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Full text of "Vocabolario milanese-italiano"

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^ 



VOCABOLARIO 

MILANESE-ITALIANO 



VOCABOLARIO 



MILANESE-ITALIANO 



DI 



FRANCESCO CUERUBINI 



VOLUME QOINTO. 



SopiAGGiniiTA. — Nozioni fliologiehe intorno al Dialetto miltnese. — 
Saggio d'ossenrasiooi su ridioma briaozuolo, suddialetto del milaoeae. 



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MILANO 

DALLA SOCIETA TIPOGRAFICA DB^CLASSia ITAtlAKI 
1856 



V,^ - . 



GENI^I BIOORAFICI 

ALL' AB. GIUSEPPE VILLA 



... in fa aMote n^c fitU ei or «m a«cora 
La cars « Kuawa imagiiHi fafrriM 
Di voi , «|aaa«lo art moBdo ad ora aJ «c« 

!li^<aa*eg«jval» rome P tiom sVlerna. 

DaKTB , /ii/er. r. XV, v. <a« 

XiA statnpa di quesio sH>lume era giunia al aS."*^ sua feglio^ 
quando U principal suo cofttinualorey Fab. Giuseppe FiUa , uscl 
di questa s^Ua e passb neU'altra a ricongiufigersi con I'atmco suo 
dileUo il nastro Juiore (i)» La perdita grave di questo valentaomo^ 
che, come apparisce^ vien secondo neU'onore deila presenie faiica, 
occenderA nel caro nostra Leitore il natural desiderio di qui 
conoscere o di riconoscere alcune delle belle e singolari viriii dilui. 

Nalo il F'illa nel marzo del 1790 in Cemusco Lombardone^ 
ben appieno sorii la foriuna di quel suo nido brianleo^ di que 
colli aperii e ridenti, di quel cielo limpido e puro, di quelPaere 
elasiico e soiiile: condizioni iutfe ed ajuti a purgare^ svegliare, 
ed acuire I' ingegno. Con ali si faite cresciuio , spiegb facile e 
sicuro il voh degli stud/ nei Seminarj delta Diocesi milanese^ 
finchh trovossi ordinato sacerdote nel seiiembre del 181 4* Stretio 
allora dal dovere commune di t^ndere alia society ufia parte dei 
fruid raccoltif e posta mente al fondamento di sua natura^ seniissi 
amarosamente aitratto a ritomarsi tra quella schietta gioventii nel 
cui cansorzio soltanto avea assaporato il piacer della \Hta. Messosi 
subito perianio Fab. J^illa per la sna delfistruzione, a tutto uomo 

(t) Chi amasst di eonoseere Francesco Cbcnibini paird teggere i Cenni da lae 
raccoRi inUirno alia Vita ed agli ScriUi di lui , « publieaii in Milauo nel 18^2 co' 
tipi Mta Ditia Pirotta eC. ET sono Cenni, ma sufficienti td aulore9oH. Qtd H 
Ckerubimi mdolescente i narrato da tui mtdesimo con tutio H suo candore nelia 
YOsk mea; — educators perfetto i giudieato da Piola; — onore deH'itmHu$%a 
4iatettotogia» mauime dellm natia miianese, i reputaio da Grossi e da Porta; 
— betVesempio di leuicdgrufo e (Uolitgo i proposto da Gherurdini. — Dwauti 
a giudtci eosi eompttentt eki piglierd impreea di sedert a scrunnaf 



S??ll>GeG 



VI 

%H dedicb e mentc e eiMre^ di guisa qhe dii^enne la simpatia 

deltetiL nuo\^a. Entrh nel piccolo collegio di Caronno a insegnarvi 

grammatida e urnane leitere, dos^e riuscl ad infiamorare que 

giovintui alio studio^ dal quale una troppo severa disciplina ne li 

as^ea Jatti aborrerUi. II \^ivo desiderio dell'aUevare a mc(dx> proprio 

e scevro da ogni puzzo di pedanleria il Je risolvere al partita 

di ritirarsi a casa siui, d Cernusco Lombardoney e di qui rac^ 

cogliersi intorno una brigatella di onesti /anciulliy cui s^eniva poi 

egli ammaestrando daltelementare a tutto il corso ginnasiale. Ivi 

lo studio e la ricreazione si as^icendavano in belVaccordo; anzi 

bene spesso h studio ameno e volontario era sollievo al gras^e ed 

obligatorio, si che Vadempimento diligente ed esatto del compito 

scolastico soleva essere dal J^illa premiato con qualche sua ghiotta 

leUura declatnazione di un bel passo di Scrittore classico ita^ 

liano. Di qui lo stuzzicarsi ne* gios^ini Vappeiito del leggere^ an" 

teponandolo talvolta perfino a giuochi ed a* trastullL Quante voile 

ne' passeggi liberi boscherecci ai primi po^i di Monteve^hia 

suscliavasi tra i ragazzi una gara di serrarsi alia persona del 

Bettor f^illa.^ a fifie di poter succhioie alcuna notizia di storia 

naturale , di poter adunare nell'orecchio teso una poesia o vera 

prosa da lui letta^ che pizzicasse del nuosH) e del peregrinol^ 

Nel i8a4« resosi vacante il posto di Reiiore nel vicino Collegio 

di MeratCy lasciato dall'ab. Monro Colonnettiy che passb Prefetio 

alt J, R. Ginnasio e Rettore dell'annesso Collegio inSondrio, venne 

cold, ricerco Vab. f^iUa^ cfie accettb dopo reiterate istanze di amid; 

ma il breve esperimento di solo un anno bastb a farlo tornare al 

dolce suo nido. Nondimeno, cinque anni appressOy si armse ancora 

allc calde pre^hiere di altri amici che gli vollero affidare la M" 

rezione del Collegio di f^ioiercato^ dove, cOfidutUsi con lui quat* 

iordici giovinetti c/ie gli facevan indivisibil corofuiy andb Rettore 

e Pre/etto degli studj. E^^li seppe quivi circondarsi di un drap- 

pello di ^ovini eletti al graduato insegnamento delle varie classi 

elementari e ginndsiali : giovini per ingegno e per dottrina egregi, 

verso i quali tu vedevi il nostra Rettore 

.... maestro di color che sanno 
Seder tru fUowfica famiylia (I). 

// grido elevatosi intorno del bravo Villa non tardo a /arid in^ 
vidiare da altri Collegi Convitti: il Calchi Taeggi in Milano ne 

(I) Dante, Infer, c.ir, v. 151 152. 



rif 
lo amUndes^a^ € fu vidna ad involarselo^ se opposti non si fi)S^ 
sero que* RegoktmenU al condurvi seco e un projessore sua at- 
Uwo ch d s^oles^ a guarentigia e diflisfone di^ proprj meiodi 
educaiiiri, e due alunni suoi prediletU, ancorchh di eth trascen-- 
dente la prescriUa. Ma in capo dipochi armi, il primo dtottobrt 
del i835j dwette cedere aUe vive esoriazioni di quelVaninm snnta 
di Mens. Luigi Tosi, Vescow di Pavia, il quale, giovatasi del" 
t opera del sacerdote Luigi Las^elli, Paroco di Concorrezzo, zi0 
tnatemo e saggio consigHere del F'illa , lo mosse ad accetiare Uk 
carica di Rettore delt almo Collegia Borromeo in Pasna. Tale 
soma , fiuchi nuowXy fu dura e forte ; dopo un anno circa di' 
venne doice e soave. Ins^ocato il braccio hecessdrio' al reggere ed 
al gui^re , animato sempre da generosi affeiti e streiio insieme 
idla ragione , mosirb f route e petto a racconciate il freno e ad 
a^iare quel corso prdinato e conlintto eke pin non ebbe poi a 
desiderare per oUre i vent* anni del sua rettorato. II cdntegno 
inrile e giusto del Retlor Filla ^i procaccib fate una stima ed 
affeuone^ che passb quasi ereditaria netVamttuile succedersi de 
nuoid ahami, a segno da riuscire superjlua la nomina del terzo 
superiore sistemaiicOy il MinistrOj qtutntunque volgessero tempi 
di^iUj cost detti eccezionali. Quel sua fare temperato didignitH 
e di confidenza , quel sua conferire pieno di lunga esperienza , 
di nobili sentimentiy di dottrina \>aria e sicura; quel sua ricor" 
dare frequenie, a bello sprone di emulazione^ t molti alunni che 
ilbistrarono o illustrano il Collegia nelV esercizia di cariche pu- 
bliche eminenti delle liberali professioni; quel sua secreto e 
caldo adoperarsi a beneficio degli alunni suoi carissimi^ quellm 
sua bontd, e prudenza versa i trascorsi delV inoi^ertenza giova^ 
niky erana tante belle e rare virtu che gli attraevano irresistibil^ 
menie la commune simpatia. Egli poi capriva it tesaro delta menia 
e del cuare can una umiltA ancor piu rara; e perby naia eoniera 
leone, dagli umiU soltanto era salito lasciarsi disarmare^ giammai 
dai superbi. Del resta la modestia sua Ju troppa , tale da pa* 
rere quasi infingardaggine: per essa non abbiamo Un retaggia det^ 
tampio e profonda suo sapere: le Filalogie latina ed italiana e 
rjiffvnamia erano li studj suoi prediletti; dove tauto a fonda 
era andato ragUmandos da essere spessa e eon plena Jiducia can* 
suUato eziandio da^ piu valenti, cotne lo prova, per alto dtesem-- 
pio, il presente Supplimento. Quetta stampa ch* egU paventava 
non path da lui conseguire fiiorche dueflorilegi lelierarj ammimi^ 



TUI 

e quesd pure a forza delFinsistei'e inde/ksso deWeditore m^simo 
di questo volume. E^si sono una sc^lia delle Opere di Gasparo 
Gozu, disnsa in cinque wlumeid^ puhlicaU nel i832; — « e una 
seconda di prose varie iudiane <tal 1200 a iutio il 1700, inUtokOfk 
Fiori di savio e bel psirlnre, in tre volmni editi negU anni 184^* 
i849 € i85o. 

Con que primi volumeUi delle Opere di Gozzi il Villa m ebbe 
per mini (ffiitsia Vesprcsse sue parole) di meltere per le mani de' 
gjiovani siudiosi tai libri clue ne nvessero a caimre due notabili 
yarHaggi, De* quali tuno si fn che vLpoiesscro imparare la pn^ria 
lingua eosl purgata da ogni erroi^, come lontana da o^i affei^ 
tazione^ e uno siile quanta fbrbito ed ornaio, aliretanio Jluido 
loai^ e speditOf quale in spmtna e richieslo dalT uso correnies 
cbcy quanto a lingtuij rasf\fiati i presenti Italiani da alcuni sot 
lermi maeuiri y qtuiii morti di freiico, e quali ancor ^/ViV or si i^^/s 
rebbe che le scrtflure che s' hanno a nwndar fiion\ fossero in^ 
saporate di sale italiano e giltaisero^ iale una fragranza , che la 
M sentisse distintamente s^enuta da fiori e frutU nostrali. L' al^ 
fro yanta^o, e, ben gmnde^ che e' W avcssero da esse opereUe^ 
Josse tulto pe'l cuorc e pc'l seuso del bello; perocchk il prin: 
cipale scopb del ioro amove si e di fare migliofi i coslnmi e di 
rendere famigliarc il buon gusto nel faUo deUe leUere. Ond^e 
rhe i giovani avessero a tornare dalla tetiura di tali operetle con 
l\mii$40 rijaito pin bello, piii dirifto, e tutto di nohili e snrtuosi 
sentimenti rnggentilitu. A questo fine mirano UUtcqiMntc le scrit^ 
iure detlute dal Inion Gozzi ; il qiuile con bella opportunitd e 
grazia yariando di forme alia materia die ha preso a tratiare t 
alteggiandobi e componendola ova a mo* di lettcros ora a fbggia 
di raccont% ora a qitella di sogno, di dialogo^ di ragionamenio, 
sa a hmgo e maravigliosamente dilettare e isiruire i suoi letiori n. 

InwiaiOyCome accetmai^ poi il Villa nel 1847 ^ f^^ di prose 
%farie alcuni , dirb^ mazzetti wriamente e in bel modo ordinaii, ed 
a presentarK cost n giovineUi siudiosi delle buone letiere iialiancy i 
quali amassero di ben conoscere la pura lingua nostra e I'indole 
sua vera e di /arsi un Ioro modo di ^cris^ere schieiiOy poUto, bello 
e propriamente italiano^ si e data nelle ore libcre co 7 maggior 
piacerc die mai a cogliere di tuUi i fiori il me^o, vuoi per bel-^ 
lezza di forme ^ o iwacilh di colori^ o soa\^ith di fragranza ^ per 
fare una bella glUrlwula , che s^olle aves^e name =: Fiori di 
sMvio e bel pa riare. s: Quivi , insii la fine delta Prefazione al 



IX 

primo volume^ /ailasi la domanda: Se fumno i giovani a scripere 
ii^i cosl per tappwUo come sono scritii i componimenU e wuf 
brani di ap&re ofitiehe radunati in que* mazzi a iH>lumi, rispande: 
tf Non propria cod a/finto vogUamo che scrivatio , ma in gran 
parie. Noi sapiamo anche noi che ogtd tempo ha modi e sH^caboU 
suaij^ e ha meta/ore sue ed allusioni ad usi^ a cose, a persone^ 
a/aitif che a 9oler ben rappresentare i tempi diversi bisogna 
usare quel modi^ quelle iH)ci, quelle allusioni che id corrispon" 
dono^ e nan altrimenii. Noi sapiamo anche noi che^ scrivendo, 
nan ^ha a stare aUaccatij come ostriche agli scogli, a quel solo 
che si troiHL scritto^ si bene che si scriva eziandio come dai mi" 
gliori in ciascun^arie e condizione si parla, secondo che giik fe* 
ctro i nostri s^ecchi i quali aveano spontaneity, grazia, propriety 
e una certa negUgenza che talvolta piace piii delt accuratezza. 
Sapiamo che — ^ la lingua i la nazioncj e lo stile e tuomo — ; 
e che percio s*ha a prendere la lingua dal popolOy dalla nazione , 
e lo stUe dal nostra ingegno, dal nostra cuorcy dalla nostra fan^ 
tasia. Qaesta e legge in^reteribile della natura , chi vuol riuscire 
a benCf scriyenda e.parlandoji e noi non dobbiama mai abban" 
donate la naiura^ come non F abbandonarena mai, scrivendo^ 
quelli antichi, se ne to^iamo il Baccaceio^ il quale, plena a 
ribecco di modi eleganti e belUj compose perb e scrisse secondo 
una cert arte sua che non era discepola della naiura. E sapiamo 
che J scrivendo came si trova scritto a punta, noi mai non avrema 
alira che sbiadite capie di capie* Ma noi nan pretendiamo ad al^ 
tro can questi Fiori^ se non a spiluppare il buon gusto d^i 
adolescenU italianiy a far loro sentir dirittamente il bella e il 
buonos panendo loro satto U occhi cose belle e buonCf e a far loro 
canaseere in che stia F indole propria e wra della italiana Jan^ella, 
la qmde indole non si conosce cosi bene altra^e come mi primi 
jcriuori nostri e in tuiii quelli che i^enneropoi; i quali, se bene, 
scrivendo secondo il caraUere loro e del secola in che vissera, 
abbiana scriOo diversamente eiascun da ciascuno, pur hanna sem^^ 
pre scritto secondo V indole costante e inalterabiie della lingua 
trasmessa loro da qu& primi e in quel primi tempi formatasi»* 
Ha vobUo qui addurre per intiero questi due lunghi passi a* 
far aanoscere il come addentro e dirittamenie la seniisse t ah. 
FiUa nel fatta delta lingua nostra e dello stile, e a dare insieme 
un sagffo suglciente della mamera sua di scrivere. JUri, in pro- 
pasiio, ricarderi farse pure del nostra FlUa un belFarticoh 

Vol v. b 



(Fumco suOy a mia noUzia, ma alio a ris^lare U tungo sua s^e-' 
dere nelValta Economia) insento nelFAppendice alia Gazzetta di 
Milano del 28 d'ottohrej i8449 num. 3o2, intomo tf/TElegio del 
conte Pietro Verri scritto dal Prof. Pietro Nessi; dove il FVta,- 
lasciato il penello, dh di mano cosl alio scalpeUo: a La figura 
di P. f^erri campeggia quh e lit grandiosa e da per tutto nohite 
nel quadra che il Prof, Nessi ci ha {tisegnaio e colorito con un 
cerio sua /are riles^ato^ tuUo maschiezzat tutio ners^i e sangue 
viw). Forse ne potrd. parere a ialuno alquanto scabro lo stile , 
il quale b perb sempre serrato^ franco e massiccio. Nh il con^ 
forteremo noi a volerlo Hnettare sos^rchio da quelle scahrositdt 
che per avi^ntura ci poiesse avere; perciocche, ove premesse 
troppo la mono su la lima^ gli toglierebbe quella viva graniiura 
che tanto piace ne* las^ori di getiOy a' quali motto si assimi^ia 
il suo ; e arrisckierebbe di assumersi un fare commune , che k , 
come dire, nullo^ perdendo il suo proprio, riserUito e gagliardo n. 
Davanti a tanto buon senso criUco4etterario, a tante imagtni op'^ 
poriunee vividissime^ a tanta facilitd, e disinvoltura, troppo n^ 
grava la mancanza assoluta di opere sue originaUf e, per com^^ 
pensOf ne fa almeno desiderare di vedere a stampa una scelta 
^udiziosa' di sue lettere Jami^iari ed erudite^ dove l^amabile 
semplicitd, Plngenuo candore, la rapiditd maraviglhsa^ ie span- 
tanee facezie appaksano tab, Villa. 

Se bene il Villa si cessasse daXC andar fuori in publico C(rl 
suo sapere e con Parte ch* e* possedeva magistrale del communis 
carlo altrui per iscrittOj pure U conversar suo dotto ed assennato 
il fe scorgere debitore verso la societd di piil alti servigi/ e solo 
lo scorso anno S. E. il Ministro delta publica istruzione U no- 
minava a presidente della Commissione esaminatrice dei candidal 
alt istruzione ginnasio-'liceale : carica che non gli permisero d'ac^ 
cettare e il belTaccordo con se stesso e fors anche il giii awer^ 
tito perdimento delle sue forze. 

Que* diletti suoi alunniy que* suoi figliuoU damore^ da alcuni 
mesi aveano ben cominciato ad awedersi delT evidmtte decoder 
che faceva il prezioso loro Capo. E al lamerUo mio deUa troppa 
lentezza nell* invio deWoriginale di questo volume^ rispondeva il 
2 del prossimo passato marzo : u Le schede da aggiungersi aUe 
cherubiniaoe i^o/et^^mo un tempo ch^io non avea, o s*lo Vavea^ 
non poteva usarne, essendo io statodalla ftne doUobre, i855y 
fino ad oggi ammalazzato, e nel genajoj i856, piti che nudato, 



XI 

costrtUo dal niale e dai Medici a starmi in letto una huona meUi 
di ifiiel mcse. Di'sera per la mia vista grama non potes^a scri-- 
verSj e meno p(H tmscrivere da margini di libri parole iVi scritie 
in lapisj appena riconoscibili a una gran luce diurna. Di giorno^ 
deiratie le ore che passava a lelio fino alle died delta malina ^ 
e deiratte quelle che pur doveim dare alle facende dell* interna 
direzione e delCestema amministrazione ^ alle quali cose, per vera 
dire, se ben ne dessi pocfiissimej non me ne restavano perb tante 
da pater dare unora intera al trascrivimento delle scliede^ atteso 
la brevity e scuritd, di quel giomL E se avessi anc/ie aifuto tempo, 
non poieva as^er sH>glia di lavorare in quello stato cl^e e delta, 
dal quale non son per anco uscitaj e tuttoclih stia ora meno 
male, non ho perb ricuperato la buooa voglia, la quale fu sem^ 
pre in me scarsa, ora h nulla affatto. Hoi capita? Clil ci ha 
colpa qull Uavranno le sanguisughe ch* io applicherb domma" 
Una al s^ntricolo per togliere quell' irritazione cfie da piu di 
quaUra mesi mi altera il senso del gusto in moda strano ». — 
// 2Q ikll' ultimo aprile poi mi venis^a ripetendo deW esser sua: 
m Caro mia J sona in tocchi a/fatto^ non posso hwarare ne di 
capo, nk di braccia, ne di gambe. Mi stracca subito e per niente, 
e pur non ho febre, digeriica bene quel paco che mangia, ho 
buoni polsi, dormo bene, tutte le wscere in isiata nor male; ma 
hoperduio la fame, ho avs^ersione alle carni, massime alle lesse; ho 
il senso del gusto alierato: quanda mangia mi si caccia/rai cibi 
che prendo un saporaccia ir^atissimo che tutti li cantamina. Mi 
danno pilole di ferra ridutta con ridrogena , due al giorno; di^ 
cano che, ajfj^tto com* io sona di cloroii, questo ferro ricamparrd, 
le alierate condizioni del mia sangue, nel quale hmmo ora tra- 
vato i Chimici certa quantity, di ferra che e quelloi che da la 
tinta rassa aU'emaHnatf. — Finalmente /'8 di qu^W infausto maggio 
mi dirigjdSHi quest' altra riga, che fu I' ultima a me; « Se dqpo 
domani il tempo sard bello e all^ra, tu mipotrai vedere co^ii^.... 
la cercherb di uedertiy evitanda perb di far scale per arrimre 
fino a ie, perche mi stracca troppo a montare. La troppo facile 
stancabiUtd che mi prende, k il guajo piii grossa che io prow n. 
— MalU amici il s^nimna consigUanda di restituirsi presto al- 
Taria de* suai colli natti, ma egli s'indugiai^a tratenuto dal rin- 
crescimento di abbandonare il sua Collegia aWunico Fice-rettore 
abbastanza dilicata e cagianesH)le ; e soltanto si arrese allarche 
si vide dagli stessi suoi alunni prcgato e ripregato a wler tosto 



XII 

ripalriare^ promeUendogli que* cari ffiOifani sopra Vonore e tamor 
hro die si sarebbero guankui bene dal recare un dUpiaccre <d 
cuore del hro Rettore absente. Mosso e commasse da una si 
obligante e solidaria promessa ^ lascib Pavta U bel dl della Pen- 
iecostej passando per Milano doi^ pisUb U amici UUti a terrenaj 
tra me di me che riera hnCano. A risarcirmi per aliro deila grave 
privazione wlU trovarmi a Cemusco Lombardone in sua dolcis- 
sima compagnia la sficina solenniih del Coq>a8 Domini; se non 
che ahimh quale speiiacolo dolorosa! II pkli con un 90U0 di 
colore d^ottone dilavaio iendente al verdacchiOj perduto delle 
membra , con le gambe edematose, e al dor di pochi passi so* 
prapreso da rdntolo tracheaie sonoro. Ben h veto che, adagtato 
etc egU fosse ^ di btion grado conpersava di studj , di negozj^ di 
no\^eUe^ e si lasciuva anche andare a qualche moUo piacevole. 
Ad ogfU modo^ io mi staccai dalle sne braccia eon un disperato 
presentimento^ che pur troppo non tardb ad awerarsi in tuUo 
il suo tragico ssnluppo: la domenica successis^a fii assaUto da 
un accidente apoplettico alia testa ed alio stomaco, e dopo due 
di di sempre inutili tentativij il 27 di ma^o^ verso le ere un* 
did di seraj esalb il fiato estrem% di mezzo ai conforti di quella 
Beligione ch* egli avea professata sempre francamente qual ca* 
toUco, qual sacerdote^ quale uomo saggio. Al funebre annunzio 
trentadue alunni, con impeto generoso^ volarono in corpo a Mi- 
lanOf e di mezza nolie passarono a Cemusco ad onorarvi la 
spoglia d'un tanto loro Rettore. Al calarto nella fossa un bravo 
alunnOf studente del quarto anno di legge, Demetrio Bertaglia, 
lesse alcune pocJte parole^ ma calde di cost grande affeUo^ che 
accrebbe i palpiti e le lagrime degU accorsi compagni. Qaestiy 
ritomali a Pavhy s*accordarono (orfani novelli) di ¥estire tutti 
il bruno fino al terndne deltanno scotastico (i). 

Hvaknte &tucatore e letleraio che qui piangiatao perduto, ebbe 
bella € aha statwra^ testa di breve volume -e coperta di capetti 
finissimi e svotazzariti , jfronte spaziosa, occhi piccoii e vivaci, 
merOo largo , bocca atteggiata spesso al sorriso , fibra sottik e 
nervosissima , sensibility eccessiva a nmtamenti atmosferioi^ un 

(1) Corre in oggi una beUa propoMta di soitonerizioni per inaltars nH 
palazzo dtU'almo CoUegio BorromSo in Pa^iu una lapide uionumentale alia 
cara memoria del Reitor P^illa. I cuort di tanti giopini generosi sono pron- 
tisslmi: i sperabile non lardi ad apptthrarli V a$s9nUme4ito ulauHQ, eosi 
4siid9ra$o aum 0teee$$ari0^ de^ Paireni BornmiU 



XIII 

inceder grave e maestoso , un parlar rado con voce soave(f)5 e 
un far lacbnico e tarda nel cotwersare ^ ateniese e rapido nellm 
scrivere. 

QaelTamore che per s^entott* anni mi continuo il Bettor Villa 
tenacissimo e paferno da veroy se at partir suo primp mi avea 
tratenuto dal proferirne io il giudizio, temendo di portarne nota 
di parualCy o pure di smoderato, mi kh ha ora nondimeno sospinto^ 
impaziente di risfedermelo innanzi a tutto rilievo^ in anima e cor^ 
pOy quale proprio io me 'I conobhi. Contento a questi pochi con'- 
tomi, ma suoi affatto, io mi ritiro perche altri si avanzi a meglio 
ifCitirli di carni e di colori. 

G. B. De CjptTjiNi. 
(I) Dant9, fofer. c. /r, o. 114. 



Vol y. k* 



^ 



^^^^^^s^Bssimsssssmss^s^s^s^^^^ms^^^^m 



£1 trita ifentenza i Vocabolarj essere suggetti di loro natura 
a imperfezione piu che ogni altra opera di mente e di penna. 
II che ha luogo non solamente pe '1 crescere in ogni lingua viva 
le voei e le modificazioni loro quasi in ogni anno, ma ancora 
per la facility con la quale e all'uno e ai molti Vocabolaristi 
Ttngono dim^nticate le locuzioni gik in corso^ e spesso le piu 
ovvie fra quelle alia etk loro. Di ciu sono prova le perpetue 
ristampe che ne vediamo (are, e sempre con aunranti notabilis* 
Aimi per le lingue viventi e fin anche per le morte, Perci6 non 
fark maraviglia, cred'io^ ae, oUre alle copiosissime Giunte giii 
inserite nel Volume quarto di questo mio Vocabolario, io pre- 
senli oggidl una Sopraggiunta di forse tremila (i) vopi e modi 
inilanesi venutimi alja mente in questo sesennio ultimo scorso« 



(1) Aomentata da chi aUese all* edisione di qaesto Volome dl litre mille tra Tod 
• maiiiere di dire — Y. 



TAVOLA 

DBOLI SaniTTOai t OB* Um CITATI na ABBmaTTATUlA ni QITCSTO TOLIJKB^ 
B BOB COMPaiSI BBU? I9DJCJS DVU V0LpMB I!EjK|iPf 



H gtli l Bi I 



Alam. Flora. —£a flora di Lnigl Altmnimi, 
G^media inaeriU oel Toluine quarto del 
TVotno icelto ttogni mcoIo. Milano^ Claai. 
Ha!L, 1808, in-8. — Le citasioni aono per 
aiti 9 scene , e pagioe. 

Arioito, Fur. — Orlando furioto di LodoTioo 
Ariotto. If llano, CJaai. iial., iBflS^ toI. 7 
in-Sa. 

Id. Neeroman. II NecromanU , Comedia in 
▼eni di LodoTieo Ariotto.-* Si legge nolle 
Poei/ir i«arie del medetinio ; Fireoee, Mo- 
lini^ i8a4> in- 16. 

Id. Sat. — Satire di LodoTico ArioAo, in- 
•erite nelle toddette Poedt varia^ 

Bibboni, JkUa. — Moru di Loraruo di Piar 
FranctKo d^ MadieL Racconto tratto da 
una relaiiooe delCapitano FranceacoBiV 
boni , che 1' ocdie. — Forma appendice 
al Toloine leato delle Siorie dei Municipj 
fUiUani illofttrate da Carlo Moiirio. Bffila- 
no. Claw, ital., 1B461 tn-8. 

Carena , Prontm. <— Prontuario di Tocaboli 
attenenli a pareccbie afti, ad aKmii me- i 
•linri, a cote dometticbe , . e altre di uto < 
€omnune{ per Saggio di on yoeabolario 
ateiodico drila Lingua ilaliana§ di Gia« 
cinto Carena, oc. — Parte Prima: Foco' 
bolario doatestico. — Parte Seconda : Fo- 
caboiario meiodico d'Arti 9 Moitieri, — 
Torino, 1846-1 853, in-S. 

Caroy lafl. inad. — LeUert intdiie di An* 
nibal Caro , con annotaiioni di Pi«tro 
Matzoccbelli, ac. Milano, Pogliani, i8a7« 
i83o, Tol. 3 in-8. — II priroo nnmero in« 
dica il Tolume; il tecondo la pagina. 

Cavalcanti, isior. fior /sfone fioremine 

•rritle da Gioranni Cavalcanti, ae. Firen- 
se, 1 838. — Le citax. tono per Tolurol 
e pagine. 

Crr ac«iai , Agric. — Vulgariizaroeoto del 
'J'raiiato dalV AffieuUura di Pietro Crc* 
ternsi. Ediz. mil. de' Cb»s. italiani. — II 
primo numrro iiidica il volume} il scoondo 
la pajina. 



DanU, Injl « Pio-g^ • Parade ^ La difjni 
Comndia di Dante AlNghien^ ^c. Edix, 
ttiU. de' O^u, JUK — J I primo luiracni 
indict il cinto \ \\ aecondo U vcrta. 

Diranzatij Cutm, totc. -^ CuUitaiiDur t^ 
Acana ddle viti e d'alcuni arbon^ di Brr* 
narc?o Dsv^nzati Bo^tkbi. ^a. m'\h de' 
ClaM. ilaliani. 

DavH. — DeW iitaria deOa §mrrp ci$nU di 
Francia , di Arrigo Catqr* Di? ila* Q^is. 
miL de' Class. UaL — . Si citano i tomi ^ 
le pagSne. 

Fr. Giord. Pred» — Predicht del Beatu fn 
Giordano da Rivalto, ec. Firenae^ i^Sg. 

— Le citax* aono a pagioe. 
Gberardini, Supfdiat. — Snpplimento a^ Vo« 

cabolarj italiani proposlo da Gioranni 
Ghcrardini. — Mihino, i85i e seg. 

Giarobnl. Bcrnar. Coniin^ Cifif. Odtf. -«• 
Cirijfo Calvan^f Libro tntitotato il Ci* 
riffb Calitan^ ct il Porero Avredoto, ec., 
composto il primo LTbro per Luca Pulci, 
il retto per Bernardo Ciambnlariy fiortn* 
tini. Venexia, 1535.—- Lecitax* aono per 
libri , ttanxe, e pagine. 

G. Giusli , Prc¥. tosc. — Raccolta di Pro» 
ptrbj toseani con illuatraxioni cavata dai 
manoscritti di Giuseppe Giusti, ed ora 
aropliata ed ordinata* -• Firenxe» Le 
Monnier^ i853, in«i6. 

Id. Fers. ed. ad inad* — Fersi editi ad in* 
aditi di Giuseppe Giusti. Edix. pottnma, 
ordinate e rorretta sn i manoscritti ori- 
ginal!. — Firenxe, Le Monnier, i85ay in-i6w 

— Le citax. sono per componlmenli. 

Id. Fita dei Parini. — Forma parte del 
Ditcnrto di Giuseppe Giusti poato daranti 
ai Farsi ed alle Prota del Parini, — Fi- 
r«»nxp, Le Monnier, 1846, in- 16. 

Guireiardini^ St. itltaL — La bistoria d'l- 
talia di M. Francesco Guicdardini y ac. , 
di?isa in Tenti Libri, riscontrata con totti 
li altri historici 1 ec 1 per Tbomaao Por- 
caccbii fc.} ec. — Veneliaj Polo, 1599, 



XVIII 



iii-4* ^ ^ dtaiioDi iono a libri • pa^ioe. 
MachityelU J Op. — Opere di Niool6 Ma- 
chtafellu Edis. mil. do* Clanici italianu— 
Si oitano i ?oIan»i a le pagioe. 
Hagaizini| CuUw* lose — Culti?aztone to- 
fcana del molto rev. P. D. Vitale Magas- 
xini^ Monaco Tallooibrosaiio.yeiicsia, i6a5. 
•• Si eitano le pagine. 
MaDiuiij f^oc — Vocabolario ddla Liogaa 
iUliaoa gik oomgtlato dagti Acadeinici del- 
la Cniicai ed ora DOfamente corretto ed 
aocretciato da Giuseppe Blaniixii. Firen- 
te, i83i e teg., in-4. 
Monti , yoc. Com. — Vocabolario det dia- 
Jatti ddta ciLlk e diocesi Ji Co mo con e$. 
e tiscodU-i di Liague Qntiche e modemei 
di Ptetro Monti. MjUdo, Ciui. iUl, iS^5. 
V^$sCT* €U* — Pa»!i«roDi Gio, Carlo. II Ci« 
cerone f PoeniA ja oUava rlma* Vetie£lA| 
1756 J to] (I in i lei ui*ta* — Letilai, aooo 
a cinti € ftUoze^ 
Palcj L., Morg. — Tl I^orgetrtie maggiore 
4i Lojgi Pulci, tc. Ediiione fniUneie da* 
Clis^ci iUt, — II pnrao t^umero tcccnna 
i1 canto; il scconcio U atanzt. 
MaccoL Pocs, satir, ^ Baccolu di Poe»(e 
aatiriche. Edizione railaoese de' Clasiici 
italiani. ^^ II primo nunero contraiegna 
ilTolome; il aecondo la pagina. 



Segal t Ster. fior, «* Storie Sorentine di 
mesier Bernardo Segni^ gentilnomo fioren« 
tino 9 €C. Edis* milanete de' Clanioi itaL 
«^ II priao fiumeffo indioa il Iobm; il ae- 
condo la pagina. 

Tanira, CiUad, in uitta. — iSconomU dtl 
eittadino in villa, di Vinoenao Tan&nu •» 
Bologna, 16449 in-4' 

Tommai^o, Can, pop* ioMC* — Ganti popo- 
lari toicani^ corti, illirici, gred, raccolii 
da Nicol6 Tomman^* — Venesia, Tasao, 
1841 9 Tol. a in-8. 

T. G. — GiiuUe al Dixionano itaUano : aono 
Goopreae nel loU IV dei Nuoin Seriui di 
N. Tommaa^. — Veoaaia , Goodoliere , 
1841^ in-8. 

Varchij Stor, fion — Storia fiorenlina di Be- 
nedetto Varchi, con aggiunte e correaioni 
tratte dagli autografi, e corredata di note 
per cnra e opera di Lelio Arbib. — Fi- 
renxA| i843» toK 3 in-8« 

Villani Gio. Ittor, fior. — latorie fioventine 
di Gio. Villani. Edii. milaneae de' Classioi 
italiani. 

Vinci (Leon. da). Del moto e misura deWa^ 
qua* Trattato che forma parte della itao 
00^ di Jutori iiaUani die trattano dd 
moto delU tufutf riataaipata in Bologna. 



^^ Le abbreriatnre naate in qoeato V. to* 
lume aono le medeaime dei qoattro ante- 
oedenti, e per6 gik apiegate nella Tat^la 
poata innanzi airintiero Focabolario: oU 
tre di ene qui ai aggiuniero aoltaoto i due 



Fedi nella forma aegnente t 
r. A. 9. G. — yedi in quuU GiunU. 
y.n.G. — yedi ntlU Guiitfa, aia nelle 
, Giunu e Corrtjuoni ahe itaono In fine del 

ToL IV. 



XJX 

SPOSmOIfE PELLE SIGLE 
DB' CONTRIBUTORI A QUESTO SUPPUUENTQ 

logo e Definitore alia Prepotitunle di || K. •» Sac. Giuseppe Villa, ReUore dcU'alp 
Tierigtio. y mo CoUegio Bonom^ in Pa?(ai 

D. — DotU G. B. Do Capitanl I 



SUPPLIMEINTO 

AL 

TOG&BOLARIO HILAlVESE-mLUlVO 



ACQ 

AbiliUa {in)agg,Econ sli abilitiia te $tee 

a MiUo. F. MiUn i. q. O, 
Abit^, T. br. Tenere i cibi nello stomaco 
edigerirli: p. e. El tal I'i de ttomegh 
insci debol, ch'el p6 mioga abit2i na- 
gott. II tale reee iuUo cib ch'egli man* 
gia y non pub tener giU nienle , tanto 
egli ha debole lo stomaco! — Y, 
Accident. O iiomo, o bestia, o altro che 
abbia detio straoo, del duovo e inusi* 
tato. Mostro, Accidenie disse Luigi 
Puici parlando d'uQ gran serpeote: 
E, come e' giaQse alk terrti ordinava 
Di lascitr part* d^an Unto accidente 
Al sacol nooTo; e ^aolla 6en morta 
G> '1 capo fa^ appiccar aopra la porta. 

Morg, can. IV^ st. 76. — V. 
Acqo {in) agg. BtUma, Gonfietza edema" 
tosa dette gambe. — Linfa o sierosit^i 
che , divenuta troppo crassa, si arre* 
ita, o s'iofiltra a poco a poco neile ca« 
I'lXk delta membrana cellulare. — V, 

Acqaa (in) agg, Acqa tiy Melle 

Dostre pratede^.ritajey ec^ k il nome 
delle aque irriganti di prino pasto per 
dittinguede dalle residue di colatura 
o scolo. 

Id treat' ann e trenta mes toma I'a- 
cqua ai soeo paes. Prov. cont. briani. 
In ceni'anni e cento mesi toma Vaqua 
a' suoi paesi, 

Fii I'aoqua. Sedimento aquoso. II 
deporre la parte aquca che faono le 
cacurbitacee , i ca?oli cappucci , ec.^ 
per mezzo delta iosalatura con la quale 
si preparaoo per frittare, per craoti, ec. 
£ cosi dicasi dette pescbe^ delle me* 
Incbe , ec, , dea tinate a frigersi. 
rol. K 



AGE 

Acqua cbe lassa la n^vola sul lider.Jqua 

Jresca^ la quale d'estate appaooa il di 

fuori del biccbiere. — V. 
Acqua di piatt. Banno ( * tosc. Careaa , 

Prontu. p. 357 ). 
Acqua [ Pioggia ] (in) agg. L* acqua a 

S« Aooa r^ mej de la manna. F. Anna 

f. q. G. 

On' acqua a soa atagton la rar pussee 

che tutt' i ricchnz del re Faraon. Detlo 

del basso coolado di cb. siguifl 
Acquarell& (in) agg, Disegnar d'aquerelio, 
Acquaroeu. F". 86 i. q, G. 
Acquetia (in) agg. Pioggerella. Acqnetta 

erbetla. Vn pb di piova aderba Hprat6. 
AcquiroiJk (in) agg, Navill. Pila. 
Adacquatrts (con Vi alquanto strascinato). 

Usato cosi sustantivamente e assolula- 

mente, yale Bogia o Gora a uao di 

adaquare prati ; essa tiene il luogo tra 

il Ca?o principale a i minori gorelli e 

fossicini o rogette, Jdaquatrice? — V. 
AdiioMi [Porom d']. F. Pomm i. q, G. 
Ad^sa (in), dopo fine, agg. E I'usa ancha 

nella Fona delta Bagione^ a. III^ s. 7. 
Adoss (in) agg, Afegh adoss el trenla 

pari, jiper sessanfannL — V. 
Adree adree. Basente. Aadk adrea adree 

at mur. Andar rasente il muro. 
Adfent (m)iig;g. e ant. Adu^ento (Vita SS. 

PP. 1, I ). 
AOire [L'^ afare fenii] (in) agg, J^negotio 

aggiustato ( Redi» Op, V, 179). 
Afari stracob, figurataro., Affare spallato^ 

senta rimedio, da disptrame. — V. 
Afezidn. Affezione, Ciappii afezidn o aradr. 

F* Amdr L q. O. 
AgeUiia^ T. br. Dcstrezia, Sveltetza, Di$^ 



ALB ( 

involttira. Per to pi(!i s'lDtende di ma* 
no. — V. 

Aghcr (in), sig. l.^ flgg. F". tmche Ldvor 
Tosfi nel Voc, 

Sig. 3.** , flgg. />iirf? , flgro a muo- 
versi. Aero ia queslo medesimo senso 
us6 Daole (Pur^^ can. IX, v. i36) 
dove, parUndo diporla, che, dislor- 
ceiidotl sa i cdrdioi, s'aprhra, dice che 
rugglo e si moitrb acra, — V. 

Agnail (in) agg. Qui^U come on agnill. 
f^. Quiell I. q. G. 

Agnellin {in) agg, Nassau ragncllln , 1' h 
nassuu el so pafcolin. I Lucchesi dico- 
no Nata ia creaiura j nata la pastura 
(Almanacco lucciiese del 1841 ). 

Agdn (in) agg. Chi ha minga ciappka 
agon per tan Gio?aun, 86 dann ^ Nel 
giuf^o la pesca degli agoni h in /oga, 
dicooo i Lariensi. — A (k on agdo gbe 
?OBur irii ann ..• I petcalori del Lario 
credono che I'agone formalo, ehe snot 
pesare daU'una alle due once nostrali^ 
non sia tale se non in capo a Ire anni. 
Agdo bastard... L'agone che passa il 
peso di due once fra i Lariensi, e di 
qiialtro fra i Yerhanensi. Se ne iro- 
giiono pescati del peso dalle aS alle 
45 once nostrali. 

Agdo coll a la harchirceula ... Li ago» 
ni fritti in barca appena colli. Coti 
cueinati sono squisiti. 

Ji^fiiX (in) agg. Luj e agost, donna mia, 
no (e cognoss. F- Donna i. q, G, 

Agra, o Meestra.... Gosl chiamano i no- 
stri Caciaj (Casde) il siero molto 10- 
acidito. — V. 

A gratis diciamo pihcommuntmente ehe 
Gnrtis. F. il Voc. 

Aj [Tull' i eoss, ec,] (in\ dopo laMMolla, 
ttgg, Quello che i Fr. dicono Mime une 
filn a quelque chose est bonne, 

Aja e Ajo dicono talora le persona colte 
per quello che eoromttnemente diciano 
la Bbrni ( F, G, al Foe,), e 0/ MajesUr 
o el Prei de cA. F. 

il ... Nome d«i due Pjo?enti della tei- 
loja dei capanni camperecci di legno 
e paglia. 

Albina. F. Uga nel Foe. 

Albar^la, s. f., Mberello, Fra noi preci« 
fameote ^ yaso ciliodrico di cristallo 
( per lo pi& arrotato con copercbio a 
disco e smerigliatb), onde usano Dro- 
ghieri, Confcttieri , Speiiali , ec„ per 



2) ALZ 

mellere in mostra colori, confetti, ee.^ 
ec, Nel Foe* h Jlbarell, s. m., con 
signif. afRne. 

Albera [j4lbagia^ Superbia] (in) agg. For- 
se di qui V Inalberarsi di lingua per 
Insiiperbire, Pigliar rigoglio. — V. 

Albioeu, o Arbioeu, o Elbioe6. Sinon. di 
Navdil ( del cavalietto da Fornaciaj o 
Matronnj). F. Nav*ll nel Foe. 

Aldgher (in) agg. Vojk gi6 aUgher. Gon« 
trario di Fersare a spltzico, a goccio" 
le. — Versare, Rovesciare largamente^ 
a trabocco, senza ritegno. — V. 

Alias ed anche Alias tempore. AUrevolte. 

Almhnch. In Brianza s' usa questa voce 
dai cootadini in senso quasi corretlivo^ 
o piultosto dubitativo; e vale press' a 
poco: Stdvo il vero ^ Se non prendo 
sbaglio, Se bene mi ricorda, Se non 
fallo. Dicono, p. e.^ La lina granda 
quanii brent Tha traa? — - N'ba traa 
dodes, almanch ! 11 tino grande quanii 
barili gittb? — ^ Ne fptib dodici, salvo il 
peroj o, Se nu Hcordo bencp ne gittb 
dodici. — Y. 

Almuzia. Gufb. Pelliccia che portano su'l 
braccio sioistro i Gaoouici di alcune 
collegiate quaudo vanno e sono in coro. 
La nostra voce viene dal U.Aumussei Y. 

Aloe. Alcuni confuodono le Agavi e li 
Aloe lulti sotto questo nome. 

Alp 

Alpa 

Atpadegh 

Alp^e 

Alpeggii 

Alpes^U 

AIpi&tL 

Alt (in) aggetl. di Gamevia , dopo signi- 
ficato , agg. aocorcb^ abbiano il geue* 
rico ReeulS. 

Allina,ii>i. 4i Vollan, F.nel Foe- c «. q. G. 

Altiir (in) agg. Altar maggior. Altar mag* 
giore. 

All. Corr, la dUhiarauone secondo U 
Foe. Com. di P. Monti. 

Alslida d^ing^gn (in) agg. F. anche In* 
g^gn i. q. G. 

Alzapi (m) ngf. Legno mefto alquanto al- 
telto da terra, a traverso le callaje de* 
campi per impedire che yi entrino le 
bestie, obligando li uomini, se vogliooo 
passare, ad alsare il piede. — * Y. 

Alxap^ [laccio da uccelli] (if^ngjg. «Nel lao- 
go dove pretso dimoraoo uccelli rapaci. 



Per qveste voci vedi il Fo* 
cabolario dei DialelU di 
Como,ec^ 9 di Pielro Monti. 



AMO ( 

o dond« passaooy si ficca fortemenle da 
ogm parte an archetto niolto piegato, 
presso al quale da una parte si ferma una 
Terga,oellacuifessura si ficca una coda 
di lopo o rana^ o aliro pezzuol di car- 
ne; e dalFallra parte fortemente in terra 
si ficca una pertica, avente in capo un 
lacciuolo e una piccola corda con un 
fuscello^ per lo quale la pertica piegata 
81 ferma alt'arcbetto e alia piccola fen* 
diiura» che si fa in capo della verga 
cbe tiene il lopo; ei lacciuolo si stende 
intorno al topo o alia tame. E quando 
Tuccello torr4 il topo o altra cosa po* 
staviy a ci6 che ne la porti, tocca la 
pertica: tocca, si scioglie dairarchelto 
con Fuccello rapace, e Puccello rimane 
appiccato per K piedi n (Crescenzi, 
Jgric. Ill, 227 ). — V. 

Amb& i aot d'ona fenestra, d'on tiss. 
Socchiudert le impoiU j Rabbatlerle , 
che i cool. hr. dicono Badd, o Mett 
m badirceula i ant. — V. 

Ambroeus (in) agg. Yess come el cayall de 
sant'Amhroeus Andemm. Parer difare 
gran cose e non far niente, o poco. 

In tnl dtVt de laQt' Ambrceus Andemm, 
CHi^el troUava el trottava, e via via, 
El fl« trovava satdo al post medemm. 

Porta, Frua Ccmdmtt. — V. 

Or^ggia de sant'Ambroeus. K Orig- 
gia /. q. G, 
Amed^e, o Amid^e .... Fabricatore o 

Venditor d'amido. II fr. Amidonier, 
Amts (in) agg, A rots giuri^a. Amicdneft' 

delissimo. — V. 
A mm (in) corr. la par, atione in alteg- 

giamenlo. 
Amdr (in) agg, Giappagb amor o afezion 
a Tun o a ona cossa. Affezionarsi a 
chi che sia o a che che sia , Prender 
amore a, o Prendersi d' amort per un 
tale, 

A chi parla per amor I'amor gh' in* 
segoa. Gosi Dante I' intendeva e cosi 
faceva ; oode nel XXIV del Purg, dice 
a Buonagiunta da Lucca : 

.' . . lo mi aoo an ckcy qaaado 
Amor mi apira, ooto, cd a quel modo 
Cbe delta dcotro, to lignificaodo. 

£ per6 le penne che se n* vanno streite 
dielro a si fullo deitatore^ non pen no 
rbe scriver bene a maraviglia. — V. 
Amdr [O per amdr o per forza] (in) agg, 
y, anche F6rza. 



3) AND 

Amorisc , y. Yalsass. Usasi a??erbialm. 
Fblcntieri^ Con piacere. Con gusto, P.c., 
1 vaccb in di or cold gbe stann, o ghe 
vann amorisc in quella Valletta \k sott a 
quii piant. — Nell'ore calde del meczo- 
giomo cistanno volentieri^o si dilelfano 
di stare in quella vallicella alPombra 
di quelli alberi, ( Gi stanno volentieri 
meriggiando, o meriando, essendo le 
merie luoghi frescbi e deliziosi, com* 
modi a giacervi e posare nelle ore oalde 
del dl.). — V. 

Ampj de T6mit (in) agg, Iropeto, £inpito 
di tosse, di vomilo, ec, 

Ancasi (m), fit %fece di cs Luis e Luigi cs, 
si legga = P«pp e Giuseppe, 

Audit (in) agg. Vest ona cossa inscl a 
audit e poeu a vegni. a Essere cosl 
com*ella i per tutti i fersi. m (Villa^ 
Vial, hr, ms.), 

VoAh minga andii pussee io so, •• 
no se va a gatton. Non poter andar 
piu su se non rampicando come fa il 
gaiio ; cio^ , se non con grandissim» 
fatica. — E figuratam., se non facendo 
del gatto, se non usaodo le ftrti dd 
gatto. —V. 
Audit al coo. V. Gdo nel Foe, 
Andii sul sit. Andare su 7 luogo, o 
su la faecia del luogo. — V. 

Andit-?ia, o Audi al bosch, Andare 
assolutamente. 

Anda a farsi m^iere (in) agg, K Mi* 
nere nel Foe, — V, 

Anda Consc, o aconsc (in) agg, Ciampeg' 
giare, che 6 quell'aodare pian piano, 
si cbe a peua si senta il suooo de' 
piedi. — V. 

Andii foeura (in) agg, Andit feeu o foevra 
Tale anche a' Brinnzoli Diradarsi il 
grano in erba, Far piazze, — •« S'egli 
avviene che, dopo ch' egli ^ seminaio, 
Yada la slagioii calda-e asciutta moU 
to , il grano ribolle^ e si perde e fa 
piazze n (Magazz. Cult, lose. p. Si ). 
— V. 

Andit [Falla audit alia ricca] (in) Agg. 
Andare pe^ I fango senta trampoH (co- 
me a?viene di chi d ricco e va in ear- 
rozza od a cavallo). a Se il inio padro- 
ne afesse a?u(o do?e mordere (dandof 
ctohy dl morsoy o di becco^ portar Wa di 
nascosto e lestamente) sopra un padre 
ricco, noi andrcmmo pe '1 fango seoza 
Irampoli, ma abbiamo una povera Vec* 



ANN ( 

ehia die appeDa,ec.«(L. AUm. Com. 
1. IV, s. a). - V. 
And^ [Se U va a] (in) agg, Maoiera 
ideotica alia nostra e questa s « Se per 
ricebesse aodasse, elP^ roollo piu ricca 
la repubHca di lui n (Gio. Cavalcaotiy 
JsL /tor. 1 , 5o6 ) ; cio^ , se bastassero 
le ricchezze^ se tullo consistesse nelle 
riccbezze. -^ V. 
Aodk iria col coo (in) agg,: 
OgnoD ni goarda per trMtcolato 
E diet cb^ io sio male • ch^ io vo via. 

Berni, JUme, p. 77; 

cio^, vo fuori del seoDO, delcervcllo.-V. 

Aoeddtt (in), sig. 3 °, agg. Colibito. 

Angiol (in) agg. e, coo una brutta meta- 

fora, Corrierc alat<K — Qui^tt come on 

iogiol. V. Quiai i. q. G. 

Anguilii, Gguralam.Non essere benfermo. 

TenUnnare , VaciUarc. — V. 
Anim [y'A d']. Pusillanimo. 
Anima (in) agg. In conscidoza de I'anima 

mia. y^ Consci^nza 1. q. G. 
Animkl (in) agg. Aniinai de basta. V. 

B&sla i. q. G. 
Ann (in) ag^. Ann de erba, ann de mer- 
da (prov .cool, br.), Anno ei'boso, molto 
mangime molto concime. 

In 3o ann e 3o mes lorna Pacqua ai 
soeu paes. y. Acqua L q. G, 

Scarsiti d^ann bondanza de vista 

Lo dicono i conladini ?eccbi lamen- 
tando la perduta giovenlii e la forza 
visiva smarrita con essa. 

Quand s'^ asen (o simili) el primni 
di de r ann , s'^ asen (o simili) tiua 
a! di de s. Silvester.... Modo di dire 
communiHsimo co '1 quale si rinfaccia 
aUrui eccessiva asinila o altro difetto 
morale qualunque. 

La gaUlta V^ quella cbe ten avert 

Tuss tutt Tann. F. in Galelta x. q. G, 

Avd faa i sd ann, o i sb di. M. cont, 

br« jiver darato U dovere, Essere 

oggimai logoro. 

Vess inanz coi ann. Essere maturo 
di etd , Essere aUempato, — S. 

Ann ecclesiastegb, o del messal .... 
Incoroincia co'l s. Martino(it di no- 
vembre) d'ogni anno. 

Ann colouich ..•• Pure co'l s. Mar- 
lino neii'alto e basso, contado nostro. 
Alcuni lo dicono ilalianamente Anno 
mettadrUe (da mezzadr^a),u^/i/to nistico, 
Aon localizi di ca Principia 



4) 



ANT 



e Gnisce co 'I ag d 1 setlembre, s. Mi« 
cbele. — S« Micbele e Pasqua sono i 
due termini semestrali. 

Ann [de la bajla, e poeu i scalin d«I 
Dorom] (in) agg. £ quello cbe i Ge« 
novesi dicono : Tanii anni eo battaggio, 

Ann [AH'ann de quest'anu ] (in) agg. Per 
Taun cbe 1'^ quest' ann ... Quesli modi 
vagliono a' Brianzoli quanto Ccnsidc' 
rate o calcolate le condizioni di que^ 
sfannoj Avuto riguardo o rispetlo 
all'anno che ci corre. — V. 

Ann [In d'on aon, ec] (in), dopo dettato, 
agg. V. perb in Fdnsg. 

Anna (in) agg. Viuticinqu san Giacom , 
a6 saoi' Anna e ^7 ei delitvi .... Delt. 
di pronoslico per la pioggia lugliola. 
L'acqua a saol' Anna Vk mej de la 
manna .... Prov« che denota ulilissima 
alle campagne la pioggia su '1 declinare 
di Inglio. E in proposito di qnesta piog* « 
gia di sanl' Anna piacerii a cbiuoque 
leggere un beU'arlicolo relativo del 
bmvo can. Bellanij che sta nel secondo 
semestre i834 ^^' Giorn. agr. iomb. 
ven., a p. 49 e seg. 

Annin [per opposizione ad Anndo] chia* 
mano 1 contadini dell* A. M. V aunala 
misera, scarsa, di poco o nessuu rcd- 
dilo agrario.— - Lo dicono auche Ann 
penln (anno picclno)^ come i Toscaiii 
dicono Vin picciolo il vino di poca 
forza. II Tommas^o ne' Canti popolari 
toscani ( i^ a55, nota 3 ) assevera d'a- 
v**r udilo dire a un di Monte Carli 
Annalina per onnata trista. Questa An* 
natina sarebbe il vero riscoulro del 
nostro Annin, o Ann penin. 
Aosat» V. cont. dell* A. M. Ansima, An* 

sameuto. *• Lat. Suspirium. 
Ant (in) agg. L'Ant o And dei Briaoz. 
non e cbe VAjuola, la Presa^ ia Porva , 
il Mdgolo, o sia una lisla pi£i o nit;u 
larga di terra vangala o arata. Dal Ut. 
Antes i ium y m. plur.. Columella ( De 
re rust. lib. X, v. 376) usa questa voce 
per Ajuole da orto : 

numldM/fu§ andraehM »HieHie$ prolegft timtet^ 

che Beoed. Del Bene traduce: 

E copre il cool dell«* astetate ajaole 
L^ ainida porccllnna. 

Virgilio (Georg. lib. II, v. 417) per 

Ordini , Fiiari di yiti: 

Jmm cumit txtrgMUt ^•imt yiniUr antes. —\. 



APR ( 

Ania (in) agg, WtnU TanU. Proprismente 
Far vento, agilar I'aria delle stanze con 
riniposta Heiriisdo, faceodola andarc 
innauzi e indietro; e melaforicamenle 
Far cosa cfie ogni minchione i buono 
a fare. — V. 

Anla [ Rivk a 1' ] {in) agg, Desinenza di 
quaraDia , cinquaola , ec, <« Naqui Del 
selle {cioh iSoj), e sod giiioto a quel- 
I'aDta che lulla DOde canta, ed ud da 
TaDlaggio n (avia quaranV un anno), 
( Caro, Lett I, i3o). — V. 

Antedss (in), dopo Orecc, agg, o vero 
Oreggidn. 

ADl^DDa (in) nelle parti, dopo Vh^ agg, o 
Scalz. 

Aolepart. Ci6 che delta derrata si leva 
pe'l padrooe prima di Faroe la divisione 
tra lui e '1 mezzajaoio : p. e. , Tanti 
brent de vin^ tanti cavagn d*ugaj tant 
forment d*antepart, — V. 

AolibidoeA. Nome ideate cbe trova luogo 
net spg. roodo dei conladini del B. M. 
£1 mangiarav PaDlibidoeu coodii d*oeu* 
Ji .^ Mangerehbe un bottino, Forse An^ 
abidosii provieoe da Bida, Bidar^^voc'i 
che ID qualcbe paese di Lombardia 
sigDificaoo rimbiulare che cbe sia con 
la buioa. 

Aoiiport (in) agg. Forse Portiera. 

AntODi (in) agg, Troppa griizia, saat'Ao* 
loDi, F. Grizia n, G. F. 

Apis a coliss doppi (in) agg, Talvolla le 
iisterelle sono anclie quattro cod ma- 
tila di colore diverso ciascuoa. 

April (in) agg, Marz oo fus scars, April 
oo fus geiitil, Masg el coo sul piumasg. 
.^ Denota la decresceoza del filarfc ue' 
mesi di luarzo e aprile , e il cessare io 
maggio pe'l decrescere delle ore serali. 

April goaoc od fil (in) agg, A s. Viior 
Ir^-foeura la biaochena con tutl' ouor. 
F", Bianch^Ua i. q, G, 

April d' ha treola^ ec, (in), dopo Modos., 

^88' 379. 
Aproeuf (in) agg, Questa voce trova ri* 
scoDtro Dcllo A prop e dei Sardi e Del 
cooladioesco scDcse Proda al, o vero 
A proda al : 

L^ba fatU la Gaestri proda al letto ... 

Bo Tuto la Serena* a proda al mare. 

(*Sir^Da) come leggesi a p. iSg e p. x6o 
de' Canti pop, tosc, raccolti dal Tom- 
mas^o: e, beDchd egli il Tommasdo 
spooga ooD a capello quel roodo oel 



5) 



ARC 



prinH> verso, e oe facia affalfo nel se^* 
coodo, pure a oguuno d facile vedere 
se \o colga f;iuslo o do nel inio dirt, 

Ara (in) agg. Tale qual se ara, se arpd- 
ga. Dell. br. Quale guaina,^tal colteUo} 
Qual sonata^ tal ballata. A chi fa beae 
e fatlo bene; a chi male, male. £ spessA 
applicalo da^conladiui Brianz. ai padrt 
Iristi che, per il mal esempio, hanno 
figliuoli peggiori. Chi di galiina nasce, 
convien che rdtzoli, — V. 

Ara belara (injine) agg, Questa caoti- 
lena ^ sorella AeWAnna soranna, ec.» 
dei Siciliaui, delta quale si vegga il 
Foe, sic, del Pasqualiuo sot to la voce 
Triscari, 

Arbtjada, v. c. b. Quantity di piselli « 
graD ricoUo di piselli, e fors' aoco P<- 
sellajo. 

Arbija, t. c. b. Piselluzzo, F. Erbionin 
net Foe. 

Arbora, Arborina. Sinon. di Arbor^lla 
(pesce), F, nel Foe, Quesii pesci di- 
coDsi OgUt se appeaa oati. 

Arbora bastarda o sgarzolosa ... I pesca* 
tori laricDsi chiamaao con questo Do- 
me UD rarissimo pesciolioo che si trova 
Delle loro aque, i cui caratteri s'acco- 
staDO a quell i del Trull o Trui o Trioti 
(Leuciscus pauperum, Detil. ). Nell'/C* 
tiologia Comasca del bravo Maurizio 
MoDli, a pag. 19, e oel Focab, Com. 
di Pietro Monti, si ha specificata do- 
tizia di questo pescialello che il vulgo 
crede frutto dell' accoppiameoto del- 
Talbora cod ia scirdova (sgariola), 

Arbor^e morl ... Sp. di arboree (rele) proi- 
bita dalle Gride comasche e special- 
menteuel i575. (F, Mooli, Foe, Com,)^ 

Arborilla (in) agg. Forse d il Brussolo 
dei Veneziani, o sia il Cyprintis ama*> 
rus di Bonalerre. Vedlne la descrizione 
nel poemello di Fra Ginepro, Del Fi" 
vere sano. 

Arch (in) agg, Arcb sfiancaa . . . • Area 
ellitlico. 

Arch acdtt (in) agg. Alcuoi dicoDO Arch 
a lerz aguu. 

Arcb iolregh (in) agg. Alcuni dicoolo 
aocbe Arch a tulta moDta. 

Arcb zopp (in) agg. Alcuoi dicoolo ao- 
cbe Arcb a .pont trovaa. 

Arch^tt [ da trapano ] (in) agg. Cosimo 
Bartoli Del suo Modo di misurare , 
p. 94; lo chiama Folgilojo ; voce ap- 



ARM ( 

propriata , dt indole tatta nostra , e 
quasi che dipinliva. 

Arch! oil , V. br. Arrancare , AJfannarsif 
Jffaiicarsi quasi come fanno Ir scian* 
cali quando iranoo in fretta. Lavorare 
con Varco delPosso ^ o ddla schiena; 
Facchineggiare, AUri dicono Ranchind, 
K n. G, V. — V. 

Argent (m) agg. Candiree d' argdnt. V. 
Gandire^ i. q. G. 

Argentindn , oggetf. di T^rra. T. T^rra 
i. q. G. 

Aria (in) ogg. Pen) I'aria. Perdere la tra* 
montanOf la bussola, Turbarsl in mode 
da Don saper piii quel cbe uom si fa- 
cia o si dica. — Y. 

Tra-foeura d'aria vun. Trarlo dal 
seminato, dal sentimenlo, Imbalordir* 
lo, Confunderlo, Turbargli la mente^ si 
cbe e' noQ sapia pi£i quel cbe si dica 
o si facia. -* Y. 

Mandli o Fa andli Tun co'i pd per 
ari, dice il Br. per Far dare la volta a 
uno, roandarlo in ruina del tulto. — V. 

Aria cbe taja la faccia. Ciok^freddis- 
sima, che pare chtfrnda la testa pe '/ 
mezzo ( Gelli , Err, a. I, s. i , p. 1 1 ). — V. 

Aria [ Cali i ari, ec, ]. Si levi dallap. 35 
del Foe, , col. a , riga i , e si porti 
a p, 36, sotto Ari, metaf., Albagia. 

Aria [Melt alFaria i pa go] (in) agg. Sciori- 
naref e dicesi oon solo de' panni, ma 
delle pelli e di altre cose simili. — Y. 

Aria [Tiri aria calliva] (in) agg. S p'ab' 
baja la volpe. 

Aria! (in) agg. I contad. Brians, per dare 
maggtor forza a questa esclnmazione, 
dicooo: Aria ai montil — V. 

Arienty V. br. usala ancora, massime dalle 
donoe, per Argent, — V. 

Ario, di gen. m.^ usano i contad. br.: p. e., 
Vess minga nel s6 ario. Non esser neU 
Varia sua naUva, — Y, 

Arleccbin batl6ccio (in) agg, Altri vuole 
che questo cognome di Battoggio che 
dassi airArleccbioo venga da Battoggia^ 
casale bergamasco nella valle San-Mar- 
tino, d' onde quella maschera trae i 
Datali. Cosl ro'asseriva un bell'umore 
di prele nativo di Battogg'ia , il quale si 
▼antava discendente da Arleccbino. — Y. 

Armi (in) agg, krmk reson, moliv, e si* 
mili^ o vero Arma i so reson. Mettere 
in canipOf Accampartj Produrre, Metier 
innanzi ragioni, motitn^ cagioni, — Y. 



6) ASS 

Arm^lta. K Narinz amar i. q. G. 
Armiy sust.f.pL, v.c. spec, brianz. Coma 
de' buoi. 



Armi driz« 



» stort 



M sguerc. 



Articiocchin (in) agg. Careiofetto ( Scap. 

p. ao4 e pass. ). 
Arzij (in) corr. Mogherino in Mugfietfo. 
iscia (in) corr. II Bdndolo (Bander) nelle 
nostre Tratlure di seta (Filand) serve 
bensl di legame alia matassa^ ma non 
ne fa parte n^ come capo , n^ allra* 
roente, essendo esso da quella distac- 
cato e fatto non di seta propriamente^ 
come ^ la matassa, ma si di rngnniura 
di bozzoli (Strusa, Spelaja), — V. 
Ascia (in) agg, Yorr^ vedella finna in coo 
dell*ascia. Fbleme vedere f ultima fine. 
-V. 

Yess come on' ascia scarpignada dal 
gatt. Esser una matassa arruffala^ a 
cui non si pu6 trovar il bandolo^ cbe 
Don si pu6 rinvergare: 
Intreec d' iogirhi^ry 

Cbe a Toii trovli el cap a1 61 del fatt ^ 
Hin come Paacia scarpignaa del gatt. 

Alaggi, Xon« di Gen., cart. 1 13. -^ V, 

A sen (in) agg. Ghe n^^ minga domk vuu 
d^on asen in stafla. Lo stesso che Ghe 
n' e insci di ascn cbe se someja. F. 
A sen n, G. V, 

A si, V. br. Agio, Commodo, Larghezza. 
Ancbe Fr.da Barberino disse Asio, — V. 

Asiaa, aggett, di abiti e cose simili, vale 
Agiato, Commodo, Largo j conlrano di 
Miseroy Slretto, Strozzato, — Y. 

Asid, Kesii e Nesili, v. br. Agiare^ In* 
agiare^ per Preparare all'uso^ Ailestire^ 
Metier a ordine. — Agiarsi di alctma 
cosa, per servirscue, farue uso , dis- 
sero i nostri autichi ( T, Livio Yulg. )• 
— Y. 

Asnin (in) agg A pe d'asnin. F. Qua- 
drell /. q. G, 

Aspad^lla ( „. ,. * . , 

Aspadeinnna«^""''^^»P*^*-^- 

As$ (in) /igg. r. Ass de picch in Yipera 
I. q. G. 



AVE (7 

Assa {in) agg, I Briaot. dicooo ass ancbe 
al siog. e finnolo sempre roascb.— Y. 

Ass6e (in) agg, Ona roba se I'ba de vess 
ass^e, .n' ba de vanzli. Dicono i Briaoz. 
per avvisare cbe s' ba a f ugire la gret- 
texta , cbe aon a' baono a preodere 
Iroppo sirette le misure. — V. 

Asseotii (in) agg. Voce rimastaci forse 
dMJsseniar(Porrej Fermare, Meltere) 
degli 5pagnQoi't, cbe malraenaroao que* 
tlo paete per quasi duceoi'aDui ; o dal 
loro jissienio usalo mtt»t, per Accordo, 
Determinaiione f Bisolatione, PatUg- 
giamenio, Noi uiianio questa voce ap« 
pUDio 10 senso di RisoWere,DeUrmina* 
re, Statttircj Patluire^ Fermare, wtUL'- 
p. e.. Assents ooa massima^ oua mi- 
8ora» ona disposizioo ; ^ quaolo dire 
Poire, fermar una massima^ Pigfiare 
Jermamente una misura , un provedi" 
mento; Dare una dispositinne. — V. 

Assetla (in) agg, Jssetta (Ces. Foe). 

Aata (in) agg. Pianta d' asU. K Pi&oU 
i. q. G. 

Att (in) agg, ?odh Hi i'att de contrizion. 
y. CoDtnzioQ /. q, G. 

AiUbds, ▼. br. ill d' 00 atlibiis » In un 
baiter S occhio, In un aiomo, In ve^ 
loeissimo punto. — V. 

Aildrna (in) agg. Trk-alldrDa. F. Tri 
nel Foe, 

Aiks^ ▼. coDt. ?erso 11 Comasco. Jndazzo, 
Moda, Vsaana. Vess in a-ds. Essere 
ondatMO di che che sia. 

Aotdr dicono alcuoi per Ladro. 

Av^r [Deveola] (in) agg. Darsi alia mi* 
una ( Redi, Op. V, 96 ). 

Afemaria (in) agg. In temp de tegaria 
no ae dis n^ pater ni avemar^a. F, 
Segar^a L q. G, 

Afei (in). Vol. I, p. 49 >t col. i, riga 3, 
liopo miltoese agg. Ntlle tirade di col- 



) 



AVO 



le ai vedooo qoo rade le poUe d' aqua 
sottostanti^ cbe per qualcbe breve Iratto 
le rendooo umide e motose ancbe 
quaiido il reatante della strada ^ asciut- 
tissimo; di queste ai polrebbe dire cbe 
le sono surgive vere^ come ne vedo 
10 una au la slrada cbe va da Caba- 
riano a Loroaniga. 

Dopo le parole non ^mai toeca ( ivi, 
riga 44 ) Agg* Al oostro Aves corrisponde . 
in valore relativo aU'edificare, ma non 
nella identiciU sustanziale, il Terreia 
vierge det Franceai ( f^. Helvetins, De 
PEsprii, disc. lY^ cbap. 4^ note, voL 1Y« 
page 684 mihi), 

Gio. Yiliani (t. YU, pag. 11) dice : 
u Dt certo cbe 1' aqua cbiara sorgdu 
d'abisso con grandi sampilli sopra piik 
terreni m. Egli ivi esaggera e intende 
parlar di vero abisso; ma sensa saperlo 
parla di veri ^«s. 

1 Comascbi ebiamano Ava* le Sur- 
give come i Nives del Briantoii ( F. 
Monti, Foe. Com.^ alia voce Avasy^^ 
I BeUimonesi ebiamano Ai^as le vene 
d'aqua prosaime ai finmi che, ingros« 
sando, allagano i dintorni. 

I Frances! ebiamano il nostro Aves 
per Nappe d'eau dee puiis, ae per6 
non frantendo quetta frase ebe leggo 
nella Revue det Deux Mondes^ iB2^ 
t XYII9 p. 10O9 riga a3. 

Avi (in) agg, Pien come on bisceii ()^avi. 
Pieno %eppo. 

A voc&tt (in) agg, Avocitt de gronda .^ Nel 
B. M. si dk qnesto nome ai conladioi 
ebe fanno il aaccente ; il percbi noglio- 
no sputare le loro senlenze appoggiati 
alle mnra delle case, e qnindi sotlo i 
grondaj. 

Avocatt^l^e) 

Avocattent 



• ▼. e. b. Cbe ia del sapnto. 



BAG 



(8) 



BAF 



B 



Babi. MasceUa, Menii el b&bi. Jtfenar di 
mascelle, Mangiare. 

Bac»)ii e der, dicono* ia alcuoe parti del 
coulado per Bajaffa, ec. V, nel Foe, 

Baccao^ri (in) agg, Rombaz%o sguajalo, 
11 Tqfferuglio, la Taffkriigia e la Tresca 
de' Toscaoi hauuo niolto di simile al 
Bjosiro Baccan e Babbadan, oon ci en- 
IraDdo r idda di rissa. — • V. 

Baccfa. Bacco, Yass Bacch o Fk el zio Bacch. 
Modo coot, del B.M. .^ Essere uu dis- 
utilaccio, ud poltrooaccio; dou volere 
adoperarsi e lavorare o^ puulo nd pocu. 

Baccbeti (in) agg, £1 baccbelt de meiia 
BVL la poll. Mestatojo ; Aftstoiino da 
weslare o tramestare la polta. : — V- 

Baccbelt {in) nelle G,, t.® sig , corr.Picca 
in Puca, — . V. 

Bacch^lla (in) agg. BacchetU de caodir ... 
Que' fusli vdli dt Jegoo di noce su cui 
in aolico si formavano le candele di 
sego. 

Candir faa a baccbelta ..^ Per oppo* 
tizioue a Candir de forma dicevausi 
cosl le OaDdele di sego falle per so* 
praposiziooe alle cosi deiie ^Baccheti. 

Baccb^Ua del va*e-ven (in) corr, Ne' roo* 
lioelli dove si trae la seta dai bozzoli, 
k un ciltndretto di legoo uel quale 
stauno filti a debite distanze quattro 
rampioi cbe reggono i capi delta seta, 
i quali , niediaute il rooto orizonlale 
di quel ciliiidretto, si distribaiscoiio in 
inodo su i oaspo, cbe ne formaoo o due 
o quauro matasse piatte. Ne' inolioi 
poi da lorcere la seta (FilaioJ, Torcitoj) 
la baocbetta o cilindretto del zetle , 
o va-e-vieni cbe '1 si voglia dire, h di 
\etro, e su di essa scorrono i fili dal 
roccbetto al naspino dove si formaoo 
io roatassine (JiUasu), — V. 

Baccbeltdn del Tescb (in) agg, o piutto- 
sto corr. Per Baccheitdn uoi ioteudia- 
mo quelle baccbetle o roazzelte impa- 
Diate lungbe ua metro o poco piu, le 
quali si dispongono luogo le siepi a 
coDvenieoti distanze tra loro e dalla ci- 
?etta, e in modo cbe i pettirossi e si- 
mill uccelletli ?i posioo su e vi riman- 



gano inviscbiati e presi. Nel .porlarle 
altorno e quaodo noa se ne fa uso fi 
costodiscooo dentro canne acconce a 
quest'uopo, le quali noi sogliam cbia- 
mare i Conn, o Canndn del vesch^ o 
i Cann di bacchetidn, Vergoni e Pa- 
nioni son dclti da' Toscaoi. II Fergello 
d quello cbe noi cbiarotamo Brocca del 
pianton. — V. 

BaciliccoU pe'Brianzoli k qualnnqae eosa 
cbe cidndoli, ddndoli, sbdnzoli. Oode 
la fr. scb, Bacidccoj de fraa. — V. 

Baciazza. Vaso grande di rarae , o gran 
catino ad uso di lavarTi e risciaquare 
i biccbieri e li altri tasi di vetro o 
si mill oci calTe e uelle osten'e. Hanno 
i Latini Bascaudae per vasi da lavarTi 
dentro calici, ec, (vasa ubi calices lava* 
banluretcdcabus,SchoUnhiy.Sat,X\), 
V. 46). Hanuo pure Bntiola, Batioca e 
BaV'aca per boccale ( K Pbuli Stichum^ 
V. 664 • Quibns divitiae domi sunt : sea* 
phio et cantharis bibant batiaeit, — 
Adnor. Yulgo baiiolis.) — V. 

BacUi. Imbecille, Debole dell' ammo e 
della mente; Bacettone^ Scimunito. 

Audi e Vegnl in bacUi. Imbeciliire, 
Divenire imbecille, Ftmre in bietolone. 
h modo nuovo, e usato io contado da 
quelli specialroente cbe s'allacciaoo la 
gorglera di dotlore sloppiardlo. — V. 

Bac6col, v.br. FroUole, Fiabe, Chiac- 
chiere, 

Bacol (iVi), sig. I.*, agg. F. anche Sar^gn. 

Baderdn (in) nelte G. agg. Un solenne 
cocdmero ( Redi, Op. V, i33). Un ton- 
done ( * tosc. — T. G. ). 

Badildn (in) agg. ToeCi-su a badildn ona 
cossa, disse il Maggi per Pigliarsela 
tutta quanta , Non lasciarne indietro 
punto. E s'usa pur (iguratam. per Fare 
di una quel che ne pare e piaces Fare 
a fidanza^ a sicurtd con uno piii di quel 
che porti il dovere , la convenienxa. 
Usare indiscretamcnle dell' altrui vo- 
lenti^. — V. 

BafG (in) agg. Baffi del vie. F. Yin i. 
q. G. 

Baflios. Dicest del Tino generoso e ciiko 



BAG 



(9) 



BAL 



Hi colore^ che in beveodolo UscU come 
due bafC in 'I labro sopenore. Usolio 
i\ Porta nel Dilir. T. Vlu net ^oc.— V. 
BagaggiOyBagaggel oRaoa...Cosi cbiama- 
oo i ragasxi br. ud loro trafluUo, fatto 
d'un riMfXZo guscio vuoto di noce, con 
d)St<<5avi sopra delta carta pecora a 
mo' di picciolo, limpanetlo, a Iraverso 
)• quale per due forelltni si fa passare 
un luDgo crtne, continuato ed abbrac- 
ciacte con cappio acorsojo un liscio 
colltitlo incavalo verso restremii^ d'un 
fuscelio, i\ q«i«le, menato coit niano in 
giro , fa sfregar quel crine nella carta 
pecora ; con cbe se oe cava un suono 
molto siinigliante a quello delta raga* 

neUa V. 

Bagajnoa (in) agg. Ninna^ CUtdla, 
BHgajotl (a) flgg. Vaccr, Bagajotldo. On 
bel bagajotldo : 

d fatti figfinolont ^ 

Da conflcasaroe Barco e Carnefafe. 

Berni, CapiL I atPJnn, — V. 

Bagassa in allro sig. per solo desicferio 
di rHmo, ancorchi imperfttlo^ e senza 
pur ombra dinequizia, usituno soUanto 
ntl deiiaio De chl t' <& quella suppaz^ 
za, ec^ di cui vedi in Suppksia i. q. G, 

Bago (fit) Agjg. Bago ai p«e. Pediluvio, 
Bajta a NMzaa villa* Semictipio 

Bagn [Bagnetio} {in) agg. in fine t It Targ. 
( yiag. In iSg ) li dice Le* Grddora, 

Bag6cc, Bag6ggia^ v. br. Saccafa? Sacea? 
Saeeoc€ia,Ta§ttt,SaoctuUa, Pare venga 
da b*ga ( (Ure ) a fbrse un tempo era 
di pelle. Doode il verho fmkagoggiass, 
Imbagoggiasi^u i e dvrebbesi ancbe 
d'nn iMsoletlOy o mantile o eesa si- 
mile, cbe^ presa perle cocehe, si rietn- 
pia di roba e oe londeggi per moJia 
|>ieiietza, -^ Dimin. Bagogg^l^Bagoggiu; 
accr, Bagoggi^ona. •— V. 

Bagoggdra, Gran sacca, Larga e quasi 
p^ndola Saceaja, 

Bagola .... Verso il Lodigiano cbiainano 
cosi il cotmo eslremo del lino ore sono 
le capsule del linseme. Di qui le voci 
Sbdgola, Sbagold, Sbagolarasii^ ec. 

Bigola, V. br. Propriam. significa Bacca, 
Coccola, Pilola^ PiUdcoia. Per si mil i- 
tudior, Cacherello di pecora, di capra, 
a simili. lu alcuni paesi dkssi partico- 
jaroiente il nome di Bdgola o Bdggiola 
alia bacca del Lolo o Cdltide auslrate 
(Frigg^e), p(rci6 delto Bagolaro e Per* 
Vol V, 



laro ; in altrt si chiama cOn questo 
Dome cosl la bacca come la piania del 
Mirtillo o Vaccinio Mirtillo ( Lorion^ 
Pei^it, Ughetta de bosck),^-. Manife- 
slamente viene dal lat. Baccula, dimin. 
di Bacca ... Feruni bacculas pan^as^ut 
eapparts (Plin. lib. XXV).— V. 

Baita (T. de^ Carbonaj e di Uccellatori] 
(iJi)ag]^.0aitonffccre5c.eBaiiell<iimm..,. 
a%g. /?i<re^ c^fl Fra Guitlone uso Bditt> e 
Bdiia per vuoto e vuola deotro. ^^V. 

Baifd e Bdila, dim. EaiteH eBniiella. In 
Valsassian 6an. casoUraccio fatto UUto 
di assi insu Pahb de* mooli a n'covero 
cosl del bestiame rainulo, eome delta 
iMJgiia del tnaodriano, che vi fa la 
cUciua e vi dorme. — V. 

Bajla succia. Quella coniadink alle cui 
braceia . pareochte nostre signore afG- 
dano t loro bambini mentrechd daono 
ai roedesimi il proprio la lie, e, andic 
dopo averii sbttati, fiiio a che abbiano 
acquislnto taato di forza da reggersi 
bene da s6 ins£i le proprie gambe. — 
Cuslodiirice, Guardabamboli^o Guarda^ 
bimbi^ Poriatrice ? Qunsi dicasi Bdjula, 
dal lat. Bajuiare (Porlare).. P^, Basger 
I. q. G. -- D. 

Bajloii (»/f),Vol.I,p. 382, col. i, dopo 1 1, 

Balanza (in) alle parli agg. Vien\6n,Riilo. 

Balb (in) agg, Ancbe alcuni de' nosiri 
usaoo il proverbio comasco: Et balb 
no Vh bon n^ fregg ne catd, per de- 
notare il burble esser pesce d'iuferior 
condizioue. 

Baica (n) corr. la defin. in Rimettere di 
vigore, d' intensity, di forza; Cessare in 
gfiin parte, non del tutto afTa(to.«$V75/are. 

Baled. I Balci). Li occhi. Bella metafora 
de' VHlsassinest. A questi balconi s'aT- 
faccia I'anima umaua , e di qui con- 
lempfando il creato , gode alia varia 
bellezsa delPimmenso spettacolo. —V. 

Balducchiu de salamro, o piii spesso Rh- 
gn^r, figuratam., dicesi la massa de' 
salami lavorati di fresco c appesi alia 
sofBita per rasciultarsi. 

Ball (in), dopo Roegarze, ^igig*. Gacconn, 
Sarabanda , PavanigUa ( balletti spa« 
gnuoli ). 

Ball marsc... Li abitaoli di Meizo, di 

Liscate, di Setlala, paesi del nostro 

contado ad est, chlamano cosi cerii 

globuli di fenu idrato pisolitico die 

2 



BAL 



fi veggoQO sparsi per U loro campa 
gne^ • Bono affini all'i«rgilla ftfrntguio- 
sa (Ferretl) d'altre parti del Milanese. 

Balla (Jiolto) agg, to hit\\u.llapp4illoUo!alo, 
in pfllhUole^ In pnVmu Sangti de dragh 
in balU. St^ngue di drago, in pallotro- 
lina ravvnlle in im carroccio dt maiz. 

PbI\h [ in lig. di Pmtaana] (m) agg. Dk la 
M\itf Talc asche per Cuculiart, Cor- 
MUti-e ID geoere. Peita ball. Core- 

BnH i^maofi. Sogni.dmfermi e/ok 
-da romanu \e diisc il Pelr. nel THon* 
fo d* Aware, capit. IV, v. ^. — » V. 

Balla. T.degit Scarpellini. PaHa, La parle 
pii^ dura che Irotasi in alcuae pMlre, 
come il noccbio nel fnsto d«gli albcri 
{ Alb. Di%. enc* ). — V. 

BhU.i it. de' Ramieri) (in) agg, Purti deUa 
B»lla de ramnt sono: Bocca o 2ieDB = 
Spond -Zl Filetl = Fond o Cwu = 
t-3 Mader de fceura = Sotlroader ( e 
lalora Baalarddn) t=a Ficeul (e talora 
Grtfb ) =3 Mader de d«nler. r^ Ndlle 
cosl deiU Ball de scgg e de aidell sdno 
in dtre le Orecc .... Vedinc le spie- 
gfttioni nelle varie aedi. 

BaUa de caJin ... Palla Mml'^na contenenle 
bozte ill caliaolle. — Balla de cattiroeul... 
Pall« ramigua luUa cawcruole. — B»IU de 
eaaairmul ovaa. .. P-ila ramigna lalU caw 
seraole ovali. — B^lla do razilrolelt... Palla 
rarnlgna I alia l»o«»e di «*m»«tuoI« pletlw. 

— Balla do foldJr ... Pwlla raoHfiMi «o«- 
tcilento ciolole alte ad ea#Jf Uvoral« io 
caldaje. — Balla de coldercU... PjIIa ra- 
nitgna tmla ciotolc da cavarne ralJajnole. 

— Balla d« cop|i ... Pali" r.imi>;nt cohle- 
itenu an da<o nomwo dt f«ndi da grao 
caldaje per la fahrScaaiooc del cacio lodi- 
giano. — Balla dc fats ... t la palla con- 
tenenle moUe Ji quelle laitredi rame che 
formano la parte tttprriore delle gran cal- 
date dctUnatf alia labricatiMie del cacio 
lodiyiaQO. — BalU de garb ... Palla coo- 
tencnie ciotole di ramu toiuliuimo da »er- 
«irsene oelle rappnialure occorrenti a gar- 
liare i tari ntentili tfirenti dalle allre pal- 
le. !■ i|ut»le Bmtl d» fparb 1« ciotole, che 
nolle alirtf palle dicoosi Ficeuf, asm mono 
il nome di 5«r& , e le detle Soltmader 
in quelle cangiano in quosle il nome in 
Bastardon. — Balla d« mrsso ... Palla ra- 
migoa rooteaeole ciotole da lavorarne quel- 
le lioelle cbe dicoosi mess6» ^. MetM nel 
yoc, — Balla dc pa.ltll ... Palla ramigna 
coolen«*nte riolo'e da lavorarst in padd- 
le. — Balla da padell de cirolatt ... Palla 
rantgoa le cui ciolola i* lianno a larorare 
iapa)UoU da cioccolala. —Balla de padcll 
de &eda ... Palla rnmij;na rontcncnte cio- 
tole da lavoratji in pajnoli da trarre seta. 



( 10 ) BAL 

— Balla Je padelliM ... Palla ramigna dal- 
le cui ciotole lavoraie baooo a osctr allre 
lanie padellHcea. — Balla dc p«d«Uutl ... 
Palla raini^na coulenenie ciolule da l»- 
vorani in padclloiti. — Balla de padetluU 
ovaa ... Palla ratnigna dall« cm ciolole ti 
kanno a ravare podalle ovali* — Bella de 
pajtoeu... Palla ranii;;na dalle cui ciolule 
utciranno pajuoli. — Balla de pi^nalt ... Le 
mi ciotole van taeorate in pignatti. — 
Fa Ude pigBaltitt a |Ngiiallell •.. Pklla ra- 
migna le cui ciolole s'^banoo a layoiare io 
pignaltini. — Balla de pigiiallou... Le cni 
ciolole dcvonsi lavorare in gran pignalti. — • 
Balla de polentin p pbleatitt ... Palla ra« 
migoa la cni oiolola lM«no a dare altretaoti 
paiuoli da poleada. -« BalU de aegg a la 
Samantana ... Palla ramigua le cut ciotole 
Lanno i lavorarsi io secrhi alia Samarifana. 
— « Balla de sidall ... Palla ramigna le coi 
ciotole lavorate debbono dare eecdbia toode. 

— Bella de spood ... Palla raaaigqa coolenen- 
te lastre atte ad euere disleaey ad un bisa- 
gnoy ritagliate e lavorate aecondo Id molta 
occorrease dell' arte del Cafderajo. Qaeata 
palla Moe iaJ« dal magljo^ roa oon si con- 
ferva I ale da verof percbe ad arta le si ri- 
taglia fuori ogni fondo, e riesce vacua cosi 
aopra rome satto. — Balla de iaaa a tat- 
tvit .»«. Palla famigaa contaoelita ciotola 
tali cbo il CaJJexajo ne poaaa ficavafa taa- 
tC) racslole^ e timili. — 

Bttlla(ta)agg.Queslo verbo^ a un dipreaso, 
li« anche il stgnif. m^desimo cbe la 
fraae Fess semper in hall, e ?ale £iBcr 
la COM o la persona eui looca far dt 
contititio uo ofBcio, ancorahe ahri po*- 
Iflasero dt iewpo in tempo soUenlrare: 
p. «. , Sto veslii V i quell cbe halbi 
semper, €bi bklla Semper i'^ Meoeghln. 
Fa ballii i megaKej . . . Meilert ia 
balio, o ie isectka i buralkAi. 

BalUrina , ml pL BalUriun» v. del B. M. 
e del Par. ... Terreno paUistre e lor- 
boso , cosi chknNito percbe a ntolivo 
di una cerla elaslicilA deUa lorha cbe 
V* * solio, par che I' nom , cbe su vi 
camraina, balli. — Dicesi awcbe Pat* 
maztinm, per li giupcbi cbe vi cresconO 
su , delli Palmazzin, cioi piccoii IW- 
mass ( Tife, Mazte sorde ).— V, 

Balletl (in) agg, Dantetta. 

Baldn, v. br. Tortone* Fico aocora duro 
per inimaturiu. Ancbe diciamo Dur 
come ball i ficbi s\ fatti , cbe il Sac* 
cbelli ( Nov, Jl Pievano di Giogoli) 
cbiama Tartoni.'^ V. 

Bal6ss {in) agg. Cane. 

Bal6s8 , utalo adietliv. On negozi baloss 
k Io tiesso che On negau su V oss , 
cio* Un affare cattivOj Un affaraccio^ 



BAN 



(I 



da averci apti fctfpilo the guadagiio. 
- V. 
Baloltdra {in) agg. Era uno stromenlo 
d'oUone futlo a guiaa di lenaglia a boc- 
cbe emisferiche a coo^ave, il quale si 
adoperava per fare coo terra da mat* 
tooi le palle da lirare co'la baleslra. 

Baldlera. PaUoUoUera, Gosl cbiama« 
▼asi quel ritegoo coucavo Del meazo 
della corda della biileslra» uel quale 
a'accominodava la palU da lirare. 

lo seuso largo, per qualsiasi atru- 
roenlo cbe improota, cbe segoa, cbe dk 
forma ; Conio, SUunpo, Preielle, su5t. f. 
pL Omeo o Geol di hallotier anligh. 
Uomini o gente delta stampa aniica^ 
Genie schielta^ leale, alia buona, alia 
carlona, 

Vedi cbt no gh^^ el pcsg cbe tti filotef ...-. 

Briga •empcr «e pitn 

D« dnuk i gamb ai cao^ e si i ttroppieii. 

Strilleo ptr no pod^ refa la geat 

Di balloU^r aoligb. 

Maggi, Fats, Fil. 1. II, t. 5. — V. 

Baldttola, ▼. br. Carota, Boiza, Fola da 
ronuuni^ Baja^ Fanfalnca ^ Favola. — 
Balugiola dtsse Giofaoni Cavalcanii 
(IsLjior. ll,5o6): «« Cbi vuol profare 
(cio^ spacciare) una baliiglola per una 
▼erilii , gli h uecessario produrre per 
prova uo'allra balil^ida) la quale sia 
simile a quella •••. Avvegoadiocbi la 
ragione ooo palisse cbe le prove vere 
coucedaoo la vore alle balUgiole men- 
sogoose ». — V. 

BalaauelU .^. Propriaraente quella Lisle- 
rella di Ibdera cbe rigira la veste Delia 
sua altaccalura fra corpo e sollaDa : 
uua specie di couiraciotola iuleriore. 

Balzan^lla iu iritia •••• Eioforao di lula o 
biodella da roetlersi da pi^ del buslo 
delle tesli doonescbe. 

Balzaodo .. , La baltaoa roollo alia come 
li*Jora porta la rooda. Commouemeute 
la balzaua suol rigirare la veste doD- 
Desca alia lull' al piii d'un decimelre, 
11 balumdn arrive aucbe ai cinque. 

Bamboliv e BomboUv, v. br. Belico , 
Umbilico, — V. 

Bbnca (in) agg. La Baoca del peis. F", 
Pcss^e i. g* G. 

Baocbella. 1^. in Cossio i. g* G. 

Banclielta [T.agr.] {in) agg. Tajk i rencb, 
i collioo a baocbella. Jggiastare i poggi 
a ripianij il cbe £iss« specialroeute 



1 ) BAR 

per ovviare al danoo delle piogge o 
grosse o cooliouate per pifk giorui. 
M Coolro il danoo delle piogge si la- 
glinoo le coiliue a baocbella ben rln- 
forzata, piantandovi sopra le vili. m ( P. 
Lavezzari, Difetti dell' ^gr, mi7.). — V. 

Banchio (in) agg, (Targ. Hag. 6, a34 ), 
T, de' Fornaciaj. K Baocdo i. g. G. 

Baocbio&lt (in) agg, Alfieri oello Schia" 
rimento cbe prepose alia sua jilceste, 
da lui per capriccio inlitolala jilceste 
seconda tradutta di Euripide, nomina 
per Muricciolajo il nostro Banchindtl, 
Quella voce ba cera di fioreQlioa, fu 
da lui scriUa iu Firenze, ma forse oon 
aggradira a tutti. Pure Taccenno. 

Baocbiiina. T. dei Muratori, Coslrullori, 

ec Correnle cbe posa su i due pi- 

lastri d' un porlicale a soslegoo della 
letloja. Queilo cbe nei tetii ^ detto 
Badis, no' porlicali ^ Banchinna, 

BanchiroeCi.T.de'ForD. Dimin ^/Bancblo. 

Bancdn ed anche Bancbiu. T. de'Fom. ... 
Nome di que' Rialzi cbe staono nel 
fondo della foroace , e su i quali po* 
sano i primi roaitoui. 

Banda {in) si osservi: Forse la frase 
Anda o Fess in la banda (cbe fra noi 
conta pocbi aoofi di vita) procede dal 
ledesco Band briguta , compagufa , e 
soltiuleudesi di pezienti, di falliti, ee* 
Cost essendo ^ dob corre sotto 1' art. 
Banda musicaie. 

In Briauza si dice « Fess in la com* 
pagnia, — V. 

Banda (a) agg. Dagh in banda, m. br. 
Finlre, Compircy Ultimare una faceu* 
da. — V. 

Banddn (Tra a). Frase di verso il Coma* 
SCO. Dare per sciupato. Trii bandda 
on scud e fti oiia bonna pacciada. Dare 
per ilo uno scuda e scuffiare. 

Baodouaa. Trail andusi ^\ luogo, valee 
Deserto, Disabitato^ Inculto, — V, 

Banl^ (in) agg. Forse dallo spagn. Bt^ 
fanedr, 

Bariibba, Voce fattasi vulgarissima da 
pocbi anni in qoa per deootare quelfo 
cbe alire voile dicevasi per Sahss, 
Rabbit, e simili. 

Barabbilt, susL m. pi. / Discoli. I rilirati 
neir Ospiuo dei Discoli alia Pac* iu 
Milaoo sono detii dal nostro vul^^o 
Barabbitt^ in luogo di Balo^stU, Ralot" 
tej , ec. 



BAR ( I 

BariccJi .... Ogoi trabacca posliccia da 
. riparare il sole alPaperto. Scarpellini , 
Lavandaj, Fornaciaj, ec, piaolano ba» 
racca da cio. 1 Fornaciaj la chinmaDO 
cost se k uu conteato di paglie, frascali 
e cacne; la dicono Vella se d una tela 
tesa a pari scopo di parar il sole men- 
tre lavoraoo su I'aja inlorno ai lalerizj. 
Baracca [per cosa o facenda roal orga* 
fiizzala, sconnessa , ec*\ (in) agg, G. 
Giusli iiso questa voce in un sigoifi- 
calo quasi simile la dove (Discorsi c/ie 
corrono ) scrive : 

Dira: Ncoodo Let, qnetta baraecay 
AIP oUiinoy come aodrk?— V. 

Baradoda [in senao di Pollla, Capricclo] 
(«) ^gg* 

Lasciai di PUa 
La I»araonda 
Tanto giorondi. 

G. Giasti,Z« memerit di PisUf 

•t. I. — V. 

Barallinai v. br. IiUrecciamento di due 

fnalrimoiij fattt nel medesiuio tempo 

Ira fratelli e sorelle di due famiglie» 

si cbe il fratello d'una ragazza cbe si 

apoaa, prenda io moglie uoa sorella 

dello sposo di quella. Fa ona baralU- 

KA • • . Fare queslo iotrecciameuio di 

malrimoD). — V. 

BArazzlo.Nel Pavese e MllaoeM con6nan(e 

significa lo stesso cbe Balotlio .... Ba* 

ro^ Baratliere, Trttffalore, Jggiratore^ 

Bazarratorcy e, traspoorndo le prime 

due rr, Barrazatore , cl»e il Salviui 

{AnnoL alia Fiera del Buonar. p. 4B2) 

dice veoir forse da Bazarra , Patio , 

Baratto} Berith in ebraico: MercanU o 

Baratiatore di hestie. — V. 

Biirb, Barbo, e BjSrbol ..^ Avvicinandosi 

di piCi all'itaL Barbio^ stao mcglio cbe 

Bhlb (pesce). V. mel Foe. 

B&rba (in), sig. i,^ei.% agg. Susl.fem*; 

sig. 5.^ e 4*^9 ^gg» Susl, mascb. 
Barba .„. Sagomalura grossolana cbe si 
dii alia testata di sporto in un travi- 
cello da tello. Fa la barba ai iraviii, 
Barba.Con questo nome cbiama il Brianz. 
k Cima pannoccbiuta o panicolala del 
paiiko. Pannocchia, Spiga, Panicola, 

£> coo queslo medesimo nome, cbia- 
ma tulto Tinsicme dei pislilli putidenli 
dalla spiga del graiio turco; quelli cbe 
il Mil. appfitla Cavij o Barbis del for" 
menion, F, — Mori la barba ... II 



) 



BAR 



diacccarti de' fieri femiQiai, sia della 

capelliera del maiz. 

La panicola tparsa del migtio e del- 
la aagina il Briaoz. la dice piuttosto 

Scovln^ Cavijera^ — Y. 
Biirba^ pari di Quadrej. F. in Quadr^ll 

I. if. G. 
Barbia .... aggeti, dt Travicello da telto 

sagomato alia grosaa nella leslata di 

sporto. 
Barhy]. Frasche, Fntscfie. Quatter barbaj. 

Quaitro fi^asche. 
BarbarosUi. Nome di personaggio finto 

cbe dfciamo io risposta a uu iodiacrelo 

cbe ci domaodi di cbt s\ paria: p. e.. 



Chi V h staa ? — Barbarostii 



cbe 



diciamo ancbe: Barbarostii in padella 

ti e toa sorella. — S. 
Barbella (a) agg, Li Aretiui dicono Dar* 

dellare (Redi, Foe. Aret. ). — V. 
Barbellatto [scberx.] {in) agg. SptitatondOf 

Cacasodo. 
Barbis di gardfol e sim, fiori* . . . Vulg. 

quello cbe i Botanici cbiamauo pistilli 

e stami. 
Barbaiira (in) agg, Veggansi in proposilo 

di questa voce il Corio, il Vigoa e la 

Storia Isefia oeirAmbrosiana. 
Barbojada. Barbugliamento. Barbojdn. 

Barbuglione. 
Barbotta. Barcbetla a due remi, cbe s'nsa 

su 'I Ticino a Pavfa. — V- 
Barbozz (a) agg. II Papo degli Spagntioli, 

clie equivale appunio ai Dun barbozz 

di Doi Milanesi, e dal Fraociosini (f77C. 

Spag,) iraduUo mGozzaja^ cb'egli spie- 

ga per h quel secoodo meoto^ o doppia* 

roento di carne, cagionato dalla troppo 

grasse^a sotto la barba. m — V. 
Pugn solt al barbdzz. Sotiobecco l« 

cbiama il Tassoni. — Y. 
Barbozzada ... Colpo dalo o toccato nel 

mento. TalvoUa Sorgozzone* 
B^rca (a) , nelie parti , agg. Scheller o 

Corp, Scqfo, 
Bnrca [Jullii la barca] (in) agg. tdotal 

caso bisogoerebI)e ajular la barca sot- 

tomano »> ( Nelli^ La Servm Padr» z.l, 

S.6). — V. 
Barci (in) agg, Riva in barca ... Giun- 

gere I'uur di tempo o d^ora perclie lar- 

dali, come succede a cbi s' allida a' 

navicelli. 
Barcdo (in) agg. Uaono la poppa cosi 

•Cttla come la prora^ baono albero 



BAS ( I 

basso, t SOQO goverDate da due per* 
sotie. 

BareitiU o Cappellill de pret. F. Ron- 
cAsgeo nel Fvc, 

Baricada. Barricata [ Dilvila ^ IsU guerr, 
cw, franc, I, ^65 jell, 534 1- SerragUo. 
Nome fraocese [Barricade] divenulo 
anche nostro dopo il marzo del 1848. 
^- Le sbairre ( che cosi i Dostri aotichi 
Ilaliaui cliiaii^avaQO uq doq so che di 
siiuigliaote ) sono ammiassi lumuUiiarj 
di legnaooi, balle di laoa^ terra^ pietre, 
sei^iato, niol>ilie, al(e pochc braccia e 
Iraveraaoti a brevi distauze le vie delta 
cilta per impedire ii passo alia caval- 
lena, alle ariiglien'e ostili, e far irioc^a 
difeosiva per la popolaziooe. 

fiaroalt o Barovalt (a) nelle G. agg. Ar- 
fasatio, Sciatic, Sciattone, Mal'marnt^ie, 

— V. 

Barozza (/tf//e^arlc), in vece diznF a$$on. 
Sola =:, leggasi : Passou ... i so&tegni 
aijgOlari de^^ti scaliui. 

Bartotatn^e {in}^ dopo iolelligeoza, agg* F. 
anche Pde, 

Bas^ [Basil la terra dove el melt i pee] 
(in) agg, u Biciuo (i Pisani) la terra 
dove ( i Fiorentini ) pongono i loro 
picdi 99 ( Comment, di Gino Capponi). 

— V. 

Basil -su. Baciar saporiUunente, 
Bascbina. Casacchino'/ Corpetlo? Giiibha 
da donna, Giustacorpo coo leiubi a 
falda^ che scendouo dalla cintura non 
forse piii di tin sommesso per di so- 
praal sottaaion. Dal tVanc. Basque^ che 
vale a punto il faldioo del giuslacorpo 
da doiiua* •*— V. 

VeslH a bascbina. Giustacorpo a fat- 
dini, CO 'I lembo da basso a pieghe, a 
faldc. — V. 
Basell d' ona scala de man. ScoloUo. 
« Una scala a piuoli cb'ern qnindici 
scalotti M (Aud. Boccbioeri da Prato , 
Bicordi, i5ia ). — V. 
Basger {in) agg, Blanifestam. si il no- 
stro Basgere si fitaU Bdggioh vengotw 
dal lat. Bajulare^ portare h bt accia , o 
su le spalle come si fa co '1 Basger. Da 
Bajulus, portalorcy pare veoga il nostro 
Bdilo (toscanam. Balio) per njo^ custo- 
de, in quantu porta e reg^e Ira le brac- 
cia Pallievo; Bdila usa fra Jacopone ^ 
per reggitrice, moderatricei e Bailiie 
usavaoo li anlichi Ilaliaui^ per regge- 



3) 



BAS 



re, sostenere, maneggiare che clie «ia 
con foria, governare, ec i Diz. del la 
lingua h^ono Bdggiolo ^ev sostegno ehe 
81 pone sollo ie saldezze dei martni 
per reggerii; di qui Baggiolare per sos- 
lenere , o porre sotlo i bdggioii a lia 
di sosienere. — V. 

Basgera usa il Brians, per portare sec- 
chie, corbelli e similt su le spiille , 
mediante bdggioLo (basger), — V. 

Basgia .... Nelle ferriere e tra i mercantt 
di ferramenta ^ nome collettivo di que' 
fascetti di (it di ferro^ bordidn, ec, che 
si arroiolano, II ferro in verghe , lon- 
dini, verzelle, regge, ec, va in fasci^ 
il ferro in filo a basg, 

Basgi^ona (in), sig. 1.% agg. (che alctinl 
del coutado dicoiio auche Faiwn), 

Basili. F. BasUegh nel Foe. 

Basin [Basin s'ciasser] (in) agg, Bacio 
scoccolato ( Nov. Jul. Sen. ). — V. 

[Fa on basin alia franzesa] (in) agg, 
II Loredatno nelle Biixarrie academi* 
che,i p. 1 56-8^ fa una luoga discussions 
t«i questa specie di bacio che i Venez. 
dicono Baso a la fiorentina. 

Basin [del pane] (in) agg. jiUaccaUira? 

Basla (in), dopo coUb, agg, Nel B. M. in 
vece intendono sempre di leguo; qtiella 
dc' Mandriali ( Forney' ), p. e.^ 6 sempre 
tale, poco cava , ma spasa mollo e ca« 
pace, e ue traggono ii modo: Aveghen 
nanch par ia basla , Jvere in quel set* 
vizio, Jvere in cupola. 

Pare venga dalla BaUola di Plautoa 
Baliolam aureatn oclo pondo habebai 
( cit. da Nonio), vaso nel quale si por* 
lava il vino in tavola. E di qui tor- 
s' anche il Bacile e Bacino. Lo 5pa- 
dafora (Prosodia) riporta Bdsola, e ia 
spiega per. Faso di legno da cernere 
grano, che sarebbe appuulo la nostra 
Baslelta, syncope di Basolella. — V. 

Baslelta (in), 1.^ sig., agg, Fassojo, Ca* 
pisttfo e CapisUro? Con questo nome 
cb'iaiua il Vasari un vassojo di Jegno 
da portare in capo che chcsia^eco'i 
medesiuio appella il Cavaica (Dial, di 
S.Creg,)\% conca da moudarvi il grauo. 
— «« Uu giorno accatt6 uuo capist^ro « 
cio^ una conca d^ mundare grano, 
dalle donne vicine *» ( Cosl secondo la 
lexione d^ un codtce cartaceo scrilio 
su'l finirc del trecento o su'l principio 
del qualtrocenlo ). 11 leslo pc^d scguilo 



BAS ( i4 

d% Mods. Gio. Bottari dice vassojo: 
M Uu giorno accatl6 un vaso , che fti 
cbiamava vassojo, dalU doniie vicitie, 
per iDoudare grano »* ( Dial, lib. 11 ^ 
cap, I ). — V. 

Baslella (a) nenaSopragg,agg.Yegn\ has- 
Jetta a vun. M. br. Svenire, Smarrire 
It spiriti, renir deliquio, S'mcopizzare. 
— V. 

Bastell^da ... Percossa dt tafTeKa. 

Baaleltad^lla .... Pieba una picciola taff* 
fcrfa. 

Basletlin, Basleltinoa e BoslettoeCi {per 
fanciullo o faociulla che «ha batia a I 
meuio ] {in) agg. Bazzino, Batzina, — 
Bazzinuccio, Baxzinuccia, — V. 

Baaletton e Baslellonna [per uomo o 
doona che ba grao basza al meuto] 
{in) agg, Bazzone, Bazzonn, — V. 

Baslettooua [per fiazza stragrande ] (a) 
agg. Bazzaccia. — V. 

Baslollde {in) agg. Come noi dal solo 
BasioU deDominiamo eziaadfo chi fa e 
vende fusi ^ cosi i Toscani cbiamano 
FusajOf non pur chi fa e ?ende fusi, 
ma'ancora chi fabrica e vende cidtole^ 
mdstole, concbci ec, — V. 

Bi^ssa, aggeit, dt Carta. Siguifica Carta 
non di conto. 

Basta ...« Norne di quello slabhio angu- 
sto e bojccio in cui si carcera, per cosl 
dire^ il tnajale allorcb^ si vuole che 
iugrajsi per essere poi macellalo. 

Animai de basta .... Majali che stanno 
a iograssare destinati al macello. 

Nel Pavese con questo nome cbia- 
mano anche la graode Porchereccia y 
dove i fitlajuoli usano Icncre otto , 
dieci e piii majali ad ingrassare. — > Se 
la Basta k piccola^ si chiama ptuttoslo 
come nelFA. M. Stabbi, SiabbielL^Y. 

Bastada .... Quanti mnjali slaiiiio ad in- 
grassare in una Basia, — V. 

Bastard, a^gelL d!i Agdn. ^. Agdn i,g,G. 

Bfisthrda, tiggeit. di Arbora. f^. i. q» G, 

BaStenl4V.br. aggelt. in.; Basleola, fern. 
Gnucco, Caparbio, Peijidioso^ Cnpone, 
Che sta duro, e uou la cede cosi per 
poco ; Che resisle ostinatameute aU'al- 
trui volere. k participio di Basil, usalo 
metal. — V. 

Basil {in) agg. Consistere. 

Basluti di tend {in) agg. Aste (* tosc. ). 
Frecce (* lose. Se con freccia da capo). 

B^^tdu [T. di Ciambell.] (i/t) co/r. Specie 



) RAZ 

di dolce di pasta inxuccberata cotta, il 
quale per alcuti modo presenta la fi- 
gura di quella modanatura che dicest 
Bastone, quasi corto randelletto. 
Bastr^n. F", in Festin de roeuda /. g, G. 
Basturlo {in) corr. In Brian, vale piutto* 
sto Capone, Caparbio, Cocciuto^ Gnncco 
e ingrtignato. — Mcni el baslurlo.//tcoc- 
ciarsi e imbronciarsi nello stesso tem- 
po. Non piegarsi alPallrui parere; Non 
arrendersi alP altrui desiderio, dando 
segno di broncio, di cruccio. — V. 

B2itt ( El ) per la Batl^oda. V. il Foe. 

Balt^nt, V. c. verso il Comasco, A raezzdl 
battent. Alio scocco di mezzodl. 

Battezz^ el vin {in\ dopo Pananii, agg. 
( nei Fiag, Barb. I ^ 56 ). 

Battigia e Sbattigia, v. br. Matzeranga. 
— V. 

BattiroeCi {in), 1,^ sig. , agg. Picchidttolo 
{ Bosini, Sign, di Mon. ). — V. 

BatlircsCi. T. dei Marat Quel legno 

qualunque onde il muratore fa salvo 
da danno il mattone quando lo mar- 
tella forte nell' allogarlo a serraglia 
d' una volta. 

Bauscidtt {in) eorr. Equivale piuttosto a 
Bauscion^ Scombavato. E, nnzich^ Baii^ 
sc)nna,\ Br. dicouo Bauscin , sust. m. 
— V. 

B&va. T. de** Marat Ogni sguaglio di 

intonaco male spianato con la nettatoja. 

Bkva di lumagh. Mnccicaja. 

Biiva pari, di Quadrej. V. In Quadr^ll 
I. q. G. • 

Bavellinna, v. a. dimin. di Bavelln. 

Bavdra , pL Bav^r. Negli orti di Pavfa 
8OUO cosi chiamate le CipoUe porraje^ 
deile quail mangiasi il fusto fresco co'l 
piccolo bulbo. — V. 

Bavelty V. br. Guaime. Dices! speciatm. 
del trifoglio che n'mette dopo la sega- 
tura che se rie fa in sottembre, II Ba* 
veil del trifoglio si vanga o si ara poi 
soUo per sovesciu e iugrasso del gra* 
no. — V. 

Bazoldn (in) qgg. Pare che venga piul- 
tosto da Bdsofa , Bdzola » in sen so di 
Scodella. Ond'h lo stesso che Scodel- 
latere s Minesti atore , die fa e dislH- 
buisce la mioestra alia famiglia. — V. 

Bazza. Nei giuochi di carle cbi gioc6 U 
miglior carta si piglia quetlit gtocala 
dagli allri. Questo insieme di carle 
diciaroo Bazza, -<- S. 



BEL ( I 

Hcnlk (in) agg E con piu forza Sbeala. 
Labreggiar salmi e snocciolare pater* 
nostri, dice il Ruspoli, Sonn, — PinzO" 
c/ierare? Don Tbaniio i Diz. della lio** 
gaa; hanno per6 il participio Pimo^ 
cheraUh^a, applicato ad uomo e a don* 
Dj che ?iva vesta a modo di pioto* 
chera^ di baccbcUoiM, di gabbad^o, se 
polesse esser Dio gabbalo. — V. 

Beccar^go. Picchio murajolo, L' uccello 
dello Tichodroma muraria da Carlo 
Booap. 

B^ccb. Nasello? II rostro del roanico del- 
la mestola, per lo quale essa appiccasi 
a quella sol til verga di ferro cbe^ta 
fiua orizootalfneiiie uel imiro a use 
di attaccigoelo; e dicesi noo pur della 
mestola , ma della achiuinardla , della 
raua, def ramajdb* 

fieoch (a) agg. Dk del beech ai slelL ... 
Figuratam. Passare i lermioi del coo' 
Teuevole. MeKersi in alio piii che il 
8uo sCato comporti, — V. 

Bedioa. Sp. di rele usala su'i Lario, e 
tpecisliD. $\x 1 Lugo di Caldooa presso 
Malgraie per la pesca degli agoui. 

B^ga ( Taeci ). PiaUre , Prender briga, 
Kissaiw. Lm nostra k fraae feccliielta 
oggidi quati dimeoticaia. 

Bcliett {m) agg, Beliett del Tesor . * . . 
Polize mooelate messe fuora dal Go- 
Terno Beli'anno 1849 e ne' successivi. 

Belig^. Pormicolart, Brulicare* — S. 
Belig&, ▼. br. BoUicare? Frugolare, 
Muotersi conlinuamenie. ^- BeligJi la 
vista, m. br. Jbbagliare, -^ V. 

Beligameot. Bndicame, BruUchia. •*- S. 
Beligameot « 'Beligdiiia. ^bbaglla^ 
menio. BoUicamenlo^ Boliichio, For' 
micolio o Jriigolio mtatio. Per melaf., 
Passionc che inoUo ioquieli. — V, 

B6I1 (a) agg. Per accrescer forza agli ag- 
getliTi usiamo preporre ad essi questa 
voce Belh p. e., Vh bell lenci I'h bell 
ross$ Bell vw; Bellfioriij Bell land, 
ec. Preponiaroo la voce Bell euandio 
ai nomi, e diciamo : Vh on bell sciorj 
L'k on bell posts Vh on bell vin^ cc, coo 
cbeTogliamo aignificnre cbe quella cosa 
k mezzaoa in suo slato, che non k nk 
Iroppa n^ poca. Un grosso LumelUno, 
cbe loruava dal carncvalone di Milano 
quest' aoiio i855, f» ioleso dire tittto 
cooiepio: Ho ciappda di bei ciocch e 
sont staa allegher. — Y. 



5) BEN 

[Aud^ ftU bella] (in) agg. Andare a 
seconda. A\^er a s^conda che che si a, 

Bell-e-beo. JperLimente, Alia libera^ 
In su 'I visa. Gh' boo ditt belUe-bcti 
che r ha faa maa. Gli dissi alia libera 
che fece male, -<• Bell-e-beo usiamd 
, spesso per bene semplicem.^ contr. di 
male: Come te slee? Slo bell e ben. — 
Come la fdt \k su? La fo bell e beu. 

— Come se pdrlel Cecchio V £1 se 
porta bell e ben. 

Fa de bell a vuu per llral in la trap* 
pola. Ordinargli un panione e poi ci' 
vettargli tanto cTmtorno, che vi si cali 
(Caro, S trace ion i). — V» 

[Fa on bell] (a) nelle G.of^. Star 
su bellOf Far sanid ( Allegr. pag. 77). 

— V. 

B^la (in) agg, A la pii bella. Fortemente, 
Grandemente, e sim.: p. e., PioeCiv a 
la pd bella. Pioi^ a roveseio, — S* 

BiUa [t. di Gtuoco] (in) agg. I Bolognesi 
pore le daooo ooroe di Pamaj e il 
Fert»ti ( Foe, BoL) spone cosi : A la 
dama. AltuUima. 

BelUnd^da {a) nelle G, osserva, II con* 
tadinello bn'anzuoio dice Berendada^ 

• o Berandada , ciei Mancia per andar 
a here un tralto. — V. 

Bellenga, e piis spesso ai pi. Belleogh .^ 
Cosi chiamansi su '1 Lago di Como le 
castagoe ferdi e noo ben mature che 
si I'anno otiocefe sgusciate. —V. 

Belvedere, sost. m; Belluvista, Belhsgnar* 
do. Fra not dices! dl Terraszo o Luogo 
d'ond« si ba veduta circostaote ampia 
e bella. 

Bdo (ill) tigg, A sto fnond cbi voeur vest 
nomlnaa besogna £k o beo maa« F. 
Nomin&a i. q. <r* 

£1 ben Pe semper ben ... lotomo al 
dubio, espresso dall'A. m questo motto 
nelle Giunte^ se abbta p't^ ragione il 
popolo od iiiS^ienaia/e^ vorrei metlerli 
d'accordo cost: Nod k mai da pcotir^ 
d' un beneficio, a cfaiunque sia iattoj 
roa poicb^ non possiamo beaefi^re 
tutti^ oon esseodo ooi Dio; sarli otti- 
mo consiglio scerre i pi& degot ed i 
piu bisogoosi* — • S. 

Fk ben... dicooo alconi del contado^ 
parlaodo di uccellty per Nidificart. 

Benedtaido (in) agg. No vor^ d6 male* 
djsioD, xA beiMdisioo. V. Malediudft 
I. q. G. 



BET 



Brtteslanl , ▼. br. Cbe i in buono staio 
di riccbezte, di agi. Benettante, -^ V. 

Seuia [ VesUi de ] (in) agg, k quello che 
i Comascbi dicouo ^esUi de present 
(abito douato). 

Biiula (i/a), a.^ sign., agg. Specie di gneis. 
k i\ giieifl una iiioiiiiicazioae del gra« 
Mito^ essendo composto dei niedcsimt 
flemetJli (quario, feldspato e micii ). 
L» mica vi abond&yOnde it gueis ba 
una tessitura sfogliosa, scliislosa. — V. 

Beolcb e Bcvolcb, ▼. br. Bifolco. 

Beoicada e Bevolcada. Bifolca, Bu" 
bulea, Jtignra, — V. 

Berendada e Bcrandada, ▼. br. f^, Bel- 
landada i. ^. G. 

BcrgaBiMina {a)neUe C, corr, Masseria in 
queslo senso non si usa cbe con i'a.i;- 

. gtanta di imcc/ie (Caro, jim, pasL}, 
— V. 

B<;?lttfHtii (in) trggi Tratlaodosi dt perso* 
oa;^ • d'uni fat to moUo lontaao di Lem» 
po, j4pighen on berlumnt^ vale ATerne 
•iua qoatche iBemoria, ma dabole^ ttial 
sicura, uk tntera; BicordarSeua a pena 
• pcna. ^- V. 

Bersd (fn) riga 6, <hpo seoso, agg* o Taso 
cb€ ne la il TargiooL aelle iMU. boL 
\l, 147 e pass. 

BerLagna. F. Campanitt i. f . G* 

-BerAbo ^. .Aggiunto del riso senia resle , 

I dell« aUriinenti Riso secco delta CJiiaa, 
cbe net B. M. e nei I'avese e aucbe 
dctto Bis nelon^ pio^ Mif^ mu4i/^m 
Biso- bertonato? -^ V, ( , 

Bescanlii {in) agg^ A^ Briatoz. ?ale Gim- 
iare di musica, Musicare. — r V, 

fiescf chiamano varj €onlttdini coel /*Ape 
come il CaUbrooe. 

Besest {a) neile G. agg,, Corr besest ... 
DicoDo i c. br; dell' easerci in quel- 

• raoRO il Bisesio^ Dcime di mal augurio 
a cki di loro conferva tulta<via un 
reslo dcUe veecbie sttperstiKioni. — - V. 

B^tia (in} agg, Perdouk V6 de Cristian, 
ma desmentegasfi I'd de beatia. r. Per* 
dooii i. 9« G. 
I B^sti. // BesUame. RegoU i b^sti, 

. J}k de mangii at besli. Governare 1/ 
besliame^ Nudrii^ il bestiame, 

Bestirk (a) nelh G, agg. Tira e bestira, 
Hnalmeui I'e vegnuda. E da* U e da*le, 
mlla fine si sono streUi i gruppi. — V. 

fcttdnega (a), m sign, di Curioso, di 
TuUesalie, agg,: 



(16) BEZ 

Nod ba tjnte virt^ ne^ prali Vct^m 
Betlonica, quaol^ La queito aaimale. 

Beroi, Cap. in tod* dl Grad, — Y . 

Bdv (in), dopo TrBCBuntkre^agg^ImbotUa^, 
Bev a canna, ehe allri dicorto Bev a 
boccbdil. Bere a garganelia. 

Fa gI6 de bev. Mescere, Fersare il 
Pino ne' bicchieri. — V. 

BeY a on taot al fiaa (in) agg. Bere a doceim 
{Fooab. jireL) A I inedesimo % oancella 
Bere per convenio, e sostiiuisdvi Bere 
al zampiUo, Bere al niolinello, Bere a 
vaso aliaio^ bere per aria mentre il 
vkio esce e cade dal vaso tennAo su 
al»o , s\ obe nan toecbi la bocca 
( F. Franciosini, Focab. Spagn.). I^a 
frase Bere per com>entOy noo eaaeodoci 
qui cbe per metii , noB significa per 
sd nienie. It iuo intero dwie eta Bella 
t>ov. X&HI de4 NovelUt^ 6 quest o : 
M Presiami 4uo bfcrlione , ed io becro 
per convento cbe inia bocca non vi 
appresserfa »>( ciod, ed io berrb per eon* 
vencione ,* per patio, che la mia bocca 
non ii appresserd al barHone). II clic 
non si potieva fare cbe tenendo su 
aho il baHione e da questu versando^ 
bere al zampiilo; o vero , introduiu 
• una cannella nel barliooe j tirarne sU 
io bocca il vino. F, Modti, Prop. td. I, 

■ Parte II, p. ia5 e seg* — V. 

Kl maugi& V ios^na a bev. // man^ 
giawe insegna bere (dissc H Macbiavelli 
in una sua Leu. a Fr. Veltori). XU tfOJ« 
nasce cota, Una cosa lira Valira, — V. 
Bev-su vun coi orecc. AscoUotIb 
atterftissimamente . — V. 

BeV'Su vun coi os£icc. Faglieggiarlo 
amorosamente. — Coolemplarc con di- 
leiio, bssaodo con li occbi^ aleaaa cosa 
o persona. — V. 

Beverdn. I Briani. chiamano per simil. 
con queslo nome un irabrallo di aqu», 
terra e neve dislemperate insieine. 
Guazzerone ? PolUglia? Mota, Brodi* 
gfia. ^ V. 

B^cza (in), a.* sJg., agg, II Loroaxxo(rni/f. 
della Pill,) coo voce luttav/a lombar- 
da cbiafoa Berre le trecce cascanii su 
le spalle , i lungbi ricci ^ le ciocobe 
dei capclli ioannellali e pendenti dalle 
temple all'oreccbio, italiaoam. Cemec* 
chji e Cetfiigij, o Cerfagliom, qna^ado 
8OUO disordiuati. — V. 



BIG ( I 

BiSiDCa^ oggetL ri'^rba. y, nel Foe, 

Biaocii, aggeti, di Foro^s. ^. Fornas i. q, G. 

h'ihnch [I16rl]. Lo tletso clie Pd$i par. 
Uodosi di bachi da sela« K. P&m nel 
Foe. 

BiaDchelt. MeUUa. Malalfa dei Tegelabili 
produlta da uoa mufiia del geoere 
Erisibae, 

Biaocb^Ua (in)^ riga i« agg, Genciolano. 
jilla riga a, o\^e dice paooo liao, bam* 
bagiao o lano, corr, paonolaDo. 

A 8, Vitdr trii-foeura la biancbella 
coQ lull onor .... All' otto di inaggto 
spoglia le laue di loppanoo, cbd il fa- 
rai senza danao. 

Bibiaoa ... Devol de fanla Bibiaoa. Gran 
bevilore^ Solenne beone. — V. 

Bibio ... Cos! chiamano alcuni a«irA. M. 
il Rioltin de la coronoa. F* net Foe, 
II Dome pro? ieoe dalla coda obe c(ue- 
flo ief;olo ba di nolabil luoghezza a 
coufruoto del picoiolissiino suo corpo. 
Bibin chiamaoo i contadiai dell'A. M. 
la coda ue' fanciulli. 

BiccidL) V. br. Due voile Gioh CilmliOj 
Doleione^Scempione,-^ Bicciolaa (Bis- 
cioUo ) , accresc Seiocco, Scioccone , 
CiuUo di setie coUe, — V. 

Biccioliia (i/i), i ^ sig., agg, Cbe altri pro- 
nunciaiio Bucciolan da Buccella lui. ; 
Buccellato, Boccone di pasta dolce. I 
Toscani dicono Buccellaiajo al nostro 
Offeilee. Aocbe potrebbe veoire da 
Bycciuolo, canoello o Iratlo di canna 
tra un nodo e I'Nltro, al quale mollo 
si assimigliauo certe ibgge di Bieciolan, 
— V. 

Biedr^ra bianca {in') corr. biocaa in 
biaoca. 

BilTi^l^cch (in) agg, Bistecca (* lose. Ca- 
reoa^ Proniu, p. 4i4)- 

Bigb^zz, 51 legga cosi : k chiamala cosl 
nelle Gride inilauesi e coniascbe, ao- 
liclie quella specie di rete cbe i Co* 
inascbi odieroi cbiamaDO Bugiaz, F. 
i. q. G. 

Bigln. F. Bin I. q, G, 

Bi^liikrd (in) agg. Vedi il Capil. Sa 7 bi- 
gliardo di Nicolo Marlelli al Pucci co- 
in' ei dice oelle Lett, a p. ao retro. 

Biglidn. Biglionej e forse i I'antico Bol' 
sone roenlo?a(o passim dal Paciolo 
Jrilm,f e speciHlmente a pag. i85. La 
iiionela crosa de'moderoi. 

Bigola, V. c. dtflFA. M. Brulicate, 
Fol. F. 



7) BIR 

Bigol^tt (in) agg. Bigherajo, Che vcnde 
b{gber!,merlettiy o siano forniture falle 
a mcrlelti \ e le porta' attorno co U 
sacco in ispalla ; e, per eslensiooe, cbt 
Tcode merci direrse di genere minu* 
to, proprie del merciajuolo. ^— Y* 

Bigol6u (a) nelle G, agg, — Figoratam. 
Dicest di persona mal fatia , grossotta, 
sciatta, alia quale stiano male indosso 
|tt vesliy lanto che siniigli pi6 a ba« 
tuffolo^ cbe • corpo umano. Sciaman- 
nata, Bandiera, — V. 

BigololtrnI, Bigolotllra. t il cootrario 
di bello e bene iolagliato , di meftibra 
ben proporzionaie, Bozzaccbiuto, Fatto 
CO 'Fasee. Dicesi anclie di cbi va gof* 
famente vestito co' panni abbaluflblati^ 
allucigiiolali , malaatente avfolli in- 
torno alia persona. Imbambaccoliata , 
cio6, cbe i^re quasi un bambo avvollo 
in sue fasce fino al rollo. — V. 

BigoloUoo,<iccr. di BigoloU in senso 
figurato. 

Bluy ▼. fane. Bacio. Diciamo, parlando con 
i binibi, Famm on bin, Fd bisin, Fd 
bigin, per Fa' mi un bacio. 

Bin, V. br. Bizzay Stitza, Broncio, Bmzzo, 
Bizzarrta, — Onde Tra cl bin ( nelle 
Giunle al Foe,), SuUh el bin ... Mon* 
tar la bizzam'ay Imbtnziro, — V. 

Bin^ insemma, t. br. Confarsi^ Affarsi, 
— V. 

Bioll (in) agg. Trass biotl o Sbiottass. 
Nudarsi, 

Birba clii roanca ! , ro. br. afTermativo. 
Usasi quandosi promelte, o scommette, 
quasi a rincaizo delta scommessa. t 
roaniera ellitlicay il coi pieno ^: Clii 
manca alia parola , alia promessa, al 
palto, sia a dirillo qualificato per bir- 
bo. — V. 

Birbondn (in) agg, F, anche Can^ja e 
Canajfiu. 

Biria (in) agg. A'Briaoz. signilka sol- 
tanlo Girella, Ruzzola, — V. 

Melt in birla i coeuv del ris ... Verso 
il Lodigiano dicooo cosl I'adagiare cir- 
coUrmenle ins6 I'aja i coYOoi del riso 
per formarne la cosi delta Tresca^ F. 
Birl&a, sust. m, Voce raociullesca, e vale 
qualsiasi cosa che Iragga al tondo c 
si possa ruzzolarla. BoUlla, Bolellina, 
Ruzzola ? — V. 
Birlo (Iff), sig. 5.^ dopo Sirie, agg, Fedi 
anche nd Monig. Com, III, <8d, note. 

3 



COB 



(i8) 



BOC 



Birin (in) agg Da Birillo siucnpKto; e 

j^iVyii da BlriUare^ Rullarr , Ruiioiare. 

II giuoco iUi^ Bitilli coDsitle io ccrti 

. rulii o roochetti, ne'qoali tiraodo le 

pallotlole, si fanno cadere, <«c.— V. 
Birol&lt e BoroUlty ▼. br. Bmcimta/o, 

Caldarrostajo. — V. 
BiscADl^ y anzkh^ Bescantti^ chiama il 
citladiDO milaoesc quel Cantaochicre 
rhe (anno i prcti in coro, o in altre 
funzioni di cbiesa, con voci incondite 
e »badatamente; ma il dice ancba soUo 
allre modificazioni di sense, 
Bisln. F. Bin i. q. G. 
Bisaii (in) agg. Pien come on bisce& d^iivi. 

Pieno teppo, 
bis6gn [Pod^ nanca ^ el so » ec, ] (in) 
fig^, Quelto che i Fr. dicono N'nvoir 
pas le loisir de se mouc/^r, o dilre 
malade. 
Bisognin, Bisogn piccol ... II bisogno di 

far aqua, di urinare. — V. 
Biss (in) agg, 1 fanciulli usano questa 
voce in sense generate noo solo per 
ogni soria di retlili, tna di lutli 1' in* 
s«ftti e de' venni. L'Alberii melte Biscio 
per uo verme cbe si genera fra pelle 
e pelle. — V. 

Fagb niud4 la pell a ?iln , come a 
on biss. Fargli malar yezzo^ costume^ 
vita affatto. — V. 
Bissa (in). Vol. f, p. in, col. a, r. i5, 
dnpo pianticella, flgg. Vn vamo avvi* 
tolttlo. 
'h\%%ii{in)corr, Vieiie piulloslo da Jbissoj 
e peio BissiX vale qunnto il Nabis^are 
6e* Toscani e VJnnabissare di lingua. 
OnHe Bissd van coi asucc, Innabissar 
II no con Io sguardo e quAsi carciarfo 
in fondoy ^folgorarlo^ sperperarlo, dis- 
lerminarlo. — V. 
Bissa, V. br. t. Io stesso cbe Jndd in 
bissa, o a bissa. V, Bissa ntl Voc, —V. 
Blilter {a) agg. 11 Redi , Focab. Atet, , 
. e'l Falcoiiieri, jibjnra del Peripatetic 
cismo, banno la voce Blittri nel senso 
di Hon nulla, — V. 
B6 (in) agg. Bo che mangia adasi fa 
louga durada ... i cbiaro. 

Bo che mangia in pressa, poch temp 
•I dura ... t pur cbiaro. — V. 

Robba de pret , carna de b6 , lira 
clii p6. F. Robba i. q, G. 
Boba, T. br. Polta fatia alia buona. Fari- 



na fa, Paniccia, Inliiso d'aqua e fAntm 
di grnno Uirco, o pan Irilo, ajfgiuulovi 
lalora legiimi e sverae. — V. 
Boba (in) agg, 11 Caro ( Son, II. contro il 
Castelvetro) us6 Boba per imbrallo ap« 
piccaiicciO) come bosaima e simili: 

Mivhiali ka issMiiiR e risriito e bobs e colla. •< V. 

Bdcca (in) a^. A bocca de saccb. F, 
Sicch I. q, G. 

Desgiuslk la bocca. Guastare il pa* 
lato, Sgttstare, Amareggiare la bocca. 
-^ Giusia la bocca. Raggiustare, Bac* 
coneiare il palate. E dicesi dei due 
efletii contrarj di cibi o bevande ami* 
che o inimiclie all'organo del gusto. 

E poeu? — £1 rait in bocca e la 
coa de foeu .... Cos! si suol rispondere 
a cbi insia perchd si ?ada avanti in 
nn racconto die nun si vuol prosegui- 
re. — V. 

Per sett in bocca. F. Per i. q. G. 
Scars de bocca , fr. conl. Di mala 
bocca. Si dice specialmenle de' buoi e 
d'alire bestie da soma, le quali man- 
gino poco e di mala voglia ; il cbe de* 
nola sempre esistcnsa di qualcbe ma* 
gagna interna. La frase non si usa mai 
pMrlaudosi d*uomo, se non fosse per 
ischerzo. 

Se po' ming.i vegb tuttcoss in riva 
de la bocca. Frase contadinesca sind* 
ninta della nostra cittadinesca; Se po' 
minga avegh tuttcoss in compiment. 
F. CompimiSot nel Foe, E ancbe pid 
specialmenle significa agio, rommodi* 
t^, ammauitura pronla secondo brama. 
[Bonna bocca] (in) agg, Contrario 
di Bocca finaj di Boccuccia, di bocca 
dilicAia, cbe non cerca cbe cose squi- 
site e glitotte. — V, 

I Net t ass la bocca] (in) agg, F.anehe 
in Neliifl nel Foe. 
Bdcca [ T. de' For. ] (in) agg. Bocca mor. 
ta ... Quella parte deirabl>occalojo dolle 
fornaci fin alia quale aggiunge la lore 
muraglia. 
Bdcca .... Nella Balla de Ramm h quel 
vano che lascia superiomienle con la 
propria concavitk la prima delle tarie 
ciotole onde d composta. Di mano in 
mano cbe si vanno levando le cioloK 
la balla diminuiscc di grossetza inter- 
na, e cresce di bocca. — Nel B. M. 
la dicono ancbe Zdna. 
Mesura de bocca ... t \b misura 



BOB (i 

orizoDlale della concavil^ della prima 

ciolola drlU balla. 
Boccka [ Tce& el vio a ] {in) agg, Fia* 

schefigiare. 
Boccadtira (ti) helte G, agg, Val^ anclie 

la sola rslreinilli di civscuno dri due 

Ira lei cfae si abboccano I'uu Tallro. 

TesiaUt, Cima, — V. 
Bocc&lo, aggelL di Vio. Abhoccaio. 
Bocdi^la, V. c. br., per Bocchiroeula. Fl 
Boccli^tt , e, secondo fuoghi^ Boccblu. T. 

de'Forn. Sfiataloj? Vaoi cbe lasciansi 

solto le bocche della fomactt pervhd 

il fuoco sfiali. 
Bocch^tla (a) mile G., sig. i.^ doff6 sol- 

lalto, €igg, Uno se oe pone sotio ogoi 

t^gola (H grondaja. 
Boccbln. F. Boccli^U i. q, G. 
Boccdn (in) agg. Polenta dura fa i bon 

borcon. F, Pul^ota i. g, G. 

[ L^vaa a] {in) a fig. Dai mat coivo 

mat novo. •— E ntHe G, agg, 

Qaanii voi tiete^ v^ bo tirali avaoli 
A fwraa di nolUcole di paot. 

Panao. PotU iemt, uU^e, XXIV, 
I. iS, p. aoa. 

C'*o^, coo attente e delicate cure. — Y. 

fiopu [Scappaa, ec] {in)a^. A modo del 
yillan matto, dopo danno far patio. 

B(Kucc(i'/t)iigg.Cerc^,T«Dlii de f« boeucc. 
Bucheixwe, Cercare studiosaineule d'ot- 
leuere uti inteuto. Ognun per veder 
bichera, ciod, si spinge avanti, quasi 
passaudo tra buco e buco ( Giambul. 
Beruar. Contin, drif, Caiv, lib. II, s. 
^94)- — V. 

Bc£ucc [per misura] {in) agg. t. br.^ 
p. e. : Toui V ^ im boeucc, V i duu 
b<jeucc pussee de Felipp ... vala ilpiii 
gt'osso di Fiiippo quanlo.k lo spatio 
the cone da un buco alPaltro una 
voita , due volte, ec. Pare sia inauirrH 
lolta dai but'bi delle ciolure di cuujo 
rou cbe li uoniiui del coutado un tempo 
si cingevauo, pe* quali * bucbi facevosi 
passare Pardiglioue della fibbia. *— V. 
\e$s li tucc a on boeucc, inelaloricain. 
EsAere tutti d'ttn pelanie , d'una mede* 
sima pannina, Avere tuUi la inedesima 
iiatura, qualita, coudiaioue « ec.^ e pi* 
gliasi cosi in buoua come in mala par- 
te. — V. 

BcBucc (Fa). T. de'Forn. F. Fornas 1.7. G. 

B<ejjscer per Agrifoglio. F. Bruscdu nel 
Foe. 



9) BOL 

Per Albero spitioso qualuoque. f^. 
Spongiarlilt nel Foe. 

DceAll. Lo stesspche Bdltola. F.Lq. C, 
I.® siguif. 

Bofla {in). Lk dove dice i Notisi cbe Buf" 
fate ne' Die. dicesi soltanto. ec, cor- 
reggi : Buffare ne' Dis. ^ registralo in 
senso di Soffiare a tratti, si come Buffo 
in signif. di Sqffio non continuaio. — V. 
[Dodain la lumni] (i>t), (iguralam. , 
torr, t±s VEsalare il/iato ==, in es So^ 
pravanznre un altro C3, superare in 
che cbe sia quello a cui se boffa in 
In lumm, 

[ BofRi sui did ] {in) , corr, tm Far 
pepe o pitto ir: , in =z Softlarsi per 
fredJo su le dita riunite in un pixso* 

Boffett ~. Palriarca bolK^lL F. PatriarciA 
nel Foe. 

BofTon, da BofA, ▼. br. Boiioso^ Soper* 
chiatore^ Soprastante, Fentoi^o, — V. 

Boggia (a), 4-*' sig*f ^gg* E certo io ncn 
vi bAgiOj disse Dante [ Purg. c. XVIlf, 
V. 1 09 ] per lo non \^ificco carote, Nou 
vi fo bugie. — V. 

BOjoccby V. br. (co'l primo O molto cbiu- 
so come VU loscano). Idnfano, Gorgo, 
Luogo ne' fiumi e ne' rivi dove I'aqua 
ba maggior profondiiii il cbe suol av- 
venire U doVe il fiume o il rivo fi 
gduiito, nel quale enlrando I'aqua con 
qualcbe impeto« vi scava nel foudo « 
vi fa grolle nella ripa. — V. 

Bdjon, v. br. Bulieame? Poco dilTerisce 
dal BSjocch. Cusi cbiamauo qua'luo* 
ghi deirAdda, ne' quali I'aqua i pro* 
(onda e, rigirandosi, gorgoglia e pare 
clie liolla. — v. 

Bolgetia, V. br. Peru ntetia. Fa bolget* 
ta , Audi in bolgetta. Cuocersi inter* 
namente le frutta, Immezzire^ Divenir 
mezze. Dicesi specialm. quaodo sooo 
slramature^ straDate. — V. 

IPari bolgelt] {a) nelle G. agg. Mt 
•i fa duro a credere che quesia frase 
voglia signifii'Jire in cillii Frutte dure 
per troppa acerbe%za, UdJove in Cam* 
pagua si cbianiaoo Bolgetl le pere met- 
xe^ mollicce e quasi fravide per troppa 
maturity. — Le frutta acerbe e dure 
noi le diciamo piuttoslo dur come balls 
e Ballon cbiamiamo i Fi<bi uon p«*r 
auro roufbidi e dolci per sulBciculV 
iiinluranza, the il SacibcUi cbiama 
Tortoni. — V. 



BOM 



(20) 



BOR 



Bolgioo , V. l>r. Cosl sooo cbiamate le 
rape luogbe o naToni colli ioleri , e 

, per ci6 reti leneri e aquoti. -* V. 
BolgioU € BolgioUeol , v. br. ... Di- 
cesi per siroilit. di cbi ha la persona 
e specialmente la faccia iiufalica e goo. 
fia, pallida o gialliccia come rapa cot- 
ta. U Saccbetli (Nov. i65.') cbiama 
Jmpolminalo cbi ba la faccia giallasira 
per iDfezione di polmooi. — V. 

Bolgirii (in) agg. Mandii a fass bolgira ... 
Mandate al diavolo, — E in fine, 
dopo bojat 1 agg. Fa' in chiasio. 

Bolgirall2i (in) agg, Pod^ fa, desOi, hoi- 
giralti, o bozzaralli, come se voeur... 
Poler disporre e fare d'una cosa, d^uoa 
persona, come allalenla. — V. 

Bollada. Bollalura, BoUamenlo. Qua bon- 
na bollada. Una brava boUaiura, 

Bollador. Basso ofliciale delta Finanza , 
e in gen. Cbi ba il carico di rivedtre 
e aggiuslar i pesi e le roisure de* bo- 
tegaj e simili , e di ripesare il pane 
od allro suggetlo a^ Calniieri per accer* 
torsi se il peso loro e giuslo, march iaii- 
doli d'un segno prescritto daila Ij«>gge 
iudicante la loro giuslezza. — In ispa- 
gnolo h deilo Fiel-executSr^ in ilalia- 
DO Grascino, — V. 

BoUadura. Bollamento, L'atto del bollare. 

Bollari, levisi di dove ^, e pongasi dopo 
BoUaa di varoeul. 

Bollio (a) agg* Nella campagna specialm. 
delPA. M. si chiama Bolh'n qualunque 
Dazio-consumo che si paghi cosi dai 
Yeiiditori di vino e d'aquavite, come 
da' Fornaj e dai MacellRri. — V. 

Bolpattdn, ?. c. br. P''olpacchione, 

Boltopp, V. br. Incontro^ Rincontro, In* 
ciampo^ Incappo, — V. 

Bollopp&. JnciamparCy inciampicare. In* 
toppare. Dare d'intoppo, — V. 

Bolzdn (iVf) agg, Avegb pussee bolzon 
che cadenazz. f^. Gadenlizz i. q, G, 

Bolzdn. Bolzone, i una specie di freccia 
con capocchia, alia quale mollo si as- 
siroiglia il Boizonello de' filaloj. «— V. 

Bolzonell ... Piccolo Bolzone ^ la cui gi- 
revol testa in forma di palla, rotandn 
su la Serpa, fa girare la ruola che da 
il molo agli aspi. Boneinella si cbiama 
dai Careua ( Pivnlti. parte II. ). — V. 

Bdmbol ... I pescatori lariensi danno que- 
sto nome al rihollfo che nasce nell'a- 
qua in tempo del parapiglia che fanno 
li agooi uel focondare Ic femioe. 



Bdmbola... Nome che i baronci^ i pkz* 
zajuoli e la ragazzaglia regalarono a 
una femina sciatta e tozza che a quesit 
ultimi tempi tenne per quella genfa 
di persone il luogo de' Bat%er, du' 
Ciall del pialt, delta Afamma di Mi* 
sciU degli anoi andati; il Tutgo yuol 
sempre avere di si falli m^rliri cbe gli 
servano a traslullo. 

Bombololta (in) cot*r. Tonjachioila in 
Tonjacchiotta, 

Bdn [De bon e bon] (in) agg. Dicono t 
Brianz.con di verso senso per Z^i buona 
fede, BonariamenU, — V. 

[Tegniss de] (in) agg, Tenersi in 
buono. « Or non domandate, se si ten* 
ga in buono di si falta ricbiesta m (Fi« 
renzuolaX — V. 

[ Vegnl bon] (a) neUe O, agg. Par^ 
o Somejk bon. Venire in grado, o a 
grado} Gradire^ Piacere, p. e. : Qtiand 
I'eva scior el se fava sbelTde lull coss 
eghe pareva rainga bon gnanca^el rost; 
adess mo ghe ven bon anea el pan 
poss de formenton ... Ora g/i viene in 
grado e gli piace anche il pan raffermo 
di grano turco. — V. 

Bondiinza (in) agg. Scarsitaa d'ann bon* 
danza de vista. V. in Ann L q. G. 

Bonf , o sia Garicb. K Garicb n, G. al 
Voc. 

Bonnamkn (in) agg. La bnona mancia, 

Bonlaa (/n), sig. i.^, agg. Bontaa diviuna* 
y. Divinna nel Vbc, 

Boraddr (in) agg. Da Borrar, Cancellarr ^ 
o Borradtira, Cancellatura : voci spa- 
gnuole. — V. 

Bordidn de ramm. Filo di rame. Si usa, 
p. es. , accartocciato per le calene dn 
parafulmini. 

Boreb^ v. valsass.,cAe anche dicesi And^- 
gi6 a borell. Tombolare, Botolar giii, 
Ruzxolare d'alto in basso. Propriam. 
dicesi dei troncbi d^albero (Bar, Bore/) 
rololanli giif dai monti , e^ per esten- 
siifne, d'ogni cosa che cada d'Mlto in 
basso. Di qui il nosiro Borld e il dan« 
lesco Bnrlare ( Inf. c Vll, v. 3o).— V. 

Borell^ dimin, di Bora, Tronco, Pedale 
di arbore. Onde 

Borellee... Cbi raccoglie, radtina e 
caccia dalPallogiCi nelle valli t Boreili. 
- V. 

Borell e Borcltin , sust. m. ... N«i bovini 
c la Patella del femore , la Rolella clio 
ricopre l* osso delta coscia. Auda-gio 



BOR^ ( 2 

t\ borell el borellin a ona Vacch .... 
Lussarsi, Slognrsi la coscia, Ufimore, 

BorgAgn (Uga de). K (Jga i. ^/g. 

Boriii^ri {in) agg. Vegui gid on boriof ri , 
m, br. Venire d'atto in basao un'aqua 
grossa in occastone di temporale. «^ V* 

Borlii on copp sul coo. Accadere ad uoo 
disgrazia inopinata. — S. 

BorUn dicono alcuni Huratori, e spe- 
claim, nel contada, per C&rlo. f^, 

Borlina e Borliii, v. br. Coccio, Ndcehh^ 
e lalvoUa Sasaello tondeggiante o Pic- 
cola palla di legno con die i ragwzxi 
danno dentro nei ndccioli di pesche 
o nelle noci, giocando. — V. 

BorlinoH de la saa ... Ciotlolo cu'l qnale 
il cooladino brlanzuolo suol Irilurare 
sale per proprio uso. 

Bdrlo, ▼. br. CioUolo, aasso tondo o ton- 
deggiante. Cosl cbiamano i Briaozuoli 
it BoHand. — >> V. 

Bdrlo [Tceuel] (in) agg. Tceu-suel borlo, 
propriam. Rotolar giUj PigUaf il pen^ 
dio; • (iguratam. jindanene^ Batiersela, 
— V. 

Borldn, accr. di Borlo in signif. di pietra 
riionda, o traente al tondo. Cioitolone^ 
Ruizolontt grossa pietra che si fa ro- 
toUre, dice il SnUini. — V. 

Borldn de la franciura. y. FranciOira i. 
q.G. 

Borlooli (in) agg, Yt%s pussee de borlon^ 
che de andii, o verot Vess pussee de 
borlh che de fa corr... Dicesi di per- 
sona nana e grossa, che pare, per In 
sua figura traente al tondo, pit! utta a 
roloUre che a camininnre. — V. 

Borlonik [T. d*Agric.] {in) agg, RulUu^ 
{ Bull, agr, lose, nuova serie, N.^ 8 ). 
u In alcuni terreni, sollcvati molto 
nell' iovemo dai ghi.acci , pn6 tomar 
giovevole di ruilare i grani in prima* 
vera. j» — V. 

Dornls [ Poca bomis, ec. ] (in) agg, E no 
se p6 fa suppa cot freguj. Co '/ poco $i 
fa pocOf Un fiore non basla a Jar 
mazzo, — V, 

Borrdn a Boron ... Ne' paesi circumpa- 
dani vale Buca piuttosto grande , Ca< 
vithfonda^ Fosso profondo, formatosi 
in occastone di picne, nel quale vi 
slagnino aque. Mei Borrdn si suol met- 
lere a macerare la c^uapa. — - V. 

Bdrsa {in) agg, Casligti in la borsa • . . 
Fare che aliri spcnda anche non nvcir- 
dovi I' animo. 



t ) BOT 

Castig^ la bona ... Pagare det pro- 
prio e anche piu del doverc, T^rsi ua 
capriccio pagandolo. 

Bdsch .... I Comaschi , ed anche alctini 
pescivendoli fre ooi , daono qneslo 
nome al Qhiozto ( Bottinna ) n»iutiuo 
o anniBO. 

Bdsch {in) agjg, Bosch de tajada, Bosco 
eedtto, — - Bosch de scimnitt, Bosco di 
ierho. 

On bosch liga Poller ... Dettato de* 
boscajuoli di Brianta co *\ quale esst 
vogliono accennare che spesso i vir* 
guiti del bosco del coofinante sono 
involati per fame ritorlole alle lascins 
cbe legano nel bojco che staooo la* 
gliando. 

II Briantuolo fa differenta dn Bosch 
a Seha. Questa propriam. non significa 
altro che un Luogo tutto piantato a 
eastagni da frutto. 6 neli'alta Brianza 
qnando la seha e grande di molto* 
la cbiamano Foresla. — V. 

Mel taglio de' boschi il lavoro pro« 
rede per questa scala: t.° Taj^. Ta* 
gliare, Recidehe. =i a.* Volla. F. Voltk 
i. q. G, =z 3.^ Fassinii. jiffascinwe^ciz 
4.® Trli-insemma o Portii. Baccogliere, 
=± 5.° Immedli o Mtdk o Wk meda. 
jiccatastare, 

Boschi {in) agg, Anche qnei da Bormio 
dicono Boschir in qaesto signif. 

Bosch iroeu ... In signif. non di chi fre* 
qnenia i boschi , ma di chi li ha in 
custodia, e li taglia e governa. Bosca* 
ftioh, — V. 

Boscdn, T. c. br... Gran bosco, Ogni bo- 
scon el gh'ha el s6 oreggion. Deli, 
cont. brianz, V* Oreggidn t, q, G, 

Bosfa (in), 4.**sig., agg, Beghl dicono i 
Brianz. a quei biauchi che vengono sit 
per I'ugne delle dita delle niani. — V. 

Bosfa {a) nelle G. agg, Oi-zajuolo, — V. 

Bdlola .,. K Bdltola i. q, C, a,* signif. 

Bdtt {in) agg. El Bott di ostinaa ... L'tih 
timo iocco, VnUima chiamalrt, V ultimo 
rickiamo. Specci^ el bott di ostinaa a 
fa one cossa ... Dicesi di quesli iiifin* 
gardi , acidiosi , scioperati , che si ri* 
ducono sempre all' estremo istante a 
fare il dover loro, che sono sempre li 
nltimiy ec. 

In d'on bolt. In un di botto^ Jn un 
alimo ^ In un sAbito { Y. Ghcrardini , 
Supplim, in Botto , per Colpo^ S ^* )- 
— V. 



mo 



I 3 



«lta tiafli , cli« puo porUre nn uomo. 
r~ E li Ortolan i pvveiii dicouo BriC" 
colla a un certe corbello cupo, a codo 
iroDCo, si che tl fbgdo tfia pift slreUo 
delU bocca. — V. 

Briccdn, Bricconiida dicono spesso fm 
noi le persene ci¥iU per Birb<(o t Dir- 
l>ooida. y. 

Brighellin. Mammolwos Nacchmno. 

Briets, ▼. coot. Briglione^ Bri^huo. 

Brtda (Giugii a) »^ Giuoco iusuUUsifno 
inlrodiittosi dl receote fra i ragasi&elti. 
Duo d«' giocatori itnpugna ud oggelto 
f|ualuBque, Paltro gli dk d'lin col}>eilo 
ail la ffiMno; ae quello si lascia utcii* 
. ili maao i'oggctlo, il percoiitore ae ne 
impadronisce / « il giuocd per quella 
volla 6 compiulo* 

Bletl-sii brisa.^Impugffiare roggcllo 
die ha da formar premio oel giuoco 
al Tiucilore, MetUr banco, 

Brisch. Ginnco, Biodo, Lo Jimcus Ifxu- 
sit'U Lin. 

firWcola (i/>) agg, I'iiaL Trioiffelli, THon* 
fafi, 

BrobrA (fit) 4igg. Probabilm, dn Brovdtl 

I. — Bro-bro-vett 

Br6eca [ Bama ] (a) agg, Hanno i Die 

. M\at Nfigva Brocco per totlil bacchet- 
ta 6i arbore, s(»esso coo frasca; Brocco, 
Sbroteo e Sprocco per rollone , pro* 
priain. quello cUt rimeilc dal bosco 
lagliato. — V. 

Brdcca.[Ram^glial («), lin. l.\agg,Ed 
mneke a brocca niorla. 

Br6cca [la] T. d'Agr. In questo aignif. le 
si premelle setnpre Tarlicolo. Jl sopra- 
stioio, Jl soprmterra, Tutio il compleaso 
dpgli alheri e arbuali da frulto e da fo* 
Iflta che 51 cultjvaoo in un fondo , e 
specialmenle il gelso^ la Yile e l* o- 
Jivo. — V. 

II compleaso delle nuove raniifica- 

' ztoni dell' annate negli alberi in ge- 
morale , e specialment^ in quelli da 
frnlte^ e dei geisi, consider«to come 
produtto terriero.*. Quest ann |>er el 
suit la va inaa per el fornneotou , ma 
la va beu per la brocca. 

Broccad^l ... Specie di marmo che ca- 
irasi ad Arao nella STizzera. £ nn cal- 
cireo compalto di colore tra bianco e 
rosso. Baldinucci ( Vocab. del Dis, p. 
94) ha aBroccatello di Spagna - Pie- 

. Ira di durrzsa pe'l doppio del mar- 



4 ) BllO 

ttio, cc.M — Mon credo grao iatto di« 
verso il Broccadell di Arto dal Broc- 
catello di Spagna, prendeudo si Tuno 
come TaUro lor uorne dal simigUare «1 
broccato ( drappo )• 
Brocc^mm d'ona pianta* BamM^h, v^ n. 
Bamatura, 11 coinplesso dei rami, tuttu 
la ramificaaione. -^ V. 
Broccb. Cavalla^cio s Motzone ^ Bo%za. 
Cavallo inguidalescalo^ pieoo di mn- 
acalcfe, di malaoni. Voce die odcsi 
spesso in bocca a que' posiiglioni e 
velturaU che batlono La slrada da Mon- 
za a Lecco. — V. 
Brocli^t (in) corr. Specie di Ricotia pa* 
storisia di fior di latle. E veodala i» 
mastelletti. L'oggello e la voce son 
•ODD tosiraliy ma datici dai Cemaschi 
{F. Monti, Foe. Com\). 
Broutamm. i usalo dal Maggi^ e vale 
Boba dd rifiuio , ScelUtme > Marwiie, 
^ V. 
Bronsirieu. Brontista, 
Brovi (//i), 5.** sig., agg, Sbroccarc , 
Sbroccoiare la vile, levaudole i broc* 
chelli iuutili. Bruscare, Dtbrascare^Vih' 
lire la vile d'ogni brusco o biuscolo^ 
cio^ dei caprioli, femioelle» tralciutzi, 
€C. Nota che Brucare e Dibrucare (che 
i Dii. coufundono coo Brvscarc e Di' 
bmscare) propriam. oon vogliouo dir 
allro che Levare le Jrondi dai ram ^ 
con espressione figurata tolta ai bru* 
chi roditori delle foglie. -— V. 
Brovi la seda (in) corr, Noo vale gia 
Sbroccarla, come ^ detto uel Focab,^ 
si bene Ammorbidirla medianle il va- 
pore e lisciarla con raotle spazzoU 
prima di cavaila giu dagli aspioi per 
fMrne poi al tomella le matassine (ma/- 
tej), Le quali da ultimo, netlate e 
polite con forbicine da tutti li sbroc- 
chi e filuzziy s'ammaszettano. Il dare 
quest'ultima sbroccalura alia seta, noi 
lo' chiauiiamo Mondd la seda. «— F, 
Brovadora i. q. G, 
Brovadora (in), nelle G. agg^ o corr, £ la 
Brovadora una cassa di legno^ di for* 
ma ciibica, coo fondo cancdiato, nella 
quale^ sovraposta ad aqua bolleole, si 
pongono e tengonvisi per pocbi istanti 
li aspini carichi di seta torta a rice* 
verue il vapore, il quale rammorbidi^ 
see la seta e Tagdvola ad tsstrt ca- 
vata. — Oud^^ che la Brovadora oon ' 



BRU ( a3 ) 

e gifl una cas$a da stufare i bachi, 
come i detto nelle C, «u I'aotoritii d'uo 
Toscaoo che staropd on arlicolo nel- 
rilppendice delia Gazzetia di MUano 
del J 9 di giugoo del iSSg, ma «i (nut- 
tosto da staiarvi la seta levata dal fi- 
btojo. — V. 

BroTadura. T. d'Agr., ▼. br. Sbrocca* 
iura^ Bruicatiuna, cioi raoMBasso de- 
gli slerpi, de' broccbelti, bnifcoli e 
fhl^coli cbe si sooo levali alle piaote 
net ripolirle del seccbericcio e de* ra« 
nHisGoli iDiUili e impacciaDti. — V. 

Bruce (a), i.® sig., agg. BpvxM {Srjrcho) 
. a' Greet Yale HagUare , Mu§^re. I 
Briaasoli dicono JB/vigi e Smgid per 
Muggl e MuggiiL — V. 

Bmcc^l \^^ lagodi Conosono dimin. 

Bruccitt ( ^* ^^^^' ® **• Quattr^ass, 

Bruccioei ^; ""^/"^ ^ ^ ^odU , 
J Voc. Cooi' 

BriKcilida, voce del Lario... Quelle taote 
geoti o robe cbe vaoao io un Bruce, 
K nel Foe. 

Brugb (a) ngg. Scopereccia (RidolG, Gior, 
agr. toic, XVIII, a8a). — V. 

Brugb^ra (if?) agg. Bovaroit de brugbera. 
r. Bovar6u i. <gr. G. 

Brugbdra [Lassii aodk a] (in) corr, II 
Lasciare a soda^ia un terreoo dod 
efprime eiatlameiite il ooatro Lassa 
andd a brugkera on terren , con la 
qual fraae noi non vogliano giii dire 
lasciario sodo, ma si bene coltivarlo 
male, trasandarlo in modo cbe ioste- 
riliflca e tomi ditiatto e deaerto di piao- 
te frullifere, come dir geisi , vili> olivi) 
ec. - V. 

BnigbW dicono alcuni del contado per 
Brugber&a. Maechioso. Tutto eriche o 
scopa o stipa. 

Brugpoccorent^ ?. br. Bemoecolulo, Bi» 
torzoluto^ BoneluosQ, — V. 

Brule, r. Car<§ brol^ nelh G. id Foe. 

Bnisaa {in) agg^ O crud o brusaa. F. 
Crud nel Foe. 

Lassli o Tegnl braaa% on quadrell , 
on sass^ ec. T. dei Murat ... Far cbe 
un matUme o uq sasso tporli per modo 
cbe non lasci vedere intonaco. 

Brus^da (in) agg, o Lizdn. 

Brugooeu (a\ a.** sig,, a(^, Detto da Mat- 

lioli Pruno sehaUco* • Vulgarm» Spino 

vero s Pmnello, Sutino di macchia^ 

Suigniculi ( Targ. Tou. Olt. Isfiiui. 

FoL F. 



BRU 

boU), I fraltt vengono propoiti per le 
diarr^ ; e le foglie t^nere per socce* 
dance qI tbe^ meglio d'ogni altra cosa; 
la corteccia alia cbioa cbioa; e se co'l 
sogo de' fmtti si scrite su la biaocbe* 
rfa, le letlere scritte non si cancellano, 
lavaodole. — V. 

Brumm. Bntma? Nel Pavese a nelPOI* 
trepo, noQ che Brumm o' Brumera o 
Bramera , dicon ancbe Rosaa presa, 
cio^ Rogiada rappresa, gelata. -^ V. 

Brumm. Da Lord Brougham ... Nome di 
quelle carrone^ Iratte di solito da un 
solo cavallo, srmili alle cosl detle Cit* 
tadine (F. in L^gn nel Foe), do nold a 
orario lisso, distinte per numert noti at 
buon governo {a la Polizla), cbe tro- 
▼ansi in diversi piaczaletti dclla cUtk 
proule a partire insA I'atimo. -— Bru* 
mee o Brumista si cbiaroa cbi ne guida 
il cavallo, e molte irolte i ancbe il 
proprielario del Brumm. — V, 

Brus I I'oeii-su on brus ] {in) agg. Aver 
il bacoy il brucio di ... Aver paSiione 
per... — A BntSy nel signif, d'amore, 
pare corrisponda meglio la voce Brucio 
o Brdciolo in sen so metaf. d'innaroora* 
memo, se Bruciofato figuratam. s* usa 
per Innamoraio, Guasto , MSso dalla 
passtone amorosa , dome da' bracbt o 
^mci sooo rdse le radici de'vegelabi* 
K. — V. 

Brusk (in) agg, A ft servixxi brnsa^ ee. 
F, Servizzi i. g, G, 

Brusapigo&lt (in) agg. Lo diciamo ancbe 
per Cuoco in sense avvililivo. 

Brus^c (in), i»* sig., agg, II Brusecc 
a' Bn'anz. non h la Marnia^ tkh \\ Me* 
lume della Grusca. Esso h una malalfa 
die allacca la vite nei grappoli e nelle 
foglie, per cui e queste e quelli diven* 
gono come arsicciati, quasi siano stati 
percossi da un' aria abbmciante. Il 
Tanara, con Toce troppo geuerale, lo 
chiama Alalume. -^ V. 

Bhisi^ e Brosiiss. Jncuocersi^ Ricidersi. 
F. Imbrug^ss nel Foe, 

BrustiyV. c br., /mt Bruska. F. nel Foe. 
— V. 

Brus6n (in) agg^ Li Jnnali d^Agric, e Tec* 
nologfa la fan no nondimetto per una 
malalfa di versa dal Oaf regit ( F. nel 
FocJ^ F. anche Carceu i. 4/. G. 
Brustiitt^ y. c. br. Cbi fabrica o veode 
BrusUi e lo dn^mo specialm. di quelle 

4 



BUL 



(2G) 



BUS 



die foooo iconiailini con Terbtt slrl* 
gia oodc jpurgaoo le loro rive aderbale. 
Biusloiii, ▼. c. scherz. Tosare a Radere 
• id W(>o. Tofar per modo che alia be- 
Slia BOO rimaoga pelo alcuno io pelle ; 
come se foue sUta, a cosi dire, abbru« 
stiata. 
Bmttoiida. DeformUsimo. 
PniUoD6oDa. Dtformissima* 
Bug&da la\ dopo Fagb-ftCi la mojeUa, agg. 
che i Brians, dicono Fagh»sk el cil 
:. morL V. C6i roort L q. G. 

F4 bugada (in) togli U prima fig., e 

ug§, imbucatarej levare il suciduroe a' 

pauni per via di bucale. Se il bucato si 

i[ diguazza gagliardameDte oeiraqua per 

Javi^roe via bene ii raooo^ dicesi piut- 

, tQSto ScMbordare, cbe Risciaquare il 

bucato. 

FAguraUm.,per Affare intricalo.Tdc- 
cqIo^ Inirigo^ Tresca o faceoda iinbro- 
gliala. — V. 
Bugi^z^ • . . Su'l Lago di Como ^ delta 
GO#l una specie di rete a due alie, si* 
rotle aH'altra cosl deUa BoUera, ma 
lunga il doppio, cbe ti usa con gran 
frutto qaando d torba i'aqua; anticam. 
era delta Bighet {F. Mooti^ Fbc. Com.), 
Bui (a) agg. Figuratam. £fsere in se- 
creli nianeggii io secrele c calde pra- 
ticbe, ec. Oode il modo di dire: L*k 
on pezz che la buj. « ^ un pezzo che 
la bolle i»(G.Giu9li,iJDuc.cAecorr.). 
— V. 
Boida («), I."* sig., agg. e Bujida. A? 
Briaoz. vale anche Panata, Panicoia, 
Ciod, pane di grano lurco sminuzzato 
e cotlo in brodo, o in cagliata, o in 
aiero di vacca. -^ Franc. BouiUie (Bol- 
liia). — V. 
B&j [Trk on] (jui) figuratam. agg. jivere 
unbeUare. «La brigala pare una cosa 
sniarrila, perch^ ... tutli i capi di essa 
banno avuto uii bollere n (Machiavelli) 
LeU. fam.). — V. 
BuU, V. br. Seminare la Ptda , o sia i 
semi del trifoglio sopra il frumento; il 
cbe fasii insJi Tuscire deirtnveme. 
Onde Forment bulaa, Soprasemlnaio di 
puh. — V. 

Bu|2i«0 praa^ eiffm....SemiDarvi pnla 

o fterume .per appratirlo. 

BuUda *M Spargimento di ptila. Fa la hu* 

iada dicono nel B. M. queilo che m 

altce parii del contado dicono FA la 



crvscada (V. Giun. al Voe,)^ mntata la 
crufca in pola^ oode i rooltisairoi fient 
danno divisia nel basso contado. 
Bulln o Bullla ... II secoodo gnscio, o sia 
qoelia softilissima membrana molto 
aderente ai graoelli del riso, cbe, pas- 
sata insieroe con la lor prima ruvida 
scorsa sotto il Frantojo {MoioMta) e ri* 
dulta ia grossa farina, serve per in« 
grassar majali, ec. Farinaccio la cbiama 
il Latiri (ill, ai4). La Bisina ^ altra 
cosa dal FariMULceio; tsmk propriam.^ 
riso <:he s' k rotio nel brillarlo t bian« 
4^bifb. — V. 
BuUin •.. Gusct deUe cdeoole o d^ssale 
del lino -roamate, cbe servono per cibo 
a' porcf • 
Bolon (in) agg. ... Prima seorza del riso. 

Pula, Loppa, -^ V. 
B&s [Dtmm anca, ec.] (in)agg» Tupuoi 
zufolare. 

Ogni bus intrequeriss; cbi no man* 
gia, el cuu paffss. V. Ckn i. q. G. 
Biis de la saa. V. S2ia t. q; G. 
B&s (in) aggelt. agg. Qnando uno spacctn 
qualchenolizia ohe aoo sia vera, i Brian- 
suoli soglioB oppergli: L'^busaj-^ e 
s'ella k vera, dicorno: Questati sibppaj 
prendcndo la mefafora dalle noci, le 
quali sonbuone^ se tnteree piene; sono 
Tane « nolle, so base « t6se dal baco. 
— V. 
BuscioMI; Bascin6ni v. e. FMlino: Vl* 
tdUme. 

I contadini nsano sp^sso queste voct 
aoobe per conliimelia Terso i loro fan- 
ciuUini allorch^, a mo' di buaccioti, si 
vanno travolgendo per terra e batos- 
tando fra loro. 
Boscon, V. della Basse , e pi& pa v. cbe 
mil. Cespu^io folio e spinoso, Maechia^ 
Mncchione i ed anche Buscone e Su- 
scione^ ma qoeste sono anliche e poco 
nsale. — V. 
Bibsera e Bwserbit.Bbtola, Bbdola CBor. 
Garena, Pronto, p; i^S). Riparo a semi- 
tramoggia che poosi alle finestre delle 
carceri, de'convenli, dc'coHegi, ec. 
Bosserdtt ... Quel bossolo di coojo in cot 
innasla la croce cbi la porta a proces- 
sione per alleviarsene il peso, k fer* 
malo a un cintolooe che ricigne la vita 
del Crocitrero. 
Bnsserdtt (m), i.® sig., agg. BAecola h 
delto dal Qtnsst {Dis. miiit, in Gassa, 



BUT ( 

S 3) il Busterott che gaarnisce il mozzo 
<ielJe niote^ entro la qual bUccola s'iin- 
peroano le estremilii delta aala (asse). 
— V. 
Basser6it o BaflSol6tt, 5.^ sign., si riformi 
cosli Specie di bossolo di legno che 
si metle in fondo al Palmon€ (Pianton) 
fomialodi tre oqualtro vergelli o siano 
rftini imdi, da cima a foodo intaccali; 
uelle tacclie de' quali rami o TergeMi 
s'iufizzaoo altretaole paoiuzze {Jbacchet* 
tinn inifescaa)', e per tal niodo, tutto irio 
il palmooa di al fatli fuscelletti, s'io« 
casira per mezzo del del to bossolollo 
Delia cima d'un grosAO palo, che s'aUa 
e s'abbassa a piacere. — V. 
Bussoldtt di passer ... Nome di ciascuna 
di quelle come bottiglie lozze di coUo 
e di color rosso cupo di cui si Tedono 
filari ricorreoti poco soUo il letto di 
certe case antiche io Briaoza. Meazo 
fitte oel muro, e mezzo sporgeoti co 'J 
caooello aperlo» daoDO entrala alte pas* 
sere io uoa staoza atligua dove esse 
riraangooo lacile preda di cbi per que- 
slo mezzo vuol fame eaccia. Questi 
bossolotii* a dir vero, appiccati ordi- 
Dariameote al moro^ vi si mettoao, 
acci6 cbe le passere v^Dtrino a sidi- 
ficare per levarne poi a sue tempo i 
passerotti oovelli. 
Dossor^ll. Bosso/elto o Caii/if/fo^ordin!iria* 
meote fiiUo di sambuco> il qual si melie 
e ferma cod iilo di ferro io cima alle 
caDoe, dcDtro le quali si custodiscono 
i Panioni (BaccheUbn) da acchiappare 
li occelli a citretta* Io questo canoello 
si ficca pe'lm^oico alquanio aguzzo il 
paoioDe, che pe '1 caonello islesso, ter- 
mioanle dt solto a mo' di rampioo, si 
atlacca a qoalche ramo della siepe, si 
cbe sporga alcoo poco io fuori^ e pre- 
sti comroodil2i ai curiusi ucceHelli ac- 
corireDti alio spetlacolo della crtelta da 
lore Doo roai pi& vista, di posanrisi su 
€ cosi riDiaoer presi alia ptfata. — V. 
B^t («), I.** sig., «gg. o Boeutt ... Cosl 

dicoQO a Varese per CespugHo, 
B6tt [Seiame] {a) agg. I Brians, dicono 
BmtUda e BMl per Seiame e Seiama- 
re.lac.Ricci 6or. (Catagr, vol. II) ba 
Geito per Seiame. — Y. 
B&tt [Dass tie bati] (in) agg. cbe il llaggi> 



37 ) BUT 

oel Faho Filosqfo, a. II , ioterm. 1 , 
p. 73^ disse Doss a bust (se Don h er* 
rata la stampa ) ; Jndarsi ajutando il 
megfio che tuom pub, — V. 
Butt. Urio. L'^ la Mort cbe gbe dk i 

bull. F. B16rl i. q, G. 
Bunk (a) agg, Pussare. £1 butta d^ lira. 
Pesa died libre. 

Quell che butta, reossiss. /^. Reassl 
I. q.G.^ 
Butlft. Aver tsitOy successor Biusttir, But- 
tare, u Avr6 caro vedere quests elezio- 
ne degli ottanta come la bulla » cio^y 
come riesce (Picro Cappooi, Lett, Vol. 
IT deWJrck. stor. Parte II, p. 57.). 
— V. 

die butti quel che voeur bultL Av* 
venga che vuole, «* Butti quel che but* 
ta M, disse Passerooi nel Cicer, — V. 

Buttalla in scianicia. J^ Io siesso che 
Tralla in rid. K. Rid. — V. 

Bultass gi6. Pari, di grano , Allet* 
tarsi y Ricascare^ Andar a terra, « I 
grani grossi ricascano e s'allellano piji 
difBcilroente dei geniili i» {BoH. agr. 
tosc. Scric 11, N. 8). — V. 

Bullkss-via, Disperarsi^ Glttarsi Pta^ 
Affligersi. — B nd sense stesso di Tra* 
. via el coo, p, e,: 

Mo mi me batti via 

Qoaod piabgto cli'ogoi <H ptsgiora i agn. 

inlcrm. 1, p. 49. — V. 
Butta-via^ lugago. J^ Io stesso che 
Falla a la granda. Spamaz%are, Spen» 
dere assai, Scialaguare, Disipare, 
SguazzaHa, — V. 
Buttalli (a) agg. Straeurato^ Sgovemato^ 
Avventato, Che fa le cose senza avver* 
lenza e coosiderazione. — Lo Spentato 
h privo di senno, e sensa giudizio: lo 
A^entato agisce inconsideratamente t 
precipitosamente, seoza per6 mancare 
di senno; soltanto oon ne (a viso e fa 
male quelle che fa^ solo per troppo pre« 
cipitare. — V. 
Boltalli ... Specie di moneta originarlam. 
pannigiana che alire volte era CODO* 
scittta anche fra noi. Nelle poesie mila- 
nesi del 1600 e del 1700 si legge que* 
sta voce come se fosse nosirale. 
Butler (in) agg. Faslidi col butter. V. in 
FastkU net Foe. 



CAC 



(28) 



CAG 



Cjii (in) trasporta t ultimo deltato delta 
pag. 174, col. a.*, dope le due prime 
righe della pag, seg.j e corr, zzz lumaca, 
z:i ins=: cbidcciola ; e^ dopo la parola 
chiusa^fl^. Aocbe i Lfttini chiamavaDO 
Domiporta (Portacaaa) la C|iI<5cciola. 

J p. 175, col,a.\ riga i.*, corr»z=3 
r. Diivoi, =3 in t=: r. SinU 

Cli (a) agg. Per FamigUa. Regg la ck. 

Meggere, Govetmare la Jamiglia. — V. 

Per JPalria. A I'estaa i spazzacamin 

Tao a ca. j^W estate U spaxiacamini 

tomano aipaese, o Mimpatriano, 

Ch de melgasc ... Grosso mucehio di 
aagioali , melegarj o melicali disposti 
io giro e in piedi alquanio iuclinati 
Tuoo aU'aUro. Catasta di nielegarj? 
— V. 
£1 Prel de ci. V. Prdl i. q. Q. 
Ogni ck gh'ha el s6 de (a. Ognuno 
ha U suo impiccato aWuscio* 

Tirk a ck ou capital .^ Forse ren- 
dere ud capiule dato g\k a rnutuo. 

Tirk a c£ 00 fioeu. Riprendere un 
bambino dalla bdlia ^ un ragazio dal 
coUegio, e simili. 

Ck Bassigoanna (in) agg, Forse dal ca- 
slello di Bassignana aella Lumellioa. 

Ck graoda (a) nelle G. agg. T' ho ere- 
duu de la Ca graoda , — espressioue 
proverbiale de' mendicaali , cbe , non 
avepdo casa, pigiiano il rooodo iolero, 
o lo spedalcj per loro abitazione.-^ D. 

