hlaa-via i meazaniUr met. Jimte 
spigionaio U pian di sopra.. Mostrar 
r appigionasi al piano saperiore{Gti^ 
dagn. Bim. II , 36). j4uer venduio i peUi 
(Salviati Spina V, 4)* ^sser ito in villa 
colla brigata (Fir. Lue. II, a>. Jvere 
sciolto i bracchi. — F, anfhe in Bikj. 

Mezzann^da. Mezzo il soldo o 

Mezza la rendita di un^annata — 
VJmtaia e la Mezz'annata ftirono 
altresl'il titolo di due gravezze che 
ebbero corso fra noi dal i56o al 
17969 da prima come contribuzioni 
straordinarte nelle strettezze straor- 
dinarie dello Stato 9 e poscia come 
contribuzioni ordinarie per la crea- 
zione dei fondi di pensione agP im- 
piegati dello State. L* Annata era la 
rendita d*un anno che pagavasi alio 
Stato da ogni concessionario di red- 
diti procedenti dallo Stato medesirao; 
la Mezz'* annata quelle di mezzo un 
anno di pari provenienza. Chi amasse 
avere specificata notizia di queste gra- 
vezze considerate come straordinarie, 
legga per VJnnata Teditto i3 agosto 
1667, c per la Metz* annata quello 
del 28 marzo i685 ne'Gridarj di Mi- 



oa) MEZ 

lano* Comt grayezza ordUnaria V An^ 
nata e la Mezz'annata furono in piilk 
lempi lo stipendto d* uli anno o di 
mezzo che gPimpiegat] dello Stato 
lasciavano air erario per godere a suo 
tempo del soldo di nposo. 

Mezzanocc. Mezza nolle, 

Lev4-su de mezzanocc. Levarsi di 
mezza notte. 

Mezza-p&ga Mezzo salario* 

Mezza-pant6flia. F in Pant6ffia. 

Mezza-par611a« Mezza .parola, Gh^^staa 
nissun che m'*abbia ditt nanch mezza 
parc^a. Ni alcun fu, che parola mi 
dicesse nh mezza. 

Avegh fceura ona mezza paroUa. . . 
Esserne entrato gi^ in qualche impe- 
gno; esserne gia in trattati^a^ aver 
mezzo che promesso* 

I mezB paroll. • » • Il parlar chinso^ 
ambigiio, artifizioso^ Ic reticenze^ il 
dire e non dire. 

Mezni*p4sta. F. in P&st.a. 

Mecza-p2ista, e comuuemente Formaj de 
mezza pasta coni^ dicono i Locarnesi 
e i Luganesi^ o Forma j bastard come 

. dicono i FalmaggifU^ Quelta 

specie di formaggio haUelmatl jy .) in 
cui fu lasciato poco fior di latte. 

Mezza-p^ista, T. de' Fabbr. di carta. . . • 
Quclla carta che e di mezzo fra qua* 
lit^ e quality. 

Mezza-pellegrlnna Un sarroc- 

chino donnesco bi"«ve, gretto, piccino. 

Mezza-pensi6n. ...» Mezza paga di riposo. 

Mezza-pensi6n. . • . Mezza pensione, e 
dicesi cosi del soldo che si paghi 
soltanto per meti onde goder luogo 
in alcuno stabilimento d'^educazione* 
come del .luogo stesso a mezzo soldo. 

Mezza-portada. Mezzetta. Mezza pajuda. 

Mezza-prozt6n. F» in Porzi6n. 

Tratta a mezz-prozion. F.come sopra. 

Mezza-quarta. Un oWu^o di braccio. L'ot- 
tavo del braccio nostrale equivakntc 
a un'oncia e mezzo a centimetri 7^. 

BIezza«qtiarU{/7efo). F, in Quarta. 

MezzarMt o Usell-ratt. Voce dellc vici- 
nanze del Pavese e del Lago Maggio- 
re. Pipistrello* F. Tegnoeiira. 

Mezza-razion Mezza profenda. 

Mezzaria. Commezu). Commezzamento, La 
linea del commezzo. IlditiUo mezzo -* 
// mediUdlio ? 



M£Z ( io3 ) 

Untaroe^la. v. a. Dat. Merc. Mezzina* 
Vaso iQ cui ci Tenivano altre volte 
le anguille. (ne/la. 

Mezza-sciavatU. Baldraccutza. Sgualdri- 

Meisa^sceiUa. Mezta piantella{*^or »)F9igh 
mett la mezxa-soeula ai slrivaj. Far n'n- 
no^Hure le mezze piantelle negli stiindi, 

Mezz'aspada. • / . Due matasse dl seta 
ttate tratte a tin tempo e sul mede- 
simo oaspo daila trait or a di seta. 

Meiza-stagi6n. Mezza ^togtaiKefAlleg. 4o). 

Mctza-st^rza* r, in St^rza. . 

Mezza-sTaozega Moneta erbsa 

del valore dt meeza lira. F* Sv4nzeg. 

Mexza-t^ca. r. in T^cca. 

Hezza-tavoletta (De). .... Dicesi dalle 
donne parlando di pettinature e ab-. 
bigCature casalinghe si, ma non senza 
grazia e liodura. Una donoa eosi pef* 

'.- tioata yi diri per ctrimoDia ch'ella 
'k^*^99\ mezza sfaUa, 

Mezzia-t^rxa. Un sesto di braccio, Eqai- 

* vale a due once o sia a dieci centim. 

Mezza^tinta, T. delle arti del diseguo. 
Mer»zatinta. 

Mezza-vUla(Guami a), r. in Vltta. 

Mezzavol. v. cont^d. Mezzadro. Ha la 
desinenza originaria milanese- come 
FiUdvol; ma oggidi ha ceduto il laogo 
a Mass^. F. 

Mexza-vds. T. mus« • . . Gosl chiamano 
alconi fra noi qaella uotache i Fran* 
cesi dicono NoU sensible^ ed i Te- 
desclii LeiUonf cioi quella che fa mi 
mezzo tuono sopra alia tonica — Il 5^ 
miiuono dei diz. ital. vale sollanto 
mezzo iQono in generale, o sia il 
Demi-ion dei Frances! e il MiMlon 
dei Tedeschi. 

Mezz-bastdn. Basiondno? Sp. di pialla 
col taglio a roezxo eerchio 9 ma piu 
picciola del bastone. 

Mezz-bi6tt. Mezzo nudo. Semignudo. 

Mezz-bofi^t Mantice da calesso 

grande la meta dei mantici ordiniirj. 

Mezz-brasi Sp. di tabacco. 

Mezx-brizza. Mezzo braccio. (a8). 

Mezz-brusaa. Jbbruciaiiccio{SodeT. Arbor, 

Mezz4>dst. T. di Scult. Mezzobusto. Erma. 

If ezz-calanc4 . . . Tela di tiglio e tessu- 
to roeno consist ente del vero calanc4. 

Mezz-^n. T. d'^Armajuoli 11 cane 

deirarmi da fnoco spoglio della ma- 
Kella saperiore. 



MEZ 

Mezt-canezA. . . . Mezza camtciiiola di 
tall o simile giugnente a mezzo petto 
che le donne indossano talora fra la 
cainicia e Tabito: intiera e a tutto 
buBto la diciamo Canez6. 

Mezz-carater. T. teatr Aria di 

mezzo carattere dicono i Musici. 

Mezz-ciocch o Mezi*r^. Mezzo ebbro, 
Albiccio* Alticcio, 

Mezs-ool6r. Secondo co/ore( Borgh. Hip^ I, 
364). Colore mezzano, Mezzocolore. 
Ogni colore derivante dai colori prin^ 
dpali considerati) non secondo Aristo- 
tele che volea tali solo il bianco e il 
nero) ma secondo Popinione volgare* 

• cioe dal bianco » dal nero 9 dal giallo^ 
dal rosso, dal verde, dalla porpora 
e dalPazznrro. 

Mezz-cdpp. F Bfezza mitita. 

^ezx-c6rp(yi#iiem/e). F, in C6rp. 

Mezz-c6tt, Guascoito, «*- Bazzotto, Mez-^ 
zellone* . . • 

Biezz-crosdn Moneta d*argento 

che vale la met^ d'^un crocione* 

Mezz-criiff. Mezzo crudO' 

Rftfzzdi. Mezzogiomo, Mezzodi. Meriggio. 
Mezzo di. Mezzo die. Merigge, 

Del bell mezz dl. In mezzo di. In 
sul^ mezu> del dl. 

Sonna mezzdl , chi ba disnaa scusa 
insci. F. in Scusa. (giorno. 

Mezzdl. Mezzodi. Btt, Plaga di mezzo^ 

Mexz-dott6r. SemiaddoUorato. Tale che 

sa qualche cosa di medicina o di leg^ 

• ge -— Talora Semidotto o Semignorante. 

Mexz^nna. Mezzina * D^egni bue> d''ogni 
vitello, ecc. il macellvjo, allorch^ II 
squarta, ritrae due mezxine le quali 
ooinprendono cia6cuna il quarto anle- 
riore e il quarto posleriore del rispet- 
tivo lato — Nei diz* itah* e special. 
ncirAlb. enc., Mezzina e definita sol- 
lanto per La metd d* un porce salato ; 
i per6 evidente lu genericita del si- 
guificato della voce. 

Mezxenna caregada. • • • . Qadla 
mezzina alia quale si lasciano annesse 
le vertebre del dorso e il nerbo della 
coda. 

Mezzenna descaregada La 

mezzina scussa di verlebroe di codino. 

Mezzenna de lard. Lardone(Zstnob, 

Diz. — Alb. bass, in FUche de lard 

e Bande de lard). ile«M/ia(*lucch. )• 



MEZ ( 104 ) 

Fenirescn Crom. ). Cpr/va d$^ lardo 
(*Qapol. )• SffiUla di poreo(*poem, «ut. 
pU.). ScoUnnak), Me%zana(^\vk alcaoe 

. parti di ToacaDi ). Nom« di qut" due 
gran pezzi bislunghi di Urdu coteo- 
nato cbe si traggono dal dorao del 
porco bipartito, dei quali i ndsiri pis- 
xicagnoli tappexzano per oofl dire le 
loro boUeghe — La Camesecca non ^ 
Urdone, ma si quella carne eke fi 
trae di nieftzo alle costole del porco. 
Corteli de inosBeiuia. f^. in Gort^ll. 

Meu'^-etaa. Me%%a €td(Bocc. Nou. XXIIIt 
4). Donna de mezK''etaa. Donna di 
meua el<l(NeUi Suoo. e Nuor. J, 13). 

Mtfxz^lt e Mesxin* Mezzeiiina, Dim. vezx. 
di Mfzxella(iiiess) cbe k mexzo mn 
boccale. Andemm a boven on mesxett. 
Andiamone a here un mezz6Uino{knibru 
Cofan. IV » 10). Andiamne a here una 
iiiesMtfft(Buonar. . Tbffcm V9 7). 

MezzetUn Sp. di filo di cotone — 

Net dix. iui» Me%%eUino k semplic^- 
mente il diminutivo di MetadeUa. 

Mezzettjn. Fioretio? Spocie di stoffa cor- 

. rispondente al fr. Cqfard ed ai ta- 
desco Balhteide. 

Mezx-(eUpp. Mb%zo Jilippo. Monela d^ai^ 
gento cbe vale la.meta del filippo «— 
Fig. BimbroUuukQ. 

Mexx-f6n. r. in Fen. 

Mexx^m. Alfuanlo fine, 

Mesi-f<Bi!kj. • « • Mezzo foglio. 

Kexz-francb. • • • Moneta d^ argenio del 

. valore di lotzxo franco* F» Francb. 

Mezx-^lr. Stmioerchio — * Metza giro, 

Mezx-grioi4. f^. in Grionl. 

Hexs-grls. Semicanuto. 

MexK^uint o Guantltt o Guant a mexx 
did. Guanti a ifiesxe ififa( Caro Com. gS). 
Il Sandelli in una sua leltera del sette 
dicembre 1607 a Paolo Gualdo li 
cbiama Guanti a meuo tliio. 

Mezxin. MezAeUo. Mesaeltino. Vaso di 
majolica con beccuccio cbe si usa 
dai contadiui e nelle cantine. 

Mezzln. F, Mexx^tt. 

Mezx-iodorm^nt. Addormentaticcio* 
^Mezzin^lt Dim. e f^ezzeg, di Mezzln. F, 

Hezz-luan.Zii//e? Quelle lunule del fondo 
davanli della bolte cbe metlono in 
roexzo il niezzule(m«z£an< ). 

Mezx-m&tt. Patxiccio. Che non lia MU i 

. iuoi mesi. K. in M»U« 



MEZ 

Mexx-mesurln. • . UttUo da olio cbe coO" 
tiene meta del cosl detto Mcsurin, y. 

Mexx«m6nd. ilfexso fia>/i^o(Min. ciL il Bel- 
lini). Gran quantiU. 

Mexx<-mdri. Semivivo, Mezzo morto. 

Mosx«^* Mezzule* Timpano f La parte 
di mexxo del fondo dellx botte. 

Mexx-ceuv. T. de' Faleg. • • . Quella pialla 
di cui si fa uso per formare uel le- 
gno quel membro di cornice cbe di- 
cesi mexxuovolo. 

Mexx-oeuv in di duu quadretU . . • 
Allra specie di ferro da scomiciare. 

Mexx*iSmbra. T. Pitt. Mezzomira. T. astr. 
Penombra. 

Mezz^-dmm. • • • I^vorante di poca va- 
glia. I ragaxxotti a opera in contado 
sono ntexx-om^/i. 

MesK-dnun- Piecinaco* 

Mexz<kixa. Galaniina* Ganascina(*Bor,), 
Quel pixzicotto cbe si da altrui per 
careggiarlo»prendcndogli leggermenta 
fra Tindice e il medio una delle gote. 

Mexzooxlnna* Dim^ di Mexz6nxa. r. 
Dk ona mexxonzinna. Prendere per il 
ganascinoCiosc.- poem.aut«pis«lV9io)* 

Meu'nSra. Mezz^ora. 

Mexfr-or^tta* . • . Una breve mexx* ora, 

Mexx«-ovsd. f^. Mexx-OBuv. 

Mexx-pann. . . . Panno le^pgiere^ di poca 
consisteaza. 

Mezx-p^ol Moneta del valsente 

di mezzo un paolo. 

Mexx-pardll. K in Mezxa^pardlla. 

Mexx-pelU. Semicalvo* 

Bfexx*pdnt. T. de"^ Ricam. Mezzo punto 
(Meini in Tumas. Sin* a Cucito). Punto 
scempiof punto cbe 9 per cosi dire* si 
tesse unico sull'^ordito del canovaccio. 

Mexx-quart. T. mus* Mezzo quarto* Qtr 
tasfo.^ La pausa dJla croma. 

Mexx-quartde. Mezzoquartp* y, in Pinta. 

Mexx-ril^v. T. di Belle Arti. Mezzorilievo. 

Mexx-scud. ilfexxo si^udo. Moneta d'^ar- 
gento del valore di mexxo unu scudo. 

Mezx-^i^r. T. pittor. Mezzo scuro* 

Mezx-^eccb. ^erdesccco, Soppasso. 

Mezzrserc* Mezzocerckio. 

Mexx*sopran. T. Mus. Mezzosoprano. 

Mezx<>taj. T. d^lptagl. in legno 

Specie di scalpelletto convesso. 

Mexz-Uj^lt. T. d' InUgl in legnu. . • • 
Scalpelletto men convesso e piu pic* 
cino di quello detto TajitU K. 



m ( 1 

Mew^-laller. Fiorino. Moneta d^argento 
che Tale la met4 di ua doUaro. 

Meu^temp. Me%%a ^lagioii«(AUeg.pag<.4o 
e altroye). Mezzo leinpo(Macbiav. i>p, 
IX , 1 4$). Ma%o tgmperameHto{Pr, fior. 
JV,ui,8a). 

Forma) de meut-temp. Formaggio 
tiila siagione {*liy. — Fres. meromt 
di Livorno). 

Pagn de mct^temp Abiti da 

messa stagione^ da ineuo tempo, 
cio^ buoQi a indo^arsi la primav^a 
e Tautunno. 

MezstenncD. BU%uitemune(lmr%.Jt.Acad. 
dm. ], a6i — Fag.Cm^./NV^. Ill, i6 — 
Metastasio LeUera al FarinelUy Scap' 
patoja^SuHerfugio, Gretala — TalvolUi 
anche vale per Bipiego. 

lfess-t6Q. F. Semit4SQ. 

MeziA per C6nch. f^. (xule. 

Mezi''-U5'*ciau de 8ora(nel]c botti ). Mezr 

Mezz-Tin. f^. in Vin. 

Mezi-Yoe{ij. Me%*o vnolo. Semi%fbto7 

m. caao retto. lo — Ancbe gli Spagn. ed 

i ProTeDZ. dicono JUt^Ti^ per Jo^Tu. 

Ml come mi. lo coinio(Bocc. - Manni 

Feglic IV, i6). Dal catUo mio. Per 

la parte mia. Per quanta h da me. 

Mi. casi obbliqui. Mi. J me* U Burcb. 
( p. 7) disse ancbe acberz. j4 micchi. 
Me — Not erriamo frequeDtemente 
traduceodo per lo il noalro Mi ancbe 
ne^casi obbliqui; errore in cui pero 
cadde ancbe il Fagiuoli , tiratovi , cre- 
d* 10, dalla rima, alLorcb^ scriase 
(Rime piacevoii III , aoS) 

For fiito a tamAo Tottro ( in cpanto a io , 

Al pin surb a Wgger l« gassatta 

Par fapar cU la tiag* o cbi va a Scio 

quaodo per6 oon si volesse slirac- 
cbiatamente dirlo modo ellittico come 
pare il Mario io di cui si vedra in M^rt. 

Oe ml e ml. i Meco stesso. Meco 

Denter de mi. > medesimo. Nel mio 

Intra de mi. j dentro. 

V ^ mej di porer mi che pover 
nun. f^ in P6ver. 

Mori mi hin mori tucc* f^. in Mori. 

No say^ n^ de ti n^ de mi. f^. in Ti. 

Ko yess n^ ti ne mi. ^. in Ti. 

Per on sold(o simiii) sont anm6 
mL Per , . . ia rimango il medesimo 
di firia(Gaadag. Bim. 1, 80) — F« al- 
tresl in Quell. 

/ o/. m. 



O^) MIA 

Segond mi. J me. iVe/ mio me. A 
mi a giudiiia. 
Mi. Me /f. Me le. Mi del? Me li dai? Me 
le dai? — I nostri contadini dicono 
meglio Mej ddt? 
Mia a Mia de mi. Mia* Di me, 
Mia € Mij. f . m. 4iig/u7 , e ant. Un mi^ 
f^ajo. On mi'a, duu mi'a. Un miglia, 
due mi^ia. Il miglip nosti'o milaoese 
oontava circa aSoo braccia nuaUali \ 
Taituale fiiigUa geografica ne couta 
circa 55ia. In Toscana era lungo mille 
passini, cio^ tremila braccia Horen- 
tine. 

De Milan a Lod gb**^ vint mia a 
gbe fan yint mi>. Da Milana a Ladi 
vi corrano uenti miglia o dicono 
cIC e' vi carrano venti miglia, 

Gbe sarii Ire mia bon. /^< corre- 
ratma tre buone miglia, Hin do mia 
longb. Sana due miglia luug/ie. 

On mia de quij che fa el lolf de nocc 
On mia de pajsan a On roia bon. 
Un grasso miglia, 

Qaindes di a Tredes di quatterdes 

mia Dicesi parlando di cbi 

progredisca pii) cbe lentamente, di 
cbi faccia poco cammino, poco pro- 
gresso, di cbi sia una teituggioe opiu 
tardo cbe testuggine p presto come 
una lumaca — Faire en quince jours 
quatorte lieues dicono ancbe i Franc 

Tir4 i basitt o sim, de iontan cent 
mia. C/uamare clteechessia discoslo um 
miglia(Cmi Desid, 11, 10). Cbiamam 
di Iontan le miglia i haci o simiii, 
come in quei verai : 

E poi qualebe minchtoa ti BMravigHa 
Sa un reverando tal «on raveranaa 
Cbiaaa il ditpraaao di lonun la miglia* 
( Sacc. Bim. ), 
Cba gia il marito eon tambianta uma^o 
CbianuTa canto miglia di lontano. 

( Lall. En, trmp. ). 

Tiri i legnad a i sgiaif a i bolt de 
Ionian cent mia. Chiamar le bastonate 
Iontan le mig/ia( Nelii recck. Biv, II, 25)* 
Uccellare a basse* Uccellare a caecale, 
Cercarsela a denari contanti. Cercare 
il mal come i medici, . Dicesi di obi 
fa dellc insolenze o commette azioni 
cbe si tirino dietro le busse. 

Yess Iontan milla mia a cent mia 
d^ ona cgssa. Nan la trotwre a ieijilar 

'4 



MIC ( 

d' embnici{AlUQ» ii^). Essere lontano 
da checchcssia guanlo gennajo dalle 
more. 

Mia voce contad. per Mioga. F. 

Mi'^ra che anche dicesi da alcuni Mice 
e Mlera. MigUajo, 

Miaroed o Mijaroed o Mejaroed. Mlgliarino 
(*rom.). Nome generico nostrale di 
quelle pielre granitiche le quali da varj 
geologi si dicono Miglioliti, perchh di 
4:ompage simile a un'aggregazione gra- 
ntdare nuliacea, Le vere saldezze di mi* 
gliariao non vanno perb confuse eon 
quelle allre pielre di natura quasi af- 
Jlne che trovansi in varie pai^ del Mi- 
lanese in massi o pezzi erraiici e che 
distinguiamo col nome di Giaiid6Q9 Sa- 
rlxz, ecc> V, 

Mi'aroeu bianch. Granilo ajeldispati 
bianclucci. Tale 6 quetto che si rin- 
viene in varie parti del Comasco 9 
verso Montorfano , ecc. 

Mtaroen ross. Graniio a feldispati 
rossigni. Tale k uppunto quello di 
Baveno ed k il vero Granito bigio 

< pimieggiato di nero e rosso come lo 
chiama il Twg,(yiag. HI, 147 » IV, 
279 e aliroi^). Granito di Baveno{G9h* 

' 6s. di Fir.)- 

Can del miarcsa Nome che 

i cavatori di Baveno assegaano ai cH- 
stalli di feldispato rosso che si tro- 
Tano nel loro granito. 

Miaroei). Un migHo scarso. 

MI'asc. Un grosso miglio. Vn buon mi- 
glio, Un bel miglio — V. in Mesasc. 

Miascion. . . . Un miglio lunghissimo. 

Micca. Pane, Ogni pezzo di pasta da pane 
spiccato dal pastone e colto nel for- 
no — Anche i Provensali hanno in 
quest o senso Micfio^ ed i Francesi Mi- 
che — Secondo le diverse forme che si 
danno fra noi a'questi paui, essi assu- 
mono diversi nomi i qtiali non trovano 
nella lingua illustre della nazione voci 
che valgano a Iradurli esattamente* 
Delia qual cosa ^ cagione la grandis- 
sima varietajche corre in ogni paese 
d^Italia per rispetto alia forma del pa- 
ne. In Toscana, per esempio, si fanno i 
cosi detti Fill di pane ^ le Piece t le 
Coppiette^ le Pandle^ ecc.; ma tutte 
queste forme o non corrispondono , 
o in ben poca parte > a quelle che 



106) 



MCC 



usano fra noi. Si leggeranno quindi 
descritte ma non tradotte queste no- 
stre varie specie di pani soUo la voce 
Pan; 

Avegh dent la soa micca. fig. Fan- 
taggiarsi* Avere ire pan per coppia* 
Averci dentro utile, guadngno, lucro - 
Fra noi eorrono due usanze : la prima 
che i padroni sogliono far dare un pane 
e cacio a qualunqUe contadino il quale 
dai loro poderi si venga ad essi in 
citla per alcun loro servigio : la se- 
conda che i fornai sogliono dare un 
pane d^un soldo di vantaggio'a chiun- 
que ne comperi dieci a un tratto. Dal- 
Tuna di queste due usanze, e fors^an- 
che da ambedue, trasse origine proba- 
bilmente il nostro dettato. 

Besogna mangiagh insemma paricc 
micch(o paricc stera de saa) prima 
de cognoss vun. F in Saa. 

DI che i micch hin minga pan. F* 
in Phn. 

El pan de micca el pias a tuco. f^« 
in Pan^ 

L' e come a and4 al prestin a toed 
ona micca. i^ come andare per il pane 
a/ybn}(7(Magal. Op. 38a ). 1^ preczo 
fisso ; e si riferisce a qualsiasi rob»» 

Micca boffetta, Micca de duu, Micca 
de mezza lira , Micca d^on sold , ecc, 
yeggansi in Pan. 

Pau de micca. Pan iondo, Dicesi al 
pane lavorato in forma piccola e per 
lo pill tonda che suol essere della qua- 
lit a piu bianca e migliore — Quaodo 
si pone mente che gli antichi Toscani 
diccvano Micca per minestra, c che 
anche oggidi i nostri conladini hanno 
per prima medicina famigliare il pan 
di grano(/a micca} e la zuppa fatta 
col pan di grano in brodo(/a suppa ), 
k facile riconoscere che questo nostro 
Pan de micca d cosi detto come Pan 
de minestra o sia da zuppa , che forse 
anticamente anche noi Milanesi dice- 
vamo Micca la minestra. 

Vessegh dent la micca, • • . Esserci 
lucro , guadagno , vantaggio. 
Miccheggia. gergo. Jmoreggiare, 
Miccheggi^. Empietv il corpo a ujb. 
Micchetriflii* f^er go, Baro* Baroncio* Fursc 
dal sardo Afacca/r^(arcadore , truf- 
fatore ). 



MIC 



(107) 



MIE 



MtcchettR. Panefta. Noi intendiamo per 
eccdlcnui ud Paoe d^uu soldo. 

Loeagh pij de la Micchetta. 1^. in 

Lceugh pij. ( y, in Pan. 

Micchetta de semola, franzesat ^cc. 

BCicchetta lavorada. . . . Panetto a 

comelti di piu forme. 

Miccbetta luftra* . • . Panetto im- 
piastrato di chiara d*uova nella su- 
perfide. 

Micchetta aolia. • . . Paneito liscio. 

St^ o Tegni ia micchetta. Stare o 

Temere a pane ed acqua {Ct. in Tene- 

re)> Caatigo di uso frequente nie^col- 

legi e in altri istituti scolastici. 

Bficchettinna. PanelUno. Panaiello, Pa-- 

MicchiD. Panetto* {nicciuolo, 

Micchln. T. de^ Ciamh. . • . Sp. di dolce 
latto a foggia di un picciolo panetto. 

Micchitt de san Niccola. Paneilini di 
son iVico/a(Targ. yiag. V, Sig — Fag. 
JRime 1 , 44)* Paneilini dolci che le mo- 
nache solevano fare e mandar in dono 
ai loro conoscenti il di di san Nicola. 
Mirchitt di mort. . . . Verso il Pa- 
Tese chiamaao cosi certi paneiti fatli 
di pasta di grano turco regalata di 
zibibbo od altro. 

Micchin che anche diced Caffin. CUwal- 
Una' Ogni palla, per cosi dire* di 
stereo di cavallo. 

Micchinoei^ o Micchettlona. Panicciuolo, 

Miccia. Miccia, Corda — QucUa cbe i 
diz. ital.dicono Corda cotia, e fanno 
senza pid sinonima di Corda o Mic- 
cia, e specificatamenle la corda bollita 
nei salnitro e preparata che i pratici 
dicono Miccia incendiaria. 

BliccfSn. Panone? 

Micc6tta. Pagnotta, F. in Pan. 

Mich^e* Mic/iele, Nome proprio. 

Fa san Michee. Tramutare. Sgom- 
berare, Sgombrart* Portar via le mas« 
serizie da luogo a liiogo per mular 
domidlio. Fra noi le tramute haono 
laogo in cittii a^a9 di s^ttembrc, in 
campagna agli 1 1 di novembre di cia- 
scun anno; di qai il dettato — Anche 
i Prorenz. dicono Faire sant Miqukou> 
Sao Giusepp porta la roarenda in 
del fazzolett, e San Michee le porta 
in cit\> V' in Mar^nda. 

Michee. met. Baf^o* V. Badee. 

Michelangiol Bonnascoa* V. Boonaseda. 



MicheUzz. Michelaccio. Nome pr. usato in 

Vk el mestee del Michelazz, man- 

. gi^ , bev e andli a spass, od anche sent- 

plicemente Fa el Michelazz« Far la 

vita del Michelaccio, Non si dare altro 

pensiere che di campare allegramente 

e senza fastidj. - Quale sia per minuto 

la vita di uno di questi Michelacci 

vedasi nel Corrier delle Dame milanese 

del giomo a5 luglio 1818 a pag. 19. 

Micrlinia. Emicrdnia , e ant Magrdna, 

Microsc6ppi , c/ie gt idioti dicono quasi 

sempre Mitrosc6ppi. Microschpio. 
Mice che i sH)lgari dicono volentieri La 
Donna. Moglie* Consorie, Donna '^ Gli 
antichi scrivevano Mogliama e Mo^ 
gliema^ Mogliata e Moglieta per Mia 
moglie^ Tua moglie — e cosi pure 
Mogliera* Mogliere. Moglieri^ 

A loei!r mice V h minga come a hev- 

gi6 on broeud AlP amroogliarti 

vavvi adagio. 

A toeii mice se po"* pik tom^ indree* . . 
Dicesi per ricordare indissolubile il 
legame del malrimonio, per awertire 
che La moglie non si puo rimutare 
quando un vuole. 

Chi toed mice con nient finna a 1« 
mort s^en sent. Chi mal si marita 
non esce mai diJatica{F\r. Luc. Ill, 5). 
Il bisogno e il maggior nemico deilo 
stato conjugale; perci6 sembra mal 
consigliato chi non benestante prende 
moglie povera , abbench^ sia vero 
altresl le pid volte che Dov^enira la 
dole 9 quindi esce la lihertd. 

Da mice. Dar moglie* Ammogliare, 
• De mice en cala minga. Malanno e 
moglie non manca mai. 

Di Te bella mia mice Te on cercassi 
de badec. Non si debbe mai lodare 
bella moglie, vin dolce, e boon cavallo. 

Dolor de gombed dolor de mice o 
de marl. Doglia di moglie morta dura 
ii\fino alia porta, r. anche in Gumbed. 

Gia disen tucc insci: ^ oh mia miee 
de mi - r^ bonna per quell-li. Ogni 
uomo ha buona moglie e catUv' arte. 

La miee cqn pi!i Te piscininna con 
pu Te mej. Delia moglie quanto meno 
se ne piglia meglio ^^Doni Zucca^ 
p. 1 33 verso). 

La mice bin bon luce de rcgo^lla 
a ciaccier. Tal gasliga la mpglie che 



MIL ( 

nan tha^ chequando ei Vha gastigar 
nan la sa, 

Vi la miee del boja o del diavol 
che lava i pagn. f^, in B6ja e in DiSvol. 
Miee drizta. Moglie marritia(FB^, 
JRime IV, an). Si dice per contrap- 
pusto di quell* alCra moglie che i di- 
plomatici dicono Moglie di mono si^ 
mstra{de main gauche). 

No gh*^ pesg paslee che quell d*a- 
Tegh cativa miee. Grande lacciuolo del 
diavolo h la mala moglie, 

Tceu miee. jimmogtiarsi, Maritarsi. 
Tbr moglie, Prendere o Pi^iar mo 
glie, Tbr donna. In qualche caso 
scben. Matrimoniare, 

Toeu miee se no T^ bonoa — • per la 
primma se perdoona — la segonda se 
baslonna. Chi ha o toglie una moglie 
merila una corona di pazienza; chi 
doe una di pazxia, 

Tceu per miee la lahAmmogliarsi alia 

tale o con la tale, Farsi moglie la tale, 

Voeutt ch* el metta el coo a ca , 

dagh miee« Ddgli moglie^ e halo giunto, 

mie e Mlf^ra. Migliajo. (glie. 

Mi'erinna. MoglierettaOi/CiD,), Vez. di Mo- 

MY^tt. Un miglio corto. 

Mjfetlln. Un miglio corto corto, 

Migia capell^e o BIgia capellee. . . . Nome 
proprio di uomo semplice che pro- 
priamenle h contrazione di Remigio 
cappellajo, a quel modo che il Bratti 
ferravecchio ^ contrazione di Abba- 
ratta ferro yecchio(Malro. not, IV, 59). 
Le sa anca el Migia capellee. La 
sanno anclie i pesciolini, A scritta pei 
boccali, t, cosa notissima. 

Migliorla per Mioria o Redrizz. y, 

Mlgna {salcio) per Mogn6n. y. 

Mignao. . . . Voce infantile per Gatto. 

Mignonelt. K Mlon^tt. 

Hign6nna. T. di Stamp. MignOne(*iosc. — 
Zanob. Diz,). TTestino minore, Sp. di ca- 
rattere detto Mignonne anche dai Fr. 

Mij. Miglio, V. Mia. 

Rlijarceii. V, Miaroei^. 

Mil^n. Milano, 

Gbi Tolta el cuu a Milan le Tolta 
al pan. .••'.. Il fumo dclla patria 
riluce pid che I'altrui fuoco ; prover- 
bio vero doTunque , verissimo poi* in 
Milano la ricca , in Milano la grassa 
come la dicono comunemente. 



108 ) MIL 

Daghel at Statute de Milaa 

Vendere o dare altrui checcheisia a 
prova di statuto, cio^ in oltima con- 
dizione, scevro d^ogni difetto. 

De Milan ghe vt h domli vun. . . . 
Lo diciamo al fig. per accennare Tot- 
tima condizione a cut h venuto il no- 
stro paese dope eh» dalPantica in- 
finitudine delle mani morte Tenne a 
quella yita fiorente che la suddiTision 
degli averi sa prodnrre. 

Pin che Milan sarii Milan. . • . w 
Fino a che durerji questa nostra pa- 
tria ; e , per intensione di giusto de- 
siderio, sempre. 

Htn longh i nocc de Milan eh ! F^ 
in N6tt. 

I legg de Milan duren d^incoea 
finna a doman. K in L^gg la yersione 
di questo proverbio di cui la nostra 
palria non pu6 adontarsi quando os- 
servi il restante del mondo. Anche 
i Veneziani solevano dire La lege i^- 
neziana dura una setimana(Di%.s^en,), 

\u Milan con de quist se troeuva 

tuttcoss In Milano, purch^ 

non ti manchino t qnattrini, non avrai 
difetto di checchessia. 

La cusinna a Milan, la cort a Rom- 
ma Proverbio citato anche dal 

Maggi e di piana intelligenza. 

Milan, e peen pd Ognuno 

ha in delizia il proprio paese, e lo 
siiole anteporre ad ogni altro; for- 
tunnto chi ha sortita, come noi, una 
patria le cui lodi siano cosi prossime 
al vero com^^ Tesagerazione di questo 
nostro dettato. 

Milan Vk el giardin de Pltalia. ... 
I^ floridezza della nostra citti e delle 
nostre campagne ha dato origine a 
questo dettato. 

Pover BJIilali! che no ghe sia . • . . 
o se no ghe fuss che .... Si stiol 
dire ogni volta che alcuno dubiti di 
non trovar qualche merce, o che altri 
voglia for valere ollre il vero T ope- 
ra propria. 

Vess ai Slatutt de Milan. F, in Stat&tt. 
Milan^s. Milanese, 

A dighela in bon milanes o vera-- 
mente A dilla come la va ditta. Tn 
Jaiio in/rttto(Gelli Sporia If, 4). V. an- 
che in Bun. 



MIL 

Bfilanes, pissa ynn pissa des 

DetUto che ci dimojitra officiosi e baon 
crompagnt, poich^ e preceUo antico 
queilo che Si amicus mingil, et iu 
minge^ aut mingere finge* 

Milands. F. in CJirU. 

Milanes^tfc e MilanesiSn Milanese 

schietto, Milanese spaccato. 

Milanesinna. . . . Una gentit Milanese. 

Milaninna. . . • Specie di carattere da 
stampa microscopico chiamato Demi- 
JfompareiUe Ira i Francesi. 

Miliar (FcTera). Febbre miliare. Migtia- 
rii««?(*tosc). 

iCiikrd. MigUardo. MHiardotZnnob. Dii. 
che per6 lodice un pretto franzesisino). 
Dieei volte cento niilioni. 

MUion. Milione^ 

£1 m^ha ditt-sd on miUon de coss. 
Mi ha detto milioni di cose o miUtmta 
cose o milianta miia cose. 

Milionari. lUcco di milioni, Bicco sfon-^ 
data, II Milionaire de^Franceii. 

Militar o Melitar. Militare, Guerriero. 
A la mililara. Mia militareiGnasi), 

Militraccheta. sch, per Militar* F, 

Miiiziott. 3lt7<siotto(Zanob. Diz.), Persona 
addetta alia milizia si ma non ancora 
roilite fatto; la cerna, la recluta sono 
specie di militiotti — Nei primi onni 
del secolo attuale questa voce ebbe al* 
tresl fra noi il sigi speciale di Guar^ 
dia sedentaria del buon gopemo, A la 
Polizia gb^era i Grovait o i MilizioU. 

Millxxia urbanna. F in Gulirdia. 

Milla. Mille, e al pi. Mila. L'e miUa voeult 
tant. E il mUidcuplo. 
- Aveghen o Vdsseghen di mWXn.Avet- 
ne o Esservene a migliaja. 

Vess di mtUa segnati. Essere dei 
dodici mila segnati? {Idonos, 4^^)* Lo 
diciamo per rabbia contro persona 
che riteniamo di mala mente e che 
abbia da natura alcun dtfetto o alcuna 
defonmitji dt corpo. 

Millantass. Millantarsi. 

MillaHgh. . . • $p. di vergolato o di stoflfa 
tessuta a infinite minutissime righettine 

Millarigb verso il Comasco h stesso che 
Erba bindellinna. F. sotio trba. 

nill^sem. Millesimo. 

BCIlfloei!kr(Acqna e Oli de). Acgua ed Olio 
di millefion, (r61d. F. 

£16 verso ii Lodig* e il Pavese per Sini- 



(rco) MIN 

Mil6. . . i . I caciai ehiamano «os) qnella 
linea serp^ggiante di color ferruglgno 
cbe appare sulla faccia superiorc 
(bocca) di alcune forme di cacio lo- 
digiaoo. Nome allusivo al consimil 
colore che vedesi nel biacco(ro/ii^tfr 
viridijlavus Lacep. ) che nelle campa- 
gne milanesi e detto Smirold e nelle 
pavesi e lodigiane Mirdld e Mild, 

Mil6rd. Lord. 

Pari on milord ingles o sempHc. 

Pari on m^ord Essere sfar* 

zoso; vestir abiti sfarzosi. 

Milordin. MiloreUno(Psak. PoeLl^XYin^Sn), 

F4 el milordin. Marciare alia milor^ 

#^*mi(^fior.)9cio^Bttillat09 in gdanteria. 

Milz^ra per Nilz^ra. F, 

Milz6tt. T» di Mascalcia Oppi- 

lazione della milza. 

Miizon negber. Oppilazion 

della milza con lienteria grave. 

Mimin voce infantile per Mamlu o sia 
Mader. r. 

Mina. y. Minna. 

Mina. Minare. — Minka. Minato* 

Minatici^. Minacciare. Far minaccia o mi^ 
naccio o minacciamento o minacciatura, 
Minaccik de piceuv. F, in Vktiiy. 

Minad6r. Minatore, 

MincicSn. Minchione. Coglione, F Bad^e. 
A sto mond ghe voeur semper ona 
fetta de mincion in sacoccia. £ bene 
far dello stupido se bisogna, Spesso 
torna utile al mondo il fare il nescio, 
cio^ fare le viste di non vedere, non 
sapere, non sentire, non capire. -— 
Tnlora si usa anche nel mal senso di 
chiuder gli occhi come facea Mecenale 
con Augusto. 

Av^ a che £it con di mincion. Aver 
a fare con genii sciocche; e comic. 
Aver a mangiar la suppa coi ciechi, 
Chi e mincion s6 dann. Chi non 
s* afuta suo danno{Vro8* fior. III9 11 » 
3o). / merlotU restan pelati{\yi), Cid 
dorme gli k cavato il ^o/ino(Cccchi 
Dote in 9 3). Chi h minchion suo danno 
(Nelli All. di Fed. I, 6). // mondo 
h di chi se lo piglia. 

Chi h mincion staga a ck soa. Che 
i cordovani restino in Levante. Testa 
di vetro non faccia n' sassi. Chi lia 
cervelliera di vetro non vada a batta- 
gUa di sassi* CfU ha paura di passtre 



MIN (i 

Hofi semini panico* Chi nan ^ b^ 
provveduto non si metta a pericoli. 

Di niincion ghe n"* e semper ; bbsta 
saTej toeiirfoeura. / minchioni ci sono : 
basla sapeiii (roi;are(PAn. Aw, It 7)* 

Di miDcioni ! Non sono si corbelloue. 

Fa a.mceud o Se te voeu fa a mosud 
d"* on mincion. Fai a mode o Se vuoi 
far a modo d*un pazzo. Maniera pro- 
yerbiale solita dirsi per modestia quasi 
estenuando la propria autoriia, e nel 
tempo stesso assicurando Tamico di 
dargli cosi alia prima un buon con- 
siglio. 

Fa de roincion o Fa el mincion. 
Fare la gatta di Masino.Fare il gat- 
tone. Fare il norri^ lo nqferi^ il ba- 
seo^ Vindiano^ il nescio^ lo gnorri, 
il musone , ia gattamorta « /' adder- 
mentato. Fare a chetichelli, Lasciarsi 
Jerrare. Far le masclieref le fcrche^ 
il micioy il fagnone. 

¥k de mincion per no paga dazzi. 
Fare il gonzo per non pagar gabella 
(Fortig. Bice. V, 78). 

F^ de mincion per no pag^ la saa 
dicono in contado per Fa de loccb per 
no paga la saa. r, in Saa. 

Fa fadiga a fa de mincion. Aver 
gli ocelli nella collottola^ cio^ Esser 
uomo avvcdutissimo e voler fare il 
nescio. 

Falla de mincion Far cbec- 

cbessia bonariamente. 

La razza di mincion V k mai pik fe- 
nida. Injiniia k la schiera degli sciocchi. 

Le sa ogni fedel mincion. £ scritta 
pei boccali. La sanno i pesciolini, , 

Mincion come la luna. // patriarca 
de'*minchioni{^ell[ Mogl, in calz. II, 7). 
Un cogliluva del non plus ultraHfieWim 
in Pros. fior. Ill, 11, irx%). Dolce doU 
cissimo{J>e\ Rosso ivi i3a). 

Occh e miocioni e merli eren ti'e 

sort d^usij Usasi per tacciar 

copertamente di buaggine. 

Ogni fedel mincion el le, vedeva. 
V aurebbe veduta Oniabue die avei^a 
gli occhi di panno •— Talora ai^che Del 
senna dappoi ne son ripiene le fosse. 

Passa mingaper la barca di mincion. 
F". in Barca. 

Pass^ per la barca di mincion. r.Jn 
Barca. 



w) MIN 

Per da gust ai mincion. J bd di- 
UUo. A diletto. 

Se ftus ben roincion ! o Se saroo min- 
...cton! o Fuss mintumX STio fossi ckiii 
(Pan. PoeU 1, vi, 34). 

T6cch d^on mincion* Pezzo d*asina! 

Vegni lenc e petard Ingrassa ai 
spall di mincion. Fare le guancie gnu- 
se alh spese de* btilocchi{C%cchi Dote 

111,2). 

Vess la barca di miocioo. f^. in Barca. 

Yeas minga la barca di mincion. 
f^ in Barca. 

Vess minga mincion o Vess tutTol- 
ter che mincion. Nan esser pincone 
o cor6ei/oii«(*tosc.). Non esser soro 
o semplice. I mudni hanno aperto 
gli occhi, Essere tutC altro che pusU- 
lo, V^ mioga on mincion. JSgfi se 
la sa, Egli nan ha bisogno di man" 
duaido o di pracuratore. Non t noma 
da essere aggirato, 
Mincion e Mincidni. s. m. pi. Per tufe- 
misma Gli Amici (tefttes) in UUte le 
Jrasi seguenii: 

Ave nanch per i mincion* Avere in 

sui c (poem. aut. pis.). Aver 

una in quel servizio^ in cupola^ nel- 
V anello , in tasca^ nel zero , nel fa^ 
rame , nelle code , nella callottala , 
nella tacca del ^zoccolo, ^ 

And^-gi6 i c. . . . Cascar le braahe 
o V ovaja. Infastidirsi. Nojarsi. 

Avegh i c. . . . dur. . • . Esser ricco. 

Cera a monlon e foeura di mincion. 
V. in Cera. 

Fa vegni i c« . . . Far venire la 
stizza o la muffa o la mostarda al naso. 

Secca i mincion. Injracidare umo. 
Torre il capo ad uno, assediarlo, 
nujarlo , importunarlo. 

Sta 11. a graltass i mincion. Star a 
grattarsi La panda. Star ozioso. 
. Vegni i c. . . . Fenire i baiisUni 
(Fag. Av. pun. II , a). Fenir la muffa. 
Saltar la mostarda al naso. 
Minciona. ^tore(Targ. Fiag. IV, a8). 
Coiifcllare, Minchionare, Dileggiare. 
Beffare. Scliemire. Cuculiare. Giamba- 
re. Giambeggiare. Pigliar a gabbo. Fo- 
ler pastura del foUo d* alcunq. Fare 
una giostra a uno. Dare il giambo.Met- 
tere a giuoco uno, Pigliarsi giuoco 
I o Jesta tfalcuno. Noi perd lo usiamo 



MlN ( II 

andie spe^o in senso tristo e cotno 
ftnouimo di Bolgira, cioe Tranellai-e* 
Giuniare. Ttuffart, JYappolare, Fro- 
dare. Fraudare ; c in senso men tristo 
di Eludere, Ilfudere o Deliidere, 

A fass mincioni gbe voenr pocch. 
A Jarsi minchionar si spende poco, 
Vn minimo cfae basta per firti il zim- 
bello altrui. 

A mincionass minga o Mincionand 
minga T^ insci. A dire il vero. Da 
senno. Da matadetto senno. Lasciando 
gli scheni — Non ci iitudendo. 

Con quell la-8u se mincionna minga. 
Con Dio non si ^ur/a(Mfiga]. Op, i85). 

Fass minciona. Farsi scorgere o cor- 
bellare. El viBur fass miucion^. yuol 
entrare neUa ccUca per farsi pigiore, 
E* vuol farfi frustare, 

Mincioni comif5. Minchionare coi 
JtoccH e cd'festoni, 

Mincionass lor de per lor. /^^/2ar5c 
da s^» Appemnare nella sua ragna. 

Mincionnet! Potenza in terra! Ma! 
ci corbeUiamo ! Oh vacci scalzo ! Sen- 
ate cosa! Questa k marchiana! Questa 
^ coi manicof Qtiesta sarebhe ben col 
manico! Esprcssione di maraviglia. 

Nanca lu el mincionna minga v^. lo 
ii so dire c/ie se Vnno conjicca^ Pal- 
tro ribadisce, 

Se mincionna minga. Non si canzona, 
Eila c cosi da vero seniio. 
Mincionaa. Part, pass* di Minciona. K. 

Kesik mincionaa. Bestare con un pi& 
di naso o con un pabno di naso. He- 
stare uno stivale, Rimanere colla barba 
di stoppa. Bimaner pincon pincone. 
Bimanere brutio o corto o scaciato o 
burlatoodeluso,Bimancre un rai*aneUo, 

Semm bej e miociouaa. Siam fritti 
come disse la tinea ai tincolini, Addio 
fave. 
MincionJkda. Hiinchionatura* Coglionatu- 

ra, Corbellatura, 
Mincionada per MinclonaHa. K 
MiDcionaddr. Burlone{¥»f^. Ingan. lod. 
Ill, i4). Canzonatore{J^9iU. PoeU II, 
XXIX, I ). Corbeilatore, Celiatore. Mot' 
teggiatore, Jrrisore, Beffatare. Beffar- 
do. JUinchionatore. Burlaiore. Dileg- 
giaiore* Derisore* 
Xincionadura. UcceUamento (Vas. 49^)« 
Buiia, Gabbo. Minchionatura* 



1 ) MIN 

Mincionarla. Mtncfdoneria, Corbefleria. 
Sftroposito. Scerpellone* Marrone? Fi 
di mincionarij. Fare scerpelloni. Di 
doma di mincionarij. Non dir eke lap^ 
pole, pantraccole 9 ecc. K. in Bhlla. 

Mincionarfa, e per intens. Mincionaria de 
nagott. Zaccheretia. Bagattella. Gam* 
mengola, Baja, Bajncola — Bazzecola. 

' Bdzzicatura — Bordelleria. Carabattola. 
Mincionarij de donn. K. in Bierrlin- 
ghitl. 

Mincionaria ! O>r^sso/i/(*losc.). Cattehi. 
Cospetto! Esclamazioue. 

Mincionatdri. Gabbevole. 

Cont on f^ mincionatori. In tuon 
di canzonella(P^n. Poet. II, x\i la). 

Minciouazz. Pinconaceio{*io8C.y. Corbel" 
lonaccio, K. Badde. - 

Minciuni ! CorbelliJ (•lose). Capperi ! — 
Lo stesso cbe Cdspita. F", 

Mincion6n. Cucciolaccio, Sviy^agnatacclo, 
Pincellone, Sciocconaccio, V* in Baddc. 
Ona minciononna. Una pincellaccia 
(Nelli Serve al fomo I, 8). 

Mincionsc6lI. ScempiatelloiJRcWx Allievi 
di vedove II, a). Pinconccllo(*iosc.)> 
MinchionccUo, 

Mi nee. yoce usata nei delL seg. 

Fa la mi nee o Fa adrce la mince. 
Fare P urlata (*fior. •— Salvad. p. g). 
Far lima lima, Modo di beffare altvui. 
(Eub U minee! Pulci pulcil Cera 
cera ! (Papini Com, Burch. ) Fello vel- 
lo!* yeUa veUa! Lima lima! Ghieu 
ghieu ! Motto per dileggiare usato per 
lo ptd tra fanciulli. 

Mincll , Min^lla. Micio , Micia^ V, anche 
in Minin. 

Minetn. Minimo. F. Minom. 

Minera per Ciiva. ^.^— Clii larbra nellc 
miniere dicesi Minerario^ e dai Ve- 
ncz. Canbpo ^ Le vie cbe si fanno 
nelle miniere si dicono Cunicoli *-* La 
miniera ricca di yene dicesi Miniera 

Minora. Fena, (fruticosa. 

Mineral. Minerale, 

M^nere. Foce usata in 

Anda a farsi minere che anclte di- 
cesi Anda a fass bolgira. Andare in 
Cajamau, Andare a Jarsi friggere, 

Mand^ a farsi minere. Mandare in 
chiasso, alle Jbrcfte 9 al diavolo. 

Minestra e detiv. F. Men^stra , ecc. 

Minestrador scherz, fverAmministratQre* 



MIDI if 

Mioga che i cantadini dicona anche Mia. 

Mica* 3figa,Non* Per es. En vuj mioga. 

Non ne vogllo, V e tninga per dl maa. 

Non k mica o Non k gid per dir male* 

Minga de pocch. A^. in P6cch. 

Tant come mioga. ^. in Taot. 

Mioi. Afim'o. SoUo qu^slo nome co3l,da 
noi come dai Toscaoi coofoodesi ao- 
che il CimxZ>rc(Targ. Fit^g* IV, 128). 

Min'i^. MiniarCf 

Mioi'^a. Miniato, Noi diciamo Minida 
que' caratteri da stampa a fregiatura 
chc aoticameote si soleyaoo mioiare. 

Mio'iador. Miniatore. 

Mioiatura. Miniatura, 

lo mioiatura. fig. In minialura{*iosc. 
-^ Zaoob. Diz.), lo picciolo. 

Mioima. T. mus. Minima, 

Mioimum* s. m. // Afimmom (Zaoob Du.). 

Mioio. Mucino, Gattino — Fra ooi questo 
vocabolo e usaio dalle madri e dalle 
balie come voce di lei^io co'Joro teueri 
aluooi alle n^aoioe dei quali sogliooo 
fare alcun XK>^4i soUetico diceodo. 

ftliiiin miuell , 

Barba CMtell , 

Barbs Milan , 

Tocea, tocca su la mati. 
Dore t« tee staa? 

A ca de fa comaa. 

Cotse t'hala daa? 

Fan • formaggin. . * . 

Grattin grattin gprattta. 

Alle iilaoi di uo etimologi^la rotnao- 
zesco quest a voce renderelibe i hoatri 
Ambrogiaoi ultimi prooepoti de^Car- 
tagioesi. Mineit vuole il Bocharlo che 
sia voce puoica deootaole castello. 
Ecco aduoque Turigioe puoica de* Mi* 
laoesi ; e se noo puoica di prima ma- 
no, almeo di seconda per mezzo dei 
Siciliaoi le balie de* quali nella cilta 
di Mineu chiamano Minima il loro 
teoero allievo appuoto per voce di 
Iczio — Altri poi oe giureranoo forse 
nel seoso atlribuitole io uoa Streooa 
iotitolata La Giornata misteriosa dei 
conte Minelli^ Milano per Omobono Ma- 
nini iSSg; il che sia loro col booo pro. 

Nioto mioio. Muci muci^ Voce coo cui 
si allettaoo i gatli — * Anche i Proveoz. 
usano Minet minetto io questo seoso. 

Miuiona. Mucina. Galtina. 

Fasoeu de la mioinna Versb 

il Gomasco chiamano cosi una specie 



12 ) MIM 

di Fagiuolo assai picciQO, di fillqua 
molto luoga, e polP ocehiuxto nero. 
Minister. Ministro - Io6ao alP aono 1806 
il nostro dialetto non conobbe, cred^io, 
questa voce che nel solo aig* di Mini- 
ster plenipotenziari(Afiiiwfro plenipo- 
tenziario) resoci caro da un Firmian 
. di ben avventurosia memoria* Il oes- 
sato Regno d^Iulia ne raccomun6 
anche nei modi seguenti: 

Minister de finanza. Ministro delU 
JinanzefjMaoh. Di%,). V. in Finanza. 

Minister de la giustizia. Ministro 
della gui5/izia(Zan. Dit.). V^ in GvixAe%. 

Mioister de la guerra* Ministro delta 
guerra e marinaffAnob, IH*^). Cover- 
fiava ogni parte della cosa pubblica 
che si liferisse alU miltzia di terra 
e di mare; gravissiaio^ondo,ma ben 
degno della mano giusta , ferma , in* 
corrotla , indefessa del geuerale conte 
Achille Fontanelli che lo reggeva ne- 
gli ultiiui anni del Regno. Alia cui 
ooorala memoria oii godeTaoimodi 
essere avviolo con vivida riconoscen- 
za per la beoigoita colla quale favori 
i primi tentativi dei presente mio 
lavoro datogli a coooscere da^suoi 
egregi segretarj cav. bar. Al<£Ssaodro 
Zaooli e 0. Valcriaoo Cabrini, dei 
cui beoevoli offici serbero sempre ca- 
rissima rieordaoza. 

Minister del culto. Ministro dei adli 
(Zaoub. Diz,). Accudiva a quanto li- 
sguardava i rapporti esteriori della 
religione delk> Stato e dei culti di 
libero esercizio. 

Minister de T iotemo* Ministro del- 
ri;i£er/io( Zaoob. Diz.). Reggeva gli 
affart ammioislrativi e d* ecoooraia 
politica del regoo. 

Mioister del tesor. Ministro del te- 
soro(7aLnoh. Diz.). Primario ammioi- 
stratore dell*erario dello Stato. 

Mioister di afari esteri. Ministro 
delh relamoni estere ( Zanob. Diz. )• 
Accudiva alia diplomatica dello State. 
M'nist^ri. Ministero^ 
MinisteriM. Ministeriale. 

Cont on fk ministerial .... Con 
aria oontegnosa, in gota contegna, 
con portamento iraperioso, e dicesi 
a chi afietti nuiggioranza e gravity 
oltre tl suo aUto. 



MIN (II 

MtniU* t. m. pi L« gemme del salcio 

capreo L. (gatto/t o mogMH o 9mfpm) 
che sboccitfno precocisiime in febbrajo. 

Mi ana chs in qmtdchepwie delcotUado 
dicesi mnche Seggia. SeccJuo? La met4 
deUo flajo nosUale da vino» cquiva- 
leote a coppi cenveatUei della miova 
soma dectniale da« li(|Ukdi. 

Minna. &iunn* Mesuo sida^o* Due q^arti 
( daw gmattm ). Lft wnm%k d«Uo stajo 
no«trale da grani, eqiuTalenle a no* 
Yantun coppi e metao della nuova 
sonui decimale pei solidi. 

Minna* Mina. Il nosUro dialetto discoao- 
sce queata voce nel «enM aniUuve, 
D^ sa che cosa *ano Mine offensiye^ 
Mine difauwt^ CotUrmnmine^ Minu" 
tori o Cavatori% Camera^ BorraUueaf 
Bampa^ Scala della mioat ecc. ecc. 
Gli i per6 Boticsana la 

Minna nel aignificato di 

quel cavelto o vogliam dire di quelle 
niMchera di mtna che si fa talora 
nelle rocce, nei saa6i» nei legnami 
perche* esfiiuu di polvere , datole 
fueeo e jooppiaUy se ne consieglM 
la spaccatura; nel quele signifioaVo i 
Frances! usano la voce PdUml e al- 
cnni nostri pirotecaici le voci PiikH 
iettu e BoUerone. \V Zanub* nel fuo 
diz* lascerebbe iapporve che in To- 
tcana anche questa sia delta Mina, 

Da la minna o Dagh ona minada. 
Minare, 

Dagh el foeugh a la minna o F4 
salU in aria ona annna. Far giocart 
una miam; e fig. Dor fuoeo al ptiZQ, 

Minna. Appariscenza. 

Fa minna. Far f alb. Far pisia. 

Minom. Minima, 

Min6n. PeUiccione. Gattone. Dal fir. Afirtda. 

Mindr. s. m. T. leg. Mimart — Nel no- 
stro foro dicono e scrivoao aacha co- 
muoeiaente Minortnna. 

Mindr. s. m. CadtUo. U Puiui deTrancesi. 

Mindr. f • f. T. inua« Mmore, 

MindrCPeai de). r, in Sudeva. 

Minoritaa. Minoriia, 

Vess iceura de Mviorilaa^ Esure 
fucr d^pupillL 

Minu^. Mim i eit o, Minuet Specie di boUo 
notiMimo. 

Miouettin. MinueUma{¥orXig,JfUcc. X* 44). 

Miniucol. Minuscolo, 
Vol. III. 



3) MIO 

Minula. T« delle Segret. Stendere la mi* 
mUa*, Far la mimda — Minutare non 
iu sin qui registrato dai diz. ital. 9 ab- 
beoch^ es&i abbiano £iiUo buon viso 
alia voce MinutarUe cl&e il Magalotti 
uao per indicare Chi distende le mi- 

. nute^ la q^ voce riconosce pure 
Forigine da Minular^. 

Mimitament. Minutamente, 

Minutant MituUanta. y, in Miout^ 

Miouti. 5. m. pi. La sUsso ch€ Meni!i4er 
{biaiie minuU)* V, 

Minuti piaceri. V, Piac^n. 

Minutt. Minuio, Vi sono i Minuti pri- 
mi^ i Minuti secondi^ i Minuti terxi, 
in d'^on minutU Jn un atiimo* In 
un subito, 

Vesf al roimitt . . . Non fallir d^ im 
raiuuto i essere preciio \ e dlcesi degli 
oriuoli. 

Mint^U (A la). T. dei CuochL . . . Partico- 
lare acconciatura delle cami e sim. la 
quale consiste nel cuocerle nel burro 
con sale « pepe e farina 9 regalarle di 
funghiy o tartufi, preziemolo e sca- 
logni tritati , e imbagnarle pui col 
vino bianco e col brodo. I libri cu- 
linarj italiani dicono Alia minutom 

Mindtta. Minuta, 

Miauzzia. Minuzia, Piccoleua. Minutezta, 
Minuzzolo, Scamuxiolo, Briciolo. Tri- 
tolo. Miccino. Acca, Atomo, Favilla* 
Festuca, Granellino. Lisctu Pelo. JUS- 
nuao, Minuziolino, Mimazame. Pez- 
zuolo* Pezzuolino, BazMdcft, Bazzicatu^ 
ra, Bazzicheria, Bazzecola* dammen" 
gpla, Cianciajruscolcu Baja» BagatleUa, 

Minuzzietta. Minuziiicola. 

Minzona. Menzionare. MentatnirQ. 

Minzoniuu Menaionato, Mentovafo* 

Mi^ e Midr. v. co/it per Mej imigUore), V, 

Midla. V. conL br. Midolto. r. Niddlla. 

Mionett AmoreUo* Jmorino* Amorino 
d*£^itto, Erba not* che ^ la Beseda 
oiorata dei hot - Dal fir. MignanniUe, 

Miop. Mlope, La coscrizione ha reso 
volgarissiuM) questo grecismo. 

M«or. y. Miu. 

Mi'ojra (attiyo). Migliorare, 

Mi'ora ona ca. Migliorare una casa, 
Viorhi (neutro). Riaversi, Jlimettersi, Mi' 

gliorare; comic. Rizzarsi a panca. 
Mi'or^a. Migliorato, Megliorato. 

Miorament. Migliorammto, 

i5 



MIR (I 

Mioratnent de la mort. MigHoramen" 
to delta morte(Buoiiar. Tone.) Crist lar- 
TaU die spesso lascia sperare rtayi- 
raento di salute alia vigilia del morire. 
Miorla in genere* V> Redrlxz. 
Mlioria. Miglioramento. Bonifioaaione nelle 
campagne, nelle case« etc. Psg& i 
miorli. Eifare i fniglioramenti{CAr. Let 
Mira. Mira. (ined. I, aoj. 

In mira o Per mira. DirimpeUo. Di 
rimptUo. Per petto. 

Toed de mira. Pigliar di mira ehec,^ 
Toed de mira. fig. Prendere a ves- 
sare* Perseguitare. Nojare. 
Mira. Mira, Scopo, Fine. Intemione. In- 

tendimento. Intendenza. 
Mira del cavall. T. di Stamp. Guida o 
Guide del cavtdletto. Le due asticciuole 
attraversonti il cavalletto per limitare 
le parti d^ un disteso qualunque di ma- 
no in mano che si Tiene componendo. 
Mir^. Prendere di mira. 

Mir& e remir4. \/#rcimirare(Alleg. 
p. 1 18). Pigliar la misura. 

Hirk la plUa. Corteggiare per amore 
o per isperanza del danaro. 
Ifirlia. Preso di mira, 
MirU)el. ad. Mirabile, 

Casett mirabel. Casoso. Miracoloso, 
Quell ch* h mirabel Vk cbe. . . Ma- 

raviglia si b ehe 

Mirabel. Ad. d'trhdi. V. 

Mirabocchin (Giug^ a) Giuoco 

fanciullesco che si fa con un calicetto 
di legno dal cui mezzo pende una 
cordicella alquanto lunga alia quale 
k annessa una palla. Il giocatore» dato 
un po^ di sobbalzo a questa palla^ deve 
sofficcarle il calice a fine di racco- 
glierla in esso^ se gli riesce di far 
entrare la palla nel vaso del calice, 
ha vinto; se no, rcsta perdente — 
Con qualcbe leggier diversity descrive 
graziosamente questo giuoco V esimio 
Gaspare Gozzi nel suo Capitolo in lode 
del Bilboquet(Op. XIX, aoo e seg.). 
Miracol e Mir^cquel. Mirdcolo. 

Che miracol ! Che miracolo e questo? 
(Monig. Serva nob. I, a4) delto a chi ci 
yien a Tedere e suol fare carestia di s^. 
Cred minga al sant se no se ved i 
miracol. fig. Non credere al santo se 
non fa miracoli. (Vitta. 

Cunta-sd la vitta e i miracol. F, in 



14) MIS 

F2i miracol. Far miracoU o marih- 
viglie o mirabilia» 

Gh"^ i' minga ati miracol o Ghe vedi 
minga sli miracol mL Won vi sono 
anche sfoggi{FBg. Non bis. in am. cor. 
a fur. 1 9 3). JXon ci tropo questi miru* 
coi^Magal. Op. 5a). La non.b unmi' 
racolo. Non h gran faUo. Non h cosa 
miracoiosa o straordinaria. 

L*ha fua on miracol. Fece uno straor- 
dinario. 

On gran miracol. Miracolone. 
Pod^ minga fa miracol o veto Vess 
minga sant^Antoni o Vess minga on 
sant de ft miracol. . . Non poter fare 
di pid, non poter fare Timpossibile. 
Portalla foeura per miracol. Sali^arsi 
miracolosamente. 

Say^ o Dl-sd o Gunt^^ o Vegnl a 
save vitta, mori e miracol de van. 
F. in Vitta. 

Son staa in pee per miracol. Fui 
a un pelo di non cadere. Poco mancb 
che non cadessi. 

Trev4 per miracol. Bim^enirper cato. 
Miriieol. ifa/lo/(Zanob. Dit.). £sd. di 
maraviglia. Per es. Miracol ch^ el ghe 
sial Motto ck^vi dal 
Miracol I Eccoci aUe nostre! Esdama- 
zione che ci esce di bocca allorche 
udiamo alcuno dire o lo vediamo com- 
mettere cosa che gli sia abituale e 
t;he noi abbiamo per difettosa. 
Miracol(5n.(Mag. BimeVl^ lao e alt.). Aft- 
Miracoli^. Miracoloso. (racolone. 

Miriicquel. F, Miracol. 
Mir61d uerso il Pauese per Smirold. F. 
Misintrop. Misdntropo, 
Misantropia. Misantropia. 
Misc. Micio. Gatto. 

Mis^c. Miscliio^ e alia fiorentina Mistio. 

Misc^e. Pippionaccio tenero. Colombo da 

pelare, Quaglia. Uorao che si lasci fa- 

cilmente cavar di sotto de^danari, e 

singolarmente in affari d* amore — 

R^tif de la Bretonne nel suo Ponuh. 

graphe(p. 5a i) ci lascia conoscere 

che la voce nostrale ^ d^origine fran* 

cese neir ultimo de* valori qui sopra 

' accennati: egli chiaroa Michis questi 

nostri Miscee , a^ quali accenna pure 

il Fagiuoli allorche dice(/2im. I » a54)« 

Viea cla uq btncfattore, da an compart 

Che spende e va e Ti«ne, ««c. 



MIS ( I 

^Toyk el miscee. TYovarJa qmagUa 
(Pan. Poet. II, xyii, 4). 
Mi»otiBDiB.AiiscelUm€a~Bg,GuaEiabtt^io. 
Miscia. Oicia, Miucui, Muscitu Gaita* 
Mischi. memo* Mucino. 
Misckina. Micina. 
Mi8ci6n. F", Motcidn. 
MiacniJbc. B^glUme^ Zetuoverata^ Mescu* 
glio di cose imbrogliate e confuae. Dal- 
Tinglese Mishmash. 

A miscmasc. JUa meseolata. 
Misc misc. Lemme lemme, Dolcemeiile , 
pianamcDte, lentameDte. 

Mlsc^ Specie di legno del 

quale si ianno canne da pip^. Dal 
tedesco AKsf Aoia(legQaccio). 
Miser. K. P6Yer(vestii). 
Miserabd. MfisembUe. Miserabel come 
Giobb. MiserabiUssimo. Tapinissimo. 
Povero in eanna. 
Miserabelitia. MiserabiHid, 

Faa con la fed de miserabelitaa. 
FaUo a miseria, 
lliser^e(lfaa del). Mai del miserere. VH- 

vcio, VbUndo. Passione iliaca. 
Miserer^. Miiserere. Salmo noCissimo. 
MisMa. Miseria. Poveria. 

AndA in miseria. Venire in poverezu^ 
And^ in Fultema miseria. Vetiire a 
€strema povertd* 

CanU miseria. Cantare delle sue 
miserie, Cantare U miserere. Fare il 
miseraccio. Fare il lamentone infin- 
gendosi pii3k povero cbe un non sia. 
Cava de la miseria. Caww di stenio 
o di Usicmne. Sbo%%acchire, 

Miseria e Povertaa bin d6 sorell. . . . 
Si dice per indicare assoluta man- 
canxa di beni della vita in alcuno. 

Mori in miseria. Morire povercanente 
o povenssimamente o poverissimo. 

No gnardii miseri o Mo vor^ save- 
ghen de miseri o Vard4 minga miseri. 
Spenders come un Cesare(ZAn. Cres. 
rinc, II 9 6 ). Jfhn la giiardare in un 
Jilar d*embrici. No se guarda mis^, 
e cbe la vaga. Fada a ruotoli fuanio 
c'^(Fag. GTing. lad. I, la). 

Ona miseria d'^on onmi. Un infinr 
gardo. Vn acddioso. 

Yess in d^on mar de miseri. Sssere 
in un mar di miserie. 

Yess ona miseria. Essere una CQjmr 
pa$$ians{Fiiem. Op. ll, 78). 



l5 ) MIS 

Miseria. Vnfiato. Un filo. Unn/opa, Un 
minima che. Unjrullo. FruUa. Zero. 
Un nulla. Un ghieu* Cosa di pocbi»- 
simo o nessun con to. 
Biisericdrdia. Miserieordia. 

Fk misericordia. Battersi il peito in 
segno di umiliauone e implorando 
misericordia all* elevazione nella mes- 
sa» alia benedisione, ecc. 

Foeugb de la misericordia. F. Foe6gb. 
I oper de la misericordia bin quist: 
toeughen a cbi gbe n*ba, e di nagott 
a nissun. scberz. Jnche quesia i car 
ritae : dor mangiare ai morUy seppel" 
lire gV infermi » e visitare gh' ignudi 
(Fag. Jm. senia ued. 1 , 6 — ^ un con- 
tadino cbe parla). 

No Ycssegb misericordia cbe tegoa. 

Non esservi quariiere{FBg. Gen. cor, 

I, i). Senza niuna misericordia. 

Misericdrdia! che per isch. diciamo anehc 

Miseric6tta! Misericordia I Esdamaz. 

Miserin. Sciaguratello(PT. fior. IV, iii, 79). 

Graciletto. Scriato. Jfatuceio. 
Miserin e conL BfiseTce!]^. ad. Misero. V. 
anche Pdyer Jig. 

Veslii miserin. Ahitofatio a miseria. 
Vesta miseroeula. Festicciuola misero. 
Misluccbln. Foce usata nella f rase 
Anda in tant inguent de misluccbin. 
F. in Inguent. 
Mismiffi. Mostaccio. Muso, 

• col mUmaffi 

Yohaa iutci el par aniiio ch*«l drixM i baffi. 
(Bal. Gtr.). 

Mism6n. v. a. del Far. Mil. Da poco. 

Moccica. Moccicone. 
Miss. Messo. Part. pass, del verbo Mettere. 
Ben. miss. Cresciutoccio. FegnentoC" 
do. Gicheroso. TarchiatoUo. 
Mai miss. Scriato. 
Miss s^. fig. Messo sii (Brt^cc. Sch. 
Jal. Dei XIV, vii, a). Istigato. AiiZtUo. 
Jmburiassato. 
Bfiss^e per Mess^e. F. 
Missi6n. Missione. 
Mission^ri. Missionario. 

Fk el missionari. fig. . • . Usare elo- 
quenxa ed unzione grande onde per« 
suadere alcuno di cbeccbessia. 
Misslzia. F. Messlria. 
Miss6lu. P<ir(iYa(Galil. Op. XllI, 3a4). 
Nuvolo. Subbisso. Mercaio. Quantity , 
numero grande. 



MIS ( 

Mf5s61ta(Carna). Misalta, Came misaitata. 

ifilssolti. Misaltare. 

Missolt&da (Carna). Came misaitata. Mi- 

salta, 
Mlssoltin 9 e al pL Missoltitt. Agone mi" 
saitaio 7 V agoneino conservato in 
puro Bal«* 
Missora per Mes96ra. F. 
Mist Misto — jid. iU Sitdit K 
Misteri. T. rdig. Misterio. Mistero. 
Mister i. Mistero, Jrcano, Segreto qua- 
luDque. 

Fi misteri. Parlare misteriosamente. 
Aocemtare misteriosamente — Celare, 
Occullare, 
Misteri. V. Nott de san Gtovaim in Ros^da. 
Misteri^s. Misterioso, 
Mistr^. Fumo o Fumetto o Actfuatnte d^a- 
mxci(*losc. — Zanob. Biz,). Jnisetta 
(Zanob. Dit.). Amselto. Acquarite stil- 
lata con infusione d'anici, detta Fe- 
nouHlette dtii Francesi. 

MistrA stellaa Quello fatto 

con anici stellari, cio^ coi semi del- 
VTtticiwn anisaiam de** bolanici. 
Mistilra. Mistura, Mestura, Mescugtio. 
Mistara de saldk. Saldatura, La ma- 
teria che s*adopera a saldare. 
Mislura per i mortee. PoheHno, 
Pan de mistura. V. in P^n. 
Mistilkra. Fe/7*£tna(Last. Op. H, 276). Se- 
galet Tena, lupini e trifogli ^eminati 
per falciarli a mangime del bestiame. 
Mistur^. Mischiare, V, Mes'cia. 
Mistur^a. Misturato. 
Misiira e Mesilkra. Misura. 

Boll2i i misur. Segnar le misure. 
Bonna misura. Buona misura, Ar* 
rbto. Giunta — Colmo. ColmaUtra — 
Nelle stofTe si dice Rivolla. 

Da minga giust i misur. Fognar nelle 
misure, 

Fceura de misura. Fuor di mistira, 
Senza misura. Oltre misura. Smisura- 
tamente — Smodatamente, 

In corp e minga a misura. A corpo , 
nan a misura^ cibft non'a misura 
efiettiva(Gber. Foe). 

Misura comora. Misura eolma. 
Misura de biava . Prehenda, Profenda 
Misura del momee. Bbzzolo. 
Misura giusta. Misura piena, 
Misura rasa. Misura rasa 9 spiana- 
taf pareggiataf cioe senta colmo* 



116) MIS 

Toedi i s6 misur. Mitmrmre. Bikifar la 
misura — E diceai Bg. Pigiiar le sue 
misure{Coc<iki Bagni di Pisa 577 ). 
Prendere o Pigiiar regola o norma. 
Regolarsi; e comic. Pareggiar le so- 
me — Girar largo ai canti — Al pan 
guardare prima -che s' infomi. Consi- 
derare se tomi conto, se convenga, 
ponderare, esaminare, squadrare; e 
talvolta anche Ammannire, appai^c- 
chiere , predisporre ci6 che ^ neces- 
sario ad un^impresa* In questo ulti- 
mo senso disse il Mag.(let 6.* Bncch.). 
Pi^iando injino da adesso le mie mi- 
sure per /are stampare^ ecc. — ll prov. 
Misura due e taglia Miui(cio^ esamina 
posatamente ed eseguisci sveltamente) 
ha qnalche relacione colla nostra frase 
nel prtflno significato — Anche i Fran- 
cesi dicono Prendre hien ses mesures^ 
Misiira. T. de^ Manisc. Misura da cai^idli 
confettuccia e lucehetto{Ne\liServ.padr. 
II. la). 
filisftra. T. de^Sarti. Misum, Il Patron 
dei Francesi. 

Teeu la nmura* Pigiiar la misura 
(fieUi Serva padr, II, i!i ). 
Misuri e McsuHl Miswrare, Ammisurare. 

Besogna memirass segond i s6 forz. 
C/u si misura la dura. Chi non si mi- 
sura k misurato — ' V, anche in Gimba. 

I omen se misuren minga a pertegh. 
v. in Omm. 

HisurJk agord. Fare la misura vmn- 
taggiata o ingorda o ardita, 

Misurli a guggineu, a didaa o sim. . . 
Misurar la semente de^bachi coU'a- 
nello, coiragajuolo o simili. 

Misurli di bott a vun. Andar coi 
pngni sul viso ad uno. 

Misura ona scala(o simili). Misurare 
le scaleicosi, se uon erro il Burch. Son. 
1 85). Ruzzolare uati i gradini d^una 
seala(PA^. Bime VI9 i5y). Tombolarli. 

Misur^ i canon. Calibrare le arti- 
glierie. 

Misur^ minga giust. Falsare la mi- 
sura, Frodare la misura. 

Misurk ona cossa con V allra. Com- 
misurare. Commensurare. 

Misurli tiraa.y^)9pamiare(Canti Gam.I» 
78 ). Accostar bene il panno al braccio 
con cni si misura. 

Tom^ a misur^. Jtimisurare. 



MIT ( I 

Misur^. Misuraio — fig. Assegnmib. Li~ 

ndtato, Moderato, Fatto nusuraiamenie. 

Misurida. s. f. Misuramento. Misurtmone. 

Dagh ona misurada* Misurare* 
Mistirad6r. Misuralare. 
Misurin o Mesurm o Nisurin d^oli che 
im Brian%a ckiamano anche Coppin o 
Qoainin. Misurino (*&or,). Vasettino 
per lo piii di latta ch*^ una specie 
di misura per rolio: contiene la se- 
diceaima- parte d* una libbra grossa. 
Mitlia. Metd. 

Fa a mitaa. Fare a m««d(*tosc.-Tom. 
Giunte).McUere in comane.Jccomunare, 
Mitaa parer e mitaa danee. A chi 
coHsi^Ua non duoU U corpo. 

Pagarev mitaa del m^ sangu. /'T. in 
S^gu. 
Mitlui. MeUdella, Mtaoni che doyendo 
iiiisurar grani, biade o co9e non li- 
qiiide» tiene la sedieesinia parte dello 
atajo o sialaqaarta parte del quarto 
nostrale da grano(7»fl»*ff e) equivalente 
a poco pi^ dSindicS coppi della nuova 
aoma deeimale. L« met& di quests mi- 
sura chiamasi Mezxa^mitan^ e corri- 
sponde ad unailfetza mctadeUa toscana- 
Mitraa. Mtraio. 
Mitrija. Scaglid, Metraglia. 
Mitrlija o Mitraglia. in gergo. Moneta di 
rame. Spiecioli, «— In questo sense 
figurato Mitraille e MUraiUio ^ detto 
anche dai Francesi e dai Provenzali. 
Mitria. iRtra. MUera. Mitria. (doni* 
Ciapp. Piuiite ^ Covitt. Infule, Ben- 
Capi mitria per pidria. Frantendere. 
Mitria del pappa(impropf.)* Tiara 
pontifieia. Triregno. • (dria. 

Xitna e pidria hin tultunna. K Pi- 
Mitriolt. Groppone. C/iropjgio(SaY j Omit). 
Quel fialto che hanno Verso il culo i 
poUi, i capponi e simili. Gaspare Gozzi 
{Opere XIX, lo) voleya che i cap- 
poni avessero <« Sproni alle gambe e 
ado col cimiero »». 
Hitterl^oda (A la). AlV apoiiolica. Alia 
babbal^ A stampa. A babboccio. Alia 
sdanumnata, A coio, A casaccio, Questo 
A la miiUrlanda che noi diciamo anche 
A la medioss^ trae dai ted. Mitielland. 
And^-gio a la mitlerlanda. Vestire 
alia earlona, 

Gont i coltett gi6 a la mittei*landa» 
CoUe calze bracaloni. 



17) MOC V 

Fa i robb a la mitlerlanda. Far le 

cose alia habbald , a caso , a casaccio, 
Viv a la mitterlanda* F'ivere vita 

sl^racata. 
Mo. Ora. Mo. Adesso, Per os. Mo chi, 

mo 11. Or qua, or lA {modo hie 9 

modo iUuc de^Latini)« Mo par quest, 

mo par quell. 

Da m6 inani. Da ora in pol, 

E Togo, goardand ol del, tome a preg^ 

Par da n6 uuau- che nol ghe dau a tri. 

(Naggi tnterm, H, 3o3.) 

Fina m6. Finora. 

A redo fina mo f ii inict anca tu. 

(Maggt Rime U, aa4. ) . 
Mohel. V, M6bil. (gliaa. 

Mohdia, Mobela^a. F. Mobiglia, Mobi- 
Mobiglia. Masserizia. Le suppellettili 
della casa , come letti , cassoni , ceo. 
Mobigliii. Ammobigliare, Mobil iare. For- 

nir di mohili. Arrodare, Mobilare, 
Mobigliaa. Mobiliaio. Ammobigliaio, 
Stanz mobigliaa. K in Stima. 
Mdbil o M6bel. MobiU, 

Bell mobil. fig. Bel cero> Bel cece. 

Belt imbasto. Suol dtrsi di un dappoco. 

Bell o Bon mobil. fig. Lo stesso che 

On bon lav6. F» in La?d. {naccio. 

Brutt mobil. BruUacdo, Maschero- 

Guami de bei mobel on police, fig. 

Confettar tino strontolo, Bicamare un 

baston di pollajo. 

Mercant de mobel. ^* in Merest 
Mobil curios, fig. Strano amese{?&' 
trarca). 

On cativ mobil. Lo stesso che On 
capital mort o on Bon lav6. F. in 
Capital e Lav6. 

On certo mobil. Un Jigurino ( Fag. 

Bim. Ill, 9). Amese. Suggettino. Sag- 

gettaccU). Un cesso, 

M6bil. ad. usiamo soltanto in Fest mobil. 

Feste mobili. Golonna mobiL Colonna 

Mobilfett. Suggettino. {mobile. 

Mobildn. Suggettaccio. 

M6cc. sust. m. Mozso. Mozzicone. Tron^ 

CO. Troncone. Quel che rimane della 

cosa moztata o troncala — Noi abbia- 

mo M6cc e Scimostdn. Ambedue in- 

dieano mozzatura o troncatnra ; ma 

per6 MScc indica oggetto riraasto as- 

sai coito- per cagione della mozzatu- 

ra; Scimostdn accenna oggetto lungo 

mozzaio da cima e nudato lungo via 



MOC ( I 

d^ogni suo accessorio. Chi gli asa indi- 
stintamente leva al dialetto un pregio 
onde pare che qui vinca la liogua , 
se pure non e da dirsi che il primo 
sia da tradursi per moiucone^ e il 
aecondo per troncone » ci6 che i diz* 
ital. lasciano a mala pena iDtravedere. 

M6cc. s. m. Moi%o. Serro che fa le fac* 
cende piii TiU» come Mocc de atalla. 
Moizo di stalla^ e simili. 

M^c e conU M6tt« ad. Mo%%o* Mozzato. 

M6cc. Mozucoda. Agg. di Cayallo , di 
Gatto o aim. che abbia moua la coda. 

M6cc. Jd* di F^rr. K. in Ferr de cavall. 

M6cca. s. f. / Boccacci, II Bargagli nei Giuo- 

chi delle veglie sanesi deacrive un giuo- 

co de' boccacci il quale consiste nel 

F2i la mocca die i contadini di- 

cono SgogD^ Gufare. Coccare^ Far le 

■ cocche. Far bocchi o le bocche o mur 
so o boccaccia o le boccacce o i vi- 
saed. Aguxsare le labbra inverso uno 
in . segno di diapregio ^ guisa che fa 
la bertuccia, o cavando ftiori mo- 
struosamente la lingua ; il che viene 
detto anche in francese Faire la moue. 
La nostra voce Mocca ^ secondo il 
Var, Mil.9 deriva dal greco /a^xo^; ma 
forse meglio procede dal romanzo muc- 
ca o dal fir. moquer o dal sardo moc'^ 
ca(budello)9 poich^ nel^ la moeca 
e* si torce raggrinxato il grifo a quel 
modo che sono grinze le budella. 
Fk la mocca al s6. r. in S6. 

Moccli. Smoccolare, Levare yia la smpc- 

colatura * Andie i Prov. hanno Afocuor. 

L"^ ona Stella che se mocca. F'* St^a. 

Mocc&-yia. fig. Leccare. Prendersi. 

Chiappare per si. 

Mocc4 ejra i conlad. Mott&. Spuntare, 

Mocc& che anche dicesi Mocd^6 e Moc- 

. calla. Zittire — Fare il mutQ per non 
si compromettere , per prudenza. 

Mocca T^ o vero Ma voi! mocca 
n^! Ma vedeie(i^. . • . ) zocco/i (Caro 
Slrac. Ill, a«-«Ambra Cofan. I, a). 
Mosca di tuUa quel che io v'ho detto 
(Zanon. Bitr.Jig. I, 5). Quel che i 
Fr. dicono Motus o vero Boudte causue. 
Mocca. ^iici(Fag. For. rag, I, .7). 
Voce responsiva a chi ci consiglia a 
zittire. Peres. Citto v^ » . • . Mocca. 
ZiUo uh . . . Bud. 
Moccaliunm. Spegniiojo. 



18) MOC 

Mocc^tt per Moccin. V. 
Moecettln. Un picdolo tronconcello, 
M6cch, e conL Mdtt. Spuniaio. OUumO* 
Parla mocch. Scilinguare. 
Resta-li mocch mocch. Restore d 
Bimanere scadato o bruUo o in seccos 
Stk mocch* Zittire* V. in Mocc4-gi6. 
Mocch^tt. Mikcolo. Candela soltile di 
cui sia arsa una parte. 

Porta el mocchett &g. Tener ii 
Iwne. y. F4 ciar in Ci4r sig. i.* 

Smorz^ on mocchett per pizz4 onm 

torcia. f'. in T6rcia. 

Mocchett. (ig. AsHOiuigUo? BimasugUo? 

Propriamente quello che noi diciamo 

anche PartidhUa ma in sig. sempre 

pid diminutivo. Per es. De tanti fondi 

ch^el gVaveva gh^^ restaa domi 

quell pocch mocchett o quij quatter 

mocchitt. Di land e si vasti poderi a 

nuda pena si trovb ridotto 4 iin mi-- 

sero loghicdblo, ¥k andk la filanda 

a forza de moccbilL Tener viua la 

Jilahda con bozzoli raccogliticd. Com- 

pr^ di mocchitt de gran, de vin e 

simili. Comperare ogni menoma par" 

tita di grano^ di vino o simili. 

Mocch^tta. Smoccolatojo. Moccatojo^ e 

pij!i comunemente Le Snioccolatoje. 

Strumento con qui si smoccolano le 

candele o simili, detto anche dai 

Francesi Les Moucheties. 

Mocchettln. Moccollno. Dim. di Moccolo. 

Mocchettln. • • . Donna piccina che fa 

musino ma senza dar nel brutto. 

Mocchiroeida , che anche si dice Smor- 

ziroeula. Spegnitojo. Amese di latta 

stagnata o simile, fatto a cono vuo- 

to, per lo piii con manico, ad uso 

di spegner lumi — Di qoesti spe- 

gnitoj ne usa in cima a certe canne 

per ispegnere le candele poste in alto 

come nelle chiese ; e tali canne chia- 

mansi auche Accenditoj quando, le* 

vatone lo spegnitojo , vi si adatta in 

yece un cerino per accendere i lumi. 

Mocci&. Motzare. Mozzicare. Dimoziicor- 

re. Smozzicare. Mutilare. 

Moccii i ftl. Tarpar le ali, 

Moccii. Zittire. f^. Mocc^ sig. 5/ 

Mocciac4ii(Mag. Cons. 166). Meedoacan. 

Mocciglia. Zaino. Specie di tasca quasi 

. quadrata e ricoperta di pelle col pelo 

che i soldati e i pasiori si portano 



MOD ( 1 

dietro alle spalle con entro il loro 
bagaglio- VBavresac dei Francesi « 
la Mochila degli Spagnuolt cfae ci 
diedero la Toce. 

Moccin. TronconceUo, Mozteito. 

Quatier moccitt o Quatter pelucch. 
FoM erin mo%%L Pochi e brevi copell]. 

Mocdn. 8. m. MotMeUo. 

Mocdndi e p«ed Vh festa. ... Si saol 
dire scherz. per aceennare coperta- 
mente in alcuno il difetto del mozto. 

M6cdo. Zi^ — Bud. 

ICoccdj. GeUa, Mora getsn. Mora, Mo- 
rola, Morajuola. Frutto del gdso. 
Te ne sono di bianchi, di neri, di 
rossi e di payonaiti. K. in Mor6n. 

Moccojiia. T. a. del Far. Busse. Percosse. 
Di di moccojaa. BaUere, Zombare. 

Moccojida. Bfoeajardo. Mucajardo, Car 
mojardo. Sorta di stoffa di pelo. 

li6ccoL Mdecolo, Noi per6 usiamo que* 
•ta voce folo al fig. per Nasorre. Naso 
grosao in panta* e al ploiale uella frase 
A piss e moccoj. A spizxico, A spil' 
hoMco. A poco per Tolta , a stento. 
Pag4 a piss e mocco). Pagare a spiztico* 

lixKCfAk o Moccolli. Brontolare. V. Bar- 
botta. — MoccoU come on strascee. 
y. in Slrasc^e. 

Moccol^t. MoccoU) ? MoccoUme. Candela 
grossa, tossa, breye^ coal fatta ad 
erte in servigio di cbi ha bisogno di 
lame yivo seropre d^accosto al proprio 
lavoro. 

Moccdsc che i contadini delVAlto Mil. di- 
cono La Mdra. Moccolaja{CioT. Georg. 
X, 191 e segg.). Smoccolatura. Mocco" 
ja, Fungo. Quella parte del Incignolo 
deDa lacema e dello stoppino della 
candela che per la fiamroa del lume 
resta arsiccia, e conviene torla via 
percb^ non impedisca il lume stesso. 

MoccnsctiSn. Acer, di Mocci!^. K. 

MochMty ecc. y. Moccb^tty ecc. 

Moc6j9 eec, V. Moccdj, ecc. 

K6da. Moda. Usanza. 

A la mia moda. fig. A mode mio. 
A r ultima moda. A tuiia usanza 
(Fag. Rime II 9 ai3 e. I. e altrove). . 
kn6k a la moda. VesUre alia moda. 
And4-gi6 de moda. Andar giii($al- 
vini Prose lose. II 9 18). Uscir di mo- 
da 9 invecchiare, dar nelle vecchie fig. 
Gid de moda. Fuor di moda. 



19) MOD 

Mans a la moda. F. in Mkm. 
Mercant de moda. K in Merc&nt. 
Ona brutta moda o Ona moda de 

mincion. Una caUiva modaccta(NeUi 

Suocera e Nuora I, 2). 
Sxk su la moda o Gorr adree a tutt 

i mod. Dilettarsi di pesUr galante. 

Andar galante. Seguire acrupoloBa-* 

mente le leggi della modaf. 

Vess de moda. . . . Essere andasso » 

easere in moda o in usansa, tisarsi. 
Ve«tis8 a Tultema moda. FesHre 

alP ultima mm2a(Pan. Flag, Barb. 11, 

i5i). Essere all* ultimo gustoiyri). 
Mod&cc. Scede. Smorfie. DMdoR. Fisac- 

ci. Boccacce - L*italiano Modaccio vale 

modo sconvenevole, maniera agarbata. 

F4 mill a modacc* Far mille scede. 

Moduli ( in genere ). ModeJlo. Gopift o 

Tce^ del modell. Bidurre dal modeRo. 
Mod^l. T. di Belle Arti. Modello. Per- 

•ona cbe serve di modello all^artista 

per ritrarre al naturale. 
Mod^l. MbdanOi e per idiotiamo fioren- 

tino Mbdine* Quel legnetto con cui fi 

formano le maglie delle reti. 
Moduli, y, in 6nza d*acqua. 
Modell&. ModeUare. 
Blodell^. ad. Modellato. 

Bocca modellada. F. in 6nza d^acqua. 
Modellln. Modellino. Modelletio. 
M^ena (Pari el Potta de). K in Pdtta. 
Bfodeo^sa o Modon^sa. Curcussik. Scur- 

cussh. Specie di farina. 
Hoden^sa (miccbetta). F. in Pan. 
Moderiia. Moderato. 
Moderass. Moderarsi. Tfemperarsi. 
Moderatamdnt. Moderatamente. 
Moderazi6n. Moderazione. Moderanza, 

Moderatezza. Moderamento. 
Mod^rna. ad. Modemo. A la modema. 

Modemamente. Alia modema. 
Modest. Mbdesto. Nome proprio usato in 
A san Vit e Modest Vt pesg Tao- 

qna cbe i tempest. F, in Temp^ta. 
Fraa Modest no deventa mai prior. 

y. in Friia. 
Modest, add. Modesto. 
Mod^stia. Modestia. 
Modestlnna, e per lo pih Sura Mode- 

stimia. Sckifa V poco. Monna schija V 

poco. Donna la quale artalamente fac« 

cia la modesta e la contegnosa. 
Modestinna per Respettoeilis. y. 



M(EU ( lao ) 

Modigli^. T. arckit. Modigiione. Miitulo. 
Modista. ModistaC&or.). Bollegaja che 
lavora o vende cufiiey abiti e guer- 
nizioni donaesche di moda. Pai*e qual- 
che pochino pii]| s^ che non qudla 
or«8taja la quale diciamo Maddmm; 
ma i pi4 usano le due voci promi- 
- Bcuameiite. 

M6do. Modo. Voce la quale ufiamo^ ohe 
10 sappia, soltanto nei seg. dett. 

Avegh el mpdo de fall, ^sftr mmo 
a f aria. 

De tnodo che« Per mode che. 
In certo roodo. Per cerio modo^ 
In niAsun modo. A modo alamo. 
In ogni moda. A ogni modo. Tut- 
tavia — > In, ogni mo* o modo. 

Modo indefiuito , Modo imperativ e 
. siin^ T. gram. Modo indejimto , Modo 
iniperativo e simili. 

No vessegh modo a (a, di e sim. 
. Non ci esser verso alcuno a fare^ 
dire e sim. — F", anche Moei^d. 

TratU de modo Uneudi. Traitor del 
modo, 
Modonesa^ K Modeoesa. 
M6dula. // DUteso o // Modeilo o Im 

Formola di alcana scritlurg. 
Moduletta. Dim. di Modnla. F. 
Mo^a. 4muerro{y^o\. Op. 1 , 109). Jfoer- 
ro (•tosc. — Vocal>. ^en.). Specie di 
stoffa di seta noU. Oggidi e delta piii 
. coinuqemente Qro e Grb de Napoli» V, 
Moellaa. Ad. di Camelott V, 
Moellou, Qrossagrana. Slofia di seta phSk 
forte del moerro ordinario. La 30oire 
double de^Franceii. 
Mceiid. Mo€lo. Guisa, Mdniera* — F, anr 
che M6do. 

A m^ , a s6 9 a t6 mceud. A mio , 
a suo 9 a U$o modo o piacere o aim, 

Chi fa a so moeud scampa des agn 
de pu. C/U H contenia gtMie(Targ. 
Fiag. VI f 54 — Pag. Ast Imi, III ,4). 
Chi Ja a suo modo non gli duolc U 
capo. 

Fk a moeiid d^on mincion o de sti 

qualLr^oss. Fai a fnodo di t^esioj'u-' 

sto. Fai a modo o Se imoi Jar a mo^ 

do d' un pazso, -— F. in Minci6o. 

Mena el cazsuu a s6 nMmid o Vol- 

. talla a s6 roceud. F, in Caauuu. 

Ognidun fa a s6 moeud. Ogmtao a 
suo mqdo^ e gli asini aU'aniica, 



M(EU 

Per mceud de dl. Per modo di pmr- 
lare(LMscA Gelosia I9 a). Per modo 
di dire. A parlar coA, Per cost dire. 
Per un modo di parlare. 

Mceikd che altri dicono Stamp 

La forma de* mattooieri, tcgolai9ecc.^ 
quella che i Francasi dicono Momle. 
Nel Daz. Merc, h delta Modo e Mo- 
' deUo, J9e sono di due specie, cioi 

MoBud di oopp o Ferr di copp o 
. Stai^p di copp. . . • Telajetto di fer- 
ro 9 alto 9 largo e lungo a tenor ddU 
dimensione de'^tegoli da fabbricarsif 
il quale ha un de** lati prolungato fuori 
deU* intelajatura perch^ serva da ma- 
nico. Sottopostagli la forma arcuata 
di legno detta Coppera 9 il tegolajo 
v^entvomette tanta creta quanta ba- 
' 8119 spianata che sia ad arco9 a for- 
ma me il tegolo. Questo Mceud consta 
di due parli9 del Ferro e della Forma. 

Moeud di quadrej. . . . Telajetto di 
legno 9 alto 9 largo e lungo a tenor 
delle diroensioni de^quadrucci da hxau 
nel quale il mattoniere mette quel 
pesxo d^argiUa che stacca dalla massa 
(paston) e lo spiana laoto quanlo ag- 
guagUalo nel lelajo focmi il quadruccio. 
Moeuj(A). In molle. 

Anda a moeuj o scherz, And4 in Ca 
Mo j ana. ImmoUarsi; e fig. Himanerci, 
Rimaner gabbato o frodato o rubato. 

Melt a moeuj. MeUere a mo^e(Cell. 
Orefic. pag. 58). ImmoUare, Ammol^ 
lore. MeUere in molU. 

Staa a moeuj. ImmoUalOf e ant. /n* 
Jiiseraio, 

Tegni a moeuj i legn de fa dov. 
TTsnere in purgo U legno da far botti 
(Targ. Isi. Ill 9 267). 

lira a moeuj o Tir^-dent a moeuj. 

. fig. Far iit<iA^«rr(Mach. Op, VI 9 34i)- 

Far prendere parte ad alcuno in cosa 

pericolosa o dannosa. £1 V ha tiraa a 

moeuj. Lo fece inUngere, 

Tirass o Mettes a moeuj. met. iS>i- 
trar in baUo^ in dansa^ in inciampo. 

Vesg coni on p^ o Av6 on pe a 
moeuj e roltr* in Tacqua. F, in Acqua. 

Vess deal a moeuj (inaa al coll. F". 
in C6U. 

Vessegh dent a moeuj. fig. Esser in- 
iriso assai in alcuna cofa(Mach. Op, 
IX 9 58i ). 



M(EU ( la 

Mceuja. Le Molli. Le MolUdai fuoco.Hanao 

Molla o Scarl. Molia? ^ Asi o Bac- 

rhett. yfste? Tomdini? « Botlon o Bot- 

touitt. Pallini? «- Arxell o Castegn o 

Brancal. MasceUe? 

A mceuja. T. deirArti. . • . Dioesi 
d'ogni ferro biparlito per inodo che 
fiUo ID alcun foro allarghi molleggian- 
do le dae braccia, ti che non ne possa 
retrocedere senia ouova manual re- 
pressione del suo molieggiare. Tale 
^ per es. la CiaTella a moeuja del 
mai^G di carocc. Cauiglia molleggiante 
del maschio, 

Che hell hisgid de ciapp4 con la 
moeuja! JkuH^ro che la gioja i vagal 
Sona tiioeuja e hernazz. Fare scant- 
panate. Scampanare{SUkiixii di GaBtel- 
Dovo di Tal di Cecioa rubr. 98 rife- 
rita dal Targ. ne* f^iag. 1! , 43i ). 
On matrimoni d'andagh sott a sonil 
con moeuja e bamasc. Nozxe da ce^ 
lebrar con le tahelle(Uon\g, Toe* ed 
Jm, III , II ). 

Mosuja. MoUetta, Ferro al quale st rac- 
comandano in capo della fune Ic see- 
chie che si mandano gtd in un pozzo 
per altignerne acqua. 

Moeuja che anche dicesi Bagna o Ba- 
gniffa o Bargniifa^ o Bojaeca. Ingudii' 
guaro{*\^cc\i.), Intinto^ La parte umi* 
da delle vivande. f^. anclie 6guazz^U. 

Noeul. 'voce comasca. Mblo, Quel mura- 
mento o quell a scogliera arliOciale 
che rinserra i purti lacuali. 

Muetila o Preja de molin o Moeula de 
molin. Mola mugnaja. Macina. Mola, 
Macine. Pietra di forma circolare, 
piana di sotto e coltna di sopra, bucata 
nel mezzo, della quale si fa iiso per 
macinare — In generale poi Moeula 
Macine e nome collettivo d^ambe le 
Mole mugnaje (prej de mohn) le quali 
si specificano in 

Lccc o Fond o Fondell. Fondo(mM. 

ctaa infcriore o sottuu, il Catillus dti Latlui) 

= Covcrc o Corridor o Moeula. Coper- 

cAio(nMctfia s«p«rior«; la M$fa dei Latiju>. 

Carega la moeula Mettere le 

granella nella tramoggia. 

Moeula picoziada. Macina addentata, 
cioe iDiaccata(Gior. Agi\ IV , a46 ). 

Molin a vunna, do 9 Ire moeul* y, in 
Moltti. 

i'ol ilL 



I ) M<EU 

Picotta la moeula. Addentare o Aguz- 
zare o BieUere in taglio o Bendere 
ingorda la macine* 

Moeula o Coverc o C4MTid4k'. Coperduo, 
La macina superiore del moUno che 
si ya aggirando orizzontale sul foudo 
e sfarina le granella dei cereali. 

Moeula che altri dieono Molazza. Gtiper- 
chio? Negl' infrantoi (yhang) da olio 
e la macina reilicale che aggirandosi 
suU^ orizzontale (Jbnd o fonddl) in- 
frange i semi oleileri sottopostile. 

Moeikla o Molazza. Macine da amido, 

Moeida. Buoia da arrotar Jerri {^edi Op. 
Ill, 78). Pietra da arrotare, t conge- 
gnata in varj modi secondo gli ufi 
varj a^ quali deve servire. La Pietra 
de* conladini e de^ falegnami k per lo 
piii attrayersata da tin perno che poaa 
sur un toppo incarato, e mossa col 
perno stesso si ya aggirando. Quella 
da torniai , ebanisti , ecc. ha ruota 
{rodon)^ corda, e menatojo del rotone 
— U Zanob. nel suo diz. registra an- 
che Mola. 

Moeibg. Maggio^ e con yoce ant e lat. 
Mbdio. Misura di capacita pei grani 
equivaleote fra noi a i«46a5 ettoliCri. 
Dividesi in otto staja(stec); (^i siajd 
in due niine(miiw} ; ogni muna in dutt 
quarii (quariee) 9 ogni quarto in quat* 
tro metadclle {miiaa) \ ogni metadella 
in due mezze metadelle {meztarmiiaa)^ 
ogui mezza metadella in due quartuc- 
ci( quartin) 9 ogni quartuccio in due 
mczzi quartucci(nieic-^<airCm) — U 
Moggio toscauo e otto sacca. 
Sacch -de moeusg. f^. in Sacch. 

Moeiksg. Moggio. Misura nostrale di ca- 
pacita pei carbone^ senza colmo k once 
cubiche mil. i835 j^; col cohao 1847 io> 
pari a some metriche a,35io3. 

MoBuv. Muovere. (*fior. 

Fa nioeuy i cayaj. Muovere i cavalli 

Moeuv el corp. Muoy;ere. Muovere 

o Smuovere o Solvere il corpo. Far 

andare del corpo. Far ire il corpo, 

Indur menagione? Ammollarsi il corpo. 

Moeuv ei sangu. y. in Saugu. 

Torua a moeuv. Rinmovere^ 

Moedv. Muovere. Dar seguo di germina* 
zione o di nasceoza. Comenza a moeuv, 
Andare in succhio, 

MoeiivcS' Muoversi, Darsi o Pigliar moto. 

\6 



J 



MOG ( I 

Chi 8ta ben no se moeuva. V* in Sta. 
No rae movarev de chi e li. Won 
ne volterei la mono sossopra, Hon ne 
Jarei un tombolo sidV erba, 

Moeuves el calor. . . . Aggirarsi pel 
corpo alcun interno ribollimento. 

Moedves. £o sUsso ch^ Moedv sig. a.** Moeu- 
vet che te moyaroo . . . Vai in succhio 
o gelso e ti riporrd, cio^ trapiantero. 

MofTa atrangdssera. Jncroja. Arcaliffa, 
Befana. Vecchia bruUa e deiorme. 

MoiTett. Feccluetto improsciuUito, 

Moffia per Scart6ffia. r. 

MofTin. Cagnuoloj e per lo piu dicesi dei 
moffolini o sia dei canini di Bologna. 

Modln. 1 . . . . Tutte voci denotanti 

Mofflnna. f persone giovani, fanciulli 

Moffinoei^. ( o bambini i quali s^ab- 

Moffinorin. j biano il viso piccino e 
tondicciof e talora altresi con un certo 
che di appuntato cbe volga al gru- 
gnino — Alcuni abusano anclie di 
queste voci traendole a denolare per- 
sona giovane la qaale abbia un sif- 
fatto viso, ma tale che la faceia 
comparire pli^ recchia che ella non 
aia, un viso di fagiuolo, un volticel 
yecchile» un viso rinvecchignito. 

M oHbl^t. p. conL deWA. Mil. per MuIT. y. 

Moffoli 9. conU id, per Miifil. F. 

Moghen. Magogane, Legno magogane 
(Tar. dor.). Mabgani. Sp. di legno fine 
da impiallacciature, di color rossigno. 

M6gn. Foce usata nel dettato 

Fa-sd el mogn Conchiudere 

un affare e per lo pii\ lucroso. 

M6gn e Mognaa. V, in T6nc s. m. 

Mogna. Miagolare. GnatUare. Miagulare, 
Mugohire. U vociare dei gatti. 

Mogna. T. d'*Agric. Bipigiiare(Pwl. Op. 
1 , 355). Riprendere le vitiifiiot* Georg. 
VIU, 191 ). Sbcistaidare* Scacchiare. 
Diradare e slrolciar le viti levandone 
coUe dita le messe giovani o inutili — 
Sgarzold e Broud sono subspecie di 
questa operazione, diverse il pill pel 
tempo nel quale si fanno. 

Mognada. Smiwolo ( Pan. ). Miagolata, 
Gnaullo, Miagollo. 

MognadCira. PuUtura delle viti. 

Moguliga. Mcliaco, Sp. d*albicocco detto 
dai botanici Prunus o Maius armemaca, 

Mogn&ga. Albercocca nostrale di seme 
</e>/cc(Targ. le*. ^gr. Ill, 87). Biri- 



21 ) MOJ 

cbcola (iy i). Munidca( Burch. Son, 1 75). 
Melidca, Muliaca. Frutto del meliaco, 
di color giallorancio e cul oocciolo 
dolce, diverso dalla vera albicucca 
(arbicbcch) che e fulviccia ed ha il 
nocciolo amaro. 

Mogniga. Ad, d'Erh: V. 

Mognliga salvadega per Arbicocch. V, 

Mognaghinna.i^rmemacAiiia(Tanara£f:ofi. 
545) Dim. vexx. di Mogniga(an7t«maca). 

Mogninn e Morgninn. Moine, Maine, 

Mogn6n che anche dicesi neWAlto MiL 

Gattdn, Mlgna, G&ltol 11 Sal- 

cio,pelo80(iS;a/ur caprceaL,), 

Moji. Immollare, AmmoUare. 

Moja el beech. Immollar la parola 
( Lor. Med. Simp. c. 5.* ) — f^. anche 
in B^cch. 

Moj&. Indngere, Jnxuppaf% Per esempio: 
Moja la penna in del carimaa. /nfm- 
gere la penna nel calamajo. 

Torn^ a mojk. Bintingere(*iosc. — 
Tom. GiunU). 

Moja. Diffare. Far dare un tufib ad una 
cosa in alcun liquido. (Pacqua. 

Bfoja. Dimojare i pannilini o simili nel- 

Mojascia. Poltiglia, Melma. Fangaccio, 
MolUccio, 

Mojascia. met. Filuppo, F, Pettola. 

\tS5 in ristessa mojascia. Essere 
nelle medesime peste(M.onos. p. Sog). Es- 
sere nel pericolo medesimo in cbe altri. 

Mojetta. T. di Ferriera .... Kegget- 
tina della quale si fa uso per cerchj 
disecchie, di barili, ecc. K distinta 
fra noi per numeri dal 5 al 12. I 
Frances! la dicono Bangetie. 

Mojetta. T. dell'^Arti in genere. Pinzet- 
te, MolleUe. 

MojelU. T. degli Stamp. MoUetU. Pin- 
zette{* fior,). Strumento d'*acciajo con 
due gambette elastiche, augnate, in- 
taccate nella cima, e unite dal capo 
cbe termina in una specie di spillone. 
I tipografi si servono delle due bran- 
che per levare e rimettere i singoli 
tipi d** una foi'ma senxa scompaginar- 
la, e dello spillone per ripulire Toc- 
chio dei caratte^ e farsi largo fra 
lettera e lettera, 

Bfojetta. Dim. di Moeuja(/e moUi dafaoco). 

Mojetta. Dim. di Moeuja(i/tiinto). 

Mojettinna. Molleltine, Picciole pinietto 
da ceseUatori , giojellieri , e simili. 



]tfOL ( 1 

lioln(Pan). F. in Vkn. 

