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Full text of "Vocabolario milanese-italiano"

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ah iMocUssimis Ugi polok 



VOCABOLARIO 



MIL ANESE - ITALIANO 



DI 



FRANCESCO CHERVBINL 



VOLUBp: PRIMO. 
A-C 



MILANO 

DAIX^niP. RBCIA STAMFEBIA 
1889. 



n presente Ubro e poito sotto la tutela delle leggL 



^^#l«N«^«N#^#^««#tfS«\«tf^^^f\«tf«^^^^«^^^«tf>«^^i^Stf>tf^V#S#S#^P^V«^^>«tf«V«NJ^>«^«^«N«S# 






Xn qoesto Vocabdbrio, na cai debole Saggio i miei coacictadinl 
perdonarono gii tempo alia mia giovanile cemerita, € mio intendi-^ 
mento ajatar a voltare Fidioma nostro vernacolo neUa liDgoa scrittii 
della naziooe ; dare modo ai non Milanesi di capire noi medesimi se 
fiivelliamo con essi , e i nostri scrittori tecnici, agrarj, statatarj allor- 
che, per desiderio d^essere intesi in paese anche dai men cdti, osand 
italumate le voci vemacole; fare conserva di quelle notizie' stori'^ 
che ed economiche le qnali, per essere raccomaadate qaasi tinica-^ 
mente al dialetto, 8ono sfaggevoli cqm^esso nel rispetto delle voci-t 
giorare ai natoralisti nelle loro sinonimle; serbare col comprendw 
mento delle voci e dei modi nostrali anche qnello deile bdle oper^ 
poetiche dettate da ingegni esimj nel nostro volgare ; definire mol^ 
tissimi oggetti , o piii esattamente o piu chiaramente che Hon siano 
stati iinora, in 6aIl*occasione di esporoe le voci rappresontative ; 6 
saggerime definiti ai cnltori della lingua nazionale mcdtissimi altri 
pei qnali, se io male non osservai , non esiste finoia alcnn rappr^ 
sentativo nei Yocabolarj di essa. 

Tali cose^ anche solo in parte adempiute, giova credere sisiao per 
rendere vantaggioso agli studiosi qneftto libro, come s^hanno gene-^ 
ralmente per vantaggioei i suoi consimili nelle altre province italian^ 
che qnasi tntte se ne sono oggimai a gara provvedute. N6n facendd 
percid altre parole intorno air utile che si possa trarre da questo 
Vocabolario, io verro piii tosto discorrendo con qualche lairghezza i 
modi tennti nel compilarlo. 

Al mondo poche maraviglie, cred^io, sono snperiori a qnelhi 
delTinfinita varietk delle parlatnre umane. Di fetto senza noverare 
le migliaja di idiomi fpfrmali noti almen di nome ai linguisti; 
senza pur dire delle voci e dei modi nostrali che tntti . ndiamo. di*- 
versiHcarsi in una stessa citta, in un medesimo borgo secondo che 
ci accostiamo alle diverse porte o ai diversi adici loro, bastivi 

M710092 



vm 
«he nsai pdrimente per <{udle voci del VareBino , del Lario i del 
Verbano , e delle altre parti cosi deirAlto come del Basso Milaaese 
cfae pel rispetti gik indicati maiidai nel lihro a registro (3). 
' £'primo Bcopo di qnesto libro Fajutar a voltare in naasionale ridioma 
noBtro nel rispetto specialmente delle locuzioni famigliari e delle arti. 
£ vero ehe vbbidiend son le parole ove la merce abbonda; ma quelle 
parole conviene o aversele appropriate da natura, o procacciareele 
fall dai libri, e apecialmente dai vocabolarj. Davi ed Eroi e gran 
miracolo che ricorrano a qneste fonti per ispacciare la merce loro; 
non i primi perche, stanziando quasi sempre in patria, si trovano 
da natura in punta di lingua le voci opportune da cio; nonisecondi 
perche, soliti andiire spesso a casa altrui, inducono quasi sempre i 
Visitati a stroaosare nella lingua natia del visicante le proprie idee, a 
fare quel medesimo che facciamo noi Milanesi allorche capitandoci ua 
Toscano a veglia, quasi senz" a wedercene imitiamo quel suo dir na* 
tnrale, e fiocchino pure i marronipoco importa. Libri e vocabo* 
larj servono bensi a chi vuole rappresentar que* Davi e quegli Eroi 
hon essendo ne Tuno ni Taltro, e a rappresentarli per modo che le 
idee, o servili od eroiche, siano fiitte esprimer loro con vocaboU e 
modi spirant! ricchezza nazionale, non municipale strettezza; e come 
tLtile erarib. di sifiBatta ricchezza stanno pronti a darne il possesso agli 
iisatori di essa nelle opere loro, e a chi voglia riconosceme il va-* 
lore allorche ne ianno lettura. Valendo per6 i comuni Vocabolarj a 
spiegarci bensi le voci a noi gik note , ma non gia a suggerirci 
quelle che ignoriamo, ed essendo le voci fiimigliari e delle arti in 
ispecialitk pronte a cliiunqae nel natio dialetto e non cosi nella lin- 
jgua illustre nazionale, opportuni suggeritori ne tornano i Vocabolarj 
come questo mio, nei quali la voce vernacola conosciuta d guida al 
ritrovamento delf italiana ignota. — A voltare il dialetto nostro nella 
lingua illustre nazionale primi consultai i Vocabolarj di questa ultima , 
e primissimo anzi tutti qudlo delUAccademia della Crusca. Perche 
perd di questa preferenza non mi sia fatto nial viso da chi ricnsa 
piegarsi a tale autoritlk solo per averla sentita convinta di fallibilita 
da dottissime penne italiane, m*e d^uopo la prima cosa confessare 
ai lettori in quale idea siasi. fermata questa debole mia meute. 

fJtrettanto dotto cultore dAle lettere mto huon amico. Tale a dire del signor 
D. Giuseppe Villa, Kcttore deirAimo Collegio fiorromeo in Pavia, il quale, 
amtotissimo della patria sua e di ciA che le si riferisce^ delle voci da me iguo- 
rate o dimenlicate va facendo sopraggiunta. 

(3) Per le cose dette Sopra h chiaro che nel rispetto delle yoci agrarie e 
tecniche questo Vocabolario -poitk giovare in buona parte anche a molti Coma- 
schi% Bergamaschi 9 Gremaschi, Lodigiani, Pavesi e Novaresi, come pure ai Bassi 
Valielllaesi e » mohi teniepi del Canton Ticino ncgli Svitzeri. 



riguairdo a qoesta a contrastata materia 4ella Ungoa iUastre italiana. *-^ 
Nel complesso di una nazione e facile coaa ehe ogiii geoare d^idee 
esista e cerchi voce rap^esentativa^ men eosi.neUfi sngole geati cher 
lo compongono, ne^ cnidiversi paelari devoDO perclo di (og^k maacailK 
parecchi di qae^rappresentativi: nel complesao dclla nazioite i dotd e 
i oolti d*ogDi gente di essa sooo quelli che. procacciano ana lingoai 
unica in coi eaprimere le idee d^ogni genege^ e««pcrjaimcnte Je coUev 
aciendfiche, dotte d^nnireMde spettanza: ndle gentii dii^ene che lift 
compongono , aceveratisi i colti e i dotti colla . lingua ffk de(ta , r»* 
mangono i popolari o chi vuol sittiigliarli contend a meri dialetts 
rappresentatori delie idee tecniche o incolte attinend ai loro biao-t 
gni e stroppiatori innocend d^ ogni voce dotta o soiemifica che non 
sia per qodli assolntamente. nebessaria. .£ .percio' che le iiagofiv 
proprietli generale ddle nazioni, u sceverano dai dialetd, proprietsC 
speciale delle varie gend che le compongono, piA che per la di** 
versita delle inflesaioni o dei vocaboli, per la £K:olta loro di rappre*-. 
sentare idee di ogni genere, incolte e colte, tecniche e sciendfidie^ 
indotte e dotte, e di renderle concambiabili colle lingue vive d^ahiDe 
nazioni, colle lingue dotte fpk spente, e fin con t>gni lingna fiitnra. Di 
quella lingua colta per6 d^nna nazione, che apponto perch^ tale trapaasa 
poi in lingua scritta, anoi esseregerme vivo, s'^ella pure e viventey 
quello fra i var) dialetd delle me gend a cui le persone colte e dotte 
deDa nazione ateasa accordarono la preferenza quali die ne fossero le 
originarie cagioni. 11 parlar di Toscana , o i dialetti toscani che si 
dicano, projurieta d^nna gente pardcolared* Italia, e percio di loro 
sola natura incapaci a rappreso&tare tutte le idee dotte e indotte di 
tntta la nazione, lo diventaroqo d tosto che i dotd della nazione in>< 
dera, riconoscendoli pel miglior germe della lingoa ad essi necessarian 
ne adottarono le fonne per esprimere Tuniversalita delle idee, ere* 
scendo per tal modo que"* dialetd speciali a lingna generale nazionale^ 
Sebbene per avventura i popolan toscani sogliano, anche senza ban 
darvi piu che tanto, gnardar quel germe di lingua con maggiore oo* 
stanza che non usino le altre classi , e certo pero che V educazione 
e lo sviluppo ch esso appartenne in ogni eA alls persone colte e per 
eocellenza agli scrittori ; tra i quali , sia per reverenza ai . maggior 
himinari delle lettere italiane rifulsi primi in Toscana, sia per omag-' 
gio alia ragione, di leggieri si riconobbero da tntt^ Italia preferibili i 
toscani come quelli che ne sono per privilegio di natura in possesso; 
perci6 tutu Italia si lascid andare senza piu alPautorita della Grusca, 
la quale, composta di persone bellamente parlanti per natura, e meglio 
ancora scriventi per arte e dottrina , fu stimata secondatrice delle 
necessita nazianali suggeritele. cosi da quelle per propria misfiione » 



X 

come da quegli altri dotci italiani che, a tal aopo dee credersi, 
chiamd talora nel suo seno. Alcane gare di parte, malattia ordi- 
nark dei corpi morali che la natura induce forse in essi per t6rli> 
alia 80nnolenza e al torpore, fecero si che varj Accademici, forse 
troppo gelosi della natia prerogativa , conculcassero ohre il dovere 
le scritture di mold non Toscani i qoali, agguagliandoli nel pregio 
del sapere, riasciroao a sviluppare in alcana parte quel germe piii 
r^oglioso che non concedesse taivolta la troppo severa legge dei- 
anoi edacatori toscani. Gonculcare e rimbalzo sono caosa ed effetto; 
e di qui la tendenza in molti Italiani a liberarsi da un'^autoriti che 
essi per lo addietro spontaneamente riconoscevano , e a volere la 
lingua ilkistre libero patrimonio di tutti, e da tutti a benepl»* 
cito connme governata. Alle mani del irolgo d^ogni specie non 6- 
liberta la quale non degeneri fiicilmente in Ucenza. Perci6 il volgo 
degli scritiK)ri , non osservato che F agio soo , venne imbrattando le 
scritture d* ogni generazion di vocaboU e modi tutti proprj ' della 
patria loro, non mai usciti di quel germe che tutti riconosciamo per 
migliore, e inedacati a&tto perche cresciuti da mani inabili al-» 
Fuopo; e perci6 pure il volgo dei vocabolaristi , non avendo di 
mira che F utile proprio , ci venne anticipando a diluvio i Lessici 
della media e infima Italianitik. Non assentirono pero mai a tanta li* 
cenza gli uomini colti ed i buoni scrittori d' Italia , che anzi e col- 
Fesempio e coUe dottrine sempre sostennero quel comune ben^la* 
cito soggiacere a certe leggi il togliersi alle qoali condurrebbe di 
leggieri alFanarchia, ne la Repubblica delle lettere aver mai rinun-^ 
ziato perche tale ad essere da mani opportune utilmente governata, 
come in ogni altro riguardo » cosi anche in questo della lingua. 
Perci6 io mi do a credere non lontana quella Repubblica dall^ao* 
cordare alFAccademia tutta quell^autoritk che la ragione pno. con- 
sentirle pel buon governo della lingua, cioe un'*autoriti amabile a 
tutti se moderata, utile a tutti se avveduta sedula imparziale, rico^ 
nosciuta da tutti come tale se posata sui princip) seguenti: Doversi 
i vocaboli rappresentativi delle cose tdrre di preferenza alle bocche 
toscane , e quelli fra i toscani preferibili , o ira gli altri d^Italia so^ 
stituibili , ch^essa indichera pe^mighori dovere negli scritti perdurar 
sempre que* medesimi , non gil^ tramutarsi a capriccio in quelli 
d* ogni minima terricciuola italiana (4) ; lo stesso doversi fare dei 

(4) II pensiero umano e un proleo per eccellenza^ delP infinito suo vanare 
usciranno sempre forme infinite le quali come sara sempre difficile di tutle im- 
primere ne^suoi rappresentatori cioe nei dizionarj delle liugue, cosi sar^ male il 
sopprimere solo perche riconosciute mendose in pid casi , cos! falsamente repu- 
late tali anch^ in tu(ti. Mjsero pero queilo sciittore che a meUerc in carta u 