Cabbiii^sfii, fr. coot, verso il Comasco ... 
Meoar prigiooe. 

Cabra e CabrStt. T. dei Murat. ... Quella 
specie di capra o Iriaogolo d'assi cbe, 
in^sso nell'allo di ud' abetella , serve 
ad appendervi carriicola o taglia. 

Cabrelt e Cavrelt ... Aroese di legno ad 
aogoli quadri, quasi a forma di basto, 
che, sovraposlo alia botle, sostieoe la 
p^vera quaodo s'imbotta il vino. — 
Ove altro nome piCi proprio non s^ab- 
bia, polrebbesi regolarmente cbiamare 
Portapdvera. — V. 

Cabrdssol(mX 1^/70 Craboss, agg, o Car- 
gos. Oliuello* 

Cacc c Cagg, v. vatsass. e br. Borsa dei 



teslieoli. Coglia, Serolo. — T^der de 
c«gg» figuralam. Molk, Frdgile, Facile 
a peccare, Cascatojo, Cascaiiceio. — V. 

Cacciaddr {in) agg, Bon cacciador a I 
piatt ... Dicesi per borlare chi si vanti 
buoii caccialore, e no'l sia. 

Cacciadordn ... Valentissiroo cacciAlore* 

Caccid. F. Cascid i. q. G. 

Cadeokzs (in) agg. Avegh pussee bolzon 
die cadenazz ... Frase de' cont. del B. 
M. ...AverepiJi apparenza cbe sustanza. 
Vong i cadenazz a vun ..« Gergo de' 
cootadini verso il Comasco ... Dare ad 
ali'uoo rOlie santo. 

Caden^lla de Venesia {in) <tgg. II C*re* 
Da» Prontu,, dice cbe aocbe io Toscana 
la chtamauo Catenina di Venetia. 

Cadenn, al pi. Per siroil. cosi cbiaroano 
li ortolani li Steloni delle fragole, oio^ 
quelle produziopi slrisciaBli sopra ter- 
ra ^ cbe ad ogni nodo getlano radici 
e nuove piante« — V* 

Cad^nna {in)^ 1.^ sig.» agg. Vtu ligaa 
longb cont ona cadeooa (o coot ona 
corda ) curta. Modo cont. del B. M. ... 
Dicesi di cbi vanti avere, e non abbia. 

Cadenza e Cadenzia. — Vegui alia caden- 
zia (Maggi). Figuratam. Fen'ure alia 
conclusione, al termine, — V. 

Cadr^ga {in) agg. Ancbe i Sardi Logu* 
doresi dicono in questo senso Cadr^ . 
Forse d'origine spagnuola. 

Cadregliin {in) agg, { che con voce infan^ 
tile diciamo Gbingbin). 

Cagelt, V. br.., figuratam. Bonotto pieno^ 
sou intesovi di denaroi o Cosa niniile a 
borsa e cbe ne facia le vecL — V. 

Caggiass (a) agg, Caggiass el saogii. Ca* 
gliare , Mancar d' animo^ Avere una 
paura sgaogherata. V» Scaggik. -^ V. 

Cagiott (a) nelle G, agg. Figuratam. vab 
Buf^gio^ Pincone. — V. 

Ckgna (m)| sig. tersult. , alle paroh Mi si 
dice cbe cbiaraino, sostiiuisci chiamaao, 

Ckgna. T. de' Cantin. ... Specie di leva 
per allogare facilmente li sportelii da 
botti graodi: operazione cbe cbiamta- 
mo Tira»sii i usciteu di vassej. 

Cagoceula dicono in piu, luoghi del con* 



CAL 



(:^9) 



CAL 



Uuio per Cagnetto. K £ il pacse dvlla 
Cagnoeida, coo la sua oater/a pure cosi 
deoomiData* ne tieoe viva questa voce 
in faccia alia dislaosa di ud millio a 
ouest Dord. 

Cagooe^ra, aggelt, iTErba. K L q, G. 

Cagnou (in) , 3.® fig. , agg. Cac/uane, 
Coal il Crescenxi cbiaina la larva o 
Yerme delle api, e il tledi qu«:Uo delle 
noscbe cbe si genera nelle carni, nel* 
lo atraccbio grasso e siroili. — Pien 
de cagnon. CacAionoso, — - Andii tutt 
a cagoon. Essere iutto cachionoso, 
Essere tutto cachiom^tuUo bucato. — V. 
Per similitudine, cbiamano cosi alcuni 
Brianzoli il germoglio ancora leuero e 
•ppena spuutato delta vile, — La gem* 
WM che comenza apphna a matiw, o a 
cascu^f El primm ganolinj italiauam. 
Cachio, Onde il verbo Scachiare cqui- 
Weote al nosiro «S'garso/d^ J/ogit/iy 
cbe SpoUonare si dice quaodo si iraUa 
di alire pianle. — V. 

Cigola, V. br. Cacola , CachereUo, se 
di lopOy di uccello , di bacbi da seta 
e sinilis se di capra e pecora, pii!i pro« 
priaiD. dicesi Pilldcola. — Cdcoie di- 
coDsi pure quei gruroetli di stereo ri- 
scccbito sn la laoa delle pecore , ec, 
— V. 

Cajroeu (m), i.® sig^ ogg. 

Per «] ctircpo di ago gb^ huo «1 ctrVell bos. 
Maggij Rimtf p. aSi* 
Sono un vecchio baruUo, barbogio, 
rimhambilo. — Y* 

Cajioejfe. T. de' Maniac. Tarlo, Specie di 
nalor6 cbe vieue al cavallo sollo i 
piedi. 

Calaa (m)y sust^ agg, lo StreUo ( * losc« 
Carena, Prontu. p. i8 )« 

Caliida(in), i.^ sig., agg, RoUa, « La 
neve era alla» e non v'era stala fatla 
la roUa> si cbe cascavamo ad ogni 
patso per cattiva via, .... e cammi- 
navamo a occbtaia », cioh, come me* 
^iopareva alPocchio (Andr^H fioccbi- 
neri da Prato, Ricordi, — Arch, stor., 
A pp. VIII, p. 336). — V. 

Cwilliat, aggeii. di Lunna. K Lunoa i. q, G, 

G4laaio(curretiti), latin. J penna correnle, 

CalasUia {in) agg, Calastr/a preveduda 
Pi mesxa provednda. ... Bet proverbio 
de'cont. dell'A. M. .•• 
Qm pi«fi aativadota asiai omb ineUi 

Pctrarca, TV. Ttmp, y. 7a. 



Calcii (a) agg, Poniarey Ponlare, Spignt re 
si cbe lo sforzo aggravamento si ri* 
duca tutto in un punlo.— Perlo sforzo 
cbe alcuni fanoo, andando del corpo» 

» • h • * • » • calrhea tropp. 
Come i atitogb qitaod fano i bal d« a^ciopp. 
Maggi) sm^l RisOf p. 69. — V. 

Galclgbela dent a bagnmar/a. — « B 
sela carola non gli fo^se ben entrata^ 
gliene dar6 una calcatella genlilmente n 
(Caro, Sltacc). — V. 

Calc^ster, v. com. Terreno duro, com* 
patio, biancaslro^ Sterile; k il Cesson de* 
Briane., il Tdj[f (O cbiuso) dei4>av. oU 
trepad. — V. 

Calchdra {a) agg, Bui o Scotii come ona 
calcbera* Avvampare, Avert gran caldo 
addosso. Dicesi per lo pii!i parlando dt 
febricitanti. — V. 

Calcbin. Schiribilla (il Rallus pusillus dt 
Pallas). Ed ancbe Schiribilla grigiaia 
(il Rallus Baillonii, Viellot). 

Calcbin. T. d'lngegn. Ferro appuntato 
con cbe si calcano le carle, ec» Col" 
catoja> — V. 

Calcin^zs (a), i.^ sig., agg, Roccia. 
— V. 

CalciniroeCi (in) agg, e^ secondo paesi, an^ 
cAe C^lcinett, Scioppiroefii e Calcineroeu, 
Traofoeura i calcinirceij. SbuUellare. 
Gettar fuori li intonacbi le bulletle o 
calcinelli: il qua I getio dicesi SbulleU 
tatura, -^ Anche i mattoni conteiigono 
talvolla pietruzae calcari , cbe (anno t 
co'l macerarsiy sbulletlature. -r- V. 

Calcdo. Tenesmo. V^ Poniur. — S. 

Calcdn (i/t), 1.*^ sig., Agg. Nei nostri scrit« 
tori anticbi d'Arligliena e Architettura 
militare sono detti Cocconi^ Conj\ Tu* 
raglj, — y. 

Gild {in) agg. Negii del cald. F. 2iegk 
i. q. G, 

C^lda, aggelL di Stanza, r, nel Foe. 

Gaidar (in) agg, M^negh. Manico, r= As. 
Occhi, i=z Orlo. Orletto. = Cuu o Fond. 
Fondo, = Spend.... VAltato, 

Rar in campagna, spess in del caU 
dar. V. Rir i. q, G. 

Callo, K OEuv I. q. G. 

CiiU (m) agg. Erba di caj. F^. Erba ba* 
sgilnna. 

Galmdn (in) agg, I Diz. delle lingua banno 
Calma t Ctdmella per Marzaj Ramo* 
scellOf Sdrcolo cbe s* inilcsta in troneo 
selvatico. i Bolognesi dicono Calmone 



CAM ( 3o 

al trooco sn^l quale si (a Fmnetto (Tao. 
Bconom,), Kalav, in greco, Lepio. —V. 

Camija (a) nelle G. agg. Sitniglia al Ga- 
maglk) del Doge di Venezia cbe rap- 
presenta il Camaglio a rete di ferro 
delle arroadure aotiche tramutato Delia 
pelliccia del valore moderoo. 

Camarln de copp. T. de'Foni« K Cdpp 
I. g. G. 

Garoerlacc2ii (m) agg, Allri dicono idio- 
ticatu. Camerlecaij e lo faoDO aindoi- 
roo di Cacciaddrt a.** sigtiif,, V, il Foe. 

Gamin {in) avverii, cbe Gian Vett. So- 
dennT'{TraU, iPJgricult,) chiama seiii- 
pre Canna quella che noi pure diciam 
Cannai Piramide quella cbeooi Cap* 
pas Fumardli, SfogatoJ I bucbi o boc- 
cbe per le qaali esce il fumo. La Pi* 
ramide la dice uq tratto aoche Cono, 
— V. 

Gamlsa (a) agg. In camisa, e, per enfasi^ 
la caroisa iu camisoeura. //tcamicm.GoD 
la sola sola caroicia iodosso. 

Tras*foeura ia maoega de camisa. 
Sbracciarsi. Nudarsi il braccio, rimboc* 
cando la caroicia fioo al gdmito. — ^ Fi« 
guralam. Mettere ogni sforzo io far cbe 
cbe sia. Spogliarsi injarseito, — V. 

Gamis&da. K Incamislida i. q, G. 

Gamisoeilira (in) agg, K Gamlsa L q. G. 

Cimola (in) agg. FucignSne cbiamano i 
Toscaoi il baco (Cdmola) cbe rode le 
pcre (Gior, agr, tose,). — V, 

Gamol6tt (in) agg, Dormiglione, t lo 
stesso cbe Mora. Larva d'iosetto cbe, 
rodeodo, £i dei gran bucbi neirinteroo 
dei peri e dei meli giovani. Si pu6 cu- 
rare Tuna e Taltra cimola. Questa rode 
le pere, e il Dormiglione danneggiii i 
peri, e non le pere. — V. 

Camp (in) agg. Rar in camp, e spess in 
del caldar. K Rir i. q. G. 

Tess padron del camp e de la vigna. 
r. Vlgoa I. q. G. 

Gampagoa (in) agg. Rar in campagna, 
spess in del caldar. F. R&r i. q. G. 

Campagnoe£ila. T. de'Geom. ... Minuta di 
cainpagua; la piauta, la bozia del ri« 
levato in campagna. 

Campanin (m), sig. a.®, agg; Gioengb de 
campanin. F Gioeugb. 

Sig. 3.^, agg. Ve ne sono di biaocbi; 
rosei, lurchiui, vioati, ec. 

Campanin ... Cos! cbiamasi dai colligiani 
hriautuoll quella caruncula cbe banuo 



) 



CAN 



SQ 'I capo i polli d' India, e che noi in 
cilia chiamiamo il Candirdn. V. net 
" Foe. Quel polin \k Vk gioven: l*ba 
agnam6 de 1^ el campanin. 

Campanin de la gola, per Ugola di- 
cono n«l conlado di GaUarate e in 
Brianza. 
Camplinna (in) agg. Ganipannaa bolson .^ 
Gampana cbe si suona per una fnne 
altaccala immediate alia cicogna, o sia 
al ciocco o ceppo in cui stanno 6lte 
le trecce di essa; uon ba armatura di 
ruota. I Comascbt la dicono Campamia 
a $bah. 
Gampiinna. F* in Ferr di copp L q. G. 
CampascioeCi^T. c. br. Campicciuolo^Cam* 

picelio^ CampereUo, 
Campksg o Garopksc ed anche Gampftsc. 
Voce del Lario per Cdpia, Gerla, V* 
Gamp6sc in Monti, Foe. Com, 

Se i oliT grappissen in masg, pre* 
para el campasg, ee. V. in OlWa i . q. G. 
Campl. T. degrimbiancatori, e Tale dar 
la tinta alle campate delle pareti, la* 
sciati li zoccoli, i fregi^ ec. Campire, 
Campeggiare^ Fare il campo, -— S* 
Gkn (in) agg. 

a Glin gross (Vol. I,p. 199, col. !•')» 
Peasi grossL 

a Gin pdmer (p, 198, col. a.*), Cane 
volpino o Cane pomerano (* lose. Ga« 
rena, Proniu, p. 294.) 

a Daj al can, ec, (ivi, col. 3.*), K 
anche in Ldgora. 

Can de cerca. Cone bracco, da leva, 
da ripoliia. — Can de fernM. Cane da 
fermot Cane da giungere. Goal dislin- 
guono i nostri cacciatori il cane che 
va CO '1 fiuto cerca ndo e levando la 
fiera, da quello cbe la insegue e ferma. 
— V. 

Chi DO manten, ee. V. Gilt i. q. G. 

A slo mond hinn tr^i quii obe^ sia 
ben : el gall del roornee » el can del 
beccbee , el fattor di monegh. m Tre 
son quelli cbe stanno bene: il gallo 
del mugnajo, il can del beccajo^ e il 
fatlore delle roonacbe n (Gelli^ Sporia^ 
a. HI, sc. 3). — V. 

El marl el gb'ha, ec. K Marl 1. q* G. 
dn, figuratam. Avaro, che non darebbe 
del suo la croce d' un quatirino a per- 
sona del mondO) se la vedesse crepa- 
re. — Vess cau. E$$ere cane dei suo | 
uso Gio. Morelli (Cron.).. — V. 



CAN (3 

CiinAla, fern, (che li Ingegn. Lomb. nelle 
Joro relax, dicono La canale), Jque* 
duUo mioore che riceve le aque da 
im cavo o coodutio pnDcipale» e le 
Irasporta altrove passando topra altri 
cavi, o sopra luogbi bassi e aT7alUti. 
— V. 

Canallo (in), sig. 3.^» dopo calenzuolo, 
agg, i! il S€rin mtdet dei Franc, e il 
Giannisser dei Piem. 

Dopo Caoli^ eCf agg. o come oo 
aseo o jcome on canalin de magg. 

Caoaliooa [Uga]. K Uga i. q. G. 

Caoallnna per Pever&scia. F. nel Foe, 

Canaldo {in) agg, o Caneldo. T. de' 
Foro. .^ Nome di quella fpecie d' la- 
caoalalura .che, facendo aeguito alia 
bocca, §* avanza tra bancbiDa e ban- 
ciiioa oel vaoo della fornace da tegoli 
e roatlODi. 

Canlvra (in) ccrr. La Canavra e la Gam* 
bisa aooo una roedesima cosa si Dello 
scopo , come nelb fonna e aeUa aia- 
leria oode k fatta. E i' uoo e i' altro 
nome h io uso cosl pretsd i roandriani 
delUValsaasirta^coinepreflsoquelli del- 
la nostra Basse. — Id vece di li fatta 
coUasa, o collare cbe la si dica, alcuoi 
pratican di mettere al collo delle vac- 
cbe una catena di ferro co '1 suo an- 
ndlo pur di ferro per fermarle alle 
greppie. — V. 

Caocarenna e Caocaressa. Foci de^* i* 
dioti di dltd la prima ^ di quelli di 
cmmpagna la seconda, sindnime di 
Cancrtooa. F. nel Foe, 

CandiUtt... Fabricalore di caodele. 

Candlra (in) agg, Candil felippino, mar* 
garioh ... Specie di caodt^le di mo- 
deroa fatlura $ anGbie tra le commuoi 
<ii sego e le cerdgene, o SUariche, 

Candlr faa a bacchetia o Candir de 
cerveHee. F, Bacchetia i. q, G, 

Candir frust {a) agg. Candele ma* 
nomesse^ — V. 

Nel proverhio Cbi ha mangiaa, ec. , 
dopo 343, agg. e Pauli, p. i8o. 

Candir^e (in) agg, Candiree d' argent ... 
Fnrono CAsi chiamali per ischerzo li 
Usseri cisalpioi del 1796-7. 

Caodiron [dei «alli d'India] (a) nelle G, 
^gg' Che i coot, brlanz. chiamano Cam* 
pamn, F, <• q. G. 

Canetladdra ..^ La donna che fa mestier 
d'Arraocettare {CametU). 



I ) CAN 

Canettdc (a) nelle G.^q.^ sig., agg. £ la SiU 
via iurdoides del Savi, e Caiamoherpa 
di Boaap. — V. 

Caoev^e. Cdnapajo, Chi assetta cinapa. 
II BarufTaldi chiama Canapajo un suo 
lavoro poetico intomo alia ciSoapa. 
-V. 

Canna (soUo) agg. In canna. In bastoni, 
Lacca in canna, Sangu de dragh in 
canna. Cassia in canna. Lacca, Sangue 
di dragOy Cassia in basloni, 
Bev a canna. F, Bev f. q, G, 

Candn (in), sig. 4.% Vol. 1.° p. 207, col. 
i/inyZntf; levala parola Stecche^ e so« 
stituisci Bastoncelli o Stecche maestre 
(Garena, Pronlu,). 

Candn (in) agg. Fa candn. jiccarlocciarsi, 
Dicesi delle ibglie del grano turco , 
quando ^ per alidore appasseodo, si ac- 
carlocciano a mo'di cannone. — Y. 

Cant, V. valsass. Luogo, Stalloy Sialla, ed 
anche Casale^ Ceppo di case. *- V. 

Canl& (in) agg. Cantli de garoU. F. OE^v 
L q. G. 

Canlii i b6(t. F. Vassel 1. q. G. 
El Zeneie canta lo cucco, magna quel 
de li altriy e 7 suo saha iuUo, — Cosl 
i Briant^i sogliono cantare in faccia 
alle moplanine genovesi che vengono 
qui ueir inverno a camparvi di quel 
cbe vanno accattando, menlre i loro 
padri e mariti lavorano da schiappina 
e tagliaboschi , tacciandole quasi dt 
Iroppa pidocchier/a in risparroiare il 
proprio : scaltrezza da cdccolo, il qua* 
le, per risparraiarsi li incommodi del 
covare e dell'allevare i piccoli, depona 
le uova nel nido di un allro uccello e 
ne lascia a quello il pensiero. — • V. 

Cantar^j (a) nelle G, agg. Romp i canta* 
xe\„, Fregar forte co' le dita le detle 
ghidodole per toglierne Tinfarciaiento* 

— Quella del collo i contadini se la 
rompono e sciolgono con lo scootere 
il capo in qnii e in \k gagliardamente. 

Romp i canlarej a vun, Figuratam. 
vale Togliere altrui i capricci, Scapric* 
ciarlo, Levargli il ruzzo dal capo, col 
fargli di sode freghe insii le spalle e 
ragguagliargli le costnre. £ lo stesso 
che R»mpetdi a vun i nSs ia dei coo* 

— V. 

Caniioelk (a) tuUe G. agg. SofEit a can* 
tinell. r. Solfitt i. q. G. 



CAP (3 

Ciiiillr (in), S.^ 8ig.» agg, li CanOierius de' 
Austici Latini (doode Tieoe, « quel che 
pnre, il nostro Canl(r), non era un sol 
palo posto a sostegoo delta vile, si beoe 
«ra una specie di giogo forma to da an 
palo attraversato a due riUi. — Sin" 
gutis viticulis applicabimus ... hina de 
vepribus hastiUaj quibus adnectantur 
singulae transversae perticae In unam 
pmrtem ordinisj quod genus Jugi Can" 
ifterium vocani rusUci (Colum. De 
re msU lib, IV« zii, i). m Da'cootadioi 
(coal traduce B. del Beoe quest*ultime 
parole) questa iDauiera di giogo cbia* 
masi CavaUetlo n. — Propriaro., se- 
coodo Yarrooe (De re rustiea lib. II, 
Yii, i5), Cantherius k\\ ca?allo caslrato; 
e forse, per uoa cotal similitudiue cbe 
ha ool cavallo il detto giogo ohe si 
pooe a sostegoo delle viti, i cootadini 
latini I'haono detto Caniherium, —V. 

Caotdri [Canione, Canto, Angolo\, Sotio 
questa voce riferiscausi i varj dettati 
di cui in Canldn nelle Giunte al Fbc, 
traiue i due primi. 

Cantda ... Ferro ad angolo retto che fa 
•osteguo alle imposte da fioestre. 

CaotoQ^l.T. dei Murat. e Gostrutt....Nome 
di ogouaa di quelle travi cbe si alio* 
gano nelle cantooate dei tetti a qual- 
fro alie. 

Cap^ll (m) agg. Mettegh in coo on capell 
cativ a yuu. Modo proprio de' cootadini 
rerso il Comasco ... Appiccar sonagii, 
Diffamare, 

Sguercii el capell. f^.Sguercili Lq.G. 

Capell de trfi canton {in) agg. Nicchio ^ 
detto dai mod. Tosc. per qualche si* 
mil. che ha con certe concbiglie. — - V. 

Capetlada {in), sig. i.® agg. Lewita di 
eappello (PanaQ. Poei. teat. 1. 1, c. nx, 
«. 9)- 

Capell^s, T. cont. Fare il cappeHo, Sta 
linna la s'^ capellada prest. Questa 
tino hafatio il eappello presfo. 

Capellin, verso il Pa v. e nel B, M. ... 
Specie di iuogo cbe ^ VAgarieus vagi* 
natus di Bolliard. 

CapelUona (in), a.*» aig., agg. II fr. Dos* 
sihre. 

Capellit de pret, ;i«r Roocrfsgen. V. il Foe, 

CaperlU ... Nome dei bottooi del fior dei 
Ctfppero Don per anco sbocciato. 

Capiti (in) agg.^ t Panao. Foei. Uat. I. 

II* t. VII, 5. I.. 



3 ) CAP 

Capia (in) osserva che il Brianzuolo 
dice anzi piOi spesso gabbia , cbe ca* 
piUf massime quando parla di qoella 
specie di geria grande con cbe sool 
trasportare sue robe dal caropo a ca* 
sa, ee. — V. 

Capi^tur (en) agg. Vest g}6 capiatar per 
vuo ... Esserci ordine di arrastare uno. 
— V. 

Capio ... Nei capanni camperecct di legnt 
e pKgYia, ^ quel po' di groodale cbe 
sporta in fuora del vertice del tfmpauo 
di ficciata a difeodere da'veotipiovoli 
I'iogresso del capanno. 

Capital (in), a.® sig., oggr* Capittde, IstrU' 
mento ( Panan. Poet, teat t I , c. x , 
8. 555. 

Capt'toldo (Sala del) ... Nel fobricato di 
propriety dell'Opera del nostro Duomo, 
che era gik nel ricinto di Gamposanto, 
chiamavasi cosl una grand'Aula perchi 
deslinata alle grandi adooanse ditotli 
n Operai o Fabricieri del Daomo. Fu 
eretta nel i4o4» nveva una volta ardi« 
tissima, ed era adorna di bei dipinli del 
Borgognone. II conte'Ambrogio Nava 
Delia sua bella Relaz. de* Ristauri delU 
Giiglia, 1845, ne deplora la distniziane 
avvenutane in qaesli anDi cootro ogni 
rignardo airarte, e ne 8erb6 memoria 
ID un disegno annesso a delta Relaa. 

Capdn (in) agg. In duu a an capon e in 
quatter a ou resegoo ... Modo briaaa. 
per indicare cbe un cappooe basta per 
giosta pieUDxa a doe, come a far agire 
un gran segone vogliono easere quat* 
tro segatori. 
Capdn, figuralam., dicesi d'un Poco^di* 
buono (Baloss), d'un Ladroncello, che 6 
sempre pidi deniro che fuori delle Pri- 
gioni , detle figurataro. Capponaje. -^V. 
Caponii (n), 3.® sig., agg. Cuecate (Pa- 
nan. Poet. teat.. 1. 1, c.xnii,8«34).-*V* 
Capooegrin^ v. br. oooL II piccioO della 
capinera; il polcino deUa MotaeiHa 
atricapilla Lin. 
Capondgro, v. br., per Capoegber* V. nel 

Foe. 
Cap6tt [T. di giuoco] (in) agg. Maroio, 
Posla doppia. Onde Scampare ilmar* 
cio, Uscire del marcio, vale useira del 
riscbio di perder la doppia, 

T(ej!i-su capott* Perdere il giuoco 
marcio. Perdtrla mareia; che imporia 
il doppio delU posla (Bifciooi), "-^ V. 



CAR (33 ) 

C>pp«. Fern, di Gipp in cerli casi: p, 



C«pp« di logg, per Smorbionna. — S. 
Gippa, che allri dicono Cap^l o Capel* 

iinna, v. d«'Boscajuoli e de' ConUd. ... 

NellecaUste k nome coUettivo che com- 

preode i due pioveDii di fasciae che 

sceodooo dal comfgoolo per kto a oo« 

pertiira delU catasta, 
Cappa villa* v, aiU, Da*, mere, 
Capp*p6rta .... Tra i Dosiri accendilani- 

pade del publico ^ nome quali&calivo 

dei capoaccendilori assegoati a oiascuo 

quartiere o porta della cilU. 
Capp-squadra. Cuposquadru, Tra ooi la 

voce e usala specificmtam. a deoolare 

il capo d'ogoi «quadriglia di apaUlori 

delta neve. 
Carbdn cauelUo («) agg. Carbon de cartel* 

la, diconlo su 'I raoate di Nava e luo- 

ghi eircooviciui. — V. 
Qarboo^ ... Nei nostri mooli sigoificaFare 

il carbone, Carbonizzare legne nelle 

carbooaje. 
Carbon<Sra {in) alle voci italiaoe Piazza, 

Bocc09 Paraventaf Sommondare, Rah' 

hoccare, aggiuogi le voci ooslrali Piat- 

sa , Iflahoccadura , T^oda , Spauli-fiDefii 

e MaQlegiil. 
Cardio (a), in fine, agg, e svanare. ^ il 

Carrelet dei Franc. 
Car^cc (a), in fine, iigg. imttando il Praia 

cafTCf^ delle Islrnsioni del Censo 

del 1811, p. 26. 
Caregi el bauch di copp. T. de' Forn. ... 

Pisporre la malta da tegoli su la ta- 

%ola da ci6. 
Carineu, V. br. Cdr^ie, Tailo, Tignuola, 

— V. 
Cartos, Gariolaa. Carioso, Tarlato, Ti* 

gnato, Tarmaio, Tignolato, 

CaroUi dicono i Pavesi quel che i 

Toscani BruciolatOf ciod r^so, gnaato, 

inielto dai bruchi»o bruci o briicioli, 

che se li cblamioo* secondo pronun- 

cie. — V. 
drisea, v» ant, Da%, mere. 
Carisna {in) agg, Carisna: Poher£ di fu' 

ligine (Grescenzi, jigric. VI, 66, i.). 

Quelle che i Friulani dicono C&iaQm. 

{y, il mio Focab, friul, ilal, nelU niia 

Libreria, dove bo spiegalo ampiainente 

la cosa.) 

^^|^» Or* (ttUo quel cbe di 3i»Ietli iuliani ha 
ftciitto PAalore (lollone qaetle Ginnte al Vocab. 
MilanMc), ivtto si trova n«)la Bibtiotcca Am- 
i>rosiaaa. 

roi. V. 



CAR 

Carl^ (ih) agg. El sd de fevree el manda 
Tomm in del carlde. V, Sd 1. ^. G. 

Carlitt, San Garlitt, o Fidr de fan Carlo. 
V, in Fidr nel Voc, 

Carna {in) agg, Robba de pret, carna de 
b6« lira chi p5. K Robba 1. ^. G. 

[Carna roastra] (in) agg, flottroastra 
de prima qualitaa de maoz e de vedell. 
[Setnm luce de carna] {in),dopo 6i» 
agg, e Cecchi, Incantes, IV, 6. 

Carndia e Carnisella {in) corr. Propriaro. 
la Carnisella de^ Brianz. h la Ciccio* 
la de' Toscani ( da Ciccia^ Carne ); 
Pezixa auricula di Liondo nella famiglia 
dei fuoghi sarcdnici. I Briane« la chia« 
nano ancbe Oregginna. •— Y. 

Carne v&a (in), Vol. I, p. aag, ool. a*%r. a8, 
ccrr, cs bozzaraa = m = bolgiraa. 

Carceu o Bruson. Carblo, Rilgine, ^ un 
malore cbe prende al riso quando h in- 
811 '1 fare la spiga. II Carteu minor lo 
infesta nella prima eik, II rino cbe n'^ 
preao 5i copre da prima di maccbie 
rossicce, poi si va diseccando e muore. 
— V. 

Carolii, oggell, Nella basse Insubria chki-* 
mano carolii ( bruciolate ) le pianle e 
ie radici afietle e r6se dai brucbi o 
brdcioli. Lo ftpudafora a p. 96 registra 
Cardio e lo spiega per tarlatura, pol* 
verc di legoame r6so dal tarlo: indi 
Carolato, cio& tarlalo, e cila il Mat- 
tioli. 11 medesimo Spadafora a p. 184 
spiega Tignato per Caroliccio^ Corro* 
so ; e ciu aneora Blallioli. Sarebbero 
mat queste voci Cardio ^ Carolato e 
CaroUccio senesi , e per6 toscaoe ? 
Alattioli naque a Siena nel i5oo» t 
pralico roedicina a Siena ed a Roma 
fino a quaranl' anni. — V* 

Carpija , v. valsass. Ragna , Ragnatela , 
Ragnaielo, A I pi. Carpij, Pare venga 
da Cdrpere laL, percioccb^ nelle ragna- 
tele le motche e allri simili inselti vi 
rvAUoo carpili e presi.—- V. 

Carr-mall {in), 3.° sig.» agg. I nostri con* 
ladini danno il nome di Giongorin o 
CioHgrin alk Stella minove della pic* 
cola Orsa. 

Carreltiniida. Carrettata, Ona carreltina- 
da de sabbia. Una carrettatm di rena, 

Carsenza de bombon {in) agg. t delta 

Pfzsa dai Roman* , Schiaeciaia dai 

Toscani , Crescenza dai Bofognesi, 

Placenta dai Laliui. Le Crescentinc 

5 



CAS 



Creientlne dei Tuscatii ( che sodo, se 
cotido «lcuQi> feite di paoe arrostite 
Qell'olio, o nei burro come quelle che 
i Lombard! mettooo soUo li uccelli ar- 
roflto; e 5 secondo altri , aouo schiac- 
ciatioe CriUe) hanno a fare con le 
nosire Creseenze. — V. 
Carta usano 1 Fomaciaj in un senso pmr* 
iicolare del quale veggasi T^rra i. 

q.G. 
Carlelluiiro (Pelleslnoa deToBUv] {in)agg. 

Panno o Pannume ( * lose. Carena , 

Proniu, p. 4^4)* 
OGuv cool domii el cartelimm. Uovo 

CO 'I panno (* lose. Id. ibid,, p. 4^7 )• 
Cartirae6 ... Garlolajo da pocbe faceode. 
Garubbi. Carruba, FruUo del Carrubo, 

valg. Guainella. t albero che fa n«l 

■ meazodi dell' Europe e Del Lef ante, e 
«e oe maogiano i baccelli che rincbiu- 
dooo una polpa succherina di coiui- 
stenxa siroposa. ^- S. 

Ctfs (in) agg, L' i robba de c^ La h cosa 

. da 4trabiliare, 

Casci (in) agg. No ghe casca, o No ghe 
erode on pelo. V. Crodk ne/ Voc, 

C^scia (in) agg. Per Aiggiro.d'ordioario, 

' in materia d'amore; p. e.. El Ul el g'ba 
in pee ona quaj caacia .- vers Monla- 
f cggia. — V. 

Al pi, figuralam., per Fatii alinti. 
Qutndi d' ua Fiutafatti^ d' un Curioso 
tulto intento a spiare li altrui fatli, di- 
ciamo che 'I sta su iuU i case. — Y. 

Cascili (in), 3.* sig., agg, Parlandosi di 
botti o aimili, vale Scanneliare, CiUar 
forte per la cannella (Spinna) , Versare 
eon fona^ Schi%%are, Spicaare^ Spillare 
con impeto, Zampillare. — Parlandosi 
di polle, Tene^ scaturigioi e simili, ol* 
tre a GiUare, si dice Pollare, Rampol- 
lare. — V. 

Gaseiamtot (a) neile G. agg, j4/fli»ione, 
Passiones p. e., L'^ mori de cascia* 
ment. Egli k morio di ptusione, di ac* 
coramento, — V. 

Gasciass {in), i.^ fig., <igg. Casciats de per 
tutu Intromeitersi presontuosamente. — 
Omm che se cascia de per tult. arPerso- 

■ na molto destra^ molto iofraroettente , 
e che p^oetra in molli lochi M((^ro, 
Lett. ined. I, 186). — V. 

Gasciass in tult coss. Intromeitersi 

in ogni Jacenda. Impacciarsi, Ingerirsi 

. in tuHo^ dicesi di persona che ?oleu- 



( 34 ) CAS 

tieri piglia brighe in servigio altrui sen* 
za esseme richiesta, e per lo piii con- 
tro I'altmi voglia. — V. 

Vuo che se cascia iu tntt coss. /a« 
framettente^ Entrante, Brigante. 

Gasciass deot in di &cc di alter. Dna* 
vagliarsi, Impaeeiani de^ Aitti altmi, 
Intrigarsi, Intromeitersi. 11 Varchi (Stor^ 
Jior, i\, 1 56 )y parlaodo dei Frati^ dice: 
M Sanaa sapere bene spesso quelb che 
e^si trcKhino, si travagliano molto in 
totte le bisogne de' secolari ». •— V. 
Gasci<) ... In genere equivale a Stimolaio* 
re, Pangoiatore^ Uemo ehe eccita al 
lavoro. L'Aoazino sarebbe WCaseiS de' 
galeotti , se noi ne avessimo. 

k oome di gergo di quel Vigilante 
the nelle fabriche bada ai manovali, e 
li spioge a I lavoro se pigri o sciope* 
roni. £ diverse da quel Sopruomini 
che bada in esse fabriche alia regolata 
esecuzione dei larori secondo il piano 
del loro archiletlore, il quale diciamo 
Sorastant 

I Garrettieri che vengono in cittli a 
carreggiare la neve per biUtarla nel fos* 
sato, hanno no Soprantendenle o pi^ 
per ogni rione, il quale accudisce alia 
pronta e regolata carreggiatura per par- 
te di que'tanli Garrettieri che dipen* 
dooo da lui ; e questo h il loro Casdd. 
L'oomo cui il venditore di animali 
porcini afBda la com di guidarli alia 
case di chi li compra. II Porcaro (Ge* 
nerdt) guide e custodisce la mandra 
porcioa al pascolo; il CasciS si caccia 
inoanzi i porci venduti per consegnarli 
al compratore. 
Gasell (in), ti.® sig., avverti. Nel Mil. e Pa v. 
il Qasell propria m. e la slaoaa, dove 
si custodisce il latte dal momeoto che 
s'd muuto al momento che si apanoa, 
il quale spazio d ordinariamente di cir- 
ca I a ore. Gi6 che del latte rimaoe 
dope la spannatura, si porta nel Cason 
(Bottino)^ quivi si versa nella caldaja, 
gli si dk il presame, ai fa bollirei e, 
com'cgli d qusgliato a dovere, si leva 
dalla caldaja^ e si ripone nella forma 
o cascino. — V. 
Gas^t .M Specie di rete. 
Gasetta (in) agg. Ogni casetta g'ha la 

so' crosetta. V, Grosetta /. q. G. 
Gasdo^ V. coroasca. Lo stesso che Dot* 
liana (pesce). F, il Foe. 



CAS 



Casootfra chiamano nt^menU del Comasco 
la Selvaroeida. F. net Foe, 

CasoU [T. di Gace.] (in) agg. Che io 
Briaoza pronunziano CassbtL Le parli 
di questo Capanuo campereccio^ quan* 
do ^ costruito di aoli Jegni e paglia^ 
soDo: Cologoa -. =: Colognelt o Pjen- 
\on.RUU? es Tcoaja^. =5pall. Radici? 
= Cia? „. =z Colm^goa. Comlgnolo, = 
Cappiti ... =1 Pvrlegon. Correntoni? = 
Codeghetl. CorrenUf = CodegbeUio* 
Correntini? =:Stropp. JUl6rloJe?z=z?a^» 
j« de segra. PagUa di segala ond* €• 
scono.z^Ltt Sees. Le Pareti? =: i d6 
AL PiovenU? s Gasaio^U «.. c= Mur^U. 
3iuriccittoio? 

Cass. T. de'Relaj. Sficca. La rate cosl 
della Linaa, p. e. » termiDa in una gnio 
aacca che dicesi Cass^ 

Cass rar. Sacea di maf^ia rada. 
Cass spess. Sacem di maglia fitUu {K 
MoDli, Foe. Com.). 

Cliss (in), siist. m.y ngg. A noi propriam. 
Tale — Massa di fienOf di stoppia, di 
slranie qual si Toglia o per cibo o per 
Iclto alle bestie^ gik bella e riposia sotio 
la capanoa (Cassinna). Mclla lingua il 
Casso^ cbe Cdssero ancbe si dice, h 
lan recinto o luogo cbiuso da muri e 
coperto da letto a uso di guardarYi cbe 
cbe sia. Per eslensione^ cbiamasi Cds- 
sera un p^iccol forte » e» per una coial 
similitudine, dicesi Casso il petto ricbto 
dal auo costolame; ODde forse k venuto 
it nostro Trd in casUlL — V. 

11 Casi'di fieno non ha quelle som- 
init^ pur fatta di (ieno, terminanle a 
cono, detta da noi Cappellina, per si* 
inigliare io qnalcbe modo a una cappa 
•ciorinata dist^savi sopra. — V. 

Cass da terra. Captuinone, k una gran 
Tettoja pii!i o men lunga secoodo il 
bisogooy con muro, per Io pii^, di die- 
tro, non perd tirato sn fiao al tetto^ 
sotto la quale si ripone fieno , pagiia , 
ec. , facendone una maasa cbe 'va da 
terra fino ai idgoli. I Toscani dislin- 
gnono il Capannone^ o gran magazino 
da fieno* dalla FUnaja e dal Piemle. 
La fienaja k meno graode , e il fienile 
i meglio cttstodito del capanoooe. — 
La Cassinna 8 i|n Cass mioore^ e sol- 
levalo da terra, ma ancbe in questa si 
laono i Cass di fieno. —V* 

Cassa [Food de caasa] (in)^ f^vAvamu" 



(35) 



CAS 



(fiio\ Matame, agg. Fondo di botign, 
pur usato dai Toscani (G. Giusti). — ^ Y. 
[ViT sulla cassa di mort] {in) agg. 
« Caropare alle spalle del crocifisso m 
(Lasca, Cent). — V. 

Gassft, ▼. cont. verso il Comasco ... La- 
sciar addietro, Mon meltere in opera 
uoo, ee, 

Cassina ... Nome particolAre deH'arseoale 
io cui si conseryano rinfiniti atlrezzi 
cbe occorrooo in servigio della Fabricn 
• del nostro Duomo. — • Congregazion de 
cassina »•• Sedula in cui li operaj o 
fabricieri del Daomo trattano de* ma- 
terial i per la fabrica. 

Cassioiilt {in) agg. Casalino. Uomo di ca- 
sale (Spadafora). — V. 

Cassindl ... Nei capanni camperecei di 
legno e pagiia cbiamasi cosl tutta quella 
Soffitta cbe li tramezza per dare posto 
al Heno e agli atrami cbe vi S^allogano 
come sor una Cassinna, 

Cassinna (in) agg, i\ pavimento della Cas» 
sinna si cbiama Lecc quaodo ^ confer* 
mato come si vedr^ in Lecc i. q.G. 

£1 lace el sta su la cassinna, F. Laee 
f. g. G. 

Cassina in sigaif. di Casale usa il 
Cam nella Lettera scritta a nome del 
Card. Faroese da Roma, it 5 di roarzo 
del 1 55 1 « Ha s^guito {Fanton Fantoni 
eapitano di scarriera, famoso a gui dX) 
di pareccbi suoi pari a una Cassina sei 
millia Ticina a Parma, dove par cbe si 
disegoi far raunanza per Tenirrt a ru- 
bar una porta. *» --- V. 

Cassdn (ih), sig. 5.^, dopo costato, ag^. 
II Redi {Op. y, t iS) Io cbiama acberz. 
La Cucina, 

Cast^n {in) agg, S 'el castan el sfioriss d« 
roagg, ec. F. Pi!kgQ nel Foe. 

Intend ona rdgora per on castlm^yra- 
se cont. brianz. sindninu liiCapl Romma 
per torn ma. F. R6mma nel Foe. 

Casta ndssa (in) a£^, Cubito che sia un 
eute solo con Carpankssa, F. nel Foe. 

Castanll [in isp.] (a) agg, Boseo di pa» 
line { Paoan. Poet, teat, U I, c. zxztiii, 
s. i8). 

Cast^ll {in), sig. 6.^ agg. Fa el castell 
ai piaot, p. e., ai moron, ai per, ai 
olmi. Impalcare li alheru Fare ilpal* 
CO alle piantej diramandole , o diatri- 
buendole ne' rami. — Figbel alt. //it- 
palcaraUi, p. t., i ge/ii.— • Ftfgbel bass. 



CAV 



(36) 



tAt 



' impalcarli bassi, AlUvarli nani^ corae 
dire a macchia, a siepe, a boschelto. 

- V. 

.Castigoa (a) ndle parti agg. Riscm o 
Riscett ... = Pioeucc. Germe, 

I Castegn crodell ] (in) agg. Crodeli 
e Groveli [ pronnocialo alU Briaot. ]. 
Castagne e Marroni colatii{Hug*z, CuU 
th, tosci p. 85): « Cirea il nieuo del 
mese (d'otlobre) ai battono la castagoe 
e i marroni e s'amroassano in ricciaja ; 
81 ricolgoDO i coIaUt • si 'vcodono, cb^ 
DOQ bislano e ri8caldatio..M — V. 

Nelle seUe briaozuole si Irovano 
quette specie o TarieU di castagne: 
Sozzella, seUatica, pkrcola, alquanio 
pelosa, roezzaoam. saporila. FaHsella, 
Bonazzina e OstandUt, tre varieli lu(te 
picoolette^ di scorza sottile e saporite. 
RossSi'Of mazzana, roolto saporila e 
rossiccia di scoria* Garavina, mioula^ 
saporila c rossiccia di scorza. Sperdna^ 
grossa, nera di scorza e insipidn, ^ la 
peggiore. Ostana o Jgostana maggiore, 

— V. 

Gaslegnl cott a less, e su i monti di 
Nava propriam. Feru. Tiglie, TigliaU, 
BalloUe, SdecioU. — V. 

[Cast^gna cbe s'cioppa iu Tacqua] 
(a) nelle G. cancella Gaslagna colati« ; 
^ ^§S* Gastagna cbe scbizza. Gaslagna 
•quosa 7 — Nola cbe la Castagna cO' 
laUa dtt'Toscaoi ^ la stessa cbe la 
nostra Casiegna crodella^ la quale^ ma- 
turai scappa da sh fuori del riecio c 
cade (croda). f^ il § preced. — V, 

Casligk {in) agg. Gasligk in la boraa e 
Casligii la borsa. K Borsa i. q. G. 

Gaslrdo, aggetL di Lace f^. i. q. G. 

Caldpia (a) nelle G. Hanno i Toscani 
Catdrbia per Prigione; onde il verbo 
Jncatorbiare^ Metlere io catdrbia (Ma- 
Duizi, Foe). — V. 

CatU (in) agjg. Giugli a catlk V ugbella. 
K Ugb^tla nel Foe. 

Gattat6ccb, y. br. Jccattatozii, 

Gautii (in) agg, Gautass. Rifarsi, Riscat* 
tarsi, Restaurarsi di alcun danno sof- 
ferto; p. e., Gb'^ de caulass? Chda 
pater riparare? Ci da poter risarcirsi? 

— y. 

Cavk [Gav^ssela] {in), a.^iig^^g^* ^^' 
bdlarsela : 

Cbi nojalo di tUrscne 
Li bruco e derclitto, 



Ctrrhi di sgalie1l«ricl« 
AlPombra d^uo resoriUo. 

Gavabusctdn (ih) agg. Oggidl si dcn<^ 
mina cosi pih particolarmente un (tr^ 
ruzzo termioante in Ire btancbe aun« 
cinate co H quale si traggono alle bot* 
liglre volale del vino i luraccioli ri* 
iD^stivi nello ilararle. 
Gavadinoa {in), sig. a.®, agg. uno Scop* 
pavia {^ lose). 

Risposta evasiua , quando uno si 
scbermisce di dare raaggiori spiegazio* 
ni e scbiarimenli di quelli cbe altri 
vorrebbe. — V. 
Gavagnoeiii [Ogni ficeCi, ec.] {in) agg. Nata 
la creatura nata la pastura (AlnianaC- 
co locchese 11 Goga del 1841). 
Gavalcii (in), dopo ridosso, Agg. o a bis- 

dossd. 
Gaval^r (in) agg. Cavalef grass. . . . 

Gavalee zopp galett a baloccb . . . 
Gi6 va inteso de' bacbi dopo la quartA 
niuta; e per %opp dee iulendersi ba« 
cbi sani nia disegdaK per maggiore 
o mioore sviluppo, e non per alcnna 
malaCia. — V. 

Melt i cavaler. F. Melt nel Foe. 

Scuroii i cavaler, F, Scuini nel Fot* 

[ Gavaldr lusiroeCi ] (in) agg. Alcuni 
conladioi brianzuoli cbiainauo lusuxeii 
que' bacbi da seta cbe primi e isulati 
s' in^rpicano su la frasca ( %*an at 
bosch ). 

[Gavaler terziu] (m) nota , cbe 7Vr- 
zin o Terzinea dicoosi sottaoto e co- 
stantemenle i bacbi da tre mate , o 
dortnite; e Tr^poltin sempre quelli cbe 
fanno in sino a tre voile nel medesiuio 
anno, e, dove uon sopraginngesse U 
fredda siagione e non venisse meno la 
foglia, farebbero quallro volte e cinque 
ancora , nascendo sempre parte de' loro 
semi pocbi gioroi dopo cbe sono statt 
dalle farTalle deposti. — V. 
Gavaldr. T. de' Mural. , Gostrult. » ee. ... 
L'arcalura o incurvatura di una trave. 
El cavaler del somee. 
GavaUlia (in), a.** sig., eorr. = Slailelta 

= //I z=4 ScalTella. — V. 
Gavlll (in) agg. Gavall de bonn^ bocca 
fa bonna reasslda ; cio^, resiste all» 
fatica e fa durata. 

Gavall cbe mangia pocb , el larora 
anca pocb. — Pi cbiaro signif. 



cav 



(37) 



CEC 



Catlill clie mangia poch tf iavora 
Sosseon » el se co&snma prest; cioi, 
Hon fii durau, preale le sne forze te 
De vaooo. •— V. 

Cavall che s'ioeiappa; C»Tall che 
s'iataia. y, lociappias e iDlajass nel 
roc. 

lo fio retl4 a o»vill d'oo baston, m. 

figumlo br. Alia fine ti*o^ur$i cole 

mani pienw di matches Hestar com It 

manipienedi vento^ eiok^ Moa couse* 

goir Dulla^ ec. — V, 

Pargam dc cavall. f^. Porgaot r. q. G. 

Vast come el cavall de siDl' Am* 

brcrat ADdemm, V. Ambroiua i. q, G. 

[lotant cbe ona roosca la mangia 

on cavall] (m), Vol. I, p. a63, col. i 

su '1 fine, ngg. Lino^o disse che tre roo- 

sche, di quelle specie cbe i Nalnralisti 

cbiaroaso Musca vomitoiia, potsono 

abarrauar la terra del cadavere d' un 

cavallo con quelle prealeaaa cbe potrfa 

larlo uo leooe. Quetta esaggera»oue 

deU'insigoe naturalisla fvedese, cou- 

torla del popolo a modo fuo, diede 

forse origine al noatro vulgare. 

Cavill [ Tau-su ] (a). Vol. I , peg. a64, 
col. i» r. 4B9 «§g. o una muia. 

Cavall [T. de' Forn. ] (in), dopo Mamin, 
agg, o Bevirofu o BuscbU* 

Cavall. T. de' Boscajuoli e Contadioi ... 
Plelle calasle delle legne e il Com/gnolo 
che iasieroe ai piovenli la loro coper- 
tura. 

Cavalla dicono alcuni de! conlada per 
Cuval^ltai sig. a.^ V. U Foc.j ed altri 
per Mucchio di paglia fatlosi dopo 
battulo il grano iusu Taja., e luago 
quaato eaaa e longa. 

CavalliD, aggetU di Cavallo; oode Carna 
eavallima^ Trtfaeaj cavaliln e siiuili. 
'^■* Rid cavallio ^. Riso cbe aimiglia al 
nilrir del cavallo. — V. 

Cavallinoa^ aggeii. di Gopp^ra. K Lq,0. 

Cavalolt .^ Nel B. M. cbiamano cosi il 
Gruppo d' una raoa accavalciala al- 
1' alira. 

Cavalolt. T. de' Trombaj. ft il lelajo cbe 

- aostieoe.il uianubrio. 

Cavedigoa (in) neZ/e G. corr, Le CWe- 
dagne non sooo laterali al campo ara- 
to^ si bene sono in cima e in (bodo 
del canpo quei tratti di lerreuo rima- 
sti sodiy percbd, ?oltandosi qoivi i 
buoi c Taralro pcrr comiuciare uu ouo< 



vo tolco per Taltro verso^ nod si fdo 
potuti arare, e percio si lavorano dopo 
con la vaoga, o vero co' Taralro stesso 
nieoato trasversalmeute. Di qui si vede 
die a ragione quesli tralli son dellt 
da alcuni Testate, da aliri Capeztate^ 
CapezzagM e sitnili voci , tulle deri* 
vale da Capo ^ come da Capo derive 
pur ancbe la nostra Cavedagna^ uith* 
tandosi facilnjente il p in p, nbo puf 
ne' dialeiti ilal., ma nel la lingua anco* 
ra. — I Lembi de' Toscani , Scamna 
de' Laliui ^ sono propriam. quei trallt 
di terra, lungo il selco, rimasti sodi 
per non essere stati rotii dall' aratro. 
£cco il passo di Gio. Targioui To»« 
ftetli che lo spiega: m U vdmcre si con- 
duce per li spaa) lasciati sodi , chia- 
mati auticain. Scamna^ in oggi Lembi^ 
alBoch^ si ronipa piu lerreno che sia 
possibile » (Ra^onam. su TJgric. d. 
103). - V. 

Cavedan dicono i Comaschi per CaveizaL 
F. nel Voc. e Alooti, Foe. Com. 

Cavedell , ?. br. £ lo slesso che Borht* 
-V. 

Caveden^ssa ... ] Lariensi cbiamano cosi 
la (eroina del Cav^dine (Cjrprinus capita 
Scop. ) pregna d' uova. 

Cavall (in) agg. Come gh^boo lanti cavij 
in coo ... Come io son io. 

Cavexz (a), sust. m., agg. I Pavesi e f 
vicini Oltrepadaoi lo cbiamano Fin^ 
ienna dal numero delle breccia , e 
f'entina ^ pur detto nei Ricordi d^una 
Famigiia senese. scritii coolinuatam. 
dal isSo al ta4a (Jrch. stor. P. li. 
Append, xz ). — V. 

Cavia!»s-sii. Accapellaisiy AccapigUarsi* 

CavitSra, figuratam. Barbata, Barbdtieo; 
cio^ tulle insieme le barbe d'una piao- 
la. Ancbe e delta Barbieaja j la qual 
voce per6 usasi da taluui a significare 
quel gruppo di radici che alcuni aU 
beri bauno a fior di terra iulorno al 
collettOy chiamalo da noi Coronna di 
radis, — V. 

Cavr^tt «M Nome di que^ bernoccoliui di 
ferreUo pungenii e iufriabili cbe si tro* 
vauo nella terra da far t^gole. 

Cazzuu (in) agg, le parti Tazsa ^ :=: 
Manegb ... = Beech ... 

Ce {in) agg» Faa come im ce« Lunalo. 

Cec^ ... UccelleUo^ cbe e la FrtngUla /<• 
naria Lia. 



CER 



(38) 



Cdder de la p'ltttini ... Speete dt eedro. 

CdJer 10 ceder. Cedro da sago e fior 
doppio, 

Cedr^a, Cedr<5o. Ctdro. 

Gedr&a di Ebref. Cedro giudaho. 

Cedrat^n de FioreDzn. CedraUUo di Fi» 
rente. II Citreum florentmum Targ. 

Gedronera. Cedrara^ Aranciera. 

C h '1? —Dice il cooud. briaox. per phi 
^ egli? 

C'^'l lu 7 — CAi ^ ellat Chi ^ lei? 
Chi i luif 

Ck \ ce no * 'I. — Chi ^, chinon h; 
Che hf che non k. 

C'd la?— CAi ^ ella? — V. 

CeUdiga .^ Specie di Vino che fa nel Bre- 
sciano in un luogo del med. oome. — V. 

Gelebr&a [Av^]^ m. scberz. ...Aver man* 
giato e bevuto il dovere. 

Celo. y, S/cul nel Foe. 

CeolenarQe^ (lit) agg. Aoche nell^anoo 
1847 ne tenoi una, mi fece iii uova, 
e il centesimo oon avda diversiU. 

C^ra (in) agg. Nell'A. cootado verso il Co- 
nasco dicono: loversa la cera o V0I1&- 
sott la cera, jiceigliarsif Aggrottarsi^ 
Rannuvolarsi, 

Gerca. T. d^gli fdraal. Chiassajuota e 
Chiassajuolo, m Per cetvar taqua pio- 
▼ana dai caropi bisogna fare aquaj 
(traversdgn) spessi a iraverio, che dai 
solchi la piglioo e mandino ai lati in 
f6sse scoperte, e qnesle la mettano in 
cbiassajoole falte con intendimento oe* 
hiogbi opporluniy le quali la portino 
al fossato n ( cat^ colador). Davanzati, 
CulUv. lose. — La Cerca h delta cosi 
da Cercare, percb^ pare cb' ella vada 
per li campi cercando le aque scolan- 
ti, a fine di meoarle fuori. — - Y. 
Cercarfa {in), corr, le parole = di color 
giallo cbiazzato di oero=, 111= di color 
uero cbiazzato di giallo; eagg. Questa 
voce ha cera di proveoire dai greco* 
Solto questo medesimo nome corre 
anche la Salamandra aqnajola^ sitnile 
a queU'allra, ma tutta nera per di so* 
pra, con poco giallume solto panda, 
pi6 piccina, con coda squamosa eretta, 
e piedi pi£i alti. 

Cercolt4, Fa el'cercott. Accattare, An^ 
dare altaccatlo, aWaecaitolicaj Far 
faccatlone, Limosinare. — Peresteo- 
sione, Prendete facilmente da allri, co- 
me fanno i Frali. — V. 



CIA 

Geregija (la) ... II complesso de' Cbiericii 
la CbericbeHa^ in 9en§o dispregiativo. 

Gdregb (m) agg. Ceregh i€dvad€^^ • stoh' 
biaroBU, diciamo aqnel conladioello cbe 
roette veste talare e col la le feaCee serve 
all'altare in voce e luogo de' veri Ghe* 
rici, cbe cootadioescam. cbiamaosi Gs- 
rech dosmestech, e de' quali in campa* 
goa k difetlo. -« V. 

Gert (a) agg. Noi ustamo questa voce per 
indicare indefinibilil^s p. es.,L'd on 
cert omm cbe ... L'd ooa certa fa- 
cenda cbe ... ^i ^ uh eotal uomto, che 
non U so dir bene come e* ua fatio. 
Bit k una cotal facenda, che, ec. — V. 

Gervell (in) agg. Gervell bus. K Gajroetii 
I. q. G. 

Gervell^e (in) agg. SaUicciajo (*tosc. Ga* 
rena, Proniu. p. 4^9). 

Ges^l [T. di Zecca ] (iit) agg. I'ltal. i?fla^i. 

GbilTen (m), al Semele, cbe ^ paoino toodo 
od ovale, sostiluisci Chifello (* lose. 
Garena, /^nlfi. p. 44o)» che 6 pauetto 
ratlorto e a mezza luna. 

Gbigi, ▼. br., per Cagi. F. nel Fbc. —V. 

Gbin. Dimin, brianE. per Gecchio. Fran* 
ceschino. 

Ghlrie [vestilo] (in) agg, Gurioso i il ris- 
cootro di questa voce co^lsardo logu* 
dorese Chirriu^ cbe vale Lembo^ Estre- 
miU. 

Gi4 (in) neUe G. corr. Si use neU'alta 
Brianza, come su 'I roonle di Nava,tfc., 
per Qud e QuU V. Gbl e Scili nel 
Voc. — V. 

Girfccera (ci), 3.° sig., Agg. Fen{mela con 
sli ciaccer! wNon piiH novellel n (Giuo 
Gapponi, Com.). -^ V. 

[ Gbe voeur olier che ciaccer] (fit) agg. : 
Le cbUccliiflre noo fan farina. 

G. Giiuti, DUcorsi che ecrr. — V. 

Giafior^ll. Lo stesso che Giaffolett o Giap- 

pin. K nel Voc. 
Gi^nfer (a) agg, Ciarpa, Ciabatta, Sciat* 

teria^ per masserizia^ aroesa mat Aitto 

o gi& mezzo consomato. 

In seoso di caltivn moneta os^rvisi 

cbe anticamente correva in Italia il 

Cianfrone, moneta malfalta e di poc9 

valore. — V. 
Giapottarfa (in), i.^ sig., agg. Giapottarj, 

Gomedi de bagaj. Baloccki da fan* 

ciulU (Bcmi). — V. 

Nel a.^ stg., agg; Chidppola, Chiap* 

poleria, — V. 



CIA 



(39) 



CIC 



CiappA («X ''"iig-jogfir. Ci«ppi ■fesioa; 

Ciapp^ amor. F. Aiudr i. q. G. 
Ciappk {a) agg. A veil gik ciappaa. Frase 

d«' coniadini T«rf o il Gotnasco ••• £s- 

aere gik souato il mezzodl^ Tavemaria^ 

€ fimili. 

Ciappii-sji. Poggiare. Sto trav el 

ciappa*su poch sui mur. Qii««to lmi« 

An /loca seggiola net muro, 

Ciappa-via ^ lo st9sso che Tegoi-Tia, 

Pigliare, Tenere spa%ia, coal al proprio^ 

come all'esteao; p. e., El dava certe 

henedixioaooa cbe ciappaveo-Tia d^ 

mja: 

£d cgli coo la nao Mna i ctmpioDa«.« 
Triocuva carta baoadialooi, 
Che pi|(liavaao ua miilio di pacta. 

Tauoai, Secchia rmp* c, V, it. 3o.->V. 

Ciappada, v. br. Guadagno, Chiappo. — - 

Fa ooa belia ciappada. Far^ un bel 

chtappo, perGisadagoarci di aaolto.— V. 

Per Presara^ Pre$a, Fimmta. V. Li- 

gkdk net foe* 

Per Preda, Reiaia, Pescaia, Caceia- 
giont^ Ucceliagione , cio^, qoaolo di 
pr«da fi pi|;li« cacciaodo) uccellaodO) 
pescaodo. -* Y. 

Si dice aadie per Scorpacotata d'uo- 
▼a sode. — V. 

Ciappamd»c .^ Erba cbe h lo Jpoeymim 
androsemiJoUum Liu. 

Ciapp^e (in) 4igg. Cocciajo. I Briansuoli 
cbiamaoo dapper coal cbi (a vasi di 
terra cotia, come cbi li veode; e Ciapp 
cbiamaoo tanto i vasi iotert e aani di 
terra cotia, qtiaolo i pexai di esai Yasi 
rotli; — ed io aarci per credere cbe 
ancbe i Toscaoi, da cbe usaoo Cocciajo 

. per dire Cului cbe fa vasi di terra 
cotta, cosi usino Cocci noo aolo per 
peaxi di ?asi roUi, ma eziaodio per 
vasi belli e interi, come i Briaoa. useno 
Ciapp oeiruuo e oeiraliro sigoificalo. 
— Queala voce Cocciajo, equivaleote 
appuBiioo alia briaoa. Ciappee, mi vieo 
*uggerita dal Glierardiot^ Sapplim,, io 
delta voce. — V, 

Ciar (m) agg. Per Quasi bianco, Bian* 
chiccio, Bigio, leodenle al bianco, ma 
DOB aiatto biaoco^ come il cenerdgnolo 
e aimili; p. e.. Dm omm pcsUideciarj 
On para de cahon ciar, Uomo vestito 
di abiti traeati al bianco, biaacbicci^ec; 
Uo pajo di calaoni qoaii biancbi , cbe 
tiraoo al biaoco. — V. 



Giav (in) agg. Ciav a coroooa ... Qtiella 
specie di cbiave che Ik verso li inge- 
goi ba ua orletto rilevato, detto Co- 
ronna, il quale impedisoe cbe la cbiave 
eotri pih ik cbe doq oocorre oella top- 
pa. Gosl fatle cbiavi servooo per aprire 
da due facce opposte la stessa toppa. 
Se 1' k oivur, la ciav sul mur; se Vi 
aerea, la ciav io sea ... Prov. di varj 
coot, del Mil. cbe soglioo dire pe '1 
^5 di geoajo, assereodo che se io quel 
d) ^ odbilo, il tempo sussegueute sarii 
dolce e polraono (avorare io campa- 
gna e lasciar la cbiave di case appesa 
al muro; sesereno, la loaa seguente 
aara rigida e dovraoao esser sempro 
in case o nel diotoroo. 

Cikr. T. de' Foro* ..• Nella cosl delta 
CambeUa h il nomc complessivo di 
que' tre mattooi cbe a mesza altezza 
e di froDle vi si mettooo a tra verso 
oei due muri per impedirle di aprirsi 
ncl diseccare dei roattoni, 

Giliv ... Nome delle due traverse cbe di 
faccia e di fondo collegano i ritti e le 
radici de' capaooi caroperecci di legoo 
e paglia. 

Cikv del Corp. ... Al Briaoa. sooo lo ales* 
so die le jirlicolationi y le Giuntttre. 
— V. 

Giavarin, ▼. br. CazMateliOf ChiappoUno^ 
Fraschelta. — V. 

Giivica. Chiavica? Catcraiia, che s'apre 
e cbiude all'uopo, fatta per impedire 
cbe I'aque d'lio fiume io pieoa eotrico 
ne^ terreoi difesi da tfrgioi, e per man- 
dar fuori quelle dei rivi e de' oavi co« 
latori quaodo Tahre s'abbaisaoo. £) vo« 
ce usata ne'paesi lungo il P6. — - Y. 

Giivica e Giavieoa usaoo i* Pavesi per 
ConduUo d^ immondezze, Fogna, SmaU 
iiiojo. Cloaca, — Y* 

Gicoiii (io) agg. Cioncare, Ciocdare, Zin* 
nmrty Ztsaors, Zi%%o!are. Tutte questa 
vooi sooo pi6 al6oi alia noslrai aiccomo 
quelle cbe vengooo da CisM^ Ciomcia, 
Zata e Zinaat tulle signifieanti Poppa^ 
dalla quale si succia il lalle, come il 
vino dalla bocca de' fiascbi e simili. 

B quand^DO *baraaBa, 
K rlia aVbocea la iloia 
Dd iaico a dalla taaaa. 

Bnoaamioy, Fitrm^ g. III9 
a. II, I. S. 

Onde ScitcionptrBcone,Sttceiabconoi 



CIO 



(4 



Bevitora per U pcllif. — V. 

Cicciorlaja, v. br. ... Vioo debole, ana- 
quatiecio. £, figuratam., Diseorso pro- 
4isso e stuccbevole. Pappoiaia, •— V. 

Ciccokllloy figuratam, e schen,^ per Pa- 
pigliolt. y. nel Foe. 

Off de bava (a) niUe G. reUifiea. L'lo- 
glese cbiama il faztoletto Kerchiefs 
pronuniiaodolo cherciff (MCerUhift ). 

— S. 

Cima o Scima {in) agg, Scima o Cina 
. del 6\, VAlhay V Aurora. Lo sptmtar 

del gioroo. 

la cima del dl. Insk'lfate del gfomo, 

Insh'l primo aprirsi del At InskHdi. 

— Alia punla del giorno h da poco 
tempo entrato nelia lingua nostra; Mia 
cima del dly de' oostri moDtaoari, parmi 
piu bel modo e piu vivo. — Y. 

Ciniipro. Jn veoe di questa voce si usa 
piii conununemente Giniipcry Cindbro, 

CiDqu {iny agg. Yess come cioqu did io 
d'oua man. F* Did i. q. G. 

[ Cinqu e cioqu des] (in) agg, Impal* 
mamenlo. 

Cinquaala la ri£sa (in) agg, Questo no- 
stro modo, di cui Don si trova esem* 
{NO negli scritti anler iori al secolo xvii, 
ehUe 4>rigiue probabilmente dalla con- 
dizione di quella RappreseotaxiooeSpi- 
ritnale io verst sciolu cbe mise in lucr 
il P. Benedetto Cinquania co'tipi Ha- 
latesta del i6at sotlo il tiiolo d«l Ricco 
Epulone. 

CinUi {in) agg, o Circondare di, ee. 

Ci6cca {in) aggyeBs io ciocca .^ Parlaado 
di cavalli^ io diciaaao allorcb^ per trep- 

• po cammioarey e specialmeDlo sotto 
pioggia o sole ecoesaivi , rtmaogooo 
come sbalorditi e ?anoo Iraballooi a 
uko'degli ubriachi. 

Ciocc^, figuratam. Essere U per dar /'/i- 
-' nima al Creatore, cbe ooi diciamo an- 

cbe Fess li per crodd-via, con metaf. 

totta da porno cbe sia per caseare alia 

• prima minima scossa. — • V. 
Cidcch [O stretio ] (m), i/* sig., agg. Se H 

cioccb o imbnagh? — Tu vaneggiy 
Tu esei tial weminaiOj Tu hai il cer- 
vello fuori del gdngherL — V. 

Cidccb, aggeU. conL di Terri^n. Im- 

bevuto di troppa aqua. 

Ci^ech [ O largo ] (in) agg. Richiamo , 

Querela, Accuia, Doffianta^ Lamenio. 

^- Metl-gio oa ci6c<h contra vun. Ri- 



o) cm 

chinmarsi^ Far richiamo^ Qaerelare t 
Porre, Dnr querela ad alcuno^ Accu* 
sarlo. — V. 

Ci6cch, T. br. Mahano, Chtoccio, 9fala%* 
zato. Anche Vano^ Non fecondaio, — . 
Onde il verbo CioccH per Chioceiare, 
cio^ Cominciare a seniirsi male, dan* 
done indixio con ramariebj. ** V. 

Ci6ccb, aggeti. di OEuT. F. OBuv Lq.G. 

Gincchin , v. br. Dlnderlo^ Dinderlino^ 
TremotaniCy Ddndolo, Cincif^io^ Cidn* 
dole, CiondoVmo, *— Al pL Cioccbilt. 
Ddndoli, Dondolini, Pensolinij da Cioc* 
cd, Dondolare, Ciondolare. — V. 

Ciocchitt^ sust. m. pi.; e Ciocchett, susi, 
f. pi. Squille, ptccole cam pane con cbe 
si suona I'avemarfa rosl delta matina 
come della sera. — Onde 

P«Mii-inaaD« so f«lla«a 
Cli*«l prim locch lU cioccbiU Ven ia campagna. 
Maggi^ !• Agf. CtMf. Meitegk,^ p. loo. <— V. 

Ci6d (tft) agg. 0mm trovaa in di ciod, 
o veroy in del ferr rolt, m. br., per 
Uomo mal faUo , mal bailito^ bo^zac* 
chittto , iristanzuolo , sferralo i mo/e- 
scio^ come sooo queste sferre o robe 

• mezzo consumatpy da ferrarecchi. — 'V. 
[Ci^d de barca a rampin] (in), Vol. 
f^ p. agoi, col. I, dopo Strat., agg. a 
Alberti , Oi%. ene., in luBkwaonkMB. 

[Ci6d de ramm] (in), Vol. T, p. a9r, 
col. I, agg. Si cbiamano cosl i cbiovi 
faiti dt verzello di rame alia chiodaja 
e dal ramiere cbiodajuolo. 

Gi6d ... Nome vulgare fra noi, proprio 
di que' cinque coeetti piriformiy com* 
posli ognuno d'ao grano d'toceoso in- 
volio in alquania cera ric«»perta di fo- 
glia d'argeolo o d'oro, cbe si cootie* 
cano per dabasso nel ceMO pasquale 
io simbolo delle 5 piagbe di N. S. — « 
Ancbe i Francest li cbiamano Clous. 

Giod^ra... Fabrica di ebiodi, Offictoa ove 
si fabrica no ebiodi. 

Giodin^lt , dimin. di Giodla. K nd Foe. 

Giulitt de bagaj. Scarpini. 

Giurla. Positivo di GiorlUma. K nelFbo. 

Cipro. F. tga i. q. O. 

F. iferba cbe sa odor del vbi de 

Cipro i. q» G. 
Circondari ( T. Aram. Geom.). Determi- 

nata esteosione di paese, di lerritorio; 

i terreoi cbe stanno iotorno a nopeese. 

Dislrello? — V. 



COA (4 

Cir<\g«fi o Zirogen o Cerdgen. Aggelt. di 
Candiia. K nel Voc, 

Cismo, T. br. iDiaiicixia, roltura tra per- 
sone cbe prima erano ainicbe. Screzio, 
Malum ore s Cmeio. Forse fiene da 
Schisma, — V. 

Ciusa (in), a.® sig. , Agg^. In seoso di 
Peseaja e SUccaja %* usa e si us6 la 
Toce ChUisa fio da tempi aotichissiroi 
anche in Toacaoa e in allre parti del- 
rjtalia centrale. uPer la grandissima 
inoodazione e pioggia coniinua ...• una 
mia cbiufa, per la quale si conduce 
aqua a certi miei roolini , ^oe dislruUa 
e rolla » ( Lettera di Amb, Ordtlaffi 
ai Died delta Balia di F'ir, 1439, in 
G. Cavalcanti, JsU fior. ]I,4a3). — V. 

Ciusdn (ill), i.° sig., corr. II JNaviglio della 
Martesana comincia a Trezzo* qualtro 
a cinque buone roillia di soUo a quel 
propriamente delto di Paderno. — V. 

Cda (in) agg. I dimin. di queslo nouie 
provano ad evideosa come il dominio 
de' linguaggi parlati sia per roela del- 
Pelimotog^a e per metk del capriocio. 

— In Milano Coa ba per diroin. Covin, 
e per dimin. di dimin. Coanell^ per 
I0 cbe questo dimin. di dimin, nasce 
fra noi dal positivo, e non dal dimin. 

— Qui in Brianza in vece da Coa 
'■"^ggono il dimin. Covin^ed^ quest'ul- 
tiroo il dimin. di dimin. CovinelL Cbe 
dedume? Forse cbe i contactini siano 
migliori grainmalici cbe non i cilia* 
diai ? Cbi si lascia andare alia nalura, 
parlando^ fa roeglio di cbi, dopo aYerci 
Bludialo sopra mollo, finiKe a far di 
sno capo. 

Cda (m), a.* sig., corr, Fk coa. Slnuci- 
care? Dicesi per lo plii delle vesli don- 
nescbe allorcb^, nel la |>arle deretana 
del giro ioferiore, pendano si da ra* 
dere lerra strasciconi. -^ Se pendono 
nelle parii lalerali o anteriori del giro, 
diciamo cbe Sirusen o cbe Ilinn topp. 

Cda (in) agg. Portii la coa in pee. iluz- 
S€ire, ZuHare, Andare in zurlo, Essere 
in zurroy in gazzurro, in ri^glio^ La» 
scitnre , Fare %urli e salii d* aliegria. 
I giovani quadnipedi rigogliosi e vi* 
vaci rizzao alto la coda e sullano. — V. 

Coazz o Quhiz (a) agg. Obechia. Capelli 
ioirecciali, avvolli in giro e iermali 
con spilloni d'argento. 

II n«ro crio« ia crocchia t^avrolgc^; 

Foi. y. 



I ) COC 

oosl cantava d'nna cooladinella un poc« 
la toscano. — V. 
Cdbbi. (m), sust. f. pi. ... Percb^ non an* 
cbe Cohhia al sing., cbe h pure usila- 
tissimo? — S. 

Agg. e Gobi, Cuhicolo, Covo, CSvoIo, 

dal lat. Cubitus, — - Andk al cobi ( lat. 

Ire cAbiium), Andare adormire, — Y. 

Cobbiaa {in), 3.^ sig., corr, Accoppialo , 

Appajato^ Addoppiato, Ag^iMnio di filo 

serico non torto ( cbe e quel difello 

cbe i Francesi cbiamano Mariage); il 

cbe avviene quando, perdutasi la torla 

( incrociccbiamento dei capi), la seta 

corre doppia su'l naspo, senza essere 

lorta. SI falta seta cbiamasi Cobbiadas 

donde precede il grave danno di to- 

deila air.incannatojo e filalojo sfioc- 

carsi e andar tutta in isbroccatura 

( eiraiza ). — V. ^ 

Gobbi^tl e Cobbiin . . . Cappio di fane 

onde s' involge quel trave o simile cbe 

si vuol soUevare e trasportare. 

Cdca dicono i cont brianz. per Cdccon^ 

e con maggior affiniid al tosc, Cocca , 

e di qui traggqno piii grammaticalmenie 

CocaroeCila in luogo della nostra Coc- 

cbiroeCila. V, nel Foe, 

Cocc e Cocci^ diciamo anche commune^ 

mente per Cdsc e Cosci4. F, nel Voc. 

Fa cocclna. Si dice a'cagnolini, come 

a' caui da caccia: Fa cocci»« Cuccia il, 

Cdccb (in) agg, Ciapp^ el coccb. Sonni* 

ferare, Addormeniarsi, 
C6ccb [ D2i el ] nel Voc. e nelie G, rifor* 
ma, = Dar la pasta ( Gigli» Com. ), e 
Pi^iar la pasta (Id.)^ per ifasciarsi in- 
gannare. -— I frulli del cocco di LeYante 
( Menispermo cdcculo di Linn, o Galla 
diljeuanle) banno proprietk nareoticbe, 
stupefacienti ; per cni polverizzali , e 
fattane una pasta, questo si gelta a 
bncioli neiraqua; i pesei » maogian* 
done, reslano sbalorditi e intormeotili 
per modo cbe Tolteggiano a rtva boo* 
cheggianti e impotenii di sollrani alia 
mano di cbi osa fare una simile pesca 
merilamente vielata dalle Leggi (Adria* 
no di Jussieu )• Di qui le delle frasi. 
— V. 

Dk el ooccb a Tun, fjgoralam., Aflfn* 
tappiare o Aopiare (Saccbeltif Nov. 
109 ). Renderlo smemorato e aii&pido 
quasi per iocantamenio, o per be?e* 
TAggio opiate. — V. 

6 



COD (4 

Coed [Cu cu] (in) agg. Con qaesriiUo 
(deirappunure il polliee d«IU roao de- 
stra al naso, ec), e con quasta voce 
fAfcb, oot TOgliamo aoche dire: Tu 
uoo roe la cuccbi, Tu ooa ine la fai, 
Non me I'accocchi, Noo mi gabbi; — 
allorcb^ ci accorgiamo che alcuno mira 
a farci qiialcbe tiro fraudoleolo. — V. 

Cued, Coccd e Coccorin ... Cosi nei Di- 
atretto di SarooDO, e \k iDtorno^ cbia- 
4naoo lo Sti'dbilot o sia la noce a cooo 
degli alberi resioosi, come il pioo^ il 
cipresso^ ^c. — V, 

Coed [Pan del coed] (a) nelle G. corr. 
Gallocse berooccoluie siroili a panel* 

. luii, le quali sono covi d'inselti cbe 
depongono le uova iu piccole taccbe 
da ioro falte ne'raini delle piaotegbiao- 
dfferc. — V. 

Cdcora, v. c. br. ... Uno dei difetti del 
lino non a bastanza finamente pettinalo. 
Consiate iu un sottilissimo e breviisirao 
•teccuxzo cbe da pitde fioisce iu lino 
■e da capo ba un boltoncioo grosso quan- 
lo il capolioo d'uno spilluzzo; la qual 
parte leguosa noja la filatrice cbe spesso 
sclana: Car Signer I , che Un I : V^luU 
pien de resch, de cdcor e de stoppa* 

Cucr^. T. degit Orologiaj. Bracciotino. 

Coci^mer {in) agg, I bernoccoletii del ce« 
triuolo si dtcono italiaoamente CossL 

Cddega [T. agr.] (w), 4."aig., egg. II 
Creacenzi cbiaiua StQcia quel terreno 
che, mietiitone il grauo, si ara per se- 
niioarvi di nuo?o in quello stesso anno* 
Si ftttto terrene ^ quello appunto che 
noi cbJamian^o Cddega, — Seccia pare 

• venga dal lat. Secure (segare il grano). 
Seccia chiamasi ancbe la paglia cbe 
rimaoe au le barbe del grano segato, 
da noi detta Slobbia. ^ V. 

Codegk. Felirare prati, ec, 

Codegass, v. c. hr. Infelirarsi?F, CodegSia 
nel Koc. 

Codegb^tt e Codeghettlnn ... I correntt e 
i oorrenttni cbe formano la rete dd la 
tettoja de' capanni catnperecci di legna 
e paglia ^ su la qual rete se ne forma 
rimpagliatura. 
Codeghelllida ... Colpo di CodegheUa; 
percosaa data con una di quelle scitn- 
dorle tht noi diciamo Codeghiit^ 

Codigtttfn ... Nome di que' ndccioli piCk 
duri, corapntti e di buona condizione 
cbe s'ittcontraoo Delia nialta. 



a) COJ 

Codognitt ... Pianttcelle di melocotogno 
selvatico. 

Coer^nt ... Confinantei Gontermine. 

Coer^uz, sust. f. pi. ... I confint fra aU* 
bili e stabili. 

Coereozi2ia...Con descritti eonfini, avente 
dali confini. 

Coeucc o Cutt (in) agg. Lavorli a cott o 
a coeucc ... Allogare la mano propria 
a I lavoro di matloni, con obligo di far* 
li, infornaciarli, cuocerPu levari! e ac« 
calastarii, e ci6 per vn dato prezzo ogni 
miltia|o. Jndd'tHa a lavorA a ccBuco. 

Coeucc (n) nelle G. corr. Coeucc^ Coeoc- 
cia, dicono i contad, Brians, per Cott 
e Cotla. Pianla coeuccia de dent, dlbero 
intemamente ammoHito, infracidito, im» 
potrito, guasto, corroUOy riboUito. — V. 

C(e£iden {in) a^, Forse dal lal, Cautes o 
Cotis. Cote, Sasso, Rupe. — V. 

Coeur (in) agg, Sta mioga ben el coeur 
a vun. Star uno con V animo sospe^ 
sci Temere, Stare in sospeUo di alcnn 
male, Esser inquieto per alcun che di 
male che si teroa. -* V. 

Cceiif M {in) agg, u Manna , dice il Bedt 
( VoeaboL Jret, ) , ^ lo stesso che tra 
Fiorentiai Covone, Dodici manne di 
grano fanno una Crocetla n (che i 
Brianz. chiamano Scajjfeiia), — V. 

Tend i cosuv ... Disiendere i coToni 
iQsh Taja per trihbtarli. Inajare i co* 
voni, Di qui : Tesa de Fera. Ajaia, 
Inajala, ctod il Dislendimento det co- 
voni insu f aja. — V. 

Cojun {in) agg, Borlagh denter com^ On 
cojon. Cascarci come una pera cotia. 
Usasi molto al figurato^ parlando d'uo* 
roo cotlojo, cascalojo, facile a innamo* 
rarsi. — V. 

Cojon^, V. bassa. Minchionare, BuHare, 
Far celia, Celiare^ Cuculiare, Te cojd« 
net? Cojonee? So ben che te cojdaet! 
Mi bArlif Mi fai celia} Con si fatti 
modi noi vogliam dire : Tu cent sballi 
di grosse , noi non le credtamo. —V. 
Gojonli roiaga. Non infingersi , Non 
mondar nespole, Dicesi di chi non k da 
meno d'un ahro in ehe che sia: p. e., 
Peder 1'^ un bravo sonador, ma n'anca 
Giovann el cojona roini^a. Pietro 6 
ifalente sonaiore, ma nh anche Gio» 
vanni non monda nespole^ non $* infin" 
ge. F'. anche Figh e Nincioiiok nei 
roc. e nelle G. — Y. 



COL 



(43) 



COL 



CAl aiort .- Coti chUiDtoo U donne 
hriiosuole quella prima leggier lisciva 
cbe fi f« &u i paooi sucidi, dopo avcrli 
sciaquali bell'aqua pura; — > il che fassi 
tersaodo aqua ooD ancora bollente su 
la cenere gii posia «u '1 ceoeraccio (bu* 
gavo), o sia panao sovraposto al bigoo* 
cio {seggion di pngn). — V. 

Co\k,pat'L difomace. V, Forums i. q. G, 

€x>liidor, Cav o Caoal o Foss colador. 
Fosstdo. — V. in Cerca i. q. G. 

ColadCir, sust. pL V. Gdl ntllt G., t agg. 
U aqua irrigua che ood ba per aiico 
irrigato alire terre, la chittmiamo jiqua 
vwaj e Coladur denomioiaoio le aque 
deflueuli da' terreoi da esse irrigati. 
- V. 

Colcinatt, V. c. br* -. Chi carreggia caU 
ciaa, e chi la rivcnde. 

Goldir (in) agg, Rar io camp, e spesf in 
del coldar. K Rlir i. q. G. 

Gold use (in) neUe G. agg» v. br. Aria 
calda e so0ocante. Afaccia, 

VuoUi osservare che nel dial. roil, la 
desioeosa io use di molli uomi e agget* 
tivi Doa significa forse mai quel che 
Li desineosa in uccip della lingua. — V. 

Col^lt, V. br. ColaiojO del latte. £ di latta 
e piccioo, diverso dal Colarak, K nel 
Foe. 

Colexidn (in) agg, Cos'hina mai cent scud? 
Hino appenna assee d« fa ona coleiiou. 
« £ quest i (cento scudi) che son? ... 
k uoasciolvere ... consumanst in pochi 
giomi su I'osterie n (Alam. Com,^ a. IV, 
a. 8). — V. 

G611 (in) agg, Metlegh el straforain al coll 
a vun (iu d'on contrail). FargU ii coilo, 
[Tirk el coll a ona cossa] (a) nelle G. 
agg.Slrapatiarla, 11 suo conlrario kFar 
ve%zi a .^ M A' coutadini del poggio rin* 
cresce il lavorar bene le vigne (perchk 
U vino che danno h pace) e tirano 
loro il collo; per6 bisogoa farle a sua 
mano. Per Io contrarioj i contadint del 
piano fanno piu vexai alio vigne, per- 
ch^ elle faono il vino piu gagliardo n 
(Davaosatiy CuUkv, tosc), -<- V. 

C611a [de formaggilt fatt] {a) agg, oiod 
iatta coo ciseo (cngiof I) noo salaio, cal* 
cina Tiva- ed aqua. CoUa di forntaggio 
(Gherardioiy Supplim,, in GotLS, S ^ )- 
-V. 

Colma e Goliiio dieono alcuni per Col- 
m^a. y, nel Foe, 



Coldbta e nan Gorobbia dice il Briant. 
con proQuneia piu ?ioina all'origine 
della voce. Colluviaris porcus dicUur 
qui in colluvie nutritur^ cibo permieto 
(Feslus). — V. 

Cologoa ... II ritto roaggiore de' capamll 
camperecci di legno e paglia au cui 
s'appoggia il pi^ del com/gnolo. 

Gologn^tt o Pienldn ... I sei od otto rUti 
roinori su i quali posaoo le due ra» 
dici della telloja de' capanoi carope* 
redci di legno e paglia. 
Golor (in) agg» Color de foeuja morla^ 
de foeuja secca. Ferde»giallo ? Ferdd' 
secco? 11 colore in foglie si iatle oon 
^ delerminabile , vanando esse quasi 
infiniiameote« — V. 

Color [d' Isabella] (fit), Vol. I, p. Sdg, 
col. t.% dopo Falbof, agg, (Magaloin\ 
Op. h a8i ). 

[Color scisger] (in), Vol. I, p. 3iO» 
col. u% corr. = XLIII = M = XLlt. 

Vt% i colon iodicali a p«g. 5S ntlh G.,^offo 
k ^^* f fgf, C^or mmPoUtOf che i frt il 
dlflitro, il pavoAttso e il biascoi 

Cdip (in) aggi Restii 1) mort sul colp» 
ed anche assolutam, Rest4 11 tul colp. 
Morire neltatio (Tbouar). — V. 

Colp^tt. Buon affartf Buon negnio, Fli 
on bei colpeil. Fare un negouo van* 
taggiato, 

ColUvy susl. ro. Caltura. Melt a collif , 
p. e., on bosch , ona brughera, on 
mariscb, on serb, on padii. Dissodare, 
Lavorare , Ingrassare e Seminare tin 
boscoy uno sropeto, una sodaglia^ on 
gerbajo , un padule , e simili. Fare 
d*iin sodivo^ (tuna cevbajti^ un luogo 
eulto. — V. 

A proposilo del ridurre a cultura 
un lerreno stato sempre inculto e sodo, 
vuolsi nolare, che al Dissodare de' 
Toscani corrisponde in noslrodialello 
Scarpdi a Div^gliere ( lat. Paslimare) 
corrisponde Scassdf a Cii/Zifore corris|>. 
Lavord^ cio^, ararc, aappare, vaugare, 
erpicare , ec, , prepamre in . somma il 
lerreno a ricevere la senienle. — - V. 

Coltura (in) <igg.Coltura maggeuga ... Di- 
ceai quelfarare che si fa ripetutameote 
il terreoo del mese di maggto e di 
poi, a line di prepararlo a ricevere la 
semeote d'auiMnoo. CulUtra maggfise o 
Alaggesare chiaaMoo .pure i Tu«caui 
Tarare di mnggio le tcrre. 



COM (44) 

Cohort agostaoa.M. Dicesi quell'arare 
che si fa piii volte d* agosto ii lerreDo 
da semeotarsi communemente in ot« 
tobre. 

Coltura a trii o a qaatter solch ... 
Gampo aralo tre o qualtro Tolie po'l 
luDgo e pc'l largo. — V, 

G>lz^Ua (in) agg, L' i la colaetta. J^ la 
rete del barbiere. Si dice di que' la* 
\ori che .at faono a tempi persi, aenza 
cootinuaxioue, seoza catena. — VOf- 
JUti el me lassa Jh nagoU de ben : 
tuital pii, ona parolla adess, ona pa^ 
rolla dessadess^ in la Dialeltologia t^ 
la mia colzetia, 

Colsirjilt (a) nelle G. agg, Oo colziratt 

d''ooa doQoa ... Dicest di doona altiva, 

' factfodiera, che porti bracbe, e p«dro« 

oeggi da inascbio in una caaa. — V. 

Comaa (in) agg, {e misteriosamente Quella 
doooa)« 

Gonoaoday v. cont. ... Specie di cappio 
cbe fasai alle fuiii cbe strtngono il ca- 
rico d'uo carro percb^ la streltura si 
otteoga, aocorcb^ eon si usiuo a ciu i 
piu6b del curro. 

GomaQdli (in) agg, Chi coroanda fa legg. ... 
ProY. fulgare fra i Briaozuoli, il quale 
afTenna una gran verila aociale, ed e 
queila cbe I'AUighieri disse per aitro 
modo: 

!«• Icggi soo, OM clii poD Maoo ad cm* ? 
Pmrg, c XVIy V. 97. 
Chi 6 al possesso del poler publico 
volge e ioterpreta le leggi a modo auo. 
Tilo e Antoutoo furono ran nanUs in 
gurgite vasto, 

Comariboa ... Nome specifico di SoUole* 
vairice nello Spedal maggiore uoslro. 

CombiiU (a) agg. lu corobult ... Dicono i 
Brians, per SoUosopra, Ragguagliaia* 
mentej Di rio inbuonoj Per Urmine 
medio, ec. £ perch^ 000 In combutlo^ 
cio^ BuUando luUo insieme e calco- 
laodo una cosa per I'altra? lo credo 
cbe questo sia il vero aigoif. di uu tal 
modo avverbiale. — V. 

Come ... Quesia voce ^ adoperata fra do! 
ia una significazione speciale. Diciamo^ 
p. e.y Lu come lu, I'h minga cattiv} 
Milan come Milan, Cb anmb ambrosian^ 
e valgono come dire : Per sk medesimo^ 
quelFuomo non si pub dir caiiivoj In 
fondo, Mtlano h tuUora bonaccio, e si- 
mill. 



COM 

Come s'd6 o Com sc d^, m. ht. 
Come va Jalto, Come si det^e^ A dopere^ 
Appunto, y. Come*va e Coin«i>lb. — 
Applicate qoesle maoiere di- dire ad 
uomo, pi 6 spesso vale: Uomo di gar* 
bo, di pa^ia, di conto .* p. e., £1 sur 
Peder K^ propri od omm come s'd& 
— V. 

Com^dia (in), 2.** sig., agg, Hinn com^di, 
UioD cojonarj. Sono gingilli, Sono cor* 
bellerle, Sono bagatelle inuiiii, — V. 

Comeuz^ [Torn 4 a] (in) agg, Hiprincipiare^ 

Comenzio (in) agg, AvviaUua (* lose 
Carena, Pronlu, p. 18). 

CominCy v. br„ partic, di Cominciii. 3fa» 
nomesso: p. e., Vassell coniinc, Botie 
manomessa, cbe s'd cominciato a met- 
tervi maoo, a cavarue vtno. — V. 

C6mm (in) agg. Pan de Comm. ^ Pan 
i/q, O. 

C6mod (in), 5.^ sig., agg, Anda comod 
o coined. Andar Unto lento^ Pian piani* 
no, Lemme. lemme^ = C6med! s^odouo 
gridare ogoi tanio i ramarri, inlimando 
ai divoti cbe allentiuo il paaao nelle 
processioai. — V. 

Cdmor, susL m. El cdmor de la sguan- 
sgia ^ o de la sgolta. // pomeilo delia 
guancia, — V. 

Cdmor [Misurli cdmor] (in) corr, Faie 
alia misura il colmo, Pieo cdmor. Piend 
CO 'I colmo, Pieno colmo, A misura 
colma, — V. 

Comor4^ V. br. Colmare, Fare colmo, Ag* 
giugnere il colmo, — V, 

Coropiigua (in) agg. La boona Compagna 
p^ i contaduli verso U Comasco ^ una 
cerla Slrega alta s\ cbe sopravadza ogni 
piCi alto albero, e ch'essi soli hanno il 
privilegiodi vedere ancke in qaesti anni 
del progresso, £ ne traggono un modo 
di comparazioue^ dicendo d'ogni fuse- 
rdlguolo che Te grand come la bonna 
Compagna, 

Compago^ss (in) agg, Compagnass ona 
cossa a on'oUra. Miscantrarsi , CoiriS" 
pondersi, Far risconlro, Pareggiarsi ^ 
Assimigliarsi una cosa alt ultra: p, e., 
Sta porta la compagna ben quella lii; 
Sti duu quader se compagnen^ cio^, 
Fanno risconlro Pun con I'altrof Fan 
pandao, luiam dire allajrancese. -— V. 

Compaguia (in) agg. £1 foeugb el serv de 
compagnia. K Fooikgb i. q. G. 

Comp4ss, u. a. Daz* mere. ... k>pecie 61 



CON 



(4p) 



CON 



Bloffii che forse era da dire Campdss. 
Covert de compass. 

Coinpim^t (Zila de). F. Zlla i. q. G. 

Gompra (in) agg, ComprA gidveo e vend 
despess ... Freceltocbe i pr«lici diitino 
a chi vaol oegoiiare di bestiaine vac* 
cioo coo vaoUggio. -» V. 

Conipreosori. T. idr. ainm.w Tuiti i fondi 
cKe godono del beueticio d'uoo scolo, 
funnaoo ua Comprensorio, Tuiti i |k>s- 
•essori de' foudi situali io uu compren* 
aorio forma no uua Societd m — Oa 
Cousorai, diciamo oui. — {Boil, deile 
Legp del R. tCltalia, 1806, p. 546). 
— » Cbiameremo duuque Comprensorio 
quelle superficie la quale compreode 
ed abbraccia i foudi, i terreni gudenli 
il beueQcio d'uoo scole. -^ V. 

Comuuido [Wtas vora, ec,] (a) in vece di 
=: le giovauelle ricevevaoo il lilolo «li 
Domiiia sulo all'eta di puberl^, ciui nl 
loro auoo 14." c=, leggit=z{^ gioviuetle 
«rauo delle Puberi al loro anuo 12.°, 
per oomioartfi poi Dominae ( cio^ ma- 
dri di fiimiglia) se raarilale al loro 14.^ 
aDoo. 

G>ucbee. T. d'ldraul. CateraUajo} Cu- 
alode dei soslegUi (conch) de'cauali 
oavigabili {rnwili), — Y. 

Couct:it6ri. Concisloro, MeU*gi6 o Fh on 
Coucistori ...Fare ud grap dibatlimenlo 
inloroo a cosa Ulom dai poco o nulla. 

Conclusion (in) agg, De conclusion ... 
Aggiunto di cbe clie sia cbe abbia buon 
seslo, cbe sia di buon ricapilo, di va« 
glia, di riguardo ... C boo naoca uua 
slauxa de conclusion. Non ho una stan" 
%a che sia il doveie. Oua personal de 
cooclusioo la gb*^ luingn. Non v*€ nep* 
pur uno di cvnio. L'd on omm de cou* 
elusion. ^ uomo di ncapito. L*i ona 
doooa de conclusiou. i^t^/iiiaun/eiite. 

CoodJiss. Regolarsif Cottdursi, Diporlar^ 
tif ec. — S. 

Coodu-vfa vuo, fr. conL verso il Co- 
masco M. Rimandarue uoo con belle 
parole. 

Coofessii (in) agg, Glie n'^ aum6 de sli 
vilao de conlessa / F. Vilan i. </. G. 

Cooficili e ConGcci6 (in) agg, il cunciar 
le pelli in olio dicesi Scamosciare ^ e 
cbi le coneia cosl scrtvesi Scamoscia* 
toi-c, 

Cougregazido (in) agg, CoDgregasion pie* 
baun ... Soao aduoaozc di tatti i sa* 



cerdoti d'una pieve cbe teogonsi dgni 
anno, per Io piu d'aulunoo, uelta cble- 
aa e oasa ora dell'uuo ed ora dtiral* 
tro paroco di essa pieve. Se oe lieue 
una. in tulle le pievi dells Diocesi; le 
presiede il Parooo-preposio di ciascuna 
pieve I cominciauo iu cbiesa cou uua 
messa cantata, cou uu discorso e cou 
Io scioglimeulo di varj casi di coscieu* 
za, di discipliua eccle«iaslica e di que- 
stion! teologicbe$ i sacecdoti cbe vt 
son present! reodono conlo^ niediauto 
legali atlestazioni , delta vita da lord 
tenuta nelP anuo ; da ultimo si passa 
nella sale parocbialci dove, i soli cu* 
rati per6^ sooo aspelt»ti a coiiipiere 
lafunaioue cou una desiualu, uella qua* 
le si raccommanda obe sia dalo cieui* 
pio di sobrietii e di sania allegria. 

Coooscinta dicono i conladim briauxuoU 
per Conosceuza. 

Cuudss (in) agg. Cognoeuss-foeura. Di* 
scemere, DisUnguere, £1 cognossi-fcou^ 
ra in mesz a cent. Jl disceino fia cen» 
io, — • Per iutensione, diciamo aucbe 
in pnri senso Tini^fodura: p. e.f J^i 
tiri-ft^ura in mess a cenU 

Luj e agost, douua mia , no le Co* 
gnoss. V, Donna i. q, G. 

Consciacou. ParrucclUere f e« figuratam.^ 
Conciateste^ dicesi di cbi crede poter 
metlere altrui il cervello a partilo* 
— V. 

Conscieuza (in) agg, la conKienta de 
I'anima mia. Per fede mia. 

In foro coDscieusie. K Foro 1. q. G. 

Consiglidr. Consigliere, L'd cousiglier de 
Praga : el mangia , el bev ^ el caga , u 
el Imsss cbe la vaga .... t uu Micbe* 
laccio, an lasciafure^ un penloloue* 

Consouzido (in) agg, Jlarasmo. 

Gonsumui (in) agg, Dazi cousumm. f\ 
Dazi i. q. G, 

Cooleguiss (in) agg, e eorr, II Redi oso 
pij!l d'una volia Conienersi in signifi« 
calo di Regolarsi, Govcmarsi, — Y. 

Content^ (in) agg. Dedree la ine con ten* 
ta, e denans la ma spavenla. f^. Spa* 
ventli'f. q, G. 

Contessa (in) agg, Contessa Mondaris ... 
Frase di scberio inuoceute cbe dictrsi 
a donna la quale , seuza essere fante* 
sea, pure accudisca alia cucina e spe* 
cialmeule a rimoudare il riso da furue 
suppa i e la dice aache la douna aie* 



coo ( 46 ) 

' itesiuMi tellers, sopra s^ ttefM: Slf 

soni la Contessa MondarU, 

Cdutra [Di] (in) agg. o Dagh a coolra. 

Gi^Dlra {in), a.^ sig., a^. Aodrone.— V. 

Goatrablioch ... La parte bassa dell9 scaf* 

fsle da botega che fa riscontro al banco. 

Cootracc (in) agg. Riscontri ^ Toce che 

b" applica cost beoe agli ingegni ddla 

chiave come a quelli della serratara, 

dovendo essi riscoolrarsi Ira lore m 

puotiuo, acciocchd servaoo al fiue cui 

SOD deslinati. — - V. 

Contrajoeik (in) agg, Androncino (Magazz. 

CulUv. iosc. ). — V. 
Gonlrlist (che i conind, stroppiano anche 
in Cootr^t e Cootrist), sust. in. ... 
Qael niuro cbe ai ineUe ad appoggio 
e sostegoo di una volla. 
GoDlrospizz dicono alcuni Muratori per 
Tfmpano^ Frootone, con %H)ce ibrida 
mezza nostrale e me%%a iedesca (.Ge- 
genspiUe^ Goolrapunta ). 
Gootrovolla. Contrapbllo ? Kel no»lro Duo- 
mo ^ la coii detia Sordina cbe serve 
a porure le gallerfe juperiori per po- 
tervi passeggiaro. 
Gonv^rsa (in) agg. o eorr. Nei telli ^ il 
punio in cui confluiscono le aque pio- 
venti da versanti opposti per avviarsi 
poi alle grondaje per via diversa dalla 
Daturale di quelli. 

Me&za cooversa ...II confluenle sud* 
detlo se balle contro un muro o le- 
goanie di tetio prosaimo* 
Cdo (in) agg. e corr. 

[ Gercagh io coo] (in) agg. Cercate 
U capo a imo, disse il Garo (Leliere, I, 
3^9 ): « Madonna Tira di Salveslro vi 
prega a niandarle un marmoUo per 
iarsi con esso cercar il capo al sole, n 
— V. 

Wei Vol. I, a p. 334, col. a.«, rig. a8 
^9 « ^8* Se gh' avess duu coo, en 
trarev-via vun , e qui soggiungi Vital 
posto a pag. 535, x:ol. i.*, rig. 2 e seg , 
solto Trarev-via on coo se glie n'avess 
duu; e questo supprimi. 

[ Taoti coo, laoli pens^] (in) agg. 
•t Ognuno ba il auo capo ; ogni capo 
le flue opinion!; ogni opinione le sue 
ragioni. Per queslo piacere a tulii ^ 
dilficile, e, in tuttele cose.impossibilexy 
(Garo, Prol. agli Stracc. ). — V. 

[ Teeuttel pur foeura del coo ] (in) 
corr. = cavateoe =r in z3 c^vatene. 



COP 



Coo a Toeuha. Capo o Ceri^elh /otto 
a oriuoli^ a girandole, a girelle. — V. 
irba del roaa de coo. f^. £rba i.q, O. 
Fa a coo a coo; o Fa coo a coob 
BaraUare capo con capo^ Fatcambio 
di capo con capo. Gio^, dare una be« 
stia per averoe uo'altra dhrersa: p. e., 
on bue per an cavallo. — V. 

Mett el coo su i ari. ^ /o siesso che 
Av^ de Taria. Presamere, Promettersl 
di sk oltre il convenewdei Bsserepre^ 
suntttosot presumioso, « La felicilli fa 
li uomini ingraii , auperbi e presun* 
ziosi n (Gio. GaValcanti, Utor.fior.^ H, 
log). - V. 

Rdmpes el coo adree a one cossa. 
Scaparsij Jffalicarsi di molto la testa 
dietro che che $ia, — V. 

Se dovess giugagh el coo... k modo 
di giuramento. Possa io morire, se ... 
yif morir, se .., Possa fiaccarmi Vosso 
del collo, se ... — V. 

[Goo de romp gandoll] (a) nelie O, 
agg. Capo duro , Capo da sassate^ 
Coccia, — V. 
Gdo de sculB (in) agg. Teste da far ere* 

ste (Tar. fir. ). 
Gopdtta (a) nel/e G. agg. Forse era la 
stessa pasta dolce cbe ehiamano cosi 
i Poschiavini, i Pontascbi e i Sondra- 
scbi, cio^ un pastume di mele e noci 
bollite insieme, poi lagliato in quadra- 
telli involii poscia in due ostie. Ora 
non si usano piCi fra noi. 
Gdpp. Balla de copp. T. in Bella [T. de' 

Aamieri] i. q, G. 
Gdpp (in) agg, Giug& a pizz o copp. P^. 

Pizz I. q. G. 
Gdpp [Tdgolo] (in) agg. Mett i copp (cosl 
aisolutamente) ... Portare i t^goli ap* 
pena usciti dalla forma ins£i I'aja per 
ivi ripolirli. 

Metl i copp a fila .., Posare i t<jgoU 
insh I'aja isolati, staccalt I'uno dal« 
Y altro. 

Mett i copp a roeuda ... Posare i td* 
goli insii I'aja Tun presso I'altro, e 
staccali solo ad ogni cinquina. 

Schenna del copp ... 11 mezzo della 
tdgol^. 

Gamarin de copp ... Quel tanto di 

t^oli cbe stanno cocendo nella foroace 

fra quattro pilastrini, ofrm due pilastrini 

e il muraccio. 

Fa-sti i copp ID brasc ... SoUatzare i 



COR (4 

Idgoli iQs£i r aja a ehtqite a cioque , 
|iosandoue udo uu po' iucltDalo per 
appunleUarlL 

iuciappellli o iDciavli i copp id la 
fornas .» A furia di cocci fermar bene 
tra loro li doibrici pcrchd oel cuocere 
HOD si fpostiDO. 

Slorta i copp, ec.» o Fli ooa stortada 
o ooa colada ... Sghenibarsi ii ^mbrict 
ed aocbo altri ialerisj per foraa di 
troppo (iioco. 

Sterxass o Svergolass i copp ... Sbie- 
carsi li dinbrici od altri ialerisj nei 
diseccare su I'aja. 

Copp bea iocaaalaa o iocaoelaa ... 
T^gola cbe corobacia beoe coa le com- 
pHgne. 

Copp roal incanetaa ,.. T^gola cbe 
tnal combacia con le compagoe. 

Copp de coverc ^ La t^gola posata 
per coovesso. 

Copp de food, y. Food assoluUvn. 
nel Foe. 

Copp doppi ..•Per assicurare mag* 
giorweote le stanie superior! d'uoa casa 
da ogoi filiralura d' aque piovaoe si 
sovrapoDgoDO al leUo^ gi& coperto di 
caoalelii (copp) per lioee allerue di 
cdocavi e couvessi {fond e ccwerc), 
iMOti blari di caoalelii cdncavi (fond) 
quaoie soao le combacialure dei cod- 
▼essi ( covtrc ). Per quesli scorre il 
grosso delle piovaoe, e il lelto h piu 
guareotito. II bravo iogega. Gio. Mer- 
Jini Delia sua bella Memoria su la co» 
sirutione dei telti degli edificj, iuserita 
a p. 1 45 e Bt^, del tomo V del Gior^ 
nale deW L R. Istituto lombardo di 
Scieme, Leitere ed jirii , li chiama (a 
p. a 16) Ridoppj. 

I^assii i copp curt de pass^* Posar 
so 'I lelto i l^goli fiili. 

Lassii i copp loogb de pass ... Posar 
su 'I tetio i l^goli radi. 
Copp^ra (in) agg. Cqppera cavalliDDa... 

Forma da Idgoli sowrcbio arcuata. 
Coppirceilk. K in Foroas nel Voc. e in 

Coppktt nelle O, 
Copri^ba .«. Rete dx qnaglie. F", Sor^rba 

in Monti, Foe, Com, 
C6r (in) agg. Maester de c6r. F. Ma^ster 

i* q. G. 
Corij [de' poll! d^India] {in) agg,CtkSc\k 
i corij (per simililudioe ), fr. coot. ... 
VcDir rosso dalla colera. JrroveHarsi, 



) 



COR 



C6rda {in) agg, Vess ligaa longh eoni 
ooa corda curta. F, in Caddona i.q,G, 

Corda (in) agg. Noi usiamo dire taolo 
Cordd el presUnee, el eart, ec, quaato 
Cordass eol sort , col pmtinee, ec. ; 
cio^, /or paltOs accordo » Gonvenire 
CO 'I fomajo cbe per ogoi sacco di gra« 
DO cbe tu gli d2iiy egli ti reoda laolO 
libre di paoe; — • cbe il sarto per un 
tanto r aoDO, o io deoaro o io roba 
cbe ID gli 6k\, egli ti lavori per i bi« 
sogoi tuoi di tutlo quell'aDDO. — Y. 

Cor^gg. Correggere. 

Cor<$gges. Correggersi, 

Coreggii!iu. Corretto* 

Coregh [ Cestino da bimbi ] (in) agg, Fk 
el coregh ... Trastullo delle faoctuUiDe, 
coDsisteDte oelf aggirarsi preeipilevoU 
meote come uo arcolajo per modo cbe 
le sotlaoe sotteofiate dall'aria si steo* 
dauo a eooo^ e di siibito poi fermare 
I'aggirameoto ed acquattarsi iu terra 
COD le sottane cosl accampaoate. 

CoreogieBM (in) corr, Lo dicoao delle 
Setole (o Ragadi o Rappe, come alcuDi 
le cbiamaoo abusivameote levaodote 
alia provincia medica e veterioaria ) 
sole ehe ledooo le dita e il calcagoo 
del piede. 

Cor^ll, Corettor. F. CorrMt, Correttdr 
L q. G. 

Corezidn. Correzione. 

Goretida. T, di Stamp, e Bibliogr. Cor* 
rezione; e inteadesi cosl Patto come 
il segno. 

Corezion^tta. Correzioncina. 

Corlna corina. Lo stesso che Cdra cdra. 
F nel Foe, 

Corldra (in) agg, Sma^latura. Serie di 
maglie scappate(*'tosc. Careoa, Pronlu.* 
p. Qo). 

Tirli-sA 0D8 eorlera. Riprendere^ Ri* 
pigliare ( * lose. iVi ). 

Coroa , sust. f., ▼. br. Jrenaria, Pieira 
arenaria, — Coraa marscia. Lo stesso 
c^eSass*mort, Marsciiira, 9.**sigDit^ F* 
-V. 

Gorna, v. valsass.; dimin, Coniell. 
Scheggio. Rupe spctsala, Masso sciieg« 
gtato e pitzuto, Sasso scbeggioso^ o 
con punle acute. — V. 

Coroajceula, Tiracoll, ▼• del Pav. ... Spe- 
cie di gramigoa. — Y. 

CorDettiooa. Cosl Delia Cava d'arenaria 
delta MadoDoa del Bosco presao Im« 



con 



(48) 



COS 



hersngo cliianiasi un Cornett o Comeh 
ion di grana fina. Pietra bigia gentile, 

— V. 

Cornitt (in) agg, II Tantfra (CiUadino in 
ViUa ) cbiama Comecchie le Sflique 
dei fagiuoiiy delle giaeatre, e simUi. 

— V. 

Corobbi&tt. Pantajo. Che amoreggia to* 
lentieri le fantetche (Corohb^nn). 

Coroeik (a) nelle G. agg, Corceu e Co rat t 
Cojetto, Gitibbone di cuojo seona na* 
fiicbe ; oggidi fuori d^aso. 9* Filippo 
Sirozxi insur un allro simile cavalluC' 
ciOf con uo cojelto 10 dosso da giub* 
bone^ che .... pareta che fosse uno 
scherno dMIa fortuna , ec, n ( Segni , 
Slor.fior. II, i85). — Y. 

Veis com' e 00 corcaa. Essere inero* 
j'ato, inc0rez%alo o incotazuUo, Essere 
unto e bisunlo> £asere iodurilo di on- 
tami e lordure come ii cuojo d'un otre 
da olio. Dieesi particolarm. di abili^ec. 

— V. 

Cor6nna (in) agg. Riotlio de la coronua. 

K Riotiln nel Foe, 
Cor6nnii. T. do' Fabrofer. ..• Nome di 

ffueirorlelto rilevalo cbe vedeai io al« 

cune chiaviy che perci6 diciamo Ciav 

a coronna, delle quali redi Ciliv 1.17.G. 
Corp*s^ot (a), sig. a.^ agg, Hanoo pure 

afBniih con la Banlieue dei Francesi ; 

e la Guida milaoese del 1844 ass^vera 

eke in Toscana si chiamioo Camperie, 

Sit fides penes earn. 
Cdrr (a), sig. I.®, agg. CorHi , o gent , 

corrii ... Accoiy uomo, accorr' uomo!; 

A|uto! 

Corrii , corrii , o gent , 

Cbe nia mice la v« in nient. 

Deilato cbe si usa quando il volume 
di nna donna h tutto abiti. — V. 

Corr^g , Correzido , ec, V. Cordg, Co- 
ret ido I. q, G, 

Corr^nt m. Quella specie di radice o tra- 
vetta cbe corre da un pilastro all'al- 
tro interposto di fronte tra la stalla e 
la cascina. 

Corrill. Corretto. 

Coiretldr. T. di Stamp, e Bibl. Corret- 
tore, — Regisiro voleotieri coo due rr 
queste voci pcrcb^ cod una sola, come 
le pronunciarooy souo confuodibili con 
Corett (Tribuna) e Corettor (Cooret- 
tore ), communi aocbe oel oostro dia- 
letto. 



Cdrs ( Sirato ] {a) agg. Qono (Maggi , 

Forific.), — V. 
Cors^tt (in) agg. Sacchino ( * lose, eoot.) 

y. Lambrusehini in Tommas. Sinon. 

(Mawto, noia). 
Corta bandida. Corte bandita. V* aneke 

BandU nel Foe. 
Cort^ll (fl), nelle parti, agg. z=a Talon •„. 

= Ongetta .... 
Corlelllida (in), 3.** sig., agg, JceoHeUato. 

Lavoro di mattoni messi per coltello. 

— V. 
Gertellase de la molta. V. Sci^bel nel 

Foe. e M6lta 1. if. G. 
Cossa (in) agg. Tra oua cossa e Toltra 

se poea tirk-lk 

Fra ninnoli e naonoK 
E^ si pol^a campare. 

G. Giiuii, / Disc* cJte eorr. — V, 

C6ssa [ Qnand se dis i coss del mond ! ] 
(in) agg, 9€ Che cosa ^ la fortuna! n 
(AUm. Com. a. II, s. 2). — • V. 
Coss'^M quell 11? aieh quello?, Oie 
cosa h quella la? 

Coss^d '1 cbe te ghee in man? Che 
cosa, o Che hai tu in manoT 

Cosft'e quella cossa iki Che b quella 
cosa la? 

Coss'^ly cossa DO d'l? Cite b, che 
non hf 

A fa coss'e? Per fa coss' ^7 Perche? 
Per che cosa? — V. 
Cossln , V. brianz. ... Cossin de la pid o 
del moron ed anche Scagnell chiamano 
i conladini quel riaizo di terra che 
ammontano nel ceotro della fossa e 
su '1 quale adagiano per le radici il 
magliuolo della vite o il pollone del 
gelso di nuova piantagioue. Nelle vitt 
a filari, alle cui pianlagioni sta prepw- 
rato un fossato continuo, lo stesso rial« 
zo, pure coolinuo lungo il centro di 
tutto il fossato , dieesi BancheUa de 
la vid. 
Cossinilt. F. Gatlej 1. q. G. 
Cdst (a) agg. 

f Con miOf suo, iuo 

A me mat cost I danno » discdpito^ 

A so mal cost < perdita. Co 'I ttio 

A to mal cost I malanno. Per tua 

\ sciagura. — V. 

Cost de la cros (in) ogj^.Forse Le SfSstole 

( Giom. agr, tosc. VII, 44^ )• 
Costa de %^iiB^ v. a. Dai. meixi. 



GOV 



( 



Cosik (in) agg, Costa ona moncda. K 
Mon^da i. q, G. 

Cuslell (in)y dove dice = Carne, dod co- 
stole, cb'e =, legg^ zz Caroi , ood 
coslole, cbe sono. 

Cosido^ soal.m., v. c. br. Superl, diC6sU 
nel signify di Erta. 

Colo, V. br. Quota, Tungenie , Scoito, 
Rata. 

Av^gh el so colo. Avert la suaparte^ 
il sua doveitf ec, ec. Di qui il verbo 
Cotizzh, y, nel Foe. 

Pagi el so coto. Pagare lo scotto, 
la porxtone che locca a ciascuno d'uoa 
SfitfSM, ec. — V. 

Coll o Coeiicc, aggett» di Legname, e 
vale Stopposo, Fano e leggiero. Mezzo 
/racido, Guasto, Imporrito^ se il di- 
f«:llo del cotto h all'esteroo. — 11 cod- 
trario di Cotl ^, direbbe il Davanzati| 
Sodo , Fenigno, Nerboruto, Pesanle. 
11 legonme lagliato quaodo il succblo 
^ gia io iDOlo, il Oavanzali dice cbe, 
lenulo « all'aqua e at sole, s'apre come 
uoa inelagraua, cuocesi e imporrisce >». 
— V. 

Coita [per Ubriachezza] (a) nelle G.agg, 
Ciap|ili ooa bouiia colU .- « E' pigliao 
dtfUtf coUe maledeile » (Zaaoooi^ Sch. 
corn,, Riirov. del iigl.» a. I, s. 3). 

Gillcoddscb [Fli] (in) levtjti la parola 
Chiocciare la quale equividc in vece a 
Scroti^. 

CoiioU (itt) agg, V, Bagottera nel Voc. 

Cc^v. CovafCovatura, Melt a cov la so- 
inensa de bigall. Mettere a cova^ Met* 
ter al caldo le uova de* bachi da seta, 
accioccbe elle nascaoo. -^ V. 

Cava (in) nelle O, corr, 

Vess tolt foeu o foeura per quell de la 
cova biauca... Farsi scorgere per I'au* 
tore di alr.un male; per Uomo cheha 
la coda taccata di mal pelo. -— V. 

Covida (in), a.^sig^ogg. Figuralaiu., di- 
cesi di tutti i figli iosieme d'nuH ma* 
dre di qualsiasi specie d'aoimali; i quali 
se sooo rooiti uali a on parlo, li di* 
ciaino una Sventrada: p. e.^ Ona sven* 
treuia de porcelliU , de cagnceu , ec. 
Sventrala ne' Dis. della lingua vale 
Mangiata a crepopelle. -^ V. 

Covao^U, V. coot. Covoncello, 

C<»vercell, e contadinescam, Quarcell (in) 
agg, Opercttlo, Coperchieilo , cou che 
le cbidcciole al sopraveo'ire delPiuvcr- 

roi. y. 



to ) CRA 

oOy ritiratesi nel loro oicchioi,ne chfO- 
dono r apertura. E di qui il Fa co« 
vercell. F. nel Foe, — V. 

Tra-via el covercell o quarcell » m. 
br. Proprlam. ^ dices! delle luniache 
quando di prima vera, giUato Topireu* 
lo, mettono il capo fuori del nicchio, 
•— Figuralam. , dicesi di quest! freddo* 
losi cbe sianno chiusi tutto rinverao 
io CMsa, e sollanio a primavera fatta 
escono di covile. — V. 
Covercio [che se fa a lull, ec] (a) nelle 
G. con\ Essete un teco»meco, un com* 
metlimale, O piuttosto, Aver mantello 
ad ogni aqua, Essere guel/o e ghibeU 
lino, Essere simulatore e disiroulato- 
re, che tiene da tutle le sette, da tulte 
le parti, che uou ba carattere fermo. 

— V. 

Covert, aggett, Coperto^ Felato, Chiuso. 
Melalbricam., per OscurOf 6 
Per Simulato, Ambiguo, Soppiattone» 

— V. 

Per Torbido, Intorbidito, dicesi spe- 
cialmente del vino. Parimente Covriss* 
lolorbidarsi. — S. 

Covertlraeu (in) letdsi Collricella e pon» 
gasi in vece Coltretla. 

Cov^il dicono alcuni del contado per 
Gat linn, parlando di bachi da seta, 
Aoda in galtelloio gallinn oin covetl... 
Patir rachilismo, macilensa, gracilit^ 
atroffa i bachi da seta. 

Cov^tlH. CovoncinOf Covoncello, 

Covetldu. Tra i Brian z. parmi quelmede* 
simo che la nostra Coveita (Jlopecuro), 
F. nel Foe. 

Cuzzada (m) agg. Testata, «r Gl! died! 
un grande urtone , che gli feci dare 
una gran testata in terrace sUbito batlei 
le gam be » (Relaz, del Capitano Bib* 
^o/ti\ assassin o di Loreoziuo de' Medici 
[Io Morbio, Cod, Fisc, p. 53oJ ). — V. 

Crapdu (a) agg, Mettendo il contioente 
pe*l couteuuto, s'usa spesso cosi que<f 
sta voce, come quel la di Cozzon per 
Talenton (uomo di grande ingeguo, 
di grande capaciia, intellctto)* — - Chi 
me sa di cossa el inasua , o cossa el 
machuina quel crapon de Bonaparl? 
Chi mi sa dir che cosa va Bonaparte 
moHnandoj pensando, o cercando co' 
pensieri ch* ei volge in quel suo teslo* 
ne? — V. 

Cravattcc ... Fabricator di cravattc. 

7 



CRI 



(5o) 



CROE 



CreS^nxf^ (in) agg. L'invidib 1'^ creantii , 
f ti tacck o el zetU Pi petuUota. F. 
PHuIaoza I. q. G. 
Gracchi yecciuola sehnUica {Ficia cracca 
Lin. ), che infesta i grani^ e^ avvoltic- 
rbiaodoai loro altornOy U lira gi& a 
lerra. — V. 

Crddil o Cr^let [Ayegh boo credit de 
▼no] {in) agg, ed oficke semplicemente 
A.vegh credit de vuo. 

Greditlia. Accreditato. Vk ona botega 
credilada. i una botega accrediiaia, 

Cr^pp [Pieno pmzo](m) agg, v. del B. 
M.— Toeusseo on crepp de Hi oieot. 
Fare meno di nonnuUa^ 

Crepp^ (in), sig. i.^ <igg. m. cont.^. £1 
formeot quest' aon el ataota com^ a 
creppk. In quest* anno il grano non sa 
venire a perfetta maturanza, 

Creapln (a) , nelle partly agg, e corr. rm 
Stacchetta. Pemietto=z Coo de la stac- 
cbeiu. Capocchie del pemieito = Ca- 
non. Bastoncelli, Stecche maestre (Ca« 
rena, Prontu, ). 

Cresplo [Fi cl] (in) agg. Dices! aochc 
del polio d' India quaodo dispiega le 
penoe della coda, che dicesi .pure Fa 
la rmnda, « C qnaodo v^tnoero (i pavo* 
ni) a fare loro canto e ruota, siccome 
erano nsati , la Coraaccbia, ooo sapieo- 

. do levare la coda e roteare, coniinci6 

, a casta re in sv^ maniera » (Esopo 
vulgar, per uno da Siena, fa v. ^7 ),— V. 

Cr^spola (in) agg, Cr^spora doppia. Jfa> 
trieale doppio, 

Cr^pora .^ Verso il Comasco chiamano 
cosl quel po' di soico che sogliono fare 

• tutto Inogo via i filari isolati delle Titt 
nei campi, come per aepararli dal se- 
minaro coniiguo. 

Cr^ss (in), sust., agg, Cresciuto { * tosc. 
Carena, Pronto, p. 17 )• 

Crrssent , aggetU di L^nna. F. Luona 
i. q. G. 

Criameoty T. br. Gridata^ Rahuffo^ Gri* 
iiamentOt Riprensipne : p. e., L' ba faa 
on criament del diavol. — V. 

O geni o criament ... Usa dire il 
Briantdo quando uo legno acceso sofBa 
e 6scbia dair uno de' capi per rento 
chf VB via. — V. 

Criccaddr {in) corr, 11 Criceador dod ^ 
propriam, il Tordo cantajuolo^ ma si 
bene lo Schiamazto^ il cui Criccd di- 
cesi toscatMim. Schiamaztare, il Can^ 



fajnoh i .ncrdlo Hi mnda, ed ^ prr 
lo pi£i accecato, che dou e lo Schia* 
mazzo, — V. 

Crlcco (a) nelle G. agg, e corr .= e Crlech. 
Cosl scheri. chiamano il y^ue di gra- 
no turco i contadini briantuoli , che 
pur diconio El pan di sett colp: p. e.. 
Coot 00 niexs pan de cricco in aao« 
coccia Pandava N, N, da ca sova fina 
a Milan senza spend on quatlrin.— V. 

Criminal (in) agg. Taccagh a vun on 
criminal. Querelarlo^ Acrusarlo di cri-^ 
mine^ di auone cruninosa^ Jccusario 
al criminale^ Criminarlo, —V. 

Crist {in) agg* L'^ come papa Sist, el le 
perdonna nanca a Crist. F, Perdonii 
I. q. G. 

Crisi^e , V. hr. Cosl chiamano un raroo 
d' oHvo guaroito di nastri d' ogni co- 
lore e di agnusdei, che i ragazzi por- 
tano atlorno la setlimana santa di casa 
in casa e di villaggio in villaggiu , 
cantando con esso ramo in mano e 
in ginocchioni Finno cessato il 1760: 

Chrfsttf qui tux e# H dlet^ 
Noetis Umbnuf detegi*^ ec. 
I ragazzi cantatori del CHstee Tanoa 
a brigatelle di tre o quattro e non pi&, 
e del loro canto n' hanno in compenso 
dalle capocce uova e caciuole e qual- 
che soldo per la buona pasqua. — Y. 

CHstilin (in) agg. Perdonk I'd de Cristiao, 
ma desmentegass I'd de bestia. F. Per- 
donSi f. q* G. 

Crodi (in) agg, Colare (intransit.) dicono 
i Toscani il cadere alcuna cosa da sd, 
quasi gdcciola. Onde il Magazzini (neU 
r ottobre della sua CuWvaz, tose, ) 
colatle o colative clriama le castagne 
che not cbiamiaroo crodell o croveil, 
— V. 

Crodad6ra (in) agg. II Pollini chiamn 
questa malatfa Caditcitd del riso(Ga- 
teck, agrar. ). — V. 

Croddll (in) corr, e agg. Le castagno 
crodell o erovell non sono gik le ab« 
battute per le prime, si bene son quelle 
che croden , che cadono , che c&lano 
da sd per maturity, dal Magazzini dette 
colatie. — V. 

Croe^ggia (a) nelle G. agg. Per Prigione. 
Onde: Vess in croeuggia. fuere nelle 
bujose^ Bssere in gattabuja, 

Maader6 chi mi par« po gatuboja. 

C. Gio»ti. — V. 



CfiO (5i 

Cite&fe (in) n^. Criocca^ Ciicea, Chiappo, 
Drappello, StikU in d'oo croeufc Far 
crocchios Stare in crocchio, — • V. 
Croj^ T. br. Aggiaoto di terntaio, quaodo 
Del verao» per noo essersi ricotto e 
coof«llalo dair alteroaliva del geio e 
del sole {sowemaio), resla duro e in* 
traiubile. — V. 
Cr6m. K GiUd i. q. G. 
Croppa (i/i)» 4*° sig., corr. = Doccia 

:= io cs Rocda. — V. 
Cr68 (in), i.^ sig., agg, Cr6s de lego ..« 
LVtauo i Briaut. uel aegueote deltalo: 
Bielt-via vuo coiH la crds de lego, ebe 
fale quaulo MiUeUvia per cariiaaj e, 
yesB oieil£iu-via coot la cro» de lego. 
Essere morlo poveriss'tmo, — V. 
Cros de Malta. Cioce di Malta.^^ A cros 
de Malta. T. de' Morat.... Aggeit. d'o- 
goi vaoo o fioestrella fatta a mo' di 
croce di Malta. 

TaTolaa a cros de Malta ... Traniexza 
coo oralli fori a crocicchio retto qiiali 
soglioDsi fare oe' porticali , oelle ca* 
tciuey ec. 
Croscd (a) neUe G., dopo Uncineilot agg, 
Fraocesisooo receote. Deoola quel Per* 
ruxao iooastalo io uu roatiichelto di 
osso, d'avorio o simili, poco piii grosso 
d'uo ferro da calae, oon pid lungo 
d'uo decimelro, termiuaute io una lie- 
fissima rivoltura auocioata^ co 'I quale 
le doooe lavoraoo^ io cosi delto P<mt 
a erased, cufBe, collelti, cortioette^ec. 
^gg» ancora: Cbe bisogno di que- 
sto fraocesisroo ^ meotre abbiamo da 
secoli io oostra liogua CroccJietto e 
CrocchicUo dioiin. di Crocco, Gaocio 
o Uuciuetio di ferro? — V. 

Pont a croscd ... Simile al Ponl a 
cadenin cosi deuo dai ricamatori. 

ScuilGa a crotch ... CufBa lavorata 
con runcioelto. 
Croa^ll. Tra san Marcbelt e Crosett oo 

ioteroelt. F. Marcbelt (. q. G. 
Crositia (in) agg, Ogoi caselta g' ha la 
so' croselta. Ognuno ha il suo impk' 
eato altuscio. 
Croslio (in)f 3.^ sig., agg. Oo crostio de 
pan seccb e de rosgiceu. « Uo oriscello 
{orliciutto) secco e cruscoso » (Fra 
Giord. Pred.). — V. 
Cr6lt o Gr6sc [Fa el crosc] (in) agg, 
Chiocciare^ Star crocchio^ chioccio, — 
Sentirsi roale^ £sserinalaliccio> cagio* 



) CUN 

nevole e aodarsi ramaricandb cob toc« 
flebile e cbioccia, come quella della gal« 
liua covMliccia ^ cbe a ogoi tratto si 
ferma e si accbidcciola. •» V. 
Grov.Neipaesi fioilimi alLodig. e al Pay. 
^ mettfiesi commune di Corvo. Fl Scor* 
bjilt nei Foe, 
Cr& e Crud (ih) agg, Lavorii a crud o 
a cru. T. de' Foro. ... Allogare la pro- 
pria opera oel fabricare solamente mat* 
toni crudi ios6 I'aja per uo presxd 
pBllutto a ogoi milliajo. ' 
Crusc4da, a triansescamenie Tocruscada. 
Cataplasma di crusca bollila oel vino. 
— Fagb-s5 ona cruscada a on p^ per 
ona sirambadura. J una svoita del pii 
destro applicai un cataplasma di crusca 
bollila net vino, 
Cruv^ta e Crov^la, v. del B. M. e del 
Pav. AggiuDto della terra, cbe, resa pu« 
tre dal gelo (ciod, confetta, ricotta^ ma* 
tura), sdriicciola facilm. dal colmdu della 
porca ne'solcbi. — NeH'Oltrepb ez«paVi 
la chiamano SosscBul, ciod Terra della 
superticie, d«l soprasuolo. — V. 
Cucck (in) agg, Cuccarla disse il Paoan* 
li nel Poetn di Teatio per Accoc* 
carta, Appiccarla, Prtgarla a una, B 
voce derivata dal Cueco, il quale, de- 
strameote deposte le sue uova oeH'aU 
trui nide, le fa covare ad altri occelli; 
e cosi altrui Taccocca, dandosi 6gli 
iotanto buon tempo. — V. 
Cuccas, e brtanzescam, Scuccass, per //t- 
vecchiut%ire , Inlristire, Imbonacchire, 
Dicesi delle piaote cbe noo attecchi- 
scooo e noo rengono pi£i ionanxi. —-V. 
C£iccb (i/f ) agg, Yecc cuccb. Vecehio cue* 
CO, Fecchio barolh, cio^ rimbambito^ 
balordo. — V. 
Cucurucuu. Sirdbdo, Pindoehio, II frutto 
cbe ^ nella pina^ e quelto del Ddce 
sguscialo quaodo rcsta inticro. 
Gugiardu (in) agg, 1 Toscaoi (second* il 
Gareoa, Prontu, p. Sji) dieood Cue* 
chiajone il Cuccb ia jo graode ovalo 
da pietaoze o minesire asciulte^ e BO' 
mnjuolo dazuppa I'emisferico da mi* 
nestre brodose. 
Cuuetta (in), sig. a.**, «gg. Noi cbiamia* 
mo cosi uo come canaletto a lato delle 
strade cbe rtceve e couduce via le aque 
piovaue. Verrebbe mai da Cuniculus 
io seoso appuoto di Canale, Ganaletto ? 
— Varrouc (lib. Ill, c. \i,De re rust.). 



CUR (5 

parlando del coniglj, dice: CunicuH 
dicti ab to quod sub terra cuniculos 
ipsifacere soleatU, Anehe Plioio (lib. 
IX, c. 3 1 e 39) uta Cuniculos per Ch* 
Dale, e CuniculaUm per A caaalelli. £ 
il Drenag iDglese e la Fognaiura de' 
Toacani noo aarebbero aliro che Cu^ 
nicuU faiti soUerra a ceria profoudi- 
U , per i qaali enlra e va via i' aqua 
sorercbia. — V. 

CuDt (in) agg, Fk cuot o Tegni cunt. «$i- 
nonimo di Fk lista. F. Liata nel Foe. 
[Giustli i] (in) agg, o el cuni cod vuu. 
Chiarire la partita o le partite con uno, 
w Questo Doo 6 tempo da far pazs/e; 
leviamoci coaloro da dosao, e poi cbia* 
riremo quesia partita tra noi«» ( Varclii, 
Stor. /tor. 11, q8i ). — Figuratain., vale 
Ricattarsi d'uno, Castigarlo d^alcun tor' 
to. — V. 

(Savi el so tuot] (in) agg. Avere 
qualche anno di bisca, — V. 

Cunt4 (in) agg, Pod^ cuntai sui did. F, 
in Did 1. q, G. 

Cupola (in), sig.j.^ alle parti agg = ... 
Tamburo, 

Curadura. F. Friltdra i. q. G. 

Ciirc (a) nelle G. si levi tuilo dalla meta 
della tin, ^^sino alia fine delta col. 1; 
doe^i dalle parole : La credo voce, sino 
ad Aicurzio; e agg, F* Gusdtta net 
yoc. — V. 

Ciircuma. Ciircuma, Propriam. k la Car- 
cuma longa de'Botanici* la coi radice 
k tiotdria. Fra noi 6 vulgare questo 
Dome sollanio presso i Drogbieri, iFa- 
legoami^ i Lustraroobili, i Paoieraj, e 
iDdicala detia radice gialla polveriizala 
cbe i primi veudoooai secoodi^i quali 
se DC set vooo a tingere legni, v/miui, 
ec.p ec.^ in verde, combioaudola coo 
la soluziooe dUudaco. 

Curl&. CoUare^ Mettert alia colla, Dare 
la corda. 

Curlada. Tratta di eolla, Stratta Strap- 
pata di corda. Voce che si trova Ire- 



2) cuu 

qtiente nelle Gride e Leggi nosire an- 
ticbe. — V. 

Curio. Noi diciamo quel cilindro o ver- 
ricello orixootale, dal qual pendeva e 
•correva la cord« con cbe si lormen* 
tavano una volla i* pretest rei. — V. 

Gurrenti. F. Calamo i. 47. G. 

G&rt (in) agg. Avegb a che ft col jur 
Gurt o Gurti ... Frase de' conU del B. 
M. Esser corto a quattrini, 

Gus& (in) agg. Gus&ss. 1 Diz. della lingua 
hanno Cusarsi per Dichiararsi, Con* 
fessarsif Tenersi^ e G. Villani disie: 
w Si cus6 mono n, per Si tenne. Si 
credette morlo, — V. 

Gustod o Gampee del Navill. T. Idr. ... 
Gbi accndisce e veglia cosl agli incili, 
come a' scaricatoj e sostegoi dei nosiri 
caoali navigabili. — Vuolsi qui avver- 
lire, cbe la persona « la quale ha iu 
cura soltaiilo uno o due soslegni (conch) 
di essi canali, noi la diciamo propriam. 
Conchde. Qurllo die chiamiamo Cn/ii- 
pde di acqu non ba a cbe fare con la 
custodia oi dei navilj , n^ delle con* 
che, ma ai sollaoto co'la regolare di* 
siributione delle aque d' irrigazione 
dalle gore o rogie prirate ai prati e 
risaje dei poderi della nostra Bassa, ec. 
I primi SODO publici iropiegati* i sc- 
coudi sooo al servizio dei particolati 
o Gttajuoli, o proprielarj di rogie. — V. 

Guu (in) agg. A (a servizzi, ec. F. Ser- 
vizzi I. q. G. 

La valmasia la metl el cuu a la via. 
F filalvas/a i. q. G. 

Ogni bus iulreqoeriss; cbi no man- 
gift, el cuu patiss. — Dettato coDtad. di 
cbiaro signif. 

Guu de la balla deramm. F. Fdnd 1. q.G. 

Cuu de saccb (in) agg. II Salvini nelle 
Jnnoiazioni alia Fiera del Buonarruoti, 
p. 4^9> dice che i Fiorentini cbiamano 
Ronco quella via cbe 6 cicca, seiixa 
riuscita, e i Lalini Angiportus, pur 
passato iu nostra lingua. 



DAN 



<53) 



DEG 



D 



JJa (in) agg. 0%\ zolla e martella. Para, 
picc/iia e martella, Frase propria Hi 
chi levarumoreconlro alcuoo; ed anco 
di dil vuol espriinere induslrta soprn 
iodnalrta die si usi per rittscir« a qual- 
cbe inlenlo. — V. 

Da adree a vun. Dargli dieiro^ addie- 
tros Insegnirlo. — V, 

Djigh. jidoperarsi, Insistere, Fare 
ogni sforto, £1 g'ha daa , el gMi^i 
daa, ma Pha poduu (k nagolt. Per 
qmanio 9i s'affaticasse itattomOt pur,- 
non riuscl a cosa alcana, 

Vacca o B6 che da, usalo rosi as- 
solulam., vale quanio che Scomiggia, 
cbe feriace coo le corna; clie lia il 
Titio di comeggiare, St meoare io qua 
e io la le coroa. — Delle pecore cbr 
noQ haooo corna^ diciamo cbe trAcchen 
( cozaaoo, orlaoo). — Parlando di ca- 
valloi di mulo, o simili che percuolonn 
co'le zampe, noo diriarao ch^el dd^ 
ma si bcoe ch'el tra (che lira calci). 
— V. 
Digo o Dkoo {in) agg, Chi oo glie o' ha 
s6 dago* — V. 

Chi ha mioga ciapp^a agdn per saii 
Giovaon^so daiio. ^ A^dn, ^ i, i. q, G. 

Fa dano (neulro) Trapelare Paqua, 
il vioo^ eCf da uoa Iromba, da uoa 
bolle, ec, — V. 
Dalia. Dahlia^Georgina(Turg. Tozz. Ou. 
Ist.bolan, III, 197, ediz« 3.*) ... Piania 
e Here veouli io grao moda a' ooslri 
giomi per omameoto de' giardioi. 
Diilio, V. br. £ Io stesso che Boggin Del 
giuoco delle palloUole. Lecco^ Grillo. 

Da ma [Scacehiere] (in) agg, Sceul a dama. 

r. SfS&l I. 9. G, 
Daodal6 (m) agg che aliri dicono Dan- 

dol6 o Gandolott o Gandalorio'. 
Daodiuoa (in) agg.ChiBmnost Dandhin an- 

che que^ Manicottoli, o Bracciajuole o 

BracciaJCf cbe le si dicano, peodenti 

dalle ziroarre cbe porlaoo i pi*eli d'io- 

veroo. — V. 
Dao^e {in) agg. o i Tollit, e io gergo 

ilal. J Sec chi (Fagiuoli^ Un vero amorf; 



ec. , in versi ^ \U , 3). 1 Lafppanti, 

[F& daoee] (/n)i7gg. w Far uiol^le « 
disse Ricord. Malespmi per Accumular 
ricchezze. — V. 

[Fa daoee a monlon] {vi) agg. Far 
denari come rena (Paoao. PoeUlcai, t. 
11, c. XXVI, s. 3). 

Fa daoee d'oo terrco, d'ona ca, ec, 
o Tra io daoee 00 lerreo, ec. Recare 
in contanli , o sia a denaro sonaitie 
qual si voglia cosa vnlultibile, come 
lerre, case, mobilie , grasce , ec. ; — -> 
il che da taluni e barbaraineole detlo 
Reali%zare un ierreno, ec, quasi che 
sia cosa reale {res) la sola moiMfla. 
— V. 
Dazi {in) agg, Dazi consumm ... GabelU 
.au le cibarie e su le bevaode alle porte 
delle ciuii. 
Decisori. F, Giurameol <*. q. G, 
Declio, V. br. Aoda in declio. Dcclma" 
. re, Venir meno , Scemare , Andare ul 
declino, in declinatiane, E dicesi coai 
della salute e delle forae del corpo, 
come delle suslanze e forltine. -— V. 
De-Col6oia [El] ... Nome dell'Autore d*un 
Tratlalo di Retorica iisato oel seoolo 
scorso oelle nostre scuole, e quiodt 
Studiii el De«Colooia, per Isludiar re* 
torica, 
Decrollce&r {in) agg, Lustratore o Lusiri' 
no (* lose. Careoa, Prontu, p. a8): ara- 
bedue per6 voci ambigue, geBericbe» 
di poco valseole. ^ 

Dedree {in) agg. Melt i mao dedree. K 
Mao I. g, G, • 

Dedree la me cooteola, ec. F", Spa* 
▼eotii I. q, G, 
Deferi. F. Giurameot i. q, G, 
Degdra ... Nome vulgare della niQta ora- 
ria secondo la quale si regola la dislri- 
buziooe delle aque d*irrigazioiie a'varj 
possess! cui competono. 
Degradazidn ... Rarissiroe voile , e tola 
fra le persooe cutle, odesi fra noi que- 
sla voce iiel sigoif. che ha oella lingua 
illustrey cio^ nel senso susl. del vul* 
gare Desgradd {F.), In vece * io boci^a 
di tutli nelle brasi e= In degradation, 



DEN 



(54) 



DES 



Anda in dlegradaxion, Mett per degra- 
dasion. GradatamenU^ Procedere per 
gradatione ^ Gradare. Disporre per 
iscala^per gradi, colori, bottoni, mer- 
letli, ec,^ ec, 
Dcliriito. ManiacOf PoMiO, Matto per 

cbe che sia. 
Denia. V, Dlma L q, G, 
D^inma. Piega. Forae voce lodigiana. 
Demdni (in) agg. Faccia contra i tenia* 
zion del demon!. F". in Fkccia net Voc, 
Deninz (in) Agg. Dedree la me cop led la, 

ec. V, SpavenU i. q, G. 

Denediia, Di d'nedaa, r. c. br. 2>i di Na* 

tale , Giomata di Natale , Fe$la del 

JSatale. — V. 

Deriduzia e Deaonzili (m), sig* i.^« ^gg* 

' Vuolsi avvertire cbe D& la denonzia 

e Denonziii » in senso di Disdire i7 fit" 

to, a podere^ la ca^a, cio^ di Far in* 

tendere all' q/fittuario , o aW inquilino, 

che lasci il podeie^ o la casa^ non 

a'lisa cbe rispetto al padrone del po* 

' dere o delta casa, e non mai rispelto 

a chi liene in alBtlo un podere od a 

pigione una cata, rispelto ai quali noi 

diciamo Renonzik o Fa la renoozia 

delta ca , del lerren, ec. : laddove la 

Disdetta e il Disdire delta lingua vat* 

gono taolo Liceniiare, DarcommiatOt 

quanto Licentiarsi , Pigliar commiato, 

jindarsene dal podere , o dalla casa, 

h'BscommiatotxSBio dai nosiri veccbi in 

veee delta Denonzia d'oggidt, vien dal 

latino Commealus in aenso di Congedo, 

Licenza: quindi Dare tescommiato i 

Dare lo sfratlo da una casa , da un 

terreno j Licenziare , Scommiatare ? 

— V. 

Deodnzia e Denonzik (m), 3*^sig.i «gg. 

e corr, Denonzia net criminate k quaai 

\o slesso che Accusa^ Querela, Richia* 

mo in giudizio di torto ricevuto. Onde 

Deooozik y\xn,sotliniesovi%\ Tribunal, 

' a la Coii. Querelare altrni con mettere 

denunzia conlro di esso, Accusare uno 

Criminalmente, Notificare i misfatti di 

uno alia Cortes Porre, Dar qmereia^ ec. 

ad uno: Far richiamOf Richiamarsi 

di uno in Giudizio per torto ricevufo, 

Dinunziare^ cio^ Manifeftare, accusan* 

d0| al giudice. — V. 

Mot (in), avverb., agg, Avegb, o No a* 

vegh roinga dent el so (sottintesopi in- 

teress, vanlagg^ toroacunt). m Nod vi 



parendo ctie ci sia deutro il tuo (lla< 
cbiavelli, Op. \X, 85.) — V. 

£1 marl, ec. F. Marl i. q, G. 

Restk-dent. K Restk i. q. G. 
Ddnt, sust. m. [ Dent guait ] (in) agg, AU 
lorcb^ to getliamo al fuoco gli gri- 
diamo dietro la cantilena cbe leggasi 
in Foeugb i. q, G. 

[ Parik o Cantalta foeura di dent 1 
(in) agg, DiHa fuorfuori, a lettere di 
scdtolaj Chiarire ad uno la partita, 

— v. 

[ PoWer per i dent] (in) leggi Tital. 
cosl: « Polvere per biancbire deoti m 
(Redi, Op. Vy 17); e doltrioalmenle 
Dentifricio, 

Denlka. Dentate, V. Scildrta ne/ Foe. 

Denlkda (in) agg. II franc. Briqjies bou» 
tisses. 

D^nter (in) agg, Mader de deoter. K 
M^der i. q: G, 

Deposit. T. MiliL ... Gaserma inlerinale 
e per cosl dire di transizione^ nelta 
quale i cb amati alia roitizia soslanno 
iino al loro passaggio eiTellivo ai reg« 
gimenti soltoposli it commune autoriik 
civile e mililare. 

D^rbeda (a) nelie G, agg, Alcuni dicooo 
ancbe DMed e Derbedin ^, Lo spazio 
piii o men grande di muro mat riu* 
zaffato. 

Desbocck. T. de' Forn. ... Desbocck i 
bocchelt ... Slurare li sfiaialoj. 

Desboccbettkss. T. de' Fabriferr. ... Lo 
spostarsi per qoatsiToglia motivo lo 
tcudetio d' una toppa o la toppa di 
verso lo scudello per modo cbe la cbia- 
ve enlromessa non caizi e teolenni. 

Descancbinky v. coot Scalzart alberi, ec, 
per alterrarli. 

Descaneltk ... Scompagloare i Doccionetti 
( i Canett ) di collaretti doonescbi, o 
siniilt. 

Descaregk el bancb. T. de' Forn.... Sea* 
ricare di malla tl cavaltetto. 

Descavedk (Maggi). Ora Descapilk. Sea* 
pitare^ PaClr danno, Metterci del ca* 
pitale. — V. 

Descdgnet. Ignaro, Inconsapet»olef Jnsciot 

DtKOgoct del rrgall che f(lf'emm iodou. 

Porta, Mmrchiomn^ tt. 65.-8. 

Descummik (in) corr, II nosiro Descum* 
mid propriamente non significa Disni" 
dare, ne Cacc'uare or Stmiare dal nido 
COD romori o similii ma semplicem. 



DES (; 

Sviart, Disviare, Far eke Vueeello ab» 
bandoni U nido , e non vi toroi pi 6. 
u Fao cbe i buon coloinbi si disviaao m 
(A lam. Com. «. I, s. 5); cbe ooi tradur- 
reromo cosi: Fftn descniutni^ , o vero 
Desciimroien i pavion. — E per6 Des- 
cummiass. Si^iarsi, Disviarsi (sotlla* 
lesovi dal nido, o proprio o 6gurato 
chc c'sia). — V. 

Drscummids ... Dicesi di uccello facile 
ad abhandonare it nido e i polcioi saoi 
per sospetio cbe allri si sia accorto del 
dove egli ai k anoidalo , e i polcioi 
corran pericolo d'essere iovolati. So' 
$petloso? Geloso? Sdegnosof Nessuno 
per6 di questi aggetlivi esprime con 
precisione il ooslro Descummids, Pur 
ai potrebbe dire Sviix^ole, Disi^iivolt^ 
per mancanza di ineglio. — V. 

Pesdlccia. Dicooo i contadini Br. per 
D^diita. Ancbe i Toscani banno Dis* 
dicciato per Isforiunaio, Che h in dis* 
delta; donde par cbe negli aaticbi tem- 
pi aache io Toscaoa si usatse Disdic* 
cia. — V. 

Desferenzili. Diversijicare , DisHnguere. 
Scoslarsi da cbe cbe sia altro. F, Sfaldi 
nel Foe — S. 

DesgiasU {in) agg, Desgiustli la bocca. 
y, Bdcca I. q, G. 

Desl&ss (in)^ sig. 3.®, av^erti, A roe pare 
ch« il Maggi oel passo riporlalo abbia 
preso quest a voce per Eccesso, Scia* 
laquo , Sciupo, Leggasi iotero il delto 
passo, e si giudicbi: 

El cpasi l'^ temper taO| 
Ma con qoest clie M sit liber cle trii maa : 
De ttrasorden, de spesa, e de peccaa. 
fe'trafordcD do gb'k pn'gol, c\A semm lace 
Gent cbe la tgoassa ai betlolin del aacc. 
De spcM Teraneat 1^ de goardatt, 
Tanl p6 I^mi de qnesl'ann) 
Par, te glie aia detlau , ( eeeesso ill spem *) 
Mi OM remtiti at aoo di TOit campaon ( cio/, 

tUii§ 0O4tre bortt"), 
De peccaa no en parlemm ^ 
Cbi no gb^e daa, n^ raogol, n^ bestemm. 

// Baronedi Dirhamsa, Prologo. » V. 

DesnMfHegkss {in) agg. Perdooli V ^ de 
Gristiaoy ee, F. Perdook i. q. G, 

Desoedli. Iniransii. assol. Voce del Pav. 
e B. M. Yale qoaoto il DtseummUus 
de' BriaDs. Abbaodciiaro il nido coo 
quel cbe v'^ deotro, siaa uova o «iaD 
poldni. — v.. 



-,5) 



DI 



Desood&a {in) agg. o Faa a vit ... Sbi» 
lenco, Chi cammina sbilancione. 

Desordeu (in) agg. On desorden forma on 
orden. F, Orden i. q» G. 

Oespecc. Dispelto, On cert rid pieu de 
despecc (Maggi). Con un riso, o ghi' 
gno b^ardo^ disdegnoso e schemitore, 

— V. 

Despersa {in) agg. La Dispersa de'Diz. 
ital. ^ aggiunio della donna cbe s' e 
dispersa, cbe s'^ sconciala. — V. 

Desposi, V. c. br. ... Dicbiarare indiUa 
la separaeioo personate fra due con« 
jugi; il cbe in certi luogbi dell'alto 
contado si fa dal Paroco coo certa 
quale solennitli di iterate assentir delle 
parti, consegna della donna a'suoi pa- 
rentis ec. 

Despdsl, T. cent, verso il Comasco. Buo» 
no, Grasso, Grosso^ ne' s^guenti signi* 
ficati: Gh'd set mia despost; On dl 
despost. Sei miUia grasses Tutto intiero 
un di, 

Desrengbli, v. l>r. Sgranchiato, Sgranchi^ 
to^ cbe pu6 distendere le mani da pri* 
ma aggriccbiate e intirizzile dal fred* 
do. — V. 

Desrenghiss, v. br. Sgranchiarsi^ Sgran* 
chire, Peter distendere le dita irrigi- 
dite {comi rengh) dal sovercbio freddo. 
Snighittirsi, — V. 

Dessadiss {in) agg. o Adsed^ss, 

Dessdta^ e alpU Dess^s; v. br. Jpostema^ 
AsccASO, Che venisse dal lal. DesceS" 
sas, come VAscesso viene direttam. daU 
VAbscessus lat. ? Usano quesia voce 
specialmcnte parlando delle aposteme 
cbe vengono e acoppiano nelle oreccbie. 

— V. 

Dessi^ ▼• c. br. Destare^ Si^iare. — V, 
Dessiass. Destarsi. De&siet. DistaU. — V. 
Desiacchett^. SbuUettare. 
Destaccbettjui. Sbulleliato. 
Deatesa, aggeii. di Gbitara. Fate quanta 
Ghitara a P iuliaoDa. K in Ghiura. 

— S. 

Oesiopph {in) agg. Aprire, Distoppare |is6 
Leonardo da Vinci nel suo Tratt. Del 
molo e eusura deWaqua^ Bologna, 1816, 

p. 447- - V. 
Devedk, v. a. br. Fieiare, IHvietares Proh 

bire. — V. 
Dl (ill), sost., agg. A (k servisti) ec. F» 

ServizBi i. q. G. 
El Siellon del dl. F. Stellda nel Foe. 



DID ( 5( 

Inccffu 1'4 cl mh cH, ec, K Orejjgia 
L if. G. 

SiHH SiMtglielt, trii dl dopo el giiH 
diizi. K Sioigb^U i. q, G, 

[Di de magher] {in) agg, Giomi di 
magro {Turg. Flag., VI, 5a). 
I>» (i/i), ferbo, agg, A di. Dircy p. e. A 
dl cbe r^ bell 1'^ poccb. Dire ch'egU 6 
htUQ itBn aggimgne al vera, 

[Anda a di de ai] (ad) agg. o Tornk 
da veaa a(aa a di de si ... Uicesi de^li 
apM cbe vaDno alia cbiesa ionanti al 
saccrdote a giurarsi fede di marito e 
■K>gli«, o cbe De lornaoo. — V. 

Fa di io gesa; Fa di io cIissm ... vale 
Essere maestro delta DoWina cristiana; 
cio^, losegQare, iulerrogando {/a dl) 
li scoUri; Fare, mediaule domauda, cbe 
k> s€»lttre dica. ^- Y. 

itUlem a di. F. JuUli i. g. G. 

L'^ propri come vceui di mi. Se no 
r^ de qiMJ cbe voeai di mi, ec, « Po- 
chi ioteuderanoo (se doq soqo d*UD 
cervello come v6 dir io ) il lesto e il 
comiueolOM^Dooi, Commen, al Burch, 
i6a). - V. 
I>iamant (in) agg, Dicesi poi Tavola quel 
Diaiiwnte cbe doo ba foodo^ e serve 
per finimeati di collaae^ e aim. 
l)ii^ri», aust. f. . . Specie d'imposta cbe 
vigeva Ira noi uo aecolo fa ; delta quale 
veggaai Dei Rapporti sti 'I Censimento 
d"! Fomp^ Neri e Del Censimento mi- 
ianese del Carli. 
IKavol (in) agg, An6k come el diavol. 
Jndare a fuoco. 

Diavol di pui^ fr. coot vetfo il Co- 
■MKo. Diriltone^ Svdtacdo , Desltis* 
simo, 

Peas del diavel. Smon. di Scirdola. 
K nel Foe. 

[El diavol el s^impicca, ec.] (in) agg, 
m 11 dtavolo s'impiccbi, se e'ci speu- 
dono uo soldo in un buon libro •» 
(Pas9eroni, Cic,), — V. 

[£1 diavol Tha pers uu'aneroi«] (a) 
injine, dopo glusta, agg, e i Piemooie- 
si pii!k bassameule Quaint le fomne a 
Than *l cat frust, a dio H pater gtmt, 
Diavol [oe' taroccbi] fa), dopo Alleg. p. 
307, agg. E Sacceoti, Rime, II^ 161. 
Cosi chiaroasi, ec. 
Dice e Diccia, dieono i cont, Br, per DiU 

e Ditta. Detto e Delta, — V. 
•Did (in) agg, Pode cuul4i sai did ... Modo 



T) DIR 

dt freqiieotissimo uso fra. noi per h»* 
dicare picciol uovero di cbe cbe aia, 
tale, a cosi dire, cbe dod passi una 
decina. P. e., f periona propri siucer 
se poden cuotli su i did. Poc/U sono 
i veramente schietti, 

Tegni de cuat ou bagaj come no did 
medegaa. Rallevare un figliuolo nefla 
moUezta e con troppi riguardi, •* V. 
Ve^scome ciaqii did in d'ona roan... 
Esser cosa ccrta, indubitala, aeota cou- 
traslo. 

L'^ mioga el did, o simili, d'on tcior. 
F. Scidr I. q, G. 

Didin [Da el didin soU a la coa cova ] 
(in) agg, Dar gambone, II Franciosiui 
(Focab, ital, e spagn,) spiega quesia 
I'rase cosi: « Gome fauuo ordinaria- 
mente alcune madri o persoue cbe 
banoo in lor cura i figliuoli, cbe, iit 
cambio di agridarli quaudo fauoo qiidl- 
cbe cosa degoa di riprensiooe o casli* 
go, li lodaDO, daodo loro ardire e ri« 
gdglio, oode poi fanoo peggio w. —V. 

Digiun [Romp digiuo] (in) agg, Asciolvere, 
Sdigiunare, -^ V. 

Dima [T. de' Murat.] (a) nolle G, ag^, 
o Dema ... E aoche la Gcutioa rego* 
lalrice della v6lla di uu foroo in co« 
slruxiooe. E cosi pure la Staggia mo* 
bile cbe segoa la moala d^uoa v61(a. 

Diuc, Dincia, ec. Foci contadinesche peH 
vulgare DeDc,Dencias e peH civile Deul, 
htnik, F, nel Foe. 

Dinciii 00 somee ... Inlaccare uii 
Irave alia testala, percb^ posi meglio 
su '1 muro. 

Cavagb i dioc al oevescb, fr. cont. 
verso il Com. .., Sbarbicare arfallQ af- 
fatlo la gramigna. 

Mangiii vuo a dine del lavorli «.• 
Superarlo io attivila lavorativa: fr. coot, 
verso il Comasco. 

Dine (Brpes de). F> irpes nel Foe. 

Dincidn ... Cosi cbiamano i Brians, cbi 
ba denti grandi e sporgenti in fuori. 
Ancbe i Laliui dicevaoo Dentones co- 
loro cbe avevan i denli cost fatti. — V. 

iy\n prunM, m. cont. br. D* in prima, in 
prima^ Pinma. — V. 

Dir^tla [La] (a) nolle G, osservisi^ cbe li 
£conu*iiisli e Fioansieri cbiamano Di» 
reita qualstaai imposta cbe si caricbi 
su reslimo delle terre e delle case, sia 
cssa regia, sia provincialei sit commu- 



DOM 



(57) 



DOS 



nale; htdiixUa qurlla cbe cade su le 
derrale che s'importano e si esporta* 
iio, e su i cost detti Dazj di consumo, 

— V. 

Discr^tla. F. Mi(der i q, G. 
Doeoja^ v br. Doglia^ Dolore, — V. 
Doggie (i/i), ove dice Docchiare, leggasi 

Occhiare, 
Dojds. Doglioso, Che dh segno dt dolore. 

— V. 

(And^ dojds] (in) agg, Jndar su do* 
f^ia (*tosc. Garena, Prontu, p. a4). 
D6\z (in) agg. Jgevole^ Facile, Latino, 
ProcUve, t) usato taolo al proprio, co> 
i»e al figurato. — V. 

Dolz a giugli, a la?orii, a m. Facile, 
proDio, latiDo^ proclive al giuoco, al 
lavoro, a ... — V. 

Dole a moeuves. Agevole a muoversi, 
a scorrere, II suo coolrario h Agber. 
Jgro. — V. 
Dorna {in) agg. Doni& adess. Pur dianzi, 
Or ora, Teslk, Poco avanti. — V. 

Domii adtfss! Quasi per antiTrasi e 
pronuociato con certa strascicatura di 
ifoce, I'usiamo per dire Vn buon pezzo, 
Un gran pez*o^Pezia fa, Piii tempo Ja: 
p. «., £1 on pezz cbe Lisander 1'^ 
andaa fceura de ca? — Domk adess cbe 
r^ andaa 1; o sempUcem. DoraJi adess! 
— I Brianz. dicon ancbe Mai 'ma dessl 
V. nelle G. — V. - 
Doinau (i/i) agg, Domaa i'ha de pioeuv. V* 

Piceuv f. q, G. 
Dominie (m) ngg. Questa voce conladi- 
nesca di Dominie per Prete Irova uo 
preciso risconlro nella Nov. III. della 
Giornata ollava del Decamerone, ove 
il Boccaccio fa dire a Bruno e Burful- 
macco cbe si godranno insieinc co '1 
ddmine \\ porco cbe iotendevauo \m» 
bolare a Calandrino, 
l>om/nega (in) agg. La sorella de la do* 
minega ^r%%s». Domenica di Sessage- 
sima, NB. Le domeoicbe sono tulte so- 
relle; ma d propriety del nosiro dia- 
letlo Tassegnare tale cognazione fra te 
sole due di Sessagesima e Quinquage- 
sima. 

Domioega de passion dicono alcuni 
de'^paesi di rUo ambrosiano prossimi a 
diocesi di rito romano per Dom/nega 
5a Ufa. y. net Foe, 

1 Brianzuoli dicono sempre Dom/- 
iiica. — V. 
Foi F. 



D6mm (in) agg. Lassass roena in Domm, 
fr. cont. verso il Comasco ... Lasciarsi 
corbellare, — e, in altro signif., Dimen- 
ticarsi di che che sia^ Obliare. 
Donda (in), a.**sig., agg. Temporeggiare, 
Menare in lungo, Dondolare, — a I 
Frances!, trovando da esser ricevuti, 
poli'ebbero dondolare e straccare li 
Svizzeri a loro' piacere n (Macbiavelli , 
Op. IX, 1 1 5). ^. V. 
Donna (in) agg. Donna de conclusion. 
Donna valente, di conto, stimabile. 

Donna pregna, robba degna ... Modo 
basso di cbiaro signif. 

Donne non son genii, det. cont. ... 
II provenz. Fremos non soni gents. 

I donn bin la fin del raond ... Le 
donne son cagione ancbe di molti dan* 
ni, dicono i nostri conladini. 

Quella donna ... Gosi cbiaroano spe- 
cialmenle in contado la Levatricej e 
cio per eufetnismo, quasi cbe a dire la 
Comaa si svelasse importuuam. uoo 
dei roisteri di Lucina. Per ugual eufe* 
mismo dicono meramente Jmalada la 
Puerpera. 

[Donna de gross] (in) agg. F. anche 
in Gross. 

[Luj e Agost, ec.] (in) agg. ... Luugi 
dalle donne ne' giorni canicolari. 
Donniit [Fli i] ... Modo de'contad. verso 
il Gomasco. Camminare come si dipin* 
gono le saette. Traballare, per lo piu 
a cagion di troppo vino. 
Ddppi (in) agg. Bolton doppi. F. Bollon 

I. q, G. 
Ddppi. pal Jior doppio. Quello cbe di- 
cesi Fiore pleno dai Botanic!. 

Vioeul doppi. Card/ani dal fior dop* 
pio, 
Dorma e Ddrmia. Aggiunto di aqua, e 
vale jiqua allopiata, aopiata^atta ajar 
dormire, — V. 
Dorinceus (a) nelle G. agg, Sust. f. Voce 
franc. Specie di scranna con ispalliera, 
bracciuoli, e lungo sedile, molto com* 
rooda e fatta a dorinirvi fra il dt. — > 
Letluccio direbhela il Fircnzuola, e la 
disse ne* Lucidly a. II, s. 4* — Letticello, 
LetticiuoloY Sedia*letto ? Scranna^lelto ? 
^ V. 
D6sa. Quantila notabilc, L'ilaliano Dose 
o Z)o5a iroporla idda alquanto diversa. 
— El ghe n'ba daa ona bonna dosa. 
Gliene diede in buon dalo. 
8 



ERD ( 58 

D6Ua (in) ogg. Melt man in dot la ... En- 
trare niallevadore per ragioDi dolali. 

t€ N^ per b6 d^ per vacca non togUer 
dooaa matta; la roba va e viene, e cbi 
ba ia moglie matta se la tiene » (Pacio- I 
\o, Ariltn. 161). 
Doltrio&tl» v. coDt. e specialm, brianz. ... 
Vocabolo che ritrae a capello quella 
tanta cultura iotelletluale a cui k lascia- 
to pervenire'uno fra mille dei nostri 
coDladioi. Cbi sa uq pelo piCi s6 del* I 
Tidiola, cbi aa leggiccbiare taolln tan- 
lino, quegli h II sapulo fra i nostri 
vitliciy h un DoUrinatt (perch^ suol es- 
sere sotto* maestro della dotlrina cri- 
tliaoa domeoicale: elfa dl in doWinna), 
£ con Qu contadiname, c\oh con tre 
quart! della popolazione tirata sill slu- 
diosamenle a queslo modo^ i nostri 
utopisti si danno> e danno ahrui a ere- 
di're^ cbe e'si possa fare tulti que' beU 
lissiroi castellucci in aria cb'ei aanno 
fabricare. 
Prkgb [Sangu de dragb] (in) agg. Yen* 
desi in canna {in hastoni) e in balla 
(in nuclei?, in pallini, rappalloUolato), 
Quest'ultimo k il pid fine. 
DiUt. Destro, Proprio della parte destra. 
Scarpa dritta, Strival dritt. Scarpa 
destra? Slivah dalla gamba destra f 

Caval dritt, B6 drill, Cavallo da 
destra ?, Bue da destra. Cavallo o Bue 
che viene aggiogato sera pre dalla parte 
destra. II Drittar de' Bolognesi. 

Quesia voce ba per suo opposito Si" 
nister (lo Stancdr dei Bolugnesi), e di- 
ciamo: Strifal sinister, Cavall sinister, 



) 



ERB 



ec, per Stivale dalla gamba stnistra^ 
Cavallo da mancina, ec. 
Drlzs (in) agg. Ogni stort g'ba el so 
drizz. Prov. cont. ... Non ^ persona, 
non ^ cosa nel mondo la quale, per 
imperfetta cbe sia, non possa sommi^ 
nistrare qualcbe buon partito alle ipani 
di cbi sapia usarne avvedutaroente. 
Parlando di libri, fu gia detlo che non 
d libro, per cattivo cbe sia, da cui noa 
ai possa imparare qualcbe cosa. 

[SU sh drizz] afftittatam. (in) agg. 
Stare interito , intero^ impeltito , iutta 
d'un pei^zo. — V. 
Drizz, sust. Verso^ Via, Modo, SpedieK^a, 
Trovli el drizz de dk la grazia al stort 
(Maggi, Rime). — V. 
Dr6ga e Drogaria (in) agg. Scalolin de la 

drogaria. F", Scalolin i. q, G. 
DrCid (in) nelle G. corr. ▼. br. Figoroso, 
Prosperoso, Vegeto^ e dicesi cosi degli 
animali, come de' vegetabili. — V. 
Dulcas (a) nelle G. agg, Oulcliss. // pi&» 

garsi (Tun irave, 
Dwk (in) agg, Quest'ann la robba marscia 
la dura nagott ... Modo burlevole cbe 
si usa quando s' ba alle roani roba Id- 
gora, malandata. 
Duralla [Podd minga] in d'on pajes, in 
d'ona ci, ec, ... Noif ci poter durare. 
hixu (in) agg. I duu d'agost^ m. br. i 
didimij I gemelk ; Castore e Polluce. 
Figuratam,, I testimonj. — V. 

In duu a on capon ^ ec, V. Cap6n 
i. q. G. 
Puu o Do in senso di Pocbi. y. Quiitter 
i, q. G. 



E 



Ci ben (in) agg, verd. Verde. 

Ebr^j {^vpl) agg, Cedraa di Ebrej. V. Ce- 

dr&a i. q. G. 
Eddtt •.. Legali, Amministratori, Ingegne* 

ri, Politic! e altretali messeri usano 

ancbe fra noi ^questa voce per Infor* 

mato, Fatto conscio, ec. 
Eriida. Ajata, Un'aja piena di cbe che sir, 
ilrbi (in) agg, Ann de erba, ann de merda. 

F. Ann 1. q. G. 
No gb' ^ erba cbe varda in $b^ cbe 

no gh'afobia la soa viriCi ... Ogoi erba 



ba la sua efBcacia o medicinale o obi* 

mica qualunque, 

[Mand4 foeura a I'erba ] (a) in fine 

agg, e Mettere a erba o in erba, 
Erba bianca (tit) agg, Lunaria. Lunaria 

annua L|in. 
Erba cagnoodra. K GentfoBuj nel Foe. 
Erba cbe sa odor de pomm ... La i\><* 

maria Lin. 
Erba cbe sa odor del vin de Cipro. Ste» 

cade, Gnafdlio. II Gnafalium Stcechas 

Lio. 



feRfl (59) 

£rt)a chita, delta ancheCinev silvadegb. 
Cannabina^ Canapa aquatica, Eupa- 
torio di Jvicenna, Presenia Taspetto 
delta ciaapa; ha cauli di quattro a 
cinque piedi) fiori porporini io co- 
Hinbo termioale deDSO. Si crede utile 
nelle febri iDtetrniillenti, presa io de- 
cotlo; e pcid la d'lMmo Erba china.^'V, 

£rba de la fever. Artemisia {y Artemisia 
poniica Lin.); Bioudella {Centaurea mi- 
nor); per Scarlo^usgia V, net Foe, 
£rba dela fevera ievz^tkn^. Eupatorio. 

Erba de la tenciura o Tenciura. Dorelia, 

Erba del maa de coo. K Seroperviv net 

Voc. 
Erba del maa d'orinna^ per CbichfogeD 

F. nd Foe. 
Erba del maa scottaa. Cn/Za. La Caila 

ethiopica Lia. 
Erba del ma I d^o^ucc. Eufrdsia, 
Erba de piagb. Aro (VArum maculatum 

Lin.);.... (la Dragontea Lin.); per 

Erba morella F* net Foe, 
Erba diil^ola. F, Erba di porr i. q, G,* 
Erba di caj. F, Erba basgi^nna nel Foe, 
Erba di rooroid. Sahia pratense. La Sah 

via praiensis Lin. 
Erba di porr. F, Erba porrinna nel Foe, 

e Erba sora-donna 1. q, G, 
Erba di scimes a Scimesera o Stramhera. 

Sinfito (il Symphytum officinale Lin. ). 
Erba di scov. Chenopodio, Chenopodium 

scoparia Lin. 
Erba gajoceura, per Pcfeniscia F> nel 

Foe, 
Erba gratia (in) agg, Chora flexilis, Chara 

hispida, ec. Lin. — V. 
Erba graiiosa, per Graziiuna F, nel Foe,, 

u: 

Erba 
nasia F, nel Foe, 

Erba roorndra (in) agg. Pi 6 sono le erbe 
cbe i coDtadini qualificano con questo 
aggelt. di morneraj e sono ordinaria- 
mente tutte quelle cbe banuo le foglie 
farinose t rogiadose o pruinose, cio^, 
superBcialmenle asperse d'una sustao- 
la biaocbiccia simigliante alia farina 
o alia rogiada o briua , come» p. e., 
la Piorobagine europda o Eiba San* 
i' Antonio, il Cbenopodio bianco , il 
Chenopodio hoo^Enrico, il Cbenopodio 
felido, vulgarm. Erba connina, brmajd' 
la^ e siniili. — V. 



' ^ signif. 

licanta <) incanta, y. br.^ per Ta« 



ERB 

Erba reginoa ... Erba che manda un ble** 
zo tra quello del basflico e quello delta 
menta. Motisi che , preso dal greco , 
basilico varrebbe appuoto rtgale, — 3. 

Erba rosio o rosi ... CosI chiamano a Bu« 
sio, Gallarate, ec, , le foglie dello 3cd^ 
taoo (Rfuis cotinus, g^oil. Ahois coti* 
hi ) usate per la tidtura del fuslagno. 
— V. 

Erba sora^donna de* Brianz,, Erba dodnt 
de^ Pav,, Erba di porr o porrina ( 
majestra ) di allri. •* £ la Celidortid 
maggiore ( Chelidonium majus Lid. ). 
Se tu ne rompi le radici , il fuslo , t 
ramiiscoli , esce dalla rottura un latte 
giallo» di spiacevole odore, e caustico^ 
il quale fregato su i porri a poco t 
poco te li coosuma e fa sparire. 01 
qui k detta Erba di porr, — V. 

Erba di porr, 6 porrinoa, Erba di^^ 
vola, chiaman altri diversi Titimdli^ o 
Titimdglf, od Euforbie, le quali tutte 
giltan latle^ fompendole; il qual latle^ 
esseodo piCi o men causilco, se tu tie 
poni ripetutamente su i porri, te li ft 
andar via. I contadidi applicanO dove 
la pelle ^ soltile di questo succO lal<^ 
tigiuoso, cbe fa rolTicio di vescicante. 
Sono queste erbe communi negli orlt' 
e nei campi. — V. 

Erba strainbdra. ^.Erba di scimes i,q,G^ 

Erba sirigia (m) agg. AgrSstidi, — Quelle 
che i Botanici chiamano locusie nella 
segale e neH'alopecuro (covetta), ip que- 
Ala erba i Briaozuoli chiamano s/rizz 
(frecce) le reste, perch^ pudgenti. 

Erbic6och (in) agg, Alberges. Albicocca 
Albetges, 
h angomoa: angontese. 
9i bianch tardii: bianca seroiine, 
» de Nansi: di Nangl, 
M d' Oldiida : dtOlanda, 
h de Porlugall: di PortogaUo. 
n de Sarzaua : sarzanese, 
I* ropscatell : moscadelta, 
*> negher : nera, 
n perscgh : Pesca albercoeca, 
*• tempor{i: precoce, 
n tempor{i de Malta: precoee maltese, 

Erhij, Erbij4da» Erbijn, ec, v. c.br., per 
Erbida, Erbiooio e Arblj, F»nel Foa 
e per Arbijada^ Arbljn F, i. q* G, 

Erbidn [Auda i bruga io] (a) avverti, 
Dicesi delle susiue ingrossate e dive* 
nute vane per puDture d' insetti. Boz" 



FA ( 60 ) 

zacchire, Imhozzacchb^ , Divenir hot" 
zacchj^ bozzacchioni i Far borsa, Jni' 
borsacchiarsL — V. 

Eredit&a o Reditaa. 11 contadino briatiz., 
esteodendo ii seoso di quesia parola, 
I'usa per Gran fortuna^ Ventura felice, 
Buona raccolta^ Prosperamento de'pro- 
prj affari: p.e.^ Peder quesl'ana Tha 
faa ou' eredilaa de forineDl, o vero I'ba 
faa 00' eredilaa de sto camp ch^el la- 
vora, cio^> n*tbbe raccolle abondanti, 
— V. 

Ergna {ad) nelle G, agg. Figuratam., per 
Zinghinaja, Mala disposizione, JndoZ' 
za, Indozzamento, 

Tra-via I'ergoa. Gittare la tinghi* 
naja, — V, 

irpes (in) agg, Erpes de dine. Erpice 
dentato. 

irpes de piao o de ptan&. Erpice 
spiana(ore» 

£)rra (in) agg, I rann hln caliv in .!i 
mes che g' ha niioga dent Terra ... »Si 
vuole che le rane da niaggio a lutl'a- 
gosto slano c>bo nocivo perch^ in tem- 
po degli amori. 



FA 

El p^ss 1'^ semper boa id quij mes 
che g' ha denter i'erra ... Lo stesso 
dicoDO del pesei perch^ 10 fregola ne' 
quatiro mesi suddelli. 
irtegb (in) agg, Lodovico Patemo (nella 
Salira a Poifirio Testa) cbiama Erta 
la Cotenna , la Came alia e fiUa , l« 
Grossa polpa delle gote,, delta coppa, 
del petto di certi bei faccioni rogia- 
dosi : 

Ncl meao ticde il meuo: ajere il 'volta 
Magro e le goaace alia naiscria iuttrutu 

( tiUevaU ) y 
O quel grauo^ e qacIP crt« faor di raodo, 
Socrate non approva, ed io non lodo. 

liaecoL di Pots, smtir* p. «97. — V. 

isser. Esseret in forza di sustaut. Vegiii 

a on esser che ... Fenire a. Venire in 

isiato da ... 
Est^a (i>i) agg. Cent eslaa^ e roioga on 

inveroa ... Oett. cont. dell' A. M. di 

cbiaro signif. 
E8timat6n. V, Giurament i. q, G, 
i:it [No sfalz^ on] (a) in fine agg, Nrn 

irasgredire un jola de* cenni altrui. 