Moijnii. Maine, Maine ; e latin. Iliecebre. 

Moijsc. Molliccio. Molllccico, 

Moijsc. fig. Moscione (*iosc. — Tom. 
Giunuy Piovigginoso. Suole dirst del 
tempo quando ^ v6Uo alia pioggia. 

Mojoed. Frago!a morajola o salvatica 
(Targ. Diz.). Sp. di fragola piu grossa 
della flilvesire, quasi semicbiusa nel 
calice. Fa sui colli briansuoli. J^ la Fra- 
ga vesca sjrivesUis dello stesso Tar.Toz. 

Mo)6sc. sust. m. Mollore, Molhane. 

Mojusc. ad. MoUicchioso. 

Uolk. Affllare, Arrotare. Dar il filo a^ col- 
telli, rasoj o simili allorch^ Thanno 
ioottusito — 1 diz. ital. haano soltaDto 
Taddiettivo Molato per arrotato, affi- 
lalo — I Provenzali haono il verbo 
Jmoular, e gli Spaguuoli Amolar in 
pari aignificato. 

Mola t dent, i ong, i pescitt, i gamb. 
fig. K. in D^nl, 6ngia> Pescin^ ecc, 

Mola. T. de^Maftonai, Payimentai , ecc. 
Arrotare mezzane e simili. 

Mola o M0II& e piu com, Smollii. Lascar*. 
Leniare, Alleniare. Ballentare, Anunol^ 
lore. 

Cbi tira e chi molla. fig. V. in Tir^. 
Mola la bria, el fregg, ecc, V. in 
Bria, Fr^g, ecc, 

M0II4 el can al tor. Dijilare il cane 

al tore, Accanare, Accanire, Accarieg- 

giare. AtUztare, — Lasciare, Sciorre, 

Molla moUa! Allenta allental Ant" 

molla ammoila! Lasca ia/une! 

Mola o Molla. Correre a briglie abbandonate, 
Molla Barzagh o Molla la bigal Com! 
Fa! Fuggi! Fola! 

Molii o Molla. Scemare in genere. Molla 
el dolor. Scemare il dolore; diverso 
dal Pass& o Pass^-via el A6ioT{sdolere), 

Mola Molla. att. &g. Far buona der- 
rata o buon paUo o buon mercato, Sce- 
mare o liimettere o Diminuire il pre%zo, 

MoU^ o MolM. neut. fig. RUwiliare, Dar 
giik, Scemar di prezzo, 

Mola o MoU^ Cedere, Recedere, Calare. 
Desistere. Torsi giu dalle pretensioni. 

Mol2i o MolU. Cessare. Mollare, El molla 
mai. Non rifinisce mai. 

Mola o Mollli. Appoggiare, Appiccicare, 
Accoccare, Sonare, Per esempio: El 
gh' ha molaa di bott. Gli ha appicci-' 
cafe delle busse — F. anc/ie Pella. 



23 ) MOL 

MoU di basitt. Figere o Figgert o 
. AJfigere o Imprimer baci» 

MoUagh de Tasen a Tun. Ammollar 

€lelsomaroauno{*pia.^poem.BUi,^ia,). 

Mollaghela. F. Pettigbela in Pettd. 

MolJaghen quatter seccb come ni- 

scioeur. F, in Quatter. 

MoUaghi. Jiipicchiare i cerckj $g. 
(Cini Des. 6 ^. IV , 4). 

MolU on slavion o on sgiafibn 9 ona 
legnada, on pugn, e sim. Girare un 
mostaccione^ una bastonata ecc. a una, 
Aueccare un pugno sul W^(*tosc. — 
Capponi in Tonun. Sin, a Indouinare). 

MoUa. Arrotaio, Ajilato — L'Alb. enc. 
registr6 anche il lombardo Molato per 
reverenza al Guarini. 

Gristall molaa. Cristallo arrotaio? 9 
cioe levigato , lisciato , forbito a ruota. 

Mol^ida. Arrotamento, 

Molada. Ad, di Vemls. F. 

Moladinna. • . • Un po"* d* arrotamento. 

Moladdra. JJUatura, 

MolBgn6n.Filaccione ? Specie di lenza da 
trote 9 la quale consiste in un lungo 
filo di seU cbe ha da capo fili d'!ot- 
tone ed ami. 

Molind. J ^ j^^j^j ^ Molendhi. 

Molandin. ) 

MoUtta. Macinatojo, Mulino yerticale 
col quale si frangono le ulire. 

Molazza per M(siUa(<ia oUo), F. 

Molcin. F. Molgin. 

MoUgna voce comasca per Molera (arc 
naria), F, — • La cava d^arenaria presso 
la Camerlata in vicinanza di Gomo ^ 
detta dai terrieri Cava de molegna. 

Molegna Specie di Canna sottile 

da pesca. 

MoUnd o MoUnda o Mollmd o Molent. 
Mulenda. Molenda, Quella quantity di 
grano che di volta in volta si consegna 
al mugna|o perchi sia macinata, e cosi 
anche la farina ch^ei ne riconsegna. 

Molendin o Molandin Dim. di 

MoUnd^ cio^ Picciola quantity di grano 
. data al mugnajo a macinare, ecc. — 

Scherz I contadini chiamano 

Molendin un bimbo portato da alcun 
di loro a spallucce* quasi fosse il sac- 
chetto della mulenda. 

Molera. Arenaria, Pietra at^enaria. Cote 
arenaria. Selce molare. La base di 
questa nostra arezuuria e il qiiarzo. Se 



MOL ( I 

' ne fanno le eoti da Uglio, < perct6 di- 
ces! Molera da Mb/^ (arrotare). t la 
Moiasse degli STizzeri — Nella Cava 
di Vigano farioiaria si speci6ca in ^r- 
j^tin o ConteU o ComeUon bianeh; 
Cometion roes; Fenon ross; Fenna 
grtutellonna; Ceppiti; CcppiU matter ; 
Stampirasik'^ Sira^aecdn; Rottkr; Ca- 
gnceu; MarseiU; Cmuden; Saponin o 
Stfvoninna o Stiv(metUi; le quali voci 
vedi cbsctma oeita loro 9^6^ alfabe- 
ticn — ' l>etrafemiri« suddette aletma 
91 potrebbe dire toscanamettte Grtmi- 
tello o Afaeigft&da macinci la grigio 
giatta Pietm/bHe, la rossigoa Pietra 
bigia^ la biatiea Pietra $$rena{Tdx^, 
Viag. I, i5 — Indice p. 79). 

Molera che oleum dlamo mmhe Morera. 
Ca0a tTttrenarlit, La Molera ed attehe 
I Moler de Vigan6. Ln Cava o Le Caue 
d'arenaria di Fiftthb, 

Hol^ra nelPAlUr Mil. ehiam€tH& anche 
improp.una Lalomiaf una Cava qua^ 
limtpw di pietre^ henchk hon arenarie 
specifican/tenic def9c. Per es. La Molera 

' de Oregbentin. La Owa di ^reghen- 
tino che h di pietra macigna. -— I 
nomi degli operator! in quesCe caTe 
veggansi sotto Fornasee. 

MoUrmia. Cosl ehiamasi nelle terre mi" 
lanesi Jinithne at Pasftse ed al Lodi- 
gianc hi Melica frafanrs d^ hotamci. 

MoUslia e MolesUi. Feti che usano talora 

' le persane colie ; il dialetto perb sosli" 
tuiscepiitPoleHtieriTBSiWu Per35ipit^,cc. 

MoUtta. Arrotino. AgtHzacoltelli, Aguz- 
zaforbicL Colteflinajo, 

Vk el moletta. fig Rimettere, 

scemare i prezzi, far buona derrata. 

Molettln. Dim. di Moletta 9 visato in una 
strofetta che e di continuo nelle boc- 
che del popolo non saprei ben dire 
se per ambito di patfronanta insito 
nel enore umano , o se per intimo 
conTincimento ehe la nostra felfcit^ 
risuiti pi^ presto dallo slarst ne^suoi 
panni cbe dal mutar condtzione. La 
qnale strofetta snona cosr 

Md padr'el fa el moletta — E mi ft>o el molettio, 
Qaaod tani mort me poder — - Faroo el molefta mi. 

Molg o Mulg. Mngnere, Mungert, II nostro 
Molg s'avvtcina d^assai al lat. Mtdgere, 
?a a molg el loff. F in L6ff. 
Mdlg e Molg ininga assolutamente dicono 



24) MOL 

I Brian%. per Avere o Non avere latte 
per gli usi proprj dalla propria yacca. 
Per es. Su la Montaveggia st* invema 
molg nissun. In Btontavecchia non k 
poeca la quale nella presente im^r- 
naia dia latte^ o pertkk ammalaiaf o 
pereke eol wtello alle poppe. 

Molgin o Moifrgln o Molcln. Mugnitore, 
Chi imigne - Fra noi pero quest a voce 
non ^ d*uao coanane presa nel suo sig. 
generico ; sibbene lo k in queUo spe- 
ciale e sinootmo di LaJUiroeu , cioe dt 
quel fittafiiolo nella campagna milauese 
o nella pavese o nella lodigiana cbe 
avendo fl Taccbe, ma non in numero 
tale da poter col aok> latte loro fab- 
bricare il cacio lodigiano nella forma 
di pratica, o Tende o accomiina il latte 
di sua proprieta col Cappcason^ perch^ 
incorporato col latte di quello o d^altri 
basti a produrre la cost detta forma. 
Molgiuda. . . .* . • L^atto del mugnere. 
Molgiudinna ( Dagb ona ). Mugnere tin 
MolgiJln. Mtmio, (traUo, 

Mdlgora^ ... Si vegga il detto in B^vera 
e agg. t come della Zambra^ nome co- 
mune a parecchi fiumiciattoli in To- 
scana t che il Targ.(rtiig. I^ a4^) ^^^^ 
procedere da lingua morta. 
Molin. Molino, Mulino; e al pi. / Mullni 
^ Le Mulina(y» anche in Mornee e in 
MmMu), Le sue parti e attenenze sono 
EsTBR5B. Rosgia o Ronsgin. Gora. 
Gorello, neringolo{*fior,) t^ Ingorgada 
o Gorga. Bottaccio, Colta, Goraia, Mar- 
gone. Conserva » Canal o La Can^. 
Trombone, Tromba « Fuga. CannuC' 
CIO (Giorg. agr. Vill, 193) «« GnerTl 
o Navri o Nervl o Incastrin. Caterai- 
ta «- Sorador o Sfiorador o Diversiv 
o Scargavd. Scaricatojo. Rijiuto » Ro- 
don. Buota^ Rotone es Pal o Ranch. 
Caviglie. lMiolet=» Pienton...» Travcrs. 
IiiTBaNB. Elbor. Albero, Fiisolot=i Ban- 
corin... rss Menadora o Menajura o Na- 
riggiaa o Piletta. Do^. yra/M «» Scud. 
Bitrecine » Cariota o Carell. Bocchet- 

to? Tentennella at Banca » Moeu- 

ja. Macine* Palmento ( <Ar cowtprentU 
Fond o Fomlell o Ltcc Fondo ssa CoTerc 
o Corridor o Msok. Coperekio mm 8«rc p«r 
la farijuia. Cassa), s Tremoeusgia. 'JYa- 
moggia (a cui s9mo intrenti Food. B^ccm 



MOL (I 

^ GnniraeaU. Catftttm coo Mortf gMBor o 
Bottiraa. TetU»mHtlI«, Fur. Ftrn bs 6«Uett di 
f<»rr. . . . sb: Camber. . . . )• Pdlpor. Farina^ 
jo s- Lttdregbee o Bodeghee 

Moltn a man. Mulino a mono. 

Molin & rodoo. Mulin francesco^ 
die ba ruota grande c da lato. 

Molin a Tent. Mulino a vento, Le 
sae parti sono Elbor. Stdgolo ^ Pal. 
Jle o Fele — Fig. . . . Cicalone. 

Molm a yanna, d6, tre moeul o 
raud. Muiino di vn palmento , Mulino 
di due 9 tre o piilk palmenti, 

Molin- sotOacqua. Mulino a fogato 
(Gior. agr. VI, 1^5), cioe che non pu6 
laTorare per escrescenza del fiume. 

Molin che ya a forza d^omen o de 
besti. Mulino a 50ee0(Zanoh. Di%X 

Molin d^ingorgada. Mulino a ricolia 
(Gion agr. VIII, i83). Quelle messo 
in molo dalPacqua di un picciol borro 
o torrentello riunita in una gora o 
confer? a o margone o hotlaccio(in^r^ 
gada\ c guidatavi per un canaletto 
detto gorello o fosse o gora. 

Molin a scudin. Mulin terragno^ die 
ba ruota picciolina sotto. (nante, 

Molin che no masna. Mulino immaci- 
■■• Avegb tarola e molin. /^. in Tavola. 

Chi va al molin s'infarinna. fig. Chi 
pratica col lupo impara a wlare. Chi 
tocca la pece o s'imbraita o si sozza, Chi 
pratica collo zoppo gli se n appicca. 
C/ii dorme co"* cani si leva colle pulci* 

Entrada de viu e de molin Yh en- 
trada de mescliio. y. in Cntrdda. 

Giugi^ a tarola e molin. y. in Tavola. 

Preja de molin. Mola mugnaja, 

Tira Tacqua al sd molin. fig. Tirare 
o Recar Vacqua al suo mulino, Cer- 
care per ogni verso il proprio utile — 
Ogni astiito mugnajo tira C acqua al 
suo mulino disse il Nelli (Afog/. in calz. 
If 5) coo piu compiuto proverbio. 

Vess on molin a Tent. )fig.^- 

Vpss on molin che va semper. i serun 

Jhillone. Essere gran chiaccherone. 

Molin esiendiamo anche a elenotare ogni 

Macchiaa la quale sia messa in moto 

per forza di ruote ; quindi chiamiamo 

Blolin de la polver. Mulino da pohere. 

Maccbina per mezzo della quale si 

vicne lavorando la mistura della pol- 

vere du fuoco* Di questi mulini dice 



25) MOL 

il Diz. d^Artigl. easerne di piu spe-* 
cie 9 vale a dire Mulini a pestelli^ Mu* 
lUn a botte , e Mulini a macine, I mu- 
lini a pest el lo const ano delle parti seg. 
Elbor. Jlhero a hacciuoli « Rodon. 
Buota a corona cbe aitri dicono il Ba^ 
stardo » Spallett. Calastrelli »..«.. 

Catenelli «» Cioccfie ^ Spall. 

Cosce del castello «" Fass. Fasce » 
Folia. Pila cbe i Genovesi dicono 
Gombo^ .... Grappe t= Veiitm. Pe- 

Stelloi^n Soak. Cmltio m Sptroo. Spront) ess 

Cossinitt. PiumacciuoH* Balle ^ Co- 
piceu. Bocchetto. Ixmlema s= Rodon a 
palett. Buota a -pale w Caldster. Se- 
dili » . . . . Sojole o Soggiuole, 

Molin del cervelaa. T. de* Pizzicag. . . . 
Tmogolo quadrato di fegno in cui la 
gi*ascia bovina e porcina cbe suol 

. entrare nelle ccFvellate nostrali ve- 
niva finissimamente Critata da quattro 
o pid mannaje cadenti sur essa per an- 
dirfvieni mosse da un rotonc aggirato 
a mano. Oggid) ^ quasi uscito d^uso. 

Molin del tabaccb Sp. di macine 

colla quale si tritano o spolverizzano 
le foglie da ridursi in tabacco da naso. 

Molin de seda o Filal6j. Filatojo. Quella 
maccbina con naspi-, roccbetti, ecc. 
sui qnali si torce a trama o ad orsojo 
e si ammatassa la seta tratta dai boz- 
zoTi lavorati al fprnello. Le sue parti, 
che lo verr6 qui esponendo in quel- 
Pordine col quale le ha vedute agire, 
ed afle piii delle quaH neppure i diz. 
tecnici cosl nostri come forcstieri mi 
diedero agio di equivalenti , sono 

Roi>o!f. Boione romposto di Croser o 
Scroser Croc/ere t= Travers Traverse? 
« Sbarrada. . . . = Fond. . . . =* Elbor 
Albero coi PoUez Puntoni = Scud. . . » 
ScDMN » Elbori:* Alherino ? fl- 

SOlo ? cl»« d" »* ^BiOio a un oltro ScUD 

oriuonule , e qoesto « on aHro ScUDIff . . . 
cbe fa agglrara la Piarta. . . . I» qa*l« 
poM ioMa Piletta Bulla «<l • coi ineri- 

•cono i Castej. ...•!• Serp =» 

COLONETT Colonnelli » q«»W r«ggono tre, 
cjoattro o piu giri di oaftpi « fusi dctti VaLICH 
f^alicfd^B Ognono di quetti nOTera dalle qoat- 
tofdici alle venti AsP Nospi » qu*!* **• on 

lato col Poltes Puntone <l«ll* loro Coa. . • 
posano sul Gatteli BeccatcUo mchiodato 
solla estreiuita ioterua del Scllon 



MOL ( ia6 ) 

lemuto ptr do in oglu co1oim«lV> as • dftlTal- 
tro oolk Paletta. . • . ineMtraao nello Stel- 
lin. . • . ch* rieere II moto dalU Stella. • • . 

nuMM %1U -volt« sa« dtlk BozZOOell 

ibcjistrate mile TrombetU .... ch« met- 
tono capo come tumo ndla RoBUDA Ruota 
•bbrttocUu dalle MasCBBR • . • . i»na» di 
qua • di la d* ogai colonnello, • motta dalia 

SbAP S8 -^ ^^^ natpo MttotU una 

VOLTIHNA c«Miipo»U di dn« Tra- 

Tersitt. .... ttiir Mifariore dai qaali po- 
•ano la FondilUl Dadi (qaalU cha a Fran- 
casi chiamaBO CtemgnolUt) inoUati in cni fira 
per la puoU it Fus FuSO «1m porta i Roc- 
chej Aocckettif « n«l taperiore vegg;onfli le 

Cocchett fannate dagU Stacchet- 

tej* ..... i^ ^* ^i teoer in letto • fuao 
e roccheUa, a eui per egnal fine lovrasta il 

Campanell o Gampanin Rolella che 
coniu di Gassa . . • • Fil de ferr. . . . 

lerrato dall'AtaSS .... a oggetto di tener 
aecoflto il filo SS> ^ messo ogni Yoltinna ve- 
dati pore un Traversell iochiodato Tartio^l- 
mente sni doe litulU che porta an Ruicl- 
lin CarrucolifUi? il qo«W serre a dare teorre- 
▼oleaxa a qoella ZailTA Cignd? che torretta da 
qnattroStroiinazs ^ICnoiCtcAipwognivalico 
fa aggirare i liifli ^^ In ogni valico fono al- 
tresi tre Zbtt. • • . • i (jpiali gioTano col 
loro continuo andiriTieni a siu a faro si che 
il filo si spanda ben pari per tatto quanU) ^ 
Inngo il naspo S3 ^ <>gni naspo sta prossima 
altresi per di sopra alia voltinna una StAt 

SGBTTA •oil* quale stanno le Cam- 

brett Camerine? reggilrici del filo torto c la 
Canetta Cannuccia? di cristallo su di cui 
scorre liacio liscio il filo, e passa al naspo — 

Per le operauoni successive dalV €01" 
naspaiura in poi vegg, Tornell, Cassa 
de cava, Cassa de iininazzetla , Seda. 

Molin di terr. . . . Sp. di Mulino donde per 
macinazione si ricava Toro e Pargento 
dai ceneratici e dalle spazzature dcllc 
ofEcine di zecca (le lauures dei Fr.). 

Molinai'u p Mornera o Farinusa. K. in L^ga. 

Molinasc. Jliulinaccio{^*iosc*) ^- Nel con- 
tado s** incontrano cento casolari da 
muliao con questo nome. 

Molinell. ^ Mulinetto. Mulino d^un sol 

Molin^tt. S palmento, o che macina poco. 
Anche di casolaretli da mulino che por- 
tano questo nome k pieno il coniado. 

Moll. s. m. Molltca, e ant. Molsa. Polpa 
del pane. 



MOL 

A moll de micca. frase cent, del-' 
TAlto Mil. J buon paito. A huon mer- 
cato. Con ogni maggior agevolezta, 
Mangii pan ^ moll e crosta. K. Pan. 
Mdll per Mollasc de melon » ecc. V. 
Mdll. ad. Lasco. lenie. 

Lazzk moll. Jllacciar lascamenU. 
Moll moll. MoUicchioso, 
M^ll. ad. Fiacco. Fioscio, Spossato. Debole, 
Di moUe c(mq>lessione* 

Tbni moU. Un mocceca. Urn mocci- 
cone, Un colic dailu mocceca, Oencio 
molle, Ptdcino bagnato. 
Moll. ad. Tardo, Fiemmatico, 
Moll. Jd, di Vln. r, 
Mdlla. Molla, 

Moll de caroccia. Molle da carrozuu 
Le molle del carro da carrozza hanno 

Partid. Jbffr'r sss Partida maestra. Fogfia pri- 
hm o mmeura sss Paxtida secooda, tersa, ecc. 
F^glU uctutm, tenm, eec as Fascra. Sjpro- 
n€?us Fenestra di partid. • . . &s Rias. y^lutm 
■as Yera • Yid o Bragoo. . . . • sss Cambronia 

( nolle molle alU Folignac ) as Gabbia- 

dura. Fatciatura? 

e 81 specificano in 

Moll a campanna. MdU a tkiotciol^. 

VUM a ossa. MdU « essr? Sono breri « 
strette, e serTono alio serpi ed ai soV- 
topiede per lo pin ne* legni da -viaggio. 

MoU a la mariasg. F. sotto MoU a oiFelU. 

Moll a la PoUgnacca Molle di formn 

semicircolare, con pedoccio, cou molte 
foglie fenuate da ana fiksciatura, e coo 
▼oltita da capo. Sono assaissimo mol- 
leggianti. 

MoU a offeUa o n U mariasg. .... MoUe 
di forma rombotdale o sit in figora di 
mandorla schiaociatA. 

Moll a ponteUon. Molie « punto ? Sono 
consimili a quelle dette alia Polignac, 
pero meno molleggianti per avere on 
puntelln che 1« ferma al centre. 

Moll a rangon Specie di moUe a 

due linee, Tuna relta, Taltra eliittica. 

MoU ingles o driu o de Telocifer 

Quasi simili aUeMoU a offella dicni %opnu 

Fassii i moll. Fasciare le molle, 
Remonta i moll. Ricalettare le moUc' 
Smooth i moll. Smontare le molle, 
Metl i ver ai moll. Imbracarle molle? 

Melt iu crosera i moll Alii* 

neare a perfctta crociata le molle. 

Moll de boffctt. s. f. pi. Molle dei 
mantici. Xiev^. F. Saetton. 



MOL ( I 

Moll de denans. MoUe della par^ 
iita daveinU del carro deUe carroxte. 

Moil de tendioQ o Cricch o Folett. 
OolU o Serpi da iendine di canvzze. 

Moll del quader. T. di Zecca 

Quelle moUe le qua^i hanoo per of- 
ficio di ajutare a sollalzare il quader 
e la Tile del torchio di xecea ogni 
Tolta ch'^essa ha dato il colpo del co- 
nio. I Francesi le dicono JaquemarU, 

MoUa del giades di somell. TraboC" 
dbeCIo (Biriog. Pwoiecn. — Alb. enc. 
in BiUmceite), La leva del giudice nelle 
bilancelte da aaggi. 

In sui ra^ o Coot i fiocch. fig. 
Sopra mano{Cr. Cesari). Con la barba 
(Fag. Rime I, 53). Co'fioechi, Sbra- 
caio. A scaccafava. Coifiocchi e coi 
fesUmi. Alia ricca, alia grande, alia 
solenne. Oaa robha in sui moU. Cosa 
del Ubi fo/i(*fior.). 

Legn sui moll. F. in L6gn(carnossa). 

On legQ sui moU. fig. Un legno 
sfanoso. 
MoUa, ecc. V. Molli, ecc. 
MoUasc. MidoUone. Biau)(^ pis.)* H mi- 
dolU) intimO) la parte spugnosa delle 
cucurbitacee nella quale sono conte- 
nuti i semi, e della quale si fa getto 
come di parle poco buona. Nei co- 
. comeri (iitgiin) questo midollaccio k 
detto da noi in dttk con parlicolar 
nome Castell, e si ba inyece per boc- 
con gbioUo — Da questi scioccbi mi- 
doUooi ^ derivato il dire MtdollonaC" 
do ogni babbione. 

Mollusc Cosi ebiamasi negli aga* 

rici e nei boleti la parle frultificante. 

Mil 'I ^^'^ Molllti dc formentoQ. F, 

MoUetU. T. di Mascalcia Tumo- 

retto molle e indolente che si genera 
alle nocche de** cavalli soTra il tendine 
o (ra il iendine e V osso della tibia. 
La MoleUe de'FrancesL Altri fra noi 
cbiamaoo Fadigh questa specie di male. 

MoUetU. Borchia da uffiduoli? U Fer- 
moir de* Francesi. 

MuU^tta. MoUetia. Picciola moUa. 

MolleUa de la xanforgna. Grilletlo. 

Molleltinna. MolleUina. Picctola moUetta. 

Blolieu6n. Cammellotto finetto. Peruffino? 
Stofia di lana assai manosa delta Mol- 
leion anche dai Francesi. 



27) MOL 

MoUifega. Mollificare, AmmoUire. Bfollire. 
BammorbidareJFar rnollcRender molle, 

MoUin. Dim. di Moll susU V. — On mol- 
lin de pan. Una mollicolina di pane 
Caret.). Mollid^etta(Zuxoh. Diz.). Un 
po* di nwllica di pane* 

MoUln. s. m. F. Mollltt. 

Mollin. Dim, di M611 ad. Mollicello. 

MoUitt de formenton che diconsi anche , 
secondo i varj paesi del Milanese ^ 
Lovitt, Borlitt^ Cochitt, Mollascioeia^ » 
MoUaszoaA, Man6quar» MorsiSn, Gra- 
Tisin, Gn6cch, Monij. CarrtoccAi(* pis. 
-Oior. Georg. II, a45). Stamponi. Tor- 
si. Le spigbe del grano turco spo- 
gliate cbe siano de^ granelli ; si ado- 
prano quai combustibili. On sacch de 
formenton belPe seccb el lassa ona 
tara de trentases lira de moUitt. Da 
un sacco di formentone sgranato e 
ben rasciutta si hanno circa trenlasei 
libbre grosse nostndi di comocchi. 

MoUdn. MolUcone? di pane. 

MoUiin. T. d^Armajuoli. Mollone. La 
molla maggiore dell' acciarino delle 
armi da fuoco, la quale da il moto 

. alia noce. E il fr. Grand ressori. Le 
sue parti, secondo il Dix. Art., sono 
AleUa 9 Foro della vite. Lamina Jissa^ 
Lamina mobile ^ Nocca^ e Piuolo (irz 
i Francesi PaUCf (tail de la vis^ Bande 
fixe 9 Bande mobile 9 Griffe^ e Pivot). 

Molona per Moe(da (da olio). V. 

M61ta. GeUo. Malta. Smallo composlo 
di rena e di calcina steroperata con 
acqua che , presa la parte per il tutto, 
dicesi anche La Calcina. — Il Calce-^ 
struzzo o Calcistruzzo h quella specie 
di getto o malta o smalto che Tiene 
fatto con calce e ghiaja, o con calce e 
cocci, o con calce e poxzolana e simili. 
Molta grassa. Cn/cma grassa. La malta 
fatta con poca rena e molta calce. 

Molta magra. Calcina magra. La mal- 
ta in cui sia calce poca e rena molta. 
D4-sii ona sgiaffada de molta. Bin- 
zaffare-'Fii la molta. Allestir la malta. 

M^ta. T. de^ Matton. e Fomac. . . • Con 
questo nome si denota la terra cre- 
tacea, argillosa, ferrettusa od altra 
dopo che, scavata e assai bene im- 
bagnata e lavorata a mMT^izappa)^ 

. e ridotta per cosi dire una pasta tcr- 
rea atta a fame mattoni , tegoli f ecc* 



MOL (I 

l^iesce una terra craisa appiccaticcia, 

duttiks e indissulubile negli aeidi , 

che i mattoDai francesi dicono Glaise. 

Biya de la moUa /^r Moltee. f^. 

Sbatt ia molta Prendere a 

grosse maociate la creta da quadrucci 
gi& digrossala dal moltircem, e dibat- 
terla e mestaria a mano per meglio 
slemperarla. i» ufficio di quel secondo 
moltiroeu che i Fr. chiamano i^augeur. 

Tr2i-f(oeura la molta Colla 

marra levar della cola la creta da 
tegoli e bultarla sulPaja tutta cosparsa 
da prima di minuta renella. 
Moltee. 1'. de* Murat. . . . Ogni mocchio 
di raalta; ed anclie il Complesso d'^ogni 
falla di malta preparata per murare. 
Moltee,... Tutta quella terra da quadrucci 
che il mattonajo 6i prepara vicioa per 
fspiccarne i p«EZUoli da coofbrmare a 
mattoai 9 tegolt od embrici. 11 fomajo 
spicca dal pastooe i pastelli da for- 
marnc i paaeCti^ il fornaciajo spicca 
dal nwltee i bocconi da farae i mat- 
tod i. i. qnello che i Francesi dioono 
COTfoe dt terre appritie o ftuon, 
Moltee e MoUin per MoltircsU sip 1/ V, 
MoLtipVic^.MolUplicMuoneJfuUiplicauone 
Moltiplicdi. MolUpUcart* MuUiplicare, 
Moltiplica ia cros. MolUpiiear per 
eroceUa(CHt, Prat. Mat* p. 9 retro) o 
per cas€lla{PBC, Ar, 37 verso). 

Multiplied in longh e in largfa. • . . 
Risolvere nella minima loro specie i 
termini complessi di una divisione. 

Moltiplic4 in scaletta. M* per biri" 

cuocolo(CsLi.Prat, Mat, 9 TeU)oper hen- 

cuocolo o per iscaccluere(¥fkc. Ar. oo). 

,., M, per castelluccio{?Bc. An^y). 

.,. M. per colonna{P9iC. Ar. 37 ver.). 

,*. M. per gelosia o per graticola 

(Pac. Ar. a8). 

,,. Af. per quadrilmlero (id. ivi ). 
... if. per ripiego[PtiC, Ar, a8 verso). 
, ., M. per icapezio {C^ii, PraL Mat, 
p. 9. retro — Pac. Jr. 19). 
Moltipiicua. Moltiplicato. MulHplicato. 
Moltiplicando. s. m. Moltiplicando. MuU 
tiplicafido^ (tore. 

Moltiplicat<Sr. MolUplicatore, MuUiplUa- 
Molliplich^tt. s. r. pi.... MiJtiplicazioni di 
' facile soluzione , cioe le incomplesse 
c i cut fattori constino di poche cifre. 
Mokirceu che anche dicesi Moltin e Mol- 



28 ) MOM 

t^. . . . Chi atteode a fare di rena e 
calce malta in servigio de** muratori. 
Moltiroei^. • . Quell^operajo che prepara 
la creta da quadrucci al maltoniero* 
. Ne sono di due specie, dei quali peg- 
gasi in Fornas^e vol. Hfp. i65 in fine* 
Moliirce&. . . . Una faUerella di malta. Per 
es. L*^ ming« staa aisee «1 mollee; 
hoo dovutt ik anca on moltiroeu. La 
malta preparata non bastb ; mi con^ 
venne aUesHme mncora un pochino. 
Moltituden. Moldtudine. 
Mdlto per Soss^nn noi usiamo ch' io sap^ 
pia nelle sole frasi L^e mollo ch^el 
ghe sia andaa, S'*el le (a P e molto e sim, 
M6ma dicono i contad. Lrianz. per Mam- 
ma d^asee, de vin^ e sim, F, 
M6ina de corall o de perla. T. farmac 

Corallo preparato. Perle preparate. 

Moment. Momcnto. Punto, StanU. Is tan-' 

te. Instanle, (*tosc. 

A moment a inomeDt. ji moments 

De li e on moment o On moment 

dopo. Poco stanle. Non molto stante. 

Del moment che. Poiche, Dacchh, 

Dappoickk. Essendodi^. Del moment 

ch* el te le dis V ^ segn ch^ el le fara. 

Setela dice o Poiche te lo dice lofard. 

In d* on cativ moment. In un bruUo 

momento o In un momentaccio{*iosc. 

— T. 6 ). In mal panto. In trisio punto. 

In d'un moment. In un momento. 

In istante. In un subito. In un attimo. 

In uno stante. 

In su quell uujmenL Sid o Jl Net 
momenloC iosc). 

Ve Pafare d'^on moment. Gli b I'af- 
fare d'un mo/n«/i/o(*tos«. — Toin.G.). 
Oa moment! Un momeuto i (\osc.)* 
Aspetta , bada 9 ch* io rifibti. 

On moment o Poller. O prima o 
poi(Targ. At. Acad, Cim. I, 497)* 

SavS conoss o catla-fosura el mo- 
ment giust. Saper vedere il bello, 
Momentani. Momentaneo. 
MMnenlaniam^at. Momentaneamente. 
Momenlin. Breve stante, 

Speccia on momentin. Un momen- 
tino..,.{*iosc. — T. G.). Bada un istante* 
Momentinin. Brevissimo stanle, 
Momlnna nelcont. per Musco terrestre. 

Momparf glia. T. de'Confet Sp. di Ireg- 

gea minutissima. Dal fr. Nonpareille 
di paii sigoif* — Per Nompariglia. K. 



MON 

ffon^da. y. Cin&da. 

Monarca. Monarca* 

Pari el monarca profeita. sclerz. 
Fare il satrapo. Stare sul quamquim o 
in sul milie o suUa sua. Filar del sifio- 
re. Far dell* auiorevole o del grmde 
— Talora Creder tP essere una dkVi- 
ni«a(*tosc. — Tom. Giunte), 

Bfotoatt. • . . Uomo preszolato per fire 
la guardia ai morli di fresco. 

Monktt Infermiere d'^appesUli^il 

Parabolanus dei Lat., il Netesin de^I^- 
dovani, Corheau(J^ovLX Did,) da* F% 

Honatt. V. a. Scaltriio, Accorto, MoneUi, 

£ che in di com del mood ftl tia ■ieiiatt«(Mag.i. 

MonliU. Sudicio, 

Blonatta. . . • Donna preizolata per guax^ 
dia ai mortt di fresco — Fig. Scaltra 
Mouatt6n. Sudicicne. 

Mon<;^cch Nome che danno i 

Lariensi ai montanari abitanti sopra 

Doogo. F. anche Fr^ta* — fe curioso il 

riscontro dl qaesto nome di Moncecch 

con quello dei Mongicks della Russia. 

Moncucch. Ifome di paese che si usa in 

Vk andaa in del balon de Mon- 

cQcch. E andato in fumo^ in dileguo^ 

in nulla ^ in i^isibilio^ al vento, Il del- 

tato ebbe origine fra noi da quel primo 

SAggio di aeronautica cbe ci diede 

il nostro animoso patrizio Marsilio 

Landriani nella sua villa di Moncucco. 

M6nd. Mondo >» Feggasi andie M6ndo 

per varj dettati nei gtiali questo voca- 

bolo si usa anche fra noi cost alPital,* 

Adio mond. Mondo addio, 

And& per el mond. //ndare per lo 

mondo. Viaggiare. 

A sto mond besogna sav^ (I a sik 
con tucc. In questo mondo bisogna 
star bene eon iutii(^edk Op. VI, att5). 
A sto moud besogoarav nass d6 
Toeult. Se s* avesse a far le cose due 
volte ciascuno sarebbe savia {Doni 
Zucca p. 181 verso). 

A sto mond el Signor el voeur nis- 
sun de content. Ognuno ha il suo dia- 
volo alf uscio(Monos. p. i3o). f^iVere 
militare est disse Seaeca; Quisque suos 
paiiniur manes Virgil io. 

A sto mond gh^e nagott de stabil. 
Ifiuna cosa non istd ferma{^onos* 54). 
A sto mond gh*d nissun de neces- 
sari. r. in Necess&ri. 

roi. irr 



(ia9) MON 

A sto mond Te inaci: o ingannao 
vess ingannaa. y, in Ingann^ 

Avegh el mond de la soa. fig. Set' 
vir per saliera* Esser gobbo. f^., in 
Goeijibb. ^ segno di tempesta quando 
i delfini ponno attomo, 

Avegh minga de mond. Esser tenure 
di checchessia. Essere avannotto^ sen^ 
pliciotto 9 poUastrone, 

Avegh nagotta al mond. No/n aver 
nulla{*\osc0 — Tom. Giunte), Non pos- 
aedere cosa alcuna, essere poverp. 

Avegh pu ben a sto mond. Non aver 
pia un bene al mondo{Bemho Bime), 

Avegh pik nissun al mond. If on 
auer nessun al mondo die ami o ajuti 
(*losc. — Tom. Giunte), 

Bell mood. // mondo galante. U com* 
plesso di que^che amano andar galante. 

Ciappa el mond come el ven. Pi- 
gliare il mondo come e^viene. 

Come el va mai el mond 1 fV come 
pa il iiuim^/(Nelli Serv, al fomo I,, 3). 

Conoss mioga el mond. Esser sorOf 
inesperlo del mondo 9 novizio. 

Daghen nient del mond. Jvere in 
non cale U cose di quaggiu, 

De che mond ^ mond. Va poi che 
r acqua bagna. Da poi che il fuoco 
scalda. Da poi che gira intorno il cielo 
(Gher yoc, cit. il Furioso XUI, 7a). 
J memotia d^uomQ, A^dX de'nati. 

Donna de mond. p". in Donna. 

El mond besogna lassall st4 come l'^ 
o besogna lassall come el se troeuva. // 
mondo va lasciato andare. 11 f out laisser 
le monde comme il est d'lcoao anche i Fr. 

El mond con pu el va inanz con pu el 
deventa cativ. // mondo ianto peggiora 
pill quanto piu inveteralSaaaz, Jrca^')* 
II mondo peggiorando invecchia, 

£l mond de la. // mondo di Id. 
L'altro mondo. 

El mond el va lu de per lu. // niondo 
va innanzida ^(Fag. Rime V, a57 e. 1.). 

£1 mond el voeur anda come el 
voeur lu. // mondo non k cavallo a po^ 
terh infrenare che vada a nostro modo 
(Cavalca Discip. spir, p. 5o ed. Silv.). 

El mond Yk bell perch^ Te v^ri. 
4* bdlo il mondo perdik e pien di ca- 
pricci e gira tondo{cosi nel sonetto 
in proverb) d'^Aless. Adimari in Burph. 
Rim-). Solo per ^ariar natura e bella. 

>7 



MON ( I 

El mond V^ de chi le sa god. // 
mondo h di chi se lo piglia. 

El mond T h ona barletta o 1^ ona 
coroedia o pero 1 robb de sto mond 
hin tutt cialad. . . . Nihil ex his qum 
tarn tristes agimus senum est 9 nihil 
magnum (Seneeei De Ira 111, 34)* 

£l mond V ^ ona roeuda , chi va-sili 
e chi Ta-gi6. F". in RoeCida. 

£1 mond Vi pien de birbi o de 
birbarij. M mondo non i nulla di 
n«^(Lippi Malm,), II mondo i pien 
di tristi. E d h piik trappole che topi. 
El mond V ^ semper andaa inscl o 
Vh semper staa mond o Vi semper 
staa insless. // mondo k stato sempre 
a un modo ( Redi Op. Ill , 1 8 e 44 )• 
Sempre ^ h guidato e girato il mondo 
per un versoiy'ireaz, Opere I, ia4)« 

El par che te vegnet al mond doma 
incceu. Tu mostri d*essere uenuto pure 
jeri al mondo(LMC9i Parent, I, i). Par 
che tu penga al mondo adesso(Nelii 
Serva padr, 1,5). 

El patron del mond. y. in Patr6n. 

El Signor je mett al mond, e lor se 

compagnen. Dio fa gli uomini ^ essi 

s*appajano. La gente simile facilmente 

si unisce. 

Oir^ el mond. Andare per lo mondo, 
Yiaggiare. 

Gira mezz-mond. Camminar guanto 

d Jo/e(*losc.-Tom.G.). Viaggiar molto. 

Giuga al mond. r. in M6nt 

Gran mond. Mondo adulatore, Mondo 

lusingluero, Mondo guasto o corrotto, 

Hin robb de sto mond. Cose die 

s* usano(krei. Tal, III, 10). Le robe 

di questo mondo sono fatie a faccetie 

(Pan. Flag, Barb. 1, loa). 

Insegn^ a sta al mond o el viv del 
mond o simili, Insegnare alirui di che 
m^e si capponano i gaUiifitWx Fecch, 
Biv, II , a3). Insegnare aUrui il vivere 
del mondo (Gior. agr. I, 188). 

lA m coo del mond. Cold dove h 
il Jinimondo, 

iPh el mond a Pincontrari. Eil mon* 
do alia nVersa(Mono8. 289). // mondo 
va alia roi»tf5cirt(*lusc.-T. G,), Al me- 
dico la mula si rivolla, II cavallofa 
andar la sferza. Si suol dire quando ve- 
desi che una cosa cainmina a rovescio 
di quello che rcgolarm^nte dovrebbe. 



3o ) MON 

Mandli a Falter mond. Mandare nd" 
tdtro mondo{Or. Ces. in Mandare). 

Mett al mond. Dare al mondo, Par^ 
iarire. 

Mett a r onor del mond. Mettere al- 
Tonor del mondo(*Ui$c, — Fag. Cava-- 
'ierparigino I, 9 e altrove). 

No sav^ in che mond se si a. Non sa^ 
pere in qual mondo un si sia. Non rin^ 
penirsi, Essei* fuori di se, non Teder lu- 
me, non si raccapezzare, non intendere* 
0mm de mond. K. in 6mm. 
Pai'l che tutt el mond el sia s6 o 
cV el gh^ abbia el mond. Parer cite 
tuilo il mondo sia suo(ffe\\\ f^ecch, liiif, 
III , lo). El par che tutt* el mond el 
sia t6. Che ah! d mondo k tuoyfe^ 
lice sei (Bibb. Caland, II, 6). 

Pari de T olter mond. Mostrarsi 
delle cento miglia, Cadere dalle nuvole. 
Farsi o Mostrarsi nuouo di checchessia, 
Mostrare d* essere nelV altro mondo? 
Pari in d^on olter mond. Sembrar 
rinato. 

Pari tutt* el mond. Parere quel tuUo 
del mondo o quel pii^ che possa essere. 
Per quell che gh*e de god a sto 
mond 1 Non ci h si belle grasce in que- 
sto mom/o(Cecchi Stiava III , 4 )• 
Per tutt r or del mond. f^. in 6r. 
Quand s* ^ bon doma per lor s* ^ 
nanch degn de st4 al mond. Chi h so* 
lamente buon per s^ h mezzo buono; 
chi k buon per sk e per altri h buono 
affatto(C\ti\ Des, e Sp. Ill , 7). {caso! 
Quand se dis i coss del mond! yedi 
Robb de Tolter mond. Cose deWal- 
tro mondo 9 cioe straoe, straoi*dinarie. 
Savd cosse voeur di el mond. Sa^ 
persela, Non aver bisogno di mon- 
dualdo, A^r pisciaio in pik d*una 
neve. V, in Fiola. 

Save o Save minga el viv del mond. 
F. in \{y, 

Sav^ (a a st^ al mond. St^er vive- 
re. Aver prudenza — Anche i Fran- 
cesi dicono Sauoir son mond. 

Sta in coo del mond. fig. Stare in 
capo al mondo. Abitare in parli lontane. 
Sto mond Te on hofL , . • Prov* 
che dicesi per denotare la caducitli 
delle cose mondane, ed al quale in 
istil grave corrisponderebbero qiiei 
delti del Petrarca : Nulla quaggiit 



MON ( I 

dUetia e dura. Quamio jnace al mondo 
h hrtve sogno^ ed il sapienxiale f^ankas 
vattiiatum et omnia imniUts. 

Sto mond V6 pieo de guaj. Qifetto 
mondo h un mar di guaj. 

Tant per sodisia la geni del mood. 
Per soddisfare al mondo* 

Tutt el mond. Tuito il mondo{^eli 
Let,). Tutti. Tult el mond el dis insi\. 
Tutii dieono a un modo o dicono coi, 
Tutt el mond Te paes. Tutto 2 
mondo k paese{PaioL Op. II 9 tii ) -^ 
Jl valentwnno tuUo il mondo i pMria 
Vegni de Toltcr mond. Mostrar^ 
delle cento miglia o delle sei migliaja, 
Non risponder a proposilo a quello cbe 
riene domandato,mostrandosenemoho 
lontano. Tomber des nues o de ton 
haut direbbero i Francesi. 

Vegni minga al mond incoea ye*. 
Eh io non vengo al mondo oiYi(Fag. 
For. Bag, 1,7). 

Yeas al mond percb^ gh'^ Icengb. 
Campar (una) perchh mangia{*to9C. -~ 
Tom. GitmU). 

Vess andaa in del mood da la Ion- 
na o in del balon de Moncucch. £s' 
ser ito in dileguo. 

Ve%se% godua la soa part de raond. . . 
Essersi diverlito^ aver avato godi- 
menti a snfficienza 9 aver fatto le sue 
prove di mondo, la sua carovana. 

Vess foeura del mond. Essere in isola 
perduta(ytiX. nelle Op. di Machiau. 
VII, 55 ). Essere in luogo fuorviato. 
Vess in del mond de la lunna. Es^ 
sere stordilo^ mentecaito^ pieno di 
mentecaiiaggine, As^r dato il cervello 
al cinuUore. Non avere il cervel seeo, 
Vess la fin del mond. Esser fini- 
mondo. dndare il mondo in carbonaia 
o sottosopra. 

Vun cbe s*^ mai savuu cb^el sia al 

mond. Uomo che mai non fa vivo disse 

Dante, cxok cbe non ebbe mai fama. 

M6nd. T. del Giuoco de' Taroccbi. // 

ilfo/ii£o(Allegr. p. 307). 
UondLMondare.Bimondare. Mondificart. 
Monda el ris. V. in Ris. 
Mond^ i cavagn. T. de* Panierai. . . . 
Biinondare d' ogni brnscolo o sprocco 
di vinco i lavori da panieraio , e ci6 
C0II0 spacchiuo(corfe// de sciumm) cbe 
i Franeesi dicono dplucltoir. 



3i ) MON 

Monda i fasoeu. Svisare i JagiuoU. 
Levare Toccbiolino ai fagiuoli. 

Monda i soldi, e asM. Mond^j, ger. 
loccar i danari , cio^ ricevere il da- 
naro dovuloci — Jhsanguinarsi in 
modo basso dicesi pure del cominciar 
a toccar quattrini. 

Monda la seda. Lo siesso che F^-s^ 
i coo, del che uedi in C60 pag. 535 
col. a.* rig. 18 e segg. 

Mond^a* Mondaio. Mondo. Bimondo. 

MondadaJIfoiidaaioiie.L'alto delmondare. 

Mondadinna. Un po* di mondaiura. 

Mondadilra. Mondatura. Mondamenlo, 
MondoMone. MomUficazione. 

Moad^ja. Mondiglia — Mondaja menu- 
dra. 7*m<tsiMoie(Caro JpoU p. 166 — * 
qui in significato Bg.) 

Mondaja. T. agr. Cas€ature(Gior. agr. lll^ 
371). FagUatura. Mondiglia. Ci6 cbe 
i Latini cbiamavano Excreta o Excre- 
menta Uitici. Le vagliature d'aja. 

Mondarinna. Sceglitora? Nelle £ilande h 
il nome di qnella donna cbe.lrasee- 
glie i bozftoU e li ripulisce da ogni 
mondiglia. 

MondAsc Mondaecip* 

Mondegbili. 7>Yim0«M.'(^aret.). Coppiette 
(*rom.). AmmorseUato ^ PiccaOg^io? 
Sp. di polpette latte con carne frusUt 
legata con pan grattato, nova e drogbe. 

Mondell, che altri dicono anche Forment 
mondell e impropr. Forment earlon. 
Orano gentile. Orano gentile bianco. 
Calvello. Sp. di grano mutico, cio^ 
senza reste, il quale ba paglia, spiga 
e granello biancastri. Usa .molto nei 
nostri colli ove t contadini Tbanno 
caro percb^ ne traggono buona paglia 
da far cappelli. t il Triticum hjrber^ 
mim de' botanici. 

Mondell o Mondelldn. ▼. cont. dell' A. 
MiL Seme. Granello. 11 seme della 
pesca, della ciliegia, della prugna* 
delPavellana, ecc, tratto del ndcciolo 
e rimondo d'ogni peluja. 
Mondell. Ad. d'6vz. F. 
Mondin e Mondinett. Dim.ironici di Mdnd. 
Mondo. 

Ob cbe bell mondin! Oh mondo 
curioso ! Oh mondo instabiht Oh mondo 
lusingfUero ! Oh mondo Jallace I Ok 
vedi mondo I 
Mondin per Mond6. V. 



MON 



(i3a) 



MON 



Mondin Verso il Novareie chiu- 

inano cosi quel ViUico il quale accu- 

- ' disce a rimondar le risaje da ogni 
mal^ erba. 

Mond)n(F& on) . • . Gergo degli spaz- 
zacammiui equivalente al Restate senxa 
lavoro. I>a lore giomata e divisa in 
due parti* mattina e sera; e Sta mat- 
tinna hoo faa mondin vale Non ho 
avuto lavoro nella nuttina. Sta setti" 
manna hoo faa trii mondin vale Fui 
scioperato una giomata e mezzo* 

Mondin^tt. f^. in Mondin. 

Mondisc. Mond mondisc. Mondissimo* 

Mondizia. hnmondetza , cio^ pidocchie- 

' rta in sul capo o nel oorpo — L' ital. 

^ Monditia ^ semplicemente sinonimo 
di Mondezza. 

Mdndo, usiamo anche noi in vece di 

Mdnd ma nei soli deUati e modi seguenU: 

Casca lo mondo* fiuini il mondo^ 

mA ecc.(CBr. Let, ined. I, 3t3). 

Mondo poroo« Mondo infido » tradi' 

''tort\ ingannatore 9 /allace f empio ^ 

< bugiardo^ maligno, guasto , maluagio, 

Mondo rotondo bazzila senza fondo, 

chi non sa navigar> presto va al fondo. 

'•'^/2 mondo h un coso tondo che rul^ 
lando va da ^^(Mon. La F'ed, 1^ 10). 

f Mi mondo h tondo{Ceech\ Dote IV« 7). 
Omm del novo mondo. Uno del 

* nuovo mondo. 

On mondo do gent e sim. Un mon- 

• do, Un gran mondo di gente e sira. 

On mondo de temp. Un mondo di 

Umpo(kreX. Ipocr. 545 — Doni Zucca, 

p. ii5). 

Mond^. MOndalore^ e fra noi specifica- 

' mente il Criveliatore, il Mondalore dei 

- grani , chi fa professione di crivellare 

i grani per nettarli d'^ogni roondiglia. 

Hondd. T. de* Mugn... Quello fra i lavo- 

ranti del mulino che fa da mondalore. 

Mondon6vo. Mondo miOvo{*&OT. — Rosini 

Sign, di Monza), Camera ottica, e le 

pid volte quella che certi mosiratori 

portano intovno per trarne guadagno 

coirinviur le genti ad osservarne le 

vedute. 

Omm del mondonovo. Uomo ca- 
dato dalle nuiH>ie. 
Mondondvo. // bel di ^ma, V, Ciiu. 
]SIostr4 el mondonovo. Mostrare il 
hel di Roma, 



Moa^a. Moneta, La moneta ha Faccia e 

BOPeSCio con CuBpi, TijM e Itcrisiooi; ha 
Esergo con Lcggenda; ha Contomo con 

Log^endm o Cordon* — Alcune monete il 

volgo nomina spesso in gergo* come 

Oa gialdia. Urn M fu^gUBL Un gimttM:. 
Uao wcchino { • «B«bc in g«ier« Un om. 

On craoe. Ubo tcndo. 

Oa meu otucc Un uesso ccudo. 

On foro. . . . Una iuoo«U da treoU soldi. 

Ona ponoa. . . . Una lira. 

Ona lanfanna. . . . Una parpajola. 

On borr. . . . Un toldo. 

On gliice. . . . Un mosso toldo. 

On glielL . . . . Un qoaUrino. 

On oantpeo Un eentMuno. 

Anda la moneda. Correre la moneta. 

Avegh di raoned, Ji^ere de'' quattrini 
di molti; e ant. E$sere mobolalo di 
danari. Esser danaroso 9 ricco. 

F^ moneda falsa. Falsarc o Falsi- 
Jieare la moneta • 

Fk moneda falsa per quajghedun o 
' Fass in freguj per vun. Far carte 
/alse o/alsissime per alcuno, ^uirarsi 
per alcuno. Per isvisceratezza d'affe- 
ztone fare per un altro qualsivoglia co- 
sa, per grande e pericolosa e fin delit- 
tuosa ch^ella sia — 11 fr. Fairejausse 
monnaie(^ova. Diet), (scarsa. 

Moneda calanta. Moneta scadente o 

Moneda con de la liga. Moneta al^ 
legata con rame o simile. 

Moneda fettiva* ^onf/a sonante% rea- 
/e, effettivay in contanti, 

Moneda piccolo. Lo stesso che Sp^zz 
o Spezzitt. f^, 

Pag& de Tinstessa moneda. Contrac- 
cambiare, Ricambiare, Pagare uno di 
quella moneta ch' ei merita. \ess pa- 
gaa de V istessa moneda. Rice^Kre tal 
misura quale sifece altrui. 

Pag^ de moneda de legu o Paga 
con la scoa. Dor bastoni in vece di 
danari, Minacciare o Percuotere in 
vece di pagare. 

Paga de moneda longa. Lo stesso 
die Vess moneda longa. f^edi pmsotto, 

Pag^ d' ona bella moneda. fig. Pa- 
gare d' una bella moneta !(^e\\i Serv. 
padr, I, i3) cioe Malrimerilare. 

Tcss moneda longa. Fiirsi tirare 
per il ferrajolo, Dicesi di chi si ri- 
duce a pagare piii tardi ch'e'* pud e 
vantaggiaadosi pid che pu6. 



MON ( I 

Moulds per Sp^xi. K 

Andigh o Vegnigh monedii. fig.. . . 
Saol dirsi quando rayyersario-ci vtol 
sopraffare di ragioni che abbiano ap- 
parenza di yeritfi, o quando altri si il- 
chiara rimproyerato da noi a torU. 

Ayegh minga moneda. Ifon aiftrdi 
spiccio, 

Ayegh moneda de d^-*yia. fig. Jt^r 
ragUm da vendert, 

Yk raooeda. . • . Barattare monetft 
Inanca a inoneta di rame. 

Famm tr& in moneda sto scud. Be- 
car la moneia a questo tcudo(OfX!k 
Sporta II, i). 

Giontagh su la moneda o su la ya^ 

lutta Scapitare sul yalor pla* 

- teale relatlyo di quella specie di mo- 
nete colle quali si eseguisca tin pa- 
gamento — e Gg, Ifon avert il suo 
pieno. Ifon avere il suo conio o il 
dovere, Scapitare alcuo cbe in un oon- 
tratto, nun esser pari il conti*atto« 

L^^ moneda intesa. fig.^ vanno di 
ragia tra loro{Cwco). Fra loro se la 
dicoHoCxosc). £ cosa con yenuta 9 in- 
tesa, accordata gia in segreto fra alcuni. 

Tr4 in moneda. met. Snocciolare. 
Far piano* Render facile, chiaro, ma- 
nifesto; spiegare minulamente. 

Vegnigh moneda. y. pik sopra. 
Monediiscia. ifon^to^^cuiC^tosc. ). 
Monedazidn o Monetazi6n. K. Sp6sa. 
Monedinna. Monetina* Monetuzza. 
Moneddnna. . . Moneta grande, pataccone. 
Mdnega. Monaca* (naca, 

Andk a monega. Monacarsi, Farsi mo- 

Andk a monega de sant'^Aguslin con 
dau coo in sul cossin o veramente 
And4 a monega de san Benedett cont 
i colzon in sul lett. K. in Bened^t. 

Insalatta de fraa« bombon de mo- 
negh fan semper dorl el stomegh. F'. 
im St6megh. (naca, 

Mand& a monega. Monacare, Far mo- 

Monega capuscinna toeu mari sta 
cossl. F. Sta oossl m Sti. 

Monega d^ofizd. Monaca professa, 

Monega falsa. Monna schifa il poco. 
Da noi si trasporta anche a denotare 
un uoroo finto, un ipocritone, un che 
faccia il santoccio. 

Pari la Tarlesca o la faltora di mo- 
negh. Parere il diavolo dclle ampolle 



33 ) MON 

(Gelli Sporta III, 5). Etser carico di 
robe diyerse da recare qua e U. 
M6nega. Monachina. Dicesi fig. di quelle 
scintille di fuoco che neir tncenerirsi 
la carta a poco a poco si spengono. 
Fra noi suol dirsi di queste scintille 
Hin i monegh che va in lecc^ ci6 che 
. anche il Lippi(Aiaim. I9 4) disse: 

Qm Ti doruroo aliiMn qvwleli* diUtto 
L« monaohiiie quaodo Tanno a leUo. 

£ quella tra le dette scintille che <i 

spegne per 1* ultima, da noi Tiene 
.detta la Badessa. 
Monega dicono{pon voce comune a quasi 

ttttd gli Oltntpadani) in qualche paese 

del contado quell? amese che noi in citld 

diciamo Pi*et de scaldli el lett. f^. 
Moneg^scia. jicc. dispr. di M6nega. Monar 

caceia, Monacona(*ioec. - Tom. Giunie). 
Monegh^U o Mouegh^ pel Jiore deUo 

anche Moneghlnn. ^. 
Monegh^Il per BinArr(Jioraliso). F. 
Monegh^Ua. F» Moneghinna. 
Monegh^tt per Monegbdl. y. 
Monegh^ta. CeniaMrea.Ciano, Fiordaliso, 

Fioraliso. Fior campestre, la pianta 

del quale ^ delta Baltisegola. 
Moneghln Stellin. y. dell' A. Mil. Fior- 

randno. V* in Riottln. 
Moneghin. v. dell^A. Mil. Cincia bigia, Uc- 

cello che ^ il Parus palustris degli oi^nit 
Moneghin. Ad, di Lin. F. 
Moneghlnn che altrimend si dicono Mo- 

negh^U. Maghetto. Specie di fiore di 
. grato odore ch'^e il Liiium conualliumL, 
Moneghinna e Monegh^lla. Monachetla, 

Monacella, Monachina. Monacuccia. 
Moneghinna. fig. Mammamia. 
Moneghinna. Cincia, F. Fratinna. 
Monell e al pi, Monej. Monello, 
Monestee. Monasterio, Monastero, Moni- 

sterio, Monislero, Munisterio, Muniste^ 

ro, aUoslro* Claustro. 
Monetan. Falsamonete. Falsator di mo- 

nete, Falso monetiere — Il Berg, re- 

gistr6 anche Monetario. 
Monetazi6n. r. in Sp^sa. (na. f^. 

Monfrinetta. Dim, e pezzeg, di Monfrin- 
Monfrinna. • . . Sorta di ballo cosl dettodal 

Monfcrrato donde se ne difi*use Tusansa. 
Mongadili per MondeghUi. K. 
Mongolfic(ona). .... Acqua concia con 

una mistura di conserve di marasche 

e di conserva di lamponi. 



MON ( I 

Honioittu V, MonHl. 

Monlnn. s. f. pi. « Monltt s. m. pi. . . . 
Bernoccoletti o fiocchetti ispidissimi 
ch^ escoDO quasi ascellarmente dal 
garobo del cQsi detlo Predesi maU. 

Monip6U o Monip611i. V, Manip61i. 

MooitOBikr Nome d^tin giornale 

francese notissimo, e Tale ATvisatore. 

Monit6r. T. delle scuole di mutuo in- 

seg. . . Alanoo che alia sua Tolta pre* 

* siede alia istruxlone dei condiscepoli. 

Motdtori. T. forense. Monitorio. 

Monitt. 8. m. pi. o La SConinna t. delTA. 

Mil Varieta di trifoglio a fiore 

cineriDO rossiccio che ne^campi ma- 
gri cresce spontaneo dopo la sega- 
tura del frumento. Corrisponde al 
Trifaeuj ladin de^ campi grassi. 

Moaiu6o. Munizione -^ Munitioni da 
guerra — Munhiord da bocca. 
Pan de monizion. r, in Pan. 
S^ciopp de monizion. K in S^ci6pp. 

Monizi<Sn(per eccellenza). Muniuone da 
/e^n(Targ. riag. II, 397). 

Monizion^r. Munixioniere. Prouifigiotde^ 
re. Propvediiore. 

Monoei) che anche dicesi Bforgnln. Monello, 
Picciolo fanciuUo che nelle parole e nei 
fatti 81 mostra amabile e accorto*. 

Monoed donna. 

Monolon. Monbtono* 

Monotonia. Monotonia. 

M6nscia. Monza. Nome proprio di citta. 
Gervellaa de Monscia. V. in Brikgna. 
Corda de Monscia per Lug2inega. F, 
Fii irenliin de Monscia.T.del G.di Baz- 
zica.Fore jpa//o.01trepassar il trentono. 
Pode and& a Monscia a fass baratt^ . • 
Esser assai sempHce o ignorante. 

Monsci&sch. Monzese. Abitante di Monza. 

Falla o Giustalla a la monsciasca. . . 

Comporsi agginstando la differenza 

per giusta met^ fra le parti, lo stesso 

che Taj2i el maa in mezz. K. in Mia. 

Monsci6r. Monsignore, Noi lo usiamo nel 
solo sig. prelatizio. (gnore. 

Monscior^a. . . Grado e officio di monsi- 

Monsciorln. Monsignoretto. 

Monstk. Signore ; e strop, alia fr. Monsh. 

Munsii. ^g. Franzese. 

M6nt. Monte — In cilti noi diciamo sem- 
prc Montdgna e non Mont; nelPalto 
contado invece dicono comunemente 
In di montf Sul moni^ e simili* 



54 ) MON 

A mont. Paotianne monte. Non se 
Be parli altro — - A mont nen! fV- 
niamoia. ZitH. Finiiela, 

Andi a mont. T. di Giuoco. Jmdare 
Fare a monte, Non continuare il 
^noco, ma ricominciarlo da capo, e 
disdir la posta, come se per qnella 
volta non si giocasse. 

FA a mont. Porre o Mandare a monte. 

Giuga al mont o al mond. Oiocare 
a terra del mio monte o a camptuta? 
(Doni Zucca). Si fa come segue: Sopra 
un roattonato o altro pavimento si dt- 
segna con un carbone o simile un qoa- 
drilungo , a traverso del quale si se- 
gnano qnattro Itnee o diTisioni (ognu- 
na delle quali diciamo Brusa)^ e a ua 
de^capi un semicircolo; in quest** ul- 
timo si fa un crocicchio, e nel trion- 
golo superiore di questo crocicchio 
si segna un cerchietto. Fatto ci6, i 
giocatori debbono con un piede far 
balzare una piastrella da una linea 
air altra senza toccarle , e sensa met- 
tere il secondo pii in terra, farla per- 
yenire fino al semicircolo e al cer- 
chietto ch*^ nel triangolo superiore 
del semicircolo stesso; e chi caccia la 
piastrella fuor del quadrilungo o del 
semicircolo, chi lascia d^andar a pi^ 
zoppo , e chi tocca colla piastrella le 
linee (ci6 che fra noi dicesi Marond o 
Fd ona maronada^ e tra i Fr. Boire)^ 
quelle perde, a norma del convenuto. 
— 1 Frances! chiamano questo giuoco 
la Marelle^ i Piem. Lasagna o Cioca. 

In mont. In pieno. In complesso. 

Trk a mont che nel contado dicono 

anclie Tra in tocch. Mandare a monte. 

Far monte, Non ne far altro, Scomclur 

dere. 

M6nt. Monte pubblico, come fra noi i seg. 

Mont o Banch de Sant*Ambroeus. . . 
Monte commerciale stato propostoda 
Giovanni Antonio Zerbi nel 1697 ® 
istituito nel 1601 a imitazione e One 
uguale a quello dei banchi pubblici 
d^altre citta come il Banco di San Gior- 
gio di Genoya e sim. Se ne yeggano 
specificate notizie nei libri intit. Delle 
leggi, contratti e govemo del Banco 
Santo Ambrosio delta citta di Milano — 
Milano, per Gioyanni Battista Mala- 
testa , e Discorso in forma di dialogo 



MON ( 1 

iBtomo al detto banco di Giovaimi An- 
tonio S^rlfi Ragionato generale dies- 
•o — Milano 9 per lo stesso , iSg^. 

Mont civich Sinonimo di Mont de 
Santa Teresa. T. 

Mont de la pietaa. Monte di pietd. 
II Presto. Fu specUicato per decrelo 
17 giugno 1785 di Giuseppe II in tre 
monti detti Moni de San Giuseppe Mout 
de SanCAmbroBus e Mont de Seui Carb 
altemanli fra loro nella zienda. 

Mont de San Carlo. . . . Monte vita- 
lixio fondatosi Tanno i638 onde avert 
immediate da 85oo montisti ottocen* 
tocinquantamila ducatoni. Aecordava 
in origine il frutto del 5 per 100 a 
ogni luogo traendo i suoi fondi da un 
grave aumento sulla tassa del sale. 

Mont de San Franzesch ... Monte 
Yitalizio fondatosi neir anno 1648 re- 
gnando Filippo IV di Spagoa» che 
gli assegno in proprio le gabelle de- 
gli olj e dei saponin onde ayere im- 
mediate dai montisti iciidi centomila 
in senrigio dello Stato — Nel 1713 
Carlo VI assegn6 alio stesso Monte 
nuoTi e maggiori fondi camer^i ; e 
d^'allora in poi Tistituzione si di- 
stinse in Monte nuovo e Monte vec- 
chio, Ambi accordayano il frutto del 5 
per 100 a ogni loro luogo di monte. 

Mont de San Luis e Filipp. . . • Monte 
Titaliuo fondatosi nell'anno 1 706 reg. 
Filippo V di Spagna cbe gli assegn6 
in proprio il prodotto d^un soldo per 
ogni libbra di sale venduto nello Stato. 

Mont de Santa Teresa. . . . Monle 
cosi detto dei creditor! di giustisia 
ibndato nel 1753. Cess6 col 1796. 

Mont Napoleon. . . . Fu istituito il 

17 luglio i8o5, e durd sotto questo 

Dome fino al 18149 epoca in cui mut6 

il nome in quello di Monte dello Stato. 

■i Cartella del mont. Luogo di monte. 

Donna cbe va a Hi i pegn al Mont... 
La Pegnariola dei Veneziani. 

Iropiegaa al mont. Montista (cosI nei 
diz. italiani ma forse erroneamente ). 

Logatari del mont. Montista? Cbi pos- 
siede luogbi di monte in nome proprio. 

Mont senza pietaa cliiamb per isc/ier' 
zo il Mont de pietaa ttno de'*piu arguti 
nostri almanaccfiisti vemacoU neila 
Scttimanna grassa per el 1797. A que- 



35 ) MON 

sto scherzo risponderebbe quelFaltro 
del Fag. iMOghi pii non hanno pietd, 
M6nla. T. arcbit. Elevazione. Avegb poca 
monta on tecc. . . . Esser poco elevato 
un tctto, e perci6 aver poco piovente, 
M6nta. Monta. 

A mezza monta. A mezzo scatto. Sul 
mezzo punto. A mezzo tempo{*iosc.). 

A mezza monta. fig* Cotticcio dal vino. 

A tutta monta. Sullo scatto, Std tutto 
punto. Dicesi del cane deir acciarino 
deir armi da fuoco quando k montato 
si che ^ pronto a scattare. 

Tra de mouta. ... I fabbricalori 
del cacio lodigiano dieono cosi allor- 
-. eh^ neir invernala non si ottenendo 
dalle due munte di pratica la quan- 
tita di latte necessaria per layorare 
il cacio in grosse forme, ne protrag- 
gono d^alcun giorno la fabbricazione 
onde avere dopo maggior numero di 
munte la quantity del lalte occorrente. 
Monta. Montare. Salire. 

Fli mout& la rizza. F. in R)zza. 

La gbe monta. Monta in hizza. ^im^ 
barca. Si leva in barca, Gli monta la 
stizxa , la collera , la bizzarria. 

La gbe monta per nagottn. Fiene su 
troppo presto(A.mh, Cof. s. ul.). La gli 
monta per un nonnulla{Berni OrL inn.). 

Monta-dent. Montare in carrozza. 

Mont^-sii. Montare o Salire a ca- 
vallo ; ed ancbe Montare in carrozza. 

Mont^. T. milil L^andare i 

soldati a far la guardia in qualcbe 
luogo. Dal fr. Monter la garde. 
Montk T. delle Arti. Montare. Mettere 
insieme le diverse parti d^un lavoro. 
Gli stampatori, per es., dicono Monta 
el tore, Montii el timpen, Monik la 
firascbetta, Mont^ i mazz, ecc. 

Mont^ el s^ciopp. Levare il cane 
(Eosini Sig. di Monza). Armare il cane? 

Monta el telar. Armare il telajo. 

Monl^ i al. r, in ila(de praa). 

Mont^ i c9LUon. Incap€dcare le artig.^ 

Monta ona c^. . . . Arredare una casaf 
foroirla di tutti i mobili necessarj. 

Monti on vestii, on capell,ona scuf- 
fia, i manegb. . • . Mettere insieme 
le diverse parti d^un abito, d'un cap- 
pello , d^ una cuffia , ecc. 

Steccb o Stacchelt de montii. F. in 
Stacchetta. 



MON ( 1 

Monta ptr Iinporta. y. 

Mout^. Ammontare* Co;'nre(degli stallo- 

111 ). ra/care(degii uccelli )• 
Mont^. Entrare in arcione* Salir in ar- 
done, Moniar a cavallo. Montare in 
sella; e anchc assol. Montare. 
Monik.M8ol,Montare? Entrare in carrozza. 
Cordon per monU. ... Quel Pas- 
samano'o Cordone che si applica quasi 
dappiede DelPinterno dello sportello 
delle carrozze per dare alle persone 
deboli , vecchie, infermicce un punto 
di pid cui appoggiarsi nel montare 
in legno* 
Monta. T. mil. passato ancbe at non mi- 
litari. Arredare, Vestire^ armare* equi- 
Montaa. Armato. (paggiare. 

Montaa. Equipaggiato. 
Montaa. Arredato. 

Qk montada. Casa hen monlata, 
Monlaa. Ad, di S'ci6pp. P\ 
Monlada. Montata, Salita^ Eria, 

Montada o Salida d'on pont. Pedata. 
Montadura. Montatura, 

Montadui'a de la spada. Elsa. 
Montadura di pee. Calzari. 
Montagna. Afonlagna, In essa si consid.* 
Pe. Falde. Badici. Pendici » Riva o 
Montada o Rivanna o Costa. Erta, 
Montata n Scimma. Fetta* Sommiid, Col-' 
mo rsz , , , Jcquapendio » • . . Cresta. 
A la montagna. A monte, 
Anda de Ik de liitt'* i montagn. 6g. 
Tramodaf0, Uscir dei termini, 

Borla->gi6 de la montagna. 6g. Es- 
sere uno scagnozzo monianino{Vui, 
Poet I, IX, 5). 

Butter de mootagna. r, in Butter. 
Canalin de montagna. Aosignuolo 
d* Arcadia, Canerin di maggio, y. Asen. 
Canta come oh canalin de monta- 
gna. y. in Cantli. 

Cascia U montagna Per la 

piu parte del contado milanete si- 
gnifica SoJUar tramoniano. 

Ciappa la montagna. Pigliar la mon-^ 
tagna o il monte. Avviarsi al monte. 
De la di montagn. O/tremonii. 
De montagna. Montagnblo, Monta^ 
gnino, Montano, Monianino. Monta^ 
naro. Montuoso, Montanesco. Monta- 
gnoso. MonUmello, Giogoso, 

Grazios come on sparg de monta- 
gna. y, in Sparg. 



36 ) MON 

J montagn stan a s6 loragh, ma i 
omen s* incontreo. y. in 6mm. 

Montagna russa o de Mosca. . . . Dal 
1 817 al i8a4 nell^osteria del monte 
Tabor da lato alia Porta Romana della 
nostra citti queila po** di erta che vi fa 
il bastione fu tramutata in una monta- 
gnuola a viottoli artefatti sulla quale 
per forza di ruoteggi mossi da ca- 
valli lino saliva in certe maschere di 
slittu(che il popolo chiam6 bentosto 
Guss — > Andemm a la moniagna russa 
per andd su e gib in gussa) per poi 
risoenderne a precipizio ncUa slitta 
medesima* Puerile imitazione delle gi- 
gantesche necessity del nordf trasse 
da quelle il noroe. 

Quand i nivol van a la montagna 9 
ciappa la zappa e va in campagna. 
y. in Nivol. 

Vedegh de \k di montagn che anr- 
che dicesi Vede Terba a nass de nocc. 
Avere gli ocohi nella coiloUola. A^re 
gli occhi d'Argo. Essere accortissimo. 

Montagna che varj contad. dicono Fi^da 
o Fioldinna. Colmo. 

Fk-su la montagna. Far monte. 
On risott con sii la montagna. . • • 
Un piatto di risi col colmo. 

Monlagnascia. Montagnaccia. 

Montagn^e. Monlagnoh(ao$i, Lastri Op. 
V, 78), MonUmaro. 

Montagnera. Montanara. Montanina. 
A la montagnera. Alia montanina. 
Alia foggia de^ montanari. 

Montagnerdtta. Una tarclUatotta monta-- 
nara, 

Montagnetta. Moniagnetta. 

Muntagn^tU. ColUn^ta artiJicialeiTmrg. 
IstiL 11 , 34 1 ) ne^ giardinl 

MonUgnetta. fig. II Colmo. 

Gh^e-sii la montagnetta. E colmo. 

Montagnoeula o Montagnosilkra. Monta- 
gnuola. 

Montamoll cite altri dicono Tiramdll. T. 
d*Armajuoli. 77rBmo//e(*tosc.). 

Montan. y, MontanelL 

Montanar(Col6r ). Color verde montano. 
A la montanara. Alia montanina. 

Montauell o Montan. Peppola. Uccello 
cbe c la Fringilla monti/ringilloLia. 

MontanisUch. . '. . . Delle miniere. 

Mont^ss o Montass-8i]i. Rincavallarsi. Rim- 
pannucciarsi, Mettersi in amese. 



MOR ( I 

Jlontesell e Montis^l. Monticello, 

Montisellln. Monticellino. 

Nontiv. s. m. Feggasi in Vint. 

MonUSo. Muccftio. Monte, Monzicchio •— 
Dallo spagnuolo Bionion. 

A tnooton. JlT in^uppata, Scompi" 
gtiatamenle, 

A monton. j4 cataste{^eUi Serva padr, 

1 , 4 )• ^ fusone, A josa, A bizteffi, 

A carta, A hardlt* In gran quantiU. 

Cera a monton e fisura di mincion. 

V. in Cera. 

Falla el monton. fig. MetUre il pik 
manco innanzi(^\Tenz, Op, IV, i5). 
Te fallet el monton. fig. Piu su sta 
monna luna. Tu non t^apponi , tu non 
dai nel segno, tu non la d^giusta. 

Monton del rd. Sugaja, Concimaja 
(Gior. Georg. II, i^6). 

Spend on monton de danee. Spende- 
re un mucchio di quaUrini{*iosc.-T,G.). 
Tri a monton. Dlsordinare, Disper- 
dere. Sciogliere. Scompigliare, -7- Man- 
dare a monte, Lasciare imperfetio chec- 
chessia o Abbandonare checchessia. 

Monton per Montone o Ariete noi usiamo 
softanto in Salt del monton. ^. in Silt. 

Monloui. Ammucchiare, Abbicare. 

Moutonaa. Ammuccldato, 

Montonsceil. MucchieUo, Mucchierello, 
Monticello - Montoncella neMiz. it. sta 
soltanto per picciol montone o ariete. 

Muntrucch e Montruccon e Montrucc6tt. 
Scagnozzo montanino(PBn. Poet. I , ix , 
5). r. Tarliicch e Tarlucc6n. 

Huntnra. Divisa; ant. Assisa; con voce 
modema (a cui non hanno ancora fatto 
baon viso gli scrittori dal Guadagn. 
Bim, I, i5 e dal Zanob. Diz. in fuori). 
Montura, 

In mezza montura. . . . Dicesi di obi 
indossa o i soli calxoni o il solo giub* 
betto coerente air intiera diyisa. 

Hontiu*a. Montatura, AllesUmefUo. 1] mon- 
lare, il mettere insieme le parti d** un 
lavoro. 

Coo de montura. r, in C60. 

MoDtdra. T. degli Occbial. Lo stesso che 
Incassadura. f^. 

Monument. Monumento. 

Mdra. Giuoco delle coma (Pulci Morgante 
XXVII, a5). Mbra, Giuoco noto. 

Giug4 a la mora. Giocare o Fare 
alia mbra. Si fa in due alzando le 
roL in. 



37 ) MOR 

dita d'^una delle mani, chiamando il 
numero e cercando d^apporsi cbe nu- 
roei*o sieno per alzare (ra tutti e due 
— Ona Morada fra noi vale Una quan- 
tita di partite al giuoco della mora — 
Questo giuoco si specifica poi in 

Giuga a la mora cantada. . . • Prolun- 
gare con una certa cantilena il nome dei 
numeri cbe si pronunziano ad aha voce. 

Giuga a la mora scritta tt 

quando in luogo di dirsi dai giocatori 
ad alta voce i numeri cbe tirerebbero 
colle dita, si scrivono sopra una car- 
ta , e scritti cbe sieno, se ne fa il com- 
puto per vedere cbi esce viucilore. 

Giuga a la mora el fiaa. . . . Gio- 
care alia mora scnza cbe vi corrano 
quattrini o simili. 

Giuga al fricco Vale quando 

si giuoca in piu Ih giro alia mora, e 
Pullimo cJie nOn fa punti rcsta perden- 
te. Friccd e termine di queslo giuoco* 

Mora. Mbra, Donna mora. 

M^ra o Morettinna bella gridano i gio- 
catori di mora quando vincono il punto 
o la partita. 

Mora. Dormiglione. Insetto cbe infesta 
singolarmente i meli. j^ la PhaUna 
pjrralis pomanah, 

Pomm roeus cool dent la mora, 
met. . . . Dicesi dei tisici cbe talora 
si riconoscono per tali dall^aver un 
rossoretlo, un punto di rosso nel som- 
mo delle guance come si vede un 
punto di guasto nelle mele infette da- 
gPinselti. 

M6ra. T. forense. Mbra, Andli in mora* 
Paga la mora, Vtss in mora. Cadere in 
mora^ Pagar la mora^ Essere in mora. 

Mora dicono alcttni dell* Alto Mil. per 
Fonsg de la lumm (f^,) , traendo la 
similitudine dal frutto del rovo. 

Mdra ^ e al pi. I mori o I mdr o Le More* 
Mora. Mora prugnola. Mora di siepe, 
Il frutto del rovo (rubus /ruticosusL.). 

Mora. Ad. J'Erba. F. 

Mora, Morin,ecc. F. M0I&, Molui,ecc. 

Morida Una giocata di mora. 

Moraja. T. de' Fabbrifer. . . . Peizo di 
lamiera arcuata col quale s'abbrao- 
ciano quei lavori di ferro cbe s* banno 
a fermare tra le boccbe della morsa, 
ailiocbc non siano dalle boccbe ste9se 
danneggiali. 

18 



MOR (1 

Morija. T. de^Manis. Morsa, Strumenlo 
con cut si piglia il labbro di aopra 
al cavalloy e si slringe perch^ stia 
fermo. Anche i Pr. haono hforaiUes e i 
Provenzali Mourrailho in pari senso. 

Mor^. s. f. Morale, 

GU tatu U moral del tamp d*«dtit 
h*i trora •! drisa d« da la graaia al ftort. 
(Maggi RtM. II, 370). 

MorM. fig. ConcIUusione. Fondo, Sustan- 
xa, Senso arcano. 

Vegiii a la moral. Venire alV ergo 
o a, mez%a lama. In genere sta per 
Conchiudere^ in aflfari d'^amore per 
Venire air alto grande; in cose pe- 
cuniarie per Isnocciolare i quattrini. 
Venire alio sn6cciolo — 11 nostro modo 
ha radice nclla Morale delle favole. 

Moral, ad. Morale, Certezza moral... Ger- 
tezza dcdotta dalla snstanza slessa del- 

Moralista. Moralisia, (la cosa. 

Moralit&a. Moraliid, 

Moralizz^. Moraliitare, 

Moralment MoralmerUe, Moralment par- 
land. A^. in Parla. 

Morkndel per Moland o Molend. K. 

Mor^ndel. v. delPAlto Mil. Bg 

Furterello ■ di camangiari o grani o 
robe (non mai per6 di danari) che 
faccia in casa alcun figlio di famiglia. 

Morb^. Jmmorbare, Appua%are, Appestare* 

Morbaa. Ammorbalo, 

M6rbed. Morbido, V, Moresin. 

Morbcd come on buter o come ona 
gioucada o come onlacceraer. Morhido-^ 
ne. Morbidissimo. Morhido oltre misura, 

Morb^lt. ) Ammorbatello ( Ber. Catr, a ). 

Morbin. ) Morbisciato, Afattizzo, Tri- 
stanzuolo, Malazzato, Muffaticcio ^- 
Ne*diz. ital. Morbetlo leggesi soltanlo 
in sig. di Picciol morbo o di Tristarello. 

M6rbo. fig. Carogna, 

Che morbo 1 Qual morbo gitta! cio^ 
che mal odore. 

Morbo de foss. Auel d'ammorbali 
(Diz. in Piaslrello), Morbetto{kridos. 
IV, 5 ). Coso da fogna o da Sardigna. 
Forse questa voce procede fin dal* 
Pantico Morbium o Commorbium dei 
nostri Statuti milanesi » due veci sing- 
gite alia diligenza del Dncange e si- 
gnificantff se non erro,la Morve deTr, 
o sia il Moccio nostrale, e quindi il 
Moccio conUigioso Cimurro maligno 



38 ) MOR 

de*cavalli che li rende bestie da fosso 
comunque si voglia interpretarla. 
Morb6n. Carognaccia, 
Morcia. Mbrchia. Mbrcia» La feccia del- 
Polio. Al peg. AforcAiaccia(*tosc.) — 
Pien de morcia. Morchioso, 
M6rcia e M6rcia-via. Passa la, Passa 
VM(*to8C. - Tom. Giunle). Via, Gridasi 
per lo piu a* cam. V, anche in Marciii. 
M6rd. Mordere. — K. anche Mordign^. 
Can cbe boja no, roord. K. in Can. 
I can gross se morden minga tra 
de lor. V, in Can. 

£1 porscell el mord come. // porco 
assanna o azzanna fieramente, 

I mosch e i sanguett morden. Le mo- 
sche e le mignatie pinz€ino(*lo$c^T.G,), 
Bford come on can rabiaa. Mordere 
JUramente^arrahbiatamente, Azuumai^, 
Mordes i ong. fig. Mordersi le dita 
o le mani di cliecchessia. Pentirsene. 
Murdcs la lengua. fig. Morseccldarsi 
la lingua, 
Toru4 a mord. Rim^rdere, 
Mordant, s. m. Mordente. Indol-aa a mor- 
dent. Doraio a mordenU(JPu^* Bim, IV, 

332). 

Mordent, s. m. Motdente (Dii. mus.). 

Mordent. Ad. di Vil. K. 

Mordign4. Morsicare. Morseccldare — 
Mordicchiare. Morducchiare(*iosc. — 
Tom. Giunte). — Alia grossa noi usia- 
mo cosi Mord come Mordignd nel si- 
gnificHlo generico di Mordere; ma chi 
parla con precisione dice anche fra 
noi Monl per mordere* e Mordignd per 
morsecchiare. I can morden, i cagno- 
ritt mordignen. // cane morde, i car- 
gnolini morsecchiano. 

Mordignaa. Morsecchialo, Morsa. 

Mordiguiida. Morso. Movsicaiura. Mor- 
sura. Morsecchiatura. 

Mordignadinna. . . Una lieva morsecchia- 

Mordign6n. Morditore. ( tura. 

Mordignon. T. de* Fabb Aruese 

di ferro di cui servonsi i fabbriferrai 
per torcere i loro lavori e anche ad 
allri usi. Nella lav. 54 • fig- ^y{Serru>^ 
Her) deir Enciclopedia questo arnese 
t delto Griff e e ^'ourne-d-gauche. 

Mordore.add. • . . Color bruno mislo di 
rosso. Voce pretty franc. MordorS. Al 
Vcrri in vece piar.que scrivere nel suo 
Taccuino delle Chiccherc Jmoitr dor^. 



MOR 

Mordiula. Mono. Moniimemto. 

llolree(Toce di alcune parti dell* A. Mil.). 

* Cai^aiore. Cbi layora nelle cave d*a- 
irnaria (mo/er, morer). 

Mor^. add. Livido. 

DeTenUuBorell. InUvidire* Illwidire. 

Mor^. add. Morello — yioUUo — Pao- 
nazzo. 

Mor^ll. add. Morello pari, di cay alii. K. in 
Hantelly e agg, <» Morello setiza segno 
Mon UJidar col pegno; e cio perchi 
il cayallo di tal mantello suol essere 
Tiiioso e calcitrante. 

MorelL Jd, di Flgh. K. 

Mor^ll. a. m. Liuido, Lividura, Pesca 
(Lippi Malm, VI, 84). Monachino. 
Masdieritio, Livort* Lividore. Lividez- 
%a. Livido che resU aella faccia per 
qoalche percossa. 

Morell de ferr Coal chiamasi il 

ferro nel suo primo oasidarsi. 

Morella per Pelos^lla. r. 

Morula. Jd, d* Erba , di Vesslga , ecc. V. 

Morelldn. Jd. di Figh e P^rsegh. F. 

]forell6nna delta anche altrimenii Negr^ 
ra o Soarloeuggia. Giacea. Schiarda, Sp. 
d^erba anrenae ch*^ la Salvia SclareaL, 

Morena. Spalleita, Sponda. Parapeilo. 
Quel davantale di pietra viva o di 
coito che fa riparo ai possi. La \oce 
Morena k usata dai nosU'i ingegneri ; 
il popolo non la conosce, e le sosti- 
tuisce La Sponda o La Preja del potz* 
AlcuDi la credono corruzione di Mo» 
/era(arenana); a roc sembra o pro- 
luogasione deila voce basso-latina Afo- 
ra per pila o pilaslro di cottOy o un 
accorciamento del pur basso-latino 
Morenare cbe yaleva coUegare palii- 
aate con traverse, il che in origine 
si sari fatto a* poazi prima che se ne 
ringentilissero le sponde con lavori 
di cotto o di pietra. Al che indur- 
rebbe anche il pensare che la Mo- 
lera si conosce fra noi da men tempo 
che non la Morena, 

Mor^d. y. in Mori — T. music Mo- 
rendo* Decrescendo iino a spirare. 

Morera per Mol^ra. F. 

Moresin. Morbido. Molle, Morvido. Ma- 
noso, Questo ultimo dicesi singolar- 
menle parlando di panni* 

Cont i moresinn. fig. Colle buone. 
ColU dolci. Colle belle. 



( 139 ) MOR 

Moresin com^. Morhidone. 
Moresin come ona sprella. K DerAsc. 
Moresin o Soli come on yelii. Po- 

stoso come un velluto piano{jP^g» Amor 

non op, a caso 11, a4)* 
Puttust moresin. Mollicello. 
Mor^tt. Saltinpalo, Uccello detto Sylvia 

o Motacilla rubicola dagli ornitologi. 
Mor^tt <2icaiio alcuni anche per MachMt.^. 
Morett. Anitra folaghetta. MoreUa. Sp. 

d"* anatra che h t'JnasJ'uligula c/istata 

degli ornitologi. 
Mor^lt. iforo( Alleg. 340). Paggio rooro. 
Mordtt e Morettin. Brunette. 
Morettinna. Brunetta. 
Morettinna. K. in M6ra. 
Morettinna dicono alcuni per Pissera 

mattella. K. 
Mor^to. Moridno. Picciol more , picciol 

negro. 
Moretton. Fischion col ciuffo, Qermano 

turco, Vdnas rufina di Latham o Vdnas 

fistularis cristata d^altri. 
Morett6n Altra sp. d* anatra ^ il 

mascbio ^ di color mischio di nero e 

bianco, la femmina di colore grigiastro. 
Morettott. ^ro/i20</o(Zaaob. Diz,) Abbron- 

zatello. Brunotlo. Brunozzo, Brunazzo, 

MorelloUo. 
Morettotta. Brunotta. Brunazza. 
Morfjnna. s. f. Afof;^!mi(voce dell^ufo). 

Estratto d'oppio- 
Morgoao. Miao. Verso che fa il gatto 

quando miagola. 
Morgnaria. f^ Morgninna. 

Morgniga. | ^ Morgnilu... 

Morgnighetta. ) 

Morgain. Quietino. Jpocritino.Mammamia, 

Morgnin. Monello, V. Monoeili. 

Morgttinn. s. f. pL Muine, Mozzinerie. 
Monellene, 

Morgnhma che anche dicesi Morgniga e 
fAoTgnifs^ieiXaL.Quietina.Ipocritina. Moz- 
zina. Cheiona. Mammamiaf ed anche 
semplicemente Furbetta. Furbacchiotia* 

Morgninna che anche dicesi Morgnaria* 
Monelleria. Per lo pi4 s'*intende di 
quegli attucci graxiosi che fanno i ra- 
gaizi per cattare banevolenza. ed ot« 
tenere qudlo che bramano. 

Morgn6n. Comacchia di campanile* Sor» 
bone. Clietone. Gattone. Lumacone. 
Nibbiaccio. Somione. Sorgnone. Sur 
somione. Un di quel coUconi ch€ 9um 



MOR ( 140 

eauano mai il mento del capptrone 
(Fireni.). Fagnone, Soppiattone, Sop' 
pieUtonaccio — V* anche Acqua-in6rta. 
Di morgnon besogna guardassea 
ben. DaW acqua dieta mi guardi Id" 
dioy chh dalla correrUe mi guarderb to. 
Morgnonna. Chetdna, 
M6ri. y, M6ra sig, 7.* 
Mori che ancfie dices i Feni i soeu di, e 
scherz. Sball& , Txvk el refF o Y anta o 
i colzett, Andk al cogaratt o al babbi; 
per intensione Creppii, S^cioppa; mi-' 
norat. Spir4 , Manca-vla. Morire, Par- 
tire da questo mondo, Finir di vii^ere. 
TYapassar di questa vita. Passar al- 
I* altra uita* Uscir di vita. Dare ^ul- 
timo addio. Bender P anima e pari, 
crist. Render P anima a Dio. Finire i 
suoi giomiC^^i Serv, al fomo I, 5). 
Andar a fare terra caco/i/ta(NeHi Vi^ 
lap. I, 1 5); contad. Andar via-^ bass. 
Far hocchino (SaW. Annot, Tancia 
p. 5559 co/. 1.*). Cascare ass. e Cascar 
morto; e scherz. Andare a sentir can' 
tar i gn7/i(*losc. — Tom. Giunte) — 
y. anche in Cagar&tt. 

A costo de mori viij fall o sim, Ne 
dovess* io morire 9 il vo^fare^ ecc, 

A la veggia ghe rincress a morl 
perch^ ne impara yunna tucc i di. 
F'. in Vcggia. 

A mori Combinazione cbe na- 

see nel giuoco cosi detto della corda 
(potde) sul bigliardo, e consiste iiel 
venir vie via perdendo i proprj punti 
e rimanere percio escluso dal giuoco. 

Anda o Vegni-via morend. Morire 
(Dante Purg. 7 ). Andare annuUandosi 
(Gher. Voc, in Annullare § V). Di- 
gradare lentissimamente. Dicesi di stra- 
de e lungure qualunque. 

Chi ben viv ben mceur. F. in Viv. 

Chi renonzia al fatt so prima de 
mori de nissun el merila de vess 
compatii. F. in Fatt. 

Chi viv sperand moeur cagand o 
cantand. Chi vhe a speranza muote 
a stento (Cr. in Stento), 

£1 moeur el pencidra o el sar Lu- 
gan el serpent. .... Cosi dicono 
i contadini delFA. M. per accennare 
che sono in sullo scorcio della ven- 
demmia ; ed e come dire finisce Vinva- 
jata ( el penciora &ia Puva colurala), 



) MOR 

finisce ruTa(uga, ugan, Tugan), il ser- 
pente(perch^ tuui ne colgono, tutti ne 
usurpano e ci6 pel doppio sense che 
ha la voce pid di prendere e mordere). 

El voeur mori. Ei vud morire, Dicesi 
parlando di chiunque abbia fatta cosa 
da lui non mai fatta per avanti, di 
chi fece uno straordinario(oitimraco(). 

t» vecc chi moeur. F* in Vecc. 

Fa mori a onza a onza. Far morir 
di lunga o di lenta o di penosa morte. 
LimareCiosc. — Tom. Giunle), 

In sentenza de mori. Lo stesso c/te 
A costo de mori. F, pUi addietro, 

Lass^ mori-^i6 ona cossa. Adder- 
mentare checchessia, 

V^ robba de morl. Gli ^ cosa da 
morire(*losc. — Tom. Giunte), 

Moeur de la mort di gaijnn. 2^u 
possa Jar la morte gazzulina! 

Mori adree a ona cossa. Struggersi 
o Morire di checehessia. Morirsi di 
voglia di checehessia, 

Mori adree a vun. Morir sopra uno 
(Zanon Hag, vana I, i , pag. 4^ )• 

Mori a s6 lecc. iig. Morire nel suo 
letto{VBn, Flag, Barb, I, 6g), Morire 
sul suo letto, Terminare alcuna cosa 
coll^esito suo naturale e pii^ conve- 
niente. <— F, anche in Ldcc. 

Mori ben. Morir di morte naturale, 
Morir di suo male, 

Mori come i mosch. F, in MiSsca. 

Mori cont el strati bianch. Afonrco//a 
corona o colla ghirlanda, Morir nubile. 

Mori de la famm. Morir di fame, 
Allampanare. Arrabbiar dalla fame. 

Mori de la paura , de la rabbia, ecc. 
F. in Paura, Rabbia, ecc, 

Mori de la voloataa de save, senti,ecc*. 
Consumarsi di sapere , sentire^ ecc, De- 
siderai*e ardentemente di sapere, ecc. 

Mori del cald. Stillarsi dal caldo, 

Mori del dolor. Morir di dolore o 
a dolore, 

Mori del fregg. Morir di freddo, 
Assiderare, Agghiadare. (risa. 

Mori del rid. Morire o Crepar dalle 

Mori del sogn. F, in S6gn. 

Mori de mort improvisa. Morir di su- 
bito. Ve mort de mort improyisa. Mori 
di snbito(Cfkro Stracc. I, i) qui scherz. 

Mori el ciar, la lumm. Morire o 
Spcgnersi o EsUnguersi il lume. 



MOR ( 

Mori-gi6. y, pih sotto Mori-li. 

Mori in di gucc. Morirsi d* inedia, 

Mori-li o Itfori-gio ona cossa. Am- 
wnonarsL Besiare sepolto o seppelUto 
checdiessia- Non se ne far o udire 
piu parola. Meltersi in tacert. Falla 
mori li. Abhujare? 

Mori lu de per I(k. Morir da si, 

Mori prima. Premorire. 

Moridi puttost la vacca d'on pover 
omm. y. in Vicca. 

Mori-Tia. Andar via, cont. 

No sav^ de che maa s*ha de mori. 
V* in Maa. 

Per ICi poss mori. Per ltd posso ba- 
care(*iosc. — Tom. Giunte). 

Quand f^k cavezxaa i oeuv in del 
cavagnoeu* se moeur. ffidofaito, gaz- 
zera morta, 

Quaod s''ha deinori, mori d^on maa, 
mori de Toller Vk tuttuona. Al fig. 
fam. In fine per lo gregge e poi lo 
' stesso esser preso dal lupo o dal cu- 
stode. Da un lato h il precipizio dal- 
taltro i lupi, 

Possa mori de mort improvisa se. . . 
0ie io possa morire da mille morU 
5e. . . . Vo* morire o Poss'* io morire 

se, , , . Ch* io arrabbii se Che i 

miei (^ sian pochi e rei se. . , . 

Save de che maa s* ha de mori. y, 
in Maa. 

Se sa dove se nass> e minga dove 
s^ha de mori. Ognun sa dov* e* nasce ^ 
ma nesstin sa dove ci debbe morire 
( Pulci Morg, XXV — Anche i Provenz. 
dicono Vhome sou bend^ounte^esnat 
mat noun pas ^ ounte mourira, 

Ye%s Tultem de la famiglia a mo- 
TJ. Morirsi ultimo fira^ suoi ; e fam. For- 
tar Varme alia sepoltura, 

Viv e mori o vero Vivere e morire 
in quella« F, in Viv* 
Mori. T. di Giuoco. y. Giaga a domia 

salta in Donna , A mori in mori. 
Mori. Morire dicesi anche delle piante. 
Iforia. Moria, Mortality. Voce viva in 
Brianza nel seguente modo : Viv come 
la moria^ yivacissimo. Vno spirilello. 
Moribund. Moribondo. Moriente, 
Moriggioeii. Topetto, Dimin. di Topo -:- 
Talora anche per Topo moscaruolo e 
Mostardino. 
Moriggioeu. fig. Omiicialtolo. y, OmeU. 



141 ) MOR 

Moriggioefila o Moriggioeura. NoUolino, 
Nottolina. Specie di serratura da uscio, 
armadj, ccc. y, Tavella. 

Moriggiorin. Tbpolino, 

Morinell. Mulinello, — Midinetto, 

Morin^ll. Frullino. Piccolo arnese di 
legno con cui si fruUa la ciocculata 
o simili. Il Moulinet o Moussoir de*Fr. 

Morinell. T. di Stamp. Bullo, Cosi chia- 
masi nel torchio da stampa quel ci- 
lindro su cui scorre il carro. 

Fa morinell. Fare il mulinello. Con 
moto acceleratissimo abbassare d^un 
colpo fraschetla e timpano in sulla 
forma da stampa. Si usa ne^lavori alia 
grossa e di tiratura lunga e urgente; 
per istampare alia presta i giornali i 
torcolleri esperti fan muline]lo(i7^yb/if 
le moulinet dicono i Francesi ). 

Morinell. FruUino, k quel cilindruolo ben 
liscio di osso o di metallo che, imper- 
nato oriziontale nelP orlo superiore 
intemo dello sportello delle carrozze, 
agevola il moto del passamano del 
cristallo per alzare o calare il cri- 
stallo stesso. Le sue parti sono 
Canetta. Fndlino il oorpo del frulHno sa 

Spinn. Fusoli? > <•«• p«roelti ch'escon del 

corpo ss* po«a so doe Pientou. Bitti ? 
Morindl. Filatojo. Quello dei funai. 
Monn^ll(c^ altri dicono Carrel 1, altri 

Fir^ll). Filatojo, Le sue parti sono 
P^. . . a Spallett. . . i= Roetida. Buota. 

» Traversell » MoUa. Molla 

;= Manescin «= P611ez » So- 

vatta « Ferr. Fuso sa Rodej. . . . 

Morinell o Molin. ^^5/76^/0, picciol naspo 

da filanda(Gior. agr. 11, aSg). 
Morinell. Falico, Arnese da filare e tor- 

cer la seta. P'', anclie Crds e Firdll. 
Morinell di argin. yerricello d*argani, 
Morinell di tendinn. T. de'Carroz. Serpe 

o Molla delle tendine. 
Morinella. . . . Sp. d^ appuntatura che 

si fa da capo delle guernizioni per 

renderle pi(i agiate e a sgunfietti. 
Fa la morinella. fig. Far altamore. 
Morion. I ^^^.^^^, Ei^^, 
Mori6tl. ) 
MorisnA. Mollificare, Mollire. Ammollire. 

Bammorbidare, 

Morisnass el temp. y. in Temp. 
Morisna e Morisiia-gio vun. G^.Ammor- 

bidire, Indocilire IndolcarcDisasprire, 



MOR ( 1 

Jddolciare, Appiacevolire, Indolcirsi 
uno — Jppaciare* Rappaciart. Im- 
bonire, Calmare. 

Moris oaa. Mollificato, JmmoUilo, 

Morisnada(Dagh ona)Mollificare alquanto* 

Morisnent. JSanoUiente. MoUificativo. Mol- 
Htivo. 

Moritt dicono alcuni per Canestrej. V* 

Mormor^. Mormorare, 

MormorazioQ. Mormorazione. 

Mornee. Mugnaio, Mulinaro. Monaro — - 
I lavoraoti mugnai si specificano in 
Cargd. Caricatore? 
Fattor. Procacclno? 
Masnd. Macinaiore? Lavoratore? 
Masnorell. Fante? 
Moud6. Mondaiore? Crivellino? 
Chi baratta el mornee baratta Ta- 
sen , ovvero A baratU el mornee se 
baratta Tasen. Cfd baratta imbraUa 
(Monos.574)* Tante tramute tante ca^ 
date, Dicesi a chi cambia volentieri 
servitd, padrone, bottegaio e sim.^ per 
avvisarlo rhe sottosopra e'sono tutti 
d^ una buccia , e cbe Peggio non i 
mat morto* Si usa specialmente par- 
lando di coloni, e allora in nove 
fra dieci casi il deltato k rangelo ; 
cbe tra il far a lasciapodere del li- 
ceoiiato , e il rimpiagnere mille bi- 
sogtii del ripreso, sempre il padrone 
ha la peggio. Anche ii chiar. Lapo 
de^Ricci dice che Tante mute son at- 
trettante cadute^ e il Tomas. nolle 
Giunte Quante mute tante cadute. 

Pagass de mornee. Pagarsi in suU 
V aja, Pagarsi prontamente e da s^, 
cosi come fa il mugnajo che dal grano 
datogli a macioare detrae di subito una 
parte a pagamento della macinatura. 

El mornee de la bella farinna , cont 
i oeucc el le guar da e cont i man el 
le rampinna. ... I couladini sogliono 
incolpare i mugnai di rapacita^ ecco 
Toriginc del motteggio. 

Pari on mornee. Parer nei>icato{c\ok 
asperso di neve - •tosc.Tom. G,), Essere 
tulto imhiancato o macchiato di bianco. 

Mornee e Mornerin. fig Nome che 

i Brianzuoli assegnano al baco della 
Gina detto allrimente Cavaler bianch 
perch^ piu bianco dei comuni. 

Mornera. Miignaia, Mulinara. 

Mornera. Jd. d'Uga e tTferba. r. 



42 ) MOR 

Mornerin. Mugnaino — Per l^nie 

sigr a.' ^. 
Mornerinna. MugnainaC' io9C.)* 
Morniroeik. Mugnaino* 
Morniroeu. Cinciareila? Uccello che ^ il 

Partis cwruleus? degU ornitologi. 
M6ro. Moro. 
Moro. Uonato, Ghe%%o. 

Tabacch del Moro. K in Tab^cch. 
Testa de moi*o(colore). Bronzino, 
Zig4r del Moro* f^ in Zigar. 
M6ro e piCt com. al pL I M6ri. Le More 

prugnole. Il frutto del rogo(i?fi^iayrii- 

ticosusL- ). 
Morocoflf. y, in Mantell. 
Mor6gna che anclie dicesi Marogna. Bon' 

chj de* fabbri (Tskrg. Viag. V, 369). 

Bosticci, Scorie del ferro. Materia che 

si separa dal ferro e dal carbone nel 

dare un caldo ai ferri che si vogliono 

layorare. 
Horogn6n« v. a. Daz. Merc. ... Quadro di 

macignoo pietra da macined^unbraccio. 
Moroid. Morici. Morbidi. Emorrbidi* 
Mordn. Gelso, Moro gelso.Mbro. Si specif, 
generalmente in 

Moron d« fosuja doppU o ▼•rdouta. jlfom 

di foglia aranclna. 
Moron de fccnja sonipU borlccart. Morm 

di fogfia morajola. 

particolarraente in 
Moro himnco di fogli* arancina. 
Moro tianea di foglia mormjolm. 
Moro nero di fogUa arwuinm, 
Moro nero di fogUn mormjoU. 
Moro di Spmgna o di Grmmmo. 

Vedi tom. XVI, p. 111 Gior. Georg* 
e il Micheli n^f^iafr. Targ. IV, a3a. 

Moron bianch. Moro gelso bianco. 
Moro di mora biancaiTttrg, yiag. III, 
402 ). Gelso di mora dolce (Lastri Op, 
V , 1 4s ). Moro di frutto bianco* Il 
Ak>rus alba sativa mas Tourn. 

Moron borloeuro. Moro di figUa el- 
lerina o morajola, 11 Moras alba saUva 
foemina Tourn. 

Moron calabres o idiot, galarres. 
Moix} di frutto pan^onaizo* Il Morus 
rubra h. 

Moron d'^asta che anclie si dice semr 
plicemente Asia o Aston. K Astdn. 

Moron de foeuja sempia. Moro di 
foglia ellerina. t senza more. Quelli 
che noi diciamo Padovan e Piaseniin 
sempi sono taU. 



MOR ( I 

Moron de foeuja smaggiada. Moro 
gei$o di Jbglia arrugginita. 

Moron de refoss. Gelso propagginato. 

Moron de sees. . . . Gelso da siepe. 

Moron de viyee Gelsino di 

nestajuola. 

Moron di Felippinn. Moro cappuc- 
Cfo(G]or. Agr. VJIl , 5r e pass.)* Sp. 
di gelso detto Moras cucuUata da al- 
cuni. Moms muUicaulis da allri, che 
ha foglie grandissime d''un verde sbia- 
datoy corrugate e concave. 

Moron d''lndia o de la China. Mo* 
ro della Cfuna o papirifero. il Mortis 
papyrifera de^bot. 

Moron fiorii. Morojiorajo. Morofio* 
re. tt di due specie, il bianco e ii ncro* 

Moron giazzoeu. Lo stesso che Mo- 
ron piasentin. K piu solio. 

Moron insedii o dosmestegh o d^in- 
fed. Moro inneslato o ara;iciiio(Targ. 
IsUU lU, 39 1). 

Moron negher o negree. Moro di 
fruUo nero. Il moras nigra foemM, 

Moron padovan. Moro eilerino. 

Moron padovan doppi, Moro aran- 
cino. Ha foglia grande e consistente, 
da frulto grosso , e resiste bene alle 
intemperie delle stagioni. 

Moron piasentin. Moro ghiacciolo 
(•lose. — a Marradiy, 

Moron piasentin doppi. Moro dijb- 
gfiapremice arancina(Gior, Georg. XVI, 
3i3). Vieue in bell a cresceuza, e 
forte, perdura inolla, rende molta 
foglia salubre e sustanziusa, e solTre 
mcno le intemperie. Ha la foglia picco- 
la, yerde carica, poco rugosa , serrata, 
lucentc. Da molta materia serica,bel 
colore ai bozzoli e lucentezza alia seta. 

Bloron piasentin sempi. MorO di fo- 
glia ellerina(*Xo5c, ^- Giorn. Georg. 
XVI, 5i6 — Alb. cncic. in Ellerino), 
Ha la foglia simile afTatto airdlera, 
da poca materia serica e forse meno 
d'^ognl altro moro; e per6 priva di 
more c poco acquidosa; percio poca 
basta a educar molti bachi* 

Moron salvadegh. Moro salvatico 
(Targ. IstiLWl^ 391). II Moras alba 
foliis eleganter laciniaiis Tourn. 

Moron spagnoeu o de foeuja spa- 
gnoletta. Moro di Spagna o di Granata 
(Micheli ne* Fiag. del Targ. IV , 23a). 



43 ) MOR 

Moron spagnoeu salvadegh. Qtiso 
sahatico di foglia spagnaolaCTn aciJgr. 

Moron toscan. Moro romano bianco. 

Il Moras alba fructu aibo minori fo^ 

His integrisM. 

Moron verdezza. Moro di foglia 

arancina. 

El muron Tha de sent! i canev^r 

di radis. .... Nel piantare i geisi 

non se ne devono aiToudarc troppo 

le radicule. 
Foeuja de moron salvadegh mas^c (in- 

frut.). Foglia nioresca{¥ahl}T.j1gr. ia8). 
Moron per Mocc<5j. ^. 
Morona (on fondo) Porre gelsi il . 

bisoguo in un podere. 
Moronaa. Gel$aio(0. Georg.) Che ha gelsi. 
Moronada. Piantagione o Fiiarata di geisi. 
Morouera. Fivajo o Nestajuola di gelsi; 

Tors'* anche non male Gelseio. 
Moronhi. j Gelsino. Gelsetto {InacX 
Moronscell. ) Agr, 89 e pass.). Gelso 

novellino. 
Moros che anche diciamo Bello, Gi- 

macch, Giugeo, Gibigian, e &im. Palito 

(•fior. - Zan. Rag. civ. 11 , 5). Amanie. 