XI 

modi purche raggentiliti per opera come de^baoni scrittori toscani 
a preferenza , coai anche degli scrittori d^ ogni altro paese italiano 

proprio pensiero deva per le forme, per le frasi« pei modi idioroattci ncorrere 
continuo alle fredde e per lo pid tronche ed esclusive indicaEtoni del dizionario, 
e non aversele gia stampate nella mente reminiscenze delPanimata e piena e 
difTusiTa dipintura vedutane nei buoni libri* Nel riguardo di tali forme i dizio* 
narj sono guide, repertorj , concordanze, rammentatori , ajuti, e non despotic e 
come tali devono insistere si con fermezza nelle forme grammaticali propria* 
mente dette, ma limitarsi a mettere sulla via del ben scegliere nelle forme tras* 
latizie ed estetichc dlr6 cosi del pensiero, ne mai tendere a spegnerne ogni 
iiuova animosa manifestazione. Que"* rammentoni ostiuati che della voce g\k bene 
alzata per raddurre alia sustanzialita non sanno fare alcun abbassamento allor- 
cb^ altri senza nuocer qaella ricorre a modi diversi dai suggeriti per esprimerla, 
e que'comici che tutta la parte loro hanno a bere dai rammentoni, sono una 
morte per cbi sla ad ascoltarli; e cosi.i dizionarj argini ostinati ad ogni nuovo 
allargar di pensiero, e gli scrittori meschini che squadrano ogni loro locuzione 
con quelli, sono una morte per chi li vicne leggendo. Nelle forme del lingaaggio 
impertanto sari facile all'Accademia il mettere d^accordo il proprio Dizionario 
col desiderio delle lettere italiane ove non dimentichi essere suo dovere per 
questo riguardo il farlo ricchissimo repertorio delle frasi esistenti nei buoni scrit- 
tori , e guida, rigida si nelle forme gramaticali e caralteristiche per le quali 
si distingue ogni lingua dai varj suoi dialetti e dalle altre lingue , amabile per6 
e concessiva in quelle altre la cui moltiformita non pu6 che toiiiar utile all'' in* 
finita variety del pensiero. — Non cosi facile invece sari per rinscirle un simile 
accordo nei rispetto dei vocaboli rappresentanti gli oggetti o naturali o tecnici 
i quali alia fin fine sono per cori dire la materia prima di quelle forme, e :come 
tali malamente volevansi altrevolte escludere dai dizionarj , tesori della lingua 
scritta in ogni sua potenza. Pure di fermezza e uniciti nella lingua scritta io 
credo che sia necessita piu in questa che in ogni altra parte di essa; poichi 
dei modi viziatt nell' etica della lingua avra nocumento sola la condizion sua 
lelteraria propriamente -detta ; mentre la viziosa proteita dei vocaboli gia nomi* 
nati riesce dannosa in sommo grado alle scienze ed alle arti , e per conseguenza 
a tutta la societa, perche difficolta in sommo grado il comune comprendimento t 
quindi aoche la generate dilTusione ed applicazione d^ogni lor ritrovato (*). 
Recando anche alia esagerasione la corruttcla che T instability de'^modi idioma- 
tici, c fin anco di quelli pin strettamente grammaticali, potesse mai introdurre 
nei linguaggio, ne nascerebbe in esso un deterioramento di forme S yero, ma 
non tale da renderlo cosi incomprensibile come bastano a renderlo podii 

(*) Nei Giornale agrario toscano del x833 (VII, 446) esUte xupM co&fetsione U quale profa ad 
•Tidenaa il bisogno d' anicita in qneita specie di vocaboli nvlla liogaa icritta onde ovviare agli equi- 
Toci facili incontrarsi per la moltiplicita loro nella parlata , moltipUcita anche nelle mere lettere 
sociTa. Di fatto te il Boccaccio nei dare in nxogUe a Messcr Ricciardo di Cbinaica una vaghis. 
sima gioTinetta (Giorn. teconda Novella decima) per dipingeria ben diveria dalle pallidicce sue com* 
pagne aveise trovau a*fuoi di gia itabilita quell* unicita di vocaboli positivi cb'io dico , non Ta- 
▼rebbe detu ben diversa da una lucertola verminara, ma ben diver«a da una tarahtoU o iia da 
«ao »rtffl!ione( lacerta ftellio), e avrebbe cosi sparagnato ai savisiimi luoi Annotatori ( Ann* Det. 
JXocc. p. 5o) una confessiooe sempre spiacevole del loro ignorare il lenso di quelli ma voce naj^ole* 
Una sinoniflia di qocU' aluc due , fiorentiaa la prijua , dottrinalc la icconda. 



xn 
66 per opmicm geaerale baoai usatori o raddirizzatori delta lingua; 
le voci iritocaati in Toscana per mancarvi gli oggetti doverti 



yocaboti tecnici dit vizi^kta natura. Di fatto se io volessi^ pogtiam caso, iiuegaar 
morale con'queste parole cosi corroltaraenU esposte: Besogna procurd sempre de 
esser omm onesto e de ben^ io sono certo che questo mio precetto sarebbe 
inteM in ogai parte d* Italia, come vi saria state anche tre jiecoli fa, i^ com? 
vi sarebbe ai&ab? fra tre aecoli av venire ^ e le letter e lameoterebbero , h vero, 
quella sgrammaticatura di modi , ma V intiera society italiaua potrebbe approfittar« 
del precetto con essi additatole. Che s^iu invece volendo inculcare altrui la 
buona cura delle tele e la buoaa provvista delle legae dicessi che le tele si 
eonseryano bene in ctwezziy e che a vehr 4were buone legne h necessario provve^ 
der borra^.h cosa certa cba i miei precetti, tuttoch^ esposti con buoni modi 
di lingua, iatesi nel Milanese o poco pii)i oltre, riu3cirebbero enimmatici e per^ 
cio inutili ai tutti gli altri Ilaliani solo per que^ Owezzi e per quella Borra che gU 
scrittori hantto ben convenuto di chiamar ruotoli e loppi o pedali. Delle mollis- 
simc migliaja di simili oggetti, che ogai gente d^ Italia nomiua per di verso modo, 
la lingua acritta nostra invQca tuttofia un rappresentativo certo , e Unto pid certo 
quanto onioO, onde non trovarsi auch'^essa a rinnovare, come gii ti*a noi cosi 
maggiore tra i futuri, quell' impaceio a cbe ci troviamo coUa lalinita di un Plinio 
die bella di forme ci ^ milie Yolte raisteriosa ed inutile in sostansa. Questo e 
il servigio maggiore che lettere , scienze ed arti iuliane invocano da pi^ secoU 
inutilmente» e in questo riguardo ^ da credere che gli scrittori di tutte parti 
d' Italia volentieri riceverebbero legge dall'^Accademia sheila risolvesse un giorno 
di proporla loro, quand'' anche desse per stiTatto riguardo in una esclusiva pre^ 
ferensa. Eld io il diro pure, ancorch^ me ne possa renire accusa di blandiue 
por parte di chi jaon abbaatanui mi oonosca; ie tutti gli scrittori italiant osser*- 
yando il parlare che aentesinelle terre comprese fra Serchio, Arno e Marecchia 
da un latOy e Tevere, Teverone,^ Nera e Tronto dalPaltro essere il piu aggrifr- 
maticato e il piii prossimo alia lingua scrittasi tin qui in Italia, e riconoscendo 
non ostente anche in qne^paesi molta yarieti di dialetti, pongousi a ponderare 
imparzialmente le cose, fona e che s^avveggano non potersi uscire di uno dei 
tre seguenti principj se togliasi trovar modo a soddisfiu*e il bisogno gia delto 
della lingua scritta. — - O dorersi come rappresenlativi delle cose registrare ndl 
Ditionano tutti. i diversi vocaboli pei quail si distinguono ne^varj dialetti di 
tutti que'^paesi o di quelli almeno delle varie proyince toscane come di buon 
germe e meglio d^ogni altro aggramaticaii per natura; O doyersi scegllere aL- 
Tuopo una voce unica per ogni oggetto, e queata secondo T opportanitk in qu»- 
Umque (dialetto tosoano; O doyersi di imona yoglia sofferire che ad uno di queati 
dialetti sia accordata la preferenza e da esso ricavati que"* vocaboli quelli rice- 
ver legge e da quelli non piu dipartirsi, rlcorrendo ai dialetti vicirti da prima 
e poscia aache ai lontani solo ogni volta che quel primo, ignorando gli oggetti, 
mal polesse suggerirne le voci rappresentative. — Ora il primo di quel partili 
ci manderebbe assai vicino a quella Torre , come s* ingegnano di mandarci tutti 
quelli che si danno al vocabo.l arista da che TAccademia da attrice si ^ fatta 
spettat^ice del loro correr per vuoto Tarringo; per esso, menlre ignoriamo 
yttpti. voci . di cassa (V, Cassa in questo Vocabolario ) , avremmo tosto pronte a 
rappreseatare r.^/£a/ena almeno dodici voci diverse ; cioe questa fiorentlna , la 
Pis'alanca lucchese, la GiUarella garfagaina, la Gioveglka aretina, YJnilroccolo 



XIU 

accatlare da quelle parti ^* Italia che li poseeggano, e raggieatilite o 
dagli scrittori loro compatriotii o dagU Accademici eatrar per opera 

o YAncicrocoolo ptsaiM c lavomese, YArcolimo fucecchiese, le Bicidneolc o I9 
Bisddcole o la SisciJbigola sanese^ chianctanese, yolterrana, camarinese , la 
Lantola 4i quei da.P6ppi» la Datua anghiaresey la Napola loretana, la BaUaua 
paragiaa^ il Pendojo .coUigiano e la PrendifeneWa o Canapiendola romaaa. E 
COB quealo tesoro» come ognun rede di tutta boiit^ per la memoria e di«tulta 
utilila per la lingua, •upereremmo ' gli eaempi gia datici pognam caso- da\Vo-' 
cabolarisli col Gremdiale che ci voltanQ in Grwnhiule^ Zinale e Paneella con ire 
TOGuima.fiorentinQ, una romana, e Taltra penigina (vendutact per giunta came 
aretsna da chi lease male il Redi tl 4|uale diste Pannuccia thutmam fra^saoi Are* 
tiiii il noatro Seassda)^ e ci traducono il Bricco fioren^no neil* amhigna Ct^eUiet^ 
di moki paest italioni (*) , nella Cuocama\cugma\ romana e bologn«s$ y e iiclla 
CbgOMUt veneaiana. Questo partite (**) utile solo ai carta) ed agli stampatori , e una- 
qualche i*adissima yolta non inutile afiatto alio stil famigliare cosi sciolto como 
legato 9 si dimostra tale di per wk da uoa meritare pnr ua pensiero nclla scelta.> 
«mm'A rappresentare quell^ uccello che gli ornitologi chiamano Msieagris GaUo** 
pmfOt c 1 varj popoli italiani veneado doUa Sardegna alle Alj^i chi Cappoim €,cl& 
iaaUo ^IndifL e chi Ghiro^.BUlo, T^cA, TiuMin^ PUf Pitdn, Pbil, Poldn^ Fd** 
IM, Polln^ DituKoi Biro, Binding Bibkn t Dindbt^ si trovano pronte nei nostifi; 
dlzioaarj italiani sei voci: Polio tP India ^ GcUlo d* India, Tacchino ^Gallinaocip ^ 
Galio pmwne e Polio dindo. La prima e la seconda di quelle voci entraitino 
ooiiBaerale dal Buonarroti, dal Salyini e dalla Crnsca; la terza pure per opcrfi 
ddla Crusca sovra un testo del Salyini d^ambigua acce^^one; le tse stisse** 
gueuti i nostri dizionarj se I'ebbero dall^Alberti il quale delPairer inale.Qsata Tauv 
toritji del Magalotti per la prima di esse n*ebbe in punisioae da Minerva paiaorins) 
la calunnia d^aver fatto il Gallinacdo proprietli esclusiva de^contadiui, e il haadq 
al suo GaUo pavone da lui accettato per lettera di cambio dei naturalisti e al sua 
PoUodindo da lui taciuto in Polio e appena difurtoavventurato in Dinda, forse 
per quell^imbito d^ universalita che nel rapporto della bovtii della lingua scriUife 
e non lieye difetto neiresiaiio lavoro di quel valent(UHno;.Ora non.sono moki 
dl.che alcuni begU ingegni s* ebbero mattana di muover lite .a iino.di questi 
uccelli ayyisatosi d' entrar loro nelle scuole in llvrea di Polio. d'Jndia, e strappa-* 
tagli iquella livrea indossargli Taltra fuKjya di PoUo dindo, Invano i presenAi 
voUero impedimeli roostrando loro la schiettezta grammatirsje ed etimologica d) 
quella prima livrea, esuggerendo al caso altre mighoci Cra lepiJk sopra liominata 
a chi quella assolutamcnte abborrisse. Cure. vane! L^anior palrio, inemore dellb 
polle dindie anche piii sgrammaticate udite.niille voile in gidventu, ricuso ognr 

(*) Vi'wjo tmlngiia, per cagione che m al Mooti parve ridicolo it CioccoAirrierrCvaio) del R^ percho 
oonfondibile con mattr^Amlwoglo fabbricator di cioccolata, mentre BraeierCf Tncensitre, ecc. fcemauo stf 
Bon tbigono a quelli voce laUo qael'preteso ridicolo, a me sembra che anche CaJ^ttierae Ciocedattien 
• Profumi&ra, e simift, che at dir del Monti sarebhefo tocI nazioiia!! non nrantcipali, pecchino poi d'am* 
Ifigiiila agU oreedit di totlhi la-'naaioae come quelli che mTegliimo e IMdea dei fM c1i'«i dice e qnella 
par«omao« d«U« donae labbritatrici di eafle, cioocolau o ptofaan, o mogli dei f altbncatnri eilSitti. 