F 



Jr a (in) agg. Atida a fa castegn, a fa erha, 
a fal^gna,ec.y eke anche diciamo Am\k 
per castegn, per l^gna, ec. ... Maniere 
che i Brians, banno commuui co'To- 
scani, e significano : Andare a racco- 
gliere, o a far raccolla di castagne, ec, 
o se ne ricolgan di term le colat^e 
( crodaOf crodei), o se ne abbaccbijno 
dall'tlbero i ricci maturi, ec, — V. 

Fa a cbi n' ha , 11' ha ; e contadi" 
nescamenle Fa a ce naa e naa ... Far 
taccio. Concordare alia grossa i conti 
per finirla? Propriam.^ Comporre in 
inodo la diflerenca, che n^ una pnrte 
n' abbia da dare nd Taltra da ricevere. 

— v. 

Fa a face, a Si vede che quest! tra- 
ditori vennono per fare aflalto h (del 
He); cio^, per Occiderlo da vero, per 
Finirlo ( Bisticci Vesp. Fita di Piero 
de'Pazzi in Arch, stor. Vol. IV, pag. 

37O. - V. 

Fanu focura on boccaa^ ona piuta, 



ec, a triselt, a bisega, ec.^ec. Dicotio 
i coutadini briantdi per Giocame an 
boccale, una pinta^ ec, sottintesovi di 
vUw. — V. 

F^ssela sotL Sconcacarsi, Scompi* 
sciarsi , Cacarsi, o Pisciarsi addosso; 
Fdrsela soito, — V. 

Fa -sill a pocch a pocch. Aggruzzo* 
lare, Aggrttmolare, Far grumo, o gruz^ 
zq^f o gruzzolo di che che Sia, — 11 
sno conlr. k Disgruzzolare, — V. 

Fi [per Partorire] (in). Vol. I, p. 79, 
col. I.*, oQg, Parlando di bestie, piii 
propriam. , Figliare, 

Fk [ T. di Giuoco] (in), Vol. f , p. 79. 
col.a.\agg. Figheu... Nel giuoco delio 
palloltole e simili , a' Briaosuoli vtile 
Misurar la distanza, o Pigliar la mi' 
sura della distanza di due palloltoii: 
da I lecco, per acceriarsi quale delle due 
i »l medesimo piu vicina. — V. 

Gh' 6 de f^gben, figuratam. J^ cosa 
ancora dubiaj ancora incerlaj che va 



FAL 



(6i ) 



FAR 



iippurataf messa in chiaro, verificala. 
- V. 

Fa-si. T. dc'For. ... Fa su i lavell ... Ap- 
pajarle e posarle per cosia insu fajn 
percb^ posfano prosciugarsi pi6 presto 
prima di melterle xugambctla a seccare. 

Fia [Faa e fioii] {in) agg. L'^ fada, L'^ 
feokia; L''^ afiare fenii .« Maniere clic 
usansi piu spesso al figurato. // dado 
h (ratio. La cosa e condutta a ud punto 
chc non puo piii stornarsi. — V. 

Fabricerfa« Opera^ \\ coinptesso degli O- 
peraj o de|;li Ainministralori (V. Fabri- 
tir net Voc) d'aoa chiesa. — V. 

Face (in)agg. Fa el face. Fare d colpo 
Fare ci6 che si dise^nava^ che si mn- 
chinava. Fare il fatto. « E qui dise- 
gnai di fare il fatto n (Bibboni, R^laz , 
ee.). — V. 

Lassass ciappk di face ... Perden* 
tempo, si cbe le facende, v<'neodoti ad- 
dosso Puna sopra t'alira, tu le oe Irovi 
di Iroppo impedito a spedirle. — - V. 

Faceia (in) agg, 

a Faceia de basilt P^iso saporito, 
a Faceia de caeca e de cuu : 

h* cen vrrde laa Itrasra ed acerl*a 
Pare ud tUo di sollo, quando ililla 
Quel the nel vrntre smaltito si srrlM. 

berai, Co pit, in lode di Grad, — V. 

Faceia de eampanoa a martell. yiso 
d*assassino. — V. 

Faceia tencia. Faceia de dannaa. F. 
Tene I. g. G, 

lu faceia. Dirimpetto, 
Ooa roao coo Tallra se lava la fac- 
eia. y. Man 1. q. G, 

Fachiii^tt (in) agg. Figlio, 

Facbindo, Bell facbinoo. Dicesi di per- 
sona ben complessa e di grande ata 
lura. Camarliftgone. — V. 

Facbinonna. Camarlingona. — V« 

F*diga [Fa] (in) agg. V. Villa i. q. G. 

Falcb^U o Maa del falcbelt ... Gosl di- 
cesi io varie parti del coolado quelle 
roagagnatura del gelso cbe altri cbia- 
maoo Man del haccheil o del ramelt 
F. Rameil nd Foe. 

Falcb^tl, Falcbettdn, Gguratam.^ dicono 
i Brians, specialmeule a donna cbe al>- 
bia del virile, del risoluto, del fiero 
— V. 

Fa Icon (in) agg. Falcon conl i bafB. Fa! 
con peregrin o (Falco peregrin tt^ f^in.> 

Fall. Malafnlla. Ogni difetto isolalo d 



tessitura. F. anc/ie Traccia nd Fee, 
a.** sign if. 

Fill [Anda a fall] (a) nelle G. agg. F<r/. 
lare, Mancare , Andare in J'alh, 

Aodi no a iA\. Non mancare, Sou 
faUarCf Non andare in Jallo. Esst^x; 
certOy sicuro, fuor d'ogni dubio cbe tl 
fatto sarh, cbe la cosa avverrii , e ft« 
mili. — V. 

Fallii [ Pode ] (in) nota. Se cnsl il Fat- 
lare della lingua , come il Falla <UA 
dialello sigoificano SbagHare, Errar^^ 
Mancare^ e simili , & eerlo che PoAi 
Jaltd valf precisamente V opposlo ^ 
Pode fallA no f c per6 si dovri dire: 
Nol p6 falli a scappi^ Nol p6 fatl4 
a vendela a quel prezzi che g' \\;tnn 
jnzebii. Non la sbaglia ajhgirsene^ 
Non la falla, Non fa /alio a vendere^ 
p. e. , quel grano al preito che gli ^ 
stato ojferto, — V. 

Fallia. Vpss fallaa in g^ner^ numerecas. 
y. Gas [ T. grammat.] nel Foe. 

Fallaise (in) f 2.® sig., agg. FailaiicciOm 
cio^^ non vuolo del tuito. Oicesi ap«- 
cialmeote delle spighe del grano l4ir- 
CO, del friunenlo, quando per dif«tf« 
di fecondazione contengooo pocbe gni* 
nella. — V. 

F2ils (a) nelle G. agg. A qninconce. 

Fambr6sa (in) agg. Fambrosa giakU. 
l*ampone giallo* 

Fimm (in) agg, Formenioo de la (aimn« 
F. Formenidn i. q, G, 

La famm de Lugau Vh quella eli« 
fa roangii el pan. Modo de'eonl. verso 
il Comasco. Jppetilo non vuol salsm. 

Fine e Fancitt {in) avverti che quesle 
voci sono ancora vivc nella bocca de* 
contadiui brianidi. — V. 

Faocianii, disse il Maggi per Fare fam* 
citdlaggini^ Fanciulleggiure. l>9i Faac. 
Fanciullo, — V. 

Fdnfer. Per Baja, FrullOy Niente, o Cosji 
di pocbissimo momento. — No varri oa 
fanfer. Non valere unjhillo, un*accm, 

— V. 

Fantili e Faotioi, sust. m. pi. Cosi il 
vulgo cbiaroa li Asdi in fantili o per 
Vinfanzia. Quindi le maniere di dire : 
Andli ai Fantili, \ess di Fantili « ec. 

- V. 

Faradn (in) agg. On'aequa a soa slagion 
la va*r piiss^e che lull i ricrhezt del 
re Faraon. F. Aequa [Pioggta] L q. G, 



Farindra. Farinajo. Luogo della casa , 
dove 5;i ripoue e conserva la farina. 

— V. 
Farinna (in) agg. Vess fariuna bonna per 

fa gnocch (Maggi) ... Dicesi d'lDgegnb 
debole, da poco. — V. 

Farii o Ferii {in) agg. Lo Spadafora rc- 
gistra FanXda come voce lorobarda, e 
la spiega per Castagna lessa. — V. 

Fasanella (in) agg, Soito questo nome 
noi cittadini coufundiamo due uccelli 
beo diversi: i pratici chiamano Fasa* 
nella la Gallina pratajnola, o sia la 
vera Fdgianella ( Ottarda minore, Otis 
telrax Lin.); i piii chiamano FaSHnella 
il Francoiino di monte ( Teti^o bona* 
sia Lin., Bonasia sylvestris di Bonap.). 

Fasan6lt (in) agg. Per siinilitudine, dicesi 
di fanciullo grassoccio e boaaccio.Nelle 
Metamotf, d'Ovidio Hi, trasfurroalo in 
fagianoi k figura della semplicil^ ed 
ionoceuza del fanciullo. In questo senso 
tisiamo anche il fcmiuiie Fasanotta, 

— V. 
Fasoei^ (in) agg. Fas(£u canellia giald. Fa» 

giuolo giatlo. 

Fasoraa. Poiamogeto (Fotamogeton na* 
tans?). 

Fasordu [Boa fasoron o fasorolt] (in) dgg, 
Bambocciolto, 

Fass. Balla de fass. F, in Balla de ramm 
I. q. G. 

Fassdra (ih) agg. i\ Zanobclli nel suo 
Diz, la dice Forma, voce troppo gene- 
rica^ e nel caso nostro anche ambigua. 

FassdUa (a), nelle parti, agg. 11 Garena, 
Prontu, p. 7a, assevera in Toscana dirsi 
Chiavi i Chignoeu cs Spallacci i Spal* 
litt=: Stecchine I 0$s de balenna^ /on- 
giludinali^ Jacenii officio di Slecca =: 
Campanelline, o jinnelli, o MaglieUe i 
Oggiolitt a machina. 

Fassin (in) agg. Figuratam. Fa el so fas- 
sin , m. br. Far agresto , Fare il suo 
%'anlaggio nel tratlare un inleresse, uu 
aifare allnii . t simile alFahra locu- 
xione : Fa*su el fen. F, in Fen nel Foe, 

Fastidi (in) agg, G'hoo anca mi i mee 

fastidi. « Ho ancor io il niio impiccnlo 

e Ic mie coma » (Berni, Lett.) — . V. 

Fiocu piscinitl^ fastidi pisciuitLi ec, 

K Fioeu /. q. G. 

Fatl (in) agg. Per Cosa vera , certa , si' 
cura, da non dubitanie punto. Yico 



( 62 ) FEN 

dice essere luU'uno Ficro e Fatio (Heh 

• Vantichiss. Sap, degP Hal). — V. 
[D4 el fatt s6] (in) agg, in fine: o Dd" 
rt il suo dovere, 

FtiUdnySitperl. rfi Fail e figuratam,, Scioc* 
cbne, Scimunito, Sciempione, — V. 

Fattier dicono i tonL deVtA, Mil, per Fat- 
tezz V,\ e cosl FttWurhsc per Fattezi^ 
dozzindlis grossolanej 6 Fattiirlnn p^r 
Fattezilnn. y, nel Fot, 

F&va (th) agg, A pientSi 1 fav de Sg^ne^ 
se fa on bel favee. Prov. cont. — ... 
Piantate di genajo, le fave riescono be- 
ne; il dettalo pero non k sempre sicuroi 

t*av^e (in) agg, A pienla 1 fav de sgenee 
se fa on bcl favee. P^, Fava 1. q. G, 

Favin, V. conl.br. Favetta, • uzza, - erella-, 

Fi^bra e Febron dice spesso il Briani, 
in vece di Fe'vera e Feveron, — V. 

Febrar o Fevrde (in) agg, Febrar T^curt, 
ma r^ pesg che nil Torch. crFebrajit 
corto [o Ferrajuzzo] peggiot* di tutti «» 
(G. Giusli, Prov. tost. p. 184). 

Et sd de fevrde el manda, cc. F, S^ 
f. q, G, 

Fdd (in) agg. Abbia la Vera fed, chel'e 
inscl. Credi a me, la k cosl; Stame 
certo, ella b cosl, 

And6-Ia su la bonna fed. Procedere 
in bubna fede, Fidarsi, J/fidarsL 

Feddl. Fedele, Ogni fcdel co>on ... Modd 
tutto filosofifa, e tutio dipintura di qUeU 
Io che noi siamo da i849 ^^^'* '^^ ^^^^^ 

Fdga dic^ il contadino trianz, to Spie- 
chio deiraglio^ della noce, e simili. — 
Fegh at pi. J e Feghina al dimin, — V. 

Felippinn^ aggett, di Candil. F, Candira 
/. q. G. 

Fdls diconO alcuni per Fers. F, nel FoC, 
I Bormiesi hanno la voce Fers in si- 
gn if. di Cocente, ArdentCj Bollentes^ 
Fersa, cociore, non ferza (quasi partic« 
pass, di Ferveo)i^ vogliono alcuni ch<J 
s^abbia a leggere in Dante la dove par- 
la della fersa dei di canicobiri. 

Femna dice il cont, brianz, per Femenii. 
— V. 

Fdo (in) agg. Chi g' ha fen, g' ha lull' I 
ben ... Proverbio significante che Chi 
ha fieno, ha bestiame; chi ha bestia- 
me, ha letame; chi ha letame, ha co- 
pia grande d'ogni ben di Dio che ven- 
ga dal tcrreno, e specialmenle di gra<« 
no. - V. 
Fen maggeoghin ... Quel fieao che 



FER (G3) 

s^otliene dopo il iDaggese (tfiaggengh) 
d« quel pmli cbe alU primavera fu- 
rouo iuaquali di buoo'ura. 

[Fea io aodanaa] (a) agg. Pare sia 
lo Stergajo del Gior, agr. lose, — Y. 
[Fea ostan] {in) agg. o corr, 11 Cru» 
nter^ccio i il Ur%uolo a doi, e il $ۥ 
condo a' Toscaoi e a quaoli ooo haooo 
irrigazioDe^ faceudo questi due sole ta« 
gliate, la prima io (uaggio e Falira in 
setleinbre^ e anche questa incerta, — Y. 

Feoa, assolutam, ed anch^ Feu2i i cavaj, 
i boy ec. ... Riforoire di iieao le roao* 
giatoje, se vole, a' cavdlii, buoi^ cc, — 
Jjffienai^ o JJfienire importauo id^ 
diU'ereute. 

F^ra (in) agg, GiugSi al inercaDt io fera. 
f^, Alercaut nel Foe. 

F^u^m o Fenirgsula .^ Yerso il Lodigiaoo 
si dk quesro oome alle ragazzelte de« 
ceuni e alle giovaoi a cui h iotiera* 
meote riservato rotliciu di 8ov?olgere 
Terbe aegale percbd si prosciaghino 
e iufieniscftoo. 1 Fraucesi le direbbero 
Faneuses. 

Ferioacart. Calcaletier^ (*tosc. Careoa, 
Prontu. p. aao). , 

Ferioauss..^ Zeppa da fermar usci, u- 
sciali, ec. La moda ne ha falto arlec- 
chiui, pulcinelli, sleoterelli, ed ogoi 
geoerazioo di inascbere uostrali; rosse, 
biancbe, oere^ ec. » ma sempre Zeppe 
da leoer apcrio I'uscio a cbi vuol eu« 
trare. 

F^rol (m), YoLII, p. io3, col. a.% r. 18, 
corr. = uzui ss io == ii«so. — Y. 

F^rola (ill), I.** sig., agg. e corr. Polio- 
ne, Messoy Ferm^na^HampoUo, Gettata, 
i la stessa cosa cbe la Zembolaf la 
Casciada d^on ann. Auche i Pavesi e 
li Ollrepadaoi la chiaioaoo Ferla* La 
Fdroia o Z4mbola ( Gettata novella 
d^un aoDo) uou ha,geueralo>. parlando, 
ramiiscoli lalerali, ma h luUa achietta 
e liscia. Al secoudo anno, quando ha 
messo i ramicelii, routa nome, e si 
cbiaroa communcmeote Brocea, Broe^ 
eon^ Brocchajosu o Brocehetta, secoudo 
cbe ^ pill o men grande. — Le FS^ 
role o FeHe de' Briaiiz. sooo le bac- 
chetle o vfmini con cbe s'inlesse e fa 
Talmia in giro ai cavagn , cavagnasu e 
cavagnoa, ancichi^ i Tapp (le Costole) 
coo che ii fanno i foodi delle paniere, 
fc, ec. I FeroloU sarebbero propriam. 



FET 

le Costoline o Grosse f^drole spaccale^ 

- Y. 
F6rr (in) agg. E n,vi8, foeura ftrr. Delia 
folio, A spada Iralla, Senza intermis" 

stone. — V. 

Gorin de ferr. F. Gorln 1. g. G. 
Ferr de brasck (in) agg. Talora ^ solo 

tappo di legno, e s'usa per ptgner 

ollre la bragia sef iogombra la bocca 

delia fornace. 
Firr del foeugb (in) agg. Guardacenere 

( * lose. Carena^ Prontu. p. 332 ). 
Firr di coo (in) agg. t il fr. Guide. 
Ferr^U(w), a.** sig.^ agg. Calcislruzto no* 

turale, Tofo. — Y. 
Fescia (m), sig. i.**, agg. Luroro de fe- 

scia. F, in Lumm nel Foe. 
Fesla (in) agg. Yess on fa festa. ... Cosl 

chiama il laborioso Brianzuolo il lavo- 

rar cose facili e leggiere. ^^ Y. 
[Di adree la nomm di Test] (in) agg. 

II PasseioDi ( nel Cicerone) us6 ca Dire 

ahrui il nonje delle fesle = in senso 

di Parlargli ardito e franco, ed anche 

piii Id di ardilo, — Y. 

L^eminga lull el di fesla (in) agg. 

Cbt p«Dsi, forsc (h'ogni di sit fesU ? 

Romolu B«rlini, 6011. II. — V. 

L* k ona fesla cbe fioiss pu, Figu^ 
ralam. 

E qaando fiairl msi quest! fesU ? 
Di Penelope in ver U tola e qoetU. 

\A.Son, XLVII.— V. 

Feslde. F. Gende i. q. G. 

Feslin de roeuda (in) agg. In Toscana 
sooo delli Balli a pago. In Fivizzano 
Bastrk^ voce affine al Baslrht cbe ne^ 
priini anni di questo secolo era com* 
mune in Milano per denotare poslri* 
bolo, biscazza e siinili luogbi di mal* 
aflare; voce ora morta. 

F^lla de mtzz (a) nelle G. agg. Mela di 
culaccio. 

Feltdn (in), 4.° sig.,^oto cs Fellon e Ta-» 
/on,se bene siano maiori che vengono 
nella lingua de'bovini tutii e due, sono 
per6 diversi. II Tajon, o perdila della 
pelle della lingua , viene alle vaccbe 
cbe, alTelte della zoppina, se ne lec-^ 
caoo la piaga che si forma framezzo 
aU'ugna dei piedi posteriori. 11 Fellon 
laglia e fora la lingua , che poi si ri- 
salda con rimedj opportuni. Cos! m'in« 
segnava un vecchio contadino brianldo 
assai pralico di besliaroe Taccino. — Y. 



FIG ( 6 

Ferer (m) mgg. Erhm de la fever. r.Erba 
L 4f, G, 

Frhtt (m) agg, Slargament de fiaa. Sol* 
Kcyo, lUstoro^ Ricreamento, — Largo 
respiro, quello propriam. cbe fa I'as* 
aetato quaodo lia bevato. — Y. 

Slargasa on poo el 6aa. Hallei'iarsi, 
jilleggiare, Sciorinarsi^ Ricrearsi, Darsi 
wek po'di buon tempo, cessaodo alquau- 
to dalle fatiche. ^ V. 

[Tegni el fiaa] (in) agg, JRattener 
Talito^ o per malore o per malabitO| 
ccrme faono talora i bimbi. 

Fftiba. Usiarao per Testa ^ Capo^Anima^ 
Persona, Jnimah^ Bocca, « Calcolia- 
mo su tredtti fiati (qui pecore) soltaoto, 
le quali coosumerebbero , ec, (C. Ri- 
dolfi, Gior, agr. lose* ). — V. 

Fitpceh {in), a.^sig., </o/70 alicacabo, agg. 
ii Cardiospermum kalicacabum Lin.; 
ed IB fioe: Colulia^ la Colutea arbo^ 
reseens Lin. 

Fkrdada (i/<) agg. Rifiatata, Rifiatamento, 
e al 84iperl. Rifiatatona da strafilati, 

Flancdn, V. br. ... Asse di due a Ire once 
in grossezza ; e is altezza piuttosto cor- 
to che no. Forse cbe in origine cbia- 
mavansi con questo nome aoltanio le 
Msi elie 81 sc'gano dai lati o fiancbi 
dci troochi o loppi (bdr), — V. 

Fiiipp (in) agg, MattioH sene&e usa pur 
Fiappo in queslo senso. — V. 

Fl«scduy su5l. m. ... Cbi in ogni suo fatlo 
anole iar fico, dare in ciaiDpaneUe, in 
Bttlhiw 

Fieca (in) ngg, Gmra^ GarosiUi, Scorno, 
Tira-s& on mur per fagb la 6cea al 
\ts\n. Alzmre un muro in uggia al 
vicimo, 

Ficr6n (in)^ a.° sig. ^ (cbe scriverai con 
due c), agg. Gruccia, Gruceetta , e la- 
tfiiam. Pdsiino. Strutnenio a guisa di 
gritccia dalla parte onde si piglia in 
iB»oo, e dalP altra a mo' di forcella , 
coo che si ficcano i magliuoli nel di- 
ireke. E cbiamasi pur cosl ogni piuolo 
cti legnoi cbe s^usi a far bucbi nella 
terra per porvi dentro semi, come 
graiio turco, fagiuoli, ec, , o per plan- 
tar?! ctfvoli e simili. -^ V. 

Fidiil (a) nelle G. avverti = il conla- 
dino brianz. dice Fidal al mascbile, 
t Fidala al femiuile. »- Y. 

FigsUI, ▼. c. br. ... Chi trafica di fichi, 
comperatidoli a partite spicciolate da 



f) HL 

piij poderanii , e facendone poi veo« 
dita a'fruttajuoli. 

Yardk o Guards sul 6gh , m. br. 
Figuratam. Aver li occhi affelti di slra* 
bismo, strabuzzanti; Strabutzare, Guar* 
dare a traverso. — Y. 

Figh biaoch (a) e a Figb negber 
agg, II contadino brianz. li chiania 
Figh aibi e Figh nigri. — Y. 

Figb rimes (in) agg, I Briantdi cbia- 
roano Figh de rimini il F ico piaUolo 
rosso'scuro, 

Figh sctaltell (in) agg. PiattoUno ver- 
diccio, II Verdes o Verdesin de' Brian* 
zuoli h diverso dnl Sciattell , al quale 
simiglia, ma ^ piu piccolo, piu tenero 
di buccia , e d' uii verde piu chiaro. 
Fico perdinOj verdecchio, — Y. 
Figdo, figuratam. Smorfioso^ Svenevote, 
Dinoccoimto, Daddotone ^ Daddohso, 
Piaggiaiore lezioso e sciocco, aMirrga 
content sta faccia de figon d'avemm, 
ec, H ( Porta ). — Uomo ?ile, da poco, 
di nessun cooto. m £ questi forse qunU 
cbe 6goue o qualche srhiavo, che altri 
se ne debba vergognare? n ( Lasca , 
Cene), — Y. 
Fil (in) osseiva=2 II coot, brianz. quando 
dice che una \a\ cosa d fatta de fil , 
intende sempre filo di lino, o di stop- 
pa di lino. Onde: Colzett de 61, Gh» 
niis de fil ^ Mantin de fil » vagliono 
quanio h a dire Calze di lino Jilato ^ 
Camicie di tela lina^ Mantile di filo dt 
lino o di accia^ se accia, come la spie- 
ga lo Spadafora, non ^ altro cbe lino, 
o ttoppa di lino Jitata, — Cosi Tila, 
assolulam., vale Tela Una, o canapi* 
na , non mai Tela di colone. — Y. 
Fil [Pdmm del]. V. P6mm /. q.G. 
Fil. T. de' Mural. ... Funicella o simile 
che si appende agli angoli della rou- 
ralura per alzarla diritta. 
Fila, T. de' Forn. ... Quello che nella 
fornace e in gambetta dicono Cors , 
in calasta di colli dicono Fiia. 
Fila [ Tri di a la cbe fila ] (in) agg. Boc- 
chiduri ( Ricordo iSi) ha: m Due sere 
alia fila f, cio^, di s^guito. — Y. 
Fila seda (in)a^, Filii fin ... Filare o trar 
seta di titolo fioe» che non oltrepassi 
i 3odenari.— Fila tond ... Filar seta 
di grosso titolo, cbe vada oltre i 5o 
denari. — Y. 
Filanda. Questa voce va ogoi di piu pi* 



FIL 1 65 

gliaudo piede anche in Toscaoa, come 
dalle auloritk addutte Del Fbc,, se bene 
i pitk scrupolosi dicano e %orrebbero 
che fi diceste TraUmra di seta^ o aem* 
pliceni. TraUuras come, con ben ap- 
propriata espressione, ai chianiano e 
in Toscana • in Lombardfa Traitore 
)e donne cbe traggono il filo della tela 
dal bostolo. — V. 

Filatdj [Cbi ten] (in) agg. Falica/o (Gior. 
agr. lose. Fol. XVli)^ guardando piu 
alle parti cbe al tutto. Noi Lombard! 
il cbiamiamo Filatojee. Filaiojajo, — V. 

Fildia, ▼. br. J mica , Amdsia^ Dtuda, 
Concuhina, Dal greco fCktU > amare. 

— V. 

Fil^tt ... Nella Salla de ramm si dk que- 
sto nome a quella garbatura di curva 
die ata di mexzo fra la coal detta Spon^ 
da e il Fondo, Nella cidtola lavorata 
a pajuolo,a pignatto, ec, costituisce la 
parte curva che rigira il fondo e cbe 
i la pi& suggetta a cossi e cometti. 

Meaura de bocca e filett ... fe la mi- 
•ura della Balia de ramm^ presa con 
una diagonale fra uno stremo della boc- 
ca e il filetto di fondo opposto. 

Scannaa de filett ... Cbe ha la cur- 
va, detta filelt^ meno fitta del restante 
vasoy epercid fragile e ammaccabile. 

Filiglign, V. br. Tiglio^ FUamentof Diceai 
di quelle fila fibre darMte e resi- 
st enti a I romperle cbe si trovino cosl 
in certi legnami, come uellft carn^ non 
frolle. — V. 

Filigigoa, V. br. ... Filamedtd p^^dente 
da cbe cbe sia, come qoello del cacio 
grassoy o del motto cacSo sparso su la 
zuppa che veggtamo pehdere dal ctic- 
cbiMjo, ec, ^- S* 

Filigagoenl, r. br. Ti^h^, Fibrose/, Fi* 
iamentoso, E, parlantltf di le^aini, an- 
che Salcigno, Riseonttoio, -— V. 

Filosell, o Firisell fioccb (M) eorr.zzr U 
Filaticcio detto Fiore M Tescani 6 pto- 
priam. qoello cbe si Otriene ddlla scar- 
dassatura de' bcfttoli afarfallali {f€Heita 
reai)^ abbian esai s«rvito per h ^e- 
nieoza^ o, oon essendost potnti trarre 
fDseta,siasi dovuto scardassarii iojiote. 

— Pieteh poi non si dice soltanto del 
ySore c%e si ha, scardassando la ga» 

leUa real, ma eziaodfo del filaticcio piili 
bello e piill fine cbe si ha lanto dalla 
cardatura deUa iinigbella {slru$a) o cas- 

roi. r. 



) 



FIO 



cami della Iratlura de' bozzoli , qoanto 
dallo scardassamento dei falloppi, dei 
guscetiiy e degli altri bozzoli difettosi. 

— V. 

Filter. Filtro, * tosc, dice il Garena 
{Pronttt, p. 349), ma non so ^e felicem. 
11 Diz. ha Fellraziane, Feltrare , ec.; e 
Feliro (fofse Filtro) dovrebbe essere 
I'ageote del feltrare, anzi cbe reflfetto; 

— Pcfletto 6 il liquido, la cosa fel- 
trata. 

Filtrli. Feltrare. 

Fin {in) agg, I donn bin la fin del mood, 
F. D6nua i. q. G. 

Finitiva (a) nelle G. agg, Y. br. Finimen* 
iOf Finiia, Fine, Vegnl a la finitiva. Fe^ 
Hire alia conclusionCy ec. — V. 
Finitiva del mond. Finimohdo, — V. 
Finitiva della vita. Morte, — Y. 

Pinta (in) agg. Fa finta de ... Fingere^ 
Simularcs Infingere , Far vista di . . , 
w Facevo finta di dormire, ma Iddio 
sa se dormivo » (Bibhoni, Relaz,), — Y. 

Fiutinn. Barbine o Mentoniere (^ lose. Ga- 
rena, Pronto, p. 89). Que' due filzuoli 
di fiori o di gale di nastro o di blon» 
da^ ec,, cbe le donne porlano da'lati 
del volto sotto la tesa de' loro cappe I- 
lini, cuciti ad essa o racconimaodatt 
a un filolino elastico che s'allacciano 
sotto il mento, e che fa cerchio al vise; 
in qnest'ultimo caso usano la voccf al 
6ing, lit Fintinna, Id Barhihha, el Gi» 
retti — o poi*^ <^' Ruse, el RUscett, se 
di semplice tbull. 

^i6cca (in) agg, Omm chd g^ba h ^dtck 
sur CBvj. Uomo vtcchio, cdnuto, — ' Y. 

Fidccb (in) agg, Parlahdb di piinte, vale 
la Cinia ramosA tjrdicdla degti Alb^ri, 

'•— y. 

FMh (ifi) agg: Chi tfaeU hiiee a hdndra 
col s6 fioen ltiv6Hi. Kin Mij^6 i. f. G. 

FittU o Bag'a} piscinitt, fastidi |)isci- 
liitt; fio^u grtfdd, fastidi grabd ... Pfo- 
verbio cbe hiintio in bbcca ogni giorno 
le nolt^e donde, d dl piabissi^a iifiel* 
Ifgenza. 

I usej in di frasdi , e i fid^u Ih di 
Mrasc. Dett. doM. br. ... Si atiol bsiire 
per accennar d\t i bicfkbi vogliono es- 
aere tirati-iit alfa ^rotsi t ieutk tadte 
delicatnre o pbn¥pe. 

[Yess o Pari ficeu de t\i$\in] (In) 
ttgg. F. Nissim i. q, G. 
Ficeili ... dicoiisi anche I rampotli del grin* 

9 






FIR ( ea ) 

turculei les rejeiom du maiz dei Fran- 
ces!. — Tira^via i fioeu. SpoUoiwre? 

Fiocul {in) agg. Fioeul d'ooa pippa ! Corpo 
di baccol 

Fioeul, sust. f. pi. Nella Balla de ramm 
si dk queslo ooin^ a tutl« quelle cid< 
tgle di easa le quali sooo Ifs piii pros- 
fiime alia cidlola priroa di bocca. So* 
gliono essere le piu, e ie piu soltili, 
della paiia. 

Fiula (m), 2.** fig., agg, Sfigliuolare, Jm' 
palmire^ dicouo i couladini loscani if 
ipeiter i graui nuovi steli. {BoiieUino 
agri lose. Nuova Serie, W^VIU). -* V. 

Xiuniba {in) agg. Scena (*losc. Careua, 
Proniu, p. 947)< I vat j lelaj oudoi si 
CO in pone dicousi fra ooi Par lid e. in 
Toscaoa Spicchi (ivi). — Forse abbiam 
ricevuto questa voce daiio spago. Pioni' 
bo. Anclie i Marcbigiani cbiamano 
Pionibo una Camerella da letto, 

Fidr (in) agg. Fa i fior per i besti..*. 
Levare ii tiore maschio al maiz per 
fame maogime alle vaccbe, cc, 

Fior de fea dicono verso il Comasco 
per Bulla {T. nel Foa e K Fior, 4.° 
si^., io AJonti, Koc, Qonu), 

Fior seccb ... Nome colletilvo di sem* 
pileroij perpeluini, ec, 

Fiorau, aggelt.^ v. br. Maa fioran ... Male 
cbo vieue su la lingua, massime de' 
bambini i ed h una come edllorescefiza 
di biaucbe pustule, quasi boretti* -»- Y. 

Fioreuza IGedralell de}, F. Cedral^U 1. 

Fiuiio o F'ioriU^ v, c. Jjr. PoUine^ Pgh 
' viscolo, .La polycr^ del iior maschio 
del nia^iz fecondauice delle barbe, o Qoi?' 
feminini.— A Pdyora de.& el scoyin 
quan^'el borla-gi6 el fioria ..^ Buon 
pro%;. dei cpn^^ {)riaoz.> ii quale aeoz? 
^ppmpa nessumt Cjorriisponde alia dpt- 
iriua dei Geprgici, del uoa dicimare i 
granturculp del iiore^ se priroa noo fu- 
ronp fecondatj i fiori fem.^Q le, barbe, 
dal pplline dei fior niascbio {icpvin)* 

Firescssa {in) agg, £ da osserv^ire cbe i 

^ caraMeri yulgari di que$ta specie di 
felcc consislono uell' essf re • piu ji^ssa 
assai del Fires , ^pQi^ente d^ una spe- 
ci^ di ceppo io nunierose pianticeile i 
cut gambi sono scabri e pelosi: circo- 
Slanze diverse nel FireSy cbe il Brians, 
dice Files, 

Firi;»^ll {in) agg. Bavella Io cbiama Io 



FLE 

Spadafora; e il Francioflini (Vocah. 
Spagn.) traduce Cinta de hiladello io 
19 astro dicapiceiSia o fiiaticcio.'^QQe* 
sla Capiccidla mi fa rieerdare del Ca* 
pitone deila Cr osca^ da lei spiegato per 
Sda grossst e diseguale* -»> Y. 

Firiaf6 (O cbiuso proouoziato come VU 
toscBdo), v. br. Trdpano. — Y. 

Firms {in) agg. Prima firms. T. di Lot- 
to ... 11 condutlore d^ una Rtceviton'a 
di lotlOy o il suo primo rappresenlaole 
auiorizaato dalia SuperioriU a firmar 
le polize. 

SegoDda firma [T. di Lotto]. V. in 
Segdnd nel Foe* 

Senza firma ... Dicesi specialmcDte 
di que'laureaii in Legge od io No* 
tariatOf o di quelli cui fu tolla la fir- 
ma, cbe steodooo Ii alti e Ii faaoo fir* 
mare da Avvocati o Moiaj superior- 
mente riconosciutt. 

IToeu la firma} {in) agg^ Si usa per 
Io piu nel seoso di Pnvare deUa fir- 
ma on AvvocalQ o Notajo cbe abbia 
abusato della publica o della superiore 
coofidenza* 

Fiss {in), i.*' s\g,,4igg. Yore dl fiss... Lo- 
cus, br. Importare di molUfy Significare 
assaif ec. ^- Y* 

Fitt o Fice {in) agg, Eeatii-deoi io (ielficc. 
F' Reslii i. q. G^ 

Sparml ^1, fice in d'^sxtm ca del re. 
£sserc,in prigfane, Essere in domo Pe- 

; trL — Y- 

Fitt^vol {in) agg. FiUabilej roce taato 

jusata in Lorobard/a e dal Caro oellt 

, J^eHfire inedUe, II, 3o8 e 3<o» come pa- 

r^ neile Z.^. Negoz.Ml,^^^, nel pre> 

. . cisovaloredi JffiUuariQfFittajuolo, ec. 
[Fondi a fittavol, fpndi al diavol] (m) 

. vuplsi Dotare, cbe* la bassa Lombardfa, 

, quella propriam. qhe si^nie il beneficio 

deirirrigazione> deve alFioduslre ed o- 

: norata ^iasse d«gli AflQunatj H suo pto« 

. sperameoio a||rario, Ood'^ cfee.il delto 

- , pj-overbio si verif ca spllaoio oe'terreni 
asciutti dell'alia e media Lombardia, 
. dove, generaln>enle pax'lando, mal pro- 
vederebbe al beo essere dei, proprj 
foodi quel signore clie Ii desse altirui 
da coodurre, in vece. di cuUivarlia sue 
roauiyO per mezzo di ageati beo istrutii, 
allivi e probi. — Y# 

Ft^mma porca {in) agg^ Vn GingillonCf 
Un Gnt\gnorone (2^aaob. Diz,), 



POG ( 

tl^scen .*. Specie di legtoo da implalUc- 
cislure. La Toce pare tedesca. 

Fceugh (i/i) agg. AUorchi at getta su M 
fuoco alcuD deole guaslo, sogliamo rac- 
coromaodarglielo con la seguenie cao* 
tileiia : 

Mi te duo un dvat frott, , 
E li dampaea vun ocrav } 
Dammeo van sUgn 
Ch^el posta durk cent ago, 
Crnl aga e cent di, 
Fio cbe Mampi oil. 

El foeugh el sery de compagn^a ... 
Le feu fail compagnie, dice Elvezio 
{De t Esprit, III, 78), c'est a dire quit 
nous arraihe a t ennui, 

Lassa andli in nialora el fdeugh e 
Lassi mori el foaugb. Lasciar che il 
fuoco si spegna e s'annuUi per man' 
canza d*esca o d*aUittare^ 

Vess inort el foeugh e frcggia Pac- 
qua; o Yess el gatt sul foeugh ... Noo 
esserci apparecchio di sorla che dia 
aperanza di trovare buooa accoglienza 
in una casa dove la volonla o il caso 
ti facia capitare. Nod yederci com- 
peoso o buoD avvianieiito di desioare, 
di alaoza, ec, — V. 

Fa foeugh (in) agg, Cbe ancbe dices! 
Fogi e Cascia. Accalorare, Jnslare, (n^ 
caUarei Far pressa, ressa. — V. 

Fosugh salv^degh (in) agg, Cosl obi a* 
■Muo i coulad. briaoKii quella^ Come 
a dire, gaogreoa o sfacelo (necrdsi) 
cbepreude le radici delle giovaui pian* 
te, per lo piu dal coUeUo iogiu^per 
cui ease radici marciscono. Pare sia 
una specie di uridine cagionala da so* 
yercbia utntdit^. — V. 

Tri foeugh (in), a.^ sig., agg^ uFar le 
favillen (Pauao. Poet teat, t. i» c. xxvii, 
s. 5). — V. 
FoeAra \in) agg, Blader de foeura. V, Mli* 

der i. q, G, 
Fogazida (in) agg, Vessegb mioga peri- 
col che vuQ el moeura de fogazion ... 
Dicesi di quesli pigracci che slanaosi 
tutio il di seduli a ganibe larghej o, 
s'egli banno a muoTersi, muoTonsi ten* 
tissifuamenle e faono lor fatti adagis- 
simo. — V. 
FocBRTTi [ 1 1 (a) nelle Sopragg, agg, ^. 
Momedi quelle coinpagnie di giotiootli 
souatori die, per solazzarsi e soiaz- 



67) 



fot 



tare, solfevano nelle sere di carbeVale 
prtnaa del 1848 associarsi a modo di 
bandemusicali,e,iD camiciotlo allistalo, 
inaHchera e turbabte, venir rallegrando 
le vie della nostra cilt& a snoni di tarn* 
burone^di cennamellee di slrumenli da 
lialo. Invitali poi e tratlali a vini, dol* 
ci, ec, entt-ayauo oHIe case de'pritati 
a giocar di bussolotti, a far esercisj di 
gionasiica , a far danzare cbi ne avesse 
avuto il pizzicore, e, sopraiuilo, a fur 
vedere la lanterna magica cHe setlipre 
portavano seco. Tale banda notturoa e 
citladina era precedula da uno che 
reggeva ritio sorra di un'asta ua pal^ 
loncino acceso a color! screziali, cbe, 
insieme coo la marcia tutto propria > 
era un si!ibito e sicuro coolrasegno di 
lonlano. Forse il nomc di Foghetti de* 
riv6 dal principnie e indefeltibtle of- 
ficio di sinoili bande : cio^ dal moslrare 
la lanterna magica, qtsasi a denotire 
coloro cbe facevano vedere i foghetti, 
o sia piccoli fuocbi» quali appajono i 
giuocbi di luce e le rappresemazioui 
otiiche di essa lanterna. — D. 

Fogndn e Fognaitdn (in) agg. Fagn6^ Fa» 
gnone, Fagnonaccio, m Ancora lo oie- 
ghi, fagnonaccio? Non Tho io vedata7>» 
(Caro, Straccionij a. II, sc. 1), II Fa* 
gno e Fagtione dei Diz. della lingua, 
che valgono Uotno scaltro, astuto che 
si finge semplice e goilb, e proprism. 
il nostro Fognon, ^— V. 

Fojee, V. c. br. ... Moate di foglte secche 
da straine, ec, 

Folc maguatroa (a) nelle G, agg. Ronca ? 
Falcione? Anne offensiva e difelisiva 
che sogliono aver seco i campari, li 
aquajuoli, er., e, per lo piu, a dotola. 
Alcuui chiamano ancbe cosl quel 
fcrro laglieole,' a doppia eurVa, iima* 
slato in un longo niaaico di leguo con 
vangile da piede. 6i usa a tagliar fuora 
dal ticno ammontalonei co!»i deUi Cass 
de fen quelle porzioui che ne .occor* 
rano a profenda. 

Folciii (svlto) agg. Munegb de Folcia. V. 
in Mauegb i. q» G» 

Folddn, scherz. U mossere, Tafanario. f . 
Guu nel Foe, 

FoUa, Voce itaL (fFotlia) usata dai cent, 
brianz. Bella frase: Fa folfa, Farfe^ 
stas Far carezze. Far veizi, E dlccsi 
dibimbi» ragazaetti,allurcb^ faunumil* 



FON 



(68) 



FOR 



It moiue ille loro biilie, madri, ec.^ 
ed aocbe de'cftqiDi e sini. che fanno 
fefla ai padroni. La fraae ba inolla af- 
finitii CO 'I francese Foldtrer. 
Foldn, T. br. Timidissimo, Finimondone. 
Cbi per poco feme setnpre sciagure. 
Fotton in bogua spagn. vale PoUron- 
^iane, Paltoniere, — V. 
Fdnd {in) af^. Av*-gi6 el fond, figura- 
taiD. Essere sfondato, sfonddato, msu' 
ziabiles Non essere mai pieno^ Non aver 
fondot ec. — V. 
Fdod [Macina] (m), Vol. II, p. 148, c. i, 

r. 9, ngg. che anehe dicono Lecc. 

Fdnd [de vassell] (m) agg. I Dizionar) 

ftnno una babele dei termini denomi- 

naoti le parti del ibndo anteriore delle 

boui. Dopo luogo etame trovo neees- 

sario dire cosl: Alcune botti banoo 

fondo intiero, altre in pezzi. — II fondo 

inliero non ba nomignoli di parti. II 

Ibndo a pezzi o h sportellato o 00. Se 

i sportellato, le sue parti sono: 

9 MiWtU AA — 

unoinferioredet- 

to Meztano D e 

SpotteXlo — uno 

super, detto Con* 

trame*%ano C 

a Lunette o LuUe 

SB 

11 fondo anteriore non isportellato ha 
1 MetMule 
a Lunette o Lulle* 
— In Ibndo al 
mezuile poi sta 
il buco delto la 
Feceiaja entro 
cui la Cannella 
cbe si tnra con 
lo Zipolo. 

Fdnd o Gdtt ... Nella Balla de ramm si 
dice cosi la parte opposta alia hocca. 
Scannaa de fond ... Dices! delta cid- 
tola n>eno filta nel fondo che in altre 
sue parii, e quindi piu suggella ivi ad 
amroaccature. 
Fondamint (in) agg^ Melt*gi5 el fonda- 
ment. Pianlar le Jondamenta, si al 
positivo, si al figuralo. 
Fonfda. Fonfone* Persona grassoccia, paf- 
futa e cbe tiri al tozso (Gberardiui , 
SuppUm, ftt FoaFdNs). — "V. 
Fdasg (w), Vol. II, p. i53, col. 1, r. 7, 
dopo Bklella, ttgg, Legor^t.^ f^., sig.4." 





Fontg tan^ ... Verso nord otiest iT(*l 
contado di Milano ( Bollate, ec.) h un 
fnngo simile al porcino che esce dt 
terra appena co'l eappello, ba il gam* 
bo grosso, irasTerso entro terra. 

[ Blasaraa come on fonsg ] (in) agg, 
Frdcido^ in signiC di eccedeotemente 
bagnalo. — V. 
Foppa [ Andii*gi6 per i fopp de Vallam* 
broeusa] (in) corr, £= Andar in niinn^ 
Failire, Essere frittOy Fare ambassi in 
fondo. Mandare a male ogni sua cosa; 

S^ el poveratc P iaviila , 
L^^ alUn rbVI tia freKb r^ml ena rorasa, 
E el ▼• gi* per i lopp il« Va1I-Ambr<riiM, 
nfttggi, CoiKors di Ateiteghitt^ 
p. i3S. — V. 

[ Fa -dent la foppa in M lecc] (in) 
agg. Far la buca nel letto ( * tosc. 
Carena^ Prontu, p. q55). 

F6ppa (in)^ 6.^ sig., a¥verU, Fossa pro* 
priamenle, cosI nella lingua, come nel 
dtaletto, vale on Cavo fatto per il lungo 
e contiualo per di molte braccia; lad- 
dove la Foppa ( Formella dei Tosc) ^ 
una buca per lo pth quadra e di po- 
che braccia ciascun lato. Quests si fa 
ordinariamente per piantarvi albert, e 
qoella anche per condorvi aqua,ec.*Y. 

Fopponilt ... Voce di scberso usata n 
denotare quelle persone di titlk che 
per abito sogliono al dopopranzo re* 
earsi a visitare 1 cimileri foordi porta 
(ijbppon)f non senia libatione oblr« 
gata a' morti nellt taveme vicine. 

Fdrbesa [ Maa de la]. K Maa /. q. G. 

Forcbettdn (in) agg. Quel forcbettone cb« 
per di sotto alia inforeatura ha uo ap* 
poggiatO|0 snodalo dicesi Forchettone 
a asticciuola (*losc. Carena, Prontu, 

p. 37» )• 

Forchiona... verso il Lodigiano ^ la forca 
piccina da Benajuole. 

For^II, V. ccmt. , per Flikss. F. nel Foe 

Fores^tta per i Soldnrilt ... Specie dr 
Scala (V, Scalelta nel Foe.) su la qua* 
le, proluDgala che sia orisontabneme, 
i ragassi sogliono ordioaKe per file i 
Ipro sotbialini di sugno. 

Forest. Cosi cbiamano i Brjanzvoli cbi, 
^traoif ro a) loro paese , ^ qu\ui c^pi* 
tato di nuovo e non si sa don<le ven* 
gfi. U Foresta de' Qiz* fjell? li^gu^ va- 
h Di /qresta^ Seltftfticoi Disabitafoi 
Oscuro, — V. 



FOR ( 

Poresla. Nell' alta Briao»a con quesio 
oome si suol iodicare una selva ajizi 
grande che no, pigliandosi qtiivi Seha 
D«llo ipecial significalo d\ Casiagaelo, 
di MatToneto, come in Tuscaua. — V. 

Forest^. OsU^ Otfpil^, Quegli cha allog- 
gia e vite in casa allrui. — V. 

Forlig6U^ V. cont. versp il Comntco ... 
Fieooi sioppia, o aiiiiiltf appalloltolato. 

Fdrma (m) agg, Insacc^ i fbrnii, fr. br. 
Figuralam. , Andarsene eon Dio, Far 
Jagoiio. Ripiegare ie insegnej h bmn* 
diet-e, Andarseue con le troinbe, o coo 
le pive iosaccale. — V. 

Fdrina. T. de' Candelaj. Po%%eUo7 Baci- 
cineiio? Bacinella? Cassella prisnitfli- 
ca in Gui uaavasi porre il sego fuso 
aopranotaote a poc'aqua^ e oeLla quale 
il caodelajo immergeva a piu ripresc 
li stoppioi raccominaodati alle oosl 
detle bacchette perchd vi si rappiglias- 
ae dioloruo il sego e se ne formasae la 
candela. Questa madiella posava sovra 
un quattropi^ di legno riorlalo obe 
raccoglieva il sego che ne colaira> ed 
aveva on lato apribile per I' occor- 
rense. I Francesi la chiauauo Abyme 
perclii ?i sprofoudano li atoppini i e 
il Grisellini^ al suo soliio, la ebiam6 
di sua tesU Jbisso, con quel buon gu<i 
sto e quella yerilii cbe ogoun irede. 
£ AbisMO la tradusse , con pari buon 
gusto, il Vocabol. genovese alia voce 
Mttmo. lo la dico Po%%eUa o Bacinella 
percb6 simile a quella de' Cer«iuoli 
per siniil uso. I Veuesiani la dicoao 
^ Albio da SCO* Oggidi h uscila d'uao, 

come i disusato lu oitili il (ar candele 
a tuffo. 

Formagella per Massa ( de ramm ). V. i. 
q. G. 

Forinagglo [Formnggilt ol pi.] (in) agg, 
Cav^ el sangu m on formaggin. Far 
pasto oltre modo fri»gale» Vivere sot- 
tilmente. Far penloHni. — V. 

Format (in) agg, Butla-via el ferment 
col ventoraa , tiguralam. Sciupare^ Seia- 
laquarCf Coosumare il suo larganieote. 
— V. 

Form^nt de rislk. f^. ^\sk i. q. G. 

El formeul in la palla^ e'l formen- 

ton {grano iurca) in la poker ... Prov. 

cootad. e vale, cbe il fruineoto semt- 

nalo nelle terre per pioggia molose 

^ vien bene; laddove il formentone v 



69) 



roR 



grano turco vuol essere seminato in 
tempo sereno e terreno asciutto, ar- 
cioceh^ prosperi. — V. 

[ Forment soroeaaa, ee, ] (in) a =^ 
dove ghe n'^ mai staa ez= si sostituista 
c= dove gbe n'era roinga I' ann in- 
nanSj -*- ci6 che i Toscani cbiaiUKno 
Frumenlo di prima barha. La seeondn 
barba nelle ba95e lombarde intomo at 
Po la dicono Bestobbi. Risioppinre per 
Seminare di nuovo il campo die hn 
la sioppia sensa lasciarlo rrposare, lia 
regislralo il Redi utfl stio Sapgio di 
Vocab, Aret, — In un saggio di imnutM 
di colonia parziaria dalo dal ProC 
Gioli Delia sua Siatistica agr, delta 
Vnl'di'Chiana^ a pag. 27, lib. Ill, ii 
legge: «!! podere conspgnato in colo* 
n^a al suddetto e sua fafniglia non do- 
vrk esser seminato a ^rano che meia 
per anno ^ e non potranoo esser fatti 
ristoppj^ o seconde semenle di grauo 
nel medesimo terreno, senza Fappro- 
vazione del fattore «*• — y. Restobbi 
nelle G» prime e in q. — V, 

Formenlln ... II grano minnto cbe scappa 
dai fori del crivello nel crivellarlo. 

Formenldn (in) agg, Formenlon de la 
famm... Specie di mait precoce e tri- 
mestre. fe detto Mlajamepereh^ si 
semina presto e si raccoglie in agoslo 
per farne proala cibaria. II Formenlc 
nell deU'allo cont.? 

Formenidn del ravfscidn ... II grano 
tnrco cbe fu seminato nel terreno don^ 
de si raccolse il colzat e st!lbito dopo 
questo ricolto. 

Formentdn pigndell... Varieti di gra- 
no turco maolovaiio m grano piccino. 

Formentonada, v. br. ... Formentone o 
Formentonino seminato litto, da Cili- 
ciarsi insft'l mellere del fiore per far- 
ne msfngime verde alle vaccbe. -— V. 

Formenlon^ll ... Per questo nome t eon« 
tadini della pane montoosa del con- 
tado chiamano quel Mail serotine che 
per6 matora piii presto del commune, 
ma riesce di spiga mtnore e meno 
ricca. 

Formenton^ll, Formentonin, Formenlon 
cinqoantin , Formenlon quarantin . . . 
Tutti questi nomi signif. quel Mail se* 
rottne di apig& e grana piccina che 
matura presto e si seniiua dopo la rac- 
colta del frumento. II Mail precoce ed 



FOR (7 

Agostano. h quelle che per lo pi& si se- 
inioa oye era il colzat, o ravUzone, 
Formign (in) agg. \ess spess come i for* 
migh. Formicolare, Formicare ^ Esser 
gremilo. 
Formigliella. RizzacMo, Pdzzola? -^Y. 
Formigdii. Formicone, Formica piu gros- 
sa delle ordinarie. — Figiiratam. Seal- 
tritaccio, Sorbone. Formicone di sotbo 
che non esce per picchiare, diceai d'uo- 
mo cupo e atteuto solo al suo inte- 
resse. — V. 
Fornlis (a) nelle parti agg, Bocchell o 
Bocchiuu. Sfiaialoj ? z=:hocch roorta ... 
z=z Banchin o BancoD ... = Camisada 
o Incamisada. Jncamiciala? = Piana. 
Coperchio? = Murella ... a= VoSlinn 
di boccli. FolUcelle degii abboccatoj? 

Golk la fornas ... 11 colar come cera 
die fdUQO i mattoni allorcb^ il fuoco 
e soverchio oella foruace. 

¥k boeucc 6l foeugb de la fornas ... 
11 fuoco teodere a portarsi luUo in un 
puuto, con danno, disseslo, sformalura 
de^ maitoni, ec. 

Foga la foroas ... Afibcare la fornace , 
darle i'uoco vivo dopo averla per alcuui 
di teouta a fuoco lento onde prosciu- 
gare a doverei mattoni, tfC, e disporli 
a questp secondo sladio di cottura. 

Immoltli la piana de la foroas ... Lu- 
tare o Smaltare il copercbio della for- 
uace. 

Incarisnass la fornas« V. Incarisnass 
ncl *Voc, 

Lassli vegiil negra la fornas «.. Per 
allentar di fuoco fuor di tempo, La- 
sciar aunerire la fornace. 

Maugiii (la fornas). Si usa nellajrase 
La foruas la .maugia pi!i ... La cotia e 
compiuta; Alia fornace non occorre piu 
altro fuoco. 

Scappii el foeugb de la fornas ... Al- 
zarsi di troppo la fiamtna nella forna- 
ce; Salir tropp'allo il fuoco. 

Spianli la fornas ... Disporre il foodo 
della Ibrnace si beue^ cbe vi ai poasaoo 
allogare immoti i primi mattoni^ ec 

TWk o Comenzk a lir^ la foroas ... 
Dare indizio la fornace cb^ sia Ivrnpo 
d'aflbcarla, con quel rumorio cbe s'ode 
presso le volte delle boccbe. 

Vess tropp bianca la foroas ... Es- 
aer candenle la fornace per eccesso 
d'auivitk nel fuoco. 



o) 



FRA 



Forn^e (fit) agg. In campagna, e tnassU 
maroenle in Brianza, significa speciabn. 
colui cbe fa e vende pane sollaoto di 
grano turco, o di mislura, cio^, di 
grano lurco per la massima parte mi- 
sto a una certa porziooe di farina dl 
frumento, o yero di' segale^ il qual 
chiamasi pii!i propria m. Pan segherad 
(segalato), — Nota differenza da For- 
nde a PrestinSe. Questo fa pane di fru« 
roento (pan bianco) per proprio conto 
e da vendere; laddove il Fomie riceve 
dai particolari la farina o la pasta d4 
grano turco, la lavora, la cuoce, e, fat- 
tone pane^ lo rende a ciascuno il suo^ 
ricevendo dell*opera e fattura sua un 
tanio convenulo in denaro; n^ sempre 
il Fornee d aucbe venditore di pane 
si fallo. — V. 

Fdrno (in) agg, Mett-sJi forno. Tn campa- 
gna^ vale Aprir botega difomajo, ma di 
solo pane di grano turco. — Ovesi trntti 
di panedi puro frumento (dl pan bian- 
co), si dice Tegni prestin, Melt'Sit pre' 
sUn, — V. 

Tegnl forno. In contado^ assolulam. 
vale Cuocer pane di formenlone , ' di 
grano turco, pan giallo e pane di mi- 
stura. — V. 

Foro conscdnzie [In], Inforo penitenziale 
(cio6, conscientiae ). 

F6ro fori [In]. Inforo conlenzioso. 

F6rt [Sxk] (in) agg. Star forte, ^ State 
forte e andatevi conDio <*(Bibboni, Re-* 
laiione, ec). — V. 

Forta ... Aggiunto di term, di cui pii^ 
luogbi dell'A. M. sono coperli. E la 
terra franca dei Francesi, nella quale 
\\en bene e fa mollo la vile, — V. 

Frlia (in) agg, Fraa de la Ti:appa. Trap* 
pista, Frate della Trappa^ Frate di San 
Brunone. 

Fraa, mdnegb e puj bin mai seguj ... 
Prov. di cbiaro sign if. — V. 

[Anda a fraa] (tid) nelle G. agg, Fi* 
goratam. Perdcre tutto il fatto suo, Re^ 
stare con niente. jindare al rezto e daf 
gill P ultimo erollo: 

E giocaodo, faUo ^1 collo 

Mi fu tpesso, c mrsso in irterso 
Bea fui si, ch*iu D^anda^al reuo 
E diei giit Puhimo erollo. 

Buoaarruoti, Tancia^ a. I^i. S. —V. 

[Fraa di Grazzi] (in), dopo Domeni- 
canOj agg. Da noi era no detti Fraa di 



FRE (71 

Craizi dal loro iii»ggior CoDveoto pres- 
$0 santa Maiia deile Grazie. 
Friicch de legoad (in) agg. Fiacco, 
Vn fiacco di legnaU sn le rear. 

Paoao. P^H, tmL t. II, «• IXY, 
fc M. — V. 

Frad^ll (in) agg, lo opposixiooe a FradeU 
diizz i Brian z. banoo Fradell slori, per 
fratello dal lato di madre soltanto. Fra* 
ieliastro? Fratello uUnno. — V. 

Fraginl [In ]. Infragranti (Alb. Diz, enc). 
Jnsii'l/aiio. 

Ftaoci£ira (in) omeUan$t ie parole = coo 
due maoichi o ancbe stnzsiz:=,e agg. 
in fine = A lal uopo si adopera un 
grosso ciollolo o un nlozto di ciiindro 
di pie Ira cbe vie a delto BoHdn, 

Frauciurada [Ooa], v. coot. ... Quanlo 
poDsi ID uoa Tolta su la franciura per 
maciuarlo. 

Fraog^e in qualche parte del conl, per 
Frigde. F, net Voe. 

Franidja (in) agg. o Mazza. 

FraDz^«(in)aggr- ^^^\ guadagn cbe ba faa 
i Franzes in Mosca. V, Guadikgn i.^.G. 

Franzescbinna. f^.Fraoceschlmia nelVoc. 

Fraiizdn (lit) agg. SciaJl del fraozon ... 
Sciallo a gran fraogia. 

Frasari^U ... Breve frasario. 

Frasca (in) agg. i usej in di firascb t i 
fioBU in di sirasc. V. Fioau i. q, G. 

Sig, 'x°^ ove dice = le qqali ss, leg' 
gasi ZZ i qnali. 

Fr»8ci!iu» V. br. Dicesi di albero folto e 
ombroso per moUe frascbe. Fronzuto, 
Frondoso,Fronduto, Cbe ba ramoscelli 
rooUa. fbgliuii. — Avverti cbe Golu- 
mella (lib. V, cap» vi, e lib. IX, cap. xiv) 
usa Frondes yjrpndiam, per Ramoscelli 
e Gennogli Iroodosi. -** V. | 

Frassirooi, Y^hr.iPaiiume, Paceiame,Bo* 
baccia Jrdoida, come loppa^ pagliaceio, 
foglie ii'ogni fvlta^ e siroiii* «> Poni E 
jnagliuoli o- barbalelle .«. in buona £r)s- 
sa, con molta robaccia in foodo , tbe 
inMcidi e leaga fresco m ( Davatisatiy 
Cuitiv. iosa). — V. 

Freg^ (in) agg. Fregli,-^i6 van. Figuralam. 
Accarezzarlo, Atnmoinarlot FargjLi moi' 
ne e carezze , Lisciario , Jndargli a 
versi, FargU le fregagioni. — V. 

Freg&da (in) agg, Figuralaiii. Carpiccio, 
JUfrusto. Quantity di busse, di paccbe, 
di percosse. 
Pa a Tuo ona bonna fregada. Afan* 



) FRI 

daHo a Busseto. Bastooarlo di santa 
ragione. RagguagUargli le costure. Fur- 
gli le fregagioni con un randello mal 
rimondo. — V. 

Pr^9S ('") ^88' Avegfa i pee cbe vosnrea 

nass del fregg. F. P* i. q. G. 

Rabbia de fregg. K R^bbia i. q, G. 

[A sant'Andreja, ec.] (in), dopo te 

°cg** ^^' ^^ A sant'Andrefa nol ve* 

gnaHi, a saot'Ambroeus nol fallariu 

Freggid^ V. c. br. In/t^ddatura , In/red" 
dagione, Freddone, Imbeccata, Brezzo* 
lone, — V* 

Freggiorent, t. hr. Freddolto, Freddicoio, 
Alquauto freddo. Ancbe Infreddato^ 
Incatarratoj Cbe ba preso un'imbec- 
cata. — V. 

Fregdja (in) agg. Nelle Prose fior, trovo 
usato Sfregdcciolo (forse ^ da leggersi 
Sfr^tlcciolo), per Pezzetio di cbe cbe 
aia^ Miniizzolop ScamAtzolo^ 

Melt insemma a freguj. Mettere in^ 
sieme a scamdzzoli: clok, Accuraulart 
a forsa di piccoli risparmj, di riraa- 
sngli, di sp/szicbi. Fare di tanii pochi 
un assai, — V* 

Frigg. Disse il Maggi e dicono tuttavia i 
cont. briaoz. per Freddij mentre al 
siog. dicono coslaotemente Fregg, — 
Cos! sempre al pi. dicono : i vice, i 
liec, i titt, paricc^ beneditt, ec, laddove 
al sing, dicono sempre on vecc , on 
lece^ benedett , ec. •— V. 

Frisati (a) nelle G. agg. e Fris^e« Cbe fa 

Men^ i man com'i frisde. Jffacen' 
dbrffi\ \dcclapinarsi. Menar le mani come 
i berteitaj. Arrotarsi, o aggirarsi come 
un pal^ in >alcnna facenda. I Prisde 
iadoo andare moUo lestameote le mani 
cosi'^ora aigrandi tela} di dodici pes* 
te, come gili ua tempo aipioooU d'una 
pezza 6oU. !>£ qn^ ibrse il roodo'di 
divei-i^agk dent defrisa^ che ba quasi 
il mcdesimo iralore, — * V. 

Fritt6ra o Corad&ra ... Nome cbe si^^ 
alle ioleriora degli agoni,, con ie qnali 
i Ltfriensi sogliono fare una cerla loro 
torfa assai saporila. 

Frizza (Maggi). Frecciare, Ferir di free* 
cia, Tirar frecce. 

Frizza vun, fignralam. JccoccargUe^ 
la, Fkcargliela, Fregargliela, Barbara 
la, Calargliela. Fargli qualche iogiuria, 
qu<«lcbe danno. — V. 



FUR 



(7^) 



FUS 



Friia .^ FruUo iu lalliciDJ, oome dire 
l>urro^ cacioy ricotta, cb« rice? ouo co- 
luro cbe coolribuiscooo il latte deile 
luro vacclie io un commuoe Casello, 
pro|K>rsioDatanieote alia quaotitli del 
latte da ciatcuno coolrihuito* — > Si 
ittlttt associaziooi sooo molto io uso 
iittlla Svizzera e nelle uostre alpi. — V. 

Frusta {a), nelle parti agg. ^z El inaogili ... 

Fu(;a [Da k fuga] {in) agg. u MeDtre cbe 
davatio la fugn ai Pisaoi, m ec. (Nel 
Comment, di G. Gappoui). — • V. 

Fuga [La]. T. degli Idraul. .^ t detta 
cqA dai fugare Taque ftiori de' caiopi, 
•I percbi Hon vi stagtMOO, o perebi, 
iiou abbisogiiaudo, come ue'terreni ir* 
rigtttor), hi inaudinu aitrove ad irrigare 
allri CHiiipi. — V. 

Fifrga [T. d«' Mug II.] (a) nelle G.avverli 
=z Credo erroueo il tettso qoivi attri- 
builo a /'iiga, e vcro solO il Cootrario 
addiialo Del Voc — S. 

Fuga. T. degli idraul. Dare Io Mcarico^ 
^aricare^ Cacciar via Vaque dai campi 
Mccioccbe non vi stagoioo; e dai prati, 
risa)e, tnarcite^yiigar quelle che vi so- 
IMravaDiaoo. — il verbo Fugit^ in que- 
aloaeuso, come le voci Fttga e Fug/in^ 
aotto comiuuoi taoto a'Mugaaj, come 
ai Fitta|uoli, Campari, ec, dei poderi 
irrigati, e dei terreni teuaci dove le 
aque coviuo. — V. 

Fuliueu (in) agg, Figuratam. Nikvolo^ Sub" 
bisao^ Folata^ DUuvio, Fucinata, Sfu* 
cinuta, Quaotitli graode di cbe cbe sia. 
— V. 

Fumi^ (in) agg, Figuratam. Esiore aceeso 
d'ira, si cb'elU' u'esali io furoo. £s.iere 
iurte adirato, cerruccialo. — ^ La me 
fuiuay L.a.m'i fumada. Lam^hjunut" 
ia, dicoo aucbe i Toscaoi, -^^ V. 

Fuma i cojoo a ooa persoooa, o a 
€mm cosia ... Fra«e briaoa. cbe sigai- 
lica fissere una persooa od uoa cosa in 
0UO geuere inaguilica^eecelleolef Fare 
spiced Attirare ValUrui ammirauone: 

t%tQ vcMi di vol cli« foSneraaoo. 

Btfoi, CmpU. ml Mrtf. /f p. dt' 
MtdUi — V. 
Fumissela, v. br, Andarsi con Dio, 
Alutre i mazzi^ Corsela, Bditersela. 
M Queiita la dob h piili aria per noi; 
hivogna legarsi le scarpe e fumarsela *», 
(ZamiooT, Sch, Com, Ritrov. del fig. 
a. 1, 5. 3). — V. 
Fiiria (in) agg, A furia de fa, de di, ec, 



riussi in d'ona cossa. Insistere, Perse^ 
verare, Persiktere in dire^ in /are, ec, 
per ottenere , ec. Ostinarsi in che che 
sia: p. e., Lin^e, a furia de roaogili ma* 
gioster, 1'^ guarii delta gotta. LinnSo, 
perseverando in mangiar di molte fra* 
gole, ec. i bagaj, a furia de piaog, io 
fin ottegoeo quel che voeuren. -^ V. 
Io seoio di Pressa, Affoltameoto, Af- 
facendameoto, L'affollarsi d^lle faceo- 
de, agg, u Di queslo mete (d'agoslo) 
si rafsettano (lebotti, le tines i barili^ 
ec) coo maggior agio e maoeo spesa, 
che alia furia dell' imbottatura m (Ma- 
gattioi , Caltio, toic. 66). — Y. 

Furido^ v. c. br. L'aoo del furion ... 
L'aob6 della furia di cbe cbe sia:po* 
poni^ pescbe, ec, 

Fus (in) agg. Fira firaooa, fira oo fus la 
settimaona ... Dicesi a chi lila poco, a 
uoa pocoBla. 

JUijee che fila o fira al mari, e la ghe 
fa i fus stort (Muggi). Fare al mnrito le 
/uia torte} FargU le coma, — V, 

[Mars duu fus, ec] (fit) corr. Mars 
on fus scars, april oo fus geotil, masg 
el ccK> sul piumasgy vdst gb'6 el ri- 
scett e se fira on ^sett ... e F'. April 
e Fusdtt <*. 9. G. 

Fusilla (in) corr, c= Pieotii-li socch, ec, 
cs in = Pienlk«li soga, ec c= Questa 
frase 6 press dai mestiere de*Facchini 
e de'Mugnaj, i quali chiamano toga 
(cbe ^ pure voce italiaoissima) qnella 
corda coo cbe essi legaoo strette le 
some e le molende su'l dorso de'so- 
mien ( K i Dis. della liogua )« — - I 
oosiri Mugnsj d» Soga o'bao fatto an* 
cbe il verbo Soga^ per Strigoer« coo 
essa le some. — V. 

FuselladJira. T. di Arcbit., Seult, Scarp., 
ec, Rastremalura delle coloaoe. 

Fosett, V, cont* ... Picciol/uso, Vdsl gh'i 
el riscett e se fira 00 fusttt. Dell. coot. 
Nelle sered'agosto, al primo maturar 
delle castagne cbe baooo il cardicello 
(el riscett), si fila un fuso a mala peua. 

Fustagoio (in) agg. Quadreto di fnistagoo 
bianco (o mez^etlin) lU coi s'iovolgouo 
i bambini. 

Ftistibus ... Voce che usava aoche tl oo- 
stro vulgo oel deltato: Coo fosttbus 
et laoteruis. A furia di sgherrL Adree 
coo fustibus et Uhternis te me rbaii 
casciaa io griera. E d^li a /uria di 
sgherri Io ficcarono in domo Petri. 



GAJ 



(73) 



GAL 



Oaba {in) agg. Gabk el tormtnXom ••• 
Scapezzare ilgraoiurcule^cio^ Dicimare 
tuita quella parte dello stelo del mais 
cbe soTrasta a lie spigbe per laroe inau- 
giae alle iraocbe, ec. 

Gabadura (in) agg, o ancora piu ceo la- 
d iiescam. Gabbajura ... Quel roofzo di 
grant urcule cbe il cootadiDO ne mozza 
via per farDc mangime alle beslie. 

GaccI Voce, o piuUosto grido, con cui 
diicacciamo il gatto^ allorcb^ lo ve- 
diamo 11 per roelter la zainpa $u qual- 
cbe cosa di comeatibile. « Gatti \k ! n 
(FraDciosiDiy Focab. spagn.). — V. 

Gaj, susl. in. pL ... 1 cooladioi brianz. 
dislinguouo coo questo ooroe que'oar- 
cisi dal fior doppio cbe baiioo la taz* 
zetta, o corolla ioteroa, ooo senpliceni. 
gialla ma cootoroata di rosso. 

Gaja (in) agg, e corr. Odesi a'Briaozuoli 
u:»ar quesla voce assolutameote, neo 
inai accompagoata da Mappa di ... ; oe 
io credo cbe Gaja veoga da Ghiaja. 
£ la Gaja lale aroese, cbe h zappooe 
da una parte e score dalFalira; e usasi 
ueirabbatler piaote^diradicaodole, ser» 
vcodo il zappone a scalzar le radici> 
e la score a Ugliarle. — Ha looUo a 
fare la ooitra Gaja coo lo Sanno dei 
cootadioi seoesi: m Sanno 4 qtitUN- 
sirumeoto usato dai cooladiui cbe da 
ooa parte ba oo'accetta e dair«llra ooa 
poola n (Note a pag. 85 del Mariaoi, 
Noue di Afaca). — V. 

Gaijooa {in) agg. I loeu fregnj C&u mioga 
per i niee gaijnn.Figorataiu. Letue/tvt* 
toie nan mi pigUano^ non mi gjabbano^ 
Tu non me Paccocchi, Cd aocbe: lo 
noo loi rilacio delle iue vane promes* 
ce, cbi io iiue le soo parole, e a me 
bisogoao latti. — « V. 

[Avegb ooa acianipa de gaijooa {in) 
agg, Plauto oel Pseudolo^ a. 1 , s. i, 
V. 37*38, a proposito di uoa leltera 
acritta coo cattivo caraltere: 

^«, oltsecrp^ herch kmbenl^m%tiM gmUituie tmmnmtf 
Amm hms qmdKm gmiiima seripsit, 

|Cbi roaogia la gaijooa di oiler, ec] 
(m) agg, t corr, Questo deltato si ri« 

roi, r. 



ferisce piullosto a cbi leggermeole 
accella di andare a mangiar a macca 
io casa d'allri. — V. 

Gaijuoeura \/ungo] {in) agg, Figura vera 
delle creste coo ricci, avvoltatore,ec.9 
60 da piccioo^ al lalto e alia vista car* 
neo come cresta. Fuogo oella parte io- 
lerna raocio vivido, oella esteroa car* 
neo da novello^ biaoco da adulto. II 
rancio ^ una pell/cola cbe ricopre la 
parte caruosa. A inlervalli raaoda iu 
aria uo polv/scolo spontaoeameote. Bli 
dicoQO qui a Oliva cbe oe fregaoo i 
fichi (roalore) aHe vaccbe per guarirli, 
e cbe vieoc oe' luoghi cb*ebbero mollo 
goveroo. lo li bo trovati a pi^ della 
fraoa del Molioaccio di Ceroosco Loni- 
bi«rdooe y luogo arido aflatto. , 
Jggea. <f ferba. V. i, g. G. 

Galtfnder {in) agg, I Mora tori bologoesi 
li cbiamaoo Gualandrein, 

Galaotad6ooa (m) agg. II Fagiuoli oso ao- 
cbe io questo sigoif. Gentildonna, 

Galaotdrom [Re di galaotomeo] e Galao* 
tomdo (in) agg, V. anche R^. 

Galass^, v. aot. del coolado ... Fazzoletto 
da capo cbe altrevolte usavaoo le coo- 
tadioe. Era quadro, e messo qoadro io 
testa; ai quattro aogoli talora aveva 
oastri, o d/nderii, o galaoi di colore 
diverso da quelle del fazzoletto. 

Galaveroa „, Brina gelata so li alberi. 
Grisa e Gkiba de'Briaoz<, Bramtra de' 
Pay., ec. Voce modeo. e bologo. (V. 
Muratori, AnU d^lUilia, Diss. XXXllL 
e TttoAra, Cittad. in villa) e daqualcuoo 
usata aocbe fra uoi. — V. 

Galbde {in) agg. Affine a& tedesco GM, 
Giallo. — S. 

Gal^tt a rizz. Galletio ad alie. 

Gal^tta {in) agg. La Galetia Vk qoella 
cbe ten avert I'uss tolt Taoo ... Dett. 
de' cootadioi briaozuoli a^quali il rac- 
colto de'bozzob, pe'vaotaggi cosl im- 
mediati come niediati cbe oe ricavano, 
rappresenla il fiore della donieslica 
econoinfa. 

Galella brianziiia e brianzaiila ... 
Bozzolo di color pagliarino, di grau- 
10 



GAM (74 

dezza mezzana, e mollo incorbato. — - 
11 Gior. agr, tosc. (XXlV>i56) chiauia 
incorbato il bozzolo ctie ha forma di 
corba, cioh, strelto id meuo e iarghel- 
to alia testa, i ora (i854) venuio in 
inolta riputaziooe ancbe pretso i Fran* 
cesi, che veogooo iuf u '1 iuogo a fame 
la semenza. — Y. 

Galetta de Bion, bionioa ... Bozzolo 
che ci venae, nou sono roolli anni, da 
Bione, coromuoe del Brefciano; h pic- 
coletto come quello de'bachi terzini, 
ben faltOy duro, compatto, di colore al- 
Testerno traente al latteo sporco; 6h 
uo filo forte y ina di un giallo-bianca* 
stro poco lucente. 11 suo baco, etaendo 
robusto e refisteole alle malatfe che 
uttaccano queslo insetlo, k ora molio 
ricercalo, massime U dove li altri ba* 
chi vaoDo di solito a male pe 'i calci- 
no. — V. 

[Galetta camozzina] {in) agg. Ha boz* 
tolo sellato, cio^ fatto a forma di seU 
la {Gior. agr. tosc. XVII, Sya); e la 
dicoQO camoizina pe'l colore e per la 
grana, simiglianti alle pelli camosciale. 

— V. 

Al FoL n, p. 191 > c. 9, r. 44f «*" 
verli che Bozzoluto non vuoU nd mai 
voile dire che che sia con dent di boe* 
coniU de galetta; ma seropre e solo 

— fatto a gomitoio ovato in forma di 
bozzolo. — V. 

Giilettiida, v. c. deU'A. M. ... Moiti boz- 
zoli, BuQo raccolto di boxioli, Raccolto 
Qsaai abondante di bozzoli. 

Galla aggett. di Mdr. K Color negher 
galla nel Foe. 

Galla d'Aiepp. Galla d' Aleppo, 

Gallavrin «.. Cosl chiamano il Paroco i 
YaUassioeti e ioro vicini. Avrebbe mai 
quetta voce a far qualche cosa co 'I 
Gallo od 4rcigailo,GTau sacerdotedella 
dea Cibele, o co' Galli o Celti che abi- 
tarono gik que'paeti? — Y. 

Gamba (in) agg. Andk coi garob a I'ari. 
Figuralaro. Andare in ruina, Andare 
per le/ralte, Andare a gambe levate. 
^ Y. 

[ Metl i gamb in spalla] {in) agg. 
Affibbiarsi le scarpettey per Fugirc a 
furia da alcun Iuogo. 

Gambaj {fi) nelle parti agg, P^. PeduC' 
c(o = ;/i Polpa. Polpa :=; a Chignoeu. 
Stecca (Garena, Prontu. p. 28), 



) CAN 

Gambarin (in) agg, 

Vard^ i* hin colt 
Quij gambaritt; 
Senti): s^hin cott , 
PorUini sci^ 
Che canlarwn allelajk. 

Stampita significante una magra cena, 
o un pi6 magro desinare; e, figuratam., 
utt'azione, an lavoro, una produziofte 
di poco valore. — Y. 
Gamb^tta. T, de'Forn. agg, Griceiolata? 

Le sue parti sono: Ciav es Test. 

Testate? LaU? 

Gambetla a bocca de loff (in) agg. 
E non si dice che delle testate aperte 
delle Gambette di pianelle e pianelloniy 
Don d'altro. 

Gambetta a bocca piena ... Quel la a 
testate chi use. 

Gambetta de quadrej cott ... In que- 
sta (diversam. da quella de'inattoni 
crudi)i maltoni sono bene rinserrati fra 
loro^ e uella testata li ultimi quatiro 
roattoni stanno alterni per lato e per 
traverso. 

Gambetta doppia ... Quella a doppid 
rouro. 

Gambetta sempia ... Quella d'un solo 
sopramattone. 
Gambttsli e Gabusli, come dicono li Or* 
tolani delVOltrepb ex^atfese, parlando 
di cavoli o sverze. Fare il cesto^ U 
gr^oloi AccestirCf Cestire. 
Gambusaa e Gabusaa. Forse dal franc. 
Cabut^ che significa il medesimo. Ce* 
ttuto, CestitOj Grumolosoy Che ha fatto 
il cesto, il gnimolo, — Y. 
Gam&lta {in) agg, Forse dal lal. Cornelia, 
specie di vaso a uso di here: 

Turn iicet^ apposiUt^ veluti cralere, eamtltm^ 
Lac mivtum potts^ purpurwunqut sapmm, 

Orid. Fmst, lib. IV, n 779-So. — V. 

Ganassa del camin. T. dei Murat. ... Lo 
Sporto del muro insu '1 ristringersi 
delia gola di un camino. 

Gandioeu de it]h ... Specie di spino che 
e il Prunus padas Lin. 

GandoUa [Giuga ai gandoll] {in) ngg.Ona 
Torrelta. K 1. g,. G. 

[Giugli al cobbis] {in) osserva, che i 
Brianz. chiamano Campee \\ primo 
ndcciolo della fila. — Ed in Brianta 
il Giugd a nosin consiste in metter de* 
nari su le noci , e da una convenula 
dislaaza tirar Ioro dentro co'l coccio 



GAR (75 

Xhoit): t&Dti 86 ue gaadagnaoo, qusDli 
te ne geltaoo dalU ooci. — V. 
Gandolla [ figorata ] (in) agg. Pianla gan- 

doll. Piantar carote, — V. 
GaodolUu, V. c. br« «. Compratore e 
Teodilore ambulaole di bdccioli di pe- 
sch«. 
Garabba. T. de' Foro* F. Roibbi nel Foe, 
Garavisa^ v. deirOllrepo gia pav. Terra 
ntra forte f cbe si feode e crepaccia 
ne' li alidori, e doq ^ buooa per li tri* 
fogliy nd pe' frumeoii quaodo piove di 
spesso in priroavera, — 1 Briana. mo' 
cbiamaoo Garav'ma la terra cbe risulta 
dalle fiibriche disifilte, buona pe 'i for*- 
roeQlooe, — V. 
Garb — Nelle palle ramigoe iOQO sotti* 

tilissime lastre curve. 
Garbiou o logarbibit. FHuppo, 
Garbiozaa. Avviiuppare, Arrijffarei Rin- 
volgere alia pcggio Glo, o sitnili. -— V. 
Garbiozz^U. FiiuppeUo, Oo garbioizell de 

seda. Un vUuppetio di filo serico. 
Gardioiil {in) agg, Piatt de gardioal. F, 

Piitt i. q. G. 
Gardioala (a) neiie G, agg. Cardimda 

l*Eor. Careoa, Pronlu. p, 85). 
Gardioalia ceci. Suttrino (Savi). F* Qtck 

i. y. G. 
Gargaoell (in) agg. Figuratam.^ chiamano 
i coutad. briHOZ. cbi braveggia e pa« 
iroDeggiaaij cbi Teste sfoggiato, e fa del 
bravo {ch'el ^ha delta buiaria, ch'el 
sta-sii de buio). Bravicre^ Osientatore, 
Smanziere che trasoneggia. — V. 
Giricb o sia BonC F. Garricb nelie G, 

at Foe. 
GaruU (a) nelle 6. agg, Sansa^ Pantlia 

(fiior, agr, lose). — V. 
Gardo o Gatda (jji) agg, Faila andii a 
galoQ de polio. Trionfare^ SguMzartt 
Far tempone. Far buona ciera, — V. 
Gar6tt (a) neile G. agg. Noce maiescia, — 
£, figurataiD.^ dicesi di uomo cagiooe- 
vole, Malescio, Morbisciaio, J/aiuccio, 
Jmpoiminato, cbe ba patito ed ba uo 
color giallucciO| come quello dellt ooci 
roalesce. In lingua greca ia noce 6 detta 
lUrjron. — : V. 
Gar6tL F. CEiiv «. g, 0. 
Garzdra. Cardatrice. 
Garzceu [io geoere] (a) agg. e corr.z^ol' 
loncino^ RampoUo^ Capo tenero, Sproc* 
cheUo, o Sbroccolino. -*- La PoHe%%ola 
propriam.e la cima del GurMfii, cio^ del 



) GAT 

RampoUo che rimette d'insu '1 lagliato. 
— V. 
Garzoejj [Tenerume di vite]{in) totr,v=s. 
Garaoeu de vid. Cachio. Tralcio ver- 
de e leoero , spuiilalo di fresco. *- 
II jTenerr/me e pi uttosto I' aggregate di 
tutti i ganeen d'una vite. — DI qui it 
nostro Sgarzold che corrispoode airital. 
Seackiare, cbo 6 quel togliere che si 
fa coo le dita tatii i nuovi capi d'un 
magliuolo o d' uoa vite , a riserva dei 
pill vigorosi e vegneoti. -^ V. 

U oostro Garztta corrispondte pro* 
priam. al Pampinus de' Rustici Latini, 
e il Doslfo Sgartold al Pampinare de' 
medeiOni. F. Gat. de Re Rust, cap. 
zxxiii; Varr. lib. I, cap. xxx; e Golum. 
lib. Ill, cap. XVII. — V. 

Garsolent , v. cootk brianz. ..• Rieco di 
polleszole , di teuerume. 

Gartoleota-^ chiamano i Brians, specialm. 
I* fof^io. polionosa dei geisi , quella , 
cio6, cbe, per essere di getlata novella, 
i tntia poUoncelli teneri e troppo su* 
gost, e perci6 meoo atta a ben ntilrire 
i bacbi da seta. — V. 

Garzdo. Cardo. 

Gasgi6tt [ figurato ] (m) agg, 

• . . . L^ k tro)>p ^ f^asgioU 
Spfltdki puftia la qaarU) a cism^ •! medcgb. 
Maggi^ 1. A$W» ^ona, Mmegk,^ 
p. 99. — V. 
Gass. Nel Milano e suo territbrio{\o* 
mo II, p. I a) 6~ detto che lungo TO- 
lona si d2i questo nome ( gasso ) alia 
puddioga a frammeuti granulari ( si* 
mile quasi all'areoaria di grossa gra« 
na) che nella Brianza dicesi Scepp gen* 
UL F. Scipp nisi Foe, — Forse 6 li- 
pograBco errore per Sdsso* 
Gatarit. Catarrale, 

Qkii (in) agg, Chi no manten i gatt, man- 
ten i ratt ; cbi no manten i can, man* 
ten i lader... Prov. contad. di cbiaro 
signiBcato. 

Saja di gatt. In qualche parte del 
conlado, come in Gliiaradadda, dicesi 
per Fragore gattesco, Miagolio de* gatU 
in frdgoia, 

Gatt in grand «^ disse il Porta, par- 
lando di questi Appaltatori e Fornitori 
di esercitl, rapidaniente saliti , non si 
sa come, 

Dal nulla aTi'to al mtlfionarin ooorc. 
Zaaoja, Srrm» II* 



GEM 

El voreva firnm da 

L' appall di srarp dt (alt el reggioaant ; 

El voreva famm v^ 

On post io sui foragg, sai provliad 9 

On pott de gait in grand. 

Porla, MarckUnft^ at. 89. — V. 

G&U. Per Peliicciiu K Gatllii nd Voc., k^ 

signif. 
GatU (m) ogg. A lie fouciulle ed anche 

aifanciulU soinf) e nojosi sogliam dire: 

Ebi Diamaa ! , la gttta la m« guardt , 
La du che font l«ccarda. — 
B inad i^ guard^k anea tl« — 
La me farli mori. 

Alia qoal caotileoa corrisponde il lose. 
Monna Ttntrina la mosca ia guarda 
e la lattuga la punge. 

Gatt^j o Cossinitl o Chignceii. T. de' 
Tromba) ...Ralle scanalate e aperte. 

Gattdsg [Andk in] {in) agg, Innamorarsi 
fieramente, Andar in amore a mo* d^ 
galti, Essere iutio fiammg e saeite d^a* 
more, — V. 

Gatlolott, V. br. Cos! cbiamano quei bra<* 
chi verdi e grossoUi cbe rodono i cn^ 
voli ed altri ortaggi. Rucaj latinain. 
Eruca, vulgarm. Ruga, 

Pari on gattolott. Figanitam.» diced 
di uoo maUaoo, di color giallo-verde 
e che se oe sia li raggricchialo e lento. 

. u Essere piu verde che una ruga » 
(Serdonnti, Proverbj), — V. 

Galtdn [A] ... Nome di quelli Omati che 
fregiano I'Arco gotico. 

Gau6xz (in) corr. = Bacoccio, Ninfa o Oi- 
salide de'bozzoli da seta cosl morto, 
come viTO (LambrascbiDi, Modo da 
custod, I Bachi^ ec.)L — V. 

GaT^tla. T. de'Cerajuoli ••• La cera 
preparata per (arae cerioi {tdin), fc fog- 
giata a caononcino coa luc/goolo, 
e ratvolta a modo di matassa , allra 
biaoca, allra a colori. Svolta che sia, 
se ne fan no cerini a libro, a Stella^ a 
pera, a canestrino, ec. 

Gatdsa (a) nelle G, agg, Limonada ga- 
zosa, K i, 7. G, 

Gda \in) agg, Roccia, Cosl il vulgarizza* 
lore di Paliadio chiama quella delle 
Doci e nociuole, voce pur applicabile 
alia peluja delle castagae. ' — V. 

Gem^ll {in) agg, I GemeL y.l>\iui.q.O, 

I Gemei dui nostri piazzMjuoli sooo 

chiamale quelle due guardie cbe in> 

separabili si vedooo da pochi anni pas- 



( 76 ) GER 

seggtare d'insu ingiu per i laslricali di 
Milano a ctistodia del boon ordine. 

Gemella. Gimi, Fiore del Bfogorium Sam-* 
bac Lin. 

Gen^ (in) agg* Gen^e 1'^ metz festife ... 
Detialo con cui raolli del coittado ac- 
cennano ancora le tante festiiritft che 
ricorrevano un tempo in gennjo, ca- 
gione di non pochi, nk piccoli disor^ 
dini economic! e momli. 

Gdner (in) agg. Yess fallaa in gcner, nu- 
roer e cas. f^, Ch$ [t, grarainat.] net 
Foe. 

Gendvesln. K Limdn genovds i, q, G. 

Gentil6nim [Andli in]. K His i. q, G. 

Ger^mm... Quantili dighiaja d^ogni gros* 
aezza, o di materia cbe, se ben non 
sia pretla ghiaja, pur lenga delta na« 
tura di ghiaja. Per mo' di dire: Tull 
el geramm che ren fceura de quella fos- 
sa^ ch'el se traga de sla banda. Tuila 
la ghiaja, e il ghiajone^ e la terra ghia» 
josa ch'esce da questo cava, si getli 
dti questa parte, — Parrebbe che $1 
pot esse dire GA/tiWiccfO,dacch^ ahbiamo 
Reniccio per quantitii di rena raccolla 
dal lato d'alcun 6ume; ma quella ma- 
gra desinenza in cccio non mi da ben 
I'id^a di quantitii large e varia che mi 
^ data dalPampia e sonante desinenza 
in ame, — V. 

G^rb, G^rbtd o Zerb (in\ i.** sig., agg4 
Forse viene da eje-herbido loco, ciod, 
Terreno con poco o niente di erbe, di 
verde, come sono i luoghi sterili^ le 
sodaglie, le cerbaje, — V. 

G^rb per Navisch (in) agg. Pare corri- 
'spoiida M herbidae segeies de' Latin«, 
cioi, Semioati pieni di erbe strantere 
al buoQ grano (pien de gerb), — Fi« 
mnm ... assidao macerari liquore, ui 
si qua interjecta sini stramentis aut 
paieis spinantm vel graminum (gerb, 
gramdgna) semina intereanl, nee in a* 
grum exportata segetes herbidas red* 
danl (Colum. 1, c. vi, n. a?). — V. 

Gerl)^, T. br. Vegetare rigngfiosamente, 
Dicesi d' ogni erba , ma specialro. di 
quelUgramigna che i Brianz. chiamano 
gerb. Gerb^ usano i contad. bn'anz. 
anche per Moltiplicare e intrecriar»i 
follamente le radici delle erbe, come 
fa il gerb. Infrltrire. — V. 

Geriva ... Aggiunlo di terra ghiajosa^ com* 
posia di sabbia c ghiaja rossiccia e di 



Gffi ( 

poca argilla. — i una delle due lerre 
di cut abonda la Gbiaradadda • die 
le dk il Dotne. «— Y. 

G^a (m) «gg. Ncl cootado <{iietta voce 
rappreseala non la cbiesa in geiiere, 
ma si la chieM parochiale per eccel- 
leota. Andk a la gefa« Andare alia pa* 
rochiaie. La lingua accenoa qui il de* 
bito suo al Politico di avere ooa cbiesN 
sola per terra cooladiotaca* 

I ubem a andli In gesa bin i primm 
■ vtgaX de foeu ... Deltato cbei conl. 
briana. applicano a cbi per roalixia bo* 
tegaja guadagoa pkh dell'oaeito. 

{EH vuo o vcBunoa in gesa] {in) agg. 
11 Carena (Prontu. p. 98) assevera clu: 
in Toscana osattdfnire io qoetio atos** 
la frase Dire in chiesa, Esser detlo 
lutOy due^ ire voUc in ehiesa, 

G^ss de pitor {a)neiic Giimie, dopo Rip-, 
agg. W3. 

Gessdo (fit) agg. To/b. Terreno tqfaceo 
^ deHo pi6 e pi£i volte oei Oior, agr. 
toscf e nell' Oltrepd 6 pur cbiamato 
TSff (O strelto). — V. 

Gesik ge»[k (in) agg, Gesu gesO, ona voealla 
e poeu p6. y, TomSi net Foe. 

Gbiba (in) agg, Gaiavema e Caiavema i 
detta dai Bologoesi fT. Tantfra, Citiad. 
in ifiiia); dai Pavesi Bramira e Bvu- 
m^ta e Brumm, La Bnimata delle f7/e 
tUi SS. Padri pare non tia altro cbe la 
nostra Gkiba o Grisa^ non gi4 la Btina 
o Brinata comroiine, cOttie[bi spicgano 
i Dis. delta lingua. — V. 

« II senso ^ aggbibbo n dice Trifon 
Bett«io in uua poatilla o chiosetta po- 
sta a on po' di coda d'un suo sonetto, 
nel quale descrive sh medesimo ( Lett. 
146 del 1.** libro delle LeiL facete rac- 
colte dall'Atanagi ). Noi cbiamiamo 
Gkibba la Nebbia. Forse agghibbo vnol 
dire osemrOf annekbit^, circondato da 
una colal nebbia meCaf. — Era il Benzi 
di Assisi , e quelle voce pu6 esserr 
umbra o romanesca. — V. 

GliidlixtyGbidiizia diccno in qualcke ter- 
ra contad. per Goidi»Xj Guidiicsa. F. 
nel Foe. 

Gliigodo (in) agg, Dino Gompagni ba Tag- 
get tivo Ghignoio per Sdegnoso, Facile 
airira, aila gefosla, a I risentimento. 
tf 1 Tedeacbi sono domealichi eon le 
donoe, i Geinnresi ne sono ghignosi; 
soffa d taHi f> (p. 147, edit, di Pisa 
,818). — V. 



77) 



GIB 



n Ghingbln. Voce infantile per Cadregblit. 
F. nel Foe. 
Ghis^la, V. comas. F. Monti, Foe^ Com. 

in Gbis^la ed Usellna. 
Gitfccol (in) agg. e Girfccola. Capocchia^ 
Maleritiolo. Dicesi non pur delta velta 
capoccbiuta del coiteggiato, ma di quaf- 
siasi mazxa, bastone, randello o quer- 
ci61 loodo (regondin) che abbia I'e* 
stremilli inferiore assai piA grossa d«l 
fnsto. Maoifrstaroeote vieoe da I lal. J a- 
cnlumt acquistando il randello da que- 
sta estremitli grossa e pesaote faciliU 
ad essere lanciato: 

... Et f Mem/mm mtiorifuemf 9mlHlt In mkrm$. 

VitpX.i jEmmId, 1X» 5a. — V. 

Giaocol6ll^ deer, di GiUccol. Figurafam.4 
•ceompagnato dall' aggelt. bon , t&sasi 
da' Brians, per Uomo quieto, docile e 
grassoltoi Buon pastricciano. — Alfem. 
Bonna giaccolotla. Buona pastHcciand^ 
Bonaccia, Bonaecioila. (F. Bon pastou^ 
e Pastorott nel Foe.). — V. 

GUbld (m) agg. Giald de crom. T. del 
Gbimici^Drogb.y Prtt. GiaUo ... Si ven- 
de in teltlnn ( in grani o in lagrime ) 
ed d il pii^ fioo, e in panell (in lastr«*;« 

Gi&nda e Gianddu. Dicono i Brianc. a 
uomo ehe sia grande e gresso, ma seem- 
pio e buono a poco o nnWtt. Ghianddne 
(Minucci). — > Te s^ ona gianda^ o vero 
on giandon. Tu se^ an ghiandone, an 
pinchellone, -^ V. 

Giansenisia (fit) agg. Quests voce servl 
ancbe a denotare una specie di gonna 
cba le donoe usavano verso il 1760. 
Dal fr. Janseniste, 

Giav^ra dicono i BrianiA per QaantitA, 
anti grunde ed ingombranie di cose su- 
perfine ramroassatCy quali e9$o si siano. 
Mammej Mueehio, p. e.| di nideri^ di 
ribuiii, di roiiami , di gragnuola, di 
ghiaje e sabbie meoate dalle inonda- 
zioni a ingombrare^ a inslerilire i cam* 
pi. — V. 

Giavdn che su'l Lodigumo dicono anche 
S*gevon ... Erba che infesia i risi, i cui 
semi commisti nel riso si see vera no ooH 
cribro detto su 'I Lodigiano S'gei^omn » 
e i qnali noi in cittii diciamo Mfb/^ e 
nel contado alio iVe/^a quando li iro- 
viamo residui nel riso brillalo allorch^ 
si monda per apprestarlo in xuppa. 

Giiira (in) agg. Bev in giaxx . Bere in 
gkiaccio (*tosc. Carena, Prontm. p. 576). 

Gibigi^noa [Fii la] (in) agg, 1 merii, a fagh 



GIO 



(78) 



en* 



la gibigjaQoa, rooearen «.. I merii se ne | 
muojoDO se abbagliati per illamineUo. ' 
Aih Descrisioni poeticht agg, 
E vidi cento spernle che ^oiiene 
Pill s'a]>bclHvM coo matoi rai* 

Dante, Pmnid, c. XXil, t. ft3*M- 

Gibillli (m) €tgg. JBiulUire. 

Gibillii Tacqua ... Tremolare lucU 
caodo i'aqae di lagbetlo, o simili. 

Gig6 (in) agg, XigoU, per LaceheUa di 
castrato o GigoUo» h ¥Oce spagauola. 
— V. 

GigoUasili (in) agg, Forse lo stesso cbe la 
Ghiga dei Bargbigiani. 

Gimbarda, Zimbarda e Cimbarda ... Cos\ 
cbiamaDO i CarreUieri o CoDduttieri di 
bare ( Baree ) qael Lettuccio p^asile o 
Braiida cbe essi sospeadooo coa corde 
o correggie solto la bare a aso pac tico- 
larmeole di dormirvi. — • Y. 

Gioestr^e? Ginesireto. 

GioeslroQ} suit. in. Ginestra da scope , 
Stipa. La Genista scoparia Lio. 

Gioe^bbia (in) agg. Gioeubbia vegooda , 
aetlimaoaa perduda. F* SeUimaana 
i. q. G. 

Gioeu^th. Per Vdlvola oelle trombe. 

GicBugh e Giugli [T. di Caccia] (in) agg, 
Vor6 mioga fa gioBUg, o Yori giugk 
minga. Diciamo di ua ucceilo quaodo 
.s'aggira, volando da una piaota all^al- 
tra e intorao e deotro all'ticcellaja, si 
die 4 Don dando niai nella ragna, fa 
impaaienlare Puccellatore. — > Y. 

Giongberln e Gioogoriu (in) con. ed agg, 
Sono due, uon quailro; uiio per bi* 
lanciDO, e posto nel messo di esso, 
perche si presti a secondare ii moto 
atterno del cavallo in andando; n^ souo 
fall! ad allro scopo. — S. 

Gioogrin o Giongorin ... Nel timone del 
carro da buoi 6 la caviglia ferroatrice 
delle gombioe. 

Per termine d'Astron. f^, Carr-mall 
i. q. G. 

Giduta. F* SpessadCkra i. g, G, 

GioDlin o Gioncbln ... Specie di giunco 
che fa nolle ritaje , direrso pcro da! 
Roj chc pur fa nolle roedesime. — V. 

Giontircei^. T. dei Murat. e Coslrutt. ... 
Traviceilo d'aggiunia a qnello che non 
arrivi di filo dalla radice al colino d'un 
tetlo. k ancbo nomo do' traticelli piii 
corti cbe stanno alio alio dei tetti. 

Gioriiada (ia) agg, Wess in giornada ... 



Essere in corrente d'affari, o di cbe 
cbe sia jiltra. Non avere lavori arre- 
trali. — S. 

[Giornada a la searsa] (in) agg, Ckb 
dicesianche Giornada a la auecia. — Y. 
[Giornada do patron o de pendtszi] 
(in) agg, Talora ^ pagata, ma a certa 
niercede per lo piu basaa; ed h obligo 
prestarla. — 8. 

Giorno (in) agg, Tegni al giomo ... In- 
formare allri. di cbe cbe sia; Tenere al 
fatio, informato, ec, — S. 

Giov^nn (in) agg, Cbi ba rfiioga ciappu 
agon, ec, F, Agdn i. q, G, 

Gtdiren (in), 3.^ Mg. , agg, Chi no vcenr 
deventk Tece, cb'el creppa gioven ... 
AimproTero a'gio?ani che spregino i 
Toccfai. -^ S. 

Dorma, ec^ cbe inscl gioven te dor- 
met, ec., pd. Cofjii ie occasianii Voc*^ 
casione passa e non torna, (Si eras, 
cur nan hodie?, di sant*Agostino)v — S* 

Gidven (in), 5." sig.^ agg, Gioven d'A- 
Tocat, Gioven de negotj^ Gioven de 
studi. Scrivano, Copisia, Cbi presta o- 
pera lecondaria nel disimpegno degli 
affari d'una casa di coramerdo. wE' Tha 
tirato 8U per il leggere e lo scrivere; 
e ora . • . e' fa il giovane di studio n 
( Zannoni, Sch, com., Ritrovam. del 
figl a. L a. 3). — Y. 

Glpp (m), neile G, agg. Pari Tomm dt 
sett gipp, m. br. Parere Udiavoio delle 
ampolle, V, in Vila Patrum la Yita di 
san Macario. — > Y. 

Gippa [Yess in] (a) agg, Equivale anche 
a West in bollella. F, in Bolletu nel 
Foe, — S. 

Gippdn (in) agg, Dov^ sta nel gippon de 
Ballrarom ... Si dice di chi, avendo pro* 
vato ad estendersi nolle proprie intra- 
prese, ne ebbe sempre sciipito, sicchd 
gli ^ forza slarsene limitato non ve* 
dendo probabiiita di migliorar oondi« 
zione. 

Yess nel gippon de Ballramm ....Es« 
sere imbiirraiKatOj impiglialo; £!r#ertf 
destro come una cassapanca, 

Gipponin (in) agg, Casacchino. F, Lam- 
bruscbini in Tommas, Sinon, (Mavtoi 
nota), 

[Gipponin de nott] (in) agg, II Ga- 
rena (Pronlu*) dice chc in Toscana si 
cbiama oggidi oomnmnem. CorseUo o 
Corse od anche Camiciuoia da noUe, 



GIU ( 

Glr (in), i.° 8ig.,agg. Pa/co (* lose. Gap 
poDi in Tomtnas. Sinon. arl. Falda). Oq 
oiaoezziD a trii gir. Un manichino a 
tre palchi, 

Gir («), a.® sig., ogg. Fa e) gir del S6 ... 
OperaiUooe di cootrabando per la qua* 
le merci apprese o confiscate ritoroano 
io commercio. •— S. 

Gir. Lo siesso vhe Girada, signiE a.®. F* 
nei Foe. e t. g. G. — S. 

Gir de foodi ... Iroplego di capital! 
in cambioy ec.» coo cerla rapida ?iceo* 
da^ coroe fra i baochieri. — - S. 

Girii el coo. [FigurataiD.] (in) agg. Dor la 
volta al cerveiio. 

S^pevo hto ch'io eca prima malto, 



Ma or mi pare aver girato afTitto. 

Beroi, Capit, agli Ablfli, — V. 

Girida (in), a.^ sig., agg. Fa ona gira- 
Ha. MercaotilroeDte, Girare wta cam* 
biale, una partita. E, figoratam., River- 
ftare sopra altri uu'accusa, un rimbrot* 
to, on carico qualtiasi. — S. 

Gtr^ll (in) agg, Parrucca non intera, che 
copre sollanto il cociiztolo. — S. 

Giudic^a. T. for. Giudi%io, Sentenza. Pas- 
si iogiudicaa ... Dicesi diseoleoza che, 
per non esserue appeUali in tempo , 
riesce ineccepfbile^ incontrovertibile. 

— iJ. 
Giudizzi {in)^ i.^ sig., agg. Significaan- 

cbe il Giitdizio parUcotare d'ogni ani* 

ma dopo la morte. Su queslo signifi- 

cato i basalj) anzi lo scberzo di cut 

net ydc. : Prima la roort » e posfk el 

giudizzi. — $• 
SanI Sinighett, trii dl dopo el giu* 

dizzi. y, Sioigh^ll i, q, G. 

T. di Giuoco. Il ventesimo dei ta- 

roccbi. — S. 
Giuga [El giugarav in I'acqiia] {in) agg, 

Al giugarav la camisa, I'anima, ec, 
Giugli de scriroa. Givoeat dischet* 

ma i e , figuralam., Schermirsi di che 

che sia, — S. 
Giuga a bara (in) agg. In uno de'oostri 

dialetti(parmiil berganiasco) esso giuo* 

CO si cbiama Poma (con TO strelto); 

Paume in franc, k nolo significar PaUa 

da giuoco, — S. 
Giugi a brisa. V, Brisa t. q. G. 
Giugi al scovinelt. V, in Sco?irictl i. q, G, 
Giugi a slipp e slapp e siappetorum, 



79) GIU 

o Giugii a slipp, slapp, slorum, basi« 
lorum. — S. • 

Giugi [NB. fioale] (in) ove ^/cezrspie- 
galo un po' c=, leggasi es spiegato nelle 
sedi respettite un po'. 

Giughessa [Avi oua] ... Dicesi quando 
si ha carte non callive per sk in ma- 
no, ma combinate cosl cbe non (ormaoo 
un giuoco forte. — S. 

Giugh^t (in) agg. On giugbett se Ta de 
vess bell, I'a de feni prest ... Variety 
vuol essere a divertire. — S. 

GiCkgn (lit) agg, S'el caslin el sfioriss de 
n»»gg^ tc. V. Pigo ncl Foe, 

Se i oliv grappissen in giugn, ec, F, 
in Oliva i. q. G, 

Giura (in) agg, Avd giuraa. Aver sacra" 
mento di, ec. i 

Uo sacrameoto di non cinger spada. 

Aricuto, FuriosOf c XXI 11^ sL 78. -* S. 

Giuriia. Giurato, 

Amis giuraa. ^m«cf giurati, Dicesi 
di quell i la cui amicizia h come fer* 
mala con giurameoto, tanto 6 soda e 
stretla. ~- Si fatti amici dicoosi aoche 
Fradej giuraa. Fmtelli giuralL — V. 

Giuram^ut ... Per la nostra procedure 
passarono nel dialetto milanese le se* 
guenti frasi: Ofri^ Deferi, Riferi, Ac- 
cettif Prestk on giurament, cbe si di* 
cooO) in linguaggio formale fra noi^ 
Offiire, Deforircy Mi/erire, jiccetlare, 
Preslare, Lo offre cbi si esihisce giu« 
rare; lo dtferisce cbi lo vuole ingiunto 
ahrui; lo riferisce cbi deferilo lo ri* 
torce; lo accetta cbi se lo assume; lo 
presta cbi di fatto giura. — Dalla pro* 
cedura passarono pure al. dialetto i 
termini francesi indicanti le specie dl 
giuramenii decisori, suppletori, estima* 
tori, manifestatori, Decisori se ^ sola 
prove nel merilo della lite; suppleiori 
se in sussidio d'altre prove ; estimatori 
se determina un danno; manifestatori 
se confenna la non esistenza di docu* 
menti. — S. 

Gids (in) agg. Figurataro., per Sustansa. 
Est ratio di cbe che sia. La parte su* 
slanziale^ essenziale, ec. fe propriaro. 
il Jus de'Latioi. 

Gavi el gios, o vero el sugh da un 
liber. Fame un estratUf, un sunio, — V. 

Giust (in) agg. Oram giusl. Pe' rapporti 
fisici, vaU Uomo intero, perfeUos che 



GNO ( 80 ) 

gli maocii uieote ed La ogni sua 



parte saaa. — V. 

Bf inga giust, fr. brians. Emioso, M* 
lenlalo. 

Gtustii (ill) agg. GiusU la bocca. V, Boc- 
ca i. q. G. 

Gitistlsia (in) agg. Fa giastisia^ per Giu- 
atixili. GUtsUziarej Far morire, Dar la 
morie per senteosa di giudici. — Y. 

Gloria [ Andk in ] (ad) agg. fe Bgurato. 
JLf'origioario iCDto h essere assuulo in 
cielo: 
In d^oa wt9c mtaiucriU gb^i la mtmoria 
Del di die tmx iaseonaa bio aodaa ia gloria. 
Porta, NovtUm^ tU 4. — - 8. 
* [Dio i'abbia id gloria] (in) agg. Si usa 
■ndie in modo quasi ironico, come 
dire: Dio gli perdooi; egli era pure il 
gran seccalore ; o simili signiiicati. — S. 

Cmilca y V. pav. piu cbe roil. Consolida 
maggiore, Sinjito, Erba cbe fa luogo i 
i'64si e simili luoghi ; ha fusto qua* 
drangoiare, foglie lanceolate pelose^ 
fieri a maxzetti. La negra raschiatara 
delta sua radice serve di ?escicaole, e 
usasi da' cootadiDi pelle luisaxioai 
(slramhadur), — Y. 

Guar, per Naso^ dicooo i Yalsass^ traeo* 
dolo da Nare. -. Y, 

Guiflju [Fli] (in) agg. Anniffare e An- 
niffarsi us6 Bruuelto Latini oel Pataff, 
per Jngrugnarsi^ Aggrondarsi. Da Hfiffh 
o Niffbf Grugno, Grifo del porco. —V* 

Goi» dicono in alcune parti del contado 
per Pettc&vra. V, nel Foe* (Quasi ma* 
lore del gnin a sia nin, nido, covacoio, 
per troppo decumbervi). 

Gnlo dicono anche alcuni contadini 
per Mai del groppone nei uolalili, V, 
8morbioe£i, sig. q.^, nel Voc, e c. ^, G. 

Gn^ccb (cVt), i.^sig.^ agg. Fioccli i goocch. 
Cascar il caciosui maccheroni? Omm 
Cb« speccia a (I el disok cbe 6occbi i gnoccb. 
Maggt, Su'l Biso^ p. 70. 
Uomo da poco^ scimttniio, — Y. 

Al 5.^ signif. agg. Yegnl el gnoccb 
in gola. Figuratam. Sentirsi un node, 
uoa stretta alia gola, per grande affli- 
siooe. — S. 

Ai 6.® signif. agg, Nome di que'ndc- 
cioli duri di terra cbe sono talora nel- 
Targilla cattiva o nella malta mal la- 
vorata, e die ipesso faono scoppiare 
i laierizj ancbe crudii e le iolouica- 
ture. 



GOM 

Guoccb [Yin] ... Yino grosso, color i to , 
di poco spirito e men sapore. — S. 

Questo ?ino ^ detio dal Magassini 
( CuUiv, tosc, p. ^5 ) Fine macckerone. 
«« II roosto non sia grosso, ma sotlile; 
allrimente sarebbe un vino maccberone 
e come incbioslro. m Ed ^ diverso dal 
Fin gniicch^ cosi detto percbi stent* 
a passare^ a digerirsi. — Y 

GncBuss. Yoce aotiquata. F, Gnoss nel 
Foe. — S. 

(j6d (in) agg, God e lassli god ... Far bnon 
pro di quel cbe ci piace^ e non tur- 
bare cbi facia altretanto per si; net 
qual senso diciamo ancbe: Yiv e lassa 
viv. — S. * 

Godron. T. d'Arcbltettura barocca. (Dal 
franc. Godron), Piega, Jncrespaiuraf; 
ornamento a crespe su i roodiglioniy 
ec. — Y. 

Godron .... Specie di Catrame cbe rimane 
dalla distillazione del carbon fossile 
[estratto il gas], e che serve ad iu* 
tonacar rouri, edifizi d^>aque, barcbe, 
legnaroi, ee,, a fine di preservar|i daU 
rumidilk. 

Goeiibb (in) a^, Goeubb pu nissun. Non 
altro^ Nttltaltro piii, 

[ Aveghela in del gceubb] (in) Agg; 
Averla nel cosceUo (*tosc). 

[D41ia in del gceubb] (in) agg, Servir 
nel CQScello, F. anche in S'cenoa nel 
Foe. 

Gcsubb [aggett. e mist.] (in) corr, ^s=iGom» 
hereUo =, in ess Gomberuto^ da Gom» 
bus (gobba) voce della bassa latinita. 
E = Bornioso = , in =:? Bovkoluto , 
cbe ba 6os«a o bozzo^ o bugno, cbe 
ba addosso, come dire, una cassetta 
da peccbie. -»- Y. 

[And^-gi6 gmubb] (in) agg, Spendere 
generosamentein cbe cbe sia^ per qual- 
aiasi fine I e per lo p'lik in vanlaggio 
altrui. — S. 

Goeiibba (a) nelk G. corr. ^= sig. 3.** =^ 
in fc= sig. 5.** — S. 

Gogh^lta [Tirk a]. Mare, MeUere su la 
mala via, 

G6gna, V. coot.y per Gognin. F» nel Foe, 

Golascia. F. Goriscia nel Foe, 

Gomma (in) agg, Fk gomma. Palire di 
riohicco, od orichicco, Dicesi degli aU 
beri di frutte da ndcciolo, come a dire 
susini, maudorlii pescbi^ ciriegii e si* 
inib. — Y. 



GOT (8 

Gommtt (in) ag^. FtguraUm. Dicesi io- 
clie di qualsiasi liquido che da ^aso o 
dd allro simile trasudi e si condensi 
iotoroo «1 luogo del tra5udaraeDto a 
guisa di gomoiay come, per mo* di dire, 
fa ii vino quaodo ne geme e trapeta 
da qualcbe sottiliasima fessara della 
boUe. — V. 

Gdndola. Foscolo ebbe qui piit ragione 
che Dou pare ali'Autore. Gdndola in* 
liiiti chiaraaoo su'i Lario ie harche 
elegaoli e da piacere cbe in tauti versi 
lo solcano, e per certo solcavaolo iio 
d'allora. — S. 

Gdra (in) agg. o Gola. El earapaoiii de 

la gola, locuz. con tad. UUgola. 

Gora pieoua. KGora grossa nel Voc, 

Tomii«su per gola; lo stesso che 

Vcgnl-sJi. y, in Vegni nel Fbc. — S. 

Gdra ... Nel coi\tado verso ii Comasco 
chiamauo cosi la Mondtglia di pule ed 
altro cbe si scdvera dal grano nel ven- 
lilarlo. — Forse Gdra da Gora^ Sgo- 
ri. Foiaiio. 

Gorgh. Mortice. — S. 

Gorgb ... Aqua profonda ed ampia p'lix 
del letlo ordinario d'uaa gora o d'uja 
iiume, grneralmente formalada una ca- 
scala delPaqua e a pid di quella. — S. 

Gorgiada e Sgorgiada, v. br. Tirata, Be' 
vuta, Quaoto si puo here in un (ialo, 
in un sol Iratlo. 1 Diz. della lingua 
lianno Gorgione per Chi beve e man- 
gia smodalamenle. — - V. 

Gorio (in) agg, Gorin de ferr ... II vinco 
cbe cresce sotf aqua afTaUo, e ricsce 
piu doro, peaante, corto, verdastro. 

Gdrlo, V. cont., per Gaslett. Gorlo de 
piant. Gruppo d'alherL 

Gorlo e i, ditnin, Gorlin e Gorlett^ v. br., 
per Gdmiiolo, Gomiiolino, — V. 

Goss (in), Q.° sig., agg, Clii g'ha el goss 
g*ba quejcoss ... Modo burlevole cbe 
dicesi a coosolazion de^ gozzuli. 

Nel 3.^ sig. agg, Mo fa goss. Sver* 
tare J Volar la veria^ Svesciofe, Dart a 
fuori, Dar fuori quel cbe si ha in cor- 
po. Dire alia galta gatta ; al pane pane. 
Parlar chiaroe liberamente lulto quello 
che si sa e si ba nell!animo. — V. 
Gdtt (f/i), i.° sijf., agg. Sempre signifies 
piccola quaolita. GoUo i Veneziani di* 
cono per Biccliiere, dal latino GhUus, 

-^' I 

Gdll de lampcdari, Pcrelte da lumiera, I 

roi. r. 



I ) GRA 

Golt de sangu. V, Gardinalilt nel Voc, 

Gdlta (i/i), i.^'sig., agg, I Dizionarj d(41a 
lingua regislrano la voce Goecia o GoC' 
ciola in senso figurato, 

I.** Per Cidndolo d'orecchiniy che non 
6 1' intern orecchino, ma una parte di 
esso, quella cbe pende ed ha forma di 
goecia, recata nel Vocab, niilan, in 
Gotta d\ora (Goccta agli orecchi); 

a.® [T. Arch.] per Ornamento che 
pende di sot to alia cimasa, ec. V, Gdtt, 
4" sig., nel Voc.\ 

3.^ [T. Milit.] per Munizione da ar* 
chibugi e pistole. — V. 

Gdila, *x? %\^^ [Gott« serenna] (m) agg, 
Amaui^si, Oscuramento della vista. 

Gdtia [La gotta Kh el maa di sciori] (i/i) 
agg, Mangi^ e bev ben, e sgari quand 
la veu ... Usiamo qnesto motto quasi 
in ossequio alia sua incurabilitli. — S« 

Golldn [Vegni-gio i] (m) agg, « Fare i 
lucciconi n (Thenar, Race, della Milla, 
p. 196). ^ V. 

Dicesi anche alio scappare delle pri« 
me grosse gocciole al principio d'un 
temporale. — S. 

Gozz [0 chiuso], per Goecia^ usollo il 
Mag^i, ed ^ vivo tuttora in Brianza. 
- V. 

Gradis^lla (1/1), i.** sig., agg, Slargk tutta 
la gradisella al rid. Rider forte e di 
cuore. — V. 

GramegnSitt e Gremegnalt. Chi incetta 
gramigna ne^ campi e la fornisce altnii 
per rinfrescar oavalti, ec, -^ S. 

Gramolent^ v. br. V, Groppolent nel Foe, 

Gran d'incens. F. Ci6d i. q, G., 2.° signif. 

Gr^n [per 31olto] (in) a del gran inverno 
agg. Diciamo anche: Del gran estaa. Nel 
cuor della state, ^^ Grdn si usa tra not 
anche a signiBcar moUitudioe di ci6 
cui esso e aggiunio: p. er^Gb'era di 
gran soldaa. C erano infiniti soldati, 
Gh'era de la gran. gent. Cera moltitw 
dine di persone, — S. 

Graulida. Granata, Projeltile nolo, quasi 
fuor d^uso, onde Granater, — S. 

Granheslia. Animate imaginario, (o forse 
TAIce) dalle cui unghie grandi pigliam- 
mo il detto: Ong de la granbeslia, 
cio^ iunghissime. — S. 

Gr2ind (in) agg. Grand come la honna 
Compagna. F. Compiigna i. q, G. 

Graii^tt (in) agg, Forse e da dirsi Crt. 
nello co'l i'aciolo,/^n7w., p. i8'i verso i 



GRA 



(8.) 



GRE 



ma il luogo mi pare oscuro , se nun ^1 
aoclie iDouco. 

Graoli (a) nelle G. ^gg^ Sank granii ... 
Suonar cosl spiccato, eguale e distinlo 
ftopra istniroenti da taslo o da plzzicOi 
cbe oota nou ne vada, non cbe peir- 
dula, n^ pure mcoo avverlita delle i^l- 
ira. — S. 

Gramo [Vets on granio de pever] (in) 
ogg, il rb^. dice aolunto grande di 
metttej vale ancbe, e piCi propriaroente, 
di cuore. Code il Berni, Orl, in, c. LI, 
a. 4^1 ebbv a dire: 

PcrrVog^i piccolcito h tempr* ardito. -* S. 

Giiinua {in)t 4.^ sig., agg, Pever m grao- 

na. F". pever nel Foe, — S. 
Grappill ({«) agg. Daon o^ grappell .^ 
Dare indigo certo di ci6 cbe fli vor* 
rebbe (ar indovinare. Yieoe da cid^: 
cbe UQ tale, iucontrato un compare con 
uu ceatello copcrlo, e cbiealogli cbe vi 
loue enlro, questi risposegli iS^tein* 
duvin^i, ten Jco on grappell ^ onde I'^al- 
tro non peo6 a indovioare cU'elPera 
uva. -in Su 
Grappell e Grappellio {in) agg, Figura- 
laiii. Piceai di faociulla vispa, di inetn* 
bra leggiadre, bene intagliale ed agili. 
— Yarda cbe bell grappellin d^oua to^a, 
come la balla graziosa! — Y, 
GrappelMnI, v. cout. ... Tuita grappoietti^ 
o grappolini, o grappolucci, o racimo- 
liixzi. — Del 1847 Tuga tui nott roncb 
Tera tMtta grappellenta ...A un di pretso, 
e CUga s'cianehella dei Gremonesi. 
Grappi. Yoce delle cotliere leccensi e la* 
rieu&i. AUegare^ diignolarc, Dicesi pro- 
priatn. delle olive. 

Se i oliT grappisten in masg, ec. V, 
in Oliva i. q* G. 
Gr^ss (in) ffgg. Di de gra^s. Giomo grasso. 
Maogik de grmas, BSangiar gratso f pa- 
sccrsi di carni d'animali a stngue cal- 
do. — S. 

Postee de grasa. y, Postee L 9. G, 
Graas. uggifftilo di Terrea. FeHihy Fe^ 

cokdo, ■— S. 
Grais de roat («) nelU G. agg. II suga 

rimasto delParroato. -^ S. 
Grliaaa {in) afg^ Intanta die la magre la 
fnoeur, la grassa la consuma ... Dicesi 
da cbi i piogue per farsi preferiliile 
a cbi e tnagro. 
Graila [Gratia cbe te gratia] {in) «g^. 
Ora, percbe ooa regislrate: Ma/igia 



die U mangiaf Corr che te corr^ Bev> 

cAe t€ bev^ Pensa che te pensa, e cosl 

ogni altro? La frase duoque da avver* 

tire ai^rebbe il Che te, il quale ci serve 

ad esprioiere as fatto fr^qnontativo.— S. 

Grattaa di varooul , Jr. bfimtM,, e sempti" 

cemente GraUaa. MmUerato, Cbi Jia la 

faccia tarlata da vajuolo. 

Grf Itacopp (Maggty Aime).Figural«iD. Cbi 

non va a fendo oelie cose, Che le vede 

cosl in superficie. — r Y^ 

Gratta-cuu (11) agg, u I CuraitacuU soncn 

i frutii della rosa caoina e della rosa 

collina m — ro9usa del coccS — (OtiaY. 

Targtooi-Tozsetti, hliu baton. II, 454> 

— Y. 

Gratlirono, n^sch. GrMu^na^ Grattur 

gino (Carena, Prontu, p. 347)* 
Grallcln (in) agg. In Briansa, figuratam., 
dicesi d'uomo oltreroodo butterato, che 
ba la iaccia tutti^ a buttert. — Y. 
Gratldu ••• Scopi^ niQlto usata, cbe b^ 
perdutOi la parte piegbevole e atla a 
scopare; ond'^ che coa esaa, ansi che 
ficopare, si frega e gratta. — Y. 
Grattoniida (in) agg, IlMagaioltiusa (rml- 
tonata in signif. identico di valore, ma 
per ispecie diversa d'oggetto nel § Uii* 
litfi del firuUo della palma, 
Gralilit.Einvalao ueldialetto in pi& casi: 
p. e., Post gratuit, Asserxtoo gratuita. 
Sedia che non si pagt^^ Asser%ione od 
Accusa mal fondata, — - S. 
Gravaloosc^U , v. c. „, PiccioU Vesptk 

crabroi Calabroncino. 
Griived (in) agg. Pari Tomas graved. V, 

Toroks t. q, G. 
Griizia (i/i), a.^ sig.^ tugg, De grazia. In 
grazia, Di graiia. Modo urbano quasi 
a scusarsi della ooja che si dk altnii 
interpellaudo. P. e.: De graxia, se va 
de cbi per andii al tejatter? II Qnmesa * 
dei Latini, il Prues degl'Inglesi, il 
S'il vous plait dei Frances!. — S . 
Grattd^a, aggetL d'^rba. F. i. q. G. 
Greroegndn o Grem^goa di canett .^ Sp. 
di vera gramigna^ pero a radice ser- 
peggiante, grossa tre voile tanto della 
radice delk gramigoa conimune, e roa* 
sastra. i assai infesta al grano. 
Grewmia (in) m^veiH, Perch^ Tacpia bol- 
leole non abbronsa, qon pud dalto 
Strinaiore luccliese deducsi cbe 5lrf- 
nato valga Abbronzalo, Gremmaa. — S. 
^ggt Maouxziy Dit., regiitra Slrinaio^ 



GfeO 



(83) 



GUA 



^r iCb« ha colore di con abbronzala 

dal sole. ^ V. 
Cr^ola (in) aweriu Noh si usa a ren- 

^re la psslo soda^ bensl dutiik. — S. 
Gr^ppia (ft) iieife G. «i|^. T. Mecati. OU- 

Grevasc. €?tm^ech. Dices! pi& dpesso 

d'uomo grassoccio e gt& Tecchiotlo, e 

tardo a rouoversi per il peso si del 

eorpo e si degli anni. — V. 

Griffio. De?ott de saot Griffin. Ladro* 

neiio. Voce affine a Sgrtfi^, SgrafGgni, 

ec. — S. 

GrigD&9 ec. (in) agg, Yoei a prcstanta 

dal dtaletto l>ergainasco. Ridere, Sog- 

ghigmwe^ Ghignare. -^ S. 

Grimii (a) neile G. agg, Cader oevischio. 

Grim^tl {m), sig. i.^, agg. 1 eootadini, e 

spectalm. que' di firiaota, chtarttano 

per tale agg«lti?o anclie la persona o- 

maoa cbe abbia sopradenti cosi fatli. 

GrimeMeot, Grimellos. BroccofO, Che ha 

broccbt, Broeeoio, — V. 
Grimelleola^Griniellosa. Dices! della seta, 
il cut fiio ttoo 6 tutto seguilamente 
eguale, loa che ha sd? vi di nioiti broc- 
cbi o grumi (grimej). — V. 
Griagrai («) agg, Strimpeltaiore, — S. 
Grioeik (in) agg, J^ del pari contadinesco j 
la voce eiltadina h Cucurucuu. — S. 
McMe Gride di Milaoo del seicento 
i Garigli delle noci sooo delti OaridH; 
i Greci» grecheggiando, chiamano Ka* 
ryon la uoce. — V. 
Grizaella ... Moroe del Kibes crespo e 
del Rtbes a grappoti, cio^ del Rtbes 
u»a crispa Lin. e del Ribes grosularia 
Lin. 
Gr6 {in) avitrti. Il Gr6 de Bfapoli ne ^ 
mna specie j v'i il Gr6 de Tour ( Ihurs)^ 
il Gr6 grin {grain), il Gr6 d'Afiich 
{d^Afiique), ec. — S. 
Grdoda (iif), !.• stg., ogg*. Avocatt de gnm- 
dB. V. Avocatt /. 7. G. 

In gronda. Sa I'orlo, In riva, Lungo 
lo slillicidro. — S. 

Tirass-8& heo ben sott aHa gronda. 
IHrmrsi rasenle i mari. Figuralam., di- 
ces! di chi cerca di non iasctarsi ve* 
dere da alcono di cui Toglia schiTare 
Fincontro. — V. 

Jwerti. Si di per tradazione, tra le 
attre, Grondaja, Qaesta parini versione 
di Grondanna, Seiiza cid sarebbe tnam- 
missibile il detlalo: Fvgir Vaqua sotto 



le grottdajCf nel suo sign IF. di Andnre 
incoulro ad uu danoo per voler cau- 
sa rio. — S. 
Grdpp (in) agg, Mangia grbpp. V, Man- 
giagrdpp. 1. q. G, 

Saldk a gropp. V, Groppi 1. q. G, 
GrtJpp [Fa i gropp] (in) agg, e corn, Chia- 
mano cosi non il metier fuori la spiga 
il riso^si bene I'averla^ come dicoiio 
i Briauzuoliy nel gozzo e prossima ad 
uscire, pigliando questo roodo dall'in- 
gh)ssarsi la parte superiore del cereale 
in fortna di bernOcchio per la spiga 
chevi si racchiude giii bella e fonnuta. 
— V. 
Grdpp {l9odo\ (m) ngg, Nel grant urcule 
{melgasc) sono i punti che inlersecano 
li intcmodj. 
Grdpp dc rdvera. FIguralam. Persona ro- 
busta e sanislima, qu»ndo non sia Irop- 
po grande e tarr.biala. *- S. 
Groppi Salda a gropp ... £ rinnire con 
fiioco e coo saldatura i lerabi della 
latta o d^altro metallo, dopo di nverii 
auocinali a gaocini^roastietlaU tra loro^ 
e spianali co 'I marlello. 
Grosstttiuiia in vece di Grossezzlna di* 
cono i Muraton, ec,, per Ogoi cosa die 
soppoogouo a travii ec, per ridurli a 
debita altezza. 
Gruj, V. cotiu, per Cr6j. y. nel Koc, 
Guaa. Gttado. Luogo nel fiume di poc'a* 
qua, per cui si puo passare seuza barca. 
Per Passo qualunque; onde 

L*uUem guaa. L'eslreino passo^Uul* 
tirha parlitn. — V, 
Guaa. Tine o Teuc in guna ... Parmi si 
dica per lo meno anche del turcliino; 
o sia piuttosto il modo di tigoere, che 
la qualilk delta titila. — S. 
Gu.Ha (a) netlc G. agg, Malore del fru- 
mcnta, per rui divenia guastoe marcio. 

^^^ Rtigine o Rubigihe h quel malore tictlft 
Itiade che out rbMfnium Munint^ — Filigiht *» 
Vstihgine qoello die dkiamu Carho/if f«r queilo 
il grjDo divieo ii«Torome fnsM brorlalOyVviriMlve 
t«t«u * CO* eum U Ipift io mm folv«t« ncris* 
•una. "• Mel Gmmm il graaello ci rinMBe con la sua 
liuctia, Ota pfcno di ana puUere narci^ in trece 
di Farina. — > Nclla l&amna le t^lie> b tfigSi it 
gatnlio o calnM li roprf«o 4^vim% p«lt«re fONwllo* 
M , gialU • rouicciiy e il f ranello vieat alralo • 
rogoM. — V. 

GnSida (w), 1 * sig., agg. t pur Toce de' 

Lariensi. f", in Monti, Vec, Com, 
Guadtign {in) rfcg. Fa t:l guadagn che ha 



GUA ( 

ftta i Franzes io Mosca ... Pcrdere in 
luo^o di civantare. 

Melt 00 lerren a guadago, m. br. ^ 
Jo stesso die Mettel in cavada ( V^ in 
Gavada nel ybc), cio^, d'ioculto, o 
mal cultivalo ciie era^ recarlo, medianie 
boon lavoreccio e sctLSSi e roolto conci- 
ine, a rendere copioso frutto {majoi'e 
cum Joetiore), — V. 
Guaot {in) agg. 

Neile patii = ... Dotso == ... Pal* 
ma = .•• QuadreUi (* lose. Careua, 
Pronta, p. ag). 

Guant ordeoari, Guanii corti (* lose. 
ivt)» 

Guaot de lattee (m) agg. MoncJdni 
(• tosc. ivi), 

Guanl longh (//f) agg, Guanii lunghi 
(* lose. ivi). 

Gqaul senza did (m) agg. Miltene 
(* lose. ivi). 
Guardk (in) agg. Guardat Gudrdet! Ba- 
da! Avverlil RiUralil — S. 

Guarda ben! Guaia Ul, Bada bene I 
r- S. 

Senza gnanca di: guarda cbe le doo ... 
Dicesi d'iugiuria, o di danno inopiua- 
tameule arrecatoci. — S. 

Guarda el ciel cbe, ec, Mai non ac- 
cada che^ «£.; e conliene quasi un la- 
mento. — S. 

Gudrdem mi. Te ne sto io maUe- 

vadorty Tc ne guarenlisco io ^ Te ne 

do io skurtii^ Fa'sicuramente sopra di 

me^ ec. Ha seoso equivoco, e s'usa 

scberzando: p. e., Sel te paga minga 

lUy guardein mi. — L'h on aflari de 

lassa minga scappa; se 16 gbe gioulel, 

guardem mi. — > V. 

G uardamicilj, v. a., cioh Coraroi d'oro. 

Guardiss (in) agg. Guardass iudree ... Con- 

siderare cbi sta peggio di noi per fas- 

segnarsi ai nostri roali. — S. 

Guarnli (in) agg. Goaro^-?ia. Guai-dare, 

in sigoif. di Cuslodirej Setvare, Con* 

seivare. ^^ \. 

Per Nasi:ondere, Occultare, Riporre: 
p. e.y Gudroa-via subet quel corlell ; 
cbe se te catten, pover li. Nascondiy 
Riponi sAbilo quel colteUo ; ch^, se ti 
colgono ton tsso indosso^ guai a le/, 
pover a te! — V. 
Guaruka. Guardatp, Biposio , Messo in 
serbo.fAA guaruaa. Mal cuslodilo, Non 
riposto bene a sahamenlo. — V. 



84) GUA 

ky& sou quajcoss de real gaarnaa ..* 
Propriam. Avert alcun che soUo ii btac* 
cio tnal coperto dalVabitos Avere una 
soffogg^aia. Ma non s'usa cbe parlaado 
del Irafugar cose di mal acquislo^ o 
di sinistra proVenienza, o nel senso di 
covar Dell'animo ana biasimevole asio* 
ne. — V. 
Guaroascioe£i (in) agg. Andi ancaai6 io 
guarnascioeuy Porla ancam6 el guarna- 
tciceu ... Dicesi de' fanciuUini cbe non 
banno per anco cominciato a portar i 
calzoncini, con cbe danno segno di 
uscire da bambino. — Figuralam., dicesi 
di cbi h ancora bambino di esperitrnza, 
di giudizioi di sapere, se bene, quaiito 
all'et&i abbia giii toccbi ed anco passati 
H anni della discrezione: Non aver un-, 
cora rasciuUi li ocehi, Ave/^e il Ltile 
alia bocca ( Tett^ ancam6 ). Aver p»9- 
sala la piTerizia, senxa aver dismesse 
le puerilil^. — >> V. 
Guarnazz, mascb., e Guamasza^ fen*.. 
Presi^cosl assolutameoley vagliono a' 
firianz. Fernaccia, V. Annoiaz. al Di* 
tirambo del Redi, dove 6 citata una 
carta pecora « nella quale son quest i 
nomi di uve: cum optima guamaccia el 
tribbiano, — V. 
Guarnazzoeura (in) corr. t= o Guarnaz* 
zoeula. E quesla propriam. una specie 
di vino delicalo e dolce, fatlo d'uva 
guamazza. Nota cbe nelle Tecchie scrit- 
ture d'aftitto si trova bene sptsso im- 
posto alP anittajuolo il peso di lante 
brente di guarnazzdla da pagarsi al Io* 
cat ore, — V. 
Guarndri (//{), dopo mobili, agg, Arma* 
dib in muro (* lose. Careoa, Pronlu^ 
p. ao3). 
Guarnizidb (in), i.° lig., agg. Cbiamasi 
ancbe queirOrnamento e accouvpagoa* 
mento di verdure od altro cbe meltono 
i cuocbi inlorno ad alcuoi camaogiafi. 
— S. 
Gulisl , sust. Dh el guast. Devastare, e, 
8cberzosam«4 Mangiare con grande ap- 
pelitoy spareccbiandoy spazzando cosi 
la mensa. — S. 
Gttikst, soUintesovi Oram. Botio^ Ernioipf 

Crepato. — V. 
Gu^st. T. d^Agr. Arrabbiaticcio, Malatfa 
delle biade cbe arrabbiano^ cio^, cbe 
si seccano avanti tempo, prima di nia- 
turare il cbicco. — Onde la fraseC'appa 



QUO ( 85 ) 

tl gUasl. Arnabbiare, ec. — Dicesl pur 
del terreoo^ e iu queslo seDSO V. Gua- 
stiss i. q, G. 

Guastiiss (in) agg. Jirahbiat-e, diceti di 
terreno cbe |>igli« rarrahbialiccio, ciod, 
che insterilisce per essere stato lavorato 
qunod'era molle o gelato. — V, 

Gudast e Gudaaza , v. hr., per Guidfzz 
« Guidazza. K net Fac. -^ V. 

Gu^glia. r. Gu^ja net Voc. 

Guerra (in) ngg. A guerra (ioida. Alia 
Jin dd conio $ Finiio^ o conchiu$o Vaf- 
fare: p. e., A goerra fiuida, la veda- 
remm. Sapremo come la sard andtUa^ 
qual esito avrd avuio, — V. 

Yk la guerra. Figaratam. Fare la 
guerra (Caro, IML ined. I^ 177)* Con- 
trail are. Fur contro, A v versa re. 

Gugella. DoDoa, o dofizella, o giovinetlff 
lunga e dolliU. Spilangonas Spertica- 
iellaj Pcrlicona. Dicesi anche di lunga 
e scariia cavalcalura, -^ S. 

Cugella. T. d'Agric. La Plnmula dei Bo- 
tanici. Pinto. £ Sgiigplld ^ lo Sguai- 
Darsi della detla Plumula, che e il com- 
plesso delle foglioline del grano appena 
uscite liior della semeiile germogliata. 

Gugella. T. delhi Pitt. Jgugelia. Punle- 
ntolo di foiTO, o altro simile struroenio 
appuQtato, propriam. Catto per grattare 
i dipiDti. — V. 

G(kggia (in) agg, Tegnl sui gucc. P^alc 
quanta Tegul su la cprda. p^. in Corda 
nel Voc. — S. 

yes5 quel die fa el cuu ai guro ... 
Dicono scheraevolmente i Briatuuoli 
di clii presumf) di s^ plu che non 
coroportano le forze e capacita del spo 
ingegoo. Aifacciarsela vie su, vie su. 
Essere un Tullesalle , an Salamistro , 
un Setfacenda, — V. 

Gtiggia de cusi (in) agg. Per Gbma. 

Guggirfle6 (in), 1.^ sig.^ agg, FiguralaiQ., 
dicesi di camerioo luugo e strelto , il 
quale diciaioo anche Busecchio. Bugi- 
gaitolo. — S. 

^ guggirotu. J. bielia , A cugno, A 
mo' d^agajuolOf cioe^Che coniincia lar- 
go daU'uD de'capi e va gradalameote 



GUZ 

stremandosi Bno alPaltro. P.e., t cofi<* 
trajceu, o i pianoeti de quell ronchctt 
me vegnen dice a guggiroeu./r/ andmn* 
cini, o ripiani di quel poggetio mi vcH' 
gono, mi riescono tuUi a cugno^ a veu' 
taglio. — V. 

Guggiroeu dicono i Falegnami ddVA, coH* 
tado mill quell'Asse larga dapiedeche, 
rastreiuata, Gnisce sirella da capo per 
•ervirsene a compiere una impalcalura 
nei vani d^uoa slan^a nou ben riqua* 
drata nelle p-.reti, le quali faciaoo ci^ 
che qui sotto. 

Fa guggiroeu. T. de' Murat. ^. Far 
adgolo soUo squadra o sopra squndra | 
riuscir fuori di squadra la riquadratura 
di due o pi6 muri o pHreli. 

Guida. Guida, Uoroo pralico dei looghi, 
che i viaggiatori piglii^iio sero per npn 
errare il caroroino od averoe ajuto ne' 
passi difBcili. «- S. 

E pur quel soldalo, o guardia di Fi- 
naiiaay cbe, famigliare de' sentieri, in-* 
diriaza li altri su per i inoati o per 
istrade mal note. 

Guid de , ferr -. Quelle spranghe di ferrv 
su le quali scorrono i con?ogli oclle 
ferroviei dagli luglesi c da^Fraocesi 
delte Rails. -^ S. 

Guisa (a) nelle G. agg. L*6 pu io guisa 
de vede, ec.i^ sporco, A matconcio^ e 
simili. jt una comiHissione d vederh » 
J^ una compassione il faUo suo. — S. 

Guli6ll o Gugli6tt — Nome di ctascuna 
delle quattro guglie piuUoslo tozze e 
massicce cbe mettooo in mezzo la Gii" 
glia maggiore del onstro Duorao. 

Gusa -( Voci lariensi. F". Gbis^la e 

Gus^lta ( Usellna iti Monti, Foe, Co4n. 

Gussa. Sgttscioj s\)ri» disigoma coo cava. 
— S. 

Guss6Ii, V, a. Dai. Dai. Merc, per Gus- 
s^ll de cavaler. F, nel Foe, in G«.«- 

SKTTA. 

Gust [de tnatt] (in) avverti.^^X i.** signlf. 
diciaroo seroplicem. Gust matt, — G/if I 
de matt dicesi del divertimento che Ia^ 
Ittoo si prende a nojare altrui. — S, 

Guzi^tla. F. Guselta qui sopra. 



tMB 



(66) 



iM 



Idda. Per Giadiih^ Pit^yt: p, t^klen^ 
a tnia iddn; A \dH del tsl. A tao, a mio 
parerei A purer dd tale, — V. 

IgnSi ... Nei dintorni di Saronno equmle 
a Da parte. Fattigolil Tirati da parte. 
Mett igok. Metier^ in terbo, 

Ign6ga (in) ngg. Voce conladinesta; cosl 
lloga, — S. 

Ignori. Idiotismo cotnmunissifno. DUi- 
mulare, Faiv lo gfUnri^ Fare U nesdo. 
— S. 

Imbagaggik. imbugagfiar le hfbe. Far le 
btihe. Far bagaglio deUt robe. 

I ntbagftggik*?ia. Avvinre , AvviotiOla- 
re. Dicesi scbertosam. per Mettere al- 
triii in vetiura e avviare a suo viaggio. 

ImfoagoggiSi , « con pih foi%a lanbagog- 
gia«sii. Sovrempiere le tasche^ le saC' 
cocce (bagogg). — V. 

Itiibagoggika. Tutio saetke? Tutto iac- 
caje. Che ha piene di roba le saccocce. 

Iinbagoggiass»si!i. Empiefsi le tosche a n- 
bocco, iMascarsi sovra misura, Insac- 
cocdarsl a bizeffk, Riniepparsi le sac* 
cocce, — V. 

Imbanck i vall.T. Idranl. ... Costruiredi 
distanza iu dlstaoza con inacigni, travi 
e calcina a Iraverso i letli dei torrenti 
chiQse o levate per frenare rimpeto e 
la ruina detle aqtie in occasiooe di 
picne. f Iratti che sono da una traversa 
all' altra forroano quasi ahretnnti ban« 
chi, donde il Terbo Imbanccu SI falte 
traverse o chiuse ooi le chiamiaroo con 
hella metafora ancbe BrigHe (Brij); e 
di qui Imbrid i vall^ che vale il inu- 
desimo. — V, 

IinbasofHass. JUmpinxarsi di mitiestra^ o 
simile; da Basoffia, gt9inde Scodelk di 
che cbe sia. — S. 

Iinbazzass. T. di Giaoco. Net!' ombre spa- 
gnuole vuol dire fare una maoo (ba^ta) 
quando non se n'ba aneora. — 8. 

Imbeccass. Imbeccarsl, — S. 

Imbiacckda^ sust. f. Mano di biacca, 
VtkT pussee ona mala sUiccada che 
ona bonna imbiaccada ... Prov. com- 
mune tra i Palegnami^ rinverniciatori 
e simili arllgiani, co 'I quale yogliono 



ligoificitt cbe rimbiAcetr legoaiiti teo^ 
n prima aluccarli i un perdere mtxzik 
la spesa dcUMmbttccatura, cbe riefce 
roal durevole. 

Iihbirltot (ih) agg. o piattotto corr. = 
linbtrleot, da Birio, e il svo sinonimO 
Imborlenty da BoHo , sono usaii da' 
Briaotooli aggeflivam. per i*ondo, it/- 
iondot Sfericoy Circolare, Tondeggiau" 
Af, ^c; non mai in sen so, cb'io sapin; 
di ydrticoso, Cbe s'aggira, Cb« fa vor- 
tice. L' essere per6 cbe cbe sia imbii-' 
lentf o imbortent^ lo fa eziandi'o esser 
piii atto e piil facile ad aggtrarsi^ a vol- 
teggiare, ec. — V. 

ImbiroU. SinontmO di Imbirorl. V. net 
P'oe. — S. 

Imbocci. Detto id genere di quanio en* 
tra in buco a ci6 destinato : p. e. , Inw 
bocck la ciav de l^uss (o piutlosto Im- 
bocc2i cont hi ciav el bus de la sam- 
dura). Ihcontrar Con la chiave la fei< 
ritoja delln toppa. — S. 

Imbocck. T. de'Fom. ... Imbocck la borci 
de la fomas ... ftabboccar di legne la 
bocca della fomace. 

tmboccadiira [Av^h bonna]. Figuraiam. 
e scberzevolm., vale Mangier molto, 
^sere buon mangiatore, ec. — S. 

Imbocchetti. T. de'Fabrifer. ... Raccnm* 
{Tiandare in una toppa lo scudelto spa- 
staio, o fare cbe la toppa sposlafa in- 
Contri megUolo scudelto onde la chiave 
calzt bene e la serratura gioocbi a 
dovere, 

Imbctfusma (in) avperU, Vho per voce 
scorretla. II MiUoese non mette Vasa 
che nelle sillabe accentate, nelle altre 
1*0. Cosl FItaliano pone Vuo dove c'^ 
accenio, altrove To soltanto. Lo Spa- 
gnuolo del pari pone ne su le sillabe 
accentate. — S. 

Imboglia. Cbe ba le bove ai ptedi; e, fi- 
guraiam., Impedicato,ImpastojatOj Che 
non po6camminare spedilamente. — V. 

Irobogadiira, sust. f. ... L^atto di metier 
le l>ove a'pi^ dei carcerali^e, anticam.j 
ancbe le pasloje alle bestie. 

Imboni (in), sig. i.", agg. Dices! special- 



IMP ( 8 

mcDle di botii nuove, ove si roelta il 
|iriino vinOf cbe^ iinbevendo 1« pareti 
iiuof e, rende la hotte bpooa pe '1 vino 
che vi eDlr«r& poi. -— S. 

Feriiiiiuire J parlando di terre*— >S. 

Iniboridnl. f^. Imbirl^ot L q, G, 

}iiibos€as5 ... Farsi boscoto un terreno; 
Aia reDdendosi fitio tin bosco^ cbe k be* 
111*; tia iagotubrandosi caoipo od altro, 
cbe e poi oaale. — S. 

)mbr6j. Imbroglio, ifi/rrjgo. t— S* 

Imbrug^ ... Dicesi deH'aqqa con che I'ir- 
rigaoo i canipi^ quaudo* per essere 
acarsa, nqn U bagna ^ siiffkien%a,-^y. 

Jinliuscurass, v. di Qbiaradadda. Dimen* 
iifoivi. — p. 

Iiiibussola .^Guernire di bdccpleil inoiso 
d'uua ruola. — 8. 

Imbuza ... Fidare travi e simili {Borr) alia 
Buza. r. nelie G. at Foe. — S. 

Iinmanega {ad) neUe G. agg. Meltpr^ il 
numico a quabiasi uroeae: coltello, van* 
ga, ec. — S. 

(riimaozi ... Aodare al loro, Essere moD* 
Ula (la vacca) dal loro. 

Iininassimiss. Figcarsi in capo una mas* 
sima. Feniiarsi nelPumore, oella fan* 
taa/a uo'id^, una persuasiooe^ si che 
vi meUa profoode radici. — Y. 

Imroatti (in) agg, Penoi' moilo a fare una 
cosa. — S. 

Fa immaui vun, Dar uoja, mofestia^ 
hriga ad uno^ Molesiarlo, Nojarlo, Gra* 
iHuio, Tribolarlo, — V. 

Inimolla. T. de'Murat. Spargere di ce* 
mento (tnolta), Cement4ire, ec. — S. 

Immaltare. Coprire ibe cbe sia d'u- 
no tlrato q croata di fango ( mal(a ) > 
p di argilla, e simili. u £ssendo noi 
c'ostretli a nmrnre ne^ tempi — freddi , 
si pu6 oTfiare al daouo de' ghiaceiati 
coil lo iminallare e incroslare di crela 
e di (ango la muragUa m (Maggi^ For* 
lific. 89). — V. 

Iinmolliida ... Una mano di malla data 
a una muriccii, ec. 

Immoral} Iroinoralit&a. Immoralej Immo* 
ralilfu — S. 

Immotriliss (ad) agg. Imbuzzire,Farbuizo 
(ad alcuno), Far li occhi grossly Star 
grosso ad ... — V. 

Impadroniss (ad) agg, Impadronlss d'ona 
materia, e simili, Jppantr bene cbe cbe 
sia, Informarsene bene, — : S. 

luipajada. T. dc' Forn. PogUala. 



7 ) IMP 

Impajada de quatla ... La pagliala 
luuga e itrella. 

Impajada de imroaDtella ... La pa* 
gliata (e questa aocbe doq di pagba, 
ma di frascali, caoDOy ec.) alta» sAretia 
e quasi riquadrata. 

Impajass (ad) nelie G, agg, Impagfiarsi. 
(Manuzzi^ Diz,), — V. 

Iiiipahascii. /Ve^ c/e/>/a/fVo d'Impalla. Im'» 
brodolaret JatbelleUare, hizavaidare* 
-r V. 

Impallasciaa, la^avardato, Imaccheralo^ 
InfardalOjt Jmafardalo, — • Y. 

Im paltasci^ss. Inzavardarsi^ Inumcherar^ 
sit Inzafardarsi^ Imbellettarsi, Jmpia^ 
stricciarsi di fango liqiiido. Empiersi 
tutto di sprazxi, di scbizzi motosi ^ dt 
iango. Ammelmarsif lavolgersi nella 
mohna, nella mota. — Y. 

Impanul, v. br. ... Asciugarsi i panni lini 
piii la di inecio, ma noii del tutto i 
£sser6 uu po' uroide.lli ancora. In que* 
ato stato si distendooo, si atirano e si 
piagano piu f»cilmeute cbe non quaodo 
sono troppo asciutti. -^ Y. 

Impauuii .*. CosI cbiamano le Stiratore 
brianlde i panui lini non ancora afiatlQ 
rasciuttiy pronunciaodo per6 queste 
voci con un' n sola. L' Impanli delle 
briaozuole equivale u\V ImpassU delle 
cittadine, — V. 

Impasciugass. CarrUponde ad Impolti* 
sciass. V. i, q, G. 

Iinpassl (ad)^ 3." sig., agg, a Ammencire, 
Divenir mencio, effetto deirumidit^ m 
(Tominasdo). — Y. 

Impast^ (ad) agg, Impastli la molta. T« 
de' Forn. T. in M61la i. q, G, 

Impaslaa (ad), sig. a.^ agg, Iropastia de 
rabbia, de flemma^ ec. Iracondo, Flem* 
maiico, ec, al sommo grado. — S. 

Impazieotli (iu) nota biKsarria : che Impa^ 
zientd, non reciproco , non si usa in 
questo senso cbe all'infioilivo dopo il 
verbo F^, In qgni altro cato h reci- 
proco. — S. 

Impeduzza .^ Fare il peduccio alle volte, 
ai voUini. 

Impugn (in) agg, Affari d'impegn. Jjffare 
motlo serio, Affar grave, dimporlanza* 
— Y. 

IToBuss rimpegn] (in) agg, •• Prcn- 
dere Timpegno *t (Tommasdo). — V. 

Impellizzaddr. Impialhcciatore, — S. 

linpcraldr. II quarto dei taroccbi. — S. 



IMP 



(88) 



INA 



lrrTper»lrlz. I( tcrzo det tarocchi. — S. 

U»f€r f^ii (in) agg, Resta imp«rfeU ... Tro- 
varsi manco die cbe sia; Difeltare ii|, 
o Hi che che sia. 

EI restart miaga imperfett ... Non 
istark da me cb'elta noo na servita il 
dovere. 

ImptSri. Imp^ro, Imperio, — S. 

Impm^ikl (in), sig. i.°, coir. = Noo 6 sol* 
tanio dei tarocchi. At tresctle k di tre 
earle, maocando il cavalia; all' ombre 
^ pt>r di tre, mancando la dama. — S. 

Impero (in) agg, ... Fare imperioso, ec. <— S. 

Impeaaa [Figuratam.] (in) agg, RiUo e 
iiutv delia personaj ed anche per Trop^ 
po contegnoso nei modi. — 8. 

Impezz^ on fond, o Impezz&ss. Riqua^ 
drare, jirrotondare, o Compire un /er- 
reno, acquistando frazioni alligue o cir- 
eondate dal lerrenostpsso. Osi angnlus 
iHe ProximuSt cc. d'Orazio. — S. 

linpi^nt. Ordinamento f Oiganitzazione , 
come dicono, d'un OfBcio, d'uo lavoro^ 
ec. — S. 

|mpicc& (ad) agg. questo modo: Se dk 
femp aocb a quij cbe s'Impicca . . . 
Cost rlspondono coloro cbe^ pressati 
a far che cbe sia, domandano uo po^ 
di agio, un' po' di fialo. — V. 

Usaao ad ogni tratto i contad. hriati- 
l^i questo verbo per Fntricare^ Impli' 
cartf jivviluppare , Ravvolgere confu- 
samente insleme due o piu cose al cbe 
DC Yenga un viluppo dilBcilmentc estri- 
rabile. — £ cosi , come nota ma non 
ipiega il Fbcab, a p. aS del Vol. 11, 
usano Despicca per dire il contrario: 
■). e., Varda \k quella vacca che la s'^ 
impiccada coi corni dent in quij \indr- 
l)o!, vae despkchela. Ve^ld quella vac* 
ca che la s'i intricata con le coma in 
fra quelle vilalbe, ua'e districala, va* 
r le disviluppa l^ coma» — V. 

linpicc&a [ L' ]. II la ® dei tarocchi. — * S. 

Impregii (in) agg. Impiegi danee. Allogar 
denaro afruUo^ sia prestando,sia coro« 
perando, sia ec. — S. 

|mpigni,o Mell in pigna. Ammonticchiare, 

l:npign^.'i^ o Miss in ptgna. Ammontato, 
Amtnonticchiato . 

Impiombua a mazzelta. Impiomhato a 

mazzuoh. 
Impoltisri^. ImpiastHcciare^ Inlridere di 

cosa tenera e sozza. 
Impoltiscihss. Impacucchiarsi, Impacciu* 



carsiy Intiideni di alcuna cosa lorda e 
tcDcra come pohiglia ^ Inza/ardarsi. 
— V. 

Impostli. Impegnare , Accaparrare uno 
pcrch^ fucia cosa a nostro modo: p. e., 
To impost! per Tegni a disni a ci mia 
domenega. — S. 

Impozzi. Fit impozzli ona sidella • . . 
Agitar fune e secchio per modo , ohe 
questo si obliqui nell'aqua ^llorch^ ve 
u'ha penuria net pozzo o nella cisterna, 
ftd oggetto di attingeroe quanta piii sia 
possibile. 

Impozzlia. Figanitam., per Aeno^ Slop*' 
patOf Jmbarrazuiio : 

per i fumm del Tentricol impoua* 
Adess roe teot de bell 
A ruroeg^ el cerTell { 
Me va inlorna la tuU. 

Maggif Inttrm. delPfy^csnd, 
p. ,66. — V. 

fmpregnk. Impregnate^ bassam., per //!• 
grauidare. — S. 

I cent, brianz. come usano Bgurataii*. 
Impregn^ per Implicare, Avi^iluppat'e 
due o piCi cose insieme si cbe se ne 
formi un aggrupp»merito^ tin viluppo 
quasi inestricabiie) cosi dicono Despre* 
gna per Disnodare^ Disviluppare, Distri* 
carej Idberare, — V. 

Impreniudii (in) si osservi: Pare Tenga 
dal latino Permulai*e in, cio^. Far cam- 
bio, o mutaoza d' una cosa in, o c<in 
un'altra. E veramente chi prende in 
presto denari, grano, farina e cose si 
faite, Delia restitutione muta le cose 
prcse a prestanza in altre della mede- 
si ma specie, ma non identicbe. -— V. 

Imprest^ [Chi impresta^ec] (in) agjg.Berni 
(nel Son. Cancheri e heccafichi magri 

• arrosio, v. 6) disse in senso alfiue a 
quest i : 
E dare ad allri per avere a avere. — S. 

ImpugnadCira (in) (ogli c=3 Resta, se di 
lancia =. La Resta d un appoggio fisso 
del calcio della lancia contro la per* 
suna, e fa parte delParmatura. — S. 

Inalberhss. Metlersi in aliarme, in sospet* 

to. — S. 
Inamoria (soHo), dove riice t=r g*han bus 
i man c=, leggasi in ifece t= g^ ban i 
man bus. 
lu&nz (ad) agg. Mandn^ o Vorik inanz on 
lavordri,Ci% Progrcdif-e in tin lavor0,vc, 
— S. 



LNC 



(89) 



INC 



liiarcliefta. inarcocchiare, Dar U forma, 
la pieg* d'archelto. — V. 

InarcbetUa ... Piegato ad arco, o ad ar* 
chetto, e indarito in quclla piega. — Y. 

luarchetliss ... Pigliara la forma o la piega 
d'archettOy e iodurirsi, intiriztire e ir- 
rigidire in qveHa fll clie perda aflalto 
I'arrendeToIezza. — V. 

Iiicambiida , ehe altri dicono Camisida. 
T. de'Forn. Incamidataf SoixW rive* 
alilura di malloni cbe si fa su le pa- 
reti interne della fomace. 

locanallia e IncaneUa. A^U, di C6pp. 
r. in Cdpp I. g. G. 

Iiicaueslrlia. T. dei TratU di seta — ... 
Diceti dei fili o capi deila seta , che , 
per difelio di torta o incrocicchiamen- 
to, vanno su *i naspo accoppiati e dod 
lorti. — V. 

locaneslr&da ... Dicesi delta seta quando, 
per difelto delle stelle che conducono 
il lavoro dal rocchelto e dalla bacchelta 
partilrice dei lili {va-C'ven), questi van- 
no accavallati su 'I naspino. «— V. 

liicint (iit)^8ig. 1.**, agg.lncantOj Ciubilo, 
«c.£l sonna che I'e on tucuoLSuonache 
e 9ina meruviglia Ufatto suo, — S. 

Ij9 va d'iiicant^ La sla d'incaot. m La 
cosa sla d'incanib » (G. Giusti, / Disc, 
€lie con*^, — V. 

lucantass. Figurataro.^ dicesi del Fermarsi, 
o Rallenlarsi un ordigno qualsiasi per 
qiialche difetlo. — S. 

Iiicapella (ad) agg, Dicesi pure di vino 
nuovo cbe si metU con altro per em- 
pire la botte; ed in senso aflioe aoche 
d'altri liquidi. — S. 

Iiicartonent. Lo siesso che Incarton&a. K 
nei Voc. — S. 

lucssellli. T. de' Bacaj. Par le eapanmicce 
(i easell, come le dicono i Brianzuoli) 
ai bacbi da seta quando s' infrascano, 
— V. 

IficaselUa. Partic. pass* da Incaselllb. 

Incassadiira. T. de' Trombaj ... Ingrossa* 
mentoconico di alcune parii della Can* 
na, dove siano allogate Animelle (Val* 
vo4e). Biccicuco (Carena, Prontu, par. 11, 
p. 507). 

lucassetta ...Foderare con asse riquadrate 
untrave per ricopriroe le disuguaglian* 
ze. Fare i casseitoni a on trave. 

Iiicaster {ad) avverti,z=zDobbiera k quello 
propriam. che per sua ampiezza con* 
sta di due porte separate fra loro da uno 
Vol V. 



Stiif, Le sue parti sooo: Soeuja. So^ia 
trsSliv. Stipiie s=z SpuW. Spalle=zl] i^ce- 
ra o Porta o Paradora, Porta o Para* 
toja = Capell. Cappelh. — S. 

Tir2i*s& Tiocaster. Figuratam. , vale 
il raedesimo che Slargii la man (f^. nel 
ybc.). Dare a man larga, — V. 

(ncavalla ... I Sarti e le donne brianzuole 
dicono cost il cucire insieme le due 
parti costltuenii un pajo di calzoni. 
Ntfl Fhc. itaL abbiamo una frase af- 
iine, ma con qualche diversitli di id^a, 
nel 3feUere a cavallo una spada^ o si- 
mile, degli Spadaj e di altri artigiani. 

locaviggiftda [ad) nelle G., dope i versi, 
agg, Porisi,Recors n Soa E^zellenta Ca* 
viggion'a, 

Incdns (in) agg. Incens in granna. Lagri* 
me d'invenso, 

GrAn d'ioceos. F. Ci6d «. q. G., a.* 
sign if. 

locilta {ad) agg. o Inz^lta, v. br. ... Com* 
pera in graude di mercanz{e da riven* 
tlere. — V. 

InzettSi e Fk inzetfa (in) agg. Usasi 
anchc per Far monopoUo, Far ammasso 
d'una derrala per essere solo a riveu- 
derla. — V. 

iiicia. Invidia, voce plebda: 

Seva io Mmina Is I'nda de Milan. 

Porta, MarchioHH^ at. S. — S. 

luciapellli. T. de'Fom. F, in Cdpp 1. q. G. 
luciava. T. dc'Forn. F. in Copp i. q. G. 
InciavellJi. Assicurare con cavfglie. Inca* 

vigiiare ? — S. 
InciQcchI e Inciocchlss ... Dicono in va- 

rie parti del contado, e specialm. verso 

il Comasco, parlando di terrene che 

s'abbeveri d'aqua o pioggia smodala- 

mente. 
Inciocchlss. Figuralam., in quel senso che 

Dante disse : Luci inebriate delpiangere 

{Inf. c. XXIX, V. a). — V. 
lucioJa (in) agg. Salza d'inciod. Jcciugata 

(* lose. Carena, Prontu. p. 4^o). 
Inciodii Tauima a vun ... Occidere con 

colpo di collello, o simili. Occidere a 

ghiado? — S. 
Inciodad6ra {in) agg. ... II ponto d'un la* 

voro qualuoque di metallo ove si vede 

la chiovatura. 
Incocor&a ,.. Pari, di frumento, intendesi 

propriam. di quello in cui non cresce 

a dovere il culmo della pagliuca e che 

si rimane bassoi e con la spiga t:onie 

12 



ING ( 90 

strozitttA t>^ t^ Dodello di cima e la fo- 
glia vaginale inereote. £ cosi 
Tncocorliss , del fallo aim, 
iacasik [IncoBU TOtt] (in) agg. Incoaii quJD* 
ddSy I0COB& 00 mes, Tnccsii 00 auo^ e 
gimilt. Valgono si pc'l fuluro, come 
pe 'I passato. Oggi a quindioi^ Oggi un 
mese^ cc. — S, 
Incomborlss, ▼. conlad., lo atesso che In- 
coroorlss. K nel Foe. E Tuoo e TaU 
Iro poi sigoifica Colmarsi, Divenir col- 
mo, Gonfiarsi, Cosi: S^incomoriss il 
seno d'uoa fanciulla, il veotre d'una 
donna, c timilij nei quali cati non Ira- 
durreroo che S'bivdlano, — S. 
lucduicr (in), i.^ sig., (fgg^ Andi a in- 
conler. Sinon. di Se sorla ven. K S6ria 
net Voc, 
lucontrk (in), i.*^ tig., «gg. Si uaa anche 
in sensi afBni al Gradire, ma clie oon 
tono esso. Slo terreo el ghc iocoolra 
a la vil. Prosptra^ Prova bene in questo 
terreno la vitej Questo terreno si con/a 
alia pite. — S. 
Inconiri (m), 3.** sig., agg, lQCOiilr& ona 
ftoinina cont OD'altra, o siroili ... Ettin* 
guere un debilo contrapoQcndo uu ere- 
dilo. Compensare? — S. 
Incornl e Incornissjncrojarsi, Incorezzar- 
sif Per fimil., dices! delle sustaoze cosi 
aniinali, come vegetati che ioduriscono 
quasi a durezxa di coroo: p. e.. La 
peltestDna de Puga la s' incornist sott 
al maa de la niuffa. Jl Jidcine delVuva 
s'incroja sotto Vazione dellamujffa, — V. 
IncorporLss ... Mescersi bene ud liquido 
con UD sottdo, prendendo certa con* 
sistenza. — S. 
Increjada o fncre&da ... Empiasiro di 
creia ed aqua cb^ i contadini sogliono 
applicare alle vaccbe a rimedio di certi 
nialori. 
Incros^ {ad) agg. Incrosk i fond di ca- 
vagn ... Fare il primo fondo, la croce 
ai canestri. 
Incrostkss. Fare crosta, — S. 
Incrolliss; Incrottiia. Rannicchiarsi, Ac* 
cocolarsii Ranniccliiato, Accooolalo, F. 
in CrdlU — S. 
Incrudlss , Tncrudellss ... Dicesi della ter- 
ra quando, lavorata mentre ^ aocora 
gelala o bagnata, diventa come sterile 
e inetta a produrre felicemente in quel- 
I'anno , ec. Arrabbiare? F, Guastiss 
i. //. G. - V. 



) L\D 

Incurass (ui) c' ^ qualcbe cosa che noD 
va« gtacchd Incurass e Curdssem^ per 
si stessi e per la traduz. data dallX. 
DOD aemhrano il eontrario runo deirftl« 
tro. — S. 

Anzi sooo affatto identici di valore; 
perciocchi, parlando, p.e^d'un padre 
che trascura Peducazione de' saoi fi- 
gliuoli, tanto vale il dire: Noi se ne 
cura negoli, quaolo: Nol se n'incwru 
negolUt. -i— V. 
Indeboli. Affiepolire , Jndebolirt, verb, 
atl., e si usa Del seoso proprio e Del 
figuralo. — S. 
loddnt (a), 1.^ sig., agg, DJi indeat, Rien* 
irare, dicesi d'ogni esaol^raa. — S. 

Da indent a ona cossa ... Spingere 
a colpi un oggetto laoto che s'ioterai 
in che che sia. — « S. 
lodeveua {ad) nelle G. agg. Anche i Fraoc 
dicono Devider per Dipanare, che i 
come si dicesse — Vuotare da una baa* 
da per riempiere dall'altra, Trarre dalla 
roatassa per aggingocre al gomftolo, o 
al roccbetto. — V. 
India (ad) agg. Omett d'lodia, Omidna^ 
Pigmdo^ Uomo del Lillipui, — S. 

II coot, briaut^ dice OmeU d*ln» 
dindia. — V. 
lodispensilbel. Altro da quelle del FoCf 
ed i specie d'arpione per appiccare 
speccbietti, ec, cbe ha paota, per lo 
pi&, a Tite spirale, con la quale si ficca 
oegli usci^ ue* telaj delle fioestre^ ec, 

— s. 

— •«• Teoagliuo corto d'aciajo, i cui 
bracci, chiudeodosi io mezzo dalPuo 
capo un uocioetto mobile, sooo dall'al* 
tro ravvicinati da un annellioo scor- 
sojo. Tale arnesuccio i indispemsabile 
ad appendere i cappelli al dorso delle 
seggiola, afferrandoli per la tesa. 

— ... Specie di gbangherello coo ma- 
nico, che si usa a fioe di agevolare 
Tentrata oeirocchiello al bottoocioo de' 
guanli, 

— ... Sorta di alamdro attaccato a 
cappio di seta con che si leogooo ae- 
costo le parli anteriori di ua abito da 
uomo, senza abbottooarle. 

— ... Altro, detto pure CroscS (Croc- 
chetto o Crocchietto) o Lassa*boUon^ 
formate da uo uncioetlo termioaote in 
luanico, tutto di ferro, o pure coo 
impugiiatura di legno d'osso, e serve 



IND (9, 

ptY allacciare i bottoni agli slivaliai 
deiti Broceb^n, 

Indifia (soUo) agg, Indivia romanna. /n- 
diuiont, 

lodol^t (in) si noti che i sigtiificati d*//i- 
doienU nei Diz. iul. hanno mollo a 
hrt con InfingardOf in quaoto che quel- 
laTocesignifica pure Indifferente^ Spas- 
sionato} Che stafra due^ nh si deter" 
mina pik alVuna che alPalira cosa^ 
pill at/are^p.e,^ che alio starstne ozio" 
so, al qaate stato mollo s'accosta Tin- 
fiogardo. — V. 

Indoli^oi. Aggett. di Visigldt. F. nei Foe. 

iDdoleotia {in) corr. cs Sign ificando per 
noi queslo aggettito AddogUato, Doh" 
rdtOf Dolente^ Che sente dolore ^ 9a- 
rebbe mat tradulto neW Indolentito ^ 
cbe Tale Indolente^ Frtvo dti stnso^ 
Che non sente doiores nascendo In- 
dolenzito da Indolenza , che taolo vale 
quanto Privazione di dolore^ di pas* 
siont. — V. 

lodolenumdot {in) togli L* indolenlire , 
che significherebbe it conlrario, cio^, 
Vessete indolentCy insensato^ staptdoj 
Unvere indolenza, II non sentir dolore, 
— V. 

lodolent^ss. AddogHarsi, Indogtiarsi, Pi* 
^iarsi ana do^ia, Bssere sorpreso da 
qualche dolore in alcun naembro. Per 
mo'd'esempio: Me 5'^ indolentaa on 
brasc. Mi prese una doglin at bracciof 
Mi h nato un dolore nei braceio: 

Di rider bo gran toglU, 
6e boo fosse ana: doglia 
Che ai% oiU 0el fiaoco, #c* 

P«traraH i^VoMviW, su^l prindfiio) tol. II, 
p. f7i»edis. mil* <le^ Giau. itah - V. 

Indree {in) agg, A. cuu indree. V, Cuu 
nei Voc, 

[BaratC e barattee, ec\ {in) agg, Ba* 
ratti, imbratti (Pacioio^ Aritm, i6i),E 
dicesi per ammoDire a star in guardia 
contro i lacciuoii assat voile nascosli 
ne' baralli. 

D& iodree ona nolizia. Non la ere* 
dere^ Bijiutarla per falsa, — S. 

D^gh indree, verb. alt. Respingere 
che che sia, Farlo retroccdere, — S. 

Fait d^ indree i to dande .^ Dicesi, 
tnolteggiandoy a chi si dolga di poca 
bonia di cosa cbe si abbia avulo a uso, 
quasi per dirgli che non Iia ragion di 
dolersi. fe alBne a quello: A caval do- 



) 



INF* 



nato non si guarda in bocca, — 8. 

Tr&*indree^ per Sroettere. F, Tra 
I. q, G. 

Voll4-irtdrec. V. V0I1& nei Voc. 
Vohass-inilree o Guardass indree •• 
Moslrarsi non sodisfatto del goduto o 
avuto: p. e., Tboo daa on scad, e te se 
vdliel antn6 indree? Tee tnafcigiaa ttttt 
el formaj^ e pur te se vdliet anm6 in- 
dree? Hai a\mto uno scudo, e non ti 
basia? Mangiasti tutto iutlo U taclo^ 
e non ti contenti? 

Indritt e Indrizz (f>i) a\n»erti, Non pajono 
ben defiiitti; perch^ talura Vlndrizz d 
sotio, e Vinvers ^ sopra: cosi, p. e.^ 
ne' baldacchini. 81 bene il Htto a\ de* 
stina ad essere veduto, e il roveseio a 
rimanere nascosto. — S. 

Te^t ona robba sul s6 indritt. Pi- 
gliare il punno pe 7 versoj cloi^ Pi- 
gliare il vero roodo in fare cbe che sia. 
— S. 

Indulg^nta(m) agg,Dk la benedition cont 
quatter did de indutgenza. Da/^ una 
ceffata, si chene rimanga il segno delle 
dita su la guancia percossa. -^ S. 

Sdipignere o « Spiegazzare altrui la 
faccia con le nocche »> (FagiuoH, // 
Cicisb,). — V. 

Quistk pussee indulgenza a fli ...dl..., 
ec.^ che n^ a ... 

Induvink {in) agg. Induvin^ on rilrall. V^ 
Ritrhlt i. q. G, 

Inerbass. Inerbarsi, Goprirsi d'erba un 
terreno. — S. 

Inerbi^ attivo, Coprir d'erlia un lerreno^ 
Inerbare, inverdire d^erba, — V. 

Inerbii ... Coperto d'erba. InerbatO, Ap*^ 
pratiio, — V. 

Inerbiss ... Goprirsi d^erba. Appratirsi, 
tnerbarsi, Im^erdirsi d^erba, — V. 

Iti^ikra'yinkvi Occnpatissimo, Itivollo in una 
fari*agine di cose e di faccnde. — 8J 

lufdrna {in) agg. Kl yen Tinvero-, el vea 
Pinferna ... Delt. cont. di cliraro signit*. 

Infuse {in) nofa Faninilli co 'I Fesc T. di 
Siamp. y, nei Voc, -* S. 

Infilzelta. T, de' Lib., Garl., ec, ... Cucire 
a HIzuoli piii fogli volauli per fame 
quademi e libri. 

Inforc&. //j/b/'care, Pigliar con forca. — S. 

lofoschlss, v. c. hr^Abbujarsi, Affoscarsi?s 
In/oscarsiT, Baffbscarsi? 

Infreglissen. Lo stesso che Impiplissen. 
r. nei Foe. — S. 



ING 

InfrisM. Omare, Fregiare. — V. 



lufrlsaa. Omato, Fregiaio. — V. 
Ingambi on puj. Itnpasiojare un polio, 
Ingarbij. Jvviluppamento, yiluppo, Car* 

bug^o* — S. 
]ogarbi6zz. Viluppo, 
lugarbioxza y logarbiozta^su. Rinvolgere 

alia pe^io, jiifvolUcchiare. E, ligu- 

ratam.f Jvvolpacchiare, Jggirart con 

furberia volpina, — V. 
logerlia (in) agg, Figuratam. Pieno a ri» 

bocco di cibo, Pinzo, Rimpinio, — V. 
lugerameotj v. br. Figuralam. Rfphzione^ 

Riempimenlo soverehio di cibo, Rimep* 

pamenio, — V. 
liigerisf. jinxnarsi, Dar deile barchp, e 

fimilii in secco. Figuratam., Inciam' 

ptire in ostacolo imptnsalo, — S. 
Ingerni^, Ingermaa e Ingerroliss. Nel sU 

gniC pi6 usuale importano appiinio 

Rendere immolOt inaUii*o, quasi colli 

uel gerrne, e daonali a riidaaer gertiii 

5«iiza Sfiluppo. — S. 

fo per me tengo che it nostro //t- 

g&*md {Incantare, Ammaliare) vcnga 

da CiurmarCj e questo dal lat. Carmen 

ill senso d^ucaulazione; 

Cmrmina d« ralo possunt deducftt tumim, 
Virgilius, EcL VIII, V. 69. — V. 
lugoma (in) awerli, t voce di raolte arti, 
non de' Litdgrafi soltanto. Ingommare, 
Unire con gomtna. Dare la salda, cc. 
— S. 