Ganio. Jmadore. — Nel cent ado lo- 

scano dicono anche Moroso, 
£l s6 moros. // suo colui. 
Moros. add. T. forense. Mofvso. 
Mor6sa che anche dicesi Bella, Gnucca, 

La stia Dulcinda, La sua dolce curu. 

Amorosa. Amanie. Ganza. Amanza: In^ 

namorata. 

And^ a morosa. Andare a vedere 

V innamorata. 

La sgajosa o sghejosa la p6 pu de 

la morosa Proverbio a cui cor- 

risponde quel detto del Lippi {Malfn.) 
Cite d'amore la fame e piu poUnte^ 

versione del latino Fames amorem 

superaL 
Moros^. Amoreggiare. Star sugli amori* 
Morosament. Amore. Amonuso. 
Mores^tt. Smanuere.Moat dato agli afaori* 
Morosatia. Accatlamori. Donna dedita 

agli amorl. 
Morosalta. Amoreggiare, Gansare, Fare 

aU^ amore* 
Morusio. Jnnamoratino? InnamonUello? 

Ganzetto, 
Morosinna. AmoroseUa{l?oes. rust. 3ii). 
Morosott. leggiadro. Amanie, AnuUore. 



MOR ( I 

M6r9. Morso. Freno. Le sue parti suno 

Ast. AstC* OgBana di tnm ^Wideti in De- 
tora. Stat^ketf»(T)u. art. coo ▼<><:• ch« parmi 
c<{uiroca ae non aneha Mvata) • in Bi. Guar- 
dia sas Nel Dmohi atattone gli GLooe o i Fa- 
netter quadar o tond. Occki t a pracis. (Eucc 
dal portaniors. Occhio del portmmono ^ (Bucc 
da Tatta. Occhio deWette del hmrkattole =s . . . 
Corpo ^ . . . . Archetto sk • . . . Battone^ s= 

Nal Ba GtmrdU asiitono Eatremita^^ar* 

gouilfe) s=z Zanforgnitt o Clanad. Campanelle 
9oltmredini =3 Bolzon. VoUoj) s=: Slanghet- 

ta. . . . s Imboccadura. Imhoccatura o 
Cannone ^ Barbozzaa. Barbazzale := 
Essa. £^5e ^Z barbazzale ^ Rampin. 
Bampino == Zanforgaa de sguiuzaa. 
Campanellina dalla sguancia » Fon- 
s6. Fondelli = Bolg o Arma o Armett 
o Roselt. Borchie, 

Mors a canonzin o Mors dolz. Freno 
dolce. 

Mors ardent o fort. Freno aspro o 

Mors a stanghetta Morso le 

cui aste sono collegate da piede con 
una stangbetta piu o meno arcuata. 

Mors senza stangbetta* • • . Morso 
cbe non ha da piede alciin collega- 
mento. 

Mett el mors. Frenare. Infrenare, 

Mord el mors. Morseggiarc? (se non 
erro questa e la significazione posi- 
tiva dcUa voce , ancorcbe i diz. ital. 
la spiegbino in allro modo ). Mordere 
il freno, 

T(eu-via el mors. Disfrenare* Smor- 
sare? 
Morsa. Morsa, Strumento di ferro col 
quale i fabbri e simili stringono e 
tengono fermo il lavoro cbe banno 
fra mano. Le sue parti sono 

Ganass o Sguansg. Guance. Bocc/ie, 
Ganasce? Labbri? » Scoeuggia o Scoc- 
cia o Bovetta o Bussera. Dado, Gal- 
letio *=> Cavallett. €av4dleUo » Mener. 
Bastone » Mazza o Mas^c de la vit 
jinello «- MoUa. Molla — Ranell. Ba- 
perelle = Vit. f^ile « Caviggia dc 
ferr. Gsunba a . . . . Cosce «».... 

Ocelli ilelle cosce ...... Staffa » 

Vermen. Chiocciola delta 9ite. 

Mett in morsa. Immorsare(*^or, — 
Cell?) 



44 ) MOR 

M6r8a. Morsa, Strumento timile in parte 
a1 gia detto cbe usano i falegnami. 
Consta di 

Cavall. OwaUetto » Ganass. Guan^ 
ce » Scoeuggia. Dado. GalleUo » Vit 
Anello. 

M6rsa , e per to piii al plurale M6r8. 
Addeniellato, Morse, Bomj, Pietro o 
nuittoni i quali sporgono in fuori dai 
lati de* muri , lasciativi a bello studio 
a fine di poteryi collegar nuovo rauro. 

Morsee. Frenajo, Morsaro* 

Morsell. Morsello^ Bocconcello. Orliccio. 
Morsell de pan. Tozzo di pane. 

Morsell o Boccon o Bernardin.T.de*Mur... 
Pezzuol di mattone minore dell a meta 

. cbe s'adopera per empiere aflat to ogni 
picciol vano fra mattone e mattone. 
Ne** muri di ciottoli il Morsell h detto 
fra noi piu volentieri Scaja, 

Morsellada. T. de' Coofettieri e dei Far- 
macisli. ^for5e//ato(co8i in quasi tutti 
gli Antidotarj). 

Morsellada (Color) Colore imi« 

tante quello della morscllata. 

Morsellbi. Morselletto, Orlicciuzzo. 

Mors^tt. T. dcUe Arti. Morsetia. Morsel- 
to, Picciola morsa. 

Morsett a sgianfi^n. Morsetto dn 
smentare, E di ferro e da mano 9 ed 
ba le ganasce indinate ambedue da 
un medesimo lato. Coriispoude alia 
Tenaille a chanjrein de" Francesi. 

Morsett de bancb. Morsetto da ban" 
CO (la Mordaclie dei Fr.). 

Morsett de man. Morsetto da mano 
(VEtau A main dei Fr.). 

Morsetta o Smorselta. Ucciajuola, Stru- 
mento cbe si usa per dare prcsa ai 
denti delle segbc. 

Morsetta. T. d'Oref. Morsa? Sp. di ta- 
nagUa pbe ba le ganasce rattenute da 
una madrevite per cui mezzo die s*al- 
largano o ristringono a piacere. 

Morsou dicono i terrieri prossimi al iVo- 
varese per Mollilt de formenton. f^, 

Murt. La Morte personiOcata. 

Contra la Mort no gb' e remc)di. 
Non vt h rimedio contro la morte. 

La Mort la sta in sul tecc » e no la 
varda ne ai gioven ne ai vecc. La 
Morte h^ cieca. La morte, autica mieti- 
trlce delle umane vite, atterra iudi- 
sliutamcnte c giovani e veccbi. 



MOR (I 

La Mori la riva qoand manch se 
ghe pensa. La morte e t acqua ctfit- 
gon presio{*l03c. -— Tom. Giunte), 

V h la Mort che le cascia. Ei vuol 
morire ? Suol dirsi di chi fa una cosa 
soltanto quand' i ridotto agli estremi. 

Pari la Mort del Gentilin. F. Gentilin. 

Pari la Mort imbriaga. Essere un 
arfasatto, JSssere una stranissimo nece; 
e dicesi anche di chi sia Ossacda 
senza polpe^ ma rossaccio nel visoy 
per similitudine a certe Morti cam- 
pagnuole dipinte a mattoa pesto. 

Pari la Mort in pee. Parere un mor" 
iicino o una moriicina(*XoBc, — Tom. 
Giunte), Essere o Parere una morte. 
Parere la moria, Essere stenuatissimo. 

Vess bon de mandli a toeil la Mort. 
Parere U presidente deUaJlemma(F9ig, 
Binu I f 1 36). Esser buono a mandarlo 
per la Morte. lion fare a tempo allafiera 
di Lanciano che dura un anno e tre di. 

Vess con la Mort a la gora. Aver 
la morte in bocca, 
Mort. s. f. La Morte* Nel giuoco deiroca 
^ quel posto, segnato colla figura della 
Morte e col niunero 58, dove chi ar- 
riva page e si rifa da capo al giuoco. 
Mdrt. s. f. Morte ; lat. Intdrito. H morire. 

A damm la mort , el soo minga* 
Possa io morire se ne so cosa alcana, 

A fil de mort. F. in Fil sig. a.* 

A la fin di fin Vk minga la mort d^on 
omm. Po* poi non sard morte d*uomini 
(Xelli Asir. 1 9 8 ). Non e qucsto gran 
danno; non e spesa da atterrire^ non 
e briga erculea. 

And^ a la mort. Andar alia morte. 
El pariva che Tandass a la mort. Ridu" 
cevasi al lavoro con una passione che 
pareva ch*andasse alia morte(y9iS. 901). 

Ayegh i sudor de la mort. Aver i 
sudori della morte. 

Chi se sposa in advent finna a la 

mort 8* en sent ProT. fratello 

ddl^ adagio latino Mense malas majo 
nubere. L^uomo fu in ogni luogo e 
sempre quel medesimo. 

Chi toeu miee con nient finna a la 
mort sen sent. . . . Proverbio che di- 
cesi per denotar la necessita di pren- 
dere in moglie una donna che non 
sia priva di dote. Ne' dli. it. leggesi 
il suo contrario Doif* entra la dote 

f^oL III. 



45 ) MOR 

quindi esce la libertdf per far inten- 
dere come le donne che apportono 
gran dote, sono il piii delle volte ar- 
roganti e insopportabili. r. in Mi^e. 

Chi ya pian va san 9 chi ya fort va 
a la mort. Chi ua pian va ratto. 

£1 peccaa el genera la mort. // pec- 
cato ingenera la morte, 

Fk fk la mort di agon. Far paUre 
la morte gazzulina{*Brei. — Redi Fo^ 
cab, aret. ) , cio^ morte penosissima. 

F^ la mort di agon. Far la morte 
delle tacchine{]^oem. aut. pis.), ciod 
morire abbrostito, arso, abbruciato. 

Fk ona robba ogni mort de vescov. 
Fare checchessia ogni ce/tCanni ( Redi 
Op. Ill, i85). Fare checchessia pel 
giubbilei. Farla di rarissimo. 

La mort se po' minga schi valla. Nk 
la morte nk V amor si pub JuggirCf 

La rocchetta Pe ona mort secret- 
ta. F, in Rocchetta. 

V oli e el pever bin la mort di er* 
bion. Volio e il pepe k la morte dei 
piseUHCv, Cesari in Morte % III). Per 
i galinazz el sped Te la soa mort. La 
morte della heccaccia k lo spiedoiZ^" 
nob. Diz. ) , cio^ la beccaccia vuol es- 
sere arrostita alio spiedo. 

M'iorament de la mort. F. in Mio- 
rament. 

Prima la mort, e poeu el giudizti. 
V. in Giudizzi. 

Resuscitd de mort a yitta. Biaiver 
da morte a vita{y«tg. At. Ac. Gm, I, 
5a8 ). In italiano si dice cosi delle per- 
sone cume delle cose e fin de' luoghi. 

Save de che mort s'ha de mori. 
fig. Saper di che nwrte s'/ia a morire 
( Ambra Bern. I , i )• 

Sentenza de mort. F. in Sentenza. 

Vess li con la mort in bocca. Es' 
sere con la morte in bocca(Berm Orl, 
inn. XXV, ^y). F. anche in Fdppa. 

\cis ona mort. Essere una morte ^ 
cioe cosa spiacevole, dolorosa, e an- 
che semplicemente nojosa. L^'e la mia 
mort. Egli euna morte per me. £ il mio 
' maggior cruccio, e'ini trarrk a morte. 

Yoregh i sudor de la mort. Folerci 
gli argani o del bello e del buono, 
M6rt. s. m. Morto. Defunto, 

. Anda a cuntall ai mort. Dire le sue 
ragioni ai birri. Dire al muro. 

»9 



MOR ( 

Basitt de mort. Lividi de^bacijaiti 
da morto (Borgh. Don. cost I, 7 )• f'. 
ancht in Basin. 

Chi no gh^^ mort leva-si^. Ilmorto 
k suUa hara. La cosa e incontrastabile. 

Del color di pover mort. Interria" 
to. y. in Col6r. 

Di poyer mort Aggiunto di 

cose misere, meschine nel loro ge- 
nere , per es. 

Ciar di pover mort o bon de la ciar ai 
pover inort. Luvu cht non fa lume. 

CoDTersasion di poter mort. Corweruaiont 
09t itmprt ti phngt U mor<o(Nelli 
AIL di Vti. I, II). 

FcBogh di |H>ver mort. Fuoco metJdmo, 

Paet di pover mort. P«tff« ipopoUto^ deitreo. 

El caretton di morl. . . . Carro dei 
morli — La bara fu dctla scherz. // 
cocchioaqHattr*uomini(Alhgr,^. i53). 

£1 farav rid i mort. y, in Rid. 

Esuss per i s6 pover moi*t. Dio ne 
to rimuneri, Dio ne lo compensi. Modo 
di ringratiare della carit^ fattaci. 

Fk ciar ai mort che anche dicesi 
Bolla dedree ai mort. Dor incenso ai 
morli o ai grilli. Far cosa che non 
serva a niente, geltar via il ten^o 
e Topera, ed ano/ie Beneficare chi non 
sa o non pu6 riconoscere il heneficio. 

Fa duu mort in d^ on carlee. F^, in 
Carlt^. 

Fa parl4 i mort Mlegiu* morii f cio^ 
citarae Tautorit^ — e fra noi dicesi 
anche del fare testament! suppositizj. 

Fior de mort. Fiorrancio, CaUndula. 

Oirani di mort. Magellanica(*iosc.), 
Specie d*erba cosl detta fra noi per- 
ch^ ^ tuttora in pieno fiore verso il 
novembre, a'^primi del qual mese 
ricorre la soleonit4 de*Morti« Essa i 
il Chrysanthemum indicwn de^botanici. 

L^ 4 on morl che caminna 

Dicesi nel vedere alcuno che fu od 
k in grave pericolo della vita, 

Levarav-sii anca i n^ort. JOsorge- 
rebbero(ciuesie vivaude) a/ sol vederle 
anco un morto di tre di riposto(*tosc, 
•» poem. aut. pis.). Levarav-sd anca 
on mort per mangi^ sta minestra. Que- 
sta minestra la mangerebbe con ap- 
petito un morto di Jame di tjuaitro 
giomUFitg, Mar, alia moda I« 3). 

Mett sul liber di mort. F* in Liber. 



146 ) MOR 

Bfort in pee. sost. fig. Mogio, Stu- 
pido. Inlronato. Boto. 

No vessegh pii mort leva-su. Essere 
cosa disperata^ ita^JriUa — Essere 
cosa inconcussa, 

Piang el mort. Star a piangere il 
morto, Ramroaricarsi inutilmente. 

Robb de Gunt4 ai pover mort o ai 
mort del Verzee. FroUole da dire a 
vegghia. Cose ridicole, non credibili. 

Robba che farav resuscita i mort. 

Roba da far vedere un morto e an- 

dare un cieco(fievm Rim,). Odor da 

far resuscitare un morloiy^g. Rim, II , 

i3o9 e. L). Vivanda o simile eccellente. 

Son^ de mort. Sonare a morto, 

Tra mort e ferii gh^ e niisun. F, in 
Ferii. 

Viv su la cassa di pover mort. 
Compare alle spalle del crocifisso, 
Campar a ufo, non ispender niente 
in checchessia. 
M6rt. s. m. pi. / Morti, Dopo i Mort 
vegnaroo. Ferrb il dl dopo i Morti, 
yerrb dopo il di dei Morti, 
M6rt. 8. m. ^g, II morto* Postema, Di- 
cesi per ischerzo di danaro che altri 
abbia nascosto in qualche luogo. 

Trov^ el mort. Trot^are il morto, 
M6rt. s. m. fig. Soffoggiata, 
M6rt. ad. Morto, 

Andk adree mort a ona robba. Andare 
perduto di o dietro a chi o che che sia, 

Dass per mort. Gittarsi fra i morti 
(Santa Caterina da Siena LeL i34, 
num. 5). 

Gia mort. Premorto. Predefunto. 

V e mej \ess ferii che mort. y, in 
Ferii. 

Mezz mort. F. Mezz-mort. 

Mort al mond. Solitario, Segregato 
dal mondo *- Morto civilmente^ 

Morl a so lecc Suol dirsi 

per ischerzo di poUami o simili che 
ti vengano dati in tavola , morli di 
malattia e non ammazzali a bella posta. 

Morl de famm (Vess on). Esser un 
tritonCf un miserabile, 

Morl de la famm, Mort del sogn, ecc, 
V, in Famm, Sogo^ ecc. 

Mort de ik de mort. Rimorto, Morto 
/wito(Redi). 

Mort mi, mort luce, o vero Morl mi, 
Te mort el ^k di ndee fiosu. Tuttiho 



MOR < I 

sU)ppaio dopo ck io son morto(Fag, 
Bime II 9 207 e. !.)• Morto io, arda il 
moiuio (Tac. Dav. Post* p. 637) detto 
tiberiano* Tiono io ^ vada U mondo 
in carbonata, Morto h ^ la terra mi 
sckisi col fwoeo* Chi vien dietro serri 
Vtucio* Diceai da cbi vuole scialacqua- 
re il sno ne^ proprii piaceri , tenendo 
nessun conto di chi deye succedergli 
— Notisi il inodo ellittico di quell^ to 
che esiste nel penultimo dei dettati 
iuliaDi. 
Spuzz^ de mort. y. in Spuzzii. 
Vor^ mort vuo. Foler uno in geiatina. 

Mdrt. ad. Morto, Spento, Ciar mort. Ihme 
langiddo o morticcio — Carbon mart. 
Carbon morto — Acqua mortau Jcqua 
tepidiccia, 

M6rt. Morto per trisle^ lugubre (Monti 
Prop, in » I , i5o con citasione di Dante 
e Petrarca). 

Bi6rt. Moriificato. Reso inaenaibile » cbe 
ha perduto il senso. 

Gamba morta. Gamba mortijicata. 
Man morta. y. in Mkn. 

Mort. Morto. In/nUtifero* Danee mort. 
Danaro morto. 

M6rt. Jd. di CapitU, Coldo Danee, F6nd, 
F6ss, Mur, P^ r. 

M6rt. Ad. di Fidmm. Fiwne morto, Letio 
vecchio. Morta dijiume. P6 mort. Po 
morto. 

Mort. partic. Morto. 

St^mm alegher ch' el diavol T k 
mort , gh** k dom4 i 66 fioeu. . . . Cos! 
dicono per ischerzo i buontemponi 
per eccitare altrui a godersela e a 
far bella vita. 

Mort. partic. Disaceeso, Spento. M^e 
mort el ciar. Mi s^i spento il lume, 

UdrUk,J{Ldi Acqua, iria^Cama, P^l, F6»- 
sa, L^gna, R6bba, Sentinella, ecc, K 

Mortad^Ua dicono alcuni per Saliumn de 
fidegh. y, in Sal^min. 

Mort^. Mortale, 

UoTtH. Ad. di Pecdia, SUt, ecc. V. 

Mortalinna de sciroeu. Ad, di Latluga. ^• 

MoTtalit^a. Mortalitd. Moria. 

Mortalm^nt usiamo in Mettes-gid mortal- 
ment che diciamo anche Mettes-gid 
mortal. Ammalare a morte. Infermarsi 
a morte, Amalaa mortalment. Ammala" 
to mortale. Injermo a morte. 

Mort^e . . . Anche de' mortai da bombe 



47 ) MOR 

o da granate e dei petrieri k da 
dirsi per noi Milanesi quello che dissi 
dei cannoni(K« Can6n). Chi volesse 
conoscere come se ne parlt da bocche 
italiane ricorra al Dizionario d^arti- 
glieria piemontese, giacch^ noi ci sia- 
mo rimasti soltanto coi seguenti: 

Mortee. MortaUtio. Mortaretto. Mastio. 
Cannonoello di ferraccio col focone 
da piede che si carica con polvere 
e zaffi inzeppativi a forza per bpa- 
rarlo in occasione di 8ol^nnit&» o per 
giuoco come aoglion fare i ragazzi. 

Ona salva de mortee. Una salva di 
mortaletti. 

Mortee. fig. Pentolone, Boto. Uomo lentOf 
pesante, tardo* 

Mortee Legno o ciocco mor- 

ticino o che arde difficilmente. 

Mortee. Mortajo. V. in Bron^. 

Orlo. OHo » Bocchell. Beccuccio « 
Cuu. Fondo. 

\e6s V\9iesB come pest^ T acqua 
in del mortee. V. in Acqua e agg. Es" 
ser come dare in un sacco rotto o come 
dare a un morto o in modo affine 
Far tela di ragno. Far opera di ran 
gito(Ario8to Orl./ur, XVIII, 43). Far 
coaa di poco conto, quasi Tana, di 
nessuna consistenza. 

VlorUe(negV in/rantoi da olio), V. Pila. 

Morteletta per Marteletta. V. 

Morterin. Aforto;etto(Cant. Cam. II, a6i). 

Morter6n. Mortajone, 

M6rli(A li) . . . • Sclaroo che si mette al 
giuoco di toccaferro(2ram) allorche si 
Tuol essere in sicuro. 

MortiBck. MorUficare? Svergognare? Far 
vergogna. Smaccare. 

Morlificaa. Mortijicato? Confuso? 

Mortificazidn. Mortificauone? Svergogna* 
mento? Scomo. Confusione? 

Mortlu Funeral di poco conto, 

o vero Fanciullin morto. 

M6rto diciamo anche noi nel solo modo 
seguente che io sappia: 

Dammelo morto. Dantmelo morto. 
AUaJine si canta la gloria; e nobil. 
La vita il fine e il di loda la sera. 
Jnnanti al dl delT ultima partita uom 
beato chiamar non si conifiene{VLonoa. 
pag. aao). 

Mort6n Funerale sfarzoso. 

Mortori. Mortorio, Mortoro* Esequie. 



MOS ( 148 

Mort6ri. Moriorio, Cimitero* L|i prima di 
queste voci italiane k usata dal Villa- 
ni nel senso preciso del nostro Mor- 
ton^ aDcorchd i diz. ital. le abbiano 
affibbiato il sig. di avello, contro Tau- 
toritd di queiruoico medesimo testo 
cbe nomina pel tut to il mortorio, e per 
le parti i manimenti cio^ gli avelli. 

Mortori. fig Cosl dtcesi d* una 

abitazione auggiata, buja, d^una con- 
yersazione poco ailegra, e simili. 
Mortortoei!i. . ... In campagna molti 
sogliono cbiamare cosl VOssuario che 
trovasi quasi sempre assat prossimo 
alia cbiesa parrocchiale , per distin- 
guerlo dal Af0rfdri(ciniitero ) solita- 
mente lontano i4o roetri dagli abitati. 
Blorz6n per Mollitt. V, 
Mos^ich. Mosdico. Musdico. 

Lavoraa a mosaicb. Lavorato a mu- 
saico. Con opera musaiea* Lo dieiamo 
anche del Musaico di legname 9 eio^ 
della tarsia. 
Mosaicista. Musaicista, 
M6sc. Micio, Gatto. 
M<5sca. Mosca, La Musca vulgarisL. 
Ai can marsc gbe va adree i moscb. 
fig. Ai cavalli magri sempre sassato 
(*tosc. — Tom. G.). Ji cavalli magri 
van le mosche, Le mosche si posano 
o danno addosso ai cavalli magri, I 
meno potenti sono i piik travagliati. 

Casci^-via o Fk-via i moscb* Jrro^ 
starsi dalle mosche(SaiCch, Nov. 196). 
Ciappa la mosca o la moscbetta. ^g, 
Venir la muffa al naso, V. in Moscbatta. 
Da a ment a tutt i moscb cbe Tola, 
fig. Pigliare i mosclierini per aria, 
Essere scbizzinoso, permaloso, gelo- 
50 ; guardarla pel pelo. 

El md can V ha ciappaa ona mosca. . . 
Dicesi a cbi si vanta di alcuna presa 
di poco momento» o a cbi Tebbe bian- 
ca e rimase deluso nelle sue speranze. 
Fa-gi6 i moscb. ger. FmslareScopare, 
Fa i pee ai moscb. Far gli occhi 
alle pulci. Far cose difficilissime e 
quasi impossibili. 

Fk Tcgni la mosca al nas. Far mon- 
iare la siizta. V. in B61gira. 

Gbe va-su i moscb. f^ imptmtano 
o Fi posano le mosche. 

1 moscb van adree ai carogn. ^. ad- 
dietro Ai can marsc » ecc. 



) MOS 

In bocca ciiisa no gb^ entra moscb. 
y. in fi6cca. 

La prim^ acqua d^agost la porla-yia 
on saccb de pui*es e on saccb de 
moscb. y. in kg6sU 

V ^ de gadan a yor^ ciappa i moscb 

col fabri^n Cosl disse il Maggi 

per dimostrare cbe a yoler ottcnere 
cbeccbessia conviene muoversi) non 
gia starsene consolato credendosi cbe 
tutto ci debba senza pid nuscire pro- 
speramente. La qual cosa con proverbj 
italiani direbbesi E'non si pub pi- 
gliar pesci senza immollarsi. Chi vuol 
il pesce bisogna che s^immolU. E^non 
si pub avere il mele senza le mosclie. 

Loengh pien de moscb. Luogo grc 
miio di mosche. 

Mori o Mori-gi6 come i moscb. Es^ 
ser grandissima morta o mortalitd. 
Moeuren come i moscb. Or ben piove 
nell' orto del prete scberz. 

(Kucc de mosca. r. in (Eucc. 

Ona mosca la gbe par on cavall. 
Ogni bruscolo gli pare una trave. D'* o- 
gni mosca fa un elefante. 

Pari ona mosca in del lace. Sem- 
hrar un corvo nella neve o una nun 
sea nel latte(*(ior.). Si dice per iscberzo 
a cbi , brunozzo di carnagione , vada 
incipnato o restito di bianco t o ac- 
compagnato con persone di camagion 
bianca. 

Pont mosca. F'. in Pont 

Bar come i moscb bianch. Haro 
come i corvi 2ruvic/u(Fag. Conu V, 297). 
Baro come le mosche bianche o come 
i can gialli{*Xosc. — Tom. Giunte). 
Raro come la fenice. Dicesi di cosa 
cbe sia afiatto insolita, rarissima. 

Resta cont i man pienn de moscb. 
fig. Bestar colle mani piene di vento. 

Sav6 quanti para fan tre moscb. 
Sapere quante paja fanno tre buoi 
(Adim. Son. hurch. 273 — Fag. For, rag. 
1,7). Super dire quante coppie son tre 
uova{\d. —Fag. Bim. II, 170, e. 1.). 

Sav^ nancb quanti para fan tre 
moscb. Non super quante coppie son 
tre uova o quante paja Jan tre buoi 
(Adim. Son. burch. 275). Non super 
quante dita s'ha nelle mani o quanti 
piedi s' entrino in uno stivale. Non 
super accoziare tre palle in un bacino. 



MOS (i 

Non conoscer f^i uomini dagli orciuolL 
Non saper o Non poter cavare un ra- 
gno d* un buco. Domandasi quanie 
paja Janno ire masche altri invece ve 
lo fanno rispondere con moUe paja 
di toim (Parini Op. IV, 88). 

Sentiss nanca ona mosca a YoU. . • 
Esser profondissimo sUenzio. 
Tutt i mosch gh^han el sd pij. K. Pij. 
Vess spess come i mosch. Esser piu 
che moscIie(GioT. agr. VII, i68). 

M<isca cavaliinna. Assillo, Mosca eanina 
o canfidlina. Mosca ragno. V Hippo^ 
hosca equinoL, 

Mosdia. Picchiettato. Macchiettato, 

Legn moscaa. f^. in L^gn « pag* 354 * 

Moscada. y. in N6s. {coL i.* 

Moscaden. Lo stesso che Stocch. y, — 
Dal fraocese Muscardin. 

Moscardin. Jd. di Cavaler. ^. 

Moscardiona die i contadini dicono an- 
che Mostarda , Mostardinella e Mo- 
stardiona. Cerambice moscato* Sp. d'in- 
setto che manda buon odore, e che 
perci6 alcuni sogliono mettere nelle ta- 
hacchiere per profuraarvi il tabacco. 
Aocbe i Fr. lo chiaroano Muscardine, 

Moscatell. Moscadello, Moscatello^Aggiun- 
to di frutla, come pere, pesche, ecc. 

Moscatella. Jd, di Cera e Fuccia. f. 

Hoscatellin. Ad. di Per. y. 

Moscato e Moscatt. y, in Uga e in Vin. 

Moscher. s. f. pi. T. de'^ell. e Carroz Par- 
ramosche? Scacciamosche? Fila di stri- 
ace di cuojo appiccate alia testiera ed 
alia groppiera in alcune specie di fioi- 
menii per parar le mosche ai cavalli. 

Bfoscheri. Moscajo, 

Moschett. MoscheUo{C^TO Let ined. Ill, 
94 - Utt. famig. II, i68). Camerella - 
Si dice Zemariere o Zanzariere quel 
cortinaggio che serve a difender dalle 
zanzare, e Ic cui cortine scendono a 
perpendicolo del letto ma non toccano 
terra — Camerella ^ quel chiuso di 
drappi o simili che si fa intomo al 
letto, cioi il Tero moschett comune 
fra not — Letto parato o a sopraccielo 
h qiiello che ha sovrapposto un drap- 
po a mo''di cielo o cupola, che gli 
scende da'^lati, roa non lo cela. Ha 
molta somiglianta col Lett a baldttcchin 
de'noslri maggiori e col Lett a mO' 
scheU de parada dci Milanesi odierni. 



49 ) MOS 

Lett a moschett. Letic a Camerella 
o da campo o a crnnpo* 

Mosch^tta(Salt^ la), ^g. Saltar la mosca 
o la mostarda al naso. Pigliardel mo- 
scherino. Montare o Mire o Venire il 
moscherino — per nagotta. PigUar i 
moscherini per aria. Pigliar i piA leg- 
gier! e minuti puntigli. 

Hoseh^tta per 6eschizi6s. y. 

Mosch^ta. Pizio del roento alia spagn. 

Moschett^. Picchiettato. Di piuk colori. 

Moschin. MoscJuno. Mosc/tetta. Moscino, 
Moscerino. Moscherino. Dim. di Mosca. 

Moschin del vin. Moscione. Moscino. II 
Culex vinarius degP insettologi. 

Mo8chinna( vaso ) per Muschinna. F. 

Moschinoeii. MoschetUna. 

Moschiroeiila. Moscajnola. GuardatHvan- 
de. Moscajola. Amese notissiroo im- 
pannato di tela greggia, che serve 
per guardare dag^insetti le carni e 
gli allri camangiari. 

Moschiroeula. T. de^ Manis. Paramosche. 
Scacciamosche. Cacciamosche. liosta. 
Folto mazto di lunghi crini di ca- 
vallo, o Coda bovina, di cui si fa 
uso per cacciar le mosche. 

M6scia e Mosciina. Mucia. Bticia. Gatta^ 

Moscln. Mudno. Micino. Gattino — Afo- 
sdno ne^diz. ital. sta per moscherino. 

Mosclnna. Jlfiiscma( Sacch. Nop. i5o). 
Mncina. GatUna. 

Mosci6n. Pelliccione. Gatto grosso e di bel 
pelo — Il Moscione dei diz. ital. vale 
gran bevitore , ed anche il moschino. 

Mo8c6n» Moscone. Moscione. JRon%ome.Mo^ 
sea grande — Sotto questo unico nome 
e sotto quello di Mosca noi coufon^ 
diamo le moltissime specie di questo 
genere d^ insetti ; da qualcheduno pero 
ho senlito specificare per 

Moscon dore il Moscon d* oro{ZA' 
non Bag. civ. II, 5) o la Mosca d^ro 
(Tom. Giunte), cioi la Musca cupror 
ria\,.\ per ecccUenza poi diciamo 

Mosc6n. Moscone. La Musca camaria de- 
gli entomolog], pelosa, nera, con an- 
tenne piumose, cogli occhi rossi, col 
torace a linee pallide e colPaddome a 
tavolette , la quale suol deporre le sue 
nova nelle carni. - Anche quelle uova 
noi diciamo talora impropr. Moscon ; 
per es. Quell a carna la gh''ha-sd el 
moscon. Quel la came ha i cacchioni. 



MOT ( I 

Fagh mostrii el cuu a vun, Mostr^ 

el faccion » i dent , ecc* V, in Ci!ku , 

Faccidoy D^nt, ecc, 
Blostr^assol.). . . Mostrare le cami nude. 
Mostra tuttcoss. . • . Essere serai- 

gnuda, vestita impudicaroente. 
Mostra tuttcoss o el cuu. Cascare al- 

trui le vestimenta di dosso.y. anche Ciai, 
Mostr& corrottamei^ per Most&. F» 
Mostr^a. Mostrato. Mostro. 
Mostrin in genere. Mostra. Cttmpione. 
Mostrin. T. de'^Vinat. Saggio. Saggiuolo. 

Piccolo fiaschetto nel quale si porta 

il Vino per fame il saggio. 1 Francesi 

lo dicono EssaL 
Mostrin. Sconciatura. Caramogio, Persona 

picciola e deforme — Pari, di femmi- 

na Una mostretUt. Una mostra Jem- 

mina scherz. 
Mostrinett. »fostricina(jAr^,yiag,U, 38a). 
Bfostrin^tt. Sconciatwina, 
Mostr6n. MosiraoeioiJivaiM. Giunie). Un 

mostro orrendo. Mostron porch. Nero 

ceffo, BruUo ceffo. THstaccio, 
Mostr6n. T. mil. Mostra ^ro^a(Machiay. 

Op. X , p. 3^7 ). Mostra o Bassegna 
■ generale o maggiore, {stroso. 

Mostru6s. Mostruoso, MostrosOj lat. Mon- 
Mostruosam^nt. Mostmosamente* 
Mostruositlia. Mostruosita, 
Mot^tt. T. mus. Mottet$o. 
Motiv. Motivo, Bagione. 

Da motiy. Darmotivi(TomM. GuuUe), 

Dare cagione. 
Motiv. T. forens. MoUvo, La ragione cbe 

muove il giodice a pronunuare in un 
> dato modo una sentenza. Fare il mottpo. 
Motiv. T. mus. VAndare. VJria. II MoU- 

vo. On gran bell motiv. Un MoHvone. 
Motivli. Jccennare, Dare o Fare o Too- 
• care un motto d* alcana cosa — Men- 

tovare* Menzionare. 
Motive ona senlenza. Allegare o Fare 

o Dare i motivi d* una sentenza. 
Motive, part, di Motiva. K. 
M6to. Moto. MovUnento. 

D4 moto. Dar moto o impulse. 
Fa del moto o Fk moto. Far eser- 
•■• cizio(Vien Trat. Proem.). Fare gita. 
In m6to. In moto. 
Mettes in moto. Mettersi in moio o 

in movintento — Pigliar le mosse. 
Moto perpetov...ll Mobile perpetuum delle 

scuole -* Fi^*Nabisso.Fiitold.lrtC(\\iieU}» 



5a ) MOV 

Mot6n. r. Pell de moton in P^. 
M<Stria. Broncio. Muso. Cipiglio. V. Grin- 

ta. Dal sardo Mutria di pari sig. 
Motria scura. F'iso saturnine (DtLV^ 

Tac. Ann. 1, 88). 
Mdtria. gergo. Arditezza. Temerita, ed 

anche f^iso da pallottola. Faccia in" 

vetriala. 
Motri^nt o Motri6n o Motn6tt. Musomo. 

Accipigliatd. Imbronciato. Aggrottato, 
Mott V, br. per M6cch. V. — f^edansene 

anche i sig, metaf. in Giizz e Guzz4. 
M6tta. Zolla. Gleba, Pezzo di terra spio- 

cata pe^campi lavorati. K Lotta. 
Motta. Mucchio, Monzicchio, 

Motta de danee. Monte di danari. 
Motta de forment. Bica, Massa cir- 

colare o piramidale, non molto dissi- 

mile dal pagiiajo, che si fa de*co- 

voni del grano quando ^ mietuto. 
Motta de ruff. SterquUinio, Mon- 

dezzajo. Letamajo, 

Motta de sass, Sassaja. 
Motta de terra. Monte di terra. 
M6tta In alcune parti del con- 

tado, e spec. nelPA. Mil., ha valore 

misurativo fisso, e suona come Due 

centinaja di pali, di stagge e simili. 
M6tta. . . Nel contado significa allresi il 

complesso di pii\ maragnuole di fieno. 
M6tta. r. in Natin. 
Mottaa. Mdzzero. Ammazzerato. Mazze- 

rato. Aggiunto del pane quando ^ mal 

lievito e troppo sodo. 
Mottlta. Ammozzato, Ammdzzolato. 
M6tta-gr6ssa(Giuga a la). . . Sp. di giuoco 

contadinesco quasi simile a Saltafor- 

mkggia. y, 
MottSss. Ammozzarsi. Ammozzolarsi. 
Motupropri. Motuproprio. De motupro- 

pi. Di proprio movimento. 
Movent. MovenU. Cagion movente o mo- 

trice, MotisH). Impulse. 
Movibcl. Movibile. Mobile. Movevole. 
Movimdnt* Movimento, Mozione. Moto; e 

ant. Moifizione. Motura. 
Moviment de corp. K. Mossa. 
Moviment.T. milit. Movimento(Gr&s. Diz.). 

Per es. Si eseguisce la carica in do- 

dici movimenli. 
Moviment. T. d'^Orolog. CasUllo. Voce 

{rsLncese(Mouvement) che da noi s^ ap- 

plica a tutlo il casteilo di un orologio. 
MovimenUn. T. d'Orolog. Cnstclletto? 



MUD (1 

MoT&u e M6st. Mosso. 

)Iou6o. Promouone* A mozion del tal. 
A promozAon del tale. V k staa lu che 
ba faa sta mxnioti. Ef^i fa che pro- 
masse questo affare, 

¥k ona mozion. Meitere in metio, 
MetJtere in campo, Mettere sul tdppeto 
o Sid tauoliere. Promuovere. 

Motz^tla. MozMCtta, 

Mil^cc. Mucckio — Monzicchio — Monte 

— Ammasso — Massa — Cdmulo* 

A mucc. A monti, A cataste. 

Maccett. Mucchietio — MonticeUo. 

MuccetUa. Mucchiettino{Jomm9A, Giunte)* 
Mucchierello — - MonticelUno. 

Muccia e Huccia-si!i. Anunucchiare, Cumu^ 
lore, Jccumulare. Ammassare* Ammonr 
tare — Muccia danee. Baggruzzolar 
quatirini — Far caila, 

Mucciaa. Mucchiaio, Ammucchiato. Ram" 
mucchiato. Accumtdato, (chiarsi> 

Blucciass. Ammonticchiarsi* Ammonzic- 

Mucilagen* Jliucildgine, 

Muda. Mida, Muda, ll cambio; ci6 che si 
tiene in serbo per mutare. Per es. Ona 
muda de lentoeu. Una muta di len- 
zuola, Muda de fodrett- Muta dijedere, 
Dass la muda. Darsi la muta, Av- 
vicendarsi, Altemare, Esservi a muta 
o a muta a muta, 

Muda de can Canatteria. 

Muda. Muta, Dicesi Muta a quattro f 
Muta a sei la can ozza lirata da quat- 
tro o da sei cavalli) ed anche i caval- 
li roedesimi uniti insieme per tirarla. 

Muda Sp. di rete. 

Muda del vin. Tramuta, y. in Vin. 

Muda. T. di Cac. aUusa, Muda, Muda- 
gione, II mudare. Muda il luogo dove 
si muda. Per cs. Mett i usej in muda. 
Mettere gli uccelli in muda o in chiusa, 
Metterli al bujo affinch^ si riserbino a 
cantare solo al lempo dciruccellatura. 
Auda in muda. Mudare, 

Muda. Mutare, Qmgiare, Cambiare, 

Muda el lecc. Cambiar le bianc/te- 
He del letto, 
Mudii el vin. Mutare i uini, ^* in Vin. 
Muda i penn. Mudare, 
Muda la guardia. Dar la muda alia 
guardia, Rilevare o Mutar la guardia, 
Muda \em€eiLMinno\wre ciceia e quftin 
triniCiosc, — T. G.) talora Muda on ba- 
gaj. Mutare un bimbo, Mutargli i panni. 
Fol. Ill, 



53) MUL 

Mud& register, y, in Register. 
Mudemm discors. EntHamo in dUro. 
Tanl per mud&. Per mutare(*iose, — 
Tom. Giunte), Dicesi per isch. di cosa 
iterata sempre a un modo. 

Mudaa. Mutato, Cambiato, Cangiato, 

Mud^a. Tramiuta, 

Dagh ona mudada al yin. Dare una 
tramuta al vino(SoA, Colt, Viti 197). 

Mudalsc. V. dell' A. M. Muteuole, MatabUe, 

Mudand. Brache, Mutande, Sottocalzoniw 

Mudass. Mutar di bi£mcheria(Se]li Fee, 
Riv, I, i). Mutarsi, Cambiar pannilini 
o biancberie di dosso. 

Mudass el temp. F. i/i T^mp. 

Mudav^zz. Foce usata neideltati seguenii: 
Vesa vegnuu o Vegni el s6 san 
Giovann mudaveis. Fenir il conciate" 
ste, Essere nata o aver a nascere tale 
circostanza che metta altri in dovere 
di cambiar vita o costume. 

Mudazi6n. Mutazione, Mutamento; e ant* 
Mulanza, 

Muff che nelVA, Mil* dicono piit, volen^' 
tieri Mofiblent o MuOblent o MulT^^nt. 
Muffo* Mujito, Muffato, Ammuffito, 

MCifT. fig. MorOficato, r. Camufif. 

Mi!iir secondo il Far, mil, Anlico e disu- 
Sato per modo cbe nun sia piu buono* 

MiklTa. Afii^. 11 Mucor mucedo dei sist. — • 
Ciapp4 la mufia. Muffire* Ammuffare — 
L'*ha ciappaa la mufia. Tiene o Ha di 
muffa, Ua pigliato di tanjb. Ha inian* 
Jato — Vegui-su la muflfa. Muff are. 

Muflftint. Muffato, K Miliff. 

Mufielta. . . . Lieve muffa. £1 gh^ha-sd 
la muITetta. E muffaticcio, 

MufiTi e cont. nelVA, Mil, Mofibli. Muffare. 

Mufiii. Ammuffito. Muffato, 

MuITin. Muffaticcio, 

Muflbla. Muffola? Arnese cbe usano i 
chimici. La Mouffle dei Francesi. 

Muffolcnl. y. Muir. 

Muggi e cont, Muggia. Muggire, Mugi" 
re. Mugghiare. Mugliare, 

Muggiada* Mujito. MugglUamento, Mug' 
ghio, Muglio, Mugito, 

^^SfS^^^ gci*go de'* Macel, per Vacca* 

Mula. V. Miilla. 

Mularla. Mulaggine. y, Ostinaxi6n* 

Mulasc. Mulaccio, 

MulaScia. Mulaccia, Mulona, 

Mulattee. Mulattiere, 

Mulegna* Ad. di Riga. T. 

20 



MUL ( 1 

Mulelt. MuUtto. 

Mul^tt. met. Ostinatelh, Capancelh, 

Mul^a. Mtdetia. 

Vesa a cavall de la muletta. fig, Aver 

buono in mono. A uq dipresso la roe- 

desima cosa cbe Vess a ck, y, in Ci. 
MulcUa. T. de*Pizzic. e Beccai. Muletta 

(Sacch. Nov.gS). Inteatino cieco. 
Mul^tta%^ . . . Sp. di Salame. Il Fundu- 

lus dei Latin! , il Mlon dei Parmig. 
Muletta. Mazza (Pappoggio a martellelto. 

Dallo spag. o dal siciliano Muletta di 

pari SenSO Con gorigUa, maletU • eavij 

bianch(Maggi JWm ^. lo3). 

Muletta. T. d'Agric. delPAllo Mil. Croce 
o Crocetia del magliuoloCTnnci Agric, 
a4). Margolalo? Virgulto di vitc frut- 
tifero dairanuo innaoEi con annesso 
' un par d* once di iValcio vccchio in 
figura quasi di martello(il vero ma- 
gliuolo o malleolus lat) che si trapianta 
per aver nuova vitc. 11 De~Capitani 
(Agr, br, 11 , 1 5 ) la dice Musetta , ma 
parmi crroneara.* — I Prov. la dicono 
Capoun^ i Fr. Avantin o Crossette. 
Mulettin. Un picciol muletlo. 
Mi^U. Mulo. — II Burchiello lo disae Asino 
annestato — Bardone. 

A fregk i asen se derenta muj o 
vero Chi prega ascn derenta boeu. 
y. in Isen. 

A schcnna de mull. V, in S^cenna. 

Carega de mM^Peso grandeesconcio- 

Bedree di s''ciopp e denanz di muj. 
y, in S'ciopp. 

El mull(gergu) Dices! de* 

salsicciuuli (/ci^an^gAin) ne^quali dubi- 
tiamo nun sia came falsata. Jlecami 
salsiccia che non sia di miccia diceva 
il Burchiello Son, a pag. 3oS. 

Me!l-gi6 el mull, yedi piu sotta. 

Oslinaa come on mull. Caparbio o 
Incomato piit die gli a5im(Alb. enc. in 
Capaibio), Ostinato al maggior segno. 

Pienti o Mett-gi6 o TaccA o Tvk 
el mull. Impuntare, I/rcaponirsi, In-- 
capocchirsi. Incocciarsi, Incaparsi, 
Pigiiar i cocci. Fare capo o il capo, 
Pigliare il morso co' denti. Ostinarsi, 

Biga de muU. y. in Biga e in Mantell. 

Scalx^ come on mull. y. in Scalz^. 

Stampa de mull. Poffar del mondo, 
Corpo di hacco o di Dianora. Esclam.* 

Tacc4 o lYa el mull, yedi piit sopra. 



54) 



MUR 



Vess alari o in aria come on mull. 
Scorrere la cavallina, Menar pita sbra* 
cata, Essere spiato, 
MMf gergo. Mulo, Noceniino, Bastardo. 
Fortunaa come on mull, y, Cavig- 
gi6n e Fortunin. 
Mi^Ua. Mida, 

Mull a. Pedignone, Bottacciuolo, Specie di 
gelone alle calcagna — Chi ha i pe- 
dignoni sostitaisce volentieri le mule 
o sia le pantofole alle scarpe ; non e 
improbabile che la nostra voce tragga 
origine da questa specie di calzatura, 
se pur non V ebbe dalla sicil. Mu' 
ianca o dalla Mule fr. di pari sign. 
M61la de V ospedaa. Nocentina(FagJUm€ 

IV). Mula(\d. Ast, bal. I, 13). 
Mul6n. Caparbiaccio, Caponissimo, 
IMulonna. Caparbiaccia, 
Mi^lta. Pena (Fag. Ap, pun. III, i). Malta, 
Impennatiira, Anda in multa. Cadere 
in pena. Mult de lira. Pene del iUavolo 
(Fag. Mar, alia moda 1, 7). 
Mult^. Multare — Mult^a. Multato. 
Mctmia. Mummia, 

Faccia de mumia. yiso di mummia 
(Bedi Op, V, 271). 

Mumia d^Egitt. Mummiaccia {Tom- 
mas, Giunte), Brutto nece detto per 
disprezzo a persone. 
Mumia. fig. Mummia, Persona secca, ste- 
nuata. 
Pari ona mumia. Essere una mummia. 
Municipal. Municipale. 
Municipalista. Municipalista{Ztinoh, Diz), 

Rappresentante del municipio. 
Municipalitaa. Municipalitd{2Mioh, Diz.), 
Il corpo municipale, ed anche il luogo 
dove si aduna 4a Blagistratura muni- 
cipale. 
Mi^r. Muro. 

A mur a mnr. A muro a iitiira(Lasca 
Spiritata I, 3 — Gelli Sporta II, 6 
— Cell, yita I, 5). 

And& adree al mur. Basentare il 
muro — Bg, Star terra terra come la 
porcellana. Stars! umiie e povero. 

Av^ o Metl la s^cenna o i spall al 
mur. Porsi al sicuro^ Assicurarsi, Star 
sulla dura, 

kvk miss i pee al mur. Aver pontato 
i piedi al miiro(Cecchi Ass, II, a). 
Cavi sangu d" on mur. y, in Sungu. 
Da el coo per i mur. K. in C60. 



MUK < 

M el pormess dd UecaM al mur. 
Dare P appoggia. 

Dor come on mur. F'* in Dur. 

Dur con dur no fa bun mur. fig. 
Non iwolsi co%tar co*muHcciiioU» Non 
conviene cozzare coi superiori o in 
grado o in forxe. Duro con duro non 
Jcce mai boon muro (Don\ Zucca chiac. 
11). Gratlugia con grattugia non fa 
cacio* — Talora aignifica allresi che 
non h poasibile il venire a checches- 
aia di bene tra due parti egualmente 
ostinate nel loro avviso. 

Fa parl& ancb i mur. V, in ParU. 

In di mur NelPinterno o 

Nel euor del paese ; per es. Andeitfim 
a la larga, roinga in di mur. Usciamo 
di qmtste mum alParia aperta. 

Laasi nanch i ciod in di mur. F". 
in Ci6d. 

Mandi foeiura V acqua on mar. Fare 
acqua un muro. 

Melt o Ponda o Pelljk la s'cenna al 
mur. Fare capo o il capo, Incapo- 
nirsi, OsUnarsi. V, in SVenna. 

Mur a terra. MuragUa terragnola 
(Vasari 955). 

Mur a bugn. Muragiia a boixi(A\lZ5. 

Mur a seccb. Muro a $ecco(Q\oT. 
Georg. II, igS). SUccaja (ivi) Serra. 

Mur de cinta. Lo stesso cite Cinta. F, 
I Frances! lo dicono Mur de clSture, 
Capeli de mur de cinu. Cresta del 
muro di ricinto. 

Mur de cinta. Muro circondario 
(Targ. Flag. VI, 1 7). Nome di que^muri 
cbe formano il ricinto d''una oasa. 

Mur de cott. Muro di cotto, per di- 
•tinguerlo da quello di pietra viva. 

Mur de division. . • . i diverso dal 
Mur divisori, ed d il fr. Mur de cioison, 

Mur de do test Muro di 

mattoni posti pel lungo, e d^once otto 
Dostrali. 

Mur de quatter test Muro di 

due maltoni pel lungo,di once dodici. 
Mur de tavolaa. Muro soprammattone. 

Mur de tre test Muro d^ un 

mattone pel largo ed uno pel lungo, 
d^once nove. 

Mur divisori. Muro comune(Daif, 
Post. Tac, p. 65a — id. German. 36). 
Muro divisorio* 
Mur d^ona testa. SoprammaUonc* 



i55) MUR 

Mur majester. Biuro maestro. 11 Gros 
mur de* Francesi. 

Mur mort o seccb. Muro a secco, 
Maciria. 

Mur tutt a pissa. Muro scompiscia" 
to. — Muro crociato dicesi quello in 
cui furono dipinte piCi croci a fine cbe 
per reverenia di quelle ognuno at 
ritenga dallo scompisciarlo. 

Parla anca i mur. Le muraglie stesse 
parlano (ffeWi Fee* Biv* 111, sS). Lo 
scorpione dorme sottogni lastra o 
pietra. Dicesi quando sono in un luo- 
go molti rappoftatori cbe sp'iano gU 
andamenti altrui per riferirli Ognipa^ 
rete ha un delator nel seno disse AJf* 

Parlli cont i mnr. Dire a/ muro. Par- 
lare a cbi non attende o non intende. 

Petti el cuu al mur. Stare alia dura. 

Pregii el Signor de dk el coo in 

d*on bon mur Pregarlddio 

per incontrare buon compagno nel 
matrimonio. 

Saraa-si]^ in quatter mur. • . . Rin- 
serrato in quattro raura, 

Sassink t mur. Disertar le muro* 

St& a mur a mur. Stare o Estere 
a muro a muro. 

Tiralla adree al mur. fig> Fiver di 
limatura. Campar refe refe. CampaO' 
chiare. Campucchiare. Vivere strelta- 
mente, con molta ecouomia. 

Tirk-su on mur. Jlsar un muro* 

Toed in poo la on mur. T. de^ Mur. 
Puniellai-e una cantonata del muro — • 
Armare o Fare un* armadura a fab- 
briche, vulte, e simili. 

Tra-gi6 on mur. ^nurare. 

Vess Tinstess come parU cont on 
mur. Esser come parlare a quel muro 
(Pan. Flag. Barb. 19^6). Vk come a 
parU a on mur. GU i un dire al muro. 
Con clii non ba voglia di fare,ogni 
ragiooe i vana. // iHUtdrait autanl 
ptaier a un sourd dicono i Francesi. 
Miir. Par^te. Pariete. 
Mura. Le Mura. Le Muraglie della cittli. 

Set danaa? va a salta la mura. . . . 
Un modo afiine k qyeato delPAUegri 
(p. 198) Per passar mattana andare a 
contare i merii. 
Muracb^e. v. delPA. Bfil. Lunette di sasso 
(Lastri Op. V, 67). Afonccia (Annot. 
al Decam. pag. 7). Muriccia, Mora 



MUS ( 1 

Nome di que* monti di satsi che i oon- 
tadini traggotio dei campi per ripulir- 
li, e aiumontano intorno ad essi campi 
o in luoghi comodi a ci6. La nostra 
voce deriva forse dal bresc. Muraca 
— - F&-sd di muracchee. Anunuricda" 
re. Ammuricare* 

M urac6ff per Moroc6ff'. F", 

Murad6r che pik com, diciamo Malster 
de mur e in campagna sempUcemente 
M&ster. Muratore. 

Murkja. MuragUa^ 

Muraj^ttat Muraglietta, 

Bfuraj6n. Muraglione, 

Mur^c. Muraccio. Dispr. di Muro. 

]l||ir&sc per Mudizx. V* 

Morose o MuHizft Nome delle 

muraglie grossissime d^una fomace 
da tegoli, mattoni e simili. 

Murisc. . . . Que* mattoni che si pongono 
in giro accanto ai veri muragliont 
della fomace per tondeggiarne il yano 
quando entro si cuociono tegoli. 

M ar^lL Murello, Murella. Muretto. Muric- 
do, Murino •— Murell de fomas che 
tdtri dicono Parap^lt. Muricciolone 7 

Mur^Ha. Muretta, Se non erro, indica 
specificamente Murello prolungato. 

Murellin. Muricino. Muncciuolo, 

Murell6n. Muricciolone{Jw%, Flag, II, 

Mns^c. Muschio. ((07. 

Muscaden. Suggettino. K. St6cch. 

Mcisch. Musco, 

SI se gh^^ musch ! . . . Sp. d* escl. 
indicante clie altri dovHi fare per 
forxa diecchessia. 

Muscbinna e comunem, anche Moschin* 

na Specie di stufaruola di ra- 

me, assai cupa , spasa mollo di fundo 
e stretta di bocca o di coUo, con co- 
Terchio entrante che chiude ermeti- 
camente. Chiamossi cosi perch^ prima 
del seculo corrente si faceva in essa 
la conditura colle noci muschiate per 
la cervellata milanese. ll progresso 
sociale in fat to di pizzicheria contem- 
poranea ha sbandita la droga e con 
essa anche il Taso. 

Mt^col. Muscolo, 

Muscolad6ra Il complesso dei mu- 

scoli. Nelle arti del disegno direbbesi 
Muscoleggiamen(o. I muscoladur jc fa 

■ benon. Muscoieggia per eccellenza. 

Bfi!i8ega. Musica. 



56) MUS 

Canta o Di in musega. fig. Dire a 
lettere di scatola o di speuali o d^appi' 
gionasi o majuscole. Pariar chiarissi- 
nuunente , alia libera , fuor dei denti. 

£la longa sta musega? Che mu^ca 
k questa ? Quando ha a Jinir questa 
nmsica? Finiamo questa musica. Oh 
tk lunga la storia ! Dicesi quando 
uno non finisce mai di parlare o di 
fare qualche racconto ; e si trasporta 
anche ad altre simili occasioni. 

Hoo de divel in musega? 

Quante volte ho io da ripetervi questa 
tosaT La volete intendere una volta ? 

L*^ mudaa el majester de capel- 
la, ma la musega Vk anm6 quella. 
E la musica antica(PBn. Poet, L, xxiv, 
y). i cangiaio il maestro di cappella^ 
ma la musica k sempre quellaC^or,). 

Mett in musega. MusicareiMachikY, 
Op. IX, 171). Mettere in musica, 

Musega de ball , de gesa, de tejaler, 
de cor, instrumental, vocal. Musica 
da hallo f Musica da chiesa^ Musica 
teatrale, Musica corale 9 Musica di 
strumenti, Musica di voci, 

Musega de gatt o Musega rabiada. 
Musica arrabbiata{k\h. enc. in Musi- 
ca'). Musica da gattL La Musique en- 
ragife dei Francesi — K. anche in Gatt. 

Ona bella musega Pha de dur^ pocch. 
Lo stesso che On gioeugh per yess bell 
rha de dudi pocch. y, in Gioei^gh. 
Museg&sc. Musicaccio(Fag. Rim, V, 25 

e. L) — Castronacdo, Castraiaccio. 
Mibegh. Musico, 

Musegh de Lambraa o de TArabraa. 
scherz. Gli asini* V, Canalin de mon- 
tagna in Mont^gna. 
M&segh. Castrate, Musico castrato. 

Pari on musegh. Esser menno^ cioi 

parer evirato per difetto di barba, e 

dicesi degli adulti e degli uomini fatti. 

Musegh. fig. Eunuco^ o che pare tale. 

Museghin. Musichino{FBg, Hime V Car- 

nevale), Castratino, Musichetto* 
Museg6n. Musicone, 

Musegonna. Musicone(A\\eg, i36 e iSj), 
Mus^lla. y. in Musiroeiila sig. i.* 
Mus^lla. // mii5e//o(Cresc. Op, HI, aa) 
del cavallo. 

Mus^lla Labbro arrovesciato o 

molto sporto in fuori, che i Proven- 
zali chiamano per disprezzo Babino, 



MUS ( 

MoseUocos. Labbruta — Mutona. 

Musell6cch. LabbnUo; e fig. Musormo. 
Musone, Imbronciaio, Jmbuzzalo, 

]ftiseU6o. V. a« del Far, mil, Bocca grossa, 
Di di museloo. fr. a. del f^ar. mil. 
Dare dellc boccaie. Percuotere altrui 
sulla bocca colla mano aperU. 

MttseUdn. f^, in Musiroeilda sig, i* 

Mnselldtt. Labbruio. 

Mns^o. Museo — Galleria — Dilettant de 
museo. Museante* 

Muser^gn che altri dicono Rati musu- 
rign ed altri Rati orbin. — Muserd" 
gnolo(CaTO Let, ined, I, 113 — Duet 
Diz. — Spadaf. Pros. — Domenicbi). 
Sorcie o Topo Ifagno? Topolino agre- 
ste, diverso dal Ratto {mus rattus)^ 
dalla Ta]pa<mtt tappon)^ dalPAvella- 
iimo(msciorin) e dal Topo campa- 
gnuolo(raK de campagna^ mus arva^ 
liSyJeldmaus^Jieldmouse). t picciolo, 
le pid Tolte biancbiccio, e talora di 
vario colore 9 col miiso porcino o a 
rostro d''uccello. fe il Sorex araneuSf la 
Musette o Musarmgne de'^Pr. , lo Spitz- 
mtuis de' Tedeschi, lo Shrew degringl. 

M usetto.£o stesso che Faccioeilk o Facdn. r, 

Milisica, ecc, y. Milisega, ecc* 

Musicdnt per Bandista. f^, 

Musin. Musino. K Faccin. 

Musiroeu o Caneslrell de boeu, o vero 

Mttsiroeula o Mu8iraei]ira. Musoliera. Stru- 
mento cbe si melte al muso a^ buoi 
e simili perch^ non mangino o non 
roordano — NeirAllo Mil. cbiamano 
Musklla e MuseUdn la Museruola da 
buoi, e Musirceu quella da yitellini 
cbe il Zanob. Diz. cbiama CavagnuoIo< 

Musiroedla. T. de'Sell. Museruola. Quella 
parte della briglia cbe imprigiona il 
muso alia bestia da soma. 

Men la rousiroeula. fig. Chiuder la 
bocca, Imporre silenzio. 

Musiroeula cont i dent de can. .... 
Specie di musoliera tonda di cuojo di 
ferro, e con molti denti aguzzi pur di 
ferro, la quale si ferma al muso de'ca- 
valli con alcune eigne per obbligaHi a 
tener la testa alta e divezzarsi dal tiro. 
Tegni la musiroeula. met. Tenere 
in briglia o a freno, 

Musiroeiila. T. de'Manisc. Frenella. Mu- 
seruola. Ferro che mettesi in bocca 
ai cavalli per iscaricar la testa; 



157 ) MUS 

Bfi&so. Muso. Flso; e poet tLtiX.Lahbia. 

A muso a muso. A viso a viso. 

Avegb el muso de f^^d)) ec. Averviso^ 
animo^ cuore^ coraggio dajare^ dins,ec. 
Vk quell muso de fall , de dill , e sim. 
Gli basta la vista o il cuore o Panimo 
di fare o di dire cib. ^ uomo da cib* 

Che bell muso 2 Guardate bel viso^ 
bel grugnOf bel grugnino. Il tua bel mo^ 
staecio iponic.(Nelli Serva padr. 11, 17). 

Con tanto de muso. Con tanto di mUso 
(Fag. Hime II , aia e. 1. ). 

Dighel sul muso o std mostacc. Dir* 
glielo a viso aperto. 

¥k vegnl tanto de muso. Gonjiare 
uno. Gonfiare il viso ad una. Perco- 
terlo forte nel viso. 

Muso duro* Muso duro {Tommys, 
Giunte cbe lo spiega per muso o se- 
vero o sdegnoso 6 scrio o sfrontato — 
fra noi soltanto neirultimo significato). 

Per el s6 bell muso. Pel loro bH 
viso(Fag. Bime V, a4 e. 1.). 

Romp el muso. htfragnere il mo- 
staecio. Rompere il mostaccio o il viso* 

y^sB on muso o on muso duro. JEl^^er 
valente. La credeva on muso per f^ cu- 
sinna. lo credea che Jbsse Jigliuola di 
Tellino per cueinare(^9tceh.Nov. i85.*). 
Musoccb. Nome proprio di paese che 
5' usa nellafrasejig. Andk a Musoccb. 
Fare broncio, f^. in Mus6n sig. a.* 
Mus6n. Gri/o. Grugno. Ceffo. Muso. Mo- 
staccio > Propr. dicesi della testa degli 
animali, cio^dagli occbi alle tabbrsi — 
Si trasferisce perd ancbe a denotare 
Flso. Folto. Sembiante. Faccia. 

A muson a mnson. Anmiusandosi, 

Con tanto de rauson. Con un gnn 
gno tanto lungo{Se\\i f^ec. Biv. I, i). 

Dass di pugn sul muson* Musonarsi. 

Yk el muson de porscell. Farmur 
sone. Dar segno di cruccio. 

F4 muson de can. Far viso di ma- 
trigna{C.T. in Matrigna testi). 

Romp el muson a yun. In/ragnere 
il viso a imo(6uonar. Tancia II 9 2). 

Tceu-stk on tond in sul muson. Toe- 
care una piattellata. 

Vegni el muson guzz. Fare il mu- 
sino aguzzo come uno scojattolo{JSei\i 
Vil, II , 7 ). Dimagrare. 
Musi^. Broncio. Muso. Musata. Buzzo. 
Cipiglio, Aggrottatura del viso. 



MUS (i58 

Fk el mHfOQ o F& ooa spanna de 
muson MeU-«d o Tegal-sii el imison, 
e Jig, Aod^ a Musocch. Far musate 
(Tommaa. Giunte). Pigliare o Fare 

PortMre p TTener broncio. Far come 

1 cohmbi del Bimbussfito. Far biu%o. 
Far musone ofl alcuno. Mostrare mal- 
contento* roal umore* coUera, dispetto. 

Muson. • . . Ne^ mozxi(fe^t) deile ruote 
h il risalto esteriore dond^ esce il fuso 
delPassile. j^ muni to di cerchj(/m) 
nella circonferenza e raffermato nel 
centro da una fasciatura(i^ra de mu- 
son), K anche 6u8ser6tt nelVAppendi- 
ce. Spesso ha una CalloUa che \o rico- 
pre a mo'* di scatola fermata con viti. 

Mus6n che anche dicesi Pignattin. ..• • • 
Pezzo nel brillatojo da riso ch^^ simile 
alPaltro detto Raeusa^ ma senza denti. 

Mus6n. Naso 7 II Rostro di quella burca 
oneraria che e delta gondola sul Lario. 

Musdn. Matzocchi di spinacL 11 piccolo 
fusto degli spinaci* 

Mus6n. T. degli Occhial. .... Quella 
parte della cassa di un pajo di oc- 
chiali OTe le branche(A(a'nn) si con- 
giungono col davanti (denam) e che 
conliene la cernierelta fermatrice* 

Mu86n Nome di ciascun dente 

.dei mazzi delle pile delle cartiere. 

Musdn. y. P6mm ae sella. 

Mu56n. . . . Nell' A. Mil* e sp. in Brianza 
i detto cosl il gambo della spiga di 
grano turco che noi in citta diciamo 
Fusion; 4ei quali gambi si dolgono 
talora i nostri morbidi allorch^ sono 
misti per caso fra i cartocci de^paglie- 
ricoi perch^ ammaccano loro le carni. 

Mus6n(nelle cave). • . . Angolo sagliente. 

Musdn. jid. di P6mm. F. 

Musonlida. Musata ? Colpo di muso. 

Muson^nt. Imbronciato. 

Musoufn. Musino, Musetto. (porco. 

Musonin de porscell. Grugnin di 

Musonin(parl. di bachi). Muso{Tom, Giu>). 

Musonin (ve^z. ai figli). . . . Broncetto. 

Mtkssola. i Mussolo. MussoUno* Mos- 

Mussoliona. ( solina. Mossolino. Specie 
di tela Hna finissima. 

Mussola a righ. MussoUno allistato* 

Mussola a sgidr-... Mussolo a trafori. 

Mussola batizzada. Mussolo baiistato 

(*tosc.) Specie di mussolo fiito imitan- 

te la tela batista. 



) MUt 

Mussola damaseada. MIut$olino do' 
mascaio^ cioe a fiorami. 

Mussola de lanna. ... Sp. di crepone. 

Mussola d* India E finissima. 

Mussola ondada. MussoUno ondaio, 
Mussola operada. .... Specie di 
mussolo tessuto a opera. 

Mussola solia. . . • . Mussolo liscio. 

Mussola spoil nada. Mussolo brilUmtef 

Specie di mussolo imitante il broccato* 

Mussola velada. MussoUno peiato 

(Tomas. Sin. prima ediz. p. 49)* ^^^^ 

UgUa. Specie di mussolino finissimo. 

Mussoldn. Batalone? Specie di mussolo. 

MUssdra per Messdra. K. 

Mussoroe^ per Picciol segdo (iM«5dra). 

Musurign. Ad. di Rktt. K. 

Mutatis mutandis Erase latina 

frequentissima nel discorso famigliare 
per indicare in alcuna cosa somiflianza 
generica con un^altra salve alcune spe- 
cifiche variety. E usata spesso anche 
negli uffizj in eguai senso. 
MutU Mulo. Miitolo. 

A la mutta. JUa muia{*iosc, - Poem, 
poet. pis. ). Alia mutola. 

A la mutta e a la sorda. Alia nut- 
tola. Alia sorda. Taciiamenie. Zitto 
ziUo. A chetichelU. A clietichella. 

Fk i s6 robb a la mutta. Farjuoco 
nelV orcio. 

Fa la part del mutt. T. in Part. 
Resta-ll mutt. Rimanere a secco? 
Besiar muto. 

Set mutt? Hai tu la pipita? Hai tu 
lasciata la lingua al beccajo? 
Sord e mdtt. f^. in Sdrd. 
Mutt. Ad. di Doldr, Sdn, Vin, ecc. V* 
MiilU. MuUk. 

Giugii a la mutta. Giocare alia mu- 
tola? (Don. Zuc). Specie di giuoco 
che fanno per lo piii i fanciulli, e 
consiste nello starsi addirimpetto Tun 
Taltro senza dir verbo quel piii ch'ei 
possono ; e il primo di essi che parla 
o ride quegli k perdente e tocca de- 
gli scappellotti a bizzeffe, con piu que- 
slo complimento Mutta mutton 9 T'ee 
ciappaa on bell scopa%zon. 
Miitto e mcglio Mdtta.. . . La lira savojarda 
oggi ridotta a soldi 8 di quella moneta 
•^ Mezza-moUa. . . La meta.di detta lira* 
MiHta. Ad. di Part. r. 
Mutlda. r. in Mutta sig. 1." 



N 



IN* N. die leggesi t,nti ^nn. // signor 

JSnne enne(Pan. Poet I, XXI97), ciu^ 

un tale di cui doq si dice il nome. 

114 o N&h. f7a. Pur una voHa. Mai, Pur 

Jlnalmente. Per e%. Na i Tc vegDuu. Pur 

una uolta egli h qui. Na! feoiasela. ^ia 

Jiniscila, Finiscila una vo/(a(ana, na )• 

Naccorges. Accorgersi* Jvvedersi di chec- 

cbesaia — Qui si aono unili Taffisso 

Terbale e il pronome generico ne — 

Me son ben naccorgiuu cb^el gh^ era. 

Ben nC awidi ch^ ei v* era. 

Nag6tt. i Nulla. Nienie ; e con voci poco 

Nagdtta. i usate Neente.Nonnulla.Non' 

covelle — Dal lat. Ne guUa quidem dice 

il rar. miU e sulle sue tracce ancbe 

il Balestrieri in una nola alia Brand. 

Cam. Men. In realti pero noi avemmo 

qiieslo Nagbti dai LeTentini i quali 

dicono alia romanza Nagutia — f^. anr 

cite in NienL 

Andli in nagotla. Sconchiudere. 
Anda in nagoUa.^m2are annullandosi. 
And4 in u»golXB.ConsumareJ)Uimare. 
Bon de nagott. Capace a nulla(* lose). 
Cbi Tceur Iropp ciappa nagott. Chi 
iuUo vuole nulla ha (Alb. enc. in Folere). 
Daghen nagott. Non calere, Non cu^ 
rarsi. Non esser vago di cbeccbessia. 
£l onestee de fraa o de pret fagolt 
r^ de tceuss faslidi de nagott. K. in 
TrhM. Si suol dire parlando di una 
persona sconsiderata* e che non si 
dia cura n^ pena di cbeccbessia^ e non 
pensi ad allro cbe a dursi tempone. 
Fk nagotta. $tarsi» Osiare. Non agire. 
F& nagoUa. T. de^ Bottegai , Mercan- 
ti^ecc. Non Jar Jiaio. Non venderet 
far pocbe faccende. Se fa propri na- 
gott Non si fa Jiaio 9 e Tale non si 
Tende il minimo cbe. 

Fa I nagotta. Non se ne curare. Non 
ne importare. Non W dar nulla (Que- 
st^ ultima frase leggesi nella Nov. i43.* 
di Franco Saccbetti in fine). 

Fa park de nagott Aon dar nelVoc- 
chio. Non/arsi scorgere. 

Faremm nagotta. Ne faremo nicnte 
(poem. aut« pis.). Non ne faremo nulla. 
Sara niente. Daremo in nulla o in non- 
nulla. 



Vk mej ciapp^ poccb cbe nagutt 
Ogni guadagnuzzo i me" che starsi. Il 
guadagno consiste in far faccende. 

V^ on afare o on negozi de nagott 
a vedell. E un giuoco di poche tavole 
a chiarirsene. 

Nagott aflfacc. Niente affatto. Nien- 
Ussimo. {(SAcc 

Nagott r^ bon per i oeucc F. in 

Nanca el gait el roenna la coa per 
nagott o vero Nissun d& o fa nagott 
per nagott. Ogni santo vuol la sua 
candela? 

Nissun d^via nagolt senza on quej 
fin. Oggidl non si getta il tarda ai cani ? 

On bell nagotta. Un del nulla. Una 
fava. 

On omm de nagott. Un uom da nulla 
o da nienie o da nonnulla. 

Per lu r^ on nagott. ^ cosa di niente 
a /if/(Oav. Tac. Jnn. XI in fine). 

Per nagott. Per niente. Invano. 

Senza dl nagolt Senza dir nulla. 

S^nza ik pari de nagott F^ in Pari. 

Servi nagott. Non valere a nienie. 

Te faree on bell nagott. Farai la 
metd di nonnulla. 

Vegnl in nagott Bidursi al nulla. 
Fenire annullandosi. f^enir al niente. 

Vegni nagott in borsa. Non venire 
ne nulla. Non guadagnar nulla , non 
importare 9 non ayere interesse in 
cbeccbessia. 

Vegn)-su del nagott. Vemr sik di 
im//a(Tommas. Giunte). Da infimissimo 
stato venire in riccbezzet in fortune. 

Vessegb per nagott* Non esserci per 
nullaiBvLonar. Tancia IV 9 a ). Rima- 
Here al di sotto a petto di altri. 

Vorell nanca a daghel per nagott 

per caritaa. Non lo volere nemmeno 
per r amor di Dio^Oiov. agr. tosc.l, 494)* 

Nagottln. Quasi dimin. di Nagott Misaio 
nella seguente frase : 

On bell naguttin d*or e spesso vi 
si aggiunge ligaa in argent o cont el 
manegb d^ argent. Un ridenie nulla. 

1 ridenti nulli. r* in 6r. 

Mh. Mai. Pur una volta. Pur fimdmente* 

Naina. Setino. Una delle Tarie conferve. 

Altra voce orobica; dal gr. Nai^ov. 



NAP ( I 

NIm. ifaifo. 

Car el m^ aan.CStu>rmioX^ael che i Lat. 
ayrebbero detto Ocule mi^ Mulsa mea. 

Nan padella. Nanerbttolo — A bef- 
fare i nani 11 noslro yolgo suole dire 

Nan padalU — Cli« »U in CUu<Ulb, 
Ch« TeDd i maron, — - Nan padalbn. 

N2in. ad. fig; ^ano. To%%o. 

N^n per Naoch ; e talora si usa ripe* 
tuto in pid (rasi euumerative per de- 
ridere alcun nano. Vk nan vera^ ecc. 

Nana. K. Nanna. 

Nanida. ^* scher%. in luogo di Aa^da 
(annata) che usasi in Vk ona nanada 
cativa . . . e dicesi per deridere i oani. 

Naniscia. Nana mostruosa* 

Nanustrell. f^. in Riinoa. 

Nanca. Lo stesso che Gn4ncb. f^, 

Gk* boo naaca pensaa. Non ci ho 
manco pensato* 

Naacb^o. Jnchina. Tela la piu parte di 
colore giallastro cbe ci yiene dalP In- 
die t e cbe probabilmente ba preso 
il nome da Nankin 9 citU della Cbina. 
Vendesi a pe%%eUe. 

Nanin. Nanino* Nanetto, Nanerello. ifa- 
nerbttolo. Dim. di Nano. 

Nauin. yezzeg, Cecino, Carina* 

Naniuna. Nanina. {ancora, 

Naumd* Non ancfte* Non per anco, Non 

Nknna. Nana, 

liiinna. Natma. Voce usata nelle frasi 
seguenti nelle quali ba forza di cul- 
la 9 covacciolot letto. 

Auda a fa nanna o Andain nanna. 
Andare a nanna. Andar a dormire. 
Fa la nanna o Fa nanna. Far la nanna. 

Fa U nanna bell popo 

Ch« Tegnara la nianmu — T« portara al coci. 

Mett in nanna. . . . Metter a dor- 
- mire i bimbi nella cuUa o nel letto. 
Nanon. Peggior. di N^n. Nano mostntoso. 
Nan6tt. Nanerbttolo. 
Napel scherz. per Nas. K 
Napola. T. di Giuoco. f^erzicola, Venb^ 
gola, Piu carte succedentisi per serie 
secondo il valore stabilito dalle regole 
del giuoco cbe capitino riunite alle 
mani di cbi giuoca ; combinazione cbe 
. dai Fior.9 e dai Yen. ^ yolg* detta Napo- 
Napola per N^pel. 1^. {lelana. 

Napoleon e Napolion. Napoleone. 

Napoleon d^argent. Napoleone d*ar^ 
gento. Moneta d^argento da 5 franchl. 



60) NAR 

Napoleon d** or. Napoleone d^ oro 
(*yolg.ital.). Moneta d^oro da 4o franchL 

Napole6n(Col6r). . . Sp. di color carnicino. 

Napoleonin che altri dicono Vint fraachy 
Vintisett e mezza 9 e Marengbin. • • • 
Moneta d^oro da yenti francbi. 

Napoleonin 11 grand* Uomo del 

secolo 8* ebbe ancbe questo priyilegio 
che fin le donne yolg^ri allorcb^ yo- 
gliouo tra noi accennaryi alcun lore 
figliolino per fanciuUo di moltissimo 
ingegno yi dicono Ir*^ on Napoleonin* 

Napoli(Gr6 de ). T. Gr6. 

Napolln. Jrancio o Jrancino della 0iina. 
Arancio cinese, Sp. d^arancio piccolis* 
simo il quale si suol mangiare da noi 
nella mostarda o infuso in qualcbe 
liquore spiritoso9 come acquayite o 
simile — Alcuni dicono cosi ancbe 
il Limoncello di Napoli, 

Napolin. Ad. di Per. K 

Napoii6n. K Napole6n. 

Napolitanltt. s. m. pi. T. dc^ Pastai. Can-- 
noncetti? Particolare qualita di can- 
nelloni o sia maccaroniin, 

Napolitanna per Napola. F. 

Naporiello* Naporielloiy^in, Flag. Barh. 
1 9 69 ). Dicesi per iscbemo a un 
Napoletano cbe faccia del brayaccio 
a credenza. 

Napp^U. Coppo. 

Nappi. Nappa{*i05C. — Tom. Sin. p. 403). 
Cosi dicesi per iscberzo il Naso. f^. 
anclie in N^s. 

Nappi6n. Nappone{*t08c. — Tom« Sin^ 
p. 4^^)* Nappaccia(Tommss» Giunte)* 
Naso come un vioitolo(ld. ivi). NasaC" 
cio.Nasone.Nasorre. Cosi dicesi scherz. 
un gran naso. ^. anche in Nas — Il 
Faron Mil. deriva le voci Nappi ^Nap^ 
pion dai lat. iVa/?ii^(nayone) o dai gr. 
Nan^o;(luogo cayemoso od ombroso)* 

Narauz. Arancio. Meltuxmcio. Albero 
cbe produce le arance — L'Ariosto 
(nel Furioso XVIIl, i58) si lasci6 
cader della penna ancbe Narancio ; 
lombardesimo perdonabile al poela se 
yuolsi, ma cbe i Diz. di Bologna, di 
Padova e di Livorno non doyevauo, 
per avyenlura , raccogliere senza ac- 
cennare Tidiotismo, o il men il meno 
farsi coscienza d^un i^di e did Aran-" 
do come fece il Diz. di Napoli. 
Serra di naranz. Aranciera. 



NAR ( i6 

Naranz. Arancia, Melarancia. Frutto 
delParaQcio. 

Acqiia de naranz.i^rancmfa.Beyanda 
fatta con aranci e con zucchero. 

Color naranz. Color rancio o rati" 
ciato o aranciato e ant. arancioso. 

Dagh on naranz in sul tnuson. Dare 
un^aranciala^ cio^ scagliare contro 
alcuno un arancio(Lani. Dial, 357). 

Estratt de fior de naranz. ^c^tia di 
i^tf^(Guadag. Poes* I, 103), cio^ Acqua 
di fiori e ramoscelli d^arancio. 

Maranz brusch. Arancia Jbrte. Me- 
langolo. Ceirangolo, Cedrangolo, 

Naranz de pell grossa. Arancia hue- 
ciosa. 

Naranz de Porlugall o assoL Por- 
tugall. Arancia di Portogallo dolce* 
Tell de naranz. Buccia o Scorza ^To- 
Naranzla. Arancino, (rancio* 

Narcis. Narciso, F. Tazzelta. 
Naricc o Narlgg. Moccio* Moccolo; e nob. 
La purgatura del naso. 

Lassass anda-gid el naricc. Mocci" 
care. Smoccicare* Lasciarsi cadere i 
mocci dal naso. 
Naricc o Narigg. fig. Scriato* Decimo, 
Nece* Dicesi di persona gracile e poco 
vegnente , o in etii troppo acerba. 
Nariggenl. Moccicoso, Moccioso, Che moc- 
cica, Che smoccica, Imbrattato dai moc- 
ci, che si Inscia cadere i mocci dal naso. 
Narigglka o PilMta. Dado? lialla? Cubo 
di ferro cbe sta nel cenlro del fondo 
d'' una macina, e nel quale s* aggira il 
pernoinfcriore del fusolo di uu mulino. 
Nariggiada. Moccicaja ? Mocticaglia, Ca- 
dula di moccio dal naso, o Quantita 
di moccio esistenle su cbeccbessia. 
Nariggialt. Mocctica? Moccicone? Moc- 

cicoso, Moccioso, 
Nariggiatt in modo basso e sc/ierz, per 

Bagionatt. F. 
Nariggin e Nariggiceu. fig. A/atuzzo, Scria- 
tello. Ragazzo poco vegnenle e mal 
costrutto. 
Njiriggi6n. F Nariggiatt sig. i.* 
Karis. Nare. Narice — Nari, Narici, 1 
meati e bucbi del naso. Talora hanno 
peli cbe diconsi propriamenle f^ibrissi. 
Nans del cavall, Froge. 
Pell di uaris del cavall. Moccolo del 
naso del cavallo{Cre3c. Agr. Hi , 25). 
Narisasc. Nari larghc, Narici grandL 
roL III. 



I ) • NAS 

Narisinna. Dim, vezz. di Naris. 

Certi bej sentimeot de narisinn. (Mag. Rim^ 

Narzis. Narciso. Narcisso, r, Tazzetta. 

Narzis salvadegh. f^iola a ciocca. Leucojo. 

Nas che per ischerzo diciamo anclie El 
Moccol, El Napel, El Nappi o La Cappa 
del camin. Naso. Le sue parti sono : 

Canna. . . . (che comprende le Ale o Pin^ 
ne, x\ Dono o la Spina ^ e il Seteo) =. Ponta. 
Punta. Moccolo =- Naris. Nari o Narici. 

Il naso esercit6 molto le penne dei 
nostri scrittori berniescbi. Cbi si tro- 
vasse in bisogno di voci scberzevoU 
intorno a questo decoro del viso legga 
le Nasatie di quegli scrittori, la iVa- 
seide del Caro, ii Capilolo del Naso 
del Dolce, il Naso del Guadagnoli, ecc, 
e ne trovera a dovizia. 

Nas calcagnin o de can de Bolo* 
gna. Naso di macacco(*tosc. — Rime 
aut. pis. ). Naso camuso , schiacciato. 

Nas cbe guarda la testa Pe cativ 
come la pesta. Un naso arricciato h 
capace di rovesciare un impero{*iosc> 
— Tom. Giunte). 11 naso yolto in su* 
o sia alia Roxelane , come lo chia- 
mano i Franc. , e creduto indizio ia 
cbi Tba di bizzarria e vivezza somma. 

Nas cb''el par on peveron. N(iso 
come un peperone. Naso rosso come il 
Juoco(Do\ce) — Nez de betterave(^o}ix. 
Diet.) lo dicono i Francesi. 

Nas che pissa in bocca. Naso apoi^ 
zuolo(Vag. Ast. bal. Ill, 9). Naso che 
piscia in bocca. Naso arcalo o aquilino 
o aguglino o adunco. Naso di civella, 

Nas con la goLta. Naso rampollanie 
(Sacch. Nov. i65). Naso che pare pinco 
di pescaiore, 

Nas cont el scagnell de sciavattin. 
Naso arcionato{CtiVO Stracc. Prol.). Naso 
scrignulo. 

Nas del cavall. Mdccolo. V. in Naris. 

Nas de mascbera. Naso da maschera 
(Tar. fior.) — Guardanaso. Questo ul- 
timo guardanaso dicevasi // Nasale 
allorcbe era di ferro e formava parte 
deirelmo degli antichi. 

Nas de Porcinella. Naso di Pulci" 
nclla{¥\i%. nime V, qS e. 1.). 

Nas franzes. . . . Nasino appuntato. 

Nas gropporent. Naso a bottoncini 
" o a bitorzi o a globetti. 



NAS ( 

Nas gnzz. Naso appuntato. 

Nas malconsciaa. Naso uscito del 
fX delV (urcldpenxolo, Naso strano* 

Nas perfilaa. Naso a/^lato (Vecor* 
lU ^oa) o proffllato o sdUetio o iUriUo, 

Nas puttost perGlaa. Naso aJJilateUo, 

Nas rispeltabel. Naso b(uUaU{Cap^ 
poui in Tom. Sin, a Badiale). 

Nas schisc. Naso rincagnato o nca- 
gnato, Naso camosvio o camuso. 

Nas siremenaa. iVWjro banibolone{FBg, 
liime V, 95 ed. luc). iVhjo da JitUar 
poponi(L\ppi Alaim, XI, 5q). iVo^o di 
/;/Vrt(Fag. 7?/m. V, 9$ e. I.). 
iH" A luniin o A vista de nas. Aoccldo e 
croce. A giitdicio dclV occldo, A man 
chiusa ? Alia grossa, senza consideraz.* 
In sig. piu stretto di A sliinnu r, 

Andd al nua. Sapeme male. Senlir- 
ne male, Dar nel n^iso. f^enir la muffa 
al naso, Scniire grave disgiislo da 
parole o falli altnii die ci tocchino 
al vivo. La ^Wk aiidada al nas. Cli 
cuoce, OH sn rea, Cli piite. 

An da su per el nas Darnel naso de- 
gli odnri aoiili, dogli spiriii vulalili, ecc. 

An<)a la inosca al nas. F', in Mosca. 

Argcnl?siagncm el nus. f^, in Slagna. 

Avegh bon nas. Esseie sapovito^f^ia-- 
dizioso* 11 la I. Ewmirlat naris esse, 

Avcgli stopp el nas o Vess saraa 
in del nas. Aifer intasato il naso, 
Averlo siopp.'ilo pi!r raliVeddore. 

Bagn^ el nas a vnn. Hg, Fare stare 
ad'Ucln^ clcuno, Por piede innanzi ad 
two, Supercrlo, Avaniar alcuno di ec- 
ccllcnzu, siiina osiinili, sopiavanzar- 
lo, snp*»rarlo. Per cs. Voi Than ba- 
gnaa el nas eh I Eld it sri Irovaia corsa 
quclhi preniinenza[Curo Nas. i56). 

Cascem el nas dcdree. Dammi di 
naso, Dammi ner^li oreccid o in lasca, 
Pdncarami iljitto, 

Cascia el nas de per tutt* Dar di 
naso a tutti i cauloni. Metier le mani 
in orjni intriso. Por naso ad ogni 
cesso. Dar di becco in ogni cosa. FiC' 
care il naso o Dar di naso da per tutto. 
Ficcarsi. Il fr. Fotirrer son net par lout, 
Cascili el nas dove no perlocca . . . 
Ficcarsi ove allri non dovrebbe. 

Cascia el nas in del cuu a on can.... 

Si suol dire per rabbia ai ficcanaso. 

Ctappa per ei nas« Pigliare per il naso. 



162) NAS 

CoU ^ oas. Aver il naso rampol" 
lante. Patir coriza. 

Di-dent el nas in d^on sironz. fi^ 
Fare come il moscon d* oro ; dare in 
una meta (Zanon lia^, aV. Iff 3). Ma- 
ritarsi male dopo uvere preicso ad alio 
luogo senza averne ragionevole adi- 
to, o dopo avere farfalleggiatu assat 
tempo senzu pro ricusando il bene per 
imbito del mcglio. 

El gh* ha sporch el nas. Egli h in- 
vitato clle nozze del fornajn. Ha Unto 
il naso e non se n*avvede. 

El p6 damm el nas de dree. Mi 
din di naso, Rinearimi il fUto. Mi pi- 
sci sn. L' lio stoppalo* Nol euro. 

FaccfOQ senza nas Al prop. 

Tiso grande con picciolissimo naso— - 
Al fig. sch. per Cuu. F", 

Fa-sii on gro[)p in sul nas. F', Grdpp. 

Lassass bagn^ el nas. Lasciarsi cor- 
rare alcana prendnenza. Andar al sole, 
Federsi appiedc in clieccliessin,Lasciar 
clie aliti ci ponga il pie^le innanzi. 

hassass men a per el nas. Lasciarsi 
guidar pel naso, Andarne preso pel 
naso, Jspeitare il cappello. 

Macaron^e Macaron al nas. Moccio. 

Me;na per el nas. Menur pel naso. 
Menar V agresio a uno. Far girare 
iino a sua moilo. 

Melteghdenl el nas* (ig. Assaggia- 
re, Spcrimentare. V ha comeuzaa a ca- 
sciagh-denl el nas. • . . fam. / cuccioli 
hanno incondnciaio a sanguinarsi. Ha 
coinincialo a guslare alcuua cosa per 
lo addietro ignorala o malgradita. 

Mellegh el nas. Un po* piu di fune, 
Dicrst a chi acceuni mancargli alcun 
picciolo che per compierc un suo la- 
voro. Coss^hoo dc meltegh .' . . • Met- 
tegh el nas. Non nrriva, . . . Un p& 
pin difime. 

Mett el nas de per tutt. F. piu, ad- 
dietro Cascia el nas, ecc. 

Nas trionfa e gora patiss. ... Si dice 
da chi sente buon odore di vivande 
c non ha inodo a gustarne — ed an- 
chc per indicare che presso alcuni il 
piacer de^ profumi e dell'^annasare ta- 
bacco siipera quelli della gola. 

Parli in del nas. Parlar nel naso. 
Avere prontuizia nasale. Lo Sgnanfizar 
del Veneziaat. 



NAS (I 

Refigodi-tii el nas. Far le boccurce 
(Pan. Flag. I, 6i ). Far dello schi/o. 

Begordass nanca del nas a la bocca. 
Nbn si ricordare Hal naso aUa bocca 
(*fosc. — Toinmas. Giunte\ 

Resla con tanto de nas. liimaner 
con sei palmi lung/ussimi di naso(L9\\i 
En, I , If), fiimanere o JSestare con 
un pnlmo di ncso o con tanto di naso, 
Se ved che resten-li con Unto de 
nas. Si veggono nasi c/t* escono /nor 
del p€iimo{Caro Let. inetU II, i8). 

Sangii de nas. r. in Sangu. 

Sav6 minga destingu del nas a la 
bocca. Non discemere V asino dal rw 
signuolo(Bihh. Q/lnnd, 11, 9). Non 
conoscere il K dal Q(Aret. Tal. IV, 5). 

Scominettegh el nas. F'. in Scomm^U. 

Senza nas. • . . Chi non ha quasi naso; 
il che (se non ^ da natura) fa dire 
Snasato o Dinasato ii cosl difettoso. 

Tajass el nas per sanguanass la fac- 
cia o per impias trass la bocca. Cid si 
taglia il naso s'* insanguina la bocca 
(Monos. 344). Tagliarsi il naso e in- 
sanguinarsi la bocca{*iosc» — poem, 
aut. pis.). 

Tajli-via el aas. Dinasare. Snasare. 

Vedegh minga del nas a la bocca. 
y. in B6cca« 

Vegni tutt nas o Vegnl tutt nas e 

geppa Dimagrare alPeccesso. 

Wis. T. de'CarroE. ecc. Spolta? Nella 

bocchella da limone all' inglese ^ Tar- 

CO rivollo di punta. 

N4s. T. de^MuraL e Filandieri. Sfogato- 

jo? II fumajuolo dei fomelli da seta. 

Nas che ancfte dicesi Beech. T. degli 

Strumentai. Nasello, Quella specie di 

beccuccio ch^^ da pi^ deirarchetto 

da sonare gli strumenli da arco, e 

nel quale sono confitte le setoie del- 

Tarchetto stesso. 

Nas^. Nasare. Dar di naso, FiiUare. An- 

nasare. Oflorare pos. e fig. 
Nasada. Fiuio. 
Nasi^da. Nasata(yLon\.\ Prop, III t i , iS-j), 

11 dare del naso in checchessia. 
Nasadinna. FiuUUina, 
Nasisc. Nasaccio, 

Nascila. Nascita, Voce che noi usiamo 
sol tanto nei modi Vt^ de bonna na- 
scita. Esser bennalo. Fed de nascita. 
Fede di nascita. 



63 ) NAS 

Nascond6n ( De ). Di nascosto. Di sop- 
piatto. Nascostamente. Nascosamente, 
Di celnto, Di farto. Alia celata. Alia 
s/iiggita. Di piatto. Alia macchia. Sop" 
piattone. In celalo. PerfuHo, D'involo. 
D^imbolio — li provenz. jyescomtdon, 

Nasc6sL Nascosto. Celaio* RimpiaUato. 

Naseri. Naseca. 

Nas^tta. fig. f^aligiaJo.Schizzinoso.Perma'' 
loso. Che ha o piglia per male ogoi cosa. 

Naslo. Nascllo, Nasetio, Nasino. Nasuccio. 
Picciol naso <— L** era on nasin d** on 
omm. Era nasello o naxetlo. 

Nasinceu Picciol nasino. 

lVas6n. Nasone. V, in N5s e Nappi6n. 

Nardil, detto di persona. Nasuio^ e sch. 
Ovidio Nosone o La Nasaggine del tale. 

Nasondn. Nasulissimo* 

Nliss che nelle parti prossime at Logo 
maggioredicono anche Gros^ra. Tasso. 
Sp. d^albero che e il Taxus bacclmtaL. 
I conladini lo hanno in abborrimento 
e credono che standovi all^ ombra ca- 
gioni loro le febbri ; per questa ubbia 
e pel lugubre suo aspetlo ^ anche 
nominato da alcuni Albero della morte. 

N^s. Nascere^ e alia lat. Orire. 

A sto mond besogaarav nass d6 
Yceult. y. in M6nd. 

Besogna nassel. Bisogna nascerci^ 
cio^ avere da natura una tal dote. 

L'ha anrod de nass quell che me 
possa (il, d), e sim. Non k eld possa 
Jarmif flirmi^ ecc. 
Nass dent. Nascere. 
Nass incaviggiaa. Niscer vestito. 
Aver la lucertola a due code. Essere 
fortunalissimo. 

Nass-sii.... Dicesi delle piante noveU 
line che incominciano ad alzar piede. 
Per tutt quell che p6 nass. Pe'casi 
die nascere possano sempre (kwhrdi 
Bern. 1 , i). A cauUla. Per boon go- 
vemo. Per biion rispetto, A buon essere. 
Torna a nass. Jiinasccre. 

N^ss.parl. d^acqua.iSSratiinre. Rampollare. 

Nass. pari, di astri. Nascere. Levarsi, 

N^. pari, di semi in gen. Tallire. Ger- 
minare -* II tallire delle castagne per 
iroppo riscaldamento si dice Jmpiolire. 

NAss. Pullulare. Parlando di forlumiy di 
cereali e di semi ^ quel Germinare 
che fanno nel serbatojo alPepoca in 
cui vorrebbero essere seminati. 



NAT ( I 

Nassi6n di cavaler. fr. cont. Nascenza 
de* bachi(LiksXn Op, V, 148). Vcss in 
nassion. Stare nascendo. 

Nasson de pess. v. a. Daz. Merc 

Gran nassa(re/e). 
Na5Si]ku. Nato; e idiot. Nasciuio, 

Apenna nassuu. Nato di fresco* 

Apenna nassuu Aggettivo 

- roetaforico il quale indica menomezza 
o picciulezza somma in alcuni layori 
inanuali donneschi , come per esem- 
pio Bindellin apenna nassuu. Slerti- 
no, Pizzin apenna nassuu. Merlettino, 
Nassuu ben. Bennato. 
Nassuu el di de Natal, r. in Natal. 
Son minga nassuu incoeu yk, Non 
nasco o^'(Pananti nel Carrier delle 
Dame milanese del 1 8 1 1 p. 4^0 )• Sono 
vecchio , sperto ; — ed anche per Sono 
conosciuto, avuto per buono. 
N^ta. 5. f. Odorato. Fiuto. U senso del- 
' r odorare. 

A nasta o A la nasta. Al JiiUo; e col 
Bern i( Or/, in. XIX, 59) A naso. A giu- 
' dicio dell* odore. 

Nastrasij. v. a. Daz. Afe/v. y»er Nasturzi. f^, 
Nastilrzi. Nastitnio. Pianta e fiore noto. 
Cassett de nasturzi. met. Piedi a 
pianta di pattona{}A}p^\ Malm,) Bietioni 
(*tosc.-Tom,G«iuite). Piedi grandi die 
pajono pianerottoli(\d.). Piedacci grandi 
e largbi — ... Scarpe stralargbe — Lo 
Strascino da Siena nel Cap, sidle Bellezze 
delta Dama{fieTm Bime II » 202 ) dice 

La mi nio&traTa qo«' Une bei p«doui 
Che oguun parera una xolla scalbata (for«« 
ha da dir« icimihata), 

Nata Gli Svizzeri del Canton 

Ticino cbiamano cosi il cacio fatto 
sui pascoli alpini (alp) allorcbe e fre- 
sco di non oltre due settimane; dopo 
il quale tempo e pii^ assodato lo di- 
cono semplicemente Formaj magher. 
Natal. Pasqua di ceppo, Peisqua di Natale, 
Pasqua di Nativitd, La Festa del No- 
' tale; e assolut. Nalale, 

A Natal on sbagg d^on gall. // di 
di san Tommd cresce il dl quanta il 
gallo alta il pik. Alio scorcio di dicem- 
bre i giorni incominciano a crescere, 
bencbe di piccolissima cosa. ^- f^, an- 
che in Gall e in Luzia. 

Bonn Test e bon Natal e bonna carna 
d" animal a ^ero e boun ci«ipp d'ani- 



64) NAT 

mal Augurio scherz. ufitato 

(ra noi per Pasqua di Natale. 

Fa Natal Pasquare per 

Pasqua di ceppo. 

Natal al 069 Pasqua al foeugb; Na- 
tal qI loeugb, Pasqua al s6 Se 

per Pasqua di ceppo Taere ^ tern- 
perato e fa il sole, quasi sempre e 
il royescio alia Pasqua maggiore sus- 
seguente. I Francesi pure dicono Quand 
No€l a son pignon^ Pdques a son tison, 
Quand on voit les moucherons a Noel f 
d Pdques on voit les glaqons, 

Panaton de Natal, Fa vegni su el 
panaton de Natal, ecc, V, in Panal6tt. 
Scioccb de Natal. V, in Scioccb. 
Vess nassuu el di de Natal, fig. Esser 
nato in domenica, Essere fort una to. 
Zenon de Natal. F", in Zen6n. 
Natal In.... Fanciullo nato il di di Natale. 
Natal izzi. Natalizio, 

Natin 1 Bellinzonesi cbiamano 

cosi il piccolo cacio casalingo o sia 
fatto in casa, queiristesso che i Lo- 
carnesi dicono Formagella e i Val- 
maggini Mbtta, Questo roedesimo cacio 
i detti Bellinzonesi cbiamano Tonia se 
d** infimissima natura. 
Natta. Natta, Specie di tumore. 

Natta de Hdegb. Gdngola, 
Nattinna... Picciola natta — Gangoletta? 
Natt6s. Gangoloso (Tom, Sin. i85). Ag- 
giunto del fegato cbe abbia gangole. 
Natura. Natura, 

Fa on sforz de natura. F. in Sforz. 
In natura. In cwe/«(Fag. Mar, alia 
moda III, 9). 

Istint de natura. Istinto di natura, 
Vess minga in natura. Esser contro 
natura, 
Natura. Conno, 
NaturM. s. m. Naturale, Natura. 

El natural el se cambia pii. Chi h 
d'una natura Jino alia fossa </fim(Fag. 
Av, pun, I, 11). 
Natural (Discgn4 al). Disegnare dal na» 

torii/e(Baldinucci Fita del lippi). 
Natural! che anche dicesi Naturalmentl 
int. Intcndesi(kmbv& Cofan, II, 'i). Natu- 
ral e!(*tosc,~ Tomra. Gitutte),Per appun- 
to. La cosa corre pe' suoi piedi. Certo, 
Si, Noi usiamo le due voci in modo 
assoluto per affermare cbcccbessia, 
quasi volessimo dire Di sua natura 



NAV (i 

debb*essere cosl In questo c&to sono 
sinonime di Jlter e Mterchi, e dclla 
frase toscana A dire. Per es. nd f^ero 
Jmore non cura interesse del Fagiuoli 
(II, 3) ii passo scguente 

An$. Siccbe il parcnUdo c fatto ? 
Ciap, A dir* 

tradurrebbesi da noi a qucslo modo : 

Aiu. Siccbi o1 par«fitori 1* i condo* ab ? 
CUp. Natoralment o rero Altar o rrro AU 

Natnr^. ad. di Sl6ria. r, (t«r dii. 

Naturalise. Naturaccia. Malgeoio, mala 
inclinazione da nalura. 

Naturalizz^. Cormaturare — Nci noslri 
uffizj si usurpa altresi nel sig. di Amr 
mettere alcuno a compaesano. 

Naturalm^nt. inter jez, sin. di Natural, f^. 

Nav. Nave? Navicello. Barca oneraria 
usata 8ui nostri laghi cbe il Daz. Merc, 
dice lunga per solito braccia milaaesi 
qaarantadue. £ diversa in qualcbe 
parte da queir altra specie di nave 
che i Lecceasi dicono Ocftln; della 
quale diversity veggasi in questa ul- 
tima Toce. Le sue parti veg. in B4rca. 

Navlida. v. a. Daz. Merc Nauicellata. 

Navada. Navata o Nave di chiesa. La 
Navada de mezz. La Nave maggiore 
o di mezzo. 

Nav^degb. Navolo? Nolo? Gbe voeur 
tant de navadegb. Tanto per navolo? 

Navadinna. Navicella. 

Navarln. Tlgnamica, V. Tegndn. 

L'cva inacA na-varin, spiottar, peloja. ( Bal. i{/*m. ) 

Navaroeil. v. a. Daz. Merc. Naivichiero. 

NaTasc^e clie anche dicesi per isch. Sona- 
d6r. Bardoccio ( Doni Zucca p. i Sg — 
Canti Carn. I, ai ). BoUinaio(*^or. — 
Meini in Tom. Sin. a Lalrina). Cavafo- 

gne{^XO%C. AgU atti, al gesto, al porUmanto , 
•1 brio Hi par un cavafogna affa di mio). 

yotacessi.NeUacessi' Piominnatore, Co- 
lui cbe vuota i cessi cavandone il 
cessino. Fra noi gli acquai , i cessi e 
aim. metlono io quei pozzi neri o bol- 
tini cbe diciamo Scistem ; e percio i 
votatori di siffatti luogbi, cbe nomi- 
oiamo Navascee dal recipiente (nova- 
scia) in cui ne raccolgono Timbrat- 
to, sono detti Cisiemieri nei nostri 
uffizj. Questo vocabolo pero pecca 
d'anibiguila cbi guardi ai diz. ital. 
uei quali Cisterniere e dctto colui che 
vuota Ic cisterne dall^acqua piovana. 



65 ) NAV 

Navasc^ot (And^). Andar ancajoni o cion^ 
eolone'-Bancare^Bandiettare^'ir zoppo. 

Naviiscia. Ca//a (Sodcr. Colt. Vii. 196). 
Recipiente quadriluugo e in qualcbe 
modo a foggia di nave in cui si rac-^ 
colgono e si pigiano le uve per indi 
buttarle nel tino. la alln luogbi d^I- 
talia usano a tal uopo la higoncia^ il 
barile^ la tinozza^ la bennaccia Q il 
tinozzo(Gior. agr. XI , a6o ) — Forse 
^ un rimasuglio della Navia dei Lati- 
ni; in gran parte le corrisponde la 
Castlada dei Bulognesi , e in pieon 
la Nave dei Modenesi. Ha 

Test. Testate » Foeuder. Fodere. 
Anima » Cuu o Fond. Fondo m Spood. 
Orli ■» Ciav. Catene? 

Navascia. . . . Recipiente consimile al sud- 
detto nel quale i botlinai trasportano 
dai pozzi neri alia campagna il cessino, 
e gli spazzaturai raccolgoao il fango 
delle vie della citta. 

Navascia. . . . Purgare i botiini metlen- 
do il cessino nelle cosl dette navasc. 

Navascia. K. in Navascent e Quanquan. 

Navascin. Sconciatura. Naneroltolo. Uo- 
mo contraflFallo e piccinaco. 

Navascioeu. Tinella. Sp. di truogolonc 
di legno , capace d"* una brenia di vi- 
no, cbe nello svinare o nei mutar i 
vini si sottopone al lino o alia botte 
per ricevere quel vino cbe sovfab- 
bonda alia misura cbe si va facendp. 
£ affine al Lanciddaru dei Siciliani. 

NavascicBU. Bigoncione ( Re Ort. dir, ). 
Tinozzo iu cui si trasporta il cessino 
dalla navascia. a quelle parti della 
campagna ove si deve spargere. 

Navascicsii. T. de' Pizzic Quel truo- 
golonc in cui si adagia il ma j ale niaccl- 
lato di fresco e si scotta per dipelarlo. 

Navascioeii. s. m. Nanerbtiolo. Piccinaco. 

Nava8ci6n. | Bilenco. Sbilenco. Uno storto, 

Navasciolt. S uno cbe ba le h'\Vie(i sciahtl). 

Navasciott Truogolonc assai 

fondolut'o nel quale i pizzicagnoli al- 
logano, il lardo in salamoja allorch^ 
d' estate lo mettonb in serbo nelle 
gbiacciaje. Nella stagione estiva serve 
come sostituto al Said. V, 

Nav^lt Fabbricalor di barche. 

Navell. Pila, Abbeveratojo, Vaso di pie- 
tra da contciiervi acqua , ad uso per 
lo piu di abbeverare le bcstie — Quasi 



NAV ( i66 

comunemente n^gli scritti de^nostri 
iQgegneri, peritiyecc si trora usata 
la vore Ji^llo io seoso di abbevera- 
tojo 9 COD equivoco maniroJJo. 

NpvcII. Conca come quclln delle troinbe. 

Nardil che * llri rlicono Mnrnio o Busoed 
de Pacqua o Beviroeii. T. de'Matlo- 
Doi. . . . Trogolelto iocavato net dorso 
del cnvalletto da maltonieri per lener- 
Ti un po'd^acqua colla quale bagoare 
la forma c il lisciatojo Del lavorare 
i qiiadrucci « onde Don vi si abhia a 
riseccar sopra la crela. Suol essere 
fondo ODce sei, largo once qualiro, 
lungo once selte del braccio uosiralc. 

Nav^ll. iV«wcc//w^*san. - Diring. Pirof^.). 
Navel! de spazzur. Navicella da Invar 
spnzzatitre (i\i)* 

Navell. Jvello , e poet. Conca per Tomba. 

Navell. T. di Zecca Queila 

cooca di grnnilo in cui metlonsi a 
bollire i cosi delli iondini per blan- 
chirli^ i Franc, la dicooo BouUloire. 

Navell. T. dcTornai. Pozzefta. Specie di 
catino o di tinnzza in cui s* immoUa 
lo spazzalojo de^forni. 

Nives. V. brianz. Zambra{*p\s. — Cocclii 
De* Bagni di Pisa pag. 3o). Nome di 
tulti que^torrentelli e rivi perenni 
cbe dal sommo de"* colli e dei monti 
scorroDo per le convalli al piano — 
y. anclie in kyes, 

Navdscb che altri dicono Nev^scb o Ne- 
desch e neWAlto Mil, Gerb. ... Sp. di 
gramigna cbe infesta i coltii. La voce 
deriva forse da Naves ^ aves, 

Nav^tt. NaviceUo? Specie di barcone 
che i Leccensi dicono anche Ochin. 
f'. — II Daz. Merc, dice che soleva 
esser lungo braccia venlnn milanesi. 

Nav^lta per Navis^lla o Spoei!kra. F, 

NavetuSn. Navicellone ? Specie di nave 
che sla di mezzo fra la Nav e il iVa- 
vMt per le dimension I. 

Navett6n. Anellone. Orecchino grande. 

Navig^. Navigate. Navicare, 

0mm che sa naviga. fig. Uomo cite 
sa navicare o barcheggiare, 

Navigaa. Navigato, Navicato — - e fig. J9i- 
scottato* Spertissimo, y, in 6mm. 