(**) Ad BUiuii qiietU moUlpUciti di Yoci parra ricdiezza; ma ael confendcmle riccheaan dei 
dialetti con la lingna couMine $i Yoole andare asial cauii diceva ouimafueiate I'Ajntplogia tli.Firen«« 
(1839 p. iio) ad altro propof ito , perche ne* modi dei dialetti aotto mrapparente vivacili ed ab- 
bondaoia si cela spesso 1' improprteta. 

b 



XIV 

loro ael tesoro ddla lingaa ; noa concedersi che siano repatati di 
bttoa conio ogni modo e ogai voce aacorche viziosi sdo perche 



pace finche ii meschinello non fu vcstito a Polh dindo; Dindo che inaieme col fran* 
zese Dindon sar^ per avvenhira eati'ato nel parlar comune d^altre genti di Toscana 
come una di loro se Fha gia da tempo; ma Dindo che git aoriUori adotte^ 
ranno forse difficilmente sta perche sgrammaticato per pi4 versi* sia perche ^ 
aolito com^^ andare in branch! , scambiabiie cosi yestito co^ qiiatti*ini de'bimbit 
aia pid di tutto perche non ne veggono ombra nelle opere del maggtore omt* 
lobgo italiano de'^nostri giorni il quale, pisano com\i, io volta in Tacehino^ 
Goai come Tacchino lo dicono i Fiorentini forse per deferenaa al ISichtm del 
Bolognese onde yerranao loro siflfatti poUami, e come Jhcco lo dioono altro 
genti prossime al Serchio, e alia Tikrrita. Queato fatto mi fu proTa recente ea* 
aervi da giurare nel secondo partito che per le gare e le opinioni infinile alle 
quali darebbe luogo (del che ci ^ caparra Tesperienza del paaaato al minimo 
rammentar Arno, Serchio ed Ombrone), la scella terrebbe sospese le decislom 
dt chi ravesae a (are, per modo che noi ci troveremmo tramutato questo belld 
e sonante nostro idioma in dio sa qual altro prima che gli sceglitori , niuno 
de^quali sarebbe immortale, ci aresse pur una meta di quelle yoci somministraia 
al bi^ogno ■««> Ogni ragione quindi pare che induca a quel terio partito, ciod 
al preferire uno dei dialetti toscani , e da quello trarre i yocaboli rappresentatori 
degli oggetti. Le coae, o naturali o artifiziali che le aiano, in maggior grado 
esistono o sono a notizia in que'paesi ne^ quali ^ maggiore raltrito sociale, in 
que^ paesi che per esaer centro di ricchezze e di popolo fanno per co^ dire uffi:* 
eio di cuore alle re^ioni, in quelle oitt^ grandi che, tanto nel ripopolanii, come 
sempre ayyien loro, d^etk in et4 cogU abitatori delie campagne e delle province con- 
finanii, quanto nel continuo promuovere a bene proprio ed aitrui il traffico d^ogni 
genere di cose , yengono in cpgnizione come di esse cosi de' vocaboli opportuni 
a rappresentarle con una faciiita e larghezza negata alle citta ed alle terre mi- 
nori. 1 Dizionarj spiegano questa necessarian, condtzion delle cose a maraviglia, 
giacch^ aperti in nn casolare non trovano. chi gP intenda , in un borgo o in 
una ciiladuzza appena per uno o due terzi di se stessi riescono a farsi com- 
prendere, mentre in una capitate yengono nella totalita loi*o pienamente inUsi* 
Fercio non ^ da yedere irragiouevole che il dialetto fiorentino , buon germe della 
lingua scritta perche favella graziosa, e faveila d''un luogo che divanza in' po* 
polo, arti, dottrine, e ricchezze tutti gli altri luoghi di Toscana isolatamente con* 
siderati, sia preferito all^uopo come queUo che delle ricchezze locali relative ha 
da natura dovizia di voci , e delle ivi inesistenti farli di corto suoi naturali qnei 
vocaboli che gli altri paesi di Toscana ricchi di quelli sapranno somministrargli, 
£ se le voci agrarie che ad esso contribuiranno (insieme cogli oggetti) i Pisto- 
jesi , i Prates! , i Pisani , i Maremmani , se quelle minerarie che i Sanesi , se 
quelle piscatorie e marinaresche che i Livornesi non basteranno al bisogno della 
lingua scritta, ove TAccademia si tenga solo amichevole sua promotrice, ella 
sapra di leggieri rinlracciare fra le allre genti italiane le voci necessarie, e quelle 
sonuninistrarie senza detrimento dell"^ idioma preferito, e preferito con quelLanoa 
ingiusta predilezione per'cui tanti dotti Italiani si recano in Firenze e non al- 
trove a raccorre que' vocaboli tecnici de"* quali ^ difetto ne' vocabolarj \ fra i 
quuli dotti merita special menzionc rcsimio caval. Carena che pel Vocabolario 
tccnico onde siamo da lui spcrausati raccolse pure le voci nella deliziosa Firenze. 



esistenti nei cosi detti testi di lingua ; volere V Accademia adope-t 
rarsi efficacemente non gia neir agghiacciare le menti capaci d* ar- ^ , 
ricchire la favella , ma si nell* infrenare la matta liceaza di colo- 
ro clie yorrebbero tornar la lingua illustre della nazione a quelle 
della Torre di Nembrotte ; non tenersi essa da piii de* buoni reggi- 
tori delle nazioni i quali non temono di perdere rispetto allorchi 
vengono temperando le leggi secondo la temperie diversa delle eA 
o confesftando nella legge d^oggidi Terrore se dalPerrore era stata 
dettata la legge di jeri che intendono con quella abrogare , ed essere 
perci6 animo suo di rettificare gli errori in cut fosse caduta ogni 
Tolta che V utile della scienza il richieda ; corteggio piu che legge 
alia filosofia della lingua scritta voler essa costitoire gli esempi; IV 
pera sua voler essa impiegare acci6 che la lingua non rinvilisca 
nelle scritture in faccia al mondo per quel mal governo delle voci 
dottrinali o derivanti da altri idiomi che suol fare ogni volgo per 
aggraziato ch^ei sia, e curare che tali voci s^annestino nella lingua 
in modo da piagentarne si la natura e il ritmo, ma non mai con- 
trariar brnttamente Tetimologia e la gramatica; voler ella essere 
mantenitrice costante dei dettami ortologici, ortografici e gramaticali 
d^ ogni genere una volta stabiliti , ma accettatrice altresi facile e ar- 
rendevole de* vocaboli e modi novelli utili additatori di nuove utili 
idee , e come tali consentiti o dair opinion generale della colta Ita- 
lia , o dal diritto che pare si competa a chi arricchisce la Societal di 
utiU trovati d^imporre anche.loro i nomignoli opportuni; e per fine 
intender essa di fiirsi introdnttrice nel tesoro della lingua di siffatte 
nuove ricchezze, purche.degne delTe gii esistenti, con quella solleci- 
tudine maggiore che la natura de" tempi sia per domandarle a pro 
dei viventi di ciasc^na et%. Tali princip} sembreranno a parecchi 
non sufficiente malleveria airautorita accademica perche concessori 
di alcun diritto a quella della pubblica opinione ; ma nel rispetto ' 
della lingua Tesperienza del passato fa portare avviso che questa pub- 
blica opinione ( non tanto difficile a riconoscersi per chiunque abbia 
animo imparziale) sia cosi fiitta da volgersi facilmente al bene quan- 
ta volte la mano accademica ve la sappia con gentilezza piegare , 
come di dare nel peggio ogni volta ch^ella voglia o despoticamente 
dominarla , o per istracchezza e nonciiranza abbandonarla onnuia- 
mente a se stessa. Percio dove T Accademia venga accomodando le 
proprie vedute ai tempi, e, stendendo a tntta Italia la caritadelna- 
tio loco, ami esserci, piil che dominatrice, antoriti conservatrice della 
fiivella , v"* i da vivere sicuri che il di lei freno sar^ riconosciuto 
salutare e agevolmente rispettato da ogni uoino ragionevole, perche 
freno tendente a fare si che la lingua italiana, destinata come ogni 



xvxn 
degU oggetti, di preferenza in qaelli aoggeridici dairAccademia come 
equivalead nella lingua, scritta. A sedare non pertanto in alcana parte 
la gia detta lamentanza, come feci ricorso ad altri yocabolarj e scrit- 
tori qoando mi venne mend Tajuto delFAccademia , coei pure tenni 
conto del parlare odierno di Toecana per quanto mi fa noto, e» sem* 
pre pi& animosamente allorche ne trovai .testimonianza ne^libri di 
qaegli egregi acrittori che ooorano anche oggidi qaella bella con- 
trada (6). Di quel parlare per6 che nei ricapiti de^boctega) e nelle 



(6) Delia condizione d«^ semplici Tocaboli suol eisere minor gelosia che non 
di quella delle fonne del la favella anche presao chi ai atudia di conserrarla nella 
nativa purezia. A veder pero ben addenlro t aembra che anche in questo Tigoardo 
si vorria badare di non dar troppo nello 8ciollo» giacch^ quei yocaboli alia fin 
fine sono pur le molecole a cosi dire di questo corpo che nominiamo lingua, 
come le forme ne sono per cosi dire la forsa d'^affiniti compositrice e conser- 
Tatrice; e se in quelle molecole si Terrft, ool Irapassare di liberty in liberty, a 
concedere eterogeneiU eccessivi • di forza verra ad alterarsi tutto il corpo della 
favella per lo squilibrio che ne conseguiler^ nella foria d^affinita relativa. La 
storia della nostra lingua dica se io parli il vero accennando a chiunque pid 
o men Tive in essa le forme della madre sua secondo che pi£i o men viro fu 
in lei il tramutarsi dei vocaboli latini nei celtici, e Tinlrodursi con arti no- 
Telle slraniere Tocaboli stranieri o di conio novello. Io ho veduto ne^mano- 
scritti di poeti degnissimi di tal nome certi rimarietti di nudi Tocaboli segnati 
al margine aver servito in quelle boue talvolta ad esporre un*idea preoon- 
cetta , e tal altra a tramutare questa medesima idea in alcuna afiatto diverse , ed 
ora a sviluppar nuove idee accessorie , ed ora a rivolgere V idea dominante nei 
soggetto per via tutta nuova e da que^ semplici vocaboli additata. Prova che con 
reciproca aiione come le idee sfbrzano la lingua , cosi la lingua risveglia e sforza 
talora le idee j prova che i nudi vocaboli 9 e specialmente quelli di esai che rap- 
presentano co6e» soli sono le molecole vere della favella » e insieme colie idee 
effetto e causa. Questa natura costitutiva delle voci h quella che ci avvisa giuata 
r accusa di traviamento che molti fanno alia poesia italiana odierna perchd 
trascende a yestir con vocaboli troppo umili le idee di sollevata natura quali 
vogliono essere generalmente parlando le poetiche; e forse questa stessa mo- 
lecolarilk pu6 servire a spiegbrci quel singolar fenomeno mentale per cni'tanti 
poeti degnissimi dd nome ae scrivono nei proprio dialetto diventano da men che 
prosatori insulsi ove scrivano nella lingua illustre nazionale. Per questo riguardo 
adunquc di non dar troppo nello sciolto io ho posto massima in questo libro di 
.yoltare i yocaboli milanesi in quelli italiani scritti gia consagrati ne' vocabolarj 
migliori italiani; per6 onde agevolare a^miei concittadini anche Tintelligenza di 
quelle molle voci che in essi non sono, e che molti scrittori odiemi usano ne^ 
Topere loro traendole dal parlar de* Toscani, alle rispondenze della lingua scritta 
gi& consacrata io ho aggiunto spesse volte quanti sinonimi parlali toscani mi sono 
venuti a cognizione. Nei quale proposito sembrer4 anzi a qualcuno che ia abbia 
fin con troppo studio ricercato e nd parlar vivo, e ne*' molti scrittori famiglia- 
ri, comici, bemieschi, tecnologici di quella contrada, yocaboli dissimili nella 
forma, abbenche pari di significazione, da quelli registrati nella Crusca, e simi- 
glianti ai nostralij e forse taluno m^accusera di aver yoluto con cio corteggiare 



XIX 

fktture mercantili toscane io trovai intarsiato ia ogni riga di idiomi 
diversi , forse ad oggetto di trovare inteaditori id tutti que* Iimh 
ghi ne"* qnali soa destinati a correre qae* rieapiti e quelle fiittu^ 
re, io noD feci uso che aei casi dispeiati « e aocennaado sempce la 
torUdezza della foate. 