Ingoma i bollitt. Dar la gomma al 
bolli da lettere o da carta* 
lugriss (in), Vol. I, p« Sog, i .* col., r. 16, 
corn =: cogliallori, =: in = cojacci, o 
cojdccioUi o $iano ritagli e limbeilqcci 
de' cuoj. — V. 
Irtgrassa (in) agg. L*oeucc del padroo i'in- 
gnassa. el lerreo. E proverbio di chiaro 
. aigaiC ed usato qoaolo Taliro. — S. 
Iligrit. Per Ingrat o Jngraio il oo$lro 
popolo iiiteade cbi noii corrlsporide ad 
a£(«lto. DisnmorevoUt Criidele» — S. 
Idgr^ss (in) agg. Boa ingress. Adeale. Gi6 
che si page eolraodo ia una sociela, 
in una speculazione, in un'eofiteusi; 
ed ^ capilule perduto, quasi ouiaggio 
a chi ci accoglie, o garanz/a pe' nostri 
impegui. -— S. 
Ingrimi, v. valsMSS. Impigrire, Anneghittire. 
Di?euir lento e pigro, come veccbio 
grimo t gratno. — V. 
Inguaa (ad) , t.** sig., agg. Fa inguaa. 



(9a) INR 

Tratlandoti di conii, vale iiagguag^iat^ 
le paHite^ Saldarle, Pareggiarh. —- V. 
Wess inguaa, o Resia inguaa, m. br^ 
Non perdere, ni guadagnarc sia algiuo- 
co^ o sia in negozio qualuuque. Le-* 
Pame del pari^ Uscime, o Fenime a le/*- 
nune sen%a scdpiio ne guadagnoi ResIa" 
re in capHale. m Uscirne pari » (G. 
Giustiy Fersi ed. e ined). — V. 
Ingualass<^i6 ... Dicesi da' Brtani. del 
leropoi quando tutto il cielo iotoroo si 
copre egnalinente di nubi. Essert U 
cido iutto coperto di nubi. — - V. 
Ingoaot&a. Che ha 1 guanti. GaUa in- 
guantada 00 cipppa ratt. Simile a C/ti 
. dorme non pigfia pesci. — S. 
f oguilla. Figuralam. Uoino di poca leallii, 
cbe noo maolienA le promesse, cbr 
avi&a le proprte parole e le allrui; cbc 
trova cento scappaloje al dover sitp , 
e guizza di mano come anguilla. — B. 
— Onde il verbo 

loguilli, per Non tstar ferroo uella 
fede, nelia parola data. — V. 
loliscass. Comtnciare a produr carici un 

terreno. Divenir caric^lo, — S. 
looibbi^ss o Giappa la nibbia o nebbia, 
fr. c. br. ... Dices! delle spigbe , del 
malz, de' fruit i, ec. 
Inniuza (ad) agg. Da Iniiium latino. ~ S. 
Vess 11 d'iuninz4 coui' on^ougia. F, 
Oogia t. q. G. 
Inniverass o Innuverass dicono i couia- 

dini per fnnivolass. F* nel Foc^ 
Inongiiss, y. c. br. ... Impadronirsi, En- 
trare in Ibrze^ in domiuio^ in aulorii» 
in una casa^ in una faltor^a, neU aniiuo 
d' alcuno. = Bella irooe^ come dire 
Adungbiarci Arttgliare, Far suo cbe o 
cbi che sia. 
(norbiss. Ai^cecarsi, Divenir cieco. \ 
Inoreggiss. iusuperbire, o gagliardameole 
insospettird^, dal rizzare li orecchi die 
lanno per vivaciti, o per timore, ca* 
valli ed asini. -— S. 
Inquisizidn (ad) agg, Robba de ioquisi- 
zion ... Azione sommaroeule perversa, 
efferata e crudele. — S. 
fnradisass. Allecchire, Radicarsij Mellere 

buoue e salde radici. — S. 
loraisa, v. cont., c/iC noi diremmo Inra* 

disa. Radicare, MeUere radice, 
[oraisaa. v. coiil. Radicato. 
lurengliii e frrenghti, v. br. Aggranchiato, 
Assideralo, — V. 



INS 



tBrenghiss e Irreoghlss, ▼. br. ^ggmn- 
ckiani^ Intiriitire dtiljteddo, Assidc* 
rarsis e dicesi principalm. delle dita 
cbe, prese da soverchio freddo^ re- 
stano 11 piegate come gam be di gran* 
cbi'i dicoDO i ToscaDJi laddoVe noi Hi- 
ciamo che se ue stauuo Ji irrigidile 
come rengh {aringhe), — v, 

tnrimiidai v, hr* ... Jggelt, della vacca af- 
flilta dal morbo delto Afaa derinta, /^. 
in ilaa ntl t^oc, e i. q* G. 

Insabbia. T, de'Forn. Anennrei t^ass^r 
bf oe o«tla rena quel tanto di malta clie 
I'bia da porre iiella forma per fame utt 
latei^izio. — > Insabbiel ben^ M^nel ben. 
Invdlgilo bene^ Dimdnalo bene nella rena 
(sabbia). 

liisalsitta (in), 3.^ stg.^ agg, oimlle giiaz* 
zabuglio chlamiamo TavoVin de Vabna 
Fugazta^ cbe fu appiinto beiringegnu 
« buoD poela su la fine del secolo xvui, 
e non avda ordine In sua camera. — S. 

losalaoass^a. Incoleriio fiior di modo, eii 
anche Jiinamorato fitulicio di persona 
o di cosa. — S. 

lilscl (in) agg, t)igb idscl che, tc, DbgU 
che, ec. — S. 

Insci (aa. fantofatlo, e viile Slra- 
grande« — S. 

Vk inici bella. F. L'i'ajbelta pel 
yoc, in Ajbella. .*- S. 

[Insci gh^en (iiss!) (ih) agg. Ce he 
Jbsse! — Dohca el lo neinis I*^ l^or. 
luscl gb'en fuss de $(i nemisl ((Quel 
tuo nemico h V oro ; ce ne fosse de* 
nemlci si faltif m (Buonarruoii, Fiera, 
g. HI. a. IV, sc. ii). — V. 

]fi5Ci lisano ahuni del conlado idibticani. 
per In vece. fnsc! che Vh andaa, sVI 
se fermava, el F)eveva. Se/m luo^d d^an» 
dare, ei si stdva^ beuei^a, 

Iiisciocca (ad) ngg^ i CAiDpnrirr, 

lusciocca, e Utsctacclu, v. br. Ftcjuratam. 
Diuenir grnlh , IngmlHit , Addavmen- 
tarsi li sj/iHtis Divcnit* fnogio^ —^ \, 

InscioccSia c; ttj&ciofclili 6A sot^n^ de] vlriy 
delloeuj, fL\ ijruih^ Sonrtmc^iJoso, Mo- 
^iq^ ec. Clie sta oauso, storditOT stupi- 
do, immobile., si come ciocco iiicrie. 
Conlrario di Desla o Vivace, — V. 

InscioccamenI, t. br. SUtpefazione, Stor- 
diiezza, ln$ensatezta , Intronaldgginej 
Slaio di chi riraaoe privo della ebia- 
reiza deirinrellello. — V. 



(93) 



INS 



zuoli per In vece» In cambio. — V. 
fnscuri. Oscurare, 

Inscuri. Incupire, Far- piu cupo un colore^ 
kscuriss. Oscurarsi, 
losebi o Inzebi^ e alia briaDt. Insiibi («V 

dolce), £ lo stesso cbe Esebi V^ ed \\k 

piire il signilic. di Minacciare. — V. 
tosed (in) agg, 

3.^ insed per approsc. Innesto per mp* 
picco. 

i? H n pezzoeji. A scudetto. 

5.' 



6.^ 



m a cbioda. A spacco. 



a ziffol o a sonelt) doe a bus- 
serin. 
Insed, £nsed, Insert e tnnesl (in\ agg, t 
corr.=: II nostro Insed a chignasti e pro« 
priamenle quello cbe il Davanzati (Cul* 
tii^, iosc.) ebiama tnhesto a marta i 
pigliaodo il nome del sdrcolo. dome- 
stico dal mese di tnarzo, stagione ptii 
d'ogni allra opportuna a si falti innesti. 
Noi lo cbiamiamo ancbe a spaccJi^ 6n{ 
fendere e spaccare il frutto selvalic^f 
itel quale s'inseriscc la inarza«, A chi' 
gttteu lo diciamo dall'auzzatura o,scar-> 
natura cbe si (a alia mar^a a niodo di 
ctineo, o zeppa, 

L* Insed a bussorell^ o vero a cnnneli, 
o a ziffbly h l^Innesto a bocciuplo de* 
Davaozati, la qual voce Bocciueh (^ 
Bucci6lo ^ come altri scrive e legge) 
non Yiene gia da Buccia, ma si dalsi** 
migliare si fatlo ioneslo a w\ ,bocciuoh 
di canna, come dice 1^ stesso Davan- 
zati: «* ^cedi una jseUa.marza egrossa 
del frutto duodo cbe aver vuoi, e yS* 
gliaoe un pezzelto Inngo tin dito, dove 
uo occbio sia, epi^ni Tosso fiior dcjh 
bm^cia, Ih qual^ jrimarra coi^e.up boc-i 
ciuolo di cant^ 'i; ^. .(ci^^.i qui^sl^ 
pezzetto di buccia, cavato dalfe marze 
doroesticbe in succhio, avfli fa forma 
d'un bocciol^ di caniYa, cbe e queUa 
parte di essa cbe e tra.nodj) e.nodoj. 
Airionesto A buccia del 6atanz;iii 
corrlspoude quello cbe ifioi diciamo^ A 
cordnna, o tra carha e peUj detio d.i 
lui A buceia, dal meitere la marza Iral 
leguo c la boccia, scarnata la msMTza 
sol dalla banda che vienc di dentro; 
e da noi A coronna, dal metlere, se !f» 
slerpigno o selvatico e grosso, pnrec- 
cbie marze intorno intorno in forma di 
corona. — V. 



In-sconlro ... Maniera rimasia a' Briat?- | Insrgion^ i pagn. T. de' Ducat. .«. DIsporrc 



INt 



(94 



t pUDni liDi sucidi nel bigoneio, o sia 
nella conca del bucato, si che tutti re- 
stioo ben imroollati dal ranno che si 
versa poi loro addosso. — V. 

los^gua de Dstaria ... Figuratani. Appa- 
renza per allettare altrui, ma con poco 
o nnlla di suslanza. — S. 

Insegnk ai gall a rampegii ... Figuratam. 
Yoler mostrare altrui ci6 che e' sa be- 
nissimo, meglio per aYventura delPin- 
segnante. — S. 

Inserl {in) avperii. La asiamo anche par- 
lando di scritture che si pongano in 
islrumento noUrile, quasi a fame parte. 

' — S. 

Insinui. Insinaare, 

Insogn2iss (in) agg, fnsognass de vestiss 
d'angiot; vale qtianto: L'd bella del 
me Togo , ec, V. solto tnsogn^ss nel 
Voc. — S. 

Inspliicch, Co$l nominiamo corroUwntnte 
la capitale del Tirolo tedesco ^ delta 
lonsbriick, nei due modi seguenti: 

Dove set andaa?, a Inspluccb?... Di- 
cesi qnando aUri) mandato in alcun luo- 
go, tarda oltre il dovere a tornarc. 

Va on poo a Inspluccb. Fa'^li far 
frigere^ Va'in malora^ 

tnslacchettii \^b], de lard] {in) agg.T. 
di Cuochi. Sieccare (*tosc. Carena, 
Prontui p. 4^3). 

Instuccikda o Stucc&da {in) ngg. Yar pus- 
see ona mala Stuccada die una bonna 
imbiaccada. V. Imbiaccida i. g. G, 

InsA (ad), sig. a.**, avOerli the Ottre e Di 
to, si debbono intendere di cbi p^rli 
d'accoslarsi ai monti; ch^, in Senso 
ronlrario, sarebbe Ingib. — S. 

InsupH dice il cont. briantdo per Asso* 
pHOy Insfupidito, — V. 

InlSnl 1 ' / ; 

Jnlanta ) 

Intantaflnna (ad)^ nefle G, corr, i versi 
adduttl come segue: 

Ven, tucch| bicd, n^eel vera intanlaGona 
Cnn quatter erborina rhe aass tra i foss; 
Weei vera c^bin quij erif $in e maltlnna 
Cbc dofto av^ canlaa (e sloppa el gos« ? 

Garlooi, Datracom, st. 31 . ~-> S. 

lutanti. jiccrescerCt Aumenlare. — S. 

Intend (in) agg, Dkss d'intend. Presumere 
di sk, Supporre di poter fare o dire, 
ec. — S. 

Intdiit (ad}f 1.** sig.^ agg, Av^ el so in- 
tent, a Venire alia sua intenzione » 



) tNt 

(G. Capponi, TumaHo de' Cionipi). — V. 

Interessk (in) agg, SoUecitando Impegna- 
re, Jccaloru^ altrui in pr6 nostro, 6 
d'aliri. — 8. 

Interm^zz ... Lo usiamo genericameole 
a significare cosa qualsiasi che tramez- 
El altro avvenimento od operaztone. 
Intermedlo, Tramezzo, Episodio, — S. 

loterpetrazido (ad) agg. Fi su 'na cossa 
on mondo d'interpetrazion, de ciaccer, 
de colibitt ..• Trovarci sensi che nou 
ci sono, n^ Ci possono stare: 

E faovl su iia guatsetto 
Di chiose ^ sensi, che rine^^hi il delo, 
Se Later f« pi6 stracci del Vadgelo. 

BernljO/f. *«r/. p. i«3. — V. 

(nterr^ (in) noto che ad essa oon equi- 
vale la cilladinesca SoUerra, nel sensct 
di Circondare di terra un albero. — S. 

Inlerzli o Interz^-fceura i canton. T. dei 
Murat. . . . Cominciare a rialzare Ic 
mura dai canti per iodi tendere i iiti 
di fuga (Tiri la. legno^ura); . 

Intds (in) a^g, Ben intes che. A paUd 
che J PurcfUj SI veramente che, ec. — Si 

Intdsa [Sxk su V]. Star su Pai*viso. 

Intestass. Ficcarsi che che sia in mentet 
Jncaponirsi di che che sia. — S. 

Intoll&. T. de' Lav» in latta ... Foderare 
di latta ( tfdla ) che che sia. Intolla i 
con^h del cicolatt, i ass di lavandin, ec, 
ec, Foderar di latta le conche da cioc* 
colate,Je stovigliaje da aquaj, ec. 

lalorelldnt. Inlorato, Ingrugnatoj Che ha 
facqia di toro, ciera fosca^ minacciosa. 

— V. 

lotorscTk. P^. Inlort!^ nel ydc» — S. 

lutorl'ik [la coa] (in) dubito forte dp|- 
V ArroncigUare^ che, almeno in Danie 
(Inf, c. XXII, V. 34), vale Pigliar con 
ronciglio. — S. 

\a Arroncigliarsl v?\e pure, per siini- 
liludine, il Ritorcersi delle serpi e d'«I- 
tri animali a mo' di ronciglio..—* V. 

Intorldn. ITorlo grande, 

Intrahornjs<s ... Dicesi darOrianz. delPsi* 
ria quando comincia ad oscurarsi. Tarsi 
bruiia. Abbrunii^, Abbrunarc^ Off^' 
scarsi^ Asserarsi, Annottarsi, — V. 

Air, o A Pinirahornii^ Quand \*k in* 
trabornii. Tra il chiaro e lo scuro. 
AlVimbrunirCf AW imbrunata, Su V far 
della nolle: p. c,, L'era Inlrabornii. 
Era gia bruna Varia, gihfosco il cielo^ 

— V. 



INV <9 

lolregiiard, T. dei Mural. ... La dislanza 
che pasta dal muro cbe si va costrueodo 
al filo di Iragiiardo che segaa la di- 
rillura orizootale d«iralsato. — Dagh 
on poo pustee d'intraguard... Scostare 
alquanto piOi dal muro il filo di Ira- 
guardo. 

loir^osegh, aggetiivo* Jntrinseco, Iniimo, 
Famigliare, Amis iotriosegb, Intimo 
amico, — S. 

lotrdccbeo. 0/tligyto. — Ameie; Coso che 
impacci^ disadatlo, poco maoeggevole. 

— S. 

lublel (ad) agg, Vess iuutel fa« o dl. Non 
avere effetto^ Venire a dir nulla^ Esser 
parole, w La qual cosa venne a dir 
nulla M (G. Gappooiy Tumulto de* 
Ciompi), — M FuroQO parole; cb^ 
uiuno mai voile obedire n (Jd. ibid. ). 

— V. 

Invedriiida (ad) agg, ScherzoBam* Oc* 
chiaVu — S. 

Jiifenl^ (ad) agg, Yegs minga quell che 
ha inventaa la poWer. iVion essereuomo 
di gran mente, ->- S. 

Inventaa, aggett. di laterizj. K luventto 
i. 7. G. 

Inventass. T. de' Forn. ... Lo sfaldarsi, il 
fendersi, il biparlirsi deMateriz] sia 
seccaolisi ios6 I'ltja^ sia cocenti nella 
fomace. II lalerizio inpenUa nll'otcio 
della fomace rende tuono di fetse, e 
al minimo tocco si sfalda o si fende, 

loTeoziooa -. Trovare il frodo a utile 
dell'erario e danno del frodalore. 

Inveroa (Ui) agg. Gent estaa, e minga on 
inveroa ^ Dett. dell' alto cootado miL 
di cb, tignif. 

£1 vcn riovernai el ven riofenu ... 
Dell. coot, di cbiaro signif. 

Inveroa dols. Fernata dolce, I Cre- 
mouesi lo dicooo cod una <ola voce 
Ifivemessa. 

L'iuveroa el le maogia minga el loiT; 
o, s'el le mangia, el le caga. V. L6S 
i. q. G. 

Invernass (ad) nelle G. agg, Entrare nel 
vemo. — A' Brianz. vale anche Ghiit- 
dersi in istanze ben riparate contro il 
freddo. — V. 

Invem^ti ... Voce di qualche parte del 
contado verso il Gremasco, denotante 
UD Ripicco breve e mite d^ invemo. In 
cittli questa voce non si ode; fra i nomi 
delle stagiooi non accordiamo compa* 



3 \ INZ 

ralivi cbe a Invetiia e Auliui e solo 
il peggiornt. al priino (Invernasc) e il 
dimin, al secoudo in senso tealrale (^ii* 
tunifi), 

Tra S. Marcbelt e Groselt on inver- 
nelt. K March&U i. 7. G. 

Invernigiss e Vernig^ss ... Usaosi da' 
Brtauz. per Accendersi forU di colera^ 
Adirarsi fieramenie, Irrilarsi a segno 
da divenlarne rosso infocato. — V. 

lovers^ nel Foe. e Invers&da nelle G. [T, 
del Giuoco di Bigl.] (in) avverii. La 
definizione dfilPA. non d^ la giusta idea 
di quel colpo. Direi Arrovesciare la 
palla t cio^ colpir la palla avversaria 
con la nostra, per roodo cbe quella ri- 
batta dalla mattouella, e la nostra, dopo 
di averia col pita, passi dalla parte op* 
posta a quella ond'^ venuta. — S. 

lovesc&a (ad) agg. Dicono per traslaia i 
con tad. deltA. M, per lufaog^a^ Inw 
pallAa, F., ed anche per Impiastria, 
Spdrch, ec, F. 

Investitura [Vollli-.gi6, cc,] ... DicesI figu- 
retain, di persona altempata cbe, risa* 
uando da grave malal^a, accenni a vi« 
vere ancor luogo tempo. — S. 

luvi^a (ad) agg, Vess on a cossa mal in- 
viada ^.Non essere un alTare in termini 
favorevoli. — V. 

InvidSi (ad) agg, L'inyidii \*^ creanza^ e 
el Iacc2i o el zetti^ I'd petotanza. F* 
Petullinza i. q. G. 

luvolliliss (ad) agg. Si usa anche per In* 
zampagliarsi. Imbrogliarsi e Intricarst 
le zampe in cosa che inviluppi* — V* 

lnz«*bi. F. losebl i. q. G. 

Inzeli vun , v. br. Jnvof^iare viuamente « 
Jnuttoliret Far venire una in lUso/o, 
in iotenso appelito di cbe cbe sia; In* 
Udentarlo, Indurffii voglia interna, •— V* 

Inzerhl e Inzerbiss, v. br. ... Oicesi di ter* 
reoo che, per essere lasciato iocullo e 
sodo, divenia %erb, o zerbid^ ciod, so* 
daglia. Insodagliarsi? — V. 

lozilada (ad) agg. Si melte pure totto il 
loppone de' bambini per preservare dal 
piscio il lelticciuolu, o la cnlla. — S. 
Traliccio che, iotrodulto ora fra noi 
a varj usi, e specialmente per soppe* 
danei o per coprir lavolini, consiste 
in groasa tela incerata e stampata a fi« 
gure e disegni diversi. 

Inzoffregb. Zolfare^ inzolfare. 

Inzoffreg^a. ZolfatOs Inzol/ato. 



LAC {cf>) 

loxnccami^ot. lntasamento,liiiasatwne{di || cnfo 

naso). 
It^U {in) cprr. 



•taccate, := in z=: ilac- 



L.\D 

- 5. 
Ixali:ia (in) agg. K Nota in Fi«a. 



— »• 



•litii|lttD»€Jiiudes,..Dice il tontbritoz. 

per Vno^ Una e Undid, — V. 
Jttiiior (in) agg. Questa voce troviisi aD« 

cbe Belle Comedie del Maggi, I; 177. 
Jutlli (Ml) agg, Jdtletn a di. Trdvala^ boS' 

soi Memotia, ajutami, 
Juiiass ••• Afere alcuo giovameuto di ta- 



Jiile oei parti per aolo benefizio di na- 
tura. — Sta vacca la s*i juttada ... Que- 
sta vacca ba emessa la placenta da se, 
seus^ajuto allrui. — La se juttari de 
per lee. PartorirA da s^, scnui ajata 
aitrui. 



L 



J^2icc (in), 1.* sig., agg, Lall caslron ... 
Lalte al quale ^ stata levata tutta la 
SAsUnsa , tutta la panoa, latte^ dir6| 
castralo di tutto il suo meglio: cosa 
cbe fiinoo per guadagoertfa i lattajuoli 
d> ciltk. 

Lalt flcorobbiaa ... Latte cbe comio- 
cia a fermeniare, a inacidire; cbe daU 
Tcsaere sana va passando al matvio, 
at guasto, come dicooo i Casdri, — • 
Curioso ^ il riscontro di questo agget- 
thro msticano con la voce Scorrubbiaio 
registrata ae'Dis, italiaai per Gorruc- 
ciato^ Irat*. 

Latt straportaa ; Latt c' ba patii ; 
Latl passaa] Latt guast ;.. Ci6 e a dir 
L»ite noo s<«oo, passato per fermenta* 
xione alio stato di aciditi ; e questo 
Avvieoc al lalte • per alcuo difetto Del* 
I'erbe cbe le vacche roaogiano, o per 
ealtifa tempera dell' atmosfera , o per 
•que noo buone, ec. — V. 

jid Anda-via el latt. agg. Roiciugarsi. 

£1 lace el ata su la cassiuoa, prover. 
cout. ... Molto nangime, molto latter 
|»oc» maogime, poco lalte. 

El lace Ti pussce fort del vio. V. Vin 
i. f . G. 

Fradell de latt. CoUaUaneo. Questa 

. voce (gia esislente nel Voc, totto Paa* 

i»kll) ripeto qui dove por deve esislere, 

ma special m. per daroe la dcfinizione 

afljuente, cbe Icggo ncl F^c* Cremon, 



ilal, del Peri , e cbe i una delle po* 
cbe du quel Vocabolarista assai ben« 
ittdovinate: wTali sooo Tun verso I'aU 
Iro due cbe sono stati insieme dalfa 
stessa dooua allatlati, o Tun dei quali 
e slato allatlato dopo lo slattameoto 
delPaltro. » 

O polia o lace no p6 st» in del piatl« 
K Piill I. q. G. 

L<cca [in eiBp^vW (a) agg, B eommunem. 
Lacca in panell. 

[in granna] {a)aggBpiii oommunem, 
Lacca in teltlnn. 

L'Cciardll (a) nel Voc. € nelk G. agt^, 
€ corr.zzi LalUcr^polo, Condntia {Chon» 
driila juncea Lin. — ChondriHa vinti- 
nta Booap.). Da CS6oiriiro5, Grumo^ per- 
die il lalte cbe getta si raggruma sil^* 
bito cbe e fuori. Quaudo h teoera ed ac* 
cestita si m»ngia coo le sue radtccbielle 
in insalala, o colta; nasce spontanea 
oei campi. i la Laitafuola di Mattioli. 
(Targ. Toax. Oltav, Istit, botan.). — V. 

Lacciugdu per Latluga romanna. F, nel 
Foe. 

Lader (in) agg, Cbi do manteo , ee. F. 
Gall I. g, G. 

L-ider {a) nelle G«, a.^ stg., agg, I) pur 
cost cbiamaio il bustone coniittovi per 
turarlo. Cannefla fecciajaf •— S. 

li.'idio (in), 3.* sig., agg. Ladtn de volta. 
3Iatabile, Foltabile, Folubile, Facile 
a mutarsi d'opinioncj di pensatt: p. c^ 



LAM (97 

La douiia 1'^ ladiua come de voltli. 
44 Troppo h vol labile la doona m (Am bra). 
u Si&bilo si vollano (ie donne) come oe 
vien loro la voloolli n (G. Bforelli). 

Fcmioa t com mobil per natoni. 

Pelnuroi, Som, i5o. 

Figuratam. Facile a mancar di parth 
/rt, di/ede, ec. — V. 

Lsidia (in) agg, Schieito, parlaodosi di 
legoame, di libra diriUa uoiforme, 
aemplice e quitidi f<icile a lavorarsi. -^ 
II suo coutrario h nodoso, risconitroso, 
salcigno, di Gbra tortuosa, involla , 
c piTcid dir6cile,ad esser lavoralo . 
« Moo rami schietti ( disse Daule^ Inf, 
c Xlll» V. 5), ma nodosi e iovoUi. » 
— V. 

Ladiua oo terren (a) nelle G. agg. Ladioii 
oo lerreo a formeat ... Al frumeulo in 
i:uliiira agosiana sopraseroioare a suo 
tempo la pula del trifogliolioo , o tri- 
foglio bianco (Trefaeuj ladin, e asso- 
Ittlam. Ladin). — V. 

Ladiuiia — Soprasemiuato di Irifoglio la- 
dino. — V. 

Biada Udioada , FormeDt ladin&a ... 
Aveaa, Frumeoto con soprasemiuatovi 
il trifoglio ladino. — V. 

La*dree a sao llartiu. Ld per san Mar* 
liifOi 

Noa con u liuoot I2i p«r Ma Marlioo 
Le D««poUy o U p«r« carovtUr, 
Vie cofci dolce il vin d«l liolliciiio " 
La, come i^ credo rhe sian doici quelle. 
Fireotuobi Capit, Deites, 
deWlnnam, — V. 

LalOy V. br. iiffmt al mil. Ladio ... Cou- 
trario di duro^ agro^ diflicile a muo« 
versi. Mosfibile^ Gireuole per poco,/a- 
cilmenH, — V. 

Lain. Assolutam. e figuratam. usa il 
Brians, per Manescoj Che e dellc ma' 
iii.;Facik e pronto a menar le niani^ 
a dare, a percuotere. — V. 

\e5S pocb lain, o miiiga ttint lain, 
ilauiera br. e figurata cbe vale Non 
essere liberate, Non largheggiare di do- 
nativii Non essere facile a donare, a 
spenderey ec, — V. 

Lamboro, v. pav., o piuttosto de'rolli 
ohrepadani, ec. Citiso/also ebano ? — 
Serobra iiou essere altro cbe il Labur^ 
nam di Plioio (Hist. Nat. XV f, x viii, 3 1): 
arbore alpioo il cui leguo e bianco e 
duro e i iiuri glalti disposli a luugo | 
^vl. r. 



) LAS 

grappolo. In somma k lo stesso cbe i7 
Maj de' Brians, e 'i Afajo o Maggio* 
cidndoh de' Toscani. — V. 

Latnpedln (in), 5.° sig.^ agg, Palpigua i 
lampeditt (Maggi). Incresparsi ia pelle 
intorno agli occhi. Far li oochi pih 
d'uccellino, — V. 

Lampido {in) agg. Lampion de carta. Fa^ 
nale di/bglio (fior.), — V. 

Simon , tegnii drisz el lampion. F* 
Simdn i. q. G. 

Lampr^da chiamano ambiguam. varj pe* 
scatori, especialm. lariensi, il pesce da 
noi dello Usellinua. F., e Fl Monti ', 
Foe, Com. in GuisitA. 

Lima (in) agg. Lana Berlin. Lana di Ber- 

lino. Specie di lana da ricami la piik fina. 

Lana pelizzara ... AUra specie di laua 

fiua da ricami, di colori tigrati, e cbe 

serve ad imitare le pellicce. 

Lliuca (a) nelle G, agg. Voce specialm, in 
usone'paesi circompadani. Lama, Lac* 
ca. Lacuna. Luogo basso e paludoso; 
Ridulto d'aqua morta, traboccata da 
vicin fiumein occasione di piene. — V. 

Lanetfa. Giorgina? (Morri, Foe, Rom.). 

Lanldruis ... Con fustibus et lauteruis. F. 
Fiistibus I. q. G, 

Lantorgna. Perdigiomo^ Uomo lento in 
operare, ioattivo; ma talora ad arte; 
ludogiatore, lat. Cunctator, simile al 
Lantemier Iranc. citato nel Foe, in 
GmcMOK. — S. 

Lappigg (in) corr. = Xd9rtt>c= in =:XairTei>. 

Lass^ [ Lassli-sott ] (in) agg. Robba clio 
se lassa-sott. Lasciatura o Bimtsso 
(*losc. Carena^ Prontu, p. 8). Quella 
lista di panno o di stoffa cbe nel cu- 
cire i vestiti si lascia libera tra rilto 
e fodera o da rovescio per servirseue 
ad ampliarle ove occorra. Questa la- 
sciatura poi d detta (secondo il Carena) 
spccificatam.i^/arga/iim se fatta a scopo 
d'allargare, e Slungatura, Jhatura, Al* 
lungatura se a line d'allungare. La 
Basta (Sambrucca, o Alzeita, o Bosia) 
h tutt' altro. 

Lassa [Testare] (in) agg. El m' ba lassaa 
de viv (in cbe scampi ... Modo com- 
munissimo per accennare ohe non s'^ 
avuto parte nessuna nelle disposizioni 
teslaroentarie d'un tale. 

Lasskss. Assolutam. Sciof^iersi, Alleniar' 
si: e^ parlando di nodi, e similii Am* 
moil in i, -r- S. 

i5 



LAT 



(98) 



LAV 



Parlaudo di inuri e di arnesi di le- 
gno> quail si tiaiio, inal iacbiodati, nial 
iiicollati^o male iocaviglialiy vale ^^hr- 
sij Sfasciarsi, Disolvtsrsii ed aoclie 
Lassarsi, E per siinil., trttttaodosi di 
inuraglie, Sbonzolare, wQuesle mura ... 
priinierameute furan pelo^ poi corpo, 
ill ultimo abontoleraono, e fraca&sera 
ogni cosa » (Davaotali, Orat. ec.^ p. 
2ii>ari). — V. 

Lass^ss-gi6. Tratlandosi di lerreoi, vale 
SmoUare ^ Ammotlare , Franare , ScO" 
icendersi, II dislaccarsi alcuD trallu di 
terreuo da luogo peudfo, e vcuir giu. 
— V. 

Lnss&ss-gio, tratlandosi di muro cbe si 
apra e slxinzoli, sarebbe detlo cod pi6 
proprieta e forta cbe il sempiice Las- 
sass, — V. 

Lassliss-gio. Figuratam. jiggrwarsi le 
membra, Prostrarsi lejbne per eik o 
per foalatia.— Jccasciarsif Coder d^a^ 
nimo , Scoraggiarsi , Perdersi di co* 
rag^io: 

£ pero l«Ta so, ▼inci ramliaKia 

Coo I'aniroo cbe Tioct ogni Lattagli«f 
Sc CO M suo grtv*i corpo non s^accaicia. 

Daote, In/,, c. XXIV, ▼. Sa-S^. 

Cioh: Se '1 to auim noise lusa-gio sott 
ai pes del so corp. — V. 

Lhss^ss loe6-via. Lasciarsi scorgere. — S. 

Luslra incadeoada o cusida, e piii com' 
munem. grafada. T. de' Troiobaj ... t 
la lastra cbe si adopera per fare i tubi 
allorcb^ se ne siaoo congiunti i lembi 
ripiegati a uocino , iDcastooati V uoo 
ueU'altro (grafSta), mastietlali, e spia- 
Dati co'l martello per poi saldarli. 
F. Groppl I. q. C. 

Latt ... Specie di gelato, F, Sorb^tt in 
fifie nel Foe. 

Lallim^l (in) in vece di rzLatte dibattuto, 
ec, z=z si facia t=z Panna cbe, dibattuta 
[delta dai Fr. Crimefouettde] u io una 
calinella con la Frusta o co '1 Pallon- 
cino [Scovin, F. 1. q, G.], si rigonfia, 
si cooverte come in una densa scbiuma 
di una certa consistenza, e suole roan- 
giarsi co' Ciald6ni {Candn \ h (Carena, 
Prontu,^ p. 44 1, in Panna biontata). 
Lattirn^l gelaa ... Otteouta la scbiu- 
ma, vi si aggiuogono pistacchi, pezsetli 
di cedrato e frulti di conserva, e si 
.^iene in forma di latla altorniata di 
gbiaccio finch^ si coogeli. 



Lav^gna (in) awerti cbe Lavagna pro« 
priam. e il luogo (nel Genovesalo) dove 
quest'ardesia si cava. — Noi abbiamo 
Tardesia di Moltrasio e di Margno, cbe 
pur dal paese cbia mia mo Pr^ya deMoU 
iniSf Pi^ja de Margno, come diciamo 
Prhja de Figiii a una specie di roarmo 
cbe si trae da qaelle cave. — V. 

Lavandln (in) agg. Spuzz4 de lavandio, 
Saper di lezto, Letzare. 

Lava fill (a) nelle G., i." Big,, agg, Lava^m 
Ho e Lavatecca son delti ne' Diz. della 
lingua quei canestri cbiusi, fatti di v£« 
mini, ne' quali si ripone da' pescatori 
il pesce mentre cbe Io van pescando. 
Si fatti arnesi, sempre cbe s'adopraoo, 
sono di necessity baguati ; onde la 
frase Bagnaa, ec. — V. 

L^vor (in), 1.^ sig., agg, Streng-su i U« 
vor come fa la gaijuna el bus di osuv... 
Dicesi di donna leziosa cbe affetti d'a« 
vere una boccbina stretta. — V. 

Ldvor (m), 3.*^ sig., awerli e corr. In 
Briaoza si cbiama Ldvor costaotem. il 
Lauro ciraso (quello cbe metliamo in* 
torno alle ghiacciaje, e alie eantine per 
mantenerle fresche) e Lori Vdiloro 
(VOrbacco di M. Spano), il Lauro no- 
bile^ odoroso. — II priroo fa sue bac* 
cbe a grappoli, ed ba foglie roollo piik 
larghe del secondo, il quale fa le bao- 
cbe isolate^ da' Brianz. dette Orhagh, 
laddove I'altre sono nominate da loro 
Ldvor come la pianta. — V. 

Lavorli (in) agg, Lavori sul sesin, sul 
quattrin ... I traficanti usano questo 
modo per indicare cbe nella contrat* 
lazione d'una data mercanzia s'accoQ* 
tentano del minimo guadagno, come 
d'un quallrino o di due per roisura o 
peso cbe sia. 

Lavorli come un can (in) agg. La* 
vorare a quanio ne pub la vita, u In 
questo tempo di setle anni io ho la- 
vorato a quaoto ne ba potulo la vita 
roia, n ec, (B. Cellini^ Ricordi^'Mk Opere^ 
III, 37, ediz. fior., 1829). — V. 

Lavora per ciappa cold (in) agg. La* 
vorare per iavorare. — V. 

Lavork, metaforicuro. Dicesi delle piante. 
Fegetnre , e vegetando Crescere. E si 
usa ad esprimere cbe dette piante ven- 
gono aumentaodo di mole, o maturando 
i loro semi: p. e., El formenton, anca 
quand i'i niezz pass, de uocc, conl I'a* 



LEG 



(99) 



LEG 



jut de la rosada, cl lavora aticamo. — 
L'^ taut on pe«x che fa succ, o L'h 
taot auccia la terra, che 'i formenton 
Dol lavora pu(cio^, non u^geta ^ ne, 
f^r conseguenjui, guadagna piu niente). 
la senso che tanto o quanto si accosla 
al aopra detto, us6 Lavorare Fra Giord. 
u L'aqua deli' orzo e la maggior- cosa 
che sia all' inferroo^ e che piu lavora 
a recarlo io sanitade » (cio^, che piu 
opet'u^ che ha piu efficacia ajar cfte, 
cc). — V. 
Latdra beo de, o che ... Nodo brianl^o 
che vale : J^ mesUeri, £ ituopo, i bene, 
Conviene, Imporia, ec. i V Opus est, 
VOporiei de'Latini: p. e., Lavora bea 
de proved a bon'ora el formentoo che 
p6 bisoguk. Conifien provedere per tern* 
po, ec. — i sarty i calzolar, i lessilor^ 
ec,^ per sta san lavora beo che dent 
per dent se deroropen colPand^ on po' 
attorna. i sarti, ec. , acciocchh stiano 
sdni^ h mestieri che di tanto in tanto 
faciano un po' di esei'ci%io di corpo, 
— V. 
Lavordn, sust. m. Lauro ciraso. II PrU" 

nus lauro'cerasus Lio. 
Lice (in). Vol. II, p. 35o, col. a.% r. 17, 
dopo deile vacche^ agg. e simili bestie. 
Delie doone, dicooo Segonda, 
Lice de la cassinna ... II paviroento della 
capauna sovrastante alia stalla ogni 
volta che sia fatto non a impalcatura 
d'assito e roattonalOv ma si di trava« 
lure traverso alle quali sliano inchio* 
dati palooi^ pali, frascati, ec, tenenti 
luogo di pavimento. Per esteusione, di> 
cono anche L^cc tutto quel residuo di 
paglia, straroi e fieni che s'accalca su 
eosl fatia impalcatura che comrouuero. 
dicouo Sbiisc ia Briansa. 
Lecc^ [Chi i ha faa, i e lecca] (in) agg, 
Trulii, trulii, chi li ha/atti se li colli, 
— S. 
Lecdi-foeura a vuo ona cossa. Figuratain. 
Leccare altrui alcana cosa, cioi Ti- 
rargliela fuori con indusiria. I caoi, lee* 
caodo a' ragatzi la mano, ne traggono 
loro cosi b«l hello ci6 che in essa 
tengono di cibo. — Leppare , Trarre 
da alcuoo che che sia con lesletsa.— 
LeccheggiarCj dicesi di chi con arte e 
belle paroline ottieoe da alcuno deoaro 
o alira cosa simile. Sgatti^iare disse il 
Caro. — V. 



Lecca rd {in) agg, Leccard comi on sbirr. 
Ghiolto in sommo grado, perciocchi i 
birri aveano ed baono tutti i vizj, es< 
sendo essi la piiji sozza feccia della so* 
cieii. — V. 
Lecchitt [T(BU«s(i el] (in) agg, Pigtiare 
il vezu}, Abituarsi^ Avvezzarsi. — V. 
Liccia. Eletta, Scelta. 

Vess de leccia. Aver Feletta^ cioh la 
facuh4 di scegliere^ di fare pe 'i primo, 
ec. — V. 
Lecdria (in) agg, o piuttosto Leecdna. 
Figuratam., Adulazione, Piacenteria, ld» 
sciamento, Piaggiamento^ Leccamento, 
II leccarsi I'un Taliro. In questo seoso 
I'usa il Maggi: 

O car Mcrbitl iphm d*or] !, Ilia cbl lor| 

AJcM tl cb« Tarlesca • • . 

Ma ch« TarleKa? Acconsc!, doooa Tarlttct^ 

Zellensia, • locca yfU^ 

Coa la tova leccdria in compagaia. 

Louo di Gtf/it, p. laa. — V. 

Ldgg [Le^] (in) agg, Chi comaoda fa 

legg. f^, Comandli i. g, G, 
Legge. Patto, — > In legge de, A patto di, 
Dovessi anche, — In legge de morl. 
Ci andasse la vita. -*- 5. 

£ lo stesso che In senleoza: pv e. # 
In senlenza de giuntagb tutt el fatt me, 
voeui toeumen ona sodislasion. f^. Sen* 
tenzi^ I. ^. G. — V. 
Lign de stecch^ per Ronciisgen. F. il Fbc. 
Ligna (in) agg. Un Comico italiano di 
poco grido scrisse gi^: 

Se vuoi viv«r senta iotr!cO| 
^foo ccrcar come tla il fico 
Del pareota t delPanaico. 

Queslo precetto, che, male osservalo 
dai pi 6, produce, benchi copertamenlCi 
il piik de'malionde d afQitta la nostra 
socielii, corrisponde auch'esso a una 
parte del nosiro dellato: Andd fofura 
del bosch a fa legna, 

Legn&mm {in) agg. A negozih de legnamm 
no ghe voeur ni sit ni fatnm ... Chi 
vuol traGcHre di legnami da opera deve 
avere di molta scoria ed essere in gra* 
do di aspettarne le ricerche per ispac* 
ciarle con utile. 

Legniitnm (in), sig. 2.^, i da notare il rap* 
porio fra Afateria del Cresceiizi, e il 
Madira spagnuoto e Madeira portogh.^ 
che valgono Legname, «- S. 

E fra MaUria (iralcio novello) tli 
Columella (Lib. V^ cap. vi, segm. 35j» 



LES 



(I 



c i) il/a</i^/*de^Bergainafchi e Bresciaoi\ 
che sigoifica il medesimo. — V. 
Legoritt (m), i.^ sig., agg. il provetbio: 

t * • Per iMJagh adree 
No s^ciappa al Icgoratt, ma et fuig pnks«a. 
Maggi^Ftf//. Fl/. a. Ill, s. 8. 

Dove bisogtiano i fatti, le parole non 
bastano. Le parole sonfemine, e i falti 
son maschi, — V. 

Legor&U (lit) , 3.^ sig. , irgg. Fa corr el 
legoralt. Scuotere il peUiccione, — V. 

Limin (a) nel Foe. e nelle G. agg. La 
voce Lemm (che alcuoi cootad. brianz., 
forse con inaggior propriety, dicooo 
jiUmm, da Jlere^ Alimeotare ) espri- 
me tutio ci6 che serve come che sia 
a DUtrire I'uonio. E per6 ben rispon- 
doDO alle Gvaje {cibarie o cibaje) di 
molli allri dialetti d' Italia, co i qual 
nome ooo solo signi6cano i legumi, mn 
eziand/o li altri grani di cui I'uomo si 
ciba. — V. 

Leiic {in) agg. In senso brianz.^ Liscio, 
ForbitOf LevigatOy Poliio. — Oude il 
verbo 

Lenci^, V. br. Lisciare^ Levigate ^ Polire, 
Lisciando lustrare. — V. 

Lencilida, Lenciadina. Ai proprio, P/o/- 
lata, Lisciata, Strihbiata, Lisciatina, 
Lisciamento, ec. — Al figur., Piacente' 
fia, Jduiazione, Piaggiamento, — V. 

Lencii-gi6 vun. Figuratam., PiaggiarlOy 
Piacentarh, Adulaiio, LisciargU la cO' 
da. — V. 

Lenci2iss-gi6. F", nelle G. 

Linden, ^\.,per ischerzo diconsi i Carpelli 
lunghi, radi e tnal ravviati. — V. 

Lcndendn (a) nelle G. aggf. Detlo cos) dal 
lasciar aodar glu sparsi e incoroposti 
su per le spalle i capelli {Lenden). — V. 

Lendendn {in) agg, Figuratam., Svogliato, 
Grande e senza spirilo, senza brio^ ec, 
Pieno di straccaggine. -« V. 

Lenguligg. Idioma, Lingua ggio, ec. Cost 
il Porta incomiocia il Sonelto: 

t paroll d'oD Icogaaggicar snr Manell,fr. — S. 

Lentil {in) agg, L'usd il Maggi: 

Par sti logg da nagott 
Anrh i miuiti verr, 

Lantaod a pocch a poccb, maareo de frecc 
£i Coneors di Mtneghitl^ p. i38. — V. 

Les^nna (in) agg, Lesenna de tavolaa *.. 
Filare di mattoni posti per lato a rin- 
forso di una tramezza. 
Lesenna de v61t ... Catena nel mezzo 



00 ) LIB 

d'una v6lla fHlta d'un solo mattone 
posto per lalo^ introdullavi a maggior 
fermezza. 

Lesn^da. Colpo di lesina, 

Letigii e Sletig^ o Sliligii (in) agg. A* 
Brtanz. non significa mai allro cbe Es» 
sere lAbrico , sdrucciolivole , facile a 
scorrere, a sdrucciolarii, a scivolarti^ a 
seappnrti di mano per troppa liscezza^ 
o 'simili, come, p! e., fauno le angiiille. 

-v. 

L^tt per opposizione a Schmtnu, parlan* 
dosidi bachi da seta. V, Scumma L q. Gi 

Levlia (in), a.** sig., agg, Chi maja'^^ol 
levaa caga el pajee. V, Paj^e i. q. G. 

Lev&da, aggeU, di Molla de qiiadrej, ec. 
r. M6ha I. q, G. 

L^via ... Nel Milano e suo terriiorio 
(torn. II, p. 44) ^ detto che si specifica 
per questo nome rAlleggerimento di 
carico che si fa nelle barcbe oaviganlt 
su I'Adda da Brivio a Trezzo per age* 
volarne la discesa. — Oude Fa la le* 
via corrisponde a Libli. f^, i. q, G. 

Li (in) agg. La va o la batt li per li ... 
Scherzosam. direbbesi i La va ira ba-* 
jante eferrante^ La batte tra il rotto e 
lo sthicciato, — Maniere usate a signi-^ 
ficare che due persone o due cose sono 
in che che sia egnali o presso che 
egualii che tra loro c'^ pochissima a 
nessuna differenza« — V. 

J Li adree agg, o LI dree. lA in* 
iomo, in quel tomOy LI vicino : 

Poi a la 6a d'agoito, o li TicioO, 
St si polrli praticare il paeie, 
Verso il padron piglieremo il cammioo. 
Beroi, Cupit. m M. F/vinc. da MiL ~ V; 

Li per 11. Ptxsso a poco, Costa pres- 
so, — Cerca, ruga, cbd I'ha de yfesB II 
per li. Cerca, fmga, chh debb^essere 
cosla presso. — S. 

Libk ... i voce usata su 'I Po , e vale : 
Al passar d' un ponte di barche, al* 
leggerire il soverchio peso dei carri^ 
caricandone una parte insu aljri di 
sussidio. — In Marinerfa (f^. Stratico, 
Focab. di Mturina), Libare signiBca 
Giitarc in mare le robe che sono nella 
nave,, per alleggerirla nelle fortune,~-'V, 

Libadura ... II carro di sussidio che va 
dietro a' carri libati , a condur quella 
parte del peso del quale sonostati essi 
alleggerili al passaggio del ponte. — V. 

Liber (in) agg. Fk liber. Sinon, di Fa li- 



tlG ( lo 

Sta V cunt, y, nel Focab. &d ^ pro* 
priam. i) Dare ii credenza, allibraudo 
il dato in ud libretto cbe ritiene Pav- 
ten tore. 

Liber de comsnd ...Neli'opinibni? sn- 
perstisiosa de' contadioi dell'A. M. (del 
Basso noo so) ^ un cotal libro miste- 
riosOy cbe dessun galantuomo non ba 
mai poluto vedere, posseduto sollanto 
da cerii peccatori privilegiati cbe ban- 
no fatto patto to 'I diavolo. Cbi n'^ 
possessore quaodo desidera a lean rhe, 
8ia pur iraro e prezioso quanto si vo- 
glia, apre il suo libro; allora si ode 
una voce cbe dice : Commtmda -— , e 
Fuoroo, a quella voce, coromaiida gli 
sia posto innanxi quel cbe egli ba pla- 
cer d^avere. — Non appena ba Bnito di 
dire: Commando la tal cosa, cb'egli t)'^ 
Servilo puDtuatmeule. F, il Giuseppe 
del P. Caliino. — V. 

in Met I sul liber di mort agg. Vale 
ancbe Mettere nel dimenticalojo, '^ S. 
Porta i liber a dree a vuo .•• jtfodo 
brianz. EssergU inferioredi sapere, Es» 
sere ragazzino ad una* — £1 gbe porta 
appena adree i liber. — V. 

Tiiber^l. LiheraU, Spenditore. 

Libiebba. Tantafira^ Confusione, e si* 
mili. — S. 

Librett (in), i.® sig., agg, Librett del pi- 
sonant, o del roassee. Quademuccio nel 
quale s'impostano le partite e registrar 
no i conti del colono, logajuolo, e mas- 
saro, e cbe, rtteduto e firnialo dal pro- 
prietario o siio fattore , si ritoma al 
contadino. — V. 

Lig^ (ih) agg. On boscb liga Poller. ^. 
Bdsch f. 47. G. 

Ligba [partic] (in) agg, Ligaa a roezz a 
mezz ... Quella Cbiave di legno cb'en* 
tri per ferroezza in un muro calettata 
a denle con un'altra simile. 

Vess ligaa longb cont ona corda cur* 
ta. y, Caddnna 1. q, G. 

i Jgamin (a) agg. in fine affatto, I Toscani 
(secondo il Carena , Prontu, p. Q 1 ) 
c-biamano tmparaticcii primi lavori di 
maglia di lal soria, e specificano primo 
di essi la Cigna, cbe sarebbe il uostro 
Ligamln, e secondo il Sacchellino o il 
Sacchetto, cio^ una calza lutta pari 
senza cresciuti n^ stretti; e a questo 
noi sostituiamo la Soletta, y, nel Voc 

Lighmin o Lazz ... Quelle due allacciatur«> 



i) LIR 

cbe tebgoDo itisieme il foscio de'v^r^ 
zdlio de'quadrucci di rame^i oosi com« 
il maglio li suol rimeitere a' traficanii^ 
Lig6tz [erba], per Pabbi. V, nel Vbc, 
Lil6n liUn. Lemme lemme. — S. 
Lima (in) agg, Lima armrfudola ... Mezzo 
tonda dai lati. 

Lima brusca. V, Raspa. 

Lima carrd. Lima quadra. Per lo pit^ 
Tiene dalla Sliria. 

Lima guggia. Lima wdVago, Viene d.« 
Norimberga; ve n'ha da 1 fino ai ^ 
pollici di lungbezsa, e servono perOrt!* 
fici^ Mihutieri, Foralori. 

Lima pander ... Serve pe' rodfgiai^ 
e ve n'ba da 3 fino a 13 pollici. 

Limm de Gineyra. Lime di Ginetrntt 
Son le piCi fine e servono perOrolo^ 
gieri; ve n'lia da a a 10 pollici di 
lungbezza. 

Limm de Prussia. Lime di Prussiux 
Ve n'ba d'ogni specie. 

Limm ingles. FAmt inglesL Sooo l€ 
meglio lavorate, e ve n'ha di finissime per 
agguagliare i denti. 

Limm rom&nn. Lime romane. Sond 
a mezzo tagbo; ve n'ba con la punta 
per mettere in roanico di iegno^ ed an* 
cbe CO 'I manico di ferro: si tirano 
specialmente le piatte per lavorare Id 
forcbette. 

Ciascuna qualitk dl Lima si divide 
in bastarda, di mezzo taglio> di taglia 
fino o dolce, o polidorat e re n'ba 
da Q fino a a4 pollici di lungbezza. 
Limonada {in) agg, Limon^da gazosa ..« 
Bevanda gustosa diaozi introdutta ^ 
composta d'aqua, surco di limoni» suc- 
cbero ed acido cilrico. 
Lin (in) agg. Per avegb bon lin gbe voeur 
dolor de brasc ... II lino^ se ba a riuscii* 
buono, vuol essere robusto e dure a 
maciullare. 
Linka (in) agg, Termina io una gran sacca 
delta Ciiss, 

Linka a cass spess ... Bete linidre a 
sacca di maglia fitta. y, questa voce 
in Monti, yoc. Com, 
Lingerds, v. c. br. Leggiero. — V, 
Linoccb. Ginnco filiforme, Lo Juncus 

filiformii Lin. 
Liperin^ LiperoeCila, T. cont. yiperetia, 

yiperinoj yiperello. 
Lira [Lira imperial e Lira terzoeula] (i/r) 
corr, ed ngg. Dubito forte cbe In Lim 



LIT (i 

imperiale va1esse3a lire lombarde at- 
tuali, e che b Lira tertdla ne fonse 
aoltanlo la nieta , anzicb^ due terzi, 
a^egll d vero, come vogliooo coloro che 
sono pralici di quest* materia, che la 
LiiYi di terzoH era detta cosl per con* 
tenerc un terzo di lega del suo peso, 
il quale doveva eguagliare il peso della 
Lira imperiale^ e questa da! ia6i fino 
a un cerlo tempo oon era altro che il 
Fiorin d^oro in oro, quello che ora di* 
cesi Zeccbioo, o Gigliato. La Lira im- 
periale, seuza mai routardi nome, veune 
inutando assai di valore co'l mutarsi 
dei tempi ^ acemando sempre piu di 
peso e di boot^ e mutando eziandfo 
di melallo; e ci6 per que' motivi che 
si possoDO vedere negli Ecoooraisti , 
cominciando dalla Lezione su la Mo' 
neta di Bern, Davaozati. — V, 

Liroliitt, T. br. Disutilaccio, ik accresci' 
tiuo di Lirdn. F", net Voc, 

Lirdnde spall^ra, fr.br. TempeUone, Ten* 
tennonnccio, Dondolone, Che si balocca 
o ddndola tutto il dl. — V. 

Lis [Ldgoro] {in) agg, Devent^ lis ; Avegh 
Ja cera lisa ... Scader di salute; Aver 
cattiva ciera; Essere smunto o spunto, 
sparuto^ — S. 

Lis ... Decotto purgatiTo diaozi succeduto 
al L«-Roy. 

Lisaach. f^. in Maa j. g, G, 

Lisca de cardegh. Scirpo paiusire, UScir' 
pus palusiris Lin. 

Lisca de stoeuri. Biodo, Scirpo da stuoje, 

Lisch^tta (in) agg. La Carex acuta rufa 
Targ. 

Llscdn o Quadrettdo. Cipero, II Cyperus 
longus Lio. 

Liscdn. Tifa. La Typha lati/oUa Lin. 

Lhta (in) agg. LiUa (Gherardini, Sup- 
plim,). Sabbia, o arena mioula. 1 Bre- 
sciani la dicono Leda, i Pavesi NiUa, 
e Nile \ Francesi. — V. 

^^^^Lilta h voce manifestam. Jel diaTetto lomliar- 
du, e Leonardo da YiDci^ che la u«6 piu voile nel 
suo Trati. del moto e mU, delle aqnt (ch Vj^li deve 
aver acritto mentr' era in Milano ), le contraponc 
aempre o sabbia o arena como equivalcnii o si- 
nonime; u Dove Paqua avra minor molo^ la ski- 
ptrficie del suo fondo sark di piu solfile litia o 
arena .... perche fra le cose lievi portato dalPa- 
qua v^i la lilta o Parena. — Dove il corso della 
lorliid^ aqua cntrer^ in fra le basse ramiScationi 
dclle boschine, ivi ^ per le molle rivolusioni de^ 
rilrosiy scaricherk moUa sahbia o lilta. f) — Detto 
TtalU p. 398, vol. X della Baecolla d^jiuU Uat. 
rbc traltano del Mule delP 4«jua. Bologna, iSat 
e soR. — V. 



02 ) LOE 

Liv^ra (in) agg, 1^ afGne al franc. Ldviet. 
— S. 

Lizdn {in) agg, Aod2i de lizoo. Cianci" 
care, Ciampicarc, Andar lento e ten- 
ten noui; Cioncolare? — V. 

L6 e Loga. Luogo, Chi 16 e Chi loga; 
L& i' 16 e L4 i'loga. Modi c. br. per 
Qui , In questo luogo s t La, In quel 
luogo. — Il Berni nella sua Vita {Ori. 
in. c. LXVIT, st. 4o); 

Certi beoeficiuoli aveva loco 

Nel paesely che gli eran brigbe • pene. 

Dove il Salvini fa notare h Loco per 
Ld 6 rusticamenle detio: mi sovviene 
averlo inteso pi6 volte in Sabina *f 
(Nota alle Mime^ p. 184). ^ V. 
Ldcch {in) agg, ed awerti Si usa anche 
per Ismemornlo, Li Arelini dicono LoC" 
cio (O slrello) per Dappoco {K Redi, 
Focab. Aret), E nella lingua spagn. 
Loco vale Pazzo , Slollo {F, Fraocio- 
sini^ Foe, Spagn,), — V. 

In Tri locch agg. Vale anche Ridurre 
altri a non saper rispondere scuza be« 
ne capacitarlo. — S. 
hbecYi, Loch, Marmellatad^uova, olio, zue* 
chero, gomma commisti; si usa spe- 
cialm. dai fanciuUi durante la tosse 
ferina. 

L6cch bianc.OIio di mandorle doU 
ci , gomma arabica e siropo di papa- 
vero. 

L6cch negher ... Olio di mandorle 
dolci, fior di cassia e gomma arabica. 

Questi due ultimi giovano nelle tossi 
e nelle irrilazioni di gola. 
Loccdn {in) agg. Dimenticone (Redi, Lett. 

al Magal, Vlf, 7). — V. 
Lodera {in) agg, i segiienli proverb] : 

Santa Teresa, loder a la destesa ... A 
mezzo Poltobre 6 il forte della caccia 
delle lodole. 

El dl de san Simon loder a mon* 
ton ... Su 'I fin d'otiobre 6 il fortissimo, 
almeno ne' monii lariensi, sotto il Le** 
gnooe, nel Plan di Cdlico, ec, 
Loeigh {in) agg. No av6 n6 loeugh ne 
foeugh ... Lo slesso che No av6 n^ ci 
n^ tccc. — S. 

Vess in loeugh e .5tnt de vun. Fare 
le veci di chi che sin, Surrogarlo, — S. 
Loeuj e Loj, aggelt, \es$ loeuj o loj, e 
per pill Jona Loj loj. Essere aUoglia^ 
to, bahrdo, grullo, sonnolento, Essere 
pieno di noja, di svoglial^ggine, di snn^ 
nolenzn, di s!rarc:iggine,di casr:<i»c;ine. 



LOG (i 

Uanao i Toscani iVoit aver dormito net 
loglio, per Non essere halordo^ e do- 
\Tebbero di ragione aver in uao ancbe 
ih suo contrario. — V. 
Lce6va (a) nelle parU, dopo glume, agg. 
c=s AlusoD .M 

Lceuva beo vestida, iDveroo fregg e 
marsciolleot. Prov. brianxuolo e vale: 
Quaudo la loba o spiga del grano turco 
e veslila di inolli cartocci {spolbtt^ k 
segoo cbe il sussegueote iuverao sark 
freddo e nevoso, e poi molliccio e guaz- 
zoso per piogge e sciogliroeulo di oevi. 
— V. 

g^ PKoio(lf/«f. Nat. lib. XVIII, cap.Tii) 
rl)i«inii Foha e Loba U paoicola, romatooemeDte 
panttocchiaf del miglio e del panico. Loba cbiama 
quella drlla «agina do' Toacaoi {Mellea de' Mila- 
iirsi e Miglio indico di Plioio); e Lobo cbiama il 
Lafrello dc' legami. Pare cbe di qui abbi« tntto 
ortgioe la ooilra X««»>a. II Domeaicbi, oella trados. 
dciU dctla Storia di Plinioy mantieoe la cittadi> 
nansa italiaua a Loba, cbe il popolo di campagna 
W. av<<a gi^ data | tradnccDdola e modificaodola 
to Lova e Lauva^ secoodo proonacta. 

II Burigotco Delia sua Croaica usa Lova nel 
aignif. medesimo cbe Plinio asa Loba, parlaodo 
Tuoo e Pahro del migUo. II primo : u Era qaella 
moltitodine (rfi Mjottoie, dok hcittle^ o eaval' 
lette) iaaumcrabile, e dove alloggiavaoo la nolle 
c '1 di, facevano di gran male, come al roiglio, 
rompeudogli la krorca ( /^ culino ) appreuo alia 
lota ft. — II secoodo : Milium ... ex India in 
liaiiam in¥eclum est nigrum colore ^ mmplmm 
gramo , armndinemm eulmo, jidoleseit ad pedes 
mltilmdiaa septem ^ praegrandibus cutmis: lobas 
voeant(^Lih, XVIII, c^p. vii, tect. lo). Teofrasto 
ai legnmi la loba , ai migliacei assegna la foba 
( phoba ) rbe e la chioma^ la pnnicola o pan- 
nocchia cb' aut portano inau la cima. — V. 

Ldff (in) avuerti. If on h la stessa cosa: 
Cbi tta col loff impara a osolli, e quello: 
Cbi va al roolio s'infariona. — 11 priroo 
allude alls facilila di coolrarre vizj , 
praticando cod cbi li ba; il secoodo a 
quelta di soccuinbere iu un pericolo 
cercato. Sarebbe da tradurre : Chi va 
con lo zoppo impara a zoppicare. — S. 

Jgg, A roangialt el loff, el caga dom& 
sirasc ... I cool, lo dicooo per contu* 
melia verso cbi h tutio cenei e bran- 
delli, cbi e sciamannato nel veslire. 

l/inverna el le maogia minga el lofif, 
o se el le maogia, el le caga ... L'io- 
Terno o a tempo o fuor di tempo fa 
aentire i suoi rigori. 

Past del loff. K in P2ist i. q. G. 
Loggia (in) agg, Logg al plur. — Logus o 
Legos disse Tereozio per Baja, Ftol" 
iole^ Parole vane, inuiUi: 



o3 ) LOT 

^hetd.FotMratum isiuc beneficinm tibi puUhre dices. 

*>«f. Logi t 

Pbormio, a. 111, /. a. 
Cbe ii Cesar i traduce cosi: « Fed, 
Tucoofesserai d'aver messo roolto bene 

' a interesse questo tuo beneficio. — Dor. 
Girdodole » (cio^, Chiacckere , Fanta* 
sie, Ciance ). Aocbe disse Aesopi Logi 
le Favole d'Esopo. E il Pauauti (Fiag- 
gi in Barheria) cbiama piu volte £d* 
gi'ca un oziosobeirimbuslo, ud vagbeg« 
gioo cbe dia ciaoce e frascbe alle dou- 
ne. — V. 

Ldggio, v. br., per Letto, Quindi Aoda 
al ioggio. Andare a letto, Andare a 
dorm ire, — V. 

Ijdogb, aggett. di Ris. F. i. q. G. 

Lonl^D (in) agg,Yes$ tropp lontan (sottio* 
ttisovi daltacccrdarci, daWinienderci).: 

Flam, Cb'ri ti dia scodi ottanta, e to Flora gli la* 

sci libera. 
Sear, to n^bo ipaai piu ra lei da an mete ia qui* 

Or mcglio e di aadanene, 
Cbe troppo tiam loolaois a Dio. 

AUm. Flora, a. II, a. 6. — V. 

l.drd dicono alcuni per Spdrcb, o Brjui, 
pariando di Peso. 

liori (in) corn Questa voce non k con- 
tratioue di L^ori, ma si bene del dit- 
toogo au di Laiu^o in o, — V. 

Lot6n ...Coo queslo nome scberz.i Briao* 
suoli cbiamano il paue di grauo lurco; 
onde, pur scherzaudo, altri li cbiama 
Lolqfagi, — Con semi di lolo, dice Pli« 
nio, si fanoo paui. Est ei lotometra 
(liOto maggiore), quae fit ex loto sata, 
ex cujus semine simili milio,Jiunt panes 
in Aegypto a pasioribusy maxim e aqua 
vel lacte subacto, — Meotre h caldo 
Don k nitro pane piik salubre e piik 
leggiero; raffermo e freddo , si fa pe-* 
SHDie e didicile a digerirsi (Pliu. HisU 
JSat, lib. XXII, cap. xx\, sect. aS).— Y. 
Due Loti aqualici: Nymphaea Lotus 
e Nymphaea Nelombo Lin. (Fabaaegy* 
ptiaca), Quesl'ultima (e la prima ancbe) 
fa liori bianchi e bdli e ctlpsule con dn« 
trovi serai simigtianti a' gran i del miglio. 
Di questi se ne faceva paoe a' tempi 
anticlti in Egilto. •— 11 Lolo africano 
( r arbore dei lotofagi , il Lotophagon 
dendron dei Greci ) 6 il Ramnus lotus 
di Lin. c WZisyphus lotus diWildenovf. 
— V. 



LUM 



( I 



L6lt {im), 1.^ »ig., agg. L'i ud loti di- 
cono assolutam, i Bnan%uoli per £ uu 
azardo, & uo rischio, un caso di sorte, 
di fortuna. (Lot, Loos, Sorle, h voce 
golico^eltica), — V. 

L6lta (m\ 1.® sig., agg. LoUa [Gherar^ 
diDS Supplim,]. QueUa Fetla o quantity 
di terra che si leva coo la vatiga io 
ana voita. Qoiodi 

Terren che tea lalotta. Terreno te- 
nace, compaUo^ forte, che faciliueute si 
aUacca e lieusi forte iosieine^ le cui 
zolle difHcilroeute si disfauno e sfari- 
uacciauo da sd. — V. 

Taja la lolta ... Rompere co'l taglio 
d«:Ua vauga, Miouzzare^ Sfariuacciare 
le zolle volute su coo essa vaiiga nel 
lavorare il terreno. — V. 

Lolliida [Fa corr vuo a lottad] (in) agg, 
Ai%ollart una, Prender uno a lolle nel 
capo, nellc schiene, ec. — V. 

LovaitM (in) agg. Ooa pell de lovatta •,• 
Qutfl disteso di avatta cbe oon siiai- 
glia male una (aldata di bainbagia. 

Lovi...Fareil grano turco la spiga (/oriii^a}. 

— V. 

Ltoua e S16zxa (in) agg. A' Briaoz. si- 
goiijca ZoUa erbosa^ Piota, Cdiica cbe 
ai leva coo la zappa d'insii i ciglioni 
de^ cuiupiy o vero d'iasik i prati, sia per 
I'arua iiigrasso, o sia per copriroe ter- 
reui uudi. — - Sodo le Dostre Slotze lo 
stesso cbe i Galons de' Fraucesi. — V. 

Lu [L' e lu spuaa spulsc] (iu) agg. i^ lui 
pretic e sputato, — V. 

Ludro, Brutlo ludro^i Ludrdn ... Voci che 
•i buitauo dietro ad alcuoo per impro- 
pemrlo. 

Liigau. Lugano. 

La famin de Logan ^ ec, V. Famm 
I. 7. O. 

Lughdra (in) agg, LuchSra e Lucheria 
haooo i Diz. ilal. per Aria di viso^ per 
iiD certo modo di giiardare, PigUOf 
Guardatura, Pare uou significbi altro 
che la viva luce d'uu pajo d'occhi scio- 
lillaoti cosl di sdegoo^ come d'aioore. 

— V. 

Luln. Maa del Lula. V. Maa 1. 1/. G. 
Lu) (in) agg, Luj e agosi, donna mia, 

DO te cogooss. y. Donna i. q, G, 
Luniilida. Lucernala, Percossa data con 

la lucerna. 
Lum&da. Lucernala. Quantity d'olio che 

tieoe una lucerna. 



04 ) LUN 

Lumliga [Chidcciola] (in) agg. Gussa. Gu* 
scio c= Covercell. Operculo, 

Nel Vol. II, p. 4<»9 col. i\ r. 11^ 
corr, c= Demdcrito t=3 in sla Did^ne. 
— S. 

Lumiigao LumagotI, corr. z=Lutnaga saU 
vtfdega o Lumag6tt !n nutUt. 

Lumagdn oLumago(t. Zrrimaco/i«. II PhaU 
las impudicus, fungo nolo. 

Lum^l eLumelllona. Nomi dipaese Utati 
ndla frase figurata Kxkdk a loinell,c» 
a lumellinna, cioh Lumli. Oiservare^ 
Guardare^ Sbirciare, Spiare. 

Luiiiin&a, v. coot RinomatOy Famoso.^^V. 

Luroinania, v. cont. JUnomanza, No» 

mlnama, iPVim«.— £1 g'ha la luminanza^ 

o la oomina de vess bon. ^ in fama 

di bnon uomo, o d^essere buono, -^ V. 

Lurain^ri (in), 1.^ sig.^ agg, Lome, Splen- 
dore grande. Luminiere e Luminieri, 
sust. m. iodeclinab., dissero li aotichi 
al inodo nostro; i niodenii, Lumie-a% 
Luminiera, sust. C — V. 

LCinioi (in), i.* sig., agg, Chi vocur co- 
DOSS el tauderandan, ghe daga la lumm 
de pizzk in man. f^. Tauderandlio 1. q,G» 

Ljimm (in), ult. sig., agg, JnUrnno, Lie- 
nide sehatica (Mattioli). Ha fiori simi- 
gliaoti a graziose luceroelte^ onde il 
sue Dome. — V. 

Lduna (in) agg. Da la lunoa streecia, fr. 
coot Essere un gran chiarore di luna. 
A Fa el tond la luuna agg, I Brian- 
tdi dicono Fa el pien, — V. 

A La goeubba a pooent^ec., p. 4o^# 
col, I*, r. 36, corr, = di verso ponenle 
= m = verso levaote s=a; e a r. 57 , 
r=; verso levaote = in =? verso po* 
nente. — S. 

A La luooa veggia fa dori la visla 
agg, Forse il prov. ha relaziooe o po- 
sitiva o traslata co '1 noto adagio Luna 
vttus velulas, juvenes nova luna re- 
purgal. 

La Stella che compagoa la luooa, v. 
cont. deirA. M. Fenere, 
Lunna cataot ... Luna scema. 
Luooa cresseot ... Luoa crescenle. 
Vecc come la luuna ... m Forse da 
quelli Arcadi che passarono con Evan- 
dro in Italia, i quali si vanlavano d*es* 
ser pid anticbi della luna f> (Tassooi, 
Pensieri diu,, lib. Ill, ques. i5). — D. 

liiinna (in), 2.^ sig., agg. \ts$ tajaa iu 
cattiva lunoa, Figuratam., a' Brians, si- 



MAA ( I 

gnifica I^sere in/tUce^ Padre tl turlo 
dtlla disgratia. Essere tagfiato a cut* 
itva litnat dicou ancbe i Toscaui io 
queslo senso. — V. 

Wess tajaa id booaa o calliva luona. 
Vale aoche^ figuraUm., Essere p non 
cssere otto e capace a riuscir bene in 
unafacenda^ Avere o noo aver taleolo 
per una data operazione. — V. 

Luuoa. 11 xviii.^ dei taroccbi. Su quella 
carta ^ figurala la luDa e un gaiubcro 
a lei rivolto: (brse cbe di ik veone il 
detlo: Coss^ha a the fa la lunna coni 
i gamber? '•^ S. 

Luscera. Erba liicciola, Lo Juncus niveus, 
coii detto perchd nei lagbi dov'ella^ 
slanziauo voleolieri i lucci. 

LusiroeCi o Lusaroeii ... Quel fesso o aper- 
lurioa cbe id uo lello, id ud uscio, in 
uo'imposla di finestra^ e simili, falta 
o noo fatta apposta^ lascia passare al- 
quanlo di luce. Chiarella? ChiareUo? 

— v. 

Lu5iroeu (in), a.^ sig., agg. Lusirini, V, 
Lambruscblni (Del modo di custod, i 
bachi), — V. 

Lusilaa (in) agg. I Brians, usano questa 
voce per VanitOj Cosa illusSria, Ba- 
gaieila, Nonnulla, Jnetia^ — V* 

Luslrissem [L'^ come a digb, ec] (in) 
agg, M 11 dirvi giuntalori e cose siinili, 
Era come si d dir: Fratel carissimo m 
(Ceccbi, Incanies, a. 11, s. 5 ). — V. 

Luvertba, v. br. cbe i Pavesi dicono Or^ 
tisa. Sielo rampicante dei iagiuoli ram- 
picbini o voliibili, il quale ha inolla 
simigliansa alio stelo del LiSpolO; lorn- 



o.") ) MAA 

bardam. detlo Louerlt's. ^ II gambp del- 
la zucca, la quale s'altacca e s'arrain»- 
pica ai sostegoi die trova vicini , di- 
cesi dai Toscaui Fitedella zucca, avcudo 
aucliVsso gambo, come la vile, viitcci 
o capridli. — V* 
Luzia [sanla Luzia, ec] (a) nel Voc, e 
nelle G,agg. e con\ Di quest! detlati, 
cui il commodo della rima diede orl* 
gine pi6 che non it vero> quello di 
san Sebastian h in disaccordo con la 
spiegazione datane dall'A utore, giaccbe 
quel Santo ricorre al io di genajo; e 
per6, secondo e%%Oy le due ore sareb* 
bero gia guadagnate dal giorno su la 
nolte in genajo, non in febrajo; e tra 
san^Antoni e san Sebastian, non pas- 
sando cbe tre giorni, in tre giorni si 
guadagnerebbe la secondaora! Insoin* 
ina^sODO dettali falsi, e il Vocab, uou 
dee difenderli. — S. 

II vero dettato pero h questo: A 
sanSebastian on'ora in m^ui^ — il quale 
s'accorda abbastanza esattamente co '1 
Caleudario avaoti la correzione grego- 
riana, quaodo a Santa Luzia F era el 
di pii curt che sia. Pare che questi no- 
stri proverbj astronomici, cbe coucor. 
dano pure con quelli correnti in Tosca« 
na nclle bocche de'contadini (f^Laslri 
Agric, vol. V), abbiano avuto origiue 
nel decimotcrzo e decitnoquarto secolo. 
— V. 

Luziclint, sust. m. pi. Lampanti^ cio^, 
Scndi e Zeccbini. — V. 

Luzzln. Aspdlato. Lo Aspalathus ebenus 

. Lin. 



M 



IVlaa (in)^ i.^ sig., agg. A slo mond cbi 
vceur ytss nomiiiaa besogna fa u ben 
o maa. y. ^ominaa i. q. G, 

Maa l^alatia] (in) agg. Erba del maa de 
coo, £rba del maa d'orinua, Erba del 
maa scottaa, Erba del mal d'oeucc. F', 
Erba i. q, G. 

Maa bi4ncb «. MalaUa del gelso cre- 
dula contagiosa cbe intacca le radici. 
Per essa riutegumenti delle radici in* 
iloscisconOj iiubrunaoo, e assumono 
una piSlina a filamenti biaucastri, e 



Trtlbero inlristisee e muore. I gelst cosi 
ammalati si nutricano da piede inolti 
di que' fungbi che si dicono famfgliole 
( Fonsg de moron o casgnteii ) , clic i 
contadini mangiano assai volentieri. 

Maa de la fdrbesa. £ diverso dal 
Forbicione il qual viene nelle gambe 
delle vaccbe ; menlre la Fdrbesa viene 
alia bocca, e sarebbe quella che alcunt 
conladini , cbe non dislinguooo bene 
male da male, cbiamauo RIaa del fet- 
tons al qual Fctton i simile il Glossau^ 
i4 



MAC 



(106) 



MAD 



\T%tt (Carhone delta fingtia, e Orncro 
volante) e le Afle liekla liugua. — V. 
Maa del baccli^l. Lo ste$so che Maa 
dt?l raichett o Maa del ramett. K Ra- 
nidtt net Voc. 

Maa del Luvin. Lupinof Mai del lu» 
pino, Magliaf Leucoma, Male nelPoc- 
chio de' buoi, delle vacche, dei polli, 
ec.f cbe i un punlo rolondo e bianco. 
Jn Maa del laoz, dopo zoppica, agg. 
e io poco tempo si perde. *- Vuolsi 
cbe ne sia cagiooe I' erba cbe dicono 
slrigia, della cui lunga, sottile e dura 
radice si ftnoo scopette per trar la 
seln , per polir pauni, e imboziniar tele. 
— V. 

In Maa de rima (Vol. Ill, p. 4> c. i.% 
r. aa) corr, e distitigtii ^ II Afaa de 
rima e il Maa del lan% doo sooo una 
medesima cosa. La Rima 6 quello cbe 
i Veierinarj cbiamauo Coridgine, e il 
Lant ^ qaelto cbe dicono Fotbkione* 
Mel primo la pelle aderisce tenace* 
meote alle cdslole della vacca; laddove 
il Forbicione allacca le estremitii della 
bestia, e precisamente le gainbe. V. 
Acqu i. q. G. 

Maa (iorlia {in) agg, V, Fioran 1. q, G, 
Maa lisaacli ^ m. br. Ris/pola. Mai 
^'Isacco? F» Maishsc nel Foe, — V. 

Maa noMZZUcb ( Maggi ). Melancolia, 
Maltana^ Malumore, — V. 

Maa rdss o Maa de la rdsa chiamano 
varj noslii contadini ogni Afifeziooe 
erisipelalosa. 

Maa vecc. Sentime? Doglia che si 
seute di quando iu quando, massime 
nelle mutazioni del tempo ^ io alcutia 
parte del corpo per alciin male avuto 
gill in quella. 

L'^ maa vecc... Dicono i Brianz. , 
alludendo a certi slrapazzi e disordini 
di gioventik. Mare vecchio dopo la vil* 
toria^ disse il Magalotii iu un senso 
quasi simile (Lett, contro VAleismo, 
vol. Ill, p. i54, Bol. i8ai) — V. 

Sla maa in di pattej. Essere a mat 
partifOf in cattivo iermine, in pericolo j 
Essert mal parato. — Y. 
M^a (i/i), avverbio, agg,E conladinescam, 

Savenn de maa. 
Mmccrss. Guastarsi^ Macolarsi, Marcire, 
Dicesi delle fruttc cbe cominciano a 
corrompersi, a infracidare, ec. — V, 
Maccb (in) agg. Quel come brodo o 



sugo pintlosto deiiso cbe rimane scMto 
le eastagoe biancbe dopo cbe son cot- 
te; onde la frase: Dolz comeelmacch. 
— V. 
MMiina (01) agg. Ob macbinat — Esprei- 
sione di roaraviglia, come Ok speUd^ 
col!, usatH ad ogni tratlo dalle donne 
briaiizuole, faeili a maravigliarsi. — • V. 
Macbin^lta ...Nome antonomasliee di quel 
vaserello di latta nel cui centro sta ua 
focolarelto a spirilo di vino, suM quale, 
a mo' di fornelletto, s' improvise la ri« 
scaldatura d'aque, decozioni, cioccolata, 
ec. , ec, 
Macolaa. Aggett. di frulte intrislite, per^ 
cosse, malconce da veoto, gragnuola, 
e simili. Voce de' contadini circumpa- 
dani-pavesi^ piCi cbe de* oostri. — V. 
Madal^oo. Nome delle Nepe, V, Scimes 
d' acqua nel Voc, — Hanno per tipo 
la Nepa cinirea, ec. 
Maddr, e Madiroeu dimin, Tralcio di vile, 
MiU-za, Pdlmite, Sermenio: 6 voce dal 
vieioo Bergamasco passala in qualcbe 
luogo della Brianza.— Dal latino Mo' 
teria (Legnamm mil. )y come si vede 
cliiaro dal passo seguente di Columella 
(De re rust, lib. V, cap. vf, segm. 35): 
Aliemm est genus palmitis , quod de 
novello nascituTt et in tenero alligaium 
dependel , materiam vocamus, Ea et 
fructum et nova Jlagella bene procreate 
== Cosi iradutto da Bened. del Bene: 
H Un'alira qualil^ di tralcio cbe nasce 
dal nuovo, e che, legato al tenero, vi si 
appende^ h detto legnoso. Questo pro« 
duce e frutti e sermeuti nuoviw.^-V. 
Mader de denter ... Nella Bulla de ramm 
si cbiama cosi la prima cidtola supe* 
riore eotro cui diretlamente colpisce il 
mnglio nel lavorare la palla. 
MaJer de foeura ... Nella Balla de ramm 
h I'uUima sua cidtola la quale suol es- 
sere malcondiziouala^ come quella cbe 
riceve prima tutto I'attrito del corpo 
su cui il maglio la viene lavorando. 
M^der [Monaca\ {in)agg. Mader Discretta. 
Madre Discreta, Tilolo di quella mo* 
paca cbe entra a consiglio con la Ba« 
desia nel governo del monastero. 
Madonnloa de teng ... Specie di Erba tin* 

toria. 
Mndonnlnna [Lagrimetta] (in) agg, Luc* 
cicone (Thouar, Op, var.), — V, 
[Vegni i mudouoiuii] (a) agg, Lucci* 



MAG 



(107) 



MAL 



tmre U occhi^ quando per lenerezia !• 
Jagriroe sono li per iscoppiar fuori. — 
Bambolare ne^i occhi U pianto, cM, 
Oudulare le Ugrime oegli occhi ^ ma 
non cadere aocora. — V. 
tladresgili, v. c br. — Dicesi delle vaccbe 
alle quali aucceJa la icesa deirutero 
Delia vagioa; e specialm. quaodo per 
cssere la scesa grave Tutero si lascia 
^edere come uq grosso corpo rosso al- 
rorifizio del la vulva. *—6ta vaccn la ina« 
dresgia. Questa vacca fa la madre, di- 
cooo alcuoi « non so quauto italiaoa- 
neute. 
Madnona ... Quelle pi& prossima parente 
d'uoa sposa che, qnasi leslimoDia fe« 
miniley racconnpagiia all'altare allorcb^ 
va a ricevere la benediaion ouziale. 
1 Comascbi la dicono Fillpa (F, Monti> 
Foe, Com), Ferse Paraninfa? 
Madroak ona pianla. ScapiloiiaHa, Sco* 
ronarla , daodole forma di MaUona, 
V, Matrona i, q. G, — V. 
Maesler {in)^ i.^sig., agg.. Mailer de cor. 

Magiscoro. II Praecantor latino. 
Magg (m). i.^S'g.i «gg. Se i oliv grap- 
pissen in masg, ec, K, in Oliva i. q, G. 
Maggenghln. P''. F^n 1. q. G, 
Maggiav^ggia... Variety del btvccatello 

d'Arzo uetlo Svizzero. 
Magber, ogge/l. di Formaj. F, nel Foe. 

in Mala e Naliii. 
MMgiiku {in), 1.** sig., agg. Nel B. M., ove 
i porct sono in copia^ h officio esclu- 
sivo non di tutli, roa dei pi6 perili 
Calderaj ambulanti^ il caslrare i verri 
per averli majali. *— Percid il Magnan 
in attivit2i eserceole quesl' oflicio di- 
rebbesi ilalianam. Notxino o Caslra* 
porci o Caslraporcelli. — Da quesi'of- 
Ijcio deriva forse la stizza cbe banuo 
i cosi deiti Magnan quaodo la plebe 
per iscberno grida lor dietro Fa* a Pa* 
dova,q\iBs\ riroproverasse lorolalaurea 
caslratoria porciua. 
Magnlin (in)^ a.^ sig.« agg, Falla de ma« 

gnan. Scaiireggiare, 
Ma^aknntLMJggeiLdiFolc, F, Folc 1. q. G. 
Maguaris. Magnate, F, Blooli, Foe, Com, 
Magndccora per Mazzoccora. F, nel Foe, 
MagnoeJila [parte del manico della vanga] 

(in) agg, Maniglia, Capitcllo, — V. 
Magnugora per Remigoj. F. nel Foe, 
Magdlc [ Mueido ] (in) nola cbe VEsser 
moscio (vizzo, amroalvato) non reude 



punto il nostro Save de magole^ Saper 
di milcido^ di mufTaticcio. — V. 
Magdn (in), a.** sig., agg. Si piglia aocbe 
pe '1 segno esterno del dolore cbe den« 
Iro ci preme, atto a commuovere I'al* 
trui cttore.^ccoras/o/ie^ AeeoralaggiHe, 
MesUzia^ AbhaUimento? — V. 
Magonkss (in) agg, Ne^Diz. della lingua 
abbiamo Smagare, •SmagarW^propriaro.^ 
per Smarrirsi, Crrar la strada; e» figu- 
ratam., Perdersi d'animo, Gostemarsi» 
Avvilirsi, Attristarsi, -^ signiGcati cbe 
rooho s'avvicinauo al nostro Magonass 
e Immagonass, — V. 
MagosB (in) corr, Non viene per iscesa, 
o aia da calarro cbe scenda dal capo, 
si per ioliammazione delle glandole 
linfiiticbc cbe si Irovano iutor&o al ceU 
lo. — V. 
Mligra (in) agg, Intanta cbe la magra la. 
mcBur, la grassa la consuma. F. Grassa 
i, q, G, 
Magramtjnt. Magramente, Falla megra*. 

ment. Passarsela poveramenie. 

Mai (in) agg, Mai e pneik mai. Non mat, 

Mai-ma«d^ss^ v. cont. brianz. Sinon, del. 

nostro milanese L* ^ 11 bella o U^ aj- 

|)e)la. — Mai-ma*des8 cbe I'd andaa 

in Turcbia. Gli ^ quel poco che se 

n*h Ho in Turehla, 

Majolega ... E una specie di calcario bian« 

CO contenente o nuclei o stralerelli di 

selce pimroaco. 

Majozzln, v. hr., al plur, Majoszitt. Man» 

giarello o Pastetto che si facia fuori 

delle ore consuete del cibarsi* SI fatti 

roangiaretii che si fanno fuori dei so- 

liti pasti sono i Berutti, le Merenduize 

e i Pusigni, Tra Tasciolvere e il de- 

sinare si fa il bcruzzo^ tra il desinare 

e la cena la merenduzza^ tra la cena 

e Tandata a letto il pusigno. II Blagaz* 

zini (Ctdliu. tosc, p. ia4) cbiama Be- 

ruzzo anche quel mangiare e here cbe 

taluoi fanno avanti la cena* — ^. 

Malacquist ... Ci6 cbe s*acquista con fro*. 

de. — Robba de mal acqiiist. Farina 

del diavolo ehe torna in crusca, ^^ S. 

Malasc^ Marksc e Marascett dimin., v. c. 

br. ... Andazzo di malatfa epidemica o 

endemica, cbe compare non si sadoode 

nd come, e cbe presto vassi e dispare. 

Malaccio? Mala ii\fluen%a, *- V. 

Mal&ss. JmmalarsL — Avegb pocch . a 

malass ... In Brianza diconio delle don* 



MAL ( I 

lie die SODO prossiitie al par to: p. e., 
La lal la g' ha poccb a nialass ; chc di" 
eesi anche La g'ha pocch a anda in 
letly La g' lia poccb a anda-gio, -^ e 
iragliooo a sigiiiGcare coper(anic*Dte e 
onestamente qu«l che t cittadini dicono 
spiallellatameiite i La ff ha pocch a 
partwi, — V. 

MalaUa (in) agg, Fresch de tnalat/a. F. 
Friscli nel f^oc, 

Maib^cch e Malblcch {in) agg. Li Spagn. 
chiamaoo Bicho il baco; e dicono 3fal 
Incfto il briccone, cbe pur i Toscani 
dicono Ma!bigaUo, Ubriaoldo Malblcch 
prjoviene dunque dalio spagnuolo, e si 
come pe ^1 danno che fa qiiealu specie 
di baco ai pu6 veramente dire bric- 
cona, cosl il Brian, fa singolar riscontro 
al Franc, che lo dice Vev'Coquin, 

Malcdinod. Discommodo. Tegni on p^ 
malcdmed ... Tenere un piede in po- 
siziooe scommoda. 

Malc6tt (in) agg. Usasi figuralam. per Di 
mal umoi'e^ MalconUnio, Indisposio, 
Torbido, — V. 

Maledisidn (in) agg. Mo vor& nh maledi- 
zion ne benediiion ... Non ci iroler en- 
trare, Noo voler averci raano^ Slarsene 
dalla larga, Starsi neutrale. 

Malingtt&a. Diseguale, — E^ figuralam., 
L'^ la cli del malioguaa ... £) la casa 
del malgoverno. 

Blal roarin ... % la cldrosi o pallidezza del 
formentone; presagio foriero di mal 
raccolto. 
Blalm^ra, v. del Basso Mil. ... L'ada- 
quamento della spianata d'un anno per 
far fieno maggese produce nell'erba 
una specie di annebbiameolo, da' con- 
tadini chiamalo Malmira, Questo fa 
cbe il pralo rende poco, c I'erba n'^ 
perniciosa alle vacche che se ne pa- 
scono. — V. 

Maldra (in) agg. Lassk aud& in maiora el 
foeugh. F. Foeikgh i. q, G. 

Malsabbad&a (in) agg. Mal in amese, 
SmcOf Scialto^ Malcaltato. I Valdesi 
erano delli Sabatati e Insabatati dal- 
Tandare scalzi come i Frati minori, 
con nient'altro in piedi cbe on pajo 
di poveri sdtidali delti sabdte. Chi era 
dunque calzato di sabtfte rotle o gia 
da allri dismesse, era perci6 dello mal- 
sabaiaio (Fi nel Glossario del DuCaogc 
le Toci Sabatati e Ihsabatati ; K pure 



08) 



MAN 



Giannone, Opere , V, a3i; Xff, q^j). 
Forse pu6 esserci vetiuta questa iror<* 
anche dag4i Spagnuoti, i quali, dopo 
averci dominali un censeltantannt , ci 
hanno fioalmente lasciati nialsabbadaa, 
ciod, bruchi e c6* plhfuor delle scarp^, 
le quali in loro lingua si dicono capatos, 

— V. 

MlkMn [Crds de] (in) agg. K Cros de Mulia 
I. 17. G. 

Mall^rmen. K in T^rmen, sig. 5.*, nel 
Foe, 

M^inm [La]. Face infantile per Mamma. 
Madtv. 

MSimma [Ln] ... II vulgaccio chiama con 
questo nome la persona che (ienc il 
sacco a'ladri^ nascondcndo o compe« 
randonc le cose da essi rubale. 

M^mma (in) agg, Cara mainroa, snst. m. 
Dolcfgrappolo , Dolcione , Dolciafo , 
Nuovo pesce , Cucciolotto , Co^tluvio , 
Sciocco finimondone, che, facendo <lel 
setitimentale, di iu scempiezze e ridi* 
colnggini. — V. 

Mibn (in) agg, Andh adree a la man. Se- 
guii' Vordine^ Jndare secando Fordine, 
o sia di eikj an^ianiti, o sia di merilo^ 
o sia di, ec. — V. 

Ad Avd a la man agg. E, cantadine* 
scam.^ a It man. Avere in sua polere^ 
in casa^presso di sd, a* suoi conunandi. 

— V. 

Av^gh ona gran man per 612i, ec. ... 
Aver buona mano per la 6lalura; E%* 
sere cspertissimti fiUtrice. 

A D^L o Lassa la man drizza a vuti 
agg. Dicesi per lo pid di cbi sia pe- 
ricoloso, c da guardarscne. — S. 

F& a roau, m. br. Fare a sua mano, 
Lavorare a nianOf ciod, Lavorare un 
terreno per proprio conto, che i Brianz. 
dicon anche Fd andd in ca on Iteitgh, 
on ten^n. — V. 

Lassii la man larga a vun. Lasciarlo 
fai*e liber amen le^ I^asciarlo in sua ba- 
lia ; Dargli o Lasciargli la briglia su V 
collo, — V. 

Melt i man dedree ... Frase cont. 
verso il Comasco equivaleute a Ciappa 
quel che ddn» Acconlentarsi d'ogni 
prezzo, e, dipintivam. me$se le raani die* 
tro le scbieuCy acceunarsi per conlenio 
di quello che altri vorrli porvi a preiio 
di cio che compera da voi. 

Mett in niau a vun ona lit, ona qne- 



MAN ( 1 

Slion^ ec, RimeUere aila dtcisione di aU 
vuno una diffet*enza^ una causa ^ una 
lite; — Fainelo arbitro ^ giudiee^ ec. 
M Meltemmo la questione in mano di 
Giove , e non la toII« determioare » 
(llatiaetto Maonelli, Croiiichelia), -— Y, 

Ona tnao con I'alira se lava la fac- 
cia. Una mano lava taltra (Manus ma» 
num lavtU), 

Tegni i man dedree ... A chi tiene 
le niani a Urgo usiam iloinandnre se 
abbia frumenlo da vendere. L'incliie- 
sla provieiie da quelli cbe^ andandp ai 
roercati) tengono di dirtro fra le mani 
le mosire dei grani che vorrebbero ven- 
dere, seoza farst scorgere d' essere al 
mercalo per tal One. Vn simile alleg* 
giaroeiito si vuol proprio d«' millionarj. 

Tirass-su ben su la soa man drizxa ... 
Guardarsi ben bene, Badare ailcnta- 
meiite. Girar lat-go ai caniip Andar 
!esto con uno. Stare addosso a uiio con 
I'oecbio allento clie non ue gabbi: 

Gaardev, tiree ta ben in la man drittai 
Ch^ qaitl volt lervilor fesionatiiMiny 
S*tl p6 frisutT) al friata. 

Bfaggii ft Barome di Birbanta^ 
Prologo, p. i»9. — . V. 

Vess come cinqu did io d'ona man. 
r. Did I. q. G. 

Vess ona cossa la man del Signor ... 
Essere cosa eccellente, miracolosa in 
fare IVITetto e il bene che se ne desi« 
dera e se ne alteode. — V. 

Man. T. de' Murat. Dk ona man. Incal* 
cinare. 

Man de gross. Arricciato, Arriccla* 
iura, E la seconda incalcinatura o cro« 
sia greg{tia vhe si d^ ai muri niiovi 
dopo il rinzaflb. «> 1 ninr noeuT prima 
te scijen ; poeu se gbe d» ona man de 
gross (e, schenevolm.^ se sgi^fTeii-su) ; 
io Gn se stabilissen. / mnri prima si 
rinuijffano con scaglie di sassi o tegoli 
spezxati; indi si arriccianoj da ultimo 
s* intonacano, cioe, si d& loro una co» 
perta liscia e poh'ta, — V. 

Manca ! (in) agg, n Le, Chi ve I'ha tlello? 
I^or, Manca ! ... E^ non vicn persona al 
fomo ehe non ne favelli » (Firenzuola, 
Tfinuzia^ a. If, s. 6). — V. 

MancA (ill), 1.^ sig. , agg. Ghe manca va 
domii qnesfa; o pero Gbe mancarav 
anca qiiesia •.. Diciamo ironicam. per 
signiBcare che altri io quel che ci ba 



09 ) MAN 

falto di male, ha gia ollrepassalo d) 
motto i tertTiini del convenevole o d<-l 
giuslo. — V. 
Manc£i (m), 4.** sig., agg. Mancli a vun ... 
Frase ellittica, e vale iVofx pagarh; 
Non sodisfarlo di qutUo che gii si deve. 
II Varchi ( Sior, fior, ) pur ellitlicam. 
disse nel medesimo signif. m Venir me« 
no ad uno *». — V. 
Manc^-vfa. Morirsi, Svenirsi, Spirare. 
Mandli (in) agg. Mandi vun a dormi. i^an* 
dare uno con Dio , Accontentarlo di 
IfcUe parole e magre ragioni, — S. 

Mandaghel mingn a di ... Dire aperta- 
mente ad uno lesue ragioni; Dirgli su 1 
muso che che sra d*acerbo. — S. 
M&nega (in) agg, Tir4 la cusidiira dc la 
manfga in mira al gdmbet. Aggiustare, 
Assettare le cote a suo uopo. Fare con 
qualche artificio cbe torni bene cio che 
realniente 000 ^. — V. 

[Tri-foenra i manegh de la gippa] 
(in) agg, Ed anche sempUcem. Trk-lnura 
i manegh. Trarsi deUe braccia^ SbraC' 
ciarsi. Fare ogni diligeoza, ogui sforzo 
per ... — S. 
Mandggia {in), sig. a.^, si omettano le pa* 
role==:a cui si lasciano da capo alcnni 
ramitelli che si dicono comettL = Si 
omella pure tulto il trallo Con la parte 
piana, ec, sino alia fine. == La Maneg* 
gia ( I^fanecchia) delta anche Pal de 
man^ ciod, grosso quanto cape la ma- 
no, i un semplice palo senz' altro, al 
quale si tendono e raccommandano cosi 
i pedali , come i traici della vile. II 
palo, al qual si lasciano da capo al* 
cuni ramicelli tronchi alia luugliezza 
di due decimelri o poco piu> accioc- 
ch^ i traici novelli vi si aggrappino e 
raontino su alio, noi Io cbiamiamo 
Siasgia , la quale ha mollo che fare 
CO ^1 Broncone , se non die la Staggia 
h meno grossa , ed i solamente dcsti- 
nata a mandarvi su i cap! che banuo a 
portar frulto I'auno vegncnte. — 11 
Broncone de' Toscani non ^ prr nienic 
la nostra Maneggia: n\ Bronconi (dico 
il Soderini , p. 78-9 ) o sono fattt di 
gambali o rami di castagni con piu 
furche o cornicelli che si [>t>ssa io cima, 
O' di travicelli di quercia segata in log- 
gia d'aguglia (dial. mil. Gttggia), accom- 
modHtivi 90pra cerchi o wetzt cerchi 
a far pRlioni e reggcrc e dispcnsare i 



MAN ( I 

sermeoti , ... o vero ficcando loro da 
capo alia semplice piuoli o randelll 
di scopa , coruiolo o ginepro , ... che 
regge all'aqua grau tempo. t> —V. 

Maoeggia (in) agg. Salvaod quel ch'el ma- 
neggia ... Dicooo scberzando i Briatiz. 
per Sia delto con la riverenza dvvuta 
al suo grado, al suo carattetxf Salvo 
il rispello per altro dovulo alia sun 
persona^ ec, — V, 

Maodlla ... Cusl chiamaoo le Briantuole 
un roaoipolo di filaliccio giii bello e 
nmmanito per essere (ilato. — V. 

lUaii^ra (iH\ i.° sig., agg. Cosl assolutatn. 
u$ata^ vale: jicconcio e bel modo^ Mi' 
sura conveniente, Buona regola, e siiui- 
li: p. e., El g*ha miuga de maodra{ 
£1 fa i coss con maoera. — - I Toscaiii 
usano Modo assolutam. in queslo me- 
dcsiino sigaif. « Governava la famlglia 
COD modo M, dice Pandolfini, per Con 
modo acconciOy Come si conveniva, ec. 

— V. 

Manella {in), i.^ e a.** sig, agg. Gruccia 
diconia i Toflcani per cerla siroiglianza 
che k Ira le due cose: p. e. ^ « Gia 
av^a poslo la mano su la gruccia del- 
la bussola per aprire e andarseoe ». 

— V. 

Mao^lta (a), id sigoif. di Sessora o Pa- 
lottln, agg. L^AoguiUara cUiam;^ Sdssola 
qufilParnese scaaalato che si usa per 
estrarre a roano i'aqua dalle barcbe, e 
simili: 

Ma qoei di sollo T^ban li occhi e Torecchiei 
B coa Uttolt e spagne empion le sccchie. 

Mttam. c. IX, s. aoa. — V. 

MaDgia (in) agg. Pastime (Magalotti, LelL), 

— V. 

Mingen luce in d*OD piaU> in d'ona 
aquella. Fanno iulii ad un piaito: 

Faremo aJ un piatldio 
Voi t mia madre mI io, la faote e i ranli. 

Berni, Son, IX^ p. 107. — V. 

M^Dgeo tucc a on basloil, dice figu- 
ratam. il Brians, per TuUi si accor* 
daiio a mangiarci addosso, parlando 
di cbi male amminislra iosicme con 
ahri. — V. 

Maogiagb-via, p. e.^ on para d'orett. 
u Di set ore e' ne potevan rodere un 
pajeMo M ( G. Giusti , Discorsi che 
corr,). — V. 

Robba che mangia la porlen mioga 
via ... Si suol dire allorch6 qualcuna 



10 ) MAN 

temed'andarea viaggio per alcana coitl<» 

missione. 
Se ykQ, van ; se de do, che stagben- 

U per on oiler mercaa: mangia, mangeu 

mioga «.. Se si spacciano, bene sia; se 

no, per aUra vol la : non ^ roba che dia 

spesa. 
M angik [ £1 ] de la frusta ... Cosi dices! 

quelle sfioccatura in cui finisce la cH- 

napa da ciroa del mouooe. 
Maogii , pari, di Fomace, V. Forois' «. 

Maogik ••• I Muratori usano in gergo que- 
ala voce per Tralasciare, Scordarsi di 
praticar nella muratura quei vani, o 
quelli sfiatatoj che vi banno ad essere. 
P. e. , Foj , regdrdet paii de mangid 
minga el bus de la saa, 

Mangiagrdpp (in\ dopo Tessitori, agg, e 
quelli cbe ne'filaloj della seta aggrup* 
pano i fili che si rooipono per rimet- 
tcrli su I'aspino. 

Mangia pal pee (in) agg, Cosi la plebe chia- 
roa talvella per iscberzo e per iscbemo 
li impiegati di qual siasi Oflicio, ma piu 
parlicolarmeiite quelli d'ordine^ come 
scritturali, cursori, conleggiatori, ec, 
V. Palpee 1. q. G. — V. 

Mangiatdria. F', Robba 1. q, G, 

Blaogiotla (a) nelle G. agg, Manglare cnn 
certa avidila e fretta, e di spesso. Man* 
giacchiare? — Usiaiuo sovente questa 
voce in senso esle&o : p. e., Maogiotl4 
vun dc basin : m lncoroinci6 ad ac- 
cnrezzarlo e a mangia rlo da baci » 
(Zannoni, Ritrovatn, deljigl. a. I, s. 3). 

— V. 

Man), V. br. Appronlai^e, Ammanire^ Pre* 

para re, — V. e S. 
Manii. Pronto, Ammanito^ Apparecchiato* 

— V. 

Manifeslalori. t^, Giuram^ot 1. q, G, 
Manissell de> 61, v. br. Gomitolo di accia, 

— V. 

Mknna (in) agg. L^acqua a sanl'Anna Td 
me) de la manna. K Anna /. q. G. 

Manna (in)^ a.° sig., metlasi Meldgglne \ti 
luogo di Melugginef e si cancelli Me^ 
lume, cbe h lutt'alira cosa, — V. 

M&nna [Rugine] (in) agg, e corr. c^ E 
su 'I frumento specialmente, raolli gra- 
nelli del quale banno la gluraa (Loppa) 
annerila> e i piu di essi trovaosi im- 
miseriti o dislrulti, menlre cbe alcuni 
altri soDO tallili. •— Y. 



MAN 



(f 



Ql^p* II Taoira cbian4 MatuiM • Mffume qa«U 
i' nmor vdeooio t^ adiMlo ebe oooc« »lle biade 
cd all« vili, detio laliovro. Aerugo e Rubi%0 • 
A'rc pestUetitem sentiet AfrUum 
Feeunda vilis^ nee sterUem segts 
Rubigintm, elc 

Horatins, lib. HI, od. XXI It. 
a Cbiamaii Malumt dal male che apporia, Me- 
inm^ dalP avare, per la TiacoMUi dalU Debbia 
e d«^ vapori dtlla terra ^ tiniiiUaDaa di ntle { e 
quaodo a aboodaoaa dt questo malore ) oltrt il 
danoo cbe apporta alle graoella ^ la paglia si fa 
rosto-gtalliccia e nialsaoa per cavalli n, ee* (Taoara, 
Eecnom, p. 43o). — In geoerale, i noatri contadioi 
cbiamaoo Nibbia lulti i visj ai falti dei vegeU- 
bill, cbe o oe goastao le fogliei o oe cooaamaoo 
i semi e i fruUt. I Pavesi e i vicini Circampa> 
daoi dicooo Marin ua (al malore^ e Marinaa le 
piiota cbe De sono afTetla , ad ^ come dire ^- am> 
morbaie da pealileDaioso veolo marino, — cbt h 
Vjf/rico dH)raaio appoolo. 

£ qaesla Manna^ Mcoado cbe a mt pare|PC/- 
redo rubigo dei Natnralisli moderai| la quale cod- 
siste io UD ammasso di faogbelli microacoptci c|ie 
si preseotaoo solto forma dt oiacchielte polveroae, 
graoellose, giallicce. — V. 

Uiiooa {in\ 4*^ sig*» corr, = Qaella ru* 
gine raocia e densa cbe si vede su i 
rami d^ogoi genitraxione di rose e che 
qui 6 delta Melata de' rosaj , ^ altra 
cosa dalla Spugna delle rose o Bede* 
guar, da ailri delto Citiffbio, Riccio o 
Galla capelluta. Questo e uo aggregato 
di roolie galluz^e tra loro appiccatee 
coperte per di fuori di certi peli da 
prima verdi o poi Iraeuti al tan^^ io 
ciascuoa delle quaii galluzze sta rio- 
cbiuso un picciol baco nato dai semi 
depostivi dal cinipe delta rosa ia seno 
a eerie iotaccalurc ivi (alte da lui stes- 
so. — Hanno qualcbe simigliaoza a un 
batiifTolo di lana o di capelli, doode 
il Dome loro; e non faono, cb'io sa- 
pia, cbe su la rosa caiiina. — Noi li 
cbiaraiamo noo Manna , ma RUz de 
la rceusa del coco, — V. 

Manliicca dicesi da vary del coniado, e 
specialm. verso il Novarese, quello che 
f Bresciani e i Manlovani dicono Man- 
legnaroe^la; ed e queW'Jppoggialojo 
che io varie case si vede tultora da 
banda di alcuue scale per appoggto di 
cbi le pratica. 

t la Manldccola dei Pavesi. — V. 

Maoticca de semi freddi ... Specie di mao- 
teca medicinale in cui eotrano i cosl 
dctti qoatiro semi freddi. 

Maot^gna. T. dei Murat. ... Quell'oggetto 
qualuoqoe che s'adopera per lener 



I ) MAR 

fermo al muro il filo delta diriltura 
(legnceiira) a una distanza motto pro- 
luogftta. 

Mantegn&da (in) agg, ScagUa (Berni, 
Son, xxi), contrario di moglie* di buo* 
oa e legitima compagna. — V. 

Bf anjibri. T. de' Trombaj. Mannbrio (Ca- 
rena, Prontu. p. 294). 

Sue parti tone : Carlo. Cnrro =r Tit. Vite = 
Leva. Litva = Tiraot coo Speaaadora. TirmnU e 
Braceiuoio com snodatura = Braga ... ^ Asia* 
y^erga =; Mancgb. Menatojo, 

Manusceut, v. br. Brancicato, Malmeg* 
giato, y, Mastiuaa nel Voc, — Figh 
manuscent, disse il Maggi. — V. 

Mauz (in), 3.^ sig., a cb'el par on fasan 
agg. Jffagianato (Aretino, Ipocrito ^ 
a. If, s. 8). — V. 

Manz (i/i), Vol. III^ p. 44» c. a.\ r. i3*i49 

« Fetta de meaa agg, Mela di cmlaccio ; 
a Poota de culatta agg, Groppa di cutaceio, 
Nellast^ssa colon na, riga sestolt., agg. 
Sugnaccio f Rognonata f Cioppa d'arntone ? 

Manzde, ▼. coot. ... Quegli che governa i 
manzi quando sono da macello (i bcsa 
de grassa), 

Marah6 (in) agg. II Garena nel sno ProU" 
tuario (pag. 90) dice che il Marabii d 
piuroino che si tree da qoella Sgarza 
africana che li Oroildlogi modemi cbia« 
roano Cicogna algala. 

Maragnolin ... Picciola maragnuola di Be« 
no, ec, 

Maramao ... Esclaroaziooe ammirativa e 
spesso ' negativa y e simile al Merre^ 
gnao dei If»poletani (Basile, Lo Cunto 
de li Cunti, ec. Jorn, V, Traienim. I.®). 
— Te cri^det ti de ciappall eh ? ^. Ma* 
ramao. Tu pensi coglierlo eh? T'in* 
ganni. — E spesso questo Maramao d 
accompagnato da alcun geslo correla« 
tivo. 

Maramko diciamo anche il Gatto par* 
lando CO* bimbL 

Marcad^lt (in), a.® sig., ad A?* pien el 
inarcadett agg, m Aver pieno il sacco » 
(Luigi Pulciy Morg,^ c. XIX^ s. i32 

e 144 ). 
Marchds (in), a.* sig., corr. = Meslruo 
= vt = Mestrui c= ; e agg, 

•. un monle di lelame 
T'afpelU, maoigoldo, aprioiaccialo, 
Percbk ta maoia a toe aorelle allalo ..... 
Queste aaraono quello 
Cbe, mal vivcodo, li faran le spese, 
E M lor, 000 quel di Maolova, roarcbese. 
Berai, Son, contra PjirHIno, 



MAR ( I 

lljichctl) dimin. di Ulurco usalo ver^o a 
Creiimscoijra noi piii communem. Mar- 
iliiti. — Tra san Marchell e Croselt on 
iiiverneti ... Proverbio cbe odesi in quel- 
la parle del conCado cbe avvicioa il 
Cremasco; e vale clie tra li altimi dV 
prile (25, S. Marco) e i primi di roag* 
gio (3, Invenz. S. Croce) la stagioue 
ulora incrudisce fuor del tenor ordi- 
iiui'io di prima vera; proverbio riuscilo 
verisstmo in quest' aiiuo i85o, io cut 
il 7 di inaggio^ come sto scrivendo, non 
aucora toccbiamo il temperalo, e ah* 
biamo gbiacci uotluroi e brinate forti. 

Marci e Marsci ... Altivamente usalo ^ e 
parldQiio di terreui , vale: Fare scor- 
rere un veto d'aqua contiuua sopra uu 
terreno disposto in inodo cbe quella 
ivon vi stagtii inai ', — con cio si viene 
a formare quella sorta di pralo jemale 
cbe noi cbiamiauio Marscida^ V,^ la 
quale in Toscana nou ba proprio no- 
lue, uon essendoviy cb'io sapia, la cosa. 
Usando per6 i Toscani la vocejrdcido 
per ecceii»ivanieute inolle e bagnato , 
non si potrebb'egli a uo bisogno fog* 
giare 4\x quella la frase Fracidare un 
terreno, per lutrodurvi una certa quan* 
Ilia d'aqua scorreote continuamente , 
si cbe VI produca erba nella stagiooe 
)emale7 Allri se'l vegga. — V. 

Blareguoeu per Maragoocii. F'. nel Voc. 

Mar^nda, v. valsasf. Figuratam, Scroto^ 
Coglia, — V. 

Mareiida ... I coiitadioi brianz, con ben 
adhlia inetafora chiamano Marenda i 
due ordini {stichi) niediani delle spi- 
l*be allorcb^ nelle buone annate He* 
scono pieni di belle e sode granella, 
le quali nelle annate trisii o sol inez- 
7.aiiainenle buoue, non allegando per 
I'allila fecondazionei ne lasciaoo vuote 
le glume. — Onde Spiga die porta la 
marenda vale a' firiaoz. Spiga compiu* 
la, ^piga le cui glume o caselle sono 
tu(te picne de' loro cbiccbi^ delle loro 
granella; spighe cbu il Crcsrenzi di- 
rebbe venute a merilo: a Quaodo il 
{terreno) caldo secco si iiiiscbia all'u- 
' mido e al freddo , si fa un tetnpera- 
ineiito ...; e allora le piante vengoiio 
a merito; e {quella terra bonificata raie- 
'diante un tal temperamenlo ) mula le 
selvalicbe proprietli nelle domesticbe, 
coafi ndluquantita de'frulti, come nella 



12) MAR 

qualila » {Tt-atl. dJgr. I, 134). P-e.» 
Oi»a scaffetla m di auu ordeuari la d^ 
duu stee; io di ann cbe la spiga la 
g' boa la marenda, ne da duu e mezz. 
£1 forment carlon ne d^ fina Iriiy e anr* 
pussee. — NB. La scaffktta si fa d'uit 
numero deteriniuato e costante di co- 
voni, cio^ di 24* "- V. 

Marendada. Aggiunio di spiga, e vale 
TiUta plena, spiga cbe ba la Marenda, 
V. I. q, G. — - In di ann bondanzios la 
spiga 1'^ marendada. iVeg/< anni abon* 
dost la spica rende merito esuherante 
alle fatiche del contadino, — Qucsia 
merenda aduuque d come dire il so- 
prainerilo, I'interesse cbe il caropo a 
grano rende sopra la rendita ordinaria. 
- V. 

Marenddo. DappocOf Coglione, — V. 

Mar^nna de kSpagna o Peverdu de Spa- 
gna. Peperone di Spagna, 11 Solanum 
pseudocapsicum Lin. 

Maresci^ll {in), sig. a.^^ agg. Castropor* 
celli. 

Marg&rich. Margarina, Si ollieoe sapoul- 
Bcando i grassi di monlone, di hue e 
di porco> e, con maggior sempliciti, dal 
grasso dei cadaveri umani e daU'olio 
d'oliva. Se ne fanno candele, cbe rie- 
scono per6 meno trasparenti delle slea- 
ricbe. 

Margarilla. MargherUa. -^ A santa Marga- 
rina s'ban de vedd (i cast^gn) lontau 
oua picca ... Dettalo de'contadiui e 
montanari briantuoU coM quale ten* 
dooo ad avvisare cbe tl caslagno deve 
avere il frutto gi^ visibile a qualcbe 
distanza poco innanzi la met& di giugiio, 
se ba da prometlere buou ricollo. 

Margasc^ ec. , per Melgasc, ec V. 

Per ischerzo i coniadiui chiamano 
Margasc ancbe il focile dei niilitari. 

Mari (in) agg. £1 marl cl g'ba i dent 
de can , se not mord incoeu el mord 
doman ... Lo suol dire chi sconsiglia 
una zilella dal mafilarsi. 

MHridass {in) agg. Cbi se roarida con 
niunt finna a la mort s'en sent .m Ma- 
rilarsi poveri e indutati h male. 

Marin, v. del B. M. e del Pa v. ... Blali- 
gna iuGuenza portata dai venti die ven- 
gouo dai mari di mezzodi^ e sparsa so- 
pra ogni generazione di vegetabili, per 
cui le verdi foglie iutristiscono e sec- 
cauoy e le frulte diveuute guasle e im* 



MAR ( I 

bozzaccliite cadouo. — Kvginey Nvhbia^ 
dJeiume o Malume? Rubigine, Uiediue? 

— Ha il Marin uo si go if. piu esteso 
che non ba la Manna nel senso di ru« 
gine del graoo. — V. 

Mariuil {in) agg, Feramente diciamo Ma- 
rina el coeur d^ona cossa. «-> S. 

Uariolia. ^nnebbiato, jifato, Cuasto, im* 
bozzaeehito, Ininstito^ Maiumntoj Of- 
feso e niMlcoocio dal Mai\n, — V. 

Alarinhss. Annebbiare, Malumaisi^ Inlri" 
Btire^ Guastarsi le firulle , li eibnggi, 
le bi«de, le foglie di qualsiasi piaola 
p«T nebbia, rtigine (Marin), — V. 

M irisch^ che si dice anchc Mar^scb. Giun* 
chela, Giuncajnf Cariceto. Lnogo uii« 
giooso o aquilrinoso ( sorlumds ), iiel 
quale non h altro cfae giunchi, cdrici, 
cannuccc, life, e simili piante palustri ; 

— dal latino Mariscus e Mariscum , 
4'A\e k ooa specie di giuncogrande au* 
de si fauno stuoje, sporlei ec. — V. 

Per estensione, si dice Marisch qua- 
lunque lerreno non cullivo, e di nes« 
suo utile produlto; e in queslo scnso 
«quivarrebbe al Glabrtto ricordalo da 
Columella (lib. II, cap. ix), che noi di- 
remmo Unen pelaa, zerbid {ex-herbi* 
dum?) — V. 

Murniiuoa de bosch, v. dell'A. M. Musco, 
3jkicor^ Mucedo Lin. 

Ilarmotti, v. conl. Bronlolare, V, Bar- 
belli nti Voe. 

ftlurocca {yii)aggA Rrianz. nsano qtifsta 
voce anche in signif. di quantildi grands 
di robe; come i Toscaui ancora uiano 
Blarahie cost per ogni rifiuto di mer* 
cauzia , come per quantitk grande di 
die cbc sia. — V. 

Aliirdgna o IVdgna, v. c. br. ... Difeltosil^ 
del cavolo verzollo consisleiile in una 
cscrescenza rapacea tut la bernoccoli e 
tarlala nell'inlerno la c^ale si parasita 
appena sopra terra su 'I gambo del ca- 
V0I04 e lo fa intriitire. 

Bfardu [erode! I] (in) agg. Colaito. Cust^* 
gua crodella , o cruv^la, come dicono 
su i monli di Nava, Castagna colalia, 
o , assolulam., CoiaUa( F. Gberardini, 
Supplim, ). — V. 

Maroii^e (lit) agg. In cill4 si preude par- 
ticolarmeole per Bruciatajo, e pi£i spes* 
so per venditor di caslagne in geoere 
quali esse si siano. — In Brianza nou 
«' ^ il Maronde , e, o roarrodi o sem- 
To/. F. 



iZ) MAR 

plici castngnc chu e' vcnda, h sempre 
dello Castegnatt ( Succiolajo). — V. 

Maroo^ssa, v. c. verso il Comasco ... Spe* 
cie di castagna miiiore del marrooe e 
magj^iore della castagna propriamenle 
dctla. 

Narossec (in), dopo Sensale^ omelli la 
voce Cozzone. — • Ometli pure le parole 
Ddllo spagn. Marrozdro, 

M^rsc, ag*etL di Ball. F. 1. q, G, 

Miirsc (in), 4*^ sig., agg. Vess marsc de 
vun^ o de voeuuna. Essere innamoralo 
frdcidos Esserne collo spolpato, — V. 

Marsc; e, secondo gradiy MarsciotI, Mar- 
scion, Miirsciottenl, Marscionent. Ag« 
giuuto di lempo Piovoso, Molle, Frd» 
cidoj 3IollicciOf Fracidiccio, Mollaccio, 
Umidaccio, — Aggianto pure di tcr* 
reno, che, per roollume e bagnamenlo 
cagionato da pioggia, sia frdcido efau- 
goso. — V. 

Mnrsci on lerren, transitivam, usalo per 
Mandarvi su un vvlo d*aqu^ costaule, 
a Ane di fame un prato roareilojo (ona 
marscida), F. Rlarci e Marscida nel 
Foe, e i. q. O. -- V. 

Marscida (in). Vorrebbesi qui notare che 
il nome Marcita non vieoe gili dalle 
malsane e m^rcide esalazioni^' \e qnali 
in eHtftto non ci sono; ma si viene 
dalle voci affatto noslre Marsc (molle 
d*aqua) e Marscl in seiiso di Adaquare, 
Bagnare, Render molle un tcrreno co '1 
farvi scorrer su aqua (F, Berra, Diss, 
su le marcUe). — V. 

Praa de mezza- marscida ... Quelle 
che vlene irrigalo si alPinverno, m.i 
senza orario certo 9 continaato, e percio 
di raccolto pure malsicuro. 

Marscida (in), sig. «.^, agg, e corr. c= Ag- 
giunto di terreno. Uliginoso, Umidoso, 
che lungamcule ritiene Faqua o per 
soverchia tenacity , o per particolare 
disposizione del suolo.-^S^egli sara piii 
che molle, si diri piuilosto Moiaccioi 
e Pitta se il natural moUore di esse 
sarii t^nto e tale da non reggere il pie- 
de di cbi vi enlra. — V. 

Martorada, v. c. br. sinon, di Basgiauada 
(Corbelleria), 

Marhcch.CaparbiOj Di suo capo ^Leggiajo. 

Mriruv^scia, v. coot. 3Iaiuranza, Ciappii 
la inaruvescia. Fenire a maUiranza, 

Marzelliuna doppia ... Specie di stolTa di 
scla. 

i5 



MAS ( 1 1 

MttSarh (in) agg. MasarJi la loss, el galar, 
tt\ freggio. Risohetef Rainmollire ta iQsse^ 
ilcatarro, ec.?tr emoiilenli o per caldo 
Tar si che la io$se, ec, ci'aspra e secca 
si facia lolerabile. U Macarc de' Mar- 
cblgiaiii. 

Wnscabi (in\ a.° sig^ a^g, Resia de raas- 
cabk. Rimanere allonUo ^ Restore di 
stucco, — S. 

Alascarpa {in) agg, Forst* dallo spagn.3/a« 
cherpa (as^ai nciocca, insipida). 

Mil Scarpa e Mascarpinna (a) nelle C, dopo 
^iuroi^ agg' allorch^ noti suuo salale 
quanto si richiederebbe. Alcuni la cbia- 
Miauo aocbe Mahnina per qualche si- 
niigliauza cbe ba con la Meiina, ec» 

~ V. 

Mascarpdn (in) corr, zi^Mas c/ier=;:ia = 
Mas quez=. 

Maschera (in). Vol. U\, p. 63, c. a, r. 7, 
agg, co'i Ciccajildiu dei Norcini, ec. 

MaAiott (in) agg, Maschioccio (Lainbru- 
scbioi). Maschio vegnenioccio, caaira* 
rio di stcnto. — V. 

Masg^e (in) agg. Ancbe diceai Pi€uia da' 
Brianz. — V. 

Masna (i/i), a.*^ sig., agg. Molinare. — V. 

Masuiu (in), alle parti, agg, Mas'c. Pigna 
a spire, Noce, ZZ Tazzio. Tramoggia 
t=^ ••• Campana cuu iutaccalure z=: 
M^egb. Manoveila ( * lose. Carena^ 
PronlU' p« 38o). 

Masiiin, a.^ sign , ^ Spolalion (in) correggi 
COslz:z I Masnin indicano coininuuauza 
di muro aliora •oltaiito quaodo tro- 
vausi da luUe e due le purii. Quaudo 
uoii soQO ctie da uua parte, aliora av- 
visaoo cbe it muro e proprio di quella 
parte dalla quale essi (rovaasi.-p-Tom. 
GuerriDOy cbe deve far testo in si fait e 
cose^ dice a p. i38 del auo EucUde in 
Campagna: u Quesli rouri di ciDla si 
couoscoDO di cbi siano^ dalle spolatine 
e sassi vivi che in essi si fduno e si 
pongono, poicb^ di quella parte si do' 
vranno giudicar proprj dove sono esse 
spolatine^ o siano masnini : se saranuo 
da ambe le parli, giudicherassi ii muro 
esser conimuae n, ~- Y', 
Masocci (in) cancella la parola infarcirsi, 
e corr. c=3 II verbo juuffow non voile 
roai dire Injeroio, ma In medio sum, 
Quivi si ^ coufuso il vtrbo ftcorow cou 
fAiaoti; era lufsxotn nel perfello fa fit- 
^fTTft^xQc, cbe ha nulla cbe fare cu '1 



4 ) MAT 

suono di Masocfii, Altro errore k il 
cbiaroar participio f«f/Af9ux2 quand*d 
perfelto. 
Masoccaa. Slrafatto, StracoUo, Diveautd 
mencio e disfalticcio per troppa cot- 
liira. — V. 
Massa o Formag^lla ... I fuoditori di ra« 
me cbiamano cosl quel pane, o quella 
focaccia cb« si dica, di raine cb'esco 
fuso deila forma, e si passa poscia al 
mnglio percbS lo lavori alia grossa. 
Massai, v. coot. ^^ Falcetio male aiBlato, 
Massaj^, V. conU ... Ritagliar male^ Polar 

male, Non fare i lagli nelli. 
MassarUsi , 'susl. m. s. k lo slcsso c\n 
Massaria, i.° sig. SocietA colonica, Co^ 
Ionia pan,iaria* — Y. 
Massde (in\ agg, Mauaro, Cullivatore^Ca* 
iona (K Borghini, Delia Chiesa e Ftsc. 
Jior,), — V. 

Le CommunitJi del luburbio (1 Corp" 
sant) sono cbiamate a Sieoa le Masse^ 
onde forse il oome di Massajo ( Mas- 
see), lavoralore di lerre a nieszerfay a 
coiooia. — V. 
Mister, v. br. ... Cosl cbiamano quella 
pallottula su la quale si poogono i de* 
nari nel giuoco cbe pur dicesi AfasUi\ 
Clii, tiraudo in quella pallotlola COQ 
uu^ultra, ne gilta i denari, viuce tulll 
i cadkiti rimasli fuori del!a periferfa del 
master i quelii in vece cbe sono an- 
dati sotlo, si ripongono su la pallotlola, 
e rifassi il giuoco. — V, 
Mastrofol (in) agg, I Vocabolarj italiani 
regislrauo Slruffo e Stiiiffolo uel pre« 
ciso siguif. del Mastrofol del Var. mil., 
voce lutlora viva vivissima in Briaoia, 
dove Mastrofoldn vale piultoslo Sciat^ 
to, Sciamannato, Scomposto negli abitiy 
che Babbione, luetlo della menle, ec. 
— V. 
Matioida (in) agg, £ lo dicona allresi del 
Caotar degli uccelli a'primi albori 
quando empiooo il bosco de' loro con* 
ceiili, e rallegrano d'essi i loro piccini 
giacenti nel nido prossimaoo. 
Mbtl (in), a.° sig., agg, A bait on matt 
el doventa pussee malt... Il rimbrolto 
ttuiaro inasprisce e non sana; le per- 
cosse diseducauoin luogo di educarej 
solo la correzione seria si, ma disacerba 
e paterna, corregge. 
Malt, aggcU. di Viii. F. Yin i. 7. G. 
Malta [Oiia] dc vuu. Un paz^acehione. 



MEt) (I 

Mitt&bbi. Nel contado oerso il Comasco 

alcuni c/uAmano con guesto nome lo 

Stelo del graoo 9araceno (Polygonum 

Fagopyrum) che i piu diconoF rajimsc. 

V. nei yoc. 
Mallardo ptr Mattdo del fonnenton. p\ 

Matldu nd Foe, 
Maltardtt. Sordone (Savi). L'Accenior aU 

pinus di Becbsteiu. 
Mailaziio ( Ma^gi e i vecclii Brians. ). 

ikfamiccfiio.Giocolatore e Saltalore coo 

maschera. — V. 
Matierdn per Mattdu del formeotoo* ^. 

Maitdo net Foe, 
Mazzag&lt (en), dope i54 e I, agg, e 11^ 

186. 
Blazietta [rmpiorobaa a]. Impiombato a 

maizuolo. 
Me [Uoo trovaa el m^] {in) agg, 

Ob qaetta volla ho ben chUmalo il oaio! 
L'ho chiamaio par ajulo^ ed al vadere 
Ei n^ha bisogno pin cbe non bo io. 

Fagiaoli^ Rime^ p. 207, edis* 
di Amatardaoi. — V. 

Mdda (m) , a.® sig.j oota che il carro mi* 
hnese di legna 6 una calasla di sedici 
breccia cdbiche; — e per6| se una ca- 
tasta ^ larga 4 braccia, alia 4 e luoga 6, 
def'essere eguale a carre aei e 000 a 
quattro, ae non erro il coulo. — V. 
ji Mdda de fassino, neile parii, agg, 
CaTall. Comignolo = Cappa o Capell 
Capellinna. Piouenli i due^ 

Medk per Immedi. K nel foe, 

Medegii. T. dcToro. ...Canaletti, piauel- 
le, e aimili, posli su I'aja a seccarei 
talora per troppo sole screpoUoo fre* 
scbi. Rilarare li screpoli con poltiglia 
argillacea k Medega i copp, i taueilf ec. 
Rintaoicarli ? 

lledegiiss. Drov^ del $6 de medegats. Hi' 
meiterci del proprio ia che che aia* 

M^degh (in) agg, L*k proibii del m^degh 
(o» perehh la f rase corre ordinariam, 
nelle bocche civUi, del ni^dich) ... Frase 
commuDisfima tra not per accennar 
cbe un tale ooo potrli pervenire a fare 
la cesa oode si ragioQa, o ch'ella non 
potrii faccedere a quel inodo che uo 
dice^ ec, 

8pecciii a ciaroi el medegb. V. Gas- 
gioil I. q, G. 

filedesiooa. MeiUcina, La scienza medi- 
ca o del medicare. 



.5) 



MEL 



DoKor de medesinoa. V^in Dottdr 
nel Voc, 

M^j noi diciamo impropriam, in cittcL i 
semi del cost detto Giavdn(l^. nel Foe,), 
trovandoli com mis ti al riso hrillato aU 
lorchd si mouda per usarlo in zuppa. 

Mej [MegUo] {in) ag^, Fava mej con quij 
danee ... Modo sctierzevole per censu* 
rare cbi a mensa ci dia a mangiar 
fave, quale cibo Iroppo volgare. — S. 

Hej^na dicono impropriam. nel contado 
I semi del cosl detto Giavdo (F, nel 
ybc.) residai nel riso brillato. 

Melato. Melato, Piacevole, Cerimonioso, 
ec. MeUiJluo, 

Melgn (in) agg. Tre sorte cuttiviamo not 
di queslo cereale: 

1 .* Melga de scov; — ba panoocchia 
con lunghi e sparsi panicoletli che la 
rehdono atta a fame scope; 

2 * Melga de mezz ; — ha pannocchia 
con panicoleiti raccolli e strelti aU'asse 
della medesima; 

3.' Melga negra; -^ ba pannoccbia n6 
sparsa, n^ moUo raccolia.*^* I semi di 
tutte e tre si daono a' poUi e a'porci. 
— V. 

Nota cbe Barba a' Briaotdi yale cosl 
la paoDocchia della melica o sagioa , 
come quella del panfcoy del migliO| e 
simili; e ch'essi aicooo BarbUl \ molti 
paoicoletti oode le dette panooccbie 
so no coroposte. — V. 

Ad Andli-gi6 per la melga agg. Figu- 
ratam. Andare io ruioa, Aver maodato 
a male ogoi cosa sua. Aver fatto am* 
bassi in fondo, Esserefritto^ spiantato^ 
Esser ito per lefratte, 

Povera pocsie , son per la fratta ! 

Salrelli| AmmnU d'umM Mom, 

Dicesi aocbe spesso di doona cbe sta 
cascata fra le vecchiej che abbia data 
nelle vecchie, nelle scartaUi la eai beU 
lezza e freschezza sieoo ite io dileguo 
per II aooi che le baono falto tomma 
su le spalle. — V. 

Melg^da (a) nelle G. agg. SaginelU, V. 
Formenlonada i. q, G. — < V* 

Melg&sc (in) tfgg. Lt parti: Gaiidn. ln» 
temodj = Groppo. Nodi, 

Melg^scperMelgdo, Melgoolo. Knel Voe. 

Melgascde^ ee, (in) corr. 7^ greoturcali = 
in as graotorciili. 

Melgascilida, T. br. Ckitidenda, Chima, o 



MEN ( I 

lliparo d\ siepi fatte di s»gio»li ^ o di 
• graoturciili« ^ V. 
Melghitta ... Cosl chiaroiaroo un'^erba cbe 

iufesla i prati specialm. del CreiDonese. 

Getta radici piii grosse di quelle delta 

gramigoa, e meUe foglle cost grandi, 

come quelle della mazza sorda dc' fossi 

(Palmazz, Battacc). — V. 
Melgdo (a) nelle parti, dopo Barhis o 

Cavlj, agg. o Barba. 
i scorso un errore di stampa de^piit 

curiasi. Cost come fu shagliato il sub- 

al/abeto, anche la semina iUli'osUn e 

del maggogb vi i nolata a rovescio. Si 

corregga come segue : 

Melgon maggengh^ ec. Si semioa da 

Boi fra marzo e aprile. 

Melgoo ostan, ec. Si semiaa fra not 

tra inaggio e giugno. 
Bl^uim [La]. F'oce infantile per Mamma. 

Madre, 
Mem6ria (m), sig. a.*, agg. Ad elerna rei 

roemoria ...Frase lalina cbe^ siroppiata 

a qaesto modo; adoperiaroo frequen- 

tem. per dire A memoria durevole , 

etema. 
Meok (in) agg. El temp el m^na. // tempo 

k turbinoso, tcmpestosoj si rabbuffa^ 

minaccia bufera. — V, 
Meoalla adree. Tirarla in lungOy Non 

iiscime: p. e., parlando d^un ammalato, 

L'h fiua de st'mveroa che la rodoa adree. 

-V. 
MeDacdo, v. br. Torcicolh, Capitona, 

Uccelloj lo slesso cbe Stortacoll. F. 

nel Voc, — S. 
Meoaddr;>6r M^oer [RandeUa\, y.nelf^oc. 
Meadiccb (in) agg. Poveretlo, Misero. 
II Brianz. usm Gguratam. questa voce 

e il 8U0 dimin. MendicMn, per Min* 

gherlino, Sparuto, Afatuccio^ Dcbole, 

Scaroo, di icarsa salute. — V. 
Mendicitka [Ona] per Vn minima che, Un 

frullo, ec. r. Miseria nel Voc,^ iP ai- 

gnif. -. V. 
Meodlo [Oo], sust. m. .- Uo picclol ri« 

meodo. 
Menegblooa [Figuratam.] (in) agg. Car^ 

pieeiOf Dirotta^ Ri/rusto, -^ V. 
Meo^stra (in) agg. Me) mioestra rara cbe 

polt apessa. f^. Pdlt i. q. G. 
M^OD (in) agg. Collare da caoe, di ferro 

coo puDte. Verrebbe mai dal J»l. Mil- 

ius o Milium che sigoiOca la stess^ 

cosa^K Ne vulnerentur (caoes) a bestiii, 



.6) 



MES 



imponunlur his coUaria, quae uocaniu/* 
milium, Varro , Oe re imsL lib. M , 
cap. ijc. — V. 
Menuder [T. d'Agric.] (in) ai^verti cUe 
oggidi sotlo la voce 3feniider iion s^iii- 
teiide altro die le Semente serotinCf 
u tuUe quelle, ciobf cbe si fanno sn '1 
terreno dopo leva la la prima raccoll* 
uelFistesso aono •.* I semi poi die so- 
gliotio usarsi per queste semente souo^ 
fagiuoli, migliOy-paiiKo^ graoo siciliaiio 
(formenlonln, cinquantln), grano sar«- 
ccno (frdjna), sagioa e rape » (Lasiri, 
Jgiic, 11, 271). E per6 cancella ivi me* 
desiuMV le parole = biade maruiole, 

— V. 

Mercia (in) agg, Vardass del bon mer<« 
caa. Cuardarsi dalle buone derrate : 
cb6 sollo il vil prezio bene spesso s» 
nasconde frode. — V. 

Merc&nt [de pell i\*^'\ugw\\\\(in) agg,t* Mcr- 
catante die scbraccia iioci e veiide ||ti- 
sci a rilaglio «• (Boccaccio, Dtcam, 
Gioro. VI, Nov. x.) — V. 

M^rda (in) agg, Ann de eiba, aon de 
inerda. V, Ana i. q, G, 

Tender come la inerda ...Tenerrimo, 
MoUiccico. Tutti modi bassissimi e 
proprj de' conladiot, come quelli che 
versano sempre in si fatle concimaje. 
V^ss tra il cuu e la merda. K Cuu 
nel Voe, 

Vor^ parlSi se s'avess de di n>erda ... 
Voler cbiacchierare ad ogni costo. 

Meregdn e Meregonin in qnalehe parte 
del contado per Melgdti e Melgouii>. 
r. nel Voc. 

Merigg ... Gruppo d'alberi frondosi su 
pe' pascoli motilatii, dove li armenti &i 
raceolgotio a passar Tore calde, il me* 
riggio. — Vale anche il tempo e lo stato 
di questo riposo. Di qui: Meriggia. Me^ 
riggiai^. Riposarsi nel suddetto merigg. 
V, Ainorisc 1. q C. — S. 

Mdrit [Pass di merit, ec\ (in) agg. Far- 
sene grado con fiiio(MacbiAvelli e\ur- 
cbi). Oratairselo o Gratificarselo co 'I 
reudergli alcuo servitio. «— V. 

Merla ncquirfleu(i/i)corr.=:Il Merlo aqua- 
)uola c il Tardus arundinaceus di Lki- 
lido, cbe d ben diverso dal Martin pe* 
scatore»-z=: Omeltasi quanto oelle Oiut- 
te. — V. 

Merlo. F. Bad^ nel Foe. — S. 
j M^s (in) agg. In treat' ana e Ireuta mes 



MET ( 1 

lortm Pacqua ai sceu paes, V. Acqiia 

i. q. G. 
In fine agg, Vedaosi anche i dctlalt 

regi^lrMti in ferra i. q, G. 
Mes'ilo^ y, l>r. K Mesturlo i. q. G, 
Mes3a (fit) agg. V^ ou pezz che 1'^ foeura 

8la iiiessa? m Quaui'e ch'ella eiitr6 

quesia mts$u1n (Matt. Franco, Son,) 

— V. 

Messitia (in) agg. Sc te V9u che la mea- 
aiKJa ae maotdgoa ^ ona man voga e 
Toltra t^goa ... Dettalo briaDcnolo, come 
dire che i'amicizia si inaoliene di re- 
ciproci oflii'i. — ^ S. 

Blessd (in) agg, Corrisponde eziandio al 
Mescirdba d^ Toscaoi, d'oiide si versa 
I'aqua per lavar le niaui. — V. 

Mesiee (in) agg. Guasl^ o Roviiih el me- 
alee a tuo. Tor^i U monopdho del" 
Parle. Esercitare il inedefiiuo mesliere 
cbe uo altro, si che a questo si ven- 
gooo di tnollo scemando i guadagtii. 
Ruinare altmi il mestiere^ dicouo pur 
i Toscani io questo senso. — V. 

Mestura [El] ... Con questa voce deno- 
liamo le verzure che si aggiuogono al 
riso da mioestra. 

lleslurloy ▼. br. Panetto di farine coni« 
miste e, per lo pii^, di grano e maiz. 

— Alcuoi lo dicooo Mes'cln, 
Nel^nica. Narciso superbo. 

Melt, pari, di Tegoli^ V, Cdpp i. q. G. 

VihXX [in) agg. Mettes adree a Hi, scriT, 

ec. Jccingersi a /are , scrivere, ec. 

Prendere o Imprendere a fare y seri- 

i^re, ec. 

Melt a Mh via vun. Valere^ o Sape- 
re, o Potei^e piit d'alciino, — S. 

tf ett«gi6 on bagaj. CoHcare un binx' 
bo.-^ S. 

Metl in lett von ... Ajulare altri a 
coricarsi^ uiandogli dietro le cure da 
cio. — S. 

Mett-su ... Diceti del priocipiare varj 
lavori: come ordire^ fare i primi giri 
alle c'aize, ec, — S. 

in Mett«via [ Sepelire } agg, Vess 
mettuu via col pann biao«:h e la co* 
ronoa de fior. Essere morio ^ergine, 

— V. 

Melt-via cont la crds de lego, fr. br. 
£ lo steaso cbe Meit'^ia per carilaa, 
cio^, Far le eaequie a un cadavere 
StfUM nieute di pompa, e aft'ntto gra* 
tia. -— Nota cbe il nostro MeU'Via vale 



17 ) MEZ 

laotoyintm celcbrare, quaoto cadaver 
efferre de' Latin i. t- V. 

M^it [Porre, Notare^ Segnare] (in) agg, 
Afeitere^ su i'auloritii del Berui e del 
Sausoviuo : 

Un sol Don CliitRo mettt la scrittora, 
E <|ue*Piiltro rollctio, ee, 

Orl. in. c IV, f I. 5, 
it Tolomdo, favellaado delPisola dt 
Mrtlia, metle che il teinpio di Giunorie 
fosse, ec. n (Otig, de* Cav, p. i54 ).— 
Cosse indttel el Ctaravallin ? — El mell 
bell temp per tutt slo quart. — V. 

M^lla [Dk la] (in) agg. Dare In menda a 
uno, appuntando ogni cosa che e'.faria 
o dica. M Fare il ser Appuotioo m (Ma- 
ny xzi, Diz.y — V. 

MMles [Mf*ttet-gi6] (in) agg, Mettersi A 
letto ma lata, — Quindi 

Melte8:i-gi6 del bell e del bon. Am' 
malarsi seriamenle^ gravemenie, -— V. 

Melluda. Aspetto, AspeUativa^ Vista^ Ap* 
parenia, Speranza, II proinetler bene 
o male, molto o poco o nulla di cbe 
cbe sia , aecondo lo slato e le condi* 
zioni della cosa. Per mo^ d'esempio: 
La meltuda de la campagna Te luHa, 
la promett bundanzia. Uaspetto delta 
campagna dd da sperar molto, promeUe 
abondante raccollo, t di graude, o di 
poca, o di uesstiua aspettaliva. -« V. 
Vale anche Assetlo della persona^ 
cio^, Maniera di vestirsi , abbigliarsi » 
assettarsi aceonciameote le vesli a!U 
persona. Franc. Toiletie, — V. 

M^z (in)^ 1.^ sig., agg, LigSia a mezz a 
mezz y, Ligaa i. //. G, 

Soditl a mezz a mezz. r, SolTitt. i,q, G, 
Yeas de mezz. Tramei%are, Tra 
Ceccb e Pedrin me par che gbe fuss 
de mezz Mar/a. O-edo che ffra Cecco 
e Pierotramezzasse Maria. Q*iis$\o mo do 
e tollo dalla Cronica ant, del Morelli. 
A De mezza tacca agg. V. anche in 
Tacca. — S. 

Mezza-conversa. K Conv^rsa i q. G. 

Mezza j, o Porscell de mezza grassu. Ufa" 
jale mezzanamente grasso, mezzo gfras^ 
so. — V. 

Mezza-marscida. K, in M arscida 1. q, G, 

Mezzan^ll (iit), sig. 1.**^ agg. Mezzanino. 

Mezza-pariida. T. di Giooco. K Parlhia 
I. q. G. 

Mrzzar^li (in) agg. o corr, Da'Paveai il 
Vispistrello k cbiamato Aatiavdla, —V* 



MIR (1 

Mezz'ari. T. de* Mumt. c Lego. ^ Metia 
iiuestra, che talora h aoche meuo di 
mezza, che si fa fopra le porttne, ec. 
— V. 

Mezz'omm. K Omkss^ i. g, G. 

Miccbelriftii (in) agg. Li Spagaaoli dicono 
Mejtlrtfe per Medico faUo, Medicon^ 
zolof e, con esleiislon di significiilo, 
per Imbroglione, per Uomo che s^iu- 
framelle, 

Micc6u per Pan de Comm. K P4n i. q, G. 

Micb^ [Fk san] {in) corr. = Portar via 
= III =2 Trasporlare. 

M\6e (in) agg, Chi toeu miee a bonora 
coi $6 fioeu lavora ... Detlato conlad. 
hr. di tutta Teritii e boota morale » e 
di piana iDtelligeoza. 

Iligliija dice it nostra vulgo idiotkam. 
per Febre roiliare. 

Miglionilt. F, Mionett nel Foe. 

Mitin (in) agg, E teslee a Milan? o vero 
£ coot 8li abilitaa te ttee a Mi Ian ? ... 
Ironfa coocui si rimprovera allrui dap- 
pocaggioe e ioettiludioe, e special m. se 
il rimproveralo si tieoe per da qual- 
cosa. 

Biilaoes (<i) ne!le G. agg. =z t muta J- 
miens = in iz Soeius, — S. 

Milldsem {in)agg, Av^gb-sdi el millesem ... 
Dicesi d'abili, o simili, di disegoo e 
colori si distinti, che chi una Volla li 
ha Teduti, pidi doo se li dimentica, 
e par che dica: FuronfatU neW anno 
tale. — S. 

Miocidn (in) agg. La qnaresma e la pre- 
son bin faa per i mincion, F* Quarts- 
ma I. q. G. 

L'^ roej tess mincionaa che vtss 
mincion ... Torna bene esser tenulo 
haggiano, ma non cosl IVsserlo. 

Mfiiere [Andii a farsi] (in) agg. F. U IL 
Nov. del Forlini, Ira le Nov. d'Jul. 
sen, , dove h spiegota questa voce slra- 
niera. — Y. 

Mira (in)y i.^ sig., agg, Imhercio, E cost 
Tallo deir iroberciarey mirare, affissar 
Toccbio per aggiustar il colpo al her- 
saglio , coroe quel segno che h nell'ar- 
cbibuso per iacililare fiioberciar bene. 
— V. 

Toea la mira. Imhereiare^ Porre o 
Prender la mira, Mirare, — V. 

Miracolds. Taumaiurgo^ Operatore di mi' 
racoii, Nel biz. manca di questa acce- 
zione la voce Miracoloso. — On Sanl 



i8) MOC 

miracolos. Vn Santo operator di rhl- 
racoii. 

Mir61d (in) corr. e=s 11 Pavese dice Milbj 
— V. 

Mirds, V. br. ... Che ha occhio sicuro in 
pigliar la mira giusla, in aggiustar bene 
il colpo al bersaglio. Imberciaiore j il 
cui contrario direbbesi Sherciatore , 
Sbercia. — V. 

Mis'c. Meschinoy Povero, GrettO, Ma ooti 
si dice dello spirito, bensi del cuore^ 
del corpo e della roba. — S. 

Mis'cia. F. M^'cia nel Foe. — S. 

Miscm&sc (in) avverti. Forse, piattosto 
che dalPingl.n abbiamo ereditato que- 
sta voce dat tedes. Mischmaseh, Guaz- 
zabuglio, Miscuglio. 

Miseroeu, v. c. br. MingherlinOy Scriatello. 

MiseroUn. Mln^rlinuzzo. 

Miss, V. br., per Mastro, Maestro. Voce 
usala premeltersi ai oomi proprj dt 
Muratori, Legnajuoliy e simili: p. e.. 
Miss Pnol, Miss Peder, Miss Andr^d 
in luogo di Master PaoU ec. La si va 
per6 perdendo a glomate. — V. 

Mis&ra e MesJlra (in) agg, Mesura de 
bocca. F, in B<^cca i. q. G. 

Mesura de bocca e fitett. F. in Fil^tt 
I. q. O. 

MisurJi e Mesurib (in) agg, Mesnrii Ire 
voeult e tajli *na voeulta. Misurar trt 
volte e tagliar una. 

Mit&a (in), sig. i.^ agg. Pan a mitaa. Lo 
stesso che Pan de mistora. F. m Pan 
nel Foe. 

Miiazidn, v. br. // dovuto, fl giusto, II 
eonvenevole t II dovere^ La parte, la 
misura che a ciascuno h dovuta o tocca. 
-V. 

Mitri6tl (in) nota the il Brianzuolo nsa 
il positivo Mltria costanteniente per 
Codione, Codrione^ Coceige. — V. 

Moccli (in), a.** sig., agg. Moncare, Far 
moncOf Motzare, Mutilare. — V. 

Mocc^ i paroll. F. Parlli mocch in 
Mdcch nel Foe. 

Mdcch {ParU mocch] (in) agg. Che df« 
resi aoche Mocci i paroll , e awerti. 
Queste frasi non sono esattamentelra- 
dutte da Sedinguare, se qaesto verbo 
signiBca Balbettare, come dicono i Diz. 
della lingua. II nostro ParUt mocch 
propriamente coosiste nel non pronun- 
ziare intere o ben nette e spiccate al- 
cane sillabe^ massimamente quelle nelle 



MOE ( I 

quail eotra la r, o ci6 avveoga per 
uaiuml difello d«Ua iiQgua de' parlaoli, 
o per afTettazione e tnai veizo. •» Far 
le parole mooche , Sioozzicara le pa- 
role » (Macbiavelli); «« Maogiarsi le 
parole » (Varcbi); m Nod s^guiti quelle 
rnalroDO cbe parlaodo per i^asi, atriu- 
gendo ie labra e diroezzaodo le parole, 
ec. n ( Cavalca, F'ulgarU. d$WEp. ad 
Must, p. 45ii ed« Silv.)« — N^ il nostro 
Moccd i paroH equivale al Paiinrfo' 
ffuUo, o Fognaref od Elidere alcune 
ieUere deolro k paroltf4 il cbe ooo iiiasi 
n6 per Yezziy o^ per uaiitral dtfelto di 
cbi parla, ma si per T indole propria 
di aicua dialello, ec^ — Y. 

Mod^l (in) agg, Toeu*gi6 el moduli. Ri* 
durre dal modeHoje^ io genera le, Pre/t- 
difr esempios modeliar che chc sia sur 
un dato modello, 

Idodealinoa per Respettoe^s^ if rifacia 
cost zz ModesUnna. ModesUna (* tosc. 
Carena^ Ptvntu, p. 85). 5lriscia di 
panoo liuo cou guernizione nel lato 

* auperiore^ cbe purtaao aopra il seno le 
doooe^ speciabneole quaudo il vetlito 
sia ID oho scoUato e aperto su '1 da* 
vauti. K anche RespeUceus. 

Uodulli i ^r de ris ... Verso il Lodigiano 
^ detto cosi lo Spianare^ clod co' ba- 
dili ridurre a piano regolare le porche 
oelle risaje. £ officio delle cosi dette 
Fenir, fienajuole, o Faneuses de^ Fran* 
cesi. 

Hoeud o Ferr di cdpp (in) agg, Ferr di 
copp con poca caiopanna ... Forma da 
t^gole poco convessa a' suoi stremi. 

Moe6ja. Mdicero, Immollalura.^^ Onde 
Mazz o Fass de nioauja. T. de' Li- 
uajuoli... Fascio di lino da immollare, 
da metier in molle. Sono qoesti fasci 
o mazzi formati da 569 o 4^ manipoli, 
o vuoi brancale di fusti seccbi di li- 
no, cbe^ stretlameute legaii iusieme 
con rilorte di vinco « formano come 
una rnola, e batluli dalla parte delle 
radici, si roetlono a macerare ne' ba- 
gni a ci6 preparati. y, Stippa i. q, G. 
— V. 

Blce^la, sig. 3.^, riforma tn Che altrl di* 
cono MoUzza. Luogo e Istrumento cbe 
serve a infrangere i semi oleiferi per 
estrarne poi Tolio, raediante la pres- 
sione del torcbio. TrapetOt Frantojo^ 
Jnjrantojo, — Masna cbiamiaroo la 



It)) MOL 

Mola o Micioa verticale; Fond Tori- 
zontale; Balester V aroese di legno o 
basiooe con cbe si alza la mdcina ver- 
ticale per sottoporvi i semi; Stiva o 
Serviior una specie di paletta cbe gira 
con la mola rasente il fondo» e serve 
a cacciarle soUo i semi cbe scappano 
di qui, di 1^, a ci6 cbe tutti vengano 
bene infranti. — Y. 

M6gn ... Un segno di iinto. f^. Monti, Voc, 
Com. 

Mognii* T. d'Agric. (in) agg, Diverso di 
signi^ ma vicioo d'*origioe e di scopo 
d il verbo Miagoiare usato da Yitale 
Magazzini per Ripolire il pedal della 
vite dal rousco cbe potesse aver con- 
tratto, e levare e recidere {seinpre ra- 
sente al pedale) ogoi seccume; il cbe 
fassi di marzo mentre si pota la vite, 
laddove I'operazione del Magna (Spol* 
loHore, Scachiare ) si fa di maggio, 
dopo cbe la vitc abbia roesso fuori i 
getti novelli. •• Oltimo k miagoiare le 
viti con un guanlo di sovatto, stropic* 
ciaodo loro tutto il gambo j» ( Cuiiiu. 
tosc, roese di marzo). II guanto dt 
duro cuojo serve molto bene a logliere 
la vecchia buccia dtflla vite, cbe, secca 
e screpolata e mezzo da qnella pen- 
zolante, k nido e ricovero d'insetti. Av» 
verti cbe la mognadura si fa dilicata- 
roenle con le dita mentre il getto e 
teoero. L'una e I'allra per6 delle due 
operazioni teodono a ripolire la vite di 
ci6 cbe in essav'ba d' inutile e d'ini- 
pacciante, aflincbd la venga via piOi bella 
e prosper osa. — Y. 

Moja (in), sig. 3.% agg. Cbl bisogna moj^. 
Qui o here o affogare. Dicesi di cbi 
e sforzato dalla necessity a fare una 
cosa cbe per altro non vorrebbe fare. 

— Y. 

Moioii (Maggi). Fav moine» jimmoinare^ 
Far vet%i, carczte, ec. — Y. 

Molii (in), sig. 10.^, agg, Bfol4 dent e 
Peltii dent, sottintesavi la vanga, vale: 
yangare a due puntate, ciod , Fatta unit 
puntata , ricercare con la punta della 
vanga ancor piik addentro il terreno. 

— Y. 

Moleriitt, v. c. di Yigan6. Copotore (nelle 
cave deirarenaria detta Biolera). 

Molgi^da (in) agg, Munia (Ridolfi, Jlti 
Oeorg.XWlil, p.45).« Doe vaccbe roon- 
gdoe davaoo libre 97 di laUe oelle due 



MOL ( I 

mniite cuHiulote di ctascna giorno. » 

— V. 

JduUii (a)^ K-^ *■$•» in fine ddleparli corr, 
ziz l^a Batlirofula, che h qn^\ legno U 
quale, mo:iso ilalU iQacioa*coperchio, 
scuole couiiDuameDie ta trainoggia a 
cio che n'esca il graao, h propriam. 
k BdUola de'ToscanI; e i Ferr^ detli 
aiiclie i Campaniti, souo ci6 clie i To* 
ttcani cbiamaoo Teniennelia o JNdUola, 
la quale, come il grauo i macinato ludo, 
cade Delia iraroogi{ia , e co 'i ruroore 
die (a ne avvisa il mugnajo. — Ten* 
iennella cbiamasi pure quelle che noi 
dicia«uo Carell del la niota che meUe 
in inolo la itiiciDa. — V. 

Da a inoliu. Dan da macmare. — Fi- 
guratara. Da a moliii per sliugeri el 
•orce. GiUarc, Consumarg malamente 
il folio suo, — ' V. 

Mollasc^ Mollascidii. Coatrario di sodo, 
gagliardo edi forze grauile. Fiaccaccio, 
Fralaccio^ Fiaccong, u Sapi che sitnili 
uotniui {grassi e belloeci) aoQ poi fra- 
lacci, e, come hanno durato ud po' di 
falica, appeoa si reggoa rilti » (Com* 
pariuiy // Peregrino, a. 11^ so. 5 ). — V. 

MolliDiii [On]. Una moiOcoMna, F, MoUio 
nel FoCt i.° sign if. 

BlollUt de rormenlon (in) agg. Tdloli delle 
pannocchie. Cosl li cbiana Gosimo Ri- 
ciolA 14 dove paria dello Sgranalore 
inecanico da formeDlone, a p. iiSdcl 
\ol. XIX Ciom, agr» lose, e altrove. 

— V. 

H61la (in) ngg. Lavor^ suttil in molta t 
vollin, i mur, ec, ... Metier poca inalla 
fra matton^ e niatlone ; andar parco di 
nialla oelle loro commissure. 
Holla [T. de^ Fomac] (in) agg. Molia de 
quai ... Malta rimpastata coo maleriali 
^ih cotiformali e non c6itisi perchi^ rui* 
fiati dalla piova ; mrglio afBnata, ma 
jiiu debole della malta vergine. 

Molta levada ... Ln m^lta vcnuta Irop- 
po appiccaticcia perchd lasciata alcun 
di' preparaia seuza adoperarla e percio 
come lievitala. Couvieoe rimpastarla 
alquanto per saoarla. 

Fa-su la molta, Zappli la molta ... 
Intridere la malla con la marra. 

Impastk la molta ... Tramestare, in- 
Iridere la roatta. 

Scarretlii la molta ... Dal cavo tras* 
portare iusu Taja la malta a carreltate. 



o ) MON 

Scortellu la molta ... Tagliuzzar la 
malta col ootieliasc o sia col sciabel 
per anioarla. 

Taj^-gi6 la moltn ... Con le mani le- 
var lanta malla dal pastone, quanta se 
ue vuol porre uella forma. 

Cortellasc de la niolla o Sciabel de 
In molta ... Si usa a tagliuzsare e af- 
finare la malta. 

La molta V ha faa i codigoon ... Li 
malla ha fatto crosta. 

Md'to (in) a^iungasi che v*^ per lo meno 
anche in quosl'altra frase figuratam ... 
El voear.dl molto. impotia asfoi, Fn 
gran peso in bilancia, — S. 

MoliiAs. F, Prej de Moltris i. q. G. — V. 

Momdiit (in) agg, A momeiili. Qtiasi ^ 
Quasi che, Per poco che non, — A sen* 
till tuy a momenti el gMia reson In. 
Quasi, a st^o dire, e egfi quel che lia 
ragionej A udire iui, dif^esli quasi, er. 
-p-^ A momeuti el gh'ateva naaca dd 
bev. Non avda quasi di che here, 

Mominna (in) agg. 1 Brianzuoli danno 
questo nome a qucUa come pellfcoU 
tenera che si forma su le caciuole (no- 
biollU, formagln) alcuni giorni dopo che 
sun futtc. — V. 

Moncdcch e Frata (in) agg. Tanto li no* 
mini che le donue dei monii di Gar* 
zeno^ Traversa, Dosso del Liro, Livo, 
Pellio^ Stazzooa e S. Gregorio» sovra* 
slaiiti alle cosi detle Tre Pievi di Dongo, 
Gravedona e Domaso, chiamansi Mon* 
cocch perch6 i loro monli souo detli 
anche Monti franceschi (Monl cect'h) 
dai frati francescani che avevano con* 
vcnto in Dongo. L'abito che iodos^a- 
no, che e un pannilano bruno, strelto 
in cinlura da un largo ciutolu di cuojo, 
e cappello di feltro a gran (aide, fu per 
voto in occasione d'uua pesle nel sec. 
XVII. F, anche Monti , Foe. Com, , iu 

MoNCECA. 

Mond (in) agg. A sto mood chi voeur vess 
nominaa bespgna tk o boo o roaa. F* 
Nomioaa i, q, G. 

De sto mond no se ne cava on (igb, 
o vero ona maladctta ... Al contrario il 
Gelli (nella Sporla)^ pigliando il mondo 
per un allro verso , U dice : Da questo 
mondo non si cava allro, che cavarsi 
le voglie che altri pu6. — V. 

1 donn bin la tin del mond* F. Don* 
na I. q. O. 



MOiN ( 12 

Sto mond tnilaa el va de per lu ; 
de Toltra mitaa, on quart el se fa aodii 
€01) t el coo^ e I'oller a cas^zotl e pee 
iu del cmi ...II moodo e on coAOtoddo 
che ruUaodo vm da s^. 

J Tuil el mood V^ paes^ ogg. Vale 
aacbe che v'd il suo male e il^uo bene 
da per tulto; e che tal Visio cbe nel 
nostro paeso notiaroo^ troveremmo pu- 
re io altri paesi , vifitaodoli e eoosi- 
deraodoli. — 5. 

itondarls. F. Contisia L q, G., ed agg* 
La Cuoca: 

GIm par ■ )■ coottfia Maninis 
D^ate Sana jolt ciav ia di eardeai| 9e, 

Gftrioni, Batracom,^ at. a3« — S. 

llond^ll {in\ i? sig., agg. Di frumeoto 
disiiQ mondell ooi ne abbiamo doe spe- 
cie: uoa h quella che si descrive nel 
Foc.^ Fallkv, oltre all'essere seosa reste 
(code ha il oome)« fa spiga, graoelU e 
paglia quasi rossicci^ rende piu del- 
Tarislato in misora , ma pesa meno e 
da farina scuriccia, e per6 io com- 
roercio vale meno. — V. 

Mood^Uy sust. L pi. Dicono su 'I Vcrbano 
quelle che i Drianz. dicono Borteui, e 
sooo castagoe arrostite in padella di 
£erro bucberala e su la fiamma ; o vero 
nelle brage e poi nella cenere. Brucia* 
$e, Calde arrosto, — S. 

Mon^a (in\ i.^ stg., «gg. Gostli ona mo- 
neda. p^alere un occhio, 

Moo^da (m), a.** s\g.,agg, Guzz2i la moneda. 
I contadioi brianlcSi come usano Guzzd 
I breni ( K Guzz^ a.^ <ig)9 cosl le 
menete, e vale, (iguratam., Recare al 
giusio M valor ahusivo o plateale di 
esse} Pareggiare, RagguagUare il va- 
lor di piazza con VeffelUvo della ta» 
riffk, Di qui ^ nata la locuzione 

A gozzalla. j4 recarla in oro^ A ri- 
durla al netto ; p. e. : Coo sli raoned 
alieraa el par cbe se ciappa tantt lir, 
e poeu, a guzzalla^ vegoen a resla pocb 
de che. — V. 

A Trii in mooeda a^, Recare in 
ispicciolis a moneta di spiccioUj a mo* 
neta spiccia. — V. 

Moneghdtia e Moneghlnn {in) nota che 
il vero nome, in lingua^ di questo 6ore 
d'^un beirazurro k Cidno minore, che 
in qualche dialetto di Toscana d delto 
Battisdgoia o Baitis^cola, e Batiisuo* 
cera. — II Fior^aliso in vcce, o Fior* 
roL F. 



I ) MOR 

d'aliso, non e altro che 'I Giglio^ gia6« 
chd Aliso e Giglio sono una cosa me- 
desima. — V. 
M6nscia (in) agg* Invtd de Mooscia ... 
Invito fatio di mal animo e in modo 
che non riesca ad efletto. « Hai tu 
pranzato?— SI. — Spidcemi, voleva in- 
vitarti. *• — Se rispondi: a No ^ Gli 
h tardi^ sai? Chh non t'avviti acasa?»» 

— S. 

Monsciir ... A S6mma chiamaoo cosl una 
specie di paHo {birlo) cdnico, senza 
scanalalure, senza punta ferrea, che nel 
centro deHa sua base ha un legnuzzo 
per cut mezzo si fa roteare. 

Mont^ {in\ sig. 2.^, agg. Diciamo pOi so* 
vente Montii la guardia. -* S. 

Montli (in), sig. 3.°, agg. Montli on orelogg. 
Caricarlo. — S. 

Mont^gna (in) agg, Quand la monlagna 
la g' ha bindaa o fassaa«su el coo, do 
II a on qua] dl g* hemm I'acqaa ai 
pee; o vero, prea^ g* hemm Pacqua ai 
pee ... Inteudi la cima fasciata di nu« 
bi indizio di pioggia vicina, di muta* 
zione di tempo bello in piovoso. -^ Y. 

Montandll ... Uccello cbe d la Motacilla 
rubelra Lin. 

MonlarCizz, T« br. Bfonzicchio, Monton* 
cello, Ciimulo, Tdmbolo, Monterozzolo, 

— V. 

Montura (m), sig. i.**, dopo in fuori, agg. 
e dal Zannoni: •• La gli and6 polita; 
e' si trov6 da vender la montura e 1 
focile, e lui si vesll da contadino w. 
(Ritrovam. del figl. a. I, s. 3). — V. 

Mdra (in) agg. Giugi a la m6ra el fiaa ... 
II Porta Io us6 per Avvicinarsi a morte^ 
e forse a cagion d'asima. -^ S. 

M6ra [T. forense] (in) agg. Interess de 
m6ra. Inieressi moraiorj, o sia quelli 
che incumbono al debitore che non 
paga^ ad indennitii del suo creditore. 

— S. 

Mora ... Con questo nome i Briaoz. chia« 
mano quel raal effetto che lanno ai 
bozzoli le grisalidi mortevi dentro dt 
negrone, le quali, spappolatesi , vi si 
distendono -a guisa di ptflina an I'iu- 

, terna parete del bozzolo, e Io fanno 
estemamente apparir rooro. — - V. 

Morbett. Cosl chiamano in varie parii 
della Brianza il Mal del groppone oei 
volatili. K Sroorbiceu, sigoif. a.^^ net 
Foe. e i. if, G. 

i6 



MOR ( I 

I16rd (in) agg. £1 marl el g' hn , ec, F. 
Marl i. q, G. 

Blorell de graua ... Specie di paooo. 

JVlorelia. F. Palus^lla i. q. G. 

Mori [ Aadli o Vegol-via morend] (in) 
agg. y, ancbe Mordod. 

Lassk rnori I'acqua tdrbora sora on 
terrcD ... Lascianreia slagnare per qual- 
che lerapo, acciocch^ la vi depooga la 
sua grassa e fecooda belleUa, e nello 
alesso tempo lo colmi. 11 Tauara chia* 
Ilia quest'operaziooe yalleggiar Vaqua 
torbida sopra un terreno. — V. 

Mori la barba. F. B&rba i. q. G., 3.^ 
signir. 

Mori fceura ... Dicesi de^cereali e 
deir erbe cbe nel campo o nei pralo 
muojoQO di mezzo alle allre^ e vi la* 
sciaoo degli apazj vuoti. Far pia%ze* 
w S^egli avfiea ..« cbe vada la stagioo 
calda c asciutia mollo, il graoo riboUe 
e si perde^ e fa piazze ue'campi «• 
(Magazzioi|Cii//ii'^/05C. giugoo). — V. 
1 firiaoz.y per dire cbe dall'aTarizia 
o dalia durezza di cuore d*uo tale ooa 
e da altendersi puolo di soccorso, nd 
UQ minimo servizio, usbdo questa frase 
dimezzala: Se podarev morlj^ o crepii 
de quell maa i clod, Tu potreati roori- 
re, che e^ ooo si raoverebbe a prestarti 
un ajuto al moodo. --* Noo h qui da 
lacerti cbe il Davanzali (Ann. lib. Xill, 
num. xvi), per euferoismo, cbiama quel 
male il roal caduco. — Y* 

Moriggiorla de risera ... Topolino da ri- 
aaja; il Mu^ minutus di Pallas. 

Morn^e (in) agg, k dare uo po' di ba)a 
a'mugoaj, supponiam cbe il gallo, cau* 
taodo^ dica: In paradise ^-e Taoitra: 
Quand? quand? — e i'asioo: No matt 
no moL -*• Y. 

MoraiSra o Malstra per £lrba moroera o 
di porr. F* nel Foe, e i. q, G. 

Moroid (in) agg. Erba di rooroid. F* Krba 
i. q. G. 

Mordu (in) a Moroo Gorii agg. e osserva 
67 Moro o gelso Jiorajo dicesi quello 
cbe fa solameote fiori maschi o sta- 
in iotferij Moro o gelso morajuolo quello 
cbe roette soltaoto fiori feoiine o pi- 
slilUferi, e produce more o gelse. — Y. 
A Moroo piasentio agg, Alcuni lo 
credoBO il MdHer rose dei Fraocesi. 
Taj roal faa, moroo ruinaa ... Prov. 
agr. cbe ii a? visa delPimportanza de' 



aa) MOR 

tagli fall! a dovere per la prosperii4 
del gelso e di qnalsiaai piaota ancora. 
^ II taglio dev'essere (atto con ferro 
ben affilalo, a piano alquanto inelinato, 
con un sol colpo si che resti 11 beHo, 
liscio e netto d' ogoi bava e scabrezza 
e di quelle smozzicature che talvolta 
reslano de' rami mal tagliati , le quali 
poi, seccando e infracidendo, guastano 
la pianta. -* Y. 

Moroo^ot, V. c. br. Hicco di gelse. — . 
FoMija moronenta* Foglia moraj$tohiP 
morajolosa } Foglia ptena di more gelse 
piili cbe il dovere; segno di bella fe- 
racilii nell'albero, di daono al cultiva- 
tore dV bacht da seta, perch^ la fo- 
glia cosl fatta rende mono di quel che 
si vnole dal gelso, e per6 dii minor 
frutto utile pe *1 haco. 

M6rs (<Vi), nellp piwU, a Stangbetla agg, 
Predella. 

Morsellio. T. dei Murat ... Dimin. di Mor« 
sdll. F. nel Foe. 

Mors^tta ... Nelle Irombe premeoti h quel* 
la specie d'orli che si fermanocoo dop* 
pia vile, e servono a collegare fraloro 
le canne delle Irombe. 

Morsettdu.T. dt'Tromb^i. BrigUe? QueU 
le specie d^orli fusi cou i due tubi che 
formanole Irombe idr4uliche,con qoat* 
tro fori per passarvi le viii che si ser- 
rano con dadi framezzati da aoimelle 
di cuojo. 

M6rt (in) agg. I strepit de la mort, a 
I'ultem strepit, o i stramazj de la mort. 
F» Stramazz L q. G. 

L*^ la Mort che ghe da i butt. Frase 
cont. sim. alia ciltadina El voeur morl. 
K Mori nel Foe. 

In Fa la mort di agon corr. Signi- 
fica piuttosto Morire lentamenU e a 
stento (a storia direbbe il Cesari). -^ 
Qnde Fajd la morl di agon vale, fi« 
guratam., quanto Tegni su la corda, ec. 
— Y. e S. 

M6rt [sust. m.] (in) agg, A toccii on mort 
se suda mioga i man ... Ubb/a , fra le 
taute, ridicola la pane sua. 

Yess nanch bon per la oocc di mort. 
F. Nocc I. q. G. 

Mort [aggetl.] (in) agg. Trks$ morl. Fim* 

gersi morio, Far moslra dresser morto. 

A Dass per mort, agjg. Giudicarsi 

morio. (Matt. Yillani, Stor. lib. IX, 44 ) 

H Yedendo uelle luani di cut era e il 



MOS 



(133) 



MUR 



ioto partilo, giodicosii morto m (cio^, 
si tenne certo d*e$ser menato a morie), 
— V. 

Mort, aggelL di Solliu. K SoITiU i. q. G. 

More bianch e Mort pMi, aggeliiui di 
baehi da seia. V. Pass t. q. G. 

Morta (in)f dopo Seotioella, agg, Brocca. 
— > Per Brocca morta talora ioleodia- 
iDo tullo I'iosiifme de' rami cbe raorli 
o roetso vifi si levaDo dagli alheri oeU 
la |)Oiatura ; e lal^ ahra iDteodiamo il 
roedesimo ch6 Brocca secca^ quale tre* 
desi Delia atagtone die, cadule le fo- 
glie e arreslata la vegelaaione appa- 
renle, non si dialiogue all'occbio da 
quelle cbe ^ veramente morta e secca. 
y. Comprli o vend a brocca secca, in 
Brocca nel Foe, — V. 

Tceulla o Giappalla morta. Lasciar 
andare due o ire paniper coppia, Non 
istar punta a punia. Nan contestare, 

BlortM (lit) agg. L* i naoca slo mortal, 
modo coot, hriaoa, Non v'h malaecio, 
i come dire: Potrebb'essere molto me* 
glio, ^ vero, ma per6 gli ^ metzaoo; 
e s'applica a persooe e cose io ogoi 
numero «e geuere. — L*d oaoca mor- 
lala. £ betioccia,'— Hm nanca sto mor- 
lai. Sono discreti, mezzani, bonini, beU 
iucci, e sim. — La cera 1'^ mioga mor- 
tal. La ceiYi 6 discrela ( che diciamo 
anche — L'^ minga ei diavol, overo 
L'^ mioga sto diavol ). 

Mdsca (in) agg. Tull^i mosch pezaigben ... 
Ogoi coucorrente daooeggia; A qaat- 
Irioo a quattrioo la lira se ue va. Par- 
lando di botegaj, h dettalo communiss. 
per iudicare il daono cbe ogoi nuota 
botega di genere ideotico arreca alle 
gi4 esisleoti e vicioe. 

Hosca. Motca, secooda Capitate della 
Russia. 

Fk el guadagn cbe ba faa i Frames 
10 Biosca. K Guadigo i. q. G. 

Mosci, T. br. Picchiettare , Bri%%olare^ 
Punieggiare di pi 6 colori, a mo' di ca* 
cberelli di moscbe. -«• V. 

Moscat^ll imbriagb. F, io Uga i. q. G. 

MossiOy € Mossitt al pi., v. br. Moschi' 
no, Moscino^ Moscerino, Moscherino, 
Mosciolino. — V. 

Hosticc {in), I.® sig. , agg. Mostacc de 
oega cioqu sold all'ost. Sfacciato, Jm^ 
pudente, ec — V. 

Blostrdn[T.mi|il.] (in) agg, l>% Musierung, 



Rassegna; voce tedesca, id ctii la pro* 
nuDcia supprime quasi la g, — S. 

Motta (in), i.** e a." sig.^ agg; Nolle an* 
ticbe carte del oono e decimo secolo 
si trova usato SfoUa de terra e Fasone 
iodistioiaro. per Zolla, o Piota (K An* 
tichild longob, mtian.^ II , Sd4 e 65; e 
Du>Cange, Glossar. in iNV£STitoaA it 
▼Aso, p. 886, col. 9). D^onde fofst il 
Gaton de' Francesi^ sigoificaote il roe- 
desimo. -^ Ona motta de gent , de 
omen, de dqon , e anche de cosSj noi 
diciamo per MoUitadinej Frotiu , Ra^ 
gunata di persone , ec. Anticamente , 
a' tempi della Republica milaoese , 
cbiamaf asi Motta il ceto medio, m Go- 
loro cbe alia mercatura attendevano 
ed alia negoziazione o ad alcuu'arte 
liberale, stabilirono con li altri riccbi 
ed agiati ciltadini un' altra creden%a o 
society , cbe hSotla venoe appellate; 
nome probabilmente derivato dal stfs- 
sooe Mote, che Congresso o Adunama 
s' interpret a ( Du-Cange ^ Gloisar. in 
MoTA) M. Antich. hngob. milan, Il» S^S, 
— V. 

M6tla. Blca, Barca.^l gregn Tan io motta. 
Fk la motta. Abbarcare, Abbicare 
su I'aja. 

Mucia^ e in qualche luogo M Aggie ...Sorte 
di rele. F, Monti, Foe. Com* 

Mudaiidn (in) agg. Noi Pusiamo quasi 
onicam. parlando del tempo. 

M6rr (a) agg. FenI mufla ona cossa ... 
Fioire cbe cbe sia io modo cbe dod 
lasci conlentb e coosolato. Lasciare 
a bocca amara, Lasciar cattivo sapore 
in bocca: 

• . . Tote i tpau dtl mond finuMo ainfT; 

E s^ han par qaai Mvor, 

No l«Men nai lagoll chi gbeifa ra.. 

Maui, Co4*. Mtntgh. •. Ill, 
.. 7. - V. 

MugolT, ▼• valsass. Gamba* Oode 

Ben mugoina. ^ene piantato insii h 

gambe, Che ha sotto di belie gambe e 

sode. — V. 
MCill (in), a.^* sig.| agg. Hull de POspe- 

daa. Bastardelio. 
Mdr (in) agg. Se Vh n{fur^ la ciav sul 

mur, ec. F. Ci&v i, q. G« 
Mdrcia!, t« br. cbe s'osa solo al modo 

imperativo. Fa'* viOf Escimi dagli occhi, 

Tdgliti di qui — Equivale alVApage 

de' Lalini. — V. 



NAN ( I 

Mur^li. Muriccia, Quella po' di muratura 
a secco onde si ricingono su '1 suolo 
le pareti laterali e di foodo de' capanoi 
camperecci di legoo e paglia per di- 
fendere daH'umido terragndlo la supe- 
riore impagUatura delle pareti e dare 
sempre maggiore solidila al capaooo. 