Navigli o Navili e has. Naviri. s. m. Fosso 
naviglio, Fosso navigabile^ e piu co- 
munemeule per una stranissiroa ano- 
malia di lingua Fosso navigante* Fusso 



) NAV 

che si pu6 narigare. - Abusirameote .ft , 
dissero gia da noi Navigli anche alcu- 
oi Canali irrigatorj ; ma oggidi questa 
voce non k usala che a deoolare t 
grandi Canali navigabili segiienli* per 
mezzo dei quali il Verbano, il La- 
rio, TAdda, il Ticino, il Po c PA- 
driatico hanno fra di loro non in- 
terrolta comunanza di navigazione. 

JVavigli Grand , detto anche aniica-' 
mente Tesin6II o Navigli de Gasgian.. . 
Cunale- che, deri?ando le acque dal 
Ticino presso Tomavento, procede 
finoa Castelletlo d^Abbialegrasso don- 
de , bipartendosi in due rami, scorre 
coir uno detlo NavigU de CasteUU ^a 
sotto le mura ticiuesi di Milano, e col- 
Tollro dcllo Navigli de Berequard Gno 
a Bcreguardo. Primo esempio di %\t- 
fatli canali in Europa lenlato dalla 
Repubblica Milanese fra gli anni 1177 
e T 1 79, fu ridollo onninamente oavi- 
gahile nel ramo di CastelleUo correndo 
Tanno 1370 — Qnella parte deiranti- 
CO Ticinello che da Binasco scorre fino 
a Pavia a pro della irrigazione ^ delta 
Navigli o Ncmgliasc. 

Navigli de la Martesanna o Navi- 

gli^tt Gran canale fatlo scavare 

verso il i45o dal nostro Duca Fran^ 
cesco I.* Sforza. Tpac le acque dal- 
TAdda a Trezzo, e sotto Viarenoa 
in Milano le confonde con quelle del 
Naviglio Grande, deiroloua e del 
Naviglio di Pavia. — Quelle acque di 
esso che in gran parte furono inal- 
veate Delia fossa delle antiche mura 
della nostra citta accerchiandola da 
San Marco a Viarenna diconsi Navigli 
interna ; e quelle che da San Marco si 
celano fra le case insino al Pontaccio* 
donde scolano sotterranee a Porta 
Vercellina, diconsi Navigli morL 

Navigli de Paderna Canale 

navigabile che sotto Paderno trae le 
acque dalPAdda e le conduce sioo a 
Porto dove le restituisce a quel fiu- 
me. Tentato fin dal i5oo, fu compiuto 
verso il 1770 a -fine di concedere 
alia navigazione anche quel tratto di 
Adda ch'esso costeggia e che ivi le 
oppone scogliere insuperabili. 

Navigli de Pavia Gran ca- 
nale navigabile cbe dal Ponte del 



NAZ ( 

Trofeo pretso MQano scorre fino Q 
Pavia dove rende al Ticiao le acque 
che ne rice vet le per mezzo del Na- 
viglio Grande. Tentato invaoo solto 
la doininazione spagauolu, fu renliz- 
xato a tempo del cessalo liegDo d^l- 
talia 9 c compiiito nelPanno i85o. 

Custod del Navigli ^>'ofne di 

chi accudisce ai punli di derivazione 
delle acque dei suddelli Gauaii. 

Dazzi de ia cadeooa Gobella 

impostasi fia dal i4io a tulle Je bar- 
die iiaviganti sul Na viglio Graudc, ad 
oggetto di soslcnere le spcse di ri- 
paraziooe al inedcsiinoy cosi delta du\ 
Catenoadi ferro attraversanle il canale 
verso il suo terinine. {dietro, 

Kavigliasc. r, in Navigli Grand pih ad' 

Navigliett. f^, in Navigli de la Alartesana. 

Navili. ^, Navigli. 

Naviri voce conL e idiotica per Navigli. F'. 

NaviroBn per Navaroeii. F", 

Navisella. Nas^icella, {forme* 

Faa a uavisella. Navicolare, Cimbi-' 

Navisella. T. de^ Tessilori. Sjmola, Spola. 
Ha un fuscello delto Spoletlo ovt: si 
tiene il cannel del ripieno per lessere. 

Navisella Sorla di panello^ alle voile 

indolcilo cod burro e zuccbero^ cosl 
detio dalld sua forma. Gli k sorella la 
iSc;</o/a(spuola) de' Fior. — F, in Mlcca. 

NaviselUa Panetlioo in forma di 

picciolissima iiavicella. 

Kavol. Ntivolo, Ndalo. Quel danaro che 
si paga per passare in barca dalPuna 
alP allra riva d' un fiume o sim. 

Nav6n. Navone, Ffapo, Radice della Bras^ 
sica napus luoga, soUile, gialla^ edule. 

Navrl o Ncrvi o Gnervi v Incaslrin. T. 
de' Mugn. Cateratla dei In gora — Nei 
nosiri Daz. Merc, i detlo Ncruile, 

Naza (Giuga a la) Specie di 

giuoco che usa in qualcbe parte della 
campagna tiiilanese (ov'e ancbe detto 
Giugd a ia porcola)^ e che si fa come 
siegue: Uno de' giocalori lira una pal- 
loitola di legDO in piana terra perche 
giuDga a un dalo puoto dove slanno 
molli altri giocatori divisi in due par- 
tili. Essi con cerli bastoni, alquanio 
ricnrvi in cima, danno alia pallottola 
con tuUa forza de'^colpi, que'd'un 
parlito per allontanarla dalla meta, 
e que' dell' allro per mandarvela \ e 



167 ) NEC 

cosl Ya in lungo il giuooo sino a tanto 
che non si toccbi la inela o sinch^ 
infervoroti i giocatori, in luogo dl 
dare alia palla, dandosi dcHe niazzale 
sorde fra loto, noo converlano lo spas- 
salempo in guai. Corrispoode esaltain.* 
alia Pdmn de' Manlovani 9 ed nuche ha 
parentcia col giuoco toscano della i^en- 
tolaccia, inutala la peutola in palla. 

Nazioo. Nazions. 

Nazional. Natiomde. 

Bandera uazional Cos) chia- 

mossi fra noi dul 1796 al i8i4 la ban- 
diera di color verdct rosso e bianco. 

Beni o Fondi nazional Beni 

stabili incamerati a pubblico scrvizio. 
Guardia nazional. F. in Gu^rdia. 
Vesiii a la uazionala. Con ahiio 
nazionale, 

Nd. prun. Ci. Ne, A noi. El ne di di 
bon parer. Ci consigiia bene. £i ne ven 
de giusiizia. Ne perliene di giusUua, 

Ne. Nk. N^ mi ne ti. Ni io nh tu. 

N^ per Non, Per esempio : Che u^ dal 
ciel a anda dove el slu lu. Cite non 
dal cielo a dove egli dimora, 

N^ per Pure, Ne soni chl per quell. Io 
ci son pure a questo Jine. 

Ncbbia che dai cont, diccsi Nibhia e in 
gergo Scighera, Ghiba^ Caligo. Ncbbia. 
La nebbia tal e qual la troeuva la 
lassa. La nebbia lascia il tempo che 
trova{^iosc* — LasU Prov. V, 261 — * 
Monos. S^S). La nebbia lascia il tempo 
c/ie la trova o che trova o c/i* ella 
trova (Magal. Op. a65 — Zanon Cre%, 
ritic, pyg. aa5 — Gior. agr. XI(, 65 ). 
Vegni-sd la nebbia o la scighera. 
Jnnebbicrsi* /lunebbiare, 

^ihhla.fiuggine delle biade e delle piante. 

Nebbiaa. Nebbioso* 

Nebbi^a. Aimthbiato. IntrisUto, (tello, 

Nebbiad<^ll o Nibbiad^U. Afalazzo, Scrior 

Nebbiascia. Nebbiaccia{*io8C.). Nebbione. 

NcbbiascicSona. Nedbionaccio, 

f(chh\kiiQMcbbiarella{MoT£ase contp.io. 

Nebbi^lU de I'asee. Panno delPaceto 
(Targ. Flag. Ill, 8). 

Nebbiellinna. NebbiolinaijBXg. Flag, HI, 

Nebbiin. Nebbietta. (27. 

Nebbioeu. F. Nibbioei!^. 

Nebbi<5n. Ncbbione. 

Nebbios. Nebbioso, 

Necessari. s. «. per Ckner. F, 



NEG ( 

Necessari e Neiessari. ad. NecessaHo, 

A sto mond gh^^ nissiin de necessa- 
n.... TuUi ci possiamo giovare; ma 
ognuno di noi piio far di maoco del- 
Paltro a un bisogno. Lo diciamo per 
mostrarci noncuranli d'^alcuno, e le 
pid volte per rinluzzame Porgoglio 
se ci yuol fare il coUo reputandosi 
che non possiamo fare senza dl lui. 

L'^era mo necessari che te fasset, 
che te disessel? o simili, Occorreva 
mo* che tu facessi si e si ? 

Necessari come el pan. /^. in Pan. 
Necessita. Necessilare. 
Necessilaa. Necessita. Gh^era minga sta 
necessitaa o sto bisogn. Non accadeva 
(Caro Lett* ined. I, 5a). 

La necessitaa no la gh^ ha legg. // 
bisogno non lia /e^e(Monig. la p^ed, 
111, 1 5). f^. anche in Legg. 
Ned^sch. f^. Nav^sch. 
Nedruga o Niidreg^. Cauare e rigos^er^ 
nare le cose dentro(Aisse il Sacch. Nov, 
i46 pari, di porci); e nob. Si^Uce- 
rare, Disviscerare, Fra noi prop, e il 
cavar le frattaglie cosl eduli come no 
dai poll! quando si acconciano per la 
cucinalura; quello che i beccai fran*- 
cesi parlando de'buoi, vitelli ccc. di- 
cono Habiller, 

Nedrug4 pragh disse il Porta per 
Aslergere e Medicare le piaghe. 
Kcfas (Per fass et). A riito e a torto* 
Nega. Negare ; nob. Metier nicgo ; scherz. 
Abhracciar son Pielro. Far i'iefro(Fag. 
mnte II — Xelli All, di ved. 1,6). 

A nega se falla mai. Figliuolo^ il ne^ 
gare i il Jior del pialo. 

Nega el Signor in su la cros. f^, Cv6s, 

Jiegk i cinqu sold a Tost. F, in 6sl. 

Nega tiitto. Negare a spada tratta 

( Nelli yecch, Biv, II , ao ) , ostinata^ 

niente, apertam' Stare sulla negatii^a, 

Nega. Annegare, Affogare, {risa, 

Nega el rid. Sqffbcare o Trattener le 

Nega-gi6» Ingojare. Ingozzare. Man- 
darla g/t/.Comportar oflese o dispiaceri. 

Nega-gio la soa volenlaa. Abnegare 
la propria volonta. Fare abnegazione 
delta propria volontd, 

Nega in del broeud. . . . Cuocere 
chcccliessia in brodo esuberante. 
Nega. Ammorzarc, Smorzare — Nega la 
brasa. Smorzare le braci. 



i68 ) NEG 

Negaa. Affogato. Sommerso. Annegato, 

Rost negaa. F, in R6st. 
Negaliva- Negativa, 

Negher e cont. Nigher. Nero. Negro Ql Pe- 
trarca disse anche Nigro,) -Ghetxo.Atro. 

Anima negra o Anima persa. Empio* 

Giuga a la rossa e la negra. A^. in Ross. 

Mett el negher sul bianch. Far delle 
parole bianco ner)o(Fag. Zing. ). Beso- 
gna mett el negher sul bianch. Le po- 
role non s* injilzano. Dett. con cui si 
, vuol avvertire doversi assicurare di 
checchessia con iscritture. 

Negher come el carbon. NegiXf di 
carfro/itf(Pros. fior. IV, in, loS). Nero 
moratoi^Hot. -^ Son. di mess. Lazzaro 
barbiere — Vasari p. a8 ). Piu nero 
die mo/Yi(Burch. Son. p. aoa). Nero 
pitk die iin tizzon qitand* egli h spento. 
Dicesi del vinaccio. 

Negher come on sciavatt o come on 
Croatt o come Fincioster o come on 
scorbatt o come la cappa del camin 
o come el tabarr del diavol. Nero piii 
d* un calabrone{Lip^i Malm. XI , 3 ). 
Nero come un calabrone(Bnoni Prov. 
II, a84 — lu Toscana chiamano en- 
labrone il nostro bordocdi blatta oricn- 
talisL. con voce ambigua perche omo- 
nima col calabivne vespa crabro ). 
Nero come il CAmi/io(Gigli lieg. 5j8). 

Trk del negher. Negreggiare. Ne^ 
reggiare. Esser nericante, 

Vess Ionian come el negher del 
bianch. JSsser lontano piii che non ^ 
gennajo dalle more. Siiol dirsi di cose 
che siano tra loro disparatissime. 

Vesliss de negher o in negher. f>- 
stir di nero. Festire a nero — Festire 
a bruno o a lutlo. 

Vor^ prova ch'el negher ci sia 
bianch. Foler mosirare o far vedere 
il bianco per nero* Lo stesso che Fa 
corr on legn per on baslon. V. 6astx3n. 
Negher. ad. ^%, Nero{JomdiS. GiunU). Tin" 
to. Cangiato di colore a cagion d'^ira. 

Negher come on scin o come on 
capell. I'into di sdegn^(hcsLC. Sdi. Falsi 
Dei X , 1 ). Arrapinato — Vess ne- 
gher con vun. Essere nero con alcana. 
Negher. Ad. di Argent, 6r e simili. . . . 
Che non ha lucentezza, che e privo 
del colore e naturale c artificiale^ cd 
anzi nericcio per violenza di fusione. 



NEG ( 1 

Negher o Nlgber. Ad, di F1gh«!*6s. y, 

Ifcgher. s. m. Lis^idura. V, Molr^ll susU 

^'cgher. s. m. fiero. Colore per df>inge- 
re, acquercllare, ecc. Ab!)iamo i Ntro 
d^avorio^ il Ntro di brace , ii ^ero 
di carhonc , il Nero d^ osso 9 il Nero 
dijumoj il Nero di nbccioli dipesca 
(Tar. fior.), ecc. ecc. 

Negber. s. m. Bigio, Irreligioso, Sfirito 
forte, 

Negber. s. m. NeiV d*o$so{Tair, ftr.). 
i confetiieri cbiam&no co»i rosso bru- 
cialo che adoperano per cbiarift:are 
lo zuccbero. 

Negber fuinm. y. Fumm de ras. 

Negligent. Negiigente* Trascaraio, 

Negligent^. NegUgeMare, Tmscurart 

Negh*geiit6n. Negligenlissimo. 

Negligenza. Negiigenza - Negligenziaciia, 

Neglisg^ Missa in negli^ge* In atiio 

negieUo, In veste ncgletla, U coitr. 
d^abito da parata. 

Negozia. Negoziare, 

Negouant Negoziante, 

NegoziazioD. // negozio. II negotiare, 

Negozi^tl. Negozietto. Negoziuccio, 

Ncgozioa Negozione. 

Neguzzl. Coso, Lo stesso che Robba. A 

Negozzi. gergu. Coso, Cotale. 

Ncgdzzl. Fondaco — totlega — Teionia 
Banco, Luogo dove si uegozia. 

Negozzi de Ebbi ciescoinpagn o vera 

Negozzi de I'ea. Negozio di pochc 

tasfole o di poca levala, Negoziuccio* 

^'egozzi de^iaviaa. Negozio sviato 

(•tosc. — Meiol in Tom. Sin. a Tt-auiare). 

Negozzi inviaa. Negozio awiiUo. 

Negozzi. Negozio. Faccenda. Affare. 
Fa Degozzi. Ridurre a compimentc 
un coniratUf. Far negozio, 

Negozzi de orb o Negozzi orb. iVego- 
zione. Negozio, aflfare di luollo lucro 
a cbi se ae occupa. 

Negozzi straccb. Affare impicciato, 
Maiajffare. Affaraccio, 

Ncgra. Nera, 

Ob ficeul d^ona negra! Poffar Van- 
teal Poffarbacco! Poffar del mondo! 

Negree. Ad, di Mor6n. r, 

Ne^r^ra. i/va mostaja. r* in Uga. 

Ncgrcra. Sp, d' erba simile alia Morel- 
Iguqu. r. 

Ne^riu. Incredidetto, 

Negriuaa. Brunelta, Donna brima. 
f^oL TIL 



69) NER 

NegnSn che altri dicono Carbdn , Car- 
bousdn , Marc, Marscion o Marsc^U 
o Negrumm. Cathone, Buggine, Fulig^ 
gine* Malallia del grado per cui le gra- 
Delia riinaugODO in sutla spiga cohie 
carboncelH speoti, neri e felidi — Noi 
cbiarniainu con pari nome la Folpe 
o Golpe e il Calvonchio allra nialat- 
tia del grano in cui la spiga tulta si 
tr.nmiilu in polvere nera e ietente. 

Negrou altuni dicono esclusitfamente il 
CalvoQcbio del grano turco , riser" 
vando il Marc al solo Jjiunento. 

Negr6u. Moraccio, Neron^*losc, - T. G,). 

Negr6n ed anclie Negrumm Ma- 
lallia cui vaono soggetli i bacbi da 
seta allorcbe gia abbozzolali non tro^ 
vano anibienle veutilalo e soffrouo del- 
r afa. Per essa il baco infracidisce. 

Negr6n e Negron6n. Ateo — Bigio, 

Negrdtl. Nerastro* 

Negrumm per NegnSn. F. • 

Ndb ! o N^bn ! F, Neu. 

Nel. Ce lo, A noi lo. Per es. Nel daran* 
Ce lo daranno, 

Nemls. Nemico, V. Desenemis. 

A Tamis pclcgh el figb, al nemis 
niondegb el persegh. F, in Persegb. 

N^o o Nebn ! NeU I Ne (Nelli Serv. pad. II, 
10, 111, 4 — >d. Mogl, in calz. 1,4) — 
Talora ancbe per £/a, £/«, Bada a me. 

Nends. F, in Nds. 

N^o. Neo; e alia lat. Neifo\ 

Nepunemancb. N^ piii n^ meno >- Per 
Impunemancb. F, 

Nirc. Scachicc/doi^iosc, ), Decimo. Nece. 
Scrialo, Persoua poco vcgnente, malan- 

Nercia. Fern, di Nerc. F. (data. 

Nercm. Scriatello. Scricciolino, 

Nercidn. Piagnone, Pigolone. Bufonchino. 

Neron. iVerD/te(Zanob. Diz.). Crudelaccio. 
Coeur de Neron. Neroneria. 
Faccia de Neron. Fiso torvo, 

N^rv. T. de'Sellai, Pellat., ecc. ... La 
faccia superiore delle pclli; cbe la 
sottana diciamo Cama o Carniizz, F, 

Nerv. Nervo. Questa Toce usiamo solo 
parlando di mali; in ogni altra occa- 
sione diciumo Gn^rv. P', 
Mai de nerv. Mai di nervi, 

Nervdtt.T. de^ Mural., Arcbil., ecc. Listel" 
leUo, Si specifica poi in RegoleUo se 
piano, Tondino se rotondo, Costolonc 
se groiso come aeU« volte goticbe. 



NET ( 

Nervettin. T. de'Sellai, ScggioWi, ecc. 

Orlettino di pelle, che lalora 

ha un^anima di funicella, il quale s^in- 
tramette tutto liingo Tia ie costure 

^ delle pelli onde si ricoprono i sederi 
delle seggiole, i cuscini delle carrozze 
e del soOiv e simili. Serve a nascon- 
dere la costura e abbeHire il laTQi*o. 
Quando se gli sosUtuisce la triaella, 
come usa per le carrozze, lo diciamo 
Cadenln, V. Jpp, al voL II, 

Nervl e Nervil per Navri. f^ 

Nervos. Nervosa, Maanervos ..Ma/i nervosL 

N^scit (Fa). D€ur in ciampanelle » in nulla* 

^esi^a per loasiaa. y, 

N^spol. Ad. di Per, V. 

N63po1a che i conU dicono On nispol. 
Nespolo, Nespilo, Albero detto Mespi- 
lus germanica dai botanici. 

Nespola che i cont dicono Nispola. iVe- 
spola, Frutto del nespolo* 

Col ten)p e la paja madura i ncspol. 
Con un po'* di pazienza anco la merla 

. nella ragna intoppa(Mou. Ser, nob, 
in, 21). O/l tempo e con la paglia 
maturano le nespole. Tempo viene chi 
pub aspettarlo, Biesce meglio chi suo 
tempo aspelta. Di cosa nasce cosa e H 
tempo la goxfernn, Chi ha tempo 1m vita. 
Per nespola. F, in Pdr. 
Pocca nespola I che anche dicesi aU 
Uimenti Acqua de belegott! Corbe^r 
zoli! Bagattelle! Capperi! Esclamazione* 
r. C^spita. 

Nespolin. Nespolina. 

Nespol6n Grossa nespola. 

P^etall dicono i cont. brianz, per Natal. F, 

Nett. Netto. Pulito, 

Ave faa nelt. fig. Aver fatto ambas- 
si in fondo, Lo stesso cbe Ave man* 
giaa anca i ciod de la ca, F* in C4, 
Dilla nella e sVelta. Dirla Juor 
fuori. Dire al pan pane- Dire o Chia'^ 
mare la gatta gatta, Dirla ton da. 

Fa nell. Far repulisti. Fare il repu^ 
listi. Farlo spiano. Rifinire, divorare, 
consumare tutto; e pari, di sostanze 
Fare piazza pulita(*tosc,), Queiromin- 
Il el va a fa nelt tutt-coss. Ei va alia 
consuma, 

Giug^ nett. Giocar netto , cio^ leal- 
picnle, 

L** e minga nett. Ei non e una nella 
/mna^ 



170 ) NET 

Blett in nett. MetUre al pulito(BBU 
dinicci Fita del Lippi — Bedi Op, 
III . 2a8). Ptidurre al /i€ao(Borgh. Lett. 
57 in Pr. fior. IV, iv , 49 — Galileo 
' Leiera 19 novembre i634 al Mican^ 
zio), Copiare al pulito( Segm Lett, ia 
Pns. fior. IV, III, 147)* 

Nett come on specc. Netto di spec^ 
clio. Netto come un bacino. 
Nett de bugada. Di bucato, 
Passalla nella. F. in Passa. 
Porta- via o Taja-via nett. Portar 
va o Recidere in tronco o di netto. 

Torna a melt in nelt. Jiimettere al 
pulito(rBrg. AU. Accad, dm. I, i63)« 
Vess nett. ^g» Aver le mcuii o la 
ioscienza netta. Non aver tacche. 
N^t..T. mere. Netlo. Senza tqra, Esente, 
Al netto, Detratti cali, e detratta ogni 
spesa. 

Nett de restii e sim. Spesato di ve- 
stiario o sim. 
NetU. Nettare, Pulire. Forbire. Jiipuli- 
re — Mondare, JUmondare — Purgor 
re — Sfecciare, 

Da-cbi el robb de netta. Dammi il 
nettatojo, 

Net(a-foeura« Ripulire Tintemo dei 
corpi- 
Netta-gi6. Ripulire dall^alto al basso. 
Netta r on. F. in 6rt. 
Nelta-su. fig. Far repulisti. Far lo 
spiano, Fedi F4 nelt in Nett. 
Netta-via, Ripulire le superficie. 
Torna a nella, Rinettare, 
Netta, T. d'Agr. Nettare H pagliuolo. 
Levare con iscopa leggiera d'in sul 
grano il vigliuolo. 
Nettaa. Nettato. Forbito, Ripulito — Mon- 
data. Rimondato -^Purgato — Sfecciato, 
Neltada. PulUa (*losc. — Tomm. GiunU). 

Ripulita? Nettamento, 
Nettadinna. Pulitina {"iosc, — Tomm. 

GiunU), Un po* di ripulita? 
Netladura. iVcttflinento. Rinettatura, Pur^ 

gatura, 
Nelliss. Nettarsi, Pulirsi. Ripulirsi. 

Nellass la bocca. meU Spular la 
iH)glia, F» in Bucca« 

Pod6 nettass la bocca. fig. Potersene 
neltar la bocca Con due pezztiole{Se\ii 
Fecchi ^w. 11, 5) — F. anche in Bocca. 

Nellass. fig Pagare ogni debilQ, 

NgUisc (Net^). NcUissimo, 



NEV ( 17 

lYettWia. NeUezna* Mondetza. 
Neti^o. NtUuno. Nettwmo, 

Secca i ball a Netun* Tbgli^re il 
capo ad una peseafa, Assordare I Sec- 
cart una pescaja. 
Keuter. tfeutro, 
Neutral. Neuirale. 
N6v e sch. La sura Biaiiea. Neve, V. F&cca. 

Ann de ney Annata nelosa. 

Aria de ner Ventu chd mi- 

naccia neve. 

Blanch come la ner. y, m Bia^ich. 
Consume come la nev al s6. t^/i- 
sumarsi came il sal neWacqua (J4$c9i 
Spirti. IV, q). 
F^ i omitt in la nev. f^. in OnikiU 
Fi-sd la nev. Spalar la nes^e. 
Ginee e fevree la nev ai pee o ikro 
la ney I* ^ madregna, e OMirx T^te- 
gna. Gb che neve clUude sole apre. 
Sotto neve pane* In gennajo e in f\h- 
brajo le nevi , ancorch^ crude a .s<|>- 
portarsi, giovano alle lerre coltle,in ] 
marzo nuociono. Prov. contadinescD. 
I omen de la nev o Quij de la 

nev Quelli che spalano la neve. 

La nev<o vera la fiocoa) desembrinia 
per trii mes la confiona. K. in Fi6oct. 
La nev V ingrassa i campagn. Sottf 
neve pane. 

Mercant de nev* Apportaior di neve) 
Si dicono cosi bassamente e per ischer- 
zo alcuni santi^ come san MaurOf 
sant' Antonio abate, aant* Andrea, santa 
Caterina, perch^ nella ricorrenza delle 
loro feste suol roetter neve. 
Nev gelada. Ifeve gelata, 
Nev molla. iVei^e Unera. 
Ona sbroffadinna de nev« Unaleg^ 
gier/iorita di neve(GioT, agr. I, incj,). 
Ona sciotta de nev ) per Levlia {nc^ 
On lecc de nev i vajo), V* 
Pien de nev. Nevalo. Nevoso. 
Rabbia de nev. Nevischio. 
Stjh-sii la nev. V* SXk-eix in Sta. 
Vegni-gi6 a pattej la nev. fr. del* 
PA. Mil. Cadere a f aide dilatate la neve. 
Vegni-gid la nev. MetUr neve, T. 
Fiocc^. 
Nevedinna. Nepitella. Nipitella. Nepeta, 
Erba odorifera che somiglia alia menta. 
Nevedinna. Ad. <i'£rba. F. 
Nev^sch. y. Nav^sch. 
Nev^h per heyk^nevajo). y. 



I ) NIB 
Nevic^da. f. pitt QUadto rap'* 

presentante un nevajo o un paesag- 

gio con neve che sta fioccando. 
Nev6d. Jfipote, Neppte; e ant. NievO. 

Segond nevod. Pronipote. Bisnepote. 
Nevoda. Nipote* Nepote — Il Sacchetti 

us6 anche la voce veneziana Nezza, 
Nevod in. NipoUno, Nepotino. Nepotuccio. 

Nepoiuzzo. 
Nevedinna. NipoHna. Nepotino, 
Nezessari. y. Necess^ri. 
Niaa. ^^t'^-^'V^^^'Ato. Aggiunto di frutto 

o simile intristito e mal vegnente. 
Nif&a. V, br. per £ndes. y. 
Niada. Nidata. Nidiaia. Anche i Proven* 

zali dicono Niado. (Jicare, 

Fli niada. Far nido. Annidiare. Nidi- 
Scarpii ona niada Involare 

una nidiata d^uccellini 
Ni'aroeu. Guascherino. Nidiaee. Aggiunto 

di UcccUo che non ha per anco abban- 

donalo il nido. Per es. Merla ni'aroeu. 

Merlo di nidio o nidiace. Dal greoo 

Neiaptft^ (postremus). 
Ni'aroe^. AiL di (BXky* y. 
Niks. Nidiace. Merlotto, duxiolo. Il Niais 

dei Francesi. 
Ni^c. Nido. NidiOk 11 covacciolo degli 

uccelli — Cuccaja us6 il Cara ne'^Mat- 

taccini forse per nido del cuculo. 
Ni^sc iig. Nidio. Covaccio. Covacciolo. 

Covazzo. Covile. Covo. Cdvolo — Giaor 

tojo. Il letto -^ La propria dimora. 
A andii foeu d^ niasc a £k on face 

o che r ^ ben faa o che V ^ mal face. .. . 

Lontan da casa i* negozii sono un ri- 

schio; o pessimi, od ottimi. 

Borla o Vegni-foeura del niasc. Ca^ 

der in terra. Uscir dal nido^ Alzarsi 

4al letto la mattina dopo aver durmitu. 
Niasc del can. v. cont. Canile. 
Vess anmd in del niasc. Esser nelle 

iegghie{Monoa. 34). 
Ni^ per Lecc di cavaler. y. 
Niasci^. Annidiare. Nidificare* 
Niascioei^ o L'ultem niascioeu* Scacani- 

liiorSpadaf. Pros). 
Nibbi. Nibbio. 

Pari on nibbi* fig. Essere un tinchi 

tinchi(?an. yiag. Barb. I, 6a). 
Nibbi. scherz. y. in lAgn(carrozza) vol. II 

pag* 36i col. I.* 
Nibbi. Annebbiaio. 
Nibbia. v. contad. per N<^bbia. F. 



NIE 

Nibbi^a per Ni^a. y. 

NihbUia. Afato. 

Nibbiaa. Sonnolento. Addormentaticcio. 

Nibbiad^ll. r. Nebbiodell. 

Nibbiascin. Nebbionaccio cbe da la stretia 
ai graQi(Fag. Forz. /iag. Ill, a). 

Jiibhlceii.Sconci(UHrina(A\\e^. i a4 ). Schii- 
%o o Scricciolo Close.) — AdcIic i Pro- 
veDtali chiainano Neblats i pallidicci^ 
quasi a dire Persone di colore Duvolato. 

Nibbi(£i\ che ftnche dicesi Nebbioeu. • . • 
Specie di vioo spumaDte prodotto di 
UD^uva nera e squisita detta essa pure 
Ncbieul da^ Piemontesi. 

Nibbioriu. Scriateilo. 

Niberla(Ma)! v. ant.(llag. I, lSS).Ohibb. 

Niccia eke il Bidestn disse anoke Nizza. 
Nicchia, Nicchio pof. e fig. 

Niccia. ^/miccAiiire(Cesarotti Sag, JiL 
ling.). Nicchiareihlgw. Sag. Archil). 

Naocidona. NicdUone. 

Nic^a. Ificchietkt. 

MieettiniMi. Pieeiola medUeUa. 

Nichil transit. . . • Stroppiatura di la- 
tinismo equivaleote a Non tt xm h 
pUb a&lroy oon si va pi^ iBiiaiizi9 la 
carriera k negata. Fra i SeU Desgr^ii 
del Pmfer Ceregbett Schisciamkchim 

' (del Porta aelle Uime^ I, lai) 4 no- 
Tcrata aoche quella 

Dml nichil tttotk <U vpiMcior «cavt. 

Nioeletto metxa cMnisa. . . • Hoilo ve- 
neiiano che U teatre ei ba reso co- 
mnoe* lodiea persona Testita con abiti 
deeenti s) per fiaggia, ma che le pian- 
gaao iudosso. 

Nic611a (Micchitt de san). K. in Micchln. 

N2d eke i eont. dieono Nin. Nido. Nidio. 
Nid flel cocA e del lorocch. Cuccaja? 
Pari el nid di gasg o el nid di passer 
o el nid di strij. f^. in Stria. 
Pien de nid. Pfidiato. 

Nid Ne* muati sovrastanti a Man- 

dello s»lla Biviera di Lecco k nome 
che i terrieri soglion dare ai filoni o 
agli ammassi delle niniere di piombo. 

NidcSlla. MidoUo ; e ant. con Toci aret. e 
ronianesche Merolla^ MeroUo^ Mirolla. 
Pien de nidolia. MidoUaso. 

Ni^nt. Niente. fhdla -«* Per noi la Toce 
ffi^nt 6 propria delle persone coUe \ 
le all re dieono NagbUa ( f^.). Ancbe il 
volgo pero dice Ninidml (nienle nienle) 
per quasi, pressQch^ e ainuli. 



(17a) NIN 

C)me nient e^ fuss, A faicciafrescm 
(Giadagnoli Poesie II9 9) -— Talora 
vab anche A bocca baciata,. 

Con nieni se fa nienU • . • Di nulla 
nula ; senzai quattrini non si fa la lira. 
?k andA in nienl. Far tornare in 
nitnte. Meiiere al niente. 

Fk quell gran nienl. PoUnre* Pol^ 
tnneggi€tre. Marcir neltozio^ Pfon la^ 
vtrare. If on far nulla, 
Nient men che. In/in ^uesto. 
Nient nieutch^el corra,ch^el disa. 
Sente elCei corra o di*ei dica, Alain 
foco ch*ei corra. Nienl nienl che "I sia 
lell. Niente bello ch'ei sia. Nient nient 
«be se faga. Ntdla nulla eh! an faccia. 
Oh! nient I • • . Non h qulU; non 
le ne dia pena^ non k stato nulla; 
e spesso lo diciaino succiando per cor- 
lesia un dolore qualuix|ue o di cal- 
pestio o d' altro. 
.Per nient. GraHs^ Senza speaa. 
Per nient se fa nienl. . % Prover- 
bto di ctd vedi in Nagc^ila* 

Vegnl in nient. ^emr^ al niente. 

Aunientani ^^ Fenitda mUla{*iQ5c^ — 

Gior. agr. II » ^7) Ciitrialir^ Q wnagrar 

malamente» 

3Qgber. in cm/, per Higher* T. 

Nighdzz. V. cont. di qualcbe parte del- 

PAlto Milan. Aja. Afoccit^ Neja. 
Nttz. Lo stesso eke Nizz. K. 
Nilz. Ad, di Formaj. ^. 
Nilza. Milui; e idiotic. Afinsa — Chi ha 
milza grossa dicesi ^i/zoio(Zanob.I>iz.). 
Nilzera che erroneamente fa scritta an- 
che Milzera. . . • Spede di gonfolite 
a minuli franimenti che si cava a Si- 
rone, i pieira ottiina per basamenti e 
lavori massicci, turchiniccia* di grana 
fina e di tessitura compatta(V« Bib. 
ital. feb. i838, p. ai6). 

Nilz^tta Una picciola milza. 

Nin. V. eonU per Nid(r.) la quale per av- 
ventura origin6 per opera delle balie 
il ciltadinesco Ninin, F'. 

Porti nin. Far nido. Nidificare. An- 
nidiare ; e prop, fra noi quel Portar in 
bocca fuscelluzzi, piutnc, amenti, ecc. 
che fa Tuccello per compome il nido. 
Nin. CosfC. Buchi ne'^pollai dove le gal- 
line covan Tuova. 
Nina. Ninnare. Anninnare. Qdlare ^^ Il 
Monti vuolc che Ninnare sia il caatatr 



NIO (I 

la ninna naiina o simile caotileikif non 

gia il cullare come haiioo i (iz.'.Al 

^iio dire faiuio, contrasto i s^ieoti 

Nina che noi iisiamo (jguralatr^nte : 
Mia4. Dimenare ondtdando. DS vQult el 

leremott el ninna. Si danno deiietre^ 

moti ondulatorj, 

Nina el cuu* Nin^ i quart. Cuiefj(iare, 
Hink e Nin^ss. v. ucut. Qdlarsi. Distccch- 

larsi audando. Caroroinar dondobne ; 

nelPandare imitare nn osciUo quabaq. 
Nm^e. Dindo* Voci infanlili per Danft. /^. 
Nlnla ( Pari ooa ). Far la ninfa, Poce- 

dere coo abilo e cootegno effemi^to. 
Ninient Quasi. Punto panio. Jd tmjflo, 

A un peio» Per es^ Ninient el ae co|pa. ' 

Puad un filo di accopparsi *- f^ tvi- 

ehe in Ni^nt* 
Ninin. Nidia^u^ Il Tomm. oelk Giunte te» 

gistra anclie NidiinQ^ ^OCQ poco feliie. 
Ninln cbe aneh€ dkw l«ilin. Cemao. %- 

giunto a fanciullo o siro* per ve«io. 

Che ear ninin. Codno ^aro — Talvola 

ft*usa iron. J9a(wer9 bel cece che sd! 
BfininJVa/imi.Voci inf. per letto. La nostta 

sembra yoee provenula dai coniadil* 

Kin per Nido» e raddoppiaUi per vera^. 
And^. in ninin « Fii ninio* J/^n 

a nanna% Far Isi aannOf 

F« ninin popo \ «» iir- 

Ch. «K«r4 .1 f^ ^^"^ 

El p^uri ,1 ««i. ( ^"^'f' 

V . % « 1 Che m' appeUA, 

Fa nimn popo. / '^ 

Ninln. Casino* Lq 3te$so che Belerin. ^. 

fiinasii, Ninna, Minima. Biroba»fanciulletta. 

NiM^n (Rizi; a la). F'. in fihz. 

Ninorln. Ninnolo, Cosettino, Cosuzto, 

Himk che anche dicesi Inza e Inninzii. 
IndgnafeCtosc). ManomeUere. Intac- 
care. Cominciare a far u$o di chec- 
chessia togliendone una parte — Dal 
lat. Initiaii dice il Ferrari nelle Orig. 
Ninzli ona botteglia. Jncignare una 
bottiglia — Ninz^ in duu on naranz, 
ooa micca. Bompere o Dividere o /Vir- 
Ure un'arancia , un pane. 

Ninzaa. F. Inninz. 

Nioeik. Jfato, Scriato. Screaio. Ragazzo 
poco vegnente e di mal aspetlo. 

NI61a. V. a. Daz. Merc. Anigella. NigeUa, 

N76Ua. MidoUo. F. Niddlla. 

liiorin. Schizzo o Scachicchio o ScricdO' 
lo(*i6sc. — T. G.y. Scnateilo. 

Kiorinoi^. Set iatellino,Scriccioiino^uccio, 



73) NIS 

wire e Nircioeik per N^re e Nerclm F. 

Nir6n, detto anche Nerdo o Nil<^ o Lir^n. 
.... Cauale che nasce da alcune fonta- 
ne lungi poche miglia al nord da Milo* 
noy enira in cilUi pel Borgo degli Or- 
tolani, passa nella Caserma Casteilo^ a 
si scarica sotterraneo nelk Vecchiabia. 

NiscifieAla o Niscieeura o Kizzttjklo. Noc^ 
. ciuolo. Jvellano ; alia lalina Cbriio, 

- Pianta nota che ^ U Corjrlus avellif 
nah. — Un luogo tutlo a oocciupli 
. direbbesi alia laiina Corildto* 

Niscioeula salvadega. Baeiiccola* tt 

. ' Cotylus oifcliana sylifesiris dei boU 

NisciceuLi o Nisciosura o Nizz<»(ila. Noo* 
ciuoU. Nocella. Jpellana. FriUto del 

oocciuolo. ^^ iMiceioole tiuuio a Mazzitt 

CiocchCf •A »>«»«M> Sgorbia^ FiocCQ •- 

Giissa. Guscio •» PeJl. Boccia, Peluja. 

I^iscioeula bislonga. F. Nisoiol^na. 

r^isGioeula redonda. Nocciuola tonda, 

Nisci^ula rossa. Nocciuola pisiacdUr 

nOn PiskiGchino. 

Nisciceula salvadega^ Nocciuola' sak 
vaiica, Bacuccola* Bajacola, 

Niscioeula verda^ Jfoeoiuaia /rosea 
(Tar. fior.)« Nocc/da? 

Gross come niscittul. NocdoluU 
(•lose. — Tom, Giunie^ 

NiscieaiUa de terra. Cece di terra. Mani 
(Targ. /5(/i). Pianta ailiquacem che ha 
due semi nel baccello grossi quanto 
un cece » i quali secondo qnalche pa- 
lato hanno sapore di oace, secondo 
qualcho altro di noccinolaf gi4 fntta 
auccedan«a al cacoa^i e tl c9Sk% t Ti^- 
radus hypogea dei botanici ▼enuta di 
nuovo in gran moda a'^nostri giorni 
come oleifera. 

Niscioei]ira. F, NiscicEiila. 

NiscicBiira. Giannetla? Verga le piu volte 
di nocciuolo che icaporalidelletrup- 
pe austriache si tengono da lato a una 
colla sciabola. 

Bfollnghen quatter seech come ni- 
scioBur. F. in Quatter. 

NiscioUmna. Nocciuola a^llana? NoC" 
ciuola lunga* Specie di nocciuola ch^^ 
bislunga e grossa piu deirordinario. 

Nisciolin. F» Nisoiorin. "^ 

Nisciolin per Carpantea o Carpanell. F, 

Nisciol6nna e Nisciordnna. Grossa noc- 
ciuola. 

Nisciorin. Nocciolino. F. Nizzolin. 



NIV (t74) 

Sav^ de nMciorin. SenUr di vieto 
o di miMCida, Aver cattiYO odora per 
troppa vecchiezza , le cami, Tolio, ecc 

Nisciorin(On). Un midno* 

Ntsciorin o Nisciolin o Niezolin, e anche 
ambig* Riottln. Moscardino. Ghiro mi- 
nore in grandezza di un topolino do- 

~ mestico^ di color rosso flavo. Comune- 

mente ^ credato un topo , ma esso ^ 

Teraraente il GUs apellanarius dei si- 

- stematicif il Muscardin dei Fr.^ la Dor^ 

mouse ing. , la Kleine Baselmaus ted. 

Kiscior6nna. y, Nt8ciol6nna. 

Nispol e Nispola. v. conL per N^spola. ^. 

NissiliD. Nessuno, Nissuno* Niuna^ Neuno. 

- Gnuno* Ignuno ; e oontad. Nimo, 
A sto mond gh*e nissun de neees- 
sari. f^ in Necessliri. 

Ghe le toeu foeura dd coo pik dis- 
sun. ^. in Toe(i. 

On poo per un fa maa a nissun. 

K, in M^a a^, (r. in K6bba. 

Robba de comun robba de nissnn. 

lliter. Nitro — Il volgo chiaroa pure 
cosl ogni efflorescenza bianca saltna 
qual oh*eUa siasi. 

Niv(Tegi^ in) Tenere i pesci 

Tiyi ne^cosi detti burc* V» questa voce. 

NiveUtta. V. Liveleita. • 

NiY^U, NivellA per Livdl» Livella, ecc. F* 

Nlver. y. coii^ per Nivol. V, 

Nirer^ssa. «^. del contado Ten- 
done aliistato di nnbi che non mai 
disGonlinuato inyada o in parte o in 
pieno rurizzonte apparente. 

Ifivol , e cont, Nirer o Nikver. Nmwlo. 

Xugola, Nubiia. Nmola. Nube, Nugola, 

Anda a toe£i acqua o Audi per acqua 

^ nivoi Si dice da noi quando 

vediamo cavalloni di nuyole spinti 
dalla levantiera correre poco alti da 
terra al ponente, e ci6 perche in 
appai'enza sembra al volgo che quelle 
nuTole vadano a cercar acqua al Ti- 
cino 9 e perche in realti le nubi che i 
venti delPAdriatico sospingono nella 
valle lombarda, ribattute dalle Alpi 
savojarde^ sono solite sciogliersi in 

• pioggia nella valle stessa. 

Anda de bfeva o de vent i nivol. . . . 

Essere spinte le nubi dal venlo di est 

o dai venti di ponente e tramontana. 

Masg pioverasg , tult** i nivoi van 

in gronda. K. in Magg. 



NO 

Nrroi succ Qnelli che ndd 

danto speranza di pioggia vicioa. 
Nvol ross o vent o acqua. F^ in Ciel. 
^uand i nivol van a la montagna^ 
cia^pa la zappa e va in campagna. . . j 
Le nubi spinte dai venti a*^ monti so- 
no presagio di sereniti. 

$cola i nivoi. « . • • « Dicesi dai 

coatadini allorchd piove e (a il sole# 

Nlvd. T. di Teat. Girelli da MeiBa(Ma- 

gilolti Leu. 10.* I, i59). 
Nlvd. ad. Nuvohso. Nwolo. Jnnupola^ 
it. Anrwhilato. Bannuvolato. IfupolaUjf. 
FHgolato, Nubiloso. Nubilo. Nugohso. 
Comenz^ a vegni nivol. Ragnare. 
Dopo el nivol ven el seren. pos. e fig. 
Dopo la pioggia torna il del sertno 
Canl. cam. 1, i35). Dopo il caiUvo 
viene il tiiono(*tosc. — Tom. OiunU). 
Nivola. Lo stesso che Nivol sust V, — 
PerA fra Nivola e Nivol pare che corra 
Variety 9 e che la prima signif. Nuvola 
lata , la seconda Nuvola piu ristretta. 
Nivola del Santo Ciod. .... Mac- 
china in forma di nube nella quald 
si fcala il Santo Chiodo che viene cu- 
stodito nella voltfa sovrastante al c*ro 
della nostra Metropolitaaa. 
Nivola. fig. Stdfbisso. Ifupolo. Nugolo. 

Nenibo, 
Nivol asc. Negra nube. 
Nivol^ri. Nuvolaglia, Nugoiaglia. 
Nivolio. rfubiletta. Nugoietta. Nugobizzo, 
NuvileUo. Nuviluzxo, Nupoletta. Nuvo^ 
Nivol6n. Ifuvolone. Nugolane, (letta, 
Nizz o Nilz. ad. Mezzo (» aspro). Ad, prop, 
delle frutta, e significa in esse eccess© 
di maturity quasi vicino airiofracidarew 
Devent^ nizz. Ammezzare, Imme*^ 
%are* Ammezzire, 

Nizz in di oeucc. F. in OtiScc. 
Nizz. s. m. lAvidore, EAvidura, Mordlo, 
Monachino. Quel livido che resta sulle 
cami per qnalcbe percossa. 
Nizz. Ad. di Form^j. V. (sciorin. 

Nizzoeula e Nizzolitt. V. Niscioeiila € Ni- 
N6. No* Non^ e scherz. Nonne. 
Di de nA. Dir di no. Ifegare. 
Dm de nA mi. Pensapo di no io 
(Fag. VAst. bat. If, 9), 

No gh' ^ el pesg che vess li tra el 

si e el no. Come consuma altrtd questo 

mal deWinfradue !(Ge\ii Err, III, 5). 

jOn ann si , on ann no e sim. V. in Si. 



NOC ( I 

O on bell si che iii€ consoli o on 
bell no che jne despera. f^oleU darla 
a me,nolfaie a sienio: Vn bek^ si un 
bel no mi fa contento{B\xoii,Tanci% V,7). 

Se de^n6. JltrimenU, V. in $. 

Tanl var el sd si come el wk n6. 
Tanto vale il nUo na quanta U tuo si 
(Cecch. EsalLy 

\Qis tra el *i.e el n6. f^. mSi. 
No. Non. Per es. No set vegnuu? Non 
sei venuio? l\ noslro Grassi disse 

Che GioTe che no Giove de la Iipp«| 

Nobel 9 ecc, f". Nobil , ecc, ( bile. 

Nobil e N6bel. s. m. Nobil e. Persona no- 
l^obil. add. Nobile; e cont. Nbbole. 
A la nobila. Mia nobile. Nobilme^te. 
Ca nobela. Casa padronale, 
Pian nobil. F. in Piiin. 
N6bil. ad. fig. Dilicato. r. Nobilin. 
Nobil. Jd. di SaJR. F. 
Nobila. s. r. Nobile, Geniildonna. 
Nobil&XK. r. Nobil6n. 
Nobihn. s. m,NobileUo? Nobiluccio?(*lOK.) 
Nobilio del tecch. Nobiluccio mezto 
• ricascato{*iosc» — Rime poet. pis^. 

Nobiluccio da titoli disunti. 
Nobilin. Dilicatino. Deljcatello. MingherS- 
no.Devcnta nobilin nohWinJndelicatirt 
NobiI6n e NobiUzz. Nobilaccio{TommtLS, 

GiunUy Nobile di gran prosapia. 
Nobih^a. Nobiltd, Nobilezza; c conl. No- 
bolezza — Te perdaree niinga la no- 
biltaa a fall veM El credaray de perd 
la Qobiltaa a fall. Perderebbe uno spic' 
duo di croce afar yii«Jto(*t08c.-T.G.). 
Crederebbe d** abbassarsi a farlo. 
Nobiltaa. s. f. // corpo dei nobili* La 

Nobiltd. 
Nobless per Nobiltaa. r, 
Nocc, che le persone civili dicono piu 
volentieri Nolt. Notie; e poelic. Luna. 
A la nocc va attoma doro^ i tegnoenr. 
Sol gent0 di nud affare^ caniy lupi^ 
bestie e botle vanno fuor la no<(e(Lasca 
Gelos. Ill, J). 

Bonna nocc ai sonador, E buon anno. 
E ye^/a(Cecchi Com. ined. in Cecch. 
Prov. 96). BiU}na notte pagliericcio. 

Da la bonna nocc. Dare la bupna 
nottc. Salutare allruj in tempo di notte. 
De nocc, Di nolle tempo, NoUetempo. 
Erba cruda e gamber cotl no las- 
ficci mai dorini tulta la noU. K in Erba. 
Fa del d) ijocct F^re il nottolon^. 



75 ) NOC 

F4 la nocc tntta in d'^on sogn. K%isfga. 

Fa la veggia de nocc. F. in Veggia. 

Fa vilta de nocc. Far vita notHvaga. 
Fare il nottolone o il nottWagq, 

Hin loQgh i nocc de Milan elil • . * . 
Si suol dire per ischerzO a chi va 
sbadigliando. Se lo sbadiglio proce- 
desse da vino smaltito si potrebbe 
sostituire al nostro dettato il provin- 
cialesimo del Fag.(negr/ii^. /o^. Ill , 4) 
Jndianne Faldamo che Gluanti sgomr- 
bera! che equivale a dire Ora che i 
fumnii del vino {yin di Cliianti) se ne 
vanno vuol esser acqua (acgua d*Jmo) 

Hoo faa nocc a Monscia. Mi sifece 
notte a ilfo;fsa(Targ. Fiag. I, 5o). 

In del bon o In sul pu bell de la 
nocc. Nell* €U la notte, Nel cuor delta 
nolle. Di notte ^rofonda. A notte ferma 
o innoltrata o avanzata. 

La nott r^ lu mader di penser. 
ta notte assoUiglia il pensiero(%^cc\itX. 
Nov. 5i.* ). — La mat donne o porte 
conseil dicono i Frances!. 

Marz inarzotl V i inguaa el di e la 
nolt. Si usa per indicate Pequinozio 
di primaverO' F, in Mirz. 

Mia de quij che fa el lolTdenocc 



F.^ in Mia. 
Nott de- san Crist6ffen. 



i- 



Feggansi 
in Kos^da. 



Nolt de san Giovann. 

Nott de san Peder. 

Passa la nocc. Passage o Constunare 
o Spendere la no tU in alcun luogo. 
Pemottarvi, * {la noUe. 

Passa ona cattiva nocc. Jvere la nuu- 

Sacch de nott. F. in Sacch. 

Sangua dc di de nocc. F, in S^ngua. 

Stii semper attorna de nocc. Ktser 
imandatore di notte{Cai\Let in. II9I 53). 

Tra-via la nocc. Fegliar la nolle. 

TuUa la santa nocc. 7utta la notte 
quanCella k lunga(HaiQ, Let. sc. Il, i63). 

Vedc Terba a nass de nocc. F. ferba. 

Vegpi nocc* Far notte. Annottare. 

Vess Ionian come del di a la nocc. 

JSsserci la differenza ch^ h dal giomo 

alia notte{fABg. 0/>.355). F^ancheLpa- 

Nocc, s. m. F. Nocciola* (tan. 

Nocciada. F. Nott4da» 

N6cciola o Nocc. . . .. , In alcun; paesi 

verso il Comasco e sul Verbano si chia- 

ma cosi quella specie di Gufo che in 

citta dieiamo Sciscioeu. F, 



NOD (1 

Noceorroher. Bene sia. SenMa pik. 11 no- 
stro ^ ua modo avverbiale contralto 
da Non occorr alter (non occorrc aliru). 
Koda» che il volgo dice vohnlieri Nova. 
Notare, Nuotnre, Noeudi. lo nuoto — Le 
piu tra le frasi ilallane cbe sono per 
addurre come curnspoDdcnii alle no- 
strali sono tolte al Caro 5^/;. Do/Iyp. f 97* 

Fk el salt mortal o la toiiima. Fare 
U tombolo. 

Fa el sciavatlin. Fare il peineruzzoio? 
Nuotare giroui, cio^ coccolooe) e a- 
gitando i due avomhracci come chi 
tiru lo spngo. 

Fa el mort Nuotar sitpiub a 

fior d^acqua, e agilandusi appena 
qiianto basla per non s'afibndare. 

Vk Panediu Nuotar de^piedi 

agitandole man! giunte diclro la scbie- 
na a imitazione delPaliare deiranalre. 

Fk la raana« No-are boccone o rot^e- 
$cio. Fare il ranocchio. Nuotare agi- 
tando tutfa un tempo e muni e piedi. 

Fk la settada. Fare la lepre?, Di 
rincorsa e raccosclati , dar del sedere 
per primo in acqua^ e poi cun uiio 
scambietto gitlarsi a nuoto regolare. 

Fa la spansclada. Fare il ranocchio? 

Noda coiike on pe^s. .. . Notarb|nis.* 

Nod^ de quadrelL scb. Notar come 
un votneroiDh. ven.). Ilisicar d^afib- 
gare per uou saper di nuoto. 

Nofla in flu neb. Notare per il lata. 

Nodk slanxaa o Fa i pertegbett 
\ lanzetU Fare il passeggio. Nuotar di 
spasse^gio* Passeggiare, Notar colU 
sola tesla fuori delPacqua, cavando 
e agitando V un braccio dopo V altro 
per avanzar cammino. 

Nod^ sotfacqua Jfuo.ar sottacqua co- 
me usauo per eccclleuM i palombari o 
maranguni o penti deirarttt urinatona. 

Quand se impara a nodk besogna 
mettes i vessigb sotl sella, dti non sa 
nuotare riconxt al notajudo cbe fa per 
Tuomo r uffizio del iu)to/o/o de^pesci. 

Saba-^lent in Tacqua a nod&. Met- 
tersi o Gitlarsi a nuoiot 

Salta-gio in pee. Fufe il tuffo, 
Noda fig. Nuotare. Nature, Stare a nuo- 
to* Galteggiare, Soprannotare* 

Noda in del grass. Notare nel gras* 
same 9 neWunto^ nel lardume. 
Nodad6r. Nuotatore, 



76 ) N(EU 

Nod&r» che i nosiri peechi diaevano No- 
6ieifotajoJfotaro; alb lal. Thbellione. 

d mestee de nodar. NotarUu Noterta, 

Fodar del lella. Natajuola, Notajuzzo 
al >eg. N( tarucciiwcio (*\o5C» — T. G.). 

Vodar del malefizzi.iVbl^yo criminale. 

Vodar del pilaster Nome di 

qie* nolai cbe teneyano banco nel 
ncslro Brolello per ivi ricevere le 
dcposlzioni testimoniali nelle caa:i6 
crvili. I nostri Statuti li cbiamavano 
Notaiii de pit astro, 

Passa nodar. Annotajarsi. 

Primm nodar. ... II vero labellio- 
le* il vero notajo» cio^ quello cbe 
jotto I'lmpero dei nostri Statuti mi- 
tanesi era esclusivamenle autorizzalo 
a stendere e rogare ogni specie di 
alii iiolarili (laudcftus ael omnia), 

Scgond nodar. Seconlo notaro, Pro' 
notaro ( D' Ad Ja Arte nolarile ), Nome 
di quella S'lecie di nolujuoli cbe i 
nostri Statuti (1 9 556) chiamaoo Sc 
cundi notarii o Pronotarii^ ed ai quali 
essi ncgavano la facolU di slcndere 
rogare atti, e accordavano soltauto 
quella d*intcrw;nire ai rogiti de^pri- 
mi e avvalorarne il conlcslo quasi 
testimonii notarili. Pare cbe questi 
notajuzzi fossero ricevuti nel solo Mi- 
lanese propriamente detto » e me ne 
d^ indizio ctisi la disposizione del 
capitolo 4i5.''deg]i Statuti ullimi del 
1 55a 9 come il Tedere laciule le due 
voci Pronotaiii e Secundi notarii dal 
Glossario del Ducange. Questa specie 
di notajuoli cess6 fra noi a mezzo 
Tanno 1806. 
Nodee. v, ant per Nodar. r, 
Nodi*umm. Nutritura, Alles^atura, 

Besti de nodrumm. .... Quegli 
animali bovini cbe veugono nodriti 
esclusivamenle o pei lavori rurali 
per figliare e dar lattc. 
Noe. Noh, 

Eviva Noe. . . Sdamo solenne fra i be- 
vitori e i briaconi^eil motivo n'^^ cbiaro. 

Pari Tarca de N06. T. in Area. — 
Ancbe i Sicilian! usauo qucslo modo. 

Scampa i agn de Nod a de Malu- 
salemm. Aver piu anni del disUte o di 
Nok(Moao9.), Viverc vita lungbissima. 
Noei^d. Noda. V, Gr6pp. 
NovCid. Nodo, Nbcca, Arlicolu. 



N(EU (I 

Nceud de la man. Noce o Ifocella. 
Noeud. Nuoio* 
Noeuf per Nceuv. V. 
Nceura. Ffuora, 

Cattaloeura mia noenra. K.Cattabeilkra. 

Di a la fioeura perch^ intenia la 
noeura. Dire alia Jigliuola perc^ in- 
%enda la nuora. 
Nceiks. Ifuocere. Ikmneggiare, — I tont. 
delPA. Mil. lo usaao anche in seiso di 
Dispiacerey Malgustare; p. es. Te toeus 
ch'*el mangia? Ti spiace ch*eimmgi? 
NoeuT. Ifuovo, Nos^llo. 

Cosse gh'^ de noeuy? Gie dk il 
mondo? {Monoa> p. 353). 

Cosse gb'et de noeuT? Che mi p^rti? 
(Bibb. Go/an/f. II, 6). 

Gh*^ nient de noeuy Frtese 

equiyalente a Coal ^, Cosl debbe in- 
dare o essere, Comando o Voglio c<s). 

Layor4 sul noeuv. F'. in Layorai 

Layora o Tajd in sul noeuy. Ti ajr. 

deirAlto Milanese Troncire 

a una yite i tralci delPanno ultimo 
scorso per rimettere quell i dctli maite 
che deyono fruttificare Tanno dopo. 

Noeuy de trinca. Ifuovo di trinca 
(Nelli Serv. padri I, i3 ) — pari, di 
monele Ardente. Nuavo di tecca, 

Noeuy noyenl. NuoiH) di tecca. Dices! 
di qualunque cosa cbe sia noyissima. 

Ob questa 1* ^ propri noeuya. Oh que- 
sta k di m^(Nelli Mogl, in calz, I, 9). 

Kiy4 noeuy quejcoss. Giunger nuova 
li/Ki cosa. 

Taji sul noeuy. f^. sopra Layor^ ecc, 

Tir4 in noeuy. Jlinnovare, 
Noeiiv(Ficc).f7« wi«wi<Pani>oeM,TLii,i 5) 
Nceiiv. Nove — Pel pi. vedi in Quitter. 

Giugi al noeuy che anche dicesi 
Giugk al marci. Fare al maccd{*BoT,). 
Specie di giuoco cbe si fa colle carte 
da tresette, e in cui, prezzata tanti 
punti ogni- carta , yince cbi pnmo 
arriva a far nove colle propri© carte. 
Noei!iya. Nuova. Nouella. Notizia, 

D4 nceuya de ci. met. Dar una ri" 
sciacquata. V. Fellpp^i^. 

Nissuna noeuya, bonna noeuya. IfuLla 
nuova buona nuos^a{Tommas, Giunte). 
Dettato con cui si pronostica non 
essere accadulo alcun male quando 
non si ba nuoya alcuna. Simile al fr. 
Point de nom^eUes^ bonnes nouvelles. 

roU III. 



Tj ) NOM 

Saye noeuya di fatt soeu. Saper le 
sue nuove^ le nuoye di alcuQo( T. G.). 

Noeuvc^nt. Novecento. 

Noeuy-men-on-quattrin.s. m. . . Monetina 
d'*argento; il i6.''della pezza di Spagna. 

N6ja. ffoja. 

Noja. Nojare* Annojare* 

Nojia. Nojato. AnnojaUf. 

Noj6ft. Nojoso. 

N611. Nolo — Da-yia a noU. Dare a nolo. 

Sont minga cbl a noU ye*. ; . • . 

Non ci sono yenduto, non sono te- 

nuto a quest o layoro -^ Je ne stds pas 

loud pour cela dicono ancbe i Franc. 

Toeu a noil. Noleggiare, Pigiiar a nolo. 

Noma per Dom^ (salfo che^ soUanto). K 

Nomad^ss per Dumad^ss. f^ 

Nom^c. Nomaccio. 

N6me. Usiamo questa voce soltanio nel 
modo : In nome de Dio. In nomine Do- 
mini{OTAn. Co/. IV, i). Al nome di Dio. 

Nomenepitris. y. acberz. Capo, Testa. 
FroHte. Fra nbi e cosl detto percb^ nel 
segnarsi » toccando la fronte , si pro- 
nunziano le parole In nomine patris, 
Comenzemm on poo del noroene- 
patris. Cominciamo a dire A. 

Vess loccb in del nomenepatris. fig. 
ffon aver tuUi i suoi mesi, Essere 
malto o balordo — Per Tisegb. K 

Nomina. Nome. Fama, Nomimtzione, No^ 

minanza , e ant. Nomanza. Nominata* 

Ayegb bonna nomina. Aver buona 

Jama o buona nominanza — catiya. 

Aver mala Jama y mat concetto ^ caU 

tivo nome. 

Fass de la nomina o del nomm. Tru" 
dursi Juori di^taciturnitdO^aodoU. Gov. 
Jam. 5a). Feu* nome. Farsi nome. Acqui- 
star grido o fama o nominanza. 

Nomina. Nomina. Nominazione. 

Vess in nomina. Jndar per tavoUeri 
(Caro let. ined. II, 196). Essere in 
proposizione per alcuu impiego. 

Nomina che i piii idioU dicono mnohe 
Innomin^ e humma*NominareJfomare, 

Nomina. Nominare. Dar la nomina. 

Nominaa. Nominato — Vess nominaa 
nanca per ferr rott. y, in Ferr. 

Nominaa. Nominato. Famoso^ Celelfre. 
/Unomato, 

Nominaa. Nominato ad impiego* 

Nominaa. Ad. ri'Estralt. Stralto nominato. 

Nominally. T. gram. NonUnativo. 

23 



NOM ( 

Ghe cala el Dominativ. fig. Mdnca 
il uerbo principale. 
Nomincpitris. F. Nomenep&tris. 
N6inm. Nbme — Ci6 clie ha un mede- 
aimo nome dicesi Omonimo; ci6 che 
simile Sinonimo ; ci6 che falso Pseudo- 
nimo ; ci6 che nessan nome Anonimo. 

A mh nomm » A 86 nomm. In no- 
me nUo* A mio nome ■■ A suo nome. 
In nome suo* 

Avegh a nomm torna a ci. V. in Ck, 

Avegh noiam o Ayk in nomm. /m- 
poriare, Essere, Montare a. Per es. A 
tant al brazi Tha in nomm o gh^han 
nomm quindes lira. Son quindid lire 
o Sommano lire quindici, Montana a 
quindici lire. 

kvh ix^ nomm. Chiamarsi. Aver nome. 

Come gh^havii nomm? Come k il 
voitro nome?(Ce$. in Come). 

De nomm. Di nome. Non di fatto , 
che ha il nome e non rautorita. 

El dl del 86 nomm.Giorito onomasUco* 

Fi el nomm o Fk minga el nomm 

a vun. Fare o Non fare il nome ad 

tmo. Ifominare o Non nominare una. 

Dire o Non dir per nome. Fare o Non 

fare il nome di uno, Nominarlo , o no. 

In nomm. In nome. 

Mett a nomm. Imporre il nome — 
Si dissero nomieri quelli che imposero 
i nomi alle cose. 

Melt a nomm scusa insci. F.in Scusli. 

Mudem el nomm. Tignimi.Sp. d^escL 
per assicui-ar allrui che si e cerli di 
fare o di otiencre una data cosa, quasi 
diccndo: se io non Tottengo, to' non 
csser piii quel che io sono — L'Alb. 
enc. sbagli6 quests frase Tignimi per 
una imprecazione; ma nel testo ch'*egli 
cila deirAmbra (nei Bemardi) E ser- 
rarlo benissimo a chtavej e s^egli scappa 
poij tignimi ^ essa e a capello il no- 
slro Mudem el nomm^ com^e negVln- 
cantesimi del Cecchi (Ul^ 2)iSeio non 
Vacconcio per il dl delle feste^ tigni- 
mi; e nella Cofanaria del Grazzini 
(IV, 8); Orsu; in nomine domini ; s*io 
non me ne s^aglio, tignimi -^ll Lippi 
nel Malm, uso anche in questo stesso 
senso Dimmi Nino , cioe dimmi pazzo. 
S^'io guasto nulla mi si muti nome 
(Monig. la f^ed. Hi, 53). Dipignimi 
(Aret. Tal. 199^). rdjomi (Firenz. Tri- 



178 ) NON 

miz V, 5). Affine e altresi quel tcsto 
del Cecchi {Senngiale IV, 3) 

QaMt*uoimm mb par paui, (U poi 
Ch* e* compraoo on p«ptir Unti cUnari t 
E , se qiuicto non fia p«ntir da vero , 
Dicami Tosa. 

Nomm propri. Nome proprio — Noi 
Bilanesi decliniamo secondo generi e 
nimeri quasi tutti i nomi pi*oprj ; la 
liigua illustre no. Per es. El sur Vas- 
siU, C4 Vassalla, i sur Vassaj. // sig. 
f'assallii Casa Fassalli^ ^^^gS» l^assalli. 
Tutt i matt han nomm Matl^e; ma 
(|UC8l-chl r 4 matt pussee. f^. in Mattee. 

N6nm. fig. Nome. Fama. 

Fass del nomm. K. in N6mina« 
Var pussee el bon nomm che tutt 
i danee del mond. Molto meglio h un 
boon nome che una mala ricchezza 
(Alleg. p. 1 5a). 

N«mm. Puntiscritto. Pontiscritto, L'ini- 
ziele del nome e del cognome che si 
fa ad ago con filo di cotone tintone'^pan- 
nilini per indicarne il proprietario. 

Ndn diciamo anche noi aW italiana in 
certe frasi: Per es« Non tutt hin bon. 
Non iutti sono buoni. 

ITona per N6nna. r. La Nona Grega. 

Nondimen. NulladimenO.Nondimeno. Non^ 
dimanco, Nientedimanco. Nientedime- 
no. Nientemeno. Non pertanto. TuUavia. 
Pure ; aut. Neentedimeno. Neeniemeno. 

NonisUint. Nonostante. 

N6naa. Nonna. Ava. Avola. La madre di 
nostra madre o di nostro padre. *- 
La madre dcUa nonna dicesi Disnon- 
nay Bisava^ Bisavola; quella del la 
bisnonna Arcavola; e quella dell^ ar- 
ea vola Bisarcavola. 
Fd la nonna. gergo. Tener il sacco. 

N6ntto, che pronunciamo quasi come Nouo. 
Nonno. AiH>. Avolo. Il padre del nostro 
padre o deUa nostra madre. Piu co- 
munemente in cittalo diciamo El Papa- 
grand. — • II padre del nouno dicesi 
BisnonnOy Bisa^^o^ Bisavolo^ Proavo; 
il padre del bisnonuo chianiasi Area- 
volo^ Atavo^ Atdvoloy Trisavolo^ Ter- 
zdvolo; il padre delFarcavolo dicesi 
Bisarcavolo; quello del bisarcavolo e 
detlo Tr'sarcavolo. Quinldvolo. 

Nonno, detlo a un vecchio per vezzo. 
Buon vecclUo. Nonno. 

Nouon. $. f. V. cont. svililiva. Nonna. 



NOS ( I 

Noo-pluj-dltra. s. m. // non pm dirt di 
checekessia{Uu^L Op. ^<)). 

Vess el noo-plus-iillra. Passar^aUo' 

giiaiAreU Ipocr. at. Ill — Alleg. p 6i ). 

Essere massimo nella propria s}ecie. 

Nonjoch^. Caso. JNegozio, El ghlba-U 

on nonsoche. Ha seco non so eke toba, 

Nonsoehe. Un eerlo eke* El gh^ha onuun- 

soche ck^el pias« J^ in lui un non si che 

gnito(per simtg. a quel di Daiite/Vir|f.5}. 

NonzikU. jkmunuata, Nanziata. Uaa ^lle 

fieste delJa Madoima. 
Neranta. Novanta, 
Noranteoiia. Novantena, 
Norin. Forse dim* di Leonora. Voce umta 
nella frase Fk norin dedi. K Ded^ 
Ndrma. Voce eke s^usa nelia /rase 

Per toa norma. J tua o Per iia 
iioniui(Toninia8. Giunte). 

Toed in norma. PigUar di nura o 

in urta. Perseguitare , nnocere. 

NormM. s. f. . . Statnto di norma unifonm. 

NormUa. Ad. di Scoedla. F. 

Normallsta... Alunnonelle scnole normat. 

Norm^nna(Tajaa a la). T. de*Manisc. 

Scodato — i. diverse dall*Inglesaa. U 

primo ha la coda ampntata senza pi(l; 

al secondo vennero levati i tendim 

depressori e lasciatS gli ekvatori^ t 

perctd esso porta il moczioone alto. 

NonSncoI. Banimeolo. Banuncido, 

Noroncolln. Bammeotetto, Banuncatetto, 

Not. Noce. Albero nolo ch*^ la Juglans re- 

gi/iL. — 11 Noce per antichissimo pri- 

vilegioy come ognun sa, era Talbergo 

delle fate e delle streghe. Oggidl non 

lo ^ pii!i a motivo che quelle boone 

creature si sono accorte che i con- 

tadini dell^Alto Mil. riusciTano a ve- 

derle in naturalibus conficcando un 

cbiodo, un coltello o un altro ferro 

qualunque in quel noce aul quale fos- 

aero andate ad albergo o a tregenda!!! 

Chi Yceur noeus al yesin pienta nos 

granda e figh piscinin II noce 

y a piantato gi& grandicello 9 e il fico 
piccinO) chi voglia yederli yenir pre- 
atamente in bella crescenza. 

Scorll o Scorl^gi6 i nos. gergo. Scuo- 

iere il pelliccione. 

Nos d^lndiB. Ifoced^ India, ^ome dellVfi- 

glans nigra e del Cocos nucifera dei hot. 

Nos matta. Cbstolo(*iosc. — Gior. Georg. 

VII, 109). Frdssino, Pfocione. Noclstio? 



79 } NOS 

— 11 sno seme dicesi Lingua di passe^ 
m— pe nos matta. fVnsslnao— Bosch 
de nos matt. Frassineto, 
Nos matta. Asfomio. Onto. Avomiello. 
Pianta nota che h il Fraxinus omusL. 
Nos saagioyann. Noce gentile? Fa le 
gemme e i fieri assai lardi^ da firutto 
pid sicuroy ma poco. 
N<38. Noce, Frutto del noce. 

Derla o Derlon. Mdllo » Gussa. Gu" 
scio » Grioni o Cuccurucd o Cantacucd. 
Gheriglio. GarigHo « Rusca. Peluja. 

D6 nos in d^on sacoh e d6 donn in 
d^ona c& fan on gran ciass* ... In 
qualla casa oye e piii d'^una donna noa 
mancano guai e petteguleui. 

F&-f(Bura i nos. Smallare le noeL 

Giug& ai nos. Giocare 'alle noci (*fior.). 
Questo giuoco i simile all* altro Giugd 
ai gandollif^ m Gandiflla) ed ha co- 
muni con esso tutte le circostanie 
ivi menzioaate, trattone che doVe in 
quelle s^adoperano i noccioli) in questa 
si sostituiUcono le noci — CasieUina 
(teslo e nota in Tom. Sin.). 

Bti gh^hoo i vos, e i olter gh^faan 
i nos. lo sono il lYinca 9 e gli tdtri 
^et^ito (Meini in Tomas* Sin. a Beone). 
Jo ho le vociy ed un altro le nod. 
lo ho la cosa in parola, in yoce, ed 
altri in effettov e dicesi ,per ribat- 
tere il discorso di chi asserisce che'iu 
abbia ayuto un uffizio, unbenefiitd o 
simile altra yenlura lar quale di yero 
^ toccata ad un altro. — Talora yale 
anche per Uno leva la lepre e un al- 
tro la piglia. Uno fa i ndracoU a un 
altro ha la cera, 

Nos' bislonga. Note htnga. 

Nos busa che alvuni Lariensi dicono 
Nos boofa o cuoca. Noce guasta. 

Nos carpich. Cosl dnamano varjLar 
riensi la Nos strencia. redipOisoilo. 

Nos de tre cost. Cosl chiamano ai" 
tri la Nos strencia di cui vedi pOi soUo* 

Nos larga. Noce gentile, Noce pre- 
mice o stiacciamano, 11 frutto dellVu- 
glans regia fructa tenero molU puia- 
mine dei botanici. 

Nos redonda. Noce tonda. 

Nos strencia o carpich o de tre 
cost. Noce malescia. Noce malageyole 
a rompersi che i il frutto dellViiglim^ 
regia fructu perdaro dei botanici* 



NOS (1 

- . Nos verd. Kooi recenii* Nocifitsche. 

Ogni noft' la jutta a fa gaslett. Ogni 
prun Ja siepe. 

Pan e nos mangi4 de spos* K. M.Sp6s. 

Pertegi i nos. Jbbacchiar It naei. 

Pesta i nos. Scbiacciare le mod. 

Quell di nos. Nociajuolo* 

Roccbetton. • . . Sp. di noce assai 
piik grossa delle comuni. f^, Noson. 
'N^.Jig. che anche diciamo (sempre met). 
lio9Sir\a»Caparbietd.Capnccio. Ticchio. 

Avegh di nos. Aver de* capricci. 

Bomp.i nos o i caprizzi. Scapriccire. 

• Scaponire. Sbizzarrire, Scapricciare, 
fi66 o.GioBikgli. T. d** Armajuoli. Noce* 

Braga o StafiW CasteUo » Fust. Fu- 

ilo o Pedin. Piuolo »> Stanghetta. Le- 

. ' ya fe=> Dent de tutta monta. Tacca discat- 

^to^del iutto pwUo .^ de mezza monta. 

.Tacca del riposo o del mezzo punto. 

Hhe, T. de* Confett. . . . . Sp. di con- 

fetto ol dragante che imita una noce. 

N68. Ad. di Persegh. f^. 

K^« Voce laL usata nei deUati seguenti: 

Eh n68.>».. Esd. che. si usa per as- 

I aicurure, per afibrmare che la tal cosa 

1 debbe aodare come un dice. Per es. 

.' fiih' eel andaa? . • eh nos. y i egli an^ 

. ) daio?>. • certo^ hisognb eh* ei v*andas' 

I'fftf, •^ TaWolu per ifon mai. Kb certo. 

No ayeghen o No vesseghen o No 

• rsavenn-n^ in he nos n^ in du cas. 
o afofi .super mezze le messe* Esser doUo 
t'itv BUe%io* Essere ignorantissimo. Nol 
' ghe.n''ba n^ in ne noa ne in du cas. Ce 
' . jn'e pur poco di quel che siyrigge /(Pan. 

.Poet II, XT 9 lo). Ha poco cervello. 
Nosaria. Caponena. Incapamento, 
Nosaroeii. A4- di F6nsg. f^. 
Ifoacoiid6n(De). Trafugatamente o Di 

tra/ugo{*ioac* — : T. G.). Di nascosto* 
Noa6e. Nwajuolo? Venditor di noci. 
Noa^e. met. Capriccioso. Caparbio. 
NosMl. Nosetti a JVoseUa(ScAppi), Noc- 

cAiofa ?(Spadar, Pros,)* Agliata? SoiPore? 

- Specie di savore che lo Scappi (O/i. 

- p. S5 e 67) dice proprio della cucioa 
milanese, e composto in gran parte 
di noci peste, commiste con moUica 
di pane inznppala in brodo di carne 
o di pe)M;e e regalato di spezie , zaf- 
£erano,.^enzevero, ramerino, menta, 
majorana e pochi spicchi d^aglio. In- 
volto ne^cavoH cappucci^ servilo in 



80 ) NOS 

torte9 o tovrapposto a rane, loma^ 
cbC) pesci o simili , era viTaoda qua- 
nesinale coroune anche ai Bergama- 
scb che dagli agli la dicetano Jada 
( agliata ) e v* aggiungevano akresl 
mdte fetle di rape cotte^ II sig. Lan- 
cetti(nel suo f^oc. crem*) dice che di 
una vivanda presso a poco ugnale, 
uaita anche fra^suoi CremooAsi, ^ del- 
ta invenirice ttna certa Uacaria cre- 
monese da Orlensio Lando nel Ca^ 
tdogo degV im^emkm Mle co$e che si 
mangiano il quale tiene dictro al suo 
CommentaHo delle piu Hotabili e mo- 
Mruose case d'ltaUa(m carta 5i)). Qu«- 
Blo savore ^ useito di moda Ira i 
Hiknesi odierni; abba per6 viu sin 
presso la fine del secolo soorso« ch^ 
ae abbiama tesUmonio questi yersi: 

£1 noMU, oa pMU ^'iaoant , 

L*ha dai xum «1 nonm « «1 vapt. (JB«U Jlim.) 

NtselC. fig 11 goaio. 

NosigncSr. No signorin mio hello o gnr^ 
bato. Modo di negare fra irooico e 
sdegnoso. 

NMin.i>roaita(T.G.)JVd^ftfla*PicQiola noce. 
Giug^ a nosin. Gipcare alia serpe. 
V* im GMidolla. 

NosiroBU. Ad. di Fdtisg. V. 

Nosmosduia. Nocemo3oada.Noce moscada. 

Nosmoscada salvadega* Noce moscar 

da salvatiea o Umga* Il Targ.(£!vii<. UU 

56 1 ) sospetta che sia il fruUo delia 

Myristica madagascariensis. 

Nosffiii. Nocetta* 

Nosdn. iVdcfone(Tom. Gifmte).Gran noce* 

Nos<Jn che altri dicono Rocchett6n. No- 
ce grossa, Quella che si ha daJla 
Juglans regia fructu maximo dei hot. 

Noson6n(Porta Bunin). Grandissimo noce. 

M6st. > Nostra, Ve propi noster. E 

Nosier. ( nosUissimo — L' ^ di nost. E 
dei nostril cioe parenti od amici — Set 
di nost inctieu? Oggi sei nosco? 

Nostran. 7'erra2zaiio(Pros. fior. II, v«6a). 

Nostr&n. Nosirale, Nostrano. Indigem), 
— La noslra voce Nostran ha pure 
un** ahra sfumatura di significalo la 
quale ha per contrapposto Foreslee 
per Fine. Per es. Robba noslranna ma 
bonna. Jloba nostrale (e perci6 doz- 
zinale) ma non perUmto di buona 
condizione. L'e robba forest era, Te 
minga nostiuona. J^ roba JbresUera 



NOT ( i8 

fe perci6 fiae), non gid nosihdeie 
perct6 doscinale). Da queste fran ve- 
desi che Nostran (iodigeno) sittl es- 
sere per not di poco pregio, Fotestee 
(foresUero) di mollo. E U cosa ^ si 
viva da stendisrsi fino agli uomini. 

Fi el noslran. Farsi nuoyo. Fare 
U nescio* Far lo gnorri. Far V Indiana. 

Nostran. Fatto all anUca, 

Nostran. Ad. dilXa^ K^, Vin, evt, V. 

Nostran^II. V, in Ci6d. 

Nostraueli e al pL Nostranej o Nostra* 
nitt. yezzegg* di yosirim(nosiraley 

Nostr&nna. Ad, di Tila. r. 

NostraodneNosf raD6l t .Falio altaniicaccia 

Kop^ ujGiiasto.AffatiuraiOuimrnaliiUd.Stre- 

Nos vomica. Noce vomica. (g^- 

NdU. K N6tta. 

Mota. Notare. 

Not^ i pagD. F^, in Lavandera. 
Nota tutt i minini pilt cagaa. y. Pelt. 

Nola. jippuniatT, Far ricordo; c fra bolN- 
gai Far ricordo di cose date a ci-edeozi. 
Fi nota. Comperare a credenta. 

lioti. Musicare{yL9ch, Op. IX , 171 ). 

Kotaben. s. m. Nota bene. 11 segno NE 

Notabil. Notabile* Osservabile. 

Kotarclla. Noterella. Wbtula. Annotazion-* 

- ceiia. Nbtola^ e corroUamente Pfotoletta. 

f^aril. Notaresco. Notajesco. Noiariesco 
— Ad. di Cirta. F. 

Notazi6n. Annotazione. Nota. 

Notazionetta. Annotazioncella{V eiXori in 
Pr. iior. IV , i , 7 ). 

Nolifidi. Notificave, Hassegnare. 

Notifica e Notificazi6n. Notificauone. No^ 
tijicagione — Bando. 

Notinn. Notoleite? 

Nolizia. Nolizia, Ayd notizia. Bisapere. 
Penfenire a notizia. Da notizia. Dar 
notizia o ragguaglio. Far noto. 

No gh' e come i cativ nolizzi per 
savei subet. r. in Novitiia. 

Nolizia o Noyitaa grossa. Nuovona. 
Notizia ofizial. Notizia officiaie(*yo\g. 

. ital. del secolo). Notizia procedcnte da 
chi per dovere d^ uffizio deve darla 
sicura — E fig. Notizia che si lia di 
boon luogOf notizia certa^ genuina. 

Notoroia. Anatomia, Notomia. F. Utomia. 

Notori. Notorio, 

Nott dicono le persone cis^Hi per Nocc. F. 

Nolla. Nota. Metl in nolta. Meiiere in 
nota. No tare. Descrivere, 



I ) NOV 

Prima notta. Qmademaccio. Strae* 
ciqfogfio. V' anclit Primnmot^. 

Notta. Nota* Annotazione. 

N6lta e per lo piu i N6tt. s. f pi. Nota, Note 
niusicali. Si dislinguono in Noteacci- 
dentate, armonichej accessories carat" 
teristiche^ con doppia gamba^ contran- 
note, coronate, doppie^ d'abbelUmento 
o sia di passaggio o sia fidse^ Ugate^ 
marteilate^ picchietiate, portatCy pun- 
iate^ sciolte^ sincopate, principalis 
sensibili^ sovrabbondanti , ecc. 

Notlida o Nocciada. Noiiata(Se\\t Face. 
I, 5). F& nottada. Farianottata.Vagk 

la notfada Pagar raUoggio datoci 

la notte« (lai, calzolai, ccc. 

Nottapont. . . . Segnapunti, strum, da sel- 

NotleyVfl noi si usa soUaiUo nel modo 
posiL di Felice notte ^ e dicesi o per 
saluto al partirsi di notte ^ o per 
complimento al primo recar land in 
istansa , o per ischerzo se smocto^ 
landoli ci vengano spenti — Al Jig. lo 
trasferieuno a intUcare Eila h i<a(actum 
est ). Buona notte pagliericcio. 

Nottcpar61. T. music. Note parole. Di- 
cesi a indizio che nella musica to- 
cale ogni nota debba valere una sillaba. 

Nottumin. T. Music. Nottiaiw{Oii. mus). 

Notus in Judaea. Notissimo. 

Nova. Nuotare. V. Noda. 

NoT^. Novale. Maggese. La nostra Yoce, 
cb'io sappia, e usata oggidi soil ante 
nelle parti montane del Varesino. 

Novam^nt. Nuovamente. Usiamo la voc^ 
soltanto per risalutare alia breve. 

Nov^gben. Foce seh. usata in . 

Avi a che fk a NoYegbcn o a Re- 

sentera Non aver nulla al sole. 

Scior o Fcudetari de Novcghen. 
Signor di maggio. Signer da buria. 

Novel^tta. Novelletta, NopeUuzza. No^U 

Novell. Novello. NoveUino. {luccia. 

Al novell. Sotto la vetta parl.di gra- 

ni. Al ricolto novello o della stagione. 

De novell tuttcoss h bell. Fattor nuo- 

vo tre di buono — F* anche in Scdva. 

Novdla. Noi^ella, 

Novellist8./WH'tf//imr« (Car. X,el. in. I, ioi)« 

November. Novembre. 

Novenna. Novena. 

Novenuari Solenuita nuvendiale. 

Nov^nni. Nos^ennio. 

Noveut- F. in Ncoiiv. 



NUM ( 

Novlsfem^ ad. NovissinUr^ 
NoTissim. s. m. pL / novissimi^ ao^i 
Morte, Giudizio, Inferno e Paradiso. 
Novitaa. Noifitd ; e ant. Notfonia, 

Che novitaa I ,,,t come dire Che vai 

tu ora maravigliando! le non son forse 

cose consaete? Non ^ questo I'usato? 

I novitaa cativ se san subet a oeno 

No gh*^ come i cativ notizai per aavei 

subet* Le catiive novelle corron presto 

Noviiia. Novuia. (Mon. aSo. 

Novizi^a. Noviuato. Nopitiaiico, II luogo 

e il tempo nei quali si e novizio. 

L' ann del noviziaa. Nopiuato, Novi" 

tiaiico. Jnno di probazione o di proiM, 

Pag& el noviziaa. fig. Pagare U no- 

piziaio{Tomnu GUmUi). Fare a proprie 

spese la prima esperienza. 

Noviziaa. met. l^irocmio. K Garavanna. 

Novizzi. Novizio. 

Novizzi. fig. lfoviuo.Nuovo,Novi%Lo. S6ro. 
Nozzinna. Bocconcelio. Bocooncino, 

Fk i nozzinn. ^focconcellare, Smi- 
mnxare. II Couper les morceaux dei Fr. 
— fig. Feszeggiam, Dor latte di gallina» 
N&d e Nddo. f^oce usata fra noi solo 
n& modi segueniif sosUtuendosi in ogni 
aliro caso la voce Bi6tt. /^. 

Nud e crud. Nudo e crudo(MBgal. 
let, sclent. U, 17). 

Scoeula del nud Scoola del 

modello vivo. Studii el nud. Copia 
del nud. StwUar dot modello vivo. 
Nudreg4. V. Nedruglu 
N^la. s. f/ Zero. La cifra insignificativa 
degli aritmetici. Dal tedesco Nulle. 

Nulla Nome delle due carte nel 

giuoco del cuc6 figurato nelle quali 
e dipinto lo zero(/a nulla). 
Nnllatenenl.G^ non Ita mdla(Jom,GiunU). 
N6II0 (And& o Tvk a). Annullarsi. Esser- 

gli daio di nulliid. Dare di nullild. 
Numer. Numero. Nbvero. 

Ciod de numer. f^, in Ci6d. 
In numer. 1\ mere. In boon novero. 
In quanlitd. 

I numer del lolt. . . . Que** cinque 
numeri , fra i novanta onde consta il 
giuoco del lotto , ch^ escono benefizia- 
ti. Gh'^e-foeura i numer del lott. Sono 
esposli i muneri vincenti, 

Vcss 11 per fa numer. Esserci per ri' 
pieno o come iljinoccluo nella salsiccia. 
Niimer. Numero. Gfra. 



i8a) NUV 

Numeric. s.m. e Numedida.s.f. Tulc^Neg. 
Cat. . . Nota della qtialitii delle rooncte 
colle quali si eseguisce un pagamento. 
Numo*ada, voce contad, per Soranomni.f^ 
NumcHkri. Danaro. Contante. Numerario. 
Numerator. T. Aritm. Ifumeratore (Pros. 
fior. Ill, II 9 46). Nelle frazioni e la ci- 
fra indicante quante parti si prendano 
d'^on intiero stato diviso in parti eguali. 
Nuiverizzi i pagin. Cariolare. 
Nunism^tegh. K. in Gabin^tt. 
N£hi. Noi. Nui. 

A dilla chi tra de nun. J diriaqui 
tra iiot(Foi*tig. Bice. XXIV, aS). 

A nun I Sa via. Jnimo. A noi. Sp. 
<i'*ellissi; ^ come dire Tocca a noi 9 
iacciam cuore » faeciamo animo ; locu- 
tione eccitante s^ stessi e i compagni. 
De nun. Da iioi(*tosc. - Tom. Qiunte^ 
Al nostro paese; a caaa nostra. 

Falla de sciori pover nun. Far le 
nozze coi funghi. 

Vk mej di pover mt che pover 
nun. y. in Pover. 

Prima nun e pcBu i olter* K in 
Toeu — Questo detto, che generic* 
camente considerato non si pu6 dire 
n^ virtuoso n^ vizioso, ^ tramutato 
in solenne egoismo dai ghiottoni al- 
lorch^ nelle segnenti cantilene gli 
fanno egida delle campane imitandooe 
il sonare a festa: 

IKa don dan, 

Sao Cristoffan Ta potdoman; 
Invida nitsun — cha samm aMaa boo. 
Pan a tabmm Ta aMaa par non { 
Din don dan, 

San Cristotfan Yi poidonian — Vm posdo- 
man — man — man ; 

o come dicono pii]k spiaMellatamenle 
i contadini briauzuoli 

Din don d^n , 

Ditna a ca toa, a ta ta tccq Tegni Ten. 

Semm chi nun. Delle nosire ! (fincc. 
Sch, Dei X, 26, i). 

Vegnemm a nun. A noi. A bomba, 
Ven con nun. f^eni con noi o con 
esso noi o nosco. 
Nulri. Nutrire. Nodrire. NtUricare, 
Nutrli. Nutrito. Nodrito. Ben nutrito. 
Nutriss. Mangiar cibi nutricanti o mt- 

irimentosi o nutritivi o nutrimentali. 
Natrizi(Sn. Nutrizione. 
Niivcr. V. cont per Nivol. V. 
Nuverisc Nuver nuverisc. Nubilosissimo. 



o 



o. 



'• O. La quat*ta yocale deir aldbeto. 
Ze o c6. F* in Z^. 

O* Cerchio* Circolo, V ha faa on o in la 
sabbia. Segnb un eircolo nella rena — 
Faa a o. Circaiare, 

Oh per Ov«. r. 

Obbi&a. Ostia — 11 Ferrari trac la no- 
stra voce vernacola da Oblato^ Obhta^ 
ostia cbe si offeriscc nella messa; ed 
il Giulini esso pare da OblaUi od OUia. 
Grand d^Aussj (nella sua HisUire 
de la f^ie prisfie des Francois 11 9 S9) 
Tuole trarre questa voce dal gnco 
OfitkiOii citando Ateoeo. Anche i T<d. 
hanno Ob^at e i Fr. Oublie in pari 8\g, 

Obbiaa. Galda? Gli ostiai chiamano ctisi 
la cialda intiera ch'^esce deUa foma 
eon in s^ dalle venti alle cinquanta 
ofltie inboUini(o^^uidin) — Mett la pi- 
nola in Tc^biaa. Inciaidar la pUloU* 

C^biad^. Ostiajo. FabbricaKMr d^05ti<i. 
L*antico francese Ouhlayeur, 

Obbiadln. Ostia. Pasta ridotta in sottt- 

lissima falda per uso di sigillar U 

lettere^ e si fa di varj colori. — A 

Firenxe chiamansi Ostie in bollini, 

Boccon d'obbiadilt. ..... Quel 

che nelle cialde da ostie per messa 
dicesi Betaj ^ in quelle da ostie in 
bollini dicesi Boccon^ e serve a rica- 
Tame boUinuxzi piii piccini. 

Obbiadin a rilev Specie di bol- 
lini Ogurati e di assai gentile fattura. 

Obelisch. Obelisco. 

Oheraa. T. for. Fallito marcio, (ler)a. 

Ohht% e Ob^rsg. Jlbergo. Ostello. Ostel- 

Oberglsla. Mbergatore. Locandiere. OsU^ 
e antic. Ostellano, Dal fr. Jubergiste, 

Ohersg. r. Ob^rg. 

<)bet. V. \ski.(obitus) viva tuttavia nel 
contado in sig. di Funerale. Mortorio* 

Obiezion. Obbiesione, Obiezione, 

Obizz. Obice. Obitzo^ e ant. Aubizzo, Per 
le parti di questa specie d'^artigl. si 
vegga CIO che dissi in Can6n. 

Oblat6r. Obbtatore. U lat. LicikUor. 

Oblatt... . Individuo di quella Coogrega- 
ziune di sacerdoti , cosi delta dcgli 
Oblati de'*santi Ambrogio e Carlo, che 
san Carlo foodo nel i58o perche ac- 
cudissero air islruzione seminaibtica 



ed a quelle altre cure pastorali nella 
diocesi ambrosiana che loro affidasse 
il Metropolitano — Oblato nei diz. ital. 
vale semplicemente Omverso. 

ObUtt deR6... Sacerdote oblato cosl 
detto dal CJoUegio di Rho in cui san 
Carlo raccolse tali sacerdoti destinan- 
doli missionarj nella diocesi ambros.* 

Oblattln Sacerdote oblato gio- 

vinCt o di picciola stalura. 

Oblatt6n Sacerdote oblato di 

gran ricapitOf o di alta statura. 
Oblige. Obbligare. 

Oblig&a. Obbligato — CoobbligtOo — So- 
lidario. Solidaio. 

Aria obligada. Part obltgada, ecc. 

T. Mus. Jria obbligata^ Parte obbUgata. 

Restagh nunga obligaa. Non ne sa" 

per grado o vero n^ grade ni gratia, 

Yess obligaa a vun per quejcoss. 

Saper grado o boon grado ad alcana 

di checcliessia. Ghe son tant obligaa. 

Millegrazie, Granmerc^,Obbligatissimo. 

Oblig^t. ObbliganU. Cortese, Gentile, 

Jccaparrante, 
Obligato noi usiamo soltanto nelle ftasi 
Ciavo obligato! Addiofave. Ve ita. 
Obligato de Tavis ! M segnali si co- 
noscono le balle, 
Obligazi6n. Obbligazione, Obbligo. 

Avegh on carr d^obligazion con vun. 
Tenere grand'obbligo con alcuno, Avere 
grand* obbligo ad alcunoi A^er somme 
obbligazioni ad alcuno, 
6bligh. Obbligo — Obbligazione. Obbligo- 
gione. Lo scritto con cui uno s^ob* 
bliga a checchessia verso un altro. 
Oboe. Oboe, Strumento da fiato notiss.** — 
Altre volte si specificava in Oboe d*ar 
more o vero Oboe lungOf e in Oboe 
corto, Le parti dell^Oboe sono 

Imboccadura. Imboccatura «» Pezz de 
mezz. Pezzo di mezzo » P^. Piede •■ 
Ciav. Chiavi «■ Ancia. linguella. 
Obrobri. Obbrobrio. 
6ca. y. 6cca. 

Ocada. f^, Giuga a Tocca in 6cca. 
Ociida per Locciida e Loroccada. f^* 
Ocasi6n. Occasione, Congiuntura, 

A Tocasion vedarenun. Quando die 
ua vedremo. 



OCC ( 184 

Ciapp^ r ocasiuu. Jfferrare Vocca- 
sione(C9LTO Let. Neg. I, i56). 

Doma ocasion de dopera 9 de fa , 
o sim. In appunto* Jmmannito. 

La gent se coaossen ia di ocasion. 
Voccasioneja ia harba di stoppa alle 
personeifkmi €omnu Burch, p. 13$). 

L* ocosion ia fa romin lader. F. in 
Lider. 

Ocasion prossima. .... Perioolo 
prossimo di peccare. 

Ogni minima ocasion. Ogni occa- 
sioncella, 
hcQ* f. in (E£icc. 

6cca che i conL dicono anclie Vira. Oca — 
Papero se assai giovane. i. VAnas anser 
domestica dei natur. — Dell''oca come 
vivanda si dice proveibialmente Porco 
d* un mese^ oca di tre mangiar da 
re (Tan. Econ, 214)9 ® ubbiosamente 
Jn limedi non si vuol mangiar oca 
(Sacchetti Bime), 

Anda in occa. Porre o Piantare una 
vigna, Fagellare, Intanto cbe altri ci 
paria aver la mente allrove. 

Anda in occa. Dondolare, Ninnolare* 
BaloccarsL Trattenersi in cose da nulla. 

Anda in occa. Dimenlicarsi o Scor^ 
darsi di Jar checchessia, 

Anda in occa cent cl biccer. Dimen" 
ticarsi in sul bicchiero(Cwro Stracc. 1 , 4)* 

Caga come on occa. Scacazzare. 

D6 donu e on^ occa fan on mercaa. 
Donne e oclie tienne poche, Ove son 
femmine e ocJie non vi son parole po- 
c/te, y, anche in Donna. 

F4 d^occa. Far il norri^ lo noferi^ 
U nescio, V, in lMinci6n. 

F4 el beocb a Tocca. V, in Beccb. 

Fa ved^ i occb de Pavia. . . . Con 
ambe le palme stringendo il capo ad 
un fanciullo altarlo di peso da lerra. 

Gbe disc t occa? CK e ioppa? Forse 
che k Ioppa? Ti par egli poco? o 7V 
par ella poca cosa ? Esclam. cbe si 
dirige ad alcuno per provargli cbe 
una data cusa e di non poco momento. 

Giontagb Tocca cunt i peim* fig. 
Metletvi V imguento e le pezze. Met" 
tervi o Andame il mosto e tacr^uerel^ 
lo. Perdere o Mandar male o Gettar 
via il ranno e il sapone, Andar per 
. la decima e lasciare il sacco, Scapi- 
tarci di fatica e di capilale. 



) OCC 

Giugk a Tocca. Fare alt oca, Sorla 
dt giuoco cbe il Biscioni descrive co- 
me siegtie nelle sue Note alle Poesie 
del Fagiuoli(tom. Vl in fine, p. 6). 
« Queslo giuoco si fa con due dadi so- 
pra una tavola distinta in 63 case in 
giro a spirale, e le sue leggi son que- 
ste: Cbi fa 6 e 5 va al 36. Gbi fa 5 e 4 
\a al 55. Cbi va dove sono TOcbe^ 
laddoppia : al numero 6 v^ e un Ponte, 
dove si paga il passo* e si va al 12. 
Cbi va al numero 19, dov**^ TOstcria, 
paga e vi sta tanto cbe ognun tiri una 
voha. Cbi va al 5i, dov*^ il Pouo» 
paga e vi sta tanto che un altro lo 
cavi. Cbi va al 4^9 dov^ 6 il Laberin- 
to, torna indietro al 3g e paga. Cbi 
va al 52, dov^^ la Prigione, paga e 
vi sta fincbe da un altro sia cava to. 
Cbi va al 58, dov^^ la Morte, paga 
e ricomincia da capo. Cbi k trucciato 
(cio^ tratto dalla sua casa per es- 
servi sopraggiunto un altro) va nel 
luogo di cbi lo truccia , secondo i 
patti. Cbi passa il 63 torna indietro 
sincb^ finisca appunto >» — On'occada 
vale fra noi quanto una buona quan- 
ilik di partite cbe si facciano al giuoco 
deiroca — Il Fagiuoli(A>iz€ 1» 61) dice 
cbe questo giuoco 

Con due didi Mpcte che ti giooca, 

£ quegli ehe fa nove a an' oca arriva , 
£ poi di nove in sot« ognor rionoca, 

£ coti Tince il giooco, ecc, 

e al'rove (II , i5 e. I.) lo cbiama 

bel giouco dove ton dipinti 

Misterj per coi 1* oomo al ben si rreglia. 

Gaardate come da due dadi spinti 
Passano i giocator secondo i pnntt 
Pottti , poxei , prtgioni , e talnrinCi { 

£ qnaado ad ogni ban si credon gionti, 
Dan nella morle obime cbe Tia lor porta 
Ogni speranaa nel restar defonti. 

— Ad imitazione di questo giuoco 
sono ancbe mold altri » fra i quali 
quello de la barca o del sett in ban- 
cheUf ecc. ecc. r. Barca, S^tt, ecc. 

Giuga a I'occa. .. . I BrianiuoU iulen- 
dono per questo un^altra specie di giuo- 
co di cui non bo ancora piena notiaia. 

Giura Tocca pitlocca. Corpo di Dia^ 
nora. Affh de' died. Poffar il zio. 
Esciamazione. F'. in Dinna. 

I paver mennen a Lev i occb. fig. 
/ paperi menano a bere le oche* Gli 



occ 



(i85) 



OCU 



imperiti ne vogliono sapere pSk dei 
periti. 

L*^ fa« el b«cch a Tocca. %. i 
faUo il becco alP oca, k Jatta la UKca 
aljuso* 

Paradis di occh. K. in Paradh. 

Pari on^occa... Esser tozzo* piccinaco. 

Quand i aned e i dcch abatteb i 
al , r ^ segn de pi<euT. E ci6 peich^ 

E foem tutcom mttrologa frnmosM , 

E qusndo grmcehU ^ e eke iHmtN f4i, 
Pndtet eke smrk tarim piopoami 

cosi diise il Fag. Kime 11, 5 e. 1. 

Va a tOBull dove el toeujen i octh. 
f^a al harone. Fa alle forehe. 
■■ Coll d*occa o anche assoL I Cdl. 
Colli JT oca. Colli. Stanghe a cdUi 
d' oca. Que* due ferri lunghi , massioci 
ed ID parte arcuati che serrono a 
collegare il carro delle carroste fet- 
mati come e* sono per le 8carpe(on0f- 
gion) nelle due partite anteriore e 
postenore del medesimo. Le parii 
d^ogni collo d^oca sono 

Orcggloo. 5e«fp# ss Tocch o Manegh 

s=3 Becea. Note* , cio« ^eirangolatara in cvi 
finitce I'arco maggiora (!«j colli = Coll. u^rco. 
Ctntinm , ciod la part« arcoata del coHo a=s 
Coa. CodmT oio^ quella parte dei oolli che 
da vn eapo ▼% a incMmnciare raroo(cotf), e 
dall'ahro fi tmmilft sella tearpa potteriore 
(ortggioM deirte). 



Coa a coll 
d* oca. Ha 



d^'occa. Coda a colli 



Coa ( torn iDfaj InHgii o Kin Volute), Co- 
da f cioe qael loago peaxo di Icgnanie che 
po«a con an capo tnl traTersone posteiiore 
del carro delle carrosze; ha confitti in se il 
piatto dei colli d'oca di ferro, e fioitce coH'al- 
tro capo U dove si allargaoo i colli in Terso 
la centina =a Coll d'occa. Colli d'oca, CotU bs 

Cot»oo. Coieiali as Ver de coa sa # 

Braghett. as Anell de catelann. Cm- 

paneUesaa Raupin de tearpa. Gamcio da iearpa, 

Coa driaaa. Coda? Qoella coda del carro 

d* ona carrosaa ohe ta da on travertone al« 

Takro senza punto colli. Ha Stanga ss 

Cosson, . . . . =a Intaj. IntagU, 

Coa storu. Coda torta. Qnella in cni ti 

OMerra la Becca roTeria Nocea a ro»e$eio, cioi 

rangolarita di cni fopra in qoei colli d'oca 

nei qnaU Tarco (eoU) i riToho 



Occa salvadega. Oti, OUarda. Oca sal- 
vatica, V Anas onserL, 
Vol, IIL 



Occa salyAdega o de la nev. Oca grana^ 
jttola,' VJnas ans€r segetum degii om* 

Occa salvadega. Oca pagUeta^a,.Oca rea- 
le. Jtonca, Vjnser cinfircus o VAnof 
anser ferus degli omitologi. 

Occada. F. in 6cca (giug^ ,a' 1*). , 

Oco&scia. Ocomi. 

Occ^tt. T. degli Uffiz}* SpexxhieJUo* 

Occ^tt. Occliietto, Dim. di Occhio. La 

voce Oeceti peed non ^ iwata fra noi 

in questo sig. che nella sola frase aeg. 

Fk Toccett. Fare agli occhi, Ya- 

gheggiare, fare airamore. 

Oeciadm. F, Oggiadin. 

Occi^j. 8. m. pi. F, in Oggi^ia. 

Occi&j. a, m, pi. T«de*$ell., Carroz.« eoo. 
Paraocchi. Ci6 che si mette al cav^o 
per riparo degli occhi. Le Lunettes 
o (SSllirts dei Fraacesi. — Montaigne 
le chiaraa Orbihres, 

Occialln o Oggiaa de laan. Occhialino, Ha 
Placch. . . . >= Veder. LentL Specohi. 
Occialin doppi. Binooolo? 
Occialin senlpi. Monocoh? 

Oc6rr. Occorrere, 

Gos8*occorr. Che dire — PToccorr 
oher senx' oiler. Non altro. Non pih* 

Ocorrent. Occorrente, 

Ocorr^nza. Occorrenza, 

Ooh^tt. Pecorelle. Le onde piccine. 

Och^tL.. Sp. d^ insetti siin. a roosche rosse. 

Ochctt. F, in Stellinn. 

Ochetla. Dim. e ve%%eg,.di 6cca. F, 

Ogni ochetta ona liretta. • .... I 

contadini lo dicono proverbialm.* per 

aecennare che da ogni oca si ricava 

circa una lihbra di piuma nel pelarla. 

Ochln o Mav^t Navicellonje quasi 

simile a uno di queUi cbe diciamo 
comballin. Ha poppa e prora uguali, 
cio^ aguzze e per oosi dire ambe im- 
pruate ; va a vela , ed ha govemale o 

. timon corto in luogo del lungo timone 
(detto pala) che hanno gli altri barconi 
suoi consimili. 

Ocon. Ocone(Burch. Son, i6a).0ca grande. 
Paperone{hB$ctL Cena V, i5a). 

0c6nna. Oco/ia(Fag. Bime U, 9 e* 1.). 
Oca grande. 

6cna. Ocra. Ocria, 

Oculista. Oculista, 

Qcxi^k,Occupare, Impedire. Tenere spazio. 

Ocupa. Occupare, Impiegare, Dar lavoro* 

Ocupaa. Occupato, 

«4 



ODO ( I 

Ocupto. hnpiegato. itffkecendato. 
Ocuphf^gdice il i^o/go ' per Equipligg. f^. 
Ocup^s. OccuparsL JmpiegmnL 
0<iup«zkSii. Oceupaxione. Faecenda. 
Ocupazi6il die sUomegb* Impedimenta di 
6de. Ode. Oda, {stamaoo. 

Odesell, e spesso al p/. Odes^j o Odet^'. 
y. ooflit. UteHsili, AmesL V. Tr«nsiUi* 
6di'0 (Eddi. OJ^, 
' ' AfeU in odi. Metier in odio, 

Tcgul- odi» Nodrire o Couare o Ser- 
bare o Mantenere odio* 

Vegni in- odi el mangi^y el bev» 
la yillsy ecc, f^enire a noja il mangia*' 
re 9 il here 9 la pita e simili. 
Odik* Odiare^ Aver odio contra che o chi 
ehe sia* Poriar odio o » . • Avere in odio, 
Odi ass a* inort. Odiarsi a morte^ 
altamente , implaeabilmente , irrecon- 
ciliabiimente, 
<)dida. Odiato, Aimto in odio, 
Odids. Odioso, 

Fa ona part odiosa. Far un ojlcio 
da aueme odio e abbominaxioue. 
Odiosit^a. Odievolezza. Odio, Scbiva i 

odiositaa. Serhare la non odiosiid, 
Od6r. Odore, 

Acqu d^udor. Acifue odorose(^e^ 
Oss, an,) o odorifere? o odorate? 

Avegb adoss di odor Easere 

profumato con acque odorose o con 
mantecbe odorifere. 

Bon odor. Fragranza, Olezzo ; e 

• scberz. Odorone, Odore gratissimo. 

. Casci& odor. Dtir odore. Aendere 
1 odore, Esalare, Odorare. Olezzare — 

• in sig. cattivo Odoracchiare, 
^ CalJV odor. Fetore, Ptizzo, 

Ciappii odor. Prender odore. 

Cossinett d^odor. y, Cossindtt. 

Di l^odor. Inodorare. Dor odore. 

Forma conl odor. f^. F6rma ( for- 
maggia ) clara o cbe ba odor de acafitn 
in F<Srnia. 

Odor acutt. Odore aciito{*iosc. — 
Tom, Gianle). 

Odor cbc Vi ona pesta. Odore che 
attosca. Jttosca di odore. Avvelena il 
mondo con puzza. 

Odor d' aj. Odore alUaceo ( Tapg. 
IsUt. in, 553). 

Odor de brusaa. Puzzo di leppo. 
Odor empireumatico. 

Odor de magolc. Odor di mucido. 



86) «UC 

Odor de mufia. Odore o Fetor di 
mtiffa. 