ropinione di chi seate licenztosamente nolle cose della favettaf e insozza le 
proprie scriiture coo quella beatamente facile lipgua italiana ch^ei sa compdrsi 
racoonciando capo e coda di voci e frasi vemacole con poca saldattu^a 
del bellissimo noslro idioma. Ma dell'^accusa mi salvi presso chi pensa dril- 
tamente Tosservare altra cosa essere il mostrare cHe di parecchi vocaboli 
sia comime Paso a due popoli, ed altra rinferime conseguenza che la lingua 
scritta loro si debba percid simigliare. Gbe i contadini toscant, ebe i popolari 
toscaniabbiano assai locuzioni similissinie alle milanesit e dissimili da quelle per 
eguali sigoificati addolte ne^vocabolarj^ io nol negberb certo^ ch^ anzi potrei a 
cento prove dimostrare che il pariar del contadini di Toscana somiglia quiche 
oggidl infinitamente a quello dei nostri contadini colligiani , mentre che i cittadini 
nostri e quei di Toscaua hanno smarrito parte di quelle locuzioni agguagliantisi coi 
respettivi loro contadini le quali altre volte erano fra di essi comuni. Ma questo 
non importa la eonseguenza cbe la lingua scritta s* abbia a tdrre cosl alia cieea 
B^ da quei contadini ni da quei popolari neppure pei vocaboli, obi troppa 
sconcezza sarebbe il torre tali quali neppur quesli da coloro cbe mandano alia 
bella V agUocriso f il tolilpane e il /Fiarcs^o ( Tancia I, i). Credereste voi che 
chi Yolesse scrivere un milanese da presentare a magistrati Io scriverebbe 
tale quale sentesi nelle nostre Bosinaie o nel nostro ^erzee? E un toscano a 
egual fine Io cercberebbero mai i Toscani alia Crezia del loro amenissimo Zuk- 
noniy a qnella Crezia cbe se ne'mpipa d^ poeti di praiea e di parcheUo? E 
gli awocati veneti, cbe pur peroravano in dialetto* crediamo noi cbe usas* 
sero il.firaseggiare de"* Castellani o dei Niccolotti? L^ Avvocato veneziano del 
Goldoni parla forse cosl come il suo Tonin e le sue Chiozzulte? La chiosa 
viene come il getto, e cost le parole secondo le bocche ond'^cUe escono; ed 
« cio tanto vero, cbe anche le idee o inesatte o false o ignobili cbe dalle 
bocche ineducate traggono un pari linguaggio* dalle educate cscono senza pur 
Yolerlo lioritc per modo neUe forme cb^ e^ ci vuole del buono a riconoscerle per 
quel cVelle sono nella sostanza. Quel Pietro cittadino che innamorato della Taa- 
cia Gontadina (atto I, sc. 5**) la chiama a s^ col suo cautare, ancordie usi al- 
Tuopo idee contadinescbe, noa si fa per6 a vestirle coll^ illustre volgare di Ciapino 
o di Cecco, ma le esprime col vero idioma illustre cercando un capo gfUriandato 
di nepiiella si^ ma npn gia grillandato di gniepitella, Coloro che pensano ogni 
voce purchd parlata esser buona in ogni scrittura avrcbbero pure a ricordarsi 
cbe Io stesso Davanzati « usator grande di simili impropriety detlategli da troppo 
amore di volgaresimo , confessava pero la massima.che i modi volgari siffatti 
siano da usarsi solo posti in bocca di persone, basse per fame piu viva di- 
pintura» e diceva che ogni patria toscana avrebbe dovuto scrivere come favella* 
favellando per6 con^e usano i nobili di essa (*). Percio sebbene alia penna 
dei bravi scrittori comici e berneschi il pariar dozzinale toscano somminislri 

(*> Annali di Tarito, libra 1 poitilU $7 — Lettera 6 1.* al BargagU nelle Prose fiorentine 
jarte 4.«, ^ol. S.', pag. ia3. . , 



XX 

' Moke voci milaiiiesi , e specialmente voci d' arti , si traveranoo 
sassegttite da var j piintmi e spiegate si , ma sprovviste di oorrispoa- 
denza italiana. Queste ritengansi voci alle quali io non seppi tro- 
vare quella corrispondenza in nessuna delle foati sovFaccennate; ad 
alcuni o piu diligent! o piii avvedati lettori di me aara facile sosti- 
tuire a varj di que* pantini le locuzioni degli scrittori ; agU altri , 
potxa chi ha famigliare commercio con i Toscani sostitoire con&ci- 
lith quelle voci deiruso loro che la mancanza assolnta di qael com- 
mercio e i miei vincoli attuali non mi lasciarono m6do di avere da 
essi. Ad agevolare altrui Tempitura di siffatte lacune mi studiai di 
arreear della voce vernacola una esattissima definizione e di ajutarla 
con quelle voci di altre lingue che mi parvero sue eqoivalenti, e 
volli altresi tutte in carta incoUata e da cio le copie del libro. 

Una seihplice occhiata data ai nostri Statuti e ai nostri Bandi, 
ed ai Trattati agrarj, economici o tecnici dei nostri scrittori mila- 
nesi , basta per farci avveduti degU infiniti lombardesimi che devono 
rendere quelle opere dilBcili a intendersi per chi non sia milanese, 
e percio meno pregiate fra gli altri Italiani di quel che non s^ad- 
dica al molto merito loro. Anche i nostri scrittori sogliono in questo 
proposito imitare quelli d^ogni altra provincia italiana i quali tntti, 
o vuoi perche trovino deficienza ne' dizionarj italiani de' vocaboli 
della loro materia, o vuoi per desiderio d^utilita municipale, sogliono 



belHssimi partiti , e vivezze e arguzie graziosissime , non per ianto se ne puo in- 
ferirc che quel parlare sia quello da tisarsi senza piu da tutta la nazione e come 
lingua scrkta; ch^ di ira tal parlare si vorra fare ihchiesla in ognicaso a qnella 
parte del popolo toscano che sa raffiuare quel dozzinal favellare e. recarlb a 
tale degnita. I Francesi anborche nella loro Parigi abbiano una plebe non infc- 
riore a quella dei Camaldoli in natural briositk di loqnela^ non percid slimano 
ii parlare di quella sia il parlar nazionale e trasporiabile alia favella scritta ; le 
vbci, le frasi, le cadenze delle lor donne della Halle e di quanto volgo capita 
da .tutta Francia a quel mcrcato non so no gi^ adottate da essi come le odono 
iiscir di quelle bocche ; ma si cribrate che siano e ripulite d*ogni mondiglia da 
quante genti cortigiane noyera pure quel fuoco maraviglioso di civilt^, vengono 
universalmente ricevute come daglt scrittori cosl anche dair Accademia che le 
ripone nell* erario della favella illustre nazionale. L** uso vivente vuoi essere in- 
frenato da un altr^uso piii vecchio di lui, cio6 da quello dei buoni scrittori, 
diceva il Salvini (*), il quale maneggiando la sua furia se lo guadagni, e cor-^ 
reggendolo senza parer suo fatto V obhlighi , cioe il fermi , il rassodi nello stesso 
tempo. Di quei sinonimi dunque che io qui registro come tratti dal vivo par^ 
lare di Toscana si giovi pure chi ha buon senno allorche il buon senno glieli 
diraben allogati in alcuna scrittura secondo la specinlita dei casi; ma non perda 
^ di vista nc anco il vecchio consiglio di quello stesso buon senno del non lasciar 
la via vecchia per la nuova se non ne ha gravissime ragioni. 

(*) Ncllc Prose fiorcntine parte 3.' , vol. a." , pag. 97. 



XXI 

iatirodurre aeU^-opere loro milie voci vemaoole tin ookal, poco ag^> 
gnunmalicate. Allorche io procacciava locaziotii pel mto Vocabolasiof 
mantovaDO io trovava lo steMo meado negU Statad e nei Trat-i 
taci degli egr^ Mateoiatici di quella provincia; e io durava spesso 
ibtica a cbmprendere pognam caso nel Mari una Voce mantpvana che 
nello identico signiticato m* era rioscita misteriosa nn di nel GaUeaio; 
perche cremoneae, nn altro nel Guerrini perchd milanesere un al«- 
tro nel Bevilacqoa perche ferrarese; e tanto pii^ difficile mi rinaciva. 
qoanto piiik Fautore 8^ era stadiato di masch^rar la voce allaiitaliaiia.. 
Qnesra medesima pecca rende fra noi Lombardi meno diffiise e pre-» 
giate che non meridno tante belle opere dei valend a^onomi che 
vanta oggidi la .Toscana , appnnto perche non intendiamo le direrBe 
voci dei varj dialetti toecani ch* e$si adoperano a denotare talvolta 
nn medeeimo oggetto, e delle quali non troviamo spiegazione nA im 
essi perchd , abitaad a crederle moneta oorrente, la reputano saperflua^t 
altrui J ni nei vocabolarj speciali dei loro dialetd perche nessnn t 
Toscano voile sin qui giovarne gli altri Italiani che pur ne toreb- 
bero desiderosi (7), ne nei vocabolarj generali italiani « forse perchd le 
reputano, come vernacole, non proprie delta lingua generate d* Italia. 
Io ho quindi accuratamente registrate tutte quelle voci di simil na- 
tura che nelle mie letture ho potuto raccogliere, e dato loro Top- 
portona corrispondenza italiana se certo di non errare^ o definitele 
meglio che seppi v^ho lasciato campo ad allogarvi da canto quelle voci 
che si repntassero sostituibili come degne della lingua illustre della 
nasdone. £ mi giova sperare che in questo riguardo potrjl questo 
Hbro riufldr utile anche fuori delle patrie mura, perche dicifratore 
delle scritture notarili, ingegneresche, mercantili le quali, ancorche 



(7) '< Una cosa, una sola cosa e necessario che i Toscani facciano; dare a 
ff conoscere agP Italiani la lingua ch^ei parlano tuKa quanfe; in allora si rico- 
i# noscerebbe esser piu rara che non si pensi la mancanza in Toscana di voci 
f* o frasi equiyalenti alle men pure che altri usurpano nei rin^anenti dialetti 
99 d' Italia {Jniologia di Firenze del 1829 torn, xxzr, p, no) *- I Toscani pre- 
ft sterebbero importantissimo seryigio alle lettcre dov'*egIino compilassero per 

99 ciasciin dialetto della loro nazione un vocabolario speciale ch^ tutta 

99 Italia potrebbe allora farsi proprie le voci loro piu belle e pid significatiye» 
99 e per tal guisa provyederebbe al bisogno di spiegare le sue idee con parole 
99 acconce e da essere uniyersalmente intese m (Gherurdini Fbc, prefax, p, jx). — « 
Egco un solo e medesimo desiderio che PAccademia potrebbe forse meglio di 
chinnque appagare soddisfacendo al tempo stesso ai due fini dlflferenti onde 
muoye; e cid coirindicare in un** opera tutta quanta quella lingua » e col proporre 
in un^altra, cio£ nel Vocabolario* quelle yoci di cssa che giudicasse le piu belle, 
piii significative e pi& acconce ad essere uniyersalmente intese ^ e tali riuscir do- 
vrebbero , s^io non erro 9 quelle che si nconoscesscro comuni in sostanza al pi^ 
delle genti italiane. 

c 



xxn 
stese ooa vedute ristrette al raggto manicipde, trapetsttio aaaai Volte 
per le traiisasioni aocjoli ai loatani, peiqnali rimarrebbero in. moke 
loro parti uq mistero senza il preaente sussidio. 
• I nostri letterati solevano per lo addietro £u:e. soggetto dei loro 
scritd le glorie nazionali o mimicipali ; . <^idi iavece molti di esai 
amano farsi Cronisti^ piii. o meno el^and e sinceri aecoodo che 
piik o men dotti e imagutosi^ delle pecche rimproverd^MU nelle eta 
trascorse alle varie noatre gcmti, e quelle ^ adornate con millefiorel- 
lini munidpali e con titoli di singolar gentilezza, presentare cpaai 
nuovo Principe del Segretario 6orentino a soggetto di meditazione 
italiana. Anche per qoesto lato potrk giovare queato mio Vocabokrio 
per la cura che io mi aono dato di spiegare in eeso, come in sede 
loro naturale, tutte quelle voci che rimangono nel parlar noatro a 
teatimonianza di sioiili minnzie atoriche od economiche municipal! 
ae degne per alcnn riguardo di spieg^one, o di rimandare aUe fonti 
opportune 6e men che interessanti e vantaggiose. 

I noini vemacoli degli oggetti natucaU sono ricoooaciuti corredo 
Hon inutile nelle opere dei sistematici , e specialmente da che i na- 
turalistl si sono lasdati andare a denotare assai volte con essi le sot-- 
tovariet^ de* generi e delle specie loro. Ai Vocabolaristi* dei dialetti 
delle diverse provincie d* Italia corre special dovere di somminiatrare 
qoesto corredo per la parte propria ciascuno; e percio d^li oggetti 
dei tre regni della natnra io ho addotto , come piii seppi , tutti quei 
nomi vemacoli che se ne sentoao nelle varie parti del Milanese, ag- 
gingnendbvi sempre i nomi dei sistematici, e le descxizioni piii op- 
portune per quelli di essi dei quali o non conobbi il nome scienti- 
fico o dubitai della esatta corrispondenza del nome addotta 

II dialetto milanese vanta fra^proprj scrittori nomi iUustri in tutta 
Italia per altre glorie, come sono quelli dei Lomazzo, dei Ceva, dei 
Giulini, de^Parini, de^Bossi, dei Zanoja, e s^onora anche oggigiorno 
di que^d^un Grossi che, valente commotor del cuore, lo mostrd atto 
ad esprimeme i piu teneri affetti, e d*un Raiberti che con bell*ar- 
dire lo sforzo a mutare in oraziana la propria natura plautina. II Lar-* 
ghi, il Birago , il Corio, il Balestrieri, il Garioni, il Pellizzoni, il Bel- 
lati, il Pertusati e molti altri (8) , quale per amenita di stile , quale 
per facility di verseggiatura , quale per moralita, e quale per lepore 
di concetti , seppero farlo gradita lettura a noi suoi parlatori* II Maggi 
poi ed il Porta stesero fin oltremonti le glorie del nostro dialetto* 

(8) Veggaiul per disteso ncordati i pid conosciuti neirindice degli autori. 
Di parecchi anontmi » scritlori non invenusti di pocsie volanti o di almanacchi 9 
s^e taciuto per non essere led to senza loro concessione aUare quel velo soUo 
cui amarono celarsi. 