Mur^lla. T. de' Forn. .^ Muricciuolo so- 
Traposlo al mura maestro delia foroace. 

Museriign o Topin ... Toporagno a coda 
quadra; il Sorex tetragonurus Herm. 
Non h infrequente oe' prati marcitoj e 
Yaria Qel colore del pelo. 
' Muser^gn d' acqua ... Toporagno a- 
quatico; H Crossopus /odiens de' Natu- 



a4 ) NAT 

ralisti^ freqaeote luogo i prati raarciloj. 
Miiso [Ve^s ou] (m) agg. 

Qoelli rhe m^stano presentemrnle 
Ob! che le pajott nuisi? 

G. Giiuli, DitcsrH eke corr. — T. 

Must lira, Musturi^ Masluroo, ec, Foci del 
contado per Mistura, Mestur^, Mestit* 
ron, ec, P* nelFoc, — Tri a rnusluron. 
Sossoprare, ScompigHare, Mandare in 
miscu^io. 

Mi&tov. T. Leg. Muluo, 

Mutus. L'usiaoio nel modo maccheromco 
CiUus mutus el non barbottaverunt^ per 

. ingiuDgere altrui che lacia^ ud si doiga 
di ci6 cht gli avviene. -^ S. 



N 



yS^ dicono quasi sempre tutti i conladini 
deWjilto Milanese in vece di Aiid^. 
jindare, E qaesta smozzicatura usano 
111 tutte le uscite di questo verboi, fuor- 
che io quelle del preseute cosi affer- 
mativo, come congiuntivo, dove, qual 
verbo andmalo, piglia piii voci da ^/i- 
dare e da Fddere, Da N^ vengoooNa- 
Va, Andava^ — Naa, Andato ; — Memm, 
Andiamo, imperal.;— Nee, Andate/xtn* 
perat. — 11 Nare dei Latini, che val 
Nuotare e che Virgllio [Georg. lib IV, 
T. 59] us6 anche per F'olare, ba a t\r 
noopoco con questo Net rusticana.-^V. 

N&a. Parlicipio rusticano per Andia. F", 
poco sopra. E lo usano anche allor- 
quando la voce assume il senso figu- 
rato: V^ tutta robba nadaj fun donee 
naa, cio^ ^ tutta roba sciupata; sono 
quattrini sprecati. 

Nag6tt e Nag6tta (in) agg. Il Brianz. dice 
NegoU^ conservaodo puro il ne del la- 
tino ne gulta. — II contrario di NegoU 
i Vergott , e i dim in. Vergottlnna e 
VergoUln, Qualcosa, Qualcosellina.-^V. 
On ver nagott, o Quell ver nagotta. 
Nlentissimo, ffienle qffatto, 

Nlioca^ Nanm6 e cosl Gnlinch e Gnamo, 
essendo voci composte della negativa 
N^ e Non • degli avverbj Anche e Mo, 
anderebbero scritte cosl : N' anca , 
N'anch e Gn'anch, N'anm6, Gn'aino. 

. — V. 

Nanna , aggett, di Pianla. F. in Piania 
net Voc. 



Narlinz \Fruilo\ (in) agg, IVarlinz amar, o 

Arm^lla. Arancio forte, 
Nariggi^a (in) corr. Narlgia, ch^ cosi odo 

chiaroarla i Mugnaj, e i Ferra] che la 

fauno. — V. 
NAs (in) agg. Nds de bee, N^ moolonaa. 

Naso da montone, Naso pecorino, — ► V. 
Rescia*s6 el o&s. Torcere il grifo, il 

muso; Disdegnare, ec. — V. 

A Restk con lanto de n4s agg. Rhta" 

ner co 'I danno e con le beffe^ di cosa 

sperata e non conscgu£ta. — - V. 

. Vcgnl la mosca a I n4s. SCnzirsi, Mon^ 

tare in colera, Venire la muffa al naso. 

- V. 
Nasctta (in) agg. e Nasessa ^ sust. ffm. 

(AlHggi). Pali la nasetta. Essere schi%* 

zinosOf Recarsi ogni cosa a schifo, Es" 

sere sospcltoso, permaloso, — V. 
N&ss (in) agg. Av^gh i pee che voeuren 

nass del Iregg. F". P6 i, q, G. 
Nassa. Rete da pescare che abbia il ri* 

troso; voce usala non so se nelPalto, 

cerlo nel basso Milanese. £ pure di 

lingua. — V. 
Nkta (in), dopo Formaj magher, agg. Ca- 

cio sburrato, • 
Natin (in) agg, Tan^ra (Cittad, in villa, 

p. J72) scrtve: a II cacio tenero, o 

ver lomino^ vogliara dire raveggiuolo, 

cuocesi da per s^ ottimameote alio 

spiedo, ec, u — V- 
N&ua, v. cont. ... Negli alberi ^ il nome 

dei nodi grossi e preternaturali. 



NEB (i 

NaioralUla. Naiuralisia, Naturtde, Sorit- 
lor di materie oalurali. 

Nav^l (fji)y aig. 3.^, dopo Bevirotii, agg. 
o Albiceu, o Arbioe6, o Elbics^i. 

Nav^M, V. ant. Orecchino cimbi/orme, 

liavlgli (m), Vol. Ill, p. 166, c. a.% r. 48, 

' Agg- e corr, = Tenlalo (iV IVavigfio di 
Padetno) a' tempi di Lodovico il Moro 
per opera di Leonardo da Vinci ; riten- 
talo sot to Francesco I re di Francia 
dagli iogegneri Missagllt e Delia Valle 
( i5i5, ec*)i ripigliato ii progetto nel 
i574» ^9 insu la fine di quel secolo 
pdstavi mlMio 1 fu cooduClu su '1 dise- 
gno e solto la direiiooe deU'iogegn. 
arcbit. Giua* Meda quasi a coinpimen- 
to; abbandonato per la.roiseria di que' 
tempi y e riniasto cosi io abbaudono 
per quasi due secoli, ripreso finalmente 
nel 1773, fu compiuto nel 1777. — V. 

P^aza e Naz/a, v. br. Nocchioj Bemocchio 
di varia grossezza , simile ad uovoJo, 
cbe prolubera al basso de' pedali dei 
Yecchi castagoi, dai quali si stacca fa- 
cilmente^ percotendolo ia isbieco con 
alcuna pietra cosa simile. I ragazzi 
DO fanno palloltoline per i loro giuochi. 
«— Per similitudine y dicesi di Naso 
grand e e grosso; Nasone^ Nasorre, Na- 
saccio. — V. 

I^azott. Figuratam. Naso grosso, ma al- 
quanlo schiacciato. •— V. 

Mazott. Cbi ba si fatio Naso. Nasacciuto^ 
Hasuto, — V. 

Nd (in) agg, A denotare cosa incompiuta, 
rimasla a mezzo, imperfelta, adoperia- 
mo il parlicipio passato iosieme co '1 
futuro infioilo dei verbi, ambo prece- 
duli dalla negativa iVe. — No semm 
nepagaa ne de pagdj Nosont nk vestii 
nk de pesll, 

Nibbia (in) avverti cbe le voci Scighdra, 
Chiba, Caligo Don sono di gergo, come 
quivi h delto, ma di puro dialetto. 
— V. 

Nebbia (in), a ° sig., avverti^ Dai Pavesi 
e dai loro vicini Circumpadani ^ detta 
Maiinf e Marinda dicon essi quel che 
noi diciamo Nibbida e NebOida. — V. 

Ncbbi6zz o Nibbidzz, dimin, di Nebbia. 
Nebbia, o Nuvoli leggieri quasi come 
qebbia. 

Nebbiotziss, Nd>biozzass-Sii. Jnnebbiar- 
$i. Annuvolarsi leggermeote ii cielo , 
ia roonlagoa, ec.^* e quindi 



25 ) NET 

Nebbiozzla. Annebbiaio. -* V. 

Ned ruga (in) agg, Yale ancbe gorernare 
bimbi^ ciod, latarli, vestirli, petti narli, 
cibarli, o sia Nulricarli^ ebe corrispoo- 
de al Nadregd, e che 6 ii seoso pro* 
prie della parob, taciulo nel P^oc, — S. 

Negli (in), sig. a,®, agg, Neg^ dei cald« 
Affbgare dai caldo. 

Negott e NegoUa , ▼. br. » per Nag^tt € 
NagoUa. K 

Neg6zzi (in)f sig. 4'"f <igg* ^^go^zi squa- 
jka Fd mezz sassioiia, dice il Briaaz« 
allorch^ raccommaoda allrui accorgi- 
mento e secretezza nel condurre nn 
affare , se Io si vuol menare a boon 
line. — V. 

Negr^ra in qualche parte del corUado per 
Scarloeusgia. V. nel Foe, 

Nencur^ss dicono alcwti del coniado per 
Raiicur^ss (Laroentarsi di stato fisico 
e morale), K nel Foe. 

Ndr per Negher diciamo nelle solejrasi 
Cafd ner. K in Caf6 nel Foe. i fier 
fumm. K Fumm de ras nel Foc.s e 
Ner galla. Nero cnpQ. F, anche in Co- 
lor nel Fbc. 

N^sclo. Foce lalina usata anche assai 
communenu tra persone culle nei se» 
guenU deUati: 

Nescio vos. Non pi conoscoj ed an- 
che, Non ne so nulla. 

Per verbura nescio solvitur omnia 
quaestio ... Con Tallegarsi ignaro di cbe 
che sia si fa cessare ogoi d^sputa; e 
spesso anche nei signif. di // negare k 
il fior del pialo, 

Nescil ... F'oce latina che usiamo nel detL 
Fi nescil. Far fiasco. La frase k toha 
alle scuole ove dicesi averjaa nescil 
di cbi non ha saputo affatto la lezione. 

Nesia, V. c. br. AllesLire^ Prepararcy A* 
giarsi e Adagiarsi di alcuna cosa;^ For- 
nirsene, Servirsene. Da Asiare, v. a., in 
senso di Fornirsi agiatamente di che 
che sia. -—V. 

N^spola senz'oss. Nespola senza semi » 
senza ndccioli. 

N^lt (in) agg. Tajli-via nett come on porr. 
y. Porr nelle G. al roc. 

Neltafdodt e piu communem. Botldra ..» 
Specie di rete da pesca a mag lie strel- 
tissime. di hlo canapino, divisa in due 
alie lunghe forse otto braecia];!' una, 
muoile di funi fatte cou la scorza di 
tiglio^e termiuante in una coda a sacco. 



NIM (i 

Alia boeca ba un otre. NeUafondi per- 
ch* netU tia dal roodo ogai pJu pic- 
colo pesciolioos BoUdra percb* prcda 
ghioEzi {botHs). 
Nctlhss. Figaralam. Pagare tutti i suoi 
debiii.^^Mi/torfi. — 1 debiti sodo vcri 
ImbrattL — V. 
Kiaroeii. Riforma Varticoh cost =Nlarteei. 
Nidiace^^, conUdmesc^m^ Guascheri- 
wo.Propnam.,8ggiuDio d'uccdlo che si 
rapisce co '1 oido o senta per poacia 
allevarlo in gabbia. I Voc. di Padova 
e Napoli dtsstro auliquata la voce 
Guaschtrino. Alberti e Gcsari con buon 
senuo le omisero quella nota d'an//. 
quota, 
Nri.sc (m) agg. Andli foeura del niasc. jin> 
dor faori de' covacci ^ ciod, fuori di 
caaa, fuori del paese. II Berni nel Ca- 
pit, at Catd. Jpp. de* Medici: u Por- 
tovvi (U desiderio di gloria) in Uoghe- 
Wa fuor de'coTacci ». — V. 
Niasciass. Accovacciarsi in un cofile, in 
un letlo, in una cuccia, ec. — 11 suo 
coolrario h Desnifasciass. Scoi^accia^ 
re, Uscir di covo, di covaccio. — V. 
Widdo. Gran nido, 

NiiJnl (,„) agg. Vessegh ooa cossa per 
nicut. Disgradare,Stimar meno o nienU 
Che che sia. — Quesl si che 1*6 vtn I. o 
i'ero Quest cbi si che I'd vinl; el Mon- 
larobi el gh' 6 per nient. Questo ^ un 
Vino che disgrada d ndttare. « Iniagina- 
levi cbe'l tempo del carnevale ci siia 
per nicnic t, (Alanagi, Kaccol. Lettfac 
p. 343 ).-.£, figuralam.^ ' 

P-Ko la menu d'ao t\ nobil dbo, 
Ch'aoabrom e o^tur ooa iovidio a Oiore. 
Pelrarca, .Son. 161. ^ V, 
Nicnl nient che, ec. {in) agg. Panto 
punlo che, ec. — V. 
Nigher, at plur, Nigri. Forma lalina rima- 
ala ancora viva ne'cootadini briaot^i 
aoltanlo per6 per eerie cose. Cos! di- 
ranno : Cosse g'bell in quell ca? agnoeu ? 
- G hoo dent di figh nigri. == De che 
color 1 6 la radls de queli'erba? — L'e 
n»gra. — V. 
Kimei (a)neUe G. agg, Anche si dice: 
IVi m e Nima at fern, t lo stesso che 
Minim e Minima^ troncdUvi la prima 
sillaba. - Nima che. Appena appena 
che s Panto panto che ... 

On niroel, On nimelin. Un mlnimo 
che di ... , Vn non nulla , Un panto di ... 



I 



26) NOd 

I^imo, che da qualche antico scriftortf 
fu usato per Hiuno, lalinam. Nemo, lia 
pur a far qualche cosa co'l nostro NU 
m^L — V. 
Niscioeila [Frutlo] {in) agg. II Cretccnxi 
ch.ama Seoglio la sgorbia di nisciceui, 
u Manifesiano {le nociuote) U loro 
maturiia quaodo da' loro scoglj si pap- 
tooo « [cio*, $i staccano natutalm] 
(TraU. d>Agrit. lib. V, cap. 3). ^ vl 
Nisci(«6ra de bosch. BacAcohi. 
Nissan (m) agg, Goeubb pik nissuo. K 
Gosubb I. q, G. 

Vess o Pari fioeu de nissun ... Non 

avere chi si curi di ndi; e dicesi per 

lo pii^ di chi sia malissimo a resliiL 

Niver e Nlvol {(n) agg. Niver come ou 

pedu, fr. c. br. Nauollssimo. 
NIvtgi, t. c, per fiuiigh. K nel Fbc. 
Wivin, per Nariglio, dicono i contadiai di 

Gorgonxola. 
NIvoI {in) agg. Nifol d'acqua. Navoloni. 
Wuvoli deusi, prossimi a terra, e ml- 
naccianti pioggia. 

Nlvol de frecc ... Nuvole alte da terra 
tnolioi bianchicce, e come addossate 
fra loro. 

NiToI de ner... Nuvole blanco-cinere*-^ 
conglobate a brevissirai globi, e roolio 
alle da icrra. 

Nlvol de tempesta ...Nuvole rade, cU 
nericce o giaHine, che sorVolnno quasi 
dissi sbrandellale ai lembi delle nuvole 
temporalesche. 

Nlvol de temporal ... Nuvole biije, o- 
scurc, tetre, che minacciano teroporale, 
Nlvol de vent ...Nubi allistale. r. Gat- 
Idu, 3.® sig., nel Voc. 
Nivoldo {in) agg, Slargass f^do%i a tun 
el nivolon (Maggi). Figiiratam. Crttcere 
il da fare^ i pensieri, le cure, ifastidi. 
— V. -^ / 

Niviir. Nel Milanese alcuni contadini «• 
sano dire Nivur per rimare cort Mur 
nel proverbio: Se T* nivur, Ja ciav sul 
mur^ ec. F. Ciiv /. q, G. 
N6 {in) agg. Fa si e no el s6. V. S6 1. q. G. 
[Di de no] {in) agg. Disdire che 
che sia. Per esempio ; 

Va domandegh on pias*, cbe '1 le 
disa de nol 

Va^chieaile ua piacer, cb'ella il aiadica. 

Firtowwla, BttUs. dett'Inmnm. — ^V. 

N6cc {in) agg.ytK oanca bon per la norc 
di morl ... Non piacerc, Non valere 



NOM (i 

nulla. Lo dicoDO spedalmeote le donne 
di flposi che iioQ vadano a geoio. 

Nodli (in) agg. Fa i (ierl«gbeU .^ Pro* 
priameule coDsisle nel soUevare il cor- 
po dall'aqua pi(^ cht ia qualuoque al- 
tra maoiera di nuoto, il che si fa co'l 
battere delle mani alterne dell'aria su 
Taqua, faccDdoYi cosi maggiore appog- 
gio. £ ton questo modo si va piii ve* 
' loce, € ineglio si viocooo le correnti 
per la minor presa che si dh all'aqua 
su '1 corpo. — S. 

Fk i spadioQ ... Nuotare su 'I fianco, 
feodeodo 1' aqua co '1 braccio della 
spaUa somtoersa e battendola cootem- 
poraoeamente eoo Tailro sotto il petto 
e la paucia per spiogersi avaati. — S. 

Nceuv [Nosuv ooveut] {in) agg. m Naovo 
d'impianto n, dice il PaoanliDel Poeta 
di teatro. — V. 

^dll {a)neUe G. agg. Fa oo bell noll,detlo 
iroDicam. Fare un bel boUo (fior.). — Y. 

Viomk (in) agg. Dallo spagouolo No mas^ 
Nod pill ; e per6 Domd tk't corrozione 
pid che riogentiUmeDto. -» S. 

riomio^a (in) agg. A sto mead cbi voQur 
Teas noiniuaa besogna fii o bea o roaa. 
ProTcrbio di cbiaro sigoiiicato: 
...... SeggeQdo in pianiay 

la faou DUO «i vien , ne &0U0 collre. 

pjole, /nfer.pc, XXIV, ^. 47-48. 

Nominativ (i>i)» d(^o priocipale, agg, Mao* 
ca il pi£i, il meglio, Tessenziale. 

Ifdmin (in) agg* 1 cooladioi briantdl 10 
mohi casi a Nomm premettono la par- 
ticella in 2 cosl| per rao' d'es,i Com'het 
ia uorom? — Ho uomm Ghio. c=: Che 
Domm g' haj inettuu al bagaj che v'6 
tiKssuu? — G'haoQ mettuu in nomm 
Jsicom. -*- V. 

Avdgh ooa cossa o ona persoona c1 
nomm cod lee...Frase ellitlica usata da' 
Brinoldi a siguiGcare che il oome pro« 
prio d'uDa persoua od^uaacosa esprime 
il caraltere, fiodole^ le qualiti di essa. 
UoOy per mo' d'esempio, dirk: Quella 
iosa Th fresca e bella come ona nsusa 
che comenza a s'cioppd faura. — Ki- 
spooderii on ahro: La ff ha el nomm 
con lee (se la ragazza avrli oome Ro« 
sina).-^£/to/ fe on tomm, Pi ona gior* 
gia^ Fk on Iazaron,ec, — E» s'egli avrji 
nome Tomaso^ Giorgio » Lazaro, ec, 
si seotir^ talono soggiuogere: El g*ha 
el nomm con lu, --* V* 



37 ) NUM 

Nds [Jlbero] (in) agg. Nd$ de rae missee 
(nonno), moron de me pader^ e vit 
de mi ... Prov. briaoz. iodicaote Vclk 
che doyrebbero avere le delte piante 
per trarne frutto DOtabile io quaotit2i 
c quality. — V. 

Nds [Frutto] (in) agg, Nos sloppa. Noce 
Sana e buona, t il contrario di biigia, 
i^ana, bacata. — V. 

[Nds strencia] (in) corr, c= La noce 
malescia propriaro. non h la ooce stret* 
ta^ si bene d la guasta e tralignata ia 
sapore disgustoso e nocevole. — V. 

Nov^i e NoveUUt dimin,^ sust. m. pi. I 
conlad. brianzuoli chiaroano cosi tanto 
i loro figliuoletti Gnch6 soao teocri, 
quanto li aniroali giovini e le giovini 
piante; nel che si riscontrano co'To* 
scaoi. — Y. 

--^ov^ll (in) flgg, Cominciamento, Prindpio 
di qual^iasi cosa o facenda. I Filatojaj 
quando dicooo assolutam. Al novell in- 
lendoDO — * At cominciar del lavorai'e 
la nuova seta, — Y. 

Chi no ghe n'ha al Dovell, gbe u'ha 
miDga tutt raon. Figuratam. Chi uon 
ha seono da giovioe, dod oe ha pi£i 
10 sua vita. — • Y. 

Gamp de duu novej... Dicesi quel 
w campo che t dopo il fromenlo , ha 
portato immedialameute nel medesimo 
aoDO altro grano h (P. Lavezzari^ Di* 
fet& delPAgricuL milan.). Potrebbesi 
dirlo Campo ristoppiato, o nngranatof 
^ V. 

[Al novell] (in) agg, u InsCi la ricolta 
valse lo stajo del grano soldi veoti » 
(G. Yillani, Slor.fior,). — V. 

Novell6s. NoveUoccio, Fegnentoccio, ^i- 
go^iosoi che ^ da crescer to sto. Di-^ 
cesi propriam. di polIooi» vet toui, piao» 
te novelle, eo,, di bella e vigorosa ap- 
parenza. — V. 

Nozzinna (in) agg, Propriam. parlaodo, 
per Nozzinna noi iotendiamo un hoc* 
coDcellioo di paoe regalato cod alcna 
pocolioo di pietaozai ad oggelto che 
i bimbi, schivi del paae asciutto^ per 
quel po' di ghiotto se oe faciano cibo. 
E voce oggjdl quasi morla. Forse h 
come dire Nozsoline di paoe e pletanza. 

Nudreg2i (in) agg. K anche Spazzi. 

N6mer (in) agg. Numer tuo. Sinonim. di 
Gturldegh e Garantii in senso figuraio. 
K il Foe, € Ic G. 



ODI 



(.38) 



OEU 



Vess fallaa ia geoer, nnmer e cas. 
V. Cas [T. gramiual.] nel Foe. 

II Brians., quaudo vuol espriraere il 
Domero preciso di che che sia, h to- 
glicr ogai ta4elermioatezta , suol ag- 



gtung«re al oome Dumerale la lo€u- 
ziood De numer. Per eseinpio: £ren 
trii dmen , propri domk trii de ntimer. 
•'^ Quanti pomiii el t' ba daa? — He 
B* ba daa quatter -de auiner. — Y. 



O 



O O' [ O largo e cafcato ]. Grido di 
gari imento , di disapprovazioae. Non 
fare, Sla\ Ma!. — V. 

6cca [Giiigi a l'] {in). Vol. 11!, p. 184, 
c. a.', r. 49* dopo giuoco, agg, che si 
fa ifa' ragazzi cosi : Tre stanno sotio 
curvati a mo' di cavailr, appoggiaudo 
qacl daTanti il capo, ponianto, a untf 
taTola o ad una scrauna, e ti allH due 
Tun dietro airakro alia groppa del vi- 
ciuo. Un quarto d'ua sallo moata su 
la scbieoa del priino, poi del secondo, 
pot del terzo^ ec., e vi sta su, facendo il 
cavalliere, fiochd quel terzo, ec, grida 
Occa, — Ailora il cavallier discende e 
va solto a far da cavallo; Taltro, sal- 
taudo, vi monta su; e cosl il giuoco 
coDtiuua e dura fin che piace. — V. 
A Coll d'occa agg, Dicesi anche qnel 
tratto di canale de' molioi piegato a 
mo* di ooilo d'oca, pe'l quale I'aqua 
prccipita e batte su la ruota^ e la fa 
girare. — V. 

Och^tta (ad), in fine ove dice = nel pe- 
larla c=: ^ corr, =: nello spiumarla. 

&di e Oeiidi (i/i) nola che il Bri&ozuolo 
nou fa sieioniine queste due voci. Usa 
la prima a signiHcare il contrario di 
amore, di catitdj la seconda a signi- 
fied re noja , /astidio , nausea, stucche' 
poUtza, schifo, svogUaUzza, Dir^, per 
too' d^sempo: A sta II tutt el dl a fa 
vegott ven in audi la vita. Lo stare 
in ozio lutto il dl fa venire a noja la 
irita. El pan el ven mat in iButli, e la 
eama s\. La came stucca^ o la viene 
a fastidio; il pane non mai. El me I'ha 
meituda tahnenl in ceudi^ eke nosoo pu 
cossafann. E' roe n'ha STOgliato tal- 
menle, che non so piu che farmeue. — 
In quest! <iasi, e simili, il Brianzaolo 
user^ costantem. teudi e non mai odii 
laddove usera sempre odi in questi aU 



fri : ^ portd, odi al fredell, a tegnl oJi 
a! prossim^ ec, sejk peccaa. — V. 
Otjucc (/n) agg. Acqua d^oeucc (Maggi). 
Pianto, TMgrime. — V. 

Anda-fceura di oeucc de vun *.. AU 
lonlanarsene; p. c.: Vamm fcBura di 
oeucc. Va-^ne di qui, tanto'ch'io non 
a veda. — V. 

Erba del mai d'oeucc. K Erba 1. q. G. 

Sgaratta o Slarga-foeura i oeucc. Sgu* 
sclare li occhi (G. Giusli, i Disc, die 
corr.), — V. 

Tri a lorna i oeucc. Dar Vocchio in* 
tornoy Dar (Tocchh. Gillar li occhi su 
le persone che ct stanno intorno , a 
fine di trovarne una che si cerchi, o 
che ne ptacia. — V. 

V6lt2i-viai oeucc... Rivolgerli altrove. 
— V. 

Voll2i i oeucc in dent ... Travolger 
li occhi, morendo. — V. 

Jd Cfeucc in pee, nelle G., agg. Occhi 

arditij desiosi, vaghi.ghiotli digaardare, 

fe il contrario di Occhi bassi, atterrati, 

chini, modesti. — V. 

Oeucc [ScandeUe\ (in) agg. c, secoodo il 

Voc. di Napoliy Scandelli. 
Oeiiccpollin (in), 1." sig., agg. e eorr, 
Terreno di polla. fe terreno dove sooo 
mplte vcne o polle d'aqua. — La vo- 
ce Caora si Irova usata usatissima da' 
scriitori toscani nel senso di Aggallato^ 
di Prateria che sta a galla, o, diremmo, 
naiante ne* paduli c ne' laghi; cosa 
ben dl versa dal nostro Osuoc/^o/Zm. « Le 
isole nuotanti o cuore o aggallati e 
pallumi sono in copia nel lago di Bien* 
tina n (Targiooi Tozz. Gio. Faldin, I, 
66). - V. 
Oeiidi. Equivale ad Obugii. V. n. G. — V. 
Oeuh 1 ... Espressione ellitticissima con 
che moUt sogliono troocare a mezzo 
una frase, ua periodo, lasoiaodo clie 



OEU ( I 

Vi ascollaiili ioliiudaQo da sh il reslo. 
Per lo piii cbi I'usa il U per non aver 
proole le parole e le luaoiere di dire 
uccooce a compiere la frase, — Y. 

Oeubl OUer. AniipiU, Molto mollo, 
Jnu uTavuantQggio, — > Y. 

Si) oeub ! ^ Aggiugue forsa alPafler- 
oialira. SI, seni'allro} Si cerlamtnte, 

— V. 

Ov&li o Oil (ia) agi^, Crili ceuli ^ ceult , 
che U tucca V^ roiia (Maggi). Orid^re 
iijulOf ajulolf Gridare accorr* uomol 

— V. 

£1 maugiarav raDlibidoau condii 
d*iKuli. F» Anlibidceu i. q. G. 
Oeuser e Oeusel, v. pav. e della Bassa 

mil. ibuh. — V. 
Oeuv i^n) agg. Oeuv cbe caofa de garoU... 
Frase cou cut le cooladine briaazoole 
difootaoo quel suon mulo cbe inaudaoo 
le uova coyaticce se agi4ale Ira loro 
allorcb^ le soao prosfiine a esser bec- 
cate dal polcioo cbe tta per isbucaroe, 

Oeuv cL6ccb^ v. br. F, Oeuv cucch 
nel Foe, 

Oeuv col caliOy v. br. Uova sceme. 

Ad Oeuv cuccb agg, Batic (I'auauli). 

— V. 

Oeuv cbe ciocca, Uova dod pieue. 
Uova gua%ianli, -— Y. 

Jn Oeuv del carlellaaim agg, Uovo 
CO 'I panno (* loitc. Careoa, Proatu, 

Oeuv pizzaa .,. Le contadioe brlanz. 
cbiamano cosi le Uova covaUcce allor- 
cbd le 4*1000040000 beccate dal polcino 
prossimo a sbucaroe. £ talora dicooo 
J/an anmb de pizzass, ad iodicare cbe 
il polcino ooo vi ba |*er anco dalo di 
becco, ancorcbe talora le seotaoo can* 
ia de garoU, V, pik sopra, 

Oeuv scorubiz^a, o fcurubiz&a, a 
ficrubizaa. Uovo guasto^ il cui tuorlu 
»i spappoli e comiaci a puxzare. Uovo 
guazzante? Uovo frdcido, — Y. 

Jn Oeuv strapazzaa agg, Les ofufs 
brouiUis dei Frauc. 

■■M Cbi no cura, s'ioduriss i oeuv 
(Maggi). — Proverbio: lulanto cbe iu 
badi , r occasiooe passa. Cbi ooo sfa 
con li occbi aperli, la buooa occasione 
gli scappa. — Y. 

Odor d^oeuv marsc. Niddre. 

Save, o Send d'oeuv marsc, de niaa. 
Essere nidoroso* Avere odor simile a 
Fol. V. 



29 ) 0MB 

quello delle uova corrolte* -^ Y. 
Oferu (in) agg, Al Saot se gbe fii i'o- 
fcrla ... Nella ricorrenza del proprio 
giorno OQOinaslico i piu usano rega- 
We d'asciolvere, o simile » i parent^ 
li amici) i dipendenti; cbi non vuole 
farlo, allorcb^ n'h ricbiesto^ riapoade 
CO '1 dellato qui sposia » come addu- 
cendo a suo pr6 1' usaosa cbe a' ba 
d'ofierire nclla ricorrenza ooomaslica 
d'alcua Saolo, e voleodo inferiroe un 
. diritto ad esser regalato^ anzich^ re* 

galare. 
Ofri {ill) agg, Ofri 00 giurajBCAt. T. for» 
Yale : Addatto ua DiUo in ua giudiaio 
civile , oQerirsi a giurarlo a comple* 
menio di prove* — S. 
Ogglu (ia), 3.^ sig.y agg, i quello che 

dicesi dai Franc* Ckiunhf^A louer» 
Oggkt .- Nome cbe i pescivenddli e i 
pescalori danno ai pesd argeoUoi (or- 
boreU) appena nali« 
Olc^lL Uccello, k voce rimaata BeU'alta 
Brianza^ cbe nel plurale (a Qlcii, -^ Y. 
OIi6u. Oliacc40. 

Oliva [Fru^te] (in) agg. Se i oliv grop- 
pissen iu niasg^ prepara .el campasgj 
se grappissen in giugn , priepara el 
pugn ... Prov. commune fra i cootadini 
delle costiere lecceost e larivnsi, il 
quale significa che Pallegar delfe olive 
in maggio ne presiigisce buoQ raccoU 
to; in giugoo^ cattivo. II Yettori (CuUiv, 
oliv.f p. 160) dice cbe u II cascar de' 
fiori delV olivo, quando le lor foglie si 
spiccano forate> 6 il vera iegnale cbe ... 
ne sar2t sempre buona ricolta ». II Cam' 
pasg su quelle costiere h la Gerla (F, 
Monti, Foe, Com. m CkHvtBc). 
Oltim. F, Yoliao i. q. G. 
Olt^oa , sinon. di Yollan. F. nel Foe. s 

ed in Monti, Foe. Com. In Oltjuia. 
Oltanizz* F. Yolt^o i. q. O, t Monti » 

Foe. Com, in OltavXka. 
Ombritia (in) corr. ed agg. Fa a^sco o 
caschin cbi^ enirsndo, muta tutte lo car- 
te, salvo ooa; cdschera chi tutte, eccetto 
due; cascon cbi tutte. -^ EnUv a vimiuf, 
a do, a ire sono termini del Tarocch 
ombre, e simili, roa significano in vece 
tenere tiitte le carte, fuorch^ una, due^ 
tre cbe si cambiano conaltredelermi* 
nate, gi4 in maoo d'altri g^atori. 
-* J solo significa in ambedue i giuo- 
cbi non mutar carte, entrando, — S. 



OMM ( 1 

Om^aa, ▼. c. br. OmieiatiOs Vom da poco 
• da nulla, Uoroo di poco vigore, ape- 
cialm. corporate i e \o dicooo anehe 
Om mezi'omm, 
Omdtt (in), sig. lo.^ agg, jillaccapannL^ 
Attac4MvestiU ( Gar^na^ Prontu, p. 2 1 4). 
OmM o Lego a vit. Gntccia z=... Archi 

e= ,.. Fusto sz ... FiU, 
QniM de carta. Fanloccio diJbgUo. — • Y. 
Oinelt del Sigoor (in) agg, 

. . . . na ccrio omacdo di qoei di Dio. 

B«nii, CmpU, ad mn amito^ 
Poslscrilta. — V. 

Omelto06, ▼. c. br, OmieiaUa, Omettdlo. 
Omm ^i>i) agg. L'omm di figh. Ser iutte- 
salle^ 

Omm boQ de mett do?e passa nis- 
suo. Uomo dappoco^ Inelto, Senza axio* 
ne^ In§rte, Buono a nulla* — V. 

Omm de cooclusioo. Uomo di conlo, 
di i^agUa^ di senno. 

Ad Omm de parer agg, E ^ scherze- 

• irolm.y Uomo, o Cervetlo daslaiutij 
da riformare statuti, — V. 

Omm de rialtaa j Omm real, Uomo 
reale^ cio^ schietto, sincero, hale, ve- 
ra^e, Gbsl deicrive il Maggi si faUi 
uominii 

OoMB dt rialUBy na no poIfUgb, 
Pa di al so lDl^l, tl «o ben 
3eii|Ea peoU pa inoaoaj 
Ma St da fa on sarviti el ghe TeOf 
Fan pit fall cbe creaoi. 

Su U Riso, p. 70. — V. 

Omm de spesa. Dicesi per \o pih 
d'uu gran maagiatore. 

Omm de toeu e de mett. Uomo ar» 
rendevoUf che si accommoda a tutto 
facilmeote. — V. 

Omm fodraa. Figuratam. Uomo dop- 
piOy Fersipelle, Furbo, — V. 

mmm El 66 de fevree el mauda l'omm 
10 del carlee. K S6 /. q. G. 

L'omm el viv de l'omm. — Dicono i 
cont. brians. ; con cbe voglion essi 
dire> che Tuomo i animal socicvole, 
perci6 Fun uomo ha bisogoo dell'altro, 
e tutti campano di reciproci servigi. 

Ogni omm V^ faa a la soa manera. 

* it Tanti sono ne'* petti costumi, quanle 
aooo nel mondo figure d'uomini ; il sa- 
vio a tutti si sa acconciare » (San Con- 
cordio^ Jmmaesiram,), — V. 



3o) ONI 

Ommsan el pissa come on can; cM, 
Facile e netto. — V. 

Quell 1' h on omm ! ... i persona 
di gran conto^ di gran Taglia, di gna 
valore, di gran merito. Quello i tm 
uomo come val — V. 

dipnibus di can ... Carretta a mano co- 
verchiata e fineslrata in cui li uoinini 
a ci6 deputati rinchiudono i cani va« 
ganti in cittli, senaa musoliera^ da loro 
accalappiati^ per condurli alia canatterfa, 
dove li ammaztano se i padroni boq 
vanno a riscattarli. 

Ond^iy Ondde ... tin succedersi di molto 
e grosse onde Tuna addosso ali'altra* 
— V. 

dngia (in) agg. Vess 11 d^inninili cont 
oo'(*ngia. Prase cont. verso il Coroascd. 
Essere grasso bracato. 

dngia. Solchetto, Fossicina larga qaanto 
la grossezza d'un^ungbia calcata in 
cosa cedevole. — Oode 

Formenton de I'oogia. Cos! chiamano 
i contad. brianz. quel grano turco i 
cui granelli haono in cima un solchetto 
come d'unghia ivi dentro premuta. Alia 
vista par quasi crespo e striato per in* 
compiuta stagionatura, ma essi lo pre* 
feriseonoy per ci6 cbe fa meglio e per 
quao(it& e per quality. •— V. 

Oogib. Muovere spingendo innan%L So* 
spingere alcun fbrte pesOj come quaU 
che gran masso o trave, con queire- 
stremitli della leva ehe chiamiamo On* 
gia (Penna, Taglio), mettendo con que* 
sta il peso a lieva e poi cacciandolo 
innanzi a forza. — V. 

Oogib o Ongili adree on somee, e sim^ 
T. de' Mnratori, ec, ... Dar di leva ad 
un trave^ec.^ per farlo scorrere innanzi. 

Oogin ... Nei fissfpedi^ e specialm. nei 
bovini, i quella escrescenza cornea in 
cut si prolunga talora una delle dae 
meta deH'unghie. Se non si recide, ri* 
piegandosi , serve spesso d'inciampo 
alPandare, e causa talora I'azzoppare 
della bestia. 

Oogi6da. Ugnimento,Untata, — Dk on'on« 
giuda ... Figuratam. Percuotere niala* 
mente. — V. 

Onlse (in) agg. Oniccio per Ontano disse 
il Vioci a pag. 4^9 del suo Tratt. Del 
mo to e mis, del f aqua, u Li pa It (per 
fare palificate ) devono essere grossi 
dal terzo al mezzo braccio , e lunghi 



ORB ()3 

circa dae braccia e mezxo, e devooo 
essere di quercia, o ootano, cio^ onic- 
cio, e sopra luUo siaoo verdi. Uo visto 
rifondare alcun pezso di rouro vecchio 
di Pav^a, foodato oelte rive del Ticino, 
e li pall che vi si trovarono^ quelli di 
quercia erano neri come carbonic quelli 
cbe furoDo d^oniccio aTCvaoo uo rosso 
come versinoy eraao assai pooderosi, e 
duri come ferro. «• — V. 

Oodr (ah) agg. A s. Yitor Ir^-foeura la 
biaochetta con lull' ooor. r. BianchdUa 
i. q. G. 

A Con tull'oQor agg. DebUamente , 
De Jure, Secondo il giusto , Con ogni 
securtd. 

Ork e Besdrk. ... Ooa caroa de manz che 
la sa de boo cbe Tdra (o, bes^a) de 
gardfol, canoella e roalvas/a (il coniad, 
brianx, dice malmasia) (Maggi)« — Da 
dra in senso di auraj e per6 Ord e 
Bes6rd vale quanlo Spirare» Esalare 
odore di, p. e., garolaDi« cannella , e 
simili. — V. 

Orida.— Spaiio d'un'ora, Tratta o Tl- 
rata d^un'ora. Per occasioue breve, ra- 
pida e fugace. — Basta dorok cbe roe 
cj(pili on'orada bonoa, o uero Che v^- 
gna quell'orada, e poeu lassa fa a ml. 
Solo che mi si presenli il deslro, il mo* 
mento buono, e vedrai se io so usarne^ 
o vero, se me lo lascio scappare : 

Tm^ qummemm^uM Dtus tibi /brtmmmptrii kTum, 
Grmi* surntt mmnm j imm dmlcU differ in mmmmm, 

Horatiuty EpisL lib. I| 
cpUi. II. — V. 

Oriri (in) agg, Orari di 2icqu, che dicesi 
mnche Rceuda. T. Fdr.agr. Quindi Tes- 
pressione: In ixeuda de tanti dl^ tie 
tanii orj per dire cbe ogni taoli giorni 
si ha per lante ore I'uso detl'aqua d'uua 
• data rogia^ cc. — V. 

Orba [Viv a I'orba, ec] (in) agg, I! suo 
coolrario k river chiaro, usalo da Ode* 
rigo di Credi oe' suoi Ricordi (Arch, 
Sior* ) , per Volerci vedere nelle cose. 
II medesimo Credi us6 spesso Chia- 
reua per Sicurezza, per Documenlo 
chiaro e sicuro. — V. 

Orb^ra (in) agg, Parlaodo di {k>lciniy Ce^ 
caja, Malore cbe viene agli occbi de' 
polcioi> massime a quelli cbe son nali 
dVstale. — V. 

Orbisoeu (in), sig. a.^, agg, Aoche da noi 
dicouo con molta simiglianza al^detto 



i) ORE 

lucchese: Se Cliee pers el didaa, va'l 
a cerca, — S. 
Orbisoeu (in)^ sig. a.°, corneggi =: Gias* 
soeu e= in = Giazzoeu, che appunlo si« 
gnifica Fragile* — S. 
OrcelUu. Occhieggialore , Va^eggione. 
Cbe sbalestra li occbi in quli e in la 
curiosamente. — V. 
Orcellatla (ad) agg, Civettare^ che i quel 
guardare curiosam^nte qui e 111 cbe 
fauQO le civette^ i civetlini e i civet« 
loni , in cerca di oggelli cui vagheg* 
gino. — V. 
Ordenll , v, br. Accoociare co 'I burro 
struUo la polenta ridutta in fettc, o in 
bocconi. Onde 

Polenta ordenlida. F^ in Polenli L 

g. G. — V. 

6rdin [Fk per o conl], fr. cont. «• Fare 

aggiustatamente, ordinatamenle, bene, 

Oreg^lla per fk violell, V. ant. ... Forse 

Oricelta? 
Or^gg ... Nelle Balle de nunm cosl delta 
de Segg e de Sidell si cbiaroaiH) cosl 
quelle oreccbie nelle quali terminano 
i doe streroi della bocca. Si Irovaoo in 
lutte le cidlole nelle quali, lavorate che 
stano, si assicura il manico, mentre in 
eltri arnesi le oreccbie tooo di riporto. 
Or^ggia (in) agg. Orecc finn e senior!?. 
Orecchi di spia. — V. 

Fli vegn i orecc. Erase oont. verso 
il Comasco sinonima del milanese Fk 
vegnl I comi o i roincion, e sim, K. 
nel Foe. 

Inccea Ti el m^ dls vnj tirl i oreoc 
a chi vuj ml ... Deltalo scherzevole con 
cui s'accompagna Talie reale di dare 
una ^eve oreccbiata al compagno da 
chi allega un tale diritto, perch^ ricorre 
in quel giorno il proprio onomastico; 
e talora con intenzione altresl cbe il 
compagno abbia a pagargli la festa. 

In Quand el gait el ae lecca, ec.^ 
corr. = Quand el gall el se frega, o 
vero el se lencia, ec, ♦— V. 

Vord vegnl i orecc! Frase oegaliva 
conl. verso il Comasco ... Appanlo egli 
vuol venirel io ti so dire cbe vorrii 
venire 1 
Or^ggia de rati (in) agg. t k MfosoUs 
paluslris dei Sistemalici , conosciuta 
commuoem. solto la frast : Non ti scon- 
dor di me, — V. 
Oreggia de sant'Arobroeus o Caminna o 



PAC ( i3 

Camilla (altra) ... Specie di fungo die 

d la Fisiulina hepatica di Fries. 
Oreggln de yft\h^ ras, laoa de Lion? 

Camauro7 
OreggioQ {in\ sig. i.^^ agg. Ogni boscon 

elg^iiaeJ 90 oreggioo. Dett. cont. brtsDZ. 

Le Biepi hanno orecchie e odono^ Le 

siepi non hanno occhi, ma oiecclat si. 

IH cbiaro stgnif. 
Oreggido (m), Q.* «ig., agg. E negli uo- 

roioi equivale a Gaodido. F'. nel Foe, 
Oreggido. Sinonimo di Aatefiss. F. nel 

Foe. 
5rglten (in) agg, Scala d^orghen. F* Sc^la 

L g. G. 
Orgiroedla {im) agg. I Maodellafchi ckia- 

maoo iu vece per questo nome quella 

specie di CoUellozzo di legno co ^i 

quale aogKono affettare la poleola, 
Orian {in) agg. Oro^ QuaiU^ini, Pecunia. — 

Ghe voBur TOrian per tusscoss. Ogni 

cosa vuol denaro, 
'Orlgea (in), dove dice = tolteoe quei =2 

corr* =:= toltine quelli. 
Oriu [A] {in) nelle G. agg, Fignratam., 

Appena appena, Leggermente, Un poco. 

OMerven i precett iiik) a orin. 

Maggi, Mimep p. a3f. — V. 

Orimia (in) agg, Erba del maa d'orinoa. 
F. Gbichfogen nel Foe. 

Ornig^ {in) agg, tt voce ancor viva in 
Brianza. Forse yiene dallo apagnuolo 
Hormiguear, Bulicare o Bruhcare co* 
me le formiche; Formicolare. Hormiga 
spagn. Formica, — V. 

Ornigamdnl. Brulichio^ Formicolio. Quel 
seolirsi iuternamente uno spesseggiato 
moviroeoto come di formiche, o siraili, 
cbe vadano per latti i versi. — Y. 



2) PAD 

Ordcch (in) agg, Verrebbe mai dal lariod 
Uruca od Emca^ signifieante propriam. 
il gorgoglione cbe rode le fave, e, ^u 
guratam., un uomo stupido, balordo^ 
a cut la moglie fa fallo? F, Evcur, ad 
f. ij6. Sat, VI Juven. vol. I ed. Taur. 
— V. 

Oro!6gg o OreI6gg (in) agg. Front comi 
on orelogg ... Puntuale^ Immancabrtey 
e speciairn. a* conregni e per I' era 
prefissa. 

Ortigdo o Laccidn. Lamio rosso e bianco. 

Osped^a [di cavaler] (in) agg. A."* Briffn« 
zuoli significa rinsiemfc di que' baclii 
stremenziti e mezzo malati, cbe, rima* 
sti dopo i belli e saoi gi^ momlati aU» 
frasca, ai ritirano insur un graticcio a 
parte e quivi ai mandeno al bosco 
a (ilare quel bozzolo o falloppo die 
e' possono. — V. 

6ss de mort (in) agg. II Magalotli in una 
sua lettera al Redi del 16 di febrajo 
del 168a verso il Bne ba in questo si* 
gnif. Ossa di morto, 

Oss de stringa. Piombini da cordelUne. 

Oss^t o Forcdita (in) agg. k il complesso 
delle due ciav/cole arcate dello sterno 
carenato degli uccelli, le qnali riuaite 
simigliano alia grossa un Y. 

Ostarja (in) agg. Ln terra la va miDga 
a Tostarfa. F. Tdrra i. q. G. 

Ostensdri (ad) in fine delle parti, dopo 
Crocetta, agg. = Goo d^angiol. Testine 
d*angioli =5 Sfera ... 

Osllglia. F. Rts I. (f. G, 

Os\\n ... L'Osle giovane. 

Ov^lla, plur. Ov6lt, Cu^a, Berretfa di 
b'lmbagia o di lino ( F, Monti, Foe, 
Com. in Oveta). 



Paccia, sust. f. GhioUoneria. — Y. 
Pacciicca e Pacci&cora ... Fangbiglia, e 

speciairn. se di neve e aqua e fango. 
Pacciarln , Pacciarlnna. T, de' Forn. ... 

Poltiglia d'argilla cbe si usa a riturare 

i crepacci de' laterizj frescbi. F", Me- 

deg^ I. q. G, 
PacciatMa. F, Robba 1; q, G, 
Pacciiigb (in) agg. Usiamo questa voce 

etiandfo in setiso di Guazzo, di Rim- I 



pozto, cio^, di Luogo ifraido e guaz- 
loso per aqua cbe vi slagni per non 
poler sfogarsi e scolare* — Y. 

Pacem abdie (in) agg. Altri dicono Spaz" 
tern abete, e vogliono con ci6 indicare 
uno Sparetehia^ une cbe fa repnlisli 
dt quaoio gli si roette in tavola. — Y. 

Pider (in), Yol. Ill, p. a35, c. i.*, r. 11, 
corr. e=: Mi d6 =: III zn Mi-nb. 
Jd Hoc mioga mazzaa in^ pader agg. 



PAG ( I 

Orazio {Epodon^ od. Ill) a dii av«sse 
ammtZMto suo padre au}>uni il pi6 reo 
cibo dt\ inoodo, chej secoodo lui , ^ 
r aglio: 

Parentis ofim si qnii impia mnnu 
SsMtlg guttmr frvftrit^ 

Edai etemUs allimm'nocentius, — « Vi 

Padtmii (in) a^ MUigare. 

Vess padiiuaa. Essere abbatluto, mot' 
tlficalo, 
Pad^ e Pad&rom {in) a^. II Po, latina- 
nKfote Padus ^ quando alio sciogliersi 
delle Devi in estate e al luogo e grosso 
piovere d*autunDO Irabocca, lascia di 
qoi e di U, fuori del auo lelto , di 
moUi paduli. 11 noslro PadU Terrebbe 
mai dal lat. Padus? — V. 

Pads (in) agg. lo treol'aoa e trenta mes 
torna Facqua ai soeu paes. F'. Acqua 
i. q. G. 

Paga. Prezzolare, 

Paga [ No v^ftsegli danee che 1e paga ] 
(i>i) Agg. Valere piii che non vah tutlo 
foro del momioj e il dioiamo dt cosa 
o di persona cbe sia ollre ogni dire 

, un gran bene, attissima a renderci 
appieno sodisfalti e felici. — Al qual 
proposito piacemi di recar qui un trat- 
tOy lotto dalla I^zione del Davanzaii 
$u la Monelat m Tutti li uoniini ira- 
vagliano per esser felici ; la felicit& crc* 
don trovare nel sodisfare a lulte lor 
toglJe e bisogni. A cio fare ha la na- 
ture create bcone tutte le cos^ terre- 
ne; tutte queste per accordo delle genti 
vaglioDO tutto Toro (e con esso inteodo 
I'ariento e '1 rame ) cbe si travaglia. 
Braman aduiique lutli li uomini tutto 
I'oro per comperar tutte le cose, per 
appagar tutte lor voglie e bisogoi f 
per esser felici m. — V. 

Pagaa [Prettolato] {in) ngg. Pagaa per 
f^ la spfa ^. Spfa prezzolata. 

PIgg (in) agg. Da pocbi anni chiamaosi 
Paggi certe molle, fatle a calami stro 
{K Ferr de rdlol nel roc), cbe, me- 
diante cordone e appiccdgnolo mctal- 
licO) si lengono appese alia cinlura. 
Esse furono iutrodutte afBncb^ledonne 
potessero cos) guardare le litngbe luro 
Vetti dalle zaccbere. 

Pj^gn (in), I.** mg., agg. Sont el pussee 

- scior cbe ghesia in di mee pagii ... Gosi, 
scberzando, lool rispondere cbi nou 
^ ricco, o tale non si tiene, a cbi o 



33) 



PAL 



per adulazione o per esserue persuaso 
gli da del sigtiore. — V. 

Pagura (in) agg. I pagur, plur. A' contad. 
brianz. vagliono Ombre, Anime de* 
morti, Spettri, Lart'e, Mali spiriii. Via' 
voli, e simili. — * In quel palazz 1^ su 
ghe sta mai uissun^ percbe tutt i nocc 
se sent and^ atlorna di pagur che pic- 
chen de clil c de li. — V. 

Paja (in) agg. No Irorre inantegtil vun 
gn&nca a pa)n ^ m. br. ... DicfSi d* ua 
gran mangiatore, il quale, maiitcnuto 
anche di cibi grossi e di poco costOy 
pur per la gran quanlil^ cbe se ne ri* 
chiederebbe a saziarfo^ sarebbe seinpre 
di gran spesa. — V. 

Pajasc (m), sig. i.®, agg. Rug&-s6 el pa* 
j»sc. Stnuoi^ctc il snccone (* lose. Ca- 
renaj Proniu, p. 245)* Sollevfcrrie con 
anibe le mani le foglie rimaste pigiate 
pe M peso delta persona cbe ti gravito 
sopra, onde ridurlo novaracnte sofQce. 

Pajde {in) agg, Cbi niaja el leva a caga 
el pajee ... Lo dicono i cont. brianz. 
per indicare la necessita di riserbare 
intalle le semenii, le scorte, i capilali. 
Allri dicono Chi mangia la somenza 
caga el pajde, 

Nelle parti dopo Pienton <igg. o 
Basion. 

Pajoeura (in) agg.Morl de pajoeura dicono 
in qualche paese del coniado per Mori 
de part. Morirsi di parlo. 

Pajld ...Eiclamazlone verso fanciuUo cbe 
vogliam dinoiane buono solo a scuf* 
fiare. — Pajl(i eh? Lisciar lapelle e bel 
mestiere eh? Voce del B. M. — C, 

Pal (in) agg. 

Pienl^ el pal, ilreppli et nalj 
El dl e la nocc semper ingual. 

Proverbio contad. cbe s»gn'fica al 
palare ed alio spalare delle viti essere 
il dl e la nolle d'un tenore. — D. 

A Pil de s^ceppa agg, e corr. Pah di 
spacco (Rfcci, Catech. agr, II, 8a, nota); 
Palnnca. Palo diviso per lo lungo. — 
Wptdopedagnuolo pu6 essere di spacco 
s\ e no, secondo cb'egli h piCi o me- 
no grosso, e quindi o tale da potcr 
essere schiappato e diviso in due o 
tre palanche, o in nessuna^ non signi* 
ficando I'aggettiTO pedngnuolo altro cbe 
la parte dell'albero (il /'^tf/e opedano) 
d^onde il palo d stalo cavalo. — V. 
Pala (in), l * sig., agg. Bretzare il grrtno^ 



PAM (i34} 

Pahggiarlo, ciod, gitUrlo con la p»U 
lucontro alia brezza $ la quale opi:ra« 
siooe ^ delta Breizaturadelgrano(Gior. 
agr, tosc, ). — V. 

Paliona [T.de*LiveIl.] (in) avverlL Igoa- 
zio Daute perugiDO nel Commento nl 
Radio Utino usa piu d'una volta la 
voce Biffa oel seaao che noi usiaiuo 
Palinna, — V. 

Paliv^ra, v. br. Falda, p. e^ di neve$ Soi* 
ale stralerello o Jalda di terra^ di fa* 
rina, di polvere, e aimiti. — V. 

Palcpik, V. br. £) lo stesso che VentoDn. 
r. /. q. G. — V. 

Palpaa (in), sig. 2.^ agg. Jjflitio disse il 
Petrarca pe '1 cootrario di Vivace, Ri' 
go^ioso* — V. 

Palp^e (in) agg. V, anche Papule i. q. G, 

Palpignda. Cbi, o che batte spetso le pal- 
ptfbre. — V. 

Paha (in) agg, Malta. La Palla propriam. 
^ la Malta de^ Circaropadaoi e de' 
Toscani, m Solevano li aotichi Del fare 
le iDuraglie adoperare, in ?ece di cal- 
cina , la malta, cio^ la terra tenace e 
viscosa intenerila con I'aqua m (Maggi, 
Fortific. p. S6'b). — V. 

£1 Torment in la palta» e 'I formen- 
ton in la polver. V, in Formduti si- 
gnif. a.®, I. q. G, 

Pall&n (in) agg. L'ama el gran el so 
pahan. Prov. agr. br. jima it grano 
H suo pantanoi cio^^ il fruroento ama 
d^essere seminato quando il terreoo ^ 
molliccio e quasi pautanoso. — V. 
La ranna va al paltan : 
.... Trahil sua quernqtu voluptas. 

Virgilius, Ect. II, ▼. 65. — t. 

PaU6n o Palt^e dicono i cont. briant, per 
Molliroeu. V, in Foroasde nel Foe. 

Palusdila o Morella ... Erba cbe ^ la Ja» 
sione montana Lin. 

Paroplira (in) agg. Pamparliinay Pampa- 
rdn, Pampardnna. — Vilale Magazzini^ 
parlando della foglia da darsi in cibo 
ai bachi da seta, ?uole m cbe sia asciut- 
ta, granita, di niori veccbi, potendo; 
e non sia teneraccia, o pampalona^ o 
veUajuola » (Culliv. tosc, aprile, 43> c^* 
Silv.).-— Questoaggett.aainental. Pam* 
palona applicato a quelle foglie tcnere 
e larghe come cialde, cbe noi diremmo 
fojasc (plur.) de zimbola, non avreb* 
b*esso commune I'origine con la no* 
stra Pampara e co' Pamparigi de' Se* 



PAN 

nesi? « Arrivsva talora una serva id 
piazza con una gerletta di pamparigi, 
e ne dava uno al quattrino w (Aless. 
Sozzini, Diario della Rivol. di Siena ^ 
in Archie. Star. irol. Il, p. 3i i); e poco 
sotto spiega pamparigi per cialda. — V. 
P&n (in) agg. Pan a mitsa. Lo stesso che 
Pan de mistura. F. in ?ka nel Foe. 

Pan de Comm o Miccott ... Pane 
grosso, molto sofBce, e che per essere 
eccellentedeve avere la crosta ben cot* 
ta. I Foroaj di Gomo lo fanno meglio 
che li altri. 

A El pan del servl, ee., agg. 

Ta proverai si come ti di tal« 
Lo paae altrui. 

Daotc, Parmd. c XVIf^ ▼. 58-19. 

In Pan de mej^ § a.^j dopo Mayz^ 
agg. softenlralo pe '1 contadinaroe a 
quello di roiglio. 

In l^an de mistura si levi il perio- 
dino = In Toscana intendono pane di 
grano e segale =3; per ci6 cbe ancbe in 
Toscana da un pezzo in qui per pan 
miscolo intendono pane fatfo di fru- 
mento e gran turco(^. Scrofani, Del" 
Vannona , p. 56a , ediz. degli Econom. 
itaU Milano, i8o8). — V. 

Pan de stee ... Pane grossolano, se- 
condario, cootrario di fine. 

Pan de boll ... Pane di fior di fari- 
na. Pane a burattello, Pan fine. 

f^^ Qoeste doe locnt. sono ornai aridaU 
, in disQM. — V. 

Pan sant. Pan uiilo.— >F^tt de pao 
sant. Fette di pan unto. — F^tt crostaa. 
Crostini. Quelle fettncce che si met- 
lono sotto li occelli a rosto, e che re- 
stano inzuppate di grasso o di burro* 
— V. 

A Pan de sett colp nelle G. agg. 

Ha senipr* totto il bracda roffso pane, 



Quel rede come no cane, 
Poi gia pe ^1 gorgoaiol gli dk la spiaU ' 
Coo ire o qoaiuo torai d'aqoa tiola. 

Beroiy Sqh. 1, p. 98. — V# 

Piin [metaforicaro.] (in) agg. La famm de 
Lugan I'd quella che fa mangiii el pan. 
F. Famm i. q. G. 

Pho de zuccher (in) a^. Pan bastard ... 
Quel pane di zuccbero ralBnato cbe 
per mala fabricazione rtesce met4 can* 
dido e nieti di colore gialldgnolo. 

Panattdj ... I nostri Droghieri cbiamaoo 



PAN ( I 

cosl que'Gtibetti di legno colorato rap- 
preseotaDli panetti di zucchero cbe al- 
leroatam. co' torcbirlti {K Torc^lt i. 
q, G.) appendoDO sopravia le loro bo* 
tegbe a iosegna delta professiooe. 

PancoidoBJi dicono in qualcke parte del 
coMiado per Giar^U. T* H Foe. 

Paodii (soito) agg, lo paoell. In lastre, 
Lacca, Giald de cromm^ ec, io panel!. 
Lacca^ Giotto^ ec, in lattre, 

Paal, Paobs o PaoDlss, t. br. •^Venir 
meoo a poco a poco il lume prima di 
spegnersi afTatlo. VeDirsi gradatameote 
inorendo il Inme. Appannarsi} An* 
nebbiare? Qffbsearsi? 

Gmd« fac* tl maocar dall^limento 
Lamba li aridi ttami, e di pallore 
Vcf ta il ano luoia ogaor piu scarto a laoto { 

E guitaa irreaoIttU, a par cha amore 
Di vita la ridiiaaii, in6n cha imoglia 
L^altimo voJo, e afavilhndo maorc, 

MoDli, Masch. Can. 1^ ▼• ,1-6. 

Ecoo il panl de la lumm de' Briaosuo* 

li. — V. 
Panig&da {in) osserva. L'etimologfa t'^ 

cavaU dal greco; ooo era oaturale ca- 

varla da Panigh, co' i graoeili del quale 

pare abbiano qualcbe analogfa quelli 

della Panigada? •— S. 
PaoigbircBJi. F. ScimircB^ nel Foe, 
Paoii e Panida f v. br. Annaquaticcio , 

Annaquaticcia, Torbidiccio, Annebbia- 

ticeio, MezzO'SpenIo, ec. 

Lumm^ Lus, Giar panli. Lucema, 

Luce^ Candela annaquaticcia^ palliday 

che va morendo, F. Pani i. q, G, — V. 
Panisciosdi o Petascioe6y v. coul. 11 firatto 

dello spiobiaoco. 
Paon (m), sig. 5.^^ agg. Sporcii mioga 

duu o itn paoD. Avere due o tre panni 

deile sue purghe (Redi). 
Panposs6oa, Paopossoo6aa ...Gbi amasse 

di Tederla bella e id personal tale e 

quale ell'^, la veda qui: 

La dama • • • . k ao fero carncfalai 
Uaa mcggiona di placido viao^ 
Pare in tuito e per tatto tale e qoala 
Una pollastra ingratsata co M riao; 
Negli atti leoti ha Kritto : c< Poaa piano n , 
E tpira fleotinna no millio di lonlano. 

G. Ginsti, VAmor pMClfico, — V. 

Panpotsondn (in) agg: Gome e' sia fatto, 
vedilo qui oell'amoroso di Yeneranda: 



35 ) PAP 

Grasso, Lraeato, a peso di carhone, 
II sno caro Tadd^o simigtia no ^ r J 

Uo vero cor*cooteoto, un mettolooe 
Fallo, come tool dirsi, a messo li. 
Sliuffa, cammioa a pause e par di pota. 
Pare no tacehioo qnando fa U rota* 

G. Gioili, VAmor pticifico, — V, 

Pantaldo [a campanna] (in) agg. Boccac* 
CIO e Doni banno didze a campaneHa. 
— V. 

Paotdra (a) nel Foe, e nelle G. agg, e 
corr, = Nod ^ la Pantira un tralcio 
solo^ ma 81 bene moUi traici, o piut« 
tbslo un Glare pi£i o men lungo di vili 
co' loro tralci tesi e distesi quale per 
iotu e quale per traverao e per ingiu 
8ur ana^ diremmo, spalliera, detla forse 
cosl o dal lat. Pandere, o dall' avere 
una colal similitudine con Xsl Pantdra, 
rete da pigliar aaitre. — V. 

Restk in figura de pantera. Rima* 
nere attonito, estatico^ di stucco. — S. 

Piol. Paoh. 

8e fa hell el di de lan Paol, 
S^impiccheo tucc i 6tt)ivoK 

Proverbio contadineseo il quale ba 
del pronostico di tempo, spesso fallace, 
conducendoci a credere che quando h 
sereoo it giorno aS di genajo I' anno 
sia piCi largo^ pid ubertoso e di buona 
derrata; il cbe^per ordinario, rende im« 
pazienti i fittajuoli a spacciare a buoa 
patto e rapidamente la roba e a far 
denaro. — D. 

Ma io ho per vero, almeno nell'alla 
e media Italia , il proverbio PoWere 
di genajo carica il solajo, e l«l« il 
proclamano i tritissimi versi leonini: 

Chra digs Pmuii hoM ttmporm d$mot»t anmof 
Slfueriml nebulaef ptr—iH amimalia gm^qme $ 
Si fuvifU venUf dgsignani pro€l!a genU ; 
Si nix, *i pluviMf duigmMml Umporm car^.-^V. 

?ko\ pien ... Dicesi ad uomo assai pan- 
cittto. 

Papule e Palp^e (in) agg. Fk papdli per 

vun. Far carte false^ Spararsi per uno ; 

ciod, Amarlo Unto da far pazs^e. II Pa* 

pel, carta da scrivere, c i PapSles^ scrit- 

ture, sono voci rimasieci dagli Spagnuo* 

li. - V. 
Fa pap^i.Figuralam.Foi* gnwcom- 

parsa, gran vista, grande spicco; Me^ 

nar rumore, vampo. — V. 

Pappa o Pipa (in) agg. L'6 come papa 



PAR 



( i36) 



PIR 



Sist, el I« perdouna uaoca a Crisl. K 
Perdona i. q, G, 
Pappa [Av^gU la pappa, ec] (in) agg, o 

vtro Trovli la pappa bella e fada. 
Pappaqn2iiia. Ipecacudna. 
Parabdll (a) agg. Frontale da /anciuUi, 

Ctiffolo. — V. 
Paracarr (in) agg. Paracarri (* tosc Ca« 
reua, Pronlu, p. i!i3). Sa non erro, la 
Parastada o Parastas de'Greci rife- 
riu d«l Forcellini era da vero il no- 
stro Paracarr qitaudo ^ addossalo agli 
stipili dei portoui. 
Par^da de movi, nelte G. — si rifacia cosl: 
La Oranid^liaf ie CramagUe (* tosc. 
Careoa^ Prontu, p. lo e it). 11 com* 
ple^so de^ paoai fuuebri cbe faaoo velo 
o addobbo a' calafHlcbi , alle pareli e 
ailv facciate delie cbiesc iu occaiioue 
di fuueralL 
Paradis {in) agg. £1 giugarav la soa part 
de paradii. JIa l' asto net venlrigiio, 
— S. 

Vess quell che ghe maocava al pa> 
radis ... Venire alcuu che io accoocio, 
5i cbe ouila roaocbi alia perfeziuoe 
d'uoa cosa qual siasi. — S. 
Parapilt. T. de'Foro. Davaniale? Quel- 
I'sggetto cbe 6ta sopra le boccbe del la 
malla. 
Parascioeula (a) in pece di :=i II lombardo 
Parussola c=, faciasi c=sLa Pardssola 
degli altri Lombardii giacch^ il MiU' 
u«tfe k pur lui lombardo. «— V. 
Para via (a) nelle G, in pece dizuPwk' 
via vun, ec.,= si facta =3 Par&«via vun 
coil di ball. Dice il Briaoz. per //for* 
pellare s cio^ > cou frotlole , lusiiighe ^ 
inlinucchiaturey parole artiBciate fare 
cbe UQO si paria da noi couleuto, cbe 
ne resti sodisliillo. — V. 
Parce^ sast. in. Punio di diUgenta (Redi, 
Opere, IV, 3 11). Nella Pcdagogk fe- 
rulMria era uo bono nsparmiatore di 
staftilaie od altretale castigo. La mano 
del Maestro ferulnHo sospeodeva lo 
itaffile alia vista d'uo parce, e il bi- 
laucio del beae e del male decideva 
de' residui. 
Pareol6ri (in) agg. Consortena, I consor^ 
tiy I cousanguinei. Aggregate di piu 
persofie o (amiglie del inedesimo ceppo: 
p. «., A quel disu& gb'era tutt el pa« 
reotori . E^ c'era a ffH§l desinare tutta 
la consorteria. — V. 



Pikri [Avd pari a sbauj (in) agg. *> m Fo- 
tevo dire e ridire, e^li noo oe voleva 
cooseotir nulla »» (Boochioeri, Bicordi). 
— V. 
Parielta, T. de' Tetsit., w. br. -. Difello 
deirordit0« quaod* doe Gli rettaoo a|h> 
piccicaij iu un solo , uteolre devoo es* 
sere dislinti e bene staccati Puoo dal- 
Taltro. — V. 
Par 14 (in) agg. Fa de tucc t parU — Non 
partare secondo verili, ma seconds 
I'interesst del roomeato.«^Anches*u.<«a 
per Parlare a caso, a spropotilo, — 5. 
ji ParU moccb af^. K Mdcch i. q. G, 
ParU rar, m. br. Parlare tardamenie^ 
tarda e scarsoj Prosaic (cio^, parlaodci, 
ascultar s^ medesimo); Faueilare troppo 
ad agio ; Msltert mestz^ora tra una pa* 
roia e t allra. .Spuiar perle polrebbe^^i 
dire, a uo bel bisogno, slantech^ que- 
sli sacciuli ^ die stauno idsfk 'I grave e 
faouo caro delle lor parole alle persoue, 
par cbe« favellaudo lentameote, ti met- 
tano li taote perle quaute sono le srnr- 
se parole che ti vengooo sputando fuo« 
ri. — V. 

Vorrd parli, ec. K Mdrda 1. q. G. 
Pat U de pop6. Parlor infantile, Madri e 
nutrici usaoo co' loro bimbi uo par« 
lare tdlura mezzo, talora per dimiDU* 
tivi e soperlativi ch'essi credrno pi& 
adattato a quella lenera et&. Ne sog- 
giungo qui un indicolo pii!l esatto cbo 
bo potuto raccapezzare. 

Parlar infantile. 

Aadk ■ paic, F^, Fnic Carniqaa. /41 e/rcl«. 

piik sotio. Ca»tWo. CmmlU , »o- 

Bin, BUio, Bi^lo. Bacio. corcbe piccolo. 

Bi-1.0 ... Ciavo (Fa). Fmr servo* 

B.!l.ell. Kinnoto , Ba' Coco. Vov; 

toe CO. Cocorio. Vovo. 

Bissin,Biuoo.Pj'loe(Aio. Cora rora. GaUina. 

Bol»a«,BolMirln, BubaruM. Cowe m di» ? Comt si 

Malr; piccolo^ o gran dice f 

„aU. I>i«», I>Mi«. Dito. 

BoIk>. BfvendM. Gbtaghlo. Segftoiito. 

BoIhj (Fa) D^re. Gnamm Koamm ( Fa )• 

Boba. // f'tie. Manglure. 

Borabon,Boo. PMStMd»h GbSio (El). // gmlto. 

ce, Pietmitzm. LaUio (El), // iaUc. 

Caeca! PorcherU. Mi«, Maramio (Bl). It 

B«e caeca! No V toe- gatto, 

earff ehe imbratla, Mhm^ Minio. Mmmm^g 

Caihln e Cacchinna ... MmmmimM. 

CafiriuCEl). C«ffeco'l Nan, Nanan. Cmrina, 

latte. Naona ^ 

Caj.i e Cara (Fa). C«. Naoin J(Fa). £?»r*i«rr. 

(^roitorio. OimUinoU. Niocc •«. 



PAR 



(i3 



IUvfruro(P)i).#^. Gavo. 

Sciora. T»la, 
ScMsiniu (la). In grem' 

huceh, 
Spaulona (Aadli a), ^/t- 

dmre mimmi, 
Tali.Pif /m pigtiayimptr, 
Telego. Cast0gttf. 
Tetlo. La cioccta. 
ToBUloea. Ptreojsa, 
Tolo , Totoria. Caim , 

Piceiot rnae, 
UKhinoa. V%'a, 
V«nneo«a. Vtrme^ an* 

coicbc pkcol 

«c., ac 



Mt«« Ntvio. Cnrina. 

P^, Paparlo. Ai3*o. 
Piip|ia. Pappa, 
Paw(Aa«lk a paw). >#m- 

<f4ra m mimmi (Ca- 

rcoa). 
Prpa. Semrpeit9, 
P«f»erin. ScarpgUa, 
P#«cio. PfMlr. 

pipi. roUuu, 

PiMio. C^riii«i. 
Popo, Bimhoy Jliimma, 
pAipala. Btmbttp Mimma* 
Puresin. Pdicimo. 
ParvsoM. Putct* 
Qtuatoi^ QmmnU /«ae«? 

Par6tU (in) ^i^. Ch^el disa «oa pMroIla : 
cosaa vcBureii damm? « Or veoiamo 
a' cootaotij t di' la t4ia parola e «p4c- 
ciatiy cb^ei si fa tardi n (Alamaaui, Fh* 
roy a. II, s. 5), — V. 

Parolla tasuda 1'^ mai scrivuda. Prov. 
hrioHt, ¥ersione del vmI^. Un bcl tacere 
iMiij 111 mai scriUo« 

Paroll di« dts negott. Parole vuoU 
M senso: 

.•4.1 ptroti senaa soitansia 
Pan fioata eoau I'uga senaa most. 

Maggif Aimri p. a65. — y. 

J Vesa iniDga i>oo de di 66 paroll 
«D cros itgg, w Nod saper mellere qual- 
tro parole iniieme *» ( Nelli^ La serva 
padr. a. I.). — V. 

J Parolla do re ngg. wLe lor {quelle 
de' sensali) dod son parole di re; di- 
couo e ridicoDO, come lor piace m (A- 
laroanoi. Flora ^ a. Ill, a. 5). — V. 
P^rdoa. CappoUo, Schiavina, Forse da 
ParSn (Pilot o), esseodo Cfsa utia spe- 
cie di cappa dtftzinale solita a pertarsi 
dai BarcAJuoli e dai Marinari. — - O. 
ParpoBikU e Parpaj«e6la {in) agg, Baralia 
i sovriii in parpajceul, m. br. Fareli 
oi^anzi di monna CUmdolkta, — V. 
Pin (in), aig. 4-^ ^gg* D& part a vun 
d'ooa cossa. PartecipmrgHelat Fargliela 
saperej ParUre com esso alcana cosa* 
m Alcuai, le esse che solmfiente so* da 
partire con li amici) a ciasouoo c#n« 
laoa «», — Vi 

Fa part a von d'oaa cessa, m^ hr. 
MeUer tmo a partt, Dame ana parte 
anehe a lui; Di^idere^ ParUre con esso 
alctma co$a, — V. 

A Quel lassu el fa la' part a tuec agg, 
« Golui che '1 tutto vede, fa poi li la* 
^lieri, e taglia come a lui pare die si 
Fol. V. 



7) PAS 

convenga »» ( Saeclietti, l^ov, aa8); — V. 

Pirl, sig. S.% { No sav^ p4 de ohe part 
vol lass ] {in) agg. « Ho ruioato ii roio 
State ... per modo che non ho pid doTo 
mi voltarei* (Caro, LeU» ined. UI^ 9i6). 
— V. 

Pirte, smt. f. Parie4 Noi us«amo cosi id- 
ticra e italiaoa -questa voce nei iolo 
detlato aegueate: Chi gli'i^ gh*^,' e chi 
DO gh'^ maiigia la parte sqa. Chi tardi 
arriifa, trova il diavol nel catino, 

Partida [T. di giiM^co] (in) agg, Fk roez- 
ca-part«da ... Alia BAzica d ii viocere 
di colpo meti dei ptinli per aversi ia 
mano a beila prima Ire carte di conto 
uguali di tre pali, o di&e e la malla che 
coola per la terza» o aoa e le dne 
niatte« se cosi conTemiersi nel gi«eco. 
Vh partida iotrega *^ Ii vincerecome 
sopra per aversi in maao quattro carte 
siimlf di conio di quattro pali, o tre e la 
roatia, e due e le due matte yse due 
se ne couvennero in giuoco. 

Parlida. T. di Agrlcult. ... Quell' anl« o 
ant che sta di quk e di \k immediata- 
mente a un filare di vitf\ 

Partida. Spicchio (* tosc. Carena^ Pron* 
iu. p. ^47). Nome di ognaoo di que' 
tela) di legna ripiegabiU I'un su Takro 
verticalmente e apribili a xigzag^ onde 
si compone la scena {fiomba), 

Parsialla [No pod^]. Frase che odeti nel 
contado verso il Comasco. 3iasiicarla 
male, Non la pater ingojare. HUfU m^ 
per tolerare torti od oUraggi. 

Pas {in) agg, Yiv io sania pas. fWere in 
qaiete e ifmrnquilUld interm, Vivere in 
santa pace. — V. 

A Fa pas agg. Fa pas, e quel che 
k staa ^ staa : 

Orsi ficiaaa la pacc^ 
e ^ual th'% ftalo, m «auo. 

SalvaUi, Cecco Bimbi. ^ V. 

P&s (ay ftel/e G. #rgjg. Palmitio. OH^o dellk 

domenica d'elivo. 
Pasc [Andli a]. Andare a mimmi ^ t^sc. 

Garepa, Pronta, p. 109). 
Pasmdn^ v. c. br. ^. Chi dstola, cbi spa- 

aima alia vtsla di alcana eibaria. 
PisqOa [alia] (in) agg. dte i BriaocQoli 

dicono Pasqua con la f rosea. 
Piss (In) agg. Pass del mull. P«r -passo 

diflicile e pericoloso: p. ev, G4ie semm 

nun al pass del mull I Ci siamo noi 

al busiUUl — V. 

18 



PAS 

Fs^ on pass^ o vero un bnsell » la 
vcvulu. FiguniUnn* Mou fare troppe coae 
a un tretlo. — « V. 

On pass, o vero on bnseM dopo fol- 
ter^ per avolla che la aia ona suala ^ 
glie 80 va fina in scinm. A scagUo/^e a 
scagliwie si sale su la scala. Proverbio 
aigtitficaote che a pocu a poco si viene 
Mia cognizione delle cose piu altOy o 
vero al conipimeulo dei piu difiicili 
lalli. — V. 

A Fk duu pass iuatiz e vun indree 
ngg. Figuralam. Pi-ocedefe lenlamente 
in che che sia, con inierrozioue, per- 
deudo a quaodo a quando il guada* 
gnalo o il fallo. — 8. 

In Yeaa louj;h de pass nota che 
Andare di trapasso pare significbi piut- 
tosto quel porlacnento del cavallo pe '1 
quale porta il piede posleriore pi^ in- 
uaoxi dell'anteriore cbe tia per levare. 
v. Tra?krga nel Foe. — S, 

Puss ... Aggiunto de' bacbi okorti dal cal- 
ciuo. 

P4st. T, de' Forn. ... Curt de pass^ Longh 
de pass. F. in Cdpp i. q, G. 

P^ss e Passln ... Le noaire donne chia- 
inano cosl quclU specie di passaole 
co'i quale ai fermano Del roeaao uno 
o piii gdani, uua o pi6 gale di oaa- 
tro, o simile. 

Pasaii (in) agg. Cbi |Missa perd. F. P^rd 
i. ^. G. 

A PassaHa-foeura per el bus de la 
ciavagg; Uscimes Passarsene pe'l roUo 
deUa cujfia. — V. 

Sari alaa quel cbe paasa: p. e., Chi 
k 81 aa cbe ha roU^talazza? — Mi no. 
^*Ubm, doufa el #arli siaa quell cbe 
passa. 

Piissl (in), sig. 6.®, agg, PassI ona reson. 
fai* bmoma, Menar baona una ragione, 
Acceliatla per valevole, — S. 



Passadtfra ... Tela cbe ai aovrapone a^ 
soppedanei per difesa ov'^ piii (reqoeu* 
le il paasaggio. — S. 

PajssaUgn, sust in., v. c. br. ... Specie di 
SOagg (F, net Foc^ per fare cbe itua 
piaiUa caoiorla rieotri sella lila delle 
sue compagoe. 

Passera [ramengbinna] (in) corr^ Pauera 
obe» aeiido tnaiura al toIh, ba lasciato 
il uida e se oe va di ramo in ranio, 
di piaota in piaota volaodo. — V. 

Passida (in) agg. Mai passion! Non vo* 



( i38 ) PAT 

gUamcene offligerel Non ce ne diamo 
pensierol — S, 

Passidn. Passione di G. C. 

Doininega de pauion. F» Domiuega 
I. q, G. 

Pr^dega dt la passion. F, Prddega 
I. q, G. 

beltiinanna de passion. F, Setliman- 
na f. q, G. 

PasI (in) agg. Iiicantnss niinga o P^des 
DO in Tora di past ... DIcesi di quest! 
fugi-faticbe o scbiTa-faceode cbe noo 
aoQO mai prooli a' loro dovrri, fuorchd 
a quello di Ur balUre i denti. — V. 
Past del lofT ... In alruoe parti del 
eouiRdo e su 'I Varesino chianiano eosl 
qurl lerzo praniuccio cbe si fa in oc« 
casiooe di nozze ira i piu Slretti pa- 
reiiti delle due f^miglte. 

Past^e (m)^ 3.^ aig., agg. Alia Bassa e 
nel Pavrse dicooo Paslb^ e inobo aU 
lurgfino di si{;nificato quesia voce. ^ V. 

Pasldii {in), a.® sig^ agg, Paston di usej« 
Pastime da uccelli. Si fa di farina di 
grano turco e di bacocci (gaiio%%,bor* 
docth) diseccati, pesli e stacciali, intrisa 
. ogni cosa con poc' aqua e rimenala 
tan to cbe ne veuga una specie di pasta« 

— V. 
A Paston di roasigooeu agg. Si fa 

come Taltro, se uon cbe^ in vece d'a^ 
qua, si luette un po' di mele e tuorlo 
d'uovo; e, rinienaloil miscuglio, ai fa 
frigere con burro. 
Pastor^ll , sust. f. pi. -. Cosi cbiaoano i 
Brianzuoli le radicette capUlari, o quasi. 

- V. 
Pal&o. Buon pastriccimno. Uomo semplice 

e materiale, quielo e di buooa pasta, 
Forae da Ho spagnuolo Paian, cbe val 
Contadiua cbe porta acarpe graodi o 
rozzamente (a4te. **<- V. 

Palaufliioa ...Faide^ lembi, e simili, di 
cui VQgliamo aotare la superfluity. — S. 

Pirier (in) agg* la temp tie segar^a no se 
dis ne pater nh avemarfa. F- Segar^a 
I. q. G. 

Pull (in) agg, Usasi da' Bnans. per Man- 
care, Norn a»ere^,o Non eeeere a suf* 
fieien^a^ DifeUare: p. ew, Se k to?aja 
la riTR m\u^ a quaftl tutia la lavola, 
se g' hen fa pati on poo d'otia part e on 
poo de I'ellni (cioe, il difelto non si 
lascia tutto da una parte« ma, dividend 
dolo , si £« cbe maacbi un po' di lo- 



PAV ( 1 

Vaglia da ud capo e un po' dalPahro). 
— V. 

Pair^mro (in) nota cbe Terrelibe a sigoi- 
ficare ad patrem, supponendosi cbe aI 
tnoreole sia premono il padre, come 
ordioe di iiatura vorrebbe, e cbe il mo* 
rente vada a ricongiungersegli. E, in 
senso pi(k esleso, al Padre di Uitli. — S. 

Patrda e Padida (in) agg. El b#»o del 
patrol] r^ come el viu del pestooj cbe 
iilla maliuna V^ boa e alia sira I'd 
gtiasi ... Cos! d folito lagnarsi il roii- 
tMdino briaoldo del durar poco e pas- 
sar troppo presto Taroore de^suoi pa- 
droni verso di lui* — V. 

Vess patron del camp e de la vigna. 
r. Vigna i. q. G. 

Vkii {in) agg. Fa pall de ... Conientarsi, 
Jileggersi, TogliersL — Mi farev patt 
de alM in ca tutt el di^ quand gb'avess 
liber a mi moeud, lo mi lorrei di siat^ 
in casa UtUo il di, quando avessi Ubri 
a mio genio, — V. 

P^lta [Fa J (in) Vest patla e pHgaa* Esser 
su e fn^ corr. = Primaraente si av^a a 
scrivere paU e pagaa, e uon patta e 
pogoa, percbi in quel modo piu tosto 
clie ill questo si dice ; poi per la cor- 
rispondensii ilaliana era meglio mellere 
Restore paUi e pagati (Vwrcbi, £rcoL 
p. 390, edit. Cotiiiii.), o vero Essere 
patti e pagaii (T. Tasso, Leil, inedii, 
p. 16, edii. Pis. 1827). 

Patta ja [In]. Per Sorioeura, f^.: 
ScxHdlk io lerc, ^wdk ia paltajj* 

Porta, Barhorin^ Aperanui if^ra^ 
»l. IS. — 5. 

Patl^nna {in\ sig. yj*, ogg. Sino/a, w Al- 
z6 la sluoja cb'era all'uscio della cbie- 
sa «• (Bibboni, Beliiz, ec). — V. 

Paltusc (in) agg. Paluccio chiamano i 
Bologoesi la eanapa pi6 corta, cbe net 
gramolarla^ esseodo poco consistente 
c floscia, cade da sd(Tan^ra, Econom, 
ngr, p. 466). Noi la cbiaiiiiAmo rivi, e 
i Toscaiii capecchio. — V. 

Pavlr {in)' agg, ▼. br. Papiro, Specie 
di cfpero, la cui midollH si adopera a 
uso di Btoppino* — «« 11 papfro . . . 
seccato h mollo acconcio a uutrimento 
del fuoco nelle lucerne e nelle lampa* 
ne .. . Ha la sua niidolla mollo bianca, 
spngnosa e porosa, la qual siiga mollo 
Tumidit^ .. . Seccasi e scorlicasi in mo- 
do cberimaiie on po'di corleccia dal- 



39) 



PEC 



Pun lato, accioecb^ la midolla si sot* 
tenga, a quaolo ba meoo della cor- 
leccia, laolo arde meglio e piu cbiaro 
nella lampana o piik agevolmenie si ac« 
cende «* (Grescerui, Jgricult. lib. VI, 
cap. g5), "^ Papiro per luc/gnolo ba il 
Manuzzi; Pdvero ba lo Spadafora, e 
Pdvero dicono i Venesiani alio sloppi* 
00. — V. 

Fa pavir, m. br. Propriam. vale Far 
Ittmiera f Risplendere di bella e viva 
luce; e dicesi delle lucerne quando, 
allungalo e slargato il lucfgoolo, ren* 
dono maggior lume del solito. — Figu- 
ratam.^ vale Fare spicco. Fare scoppio^ 
Fare gran mosira. — V. 

Pavon&zs (in) agg, Che Ira del pav0Dasz» 
Pavonai%6gnolo (Targ. Fiag, U ^pS)* 

Pavoiiin > susU m. , e Pavoninna fun. ... 
Polio pavooino. £ nolo ancbe ai roon- 
lanari romagnoli. 

Pe (in) agg. Avegb i pee cbe voeuren 
nass del fregg •.. Avere i pii di 14 da 
freddi. 

d Pe bioil agg.persinon, A pk scoU 
perso a Pavese. 

Sti semper in fazion coi pee« coi 
brasc, coi Al, ec. ... Stare in coniiouo 
moto, od esercizio de'piedi, delle brae* 
cia, delle ale, ec, — V. 

A ToBii de coo per melt de pee agg. 
Vale ancbe Far cbe cbe sia senza frul- 
lo, Toroar le cose a quel medesimo^ e 
si II) ill. 

Ves nd a pd od a cavall. Essere per 
ariaf Non avere accouci appieoo i faili 
suoi; Non ossersi per anco ben coUo- 
cato sopra stabile fondamento. — La 
nostra frase d tolta da cbi nel tnonlare 
a cavallo resli li (qual cbe ne sia la ca- 
gione) con un pid su U stafla e I'allro 
per aria. -* V. 

P6 [Base] (in) agg Noi usurpiamo que- 
sta voce prr Scarpa. — Dagli on poo 
de pd. Dare un po* di Scarpa diagonal* 
mente. 

Pd. T. de* Forn. A pd d'asoin. V. Qua* 
drdll f. q. G. 

?6, T. de* Mural. Fi sotl on pA ... Dare 

un po' di rialto ad un ponte da fabrica 

per poter continuare Talzafa del muro 

senza essere obligalo a far ouovo ponte. 

Scale a pd d'occa. K Scila 1. q. G. 

Pice [Men el] (in) agg, e corr. Tolgasi 
I'arlicolo t= el ==, e si dica sollanto =s 



PED ( I 

Metl pecc. Metier petto^ Matter ma/H' 
me , Bfetter poppe. Come Benv. Cellmi 
disse — ' metier pefsona »-> p«r crescere, 
farn piit gmnde, aumeotare per quaU 
sivoglia verso del corpo; cosl i nosiri 
cooUdJni dicona che le manze miUen 
peeCf per dire che loro s'lngrossa il 
petlOy clie loro creacooo le mamtne, 
le poppe, il petto f la peccia per lalte 
che vi si accomoda mt^x lo scorcio della 
gestazione. — V. 

Av^ metluD pece, Sboniolare^ A^r 
le poppe sbonzolanti per aboodanza dr 
latte. — Disttnta ubera lacte (Virgilto> 
Egl. IV). Lactea demitUmt ubera t^accae 
(Id. Georg. II). — V. 
Pecciia (in) agg Peccaa coofessaa Vk mezz 
perdooaa ... II solo rtconoscere e . con- 
fessare di aver peccato quasi ce n'as* 
trcura il perdono, — V. 
Peccaa [ El peccaa el geoera la mort ] 
(in) agg,: 
M'uet cbi mil opraivdo ti coofida 
Cb^ogdor star debbia il naleBcio occallo} 
Cbe, (|uaD<>o ogo^^ltro t«cU| iotoroo giiJ^ 
L^aria e U terra itteua ia ck^e lepalto; 
E Dio fa ftpeuo cha'l peocalo gnida 
II pcccator, poi cb^alcua di §Ii ba iodiiltOi 
Cb« M meJesnro, aeota altrui riibiesUy 
InavvctlutanwiKe maaifeattt. 

Stimulus mortis pecemtum est* 

(S. Paolo, Ep. a'Ctfr, I, e. tv). — ▼• 

Pecoatdria. V, in R6bba i. q, G. 

Pecci6u, Peccidn. Accrescitivi di Pecc, 
Poccione, Peltoccio: p. e., V»irda ebe 
bell peccioD la g'ha solt qtiella vacca! 
Fe' bel petloccio eh'ella ha sotto quella 
muccal Ve'com'ella h pocciula! — V. 

Pedlinua (in) agg, o Pedooa^ accrese, di 
Ped/n. r. L q. G. 

Fa pedanna, m. br. ... Fare, in an- 
daodo, rumor forte. Scalpitare, o Seal' 
plcciar /orle. — Cbi novceur fa peJio 
faga pedanna^ e chi no voeur fa alt'a- 
mor, vaga io la tairaa.... Cosl cania la 
fanciulla brianzuola oella canzone del 
Sgenee (K nel Voc. e i. q. G.y cio^, 
Cbi Doo sa, o non vuol premere de- 
stramenle il piede deiramorosa per in« 
tendersela con essa^ che se ne vada 
alia paglia; o vero, Cbi non vuol cam- 
luinar Icggicro e in punta de' piedi 
(/a pedin\ si che allri noa senta Tau- 
dar suoy vnda con pid pesante e seal- 
picciante (fa pcdanna), E cosl cbi non 



4o) PEL 

A alto a fare airamore, o chi norr nt^ 

ha voglia , vada a Itllo a dormir de' 

somii. — V. 
Schiscii i pedann de von. Jndar su 

le pedate allrui, imitarla, — V. 
Pddcr (in) agg. Pari el Pcder Pipetta. y. 

Pipetla i. q. G. 
Pe<l^n, dimin. di P*, Fa pedfn, m. br. ..• 

Pare, in andandoj poco o nessun ru-^ 

more. Fare un leggerisfimo scarpic* 

eio, — - Anche usasi per Premere destran 

meiite altrin il piede per intenderai df 

cose a morose. — V. 
Peddn (in) agg. Pedata, 

On pedon de nev, fr. coot, brianz. .^ 

Taota nere caduta in terra die lasci 

campo a improulanri una pedata. 
Pedonin, T. delPA. II.... Picciola pedatar. 

Go pedunrin de b^. 
Pedik (in) agg. Niver come on pedu. K^ 

Wvcr i, q. G. 
Peduzz. T. d^Arcbiletl. Peducch, Min^ 

$oln, Piede di volla, ec. Quindi 
Impeduzz^ e Impedurzadura , il far 

cbe la volta posi su 'I pednccio. — V. 
Pdgora (at) , aggett, di Carta , agg, F. 

Monti, Foe, Com, in Pkgoba. 
P^ (in) agg. Lavori la seda in p^. T. 

de' FilatojRJ ... Dare alh seln una par- 

tieoiare lorcitura» di versa dalla trama 

e efall'orsofo, nn cbe ^mita quest'^ul- 

limo. — V. 
Tira pussee on pel de vaccap che on 

pafa de bceu ... Detto figurato e dt 

chiara signiBcatiza. — V. 
?e\k (in), sig. t.^^ agg, I cont. brianz. 

usano queslo verbo nel signif. identtco 

italiano dt Pelate, Levare il pelo per 

iscotlatura. 

PeU e Pelaa come on zifol. V. Zi- 

fol I. q, G, 

Pelli de la s^t. Marir della Mete. — V. 
Peladdrj v. e. br. ... Qii bruca foglia dr 

gelso. 
Pellmda (m), i.^ sig., agg, Casacea (Tom- 

mas. Sinon. in Manio). 
Pelandoo (in), i.^ sig.« agg, Casaccone 

(Tommas. iVi). 
Pel^nty y. c. br« ... Aggiunto di ranno od 

altro il quale scotta si che pela. 
P^ll (in), sig. 1.^, agg, A faon ooa pell, 

m. a V verb. br. J dire assai, Tutt'al 

piii, A failcay % simili : p. e.. El g'lia 

on^eotrada de cent zeccbin, a fann ona 

pell. — V. 



PEN ( i4 

Faon di pell, plur. Pigliarsene delle 
M0toiie. — V. 

\eis fceu o fceura della ptill. Essere 
foHe in colent, Essere fieramenle mdi* 
raiOt cotrucciaio, 

OiM pell de lovalla. r. LoTatta i. q. G. 

A san Viior metl la pell al aol. F', 

Vildr I. g. C, 

P^I [Otre] {in)mgg. Pell d'oeuli Yoeuj .^ 

Cos), per siimlit., chiamano i Brians, le 

poppe Tizxe e sucide, cbe Bot%acchio* 

ni e Barigliotti dicoiasi da' Toscaui. 

- V. 

P^ll. Prepuzio. T/regb»gi6 lulta la pell. 

PtfllarilU, y. a, (Ord. Ospit. Nagg. del 

1578). La Pelaiina, Alopicia, — Alcuiii, 

come il medico Frapolli, sono d'aTviso 

die la Pellarella fofte siuoo. aot. della 

piu moderna Pellagra i ma Topiuiooe 

Bon pare beoe accertala. 

PellMcia ... La Placeota delle uova oelle 

galliue, 
Peloccdn» V. c. br« — Graode scappellotto. 
Peluccb (fii)i Q.^ sig.y «gg. Ciappa tuq 
per i peluccb, Pretidere uno pe^ capelU^ 
o Yero pe *l collarej Scaricar$e^i ad* 
dotso e maliraUario. — V. 

TiriM per i peluccb. Accapiffiiarsiy 
TiFarti pe* capellL^ E, figuraiaro., Fa» 
re a lira lira, Noa aodar d^accordo su 
d'uaa cosa. — V. 
Penaggia (iff), 1.® sig.j nelle parti, dove 
dice Cov^rc ngg. clie molU chiamano 
anche Penaggin* 

Oaserva cbe io alcuoi loogbi della 
Brianza i coDtadiDi dicooo Panalgia, 
edicoiio meglio, «e queslo arnese, come 
pare, fieoe da Panna, — V. 
Penaggin ... Cppercbio mobile della zihi- 
gola (penaggia) nel quale ^ inuastato 
il pestooe coa la rotella da capo. 
Peticiorli (in) agg. I coot. br« Io dicooo 
pure de'bacbi da acta allorcbe inco- 
minciaoo a dare segoo di Tita mature 
e vicioa alio infrascarfli. 
Peiidizzi (in), sig.i.^ngg. Quelle rigdglie 
die consiatouo io uu delermioato nu* 
mero di corbelli (cavagn) tVuwa in at* 
cuni luogbi di Toscaoa sooo dette cO' 
gnif forse dal eogno io signif. di cesta, 
(K S^hlntfAnnolat, alPArianna infer- 
ma del Redi), h Viene questa roce 
(Inconipa o bigoncia) dal latiuo Ins e 
congium, cbe si disse cogno, e i coo- 
ladioi dicooo cogni quelli cbe danno 



I ) PER 

al padrone per Tuva mangiata /*. — " V. 
Pendolera [ A ] (in) agg. 11 Oriaoz. dice 
A bindoUra, e par cbe dica megliu. 
Qaindi 

Anda tott a bindoMra. SbrandeUarsi, 
Andar tuito a brani, a brandelli^ a 
strambelli, a peni, a siraeci. Dicest 
delle Yesti cbe si stracciaoo e si dt« 
vidooo la molli braudelli. -^ V. 
Peudolitt, sust. m. pi. ... Dicesi de'bimbi, 
coiisiderandoli quali appeodici e |)esi 
de' geoilori. — S. 
Pencra o Peuoera (in), 3.^ sig., agg. In 
qiiesto senso h aucbe T. de'Bfuiat. e 
degli Scarpell., ed d quel dente dello 
stipite di vivo cbe s'iocastra nel cavo 
della soglia. — V. 
P^ng, V. cont. Matttro ancbe d'altro, noa 

solo d'uve. 
Peoido. Opinione, Avviso, Idda^ Credenza. 
Peniia [da scrivere] (in) agg. Peuoa cbe 
scrizza. Penna che schizia (*tosc. Ca« 
rena, Pivniu, p. 929). 

Penna purgitda. Penna concia (ivi)« 
Quell di peon. Pennajuolo. Vetudi* 
tor ambulanle di penne dii scrivere. 
Pensdr. T. d'Agricult. I oostri contadini 
e trecciaj cbiamano con queslo uome 
quel priino ooddlo del gambo del gra* 
uo die s'incontra sceodeudo dalla spiga 
al pedale^ e dond'esce la fuglia vagiuale 
o d'involucro; e di quel tulmo di pu« 
gliuca che unico viene usalo per treccia 
da cappelli : e li uoi e li allri sogliono 
dire che la poglia da treccia fe longa 
de penser o t k carta de penser, so- 
coiido che dalla spiga al aodello coire 
piu o men lungo il culroo. La frase i 
delle pii^ singolari ed ba affiiiila con ia 
inetaf. Feduta eorla d'una spanna, ec. 
— ^ Altri estendono ancbe ad altro la 
pari idd«i, e dicono Rdsol curi o longk 
de penser per iudicare nel magliiiolo 
viciiianza e frequeoza roinore uiag* 
giore d'occbi. 
Pi^r, V. cont, per Pd [Pelo]. V, d Foe. 
?6r [FruUo] (in) agg. Per*sett*io«bocca. 

Pera moscadellina. 
Pdr somenzinj v. br. Pero sentenzino. 
Pere di grossesza mediocre e verm tie 
cbe non inatarano roai| e non si niao- 
giano die coUe e giulebbate. 
Perill, V. c. br. Perajuolo? Cbi IraCca 

di pere. 
Perc*, V. br. Parlli in pere*. AJfetfare il 



PER ( i4 

favethir loscano j Parlare qffeliato, h- 
tioso» fi lo stesso che Parld in quinci 
e quindi , cio^ ^ Usar roaniere e voci 
che il Lasc* dltthbt Lascivie del pnr- 
lar toscano, — V. 

Perd (iri) ngi^.Cbi p«M« perd ... Chi lascia 
|>a8sar Toccasione noo la ritrova piik 
COS! faiciliDeDte. Talora dicesi a mensa 
n chi per ccrimoiiia vuole che altri 
prima di lut , cui toccbi la volla^ si 
serva d'alcuna vivanda. 

r«rd)xi. Ruina^ Perdizioiie* 

AodM io perditi. Andart in mahroy 
Huinarsi^ Matnndare, Ridursi in cat* 
tivo stalo, — V 

Maiida in perdiei. 3faitdare in ruina, 
in ntahi'a. — V. 

Pcrdoo^ {in) agg. L*^ come papa Sist, 
fl le perdouna nanca a Grist ... Dicesi 
di chi ^ severo^ inesorabile* ioflessi* 
hile^che non guarda pi^rsone, mavaole 
irremissibihneute puiiita la culpa. Tulla 
dalla nota severity di Sisto V« e dalla 
fennezza con cui personalineule sina* 
8clicr6 I'abuso Mtrico cbe cerii mal 
oiiesli Regolari fiicevano d' utia loro 
imagine del Salvalore. 

PerdoDa V^ de Crisliao, ma desmen* 
tcgass Vi de betlia ..• Detlalo mondano 
die coosiglia a perdooare si a chi ne 
offtrte, ma a ooo ce oe fidare di poi 
troppo facilmeote. 

PerUcca, v. br. PeUaccia, Bferobraoa cbe 
si Irova tra la carue, massime d'animal 
giovioe. — V. 

Perliuna^ dimin. di Perla. Boana perlinna. 
i>icesi iiguratam. e irooicam. a persona 
inaliziosai furba, astuta io cbermisl^ 
cio^, iu estremo grado, Bella gioja^ 
FanlinOf Bindolo, — V. 

Pcrsciinm (m) agg, Trli-via el perscimm. 
Uscit di don%eitatico? 

Peisegh [Fmtlo]. In Persegh gnifT corr. 
z= Pesca gialla , Pesca carota gialta, 
i^a pesca sanguigna o di sugo rosso in 
dial, milan. si chiama Persegh bitdrdv, 
]u Brianxa pero questa pesca h delta 
Carotola^ giacch^ qiiivi Carotoln si dice 
la Barbabietola rossa^ e Gniff la Ca* 

' rdta gialla (daucus carota), — V. 
In A Tamis pdlegh el 6gh, cc. Credo 
esprima una roassima macbiaTellica ^ 
cio^ di far piA garbi al oemico (cht 
non pool opprimere) che non airami- 
cot io fatti e naturale pclnre il fico; 



2) t>ES 

pelans la pesca 6 riccrcatezta. — S. 

Persoona (in) agg. Per sottomesM per* 
sonna. Pef persdna sostitaitu, i frase 
nsaia fra i oostri tj4»gali , Ragiooieri , 
Ingegneri, Amminis:ratori periodicare 
ci6 che il vulgo 6'tce on snbattemo, on 
dipendent^ uno posto ad agire io nostrt 
vece. 

P^liega (in) agg, Pertega de fi^-gid i ra- 
goer. Raschia? Gallinaeciaf Lm Scdr* 
pia9x>la de' Venex. 

Pertegdn ... Nome di ttitti que' paloni che 
a brevi dislanze sono iochiodati da cl* 
ma su '1 comfgnoloy e da piede su le 
radici de'rapanni camperecci di Irgno 
e pnglia per foriiiare I'ossalura delta 
tettoja. Fanno oflicto di correnlooi. 

Pesa-plin. Grascino. Minisiro basso dd 
magistrato della Grascia. — Qoello che 
noi diciamo Direttor de la vitadglia ^ a* 
Toscani 3finistro delta grascia, Ahon* 
danziere, Chi presiede airaonona. — V. 

P^sca (in) agg, LnssJi vuo in la pesca, 
dice talora il Brianzuolo in vece di 
Lassa che vun se U pescbi liiu. La» 
sciargli la eura. In briga^ il pensiero^ 
la pena di strigare alcana facenda in* 
tricata e scabra, — V. 

Pesci^n [A] {in) agg, Pedibus ealcantibns 
dicoiio i contadini briansiioli per vn- 
riar frase, appreia questa, secondo clic 
pare, dai Frali Zoccolaiiti* -* V. 

Pcscidn ... A* Brinoldi vale cosl iin Gran 
piede^ come Chi ha piedi lunglii e lar- 
ghi assai. — V. 

Pesdn ... Terra argillllcea assai letiacrj 
malagcYole ad appaslarsi, ma ecccl- 
lenle pe* lavori da fomaciajo. 

P^ss (in) agg. I conladini hrianz. declinaiio 
il nome Pess al plurale per Piss^ nni 
cittadini diciamo Pess in ambo i nu* 
ro<»ri. 

Banca del pess. r*. Pessde i. q. C. 
£1 pess r^ bon in quij mes, ec, ^. 
solto Erra i, q, G. 

Pess del dia?ol. TjO stesso che Sc^r- 
dola. r, il Voc, 

Pessc^e (in) agg, II Pesciajiiolo amhulante 
die Tcnde pesce fresco da not ^ dcllo 
Quell del pessj e se ha botega a veiito 
in pescben'a dicesi pure cos), ed au* 
che PessJcy come dicesi la Banca del 
pess la sua botega posticcia. — Pess^e 
o Snhim'i^r in yece oominiamo posit i* 
ram. il Botf*gaj(i che vende pesci in 



PET (i 

iiilsmoja ed ogoi specie di salumi qua» 
dmgesimali , come acciuglie , caTuile , 
ntosciaiue y tooiio sotl'olio, olive sot* 
l^olioy limoDiy <4pperi) ec, 

PesaiU \in) agg. F»*rcBura i so quatter 
pessiU (Maggi). Snocdolarc i suoi quat* 
iro Iwszi. — V. 

Fa sbigQ^ foBura i pessttt a vuii. 
Far isbonanf Far snocciolare. Far 
sgatti^iai-e altrui i sonajoU. — V, 

Pe<at>a^ra {in) agg, Petoidjuola (*tosc. 
Careaa, Pnmiu. p. 5S4K -^ VAfdma o 
^avicella (Id. rw) oe forma TiuterDO. 

Pesida. Stantnfo neile tromlie. Ha la sua 
liraga de pestoo con nos. 

Peiacca {in), sig. a.", a Istruroent de pe« 
tacca agg. Islrumento da ptnna (Speroo 
SperoDi) Cora fam,), — V. 

Pclisc {in) agg. Per Patiume^ Pacciame^ 
Capecchiaccio, Parlaadost di c4uapa, il 
Tautfra bologoese \o chiama Patuccio: 
p. €,, Quest ano el cauev el ro'6 aodaa 
tult io pelasc, o'bo cavaa oieDt. — V. 

P«iascioBu {in), i.® sig.^ agg, Abdmaso* 
Quarto stomaco degli aoimali ruoii- 
iianli. 

PetascicB^ per BnoisciODik. F* iV q. G.' 

Pel61l, V. br., lo sUsso che PetlD. ATi* 
cinn, Spixzicuticio^ Spl^tico, — * V. 

Cagli a petej. Cacart a spimchi^ 
Scaca^iare, Maodar fuora li escremenli 
in piii tratti e in piii luogbi e a poco 
per tolta. — V. 

P^tigH (w) osserva, 11 pari (vajo) h^ ao« 
cbe secondo il Focab,^ U pancia dello 
slesso animale, di cui il peiigil t il 
dosso. Nclla Q^nica piacentina oitata 
dal Verri, a proposito delle nozie del 
liglio di Federico Barbarossa coo Co* 
siNOza di Sicilia, Icggesi: Grixiorum et 
variorum, etc. {Storia di Milano^ I, 
a56 ). — S. 

11 greco Phaios corrisponde a color 
bianco misto di nero. II Muralori nella 
Dissert, XXXUI su k Jniicbitd italia- 
ne (vol. Ill, p. 595 ) adduce un verso 
del NaziantcDO cbe in laliDO suooa : 
Exalbo nigroque mixta natura colorem 
Phajum (cio* Foseo) parii. 

PetOD^e, V. br. Coreggiero, ScoreggUslore. 

— y. 

?k\i e Pill (lit) agg. Savi lutl i pett, o 
perOf ogDi mJnem petl cbe se fa in 
paes. Super Mte !e pisciaje dd patse. 



i3 ) PEZ 

A La ca di pill, ec,, agg. 11 Porta (nrl 
Frau ConduU) la cbiama ei magazzin 
di saresiU. — V. 

Pettardtl {in) agg* Peidn chiamano i con« 
tad. briani* quello iatto di scorza di 
castagno o di gelso, quando sono in 
succhio. — V. 

Petle&vra (in) agg, Li Aretini to dicono 
Mai del forcone, e i Medici con nomi 
dotlrinali Spina bifida e Idrorac/da, 

Pettegascia {in), Vuolsi osservare cbe il 
Muralori cita un passo degli StaUiti di 
Modeua^ dove ceria lana, iuferiore a 
quelle di pecore e d'agnelli, h detia 
lana depetegaliis: Nullus ... audeat im- 
miscere aliquod piium de bove, vel de 
capra , pel de asina , pel de hiicoj da 
capretOy pel de cane, pel lanam de pe* 
tegaiiis , cum lana de pecora pel de 
agnellino, etc {Disset t, Anlich. ilal., i\, 
43o). - V. 

PetufiHiss-sii. Datlersi, 

PetuUnza {in) a^, Llnvid^ Vh creanzn^ 
e el tacca o el zelt^ )' k petulanza ... 
Proverbio de' confadini briauz. co '1 
quale, cbiamati da voi a parte delU 
vostra mereuda, o ceoa^ o simili, vi 
ringraziano scbermendosi d'accetlare. 
l^e faociplle poi traggono lalora il det- 
tdto a tradire il secreto del cuore o 
obedire a un tempo al pudore ; e in 
aUora il Taccd sU sempre in luogo del 
Zettd. 

Pdver (in) agg. Pever in mezza granna ... 
i il pepe acciaccato i»i, ma in frantumi 
pill grossi che non sia quello ivU in 
tocch. Si pone tra li iovolti de'panni 
lani, come quello in granna negPin- 
volti delle pellicce, per gnarentirli dalle 
tarme. 

Peveriscia {in) agg, II Soderini {De^ 
Orti^^. io6» edii. Silv.) la chiama 
Centone, Alsinia e Orecchia di topo. 

Peverascina ... Specie di peverascia die 
infesia i terreni semiuati a grano; ha 
Gore minuto e sla bassa terra terra. 
^— V. 

Peverascida ... Altra peperascia che pur 
iufesia i grani, ma s'alza piCi dell'alira, 
hn (bglie pi6 larghe e pelose, e fiori 
pid visibili. — V. 

Peverdn de Spagna per AUrinna de Spa* 
gna. F I. </• O. 

Pew (m), agg, ^fo gb'A pii pcu de mel^ 



PU ( I 

fri;!f dice il Brianz j per E* non c'e n- 

> paro, £11'^ spacciata. Actum est, — V. 

Pvzzigtt (in), I.® tig. , ngg. e Piixigi. ^lo/e 

altru'i un pizikOf un pizzicottoj cio^, 

Slringergli ibrte cou due diu la carDe, 

tk cbe D« senta dolore. £ piji di mollo 

che Palpeggid. — V. 

Pezzigi (//t), 2.^ sig.y agg, Pigliarsi di cb« 

cbe aia uu pfszico, una dose moderala, 

€€,: p. 6., Pezxigji oo fognett, on*o» 

ret I a de sogo, ec. Prendcrsi, Torsi urn 

totiMereilo, un*oreita di sonno, ec« 

St ia di cBucc scnli i foraMgh, 
Oo Mgnin doI me despiit , 
Pienii «tl roocli « men pcaigh 
On^orelU ia Mola pat. 

Maggii Trmtenim, im villa^ 
•I. a6. -^ V. 

Pfi (M) , sig. i.% a Pia, para , vollfa e 
messeda <igg^. Fare un iiippete tdppete, 
MPara, piccliia e martella MCSalviiii). — 
II Rriauz. dice.* Dai^zoUa e marieUa. 
II Caro Del V. de' MaUaccini usa Az- 
zollare, allivo, per Mussat^, Picehiare 
una. — V. 

Pia (in), 3.^ sig., i7gg. S'ufla da' Brieoz. 
per Aver sapore acerbo, aeido, agro, 
JbH9t cbe pure morda il palato, la lio- 
gtM: p. e., On asee cbe pTa com6. Un 
dceto potente, firiissimo. — V. 

Plada. Bezzicata, Morsicaia, Mono. — V. 

Ona pi'ada de pan, e aim. ,.. Qaanlo 

M ne apicca ia uua volta co'denli; 

Mono, MoneUo : p. e., Tasu, ciappa; 

tceuiiu-via opa piada anca iL — V. 

Piiffd^g^ T. a., quasi dicasi Pialeggio da 
PiaUre, Piateggiare (G>iiCeodere, Li- 
tigare). Piato, Uiigio, Content, Taecolo 
(Ccf a, El Remit e U Diavol). — V. 

Piadiua. Bezzicatina, — V. 

Piaga (in) agg. Erba de piagh. K Erba 
net Foe. e i. q. G. 

Piio [Erpes dej. F. irpes «. ^. G. 

Plank [Erpe^ de]. F, Irpcs i. q. G. 

Piau^l (a)nelle G. soHtHuiscasi. Sust.in. 
T. dei Tessiruri, cotninuoe a quasi 
lulta Lorobardia ... Quella parte della 
lestata da cima d' ua ruololo di tela 
che i Tessilori sogtiono rilenere per 
zh quasi loro proYeccio ex jure. I pitk 
feroperali la soglioao limilare a circa 
uo braccio nostrale. I Pianej sono a' 
Tessitori quello cbe li Scamdn (F. net 
Foe.) ai Sarii, e uella acala delle ma- 
i«2ie arfigiane vanuo a uot bandiera 
coo cssi. 



U ) PIA 

Piaailla (w), i.« aig., agg, PianeUa per 
Matloa fottile, ec., ^ pur vooe loMcmia. 

Piangio, aggBtL di Siret. F. Sirt§ Lg.O. 

Pifcno (in), sust. m.^ agg. Piano, parlando 
di piaoi di guerra o di alire operazioni. 

Pi&ola (in) agg. Brasciada, o Piaota de 
hrasciada.T. dMngegu.... Piaota ditaq* 
ta grossezza quania cape ocUe braccia« 
— V. 

PiaaU d* atla ... Diceii commvnem. 
de'geisi (motxm), e iooo quelli a^ 
quali si dk uo trooco di tre braccia 
e II iotoroo. Sooo il cootrario dell« 
piaule oaoe e dei Moron d9 $c€ppadn^ 
I quali ai troncaoo presto terra. — y. 
A Piaota dolza ed a Ldgo dolz agg, 
Pianta bianca, biancuceia (Lastri e Rk* 
ci, AgricalL). — V. 

Piaota morta io pee. Morlicina ? 
Piaota seecaiasi oaturalmeate su 'I ter« 
rctto, morta dt morte oaturale prima 
di atterrarla. — V. 

Pianta (in), sig. 3.^, agg. Io piaota sta* 
bil ... La femine h incostant in plante 
stabil disse bellameote il veoustissimo 
poeta friuiano Zrf»rutti oel suo Ptono* 
stico pe'i i8a4* 

Pianta, e piii communem. Asta. Per SUZ" 
tura^ Grandezza, Ta^ia, Taglio^ Pre* 
$en%a: p. e., Ooa bella piaota de don« 
na. Una belia taglia di donna $ cio^» 
Doooa di bella presenza e stalura. — 
Omm d' ooa piaota mezzaoaj d' ona 
pianta graada. Uomo di mnza iagliat 
di mezzana statura, 

Gtganle non Ta nai di OMgRior tiglia| 
cio^, di maggtor statura. — V. 

Pikrilftdicona varj Fomachaj per Spiarda, 
F. net Foe. e i. q, C. 

Pl'irda. Ripa del ^ume^ Spiaggia^ Spatla. 
ec. Voce usata cosi luogo il Po e ^1 
Ticino, come lungo PAdda. -— V« 

Pi^tt (en) agg. Faoo pien on piatt. Lo 

stesso che Faoo on bell piatt F U Foe. 

O polta o lace oo p6 zik io del piait, 

prov. contad* Non si pub avert la mo^ 

glie ebra e la boUe plena. 

P'tkii de cardinal o de gardioal... In 
sense di appauaggio o assegnameoto, 
vale Lauto, Splendido, Eccedenie, co- 
me h fama cbe siaoo i piatti de' Prin* 
dpi della Santa Cbiesa. 

Vest bravo al piatt, o al lozs, o al 
tavoliy ... Esscr prode al meoar di 
raascelle. 



PIE 



('43) 



PLN 



Piavesp, v. del B. Mil. Gntceione (Savi). 

II Aierops apiasUr Li a. 
Piazia (mjagg. Mett io pitzza vun. Pii- 
blicare i fatii allrui. Far piazza de'Jatti 
altmij Riempiere, o Far piene le piazze 
d'unoi 3feUerio alia berlina, — V. 
Picca. Picca— A saota Margarittas'liao de 
ved^ loataa ooa picca. K MargAritia 
f. q. G, 
Piccli [ PIccli*via ] (in) agg. Vale ancbe 
SgUtccd^via, io sqqso di Gitlar via tTun 
colpo die che sia, sUccaodolo net to da 
ci6 a cui si troYi appiccalo. — V. 
Piccaja. Moltiladine di Pice/* , cio^ di 
litigheriy di rozzi contadiDi. I Pavesi 
dicono Piccaja quel cibo che i Mila* 
oesi chiaraaao Paiu§eUa o PanzeUa, 
-V. 
Picc^ts. BattersL 
Pacch {in)t sig. 6.°^ agg. V. Ass de picch 

in yiyeru L q, G. 
Pi ccli^U ... Cosl cbiamaoo i coot, brianx. 
quel terreno rossiccio per ossido di 
ferro che si Irova q\xk e col& soUo Io 
siralo cuJiiTabile, che ha poca o nes^ 
sooa coesiooe e lenaclla, cl|e cootteoe 
pietra morta {sass mart) ed e sierilis- 
•iuio, — V. 
Piccolt e al pi, P{ccoi , v. br. Piede di 
scaooo, di paoca, e siinili. — Scagn de 
Iri piccoi. Trepicde, Trlpodt, — V. 
Piccoiz^lt del coo ross. Uccello cbe d il 

Picus minor Lio. 
Pii$j<a in signif, di Bosia {doppia), V.nel 

Voc. 
Pi^o [susL III. Ripieno\ (in) agg, Pieo de 
la loiioa. Pienilunio. 

Fa el pieo la luuoa. Fart o Essere 

plcnUunio, Essere tuna piena. — V. 

Fien [aggelt. Pieno] {in) agg, Pico come 

ou bisceu d'avi» fr. conU Pieno zeppo, 

PieolJi (in)* 3.® sig., a PienU-li soccb, ec, 

mula zz: socch z= iiir=3 soga; ed agg, V, 

Soga e Fus^lla nel Voc. eLq.G.^W. 

PienUss (a) nelle G. agg, Pieutass coi 

pee, o. coi garob per ari. Avtmzare i 

pi^fuordel ielloj Fenire in basso s la- 

tOs Metier meno di nulla in avanso, J» 

vamare dei debiUy ec. — V. 

Pieoldo. Lo siesso che Cologoilt (de' ca* 

panoi cainperecci). F, i. q, G. 

Pieutdn. HUlo, Nelle bilaoce fenne su i 

bancbi delle botegbe 6 i\ Reggibilancia, 

Pieuloo (nelle G,) si corregga cost: Per 

alcuoi Uccellatori i quel palo che §i [u 

Fol. V. 



Si>orgere da un ramo d^albero> con in 
ciina UQ bussoloUo uel qual fermasi il 
vergello, nelle cui tacclie si ficcano i 
paniuzzi ( bacchettioe inviscliiale ). Lt 
ucceili che passaoo^ invitati dai ricbia- 
mi oascosli per eolro le froodi ^ del- 
Falbero, vi calaoo^ e, posalisi su i* pa* 
oiuzzi, vi restaoo ioviscbiali e presi. — 
Coinuaque tu voglia falta questa spe* 
cie di uccelUre, in fondo ell'e sempre 
un grosso palo con in ciina un vergello 
tulto irto di paniuzzi^ cho tuU'insieine 
s' assimiglia molto ad un arboscello 
seccoe sfrondaio, e perci6 k deUo Pie/i« 
ton da noi, e da' Toscaui Palmone.^^V. 

Pigaroeii ... Specie di rete con la quale si 
fa preda de' Plgh, K nel Foe. 

Pign&tta (in) agg, Da*su lu pignalta cotit 
el sciocch, Figuratam. Tirare a*snoi 
Colombia o Tirai^ i satsi alia sua eo- 
lombaja, Farsi il male da si: 

Se drram so la pigoalta cool el sciocch, 
Coss^occorr Uccogo^ se U va to loceh? 

Maggi, Coiu, AUitegh, a. I, 
i a term, i, p. 46*47. — V. 

Pignatlln (in) agsf. Pignatlln de trt tilt ... 
Penlotino di lorra coUa, a diversi usi, 
che ha soKo, acci6 cbe slia sollcvato 
alquaulo, Ire peduccini molto simiglian- 
(i a Ire CAp6ito\\, — V. 

PignoUtI, aggelt. i^iForroeoldo. F. i.q. G. 

Pigolta (in) agg, Giuga coo la pigotla. 
Giocare a pupacci, a Per altro Ta- 
vrebbe volula, cbe per giocare a pu- 
pacci con esso lei » ( Tassoni , Note 
a lie Rime del Petrarca^ p. 462. Veoezia^ 
«74«).- V. 

Pila (i/i), sig. a.^ dopo Piatto, agg. Ca* 
p Hello, 

Pilatlilla (in) agg. Talora sigoifica peggio, 
cioi Sgualdiinella sudiciotta. -^ S. 

Piiolt de legaa, v. br. ... Uoa piccola ca* 
lasta, d'ordinario iu forma ciibica, che 
diremmo anche Medotia e Medott. — V. 

Pin ... Verso il Comasco h noine geoerico 
che si d& ai fanciulli* 

Pincirceu (in) corr, II Raspollo dimeoli- 
calo dal venderoiatore uon d un sem- 
plice dcino d'uva^ ma si bene uo ra- 
cimoletto, uo grappolino j ^^ e pero si 
omelia da Quelio iioo a Raspollo. — V, 

Piogi&ccb ... Soprabito taglialoa sacco^gar* 
balo io vita e lungo ; era fuori d'uso. 

Piiiz^gola ... A Somma dicono cosl il nO' 
stro Dirlo. fe cooico, scaoalato, cou 

*9 



PIT 



(I 



pbQta di ferro al v«iiir«, e &i fn ro- 
tenre coii una Cordelia che s'aggira 
nelle scanaUliire. 

Pioejicc, T« br. U germe, il edrculo delta 
caslagiia. Pidlot quaodo coiniricia a 
tnuovere , ad allungarsi tpuoUDdo ; 
d* oade il verbo ImpioUre , parlaado 
deile caslagne die comiiiciano a ger- 
inioare (a germeja), — V. 

PioBi'iv (in) agg, Doinaa I'ha de pioeuv. 
Fmse cont. sinon, alia ciUad. £1 voeur 
inorl. F. Mori net Foe. 

Se pioeuv a S. Giofaoo^ tc, V* Succ 
I. 7. G. 

PJogg^ra. Fi/ri^i? S'cloppk la pioggdra. 
Jmpidocchii^, Venire fliriaco. 

Pi6U, Spt6U e Spice^la (di due sillabe), 
^. br. Piastreila, Lastruccia, Sasso 
piatto e traenle al circolare , di cui i 
rngazzi 81 scrvono per giocare in vece 
dellepallottole.Quindt Giugd ai spiosul, 

— Y. 

PioUo € Spiolio Piastrellina, Cosl chla- 
masi tpecialioenle quello coo che gio- 
casi al giuoco del Afond, — V. 

Piomblioa ... Nel contado verso il Coma* 
SCO daano questo uome agli stillicidj 
che soDO luugo le pareli delle sialic e 
de' sotterrauei. 

PioHa. Lo stesso die Sclirdola. K il Foe. 

Pipilta [Pari el P*;der] ... Esser grao fu- 
matore di labacco. 

Pippa (in) agg, FicBul d*ona pippal Corpo 
di baccol 

Pfrola. k quella spioa, dir6 cosi» dello 
sttpite, che entra net cavcriio della so* 
glia. AUri la dicouo Pdtiera, F. 1. q. G. 

— V. 

Piss. F. P^ss I. q. G. 

PIssac&n i^er^o il Comasco, il Lodigiano 
e il Novarese, dicono quella Rana che 
noi chiamiamo Frka, o Sallafr&a, o 
Rknaa de praa. F* in Ranua nel Foe. 

Fissdn, aggeti, Dicesi di cio di cui sia 
smoDio il colore. — S. 

PisiMgti^ (in) agg, Dicesi piii JrequentC' 
menu Impistagn&. — S. 

Pill (ill) , sig. a.^^ avverii, Non si pu6 
ammellere che valga per Piedi. II primo 
esempio citato nel Focab. non h esallo: 
diciaroo Fa el diavol coi pee (fe dree, 
— * Nel secondo pill vat pur seen pre 
pelii e qui, per siueddoche, culo, — S. 

Ptit^da (in) agg. Per siinililudioe, dicesi 
di uaa numerosa figliuolaoza, o di una 
brigatella di ragatzt che uoo si cou- 



daca dietro: p. e., Batista el g^ha a 
dree oiia pitlada de bagaj. — V. 
PiltCira (in) agg, Andii de pitlura oa ve- 
stii. w Ti sigilla per Pappunto quel 
vestito n (Totninas. CanU pop, toscani^ 
p. a37). 
Piniira [C^der.de la]. K C^der 1. q. G. 
Pii. Si ri facia Varticolo cosl. ts Piu di" 
cono sempre i contadini bvianiuoH per 
il cittadino PCi (F,). Noi diciamo Em 
vuj pit J essi Jn vofu/ piii. 

Pi 6 ma (I'O.S.^'sig., agg. Non solo la messa 
deWannata negVi alberi cedui, ma eziaa- 
d/o la rimessa della medica, del trifo- 
glio e dell'altr'erbe dopo una segatura 
chiaaiano Piuma alcuoi, allri Ba^ett (F^ 
f. q. G.), che h quel che i Toscaui di« 
couo Guaime, — A proposilo di questa 
piuma ootisi che i Botanici chiamano 
Piumeita o Piumieciiiola quella parte 
del %emt che, gerroioaodo, si erge all'a* 
ria e diveola ii fusto della piaula oa- 
sceote. — V. 

Piuma, verb. n. Rimellere a guaime (Da* 
vantaii| Culliv, lose,). Ripullulare I'er* 
ba nti'campi e ne'prati dopo la prima 
segMlura. — T^lvolla si usa atlivaiii. e 
vale Par puUulai'e, — S. c V, 

Pium^Ha e Piumioa ... Cosl chiamano t 
Brians, un musco giallolino e molle 
che copre il lerreno ne' luoghi bassi 
e omidi; il quale dicono essere indi* 
zio di poca furza nel la terra a dar fru- 
meuto. — V. 

Piurolsta(m)a^g. II Garena (Prontu.p, 90) 
dice che in Toscaua si chiama Pennajo 
e a I fern. Pennaja, e die anticam. di« 
cevasi anche Pennajuolo, - 

Piumlil ... Piania e Oore che i il Dian^ 
tlius plumarius Lin. 

Pivill (in) agg. La lingua itatiana antica 
ha Pivo per Bardassa. F. nel Foe, 

Pivella (in) corr. = Ciito = iu =: GUa* 
Dal lat. Paella. — 8. 

Pizdn [per Brusada] (in) agg, Quella che 
noi chiamiamo Brusada, Pi*on e Fu" 
gascinna h detta Pitta dai Romani, 
Schiacciaia dai Toscani, Crescentm dai 
Bolognesi, Placenta dai Latini, con m{- 
stovi per lo piu qualche frullo onde 
variarne il gusto, e talvolla coodita con 
alquanto di burro, ec. — V. 

Pizz o copp (a) nelle G. agg. Giug2i a 
pizz o copp, giuoco br. ... Avverlasi 
ionauzi IfHtlo che W pitt h la punia 
del udcciolo^ e il copp (forse dai franc. 



POC 



(« 



coupe) ^ la parle opposia, la quale e 
oitu;ia e come mozza. II giuoco poi si 
fa in due^ de'quali i'uuo, cbiiiso iiu 
ndcciolo nel pugno, diinaiida alPallro: 
Piss o copp? i cioe, fadovina se it ndc* 
ciolo che bo stretto in pugno e voUo 
con la punla iu4i!i, o nou ^. — Se il 
compagoo iadovlna, vince il odcciulo; 
•e non, ae da uno de'suoi all' allro. 
— V. 

Pizz4 (in) agg, v. br, per Bezzicare, Pun- 
zecc/iiare, Punzeilare, — V. 

Figuratam.,;7er Mett-su (Mzzare) di- 
cono varj del conlado. y, in Milt nel 
Foe. 

Pizzia ...Punzicchiato, Picchiettato di pic' 
cole punture* — V. 

Pizzaa e Pizzass. K Oeuv i« g, G. 

Pizzig^da, sust. fem. Bezzicaia, Beccata, 
Piziicaiaj cioi Ferita falla co '1 becco. 
« £ cosi rimase (la comacchia) ignuria 
e vergognala; e in lal maoiera (i pa- 
roni) corressero la sua superbia, e con 
iDolte pizzicate, ec, » {^uig. anL d'E' 
sopos Fav. 36). — V. 

Pizzigdn ••• Nelle filande k Palto con cui 
le Irallore cavano il (ilo dai bozzoli 
cbe rimaogooo inoperosi nelU CMldHJn. 

Pleb&ona, aggeU* di Coogregazido. ^. 
I. q. G. 

P16ccb ... Sasso, Pieira informe anzi gros- 
sa cbe oo. Masso^ Ceppo, Cibttolone^ 
ancbe Grossa scaglia di pieira (Franc. 
Bloc). — V. 

P6ccb (in) agg. A slremare Tunit^ al di 
sotlo di quel cb'ella d, o nel tempo o 
net quanto, o ec, usiamo aggiungQtle 
l'«gg«*l«vo p6o, poccht pocca in V una o 
in Tallradi quesle forme: On p6o d'ona 
I'ieulta che me cdpita de bcven on hie- 
ce'r, ec.9 o vero On a pocca vteulta che 
me capita^ ec — On p6o dona gajinna, 
o vero Ona pocca gajinna die me fava 
VtBuv tucc i di,9(anorc me V ha man* 
giada el mdrtol, — V. 

Poccb, Pocca, Pocbln, Pocbinoa ... Par- 
landosi di persona, Magro, Sollile, Pa- 
CO, Mingherlino, Magrino, SoUilino^ 
* Pochino. Diciaroo pure in queslo si- 
guif. Miser, Miserln, massime se, ol- 
tre alia pocbezza del corpo, c' e aucbe 
acarsezza di forze e di salute: Pochln 
e Miserln li allargbiamo a signiBcar 
pure scarsezza d' inlellello. — V. 

Pocclccb, V. br. Dappoco, Inerte, cbe fn 
si qualche poca cusa^ ma nd bene» ne 



47 ) POL 

di huona voglia. — V. 

Pocclccb ... Diciamo a cbi mangia poco 
e a stentOj cbe va inligneodo cosI da 
svogiialiccio qualche morsello di pane 
nella parle uinida del piallo (pdccia), 
Oode il verbo 

Poccicca^ dimin, di Poccili. Mangiucchia* 
re, Mangiar poco e senza appetito, coa 
nausea del cibo; che si poirebbe tra* 
durre in Poccicchia/e, dimin. di Poc* 
ciare, ove si Irallasse solo di beyer a 
ziozi'ni con un tare faslidioso e d^iuap* 
petente. — V. 

Poccigli e Pocciga son meglio detli ohe 
Pocciccb e Poccicca. -^ S. 

Podli (in) a Brov^ agg. Bruscare, Dibru^ 
scares cioi, Toglicre a[ iralcio da la* 
sciare i briiscoli e friiscoli, che souo t 
tralciuzzi laterali inulili , e i caprioli 
o viticci. — V. 

Nola che Mogna non vale gi& Cimar 
con fungfiia, ma si bene Levare con 
Tunghia interi alcuni tralci ooTellint 
e teueri, quando la vile ne ba Iroppi* 

A Remonzh agg» che noi diciamo an* 
che Toodii, Rrionda, Giust4. Rilonda* 
re, Pareggiate, tagliaodune ie eslre* 
mili, ec. -^ V. 

Pode (in) agg, Podi dilla, Vodk cunlalla 
con vun. Poier compeierla, Non essere 
da meiio di uno. -«- V. 

Podtn^ V. del B, M. e del Pay. Potato* 
res Vignajuoh, — V, 

Podirceu e Codiroeii sono a'yignajuoli 
brianl^i quella leca di legno a mo' di 
cassellioa, nella quale essi ripongono 
il pennalo o potafojo quando vanno a 
poiare, e che su la cingono alia vita 
con una correggia, lasciandosela peoder 
giu su la coscia. — V. 

Poggiapossad (in) agg, Cavalletto o Pon* 
ticino o Rocchetlino ( * lose Careoa , 
Prontu. p. 370). 

Pojanell, dimin, di PujAn. V. nel Vbc. 

Pojatl (11) ag^^. y, Monti, Voc. Com, 

Pola, V. c. br. sinon, di Popor^. F". nel 
Foe. 

Poi^da. Lo stesso che Pittada (V.nel Foe), 
perb quando la covala de' polcini sue* 
ceda per parte di una taccliina. 

Polenta (in) agg. Polenta dura fa i boccon 

bon ... Dellalo cbe indica squisita la 

polenta se dura, compalla, ben cotla. 

In Polppta conscia awerti. I com. 

brianz. dicuoo piultosto Polcnla orde* 



POM ( I 

nada, feNon ti las€er6 locc&re altro cibo, 

M noo di quetlo cbe coo le mie mani 

avr6 ordinato per me » [ciod, pre|>a- 

ralo e acconeio per me] (Cavalcanii 

Gio., Isior, Jior. II, 6a6 ). Qui orrii- 

nalo Don vuol assolutam. dire acconeio 

CO '/ burro o con I* olio, come lo vuol 

dire Vordentcda aggiunto a polenta; ma 

vi si accosta di moUo. — V. 

PolU T. dti^ Forn. -. Rioettare e lisciare 

i lalerizj con le sole mani imbaguate. 

Pi41d6r e Fli de polidor ... Nel conlado 

verso il Comasco'ba tignif. diverso, e 

vale Fare da ^atta di Masino. 

Polling ••• Andar raccogliendo per via 

stereo cavaljino e vaccino da iogras* 

same poi il terreno. — 5. 

PoliioiiU (in) agg. Paladino. Contadino 

cbe con la pala va raccogliendo per le 

slrade il coocio^ quale e' siasi, e non 

di sola cavallina. — V. 

V o\^9X\\nn9iy figuratam, parlando di gattif 

per lUu. r. nel Foe. 
Pdit {in) agg. L*e poll inle.^a. ilosiesso 
che Moneda iulesa. V, in Mou^da nei 
Foe, — V. 

Mej mioeslra rara cbe poll spessa ... 
Ddl. coiit briaiiz. cbe acceuoa alia 
migliorcondieione e nudritura cbe tro* 
vasi neiia cuppa di risi al paragone delU 
firinala con roaritaggto quatunque. 

Pdll, che altriy come que* di Busnago^ 

Mmmano Scufdlta ... Farinata di farina 

di grano turco commisia » cavoli e (a* 

gitio4i. 

Pdlu (m) agg, O polta o lace do p6 st^ 

iQ del piatt. K Piilt i. q. G. 
Poltrogna {a) nelle G. agg. Indozza, V. 

Brallil^ra, signif. a.®, nel Foe. 
Pdliwr (in) agg. Forraentoo in la poUer, 
ec. F, in Forrodnt, signif. a.®, i. q, G. 
— V. 
Pon^ll {in), sig. 8.^ agg. Meluvza (Gbe- 
rardtni, Suppiim. in MfiLozzA, § f, ct- 
Uado il TratL delta PiU. di Gen. Gen- 
uxn\). — V. 
Ptm^lla ... CosI assolatam. cbiamasi da' 
Brianz* una specie di mela londegglan- 
fe, til UD bel rosso, piccoletta e di una 
polp» se noo teoeraj certo raeoo sta* 
gna di ^uello di molt'altre specie. — 
Uso Taggettivo stagno, avcndolo usalo 
aacbe Leonardo da Vinci Del precbo 
signif. di sodo. — V. 
Pommaranza. dicla arancia. 



48) PON 

Pommaranz, pi. Figaratam. Gate, 
Gala (Maggt). — V. 

P6inm d'Adatnm ... II cedro mostmoso 
(Citrus decumana Lin.). 

Pdmpa (in), i.* sig., agg. Sfano^ Gafa^ 
S/bggio, Lusso, Splendidezta in ognt 
genere, ma piii specialm. io veslimenti. 
Usanta suniuosa, — V. 

J Fa pompa agg. Sfoggiare, Sfar* 
zegglare. Star su le gale, Essere in ga^ 
Irt^ Far gala, — Fa pompa d'ona co!ts;t. 
Fame pompa. Far gala di che che sia. 
Fame mostra, — V. 

Pomphia, V. br. Fanagloria^ Pompa vana^ 
Boria^ Ambiztone donnesca, Gnla^ Sfar* 
%iosild^ Usanta suntuosa di vestire* 
Nota cbe nella Pompisia i piA vanii^ 
e scioccbetza , cbe non nella Pompa, 
— V. 

Sta SU la pompisia. Festire tunino* 
samente, Sfoggiarta in veHiti^ Fai^ 
sfoggio. Strafogglare, S/arzeggiare^ Star 
su le gale, su la galanteria? Galanteg* 
giaref — V. 

Pompdn ross ... Fiore dvW Amaranthus 
caudaius Lin. 

Pdnt (m), 4-^ **?•> ^SS' And& a pont ... 
Pervenire a quella parte di lettura 
dove uuo possa fare pausa. Ldssem 
attdd a pont dice il Prete cbe sta re« 
citando TofQcio diurno allorcbi allri 
gli si fa incooiro con qualcbe domaodn. 

Pdiil (in), 5.** sig., ag^. Tegni el pont. 
Stare su '/ punti^io per orgoglio. —V. 

Pdiil (in), 6.** sig , agg Pont a crosc^ ... 
Punto a trina cbe si fii ccn ruiiciuello 
cosi detto crosci per lavorarue cuflie, 
gucmizioni, collelti,ec. 

Pdiita [T. de'Macel.] (lit) a Pdnia de 
cullitta agg Groppa di culaceio. 

Ponii (in), <.* sig., avverti. Si dice tanto 
del primo sptintare sopra terra del 
semi, quanto del primo sbocciare d'iif» 
gelta, d'una messa, d*un pollotte dal- 
Toccbio, dalla gentina, dal botlone sir 
per li rwni, luugo il trooco, ec. — V. 
Dicesi pure de' bozzoli cbe banna 
deniro la erisalide gi& infarfallita , 
Ci6 cbe si conosce dall'aver essi in* 
umidita quella punta dove ella hut \m 
testa; la qual cosa ^ segno della su» 
vicina nascila. Que'bocioti ooi dicia- 
mo cbe Comincen a pontd, eio6 die 
danno segno, per quella punta ioumidil» 
dair umore aquoso che esce di bocca 



POR 



(i49) 



POR 



•Ita fttrf»lla, che qufsta ^ 11 per aprirsi 
il vafco e sbocciare. Que^to forare il 
bozzolo e tbocciarae le farfalle, noi lo 
espriraiaino coo le Voci Ntlxs i parpaj, 
FegnUfiBitra i purpajj Sparpajdj e i 
Toscani Sfatfailare. — V. 

PonUa, Potitadtt. Aggiutilo di Gatlelta, 
Ha due diYersi significati : l.^ Calletta 
pontadm, diciamo quella che dalla piin- 
U iuiimidita mostra e«sere U per isfnr- 
trnWhttit? ponUtda diciamo anche quel- 
la gatteitm che> per essere da! baco 
mal laTorata, ha una delle puute al- 
quanlo aperta e un poco pih sporgente 
deiraltra. SI laiti bozaoli a p. 191 del 
vol. II 9 col. a/y tono delti con h 
spunto stt Paalorit^ del Ghr, agr, tosc. 
— V. 

P6nsegh ... Specie di conferra larustre 
che 9enre di cibo special m.alle aoitre 
teUaliche. 

Pdo (m) agg. Go poo tucc i dl in coo de 
Taon nitfl savarii pcea dh ilfo//i pocfU 
Jatmo un assai. 

Popae6 {in)t i ." aig., agg. Fa giughitt el 
popcea di oeocc. Occhieggiare , Fare 
sguardi allegri, ikwe occhiate amorose, 
ec — V. 

Pop6la (in), 1.* aig., agg. Aoche i Latioi 
dicevanla Pitpa e Pfipula, — V. 

Po|>ol4oa {a) i delio V. Relrlcc; i^</<f/o 
Retriicc, <ii S€i mandaio a vedert Re- 
fbst; Ref5ss h spiegato per Propagina- 
zione, I'Atto del propaginare. s=s Ora ^ 
da DOtare che Popofann ^ sust. f. pl.» 
propriam. fooo que' vigorosi e bei poU 
lotti o tmlci che rimellooo le vili vcc* 
chie da pi^, i quali s'usa propaginare 
dove oecorra per rinovare e inante* 
oere la vigna e la pancala. La Relrac* 
cia propriam. h il tralcio che si pro* 
pagioa, il qual pu6 essere cosl ana 
popolanna^ cio^ pollone oalo a I pi^ 
delta Ttte, come un tralcio oato in alio 
Stt 1 pedale. II Refost poi ^ propriam. 
la fossa che dal luogo do?e manca una 
o pii!i vili « si tira alia vile piA vicina 
che abbia di moiti e buoni tralci ^po^ 
ffolatm), i quali con quella si coricbno 
in essa fossa, lasciandone UM-ir fuori 
tmo della terra dove la vile maucava, 
un allro dove la propria vite era, ec. n 
(Davanzati, Callii^. tosc). — V. 

P6rch (in) agg, Al tore bev lutl i porch. 
F. T6rc i. q, G. 



Porlezzlnna [La). Grecaie — , su'l L»go di 

Lugauo. 
Pdrr (in), sig. 1.**, agg. Erba di porr. F. 

Erba ma jest ra nel Foe. 
Porri^Da, v. br. ... Specie di aglio, o ci« 

polla selvalica^ clie iofesla il frumenlo. 

Ha foglie simili « quelle del porro^ 

oade il nome. — V. 
Porsc^ll (in) agg. On porscell lecard el 

yen mai grass. Came lirante fa buon 

/ante. I cibi grossi e nou delicali faiino 

complesslone piu robusia ( G. Giusti^ 

Prov. tosc, p. 307). 

Scappaa el porscell, snr^ el stabbiell. 

Lo stesso c/t6 Scappaa i boeu, sar4 U 

stalls, r. St&lla nel Foe. 
Porscl dicono i contadini del B. M, qiteHo 

cfie altri del conlado chiamano Stab- 

biell d'on porscell sol. Porcile, 
Porta per Dazti. Porte dclle citili mura* 

te. In Milano obbiamo le seguetiti: 

Porta Rrasa. PorU OrtemtaU, — P«rt« T<Ma« 
— Porta Romaaoa. — Porta Vigcotioa. — P«rt« 
LiMloviga. Porta mm Cttn. — Porta Cinct • 
Porta Ciaa • Porta Cicicch • Porta Saesa o PorU 
Mareago. PoHm Ticiiute, — Purta VrrscnMia. 
Portm FercelfiM, — Dasi^C • Porlill (•*• 
chioao). — Porta Sevtpi^. Porim dtWJrc^ 
4tUm Paf. — Porta Teaaja. Pertm Ttmsgita^ 
( y. TetAjm mt foe, 4.* Mg»if. )• — PwU 
C^m^uM • Comaftoa, • Porta Stravkrca. IWf« 
Comtistnm, - Porta Nwata. Portm ^m0pm^ 

Port& (im) agg, Portk no (ioeu a veeunna .«. 

1 contadini brtant^ per dire che una 

tale ha pariorito, usano dire onestam. 

e copertam. (massime se vi son pre* 

senii de'ragasri) C'hattn potiam on 
fiasu, — V. 

Portalla sora vun. Vineerto, Sirpe* 

rario, Fanfaggiat io, Avantarlo. — V. 
Porti {Btchiedeie, ec] (in) agg, Esser 

cagione, Essere di tal natnra o condi* 

zione che ... 

Lo sito «li (iascnna Talle porta 
Che l^una cotia sarge t I'altra Kcnda. 

Dante, /«/. r. XXIV, T. 39-40. —V. 

Portabombdn. Portadolci {^ lose. Gareiia, 

Prontu, p. 397). 
Porlabottegli (in), sig. I.*, agg. Porta' 

bottigtie (* tosc. Gareoa^ Proniu, p. SjS). 
Porliida (in), sig. 6.®. agg, Bfazzadura la 

dicon ancbe i noslri Ingcgneri. — V. 
Portafarlona. T. de'Fornaj. /^ stesso 

che Scimd o Bomd. F. net Foe, 
Portamanldll. FOmiii net rac.,signif.to.® 



POS (i 

Portamona (in) agg. Poriampolle, Learn- 
polie, Oliera (*losc. Cireua, Pronlu, 
p. 37a). 

Porlaoinbr^ll {in)agg.Posaombreni (*tosc. 
Carena, Pronlu, p. 39). 

Porlap^na dicono molU anche per Pen- 
hajuolo, 

Portasi^ccb (m), tig. a.^ flgg. PorlasUcchi 
(* tosc. Careaa, Pronlu. p. 373). 

Porta viv2iad {in) agg, Porlavivande ^ Pa- 
nierone da pranzi^ Fivandiere ^* lose. 
Careoa, Pronlu, p. 356). 

Portcja (in) si cancelli Chiudenda. tzz La 
Chiudenda o Cliiusa (delta da' Pavesi 
edai loro fratelli oltrepadant Ciovenda) 
e la siepe cbe circouda^ e cliiude^ e 
ripara i campi e li orti, laddove Por* 
teja h propriam. Vlmprunala che diiu* 
de soltanto la callaja, cbe k quella po' 
d'aperlura che si lascia nella si«*pe iu 
luo|*o opporiuoo per «Dlrare ne' campi 
o D€gii ortif e per uscirne. — V. 

Porlejia (in) agg. Porlejin di gabht ... 
Sporlellello, o di sopra, o dal Into delle 
gabbie, pe 'i quale vt si mellouo deu* 
Iro li uccelll. — V. 

Porlfjin si chiaina pure quell' allro 
aporlellioo sempre al lato delle gabbte 
graodi , per irarne fuori e maudarvi 
dealro il beccalojo (mangirceu , man- 
giroiin)^ e il beveralojo (bcvirtBu, btvi- 
rolin) , cbe i quell' aroese a foggia di 
cassellioa ove si dii da beccare agli 
uccelli, ec. — V. 

Porzil ^. Per que' del B. M. i lo stesso 
cfie lo Slabbi, Slabbiceu, Slabbieli de' 
Drianzuoli. — V. 

Porzilooo e ComuDa ... t la Cran porche^ 
reccia dove sla la massa dei porci. — 
La Basia propriam. ^ il porcile dove 
s'iugrassauo. — V. 

Pds. Posdomanu Usiamo per6 la voce 
sollauto Delia frase Doman e pos. Do* 
maui e posdomani. 

Pdsa [per Pappasciimcia] (a) nellt G, agg. 
Forse ci veone dalla greca voce vroTcc 
(Posis) poziooe, bevanda, esseudo la 
uosira posa uoa pappa auzi liquida cbe 
uo, — V. 

Posceiicc ••• Cosl cbiamano i nostri coo- 
tadiui qiiella gemma od occhio di ri* 
terva cbe si Irova accosio alia gemma 
priocapale^ e cbe rimao cbiusa o solo 
alquanio si svolge qoando germoglia 
e vicDO iuuaozi la priucipale* — Ma 



5o ) POT 

s'egli avviene (e io questo clima noo h 
rarocbeavveagii)chea primavera a van* 
zaia uoa gagliarda brina mandi a male e 
distrugga quel primo germoglio, allora 
il pos' occhio ^ V occhio sussidiario si 
muove, si sviluppa e vieoe a surrogare 
il perduto; e cosi de' geisi noo per* 
diamo alTatto la foglia , e delle viti i 
Iraici Dovelli coo qualche grappoluccio. 

— V. 

Possii on praa. Appiaoarlo co '1 rullo (r/- 
goi, bovlon), — £1 tl rullo uo ciliudro 
pesanle di legoo sodu o di sasso cbe si 
ja rotolare o rullare su '1 lerreoo per 
assodarlo e spiauarlo mediaole la pres« 
sione, e cosi rimediare al difello di li* 
vellazione. — V, 

Posson [O cblusi]y v. pav. Spinlone^ Ur^ 
iOfUrlonCt Purukone, Forse dal Poussdt 
franc. — Y. 

PosI (in), sig. 1.^ <igg. Stii ferma al post .«« 
Questo modo da qoi h presu in una 
accezioae piu ampia cbe non sia la sua 
signific. positiva ; e vale Non aniive* 
nire, Mon fare i primi passi iu cbe cbe 
sia; aspeilare dVsserne ricercali; nun 
audare a dir Vosluf , oia aspeltare cbi 
ne venga a dire G' hastu ? 
Vauza de post. Promnovere* 
Vauzass de post, tssere pvomosso. 

Posta (in)^ 4**' *'($•» ^SS' Boiiua posia ..« 
Vt-ss oua bouua posta. — Per autifiasi, 
Essere una buona lana, una iana fum « 
vn /amino, un bindoione, un furbaccio 
in chermisl, Essere scaltro e maliziuso 
in estremo grado. — V. 

Posta (i/i), 7.® sig., osserva e nola. La 
liugua ba oe'Diziooarj Essere^ o Sta- 
re a posla di alcuno , per Essere ai 
commaudi di quel tale, Essiffiie dipeu- 
dente, ec.j nun e questu modo piu 
prossimo al nostro per tulti i versi V 

- V. 

Postascloeu (in) agg, Vcdi anche in lui- 
piegliett net f^oc, 

Posi^e de gross ... Venditore di grasciue; 
per dtsliuzione dal semplice Postcc 
(Granatiuo). 

Potrida (in) osserva, Questa singolar frase 
del Maggi mi pare presa dagli Spa* 
gnuoli, presso i quali OUa podtida «i* 
gniQca una vivauda simile iu cio alia 
Cazztfdtxit cbe k un jnsieme di piii 
cose; e peru indica quasi commuuau« 
Z9, socieia. Ngta cbe il Mnggi visse in 



rov ( I 

tempt che lo spft{;tiuolo Hoveva etsere 
piCi presenle in Milauo die ora qod sia. 
— S. 
Potlor^a in alcune parti del contado per 

Popor4a. F, net Foe. 
Pot|{kgQ «.. Simile al Pacciitgh ( F nel 

Foc,\ ma piti sodo. -» S. 
Povcr (in) agg. Anche si suol dire a* no- 
siri amici e pareali defunli oel ram* 
meim)rarli« 

Esprime talora compassiooe, o altro 
simile afTetlo di teueretza, secondo i 
casi. 

« 11 cav. Maritii, leggeiido VArianna 
di Ottavio Rinuccioi e amroirandola , 
arrivalo a que^ versi 

Se Itt upessi, obiint !, rome %* tfraDnft 
La povera Amnna, ec. « 

iuterrog6 Tautore perch^ in irece di 
povera oon avesse piuttosto detto mi* 
sera, che a lui pareva piCi nobile. Al 
clie rispose il Riouccini : ... Sapiale che 
appresso di noi ^ molto pid affetluosa, 
compassionevol e propria la voce po' 
vera cbe misera ; « in questo luogo 
vale nou povera di ricchezze, ma priva 
d'ogui conteiito, ed ususi in cotal si- 
guHicato per compaiir cbi cbe sia ne' 
suoi travagli , e non per dicbiararlo 
meodico, qunndo Toss' anche uo potea* 
te monarca » (Oati, Pre/, univ, alle 
Pros.Jior. p. i6, Venezia fjSi), 

Che UDii iuganoi aJuoa 
CoDlra 1« stimpltrttte 
Pov«rt doofcllelte. 

Redi , j4rian, infw, 
{y, le Aoootasioui del Salvini « del 
Biaochioi ) -* V. 

Pover terren. Terra sterile^ Che dk 
poco o nessunfruttOj InfruHifera,^^V , 

Pover de spiret, de coeur. Senza spi* 
rito^ Senza coraggio, Che non ha pre* 
senza di spirito, Che si pdrita per poco, 
ec. 11 povera di spirito deH'fivangelio 
HOD h giii Tuomo che ha difetto di spi* 
riio, in qaalunque signific. si pi^li lal 
voce, si bene 6 colui che eziand/o io 
mezzo alle ricchezze ba lo spirito della 
povertk , k umile , modesto e savio , 
usando sue ricchezze diriltamenle e a 
pr6 de' bisognosi^ non vanamenie git- 
tandole e in ma lie spese. — V* 
Pover^sc. Peggioral, di Pover , oggetL 
( Balestrieri^ Figliuol prod. )• — S. 



5 I ) PRE 

Puverin (in) agg, Cbi nira rusellin 1'^ 

sem(>er povcrin. F. UielUn i. q, G, 
Pdzz (m) agg. 

lo 6o o lard o preU 

Del poss se cava el ver, 

Piirdik gbe aia la corda e i ramptaer. 

Maggi, FaU, Fit. a. Ill, t. 8. 

AU'uomo aceorto la veritk oou mat 
«' asconde. — V. 

... Vor« inversSt i pois de soil in sa. 
^ l^agg*i I* Agg. Cong. Afr/tfirA., p.100. 

Volcr fare 1* impossibile. — V. 
Prlia {in) a Pma suit agg. Con nome im* 
proprio diconsi da roolti anche i Prati 
che s' irrigano soltanto nella stagione 
estiva , la quale ^ calcolala dal aS di 
marzo all' 8 di seltembre d^ogni anno; a 
ci6 per distiuguerli dalle marcite. Al* 
cuni li dicono anche Praa a la rivoU 
tana,ybr«e da Rivolla, paese su VAdda 
dove prima per avventura furono cosl 
cuUivati. 

A Dk I'acqua ai praa agg. Rfelafo- 
ricam. siguifica eziaodfo Piangere. 

Chi fa de la qoaresma caroevaa, 
O al rontrari , no fa oagolt de lien , 
Id temp de sorv i vent da Pacqoa al praa, 

Maggi, Corns. MeMgh. 11. Prologo. —V. 

Pradee {in) agg. I Mercatanti. F, Rest^tl, 

4.* signif., nel Foe. 
Pr&ga. Praga, capitate della Boe/nia. — > 

L'^ consiglier de Praga, ec* F, Con- 

siglidr I. q. G, 
Prec2iri {in) agg, v. dello stile culto. Pre* 

cario. Per a tempo. In stile coDtadi* 

nesco Placdri. 
Preciiri, sust. m.... T. proprio dei Legally 

degl'lngegneri, e simili. Diritto per a 

tempo; concessione di cbe cbe sia per 

a tempo , rivocabile a libilo del con- 

cedente. 
Pr^dega (in) agg, Predega del venerdl 

sant, nei paesi del contado prossimi a 

diocesi romane anche Predega de la 

passion. Passione, 
Pregk [Fiss minga] {in) agg. Non aspet^ 

tare tratto di corda (Bernt> Lett, ad un 

amicot Postscritta ). — V. 
Pr^gn, aggett. £) molto in uso a' cont. 

briant^i in senso di Pienissimo , di 

ZeppOf di Zuppos d*Inzuppato, di Ben 

bene imbevuto, — V. 
Prija {in) agg. Preja grisa. Pietra bigia 

di Figgiii. Serve per modaoalure ed 

^ suscetliva di polimeoto. 



PRE ( 

Pre] de Bcola ... »— Granilo venoto o 
5»i* ill lavote, da alcuai cbianialo Serizz, 
ma pin comrounemeDte Beoia dal viU 
Uggio di questo nome oella Yalled'Os- 
tola, dove sooo Ic cave. Questa pietra, 
che facilineole si taglia segueodo Wn* 
dameuto delio reQe, e te ne fanno di 
belie tavole, difficili a spexzarsi e di 
luDga e larga superticie, c di graodis* 
»imo uso ik;I noslro paese. — V. 

Pre) de Mollrfis. Jrdesie legotart, 
eke prendono il Dome da Multrasio su 
)a riva dealra del Lago di Como, dove 
son le cave di si fade pietre^ dclle 
quail IrovMOseDe cave anchc a Blevio 
poslo quasi di contro su 'I medesimo 
Lago. — Servono a coprir tetlj, a far 
sotiogroiide , ec, ( AinoreUi , Fiaggia 
€ti Ire Laglu), — V, 

PrfikiBin. Pieirame. 

Prdibatani^ut € Prelibato... Dicooo ao* 
cbe fra uoi per intension di signif, le 
persone culle per SqiiisilaineDte, Squi- 
•ilo. — Go boccou prelibato, Se man- 
gia prelibataiBtfiil. 

PrepoDta e Prepontka (m). La versione 
credo sia Jmpunlirt e ImpuntUo, — S. 
2^^ L' «pcrasioDC d«l Prepomtm h 4of pit : 
f riMa i' imbottiKe e poi *^ impuoU y t pero la 
vertio»tt inlera Mreblte Cticire di trapunlp f o 
TrmpuHtart VimbcUUo, — V. 

Preponlio (in) agg. Coltroncino (* lose. 

Carcua, Pronlu. p. ^ifi). 
PresOn (in) agg. La quaresma e la preson 

biu faa per i miiicion. F, Quar^iua 

i. q, G. 
Prcsla. Prestare, Dare a presiilo, 
Preslk fed. Credere. 
Presta on giuraineut. T. for. ... Pre* 

•tare un giurainento io giudizio uelle 

volute forme. — S, 
Prestio^e [ira i Invoranti] {in) sotlo Scimd 

igg» o vero Poriafarlona. 
Piel (in)ngg, Barettitt o Capellitt de pret. 

y* BoDcasgen nel Foe. 

£1 Pret de ca... Ila significato di 

Cappellaoo privaio, di Ajo, di queirio- 

dividuo della fniniglia cbe 6 prcte co- 

abilante cou essa, ec. 

Robba de pret, ec. V. R6bba i. q. G. 
Prater propter. Cosl cold, Lo stesso che 

Taolum quantum. Lalinismo tolto ad 

Eouio neW Jphigenia e usato da moiti 

MilaDcsi cuiti per iodicare iacertezzs , 

inezzauitiii e simili. 



iSa) 



PRO 

Prll per JprUe io qualclie parte dal con* 
tado. ^- Id Geradadda, p. e.» dicono: 
Pril prilctt oo di cald oo di firedd. 
Aprile or piang$ or riJe. 
Prilelt. F. Pril i. q. O. 
Primavira, a.* sig. « [Fii la] (in) agg^ 
u Vagbi uccelleiti di vaghi colori e for- 
me svernavano di doki roelodfe che a 
nulla ( altra ) dolcezza si potrebl>ero 
assimigliare «• (G. CaTalcanti^ Istoria 
fior.y ^V. 
Privatista ... Cbi studia toUo Maestri pri- 
vati le materia per le quali esistecorso 
publico ne' lic^^ nelte ouiversit^, ec. 
ProsiNsa (in) agg, II Cior. agr. ta$c, ( vol. 
XXI a altrove) la cbiama Brace, altri 
scritlori d'Agricull. Prace. Verrebl>o 
mai questa Prace dal gr.ir/Ba9ca(pr»siN) 
che vuol dire appunto A juola d'orto ? 
O forse che viene dal lat. Prorsus , 
prors^f pronum (per diritio^ dirilta- 
roente tirato o condutto), oode i Pronsi 
limiies degii Agrimensori romani ( F. 
Festo ) ; o piii verisimilinente pur dal 
lat. Prdsitum (da pro e sidum), lo spazio 
seminato, cbe h appunto la Prmusa, 
la Porca» la Prace. — V. 
Proeuva, 3.^ sig., [Dana la proeuva coma 
Hubert] (in) osserva. Grederei che la 
straoa frase veuga dairaltra a baslanza 
nota : experio crede Roberto i e valga 
proprio Dame la prova per credibila 
esperienza fatta. — - S. 
Proibii (in) agg. L'k proibii del medegh. 

F. Medegh i. q. G. 
Prdnt (in) agg. Pront com^ on orelogg. 

F. Orol6gg I. q. G. 
Prdnta (in) corr, Noo sotamente vuol dire 
Pregnoy ma di pi A Inoltrata di mollo 
nella pregnezza^ a cui mancano pocbi 
giorni a partorire; Prossima a /are, 
che La g^ha pocch a fa, come dicou 
essi i cootadioi. — V. 
Prosli la terra. F2igh denter i proeus in 
d'on terren. Apporcarlo. Disporre un 
lerreno arato in porche e solcbi per 
poi seroinarvi. — Per li Ortolaoi il 
Prosd vale non solo Ordioare la terra 
in ajuole, roa eziandfo Porrc o Tras- 
porre nelle ajuole li ortaggi altrovo 
seminati per guadagnar tempo e spa« 
zio; — cosi per loro le Ferdur prosaa 
soiio quelli ortaggi, p. e., i cavoli , i 
peperonif e simili, tnispiantati dal se«* 
nienzajo nelle ajuole | a disiioaiooe di 



BAD 



(.55) 



RAG 



propriani. delU barca, •! beae it cooo 
iroDCO. 
QiMllrio (fit) iigg» QiMllriU Iraa vin, traa 
al diavol. QaaUrini atrandeliaU: 

Per tat qaetle Comeilio 
Di Telle e dH foldati 
Horn penJilempiy babbole, 
Qoatlrim arraBiJelUiti. 

6* Gioftti, Disc eke corr, — V. 

Qnejc^sfl (in) agg, Chi g^ha el gofls, g*ba 
quejcofs. K 66ss L q, G. 

Qudl {in) agg. Quett dal tal ... Cos! sen- 
B^altro vale a' Brians. i7 podere, U loo* 
go, il campo^ il bosco del Ude: p. e., 
L'bann callaa che 'I robava in qoell 
de Peder. L'hanno cbllo che* I rubava 
msk quel di Pietro* — Qoeslo modo 
rabhiam commune co' Toacani. — V. 
Quelle donna. F, in Mnna i. q, G, 
Quel 14 a volt. Sanfialios Dio, ad- 
ditando, coo Talxar delta faccia, il cie- 
lo. — V. 



Qu^t (in) agg. Ghe voeur de quest (toe* 
caodoai in cosi dire (a fronteco'l dito). 
E * ci vttol cerveUoi Ci vuol sennoj Ci 
vuol ingegHo, e simili. -^ V* 
Obi per quest: 

Ob ! per cotetio, a perdermt 
Ci «i gned^gaa no Unto. 

G. Gittilif Disc, ehs eorr, «» V« 

Qui^tt [aggett.] {in) agg, Quielt come on 
agnell, o come on angiol, o come on 
bee •.. Cbelo come olio. 

Quinquio4, verbo. Indugiare per irreso* 
lulezaa, Dubiare^ Tentennare* — &, 

Qulst (iit)^ 3.^ sig., agg, e osserua, Quaodo 
si ttsa Quisl per Denariy a i accenna lo 
snocciolar di questi, stropicciando leg* 
germeote il polpaslrello del ditogros* 
so su Tindice. — * V. 

Quisti {in) agg. Per Trovare, 

QuisU. Per Cdgliere^ Imbroceare^ 
imbeiviure ; Dor nel brocco, nel segno* 
— V. 



R 



JUa, T. c.» per Arlia. F. nel Foe, 

Bibbia {in), 3.® sig.» ngg. Ratio? Conwte? 

R^bbia de fregg {in) agg. Verso il Co- 
maseo cbiamanocosl le Nuvolaglie rade 
che Tcggoosi dMofcrno aila sommilii 
del monti. 

RabbiJia (in)^ aig. 3.% a^. K Asde. 

Baccagna {in) ogg. I Piaceutioi cbiamano 
JleccAe leVinacce. Dal piacentioo Mm- 
bra qoindi proven uta di fresco tra noi 
qtieala. voce per Aquavile. 

■Bid ... Dicono con voce sireniem alcuni 
Fomaciaj per Baschiare, o Lisci»re, 
o Ripolire i lateritj co '1 rascbialojo o 
lisciatojo (s/ecco^). 

Badis {in) agg. Rats. Aatson, Rafsoit di- 
cono i contadini brioM, -« V. 

ji Caoev4$r di radis ngg, Cavidr pL 
e Caviare al $ing* dicouo i Briana. — 
Av^frnta, Barbicofa. — Correggi la spie- 
gat. delle Caneydr^ e di', che queste 
aono le spttili barbolioe eslreme delle 
radici* e non la corona di e$5e, ««> V. 
Jn Radls malronoa agg, Barba mat- 
sira a, assolotanK, La maeslra (Da- 
vanMli)> Fiitd^iola (Paoletli). — V. 



Radisia, e RadisaroBu dimin, Maglidlo 
radicato, Barbaiella. Diccsi ancbe di 
qualsiasi tilea, o tallo, o piantooe lipr* 
bato da trapianCare. LaU Fiviradix fen. 
— V. 

Rafreddaa e Rafredddr {in) agg. Rafired* 
dor trascuraa ... Dicesi d'una iufred* 
datura cui non siasi rimediatOy e cbe 
sia degenerate in peggio. £ notisi quan* 
ta rispondenxa di proprieta esista an* 
cbe oe' vernacoU. Le persone civil! u- 
aauo aggettivare la voce culta Rafted^ 
dor coti la pur culta trascuraa percb^ 
valuimio e facilmeule soggiaciooo per 
delicalura di temperamento alia circo* 
stanza rapprcsentala da qaelle voci; i 
vulgarly o piu robusli o men ouranti 
di essa^ non diranno mai trascuraa 
uu loro Jnfieggio o Freggio. 

Ragg [Vess on] {in) agg. Quaudo si dice, 
e sempre in senso propisio* -^ S. 

Rigiol dicono alcuni del contado per R^* 
sol. F* nel Foe. e i, q, G, 

Ragndr, f^« fialduccbin de salamm i. q^G, 

Ragn4$ra [Figuralam.] {in) agg. Diciamo 
ancbe o^ui slolTa Iroppo di:bole, Ifg* 



QUA ( i5 

ifretii fra loro sollo i porlici atlt|sui 
alia foriiace. 

In Quadrcj albas n^. Molti li chia- 
maoo ancb« malcbtl o maicasucc^ e si 
usauo^ n.oo come dissi equivocaiuente 
ue' foodameoti e ne' luoghi iimidi , ma 
si sfrautumali e iDlrisi iiel inastice du 
iolooacare i luogbi umidi cbe diciamo 
Botum^ o vero ne' lavolali, oe' muri 
di Irameua e Delle parli delU fabriche 
iiit;no suggelte all' uinido. 

A Quadrej fariceu agg, Ferrdggini 
( Sodorini , JgriculU). — V. 

Tra U difellositd agg. Qiiadrej con 
la barba o coo la bava„. Malioui con 
iocrostature^ sbavature, ec, -«- Quadrej 
con la Scarpa .- Quadrucci mal riqua- 
drati. — Quadrej scanoaa o tropp scar* 
taa ..« Quadrucci troppo assottigliati. 

ji Meda de quadrej agg. Matloni ac- 
catastatl Noo si dice Meda se noo se 
del collL 
Quadrat (m), 6.® e 7.^ sig., agg. A quesla 
voce usano molti, per Tarsi inleoder 
loeglio, aggiugoere TaggeU. superficial, 
o corporal (corpdreo)« secoudo cbe si 
tratla d' un vero braccio quadralo , o 
d'uo braccio ciibico. — V. 
Quadrettdn. f^. Liscdu i. q. G, 
Quaja (i») agg. Quaj de vista ^. Quelle 
cbe si raetlono su per lo stollo a oao- 
tare, a far da ricliiamo, da zimbello, 
•ccioccb6 I'altre cascbioo uella ragoa, 
nel Cramaglio. — V. 

Molta de quaj. F. in lldlu [T. de' 
Fornac,] i. q, G, 
Quaj 6 de B/rgbem, pliir. Granellif o sia 
Quelle cose che pendotio da queWat* 
tra, come gi4 li disse uua Moona One* 
sta ricordata dal Caro {Jpologt'a, p. 
98).— * £ voce propriam. bergaioasca, 
usala da' Briantc^ quaodo, di ripicco e 
scbertaodo, rimaodano a que' di Ber- 
gamo il Bagid, di che i vivaci Bor- 
tolini, pur scberzando, regalaoo a sa* 
luti che €* fanoo a' loro buoui amici 
AmbrosianL'^ Chi, a proposito di Ba- 
gid per Milanese, volesse aver di belle 
e peregrioe nolixie, legga un arlicoletto 
moUo erudito sotto il titolo BnaikKk in 
certo libretto uscito di fresco in Berga* 
mft (l9$S). Quivi per prima cosa s'im- 
para che Bagid vuol dire Baccello non 
. . piil di bagiana o fa va grossa e fresca, ma 
•i di piseUo immaturo e rigoglioso; e 



perchd m Val Seriotia il pisello ^ delto 
Bobia, altrove Bovaja^ e in Greria 
•j»ejScac (aic), coal dal pisello li si fa 
d' un tratte venir fuori noo pnr le 
robidle di Lecco e i robiotini di Moo- 
tevegghia , ma lulta quanta I' Orobia 
terra di qui e di \k dell'Adda, e d^o<* 
gni sorCa roba. •— N^ veramenle tolta 
quesla oaaee dal pisello , percioccb^ 
V ip^fioc de*Gr9ci e uo legume che ha 
qualche simigliansa co *l pisello, ma 
non i queslo, L'Orvbo , chi 00 1 sa- 
pesse, h VErvum e VErvilia de' Lalini, 
\ il Moco e '1 Vdggiolo de' Toscani, 
la Bobfglia dell' aniico Vulgarixzatore 
di Pallibdio, il Bnvigfione del Maltioli, 
e VIngrassabue degli Agricultori . — V, 

Quaj6tt (ill) corr, cs QuaglioUa = fit c=3 
Quaglia giovane. 

Qua jot (de «^ Uccellatore di quaglie coo 
reli e Iramaglt. — V. 

QuM [Per la] {in) agg. 

Ella, 000 per ofTeadcrla, 
Ma Don e p«r la <|aa1«. 

G. Giiuti, Disc, ehe e«rt% 
Gio^, non h atta al posio dificileUo che 
desidera. — V, 

Quarantio {ia) si omeUa la parola a 
maggio. 

Quardlla {in), sig. a.®, agg. Pettk ona qua- 
rella a vunde. . , CriminalmenU ac* 
cusarlo, Querelarlo di t^., Porre, Dare 
querela contra di uno, ec — V. 

Quardsma {in) agg. La quaresma e la 
preson bin faa per i mincion ... ProT. 
di piana inielligenza, il quale prova 
disgraziatamente a sufficienza quanto 
poco valgano presso li accorti vulgari 
certe istituziooi allorcb^ mauca I'eda- 
cazion del cuore. 

Qu&tler {in) agg, L'usiamo noi spessis- 
sime voHe in signif. di Pochif e se ao- 
CO meno, soslituiamo Dd o Duu: p. es., 
Hoo mangiaa quatter casiegn, duo be- 
scott. Hoo tajaa 66 piant, e simiH. ^ 
Ancbe I'ital. ba Quattro, 

In duu a on Ofpon, ec. y, Gapdo 
I. q. G. 

Quattr'ass (in) agg. II Monti nel Foe. 
Com. lo definisce « Barcbetta di foodo 
piaUo, scoza chiglia^ senza limooe n6 
vela, quadra iu prora e in poppa, noo 
veloce, mo «icara su I'onde n.^^l dati 
sono verilieri; ma il carallere princi« 
p^le di questo guscio ooo 6 rellissi 



BAD 



(.55) 



RAG 



propriani. della barca, •! bene il cooo 
irooco. 
QiiaUrio '(/ft) agg. Quatlritt Iraa vin, traa 
al citavol. Quaiirini amutdellali: 

Ptr Aie quesle Cometlle 
Di Teslt e dH loldati 
8om panltlaaipiy babbole, 
QosilriM amBiJ^tkti. 

G« 6ia*li| Disc* eht corr, — V. 

Qnejc^ts (in) agg. Cbi g'ha el goss, g*ha 
quejcoss. K G6ss t. q, G, 

Qu^ll (m) og^. Quefl del tal ... CosI sen- 
s'^altro vale a* Brianx. i7 podere, U luo* 
go, il campo, il bosco del tale: p. e., 
L'hann callaa che '1 robava in qaelt 
de Peder. Vhanno cbllo che' I rubava 
duk quel di Pielro. — Queslo modo 
rabbiam commune co' Toicani. — V. 
Quelle donna. F", in Mnna L q. G, 
Quel 14 a volt. Sani^aUoj Dio, ad* 
dttando, con I'alxar della iaccia, il cie* 
IO.-V, 



Qu^t (in) agg. Ghe voeur de qneil (toe- 
candosi in cosi dire la fronteco'l dilo). 
E * ci vuol cervtUoi Ci vuol sennoj Ci 
vuol ingegno, e simili. -^ V. 
Obi per quest: 

Ob ! per coleslo, a perdemi 
Ct «i guad^sna on tanlo. 

G. Gittitif Disc, ehs eorr, «» V. 

Qui^lt [agged.] {in) agg. Quielt come on 
agnell, o come on angiol, o come on 
bee ... Cbeto come olio. 

Quioquinli, verbo. Jndugiare per irreao* 
luiezM, Dubiare^ Teniennare, — Ji, 

Quist (m)^ 3.^ sig., agg. e ossen^a. Quaodo 
si ttsa Quisl per Oenari^ si accenoa lo 
soocciolar di questi, stropicciando leg* 
germeote il polpaslrello del ditogros* 
so su I'indice. — V. 

Quisti {in) agg. Per Trovare, 

QuisU. Per CdgHere^ Imbroceare^ 
Imbeiviare i Dor nel brocco, nel segno. 
— V. 



R 



lUa, T. Cy per Arlia. F. nel Foe, 

Bibbia (in), 3.® sig., agg. Raiio? Correnie? 

Riibbia de fregg {in) agg. Verso il Co- 
masco cbiamano cosl le NuvoUglie rade 
che veggonsi d' inverno alia sommitli 
del monti. 

RabbiiUi {in)^ sig. 3.% agg. K As^e. 

Bacciigna {in) agg. I Piaceulioi cbiamano 
JleccAe leVioacce. Dal piacentiuo sem» 
bra quindi proveouta di fresco tra ooi 
questa. voce per Aquavite. 

Bad ... Dicono con voce siranierH elcunt 
Fornaciaj per Rascbiare, o Lisciare, 
o Ripolire i lateritj co '1 rascbiatojo o 
Uscialojo {sieccola)* 

Badls {in) agg. Rats, Ratson^ Ratsoll di' 
cono i contadini brianz. *- V. 

A Caoev^r di radis agg. Caviar pi. 
e Cavi^ra al sing, dicoiio i Brians. — 
BarbniAi Barbicaja. *— Correggi la spie* 
gaB. delle Canet^^ e di*, che queste 
eooo le spttili barboline eslreme delle 
radici« non la corona di esse. ««> V. 
Jn Radls matroqna agg. Barba mae* 
stra e, assolutani^. La maeslra (Da« 
vansali); Fiitd^iola (Paolelli). — V. 



Radiska, e Radisaroeu dimin* Maglidlo 
radicato, Barbatella. Diccsi ancbe.di 
qualsiMsi tilea» o tallo, o pianlone lipr* 
bato da Irapiantare. Lai. yivimdix fem. 
— V. 