Odor de ceuT marsc. Nidore, Puzzo 
nidoroso* 
Senxa odor. Inodbro — Inodorabile. 

Tir^su Todor t qualcosetta 

piili cbe il semplice Odorare cbe noi 
; diciamo Usmd; k attrarre con forxa 
8U per le nari un odore qualunque. 
Ven-via on odor de can. Pfe viene 
un puzzo orrendo, 
Odorin. Odorino. Odoruzzo. 
Odor6s. Odoroso. 

04orusc. OdorettaccioiJdTg, IstiL II, 545). 
Odoretiucciaccio. 

Sav^ d' odor use Odoracchiare. Man- 
dar odore cattivo. 
de 1 Oh, Ehi* Old- Eh, Interjczione ap- 
pellativa — Talora ancbe ^ interie- 
zione di riprensione. 
Oe o6. /^. Ovai. 

(Kucc che scherz, diciamo anclie Lan- 
tema. Occlii; e %• sdierz. tanteme 
(Fag. nim. IV, ao8 e V , 357). lu- 
cerne ^ Lucciantif Luccanti, Lucci; fig. 
poet, e nob. Ciglia^ Pupille, l^^gif 
Bai, Lumi. Luci; con mctaf. poco beila 
Lucenti girt delV anima — Cbi ba un 
ocdiio solo dicesi Monbcolo o Unbcolo, 
Zij. Ci^lia a- Palper. Palpebre •> Orla 
di palper. Nepitello. Nipilello » Po- 
poeu. Papilla. Luce » Balla. Globo. 
Bidbo » Biancb. Adnata, Albugine.Con- 
giuntisfa « Cassa o Iiicava. Occhiaja, 
Cassa, Incassattira, Orbita. Coppo, «» 
Negber. Cornea Incida o trasparente «> 
Ongia. Ungula » Sercett del popoeu. 
Iride ^ Acqua o Lucid. ACquitrino 
(Vas. 571 ) =« Canton, Canto o Angolo 
lagrimatorio =« Poutinna. Carwwola 
lacrimale, 

(Eucc besios. Occhio bieco o torvo. 
(Eucc bis o t6rber. Occid abbaci^ 
natHTomm. Sin. p. 11 » col. i). Occhi 
tippannatif torbidi^ languidi. 

(Eucc bloeu. Occhi cilestri o cilestri- 
ni - Ditiramb. Occhiazzurro chi gli ba. 
(Eucc bottoruu. Occhi che schizzano 
altrui di teJtac*tosc. — T. G.). Occhi 
molto convessi o sporgenli in fiiori. 
(Baicc cbe niazza o che coppa. OC' 
clii assassini o che uccidono il Cristia- 
no, Occhi vividissimi o Jiirbissimi, Oc" 
chi scinUllanli o lampe^gianti. 



(BUG ( 187 

(Bxicc de birba. Occhi ladri(¥tCT. 
II, 5oa). Occhi traditori o assassni o 
tnaIandrini(*iosc.). Occkiuzzi ribiidi, 

(BUicc de brasea o de foeugh. (Uxhi 
di bragia o di fuoco o abbraciati o 
abbragiaU o ardenti o accesiy cio^ 5^ 
^Ofi. (^'. il testo addotio sotTotcbi 
di fuoco in Fuoco dalPAlb. enc.). 

(Eucc de foin o de folega o de fal- 
cbett Occhi gri/agni, furbi, accani. 

(Eucc de gatt. OccAi ce5ff o di gUto, 

(Eucc de gaU(parl. di cavalli). Oc- 
chi gaztuoU. (rim, 

(Eucc de gatt sorian. Occhi iustw 

(Eucc de latt Occhi lattiz^i, 

lattiginosi^ inucosi , come veggonsi ne- 
gli aniroali lattanti, per es« nei muciii^ 
e da questa specie d'^occhi k derivato 
il prov. Ifon aver rasciuUo gli occhi, 

(Eucc de poresinna. fr. cont* Occhi 
picdni. Occhietiuzzacci, 

(Eucc de sbirra. Occ/U ardiU. 

(Eucc de sciguetta. Occhiucci di ck- 
veita — Fig. Occhi di civetta. Giallod 
ardenti o iampanii. Monete d'^oro. 

(Eucc dMncantaa. Occhi fissi? 

(Eucc fals. Occhi vetrini, 

(Eucc furb. Occhi marrani. 

(Eucc gagin. Occhi gazzuoli, Gli occbi 
biaachi pari, di buoi, cavalli, muli. 

(Eucc gasgioeu o de gatt. Occhi ce- 
sii o 4li gaUo, 

(Eucc grazios. Occlii vaghi^ belli ^ 
leggiadii^ geniili^ dolci, benignly soavi, 

(Eucc guxx. Occhio acuto^ perspicace. 

(Eucc indormentaa. Occhi languidi, 

(Eucc in foeura iu fceura. Occhioni, 

(Eucc info6saa o incassaa o incavaa. 
Occhi incMfemati (PBudolf. Gov, /am. 
86). Occhi qffhssati o sfossati. 

(Eucc lusurioa. Occhi disievoli. El le 
guarda con duu oeucc lusurios. la mint 
coW occhiettino della banda del cuore. 

(Eucc maccaa. Occhi pesti o sbattuti, 

(Eucc mascarpent Occhi cisposi o 
caccolosi o scerpellini, Occhi orlati di 
tormina o di savore. 

(Eucc mort in coo. Occhi morli, 
(Eucc nixz. Occhi pe5fi(Pandolf, i43). 
(Eucc palpignent. Occhi ineerd? Oc- 
cbi ne^ qi^ali osservisi un battere cou- 
tinno delle palpebre. 

^tucc piangiorent Occhi imhambo- 
laU -Q.^agrimosi o pregni di lagrime* 



) (EUC 

(Eucc porcbin* •..,.. pie^c^yalli 
gli ocelli piccini* 

(Eucc rideat. OccfU ridemti o sereni 
o allegri o di lelizia pieni. 

(Eucc sbirent. Occhi ^granaii(*io$C' 
T. G,) o di nunarro, Occbi vivaci«simi. 

(Eucc sgarbellaa, Occhi scesosi?OHsi'' 
cbiav. Com, in versi 11 » 4)* Occhi scer^ 
pellati o scerpellini. 

(Eucc spaventaa. Occhi tondi{YeiS, 
aog). Occhi spaventaticci. 

(Eucc stort. OccJU tord(99n. Poet. 
1 9 X 9 35 ). Occhi mal messi(*i05C. — 
T. G,). Occhi sbalestrati ofiior di sesto. 

(Eucc torber. OccfU torbidicci^ sbat- 
tuti ^ intorbidati. 

(Eucc traditor. Occhi traditori^ 

(Eucc viv. Occhi vivaci* 

(Eucc. . . Occhi ghiottHpaniQ Purg.B). 
■MB Adess i fioeu nassen cont i oeucc 
avert* Ora i gattini i mucini hanno 
aperto gli occhi. 

Anda attorna i oeucc. fig. . . • . . 
Girare il capo* avere giracapo. 

Anda cont i oeucc saraa. fig. Andare 
a chins* occhi. Far cbeccb." con fiducia. 

A oeucc. A occhioCTtirg. Fiag. 1 9 1 3o). 
A giudicio deW occhio. A misura im- 
provvisa d^occbio. 

A oeucc baltenU In un batter d'occhio. 

A oeucc vedend. A occhi veggenti. 
A suo veggentc; ant. A veggente. Pa- 
lesem-S alia propria presenza e veduta. 

A sto raond besogna sar^ on oeucc 
per dervi I'olter. . . . Talvolu Chi 
vuol de'servigi bisognafame — Tal- 
volta Abbdssati e accdnciati — E in 
genere Quasi sempre bisogna indul- 
gere da un lato per ottenere dall^al- 
tro; Diettere gli occhiali della vista 
grossa per veder almeno qualcbe cosa. 

A lir d^ oeucc Per quanto 

puo vedere occbio umano; fin dove 
giunge la vista. 

Avegh besogn d^on fazzolett per 
sugass i oeucc. .... Si dice scb. a chi 
deve .abbandonare la sua dolce cura. 
Avegb besogn d^ona scigoUa per 
fregass i oeucc. . . . Per celia si dice 
a cbi reputiamo debba piangere per 
cosa a noi indifferente, o a cbi s^iu- 
finga di piangere per complimento. 

Aveghel semper denanz di oeucc* 
Starjitto (cbeccbessia) negli occhi a wto. 



AUG ( i88 

- iTeghen ai asMcc^astiduux checches. 
Essert ristucco o staccato o satoUo di 
cheechessia.-Aver a nausea checchessia. 

Aveghen at oeacc o sora ai oeucc 
o dessoravia di oeucc. Essere a gola 
in ckeccltessia, Ayere gran quantity, 
copia, abhoadania di checchessia. 

Avegh i iiuiroeu denanz di oeucc. 
Veder le liiccioh* 

Avegh i oeucc desgarbiaa. j4ver oc- 
chio acuta ^ perspicace, 

Ayegh i oeucc ingarbiaa. Aver gli 
occhi impamati(LoT, Med. Simp, cap. ti). 
Aver gli occhi tnfpeli. 

Avegh i trav in di oeucc. Aver le 
travvegole o le traveggole. Aver manr 
giato cicerchie. In vedendo pigliar una 
cosa per un** altra ; travedere. 

Avegh oeucc a la padella. fig. Avere 
o Tener P occhio o gli occhi ai mochi. 

Avegh on bell taj d^ oeucc. Jvere 
gli occhi grandi e bislunghetti ; ci6 che 
i Fr. dicono Avoir lesyeux bienfendus. 

Avegh on gran colp d^ oeucc. Essere 
oculatissimo. 

Av^ sott oeucc o denanx di oencc.^ve- 
re sotto gli occhi o davanli agli occhi. 

A vista d^ oeucc. A occhiateiHBgai. 
Op. 335). 

Bassh i oeucc. Chinar gli occhi. 

Besogna vardass di oeucc bass. Guar- 
dad da chi gitta i guardi sott^ occhio. 

Brusk i oeucc^i^r hruciore agli occhi. 

Cag& o And& anca i oeucc che pure 
dicesi Cagk i busecch o Panima. An- 
dare a hocca di barile{*iosc» — Tom. 
Giunte)' Avere una fortissima dissen- 
teria, o Durare gran faticii nel man- 
dar fuori gli escremenli. 

Casci^foeura ona spanna d^ oeucc o 
Cascia-foeura i oeucc come on biss. Far 
gli occhi rossi o difuoco. I Tosc. dico- 
no anche Gli occhi gli schiztan di testa. 

Gav4 i oeucc. Sdisocchiare. 

Cavass i oeucc. Cavarsi gli occhi. Per- 
der gli occhi in letture o lavori miuuti. 

Cavass i oeucc. fig. Cavarsi gli oc- 
chi per coUera o simile. 

Comenz4 a lusi i oeucc Cominciare 
a far gli occhi luccicanti{ Pan. flag. 
Barb. I9 66). Dar indizio di un prin- 
cipio d^ebrieti. 

Cont i oeucc bass. A /ronte calata. 
Con ocelli bassi* 



) (BUG 

Cont i oeucc ia buairotola. A occhi 
socMusi. 

Costi i oeucc del coo. Costar un 
occhio. Costar salato* Costare o ^alere 
il suore o il cuor del eorpo. 

Dk d^ oeucc. feeder d* occhio (Tf^rg. 
AU Ac. dm. Ill, 4i8). 
Da d^OBucc. Guardare. Dare occliio. 
\A d^OBucc. Badare. 
D& i did in di oeucc. y. in Did. 
Da in di oeucc. fig. Dare negli oc- 
dii o nelV occhio. Offendere la vista. 
Da in Toeucc. fig. Dar negli occJii 
• nelt occhio. Allettare, attrarre la 
vista; essere vistoso^ appariacente. 

Da on oeucc e Uk d^oeucc a quej- 
ooss. Badare » f^egliare , Tener d* oc- 
chio cliecchtssia. 

Dervi i oeucc. ^pnns gli occAi(Gecchi 
Servig. I, i). Guardare il faUo suo 
(Baldov. Cec, da yarL). Aver occhio 
cauto. Procedere cautamente, andare 
ctrcospetto. 

Dervi i oeucc a vun. fig. Aprire Vin- 
telletio a unoifiin. in Aprire). Aprire 
gli occhi ad alcuno. Diragnare. Ste- 
nehrare. Illuminare. Farlo accorto di 
checchessia. 

Dervi i oeucc in busiroeula. Aprire 
gli occhi per cantone (Bemi OrL inn* 
LXVI, 5o). 

Dervi tanto d'^oeucc. Far gli occhioni 
(Meini in Tom. Sin, a Occhioni, not. 5). 
Spalancare^ due occluoni. Sbarrare gli 
occhi* Restar maravigliato — Besogna 
dervi tanto d^ oeucc o dervi ben i 
oeucc. Bisogna avere gli occhi d*Argo. 
El funun el lustra i oeucc. ... Si usa 
per racconsolare scherz. chi si lagni 
del dargli negli occhi il fumo. La fu- 
mde cherche les beaux dicono i Franc. 
Fagh dent Toeucc. Far P occliio a 
checcliessia, 

Fk duu oeucc de can. Fare ocduacci. 
Fa i oeucc o F4 anda attorna i oeucc. 
gerg. yendere* Far vento alia roba. 
Falla in sui oeucc. Accoccarla a oc- 
chi veggenti. 

Fa Toeucc del porscell mort. Guar- 
dar coW occhio del porco (Cell. Fita 
I, 5i). Far r occhio del porco. Guar- 
dare colla coda delPocchio. Guardare 
a stracciasacco o a squarciasacco* Ci- 
pigliare* Guardare di mal occhio* 



sue C 189 

con guardatura burbera , a traverso 
e con mal pigtio. 

Fregass i atucc* So ffregarsi gliecchi^ 

Giontagh i oeucc. Rimetterci gliccchi. 

Inanz cbe gbe le faga sii on aucc. 
Se non volete ehe ne venga il parto 
seg7iaio{CAro Let. ined* I, 17). 

In d^on batter d^oeucc. In un btUer 
ttocchio. (solo a aolo. 

In quattr'oencc. A qttatir* occhL Da 

In sui oeucc. Ifegli occhi d^u&o, 
cM alia prescnta di quel tale. 

I Oiucc negher fan guardd, e i oeicc 
gris fan inamoHi. . • L^occhio bniut i 
bello a Tedersi; il bigio k rubaeuori. 

Lambicass i qbucc. Coparsi gU occiii. 

La passion la quatta i oeucc* f^*m 
Passi6n. 

Lassa adree i oeocc. Rigattrdare eon 
occhio eontinuo(HtLga\.Leii.sc. II, iSti). 
Non istacear tocchio da checchessU, 
MangUirsi checchessia cogti occhi. 

Lassagb adree i cencc a vun. Guar- 
dare in aleuno. Porgli gli occfii addos^ 
90 amorostunente: 

Leggeghel in di oeucc. V. in Legg. 

L^ k pussee grand Toeucc cb"* el 
boeucc. . . . I/occhio ba per poco quel 
che alia bocca sar^ troppo; e dtcesi 
dell^occbio di cbi ingordo o ghiuttone 
o afTamato mentre divora i cibi colla 
bocca divora ancbe Timbaqdigione 
con gli occbi , e tutta la vorrebbe a sh 
per tema non glie n^abbia a mancare 
quando invece gliene sar& per avan- 
xare. A%foir plus grands jreujc que grand 
venire o grande pansej ovvero Avoir 
Its yeux plus grands que la panse 
dicono i Fr. — Talvolfa il dettuto si 
usa in altri sensi metaforici. 

L^oeticc del patron V^ quell cbe 
ingrassa el cayall. y, in Cavall. 

L"* oeucc el voeur la soa part. Voc- 
chio vuol la parte sua, 

Lontan di oeucc, lontan del cceur. 
Lontan dagli occhi, Ionian dal cuore 
(Pr. tosc. II, 74 — Fag. Com. pass.) 
G k lunge dal cuore chi non veggiamo 
conUnuitmenteiVeiioTi in Pros, fior. IV, 
1,19, cbe lo dice dettato ancbe greco). 
Quando la mamma ha passaio il pog- 
giuolo ( collicello ) , non si ricorda piii 
del suoJigliuolo{*iosc. — Tom. Giunt), 
La lontananza ogni gran piuga salda. 



) cue 

F. altresk in Coeiir, — Ancbe i Prov. di- 
cono Luen dels hueilsj luen dou coutr, 

Lusi i oeucc. Sfavillar gli occhi(Lor, 
Med. Simp, cap. 7). Lacdcar gli occhi 
(Pan. Poet, 1 , xxv ,39). Far gti occhi 
luccicanti{Pan, f^iag. Barb, 1,66). Aver 
mangiato e bevnto bene. {udmia. 

Maa d^oeucc. Med d^ occhi ^ dott. Of- 

Mangi& vun cont i oeucc. Mangiarfi 
uno con gli occhi, Divorare o Divo- 
rarsi una persona con gli occhi. Saet" 
tar con gli occhi, Mirare alcuno di- 
stosamente o ancbe sdegnosamenle. 

Mett denanf di oeucc. MtUere m- 
nanzi agli occhi o in vista, Spiegare , 
far presente. 

Melt i oeucc adoss. Gettare o Porre 
/' occhio su checchessia, 

Mett i osxxet in del coo a vun. 
. . • Col proprio arriccbire alcuna per- 
sona — y. anche per altro sig, in G60. 

Nagott o Nient 1'^ bon per i oencc. 
Niente i huon per gli occhi. 

No avcgb n* oeucc ne orecc. Gg. 
Non aver occlU ne orecchie. 

No sark oeucc. Non chiuder occhio, 
Non dormire pun to. Ne pas Jermer 
Vofuil dicono ancbe i Prancesi. 

(Eucc a la- padella. y, in PadMla. 

(Eucc no Ted e coeur no doenr. 
Occhio non vede e cuor non s'* arra- 
batta ( Fortig. Bicciard, XXX , gS — 
Qui il poeta lo us6 uel significato del 
nostro Lontan di cpucc lontan del coeur; 
ma ognun vede cbe lo us6 abusiva- 
mente, e a volerseAe convincere basta 
pnr niente a queU* amt^nttare cbe 
ognuno riscontra dove S cngion di 
dolersi e non dove manca meramenle 
Tamore). db che tocchio non vede il 
cuore non lo credeiFng. Bime V). 

On bell colp d^(£ucc. Un hel teatro* 
Un bell' insieme. 

Pag^ duu oeucc e on dent.f^ in Paga. 

Pag4 r oeucc. Avere occhio, Avere 
buon occhio. Essere di bella apparenza. 

Paga minga V oeucc. Non avere oc- 
chio, Non aver buon occhio* Esoere di 
mala apparenza. 

Palpigni^ i oeucc. Baiiere gli occhi 
guardando {Bwher. DoCiTam.n^, 10). 

Pan cont i boeucc, forma j senza 
boeucc, e vin cbe solta ai oeucc. y, in 
Formaj. 



(BUG t 190 

Parlii in quattr*aeucc* Pariar da solo 
d solo* (di iHsUi, 

Perd d^oeucc. Perdere d'occhio o 

Pettagh i oeacc adoss. Squadernare 
due occhiacci addosso ad alcuno* Fisar 
gli occhi addosso* (mosL 

Piang i oeucc. Jver gli occhi lagri- 

Pienta i oeucc in faccia. Guardar 
fiso. Intendere o Porgere gli occhi in 
alamo. 

Pod^ andk coot el capell foeura di 
oeucc. K. in Cap^lI. 

Pod^ minga destacdi i oeucc d^ona 
€o«sa o de \un. Nan istaccar gli oc- 
chi da che o clu che sia. Non ai aa- 
ziar di mirarlo. 

Poss minga tegni avert i otucc. // 
sonno mi vince gli occhi 

QuatUi i oeucc. fig. f^elarsi gli oc- 
chi. Non veSer lume* Essere aopraf- 
fatto da alcuna passione* e perderne 
la vera cogniKione delle cose. 

Quatlr^ oeucc. scb. Gli occhiali. t= 
Occhialone(Tom. Giunle). Chi li porta. 

Quell che 86 ved coi oeucc nol se 

p6 scond lo lo veggo pur con 

quest! occhi; k palese; ^ evidente. 

Sall^ ai oeucc. Balzare agli occhi. 

Salt^ ai oeucc a vun. Jndar sul vise 
u uno. Affrontar minacciando. 

Sara oeucc. fig. Chiuder occhio. (^uu- 
der gli occhi. Dormire. Per es. In sta 
nocc hoo mai saraa oeucc. Bo vegliata 
Vintiera noUe. Non ho chiuso occhio 
neila notte. 

Sark on oeucc o Sar^-su i oeucc. Bg: 
Pnssare una cosm a chius* occhi. Chiw' 
der gli occhi a checchessia. Far vista 
di non vedere. Dissimidare — al che 
molti si gettano ricordandosi che Le 
oche s* ingrassano al bujo{PBn. Poet. 
nota 5.* a pag. 3 10 del vol. 11.*"). e 
fingendo non vedere per lasciar fare 
cosa che sia per tornar loro di van- 
taggio — Talora Usar conniuenta. 

Sara on oeucc per dervi V olter. f^, 
A sto niond) ecc. neila pag. 187. 

Save fass i busch foeura di oeucc. fig. 
Saper levarsi le mosche o i moscheri- 
ni dal naso o dintomo al naso. Non 
si lasciar fare ingiuria. 

Schisci^ r oeucc. Serrar V occhio. 
Dar d'occhio. Fare occhio. Far d'oc- 
chio. Accennare. 



) <EUC 

Se tiraraven foeura i oeucc vun coa 
Tolter. Psi berehbono in un bicc/iier 
di veleno{9/lono5, 4)* ^i odiauo alia 
pcggio. — Caverehbe due ocelli a si 
per cauarne uno id compagno. 

Sott ai race oeucc. Negli occhi miei* 

Spend i oeucc del coo. Spender gli 
occhi. 

St& cont i oeucc bass. Tenere gli 
occhi bassif cio^ a terra e con umiltii. 

Stravolti i oeucc. Strahmar gli occhi. 

Tegnl el capell foeura di oeucc. K 
in Capell. 

Tegni i oeucc a bass e la palpera avol- 
la o 10 aria. Gittar i guardi soit occhio. 

Tegoi i oeucc a o&. Aaccoglier gli 
occhi a sk. Stare sopra\n^duto ; e poet, 
con Dante {Purg. XXV, ter%. sestulti- 
ma) Tenere agli occhi stretto il freno. 

Tegni i oeucc adoss a vun. Auere o 
Tener Vocchio addosso. Stare coWoc^ 
chio addosso ad aleuno. Stare attento 
alia condotta che un tiene o a quello 
ch^ei viene facendo. 

Tegni i oeucc avert c Sta cont i 
oeucc avert, fig. Stare a occhi aperti 
o con gli occhi aperti Tener I* occhio 
o gli occhi aperti. Stare colT occhio 
alia penna o al pennello. Stare col- 
r occhio teso. Stare in ocehi. Stare vi- 
gilantissimo. 

Tegni i oeucc in busiroeula. J^r gh 
occhi soccluusi. 

Tegni on oeucc al gait 9 e roUr^a 
la padella. K. in Gatt. 

Tir4 i oeucc Scnlirsi ritrarrc 

gli occht ; giuoco convulsivo dei nervi 
ottici. 

Tirass 1 cavij foeura di oeucc. Mo* 
strare il uiso o il uolto. Opporsi ardi- 
tamente; rispondere liberamente. 

Tirass i cavij in di oeucc. THrare 
o Mandare giU la buffa. Operare seiua 
riguardo ne suggetione. 

Toeii i oeucc. Jbbagliare. Abbarba" 
gliare. Ve on color chM toeii i oeucc 
E un colore che smaglia. 

Tr4 crusca in di oeucc. fig. Buttare 
o Dare o Gettar la polvere negli occJii. 
Ccrcar d'offuscare Taltnii mente, ac- 
ciocche non bene discerns la veritli. 

Tra- foeui*a i ceucc Cavarsi gli occhi. 

Tra-foeura ona spanna d''oeucc. Hbar- 
rar gli occhi. 



(BUG ( 19 

Tra la polver in di ttiicc. fi§^. Dare 
o BuUare o Gtttare la polvere negli 
' occhi. Ingaonare^ aflfascinare. 

Trjb-su i OBucc. Becer l*amma» Ayere 
an vomito soounamente violenta 

Varda poeu a no faghel in at on 
oeucc. Bada poi che non ne abbia a 
i^emre il porta segnaio* 

Vard4 o Vedh de bon oeucc* f^e^ 
dere di buon occfUo o con buon octkio. 

YanU de mal oeucc Fedcre o Gmr- 
dmre di mal ocduo o con mal occhio, 

Vard4 soU'qbucc. Guardar sottoc' 
cfuo o sotiecco. 

Yardass in di oeucc Fare agU ocM* 

Yed pussee quattr^ oeucc che dtu. 
yeggonopik ifuaUr^occhi die <iiie(Salv. 
Gr, I, a)* Plus vident oculi quam oculus, 

Yed^ de maloeucc. feeder di mal CC' 
chio. 

Yedell coot i s6 oeucc. decoder chec- 
chessia negli occhi proprj. 

Vegni on Tell denana di oeucc Ft- 
larsi Vocchio. Mancare per deliquio. 

Vesa P oeucc driia de vun. Essere tot- 
chio di aUuno. Essere VocclUo diritto 
o destro di alcuno. Esseme il favorito. 

Yess nizz in* di oeucc. Avere lo 
sguardo abbaUuio o longuido, 

Yess on spin in d^on oeucc V, in Spin. 

Yolti V oeucc a yun. fig. Cbrre oni" 
mo addosso ad uno, Co^iere in odio 
alcuno. 

Yor^ mangili i oeucc. Stranare. Bis- 
trattai^, Serpeniare — Gitiar in wo — 
f^illaneggiare* 
(Rucc Occhi delta peniola, Scondelle* 
Quelle gallozzole che yedonsi sul bro- 
do o suU^acqua. 

Forma con roeucc. F. F6rma(for- 
maggia) ciara in Forma, 
jffiucc. Gemma, Occhio nelle piante, nclle 
patate, e simili. 

Casein foeura i oeucc a Fa i oeucc. 
Gemmare — Pien d^oeucc Occhiuio. 
Gemmato. Dicesi della yite. 
(Eucc. s. m. pi. T. de'^Fab.^ Carrozz , ecc 
Ocelli? Campanelletle di ferro che dap- 
pie dell^ intelajatura d^ un predellino 
yeggonsi dalle due bande perche ma- 
stiettate colle S]^iae{spineU) congiun- 
gano il telajo coUa montata (;>e^ix^ia). 
QLucc{che allri dicono Fen^ster). Occhi 
(Alb. enc in Borboiude), Campauelle 



I ) (BUG 

tonde e sporgenti dalTaste de*^ moral 
( ceucc iond ) , o Fori qttadrati(«n«7c 
quader) esistenti nell^aste medesime 
per attaccaryi portamorso , ess^ ecc 

QLiicxi o Boiiicc Occhio del bandellone, 

(Kucc a compass o sempUcemente Com^ 
-pias, • • . Nome di quelle snodature 
ohe esistono nelle moUe dei roantici 
da calesso per ageyolame raliamento 
o r abbas8amento< 

(Edcc. gergo. • • . Uno scudo. 

Mezz-oencc gergo... Dn mezaoacudo* 

iEdcc per Oggla(rtei yagicco/i). K 

(Edcc. PoUa. La yera sorgeotc 

(Edcc T. di Stamp. Occhio{k\h. bass, in 
Ciuil -* Grisell. i>is.). Jl rilieyo delle 
lettere da siampa* 

(Eucc de bd. Goto o Cocolo{Tng. Diz.), 
Camamilla. ComomiUeu Jntemide. Bu- 
Jtalmo* Specie di eri>a anrense ch^ h 
VAnihemis cola dei bot Auche i Pro- 
ycnz. la chiamano Hueil de buou. 

(Eikcc de b6. Fiorrancio* Fiorrandno, 
Uccello nolissimo. 

iBAcc de b6 I disegnatori chia- 
mano eon questo nome que^loro al- 
berellini di terraglia o di porcellana 
nei quali atemperano i colori : sono 
rotondi , e piik spasi e piu cupi degli 
altri alberelli quadrati che usano a 
pari scopo* — F, onche in Piattell^ra. 

(Eiicc de b5 Speech ietti che si 

mettono alle paste dolci dozzinali ed 
ai cayallucci che si sogliono yendere 
nelle sagre di campagna. 

(Ei^cc de busecchin. Boccio? Bocchiof 
V. in Busecchin e in Lazz. 

(Eiicc de gamber. T. dei Drogh., Spez. 
Occhi di granchio(Tw> fior.). 

(Edcc de insed. Scudicciuolo, 

(Edcc de la calcora. T. de*" Torniai. . . . 
Quel pedaletto infisso alia coscia di 
sinistra del tomio, ed a cui k rac- 
comandata la calcola da piede. 

(Eikcc del Sign6r. . . . Fui assicurato che 
yerso Erba si chiamino (SuccdelSignorf 
e che a Moltrasio sul Lago di Como si 
dicano Bceud le dmmoniii, 

(Eucc del yent K* Sordlnna. 

(Eucc de mosca. T. di Stamp. Nompori- 
glia minore(A\h» enc. in Nompariglio). 
Specie di carattere da stampa minu- 
tissimo il quale corrisponde precisa- 
mente alia Parisienne Sddanoisc dei 



ffiUV ( 19a 

France'siy alia PerUchrifi dei TecL 
alia Pearl dcgPlnglesi. 

(Eucc de pernis. Ibiride, Sotto il ooatro 
noma corrono tutte le varie specie di 
iberidiycome la Iberis umbellala^ ec. ec. 

(Eucc de ftciaterna. Occliio di cisUrna 
(Moroz. Case Coniad, p. ij). Foro 
ovale che si fa nel Xondo del pozzi 
neri, a fine che aperlo al hisogno 
lasci campo ai fluid! soprabbondanti 
di scappar via entrq terra. Fa Tuf- 
ficio a rovescio della poz%a o piscina 
che si fa nelle cisteroe d*acqua pio- 
vana perche vi si depoaiti ogxii lor- 
dura — Il Cardaxu de gisterra dei 
Sardi *- Dervi P oeucc per lassa in la 
scistema el spess. Jprir Pocchio* 

(Eiicc de spai*g. f^ in Sparg. 

(Etkcc de trutta detto ancfie (Eav de trutta 
f^eccia bianco. La f^icia sativa alba 
dei boianici. 

(SLiicc dMnvedriada. Occhio di vetriata, 

(Eucc di tirant. F', in Portatiraut. 

(EuccpoUin. Jiibollilo(Jtirg. f^iag, I, i3i). 
i'o//i/u>(*bientinese). Aggallato e PaUur- 
me{*\n varie parLi di Toscana). Fdrforo 
(*]uGcb.). Cuora o Canira(^lombardo- 
comacchiese). Ficcalo/a. FiUa.Terreno 
aggallaio* Quel terreno mobile e soffice 
che incontrasi nelle paludi. 

(ELuccpoUin. JLupineiio, Male del lupino. 
Specie di malattia d^l poUame. 

(Euccpollio. lupineilo, Sorta di callo cosi 
dello perche simigliante a un lupino. 

(SL^di o 6di. Odio. 

iSLikf per (Euv. r. 

(Euli. V. delVinJima plebe per 6li. K. 

(Ei^lia per Avori. f^. 

(Eilklia. Oglia. Ogliapodrida. Ogliapotrita. 
Specie di minestra fatla con moUissimi 
iugredienti. 

Fli on'oeulia a la spagnoeura. Esi- 
mle aiValtro Fa on ris e fasoeu. f ^ Kis 
ed anche Po6ci4ndra. 

(Euli-e-vln. v, di varie parti del contado 
per Arcobal^nno. y, 

(Edr , In oeur , ecc. F, Vceur. 

(Euri. Y. cont. br. usata nella frase 
In oeuri. SulV orlo — ' Hasente, 

(Bturi. F. 6li. 

(Ei!lria. v* cont* Avorid; e con v. poet, 
ant. Ebure, F. Av6ri. 

(Euv che i bimbi dicono El Coc6 o El Coco- 
rin. Uovo. OvOy al pi. Uosfa, 0\>a^ scherz. 



) ffiUV 

CaehereUo* PiUola di ewdna o di galU' 
na. E isolato e nel discorso^ se non k 
precedenza che additi altrimenti, Hkip 
inlendiamo seropre quelle gallinaceo, 
specificando poi ^uv de pola^ fSwf de 
pwnouy ecc. quelli di tacchina » di 
picdone, ecc — Quel vasetto sopra di 
cni si niettono in tavola le uova cotte 
viene detto Uovtur>lo — In proposito 
d^uova k bene il sapere che Non (f^ 
pista gallinaeda eke di gennajo la 
non faccia come dicono i Fiorentini 
(T. G.> — Neil^uovo si osservano 

Guu. Odo »- Guzza. Pmnta^m Goi- 
zitt. Occhi. Ingallamenio. Cieatricula 
■■ Guss. Guscio •" Cartelamm o Car- 
larom. Peiiicf iMi(*tosc. — Tom. Giunte). 
mm Ross. TuoHo >• Blanch. Jlbume »- 
Oggin* Lo Scentof 

Nd i5oo usavasi anche fra noi in 
tempo di camevale il tirar uova o 
comuni o lavorate alle finestre e alle 
carrozze cosl fra persona mascherate 
come fra genti non mascherate 9 inten- 
dendo es9/t farsi un amoroso assalto 
come gii lo facevano anche in Firenze 
(a detta del MarteUi LeiL p. 79 i*etro) 
ma con uoua lavorate 9 pavonazxCf 
turchinCf o d'oro^ piene di polvere mur 
scluata di Cipro con acque odorijere, 
Questa cattiva gentilezza pero si venne 
permettendo nel 1690 alle sole ma- 
schere e con sole uova muschiate o 
odorifcret nel iSgS alle sole maschcre 
a cavallo, e nel 1609 per line venne 
onninamente proibita. 

(Euv al latt. Uova volte al fuoco 
(Sacch. Nov. — Cr. in f^olgere). Uova 
Ullere(^ arei). Uova ba%%otte. Uova da 
bere. Uova cotte tanto solo che si pos- 
sano bere. 

(Euv al piatt. ) Uova cotte nel <e- 

(Euv a miroar. i game. 

(Euv apenna nassuu. Uovo recentis' 
simo. 

(Euv bazoU. Uova bazzottCf cioe fra 
sode e tenere. 

(Euv cascaa. Uova affogate. Uova 
sgusciate » indi sommerse e cotte nel- 
Tacqua boUente, e poi regalate con 
salse diverse. 

(Euv centeoaroeu. r. Ccntenaroeu. 

(Euv che balla. Uovo die guazza. 

(Euv con duu ross. Uo^Hf gimino. 



(EUV ( 193 

(Euv cotl iQ blanch. Uopa sparse 
(Scappi Op. p. 1 1 5). 

(Euv coppaa o al piatt o a miro&r. 
Uova coUe nel iegame. 

(Euv cucch o ci6cch. Uova vane o m* 
Jeeonde o subvtntanee — C/bca barlat' 
chie — Uova boglie, — Vowi indo%%eUe, 

(Euv de bev-sd. Uova a here o da 
here, Bev-su on oeuv. Succiare un uoiHf 
(•lose. — Tomm. Giunte), 

(Euv de la lunna. . . . L^uova nate nella 
lunazione d^agoslo le quali si vogliono 
serbatoje per Pinvernata successive. 

(Euv del cartellarara o del carlanun. 
Vovo sperduto o abortivo. Uovo nato 
senza guscio e coUa sola pellicola^ 

(Euv del gall. K. (Euv de mett. 

(Euv de Toggin. Lo stesso che (Euv 
fresch. Fedi piu soUo, 

(Euv de mett o de mett sotl o del 
gall o gallaa. Uova gallaie o feconr 
date o che gallano. Uova da porre. 

(Euv de polla. Uoshi di tacchina. 

(Euv fresch. Uova fresche, 

(Euv gallaa. K. addietro (Euv de mett. 

(Euv grand. Uovoni. 

(Euv %uizVovaappwiiate(vAll\ a por- 
re per avere galletti dice il M agaiiini 
nella ColU tosc, p. 149 a differenza dal- 
V Uova tonde utili a porre per aver 
pollaslre). Le uova lunghe e aguie son 
maschie^ e le ritonde Jemmine. Cresc, 

(Batw in camisa per (Euv cascaa. y. 

(Euv in cereghitt o ass, Oreghitt* 
Uova affritieUate , cotte nelPolio o nel 
burro inlere intere a mo' di friitelle. 

(Euv in ciappa o assoluUCihp^, Uova 
sode{*io5C, Alb. bass, iu (taf). Uova 
cotte in acqua a grado di sodezza che 
poi si sogliono imbandire bipartite 
special, per Pasqua maggiore la quale 
perci6 k detta anche Pasqua d' uovo, 

(Euv in dolz e brusch. Uova con 
salsa agrodolce* 

(Euv in Tovera o anmo de nass. 
Uova nan nate(Cr. in Abitare). 

(Euv niaroeu per l^ndes (r*) che 
alcuni dicono Guardanidio so uovo 
natiirale, Lidice Indice se fittizio. 

(Euv rostii, V. conL per Cereghitt F, 

(Euv sbattuu. Uova dibattuie ; e se 
cotte poi nel brodo Latte di gallina. 

(Euv strapazzaa. . . . Uova fritte nella 
padcUa , e dirotte in molti pezzettini. 



) (EUV 

^ And^ sui oeuv. fig. Andare in hilico* 
(^mminando, appena toccar terra. 

A sau March e saa Grigoeu se d^ 
Poeuv ai bovaroeu. F. in Grig<»i!u 

Ave coppaa i oeuv. fig* Aver data 
in tinche e in ceci. Aver/riUo, Aver 
rovinato il negozio , aver dato in non- 
nulla. Il Maggi(Coii5. Men,) disse 

S« no toccbon ful lUBav, 

Qaanto sit p«r fa rid enim coppaa i obqy. 

Avegh Toeuv sott a la polla. V. Polla. 

Avegh tredes oeuv per donzenna. fig. 
Aver tre pani per coppia, Avere van- 
taggio grandissimo e soprabbundante. 

Catta in sui oeuv che allri dicono an" 
che bass, (^tt^ su la pissa.fig. Chiappa^ 
re o Cogliere injragranii o suljatto, 

Cavezz^ i oeuv in del cavagnoeu. fig. 
Acconciare o AsseUar Vuova nel panie- 
ruzzolo, Accomodar bene i fatti proprj. 

Govi i oeuv. fig* Star colle mania 
cintola, Non far nulla. F. in Gdimba. 

Del beech ven Toeuv. La gallina h 
bella e buona , di pel becco la fa le 
iiOPa(*tosc. — Last. Prov, V, a64). Le 

rlline fanno Vuova pel 6ecco(*fior.). 
necessario dar ben da beccare alia 
gallina chi la voglia feconda d^uova. 
Cost fra noi > e cosi fors*anche in To- 
scana* abbench^ sembrasse cosa oscura 
al DsLii {Prose Jior. parle HI, vol. I, 
p. 1 6a, ediz. fior. 1723) il quale, rag- 
guardando al senso fig. che pu6 aver 
il proverbio, pare che lo intendesse 
per La bocca ne porta le gambe. 

Fk cambr^ i oeviv. Folgere Vuova 
al/uoco{S9^cch, Nov. — Cr. in ro/gere). 

Fa el s6 oeuv. lig. Aver il suo pieno, 
Oltenere il suo inleato. 

F4 on oeuv foeura del cavagnoeu o 
fceura de la cavagna. V. in Cavagna — 
Talora equivale anche a dire Una ron^ 
dine non fa primavera , cio^ Mon si 
dee giudicare di chicchessia per un 
detto solof per un^azione unica. 

Fa pu oeuv. Aver ristretio{fr, cont.). 

Giuga ai oeuv o al tecch. Fare a 
metti r uovo?(Ct. in Salincerbio), Spe- 
lie di giuoco che si fa in questa gui- 
sa: Uno tiene un uovo in mano, ma 
per modo da non lasciarne apparire 
che una sola estremit^ fra il poUice 
e riadice rislretti insieme, mentre 
un altro con un altro uovo vi percote 

a5 



(EUV ( I 

sopra , e vince colui il dl cut aovo 
resiste alia percossa; Tallro perde Tuo- 
vo amroaccalo o rotto. I Vocab. bresc. 
e Yenez. asseriscono che In Toscana 
cbiamisi Giocare a scoccelta^ del che 
si ha fede piii sotto in Romp i oeuv. 
Giiss d^oeuT. fig. K in G6s8. 
In sut oeuv. fig. Injragrantij e per 
bocca d^un idiota In/rangenti crimoli 
come ha il Fag. nel 7>ym/. fed* i. 

Lass^ andii tredes oeuv per don- 

zeuna. fig. Lasciar ire due o ire pan 

per coppia, Non guardaria per sottile. 

Ve mej on oenv incoeu che ona 

gaijnna doman. K in Gaijnna. 

Quell di oeuv. Uovajo{*tosc, — T,G,), 
Quella di oeuv. Uox^aja {id,), 
Pien com^ on oeuv. Pieno zeppo. 
Pienissimo, Anche i Francesi dicono 
in questo senso Plein comme un ceuf, 
Pien come on oeuv. Hicco sordo o 
sfondato, Pieno come un iiOi'o(Buoni 
Prov, II, a55). Che lia pieno il qua- 
gliere (Fag. Bime VI, noU 9). Pien 
come im' ti('a(Allegri cit. dal diz. in 
Pieno ad. — Ser Poi ^^e qui in senso 
delnostro Uga 5fg.a.%cioe grappolone). 
Romp i oeuv. Scocciar le uOi«a(*tosc. 
— Nesi OrloL — T. G.). Rompeme il 
guscio, la coccta. 
Sbatt i oeuv. Dibatlere le uoua, 
Sperli i oeuv. Sperar V uos^a, 
Spuzzi d^oeuv in ciappa o d^oeuv 
marsc. K. in Spuzza. 

Trov^ el pel in de V oeuv. fif^, f^edere 
o Conoscere o Cercare o Guardare il 
pelo neir uouo. Essere osservatore mi- 
nuziosissimo. 

Vcgni-sii el savor de oeuv marsc. 
jii^er rincendito, Avere lo stonuico 
acetoso, Auere aciditd di siomaco. 
(Ed v. Uouolo non aperto {^Bor,), Cucco 
(•aret. — Voc. arel.) Tuovolo tuttora 
nella volva — r. anche in Fonsg cocch. 
(Ei^v. T. arch. Vbvolo. In esso consider.^ 
Quadrett. Coriecce a« Freccia. . . . 
Ornato fra corteccia c curteccia. 
(Euv blanch. V, Pari nun. 
(Euv de mosch. Cacchioni. 
(Euv de polla. fig. r. in Meresgi4n. 
(Euv de trulta. T. de'Paslai. Ghiande- 

rino, r, in Pasta. 
(Euv de truUa. Feccia pisclla. Lo stesso 
che (Eucc de Irulla. T. in (Eucc. 



94 ) OFF 

OMa , ecc. F. Ofl^ila, ecc, 
0£iad. Offenders — Da noi questo verba 
k usato attivameote nelle sole frasi seg. 
El me ofend a parJa insci .... 
Detto a chi ricusa ofTerte o simili. 

£1 so el me ofend i oeucc. // sole 
nd da negli occhi. 
Orhides. Offendersi. Adontarsi, Tenersi 

offeso. Becarsi a qffesa, 
Ofensiv. Offensivo, 
Oftrt. qfferio. 
Of^rta. OffeHa. 
Ofertori. Offeriorio, 
Ofes. Offeso — , Oftsa. Offesa. 
Oflf. Gnaffe, Naffe. 

6ir ( A ). A niun co#to(Segn. Manna set- 
iemb. cap. i5, S a ). ^</ ufo. A macca. 
A sahmm me Jac, A squacchera* A 
scrocco, A scrocchio. Alle spalle o spese 
del crocijisso, A isonne. A sovs^allo* 
Ciapp^ a off. Avere a macca, 
Mangia a off. Mangiare a macca o 
a bertoiofto o a salvum me fac o a 
ufo o al/e spalle del crocijisso, Pas^ 
sar per bardotto, Ai^ere o Fenir di 
souifallo, Spollastrare o Sgaliinare* 
Ugnersi il grijb alle spalle altrui. 
Off (A) o meglio Ahoff, lia hof , Ahaauff. 
Inter, oscitativa denotante noja o son- 
Offi&lla. qfella. (nolenza. 

Bocca o Bocchin d^offell. F, in 
D6cca vol, /, pag, it^y col, 1 .* 
Moll a offella. F. in Molla. 

Offellarfa La boltega deiroffellaro. 

Offellee. Offellaro, Citunbellajo. I Fiorcn- 
tini con voce ambigua lo dicouo Pa- 
sticciere •^ I conforOnai^ i cantucciai^ 
i bericuocolai sono da noi detti pii]^ 
volentieri Bombonee o Bombonatt. F, 
Fava mej con quij danec a anda a 

ck de Toffellee Cosi suol dirsi tra 

noi quando altri crede aver male speso 
il proprio danaro in checchessia , e 
spec, in poponesseCym^a) anzich^ in 
poponi. Corrisponde al fr. Cest autant 
de fricassd; Cei argent esi Jricassi, 

Offellee fa el to mestee. Chi fa met^ 
canzia e non la conosce i suoi danoii 
diventan mosche.^ Chi fa I* altrui me- 
sUere fa la %uppa nel paniere. Chi 
non sa scorticare intacca la pelle, Prov. 
di ch. sig. che in modo ancora pi{i 
chiaro il Maggi espresse cosi: ** I me- 
stee i ha da fa cbi je sa (a. »/ 



OFI ( I 

Rid d'^oflfellee. Jtiso sardonico. 
Offellcra, ehe anche dicesi Bombon^ra. 
Bozzolarajaiyz^. Bime V). Ciambeliaja* 
La moglie del ciambellajo. 
OffeUerinna. Dim. e vezz. di Offell^ra. f^. 

Ofieller6a OSellaro di grande 

statura, o che fa di molte e grandi 
faccende Del proprio mesdere. 

Offellin Ofiellina, oflfelletu. 

OffellbDaa. OffelloneCTnu. Ecotu 55o). 

Official, ecc. V. OfitiM, tec* 

OiRcids, Ex officio. Raport officios . . .Re^ 

lazione ex officio. Viag^ officios 

Viaggio per oggetti d^uffizio. 
Offij. V. a. del f^ar. Mil, Jmprudente, 
Ofizia. Uffiziare. Offiziare. Celebrare i 

sagri uffizj — Mattinare* 
Ofizia Tun. Far buono o mat ufficio. Pas- 
sore un itfficio, Farmaneggi o prati" 
che, Baccomandarsi, 
Ofizili]. Officials Uffiuale -^SittXiBmenXe 
parlando nel nostro dialetto intendia- 
mo per uffiziali i sottotenenti , i tenen- 
ti 9 i capitani. Dal tenente colonnello 
al general e li diciamo Ofiziai superior. 
Bass-oiizial. Basso uffiziale { Grmsi 
Diz.). Nome collettivo de^caporali e 
sottotaporali nelle fanterie , e dei bri- 
gadieri e sottobngadieri nella cavall.' 
Ofiziaj de stat magior. Uffiziali di pri- 
ma piana(MHg. Op, 5i8) dal ted. Prima" 
planisien, Uffiziali generali(GT, Diz,). I 
generali di qualunque grado ed arme. 
Ofizial di cobbi, ed anche assolut. 

I C6bbi Nei secoli scorsi erano 

cosi intitolati fra noi i Gr'nscini, cioe 
quelli che oggidi chiamiamo pi(k comu- 
nemente ComesSy ed anche abusiva- 
mente Giudes de vituaglia. F, Comdss. 
E dicevansi Cohhi perch^ ogaun di essi 
ufficiali non poteva eseguire gli atti del 
suo ministero se non andava a coppia 
coQ alcuno dei colleghi nelPufficio. 

Sott-ofizial«$d/to-ii^zm/e(Gras./>iz.). 

Nome collettivo dei sergenti, dei fo- 

rieri e de'^sergenti maggiori tra^fanti, e 

de^marescialli d^alloggio tra i cavalieri. 

Ofizial. ad, di Notizia. V, 

OfiziUa. Moglie d* uffiziale. 

OfiziUa Nel nostro Orfanotrofio 

femminile e nome delle maestre e di 
ogni impiegata, dalla priora in fuori. 
Ofizial^U. . . . GioTine uffiziale; e an- 
che Uffiziale di picciol grado. 



95 ) OFI 

Ofizialitika II corpo degli uffiziali. 

Ofiziett. Uffixiuolo, Ufficiuolo. LihreUino. 
OTizzi. Salterio, Librettino su cui i fan- 
cinlli imparano a leggere, e che con- 
tiene alcuni salmL 
Ofizzi. Uffizio, Ufizio. Si dice in gen. cosi 
dei varj pubblici incarichiy come dei 
▼ai*| corpi di colore che li disimpe- 
gnanoy e dei luoghi in cui e^ risie- 
dono. — Fra noi la voce Ofizzi al 
pi. ha significaio identico cogli Ufizj 
de* Fior. (Se faven el Foro ghe mette- 
ven-U tutt^i ofiszi, e noi pure aveva- 
mo, come hanno i Fiorentini, Le logge 
degli Ufizj). Al singolare indica Magt- 
stratura in genere ndle frasi Jndd a 
tojizzi , Kegnl-i'ia de V ofizzi e simili, 
e per antonomasia in ispecie Tribunal 
criminale. Fuori di questo caso ed 
anche nella frase Capp d'qfizzi denota 
sempre incarichi minori e dipendenti 
da alcuna Magistratura superiore. G>si 
' Ofizzi interna^ d' ariv e parienza, di 
pochette de distribuzion suno suddivi- 
sioni deila Oirezione delle poste; Ofizzi 
di periti^ di trasport, di disegnador 
lo sono di quelia del Genso; Ojizu di 
viiualij de V inluminazion^ d*arti e cO' 
mercioj di fazion miliiar lo sono della 
Congregazione Municipale; Ofizu del 
boll 9 di bosch , di ipotecch sono rami 
dipendenti dalla Magistratura cane- 
rale; e cosi di moltissimi altri che 
non occorre qui specificare perch^ 
quasi sempre definiti dagli aggiunti 
respettivi; solo soggiunger6 i seguenti 
come quelli che dal proprio aggiunto 
non lo sono tutti abbastanza. 
Ofizzi d^ economia.' Economato. 

Ofizzi de garanzia Uffisio 

dipendente dalle zecche del regno i 
cui minisU'i sono verificatori del titolo 
che la legge eaige negli ori e negii 
argenti lavorati. 

Ofizzi di bollett Uffizio isti- 

tuito dal nostro duca Gio. Galeaazo 
Visconti nel t586. La persona prepo- 
sta a questo uffizio boUava e» occor- 
rendo, esaminava le corrispondenze 
epistolari di qualunque privato, ac- 
cordava i passaporti^ ed esigeva le 
notificazioni dei forestieri entranti 
nello stalo. Chi ne bramasse pid estese 
notizie vegga il Giulini(ifem. Xt^ 432)* 



OGG ( I 

Ofizzi di Panigaroeu. f^. Panigarceii. 

Ofizzi d^ordin Nome di quelle 

sezioni d*una Magistratura qualunque 
nelle quali si accudisce esclusivamente 
alia registrazione , alia copiatura » alia 
spediziooe ed alia conservazione degli 
atti di sua pertiaenza. Protocollisli » 
Cancel Hsti , Accessisti , Speditori ^ Re- 
gistranti sono tuUi Ofiziai cTordin* 

Ofizzi d^ozen. K in Panigaroeu. 
OHzzi. T. ecclcs. Uffizio, Di Tofizzi. Dir 
le ore o le sue ore o le ore canoniche, 
Cant^ r ofizzi. Cantor le ore* 

Monega d^ ofizzi. Monaca projessa, 

Ofizzi de mort. Mortorio, 

Ofizzi general. Jnnovale. 
OHzziperBreviiri. f^.-Di I'ofizzi di qua- 
ranta foBuj. K Liber desligaa in Liber. 
Ofri. Offrire. Offerire. Offerere. 
6ga per 6vQ o V6ga o Soy^nda. K 
Ogi. r. Vogk. 

^ggi dicono le persone colte per Ineceii. V. 
Oggia per Doggie. ^. 
Oggiia. 8. m. 6. e p. VOcehiale, Gli OcchiaU 
e pidi spec. OcchiaU da naso(Tar, fior.). 

Incassadura. Cassa^Y ed^r. Specchi^ 
Ast o Moll. Tempiali B^Denainz. DavanU? 

Oggiaa a tempi o coi moU. Occhiali 
a tempiali{*ioBc*). Occhiali che si ten- 
gono fermi innanzi gli occhi per mez- 
zo di un bracciuolo elastico per lente 
che moUeggiando abhraccia le tempie. 

Oggiaa che sgrandiss. Occhiali in- 
grandilori, 

Oggiaa cont i moll doppi. Occhiali 
a tempiali doppj(*U>8C.), 

Oggiaa de man. . . . Occhial manuale. 

Oggiaa de nas. Occhiali da naso 
(Tar. fior.). Qiielli che si mettono 
cayalcioni al naso, che non hanno 
altro punto d' appoggio che il naso. 

Oggiaa de prima Yista Spe- 
cie di occhiali a specchi poco con- 
-vessi che ingrandiscono poco gli og- 
getti e si usano a cautela per con- 
servare la vista. I Francesi li chia- 
mano con nome assoluto Conserves, 

Oggiaa de quarla vista. Occ/uali 
della vista grossa^ cioe a specchi 
sommamenie convessi. 

Oggiaa de segonda vista. . . . Oc- 
chiali a specchi discretam.® convessi. 

Oggiaa de terza vista. . . . Occhiali 
a specchi assai convessi. 



96 ) OGG 

Mett i oggiaa Dicesi a chi 

vediamo ingannarsi intorno ad alcun 
oggetto. Prenez vos lunettes dicono 
anche i Francesi. 

Quell di oggiaa. Occhialaro, 
Oggiaa o Oggiaa de fii. T. dei Sell. Par 

raocchi (Diz, art.), r. Occiaj. 
Oggiaa. M. di Dent. y. 
Oggi^da. Occhiata. Sguardo, Guatatura, 
Jdocchiamento, Rimiro, 

Dagh on^oggiada. Dare una occhiata 
' o una rivisia* 

In d^ on* oggiada. A manco d*un*0C' 
cIiiata(hor. Med. Nencia 58). 

Molla di oggiad. Occhieggiare. Fare 

agli occhi — Dare furtivamente delle 

occhiate, {piglio* 

Oggiada storta. Occhiata bieca. Mai- 

Oggiada de 86. Ufia Jinestrata di sole* 

Dicesi quando subito dopo una piog- 

gia o frescura s'apre un tendone di 

nuvoli per cui passa il sole. 

Oggiada. Jd, di F6rma(formaggia). F". 

Oggiadin. Marmo occliiato{Targ. f^iag* 

II, 35a). Specie di lumachella grigia, 

cosi detta dalle sue tinte a occhi di 

pavone. Una doviziosa cava se ne vede 

8otU> Mandello nella Riviera d^Lecco. 

Ogg\d^diVLUh,Occhiatina.Occhiaiella^uar' 

dolino, A la prima oggiadinna. Di pri-^ 

ma presa. Di prima lancio. 

Oggiadinn che mazza. Occhiatine 
che vanno al cuore. 

Oggiadinna de travers. Uno sguar-' 
dolino a traverso, 
Oggiadonna. Sguardo ghiotto — Occhia- 

taccia{*iosc. — Tom. Giunie), 
Oggiadon6nna....Occhiata vivis.'e pcnet.* 
Oggialasc Occhialacci, 
Oggiatter. Ocdiiacci, i*egg, di Occhi. 
Oggin. Occliiuzzo. Occ/Uuccio. Occhiolino. 
Occhietto. (scell. 

Fa Toggln del porscell mort. f^. Por- 
Oggin. Occhiolino. Occhio. f^iso ; e hot.' 
Jlo. Cicatrice, OmLvlico, Ventre* Costa. 
Disco, Queila parte dei fagiuoli nera e 
dura per la quale germogliano. 

Toeu-via Toggin ai fasoeu. Svisarei 
JagiuoliiFt^g, Bime IV 9 capit. a5.^). 
Oggin. Scemo ? Quel po^ di mapcamenta 
che vedesi neiralbume dell^uovo dal 
8U0 capo tondo allorche si venga spe- 
randoXjuanto^ maggiore questo manco 
neiruuvoy tauto meno csso e CrescQ. 



OGG ( I 

Oggln. CapocchieUa. VQ ^ gh'ha I'og- 

Oggin. T. de^Bfacellai, de'*Cuochi, ecc. 
Occhiale? Occhiaja? Quel po^di guan- 
eia delle bestie boviDe che unita alia 
cassa dell^occhio ed airocchio stesso 
si stacca dalla testa e ai yende cost 
staccata. I diz. ital. registrano Occhiale 
nel sig. di simil parte del tcmno insalata. 

OggiDoed. Occhieitino. Occhiettuzxaccio. 

Oggioid. Ucchiello. OcchieUo, OcchieUo, 
Jsolo* Nome di que^fessolini bislunghi 
che si faono nelle vesti perche T^eotri 
il bottoae che le affibbia. 

A ialla el primm oggioeu o el primm 
bottoo o el primm basell se fallen 
tucc* • . . Chi da male il primo pas- 
so, d& male tutti i susseguenti; chi 
sbaglia la prima le sbaglia tutte; cbi 
erra alia prima si pente dassezzo; con 
qoest^ avTertenza che il noslro pro- 
ve rbio mira solo a cose concatenate 
o procedenli per serie con tin ua come 
e la bottoniera. 
Maestra d^ oggioeu. Ucchiellaja, 
Slonza i oggioeu. f^. Slonz^ 

Oggioed.^^. e sclien, per Ferita. 

Oggioeili. Anello. Quel ferro in cui entra 
il bastone del catenaccio. 

Oggioei]^. Jnello* Assai grosso chiodo che 

^ in luogo di capocchiaha una specie d'^a- 

nello per ingangherarvi checchessia. 

Oggioeu a bocca de can. Jnello ad 

aliai^ lose). 

Oggioeu a paletta. Jnello a inges" 
satura o da ingessare. 

Oggioeu a ponta. Jnello a punta* 
Oggioeu a vit. Anello a pUe, 

Oggioeu. Anello? Nelle catene da muro 
(ciav) e quell^occhio nel quale si fenna 
rarpese(#to#igAe/(a)col cuneo(cA^ikvii)« 

Oggioeu. T. de^Carroix. Anello a rosetta 
(*tosc.) per le cortine da carrozze. 

Oggioed* Bocchetta da ingessare. (Mus6n. 

Oggioed. Controserratura. Bocchetta. V. 

Oggioeik. Anello; e nobilmente ^ntdre 
delPano. Quella musculatura che fa 
gnaina al meato dell'^ano. Fra noi 
per6 non si dice se non che parlando 
de^poUami, de^majoli e simili. 

Oggioeu. Campanella. Cerchietlo di fil 
di ferro atlaccato alle portiere, alle 
tendcy ecc. per farle scorrcre a fine 
di aprirle o serrarle. 



97) OLA 

Oggioeii. Ganghero. L'^attaccatura d^im* 
poste e simili% 

Oggioe6. Orecchio, Parte per la quale si 
attaccano gli amesi di cucina e simili. 

Oggioeu. s. ra. pi. ^iitf//{.Que^ fori delle 
forbici nei quali entrano le dita per 
far forza e tagliare. 

Oggiolada. Dimito? Specie di stoffa nota. 

Oggioladinna. Specie di stoflfa. 

Oggiolin o Oggiorin. UcchieUino^ e prop. 
Tucchiellino rotondo. 

Oggiolin o Oggiorin. Anelletto* Dim. di 
OggioeCi nei varj sigmficati Jabbrili. 

Oggiolin. Anelletto? Specie di chiodo o 
a Yite o a punta che ha un foro in 
luogo di capocchia^ tali sono ad es. 
quelli per le cortinette da yetri. 

Oggi6n. Occ/aoiu(Garo Maitaccini V.). 
Ona donna cont i oggion. La Oc- 
chioni(*iosc,). 

Oggionon. . . • Grandi e vivacissimi oc- 
chioni. 

Oggiorin. f^ Oggiolin. 

Oggiroei!i. Bacino oculare. ScodcUino ova- 
le, grande q nan to un occhio, di cui 
si fa uso per lavarsi gli occhi. £ fede- 
commisso negU stipettini da viaggio 
(sciatogl)* 

Oggiroeula per PalStta. K. 

Oggitt s. m. pL Occhietti. Occhiuzzi. 

Ogin (Jbrse Vottln). y. ant Mo- 

neta anlica che yaleva otto danari. 

6gni. Ogni, 

Ogni pocch. Ad ogni pit sospinto, 

Ogni dun. Ognuno. Ciascuno, 

Ohai ohai. Uha uha (Fag. Ing. lad* III, 
4). Voci imitanti quel verso che fa 
chi sbadiglia. 

Oh bej oh bej Cosi chiaroansi 

in complesso tutti que^ninnoli o ba- 
locchi da fanciuUi che si vendono nelle 
domeniche deil^avventosu per le piazze 
vicine alia nostra caltedrale ed anche 
fra Tanno da^merciai. 

Oh dess(con e prolung.). 0/ubb! Non mm. 

Oh obi! Cocoja! Esclamaxione. 

Ohimemi. } Ohimk. Ohimk ohimella{V^g. 

Ohimi. i AsU bal. Ill, 12). Diconsi 
per deridere un lamentone* 

^i. Lo stesso cite 6c. ^. 

Oib6. Ohibo. 

Ojbella! per Ajbella. r. 

61. uoce cont, per El, //• 

6la, Olin. r. OUa, OlUu. 



OLI 

Ol^da. Foce usaia m^detlati seg, 

Drittoo d*OUnda. r, Dritt6n. 

Penna d'OIanda. K. in Penna. 

Rideseo o Impipassen o Immoccas- 
sen de POlanda .... Ridersi, non 
curarsi di checchessia, aver chec- 
chessia in non cale — TalvoUa Essere 
su del caval grosso. 

Roeusa d^Olanda. f^ in Rceilisa. 

Tila d'Olanda. K. in Tlla. 
Olandesa. f^ in Ckrta. 
Olandin. Jd. di Pinn. K 
Olandinna, e alpLl (Mandinn o i OUm- 

ditt. v. in Carta. 
Olchiell. ▼. a. del raron MiL Uccello. 
6li che alcuni del volgp infimissimo di- 
cono (Euli e i coniadini (Eiiri. Olio — 
Gli olj si dividono in essemiali o 
aronuUicif crassly empireumatici , e 
mangiabili^ da lumi^ medicinali^ odo^ 
rosi y da vemici 9 ecc. Ne verr^ qui 
enumerando (avuto riguardo alia di- 
visione alfabetica, non alia specifica ) 
i pid comunemente conosciuti. 

Oil arabo. T. de'Prof. Parruc.9 ecc*... 
Specie d'^olio profumato. 

OH cott Olio cotto. 

OH d^ abiezz. Olio abettno o d*abeto 
o di abez%o(Tw, fior.). 

OH d^absinzi. Olio d*assenzio(T9r,^r) 

OH d^anes. Olio d* anaei{Tar, fir.). 
■ OH d'antimoni. Olio d^antimonio 
(Ricett. ital.). 

OH d^ arroandol dolz. Olio di man- 
dorle dolci{Tairg. IstiU II, 45a — Tar. 
fir.). Olio mandorlino, 

OH de bergamott. OUo di berga- 
motto{T^T. fir.). 

OH de brusi. Olio da /<imi(*tosc. 
«— Prez. mere. — Oiorn. agr. II, 1 13 , 
XIII, 583 e passim.). Olio da arde- 
rc(Gior. agr, I, iSg) — Talora Olio da 
friggere il pesce. Olio d*oliva comune, 

Oli de camamella. Olio di camo' 
mi7/a(Tar. fir.). 

OH de canella. Olio di cannella 
(Tar. fir.). 

Oli de canfora. Olio di canfora 
(Ricetl. ilal.). 

Oil de capper. Olio di capperi(Targ, ' 
IsL II, 463— Tar. fir.). 

Oli de carta suga Olio era- 

pireumatico di carta sugante. 

OH de Corfu. A^. piii soUo OH verd. 



( 198 ) OLI 

OH de gandoU de persegb. Oho di 
mandorle amare(TBr, fir.). 

Oli de giussiunin. Olio di gelsomini 
(Tar. fir.). 

Oli de la reginna. T. de' Prof. 9 
Parr., ecc. . . . Sp. d^ olio profumato. 

OH de lenzoeu A cbi deve stare 

a letto se yuoI guarire, diciamo scberz. 
cbe ha biflogno d^oHo di leAzuola. 

Oli de levanda. Olio di spigo{T9rg. 
IsUt n, 5o8— Tar. fir.). 

Oli de Hnosa. Olio di lino o di Unseme* 

(di del Perv^. T. de'Profum., Par- 
rue, ecc. . • . Sp. d? olio profumato. 

OH de Lucca. Olio di Lucca. 

OH de macassar. T. de'Parruc, Pro- 
film., ecc. . . . Olio odoroso, cosl detto 
forse dal regno indiano di Blacassar. 

Oli de magioranna. OUo di persa 
o di maggiorana(TkT, fir.). 

OH de mandragora. Olio mandror 
golato, 

OH de mangi4. Olio di ca5a(Redi 
Op. Vt 70). Olio mangiabile(fiioT. agr. 
I, 139). 

Oli de menta. Olio di m^ifto(Tar. fir.). 

OH de millttfloeur. T. de'Profum.9 
Parruc, ecc. Olio di mi^e/fon'(MagaI.). 

Oli de Nizza. Olio di Nizsui. 

OH de nos. Olio di noce, 

Oli de nos moscada. Olio di noce 
moscada(TAVg. IstiU III, 56o-Tar.fir.). 

OH de DOS vergin . . . . L' olio di 
noce fatto senza cbe vi concorra fuoco. 

OH de papaver. Olio di papa^^ero 
(Tar. fir.). 

Oli de pess. OUo di pesce(Jar. fir.). 

OH de portugall. Olio di fior d'a- 
randiyw, fir.) 

Oli de quarta frangia. Olio di son- 
sini{Gior. agr. X, io4)* L'oHo d^uliva 
di quarta pressura. 

OH de raviscion o de rayetton. Olio 
di rapaccione(T Brg. Toz. IstX Sp. d*o- 
Ho detto Stale de na^tte dai Franc. 

Oil d** erba ruga. Olio di ntia 
(Tar. fir.). 

OH de ricin che V infimissimo volgo 
stroppia per (Euli de rici, (Kuli de 
rigid e sim. Olio di ricino. 

Oli de roeus. Olio di rose{Ttur. fir.). 

Oli de san Giovann QuelPo- 

Ho che varj contadini traggono dalle 
gaUozze degli olmi e deUe querce la 



OLI (1 

BoUe di san GiovanDi e f erbano poi 
come siDgolar panaeea. 

Oil de sant'Uatinna o de santa Gu- 
stinoa. Olio da bachi{Tar. fir.). 

Oil de sass. Oiio di pielra. Olio 
pettonio(T%T. fir.). Olio di sasso; e 
doU. Olio petroleo, Nafta. Petrblio. 

Oil de scorpion. Olio di scorpione. 
Olio d^ uliva in cui si fanno afibgare 
gli scorpioni per usarlo come farmaco. 

Oli de segonda frangia. Olio di met" 
x'o/iVa ( Gior. agr. IX, SjS). L*olio 
d^uliva di seconda pressione. 

Oli de stracchin Oliaccio da 

ugneme i caci e gli stracchini. 

Oli de strascion. Olio di Siraecione 
(Fag. Rim. V, no). Olio dello Strao 
done. Sp. d^ olio medicinale cos! detto 
perch^ in origine era venduto da 
Bartolomeo Bonfanti dello Straccione 
verso la meta del 1600 — Veggasi nel 
Cinelli Scanz. XX Tarticolo fio/i/2tn^', 
e se ne avr^ pii]k larga spiegazione. 

Oli de terza frangia. Olio di sansa 
(Gior. agr. IX, 375)..L'olio d'ulhra 
di terza pressione. 

Oli de terza frangia a acqua* Olio 
lanHUo{Q\Qt. agr. IX , 376 ). V olio 
d'^uliva estratto dalle sanse a acqua. 

Oli de yedrioeu. Olio di s^tnolo 
(Tar. fir.); e doit. Acido solforico. 
Jcido vttrioUco concentrato. 

Oli de vinascioeu. Olio di vinacciuo^ 
li. (Mio tratto dai vinacciuoli dell^ura. 

Oli de Tipera. Olio viperino^ cio^ 
olio in cui fu tenuta in infusione la 
came di vipera* (fir. 

Oli de zenever. Olio di ginepro{TtLr. 

Oli de zuccher. Olio di aticc/iero(id.). 

Oil d^odor. Olio odoroso o odori- 
Jero o odoraio, 

Oli d'^oliva. Olio d* ulivo ( comune ^ 
Jino^ sopraffino). 

Oli purificaa Oliaccio d** uliva 

purificato coU^acido solforico per usar* 
ne come olio comune da lumi. 

Oli rosaa. Olio rosato(Fug. Jtim* II, 
89, e. 1. — Tar. fir.). 

Oli verd. Olio on/acino(hicei. fior.). 
Olio onfagino{Stlyim). Olio tratto da 
olive non invajate e immature. 

Oli verd o de Corfu. Olio verde 
di L€vante(Vi'et. mere. liv.). 

Oli vcrgen. Olio vergine. 



99) OLI 

■■^ Andk come on oli o come on oli 
d^oliva. Correre o Scorrere bene, Di- 
cesi di carrucole, pulegge e simili, 
quando vanno su e giu senza diffir 
colta ; e perch^ per fare ci6 si so- 
gliono ungere , n^ ^ poi nato il dire , 
parlando di un che corra velocissi- 
mamente , £* corre che par unto. 

kndk come on oli. fig. Correre a 
verso. Andare a seconda e senza osta- 
coli. 

Boccarin de rceuli. Utello. 

Che dk oil. Oleario. 

Di d^ueuli e piii com, Di d' oli. • . . 
Giomo in cui si mangia ogni cosa 
condita colP olio in luogo di burro o 
slrutto. 

£ poeu gh' ban miss-sik la saa , 
r asee e V oli d^ oliva , e la panzanega 
Te bella e fenida. K in Panziinega. 

Faa a oli. Dipinto a olio, 

Fk s\k in Toli. fig. Far flare. Fare 
star cheto uno per bella paura. 

Fin che gh*^ I'oeuli in la lurom. 
fig Sin che c* h fialo o vita. 

L^oli el ven o el sta dessoravia de 
Tacqua. ^f^. La neve si slrugge^ e lo 
sironzolo si scopre(CkTo Stracc. Ill , 2). 
La veritd sta sempre a galla. 

Mesurin de I'oli. K. Mesurin. 

Mett-gi6 in Toli. MelUr soU' olio. 
Conciare in olio, 

Hett-sii Toll. Jnoliare. 

Pell d'oli. r. in Pell. 

Sotl oeuli. Soteolio. 

Tri-via Toli. Spander Volio, Si ha 
per tristissimo presagio dai supersti- 
ziosi, e anche il Varotari(Sat.6.*) ci fa 
testimonianza di questa volgare ubbla, 
dicendo veramcnte malaugurato questo 
e simili accidenti perch^ 

Se perde el via e I'ogio che se spaode. 

Varda a no stravacca Toli 

Si dice per isch. a chi ha il cappello 
a tre venti (che in gergo diciamo 
Lumm ) che badi di non versar Tolio. 

Vessegh pii oeuli in la lumm. fig. 
Essere al lumicino. Esser alia cande^ 
la. Esser la candela td verde. Esser 
prossimo a spirare. 
6li. in gergo Vino. 

Avegh-gio de Poli d"* oliva. gergo. 
Jver alzato il gomito, Aver immollato 
bene il becco, Essere avvinazzato. 



OLI 

6lia per Av6ri. V. 

Olia. InoUare, Aspergere d'*olio. 

Olika. Inoliato. 

Oliasc o Oliizz o Oli&zza. y. a. Daz. Merc. 
Morchia, Morcia, Feccia deirolio. 

Oli6e. 0/mro(*losc. — poem. aut. pis.). 
OUandolo, Colui che traflica d*olii. 

Olt^ra. .... La moglie delPoliandolo^ 
o Donna che traffica d^olj. K. in Zil^ra. 

Olin e OUnna. r. OUiu. 

Olioeil. Morajuolo. Specie d^ulivo. 

Oli-sant. Olio santo. 

Dagh i oH sant a vun. Jmministrare 
I* estrema uniione, 

St4 cont i oil sant in saccoccia. fig. 
Star colie febbri di non . . , Jver un 
cocomero in corpo. Avere una battisqf- 
Jiola. Stare come tucceilo suUa fro- 
^ca(*tosc. — Meini in Tomas. Sin. a 
Frasca), Star con la chieppa{*sireU 
— Voc. arcl.). Starsi in paura e in so- 
spetto che non succeda alcim sinistro; 
aver apprensione o timore di qual- 
che pericolo. 

Oliv in gergo per Man^tt. f^, 

Oliva. Ulivo, Olivo, Pianta che produce 
le ulive. Volea eiiropasah, - In Tosca- 
na, dove la coltivazione dcgli ulivi 
e cstesissima 9 se ne contano molte 
specie de^cui nomi furono per con- 
seguenza arricchiti i dizionarj della 
lingua ilaliana. Fra noi in vece tale 
coltivazione h alquanto in onore sol- 
tanto sulle coslicre del Lario, che 
di quei pochissimi ulivi ch^un vede 
sparsi qua e la sui colli briantei ap- 
pena s^accorgono i contadini di pos- 
sederli. Le seguenti denominazioni 
pertanto vogliono essere ritenute, an- 
zichS roilanesi, comasclie: 

Bolg^nna. Morchiajo, Infrantojo, 
Frasia. Coreggiblo? Specie d^ulivo 
detto hotanicamente Olea fructu ma- 
jusculo et oblortgo. 

Grignoeilila. Ulivo passerino ? Specie 
d^ulivo ch^e detto dai botanici Olea 
fructu minore et rotundiore, 

Olioeu. Oliifo morajolo o frontajone 
(Gior. agr. n.* 55 p. a4o). Sp. d' ulivo 
meno soggetto a patir i freddi. 

Oliv ajoeu. Forse lo stesso che Van- 
iecedenie, 

Ollva ciolinna o celliuna. Olivo co- 
reggiolo lungo. 



( 200 ) OLI 

Oliva lavorinna. Olipo alioro o al" 
lorino o laurino. 
Oliva longa. Ulivo genovese* 
Oliva pignoeula. Vlivo a ciocche? 

■MB Foeuja d^ oliva CosI dagli 

alunni della nostra Accademia brai- 
dense di belle arti ^ chiamata la sedi- 
cesima lexione d^omato e la quarta dei 
quadri. 

Lima a foeuja d^oliva. F', in Lima. 

Ollva. Uliva, Oliva. Frutto deir ulivo. 

Deir ulive altre sono gallette o gal- 

lettone^ altre ammandorlate 9 grosse ^ 

mexzane, morcftiaje^ coreggiole^ mo- 

rajole^ napoletane^ da indolcire^ ecc. 

Avegh-gi6 de Toli d^oliva. F. in 6li. 

Ciappi el negher i oliv. Fajare, 

Fajolare, Corrisponde al Pencior^ 

(saracinare) dell'uva. 

Manetta a oliva Maniglia in 

figura d*ulivetta, maniglia di forma 
ulivare. 

Oliva squas madura. Uliva aoliata o 
inoliata. I Toscani dicono proverbial- 
mente che Per santa Liperata VuHva 
k inoliata, 
Oliva. Ulivo, Ramo di ulivo il quale si 
benedice la domenica delle palme» e 
dassi ai popoH per divozione. 

Dominega di oliv. Domenica deWw 
livo, Domenica delle palme. 

El sol sui oliv, Tacqua sui ciapp. 

Si suol dire pronosticando 

pioggia per Pasqua d^uovo se la Do- 
menica delle palme k il sole. 
Oliva e Oliv6tt. fig. Testicolo, Granello, 
Gambit oDko Muda Tacqua ai oliv* 
m. b. Fare acqua, Orinare, 
Olivister. Olivastro, ' 

Olivella che altri dicono anche Olivetta. 

Ligustro. 
Olivet&n. Olivetano, 
Oliv^tt. s. m. Oliveto, 

Olivetta. T. de^Cuochi Specie di 

'polpettina di pii]^ specie poco piii 
grossa di un"* uliva. 

Olivetta. T. dc^'Giojell Granato 

aflfaccettato e bislunghetto a mo'*di pic- 
ciola uliva. 
Olivetta. Bruco. Cilindro o attaccagnolo 
de' segnali che mettesi ne* messali , 
breviarj e simili in capo al coreg- 
giuolo della testata superiore. 
Olivetta per Olivella. F, 



OLT ( 201 ) 

Oivetta.. . Spina di ferro per lo piu con 
capocchia a forma di mezz''uliva» ma 
talora anche con capocchia quadra o 
tonda. Si suol conHccare nelle parti 
gentili o gelose dci lavori per rasso- 
dare parti con parli» come per es. 
nel mezzo delle giunlure dei quarli 
delle r^^ote delle carrozze a fine di 
hetk raflfermare quarto con quarto. Al- 
cune di qneste spine sono 9 vite con 

T«»U. CapoeehU s=i Baletu. Dmdm ; altre 

sono a spina liscia con Tetu. Ccpoc- 
ckim OB R«batUB. CmrttUa di riUiituru, 

OliT^tta. Jfappina(*io8c.). Specie d' ala- 
mar. VOlia con is floccus dei Sardi. 

Oliv^tt. C//i(iom(Trinc. Agr. I, 7). Olive 
da indoldre. Olive grosse o galleltone 
o ammandorlaU. Ulive cibarie. 

OliT^t. met. r. in OUva. 

Olivdlti. Lo stesso che Olivdtt tig. 1.* 

611a. Ordo. Olio. 

CaL^U'iaA''o\\BJ^entolone»Brachierajo. 
Fa sta in Tolla. fig. Far iener Polio, 
r. in Grella. 

6lla che dicesi anche OlU senza coll. &g, 
Bozzacchiuto, Persona grassa e tosza. 

Ollin. OrcioUno, 

Ollbiy e in contado OUlnua. Bardtiolo. 
Vaso piccolo di terra o di Tetroy 
piuttosto corpacciulOy in cui si ripon- 
gono conserve e simili. 

Ollin. . . . Nell'allo contado cbiamano cosl 
quel barattolo di terra di cui le don- 
ne fanno uso per riscaldarsi» a quel 
modo che le donne volgari di citta 
usano il veggio(e/ mari). y Ollin per6 
non ha ne anse laterali » ne manico 
arcuato per disopra come ha il veggio. 

6lma e 6lino. Olmo, Albero nolo che h 

VUlmus campeslris h. — Alcuni ne 

fanno due specie* VOlmo conume o 

piramidale , e VOlmo di foglia larga. 

Tila d*olma. F. in Tila. 

Obn^ra. Oi!fiia/a(Lastri Op. II 9 208). O/- 
meto, Luogo piantato ad olmi. 

Olm^tt. Giovane o basso olmo. 

Olniiza. F, Onlsc. 

Ol6graf.O/2i^ni/b.Aggiunto diTestamento* 
e vale Scritto tutto di proprio pugno. 

6ker ^ce il popolo per Alter. Altro. 
And^ vun per Tolter. F. in Vim. 
Avegh olter per el coo. Jver aliro 
per il capo, Juer ben allri pensieri. 
D'oltra part, F. in Part, 
; o/. ///. 



0MB 

Fass Yore ben o Fass largh con 
qucU di olter. r, in B^n. 

Ghe Toeur olter. Ci vuol altro! (*i08C, 
— Tom. Giunte). — Tulora J^ allro 
nude che di biacca, Di altra tasta ha 
bisogno la piaga. Ci vuol altro che 
stoppa e chiara d'uovo. 
Nissan d^ olter. Niun altro* 
N^occorr olter senz^olter. Sema piik. 
No yess bon d'*olter che de . . . l^on 
essere da allro die da • . . 

Olter che . . • Altro che . . . — Ed 
anche in sig. di Domin anco. Cerio. 
Per appunto, Cosl e. 

On^oltra pii bella adess! Oh! Oh 
belia! — Come! Oh come! OhpenM! 
Quell di olter. Valtrui. 
Se non olter. Almeno, Per lo meno* 
Intanto. Non foss^altro. 

Se no te gb^ et olter. Se non hai di 
meglio ; scherz. Se non hai allri mocco* 
U. Se no te gb^et olter, te stee fresch 
anch ti. F. in Fresch. 

Vess tutt olter. Esser tute altro, 
cio^ tutt* altra cosa. 

Vun con T olter. Vuno per V altro 
(Magal. Op. 385). 
6lter. Assai o Molto piu, Inoltre* 
Ollertant* Altrettanto. 
Ollramlir e Ohramarin(Azur).02rAimaniio. 
Oltranna (rete). F. Voltan. 
Oltd in varie parti del contado per Vol- 

XvxT9^(manf anile). V. 
01z4. V. b. Alxare. V. Alza. 
Olza. Osare. V. Volza. 
Om^c. Omaccio, Bon omasc. Buon uomo, 
£l Ten r omasc. // nibiio cala. 
Ve chi Tomasc o Tomasc di figh. 
L'amico h qui. 

Pover omasc. Povero diavolaccio. 
Omascln. Omacclno. 
Omasei6n. Omaccione. 
Omasciott. Oniacciotto. 

6mber. s. f. pi Sp. di fantasma- 

goria popolare che si produce o sui 
teatrini portatili o nei casteJli da bu- 
rattini. In un luogo al bujo il palco 
dei teatrini o de** castelli anzidetti , ri- 
schiarato da lumi per lato , 6 turato 
a cosl dire da un sipario di carta 
bianca inoliata rasente alia quale il 
giocolatore nascosto fa passare figure 
d^esseri d^ogni specie, o ferma om- 
bre di attori ai quali presta la voce. 

36 



0MB ( aoa ) 

F^ Ted^ i omber Dare lo 

spettacoio ombratile anzidetto. 
6mbra. Ombra. L'^ombra de^corpi. 
bmbra. Ombra^ e ant. Ombria — - Onh' 
brositd, Orrore — Uggia, Jduggiamento 
( che fan gli alberi ) *-* Bezzo. 

F4 ombra o ombria. F. in Ombria. 
Nancb per ombra o Nanch per in- 
sogn. Neppur per ombrai^ota, Giunie), 
6mbra. T. pill. Ombra. 

Mezz^ ombra. Mezz'^ombra(Bd\d. f^oc, 

dis,) Penombra. Ombra portada. Sbalti- 

Ombra. Ombra, Spettro. {mento. 

Pari on* ombra. Esser una lammia 

o una lammiaccia{*io5c, — Tom, G.). 

6mbra (Giuga a 1' ). y, Giuga a taroccb 

ombra in Taroccb. 
6mbra. ^g, Micolino, On'ombra o On^om^ 
brinna. Un nero d' ugna. 

Ombra de reson. f^. in Res6n. 

Ombr^. Jd. di Caraler. K 

Ombreggi^.T.pIlt. Ombreggiare.Ombrare. 

Ombrella. Omhrello, Arnese cbe portia- 

roo tra Ti'a per ripararci dalla pioggia. 

11 Parapluie dei Francesi. — Quella 

specie d^ombrello che serve a riparar 

dal sole diciamo com.* Ombrellio del 

86, V, — Le parli deirombrello sono 

Baston. Mazza *=> Anell. Ghiera «=> 

Bacchett. JsUcciuoh o Slecche (Targ, 

JsiiU II 9 5o4) <l>^'« in lunghe e edrte auiu 
fra loro con hulUtta • rapertUa di latu, e cuU 

legate da nodi m Balcnn o Canaetl, Os- 
satura di ossi di balena » Fes. Spicchi 
Capellett, Cappello, CappelhUo t=» 
Postal. Punia » MoUa. MolleiUna » 
Manegb. Manico (•« toodaa « dm pezri), 

Ombrellada. Ombrellata (Tom, GiunU), 
Colpo d"* ombrella, 

Ombrell^e. OmbreUiere. Ombrellajo, Fab- 
bricatore d^ombrelle. 

Ombrcll^ra.... Donna che traffica o lavora 
di ombrellct o Moglie d^ombrellajo. 

Onibrellin. Ombreliino, 

Ombrellin del 86. Ombrellino da sole 
(Meini in Tom. Sin. alia voce). Para- 
sole. Solecchio. Solicduo^ ed anchc 
Ombrella e Ombrello se grande. ll 
francese Parasol. 

Ombrellin de port^ el Signor, 0/it-r 
brellino della comwiione{^'6ieim in Tom, 
Sin. alia voce), 

OmbrelI6n, , • , . Grandissimo ombrello 
cpperVo di telaincerata di cut c^uelU 



0MB 

che hanno bottega posticcia in piasta 

le fanno riparo dalla pioggia. (bra. 

Ombr^tta. Ombrina. Ombrella. Dim, d^om- 

Giug^ a Tombretta. Giocare o Fare 
alle ombre. Specie di giuoco in cui si 
hanno i termini seg. : MaUadori^ cioe le 
tre prime carte che fanno bazza, e con- 
sistouo in Spadiglia , cio^ nelKasso di 
spade ch^6 invincibile, dai Fior. detlo 
La Fidminanie; in Maniglia^ ch^^ il due 
di picche o di fiori 9 o il sette di cuorl 
o di quadri ; ed in Basto 9 cio^ Tasso 
del seme di bastoni o di fiori, ch'^e il 
terzo mattadore. Riporre il giuoco h 
Taver campo, perduta la pai*tita» a 
rifame una seconda , restando fermo 
tutto il danaro nel piatto. Ombre chia- 
masi il giocatore che fa giuoco (o» 
come dicesi volgarmente nel nostro 
taroccombre. Quell che entra)^ Conn 
tr^ ombre quello de^compagni cbe ha 
buono in mano per fargli contro. Co- 
diglio ^ la perdita di colui che fa il 
giuoco con vincita d^uno dei due av- 
versarj » e quindi Mincer codiglio il 
'vincei'e senza aver fatto giuoco(ii clio 
noi diciamo Mangia el pan d'angiol)^ 
Perder codiglio ( e fra noi Fa ona sfo- 
lada o Fold o Andd-su), e Dar co^ 
diglio — Casco o Far casco h il far 
giuoco o cadere con una carta sola, 
il che da noi dicesi Enlra a vunna; 
e Cascherone o Far cascherone e il 
far giuoco con due carte 9 il che da 
noi dicesi Entrd a db. Ciascuno dei 
quattro pali o semi vien detto Car^ 
tiglia ; e Farsi la cartiglia vale ripor^ 
tar sul suo monle le carte prese al-» 
r avversario superiomiente al numero 
delle sue proprie* 
6mbria. Ombra. Spettro, 

Ombria baluganna. f^. in Baiug&n, 
Ombria. Ombra; anche Ombria. 

Av^ paura de la soa ombria. Farsi 
paura coir ombra, 

Giappi^ ombria, Pigliar pelo. Aom- 
brare. Onibrarsi, Sospttiare. Adombrar- 
si. Pigliar ombra^ JnsospettirsL 

IH ombria. Dor ombra. Far ombra, 

Ti ombria. Adombrare^ Aombrare, 
Bg. Dare ombra o gelosia, 
Ombria. Bezzo - Merigge - Bado - Uggia^ 

Sla a r ombria. Stare al rez:^ — • 
Esser all'uggii^ — Meriggiare, 



OME ( 2C3 ) 

Vess a rotnlbria. fig. Buere at rexto 
O in luogo dove non si vede sole. Esser 
prigiooe. f^» in Pres<Sn. 

Ombria(on^). (7n midno, Un nero d*ugna, 

Oinbri4. j4rretzare(A\\e^^ p. 9)* 

Onibrhina(on^). Un pelo, Un niinimo che* 

Oinbri6s. Ombroso. OmbnUo, Ombrevole* 
OmMJero. Juggiato. 

Ombrlds. Gg* Ombroso. Sospettoso. 

Ombt'ids.Ombroso. Ag.di cayal cbe ombra. 

Omeggi^ T. c. Far Vuomo addosso altrtd. 

Omegoa(Legg d"). r. in Ugg. 

Omelia. Omilia. OmeUa. 

6inen. Uomini ; ant. Omeni — Vedi in 
6min lejran in cm entra questo plunde. 

6men. T. del Giuoco di Bigl. Lo stesso 
che Omitt. /^. in Omett sig. 7/ 
Giugi «i omen. y. in Bigltlurd. 

Omenari. Omacciotti, Di5pretsativo d^Uo- 
moy e fra noi usa ancbe semplice- 
mente per Uomini ^comt chi dicesse: 
Guarda in quell palch, no gh^^ cbe 
di omenari. In quel palchetto non vedi 
che uomini ;donne^ punto. II Fag.(7>ia^. 
/ed, sc. 3.*) U86 in senso affine Uomi- 
nacci^ voce che il T. 6. assevera viva 
tuttora in Toscana nel nostro sig. 

Omenasc. OmxiMCCt(6orgh./>oii. Cost I, 4)- 

Omen6n. C/omi/io/u(Nelli AlL di Fed. I» i). 
Omaccioni, Acer, d^ Uomini. 

Omen6n. CariMdi. II nostro Tolgo chia'- 
ma cosi propriamente le grandi caria- 
tidi. Quelle della casa di Leon Leoni 
8ono dette da esso Omenon, e di i|ui 
il nome alia contrada in cui sorge 
quella casa^ le cariatidi che sorreg- 
gono il terrazio maggiore del palazzo 
Litta 80D0 da lui dette Omenon ; non 
cosl dircbbe le cariatidi ^if£i7i che 
sorreggono la tettoja del cortile del 
palazzo gi^ Diotti edi>ra di Govemo. 

Om^tt, cAe^giir. dicesi anche Morig- 
gioeii o Scindirceu. Ometto. Omettolo. 
Omiciatto. Onticciatto.Omicidttolo.Omic^ 
cidUolo. Omino. Omicciuolo. 

Fk i omitt in la bomis o Sta in del 
ciinton del foBUgh a fa i omitt in la 
scendera. Covure ilfuoco^ e talyolta 
anche Fare a te te, ciod trattenersi 
in cose fanciullesche. 

Yk Toroett o la donnetia in la nev.. .. 
Stampar nella neve fioccata di fresco 
Pimpronta della persona gittandovisi 
o boccone o supioo. | 



OME 

L^ Omett del capellin. . . • Soptaii« 
nome dato dal volgo al Grand^ Uomo 
del secolo — Nella lingua popolare i 
diminulivi di esterioriti assai volte 
tomano accrescitivi di 80Stanza» e a 
rovescio gli accrescitivi di quelle di*> 
minutivi di questa. Nel nostro dialetto 
la frase qui addotta e Cozun fanno esem* 
pio della prima, Capellon e Peruccon 
della seconda di queste mie idee. 
Omett del preseppi. K. in Pres^ppi. 
Omett del Signor. Omaccino della 
f^ergine Afana(Geccbi Dote II» 5 — * 
Firenz. Op* II , 1 1 1 ). Uomo attempa- 
tetto d'^ottiroa naturat serviziato » fa* 
Ceto , amorevole e di buona co- 
scienza. . 

Vestii on bell sciocchatt, ch^el par 
on bell^ omett t ecc. V. in Sciocch^tt* 

Qm^tt o Beir om^tt* Sennino* Dicesi per 
v«zzo a persona giovane, graziosa ed 
assennata. El gh* ha de V omett. Egli ha 
del sennino. Pass on omett* Farsi un 
uomo, Projittare. Farsi onore. Vk on 
omett. i uomo di qualcbe ricapito. 

Omett che alcuni deWalto contado di" 
cono Medio o Plentdn. StoUo. Stocco. 
Bardie. Mitrile. Anima del pagliajo* 
Stile intomo a cui s^ alsa il pagliajo. 

Om^tt per Lavarin. K. 

Om^tt Nelle barche h un travi- 

cello vertical^ ferrao nell' estremiti di 
poppa che s'^alza in punta fino a pa* 
rallela co^ cerchi da poppa per sor-* 
reggere la cosi detta Mantdvola. V. 

Om^tt. .... In alcuni strettoi da olio 
k chiamato cosi quel congegno che si 
fa sulla traversa. di madrevite(«a«ign- 
gia) per agevolare al fattojano il le- 
vare e rimettere ne"* fori del dado in- 
feriore della vite medesima la stanga 
colla quale s'^ha a farla agire. Lo sorreg- 
ge una mensoletta detta Cufgrd o OatUlL 

Om^tt* e per lo pnk al plur, Omitt o 
6men* ^in7/i (*fior.). G>setti per lo 
piik d^ avorio o simile che si pongono 
diritli in mezzo alia tavola da bigliar- 
dO) e che si fanno cadere coUe biglie 
nel cosl detto giuoco de* birilli* 

Om^tt. Monaco. Quella breve travetta di 
mezzo d^un cavalletto di tetto (</'o/ia 

. ca/ifriada) che, passando fra i due 
puntoni(6ra5Cia?ii), piomba sopra Pa- 
sticciuola(/b/u2). 



OMM ( 304 

Om&tt. Lucemiere. Piede di legno fa cui 

posa la lucerna. 

Om^tt. j4ppiccacappe{Monos. p. 196). Cap^ 

pellinajo, kmeae per lo pi6 di legno ^ 

a cui si appiccano i cappelli, tabarri^ec 

Om^lt.T.deTar.... Un portaparracche; 

il fr. Pied de perruque o C/iampignon, 

OmMt cont el piomb o che salta in 

pee. Missirizio, Saltamartino, 
OmhXX de sart. Uom da jarfi(SalT. Gr. Ill, 
a - Fir. Op. VI, 5o8 - Lasca Gel. Ill, 1 1 ). 
Omettin. Omicidtlolo. Omettolo; e scben. 
Un Jbrasiepe(Z»noh. Di%.). 
Omettin del preseppi. f^. in Preseppi. 
Omettin d^ India. Uno scricciolo, 
Omettin di scisger. OmiciaUo. 
OmeXXasii. t. cont. Omettbio. (caa. 

Omissidn. OmiiifOiie-Peccaad\ f^.mPec- 
Omizldi. Omicidio. 

Vessegb-sd quint non far omitidi. . . 

Dicesi di coltelli o altri ferri taglienti 

allorcb^ siano spuntati e col filo tut* 

t^afTatto inottusito, e per iscb. anche 

di scbioppi alle mani di cacciatori 

mesperti, e d^armi da tagKo relegate 

a cbiave nel fodero da cbi le porta 

senz^ayer cuore di usarle al bisogno. 

Oml^tt sodl^. Frans. de^ Cuochi. FritUUa 

mon(ata{*toBc.) Nell^ Enc. Gb. d detto 

chepotrebbesi chiSimweFriUataavento. 

6 mm. Uomo ; e poet, alia latina f^iro — 

Dante us6 aucbe Omo — - La natura 

umana h tale cbe non k sustantivo 

nei dizionarj di qualunque favella a 

cui si possano accordare piu aggiunti 

che a questo. Riccbjssimi epiletari ha 

per esso anche il nostro dialetto, ma 

ei son Iroppi : io jni limiter6 a rife- 

rirne qui i pii\ comuni. (piana, 

Omm a la bonna. Uomo tessuio alia 

Oinm a la man. f^. in Man. 

Omm benedett. r. piii sotto Omm 

del Signor ironic, (nulla. 

Omm cbe cunia nagott. Uom da 

Omm che sa fa del tutt. Uom da 

faccende. Uomo di tanti rovesci. 

Omm cbe fa ved^ e straved^. f^. 
in Stravede. 

Omm cbe ghe basta i sceu cinqu 

sold. Uomo di petto — Falentuomo^ 

Omm cbe va a Tantiga. Za%%erone» 

Omm cbe va cont el p^ de piomb. 

Uomo giuditioso, considerato^ pru- 

dente , consigiiatissimo^ die prova ogni 



) OMM 

sua eosa a piambino — e secondo il 
Gb. Voc. Uom dal piS tondoy che non 
sa inciampare^ cio^ (a mio sentire) 
che ha sincerezza di giudisio, come 
i solipedi banno sincerexia di passo. 

Omm comod. Comodone{^Xo%c. — - 
Tom. Giunte). V. anehe GonuxlUi. 

Omm cont i baffi. fig. Un uomo 
con le basette{V9n. f^iag. Barb. 1 , 55). 

Omm cuccb. Uomo freddo , impo* 
tenie. Uomo inetto alia generazione. 

Omm curios. Cen^ello a oriuoli. Uo» 
mo JaloUco f Jantastico. Capo ameno* 

Omm curt. Vomo di poco vedere 
(Doni Zucca^ pag. 118). 

Omm d'^afari. Uom da maneggi^ 
dajaccende, da negotio. 

Omm de ben. Uomo di buona vita. 
Uomo dabbene. 

Omm debol. fig. Uomo debole. 

Omm de bou rossumm. Uomo che ^ 
di buon osso(yivi. in Osso). Uomo di 
buon cordovano o di buon nerbo o bene 
impastato^ vigoroso, ben complession.^ 

Omm de ck. Uomo da casa o che 
bada a rasa {Fag, Rime I, 334 )• Uomo 
assegnato. Massajo. Massaro, 

Omm de cartell. Uomo di cartelio 
(Caro Let ined.\\^ \^y). Uomo della 
prima bussola(ivi 2127). Uomo di pet' 
%a. Uomo di molto nome* 

Omm de coeur. Uotno di buon cuore. 

Omm de compagnia. Persona con- 
persativa — Talora Uomo di lieta %nla. 

Omm de comun o altrimtnti Guardia 
campester e per celia Guardia tempe- 
sta. Guardia comunitatis^a o conumale. 

Omm de consej. §^. pOk sotto Omm 
de parer. {giustato. 

Omm de coo o de scst. Uomo ag- 

Omm de ferr. Uomo diferro o ferri- 
gno^gagliardissimo^ robustissimo ; e sch. 
Una pellacciaCiosc. — Tom, Giunte). 

Omm de foeura. Forese. Uomo di 
villa o di contado, 

Omm de gesa che anche dicesi Omm 
de Dio o del Signor. Uomo d^ anima. 
Persona cbe osserva ogni pratica reli- 
giosa ed e frequentissima nclle chiese : 
- e percb^ il volgu vien educato a giu- 
dicare dalle ap[«arenze,perci6rig. Pei-^ 
sona morale e virtuosa. Al volgo d^ogni 
specie pero i fatti provano ad evidenza 
che Tabito nun fa sempre il monaco. 



OMM (aoS 

<^inm de giudizsi. Uomo aaennato. 
Uom di senna, 

Omm de gran vaglia. Persona di 
gran ricapito* 

Omm de la legg. F* in L^gg. 

Omm de legn o Coo de legn. K. piii 
innanu Omm de strasc. 

Omm del Signor. Uomo ^ anima^ 
di cosdenta. §^. pik sopra. — On omm 
del Signor. ironic. Un cerCuomo di 
Messer Domeneddio {Cmto Com* 23)* 
Anima di Msser Dominedio, Uomo poco 
toUerantCy uomoche vuole le cose a 
modo SUO9 uomo di difficile persuasione. 

Omm de mala razza. Uomo di mal 
affare^ di mala iaccia* Uomo mancino. 

Omm de merda* Merdellonc. (giano. 

Omm de mestee. Uomo dearie, Arti- 

Omm de melt a leas e a rosU Uomo 
di ttUta boUa o da bosco e da riviera. 
Talora tinche in altro sig.CTn marzapane> 

Omm de mood. Persona conversor 
tiva. Uomo universale* — Talora UO' 
mo di mondo. Uomo di Ueia vila(Lasca 
Parent, prologo) «— Talora CosmOpo^ 
llta, — - Talora Uomo die se lata o ehe 
non ha bisogno di mondutUdo (con frase 
antilogica) -^ Talora Cortigiano, Uom 
che conosce il mondo e le sue vie* 

Omm de nagoit o de Tea o del 
lella. PaUonajo(*iosc. -— Tom. Giunte). 
BasiiapopimenU, SpidcialetU, Spolveni'- 
mura, Saccarddlo. Uomo da nonnulia. 

Omm de parer o de consej. Uomo 
di buona testa* Boon consigUatore, 
Saggio consiglio^ cio^ consigliere — 
Talora X^omo prudente^ consif^iaiissimo. 

Omm de paroUa. f^. in Par611a. 

Omm de pas. Uomo pacifico. 

Omm de pocch parol!, y. piii sotto* 

Omm de pels o Omm che cunta o che 
cunta sossenn. Uomo di pefo(Nelli Fa- 
rest, in patr. 1, 1 3). Uomo di polsoi^XosC" 
T. G.), di molto conto o per autorit^ o 
per senno o per vigoria o per ricchezza. 

Omm de preja. f^edi piit innanxi 
a pag. 207 ResU-li» ecc. 

Omm dc rivi. F^sotto Omm de strasc. 

Omm de scimma o cont i baffi. Uomo 
di cima(poeta cort. Ritratt, ottava 87). 

Omm de strasc o de rivi o de legn. 
Barba di capeccbio{PBn, Poet. II, 11, 
7). Uom di stucco. Uom da mdla o 
da niente o Uomo di pagUa, 



) OMM 

Omm de Umma o che melt lemma. 
Uomo autorevole 9 severo 9 contegnoso, 

Omm de tesU calda. F, in T^ta. 

Omm de vaglia. Uomo di credito, 
di conto 9 di rieapito , valente ^ d" as* 
sai. Uomo dassai, Falentuoma* 

Omm de velu che quand V^ mert 

el gh' ^ p^.„. Si suol dire per ischcrzo. 

a chi vanta dean suo fbtto 9 o per ri- 

. picco a chi d esalti alcon indiTiduo 

nel quale noi non vediamo miracoH. 

Omm d^ingegn. Uomo ingegnoso, 

Omm d'^onor. Uomo d*onore o di 
ripiUatione* 

Omm etema» o Che eternitaa d^on 
omm. Tempeilone.Tentennone.y* Liz6n. 

Omm faa. Uomo adulto, Uom duro 
di eta. Uomo fmtto. 

Omm freccw Uomo di poco spirOo, 
Cencio molle. Pulcin bagnato. 

Omm guzz. Uomo svt^iato^ raffia- 
nato 9 accorto 9 sagaee — Spesso aache 
ir. per Uomo di grossa pasta^ sciocco* 

Omm in sul temp. F. in T^mp. 

Omm madur. Uom maturo o di otA 
matura. 

Omm mezs matt. Uomo aromatico. 

Omm navigaa. Dirittone* Bagnato 
e cimato. Uomo roOo nelle Jaccende, 

Omm onest Onesf uomo — Uomo 
moderato o ammodaio o discreto. 

Omm pien de ctaccier. Uomo di 
parole o pieno di parole* 

Omm posaa o de seat. Uom grave f 
composto 9 ordinato. 

Omm regolaa. Uomo assestato — 
Uomo ammisurato. 

Omm risc^ios. Uomo arrischiato o 
€urriscluevole. 

Omm risolutt. Uom femio. 

Omm senza regola. Uomo disordi" 
nato ; sc. cAe b come il pesc'e pastinaca. 

Omm sever. Uomo severe, 

Omm sincer* Uomo d^un sol cuore^ 
schietto, sema doppie%za, sincero^leale. 

Omm succ. Uomo adusto 9 segaligno^ 
scarmo^ scarso^ schietto della persona, 

Omm succ o de pocch paroll 

Uomo di poche paro]e9 non cerimonio« 
so 9 ma le piu yoke leale 9 schietto. 11 
contrario deir Uomo di parole o pieno 
di parole — Qualcbe irolta , se da nel 
troppo, POmm succ equivale vWUom 
dteto in cui pochi sogliono confidare. 



OMM ( ao6 

0mm fQUil. . • • «^ Uomo che eerca 
il pel nell^tioTo. 

0mm suttil ma giust Uomo 

di mabgevole contenUtora, ma probo. 

Omm tajaa»gi6 cent el folcioB o a 

la bonna de Dio. Peszaccio d^ uomo 

JaUo col colteUo{¥9ig, Bime ll» 197 e. !.)• 

«» A merooria d* omen, jf di dt^ naii. 

Dire cbe ampltfica il tempo passato. 

Ayegb de V omm. jiver del virile , 

BelFomm. Balsamino, Sp. di 6or noto. 

De omm. yuilmenta. Masehiamenr- 
te — - AssennaC Giudiuos* Saputamente, 

Deveotii omm. MeUer per$ona, Cre- 
scere. 

Dove gb* ^ omen gh''^ pod^. F. Pod^. 

El bon mercaa el menna Tomm a 
Tospedaa. F. m Ospedia. 

Falla de omm. Af^r virilmente, 

Faas on omm. Farsi uomo. Farsi 
un ttomo. Pigliar animo virile. 

Giag4 ai trii omen. J^ lo stesso 
che Giugft al trozxon. K. in Trezz6n. 

Gioglb a Tomm e la donna e la 
liestia. Giocare al turchetto(*volgAiaii.). 
Nome di cm giuoco di sorte a tavo- 
liere. K. anche in Turcb^tt. 

I bravi omen se conoiien quand 
gb^ bin pik. fam. Vasino nom conosce 
la coda $e non quando ei non Pha. 

I montagn stan a $6 loeugb, ma i 
omen s^incontren. il troi^rsi vannogli 
uomini spesso 9 e i moniijermi stanno 
(Ariosto Fur. XXllI, 1). Si scontrano 
gli uomini e non le moniagiie(Gompar. 
Pellegr. II » 4)* Chi non muor si rivede* 

In c4 gb^^ semper maa se la donna 
porta i colzon, Tomm el scossaa. K. in 
D6nna. 

I omen e i tortej bin semper bej. . . . 
All* uomo , se tale 9 non manca fael- 
lezta;lasqaisitessa delle forme ^ul- 
timo pregio nelPuomo; e si suol dire 
in pid casi, ma spec, come per ay- 
Tisar le donzelle da marito cbe Cbi 
Tuol ayere spaccio non deve guardar 
piji cbe tanto in yiso al compratore; 
cb^ ogni Tiso gli ba da esser bello 
se di uomo di qualcbe ricapito. 

I omen se mesuren roinga a brazz. 
Gli uomini non si misurano con le per- 
fic/ie(Ceccbi Incant. 1 , 4 ) o a canne. 
Le persone non si conoscono come le 



) OMM 

moiMl8(Cini Desid. I» a). — f^ anche 
in Brkzz. 

La troppa sinzeritaa la menna Tomm 
a Pospedaa. K. in Osped&a. (M6rt« 

V^ minga la mort d^on omm. K. in 

L^omm parpomi e Dio disponn« 
L' uom propone 9 ma il ciel dispone 
(Rime auU pis.). Ordina PuomOf e 
Dio dispone. Vuamo ordisce^ e la 
fortuna tesse. Ancbe i Fr. dioono 
Vhomme propose et Dieu dispose. 

Mexz omm. F. Meu-6mm« 

Morirk puttost la yacca d* 00 poycr 
omm. K. in Viicca. 

Nen o vero Ob quell*omm. OA quel- 
V iiOiiio(Pan. Poet I , xy iii , 30 »- Cini 
Desid. II« 11). Modo di cbiamare le per- 
sone di bassa condizione, di picciolo 
e perci6 qnasi ignoto nome. 

No gb^^ barba d^omm cbe gbe le 
possa ft. K. in Birba e in Fi61a. 

Ob poyer omm! Ok poi^er uomo! 
(*tosc.). Esclam. commiserativa. 

Omm alegber el ciel le jutta. . . • 
L* Ecclesiaste dice Et cognovi quod 
non essei melius nisi Imtari et fdcere 
bene in i^ita sua. 

Omm, asen e porcb se pesen dopo 
mort. f^. in Asen. 

Omm pelos o matt o virtues. Com 
peloso o matto o an^veniuroso {JAonos. 
p. 593). Se mal non mi appongo il 
nostro proverbio accenna neU* ultima 
sua parte la gagliardia , il toscano le 
conseguenze. Il Dati (nelle Pr. fior. 
11, V, 1 30) difende la parte e inge« 
gnosa e virtuosa nella foltexza del pe- 
lame cogli esempi di Acbille, Ermo- 
gene, Aristomene, Leonida, ecc. ecc. 
Il Nelli ( l^(i/iip. I9 i5) cbiama Uomo 
di ricapito e giadizioso Y Uomo die 
ha le mani pelose. 

Omm visaa Te mezs difes. Uomo 
avverdto mezzo- munito. 