jrxtii 
it primo con tiBarlo a volgere gli animi a qoella iitmofia die nel 
ben conmne ci £i trorare ogni aostto bene partioobure, 'e ci6 oeu 
tntta qnella schiettezza e piaoezza di mo<& die faono ritratta del«- 
rottimo cQCMre; il seoondo pudroueggiandola. a ihtMlo sao e obbfigan^- 
dolo o a radduire a qaeUa medesima * ackiettezaa cbe il Maggi con 
*natarali pianisaimi racoooii, o a dipignere con mngolar pennello le 
veneri della Mosa erodea popolaret o <x>n vena lueianeftca a ftferzace 
ogni genere d^erba parasita sociale, e irridere* le aberraziooi: ddh 
mente mnana o le ideecredote tali. Ndie dcrhtwe di tanti begPin^ 
gegni a* incontrano locozioni nsoite d^uso oggidi'o alltunvi; a^fatti la 
tm. memoria va venendo fneno fini nbi. Nel-regMCrare perei^in'qaeetb 
libro tutti' i "rocaboli e i mcfdi usati dai gti' detti gcr)ttKMri ho altred 
poeta particolar diltgenza in qaelli di- essi che nii piirvero: factlmelite 
bkognosi d^interpretasione o per ooi steMi*^ pei liimri'IVIilanesi, « 
dickiarandoli meglioch^seppl rtndiiS, p«r*q«tttb i&'minr^ 'dfT8»* 
dene piana anche alLe etii. venture Tititelligeaeandi: quelle tante bel- 
Topere volte idr ittmzione o al- diletto de^ xniei' ooinpatriotti; 

Innegabile testimonio ddrafBato divirio nella mente umana.dla 
poMuusa ana di penetnufe in parte-fin nelh itiiiiina*oestiCMiiiiiedegriBh 
finiti esseri dd Cceato, e di rendiene in > gran parte agiervblmeme coo- 
cepibili a offn mente- compagna totti qdei moti' die in essa cagiom 
t> la vista di qnegli esseri e il mirabil partiio cVdla ne -sa ttiarre 
a comnn pro con finille infinite anconeaziodi^ 0- la ^iMttodliir&zioM: di 
ae atessa e d* ogni minimo auo sSktUk Ddla Utniaaiezza pert di qnella 
ateraa mente fanno pur ibestimomo e ia' nei^ia^dietneottuiide T'aetMM 
ai totto ch^dla vnole spignerai nella ekmentariti •dr'qnegK loggettis e 
la difficalii ckie incentra aia nel dipigher^ eon caratteri tiniti e iii<H- 
libili le varierii infinite per le qoali si sogtiono distingnere run dai- 
Faltro nelle respettive loro specie^ sia nel trovar parole a^egaace fi 
manifestare, eosi al vivo come sa- pur fiire ntia'sempUce aria di vlso, 
la singolare oscillariti dei moti che si risv^liano ia essa ad ognt-itt- 
tema od estenai affieizione. In qnesta difficokk hapoo radice le»Unte 
definizioni errate nei nostri vocaboliir|, 'facile querimoniEa di' moltiii 
qnale, nobilitata gla dalle vennstissime prose del Moiftr, viene og- 
gimai in gran parte' acthetando il Gli^rardiiri conaiii^plare avvicmt- 
damento di venusta e di rdbostezza - fin qui aenaa; {^jijAl ^qiieMa 
magagntf, graviMima 'pet veritane^n^tri-dizionarj' italiani , anck-io 
ho procacciato secondo n^ potere di timediare' ing^iimdomi' di 
meglio spiegare tutti 'quel vocaboli o mcdi i quali mi parve trovare 
mal defittiti hd vocabdarj generali ddia lingua, e dl h^n^ d^ioii^ 
quei moltiasimi che per non i^ver voce rappresentacivb ia .qAe'vasea- 
bobur) erano aempre pii!^ n^cessitosi di dipintura a v^j^^che par 



joQ disia assegioato loro alcon voeabolo italiano carnspondentev e ctiA 
|mre tutti que* vocaboli e modi che per dcuna ambiguita o diffioolta 
•d'acceaione^ riferibiile cost al.dialetto come alia lingua , mi parvero aa- 
-che in un vocabdario vernacolo utilmente definitL Ho ooiesaa ogni d&- 
£nizkme in quelle voci di fUHvenalksima c<^nizione la definizioa delle 
<}uali sarebbe stata inutile perch6 noa sufqwnihile oercata da aesenno 
a on dianonario di dialeeto , come* 8ard>be a dire in Anuria^ £drba.y 
JBiccer, Cceur^ Legn^ Corwersmzionj Ca/yia( gabbia), Nds^ Bonida, ecc^ 
•YOC9boli cbe il neme siesso ci definisce assai meglio d*(^ni defiouskn 
ilej^ a quel mode che i nooii di Pietro, Francesco, Giovanni di sn- 
•bUo ci: stampano nella. mente T imagine di que'no9tri an^ che li 
:poriiano acisai pid tiya di quel cbe non saprebbe mai fare aUri coU^ef- 
iigiariQeli in- parole. Si leggerannb itlvece definiti BaheuUy Babaniua, 
JBanbacdfii Cors^ ecc con alcuna diversity dai vocabolarj della lingua; 
^trnpiameote rdefinitiM^baoErert, Asian ^ Baroccdda, BUcer de cdcda^ Bor^ 
4m, CapeUa^ Qumrem, C^pioCgerla), ecc.<.ecc, perche mancanti di 
rappresientativa i&; queVvocabdaij ; e definiti pure Angerdu^ Biimun^ 
.Compensd , e fiimili /per le dUbbiezze cui danno luogo, ed a cui e 
-bene soccoccere immediate gensBa ximandare i lettori da libroalibro. 
• Ai yo^boli Tappreaentonti . efiaeri dei tre regni naturali . ho «empre 
iaggiunta altresi la voce latiua dei aistematici , e queata come una 
-semidefiaizione ^ditante altrdi la via di ehiarirsene piehamente alle 
fonti opportiane ; e aenza tramutare ii . Vocabolario in un rLardellato 
rdi:,atoiiia naturale. larinciftta.per jil&bero.ho piire -soggiunta in qaeste 
'¥iQci qjoalche parm- d^sorifislone* e notizia ogni yolta che mi pwve aa- 
'^olutement^ necestorla* Nelle Voci indicanti i giUochi mi sono allar- 
g^to in dedarisioni , come quelle che ne 'riescono le migliori dcfini- 
-tioni, giacche in pratica ho riconosciuto la vaiieti loro eaaer talefra 
paese e paese, che ne risulta per es&i quel medesimo che per le 
^misure e pei pesi » vale a dire sotto i medeaimi nomi rappresentarst 
val^ri onninaroente diversi. 

' Uortografia ha per iscopo di rapprestotare quanto m^lio si possa 
Tadcento:, il ritmo^ Taffetto del parlare e la retta pronunzia delle 
voci i>nd* ei si compone. Nelle lingue illustii ddle nazioni gli scrit* 
tori' che -leJsogliQt^ gQveraare hanno cura che TortograBa niddiriszi 
}Ove:Oceorr0.'l9 prpriunzia secondo i dettami dell^etimologia in ogni 
<8ua acce.zlon<e; taei dialetti il popcdo, aasoluto loro signore^.aon con- 
icede a chi y impaccia di mettere in carta il suo favellare ch^ei si 
prenda questa briga ortt>gtafiea<,. e,.ioso9erente d^ogni dettamel eti- 
mologico se non e suo indigene, non altro esige dliwlui faocche la 
-eaatta rappxesenta^ione della propria pronunzia A obbedido.in tale 
intento clu, flci^vf^ in.Jilft dialfitto deye piegarsi ami .tutto.aU'ttsogii 



ixxr 
invabo n^a plondit^ deHe stampe e 'dei'>iii4iiMdrittt v (ioine'qacdfo 
ehe tacitmente diohian^ per quel Verso cmHegiiito loiflQupba^ijoo 
chi del piu, e solo neicasi impaceiatio indeciu conformarsi^pie* 
ferensui jUe regole ohe n^ casi corrupondenti n siegiaoiio in quetta 
iingaa iliiutre aUa quale, si rifcnsce il dialetto. Sempre per6,^«i vnole 
ware qnesto rignarA) di non fiore trbppo sciidacqaQ di segiii)'diatiii<- 
tivi, perdid, cpme ogai nnuazaame eccessivo finisce in confusiode* 
cosi anche una bosoegUa di segni ortografici, anziche ajutare.disajtita 
illettore, il quale se d paiesauov andie iseuza troppi segniy ben-aa 
dalla figm delle vocre dal conteato della sposisiioiie rilevarae e praf^- 
-ferirne il valore , e se e straniero come e ra^o ohei ili sappia mm. 
bene, cost sark gran miracolo di^ei ndi sappia seinpre mcno se vitoe 
a dare in quella intricata boscaglia (9). Che se nel rappresentare le 
Toci, e specialmente quelle eipuvbche, ambigue, o mahdaDe attonso 
am qui in Varia forma secondo i Tinrj oervelli v pare bene-tt' takmo 
lo soestarsi pare dall* usanza , < e^ si dei6 r jcordare che il somt»ere di 
fronte' ogni> uso inretdrlta in pochi. casi d lodevole , in tuttt d per 
liglioso e d^esito assai volte iofelioe ; e percid proeacdar d'^imitare 
la ^can maestra delle transizioDi, e Toise la sola Storica veritiera 
<ddl' uomO) la ModaJ Da essa g|U conviene* iinparare ; che s^ eUa-^ 
vool mandare in odio le barbe, non Lo ia gia.toodendo d^un.oolpo 
r uomo come iih momione , ma: sibbene riducendo la • barba pienii' e 



(9) Nei libri assai cose yoglionsi par rimettere nella inteUigenza dei ietton, 
^mslcome nei negosj varie seue voglion6 abbandonare alia fiede di'dii gll am- 
ininistra; e se hi questi riescono utalile prime^ ■ e nocive le seconds » lerte^ qaarht 
-eontiroUerie come le^ai soglion chiamare,' andie in quelli torDano- utili i-aegu 
dislintivi principalis e dbiitili gli accessor j, nioltiplieiy iaftricati* Jo bo.iseiiQ- 
sciuto un chimioo^ yalenfte il iptale, imparando la lingua greca per ben Valiitace 
i neologismi ddla sua ^cienza* sentiTasi venir meno al dare in qnegU. spiriti 
ch^egli cbiamava diaToU greci^ ed 10 stessa, allorch^ giovanetio.imj^a^ceiitaTa 
qoattro ^«>caboU Sf^iflesi^. cento volte m^ineoUariva col Gand^areUi < per essergli 
,«adato iB.mente>dituite Uitte accentbar le -voet d'un- Virgilia IradoUo daBryden 
capitatomi aUe raani dope aver servitQ per istudioa quelle sfoctuneto yalentaomo. 
Aache nei diaionarj* che par sono libri destinati a momenlauea .consulted' e hooi 
a eoniinuata lettnra, raccesso dei segni disiintivi ci vume a lio}a4 Nel Vocabo^ 
lario reggiano«*ita]iano per es. le tante lete con accenti circonflfessi vdlti aUTIbsii 
-o all'iagiii per deiioudle dolci o aspre sono dayyero aha roorte^ e se il Diiio|- 
*nario brlologico inglese delWaiker, se qnelio ontyersale iialiano slaitipaia/dal 
Ttvmaler^.se le Regie Pacnassi.polessero aarraroi viyantente il faito loDO«*<erlo 
che ci direbbero esser loro toccati pochi ringraiiamenti per 'rs|ttto dato con 
<qiie^tAnli lor segni' agli sliidiosiy e assai pi Ji rimbrotti per quel medesimi: segni 
ispesso errati per Tineyitabile fragility delle stampe, e sempre- lonpentcisi ; ooai 
aSgK occhi per la cenfasione che arreeaao nel idisUso deUa itftampa,' borne dUs 
msnti pel wmliniio obUigarle a rqK>riarsi agl^ladici espliosliyi*. • « 



rxxi 

fimnMA : sSia soggiegBJa e aUe* gote , e qimta pare rastxenuukb Tie 
▼iaiaUe^bmettes alia motca, edal pizeo penrienea farci gvadire 
aneo gF imberbi Ganimedi ; e> s\ eUa ce le vuol mettere in £iVore , 
1Mb inona gik d* im .colpo quel Ganimedi , ma risalendo a gcado a 
^ado per la scala gi&detta riesee in breve a rimettecci aott^oodiio 
Kfda, cento barbnmi disccdori clw per T addietro adorati « in %egSit» 
schemiti , ei vogliono oggi riscimare per abbonrirli poi nnoyamente 
col girare delle eta. I soddettl principj ho io segaito aocnratamente 
nel mio. }ibro. 6ii arcaismi ortc^rafici die ne rendono . quasi miite- 
riosi V poeti' TernaGoli nelle edizioni dei secoli sedicesimo e decihio* 
settimo, e i rimasugli di quegli arcaismi, che nelle edii^ioni del se* 
colo scorso rappresentano suoni oggigiomo innditi fra noi^ vennero da 
me onninamente abbandonati; e in gran parte hoaltresi abbandonate 
qnelle. novit& ortogcafiche leqaaU aU'eti nostra s* introdnsaero in 
qnalche stampa vemacola senza, fortuna di generale seqada (io). £ per 
ifigoardo a. qadUe voci le qaali andarono suuxra alle stamps in una 
veste ortografica mal conforme alia veritk deUa pronunzia loro, noa 
so ^'per caso o se pdr un malinteso jconformarsi airorti^rafia della 
lingiia illnstre naidonale , io ho procacciato di rendere omaggio d 
vero con quella parciti che sa renderlo toUerabile all^abmo^ avven^ 
curando. cioe mi^lio rappresentata la reak& della pronun^ in qoei 
aolr Tocabdi che di per se ' hanno a afolgorar ventieri i^U oochi 
d^ognuno ancorche awezzo a vederli scritti diversamente fin qui (i.i). 