Rafreddaa e Rafredddr {in) agg. Rafred* 
dor trascuraa ... Dicesi d'una iufred* 
datura cui non siasi rimedialo, e cbe 
sia degenerate in peggio. E notisi quan« 
ta rispondenxa di proprieia esisia an* 
cbe ne' vernacoli. Le persooe civili u* 
sauo aggettivare la voce culla Rafrcd* 
dor con la pur culta trascuraa percb^ 
valutMuo e facilmeute soggiaciooo per 
delicalura di temperameoto alia cir^» 
slansa rappresentala da quelle voci; i 
vulgari, o piu robusti o men ouranti 
di easa^ non diranno mai trascuraa 
uu loro In/ieggio o Freggio. 

Ragg [\ess on] {in) agg. Quaudo si dice, 
e seinpre in seoso propixio* -^ S. 

Rtfgiol dicono alcuni del contado per R^* 
sol. y. nel Voc, e i. q» G. 

Uagndr. f^fialduccbin die saUmm i. q.G, 

Ragn^ra [Figuratam«] {in) agg. Diciamo 
aocbe ogui sloiTa troppo dt:bole, Ifg- 



RAM 



(• 



gkre, llrasparenle, di pochissimo pan* 
no; eel anche le vesti, o similf, die oe 
soil falte. Otia ragnera d'oo vesl)^ dV>o 
vell^ d'on scossaa, d'on percaH, d'ou 
fa?zol^U , ec. La Pamparlna de' Co- 
mnselti. 

Rago (in) agg. Ftguratam. Per Noja, 

I\aja {in). Opino cbe stgoificbi piutlosto 
JRiga che Huggio, 11 Frduc, dice Rtd€ 
per Riga, lo Spagn, Rayar per Rigare ; 
oiid'^ cbe An/a hed'addulto esempio 
mi suoaa piutlosto Cosiiera cbe Din* 
U>mi. Tuttavfa.. .? — . S. 

Agg* cbe lo Spsgn. bii Reiya por 
per Codbne d'uoo Slato; oade Gente 
de raya, Confitianti. — V. 

Ramiregb e Renidticb, v. br. sust. Odore 
di niuffltf di muffaticdo^ Silo di huca, 
M St!iisaKione spiacevole di odore pro* 
prio dei luof;bi cbhisi o 9otleiTAaei^ 
dove raria impregnala divapori aqnosi 
51 iralieiic per del tempo e , per cosi 
dire, impaludisce. Ptd o roeuo acuto 
riesce questo sito di buca secotido cbe 
pii!i o ineno di uiniditli si Irova uel 
vaiio della buca, ec, o vi Irasudi dalle 
parcti, o vi si accaglii sopra per la 
freschezza del luogo h (Targioni Tozz. 
Gio.). - V. 

Save de raini((icb. Saper di miicido?, 
di muffUy Sitnre di buca^ di luogo cbiu- 
80 e bujo. Saper di rugine (di raine 
•rruginiio): c« lo giocberei cb'egli li 
{soldi) ba tcnuti venti anni al bujo, 
tn modo sanno di rugine n [tant cbe 
sanu de ramttircb] (Companni, // Per- 
tgrino, a. II, sc. i4). ^ propriam. il 
RidoUrt situm de' Lai. £ Vire pet loca 
senta silm di Virg. (^/icirf. VI, v. 46 1 •Gu) 
at tradurrebbe da un Brianz. Jndd per 
strads'o per IwNgh orrid, tuti a spin e 
che JpUzta de ramdtich, — V. 

RamdiHa, v. pa v. 1 rilagli de'corami con 
ttttia insienie la spazzalura detle caU 
toler/e. Dal Ramefitum de'l^l. — Y. 

Rauidtl [Maa del] (in) agg. (che aitri di- 
cono anche El maa del falchett, O £1 
falcbelt, o £1 maa del baccbett). 

Si dice avere tl gelso quesia main** 
t/a quando, per male potature intristita 
luHa la pianla t tnoanzi tempo in'vec* 
chiuzzita, inelle 'in ogor sua parte co- 
tali rannizzi, simigliaolt piutlosloaspini 
che a scbretti ramicellt. — • V« 

RaiOH] (iVi), 1.^ 5ig. y agg* Strapp&ss o 



56 ) BAM 

Strappa de ramm c de radii, y, Radb 
nel Vac. 

A Return ttaa insedii cancdim r=: i7f« 
meUiiiccio e RimessiUeciOtiZt emeiti in 
vece = Ramo d'inneslo o d*in$ito^ Rm» 
mo domestical — • V. 

R^mm [Aame] (in) agg. RaoMB mazziss 
quader o Basloa qttader. i^ndroUo di 
rame? Rome quadro? k simile al Ferro 
quadro. 

Rnmpa (in), "dope Zampa , agg« f»er6 il 
Voc di Ni4>oli aoia che net «lfalelt6 
liorentino a'usa aocbe Rmmpart^^Ar* 
rampicarsL 

Ramipin^ra (in) agg, Biitlli la raaiipHM^a. 
Ftgtiratam. GiUmr Tamo, GOkir ia rtle 
per prscare q«ialcbe utile. — 6<ih4 la 
rampimSra a la skloUa* d«tse il M^gi 
in signif. ttniile, rna pi^ inleuso. Giliar 
Vunghia^GiUar tuntmo a •;., Vntkare^ 
Arfoppare^ Arraffkm. — V. 

Rampinettdn (in) agg. In Brianza lo di- 
cono ancbe Sceixibllf ed ^ diverso dal 
FolcioU in qutrsto cbe 1100 ba ricurva 
la cima, lua dirilta e Ironca, e usasi 
ad aguzzar pnli e a simili failure; a 
fur la qual cosa impcdirebbe la ricurva 
cima (el rampin) del RampineUdn o 
ScercibU, — Y. 

R;iinpdn, Rampoti^ra, Ramponin e derh. 
dicono i Briant, per Rampin, Rainpi* 
utSra, Rampin^K, ec. F. nel Fac, 

Ranipdo [T. d'Aj»ricu*l.l \in) agg. Clie 
cosa sia vedasi in quesle pnsso di FmiIo 
Lavezzari. <• ^on potendosi ro(>«?rt>sa 
cultura (eio6, qttella dm eonsi»te in'trk 
qaaiiro sofdd, od aratnre) premtH- 
lere ad ogui seitfiimafooe, Vi si adati« 
tuisce tl lav^o II raimp0ney ceiitialeitte 
in una sola aratufa, fa quale vteoe ete- 
guHa intomo a ckie capi singblacmeoN 
tCi, cto^ al frumento e al grano turco; 
e lar^ro pri^ debole deMn tiullara (sy^- 
rosa) in ordine allVilell»-dr tammorbi* 
dii'e la lerra, e l<kle H nalurvle crtnlic- 
cio. L*interrnedj cbe si setniita(»6 ira 'I 
fi^umeoto e'l grado hjrco (cortiev^rr^, 
rape, cicoria, /agiuofi, ec.), dtv<H*oiin- 
che quest! essere preced^li dalt^^tesso 
lavoio ** [n rampone] (Dei di/et$i del* 
tfigricuU, rhitan, nel vol. 1 de^t MUi 
deild Societd patriot), ^ ▼. 

Lassii el lerfen ^ rampdo -;.. MIelulo 
il grano, lasciare-il campo senza qu^lla 
cultura che il Lavezzari chiiima ape* 



RAS ( I 

roin, « Raetollo il frumento {semmmto 
tfttl'tHiawo Anno delta roiazione), xi si 
im ciil«or» pe '1 frumenlo dv\ dooo anoo, 
o p«re ti Uscia il terreoo a rampant^ 
cioifr tcmui cullura, e nel notio anno, 
clo|>o avcrlo iugrassato, vi si Sfmioa 
AmBcntoiie. -— Per metl«re a riso que* 
Mi Icrreui ii scdgooo queUi latciati a 
rnmfKme » (Lavrxzari. loc, €it.), Vttoisi 
uoHara cko cullurm io questo passo ha 
Oa aigniC tttlto parlicolare alia aosira 
Agricullura. *- V. 

niHiAi|>eB4 {m) avvetii, Ritmponm ^ dare 
eerto riialfo ai ferrt; Afett i chd de 
gMss k netlere cerli ebifxii coo la 
cap#caliia sporgenle, a scopo I'lino e 
I'altro d*aa0fcuraro« il cainmiiiar aul 
gbiadbo* *- S. 

Ra ti c t {ik\ I.® **g-»<>gl8r* Diceoo i Pavesi 
per EitUfare^ Slrappare^ Schiantare, 
Si^lert. Vtirrebbe tnai tial Muncare <le' 
LatMtik die pur tignifica Herlms inuU' 
les /mtice§v€ noxios et^elieiyt? •— V. 

BaiHla. T. dei Murat. ... Fuliicella armati 
d'tta chiodo <wde senroosi per descri- 
Wfe VMm di «iiia volfea aGantata. 

Rama (tit) ngg. V. anebe i dellati regi- 

* alrali <• q, O.soUo Erra $otto Paltin. 

Rapega {m) agg. A vora che s'^ raa, o 
«raa^ s*« rapegaa ^ Frase ligur. conl. per 
eaprinere Io atato di uudiik a cui fi 
ri^lurrebbero qaaai lulti i conladtai sn 
pagatsero aeippre per iotiero 1 loro 
dclHlL 

Riir [sust. ^(in)mgg. Bar in camp, in 
cam pag p a, e tpess hi del eoldar. Delt. 
'br.tqnivttl^le alVahro Formeotou rar, 
p ai ei ita apesaa. y. m Melg^ net Foe. 

Raiifca^ a§gUL di Gapda. F. Capon beu 
capau^ mel Foci td m agg, questo 
mggtMwo. 

Aaaaaiy chc amehe dieiamo A fil dc mur. 
tftf •iiih0i(CafeBa, Prontm, p. 161), Uscio 
a mmuroi ^mIIo la cai iropoala pareg- 
gia la parele tensa aggeiio nessuno, e 
•lalark cot» lapezxer/a coolinnaole. 

Rasatcib d!iatai. di Hasa (Aagia]. Richie- 
€OfOHeiuoco, Malal^a degli allieri goin- 
■itfreri ^be Oaaaa fruUe da ossb {gun* 
Mia}. Coosiste in on Irasudanienlo 
«Mrbeaa di gofinaa che puo coodurre 
• pcrire ancbe imia la pianta , aon 
dK il raoKi tlie a'd ppesa. —- i ape* 
cialnitala malal/a cui ymn suggetii i 
limoai € Ii altri agrumi $\ falli, la quale 



57 ) RAZ 

fi manifesta pA* aktine goeciole di 
ragia alillante dai raMii « dal iroticou 
Dopo 1' appariztone di queUa ragia la 
piaala Ta a poco a poco perdeodo <lel 
•ao vigore. Noi abbiam preyo qaetta 
voce dai Breaciani delta Riviera salo* 
diaoa. ^ V. 

R^sol {in) agg, Raaol cart o longli de 
penser. F^ Peasdr i. q, O, 

Raspa {in)y sig. 4-^n <ifi?* F^rto in aala 
ricunro aba serve a' Fomoj per spas* 
sare il fomo dalle brage e daila eene* 
re. — S. 

Rait (in) agg. Gbi do maolaa i ga4t,ec 
F. Gatt I. q. G. 
Tant per rait « paster, m. br« ... Un 
I fattore di campagna wel render couto 
del granajo, vedulo cbe mancavano al« 
cuoi taccbi di fruaienla a compiene il 
qoaoto vi ac a' era riposto alia raccol* 
fa, ebbe adbilo irovalo cbe quel fanto 
che mancava, Pavevaoo mangiato i to« 
pi e le passere. S'asa scbertosam. que- 
•la espressione per iodicare eerie tpe- 
•e deila quail ne' reodi*conli nou ai 
saprebbe rendere buona ragioae. — V. 

Rav^a ... Zappa di §a\e rape. 

Ravald^, ▼. del B. M. C§iftiuh, Barhd* 
glio, QuantiU, — Che ravaldee de tiev! 
Oh quale sireiia di neue! 

Ravarin {in) agg, Aoche ^ detto Raptri^ 
no, Raparino^ Raperdgiolo, Bapafuoh^ 
dal piacergli i semi delle rape e de* 
raviccf. — V. 

Raviosu (fit) agg, II Pulci (cbe 8canibi6 
in Lidboa la nostra coiiladfnesca Li* 
str^cca) parl6 aoche de' oasirt RapinU 
nel suo Sonetio citato dalb Crusca 
in quesia voce> ma i Rapioli come Ii 
definisce la Crusca souo tutl'ahro che 
i nostri BauiofH; o pure a tempo del 
Pulci i RavicBu eiaao cou>a qitei da 
Geuova. F, Wac, getiov. 

Raviscidci foreatee. C0/s«i<.Formantoii "del 
raviscfdiii. F. la F^rmenldn i. q, &. 

Rata [Z dolce] ... Go?! cbramaao m al* 
«uni luoghi del bassa oonlado il ser- 
meolo del rovo^ della rosa canina, del* 
•la vilalba, e simili. i voce cbe yteti/e 
dal vicino Pavese. — > V. 

Rizza {in) agg, De boiioa raata. Feeofda^ 
La SememoFola de' Veoei. 

A Vess de bonna raaea agg. FigUarc 
a dopiHOy Etsere polipara, «- II Brian- 
xuolo, parlaodo di colesle che aon 



REM ( 1 

ll€^»f [susU !».] (in) agg. Al regoBiij. 
Ji mHfeiio, — Sul re((fleuj. ShU far 
Mia ricaka, — Soft al regoeuj. Neih 
siagfone prossima al ricolUK — Vf 

Regofuu, e al fem^ [l^gojuda. BuccoUo, 
Ma€colla, ec. ^ V. 

ft^aU [Servi 19 regola Tua) (in) itgg. 
irooicani.: 

^o^ T«da w «ol<l9S 
KiJi, taro UDa k««tia i 

Ma lei 

Ci Mrvi oclle rrgolc ! 

G, Giutii^ Disc, chetwr* — V. 

Regdada ... Usasi quests voce parlando 
delta varia grosseiza de'pall. — Oade 
Pal de regonda ... Palo del diamelro 
da ODce a a 5 circa, k detto auclie Pal 
de s'ceppa doppia^ spacqaudosi ip qua^- 
Kro palaoche. -— V. 

Re^CMid^U ^. Verso il Comasco daono 
questo uoine alia fariua di grano lurco 
macinata alia grossa. 

Rcltg&a « Kerigainent, T. degli Ornat. 
ed Arcb. Panconcellaturaf Iniavolatu* 
ra? — V. 

B^Ia {in), dopo Fioreolioi, flgg.Tra 1 Pra- 
Ie5i CoccodriUej tra i Pisaoi Lipa^ fra 
li Areliui Scrilla, 

I Briaoz. (a chiamaQO Fil5; daila si- 
uiigliaDza che ha con uq fuso coinmu- 
iie. Pare sia lo Sldmbolo di Fra Jaco* 
pooe, per simigliare a ua saeltolo o 
Iralcio lagliato corto^ detlo Stdmbol ne' 
paesi d'0lirep6 e altrove. — V, 

Bem^ {in)agg, Rema iadree^ o a cuu in- 
4re«f» Sciare co' i^mi, Fogare a ritroso 
e airindietro, lirando il manlco del 
remo verso la poppa e spiageado Pa- 
qua con |a pala v^jrso la prua. — V, 

Reitialegb. II Maggi disse figuralam. Kila 
rtnidUga per Fiia solilaria,, romitica, 
p vero d*nomo singolare strano^meiati' 
coiico ^ fanlastlco, — Il Rematico de' 
DijL della lingua v^XeReumatico, e, per 
eslensioDe^ FasUdioso j JUalagevole , 
FaftiasWco, clie lia mollo a fare co'J 
Jienpaiegfi del Maggi. r, RamaU-gh /, 

g. G, — V. 

jBeineda. T. de' Base, e Coul Disfare, 

airapprossimarst dell'autuono, la ca- 
tasta delle tegoe accalastate nella ver- 
uata ^Qtecedeole, e rifarla di nuovo 
per iinpedire cbe le legne vengauo a 
deteriorarsi ove non si dia loro que- 
sta smossa d'aria. Rifar la calasiai 
Raccatastaref 



Go) REP 

Remcnod, v. br. Da poco, Ne^iUouf, 
Jiifiitgardo, Inerte^ die sla U inesao ag- 
grtcchialo; Jequacehiaie j che diciamo 
ascbe RescHoU} e Rescida e Resefan 
chiamiamo aitche i bachi da sela i/t/m. 
tiU. ^ V. 

Reaiiii^ K Ramii nei Foe. — S. 

Remoddadxira ... Tratlandosi di albcri, 
vale RittptUUum, RipolUura, Dikrusca- 
lura de' rami aeoeagiooaiy auparifttti e 
gia MMsso aebtantali. — V« 

Remondlana [Aria] (ia) agg. VsUcIm da 
appetilo, rimoodaBdo lo stomaca — S. 

RAiiiora (i/t) cs a (Gh.) cs spiStUuiusi s= 
(Foreeil. — V«c di NapoU). 

Remuscia . • . Specie di rele i« uao au 'I 
Lario. K Motiti^ f^c. Com. 

R^d [io seoao di Rigetian^ RScen] (in) 
«»• 

L^h ia M rend el Mop^, 
CkSdi gatt aulailbcva la caodica. 

MaKgii 1 j^gf, C01U. Mtmeg/^ p. lAt. 

i h siesso che il prov. briamid^.' CUi 
no pensa iunaoz, desp€e6 tospira. C/n 
primM Hon pensa ^ in uUimo sospira i 
ciod, aiie conseguenze si duote^ — V. 
R^ngh. Jrringo. Luogo dove ti paria al 
publico. Pariamento, 

Avi sonaa rengb. Figaratam., iiale 
Msser ruinato affaUo, Avtr faUo ««!• 
bassi in fondo. 

Hoo tonaa rengfa io tacc i gociy 
Son atrappada de ram • d« ndii; 
Insci r«ala ingaDma 
Ckt |>cr \tw\ dauM ▼• gto de atrsa. 

MaKgi, Cmm. AteftegiL aa H fioa. •— V. 

Rengh) e Irrenglii i didC| fr. br. jillegM^e 
i denii, Renderli SbeiL EfTello che fanuo 
ai deoti le fruUe acerbe, e qualsiasi 
ultra cosa agra che si roaagi. -— V. 

Repall, V. br. T. de'Tcssiu ... Lioo d'ia- 
Hma qnalitji, Lino di acaito, o tale in 
origine, o divenuto cosl per troppo 
fualmeaarlo. — V. 

Repensk. Ripensare. Lo nmmmm aelo ne' 
due modi seguenli t Hoe peosM e re* 
peosaa; Pensa e rcpensa. 

Repettk (in)^ sig. i.**, omellasi /« ifoce 
Brillare, e agg. Noi lo diciamo freaueu* 
tern, per quel Trar de'piediche tanno 
i bambiai per ooQ volere sfar fenni a 
quel seslo che li vorrebbe la nalrice. 

RepelU {in)t 3.*^ sig.^ agg. Nel Fiuggio di 
^rrigo Fllf vulgaris, da Bonacusa da 
Pisloja, lu trovi il verbo Ripiiare in 



RES 



^ an sefiso rlus iiiollo s'jiVYicjnii al no- 
siro Rgpead 6gur.: « SI ne fu graode 
mormorani e ripilare in lira li cittadi* 
m, e forte comnioMe li animi loro » 
( una groMsa imposia di pecuma)^ — V. 
IWquii dicono i conL bi'iani, anche per 
smonimo di Slii rdqui, Slli qui«U (y. 
neiyoc*).'^RBquia dicono ad ogni ini- 
ntito le madri conladiiie ai loro Imiibi 
uabiMi • iacifluiU da' quali ooo saauo 
farti obediro pvuto punto. 
Bisea {m\ 5.® aig., a^. Dicesi da varj 
coniadioi del B. II. (p. e. , a Trextauo) 
coai la pmla come la resia del graoo; 
e verso il Gomaaco Resca i asaoluiam. 
inlesa la tola Arista o Resia del grauo. 
y, Formeot e Barbis nel Vcf» 
Rtftfcb^ (in) ogg. Buliaccia, — V. 
Rescbioeik) v. c. Puia^ I^ppa, Lol/a. 
liescoeiadea (m) agg, I coutad. brianz. 
nsano questo verbo andie in sigiiif. di 
jivtr ^gio^ Jvere spazio, sia di luogo, 
aia di tempo: p. e,, Mcti pussee iusu 
la ruzelU, ae U cavagua o la zeggia 
rha de pod^*rescoeud<?8. Ficca piii su 
la carr^eoia^ accib che s'ahbia ianio 
di spaziA da poter vuotare la sevclua 
delta malta, o il corbello del maltoni, 
ec — V. 
iltfsegi^ ... T. di giuoco. E*8i fa quaudo 
duc« ebe ooo sono oaluralnieulc co« 
apiraoii nel giuoco, s'accordano a meller 
in mczxo nn Icrio; il cbe lalorM e le- 
cilOi lalora k frode^ aecooalo i giuuclii 
ed i CMaL — S. 
Resegdti (in) agg. In duu a on capon e 
in quailer a on reaegon. y, Capdu 
L q. G. 
Resi'goll [Cordass come i] {in) agg. Vieue 
da ci6: che colesti agiscouo sempre 
|>e ^1 vrrso conlrario; chd quaodo uuo 
lira, Tatlro spigne. •— S. 
Brafnia [Lleseula-giu] (in) agg, Sciabor' 
diirei che d quel diguaszar che ii fn 
con forza i panni.prr levaroe itQitlto 
e bene il ranuo. — V. 
Resg de I* orgheu (a) agg, 1 Diz. della 
lingua ci ootano Begge per Porta^ voce 
ora disusaia. — V. 
Aefgiiba o Reggi&a. Laslrato diferro, Uss 

refgiaa. Uscio lastralo diferro, 
Rtrtia ... A* Briaozuoli significa Roiicchia* 
re, Rositare, Venir a poco a poco ro- 
dendo alenna coca dura; Denlicchiare. 

-V. y 

Vol V. 



( iGi ) RES 

He5du (iv^, sotto De resdn^ agg, Ragione* 
volmeiUe (Lor. de'Medici, islruz. alJigUo 
Giovanni^ ereaio CardinaU, in fine). 

I Ironfalr^ reaou d'Arleccblo. QiiaU 
siasi ragiooe decisiva e capitale. -— > Ar* 
leccbiuo, chieslo perch^ non tparsiaB 
i cauttooi, di«se i Per 53 ragioni; i.'per 
non aver polvere ... Al cbe fu inter- 
rotio, percfad dopo eisa oga^aUra r«* 
gione era supeiflua. — Sw 

Per Contesa^ QuisUone di parole* 
Quindt 

A vegb di reson eon timi. Jlver pturole 
con una, ConUnder seco } Fenir a eon* 
tesa, a coairasto di paroU eon «flo. — 
Ben di verso, come si vede, dal Aeioiftl 
con van, insemma a vun, ec *^ Y. 
Resporacin dicono in qualcke parU del 
conltido per Zucc6riin salflid^. VM 
Foe. 
Resia (in) agg. Reslli-denI in dd ficc, m. 
c. . . . Non poler sodis&re pep intiero 
il fitlo di graui , o simili^ dovulo dal 
colouo al padrone. 

Restii a mult. Lo sUsso che RcaCJi lu 
bolla. Rimaner li in tronco (G. Giusli, 
Visct che corr,). — V. 

Resili tengiuu. ^i^ene a n^ere^ diss« 
il Bemi, senza speraoM di ribiipero« 
— S. 
Rest^j , sust. m. pi. ... A scemarc U 
precipilazione delle piovaee per un 
telto di lunga tralla se ne divide il 
coperlo in sezioui, fra le quali si pra« 
licano dei canali trasversi indioati a 
sigzag pe' quali accogliesi I'aqua pio- 
venie dalla sezion snperiore, e Irapassa 
poscia alle groode per due o pii!i canali 
longitudioali fatii nella sesion soggia- 
cenle. 11 bravo ingegoere Morlini it 
chiama Scaglioni. 
Resign (in) corr. II setliroo artieolo sa 
quests voce dev*essere appiccato al 
prinio, di cui ^ parte. -» S. 
Resign. Hilton, di Guada (rete). V. in 

Mooti, Foe. Com. 
Res<elliDada ... Un colpo delU cost della 

Reslciiinna. 
Resldbbi (in) corr. e= Risloppio csimixz 

Resloppio. 
Resldbbi (a) nelle G. agg. UJger o Terra 
reslibilis de' Buslici latini ^ ^ la slessa 
cosa cbe il nostro Restohbi. — • Resii* 
bilis ager fU qui coniinmo jnemdo seri* 
tur farreo spieo ( arislato ) , qmo4 ne 

21 



RED (iC 

fiaU sohni qui prcedia hcant, ercipere 
(Fe«uu). — V. 
Bestobbiii (in) ngg. Risioppiare, Seroinare 
a graoo uu lerreuo per doe aoni di 
t^uito. — V. 
ResloUblii, ▼. del B. M. Sespigolare? Ao. 
dare alia busca delle aptcbe to campo 
gik 'Spigolato. -^ G, 
Rrl^go [Andk de] <i/i) agg, II notlro po- 
polo Irasae qucaio detlato » e I'allro 
td^oti^o yess de Retegn , dal oume 
d'uoi terricciuola giaceote oel dialretto 
di Codogoo nella provincia di Lodi e 
Crema: Fombio con JUlegna, 
Ret^g< JUlignere. 
.Reteiigiiiu. lUtinlo, 

Belira (lit), i.** slg., agg. Reliri o Reli- 

r&gb a oua persoiioa^ a ona cossa. Si- 

migUarles Riiranr a . , . o da una per- 

sona s Far ritralto da . . . o ad , , ,\ 

Rendere simiglianta di • . • £1 tal el 

relira beoa la faccia de so pader. jRi- 

tra& moltOf o Fa rliratto da sua padre. 

— V. 

•Belrlia {«) .neHe G. agg. m., Relriida, f. 

Refeltd, Non curato, Non contato piii 

nienle, — t lo stesso cbe Traa in des- 

pari^ f^ Chi sf vu?^ cossa fee io sla ca? 

.. .^ Domandai a una povera vecchia 

cbe stava filaodo su Tuscio d'una casa : 

, •*. Mi cutiti piCi aegoU) loot ooa po* 

• vera veggia relr^da de luce. -— V. 
iRelraccia, v. br. Propagine, Ramo o TraU 
• cio propaginato. 

Fa ona rtUraccta. Propaginare. Gori* 

care sotterra un ramo di piaota o iralcio 

di vite, seoza lagliarlo dal suo pedale, 

acciocch^ germogli, e cosl rioovi e 

maateoga la vigna, ec. -* V. 

Retr^U (Baleslrieri) per Ritratt. y. i. q, G. 

Relrdrs e Relros, v. br. Forlice d*aqua, 

Rigiramento d^ aqua in $h medesima^ 

Mitroso, Ritrosa. Revertigine disse Leo* 

uardo da Vioci ( TralL del moto e 

mis. ddl'aqua), •— V. 

Re I (dr. Mansionario, El Retldr di Graz- 

. xi, de S. Nicol^a , de S. Sebastian , e 

siin, 
Beuasl (fit) agg. Quell cbe butta reussiss, 
fr. coul. verso il Gomasco. Avvenga 
che pub<^ Auvenga che vuole, 
Reuasidfli Riasciia, Sucoesso, — V. 

Fll bjOdoa a oativa reussida. Far 
- hu^na o mala prova , Riuscir bene o 
maie^ Corrispandere o nou cofrispoo- 
dere all'aspeltativa. — V. 



2) RID 

Rirkmm (in) agg. Si rtoatna In Ire modr: 
t° a lelar (a telajo )j assicurando la 
slolfa sopra un coogegoo di quattro aa* 
aicelle; 3.^ a tambdr (su'l tdmbolo)^ 
assicuraodovela aopra un cercbio coa 
correggia; 3.^ lit mait, riuforxandola 
con una fodera di grossa carta, o sul 
Ciiitewt(caoav«ccio, buratto» filoodeote). 

— Le altre maniere di ricaino sono o 
dal pooto o dalla materia cbe vi si 
usa; e quiudi noo pu6 confiindersi il 
ricamm a tambdr con quello a cadenUu 

— S. 

Riecb^xxa (in) agg. On'acqua a soa sta- 
gton la var pussee cbe tutt'i riccbexx 
del re Faraon ... Detto del basso e del« 
Tiilio coQlado di cb. aignif. 

Ricdsla [Vess II a la ricesia de vun](m) 
agg. Essere a conto di uno, Essere ap* 
parecchiato e pronto sempre ad ogni 
sua richiesta, — V. 

Rid (in) a El farav rid i pollio o i sau 

lo ti so dir cht s^«Ila «e to mettc 
Diaaui on •om p«r f'crlo occ^Ilart^ 
Cba U farvblM rider It cirttlc. 

Firea»uo)a^ BtlUtf deW^tnnmm, — V. 

A F& la bocca de rid agg. Far la 
bocchina da ridere (Zannoni, Scherti 
' com.). 

Vk bocca de nd a voaor a Toear. 
Fare appena segno di ridere^ Appena 
sorridere, t lo siesso cbe Fk gutdln. 
F. nel Foe. — V. 

F& saltli la pauscia del rid. Smam* 
marsi. — V. 
Rid, sust. Riso, El rid. // riso. — La 
g'ba on certo rid^cbe la pias. ElVha 
un cotal riso insk la bocca , ehe la 
piace, — V. 

Rid cojonat6ri. Riso sardSnicC'^EX 
g'ba su la bocca on certo rid che '1 
par cbe 'I coj6ni. Egli ha sempre su la 
bocca un cotal riso che pi%%ica di sar» 
cdslicOs dUrdnico, d'insuitante, ec— V. 

Diverse maniere di ridere secondo il 
Maggt, Cons. Alenegh. a. 11^ Interm. IL 
Rid a battuda, o Rid de scorbatt... 
Questo riso ^ proprio, dice il Maggi« 
Di omen rcfOMa, 
FIttinaia(e|{b • prtidtol| 
Cbe per pocb no »e lUr^bea ) 
Rideo qua) vceulia, ma ghe Toear i argben. 

Rid a 8^4rr. Riso a strilUi Riso m 
falsetto. 



RIG (i 

Rid bofla-in-pdll. Biso a buffi 
Rid butl«*spua. RUo a pioggia*v€nto 

(Gisa) Calaieo). 

Rid ciilc2ia, o Rid de luserldD ... 

Riso com presto e cbeto^ propriO| dice 

il ooslro Maj«gi, 

• • . D4 quU cIm 00 se Mol goaacb| 
Ma cb« »lr«ogeo i puga^ sballea i pet^ 
8c rrgolgco i lavvr tora i dcnr^ re. 

Rid caragndu. Riso specorone, Riso 
a belaU, 

Rid CNYallia, o Rid in tdpola. Riso 
cavaUinOf Riso a niUiU^ ciie simiglia 
al uitrir del cavallo. 

Rid rosiii. Riso mtUmcolico^mormie' 
roso? accompagaalo da cerio afrigolio 
del fiato. 

Rid sgavasgeol, o sgaTasgiia, o Rid 
de cuccagna. « Riso garxooevolmenle 
•parlo, e feiuioilnienle dirollo m (dice 
Saa Coucordio). Riso gauaiMOSO$ sga- 
nasciaio, spappoiaio, scrosciante, 
Clie per ciappk el apauoa tali io d'oa Saa^ 
Fa ilargk al caaaruss coma on bocraa - (^loc, c/f <). 

Rid sgiaccaa, o Rid del marttrllelt. 
Riso mormoroso, strrpiioso? Riso span* 
to, Riso a scrosciOf Riso di cbi balte 
iu pressA in pressa e luKo a forza di 
petto. 

Rid stramenha. Riso smammato^ di* 
roltOy smanio.sOf proprio di clii si di- 
nieoa tiillo e gitia le braccia di qui e 
di \h, e si loscia aadar addosso al com- 
pagoo. — V. 

Rifeii (in) agg. Rifcrl on giurament. T. 
for, Moi diciaroo Riferiix un giuramai' 
to, e vale rilorcerlo a cbi ce Tha de- 
ferilo, sfidandolo a giurar lui il falto 
da lui recalo in meixo, in vtce di giu- 
rar noi il conlrariu. -— S. 

RilTa (in) agg. Audagb de rifltf. Par] che 
la gbe vaga de riffa. ToccargU di stuUa 
ragione, e sim. 

RigMrueula, che Ligaroeula altri dicono ... 
£ un'*erba couvolvulacea cbe iufesia i 
frumenti^avvolticcliiandusi loro atlorno 
e liraodoli giu a terra. -— Pare sia la 
Crecchia de* Toscaoi {Cior. agi\ tosc) 
e il Grecch dei Pavesi e degli CHtre- 
padaoi, — V. 

Rigd, V. valsass. Scoscendiniento, Prana^ 
SmolUty SnHftinmenio, Se la frana e in- 
cavala piu cbe Don d un semplice rigo 
o riiroy la cbiamaao Canat, sust. fem. 
— V. 



63) RIS 

Rigol (in) agg. To BriMiaa h un'Ajupla 
o fjista di terra anzi stretta che do, 
luugo i muri e i quadri degli orli| al- 
quanio piu alia del reslante terreno. 
Proda^ PiXfdiceJla. — V. 

Rigdn. T. de' Murat. ... Staggia cbe s'io* 
alza ai lali di un muro in alzata per 
assicurarvi i Gli della diriltura. 

Rlma (in), 1.^ sig. , agg, Fk ona bella 
rima senza pensagb prima ... Dicianio 
quando ei accade dire due parole a 
poca distanza cbe rfinino fra loro* — - 8, 
Figuralam. Venir falle due cose si*, 
mili in un medesimo tratto. — -> Y. 

Rima, v. br. ... Cos! cbiamaoo 1 cootad. 
brians. un malore cbe vieoe alle Tac« 
che, il quale dicon essi drrivare da 
umori cbe si generan loro oelle gambe, 
i quali, portaiisi dalje ganibe alia Icsla, 
(auoo andar a male le povere beMic) 
e prima^ come ne son prese, van bar* 
colloni e largbe di gamba, e poi s^ac* 
cosciano (se lassen gib)j j^enule a qii«« 
sto lerroine, si di loro insft la tefta 
per cavaroe pur qualche cosa dalla po* 
cbe e magre carni e dalla pelle. —V. 

Rim^ssa. jirbitrio, — V» 

Mett ona question, on afari in ri* 
messa, o remissa de vun ... Rtmelter 
un affMre, una dirferetixa alParbitriOp 
alia decisione d'un tale, — V. 

Rim^tles (f/i), i.^ sig., <igg. Coil assolulo 
si usa in senso di Rigandagnare ^ Ri* 
cuperare ilperdalo, Riaversi dalle spes9 
fatte, ripigliando denaro. -~ V* 

Riiia per Ruoi o Ruinii dicono alcunl 
Pornaciaj lo Sposlarsi, Io Scorrere Tun 
su Paltro li dmbrici uella foroace o in 
pigna, 

Riiicressim^nt (in) agg, Usato da*conf. 
lirianz. per Pfincipio di omle, Jndispp* 
sitione di corpo, MaL* voglia, a Stalo 
un boon pezso in camera ... si senll 
unpoMi mala voglia n {l^itc^, Nouclle), 
— V. 

[Vtucurass (in) agg, v. br. 

CUii no prota b malina 
A la siia s« rincura. 

Prov. di iroppo cbiaro signif. -«- V. 
Rioltin [de la coronna] (in)y dopo Sialllo, 

agg, o Bibiu. fT. i. q, G, 
Ris (in) agg, Ris biaocb. Riso btiliato, 

svestito» — S. 

J Ris de la Cbiona agg, Qnesto ri* 



BIS 



( 



90, la ctii cullWasioDe s'6 ora (i854) 
molto estesa in f^mbardfa ^ mnssime 
\k dove noil lianno aqua bastanle per 
Cttllivare vanlnggiosameule il nostrnie, 
k detto comiiiuneoiente dni FilliiArj e 
dal LisUno del preizi dclle granaglie 
Bis berkoit : allri lo dicooo Ris melon, 
e iosotij tioi^ senza reste. Riso zucvo? 
Rito mdtico. — E cki, oon sapendone 
ahro, (a venire ogni bene di Dio dalla 
Poglia, lo dice anche Ris de la Puglia. 
-^ V. 

RIa de prima sort. Colatum. C!osl lo 
cbiama il Lasiri (11 L a 16); noi lo di- 
remmo Crodell, il piu bello • piu gros- 
«o. — V. 

Ris de la Puglia, o secrh, o mocc, o 
chines. K qui sopra Ris de la Chinna. 

Ris d'Ostiglia. i?<JO osiigltese. Per 
•Tvenlura d il miglior riso del moudo. 
Rrgge alia navigazione, ed h ricercalo 
anclie fra nui per seniinarlo nelle ri* 
saje di prima annata nelle quali il no* 
stro riso commuoe va facilmenle sug- 
gello al brus, 

his di strij. Sedo. Pianlicella clie ^ 
il Sedum album Lin. 

Audii in genlilomm el ris ... Gergo 
del risajuoli delle nostre bassure il 
quale significa lo svanare delU spign 
del riso in ptanta, il mellere la spign 
con glume Yuoledigrano. — Oh quango 
genliloomi die gh'd mai in sto ris ! Oh 
quante spighe vane in questa n'saja! 

Lassie on lerren in siobbia de ris ... 
Vale lasciarlo in fine di locaziooe a 
risaja com'era Tanno, oli anni avanti; 
clod^ non avvicendarlo con altra culli- 
vazione. — V. 

Bianchi el ris. BianchiHo m levargSi 
la seconda soitilissima e p'th attaccata 
^etle o bucci' co 'I mezzo dei pesion^ 
cbe, mossi dall'aqua, lo rivoJlano den- 
tra a vasi incavati nel legno o nel mar- 
mo. Da q nesta seconda lavorazione si 
ba ua geuere che i Toscain chiamnno 
farinaccio (<; noi bulion)^ utile per in- 
grassar polli e roajali, produtto dalla 
suddetla seconda veste » (Lastri, 111, 
2W4). - V. 

Bra mil el ris. Scorzare il riso greg- 
gio f eiok Spogliarlo co '1 mezzo del 
brillalojo (pila) della sua prima dura 
e ruvida v^sle loppa (Lastri^ III, 210 
e seg.). ^ V. 



64 ) RIS 

Bramadura del ris. Scormtttm del 
riso. — V» 

Ris [Zappa] (in) agg. Ris in paella o /vi- 
jella dicono i conladini brianzuoli in 
vece di Risbii, Riso acconcio coo burro 
e cipolla lagliuzzala. -» V. 

Ris longh ... Riso coilo olire il do- 
▼ere si die le granella veramenle s'aU 
lungano ; non per6 affatto stracotio (o 
nuisaraa), 

Ris stagn ... Riso collo si ma cbe di 
al dente. 

Ris stagnln ... Riso ancora duretlo, 
quasi cotto. 

Ris-e-fasoeu, fignratam. in forza di sost..^ 
Ogni mescuglio di cose mal rispondcnti 
fra loro per diseguaglianza di suslairza 
o di forma* E dicesi anche parlandn de' 
bachi' da seta : On ris-e-(asreu de cava- 
lee o de higatl. Un meseolume di bachi 
sguagliaii^grandie piccini (Lambrnsrlu- 
ni); dettaio che i un mal prouostico 
della loro riuscita« 

Ris^, V. del B. M. eke si usa nella frase 
FormenI de ris^, o Forineut de ram- 
poii ... Stgnifii'a Grano nascente in quel 
campo che Tanno innanzi era risaja. 
Ognuno sa che le nostre Risaje non 
sono vallive^ cioe sempre risaje come 
quelle deirOstigliese; ma si alfernaiiti 
o a virenda ora a g ratio ora a riso. 

Rise [PJi-foetira, ec.\ (m) agg. Scardutx^ 
Diricciare, 

Riscett o Riscln chinmano varj cant, e 
specialm, della par*^. monttiosn del am ^ 
iadf9, quelio che noi in vitta nominiamo 
Stovinett di pr^llin ( P^, nel Foe ). Cii9 
perchd in qttalvhe modo simiglia id 
Risc^lt della casiagna. K 

Risceil o Riscin ... Nella caslagna iralta 
di*l riccio ^ quel po' di (iocchetto die 
ba iu testa, il quale termina iu una 
decina o poco piu poco meno di brevi 
spine pugniticce. 

Vdkt gli'6 el riscett e se fira on fu* 
sett, y, Fus^it i. q. C. 

Riscia {in) agg. y, Rizza, 3.** signif, 

Risciadiu. Selciatore » ci sia , o non ci 
sia nei Diz., i pur sempre voce ila* 
liana , e regolare. Se da Mangiare e 
CacciarCy si (a cacciatore, mangiatore, 
perchd Don da Selciare selciatore I 

Ris'ciklla {in) agg, Avventurarsi a che 
che sia, Currer la posta, Risicare che 
cbe sta. Fare una cosa raccoinmaudan- 



ROB 



(.65) 



flolii, pi& cbe al buon giudisio, alia 
sorfe. 

Riscln. r. Risr^fl L q. G. 

Riscioci^. Cosl tia Rhcia dicoiio i Rrirni- 
i^i il SeUialo, V AceioUolato. — V. 

nis^ra |»r»luri»] (in) ogg. o m^glio Ri- I 
Sffin de am. Risaja ataiia, RisNJa die 
si lavom con V arairo 9 a diir«rreiiza di 
qiiella che non si pu6 ItTorarcnltritnen. 
ti die con \m lappa c perclA de«« /?/• 
A<^r« iiff zapfui, perch ^^ non reggendo In 
terra il |>e»o de' buoi, per essere seiii- 
pre oiolle e fillosa, i forza lavorarla con 
la zappa e co* lapponi. — V, 
UsellUi de risera. F. Risircedi 1. q. G, 

Ristrceu o UselUn de risera ... Uccelletio 
die h la MotacUla aquafica degli Or- 
nitdlogi. 

RllratI (in) agg, Induvini on rtlratt ...To- 
gtiere la siinigliaoza d'uuo in fargli il 
rilratlo. — S. 

Retralt toll-via , e aitrove Tasu-^io 
a maraviglia, disse Balestrieri per Ri- 
tralto simigliantissiroo all' origiuale. 

— V. 

Riva (m), sig. l.*, ngg. La Riva in qiial- 

chemodo ^ anche da noi soslituila al 

Udo ilaliano. 
Rivoltana [A la], aggetl, di Pria. F, 1. q, G. 
Rixza e Rizz4-su, per Rebocc& sii on mur. 

T. dei Mural. Arricciare. — V. 
RizE«»duni, per Reboccadura. T. dei Mu- 

T¥kU Rosxa incrostatura, JrricciaUtru, 

- V. 

Ri^zoldnl^ T. br. Riceiuto, Ricciutefio, — V. 

Roabbi (in) agg, Redabolo (Gallo, Jgii- 
culi\ HiaTulo? — V. 

Rubli , 2.® sig., e Mena-denI (in) coir, 
Mon k ci6 die dice I'Aiitore, beiisi 
Cndre due idi diseguali in modo cbc 
da capo non ne avanzi ptinlo , c ci6 
cuceodone uno piu liratoe Pallro piu 
lento. — S. 

Robia (in) agg, Cosse te see?^ rnbaa? ... Lo 
diciamo di cosa che ne rada di niano 
iteratainente; bel modo e morale come 
qiiello cbe tende a tnoslrare la cadu- 
citl^ de' mali acquisli. 

Robaparadls (in) agg, *< Un sempliciolto 
di quelli che vaiino in parailiso per 
non poter far allro » (Caro, Com, 3o). 

Robba (in) agg, Bello e veritiero deitalo 
i il seguenle: Roba mai feet uomoj 
ma Vuomo fa la fvba (Puciolo, Arilm, 
i6f). 



ROC 

fi'^ robba de cas. F. C&s L q, G. 

Ona robba (o cossa) de poecb. Modo 
BTTerb. Un poco, Un pochiftOt Qnal" 
che cosa ,. Quaicasellinm , Poca coea, 
Besogna slongall anm6 ona robba de 
pncch, se te voeut che ... E* bisogna 
afiungarh qualcosellina aneora,s€ vuoi 
che , ec. — V. 

Quando vogliamo svilire alcun die 
di pregio, od una sonrma o moneta di 
qiialche importanta, diciamo etsere 
quella Ona robba clie se Ted gnanca, 
o vera Che V^ sUbct andada, o pero 
Che r^ appeona assee per Mveu oti 
gotl 1 Cli'ella h tm ascioh^ere^eio^j che 
basta appena per una collazione. — E 
il Btfllincioni, parlaodo d'un grao man- 
giatore : 

. • • S« la torre di Babello 
Fome pivna di roba ... 
E* direblie I Che e qoMto?, an f«gatc11o? -^T. 

Robba de Pret, carna de bo, tim 
cbi p^ ... Suslanza di Prete citta a sac* 
CO. — C. 

Robba pacciatdria ( o mangiatdria ) 
1'^ minga peccaidria .... Dettato assai 
commune fra i nostri contadiut com pia- 
nigiani come colligiani co'l quale tssc 
inlendono scusorsi d'ogni loro tnacca- 
tellerfa e d'ogni lor furlo in materia 
di cib4rie^ frutlt, ec, ec. , asserendo 
paryill^ di materia III dove non ^. 

Robba robada fa minga durada. il/A- 
le porta male dilabnntur { V, La robba 
di oiler, ec, nel Voc. in R6bba). —V, 
A Tr&a-dree la robba ag^, Abbac* 
chiaria, Farne un abbacchio, Vf inlerla 
a vilissimo prezzo , die i Briaozuoli 
dicono S'cioppetialh'Via, — V. 

Robba secca.T. d'Agricult. ^ecciimc, cioir 
fogliclle , tVasca , paglia, slmmi, e s«« 
inili cbe, fatti secchi, si danno in cibo 
al besliame. — V. 

Robioeula (i/i), sig. 3.^, #igf. Fomtella o 
Formelta ( * lose. Catena ^ Prontu, 
pag. 377 ). 

R<kca [ \ts% come la rocca e el fus] (in) 
agg, Dicesi del vedrre doona ptccina 
e uom grande aceompagnati , o vero 
a roTescio. 

Roccbett^... Fabricator di rocchetti, 

R6ccol (lit). Vol. IV, p. 65, col. t^T,ig, 
mola cbe la Bressanella non ba bt:r- 
tesche ai qualiro augoli, pigliaiido ber* 
iesca nel senso che le d^ il Uavan- 



BOE ( I 

call 1^ da\e p&ria del Boscliello dei 
lordi. — V. 

Bodinna (m) doi^ dice =: per poi = 
kggasi c= per indi, e ngg. F, Fu la 
rceuda i. q. G, in Boeuda. 

Rodega. Frequenlativo di Uddere, Figii* 
ralam. Jmporiunare , Nojare, Tone il 
cnpo , Infracidare: p. e., Te me ro- 
d^gbel. Tu m^infrdcidi^ Tu mi victti 
a fatlidio. — V. 

Roeuda [Fa la] (in) agg. Fogare; co *1 quul 
verbo , a&solulain. usmIo , esprime il 
Salvini quelPaggirarsi dt*gli uccclli nia- 
sclii, e d«' piccioui spccialin. , e quel 
dibalter dell' ali cbe «' faiino inlornu 
alle lor fetniae , preparandoji all' ac- 
coppiaineolo. — V- 

Rceuda. T. Mecan. [Roeuda a segg.] (in) 
a^g, Ruota a casse la d:ce Leouardo 
da Vinci (Del moto e mis. delCaque), 
— V. 

Roeuda. T. d'Agrkull. Botazione agraria^ 
Avvicendamenio, W succedersi di ve- 
gclabili diversi nella cultivazione d'uii 
caiiipoy ai cbe I'uno prepari il terreuo 
airaltro a prosperarvi beue. — V. 

Roeuda. T.ldraul. Agr. Suddivisione delle 
aque d^irrigazioue fra i diversi uleiiti, 
dirigeudole loro per mezzo d' iucdslri 
niuuili di paratoje. — Secoiido la nalura 
delta rotazioue agraria e la diversa co- 
pia dell'aque si slabdisce un certo lui- 
inero di gioroi (cbe cbiamasi ruota), 
durante il quale si rinova sempre con 
lo ttesso ordioe I'uso lemporario delle 
aque. Suddivisa la ruoia de' giorui in 
ore e frazioui d'ore^ si assegna a cia- 
scun niente un tempo proporiionalo 
alle rispeltive competenze (Lombardi- 
iti in i^oiizie natuv, e civ, dclla Lomb,), 
K. Orari di acqu i. q, G, — V. 

Poeusa (in) agg. Figuralam. i Brianzuoli 
cbiamauo coo questo nome i f^oitici 
d^aqua, i Ritrosi o Alovimeuli a ritrd- 
cine, quali sou falli dalfaqua ue'gorgbi 
de' bumi. Con quoslo medesimo nomc 
cbiaioan pure la Pohere raggintta dal 

, venlo a uauiera di voriice.- •— V. 
In Roeusa del coc6 corr, 1 Gratia- 
cuu (Grattaciiti) oon sono gia i calici 
Dudi della rpsa caniua , si bene i rossi 
pericarp! carnosi , rimdstivi nudi del 
calice e delle allre parti della fruttib 

. cazione. — V, 

Roe'is.i. Areola ( co&l TAlbyli, Dizion. 



66) ROM 

enc.f to* W Analomisli). Quel eerchio 
roseo e spe.sso pieuo di grumolelli cbe 
circouda il eapezzolo della poppa. 

Rdgora (in] agg. Intend ona rogora per 
op caslan. Frase c. br, sinon. di Gapi 
romma per tomma. f^.'Romm^ ntl Foe, 

R^i, V. di'l basso coutado. Giunco angO" 
loso a fior giallo, Gpero Jlavescenie, 
Fa oelle risaje e le iofesla. Quest'erba 
palusire, inanginia dalle pecore» cri?* 
desi fucia veoir loro quel male che pur 
Roj h detlo. — V. 

R6j ... Specie di cfpero che k il Cjrptrus 
Monti Lin. 

R(}j e Rojaa , v. br. (in) corr. r= SigQi* 
bean ben allro da Loj e Lojaa pur 
voci correnli in Brinnza, dove Rojaa 
^ preso per Malaticcio , Cagionoso , 
3falsaniccio, Morbisciato, — V. 

RojJ^sS|V. br. Cominciarea sentirsi male. 
Chiocciare, Crocchiare, jimmalazzar* 
jfi, — Ballista I' ba comeuzaa tt rojass 
Il adree a sau Martin, e el gbe n'lia 
avuu per quatler m^s. Battihta si pose 
a letto Id intonio a san Martino^ e 
n'ebbe una tirala di quatlro mesL —V* 

Romlmna (in) agg, JggctL d IndWia ^ 
Laltiiga, Lima. F, net Foe. e i. q* G, 
Disuii a la romnnna. Convito di crnn^ 
muntlla (Manuzzi), in cui ogni com* 
meusale dee provedere qualcbe cosa, 
o vero pagare il suo scolto. — V. 

Romenk , v. ludigiaoa per Bona. V. net 
yoc. — V. 

Romma (in) corr, la cilala cantilena cosi: 

Gh'era ona Ttpulla on omm e ona doona 

Che antUvcn a Romma 

G>nl «l garrh in spalia : 

Hoo do cuntallu ? — • 
Gh^ era ona vcrulta on omm e ona donna 

Che aodjvrn a Itonima 

Cont el sacrh in spalla ; 

Gh^ e «Ddaa ona mut<-a in del roUf 

Hill liorlaa gio lull e duu : 

Hoo de cuuutta ? — JJ, 

Rdmp (in) agg. Romp i secc^ ^. Soggla 
i. q, G, 

Rdmpps el coo. K in Coo i. q, G, 

Rdinp we//e G. con\ = Rdmpia , snst. 
m....Souo propriamente le Tralciaje (i 
Tr6s) cbe si idodouo da un arboscelio 
all'allro. — Rumpi genus traducum in 
viUbus. Varro. ( F. Tros i. q. G. ) — 
Neirarbuslo ilalico i tralci si lasciano 
cader rari, libcri c sciolti giii dall'ar- 



RON (i 

bo8C«llo su cui si intnida la ^ite. Nel 
gallico ( cbe ^ proprinmenle il mila- 
nese , a detia dt Columella , lib. V, 
cap. vif ), fi lirBDo le Iralciaje ( cio^, 
i mmpi ) da un arboscelio all'altro a' 
mo' di festoni. *^^ V. 

Rompands. La Hocciolaja, UcceUo cbe 
A il Corvus catyocatactes Lin. 

Roinpatesta ... Specie di giuoco {Typha 7) 
— C. 

Roni {in) ngg, cbe i Lodigiani dreono 
Aomena, — V, 

Rooii. K, Ruoli nel Voc, e r. q. G. 

Rducb (in) agg. Dal lat. Runcare » che 
%uol dire Estirpar rcvi, erbacce inuli« 
li, spioi, broncbiy radtcotii, e simili, 
da an terreno incullo o trasandato per 
ridiirlo a cullura, seineniaHo e pian- 
larlo «li semi « di piaote utili. £ sic- 
come il miglior produttoche dai colli si 
possa Irarre h ii yioo , cosl ne' colli 
ad ogoi allra cullivaziooe si i preferila 
qoelU delta vite t di qui le locuaioni di 
Ranch ^ Ronehett , Roncon e Roncaja 
per Vigne in poggi a ripiaoi o gradi- 
uale, locusioni divenute speciali e pro- 
prie 6ai geuerali die dov«'vaD essere da 
prima , cioi per qiialunque lerreno 
roncalo, divdlo e culiivalo mediaole 
quello ttrumenio di ferro cbe Ronco 
e Roncone pur si chiama ; d' onde i 
Domi di Ronco e Roncagtia cbe re- 
•Uno lutlavfa a diversi villaggi e casali 
posti tn pianura. — V. 

Rdadena [Caga pussee on b6 cbe cent 
rondeo] (in) agg, Assai piU vale un 
Sol che mille sUlle (Paseiti, Proverb], 
Ferrur; 1610, a pag. aSg). 

• • . pi& da an fiame gracde cbt da no tio 
Poiso sperar di prtndert, a^io pesco. 

Ario.10, Smt. FiL — V. 
Rondlglia ... Pelegrina, o Sarroccbtno 
della goletta su la qual vengono adat- 
iMii i collarini de' Preti. — V. 
RonJdo (in) agg, 

Rondon bianch. Rondone di mare 
(Savi). II Cypselus melba di Vieillol. 
Commune alia Madonna del Monte 
sopra Varese^ 
Rdofa (in), »ig. a.^ agg. Raggiro. 

SaY^ la ronfa giusia^ frase c. br. 

Conoscere con precisione come sll^ la 

cosa. In ital. abbiamo la voce idenlica 

e di ideniico signif. uelta (rase Con* 

Jcssar la ran/it giusta^ 



07 ) ROS 

Udusgin o Bdggin (in) agg. 

Rfggia uso Lcoii. do Vioci a pag« 
44 3 ^*:l mole e mis. deltaqne: « Ra* 
gun a per rogge ua lagbetlo d' aqua » 
e sluppa cou terra la bocca C e la 
bocca E. w — V. 

Plinto (HisL Nat. XXXIIU 21) 
chiama Jrrugiae le f^sse sotterraneo 
d'onde in Ispagna si cavava I'oro, e 
Corrugi le aque artificiosamenle coo- 
dulte giik dalla scbiena de* monii e fat* 
le penetrare nelle cave dell'oro a iin 
di lavarlo. Si quesie voci, come pii^ 
allre tisate da Plinto \h dove paria 
delle miniere aurifere delta Spagoa , 
vogltoust proprie dell' anlica lingua 
spagnuola. 

Cbe la voce RSnsgia provenga fra 
noi e i nostri vicini dallo spagnuolo 
ce ne daono qualcbe fede, se bene in* 
diretia, li Slaluii di Pav{a, cosl del i474 
come del i5i5, ne'quali a S 34 ^e 
regimine polesiatis, e § i33 de' Civili, 
leggiamo sempre nominate aquas, clu- 
sas, conductus aquae facios causa ad* 
aquandi aliqua praedia^JbssatOp ahea, 
tc, ec.; ma non vediaroo giammai 
falta parola di rogge. E in vece dopo 
la dominaiione spagnuola Iroviamo 
tostOy per non uscire dalla slessa Pa- 
v^a, una Roggia Casona^ la quale en<- 
tra in citl^ presso Porta San Vilo^ e 
oon certaroente a solo fine di ^daquar 
prati; e a poohi passi di U una Rog* 
gia, cosl detta delle yriie, de'Padrt dt 
S. Salvadore. 

Ronzdo , V. c. br. ... II virgulto semile* 
gnoso del pollone del gelso spogliato 
cbe sia della foglia. 

Rosa [Maa de la]. F. Maa rdss in MU 

, I. q. G. 

Rosmarln (in) agg. El rosmarln nol fa 
ravlsc (Maggi). Non dcgenerare dall'inr 
dole generosa de' suoi maggiori. -» V. 

Rdss, aggeU. di Mkm.F. i. q. G^in Maa* 

Rosa^tt (in)t sig. i.^ simuti la spiegazionc 
come siegue: t=3 Spalmalura d^ossido 
di ferro ed olio con la quale s^inunge^ 
ben assodala obe tia, la corteccia dr« 
colare del Cacio lodigiano (Formaj de 
granna), onde guarenlirlo dall'umiditib^ 
impedirne Pevaporazione e guardarlo 
da Qgni causa struggitrice. Pari spaU 
matura ed a pari scopo si fa ai cosl 
deitt dtracchioi. Caciaj t PiuicagooU 



ROV ( I 

Ttisano nticbe sopra caci noa onsirali 
pirr dar loro rappureiitu cli vecehi. Di* 
eea* RasseU percbi riesce rossaslra. 

Bossell di rieua .m L' Urtdo rosae ceuli" 
/oliae, 

Rass«!lta. K Biaocbetra mel roc. -— V. 

Roas6iiiiii (fii)» 1.^ sig., «tgg; Figuralain. 
asasi da'Briaoxuoli per hi parte ini« 
gliore di cbe cbe sia: p. e. , Sto qua* 
der cbl de terra 1'^ '1 rossumm de tulta 
la posaesiioo. Quesio campo h H luoHo 
di tmUo U poderti --*cbd tuorio usano 
pure figuratam. in qaesto aenso anche 
i To9caniy prendendo e noi e loro la 
aiii)ilitudine dall'uovo (V. Bandini , 
DiscoTMo geonom,). K Seirceu i. q. G. 
- V. 

RofttI posii, /m da me spiegato mak nel 
Voc^ Leggnsi ia Tece come siegtie: = 
RoatL Frigere. Cuocere in pad«lia con 
olio, burro, aCrutto, o siinili. Fa rosti 
€>!» para deceit v, Fk rostl el fidegh , el 
pestf ; Fii roati i xuccbetl. Frigere un 
par d'uoi^ il fegato, U pesce , i sii c- 
efUiti. 

Rosli, per Arrosiite propnani. detto^ 
ciod Cuocere o Cucinare arroslo su lo 
apiedo, su la brace, e aimili, ooi no '1 
cliciamote, voleudo sigoificare tale idtfa, 
diciaino aempre Fa a rost^ Mttt a rost, 
Fd andd a rests ooo mai Rosd o ahro 
verbo. 

/ pesci mrrosiiU wiglion meglio che 
i friUi dice I'Aldobr. II cbe prova 
cbe la fruse // pesce s'amuiisce in 
padeila del lema d'AaaosTiat ^ detla 
per esleosione, ma impropriam. Pesci 
arrosliti souo i colli alio scbidione o 
an le brace; frilli, quelli colli a burro 
ckIoNo in padtflla. 

Rosttda^ sust. f. Frilta, Frigimenio, Frit* 
tutxi^ Fritto, 

Rosiii [ jirrostito ] corr, =z: Rostii. Frit- 
to. — Trii auv roslli. Tre uova friite. 

Rolla [A rolla de coll] (m) a§^. « V^u* 
nono ( vennero ) verso Pisa a rolla *» 
(Gino Capponk, Comment.^ ec). '— V. 

Bollura. T. d'Agricull, Terreno arato, o 
iHtngatOy do^ rotio daU'eratro o dalla 
iranga. — S. 

Someoib liu o Ibrmeoton su la rot- 
lura de praa a codega veggia .^ Rollo 
con I'aratro il pralo veccbio^ semioarvi 
lino o graoo lurco. «— V. 

Roveda (in) mgg. 11 Briaosuolo dice Mo- 



68) RUG 

vedee (Roveto) uua piucta di rovo cbe 
gilti io qu^ e in \k piu sermeuti, e 
RevSila uuo di queali sermenli } e Ro^ 
vSd al plur. vale lanto roveti, quant o 
fennenti di rovo. — Vuolsi qui fare 
una corresioue al leslo e dire, ebe it 
Jlo%fO di maeehia^ quello, cio^, cbe dk 
le more, noo 6 il fykbas idaeui Liu. 
(Lampone, Fambrosa), si bene il Rubttt 
fruticosus di Liu. — RaiM dicono li 
dtrepadaui e]c<»pavesi il sen&eolo spi- 
ooso di questo rovo. — V. 

Rovedlbda, v. c br. Spimata. Pertta di 
spine, di rovi* 

Roved^ neile G. carr. t=z Rored^, Ro' 
vtio diciafoo un luogo pieoo fli rori^ 
e Prunajo dove aooo molli di que' 
pruni aeWalici e spioosi cbe adupc- 
riamo a uso di siepi. — V. 

Rovers. Dicono i Brians, per Patumioso^ 
Torbido^ Di mal mmort^'Chc suona a 
mattana. — V. 

RoYersd {in) nota. Lo dicono Rovesdato^ 
/o. almeiio dottriiialmeole. — S. 

£ scopo d'ogpi inaniera diarairi di 
rompere la t«rra e f ollaria »oUo sopr;t, 
rovesciarla. ^— V. 

Ru(T o Ru {in) agg. Pesa pussee oo ilrons 
marci cbe n^ uu gerla de ru. F. Siroos 

i. V ^' 

RuAa, V. br, Grajfiare, Sgrqffiare. Lace- 
rar la pelle con Punghie. — V. 

RuHlada, ?. br. Sgrqffio, Sgrajfione^ Sgraf- 
fiata, Propriam., quella Ferila cbe ^ il 
^uHo cou le uogbie; liguralam. , per 
Maltrattamento , Aspra accoglienM , 
iroppo sgarbata, ec. I Dis. della lin- 
gua hanno Ruffaiu in questo medesimo 
senso. — V. 

Ruflald {in) agg. Forse qwesla voce ha 
origiue autica in queirOiiofrio Rufaldo 
che fu uno dei capilani di Francesco 
Sibrsa^ e, per quaulo si sa, arriscbialo 
e Vtflente soldalo. 

Arnifaldavse ha la lingua spagnuola 
per Aiidare alia brava^ Acconciarsi il 
vestito e la spada come fanno i bravi; 
e Arru/aldado per Bravo^ Smargiasso^ 
Spaccamontagnet cbe porta il cappello 
e '1 veslilo alia brava. — V. 

RufHiss e RufHiss-su. Sgrajfiarsi Tun Tal- 
Iro. Stracciarsi la pelle con I'ungUie; 
e, per eslensiooe y Speilicciarsi^ Farsi 
uua speilicciatura, — V. 

Ruga {in) agg. SigQiBca pur Nojare^ /»• 



RUS 



fniciiUit'e, Venire a noja^ a stoma co^ 
ajaslidioi Imporlunare, — Te me rii- 
gbel. Tu mUnJtdcidi, — V. 

Ruj;a in di lest. F* Test i. g. G. 

Rugi. T.agr. coot. dell'A. M. Ctiisciare? 
RatUre? 11 ripetere uaa sarcbiatura fra 
la prima (el Piccd) e la lerxa (el Re- 
golzA) allorchd nuoTa roalerba ha in- 
vasa la piaDlagiooe del graoo turco. 

Uiiina (in) agg. o Ruviuii. — Ruviuli de p6 
iu soiiioi. Metier in /ondo affallo, Man* 
dare in perdiuone, in esiretna miscria^ 
Ruinare da capo afondo, — V. 

Uuitiu o Ruviuti , plm\ Quantity grandi, 
vsorbitHfili. — Gbe n'^ di ruinii (Mag- 
gi). '^ i lo stesso che Gbe n'e de fa 
lice ai ravi»j. V* Lecc nel Foc^ siguif. 
5.^ — V. 

Rumiadura^ sust. fem., v. c... U ruminato^ 
la rubi^ rumiuata dalPaniinale bovino. 

Riimm (in), ti.^'sig., agg» Propriam., quella 
Romba o Rumor di tuono loiilauo e 
couliuii»to cbe acceuua catlivo tem|K>- 
rale. ^ V. 

Ruiia e Run^-gio (in) <igg. Verrebbn mai 
da Rdere, da Ruina ? -* V. 

Ruiiaa o Rouita^ susl. m., v. c. dell'A.. M. 
Frana, 

Rusca (i*/i), sig. I ®, agg. Coccio, Gascio 
(parlandosi dc' tes(acei): p. e., Gam- 
harilt de rusca lendcra (Maggi) — V. 
Rusca del ris. La seconda buccia, che 
dicesi anche Bulla, come Ruscdn e Bul- 
loa e Bulliu dicono la prima scoria 
dura ed aspi'n. — V, 

Ruscli (in) agg. Levare la buccia (rusca), 
Dibucciare, Dipeliare, — V, 

Av^gb de rusc&. Figuratam. Jver 
che ugnere, o da ugnerei -^^^ ^^ A'^^' 
sare seriamenie, Jver da fare e da dire 
assai, Dicesi di casi e di alTari fasli- 
diosi , ne' quali sia da brigare e alia- 
licarsi iDolto. — V. 

Av^gh de rusc^' dc V aj ... Vale il 



(1G9) RUZ 

iiiedesimo , ma cou piil forza. ^- V, 
RuscSi, V. br. Procacciarsi con industria, 
Buscarsi^ ec. Dal lat. MiiiscarCy cbe 
spiegasi per pecunias undique mails 
aitibus colUgere, — V. 
Ruspi (in) agg, Figuralam. Trarre a se^ 
Avvaolaggiarsi cou ioduslrie puco ooe* 
ste; Jrraspare* Tolta la raeiafora dal 
razzolar dtfUe galliue per Irovar da 
bercare. •— V. 
Ruspaddr. Che arraspa^ Che ruspa ia 

seoso (igurato. — V. 
Ruspaddra : 

. . . raspidora, die latUoM 
L^aUoava |>er ke ttwna fa i UrI. 

M»ggt, // teJlamemto <U P^mp0ni0 
Bonding TirimMm»if}f.tl9. — V. 

Ruslegli-sik. Si rifacia I'arlicolo cosi =z 
Parlare altrui iillanamente , con mcer^ 
bezza e ruslkiia. fe alquauto divcrso 
dal Cusciii-su. F. Cascih nel Foe. 

Ruv^^ correfgasi come segue t=sRa^h^e 
Ruvua partic, II conYadidO briaol^ 
dice Rui'd per Rivd (F.), come Sciumm 
per Sclmm , e cost molle allre voci , 
mutando volentieri V I \q U franc. , 
cbe non mnterebbe se VO si dovesse 
prounnciare loscanamenle. — V. 

RuiJi, V. br. Pontare, Ponlare e Puntare, 
Per far forza nel mandar Aiori li escre« 
menti dal corpo. — V. 

Ruzass, V. br. Uriarsl affoUandosh -4^'* 
tarsi, Urtarsi in folia. Sptogersi e 
rispingersi H uni li alln, Calcarsi e 
ricalcarsi come nelle gran folle a^vie* 
net p. e., Gh'era lanla gent a la 
Madonna del Bosch? — On fulmen!, 
se ruztfven da tuU i part. — V. 

Razj^-su e Cascik-su a nizon. Suspingere. 
Spignere insik a urtoni. — V. 

Rum [Figuralam.] (in) agg. Minga tant 
riizx! Eh!, signorino^ meno baldanzal 
Meno ardire! Piano, clii non si Icvi 
Uvppa polvcre* — V. 



Fol F. 



22 



SAJ 



( »7«) 



SAL 



Ska (ill) agg. Sal gposso; Sale miniUo 
' ( SegBi, Stor. fior.j 1, SigV 

£1 biks de 1» ms ... Quel vaoo che 
SI fa in un lato del camitio da cucioa 
per allogarvi la cassetta del sale. 

Aregh minga cinqo sold de compr^ 
la saa. Essere povero in canna, senia 
nulla al moado ^ mancaole delle cose 
pill oecessarie alia vita. 11 sale a' po- 
verissinii ^ il priucipale e il piii delle 
voile I'uofco coodimenlo. — V. 
Sabbiloa (in) corr. = JggeiL di Terra 
da Foroa«i»i. V* T^rra magra in T^rra 
. per lavori figuUni , net Foe. 
Sabbiiroe&« T. de'Forn. ... Pietruzia esi- 
slenle oelPargilla o oella inalta. 
. Siibet (in) agg, Vess nassuu in sabet... 
Seotesi verso Sonimay e vale Essere 
sciocco y V ilal. Essere nato in dome* 
niea. 
. Sice, V. br. Satio, Stufo. — V. 
52icch {in) agg. A bocra de sacch, m. c. 
Jlla groua, Jlla larga , Senta guar* 
dar minuzie. 

DJ^ssela in del sacch ( in qualcbe 
contado). i^e/ler5«/a a en//ia<a (Lippi^ 
Midm. c. VI U s. 21 ). 

S' el castan el fioriss de magg , ee, 

Ff Piign nel Foe, i.® signif. 

S^ccb de iiott, ec (in) agg, Sacca da 

notte ( * lose. CureiiMy Pronlu. p. 2o5). 

Sagher [ per Ruslegdn ] -(in) agg, Forse 

da Sagro specie di falcooe, che rispet- 

to alle alire geoerazioni di (alcbi liene 

del rozzo. — V. 

Sajditola. Dicono slorpialamcnte i con- 

ladini per Sciatica , Isc/tiade. — V. 
Sajotlola {in) corr, ;=: Sajottola k voce 
Don gik di tilcuui Brianzuoli prossiroi 
al Bergamasco, roa di lulta Brianza^ 
ed h antichissima cosl in Milano, come 
nel contado ; —- e significa non GriUo 
verOt ma si bene Locusta^ Cavailettaj 
e grecam. Acride, — Vcrc lociiste o 
c^vallelte erano quelle sajoHote clie 
infestarono le campagne di Lombard/a 
oeiraoDO §543 ricordale dal Burigozzo 
(Cron. milan,) e dal Verri {Storia di 
Mil I, 449)- - V. 



5aj6UoU. Figuralam. Tosa magra, lon|pi 
e snella. Lociista cbiama Teocrito una 
fttOciuUa magra e sotlilej e il Gozsi 
{Semu XII): 

A^ graa aMriti s^ofiema 1« mmm y 
Noo Ui UmimU ogvor craidiile a UmIo 
Ja gaaioc d^trobotli • • • • ~ V. 

Sila (fn) agg. Sala del Capitoldo. K Ca- 

pilolun i. q. G, 
SaUa (in) agg. Paroll salaa ; On parlli 
salaa. Motli arguU, piccanti^ piiwci, 
saiii. — V. 

Sallimai (m), sig. 1.®, agg. Salamm de 
basletia ... Salame di grossa quality , 
che i Pizzictfgooli tengono in mostm 
•opra taffer^e {basleii), — V. 

Balducchln de salamm. F. Baldoc- 
cbiu f. q. G. 

Salamm (iit), sig. a.*, agg. Figuratara., 
che aiiche diciamo Vess propri on sa- 
lamm de fidegh o on salamm de lesla. 

Saldk (w), I.'' sig., agg. SMk a gropp. 
F. Groppl i. q. G. 

Sal^nua {in) agg. F. Monti, Foe. Com. 
in SALkifA. 

Sales&da, v. e. « br. sinonima di Sare- 
s^ra. F, nel Foe. 

Salince6na dieono nel contado verso il 
Comasco per quelia che not diciamo 
Sallnna ( Salamoji), ed hanno la frase 
Saraa come la salmceuria sinonima del* 
la nostra citiadinesca Salaa come oua 
brisa (amaro di sale). 

Salt. T. Idraul. (in). J Salt de gattagg. 
MeztahotU [Torobfn] (Targ. Fiag. \, 

37»). 

Soeul a salt de gait. F. SceM t. q.G. 

Salla (in) agg, Sallk-sii e Tor6ii a salta- 
sit. JUsaltare, Eibalzare altinsii. II laU 
Resilire, £1 stracchtn di tegasc el salla- 
six anm6. // pane delle vinacce rigonfia^ 
risaltaj tonui insis. 

Salumi^r. F. Pessde i. q, G, 

Salumm (in) agg. Salami quadragesimali 
( Ri di ). 

Salva (in) agg.Fk on poo delutt per salvi 
I'aoima... dice il Brianzuolo di quesli 
che per tirare innaozi la vita allegra- 
menle e alia meglio che pouao sensa 



SAM (17 

•edare tolto la fatica^ noo ti fanno 
ooacteota di darsi ad ogiii arte illecila 
che venga loro commoda al dt tlo aco- 
|>o. — V. 

Salvaud el ball^sem^ el lal I'i oaa 
bealia, T i on porch, V ^, ec. Sidvo U 
baUesimo, o vero Con rivei-tnta al bat* 
lesimo , ha pik Mia beslia ehe del' 
V uomo. — V. . 

Salvand el caraller, o veto, sduno* 
snm,^ SaLrand qoell ch^el uiaoeggia — 
Saha la rwerenna dotmia al caraliere, 
al §rado^ alia tRgaiid, ec. Uaaai pre- 
mettere a Arase che toroi a biaattno 
d' akimo cbe tia costituilo io qunlche 
dignitik, cowe Sacerdote, MagUUalo, 
ec. — V. 

Salvlidega [aggelt] {m} agg, di Luni4ga. 
r. L q. G. 

SaUiidegh [aust.] (in) agg. Se «1 aalva* 
degh r^ in pee, el catctadorche 00 '1 
•e aelli (Maggi). B a Ue rt iljerro mentre 
k caldo. A I teoir deU' ereatioBe noo 
ti stare con le inani a ciotola. -— V. 

Salv^degb, oggetL di Faugh. F. L q. G, 

Silaa (in) agg. Salaa a U ptfunera ... Salsa 
di panna lirata deasa e con erbe aro* 
matiehe. 

A Salza d'inciod agg. jiccimgata, 
•U9l.t (* tote. C«rena» Pronlu, p. 4^oy. 

Sahodra {in) agg. Sal$itrm (* loac. Care- 
na, Pnmtu. pag. 372 ), e camcMla la 
Nola ialerrogaliva* 

SaoMritiinoa, sust. U V. Sdggia a la sa* 
marilanoa 1* q. Gm 

Sanbnicca (in) agg. Delle doppie se oe 
dnno di due apecie , cioi le oriaon- 
tah e ie f erlicali. Le prime si fanuo 
per il largo nel giro dalle vesti , ec , 
code accorciarle se troppo haoghe, sen- 
ta sceaiarne V intcrezsa^ e queste noi 
dieiamo Sambrucchj le secoade si fan- 
no per il lungo delle vesti, ec^ aU'ef- 
letto di rislrtgfierle nella pane o?e si 
fa la doppia senaa scemarue Finlerea* 
xa, e quesle noi dieiamo propriaraeote 
Bosij o Pitgh. 

Oiierva. Noo ^ propriameole la fil- 
9a d§i punii radi che ^ ec. , ma si la 
piegatura fatla alia f este e fermala con 
qnei ponli. -* V* 
Sambraccilda y v. c. br. Raman%ina. V, 
Felipp ntl Foe, 

Sambrucchelta. BailoUna (* lose. Care- 
na, PionUi, p. 77). 



1 ) SAR 

S4b, T. de' Setajooli. Fk un^ Ifi^ 4U 
Uto) o torcitnj della seta at dice cbe 
nn lavorante Vhafaa san quando ba 
ratlacealo i fili, o capi, cbe ae'viliebi 
a lui allidali s'eraoo rotli. — 1 veeebi 
Arilmelici cbiamavano $ani i numeri 
che ora dicoost i/i/aW. — V. 
Saocarllo ... Fiore deito anche GrisanUe, 
o Grisant^ol.Benchi eiimologfcameo- 
te quesia voce sigoifichi^ors d^orOf de' 
samcarUtt ve n' ha di piii colori. Fio- 
risce io •iiiunno inollralo, onde k del* 
to SantarUn da San Carlo ( 4 ^^ i^*- 
vembre). — S. 
San^lla... Nome di quel viscere (ofaia) 
che si cava per . indsioue alia scroia 
che si vuol ingraasare da macdlo ren« 
deudola iuetta alia geucraaione* 

Cavagh la san^lta o Saoi .m.; c n)e« 
la£Mtcain.y Caiman il midoUo ailrui, 

San^lla dicooo alcuoi anche alia Ro« 
sa delle gallioe che casirano a ogual 
fine. 
Saofedelio ... Nome commune del Gra- 
nito bianco (MijaraU jbianch) a grana 
compaMa e assai'duro che vedesi neile 
rotaje d^le oostre contrade piik sug- 
gette a' oarreggi. k cost detto perck^ 
provi<rue dalla Cava di pari noma al 
lago dt Mesiola. 
Saogu (in) agg, Bel s^ngu, per Bella ear* 
nag/lot^, florida e sana^ cio^ iodicante 
buona salute. — In quelle ca, dmeo a 
doun, g' haon tucc on beilissero sanga. 
— V. 

Got! dt sango. F. Gardinalltl ntl 
Foe. 
Sansdo (in) agg. Figuratam.^ Un Ercole, 

Un fortissimo. 
S&ni ({It) agg^ Al SanI se ghe A rofeita. 
F, OfiirU i. q, G. 

Sand cbiama il nosiro popolo i de« 
nari, u dalPuso, ora in piu luoghi dis* 
messo f di couiarvi 1' imagine di un 
saolo (come a Yenesia quelb di aau 
Marco, a Firenxe di san Gio. fiatt.^ a 
Milano di sant' Ambrogio, ec. )« o dal 
poler con essi far de' miracoli pi6 cbe 
nott ne fanno i Santi. — V« 
Sari (in) agg, Scappaa el poracell> a^rk 
el slabbiejl. Lo slesso c/u Scappaa 1 
boeu, sark-sn la sUlle. p'. Slalianf/ 
Foe. 

Sarii-sJk arenl. Chiuder aJfaUo un 
uscio , oon pcr6 a «biave n^ a caie* 



SAV 

tiaecio, ma sohauto s\ rhe le ijiiposle 
•dtrttcano, isi locchlno, si conibAcitio 
Tuna raltra, o fero co'l baUilo)o 6el\o 
sliphe ove V uwcio ata ad una sala 
kn|K)ilM. — V. 
Sar^da, o Serrada o Gu^glia. Sinan. di 

Gueja. y, ncl roc, ^ 

Saram^it [i\e gola, ec\ {in) agg. Mima, 
Asmt[^ DiffkuHA di t^espiro con ms- 
aamealo e sibilo. 

PmI el tarameat. Esstre asm4Uiro, 
Patirt d'asma — V. 
Skea o .Skits {in) agg. Skies gobbin ... 
Salice cbe nnn si leva in alia, ma ai 
"acceiipa ^ (ior di letra e mctte n*mi 
vo|yioaiy iiesarbili moho c lisci.— V. 
A Safes piangeot agg : Ed amche ft^ 
I co^tadini^ specialm, in BritHtza^ Six- 
Ws i>iai*|'ln, 
SaHi^gfM {in) cotr. t la SHi^ia cine^o 
A Savi e di fkmap.; c la Sterpdtzoia 
d)r' lV)5etfHi. — V. 
thss [de la lunna] {in) agg, Delto rosi 
■ porAib dicoffo che, esposlo alia scars^ 
ItK^e defla tuna^ Slibito si' scif>glie «* 
disfassi. Cosi questo aasso, conn: atlri 
si ra^i, ^ dvUo aiiche .faooftetia dnl 
ttto colore^ simigliante a qiiello del sa- 
poae. K Savmi^Ma i. q, C — * V. 
S»\h {in) agg. Cod Dien &*en sa pussce 
lycn se ^tn, a con i»«ln a* en dfs p«is- 
are ben la va ... Dettala tout, dt piaiia 
• iolelligeaza. 

Save minga dove andib a toeu viiii. 
Non roj/ignrafe , Nan ruvvisai^e ttmt? 
Non saper nc<>fiosc«r uuo a^lineffineiiii 
dflla faccia, Aver perduio la riicmoria 
cfcella fislonomfa di uno. K anche in 
Tceu nel ^oc. — V. 

j^d Andk a savenn nelle G, cotr. 
Propria m. a' ragazii brianzuoli ne^ lor 
giuocbi deltc noci e simili vale Pi^liait 
il ti'aUo^ cioe, Tirare la propria noce 
o paUoUola a un date puiilo^ o se^^uo 
'^tto ifi l4?rra, per vedere a clri tocca 
es^ere il prime a tirare ; ed k primo 
cbi va pill prt'sso a cjtiel segno. D'oiide 
luich^ a' Toscani e venuto il ToglicHa 
o Finest la ad uno del tratio, o dclia 
manOf per essere prima d^une io die 
che sia. — V. 
5avo«i^lta, Savoolo^ Sa-vooinna {in} ftgg. 
Nclla indagine cbe si la dal cbiiuico 
Siagholj e Comp. al Fontaooiie presso 
Missaglia ondc (rovar bgoile o caibon 



(172) SBA 

fossilfl, ofgl [ift Tpd'oltobre dd 1847I 
la Irivella ha liralo su a 96 braccta di 
trivellatura dal snolo un saggio di que* 
sta Savooelta eguale alia da me de* 
•i-ritla, ma di eolore lorcbioiccio amor- 
to. ~- Cnk da pi^ giorni non viene al- 
tro che questo. Sar{a beila cbe ai seo- 
prisse la Savonina essere la base sot* 
tana dell'Arenaria. F', Hkss de {a Lumia 
f. if. G. 
Savdr {in) agg, Andl lott in savor, coane 
on pomm colt hi la sr^dcr (Mat»gi). 
loilfieiohre, Feniit in whlcctza, in ie» 
nertzta, RinteneHre. -* V. 
Savorii {in) agff. Fignraiam. EapriMc ccr- 
Ir boono q.aidtlii di oerti ogj^etli : p. «*., 
Veggftl savorii. yecchio rubizwo e vi- 
$mce, Discors «avorii. Oiseorso sngosog 
brioso, — S, 
Sbacioccii (in) ngg, Balhm nel stgniC 
d* Non islar alcuna owa ben frrm'a 
dentro quelU netta quale dovrebbe slar 
salda. Not in q[n«sto senso diciamo mh 
<'he BaM dsnt o dJnter. — V. 
Sbadagg dicono mictmi por Sbigg m^twij 

suoi sigmf. V. nel F^. 
Sbadaggii ( Usalo ddi Mmggi ^ Slfodi- 
gliticciare, Sbadacchiare ad ogni tmlto. 
— V. 
Sbjigg {in) i 4.«> ffg. , <rgsg. O ancbe ne' 
terra pieni e nelle «scaTaiioni person* 
dknieota onde lencr allargato il eavo 
e fermi i due lali>del terrapieno* 
Sbaggl^ rl carrcit d i roeud {in) ag§: 
Razzare per Fermare niiariiota del car. 
ro, a fin di trateneme il molo, seen*, 
dendo , vien regtstrata nel iOirionafio 
del MaonzBi. Da Rttzza, o Razzo, che ^ 
quel pexzo di legno che va dal mez%o 
della ruota al cerchio di fnori^ec. —V. 
Sbigli (iVi) corr, F. Shall. — S. 
Shall. Sbaglio, F. F4tl. 

Ciappa m shall. Pf^ndere in ftdfo. 
Sballotia , v. hr. Essere ano sballone, un 
carala/oj Piantare o Piccar caroie , 
Sbailare, — V. 
Sb^Iz {in) agg, De shala, DI sAbiio , in 
un traito, A dirittuM, Oi colpo, An- 
che valo Del tutto, JffiiUo, Senz*attH>, 
Astolnlamfnie, Senza fallo : p. e.^ On» 
niitaa de &balz hliHi mort. Una hnonn 
moid senza fallo son tnorti. — V. 
Sbalzlga^ v. c. br. Balzellare,e, fignratam., 
Alternar fede , Intervertere I'ordine 
cousucto in che cbe sia, Andare a bhi- 



sm i I 

ci; e^ te r interveiiimrri^o ^ gfavc , 

Andnre • hnlsi di gotn{iolo» 
Slmnru (m) agg, Drporre^ Degrarfare, 

Pnvure cT iiim dignilli, d^mift carita, 

d^ufi impi^go. — V» 
St>fiM(4i. T. Idranl. PetD'tdnre H hanco, 

o b hatirhma d^nti argivti*, d\ma spon- 

ffa d'«ti fitimi", er, — V. 
Sf>RTWa (^)«i8g. Tronfiafe, the firepriam. 

vaM Ansare : 

* Ow piA Jcl foUto 
Aruile , impetlite f 
FuKrIic iroAtetaaa 
B indolentile. 

Sbarhislia^ Sbarbis^nt ... Lordo « scoocio 
it viso di sfregf, ec. — S. 

SiiaBsl {In) ngg" 8i>asMsa ei crrveU a vtm. 
Imfmzzire , Perdere U ben tkW htitl- 
fetio, Aver dato le eetH^eUa'a rimptdrt" 
lore, a nfare ^ Dnr neUe git^eth, A%'er 
fid tino ii cet¥ti^o dato ta %^otfa,^^ V. 

h\»k};\ (dhatt fieiyra] (in) ttgg. Sha^t forttra 
i pa^, m. br. Jmw&ikt/^ e poi St in- 
bordare ^ o Digtnn€dP Jhtit in aqua 
fmra i fummfiffi wiiehli prima di far 
htno so{>ra la f«rNna Ifsciva {cM mart)y 
mlati 4lik ratrMiolbrffid le nu^tdife.— V, 

Sb»l!<5n. V. 8t>alliida f q, O. 

2>balliida (in) ttgg. simi. f. Daj^b ona sbat-* 
tuda -e , secondo parH del ^oniado^ 
mtche Dagb #»it abHtteii ... I> cofita- 
drne tnii^idotio per ^iieMa frase i\ la- 
vare un prninotmo tflla grossa , ancbv 
scnza iusapottalnra, ofrorreiiHo. 

SbtTgn^ccb, t* bp. lAfl^* pih spesso nti 
mododvverb. Id 9hrr^fieci!h,Asgfiembo, 
A sghimheseiOf A $hke6 , A schietneio. 

— V. 

Andi in sbergneccb. Andare a shle- 
CO i Andare stoHo , sciantato ^ a ira* 
verso, o per Uchiancio. — V. 

Varda ia sbergneci b. Guardnre star- 
tamente, a iraverso, obligiiamerite, sbie- 
enmenie, a sbieeo. -^ V. 
SberU-gio {a} neNe d, corr. Vale quanio 
Sirasoidgib 4t /« /'Wg , >»i S^tisa di 
Schiantare^ Scosccndeie; Stmppare cvn 
¥io1en%a ^wAn\, raioi cTalberi, e simili. 

— V. 

SbrrtoD^ ... Ziicconflre ? MosMfe asftai 
corii i capellt. — S. 

Sbtro^li. Da Bic>orva [AtC0h}o\. Figw- 
r^am. Balenare, FacUtare , Girare il 
e»|*o coioe un arcolajo; Areola jarsi. 



73) 



SBR 



S'usa atuibf per Eisere TtciAo a morU 
re. — V. 
Sbiggii (fit) agg, Sbiggi^'ffFura per Scop' 
parfuori, Far capolino. Stares ipor* 
telhj AJfaccimrti cosl meiAO Mo $por* 
iellot MosMrtfraene tm pocoe 

Gfce sliigsia*r<pura on poo de slomeglirni 
B on oiler poo el ghe rrtta soft wttndna. 

Gfwk , Ptofffiti tTorOf per. II, st. i^^ 
« il TatM, GerttM. c. I V, ••, 3 1. —V. 

Sbilzaroeiila, v, br. ZampiffOf Gefto, SpU* 
^> p.e„d*atpta, o di saiigue che spfrria 
ceil certa forza da p\eciA foro. — Scbh" 
tardh Ahne il Virtci pi(i d*una volla 
nel Tiali. del Moto e mh. deltaquA, 
YegnKficnira el SPhgii a ^bilzarcctila. 
Spicciore in tatnpllti (Rcdi). Andahte 
U eangue a eatinefle? — » V. 

Sbindell», v. br. Sbrandethire, Strambel' 
lares l>ividerc in brai^dHli, in Iftrtgbi 
e sirelfi brani, o sfrisre rame bend<;U 
le, o fdtucce: p. e., Fcfujdefoifnen* 
ion sbindtHaa da la lempesta. Dice 
molfo di ptd del sempbce Sfrisd, pnr« 
lando tdi foglre e di bucce d'alberf. 

— V. 

fi*>«Pg»^* ▼. br. BuUerare, Streziare di 
Mttteri. — V. 

Sboggi&a {in) agg, Brtmeflo Latfnt b« 
usalo Bdgia per flotiicina, PusiuUtta, 
'd*ondc forse fl nesiro Sbog^iaa diva* 
rasuly o>vitri{gal, come dice il firtafV- 
cuolo, nen esseiido allro il Tnjtio^o cfte 
pustule marciose pin o men pregffal)lf« 

— V. 

Sboggiikss. Resthr buUerato, $ere%iato dk 
b^lteri, di quelle piccole riealrki cKe 
rimangono altrut^ spec^alltiente au 'I 
Tolfo, dope il vafuolo. -^ ▼. 

Sbolleti^, T. de' Gaceiat. Sparare, o Ti- 
rare alt' nccello, nra questo essere ilo 
a suo titi£;gfO, ancorcb^ abbia (oeco 
qualche paHino ; quasi dicaai , Darglt 
boliclla o pobza in segno di mt-r^ti 
accordalo )iren%a d't atidafsciiej di pasr* 
sar obre. — V. 

Sbohi. Sinon. di ^boUJi. V. il roe. . 

^)ovascili, V. br. InOidere y lmbraU«re 
che che sm di bopinaj Jn.biutate^ lm» 
pioslrare. Figvralam. Fare un imbrat- 
io, UBo searabocrhio di piimra (ona 
fboirasctada o bevisada ). —^ V. 

Sbribni^ |4. Voce piA pav. e €»llfep. ilhc 
mil. Hebbj ^ Bran che , Banti delle for- 
cbe , de' forciNii , e da* bideiUi die 



SCA (i 

t*iif»DO a lavornre ceiie terre. — - V. 

Shre?aggili , v. br. Di Breva (ir«otipid« 
volo) tenta gagllardo e freddo di le* 
▼aDli% che d'. ordioario meaa pioggia. 
yenteggiar con frufprt t con forte sco- 
thnento degU albert. — V. 

Sbrocc^ e Sbroccolii (in) agg. Da Brocco 
nei signif. di Germog/io, BamppUo , o 
dttlU medesiina voce net sigDif. di fra- 
ara cbe si 6k a mangiare al besliaine, 
i a Doi vcDUto ii nosiro Sbtcccold, 
che d il Rodere e 5lar€ar che fa eon 
la bocca il beatiame le fogilie e i ra- 
nioscelli per pascersene. — V. 

SbrolHi (in) agg, Lo diciamo del gatio 
quaodo irrilato mioaccia di rogrdere 
e fcrir con I'ugne, maodando fuori a 
5cosse il iiato a tnodp di chi abrulfa 
deH'aqua coo la bocca. — V. 

SbrolTdii o Tri6tt ... Su U Lario chiama- 
oo cosi quelfa specie di Peace cbe i 
il Leuciscus paupemm De Fil. 

•SbrusatUy v. br. Jbbruciacchiure , Leg* 
germenle abbruciare, Usasi apeaso per 
indicate queirefTeito cbe fa la brioa su 
le teuere foglie pur mo' nate quaodo 
tielle (j eddtf ooui d' aprile e talvolta 
aocbe di maggio oe soo colle. Disec- 
care e, Bruciare dicoo auche li Agr. 
lose, in simili casi. -« V. . 

Sbus&as (in) corn ^ ( de' legDami) S3 
in C3 (de' lego mi ). — V. 

Sb6tt. Urioj Spinla, faila coo impelp e 
violeuxa. — V. 

Sbullda. Urione, Spinione, — V. 

Sciifa. r. ScaidUa i. g. G. 

Scafetla (a) nelle G. agg, Barca. uCaval- 
ieiio : Massa di cofooi (di spigbe dice 
erratamente il testa ) prima di abbar- 
carli : Cavalletto dairaccavailare uu co- 
vooe sopra 1' altro m (Salvini ^ Anno* 
tax* alia Tancia), — * Di qui (orse ha 
origine si fatlo oome, staiite cbe«Sc:a- 
pha sigoifica appuolo barca o schifo. 
— Negli aooi ordiiiarj la Scafetla reode 
iotoroo a dueslaja di graoo; oegli aaiii 
poi che la spiga porta la cosi delta 
Marinda ( K i. q. G. ) oe 6k Goo a 
due e nieizo e piii. — Lo Sca/iglio, 
misiira di graoo che riutciva nuova a 
Yiocenzo Borghioi (Opere, lY, 4^> e 
Sfg.), d forse la roedesima cosa che 
la Scafetla de' Briaozuoli. Scapilus (o 
Scaffhilus ), mensurae frumentariae spC' 
cies, eadem forU quae SCAPUd (Du- 



74) SCA 

Cange ). Aoche oggidi nell'A. If., do^e 
i Parocbi godooo delta deeima^ qiiesta 
ordinariameote ^ loro pagala hom % 
•laja o a moggia di graoo belle e an#a- 
do « si beue a cot ooi , ao a aS de' qnali 
formano una Scafetla ( Scafigiio o Scm* 
fUo), «-» Quaodo, otl laglto de' graoi, 
il cielo mioaccia ,.coo?ieoe esser aoUe* 
citi a mettere i covoiii io scaCi. — S% 
Srafdtla ...^ Dicono alcuoi cooladioi deU 
TA. M. quella Farioata che i pi& dt* 
eooo Poll quaodo aia fatta di fartoa 
di graoo turco misla con fagiooli e 

CMVoli. 

Scagoarfa. Segghlame ( * lose. Careoa , 
PromtM. p. aoo ). 

Scagoill. K, in Cnsslo i. q. G, 

Scafaa e Scajeut } al fern, Scaj4da e Sca^ 
jeota« BoncJuoso, Scktggiose^ Seheggia" 
to, Dieesi di rupe, di legno, e aiioili. — 
AggioDlo a voce^ vale Bauea, 4rmn* 
tolatMy Bantohsa, Arrangolata,^^ V. 

Scajkia, v. c. br. Fulmine, Fdlgore, Smeh> 
ta, EspFesstooe. pieoa di evideoza, die 
li fa vedere e seolira a uo (raiCo lo 
tcoppip e la ruina del AUaiiae^ il qua* 
le» percoleiido io cosa dora, le la.mao- 
da, io meo cb' io oo 'I dico^ lulla quau* 
la io iscaglie e scbegge. — * Y. 

Scajadura. T. de' Mur. Bintaffot il (he 
•i fa, riempieodo di sverae (scaj e eca^ 
jau) i vaoi cbe aoo» Ira pietra e pie* 
Ira oode soo composli i muri. — Y. 

Seajapiss. Sc^ul a sca|apeas» F. Sosul L 
q. G, 

Scai^sc (in) agg. BuUaccifi. -^ Y. 

Scaj&ss. Svenuirsi, Sckegg^ini, Spiccarsi, 
o Bompersi in isvente, in itckegge^ in 
pettuoli, Dieesi de'legoarai edelle pie- 
Ire. — Y, 

Sc»j6Uay V. br, Aggiuolo di vacea n>ollo 
ossula^ ma ooo raggiuoia di carue. 
— Y. 

Sella (lit) ogjg. Scala a p^ d'occa ... Scala 
a chiocciola ma seosa aleuo piauerol* 
lolo, Intla couliuuala a gradioi egual* 
mente largbi da capo e streiti da ra* 
dite. 

Scala d'orgheo ... Scala di legoo che 
io luogo di piuoli ha taole assicelle 
iuclioale iofille io due atipili pur di 
legoo. 

Seal2»s (in) ngg.SeaUits mioga per Aaeasa 
mioga. Ndn anischiarsi , Non osare* 

Scalcido. t lo slesso cbe '1 Scolcion de' 



SCA (i 

Briaoi. , cioe Calcio d' f rba indarilo, 
o di lulTrutice taglfal# iilquaolo sopra 
terra. — V. 
.Scalcidn , ch0 imitmi dUono Sctrdn. Quel 
po' di Icgoo secco che rasU at di aotlo 
del taglio d'uo Iralcio, o d' U0 rMno« 
allordM^ qoefllo ooo d ttato recito af- 
fatio raseole al tronco, o al rajMo mag- 
f tore. Caiono , o Caldnolo, ScamiU- 
tolo? — V. 

ScaldaUli (im) agg, Stiiscitmej perci^ cbe 
coo esao ti scalda iL letlo, o aimili, 
•Irisciando ( Laii>kru5chiQi , Bmchi da 
seta ). -^ V. 

Scalar. Scalde? Nel noslro graoda Arcbi- 
tio ootarile J' iogegootisaioio aittema 
di icale per le quail ai pervitne ad 
ogni palcbetto delle varie scMUie coo* 
Iro^ti ii atti notarili. 

Sc^lig^ e Scarligii^ v. br. Sdruceioiar€, 
Smucciare. — V. ^ 

Scaligdo , v. br« Figuralam. Spilungone^ 
PeiMconc diitUilei <— V. 

Scalio {iit), i.^ Big,, agg. Tri-gi6 vuooa 
del primm, del fifgoHd, del terz sca- 
lio ... Nel B. Bl. trquivale ■ Fare la 
priuia, lecooda , terza publicatione di 
uoit/t per uoa 6danaa|a, e diceai aolo 
della donoa. 1 Parocbi campagauoli di 
quelle parti fauiio la spiega io comu 
evangelu^ seosa moulare io pergamo, 
e leggooo ivi pure le publicaiiooi su 
la predella dell'altare a coi a' a^ceode 
aempre per doe o ire tcalioi. 

Scalio. f^. in S^ggia a la SaniaritaoDa 
A. 7. C. 

Scaloss (in) agg. Propriam. A la parte 
cbe sceode e a' abbassa Ira 1' uoo a 
Pallro dossOf o riallo. Quiodi la frase 
Fess luU a doss e scaloss vale a' Briauz. 
Essere una cosa mal plana , iutla in* 
eguale, un su e giu^ un alto e basso, 
— V. 

Scalziul {nelle G.) corr* =3 dice II Brlmnt, 
in vece di ScalzL Scalcheggiare, Jppo^ 
star calcly CalcUrare, Calclcare: p. e., 
L' i ooa beaiia cbe tcallioa. M mm 
bestia caleUrosa. — V. 

Scamdo IT. de' Falego.] (in) mola Cop- 
pom ^ cb» aeoie troppo del fraocefe> 

^ io Scidvtri. — V. 

Scamdo e Seaio^tt {in) agg. -Quesle voci, 
sal teoso di rilag Ii » di avanzi , cbe 
didamo aoche Buscaj e S<rala/« banoo 
molu aimigliMiM di utopo e di aigiii^ 



75 ) SCA 

ficato coo Scamthtolo e Scampohy e 
cuo raiiiica voce Scame significaDle 
sloppia y avanzo della paglia ritnaato 
au '1 campo. — V. 
Scamdo^ v. del Paveae € del vicioo Ol* 
trep6« Caiorcio e Catorsoj Zincone 
e Zingone. k quel po' di mozzicooe 
cbe rimaoe presto de' rami Iroocali , 
il quale , aeecato cbe sia« ae 00 '1 si 
leva polilaoieote, fii perdere il rigoglio 
alia piaola. Di qui il verbo incator* 
' zolire , per Dare addietro , lutristiro. 

— V. 
Scampi (in) agg. El m' ba lassaa de viv 

fio cbe scaoipi. F, Lassli [ TesUre ] 
i. if. G. 

Per seampli 00 petz gbe vaur bon 
toccol) boo broccol , boo cappell e 
poccb cervell. Cio^ , per campar sauo 
uo peizo — piedi asciotli, cibi ve« 
gelaliy testa coperia a pocbi peosieri. 

— V. 
ScampalW , eggell. Serbatojo, Serbevole. 

— S. — Serberecclo, Da serbare, — V. 
Scaocbioli (in), i.^stg,,agg. Da Canchen. 

( Giogbero , Crfrdioe ). Scaocbtnib on 
uss. Sgangherar me%%o un ufcio, Pres* 
socfd scardinaHo, SbandellaHo. Quasi 
svellerlo dai cardioi, ec« — V. 

Per esienslone si dice anche Scan- 
cbioli oo cadeoazz, 00 ciod , e slmili. 
Storcere ttn catenaecioj Dimergolare 
un chiodo , cio6 Diroeoarlo io qu& e 
io 14 per trarlo da legoo o muro o al* 
tro, dove sia fUlo. — V. 

Scaocbioiia (in) agg, Propriam., vale Ch€ 
ha i gangheri smossi, non ben/ermi, 
tentennaati, — V. 

Scliod. T, delle Scuola. Scandere t varsi. 

— S. 
Scaodriaa^ v. c. verso il Comasco ... Ag- 

giuoto di Graoo ioealonolito, oial pie- 
ooy mal compiulo. 

Scaooib el fbrmeoloo... Sgraoare il gra- 
oo turco coo uoo spuolone spiolo dil 

. grosso alia puota tra uoa fila a Taltni 
delle graoella. — V. 

Scaoulia (In) agg. Figuralam. Preszi scao- 
oaa. Pretzo vile, disfaitoj si basso cbe 
il veoditore poco o ooUa guadagoi.— S. 

Scaooka, aggett di Quadrill. K iu Qua- 
dr^U i. q. G. 

Scaooia da fileU. K FiUll L q. G. 

Scaooia de food. K Fdod o Q6a 1. q. G. 

Scaoodo (iii)» u^ mf^ corr. Lo Sctumom 



SCA 



(176) 



SCA 



clr' Driaut. ^ piuUofto UD Boiraietlo 
i-ti« yiM CoDvaUe. — V. 

Scaiiiii^ (lit) , 9.** Big. 9 4igg, Seannalura 
( Laslri^ Jgric* ). — V. 

Soattiii « ScASsli {iB)^ l.^iig.» agg; Forse 
StMtili proviene ci»irit»L Casso, oio^ 
die ha poco Casio, poco pctlo, come 
liola il Mofiti^ f^oc. Com^ net Sufplim. 

ScaiisU « ScaMii (iH),%f^ sig,, ngg. Sguiuzo 
ckiamaiio i cooladiui totcani il corpo 
tuoio degli aniiBali ( Lanibruschioi ^ 
i iHichi da seia^ p. 191 )» — V. 

ScMDzell. T. de' Murat. Alzata di muro 
in cuftlrutiooe. 

Scauaelliida. T. da' MuraU Altatura di 
iiiuro. 

ScaiizelUtt. T. de' Marat. Picciola alza- 
Uk •— Se d picoiolitsiiiia, la dioouo piu 
particUannenle S'ceppada. 

iSciipdIl, plur. Baje^ Panuine, FroUole, 
CimncenUU, — V. 

Scappa [ Scappa-Tia] (m) «rgg. Che dicia' 
mo anche Dligbela o Dagtien on a fella* 

5c^pp&da {in) agg. Fk di scappad ... AU 
lonlanarBi dal (are il sno dotere^ de«- 
viande ad altro, cbe il Garo dirt:bbe 
Ftw delle carricre. — V. 

SeMula a Sc^rdova {in) agg. Da altri 
Pcselveudoli queslo medestmo pesee h 
cbiamaio ScardoU o Sgdrtola ( V. in 
Monli^ f^oc. Com, ), o Pidta o Pes$ del 
diayoi. Veramente k il Cyprinus eri' 
ikrooff/ttaimos Lin.; ma i generatissi- 
Mio fra li'liliologi r«rrore d'appcllarlo 
per Cyprinus brama, 

&are(;a«idr (in) agg. Risciaqualajo. 

K €orr, Lo Stioraiore {iSfioi'odoi^ ^ 
diverse dallo Scartgador, il qual nou 
acarica a fior d'aqua. — S. 

Scariuii^e, v. c dcll'A. M. Pruneio, Pru* 
"Itaja, PrttHafot Spinaja^ Spinajo, Spi* 
nelo^ Fepreto. 

Scarli^a, susl. £. Quel canalo, per lo piu 
di pieira^ cbe pooai obliquo fra la 
bocca del reaap « qudla del bolliuo 
per dare agio a lie fecce di stifolare 
tinmediale dal tesao nel bottino. 

Scarligb^r^. Lo stesso ehe ScaHlga (K 
nel Foe. ) ma piik prolungata. 

Bcafdn, Sieccone^ 

iir^rds (in), fiig. a.", ove dice = senso 
Hascheroto = correggi cos) =a sento o 
assai ^f^t Asifueroso^ cho disdegna 
tvuo, cbe ba a oaiisea tuUo, FmsMio- 
sta ( GmUtei ndUi 1^000). 



icarpa {in) agg. Scarp de tfciiHOSSw Scatpe 
di /ki4teUi, cioi di vivagui di paonilani 
( Mauuui, Focab. iuU. ). — > V. 

J Scarp scalcagnaa ngg. Scarpa a 
damim, m eianieiki, a eacajuola (fior.). 

— V. 

Sc^rpo^^or/. di moHoni. F^ Quadrell i. 

Scarpji (in) 4igg. Seiarfka^ ^ Sdupare . 
Sciftare, Lacerate. — V# 

Scarpi*gi6. 1 Diz. delta lingua mef • 
lODO Cafjmre e Carjfif^ 10 signif, di 
Lacerate ^ di Strappate e di Scardas* 
sai-e. Di qui il noslro ScarpA e Searpa* 

A Scarpli ooa niada agg. Levwre di 
nido li uccellitti , cbe par meglip die 
invoiarii {com* ^ deHo sotto Miada mJ 
Foe. ). D'orditiano in ci6 fare si sirac- 
cla e getUisi via rl nido^ oo<le il Boalro 
Scarpd. — V. 

^^^ bo Sfrp^ta n$tAm du OMderai lta!iadi 
vale Fur* U «ciirpa ■ na naroy a mi argiac, re. 

— V. 

Smrp^ (in) T. d'Agric. agg. Sbronconaie^ 
ciod Ptirgare dai hroncbi, dagli sterpi 
e dalle radici un lerreno incnilo o a 
bosco, cbe si fogtia cuhifare a grano, 
a gelsi, a vigna. — V. 

Scnrpacavi) (in) agg. Andk ona cossa^ 
;;. e., ou' ereditaa , a scarpacavij. Andar 
dh'isa im molU e alia peggio, Andart 
di niffa (n rajfjfa. — V. 

Scarpadora. ScoscendHura , Rcfttura , 
Sttyicciaiara, Lacerazione. •— V. 

Scarpignia (in) agg. II Maggi ba il verbo 
Scarpignhss. — V. 

Scarretta ... Trasporlare cbe che sia a 
carrettate. Foce affine a Scarocvia. 

— V. 

Sc&rs (^t> agg. Scars de bocca. F. Bdcca 
f. q. G. 

Scarsiiaa (in) ngg. Scarsitaa d'ann, boo- 
danta de vista. F.in hnn i.q. G.^ do?e 
correggasi z= Searsilli = in t=3 Scar- 
sitaa. 

Scart^ (in)^gg. Sceverare dalte proprie 
carle, in certi giuocbi, laluna per nou 
usame, e ci6 con diversi scopi e leggi 
sccondo i giuocbl. Da qoeslo lo Scartd 
Sagalif e il a.® signif. acceoaaio uel 
Foe. — 8. 

Scaniia, pari, di muiUmi, ec. F. m Qoa- 
dr^l i. q. G. 

Seartad^iv. Rifbrnlli r m Ocolo oosi = 



SCA (17 

Scarlad&rn e al plur, Si-artaddr. T. de' 
Foro. ... Quaiila malla avania fuor del- 
ta forma dal laleriaio in essa model- 
la lo ; A?aozo che si leva a mano e si 
ribulla su'l pastone {moUirceu) c\\t k 
da lalo ai cavallelto. 

ScarUggldo de baoca .^ Grande scardas- 
so, e percid bene impancalo. 

Scass4 IT. d'Agric. ] {in) agg. Sbronco* 
nare, DivegUere^ cbe propriam. ^ quel 
Netlare che si fa la lerra dei bronchi 
e de|{li slerpi^ divegliendo e scassando. 
- V. 

Scaieila. St^tare, Jndare a satii^ a bahi^ 
TraOaiuire. — Dicesi dguralam. di cosa 
cbe« come^rpice esimiii, slrascinata per 
terra^ saJtelli airincontrare d'un sasso, 
d^una 2olla iodurila, d'uno sterpo (P. 
LavezMri^ Dif, delVjgric. mil.). — V. 

Scalfj^u, T. defta Bassa ticina al pave- 
se — ... Scatijdn e Sgaron sigoificaoo il 
loedesimo^ se non che il primo h dt>l- 
I'aliro assai pi6 corto, senza far dtf- 
ferenza da grossezza a grossezza e da 
fHanta « piaola. hfovucone. Sntotzica- 
imra^ Caiorto^ ec. ; quel che riinaoe 
della cosa mozznta, quel po' di legno 
secco che del mtnor ramo o Iralcio la- 
gliato rimane presso al ramo o tralcio 
veccbiiK — V. 

Staioliu (in) agg. Scatolin de la drogarfa. 
Figuratem. e scberaosam.J7o55o/o dtlle 
speue^ U caio. 

Scaltigb^ra^ v. br, Sdrucciolo (di glirac- 
cioX— V. 

Scaliiv^ (in) agg, CaUwire wto, — V. 

iSc«llivaa. AcciveUato. Dicesi dell'uccello 
cbe ha provalo la civetta e la pania. 
K melaforicam.y vale CautOy Reso aC' 
corto ded propria pencolo, — V. 

Scnvaici (in) agg. Sigoifica pure Passare 
di Id di cbe che sia, alzaodo Tuoa gam- 
ba e staodo fallrt ferma a terra. Onde 
8cav«lc^ ona scds, 00 murelU on ba* 
sioo melluu a Iravers^ vale Travali- 
care o Trasaliare, o Sailor olii^ una 
siepe, ec, — Lo Siravalcart dcgli Are- 
linri {T. Redi , Foe, arei)^ che vale 
Pastor di sopra con an pik per volla, 
corrispoode a penello con lo Scavalcd 
de' Lombardi. •— V. 

Scazdo. Peace. K in Monti, f^oc. Com, 

Scazzds (a) nelle G. agg, Anehe vale che 
lira a I super bo; Superbtente, Dispettoso^ 
Iniraiiabiie} Ude c/ie, pimando^i i fior 
Vol, V, 



7 ) SCE^ 

di melarancia, per poco indispettisce, 

— V. 

Scazzull, V. br. Mestare eirameoare con 
mestola le vivande colle o che si cuo- 
I ouo, ec. — V. 

Scazzula. Scodellare, 

Sc^ch e non Scicch dicono i Brianzuoli^ 
parlando del vino coperto, iorbidicciof 
il cui conlrarlo ^ Limpido , Traspa* 
rente, Tiraio, Pare venga da cieco, 

— V. 

S'cenc^, V. c. Sblecare , Torcere , Sghem* 
bare? Torcere die che sia dalla sua 
dirczione, sia per lasciarlo come si ^ 
lorio^ sia per farlo passare oode a1- 
tnineuti non passerebbe. -^ S. 

S'cenc^ss. SUecarsi, Torcersi, ObHffuare, 
Schencire, Schisare, S' usa in ligirif. di 
Scansare^ Evitar^^Schermirsiy in quau* 
10 rlie piega la persona I'uom che mira 
a ripnrarsi da quakhe colpo. -» V. 

SVencb, V. br. Sbieco^ Storto, SekinciOt 
Sghembo, ObliquOy Traverso, Schian" 
cio. — Oiide 

Andu s'ceuch. Jndare a sckianclo, 
in ischisa; Schencire, — V. 

S'cencoti, v. br. Non s'usa che al modo 
avverb.s In s'ceocou. j4 sghemba, A 
tbieco t A iraverso ^ Oblitfuomenie, A 
schiancioi p. c., El va tutt in s'cencon. 
E^ WH taUo torio deUa persona, — V. 
Fk ona cossa in s'cencon« Farla a 
stenlOf a mal agio della persona i ed 
bncbc Avere appena tempo di /kHa, — 
Vedd ona cossa in sVencoo. Federln 
cost di travetso , per ischisa , non di" 
rUtamente, — V. 

Scenderiida (fVi) agg. La Cenerafa dei 
Oiz. ital. ^ qnella ceuere che, posta 
su 'I cenerdcciolo, serve altualn>ente 
pe '1 bueato medianle I' aqua bollente 
che vi si ^ersa sopra. — V. 

Scenderdn. Ceneraeeio? che fi adopera 
per concime. — S, 

Sc*etiua! [Quist da], Esclamatione che net 
coiitado verso il Comasco viene sosli* 
tuiia a He nosire cittadinesche Cfppett 
merii 1, Coc6 I, ec. , e con pari valore. 

S'cenna (in)^ sig. 4*^» ^ Avdghela.in la 
s'cenua agg. Tooulla-Sii in la t'cen* 
na. — S. 

A Dighela in la s'oenna agg, Servir 
nel coscetto (* to>s&). 

S'cenna o Sch^na. T. de^ Fomac. ... 
Kegli ^aibrici , caoaletti , ec, , d Cdsi 
23 



SCH ( « 

delta la ^oro purte di mexio la quale si 
fuol Usciare piii (•rossa del resio ^vr 
■verli pi 6 consisleiili. 

Scipp [Macigno] (in) agg. Lango FOIod* 
i delta Gasfl. T. i. q, G. 

Sreppida. T. de' Mural, f^. in Scaoxel* 
Idtl I. ^. G. 

Scercidlt^ Scersci6u e Serci^ll. Coal chia- 
mano i BriaDi, quel Falcioito con die 
effi aguxxano i pali da palar le viti ^ 
ed arroccliiaDo i pedagDuoli (regondln) 
da ard«re. Dicoalo auche RampineUdn, 

— V. 

Scern^gora* v. c. Nome commune alia 
Digitaria sanguinalis Liin. ed al Poni* 
cum snnguinale Lin. 

Scerr^ Scerr^a. Cetreto, Certeia, Luogo 
piaolalo di cerri, boico di cerri. Ju 
Briaoza ci aono *casali e comrounelli 
che hanno quesla noroi^ dove, se noo 
c'l SOQO pid boscbi di cerri , c'e pero 
ancora di questi alberi quanlo basta 
per altealare quel cbe eraoo que' luo* 
ghi UQ tempo. — > V. 

Scerrlsc | V. c. br. Cerro. V. Scdrr ntl 
Foe. 

So^ (in) agg, Fano anca i $c6s, — Etserci 
graode aboodaDUi,JS'j<«ivi maceo tTuna 
cosu. Non 8*usa pero cbe parlando di 
prodniti della terra: p« e.» Nel 1847 
baoQ faa galelt anca i acds. •— * V. 

Sc^ ••• Nei CassoU di legno e paglia ^ 
tullo quel riciolo di impagliatura di 
aegala cbe tiene le veci delle Ire pa- 
reti d' alxala che vi sarebbero ae il 
Capanno fosse in colto. 

Scutes (in) agg, Vess come el lecc del 
Scevea, domi' sass. EsMei^ un greto , 
iutloghiajaj Un terreno lutto gbiajoso, 
greloso. — V. 

Scbigiac (in)agg» Avk el scbigasc... Di- 
cesi propriaro. dei poUi lallorchd por- 
lano i frascooi | ma si allarga exiand^o 
agii uomini^ e vale Scorrere il ventre ^ 
Averfiasso di ventre^ disenleria^ ec. 

— V. 

Sdiirpli ona losa ... Dare di schirpa a 
una fanciulla alcune lingerie » ec. 

Schisc(Mi) ofig, Sla-li schisc e reo8ci^a*sii. 
Slarsene II tuito acguacchiatOj o vero 
ranicch'talo e luito in s^ ristretto. — V. 

Scbisc^tla e quasi sempre al pL I sclii- 
sc^tt. T. de' Drogb. ... Nome delle gra- 
n«IU di cacao vuote e di sola buccia ^ 
deMe quali si fa getto. 



78 ) SCI 

Schisc^ta ( Giugi a In] (in) agg. A un di 
pri>tso ^ quel medesimo che i fanciulji 
di Valle Maggia cbiamano CalcavSgia. 

Scbiscialiroda (in) agg, Sirizutlimoni 
(* lose Carena, Prontu, p. 5j2). 

Scbisctiiss-gid, e contadinescamente Sca« 
sciiss-gi6. AcqumUarsi^ Accosciarsi^ 
Accoccolarei , Acchiocciolarsi , Farsi 
piatUf p. Appiatiarsi , Cbinarsi a lerrm 
piii che si pn6 per non essere tislo. 

Schisciallli (in) osserva. Ua significansa 
mollo pi£l forte cbe non il semplice 
Schisci^ Ond' h cbe dovrebbesi tra- 
durre in Scqfacciare, Sfmcellare, Dis* 
fare infrangendof in nessuno dm' qnali 
verbi per^ si senle la forxa e fespres- 
sione del nostro SchiiciaUdy cbe si- 
gnifies ancora piCi del SpettasciA. •— V. 

Schi4l2igg (a) nelle G, agg. F. S'ciopp^, 
a.** signif., nel Voc. — S. 

Schittaggiii. Schiziettare. -^ Y. 

Scbiilar^lLa e Schittaroeula .- La malta 
troppo polligliosa : ▼. scherx. 

Scbillig4 (in) agg, Esserlubrka. — I rann 
scbiilighen-foeura di man. Le ranesono 
sdrucciolevolij lubncke^ ee. 

Scbiliiglidot. Lubrico. -^ I Imnagott, i in* 
guilly i rann bin scbiltighent. llama* 
coni, le anguille « le rane sano sdruc» 
cioievoU, 

Scik {in) agg. Vegs sci4, fr. cent, Esser 
pronto, air ordine, presto f mature, 9 
simili. 

Sciimpa [de gaijnna] (in) agg. Scriuere 
alia sciampanata. u Mi diletta oltre 
modo quel voslro scriTere alia sciam* 
panata, a capo ingiu, a capo ins6» per 
il lato e con cerii pemtfcoli di necro- 
maoti m (Caro« Lett. vol. 1 » p. 9a4)* 

— V. 

Sciampli, per Brancicare. — V. 

Sciampii e Sciampi-s6y v. br. Gkermire, 
Brancarep Abbiancare, Propriaroeote 
Pigliare con le xarope, con li artigli, 
Artigliaref e, per eslensione, direst 
del pronto e siibilo pigliar coo le maoi 
che uom facia cosa postagli innansi. 
Carpire, Afferrare, Ciuffare, Acciuffare. 

- V. 
Scianscia. Ciaticin, 

Sciaiiscia. Cianciare. Noi per6 intendiamo 
specificam. Tentrar a cicalare ditutio 
e di tuili e da per luUo eve roeglio 
sarcbbe latere. 



sa (i 

SciaoBcicJo. Ciancione, Ckalont, 

SciaiMcioooa. CiancierOf Cicalona* 

5'ciar<Su d'acquii. Cosl cbiamano i Briaas. 

quelle iiuvole pioroe (pregoe d'aqua), 

liiaacaslre e oiioacciauti siibita piog- 

• gi*! come le si vedoao d'eslale in oc- 

casione di lemporali. — V. 

S^ciardu de s6 •^ Fu%dr grande e iin* 
proviso di sole quaudo^ coperto il cielo 
di uubi lemporalescbe^ se oe rompe 
toito a uo tratto laluna e lascia da 
quel rollo acappar fuori per uo islante 
uu raggio di sole cbe abbaglia e pare 
piu gagliardo sotto quella scura du- 
ifolaglia. — V. 

SeiavaUa (in) agg. Tr&-gi6 i scarp ia 
sciavatla. MeUere U scarpe a pianta, 
a cianta, a calcagnino^ V^ in Sckryn 
nel Voc. 

SeiavaUa (in) agg, CiabaUare in wt^so di 
portare per casa ciaballe a uso di pia* 
Delle, quando si creda cbe con metla 
conio di larle racconciare dal Ciabnt* 
lioo (Careua, Pr0ft(ii.> par. il^p.539). 
— V. 

Sciavaltio (m), sig. 3.^» corr, Commune- 
menle qnesio nome ^ da noi dato alio 
Scarafaggio d^aqua^ o sia al Ditiscd 
piceo ( Hydroph^lus piceus Fabric )• 
Forse allri da lo slesso oome al Mo" 
fiocoh apodo Lio,; ma, fiilloioi por- 
tare due tipi de' nostri Sciavatiin , io 
li bo ricoDOSciuli veri Scarafaggi d'a* 
qua. 

Sciavatldn (in) agg. L'usiamo ancbe per 
Chi strapajua il mesliei'e, Che opera 
alia peggtof Garpone, Sirapaxzosoj 
Jcciarpatore use lo Spadafora in que« 
slo senso. — > V. 

Sciccb (in) agg. V. Scdcb i. q. G. 

Sdccb. Voce venuta in uso pur di fre- 
sco [dal ledes. Schick, ital. Aggiusia* 
Uaza], per dire Gran ton. Gran moda^ 
Gran gala^ cio^, maniera elegaole e 
squisila di acconciare cbe cbe sia« — V. 

Srigk. Otiurare, Accecare. — V. 

Scig^ la spinna del vassell. Jccecare 
il cannello della boUe, iuiroducendovi 
alquanto di stoppa per diminnire il 
getio del vino. — V. 

Scigalde de la Bressanella ... Cosi chia- 
masi il coperto frascalo di quell' ao- 
drone soUo il quale d tesa la ragna. 
-V. 

Scigdlla ((It) agg, Bigol de sci^dlla. Cosi 



79) sa 

cbiamano i Brians, lo Scapo o Talh 
cbe porta in capo i semi uon pur della 
cipolla, ma a dell'aglio, e del porro, 
e di simili pianle bulbose. •— V. 

Oo aj e scigoU cbe uo 1'^ bon D^ 
crud n^ cott (Maggi). Un'agliata ^ Una 
cipollala^ Una pappolata insipida. -» 
Figuratam., dicesi di un discorso lun- 
go, oojoso, sciocco e coufuso. — V. 

Sclgdila [per Orologio ] (in) agg. La 
chiocciola ( Pananii ), 

Scigollida (in) agg. Figuratam. Pappo* 
lata, Ciancia. — V. 

Sciguetia (in) agg, A beech de sciguetta, 
che anche dicesi A fujelia ... Aggiunio 
de' battenti o battiloj ( Coraman de' 
Legnajuoli briant^t ) d' imposte di 6* 
nestre quando son fatli a mo' di cor* 
nicetta gentile simile allajb^ieila cbe 
si fa alle cornici de' quadri \k dove il 
quadro s' iucasira iu esst* -» V. " 

Sciguetldn (in), sig. a.®, agg, T. de' Ma* 
eel. Cordesco, Cordesca. Cosi a Roma 
e nella Maremma toscaua cbiamansi i 
vitelli di oltre a due roesi e non man* 
tenuti sempre a latle; laddovo Mon* 
gone ivi cbiamano le vitelle che per 
molli roesi souo state costantemente 
mautenute e iograssate co '1 latle. — V. 

Scigurdo. / Varesini chiamano cost li 
Scolopacidi in generale^ e specialm. U 
Verderello (Savi ). Tetanus glottis Lin. 
Sclgnrdn gross. Pittima reale. 
Scigurdo piscinin. Pittima piccola, 

Scil6ria (in) agg, Dal franc. Sillonner, Far 
solcbi , Solcare. — V. 

Sciloster [pasqual] (in) agg, parti f Ciod... 
Le cinque grana d'incenso^ ec» V* C\6d 
I. q. G. 

Scima (in) agg. Scima de robba ••• Roba 
perfella, squisita, ottiina. Cima^ in si* 
gnif. di eccellenza d'alcuna cosa, k 
metaf.roollo usata in nostra lingua.-^. 

Sciml>i6cch o Sambidcch (in) agg^ Sugo 
discendente dcUe pianle, detto da De» 
candoll Sugo nutrilizio^ da Grew e da 
Dubamel Cambio. Queslo sugo i alle 
piMule quel cbe agli aniinali ^ il san- 
gue. £) rincbiuso in alcuni vasi proprj 
della corleccia. -* Figuratam.^ lo Sper^ 
ma animate. Oode 

Mceuves el sambiocch t^WBk.'tkitrare 
od Essere in concupiscenia , in cakh^ 
in amore, « £ssere in succhio il mel* 
louajo «i ( Durcbiello). *- V. 



sa (i 

Quand sugfi el samLioCGh^ la l«rra 
)• sii mossa anca a pioeu? poccb ... 
Airaulunau il terreno serba facilineiite 
rumidore per 1' allungarti dello tioUi 
6 per le guazie aboudaoli cbe ue coti- 
seguono. 

Sciroes (in) agg, V, Erba dl scimcs i. q. O, 

Scinitallola ... Dicono i firiaaz. a duiiij«, 
ma piu spcsso a ragatta, inagra, spa- 
rula e tiilla inoraicalure di pulci e ci- 
iiiici. — La Cimiciatiola dei Dis. 6 una 
specie d^uva del color delle cimici.— V. 

Sciniioeu^ che Murbio anche dicesi, Figu- 
fBiam,yS£iia(o, ScriateUo, Sciancalelh, 
uijaluccioy ^ecCf SpatuUUo, Trislun* 
zuolo, I^/orbi.sciato^ Jnjermiccio, — V. 

Seimiiceu (o PauigLiroeCi) ... Uccelleltu 
che e la MotaciUa lubicola Lin. 

Scinidssa (in) agg, Figur»ti«in.y Ciunta , 
Jg^iunta^ Jppcndice, Supplimetito, — 
Glide 

Fa la srimossa a ona cossa. SappUre^ 
Dar compimcnto, Aggiugnere clie ihr 
sia per supplire a ci6 clie mancn. — V. 

Scingeli. IVr Sorcolo, Sprocco, MessUiC' 
cio, Afessa, PoUone, Ferm^a, Fer» 
gutga o Bacchetta, onde si fauoo le 
rilorl« con cbe si cioge e slrigne fu- 
stella, siepi, e simili; i voce frequeule 
iiella bocca de' cootadioi briaulei. — V. 

Sciugrliada. Fimhiata, Graticciata, La- 
VOFO idraulico fattodi v^miDi c di sol- 
lili pcrticbe {scingej) intessule a pali 
iiUi verticalmcute conlro le lipe dc' 

. fiumi per sosteoerle, o per soslenere 
qtialsiasi Icrrcoo io pendfo, accioccbc 
11 on si scoscenda e frani. — V. 

S'ciocchcUii (a) iielle G. agg. Sciaborda- 
re: p. e. , Kc' vast pieni-pieui Tolio 
,. tion si sciuborda, ooa si dtguasza. — ^V. 
Dicesi di brioco, e vale Baletiare, 
TcnUunaie, lieggersi male su le g*mibe. 
Sarebbe in queslo caso diniiouiivo di 
Ciocca. — V. 

Sci4$u dicono malamentc alcuni per Si'du. 
K ncl Foe. 

S*ci6pp (in) agg. Ball de s'ciopp. Figu* 
rAlaui., PiloU, Pilldcole, Cackei-elli 
duri, cbe, ponznudo, maoda fuori cbi 
ba din^cuUa di beueikio del corpb. — 
Glide 
P& bail de s'*ciopp« Essere stiiico, 
. Paltre di stiiichezta. -»- V. 

•Come on s'ciopp ... Similittulioe cbe 
taluni usano ad ogui pie sospinto per 



8o) sa 

Icsprimere pronlezza in fare cbe die 
sia. — V. 

A Sl^ semper coni el s'ciopp mon- 
laa agg, m Arvezzo a ejser sompre 
ingaunalo, lien sempre carira la bit- 
leslra contra i nimici n ( Alaroanui , 
Flora, a. I, sc. 4 ). — V. 

SVi6pp [Figuratam.] (in) agg. AngiilVn, 

S'cioppifll^ (in) agg* SVioppfUi del %d . 
Fr. com. verso il Comasco. £jr*rr w//r>- 
sto a tutlo Vardore del sole. 

S'cioppetl^i Taria (in) agg, Coss rhe (a 
s'cioppetii Tana, m. br. Cojte sopta^ 
mano ^ maravigliose , strepitose , cbe 
fMnoo laic unu strepiio cbe I' aria ue 
erbeggi. m Parcva cbe I'aria sbigottisse 
prr le lerrtbib voci che uscivano dalia 
moltiludine m (Gio. Cavalcanti , Istor. 
fior. I, i8i ). — V. 

Scior&*gi6 vuo, fr. br, Scappellares Sber' 
rellare , Inehinare ossequiosamente ,• 
cio^ , nel salulare uno , fraltarlo i mi 
termini e modi ossequiosi, come s'tisa 
to' signoriy fdrgli tutle ie dimosiraziont 
dNnferiore a supeiiore, sempre per6 
con caricaliira e quasi befla. — Y. 

Sciov&tta dicono alcuni per Petteg^scin. 
F, nel Foe, 

Scir^sa [I desgrazzt, ec] (in) agg, II Ma* 
galolli in una sua Lettera del ^8 di 
oUobre del i6()9 al mat-chese Carlo Ri* 
nuccini in priucipio usa quesia frase. 
Le specie con simili sono come ie ciliege 
che, a iirarnesii una^ ne vengono (utte 
le a I Ire. 

A \i boo cogoossuu scircsa agg. II 
modo del Rostni direbbesi provenlrK 
dnirO/im tnincns eram Jiculnns^ inultle 
lignum di Orazio (Sat. vni^ lib. 1).—' 
Del Dostro pu6 assegnarsi V origine » 
queir intagliaiore die, serlnindo poco 
rispetio ad un Crislo da loi infa^•lialo 
iu legno di ciiiegio, scusavasi, diccu 
do: U hoo cognossuu sciresa, — S. 

Scirescv^la. F, Arbaroeula m 5cir^sa nvl 
Foe. — S. 

S'ciria (in) agg. Filare, Ordinan%a, — V. 
Melt in s'ciria, Schierare^ Atidare, 
Meltere in ordinama -» V. 

Meltes in s'ciria. Schieratsi, AffSiarsi^ 
Meliersi injila, cc« — V. 

Qua s'ciria de piaut. Vn filmre dal* 
bi'ii^ M Una scliierad'aUwrt M dissc 
Crescetiauo. — V. 

SVnla, T. a«' Vangilori. Vale U:ta 



SCI ( 18 

iitim di terra die si sta layoranHo, larga 
quiinlo n« pigUa una vaiiga e inezsa. — 
Oiiiie Ona sdrla e metta (Irt? vaiigale) 
Jh on ant, e trii ant fann ona prasasa 
(|>orca)« — V. 

Scirccit (//?), I." sig., agg. Paila, Pallone 
Jo cliiama il Soderini ( Tratt, degii Orti, 
p« lot, edis. Siiv.). M (juando i cavoli 
aivraituo (hHo la palla soda, Idglisi ia 
cioce nun a meezo^ perrhi coti plii 
facilii^ dia fuori il lallo a fare il iie- 
nie. M — m1 cavoli cappucci crcsciuti 
ia grosso pallone^ re. n { JtL ibid. p. Qi)* 
*— Li jOrtolani pH>fsi cliiamano Testa 
il Sciratu de' Miiauesi, e li OUrepadmii 
Cabds. ^ V. 

F4 el sciroeu. Cestiie, Accestiref Jg- 
grumoiarCs Par brdcvolo, die ^ q>id 
iiiurcbiello di getli o pipile o lalli ser- 
rati insieme uel mezzo delcavolo-iiore. 
-« Vine. Borghini diiamo Ontma la 
LocciA o l>oti04ie del fiure; — Griuno- 
losa disse il Salviui una piaula boccia, 
lozza e tulla raccoUa in se come broc« 
colo di cavolo; — c i Dizioiiarj deila 
lingua, diceiido die « il Grumofo e il 
caule (cioi h stelo o gambo) dcU'erbe 
quando e lt*Dero» e perci6 inangiabile $>, 
\o idenlificlierebbero co'l nostro Gar" 
Zieu. — U Gruntolo propriam. sarebbe 
il ceotro del Ceslo (Sdrteu) de' cavoli, 
iMtiuglie e siniili piaolc erbaccc; e il 
Oanuoh (Garz^en) sarebbe il tallo, la 
lent* ra messa dell' erbe quaodo sono 
aneor loutaue dalfaadare in semenzsi, 
ed andie il teueruine delle piaole cli«', 
inaturandoy divcnta poi legnoao. Di 
c|ul il verbo Jnganoiirt e liinganolire 
per Tornar giovine , garzone. — V. 

Sciroeii. Figuralam. , dicesi la parte ini- 
gliore di che che sia , e specialuiente 
dei terrcni. I Toscaoi 1h ditoDo Tuorlo 
( V. Bandini y Discor, Econom, ), — 
Cerro e Tuorlo chiainaoo li Scarpt*!- 
lini totcani la parte piy addeutro dtrlle 
pietre^ — V. 

Scirtfo ... Pianla di basso ironco ne' bo- 
schi d'alberi d'allo fusto. — Y. 

Scirorhi {in) agg. 11 Tallo^ propriameole^ 
che etee dalla palla de' cavoli m fare 
il aeme, a teuieosire. -— V. 

ScircSsM {iny a^, ed anche Qnella po- 
aalura di rena che lasciano i laierizj 
cotii tQi6 '1 luogo ove aleltero. 

Seise iawl d« la vciggia dicoao i Dn'anz 



i) SCI 

per Sdscilia di sirj. K m Stria irel 
foe. — V. 

Scisci^ttola. Oicono i Brianzuoli a tin 
Magheru%io di sparuta presenza ; a un 
Scudah^ a.° sign if. F, nel Voc. — V. 

Sc^sciola. Chiama il cnntad. brianz. la 
Mignatla^ la Sanguisuga, — V. 

Scistema (in) osserva, Aoche i Milanesi 
ed i Brianzuoli Pusano per Pozzo d'a- 
qua. k usuale dire: Acqua de tdsieT" 
na, — S. 

Sciuchiroe^ ..• Nel confndo verso if Co* 
masco chiamano cost i Sermenti infer- 
micci di vite che il vignajuolo pola 
per averne di meglio al nuovo anno. 

— Sciuchirau dal comasco SciucA per 
Scapitozzare, Scorooare. 

Scium2i el formenton, fr. c. br. V. -Fk i 

fior in Fidr 1. q, G. 
Scii&mes, v« c. br., per Sanies. K nei Foe, 

— V. 

SciCimm, fern., ▼. c. br. EstremilSi del« 
Tahezza di che che sia. Sommo, Sam* 
mild s Cima , Felia , Colmo , Pitnta , 
Zticcohf Cucuzzoloj Sommolo, ma que* 
slo dicesi piu particolarm. delta puiita 
deirale. — In sciumm a on toccti guzs 
de niontagna. tt In cima al cucitzzol d\ia 
macigno n disse il Caro {Lett* J, 10). 

— V. 

Sciumm. Presa cosi assolutam., a' conla- 
dini brianzuoli imporia que' tratti de^ 
giimbi del melicone o grano turro, die 
sono tra la spiga (/ar«pa) e il tier nim* 
scfaio, i quali sooo da essi, per difvlto 
di mangiiiie, troncati menire aono an* 
cora verdi, e^ fatlili seccare , vengono 
riposti e serbali per nutrimento ver- 
nereccio del bestiame vaccino. — - I 
Brianzoeu mantegoen d^ inveroa i so 
vacch a sciumm , a gpololl e a fojeil 
Irijia e bagnaa cont on poo d' acqua 
bianra sroldada. 7 contadini di Brian* 
%a t dtiroHte I' invemata , goveman le 
loro vacche con cimature di melicali , 
con isfoglj\Jbgliame secco ( di grano 
lurco)^ trinciata ogni cosa e bagnatm 
con aqua bianca alquanto caida. — V. 

Seiuschy che anche dicesi Zuaeft^ Seined^ 
Gnuccii, Madronb, per Scapezzare^ Sra^ 
pitozzare, Scoronare, Zitccare. — V. 

Scfiiscfa e Zi^sch, v. pav. per la mil. Gab* 
ba, lose. CapUotza^ Albero scapeztato^ 
potato a capilozza, a corona, con^ta- ^ 
gliali i rami sino al trouco. — V. 



SCO ( I 

Scivdra (in) agg, Gerlo grande fatto di 

stecconi. Forse di qui il Maggi pif;li(^ 

Tidda d' usaria per Dorso, V* in Ga- 

scidra nel roc, — S. 
Siravacca la scivdra. Figuratatn. Sdra* 

jarsi , Lasciarsi andar \k da itracco 

con tulta la persona, ec. — V. 
Scocca (in) avveiti, Ora s' intrnde per 

Scocca quella dalle funi ; alFallra dia- 

mo noi pure il nome d'^Jltalena, — S. 
S( oeCiccia (in) agg, ... E co$\ chiamano i 

Lfgnajuoli brianz. la vile feiiiina delle 

lore morse. — V. 
Scceuccia, v. de'coot. br. ScoUa, il siero 

the avanza alle caciuole, quand' esse 

d cello. — V. 
Scoeud (in), sig. 3.^, agg. StoeAdes la 

scign ( Birago , Men, a la Sen.). So- 

disfare il sonno. — S. 
Scoeula (in) agg, Lassass mehk a sroeula 

de vuu. Lasciarsi menare pe 7 naso j 

Lasciarsi aggirare dai consigli di uno, 

— V. 
Scolcidn (in)f 6.^ sig.^ agg, Stecco, 

CamrQinaodo ulroUa p« ^1 podere, 
Enira uno slccco al villaocl nel pirda 
Cbe la alelU di di gli (a vodcrr. 

Bcrnif Capii, dtlPjIgo. 

Scalcion \o cbiatnaoo i Pavesi , da 
Calcio per Piede de' graminacei. — V, 

Scolciouada , v. br. Broccala^ Puntura , 
Trafata,, Trafiilura di brocco, Nola 
rlie a' Brianzuoli li Scolcion (Brocc/u, 
Stecciti) Bono i puogeiili avanzi delle 
aioppie e delle caune lagliate rasente 
terra. — V. 

ScolcioD^ra (in)a^g, Scolzondra todesca... 
La Oenothera biennis Lin. 

Scol^lla dicono nel contado verso il Co^ 
masco pe *l cUtadinesco Dollrin^lla 
( f^, il Vocab, ), A quel modo cbe in 
quasi lutto il contado dicono ScoeUla 
alia Dottrioa cristiaua. 

Scolmagna ^ v. di Gliiaradadda. Sopra* 
nome. Franc. Sobriquet, — D. — Ha 
viso di gergo. — V. 

Scollli« Per Ascollare dice il Briant^o ad 
ogni pi^ sospinio, e ScoUaie dicevano 
ancbe molli de* Trecentisii. — V. 

Sconc^. Dicono i contadini per Scocca, 
I.** signif. F. nel Voc. — S. 

Scdiiter e Scdntro. Per Cambioj Pdrmuta 
usa il cont. brianz. t voce usata nelle 
veccbie Scritlure di coutralti, o Istru- 
roenii: p. e. , Pro loco et exconiro 



82 ) SCO 

dictamm proprietatum ^ vel petiamm 
terrae dare volant et intendunt titulo 
et ex causa permutationis seu cambii 
trigintasex brentantm vini singulis an^ 
nis, «- Cosl in utj Islrumento di filto 
perpetuo del i47^' Ancbe irovasf pro 
incontro in vece d\ pro excontro. Ora 
dicono pe'l correspeltivo di ... — V. 

Scop^ll de mornee bollaa. F. Scoppella 
j. q. G. 

Scoppazzuu. Che ba gran coppa , Che 
ha coppa larga e raggiunta, Ccfppa da 
Zoccolante, — V. 

Scoppella^ V. br. Bdzzolo, Coppella? Mi* 
aura del Mugnitjo, con la quale piglia 
parte delta farina nmcinata per mer- 
eede dell» sua opera. — Onde 

Scoppella. Bozzolare , Sbotzolare. 
T6rre co '1 bozzolo , o coppella , la 
molenda ( prezzo della macinatara in 
furina ). — V. 

ScoppeUo k misura de^graoi in uao a 
Bassignana ( ex-prtncipato pavese ) e 
allrove 6n da tempi antichi, come six 
pu6 vedere negli antichi libri de'coott 
de' Monasteri, ec. — V. 

Scorb&tt [Uccello] (in) agg. Scorbatt del 
beccb ross. Gracchio forestiero (Savi), 
t il Pfrrhocorax graculus di Tem- 
minck. 

Scorb^ra e Sgorbdra ... Chiamaoo i Brian- 
zuoli quella corbella o paniera ovale 
di vi'mini ben filli, alquanto compressa 
Del mezzo dove ^ il manico, nella quale 
essi portano il grano menlre il van 
seminando. — V. 

Scorbdn (in) agg. Cod qoesto Dome noi 
chiamiamo quei cestoui o panieroui 
cilindrici tessuti di sodi vfmini ^ ne' 
quali si trasportano i bozzoli a distauze 
nolabili. — V. 

Scorii [Scorll-su] cotr. Propriam, varrcb- 
be Sottoscuotere, Scuotere di soUinsii, 
il lat. Soccussare; ma commtinem. noi 
I'usiamo come siuonimo del semplice 
Scorll. — Scorli-su 00 fioeu per fagb 
desmett de tegol el (iaa. 

Talvolta diciamo Scorli-siSi per 51fm- 
paztare, Rimbrotlare, 

Scorobbili e Scorobbikss el lall. Injor^ 
zare il latte^ quando per mala cnsto- 
dia di esso o delle vaccbe fermeota , 
inaoidrBce e si fa malsano. « Sia av* 
vertito il Vaccajo di tener sempre il 
latte in luogo il piu fresco clie sia 



SCO 



( i83 ) 



SCU 



possibile , cb^ alirimentt inforza, vn 
male e fa il burro di cattivo odore e 
faporen ( Lastri, Del Cttscinajo^ mese 
d'aprile ). F. Lace i. q, G. — V. 

Scoria (in) agg, ¥k scoria a vun , e Scor- 
ik Tun. Sovvtnirlo , Sussidiarlo » /t/ii* 
lar/Oy DargU spallf^p o di spallaj For* 
nirlo, Provederlo di denaro, o di roba, 
accioccbd posta fare i fatti suoi. — II 
Fare scoria ad alcuno de' Diz. ital. 
vhIc FargU la guardia, — V. 

Sc6rta ... Nelle filaode ^ quel po' di box- 
soli di ricambio che si tengooo pronli 
su '1 covert hio del fornello per aggiuo* 
gersi alia Strusada, V* L q» G. 

S« orlelli. T. de' Foruac. V. in Mdlu i. 
q.G. 

St oriel I&-SU viin. jiccoUeUare, StileUare, 
Ferire, Trafigere di sliletio^ di colteUo. 
— V. 

Scorusciiii. Scorrucciato » Corrucciato. 
y, Ves5 lull dom^ venio. ^ V. 

Scoruflci2isf ( Maggi ). Scorrucciarsi, Scor» 
rubbiarsi, jidirarsl, — V. 

S<-o6tiDoa [Io]« Vrzzepgialivo che asaoo 
ouuici e madri co'lor bainbinelli per 
dire //I grenibo, — Sci^ , ven-cbi io 
scossinun. 

ScoIiIh (in) agg, Erha del rosa scoltaa. 
y, Erba i. q, G. 

Scdva (in) agg. Erba di scoT. K in Erba 
f. q. O. 

ScoTB, Scovini. T. de' Seta j noli. Battere 
i btnioii, cio^, spaifolarli e strofioarli 
con la scopelta laolo che, liberal! della 
ragoalura e bavelln cbe li luviluppa , 
si trovi il capo del ftio sodo da inviare 
su'l guindolo. •-— V. 

ScoTaggicBJda^ v. br. Doona oxiosa, gi- 
roDzanle a ogni festa, ec. 

Scov^tta per Didella. F il Foe. 

Scovin [fiore del grano lurco\ (in) agg, 
A r e vora de Ri el teovlo qoand el 
borla gto el fiorio. F Fiorlti i. q, G. 

Scofio. T« de' Latta j ^ t de' Cuochi cbe 
lo dicono anche Battiteiaf. m Frusta , 
aroese composto di una o pi(i canoe 
rifesse io cima e alhirgafe, o ^tro di 
alcoo« baccbelte o stecche di legno, 
legale insieme all'un de' capi. Pallon- 
cino, araese fallo di piii fili d' oltone 
ripiegati io luoghe maglie , rigooBe 
nel mezto, e fermate a uo niaoico di 
legooj* ( Carena , Proniu, par. H « p. 
S43). Serf 000 si 1' una a si raitro a 



sballer Ih panna per farla mntilare ( fH 
el latlimel), o per sbnllere le cbiare 
delFova. 
Scoviu^ (in) corr^ =z II Peseare de* box* 
zoli nell'aqua non ^ la siessa cota cbe 

10 Scovindij cio^ balterii e sfregaccio- 
larli CO 'I graoatino (scovln^ — Si 
pescano i bozxoli allorch^ se ne. lufla 
e ritufla il mazxo e lo si agila deniro 
I'aqua^ e lo si Irae • rilrae fin a taoto 
che» lasciftla nelle maoi della tratlora 
lutla la ragnatura e la borra, ne rest! 

11 netto il filo buono e sodo della pura 
seta da inaodare su 'I naspo. — II Pe* 
scare de' Tosoani corrisponde adunque 
a quelPoperaxione cbe ooi cbiamiamo 
Slrusd (Strascicare), la quale vien do- 
po lo sfregare o stropicciare (seovind) 
che si fa con la scopetia i bozxoli per 
riunirli e formarne il maxxo. — V. 

Scovin^U (in), i.^sig., agg, Giogk al sco- 
▼ioelt.M Specie di giuoco nel quale 
unO) bendalo li occhi, sla in un cer* 
cbio cbe li allri, tenendosi per ma- 
no, gli faono d'atlorno; ed egli armalo 
d' un granatello locca e palpa come 
pu6 con esso la persona di taluno del 
cerchio per indovinare chi sia : se I'tn* 
dovina^ entra fra que* del cerchio, e 
1' indovinalo passa al suo luogo ed 
ofBcio. — S. 
Scrima (in) agg, Trovagh la scrima ••• 
Troyare il verso ^ la via di fare cbe 
che sia. Trot^ar la gritola? — S. 
Scrlv, ironicam, fra i contadini, per Vao- 
gare. Comenxee si a scri?? Incoming 
ciate a vangare? 
Sctdsc, y. br. Crocchio^ Chioccio in sense 
di cagiooevole, malaliccio. -* Code 

F^ el scrosc. Bssere crocchio, o 
chioccio^ Chiocciare^ Crocchiarey Por* 
tare ifrasconi^ Bssere malaiAato^ Co* 
minciare a senlirsi male, dandone in* 
dizj con raroarichj e slandosi chioMo 
e accoccolalo, come chioccia covatic* 
CI a. — V. 
Scrdxxol. Vale anche Grucce. — S. 
Scrupol [ Fassen minga ^ ec, ] (in), Noa 
corrisponde il Rubare a man salva , 
cbe significa impunementej laddove li^ 
frase tradulla vale : Rubare sema scru* 
poll, sema farsene coscienza, — S. 
Scucci (in) alia frase c=Av^ scuccaa, ec. 
c= agg, Essere spiovuto per unoi Es« 
sere lioila, Non esserci pi& nparo. •*-¥• 



SCU ( I 

SctifCMS. Itidoitare , Iniristire , Imbot* 
mcchiiet Jntalonolire, Invecchiuizire, 
Dicesi delle piante pi6 cbe degli ani^ 
■lali^ qoando per qualcbe difetio aon 
crcscooo, nou proiilUiio, dod teogono 
pill iuiMiozi belle e ngogliose. •— V. 

St'udell de Toroo •«. Su ^1 Lario, e spe- 
cialni. a Coino^ aooo delte cosl per 

. iacberto quelle barcbe tornascbe le 
quali oou nale aimigliaao uu gascio 
di lariaroga. 

Sctfdella e Squ^lla (in) agg, MaDgli face 
a 'ua scudilU. Figuriilain. Piji pcrsone 
ac€ordarsi a fart Im. medesima cota f 
e pigliasi seinpre in mala parte. -— \u 
seoso proprio^ Fare tuiii ad mm piat* 
uUo, diMe il Btrni (Son. JX, p. 107). 
-■ V. 

Scuma e Seismnf ... Dicono spesse i con* 
ludiui ( ID senso oppo<to al valor delta 
voce ) a que' bacbi da sela cbe primi 
•Tcgliaroosi dalla mula e vispi e 60- 
lili ji laaciano soUo i compagai an- 
cora aeghitloti e soBnolenli , i quali 

. compagni poi esai coBtadmi chiamano 
per irasla^igue Letc. Se la mula e bHo* 
iia^ a' ba ad at ere molta scuma e poco 

ScuBitt i caval^ {in) osserva. A' Brianz. 
questa frase propriam. vale, Dopo le 
dormilc, levare i barbi d'iasu i lelli 
e riporli su altri gralicci tgombri e 
polili. E pero dicoDo: Scuma i cava* 
lee de la prima « dt la seconda , de 
la^ ec. Accade per6 cbe» roeotre si U 
qiiesla operazioue, ai fa aodie quella 
di leoerli rudi su i uuovi gralicci e 
di acarlaroe li slenti cd infermicci , 
act»aa gtttaroe i UUajuoli , quelli cioe 
cbt*, assopiliai per li uhimi, rimHOgono 

. au i l«lii o ancora dorroieuti o mal 
dfsti « molli de' quali poono essere 
aaui e rigorosi al par degU allri. — V. 

Scumaa. Sclnumalo, 

Scumada... L^alto dello scbiumare. I Diz. 
ilal. uou rr'gislrtircitio Ho qui d^Sc'/m/i- 
mata nk SclUumamento cbe sarebbeiO 
vocaboli corrispoudeuli al noilro. 

Scumada. T. d^Agi icult. 1 coutadini chia* 
iBiiuo prima ^ segonda, ierza^ ec, Scu» 
mada U scelia ch' e' fauuo de' Uacbi 
al cessare della prima, aecouda, terza, 
i-c, dormila o muta. 

Scumela e Scomel^, v. br. ... Fare il de« 
licaio, il kzioso; Noo si conlentare 



84) SE 

delle cose ordinane e communi; Voltrr 
Irascegliere il megtio tra il bello e »l 
buono, seinpre per6 coo afleltata de- 
licatura« — V. 

Scuroelaa... Di difBcile contentatora ; So- 
ferchiamenle delicato; Pres«och^ in- 
conlenlabil(*y ma sempre con affelU- 
tione. — V. 

Scnroeu (in) agg. Scurofu del tofur di^%e 
inollo felrceincote il Maggi per La p»r- 
le piM riposia, piiji fecreta del cuore: 

Mcriinlen pau *ht[on strolrgh] a luccelghediscTa 
GinsI cOtn'tTen el grai e i roslunrif 
C«m^ se Paves* vist coot ooa lum 

In dfl trbron del rcear tatt quel cbe gh^eva 

Urn fh'k larrctt d>Mav»nl ptk rarl [del rid]^ 
Percbe cl oott corur no Pa omi lant av«rt| 
G4HM qoand I' h io Wgna. 

Mai^t, Corns. Ue/tegk. a. II ^ 
inlerni. 2, p. 67. — V. 

Scnadi, ScusciJm e Scuic. Dicono an* 
Cora i Briauz. in vece di Sckiscid^ ec. 
ParU scusc. Purlare schieita e aUt^ 
spianacciataj Par lore snocchlaUunemte, 
con eificacia, con itiolla espressionri 
Spremere ckiaramenU U suo comeeiio: 

S'io V9€ui le riaaa e aapra • clN«rc«y 



la pniiMrti di mio c^acttlo il aaco 
Piu pitrnameDte. 

Daole, Jtfjer, c XXXII^ ». I a 5. — V. 

Scusc ikss-gio. F. Scliisciiss-gid i. q, G, 

Sdegnds. Dicono i iioslri couladioiapiau* 
ie cbe faciliDeole paliscouo per freddo, 
per veoli, per uebbia, e siniili meteo* 
re; nrl qual sense iisd il verbo Sde* 
gnare Bern* Daranzati : « L'abele e '1 
cipresso rimondl sdegnaao • noo vnu* 
no pin ionaoaiM (Cu/lic. /iMC p. a65 X 
~ V. 

Sdolora (a) nelle Cu avverti. Propriam. 
s*usa per Sibgare il dolore in genili e 
pianio sospiroso. 11 Dolorare dei Dis. 
ital. ba pur quesla siguiC — V. 

Sd{kcc , Sdncciiidii. Sduccidu , accresc^ 
?4 br. SpinlMf Spinkme^ Jmpulso, So- 
spinia, 

Sduccik. Spimgere^ Sospingerti Rirnao* 
ver<*, Cacciar «llre a forza, Sducere. 
— Y. 

Se (m), I.® sig., agg. Se I'bo dill mi, clie 
I'eva de aodli ioscl, — chCf p» e., Se- 
basldpoli a vora d'tn tin \ Russi Feven 
de perd 1 — - Quel ee^ come si vede, 
•ggitigQft di molu foraa alia firase. — V* 



SED ( 1 85 

Se roi I' bo ditl , se mi V ho faa , 
6e mi, ec, die poeuda mori cbi su i 
duu pee! <— For4e maoiera d' offer- 
mare, allonlanando da sd ogoi sospetto 
di meuzogna con rimprecaziooe a ih 
di graodi svenlure; 
S* i' ^ disM naiy cb^^ ▼••«« ia odio a qoella 

Del cui amor vivo . . • 

6> P '1 disM, cb^ a^ mki dl sian pocki « rei 



S^ P 'I diui , cielo • lerra, nontot « Dei 
Mi 11411 ronlrarj . . . 
S"* i* '1 diwi mai, di quel ch^ i' men vorrei 
Pieoa Irovi qoesPaspra t bre»« »Ia. 

Ptftrarca, Cam. XXXIV. — V. 

Se [pron. per Ci\ (in) agg. Queslo no- 
siro Se 8* atlarca fra noi apocopfilo 
agl' iniioilivi de'verbi lalora con una, 
talora con dua esse, con sigoif* lalvolta 
di Si e talirolla di Cis p, e^ Quand 
r ^ cb'emm de vedess, de serives^ ec*? 
Quango sara cfie ci vediamo, o pure 
Quando avremo da vederci^ scriverci, 
ec. — A parlass V^ mej c\\e a scrivcs. 
Piii iaiUaggla il parlarsi che non lo 
scriversi, 
Secvli {in), i."slg.. agg. Secci-sCi. 7iwiri- 
€ii:e^ Seccare. L'e seccaa-au lusscoss, 
Secc2i«v{a« Diseccarsi e svanire. L'i 
secca'Via i crost. 
Serca (in), 3.** aig , agg. Jnfracidare, Tdr- 
re il capo: 

Voi« aaadonae^ oii para 
Cbe siate rooUo ben sopm paftale* 
Pcro, di Kraiia, non m' infracidaU. 

[ Fet piasif no ma secchtt, ] 
Bcrni, »i'oii. XXVll, p. ia5. — V. 

Sdda (in) agg, 

Scda bavota. Stia aenza nttbo , aba ba pora 
o ncMuna coasitlensa. — V. 

Seda croja. Sela eruda f cbe u rooapa facil- 
moDle. — V, 

Svda de doppi » e semplicem, Doppi. Ttrza- 
net fa ( Glor. agr. ). — V. 

Srda gtlmeWott. Seta grcppota^ broctosa^ piena 
di broccbi [grimei\. — V. 

Mestee. de la seda« Arte del Seia- 
jtiolo. — V. 

A Provinii la seda corr. = liglio = 
m = lilolo. — V. 

A Trk seda agg, Dipanare i Dozzoli; 
cioi Trarre il filo serico dal bozzolo; 
quasi dicasi disfare il gomilolo ( lati* 
nam. panus), svolgendone il serico il- 
lo. — V. 
FoL V. 



) SEG 

Ei tr^ seda. TraUura» Dipanais/ra^ 
Dipanazione^ Filanda. — V, 

Tr^ denl ( i gallelt > Pescare » Fare 
la pescata dei bozzoli ; cio^ Ijmmollaro 
i bozzoli nelPaqua calda ; batUrli eoa 
la scopelta (sioimi) per ricercarne 
le have; t, fatlone un mazzo, agitarlo 
reiraqua, rituffarloe strascicarlo (j^m- 
s^), tanto che, raccolle Ire, c^nattro^ 
cinque e piu have insieme, secopdo 
che 81 ¥uol sela fioa, mezzana* o ton* 
da^ di queste se ntt fa un sol filo o 
capo^ il qual, passalo per la IraGIa, 
la croce e il va-e*vieni, •' avfolge in 
Hne al naspo. — II mazto, o grtippo 
delta pescata^ i il grappolo de'botzoli 
leouli in mano per \e fila della Moi* 
gheUa (sirusa e s(rmusa)^ — V, 

S^ila usano i Fomaciaj in un stnso en* 
liosQ del quale vedasi in T^rm i. ^* C 

Sed iaa, v. br. Aggtunio di n>estior« che 
licne fuumo cbo lo esercila, sempre 
ferino a uu luogo, quasi djea assedia« 
to, Sedentario. -^ V. 

Sedimm. T. -degU logegn. HiWirfio. — El 
g' ha du» trii sedimm de ca. Bffi ha 
dtfe,,ii^ risedj di cas^, — V, 

Sedol <iw>, ii*> sig., agg. ed anobe ne» 
piedi ; quesita i contadini dell' A. Bl. 
chiainano piCi speciQcatam. Carengi^uL 
V. il Voc, e if, G, 

S^dola. Tiglio della canapa^ del lino, e 
sim. — Longh de sedol«« Curl dq se- 
dola. Di liglio lungo, Di liffio breve. 

Sedds. Bi liglio lungo, pari, di canapa. 

Seg^ [E\] per la Segaoda. F. il Foe. 

Sigarfa e Segknda {in) agg. In lemp de 
Scgan'k no se dis n^ paler ni avcma- 
ria ... Prov. contad, il quale aocenna 
che a tempo della mease del grano il 
lavoro i cosl iiicalzante, fMlicoso e pro- 
irutto a lanta parte della giomata, che 
non lascia quasi campo a dire le ora- 
zioni della serai ^^^^ come aono t 
couladini dalle faiicbe e cadenti dal 
sonno. 

Seggde (in) corr. = Salli-gi* del s^ee 
= in c=: Sall4-sul seggee — I Brians. 
dicono che salla sul seggee quelle ra« 
gazza che ^ venuta insii i quiodici o 
sedici anni ^ la comincia aja la gid* 
i^ena, la pulcella de marilo; 61 che ^ 
segno il pigliarsi ch'elle (k U c«re dt 
teller sempre hen provedute d^ aqua 
le secchie , I cerchj e 'I meBtco delle 
a4> 



Seg 



<,86) 



SEL 



quail, da lei o^ni dl stro6nati con 
reoa, risplendoiio si cbe pnjono d'ar- 
geDto. — Di qui il dettato Salt^-gib 
del pottee per montd sul seggee, elo^^ 
Uscita di faneiulleaza, entrare oelP eta 
nubile ( Cosl ayvertasi in Police nel 
Foe. ). — V. 
S^ggia (in), !.<» sfg., agg. Romp i segg. 
Lo stesso cAe Romp i squell, Romp 
i lesser. F. Squella net Foe. — Y. 

A Vcgni-gi6 I'acqua a'secc, in vece 

di zizmaiza sUmga:=z scrivi = mazz' a 

stanga ^ o vero , maiza a stavga. La 

9na%%a a stanga k uno strumento per 

afligner aqua con secchia^ ch'io credo 

il medesimo che, la mass' a cavallo^ o 

lia la cicogna, o cicogndla. — V. 

S*ggia (in), a.** sig., agg. Scggia dc roiu- 

tia , Seggia de stee ( Sgiaz% e Sgmzza 

dei Pavesi). Secchie maggiori delle 

ordinarie, della lenula d^uoa niina, e 

di due, coo manico di ferro, ec. — V. 

Scggia a la samaritanna cbiamano i Ra* 

niieri quel secchio di rame cbe ogui 

altro dice Samariianna o Sidella a la 

samaritanna. QueH'orletlatura convessa 

cbe banno pocbe dita sotto la bocca 

si dice coo particolar nome Sca/2/i. 

S^go (m), I.** sJg., agg. A\ raaggior segn. 

Sommamente, Jl maggior segno. — V. 

Per segn de veriiaa. F. in Yeritaa. 

Sigo [Bersa^io] (in) agg. Tirk foeura 

del icgo* Sberciare, Non cogliere net 

brocco, o segno. — Y. 

Segn. Assoluiam. Calcine, — S. 

Segn laccaa ... Quando, noo indu* 
randosi al tutto il buco, iinputridisce, 
scoppia Q s'incolla al boszolo. 11 cbe 
fa perdere roolta seta alia traltura. — S. 
Segn destaccaa ... k il coulrario del 
taccaa. — - S. 
S^gn e Segoin. Usianio noi per Gcatrice 

e Cicalricetla, 
Segnk (in), i.® sig., agg. Cbe ancbe di- 
cesi Desegnli per Essere segno, indiuoj 
Indicate, Jccennarej Fare o Dare se- 
gnale cbe ioduca prognostico , con- 
gbiettura di eosa cbe ba da succcdere. 
— Y. 

Segok o Noti i giomad. Intaccare 
la pelle, Scorticare, ec. Dicesi, scbcr- 
xando, di Barbiere iiiesperio cbe tiel 
menarti il rasojo su la faccia ti fa lac- 
cbe a mo' di quelle cbe fanno i cou- 
tadiai oelle taglie (tisscr) per memo- 



ria delle giornale cbe e' fanno in 9tr' 
V'gio del padrone. — V. 
S^gra o S^gber (in) agg. Lassb corr i 
besti per la sdgb'er ... Metaforicamenle, 
Non aver cura del suoi Non pigliar* 
sene alcun pensiero: 

Cou^occorr riorarast di nhol ncRWr^ 
Se lassem corr i hesti per la »egher? 

Maggi, ConM. Menegh. a. f, 
iotcrm. i, p. 46. — V. 

Segriggioeula (in). Non ^ essa il Serpillo? 

— S. 

Noa h, SoDO tuU' a doa crba odorou, tuli* • 
dua apparleogooo alia meJatima claue a al ■!«- 
detimo ordioe di LioDtfo ; mt toad ben uivena 
I'una dair altra. • — .La S^ffriggittmla (^Erfm pepm 
« Snnloreggia da* Toicaoi) h la Salureja hortem^ 
sis di Linn. ; a il StrpiHo h il SemfUimo de« 
TOMvni {Thymus serpllUm Llo.),9 Timm m/- 
vdegh da^ Dostri forcai. — V. 

Segrioii [fi guratam.] (in) agg. Digrignan, 
storcendosi della persona. -* Y. 

Segriziti, y, br. Propriam. Zigrino, Pellc 
ruvida e lutta a granellint ; ma noa 
s^usn da' Brianldi cbe in senso figurato 
di Affanno , Angosda , Compassione , 
MelnncoUa, Tremito di freddo^ Tra* 
vnglio d'animo. Forsc dal franc. Cha" 
giin (angoscia, pena). — Quiodi 

Melt segritsi. Fare rihretzo, Metier 
freddo neW animo , Fare o Mellert 
compiusione, — Y. 

Segurdn o Siguroo. K Scigur6n L q» G. 

Sej, V. c. br. , snst. m. Ascella. Sott a 
on sej. Sotto un* ascella. 

Sella, V. valsass. ... L'estrema lioea deHa 
cima d'oQ moole dove si congiuogono, 
od banno principio i due versanli.— Y. 
Sella foltada in s6 ... Quel po' di 
BTvallamento cbe a mo* di baslo-ro- 
vescio e oelU doppia cresta d'un moa« 
te: p.e., Pass2i s6 la sella, Pass& Hnea 
la sella. Travalicare il monte. — Y. 

Seller (in) agg. Seller stopp ... S^daoo 
co' gambi pieni. 

Seller todescb. Apium graveolens, 
Sddano rapino, Fariefas rapaceum. 
Seller turcb. Sedano rosso. 

Sellerin salvadegb ... Erba cbe fa nel 
frumenlo e lo infesta t ba fiori gialli 
e foglie simili a quelle del sddaoo com- 
mune. — V. 

Sclleritt (in) cotr. Non dalla figura cbe 
banno sono cosi cbiamali,si bene dal- 
Tavere per anima semi di sedano. — Y. 



SEN 



(.87) 



SFA 



Seharoeula (iit) agg. Ne' mooti comaschp Ij Serkda , v. lariense. K GvtjB iM Monti, 

i_ J? ry f zr^^ n^^ 



la dicooo Casondra, 
Sdinma (m). Con pace del Farron mi- 
lanes , parmi che proteoga da Semis ^ 
Meztu; etiiiiolo(;itt che si adalta ad ogni 
•uo significaio meglio di SemeL — S. 
^^* Fo ouervare a propoaito di qafj'a tckc, 
eke iojun antico vuIgarixsaiucBlo ma. drlln litgota 
di «y. ^goJitinOf che ora Irorasi oelU BiW. Jel- 
rUniv. di Pavia, la fra«e unm volta U settimmna 
(semel io hebdoroada) - 1e(ige»i trailulta in - Sema 
la ttttimana. — Ecca il paMo: N.« i3 u Questa 
Begnia »ia legiula tema la settimana... Accioccbe 
voi poa&iale mirarvi in quetto libricciuolo li cone 
is VDO spcccUio I et acciocch^ per dimentirauaa 
TOi noa lascialc alare alcoDt cota, qocata Regola 
sia UiiM aena la aetliaaoa in pablico n. Da molte 
xod • dcaincnie a forme noo aCIatto propt«j dei 
dulelli loicaoi| ti credcrtbba cbe il Tradaltoxe di 
qnesla Regola aia 00 lombardo. — V. 

Sem pi ternlo. Pet-peiuino. Fiore che k la 

Gomphrena globosa Lin. 
S4n {in) agg. Se V ^ nfvur, la ciaT sul 
morj «c l'6 aeren, la ciav in sen. F, 
Ciiv i. 7. G. 
Senavra (in), a.** sig., flgg. Senaura pare 
detla dal motto: Ex grtmo sinapis, 
omnibus oteribtts minima j Jit arbor 
{ S. Malt^o, cap. XWlj V. 3i e 3a ). 
Queste parole si lessero soito uu' an- 
tics dipintura a fresco sU la cantonata 
del mure che dk verso la strada ac- 
cenuante per P. Tosa a Milano. Uo tal 
motto fu assuuto dai Gesuiti, giii pro- 
prictarj di questa Casa prima del at 
di luglio, 1770^ a deootare il rapido 
increroento delta loro Faroiglia per 
lutto I'orbe catolico, nou append nata 
ed istituita dal Lojola. Cosl dopo il 
1770, qiiaodo il monastero venne per 
Mar/a Teresa traroutato in publico 
roanicomio, il vulgo o la consuetudioe 
appropri6 il noine di Senavra e alia 
Seoape e alia Casa de' pasti. — D. 
Sentorli e Sentoriv (in) caocella Sentac- 
chio e Sentacchioso , ?oci brutte per 
tutti i versi, e soslituisci Sensivo, Sen- 
sitivot Sensiifile, — io questo passo: 

At pover seolorU Vh cl petf magoa 
Qaaod aora cl rest el fan acuta el bnfTon. 
Maggiy Concors di Meneghtlty p. tl^9, 

Chi traducesse Jl povero sentocchioj 
tCy si farebbe cuculiare da tutto il 
mondo. — V. 

ScuzaieiU F, Sauzara net Foe. 



Foe, Com. 

Serdu (in) agg. Ser^n come on oeucc de 
pess ... Dicono i Brians, per un cielo 
di uotte chiarissimo, d' Un sereno che 
smaglia, — V. 

Servitorell (in) agg, Talora si estende an* 
che a denotare ogoi persona che seen* 
de coo allri a servitu qualunque roal* 
conveniente alia propria condition re- 
laliva. 

Sertizii {in) agg. A Hi ser\izzi brusa el 
cuu per trli dl. Jl seivigialo corre 
dietvo /' ingrato, « Niuna cosa h pi& 
breve « niuua ha vita minore che la 
memoria de' beoeBcj , e quanto sono 
maggiori , tanto piu ( come i in pro* 
verbio) si pagano con la iogratitudi* 
ne M ( Guicciardini^ Sior, d* IL lib. 
XVI, p. 467). 

Sessanieona de Cremma. Pezza di tela 
o Rdlolo di 60 braccia: cosl i Paveti 
chiamano Finlenna un ruotolo di tela 
lina o canapina di ao braccia, qaello 
che noi Milanesi diciamo Cave%%, 
S6l {in) agg. Avegh ona s^t cbe la se 
ved per aria : 

Aveva noa grao aele il poTtriao 
Palito no pesso, e vedevala quwi. 

Fireoaoola, Capit. dsHa sett, "^ V. 

Silt (in) agg. Sett, dersett e vintisett hia 
i tiiinier di dounett. ... Luna vetus pe» 
teies, juvenes nova Juna repurgal^ qui 
ha radice il nostro adagio vernacolo. 

Sella-gi6. Alettere a sedere cbi per etib 
o per infennita non i capace di se* 
dersi da si. — Sittel-gi6 quel bagaj. 
Metli a sedere quel bimbo, 

Setlimanna {in) agg, Gioe^bbia vegouda, 
settimanna perduda ... Fatto giovedi , 
siamo alio scorcio delta settimana. 

Settimanua de passion. Settimana di 
passione. Quella cbe precede la Set* 
tiniaiia santa. 

Scltin [On], V. del coutado. Sedilelto? 
Quel sedile qualunque » o erboso o 
ligneo o di pietra, cbe si trovi atto a 
posarsi vuoi lungo vie o ne' giardioi 
o simili. — 1 Coroaschi dicono On s£t. 

Sitt-in-bocca. F, P^r 1. q. G. 

Sevesiii, susl. m. Specie di rele, forsc 

cosi dctla perche usala per pescare 

uc'l flume Seveso. Peru F. questa voce 

in Mooti , Foe. Com, 

SUcciaa {in) ag^, Parlaudosi di fiocslra. 



SfO (i 

di baleooi, ec., ... ^ un aggiunto che li 
dice suggelli alia indiscreta curiosity 
cfi ctti lia facile Iroppo la veduta per 
tssi nelP iiHerno delle case, ec. 

Sfaotoiss, V. br. Jjffaticarsif Jffactndarsi, 
Durar graode e travagliosa falica; Jr- 

' rabattarsi . Sfonarsi, — V, 

Sfario^ss. Fignratam.4 dice«i dei lerreiii 
leggieri a f^icili a disfarsi, a ridursi «ia 
s^ io polvere. Sfarinarsi, Spolverarsi, 
Poherizzarsi , Sfarinactiiarsi. — V. 

bfann^nt. Aggiunto di terreoo clie si sfa- 
rina^cia, S/orindccioh, — V. 

Sl^rla e Slrasc (in) agg. Strappo, ^.arlao* 
dosi dipanni: p. e., Baod^ra a sCerli 
(sirasciaila ). Bandtera a strappi, — V. 

Sferla {in) ngg, Propriam. Sfsi'la o Sferold 
vale Strafipare, Schiantat^ le tnesse (i 
fdrol ) degH tdberi , stracciaudone la 
scoria CO ''I tirar gr6 alia peggio; e 
pero dicianio piultoslo Sfetid^gib the 
il seihplice Sferid, — V. 

Sfidt^g^ {in) altivo. Sfegatare propriam. 
tale irarre da un corpo il fegalo, to- 
me Svisccrate^ cavaroe le viscere. — 
P}gQrati*iirk., Sfidegass e Si^isccftiss s'u* 
Mno per fare ogui suo possibile per 
ardeoHe armore, per eccessiva airezio* 
tie. — Onde 

Vts8 sBdpgaa per tuo. Esseme sfe* 
gdlato, spiscerato , appassionato, spa- 
simato, — V. 

Siera, ir. br. Pompa, Gala^ Sfarzo^ ^f^g' 
gio. — La Yal in marcia in gran sfit-ra. 
La idle veste ifoggiato, suntuosamcnte, 
con grande .y/itrzo, — V. 

Sfiltizkliss/v. br. Sfrangiarsi, Sfilncciarsi, 
Sfioccarsi. Diresi de' bozzoli inal fHiti, 
it tessUlo de'quali, mentre se ne svelte 
il Olo, siraccia e si disHi in piu fildo 
ciche bavose. — V. 

Sfior^ {in) nota. In senso di Cogtiere il 
fneglio di die che sia dirai ^o/-^/6auzi 
che Sfion're, — Sfiorate per Cogliere o 
fugliere il fiore^ gua^tare al liore la 
Sua bellezza; — c dirai Sfiorire intran- 
sitiVain. per Perdere il fiore, il ini- 
gliore, il piu vago delU bellezza. — V. 
Sfbj&d, fv c. br. Lasagne grosse. 
Sfujascidiiy V. br, Jppaltone^ Jbborrac- 
c'iatorej Garponef Che s'alTolia e fa 
in iVetIa e male; o che pare facia r/)ol- 
to e noB fa, come chi, frusciaudo in 
un muccbio di fo^Iie seccbe, leva grau 
romora e niente accapezza* — V. { 



88 ) SGA 

Sfojln e Sfojoeu. T. d'Idr.... Componrfr* 
do^i le caleratte {incaster) di pi6 pezzi 
sovraposti t'uoo alfallro, di quesli se 
ne pougoDO o se ne levaiio or pi6 or 
meuoj secondo che si vuol che passi 
pi{i o meno aqua. Caterattini? — V. 

Sfondrass. Figoralam. , dice il Brianz. 
per Sbonzolare , jiUentarsi » Cttpai-e. 
Cadere li inleslini uella coglia. — V. 

Sfrasc^-foeu o foeura , fr. Iir. Vale nmi 
solo Levar a una pianla parte delle 
frasclte che la inguinbrano, Disramni-e, 
Disfrascarej ma eziandio semplicem«-u- 
le Rimovere con le niaoi frasche da 
frascbe per aprirsi un passo, ec. — V. 

Sfrjisi ) e ai /em, Sfrasia. ^aiiniicciolti; 
Ltie si scioglie, che si sliiriiiay Sfaii" 
Ttabile, Friabiie; e Irattaudosi di fnii- 
le, di came beo colla, e simili , rtilc 
Ch§ non ifgge ttoiio il dente. — V. 

Sfrasi2iss» v. In*. Sfarinarsi, Sbricciolatsi, 
SfaiinacciarsLi Disfarsi io briccioli , 
<Rid«rsi iu p«>Lvere a guisa di farina, 
Nod reggere sotto il dente. — V. 

Sfrazi (an) figg, P\ Sfrasi i. q, G. 