Ona roiseria d'on omm. Un po* di 
merda in su due/ascellini(Lu5cti Strega 
IV, 3). 

Ona perla d^on omm. Perla d*uomo 
o Perla di galantuomoCiosc. - T. G.). 
Uomo specchiaio. Uomo quadrato. 

On boccon de pover omm. y. Boccdn# 

On omm con pu Vk bon el passa 

per mincion Ghi perora si fa 

il Uipo se la maogia. 



OMM (ao7) ON 

^rerovam.LosUsspcheFeWpph.f. (ham. Uomo* Mankh El mi 



Re di omen. // re degli ttomim{C»ro 
Ifas. 149 -^ Cini Des. V, 1 — Doni 
Zucca p. 98 retro ■• / Greci Jurono 
re degli uomuUi, 

Rest^li come Porom de preja eke 
altrimenU si direbbe Resti de pren- 
dsbecch o de atacch o Resta-li come 
quell de la raascarpa. Star U come 
quel deUa poca q/^rla(Nelli Serve al 
Jbmo 1 , 5 )• IrnpieUire. Insassare. 
MUbire^ Bestare come tm uomo di 
poffiia* Restare soprafiatto, slordi- 
to 9 maravigUato. •— Delia statua oosl 
detta Vomm de preja , che ha dato 
luogo fra not a questa (rase figurata* 
Teggasi ci5 che dice il Giulini(II « 374 
e seg.)» con quest^ avvertenta che la 
statua medesima oggidi si trova pro- 
mossa dal pianterreno do v^ era gia al 
prime piano di quella casa che porta il 
civico n.* 60S sulla Corsia de^Servi 
in Porta Orientate » dove invano si 
oercherehbe la chiesa di tan Giorgio 
al Pouo bianco mentovata dal Giulini 
e distrutta gi^ da inolti anni. 

Sart d^omm. K in Siirt. 

Save fa a fli Tomm. Saper fare da 
uomo. Esser uomo, Essere un uomo. 

Sta scntt appos al Donmi che donna 
bella tasCi brutt omro» o che donna 
brutta toed belPomm^.. Spesse volte 
la bella donna s^accompagna con uomo 
poco bello* e la brutta col hello. 

T^ee trovaa Tomm. Tu hoi trovaio 
riiomo(Gelli Sporta IV, 3). 

Vets Tomm de la pressa. Essere il 
cacafretta, 

\e9S on burattin d^on omm che 
anclie dicesi Fk el burattin o vero Fk 
ona figura de burattin o pure Pari 
on burattin. Essere una /rosea. 

YesB on omm. Esser un uomo Jinilo 
(•tosc. — Tom. G.). Esser uomo, Essere 
un uomo 9 dod di tutte buone doti. 

Vess on omm pers..., Esser perduto 
deU*onore; o Navigar per perduto; 
o Non si rinvenire. 

Vess pd omm. Non esser mai pOk 
iM»iio(Sacch. Ifov. i3i). Essere rovi- 
nato nella salute per fin che un viva. 

Vovk (^ Tomm d^importanza o de 
gravilaa, Arrecarsi in sul guamquam. 
Fare il quamquam. Far del gran^. 



Mio 



mariio. 

6mm in sig. dk Lavorante. Il Vasari 
(p. 860) us6 Uomini in pari significatOy 
se perd male non mi appongo. 

L* omm r ha de massi d leren 9 
minga el tcren I'omm. K. in Tereo. 
Omm de cantinna. Cantiniere, Cantt^ 
niero^Canopajo o Canavajo — II Paoletti 
{Arte dijare i uini Op. il, Jo5) nomina 
nn Oerckiaiore che k pure assai alfiue 
a questo nostro Omm de caniimna. 
Omm de cusinna. GuaUerodi cucina. 

Omm del tore. T. di Zecca 

Chi accudisce al torchio col quale si 
coniano le monete; k succeduto al 
Coniaiore o BaUinMecca de"* tempi nei 
quail le monele si coniavano a mano. 
Omm di monegh. Servigiale, L^Omm 
de la Stelk. // Servigiale delie Or^ 
fame della Stella. 

6mm. T. Teatr. Atiore. 

El priinm omm. // primo uomo{Vhn. 
Poet. I, v» 9 e passim.) — £ cosi pure 
dicesi Primina Donna. Prima Donna 
(Pan. PoeL 1, viii, i6)e Segonda Don- 
na. Seconda Donna (\6. ivi); delle 
quail donne talora le prime diconsi 
Prime donne a perfetta vicenda{id, ivi). 

Omniap6ssa. Foce usata nel dettato Fk 
omniapossa. Fare tuUo il possibile. Fare 
P impossibile. Fare tutU 1 suoi iforzi. 

6mnibus. F» in UgoHparrozza) vol. 11 ^ 
pag. 36i. 

6mo. VUomoiJhc. Dav. p. Sg). VJmico. 
Vindividuo da ci6 di che si tratta. 
Cerca, Trova, Vcdc Tomo. Cercare^ 
Rinvenire 9 Vedere V amico. 

El ven Tomo. Il nibbio cola, k poco 
a poco cestui ci s^accoinoda. 

Miralo ben miralo tutto Pomo senza 
dinar come V 6 brutto. Miralben mi- 
ralo tutto t Un uom senia donor quanta 
mai bruUo{FB%. Rime f^^ 107 ed. lucch.). 
— - Fedi anche in Dande, 

L^ h propri P omo. Non pub essere 
pik il proposito. i il casissimo. 

Omoginni. Simpatico. Geniale — Confa^ 
cente — Fra noi la voce Omogeneo nel 
suo sig. pos. non si usa che nello 
scuole e dai soli aritmelici, 

Om6n. Oifuiccioff di garbo. 

6n. Uno. Un. Per es. On coo f on aseUf 
Un capo 9 un asino* 



OND 

Ona. Una, Per et. Ona cavra. Una 
6nc. s. m. Unto. Untume. Sucidume. 
Casci^fcBura V one. Mandar fmori 
Vunto. 

D4-foeura Vonc. Dare infuora Vunto, 
Netta-via Tone. Disugnere* 
6nc o 6ng. 8. ni. pi. T. dei Garbonai 
dell^ A. Mil. ... 1 fumajuoli del car- 
bone 9 i carboai malcotti* 
6nc. ad. Unto, 

Daghela oncia. Andare a seconda o 
tdla seconda ad alcuno, 

Falla oncia. fig. Stare in std grasso. 
Essere neir abbondanta , godere. 

Falla oncia. Jffbgare il can nelle la-^ 
sagne. Per Yeaire al proprio intentu 

• oifrire maggtor partito ohe non merita 
la bisogna. — ' Talora sta per • Qua- 
dagnare assai. Far grosso guadagno. 

La ghe ira-sd oncia. La gli ua a 

seconda o alia seconda, Gli succede 

prosperamente cid di cbe si parla. 
Mestee ouc o orb. K. in Mcst^e. 
One e besonc. Unto e bisunto come 

uncamasciale{Lor,^ed, Simp. cap. 4«^)» 

Untissimo. POk unto d* un panello. 
6nc per Ciocch. y. 
Oncisc^nt che anclie scrivesi Onscisc^Dt. 

Unto* Bisunto* Unticcio. 
Ondsc^nt. Untuoso. Cbe ugne. 
Onciscia che anche si scrive Onsciscili. 

Uniare, Ungere. Ugnere, 
GXx'k de onciscia i barbis. Lo stesso 

che GYk^k de fa grass i verz» ^. in V^rs. 
Vess adree a onges o a oncisciass 

i strivaj. fig. Essere o Stare per par" 

are. y. in Strival. 
Oncisci^a. Untato, — Unto. 
Oncisciada che anclie seri%fcsi Onscisciada. 

Unzione, 

Oncisciadlnna Untioncella. 

Onciscianna die anche scrivesi Onscisci&n- 

na. Unto, Unttime. Materia untuosa. 
Onciscilbtt. . . . Dicesi per iscberno dei 

Cuocbi percb^ di solito sono sempre 

unti e bisunti. 
6nd. s. f. pi. che sui nostri laghi dicono i 

Beritt. Onde — Onda grossa. Cavtdlone. 
A Tonda. T. delle Gucioe. Lo stesso 

che A scottad^. ^ 
6nd. 8. f. pi. T. de* Galtett. . . . Nome 

di quei peszi di ferro che entrano in 

• numero fin di aoo nella rosi delta 
Bora a lotion d^un telajo da far calze. |{ 



(ao8) 

Ondaa 



ONG 

Ondato, Segnato a guisa di onde. 
Ond4da. Ondata. 

Anda a ondad. Jndare a ugiag — - 
Andare a riprese o a balii o a sbalzi* 
Ondeche. Laonde* 

Ondef^gik,Ondeggiare.Fluttuare pos.e met. 
On^. Onesto. 

Ona robba oncata . . • • Una cosa 
mezxana, mediocre « equa. 
^ On prezzi onest. Un pretwo onesio. 
Oiiestaa. Onestd» 
Onestaa. BagionevolezMa. Convenevoleiza. 

Equitd. 
Onestlnna. . . • Tovagliolino o aalvietta 
che si lega al coUo dei fanciuUatti 
«on due cordelline o con nastri per 
guardar loro i panni dalle bruttore. 
k sorella della da noi delta Bausdnna^ 
per6 colla diversitii cbe dove questa 
ultima 9 breve e rotondata da piede» 
serve tutto il dl ai tenerissimi bambi- 
ni 9 VOnesdnnaj pid lunga e riquadra- 
ta, serve ai fanciuUini gia grandicelU 
in laogo di tovagliolino a mensa. Am- 
bedue sono un Bavaglio 9 ma secondo 
la definizioni che ne danno i diz. 
ital. Bavaglio sarebbe la Bauscinna^ 
e Ban^aglino V Onestinna* 
Onestlnna per RespettceCis. y. 
6ng che i coni. dicono V6ng. Ungere, 
Ugnere* 

I cadenazz a* ban de corr besogna 
ongi. fig. Ogni santo vuol la sua candela, 
Ong i barbis. Ugnere il m^nto(Gig. 
Beg. 579). Mangiar bene. 

Onget o Vatt a ong. ^a alle forclie. 

Ong vun cont on poo descionsgia 

de bosch. K. in Bast6n. 

6ng. i^g» Ugncr la imiiU7(Cini Des* e Sp. 

iV, 4)* l^^r® danari per ottenere al- 

cun intento. (niera* 

Ongarinna. Farsettone alPunghera ma- 

Ongella o Ongetta. T. d*Oref., Orolog. ecc. 

UgneUaiJdb. enc. in ddppolay Ceselli- 

no* ddppola. Bulino tagliente e au- 

gnato che si adopera a levare le parti 

superflue del metallo in lavoro — II 

Gellini chiama le ugnelle Ferri augnati; 

i Frances! le dicono ^koppes, 

Ongella a panscia. d'n/'/io^ a man- 
i2or/a(*lucch.). 

Ongella grossa. Ciappola grossa. 
Ongella piccola. dappoletta. 
Ongella o Ferr de iQcaasa.//tc<uEM/q/o. 



ONG ( 209 

OQg^U o Ong^tta. UfpuUo. Sp. di tcal- 
pello schiacciato in puntay adoperato 
dagli scultoii per dar ne^ fondi o sot- 
tosquadri) e dai gettatori di metallo 
per ritagliare il boccame de^ gctti. 
Ongdtt. T. de* Carbon. • . . Nome di quei 
po^ di querciuoli che rimangono non 
cotti sul fondo della carbonaja , e che 
si scartano come legne e non carboni. 
t>ngeUa. . . . Ugnino^ unghiolina. 

Camarada, mi m'^en voo» ecc, V, 

in Pilkrcs. 

OngetU. T. d'Oref., Pab^ «». Ugnetto. 

ScarpelleUo. Ciappola da rinetiare, Sp. 

di scalpellino tagliente ; il fr. £bnrboir. 

Ong^tta. T. de^Fabb. Dulelta, Sgorbietta 

da forar gringegni delte chiavi. 
Ong^tta. T. de* Goltellin. Vgnata. Intoc- 
catnra che ^ nellc lame de'^coltelli, 
temperini ecc. per fermarvi Tugna 
allorche si vaole aprirle. 

Ongetta Cerlo malor d^occht. 

Ongelta. F. Ong^tt sig. i.* (leva. 

Ongetta. T. delle Cave. . . . Sp. di picciola 
6ngher per Zecchin. F. 
6ngia. Ugna, Unghia. 

Avegh i ong iongh. Jver gli unghio- 
ni^ciod le ugne lunghe, non rilagliate. 
Avegh Iongh i ong o Avegh pussee 
Iongh i ong che la vista o knd^ a 
r ongia. Aver le mani fatte a uncini, 
Esser ladro. 

Bianch de Fongra. Ltinetth, 
Bosij di ong. r. Bosia sig. ^^ 
Drov^ i ong. Menar le fnani{Veieez, 
Piov. Arl. p. 4i)* Rubare. 

Guardagh ai ong a viin. Atfer cura 
alle mani altrui^ e vale osservare che 
altri non rubi o fraudi. 

Hin minga robb de (h in sui ong. 
If on sono cose da pi gl lore a casaccio. 
Malign finna in di ong di pee. y, 
in Malign; c di silTatti maiigni i Tosc. 
sogliono dire volgan che Prima son 
nati loro, e poi la malisia, 

Mangia i ong. Morsecchiar P unghia. 
Difetto che ha talnno di andarsi ro- 
dendo V unghie ; difetto che Lorenzo 
de Medici attribuiscc a* beoni » dicen- 
do ne*Simposj cap. 5J^ 
Par il b«re a coftni si baono e b«lIo, 
Che tntto il giorno 1' aoghia «i morsecekia 
frer ayer sel«: or ▼•* tottU cerv«1lof 

Negher d^ ongia. Nero d' ugna. 

roi, /rr. 



) ONG 

Ongia incamada. Unghia incdmita. 

Ong redond. Unghie cdfne. 

Purisnk i ong. Sentirsi o Jvere pru^ 
rito di dar delle pugnd a tmo^ Sentirsi 
unaginadi eec.(*aret. -^ Yuc^b. aret.). 
Bndicar le /iuim'(*pisl. -^ Cini Des. e 
Sp. 1, i). Pi%vicar le mani. VoUme 
un rotolo. Star per dU'e altrui^ mo- 
strare un certo deiiderto d'^azziifiar* 
si. L'*italiano dice ngualmente Mi piz" 
zicano le mani^ e Ti piizieano le numi 
per signiGcare lo sto f»e^ darti, o 
i^ero Tu stai per toccarne — » I Franr 
cesi dicono Les mains ltd dtmangenL 

Retaj di ong. Spuniaiura delle win 
ghie. 

Scurtk i ong a van. fig. Tarpar le 
ugne a uno s\ che non /iocaa(*tosc. — * 
Tom. Giunie) — Talora Tarpat le ali. 

Sentiss a rug^ finna in di ong di 
pee. Seniir^ i^atcapricciare. Nascere 
in altrui un cerlo commovimento di 
sangne , con arricciamento di peli , 
che per lo piu viene del vedere o 
sen tire cose orribili o spaventose. 

Taja i ong. hitagliar le ugne. 

Tra carna e ongia hesogna minga 
mettes de metz. JSon porre il dito 
fra V albero e la scorza. — • F. mnclte 
in Carna. 

Trovass mkugiaa i ong. Mangiare 
il pan pentiti. Mordersi le mani o le 
dita, Trovarsi pentito di elcuna cosa* 

Tutt i coss vcgnen a taj^ finna i 
ong de pera Taj che i cant, dicono 
spesso In coo d'^on ann tnttcoss va a 
lavd. Tutte le cose {nel loro essere) 
son buone a (puUche cosa(Dom Zucca 
p. 56). In capo alt anno i buono ogni 
cosa(*tosc. — ' Tom. Giunte). Ogni prun 
fa siepe. Corrispondono spesso ai dett, 
francesi TotU sert en menage^ Mime 
une fetu a quelque chose est bonne. 

Vess carna e ongia. F, in C^rna. 
6ngia per Sgri(l[{artiglio) lo diciamo im^ 
propr. nei dettati seg. 

Aveghel in di ong. Aver uno^rai 
de/iti. Avere neWunghie. 

Branca cont i ong. Adunghiare, 
Jdugnare — Artigliare. 

Cascili-roeura i ong. Spiegare le im- 
gAie (Magal. Lett. 6.' 1, 82). 

Da in di ong. Dar nella rttgna(CQrb 
Let. /am. Ill f 1 52). Dor ncW unfile. 

37 



ONI (a 

Mettegh adoss i ong. AUaccare le 
dita addossoifinond^v, Tancia III« 9). 
Molii i ong. Jrrotar tugne. V* oit- 
cht in Sgriff. 

Tirlb-dent i ong. Ripiegare le un^ 
gy^'e(Magal. Ut. 6.« I, 8a). 
6Dgia(degU animali in gencre). Unghia'^ 
Gli animali d'^anghia iessa dtconsi Fis- 
slpedi o Bisulci; quelli d^uoghia in- 
tiera SoUpedi e da altri SoUdimguli o 
Jnimali dal pik tondo. 
Ong del gall. JrliglL 
Ongia de cayall. CTg/m. Le sue parli 
sono : . . Punta ts . • . Zoccolo » Quart. 
Qaarli = . . . . « Fellou. Feitone. . . . 
Tuello, Tenertmte = Pelesinna. . . . «« 
Soeula. Suolo{GioT. agr. VUI , iSg). 

Ongia giazzoeula Ugna del 

cavallo che facilmente screpoli. 
6ngia. T. de^ Gostruttori. Ugna. Atigna- 
turn, Ugneito, Quel taglio augnato che 
si fa nelle travi o siin. per commet- 
tervi o puntarvi cliecchessia con forza. 
Lassass o Slassass Pongia. « . . Man- 
care 9 guastarsi Tugna. 
6ngia. Granchio. Penna. Taglio, Quella 
parte del marlello che per lo piu ^ 
stiacciata, augnata, divisa per lo nietzo 
e rivolla alquanto alPingiCi. 
6ngia. Costa ; doUr. //o. Ombelico, Nelle 
fave ^ la cicatrice del seme, f^, anche 
in Oggin di fasoeu. 
Ongia d' asen p de cavall. Tussilaggine. 
FarfarO' Unghia cavallina* Pianta che 
cresce ne^luoghi acquitrinost. 
<)ngia de gatt che alcuni anche chiamano 

Erba mora. Cuadone. Krba nota. 
6ngia di oeucc Ungula, 
Ongia. Ungfuafe, Aunghiare. Augnare, 
Adugnare. Adunghiare* Aflferrare col- 
r unghie. 
Ongiada. Ugnata, Unghiala. Graffio, Graf- 

Jiamento, 
Ongiascia. Unghiaccia{FsLg, Bime IIU i34). 

Ugnaccia, 
Ongiatt. Unghiuto, 

Ongip e al pL OngUt. £/g7}«//o(Fortig. 
Bice, XIV, 97 e altrove). Unghiella. 
Ugnetta. Unghiolina. Picciola unghia. 
Ongi6n. Unghione. Ugnone* 
Ongidn. fig. Imbroglione. 
6nice. Onice. Specif; di pietra preziosa. 
Onipot^nt. Onnipolenle, Onnipossente, 
Onipotenza. Onnipotenza, 1 



10 ) ONO 

Onisc die altri dicono Onlzs o Qlnltza p 
Oniscia o Olniscia. Ontano. Alno, Al- 
bero che in qualche parte della To- 
scana e detto anche Onio^ e in altri 
luoghi d^ Italia Auno — Amidano k 
reg. nei diz. ilal., ma ^ voce deldialetto 
bolognesc — £ VAlnus glutiHosah. 

Onisc bass. Betula ctuva. La BeUda 
humilis dei botanici. 

Onisc bastard. Betula ovaia o Jid" 
sa. La Betula ovata dei botanici. 

Onisc nan. Betula nana. La BeUda 
nana dei botanici. 

Onisc negher o fals o saWadegh. Alno 

nero. Frdngola, 11 Bhamnus Jrangulah, 

Oniscee. | Ontaneta{SuY'] Omit, II) laS 

Oniscera. ) e passim). Ontaneto, Alnaja, 

Luogo piantato d'^ontani. 
Oniscia, Onlzz e Onizza. K Onisc. 
On<3r* Onore, 

A onor e gloria de vun. In onore 
d* alcuno, 

Aveghen onor. Avere o Biportar 
onore di cliecchessia, 

Cavassela cont onor. Uscire a onore 
d' alcana cosa. 

Con tult'' onor. Di piano. Per es. £1 
p6 fall con iutt^ ouor. £x) pub Jar di 
picmo , senta piu , senza contrasto, 
Cros d^ouor. f^. in Decorazion. 
Fa di onor a vun. Far onore ad 
alcuno, Riceverlo onoratissimaracnle. 
Fa i onor. Far C onore o gli onori 
di casai^iosc, — Meiui in Tomas. Sin. 
a Onorare), 

F^ onor. Far onore. 
Fa onor a disna. Far onore a uno 
(Fag. Ast. bal. Ill, 1). 

Fass on belPonor. ironic. • . • Aver 
disonore di checchessia. Te fet on bel- 
Tonor I Belle orrevolezze davvero !(Cec^ 
chi Sliava IV, 3). 

Fass onor. Farsi onore. Acquistar 
lode in checchessia. 

Fass onor senza merit. Farsi onore 
del sol di luglio. 

Leva o Toeu Tonor. Levar P onore 
(*tosc. — Tom. Giunte). Disonorare o 
Disonestare — pari, di fanciulle Spul- 
cellare, Disjiorare. 

L'onor cl va tegnuu de cunt. Chi 
all' onor suo manca un momento non 
vi ripara poi in anni cento, Chi ha 
peiduto laj'ama h morto al mondo. 



GNZ (ai 

Mett a Tonor del mood. Mettere 
ntronor del mondo(FBg. in yarie delle 
sue commedle). Sollevare di grado, 
ionalzare, ranoobilire chicchessia. 
Omm d' oDor. Uomo d^ onore. 
Perd Ponor. Disonestarsi, 
Per onor de Orma. K. in Firina» 
Per onor di arma. K. in Arma. 
Pont d* onor. Sentimento d^ onore — 
Puntiglio d* onore. Vh senza pont 
d*onoi% Ifon ha onore. Non ha send- 
mento d^ onore. 

Rend T onor. Bender V onore. 
On6r. Meriio. Credito. Pregio. Stima, Hi- 
puUiuone* Per es. La robba se no V^ 
sanna la gh^ha minga el s6 onor. La 
roha non iniatta seema pregio. 
On6r. T. di Giuoco di Taroc. Onore 
(Alb. enc. in Carta % Carta geiosa). 
Cosi chiamansi fra noi nel giuoco delle 
mincbaate i quattro i*e, il matto* e il 
prinio e T ultimo de^taroccbi. 
Ondr. s. m. pL Onori. Dignita, titoli 
onorifici , gradi , segni distintivi , ecc. 
Cont i onor de guerra. Cogli onori 
miIitari(Gr. Dis.). f^, in Guerra. 

Onor dolor. Onore con danno al 
diavol I' accomanno. E male harattare 
a venfo e a fumo. 
Onori. Onorare ; ant. per sine. Onrare. 
Onor^. Onoraio; ant. Onraio* — Onesto. 
Poverett ma onoraa, Povero ^ ma 
onorato. Povero, ma dabbene. 
Onorinza. Paraguanio. Mancia. 
Onorari. s. m. K. Sel^ri. 
Onoriri. ad. . . . Cbe serve gratuitamen- 
te, per semplice onore, adhonorem. 
Onoratament. Lealmente. Da onest'uomo. 
Onorat^zza. Onoraiezza — Puniualitd — 

Onesid. 
Onsciscia, Onscisciamm, ecc. r. Onci- 

sclh , Onctsciamm ^ ecc. 
Ont^ra. v. cont. f^olontieri. Folentieri. 
6nza. Oncia, La dodicesima parte del 
braocfo noslrale corrispondente a cin- 
que centimetri. — Nei diz. ital. Onza 
k termine d^arcbitettura navale. 
Andli a onza a onza. f^. in Anda. 
Mezz^onzayMezz^onzinna.f^Mezz-onza 
6nzB. Oncia. La 28.""* parte della libbra 
grossa nostrale equivalente a 272 grani 
e j^ della nuova libbra decimale. 
A onza a onza. A dramma a dram- 
ma(Ghcr. p^oc, cit. TAlamanni). 



o 



ONZ 



Bev a onza a ouza. Bevere a ee/t- 
tellini o a %in%ini. Zinxinare, Ziminr' 
nare. Bere a piccoli sorsi 9 come per 
assaggiare. Ancbe gli Spagnuoli (se- 
condo il Franc. Voc.) dicono in questo 
senso Buer per onqas. 

El maa el ven o I maa vegnen adoss 
a lira e van-via a onza a onza 9 o 
come dicono i cont El maa el yen a 
brent e el va-via a quart o a zain o 
vero El maa el yen a carr e el ya^yia 
a onz. // male non k spazzatura{T. G.)» 
cio^ non si spazza, non si scopa via 
COSI facilmente. K. in M^. I Fr. dico- 
no cbe Les maladies wennent d cheval 
ei s*en retoument d pied(Vionx Diet. ). 
Fa mori a onza a onza. f^. in Mori. 
Yess de yundes onz. fig. Esser d^un- 
did once. Essere bastardo. 

6nza. Oncia. La dodicesima parte della 
libbra picciola nostrale. 

6nza. Oncia. La nona parte del pi6 
liprando nostrale. 

6nza. Oncia. V ottava parte del marco 
da oro ed argento. Equivale a agS 
grani e -^ della nuoya libbra deci- 
male. 

6nza o vero Onza d^ acqua , e piu com. 
Onza d^ acqua magistral* . . . Specie 
di Misuiii determinante la quantity 
d^ acqua cbe si yuol derivare da un 
canale in servigio delle irrigazioni o 
degli opificj. Consiste in quel yolume 
di acqua il quale sgorga da un yarco 
rettangolare » artefatto in una delle 
sponde del canale dispensatore , cbe 
ba tre once lineari di largbezza e 
quattro di altezza costante , e sgorga 
per mera pressione di un corpo d^ac- 
qua il quale occupa tutta la luce ed 
oltraccid supera costantemente il lab- 
bro del yarco con uno strato d'*acqua 
di due once lineari il quale dices! 
Battent. Quest"* oncia ti-ae il suo nome 
dal contenere in superficie la i a/ parte 
del braccio quadrato » cosi come Ton*- 
cia lineare e la 12.* del bracaio li- 
neare. La curva terrestre, cbe il Ga- 
lileo disse un mistero, e forse cagione 
della discordanza de^ noslri idraidici 
suUa precisa cntiti di quest* oncia, 
poicb^ essi ondeggiano fra le ag e le 
53 brente nostrali d^acqua cbe la di- 
cono somministrare in ogni minute 



ONZ (a 

primo. It varco antidetto ai denomina 
Bocca magistral o Bocca modellada^ e 
se di minori dimeQiiooi Bocchell o 
B^iokeUin^ e si conaiderano in easa 

Battcnt. Sirmto premente ? =: 8 pall o StiT 
o Stil. Stipiti. SpoMef ses Los. Luce. Vmno ass 
Faracloni. Pwmtofm f Sui^cinesea as 8<BUJ«. 59- 
gjim ss Tromba caverta o Calls o Gastoll. 
iVdmA^ c«;Mft« C^Mtfla? aa Modall o Mo- 
^l Mo4ul9f =? Qiel v¥ttU Cislo ? s: Canal. 
fntiU b: Tnoqiba scpvertf. 7roi»&« teoperin? 

Di questo e4ificio fu inventore verso 
il t(So ringegner milanese Giacomo 
Soldati^ come riibrisce resimio inge- 
gnere milaneaa Francesco Bernardino 
Ferrari Delia aua Relatione del modo 
con eui sono Jbrmate le hocche die 

' estraggone acqua dai Pfavigli di Milano 
(Mil.Motla, i8a5); alia qual relatione 
ricorra chi ne voleste pti^ ampie notizie. 
Questa Oucia ^ eosi nominata an- 
phe nci Lodigiano, nel Cremonese, 
nel Novarese, nel ManLovano, ecc; 
ma con qua)che variety di valore. 
L^ Onoia lodigiana per esempio equi- 
▼ale a circa ~ deironcia nostra mi- 
lanese, e la nostra e converse a on- 
ce i Y^ lodigiane. V Oncia cremO' 
nese k determinata da tin varco d^una 
oncia di base e dieci d^alteiza costante, 
considerate queste roisure come su- 
balterqe al trabucco cremonese die 
^ metri ^98598. V Oncia novarese ^ 
simile alia nostra , rotisiderata pero 
ToDoia come subalterna al piede li- 
' prando «=■ In Toscana le bocche a pari 
Qso sono circolari per quanlo ne di- 
cooo i nostri diz. ital. , ed il volume 
d* acqua che ne defluisce si dice Soldo 
d' acqua (sdiquoXa^ del braccio Jioren' 
tino di cui ogni ventesima parte e 
detta soltio e suddivisa in Ire quat- 
irini da quattro piccioli Tuno) >=■ Nel 
Modancse ialS bocche sono quadrate 
e dic^nsi Poste o Macine d* acqua, 

Onzaa I nostri idraulici chia- 

mano cosi la quantila d^once magi- 
strali d"* acqua che si derivano dai 
grandi canali del paese in servigio 
delle irrigazioni, degli opificj, ecc. 

Onz^cia Un^ oncia grassa che 

per ischerzo direbbesi un OnciatalJ}on\ 
Zucca p. 3 1 verso). 

Oiiz^ta. . . . Un'' oncia scarsa. 



12) OPI 

06. Oh! Ehi! Fia! Orsii. 
OpU, Opdle, Opdlo ; e con on grecismo 

Perdeivtto. 
6pera. Opera. — F. anclie 6pra. 

F4 boon' opera o opra. F» in 6pra. 
Fa on^ opera santa* Fare un^ opera 

^aiila(Salv. Granch, II9 4)- 

I oper de la misericordia. F. in 

llisericdrdia. 

Legn d' opera , Legnamm d^ opera. 

F* in Legnimm e in Trkv. 

Per compl V opera o Per coron^ 

r opera, ironic. J colmar lo sUijo 

( Monig. Ill 9 37 )• £ per ristoro. 
6pera. T. teatr. Op^ra — Opera seria, 

Opera semiseria. Opera buffa. — Opera 

sacra. K Orat6ri. 
6pera. T. dei Tessit. Opera. 
Oper^ Operare, Lo diciamo comune- 

mente dei medicinali. La m^ ha operaa 

oom^. Mi rittscl operanUssima. 
Opera vun.... Far oper.* chirur." in uno. 
Operaa. Operato. Ad. di tela o stoQa la- 

vorata a opera. 
Operari. Operajo. Operiere. Jrtigiano. 
Operiri. T. delle Dottr. crist. ... Chi ha 

alcun iocarico come di silenziere* in- 

fermiere, maestro didottrina cristiaua. 
Operliria. Operaja, Jrdgiana. 
Oper^ria. T. delle Dott. crist. . . Donna 

che ha incarichi cx>me pid sopra. 
Operariasc. • • • . Artigianaccio» artefi- 

ciaccio. Tutt operariasc. Tutta gente 

ariiera e minuia. 
Operazion. Operauone. 

Fit operazion o Operk. Fore opera^ 

%ione o operagione. Operare. £ dicesi 

delle medicine. 
Operazion. Operazione cltirurgica. 

Fk I'operazion a vun. f . Opera sig.rx.* 
Operazion^tta. Operazioncella. 
Operazion^tta. T. cbir. Operazioncella? 
Operetta. (7pcrticcia(Targ. AL Accad. Cim. 

I, 339). Opereiia. Operina. Operella. 
Operetta. T. teat... Breve opera in musica. 
Operettiuna. Opericcibla, 
OperiSn. T. teat. 0/ieno/te(Pan. Poet. I, 

VII ♦ a). 
Opinion che V infimissimo volgo dice 

Punion c Opunioo. Opinione. 

Vcss roarsc in la soa opinion o \ess 

tropp amis de la soa opinion. Essere 

teste! eccio o capone. Avere certe sue 

opinionacce. 



OR (ai3 

Qpdnn. Opporre — OpAoec. OpparsL 
OponuQ. Opposto. 
Oportiin. Opportuno. 
Oport^nitaa, Opporp^nit^. 
6pi. OppiOf e idiot. Mlappio. 
6pi » die i Varesini chiamano R6inpicb, 
e i Comaschi ^ompana. Jcero. Oppio, 
idiot. Loppo. Loppico. Albero da ui^, 
Tastucchio. Teslucchio. Jj' Jcero capi- 
pestre dei hot. 
Oposizido. OfpposiiiiQf^f 
Opdst. Opposto. 

Yess tutt a Topost* Essere oppcH 
sUssimo, Essere UUto il contrario, 
6pp dpp. . . . Voci imitanti il latrar del 
Opp^ per Aoppl. F"* (cane. 

6pra. Opera. Opra, 

kndk \n opra« Andare in opera* 
Capp d^opra* Capo d* opera, 
Fk boon^'opra. Fare o Bendere buon 
officio. Metter bene. 

Fa maPopra. Rendere un caUiiH> of- 
ficio» Metier male* 

Mett in opra. MeUere in opera. Im- 

piegare cbecchessia in alcun lavoro. 

dpra. Opera, Pramma. K 6pera(teatr.)« 

Opr^ss. JmbasciatQ. 

Qpre<«idn. Ausia, ^mkascia. Opression 

de 9tomegh. Atab^scia di pefio. 
Oprimm. Opprimerp, 

Sentiss a oprimm. Sentirsi sqffbcare. 
Optli. Oitare? 
6ptime. OtUmamente. 
Opi^scol. Opuscolo. Opuscule. 
Opuscolett o Opuscolm, e Opuscolinett« 
Opericciuola, OpuscoleUa, 

Opzida L^oAtfire* 

6r. Oro ; poet, alia lat. Auro. — F, an- 
cfie 6ro. 

Or bass. Oro basso. V oro dai venti 
ai dieci carati. Inferiore non ^ pro- 
priamente che im biglione d^oro. 
Or bass. Oro bianco. 
Or colaa. F. in Zecchin. 
Or de Bol6gna ch^el ven ross per 
la vergogna. Orpello. 

Or de Paris Oro di Parigi. 

Or de Venezia. . . Oro di Venezia. 
Or de zeccfain o Or al milla o Or 
fin. Oro Juno o fine. Oro obrlzzo. Oro 
di coppella o di paragone. Oro cop- 
pellato. Oro di i^ntiqualtro carati. 
Or gittaa. Oro in bagno. 
Or in iceuja. Org in foglia. 



) OR 

Or in lasler. Oro b^U4/0* 
Or roassizz. Oro so^o o massiocio 
. o schietto o puro. V e d^ or massizz. 
jfe d'oro in oro. 

Or matt. Orpello. (gliuola. 

Or pajoeu. Oro pa^iato. Oro di pa^ 
Or pajoeu. Orpello. Canterello. 

Copiaa con Tor pajocq De (^ giugi i fioeu. 
( Mftg. Luerm. 1 , 335 • 1 , 1 39 ). 
pm Balanzia de Tor. F. hai^nzlx^ 

Bd d'pp, F' it^ B^. 

Bordin, Botti^n, Fioccb, Galldn 4*or. 
Trinella, BoUone^ Nappa^ Gallon d^oro. 

Botton d^or che in q^alche parte del 
contado dicono Cort^scia. Spilli d^o- 
ro. Capo di Twrco^ Marglieritine, lap- 
pio, Stella d'Qrq. B^nuncolo salvatico 
(TBvg.Dii.).Senero, c\oe Sedano saha^ 
lico(^pist. ). llBanuncnlus bulffQ^ush. 

Broccaa d^or. Panno d'oro. 

Caghi roinga or ye* veramenU Cos- 
se credet cbe gh'abbia i montagn d^or^ 
o uero Gh^hoo minga Tasnin che eaga 
zeccbio ve**. F. in Zecchin. 

Cpo d** or. F. nel vol. I a pag'. 536. 

Costa tanC or come el pesa. Montar 
un poizo di 4fuatlrim{Alieg. pag. 161). 

-» El me cofta tantW come el pesa 

Dicesi di persona che ci sia costata 
gravissime sptse per rilevarla o per 
ahro. // a couid o II a mangi plus 
d^or (/tCil n*est gros dicono i Fr. 

D" or. Aureo. Aurlno. D^oro. — E sic- 
come Toro i fra i metalli il piik pre- 
giatOy cosi noi sogliamo dire d^ogni 
cosa o' persona che ci sia carissima 
ch^ ella k d' oro , cosi come gU an- 
tichi cbiaraavano Aurea Teta o la per- 
sona da e5ser care a chiunque per la 
loro integrita. E diciamo V^onpaes 
d'or^ Lh onficeu d'or^ V h ona do- 
netta d^ or per esprimere che quel 
paese , quel tale o quella tale val- 
gono tant*oro; ed altresi o per amo- 
i*e\olezza o por ironia diciamo S^ el 
mk Tognin d'or^ No el me bagaj. d'or^ 
e vale come dire *SI Antouieito ndo 
^ caro9 No delizia cara. 
Erba d'or. F. in ferba. 

F4 tutt i pool d'or. F- in Pont. 

Fil d'or. Orofilata. Gavetta. 
Gotta d''or. F. in Golta. 
Labbro d'or(Col). Sfesso a oro. Si di- 
ce d'^ogui vaso che abbia Torlo dorato. 



OR (a 

Liber d'or o La Borsa d*or. . . Nome 
d^un libro che ai dilettanti di lotto 
^ codice e alcorano ; indica loro le 
leggi del giuoco, e per chi ha buona 
testa ne pronostica certissime le sorti. 

Liber d'^or. T. dei Bottegh. di lotto.. . 
Libro delle giocate di moltaimportanza. 

Libro d'oro Libro che pei 

yeaeziani era quel medesimo che il 
Nobiiiario agli Spagnuoli^ e in molta 
parte anche il Priorista ai Fiorentini; 
in una parola il Libro geoealogico 
de^ nobili del pacse. Di qui noi di- 
ciamo Scritt nel libro d* oro chi ha 
di molti privilegi, chi ha, come si 
suol dire 9 il cintolin rosso. 

Mercant d^or. F, in Mercint. 

Nanca per (utt Y or del mond. Ifenk' 
men se avesri a far guadagno di tutto 
il mondo{A\l*i%. pag. i8 ). Nan lojarei 
per tutto Poto del mondo{^iosc> — 
Tom. Giimte), A nessuo prezzo. On ne 
le /airait pas pour tout tor du monde 
o du Perou dicono i Frances!. 

On bell nagottin d'or e per lo piii 
PI 51 aggiunge cont el manegh d^argent. 
.... Si promette per ischerzo ai fanciulli 
per fare che sian buoni , ed anche per 
burk agli uomini , quasi yogliasi an- 
nunziar loro qnalche bel dono ; e lo 
scherzo aasce dalla parola nagottin 
(dim. di nagott, un bel nulla) la 
quale distrugge ogni rcaltii di dono, 
senza che il bambino o Tuomo bam- 
binesco badi pi6 che tanto alia voce. 

Per quant^or che scalda el's^ o pero 
Per tutt Tor del mond. Per tutto Poro 
del fnondo{F9g. Gap. 7\tt, II, i3). 

Pets d^or. f^. in P^ss. (ranza. 

Speranza dora. Speranzina, y, in Spe- 

Sti in or o Vess in or. Esser dPoro in 

TcBd-gid Tor. Disdorare, (oro. 

Trlb*dent or a balocch in quejcoss. 
Spendere il cuore e gli occlu in cheo- 
chessia, Impiegarci quattrini a montL 

Tri in or. . . . scherz. Indorare 
(Caro Let ined* I, t8o e 196). 

Tutt quell che lus o che barlus o 
lusiss o barlusiss V^ minga or. Ogni 
lucciola non k fuoco. Tutto quel che 
riluce o risplende nan k oro, Il far 
de* caualli non ista nella groppiera. 
La castagna di fuori i bella, e dentro 
lia la magagna. 



14 ) ORA 

Vari tant or come el pesa. Falet* 
cento cenfi(Nelli Vecch. Biv. ll» la). f^a-* 
ler tone oro(Fag. nim, II, 354 e. 1.). 
Ivere grandissima ability, ed anche 
Essere il casissimo, molto a proposito, 
adattatissimo — » Anche i Fr. dicono 
f^aloir sonpesant d*or — Te varet tant 
or come te peset. Tu vali oro(La8ca 
Strega III, 1 tm idem Spir, IV, sc. ult.). 

Vess come Tor e el ferr. Esser piik 
lontano che gennajo dalle more, Es- 
servi la massima differenza fra due 
cose o persone ^ Anche i Francesi di* 
cono II y a de la difference commc 
du hlanc au noir, 

Vess dent in P or finna al coo. £Ef^ 
sere neU*oro a gola. Avermucchi d'aro, 
Misarar danari a staja* 

Vess giust come Tor. Essere (toro 
in oro, Essere esallissimo in peso o 
in misura, e fig. Essere aureo^ irtie^ 
gerrimo^ gtusUssimo - Juste comme For 
o comme le poids ok Pan phe Per 
dicono anche i Francesi. {peria. 

Vess on boccon d' or. Essere una 

Vess or colaa. Lo stesso che Vess 

zecchin stort. K. in Zecchin - Cest da 

Pargent en barre dicono i Frances!. 

6r. s. m. Oro(*tosc. — Tomm. Giunte), 

Moneta d*oro^ e con voci dottr. Urn au^ 

reo, Un nummo d*oro. El m^ha daa on 

or. Mi diede un oro, una moneta d*oro, 

6n Danari. Uno dei semi delle minchia- 

te detto anche dagli Spagnuoli Oros, 

6r. s. m. pi. I dr. Orerie. Orure, Piir 

cose d^ oro lavorato. 
6ra. Ora, La 34** parte del dl naturale. 

Mezz-ora. Men* ora «» Quart d^ora. 
Quarto d* ora •- Minutt primm. Mi- 
nuto prima » Minutt segond o mort. 
Minuta secondo — Minutt terz'o yiv. 
Minuto terzo, 

A bon'^ora e A bon'^ordtta. A o Di 
buon*ora. A buoiC otta. V. Abon6i*a9 
Abonordtta. Questa nostra espi*essione 
A bon ora ha di molta affinity con 
quel Prestetto che usd addict tivamente 
il Tasso nella terza delle sue Lettere 
paeUche al sig. Luca Scalabrino a Roma. 

A Pora lissada. A dotta? 

Audl^ a fk Pora. r. in Giudee. 

Anda de ora in orn a Pode sta de ora 
in ora. Essere imminente. Star per ora 
in ora, Jccadere da un'ora a un*altra* 



ORA (ai5 

Aoda in.lecc o Anda a dormi a 
Fora di gaijnn. K. in Qaijnna. 

A ona bell^ora. ... In ora discreta ; 
ne troppo presto n^ troppo tardi. 

A on* ora. JlP una. All' un* ora dopo 
mezzodi o dopo mezzanotte. 

A or robaa. A ore buscaie o rubaie, 

A san Sebastian do or in man. • . . 
Dettato con cui si suol denotare il pro- 
gressivo crescere che fanno i giomi 
nel mese di febbrajo. K tmche in Lutia. 

A sant^Antoni on* ora bonna che i 
coni, dicono A sant*Antoni on* ora e 
on grogn. . . • Proverbio denotante cbe 
in gennajo i giorui crescono in circa 
di un*ora. F- anche in Luzia. 

A sti or foeura de Tacqua? .... 
Cbe fai tu a quest* ora in giro ? 

Avegh-sd i quarant*or. Lo slesso 
che Avegb-s6 el rouson. f^ in Mus6n. 

Batt i or. BaUere o Scoccare o So- 
nor le ore — fig. e scherz. Batt i or 
che anche dicono Vedh el camell o la 
bestia. Feder lajame per aria. Sen- 
Ur sonare la lunga. Aver la picchie- 
rella. Aver gran fame — Ehi sur do- 
tor , sott a la Testa ghe batt i or?. . . . 
detto per celia a quei fisici che hanno 
alle mani Toriuolo a ogni pic so- 
spinto per darsi aria d*ai!accendati9 c 
invece cbiamarli affamati. 

Cbe ora fal el t6 orelogg o vero Cbe 
ora fet al t6 orelogg ? Che ore abbia- 
mo ?{^iosc, — > Tom. Giunie). El fa i tre. 
Mi dd le tre(Tom. Sin. in Dare ). 

Dura di yintiqualtr*or fin sira. . . . 
Prov. cbe spiega bene il valore della 
parola sera fra noi, assai diverso da 
quello ital. di Sera> 

Fa i or. Lavorare a ore traverse 
(Gior. agr. Ill, 310). 

Fit 1* ora Adorare per turno 

il SS. Sagr.* in una delle quarant* ore. 

Fa vegnl ora de disn^. Fare ora iU 
pranzo{Che vai tu quijacendo ? ,,. ora 
di bere Buon. Tone. II , 5 ). Fare torn 
^/;/ron£o(Micbeli mTar.riVig.VI, 299). 

Fa viagg su 1* ora brusada. Canuni- 
nare su la sferza del caldo(Monos, 302). 

Fissagb I* ora. Jppuntar Vora, 

Foeura d^ ora. A contrattempo(TBrg» 
Flag. IV, i38). ji ore rotteiZunon, 
p. 126). In ore spostaU. A pazza ora. 
In ora insolita. 



) ORA 

In di or cbe me yanza. J ore m- 
bacchiate. 

In d*on*ora Dio larora. In un'ora il 
cielo /aponi(Fag. Mar, alia moda II, 5). 

LI adree a quell* ora. Su qutlV ora 
(♦lose — Tom. GiunU), 

L*ora del copp. . . . L*ora del man- 
giare. pal copp che serviva di cam- 
panello ai frati invitatorio a mensa. 
.Fa bait el copp. Far sonar a man" 
giarc^Fioretti di San Francesco i55). 

L*ora toppica. Vora del pastore 
(Pan. Civ. 25). Modo franzesc. 

Meltegb d6 , tre , quattr* or d' ore- 
logg. Impiegarci un^ ora , €lue ore^ ecc. 
d* oriuolo{Ce\l. Fita) ciod intiere, con- 
tale, baltute. 

No vede Tora. Farsi VmCora mil- 
Vanni ad alcuno- Super mille anni ad 
uno di vcdere, e sim.(Red. Op,V\^ ^77)* 
No vedi Tora. Mi si fa fora un anno. 
Mi pare ogni ora cento o mille di. 

No vede quella sant*ora. Non ve- 
der Vora, Parere un* ora mille, 

Ora barouica o Ora de la scopola. 
T. leatr. . . . L* ultima ora in cui finisce 
la rappresentazion teatrale in ogni 
sera , e nella quale si tollera che al- 
tri entri gra^s nei nostri teatri. 

Ora brunenga. SulV annoiiare, 

Ora brusada. Ore abbruciate della 
^^i<e(Magal. Op. 353). Caldana, Calu* 
ria. Fit to meriggio* 

Ora brusada. fig. ... . Ora dedicata 
a qualche raggiro o a faccende segrete. 

Ora brusada. Ora 6mcia(a(*fior. — 
Zanon Crez, rinc. p. igg), Pazza ora» 
Ora tarda, ora strana. 

Ora de la majolega. fig. Ora della 
buccolica, 

Ora etema. Interminabil ora , come 
gli ^ quella di cbiunque aspetla. 

Ora fissada. Ora appuntata — Ap- 
puntatamenle. Con appunto di tempo. 

Ora tarda. Ora alta. 

Per nun tutt i or bin bonn. JPer 
noi tutte le ore ci accomodano. 

Save quant* or e. fig. Sapere ilJaUo 
suo. Aver Parco lungo. 

Speccia poccli, tre or e mesza, J 
rivederci alle calende grec/ie. 

Vegnl la soa ora. Fenir la sua ora 
o V ultima ora, Esserc alt ultima par^ 
tita, Essere vicino'a morire. 



ORA (a 

Vess dd or grass o bonn. Bssere 
due ore grosse (Lasctk Nov. Ill, 73). 

Vess la soy* ora. Esstrt la sua ora* 
Essere T ultima ora, 

Vess minga la soa ora. ^on essere 
ancora sonata V ora li' o/cimo (Kosini 
&g, di Monza), Non esscrt la sua ora, 

Vesi sonaa i TiDtitre or. Lo stesso 
che Vess pussec de la che de sci^. ^. 

Vess sui vintitrd or O sui vintitre 
or e mezza. fig. Essere in Id con gli 
anni. Essere alle venUtrh ore, 
6ra. avvi che in qutdche dettato per 
amor di ritmo diciamo V6ra. Ora, 
tlsiamo questa voce solo net dett. Seg. 

A vora. Jd ora. In tempo. 

A vora che ghe sont* Fin cfCio ci sia, 

D*ora inanz. Da ora innanzi, 

Ora ^Tin ora Polter, o piii comun. 
On bolt Yun on.bott P oiler. A vicen- 
da. Altemamentt.Altematamente, Scam- 
bievolmenie. A muta a mitta, 

Vess Tora e mai temp. Essere ormai 
tempo. 
6ra, Aura. Ora. Ordzzo^ t con voci poco 
usate se non anco di cattiva lega 
Orezza, Oregglo, Oreztamento, La no- 
stra e voce sconosciuta in cittk ma 
viva e volgare i^l La go di Como, 
nella Briania, in hltVe parti del con- 
tkdb 9 e soprathitio tielle ferriere lee* 
censi. Varie terre del Milanese hanno 
in nome BofTalOra 9 voce formata da 
Boffa Vbra^ soffia anra, t^^ orezzo. 

Ciapp^ Tdra el pess II gal- 

leggiare sn][>ino alcun pesce per trop- 
p' ^ia raccoltaglisi nel notatojo la 
quale lo fa cre&cere di volume e lo 
rende inetto al nuoto e quindi facile 
preda di chiunque. 

Vh 6ra. Menar vento. Per cs. Fa ora 
in Sn Tera cont on sacch. Far vento 
in suW aja al grano con un sacco. 

Tr& ora. Sojiarc. Tirare vento. Es- 
serci auretta, 
drii. ..... La timpanitide incipiente 

negti anlmali bovinl £1 gh*ha Tdra. 

6 intimpdhitoCiosc, — Toih. Giunte ). 

Orabbi. .... Pertica con un^assicella 

ihcbiodata da ctifo, dclla quale fanno 
uso i votacessi e gti brtolani per rime- 
^taVe e commischidre le p^rti liquide e 
le bolide degli escrementi umuni de- 
slinatl alia codcimazione degii orti. 



16) ORA 

OriicoU e antic. O'racquel. Or&colo. 
Cred de vess on oracol o Pari on 
oracol. Stimarsi un oracolo. 

£1 par cb'^el gVabbia T oracol a 
avegb quell bagaj , quella tosa o sim* 
Si tiene caro quel fanciullo sim. put 
che oro, 

V^ on oracol. i una maraviglia. 
Parl4 come on oi*acol. Parlare an^ 
Jibologlcamente ^ enimmaticamente; od 
anche Sputare oracoli. Oracolare, Fare 
il guamquam. 

Tegni come on oracol 

Serbarsi cbecchcssia come un giojello 
6 come una cosa peregrina o preziosa. 

Oriida. Orata, Pesce di nidre che 6 lo 
SparuS auratus dcgPittiologi. 

Oradega per Vol^dega. ^. 

Orad^ll. Orlo. Diciamo Oradhll Torlo ri- 
piegato u^* cuciti ; gli altri urli an- 
che noi diciamo 6rlo. 

Fa-su Toradell. Odare, Fare Torlo 
nci cucili. 

Oradellin. Orktto. Dim. di 6rlo. 

Orag^n. Uragdno. Uracdno, Oragdno. 

Orangolan. Orang - Ouiang. Lo usiamo 
fig. per Tangoccio e deforme. 

Oransg o Or^ng. Ranciato, Aranciato, 
Ad. di colore. Dal frabcese Orange. 

Orari. s. m Distribuzione di la- 

TOri e simili in date ore. 

Orate pro me. . . . Maniera latiua che si 
usa parlando diebi pesca per s^, di chi 
reca ugni acqua al siio inulino. V^ tut- 
I'orate per ftie. E'Ja per santa Maria 
in casa{yLonos. p. 199). E un arrotino. 

OratfSri. Oratorio. Chiesuola. 

Oralori. OrdloHo? Nome di ^\h luoghi 
nella nostra cilti dove ne' giorui fe- 
slivi si raccolgOno fallciulli e giova- 
netti a ricreazione , e contemporanea- 
menle a ufll^j di pieta e instruzion 
religiosa. La islituzione nel sno vero 
spirito ammetterebbe soltnnto i fan- 
ciuUi discoli mal assortiti di pa- 
renti, onde colfamo del passatempo 
\ir^rU al bene ; ed h per riguardo a 
sifTatta l6ro quallla che invaUe fra di 
noi il pro v.* Guanlev de Pasquin e de 
Marfori e dijiceu che van a V oralori. 

Oralori. T. mus. Oratorio, 

Orazio. K in Canlitina. Brevis orazio 
(scribe auchc TAmbru nella Co/an. 

Oraziou. Orazione. (H, 4. 



ORB (a 

Dl ben i sd orarioii; fig. Spnrecchia^ 
re per otto. Macinare a due palmenti. 
Ifangiarc molto , diluriare. 

Masteg^ oraztOD. MasHcar salmi o 
patemostri. Labbreggiat salmi, SchiaC' 
ciare avemmarie. 

Men o Tegnl i man in oration. Far 
Gesu coUe manu Stare a mani o a man 
giurtte o a giunte mani, Tener le mani 
giante come chi prega con divoiione. 

Orazion del BaHaran. Le ^ aflUne il 
San Balarano del Buonar.(7VEncm r, 7), 

Si 9 sent adree a dl on^orazion per 
no hotXk in Tacqua. Tornando da 
Bologna, . , , la Scarpa mi fa male 
n'h vero?(Lasca Arugog. I, 1). Di- 
cesi quando si yuol far capire a chi 
ci parla che avremo le sne parole 
per fanfaluche. 
Orazionetta. Orazioncina. 
Orlizzi. Orazio. Nome proprio usato da 
not ne*modi seguenti : 

Sur Orazzi fiaccb. Cencio molle. Ptd- 
cin bagnato — Non ne facciam nulla, 

Sor Orazzi grattasass.. . . Si dice per 

celia ad ogni guaslamestieri in lettere* 

6rb. s« m. Cieco, Orbo — Quel ragazzo 

o altri che guida i ciechi k da essi 

cbiamato Lantemone* 

Avegb minga a che fh cont di orb. 
7Vd/i aver che fore con orbi. If on aver 
a mangiar i cavoli co* ciechi. 

D^-via legnad' de orb. Dar basto^ 
nate da ciechi o da cristiani, Dar di 
sudice e vecchie bastonate, cio^ for- 
tiy sode e* senza discrezioiie. 

El menarav on orb a Romma. fig. 
Suona il campanello un miglio lontano 
(Doni Zucnoi relro).^. anche Caropana. 

L'e giust quell che cerca Torb. TYi 
m* inviti al mio giuoco, Appunto qua 
io ii volepa, Inuiti una nuda spagnuoia 
aforcalci. Mi solletichi do^ mi giova 
(Alb. enc. in Giovare}. Ne uo* un ro^ 
iolo, V uliva h caduta nel paniere, II 
vento ci snene m poppa, 

Vesd duu orb che fa ai bastonad 
o ai legnad a ai pugn. fig. Esser 
due ciechi che f anno alle hastonate, 

Ves« on orb che ha trovaa on ferr 

de cavaU Dicesi marayigllando 

alcun accidente impensato o alcuna 
buona yentora in chi non operd Toe* 
con-cnte per consegufrla. 

roi III. 



17^ ORB 

6rb. t. m. scherz. Pene, 

6rb. ad. Geco, Ceeato , *e ant. Ckato, 
A Torba. Al buja. Alia deca, de* 
camente. A chins' occht ^^ A Oanvera, 
A casaccio. Alia batorda,' 

BelPe orb come fera el fava I 
ritratt. Cieco cieco com* era foceva* I 
ritratti(NeUi Fee. Biv. Ill, i6). » 
IM-gi6 a Torba* Menare o Zdmbarh 
a mosca cieca, Menar la mazza tonda. 
El le sa o El le vedarav anch Botsin 
orb. Lo sajino a 6iacca(CaTo Apol. gi), 

^ lo vedrebbe Gmabue che nadque ciC" 
CO, o che apea gli occhi di pannOy o 
che avea gU occhi foderati di pro* 
sciutto di Casentino , o che conosceva 
Vortica al tasto, t, cosa Tisibilissima, 
patentissima. 

L^e orba la ca valla Suol 

dirsi quando elcuno inciampa inav- 
Tedutaraente in checchessia, e si usa 
anche al figurato in altri significati e 
spec, per La merla ha passato it Po. 
Tira a Torba. Tirare in areata, 

' Vegniorbarindivia Dtfelto 

che accade nelP endiyia allora quando 
Paoqua coUa quale s*annaiBa le si 
ferma sopra troppo a lungo. 

yess a I'orba d^ona cossa. Esser 
al bujo di checchessia, Non sapere 
nulla d* alcuna cosa, esseme ignaro» 
ignorarla. 

6rb alia latina per Prlvo dicono tiUiOra 
i cofUadini dell* Alto AHl. nella frost 
On telt orb de lace. Un capezzolo 
che non da latte, 

6rb. Ad, di Mest^e o Negozzi. F 

6rba. Ad. di Ldttera, Scala, Stanza, ecc. K 

6rba e Orbida s. f. T. di Giuoco. . . . 
Vincita fatta per mero caso, e neu 
gia per valore nel giuoco. 

Orbada. St^ista. 

Orbaga. v. dell'Alto Mil. Orbacca, La 
coccola delPalloro; e per estensione 
anche la bacca dell^ulivo e simili. 

Orbaggin. Cecitd, Cecitade. Cecitate* Ce* 
child. Cechezza, Cechitade, Cechitate. 

Orbasc. C4CcafC«o('tosc. — Tom; Giunte). 

Orb^ra. Occhibagliolo, Abbagliaggine, 

Orbesln. f. OTbis<K^{seqje). 

Orbin. OfecAmo(*losc. — Tom. Giunte), 
Ciecoiino, Dim. di Cieco. 

Avegh gnanch on quattrin de (k 
canta T orbin. K. in Qaattrin. i 

28 



OR« (a 

Giug^ a menna meniu el me or- 
bia dioono alcuni per Giug^-a Tor- 
bisoeu 9 ed altri per Giuga a scondes 
e 5im. r. in Orbisoeu e Sc6nd. 

Orbis^ll. Lo stesso che \}9^\{implupiumyy. 

Orbis^U per Orbisoeu. F. 

Orbisin. i Gomitu Qom4ra> Certa parte 

Orbisoeu. ( dell'aratro. 

Prbisoeii(Giuga a T), Giocare a moscacieca 
o a gatta cieca. Si fa da piik ragatzi 
unit! insieme, uno dei quali, tratto a 
sorte e bendalo agli occhi in raodo 

. che Don possa veder nulla , viene 
percosso dagU altri o con fauoletti o 
con manatelle 9 ecc ; ed egli cosi alia 
cieca va tentando di prendere qual- 
cuno di essi; e quegli cb"*^ preso 
subentra in suo luogo ed a lui vien 
messa agli ocbbi la beuda che raltro 
avea prima ; e cosi contiuua il giuoco 
a piacimenlo. Di quello ch' h bendato 
noi diciamo che Vhsott^ e quindi AndSt 
sou., Fess sou e Toccd a andd sott^ 
e Star so^o anche in italiano, come 
dalle note alia st. 47 del a.* cantare 
del Malm. — - Simile a questo i Taltro 
giuoco detto di Beccalaglio^ se non 
cbe dove in quel primo si da con un 
panno avvolto o simile 9 in questo si 
da colla mano piacevolmente e una 
sola Yolta da colui cbe bend6 gli oc- 
chi a quello che sta sotto — In Lucca 
nel fare il primo giuoco usauo dire 
D. Cieemmcstm! Cos* kmi ptncf 
R. Un' mgo scrvmato, 
B. Vien dieiro m m€ ehe V ho tropAto. 

Orbisoei!^, che secondo le varie terre del 
contado dicesi anche Orbesin, Tobi- 
soeura, Giassoei^, e sid Ferbano Bis* 
s6rbola9 Bissabissorbola. Cecilia, LucU 
gnola. Cicigna; dottr. Serpente Jra- 
gilc^ Soiifuga, Allri la dissero Ser^ 
pente vermo^ Serpente veiro^ Subbor- 
gola^ e con voce equivoca Anfesibena 
o Amfisbena, t VAnguis fragilis degli 
ofiologiv 

Orbisoeu che anche dicesi Orbisell o 

Bolson Pezzo di ferro attaccato 

alia maniglia del b«islone di un cbia^ 
vistello o al maslietlo delle serrature 
alia piana 9 il quale si fa entrare nella 
serratura medesima per fermaryelo 
colla stanghetta che n^l chiuderla 
passa nel di lui foro 9 G lo iicn saldo. 



18 ) ORD 

Orbi^oeik. Picciolo fine- 

strino con inferrxata nel pavimento 
d^una stanza superiore per mezzo 
del quale si ba veduta nell^inferiore. 
£ usato per lo piit da** bottegai ai 
quali d& modo di vedere allorcb^ sono 
nelle stanze superiori ci6 cbe si fa 
nella propria bottega soggiacente. 

Orb<5n* Ci>c(wie(*tosc. — Tom. Giunte). 

Orbaccio. Acer, e peggion di Orb F> 

Tel vedet no » orbon cbe te see ? 

Non lo i^edi tuy cieco? Tu non vedresti 

un bufol nella neve, 

Orb6n(cavaler). F, in Gavaler. 

i6rc. Cretino* Gozzuto. Cosi chiamasi nei 
monti di Bellinzona cbi ba da natura 
quei difetti cbe lo fanno il riscontro 
del Crdtin o del Goitreux delle Ajpi 
savojarde. 

Orcan^lt. Oricelloi Orcello. Roccella, Ba- 
spa, Se ne servono gli ebanisti per 
dar colore ai legni da intarsiare. 

Orcell. V, conL hr, per Us^. F. — Altre 
volte questa voce era viva anche in 
citt^ 9 e ne abbiamo tuttavia testimo- 
nio VOstaria de V Orcell a ?• Vigentina. 

Orcellata. Occhieggiare* Allucciare, 

Orchestra. Orchestra, Quel luogo ne^ lea- 
tri o nelle sale appartato dagli spet- 
tatori il quale viene occupato dai 
sonatori — Orchestra^ • . . • diciamo 
anche tutlo il congegno de^ leggii che 
servono ai sonalori dell'* orchestra — 
Orchestra. Orchestra{Dli. mus.). Il cor^ 
po de** sonatori d^ un^ orchestra. 

Mclt-gi6 orchestra. . . • Piantare i 
leggii mobili da musica per le serena- 
te^ le mattinate e sim. — I baronci 
di piazza sogliono spesso risparmiarc 
alle bande di mett-gib orcliestra offe- 
rendosi loro sponlaneamente a legglo. 

Orchestrin. . t . Picciola orchestra. . 

Orchestr6n Grande orchestra. 

Ord^gu. OrdignOy Ordingo; ant. Ordegno, 

6rden. F, 6rdin. 

OrdenaM. T. di Cart. • . . Queirope- 
rajo nelle cartiere che attende a far 
roacerare gli stracci^ tagliarli9 met- 
terli nelle pile 9 ecc. Corrisponde ai 
Volga re Gouverneur de' Franccsi. 

Ordeu^nxa, Ordeniri «cc. F. Ordimin- 

, za9 Ordiijari9 ecc. 

Ordi. Ordire o Impoire la tela, 

Ordidora.O/tittom. ba donns^'che Of disce. 



ORD (a 

Ordif!6ra. Orditojo. K Ordid. 

Cassa de ordidora. K in C&ssa. 
OrdidJira. Orditura, OrdUo, 
6rdin o 6rden o V6rden. Ordine* 

A Torden. A ordtne. Accomodaio. 
Apparecchiato, Disposto, Set a Tor- 
den ^ Sei a f;iuoco ? 

Ben a Torden. Bene ad ordine* Bene 
in ordine. Ben in amese> (casa. 

Da vorden. Far la masseiiua delta 

M Yorden a ona bestia. T. de^ M a- 
eel.... Acconciare secondo Tuso del me- 
sticre i Tarj tagli d*una beslia ma- 
cellafa. L^ Habiller de* macellai (^*anc. 

Di Toetilt on desorden el fbi'nia on 
orden. F, in Des6rden. 

Fli i robb senza orden. Slrajalciare, 

In ordfn a quest. Per rispetto a do. 
In ordine a questa cosa, 

Mai a Tordin. Male in ordine. Male 
ad ordine, Mai in dmese, 

Mett a Torden o Mett in ordin. Mlii- 
iere alt ordine, 

Mett a r orden on polaster 

Sventrato cbe s^abbia un polio, rac- 
costargli al tronco alt , cosce e collo 
onde fargli assumere forma pii!i tonda 
e gradevole airocchio. I Fr. dicono 
Trousser une volatile, 

tf ettes a V ordin. MeUersi in asselio 
o a ordine o in punto, Ordinarsi — ed 
anche MeUersi in amese, fUncavallarsi, 

Per d bon ordin. Per P ordine. 
Per comune quiete e sicurezza. 

Per ordin. Per ordine. Con ordine* 
Ordinatamente, Ordinalmente' 

Sxh a r ordin. Stare all* ordine, 

Vess semper a 1* orden. Essere in 
punto a qualunque ora(Lor. de^ Med. 
Simp, canto 3.* terztna 9.*). Esser 
sempre in punto, 
6rdin o 6rden. Ordine, Comando, 

D& , o scberz. Scbisci^foeura o Scbi- 
sci4 i ordin. Dare gli ordini, 

Lassli ordin. Lasciar ordine a com' 
' missione o commessione, 

Ordin del giorno. T. milit. . . Nel 
eessato esercito italiano indicava quel- 
r Ordine cbe i capi de* corpi mililari 
mandavano loro ogni dl per avvisarli 
delle cose da farsi per essi nella gior- 
nata. 1 nostri coscritli d^oggidi incor- 
poratinei reggimenli austriaci lo dicon 
invece & hejW dal ted. Tagsbe/ehl. 



19 ) • ORD 

Vess a r ordin del giorno. Essere 
in ordine o in pronto — ed ancbe Es- 
^^re di moda^ in uso^ in voga^ infiore. 

6rdin. F, in Decorazi6n. 

6rdin. T. eccl. Ordini sacri. 

Da i ordin de la gesa. Sagramentare. 

6rdin. Ordini architetUmici -7- Le scuole 
di belle art! braidensi banno rese 
volgari ancbe tra gl* infimi artigiani 
della nostra cxXXk queste Yoci. 

Ordina. Ordinare, 

Ordink. T. do* Med. Ordinare (Coccbi 
Disc, tosc, I, 106). Prescrivere rimed j. 

Ordin&a. Ordinato, 

OrdinU(Numer). Nurtnero ordinatipo. 

Ordin^nza o Orden^za. T. milit Ordi^ 
nanza{fiv?is, Dh, mil,), Soldato ^efa 
la guardia interna o cbe serve agli 
ufficiali , ed k mandato a portar pie* 
ghi o simili pe*saoi superiori. 

Ordin&nza. T. degli Uffizj. Ordine, Decreto* 

Ordinanz^ Sgrauato neologismo delle 
segreterle per Mandar ordine o bando. 

Ordinkri. s. m. T. miHt. Rancio, 11 pa- 
sto de* soldatL 

Ordinart. s. m. T. cedes. Ordinario. 

Ordinkri(Canonegb). • . . Nome dei mon- 
signori o canonici maggiori della no« 
stra Metropolitana. 

Ordin^ri. T. post, Ordinario, Dl d*ordi- 
nari o de corer o de posta. F* in P6sta. 

Ordinari. add. Dozunale, Ordinario. 
Ordinari affacc slSbcc. Arciordinaris^ 
^i>ito(Redi Op. V9 3). Dozzinalissimo. 

Ordindiri. add. Basso. File. Abbieito. Gent 
ordenaria.P/e^e.Gente ordinariaCiosc.)f 
abbietta^ hassa. Persone dozzinali. 

Oixlinariam^nt. Ordinariamente. Comune^ 
mente. Per P ordinario, 

Ordinariasc. Ordinariaccio (Min. ). 

Ordinariol. T. eccl Nome dei canonici 

minori della nostra Metropolitana. 

Ordlnari6tt. Dozzinale anzi che no. 

Ordinat6r. Ordinaiore {GVMSi Diz. mil.)* 
Commessario Superiore cbe sopran- 

' tende a piu altri commessarj d*esercito. 

Ordinazi6n. T. ecd. Ordinazione. 

Or did o Ordid6ra o Cassa d* ordidora. 
T. de* Tess. Orditojo. Quadrilungo di 
legno inclinato verso una parete, cbe 
ba dodict piuoli per lato, snl quale si 
formano le pajuole(i portad)de\rordiXo, 
Ordi6(prop. detto). Orditojo s= Or- 
dioeula o OrcUroeuIa o OrdhoduU.Panc4t. 



ORE ( aao 

> fifvu^ajo ^, Spadordla o Spazsorel- 
. la. . . . >» Gavicc. Cavigliel PiuoU* 
Romp r ordi6. Quastar V arte^ o il 
mestiero o la festa o Pincanto. 

Ma Ten U nocc a rompcf h l'ordi6. (Bal. Ger*) 

Qrdioeujl^. \ eke altri dicono Gas sa d^or- 
Ordk-fleula^ S didora. Cannajo. Panca* 
Ordizceula. •) Googegno di varie cassette 

di legQO, nelle quali stanno i gomi- 

toll d0ll''accia da ordire. 
Ordoedvr. T. del Cuochi. r. in PUdt. 
Qregg^ chiamoMO alcimi VJgarico ostrea- 
,io di Jaquia detto Noirei ds^i Fr. , 

Bortolan^ Ciaccer « Cametta in Tar) 

paesi del regoo. 
Oregg^Ua de.rormft* . . . • Sp» di fuQgo 
I oJ)^ ve|^ejl!a in autuqno ionoltralo sugli 
, olmi. ed k YOreiUe d* orme de'Ff., 

Vfigaricus; tdmarius di Bulliard. La 

Toce ^ propria dei paesi d^Oltrepd 
, doye qucsto fiingo i comune ^ la re- 
. gi^tro perc}^6 talora anche sui nosto 

inercaU. puo essere portato con tal 
. nofae. dag^ OltrepadanL 
Oregg^lla. i rioline di macchia o sal- 
Oreggi^Uft. > vatiche, Li^nide dioica, Spe- 

. cie di fiore no^issimo. 
Or^ggia e alpLl Or^cc. OreccJuo. Orec- 

chia^ c ant. Oreglia* Al pi. Orecchi, 

Qnsochi^t ed OreccfUa, 

Bus. TYombA o Meaio uditorio » 

.... Co^a e» . . • Antro «... Lo" 

hirinto » • . . Jncudine k> . . . Mar- 

• teHo «=^ . . . Staffa «* . . . VesUbolo 

^ e» Tiinpen. Timpano «" Oreggia. Elice^ o 

' vero Pioensa (nelle bcstie). Orecchina, 

Orecchiuoh' ^ GvMstli, Loho, Pimta? 

Avegh anm6 i prlmm orecc. As^er 

ancona i primi occ/i«(*Gor. — Zanon 

. Jiag, vana pag. 122 ). Ripicco a chi 

si Tanta di gioventd essendo gia in 

et^ , a chi fa il giovanetto c Don d. 

, AyegH bonn^oreggia.^t^ere gli orec- 

, chi armot}ici. Aver btton orecchio o 

Aver orecchio o Aver oreccfuo Jino 

(Diz. mu5*)« 

Avegh i orecc fodraa dc pell d''in- 
guilla. Aver male campane. 

Avegh i orecc guzz. Jvere orecchi 
di spia(?an. Civ, 28). 

Avegh minga d' oreggia. Avere gli 
orecchi disarmonici. Aver poco orec- 
chio — [Van aver or€cchio(Dlz, mus.). 



> ORE 

Avegh on campanin in di orecc. 
Aver tinUnnio d'ortcchio, 

Bocca che fa serimoni cont i orecc. 
y. in Bdcca. 

Boff^ in r oreggia o Bofiii poroll in 
r oreggia. Zu/olare o Sufolare o Fi- 
schiare o Soffiare altrui negli orecchi, 

Ganla o Sona a oreggia. Cantare 
cosl a ana( Fag. Rime V, Camevale), 
Cantare o Sonare a aria^ a orecchio^ 
di capriccio, 

Gompagn^ a oreggia. T. music. ^/ui!a-> 
re a orecchio. Secondare senza musica. 

Desloppagh i orecc a vun. fig. StU" 
rare gli orecchi a uno, FargU ben 
intendere checchessia. 

De st^ oreggia ghe senti minga. fig. 
Tu canli a un sordo. Tu narri una fa- 
vola all* orecchio d'un morto. Tu parli 
a una pieWoy a un murOp td lido. Sappi 
che Un pa jo d* orecchi straccherebbero 
mille lingue. 

Dolor di orecc. Mai del cosso(Tfisg» 
IstiL 11, 108); dottr. Otalgia. 

Fli la bocca finna ai orecc o vero 
Fa tanto de bocca. F* in Bdcca. 

Fa oreggia de mercant. Fare orec- 
cliie di mercatante, Disudire -~ Im- 
peciarsi gli orecchi. Sonar la sordina 
— - Accennar coppe e dar danari* 

Fin d** oreggia. i>^ acuto sendre » e 
antic. Sentacchio, SenUuxhioso. 

Guze4 i orecc. Appuntare gli orec- 
chi, Origliare. Stare cogli orecchi levuti. 
Jlzare gli orecchi piu che la lepre. 
Stare attentissimo. 

Merda di orecc. Cerume^ 

Mettegh on pures in T oreggia a 
Tun. y, in Piires. 

No avegh ne oeucc ne orecc. F', in 
(Eikcc. 

Oreggia sinestra paroUa onesta , 
oi*eggia dritta parola trista. • . . Al- 
lorch^ ci comino gli orecchi f se ci6 
accade al. destro diciamo che altri 
parla bene di nui; se al sinistro, male. 

Quand el gatt el se lecca sora i orecc* 
el voeur ptoeuv. Il Fag.(i9ii7ie) dice 

Ed itt ^nasto oM«rvaU col aampioQ 

8e fti paita Forecchio (il gat/o), e dite pura 

Che fara pioggia , perche egli c indovino. 

Anche il Zanou(/7iig. vana p. 8a) dice: 
Gli avrehbe a piover presto, • • . anche 
jcrsera il gatto nel lavarsi il nuiso 



ORE; (aa 

si passb gU oreechi seUt o. oUo voUe 
. — r. idtresl in GaU. 

Quell di orecc d^ oss. y. in 6ss. 
S*cepp^ i orecc. Inironare. Stronare. 
^- Ihrre gli orecchL 
Sculda i orecc* , .. Dicesi deireffetto 
'^ de\iiii e deliquori generosi. f^. in V}n. 
Scoldagb i orecc a yun. Meilere al 
, punto^ 

Scoldass i orecc. Entrar invaligia. 
Saltare in. sulla bica. Incollerirsi, Far 
gli occhi rossi. 

Sonk a oreggia. Sonare a menUi^va, 
Fiag. Barb, n, a54). 

Soali i orecc. Cpmare o Fischiare gli 

oreechi. Sentirvisi dentro alcuoo zu- 

, folamento o fiscbio^ e suol dirsi per 

. baja cbe ci6 accade quando alcuno 

alia parlando di quel tale. 

Sta coot i orecc guxz o in pee. Stare 

. eon gli oreechi /e<^ali(Macbiav. Op. Vll, 

1 57 ). Stare a oreechi levati o tesi. Stare 

. con I'oreec/uo teso. Stare in orecchio 

o in oreccJii, 

Stoppass i orecc. Turarsi^ e per 
intension e Impeciarsi gli oreechi. 

Tempestagb i orecc a yun. MarteU 
lore agli oreechi d'uno cheeehessia, 
, . Tira i orecc al lecc. Dirizzare o 
Maceonciare un poco U letto. Sprimac- 
ciarlo alia meglio. 

Tiragb i orecc a yun o Tirk per 

i orecc. Tirar gli oreechi a uno, Ri- 

prenderlo — Talora ancbe* . . Far que- 

sto scberzo altrui nel suo giorno ono* 

mastico per cbiedergliene la strenna. 

Vegni dent d^ on^ oreggia » e an da 

. focura de T oltra. • • • Non si voler 

risovveuire di cbeccbeasia , non ne 

far caso; ed ancbe non voler un segre- 

. to — Ce qui entre par ime oreille sort 

par tatUre dicono ancbe i Frances!. 

Vegnigh qucjcoss a oreggia a vun. 

Venire o Pervenire ad orecchio o alle 

. oreechie. 

Vess dur d"* oreggia. Ai^er le cam" 

. pane grosse o ingrossate. Aver male 

eampane, AveP cattivo udito. Ancbe 

. TAcad. franc, ba Etre dur d'oreille. 

Voltii r oreggia. fig. liiaUaeeare il 

sonno. 

Oreggia. Gargta(Zanob. Diz.). Branchia, 

Noi diamo nomc d'^oreccbie alle aper-^ 

tare bruncJtiali cbe nei pesci sooo 



organi della rafpirazionOy ed anche ait 
loro operculi » cioc/ a quelle . cop^r- 
cbielle liscose cbe si yeggonoloro da 
ambi i lati verso la fine del capo* I 
Mantovan i ej Venexiani le diepno Boise* 

Oreggia. Alietta* Membretto sporgeqte 
isolato ne^corpi arte(aui per impu- 
gnatura o ferrontora. 

Fibbi a oreggia. . . • . Sp. 4i .fib- 
bioni da finiraenti cosl detti per ay«r 
. dai lati due aliette sporgenti. 

Oreggia. Orecchio* Qnella parte bucata 
c^e sporta.in fuora isolata in yarj. 
arnesi.e per la quale ai appendono 
o 8* iofilz.ano o si manicano* I oregg. 
del sidellin,.del stagnaa e aimili. GU^ 
oreechi del seechio , del pajuolo , ecc. 

Ovhg^HLpEstratio neUibri, ne'^a^tri esini. 

Oreggia; Bocclictta. Nelle, icarpe e quella 
parte del toroajo cbe cuopre il coUo 
del piede. 

Oreggia. Penna. Parte del martello detta 
anch^ .altrimcnti Ongia. F* , 

Oreggia. • . . Quella ripiegatura cbe si 
fa negli angoletti delle pagine dei li- 
bri percb^ serra di memoria, o nelle 
carte da giooco per indicare i paro- 
li , i punti di viocita o sim. Oringlesi 
la cbiamaao Dog^s^ar^e il Fagiuoli 
(Bime llU.5i)lascia supporre cbe an* 
cbe in Toscana si dica, Orecchio. 

Oreggia o Oreggip* OreccAu>(Gior. Georg. 
1837, p. 93 ). Oruehia* r>fciraratro 
e nome di quelle sue parti cbe ser- 
vono ad allargare il solco. 

Oreggia , e quasi sempre al pi. Orecc* T. 

arcbit Quella specie di an- 

tefissi angolari cbe si sogliono sovrap- 
porre al frontone de^ cippi sepolcrali. 
r. Antefiss. 

Oreggia, e quasi sempre al pL Or^cc 
T. de' Fab., Carroz. ecc .... Quelle 
due aliette cbe sporgono in fuori dalla 
cima delle steccbe (gomfr) d'un pre- 
deWluo (basellin)^ per le quali con cbio- 
di e viti si ferma nel fondo del cas- 
uuo(seocca) delle carrozze. 

Oreggia e per lo piii al pi. Orecc 

Le iropugnature sporgenti dai due 
lati dei fibbioni da finimenti, 

Oreggia 9 e quasi sempre al pL Or^cc. 
s. f. pi. T. de'Murat. Alie? Ne'tego- 
\m\(copp) sono i due lati sporgenti 
della loro testata larga. 



ORE 



( 313 y 



ORG 



Or^fgta, e quasi sempre ai pi. Or^cc. 

NelU Vftaga sono i dud lati 

pitk larghi dt etta verso la base, le 
due alie per cosi dire ddlo strumento. 

Or^gia, e quasi sempre al pi. Or^c. 
« . . . • Nella hrominB (bussola) delle 
raote sono i due maaichi che ha. 

Or^ggia, e quasi sempre al pi, Or^c. 

Le linguelle sporgeuti dei 

pettorali da bestie da soma. 

Or^ggia o Oreggin de ratt. Orecchio di 
topo? hRosote? Specie di jeraciot 

Oreggi^a. T. di Mascalc Difetto 

dell^orecchie pendule iie^cavallS. 

Oreggikla. Orecchiata , e ant. Beccfuane. 

Oreggiiscia. Orecchiaccio. 

Oreggifttt. Orecchiuio, 

Oreggiatt . . • Chi canta o suona a orecrhio. 

Oreggin. Orecckietta. I oreggitt. Le oreC' 

Oregglo. Orecchino, Peadente. (clUeUe. 

Oreggin Cosi chiamasi in alcuni 

aratri qudla parte che rest a dalla 
banda opposta dell* orecchia o den- 
tale, e serve ad allargare il terreno 
anche a sinistra. 

Oreggin. T. de* Macellai e Cuochi. Orec^ 
cAi/ia(Scappi 129)* Oreccfuuolo (Cuoco 
macer.). L^orecchio delPanimale che si 
condisce e cncina in var} modi •— In 
Tosc. si chiama CSsppo(Toni. Sin, p. ivx) 
la base sulla quale sorge P orecchio. 

Oreggin. T. de* Manisc. Freaelia, Grosso 
randello con un laccio di funicella 
da capo, laccio col quale si impri- 
gionano le froge o il musello ai cavalli 
allorch^ si vuole che stiano cheti in 
occasione di ferratura , di operazioni 
o sim. iL una morsa (moraja) leggiere* 

Oreggin de gait. A^ F^rr de cavall in Firr. 

Oreggin de ratt. y. in Or^ggia. 

Oreggtnna. CVccio/o. Specie di fungo cosi 
detto dal colore che trae a quello della 
ciccia o sta came lavata. E Vjgaricus 
eryngii di Decandolle. I Fr. lo chia- 
mano Oreille de chardon o Ragoule^ 
Gingoule^ Boligoule, 

Oreggioed. OrecchieUa. Dim. di Orecchia. 

Oreggi6n. Orecchione. Acer, di Orecchia. 
Tir^s& i oreggion che anche dicesi 
Tegni-^s^ i oreggion o TiHh-sd in di 
presti. Tirar g/i orecchi, MeUere la 
cavezza alia gola. Fare il collo. Star 
sul tirato* Si dice quando il comprato- 
re ^ indolto o foriato da chi yende a 



pagare utia cosa ph\ del giusto Tido* 
re. Tenere in soTcrchio prexto la pro- 
pria mercanzia. 

Oreggi6n. ParbUdif Malattia ne^caralli. 

Oreggi6n. s. m. pi. Scarpe, I due streroi 
dt ciascun collo d*oca d* una carroxsa 
che ripiegati a squadra sono fermati 
con viti sugli ascialoni o sugli scan- 
nelli per tenere ben fermo e collegato 

Orel6gg. V. Orol6gg. (il carro. 

Orelogin. y. Orologin. 

Or^tta. Orelia, Una breyWa -« Talora 
anche Un* ora scarsa, 

Or^ves. Or^ce, Orajb; alia lat Jurifice. 
-^ Noi confondiamo talora sotto questo 
nome anche VJrgentiere o JrgeniajOf 
cio6 chi larora di soli vasellami o 
simili d*argento, ed il Gonjia che 
lavora d* orerie a fiamma di lucema. 
Botlega d^oreves. OreficeAa, 
Contrada di oreTes. Via degli Ore- 
jici — Doltrin. e yolendo anticheggiare 
si potrebbe dirla col testo addotto dal 
Gher. {Foci) Strada argentario. 

Fa r oreves. Esercitare I'oreJkeHa* 

Or^yes. gergo. Paladino. Lo Spazzaturajo 
o il Pollinajo che colla pala raccolgono 
per le yie le spazzature o il letame. 

Or^vesa La raoglie dell*orefice,o 

Donna che traffica o lavora d*oreticeria. 

Orezi6n idiot, per Orazi6n. K. 

Orfan^ll. Orfanello. Orfanetto. Orfanino. 

Orfanotr6ffi. Orfanotrqfio, 

drfen. Orfano, 

drfena. Orfana, 

Org^ndes. ) Fioref Flac? Sp. di stoffa di 

Org^dis. \ cotone simigliante a mussola • 

Org^nic|il J .... Ordinativo, sistema- 
tico. Nei diz. ital. Organico ha signi- 
ficato diverso. 

Regolament organ ich Rego- 

lamenlo ordinativo, d*originario or- 
dinamento. 

Organizza. Organizzare e con t* ant 
Organare. Questa voce e tutte le se- 
guenti furono trasportate dal senso 
fisico al politico nel quale sono ve- 
nute cosi volgaii in tutta Europa che 
anch^ r Italia deve a forza piegarsi 
ad averle per ben accette. 

Organizzlia. Organizzato^ « con ▼. ant. 
Organato, 

Organizzad6r Chi organizza. 

Organizzazi5n. Organizzazionc* 



OR<J 



(m3) 



ORl 



Organtla. Orsojo, Specie di seU ehe aV 
cuoi di«. it* dicoDo ancbe Orf^iino, 

Orgiismo* Orgasmo, 

6rghen. Organo. Le sue parti maggiori 
soqo: • 

Gasaa o Vesteron. Armadio (con Ant. 

SfrttffiiYM, 4»8) o P9rtetti (id. 471) m 

CaoD. Conne (y. in CkanB perle varie 
specie e parti) ^^ Mantes. Mantici »■ Ca- 
oaa o Condntor. Porttwento «■ Somee. 
Spmiere » Secretta. . • -■ Somerin. . • »■ 
Maeatra. . • • ■« Ligadura. . . • ^s Gri- 
TelK . . . >- Begistradura. Beg^stralu^ 
.raim^ Pedalera. . . . «- Tiratutt. . . . ■■ 
Cadeoaxzadora. • « . «- Tastera. Tasti^ 
ra » Tast. Tasti — Register. Registri 

' (T*. I» Register per 2e varie specie) «« 
Par^»ett a Cantoria. Poggiuolo. 

Ayegh tanti fioeu che vegaen-via 
come i caim de Torghen. Jver . . /f- 
glioli che e^son come le dita(*Bor. -^ 
Zanon Gelas. Ova. 11, 5 ). 

Romp i orghen. Romper la cuccu- 
mii(*fior. — Meini in Tomas. Sin. a 
Cuccuma), Lo steuo che Romp la gloria 
o la devotion e simili. V. ih Rdmp. 

6rgben.iig. Baggio* TambelloneJ^.^Adie. 
— Allorch^ Pesimio nostro Porta disse 

S« dncnva i orghen per orgmnisdL 

espresse una verit& non infrequente 
nel mondo; e la espresse volgendo 
la parola Orglten al signiGcato fig. 
di Sciocco. Un^ altra maggiore ye- 
rita sgorga da quel medesimo suo 
Terso ritenendoYi ancora la voce Or" 
glten al positivo \ ch^, senza ricorrere 
agU Orfei e ai Numa dell* anlichiti, 
noi tutti abbiamo sott'occbio negli 
organi e negli organini cosl ^asi come 

. ambulanti un roeaio sagacissimo di 
voltoiar a piacere questi cosi tondi 
cbe diconsi teste d'^uomo. 

OrgbeniD. OrganeUo. Dim. d^Organo in 
genere; ed in ispecie O/^o/tmo (Dix. 
mus.). Picciol organo a cilindro cbe 
postato su d'*un trespolo o sur un 

, carruccio si suona da certi povertni 
cbe a forza di girarne la manovella 

. si procacciano la vita per le pubbli- 
cbe vie, nei caflfe, nelle taverne, ecc. 

Orgbeiilti. Organino a casseUa(TBr, tosc). 

. Orgiwino{*Sayi OmiU II, i45). Orgor 
nine da passcre di Canaria(Sn7i Omit, 
^f 1 44)* ^^ miiu^io degli orgaoini a 



cilindro di cui si fr use per inseguace 
delle ariette ai canariui. Corrisponde 
al franpese Serineiie. 

Orgbenin » e quasi sempre at pL Orgbe- 
nltt. Fistoia. Zampogna* Jvena. Sam- 
ppgma; e poet, Leforate camfe(Rucell. 
Api V. 57 )• Sirumento riisticano mu- 
sicale da (iato a cui i sioonima, se non 
erro , quella ScalineUa di cui parla il 
Migliavacca uella sua Relazione i655. 

Orgbenista. Organista^ 

Orgbenitt. T. Orgbenhi sig. 3,' 

Orgiroeida o Ogiroeula per Pal^tta de 
scum^ la carna o el pess. r. Pai^tta. 

Orgnett Oochialino, Forse dalla LorgneUe 
de* Franc. Una sp, n*6 detta Binbccolo. 

Orgoeiij. Orgoglio, 

6ri per Llivor (alloro). F. 

6ri. V. deirAlto Mil. iMiro ceraso — II 
suo frutto dicesi Or^acca(orbaga). 

Ori^n schert, per 6r. P'. 

Orianna. T. de^Tint. Terra criana; ed 
ancbe Oriana ii colore cbe se ne trae. 

Oribel. Orribile. 

6rid. Orrido* Si usa ancbe sustantiva- 
mcnte , per es. L'^Orid dc Bellan. L'Or- 
rido di Bellano. 

Ond^xza. Orridesta. 

Orienlall Specie di stoffa nota. 

Orlgen. Origine^PoriaL{OnStriozx) disse 

essere 1 tea ortgen de U gran forUina 
Avegh pell de roflSan, 
Ugor« de centant, r«ff de toeohett, 
Lengiia de ednUtor, 
GengiT de fomstor, 
Crani de beech content, e on fOrao<s 
De lader a I'ingrOM ; 

origini di buona Ventura, il solo nome 
delle quali (toltene quei della seconda 
e della quinta se onestamente usate) 
muove a ribrezzo ogni animo bennato. 
In origen. Originariamenie. 
Origin&l. s. m. Originale — Autbgrafo. 
Archdtipo, Protbtipo — Matrice — Que- 
sta voce indica in genere quel sog- 
getto da cui si trae o si pu6 trarre 
copia. Ai Notai per es. rappresenta 
la Scritta origtnaria cb^essi disten- 
dono , e della quale eraettono quante 
copie bisogna; ai Disegnatori il Mo- 
dello cbe vogliono imitare; agli Stamr 
patori quel Disteso qualunque, o raa« 
noscritto o stampato, cbe banno a 
comporre o ricomporrev ecc. 



ORL 



(arn) 



ORO 



OrigtilM > SttttQkganU.Ftmtaitico: Fa- 
OriginakSn. ) ibUco. Chi esce per intiero 

o in parte del far comune. 
Orln^ri. Orinale. Vaso che fra noi k di 
majolica, di lerraglia o diporcellana, 
e oel quale si orina. I Fiorentipi ne 
usano di Tetro coUa vesle di paglia. 
€uu. Fondo^ « Orlo. Orhf «-> Ma- 
negh. Manico f 

Yess on oriDari. gergcx Eiser la pila 
deWacqua{kmhtk Furto V, tS). 
Orinanin* OrinaleUo* Orinalino. 
Orinna. Orina, Urina, Fra'nOt il volgo 
dice sempre Pissa. Piseia ; le persone 
civil! usano a preferenxa Oriona, cd 
in particolare nel modi seguenti : 

Avegh i orinn ciar. Aver le orine 

chiare(?isinh chiaro, e fatti beffe, ecc), 

Avegh i orinn sporch. Jver ie wine 

grasse o sedimentose o con sedimenti 

JilosL 

Cavk Torinna. Cavar fuori V orina, 
(Min« in Sciringare), 

Fa ved^ i orinn. Mostrar le orine 
al medico; e ant. Mostrare il segno. 
Bitenzion d^orinna. i^i^^Rzio/i d' orina 
(Nelli Mogl, in calz, II, i) — Stran- 
guria — ' Jscurta. Pati la retenzion 
d* orinna. Stranguriare, 
Orioeiila (Terra). Terriola. Cosi chiamasi 
da'*cOntadiui la terra leggiere e sottile. 
Orizont^s die in campagna dicono Trova 
I'ari. Biconoscersi. Kinvenire il filo 
di checchcssia , raccapezzare da pid 
indizj la posizione in cui si sia, tratta 
la similit. dal posilivo Orientarsi^ cioe 
riconoscere dove e" si sia per rispetto 
ai punti oardinali del globo. 
6rla. Orlo, — Nei cuciti diciamo Ora- 

dell. y". 
Orla. Orlare, 
Orlaa. Orlato. 
Orladdra. Orlaiura. 

Orl^do furidso che mazzava i omen 
mort. Spaccamonil, Bodomonte. Smar- 
glasso, 
Orl^ra. . ..Cos! chiamasi particolarmente 
dai calzolai quella Donna che attende 
soltanto a orlare scarpc eslivali. 
OrUtl. Orliccio — Ne^uciti diciamo Ora- 
dellln. F, 

OrUtt. T. di Faleg Sp. di misura. 

Orlett Mantiglitizza che si melte 

per pulizia al collo de'*bambini laltajiti. H 



Orldtt ehe pih comum dieonsi al pi, €M- 

' Iitt. .....' Nome con cuj alcuni chia- 

mano quel fungo che k detto Agaricus 
acerbus da BuUiard. fe bianco, pissi^ 
dalo ed orlettato inferiormente* 

Orlettsi, ecc. per Filett&, e^. F. 

Orlettln. Orlicciuzzo 7 

Oriettinoeii. Orlieciuzzino? 

Orlitt F. OrUiiifungo), 

^o. Orlo — F, anche Orad^ll. 

6rlo. Or/o (Slral. /)!«.)• Nelle barche k 
Porlatura orizzontale dei bordi. 

Orl6cch per Lor6cch. F* 

Orlog^. F, Orolog^e. (F. 

Ormxsosd de praa per Vermisoed de praa. 

Om^a. Omato, 

Scoeula d* omaa. Scuola d^ omato 
— Nell a nostra scuoia braidense gli 
alunni , mossi da un princi|[)io na- 
torale di pedagogia , ridussero , Con 
isponlanea e tacita convenzione, dal- 
r astratto al concreto le varie lezioni 
di modello che gi^ erano date loro ad 
imitare denominandole come siegue: 

Principj, i.* Caapanm. %.• Tr«balL 3.* deg- 
^onell. 4.* SegponcU tftUjam. 5.* Lovetta •«ni- 

pia« 6.* Loveua doppU. f,* 8.' GerUtt. 

9.* Fceuja stoita. so.* RoTersin. ii.« Vat«tt. 
I a.* OmbrelliD. i3.* Fosoja buttada - gio. 
14.* LoToo Lovafcia, ect, ^ 

Quadri. 1.* Gamber. ».* IloTersin. 3.' Fceaja 
dritta. 4.* FcDOJa d'oliva. S.** Vatett. 6.* Fccuja 
buUada-gio. 7.* Scioccbett. 

FregL 1.* Cornacopi. a.* Cavallio. 3.' Frit 
di AM. 4.* Qaader di osellitt.' 5.* Gavron. 
6.* Cespugli. 7.* Aqoil. 

Ornadin. Ornatlno? Ornamentino, 

Ornatlsta. F, Pittor d'ornaa in Pittor. 

Orncj. F, Oi-nJj. 

Orn^ll. As^ornio, Avomello, 

Orniga i'ote ant, corrispondente alle piii 

moderne nostre Rugalta o Tanfusgna). 

Frugacchiare, Bovistare — II Far, mil, 

cava questa voce dal greco bpyvu. 
Ornij o Omej Nome che davasi 

in passato a que' due secrhiorii onde 

i lattivendoli caricavano i muli per an- 
' dar a prenderc il latte in campagtaa 

c portarlo in cllta. 
6ro. T. del G. de'^Tar. Palo di danari. 

F, Danee e 6r. ' 

Ordcch. to stesso c/t^ Lor6cch, F> ' 
Orologde. Otiolajo, Oriiivlajo, Orologie)re* 
Orologdra. . . . Moglie d' orologiere , o 

Donna ^chc layora o iralfica d^orologi. 



ORO ( aaS 

Orol6gg o Orel6gg, detto anche ant, Ke- 
loeuj , KeloeCiri o Rel6gg, e sch, el Men- 
nai*6st o la Scig611a. Orologio. Oriuolo — 
f^. anche P^ndola , Ripetiti^o , Sv^ 
glia , ecc, »- Secondo alcuni Orologio 
dovrebbe dirsi quello grande che i Fr. 
dicono Horloge; e Oriuolo quello da 
tasca che i Fr. dicono Montre — Noi 
non abbiamo fabbriche estese d^oriuo- 
li, e quindi appena oonosciaroo di 
nome gU Stozzatori^ i Finilori, iFaci- 
tori di mote 9 i Tagliadenti^ i Facitori 
di mollcy I Quadrantieri f i Lavoralori 
di denti da pendole^ i Nettapezzi^ i 
Lancettaif i Cassaif i Tagliafusi, i 
Pendolitriy e i moitissimi oggetti o stru- 
menti che servono a lavorarli. Mi limi- 
to perci6 a registrare quelli di essi che 
hanno nome fernacolo anche fra noi. 
«» Le parti onde consla T oriuolo 
sono le seguenti, servato meramente 
r ordine alfabetico : 

AttMtt. Cerchio. CiambelU bs Balansin o 
BiUnc^. Bitmneiertf ss Cadenna. Cmtena (con 
Bampin de loanga. Gantio dm pintmide e 
Buupin d« Umbor. Ganoo da tmmiuro ) =s 
Calotta Mezza-calotU. Calottm (t{utlU con 
fondo • fascia in cni eatra il aastello ) o 
Metta^eafotta? (qnella consittente iu un t«m- 
plice coperchiello da cattello ) s=s Canipaona. 
C«jn/MiiM(Alb. bass, in Timhe) s=s Canon del 
sprocch. . . e= Cassa. Cassa(rtdmt le parti alia 
Toc«)=: Castell o Moviroent. MovitHenfo, Castel- 
lo sa Cocch. Coprikilanciert ? = CoUss. Inea- 
malmium del roitnlU. Cofiutess Colonatt. Colons 
twu, PiUutri ra Contrapotans. Contrappottrnzm = 
Femucadann. Ftrmacorde. Giuurdacaiena ss 
Lnmaga o Fos^. Piramide • aut. Lumaca (con 
Rfsuda Rttota, Ganalitt Canaletti , Dent del 
criccheu Dente^ e Caenr AlUtta) s=s Lomasson 

o Lmnaga sss Blanetta. Manigfieita? sa 

HartelJ. Martellino ^ Haszetta. Scatto ^ 
Holla. Mollm (con (Encc. . . . ) ss Pendent o 

Manegh ss Pendolin o Forscett. For- 

eel/a, Forcheita ss Piaitinn o Platinn. Car- 
stlU A3 Piton del spiraK. Fermo, Piedaecio, 
Piedino sss. Pont. FwctUa del regittn o Guida 
dello tpirale s: Porud. , . , sss PoUn<. Po" 
t«nxa(y tdlnt le parti alia Toce) = Quadrant. 
QusdraMt s= Qnadratora. Quadratura s=s Re- 
gister. Regutro s=s Remontoar. Remontorio = 
Reseghetta. RastnUoM del colhse ass Rceuda 
corouna , Rceuda de la lnmaga , Roenda del 
register, Roeuda gran tfiojenn o Roenda de 
mezs, RcBuda picola niojeun o Segonda roeuda, 
Rusuda serpa. F'- in Roeuda =a Roscc. . • . sa 
Roietu del register. Mottrino ssx Sciosse. ,,,s^ 

roi. in. 



) ORO 

Sler. Lanettet ss Spirali. Spiral* aaa Soracas- 
sa. Sopraceassa = Spartidora. PmrUtw sa 
Sprocch. . . . srs Stella. Stella as Tanibor o 
Barigli^ o Tamborin. Tambun s= Temp. Tempo 
( con Bacchetu Asta ). 

Orulogg a carilion o con la mosega 
o con sonad o con sonaria. Orologio 
sonante? o a suono o col carigUone, 

Orologg a cilinder. .... Oriuolo 
collo scappamento a cilindro. 

Orologg a compensazion. F, in P^n- 
dola. 

Orologg a duu quadrant. . . . Oriuolo 
a due quadranti , V un de^quali segna 
le ore airitalIana,raltro alia francese. 

Orologg a equazion. F. in Pi&ndola. 

Orologg a gran ripetizion 

Oriuolo che batte ore e quarti ripe- 
tendo Tore ad ogni quarto. 

Orologg a polver. F, Polvefin. 

Orologg a quader o in del quader. 
Oriuolo da quadrofTw. fir.). 

Orologg a ripetizion. F. Aipetizion. 

Orologg a segond minutt mort.Oniio- 
lo a minuii secondi - viv^ a minuti terzi. 

Orologg a 86. Oriuolo. a sole. F, 
Meridianna. 

Orologg a sordinna o Ripetizion 
tnutla. Oriuolo ma/o (Targ. Ai, Ac. 
dm. I, 245 e altrove). 

Orologg a sveglia. Oriuolo a st^eglia, 

Orologg che se roonta de per lur. . . 
Quegli oriuoli che i Francesi dicono 
Montres d remontoir. 

Orologg che va a did. Orologio che 
va a menadito {*tosc, -^ ZnQoh* Diz,)^ 
cioe che non accenna bene le ore se 
non per forza di spigncme a luogo 
la lancella. 

Orologg che va al minutt. Uno dei 
pill squisiti oriuoli, 

Orologg coi di del mes. . . . Quello 
che i Fr. dicono Horloge a quanli^ne^ 

Orologg d"* acqua. Clessidra. Oriuolo 
ad acqua(A\b, enc. in Oriuolo), 

Orologg de cartipanin. Oriuolo di 
tor/Yr(Turg. At. Ac. dm, I, 345). Oriuolo 
da torre{Alb. enc in Oriuolo). 

Orologg del coco. Oriuolo con mote 
di legiio (Tar. fir.). Sp. d^orologio cosi 
detto dalla figura d** un cuculo che in 
esso apparisce nunzia di ciascun^ ora. 

Orologg de mur. Orologio da cas^ 
setta(hlh. enc. in Contrappesi), 

29 



ORS ( aa6 ) 

Orologg de sacoccia. Oriuolo da 
tasca(VaT> fir.)- 

Orologg de slanza. Oriuolo grande 
da camere(TBrg. At Ac, Cint. 1 , 244). 

Orologg de tavolin. Oriuolo da ta- 
w>/rt(Tar.fir.) o da tavolino{A\h. enc). 

Orologg de viagg. Oriuolo da viag- 
gto(Tar. fir.), 
■■i Avegh r orologg io del coo. Aver 
Voriuolo negli orecchi{*iosc» — Tomm. 
Giunte). Indouinar I' ore. 

L^ orologg el s*^ fermaa. Vo>*ologio 
. si /ermb{Fag, Jiime II, 101 e. I.). 

Mettegh d6, tre or d" orologg. f'. 
in 6ra. 

Mett 8111 des , sul dodes , sui tredes 
r orologg. MeUere sidle dieci^ sulle 
dodici , sidle tredici Corologio ( Fag. 
Bime II, loi, e. 1.). 

On cadenazK d^ od orologg 

Un oriuolo falso, ud oriolaccio. 

Ponta r orologg. Appuntare la Ian- 
cetta o Virtdice al segno d*alcuna ora, 

Tiri-su Torologg. Caricar Vorologio 
(Fag. Rim, II, lOO, e. 1.) Montar 
V oriuolo. 
Orologg in gergo. Cipolla, Tincone[* lose, 

— Tomm. G.). Di quella mercanzia o 
galanteria (id.). Bubbone sifilitico. 
Guadagnass on orologg. Piantar porri 
e ricoglier cfpolle{ J)oni Zucca 191), 

Oi*ologiaria(Negozia d** ). Trafficar d^oro- 

logi, 
Orologiti. Oro/oge//o(Biring. Pirotec. 3y 

retro). OHuolino o Oriuoluccio(*\.osc. 

— Tomm. Giunte). 
Orologin del coll. Mostra da collo 

(Turg. At, Ac, Cim, I, 244). 

Orologlun. .... Orologio assai grande. 

Or6nna. Olona. Fiume che scorre in poca 
distanza dalla nostra citt^ a cui per 
soli otto anni fu concesso d* esser 
chiamato La regale 0/omi( Monti). 

Vess gi^ rOroona. m. b. e Bg,'Es^ 
sere mestruata. Avere i Jiori, 

Oror. Orrore, 

Fi oror o Melt oror. Far inorridire, 

Orpim^t- Orpimento. Arsenico e zolfo 
commistt. 

6rs. Orso, VUrsus arctos de^sistematici. 

— Nella V^ltcllina capita anche quella 
specie dWso che i sist. dicono Ursus 
minor o Picciolo formichiere <, e quei 
vailigiani lo chiamano Ors formigarbl. 



ORT 

Fa balla T ors. Far baJlare V orso* 
F^ el vers de Tors. Fremire come 
V orso. 

Fa ona cera d^ ors. Guardare a strac^ 
ciasacco. Fare occhiacci. 

Pari r ors che balla Ballon- 

chiare a mal modo. 

Pari on ors. . . . Aver un viso telro. 
Pari peccennaa dai ors del marches 

Grevenna Portare i capelli 

molto arruffati; essere arrufiato. 
Pell d'ors. Pelle orsina o d'orso, 
Pelos come on ors. Irto. Irsulo — 
f^elu comme un ours dicon anche i Fr. 
Quell che fa balla Tors. Aggirator 
d* orsi, 

6rs. T. de'*Pellicc Pelle d'*orso 

col pelo. 

Ors bianch Pelliccia tratta 

dalla varieta bianca dell"* orso comune. 

Ors gris. . . . Pelliccia tratta dal 

picciol orso mellivoro bruno chiaro. 

Ors negher Pelliccia tratta 

dall* orso comune di color fosco ne- 
riccio, o dalForso dell\4merica settentr. 
di pelo nero e lucenle come raso. 
Orsasc. Orsaccio, 

Orsett. Orsetto, Orsaito. Orsacchio, 
Orselt. T. de'Pellicc. . . . Pelliccia tratta 
dairorso novelliuo; o Pancia d^orso 
col pelo. 
Orscttin. Orsicello. Orsacchino. Orsac- 

chiotlo, 
Orsolinn. Orsollne, Religiose di SanfOr- 
sola. Erano dedicate alia istruzione 
gratuila delle fanciulle. 
Orsii. Orsk. 

6rt. Orlo; e ant. OrtAle — D'ort. Or- 

tense. Olerr.cco. OUtorio — CuUnario. 

Netla V ort. fig. Far piazza ptdita. 

Far repulisli o il repulisU, Dar fine, 

distruggere, consumare ogni cosa. 

Vgss minga la slrada de Tort. Non 
essere la via deWorto(hXh. enc. in yia). 
Essere luogo lontano. 
Ortaja. Ortaglia. 
Ortapila. i ^,^^ Orticello. 
Ortajoei!^. ) 
Ortusc. Ortaccio, 

Orleusia. Ortensia. VHortensia speciosa, 
Ortiga. Ortica. V Urlica urens de* hot. 
Ortiga. Orlicheggiare. 



Ortiga. fig. Scoltare. QorhcWsiT^ o Fro- 
dare altrui. Il Balestr. disse 



ORZ 



Qotnd gh*^ quaj falUment , ch« hin poech • 

»pe«t, 
Quij ch« gli« gsoBton-ra d« eapiul, 
Ama el p«rcl i interns, 
DiMO mognand: ton sUa ortigaa d«l uL 

Ortigb^e. Orticajo. Orticheto. 

Orligh^ra. Oriefioa* Sp. di malattia nota. 

Ortigh^tta. Ad, di Tila. T. 

Ortin. Ortino, Orticello. OrHcino — Al 
pegg. Orticellaccio — Orficmo(secondo 
il Gagl. ) e anche qaella striscia a 
mo^ di leggio che si fa presao il muru 
di ciDta in un*ortag1ia per allevarvi 
le primiiie e gli ortaggi piik dilicati — - 
Ai Dostrt contadini rappreseota quel 
po^di qiiaderno ne^campi, per lo piii 
ricinto da una aieperella, in cui alle- 
vano le piante ortensi per loro uso. 
On poo d^orlin Tc on gran van- 
tagg- V orto ^ la seeonda madia del 
contadino(G lor, agr. tosc. I, 4^^)* 

Ortografla. Ortografia. 

Ortollbn. Erbolajo. Insatatajo-, FnUtajuo- 

lo — V Ortolano dei dit. ilal. Tale 

Lavorator d^orto, non gi& rivenditore 

de^generi che no proyengono. 