' (ko) A Ndl besogna doncha impiastra V ab eon moiHu leter o Uret dm mit pa^ 
9$ ^^mra id leeib m •«— W BassS'l cb^ schisci'.on €eugg^ st^rvdld bocca. >#'£eco 
in due righedel Btffi e in una del Maggi una buona doxcink d^arcMSiai ortop- 
^a&ci dei quak non si yedra ombra nel mio libr6» giacoli^ la pronunsia mila*- 
nesis odierna, e per conseguenza ancHe Porto^aiia vorrebbero scritte quelle rigke 
oome siegue» conservando pure Tantica natura del parlare: n No besogna donca 
impiastrd V ib con meuif letter o tirett de mett pagura^ ecc. *f n Bassee el coo^ 
sduscee on^cBucc^ storgiL In bocoa* »». E cosi in.que^verii-.del Balestrien die .anr 
cKe nel 179$ si leggevano n Se ona donna l*e boUa '^ La fa on gnin4:atenaf\ 
Laird a taerra fker^ fi^^HS^ <bcc* » V ortt>grafia odiema rifiuta quegli ae di iaerm 
m Aijaer^ e soiive terra eferr, come lascia soiomqualche contadino i p/^c/iotf * 
ho' cercae^ eoc. de'versi susseguenti. Questi.e simili arcaismi ortografici' sono 
esclusi dal mio libro non gii perch^ io ignori quale lispelto sia dovuto aniche 
per questo lato agli scritti degli antichi generalmente p«*lando»> ma perche trat^ 
iandosi di opere yemacole, pii\ ciie alia curiositii diei>dottt, pet qnali dtraecid 
slanao ognora pronte le slampe .anliche^ si ruole nel mio caso badare alia 
utility generale dei lettori d^oggidi* 

(11) Noi Milanesi nel pronunziare il piik delle roci polisillabe sogliamo essere 
avaridi ^oppie consonanti nelle loro sillabe medie* ammetteadole in yece assat 
volte nelle inisiali e nelle finali de^yoeaboli cosi piaiai come tronchi. Per Io 
che laddovc i Tojcani e altri pdpoli detta Bassa lulia. pronnnaano .Accorddk^ 



MXVXt 

bt noa parola Tortografia in qiiesto libro iark tale, da poche op^ in 
fiiora, cpal e comanemente nella plnralitik deQe nostre stanipe venuH 
cole bdierne, e qain£ mppresentativa ddTattnale, non delkipaseatat 
proaunzia milaaese. lo noa fo di questo maggiori parole per. noa 
tnurrei lectori in lino >pina}o le cui delizi'e si yogliono tilttct riger- 
▼are ai gramatici di ptofeddione; che se alcnn d^essi, anurtore' delle- 
minutaglie ortografichc fin ancKe ne' dialetti , fosse par' vago di eh- 
trarvi, bastera ch^ei dia un.occliio alia nota (la) posta in pie di pa- 
gina per trovar Ivi specificate le regole da me professate in prpposito^ 



QiraUeref CarattenMMore ^ Cmeapw^ ecc*, noi^ iasieme eol piA doUe genti' 
cisapaiiMne, pronunMiao 9 ohi ben ne stfcoiti, Jebnl^ Cardieri OanUeritdj 
€Ucagna^ ecc.9 e dove esst dicoao lattej Betio^ S^cchio^ CwicMo^ Boeda^ 
Groppa^ecc snche noi pronttntismo lAeCi^ B^U^ Shcc^ (kwice^ Bbggia, Ctbppa^ eco. 
largheggiando iAsiimli addoppiature^ delle quali non ^ qui'il Inogo di esamtnare 
se r ammetterle not o il rifiutaiie dipenda ptnttosto dal snono deile Tocali ende 
sono accompagnate ohe da aitra qualunqua ragione. A un bell^ingegno Tenesiaiio- 
(Gritti lU'Acqua alia pag. a3)'pareTa gi& eosa di sovercltio pazza ed uuitiie il 
raddoppiare le leUere nelie parole d'un dialeUo nelh quali non si prommziano 
doppie^ e ccrto non sar4 persona ragionevole che possa dtssentire da iin tale 
arviso. Quella pazzia e iantiliti •'introdusse per6 nella pMralit^ deUe stampe 
vemacoie milanesi %\k da ollre due secoli , ed ts^ non che operar pasMmente 
e inuUfanente <^>erano anche inganneTolmente , giacch^ fanno leggei^ agU 
stranieri le cose nostre con tatt^altro snono ch^elle non s^abbiano in reQlt&i' 
Era qui il case di utilmente innovare neir ortografia del noslro dialetto; ma»' 
oonfesso il yero , io non mi sentii coraggio bastante per abbattere df on 
colpo tutta intiera la paendografia de* miei antecessori , sia per non inimi- 
carmi gli occhi di tutti avveui a qaella, sia per non distruggere quel po^ d^itile 
che da essa piir deriTa nel raddurre le identiche Toei alia purezca della lingua 
nauonale^ e nei conti'addistinguere alcuni yocaboli che noi pronnnsiamo a uno 
stesso modo come Cor (caro) e Csrr (carro), Gor (ceneracdolo) e Coir (correre),! 
Pure, tirato a forxa dal vero, awenturai di metier d^ accordo pronunzia e orto- 
grafia in alcuoe yoci di siffatto genere» scrivendo per es. BarzeUUat Aekss^ 
Jcusa9 Cwf^Mira* • non come le si veggono per lo piii scritte BarzeUhtta^ Acckss^^ 
Acciita^ Gd^oiTVf.lasciando poi Boggln^ Buffdn^ Cacciaddr e altrettali voci scritte 
per tal modo* ancorch^ in realU si pronunziino da noi per Bogin^ Bufdn^ Car* 
ciaddr^ ecc. Se questo mio tentatiyo meriii o no approvazione vedranno i miei 
coneittadioi; intanto perd io ho cercato di so v venire alle loro abitudini col regt?. 
Btrare ne*due modi anche le .piik stretlamente vemacoie tra le voci anzidette ,• 
per es« Cervelda^ Cervelde e simili con rimando a Cervdlda^ Cervellie^ ecc. 

(13) VA ha tre suoni fra noi; rimesso, vibrato 9 stemperato. Indico il primo 
lasciandolo senza segno » il secondo coir ac cento grave 9 il terzo col doppio a. 

L E ora ci suona chiusa » ora apei-ta , ora stemperata \ segno la prima col- 
Taccenlo acut0 9 la seconda col grave ^ la terza col doppio e; e quando clla 
ci suona aperta e stemperata a un tempo la nolo coUa dieresi. 

Vl ha tre suoni: rimessoy vibrato, stemperato: il primo si conosce dal non 
aver segno ^Icuno, il secoodo dail'^accento grave 9 il terzo dal 4oppio 1. 



Ad'c^ai' voce milaiiese ko appo8to nella sede al£ri)etica TaoecaUi 
delh parok' Begoendo le rcgole iortograiiche dietco aoceimate ; e 
non d^'ddie troache, sdracciole e bbdraeciofe ancke aUe piaiie. 



■ Anche UO oi snona ora chiusa ed ora •aperta^ Segno la prima cdU^aecente 
aca|U>9 la se^aiida <^ol grave— * J^qu igboro eMersi praticat^ diveraameiite da 
oltri., e ti:oya];si. anche in qualche stampa railanese cpsi antica come moderna 
segnatq il prime suono col dittongo (ranzese od, ed il secondo coU'accentO acuto. 
lo pero non amai di seguire il primo uso perchd't oltre a cagio'nar cbnfusione 
anche a chi sa di franzesO) induce cbi non ne sa a profferire il nostro o cbniso 
a quel modo che i Bolognesi profieriscono il loro Dotbur; e non il aecondo perelie 
doTe 8» rifletta '«sta>e p» uao non mai fin. qui Tiolato. di segnare coiraccenlo 
grave il stfono aperto che ha Va in varie deainenae . de^ verbi italiani.della prima. 
QOtnjugazione (/ondb » pairb^ f»ib^ ecc.)* si trovera da diiunque ragionevole il con^ 
formarai andhe nel resio a queato uso cosl generale — > DelPo chiusa sentonsi 
pure due altri auoni partioolari fria noi: Puno vibrato 9 e per lo piu ne^mono- 
aiUabi 9 come in So (sole), Faltro siemperaio come in Soo (10 so), Accenno il pri- 
mo eoUTacoeiato circonflesso; il secondo colla doppia vocale. Di questo secondo 
parve.ad.alcuni.dare 4iuona rappresentazione sorivendolo dittongato pure alia 
franxeset au. Ha s** e^ riguardano al come profieriscono i Francesi la parola 
Gtitt(collo) e a quelle con cui noi profieriamo la voce Coo (teate)* vedranno in 
un subito come la loro maniera sia falsa e da non imitarsi. Altri lo scrissero CS^ 
ma senaa porre mente al suono vibrato gik da me detto sopra di ^ e aimili, al 
ciuale non si saprebbe poi con . quale altro segno soccorrere. Ne si creda che 
questo doppio Of troyato nel contesto del Ubro senza Taccento che g}i si appone 
neUa sede alfabetica^ possa essere letto con quelle sdoppiamento di vocale che 
sentesi nelle voci itallanc E0O9C00 . Coordinator eqc.» giacche abiiuati come siamo 
a troyare quella sdoppiatura italiana solo nellV aperta, e a fare quel prolun-, 
gamento di suono miianese soltanto nell'^o chiusa « non ^ da credere cosi facil* 
oosa Tequivocare, come noi pu6 essere nel medesimo ooBlesto il leggore non 
accenluaio To di qualunque suono colla debita pronunziat giacche anche nel- 
Titaliano siamo avvezzi a fare altrettanto. 

VU9 ancorch^ simile di figure air a italiana, suona sempre tra not alia fran- 
sese; talvolta per6 rimesso, tal altra vibrato, e tal allra slempteralo. Nessun se- 
gno tndiea il pi*imo ; Taccento grave il secondo ; il doppio u il terzo. 

Noi abbiamo uh snono ignoto alia lingua illuslre della nazione, ed e un 
misto dio, die^ediu nostrale; e questo segaai eel trittongo franzese iEU, 
giaciche si profFerisce da noi per appunto come lo prolTeriscono i Francesi. Ta- 
luniyorrebbero rappresentare questo suono col semplice diltongo franzese EU; 
ma oltreche questo ha suono piu vibrato che non sia quelle del nostro (SU^ il 
quale tree alb stemperato (per lo che pi6 s^approssima al piemontese a s'piul 
nen che non al miianese parpcBura), oltreche molti, infin dal Maggi, usarono di 
prcferenza quel trittongo, a me parye quasi necessario usarlo per non indurre 
ambiguita in que^casi ne^quali VEU s'ha a pronunziare disleso, come in Rhana^ 
Reussl^ ecc. che noi profferiamo Bh-uma, Be-ussl^ e non Raeuma^ Rceussi — 
Questo suono (SO poi talora si pronuncia da noi rimesso , e tal altra yibratis- 
simo^ segno il primo coll^accento grave, il secondo col circonflesso. 



XXIX 

€081 per renderleia ogai caso dittiate da quelle , come per se- 
guare anche ia esse i suoni chiusi o aperti, rimessi o vibrati, di-r 
stesi o raccoUi delle vocali. Qaiadi Cdf Bdzzega^ Meda, Copen- 
ia y Nds , Nizz , Bicocca , Rocca , Toeii , Tosu , Seidmpa , Ghia si 



Noi abbiamo dovizia di suoni prolangati nelle slllabe final! ddle yoci •■ Alcani 
di quest! suoni simigliano quelli che sentonsi in ogni bocca ilaliana allorcbe legga 
2e esdamasioni Akl Deh! Doh! Ih! Uh!^ e quest i io rappresento (insieme al pid 
dei nostri scrittori vemacoli) col raddoppiare ia yocale, poiche Vh anche fra noi 
6 da riservarsi ad altri uffici. Percio chi leggera la voce Miscde (facile pagatore 
degli ailrui scottif hnon Colombo da pelare) avra a profierirla come sheila fosse 
scriita italianamente Misceh , non come s* intenderebbe italianamente Miscde per 
baaaecole. Cosi per es. nel nostro f^oHc(volete) i ^ue i non suonano come quelli 
delle voci italiane Restii o fTinc't ma come sonerebbero in f^orih se cosi si 
scrivesse* E cosi la voce Boiui (graochio tenero) s" avr^ a leggere non col suono 
che avrebbe nell* iuliano A>a(Boa constrictor L.)f n^ con quello che avrk Boawi 
se dai latino si trasportasse alia pronunxia contadinesca toscana* ma con quello 
che avrebbe italianamente scritto cosi Booh* Vi fu chi voUe segnare questi pro^ 
lungamenti di suoni collSnterporre una lineuzza fra le due vocali, scrivendo 
p. e. Misce-e;. ma oitrechi in molti casi e'*si cftdrdi>be in equivoci* Tesempio 
non trov6 imitatorif e venne riprovato dall'uso, tiranno se vuoisi, ma tiranno 
onnipossente nella provincia ortografica <^ Altri di siffatti suoni prolungati so- 
migliano a quello che sentesi neU* italiano f^e\ e questi 9 innascenti da vocali sus^r 
seguite da consonant! , male si distinguerebbero col raddoppiamento deila vocale 
perchi ne nascerebbe troppa ambiguita. Dicendo noi Oh dSss profferiamo un 
suono che scritto Oh des direbl>e Oh dieci* scritto Oh dess spaccherebbe troppo 
bruttamente la siliaba* scritto Oh deess ieggerebbesi per Oh deesse cio^ Oh dive , 
scritto sempiicemente Oh dess darebl>e a quelTe il suono vibrato che ha nel-^ 
l"* italiano Thsso^ sxioiko che non h ii vero nostrale. Ho quindi indicato questa 
specie di suono col segno della dieresi •-" Altri di tali suoni per fine sono simiii 
a quelli che sentonsi nelle vocali italiane pronunziale aperte, ma con questo 
che dove 1^ italiano batte il suono sulla vocale* il mil^ese lo stempera e ne 
strascica picciola parte sulla successive consonante a quel modo che il Toscano, se 
10 non erro» strascica talvolta Vi susseguente a vocale per formarne quel suono 
che I'uso contraddistinse poi nelle stampe col tanto contrastato jota. Cosi Bana^ 
Shna^ Hinof Subna^ Lima sono da noi profferite con quello stemperaroento di 
suono che sentesi nei nostri plurali Baruif MinHf Lunnf ecc.^ e di qui e invalso 
Fuso generate di segnare questo suono col raddoppiare anche nel numero del 
meno le consonant! susseguenti a sifiatte vocali. Anch^ io pertanto scrivo Pdppa^ 
Grecca^ Scimma^ JEurbppa le voci Papa, Greca, Cima, Europe 5 e Campdnna^ 
GadSmuif BeHmna^ Corbnna^ yimna le voci Campana* Catena, Berlina* Coro- 
na, Una, le quali s^hanno poi a pronunziarc non gi4 sdoppiando le consonant! 
come farebi>e P Italiano, ma facendo aonar la vocale antecedente insieme con- 
esse a quel modo ch^ei (arebl>e se avesse a pronunuame i plurali Campann^. 
Cadenn^ BeHinn^ Coronn scritti in questa guisa. 