Sfriuz e Slri^uz [ F^ ]. Fare sperpero , 
sciapa, ec — S, 

Sfrisio. Uene ,calteritura, 

SlrisoQ^i^... Figuralam., dicesi dell'aodar 
del fulmitie a guisa di nasiro sciollo 
je sveuloUnl«« -r- V, 

Slriz^a.via (Maggi). Lanciare^ Gitiare , 
SaeUare. — V. 

Slronaoaii {a) aelle G. agg, Sfrombolare, 

5gaj6sc e ^gavCiflC, t. br. Torso ^ Tor- 
SoUt. Ci6 die riiuaue delle pere, melt>, 
e simili fruUe, dopoaverue levala Itii- 
la la polpa. — V. 

Sgajusoiii eSgavuscia, v. br. Per similit., 

. Vale a' Briauz. quaoto Rosicchiare, Ra- 
sicare, Defilicchiare che che sia a qtif*l 
modo che fa colui il quale co' denli 
vada levaudo a' torsi delle fruUe, p. e., 

. ii uilimi runasugli di polpa. -* Coss^ 
sgajuscel? Cosa 9ai lu rosico/uoHilo? 
— V. 

Sgala (in) agg. Verrtrbbe mai dallo spa- 
gnuolo Dcigajar, che vale propriam. 
Squarciare^ Romper rami, da che Gaja 
in quella lingua siguilica Ramiceito , 
Branca ^ Ranto forcelluto ., Ciocca con 
suejbglie ejiutle? — 1 Pavesi dicouo 

• Sguard ( Sciarrare ). — V. 

Sgauzeli. T. de'Murat. ... Tanlo muro 

. quanlo pu6 farsi senza alzar pouic 



SGA 



(189) 



SGE 



Sgark V§6 il Maggi per FalUre , Man^ 
cate: 

Col Signor, m gl»e dee gust, 

Siii ftirur dVtt ^rrmiaa ) 

Com el mond ingrat , iogiust 

Quant pu se gbe f^ ben, a^iocoBlra maa. 

Ciar V h ^1 gost del Signor, 

8label e pirn d^amor, rbe mai nol sgara ; 

SI gutt di omen P^ 00a tihliara. 

1 Cioi Ve on demt e/ttura^ e y muda ctipHzi 
<k /« sira « i« matinna, ] 

Maggi, CoMcors di AJeneghilt^ 
p. ii»7. — V. 

Sgaravitii .^ Disegno e simili, m cui spic* 
chino forme o colori, ma seoza gasto 
ne armonfa. — S. 

Sgarbi^. T. degli Ingegn. idr. ... Lavoro 
die si fa due volte 1' aooo ai caoali 
di socio , e eoDsiste in rassetlaroe le 
sponde \k dove i alcuQ guaslo o per 
fraoa o allro. — V. 

Sgarbad6ra ... L' alio dello sgafifare uq 
cnnale di scolo. Baiseltatura ? -» V. 

SgarbelU (in) agg, A sgarbella-iiiSy m. 
a T verb. br. Injuria^ AffoUatamente ^ 
Eccessivam^nt9. — - A sawpelia naso 
dicoo ancbe i conlad. loscani in quesio 
roedesimo scdso. — V. 

Sgarbellli i ceucc. Sciarpelhre. Tiiare 
10 basso con le dila le palpebre di sotto 
o per leoere bfn aperti li occbi, o per 
dtformarsi il viso, — V. 

Sgnrbellass (in) agg. Sgarbellass i oeuce. 
Arrovesciarsi le palpebre. — Y. 

Sgnretldn ... Su i lagbi del Varesino ^ 
nome generico dei Lari. 

^gACg^S V* l>r. Somacchio^ Sputo ca- 
lairosOy Scaiarrata, «— V. 

■Sgargajib nelle G» si rijacia cosl c=r v. br. 
Somacchiart^ Scatarrarej ciod, Maudar 
iiiori, spurgaodosi, sputi catarrosi. H.i 
U lingua spagn. Gargofear in questo 
medesimo sigoif. , come ba Gargajo 
per SomacchiOf e Gargajoso per Sor* 
nacekiatorei ^- Sputacchione^ Sornac^ 
chione^ Sornacchioso, — V. 

Sgargajdo. Accresc. di Sgargai. Somac* 
thione. Ancbe vale Uoiuo cbe sempre 
sornacchia, che^ losseudo e spurgan- 
dosi, ti fa di gran sornaccbj. *— V. 

Sgarle , sust. f. pi. , v. valsass. Gaii>be 
luogbe e soUili. Balestri^ Picciuoli di 
ciriegia, Lat. Grallae, V, Sgaozerla. ^ 
Oiide 

8garla e SjaroU. Datla a gam be , 



Sptuxiare il t^rrtno^ Mtnmr forU !e 
sesH. — V. 

Sgardii. T. d'Agricult. F. Scalijdii i.^. G. 

Sgardn [ Figuratam. ] (in) osterva. Ha \a 
Spagnuolo Desgarro per Smargiasaafa, 
Sbmvata; e Desgarrmdor per Bravac- 
cio» Spaccone, SbrNvastone. — Ami* 
eh^ da Sgati o Sga/'a , io tospello cbe 
il nosiro Sgaron veoga da quelli smar« 
giassi di Spagiiuoli die , rainandoci , 
la spaccarono in questo paese per quasi 
due secoli. — V. 

Sgartlu ... 11 fruno del Dipsacoifullonum 
Lin. 

SgartceCl e Sgarzola (in) agg, V^ Garaeeik 
I. q, G., a.** signif. 

SgJirzoN, pesce. V, Monii, Voc. Com, 

Sgai'sola, V. c, br. Pari, di fogliti, e I'mIIo 
di staccarla dal virgullo leguoso del 
pollone dd grlso. ^ 

Sgarzoldsa. AgigeU. di Arbora. K i. q. G. 

Sgasgetta , GasgelU , Sgasseita e Trin* 
gosna. A' BriancuoU qiiesli nonii ei- 
gniBcano il medesimo uccello, die h 
VAveHa cenerina, o Agaziella^ o Vevla 
gaxxina de' Toscani ( Lanius minor 
Lin. ) , communissima fra nui e cb« 
uidifica non pur ne' campi, ma c ne« 
gli orli e ne* giardtnt. — V. 

Sgaiisc (in), sig. i.*, ogg. Signifiea tk* 
Brians, ancbe Tor$o di pera, di mela, 
ec. V. Sgaj6sc i. q. G. — V. 

Sgailisc (in), sig. 3.®, agg, E cosi Hi rj»pe 
e di ravftnelli, ramolacci, ec. Propriam. 
la parte erbacea delle capitate o ddle 
bulbiTere. 

Sgavasg^nl. Sganasciante , Smascellante, 
i)icesi del riso sgsngberaio si die li 
gnastiy cbe ti slogbi le mascdie. — V. 

SgatK^lta (in) agg. K Sgasgctia i. q, G. 

S'geccbln. K S'giarcbin ittl Foe 

Sgeu^oSgiotJe, oiia cot. i.", r. 55, sci'tpii 
Insi^ le lu ore delle luogbe noiti di 
quel mese le giovani contadinr, uscite 
fuori al sereuo o su I'aja o stir un 
poggello o s6 quail be altana (boltit-' 
sea )^ ivi a tutta gola si daniio a can- 
tare Im croccbia cbe dal mese chia* 
mauo Sginee, Mel caolare .haiuio trn 
luro una quasi comniaudatrice, la quM- 
le , dando il tempo, ^ la prima i«d im- 
porre (a intonate) quel rauto ; ed im- 
poslo cb'ella bii^ lulte le allrtt al calar 
della sua voce come uu coro rispo»do- 
uo, ripigliaiidu e coutiuuaudo la stroll 



SGE ( 190 

rompreta io due versi ftccordali a cop- 
pia per piccole nssooanze. Per iin sag- 
gfo a chi si dilettasse di si fat to ge- 
nere di porsfa, se oe da qui una stv'w 
di strofe^ le quali ci enirano senipre 
o quasi sempre in queste ootturue 
caiitileue, variale e allungate' piu o 
meno secoDiio i luogbi e if. usaoze 
diverse da un luogo all' allro. 11 bf»c- 
cano maggiore e piu conliuuato si fa 
insii la line di Geu^jo iutoruo a un 
{M. — V. 

II Sacrisia di Montevegghia, mezzo 
poela , m' ba accompagnaio il Sgenee 
cbe si canta li six con questa prefa- 
zionciiia. 

L' I* qiiesU la cansoo — Cbe canteo i tosann 
Su U fin de S|>enee — De fwora a la sercnna , 
Aiica qaand gb^^ U nev, »- lotorna a on bell falb 
Faa de melgasc e tpiltf -~ De rov^d e paUmc) 
E, ballandrgh inloroay — • Tuce cinlen coNie matte*. 
Brtu^oi Sgenee cbe^l ta • Cbe'l va, cbo'l Ta, cbe'l *a, 
BrOMSm Sgeoea e caol^mt -Sigeaee Vh andaa^ and^m. 

El va (*) .Sgence de la bonna ventura, 
Ko so oe inaridaa, ne impromettada • 

Ne ioipromettuda, e n'anca de impromettery 
Donia rbc ho de baraila ol pannetlo. 

De baratU ol panaello con la fransa 
Per iugk H 0€ci quando cbe i Bie piangia 

. De baraUli ol pannelto ron li fior- 
Per iu^a li occi quand no Too a Pamoii. ~. 

Dervii quella fiueslra inUvel!.id.t, 
Lau^in vede la not I ins«-renada : 

Lassen) vedo la luna a ia splendor , 
Liissem «ede la fin del me amor. — 

Mi, a sla rbi, a vedi infin a Konco : 
A vcdi ol me amor cbe *J |>ar on Cunlo^ 

Se tu Pe on ContOy c mi sont^ na Cootina.* 
8« lu P e riccb, e mi aont poverina. 

6e In.Pe riccb e el g^ ba d^ la ro)>a taota, 
E mi sunt poverioa e la me manca. 

Mi, a st^ chi, a vedi iufin a fcllo: 
A Tcdi ol me an>or cbe M f^ biodelio; 

Se M (a bindcllo de oro o de argenio, 
O se le la per mi ... el Ira ^ia ol tempo. 

El tia via ol tempo e la fiitlura, 
O se le fa per mi ... so impromeltuda. — 

In del me ort sPI gb^ e uua pvrgolelta^ 
Gh'e su ona fceuia «crda, e P oUra secca. 

Quella verda la f^ inoamorare, 
£ quella sacca la (aren crodare. — 



) 



SGE 



fn sta canlrada gb^^ on camin cht foac: 
L^ e M ror do Mariio cbe gbe ronsaasa* 

Ob, se ^1 ronsuma, lassJI consnmarc : 
L' h '1 cor de Martin cbe toI andare. 

lu sta conlrada mi gbe pass! poco : 
Gb' e P erba volt a ihe roe da al ginoccbio. 

E lee la m^ba rispott qursta ragatsa • 
Passa da spess cbe P erba sara liasxa. 

Vorria Teas ol padron de sla conlrada^ 
Cbe Perba volla la farev tajare. — 

Vorria v«ss a toU come li stelli 
Per remira i tosann qual e i piu belli! 

Vorria vcss a volt rome la luna 
Per remir^ i tosann a vuna a vuna. — 

A $« spartiss la barca da ta riva, (**) 
E Pe partii ol ronfort, anima nia; 

La se spartiss, e lu nol m^ba parlato : 
Vardce rbe ball con fort el ni' ha laaiato I 

El Di^ba hssaa on contort e on confurtioot 
El m^ ba lataaa ol n«io cor col bindellioo* 

Qnet bindellin cbe P eva roal alrcltOf 
El m' ha laaaaa ol mio cor coi so belleasi. — 

Ve do la bonna sira, rosa frcscay 
A rivaderci donamatina a ncssa; 

A rivedcr la prima o la segonda , 
Quella del anr Curat P^ la pio ionga. — V. 

Alia col, 9.% r. 36, ho per male in- 
terpretato il passo del Btaggi: 

.... On bison de sora via. 

Ma sotl contra sgenee bra a la via| 

dove sgenee ^ pigliato per freddn in" 
ienso , e noQ ha punto a fare con la 
frottola o canzone cbe le foroselle so* 
gliooo in quel inese canlar di nolle. 
Io traduco quel passo cosl : Una to^ 
naca ( on palton) di bigello di sopravia^ 
ma sotto ben soppannata e imbotUUL 
contro il freddo, contra genajo (mcse, 
in cui d' ordinario il freddo ^ piu ga- 
gliardo). — V. 

A pienta i fav de sgenee se fit on 
bell fuvee. F', F^va 1. 7. G, 

Quattk sginee... Esser (e ultime a 
cantarlo nelle gare cbe si riscaldauo 
tra un crocchio di fanciulle d*uD Inogo 
e quelle d' un allro. Per es. = D^ la 
luua sul pajce — L' einm quattaa a 
quij de Verdee. O vero: Bait la Inna 
\k sul praa — L^emin qualtaa a quij 
de Meraa. Oveiv: Cbi gli'^ gent cbe 
fa de rausch — L'emro quattaa a quij 



(•) N. B. Dal principio sino alia mela del mete n Missagtia , di Brivio, di Olginale,'* di Oggiciino, 
si eattta: El vee ven. — Per qufllo clt^ jo «o , Il — V. 

/* uso di tfuesta crocchia e amtieo, t Io conoseo pra- H (*•) Qufslo e / versi stguenti^e cost i primi •/#• 
iitato helU pievi di f^iatercato , di Trrxzo , di \ dici^ mm si omeltono mat. 



SGR (19 

dc Cernuscli. O vero: Crija U Noium 
e haja i can — l/emin quattao a quij 
He Pflgiian. c=: £ cosi Htich^ dura il 
baccancs secondoch^ le fanciulle d'un 
tillaggio credoiM>d'avertrioDfalolif«vtf 
quaUaa sgenee] sopra altre d'allro til- 
'■ggio. — V. 

S'gevcSo e S'gevoolo. V, GiaYon i. q* G, 

bgbijoo, V. del B. M^ c piu pavese cbe 
oofira,Sc9g/i<Mitf ? Sdiiicciolo^ Ciglioney 
A/Mi, Lucgo io peodio. — V. 

S{;iatci (i/i), sig. I.**, agg, Sgiacc^ in fac- 
cia o fu la faccia oaa coisa che la 
»ia piitoft tdudera, come dif^ fichi ma" 
tun, pere mezze^ mete coUe, ** AfTrit- 
lellare Del viso n ( Caro, Commenio 
al Molza). — V. 

Sgiaccdnua. Ciaccdna. Specie di ballo 
oggidi uscito d'ufo. 

S'giafla-sii on miir con la catsoeula. Fi- 
gurfiam. Jrricciarlo alia grossa, —V. 

Sgobbigoadiira. Chinalura, Curvatwa^ 
Piegatura della persona in basso. — V. 

Sgobbignliss e Sgobbignas8-gi6. Chinar^ 
Si, Ingobbirsi, Piegare in basso la per- 
sona, Curvarsi con la persona: p. e., 
£1 va gi6 lull sgobbiguaa. E* va giu 
giu tulto curvo deiia scbiena^ B* $e ne 
va acquaUato, tutlo chino t quatto, 
— V. 

Sgoll^ra (in) corr, u Goione dovrebbe 
Jeggrrsi cosi nel Saccheili (Nov. io5), 
come Del PalafGo (6), in vece diga/- 
Ume M (Amali). — V. 

Sgonfido (in) agg. Sgonfion de rid. ScrO' 
scio di risa, -* S. 

5gorgi4da (a) neiie G, agg, I Diz. della 
Jiugaa banno Gorgione ( da Gorgia y 
canna della gola) pur Gran mangia- 
tore, o Beone cbe iugorgia largaroeo* 
le. - V. 

Sgoxza [O chiuso e Zaspre] usa il Brian- 
znolo ^T Jpoplessia, Coipo apopletiico, 
Jccidentef o Caso repenlino di apo* 
plessia, Goccio/a, — Al tat gli'^ cascaa 
la sgotza. Ebbe un colpo d'apoplessia, 
Gli cadde la goeciola* — V. 

Sgraffigni [per Jlitbare] (in) agg. Irsene 
in Levantc per Graffigriana: 

Fat to i|aMlo [tpogtimtm la cam], cbe resU ? 

M Doo ineam 
Per Gralfigaaoa in Levaote Leo raricbi. 

Arioato, Necrom, a. Ill, «c. 4. — V. 

Sgraffignlida(i/i) agg, RuJ/alOp Sgrajione. 
-V. 



I ) SI 

S^raiia o Fii-glo el Ibrmonton coo fa 
grallit'oeutft ^. S^ranare il grano liirco 
con queir aruese cbiaroalo GraUi/xeU" 
la, ctie consiste in un assetto qiia- 
drilungo con in mcfzzo un quadraiello 
lutto irto di denti di bosso saldaroeute 
in esso infiui; contro i quali premeodo 
e sfregaudo le pannoccbie o spighe del 
graoo lurco, se ne sluccaoo i cbiccbi. 
- V* 
Sgrigii^. Sgrignare, Sghignare , Ridere 

cou istrepito. — V, 
Sgrign6zz. SghignazzawenlOf Sghigna%zio, 

Sghignazzata. — V. 
Sgrigolli e SgrigoUss (a) ftelle G. agg, 
Sgrigolii e Sgrigolass del piase. v CoU 
leppolarsi lutto d' allegrezza m ( Caro, 
Commen, p. 92 ). Andar in broda di 
succiole, — V. 
Sgr6gn, Sgrugnda, Sgrngnooscln ... Per« 
cossa data €on roano su '1 gruguo ; 
igrngnone. — V. 
Sgr^sc (a) nelte G. agg. Renaccio^ Re" 
niccio , Terreiio greioso. II Salvioi 
( Jnnotaz, alia Fiera ) delinisce (a Ca- 
tapecchia « Luogo di moutagna sudo 
e incullo ». — V. 
Sgri!ivia, v. sviz. ilal., oggeit, di Terra 

da Fornaciaj. K T^rra i. q, G. 
Sguazza e Beltolio (1/1) agg, Sguazzalla 
al beltolin del succ ... Faria magra* 
mente per difetto di bczzi. — V. 
Sgnercia (in) agg. Sguercia el capell ... 
Portar il cappellorto iusur un occbio 
per darsi aria di bulo. 
Sguisl (lit) agg, Forse da Guisa in seoso 
di Forma, Fatletza, Figura, Apparenta 
esleriore^ Oude Sguis} i quasi ccme 
dire Ragguisire, ciod Raffigurare, Ri« 
coDoscere uno alia guisa, alia ligura, 
alia forma, alle faltezze. La lingua ba 
Disguisare per Cootrafare, Nascoudere 
la propria guisa, figura, ec. -^ V. 
Sgura (in) agg, Questo verbo e il sue 
verbale Sgurdda vaglion aoche Rinei* 
tare, Ripolire, Rinettatura, Ripolitione 
d^un foiso o canale co '1 fargli scorrer 
deotro Paqua con qualche velocitSi do* 
po cbe se oe sod levate le erbacce e 
I' inlerrimeuli. — V. 
Sgurgia ^ V. br. Segtenna ( Firenzuola )• 
Dicesi di persona magra , secea , al* 
lampanala. -« V. 
Si (iVt) agg. Talora affermiarao cod Et 
(Scrivo cl quesla oof tra coDtralta afier- 



SIG 



( '9^) 



SIZ 



mMiYA, ancorch^ uoi proferendiHa nou 
fiiciimo sent ir quasi altro die una aspi- 
msione nasaley se mi ^ lectto cosi dir- 
la, die partecipa di quelle due vocali). 
Talora ancbe a(T«rniiamo coo un'alira 
•spirasiotie che suona quasi Vhn, ac- 
coinpagnaudola spesso coo an lieve 
iocbinar di dpo. — I Drianzuoli (^ome 
bo aceennato a suo Inogo) dicono S'. 

Ah si! ••. Frase da pochi anui di« 
teauta fra not inlercalare in bocca di 
cbiunque ascolla ci6 che voi dile, con 
Itf oreecbie, agendo la nienle delle mil- 
ie voile le 999 a tutt' allro. 

Yh s\ e do el S6, Lo itesso che Giugli 
II scottdes el Sd. f . in Sd net Foe. 

Se nol fuss percb^ si, mi diress, mi 
faress, im, •ee.: 

£ M Don fbu» perche si , direi , 

£M«r Toi i««ile inascK«re, t non lei. 

Mvetli, ^mamU H^mmm Uot^. — • V. 

S^ el ven adess ; Si, doman malinna. 
iVoii Pten piit^ Mai, Non mai^ SI ^ 
donwiaiina : 

h\ Ten adeu; koo liel piri mi a sbragi^. 



• . • . • • e i oiee dun latleff 
Karaven Inai dki a met^c ? S), dftaattiiiat 
No V occor» alTanfiass. 
LU coma el l«oc dbl Scevea, don^ can 

{aveudp im nm succhtU^^ in vtee di dgngrc, 
ir0vM9 soltamU smsMtti], 

p. in. - V. 

Sh \ sust.] (in) nota e com 11 CigUone 
de' Toicaui ^ la parte che noi diciamo 
Jdva o Coita^ laddove la Contra o Sla 
^ la parte piaoa che corre lungo il pi^ 
della riva (del eigliooe). — V. 

^iiHit (ift)^ al S a.^, agg, II Redi in ano 
sua Lettera del I'x di giugno del 1688 
a Dom. David {Op, V, aoo) dice : <« Se 
£lla tornera al ficui erat di prima, non 
solo tion goartri, ec. n 

Sid^ll. T. de'Trombaj. Catinof II reci- 
piente di metallo in cui si raccoglie 
Paqua nelU tromba. I Lodigiani lo 
dicono Sedell, 

Sid^lla (fM)agg. Sidella a la samaritlinna. 
^« S^ggif' A la samarilkuna 1. q, G. 

Signdr (in) ngg. Che... Signor!... Escla- 

• masione di maraviglia^ o piutloslo ma- 
tiirra ellillica esprimeole eocesso : p. e , 
£1 lal 1'^ d'oD boo, che .. Sigoor! 11 
iulc i tank> buomo^chet Dio miol,. j 



cio^, che non se ce pud trovar di me- 
^lio. - V. 

J Lavdra pussee el diavol die ni 
el Signor... eqnivale piuHoslo il MulU 
sunt vocati, pauci rero eleeti, — - S. 
* ^ F4 ah Signor! neUe G.ttgg. « Far 
Gesili con le due mani n (Panao.Poc/. 
temi. t. I, c. XXIII, s. 34 ). — V. 
Sigiira! (in) agg, Negazione iroiNCi. Ok 
sUf Oh stUfiio!, e simili maniere cbe 
vagliooo Nk anche in sogno: 

Almanch fea aigartaa. — 
8ig«ra ! Pe^ cba pesf{. 

JUaggi, I. j4gg. Ctii^ Mtmfgh.^ 
p. |o> — V, 

Simdn (in) agg, Bl dl de san Simon Idder 

a montoQ. F. L6dera 1. (j, G. 

Simon , tegnli drisz el lampion .*, 

Dicesi per iscberzo a cbi tien il lumr, 

e spetto aocbe hgnmtam. 
Siirc^r (in) tigg, Aod^-via sioeer. Non 

vi andmf c^n froUoU (Sacchetti, Now 

uH, del li uol. ). — V. 
Siocdr, T. c. br. Non pooto alterato dat 

Tino. 
Sinigh^tt ... Sent Sioigbetl, trii di dopo 

el giudizzi. j4Ue Caiende greche* 
Sinister. Fedine iignif. *speeiale solto 

Dritt k q. G. 
Sira (in) agg, Pod^ dl bonoa sira de 

meazdi. Aver faUo <umha$n infomdoz 

Clit se rcdi&ss a 1' andl gio col sd. 

Yea temp cbe da roeiadi el dii bona sira. 

Maggiy I. A%g* C%mt. ihMgk. 
.p. i<»3. 
Aver gla mandato a male tutio il faito 
suo che si d appena giuolo j4 mezzo 
del cnmmim di nostra viia. — V. 

Scoeul de la tira. K in ScflsdU net 
Foe. 
Siss. Sei, nomero. Voce franc, per Sis, 

usala nel giuoco de^la Mora. — 8. 
Sist. Sislo, ^^ W ^ come papa Sist , el 
le perdonna nanca a Grist. F. Perdooa 
f. q. G. 
SitU o Sultll (in) agg, Siliv de legnamm. 
Figuralam. Accorto » Canto, Astmto, 
Fine , Sagace i cootrario di Gross de 
legnamm, di Mtdatcorto: 

Hia pcrsooo in del cred on poo corrivf 
El so IcgnamiD no pecca da sittiv. 

Blaggi, C«ji#. Mmfgh.^ a. II, 
iaterou a, p. 68. — V. 

Siiili&D ^ aggcti. di S^ e di Yitper. f^. 
I. q, G. 



SLO 



(193) 



SMO 



Sltfioa, ddlo alki briani* SUtr^itggiare , 
Mlargaie^ in «ciiso dl Reodere iftcile 
ii Biaoversi di eoM cb« •' •fgiri su 
p€ni»« sUrgMido il foro ch*eMo peroo 
riceve. — V. 

Slambrolta el aldin€|;li. r. 8lav«ggi^ nd 
roe. — s. 

^Ijirgii (««) ii|gg, Slargi la gradiiclla al 

Vm tomik i WckhroB qwddi in ^1 mmter 
CW vcB Loa vMl, gkt dan tatia la vaUa, 
Aack lur fia §ip ia del vaalf r 
.Taiu ftafftkf a al ri^. la gradMeHa* 

Maggi| Co4i#r Mtmgh^ a. II, 

ioUrm. a, p. 70. — • V. 

Slarg»ca»ur (m) a§g. Pa DuUtoU (dila* 

liixipoe ordiiiaria del cuore) cbiama- 

vauo Ii aolijchi 3f^lQpf!a dUatdiUca 

2iiella musica cbe raUegra, e» rallegraii- 
Oy allarga il cuore, al contrario di 
quella c^ |p ralUiila e lo rislrioge 
I die la sireng i busecdi ) » la quale 
dicev^si sistallifa f o sUtolica {suga" 
i€iur?). — V, 

SUrgafj^a, ausl. m. .^ A ud di presso 
quel inedesimo che lo Slargac€mr, di 
cui veggksi 4iel Foe. e i^ q^ Q. 

Sluvaggia(i#i)^ a.^ <ig., agg. DiliAU-e^ Ren^ 
der piii Jluido uo omore , uoa coaa Ii* 
quida quale ai sia. — FiguraUnit Sner- 
vare, Jfflosdre, Jmmencire, Slombart, 
Allonzare. — V. 

Slavigii, V. br* Dilalar^ ^\\gT^% s^^o* 
giaudoy corfTodeodA a peoa a pof o cbe 
f liiT •!• icbe ^og^ piM 9 m««a d«| duro. 

$lavigili dkdwo nd fionUuh vtnq U Co* 
masco peU noftro miUnefe 3l«vaggi^ 
IVdup^re) y^ il Voc, — L^ vocp k 
/co^aitftt, leggeodosi nal Vocah. Com. 
del M.ooii \ ma ivi inaiMsa il aigoif. iu 
cui qu^alo verba s'uva dai aoalri cou- 
ladiui tubcoiiieiifi, cio^ in qttel)a del 
Dilavare cbe f^oo i caoapi ]^m^i-%ib) 
le piogge difoll^ di primayera e d'au- 

lUMUO* 

^lifla [T. di Giuoco] (/n) co^r. Nell'Oin- 
bre spagouole ^ quando uo giocatore 
trova opporluuo di laaciar passare una 
naoo cbe polrebbe preodere. 

Slilliga. Sliiidja, Sdnieciolo. — V. 

$l6ua (fit) corr. e agg, Quctla voce a' 
BriaiMu ba due sigoificati: vuol dire 
tanto un pCM9 di Urra erbotOi 4pic« 
f^ol. V. 



cato dal suoto coo la xappa (phUtp 
. zoita erbosa ^ cotenna di prato^ goaon 
de' Fraocesi ) , come uoa quaolit^ io- 
df l^rmioala di si falli peasi piote p 
cdiicbe^ cbe, o sole o conimisU a ri- 
cavo di fdsse e ad altro pattuine^ ai 
ramniassaoo , acctoccb^ fernieutioo e 
faciaoo ingrasso. Quiodi 

Fk slozza. Seoteooare coo zappa i 
laii delle sirade , I senlieri , e aimili 
luogbi coperti di erbe quali si siaoo, 
per fame ingrasso. — V. 

Sloaza (in) agg. Aosicbd Ricavar fbsse^ 
sigoiGca piuiloalo Di%oUaro ao prato, 
un pascolo, uoa ripa erbosa; Spioiare?, 
Scoiieare^ Scotwmaix figuratam. — V. 

Sluineutass. Dicooo i cootadiQi. hr, per 
Jlaodar (uori soDimessameotc e ioler« 
roltamente voci laineotevoli. Z^oidmrf, 
Fignolafe^ Ificchiar^, -** V. 

Slutfcia (in) osterva. Mi pare piaggia oou 
tuollo forte. La fiorte ^ Sienta, — S. 

Sbiagokii, 0/rfpo» V. c. Tramestare tup- 
pe, iosalale, o siinili , per mode phe 
le ai impiaslriccioo o appassiscaoo ana* 
laaseole. Uo bambinello cbe co 'I cue- 
cbiajo ^ e y se occorre , aocbe coo le 
dita, malinena la zuppa, aeola dirsi 
datla mamoia: Smagolcia minga qtulla 
minesira, 

Smabdas , aggett. Dicesi cosl d* aoimal 
bruto, come di fancioUo malmvi^eua^ 
avvezso caltivameule. Vale qual^ba^ co* 
8fi mauo di luiinialfziato.-*- Tratlaodoai 
di uccelloi si direbbe i|OCiV0lfitl9» ei«^ 
reso accorlo dal perieolo corao* "^Y. 

Smalvezz^ (iu) eorr. £) meoo di SmaWud, 
e lo diciamo pcV Allevare 410 n^azzo 
coo caricature, o male abtioalezzej 

Smarrizi. Disse il Maggi per Smarrimem" 
to, ^tHU-rigione^ SbigpUimemtQ, — V« 

Smalio4ss •«. Letarsi , o Ustfir di caaa la 
mane par Umpo. •— Sit 

Smatluzzl, v« taUasa. Scarmi^iare, Ar* 
ruffiirtM Spennacdtiate ^ Sempi^im^e ^ 
Sconciar^ i capdli a mo' di pazio, di 
fl^aito. ^ V. 

Smenn^ e Snieonagh d^olen SeafMiaref 
Perdere del capitate io uo oegosio. 
•*?• 8* 

Soiiog& vua» m. valsass» Minacdare al* 
cufto, alsaodo il braocio io aUo di per- 
cuolerlo. Dal lat. H'marif.^^ t ho ales* 
so cbe ATiiurd di boii a von. *^ Y. 

Smoufriuft. Sdlare la monferrina. — V. 
aS 



so ( 194 

flmdrbi , iOfl. Dicono 1 Bnawtuoli per 
SmorbiaHa, o Smorhiask. V. net Foe. 

— V. 
Smorbliu Vtb il Maggi ptr Kitio, Mai- 

vtzto, — V. 
SmarbioB^ (i>)i ^g* »*. «W- («*« '«• 
r^cio paesi del contado dicono mnche 
Soracikuy Morbeil, e taluni pure Smor- 
bidn f, ffw/«m.,Gnlo). Maldelgrappone 
\o dtcona ?arj scrittori^ e panni ooo 
improprtameote. 
Smorfl... Sottrarrc, Cavare allnii che che 
•ia coo arte e quasi con ft*ode.— S, 
Smorfida # Smorfidnna ... Uomo edoona 
cbo ta addurre allrui oe' propH <i>sc* 
gni « ilia propria tolonli, seiiM cb'ei 
par sc »*a¥Tegga. 
Smorotli, ▼. br. Jmoreggiare^ Donneare, 

Far all'aiDore. — V. 
Smorosliit e MoroalU, t. br. Fa^ggino, 
Dmrnerino, Sninfio, Snumwiere, Drudo, 
"Vago di far alPamore. — V. 
Smhnw («)> i»® fig., nslle parU agg. Le 
gaiiatce delta a morta de' Legoajooli 
da' Brtaos. Mon dettc Tapp. Cbiaman 
«sai •Scmheeia la vito feniinas teiiipli- 
' ctftnento FU 1a ?ito maschioi e Fir* 
men i paQi, #1 dolU Tile c ai deUa 
se^ita* ^ V. 
Sm6rt (lit) carr, in due luoghi z= el man* 

Ido =:: m Ea al ae maDldo. — S. 
3iiiiisanii-i& Tua — Dargli delU oefiate. 

— V* 
SiiHiaati^iM**^ Mvsomarsi^ ec. — V. 
'8«ma6ttdo, T. br. Mueome^ Mostacdone, 
Sgrmgnonef Ceffbne^ CeffkUmei Colpo 
diMo oci Biiifo, oel oeflo. — V. 

Ditt4ii smotalloD .. Daivi I'utt I'aU 
tro do^ moaoai. Musonarsi, Sgrugnarsi, 
C^ffmvL — V. 
SAKaieili>> ?•> br. Snidare^ Seovare^ Sco- 
vtteelmre^ Gadciare da! covo, preto qui 
covo ( Niasc ) per latto.; -— V. 
^iiiictliia, SccM^accMirsJ, Snu/iart/, Uscire 
•del aido, dalla tana » del covacciolo, 
. cio^ dal giaciglio, qnale ei tiasi.-^ V. 
Sd (in) agg. A saa Yilor mett la pcN al 
. SoL F. Viidr L q. G. 

Da oa Sd a Toller. Dioono i coatad. 

briaoz. per Dal levare al trartiontar 

• del Sole , che h la duratar del taroro 

. d'an' opera » cie6« uaa gioraata di la* 

. voro. i— V. 

/ Da ia part del Sd. A solaHo , A 
. HMuafionio; oaotfario di — De la part 



) SO 

de rombra, de I'tnvcrs. A Imch, A ira^ 
meniana. I Paveai cbiamano Sofeggia 
un luogo o terraao eapealo al aole di 
niettodl. Solatio, Luogo sdeggiaia^ 
— V. 

El Sd de lievrde el manda romm ia 
del carlde ... ProT. coot, che acceona 
i primi Soli sa 'I declinare delPiover- 
naia esaere pericolosi alia aalaie uma« 
na. In cempagaa tl calor aolare si fm 
sentir piu presto; ia citti si toaie ia 
¥ece il Sol di inarso. 

A Fk el gtr del S6 mgg. Vale ancb« 
Tornare \k oade aao s' ^ mossO| nm 
per ahm tia: 

a' •Itroad* 

Gimto P a^ilt •! mdo omd^ dta wcio. 

Cwo, So*. « Oarh Fn 

I Doganieri e i Coatrabtmdieri dicono 
Fd el gtr del S6 quelle merci c6lte in 
contrabando che , a preno Tilissiaio 
tendute, se ne vanoo in mano di qoelli 
- cui erano deslinale.^— S. = Cosl cor^ 
reggasl il S 2.* di Glr /. g. G. 

Fk §\ e n6 el Sd. Lo siesso che Gtogk 
a acdudes cl Sd. F, in Sd nel Foe, 

Perd el Sd d'incoeu p^r piang t nU 
vol del mes che veo (Maggi ). Perdere 
il ben presaaie e cerlo per accorarsi 
delle'dtigrazie future e incerte. — Y. 

Sd acqaaroeu , fr« c. br. Sole anna* 
qtiato, 

Sd siziliao o Sd breventao ehiamano 
per ischerto vtaj cont. brianz, la Luna. 

Yead el Sd per comprk I'oli ... Di« 
cono i Brians, di coloro che si levano 
tardi da lello f quando il sole d gi4 
alto , e stanno ia rece so di notte a 
far loro facende. Far di noite giomo* 
£' si vorrebbe risparroiar V olio an« 
dando a lelfto presto, e, le?andosi per 
tempo la malina, profitlar della loee 
del sole che non cost* niente. «- Y« 
Sd (m) agg. Noi usiamo ( e osa ancba 
il Fiorenlino) preporre tl possessiro Sb 
e SSa a bravo, bell e siniili aggeltivi, 
per dare maggior forza alia frase, co« 
me , per mo' d' esempio t Cont el sd 
bravo capell in testa; Cont el s6 bell 
fior in Toggioeu de la marsinna; Coat 
el s6 bravo tdcch de pao sott s^lla. 
- V. 

Vess et sd. A qoesto nostro roodo 
si assfiaiglia quest* attro de' Toscani, 
cbe.trovo uselo dai Giiisti aelU FiUi 



SOL ( I 

id Pmvii 9 p. xiy: « Per dare a go* 
npseer^ » come si pu6, 1' aspetlo d' un 
Qomo illuttre ti potUrt, ia sua Mrebbe 
di poroe i' imagine in froote al iibro », 

— V. 
Sodisft. Aasolutam., intaDdoao fra noi i 

Sacerdoti per Dire ia messm^ o tt^fizio 
divmo. — S. 
Sceuja {jin)t a.**aig^ agjg. P^ de la soeuja ... 
L'eatrema parte inieriore della soglia* 

— V. 
Sc6m de la soettja, Platda deUasO" 

glia ) cbe ^ quel piaoo inclioato cbe 
^ien dopo la aoglia. — • W. 
Sttul [ Pavimenio] (in) agg, Soeul a da* 
ma ••• Biatteoato a seaccbiera. 

Sffiid a salt de gatt .^ Aroroatlonato 
io cai le pianelle si posaoo per dirillo 
Puna dopo I'altra. 

Sceul a acajapeit ... Mattonato a apina 
o a spinapesce. 

Soeul a testa ioaoz ^ Mattooalo cbe 
riesce a spina, ossertato da' lati della 
stanza, ec. 
Soinil {in) agg. SofGu a cantioell ^. Sof> 
fiua Delia quale le comnitssure ddle 
assi d'impalcatura stanno ricoperte da 
regoletti o liai^elli o correnttui. 

Soffilt a eassettoo. Soffklo a riquadri, 
a formelle, /ormeilaio, — « V. 

Soffitt a mett a mezs ... Sofiitta neU 
la quale le commissure delle assi d'im* 
palcature stanno scoperte per essere 
quelle assi caleUale I'una nell'allra. 

SolBlt mort ».. SofBlta a tetto, le cui 
assi d'impalcatura fanoo pavimenlo al 
cosi detto Spatutcd. 
Soflitt4 {in) agg. SolBu^ a cassetton. For* 
meUare ^ cio^ , Formellare i riquadri 
ond'i SGompartito il sofBtio, — Sooo 
le formelle Io sfundo dei riquadri. — > V. 
86ga (in) agg. Andii a Hi el sogn. Dor^ 
mire di merigguma^ Dormir meriggiano, 
Miettggjiaf^, 

Va a dormi di sogn ... Dices! a chi 
▼oglia suggerirci o raccontar qualche 
cosa^ o regalarci d'aleuoa sua opinio*. 
se* cui mal s'aggiusti la uoslra fede. 

Inscioccbli del sogn. OruUo^ Intor* 
pidito e fatto immobile, come ciocco, 
del SQOBo* -^ V. 
S61d (in) agg. Per denaro in genere; 
NamemriOp Moneta: p. e., A I temp 
del .Regno d'ltalia oorreiw el sold pus- 
sen, cbe adess. E' c'era abondai^a di \ 



95) SOM 

denaro In eircolaiione pih the nan ^ 
al presente. — V. 

ISoldada ... Anlieam. tisavasi in Lombar* 
d(M per Dozzioa i quindi : Ona soldada 
d'oeuf, Una serqua d'uovai forse per* 
cb^ per un soldo (quando questo ne 
taleva otto dieci dei present! ) si 
aveva una dodicioa d'uova. V. i patti 
(appenditie) cbe s'imponevano a'fit- 
tajuoli nel cinqiieceoto ne' Libri de' 
conli di molte Ammioislraziooi. — V. 

Sol^Ua (in) agg. Soleiia ^ Scappino (Ca« 
rena , Pronta. p. ao )• 

Le Bnansuole pi{ii precise oel lor 
parlare dicono Soletia la parte di sotto 
dello scappino o peduje cbe copre il 
snolo o piaota del piedc) e CappeUa 
( piccola cappa) b cima del pedule cbe 
copre le dita. — V. 

SoUngb e Soldogb. Dicono i Yalsassinest 
per Melancolicoj Mesto^ Tristo. E di- 
conio cosl di persona, come di luogo* 
— V. 

S6lit o S61et (in) agg, Borlk denter la 
di s6let vizi, in di s61et smorfi, e st- 
mili. Dare un taffb m, ee« 

Ma DOB tndo In pawi , 

Cb« die^ BD tafTo nei tolitl : abi lani ! 

galfalti, Ptrdita d*mn griih. — V. 

S6ma (in) , sig. a.^ agg. Lavor2i a 8oma» 

fr, c. deH'A. M. Someggiare. 
Som^ss. Diuentar seemo. — V« 

Som^s el cervell. {Da Somro. iS*^* 
mo di senno^ Matto). Perdere ii sennof 
Scemarsi il cervello. Confundeni ?, Dare 
nello icemo: 

Tutt i ai 

Per aomats al cervetl c1 gbe d' ba vaoa. 

Bingo, Donna Ptrttif a* 1« ar* a* 
Gio^, tutti i d), per trarsi il certello 
dai gtfogberi, ne ba una onova.— V. 

Somenli o Somn& (in) agg. A saota Te* 
resa se somna a la destesa; A san Gall 
se somna al pian e al vail. Prov.agr. 
br. ... CM^ Per ia melk di ottobre deve 
farsi , se non ^ gt4 iaita , U semeota 
( nelle lerre forti e tenaci s'inteode, 
cb^ nelle leggieri si tarda , a uu bi* 
sogno, sino alia fine d'ottobre ed an- 
cbe piii in li). — V. 

Somdoza (in) agg. Cbi roangia la someflia 
cage el paj^. K in Pa)^e i, q. O. 

Somens4tt (in) agg. Si pelrebbe tradiirlo 
per analogfa in Semen%iere, .— p«r non 
confundcrre cbi ?ende semcose col 



SON 



(• 



lao^d dote le' ti semlnano. — Figura* 
tacll* St sente usato da' Briant^i per 
SoHucherone, Libidimosoi Pmca da 
semej Nod bnooo ad altro cbc a far 
razxa. — V. 

8iDiniroe& dicorto nel contado per Some- 
rlo. K nel Foe, 

Soinnii, Somndri, ec, v. c. deil'A. M. 
per Someiiiy Somen^ri, cc. F. nel Foe. 

SoM^ (ill) flgg. Soni da fiv per amtta' 
posio al Soni de moti. 

ji Sooli i campano a I'ambrosiaDtia 
e a la romanna correggip metlendo il 
contrafio. — V, 

Soak {in), sig. 3.^ agg. Son^gh a vud .^ 

Scotir vivo dispiacere d'alcuna yinia, 

o simil cos». — La gbe aona alia ma- 

ladeda. Egli n'h corraccmto, adontmto 

forte. — V. 

Sona (ira), aig. 6.% ngg. Sonfc*8& ooa cossa 
a vim. Appiccare, Appettare, Ficcare 
ad uno che che sia 9 agginuidoh, )— 
Varda che not te soni-sCi de quij miccb 
gross mat cotl. £ guarda non Cappic* 
chi di quel [paoi] grossi (Burcbiello, nel 
Sonello: FaUXnr^ tUn* qui quarania* 
ire pilossi ), — V. 

Sonaddr (tit) agg. L*d cattiv f^gti qnand 
la fcsta de ball la ae A id cii dt so- 
nador ... Vogliono i BriaDZiioli con 
quesia frase figur. significare : Avere 
uoa bolega pcnuria di avveolori , e 
per6 poco o a ess iido stnercio di sue 
mercatanxfo, pocbe o oessuoe facetidti 
ulili. — V. 

Sonaddr nelle G, Si caocelli aflatto, per 
ci6 cbe bod ba il algoif. allribuitogli. 

— V. 

Scok] (in), 2.^ sig., agg, Sonaglio, per quel 
rigonfiameolo cbe fa I'aqua pioveodo 
o boltenidio ; i ¥Oce di liogua mollo 
lisata e regialrata da tulli i Diztonarj. 

— V. 

Son^ll (in) agg, i lo siesso che Zfffol de 
pell de casiait, o de nioroD ; e j Ggu- 
ratam., Catiiyo strumento da fialoi 
E va y lofon , con toeoSi mat qa«ll taot, 
Ai OMl oregg •! fee pMri ma soaell. 

I. Prolfigo, p. i3, 

Moda proircrbiale. «-* Dkesi di coloro 
cbe faooo scomparira e perdere di pre* 
f(*o* e dt baHieita un bel peizo, vnoi 
di pros*, o di pocsia, leggeodolo sgra- 
' tiatomevne. — V. 



96) SDR 

ISonItt (in) agg, le parti segnenli: Qoar* 
tinna. Quademario^ Quademale, c=r 
Terzinoa. TeneHo^ Termna, 

SoppedadiJira 8oppeda6ra , ▼. e. br. 
kictSHi ioleroo nella piaola del ptede 
e specialm. al calcagno , cbe, ventilo 
alia cute e iociso, vteue poi a gnari- 
gione. N' k causa I'lindar a pt^ oudi 
8ti per ciotloli agiiuf^ ec. 

Soppr^nd, ¥. c. br. Atlofcb^ nel mOcrrs 
la puleoda arcade cbe per diRnto At 
robusto iramealfo I' aqua sormofiii la 
fiirina lasclaiidola qoasi cbe asciuila 
nel suo ndoleo iDltroo^ e' dicono cbe 
la sopprend. E a vietare il difetto saI« 
lecltano dii mesta a menardi braccia 
e'/tfiiii minga che la sopprenda, 

Sdra (in) agg, Andagb sora a ona ceasx. 
Binuenirsi, Sovifenini, Ritroimrsi con la 
menfe; «d aatbe Oecmpttrsi ad eiami" 
naf^e qualche cosa .* p. e., Gbe too min- 
ga sora. Non intendo^ Non vedo m chi 
o a die si aceennaj Non mi ci tin* 
vetigo, — V. 

Jmpremud^, o Toea*s& dande sora 
ooa el^ 00 terren» ec. i4pers soprape* 
gno^ CO 'I pegno, Pigliare in presto 
sopra una cosa: p« e., Slo scud Pboo 
avuu sora ooa camisa e 00 scoldalecc. 
Questo scudo io Vebhi sopra pegnn 
d^una camiciag ec., o vero fho avuio ia 
presto sopra tma camicia, ec. -~ Y. 

A Vess sora ona cossa agg. Par* 
l.iDdo di Siioti, diciamo: Snnl'Anioni 
Vi sora al fceugli; Sania Lutfa 1'^ sora 
ai oeucc; Saot Bias 1'^ sora la gola; 
Santa Polouia Ti sora ai dine, ec., cioe, 
II tal Sanlo o la tal Sauf a ba pofer di 
guarire da* mali della gola , degli oc- 
chi, dei denti, di salvare dagli tneeo- 
dj, ec. — V. 

Sorli (in), sig. 4*^ ^gg> Andib4beura a 
sor4 on poo. Seiorinarsi/uori {G^ Gin« 
sti, Disc, che corr,), — V, 

SoHi la voeuja. Passar la voglia di — 
— V. 

A Sorii i vers agg. 

la Icmp H t«ra i vert 4\ IV^a «1 pra% 
L}h giiMt (« maa da «ara, e p«ag da fen. 

Ma§si, C«it#. Memegk^ II. Pnl^gn^p. i5. 
Modo proverb. Ogni cosa a suo tem- 
po. - V. 

Su i porli del P6 longo if confine 
sardo-4orobardo s' usa S&rA per AUen* 
tarCf Mollare le corde. — - S6ra la cor* 



SOB 



(«97) 



SOT 



d«: -^coramiincfa it piloto al sno'tio- 
mo, ciod» ^ilenta la corda accioccbd 
il porto s'HCcosti alio scalo, o pontoue 
cTapprodo. — V. 

Serh (in), sig. 5.^ agg^ Dir cow fuor di 
proposito: p. c, Tc sdret. Ta frene- 
tichi. — V. 

ScKstiiu (ifi) Agg. t io slesso che lo Smor- 
biau^ signif. a.". K il Foe. e q, G. 

Sor«\&a, V. br. Disennato, Cerveliaccio, 
Stmnimiaecio, Satpalo. — V. 

Soravaai, t. br» Far coAe da vano , da 
passerone. P^miare^ PoMze^are^ Fol- 
ieggiarei Far delle itappate, deJle scap- 
paiagginiy delle siravagaoze. — - V. 

S<><^l* O'*) ^W* ^ sorella de la domi- 
oega graaaa. f^. Dominega i. q» G, 

SordU. ^. Slorcggiii i. q. G. 

Sorellisft ^. Se la liugua ainmrtte Jffra- 
ieilani, paixbi noo Jssorellarsi^ per 
Istrignfrrti due donne in alltiUo sorel- 
lecco? -- £ ae il Doni disse jissiroc* 
ciiiarsi^ per Farsi come uua airoccbia, 
cio^ aorella d'un*altray perchd ood , ec.? 
— V. 

oeBM fv anoKoa coa n^ioM d«l GlMrwdiai ael 
•no Smpplim, -* D. 

Soreogiuu o Soreogbio, aggeli, di Terra, 

ir« c. LadiDoa, Ltggiere. 
Sorengbio (in). Di' cbe ^ dimiDUtivo di 

Sor. Soro, Stmpiice^ loeaperto, aocora 

srifalico del mondo. — V. 
Sorrrlo... SofliUina, picciol Soretj alceni 

dicono ancbe on Sorer^sc e oo Sore^ 

rdn; ma mdi. V^ Spazzac^ nel Foe. 
S6rg (in) ngg. PoUttres da Polla, veua 

d'aqua. — V. 
Sorgiiiroiii (m) ^gg. In qualcbe paese del 

coDlado suona ancbe per Aquitrino, 
Sorin, V. c. br. Sfiataiojo, Spiraglio, 

Breve pertmgio. 
Sorieed. F. Terr^n i. q. G. 
Sorioe^ra [In] (ad) agg, Dicesi ancbe per 

Estere con la sola camicia. — S. 
S6n [Sorte] (in) <igg. Se per sort. ^ lo 

sUsso che Se sorta ten. F, in S6rta 

nel Foe. -^ V. 
S6rt IT. de' Filet, di sele] (in) corr. =3 

a ridorre in matasse = in = a dipa- 

oare, o ad iocaonare, ec. — * V. 
Sortl T. de' Set. JssoMire (da sorta, 

qualitSi, coodicione). Trascegliere, roe- 

diante il Ullo, le diverse sorte e qua- 

lila di seta, sccoodo il loro titolo^ cioc^ 



secondo is loro maggiore o minor (V- 
nezza, ec. — V. 

Sortl. T. di giuoco. In partita dicrsi Soril 
colui che giuora la prima carta d*un« 
Basza. F. i. q» G, — S. 

Sort! fals ... D' un seme oride uno 
abhia il re o in gf'nere la caria mag* 
giore, giocarne on' *« lira, — S. 

Sorid (in) agg. Aniicam. Sorcotto, Guar* 
fiavca? — V. 

Sorlor^ll e Sortorin (in) agg. Gnamac- 
chinof — V. 

Sortumm (in) osserva e corr. Polllno k 
piuttosto aggiunto di terreno di polla, 
che la polla stessa ; e eorrisponde per 
ci6 piil a Soriumds che a Sorikmm. 
— V. 

S^ssoeCil. Sottosuolo? Parrebbe volrsse 
dire lo strato di terra setlo il suolo 
superficial^ ; ma V usiamo per iodi- 
care i produtti immediati del s«olo» 
come cercali, erbe da foraggioy pomi 
di terra, orlaggi, legumi, ec, iodicaudo 
CO 'I nome di Sopratuoio e Sopralerm i 
produtli che ooi Lombardi chiamiamo 
la Brocca^ come foglia di gelso, uva , 
ec. - V. 

Sostantk (in) agg. Figuratam. Pagar bene, 
Pagare il dovuto, Prezzaro il do?erc , 
TeJiere in pretzo. — Sostant^ i prezzi, 
i lavoreri, i giornad, i fallur, e sim, 

Soslegiil (in) agg. Figuratam., per SostaiH 
ti. F. i. q. G. 

S6tt (in), sig. I.*, ngg Mett sot! tun 
cont on olter per ollegni ona cossa 
che se desidera. Per mezzo de' huoni 
ofpcj di uno procurar di oUenere da 
itn tale, ec; Farsi raccommandare, ec; 
impcgnare, Inleressare vno per.,, 

Di Loo meltaroo sott 

Coi Cappatdn per dev^t^ Cerfolt. 

Maggi, Cons. JUemegh.; lll,»c.7. — V. 

ye$s sott per (k ona cossa. Stat^ in 
pralica di Jare jche cbe sia (Machia- 
velli); Etsere in irattato di ...,• Aveme, 
Ordintrme trait. .to: p. e., L'e stna sot! 
di olter \oeult per toeu iniee. Eglt * 
staio allre volte in trattato di maiti" 
monio. Tizi 1'^ soH per vend la ci. 
Tizio sta in pratica di vender la casa, 
— V. 

Sotlbanch^r. T. de' Fomaj. II sottomi- 
nistro che accudisre al banco. 

Sottmader. T. de' RanMcri. Rella Lalla 
de ramm si dicouo co«j tutte qticlle 



SPA <i 

ciolole di cssa cbe sono pi& prosslmo 
airuhima ciolola di fondo, Sogliono 
essere le pii!i grosse e io nuioor du« 
roero delle piu soUili. 

Sotloin^ssa. V* Persoona i. 7. G. 

SoU-8c6rs, lust, pi. Cos! chiamansi quelle 
aMJ cbe si baooo dai lali del trooco 
(hhra)^ i quali SOQO i primi a essere 
segati. — V. 

Spadinna (m) Agg. V, anche Spazzor^cc 
nei ybc, e 1. q. G, 

Sp^goa (in) agg, Marenna de Spagna o 
Peveroii de Spagoa. f^. Marenna i.q. G. 

Spagur^sCy V. br. Casoso^ Troppo ap- 
prensivoi cbe di lutlo teme; cbe d'o- 
gDi cosuccia fa casOi si inelte in ap- 
preusione. — V. 

Spalera. F. Spalldra net Foe. 

i>p4lla (in) agg, Viv su i spall de vun. 
Fivere, Compare aWaltmi 5/je*e. — V, 

Spilla... Ciascuoa delle due radici su le 
quali posa la leltoja dei capanoi cam* 
perecci di legoo e paglia. 

SpalUia [agg«U.] (in) agg, Cbe ba una 
spalla, o arobe le spalle lussate. 

SpalladCkra , susl. f. Lo spallalo, Lussa* 
tione di spalla. la cootado la voce 
Spaliadura h commuoissima , e tnolli 
sono i misLeriosi sanalori di spaUadur 
cbe guariscoDO le vaccbe dello spal* 
laio con arouleli, ec. 

Spall^lta [Giugk a portass in] (a) agg^ 
I Frances! dicono Porter o Emporter 
d la ch^re morte, come leggo negli 
Essais di Moolalgue (lib. II, cap. xii). 

Spaooii, V. br.... Fatio centro con la pun- 
la del pollice li al g^ugaroe del be- 
lico» ricrociare con la spanna alcuuo 
tra il pelligoone, lo sterno e i due 
lali del ventre per sanare (superslizio- 
sanienle) alcuno della bruttura. Pri\i* 

. legio d^ seltimioi , secondo le ubbfe 
brianzuole. 

Spaolegida (in) agg.' SpantacaU (Maga- 
lolli, LetU). — V. 

Spara [ Figuratam.] (in) agg. Fare scop' 
piOf Slrafoggiare, Sbraciarej Largbeg- 
giare in parole piili cbe in fatli ; Mo- 
slrare di voler fare gran cose; Faro 
sbraeio, — V. 

Sparpa jii. SgitazzaHa, Scialaquarla, Spar- 
na^uire, Sbraciare , Fare sbraciaU : 

Gaardee M donna Zacct d« trti mes 

80 It iparpaja fort; 

Doma Ice la copffda on leri «le Tort. 

^'^KR^ fnterm. ttffPFpoeon. p. l68. " V 



98) SPA 

Spartl (in) agg. Av^gh de sparti qoaioocs 
con vun. Essere debiiore di che che 
sia verso di uno ; p. e., Se gb' h quaj* 
gbedun cbe prelenda cbe mi abbia de 
sparti quaicoss con ld\ cb'el nse porti 
tUbet el cunt cbe vuj pagall: 
Or •• foMt peraona 
CIm pratfodaaaa cb^ io git aTcni a dafC| 
Arrecbi il contOf rh' io lo v6 pafiare. 

Berni, Som, XXFU^ p. laS. — V. 

Spas^ll (a) neUe G. ngg. Vale propma. 
la lingua del proprio paesello, la quale 
h cosl particolare, massime ndla pro* 
nuucia, a quel laogo, cbe nessuno, se 
oon vi ci ba gran pratica, intende chi 
la parla. Cosl i Montanari genovesiy 
che Si gettano d'inverno su la piaaora 
lombarda a eerearvi da lavorare, quan* 
do noo voglion essere intesi dai nostri, 
parlano tra loro il lingaaggio del pae* 
sello. — II Doni, nel Commen, al Bur* 
ehiellog p. i56 (Yen. i5S5): « Questi 
primi Sooetli sono io una lingua cbe 
tieo del paesello ». — E veramente 
9t le sono girandole di si falla sorte 
eb'egli c' impatzerebbe Virgilio^ ooo 
cbe Servio o il Laodini* (id. ib.p. iSj). 
— V. 

Sp4ss (in) agg, Yess on spaas ... Essere 
agevole, comroodo: p. e., Lavorii ■ 
l'on»brfa 1'^ on spass. — S. 

Spasslnna [And4 a], fr. infant.... Cam* 
minaccbiare, Andare a fare uo po' di 
passeggioo. 

Spassiouiss (in) agg, Disaeerbare i $uei 
martiri (Ariosto, Furioso). — S. 

Spattal6n nelU G. coir. SpaUaliCiu. — D. 

Spaventli (in) agg. Dedree la me conten« 
ta, e deoanz la me spavenla... Lo di« 
eta mo di Donna cbe ha bella vita e 
brullo viso. Molle douse attempale ban- 
00 bella corporatura e si fanno cor* 
rere dietro i feminaccioli cbe, poi di* 
vanzatile , mirandone il viso veccbile^ 
si rimangOBO scaciali a mal raodo. 

Spitz (in)^ sig. a.% agg. I Marinaj elba« 
ni, livornesiy ec, cbiamano Passo que* 
slo noslro Spazz, Essi scandagliaoo le 
aqne a passa^ cio^ con la misura di 
tre braccia porlate del oostro Spa%z, 
Osserva. Se Spttn k la misura delle 
braccia sbarrate^ sarebbe la Tesa, cbe 
appttoto ^ tanto. — - S. 

Corr. Diciamo On spaiit dtutspazi, 
ec»,de trescia^ de/risa, de spagh, ec; 
non mni on spazz dc ... — V. 



SPE ( I 

Spaczli [o Nudregb on polaster] (m) agg. 
Sbuizare, levnrgli le iuleriora ; Sgo*' 
zate, votargli il gozco; '— e MeUel a 
la via, Aceonciarlo (*tosc. Careoa , 
Prbniu. p. 4'7)« 

Spatxafirutta ... Aniese de' Cuocbi simile 
a cucehiarino d' aciajo co 'I quale si 
cavano i torsi detle pere^ mele^ e si- 
miliy innanzi cuocerle. — * 8. 

Spassor^cc (a), in fint affaita dopo Ago 
crinale, agg. che I'Alberti, Diz. enc,^ di* 
ce anche lusUBtivam. sotlanto Crinale^ 
fbrse per errore. NeHa GaUeria di Mi* 
nerva ( V, 67) se ne vede uo eseraplare 
tartaritiato, e nelle Opere del VaHis- 
uieri ho lelto la voce Jgo Crinaiej 
ma ora Don riirovo la sede. 

Sp^cc e Spigg (in) agg. Guards o Re* 
miriss in del ipecc. SpeeekiarsL Jt 
dtpcrto dal Speggiass-dent ckt ho gid 
messo a rtgistro nel Foe. 

Rid che ven del spegg. Miso non 
cordiale^ noo sponlaneo^ non oaturale^ 
ma siudiaio, ariiflcialo, ii£%Uaiot 

No Tm mai rapiul del rid di dono ( 

Ko aavariiper quetl (i) 

8« quel spirei el sia nk coTd oi freggj 

Qaell rid nol wta del coeBry ma el ven d«l ip^g« 

'Ds fainttk^ aga ft Sk sMtl: el voaia, 

Riden da ranpaniof (1) 

V«ana (k sgnaid alegWr) t^ Mkbta 

Per i ago gk« falpigaa i lamptdUt^ (S) 

Aooi^ el poptto di oeocc ghe (k giaghitt. 

Ma M gh^ ven volonlaa de rid de bon^ 

SlreageO'SU I lavor per tcgnii apprcsuv^ 

Coma Hi la gajona ct Lns di ofov. 

^*SB* 1 Co/ii. Menegh, a. II| 
iolerm. », p. 71. — V. 

g^^ Alle Mantere di ridtn secondo il Mmggi^ 
aerennate a pag. 16a e i63 di q, G, , aggiungi 
ao«he qnette di Rid che yem del spegg^ a ikid de 
cmmpmnim* 

Spdcc portatil. Spccchio a hiUco (^ lose. 

Carena^ Prontu, p. ao8). 
Speccii (in) agg. Speccik che fiocchi i 
. goocch ••• Dicesi di chi iroprovido non 
peusa mai a domani, che vive di dl 
in dl, che non provede anticipalaroente 
• ci6 che bisognti ma giornalroente: 



99) 



SPE 



Gent rhe no voeur pnndi, 
Cbe ghe pits el bootemp pa rhe i daiwei ... 
Qie ipeccia a f^ el disnii, che iocvbi i gnocch. 
W»f^\f Comr, Menegh. a. If, 
iolerm. a, p. 70* — V, 

SpedeghlisSy v. br. Figoratam. Snighii<» 
tini, ^igrirti, Spacciarsi, JjffreUarsi, 
Spedirsi, Far& o Andare con prestet* 
%a, speditamente. — Lo Sptdicarsi de* 
Dis. delta liogoa vale sollanto Stri* 
garsi, Si^Hupparsi, Spiglinrsi, Uscir del 
piglio, delta presa, delta piedica, del 
laccio, delta pastoja; il suo conlrario 
d Impedicare^ Impastojare^ Impigiiare, 
— V. 

Spedisidn. Per Gitaj per Spaceio, Initio 
di merci, di lettere, e simiti. — S. 

Spegasciii (m) agg, Spiegacciare, m Mette- 
tevi innanzi uno die' vostri cartom, dove 
sieno dipioti (t Re); ed a colpi di bo* 
nissime peoetlale spiegacciateli tuiti ia 
uo tratto n (Caro , Lett. I, 948). — V. 
Spegasci^ la faccia a van. Figuratam. 
SthiqffeggiaHo. II Fagiuoli ( nel Ci" 
cisb^) ha ! Fnr de* chiarO'SCuri con le 
nocche su la faccia d*uno, — V. 

Sp^gg. K SpAcc nel Foe. 

Spejkxz dicono malamehta alcuni per 
Spa]izz. F. nel Foe, 

Spellija (m) agg. Ragnaiura (Larobruschi* 
DI) Dei baehi da seta), — V. 

Spelliscii«s(!i von coo di mai paroll. Ra^ 
buffare, Fare o dare un rabuffb: 

El le spelliscia-su coi mai paroITf 
E el U le manda-Tle 
Coot 00a vista d^orsa. 

Naggiy Imurrn, ieWfpoeond,^^. 167* 

E , rabnilatold aspramente e rabbuja- 
to lo sguardo, te lo rimanda ; o pero, 
e con front e rabbruscata se lo leva 
dinanzi, se lo logtie d^atlorno. — Y. 

Spenaggi2i-sA vnn, fr. br. Spennaechiario, 
Tirargli ben bene i capelli. — V. 

Spenuggiada, Scapigliata, Capiglia, Spen* 
nazzata, Strappala di capelli. — Da 
Penuce o Penugg, v. br. , figoraUm. 
nsato per capelli radi ed ifti per lo 

' pi 6^ ma sempre in senso disprezxatrvo. 
-V. 



(0 Cio^y Ren potreU conoseert dal riso la hrc j 
Smd^U^ H loro tamttere, 

(») FdHM rita •emt9 eomt il tuono <P un cam* 
fMlU: \ 



(3) Li ocphi comUcino « smorforsi 1 « ptrd«t% 
delU hro pivmcita^ Qom$ Jk auM Umpada tU «m^ 
tar delV mlimamto. 



SPE 



(aoo ) 



SPI 



Spi'ntiggiass-su. ScapigUarsi , Spennac* 
chiarsi, AbLaruffhrsi, Aszuflfarsi. ^~ V. 

Sytrh dicono aWitaliana i conL br, pe 'I 
nostra cUiadinesco Sperli. K nd V, 

Speraa. J. de' Murat., Imbiaucal., ec ... 

. Itilouacato fti come ^ dttlo Del Focah* 
in Spera e Speradiira , cio^ in modo 
cbe i mattoni ai vcg|«aQ coal come 

' furooo allpgali^ inlooacali uelle ^le 
commissure. •*- Ed aochf semplicem. 
pipiolo • si tktlQ modo. Vi>U speraa^ 
PiiAsl§r speraa, 3fur speraa. 

Spccansi. Jileftere^ o Tenp-e altrui in 
isp^ranta. V^ Tegol in sper9ox«t in 
Spcrbiiztt n<f/ f^oc. — S. 

Speianz^sSr Spwart^ Batn»r€ in UpenmUg 
Levarsi in speranze, -** Y, 

Spctanzds, Pieno di speranwi Cbe fa- 
cilm^nle si leva »v isperanza* — Y. 

Sparta [<M 8d]» V. c.^ per 3pera o Siera 
M S4. F. in Sr«ra ife/ ^oc. 

Sperlii {in) agg, SUne Toltimo di cbe 
cbe sia. — S« 

Sprrlecca dicono dL'uni per Speliicck. 
Figuralam., Disquisire per minuUK 

SpcrnJksc^SpcrDUScidOySperDUSC^ot, v. br. 
ArruffatOy Rahujfato, ScarmigUalo. Un 
uoiii mat petliuato i dello Spamiccio 
da M. Berto da Ostiglia'oeUa coos. / 

. PUacchi. ^ V. 

Spvrnusc^t e SparousciSot (in) agg. Aada 
sporousceiil. Andare alia ivitta , «t//« 
schita ; cio^ Irascuralamfote negli abi- 
ti e tielfa accoocialura del capo. Con- 
trario di And^ ca?ezz. Andare asseUo, 
- V. 

Sptr6n (in)^ $ig, 6 A agg. O eorr, T. de' 

Vigil. So^UoIq, Tralcio lagliqto corto 

cb«» si lascia ^resctsre su 'I pedal delta 

vilef tt iioe di ringipvaoirla, tagliaodo 

.tiio pedale sopra il saeliqlo.*— Aticbe 

, sigQifica cosi il Tralcio novello potato 
a ditfi.o tr«; occbi su i veccbi Iralcioni 
(bemardon), come quello cbe Castas 
da Columella e Guardia da Beued. 
del Beue e detlo., e si lascia al di sotto 
cUl capo cbe si lende, accio cbe iodi 
ftd un anno rioovi la vile; del qual 
ctistade o guardia il medesimo del 
Bene dice ( nola a.*): « Qui sta per 
saetlolo o sprone , o piC^ cbiarameole 
per tralcio mozzato carta m ( Coluroel* 
la, lib. IV, cap. xxiv ). — V. 

Spersdr (in). Vol. IV, p. 271, col. a.% 
r. 4, <%0sovraposto^ agg. detlo tondell. 



Sp^rt (Haggi). Lesto, Destro. — V. 

Spte (m), 3<® sig., Mgg, 0mm de spesa. 
Vess de spesa. Esscre di gran spesa, 
per Maogiare assai, Coslar mplto pe 1 
vitto, disse il Magaztiiii (CuUik^; tosc. 
p. 94$ tdix. SiU. ). Uomo di gmo p»- 
$^ , cibi pUirimi dita SftUmip, par- 
lando di Galba impertiore^ il quale 
usava rinveroo (ar rollasioiM inuanii 
gioriio. K Spesds neiie G. -^ V. 

Sf esfiialli^ vun. fr. br. •.. Genciiirlo ma« 
le a furia di pfdale» di calci, Frvii- 
derio a ealci net sedere, — V. 

SphB [Denso^ Folio] (in) agg. Bar in 
camp»gDa , e speaa in. del coldar. y. 
Rlir i. q. F. 

Spesf coflM i Ibmigb* F. Fdraiiga 
I. q. C, 

Spesaadftra o Gidnta, T. da' Tromba). 
Sn^daiura, uuiu con viii n) bracciuolo 
del manubrio cbe sa#lieiic lo staaluf- 
(o, a the serf e ad asaecoodare il molo 
di pcfsaione. 

Speto«i» t. br. Speiezzare^ Seoreggjuuw, 
Trar delle coregge^ delle pela. — V. 
Fa spelooli vun. Figuratam. Faria 
Jrullare*g Violentemente spingerlo a 
lavorare. Moao tolto dallo tcoreggiar 
de' m^li qoando ai cacciano col ca« 
rico addosso. — * V« 

Spetuscijia (in) agg. I cost, iwrao il Co* 
masco lo dicono anclM dal deaaro^ a 
vale SciupatOy Gettaio, BuiUUo. — Uin 
danee speliasciaa. 

Sp^zs [aggeU.] (in) agg. If Magatolti in 
una sUa leltera, del 18 di maggio del 
1666, a Qtlavio Falconieri, ha Opera 
spezzaie pe 'I oosiro Oper spetz. 

SpiBDh,paii, difoinace, F.F oruSa L q.G. 

Spianida [ T. Agr.] (in) agg. SpiaoadM 
(a Irefoeuj) de duu maggengh .«, In giu- 
gno la spianala medesima, concimala 
di nuovo con lefame inverneng^ chia- 
masi di duu maggengh. Le spianat^ 
cbe si lasciano a trifoglio solo per 
tre auni , si chiamano £tbadegh^ e 
quaodo vi si lasciano pi6 a lungo di- 
consi Praa de codega veggia, ^ V. 
8piaoada agoslana ... Raccolto il fru* 
memo I vi si trova in agosto Leiio e 
alio il trifoglio ladino. — ' V* 

Spianida. T. de' Murat ^ II rispiano 
d^un muro. 

Spian^-s&. T. de' Murat. ... Rispianare il 
muralo intaulo cbe si va alsando* 



SPI 



Spiirdtt o Piirda. T. de' Foroae, 

testa del cmvo da terra laltrruia, — 
Spiard* alia, Spiardii bataa. 

Spilus (in) agg. Fk d^mket di apiasB. 1^ 
Jo Metao clia Andk Ic9ura« — Dicesi 
dei cereali, ce^ die ai perdeno e la- 
aciaoo dei ? uoti nel lerreoo. Far piaz- 
le. w U ccato ^ ollimo agli orzi iiei 
tcfreoi Crrscbi e umidi, altriiiieitli ub- 
brucia a fa piasae^ scaldaodo tfoppo n 
(ilagaazini, CuitWm Uhc, marto 39). 
— V- 

Spiazzada. Urn buom IraUfK 

^pitfgMo iyi) agg» Verd tpiegaa. ykrde 
ihiaro* 

5piga (in) «//« parti agg, 

CuuelU GmminM o Vagina e qoeHa fogfia Hie 
DasroDile la i|»iga prina cIm vanga foori e fiurura. 
^ Caacll o Cai«Ua. Caiittfre(/ff| Foiilcoh, G/m- 
MMVy eolro la qvala ttattf anoiecbiito il graii«1lo. 
"— Sra(ara • Eaacli aMW 1« l^pp€ « Guici cba 
a moio dk cBtcbia) fwttHUmAamo il granrllo « co- 
aiitoiacooo il iiallicokw — Vanooa {D4 rt ru* 
sii€0^ lib. 1, cap. XkVllf )c«*2 tlaacriveil noilro 
iiou9U tlai/orimutt : — Primiius qmum ( fpicac ) 
ofimmtur meqmt pl4we appartnl y ^na tuUttlent 
hi-rtm , r« vocmlnr i^gina, mI M 47Na Aifel com- 
<lrlM«M gladium, — V. 

A£ Avegli la api^a in del goss n/rg. 
ifi propriam. quel die dice Cicerone 
{xs de SenecL ) : Faginls jam quasi 
fmhescens inelnditur. 

Gaadii o Met! la spiga feeora del 
pits .M Dieeti qaando la eomineia a 
apdotare appena. Sboeeim^, Ustirt daU 
la boccia, dalle ptaine, daU§Jasce. E 
quibuM (vagiuis) quum emers^t ^ fnti' 
dUJhtgem spici (Cic. ibid. ). « Tra to* 
nacbe e foglie cbe involgono fafdano 
e difeadon la spiga, ella ai organitza 
e 81 forma ; poi si aboeda e fioriaceM 
(Bartoli). — V. 

^P*g^> y* »• Spigare e Spicate. Metttr la 
spiga il grano. — S. 

SpigorelL, ¥. c. Bel naccherinoy Mammo* 
Ul9o^ FispMto. 

S|>tfi — Home dir' pangoli del ricdo della 
castagna. -* Gb' d aad&*dent 00 apio 
de rise in d*on pd. Le si i fiUo in un 
piede un pungoio di riceio, 

Spiniss. Pungersif Trajigersi con ispine. 
Quando la trafittora si fa con all re 
cose appiralate, dicesi piutlosto SpSn* 
ges, — Sont borlaa in d' on rovedee 
e me sont spinaa tutla la (accia. ** Ou 



(201 ) 
L'd- 



SPO 

gnggbi cba vanzava fceura d m' ba 
spoogiik oua man, •— V, 

Spioitx [Spinaccio] {pi) agg. Spinats to* 
deacli ... Piautic^lU cUe ^ VAUytiex 
korteiisis Lin. 

Spiii4ai Q Spioasc [T. d^Agr.] (m) agg. 
Propriam. k una specie di ramaccia 
falta di rami spiuosi^ con cbe, arra« 
MMceiando, si apiana il terreno. S'usa 
mdto ae'prali per bene ed egualmepte 
distribuiro il lelaine o la terra b«|pua 
cbe ¥i ai aparge supra. — V. 

Spiotusser. F. Spi^sser neH Foe. — S. 

Spi4u .M Goal in Briaoia cbiamansi quello 
come ferriloje o baleslriece falte a 
canto alle porta ddle ease aolidie , 
d' oode cbi h deniro Tede iion visto 
cbi vi si presenia a [licebiarf pet cs« 
aervi amroesao. — V. 

SpirituM {in) agg, Eserdti spirtlnal ... 
CosI obiainasi quel rilirarsi cbe allri fa 
per alcuni giomi in dcua luogo appar* 
lalo e lotttano dai mmori del mondo 
per atlendere ivi unicaaaente alia sa« 
tiUe deir anima t mediaole apiriluali 
niedilaaioni e dlsoorsi morali cbe piu 
voile d gioroo Tengono lenuti da Sa- 
cerdoli apposilamente dedicati a si fat- 
le eserciuaioni ^ come sono, per dir 
del nosiro paesr, i rev. Missionar) dd 
Coliegio di Rli0| e com' eraoo i rev. 
Padri Gesuili della ^Isitai^a • 

Spirituluo* — * DI semper cum spiriiuiuo, 
Anaair seinpre a die cbe allri dice. 
— S. 

Spliccb* V. c. br. Luce, Cristalh dello 
specckh, cbe I'Artoalo nd Necroman. 
(a. Ill,, sc. 4) cbiama Bdmbolaj ondc 
figuralaan. didaino NeU come on spece, 
per Scusso, Pru^o, Spogfiato di iuito: 
Camil — ban cba aallo fmm Itjaibola 
Di ipaccbb, o cosm mi bal baaia da railcrr, 
Ua da Wfttr. 

I fanciulliui, dairimagine cbe ci vedon 
dentro, la cbiamaa Popb o Popola, 
secondo cbe son mascbi o femine. —V. 

Spas6la. T. de' Fabr. di torcbj da vino 
e da die* Cos! appelbno quel cilin- 
dro verticde a cui » mentre esse girn, 
si avvolge la corda cbe si attacca alia 
ruola delta vile femina. — Y. 

SpdoM (ill) agg. Sfbgfie cbiama a1 BoI^ 
left, agr, tosc, li involucri ddla spiga 
feiiiinn dd grano turco. •— V. 

Spolottej , susf. pi. ... GJumc inlcruc c 

36 



SPO ( ao 

biaodie delU spiga {Lauva) del grano 
turco. — Le glome e^lerne le diciemo 
propriato. Scartowz o SpoloUf laeAtre 
per Fojeit inteadtamo commuoeniefile 
e propriameDte le foglie del melicale 
(mefgase) che gli si levano aacor verdi 
H uso di foraggio. — V. 

SpoltUc^nt (in) agg. Terren spohttecnt 
uale press'apoeo qumnio Terreo moitc; 
cio^, ridutto id cattivo tlalo per tras- 
andata e mala direxioae delle aque 
dofe sfreoatamenle correoti e dove 
stagDanti a cagiooe delta cattiva e dis- 
accoQcia giacitura del suolo (BoiUtt. 
agr. tosc. n.^ a 1 .) noova serie, p. 61, 65 ). 
— • u Gonsegnate dei terreoi apolli al 
Mestajaoloy e vedrele die, se nou pot- 
•egge baooi collri, la vaoga dod vi 
sntrhi certo adoprata, ed appena 00 la* 
voro d'aralro oe srooverit di taolo la 
superflcie per ricavame uoa discreta 
raccolta ... Ma bod cercale direziooe 
d'aqtie, e dod peasale oe meoo cbe 
COD adatlati lavori si cercbt di miglio« 
rare la giacitura del fondo. Per6 ve- 
drele ID geDerale le piagge lasciale a 
colonfa degradarsi sempre pe'l corso 
sfreDalo delle aqoe n ( Cosimo Ridolfi , 
Boll. cU.). — V. 

Spoltisctiiss (in) ngg. SpoltisciUs el slo- 
megh coot robba dolza clie met! i ter- 
meo. Impaechiueeatsi lo siomaco con 
dohwmi Ha metier i hachi, — V. 

SpdDd. T. de' Ramieri ... Nella BaUa de 
ramm si cbiamtDO eosl que' snot teg* 
Dieoti cbe dagli slremi delta bocca ag- 
giuDgODO alia curvature di foudo delta 
Filklt {K I. q, O.), e cosl dicesi pure 
ttttto 1' aliato circolare di ogui vaso 
di rame tavorato. 

Balle de spood. K in Bella 1. q, G. 

SpoDgigDceiira (in) agg* SpougigDoeikra 
guggiroet^la ... Specie di Spugoola assai 
puotute. 

SpoDtdo ... Nel cereo pasquale. F'. Ci6d 
i. q. G. 

Spdrcb. JggetL di P^. K nel Foe. 

Spdrg [ 10 foeura] (in) agg, II Briauzuolo 
dice /*d poncion per Sporgere, jivan* 
Mrsi, Porpunta, o puntone o spotio^ 
Sporlare. — Poncion a' Briaos. vulct 
Sporgenta^ Puntone^ Gran punla. — V. 

Spdri, T. br. Messa , Sieh f Talio del- 
Perbe quaodo vogliooo aodare 10 se- 
mensa. — V. 



3) SPU 

Sporty T. br. TaUire, PoUonare, Pollere, 
Bnmpoliare, Germo^iare; Comiociare 
ad aprini il bottoDe degN arbori e 
Dscime il bttlto^ il tallo. Verrebbe nni 
dallt grace voce eire/M (seme)? —V. 

Spdsa (m) agg, Eela fade sta sposa ? Fi* 
guralam., i^ conchinso quest* mffari? 
J^ ella finhm qnestm /acenda? 

Spoik Benedtre U mmirimonio* ( Pelr. 
Uom. i//.56). Per es.» El n'ba sposae 
r Arzipret. VJrcipreie Ju quidlo eke 
benedisse il nosiro mairimonio, Noa 
trovai oe' Dit. esempj di Spoeare oei 
ooMro sigoif. — II Codiee Napoleane 
toroava le cose at puolioo .* 11 Podest4 
sposava; il Paroco beuedicisva. 

Sposada. Sposata, Dh ooa lose sposada ... 
Neir A. Al., e speciatm. id Briaozay 
siguifica Dare allrui id moglie uoa 
fauciulla ^dolala aocbe di quell! ori 
od argeoti e di quelli abili noaiali che 
la coDsueludiDe vaole 10 vece dati dal- 
lo sposo eir impelmata. La ianciolla 
dada sposada porta del suo al marito 
fiDo ill' aonello ouziale ch' egli pore 
dee metterle id dito. 

Spos^tia dicono alcuni del B. M. per 
Gugella (iosello). F. il Foe. 

Spoftin, aggett. F. in Did nil Foe. — S. 

Spoveri. Dice il Briaoz* per Impoyerire^ 
Fare» Render poiwv. — \. 

Spoveri. Figuratam. Rendere memo eo^ 
ptosoj Togliere a cbe che aia piu o 
meoo di ci6 che gli appartieoe s p. e.« 
Spoveri de ramm ooa piaota ; Spoveri 
de pago ooa 6gura io d'oo qoader, ec 
— V. 

Spoverbs. Divenir povero, Fenire a po^ 
verid} Cadere Id bassa fortuoa. — V. 

Spreg^ (III) co/T. Spnegd a il suo fre« 
queolativo Spregascid propriam. vaglio* 
DO Strascinare, Tirarsi dietro uoa cosa 
aeosa soUev^rta da terra ; laddove 
Trassinare val AfoifcggMreyTrattarcoa 
le roaoi chc^ cbe sia. — « V. 

Spreguacc^ (i/i), a.^ sig., agg, Niechiare. 
PropriaiD.» ^ quel ramaricarsi piaoa- 
roeote che iaouo le doooe quaodo si 
accosta I'ora dello sgravarsi.— - Esteu* 
desi , per similit. , ad ogoi laroeoto e 
raDiaricli/o. — V. 

Spu^ [Gasscll de] {in) agg. Casseiia da 
j/Hi/ore (* tosc.CarcDa, Prontu.p, ai5). 

Spuuli (m) agg. Comeoz^ a spusz^. Fi* 
guratam., dicesi di faociulla cbe , ve- 



STA 



(ao3) 



STA 



nslft ios& i quBttordici o quiadici aoDi, 
comisci a (ar nioitra di brio e ?i\a- 
ciU, a tgalUtUre^ a o€clii«^giare e 
Yagbeggiare giovioottL — V. 

SpuuaroBJkla.. Simom, di Spuzaar^lL F, 
ml Foe. 

Spuzietla. Dicesi di faocaalla cb« facia 
la scbifa , la leiiota , la smanzierosa. 
Sninfia , Spuuafuoia. « Per ud rilrallo 
{di Mud. Laurm) ch* io ?idi una vol- 
ta, mi sia impresso oeiranimo ch'ella 
fosse una tal palKduccia, floscetta e 
spolpalella , co '1 naso lungo, il collo 
•oltile, il petto piano; spuioajuola tf 
cascanl« di vezzi pid cb« ooti era la 
Cic5ca di Fresco da CeUtico» (Tas- 
toni, CoHsid, al Peir,, Son. 109). — V. 

Squittii (in), 3.° tig.^ agg» Spippolare^ 
Sbroccare, Sqitacc/ierore,^eT hire tut to 
ci6 cbe V uom sa , senza . molivo di 
palesarlo. — V. 

Srari [i piant] {in) nota cbe Dibmscare 
propriam. vool dire Levare i bntschi 
{brihcoU^fnkscolijXuvoA ioulili e sec- 
cbi ), specie di rimondatura cbe si fa 
pill con le inani cbe co'l ierro* « II 
pesco. da tre anni in \k non si toccbi 
co'l peonato, nia con le inani si di- 
bruscbi e levi il seccbcriccio m ( Da* 
iranzati , CMltiv. iosc. ). — V. 

II nostro Srail (Oiradare), in signif. 
agr. , corrispoude alle voci italiane 
Schiarire, Dismmare,Spoilonare,Sbroc* 
car€f ed alle latine de' Kustici Jnier^ 
putare, Inten-adere, Intervellere , Sur- 
cuiarej laddove il Dibmscare [ o Di' 
brucare] e Levare il secchericcio del 
Davanzati sarebbe lo stesso die VJ- 
riditas univtrsa reciditur di Palladio 
( Febr. 21). Per esiensione per6 s^usa 
da bnoni Scrittori di cose agrarie Bru* 
scare, Dibmscare^ Dibrucare, perPo- 
tare e, potando^ levare i rami inutili, 
ancorcb^ non secchi. — V. 

Sik {in)agg.Andk a stal — FIguratain., 
Non c'^ confrontol — S. 

Andli a st<i in d'on sti. Becarsi ad 
abitare in un da to luogo* — S. 

A Fli sli^sii agg. Ftfgbeta sti-sd a 
▼an •- Ingaunare uno con arte fine ; 
Fdrvelo star forte, m I^i anco deU'au- 
tiche {medaglie) vi posso dare avver- 
timenti, se non atete una certa pra- 
tica sopra ci6; lanto piu» qnanto og- 
gidi ?i si fanoo star forti ancora di 



qoelli cbe m ne intendono $ tante tri* 

•tizie vi si fanno m \ Giro, LeU. Ill , 

190. -V. 
A Stfi li de ca agg. Insegnagb a vun 

a sla 11 de ck, Figurataro. Inseffuire 

alirui rodere i ceoi { Salvelli, Cecco 

Bimbi). — V. 
A Sla-via agg, Dimorare aitrove* -~ S. 
Stabbi^ll (111) agg, Scappaa el poracel! , 

sara el stabbiell. F. Porsc^U i, q. G. 
Stiibil (aggelt.] {in)agg. Figuralam. CO' 

siante, Fermo^ Saldp^ IncroUabile, -—V. 
Stabilitia {in) agg, Costanzuy Ferme%%a, 

Jmmobiiitfk. — V. 
Nelk G, com tsu ire coss s=3 in es 

quatler coss. «— D. 
Starcb^lta {in)^ a.** sig., agg, Nelle pere 

dicesi* Nocchioj iiegli agrumi PicclUd* 

la, la quale fa cbe appariscano come 

vajolati , piccbiellali , o punleggiali» 

— V. 

Slaccb^lt {a) nelle G, agg. Quelle mac* 
cbiuzze nericce perd cbe sj Hmitan 
solo alia superilcie e rendoola alquanlo 
duretla t Brianz. le cbiamano FariauL 

— V. 

Slaccb^ de garpAil {in) /fgg. Chiofi di 
garojano (Gberardini, JSncicL dom.), 

— V. 

Slaccb^tt de ramro ^ Si dicono cosl i 
cbiovi roinori di rame cbe il Calde* 
rajo viene facendo secondo suo bi^pgno 
con alcun pezzuoto di laslra cbe piega 
e ripiega e foggia a cbiovo con asta • 
capoccbia. 

StifTa e SlaCfdn [di calza] {in) agg. In 
la staffa e in del slaflbn d6 gucc fan 
on groppin {dicono le donne briantde)i 
e d6 gucc fan on lorno in la gamba 
de la colzetta. — Y. 

Stagidn {in) agg. On' acqna a aoa ata* 
gion la var pussee cbe tutt i riccbezs 
del re Faraou. F, in Acqua [pioggia] 
i. q- O. 

St^gn [aggett.] {in) agg. Stagno per Sodo^ 
Denso, Compatto uso Leon, da Vinci 
a pag. 273 del suo TratL del moto e 
mis. delP aqua : n Stagni sooo ricetli 
d'aque scolalizze o piovane cbe» per 
essere i loro fondi stagni e densi , la 
terra non pu6 bere n^ asciugare lali 
aque ». — V. 
Ris slagn. K Kls [Zappa] i* q. O. 

Stagnln .- Diroin. di Stagn nel signif. di 
Sodo, Ris, Pusta, Carna stagnin-na. 



SrTJi ( ao 

SlMla {in) agg, Glie n^ ^ mingii dotnlb 
▼tio d'oa iisen in slaUa. F. A ten ^.^. 0« 

Stalladhx, v. chtad. f^. StalUiar, v. com., 
rte/ roc. — 6. 

Slattibiis^ii ( Miiggi , Cons, Ai Mentgh, , 
Prt)I. II, p. 17), ▼. br. Jgilates StnO' 
iere^ StrnbalKare in qii2i e in la. II 
TiimbiiSSare de* Dizion. ftigniHca Dar 
deUe iMtSie , Bastonare. — Vi 

StMin^lio (iVi) agg. Cremon«si e Casalensi 
cliiamnno queslo drappo^ ordiio di li- 
no e tcssnio dt lana, Jkurtatne^ iroce 
regidtrata anehe nei l)h. ilaliiini , ma 
CO 'I aignif. di Drappo lesstilo Co 'I pcio 
di C4»pra. Forse que' Oitton. crmno e 
scamhiano pccora per c«|>ra. Veggatio 
i Tosiani. 

Sliiineira. AcceNana. Ciod, Accia (Jil dc 
liH ) e lana. 

Stiinipn fscnao figur.] <f>r) ttgg. Ariosto 
usu parimente Stampa io queiito senso : 

Perd^L* l*ut>or« su6 ()i quella Itainpa 
Vedcro al|K'tla II p^polo tA agngitsi. 

8lanip<!ey if, hr. Lvctrniere^ Pofrta^tucer- 
na. — V. 

Slamp). D}9$t>dare, Dipegfiere^ Stnss^irc, 
ec.i Mettteiro o cdtnra un trrreno iii- 
culto e sodo, come sono li sropHi^ 
le sodffglic (Sruighdr, 2Uirbtd, Sgtbic); 
"voce nsala ne' disiretti di Gallarale, 
Butfto, Somma, dove i grande esiea- 
aidne di brtighiere, — V. 

Staogh^tta [di mofBo] {in) agg, Prtdelfn. 

Stangdn [melaf.] (in) agg, Vess on st>in- 
gon. Siang/itggiai'c. I n transit! fa menlc, 
Procedcre con grette^za e rigore. — V. 

Staut^rni (a) nelle G. agg. Pare che 11 
Sttmtei'dli dello Spadafora siano la stes- 
sa co5a, o che molto le si avviciniuo. 
— ▼. 

Stanza calda ... Voce d*uso specialc ngli 
Osti, Tavertiai, cc.^ ed ai Digatlieri. — 
I primi intendono quella dl;lle sale in 
cui li aYirentori Irovaoo stufa o ca- 
mino aCceso; li ultiini qnella stanza 
gradatatn. riscaldata in cai si esegui- 
SCO la covatura dei bacbi da seta. 

Slarl^ngli, sust. f. pi. Stangate, Legnate, 
Pereosse di peso: 

Ch* h certi maggiorrngli 
Che promrnea IuIIcms , 
E ptru %e dan Blarlt^ogh'* 
De miKajat i ou. 

Magffi, li Bar»Ke di Bh hansa, 
Prologo, p. i3i. — V. 



4) STE 

Sllbtgia de Yit (fn) agg. La Stasgin fia 
d«e parti f il pa!o, die, fitto in terra 
Mccatfile alia vile, la sosliene) e la ri* 
mo, alia quale, lasdali i snoi ramicellt 
mozzali a Ire o qaattH once ( da nor 
deiii sperortj e dai Toscani comic^h\ 
•i arrampieano i noovi traici, ec. — V. 

Stilt {in) agg, Enlrib in Icetigh e st&t de 
VfHi. Snceedere, Entrare nei dirttli, m- 
gloni di un aliro, cc — V. 

M^tt in loengb e 9tlt de van. 5^^/i- 
inire^ Stirragnre^ Metlere uno in Innga 
d'nn altro, autoritzandolo ai diritti del 
medesimo, — Y. 

Staztdn. T» de' Ltvell. Positioned P^ta 
dtl lipeHo, — Aoct>e il TmOo o /V- 
duta che 6 da una posta all'nhra, o sin 
dalla posta del liv^rllo a quella deHo 
scopo. — V. 

Stetfricb. Meol^smo ormai correnle no- 
the nelle bocche del vulgD.—- Siedrico, 
aggiunto di on acido produtlo con la 
ossigrnotione della sfearOm ^ la quale 
^ nno de'principj immediati grassi 
dcgli animaii, e cbe costittiisce quasi 
ill totality il s^vo. Onde Candil tied* 
rick (cheanchedi'conle Candir cerdgen), 
Candele fatle di acido steitrico. — V. 

Stccca {in), sig. 3.**, corr^ Piik propriam., 
cio che un aspimnte in un incaoto dib 
air aliro perchi si ritiri. — S. 

Sticca {in), sig. 8.^, agg, K anche St^c- 
cola. — S. 

St^ch [Lcgn di»]. F. Rond^sgenive/ Toe. 

Sl<5e { S\k a tutl i ] {in) agg, Essere ila 
iutta botia, Siafe a tatto, — V. 

Stella {in) agg. I nostri cont. dcuominann 
alcune poche costellazioni ; t cittadiftr 
nessnna. K, p. c, le toci de^prhm: 
Sfcllon del di, Gaijnanr, Carr^ninii, 
Giongketin, ec., F", nei Foe, e i, q. G, 
A F2i tedft i stell .agg, Ariosto dis<e 
ncl Furiosos c, XXIV, s. loa; 

Che git Fere vrder grrare in volla 
Quanle luai furon flacole e liiiDiere; 

e nei c. XLI, s. 96, 

Vide, niirauilo io tenra, alcana iicUa. — S. 

La Stelh rhe compngna ia luno9, 
V. c dell'A. M. Fenet^, 
A Stella Diauua agg. La sleila drl 
(U. Venere si bella insu falba. — Lo- 
lenzo de' Medici, se piglio le s«n cs- 
presiioae daU'iiso, la Coils^ per «bbeU 
lirla. Diana ^ voce cbe ba allri signif. 
appartinenti a giorno; ma Lorenzo de' 



STI (2o5> STO 

Mtfdici ccrto intcfe Luna per Di«u«. n in giro, cc V. MImiz dc nusuja trt Itouji 



- S. 

Te see la mia Stella ... Espressiooe 
d'affetlo. — S. 

Stellin. Lo sttsso che Rioltia de la co- 
rooaa. f^, net Vcc* t i. q. O. 

Stelldii (m) agg. (che pik comnmnemente 
dicono anche £1 Stellon del di). 

Stcldn (in) ngg. Mon verrebbe per avyeo- 
tura da SlelUo latiao? — * »S. 

^ Criccador ngg. 11 Crkcador i sem- 
pre on lordo preso iu quel giorno o 
il giomo avanli^ e pero uon serve aU 
Tollicio fli scliiamauo die un pnio di 
giomi al pid. — V. 

ji Zipoa agg, 11 Zipoff di€f*si anclie 
^lofi , percb^ CO '1 siio tip , tip-tip 
S|)es^tfggialo » avvisa rUccellutore die 
su fCT aria passano altri iordi, e per6 
alia at lento. — V. 
ZaeibdU. Toccare. 

Sl^mi e 5terno de la cassinna. II so- 
lejOf il paico che clivide la superiore 
capanua (cossinna) datln soltoposia 
stalla« — Lo SUmo della lingtia com- 
mune d I* Jmpatto , il iMlo che si fa 
alle bestie oelle stalle {steirUda , Jler« 
nidura ). — V. 

Stertiu Usa il Briantuolo per piegare 
ftlquanto dal lato che che sia. — V. 

Ikertissy V. br. Yoll«r:ii cosl uo poce 
dalla handa. — Y. 

Stimii (in) 0gg. 

BctlrMM 4c pulUftii, 

CoMei (o, parer) dc |»ov«ria 

R faru dc f«chio 

9« «limea on quattrin. 

Non basta dunqnc che la co5a ahbia 
in 9k un valore, ma Im dev'esser an- 
che cireomlata da certe non so se jni 
<lioa apparente o che altro^ per cui 
H «omtni ne fadan caso. — V. 

Sllmro [A] (m) «gg. A tasaccio, Senxa 
fomdaia cognaione. 

Slinto, susl. m., v. c. br. Opinione, Idda, 
Credenta cosi profbodiimeijle fissa e 
radicala , da parer piii die ahro un 
rsliiito, nna tendenza nalurale. — V. 

Slippa^ T. de' Lina). Muccbio londo di 
SM, olio, dieci fasci o matti di lino, 
sciohi oe' lero fasldii o man/poli e a|>- 
pena tralti dal bagno o maccratojo. Si 
ia II su la sponda d' esso bagoo, po- 
neudo i faslelN con le rndici nll'infuori 
e le cliue indenlro, I'uno sopra l%ltro 



I. ^. C— V. 

S«5hi>in (in) agg. In signif. di Fieno Miop* 
pialo, che nell'A. M. si scga in ago- 
slo o settembre, secondo che va la 
stagione, pare sia il Grumereccio dci 
Toscanii il quale ue\ Dit. <1el Mamitzi 
k delto « Fieno di seltcmhre che st 
scga su le sloppie ». — V. 

LassB-gio in stohbia ... Lasctor la 
messe gia segnta iusb 'I luogo per «l- 
ciin giorno , prrch^ si maluri insik la 
seccia. 

Sldmbol (in) agg. Nd Pavese e Olfrep6 
significa TfaLio potnto cortOs a due o 
tre occhi al pi6; Saeitoln^ Sprone. I.o 
t^tdmboh di Fra Jacoponc regislrslo 
uei Dit. ddia lingua p;tre ci Klibin non 
poco a r»rc con qneslo iioslro. — Cro- 
scenti chJama Sproni qwd brocdictti 
die 8pcs5o vediam venire su per li 
ped:iti degli alheri, simigliami a' Iraloi 
o aHeltoli che vengono su pc *1 gamlio 
ddle vili. Stombol e Sgaron dicoiKi 
pure qud po' di legiio secco die ri- 
mane pri'SSci il laglio «i tralri ddle vili 
e ai mmi degK albrri, dcllo dal Sodc- 
rini Catorcio, o Catorzo, ondc il rerlw 
Incalot-zolirc ( Imristire) proprio <ldl« 
piiiiile, PC. — V. 

Stombola. Polnr corti , a dne o tre oc- 
chi , i trnlci ; SncUofare. f^. Spcronb 
nelie G, — V. 

Sidtnegh (in) a^^. Sladin^ d stomegh. K 
Sladina uel Foe, 

Ad Avegh qiiejcoss 9v\ stomegh agg. 
Figuratam., Aver qnalche cosa che ci 
da noja. 

Stomeghln (in), 3* sig., agg. Mattes on 
stomeghin^o i»ero on scirotl, ona petta 
d'argent sul cceur« u Una pittima cbe 
vi faciate al coore di quel massono 
d' argento della mia cotnarotta , 'voi 
siele guarilo*9 (Caro, Stracciani, a. 11^ 
so. I.) — V. 

Stongin, V. br. Rimondalore, RecidUme^ 
Potaiore. l)BStongid,t: diresi specialm. 
de' geUi , qiiando f mtdiante la spiin- 
lalnra ddle cinie die ecce«l«mo Iroppo 
c la polatYira de' rami suptiAiii, • roiti 
o come che sia gtiasti , si rimoirtlaiio 
e riduconsi a migfior forma. — V. 

Sl6pp, V. br. Saldo, Sano, Intero^ Mas- 
siccio, cio6 senfa magngna o tiirclto 
cbe facia esscr bOgta alcuna-cosa, co- 



STR 



(206) 



STR 



me per lo pih 00110 li ftlberi veccbi , 
le frotle specUlm, le noci bacate. 

— Y. 

^ Sldppa (in) agg, Trii la stoppa, fr. br. 
Ravviarnt i %//\ diAteodeiidola su 'i 
giooccbio, per polerla beoe avvolgere 
alia rocca. — V. 
Storeggii € Storelli. Dicono i Yalsasf . per 
Entrare in amore^Esseit in CfUdoj Vt" 
nii'e in lussuria, La^civire, Dices! de' 
quadruped! in generaU , aucorchi la 
parola sia presa porticolarm. dai lurt. 

— V. — E perb addietro com = So- 
rellli t= in c=3 StoielU. 

Storg, v« br. Aggell. di terrene. Compalto, 
Forie^ Tenace, e perciu difficile e dure 
da Uvorare; conlrarSo di Ladin, — Al- 
Irimeoti Terren che ten la loUa.'^ V. 

Storladinna , v. c« verso il Comasco ... 
Pastetto di foglia che da^i *> bacbi 
da seta iosCk ravvicinarsi dellc donnite. 

Stdroa, ▼.- valsass. Polenta: p. t,\ Ona 

V bonoa fotla de sloroa la couforta. — Y. 

Slomiand , v. br. che s*usa nelle frasi: 
Audii storoiaud; Ycss semper a stor- 
niand. Andare a tonzo, Zoiiiarej jin* 
dar gironiy Gironzare, — Y. 

Slorl [ Ogni stort el g' ba el so dn» ] 
{in) agg, V. Drill 1. q, G. 

StracaDQ&. T. de' Setaj. Scannai^^ Scan- 
neilare » Rincannare , Svolgcre il filo 
j^rico di sui cannello o roccbetlq^ e 
trnsporlarlo ad un altro, oudc 

Slracaoaat^ri per Incamialojo su '1 
quale si fa Toperasione del stracannd, 
cioh la seconda incanoalura. — - Y. 

Slraccl^ {in) agg. Yale anche a noi Noj'a* 
rtf Stuccare, Straccat-e, Stufare, — Y.' 

Suaccliss. Fenire stracco de' fatU altrui, 
Jtifnojat'si, Jn/asUdirsi, — Y. 

Siraccbczza {in) agg, Dk foeura la slrac- 
cbezza ^ A corpo riposato riseolir lo 
stracco cbe insi^ '1 caldo del lavoro , 
del camminarey ec. , Don si seutiva. 

Straccbla (in) agg, Yiene dalPessere le 
vacche staoche ( stracch) dal viaggio. 

— S. 

Straccbla adree al mur e formagg 
in mett a la strada ... Modo figur. e 
prov. per signiBcare cbe il meglio del 
, forniaggio si trova nel mexzo della for- 
ma, e il meglio dello straccbioo presso 
alia cro8t9. — Y. 

A Straccbio del viagg o de d6 pdoer 
agg. Bono detti del viaggio appunto 



perch^ si fanno nieoira le vacclie iriag« 
giano dai pascoli montaui alle erbu e 
mi (ieoi della piaoura; e di liue panne, 
percli^ la cagliata, onde questi atrac- 
cbini son fatti, contieiie tutta quanta 
la creina, dandosi il caglio o presane 
al latle appena nionto. — Y. 

A Straccbio roagber agg, SUracchino 
shurrato, 

Strac6tt (m), dopo Jradhcio^ agg. AmmoT' 
idlato- a mat tempo, 

Stracuntass, v. del contado rerso il Co* 
inasoo. Strabiliares Maravigliare, — A 
seoll sti robb el se stracuntaTa, Stra" 
biliava in udir tali cose^ 

Strida [Crosera de] (in) nolo. Bivio e 
Trivio souo lutt'uoOy ma il primo pare 
pi6 proprio del molo, il secondo dello 
stato. Cbi per una via ^ giuoto in un 

' trivio, si trova al bivio per procedere ; 
onde si dice cbe Ercole si trovd al 
bivio, e cbe £cate s'iiivocava oe' Irivf. 
E ne' triv) stanno a ciuguettare le don- 
nicciuole* — ^ S, 

Strad^tta de R6mma. Lo stesso che Strada 
de Romma. f^, il Foe. in Strada. 

Stradovli {in) agg. Per estensiooe dicesi 
dcllo Scomiettersi, c Storcersi delle assi 
onde son fatte le masserisie e le mo* 
bilie. ^ Y. 

Stradovia ... Aggiunto di qualunque re* 
cipiente ligneo da liquid! coroposto di 
pit doghe^ il quale, scoonetteiidosi pi& 
o meno la dogatura^ lasci trapelare il 
liquido. — Tinn^ brent, vassej, seggion, 
mastej s'biu stradovaa se fan Icgni sik* 
bet a fagb on boo bagn d^acqua sbro* 
jenta. 

Strafilaa e Strat6rt. T. de' Setajuoli. A(«- 
l^iunto dpgli orsoj (organzitti) al cui 
filato {,F, t/al sotto) e lorto ( F. T6rt 
i. q, G.) si sono date due torciture in 
verso contrario I'una alPaltra , onde 
riescano piii graniti e sodi. — Y. 

Uarticolo FiUa che si legge nelle O, 
al Foe, correggasi come segue =a Filaa. 
T. de' Filatojaj che lavorano la seta in 
orgausioo. Cbiamano Filato la prima 
torcitura cbe si da alia seta ad un capo 
solo^ per poi binarla e passaria al ft- 
latojo dove la subisce P ultima torci- 
tura. F, Tort L q. G. 

Strafojii (in\ i.° e tt.^ sig., agg, Spiegat" 
zare, Piegare malameole. — Y. 

Strafoj^ per Farfoj^ {in) agg, Fat-Htigot" 



STR ( 30 

tare, Dicono i Diz. della Uogua cbe 
FnHingoUo vale colui die niescola e 
coufimde varie lingue, storpiandole tut- 
te. fe yoct aiilica e potrebbe correre 
per boona ancbe oggidi. Pare veoga da 
Fan e Linguae, — V, 
' Sirafonlia. Rinfonalo^ Rltorio, -^ Y. 

Strafus&ria {in) agg. Ei'ba pedicuhre , 
principale iogredienle un tempo del- 
r uogaeuto cbe usavasi conlro la fti* 
riasi , al quale ora vieoe sostiluito il 
mercario. — V. . 

Stragi&. K Fii ttragia in Strigie nel Voc, 
— S. 

Stragi&da ^ Stragiam^nt. Disertamento ^ 
Guasto, infrangimentoj Scalpicciamen- 
toi SconfiUa. — Y. 

Stralusc (in) agg, Yegni-s6 come od stra- 
lilisc ... Bella fr. c. br. cbe vale L'ap- 
parire o I'accorrere improviso d'alcuno 
io uo si&bilo, come un lampo. 

Strarolixi de la mort ... In qualche parte 
del cootado verso il Comasco cbiamaoo 
per tal norae sust. I'estremo Dibattersi 
cbe fa il pollame acaiinato avanti mo* 
rirsi. Quello cbe noi in citti diciamo 
/ uHtm strhpit o / strkpil de la mort 

Strlimm (in) agg, Ancbe nel Milanese que- 
sta voce e di volore ambiguo cosi co- 
me in Toscana. Nel piii de' paesi vale 
Slrame^ ciod ogni £rba secca cbe si 
dh in cibo al bestiame. In alcnni paesi 
perdy e speeialm. ne' mooti, k usarpata 
ancbe per Patiiue, letio, impatto, stra* 
me da far letto a' bestiami. 
Fk stramm. Siranieggiare f 

Slramiid, v, br. Tramuta , Sgombratura 
dette masseritie cbe si fa passando da 
una casa a un^aftra, Trasmutamento, 
— Y. 
Sir»mudi, V. br, Tramutare, Trasmuta* 
re^ Muiare da luogo a Iiiogo} da una 
casa a tm'altra. Difterisce da Sgombra* 
re in cio cbe qnesto sigiiifica soltanto 
levare le masscrizie da una casa cbe 
si lascia per recarle in un' altra cbe si 
va ad abitare, \k dove quello pu6 dirsi 
ancbe delle persone: 
Fo tfaiiDOtato d'Arno in Bacchiglioor. 

Danlei Infer, c. XV, t. ii3. —V. 

Stranili. Dice il Brianz. per IHaliratiare^ 
Tratiare con sovercbio rigore; Stra* 
niarCj Straneggiare. — Y. 

Str&ns. L* ultem strans disse il Maggi 
(Concon di Meneghiti, p. iSa), per 



7) STR 

Vultimo audito, L'estremo fiato^ Va* 
gonla, L* ultimo transito, VuUima pai*^ 
tita. — Y. 

Slrapass^i. Figuratam. Dicesi delle frulta, 
e vale Maturare si cbe se nc perda, 
cbe ne passi il sapore. Stramaturare » 
Immeztire, Divenir me*%o^ Venire stra* 
falto. — Y. 

Strapassaa. Aggtonto di fmtto. Mit%o^ 
Immeziilo, Stra/aito, — Tosa strapas- 
sada. Yale PulceUona , cio^ avantala 
in e\k, 

Strapazidn (in) , a.^ sig., agg. Spadafora 
ha Strapaztone e Ciabattone per cbi 
fa male il suo mestiere. «^ Y. 

Straport^a , aggett. di Lhcc, V^ i, q, G. 

Straportliss ... Parlando di latte, si dice 
allor cbe passa per fermenlazione alio 
stato di acidity, in conseguensa di al* 
CUD difetto neir erbe mangiate dalle 
vacche, o per aque non buone, o per 
cause atmosfericbe. 

Strappk e Trappli (in) agg, Strappli el 
coll ai cava) ... Spinger cavalli con car« 
ro o carrozza od altro simile sa per 
un'erta malagevole. — * 'S. 

Strapp^i el coll a la robba...Yenderla 
a vil prczzo. — S. 

Sirappk el coll a I'occa ... AfTerrare, 
saltando, il collo a un'oca pendente 
da una fune per guadagnarsf la. Brutio 
esercizio proposto in certe feste popo* 
lari. — S. 

Strappiida [Sirappad d'arcbelt] (in) nota: 
Quando si adoperano le dila, cbe it 
cbiama Pizzicare^ uon si fa punto una 
slrappada d'drchetts onde mi par da 
conservare la prima spiegazione, Doa 
quests. — S. 

Strappad^ot (in) agg, Figuratam. Ciaria* 
tano^ Smargiassoj Uomo cbe vuol farsi 
tenere da piik cbe non ^ — S. 

Strasi. V. Trasi ne/ Voc, — S. 

Str&sc (in) agg, A mangiall el lofTy el«aga 
doroli strasc. K in LdfT 1. 47. G. 

I broccaa in guardarobba, e i strasc 
a Pari (Maggi). Prov. I poveri fanno 
la penitenza de' peccati dei signori t 

Dat Iftmiam corrl«, ¥txat eensmrm eotmrnhmt, 
Jovtoalii, Sat, i/, ▼. 63. — V. 

I osei in di frasch , e i ficsu in di 
strasc. F, Fioeft i, 7. G. 

A Porth-foeura i strasc agg. Ancbe 
vale non perdere ne guadagnare in uq 
aflare j Uscirne^ salvo U capitakj Vscir* 



STR 



( ao8) 



STR 



we strttcciato^ ma non biotto o nudo. 

- V. 

ji Strnse de U polvcr agg, Sf'ohc' 
rai'cin (* lose. Carena, Pivntn, p. 21 5). 

ji TiH*via i strnsc agg, Himpannuc- 
eiarsif Riaversi dalla iniseria, ma ieoza 
die si passi alio slato di vera agiatexza. 

— V. 

Sirlise, aggell* Di poco valore. Am-he 10 
alcuno degli irseinpj citali iiel yoc, 5ot- 
10 Sirase suslanl., h aggetdvo, come: 
Sirasc d'on mar}, taiito die a risconiro 
si dircbbe: SU*ascia d'ona miee, — - S. 
Sirasc^ (in) agg. Da-dent cunne on sira* 
ftcce. Lo ilesso \che Di^focura. V. in 
Slrasrd« ntl Foe. 
Slrasda (in) ogg. No vorcnn ona sirascin 
de fa, de di, de peiisu, ec. (Maggi). 
i^on ne polcre straccio, o vero A^o/t ne 
voter sapere siraccio, — V. 
Strasda (in) agg. SfV*asciii-gi^9 e Strascii- 
gii^ a la pesg. Scldantare^ Scoscenderc^ 
Strappare con violenia panui , rami 
d^allierl^ e simili. 
Strasci^M (in) agg, FiguraUm. Mdver stra- 
sciaa. yupoio a sirappi ^ Sirappalo 
( Gior, agr, lose,, Nuova Serie ). — V, 
Strasccoln. K StrasecoUss nel Fbc. — S. 
Biraiort. T. de' Filatojaj io seta. F. Stra- 

lilU I. q. G. 
SlravMBzii (in) agg. S'usa aoche per Pre- 
e^yrtere; Pt^venire alcuno neiraudare; 
Vivantarh, Corrergli avanti: p.e. ,Ho 
comia laiil die t'Jio alravanzaa. — V. 
fitrarargaa (in) agg. Slrajatio, Sfallo, So* 

prafiUio. — V. 
Strav^ul. Controvenio. Impo«ta di legno 
allt fioestrtf per diknderle dai veoli 
tmpeliiosi. — V. 
Sirazsa (in) mgg. € nvwerti. La Su^azta 
propriacnciile ^ quella seta die hriilta di 
5ii( idttini si leva a slirocca di su'l gyiii* 
dolo per ncttarne la niatassa; qiiella 
*die ndPincaiinalura si leva dalla ma- 
lassa nel ravviare e rattaccare il iilu 
rutlo; e quella ia line dieoeli^ torciluhi 
si Irae <1nI rocdiello, tlnch^ si e Iro- 
iralo e rallavcMlo il capo die s'^ rotlo. 
<— Qtiesia seta si slraccia cou lo scar- 
dasso, e, scardajsala , si fila come si fa 
d<'lla serigliella. — / bouolavci in vece 
soiio quelli avanai di bonoli e qiici 
imcocci non olTatto spogliati che rcsta- 
n<i tu fottdo alia caldaja , e die noi 
clMaMiMiio recoU. Questi si stracciauo 



pur CO 'I petliiie degli Siraccinjuoli o 
Scardassieri, e cosi ridutti la Crusca li 
dice Siracci, come stracci diiama tutii 
i bozioli^qoali si siano, scardassati in 
luogo di frame il filo. — V. 

Str^ccia, Sireccioeu, Sireccidn (in) agg. 
Verrebbero mai dalF ioglese Street^ 
Strada, Via?— V, 

Slreccioetk sonza coo (in) agg. II Carena, 
Pivniu^ p« ja6, dice Pia cieca quella 
die non lia riimcita, e Fia mot*a U via 
cieca ina di podiissiina Juugbexza; Toct 
vive toscaoe. 

Stregaztdo ... Uccello di rapina cli' £ il 
Lanius excubiior Lin. 

Siremi&d. F. Stramiki 1. q. G. 

Stremud^. F, Stramud^ 1. q. G. 

StreociJi * v. br» Dicesi del frumealo , e 
vale Dar€ la $treUa al grano^ con Test* 
porre il covone in piedi a I sole e al 
vento, tanto cbe asciugbi e secebi per« 
feltameute. — V. 

Strenciiss... Dicesi por del grano qiuindo, 
noil per anco segato, vieue da un sole 
Iroppo gagliardo in due gioroi qua^i 
riarso. « tL n*gola infallibile che, quaii- 
do la iiiaturitii dei grani sarii tarda, ci 
•ark carestfa, ancorcb^ siatio d^aspctto 
bellissiuii, percb^ il sole li abbrucia 
e Atrigne in due sole matinc , t (ia 
spiga ) non granisce beoew (Magazzini, 
Cultiv, (osc, m^se di giugno).— V. 

Strencirosu (in) o$serva. E difierenza da 
Strenciiau a Carruccio% ebe i Brians, 
diinmaiio Carelij il primo serve solo 
a far stare in piedi il bambioo;^ il se« 
con do a farlo andarc. — Y. 

Streptt (in) agg. F. Stramass h y. G. 
Sirepilli (ill) agg. Dibntiersi, Conionxrsi, 
come h deltb in Sifdpit, Ftk di str^pit^ 
nd Foe. 

Slreppa (in\ a.** sig., agg. Slmppatura. 
De prima sircppa ... Aggiunto di 
nestajuuU ancora vergioe. 

Aloron de prima streppa ••• I primi 
estirpali dal gelselo (morondtv), % quali 
s' buuiio III roiito di piii belli e piJk 
vegnenti. — V. 
Strepplia. F. Spientaa nd Foe. — S. 
5tr^ia (in) corr. La costiera ove h Stresa 
guarda ad oriente; onde parmi cbe 
dovrcbbe dirsi—r costiera occidealale. 
— S. 
Stria (in) agg. Ris di strij. F. Ris i. q, G. 
I Stribbia (in) agg, £l aucbe ud arocse iiUlo 



STR 



(ao9) 



STR 



di moUi slrbcialoj di siighero » • per li 
qoali si fii pAMarc il filo delU seta, 
M Go« di polirloy alropiociaodola e li« 
aciandoJo. di tuiU t brocchelU. o gru- 
mdli che vt poffooo caicre $a» Oode 
a Tcrbo 

Suibbiii la aeda, PolkU alia siribbia. 

5tribi, gergo. // cibo. -» £1 ^Iribi e el 
aoahbi. yino € cibdria^ 

Slrigiia .^ AggeU. di cajiipo in cui i culmi 
del grauo siauai avviluppaii 1' uq coo 
Faltro. 

Strigoza (in), 4*^ ^ig-* ^ota. Riinaoda il 
Yoc. a Zovald, e quetto a SgaUs^ ma 
SliHgozz sigoitica DesUv^ Awedu^, ooti 
Spavaldo, ec^ coipe siguiiica lo Stalls 
« piu ancora lo SCovaUL — S. 

Slritued (in) agg. SlrinatOf da Strinare 
(cousuiuartfy esteouare); voce autica, 
lua Dou dismessa aifallo. — V. 

Striuca. T. dei Murat. ... Slrinca el £1 
significa appo loro lo Slirare dai lati 
il iilo della diriilura degli alzati* 

Siriiica*li» v. br. Dare 7a sttxtta^ Ri- 
duife stccdUto, — A quel iorineDl gb'd 
vcguuu adoss el sO tuU a ou bolt, e 
riia siriuc^-U i grauo. — V. 

Sti lua (in) corr, cib che ivi ^ detlo come 
iieguc:=s P^ome cotnasco aulico di quel 
pesce cbe i Comascbi odierui dicouo 
lioUiss e oot BoUrlsa. K Bollrisa m:/ 
Foe, e i. q, G. 

Sti iuaall •- ^idle tre Pievi su'l Lario, ^ 
il uouie del Gadus lota (boltrisa) pic« 
ciuo. — - y* anclie in Monti, Foe, Com, 

Strivall (iu) agg. Figuratam. Uoroo o uie- 
glio Douna cbe seoza riguardi cam- 
luiui, o s'arraballi per cbe cbe sia« — S. 

•Sireeuggia; alpL Strogg;d'oode ilverbo 

Slroggiii'SU vuo, Dagb ooa booua 

fitrceuggia^ ooa atroggiada. Zombare 

wio, ForboUarlo, Dar^ di sodc pic* 

chiata. — V, 

Sirolfgfi [Figuratam.] (in) agg, Giri el 
coo. Girare iljilaiojo (la laolasfa). 

StruUa (a) agg. In signif. di Tra-foeura 
vuu. Sco^zonare, Sbardellare. — V. 

Sliolkdiira (a) agg. In senso i/iTrafusura 
vuo. Scozzonatura, Sbardellatura (Mu- 
galoUi); primo iudirisxo, primi rudi- 
meoli d'ua'arle, ec. — < V. 

Strdoz (in) agg, P«;sa pussee ou airooz 
maru cbe od oa gt;rla de ru ... Poco 
civile ma vivido dett. coot con cui 



si vuoi denolare quaolo gravi il peso 
del Gorpo, allorcbd insta il bisogno 
d'andamc. 

Strona^U .«• Uuo scricciolo d« fanciulla. 
^- Per iscberzo lo diciaino ancbe as- 
aai couunupem. in luogo di Donzilla* 

Str^lpp ••• Quelle ritoriole cbe a brevis* 
aimi iutervalli assicurano I'impagliaUira 
•egaligua su t correnliui della 4ettoja 
de' capaout camperecci di paglia e 
legno. 

Strubbidii,f>er Sirasc di piatr, y, il Foe. 

Sirucc, e alfem, Strikccia, v. br. Spunlo, 
StruUo, SmuntOj Aldg/iera^ MacUemlo, 
Squalido. — V. 

^trulagg, v. br. FaeclUno in aenso esteso, 
Colui cbe fa le falicbe piu grosse.'— V. 

Stru(aggia. Facchineggiatv, Affacchinare, 
— V, 

StruCiggidn, Strufaggieooa ». Colui o colei 
die iu una casa fa tutle le facchiocriV, 
tutle le falicbe dn faccbioo, le lacende 
pill laboriose. — V. 

^^^ ILinao i Toscaoi Strm/fart, per Liicia- 
rc, Polir«, Fn^tn^ 6lriLLiafe con utroffoj e 
6ir«{ff»m* — V. 

Striigg. F, Sirucc i. q, O. 

Sirusa (T. d'Agr.] (in) awerli: La Raspa 
^ tult'allra cosa dalla Ramaccia, Essa 
propriaraente ^ una a Caisetta cbe si 
strasciua su '1 auolo , e serve per Iras- 
portare terra da luogo a luogo, quando 
si vuol appianare uu terreoo i»(Ma* 
uuzzi, Focab.). — V. 

Strusa [T. de'Selaj.] (in) agg, Cascami d 
delta auclie in Toscnna. « Cardatura 
e lilatura delle sinigbelle o cascami 
della tratlura de'bozzoli n (Gior, agr, 
to«c., XXI, 3ao). — V. 

Sirusli (in), 3.° sig., agg, T. de' Sctaj. 
Pescai-c altivo (Gior, agr, tosc). fe quel 
tulCnre e ritufiare cbe fa la iratidra 
neir aqua calda il mazzo dei hozzoli 
iiocb^ oe venga il filo bello e netto 
da mandare su'l oaspo ogufodolo. — 
La fiUocica (o borra o senigfiella die 
la si dica ) , cbe bavosa , ineguale e 
broccosa si trae dai bozzoli meotre si 
van pesciindo (itrusand), noi la dicia- 
DiO sirusa o stneusa, — V. 

Strusa-811 tropp./Vsccxre i boixoli piii 
di quel che bisogni, Gio si fa dalle 
Iratldre malesperte , le quali insieme 
con la senigbetia Iraggouo pur una 
parte del buon filo serico, che le brave 

2J 



SU (a 

' traHdre mandftno su 'I gu/nciolo. — V. 
Strusadiim. T. de' Seta). Netlii i gal- 
leu coot ooa bonoa ttniaad6ra ..• Gi6 
cbe 81 fo e si ottiene mediaote una 
buona e conirenieate pescatara^ la qua- 
le ti uelti il bozzolo dalla sola borra 
6 UOQ filabile ragnatura, seou akuoa 
perdita di buon filo serico. — V. 

Nettk i galletty strusandi-td. Nettare 
il filo^ pescando i boitoii, Tro?ato me- 
diaute la scopetlalura il filo ai bouoli 
e quest! raccoiti in un mazzo a mo' 
di grappolo, luffarii e rilurforli e scuo- 
terli fincb^ non ireogono belli e netli 
d* ogni brocco {grumell ). — V. 

Struslida. T. de' SeUj ... Nelle fibnde si* 
goifica ogni scopettatura di que'tanti 
bozzoliche si svolgono coDtemporaoea- 
mente in bave di seta. 

Strusdra o Stroeusdra ... Ne^paesi delPA. 
fii. (initimi al Bergaroasco k noroe 
proprio di quella donna cbe laTa e 
goveroa le ainighelle. 

Strusin (in), sig. a.% agg. Viene da S/m- 
gd, signif. 4*^ ZonzarCt al pari di Siru* 
son, ec, appunto percbi va girando 
con la cesta del pane. — - S. 

Siriiz... Sp. di rete. F,in Monti, roc. Com. 

Slruzi^ (in) agg. Wess struziia, o Fk di 
struzzi. Sientar la vita, 

Struziiiss (in) agg, Slntsciarsi^ per Affan- 
narsi, Struggersi, h voce regislrata dal 
Manuzzi. — V. 

Sliia [Stu/a] (in)tjra le parii, agg. 

Busccch de la slot . . . Andirivieni interni 
d«1la stafa, per 1i qnali pa<sa il fumo. = Spiraot 
o Spiniria (Spir-drta ). S|>iragfio della slufa , dal 
qnale esc« Paria calda. s Toraell della itaa ... 
Turnello di ferro o di maltoni eptro la itufa per 
sopraporri fcaldaviTande , o ailro a farvi cuocer 
fruUe. — V. 

Stulida ... Tra i RafHnatori di zuccbero 
specialm.^ ed anche fra ahri fabrica- 
tori di oggetti a perfezioue, ai quali 
occorre ajuto di stufa, significa quella 
taota quantitli di zuccbero in paoi od 
altro cbe si pone in una sola volta 
ad assodarsi nella stufa. 
Su (in) agg, Fk su e sii ... Ritener pareg* 
giate le partite senza stare a guardar 
per sottile; il cbe diciamo aoche: Fk 
chi n'ba u¥UO, n'ha avuu. — S. 

Fii-si vun. Aggirarlo^ Trappolarlo, 
Ciuntarlo, — V. 

Fass-si^. Contraersi, Avvolgersi, Ac- 



lo) SUG 

caHocdanii Raggrinzarsi a mo'di car* 
toccio. — Di qui 

Foeoja cfae se (a-su ; Foeuja borloeu* 
ra ; Moron borloeu ... Specie di gelso, 
o rooro, detto cosi percb^ le sue fo- 
glie, che sono largbe e sustanziose^ &• 
cilmente si accartocciano. — Y. 

Sill, o vero Vess s£i per su ... Non 
avere meslier fermo, o laToro a posla 
ferma; Non essere a boUga, — Y. 

SJibat o Sftbet, v. c, per Fl^iss. F, nd Voc 

Subec6nom.Amininistratore pe'l govemo 
dei beneficj yacanti e degli altri beni 
ecclesiastic!. 

Subeconom&a. Amroiuistrazione per con- 
to del goyemo dei beuefic) yacanti. — 
Carica di Subeconomo, 

Subizidn. Esibisione, Offeria. 

S6cc (in) agg, A la snccia« A coUimof A 
somma. Dices! del layorare per an 
tanto fermo in deuaro al giorno, seoza 
essere punto spesato, nd pur del vino. 
— Y. 

Se pioeuy per san Giovann, el soce el 
tk pocch dann. Proy. br. Una buona 
adaquatadal cieloneirullinia settimana 
di giugno ci salva in gran parte la 
ricolla del grano lurco, aucorch^ non 
piova pi ji in luglio n^ in agosto. — Y. 

Siiccia [Figuratatn.] (in) avverti, Nel vol. 
ir, a p. ii3, col. I.*, sotto la frase: 
Dann onafetta^ tu se'roandato a ye- 
dere in Siiccia, e da SiiCcia in Studa, 
dove tu Irovi cbe Dann on stuaa, od 
ona succia, vale, Seccare,^ Annojare, 
ec y significato cbe non ba a cbe far 
niente co 'I Darken ona fella,, la qaal 
frase vuol dire Andarsene, Cdrsela, Spi« 
gnare, — Y: 

Sudk. Sudare. Parlandosi d^nova, significa 
il tramandar cbe fanno alcune goccio* 
line d'umore come aqueo alia super* 
ficie del guscio» si tosto cbe yolgansi 
frescbe al fuoco per averle da bere 
(al latt). 

Sudizidn (in) agg, F'erecondia^ Flergogna^ 
Timidezza, — Y. 

Ad Avegb sudizion agg. Esser tirni* 
do^ Non aver ardire, Non averjaecia 
di ... Y. 

Sugii.s{k (a) nelle G, agg, T. delle Seta- 
juole. Fioir di trarre i bozzoti che re- 
slano ancor nella caldaja dopo li uU 
timi gett^livi. •— II Sttgd^sit succede 
a I Tin-gib I coo. — V. 



SVA 

Sogadan^e. Votabone* 

Sugatnlin (in) agg, Figoralam., vale Uo 

pexso di leguo a uso di bastooare al- 

trui, ove occorra. — V. r 

S£igh (in) agg, Sugh de garoba storta. 

In gergo yino, per essere il pedal della 

vite torto ed aspro. — V. 
Somelecli, V, di Ghiur«dadda. Lampa, Ba^ 

leno, Lampeggio. — * V. / 

Sumeiegi, v. cpme sopra. Balenare, Lam* 

peggiare: p.e., £1 sumeUga ^n. B 

baienaJorUi E'c'b su uno sp^so ^m» 

pegguii-e. — V. 
Suppla (in) agg, Dechi Vh quelU fup- 

paaa, ec. K Suppoooa u q. G. 
Soppietori. F^ Giuramdut i. q* G. 
Supp6nna o Supp^zza (in) agg, 
De ^i 1% ^iu}|« inpptBM ? t • • -r 

L'^ ou: quell luppio? 
Fee-gio ou alUr miccbiD. 

. Fi:oltol«lta che si melte in caaipo ogdl 

velta ebe i santinjfizsa trovi|iio Iroppo 

per altrt ci6 cbe ? ieK6 poco per essi^ 

o anchtt aemplicem<oie allorcb^ ve- 

4mmbq iinbandito an zuppooe inuaoti 

•d aknno. 

Sussl (in). la veee di =; £vc<iUm) o, Eoor- 

avt«K ;=!, Jeggi c?:2vviXK6* e Xu^tfcTo^. 

Spatimare dieonQ i Toscani (che ^ 

il ooatro Pasmd) per Deiiderare arden* 

UmcntB. I destderj ardeoU, fiocb^ ooo 

MOO 8odi5£ittiy inquietaoD e lormenta- 

no, onde h bea detto cbo spasima 

(pasma alia briaasesea) chi li aeote. 

— V. 

Siiii. AggeiL di Pria. K nel K • i. q, G. 

Svtfazig IOd] che anchc diciamo Oa 

aviSozeg e Oaa svtfnzega ... Mooela 

cosl delta dai tcdesco Zwanziger per 

Cfsere del valaeote di venti CArantani 

{twansig KreuUer). ^ il terzo del fio- 

rino» li sesto del tallero di ceaTeo- 

xiooe. 

SvargelU (iny agg, Scudisciare, Vinci* 

gUarcj Frustare con acudiadoy coo 

irincastro o viociglio. -^ V. 

Snuk, conirario d'lnwik. T. idraul. Dare 



(an) SZE 

andaia aJtVaqua^ SgorgaHa; TogUere 
il regdrgiio , il ringorgo, — V. 

SvasaiD^ot. Conirario d' lavlis » lavasa- 
ro^ot. V. nel Foe. Ulnvds italiaoam. 
si diMbbe Hingorgo, RincollOy RingAr* 
gito, Ringoffo, voci tutte sigoificanti 
rigoofiameoto d* aque io uo cauale , 
arreataie oel loro oorso. -^ V, 

Sf Mt (in) agg. Usiamo noo di rado que* 
sta voce per Furbo, Jggiraiore^ Ba* 
'''itii^B^f aggiuogeudovi per attro I'ag-^ 
geU. Iropp. — V. 

fihreotrii e Sveniv&ss^ v. br« Pariorif^^ 
Spregnarsit Sgrdptdarsi^ SgravarsL'Si 
dice sob dellc beslie. -^ V. 

Stcntriula (in) agg. e corr» Parto^ SprC' 
gnamenio, Se ne' Dtz« della liogiia c'^ 
Fenirata- per graTidaaza, ooo c'e ragio- 
oe per cat ^i debba eBdadtteSt^entruU^ 
io seaso di sgravidanza. -« V. 

SvergelU. F, SvargeHli nel Foe. eLq.G. 

STerali. Dicooo i Briaaz. per Inversd , 
eio^ Yollare a rovescio, Rvwersare ^ 
Rovesciare, — V. 

Svosi^, V. br. Sfondo^ Sfimdato, Spaiio 
lasciato per Io pid ne* lati di qoal si 
Toglia araese a uso di riponri che cb* 
sia. — V. 

Svoiacassloa. Voce cont e agginnto di 
Bestia di graa paslo, cbe vdik ii fie* 
oile o la casainna* 

Sterb^ e J)eszerb4 (a) nelle O, agg. Di- 
%erbare dicooo troppo lombardamente 
i ootslri logegaeri per Ronoare, iS2rro»- 
conare^ Divegliere, Scassare^ Pastmare 
un lerreoo incullo e sodo, uoa soda* 
glia (lombard. Zerb). II Roncare a 
SbroBconare propriam. vale Eslirpara 
con roocooa i bronchi , li sterpi^ la 
er£cbe e la ptante cespugliose d* an 
terreoo cbe si vuol meltere a cultara. 
— Pare di qui cbe i Ronchi de' Brian* 
saoli.siano slati li allimi lerreai dis* 
sodati ^ dai quali , per essere tutti poggi 
piantali a vili, ^ veouto cbe a^ Brtanl^i 
Ronco ^ la slessa cosa cbe Figna iH 
poggio, — V. 



TAJ 



(SI2) 



TAN 



Tabacch [TWk] {in) agg. {eh$ i coniadini 

deU* A. jr. speeisdm. dieatw Tr«{ppli 

tabacch )• 
Tiibbii mst m. pl.9 v* c» Nome getttrico 

dei giisci e verdi e secehi dei Icgumi.* 
nbbia (In) agg, Tabi tooo te sfaldatfirt 

cbe nascono net ktericio aUercb^ fu 

composio eon due paftelli di makaxhe 

per la rena tnterposta noo si p«t«reiiO 

unificar a dovcre. 
X&bia (a> ndle Q. note. Gamba piiitto- 
. ftto ^i legumi cbe d' ahue piaate er- 

baceei — Di qui forte ii vcmHo il 
Tabiaa, voce comasetk^ per SpaxMom* o 

Laoge dove ai ripoDgooo 1 Uihi e cose 

aiaocli # uso di mangime vernefeccio 

pe 'I bcstiame vaccino. — V. 
Ticca o t&cch. Tacca fatte in cbe cbe 

sia per qoalsiasi motivo. «— <&. 
Tacoa (tit) ugjg. Taccii bega. V.^ B^ i. 

17. O, 
!rao€aa (<n) agg* Per Assiduo, DiHgaUe, 
' AiieniCf oeiHiQtta H^ oaa obsa. Onde 

Stii taccaa al s^ meslee. — V. 
Ticcagarb&i. AneecagarbmgH , AetaiU^ 
. brighe. — V. 
•Tibcch (ift)y 5.^ sig., coit. =: coglsatlori 

GZ in z=i cogli^tolt. — V. 
Taocbia (Jn) agg^ Cke Mia tustc U avan* 

teUi. 
Taoooki (m) agg. Fk i taccotn. Serhere 

almfknncchij Compilar tmecuinL 
Ticxt. ^ Fk la prt del tacit ^. Udire e 

non parlarey Noo dive suo avviso in 

cbe cbiB sra. •— S. 
Taffus (en) agg. Per Baizicatare, Gkiap- 

polerie, CAarpe, ec. -^ V. 
Til) {in) agg. Taj a ceocc de pcss. T. de' 

Vign. «.. v5i ia alia Tile , novella spe- 

ctalmenle, con falcetlo be» alBlato ^al 

basso nil' alto , opposlo e vicino alia 

gemma , ben netto , nd troppo lungo. 

— V. 
Tij. [T. di Giuoco] (in) agg. Al bigliardo 

6 \o Sghembo del colpo dato ad arte 

ad una bigtia. -~ S. 
Taja {in), sig, 4.**, corr, = Katura == in 

= Statura, — S. 



T^ (£t) Agg. Mefnrk ire vonik e lajlk 'oa 

voeulta. y. Mesurii L q^ O. 

Tajk-foeiira. F. Slrelajk nd Fbc.— S. 
Taja^via nelt come on porr. K. ^hrr 

nttte &. 9 e agg. Sentesi ancbe Terso 

il Gomaseo* 
Xy^Ja-acqua ... Nome della estretnilk ctH 

neatil della pietra verticale ehe finange 

l^mpeto della corrente nelle partitore 

idrauliehe. 
Tajlbda .« NelPA. M. i il oome 4i tfuella 

parte d' no bosco cbe ^ stala lagliata 

di recente. Nelle tagHate noo debbono 

pascolare bestie nessune. 
Tajatrlfilsl <in) agjg. Tagliereiio dn trn^ 

i^Ji, o semplicem. Taglitmm (*tes& 

Garena» ProMn. p. 4^). 
Tajceill per Risol. F. nd Foe. 
Taj<Sn (in), sig. 4 .*, mgg. Li Scrittori di 

Veterioaria la cbiamaoo Cancro poiantg 

b Glossimtnme. 

U Tajdn non k la sU9$a eosa dte 

il Reltdn. F L if. G. — V. 
Ta{do [In]. Modo cpotad. ... Lass^<4] el 

foraaeoC io taieo a maruvl. Lmteu^ d 

gnm9 Segato inskH oampo m matmnrsi. 
Tal^. Al giuoco deU' Oinbre spagtmok 

vale i residuo del mazxe, dislribuite 

le carte a' giocatori, dal quale pigtiano 

con eerte ieggi altre carle per caai> 

biarle con le preprie io cerca di mi* 

gliori. — S. 
Tamb^rla. Dicono i firianEnoli per uqo 

cbe cicala assai e noo sn n^ die, ne 

percb^. TaitameUa. — V. 
TemberU. Tailamdiare, Ciaeeiamdlareg 

Ciealare, Ciarlare. — V. 
Taosbdr^nt) ag|g. I nostri Soldati Io pr^* 

BUQaiamo tovente coo r»ccealo su Va. 

— S. 

A Tambor descordaa agg. Andii*via 

coot el tambor dcscordaa. Figuralam. 

Partirsi sconcordi, con animi discordi. 
Taoderandan {in) agg, Cbi voeur couoss 

ol tanderandan gtie daga la lumm de 

pizza in man, pro v. cout. Chi vuol co» 

noscere un dappoco gli dia da acccn* 

dere il lame t il/uoco. 



TAR ( 91 

Tandemndao i^uzU (in) dicesi ancbe: 

Solt ■ q«ell t^Mioolt 
Gb« ila oa« veggia strl* 
Cke & ImIU • piB«U. ~ 8. 

Tan^. A^feU. di Fdusg. T. <fk Fdnrsg i. 

^. O. 
Tiiotsi (in) omctii Tassocane, 
Tiona ^i/i), a *«ig , i^g. Aod4 in U tHona. 
Andare in letio. Code il modo proT. 
dft' Bmnsuoli 

Chi 99 VGBur A a 1^ amory vagn in 
la lamia. ^— V. 
TanI (ir<) ^vgg. Par lant. Per questo, Pei* 
ei^. Go' aiMa per taut voeiij aiida Hit 
U su. iVie anehe per queito io vogUo 
we fin M. — . V. ■ 

De lant ohe ».. £><t fiM/o r/ie .• p. c. , 
Dc taut cbe Teva wmh el fava el «tra- 
scce I 

Giffi CO ^ pMwn 

A r«craii«rt i c«Dct per la tUy 
Da tanlo rhVa oato ««valUef», 

G« Giiulif htk yestiiione, — V. 

Con la eonispomdenta deihi cong. 
cbe. — Pedtr V e |aot bo« ch' el dts 
domii de voregfa heo. — L^^ tant bell 
slo ill 9 r i taot delixios e allegher, 
cbM db domii de $lk ohl lotta la vita. 

— V. 

Tanlde e Tanltfo (m) agg. La lingua spa- 
gouola ba Tantda per BUanciOf Gal" 
coio, ScandagUo; — e Tantear per 
Dilancinre, Calcoi4ira% Considerare nii- 
miUmeote il valore di cbe cbe $ia. 

— V. 

T&ppa {in\ 3.* tig., agg. Scheggia (tosc^ 

Crusca, Alberli). — V. 

Daono i Brianziioli questo nome a 

qnel quarto di confessionale cbe Grat' 

tir<eula e detto a p. a56, col. a.% vol. II 

di qnesto Vocab. — V. 
Tappascln (in) agg. Usasi ancbe per Uo« 

mo piccoloy cbe si muova svelto e cam* 

mini a passi spessi e sollecili. — V. 
Tappdn (in), sig. i.**, agg. 1 Romatieschi 

in vece dicono Tappa una persona as- 

5»i scaltrita. 
Taralius (in) agg. II Savi ( Omit. Ill , 

254 ) usa aoche la voce TarabusoUo 

per Giovin tarabuso. 
Taramotlii... Par nimore rovistanflo^ tra- 

meslando e rioiovendo masserizie, e 

similt. — V. 
Taraql^l! , v. br. Uomo piccolo* e dap- 

poco. «- Hanno i Diz. dclla lingUa Ta- 



3) TAZ 

ranteth per Giunta, per Pesso di qua" 
iitd in/eriore , trattandosi di comesti- 
biii. — V. 

Tordii dicono alcuni del contado per 
V61lo a ban'u; lardo ad aver sole; cbe 
riceve lardi i raggi del sole. -— Sl'^a 
Vh tropp tardida. // sole tarda troppo 
a battere su quest' aja, 

Tarell (in) agg. Ne* Hbri de^ conti dt due 
e tre secoli fa si trovancffotto it nome 
geu^rico di Legna da/uoco cerfe le- 
gne speciati delte Turini^ i qnali p.ir 
cbe nnn aiaiio allro cbe i Regondim 
d'oggidi. — II nostrn Tarell sareblKs 
mai un' af^resi di MaHercllo , dimiu. 
di Maitero » bastone , peszo di legno 
grosso? — V, 

Tarlanliinna (in) ttgg. fe ancbe un vrlo 
di col one leggcrissimo e cbe non regge 
alPaqua. 

Taroccigi6, m. br. Cadere ^ Andar gjik 
per terrrty Ventre da alio a basso pre* 
cipilando. — V, 

Taroccb e TarocCaa dice il Briantt^o per 
MalazzatOj Caf^onevole, Afotbisciato, 
MalesciOf aggiungendovi per Io piii U 
voce poifer cosi : Sont on pover ta- 
roccb. Soito un pover uomo molandato 
di sakite. — y. 

Tartlia. Corr. ss Tessnto di lana ad uso 
specialm. di scinlli. 

Tiisca, sust. f. ... Spezle di ginnco cbe h 
la Typha latifoUa Lin. 

Tassill \in\ sig. 6.^ agg. Zeppa da cal- 
zar le botti. Se di pietra, la diciamo 
Sc^ja. 

Ttissell. T. de'Murat. ... Pezzo di matlone 
Iitto nel muro la dove sportano infuora 
altri maltoni. 

Tav^na, Tavellin, Tovellceii. Usa queste 
voci il Brianz. per Tabella, Chiacchic" 
rone » Chiaccftierino, Fraschetta , Cbe 
parla troppo e vanameute. •— V. 

Tavellli per lotavcll^. V. Intaveliaa, Io> 
tavelladura nel Voc, — V. 

TavellJi , V. br. V. Tappellii, a.* signif., 
nel Foe. — V. 

Tavellin , v. del contado sinonima di 
Moriggioeula. y, il Voc, 

Ta volet la. A' Brianzuoli k quel lil>reito 
cbe usavano on tempo i fanciulli io 
vece deH'odieroo Abecedarian — V. 

Tavorella. Dicono i Brianzuvli per Ta* 
voletta, Tavolella. — V. 

Tazziona (in) agg Mnngia tacc in la me* 



TEG (a 

ddma taxxinoo ... Dioooo i Brianiuoli 
di duo o pill persone amiciftsime e con* 
ildenti che usano io communioae dislle 
cose loro. — V. 

T^c [Vaga la c4 e el] {in) agg, Vada 
tiidos ci banoo lasciato qaelle caregioje 
di Spagnuoli per loro memoria. — V. 

Tecciaa [Av^] {ad), in sensojigur,, agg. 
Anche i Toscadi dicooo Aver messo H 
telto oon 4blo nel sigoiBcalo di ayer 
uno Ciiito di crescere della perfoaa, 
ma eziaod/o di ooo essere piit in graHo 
di esteudere le propria cognizioui. — Y. 

TegasciOy V. c. Nome di que' fabricalori 
d'^aquavUe ambuianli che al tempo del- 
la sfinatura vanoo per le ville e pe' 
cnsali raccoglieodo le vinacce per istil- 
Inrne aquavite. — XJJquaviiajo k ven- 
dilore. -* I Brbnzuoli cbiaroano ^c^iin* 
vHee quei Cbiavenascbi che ci cdpitauo 
d^auluono a comperar vinacce per far* 
ne aquavite, lambiccandole, — V. 

T^gna, suil. f. Ne' cappoui male accap- 
ponati h quelle sfraogiatura caruoco* 
lare cbe risalla loro su '1 capo 111 dove 
ne fu rasM via la cresta. 

Tegn^ni. Pariic. di Tegui. TcffwUCf Te- 
nace, ec. — V. 

ji Tegniss de bou agg. Tegniss d'*in 
boo. A' Brianz. vale Nutrire speranza, 
Spcranzarcy Lusingarsi * p. «.^ £1 in' ha 
faa tegnl d'in boo per negott. JT mi 
ha messo in isperanze^ e poi non ne 
fa nulla. — V. 

Tegoi*via e Ciappk-via. Usansi per 
PigUare spazio; Avere teuuta di tanto 
spazio, Capire, Occupare, Pistendersi, 
Preodere. — V. 

Tegnl-flu. T. de' Fom. Chi invigila alia 
iabricazione dei materiali laterizj nelle 
fornaci^ allcrch^ vuol raccommandare 
ni lavoranti cbe non li faciano troppo 
BOttili, dice loro: Tegniisit quij qua- 
drejy quij copp, ec. , o anche Tcffui 
pussee soitegnuu, cioe qod li (ale trop- 
po sottili. 

Tegnisc {in) agg. S'usa anche per Tenace, 
JvarOf che tiene, che non lascio cascar 
bricciolo; cbe h cane del suo; che 
BOD darebbe del profferilo. — Y. 

Padando di caroi, TigUoso, Tegnen^ 
le, Tiranie. — Y. 

Tegnoeura (in) agg. II Monti nel Foe. 
Com. dice che «• Tegnosula proviene 
forse da Tigna, credcndo it vulgo che 



i4) TEM 

la patisca**. II nostro vulgo ia vece 
crede die la piscia del pipistrello fada 
intigoosire. 
Tegodo e Integnds. Nome di due pae* 
aetti aeUa pieve di Mi^aglta, che dan- 
no luogo al modo scherzevole : Avd a 
che fk a TegBOD, o veto a (nlegods, per 
Bs$ert waro^ Essere ienace del suo. 

— Y, 

Tdj^. Baccelh de' legumi; Siliqua, Ga- 
scio, Tega de' ravioci^ e sivMli. •— Y. 

Teja [Gandioeu de]. K Guidlmk L q. O. 

Tdiinun o Tilimim ... Goitdiziooe deU'or* 
dilura e del ripieno de' paoni cod lini 
come. lani. — Slo paon d g'ha on bell 
telanim. Sla lila I'e brutta delilamm. 

— La direi quad Pannalurm^ 
Tddni {in) agg. Tribolo, Si%io: 

A quelPora, II, al tribolo; 
E , o piova, o liri venlo, 
Ifea c^^ Cristi : Dio lilwri , 
A sgarnire an momeato ! — 

G. Ginili, Discor. eke CTr. 
BIctt* on , m doodolarMla 
Friaaa di aod^re al ciaio; 
Uo^ altia. mtaaa \ «e. 

Irf. ib. *-. V. 

T^ma o T^mma {in) agg. If nostro At'i 
tema pare rorrisponda appunto al Fe» 
reri dei Latim die k un temere misio 
a ingenuo pudore ed a nspetto e H* 
vereoza. — Y. 

T^mp {in) agg. k\ temp de dess o d'a* 
deas. Oggidl, OggigiomOy ec. — V. 
A Dk temp agg. 

Quel) de da temp •! Unp Vh oo gran secret!. 



Chi laiia pauli el nivol , vcn el $6. 

^''KS'i "^ f*"^' Caccia, Arclptse. 
di Mihtno^ pag. aoa. 

Hon aver/reltoy ehh la gotta Jieliolosa 
fa i mucini ciechi. — Y. 

D'dQ temp a quij che impicchen ... 
Si suol dire a chi ne aflretta indiscre* 
tamente in cosa che esige tempo e cura. 

£1 temp el cova. Dice il Brianzuolo 
per // iempo si dispone a rompersij 
si va a poco a poco volgendo al cat* 
tivo. La Lingua ha Covare alcun male 
per Macbioarloj Appareccbiarvisi , ed 
anche per Avere chiuso io corpo al* 
cun male iisico, che iotidii aUa no- 
stra salute. — V. 

A El temp el rcgoeujera sul oost 



TEM 



(a 



agg, e ostervn. Nod sempre qaesto mo* 
do proverb. ^ ufalo da' Brians, come 
^ delto nel Foc^*^ a figoificare sciu* 
pinfo di tempo, ma si, molte vohe, 
ad etprimere quella senteosa del Car* 
dano s Tempos ager meus, tempus pos* 
senio mta^ dal qual campo ehi sa cul* 
tivarlo come va, oe cava di molli frutti 
e vaolaffgi; e ci6 ben aaono li iodu- 
striofli BriansuoU che doo haooo altri 
capital! che il tempo, la testa e la buo- 
na vogtia di Uvorare. — V. 

A £1 temp 1'^ galantorom agg, Ter* 
mine non mangia lupo (Paciolo, Arilm. 
p. 161); e vaje che le scadenxe de' 
pagameoli giungooo sempre; e dices! 
allorche si ammooisce alcuoo a non si 
lasciar troppo cecameola allettare ne' 
contratti dalla commoditii dei respiri. 

Lassass ctappii dal temp. Laiciarsi 
toprafare dal tempo^ perdendoloj mo- 
do simile a qaest'aliro: Lassass ciappli 
di face, per 19on Jare a tempo sue fa^ 
cende, si che molte poi accumulan« 
dosi Don si ha pti!i tempo di spedirle 
tulle heue come si dovrebbe. — V« 

St&-su el temp ... Moo piovere , ma 
esserci minaccia di non lootana pioggta. 

Temp che se Hi polla de basgiann. 
Quaresima^ Ora ^ rimasto qtiesto cibo, 
che s'usa specialm. di Quaresima, quasi 
ai soli Frati zoccolaoti e cappuccini. 
- V. 

Temp^ta {in) avverti che i due proverbj 
contadineschi _ A san Vit, ec, e A 
tan March, ec, non sono idem id. II 
prime esprime il dauno che all'uve fa 
I'aqna alia met& di giogno, tempo della 
fioritoray impedendone la fecondazione; 
Faliro il danno che fa Taqua ins6 la 
fine d'aprile, impedendo lo sviluppo 
dei grappoli. — V. 

Tempesilia. Figuratam., dicouo 1 Brians, 
per BuUerato, PicchiettaUf la faccia 
di bdHeri. — V, 

Temporiil {in) agg. 

Temporal bergamucs 
Poeca roUia, tant fracMs. 
Temporal do Lod,- 
Tacci n« god. 

Proverbio commune fra i cootadioi 
della Ghiaradadda, ai quati ogni tern* 
porale che spooti fnori dai monti her- 
gamaschi, si annuncia cou spessi e gra- 



i5 ) TEN 

vi tuoni^ fdlgori; baleni e oon pi6 che 
qualche spruzsaglia ; dovech^ quell o 
che surge dalle pianure lodigtane suole 
arrecare una pioggia dirotta, univer« 
sale, non a paesi. *-> D. 

Temporiv {in) agg. Temporiv a cascili, 
Che gitla primaticcio; cosi — Tardiv a 
casciii. Che gitta serdtine ( Davanzati , 
OiUiv. tosc. ). £ dicesi non pur delle 
piante,ma eziandfo dei terreni, secondo 
che sono caldi o freddi. — Y. 

A Lodlk el tardiv, ec. agg. £ si dice 
le pi6 volte dai conladini per esortare 
a seminar presto. 

Ten&ca. T. di Giuoco. t qoando si hanno 
le carle combinate in modo da poter 
prendere quelle degli avversarj y ao- 
corch^ questi abbiano le superiori in« 
termedie. 

T^o&ja ... Ne' capanni camperecci di pa* 
glia e legno chiamansi cosl le due asta 
che formano I'angolo superiore di fac* 
ciata , nella cui incrocialura posa la 
stremo di faccia del comfgnolo. Tenaja 
perch6 i due slremi dell'aste incrocic* 
chiali e uscenli dni vertice delFangolo 
danno id^ alia grossa delle bocche 
d^ una tenaglia aperta. Se il capanno 
ha cascinale, la ciav di fondo e la (e* 
naja gli fanno timpano a soprasquadra 
in cui la ciav ^ Tipotenusa e le aste 
della tenaja sono i caleli. 

T^c (in) per Bruno ^ Nero u$6 Dante 
{Infer, c. VI, v. 10): 

Grandioe grosaa , • aqua linta , t tiavt 
Per Pae? laoebroso si rivena. —V, 
Faccia lencia.Figuratam., valequan* 
to Faccia de dannaa. — Faccia sfigu* 
rata, alterata per ira fino a diveoime 
scura. — M Tutia infuriata, tutta linta 
e tutla in colera >* (FIrenzuola). MStette 
tulta la citli sotio Parmi con visi tinli n 
(Monaldi, Diario). « A dl 19 di luglio 
si ebbe gran bollore ( tumulto ), e la 
gente tutla tiola,ec. » (Id. ibid.). — V. 

T^nc [snst.] (in) agg. £1 tenc del cal* 
dar... Quella vera fuligine unliccia che 
5^ appicca alle pignatle , alle pentole , 
alle caldaje messe a fuoco. E il Fru^ 
de' Friulani. 

Tenciura o £rba de la tenciura dicono 
alcmni del contado per Gialdlnna {Bd* 
seda laUola Lin.). F. il Vocab. 

Tdnd {in) agg, Avere disposiuone , in* 
clinazionej Tirare^ Piizicare di ... Co^ 



TER ( 3i6) 

mintian a essere^ Awiarsi (figuratam.): || 
p, •. , El tul el tend al tisegh, a Pas- " 
N»ategh. // ta/tf comincia a dare net 
tisko, ndtasmaUeo, — £1 tend a I'e- 
resla. Ci ha dUposuione^ Pizzica d'ere* 
tico. — V. 

S'usa anche per Disiendere su I'aja 
i covooi del graoo da tribbiare. ^- V. 

Tender (in) agg. Tender come I'aga. T'e- 
iiero come ricoUa, come giuncaia} Mor^ 
bido, MoUe. — V. 

Tender come On pomm quand el 
•travarga. Figurstani. Tenero come una 
pera mdzui^ come una meU sirafaUa. 
Dicesi di cbi afletta aoverchia teueret- 
la. - V. 

TeiitiisidD [Vess contra i] {in) agg, 

• . • . E non ci «ar2i turu^ 
Seado tulla rirclle da lussbria. 

Demi, Son, IX, p. 107. -« V. 
Teresa. Santa Teresa, loder a la destesa. , 

K Lodera i. q. G. 
.Tdrra (in) corr. ed agg, 

A Terra baldinna coit. La Terre 
franche dc'Francesi tiene anzi piu del 
forte che del soitile; k. la terra franca 
che produce li eccellenti vini di Bor- 
gogna^ la quale « pMrtecipa egualmen- 
te delle qualita della sabbia c deU'ar- 
giUa J* ( Lastri , Agr. praL vol. IV, 
uota a p. a3o ). — V. 

Terra buga o bugh£na, v. licio^ cbe 
dkesi ancbe (scherzevolm.) Scbitta* 
rella, o Scbillaroeula. Malia tcnera^ 
moliiccia, — V. 

Terra bura o buretia, v. ticio. Terra 
leggiere depositata per lo piu ab an* 
iko da qualcbe fiurae. — Y. 

In Terra colliva agg. Fior di term 
(Targ. Fiag.W, 5a). Questo ^ il vero 
humus de'Naturaliiili. 

A Terra de scioccb agg, Figuratam., 
cliiatnano i Oriantei Terra de sciocch 
il tabacco in polvere di caltiva qua- 
Jil&» allrimcnii Fottigia, — V. 

Jn Terra missa in coltura agg. e oS' 
serva. — II PfovatCy al dire di 2)ervio 
< in Virg. Georg. lib. i), est ea terra, 
ex qua silva recens eradicala est, vet 
potiud in qua satum jam aUquidfuit, 
et quae, priusquam alia sntione reno* 
yelur, cessai per annum et requiescit. 
— U Novate adunque A taolo quel ter- 
reno cLe^ non mai state lavorato , « 
nelte ora per la prima ?olta a culiu- 



TER 

ra, qiMoto qoello die gili Malo lavo- 
ma lascialo per uu aono o piu 



niMTa 



ralo 

•a riposOx or rilavorato, vi si 

la cttllnra. — • V. 

d Tevn oegra a^. Terra iiegni 
chiamano li OUrepadaoi ex-paven una 
loro terra teoacisaima, di color acnro, 
ottinM per il grano , alia qoale eni 
danno aocbe ii ooroe di Garmestu 

— V- 
In Terra tessigdsa coer. La terra 

putns dei Latini non ha a far punle con 
la veMsigosa. Quella 6 la terra eotta e 
confetta dei Toacani^ disfalla dai gcli 
e disgeli, e con cio. nssai bonificaU , 
laddove la vessigosa k terra caUiva, 
di che K Vessigb neiie G. — V. 

In Terra volpatta o boipatta uffg. 
Alctini Brians, chiamano coo qurtto 
iiome anche quella terra che i Ruslict 
latiui chiamavano cariosa^ fistaiosa, 
come dire bucberaticcia, a perdo ariila 
e sterile al contrario deH'aUra volpatta, 

— V. 
In Terra [castagnola o tufacea] as- 

setva, Neir01trep6 chiamano Toff{0 
strelto e pronunciato come U toscano) 
quel terreno duro, dense e quasi iodo« 
mnbile che i Brians, chiamano Cesson^ ' 
e Ferrett se con tiene ossido di ferro, 
il quale pare sia quel medesimo terre* 
no che Tufo d detto piik volte ancbe 
dai Gior, agr. tosc. -^ V. 

A p. 387, c. i.\ r. 45 corr. = SpoUo 
= in r= Spolto. — V. 
Terra [ tegulina ] {in) a^. II Fomactiijo 
qualilica come siegue le varie terra alie 
a' suoi Invori. 

Ttrra a^RenlioMi ... Terra asOTrognoh a pio- 
BBctlente Lcoe paMavori di coUo. 

Terra cba g^ ba poca carta ... Terra aMleoai- 
patta, cba diUtata ai fraagc par noonalla. 

1'erra fiacca o dcbola o da poca aeda a saUil' 
oa ... Terra reoosa a di mala aorla. 

I'erra fiua o come scira ... Terra finiwaa , 
luo-nle , rerca. 

Terra forta ... Terra ni«lagevole a impaffani, 
e facile a »paccarsi o abiecani oeJ aeccara M lo 
ipaaao. 

Terra oocia coma 00 bolldr o ihe R^ba dc b 
tcda ... Terra oUima, fiaitaeaa, cba lavoralaaoa 
perde compage. 

Terra sgruvia .,. Terra gralolosa, iBvidai tM 
(jualiU infima. y, anche Paada net f^9e. 

Terra ( Ai dettati relativi alia voce) a^» 
Anda a (a terra , m« br. Morirej h* 



TER ( a 

aoh^fiit Tomturt il corpo in Uitaf JEs^ 
sert poslo soiia^ra, — Quaud el marl 
«l va a (a terra , la donoa la yen bella... 
Moilo prov, de' Briooz. i quali vogliooo 
€00 ci6 dire eke le douiie, morlo il 
inarilOy migjUormto di cariti e di co- 
lore; o vero, 6* acconciauo iq modo 
da parer belle floride e frescbe » per 
poter pigliare alia rete qualclie aliro 
uierlo&Ui di marilo. — V. 

Aodli per terra. Cadcre^ Cascare, 
Aiuiar per tesrat 

II primo III HuggUr ch^ andi p«f terra. 

AriostOy FurioMOp «• XXX, a. 67. — S. 

La terra la va minga a roslaria... 
Bel prov. c. br. co'l quale 9! racoom- 
iiiaoda il geoeroso conciniar dei ter- 
r«oi^ facendo avverlire cbe la spesa 
Uella coDcimazione ooti va mai perdu- 
: ta conie si perde il deoara che spen- 
deai alia UveroA S «> m aoco Pauuala 
va perduta per graiidine, il eoncime 
IVutu I'aqoo dopo e tie' sussegueoti. 

Quaod siiga el sambiocch^ la terra 
la sik mossa anca a pioeuv pocdi. f^, 
in Scinibibccb i. q, G. 

Quaud te see iu terra, fdrmet ... Di- 
ciaiijo scberzevobn.d'aUuoa cosa clie 
caschi di mano e non sia fragile, co- 
me dire: Peggio die ajulare in terra 
non pub awenirti, — S. 

A Vess minga degn de bas& la ter* 
Tm, ec. Note che di/jferisce daU'altro: 
Dovarissev basa, ec, e che la prima 
ipiegazione vale per questo secondo 
modo^ e la seconda pe '/ primo, Onde 
sarebbe aforsene due ariicoU. — • S. 
Terrda (in) agg, Terren htis, Terreno 
bucheralo e come spugnoso per le 
i^^e bucberelle in esso falte dai griN 
li, zuccajuole, e simili. — V. ■ 

Terren cioccb ... Terra cbe si be we 
tropp' aqua, troppa piova. 

Terren frecc. Terreno frigidOi pieno 
d'aquilrini. — V. 

Terren indurii o mottia. Terreno 
ammoizalOM ammozzolato, raggruppa* 
to, ridutio in mozzi. D' onde 

loduriss o Motlais el terren. Am- 

moizarsi, Ammozzolarsig Stivarsi, Hag- 

• gr^fpparsi V. Mottass nei Foe. — V. 

Terren moisc. Molaccio^ cbe tieoc 
del motoso, del troppo molle. — V* 

Terren soriocu, v. c. br. .«• Terreno 

Vol K 



17) TES 

Isollo; Ibrse la stesso cbe Terra orioeu- 
la. y. nel Foe. 
«M Andli-gi6 d'on lerreo, dVin leetigh. 
Uscire di podere. — V. 

Andji-sii on terren , %ii 00 leeogh. 
Enirare a podere. — V. 

Fa andii a man ^ Fa aodk in cli 
on terren. Lavorarh a sue mani^ Con' 
durlo a mano^ cio^ doo darlo altrui 
^ fiito, n6 a mezzeria, d6 a coloa^a 
parziaria. -^ V* 

Mett vun su on terren, su on losogh. 
Metier una a podere. — V. 

On . terreu cbe* monte, che va in su, 
mettel a roncb,*a sij e conter {plur, 
di Sia d Contra). Disperre, Ordinare 
a riffiani^ a scaglioni un ierreno deelhe. 

— Y. 
Rest& su '1 terren, su 'I IcBUgb. J2e- 

stare a podere — V. 

Terrell a praa eotrada d' J^bia ... 
Modo proverb, indicaote che 'la ren* 
dita del prato ^ sempre grande e si* 
cura a froute di quelle cbe si ba da§ 
•terreiii cultivnti a grant , o a gebi, o 
a vigne, ec. — V. 
Vess-si!i s'un loeugh. Esser a podere. 

— V. 

I" Terreotoa. Terrenello, S' use d^ordina- 
rio al plur* Terren^ss. Terreni magri, 
Uerili^ di assai scarsa rendita. — V. 
Terr^z. T. de' PitI* Qu^ terreno dtpiuto 
su '1 dinanzi dei quadri, e t sunt ec* 
cessorj di pietre, erbe, ec. — - S. 
Tcrzir<eu [Gavaler] (in) agg. F. Caveler 

terzio i. q, G. 
TerzoUss, v. br. Farieggiare , Fariare, 
Pivenir misohio di colori diveiisi e for- 
me varie. Scre%iarsi, Saracinare e in* 
vajare dicesi specialm. dell' uva cbe st 
fa ghezza (Berni, Capit. I. della Peste)^ 
cio^$ cbe coinincia ad anoerire, ec. 
E (erzoiass dicesi pure dello iguagliar* 
si dei hachi da seta, quando per mala 
cuslodia allri crescono ed altri restano 
indietro. — V. 
Tifsa ... La distvsa de' covoot su Taja. 

— V. 

. Ferment, RIs, Sobers, ec, in tesa. 
Vale Grano, ec, in.pagUa dislefi su 
I'aja per essere tribbiato. — Direbbesi 
ua'Ajata di grano, di nso, ec *— V. 

Tesor (in), sig« 0.% agg. Beliett del Te- 
sor.^F. Beliat i. q. G. 



28 



TER ( 3i6) 

mintian a essere^ Jwiarsi (figuraUin.): 
p, t. » EI tal el tend al llsegh^ & Fas- 
N»ate|;U. // (ah comincia a dart nd 
tisico, neltasmatico. — £1 lend a I'e- 
resla. Ci ha disposiuoMs Pmica d*ert» 
tico. — V. 

S'usa anche per Distendere su I'aja 
i covooi del grano da tribbiare. -— V« 

Tender (in) agg. Tender come I'uga. 2V- 
iiero come ricotia, come giuncaia^ Mor^ 
Udo, MoUe. — V. 

Tender come on pomm quand el 
slravarga. Figuratani. Tenero come una 
pera mexzay come una mela slrafaiUt, 
Dicesi di cbi aflelta aovercbia teoeret« 
«a. — V. 

Teutazidn [Vess contra i] (jn) agg, 

• , • . E Don ci «9r^ ruria^ 
Seado tutli riccKe da lussoria. 

Derni, Son, IX^ p. 107. — V. 
Ter^a. Santa Teresa, loder a lo dcstesa. ^ 

K Lodera i. q, G, 
.Tdrra (in) corr» ed rrgg. 

ji Terra baldiuna cofT. La Terre 
franche dc'Francesi tiene anzi piu del 
forte che del SAttile; k la terra franca 
che produce li eccellenti vini di Bor- 
gogna, la quale « pnrtecipa egualmen- 
te delle qualita della sabbia c dell'ar- 
gilla j» ( Lastri , Agr. praL vol. IV, 
uota a p. a3o). — V. 

Terra buga o bugh£na, t. ticin.^ cbe 
dkest ancbe (scherzevolm.) Scbitta* 
rella, o Schiltaroeula. Malta ienera^ 
fnoHiccia, — V, 

Terra bura o buretta» v. ticin. Terra 
leggiere depositata per lo piu ab an* 
iko da qualcbe fiuroe. — Y. 

In Terra coltiva agg, Fior di term 
(Targ. Fiag,\\, 5a). Questo ^ il yero 
humus de' Naturalist i. 

ji Terra de scioccb agg. Figunitam.n 
cliiainano i Oriantei Terra de sciocch 
il tabacco in polvere di cattiva qua- 
lity » altrimcnli Fottigia, — V. 

In Terra missa in collura agg. e os* 
serva. — II I^ovate^ al dire di Servio 
< in Virg. Georg. lib. i ), est ea terra^ 
ex qua s'dva recens eradicata est, vel 
potiud in qua satum jam alignid Jltit, 
et quae, pviusquam alia saiione reno- 
yetur, cessai per annum et requiesciL 
— 11 Novale adunque £ taolo quel ter* 
reno cbe, non mai state lavorato , si 
loette ora per la prima ?olta a cultu- 



TER 

ra, quMto qoello cbe g«i alalo laro- 



ratOf uia lascialo per ua aooo o ptvi 
in riposox or rilavoralO, vi si rineTa 
la cultnra. — • V. 

A Tem nt^m a^. Terra negra 
chiamaoo fi OUrepadaoi ex*paven ooa 
loro terra teoadsaima, di color acuro, 
ottinM per il grano , alk quale east 
danno ancbe ii oome di Gara»e$a. 
— V. 

In Terra tessigdsa corr. La terra 
putris dei Latini non ba a far panto con 
Ja veMSigota. Quella d la terra eotia e 
con/etta dei Toacani, disfatla dai geli 
e disgeli, e con cio.assai bonificata , 
laddove la vessigosa ^ terra cauita , 
di cbe K Vessigh nelle G. — V. 

In Terra volpatta o bolpatia agg. 
Alctini firiaaz. cbiamano con qnesio 
Home ancbe quella terra che i Rustici 
bitiiii diiamavano cariosa ^ fistulosa ^ 
come dire bucberaticcia, a perci6 arida 
e sterile, al contrario deiraUravo/palfct. 

-v. 

In Terra [castagnola o tufacea] as- 
serva. Nell' Oltrep6 cbiamano Tqff'iO 
stretto e pronnnciato come If toscano) 
quel teneno duro, dense e quasi iodo« 
mubile cbe i Brians, cbiamano Gesson, 
e Ferreti se contiene osstdo di ferro, 
il quale pare sia quel medesima terre- 
no cbe Tufo d detto piu volte ancbe 
dal Gior, agr, tosc, •* V. 

A p. 387, c. I.*, r. 45 corr. = Spotio 
= in s=: Spolto, — V. 
Terra [ tegulina ] (in) agg, 11 Foraaciajo 
qualilica come siegue le varie terre atte 
a' sooi lavori. 

T«rra a^K^tiaoo •.. Tem aianvgnela • pio* 
met If Die Ijtoe pe^Uvori di coUo. 

Terra cIm g^ ba poca carta ... Tens OMloom- 
patta , cba diUlata si fraaRe per noaniUlai. 

'I'erra fiacca o debola o de poca aeda o salaUi- 
oa ... Terra reDosa e di mala aerla* 

I'erra fiua o come scire ... Terra fiaissima , 
lutrnle , rerea. 

Terra forta ... Terra malagevole a impastani , 
e facile a spaccarsi o sbiecarsi Del seccare su lo 
spauo. 

Terra oocia come 00 battir o cbe r^ lia de la 
tcda ... Terra ottima, fiaisiiMa, cbt lavorala ooo 
perde compage. 

Terra sgruvia .«. Terra gretobxa^ niTi4a| e di 
qualiU infima. P". anche Pesdo net f^oc. 

T6rra ( Ai dettati relativi alia voce ) agg, 
Anda a la terra , m. br. Morircj V^- 



TER ( 3 

gfoho'Sh Tomare il corpo in tertaf £s* 
sere posto sotlerra, — Quaud el marl 
«! va a la tifrr«y la donoa ia ven bella... 
Modo prov, de' Briaoz. i qttali vof^liooo 
con ci6 dire cbe le douiie, morlo il 
inarilOy inigU<NraiiQ di carni e di co- 
lore; o vero, &' accoociauo in mode 
da parer belle floride e fresobe » per 
poter pigliare alia rete quakbe aliro 
luerlotlo di marilo. — Y. 

AmU per terra. (Uideret Cascare , 
Aiuiar per tetrat 

II priiotf im Huggivr ch'* aodi |>«r tatra. 

AriaUOy FuriosQ^ e. XXX, ». ^7, — S. 

La terra la va miuga a V ostaria ... 
Bel prov. c. br. co'l quale si raccom- 
maoda il generoap conciroar d«i ter- 
refii, faceodo avverlire cbe la spesa 
della coQcimazione aoo va mai perdu- 
: la come ai perde il denaro che spen- 
desi alia ta¥eroa ; e^ ae anco FatMiala 
va perdula per graiidine* il concime 
frutia I'aqoo dopo e ne' susseguenli. 

Quand SMga el sambioccb, la terra 
la sik roossa anca a pi<£uv pocdi. V, 
in Scirobi6ccb i. q, G, 

Quaud le see la terra, fi^rmet ... Di- 
ciaiuo scberzevobn. . d'altuoa cosa die 
cascbi di maoo e non sia fragilcf co- 
me dire: Peggio die an^twe in terra 
non pub avvenirU. — S. 

A Vess miuga dega de bas^ la ter- 
ra, ec, Noto che dijjerisce dall'altro: 
Dovarissev bas^, ec, e cite la prima 
spiegazione vale per questo secondo 
modoy e la seconda pe 'I primo, Onde 
sarebbe a farsene due ariicoli, — S. 
Terr^o (in) agg. Terren bAs. Teireno 
bucherato e come spugnoso per le 
spesse bucberelle iu esso fatte dai griN 
li, zuccajuole, e simili. — V. . 

Terren cioccb ... Terra cbe si bevve 
Iropp' aqua, troppa piova. 

Terren frecc. Terreno /rigido, pieno 
d'aquilrini. — V. 

Terren indurii o mott^a. Tetrcno 
ammoizalOt ammozzolato ^ raggruppa- 
to, ridutlo in mozzi. D' onde 

loduriss o MoUass el terren. Am- 

mozzarsi, Ammoizolarsi, Slivarsip Bag- 

. grtipparsi, V, Mottass nel Voc. — V. 

Terren moise. Motaccio } cbe tiene 
del motoso, del troppo molle. — V* 

Terren soriocu, v. c« br. ... Terreno 

Fol F. 



17) TES 

solid; (brse lo stesso cbe Terra orioeu- 
la. r. nel Foe. 
4iM And2i*gi6 d'on lerreo, d'mi loetigh. 
Uscire di podere. — V. 

And^-sd on terren , %h on leeugb. 
Bntrare a podere, *— V. 

Fa andii a mau^ e Fii andli in tk 
on terren. Lavorarh a sue mani. Con* 
durlo a mano^ cioi noo darlo altrui 
^ litto, nd a meszeria, o^ a colon^a 
parziaria. — V. 

Mett vun su on terren, su on lesogh. 
Metier uno a podere. — V. 

On . lerreu cbe* monte, cbe va in «u, 
mettel a roncb^'^a sij e conter {plur, 
di Sia e Contra). DUporre, OrtUnare 
a riffiani^ a scagfioni un terreno decline. 

— V. 

Rest& su '1 lerren, su 1 loiogb. Me* 
stars a podere. -*- V. 

Terren a praa entrada d' Ab4a ... 
Modo proverb, indicaole cbe la reu- 
dita del prato i seropre grande e si* 
cura a froute di quella cbe si ba diy 
• terreni cultivfiti a graai, o a gebi, o 
a vigne, ec. — V. 

Vess-s j!i s'un loeugb. Esser a podere. 

— V. 

Terren^ssa. Terrenello, S* use d^ordiaa- 
rio al plur* Terreo^ss. Terreni mmgri, 
slerili^ di assai scarsa rendita. — - V. 

Terr^z« T* de' Pitt. Qn^ terreno dipiuto 
su'l dinanzi del quadri, e i suoi ac- 
cessof) di pietre, erbe, ec. — • S. 

Terzir<jeu [Gavaler] {in) agg. Fi Gavaler 
terzin i. q. G» 

TerzoUss, v. br. Farieggiare « Fariare, 
t)iv€ttir mischio di colori diversi e for- 
me varie. Screziarsi, Saracinare e //t« 
vajare dicesi specialm. dell' uva cbe si 
fa ghezza (Berni, CapiL I, della Peste)^ 
cio^f die comincia ad annerire, ec. 
E ierzolass dicesi pure dello sg$uigliar- 
si dei bachi da seta, quaudo per mala 
cnstodia allri crescooo ed altri restano 
indietro. — V. 

Tiisa ... La distesa de' covooi su Taja. 