Cocnmer e melon e meresgian ghe 

fan perd la pascenxa ai ortolan 

Proverbio originato dalla quantita 
dellc cure cb^ esigono i citriuoli , i 
poponi e i petonciani, ortaggi i cui 
semi sono assai gelosi e di mulage- 
vde allevatura. 

F^ r ortolan, fig. Far lo gnorri, 
Magg ortolan tanta paja e pocch 
gran, y, in Magg. 

Ortolin. Erbajuolo. Erbolajo. Insalatajo* 
Cbi yeude erbe eduli. 

Ortol^. Lo stesso che Firafiks. f^. 

Ortolaninna. Dim.e ve%%. d'^Ortol^nna. f^ 

OrtoUona. Ortolana — Erbajuola. 

OrtA per VoltAra. F, 

6rz. Orzo — On yestii. Orzo masehio — 
Or£ desvestii. Orzo mondo — Orz^la 
o Scandella — Vono 5/hi/to ( Gi or. 
agr. VIII, ago). 

Orz roondell. Orzo di Germania, 
Orzo sibirico o di Siberia, 
Zuccber d'orx. y. in Zuccber. 

Orz&da Zuppa d^orzo. 

Orziida. Orwite(Targ. 1st. II, 43a). K 
Semkla. 

Orzoeu. Le j4mpolluzze(SBcch, Nou. 97). 
Orciuoli, /impolline per la messa con 



( aa7 ) OSP 

la baeineUa. Ampolline{k\b, enc. in 
Jmpollina), Que* due Tasettini di ve- 
tro entro a* quali sta Pacqua e il Tino 
di cui si fa uso nella celebratione 
della messa ; vasettini cbe gli Spa- 
gnuoli e i Sardi dicono Canad^glias. 

OrzQei!i. Orzajuolo, Grdndine, Bollicink 
cbe nasce tra le palpebre degli occbi» 

Orzoei^k (Svo|ii i). Una delle tante frasi 
di basso conio onde si serve laplebe 
per indicare il Pare acqua. 

Orz6ri. v. a. Daz. Merc, per Verga(ca- 
reg^ato), T. 

Oscenit^a. Infamia, yitupdro. 

Osmarin per Usmartn. f^ 

Oaolk. Urlare, 

Cbi sta col lofT tmpara a osoU« Jt 
simile alPaltro Cbi Ta al molin a^ln- 
farinna. K. in Molin. 

Osoria. . . • Voce cbe il Far, mil. spiega 
per Pieno in modo che nhvene manca 
nb ve fC h di superfiuo, V. Usur^. 

Ospedaa. Ospedale, Spedale, 

• Avegb ona cera d^ ospedaa. Avere 

una ceraccia(*toac, — Tomm. Giunte). 

El bon mercaa el menna Tomm a 

r ospedaa o el slrascia la borsa. ^• 

AH Borsa. 

El vin a bon mercaa el menna Tomm 
a r ospedaa. . . . Bel ricordo contadi- 
nesco per avyisare come sia nociva alia 
salute r intemperanza nel bere Tino. 
La troppa sinzeritaa la menna Pomm 
a r ospedaa. Chi dice il vero acquista 
o4(o(Macbiay. Andria I , i ). Chi dice 
la i^riid k impiccaio, Chi non si sper^ 
giurajiacca il collo.La verild h ma* 
dre dell* odio. 

L'^ospedaa Tba de fa lumm a la cort? 
San Giovanni non fa V elemosina al 
J)iiomo(dicono i Fior. T.G.-San Giovan- 
ni k il balistero dirimpetto al Duomo 
di Firenze, e n^^ cbiesa molto piCi pic- 
ciola). Suol dirsi quando una persona 
agiata e ricca Yuole cbe un^altra meno 
agiata di lei spenda per essa e la tratti. 
MuUa de Tospedaa. Mula. V, in M6lla. 
Ospedaa di cavaler. / bacld racco* 
gliticci(*tosc.) 9 cioA raccolti da terra 
percbd cadnti o altrimenti intristiti. 
Ospedal maggior. L'Arcispedale(Gui' 
da di Firenze ). 

Prior de Tospedaa. Spedalingo. Spe- 
daliere* 



OSS ( aa8 

Quand itranuda Tamalaa cascell-via 
de Tospedaa. y. in Amalaa. 

Ve^^ on ospedaa o oo mezz ospedaa. 
A^r piu piaghe o mali che una spe^ 
dale^ Essere come il awallo del Cior- 
nia cAe aveva cento guidaleschi sotto 
la coda{*Xo8C* — Tommas. Giunie)* 
Ospedaliii. Spedalino, Spedaletto. 
()aa, Osso. A I pi. Gli Ossi e Le Ossa, 
Chi volesse noininare specificamente 
le molle ossa componenti il corpo 
urnano con voci italiane dl buon co- 
nio ricorra alia voce Sclteleiro nel 
Yoc. del disegno del Baldioucci. 

A la mej di oss. y» in Medioss. 

Andh a fass tr^ Toss in la s^cenna. 
m. b. Andare al macello 9 al maceU 
lajoy al heceajo^ alia beccheria, 

Anda a so loeugh i oss Assc- 

starsi le ossa; e fig. Bitomare a ben 
essere , in buon sesto , in buon ter" 
mine; Passestarsi, raccomodarsi, Pac- 
conciarsi di checcbessia. 

Avegb faa-deQt Toss. Averci alto il 
callo{ChTO LeU fam, I, 3ao) 

Avegbel 111 di oss. fig. Aver alcuna 
cosajitta negli ossi. 

Avegh i oss dur. fig. Ai^er le ossa 
dure, ESser duro d^etd, cio^ adulto 
affatto — Esser di buon osso^ robusto. 

Avegb Toss in la s^cenna o s^ro El 
gb'^ba piaa el coed come dicono nel 
contado, Bg, Aver r osso del poltro- 
ne. Portar la sporfa al boja, Non vo- 
ter lavurare. 

Avegh ona robba per on oss. fig. 
Aver checchessia per un tozzo di pane. 

Avegh roll i oss dc la fever. Aver 
Jrangimento d'ossa. 

Dagb o Pettagb on oss in bocca. fig. . . 
Dare allrui un picciolo compenso e 
che non sia menomamente conforme 
a^ suoi meriti o alle sue pretensioni, 
cosl per chetarlo. Jetler un os a quel- 
(fu'un(Koux Diet. ) o Jetier un os a la 
gueule d*un chien pour le faire taire 
dicono anche i Francesi. 

De per luU gh^^ el s6 oss de pel a o 
de pelucca. fig. Ognuno ha la sua croce. 
Da per tutlo ci sono pene e afi9izioui. 

Dopo mangiaa lu carna besogna pe- 
lucca i oss. fig. Mangiati i cavoli^ con- 
viene ridursi ai briiglioli{*iacch,) — 
y. anche in Veriill. 



) 



OSS 



El maa P ^ in Poss o in di oss. Bg, 
II male k ito troppo in lil II tarlo k 
nella radice. 

¥k a moeud de sti quattr^ oss. Fai 
a modo di questo /itstofVw. Suoc. II, 1 ). 

Fagh dent Poss. fig. Farci il callo. 
Fare U callo in checchessia. 

¥k i oss. Inossare? Va minga bene 
Pha anmd de fa i seen oss, e Pha 
de fk qui) di oiler? Chi vendemmia 
troppo presto o svina debol vino o 
iuWagrestoCSeWi Forest In pat I, i5>. 

Fk oss. Tnossire. Ossificarsi. Indu- 
rirsi in osso. 

Fin che gb^^ sti qaattr^oss cbi. Fin 
cfi^io viva. 

Ghe giugbi P oss del coll che P k 
inscL A rifar di mio se la non ^ cos). 

Gh*6 remedi a tuttcoss, foeura de 
Poss del coll. F*^ rimedio a tutio 
fuor che alia morte. Ogni cosa per^ 
data si pub ricuperare.^ la vita no. 

Giontagb i oss o vero Lassagh i oss 
in d^on sit Lasciar le ossa in alcun 
luogo{T9irg. Flag. VI, 19). Lasciar la 
vita in un luogo{Pvlci Morg. YI1I, 5). 
Lasciar la pelle in un luogo. Morirvi. 

Giustagh i oss. pos. e fig. Raccon" 
ciare o Riporre le ossa, 

Incassadura di oss. Bbssolo. Conca* 
vita. 

In su Poss. . . . Tristo; di poco lucro* 
On negozzi in su Poss. Affaraccio. 
Robba in su Poss. Robaccia. 

La carna attaccb ai oss Pe la pus- 
see bonna. La came piit vicina alTosso 
k piu saporita(^OQO$. pag. ai6 ). 

La carua senza i oss la p6 minga 
sta in pec o vero No gh^e carna 
senz^ oss. F. in Carna vol. 1 .* p. aa8 
co/.* 2.* verso il mezzo; e ag. nel sig. 
fig. Non va mat came senz' osso. 

La lengua P e senza oss , e la fa 
romp i oss. F. in Lengua. (pr^- 

Lassagb o Giontagb i oss. F, piii so^ 

Lassa P oss. ... Staccarsi la polpa 
dalle ossa. 

Lavora in su Poss. . . . Lavurare 
con pocbis$imo utile. 

Malign finna in di oss. F, in Malign. 

Mori i oss. Aver Jrangimento d'ossa. 

On oss foeura de loeugh. Un osso dis- 
logato o disovolato; e Gg. SpostaUira. 
Spostamento — Sconcio, 



OSS 



("9) 



OSS 



On sacch d*oss. Ossaccia senza polpe, 

Oss dc la ciav. F> Cikr sig. to.* 

Oss de la gamba. Foci/e» diTiio in 
Tibia e Fibula. 

Oss de la spalla. f^. Pal^tta. 

Oss del brasc. Facile^ dtviso in CTfna 
e Radio* (del collo. 

Oss del coll. Nodo del eollo. Catena 

Oss del fianch. Osso scio, Ischio, 

Oss del sloroegh. Stemo. 

Oss deslogaa. Osso disovolaio o uscito 
delt uovolo, Osso dislogato, 

Oss spoipaa. Ossa scusse o scamate. 

Oss spongos. Osso spugnitoso come ^ 
qnello cribroso o cribriforme del naso. 

Quell di orecc d^oss. T. in DiiiYol. 

Rompes Toss del coll. Dinoccolarsi, 
Snodolarsi il collo, Fiaccarsi il collo* 
Dinodolare il collo. 

Romp i oss. Fiaccar Fossa, Baslo- 
nare a mal modo. Bompre les cStes 
dicono i Fr. 

Senll el fregg in di oss. Sentirsi il 
freddo ricercar le midolle e gli ossi, 

Se p6 cuntagb i oss. Gli si conian 
tutie rossa{?Bn. Flag. Barb. I, 6a). 

Stk in lecc a madur& i oss. Crogiolarsi. 

Sti quattr* oss cbl en fan n6 de s^ 
robb. Iljiglio di mia madre di que- 
ste non ne fai^ug. Bime IV, 390). In 
quesU panni non si /anno cose tali. 

Tir4 in su Toss. Lo stesso die Tirk 
in forma. F. in F6rma« 

Toed on oss dur de pelucca. Ihrre 
a rodere un mal 055o(Buon. Tancia 111, 
If). Torre a rodere un osso duro. Pi- 
gliare a fare una cosa difficile o Aver 
a che fare con un uomo arcorlo o 
potenle e difficile a superarsK 

Tutt i oss tornen a 86 loeugb. In 
cento anni e cento mesi toma Vacqua 
ai suoi paesi. 

Tend per on saccb d^oss. Bicai^ame 
un boccone{*losc. -~ Tomm. Giunte), 
Dicesi dei cavalii Yenduti per poco. 

Yess domk pell e oss. Esser ossa 
e pelle. (ossuto. 

Vess gross de oss. Essere ossoso o 

Tess menuder o sutil de oss. . . . 

Avere ossatura sottile; il contr. del- 

r esser ossulo. 

6ss. s. m. per Pigbiroeikla. F. 

6ss. s. m. pi. Piombini. Legnetti lavo- 

rati al tornio , a^ quali si avvolge re- 



fe, seta o simili per fame cordelline, 
trine, giglietti e altri somiglianti layeri. 

6ss. s. m. pU BulH. Bocchetti. Peazi di 
legno ritti che si fanno cascare al 
giuoco cosl detto dei rulli. 

Giiiga «i oss. Giocare o Fare ai rulli 
o ai rocclteltif e con voce aretina a^ga- 
liossi. Questo giuoco (ehe ant. nomtna« 
vasi anche Giuoco delta mezuun come 
dice TAlunno nelle Miccke%ze della 
lingut^volgare in Pace) si fa cosi: Si 
prendoho sedici o piii o meno roc- 
chelti di legno detti rulli o rocchetli 
(e fra noi oss)^ ognuno dei quali ha 
il suo numero, fuorche uno che si 
chiama il matlo{e fra noi e//«),esi 
rizxano in terra ordinalamente e col 
detto matto in mezzo: in essi poi 
si lira con una palla di legno (da noi 
detta borella ) , o con un zoccolo pare 
di legno, grave e piraroidale (che il 
Malmantile chiama rullo esso pure )» 
e chi pid ne fa cadere con quel ti- 
ro, vince — Quasi simile a questo 
giuoco ^ r altro oosl detto dei birilli^ 
che si fa con alcnni peczi di legno 
che si pongono diritti , e che si man- 
dano sossopra con una palla che si 
getta contr^ essi , e sono lo stesso che 
i rulli, ma assai piccioli. 

bss bus. Osso mo^tro .' (Scappi Op. p. i3 
verso). Osso maestroiTan. Econ.Sho). 
Cannelia, Osso pieno di midollo ch^ e 
attaccato alia polpa della coscia e della 
spalla nelle bestie macellate. 

6ss de halenna. Osso di baUna. 

6ss de mort. T. di Confettieri. StinehetU 
(*fior.). Specie di dolci fatti con pa- 
sta e mandorle toste, altri rotondetti 
e grandi aiPincirca quanto un dol- 
laro, altri bislunghi come cannelletti 
stiacciati. 

6ss de seppi. F. in Seppi. 

Ossaddra. Ossatura. 

Ossaddra. T. dell^Arti. Anima — Into- 
lajatura, 

Ossaddra. Ossatura? Nome di tutta Por- 
lettatura che risalta fuor del piano 
esteriore delle httnde (/acciad) delle 
carrozze in generale quanto aia lungo 
tutto il fondo e la parte mediana di 
esse , e che talora si ricopre per or- 
namento di lastrine di metallo. Nel- 
Pinterno ha lungo via a se stessa 



OSS 



(a3o) 



OST 



. uD^incastratura in cui si fennano le 
varie parti del lavoro. 

Ossadura de scbenal.. . . Orlettatu- 
ra di tergo delle carrozzc quaodo non 
hanno quelle slipo che diciamo boHon. 
Ossadura de speggera. . . • Orlet- 
taltira di faccia delle carrotse. 
Ossari. Osmario* In genere Serbatojo 
d*ossami; e pi& specificamente Edioola 
nella quale ilanno eapoati alia pubblica 
meditazione ossa e schcletri umani 
giacenti alia rinfusa o pid sovente 
anche ordinati in diverse fogge. 
Ossari. fig. Ossaccia sen%a polpe. Ossa e 
pelle. Dicesi per ischerzo ad una per^ 
sona somroamente magra. 
Ossasc. Ossaccio. 

Os8c611. T. milit. Gorgiera (cosl TAlb. 
bass.)* Guardancanna? Sp. di salva- 
gola semilunare di argcnto o d^altro 
metallo chc portavano gli ufficiali del 
cessato esercilo italiano quando erano 
in fazione. Dal francese Housst'Cal. 
Osserva. Osservare, 
Osserv&a. Osservato. 
Osservluit OsservanU. 
Ojiservanza. Osservanza, 

De strelta osservanza* fig. Tixccagno. 
Osseryii d^ona cosa. Ossetvare una 
cosa, 
Osservat6ri. V. Sp^ccola. 
Osscrvazidn. Osservazione, 

Fagh o Fagh minga osservazion. 

. Fare o Non far caso, Osservare o Non 

osservare. Fare o Non fare ossen^a^ 

zione a checchessia* 

Osservazionetta. Osservauoncina, Osser^ 

vazioncella, Osservazioncelluccia. 
Ossett. Ossetto, 

Fa la pissa cont i ossitu gergo. Abor- 

tire. Pisser des os dicono ancbe i Fr. 

Giugk ai ossitt. K Giug^ ai legnitt 

in Legnett. 

Ossett. Stecca. V. Pighiroet^la. 

Ossett T. di Cac. Lo stesso che Quajroei^* f^» 

Ossett o Forcella. Forchetta o Forcella 

(Alb. bass, in Lunette )i anat. Sterna. 

Osso biforcato alia sommitli del petto ; 

e sp. quello dei polli o simili il quale 

talvolta alle nnense e tra persone fa- 

migliari si suol gettare in aria onde 

pronosticare y dal modo in cui si posa 

al cadere in terra , se una tal donna 

parlorira un mascbio o una femmina. 



Quest^ ossicino k detto dagP Ingleti 
Merty^tottght 
Ossettln. Ossicino. Osserelfo. Ossicello. 
Ossigen. Osstgeno. Grecismo cbe s*^ 
fat to Volga re ancbe nel nostro dia- 
letto ed k usato o a torto o a diritto 
dalle persone uu po^colte* 
Ossitt s. m. pl« Ossetti. 

Vk la pissa cont i oasitt. F'. in Pissa. 
Ossitt o Cossonitt de sterza. T. de^Carroz. 
Coscialetti? Que^due legni cbe tra- 
passano pel traversone KaVmQte(sest 
denanz) del carro delle carrozze* di 
qua e di 14 dal punto ove ^ il mascbio* 
e nei quali k fermato per di sotto il 
rotino di legno della volticella. 

Ossitt de dree. T. de^Carrozz 

Pezzi di legno cbe servono a sempre 
piik tener collegati fra loro i traver- 
&oni (sest) cogli ascialoni delle sale 
(corp d* assaa) della partita di dietro 
dei carri in alcune carrozze. 
Oss6n. Ossaccio. 

Avegb i osson. Esser ossuto. Aver 
grandi ossa. 
Obso s4oro. Osso sacro. Codione. Codrione. 

Cocclge. Uropigio. 
6st. Osie. Ostiere. Ostiero. Tavemajo. 
Tavemiere. 

Gbi fa el cunt senza Tost U fa d6 
yceult o vero I cunt besogna faj con 
r ost. (ig. C/u fa conti innanzi all'O" 
sU(cioh prima che venga Toste) gli 
conifien farli due f oile(Meini in Tom. 
Sin. alia voce Osteria). 

Domand^ a Tost o Vess come do- 
mauda a Tost s^el gb'^ba bon vin. Es- 
sere un domandare all* oste s^egfi ha 
boon vino. 

¥k i cunt aenza 1' ost. fig. Fare il 
conto o la ragion senga I' oste. 

Pagli el cunt a Tost. AccordarVoste^ 

Pagare la spesa o lo scotto alt osie. 

Quand Tost V^ su la porU el gh'ba 

de (1 nient in x:k. Barca rotta mart' 

naro scapolo. 

Vcss capazz de reneg^ o de nega 
cinqu sold a Tost. Negare un pasta 
aWoste colla booca iin(a(Zanob. Diz.). 
y, in Sold. 
6sta. Ostessa. La moglie delPoste o la 
Donna che tiene osteria — La voce 
italiana Osta k antica. 
Osla. T. delle Segreterie. Ostare. 



OST ( 23 

Ostacd. Ostaeolo* 
Ost4gg. Ostaggio, 
Ostan. j4gostino. Dcll^ agosto. 

Castega osUnn. ^. in Castegoa. 
Ostaima. V. Mereacianna. 
Ostaria. Osteria, Tavema. — La tavei^na 
posticcia sotto lenda o simile in cam- 
pagna, come aono quelle che si riz- 
xano pogoam caso in Bevera^ dicesi 
Baecanella^ ancorche il Monti non ab- 
bia questa voce per ben accelta. 
Anda fceura de T osteria. Stavemare. 
Imbriagass a Tostaria del pozx* . . . 
Bere acqua. 

Loggia a la prima ostaria. Fermarsi 
al prima alloggio{UBgAL Op. p. 3o). 
Starsi conlento al primo dire o al 
primo dare in cbe un s'incontri. 

Loggtii minga a la prima ostaria. 
Non Jermarsi al primo uscio 9 poriarsi 
oltre(F»g, Bime l, 56o). Non gabellare 
ogni rapporto (iyi). Juer gU orecchi 
lunghi e il creder corto(Macbiav. Op. 

V, 179)- 

Aletl-sd ostaria. Jprirc o MeUere 
osteria. Alzar frasca. 

Ne a Toslaria n^ in lecc no se yen 
mai vecc. A tavoln non s* invecchia, 
Cld va alia tas^ema va in vita etema, 
Dettati epicuraici che scappano detti 
fra i biccbieri, aliorche taluno vor* 
rebbe fermare a lungo tra quelli chi 
non ama riporre tutla la vita sotto 
coltre o in mensa. 

Ostaria de lader. r. Ostari^sAi. 

Ostaria Nome di quelle due carte 

nel giuoco di cucii figurato nelle quali 
i dipinta Tosteria. 

Ostaria Frequeutar le taverne. 

Ostariascia. Lo stesso che Ostari^ssn. y. 

Ostari^tt. Tavemajo, Tavemiere. Colui 
cbe ama di frequentar le taverne. 

Ostariessa che anche dicesi Ostaria de 
lader. Osteria a mal tempo. Osteria 
povera* malagiata e du non vi capitare 
se non per pura e pretta necessitli. 

Loggia in d^on^ostariessa. Alloggiare 
a mala /rasca(fi\xrch. Son. 209). 

Ostarietta. Tavemuccia? — Baccanella 
(Targ. f^wg. I, ,34). 

Ostensibil. MostralHle(CBro Let ined. I, 
a37 e 249). 

Ostens6ri, che alcuni dell* Alio MIL di- 
cono pure Cu^todia. Ostensorio. Noi 



I) OST 

distinguiamo gli ostein or) in due spe- 
cie: Ostensori a Tambrosianna. Osien* 
sorio secondo il rito tunbrosiano^ e 
Ostensori a la romanna. Ostemorio 
secondo il riio romano, l\ primo ha 
forma di tempietto nella parte che 
riceve Tostia nella lunetta 9 il secondo 
ba la stessa parte sferica e a raggiera. 
Le parti del primo sogliono essere 

P^ Piede ^ GoletU de sott, Gola » 
Botton. Pianta » Goletta de sora. ^- 
la » Basa. P^aseUo v^ Golunett o Caria- 
tid. Colonnini « Campana de cristall. 
Campana ^ Animetta o Tondin. Ciam^ 
hella a Lunetta, Lunetta «» Cornison. 
Cornice «> Galaria. Traforo ? -» Cupo- 
letta. Cupolino •- Cros Salvator. Cro- 
cetta o Salvatore* 

Le parti del secondo soglion essere 
P^. Piede — Goletta. Oola « Scigo- 
letta. Nodo >• Goletta. Gola » Botton. 
/>iaiito — Basa. f^aseUO'^El Bagg. Bag' 
giera = Scatola. Scatola «- Vcder. Or^- 
statu t=x Tondin o Animetta. Gambel* 
la » Lunetta. LuneUa » Nivoletta. Mri* 
vola » Mond. Globo ^ Cros. Crocetta. 

Ostentii* Ostentare. 

Ostenlazidn. OstenUaiont. Ostentamento* 

Ostetricant. Ostelricamte, 

Ostelricia. Ostetricia. 

dslia. Ostia. — Il nome (VOsiia a" usa da 
noi solo ne^tre signilicati seguenti, 
cbd negU altri diciamo Obbida, V. 

6stia. Stdda. Acqua in cni sia stato di- 
sfatto amido, onde servirseae per to- 
ner distesi e iucartati i panni linifiai^ 
le trine e simili. 

Di Tostia ai pagn. Saldare o Insal-^ 
dare le biancherie. Dor la salda alle 
bianclteriei, Inamidarle. 

6stia. Ostia, Quella dalda grande ch'^esce 
intiera della forma e comunemente 
ba in s^ due ostie da messa e due 
comunichini {particol) \ la firrata d'o- 
stij(OW^) come la dicono i Siciliani. 

6stia. Ostia, Cialda con entro aegnalo 

il monogrammaIHS^^^s^''^***P''®" 
ti per la celebraiione della messa. 

Ostia de refud. .... Quella cialda 
con entro segnato un CrociGsso e due 
Marie daMati, la quale si usa 80tlo-» 
porre a certi mediciiiali. 

Mett dent in T ostia. Incialdare* 



OTT 



(a3s) 



OZZ 



Scatola di 06ti. . . VOs^ra del Sardi. 
^stia che anc/ie dtciamo Apr^U 

L^efTetto che produce la salda. 
Ojiliari. Ostiario, 

Ofltln Dim. e yezz. d*6st. K. 

Ostin&a. Oslinato. 

OstiQadell. Ostinatello. 

Ostinaddn Ostinatissimo » che 

vuole caponisstttiameiite il placer suo. 
Ostin&ss. Far/ronte(CAro ApoL 77). OsU- 

narsi. Perfidiare* Stare in sulla perfidia, 

Ingrossare> Jncaponire. Incapare. In- 

caparbire; e fam. Entrar nel gigante. 
Of tinazioD. Ostinaiione. .Caparbierla. Ca- 

parbiaggine. CaparbUid* Caparbia vo^ 

glia; e sch. Mulaggine, Incornatura, 

Incapamento* Caponaggine, Caponerlcu 

Ostinna Dim. e vexi. d'^Osta. f^, 

()sireg9.0strica.V0stren eduUs de^sbtem. 

Quell di o3tregh. Ostricajo, 
6strega. fig. Ostrica, CiabalUno* Spatac- 

chio catarroso. 
Oslregh^e. Ostrieafo^ 
Ostreghinna. OsUichetta, 
Ostreg6n. Oitricone. 
Ostrufticjo* Ostrmione; al dim. OstruaUon* 

cella, 
Otii-a^lanU. Franzesismo degli Orolo^ 

giai per Pientaa drht. V.. 
Otl^gon. OUagono. 
Ottangol. T. di Ferrar. . . . Specie di 

reggetta di fcrro ottangolare. 
OUangolin. T. di Ferrar Reggelta 

simile all** ottangolo suddetlo , ma pitk 

piccina. 
Ott4v. OUavo. 
Ottava. Ottam. 
Cttava. T. mus. Ottava. 
Olta^&ri. T. eccl. OHawuio. Corso di 

prediche che dura otto dL 
OttliV]. OUavig. Nome proprio Uiato io 
Kyk on fa d^Ottavi pien. Parere il 

secento^Averegrande spocchia. Sqfflare, 

Jndare in contegna o in gota conte- 

gna^ e minorat. Stare sail* onorevole. 
Ottavilm. OUaviano, Nome proprio usato 

nei seguenti dettati: 

Conl on la d^Ottavian. Con un far 

da gnorri. 

Pas d^Ottavian. Il presidente della 
Jlenuna. 
Ottavin. Flautino. Slrvmento da fialo as- 

sai pid breve del flaulo e accordato 

un^oltaya piil alta -— VOtlavino dei 



diz. ital. vale per uno dei registri del 

corno da caccia. 
Ottegni. Ottenere. 
Ottegn^u. Ottenuto. 
6ttica. Ottica — dttich. Otiieo, 
Ol\6ber o contad, Occi6ver. Otlobre; t 

antic. Otldbrio. 
Ottober Vh el met che te pertega 

i rogher. F, in E6gora.' 
Ottoman e Tabor^ a rottomanna. K 

in Tabore. 
OttCks. Oscuro, Bujo* 
(yytfxdicono alcuni per 6ga o Vdga. V, 

V6ga e Sovenda. 
Ov&a. s. m. Aovato{SoA. Ag. i64)* Ovato. 
Ov&a. 8. m. Piastrello, Pelliciato. 
Ov4a. add. Ouaio. 
Ovadin. Ovatino. Tondino. Piccola tavo- 

letta di figura tonda od ovata. 
Ova. V. Ov«. 

Ova^. (7y(Guadag. Poes. IT* 169). 
OvatU. OsHiia. V, Lovkta. 
Ovatt4. Abbambagiare. 
Ovatl^. Cotonato, Abbandfagiaio. 
Ovattadi!ira. Abbambagiatura? 
OvS o Ov8B. f^agito* Fa ovffi. P'agire. Dal 

greco 9*uoi9ji6y grido, e di qui gli evo^ 

de^ baccanli 9 e fors^ anche 1' aovare 

del popol grande agli ouanti. 
Ovej. Ehi, Genno d'avviso o di chiamata. 
Ov^a. Ovaja, 

Avegh-gi6 Povera. Aver le budella 

in un paniere o in un catino, 
Gasc4 To vera. Cascar Vovaja. 
Ov^ra. Buttagra. 
Overtoeikr. Otfertura(R\m, poet. pis.). En* 

trata* Entratum. Apertura. Sinfonia da 

cui si da principio al dramma. 
Ovin. Uovicino. Picciol novo. 
Ovirceu. Uovarolo. 11 Coquetier de'Fr.» 

il Coticouniero dei Provenzali. 
6vol. Uovolo — Ed anche Specie 

di ferro da scorniciare. 
Ov6n. £/bPO/ie(Dati in Pros. lior. Ill, i, 71)* 
Ozen. V. a. dal lat. cerdo con la quale 

{dice il ^ar. miL) ivano gridando per 

Milano quelli che acconciano le scarpe. 
6£ea. f^' in Panigaroeu. 
Olios. Ouoso> 

Oziositaa. Oziosiid, Oziosaggine. 
Ozioson. «... Oziosaccio. 
6zzi. Ozio. 

V ozzi I'e el pader di vizzi. Vozio h 

padre dei vizj(¥fiQ* Rime II 9 i ed. luc). 



. Mori mi, Th murl d Ji^ di nee 
ikim. . • . . 9t suol dire da chi cura 
aemiiiametife la propria vita, poco 
importaiidogli d^ie^i altra oosa, pnr- 
che possa conservare fl^ atesso. K< «/i- 
ckt im Fittft e in M6rt Aii 

Pjibbi. Pastmn* 

Pabbi <^fto Erba ffHtera dm mtttmi. Pa- 
meo peioso(fie Oh, Jir). Krb» pra« 
teatfe deadaala specialnNnt* ^ pasoolo 
de*buoi, e eorW «poiiden|i* , io eredo, 
al fhuie. Jt/risle o Gnun^ ds Cimuuie, 

VMau Botta e^tmpafmola. AnfHtio nolo 
che d la ilAiM hufb dei aiafematid. 

Mhbi impropriam. p0f BottarAiina. K 

Pabbiia. • * • * Argiaette> tafto vardeg- 
gialile di panioo ^kwo (/mMi); da 
moltiasiifii di qoi^ti afginetti mmo 
inferaecate la noatre riaaje. 

Pabbifki. Pa/ucmsUr^U. Portico smli^aUeo 
(Targ. iHra.). Sp. d*erba pralensev il 
Panicwn eru4 gMi dai botantci. 

PArea. Pacea. Bhila. 

P^ccagniaza. Colpa* Boikk PtKon. 

Poeca pacea^iaial KiAle ^murltf Pac- 
ea seipohi o Pooca btisea) f^ N^ipola. 

Pirt^b. Pmeroi^^li^. ttii.)' tTWol4&. 1m0^ 
gUo — Nei diz. itaL Ptwce ^- nome 
spfKifieO di nil dafoinvoglio di yielli. 

PACch^tt. Patchetta. PacheUo. Jmn^ltino. 
ComponD a p«ccbett o a la looga* 
T. di Stamp. F. in Gumpodn. 
Tempera a pacebett. K in Tempera. 

Pacrbettin. . • • . l^tcio) paecbetlo. 

Paccbetliiiat\ Piccioh's.* peccbetto. 

Patcbetflsta. T. di St. . • . 11 fr. Paquetter. 
^, in Comp^mi. 

PaccbetuSD. . . . Gran paeeo o invogKo. 

pKCoiA. Sganaseiarc' Pttcchiare. SbaJfituK, 
Spaukiart (^Xxi^c,), Mangiar molto e 
di guato ma in modo aeon van iiante 
sbattendo la ganasca e quan acaneian- 

' doai i baffi per aflMtarsi a higollare. 
Hone tt tratta de pacciii bin pront 
tucc. Molti a imn^la e poohi in coro 
(Prosr fior. Ill, II » ao). 

Paecia sara pacoiA. Manginre 9opra 
stomaco (\M$\o del Ficino riportaio 
dall'agr. G. Villa in Gber. f^oc.). 

Pacoia $ost. nu pgr Paccialoria. y. 

roL in. 



Pamacciigb. r. tm IgiUcdiela. 

P>oe4Jida. ¥b ai g itoi<€W<»>^faitgfatowyif^l08c. 
— T. d. ). Paeekiammto, Mfmfktki 
Pappatn. Storpaeeiaia. Sptmeisikt. Ona 
paoeiada de caatagn. 5li«pM«to(^t08C.)c 

I%ociclda. ^g. . ^ . . . Luero iil^etta. ^ 

Paeeiadhina. Pirn* rewieg. di PaoctAda. 
MangtaltiMMjomL Sin. pk ^Sg). 

PMmad)nna. fig. Un pcf d?agre$kf* 

Paeciardtt. Pacchi€nftf€{*t090* — « Tom. 
eiknio). BambooeioUo. Pajjfwt9. 

Bqn paeciarott, Bob panatlOK o 
Boo past on. PastrioeiamL Bm&H pastric" 
ciano, PasticdmfO* PtuUtcaio. Bmon pm^ 
sticcione. Uomo bonaeeio -^ 11 Tatsonl 
ns6 aaebe aUa knabarda PocMftioivtfrH 

Paeciardtla. SaiWaiKi(Biioii. Timem 11 » 
4). PocrAiaroM^tose. -^ Ton^ OitmU)* 
Pasiogona e fat$iccioHa^ 
B Pacoiarott^U. Bum&oaeetta -^ Pi^iiei/o. 

PaeoiarattiSii. Bamkt K^ i^He. *»• PtUtric- 



cianaccio. 



Pa«feiai6rfa a Mangiat6ria 4^10 ancke di- 
eesi Bl Pbeeid, e ^s^omdo Hi f^ar, mil. 
La PIcia.m Pappioi^Bt,). Pappaloria, 
Pitppaieec&. Bieona patckma, PucMo. 
Pi^cehiu* tt oibo, il aiiavgiiire. ' 

Paed6ii che anehe dioui Pappdn; .Sj^c- 
e/iioiie(^tosd. -p<M T.a.XP«cdkmoa* Mkit- 
giiona. PappoHc^ Pappolome, Pmppmd 
ddone, Pappalmnh, PmpptUore, 

Paoei6naa. Pi^onm(¥ag. Jp* pun. 1, 5). 
JMimgiona ( toscr <*<*« T. O*). 

Paeck>ntSn. Pacehionucdo o SpaothiOMie* 
do^ o Mmngionacei&{*to8e, -^ T.'0«). 

Paccionduna. Pancbionac^{^io9C.**l*Q.'f. 

Paociottk I Mmeinaro n due^ paiauoua 

Paeriots^t jy^ffiape. Sganaseimre.^ 

Pacciiiga dicono ahmii e&nUdini per 

• Laoci6ga Jigi in senso di Portinna. f^. 
ed ancke in genere pmr GtMirniai^. #^ 

Paeciugd. Impmeehiucar^*^ Jmpmocimcmre. 
ImbrmUnrt* lerda^. 

Pacciug^ fig. Abborracdan* Jnroeckiare. 
jiecimbaHnre. Jccisufpmn'* Jrnumaccia" 
re — Per lo steaao cbe Veasig&. K. 

Pacciug&da. Imbratto. imbrodolmimxi^ 

IHiecitigam^nt. ImhratUmmto^ 

Paecitigame9t^e.OtfiMto/arte.A^Pacoiugfin. 

Paecidgh. Moltore, MoUume. Bagnaaaento 
e umidit^ cagionata d^Ua piQggia naUa 

3o 



PAD (a 

terra •— TaWolta a^uaa anche per 

Pacciame, Pattume* Pacciume, 
Pacciikgh. ImbraUeria* imbratto. 

Ciar come el pocciagh. fig. Jbrbo^ 
, . Non lisciOf soUo cui sia maliziae fraudei 
Paccittgh^Dt, MMUccico, MoUkcio, - 
Pacpiugberi. Un gran moUorfi, 
P»ociiigh)n(detto a fandaWi)* ImbraiUno? 
Pacci^ig^B. • . . . Chi ami assai di tra-r 
.. mestare cose liquide, pattume, ecc,: 
Pacciug6n Jig, chc anche dicesi Pacciu- 

gameat^e o Imbrojamestie, Gaastm* 
> iarte^ Guastamesderi, Ifnbratktmondi, 

Jbborracciatore, Acciarpatore. Ciar- 
' pone* Garpiere, Colui che si pone a 

fare cosa cbe non ba bene in pratiba. 
Puccmg^nnB. Ciarpiera? 
Pflcciugoilt e PacciugoUell. Imhrattlna? 
Pfice: F^oce italiana ehe noi iisiamo sol- 

tamto nei modi segu&tH , sosUtuendo in 

. ogni altra caso la vernacola P&s. P^, 

E pace. E buon anno, Efesta* E qui 

. finl; e iiulPaltro<Gec€hT Prov, p. i44)* 

. Fii pace, iWvggf»ar5e/ie( Pr. &ot. IV, 

III, a5). 
F4 Ja paee. . • * ' * 'Crionare uim 

ultima partita per far-partaie paee. 
Pace eelebrata,' CTnir itio/Mt pamoz- 
. so. Una paeioz^'Ul^g'^ alhgra^ . 

YesB paoe. T. di Gitioc^; Ei^r p^ce 
'■ ''-^ ein sig.affitie anche fuor d* giuo^ 

ct) Estere «co/t(i(Prot. fior. IV^i, S6). 
Pacem abete eht altri dice ?hce o A|e- 

gber Mpp. Paziensa. Tal sia, Cosi sia, 
' .Slia con Dio, Sia pure* Frase di rasae- 
Pac^nza. K PascdnM^ (gnasione. 

Paoifegb. Pacifico. Fra noi pfir6 si usf^ 

ordinar.^ quasi che nel sen^o di dpaUin 
Pacifieass. Pgcijicarsi. V^ in Pas. 
Pad^nd Composixione mctallica che 

imita alia grossa P argeoto riuscendo 

per6 di colore rossigno, e della quale 

si fanno cuccbiaiy guantiere e simjli^ 
Padedced. BMo adu/^7 Sp^ di batlo a due 

sole persone; dal fraoc^ Pas.de deux^ 

Padella. Padclla, Aroese di cucina noto, 

Faccia de padella. riso ^oo/acciato. 

In la padella Vh bon ai^c« oq sciatt. 

r. in Sciatt, 

Nan Padelliu T, in Ni(n. 

SalU de U padeUa iq del fasDigb^ 

Usoir dell* inferno £ cnirar nelVabisso 

(•tosc). Sedtar dalla padella nella bra" 

ce. Faggir rticqua sqUo alle grondajle. I 



34 ) PAD 

Tegni Poeucc a la padella. Tenertoc* 

chio al pennelloj alia penna^ iCmochi, 

Tegni on oeucc al gatt, e Pollr^a 

. la padeNa. Jver cura alia padella e 

al gaita -*- V* andie in Gall. 

Te see bella come el cau de la 
padella* Oh le ^belle*%c cadono a te 
dalle calcagna tnona iucu(a(Ambra 
Co/an. IV, 5), 

Padella. CA4o«a(*tosc. — Tom. ^'i».}»Oran 
maccbia d^olio o d^altrjo uniumesuUe 
vesU. F> li&mpeda, 

Padella. Padella. Vase di cui aervoosi 
gP infermi per fare a letto i loro agL 

Padella. gerg. Ifaneroif^lo, 

Padella di maron, e nelTAtf^lHil. Padella 
di borceul. X, de^ Gast3giv PadelloUa 
(Alb. eac* in Bruciaiaja), padella gran- 
de e tutta pertMgiatfi in cui i bruciaLai 
fanno arrostire le castagi^e. 1^ padell« 
casdlioga a canoelletti di ferro cbe 
ujilamo a pari fine ^ .detfa d^i Luc-* 
cbesi VlnoaUaia{dak ca$rQ , caocellp). 

Padella^ T. de^Cioccol. *,^ . , Gran padellii 

: di rame di fbnma .o:rale peila quale 
si abbroaiisce il.cacaok>. 

Padella o Padellott ,dio09io , aJiutai Co9^ 
yeftiVri > per BaaasMa. .*..•> f. Bacicio di 
rame cbe trae al piatlo e. nel. quale si 

. fanno le confeitupe. La Bassine de* Fr. 

Padellad^^ PaAellwlia,. Piena un^ padeUii 
. di cheocbessia, 

Pudelleltai, PadeUeHa^ P^de/Jim^. $p. di 
padella sema mwiieo e ool ^oIqi pccbipi 

Padelliu* PadeUinOy P^^juolo, 

Padelliq e Padeliin del fidegb. fig. ISa- 
nerbltolo^ ^. Scifb{|L6q. 

Padelldu. Padellone. 

Pa4ellf>lt. PadelloUp. $p^cie di gran pa-i 

. della ellittica .CPQ< due inanigUe d^i 
lati per cuocervi ^acohini(;M>///n),^ 
enalre, ocbe, ecc< 

Padellott^ ger. NaneroUoh^ y* Sciabaldn^ 

PadellotteU che altri dicono Qaz^iroenla 
de capun^ iVai«ce//a(Scappi Op, pag, 9 
r^tro e fig*). Sp, di padella ellittira 

. con un aolo e breve mapico i| meszo 
il corpo a nso di c^ocei'vi capponi 
Q aUri.simili poUami. 

Pider. Padre; e a}U lat, Patrc. 

Ai di d"* incoeu P e caliv leva pader 

e mader Si dice per iscberio mistu. 

di rabbia volendo denutare insubor- 
dii\axione nci ligliuoli v«r50 i geuitoriA 



PAD ( 

fel iradiraV Mieti id fader. Farebbe 
ten tradimenUy in un caik:e{CecKld 
Servigiale 1^ 4)- 

Hoo minga cdppaa o YnaEzda m^ 
pader. .... Gosl risponde idtrui chi 
si vede ntesso itinansi alcun partito 
da disperali — Pare cht to abbia 
nmmazzato il padre alia sorte e che 
percib elta se ne voglia vendicar meco 
disse il Biion.(7hit. iy,i)tii semo affiiie. 

Ml 06 Fe el pader di gatt. . ^ . . 
Scberxo che si ripicchia a chi niega o 
81 rifiutaa checchessia(ii]i n6 — to no), 

Pader de legn che il Maggi {Interm, 
If, 157) disse Padfttri. Ptidre imbe^ 
cheraio , inuasato , astratlo 9 esiatico 
per Ptanor de'figliuoli , che si lascia 
cavalcar dat Ggliuoli. 

Pader di dificollaa. Fisicoso. 

Pader di logg o de tutt i romedi. 
// fnaggior bajonaccio del mondo* Chi 
tnette 10 zurlo o in ruzto tutti. Il 
Boute-en^rain de*FraDcesi. 

Pader drizz* Padre per opposizione 
a Padrigno. In pari modo diciamo 
Fradell drits^ Mader drisuutj Miee 
drizza, Sorella dri%sa. (venln. 

Pader, fioeu e stoTenin. K in Sle- 

Pader Dobil. . . • Attor draromatico 
che si dedica spec, alle parti gravi. 

Per i danee el veodarav auca s6 
pader. Per un soldo i^enderebbe Pani" 
ma(Nelli Fecch. Riv, III, 4). 

Per ona voeulta la se ghe fa o se 
p6 falla aDca a s6 pader. Da una volla 
in su tu non mi chiapperai ptii(Monos. 
p. 39a). Dove V asino casca una voltaj 
ei non ci casca dfie(NeUi Filup' I9 3 )• 
Pader. Padre (i^er onoranza at regolari). 

Pader abaa. Padre abaiei^va, PoeU 
II, S18); e Padre abate di governo 
(id. ivi) chi ha il goverDO attuale* 

Pader compagn. fig. Compagno, Con- 
socio. Compagno da trastulU* Una cop- 
pia c un pajo{MotH)$.). 

Pader Praa Gandiott. F^ in Fraa. 

Pader Ghiringhell. Fraffazio. 

Pader son balord, de sOoreggia mi 

sont sord che anche diciamo alirimenti 

~ Mi de dk stoo in Borgh di occh. Al" 

banese messere» lo sio coif rati. Jmare 

ha nome Poste* Tagliaronsi di maggi o 

S"* usano dire quand* altri interrogdto 

noo rispondo a proposito. 



aSs ) He 

Padet* tastabroeud. F» Fraa brceuda 
P4der. s. m. pi. Padri, {in Fr&a. 

Vess anmd e Vess andaa al Limbo 
di santi Pader. F, m' Limbo. 
PudigIi6o. Padiglione, 
Padign&. i^. a, del Vat*, mil. Fuggiri. 
Padimi. PacifiCare. F. Pasentli. 
Piidova. Padova. Nome di citU ns$to in 
La barca de Padova. Qud che i 
Fr. dicono Tout le cariagei F. iH Bjircai 
Va a Padova. t . . . Improperio che 
si grida dieti*o a*calderai ambulknti. 
Va a PadoYa a f^ el magnan. F. Ma« 
Padov^n. fig. BabbeO. F. Bad^. (^nhn. 
PadovliD. Ad. di Mordn. F. 
PbdoYandl. Seggiolino(*Bor.). II Solitaire 
de*Fr. F. in Ligna pag. 36i eol. i.* 
Padovanna. Ad. di Gaijnua. F. 
Padrierii y . a. F, Pader de legn in Pkder. 
Padr^go» Patrigno. 
Padrin per GuidJkzxt Fi 
Padrin. Patrino. Assistento lii duellaiiti. 
Padrinli. F. Madnni. 
Padr6n dicono i colli per Patir6n4 F. 
Padroninza. Padronanza. Padronaggio. 
£1 sa la soa padronanza* Buonpon 
drone* Mio buon padrone. 
Padroulssem. Padronissimo{Cr. in Bao' 
chetta). Al femm. PadronissimaCFag. 
dap. tuU in, la). 
Padr6nne. ^ dicono le persone chili 
Paditmsda* > per Patr6nna^Patronscln, 
Padronscinna.) Patronsclnna. F. 
PtM* I II Padule. Il Patude. La 
Padiimm* S Palude ^ Panlano. 

Acqua de padi^, Erb de padd^ UscU 

de padO* Ac^ua paludale 9 Erbe paiur 

dali^ Uccel palustre o Uccello di padule. 

Pa^la, Paellln, ecc. v.c. per Paddlla, ecc.F. 

Pa^s che i contad. e P infimissimo vdgo 

dicono Paj^s. Paese. T^Brra. 

El paes de la cucagna; // Belgodere 
(Pan. Poet I, xxxix, 6)* 

Ogni paes gh*ha la soa usanta. 
7'aK/i paesi tanie usatne. — Paese 
che 901 usa che trovi. 

Ou paes dove se liga i sees coni el 
cervellaa« F, in Certrell&a. 
Paes gross. Terr^ grossa. 
Paes pien de ek. Paese ben accasato. 
Paesi bassi. fig* e sciierz. Paesi bassi 
(Bellini YrtPros* fior* III, 11, 127); c 
nob. Le parti dabasso o dabbasso. 
II 4uogo della 9ergogna^.?2. 1, i)« 



FA<J 



ta86) 



PAG 



^ ScDpri paM. Socpmir pmfH* Fitnder 
. natiiMi copertaili#ttlf • 

rare iUh pMiw.. TomMr al fHtes^ 
Tutt el mond r« ^t$* V* in M6nd» 

ancbe /VvMaggtO* ma ^al i^ooa ulaM 
da pfcbi^ ndla i^iial coaa non on part 
«1k iritaliaoi d^oggidi siano per con- 

PaaMaop ^iifiH€ti0* (irenirc. 

Pa^s^lt. PaupUo. PaefieUo, Pa^in$. 

P«fsiiUu P^tmsia^ Piti9r gniesiJUL, Pge- 

PatsdU. rama i4» /m?' gr^M. {$anie. 

Vm Tafff. Paff paff, Tiffe 0ffg. 

All«|^i^aoP«ifadoppta*j;(^^9iiaMaJtf<H 
P)df p0ga»» • » Gmrio id ciii si dattno 

le paghe; dl nal qaale ai d4 ia paga. 
Tiii la t>«t^ ^^'•'^ i^P^ai T. &.)• 
V^sa a paga intre|;a « a mexaa paga» 

Essere a tutta pnga Q « m€%Lapag^id*)^ 

A pag& priina f '^ mai ierrii. Chi $mo* 
fr i7 im^^fv mUfifUQ lo pm^ ittmrntA 
IrwMPiBuMi Pro¥.U^j\ Chipm^m* 

A pagtk #*^ fMipr'a Uinp« W fi- 
^ar non 00Hr kmtf^ /d p^^gnr jmui 
€9fi$r^ r r$ n$0 *JipigUiit4vaufWM§e^ 
al pagar si va al maiiona^ j4hhi la 
mmt0 pronia ^ imppello e forth Mm 
borm* ifidngia U m^rte ^ il ptigm^ 
mento piu «^ 4t€ puoL ProTtrbio ^k% 
in qflalis)i« cn^opudcftena consenta*a« 
ai dettami drila prodeniay aocorch^ 
ia geiMirala merjii pii\ fed« il d^K) Cfii 
|Mf« b$ne n0n>fkiUsoe mat; c p^a 
W» cohU tffo ps^ «(M/0(BuoQ. picfu). 

i toii]*«M a cretta «« tetta, a pagli 
m cwppa. JP d^oe cosn €i^«Man9 « 
noit renihrd(C^nt cam. I» 6^)» 

CM fftoaianda paga-KGomanda ^ig.^ ."* 

C)ii giuga de tapriaii paga de boria. 
K M Gaprtui. 

Chi paga aubat paga doppi* f^.Sdbet. 

Chi romp paga^. ^^ in AiSmp. . 

No 999 cloaac pagarat a ved^ o 5im. 
Quel cite paghemi ^ a p^dere o 

Quel cha mm pagkerei \ Nfn»<T«6.)' 

fio vasa^gh danoe abe )e paga.iVbn 
m^r pmgo, Essere cosa eke non ^ pub 
pagare* y» ttnche in Dan4«. 

Paga «i «6 iemp, fiisp^miett ad uno 
deiitmi.JbepomderemeM ;»' dnxiaxe. 



1^ 9 b mm w la«L iVigtir d< 

Pug& al de U. r* Stjvpafi. 

PagI aatacipaa* Pagare a^wnU traflo, 

Pa|^ a proQti« Pagare di o in ooMkmti. 

Pagli eoa la aaoa* f\ in Sc6a. 

Pagk da fesla. r. in DaAi tn. 

Pag4d*ona belb inoneda» P'. tfoo^a. 

Pagi^ dttu OBUoc e on detti^ Spendere 
U wore 9 gfi Qcc/U o il cuordel corpo. 
Dare gren aooiaia o Ja cosa puk cara 
per otteoere cbeccbtfsuu 

Pag& el aelari a tun* Pagar mo del 
suo salario^ 

rag4 V ogii ^twerdor fculerLaica 
Cen UU nO¥. lo.* p. 063)* J^agar Poste. 

P^gk pMDtual. Pagmr ptmiuaie come 
un appalto{Pan* PoeL f«xY?iii« a5). 
Pagar oom9 un ^anco{Oom lifmaoi — 
iEiicea p. aoa varao). Einer pronto , 
piwtualey infallaale pagaior«. 

Pag4 proAiBMitaineAi. SopraGfon^pe- 
rare. y. Sirapiig&« 

PagareT qiieU die ae sia a Teas 
miDgia aadaa M« Og^ gjrau cosa ri- 
tomprerei di son esservi andaio(C9ro). 

P$gass de mordee. K in Mom^. 

PanUloa pagii. K. im P8Qtal<i«. 

Vilan cria e vilan p^a, K im Vilan. 
Paga. JbOM/giiv oosi il pacere godutooil 
bene avutOt come il jnale iiitt«. ieaogna 
pou paga}. Poi te si seoManoC^ioee. 
— T. G,) o gli alraviati o gU sirapaazt. 
Adess el It paga 10 preaon. Ormsconia 
in prigione(T.G.) — in lace ua htto. 

Palla pagi cama aalada. f^. in C^nm. 

Pagi cama aalada. K m Ci^r^eu 

Pag4 H Ho. Betfdtr ragione di chec- 
dWMM(DaiHe inf, XXII* S4}.Scon$mr9 
il suo peccmto. r» anche in Fio. 

T>i me la pagaree^e la vf^farpagtore, 

Ymuia fe paga tntl. K 4>i Vi^naa. 
Pagau Jppm^gare, Pagare. Pag& Toeucc o 

la \isU. Jppagare Poedtio, 
Pag^a. Pagato -^ Pait e pagaa. V. in Palt. 
Pagjii, in seoao di^r» Pretiolaio* 
Pag^a. ..^ipp^gaM. Reslft pagaa. Appag^rsL 
PagM^it a la iiiodm. acben. Mlarr Ba- 

ieiochio* \\ basCone. 
Pagad6r. Pagatore -«- Suon pcgatot^ del- 
P^dtrm bona ^ signore* 

Cati r pagador o Moneda looga. Pagor 
. kfrtlio -^ piik inl«iiaRmefileMalpMga. F. 
Pagador. /'agia0re<iniliiarei* 



Pagatrice, 

Pagaai^t. Puf^menkh Prngatura^ 

E in p«igMn«at. iP fier maggior c^n- 
feiilo(Pan. jPoef. It xvni, 9). E per 
Sopr$ppiu* S gumia — • Iroaic* JS per 
hd pmgtH E p€r Hftaro, 

Pugimiu Jd* d'tgfi. F. 

Pagra^Sn.Zo 9t0S» ehe Pigaoiilkh.^, tJga. 

PngAiid. F; Pagbm^ 

P4gJai<H ^<M:e MfoAt nd datMo Talis 
pagazio talis cantmio. 7Vi/ soruUaial 
M&il«(F«g. iliM It, 99$ e. 1.)* ^ 
^imUe M*tdtro Pocch 4aiie^ pocch 
sanfliitoiil K im Dasee. 

PitgtQA. Papna, y* Pigioa. 

<^g*«''^)«g>^ -^ H Tmrg.(JIL JceAtU dm. 
I, p. 1 65) Qomina i P^^fgi <ii vaiig^a. 

Pafgi«ria« Paggetim. QuaniiU tli pnggi* 

Pif^isrW Aiggcnk^MagaL — Alb.enc.) 
U coUegio de^pnggif il kiogo in ciii 
sUnno a «daca2ione i paggi*^ (49^^' 

PnggiiK Paggi#K<Pag. ^01. 1 , 3«5 ). Pug- 

Pag]ier6.j. ■!» AigiA«r6.Conf«fisione<critta 

d*un debilo con proroesM di pagam."* 

Paglierd del loiu PoUzumo M ioUo. 

Pigtna. A^M«» 

F^ pagina o Metl in paginn. T. de- 
gli Stamp. Impaginaru* Formar le pa- 
fine «oi cantteri messi insient dal 
compositure. F Impagine* 

Pagina bianca. T. di Stamp. Pugina 
bianet^^^tieome si dice leiiera bianca), 
Pagion in em non b caraCtert veruno. 

Pagikiiftcia. • . » Pagina grande a tocca. 

Paging a. • . • . Brave pagiM. 

Paginb»aa* • » . • Cnrn pagima. 

Pagiiarln. . » • • CUi ebanisti cfaiamano 
nasi MBSlJintivaaiante inarSe specie di 
legni albicci o pagliaticha uaano per 
lislnlbre i lofo Javori^ 

plgn. a. m. pi. Patmi. ^bdU, Festimenti. 
A batt i pagn nonpar la atria. V, 
in Sli^a. 

Batt o Batt-foeurn i pagn. BaiUre 
i pi*fic per iap«)lynrarlt(*iaac. *-*- Tom. 
Giunte), Scamatare i pogmL 
imhogna da pajgn. in/fcg^aait)(Fag. 

I pagn dlnrvfema* /pnnni ffel vcnrto 
(Fai^es Piov^ Aj:!.^ p« ly^). 

Linger de pagn. . . Con pochi panni 
indnssob L^Alt(Koci lose*) tisseriscc mo- 
do toscano il aw» conUw E$ser gnatfe. 



PAG 

Mattes in dipagn de Tun^ ^» f^ietUrm 
i pamni d^uictuto. Entmr ne* piedi d'ab' 
Cisno, Giudicara dalle cose come altri 
ne giudicherebha in proprio; aasere 
nella mede&ime circostanse di alcn*- 
ao *-* MetUt in di men pagn? Entm 
ne* miei piedi. FestUi i mid panm* 

Meit-faura i pagn^^^nnnra iptmnu 

N^ pan n^ pagn no fvK nai dagn. 
f: <n Pin a m Diign. 

Sacii i pagn adosa a T«n. Gg* Ser- 
rare i ptinni addosso ad alamom 

S<;oiftdttu dent in di pagn* Hurmto. 
Andar <iirYila(Ne* nomici &>r. paasiro» 
per €9. C9cciuDissimili IJt a e altrove). 

Sia in di acsu pagn« Siaru m^ suoi 
panni a »^ euoi eemU* 

Taj4 i pagn adoss. a vun« Dare adf 
dossQ a finnCLeop. Sims 8). Tagliar 
U legne in capo adalcuno, Cardegginre* 
CMdare tmo* Trinciiure il gMbome # 
Jcno(Fag. Jtime IV, igl). TagUarU « 
nAa(Sac« ^luna U« 58). JLayarare afcm»9 
Jino Jino. lat^ormre uno di ilraforo. 
JLavorare addosso a ttno(Zanob« XMi.). 

i'r^gid i pagn. . • . Sciupare ■ pan- 
ni » esseme un dissipoae* ^ 

Vess in di pagn de vuu. Essere 
nei grado d'alcimol^Sich. Op. VIJ, 229). 
Pagn. s» nu pL BioMdierie* Pmwi Uni. 

4asa di pagn. F* in Aasa. 

Coo de pagn. Capo di panni* 

DJKvia i pagn a la lavandara* Dor 
i panni a iaiHire* 

Destead i piign.«Syaniare o I^nuiere 
il bticato. 

Innmadl i pagn did Itfvaodaa. . . . 
Con bpraad ieggieri d*aoi|na rimba- 
gtihm i panni lini raaoiutti dopo il 
bucato per Atrche ra^fano alin ati- 
raiit cat lerri. 

L'^ la Mea dH Isofa chn Ifeva i 
^eigtu r. in fi6jn. 

Noti i pagiw K in Lavand^ra. 
' Pag* krutt^sporcb. Pnniii smddi. 

Sli pngv iio bin n^ lavaa n^ da krl. 

Q«is0 ^ U bmctHodidommOliva^meiie 

- btpulce motia « la lem i4aa('toac. — 

Tmn. Oktf$te ). Dicasi parL dt binnebe- 

irie mai larvnie ,< sami/aniff(lotiMa). 

TarcA i pagn . Appiedare o j ip p mnim re 
i finnni. Attaccara tnaievM can dne ptfn- 
tt di ti^ucito due o pSi\ capi di pauni 
par naettarli pai oai 



PAl ( a 

Pdgn^'dicono alctuti per ImpenM. F. 
Pagokt 5» m. p] . dim. e rezz. dt I%gn. Pora- 
Pagn^D. T- coDt. Pannaccu (niceHi? 
PagQ^n Agg. di Pinn. F* 
PagD^tt o Cossin^tt o Cossin. T. de*" Ta- 
ligiai. Barde/la^ e secondo il Grassi 
Oil* inil. PanioUine da sella. 
Pagndtu. Pagnotta — F. anctie P&n de 
• munizion in P^« 

Ciel faa a paguott. Cielo a pecorelle, 

Ciel faa a pagnott, se no pioeuv 

del di , pioeuv de nott. Lo stesso ehe 

Cid faa a lana, se no pioeuy iiicoeu« 

pioeuv sta setiimana. y. in Laoa. 

La pagQoUa. fig. Tipane. L'impiego. 

Sgobb^ per la pagnutta. Lworare 

perch^ si spagnatti(PsLU. Poet, hv^g)* 

Pagnottella Picciola pagQotU. 

Loeugh pij de la Pagnottella. ^. in 

Loeiligh pij. 

Pagnotlisla. scberz... Impiegato pubblico. 

Pagura, Pagurascia, ecc. K. Pa^ra, ecc. 

Pibja. Paglia «—- La paglia altra ^ eannel" 

/osa(Last. Op. Ill, ao6), altra fo- 

gliosa (lyi). 

AndJi a dormi sii la paja. Jndtire a 

contra ffdrle nespole(Cec. Es.CrodU 4)* 

Avegb pocca paja in bast. Qtuui sim» 

a Vess senza paja in bast f^. piii soUo. 

Ck de paja. Cusa pagliaresca. 

Capell de paj«i. Cappello di treccfa 

(Bnonar.. Fiera III i y). f^, in Capell. 

Capell de paja bianca. Cappello di 

truciolo (e vero truciolo, non paglia). 

Capell de paja de palma. Cappello 

di trucioli di palma, 

CarU de paja. ..... Carta fatU 

coUa paglia macerata in luogo di cenci. 
Cont el temp e con la paja ma- 
dura i nespol. F^, in Nt^spola. 

Dottor de Sinigaja cb^el maogia fen 
: e el caga paja. F, in OotuSr. 

Fa o paja o fen. Caaarae. cappa o 
mantello, F, anche in. Fun. 

Fa «alt^ la'paja*-. .^ Dopo battuto e 
ribattuto veder di spigolare il residuo 
delle gramdla dtbattendo le paglie. 

• Foeuj de paja spaltrl Qua- 

> drato di mezzo metro diwtessuto.di 
paglta o di truciolo assai rado cbe 
' si saol adoperare per fondo «i cap- 
pel] ini di seta o siroili doUnescbi. . 

Formaj de la paja* . * . Quel <:a- 
cio die scevcralQ dal sicro si mette 



S8 ) PaJ 

^eila'pagUli a rassttdare e a divenif 
aerbatojo. 

Forment con poech paja* Grano mat 
impagliato — con sossena ben impa- 
gliato. 

Genar polyerent pocca pajft e tani 
forment. F% in Genlur e M&r^ 

La paja attaccb al foengb la va imngft 
ben. Bg* L* uomo i fwoco^ la donna i 
stoppa^ viene il diavolo e sk gti accocca* 

Magg ortolan tanta paja e poceh 
gran. F* in Mdgg. 

Mangiass la paja fbeura del bast o 
Mangiass la paja sott al cuu o Man- 
gia el fen in erba* Mangiarsi la ri" 
colta in erha. Bere il vino in agresio* 
Severe I'uovo tuHuUi che nasca. F» on- 
che in Bksu 

On foeugh de paja. F» in F«eAgb. 

Paja de (a capej. Paglia da cappeliL 
Vendesi a mannelli o a manaUf non 
imbiancata o greggia^ s/Uaia e sal ier- 
reno da svelUre bianeaifiior* agr. tosc* 
1897 ubdle). F^ anche in Capdl — • 
Si dice Pagliajolo(LBsU Op. Ill, ao6) 
Chi semina grano ad oggetto prioci- 
palinentc di averne paglia da cappelli^ 

Paja de ris. Paglia di riso. Lappa 
di mo(Targ. 1st. II, 3io). 

Paja triada. Pagliaccio. Paglione. 
Pagliericcio. 

Paja trii aiin fa battaja , foeuj on 
ann te rcgoeuj. • . . Proverbio con- 
tadinesco il quale imporla che il con- 
cro di paglie vale tre volte quello di 
pampani o fogliami , e che dura a 
rallegrar la terra per. assai tempo. 

Pien de paja« PagUoso. Buff anm6 
tutt paja* Ooncio troppo paglioso(Gior. 
Georg. li, a44). 

Quell de la paja. F» in QtielL 

Triuse de' paja* Pagliericcio. Pa-* 
glione. Pagliaoda. 

Vess come la paja attaccb al fough. 
fig. F. in Foeugb. 

Vess doina paja* Sster pmgiiosa e 
iHma(}n anessa). 

Vess senz4 paja in bast. Essere 

sburrato. Esser gracile, debolc) fiae* 

(. ca, e tale che spremendolo tuito non 

farcbbe • una- scodelliHa di 5a/aa(Cetcbi 

Jncani. V, 6). 

Paja. T* de^ Giojell Diletto di 

spl^ndorc m* diaskanti. 



PAJ 



(a39> 



PAJ 



P«JMI&« ImpagUata? Specie di tettino 
di paglie coUegate a stretti inteiralli 
da jM^ci e yimiaif cou molU d«$i qualt. 

. ittUiDi I fomacMi ricoprono e difeii- 
dona da)le aequo i mattoni crudi la- 

, acuiti. aU*arui apecta a.riseccarsi. . 

Paf^a. Imp^f^ata. Riparo^di paglie aUe 

. finestre villexi?cce. . . 

Pa^da. PagUata? Paglia e fieno iosieme 
Irilati a ciba dei bestiami. 

Pa)al6iiga. Fuseragnoh. Spiltmgone. 

BroDcllQa gvon • •! p^alon|« Ardoni. Bai.Q«r, 

Pajinna. Paldno, Erba ch** h VAntl^^Xfrn- 
thum odoratumL.^ la Pajetta{aiir») de" 
Pavesi, e la Coa dc rait(aUrai) de^Lodig. 

Pajanoa che anche dicesi Lisch^lla. r* • 
Erba delta dai boUnici Aira cespitosa^ 

Pai^noa m significato di PajetUku /^t 

Paj&Doa. Jd. d' ferba. r. 

Pajarin. add. Pagliato, Color di paglia. 

Pajarinna* ML di Zia* A^ 

Pajaritz. vooe dell'' A. Mil. Paglienccio% 
Saficpn^% E lo ^tesso cbe il nustro Pa- 
jasc di cittii, con questa dilfereaxa 
che dove qaesrultimoMiritsuipie coi 
cartocci delta spiga d«l.graiio turco, 

, >il pajaritz si riempie d( paglia*. 

Pajarqcula. r. Pajroed fig. 3,* 

Pajarotta. s. f, Zi^olo gimllo tcfterzofo. 
' yccello che e VEniheri%a citrincild L. 

Paja^o ed anche Pajd^, P^f^Ci</(Targ. 

. Jslit, \X^ 56), SaccoM, I^agiiericcio, 

Pieno di cartocci di grano Uirco posa 

prime nella leitiera aotlo alle materasse. 

FceMdra. Guscia »■ Foeuj., Cartocci^ 

Pajasc PagUaocioi^ \osc. — pi^ Bol.). Mat" 
taccino? Za/iiw'.^ Maach^anota, 

Paj^c . . . , O dal paglie riccio cui tocca 
soggiacere a strapaiti d'^ogni specie^ 
o dal pagliaccio (masphera che da sua 
posta «i fa ludibrio a tutti), qucfla 
voce viene riceveodo diversi valori 
secondo il mode e Tocca^ioDe in cui li| 
profTeriamo , non perdendo pero mai 
quel fondo ludicro cbe hanno le prime, 
D^ttavi con un^aria di yiso adegnosa 
y\ qualifica persona di mat caratlere; 
con aria ^eria o riprovativa.vi sober- 
oisce per B^ffone o v^indica Bajoso e 
ru^zahU ollre il lecito e tale da venire 
a noja \ con aria scherzosa , vi addita 
Bajonaceia, Cervel bajoso^ Persona 
trallosa e iOa averne piacere^ con aria 



compasaionevoletvi batleua Ddcione 
e di poca lesfatura — Per es. Va ! che 
te fee on pajasc I Vh^ tu sei pur 
Puomo da due visi! Pavvero eke tusei 
uomo di coniai fa tecomeco ! Fu che 
tu mi SBf, da quantp il terxo piede che 
non ho ! Famm minga el pajasc nf e S 
Non mi fare, il buffbne sai^ bada a 
quel <^e tu fai, non la metiere i« 
hurla, non pensare che questp sia ijloo 
scherto, upa bsja. Feailla on poo de f^ 
el pajasc EhAindate andate bajonacd / 
T^ see on gra^.p^jasp ye^l Bajonac^^ 
cio cAf m i Serom propri tanii pover 
pajasc I :^i/i/2v pure, i -gran oorbelloni! 

Payasc^tt. SofcoitceVp* S^cponciw^f 

Paf'a&c^U. BuffonceUik -^ MaUaccino. 

faj^scia* %< ^^ft^m^ qi f§mf i valori di 
cui vedi in Pajasc ^g. 

Paiasciada..c/ie MK/ie dicesi Pajaxiada^ 

.Jpannafu, PagliacQiatii Ctof^Cw — To*n. 

. Giunte) *- ^ojfbnerif* fiftccileria. Bag-- 

gianata -^fiajajia, Bajacda^ea^ sccitr 

la Biagiai%(^oiii ^9U HW ii, 56)r: 

P^jascifSn* J^nccellonei Scempione. • 

Pajasciun. : Ba/vnaccio. 

paiaarioona, Bajonaecia* 

PaiasciowSn. ^ccr* disp, di Paj^c jsig, n^ 

Pajiizz e der, per Pajasc, ecc. .If. ; 

Pajee. Paglia jo, Fu anche detto Pagliajo 

. 4i paglia per dialipgiief lo. dal Pagliajo 

di.grano^ cioji da una bica o.d«)^un 

. inontQ, di ;graoo in paglia* Snol, avei"^ 

. Capell o Qapclliuna* Coperch^a? *» 

Omeit Q ^al a pifoi^^. Stolfp* Siocca. 

Jkktfil^, Jiarcile* ,Jmma del p^gjliajo*\ 

Can de pajee^ A^; in Can. * . 

.Capel|a td pajee, .,<,,<, Po>er^hipu*e 

il pagliajo, 

Chi vi? a cor^ moeur a .pajee — t 

. ^cuiii usan^ questo proverbio per de- 
, not a re rio^ubiliia dcUa sorte dei cor- 
tigiani, e in tale, significato gli cor- 
rispondono il deUaio volg. Qor, che 
/ coriigiani hanno sqlate le scarpe di 
ftuccim di cocomero^ e il prov, dellii 
Crusca Chi vive in corie miujre i» pa-- 
glia* Altri lo traggonp a significare 
che a^ troppi sciali e alle troppe corti 
handite suaseguiia spesso la poverU; 
e in questQ senso gli corri^ponde il 
dett. J grassa cucina povertd k vicina. 
Ferr o Bampin de pajee. F» in ¥txx 
a pag* 107 col. 2.* verso il fin^. 



PAjr 



(a40> 



PAI 



sim Colthauone toseana, peg. 4j ). 
P^ccedi el pa jee. « . • IUi8ti*ellare tutto 

intomo iiti pugliajo per ben ravrisrlo. 
Ytss ntssnvt quand eKdiivol el se 

peccenava )a ton decree del pajee. 

y. in Dikvol. 
Teas on can de pa)ee. fig. f^. in dtan.^ 
Paj^. P'oce bassa per Pa^. f^. 
PaJ^tla. Pagliuzzd, 
Pajitta. Pennacehini (Tnr^. 1st.), Erba 

delta dal botanici AgrosUs capUUuis, 
PaJ^tfa altra^ deUa anche Erba mag- 

geoga. FUnaraola. Oramigna diPprtUi 

(Targ. Ist. — Re Ort. dir.). Erba delta 

dai botanici Poa 1riiHalis> 
Paj^tta, aitra, Codaiinaijnrg, Dit, •— Re 

Ort. din}. Erba detta dai botanici 

Phleum prateme* 
Pa}^ta ehe aleimi con iwce Arrdfigua di-^ 

eono ancht Pajoe^. Pagliiiola^ f^igiiac- 

do, Pagifblo* flgfiaolo, f^gliatuTa. 
' Quella peglia^ corta ehe residua sotlo 

la lunga e gtii baltuta, la qnale si pone 

da banda in duU^aja perche rimanen-' 

dovi sempre alcun granello si viglia per 

riaverlo. t di versa dal pA/e(r(paglia|o) 
' e dal i?0icW<ctmiulo delle loppe). 
Paj^ttfr ... In genere diceai cosi aiiebe la 
' paglia ehe risnha pid trita e miiiunata 

dalla trehbiatura deh grand, a diflferen- 
' sa dalla paglia mta trita « piilk'langa. 
Pa}^^a. T. de* Battiloro , Ricam. ecc. 

Pajttota. PagiieUa, On majstadin coi 

pajelt d'or. Un santino a pa^ieite, 
Pajetta pdosa delta anthe Erba pefosa. 

Scagliold cannella(T\e Ort, dir), Erba 
-delta dal botanici Phtdtxrls arundi-- 

nacea varietas. 
Pajctt6n ehe alcuni ditdno dnche^ hen- 

t/i^ iinpropriamente 9 Paj&nna. Fala- 
* ride arundinaeea (xtosl nel Mattioli). 
' Etba arvense nota. 
Pdjetfdn. Logfierella. Logfio selpatico, 
' K.Erba mora. 

Pa}na(OB)gcrgo.P^//a. F. iwcfePajnird. 
Andii a dormi in C\ Pajna. Domdre 
' al pagHa/o. Cdniraffar le nespoie. F. 
• anche in C*. 
I^ifnArd cosl dettt> dalla ptfglia^ ehe in 

gergo diciamo Cft Pajna. Tunghero. 

Ytllano, contadino. F, P&)sin. 
FaJdcCa. Pagliucm, Pagliuzza, Vnfil dipa- 

glid, Unjitscelio di paglia, Pagliuoia. 



PbjUo^. Culm6 dflMt pkiife gratni nacre. 

Pttjoeebirt. BnrienAoao. l^igUi^eola. Dinu 
d? Paglttica. 

Pajbfcbltt. Peintdtiola. P£ant»ggine. CW- 
iinerbia, ijmntfaemefbi^ JLanoiuola. 
Orttehio di lepre. Jmoff&ssa. Brba 
assoi nota » detf a Piantana dai PttTesi 
e Pedoahmo dai Lodigiaoi. 11 Fontiiui 
( Diuon. econom. ) dice ehe la pian- 
ftggine at ehiama da noi Pi^ehim^ 
qaasi Pio quinto, per una popolar 
tradittone ohe qtieat^erbft abbia ric*'* 
ruta da san Pio V la virtii di guarir 
le ferite e le contusioni. NelKAlta 
Mil. dicono LaHta o lengua la Pivn- 
taggine lanceolafa, PioednH o Piotdn 

' la maggiore, Pioechin }n media. 

Pajoccbhi pelos. Piantaggihe media, Sp. 
di prantaggine; la Ptantag& mediaL. 

Pajoccon ed anche Scolcidn diconsi in 
^Hirit parU delta Brianta gue'pegtta^ 
bili ehe noi diciamo PajAntta e Pa jdtf a^f^ 

Paja&. jijala. Massa. Il disteso delle 8pi<* 
ghe del gramo preparite in aulTaja 
per la battitnra. 

Fli solCa el pafttu. Figtiare, 

■ ' NettA el pajdeA* Nettatr il pagfiutdo. 
On pajoeu. [/na tribbiata. Una baltnta 
(Lastri Op, III, 3o5). Fa duu pajaeii 
at d). Par due tribbiate il S. 

Rebatt el pafo&u. Pare la batterdla 
(*flor.). Rltrtbbiaref Rivoltare Tajata 
e tribbiare naoramenie la paglia gi4 
battnta mcnf re ehe viene ripresa s<rota- 
pigliatamente colla fbrca. 

Bomp e! pajoeu. . . . Dare le prime 
battute e dirompere fajata. 

Pajaei}t ditoho alcuni abusipomente per 
Paj^ta (ingKuolo) F, 

Pdjoeu Quella specie di aetbla 

pagli^resca chc si suol mettere Sbtlo 
le code a^puUedri per afutarl! a te^ 
nerle sollaltate. 

Pajoed. . . . Fascetto df salciuoli o di ser- 
menli dl vite insleme rislretii e legally 

' il quale si ficca nella teslata inferiore 
delta brenta onde faccia ostacolo al 

' vino ehe non n^ esca aliorch^ si tras-* 
porta a s^alla d^uomo da Inago a 
luogo. Si usa anche porlo per lo stesso 
fine negPimbotlatoi o sia ncile perere. 

Pa]Oe(^. add. Pngltato, 

PajoBiV Ad. d' 6r. F, 

Pajttbla per Pajoei^ni. F. 



PAJ ( 34 

Ona pajflBula ona ooaizcBiila 

DetU cont. che avTisa cader di molti 
capelii alle donne ogai vpita ch'elle 
partoriicono. 

PorU pajceula Recar qual- 

che preseaie di cibarie alia puer- 
peral usanza contadinesca. 

Pajeeiiira che i conL dicofto anche Pajoeji- 
la. ImpagUala, Infantata, Puerpera. 
PaHoriente, Donna diparto* Donna che 
per avere partorito da poco tempo sta 
•ncora a lelto dice il Redi nel Voc aret. 
Yesa in pajosura. Esserdi parto. Stare 
in pario. Lo slarsi in riposo dopo il 

FajoUit. . • . • Piociol pagliajo. (parto. 

Paj6n. Lo stesso che Paj^. F. 

Avi bruaaa el pajon. A^er abbru- 
dato I' alloggiamenio^ Aver rotta o 
spezzata la taglia — Tesseram confre- 
gisse del Latioi. Aver falto in qualche 
laogo cosa tale da meritare di non \i 
essere pid ricevuto, e non ardire di 
tornarvi; e fra noi significa anche piu 
comunemeate Aver gabbalo ro5<e(Lalli 
En. trap. IV, ao4) — Aver dato un 
canto in pagamento — - Aver lasciato in 
asso. £ valgono Aver piantaio alcuao 
scnxa soddiflfargli del dovuto. 

Paj6n che anche dicesi Biava selvadega 
o matta. PalSo o Forasaeco peloso(T arg . 
Toaz. in Bromus mollis), Erba noU. 

Pa)6n. T. de^ Ricam. Paglione, 

Piij6n Pagliuola o aia ptccola parte 

d^oro o d^argento clie s^asa per saldare. 

Pajonln Pagliuola o sia pante 

minima d^oro o d*argento che ai 
adopera neUe saMature. 

Pajrceilk o Pairoeu che altri dicono El 
Stagnia. Pajuolo. Vaso rotondo di ra- 
me 9 con manico di ferro arcato ; ser- 
ve per bollirvi entro checchessia e 
apeciaLnente per farvi la pulenda — 
Anche i Proveniali lo dioonu Pairoh. 

PajroeJi. Lebdte, 

Pajroeik. Torchio. Rocchio. Boccio, TreC" 
cia(Cr, anon.). Torcia di campagna 
o aia Covone di paglia acce8o(dice il 
Salvini in Pr. fior. IV, i, i54). 

Pajrolada. Pajolata, Un pajuolo. Pieno 
un pajuolo di checchessia. 

Pajrolin. Pajoletto ? 

Pajsan ed anche Vilan o Contadln , die 
per ischerzo dicesi allresl ou Uri, an 
Pisis » on Cont de la sciluria 9 on 

roi. in. 



I) PAJ 

Picch, ou Pajnard. Contadino* fi/^' 
no; e per isch. Zappaterra{Al\eg, Let.) 
Conte del pian di Legnaja, cio^ con* 
tadino(Monig. Ser. nob. Ill, a3). — 
La voce Paesano k pochissimo usata 
in Toscaoa in questo senso, come 
quella cbe vale pid generalmente com- 
patriota, delPistesso paese «— Dalle 
varie funrioni che adempiono i con- 
{adini, si chiamano acqaajuoU^ ac^ 
costatori^ aratori^ battadori^ campa- 
gnuoli^ colonic innestatori^ mielitori^ 
piantatoriy potatori ^ propagginatori ^ 
sarchiatori^ seminatorij sfrondatori, 
spianatori^ vangatori^ vendemmiatori , 
zappatorif fattojai; come anche but-^ 
tari ^ giumentai J caprai, vaccari, man-' 
driani^ archimandriti 9 vergari^ ecc. 
— F. anche Biolch o Mch, Boscbi- 
roeili, Mass^e, Pison&nt, Famej, Ge- 
neral, Cavalaut, Cas^, Cample, ecc. 
I comandament di pajsan. . . . Per 
ischerzo noi diciamo tali i seguenti: 
Viiona, liM paM«« «1 vd cha la laniu;.. 
Do , al »an{M e bar al £i bon pro 1 
Tra, al nwH al ball ntai ja i^iiaa m jm gli*a 

al th pcrch^ ; , 

Qaattar , Y i poMaa boo al Wn cha -raaqoa ; 
Cinq , r a on grau nua el maa di dui<{ i 
Sat, El dl da tan Padar ta citla i «ciras ; 
SaU , Da U morl no fatten sbaff ; ' * 

You, On. i . in boeca a dil vccnia tavi t^pp ; 
NtiBUT, la gaijnna nejra la fa bianch i amV j 
Un , Mgond 1' antrada to fa^ i tpai. ' 

On bon pajsan el trceuva sub^t 
loeugh. / huoni contadini sorro pa^ 
droni di tutli i poderi(*iosc,). • 
On mTa de pajsan. y, in M'la. 
Pajsan quader. Zoiiconaccio. 
Pajsan vestii de la festa. Lilian n- 
vestito, Chi si pavoneggia d^abiti in- 
soliti o mena vanto oltre il suo statu. 
Pari el Signor di pajsan. Avtr ca- 
pellacci sparsi. Corrispoode precisara.* 
al Dejluam ecesttriem habere dci Lat. e 
vXV &lre frisd conime une potde mouilUe 
o air^f^ir une vilaine hure de** Franc. 
Pajsan. T. di Zecca. Bidvolo? Ferro ool 
quale i fonditori di zecca tramenano 
le paste. Ha simiglianza oon quel ferro 
che diciamo Tirabrdsca. r. 
Pajs&n. Ad. di Cav^. F. 
Pajsauada. FiUama.Sgarbo. MtJaci-eanza. 
Pajsanasc. FilUtnaccio. Conladinacciv. 
¥B}s%Q^i9i» yUlmnaccia? 

3i 



PAL 



(a4a) 



Ei^sm^ CkmUdineih. FUUmeUo. ni- 

4aneUo. 
PiiJMueUft. <rMaffe/t<tH€^a(cio^ di peeore 
. o i'mu Mlegr, p. i^ h GottUMmUa. 
P^JMD^ma. QmtmUnmme{*&or*)^ Quanli- 

ta di coBtadini^ la dastie dei eoatadtoi. 
P4«4fiB^> Q^mttMui. ViiUmM. 

A la paJMiniiA. Mlu €OtUmdim4sca 

(Caro 4m. pA^ p* 187). CMUA/tt»«iaa« 
. mentf^JlUnHliamemm. yiUamesottmmU. 

Alia loggia d«'' contadiaii A la^ifyHm" 

«e de*FraBeeaS 
P^fandn. f^iUamzoi^e* Pe^g* di VillaiMK 
J^aJMQ^tU ContikUnoUih f^illtmHfo. Goa- 

iaduM di Wla aUiura e di bcUa «c4. 
Bai«on6tla. /iVinMoa»i> Cbiiilai&iioilak Ov- 

P&l € .^fr^M c cOiUadiid P^« ^o/ik Aniit* 
j«tMM« Aano d*albcftx> che ritccco ai aua 
per appoggio ai tralci dalle viii 

Pal de coppa o M in coppa. • ^ . 
Palo, groaao xhe si usa Hei pergoleli^ 
Pal de.mena mtoL . t « « Equivale 
a PaU MeaMoo per la paktura delle 
viti.'Siiol 68ft^He hingu eirca due Dftetrl 
" e : metaib <t dtl dtaiiietto di cinqiie 
centiinetri incirca. 

PaV dfe 4' ceppa. Pah ptiagnuolo. 

ll palo grosso che si auole Spac<;are 

ill due paltmcM a sostegno della vile, 

pal regondok.. • • « >^ 11 paid ^frosso 

cbe. Gompie la 4uaao. 

Pul tinidor. vooe usiUa mtlle parti 
; db/ contado ptossim^ ul ^tgamasco 
_^r Pal^U si^ au' T. 

Pal vecc. Camn^cchio^ 

wm Avegh on pal ia la s^cenna. Stare 

impalato , u impaiato cwne un teros 

Jsfer It scQloie net gwifboite(TM^om 

. J^oie aila Cruscall^ 44J;« Audar Wiao. 

Chi v(Bur imparl a beataoiink poria 

i pal prima de iigak . • « • Preverbia 

dei noaLFi vigAajuoli coUigiani ai quali 

il purtar qiM e la per la vigua i pali 

«c nan aouo legali ia un fascio ca- 

^iona iioQ po«hi aiftdirivieiu « .grave 

perditempo. 

T^Bu-yia i pal. Spalare^ 
Pil per OmeU de pajee. y. 
pal pian. T. de^ Aamieri« ecG.« ^ . Specie 
d** ancudine a foggia di pal di ierra 
colla capocchia piaaa* 

PU Umd. T. dB^Ramieriv eec 

Specie di antudinft^ foggia di palo 



PAL 



^ i^rro -oaUa €flp«coh4a tmmir^em per 
Wtervi quella paste dei vaai di raaie 
^^ ha da riufttire OMMata. La coal 
delta Boule o Enclume 9omde dei Fr. 

PAl. T. di GioDco. r. Pdu 

P-al da Bicdia. Oe^iglim dijerro da ma- 
/im(Tar. &r^ 

Fala* T. de"* Fomai* I^fi^mapaa^ PaUk 
JPala dtt f ^ rm k 

Cartta obe oi^ass dagbea de apeaa v 
«ariia cha cala dagbevi oob la pala^** 

. Oailato che iodiea i faaciulli aiaare 
hitogaoai di dho ahboedania, a i yo)« 
gall a vecchkfa aacor piCL 

M ia pala i oiitseh. .... Dvporre 
i iiaoi Milla pala dal ianio. 

Pala di micoliett^ • « * . % Piociola 
pala cha ai uaa par iaforAare i pa^ 
Mettt^ il PeUeroa dai ^aaoeai* 
Pala fraada. K Spataad6ra« 

Pala^ Paia. K aneJie Pdi6(t a Vcalodia« 

PUa con voce coat, PAra. .... Sp« 
di tiaKMie tutio prapraa di quei oaatri 
naviealloni a ttaviooUi rha aim dicia^ 
ma imreom o ^orcij\ 

Piia« . . . * « Il piatiu de^ tBoaUtoi da 
carrasaa. J^* in Pedada. 

Pala. diaasi nalla moUa da 

l>ilaDaia(Aiil(g d» /errde Manui) il 
. piatio ahe pu6 Mot^yfhe ^tl tooutatx^. 

PaUi^ Pmiai^, ImpaUre. Matter pali alle 
viti, e agli alboretli novelli onde 
raggerli «— - Jmpalate le «^^ VAJwr^ 
iasser de^Fraoeeai — < 11 CBra(LisL ined. 
(Uf 76 e lou) uio liache bnpaUure in 
vigma e aasoL /iM/;a/<ina(ivi , tug) 9 ma 
siccome neUe Itogue tivanii 4100 . e 
graaanatica baiMia a. aaatoua il do« 
•antfiio^vcoai quaato Impalofe atfotuto, 
- aaconrhe aaooado la gratniaaltca at- 
tiaaBMO a rapprcseatare Tidaa, ae-^ 
-aoodo Tuao toraerebha j^bilulaj, ae 
ttota ftjia tunto'coa gtudicioja diasre- 
xioae — r. aache Palferid* 

Pak cbe akuai dioOno aacke Tentiu 

Spm^^iiai€, Spaiore^ Separar dalla pa- 

. gUa il grana per imeUMidal veaiiUbro^ 

Palaa. SpagligUp^ Spmiato^ « dkeai del 
gruo. (iato^ 

Palada, Palata. Palifieaia. Pahfiita, Par 

Palada. Palata, Colpo di .pala» 

PaUda. Palata. Piaoa uoa pala diipaaa 
o ailro. 

BdkiA^.SpaUUa dal graaa 



PAL ( a 

Madtn. Ptiiiutm&* Voee ch6 mlamo 
•eltanlA nella frsM Pranob eome on 
puiftdiB. F\Brn^ e Jbrte, M$otuto — 
T*lTolhi Cm ¥is^ firmn, 

Madlana^ T. di Mmc. LampuMco. PmUdinti, 
AcM. Prohingmnenlo pretematurale 
deUa membraoa palatkia nel oarallo* 
Car^ la pahidinna* ...» Lancet- 
tare la membrana palatioa per fkrne 
eesaare l^iaBammaBione e il prolunga^ 
mentOk VOtep h Immpas dei Frances!. 

Maria. Pmlkia(*tosc. -^ Lattfi Op. V^ 
i6). Quaiititi& df pali dispofti per la 
palattira delh viti. 

PBhl)no(Seeoii1> #^ in BceMm^ 

PalathiiKi. PaftiMna. Sarroccbino di pel- 
liceia« Yallato o iitn. termiaanle per 
dioanfti a stola con due listoni oadenti 
lin qnaai a* piedi a oni le donne Ainno 
toner loogo di ioialk. 

Pidlblo al pos, si um, fra noi ^uasi soUantO 
n^llm frost Palato di manxo; hi ogni 
mHro caso diciamo Ciel de la bocea. f^* 

Palito al %. Ousio^ aenso del guato* 
Avegb miaga de palato* ...» Non 
gustare, non comprendere i sapori. 
Avegb el palalo caliv o la bocca 
eativa. A^r eorroUo ii pdlaUK 

May^a » Paliv^ra o FaliWra vod conL 
deWAlto Mil. corrispondenH alia dtta- 
dit^exa Lugh^ra eos^ di neve come di 
Juoeo, V, e dCessi tmsportono mnehe 
ad tdtmidee^ dicendo p. es. Ghe troo- 
•6 ona pakTcra de bnia e sitniH* 

PdAniitdB.v.B^Lostesso ohe Pojaseiida. K 

Palaas. PaUmto, «<* Il ricinto esteriore 
d^un palaszo fu detto dal Va«an(668) 
Busdo di/imri. 

El palaxs di sedea artna* . • • . It 
palaxzo di giostitia , attaol ret idenza 
tkl Tribunal criminfile , coal detto da 
aedici steaMni ohe si veggoiio soTra 
il sno maggior balcone. 

Palaai nosuT. . . Nelle nostre sertttare 
fUi aeoeUi Vi4**ori>-'' intendevasi sotto 
queato name il palaaco dal pabblico 
oba eataCtva sol piezaale oggidl noani- 
Mio Pilffsaa di Hercant Ui dove pof fu 

' ianaliato Tedilitto doHe 6ctiole Palati- 
ne con topraroo la statva d^Auiooio. 
PalazK vecc in del Brov%tl y«cc. 
.... Sotio quoato nome nolle tioatre 
aorittnre da^sacdi iS.* if** e >&•* in- 
teodtYaii PaHiH} Palasae di Ck>ne« 



43 ) PAL 

PkiUza* PalMt& delta Ungi^ne o detpub* 

bfk&. 

Vessegb di guaj a palan. K. Qn^j. 
P^^a, Palaeain) Palacalnna^ Palaac<Sn« 

presso I conUuUni dettj^9e Mil. eqkU 

valgono a Casa , Casino ^ CaMne* do^ 

n^gni cnsa piociola o gmmie pwvh^ 

non mstlea. 
Palazt^tt. Pulazzetto. Palagetto. 
Palazzlnna. Cnsino. Casa da campagna* 
Palazz6n. Po/assone (Targ. P^iag: IIU 10) 

— Al dispfegiativo PahatzntxtO* 
Plllcb. Pa/co. Pienta i palch per vedi l^cn- 

trada o sini. .... Fare dei palcbi sui 

2uali ahri possa ossara spettatore di 
lcnn*entrata di principi o aimili^ Il 
Paico di questo genere Ai anebe datto 
lnoastellamento,edR\Bem\ CkUofldeo. 

PAlcb e PAlcb scenich. Pako* he sue 
parti pHnctpalissinio aoaos 

Proaeeni. Proscenio «■ Monta, • * • 
fen Taj di quinti ....»• Strad di quint. 
Sinade « Bceuco per i pes* . . . , k 
Galaria. ..*»•• Pian sforaa per i 
tnorincj e ptfl* i oord di Scenari. 

Avegb del possess de paleb. • • . Es-> 
sere Talente nett*arte mimiea. 

PAleh. Palchetto. Qnsino. Quello dove 
•tanno gli spettatori in teatfo. 

Palcb de ritirada. . . . • CosI cbia- 
mansi qne^palcbetti d^un teatro nei 
qnali ya il principe come priyato , e 
quando non yuol far uso del maggior 
paIco (ptdchetton)* 

Palcbettlo. Patcuecio, 

Palcbettlsta. . . . Proprietarlo d^uno o piu 
palcbelti in teatro -ed ancbe Gbi gode 
di tale palcbetto per un dato tempo. 

Palchett<$n. . . . • Il maggiot palco dei 
teatri, il palco regie cbe per soMto 
sta di fronte al palco scenico. 

Pal^nn o Spall^nn. s. f. pi. V* cent. . . . 
Quelle due Rftprtole di salcio ebe sono 
manicbi eHa brenta e alia geHa. A 
quest*^ ultima tali manlebi si fanno 
taJora ancbe di eingbia 9 di pelle o di 
eorda, e allera i nostri contadini li 
dieono Manksc* Que^dclla brenta di- 
eonsi anebe da aleuni fra not Mankcc 
b BirhU o Mnegh. 

Palenn^a. . . . Assi\^ella forata e conftta 
U yerso il mezzo dl quella parte d^una 
geHa cbe 6k nel dono di cbi la porta» 
e ne^cui fori sono infissi dal ioro capo 



PAL 



(2*44) 



PAL 



superiore i manichi della gerla che 
diciamo Palhin — Forse Palennaa per 
Spallennda, (semente. 

Pal^. Palese. Manifesto. In pales. Pale- 

Palesa. Palesare, Manifestare. 

Palesllnna. T. di Stamp. PalesUna{h\h, 
bass, in Palestine), Carattere di mezto 
fra il grosso parangone e il cannon- 
cino. f^. €mche in Caritter. 

PaUtt. PaleUo. Palicciuolo. Palo assai 
breve e sottile. 

Avegh on palett in del cuu o Sta-sd 
drizz Gome on palett. fig. jiver nelle 
reni Palinuro. Stare impalato. 

Pari on palett irestii. Sembrar un 
lucemiere vestito, Dicesi di donna lun- 
ga e magra. 

Palett. BincontroCTnnci Agr. 34). Caloc- 
c/ua(Zanob. /)u.)* Breve e sottil palic- 
ciuolo , o Troncone di palo cbe nelle 
vigne a ripiani (a ranch) si ficca nella 
costa della presella( coit/ra) superior- 
mente inclinato verso la inferiore, e 

. nelle vigne a gabbiuolo si ficca pure 
un po"* inclinato nel terreno per rac- 
comandarvi il capo da frutto cbe si 
trae dal fusto palato della vite cbe 
ba di rincontro a un metro circa di 
distanza. Suol essere lungo poco piu 
d*un metro e avere il diametro di 
cinque centimetri. Questa specie di 
Piditi ^ quella cbe tra i Monferrini 
ba nome di Catene e fra i Bergaroa« 
schi di Pal lirador, 

Palett. Gruccia. Mazzuolo. Sostegno sa 
cui posa la civelta da uccellare. 

Pari ona sciguetta in sul palett. F> 
in Sciguetta. 

Paldtt dicono alcuni nostri harcajuoti 

per R^mm. V, 
PaUtt. s. f. pK Ale, Fele. Le braccra 
deiralbero o fusolo de^mulioi. 

Palett. s, /. pL per Tapp de giov. F. 
falkiUL Paietla, Strumento noto. 

Paletta del butter. ... II butirro al- 
lorcbe e sodo si viene fra noi rita- 
; gliando CQn un filo d'^ottone; allorcb^ 
non si tienc ben insierae, oomeaccade 
.air estate, si fa in porzioni. vendibili 
con una specie ^i^Spatola di^legno^ e 
. questa diciamo PafeUa, 

PaletU del pess. F. Tsj^ra. . 
P^feMA de ruga-su e^' fcmigh. Pa- 
tella doi, caldani. 



PaUtta. MestoUu Amese di legno con coi 
81 giuoca alia palla. Ancbe gli Aretini 
lo dicono Paleita, e gli Spag. iWe£a. 

PaUtta die anche dicesi Racchdtta. LaC' 
chetia, Racchetta, Retino di minnge 
con cni si giuoca al volant e (•^o/in). 

Paletta. fiamaia, Sorta di pala per uso 
d^aramazzar gli uccelli a frugnolo. 

PaUtta e anche Paletta de scom^ la cama 
che nelPAlto Afil. dicono Scumiroei]ila» 
verso U Comasco Cervis, verso il Lodig. 
e il Crem. M^scola e varj Lariensi 
Oggiroeiila od Orgiroei]ila. Schiwnaruola 
(Alb. bass, in j6cnmoire\ 

PaUtta. iSelfno.Mestola traforata cbe serve 
alle trattore di seta per cavare della 
caldaja i guscetti, i bacacci, ecc 

PaUtta o Capla. a la todesca Pia- 

stra cbe mettesi alia bocca del cavallo 
allorcb^ ^ infrenato per impedirgli dt 
metter fuori la lingua. Comnnemente 
si usa un altro come cercbio con varie 
roaglie in mezzo alio stesso scope 

PaUtta. Lingueita del grilletto. 

PaUtta. T. di Carl. Leva. Boeciuolo. Brac^ 
ciuolo, Legno cbe raosso dall^albero 
della cartiera, percotendo il fusello 
(la staffetta)^ preme la stanga(gam- 
h^ta) de^mazzi, e fa cbe lavorin^ 
nelle pile (in ^ folly 

PaUtU Quel pemo largo e piatto 

d^un naspo da filatojo cbe mette capo 
nella rotelllna motrice (sfe/Zin). 

Paletta. Faccia, Quella parte della mar- 
tellina (ctfi'erie) delle armi da fnooo 
contro la quale batte la pietra focaja. 

PaUtta ill alcnne parti del contado verso 
nord e nord auest per Bem^zb F. 

Paletta. T. Agr. Halla. Paletta? Ifetta- 
vdmere? Nettacoltro? Ferro inaslato 
o allogato sul pi^ del pungolo (ghiaa} 
eon ctti Para tore rinetta dalla terra 
e dairerbe il vomere e il coltro men- 
tre va arando. t quello cbe Plinio 
Domina Baflum , e corrisponde al Mon- 
dedor del Friulani, alia Palsella dei 
Regglani, alia PiaUina dei Piemontiesi ,. 
. i^a Ramiblh dei Ferraresi , al Derh^us 
o Curetto o Darbmusade dei Prov^n- 
zali 4 «! Curoir dei Frances! » alia Bh- 
stoliti degli SpagDubli.- 

PaUua. T. de'^Cioccol Sp. di spatola 

grossotta e assai larga da capo coUa 
quale si trameoa la pasta 4a ciocColaite. 



PAL 



(^45) 



PAL 



Pal^tti. T. de^Foroai. • . . Afdcella folti- 
le^ larga un quarto di braccio e looga 
unOf dalla quale si fanno sciTolare 
8uirinfoniapane(/?ii/a) t panetti.Ogni 
fomo ha di molte assicelle coaiffatte. 

PaUlta. Paletiu; e dottr. Scdpola. 

Pal^Ua. M^stolaC^osc. — Gior. agr. VII, 

. 44<>)* Ne'^buot k quel pnJungamento 
deirossa della apalla che i al dko- 
pra delle due gambe anCeriori. 

Pal^Ua. T. de'Macel. r. PaletKki. 

Pal^Ua. T. d^Orolog. Paieita. Alietta che 
spinta dalla ruota de"^ riscontri govei^ 
na le vibrazioni del regolatore d^un 
oriuolo. 

Pal^ta. T. di Stamp. PaUOa. Ferro con 
cui si leva da* barili e at melle aul 
calamajo del torchio rinehioitro da 
stampa. 

Palitta d** immur^. Paletta da siuccare 
(*lacch.). Lastra pid o men grossa di 

. ferro che , murata per quel capo otc 

• ha riQginocchiatura(saiica) o per la 
punta, abbraccia alcun oggelio che 

. 81 yuole fermo al muro colT altro capo 
Gonfllto'vi con uno o piik chiovi — - Vi 
sono PaletU da imposte^ PaieUe da 
porlatende9 e queate hanno 

Zanca. InginocchiaUtravmPonim.Pun-' 
ta volta all^ insJi in cui entra il baatone 
a cui s^appiccano le cascate ■■ Bus 
del ferr. . . • Foro in cui si ficca il 
ferro per gli anelli delle .tende. 

PaUtta (A), r. in ForzelHona. 

Paletlada Quanto cape no' una 

paletta. Ona palettada de foeugh o aim. 
Colma una paletia di brace o simile. 

Palettida. Palettaia. BotU o colpo di 
polelta. 

Palettida.... Quanto cape in una roestola. 

Paleltikda. .... G<dpo di mestola. 

PalettiKla.- Colpo di paletto o palicciuolo. 

Palettld. T. de!llamieri Nome 

generico delle diTerse ancudinuste 
foggiate a guisa di piccoli pali di ferro 
delW quali uaano i calderottai secondo 

' loro bisogdo. 

Palettln. .... In an briUatojo da riso 

' h quella sp. di piooela pala che dando 

. nd paUUone dell* albert, fa mnov«re 
i pestelli.. . 

Paletilnn. s. f. pi. T. de^Garrox. . • • . 
Ne* parafanghi da ruote aooo que^ferri 
che ne sorreggono le alie. 



Palettinna. PaUtHna. 

Paletldn. . • • Gran paletta da stuccare. 

Palett6n Legno promioente del- 

Palbero di un brillatojo da riso* il 
quale urtando nel ptUeUmo^ soUeva 
il pesiello* 

Palett6n e Pal^lU. T. de*Macel. S/aldatura 
dipolso. Metia? Mestola. V. in M^ma. 

Palett6n. Bemo, Specie di pala consistente 
in un*asse grossa, riquadrata, spianata 
e fitta in un bastone grossotto e di 
mesxana lungheua. Beccai e pixxica- 
gnoli se ne serrono per tramestare il 
8ego(/a graitonada del sev) nelle cal- 
daje si tosto che per forxa di fnoco 
incominoia a lique£irsi, e ci6 a fine 
di pnrgarlo da ogni feccia. Si rasso- 
niglia quasi ad un remo col giglio 
moxxo o ad on infbmapane. 

PaUerift o Per&rili la vigna. v. cont. . • • 
k propriamente il Piantare in terra 
i pali da raccomandanri le vitiyesclusa 
ogni allra operaxione relativa. Perferii 
senbra un avanso del lat. Perferre. 

P^i.T.eccles. Palo. Paliotio,Palio. Fran- 
fff/e— El guameri di pali.*.. o sia Tar- 
madio in cui si custodiscono i roolti 
palii d*una chiesa h detto dai Saci- 
liani Pali^ra, 

Pali. T. di Ginoeo. Seme. Cartiglia. Palo. 
Coal chiamaosi le quattro diverse sorte 
BeUe quali sono dirise le carte da 
giocare, che sono cuoci, quadii o 
mattoni, picche e £ori nolle carte 
da tresette , e bastoni , spade, ooppe 
e denari in quelle da taroccbi* 

P^ia o Pirta. jid. if £rba. F. 

Pali&. Palliare, 

Paliia. PaUiato. 

Paliativ* PaUiaiivo. 

P^id. Pallida. — - Fra noi la Toce k usata 
pid comunemente pariando dei co- 
lon delle Jlofie, dtJie sele e simili. 

Palbna. T. de^Livell. Biffu. Paletto* Asta 
che si conficca nel . tc(rreao , in cima 
della quale si mette un peisudlo di 
carta o simile detto ScopOt per co- 
gliere la mira nel livellare. 

Baliss^D* T. . de* GonoHitori. Stecea. Stm* 
mento consistente in una pala di ferro 
droolare e noa taglteate, ferma ia 
un corto bastone , sulla quale il cuo- 
jajo striscia e arrota le pelli per di- 
stenderle, rammorbidirle e ferle pid 



roaneggevoli al lavor»; opertsSoae eli^ 
io vdlgar fl^rentioo viene datu Sieo 
oar$ •^ I Fr» dicono Paiuon lo ttru- 
anento, Paissomer roperasione - Anehe 
i gvantai fanno mo di queslo tlru-^ 
mento nel lavorare le pelli dm guanli. 

PttlladlniMi. r. Paladlnna. 

Paling oerso U Comasco per Pasmk F. 

La malba tott i maa palma. .... 

La audva h la panacea da* eonladSni. 

F&Iaia(]a). Fabnitio, Proprtamente Ramo 
di palma lavorato ehe auol darai alle 
fcali per diyozione neH* ultima dome- 
■ioa di quaretima. Pra noi suol esaere 
una eanna con bvori di paglia , forse 
per difetto dei rami di fenice dattili- 
liira pid comuni in Toscana. ll palmi- 
lio k signorilcy e toeca ai parrocbi^ ai 
prebendali, ai ricchi o a chi fa del ric- 
co; gli altrt s^aceontenlano deli^ulivo. 
Dominega di palm. Domemiea del~ 

Palm^. V. dello stile eo\to> JSindsmHsMimo, 
PmipabilUsimo, Pmlptdnie e paUmo, Che 
si tocea con mumo, 

Pahnetta diced verso il Novarese tpiella 
eke nelle nosire pianure alcuni di- 
cono Llaedn 9 1 BriamauoU {presajorse 
la parte per il tutto) Ooa^U e i Man" 
iovaml Pav^ o PavenSn. Matta sorda^ 
MmMMadapasM. Pelana* Codone. Siian- 
cia* Sola. Pap^ maggiore{TMrg* Ism.). 

• La jypha IsUi/blia dci bolanici— Le 
foglie di questa piania si dioono pro- 
prtamente Stianoe o Sale^ a la spiga 
(elgosell) d detta propriamente UoMza 
sorda, 

PAlmo. Palma, Cosl chiamasi il ooncavo 
della mano. 
Bev cont el palmo da la man. y*in 

Portii in palmo da man. iig. Te- 

. Uen o P^Hare im palma di wmno uno» 

Puriink al paimn de la man. . . . 

Cosl dieiaaM per ischeno TAvere pre- 

sentimantp di esser par rieavere qnal- 

alie dooativo. 

Paloe^. Gokusuola, 

Pm\6Q ed anche PanSn. . . . « Grosso e 
kngo palo. Ki ahche in Tr^« 

M6n mmm di qnei'ritti dm nellc 

formaggiare {in di easer) sdalangano 
i paftchetli siii qnalt posano la iqrine 
4ei cacio k>digiano. 



tufi) PAL 

PalooMa. ▼• briana. Pmlata — Pra Ailt^ 
JMutWa AMsajUKia^divarsitl; la pri- 
ma 4 pala6tta eon due farii di ad so^ 
pra sualo, la aaoonda palafitta tntta 
iatarraia. 

Pal6n .... llcuttt Larlensi cbianano 
cosl que* canerumi cba iranao yUi to*- 
lando dalla legna dolci a minute nel- 
Tatta cbe le brttoiano — R caal di- 
cono anoba la l%Me dellm nevw the 
va Jioeemndo -^ Toea alfina alia Jla' 
k»^ delPAlto BCU. K. Lugh^a. 

Pal6s» Pmlosdo — CostoUere — - S^pmr- 
cima. Arme da taglio. 

Pal6tt. Pala — In Milano la voce PmlbH 6 
aomona ad ogni specie di pala di legnO) 
nteno quelle da ibmo« In oampagna, 
e specialmente in Briansa^ ebianiano 
Pala quella a manico lungo a lisciOf 
PaloU quelle a nanico corto e orao^ 
cbiufo^ nel quale si h antrare la mano 
per impugnarlo, come il segnente Pa- 
lott de barca — Al Pmleii adoparato per 
▼entilare il grano corrtsponderebbero 
le Tooi italiane Pala da spaiare e an-» 
cbe Spulatojo secondo le Tariffe Ar. 

Avegh i danee a palott o de fl-s& 
a palott. Esser neU^oro a gola. Jher 
wutechi d^oro. Misarmr dsmari a staja. 
Esser ricco sfondato; corrisponde al 
francese /(emuer targeni a la pelle. 
Fihsd a palott. Spalare* 
Palott de barca ehe anrke dicesi 
Concbett f^oiaMsa, Gotassa {che la 
Stratico Du. mar, scrive GottaMta ) | 
e comunemente Ootaasa o Koloas* a 

. manoich^ lo Stratico dice ancbe Ooh 
ta%$uolay 

Palott. T. de** Fab. d* amido. . . • 9pe^ 
cie di TOtasta. 