Il C anche fra noi ha i due snoni, dolce ed aspro, che ha in italiano, e per 
essi io sieguo Portografia italiana, talche in Gdn, C^nt^ Che^ Chi, Cillnder, Covd, 
Curia e simiii ii C s'ha a leggere a quello slcsso modo che si legge in Cane, 

d 



XXX 

troveranao cosi accentnate nelle sedi alfabetiche, senz* acceDt:o nel 
contesto del Ubro. AUe voci milanesi teagodo dietro quelle della lio- 
gua scritta italiana colla indicazione, se noa sodo usuali, diantiche, 
nobili , dottrinali , basse , scherzevoli o di gergo. £ siccome venae 



Cento, Che, Chi, Cillodro, Covare, Currare. Nel aostro dialetto per6 ii C ha questo 
di particolare ch^ei si troTa assai yolte a contatto col nesso iSU; e pid spesso 
ancora a finire le voci o semplice o addoppiato. Pel primo caso ritengasi •eiia*al- 
tri segni che fra noi il C se precede T iSU ha suono duro, e se lo siegue, doloe. 
Pel secondo io denoto i C di suono dolce, semplici o doppj ch^ei siano in fin 
di parola col lasciaiii tali quali senza piu, e denoto in essi il suono duro col- 
Taggiunger loro un^fT. Moiti vi sono i quali usano del tutto a rovescio, e vogliono 
che il C in fin di voce suoni duro, aggiungendovi apostrofe od altro segno ove 
occorra indicarlo di suono dolce; e per avventura fanno questo o in omaggio 
alia Latinitb che nelle bocche odierne assegna il suono duro al C posto in punta 
di voce, o per deferenza ai Franzesi che il prolTeriscono cosiffatto. Se io perd 
non sieguo il loro avviso me ne scusi la dubbiezza in cui un pensiero dato al K 
ci lascia sulla dolcezza o durezza che assegnassero i Lalini al C in punta di 
voce ; me ne scusi la certezza del non fare al caso nostro Tesempio de* Franzesi , 
come quelli che del C hanno un suono solo, e quello sempre duro; me ne scusi 
il compitare e il sillabare di tutta Italia la quale nomina Ci o vero Ce questa 
lettera anche in quelle voci nelle quali essa deve suonar dura (per lo che 
Bianc e verd sillabato non sonerebbe mai Buuik e verd come pare a que*cosi 
Bcriventi), e con siffatto battesimo la dichiara di suono dolce per natura e per 
eccellenza, ancorch^ combinata con certe lettere tomi dura o muta o rotonda 
che si voglia dire; me ne scusi finalmente Puso della piii parte delle nostre 
•tampe vemacole nelle quali Bbcc^ Occ suonano bocce, occhi, e Bocch^ Occh 
bocche, oche, e non a rovesc^ come leggesi in altre le quali non ai curarono 
dell^urto che negli occhi de^lettori produce quelle loro novita. 

Il 6 ^ fratel gemello del C anche nel nostro linguaggio. A pari fattezze pari 
natura; ci6 che dissi d^ quello si consideri detto anche per questo. Accede per6 
nel nostro parlare ctC ei capiti in punta di voce con un suono che mi pare voglia 
a forza compagno TCT, come in iSongu (sangne) e simili. E siccome in questo caso 
la voce suol essere contrazione di voce italiana, cosi in questo solo caso e in 
un altro affatto identico V U ha privilegio di quasi sonar fra noi alia toscana e 
non alia franzese. Un nostro bell'^ingegno tento di levargli questo privilegio ; ma 
riflettendo io che il G finale, o duro o dolce che si voglia far sonare, non avr^ 
mai cosi soletto quel suono combinato di 6, U^ ed,£ muta che noi sentiamo in 
.Sidiigu, non mi sofirl il cuore di vedernelo privo, e scrissi Sangu per indicare 
in easo quel suono che avrebbe nell'* italiano Sangu alto se cosi Jo scrivessimo. 
Kd faccia paura V equivoco che ne possa nascere colla desinenza gu pronunziata 
alia franzese, perch^ questa ^ si rara fra noi che forse si limita alia sola voce 
4nibigu la quale ora soltanto m'*accorgo d^ayere obbliata nel Vocabolariot 

Dell*^ si serve anche il nostro dialetto a quel modo che la lingua illustre 
della naiione. Segna i suoni interjettivi, inaspra il suono del C e del G, e va 
innauzi a quelle uscite del verbo Aitdd le quali vogliono essei-cdistinte da altre 
voci che la somigliano di fonna. 



XXXI 

da moki rimproverata nel Saggio mio ptimo di qtiesto libro To- 
miflsione delle locuzioni milaaesi non molto di^simili dalle italiane , 
in sol rispetto del non potere i lettori star certi alia loro italianita 
per la sola omissione, attribuibile assai volte a trascorso di memona, 



ho Ji lettera anfibia e disperazione degli ortografiy forse per le troppe 
carezze fattegli da alcuai « ^ venuto a molt^ altri in avversione per modo che un 
ingegno valente si, ma troppo rigido censore di quel meschino^ messa in non cale 
la diligenza e pazienza grande con cui un dotto nostro filologo si yenne studiando 
d* indirizzarlo a bene » lo espulse non ha molto dall** alfabeto italiano, dichiaran- 
dolo affatto inutile ad esso. Gli Accademici [i quali hanno queiragio che io non 
ho di senlire se nelle bocche toscane il Bujo e T A ja (5ciir» ^ns) suonino buio e 
OtA o si veramente bujo e dja con quella schiacciatura coUa quale essi c^insegna- 
rono in capo al C del loro Vocabolario distinguersi da loro in parlando i coc^ 
chi uovoU e i cocchi da corone dai cocchi carrozze} decideranno col tempo del 
fatto suo; intanto per6 io non ho potuto negare a questo misero esiliato / un can- 
tuccio nel Milanese per dargli incarico di rappresentare quella diversity di suono* 
che passa verbigrazia fra iliou(giammai) e ifay (maglio) 9 e che la nostra ortografia 
non vuole o non sa distinguere con alcana nota sulla vocal precedente la quale 
per awentura h quella che lo sforza a tale suono ; ed anzi a fargli meglio com* 
portare la sua mala sorte gli ho spesse volte dato compagno Vl, pi d fortunate 
suo germano^ compagnia che quasi tutti i nostri scrittori vernacoli stimarono 
fin qui necessaria per ben rappresentare tutto quello jato a cui noi Hilanesi ci 
lasciamo andare allorche prolTeriamo eerie voci come {751/ (uccelli), i&i/(Bigli) 
e simili. Ogni volta adunque che il lettore s^incontri in esso /» figurisi un / 
italiano stemperato^ stemperatissimo poi se ha da lato il fratello. 

Delia 2f, simile in ganerale alPitaliana, due cose* a noi particolari si vogliono 
avvertire. — Noi abbiamo una N strascicata la quale in certe uscite dei verbi 
pare quasi rappresentativa di quel troncamento che sogliamo far loro. Stan^ Can- 
torri»(stanno« cantei^anno) suonano con quello strascico d'^enne finale, con una 
quasi compagnia di E rauta, e non con quella vibratezia che avrebbero in ita- 
liano le medesime nsoite cosi tronche. 4SGUi(sano)9 ^iiR(8ane)« •S(m(sanno)9 ecco 
tre suoni afi*alto divern, Pultimo de* quali male si rappresenlerebbe^ come fece 
alcnnO) col raddoppiare VJ^ e forse peggio col segnario d^accento circohflesso 
come fecero altri. Se io avessi trovato nelle casse dei nostri tipografi Vn degli 
Spagnuoli, io avrei chiesto licenza a quelle yalorosissime genti di usarla ancorchd 
ad ufficio di verso ; ma un secolo di non vederci ha fatta scomparire qnelP enne 
dalle nostre tipografie 9 e perci6 io lascio tutta ai lettori la cura di rilevare dal 
contesto la necessity di cosl proffenrla , ancorchd non distinta , in quelle maniere 
di dire nelle quali eUa cntri anche in questo Vocabolario. — Del resto la N 
scempia finale nostra suona sempre alia franzese^ e non mai con quella vibra- 
Wzza che suol avere VN scempia finale italiana* Pttn, Mdn^ Vln^ Bdn^ Nissan 
suonano tra noi , non come sonerebbero cosl tronchi in italiano 9 ma cosi come 
pronunciano i Francesi Milan 9 Bien^ ecc. Alcnni usano porre Paccento circon- 
fleaso snUa vocale precedente quelPenne per indicar tale suono; io Tometto in 
sul riflesso deiressere questo il suo suono naturalet e distinguersene il vibrato 
coUa doppia ennc, oome in Sdnn^ Bknn^ ecc 



XXXII 

cosi nel presente Vocabolario ho registrato tntte qtaante le locn&oai 
del parlar milanese indistintain^nt^ , con qaesta diffisrenza pero che 
dove nelle diverse dalle italiane ho abboadato in defioizioiii e 
spiegazioni , nelle simili , dalle voci o dalle frasi dei due lingnaggi 



Del Q altro non ^ da dire se non ch^esso pure, come il G, quando i in 
putita di voce vuole per usanza essere scritto anche tra noi coU^u dietro, e 
coir u prolTerito alia toscana. Dico per usanza, poich^ il Q in simil casa potrebbe 
per awentura fare a raeno di quel compaguo senza iodurre pericolo di falsa 
pronuocia, come accadrebbe al G per la propriety sua connaturale di perdere 
dolcezza innanzi certe lettere e non la perdere innanzi cert^'altre; propriety che 
il Q non ha punto. Di fatto se io sillabo queste Toci cosl scritte f^ag anima^ 
Vag oro^ Fag uomo, la natnra del G me le fa prolTerire nel vero senso di Anima 
vaga, Oro vago, Uom Tago; ma se mi si dessero a sillabare cosl male scritti 
Vagiride, Vagestro^ la natura del G me le farebbe profferire Vagiride^ Vagestro^ 
non Inde vaga , non Estro rago. Invece a qifalunque Italiano siano dati a silla- 
bare cosl scritti Gnq anni^ Gnq ohni^ Cinq usci \*k da giurare che di quei Q 
egli caver^ sempre un medesimo suono come da quegli altri che venga proffe- 
rendo nel sillabare Gnq inm. Cinq estri se fossero cosl scritti; e quel suono 
terr^ sempre pii!i di Cu {(^ che non di C o di K. Non ignoro che altri la pen- 
sano a rovescio, in sul fondamento che la lettera Q considerata da sk non ab- 
bia ad avere altra articolazione che di C o di K; ma , se io non mf inganno 
troppo , quel fondamento ha poca saldezza. In primo luogo e da dubitare assai 
delta verita di quelPassioma che dice essere il Q la stessa cosd che'il Ce quindi 
ottenere le stesse propriety ^ poiche, se cosi fosse davvero, scrivendo io Gnq in-^ 
m. Cinq estri Ognuno dovria leggermi Cincinni^ Gncestri per la propriety co- 
mune secondo 1* assioma a quei due segni C, Q di sonar dolci innanzi air/ ed 
air E; e pure ^ da scommettere mille contr^ uno che a nessun Italiano , come a 
nessuno degli Accademici asaertori di quell^ assioma, yerrebbero cosi pronunziate 
quelle Voci scritte a quel modo, e che a nessun d^essi poi darebbe Tanimo di 
scriverle per Cinqh inni^ Gnqk estri onde colPaggiunta dell* A indurame il suo- 
no. In secondo luogo ^ da dubitar pure dell* altro assioma jahe dice essere il C, 
il Q, e il JT un solo e medesimo suono rappresentato da tre segni diversi^ poiche 
se ci6 fosse que* segni avrebbero poteri medesimi a quel raodo che f^ t 5^ aolo 
e medesimo numero , bench^ rappresentato da segni diversi ^ ha sempre mede* 
simissima potenza. E pure la cosa non e tale, giacch^ a quell* assioma degli En- 
ciclopedisti danno di leva TAccademia e Wailly dicendo essere naturalita dell* i- 
dioma francese il ricusare al Q (da quando h finale in fuora ) d potere di rap- 
presentare la propria articolazione se non ha V U per compagno^ e aceordando^ 
gli il sua vero suono di con (prommziato alia franxese) in diverse voci conte 
eqiiateur , in-quarto , ecc. E piu danno di leva a quell* assioma i medesimi En- 
ciclopedisti allorche dicono il Q non essere altro che il C duro^ dicendo quindi 
in un medesimo periodo essere il (j una cosa medesima col C» e poi negandolo 
coll* avvertire diversity di suoni , e poco importa il dirli accidentali o no , fra 
I'uno e r altro segno. In terzo luogo quella natura o quel genio di lingua- come 
se Io dicono i Francesi e appunto quello che spiega Tenimma e la poca sal- 
dezza del fondamento detto piu sopi*a, I nomi, se io non isbaglio, 8*impongono 
alle cose per distinguerle Tuna dall* altra; e chi ha buon giudizio, se ha facolta 
d* imporli , gl* impone tali che s* adattino bene alia natura dell* oggetto ch* e^ 