— V. 

. Forment, RIs, S^bera, ec, in tesa. 
Yale Grano, ec., in.pagUa distefi su 
I'ajn per essere tribbiato. — Direbbesi 
uu'Ajata di grano, di riso, ec. — V. 
Tes6r {in), sig« a.**, agg. Beliett del Te- 
sor,,f^ Behdtl 1. q. G. 



28 



TOM 



( ?^) 



TOR 



baak«rdUb«; p. e.» Trnt-iii vdtteo. 

lezion, ec«, soUiniesovi con P uit«U«ito : 
r, CapirUs Imprnwia^ JnUndetia. ^^ V» 
Toen-sii tulU FUnir per iniierOf fn. c. 
verso il Coin««oo« 

Vest o seK miDga io' cAs de toeulla 

con vun. J^sere o ffon Afjere «lto a 

S€alzare t^noi PoUre e nnn /9o/0r c^m- 

. petmia con um>. EsMi^i di gnin lunga 

sapfriore^ o infertorc. — V. 

Toei^ (in) corr. In Brianta il TiMiVr non 

^ gi^ r intero tronco deU' albero , ma 

solo la cima, quella parte .4i (;sio cbe 

confioa eo 'I pako ( castell) , la doye 

comincia a dividersi in r»nn» — Nel 

Ironco i Brians. (Kstingnono tre parti: 

la Seiocca (cbe dicesi aoche Sceppa, 

. e t. accondo casi , Pedagn)y. \n\Bora, 

, die h la parte principale, il Taur, 

TuiF, To&sc (pronuncialo TO come W 
loscano), v. delF Ohrep6 ex-pa vese ..i 

. Terreno duro ^ iropcnetrabile alio ra- 
l^ici. Alia descrizione clie m« ne fece 

. nn coDtadinOa e a un pezxo di terra 
SI fatta ^be roe ne roostr^ poi> pare sia 
lo stcssQ cbe il Cessom do' Briaiiauoli. 

Togoht. Ri/aciasi Particoh come segue 
cs Togoitt [I] ... Nel 1814 I » anche 
alcun anno dopo, queslo nome si ap- 
.plic6 da noi a' Soldati tedescbi d<!lla 
Lemdwchr o sia delfai leva in massa. 
,La voce in origine k geuovese^ jes- 

. sendo cbe a Genoy^ dicono Togpmfla 
nn nonio sempliciotto, .inesperio.. E 

, per veritli que' Soldati, pr^ a un |>cr 
nnoy ayeano cera di lemplici piiy.assai 

, eke wm que' delle imppe regolari ; 

. «aa » copsid^irali \^ i)aassa , e' furfi^no 
quella potcntissama leva cM ognun sa 
per,,mandar)B in lerra ilcolos«f»europeo 
di que' gifrni^ , 

ToUa o B^ada (m) wverU^ A roio avri- 

, sOi. il frMiC^. T6le vale Lastra, Mmipa, 

. Lamie^ generalmente di ferTO* — S. 

Tollitt(iii) agg. TdUeri (Mensini,SiU.y> 

^^pyrdll ..• Nome cbe d^no II Sua^^a- 

JMf li a cpielle loro carre^e coat bili- 

l»ale <l#,p0M!»tagi^V9f**»»«?>#»P«Pte ri- 

o v4^MkfC|,44riinfti#ifft;.onde.4ipargefe,6i^- 

. i]|ia n gkiaja a^ben ugu^ili dislauze su 

le stradc. Ahri lo dicono TrabticchcU. 



Tom&s (/ii)ii^. Pari Tomaa graved. £r« 
set pandmio.cllremodo. 

Tdnd (m) agg. Seda looda ; De fil tond^ 
Bobba tonda. T. de' Setajuoli .^ SHa 
il ctti filo non 6 sottile^ n^ gran falfo 
grosso. 11 sno conirario ^ Robba JUma. 

— V. 

Tond^ {in) mgg. Da' Brianv. s'u9a quesfa 
voce in senso di Tagluue alqutmioi p. 
e., Tondli i cavij. Tosare cost un peto i 
capeiU, •— II Vnlgaritc. di Pallactio uso 
aucb'esso Tondawe le wiii per Polarlc. 

- V- 

Toud^lL T. di Casearia ... Nome di quel 
. disoo di legno cbe si sovrapooe Alia 

forma <lel eaeio lodigiano quando k 
, posta a scolare snU tavolnecio detto 

Spfiteor^ a oggelto die, piit compres- 
, $a 9 si Uberi megUo d' ogm avanzo dt 

aiero. 
Tonlnna [ Fk ona ] {in) a^gg^ In qneslo 

senso dice anche il Toscauo Far ion^ 

nina^ come leggesi nel RicciardeiSo, 

c< XX» St. 5^ : 

....... C^ Hiuilfaia AMm , 

Cfal H tralioQ eonlfo ^««»lt p«rvorti ( Fraii \ 
Clie 09« li MinMcchi, e noa aujki iottmimmf 

£ poi da avvertire cbe nel dialetio 
oostro diciamo, oome nel toscatio, Fd 

. teninna, aenzB nel nicato.Parlicolo onn, 
o aasai di rado oosi dieiamo. Lo stesso 
Fortiguerra uta ancora di questo nodo 
nel c. XXII a St. 64: 
&m f a »urtm''4fat\ %mn^ era •attoviaa f 
Di MahKigi mvtiti Jattm lommima, 

Topa (f/i) «gg. Loch come 'aa topa. Ba» 
iordOf Inironaio^ ec — V. 

Topelolla. Credevano, giii nelle loro ob- 
bie i povc»ri contadini briana. cbe ^ 
gridando al cacciaAor sdvaggio: To* 
peioUa, TopeioUa^ de la bonna casein 
damm on po de la iovn pi^esa, loro 
comparisse iosu '1 davanzale drlla 6iie* 

. sira uo braccio od una coscia d'liouio 
o di doona^ cbe la notte vcgueute il 

, cacciator selvaggio veoiva a rilorsi e 
li iuvitaya a fame paste coo esso Ini^ 

- V. 

T6pia {^) agg. Dieiamo Topin per esle»- 
sione anche i Bers6. F, nel Foe*, 

T6|)ica [Fit ona]. T.Jrista [Fa la] nch 
Foe. 

Toplo. y. Muscr&gn j. q, G, 

Tgi bor^ j, v. br» Tofhidaie 1 Iniopjfidai^ 

— V. . 

Torhoras5 el sangu con vun. Gua* 



TOR ( 22 

itarcisi ^ sangue con uno^ Odiarlo^ 
Avcrlo in Hggia. -— V. 

T6rc [T. fl'Agricull.] {in) agg, Ai lore 
bev tvU' t porch ..• DenoU la libertii | 
^endemiale al tempo che si trae lo 
•frello dei Tiiii do' palmeolij a' quali 
ogniino crede a fd liber o Faccesso. 

In Tore do bottiggia corr^ La Bot* 
tiggia in quetia sorle di lorcbio d una 
specie di tiouccia o gabbia a do(*he , 
un dilo o circa dislauti I'uDa dalPal- 
Ira, oerchiala di ferro, eotro la quale 
si pougono le uve o le vinncce da 
8tringere,scorrendone il vino, alio strin- 
gere, Ira una doga e Taltra. — V. 

In Tore de preja le parole = so- 
^raposto alPuve = correg. in nr che 
roedialameoie preme il pane delta vi* 
naccia. 

Dii la preja al tore... Muovere II 
prcssojo ill inodo che il macigno s'Mg- 
gravi mcdiaiameote su H pane delle 
vinacce. 

TorcMta , snsl. f. ... Propriam. , Piccol 
torchio. 

1 nosiri Droghieri per6 chiamano 
specificatan. cosl qo«' Torcliietti di 
li'giio che alternalam. co' Panatte/ {K) 
appc*odono in Bis sopravia alle mosire 
di bolpga, quasi ad insrgua della loro 
professiooe. — Melt-(<eura i torccit ... 
s'inlende il complesso dt tale Gla. 

Torci2i (ill) ossetva, 1 Brianzuoli banut 
Torcid, bisillabo^e TwcU o Torcijd, 
trisillabo} il primo ncl seoso di Spre* 
mere, striogendo, le nve co '1 torchio, 
e il secondo nel senso di Torcigfit^re, 
jhtorcigfiiwe, firequentat. di Mlwcere, 
— V. 

Torciamenly Torclada. Dhincohmento, 
Sconiorcio, Conlorsione, Contoivimen- 
to. — Torcere e ritonere le membra 
per dolore che si seola. — V. 

Torcijaa. jiUordgliato^ Contorlo, ^^ V. 

TorcYikss o Torcijliss. Dicooo • Brians, 
per DtvineohrsLj Scontorcerst ^ AUor- 
ci^iam , Contorcersi, lUtot^ersi, Ai^* 
roncigNarsis p. e., El se torcija come 
on btss. E^ si dii^ineohs si an-ot^ti^ia 
i'tfme una serpe, — V. 

Torcij^s e lolorcijass. AggrovigUohrsi ; 
Alloreersi lo spago, il lilo, e simili iu 
s^ sifssi per cssere troppo lorfi. — - 
Vale ancbe Avvolgerst iusienie due o 



O 



TOS 



pi 6 cose. — Usinmo Intorcijd par at« 
livamente. — V, 

Torcln ... Difello dt eguagltanca net 6lo 
della seiN, il quel consisle neH'essere 
la seta quii e I& piii allortigliala, per 
non avere la tntllrice allaccalo al capo 
la bava d'una galletta o d'un guscetio 
per volta. — V. 

Tordor^, v. br. Boiijotlare famentanitosij 
Afofmorare sotto voce ; Drontohm, 
Forse da I verso che fa la Idtiora. — V. 

Toreli per Toler&. McMiltrsi rn-qiii*iiii» «* 
contadini facili a tra«iporre la erre o 
prima o dopo la sede dov' ella lia m 
siare. — V. 

Tornlch^ ... Svolle di strada in manie 
per guadagoare spazio^ e scciidoi^ 9 
satire senza Iroppo peiidfo. — S. 

Torototdia (in) agg. II Gherarditii (nelle 
Voci e Man, 11,678) dice che qiiesii 
Violilimpanisti si chinmavano dal no- 
siro popolo Simbna, Forse cosl era in 
passato ; ma la nenia cb' egli arrem 
in quel passo 10 non so d'avcila sen* 
tita da cssi, dal popolo si. 

Forse in Toscana ^ detio Toroia» 
tello, Almeno il Zuccagni V usn cost 
senza piii nella Corog, d^Ital, IV, 10^, 
e, vedtilo il loogo^ non parrk strano 
il mio forse. 

Torrella, v* br. Sotto qnoslo nome corre 
il complesso di due ndcciuti di pesca 
oel gtuoco de'ndccioli. Cinque ndccioli 
accastejlati faono on gasia; du«, ona 
iorriita. 

Torrin ... Quel pilastrino tronco che s^iit- 
aba su i tetti per impiaotar?i I'asta 
del parafulmine. 

T6rt (m) agg, Avegb minga tnlt^ 1 tort ». 
Aferci pur qualche ragtone;nou nirr- 
re il lortu alTatlo alTalto. ' 

Tort. T. de' Filaloia), che si rifrriscc 
taulo alia lorcilura della trama quatito a 
quelle deH'organzinOi avvertendo peio 
che il torlo che si da aH'orgRnzino ^ 
•empre in senso opposto a quclto dtrl 
filato. y. Fil&a soito Strafilia f. 7. G. 

Tds e Tosdii (ki) osseiva. Tds fa Tosoii 
al plui\ Non si dice i /A*, ma / /o- 
son, — V. 

T<ba (in) osserva, I Dit. il»l. regtslrano 
altresl Tosa, Tosino , Dasetla rome 
voci lonibarde. — Sono voci ancbc lo- 
scaue, poiib^ le adoprano It scrillori 



TRA ( aaa 

lofcsni seozi aUusiooe al diaktlo lorn* 
liardo. Luigi Pulci, |>«rlaDdo ditUa alra- 
ge di Saragoua» ii«l Biorg. c. XXVll, 

Le <lonne e le tosetu tcapigliate. 

Tdss (in) agg. Masarli la losa. F. Masfirli 
L q, G, 

Totloraa o TullorJia, v, c. ▼crso il Co- 
niasco. Manomesso^ Gttasto, 

Tozi. roce usaia vd B.M. neile/rasi: 
Vess bravo al iotz. Sparecchitu* per ven» 
ti. Dall a la proeuva al lozz... Essere 
UDO sparecchia, uo pappaccliioue, un 
gran mangialore. — I Briaozuoli, per 
dire cbe uno roangia molto e di tutio 
quel cbe gli si mette iDnanti , usano 
Per mangid^tel dS a la proeuva—, loUa 
la frase dai seosali di besliame vaccioo 
c cavallioo* — V. 

Tri [Da a] (in) osserva. Propriam. noi 
diciaroo traa e Don tm. Oode Dii a 
traa pare sia un*,ellissi di Damm on 
trait aiiention, Damm on tratl oreggia^ 
Damm on trail ascoU. — V. 

Trk [rerbo] (in) agg. Si uja da' Brian- 
l^i per Giudicare,Dichiaiw^, e aimili: 
p. e.; L'hann traa sostegn de farniglia; 
— L'hann traa malt, e ioscl V bann 
salvaa. — V. 

In Trl^ bauscia <igg. Figuratam. Goit- 
golare. — S» 

Soilo Tri-foeura agg. Giugfc a Irli- 
foeura o trii-foeu. Posta iina noce nel 
mezzo d'un circolo descritto in terra 
e sovr' easa una mooeta ^ cbi a una 
coaveuuta dislaoza.tira con altre noci 
a qucUa muuela , perde tutte le noci 
geltate ia failo;.eguadMgoa la moueta 
quaudp, cdUaU httua , la getta fuori 
del circolo. — V. 

Sotio Ti'u-gio agg. Tr^-gio i coo. T^ 
d«llc Setajuple. Valfi; rotti 1 capi, ces- 
scre dal lavoro } il che fii & ogni Tolla 
cbe si leva il guiodolo dal moiino» »-^ 
Fk'Mii i coo, al contrariOt ?ale: atfac- 
caii i capa (o iili) a. un Inverao del 
gufndolo o naspoy dar coutiuciaiMOote 
a tun'aspata, «— Y. 

Tra-gio vun de Prior, de Maester^ 
de Depuiaa, ec. DipoHo^ Dimetierio^ 
Pcgradario, Privarlo delta carica, del' 
f impiego, di Priore, di Maestro f di 
Depttlato, €C, — V. 



) TRA 

Tr^-indree. Smettere. Cool i ptgit 
che trk-indree U padronna se veilias 
la dontella. Le dpmielle $i rUmpaimmC^ 
eiano con le pesU che smeM la pd^ 
drona, 

Trass^foeura. T. di gtuoeo^ G«o* 
care tune le proprie carte* fiNii da 
principio, in B*"** ^'^ laselar poi U« 
bero il campo airavversaria. *^ S. 

J Tr2i-via el coo agg» 

Or eke diavol ba a far ^al «■ ia(o fari^ 
Haia'«gl» a distttrar* e ^ktaT tia? 

Quesia frase signifiea anche Minegar 
la patiema: p. e.. Mi lrarev«-via el coo 
quand pensi che i omen se pdrden in 
Sti coss. to darei del capo nel mm^t 
o vero lo darei V anima al nkmico 
quando penso che U uomini nom si 
sonno tener dal fare eosi patte cose. 

— v. 

Tri [per Scaldare] (in) agg. No pod^ nh 
tri ni pik. Non poter trarre (caici ) n^ 
mordere, Maniera figurata , lolta dal 
legare i muli si cbe non possano far 
male nessuoo a cht loi^ s'appressi ; e 
vale Bssere per tutti i Yersi impediio 
di poter fare altrui alcao danno. — V. 
L^gbela ben e Ussela trk. Legalii 
bene e lasciala trarre, Figuralam., vale 
Aecommoda l>ene i fatti tuoi, e teguane 
cbe vuole. — V. 

Trk. Detto d'nna botte^ d'un ttno, • ai^ 
mili. Contenere^ o meglio Esser eapaee 
di tanloi p. e., Quelle tinna la tra d^ 
brent. Quel tino pub doi'e died brente, 

Trk a Tun (in) agg, K anehe Tirk a 
vun in Tirk i, q, G. 

Trabail^ll (in) agg. La voce im aembra 
venulaci dai Bologoeai i quftii ebtMoa- 
DO Terbadell un piano di legno ( dice 
il Ferrari nel suo ybcab. balogn.) cbe 
serve di passaggio. E forae oi venae 
pOrtata dai PeBta|uoli (PanK/or) holo- 
gnesi cbe ael nostro Duomo ebbero a 
lavorare asfai voile di loro pftofetsio- 
ue» e neceasilli di servirsi di aini«le 
ajuto asceosivo. 

Trabesca (in) cancella Imberiescate e 
roettj Tnescare, Fragare. FrugdUugf 
Traficare, Maneggiare. 11 Buooarroli 
(Fiera, g. IV, a. Ill, so. 6) usa /«- 
trabescare in un senso cbe a me pare 



»'«ccofti taoto o qiMOto at oostro Tra* 
bescd: 

...... lo v6 pitttlosto 

Ptr aa fuicel rh^abbia di ctnci in velU 
Do vbo o ballo o brnilo femioil* ; 
O ptr no arcolajo 

O vtt locernier da capo a pih Tcttlto 
D^^ paottl d^ ooa dMMM iolfabaacanniy 
Cka per <|iicl cW ai lU^ cli^ aliri dilelto 
CUiaali • piacar gli paja^ tpoodcr wi^iiocm 
Giamoiai da leihpo^ re. 

Qui Vinirabsscarsi per doDoe quali ti 
siaoo, belle o brutte^ giotani o Tecchiey 
piutloflo cfae apeudere on' ODcia di 
lenipo per altri diletti e passatempi ^ 
ooti pare che aigoifichi innantorarse* 
ne, come ioterpreta il SalviDi oelle 
Jnfioiauoni , ma si bene patsare il 
tempo, trescatidO) Arascbeggiando, dan* 
ciaudo ton t9se, — V. 

Trabeacbln, v. br. FrUgohj PrugoUno. 
Dieesi d«' (anciQliini che non itanno 
mai Iferml. — V. 

Trabnccb^ll per Tomarfcll. K i. q. G. 

Trtcc, Y. br. VsHii da' Brianzuoli nel 
tnodo Av& trace e vautagg. Jvere tre 
pani per coppiaj ciod, Aver vanlaggio 
grandissimo. Aver doppio guadagno. 

Trice. Foce lariense per Getlo di rele, 
Retau. F. Monti , Foe. Com. 

Traccagn6tt (in) agg. Quadrato, Tracer' 
so, Ben compressor Teirdgono, Chi sa 
che non venisse da qoesfuUiroa voce? 
II Telrdgono deve aver quadre e ben 
Compresse 4e membra per poler rest* 
atere da forte ai colpi quali si siano. 
— V. 

Triiccbeta {in). De' moUi suoni imitativi 
qui mentlonati h poi diversa Tappli- 
catione. Tacch iacch h suono spicca- 
10 : Tecch teach piii acuto nou vio* 
lento : T6cch idcch piii profoodo C 
sommesso: TaHacch e tarUccheta sooo 
come un au6no di due suooi^ maggiore 
il secoiidOf Come di cbi aprc a furia 
un chiavistello: Ciaff t Cidffeia 6 suo- 
nO di cosa cadente in aqua o in mola 
o poltiglia : PaUUon, paUtidn/ata, tdn* 
JatOf ^ capitombolo o percossa su cosa 
roolle : Tdccheta esprime apparizione 
iroprovisa : Pafff, p4{ffeta, e pdn/eia 
esprime no colpo come di maoo aperta, 
mmpdhfeia ha piii del grave: Tracch i 
rapido e secco : Traaoh iuchiude rim* 



(333) TRA 

bombo : S^gigh s*giagh scoppio di fru* 
sta di palniata so '1 sedere : Slipp e 
slapp sono suoni di colpo di mano 
aperta su 'I viso o sopra altra parte 
camosa: iS///i/^accenoa taglio rapi« 
do: Zdnfeta una tambussata di basto« 
ne. — S. 

Triiccia (in), sig. a.^, tfi^.Traecta diciamo 
anche il TrapasseUo o lo ScacclUno 
ne' tessuti'qualunque. 

Le donue briMOZuole dieoho Fragia 
e Fraccia. — V. 

Tragoiird. T. de' Mural. Feiiiure che si 
fanno nelle fabricbe per fissare una 
lioea dritta. — Traguard largh» Tra« 
guard slrecC ... Cosl si cbiamano le 
fessure secondo che sono pi6 o men 
I larghe. — Li veil a traguard. Livello a 
boccia per fissare le linee dritte. 

Tramezzaddr, v. br. Mediatoing^ 3fe%za* 
tore^ Cbi si mette tra due a fin dt 
conciliare un accordo. — - V. 

Triimm. Correggasi come siegue. 

Tr&mm ... Propriam. « Persona cha 
oell' audatura , nei gesti , nel vestire , 
e quasi anche nel viso e nella cera 
mostri disadaltaggine e rozzezza mista 
a boooa dose di stupidila. tl appella- 
tivo d' ogni genere , dicendo noi V ^ 
on povcr tramm cosl ad uomo come 
a donna, escludendone i soli lanciuU 
lelti. Pare una ' stroncatura del Bal^ 
tramm ed anche una sftimatura di esso 
( K questa voce nel Foe. ). Nel vuU 
gare illusire troverebbe riscootro se« 
condo gradi ora nella frase J^ un tronm 
CO, ora nelPaltra £ an pe%%o di came 
con U occhi, ora nell'altra i un sacco 
vestito. Fin anco il cretinism o ha di« 
ritto a una porzione del nostro TVamm. 

Tripen (in) agg. Trapen ingles. T, degit 
Scarpel. ... Specie di irapano. 

Tr2ippa, v. bergam. Tralcio da tendere^ 
che i Brianz. chiamano 3fena, e TrSs 
( Tralciaja ) se ^ fatio di due o piit 
tralci intrecciali insieme. Forse viene 
dal tedesco antico Drepen , tendere , 
d'onde poi si form6 Trappa che nelle 
Leggi s^liche (Tit. VII) h lo stesso 
che Trappola. Di qui il sassonico Trep^ 
pe, il Trappe de* Franccsi e il Trapp 
degli Inglest. [r*. Muratori, Antich.JL^ 
II, 291.] -V. 

Tr&ppolM {in) agg. Trappola de ratt. Di- 
cesi d' uomo Icggiero, GirandoUno, 



TRE (a 

J.eggeiiteoJo , Folnbih* Aoche daces i 
d'liuiii Tacik « tuaucar di paroU. —V. 

Tiasciiroa, f*^tU di Uadicddur. V. lUf- 
freddaa i. q. G. 

Tsavncca. T. idraul. che dtcesi anche 
Brija , SiratuazZy Traversa. Pescajaj 
Cataralla di trabocco. — V. 

TruvnccA. F, Slravaccaddrnc/ f^oc. — S. 

Xravaji^. Travagliare, 

A Travaja el lemp ncllt O. ogg. 
llanno i Dta. della liagya // marc tra^ 
va^ia^ |>er dire cbe il more e agila* 
to; // vascello^ la^nave IravagUa, per 
diie clie diQiciliueDle pu^ muoversi e 
far caininiuo. — V. 

Travasin (a) neile G. corr. = grassi ?3 
in =3 graspi. — V, 

Trav«rsagtia o Canuecc. Aquajo, Sono 
b a4u.1i spessi caoalelli falli a Ira verso 
B campi « die pigliano I'aqua dai sol* 
cUi e Ja mandatio ai lull iti fi^sse sco* 
|K'rle, e quesle la inelloiio iti cliiassa- 
|uule falle con ioteudimeuto in luoghi 
opportuui M (Duvanzaii ^ Culliv. tosc). 

Trebucc^ ... Passare al saggluolo le mo- 
Mete d'oro per veriticarue il peso. 

Trt- bticiada» sust. f. ... Dagb oua trebuc« 
cada ... Passare al saggiuolo la moiieta 
uUa presta per verlficarne il peso. 

Trades (in) agg. Avegb I redes oeuv per 
doMzeona. K in Oeuv net Foe, 

Trefccui [ladio im isifecie] (in) agg. E, as* 
sulutam ^ Ladiu. & piccolo^ a (lor biau* 
CO i lullo maugiabile dal bestiame : e 
il piu dohre , digeribile, impioguante 
crbo per le vacche, oiid*d cbe som- 
Miiui»4ra il laite piu accoucio per il ca- 
cio. II Irifoglio a fior rosso in vece, per 
la iibrosita legnosa del suo fuslo, oou 
puo essere lullo mangiato. <— V. 

Trefoeujnoa... Trifoglio cbe tagltsi di se- 
ine, cioe oeiranuo in cui fu semiuato. 

Trcmaggi&dii ... Gello di iramaglio. 

Treni^udo dicono i iiostii coniaditu m ogni 
€Osa mitabile, badiale, slragrande, che 
facia sti*abdiai^, Cbe Ireuieuda stan- 
za! ... V vale Oh stanza magnifica ! — 
Que' da Tirano in Valtelliua usauo cosl 
iu buooo come iu reo signtf. la voce 
Orendo io pari valore. 

Tremirceu (m) agg, Tremolanle (Targ. 
Fiag, I, io4). 



24 ) TRI 

Tlffmo^ v.br. TremHoy Trtmore, II Tolo- 
inel usu (femolo sustaiitivam. an quesio 
teusu. — Avegb adoss el IrdmoL Trc 
mare, Tremolar tuiio. — V. 

Tf-eposta , per ViJrga ( Correggiato). K. 
nel Voc, 

Trepp4 (in) agg. Treppli-fceura. Scahare^ 
Cavare alirui i caleetiif ciod, Trargli 
di bocca aslulamente cio che per allro 
ea uoo direbba'; Scavare tcallramenle 
li alirui seoliroeolif li altrui secreli. 

- V. 

Tr^sca (i/i), i.® e a.** sig., agg. Lasiri 
{Cullura e manifaiL del riso. III, an 
e 3ia) dice sempro Tribbia Popi^ra- 
zioue cbe noi diciamo Tresca, La SUria 
del grano (forse da SUmav) ^ pro- 
priam. quella cbe i Briaaz. cbtamano 
PajcsH^ ci6 soiio i covoui da Irabbiarc 
distesi su I'aia (ajata). — V. 

TreseutOi dice il Brianwalo in molli ca<f 
per Treseut: p. e. , Scappk la voeuia 
loutaii tresenio mija (Maggi). — >V. 

Ti-^zza {in), sig. i.**, cancella il due,-^ S. 

Triuda (a) agg. La triada del bevemiu 
// segaio^ La trila ( Gior. agr. lose. 
passim ). — V. 

Triccb-e-lraccb {in) ove dice e= nc'giorni 
di passioue = leggasi = nel triduo del* 
la morle di Gesu Cristo. 

Trifola {in) agg. Trilola rosea. Tartufo 
rosso. 

Triicantdn {iii), sig. a *, corr. = Oroban* 
che z= iu = Pofygonum convohukim. 

- V. 

Trinca [Noeuv de] {in) agg. •« Una vesic 

uuova , ouova di trinca, e diventala 

uno stroHnaccio n (Nelli, Comedie^ vol. 

I, com. I.*, a. I in fine). — V. 
Tring6sna {in) agg. c^. br, sinonima di 

Gasg^tta, Sgazzelta o Stragazza. F. 

quest' ultima voce nel Vocab. 
Trionft. T. d'Agricult. Mlignar bene ^ 

Tidlir bene , Esser rigoglioso. — S. 
Triuufa. T. di giuoco... Al giuoco dcl- 

P ombre vale quello cbe a' tarocchi 

Tarocc^. F", nel Foe. 
Triott (11) agg. F. Sbroffon e Trull 1. q, 

G.; e Nouti, Foe. Com. in Tadi. 
Triozz , V. br. Minutzolo, ec Ma 6* usa 

pi6 spesso per Trilume^ aggregato di 

cose trite. — V. 
Triozzu. Striiolare, Sfracellarc. Frequcn* 

tat. di Tria. F. nel Foe. ^ V. 
Trioziaa. Tutto pesio e trito. — V. 



TRO 



(a!i5) 



TRO 



TriptlUi (m) agg. Briliare^ Dicefi dello 
spetscggittto agilar dell' ale che fa ud 
ucceUo quando 6 II per potarai tovra 
qualche eosa. — - Picceit che tripilla sul 
liaoclieltoo. PttHrosso che brHla su 7 
pamione^ dif se Pananti (oel Gimoeo del" 

II Brianiiiolo use spetso quetta voce 
anchein teoso freqaentativo di Seal' 
pHare: p. e., Quij bagaj ae I'aodli su 
e gi6 de qoella piaitta de roareno hao 
trepiUaa loti el lerreo III iDtoma. — V. 

Triple («) melh G. De?e dire Hue, non 
tre matlonelley che h il ritomo del Be- 
dof^ o del DoppietL Quello che rim- 
balta da tre outlouelle sool essere il 
Gir. — S. 

Triasilt (iii).Delle voci Ndpoia, Tre cost^ 
ec. 9 qui citate, appartiene al tretelle 
Napola sollauto, le altre alia bazsica. 
Bdriol poi vale In ambedue i giuocbi 
per P 8, il 9 e il 10 di ciascun seme; 
forse si traduce bene per Cariacce^ 
ma caMacce significa per lo roeno an- 
che Scartoffi. F. net Foe, -* S. 

Tr6n. F. Trill i. q. G. 

Trdmba {m\ fra le parti , Qgg. 

SUtfll o RacipiMt. Cmtlam = Caona a spinal. 
Tube mspimmtB a Ciliadar. Clliadro di brooto 
COB SiMmtmJ/0 S ••.. Pmmt0M mH^ mlvf s -.. 
Tmho yWwia ov^ Mire P «f im s3 Bolla«cioBo ? 
EccipicDU ova A fnma I'aqoa aspirata. 

Le parti della Tronba premente 
iooo: 

Ci1j»d«r. BrprnMima , Cwpo JMIm tfmhm = 
Pcstoo. StMmUOSf^SiGicnt^h. FmlvU^ jimitMtIm 
s Boltaaci<B& • Sidell. CmtiiM S Monalta. 
Brigiia = BraKi«&. BraeeimtUo s Cann. Doe- 
€fiH s= Mkoer. Mammbrlo =5 A»U. Ftrga ss 
Lava. Liepm S Pollea ... S ManelU o Rampin 
o Braga de lava con spioDa. Gdngkerof sSp^s- 
sadora o Gioota. Smodatura =S Braga de ^sloo 
coa DM ... S Cambra, Cambron. Slajfn^ Smortm 
S Tebr... s lacatsadara. Bteelemeo = Gatlei 
o CoMimll o CtiigaoKo. BmUb s Caraloti ... 

Se ne vedano le definisiont alle ri* 
spettive voci nel Foe, c i. q, G, 

Trdn, ▼. deirOUrep6 ex-par. Propriam., 
Maltone crudo iodurito dal sole o dal 
vento. Bstesameote, Terra dura come 
matloni. — V. 

Troni [Figiiratam.] {in) osserva che Sue- 
cinare con due cc ^ significando publi- 
care che che sia a suon di biiccioa^ di 
tromba, non k precisam. il cootrario 
di Bucinarsi con on c solo nel senso 
Fol. V. 



di Essere quakhe voce di che che sia. 

— V. 

Trdnch (in) osserva che Trooch de strada 
^ voce lecnica per Tratto di strada in 
costnisioDe, o in restauro^ o allrimenti 
considerala in via d'aNe. -* S. 

TroD^ra, Feriloja. » S. 

Tr^p [ dal franc. Troupean ] (m) agg, 
Noi diciamo cosl On tropp de omen , 
de donn^ de hagaj^ come On tropp de 
cauaj, de pdgor^ ec. — V. 

Tropp^tt (in) agg, Troppdlo, Drappello, 
Brigatelia, Piccolo brtinco, secondo che 
si paria di persone o d'aoimali. — Se 
i Diz. della lingua registrano il diroi* 
nulivo Troppetto^ percbi non si potrli 
usare il posilivo Troppo per Bronco, 
ec? — V. 

Tr6s (in), Nella legge 3oo.* di Rotari re 
loDgob. si trova la voce traucem per 
iralcio. Pare indubitato che da TVa- 
dux tradiicis tragga origine il nostro 
Tt^s, A tradux levato il d mi reste 
irauxj che^ contratto il dittongo an in 
o (com'i awenuto di molte voci laliue 
passate nella lingua che parliaroo)» di« 
venta trox. E notisi che il tradux de« 
gli Scrillori latini di cose nistiche si* 
gntfica precisameote quel tralcio o traU 
ciaja die ne' rompdtioi si tira da uu 
arbuscello all'altro, o dal collo delle 
vite al palo cui st tende e lege ( F. 
Yarrone e Columella, De re natica: il 
prime al capo vui del libro I ^ il se« 
condo al capo vi del libro Y ; e Mu« 
ratori, Antich. Hals Dissert. XXXllI). 

— Y. 

In A san Giorg di la volta el trds 
si osservi cbe il giorno dedicate a sam 
Giorgio, cadendo il i\ d'aprile, la vile 
non ha ancora t\h trbs ne traici da pe- 
ter vollarsi all' iogiii , perciocchi ap- 
pena comiocia a germogliare di que' 
giomi. — Y. 

Trosi. Tramestare, Tramutare,'^ S. 

Trotlin (in)agg. ImmuUss-ll su quell trol- 
tin d'asnln (Maggt). Ostinarsi in for 
poco, o tiiolo come nulla. — Y. 

TrovJi ... Noi usiamo per Yisitare — L'A 
vegnuu a trovamro. Fenne a vedermi. 

— Ya a irovall. W lo trova. F. Vi- 
siti i; q. G. y 

Trozzimknn (a) nette O. agg. U Dit. itoL 
del Manuzzi ha Troi^o per Atlrupp- 
mento di gente sediziosa , significato 
»9 



UGA 

che ha qualche •nalog/a CO 'I Trotzi- 
mann dc' Briaol^i. — V. 

Truecb (in) distingui ii rotxo. Pikme^ 
PuUme, dal ferralo, ec. Mattenmga. 

TrCii. r. la voce seg, e Monti, Foe, Com, 

Trull. Riforma Variicolo cost saa Trill ... 
1 Pescatori e i Pesciveodoli conotcooo 
aotto queslo Dome , o aotto quollo di 
Trbli, THii e 7Wo«, Ire affiDissime 
specie di leucisci che vivono nelle 
aque del Lario e del Verbano. 11 De 
Filippi le diiliDgue per Leuciscus pa- 
gellui f /». scardinus e L, pauperum. 
Neir lUiologia comasca del cb. Mau- 
ritio Mooli, a p. i8 e 19, si ha di- 
fusa Dotiiia di questi pesciatelli* 

Trusctl (m) agg. Frusciare, BngarsLAn- 
che il Frummiare dci Da. ha qualcbe 
aoalog/a co'l oosiro Truseid. — V, 

Trussuivim, v.c. verso il Comasco. Chios* 
so^ Baccano^ Bumore, Bumorio, Lagnio 
romoroso. 

Tr6la o Tritla (in) dopo fario agg. se 
di ^umtieSalmotrutia, sedi lago. II 
primo dices! anche da noi Trutelia de 
fiumm. 

Tuff (in) a^. Del lofo id senso di lerre- 
no arido, sodo e duro parla Coluniella 
(lib. HI, c. XI, fegna.;): Quis velme- 
diocris agricoia nescUetiam durissimum 
tophum (gessonmi/.) vel carbimculum 
( ferret t) simulatque sunt confracti et 
in summo rtgesU, lempeslaUbus et gelu 



( 326 ) UGA 

nec minus aestwis putrescere emioribits 
ac resoivif u Qual cuUivatore^ se bea 
Mediocre 9 noa sa che aiicbe il to£b 
durissimo o il carboocdlo oome ueii 
dirotti e sopra terra aiDinooebiati f per 
tempacci e gelo e per estivi calori si 
sfarinaoo e sciolgoao? n ( Trad, di 
Beoed. del Bene). F. anche Palladio, 
lib. II , cap. xni. — V. 

1 Lombard! cbianaoo Iv/f qodla pie* 
tra bocberata che si adopera oella co« 
sinisione delle grolte id giardioi di 
piacere^ te. (K anche Monti, Foe. 
Com.). Onde 

Tufli^ra ^. Cava di tofb in senso di 
pietra ronchiosa, spognosa, ec., di che 
son fatte le Tdlle naturali e artificiali 
delle grolte. — V. 

T6rch (ill) agg. Febrar P^ curt, ma V6 
pesg che on Turch. F. Fcbrkr i. q. G. 
e corr. =: un = m == on. 

Tur*duu. Dice il contad. lirianznolo per 
Tata e due. *- V. 

Tutla-che»mhoca (jm) agg. m A lotto il 
meno m ( Aniico vulgaris, delle Ep. di 
Seneca). — V. 

Tuttiuna (iff) agg. 

B ▼«' pottftt Wttcrt, 
Vo^ poUtt annacpare! ... 

JnpcfQard U nosUt, 
U ifliole... k latiUaa! 

G. GIimH^ Disc. ch€ etr. — T. 

Vh toltunna. iVbft c*^ rpned£o.— S, 



U 



U per V neHa/rase Al temp de Carlo U 
per signifieare Al tempo di Carlo V, 
A' tempi aodati. — S. 
(jga (in) agg, Uga altessa de Cipro. 

jid Uga bottascera osserva che non 
ne ^ sinonimo la Bossera, o Plon roS' 
sera. F. u q. G* ^^ S. 

Uga cagna. csa Si levi dai deltati e 
si collochi tra le varietal. — S. 

Uga de sao Giicom ... La Fitis W* 
nifera praecox Targ. 

Uga di usellitt — Sp. di uva dolce a 
graspo rosso e acioi messani. 

in Uga grassa agg. di fiociue gentile 
e poco colorato — ^la Bossera, la Guar* 
nazza, VUifodegh setiembriu, la Mar* 
gellana sono uve grasse. 



Jd Uga inzaga agg. Specie d*OTa 
che ha molta simiglianxa con quella che 
diciamo Bressannaj o lit ma per vino; 
ci viene dal Bergamasco, dove abon* 
da. — V. 

Uga magra. ra Levisi dai dettaii, si 
metia Jra le varietd^ ed agg. Di 6ocane 
consislente duro e di poco reddito* 

In Uga merlinna awerii. Non i VZU 
sellinaf o, come dicono i cont. br., 
OrceUina , si bene nua lull' altra spe* 
cie d'uva di color nero come penna di 
merlo quaodo ^ ben malura, di grap* 
poli e acini messani ^ ottima per vino^ 
venula a noi dal vidno Bergamasco. 
— V. 

Ad Uga moscat^ll agg. Moscalell im« 



USE ( 227 

bn'igh ... Uva anai dolee a nasgiare 
cbe 81 poDe sol oe' giardiDi e io poca 
qoaDtilk. Da ooi prova bene maodata 
BU li arkoH, aU'ana e al sole. Fa grap* 
poH meisaoi, acioi color di rosa, ec. 

— V. 
Uga piooa Ploo. J/HcogHa, Spe* 

cie d'uva che fa gross i grappoli e grossi 
acini e fitii, ma, doo maturando mai 
beney ba sempre un sapore acerbo ed 
agro. Di qui il ooroe di Pfon ^ sigui- 
6caodo ai Briantdi la voce pid -* aver 
aapore acerbo si cbe morda la lingua. 

— V. 
Jn Uga saroroartinoa mvcrfi. 11 So- 

derioi la cbiaroa Agnuto. a I traici ri- 
mesii conducooo oon ave , ma agre- 
sto » (p. 168, edii. del Gondoliere). 

— V. 
Umdr maHocooegh (in) agg. o negber. — 

Hk el biaocbett a I'uroor negber col 
peoell mojaa in Tincioster de color 
celest ... ( Maggi). Rasserenare il viso 
incopilo dairumor nero. — V* 
£oich [L'onica 1* ^ a fli insci] (m) ngg. 
M La sua sarebbe di ... m (G. Giusti). 
« La vera 6 di ... m ( Soderini » Delie 
piii ). t=3 Y. 

Cossa unica , per Cosa stupenda , 
maraingliosa, eccelienie, magnificat cbe 
non ce u'ba altra della sua specie. 

— V. 

V»k (m) ngg. Usann ben, A*, br. UsU' 
/mime, Usujruiiame, Gioime, Coders 
ne: p. e., Se te faree a me mceud, te 
n'usaree ben anca tl. In quella c& tucc 
ne vi&sen beu. TutU partecipano a 
^uello che c'i di bene, — V. 

Usann maa. Andame co^l malannoj 
Non averci parte al bene: p. e«, Foeura 
de lii e de lee, luce i olter n' bann 
usaa semper maa. Ecceiio lui e lei, 
iuiti a aliri non ci ehbero mai un bene 
al mondo, — * V. 
tJslia> V. c. Vess usaa o Wesi mioga usaa 
de A ona eossn ... Averci pralica o 00. 
Usanza {in) agg. Fa pussee maa ona ca* 
liva usauza che ona s'cioppeliada ^. 
La forza dciruso i terribi le ; Scbiaotar 
ie usanze h cosa difBcilissima; e se le 
sono cattive, vedi se it proverbio ba 
ragione. 
Usdl (m) agg. Usej de vista ... Cosl di- 
const per contraposlo quelli uccelli 
cantajuoli cbe si allevano per servigio 



) uss 

dell' nceellalara ma stnta aececarK » 
mettendolt in chiusa imkvam cod li 
accecati. 

Usej maaster ... I cantajuoli aromae* 
strati. 

Usell ciappaa in la red, in l^arcbett , 
sal bacchetton , ec. Vccello presiceio 
( Pauanli, Ot^iU), — V. 

In Usell de brooca osserva, Sarebba 
mai Io stesso che- Uccello ramingo ,' o 
ramdce, cio^, cbe va errando di ramo 
in ramo? — V. 

Usell de niada. Uccello nidiace^ gua* 
scherino, — V. . 

In Usell de reciamm agg.Rkhiamo 
(assolutam.), AlleUajuolo^ — V. 

■■» I usej in di frascb, e i fiosu in 
di strasc. V. Ficeii i. q. G. 

Negli StrwnbolH dei Rotti a fog. 48 
leggesi 

Cbe son tre cose assai fi^rireloseS 
L^ Uccelli io imoo e^ Cilti» 
I Fiaschi io tnaoo ai Laosi| 
E le giovaoi MogK io naoo ai Veedii. 

Uselladdr [de parascioeul] (in) agg. FU 
guratam. ^ Uomo da poco , Uomo da 
cincinp6tole. mIo sono uomo da aliro 
che da ciocinpdtole m ( Gelli, Errore , 
a. I, sc. a ). — V. 
Usellln {in) agg. Usellin de risera. K 
Risiroeii i. q. G. 

Uga di usellitt. F. Uga 1. q. G. 

Cbi cura ruselliii Vi semper pove« 

rin ... Cbi vite di caccia vive povero. 

L'usellin sul piatt ... Heglio h frin* 

guello in maa che tordo in frasca. — 8. 

Usellinoa (pesce) (in) agg. Nome del Cb- 

biie barbaiola e/angoso o iermometrico 

di Linndo. — y. ancbe Monti , Foe. 

Com. 

ijima, sust, f., v.br. Odoi-e^ Sito, Vita. 

Dal greco 6tf/ttj^ odore. — V. 
Usmi {in) corr. sa w}Mi ss in :i= t9iA* 
tso (in) agg. Per so, per me uso. Per 
suo, per mio consumo (Magalotti^Le/l. 
— G. Targioni Tozz. ). — V. 
l)ss {in) agg. La galella I' e quella che 
ten avert T uss tutt 1' ann. h Galitta 
I. q. G. 

A Uss agg. Liiss^ sar2k Tuss a chi 
ven dopo. Chi vien dieUv serri Vuseio; 
Lasciar iodielro bienle all'erede. — V. 
Sass de Puss. Babbione, Tronco, co- 
me disse il Gozzi iu uu suo sermone. 
- S. 



VAL 



(3a8) 



VAN 



In Uss rasaa agg. Vscio a muro 
(* lose Garena, Pronlu, p. i6i). 

Jn Um» o Uf'c agg. VeM quell che 
ten]«verl i usa io d'ooa c«,— m. pr. br. 
— Essere TuDico softegoo d'una fami- 
glia, cio^, quello che, co'l sua senoo, 
coo la sua inclustria, co' suoi guadagoi 
tieoe in pipdi uoa casa. — V. 
Ut^t. T. idr. agr. Chi ha diriUo a asare 



per on tempo determinato deU' a<|ue 
di canali o rogge deatinate alP irri^a- 
liooe. — V. 
Utensa ... Cooionioy Sociel^^oioiie de* 
gli Ulenti le aque d'un caoale. H^ofto 
•1 fatte focietk i loro particolari staUiU 
e le loro ammiQiflraaiooi per regoUme 
le speae oecorribili. — V. 



Vlicca (in) agg, Basse de cotta.- Che ha 
la coslolatura depressa: quesia 8ar2i 
aboodanziosa di latte, ma ooo s'io- 
grasserk roai piii che taoto. 

Cuiia sciaUotta de muson... Che 
ha il maso raccolto e toodeggianle : 
qu«sta (qtiaodo abbia roorhido e fiue 
il pelo, belle e biancbicce le coroa, 
largo il pelto, qaaliU cb'essa ha or* 
diaarlaiiieole) questa, dico^ farii bene 
assai per tulti i rispetli. y. Scajotta 
i. g. G. 

Looga de muson ... Che ha il rouso 
sporgeifle e aguzzo : questa n^ inangia 
bene^ oe fa mai bella prova. 

Rcdouda de costa ... Che ha la co- 
slolatura rilevata e tondeggiante: que- 
sta verra via bella e grassa, sarli buo- 
na laltaja e fara anche per il beccajo. 
— V. 

Vacca matronal. Vacca gro$sa» 
Jn Vacca succia agg, o che non dii 
latte perch^ prossima al parto. 

Yalduza [Tiralla coi cord de] {in) agg, 
Tirarla su co^taffi (Pananti, Pott Uai, 
vol, I, c. XL, s. i5). — V. 

Valenzidnn {in) corr, =s StofTa c=s in = 
Spezie di merletto. — S. 

Villi [FagUo] {in) osserva. FnU, Fann 
o CorbeUa a me pare siano iu fondo 
la slessa cosa che '1 Vannas e 'I Capi» 
sienum de' Latini (F. ColumelU, De 
re rust, lib. II , c. iz ) , e il Vassojo 
de' Toscani , cioi a dire una Specie 
di cesta larga e tonda con fondo pia- 
no fitlamenle tessuta di sottili strisce 
di Yioco con sponde o spallette per 
due lersi circa del giro e per un lerzo 
seoza; il qual amese s'usa per mon- 
dar grano^ legumi e semi d'ogoi ma* 



niera, separandoli dai leggieri, vani e 
cattivi con lo aeuoterli e giilarli aH'a- 
rta o al venio, e raderne via con oaano 
la mondiglia che viene di sopra. — V. 

Villi [sust. C] (in) a Tutt a vail «w.Vesa 
tuU a vail e dofs.^ Easere aspro, io- 
eguale di superficie » scabro^ roontuo* 
so. — S. 

Villi, sust m., V. br. Per Valle breva e 
piuUoslo strella, per la quale o scorra 
o vi stagni aqua. Fallo di Serehio cbia* 
masi una parte del piano di Pisa. 
M Concedetle ... che s'aprtsse io mare 
una bocca di fiume morto (scolo unicOi 
reale e naturale di tutto il Vallo)* *» 
Castelli, Jntomo V aprire la boeea di 
fiume morio in mare. — - V. 

Valmasla {in) agg. La valinasla la melt 
el cutt a la via... Deltalo villereccio 
CO '1 quale i ooslri colligiani avvisaoo 
utile Tuva malvagfa a muovere a I corpo. 

Valcei^ggia , Valceuseia , v. c dell' A. M. 
Botro, Borro, Borrone, 

Valsuda, v. br. Preito, Falsente, Falore, 
Falula, Ci6 che vale, che CMla una 
cosa. — V, 

Vtflvola {in) agg. Valvol lavoraa a bac- 
chetta. T. de' Trombaj ... Specie di a* 
nimelle a scudo.. 

Vlinga (fin) agg. Vanga de sett, de volt, 
de noeuv boj (sing* boU), ec, vale a 
dire, Vanga lunga sette, otio, nove 
once, ec. Viene dai bolli o march) con 
che vi si contrasegna la sua porlata, 
ognuno dei quali indica un'oncia. — V. 

Vanii o Venta [T. d'Agricult.] {in) si 
avverta e noli che il Feniildbro delta 
Lingua non i il nostro Fentoraa ( d* 
yentador degli Spagn.), si bene 6 quel- 
Tarnese che uoi chiamiamo Pala o 



VAS (aa9) 

JM€4t d$ pmUL 11 fimmetilo ii inoada 
so I'aja con U Pala o Paloit gitlMidolo 
dmtro raria; ii vanta o venia co'l 
Flintoraa , che par chianiasi vanm » o 
vaU, o corbtUm^ agitaodolo e (actodolo 
sallare par aria^ ti per^ che loroi an- 
oora sa'i venlortM (vataojo). — Y. 
Tansii (in) agg. Vtfoset qiiajcoss de mi? 

— Maotara viva^ che i'liia per dire — 
lo ooD ti aooo debitore nh obligato di 
nieole^ — II Beroi^ Son. XXVil » p. 
ia4» ^ <ui trallo simile: 
• • • • €li« h U votiro reito 7 

il«c»(« i lUtri • facMBi cooto prtfto. — V. 

Yaotk e Vaosatff de poat K Post 

ji Vaotatt i pee (ceura di acarp agg, 
Vaiitass i gdmbet foeiura del agiaccbiS... 
NoQ che metier nulla in a?ansi » ma 
perderci lanio da impoverirue. — V. 
Vard2i (in) agg. Varda la gamba ! N^ men 
per sogno!: p. e*^ Parer il, ma danee 
o sigortaa , varda la gamba ! Pareri sl^ 
nui dcnari o sicwid, domanH, o Tero 

— A iwedercHs — o tero — Dio me 
ne gttardi ! — V, 

Varda a no latl maa 1 — Diciamo a 
qnesti che* tenendosi da roolto, par 
loro di fiire uo gran che quando fauno 
coaa la pid (aciie del moodo. — Quan* 
do che to non abdosoli a levare que* 
alo paniere cbe non pesa tre librel 

— V- 
Vardli Ton a Yoona, o veto a vnn o 

a vunna^ m. br. Fagheggioiia , PoHe 
ii occhi addosso amorosametUe, JUmi' 
roivy Contemplare affetinosamenie e con 
dUeUo, M lu Gostui comiDci6 a guardare 
la figliuola n (Gio. Villaoi). — « Co* 
minci6 costui a guardare la figliuola 
deirimperatore, ec. n (Pecorone), — V. 

Yards [Andli de] (mi) agg, Andare per 
UfraUe (in niina). •— Y. 

YAs. Figoratam^ Caramogfoi NaneroOoh; 
Piceindeo, « Costui per essere mollo 
grasso e di slalura piccolo fu chiamato 
Conchinon [mil. NavnsdoU] (Nota 
alia St. 6 del 111 cant, del Malmantile), 

— Y. 
Yassell (in) agg. £1 canta. Canta ( Ca- 

rena* Pfonfii. p. a65). fe vota o quasi. 

— £1 canta minga. i muta (id. ib.y 
It piena. 

Fi-so la bogada al Tassell. Fan la 
itii/a alia botUj clok, purgare d'ogni 



VEG 

sito le botliy risciaqoandole (Bon aqoi 
calda nista a vino in cut siansi falte 
boUire foglie di pesco^ di salvia e sale. 
— Y. 
Y^ (m) agg. Quell Yecc che A la barba 
al mej. Dominedio , II Padre Eiemo. 
C a MMCli (tf €99$) torn tt»nm d« pari bc| 
Ght voeor qntll Veee eh« fl k barba al m^. 
Magxiy Prr mnm mmschtrmtm^ 
p. a6a. — V. 

A Yecc balotta agg, Fecchio Ihu-uHo 
(Toscani). — Y. 

Yecc come la I anna. Piii pecchio di 
Mattmsaiemme, V* in Li^nna i. q» G. 

Y^cc [aggellivo] (in) agg. Ciappi del vecc 
Dicesi degli alberi e degli auimali, che, 
se ben non abbiano di molti anui^ pur 
piglian aria e fMre di stentnti e di vec* 
cbi. Jnvecchiu%%ire^ InveccfUuzsticare'f 
Intristire , incatorzolire , Maltecckire^ 
Imbottacchire. — Y. 

Ycd6 (in) agg, L'aveva ona set che la ve* 
deva per aria. » V. Set i. q. G, 

Ydder di fetiester [ Ydder patiaa ] (in) 
agg, Fetri ghiaedaii ( * tosc Carena, 
ProniM, p. i66 ). 

V*ggia [aggett. t,] a novilaa veggia, dop<^ 
'Ss Tu non avrai le caUe =^, agg. la 
quali si usava na tempo di regalare a 
chi portava alcana buooa novella. — Y. 
Aggioolodi brenta, vale quauto Bren* 
ta ntoliaj o sia brenta di 96 boccali 
precisiy misura cbe si praiica da Saa 
Martino in lii, da poi che il vino ha 
falto la pesatura delle fecce. — V. 

Y^gia [in forta di sust.] (in) agg. Fignrat., 
fHitQuaresimaf onde la locuxione Tajti 
oBesegti la FeggiOy per Festeggiare con 
qualche bagordo il meaxo delta Qua* 
resiroa. Ancbe nell' italiaoo k la fraso 
Segare la Fecc/ua^ e si ha un libro 
stampato dal Maroxsi in Forlt il i749» 
iolilolalo Invito a segare la Fecekia 
nella ciiid di ForUmpopoH^ Vanno 1749 
[del P. Ghiai ]. — Y. nel Dis. di Op. 
Anon, e Pseudon., ec, del lielxi, vol. II, 
pAg« 4i» *^^^^ I* ▼o^^ lavrro. — D. 

Yeggia a' Briantmoii e ai Pavesi h 
lo stesso cAe Gibigianna, cAe nei Ne* 
cromao. deWAriosto ( a. Ill, sc. 4 ) ^ 
delta la Btfmbola. — Y. 

V^ggia [insetto] (m) agg; Scisdaa de la 
veggia. Parlando in senso proprio di ^ 
&tttte, A/ato, A/aticcio, A/atnccio, In* 
tristito y Scriatoj t in senso 6gurato, 



VEN 



(2i0) 



VEN 



parlftttdo di fiincialli stetitati e poco 
Yegneoti^ TrisUmzuoh, Indo%uUo^Affa» 
turaiOt Stregato. — V. 
Veggiadaa. FetasU, — S. 
Veggido ehiamano alcuni conUuUtu qael^ 
I'inseUo ehe alui dieono V^ggia {Fi net 
Foe, e L q, G,)y e noi in cittd Scloies 
salviidegh. F. nd Foe. 

Vegni (in) agg. ¥k vegnl oaa cotfa : p. es^ 
Fk vegtil farom, appetitt; — Fk vegul 
ni?ol} — Fk vegnl scur, ec* Sccitar 
la fame i Provocare^ jigtituur l'appe*> 
tUoj — Jlnnuvolarej —^ Rendere scu^ 
ro^ Oscurare^ Indun^ oscurUds oc. 
-^ V. 

j4 Fk i robb ▼• \k che vegn agg, 
II Briaoz. suol aggiugaere a dar roag. 
gior forsa -* Toeu 3U quell legn. — V. 

'Vegnl [per Riuscire] (in) agg, Vegnl ben 
on lavorli^ ec. Riuscire o Riuscir bene 
uo la?oro, ee, — S. 

Vegnl ben on s'ciopp ... Adatlarii 
uno scbioppo alia guaucia, alia mira, 
ee.p d'alcuno. — > S. 

Vegnl fada. Sortire TintentOs Succeder 
bene^ FenirfaUa^ Riuscire. — V. 

Venl [per Falete, Cosiare] {in) agg. Usano 
Venire ancbe i Toscani. « Molio male 
li pagano, cb^ del lavodo cbe viene do- 
dici^ ne danno otto n[di quelle monete 
di eui qui si traita ] ( Giuu Gapponi » 
Tumulto d^ Ciompi). — V. 

Vegnl [T. d'Arilm.] (in) agg.Fk vegnl-foeu- 
ra i sold) i danee, ec. Esirarre, Cavare i 
soldi, ec, dalle lire} e si traspoHi soUo 
questa sede la ^.* frase Vegnl foenra 
^ P^g» 4^6, coh 1.* verso il fine, 

V&ll [crepp Use] (in) direi che sia uno di 
que' Tell cbe si fanno da increspare, 
ma non crespato. — S. 

V^lla (f/i) ngg. Andk el cosur a vella 
( Porta ). Baiiere U cuore velocemenie. 

— S. 

Faa a vella. Folubi% Instahile, 
V^lla. T. de* Fom. F. Baricca /. q. G. 

— Metl vella. Alzar tenda o trabacca? 
Vibd (in) agg. Vendes in galera. Assug- 

gellarsi per guadagno ad una vita da 
•cbiavo. — 8. 

Veudalsci v. c. Vendereccio. 

Venddmbia [Andli in vendembia] (in) 
agg. o tneglio, II girar per le vigne in 
tempo della roaturanza dell'uve o a di- 
porto e per coglieme qualcbe grappolo^ 
o a fine di rubar uva. In quesi'ultimo 



cuo direbbeti itaKanan. Jndstt a i^« 

glKNM. 

Vradtmbili (in) agg. Vendembiagh den- 
ter in d^oo vaasell o io d'ona tiaoaj 
fr, hr^ Fafvi boUire tl miMto per bo- 
oificameli. — Ancbe il Soderioi osn 
Fendemiare dentro io questo aenso: 
m Ogoi vasello da vino o tioi si cu- 
< raoo CO 'I vendemiarvi dentro m [Deiia 
Fite^ p. 30a]. « E nalle botti noova . . . 
vi si veodemii deatro, e accaoto Tt 
s'irobotti h (id, ib, p. aoo)« — V- 

Venerdl (in) agg. Predega del venerdl 
sant. Passione, 

Vdng (ki) agg, L'usiamo per Prepondertt 
Traboccate, Tracollarej Perdere Tc- 
qnilibrioy quando no peso la vince sor 
no altro, traboccando di \ki p. e.. El 
s'd casciaa taot in f^ura de la barca 
a vardii , cbe la testa V ba veogiuUy « 
V^ borlaa in del fiumro. — - V. 

Vdngita [T. de' Fomaj] (m) agg. FanU^' 
gio, Fantaggino. — V. 

Vennk •.. Goal cbiamano Imbiaocalori e 
Inverniciatori Timitare le veoe d'oa 
legno d'un mermo. — * S. 

Ven6n. Patl el venoo .„ Nel cootado 
verso il Comasco Io dieono di qoel 
Terreno io cut sogliono crescere mislo 
CO '1 grano piaute avenacee o invohi- 
crate come Tavena^ e delle qoali ooa 
si poita qoasi mai liberare. 

Vdnt (in) nota. La Breva a' Briaaz. h ii 
vento freddo e apportatore d'aqoa cbe 
sofEa da levante; e qnando essi dicooa 
Fenl assolutamenle, intendono sempre 
quello cbe spira da ponente, ordina-* 
riamenle apportatore di bel tempo. 

— y. 

Vent Mendrtson ... Pu6 valere per 
Levante ai Varesini ^ pe '1 resto del 
Milanese no. -^ S. 

Vent o Vent dritt, su'l Verbano 
vale Borea, ec. — O vent o parrot o 
padron malcontent ... Cosl dice il vuU 
go quando un tttzone sofft rombando^ 
qoasi acceoni a vento che voglia le« 
varsi o da congiunti presso ad arriva- 
re« od a rimbrotti di padroni che so- 
vrastino a domestic!. ^^ S. 

In Vent ISvano nola. Noo so se an- 
cbe in Valtellina ci sia un Pian del 
TwanOp certo io so che c*h io Valas* 
sina. ^ V. 

A Che boo vent! ngg, w O Tonchio» 



VER (a3 

cbe buooo tpirito ti ineiia quk sUma- I 
ne? n — AlamauDi, Flot'a^ «• II, sc 5. 
— V. 

y^ot — FuDe coo coi ai guida per aria 
uii corpo cbe con alt re funi si facia 
acendere o aalire. — S. 

Tentolio , v. br. ... Piccola pala cbe si 
adopera al lorcbio quando si fa il vioo, 
ed ba un maoico corto coo oo come 
occbiello sotto per farvi passore le dita. 

Vdr (in) agg. Quell Yer oagotta. F. I)Iag6tt 
i. 7. G. 

yerhll, T. de' Trombaj ,». E ooa specie di 
Flera o Ghiera di ferro cbe ricigne 
Festreffiiti della canna soUo il ciliudro 
Yuoto p camera in cui la?ora lo stao- 
tuffb, e » slargandosi orizoolalm. all'io- 
fuori, lo sostiene. -» V. 

V^rd [Verd iuduggia] {in) agg^ Ferdin" 
dugio (Geccbi, Proverb] ioscani, p. 85). 
Jn Verd verdisc osserva, Noa si u* 
serebbe, generalmeate parlaodo, cbe 
10 seoso di fresco, cootrario di secco, 
Nota cbe li aggettivi coo questa desi* 
oensa in ise noo si usaoo mai soli, 
ma seoipre itnili al loro positivo: p. e., 
Fresch fnschisc^ Fregg /reggisc, Seech 
secchUc, e simili; e in questa forma 
baooo forza di superlatrvi, laddove 
Delia lingua commune la desioenza in 
wcio ba forza diminutiva, e ^rdjre* 
schiccio, verdiccio, JreddicciOg ec. , 
Tagliono alijtumio Jresco , un pochette 
freddOf ec. — V. 

Ydrd M. I Fornaciaj danno questo ag* 
giuoto ai loro mauofatti, quando sono 
ancora troppo freschi pec reggere al 
trasporto dall'aja alia fomace; e dicooo 
Copp verd, Quadrej verd, ec. 

Verddo \per Galb<$e] (in) agg, Nel B. M. 
e nel Pav. cosl cbiamaoo quello cbe 
altrimeoti dicianio Amorott^ i Tosc. 
Catenzuoh, i Matoralisti Cldride. — Y. 

Verg^Ua de ramm. FerzeUo di rame? ^ 
simile al Verzello di ferro. 

YeriUa (in) agg. Per sega de veritaa ... 
A testimonianza del Tero, A indiaio 
del vero. 

Vcrm^c, o piuttosto Verd^cc. Ferdeg' 
giante^ Rigoglioso^ Pieno di vigore. Di* 
cesi delle erbe, specie lm« in prima vera, 
quando comiociano a muovere e ?enir 
via belle vigorose, e d'un verde bruoo 
cbe dk indizio di molta forza e viva* 
ciU. -. V. 



!> VES 

Vermeggi^. Dicono i Brianz. per Verdeg' 
gfare le erbe e U allteri» Fegetar rigo^ 
gUosamente, Metter germogli, /oglie a 
polloni ga^iardi e belli. Pare venga dal 
lal. Vemare^ PuUulare, come fa di 
primavera ogni vegetabtle, e forse k da 
pronunziarsi Femecc e f^emeggid, co* 
me si sente in bocca di alcun coota« 
dioo, meutre altri dicono Ferdecc (ver<- 
, decchio) e Ferdeggidj — e queslo par 
pi6 verisimile^ — - V. 

Vermeggiii .^ Disse il fit aggi per Es* 
sere vermigfioj Essere d'nn bel rosso 
acceso, propria m. cbemiisl: 
Per A OB rou ch« Temeggia e no tlrafiaiBma. 
Buttramina vuUU mlU motUi^ |». i8a« 

Fermigliare , per Colorir di vermiglio, 
hanoo i Diz. ital. — V. 
V^rs [tra le voci con le quali ci volgiaroo 
alle bestie] agg. per alletlare 

i PoKcUini aio sin. 

per iscacciare 

i Nibbj loa, o fcro o6o« 

per istizzire 

i Diodj too. 

Verlabi^ll , v» com., per Bertav^U. Fi nel 
Voc, 

V^rz {In) agg. Fh bon i verz a von , m* 
br. J^ lo stesso che Fagli bonna I'ac* 
qua. '^ y.in Acqua nelle G, — V. 

Polpelt de verz. Lo stesso che Vers 
repien. F nel Voc. 

Verz in insalatta ,.. Cavoli yerzotlt 
allessati e condili con olio ed aceto. 

Verza, sust. f., dicono i Brianz. pe 'I no*^ 
stro Verz, sust. ro. K d Voc. 

Vcrzitu ... Nome del Cucubalus Behen 
Lin. 

V^scb [Cann de] (in) aw. e corr. = I 
Panioni o Fergoni propriamente sono 
quelle vergbe impaniate cbe noi cbia* 
miamo Bacchelton^ laddove le canne 
sono le custodie, o, come dire, le guai* 
ne nolle quali si guardano i panioni. — 
Paniaccio, o Paniaccioloy poi si cbiama 
la pelle nella quale si rinvolgooo le 
paniune (baccbettinn) quando si leyano 
dalle taccbe dei vergelli per portarle 
altrove. — V. 

Ve^cioniida , v. a. Daz. Merc. .^ Feccia» 
F. V^ia nel Foe, 

Vescioniida. Fecciato. Campo seokinalo a 
veccia. 

VesQioo^l. Feccioso, yecciatth 



VES 



TeMga usato da' Briant, per VeMig^. F» 
net Voc, e i. q. G, 

Vesigik on poo de vent, o on grisstn 
d'aria, Jsolare, - Tirare uoa bava di 
▼ettte n (Garo, Am. past, ragiooam. IH, 

• p.94).-V. 

Yesio (m), dopo piecolioo, agg, Davanta- 
' ti, al coolrario^ don approva « il pro- 

yerbio cli« vuole cbe si ponga I'olivo 
grosso e 'I 6co piccoliao; per ci6 cbe 
Don meno il raroo del fico cbe il piao- 
totte (MPoiivo) vuol eiser grosso, e 
quMDlo piu grosso kf Unto pi& grosse 
e gagliarde messe fa » . , . cooveoendo 
cbe quale ciascheduna cosa ^, tali ope* 
re escano da lei «• ( CulUv, tosc.^ del 

, Fico.). — V. 

'Vesper siziliaa ... Tutti fanno cbe cosa 

• fu il Vespro siciliano; la frase si osa 
lutlora aocbe fra noi per indicsre stra* 
ge graode, roacello grande« e tpecialm. 
•e per lumulto, sediziooe, guerra civile. 

\is$ (m) ag|^. == Noi^ ioterrogando, pos- 
poDiamo il prouonie personate^ afUgen* 
dolo al verbo Essere, Avere^ ec. : p. e., 
EI7— Ela?- tvelT- fivela? — El 
slaa? — SarM?, Sartfla? — £l Iftu? 
jk egfi hi? — £ift lee quella cbe fk 
de sti coss? Jt ella lei queUa che, ec. 

— fevela poeu lee? Era po* hi? — 
NelU Lingua il pronome personale, 
•llorche s'iuterroga, Don sta in forma 
d'afBsso , si vien dopo il verbo, ma 
disfaccalo : p. e.. Ha egli/atto? — Se' 
tti arninto?^ ec, mentre noi dtciamo — 

• HhI faa? — Set andaa? — V. 

Ykss busa. Figuratam., JNon ester 

• vera una cosa, Essere/alsa una voce, 
una notizia, e dicesi di quelle die si 
spacciano attorno dai parabolani. fe 
metaf. presa dalle Doei bacate, le 
quaK Bono bdge e vane, al contrario 
delle sane e buone, le quali sooo 
stoppej onde suol dirsi: In temp de 
guerra bin pussee i bib cbe i stopp. 

— V. 

Vessegh de faghen., m. br. — Fa- 

gbeu, nel giuoco delle palldttole spe- 

' rialm., vale : — Pigliar la misara della 

distanza cbe d da due o piii pallot- 

• tole al lecco, qoando aU'occbio pare 
cbe non ci sia diflfereoza. Onde il mo* 
<io di dire? 

Ch*h defa^en, in sense e propr, 
c figuf., per La cosa non h ctrta , 



( 23a ) VIA 

non ^ ckiara, non ^ indubHata; — bi- 
sogna accertarsene alia prova, coo Pes- 
perienza. — V. 

Vessa, V. a. Fescia^ Loffd,^ Figuratam., 
per Cosa di ntuna conclusione. Onde 
Fh ona uessa (Maggi). Conclader nuiia^ 
Rhiscire a nulla. Far fiasco, — V. 

Vesslija (m) ogg. Vessiga d' ambizion. 
Uomo ambizioso^ o piultosto, vanttoso, 
ventoso, gonfio di jaOanza. — Cosl 
chtama coo felice espressione U uo« 
miui si fatti il Maggi : 

Hia vetsigh d'ambitiuo, cbe quant po Tcenrwi 

Tegn) la graviua, 

Pa fort %hm acappa la ▼eofOMtaa. 

Com. MemegA, a. 11, inttra. a, 
p. 71. — V, 

Ves&ig^ (ill) agg, SigniBca pure Alhrc} 
Higirare, Rontare, Foleggiare aUonio 
a cbe cbe sia. 

Vircmm Ben, vivemm prett, che qnelt fcgkcas 
Che ne ▼cui^a atlorna del copia, 
Fon el p6 A de baja per on pets, ^« 
Ma \'h Tbin. 
BoMi, Oh VIII, peg. ita. — t. 

Vessigotlft. Fare il permaloso, la schifil^ 
toso, it Jastidioso t il difficile da con- 
tentare. — V, 

Vdsia [Chi imprests, «?.] (in)agg. F. im 
Iinpreslli nel Foc,^ e leva i puntini e 
la dickiarazione che porlerassi in Im- 
prest li. 

Yestli (lit) agg. Yestli de sposa. JBOo 
nuziale, 

Vezz. OsOs Costume, M odo di proeedere. 
Onde 

Mudli vezz. Mutar costumes e il 
modo proverbiale San Giovann muda 
vezz: 

Come careen che IVra | 



Fu liwisiaa coi careta| 

Ife ghe fn mat manera a n»nd^ ^tn, 

Maggi, Corns. Memgk. h Agg.^ 
p. lat. — V. 

Vezza , V. br. Cagnetta calda. — V. 

Vezza, the S vezza anche dicesi, Figu* 
ralam., Donna da vezzi; Che fa la vez^ 
zosa, Moiniera, Snlnfia, •*- V. 

Vezzona. Accrescittvo di Fezza* — V. 

Via (in) agg. Per rfriam via. Forse dal per 
aliam viam de' Magi ; ma non signifi« 
ca, come quivi, per altra via, bensi 
s'usa per una oottzia venuta non si 
sa beo d'onde^ quasi veaata su rail 



VIL 

del weniOf in somma, per le vie del- 
raria.— S. 

Per via de .. . Per metzo di,.>^ Per 
cagione di,.. £1 I'ha avuu per via 
del tal. L'ebbe per metto del tale. 

A Melt a la via «gg. La Crusca ti 
da MeUere alia via nel medesimo 8i« 
goiBc che rusiam doi , dok di Metier 
• o in ordine, in punto, in pronto^ in 
amese. — V, 

Tegnl a b via. Tenere alia via, doh 
Tenere a ordine , ^i^ere in pronto, in 
punioj Tenere ben assetto: p* e., Hissee 
Felipp el ten a la via quell so vignoeu^ 
coine'na pop61a. — V. 

A Tirik«via agg, Usiaroo anche per 
Partirsi » Camminare^ Tendere a . . . , 
Andare a suo viaggio, — V. 
Viiui. Avvezzo, AssatfattOf Avviato. 
Vialber (in) agg. Per similit., i detto 
Fidlbera un ornamento, sia di rilievo 
e metallo^ o sia dipinto, che corre tor- 
cendosi e ritorcendosi a guisa di vi- 
lalba luogo, poniaoio, uno slipite, ec. 

Viccidria, v. c br. Per Fona vitale, Fi* 
goref Possa che sostiene e coosolida 
la vita. -« D'un vecchio infermo e 
8v:gorito aflatto una donna briansuola 
mi diceva : L* ^ impossibel che *l se 
rebella-sk, perchk nol g^ha pk viccioria 
in Corp. — Frigeni effetae in corpore 
vires ( Virgilius, jEn. lib. V, v. 3^6 ). 
— V. 

Vicidria* Usa il Briant^o per Felice sue* 
cesso. — V. 

Portli vicidria* Riuscire ielicemente 
in alcuna (acenda. — V. 

Videtta (in) agg. V. Vidlnna nel Vac. 

Yiddr (in) corr. e agg. 11 complesso delle 

p. e. , In 
bell vidor. 



viti d' una vigna. F'itame i 



quell loeugh gb' d on gran 

la quel terreno c*h un rigoglioso vita- 

me. — V. 
Yi^nda, V. c. versa il Comasco. Avvia- 

mento, Pendio. — Catta la vienda. 

Prendere un'abituazione (on leccbett ). 
Yigna (in) agg. Vigna spessa .... Quella 

vigna che occupa tutto il campo per 

se. Rara fra noi. 

^us patron del camp e de la vi- 
gna ^. Esior padrone assoluto. 
Yil ( Vil d'kniui ) (in) agg. Volendo poi 

taceiare di viUii qualcuoo, allora sol* 

roi. r. 



( 233 ) VIN 

lanto dtciamo all' ilaliaoa File : p. e.^ 
Te see on vile. Uom vile che seu 
Vil2in (in) agg. Gbe n'^ anni^ de sti vi- 
Ian de confessli?... Dettato communis* 
simo nelle nostre bocche ogni volta 
che ci vedtamo innanzi conttouare la 
sequenza di pii!i oggelti da lavorare o 
spacciare, che desidereremmo giii al 
suo fine. Anche ne' giuochi di carte chi 
deve rispondere a piik carte d' uno • 
9\eBSo palo e no 'I pud, usa il dettato* 
VillaoK^e. FillanteriOf nome d'una terra 
del nostro cootjido che al Maggi ( nel 
primo verso delle ottave a un Padre 
girolomino su '/ furto nottumo jatio 
nella Sacrestia del Collegio di S. Gi- 
rolamo, p. a58) somministr6 lo scher- 
zo : Creanz de Vi Han tee. Fillanie, Ma* 
lecreanze. 
Vin (in) agg,Vin bocato. Fino abboccato, 
Vtn che raspa el canaruzz... Vino 
hrusco, acerbo. — > Dicesi pur da qual- 
siasi frolta acerba ed agra. •— ' V. 

Jn Vin de grasp eorr. =: II ilfetzo 
grappolo h un vino scelto» sopramano^ 
generosoy fatlo di mezzi grappoli delta 
parte pii!i vicina al piccitiolo ( F. Da* 
vanznti, Cultiv, /Oic.p.33o-3i); laddove 
il Fin de grasp ^ il Graspio de' Pa- 
vesi e dello Spadafora e il nostro Ca* 
spi^ che in generate h sempre di qua- 
liti inferiore. — V. 

Vin de trii. t lo stesso che Cior* 
linna, Cicciorlaja. ChiarellOt Finello ^ 
Aquerello. Vino debole per s^ o per 
essere annaquato. -^ Figuratam., Dis- 
corso prolissoy stemperato e nojoso; 
dilavato, aonaquaticcio. Oode imbria* 
gd col vin dc trii per Seccare, Nojaro 
con discorsi si fatli. — V. 

Vin de-vott, Vin de messa. Fino leg- 
giero, senza nervi. — V. 

Vin faa , Vin madur ... Vino , nel 
quale co'l tempo (che» secondo vini» 
puo essere piCi o meno ) si sono svolte 
e slabilite quelle condizioni o qualitik 
die lo fanno essere perfetto nel suo 
genere, e quindi atto ad essere be- 
viuo.. — Vino che h nella sua beva. 
- V. 

In Vin limped nota che puo un 
vino aver di molto colore^ ed essertf 
tultavCa lamped, txoh limpido, tirato^ 
trasparentd. — F. 



I 



VOL 



(i36) 



vos 



Cr. coot dell'A. M. Dame largamente^ 

Abondare. 
Tolovlio (in)a^. Dal franc. Fole au v&it^ 

ptrch^ leggieroy per essere di pasta 

afoglia, f em bra ?olare al veoto. — S. 
Tolpiooa .^ Aggiuoto di terra, la quale 

h uoa belletta (detta da noi UUon) misia 

con alquanta argilla. Tenxi bdUtlosa? 

]t una delle due terre di che abonda 

la Geradadda. — V. 
V6h c Av61t (in) ngg. And2i a?olt. Pigu- 

rataoioTrattor di coae cbe traicendono 

di molto le ordinarie; Andar aUo s 

Jndar ndle nmwle. — V. 
Volt& {in) agg, Voltli ona robba o Ma- 

dagb el lit o el post. Fr. figor. coot 

verso il Cotnasco ... Rubarla. 
^VoU2i-sott agg, Figuratain.,Mancar 

di parola, Protnettere e non attenere: 
Loogs proiiMua coo I'ttteodtr corto. 

Daote, Jn/tr, c XXVll^ v. i to. — S. 

A Yultass-indree agg. V. Indree i. 

Voltli-via di niicch. La stesso che 
Yolt&*U di toccon de pan. F, nel Foe. 
in Volt^. 

Vollik. T. de' Garros. Far la volta. 

Yoltlin (m) 4igg; Rete da pescar trote che 
da altri i o fu detta anche Alidna, 
OUdnj Oliandiz, e Foltriui. 

Toltin di boccb. T. de' Forn. ... Yolti- 
£elle cbe si fanno agU abboccatoj delta 
lbr«ace, alte un quattro decimetri da 
terra, le quali servono d' appoggiato) 
aUe legne cbe vanno abbruciando. 

Yollidn {in) agg, Baggiratore, — S. 

Yoltriin. K Yolian L g. G. 

YoKunm {a) nel Fdc, ed a Val&nini neHU 
G. agg. Fk volumm. Figuralam., Fare 
gran mostradi se. Fare gran comparsa^ 
Essere uppariseente : 

... I ciMt dtii idmmI die So sa la ^ rama 
Fas Tolymnoy ma a la fio ghVt donk ccaaia. 

Maggi, CaitMoiH sopra i tlasi^ 
J,. ,94. — V. 

Menli Tolumm. Figuratam., Strafog" 
guure, Accrescer mole, Migonfiare, Dar 
nUe*^ e ncrescenza, — Dicesi, per lo 
piiliy di Testito di donna ^ Tantaggiato 
nelle piegbe e nella misura, si che alia, 
per una certa rigideiza delta stoOa 
onde i fatto, largo e disleso airinfuori ; 
il che fa parere la persona cbe Tin- 
dosse di maggior volume che realwen* 
le 000 i. — Y. I 



Yolu& '(en) agg, S*usa tra noi anehe in 
questo singolare signif. L'ha voluu mo- 
rlt F^l fa per morires Fa a un pdo 
per morire. 
Ydra {in) agg, A vora a vora, fir. c. veno 
il Comasco. A pena, A mala pena, Lo 
Stesso che \'A vceur a vaur de' Brians. 
r. Vaeir nel Foe. 
Yori {in) agg. Ne vuj trii, quatler, ec.^ 
coine tl, o di tceu pari. — Maniera che 
sente» secondo casi, delUi niUanter/a; 
ciod, De' tuoi pari ne fo star ire, ec, ^ 
ooine nienle; non li vedo« me li man- 
gio in insalata. — Y. 

A U^ propri quell ehe glie Toear 
agg, i il caso, il casissimo, i molto 
a proposiio, — Y. 

Yoeubbia ce tie » m. br. Sia dki si 
i^oglia, — Y. 
Yor^ o no vor^, Tba de veta inscL 
Ora 7 Buogoa striilerci 
O volare o volare. 

G. Gituti, / Disc. cU eerr, — V. 
Yds {in) agg. Yds de ferr e strasc Disse 
il Maggi per Fbciaccia stridala (Yda 
de strascee. K nel Foe.)* — Y. 

Yds scajlida • . Dice il Brians, per 
Foce raucot aspra e chioceia^ ehe noi 
diciamo Sckejada. F, in Yds nel Foe. 

— Y. 

Yosli (in) agg, Vosk ona personna, oq 
fiitt Usa il Brians, per Divulgare, Ceie* 
brare, Decaniare, Publicare lodando^ 
Parlarsene molto. E anticam. Famare, 

— cio&, Bfetiere^ o Recare in fnma^ in 
rinomanuL — Ai sosa dt la tal Tern 
vosada com^ per la sova bellessa; — 
El tal I'eva vosaa per on omm de parer. 
A' suoi dt la iale era molio decantaia, 
celeUraiOg rinomaia per la sua belletani 

— // iale per la sua esperiensa^ sapiemf, 
SA, ec, — Y. 

Yos^a usa il Brianzuolo nella fr. Yess 
vosaa. Essere in fama , in poee di .- , 
Essere Jamigemio 9 famoso, rinomaio; 
e dicesi cosi in bene, come in male. 

— Y. 

YosoU, verboy e Yosolam^nt, voci br. E 
propria mente quel Mormoreggiare in* 
distinto di molle voci lontaue. — Y. 
Y0S0I4 i oregg. Bucinare, Zu/olarc 
li orecchi^ Paiir zu/olamenio negli o* 
recchi, — Y. 

Yosolameot d' oregg. Bucinamenio^ 
Zu/olio, Fisehiamenio dCorecchi. — Y. 



ZAP 



(^37) 



ZAP 



V6H (in) agg. Ytfst gh'd el risMll t se 
fira on fuialt. K Fus^U 1. q. G. 

Vfui (in) agg, Nomer tub. f^.N^mer i. ^. G. 

y^ona \m) agg, Faoa Tuniia. Dicono varj 
coDlad.y e spedalm. verso il G)maico, 
per Cacare. 
A Yeas laec a ? umia 1^ EiHitt a 



una, nal preciso icoso che rusiam noi» 
I'nsaoo pur anche i Toscaoi: « Ha 
iatto lega co' Pisani d'esjiero a una coo* 
tro a' Fiorentioi n (Portoveoeri^ Memo* 
riaUt oc, ntlVArch* slor, itaL, foL V^ 
p. Sai). — V. 



A^afiaftlt. MangkmBt Paechiane^ Dwora' 
iorty e sioh Figuralam., Uoo che loUo 
piglia, coi lotto aerve, ec — > S. 

Ziiioa (in\tig, a**, agg. Ooa aaioa d'on 
ooMD. Una eonea fessa, V. in Ckn 
[Tin»\k possee, .ec.j nei Fhv. 

Zampill (in) agg, Mett ▼on 10 d'oo xam* 
pell, m. br. MetUrio in un iairigo^ in 
an imb€urauo, inpericoio itincia m p a - 
ra. — V. 

Zaor6rgoa (in), sig. 1.^9 osierpo. La Sam* 

pogaa de' Toscaoi propriameote i il 

Pyffhro o Zufolo rusiieanOf fatto di 

scorza di castagni o di geisi, tratta 

iotera e soda dai lor poUooi quando 

aono in succbio. -^ Zinfofda ckiainano 

i Toacaai Tergauetto di sette canoe, o 

bocciiioli di caooa. — Zampogna cbia- 

masi anebe la fistula o caooello ani- 

nellato pe '1 quale si d2i fiato alia cor- 

iiamoaa. — I Brialis* dicono Zinfdmia 

aoxi cbe 2ianforgna, Ne' Din, iial, Iro- 

vasi Cinforniaia per Tirii^a, Par na* 

turale che ci debba essere anche Cin* 

Jdfnia, e Cinjbmiaref dalle quali voci 

deriverebbe la Cin/bmiala in senso fi- 

^ gurato. — La MiMa o RUMa k pint- 

^S^tosto la Gbitanra OaKana^ strumento 

a corde) e il Rib^chinOy Chitarrino, 

«c. — V. 

ZapJblta {in\ aig. 9.^ Oitwa. Ifelle Vite 
de'Frati Praocescani e nel Giossmrio 
del Dn-Caoge son detii Salniie i sandali 
che solevano calaare i detti Prati, oode 
veone Sabaiato a I ns mh aiat o, e fors'an* 
che il nostro Mtdsabbadati, per Mai in 
amesey Hal cahato. y, Ualsabbadaa 
I. q, G. — V. 

Zlippa [de gtfa] (in) agg. Zappon da 
ghiaja. 

Ziippa [T. de'Boti.] (in) osserva. La Z^p- 



pa de Legnamee de passej k VAicetta 
torta, de'Toscaniy la qual S9T19 a la- 
▼orare nel ooncavo delle doghe.— ^sce 
a utppa i nno strnmento in forma di 
lappa con corto manico di legooi ma 
' non ^ cunra. — Un altro Mmile stru- 
meotOy pur non cnrvo, con manico di 
fcrro, si usa a rascbiare le botii per 
polirle dalla groromay detto da' Toscani 
Ascia e Rasidra^ e da not Raspina. 
— V. 
Zlippa e Zapparfa. T. d'Agricnlt Cosl 
chiamasi tanto quella determinata por* 
lione di campo seminato a grano turco, 
che I'alBtUjuolo assegna a'snoi brac- 
ctanli da «appare, rincalzare, racco* 
glieme le spigbe,8pogliarle e sgranarle^ 
qoanto quella parte di graoo turco che 
tocca a ciascnno per si fottt laYori, la 
quale suol essere il terao del raccolto. 
Una Zappa snol dare dii 5 ad 8 mog- 
gta di grano, secondo li anni. — V. 
Zapp^ (in) agg. Al grano turco i conta- 
dioi deU'A. M. danno ora due, ora tro 
sarcbiature. La prioM e inevitabile spe* 
cificano ce '1 noma di PiccAj la secon« 
da, che fiMino sollanto allorchd nuorn 
malerba ha iuTasa la piaotagione, chia* 
mwBLoRugki la tersa, in cui rincolmano 
la pianta, dicono ilsgo/s^ I Dis. itaL 
fanno una coohisione di Sarehiari, Zap* 
pari^ Marre^arit Ckisdari e Radeti^ 
che k nna maraviglia. Ma, se non erro^ 
il nostro 

Picdi b da iradnrsi per 2kippare o 
Sturehiarei 

Rugli, per Chisciare o Raderei 

Regolili^ per Rincaltare, 
Zappill (in) agg. Bon de meU U sul tap- 
pell de Pus'c ... Rssere un dappoco , 
senaa energ^a , cbe non sa prodursi 



ZEN 



(a38) 



m 



nk farti inmost imI moiido. — V. 

8lk semper lal sappell de Vo$'e^ fr. 
br. Nod si diparttre mai da casa, Non 
cm¥ar mat pikfuor deila sogfim. — V. 

Zappellia, ▼• c. verso ii Gomasco •- fc 
aggiutito di cielo sparse di larghe ou- 
vole. F. Giel (k Una net Voc. in Llioa. 

Z^cca(m), sig.a.^, corr. L'animaluzzo che 
ooi cbiamiamo Zecca h una specie di 
^caro, ed e lull' ail ra cosa dal tafano 
{assillo, oestro). Lu Zecca ba otto piedi» 
due occhi laterally sorbitojo piccolo ed 
aspro, due saone e le aotenne selolose. 
Si attacca ai cani, alle volpi e ad allri 
aoimaliy ed ingrossa per succiameoto 
di ssngue. — - V. 

Figuraiam., dicesi di persona avida 
che s'attacchi a chi n'ba e noa lo lasci 
fin cbe non Tba tutlo succiato e smonlo. 
La Zecca V^ taccada,* o vero El ghe s'6 
taccaa a la pell come ona xecca. 

(L» migntttt i alls pelle, ne levanen* 
Vorrit fioch^ da MDgoe vi tia §occiola). 

Arioito, Ntcrommn. a. 111^ ic. 4. *— V. 

Zicca ... Sp. di rele. F. Montis Foe, Com. 

« in Zscas. 

Zeocbio (in) agg. Pari robba de fii sec- 
chin. Aiftre un viso da rigdgolo (galbee), 
dir coloriTorof Essere impoiminato,'^y, 

Zdrabol (in) osserva. La Zd*nbola non k 
un sottile rioMttiticcio di piaota, si be- 
ne, almeno a'firiant^i, ^ un pollone 
rigoglioso e vegncntoceio. -^ Zembola 
6 pii)i che Canom^ dacch^ con queslo 
nome si cbiama cosl il teoero pam pi- 
no o germoglio della vile, come I'an- 
cor teoero polloocino o germoglio di 
qualsivoglia albero, frutice, suflrutice, 
erba. 11 Ganceu^ cresctulo a cej-la gros- 
sesza e luogbeisay e acquistata duresza 
di legno, prende il nume di Zembola 
iu tulle le pianle, fuorcb^ nella vite, 
nella quale il Garzmu^ divenuto traldo, 
prende il noroe di Marta o di Coo, -— Y. 

Zembolia ... Ricco di poUooi, ib direi 
quasi PoUonulo. 

Zembolda e Z«mbol6tt (in) agg. Figura- 
tam., dicono i Brianz. di un giovinelto 
o ragMso rigoglioso, da crescer losto, 
vegnentoccio. Anche Pollastrone ere* 
sciuio innanu al tempo. — V. 

Z^oa. F, Bocca de balla de ramm i. g, G, 

Zendalinoa (in) agg, I Bolognesi chiamano 
Patfnardn quests specie di parato cbe 
i Toscani direbbero Dranpellone. 



Zteer (b^ agg. Z&ner ree6tttj ▼• t. Hat. 
mere Ceneraeeh, CenermUh 

ZM {in) agg. ZMid ntiaaio dire pint* 
tosto; • cosl no* vecchi stnuDenti lro« 
viamo Zerbidam per tcrreoo ftarile, 
selvatiooy ec. Z^bido t Gdrbido di* 
coDO i nosiri logegDeri, itaKaaandolo. 

— Pare venga ^ .ex^herbidtu looms, 
cio^ laogo nudo t crudo ^ sent' erb« 
affatto. — v. 

Zero [Zero-via«tero] (in) agg. Jbaeare di 
teri. — V. 

Zdsta de la legna. Cesta da ripor UgfUL, 
Secondo quality ^ norainata varianseoU 
dai Toscani , a qtunlo dice' il Cartos 
(Prontu. p. 3^6 )• Di vimioi la diooeo 
Panidra deiie legnet d'assicelle e spesso 
copcrchialay Cassa deUe iogne§ di le* 
gno gentile e quasi mobile elagaole, 
Cassina o Caminiera. 

Uxi [de' Filaloj] {in) agg. Aicuni lo di- 
cono il F^t-^^ieni. 

Ztuk { Z dara), v. c. JceeUare^ L'iovidi 
I'e creansa, e el tettii Vk petulaiisa. 
F. PetoUnsa 1. q, G. 

Zibiii. SUriare^ Sobbiare. Dicesi spedalm. 
dei tordi che maodaoo foori il sirfto 

(«i li). — v. 

Zlffol {in), a."" sig., Pelii e Pe\km come 
on siflbl, fr. c. br. /toso, Pelato qffaiio, 
A Ziffbl o Sooell de primavera agg, 
Sampogna lo dicono i Toscani » e in 
questo seaso lo registra il Manntsi net 
suo Di*. — V, 

Zlla {in) agg. Zila de eompimeot ••• Spe* 
oie di cera lavorata assai fine. 

Zimbaldfe e Cimbarda ^ Cosl chiamano 
i Garretliert {Baree) qoel lettucdo pdo- 
sile cbe si suol appendere sotio le 
bare o carries* bare per nso di ada* 
giarvisi e dormire. — V* 

Zimbol. Dice il Briansnolo per Cembalo. 

— V. 

Zio net B. M. per Porsc^ll. y nel Foe. 

Grass come on zin. Grasso brmcaio. . 

Zin sin ... Verso coo coi s'allettaoo 

i porcellini a eotrare oeUo stabbio, ec 

Zltfg (fit) agg. u L'esperiensa ci mostra 

che il riso seminalo so i campi (o6e 

furono tanno innaa%i) a frameoto rie« 

see felicemente; laddove se lu lo se* 

mini su i campi del grano Inrco, o di 

due novelli, cio^ in qoelli che dopo 

il fnimento abbiano portato i mmed i a * 

iamente allro grano {come miffio^ pa* 



ZOJ ( a39 ) 2UC 

fttol pro- I spoia ( Monaldi , Diario ) ; mftndarle , 
cio^, rcstuccio, o casseUiua dove staa- 
DO rinehiase le gioje che le 6uoi do- 
Hire lo sp060. — V. 

ZoU^ (in) agg, Jzzollare 056 il Caro 
(Mattaccini, V) in. senio 61 Bassar 
uno, Picchiaiio come va: > 

••...«•« Jo fcrolU 

MSB poff o la lo tUrouis od to rMMDo. -^V. 

Z6pp(ifi)«gg;cGavalt6 topp... £: lo stes* 
so cbo Terzolaa^ Baohi stenatis Me- 
acolansa dl bachi sgtta^iaU ( Lainbru* 
schiut). — V. 

Dai segiMli da Oio (re pai si indr/o, 
da on zopp TOlt. — ProT. di ch. si« 
goif. — Ma uoDdimeno qui coovieo 
avvertire co 'i Pallavicioi ( Del Bene , 
lib. II 9 par. I, c. xxix, p. a3o ) die 
M i ciechi e i segoati ooo sooo peg* 



nko t fBrmentonmo ), 1 
sperare, e soggiace alle oebbie noo 
•0I09 rot anche al siogo » ( Paolo La« 
"WKwn^Di^i deirjgric. nuUm.),'^ V. 
Zinxtfoega e ZaDZ^oga — firba cbe fa 
mm radieo tvberosa molto Mnan. — 
Figiirataiii.9 per Tossieo: 

•',... «e fiin 

MliB bellM ml f«lt , 

B in I'iiteM Uaip foiHaM 

Ya flMltfli h iiaiAQt|« la U poll. 

lliili, Sm UfnimJeUcili del 
WMmd§f |u a^« 

Jlpere ii melt in bocca, ed il ratofo a 
dntoia. Dor buone parole e UisU faUi, 
-V. 

Zinzigik e Zinsioii (in) agg, Succhiellare. 
— Zinzinand con la man, tir2i su i cart 
per i pee (Maggi). Succhiellare le car- 
le (da giuoco), Urandole su a poco a 
poeo. — V. 

Zioziogael (▼. ant usata dal Maggi ). 
FinUriet Fintioni. 

iUo (in) agg. ye$8 o Fk A sio Baccb 
K Baccb I. q. G. 

Tacttu 3figliarino di padule (Savi). Spe- 
cie di uccello cbe i VEmberiza schot' 
nidus Lin. . .«- 

Zipl6ccb , ▼. br. Baggio^ Baccello^ Ba* 
chiocco. — V. 

Zir6gen, aggetL di CandiL K Sletfricb 
L q. G, , 

Zilti [T. Teatr.] (a) nelle G. agg. Piii 
spesso Tale nn segoo di disapprova. 
xione ad uno spettacolo, ma meoo ^io- 
leoto del Fis'cidj e si fa appuoto con 
quel semifischio cbe si usa per far ta- 
ccre altrui , forse percb^ giuslo si to- 
glia iroporre silenzio a cbi volesse ap« 
plaudire. — S. 

Zoccorliy V. c. Zoecolare, Garominare fa- 
ceodo rumore co' zoccoli. — Oggi soU 
lanto (4 di giugno, 1849) bo udito la 
voce Zoccord qui in Oliva, e ripetu- 
tamente e da pi£i. £ in tauti aoni o 
son vi posi roai mente o oon mi veune 
oiai udila. Perci6 toma inutile la pe- 
rifrasi equivalente cbe registrai sotto 
2idccoR aoni sono, percb^ non cono- 
•ceva quest' altra propriissima voce. 

Zolfreghitt(m) agg. Rugii con zoITreghett 
in sc^nder colda. Figurataro^ -^ggiu* 
gner oiio, o legne secche ai fuoco. — V* 

Z6j (ill) agg. Dagb , Maudagb i zoj a 
la spoia. Mandare il fonterino alia 



giori degli altri , ma piu osservali 

percb^ roinori di numero e piu riguar- 

devoli per aspetto «». — D. 
Zopp^ss (Ui) agg, Zoppass i cavalee, che 

diciamo anche Terxolass. Sguagliarsij 

Stenarsi ( Larobruscbini ). — Y. 
Zdria [Z dura e O cbiuso], v. c. br. , 

sinon. della nostra milanese Pettegli- 
• eci«,-f^. nel Foe, 
Zorlk^ , V. c. br., per Impettol^a. F. nel 

Foe. 
Zorlada e Zorladura. Impillaccheratura^ 

Tessere inzaccherato. — V. 
ZorUss, o lozorliiss, v. c. br., sinon. 

d' Impettegol^ss. F. il Foe. 
Zornl (in) osserva. Pare venga piuttosto 

da Giomo (Zomo, alia venez. e lomb. 

ant.). Guarnire di splendidi ornameoti 

d'oro e d^argento c gemme, si cbe il 

guarnito splenda come un bel giorno 

sereno. — V. 
Zbboealpl. Z6bi ... Nel conUdo verso 

il Comasco danno questo sopraoome 

a' MoDtanari geoovesi e piaceDlioi cbe 

vi sceodono ad eseguire i lavori agrar j 

di molta fatica. Trentln e Resegbtt li 

cbiamauo in altre parti pur del uostro 

coolado. F. il Foe. 
Z(icca (in) agg. Zucca santa. Zucca did 

collo iorio delta grognopolenU. Zucca 

tt cedrato. 

Fi zucca busa con vun. Urtarsi tun 

capo con f altro di due cbe Irovansi 

appresso. — V. 
Zucca de gravalon. Fespajo^ Fespelo^ 

e precisam. qucllo pendolo da rami 



zuc 



(Mo) 



ZVA 



d* albero o appoggiato i ceppafe id 
cui abitaoo vespe o calabrooi. — II 
Redi diceva cbe difl«renti di lavoro 
•ODO i ▼espeti. Qtiello efae qui in 
Briaoia dtcono Zucca^ t ch'io ho qui 
sott'occhio, i un iavoro de' piik inira* 
bill a vedertL 
Ziicca de vetp. Qui pure diitiognooo 
k difTeranti abiuiiooi ?<apajote. Se 
graode e peodolo da rami d' albero, 
o appoggiatoTi t par lo pid stanxa di 
caUbrooiy lo dicooo Zifccflt* ae piccino 
• aUaccato a ripe o case, Zueehim de 
V€Mp , e per lo piil i staosa di veipe 
lerragnoies ae ailogato in aicoa buco 



tki terra o d' albero, lo dicono Ta»a 
de vesp^ 

Zuceii e Zqk^ Dteesi ▼erto il Paveae per 
Gahbi^. Scapeitare^ (Ivi la CapiUnza, 
i appallata Zueck , Zusch e Seiusch.) 
Fare Mmceo uo albero, lerandooe la 
cima e tutte le rame. Zueco cbiaauoo 
i Toscaoi il grano tosello, il graoo 
f eosa reila ; e Zucecne chi ba il capo 
privo di capelli. — V. 

Zuccb, dimin. Zuceb^l^ acereteiU Zac« 
cda. Eminenta, ^ammitd di mooti ; 
£strema cima, Pizzo, Cucduoh^Zdc^ 
coh. — V. 
I Zviipseg per Svdozig. V. i. q* G. 



DISSERTAZIONE PRIMA 
PfOZIONI FILOLOGICHE 

INTORNO 

AL DIALETTO MILANESE 



Vol V. 3i 



DIALETTO MILANESE 



S t. PopoUmwA the lo parlanoj estenttane e sfumature per h qudU 
si ta amfundendo eo* DialetH vidni. 

« X coofini entro cut si parla il linguaggio mnanese e li altri anoi 
affioi , rapfpresentano Uittora la geografia del secoli romani. loosservato 
airEaropa, quest' idioma h parlato da oltre uo oiilliooe di popolo (4). n 
Prelto si ode in ciU2^ e speclalmente nelle parti piA abitale dai popolani, 
come soDo la Porta Tieinese, la Porta Tosa, la Porta GomasiDa, il 
Mercato (Fertee)^ e la piu parte di quelle coutrade ebe, per essere 
stale il deposito del cavatiecio del Naviglio efae forma eercbia alia oiltl^ 
propriamente delta, furouo deoominate terraggi. Nelle altre parti 
delta citl& i parlato cod piA o meoo schieltCKsa, secoodo la maggiore 
9 la minor cultura delle persone. Tulli per6 e popolani e signori 
hanno abiluatesza di parlar sempre il dialetlo in qualunque siasi oc* 
casione. Fuori di cilia , cosi ne* borghi come ne' suburb] , si ode 
ancora abbastanza schielto. A poebe millia piA ollre cooUnua tuttavia 
quasi idenlico nelle frasi e nei vocaboli , assumendo per6 la forma e 
la pronunsia rusticana. Verso nord*est sfuma nel Brianzuolo; a nord- 
ouest Del Comasco ; a ouest nel VerbancDse e nel Novarese, a ouest- 
sud nel Pavese, a sud e sud-est Del Lodigiano; ad est nel Bergamasco 
pianigiano. Le lingue si eslendono piu o meno secondo il dominio 
maggiore o minore delle genti che le parlano (2). Percid il Ducato 
Milanese, cui allre voile soggiacevano ben piu altri paesi cbe nou quelli 
cui e slremata oggidi la nostra provincia, estese it vemacolo nostro 
anche nei luogbi che sono per accennare; e, non ostante la cessata 
dominazione, lascid in quelli tanla parte del proprio carattere da 
doverneli considerare come suoi suddialelli. Tali sono il Pavese, it 
Comascoj il Brianzuolo, il Luganese^ e quelle di mollissimi paesi delle 
Riviere del Verbano, del Lario, del Ccresio. Quasi ancora dipendenU 
pe' vocaboli se ne polrebbero dire il Novarese , il Vigevenaseo » il 
Lumellino, e piA ancora il Lodigiano e il Cremasco; un po' meno 

(i) D.r C. CalUineo, Introduzione alle Ifotizie naiurati e ci9ili $u la i^m-' 
bardia, pag. cxi (Milano, Bemardoni, 1844). 
(8) TokNn^i , /I Cetano, pag. 14. 



M4 

rintragnino e il Bregnaseo; ma la diversitii nella pronnnda e eosi 
fatla che ho repotalo meglio noverarli sotlo altri stipiti. II Valtellioo 
in vece parmi noo male ascrilto alio slipite nostro per la molta affinita 
della sintassi, e perebe oggimai non plA numerabile fra i vernacoli 
valligiani-italo-svizzeri; e cio ad onta della molta varieta correote fra 
noi e li Alli VallelliDesi specialmeDte in fallo di vocaboli. 



$. S. Origine, Progreai^ t Mutazioni appemile di iempo in tempo. 

Varj dotti si sono applieali a indagare qual parte abbiano avoto 
r idiomi gallico , celtico , greeo , lalioo oella formazione della lavella 
eke i noslri maggiori parlavaDO oe' secoli laziari (i). L' erudite loro 
inrestlgazioDi non riusclrono per6 sin qui appieno sodisheeoli, e 
Vargumenlo rimane tuttavia suggelto a non poca dubietli. 

Se 10 volessi risalire a que' tempi per derivaroe rorigioe primigenia 
del nostro dialetto milanese, di poco piu che di seroplici congelture 
potrei paseere i lettori; e la nebbia dei tempi e troppo fitta perebe 
la via eongettorale si presenti infallace e secura. Nei nostro dialetto 
(fa asserito non senza parte di verita) le origini eelticbe si manifestano 
ne' suoni (2), le romane nel dizioqario (3)*, lievi solehi longobardici 
appena vi si discernono (4); e ancora inesplorate vi giaciono le tracce 
di qualche eosa che fa piu antico e piik native dei Romani e forse 

(i) Verri e Giulini neHe Siorie patrie, Denina netla Clef des Langueit, e non 
pochi altri. Pii^ cbe tutU poi il MoQti nel suo recente Focabotario dei Dialetti della 
eittd e dioeesi di Como. 

(9) Qui pare cbe si alluda alle tenninaiioni de* vocaboli per consonante, per moltis- 
nmi de* qoali noi dUfedamo in questo carattere dalla lingua latina, e conveniaaio coo 
la celtica e a piu vod uniSone tra il celUco e il milanese^ nelle quali i Lalini introdus- 
sero di?er8it&9 come dr, T&r, e simill, cbe i Lalini voltarono in Jurum^ Tauru8<t ee. 
D^origine celtica sembrano pure le nostrc voci Jlp, Brugh, Brisa, Fd, SgrUol^ 
Lusnada, Mi, Mieea, MHletta, Tl, senza taccia nessuna di stfraccbiatora, e forse 
pi6 altre fra quelle tante che il Monti vool pure tali neir/zid/ee eoma»co*eellieo cbe 
leggesi da pag. 450 a 461 del suo erudito Focabolario Comaseo pi6 sopra cilalo. 

(3) Si allude qui certamente alle infinite voci latine rimaste nel nostro dialetto, sia 
a commune con li altri dialeUi italiani, sia esclusive residue fra noi (come Sidella, 
Medinna, Preslin, Predes4, yerzee^ Pasquee^ Sbergn(i,ec., Silula, Amilina, 
Pistrinum, Pascoa, Speniere, ec), delle quali buon numero si leggono nel Far on 
milanes; e infinite piik altre ne potrei qui addurre, se non reputassi snperfluo speci« 
Scare eosa che ogni lettore pu6 senza pi£i e^^mplificare da s&. 

(4) Prete Antonio Giandolini nella sua Istoria della Fita CiPlle eon uao stile tutto 
suo diceva %ik nel i7i;tt che il prima femtento della lingua noslra vulgare 
naque unnizzandosi , longobardizzandosi ^ golizzandoii. — - Longobardica o 
gotica pare ( secondo il Muratori, Rtr. Hal. I, 570) la voce Barba per Zio, cbd 
nel latino gotico di quelle genU dicevasi Barbanus. — Anche la frase Da el vada 
forse rimonta sino al kmgobardico Dare ntadiam. 



2^5 

del Celti (1); il ebe acceDoa, se non erro, alia lingua del Juras die, 
al par della formazlonejurassiea pe'i Geologi, avrebbe ad essere pe' 
Linguist! il primo lelto idiomatico posdiluviano (3). 

Oggimai per6 sembra provato che ogoi liogua pridcipale d' una na« 
lione abbia coevi i proprj dialetti. II che importa aversi a considerare 
primordiaie per ogni noslro vernacolo solo quell' epoca nella quale 
rieooosce i suoi priraordj la lingua italiana, falta astrazione da ogni 
traeeia piu o men risentila di piu antiche slirpi che in essi apparisca. 
Incomincerd dunque a disaminare il nostro dialello oiilanese da si falta 
epoca, la quale ne somministra altresi le prime scritture ehe oe tesli« 
moniano Tesisteuza. — 

fi eredenza generale che anche ne' seeoli immediatamente posteriori 
al mille ia lingua parlala in tulta Italia fosse tuttora una bassa latinila 
che per annestamento del gotico e del romanzo andava sempre pio 
assumendo forme foriere d'una nuova lingua prossima a nascere. Quests 
linguaggio semi*barbaro ianlo piu si diseostava da ogni buona lalinila 
quanto roaggiori erano state le relazioni con li stranieri e la loro stanza 
nelle varie parti d' Italia. A quell' epoca impertanto Milano , gik da 
gran tempo stata suggetta al dominio piu o roeoo diretto delle geuti 



(i) €osi nella Introduzione alle Notizie nalurali e eivili 8u la Lombardia, 
pag. lou. 

(S) Nd Foeabolario jurassieo dl M. Monnier di eui io Im» parlato nella Biblioieea 
Ualiana di febrajo del 1839, furse piii anUcfae c native del celUca, ec, sooa i 
delle voci segueoti nostre o de' nostri vicini: 



del Jura El 


MilaiHse El 


itolMIMll 


Batte 


BoU 


Coccio (da giocare alle M«i> 


llyabellcluretle L'e IWbella 


t gran pciza 


Besinpr 


Vciini,Ve»ig2i 


Lavorarehiare 


GfffGons 


Sgaliion 


Ciliegie cnarchiaM 


Grrgnon 


Grignoeu 


Orliccio di pane 


Guja 


Gliiaa 


Pungolo 


Joeu! Ycul 


J(S«! 


Oh! Capperi! 


Magnia 


Magiian 


Calderafo ambula»te 


Metta 


Mcttuu 


Messo 


Bougnaaser 
Stu ki 


Ragok 


Bronlolare 


Costucbl 


Co»tni che k qui 


Tavao 


Tavan 


Tafaiio 


Tfpe 


Tcppa 


Mosco 


Cocoter 


Bria9nuol» Cocora 


Vezz^ggitie 


Darie 


Dare 


Ultimo 


Faire da temps 


Fa Icmp 


Far temporafe 


Jon 


JuD 


Ubo 


Ratevolate o 


Pmese MczM-ratte 


Pipistrello 


Volaot-Rettc 


Vtrbanese Ratt»-vola 


Bernazz 


yoghese Bernard 


Pala da fuoco 


Pecc 


Pis 


Maiiiuia vaccina 


BOSCA 


AlvetfHse Boui»ec 


E«cremento 


Boida 


Buec 


Rann^ta 


Brasi 


Brasil 


Carbonigin 


Beir f ben 


Bel cbin 


Di molto 


Buga 


Bougnnner 


Brontolar del tuono. 



2^6 

nordiche, aveva annestato nel proprio parlare voci e maniere oltra- 
montane in tal numero da avisare quasi afihtlo anche i'inconditasua 
latiniUi. 

Tale sembra ebe fosae il nostro state per rispetto alia lingua par- 
lata J Motehi nei secolo xiu i poeti d'ltalia vennero a grade a grado 
sollevando il pariare alia cultura delle iettere remanse e provenzali ; 
e donarono al paese una lingua tutta sua, non ullimo impulse al 
rifierimente delle arti e delle sctenze sotto il nostro eielo. II noovo 
idioma si eattivd ben teste in egtii parte della Penisela le penne dei 
letterati, i quali prestaronsi volonterosi ad igutarne lo sviluppo, e di- 
funderne Timpero. Non ultimi concorsero a eio i nostri. Pietro da 
Beseape , per rozzo verseggiatore cb' ei fosse , pure arrecd alPuopo it 
suo tribute (in dairanno iS64 (I). B eosi nelKanno 1890 Bonviciiio 
da Ripa ajutava tra noi la difusione della lingua vulgare scrivendo ia 
essa prose e versi (S). 

Ora e neeessario far distinsione fra il dialetto milanese parlato, e 
il dialetto milanese seritto. Quel prime, che aU'epoea di Fra Bonvicino 
a'andava formando, divergeva cosi daU'antico barbaro latino-gotieo 
come dal nuovo vulgare italiano ebe s'ergeva a bella vita spectalmente 
in Toscana, e certo era g\k in uso nelle boccbe popoiari. II dialetto 
seritto non si pu6 dire che esistesse, giaccbe le tracce che se ne veg* 
gone, sia nelle carle latino-barbare, sia nelle scritture vulgari di que' 
tempi, non fanno altro che testimoniare come li uomini sono sempre 
quei medesimi in ogoi eta. Anche oggidi noi vediamo le scritture del 
Legal!, degringejsneri, degli Agronomi lardellatCj benche italiane, coq 
inGniti vocaboli del vernacolo a ciascun d'essi particolare, sia per 
desiderio in alcuni d' essere meglio intesi dai lore compaesani , sia 
per ignoranza in altri delle voci italiane corrispondcnti^ sia in gene- 
rale per difetto in Italia d'unila glossica nella parte tecnologica della 
favella. Che piu7 Nelle stesse scritture di mera letteratura incorre cosi 

(1) II ms. di questo verseggiatore vedesi nella Biblioteca Arcbinli O* 
(S) Si vegga in proposito la Biblioih.ScripL medioL dcIPArgelali, tomo III, p. 12S6, 
e il Prodromus de Studiis mediolanensibus del Sassi a pagg. 50 e 31 del tomo I 
di delta Bibliotheca.— 1 versi mss. del Bonvicino sono un Poemelto inlilolato Lt ISO 
corlenie esistenle nelP Ambrosiana ( N, n*° 96 in-4, parte superiore) e altre varie 
Poesie ivi pure esislenti (T, n.** 10 in-4, parte superiore). Quesli versi sono certa- 
niente di Fra Bonvexin da Riva^ e ne conviene anolie il Tiraboschi {Storia delta Let* 
lera/. ^ra/., IV, 6fl6,ediz. de' Class, ital.)^ abbencbe pero cgli inclini a crederli scrilU 
nel 1430; il ebe mi avrebbe quasi faccia di vero se troppo non vi contradicesse la 
iscrizionc sepolcrale del Bonvicino riporlala dairArgelali, la quale assegna lutt'altra etil 
al medesimo. 

(*) II Poemetto incdito di Pietro da Barse^ape e Le zinquanta cortexie da tm^U de 
Fra Bonvexino da Bifa uscirono in luce quest'anno iS56 per cura di B. BioDdelli c co* 
tipi di Gius. Bernardoni di Gio. — D. 



a47 
falto difetlo^ omaggio alia moda, per noD dire di peggio. Lo stcsso 
aecadeva a que' Dostri aDtichi. Chi schiccberava latino per dovere della 
professione lardellava le sue scrilte con le voci di quel vulgo a cui 
servigio le stendeva. Chi applicava a serivere nel nuovo vulgare, non 
trovando aneora codioe e leggi che lo regolassero, aneorche usasse 
dillgenza per conformarlo alia lingua madre» per6 in fatlo di vocaboli 
ricorreva o ad allre lingoe 8ue figlte od affini, od anche al corrotto 
idioma semilatino e semivulgare gia in uso nella propria provincia, e 
qoelli allogava nelle proprie scrillure vulgar! , primo testimonio scrilto 
de'vernacoli eonnascenti in Italia con la nuova sua lingua. A queslo 
modo oper6 anche il nostro Bonvicino da Riva. Scrivendo i suoi versi 
nella nuova lingua vulgare, vi annesto voci e modi presi ad imprestito 
dal parlar popolare dei Milaoesi del suo tempo, lasciandoci cosi uno de* piu 
anlichi testimonj scritti del nostro dialetto (I). E pero osservabile como 
ne' versi medesimi insieme alle voci esclusivamente nostrali esistano 
molte altre le quali hanno colore di veneziano antieo. Jparegiao, Se- 
gniaoj SirapachaOj Jpodiao, ec. (Apparecchiato, Segoato, Sdrajato, Ap* 
poggiato), presentano una desinenza tutta veneta, e lontaoa onninameote 
dal carattere del parlar milanese. Poxe^ Dodexe^ Croxe (Poi, Dodici, 
Croee); Sporze^ Pizeno^ Lezere, Zoxo (Sporge, Piccino, Leggere, Giu) 
8ono di conio, se non pari, afflne. Quesle ed allre simili forme siogolari 

(1) lo qaesti versi di falto trovansi le voci segaenti : 



Bwwicino Berdugare 
Bezeltar 
Bochonar 
Cighera 
Efser devixo 
Ferguje 
Henestrar 
Nagota 
Beichignar 
Sqoelle 
Stramiss 
Cugial 
Fregio 
lovegt 
Laxi 
Oregie 
Chiloga 
Ba prove 
Dere 
BiDgi 

Inloga o nioga 
Leogier 
Oltro 



r Bordegk 

Besia 

Boccona 

Scighera 
I Vess duvis 

Freguj 
I Mcnetlra 
' Nagott 

Reschignk 

Squell 
i Stremiss 
' Cugiaa 

Frcgg 

lovoggl 

Lusi 

?^]^« 

, Gbiloga 

D^aproeuf 
Dere 
Dtog 
Iloga 
Linger 
i Olter 



I 



Sozzarc 

Frizxare 

Mangiare 

Nebbia 

Sembrarc 

Briciole 

Scodellare 

Nicnte 

Spelacchiara 

Scodelle 
. Impaurirsi 

Caechiaio 

Freddo 
. Invecchiare 
I Rilucere 
I Orecchie 
f Quici 
iUM presso 

UlUmo 
f Dente 
[Lici 

'Leggiero, Tenue 
,AUro} 



e moHe piA altre coDsimili che ognano potrebbe a un libito riscontrare ne' mss. am* 
broaiaoi, e che troyerebbe simili airitaliano contemporaneo, come numerose ad altro 
uopo Irovd il Moot! le eomascbe wSVlndice eamasca-fiorentino ebe pose da pag. 
4117 a 458 del suo Facab. Ctmasco pib addietro citato. 



348 
cbe Irovo ne' versi del nostro milancse Bonvicino, trovo pur anche nelle 
ttcrillure piemootesi, geoovesii comascbe, ec. , del suo tempo. II com- 
plesso di queste forme oosi scolpite veneziane noa si ritrova genorale 
ne' veroacoli coDtemporanei della Bassa Italia. La qual oosa indace ia 
una di quesle credenze, o cbe scrittori deir Alta Italia nel dettare ii 
nuovo vulgare conformassero i loro latiaismi al suodo venesiaoo, come 
il pid antico gii predomioante nella Cispadana^ — o cbe ivi fosse 
cerlamente gii parlato quell' ibrido linguaggio semilatino e semivulgare 
di SUODO 10 parte piu risenlito e piu aspro cbe qod quello delta rt- 
inanente Italia, e questo It scriltori inserissero oelle loro pagioe stese 
uella nuova lingua. Per sieuro cotante siroiglianse commuoi a tanti 
Dostri veriiacoli iu antico, e scomparse in essi da poi, testimoniano 
cbe la favella po|H>lare di que' tempi era una in tulte le uostre geoti, 
una specie di lingua franca come sogliono essere tutle le Itogoe di 
transizioue, e come fu la romanza per ecoelleoza. 

E parmi cbe di questa id^ veogano a conferma anebe piu testt 
•oticbi di lingua , nei quali pure si riconosoe una oeria tendenza al 
venezianismo , ancorcbe non cosi sculpita come nelle stampe cts- 
apennine. Nel solo titolo del Beali di Francia (cbe Celso Cittadini 
cbiamava opera antichitsima e delta prima lingua della toscana faioeUa) 
troviamo cinque voci tutte vive aucbe oggidi nel dialetto veneziano:* 
te comenza^ Franza^ lezende^ fioli — s' incomincia, Francia^ leggeoda» 
iigliuoli. — II cbe prova come aculamente vedesse quel buon ingegnoTdi 
Piclro Napoli-Signorelli allorcbe ad allro scope disse a creder egli cbe 
neirorigine degrinformi dialelti moderui, e specialmente nel fer- 
uieiUo del secoli x e xi, fuvvi di necessity molta simiglianza ne' 
parlari » (Sior. ml. de* Teatriy III, 42). 

Delle quali lingue francbe, tacendo pure del franco veneto della 
cosliera occideutale adriatica, noi abbiamo vivo eserapio nel parlare 
de' Comici e piu ancora in quello dei Soldati italiani^ i quali, per quanto 
siano di paese diverse, affettano, dir6 cosi, tutti un loro parlare uniforme 
di cemento italiano tulto a ciottoli di moltiformi idiomi. 11 Bruoacci (4) 
fece osservare cbe un luogo del Padovano il quale nel 4S2S si 
trova nominalcr Mtmtescalbato y nel 4S45 e scritto Mantescalbao ^ net 
4S99 Moscalbo, nel secolo del 4300 Moscalboto, nel 4304 Mosealbao, 
boggiungendo cbe di que' tempi succedeQansi mille mutazionif sillabe tron* 
carsij lettere sconpgersij parole sfigurarsiy gran licenze nella modificazione 
de' vocaboli, 

Nei secoli xiii, xiv e xv, le Republicbe di Toscana e quelle di Ve- 
Dczia e di Geneva, libere piu cbe ogni altro paese d' Italia nel loro 

(I) Lezione 8u le antiehe origini della Lingua vulgare d/t'Padwoni^ pag. 
XXV (Yeoezia, i7tf9). 



goveruo interiore, e asanli degii arriogM e nelie deode pubKdie de' 
proprj veroMoli , aprhrooo bdla via agli soriltari dtel paesa di cnltivafo, 
que' priini un Ternaealo die gii volgeva a liogoa illastre, e i seoowdi 
quel loro, dialeUo speeiale. Nen aoeadeva lo ateoo fra iioi» dore il go«> 
verno ducale, doq mai libero affalto dair aKo doaiiaio siraniere^ trat- 
taute li aflari nel ebioso dell' aula anziehi oe' pobliel arHogbi^ liteeva 
ncceasitii agli ammiDistratofi Y uao delta latiiittii semibaiiMMra , come 
aenibarbaro cooliouava il vemaeoio liMiato reiaggio al Yiilgo. XH qol^ 
meatre \tk ToseaiM i dotti volgevano ogai lore eiira a riftolirv il vul- 
gare itiiisire cbe fia di que' tempi perveoira a queH* ««rea eondi* 
Kione che egnun sa, i ooalri dotti, conliDuando a ktioisaare, tmscu* 
ravano la uuova liogua, e il popolo andava aempre piA treboeeando 
nello storpio dell' incondito suo vulgare. 

Ample tracce di questo incoodito parlafe io allora pienamente for* 
mate ritroviamo del 4480 nella Letilogia di Bettin da Treizo. Questo 
scrittore, che pure protestava di serivere nel vulgare illustfe uazionale, 
fa U80 di frasi e voci e suoai afTatlo divergent! da quelle e di viso 
lulto nostrale (1); al mode medesimO che moltissime ae ne trovano 
anche nelle noatre Istorie patrie del Corio. 



(1) Tali sono: 

Beuim da Tretto 

Adatio 

Bayliti 

Bfsiato 

Bonloli 

Bortiiiari 

BreoU 

Bnuare^ Bnitort 

CaoiMMi 

CanUrioa 

Didali per cosire 

El ^ 

Fellalura 

Fldeghi 

Fornito 

Oaluppt 

Ingeuuffgio (M*) 

LagietU 

Ligoamari 

Manapio 

Maicherpa 

Meuedm 

Mi 

Obiite 

Pao noyoo 

Poll 

PortiSri 

RaTioli 

Sadso 

Sbiraria 

Sdicima 

Sros»ato 

Serial 

Slofen (Gir a) 



Milamst odietno 

Adaai 
Bailii 

BtklkM 

BordoBd 
Borsinee 
BreoU 
Bratli^ Bniior 



Cantaranna 

Didaa de cusi 

El 

Filidura 

Fideah 

Fomii 

Galupp 

M' iogeooeaggi 

Lacoett 

LegnaaMe 

llartupi 

Bfascarpa 

Meaieda 

Mi 

Obiaa 

Pan moija 

Poll 

Pottee 

RarioBa 

Saas 

SbiraHa 

S'oeona 

Scoasaa 

Scrisxa 

Anda a slof&a 



ItaUano 

Adagio 

Baliti 

Mono da iaiMti 

Maachera • • • • 

Borsaj 



Bmciarei Braeiore 

Camieia 

Chiavica 

Ditale per cucire 

Fittora 

Fegati 

Fioito 

GarzoDoUi 

M'ioginocchio 

Animelle 

FaUegnaa^ 

Poatemai figuraiam. 

RioolU 

Meatare 

lo 

OaUd 

Zuppa io viao 

FanoaU 

FariDaj 

TorUlK 

Segngio 

BineHa 

Scbiena 

Grembiale 

Scricchiola 

Andar a 

32 



a5o 

A 4«Kflt'fpoca rtfioriva tra noi lo Madio dello lettere greche^ e fre* 
qnenti sMiilrodtmer^ pure Aclle soriltore vuleari i GreoiuBi, del qoali 
pareoehi si resero famigliari tnobe al vulgo^ aecreseeDdo cesi qoeU 
V airtieo relaggio di greoo cbe li Orob) l^arono, seeondo vaij doUiy 
allenottre geDti , Greeismi dd quaU il Gapis, il Milaoij e rAlbaai ne 
fecero acsorti eon V operetta di cui dir6 pi& ionaiicL 

Come nella fonDaaiooe deUa liogoa iUostre eosi anche in qodia del 
Doalto dialetto ebbe altresi iDflaeoza noo poca il parlar proveoiale. 
Dic6 anai cbe se questo idioma arrec6 frasi e voeaboli aHa Kogva il« 
lusfare, al iMstro dialetto eootribni , oltre a qaelli, andie suoiii e desi- 
neDze:per le qtmli noii diasimigliaado affatto e dal latino e dairitaUaiMS 
coaveniamo tuttora di naolto eo'l parlare delta Proveosa (i). 



Bettin da Tnzzo 


Milanese odiernQ 


italiano 


Spionare 


Spiona 


Spiare 


Squaquarar 


Squaquarii 


Sqaaoehertre 


.Stra?4rg|ii 


Stravargka 


Sbonio 


Streshora 


Slrasora 


Fuor d'ora 


Soito: 


Sutt 


Atehitto 


Tata 


Tata 


Tacia 


Tayadioi 


Tajadin 


Tagliatelli 


Tegoa 


If«~ 


Tigna 


Ti 


Tl 


Tu 


Vtedelli 


Usadei 


UteotiU 


Vnperio 


Vetpce 


Vespajo 


ZaDzar 


Sciaoseik 


Cianciare; 



oltre al nomerali undes, dodei, iredes, $ides, dMddt o desdoct, e a moltissifiie pii 
altre voci e frasi cbe ometto per noo dare in troppe luogherfe. 

Anche nel Focafmlista ecclesiastieo di Fra Gio. Bernardo Saronese* stampaCo in 
Milano dal Packet nel 1780, trovansi assaissime voci di pari nalnra, come: Msetarse 
(seltass, sedersi)^ BiUora (donnola). Brancadu (man piena), Branca (bragia), 
Cdmola (tignuola), Cdneano (ginghero), Co^ftoatulo, Cre$8uto, Na$iuio^ Copo 
(legola), DupresiOt De$$edare, £f, Fidigo, Gera^ Gialdo, Impre$$a, ingualare, 
Meda^ MtssedarCt Mezina, Mdlgere, Prestino, Bangognar, Scovare , Seda, 
TemporitOf ec, ec.» ec. 

(i) Ecco esemp) di voci noslrali di origine proventale: 
MUaitese 

Agniu 

Bobiui 

Boffa , Boffeti 

Brandtnaa 

Brustik 

CiapotU 

Dervi 

Buvb (El me) 

loctoda 

loccea 

Lappk^u ^ 

MasUnk 

Mioin 

Mocck, Mdecb 

Molk 

NascondoD (De) 

SetUtt 

Sperloogii 

Testard 



Prouewude 


Ilaiiano 


Agnus 


Breve 


Bobo 


Male, Baa 


Bouffar, Bonfiel 


Soffiare, Saffietto 


Brandon 


Tizzone 


Brattiar 


Spazzolare 


Chipoutar 


LaToraccbiare 


Durbir 


Aprtre 


Davit o Adavit (M'et) 


Parmi 


AochoTO 
Enqu'buT 


Acciuga 


Oggi 


Lipar 


Lambtre 


Mattrinar o Bfaatiignar 


Mantnigiare 


Minetto o Minet 


Gattioo 


Mocuar^ Mooc 


Spantare 


Amonlar 


Arrotare 


D' etcoandonn 


Di celato 


S' atteUir 


Sederti 


Etparlouogar 


Prolangare 


TesUrdo 


Cocciuto. 



fM seoolo XVI, 11 Doslro diatetio, gili corrente con forme parlicolari 
appo il voigo, iDGomiiieid a trovare cbi io^' serivesse ia tttUa la sua 
jofereEza, e si ' oieoopatse di perfesiotiario, « svilupparne i caratteri 
ortologici^ie etimologie. 8000 di questo secolo la Scena in vernaedio 
iioatro introdutta nella Far$a astigiana deirAlbiooe^ le Poem milanesi 
iDserite dal Lonhazso ne' suoi GrotUsehi^ le Poesie di Fabio Varesei 
•le Blimologie del F'aron milane$ (0 ^ '' Pridian de Milan: 



Sooiii proreisali sono il d adottaio fra noi come in Profenia in loogo del t, ooroeiii 
Saluddi JUaduri, Maridd, e cento allre voci consimili. E cosl il ^ adoitalo in IuDg0 
del c, p. e,, Mastegd, e simili. Desinenze provenzali sono ri in vece di rio ed. i 
in rece di ^9, come Misteri, Parlatori, Profperbi , SuppUzzi, ec; iiia in vece 
d'ezza,come JfettMa, Salordisia, ec. ; er in vece di ro, come IfosterjSepolcher,ec. 
Preposithfa aNa proveneafe e il nostro D€& in Inogo di D(s, Di o S, come Descaregd, 
lk$€ro$idi eo. B pin altresu questo andare, deile qnali idir6 piO difusainente nel'S 
seguenle, parlaado delle proprietJi ^p^alj del nostro dialeUo* e' nti ( tf. • 

(1) Alcone di que$te etimologie sono tralte dol latino; altre dal greco. t innegat() 
che per molle di qocste uUime si puo dire quel mcdesimo che diceva De Gaily ce- 
Tiando intorno alle eiimologfe menagiarie {*); ma di varie si pu6 assevcrare che sono 
veritieire. Accenner^ qui alcune rifenbili alle voci tullora vive tra noi in cittd, rimet- 
teodoffli per jqiielleraBticane;onde h tessuto qoasi tutlo TEtimologieo del nostro /^aron-, 
alia sc^uente Pissertasione Del suddiaktio bfianzuoto, ed omeltendo le comuMni 
ancbe alia lingua iUiislre. 



Milanese 

Ancoona 
Basell 
ErbioD 
Magara ! 

Mocca 

Najna 

Pedfigh 

Peston 

Rud 

Sp^tUscik 

Trabesck 

TOma 

Usmk 



Italiano Greco 

ThvoU dipinta lcx»v 

Gradino /Setorc^ 

Pinello apptoTf 

Dio volesse ! ftaxocjococ ' 

VisacGi « fMftX0( 

SeUno (specie di conferva) vaiov 

Lento irtdiw ' ^ 

Fiasco ffCOTOy 

Letanie fivnog 

Schiacciare airecOab) 

Saltabeccare rgotnlti 

CaDitorabolo nxiaua 

Odorare i^iii 



Voci latine tottora vive tra noi e ignote nel vulgare illustre sono, p. es., le seguenti : 



Milanese 

Grtmk 

Mediona 

Paaquee 

Prestiri 

Sbcrgn^ 

Sidella 



Latitio 

Cremare 
Amita, Arailina 
Pascua^ etc. 
Pistrinum 
Spernerc 
Situla 



Italiano 

Abbronzare 

Zia 

Piaizale erboso 

Forno 

Sbeffare 

Sfcchio* 



O 



Alphana vl/enl ^I^Equui mm dotiUf 
Matt ii faul convenir am*^i ' ' 

Qu\n vtttmni de tit fustfuVci 
It m bien change smr la rente, 

Voltaire dic«va che i Diiionarj debbono esdudere toltc It etimologie troppo fiaerili o 
trttie da fonl^ -fnippo lontant t pertid troppo ' diibie. 



9^2 

Per6t se beoe per vane forme gramanAticali, pe' siioni aspri di lettere 
e silM>Qy 6 pe' voeaboU o d'antiet stirpe o di alBgliasione eaeluaira 
11 Qoatro diakitto gift si dissimigliastfe a quest' epoea dal vulgare illustre, 
pqre sia per le melle Toei greebe^ latioe, rpipaDte adottate a commaQe 
nei due idiomi , sia per la piu piaoa sinlassi commone io easi antiea- 
meote , sia per imolte forme granmiaCicali oonnnoai^ la disNoia tra fl 
dialetto e la liogua non era si grande qiiaoto venpe di poi oe' secolt 
sussegueDli al xvi. Le vicende politiehe cui soggiaque il nostro paese 
dalla passala di Carlo VIII in poi, le guerre sanguioose ODde fu (eatro 
freqoente, la dooftinaiiaDe francese, breve di fatto, ma dintoma per 
r inflaenza delle mode e del eommercio, la lunga dominazione spa- 
gnuola, la par langa tcdesca, e il vivo trafico con le genti svizzere pre- 
alpine ed alpine, inlrodussero con idee nuove e proprie d' esse geoU 
aacbe i loro vocaboli relalivi, e speosero altresi molte voci e frasi oo* 
8lr«li e ilaliane sostilaeodo loro i sinoDtmi oitremontani. Aoebe al 
tempo in cui il Maggi eomineift co* stioi versi ad illustrare il ver- 
nacolo nostro, noi lo troviamo assai piA simigliante al vulgare illnslre 
che non sia stato mai dopo. Le voci anticbe rimasle a queslo si smar- 
rirono appo noi^ la siolassi piana, regolare, senza permulaziooi rimase 
iernia nel nostro idioraa, e in vece dove cedere in queilo meti del 
8110 domiuio alia irregolare; alcune forme grammaticali rimaste ferme 
in quelle si smarrirono affatto nel nostro idioma(l). In veee piu suoni 



(1) Credo non inotile annoverare qui akone ?oci e frasI esistenti nelle opere del 
Maggi, simlli afMto nel vulgare illustre, e dopo }\ suo tempo iierdiilesi cosl nelle bocche 
del nostro popolo come nelle stampe e negU scriUi nostrali, e slate cangiale in altre 
diverse di visa ma identicbe di significato. 



roci del Maggi 




Sostituit^ dopo a Mmggi 


A la sprovisU 


Alia sproviata 


A r improviM 


Alba e Albasfa 


Alb.ig.a 


Aria , buperbU 


Ascolt (Da) 


Dare ascot to 


Dk a ilk 


Aspeccik 


Aipettare 


Spetla o $pec€ik 


Avvegni 


A venire 


Susted o Suceed 


Bagoftl 


Bagordo 




Brama 


Bramnre 


Desid/*rk (umco iuahSt) 


Brandorik 


Baldoriarc 


Vk band6ria 


Bravk 


Bravare 


Crik 


BaUind68s 


SaltaiDindosao 


Gabkii 


Caleis 


Calesflo 


Birbin 


Canester, Canestrellin 


Cancstro, Caoestrellino 


CavagnoeA, Cavagnorin 


Catacca 


Casacca 


^., {c'e ri/nAvto Casacchiii) 


Cav^en (pescr) 
Ghaed o Chaesg 


Caved ine 


Cav«xikl 


Accadcre 


Siiized o Sncced 


Giamberlucch 


Zambprlucco 


Faritfu 


C6cc 


Cocchio 


Caroccia 


Cceurt 


Cuojo 


Coramm 


Comodador 


Accommodalore 




Conpidament 


Compiiilafpcnte 


Del tiitt affacc 


Creftta 


Crenta 


ScufTia 


CtMtada 


> <:vo8Uta 


Cf»8U 


Deved, Bevedk 


Divi«to» . Divieiare 


. PmiJbUlMi^ PcmM 



353 
t pnk desioenie prima di qoasto tempo disformi si eonformarono a 
^neile del viilgare illostre^ oooie, a dime pur una, ta la desinenza 



yoci dtl Magp 



SimiU aUe vulgari conUutporom^ 



FaDtCich 

FwMg, Foeagia 

Forfant, Forfantaria 

Fosg o Fusgi 

GUadet (•) 

Gramma 

Gravexa 

Impatli 

Milkia millianta 

Paii (Anda a^ 

Pareolella (Fk) 

Piaicfer, PtaieremcDt 

Ptflerada, Pificiia 

Prrient 

Ramaregh r= Ris = Ridci 

ftfpropri 

Sbadaggy Sbadaggtk == Sem- 

pictaa 
Sbarrii 
Sonk rengh 
Stk in barba d€ gait 
Stambossk, Stambuaaaa 
Veotor 
Viiamenl 
Zaaibrikquaki 



Fantescbe 

Fogge, Foggta 

Forfantej Fuifiint^ia 

Fugire 

GoJndolo 

Grama 

GraTesae 

Imptttam 

MiUaotainila 

Ir a parare 

Far parentela 

Piacevolroente 

Pifferata 

Preieiile (ilono) 

RamarjcQ= Riao 3= Riacttnirti 

RiroproTcro 

Sbadiglio,Sbadig1larc=Scem-' 

piaggiM 
Sbarrare 

Sonar ad arringo 
Stare in barba di micio 
Tambusaarc^ Tnabuaaato 
Venture 
ATTiaamcnto 
Zambraae^ 



SostituH^ dope il Xtiggf 

Senr 

Moda, Uiiant 

BirboQ, Birbooada 

Scappik 

Bicocea 

Po^eralU, Oeiffmiaia 

Agrkri, Tan, ?9$ 

Tragh adosa 

A «iera a iD|fra 

Andk a fenl 

¥k par«*ntori 

Gout i dola 

R4>gbn (unieo mMie) 
MagOQ == Rid = Pentiaa 

Sbaggt^ Sbagg = Goflaria 

Stang^ 

Andk de prel 

Buttonii^ Battonka 

Fortnna 

Parer 

Sguansgia. 



Pamchie di qncsle foci leggonsi freq^eati ancbe neTTe Poesfo del Bingo, fl che ii 
credere cbe solo piu tardi cedessero U Ivogo alle soatttuite della tena fla- 



y^lgftr^ m^tieo 



Abbauk 


Abbasaare 


Adeaa adfis 


Adeaao adfMO 


Cader 


Cadere 


Maoi, Manii 


Ammantre, Ammanito 


Miolla 


Midolla 


Paroccbian 


Parocbiano (per Paroco) 


Paaa, Palurgna 


Paacerc^ Paiarnia 


Raeconak 


RaccoDciare 


Sciansda 


Cianciare 


Sepp 


Seppi 


Scomaciaaa 


Scorrucei arai 


Sc6s 


Aicoso 


SoTens 


Sovente 



Milanese BdisTm^ 

Baasb 

D^taadaaa 

Borla-gi& 

Prepark 

Iffdolla 

Curat 

Paacolb 

Reconactk 

Cicciark 

Hoo aavuu 

Andk in eoileni 

SconduD 

De 



Modi veuki mutatM fia* modemi. 



1 4iaM fWil 6fHpre ii Maggi pfr ib 

Par 
IhadtiU 

Fa da eojon 

Kl la paasark netia 

£1 odOl 

EJfe 



I piili anticbi diaaero J o vero Mi come 
noi» boncbe Mi generi confoaione. 

joiaa de ki§ e pure De Torria etaer riier- 

Tato at genitiTO. 
Fa de^ ec. 
El le oaaaerk netta 
El 
L'hafiia. 



(*) Vt^ qoaata Toct iBchft ii BalttirUriy im cvrto per wwt t iwi •! Mtggi, aaa ptr fM« vifa. 



254 

enna clie si ridusse ifiMt dieeodosi QiMy£osiort«iia ^ FiorewiinM^ Ver* 
gellinna^ ec., quaodo ia addietro dieevasi e ecrivevaai Quajco$9orenma, 
Fiorentenna^ rercellenna^ ec. 

U Maggi medesimo cootriboi pure assaissimo a coosacrare nel ver- 
nacolo gran numero di SpagQOIismi, che la dominazioQe ispaQa, sotlo 
cui egli pure viveva, aveva gii resi commuoi fra ii popolo. Moiti ra- 
dicarODO si da eonservarsi vivi anche oggigiomo, altri rimasero oeile 
sole scrittare contemporaoee a quelia domnazioDe , e, co'l eessare 
delle usaoze da essa iotroduUe , veDoero o di colpo o a poco a poco 
perdeDdosi affatto nel dosIto veroacolo. Soggiungerd ia calce par^Debi 
esempj delle voci cosi della prima, come dj^lla seeonda specie (<), e 



Italiane anUcbe e milanesi mche odieme sonp le Tod Osta, FeMla^ siaiOi al 

8e troTi I'oMa balk, 
FiBgi di MD v«dellt. 

Di Fr. da Barberino. 

Legnamee cbe il Bellincioni scriveva Legnamaro, iirato a ci6 dalla longa stanza die 
fece tra not Gosl Mttfeiter, Majestro; Trond, Tronare; Paturgna, Palurnia. 

(1) Spagnolismi Tiyi tuttora tra ooi cd espressi per altre formole oeUMtaliano sooo 
i aeguenti : 



Aeqaa (Tran a 1') 

Adetl 

Alamkr 

All e bats 

AntigamenI 

Antigh 

AMCDtU 

Baraooda 

Blandura 

Bod (De bon e) 

Borador 

Cagon 

Ciappagh amor 

Coeor (QaattaM el) 

ComeUa 

Compleamus • . • . 

Contij 

CoDsejk 

Dan^e 

DcMii 

DesaTogo 

Betpedisi 

El 

FetU (Ve»til de la) 

Filera 

Fog68 

Gattda 

Oenefla 

Ghilia 

GionU 

Grida 

In 



LollOD 



Spagnuolo 

Escharte a l'a«q«a 
Adebala 
Alamar 
AIti baxos 
AntiguameDte 
Antiguo 

Atsentado (sigrtif. affine) 
Barahanda 
Blandura 

De bueoo a bueno 
Borrador 
Cagoo 
Tuyer amor lot unot alot 

otros 
Cabrirte (a uno) el corafon 
Cometa 
Compleannos 
CoDsejo 
AcoQsejar 
Dineros 
Detasco 
Desabogo 
Detpeditte 
El 

FiesU (Veltido de la) 
Hilera - 
Fogoso 
- Gata 
Cenefa 
Gbia 
Junta 
Grida 
EDTtjecio 
L6co 
Laton 



ItaUano 

ITtdr del manieo 
Giunta di prezzo 

ATTicendameoto 



Viluppo, Intrigo 

Blanditie 

D'accordo 

Bozza 

Cacacciano 



Strignere U core 
Aqailone yolaoie ^ 
AnniTersario natalimto 



Denari 

Sfogo 

Spiociarsi 

II, Lo 

Abb%INito festereedamentc 

Impetuoso 

Nuvole moDtanine 

Palcbetto da oortine 

PuDgolo 

Giunta 

Editto 

IcTeochiato 

Stordite 



a55 
dal boon minero de' primi si vedrk il motivo per coi Joan Cordara 



Mikmuse 

lottonfe 

Manpga 

Mant^lta 

Maoti^Uoa 

Menus 

Heriixit 

M<Sec« 

Mocciglia 

Hootdn 

MoDton (A) 

Hontonaa 

MuletU 

NingoD {a. com.) 

Orom de spirei 

Panposs 

Pap«1etta 

Patati (I) 

P*tU 

Pccc 

Pendfnta 

Perarii 

Prscttszi 

Ptaisa 

Piaiza d^arroa 

Pleii 

Quart 

Kaja 

Rf catton ' 

Regia o Resgia 

Rfsoo 

Roba 

Roiciada 

Rotgia 

Salth 

SaTi de bon 

ScaoKia 

Sciatt 

Scar come in bocca al loff 

Scask 

SecudI 

S6 (ATegh nicnt del) 

Somejk 

Sp(ret 

Stacchetia 

Stranoccia 

Strasuda 

Stravaock 

Strecc 

Stremisa, SUemizzi O 

Tanieo 

Tapaa 

Teccik 

Teppa 

TesU de ferr 

Tooaiea 

Troppa 

Vappo ? 

Vemm, e nel contado alto 

Vamm 
Vi61ter 
Zaccara 



S§tagnuolo 

Latonero 

Manga 

Mantilla (las mantillas) 

Manltlloa 

Menudos 

Merinos 

Maecba ? 

Mocbila, Mochtlero 

Monton 

A monton 

Amontonado 

Muleta (gruccia) 

Ningun 

Hombre de espirito 

Pamposado 

Papele 

BaUtas ' 

Pato, PaU 

Pecho {tiffiif- <itfine) 

Pendencia (tignif, i^[p^) 

Perreria 

Pescueco ( iignif, traslato ) 

Placa ' 

Placa de armas 

PIfyto 

Quarto 

Raya 
Rfgaton 

Reja 

Raxonet 

Robar 

Rociada 

Arroyo 

Ensal^ar (per antlusfj 

Saver bieo 

Canfo? 

Chato 

Boca de lovo 

Excusar 

Sacudir 

No teoer cosa anya 

Semejar 

Espiritu 

Estaca, Tachuela 

Trasnocbar 

Trasudar 

Estragado (costumbre) 

Estrecbo (cio) 

EAtremuerse . 

Tanteo 

Tapado 

Tcjar 

Tepe 

Cabeqa de fierro 

Tomate 

Tropa 

Guappo 

Vamos 

Voaolros 
Xacarear 



I%aUano 



Branca 



Li eotragni 
Pecora spagoaola 

Zaino 

Macchio 

A carra ^ A quantita 

Ammuccbtato 

Messuno 

Uom coraggtoso 

Poltrone 

Sopracarta 

Pomi di terra 



Improperio 
Far collottola 
Posto 

Piato^ Guajo, Lite 

Appartamento 

PerifeHa 

Rivendugliolo 

Lastra di ferro 

Discorsi 

Rubare 

Aquazzone 



Mandar bnon odore 

TOZBO 

Bujo 6tto 

Far di meno 

Seuotere 

Nod poaseder DiiJIa 

Coraggio 

Gbiodo 

Star alzalo la notte 

Sudar grandemente 

Stretto 

Impaurire 

Valutaziooe a oeebio ecrooe 

Vestilo molto 

Mettere il tetto 

PioU, ZoUa erboaa 

Prcstanome 

Pomidoro 

Truppa 

Gonfianttgeli 

Andiamo 

Voi C*> ' 

Litigare* 



(*) S% noB 4 dal Jat. TrtmUetre^ o ConinmUetre* 

(**) IVoi Bon poniaoo rapprcseatsi qneiti plar«li m aon con la toce citata alia fpsgaaob* 



a56 
dieeva, per6 coo (roppQ lirgi iDdttiiane, ebe, il nostro venuMlo i 
simile assai al calalaoo (1). 

VeDDero in segaito i Franeesi, i qttili nelle brevi loro dominaxioDi 
del secoli andati , e con le loro mode e eo' loro prodotti induslriali 
iDlrodussero ne! nostro dialetlo infinlU Gallicismi , i quali diedero lo 
afratto ad afire voci nostrali identicbe , o s' iotroduasero nuovi rap- 
preseDlalivl di nuove idee da quelle geiili importate fra Doi (2). 



Spagnolismi morti fri ooi sono i segaenti: 




MiUMu$ 


SfHigm^ 


ItaUana 


Ampar 


Amparo 


Proletiooe 


Caldariglia 


Caldanlla 


Gaisetta 


D«fpOBU 


Despaei 


Dopo, Dipoi 


Galan 


Galano 


Nattro^ Cappio 


Goriglia 
Infado 


Gorilia 


CoUare 


Enfado, Enfadar 




Infant 


Infante 


Infante 


liitier (FoaiioD de T) 


Entierro 


Sepoltura 


Intcrraa 


Interrado 


Sepolto 


Maicaia i ou 


Macbar o Macbacar 


Ammaecare 


MaftgaUn 


Matgalano 


Galaniiisimo 


Master de camp 


Maestre de campo 




Maizalodot 


Maszatodos 


Rodomonie 


Merced 


Merced 


Paga, Salario 


Mada 


Muda 


MuU (car.) 


Papele 


Papele 


CarU 


Suniegh 


Sottiego 


Sujisiego 


Veador 


Veador 


Vitilatore 


Tali 


Tahali 


Cinkurone 


Tera 


Tier^o 


oggidi Aeggioiento 



(f) Vqngasi II Carrier milanese deUe Dame del fitf di novembre del 1858. Li 
aerviUi alle Spagoe caoiaioae a Napdi e a Milaao, e 11 oonsegaeote passaggio di akuoi 
iinplegati da quella alia nostra dWk noo infreqoente oel adcento, lotrodossero aRred 
ncl nostro vernacolo alcuni NapoleUnlsml. come sono, per dtame pore qaalcono^ Jm^ 
tnaaona, Btfrlola, Chirecoceola, CiapdnOf Gronna, indriceiare, Popblla^ Seer- 
pi(n, ee.: voci conlioue ael Peniamerone del Basile* e Ibrse noo piik vire oel par- 
hre odiemo napoleUno* 

(fi) Eceo escoipj di qoesU Franaesisffli asieriori fra no! alia dominaiioDe framese 
del 1706. 

MUaneie Franctu lialuno 



Aldn 

Artici&och 

Barole 

Bocoh^ de fior 

Boetta 

Bur6 

Cabar^ 

Categan 

Coppe' 

Cote, Cooeelta 

Desabuslwt ( iciofo 

dal Maggi ) 
-Erissdn 
Fanfer (No ttioA on), 



AIIODS 

Articbaut 

Baa roulea 

Bouquet 

Boite 

Bureau 

Cabaret 

Cadogaa 

Couche 

Se desabater 

Heritioo 
Fanfare? 



Su TJa 

Carciofo 

Calie arrotohte 

Mazio di fiori 

SUgnuolo di tabaceo 

OfBzio 

Vaaaojo 

Guppe 

Lettuccto 

Distngannani 

Ricciaja 



Passali not soUp la domiimsioDe austriaea , le rela&iani god la Ger« 
mania, le gueniigioai tedesche, le aodate a Vienna del nostri signori^ 
e emk essi delle loro servilii, eMiero forza d' inlrodurre nei vernacolo 
Dostro non poehi Germanismi ; ma , per V indole, oppoata dei due 
Miomi, in minor numero cerlo de' Gallieismi e degU Spagnolismi, ancor« 
ebe qoasi tulto il seeolo xviii perdarasaero le cause che doveano pure 
tntrodurli in qoantita maggiore (1). 



itaUano 
Scadiscio 



Padrone^ Padrona 
liioueUo 



Paaao a due 
Patereccio 

NODDO 

Assone 

Piato, Lite 

Sopragii'elli 

ManCeca 

ErU 

Trave 

Ataiderato 

CaTatoraccioU 

Tuppc 

Specie di petUnitura. 



ItaUano 
Aiddca 

Cacciatore 

Ba£ino 

Croato, liilitare 

Tun via 

Vicecaporale 

Donna 

Loggia 

Cartocciere 

Tazsone 

Guardia di buon goveAto 

Granchio 

Str68cU 

CaToli aalati 

Scottare 

Sdnco 

Grembo 

Strofinare 

Landra 

Gran fclta 

(*) 1b Tirolo fMio nel Circolo ili BoluDO. 

(**) Esamioati Icnc i V4rj ligaificaii noitri c kdescbi di (]ac&U voce, si Ted» h Terilk dell^irigiaa* 

Fot. V. 35 



MOanefe 


Fiaacest 


Foclt 


Fouet 


Gabriole 


Cabriolet 


Mant6 (de seda), UM9 anU 


- Manteau 


cam. dal Ma^i 




Wellrr, MclrcM 


Maltre, MaltreMC 


Alliiue 


Minuet 


Molellon 


Moulelon 


MorJore 


fifore-dore 


Padedik 


Pat de 4eur 


Panaris 


Panaris 


Papagrand 


Graud-papk 


Pcrterr 153^ 


Parterre 


Pianca 


Planchc 


Piroetta lf\U. 


Pirouette 


Pleit 


Plaide . 


Pleurrus 


Pleureuses 


Pomada 


Pommade 


Ba»pa 


Bampe 


Soroee 


SoDimier 


Strasii 


Transi 


Tirabosdon 


Tire-boucbon 


Toppc 


Toiipct 


Tnini6 


Tromeau 


Zigndn 


GbignoD 


(1) Eccoae esempj: 




MUaruse 


TcJesco 


Aiduccb 


Heiducken 


Bagber 


Wagen 


CainerUcdu 


Kammerkquai 


Crcn 


Krein 


Crovatt 


Rroat 


Fdrt 


Furtb 


Frailer 


Freitbcr 


Fraola 


Franl 




Lanbe-bia 


Palr6nna 


Patrontascbe 


Peccber 


Peeker 


Polizzlii 


Poliaey-garde 


Ranf 


KrampfT 


Bianna 


Binne 


Salcr^ol 


Sal crant 


Sbroja 


Bruben 


Sdiinca 


Sebinke 


SCOM 


Scfaoott 


Sgurk 


Scburen 


Standra 


Schlanders (•) 


-SIrppa 


Scblcppcn C*) 



258 
la questo medcsimo seeolOj al migliorar delle islitiuioDi civtN ed 
eooQoniiche, aodd compagno il rifiorire degli studj relattvi eai la Iroppo 
vacua doltrina soolastica dof6 flmlmenle eedere il eampo. Riaarae 
pure to studio del vulgare illustre e d'uoa poeaia meno vMa dell'ai^ 
cadica, la quale ancbe nella rediviva Academia de' Trasforraaii a ateoto 
si ma quasi a foraa aDd6 perdenda ierreno a fronle di eaerckj pid 
frutluosi. Birago, Balestrieri, Taoai veunero ooasaerando nelle loro 
poesie li acquisti faiti vie via dal vernacolo parlato, lo ripolirono coa 
quella lima dolce cbe nniea sa fhr coneordi uso e filosofia nel trasferire 
ridiomi dal parlare alio serivere, e lo prepararono a queirapice di 
perfezloDe.cui seppe coodurlo aU'et^ nostra il principe dei nostri poeti 
veroacoli. Su'l finir del secolo la nuova dominazion repoblicaDa frao- 
cese introdusse nuovi modi (I) gallicani dei quali novero grande si 
ritrova nelle infinite poesie popolari di quel tempo. Go 'I finir del secolo 
si spensero affatto varj suoni e varj modi grammatieali. Cess6, p. es. , 
il suono del dittongo 9 {andWj siWy ec, andato, stato); cess5 il pro- 
nome t per eglino (t senten, i vedin^ i se fan emus, sentono, veggooo, 
si fanno cuocere); scomparve il passato remoto dei verbi {el ven$, fande^ecp 
veone, and6, ec.); e furono soslituili Va aperUssimo rappresentato da 
due aa {andaaj $laa); lor o qmjj ed il passato semplice (T^ vegmtu, Vi 
andaa) usato indifferentemente per ambedue le sfumature di quel tempo 
verbale. 6 per6 probabile altresi cbe tai suoni e lai modi fossero^ 
scomparsi da assai tempo nel parlar popoiare della cittii| e si mante- 
nessero nelle scrillure fino al secolo susseguente^ o per rabitoazione 
commune agli scrittori in ogni idioma di seguire nelle scritture piA 
presto le usanze grammatical! gia consacrate dai loro antecessori, and 
cbe Fusp vivo e popoiare del loro tempo, o i)er la falsa abituatezza del 
pill dei poeti vernacoli de* tempi andati in ogni parte d'ltalia di scam- 
biare per parlar popoiare cittadinesco T idioma del coutado, ove quei 
modi si conservano tullora in gran parte ancbe oggigiorno. 



Milanese 


Tedesco 


ItaUano 


S16freD 


Schlafen 


Donnire 


Sterz 


Sters 


Steno 


Storii 


Stdren? 


Fare utoriare 


StrivaU 


Sliefel 


Stivale 


Trinck 


TriukeD 


Bevaziara 


Zicch 


Stich 


Micino 


Zordcch 


Zttruck 


Addietro. 



(1) Eccone esempj: Bombi, Bon^, Brancil, SreUll, Burd^ CabarS^ Canapi^ 
Ca9alierfnanf Comitaa, Coo a la brutuss, Crovatta^ Decroitmur, Deligenxa, 
Dormtjeus, Dusciss, Fanfaron, Fiaccher, Forgpn, Giandarma, Giandartnaria^ 
GU4, Macrd (durd poco), Mistitrd, Panddn, Pantalon, PapiS mancS, PapigliotU 
Parur, Percall, Plafon, PlumS, Ramasg, Bandevd, Respettceus, Bold, Saneu^ 
Idtt^ ScnniseUa, SciarabAn, Sciffdn, Sciffondra, Secretir, Sortd, Tricote, risaH. 



a5^ 

Sane fiaalmeote il seoolo xix, i eui priiai tre lustri farono senza 
4iibio i piA Jieti e avveDturati ebe mai vedesse la nostra patria^ ove 
si rifletta alia bueviU del tempo in eniMl Regno d'lta!ia> benchi sug* 
getto airalto dominio franzese, ebbe forza di promuovere tra noi in 
on SHbito infioiti progress! d'ogoi specie. Quel Regno, ebiaoiando 
neUa nostra I migliori ingcgni delle tante eitta ehe la riconoscevano 
eapilale> e non podii di quelli ctae nelie altre parti della Penisola as- 
suggetlate al diretto dominio franzese, quasi insoffereoti di quelle, ac- 
correvano alia patria commune, promosse inOnita di idee nuove, e tale 
soscitd fra noi nuova vita, che fiiii di ripolire il nostro vernaeolo^ e 
senza togliergli il suo carattere naturale sollevollo dalla vacuitli delle 
parole alia sodezza del peosiero, e lo fece capace d'esprimere con ogni 
plena d'affetto le passioni del cuore sotto la penna del Grossi, con 
infinite atticismo le id^e generose e gentili sotto quella del Bossi, e le 
seulture d'ogni genere sopratutto alio stilo insuperalo del Porta. 

Le istituzioni italiche e le genti che frequentarono Milano a tempo 
di quelle, co'noovi modi e co'nuovi vocaboli che introdussero nella 
nostra cltti, resero piu communi nellc classi culle del paese, che pur 
usano parlare sempre il veruacolo, copiosi Ilalianismi. Alcuni di questi 
trapaasarono dalle classi culte anche al popolo, e furono quelli indicant! 
Duove id^, nuove usanze> nuove sfumature di sensazioni. Altri furono 
costantemente ricnsati dal nostro vulgo, e furono per la maggior parte 
quelli di pura forma e gii rappresentali da modi e termini vernacoli 
eorrispondenti e piu consoni alFuso nostrale ed al complesso caratte« 
ristica del parlar milanese. Del dialelto cosi ripolilo e arricebito, senza 
per6 ledeme mai le caratteristiche special! rimaste inconcusse nel parlare 
dei nostriy e specialmente dei popolani, porge conlinuo iiicensurabile 
esempio il Porta In tutle le sue poesie (4). Dopo di lui certa licenza 
si venne introducendo e di troppi Italianismi, e di troppe lesion! di 
varie forme grammatical!; eosicche v'e argumenio di temere che, dove 
essa licenza venga progredendo ancbe nel nostro vernacolo, possa in 
progresso di tempo avverarsi quella decadenza che per consimili motivi 
sembrava temibile pe 'I dialetto veneziano al Boerio. E di fatto il nostro 
RajberU, surto a compensarci in gran parte della perdita troppo precoce 
del Porta, ricco d'estro poetico, vividissimo nel penelleggiare, robusto 



(l)i8ottoqae8torapportodel]'alterarle forme grammaticali^ nna volUi cbc siaao ben 
fermate^ noo mai in quelle deli'esdudere i nuovi vocaboli rest necessarj dalle nuofeid^e^ 
cbe ha ragiooe VolUire, il quale disse: <« Toule langue ctaiil iinparfaile il nes^ensuit 
pas qu*OD doi?e la changer. II iaut absolument s'en tenir k la mani^e dont ies boos 
auteiirs Font parl^ et quand on a un nombre suffisant d'auleurs approuves, la lanj^ue 
est faite. Ainsi on ne peul phis rien changer h I'italien, k Tespagnol, k Tanglai.^. 
au francs sans Ies corrompre; la ralson en est claire; c'esl qu'on retidroil bicntot 
inintelligibles Ies llyres qui font Tinstruclion el Ies plaisirs dcs nations >». 



lie' conoeUi^ frizzante ma nrbano nella eorresion del eostume, in qoeato 
80I0 h DoUto da aleuni deiroffendere lalvolta la natoralezsa, la pianena, 
la sebiettezza del veroaeolo nostro god certa mistiira d'ilalianiU (1) 

(I)Alciinidiqtie8ti neologismi italiant, cbeil yivacissiino scritlore profunde neflesoe 
poesfie vernacoSe, noo sono infrequenli ancfae nd pvUre odtemo de' nostri oondUadiai, 
e dd per le ragioni piik addietro espoate; moHi allri per6, inusHaU aSatto, o coatrarj 
all' indole del vernacolo, sono onninamenle ricusali dal parlar milanese cominune della 
giomata. Esempj della prima specie sono nel Marzo 1848 (una delle poesie piu i>olIo 
e aniniale del nostro Parnaso, e per ogni riguardo lulla vernacola) i seguenll: 

Pag, dgX Neotoglsmo italico nofi M/fktto inutluito 
Marso ira noi^ ma divtr4o peri semprt dallo • Schietto miinnese tineht odierno 

ia A vedk de ca^ast de sli miseri A vede de tasuss^fofura de sU misrri 

1 4 Vitej (andte il popolo trovo uUU la Vedej 

voce a Uwur Cambiguitd del it- 
Bttif. nella sua), 

M Finllla Fenilla 

99 Ora adatUda per no fast fis\icu Ura, ec, per no fau fa adree la miner. 

If) e pass. Alter Oltcr 

n Disperaa« disarmaaf e sim, indpienti Oesperaa, Desartnaa] tc, (il pop. prefer. 

per dis dts) 

90 Cittadinanza • . . paciQca de coeur Ciltadinanza , . . talta pas^ bonna bom* 

basonna 

93 Bauch de tAs Con gi6 la t6s 

96 Predestina yoce mitH'aj in passato Destink 

9$ Sminui Smenui 

M Orgasmo yoce nnova 

98 Selciaa I sass di contrad «- o, nudcanam, » El 

Wsriol, La riidada^ La rizaada 

3o CircolSi Girli^ Andk interna 

35 On mist de legrfa^ de eonvnlsion 
» La parlantina 

n Aoguri Ingurt 

36 L'e ona virti^ cbe ye arvisina a Dio 

37 Seggion, h6a e mastej B6it (neologisrao. dei Oroghirri) 
3o e pass. Dimandk Domandk 

40 Ripossk Rppossk, QnieU 
M Volta VceolU 

41 Han tro^aa de st^ quacc (*) Han stimaa ben .... 
•• Ave dominaa su Vets staa padron de 

44 Bisogiia Besogna. 

Ed eoco esempj della seconda specie, tratti dalla siessa Poesia: 

Pmg, del He^logismi iUtliukl iuttorm nfiutaH dtUIe Sebetto td etelutiro perler 

Blario milanese odierno 

11 slrenc el straforzin Streng el straforzin cbe me Ol solla i 

Che me Hi schizza i oeucc foeura del ceuoc foeura del coo , o sbilza o 

coo (**). sbotti (non mat schizza)- 

i3 Borland al lecc de bravi giovinott Borlandegh U al lecc de tanti bra^i 

giovenott 
n A Padova c Pa^ia A Padova e a Pavia 

(*) FiSne ifni il poets voile Kberure ni 1 Germanismo corriipondcofe ff^ir hmben tm bestimumem ge» 
fmndeiff ec ^ cio^^ leUcraJswate, iVol abbimmo tt^ivlo dt determi/utr§, «r. : italiaaamcalr, Noi mbbimme 
giudicmto opportuno^ o simile, di deUrntinare^ ec. ~ S« coti iout^ ■ raoote* 

(**) SchiuSi h qui ben detto alPltalimna per la maggior verila deWidea^ ma la voce I iasQlente nel 
milanese^ aneerche n% H siano Scbiuelt • derivali. 



36 J 

senza bisogno o utile relativo assolulo. II cbe, se noii em>, deriva ia 
gran parte dall' essere le poesie dello scrittore pcnsat^ talora , prioia 
che io milanese, id quell' italiano eh' eglt serive oon la festivlla ehe 
ognuno eooosee (a). La qoal medesima cosa doveva pur aeeadere anehe 
al Maggi^ ae osserviamo alle permulazioni e al difetto di alBssi prono- 



Mana 
16 



Neologismi italiani tuttora riJluMi dmlU 

Ut roollaa-Tia qnictt quietl 

Intra '1 mess di e Tora 

Satiifada 

GonTocadtira 

G^Dghfr 

SneiTada a scoead tntt i petitt 

G>r8la lulU feslosa e d'on ttkit 

Ai nost e 86 nemU 
LonlanameDt 

Che al porlta ghe rugben rl talent 

. . . . • rorgatmo de I'aaion 

Rl alincf riva a oeticc la situazion 

In pericol de la mort 

Crodk abftss 

In tit fcBiira di pee 

Col croeeflM in ari 

L*e ona tal 61a de latanni 



»7 
*9 



:i5 



96 

^1 

33 

40 

13,17,33 Parecc casin, parecc pont^ parece 

bambiD 
43 Radoppialla 

16 Giust detidrri 

Jo Sta magra (ilattrocra 

a De vfde scalcagnada a , 

strnggionk 
Come poT<**a aenra la | 
padronna 
43 On soil stendard 



a 5 ^ 

= - t i 



Schittio td t*elmsiv jmrUr 

mtUitese ^ditrno 

El w Tc rarada quielt qtiirlt (*> 

Intra el meia di e la yanna 

Sodisfada 

ConTocazi6n? 

Canchen 

Sueffada a scoeudes tult i petitt (**)• 

Erase itatiana the vorrebhe iuU*tUtr9 

giro per voltarsi milanem, 
Ai so nemis e ai nosier 
SusU inusitatoj a un bisogfto , Slonta- 

nament 
Che ghe rughen in del talent al poetta 
Frase andmiiantae affbllo 

In pericol dc mort 

Crodai oMMolntam,, o Crodli-gi6 

In di sit o In certi sit| ec. 

Col croceHu per ari 

L'e ona fila tal de latanni 

Paricc casin, pont, bambio (***) 

Bedobbialla 

Drsideri einst 
Sta 6la!itrocca magra 
De vpde la padronna scalcagnada astms* 
giona come ona povera serva 



On stendard soil 



i5 



'3^ 



40 
44 



Chf rid sntt ai barbts, 

O me giurda, ec. 

Come p6 la cittaa 

On pop6 del tai eke renxsirii J 

storia I 

Che andark foenra pu de lal 
nerooria 



1 o 



is? 



Cbe la rid o la me gnarda 

Come podela la cittaa 

On pop6 ch'el reussirii 

Sloria die Pan<lara fusura pu, ee. 



u 5 



w 5 w 

111 



E el pariva, ee. 

E ch'el parla tropp ciar 

Feinm cbe la sia nostra on'armada 



E pariva de legegb sd 
E rhe parla tropp ciar 
Femin cbe sia nostra on' ar- ] 

mada ■»«='' 

Podcnd viv del »6 cerca on 1 ><• % c S Podeiid tit del 86, el cerca on patrf>n. 

padron "^ 



(a) 6 corioso Posservare como qaelto stesso scrillnre che pensa le poerie milancsi 
in italiano, concepisca poi in milanese l<; care sue prose iUliane. — D. 

(•) Frm Mollk • Quiclt i fnlmslo. MoHSi * Fn^ir <i furim. 

(**) Sccriul, eoA mttctuto^ $i mm *%lo mUtvamtntt^ non al rtciproco, 

C**'} ^/ maichilt^ tempre Paricc. Ai /rminih^ Parrrc dooD. 



a6a 
minali in esso frequmti, e aecadde> benoh^ rare volte, anehe al Porta 
nel primo sao poetar milanese (i). 

A queste variaBioni caoaate dagli indicali motivi sono per uRimo da 
aggiangersi quelle obe il popolo vieoe di suo capriccia introdoeendo 
seasa ehe taiora se ne veggano posttivameole le origin!, e setiza cbe 
ne soffra punto la natura iolima del vernacolo. Di queste variaxioni 
che dair un decennio air altro vanno alternamente spcgnendo ceKe 
Toci reudendone Tuso infreqiientey e sosiitueodone loro tutt*altre, 
abbiamo esempio, pognam case, in qoesl'uUlnio decennio le voci Ga* 
ratitiij PeUmda^ Barabba^ Raccagna^ Marengh sostitaite alle coromuiii 
nel decennio antecedente Giurideghf Squdnsgiaj RaboUj Jcquapitta o 
Babbiotaj Marenghin. 

Nei dodici voIumcUi del nostro Parnaso, cbe io pnblicai nel 1815 
con le slampe del Pirotta, ogniino ha inodo a riconoscere facilmenle 
le variazioni accadute nel nostro vernacolo dacche fu incominciato a 
scriversi infino alia ela nostra^ per quanio sia alia natura sua, ai voca- 
boli^ ed alio stile in generale. 

S S.* Proprietd speciali e Dhersiti principali fra il dialetto 
e la lingua illustre. — Japo/o grammaticale analoga. 

11 Cellini, bubn giudice in festivity, chiani6 giuli^o tl nostro parlare (S), 
e H Ginelli gli diede pari lode (3). Dante Io cbbe in poco favore(4), 
e a suo tempo il nostro vernacolo, non anco ripolito dagli scrittori, 
ineritava eerto quel disfavore, se ne giudichiamo dalle pocbe tracce cbe 
ne eonservarono le ^carte vulgar! della sua etk. Montaigne pure ne fu 
poco contento (5), e a tempo suo egli pure non avca torto. Se i vera, 
come io pur credo, che le lingue siano onorate per li scrittori ii^t'fi che 
ne £aciano uso (6), certamente il nostro dialetto non dove incominciare 
a riuscir accetto alJe persone giudiziose, se non al comparire delle Go- 
medie del Maggie le quali, come ben disse il Parini (7), furoao da lui 



(1) Di quest! mendi, onninamente conlrarj alP indole del nostro vernacolo, si la 
esenpio nel Brindisi del 1809 per le Nozze napoleonichey e nel Temporale; 
nelle poeste posteriori non se ne vede piu ooibra nesstma. 

(fi) Fita.Vmo II, pag. ISf. 

(S) Blblioteea volante, tomo IV, pag. 445, ore paria d* una pocsi'a in vernacolo 
fao^no sUmpatasi qui nel 1716. 

(4) f^ulg. moq. 

(IS) Journal du Voyage en ItaUe, 

<6) Tolom^i, n Cesano, pag. 13. 

(7) Leitera 1.* a Branda , p. 68. 



263 
senile per islrusione del nostro popolo , e riseossero noo pocbe lodi 
dagl'intelligenii d'ogoi paese, cosi per le gratie dello siile eome per 
riufluiU moralila resa piaoa e gradila ad ogni classe di leitori. A mczxo 
il seeolo seorso il Barnabita Paolo Onofrio Braoda e qualcbe suo fau- 
lore ne fecero strapazzo iinineriiato, e di ripiceo non tuUi meritati 
eiogi ne profusero i propugoalori (4). Nell'opusoolo citato poc'anzi il 
Parini, non sempre moderato verso la persona dell^av^^ersario, to fa 
nel parlare doi pregi del nostro vernaeolo. « II earattere principale del 
•uialelto milanese (dice resimto Scrittore) ^ lo atesso che qoello della 
gente ehe lo paria, anzi e originalo da questo ..... I Mllanesi sono 
dislintt presso le allre nazioni per la semplioitji, la schiettezza deira- 
DioiOy la nuda ed amorevole cordialil& Questa medesima schiet- 
tezza e seoipliciUi pare cbe esista nel vernaeolo inelinato spe- 

cialtnenle ad esprimere le cose tali quaii sono senza troppe 

maniere arlifiziose del dire Chi piu d'ogni altro riconobbe que- 

sl'indotedelparlar milanese fa il Maggi, nelle cut Gomediey latte morali 
•e istrutlive, si manifesta chiartssiraa. Nttlla Parafrasi della Parabola del 
Figliuol prodigo anche il Balestrteri pote, appunto per T indole d'essd 
idiooiai luUo espriaiere quel soave affetlo^ tutta queiraarea seoiplfcitA 
cbe ricercava V argumento. ( In mezzo per6 a questa semplieitii .... 
il vernaeolo si mostrd ancbe snscettivo del fantastico e del sublime 
della poesia negli scritti del Tanzi tutti robustezza di pensieri e di 

imagini). Questo vernaeolo in somma si mostf6 eapace delle 

vere e solide bellezze della poesia . . . . e lode nieritano i Milanesi 
deiraverlo saputo volgere a si vantaggioso fine, come h qoello di am« 
iiiAestrare o di correggere tl costume, .... servendosi della poesia 
jnegltd cbe non nasi faUo assai voUo in altre lingue n (3). Queste vef itit 
dette ora e un secolo dal Parini, non rifulgono esse di vtvidissima 
'luce ai nostri giorni nelle Poeste del Porta, del Grossi, del Rajberii? -*« 
m Nei suoni *cordiali e schietti del nostro dtalelto, dice Caltaneo (8), si 

(i) Negli Scridori d'ltalia del Mazznccbelli leggonsi rolnutameDte spedficati i 
tiloli di piu che GO opuscoli venuii in luce per cagione dcUVerriina conlesa nala in 
questo proposito. Cio do|)o la biografifa del Branda, Li opuscoli stessi raccolli gik in 7 
volnnii da Francesco BellaU soUo il titolo di Brandana esistono oggidl nclFAmbro- 
siana come parte della Biblioteca lom tarda. Rimetto ai medcsimi chiunqae ami leg* 
gere quanlo fu scriUo pr6 e conU*o al nostro vernaeolo^ quasi sempre pero con troppa 
esaggeraxione, da quei baltaglieri a' quali it Govemo con savio accorgluiento troncd da 
ulUmo ogni gara di trionfo. 

(S) In questo brano della Scrittura prccitata del Parini (pag. 61 a 66) bo omesso 
akoni passi, e mutata o aggiunta qualche parola per rattaccarne le parti staccate. N6 
pur onibra per6 6 alterata della sustanza del suo dire. I passi oniessi sono quelli che 
mi panrero inesalti; pognam caso> quello in cui lascerebbe supporre il nostro vernaeolo 
scevro di Iropi e IrasUti, il che e onninamentc a rovescio. 

(3) Nella Infroduzione airOpera gia ciUU nella noU 9.' del S S."* di quesU Disser- 
taxione. 



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palesa gran. parte deUa nostra Indole piu sinoera cfae insinnanle », e 
questa pure sari riconoseiata verttii da^bitmque 089ervi impanualmeDle 
i|iiale mistura d'ingeauita e di Trandiezsa si ritevi nel nostro pariare. 

Caratlere inlenso del nostro pariare i allresi la diviaia somoia di 
proverbj e di traslati, diviiia. per eui (se ne giodieo dalle mie lel- 
ture ebe sole pote<» pe' miei vincoli d'ofiicio e di salute, usare a pr6 de* 
191^ studj su i vernaeoli d'llalia) snperiamo ogni altro. I primi^ rklu- 
cendo aforistiea la seiensa intiera delta vita, tengono luogo appo il 
uoslro popolo di tutte dottrine e.eonomtche, civili, politiehe, morali; i 
second! fanno viva diptntura de* eoncetti d'ogai piu fredda mente, d'ogni 
piu posala ragione. E poco importa che i traslati tnedesiui siano traili 
da fonti cbe lascino vedere qualohe nostra debolesza (4); sempre e* 
aervono a dipingere, a seulpire idee ehe senza essi rimarrebbero smorte, 
abtadate, senza rilievo; sempre fanno piu poetteo, piu animato il nostro 
pariare. 

In un'opera franeese, ehe per due terzi discorre di tutt' altri paesi 
ebe jnon di quelli nominati nel suo frontispizio, scappo detto all'autore 
cbe ia i^rola Minga e base del parlar milanese (3). Sc non fu niesehina 
antilesi delta Lingua d'ocj e delta Lmgua