Paloltida. Palaia. Quanto pu6 capira in 
una pala ^- ed ancbe un Golpo di pala* 

Palottin. Votai%bla — F. smehe Manilla 
e 9teora. 

Palpi. Palpare. Paipeggiare. 

Palpi« i^MiMaaa/f^^fior.). Appassite. 

Tk palp4. Far iiif;Nd^f«(Soappt 

Op. ^9^. IS&y Ssfffiggere. Friggera 

laggermentet coma f^p^ i scigoU e 

atniK '^ Dioaai ancbe par Sommaseimte* 

Palp^. Soffritto^ e collo Scappi imptd" 

. pato •'^ Sommoseiato, 

Airagb el ooo palpaa. fig. Aveve il 
Old mencio. 



PAL 



(^47) 



PAL 



Palpada. Jmmalimta ^oeti i* IbmU* 
U quando k biscotta , fa^U cb lemfdo. 
HaJpiui clu dictsi ^mche Pttsm^ p Ca- 
fliuffy c , per . maggiar forza d' etpres- 
Mit^t Palps^ cmo^ i «€^«U. ^* Mar- 
t^fkaiK^- AbbaechUUo^ Cw^umo » tod an- 

. . Aesifr^i palpiift pAl^aa. JfnbiMtqIUre. 
Palpabil. PalpabiU. P^J^fSifoU. 
Pdipada, PaJ^eggiata. 
Falpada o Palpadiona ( D«gh opa). Far 
impmlpnrt€tLfMdUilo*P^» in Fal|^ Mg. i./. 
BalpafUnna. iVt^^N^g$ui<ina(f i^. L*yAv, pt^. 

Palpee (fNrobalK* dal lat. Paffrus). Carta. 
Fraick e fwlpee hio Tajutt^Ui t«r- 
vettee. r. ijt GervelUe. 

Palpee bagnaa, fig. Csncio moHe. 
Pidcin bagnato. Uomo debole^ fiacciK 
<di laaUt gainbe^ ^buiTatp. 

Stoinagh dt pal|>ea, /^. in &t6fiN|gh. 

Palptf« €he ancht diftesi E^lbcr, Libelfo. 
Domanda giudiziaria falla per iaoriUo. 
Fa corr i.palpte, F, Palpera.. 
iMaoda i>D esib«t o oa palpne. i)ar 
. iibeUo o im UbtUo. 

PalpeUr* F.4h C&rla. 

Palpera e corn^ al pl,BalpQT^PalpebiXi; 
« aot« Palpehro^ Le palpebro — L" orlo 
ddU palpebre Tu detto Lemko a da 
DantQ Gronda — 1 peli «be aoqo ia 

' 4sima ^dk palpebi'Q ai dicoi^ LappQle 
dai LuccihoaL 

] «BU^ a ba^a « 4a palpara i« alt. 
f: in QUca. 

Mpvia 4M(wi 4mci^ difiSfi Fa corr i pal- 
pee... Fare scialacquo di atti giuridic]. 

PalperliK QuioUaa, GsuiaiitHU Cariaccia. 
Cartuzia,, . 

Palpign^. .Palp^9ggiare, Branakar^, 

Palpigna i aeucc. Lappoleggiai-eliJ^mtn^ 
^^* P<)g« «^54 prohab'ilmente con voce 

. lucchescydel eke veggasi in Palpera). 
Lapjjoiare{*pis. come dice il Tomiua- 
3eo Sin. ia lappoU e aota 8). Baiter 
gii oecki, Jmiccare? Baiter le palpe-- 
bre. Quello jpesao percuoler di pal- 
pebre che ai fa iu serrare ed aprir 
gli occbif ci6 cbe vieoe detto digno- 
ter dai Frauoeaj » AagenbUt»en dai 
Tedeschi; il Nictare dei Xalioi. 

Palptgnada. PidpeggiaUi. Palpamen0n 
TiisteggiamentOt 

Palpiguadiaaa* Palpeggialinu^ 



Palpigajona. Perpigndm^.^p^^ H Uo^ 
fa acta. 

Aiid& a Palpigaaima. ach. Paipeg- 
glare. Srtmeieate% 

Palpignent. LappoUggianU. Spitalo ppt^ 
prk) delPoccbio di uao «he abbia li 
difetto di ba.Uer le palpebne. 

PlJpigjMSii. Branoicak}re. Bruncdcoi^e. PdU^ 
paiore — ^ QuagU indiaoreii « dgraaitoti 
brancicatori che cercano doUor<ar4i in 
utriusque (si p^ndQDi la sgraramalicaH 
turfl^} .diciawo poi ^pecLalm*. Poiiiroiiu 

PalpircbU. Cartiioda. Cartuzui. Quioli' 
. MO, Quioluuu, 

PaI|>ir(Bii. figf Ufamua* 

PalpiruUi}* J)in^ cjf.PalpinBiL /'« . 

PtdpiU. PaJpifare,, 

PalpitametlU . i J^fk^pi(Q* Palpila:iione^Pal' 

Palpilasiuo. 5 .pUamento* pcioace, 

Palpiii(i(ada ai). sch^ Palpeggiarc^nan- 

PtfVfih Faf^go. 4f</n|4« imiif.PtoMi^a. 

. ^luUeiume* Bf3ggo,^e aiUtcawhCiile Btvi- 
c^..— i^ d% (Ch^erfAiVH cbe i diz. iial. 

. .baona la %9ce Jitip^dteuw^i per ^uel- 

. ravvolgft^rai cbe ikil ptiroo neUa fao- 
gbiglia* iiella qjual voc^ Ojpkum> y«de 
qye«la noUva paita. .... 

Pesla palta.^ {/<ingar0,(*to&c. }. . 

P^iUacreja. In varie parti deWMto Mil> 
dicesi cosl dai coniadini, qfSoUa che in 
ditd iiomlmaitio Teiiucrt ji», CVt;/*** 

PfJUitiUtt, J(L di Skhblth F%jh -»»■#* 

l^DlLm ^»^ FuiJUdtit i^^^lUisk Q la 0igfa mA- 
..vi^cia; F. in 3cgra. . ;, . 

Paltiona. Moticchio,\*Q.\yrr — ltf(um.:/n 

. Tom. Sin. a Mota)^ ^oUlfUa^.Ean- 

^.ghiglia. La •uigta per Ic vie •quaiulo 
«ad|e pioggia luiimla. 

Pilltiaua. • . . • Sudiciu^ae ^uUa LiagMa. 

Paltu . die alU'i dicono Palioas o Panto. 
Paslrauo? Dal frauc. iWe(0^ Specit) 
meazaaa fra soprabilo e pa&trano rap-« 
presentata nel figurino lo.lugUa i858 
del Corner delle Dame milaneae, de- 
risain quel ibglio del 20 ottobre t838, 
e ricordala ancbe in quello del to di- 
cembre i838« 

Pallor JO. Pastranello? 

Paltumni e PallCisc, Paceiume, Fanghi- 
glia, Limaccio, 

Paltusceut, Fangpso. limaccioso* Meh 
mo4o. PolligUoso* LoUuo^ 



PAM ( ^48 

PanUlt (Gavej • U). . . • . Specie di 
petUnatura alia piana della quale f i 
▼ede esemplare nel Figurino i34 ^^1 
Corriere deUe Dame milanese. 

PampUa e Pampalinna. ),.... 

Paiiipal6Q e Pampal6nna. T ''^ Pwnp^ra. 

Pampalugh^lto. Zughetto, Dim. di Zugo. 

Pampali]kgo. Zugo, Uomo piacevole e 
buon compagtio, ma aniich^ n^ sem- 
plice. 

Pamp&ra per P^ma. F> 

Pampira e com, anche Pampala 

Nome di quelle caune gremite da 
capo a fondo di ciMe{osti) cou so- 
vrapposti dolciumi di pid quality e 
specialmente coroncini , cuori , ca- 
vallucciy ecc, e cou ramuscelli di 
mirto o fiori alia cima, delle quali i 
una specie di fiera preaso la nostra cLie- 
aa di san Bartolomeo nel giorno ^4 di 
agosto in cui ivi si cekbf a la fesCa di 
quel saato roarlire. Qneste caune* aU 
tre piccine(/;am/7a/mn), altre mez- 
wae{pampAlo pampar)^ ed altre gran- 
di8smie(^ampia/o/iif ) » sono comperate 
dai fanciulli che reduci dalla sagra 
ne menano vanlo per ciXXk riportan- 
dole inaslate alle case loro. Il Oiu- 
lini (VJII, 4o3) chtama quesia avarao 
iPantichitd milanese ^ benche si POl- 
gore, una de* piu oscuriy e lo A- 
bandona inesplicalo. Non mi si ascriVa 
a temeritir se, facendo a inddrinare, 
10 tssponga essere mid avriso cbe 
quella Canna sia figura materiale della 
palma del raartiriot e che * il nome 
frii noi assegnatole derivi dal greco 
BafifktXi^iit (Iremar dal freddo), tratu 
Tidea dalla specie del martirio sof- 
ferto da quel santo secondo Topi- 
non- volgare^ o pure dal gr. IIan)^ya(i> 
(essere trasparente ) —^ Questa nostra 
Pampala sembra altresi quasi sorella 
del Majo che usana piantare in To- 
scana per calendimaggio oggidi con 
Une profano e altre Tolte forse a onore 
delPapostolo san Giacomo minore, vit- 
tima delPodio di Ananta. E della qual- 
che sorellania di forme siaoo tesli- 
monj quest! versi deU^Allegri pag. i6l 

II qa«l(iiM/o) di bericoocote e ciambelle , 
Di nMUranee dole! e confortini 
Faro gremito, • d' altre com ball* 
CIm mootarMuM ua pouo di ^imurfau, etc. 



) PAN 

Pampardlnaa. ^'Oee usaia per lo pik 
nelle fhasi: 

Vess o Mett in pampardinna. SUure 
o MeUere in mostra { F. Ardi6n. ) , ed 
anche Starsene badiale^ in smlCono^ 
revole^ in pcmaolle^ in pontijicale, Forse 
UPapanlina dellfaggi(i?MieII,ao8). 

Yestii in pampardinna. f^estUo in 
pontificale{hucti Sibilla), 
Pampin^a. t. cont dell^Alt. Hil. i'iai- 

pinella, £rba nota. 
Pamporsia o Panporalo. Panporcino, Pan- 
terreno; offic. Arianita. Sorta d^erba 
e fior noto. E il Ofrclmnen europtmun 
de^botanici* Ne abbiamo a fiore av- 
' finato. e a fior bianco « cosi come 
abbiamo le viole mammole violeue e 
le bianche. 
Pampdss. y. in Pki. 
Pan. Pane — Piccino e gentile lo dtciamo 
JtficcAetta ( panetto ) ; Piccino e dox- 
xinale , Micca (pane ) ; grosso MiecoUa 
o Pagnotki(pBgnoi%n. y pane). 

Pan assolatamente intended da noi 
per Pan grosso , Pan di libbra , e ven* 
desi a peso mentre i Panetti , ehe comu- 
nemente diciamo 1 Micch o I Micchett, 
si vendono a mimero, V^ cressuu el 
pan e r ^ calaa i micch. // pan grosso 
ha rinearato e i panetti sono rappicci- 
niti; al quale proposito laluni usano 
dire per ischerzo Saravel minga mej' 
cress i micch e cala el pan? 

Pan assoluL fra i rnilitari per Pan 
de munizion.' f^edi piii sotto. 

Pan basaa. Pane ammacoalo. V. in 
Basin. 

Pan ben levaa^ Pane aUandmUo o 
iiluminato o con gli occhi. 

Pan bescott. Pan biscotio, Biscotto. 

Pan bianch. Pane di grano. 

Pan boffett che anche dicesi Pan 
de fior o Pan papalin secondo il Va- 
ron mil. Pane qffloraio {ZMob, Dit,), 
Pan buffetio. Pane sopraffino* 

Pan brusaa. Pane abbrueiaticdo. 
Pane ripreso dal fomo. 

Pan brustolii. Pane arrostito, abbro' 
stito^ €ibbrostolito i abbrustolata. 

Pan casarengh. Pane casaUngo, 

Pan casarengh ordinari. Pan cO" 
;ierto(Legge toscana iSsetlemb. 1777). 

Pan con dent de lu vcscia. Pan vec'- 
ciato o veceioso. 



PaQ CUD deoi del loeuj. J^oMe alio- 
giia0 giogUatiK 

Pan coot el chimin* Pan$ addMato 
col cundm* 

Faa coU in bianoh. Ptm coUo in 
biimco(lSeiU ^erve 4tl/arm9 I9 i>* 

Pan colt aott a h bornis. Pane sac- 
cenenccia u succenerino, {frabbiaio. 

Pan oott tropp in pres^fu /'one nr- 

Pan d^angioi scherz* per Pi^n de 
mej. y.^ln. altn sig. veggasi pUi MU> 
MangU el pan d*augiol» epc. 

Pan d'^arb/tri... Pane di.peaa arbi- 
trario, non aoggetio a peso di taritfa. 

Pan de farinna de caitegn* Pan di 
eastagme. CastagnmcciQ. Pal^na'^PmB 
easlmgnino dicono i Gorsi* 

Pan de lira. Pan gro$so? Noi in- 
tendiamo per quesUi nome i pani 
graadi del peso d* una Iibbra grossa 
Tunood ogoi pafo. 

Pan de lusso. Panjine? 

Pan de mej • Aiim di iwg^VKMa ttk>l. — 
Tavg. Iff. Ily 77> Pane di vero milium. 
Probabilnente intese paclar di questa 
aarta di pane tl BurchieUo in quel suo 
sonetto ate diase: Ferch^ a Milgn 
n mangia pan di migUa? giaccb^ ai 
fuoi icmpi 11 migiio 8*uni\a al grano 
per &me il paoe oomune; e da quel- 
Tuao oggidl onninameote cessato pco« 
viene ii dire noi 

Pan de mej • sc/ier%. El Sgresgion o 
Ei Pan d'^or o El Pan d^angiol o el Pan 
giald il Pan di/ormentane o di grajto 
tniiso^ cM il pane fatto coUa farina 
di 2«a. mayz* 

Pan de micca dicono i coniadini per 
Pan bianoh. Pan di grano. 

Pan de mistura* Pan di mitpugli 
(«pist. — Cmi Des. e Sp.llJif^. Pan 
di mescolp. .Me;scalo{*iQ$Q,)* Pane me- 
jcoio(Targk 1st. Ill, 368 e allrove — 
Alb. bass, tit M^eil.). Altre volte an- 
cbe fra noi era mescolo di aegale* 
miglio e saggina; oggidl pevo il no«ie 
per sh generico ^ divenuto specifico 
del Pan mescolo di (krine di grano 
e foiinentone. In Toleana iatendono 
pane di grano e segala. 

Pan <d« mqnition. Ptm di rmuane 
{ Mag«iK Op, I7S'). Pmtdidi >mumiM^^ 
(Grasst Pis. -nttX)* . 

Pan depommide ttprsv^^onuit JMfttle. 



) PAN 

Paa'de prastia. Pttk tontpro {^eWi 
Smrve ^foroo'U <)• Pane vemde, jQuel 
pane cbe si fa e ai vende dai fbrnai, 
per opposizione al pan casalingo. • 

Pan de rosgioeii. Pan di iriUQo. 

Pan de aegra. Pim di segaia talvolta 
misto con iarinn di grano e di segala 
o di grano turco e segala* 

Pan de semola. Pen tonda* Pmne di 
jfor difarine* Comnn.*^ in (brma pic- 
«ola,toiida o bistonda» ed ^ sopraffine. 

Pan de soldaa, y. Pan de monizion. 

' Pan de teraa specie* Pan iritelloso 

Q im/errigno.Cosi fu cbiaineta una qua- 

lit4 di Pane di farina di grano e tri- 

. telIo(iY7#gio^) eoni«iiiste» inoomiticia- 

losi a cuocere fra noi nell'^anno 1751. 

Pan d*or scherz. per Pan de mej. f^ 

Pan d^or o dor che anche dicesi 
Fritura dor^ Pan dorato. Pan mnto. 
Pan. unto. Si fa oon piccole fettc di 
pane luffate nel brodo u nel latle, rin- 
Tolle nell'^uoTa dibattutCf e poi firitte* 

Pan franzes. Pan franzese o lomnese. 

Pan giald. F* Pan de mej. 

Pan luster. * • • • Pane, imbagnato 
esternamente coUa cbiara d'^uova. 

Pan mal levaa o moltaa. Pane matto 
o mal lievilo* 

Pan modones. . • . Pan« essai po- 
raso e ilkuninato. 

. Pan nioli o mezz-cotU Pane coUic- 
cio o semicmdo, o pastosOm 

Pan muttaa. Pan mazMro o ammaz* 
zeralo o n^utifrata. Pane mal lievito. 

Pan papalin. f^, addietro Pan boffelt* 

Pan poas. Pan raffermo. Pane colto 
da pid d^un ^iorno, poco salubre se- 
condo il detlato ilai Pan d* an dX e 
uin d'Uh anno, economico secoodo il 
dettato proTencale // pan fresco ajuta 
a impoverire "^ Fig. veggasi Panposs 
e PanposaiSn o Panposaondn. 

Pan sor. Pane hoffice o iiltmunato. 
Qnel pane cbe per meazo deUa lievita- 
lione ba acquislato maggior porosity 
e leggerezza , e facilitii maggiore a es- 
ser fiMstioato e digevito ^ e daU^ecoel- 
lease di questo pane 4 natp il detlo 
Pane iUwninaio e eacio eieco^o vero 
P€u% cogfi oochi'9 cacio.sentf ocelli^ e 
vinoisht copi -gli oechi^ 
> Pni sponges. Pane spugnosa^ 

Pan todescb per Pan hister. F.. 

5a 



PAN ( a5o 

Pan tcistaa. Pane arrosUto^ ahhro$tito^ 
nbbrustoUio^ abbrustolato^ ahhromito. 

Pan tuU a crosta. Pane imcoHeato 
o incrostinato. 

Pan tutt a raoll. Pane midolldso. 

Boffetta. • • . Sp. di pane tondo o 
tondicctos oe abbiamo da im soldo 
e da due. 

Bat[%UmnB.Dim,ev€u,diBoBhiU. F. 

Fil de pan. FUare o Fitone di pane* 

Fiorentinna o Firentinna.^. fiiii^tfo. 

Gmzin. . . . Sp. di bafioncelli di 
pane dei quali veggasi neila voce. 

Micca de dun. . • Pane da due soldi. 

Micca de mezta lira. . . Pane del 
peso di metza Itbbra nostrale — E 
schen^fig- per Goaxo. (do. 

Micca dToo sold. . . Panetto da un sol- 

Micca fiorenlinna o assoL Ona Fio- 
rentinna. . . Specie di panella o piccia 
o coppietta da on soldo o da due di 
6gnra fra toodiccia e quadrata. 

Micca franiesa Panetto da un 

soldo roolto alluminato e cbe serba in- 
farinalura estema anche dopo ootto. 

Micca layorada o a grignceu. . • Pa- 
ne a cornetti in pit]l forme. 

Micca solia Pan liscio. 

Micca trezzada... Pane a moMi treccia 

Micchetta. Panetto. 

Modonesa. . . .Panetto alia modanese. 

Navis^Ua. . • . Pane da an soldo o 
da due di figura ellittica. 

Trezza. K. sopra Micca tretzada. 
^ k'kk fornii de mangi^ pan. Averji- 
nito il peso, Esser morto. K Cagar^tl. 

AYegh nanca pan de mangi^. Aver 
carestia de{ boccon del /ia;ie(Machiav. 
Op, IX, a 1 8). Non aver pan pei sabati, 

Avegh on quejcoss per on tocch de 
pan. Aver diecc/iessia per un pezzo di 
/ia/ie(Sacch. JSov, 197). 

Besogna sta a slo pan. A questo 
fiasco bisogna bere. 

Bon com6 el pan o come el marza- 
pan. Dolce come lu siiccaro(Pan. Flag. 
Barb 11, *70' ^^ die 'I pane. Per- 
sona cbe sia in eslreiiio grado di boutii. 

Cbi gb"* ba on mestee in man no 
gbe roanca ou toccb de pan. F, Mestee. 

Cbi menua la tiorba guadagt»a on 
sold de pan 9 ecc, F» in Ti&iba. . 

Cbi volta el ouu a Milan le volta 
al pan. F. in Milan. 



) I>AN 

Color del pan de mej. Impolminaio, 
Interriato, Giallasiro, V, anche in M6rt. 

Gompr4, Da, ToeA per on toccb 
de pan. Comperare, Fcndert^ Jpere 
per un petio di pane{^iosc» — * Tom. 
Giitnie). Hicavame un boccone{id,), 

DA ona legnada e on boocon o on 
toccb de pan* Crueifiggere le genti e 
poi baciar hro le piaghc(kTeU Jpocr. 
f. 106 ). Dame una calda e unafredr- 
da. Dare il pome e la sa^ata. Dare il 
pane col bastone, Porgere U pane con 
la spada. Dare il pan coUa baiestra, 

DI ebe i roiccb kin miaga pan. Dir 
eke san Cristojano era nana, Negare 
la Ywitk oonosciula. F. anche in Crds. 

Din dun dan, ecc, pan ecc Finfiim. 

El pan de la eotezion. il pan d* or 
9ciolvere{li)\t%. 34). 

£1 pan de micca el pias a tucc fig. 
Ogyii ucctX conosce il grano, Il buonu 
piace a tutti ed k conoscinto da tutti. 

El zest del pan. La Panattitera. 

F^ el pan. Sffianare o Fare Upane, 

Fk el pan in c^ Fare pan casalingo; 
e fig. Farfuoco neWordo. Fare chec- 
chessia a chetichelH o alia macchia, 

F4 el pan insemma. Fare a combutta. 
Accomunare, fare una cosa in comune. 

Fli el pan tutt in carsenza. Fiale 
quanta FA tucc i pont d^or. K in 6r. 

Fa pan restituii o Rend pan im- 
prestaa. Rendere pan per focaccia o 
guaine per coltelli o colpo per colpo, 
Qual ballata tal sonata. Dattero per 
fico, Qual asino da in parete tal rice\^, 

Fk semper quell pan. « . . Far sem- 
pre ristessa cosa, sempre le stesse 
facccnde, far sempre a an iiiodo. 

Fa sta a pan e acqua. y,in Miccbetta. 

Fa sik a pan e pessin. F in Pessia. 

Formaj senza buiucc , pan conl i 
bceuccy ecc. F, innanzi Fan coat i bosucc. 

Giuga al pan brusaa Nell* Alto 

Milan, i contadineflli aduuati in circolo 
mettono in mezzo due di loro dvi quali 

Mtet fuHo 4 tmitf rUpoade 

Et Tm «I |Mut Si , r boo f«a» 

Cooi'«il ntfUa ? Ou. poo ttritMia. 

Chi o «taA ? L'o «U« «to porch chi; 

e additato V un de'^compAgni lo <a sog- 
gidto. di catiura ai restanti i q«ali , 
tambussatolo alquaaio, si ri&uno poi 
toui kinttecie 4a cl^po ai gitioco* 



PAN ( ^&i 

l^egna verck e pan fnoaelL ae va 
in tnaloni. prest. ^ppunio son ccme 
U legne u€tdi che uiile di ca^mme 
iHiian tu 4pen{F»fs, JHme VI, ^5^). 
. 1 Fr.i dicQBO Jettne /emmet pain ten- 
dre €i hois tHsri meUeni la maison.tm 
. desert — Farino fresifuo et pan ikndre 
ajudoun un^ houstatU ^ duehtdrt di- 
cona i ProTenxali. 

Vk m«} paa o polenta in diioa 
cbc pit^ttza in-cii di olter. ig meglio 
unafeiia di pane in casa sua t^he 
nelTaltrui abbondare in riccheM^(Cr, 
in Pane cit Lib. Siinil. ). , 

L*e mej spend danee in pan ehe in 
roedesinn. f^. in Medesinna, e hentmCi* 
V ^ mio^ti pap do inangi4. fig. ... . 
Non ^ di assoluta necesfita. 

Mangii el pan a tradiment. Man- 
giare U pane a tradimento^ 

Mapgia el pan d' angid. Fincer co- 
diglio. Dicesi nei giuoco delP ombre 
il yincere sea^a aver fattp . qe^auu 
giuoco* Fra noi si traiporta anchc a 
denotaro \\ f^tto di chi otienga dei 
vantaggi per mero caso, di chi tiri 
didoUo con ire dadi^ di chi abbia ia 
Pasqua in domenica* 

Maqgia .pan e spua o pan e corlell 
o pan Ilk de per Id ixenopan^.moli 
e crosta. Mangiar pane e sputatoio 
(Aret. 7W. IV, 19). Mangiare aseiuma* 
menie. Mangiar pane scusso o ascintlo 
a arido^ aiolk scnza companatico. il 
lat. Paneni siccum. oomedere cbe i Fr. 
tradussero. A/a/tg«r son pain sec, 

Necessari come el pan. Jtcineces- 
sarissimo, . Xecessario necessoHssimo, 
Ke pan n^ pagn no fan Inai dagn. 
r. in Dign. 

N0 gh'e roagher campanio che no 
.fUiga pan e vin. y» in Campanin* 

On'assa de pan. Una Uufolata di 
pane(^^ Serve al Jbmo I, i). 

O suppa o pan moeuj, le no \xin 
fntseh, hin foenj. M tutta fatniv Q\\ k 
tulluDo, gli k un^istesaa cosa. 

Pan oont i Imbucc o cont i oeucc^ 
forma j gens'' cattco, e vin cbe soka itf 
di «eu€C« Pane alimminato e cacio cie- 
co e vin die smaglia o che brUia o 
che schizza. Pan cogli occhij cacio 
sent* occhi e vino cbe cavi gii occhi* 
Ca^io serraio e pan bitcherato (Alb. 



) PAN 

«ncu tn Obc<o). Pan ieggiero o ^rave 
/ormaggio pi^iasempre se sei ^aggio 
(Tan. Eeon, 27). Pan d^un.giomp e 
vin d^un.anno^ e se muojo et^mio 
d«imo(*toac. — T. 6»>. Vd0o jdfu^ora^ 
pan d^un giomo e vin d^un anno non 
fecero max danno dicono i SiciHani. 
Pan dau , pan trii , ecc^ V, in S^tt. 
fan e nos vitta de spos o mangiit 
de spofr K* in fids. 
. . . Per on tocch de pan* fig. Per una 
r,miseea(Fam. Fiag* 1 , 55). Per un pezzo 
di pane* 

Pod^ minga iik quf U pan. fig. Non 
\ pater la. Viia{*io$O4)0 

.Quand el ciell- ^ fiui a pan gb^mra 

Tacqna inooBU e doman. K in Ltea. 

Quand se gh'^ha famra 1^^ l>Qn^anca 

ei pan lu de. pai^. lu. J Jams pane, 

Jl paiatosano eomve k U paao* 

Bend pan imprestaa. Lo sUsso che 
Wk pan remitnii. ^. piitx addieiro. 
, Bubass «1 pan fbeura ds bocca. V, 
piu som> Tah o fkobk el pan, ecc 

Se el pan el vobut minga coeusy la 

cacseosahaU de Jiwruaa?*. Perehi^ •altri 

non meritadebboiopatime Jepet^? 

Strangoi/i ei pan. Dareialtrui il pan 

. colla baUstra » tmh, darlo inalvobin- 

-tiepp e ^n istrapatio* 

. .Sncc come i^lpan de mej* V. m.Si^c 

Sug^ el pan. T. de" Fom* Js/fiugnre 

b Prospiugare il pane. Cuocerlo Jbene 

bene per Ichrare ogni umidita alia paAa. 

. Tegni a pnn e acqna. K in Miodbetta. 

. Tegni a pan e pefsin. fig. Tenere 

injUeUo — ed ancbe p«r 

Tegni a pan e spua*. Ttner uno a 
crusca e a cavoli. 

Toad o itoba ei pan fceura di dent 
a de. bocca. Far cadere il pan di mano 
(Rime poel. pis.), tevar ia palla di 
mano. Torre alt mi il comodo d^aicuna 
cos» o TautoriU, e arrogarlia sk> 
. T<ed-<foeura el pan de bocca per 
daghel* a qiiefghedun* Levarsi il p^ne 
di bocCa per darla altruii^iosc. *^ 
Tom. Giunte). 

\e8B come el pan ch*el stufiiss mai. 
Essere come il pane, che mai non viene 
a noja(0om, Facez. 74 )• 

Vess come el pan de la foroera 
locca, el cerchen in la mama e Te 
in del forna. f^. lit Forn^ra* 



PAN 



(i&s) 



PAN 



Ve89iiMTVt!Bgnaa cont el pm de mq 
Galdin. Start €die bnjose. Estere ia 
pngtone* V. anche in PrctiSn. 

V«98 neeesstiri irun a oo oiler come 
el pan. A^er una pi^ bisogno tP^Uiri 
€he il iignosa del cappelio( Cttr^ Let 
Jam, I, 184). 

yifs& o Vess mifiga pan per Tun 

• ona robba. Essere o Non essere pasta 
pe" suoi denti, V k ininga pan per tucc 
« fk . . Non chiunque ^ abih ajkre... . 

Vese on maogia pan a Iradiramit. 
Essere un pan perso(*io6c* *— Tom, 
Giiu^te)^ eip^ persona buooa a nulla. 

Vess pan restituii* Benders a^refto 

• perupa acerbai^trul Orlk i/t» LXV» 6). 
Essere punno saneseiktseWvk i, 7)* 

Yiv a pan e spua. Stiracduar le milte, 
Vork ^ejcoM de mej che el pan de 
mioea* fig. Cercare migiior pane che 
di grdna, • 
P&n. niet* Pane^Htio. Modo di oainpa- 
re. 1/ ^ H hella the sarev andada-via 
puitost <h^ aiii H ^ mangii on pan 
de sett crost. Fa un peuLO dte io me 
' ne sarei Ua hvumti che stare tf eosl 
' 4uPo pane{OM Sportm)* 
^ ' AvA trovaa on pan in ritta. Aver 
' aecondtato o accomodato U Jbmafe, 

Chi gh'^ha on motftee in matt tnetiva 
pan de per tixiU Chi ha arte ha parte* 
V* in Mesl^ 

t)Ji el paii \tL fltraa M^ndar 

in asso, licemtare^ destituire. 

D4 pan a vtin. . • . Dare altrni al- 

* eun mqdo di prpcacciarsi il pane. 

El pan del servl el gh^ba sell crost. 

' Il pan degll aitri ha sette croste(Gu9f 

dagn. Poes. II, i56>. £0 star perle 

ease degli altri k un grande strapazzo 

• (Nelli Sen^* padr. Ill , 4 )• Ohi man- 
gia il pan degU altri bisogna ehefo" 
iio^Neili Kec. ^tV. f, r). 

Pan che gb^ha >8ett crost o Pan 
oont i aett rrosl. Pane arro6ita(Fag. 
/ Oenit* M i 1 1 >. Pane det dotore. 

Pan de can. Pan da caiti(Faf . him.)* 

Pan one. . . . Buon ricapito 9 im- 
pfcgo lucroso. 

Perd el pan. fi^. . . . . • Riroanm*e 
fuor di padrone, perdere Ptrnpiego. 
Plin. Pane* Atbzzo(o largo e z dolce). 

Pan de buter. Pan di burro -«- fig. 
Buon pastaccio. Pasta di miele -^ cd 



'anehefifv Crmsso 9 nIoHfidoi Dkesi di 

. jmIIo^ dindioi o -aim. gMssMto • di 
vbdraspetto; ialof^ dioeMaadie delle 
perfone pienotte , graasottellv, Te- 
gnentocce. Il C»rfiiSlf\tot* J I, 1) didke: 
^Una pittima che vi JaceiaU ai tuore 
di ifuel masson d' argento deUa mia 
camarmut^ pc* sieie guarita in seuso 
affioe al nostro Pan de buter ^-^ Si osa 
>anche per E un^, moMna^ un& tacthero. 
Pan de piomb o sinnli. Pane di 

' fiandH}9 «cc. 

Pan de saa finna. Pane di salJSne. 
Pan de savon. Pane di sapone. 
Pan de iucdier< Pnne o Mo%to di 
%acc/tero, 
Cagg In pan. r. Cigg. 
On pan de aeionagia. F. in Sei<Snsgia. 
- Faa a pan de auecher. Fatio a cono. 
Ona colHnetta o ona montagnetta a 
■pan de znccher. . . « Colle a conot 
monlicello a cono. 

PAn I fattojant chiamano <;osl 

ogni suolo di semi oleifei'i che aotio* 

■ 'pongono al faitofo per estrarne PoHo. 

P&h-eold. figv ^ lo stess& che Caragn6n. K 

Pin de zuecher* . . • Nome di qnei due 
canti che metumo in meato il qnadro 
■0 Taovato.dVgni fiancata del eoper- 
. lonedeiia caaaetta dei cocchi da parata. 

Pea ^1 coco* F. in Coed. 

Piaide Spagna. Pan di'Spdfpui. Specie 
di paata d^ novo aolRee e com. in pani 
alti grandi e limghi ; hoi lo dunmia* 
mo anche Maruipdn se in panettti 

Pan grand disse il Moggi (inter* II, 309) 
per PanatuSn. F* 

Pka in Tin che i Brians* dicono Pan- 
moijn de la Madonna. Paneuculo* Al- 
leluja. Trifoglic acetoso* Soria d^erba 
arvenae coai delta fra noi perchd irae 
al sapor del pane inlinto nel fioo. 

Pin.moBiij. F» in Si^ppa. 

P2in moijn. f^. Panmoijn e St&ppa* 

Pan postit. Creseatina{Ha^9A, Op. 538). 

P4na; v.contad. de(tA.Mit,perPkntm.f\ 

Pana. Appannare, 

Pmkk el % ell. T. de' Bareajuoli. K in Vdl. 

Pnneia. ad« Panato, InAno o involto ilel 
pane* Per ea. i^qua piinada. Actpta 
panata{F, TAlb. ene* in Panato soat.). 
Fritura panada o impaoada. Frilto pa- 

Pan^» Appannato, Nebbioso. (nato, 

Panaa. FeltrtUo* 



PAN 



(•53) 



PIN 



PiHnd6ni. GWeviM. Qoelk tsT^^ nkt 
«* ftpptrecchia per Bcrri«i» ddUta- 
▼ob ove «i praiuuu Oil Spagnnoli 
la dicono Jpamtt^ra^ 

Panhddfra* T. de* Gdciai« lo 9ieS90 the 
FiNiilggfa. f^« 

Panaddra. AppanmUofot (I dlz. vlaK ipie- 
gano ahritn^nti qorcstk iKM» che pre«> 
8«ro In prratitift dal Migalotliv*ia io 
credo erroneam^cM). Mttktm? ( Alb. 
bass, in Brosse)^ ^ifzh* di penflbhiad 
ordiftaHo coa cui* si fmia il pekr Al 
etv«lii nelle Acmfierie. - 

PlBiiar^tfl. . . . ^uel Tek>^ dt ficnt «be 
si ▼« fortnando solk stiperfide del 
luitt alloreb^ tta posando- per i^di 
quagliarsi. fe in o^fto mi^do on resU 
duo >di crana. ^. lit P^tita. 
Panarlsa. Paherieeio* Ptikmetio, Paitt^ 
reecioh. Malo^ cbe vien alihii die 
radki dotl* Unghie^ Anohe i Frandesi 
Mrivono AomH^.- 
Panarcedla. PannarolaiLnBi, Op* li^ f (6). 
Arnese tblqaale st osbne ift fianno 
o fiom dal talt^. fn alolinv iuogkl k 
Taso di sUgoo; i|elle nostre oasckie 
formaH inv^ce' ^ tra Cidtolone di legno 
tndio vpiso, aho 8 ctnttmetri e del 
diametro di oendm. SS» col quafe, oltre 
a siorare il lalte, si roiresoia anch'^ il 
coagulo, s^estrae il laltitellofylordi), ec; 

Panartin $ Panardtt die^mo in ahmU 
paesi dH eonUdo lu Blsrtta orientale 
o sia'W Borddcch. V. 

Panose. iVm<M;cto(Min. > -^ Noi ptr6 
ttsiamo qpnesto peggioraifro in un senso 
totto speeiale tnisferendo la quality 
di cettivo dalta sostknia alia qtmn- 
titk. tuH qmll panose el gke ford maa; 
e nron vogiiamo gta dtre cbe saHi di 
eattiva qualiiii quel pane, ma oho 
Qtsei tatUo pane feH male a quel tale 
di cui si pai*la« 

Pan^ia. F. Panniscia. 

Paoat^U. pamcelh. PoHellino, 

Panatill;. , ; Picciol pane d^^fro, d*ar-< 
gento, di ptombo e sitmli. 

Panatell. Pan^UoiTavf;. Istit. fll* 4M). 
Qnadraccioo di lacce o simile* 

Pianat^l. PanelHno. Motto. Quel po* di 
bnrro che fanno i podtratati ool latte 
settimanale della loro Tacca. Diminu^ 
ttvo del Pane ^elle cascinel formal. (| 



Paaatt<Sii o taiallon de^Natali.* i... Fp. 

^i paae difrumento addol^alo «on 

burrow uova^. Eucchci^o e «nra posse* 

itna(iigAatt) o sultansii oh^ltoterieteto 

a mandorla quando k pasta* cottoebe 

sio risulta a Molti oomcui. Graitde d 

di uno o pijk Tibbre . adgliamb ilvlo 

..soltsnt* per Matal^; di pfri o simil 

pasta mo in pimcllini si fa AiUCo Tanno 

dogH ofiellai t lo diianifam^ PaHattOi' 

.tmn -*-* Nd oanfado inveco il P^moHon 

Sttol essero ^ ftridfc di grano titrcn e 

; ne^kto di spiodbl di mele e di kbitf- 

. ebi d* uYa -^^ I dis>..italiant rieordono 

. <il PmH^di j>KunMno^4|nkiresimale, iondo, 

fatto di bianchissima' faribia iiupdslati 

:«m oKo^.^dotttroti. ramerino.e' uiri 

passa il«ra o.xfibibbb; it Pm^ Repaid 

oon miolc^ f^po e dei ^peoMetti - d!iu*Mi^ 

ioio: o dt ibcca^ il iVus forie^ aypcrie 

vinfiNriorfi'.ddl Paa p^pdtoVil Ptin ^or 

lestrone con mie&e ^> BMSbQkto coU 

>noci o ftcbt.'Senobil e>iiPantmait 

otfell^lo i arroalitti^ ». inzo^kto .nel- 

r«ftcqua 410 edbdilo 4iotl aocioV^oCDhero 

o .simtlik. Tuiti doloiahri parenli roa 

noQ idenlidi col aoetro Pbilatliii.. 

Fa iregkii*s& el f)anatA6n do Ifatal. 
Far venire' UkUte aUe gindookia{Pmn» 
Poet. Uy ixf , to). Fat Uencns il tor^ 
eihudeUo\^^^ VAiir. I^ 3). Meliere 
a ibva. SoHevar r«liioi6* di^ustare. 

Bfe ve»4d el panaltoA At Naf il. La 
mi riboUeH^toec^ *^ Tdnii QimM). Mi 
ei fd sloiM««D(Car6 Ut. font. II, S6) 
M vedere; udSr^, jpeasar^ ^becehessia. 
PanaluSo e Ron pauatton. ^*PaHH(kiano, 
Pasiaceioi BOnacoio^ F. ik Pkocinr6tt. 
Panattdn. v. a\ fig. del Var» Mil. Dappocdi 
Panailottln. Dim. di Panan6n. ,F* . 
f aniva. y* ^ont. • . . P^ne b^lHlo^ofc lilte. 
Pancdco. Lo iteSso che Ppnd6tt. F\ 
Ftin6occi6nJhi^aipS,Mf9iiHivo*per^9npii'' 
t6n. f^^fig..*Visodfk focaccia araloeffa. 
Panc6tt ehe mnckedicesi Pano6cc Pan 
hdUtio. Pdkcotto. Panata. Pappk, 
Cera de paneotl. V, in C^i^ '> 
€iel faa k pant^ott: €ielo a peeOtelle. 
v. ariche in bafmii. ^ 

Pan duo 4 pa« Hi, eec* paHigida 
e pancott. F, in Sd(t. » 
Pancotlki. Dim. di VmncdvL F 
PanootuSb o Panrocci^n. • . » . Cos) varj 
contadini delPAlto Mil* cbiamano il 



PIN 



(a5») 



¥JLn 



• Panbollita fatto tooi: pattedi grano 

• luroo 'gi*attatOy « difl[erenEa'4el Pmn- 
- €oU y T«ce cbe rtservano^ a deostare 
■ %\ PaifboUilo faito col pane dt fru- 

metno gratuto* 

fanddn. Bisamtro, Contrappuntv^'lhl fr. 
Pendant Pors^aoclie Oprrisfondemia 
(come fpiega il 6^. uelle Km tl^ iSa 
citando-an t€Sto del Baonarroli), : 

Patodemeifn. QiMtfoino(*fior.). Pone $9oct- 

' ntriecio o sucienerioeio* La PinMa del 
Venexiani. f^. Rmsida e Cart^nxa. 

Paddemeipi Pavielltno dt (arioa di 

• ghino ttnroo regalatb di- lucchero e 
butirro, e talora anelie aamlmcato. 

Pbider. r. Picch. 

Paiid6ra(la 4urt)» Monna sM/h*l paco. 
Pan^ pert 2iiecher d^orz. A^« 
SaBeggiatn^nt. Oascata^ flicmHatiu Corli- 

oi^gio o Gnerniroeiito di aortma che 

fa r officio deirgDliic* nfkmtouanna.^ y. 
Paoeglli. Pamgiricd, ... 
Pao^. Satisa. FVantttme delle dive » 

roandorle e similida cui sia giit atalo 
(' Iratto Tolio* PeD6<piella specie di <fo- 
i 'caoBta roCooda oheTimane dopo tratto 

roHo dal'lioteoie e dal^ seme di ra- 

• iviazoiie ohe d chiamata' da not Pone// 

^:di out facciamo glttlide uso-perin- 

^ grassare il bestiame,.^ delta dal Tar- 

. gioDi Tozzistti (in JQrasiiem mtpus^ e 

IsUL III, a3 ). Pasta o Stiaceiata^ e 

< \nelle istb. ill, 970 Piacemia^ dal Za- 

' nob. Diz. (in MandorUda) Paniccid^ dal 

GioK agr. VHI, 356 FaneUa ^ J] Panell 

d^ amandol MandprUita ( Zanob. Diz*) 

k li Cfignon de^ Frankest. 

Panell de gratton. V, in GratKSn. 

PiUieraf e/ra i conL deWJlto Mil. P&na. 

Panndi^.^ot.). Crdmore. Crema, Fior 

• di laUe, Capo o Catno .di iaiie. 

Fhrsd la panera. jlppanMarsiiLmstrt 
OpiU^ i5a). SCO iait rha faa-s^ la 
•• paaera. ifuesto' IdUe s^^ appannalo, 
. > . Metza panera. y. Paneritta. 

. Panera doppiA. • . • • lifiordiktte 
di prima spantaatnra. 

.8cuii|&-yia a Tir2i*gi6 la panera al 
latt. Spannare. Disjiorare il loHe, ^— 
i ZaSptpmatura (G\ar^ agr« X, r5io) •«- 
VJicrdmer dei tFrancesi: 
Sorbett de panera. F- in Serb^tu 
. Stracchin d' oaa panera^ SIracehin 
de d6 panel** K in Stracdbk^ 



nMon f < e* tptasi ttatpfv ai plar* Pimer* 
landggime. Umiigpae. Li^ggime. lUi' 
gine; dottr< Efilidi* Nome di cpieUe 
maccbie simili aUe lenli ebe si spar- 
.goBo aiogolariaeBte snl \no» Ancbe i 
ProvensaJi dicono Pane la liliggiBe e 
Pawm W IftiggioosOk 

Pan6iti'< Bfaggi inUrm. II 9 iSoi). Jreile 
(^loecb*). Armii PatudH^rm* Cassa m 
eui jerbiksi it /jMineu ... 

Pan6ra» ff. 8c«degigil». 

PaneriiL tMi§pM$o, J^nUi^iiHmh 

Paner^tU che .amha diusi P^D^Ia o 
Mezsa-p4nem. ... . • Qpel laile cbf 
si levt dall4 superficie della caldaj« 
in . coi s** ba A ouocere il cacio. lodi- 
l^ane dopo obe vi fu messo il «aglio, 

Paoerdn. Pentoloma* Imfingardo, 

Panerdtt per Busece^n. ug, 9.* F^ 

Penult. Pe%u»la* Fataoleito. Vrappicelloi. 
Pannioello lino che Le peraone ciTili 
dicono anobe Ira noi Fat%olhli, K« 

Panetl del coll. CnnnOUu K. CoUa- 
rlnnSk 

Panett dd ootL fituaoliUe da caHo. 

Pt%MM»ola.da colA>. -(^llo'COD <m ie 

donne sogliono coprirsi intorno al coUo. 

Pa&ell der naa^ CaMteruio(*Vocfeb. 

. aret. — «eosi dftto percb^ leoevasi gU 
dai Ammulli alia dntwra). BiooeaiqfO. 
Benduccio* Moceichino* Pewuiola. . 

Pan^H. dcdafido* In oonlado . ioiendesi 
specifMiatawtnle quel Drappicellocb^ 
le cbMtadiae iodosAano a ftio^ di pic- 
ciolo sciall e ch!dU si mettono in 
capo a foggia dt tcIo allorcb^ en-! 
li*ano in cbiesa* ^ siccome tali drap- 
picelli. soglion essere di tela* la qiial 
tela in conlado k della Pann^ oosi 
PaneU pare che sia sincope di Pann 
nel^odim. di Panno (PoimeK^ f^mea). 

Pan^Ua* ff^ Paneretl«. 

PaoetUda,\Pes«<(/aiyg(^t06C. — Tom^ Sin.). 
Pieno un lauo]elto(/l«ii^tt) di cb«c- 
chessia. (xoletio< 

Paneltiida. Pe%udata (iwi). Colpo di las^ 

Paneit^. ▼. cont*.. Venditor di faasoletli.. 

Panettln. Peuolina. Pe%»oiuccia. Fajuo- 
htHnoi^iOBC. — Tom. Sin^ 

P^ofeta» • « . Voce imita^le il roimire d'^un 
colpo in genere^ e specialmenle d^ uik 
colpo balluio m cose.iDoUi o cedenti. 

Panfil. . . * Sf . di giuoOo in rui dicesi 
Punfil il fame di spade cb'e la carta 



PAN 



(^) 



PAN 



• ^domioanle , e PanfiUtt quelb di ba- 
- ttoni che ^ il secondo trionfo. 
PaniMtt. K. sopra in PanTil. 
Pangdliogua. fig. • ... . Dicesi d'ogni 

coDto, d^ogni lUta, d'ogni fottora 
assat hinga ; Iratta - la roetafofa da 
quelle luDgfae itste di oarta che so- 
glioDO tester 4ra maab i secolari allor- 
ch^ vanno a prdceMfone ^^anttiudo 

' l^Inmi che tneomiticia peri^ongt /<;t- 
gna, e che h atanipato su quelle ^iste. 

Fangelireoh. v. schert. Panegirieo* ' 

Foal* Imporrare? Imporrire? Oicesi del 
legname che tagliato e lasciato sotto 
alia scoria ammuUisce. 

Pani^. .... Cestone quadrilungo intes- 
futo di irimini o di giunehi malrini, 

• nel quale s^Alloga un cento bottiglie da 

• infiascar vioi. ^ iroce francese fattasi 
comune Ira not dopo che si rese co- 
mone Tusu di serbar i Tint in bottiglie, 
e sursero le fabbriche di sifilitti Tiisi. 

BfetK pani^. » . €e^la simile alia sud- 
detia, ma la melli pii!^ picciola e capace 
di sola una cinquanttna di bottiglie. 
PanigJMla. Fior di sambuco. Pan con 
dent la pairigada. Ptme sambucato* 
Questa nostra P<migada pruviene forse 
dal greco ll«9ija<b^{oXii%tio\ sta per- 
ch^ di grato sapore e salutiire« sia 
peroh^ atu ad attontanare i punteruoli 
' dal frumeuto come dice Van Oiesche. 
Se altn la volesse oontraiiune di Pa* 
nis gaudium » ed ei se lo creda* 

MicchiB o Pandemeijn con la pani- 
gada. Pamtto dolce sambuado^ cio^ 
' GOO fior di sambuco. 

Pan duu, pan trii, ecc. panigada 
e pancott. r. in S^tt. 

Quand le fee el pan, regordet de 

(k ona brusada o ona cai*seosa con 

la panigada. Bicordati ^ come tu Jtd il 

' pane 9 di fare una 4tiacciaia coi fior 

di sambuco ( LaSca Sibilia V, 7 ). 

Quatter fritol con la panigada. Qual^ 

• iro /riUelteUe sambucate, 
Pani^araoi\ (Offiizi o Archiyi di ) .... 

Uffizio coat detUi dalla nuhil famiglia 

• dei Pauigaroli oggidi estinta che ne 
avefa il govei-no, e nd quale si regif 
stravano tutti gli atti pubbhci piik 

' sblenni — Questo stesso Ufllzio od 

•^ ArchiTio cessato veiso la fine del se- 

colose^rso^ dicevasi nel t5oo e prima 



. Cjffi%3li etOzen dalla fbmiglk da OiettO 
che prima ^ei Panigaroli lo govdr- 

. nava. Si h^ Tlndice dselte soritture 
oontenute nei cpdici di quests itffijiio 
o archi vio.stampatO' del 1643, dttl cu- 

. Mode di 6SS0 . Gestre . Ptcinelli. Tali 
codici riposano Oggidi nell^ Archivio 
goTemalivo di San Fedele« 

Paolgh. Panico, 

Panigh de Spagna. D»ci;iZiiie(cosl il Targ. 

' in 'Potjrgonum oriaitale), Piania nota. 

Panigh^tt ( Partii del), y* in Pw-tii sig. 8.* 

PanighMt. Panlco, SaineJla? Quel panico 
seminato folto ohe si falcia quando e 
sul mettere la pannocchia per fame 
mangime agli animali bovini — - Al- 
ciini iatendono anche . sotto . questa 
Toce la Ferrana* 

Panit. Imporrato. 

Paniu. /'aniiio(*losc. — * Tom. 6.). Pappo* 
Voce che si usa per vezAO co^bimbi 
in luogo di pane — Anfche- le' balie 
provenuli dicono per vezxo Panel 
per Pan ai loro allievit 

PaniroBJda. . • , . . Concola spasa colla 
quale il cacia|o suol kvare il fiore 

- ai latte prima di passarlo al aangolone 
detto boHircfii per fame il burro* 

Panisell. Galtone, — Penneechio, Conoc- 
chia* Boccata. Quella quantita di lino 
o simile che si mette in una volta 
sulla rocca per fiiarla. Dal lat. Pa- 
nuceliiiun, 

F^-sik i panisej. JppenneccJuare. Inr 
conocchiare, 

Panisell. y, Parioeula. 

Paniseiliu. Dim, di Panisell. y* 

Paniselldn. Acer, di Panisell. r, 

Panlss. Imporrire, Imporrare, Il cuocersi 
e rinfracidar del legno per cagione 
di iroppo umidore interne. 

Paniiftsazioii. Panificio, Panizzauone, 

Panmoijn. Zuppa{M>, enc.). Il pane in- 
triso nel vino, detto La sonpe auper^ 
roguet dai Franc.,, la fFeinmdfirte dai 
Tedeschi. 11 Domenichi uel suo Co- 
pitolo della Zappa che sta fra le Bime 
del Berni(il, 5ii e segg. ) parladi 
Zuppe di trebbiano , di greco , di mal- 

• vagia, ecc, e ciiiama in genere Zappa 

• il nostro Panmoijn. Anclie iik Boonar. 
(l^anc, 79). dice R fecero in quel vin 
%uppon tnntalU — F. anche Sdppa. 

Panmoijn de la Madonna, y, Erba hriisca. 



PAM (aS6) 

Piumo. Ptmno kma *4 Le Ttr. 
fir. (osl oome i nostri paaaafaqli cIm- 
iiGcano t ^uai in iopfujfinir^ J^f^t 
metzijini^i ordimarj^ Dataome poa dei 
paMi dai quail vengooo lore 11 apeci- 
iicano per iPen^'wd, SSdan^ JUkUme^ 
Lomiers^ Elbceujf^ Schio^ f^erona^ ^tc 
Soggiunger6 qui aottdi pi{i trftvisati ^* 
sieme con altri dl vuria denominaiioae. 

Pann alt. • ^ ^ ; Pfinao largo 9 paonft 
che lia molto lez o molla l^te cone 
dicooo i Frances!. 

Pann bass. ..... Panno strelto. 

Paoa ben battuu o saraa o s^ciasacr. 
Panno serrato aJiUp. 

Paiin ben feltraa. P4mno benfdtnUo, 

Pann ben folaa. Panno ben sodaio, 

Pann camolaa.Paiuio tariatojUimudo* 

Pann Cars^. Panno di Chers^ nella 
^oniei^ di Surrey in loghilterra. ' 

Pann ouir.«... A^pioa, fitto, pcsanle. 

Pann de bigltard o de trucch. . . Pan- 
nolana dl color verdcrtra fine e dox^- 
nale,che si siira snlla tavola da bigUf r- 
do. Suol esser altoun metro e meaxo. 

Piinn de dama o Urk da dama (dxup 
d0 dame) dicevasi allre sHflte (fuel pmi- 
nofino^ soUUe, manoso che 9^idl eonrt 
soifo i nomi di Zafir » PerttTi^nn, «cc. 

Pann de ^adella. Panmo agndUno^ 
txoh di lana d^agnello. Vjgnelin fr. 

Pann de soppedani . • . Paana gros- 
solano e per lo piii di color Terde che 
si stonde in sui pavinienti per tappeto. 

Pann de testanna Panno pras- 

simo al capopezaa. 

Pann de vigogna. .... Panno di 
pelo di vigogna(ca^rra i^icunna)^ fiais- 
simo, e di color cannelliao 6 aero. 

Pann fazion o fasson de... F. in Uso. 

Pann fiorett de Padova. Panno pa' 
doiHouK {in pe%%a. 

Pann' in pezza. PamUiuu Pa nn oiano 

Pana lingerin. Banno soUUe* 
. . Pann mal folaa.. Panno mal sodaio 
€ eke HbU/'OyCome ^ quel di Casentmo, 

Pann'miat'^ sgiaap^ o HfunL Pan- 
no. divisato, 
. Pann .olandin. Panno olandino* . 

Pann pagnon. • . • • Pannu nero/ fi- 
nissknoy usato royescio pev kitto, che 
cl Tenne di Sedan in Fr. i^isiame col 
•nonie datogli in origin^ dal ftibbrica- 
h(n^\Pagnon), 



PAN 

Pana pafUM. Fmmwui Wi AnoMi aiM9 
(Braccidini Sehar^ pco^ni.).jP<<nAa am/or 
bile o manoeot the he niorbideaza$ 
queUo ch(B i . Fr« dicQi^a Drop amou^ 
HMO! 6 maniant^ 

Petkn fiea^'Pamno ben coperiQ^ 
' PiMin var. Panmf^ ecoperto* 

PaaB raM«. Panno cimoUi, 
. Pans ratinM^ Mo^eepio* 

P«iui refc^AA ^ xe(^. Panna ben 

. oaperto oJeUrato. Jitio. (jnello in 

cui il ripicflQ jcuopra bene V orditef 

nel garzo -*t l^ voee^ Jie/oU i ua 

pretto franteaismo da iUfi)uler* 

Pann o Ro?«rs Gianizzer. Panno di 
Jemuar q fabbricaAa au quell'*andiire« 

Pann scur. Pamno Imjo^ 

Pann stanaiU DroghUio stameUaio, 

PiBQO tajaa-yia de la pexza. JPanno 
leifoia delta pez*a^ 

Pann tint in fiL • • . . Panno Unto 
di filato. {tilano. 

Pann tint in laona, nuillano. Tin- 

Pann tint in pezia. Tmto di peua? 
y, in Tem^ioria. 

Pana usaa. Panno doma o domalo. 
mm Audi a tmk.oa U^ de pann. Stac-- 
eate un panno da nvesiirsi* 

Finv^ a brazz. d^ pann* Ingannare 
a partUo^ soaunamente» grandemente. 

Gropp de. pann. Xodo da. lanajuoli ? 

Ingannas^.a braiA de pana. Inganr 
narsi a pariito « oioe aasaiukaQ* 

Mercfint de pann. Pawtkajmolo, Pa/^ 

f/Le^zpann* Panno^soUils, {niere* 

SciBAOssa del pann. f^ivagnOmCimossa. 

Vknn , voce conU che in genere si usa per 

Tila. V. .Pa#iiio<FagiuoU Jiime 1, 66). 

Fa pann. Tessere* F^ tela, Fare^ U 
panno. 

Pann de dun lin* Panno sia Tela 
di' tuUo lino. 

Vegni color d^oa pann lavaa. Di" 
ventaf come una cefierCyAuibra Fuxio 
III, 4)« l>i»entare nel viso come un 
panno latfaio{h»ice Cena If ^ oov. 4**)* 
. Impallidireh Jnsassare,. JlUbire* 7V«* 
motrtire. 11 Fh^,{Amotf*ec.^ I, 18) ba 
^' aveiejaito i$h riso di pan itMfaio, 
Pa^n eosl assdiuiaoienle umno.in ispede 
i oontadini /rerTela di lino e.stoppa. 

Pann • « . Tela tesa a mo' di 

- velario per' le vie m occasion di .pro- 
ce^ioni o ianaazi. ai, Uinilari « nei 



PAN 



(i57) 



PAN 



. Testibott delle oluMe in eocatidne di 
Mgre od altre soleimit^. 

Tirlb .ei paan. • « Teadere la ttla per 
lo fine di cui sopra; e fi^. Tlrur i pmn" 
ni; lo. stesso che And&.al oagaratt K. 

PAon o CaTtfl. Peaui; eJKh* falafrBno 
(Allegr. pag. ai3), 

Finn. T* de^Coofelt.^Liqnor., ecc ace 
CaiUL Filtro. La Chamsse dei Franoasi. 

Piuin. 8. m. pi. T. di Stamp. Feliri, <^ei 

- pannclU che s*adatUno fra il limpAno 
e il timpaiwllo del torchio da alam- 
pa, e ferrono per. far accoatara alle 
stalnpe o forme il Ibglio bagnato, per- 
ch^ ne riceTa Pimpronta in tuUe le 
tiie parti eguaime^te. 

Pane del lettorin. T. eceles* e de^ Ban- 
derai.- RandimelU dei Ugf^^ 

Pjinn. t. m. pi. T. teatrale Qnei 

pezti di sccna Jateriii mini al pro- 
•ceaio die ne lfnHtin» con dipinto 
sempf« nmfom^ T iawboceatura en- 
trando nelle prime due incanalattire 
{taj) del palee. 

Panai^ ad. FeHrafo. AddiettiTo di ttolTe 
prepHrale in ^modo > -che rassembriho 
paooo. Drogb^lt panoaa, Saja pan- 
nada. F. Drogh^tt» Suja. 

Pannda per Spaner&a« K. r 

Pannasc^lia. Carpkeifa* 

Pannascia o ^an&scia. v. cent. Carpikt. 
Quadrilongo di panoaccio di lana aU 
hiccia del qnale Ibnno nso i con- 
tadini deir^lto MiL aia in loogo di 
aarrocebino per eoprrrsi le spalle e 
il petto allorch^ pioTe o i gran fred- 
do, sia per coprime le loro bestie 
da toma , tia per riparo agli usci 
qnando hanno i bachi da seta. Berga- 
mo h gran tra€ko di quelle carpite. 

Panniscia I beccei chiamano 

coal quelle larghe tova^lie in cui in* 
▼oltano le eami che mandano in fre- 
sco alle ghiacciaje. Sono simili alle 
MantiraseiV.) cangiato lo stretto e 
lungo in lirago e largo. 

Pannda che prommuamo pcientieri Pik- 
n6s. Pannaccio. Ptmnone, Btgetlo. 17/- 
lanesco, BurtUo. Panno infimOf gros- 
solano 9 e diceti per lo piilk del panno 
che nsano i frati « i contadini » ecc. 

P«Ti6. /?/^iiiirfntliira(*fior.). 

Fi una slanta a pan6. ttitfaadmre 
ima sUmxa{*GoT4). Dipiogere una stan- 
rol. III. 



xa in riquadrotora, cio^ cireoicriteme 
le pareti con adeguate comici quadri- 
lunghe a pid doppj e di colori per 
solito^ diversi da quelle tnUo unifbrme 
del campo. Dal fr. /7aniieaii(fodrinna). 

Pan6ccia. Tbteone* Bubbone. Bidfone. 
Postema nell'* anguinaja cagionata da 
lue renerea. 

Panoedra. r. Pannr. 

Pandn. Paifoiie(*tosc. — T. 6.). Gran pane. 

Pan6a. r* Pannds. 

Panporzhi. n Pamporxin. 

Panpuss. y. in Pkn — fig. Bracone. 

Panpossondn. Rg^ II prtsidente de!U 
Jiemma{Vm^. Rime I, i36). 

Pansc^tta. PaneeUa. Pwnetia. FefUrki" 
no. Diminutivo di Pancia. . . 

Paaac^tta. Sotra. TaranUlla. Came dalla 
pancia del tonno. 

Panseetta. Ventnesea? Qud Lardo yeno- 
fo e camufo che si trae dalla paneia 
del porco. t il Petit4mrd dei Franoeti. 

Paasc^ta. Pimcette^'roman*-— Scap. Op. 
P^9* 19 ) <^ vttella. 

Panaceltlnna. Piodol tueniriaino. 

Pkisda o P&nza. f^enire. Biuto. P^umti. 
Epa, Peccia, 6ag7i<7, Pansa, 

Aodk o Corr a panacia a terra -0 
a gamha a terra. Jndare di Cforiera 
o di scarriem o a taUa carriers a a 
taiio corso o a briglia eeiidta* Fare 
scappata, Correre di scarrieta on bri'- 
giim icioita a cavallo. 

Avegh la pan8cia(aisoL.pttd.di don4 
ne). Eisere incin$a» 

Avegh la panseia o el venter in 
bocca. F^. B6cca. 

Con la panseia in foetura. in ptrndol" 
le — in gi^ Boc^cme* Corporone -— in 
sCk. Snplno. Besupina, Bi^ipiMO* Coila 

• paneia-uU'aria* ^ 

Impieni la panseia. Stivar Vepa. 

Imprest^via la pooicia . o la pell« 
y. in PdL 
- La panacia no sVmpiss de compas- 

* sion. Iai ragione e il eompaUmuUO 
non empiana il corpo(Feg, Un vera 
amore non cura inieresse l^ vi). . 

Bfangii a creppa pansoia. /^..M ang«li« 

Mettes dent a pansda averta. Piwi- 

dere checcfufssia a scesa di testa,. E 

lo Biesao che Hettea dent cent el coo 

e con^ i pee. F. in Q60* . 

Panseia de ytHii* f^. in Velu. 

53 



PAN 



( a58 ) 



PAN 



Pantcia de veroiea. /^eiilmccio (Pir. 

Improperio ODQtrQ aloiin paooiutul 

ram ala 'fkda a colxetla* Ventte di 

. struzxoto. {spidnata^ 

Pabscia in dent. Panda smiha d 

' i'aiiSQ^ >pa|fta Q mo&a; Panda: o 

Trippa guizza. 

Panscia pienua no pensa a la T<Buja« 

Citi sta dinanon pensa a dU Ma: nude 

(GuadagD. Poes. 1, i5). Cfd Jut U 

corpo pieno non cfede dlV affamqto*\ 

P«aoiada in la pansoia^ Uiik peedMtdl 

Sal^k pantpii per i figh . f^. in Flgh« 

St^-li a glrattaLSS la ' pansdiaw Stor^ a 

grattarsi Uv panda\ SdimtellarseliK4 

Panscia. Fenire^ BnidsL Oloesiddleoo- 

1 ilfltaiM^dei ayasi e sitiiili ullorcb^ haimo 

pid o meno del vontritoso. 

Fa paoscia«F4r covpo, Farsi infuorA* 

DicQsi delle marogHe che iavelaao e 

minaeoianb daahd* k"\\ fTen^remfacere 

:del' Latifiiyil Faii^e^yeMtre del EiVanc. 

Panscia. ... La parW )plk carpacciuta 4<^i 

Punscia. €kfrP4tdelia campana. . '(vasi.r 

PanaoiH. ./^: . heUa Ufteiv. L'^ad^yiitri 

la panscia;''X^a'Aa Id, \, ^ i * 
WaaoUris. Spmndqta* VeHlraUij U' dent 
ahv pansciada in del tavoL - Ao^ltre 
> mnm veninUmitellm kividd* ^ > . 
PaniciMi Ptmdnd\^'\o$c. •**- T. 6.)i Pdn- 
''ckttai^ fiimselta. Veniridfm. ^ 

On bell pansoin.' I7n ventre racedlio, 
Paak^in.iiBa^Lv. Prlocipio di gfavidanza. 
Pansci6n. Pancione(*io9c. <^ T. Giuule), 

TUppaccia. y^enironei- Gtbq pancia. 
Panscidn. Pandone ( Caro ^^ Monti Pro- 
>Mto III, a, i3-*T. G.). J^entrone 
(•toic. *^ T; G.). f^riffpone* Peecione. 

• Sttk^mte. Uomo avsai fianciuto. 
Panscionna. renUvna{*m(^*^^T. 0.)« 

DoQna paneluU.' (pancia. 

Pem^kmdm. -^en49^ntkda. Graadissima 
Pansciondn. retitronacdo{*io$c, -** T,(r.). 

• lipmo ohe ba graiKkissinMi ptnda. 
Paaaev6v. .Pimciuio. . '^ 
PansinAn. PmnlBesbino dc** MiliterL 42o- 

femi>' dd" cavatii. . 

Pantaldn* P^Ualoae, None di oMSchera 
- ncitai— Pig. ist' usfi per P^T/tfftUio o 

Golui cbe paga per gliitlif L A^Apoluosh. 
hiacalo» paga«' FHaffdda safA egii. 

Il Siciliauo ' Cappiddtismv pa^^ Utltu 

(cappellaoeio paga-)/ ' 



PantaUo. i< fla«pL^iifiia^t(Y/j«f.'"Giorn. 
commerciale di Firence K Caizoni ohe 
4aUa:cititura aggiungooo sin verso il 
oollo dul ptede, Dit 6ri Paktalons.- 

Ganib. ...«.»* Staff. « . : /• «> 

Palta o Patdn o Batton.'^ppa^ Vuc* 

tid deuanz. / dUe daimnif .»* PArtid 

. dedree* ■» • , • «**Cim^ Pondo- ^ Fait 

aetU. ;Seft«t «^.Taj rde U' |>a4ti*^ ^£o 

• ^spfaruio* ^ .••• • • .r- p 

. . J^adtidona oaatpaana^ » ^ • • P^n- 

taioni acdanpuntli^ e il|palflakentB kr- 

'§hi nftgU aATBibi* . ~ 

Patitalps' a'f^as PcrnUloni 

'alliftMti dat. diie lati eMUstnu 

Pantalon a Ifl.Tttaftavv » < Pantalont 

- assai . laf gjii ^ ir eon set ra : a . giiatna« 

Panta^K A iTibglAtak. I \ ^ »TatlU- 
loai. all? uaanaa >iiif leife. 
> Pani^on.'COB'.ia.islalia# . ;,... Pan- 

«. laldbt oon iftMBataia-inofatte « fissa 
'olieaiibrao^ delliosao la acarpa o 
lo Uivaltfl • 

Pantalon tiraa a la gfiiftUa. • « . . 
•PaoUl(ifMixMi%Ara^^o0iiulAoJbe colli 

. fiartna.degiiaeti.iycrioiH. 
. Pa^talo^ «oai* ol pi* Pianjkdam a 
Scarpa? . - . • ' 

Panlalou4da. Scempi^gine. 

Fk di pantaloM»dL-ivO;^<;gg^irr. 

PalUalonllt, «« qi/ pL PanUdondiifii<i,*^Qi9r,), 

Pkileon. PanUdHet'PtfnU^H. QUe4a voce 
al f(i;ce ^omuae ancbe nolle hocfihe 
del oostro 'popolia do(po c^^e lu pro- 
niulgata col -deorato italiaiitu o'i giu- 
gtik) 1809 receiiuna di Ub Sepokreto 
deslinaio alte oaneri ed aUa isemoria 
degli uomini griMi|ie«n(!nte beneaae- 
^li-dtilla patria aiieUo iiia|;islraUMre , 

. «clle amn# nell^ Mi^tiz<Mi^ peUb arti. 
il Porlicato di Sun. Itficbele. ^i ntiovi 

- Sepolcri vdlg.df tti al Pof^ne du\ca 
tfaotuterii in iak sefHjler«Co» ulPonor 
del quale venaero dewgnkie p6CQ tfsm- 
po dapa le oeueri del.VuloroiSA Taolie 
cbe primo frf i ioatri gjaiiemli i^iUni 
illii8tr6 bol mm aangti^ i fatfti unlijiart 
del refiiA 9 o queUa 4dliregf egio letle- 
Tafta^dovauu Mdcbiorii? .i^eMiroiU. 

.. Qn^l Pattteoo'pero ai Hmasp wi'pro- 

. geilo pte Ut fiuccessiv^ vioatKk del 

regno* e nan lascio di ae altra ip^ 

moria fta.noi fuorcbe il iitcdo con 

id^ropiiiet§ -di to^ ass^goaiogU* 



BAIf 

pBa^a.-o.PttJnAru o BeniafA6n. ^ « . • 
Jl tralcio <ii> .vit« ieiO. (k ub palo 
all'^altiv^neHe Ytlia pergola^ o da 

' nn ped«lfr airabnAuei fikru 

Pantdffia. Bandieni*. fkftinm soiamattnfata. 
lleAt»ipaittCkaia. Cfv//li(*fi6f4)i 

IViotdflfola^ iV«il^o/a. PmUifbldj Ma. 
PianeUm -^ La patntufble ponUfioali si 

Qu6ll di pantoffol. f^. in Qo^U. 
Pantoniinimti 6 cMit^ per idhtinHo Pan- 
tmiwiini4 Pttntomimo, Sceneggiar muto. 

Avegh sossett'n .pantdmiiina. .^c^er 
mimica* EB$4r vmknte tmUa mimica. 
PankMnknma d l^anloaikiiia* Bg^ Fimio- 
n€; CdroliL FiMUt, ^ 

FagH .ona paatoniiuia* Fare una 
Jiaia earn alcuHOk... ... 

Te gb'^ee domi di palriomjnki. ^//i- 
gi. Simuli* T'infin^.. 
Pantrid o PanUls. Ptmp'atkUo. Farinata. 
Pane grattugfato e oolt(> mel brodo o 
nett'acqua ooa burro sale« cacio gfvtt/ 
.. Panlrid maridaa. PamgnUtato col- 

Panlrid pHteaa Il paograttalo 

colato. per una peasa « calza onde 
sceverarlo daile parii piii groMoIane. 
Pantrid. scherz. per GagarWa. F. 
Pantridln. I/hn. di Pdntrid. F. . 
PanlHi. F. Panlrid* 
Paiii>r che al^i dicorlo VfrncnikT ^ nitri 
se d^otfone Ret6rt. T. dei Carrozz., 
Sell^ ec.... Sono )e guide di cuojo della 
inartingala(^fn>cA). Dal .fir. Panares, 
Pinaa. Lo steUo die Panscia. F. 

Creppa panae- putoit ohe robba 
Yanta4vfC. m Mbba. . 
Paneinega. a; k Fbia, Fopola,. ParUrac 
cola. Bubbala* Bagfiaut,. PanuateA 
Cunfii paoaanegh« FoUggiare* Fa- 
' p&lare* Fai^leggiare, • 

E poe^ gh^han miaft^ad la saa^ Faaee 

e.pQli d^ulivai e la panaanega Ve 

' bdla e fenida, Stfetta la fogUa sia , 

. Ukga la via; diie la ¥oe^^ xh^ iO ho 

'-. dtUa la nUai Modo coh quale si so- 

g)ien» tctmittane ie.n^velld dalle ba- 

lie,'dille' ittBteaphe, *ece^ eec. iAcbe 

:. nelie Biine:.d'tin poeta pitfana leg- 

'• geai. 4(neatot ra6djQ' aebbene alquanto 

¥anal».: 

' 'ft.f<Mia':*te fi«.'il' cw<ip« • (V* l« tia, 
Dit« U TotUra chf ho. djtito Jn mU, . 



(aftp) PAP 

' Pfmadttnga.s. ftOgi DiiuttiaocUr. JUmi§ 
da nulla. II Tanzi' diaae a un atfl^to 

. IE,, |>arclok)ODUi9, til.prc^ ^i^ p«iiMl»^m 

■Pantanegh^e* CarotajoJ^afolajo.y^sii^. 

P^ol. Paolo, Giulio. Moneta nota. 

faql&tt- Pfl#)/etto(Ndli ML diVed. I, 5). 

.. f ao2Mecio(*tt>f c. )• Vn gfifUetto, 

Paollnna. ... . . Sp. di $tpffa di seta. 

Paol6lt. Minima. V. in Fdia. 

Pipa{poi^eiice);ioipn}iuiiufampP^ippa. F. 

Pap4 e Paparin. Babbo. Vuci infanliK 
qbe valgong padre« Il.francase Papd. 

Pap^ fig«ife. 8oprecceUeqt^ in cbecches- 
$i^r Per $my Te 4 pap^ JEilre degli 

. s^hUori^ ^ $e crei 4a yeff el pap^ di 
poetta. iSi reputa tarcfpoeta >» dispreg. 
Pap4 di asen o sim. fie degli asin^^ ecc. 

Pnp^grand. Nonno. Ancbe i Fmncesi ban- 
no Gr^nd'P^ae Grand-pire^i Tejde- 
tfchi Grossvaterf a gl' Ingleai Orand- 

Papil. Papale. {faAer. 

A h papala* Alia paperina. LauUr- 
mente* squisitamente. 

A la papala. Alla^papaUifietpx F(im. 
DI, Q77 ). .^//a /{^em(Sacc. Bim. I, 
1 1 ). .^/a spialtellata* ^ , 

Benediaion papala. ^enediiitm pap^ip 
(yolg, it,)-Al tig. f^eg^iui in Benediii6u. 

Plkp^l PapakSn. K in Carta. 

Papalln. jBD^iiio(*|ofc. — Tp (?.)• 

Papalin. i^ diVm- F. *^ U A^at* mi/, 
tuole cbe .la "voce Papalin^ in questo 
<ig*9 provenga da ntuitaky fior di farina. 

Papulinna. Doppia di Boma. 

Paptlhma. . . • Sp. di Berrettioo a cuQot- 
to rbe cuopre per intjero la testa 
e gli oreccbi;^ quello simile usato dal 
Sommo Pontefice dioesi Camduro.. 

Papal4^n«.K» in Carta. 

Papardlna (Sta in), Stare aUa paperina. 
V in Pappa sig. r .** 11 Mag.( VI, 1 1 9) disse 

Aoolt in mtzM^ ai traTaj ^toq in papaiiliua^ 

Paparell, F, Pappar^l. 

Paparin. K. in P^pkMg. J«^ 

Papaver, Fapdvero; e ant. Pappardo. 

papele. Zo ^esso die Palpee. F. 

Pap^Ua. T. degli Uffizi. . r . . Voce la- 

scifUaci dagli Spagouoli tpapele) e de- 

nolante ifudla Soprac^rta d''un atto 

d'*uffizio cbe indica il nuniero di pro* 

',to4oUo> la data d^la pfeseniazionc 

. dffU^attp , la dasae . d"* arcbivio che 
gli si pertiene^.a ^^condo i casi an- 
cbe la spedizione datagli. 



PAP 

Fiqi>detl& o ¥k i papdett. . . • AHodre 
le sopraccarte di cui addietro* 

Pap^ssa. Papessa, II secondo tarocco. 

Papi^masc^. Carta pesta, Dal fr* Papier 
mdchi. 

Rest^i de papi^-masc^. Bestare come 

im uom di carta pesta{^z%. Km,), im- 

hiancare. Lo stesso che Resta-ll come 

quell de la mascarpa. F. in Masciirpa. 

Scatola de papi6 masc£. V, in ScAtola. 

Papigli6tt. Le Cartucceifi^sp, Gozn Op» 
XIX, !ii4 — Alb. hms. in PapUloU). 
Cartoline triangolari nelle quali si av* 
volgono i capegli a cioccfaettine, per 
conibitnarii in ricciolini durevoli. Se 
ne fan no anche col ptonibo o coi 
retinutii di seta. 

Aregh-sA i papigliott. . . . Arer le 
cartucce. ttre en papillotes dicono i Fr. 
Ferr de papigliott. SUaccine, f^. in 
F*rr. 

Papigli^t (Cott a la) o Cott a la carta. 
/nciirtolo(Scappi Op. p. i6o). Jffagion 
naio, Aggtnnto di capponi, fagiani, 
quaglie, costoline o simili arrostiti 
inirolti in rete o carta unta. 

Papln che altri dicono Cascainp^tt, e che 
piit aniicmmenU dicevamo B6ita. Pen- 
Moio d^argento^ d'oro o sim. PiecMa^ 
petto. Cfuopaemore. Penioto. Gtojello 

' che usano le donne portare a1 collo, 
pendente sul petto- Quello che io diss! 
in B6)ta(^e7io) correggasi come siegue: 
Ncireditto 31 gennajo 168^ del conte 
di Mel gar si paria d'una-^f'M di perle 
legata in oro smaltato del valore di 
lire 300 drca. Congiimgendo questa 
Ince col senso del testo del Bale- 
strieri che addossi in Boita mi av- 
Teggo che la Boila era una specie di 
Papin o sia di Picchiapetto. 

Paplnna* s. f. e Pipis. s. m. Ceffatella. 

Ceffatina. Arnica ceffaieUa.Guanciatina. 

F4 corr vnn a papinn. F. in $*gi2i(r. 

Pap)s(Ve8S de €&)«.. . Cosl dices! in 
gergo Tesser bazzante, Taver la hazza 
(la basletUi)^ forse percb^ i cosiffatti 
o parlando o mangiando fanno coUa 
liocca questo Tcrso pap pap pap. 

Papist a. Papista, 

Pap6ccia. Babbuccia{*ionc). Specie di 
pianella alia turca — OggidI intendesi 
anche per ogni specie di planelltf. 

Piip6a. PappOBC, « • • 



( s6o ) PAP 

Pi^ppa o PApa. Papa. PmUeJiee. Sommo 
Pcniejice. Sommo Saeerdote. Sommo 
Pastore. Santo Padre. Sua Santitd. 
Beatisiimo Padre. 11 capo Tisiliile 
daUa Chiesa CaUolica. 

Andi a Romma sensa vadi el pap- 
pa. Oader il pretenle mdP uicioi Goi^ 
dur un negozio bene fin. quasi aUa 
fine e guastarlo in aiilla condusiooe. 

Anda de pappa. Andar di rondo- 
ne. lo stesso eke AihU da re. F. B^ 

Boccon de pappa. Bocam ghigHto. 
V, anoke in BacciSn. 

IH a oMut o M a tr4 come el pappa 
at tcrocch. Dor iantajamtasia ad una 
quanto se fosse d^ India o di Zimia. 
Far oonto che uno eanti^ Bar Vadienza - 
o audienza die dd ii papa ai fwrhi o 
aiforfimti. ^on dara orecchio o retta 
alle parole di colui cbe ci paria, hod 
far caso del dire d^alcuno. 

Faccia de pappa. fig. Ftio di ges^ 
so. Un boto. Un magio, 

Gbi a tao-via nanch el pappa. JS 
di che gli sian poi dot papa toite 
(disse il Parini Op. 411 » 85). 

Giustit de pappa. Jceoncimre oiti- 
mamente ; e in senso triato Secondare 
pel di dalle foste. 

Lavora per el pappa. fig. PesoarepA 
proconsoh. Lavorare senza frutto 9 
aensa pro — Ed anche £ac>oror pek' 
altri — K. altresi in Cor6nna,G^8a, ecc. 

Mangi^ de pappa. Stare come papi 
(Gior. agr. JX, 186). 

Mort on pappa s^en fa on oiler* figi 
Se muore un papa ne pienfotto mn at- 
fro(Rim. aul. pis. IV, 71). 77 podestd 
nuovo caceim il aecchio. Le nuove coaa 
ianno acordar le anliche. 

O pappa o pover preU O Cesare o 
iticA«7/e(Pan. P^feL II ^ xi^ ^g). O Ce- 
sare o Nicotdb. 

Pappa de gess o Stattta de gcss. fig. 
Cero. Bel tero. Magio, Pastors. Bdto. 
Figura inaensata. (SoU&a. 

Soldaa del pappa de la pisaa» Fm im 

$lii de pappa -e ant 8tii in pajpai^ 
dffua. Star come un passerinoihoT. Med. 
Cans. 65.*)t Stare- come una papoHna 
(Nelli Serv. pudr. I9I1). Godere il 
papato. Stare alia paperina.'Starsinel'' 
la pasciona. Godei'e e slarai can ogui 
comodo ed agio. 



PAf 



(a6i) 



PAR 



SlJHll ' come on pappa ^e gess; Pa^ 

rere un hoia^ un maghf wk paslore; 

ciod euere una h^ra insensaU. 

' Veds oil pappa de gem. ^^Ker^ di 

legno o <ff gie55o(Fag» fiime Il,3r8ye.1.). 

Vigna de pappa Giiili. ^. Vig^p. 

P^^a. I'li/ya. Nome del ^lalo larooco. 

Pippa. Pappa, ^ippa. Mintstra *^ Quan- 
do i himbi cercano la pappa alio nostre 
donnicciuole €he stanno facendola ouo- 
cere « t9se per acehetarli soglioQ in- 
Titarli a dire cos! 

CoDos ecBos — Camaropiis , 
Vk k papp* A MUftt* Ambforat ; 
Sant* AmbroBiu Tba aane cU T«g;iu« 
Pi k pappa tail i di. 

Avegh la pappa belPe fada. iig. Jpere 
la pappa smaltiia dal maestro, 

¥k bell Ml troT^ la pappa fada. • . . 
A chiunque e possibile farsi onore in 
coie ffik ben preparate da allri ; e si 
dice a cbi mena yanto di coae alle 
quali altri gli ba spianala la via.< 

F2i la pappa. figi Imburchiare* Aju- 
tare altrui a comporre qualcbe scrit- 
tura •— ed ancbe Far la strada in 
cbeccbessia. 

Tk la pappa ai olter.fig.f/no/ecune la 
lepre e um altro pi^iarsela, Unofart 
i miracoU e un altro aver la cera — - 
Fare la panata al diavolo, 

Ona bonna pappa* Pappona(*to5c.). 
Una pappoccia, . {potato, 

Tutt bi'uU de pappa. TiUto impap- 
Pappi e Pappft-sJk. F. Pacciii. 
Pappag^ll. Pappagallo^ Lo Psittacus se~ 
vems degli omitologi *- Ai pappa- 
g:dli i nostri fancioUt sogliono do- 
•mandare botto boUo Pappagall quant 
hin i or? 
PappagUl. fig. Pappa^allo. Chi favella 
come i pappagalli^ cioi senza saper 
cbe ai dica , o Chi non fa altro se non 
se ridire qnel cbe sent^ dire ad allri» 
tenza sapeme il cbe. 

Pappagall Vaso di yetro , di 

' majolica o simile cbe ba la forma 
d^un burcbio con tin breve coUo di 
avolta, del quale fa uso cbi h in- 
fermo graTemente o cbi pate d^io- 
conlinensa d^ urina , e non pud ser- 
▼irsi d^orioale* 
Pappar^l. s. f. p). ^a^t^lri(*luccb.)• Sp. 
di poste 110U9 non moho diisimile 



da'*tagliate]]i se mai nos Aase pef 
Tecoedenza in lungbetza e i)er Fes^ 
sere solitamente rimpastala col hurroL 
Si cuoce in luppa;^ talvolla ancbe 
fritta neirolio o iazuccberata sMni»- 
bandisce fra i dolci.^ Ancbe a.Mantova 
sono dette Pajuirile, II Ttitomas. (nei 

' Sin* 9 p. 557) accenna la voee Ifastrud 
per comnne a tuUa Toscana in questo 
significato. 

Pappa-sal. ^ . . • . Nell'*A.Mil.^cosl 

l^ppasci^nna. > cbiamola una Polti- 

Pappasci^ttisda. } glia di latte o liat»> 
rale o quagltato o si veramente di siero, 
aequa e vinello (/loica) la quale, in- 
trisoTi il pane di grano turco sbri^io- 
lato, si fa bollire tramenandola cot»- 
tinuo sintanto cbe il pane non yenga 
per cosi dire pasta. F. Maggi(Fai>o 
Ft/., pag. aoS). 

Pappal4s« . . . Insetto piik pireiolo della 
lanzara e im^esto quanlr^easa. j^ il 
Culex ciliarisL.^ il Bipio papatasi an^ 
tennis 9 corpore^ alisque pilosis dello 
ScopoII(/Vitfiui insubrica ) 9 la Curruca 
d'*a^tri entomologi. 

PappaUs. jyanquillone* CltetonCf e in 
senso peggiore Pappataci, 

Pappinna. Pappina. Papperella, Pappuccia 
(*tosc.). Panatella. Sp. di roinesirina. 

Pappinna. Pappina, k come una dctasa 
orzata(^eiita^2a) gelata a modo di gra- 
nita , fatta con fior di latle cotle e 
con altri ingredient i. 

Pappinna. Pappina, Biancomdngiare, 

Pappinna. Ac^fuetta, f^eleno* 

Papp6n per Paccion e per Pacciar6lt F. 

Papponna per P^iccidnna. F, 

Pkr per P4l. F. 

Pkr* add, per Pari usiamO nelle Jrasi 
Ai par de cbissessia. Al par di ddunf 
que, 

Oe s6 par o De so pari. F, in Pari 
significato a.^ 

Pir. V* contad* e delVinfimo volgo in 
luogo di Pev (preposiiioHe)* F, . 

Pira. s. m, Pajo, Paro — Al dim. PajuPr 
cio ; all*accr. dispr. Pajaccioi^io&c — 
Tomt Giunte), 

Say^ o No snv^ nanca quanti para 
fan tre moscb. F, in Mdsca. 

Vess on olter piira de mancgb. F, 
in MAnega. • 

Pira per-Pala. r. . 



PAR 

PAra. Tinume, 

P«*ii. Jpparan. JParare^ Addobban ^on 

Furk, Parar^, ^ (parati. 

Pia para voltia fnesMcbu f^»ui VoHiL 

Far^-s& I b^ti; Fararef . 

Partov s. iii> FV ParMa 

Pjirlta. acUI*.e|)artio. '^j^amtoi Par^Uo. 

Parabdll. Cercine, Specie di gucncialetto 

< « eerdbio fermatd ton alraai nailri 
al capo de' bambini perripato dalle 
per^osse tielle cadute. 

Pc^aboUln. CiBrcimno. Dim* di Gerctoe* 

ftrabr&sca. Gaardiibrace(Di%. wL)* Fer- 
rb ricilrrtf che oei Ibnti serTO a to- 
ner ra^coUe da una banda le brAci e 
k carbon fgia. 

Paracamki.iS/o stesso che Quattacamln* F", 

PuraCM^r. Filastnno(Mb* bate, in Borne). 

^ Mimmo d P/iio^(*fior.)^ sch. Piseior 
cani(*tosc.), Nome di quel colonnini 
tronch» di ptctra che mettonsi lungo 
1 murr o a pi^ degH siip'ii delle 
porte- afi^ncb^ non. siano danneggiati 
dalle rett^r^ -7- E cos) pt^e f i cbiamano 

' que* Pilastrtni o colonnini consimili 
od anche di legno che ^i piantano di 
distaoaa in distanaa d& ambi i lafi 
d^una strada n^aestra per impedire 
ai cafri di toccare i viottoli riserrati 

. dalle bande ^i pedoui* PerYioari oel- 
V Apologia d» Dante ( p. 388 ) « com- 
mentaodo quel v^rso di Dante che 

f dice Ot^Etcole segnb li suoi riguardi^ 
fa avvertire che i Aomani li cfaiantano 
Bigtmrdi, I Tedesohi li dicono Parii^ 
stocky i Bolognesi FUdn* 

Piiiiida* Apparaio.Parato. Param&Uo, 
De parada. JH gala. Per ea. Vestfi 
de parada. K. in Vestli. 

• • Mettes in parada. Mettersi' in gala* 
PaHida^ T. Milit. e di Scherma. Parata. 
Pwhd»(vale a dire Pal^da da Pkr polo) 

e anche Pw^b. Ptoda(huiri Op. iV, 
107). Quel lembo di campo che ri- 
mane adti]^ato da an pergolato o di 
altre viti pahrfe* 
Pitrklegh. Ak7YiifVa(Storici .lombardi). 
Arte. C06) cbiamavasi altre Tolte in 
varie citta di' Lombardia il Corpo di 
quauti'esercitavano legalmentein poe- 
se ciaseun* arte m^ccanica* U Paratico 

• «d^gU oreficiy dei &bhri v'de^caholai , 

ecc. ecc. (cosi detto dal greixa Ik^a- 
dexoiroci recipere » adrhiUtte . in .mrtem ) 



( $6a ) f AR 

. fii.T«;e.CBuni^iare-.aiiobe.tra wm sin 

, Teno la Gmi del secolo ycor^so a si- 

noAioia di SciMla, C<>)lagjiot Sori^tib, 

\ Ane». Universift^ tutta uaata in pari 

< .8aa)io< Ai Paratici ii cias€4ui''arte so- 

.prtTfim^etla. )a Badia Capifiidine del" 

. P<aH0f'0 fi^ste dipttudini.poi cof 

. gcoafaloDv dillinii per ci«v»cu»^arte.ao- 

compKgnavano il f^icofiQ 4i proyvisipne 

mXk pubbhobe aolenniia e proceisionL 

P094 el parfldegb^ Fa^ur tentrqiur 

ra; cio^ la tassa d^ammifsione aU^arte 

nel passd badia. 

Scritt al paradagb. Scritio in matri- 
cola* Matricolato. 

Statute di paradegh. Leggi deWArte. 
SkituH deWArte. Nella Biblioleca Am- 
brosiana k nna raccolta riocblssinut di 
. . questi Statnti dei nottri Paratioi. 
Pariidega. h ix^ttn. 
Pht^Amnn. Paratino. Unpocodiparatino, 
Purndh. Paradiso •«- Dante Id dissa Beato 
chiastro, 

A nd^ in paradis* fig« Andare in gloria^ 
im visibiUo , in broda di sucdoU. 

Chi va in paradis va in boa loaugh, 
e chi Ta a ck del diavol ya a $6 
loeugb. .... Le buone opere banno 
premio^ le triate pena. 

Fior de paradis. K. in, Fi6r. . 
Fittavol de ria fiflavol de paradis 
o pure P^a e ris fitUTol de para- 
. drs. y. in Ris. 

Ghe par de y^s^ in paradia. D"" in^ 
femo gli par d^essere saiiaio inpo- 
radisO. Ancbe i Franc. dicoDO // croU 
itre au paradis* 

God el paradis a sto mond ^ a Tol- 
ler. I'rimfate gu^to mdndo € I* al- 
(r0(Salv. Granchio I9 i). . 

Ih paradSi se po* mio^a andagh.ift 
caroocifl* Non si \fa in paradiso col 
guandtdindk Yedi pii^ innanu. 

I sciofi a vere pddcn ^od el 4)a- 
radis in slo mohd e para in Talter* * • 
Le ricehetoze pofgono. facililA a- chi 
sa faitne buob uio di euete felici 
odil in terra come, in cklo. I Friinc, 
iirveee' dioooo Lee richei> ont *o Jbnt 
. iflter paradis en ee mende*^ 
. . I sciort stiia ben iO * gaden d para- 
dis a sto mond e a T.i^her. Citl-ha 
btnk in questo mondobadeM neifi^ 
<ro(PassaT. Spec* Peu^i p. 55)». . 



PAR (a68 

Parailif di dofio. « • .'• Cosi dicesi 

per isch«rJE» il Caldaoino 6 il Vegfio 

^ 10 la Ccecia ofae 2e dbonc si mcU«no 

fra* ^'edi per surti eilde aUotcIi^ 

^ooo Mdfit« al laroro o dla vegghia. 

Paradis "di oe^h. * I . Vdce sdh«r- 
aeroie' deobnuilie tin paradiso imjua- 
giMrb; a V^^a t>atlB cfai ialvol^a Tusa 
' per Inferno fptr Cafm^cald0.Q^^o the 
i Provenzoli direbb^ro' Piuvdouffe^ pa- 
radiso falso, iromagiBario. Anda.iA del 
'^Mradia di o«4h.'. • t MlerJroit em pa^ 
radis comme une /auciile dic6ik» i-Fr. 
Paradis lotestRt, Paradiso terrestrti 
Uiellde paryidia* IMello di fMinuUao* 
•Verk Ak iq paradis a diapeU. di 
' Saat. . • . Ficcar^i dove ailri poft ci 

• ^oglia; preteodcr di rcggf^rci ia tk^o 
dove non ci ami chi v^ apt^ioriUi 
di possesBo; 

VArearid^ in paradit ia carooQia. 

' F'oio^ amdare in poKodito dpi guan- 
I oMino ^^ II Segom(0fi;rM. pred* 5i .* 
1> 8) disae aobilanoite oha li para" 
disn nom do^asi t^infingardi; TAdi-^ 
mari fain»' dm ^Xdn.d ptib antUtre in 
paradiso in coccldo} il FM^Jfiime \li 

^ 89) die In paradiso nan si va in car- 
rozza* A proposito del quale avver- 
ikn&Oo i i>aouc«a^agiu ' s6glioilo di 
ripicco dire scherz. che A volerc ^' 
var V anima e^xL bisogna dare piano 
in.sttl noccioloifjicohi Jcguavino 1,3 
*^ SknuuriU I» '4 ~^ Fiaecbi in Ccccbi 
Conu ined. P'.Qo)^ vale a dire obe to- 
glioao teaer coifio del corpo per sal rat 

• P anima ^ traendo ia isdbers^ maUs- 
. ^iide la apirituafilA deU'ai^in)ii« Il ^o- 

stro proverbio deaola al posiliyo^i6 
cbe tulti sappiaino^ al fig. che> d^on i 
mele senzd 9t^sche(C»ro lcLMn*lf\y^ 
Hon p*h rosi^ sensSa spine 9 e di cbi U 
vorrebbe siurim^nti dkeai oh^ei ^Juaie 
Puovo mondok^ 

I^radis. Jd. di Fomm. V, 

Pat^disin che ancke dkesi Deiiii^ta • • •• 
Ludgo delitibBOy yHU delixiosa. 

Parad^Doai Gran para4o» 

Parador. Paraiare. Fes^juolo, Golui che 
acoudisce agli apparati delle finiA. 

Pacadura. T. idradl. Alb. eoc. Paradore. 

• Caronella* Argibe carvo cbe si fco- 
stntiace moUo indielro ad una ripa 
corrosa o cbe miaaccia rovina* ' 



) PAR 

Faradoas. Pnradosso. 
Parad6ss» JUdareocio. Tet^piide ( Cpsl 
leggesi nd ]!ii£iH«ta, che dice anDcbe 
corrispondere a questa voce la latitoa 
Tempitm^, QueUo dei travi d^uft ca-t 
■ WBli6U9(d*ona ca*^riada) dk t9tto;obQ 
- ata di jiie9Bxo Ira ii^ibkida' a il £0«>i- 
. gikub, e serve a Susteatre i t^*r4nti ' 
' (codeghetfY obe setnfca di 'kseo ai 6ac- 
i^erebbero pdr la troppa ' dif talma 
cbe e -da^ (iJodb al ciDiiiigilolo'. in eui 
slBimo iia^ssi aoi loro «a|>i. 
. Bin pl^^oM fftk iuwcH hHa 'co(legb♦t^ 

Paradoss. Asindla* QufeUa trave. ^he 
regga ^ ^^^ ^rati diel .tel1# ebq 
pi^ve a oin'^Acqua solaa 
PAf afa. T« fereiuMi e dfegli Uflb). Parafor 
. re^'Firaiarst V;olla propria <!ifra , \idi- 
. mare > kitentiksare colla propi^ o^fra 
b ^lla propria 6rma abbreviate' aldaa 
'■ at*o. - ■ ' ^ -' " • S 

Pqrfdiiiga. ) Parafiu^.ln gttiere h qfiel 
Parafangb. ) Riparo qualutn^de -pfer : lo 
* pid di cuojo che vedesi nei "clileasi 
por difcndere II xassino e cbi V^ 
d«atro dagli vj^izi del l^l^ngp* mossi 
< dal girar ddle ruble ardal camininar 
' del cavallo. In ispebie. il ' Parafimgo 
dei diz. riaHuiii|9 quelle cbe nei dieia- 
mo aiiche«Sbo«5^f C'sembra fchedebba 
^ervire altresi a dett6Ure iseguedti: 
Parafangb dt oavall o de denanz. 
pM'nfarigo^. Qoel Hparo per 16 pi^ 
di cuojo che suol essere ieirmoMa 
eerte specie di legni come eiUadinni 
legn sctdfaa^ fatlom e ateiili'^ e mo- 
bile in certl allri 9 idio ^se^po di 'difen- 
dere chi sta nel cassino dal fangio the 
solleva il calpealio del icavaUo. U pa^ 
rafango fisAo o vertioale divenia aneb6 
paracadute in efiso che il cafvallo ai 
btaccbi ool carrioo dal'carro; in esd6 
vieggonsi le parli tidguenti: ' 

F<9ci<BU. Pedmeti ifl rini? U ba»l per 1« 
quail 4 iooMUto imI calmto s Cov. P^dak 
' dei miiif ca M«nett. BtrntdaoH digi rkti f sa 
fimi0vatu JRUd 9 a* Pxtnt^tu Mift^ M met- 
^ f 9BS Ba«^u, TrWferu ? ipr«por» « #9pe- 
r«or«s:Riu. Volute delU tnwersn mperj^ref 

Parafangli di refctid ^!te aUri dicono 
Aieitda. • • • ^« ; Hdhie di . qm due 
sporti a foggia d^'a(i dbtt \si conAcca^ 
no nelle fiaucate delk xarronid per 



PAR 

•1 girar delte 



(a64) 

fare si che al girar delte raote it 
fango noa ie imbratti. Hanna 

' PkletcinO tsm TraT«rMtt . . . . bs 

M^tUBMm •••••• 

Parafoeiigh' in senso M Quattaeamlo. T. 

pBm(ceikgh.Para/ttoco(Alh.hB5S, iaJ^cnm). 
P^€nianiola(*hoTJl(. Guarda/uoco^secon" 
do il Voc« yen.)* Specie di ventalelta 
di cut 81 fa uso rinverno per riparar-* 
•i,particolarmeole H tiso, dalFardor 
del flioco. I Vetieziaiti, per qiuiDto 
parmi, danao nd segno piii di tutti 
chiamando questo arnese Paropiso, II 
Parlni(0;i. Ill , 5) ne fece una grazio- 
tisslma descrizione. 

Parafocdgh che aitri chiamano con pO' 
cabolo frantese l^ran, forse per- di- 
stinguetlo dal Parafoeugh detio ^id 
sopra, PaFafuoco{AAh, bass, in £crtm). 
Qnadretto di carta, tela od altra stofia, 
intelajato e montoto sopra un trespc^o, 
che s^alza e s^ahbassa a piacimento 
per riparare la persooa dai troppo 
ardor del fuooo* 

Paraffeugh. . . ^ * , Assicella sottile e 
alquanto concava, alta centimetri no 
e larga 65, cbe i fabbricatori del ca- 
cio lodigiano collocano tra il fomello 
e la caldaja, allorche ne Thanno ri- 
Diossa per lascia^ quagliare il latte o 
cavar la forma dal. siero, onde di- 
fendere la cjlldaja slessa dal troppo 
calore cbe manda il fomello. 

Parafdlinen. Parafulmine{*yolgBr, ital.). 
Conductor elettrico, 

Parafumm che altri dicono Fumin o Ca- 

min o GamineCt Ne^faoali e 

nellc lampade h quel tubo ond** esce il 
fumo. 

Paragon. V. Parang<So. 

Par^graf. Pardgrafo* 

Paragraf. T. di $tamp% ... II «egno $• 

Paragranditi. Paragrandine (volg. ital.). 

Paralltegh. ParaiUico^ e idiot. Pari^tko. 

Parali^ Far incagliare. Fermare. 

Paralumm. Fenlpla. Piccola rosta cbe 
-sei*ve per parare il liime di lucerna 

- o di caiidela affinrh^ non dia negli 
occht. I Francesi lo direbbero un 
Gat'de-i^ue* 
Senri de pdrdumro. 6f» Servir per 

' hicemiere^ V, Fi ciariA €iir n'g. i/ 

l^araroaj. Paliamagiii^, . 

. ^ Goo de paraoiiaj. y. in G6o. 



PAR 

Giug^ al.paramaj. Giocart a palia 
a maglio o « pailamagii0» Giooco 
notissimo i cni termini sono: MugUo^ 
Dome di quel mftrleUo rodondo di legno 
«rmato di ferro con asla aisai Innga 
eol quale si bfUte la p^a a maglio; 
JppeltOf nonm di qnel ptecolo eerehio 
sul quale ai mette la palla aranti di 
darle ; JppeHare^ cloi porre U palla 
flopra Pappello, eoc ecc. 

Param^n. Guardim, Eba, 

Pararo4n. T. del Sarti. Xe mosire M!e 

• maniche, 

Pararoin. i . . . Voci nsate altra Tolte 
ParaminiQS. S dat nMiestri i cpiali cosl 

dieevano agli scoUri qnando yoI^Tano 
diepresentassero la mano per.dar loro 

< delie staffilate. Far poitire la mano 
(Bargagli FegUSmmsi p. iS). Porfger 
la mano per le staffilate {poem* ant. 
pis.). iStor sulle parate(?Mg. Mime !» 
909). ^^^'^*'* "MHO (idem mm Par. IV^ 
cap. 3* •^ qui pcr6 in senso di pararla 
per ricever danari, non gid buss^ 

Paramdnt. jipparamento. Paramenia. Par 
rato -^ Al dim. Paratino. 

Pftrangdn. Paragone. 

Senta parangon. Senia pan^ Income 
panUfilmente, 

St^ al parangon. Pareggiare. At* 
reggiare. 

Parangon per T<k;ca. y. 

ParangfSn. T. di Stamp. Parangone, Ca- 
rattere da stampa cbe tiene ilmetzo 
fi*a il testo d'^Aldo e T ascendonica. 

Parap^tt. Parapetlo. Sponda, 

Parapet Guardapetio. Assicella talora 
ferrata che 8*applica al petto quando 
si adop^ra il trapano cos) detto da 

• petto. 
Parapett&a. j4gg. di Scenario K 

Parapettln Picciolo parapctto. 

Pararlxz. Benduccio. FrorUale, Benda da 

fasciarsi il capo la notte. 
Parasciosi^la che anche scriuesi Para- 
- sciaura. Cinciallegra. OngaUegra. Oin" 
cia, Cincinpotola — Il lombardo Pa* 
russola e il noBtro. Parasciauin iVBg* 
gono origine probabilmeote dal lat. 
Parus^ nome che danno gli omitologi 
a quesla famiglia di uccelli. ^oi per 
Parascioeula intendiaroo per eccellenza 
la CingaUegra puiggiore o siA tl Parus 
major L, 



PAR ( 

And4 a ciappk parascioeul. V, in 
Tremacda. 

Cacciador de parascioeol o Caccia- 
dor^ll. Cacciator da cincimpotole, Cac- 
ciatore di poca abilil&, e lo diciamo 
pari, di cacciator retajuolo o lacciajuo- 
lo; ck^ i cacciatori con fucile poco 
valorosi diciamo partic.^ Brusascds. V. 

ParascioeiSkIa de montagna o Parasciolln. 
Cinciallegra minare bruna, Cincia rO" 
magnola, II Paras aierL. k nera e 
biaiica. (la. K 

Parasciolln. Dim. generico di Parascioei]!- 

Para^cidin o Momiroeii. in isp. Gncial- 
fegra iurchina o piccola o puticchia. 
CinciartUa, II Parus coeruhush. 

Parasciolln de coa longa. Cadibugnolo 
terrestre o delle selve. Codilungo, Gfn- 
cia codona. Il Parus caadaiusL, 

Paras6. Lo stesso che Celin y Solin , Bof- 

Parasd per Mantcsin. V. (fellin. y, 

Paralat&gh .. . Voce imitante quello strepi- 
to che nasce alio spalancar iisci o siinili. 

Paranoia che ancke dicesl Pellarca. Gio^ 
gaja, Pagliolaja. Quella pelle che si a 
pendente sotto al collo de^buoi, e che 
alcuni dicono anche Soggiogaja. 

Parcella. Ptx>pr, Particella ; i voce che 
usiamo soltanto negli uffiziperindicare 
Parte d^alcun atto esponente una sola 
delle piili e diverse transazioni in quel- 
Palto stesso comprese, per csempio: 
Parcella de convocaa.... Stratlo d^una 
fra le varie delibcrazioni che foniiaro- 
no soggctto del Convocato comunale. 

Pirrh. Parco, Barco, Parco della caccia. 
£1 Parch de Monscia. II Parco diMonta, 

Pirch. Parco d'arliglieric. 

Parc6mm. y, Perc6mm. 

Pardee, r. Perdue. 

Pardee. Parecchi — al fcm. Parecchie. 

Pareggi^i. j4pparecchiare, Pareechiare* 

Pareggi^ assol, e Pareggik la tayola. 
Jpparecchiare, Mettere le iaiH^ie, 

Pareggi&a. Jpparecchiaio, 

1 desgrazi bin pareggiaa come i 
tavol di est. f^ in Desgrazia. 

Pareggi^. T. de* Cuojai. Jddohhatore 
(*losc.)* Quello fra gli operai d^una 
concia che accudisce specialmente al 
goTtrno delle pelli intanto che sono 
a conciarsi nel canale o mortajo o 
addobbo che si roglia dire. 

Parcugon. Para gone* 
rol. in. 



26S ) PAR 

Parent Parente. Distretto di sangue^ 
Consanguineo, 

F^ parent. Far come. Far al pari d£ 
altri. Hoo faa anmi parent de Tasen 
de la favola. Feci io pure come t a-^ 
sino o al pari delVasino delta favola. 

Fass parent de quell. F. in Qu^ll. 

Gh^ett di parent ? vaghel a cunta. . . 
SI suol dire a chi ci noja lagnandosi 
con noi di cose nelle quali non to- 
gliamo prender parte, o narrandoci 
cose che non c^importano o che ci 
sembrano immeritevoli di attenzione. 

gent o parent o el patron mal- 
content. F. in Foeilhgh. 

1 mej parent bin quist. F. Qnlsl. 
Parent a la lontanna. Parente da 

hntano{Ftkg. Non bis. in amor ecc. 1,3). 

Parent Btrecc- Parente streUo. 

Pass^ parent de la canaja. Essere 
messo in mazzo colla baronaglia, 

Var pussee o vero V h mej on amis 
che des {o cent) parents jT bisogni 
sono molto meglio gli amid che i pa'-- 
renti(L9ScaL Arzig. IV, 4). E meglio e 
piU gioi^a un amico che cento parenti 
(Varchi Suoc. IV, ?). 

Vess on poo parent. Esser parente 
dalla lontana. 
Parent in ger^^o Creditore. 

Rest^ parent Rimaner cre- 
ditore per robe o danari prestati. 
Parentdlla. dasato. Casata, Cognome di 
famiglia -— Nei diz. ital. Parentela vale 
parentado, parentorio* relazione. 
Parentesiss e dauditee. / due segni deUa 

parentesi. 
Parent6n. Parentado. Parentorio ; e ant. 

Parentaggio. Parenteria. Parentela. 
Par^r. Parere, Consigiio. 

A mk parer de mi o A parer m^ 
de mi. A mio parere. M mio parere, 

kndk a toeu parer. Jndar a consi^ 
gliarsi* 

(Uapp^ el parer de vun. Jccettare 
il consigiio d*alcuno. Andare al con- 
sigiio d* alcuno* 

Hk per parer. Dare per consigiio. 

Mitaa parer e miua danee. F. Dan^e. 

Sent! on parer o Toed parer de 
vun. Aver consigiio da alcuno o con 
alcuno, Deliberare il suo consigiio con 
alcuno. Consigliarsi con alcuno, Pren- 
der consi^io da alcuno. 

34 



PAR ( 466 ) 

Vegni del o de parer Cc«*i 

venire o Annuire for^idamente* •