xxxm 
in fnora, non ho agginnta pur sillaba altra qualunqne, compeoe* 
trando ansi in una sola voce, se non ne lisentivano danno, le due 
o piii significazioni ch* essa importasse , come sarebbe per es. in 
ConinUi, Conpegni , ecc. Per questo modo , senza dare al libro piJk 



debbono rappresentare. Ora il nome di quest! tre segai C, JT, Q suona, s^io non 
erro, G o yero CCf Ca o Cappa^ Cu in italiano, e Tse^ Ca^ Cou in fransese. E 
que* nomi ( che pur ^ da credere siano stati imposti da uomini letterati e di 
buon senno) coll* appoggiarsi a yocali tutte diverse 9 e accordant! specifico im- 
mutabile suono alP articolazione , non indicano essi di per sh cbe la natura delle 
due lingue, non si contentando d** un segno per esprimere certi suoni o suoi o 
accattati , sforz6 gli scrittori a ricorrere a segni dirersi per ben distioguere la 
variety di que'^suoni? Che se questo non fosse 9 e reale sussistesse Tassoluta me* 
desimezza del Q col C, per lo che nn sfAo e medesimo suono profferissimo e not 
e i Franzesi leggendo Cujus e Qujus (il che non mi sembra), in allora parrebbe 
naturale che al Q, piilk che a quel mcschinello dello /« fosse stato intimato Tesilio 
gi4 da secoli a utile semplicita degli elementi della lingua — Checch^ sia perd 
dei diritti reaK o usurpati di questa lettera , ritengasi ayerla io scritta qu senza 
pid anche in punta di voce, appunto perch^ non erri chi sa di franzese pro^ 
ferendo pognam caso Gnk come Gnq aUa franzese, e non CirKpi all** italiana 
come se fosse da leggersi in Gnqt^anni o nel Cinqtumtd la rizza che anche a 
me pare dearer fatto sinora nel parlare di questa benedetta lettera anatrina. 

La S anche noi facciamo sentire ora sibilante ora no. Nei casi ambigui ho 
accennata per disteso questa diversity a canto alia voce nel metterla per alfabeto -« 
Abbiamo altresl dovizia di S susseguite da C e G cosl in principio come in fine 
di voce. Talora questa ift; o-i^g* suona dolce o moUe » talora sibilante, talora 
aspra. A dislinguere questi diversi suoni ho adottato il partito di scrivere sem- 
plicemente Sc e ^ quando hanno a profferirsi moUi 9 d* interporre nn' apo- 
Strofe fra quelle due consonant! (S'c^ S^g) quando s'*hanno a proflferire sibilan- 
ti 9 e d* appiccaryi un H finale quando banno a sonare aspri. Alcuni usarono 
diver^mente neglt ultimi due casi scrivendo VSc e Y*Sg sibilant! a questo modo 
S-C9 S-gmf e lasciando VSc aspra cosl sola; ma nel primo caso il segno ft 
fonte d'*ambiguit& in parecchie occasioni; nel secondo le ragioni gik da me dette 
pii!k sopra parlando del C danno il torto a* cosl scriventi i quali non s^avvedono 
che, seguendo quella loro falsa dottrina sul suono primitive e naturale del C» 
ei vendono gatti per mosche, licci per lische (mose per mosch^ Use per Usch)% 
e altre simili gentilezze. 

Anche della Z, come ^\k si ^ detto per la ^, noi pure abbiamo i due suoni 
aspro e dolce ai* quali gli antichi avevano* assegnati special! caratteri nelle stampe 
italiane {s z aspro, yj^ dole!) perche-comuni alia lingua illustre nazionale; ma- 
r uso proscrisse que* tipi 9 e si rise di chi voile rinnoyame il valore sott* altra 
veste o intarsiando le identiche lettere di pari forma corsive nel tondo o 
tonde nel corsivo; ed a quelPusa iacendo io pur reverenza, nei soli casi- on- 
ninamente cquivoci accennai per disteso tale suono , lascianido le ease e le site 
lunghe aUe tipografie dei secoli scorst per amor di pace con quelle del secolo 
correnle, e affidando in generate al buon giudizio de^lettori la distinzione dei 
suoni relativi che quasi sempre ^uole svegUarsi in essi al solo aspetto della voce* 



XZXIV 

estensione che non convmsse, ho eercato di soddisfiure al non eno^ 
neo sentire de^oiiei concittadini in proposito, e dato altresi agrin* 
veatigacori delle proprieti glossiche alcan pdBGolo enidito col metter 



Delle altre lettere non occori*e specificare cliecchessia; esse hanno comnni le 
regole coUe loro consimili italiane. >* Due cose per6 sono da avrertire. •— La prima 
che riguardo alle lettere affiai» adoperate talora da alcuni promiscuamente ed anche 
con impropriety per noi che tutti sappiamo o dobbiamo sapere la lingua italiana* 
10 ho usato sempre scrivere le voci con quelle lettere che le rappreaentino come 
sogliono essere anche in italiano, a meno che tutta la famiglia loro non esigesse 
filtrimenli. Quindi per es. (SiWf Find 9 Quand^ Viagg^ Mostacc sono da me acriui 
cosi, ancorch^ altri, per Taffinita del T, del 7* e del G coll*F, col D e col C9 
usioo talora scriverle (Suff f^int^ Quanta F'iacc^ Mostdgg; e cid perche scritte a 
quel primo modo si ravvicinano alia lingua illustre senza tradire la pronunxia 
yernacola. Did invece scrivo io e non DU come fanno altri , e questo perche sti* 
pite di Didtn , Viddn 9 Didaa , Did^lla , ecc. che nessuno scriverebbe mai per T 
fra di noi^ Camgh e non Oxuchf perche n^escono Coeuga^ Co^dn^ CoghkU^ ecc. 
Lo stesso dicasi di Gceid/b^ Bbbby ecc. che male scrivesi da alcuni Gceupp % 
Bbpp^ ecc. ecc. — La seconda che quanlunque alcune lettere ed alcune com^ 
binauoni sillabiche italiane sembrino Toltarsi in lettere e in suoni diversi nelle 
yoci vemacole simili alle italiane (come C che voltiamo in Z diccndo Zinerla ce- 
nere, Gli che voltiamo in / o in / dicendo gli uomini / bmen e Marmdja la 
marmaglia, ecc), pure non succedendo in ogni caso una tale permutazione 9 ^ 
mio ayviso che torni cosa piu semplice il riconoscere la diversity nella natura della 
voce considerata come nosti^a indigena e quindi nota fra noi con quel suono* an- 
ziche il cercarla in quella delle lettere considerandole come cambiatecisi in bocca 
nel ricever quelle voci come esotiche dallo italiano. 

£ noto che i nostri verbi milanesi hanno la propriety di assumere molte 
e svariate accezioni susseguiti che siano immediate dalle diverse preposizioni. 
Gosi Afi^/^ unito a. Su, Gibf f^ia^ FeBura^ ecc. muta la positiva accezione di M^ir^ 
tere in quelle di Jndossare^ Deporre^ Biporre^ Esporre, ecc. Quella susseguenza 
di preposizione al verbo (che le sole voci alTermative Frbpri e Minga hanno 
facolta d^interrompere) mi parve necessario segnare con una lineuzza cbe unisse 
ledue voci 9 scrivendo sempre Mett^'SUf Mett-gib^ Tegm-su^ ecc.) e cio per diffe- 
renziarla da quella in cui la preposizione si riferisca non al verbo ma ad altra 
parte del discorso, come p. cs. ii*a El me ten sti la corda e J^gnem^su gutUa corda, 

E a questo spinajo sia fine una volta col riassumere le cose fin qui dette» 
dalle quali risulta che 

a suona rimesso Sta^ Ciama. Questa, chiama. 

d suona vibrato. Sidf Fa* Stare 9 padre* 

e suona rimesso Afe, De. Mi, di. 

i • segna e chiusa Asie , Siie^ Aceto , stajo. 

^ segna e aperta ........ ilf(^ , Task. Mio , tacere. 

i* segna e aperta prolungata . Oh dess* Ohib6. 

i . . . « suona rimesso Mi, A me. 

i suona vibrato «... ifi , 53 , DI, Io o Ble , si , di. 

b segna o aperto Cbr^ Or, Coro, oro. 

d segna o chiuso ........ Dolor 9 On6r. Dolore, onore. 

6 •.••..•.. segna o chiuso vibrato , , . So* Sole. 



xxxy 
loro sott'occhio la cariosa-proprieta deiradottare i dialetti oia tatti 
ora alcuni soltanto fra i molti vocaboli d'ana medesima femiglia 
della lingua illostre , come per es. Orid e Oridexza .che noi adottiamo 
unici, ricusando tatti gli altri vocaboli italiani derivanti da Orrido. 



u auona rimesso Comunal, Vu del franz. Commtuud, 

ii suona vibrato f^rtu. Gome il franzese Fertu. 

cm ed cek .... segnano suono roislo d* o , « , ed u rimesso e pronunuato 
alia francese. Bonaeur^ I Uek. Sorte, i tuoi. 

€B(k il medesimo suono vibratissimo. 7bn2. Togli« to*, prendi. 

iia,ee9 ii^odfUU segnano suono prolungato o stemperato cbe si dica, chtuso 
nell*e e nelPo, alia franzese nell^M. Andaa^ Andee ^ Trii^ 
Sentiroo « Feduu. Andato , andate » tre , sentir6 , veduto. 

hby CC9 ddj e sim. segnano suono prolungato parimente nelle vocali cui sono an- 
nesse, senza per6 che siegua sdoppiamento di consonante. 

C9 re in fin di voce suonano dolci Fanc^ Bocc, Fanciulli, bocce. 

ch^ cdi finali . . suonano dori Manck^ Bocch (mank, bok). Manco, bocche. 

c e cc innanzi ceu suonano duri • . . « Coeur (koeur) come nel franzese* 

c e cc dopo oeu , suonano dolci £a?E/cc(comeringleseAf££cA).Buco. 

g* 9 gg in fin di voce suonano dolci ^^gg9 Sagg. Raggio, saggio. 

gh in fin di voce suona duro, meno per6 del c, Bangh , Laugh, Rango , luogo. 

g e gg innanzi oeu suonano duri Goeubb{come neiring.Gur). Gobbo. 

g e gg dopo ceu suonano dolci Bceuggia. Buca. 

gu finale suona come sonerebbe in . . Sangu*alto cosi scritto italianam. 

h suona aspirata in ...... . Sh, Ih^ Oh e sim. come in italiano. 

» e muta in ^oo9£ra,£raii,ecc. Ho,ba,banno. 

/ suona per due i raccolti . . Bej. Begli , bei 9 beii. 

ij suona lo stesso ma piu stemperato. Gaijnna^ Trij. Gallina, 

trito ^- Talora slemperatissimo , perch^ altro suono noi pro^ 
feriamo dicendo Formajtrij (cacio trito) 9 ed altro — - quasi 
. iriij — dicendo Mi trij-gib el JbrmaJ (io trito il cacib). 

^u finale suona come sonerebbe in . . ri/t^ti^a/r/tivCi/i^u'^i/ini all^italiana. 

sCfSg innanzi a 9 o 9 u suonano duri come in it. Scaia , Scoria 9 Scura. Scala , scorta 9 
scura. Sgahillf Sgonji^ Sgussa. Sgabello , sgonfio, sgusciare. 

«" » innanzi e ed i suonano moUi o dolci come in italiano. Scempi^ Sciaid. Seempioy 
scialare. Sgende 9 Meresgidn col suono franc, di Jen^e » Jean, 

es » finali e susseguenti a qualunque vocale suonano sempre dolci come il ch q 
il j franzesi. Omasc 9 Jnjesc 9 Bisc^ Cdscia^ Litsc^ Croeiisc. Omao- 
cio 9 impiccio 9 riccio 9 cuccia 9 luccio 9 croccbio •— Gdsg^ Pisg 9 
Bdsg^ BUsg^ Mceusg. Gazzere9 peggiS, gore 9 rugge 9 moggio. 

^c* 5^^ iniziali 9 medie o finali suonano sempre sibilanti. ^cdra^ S'cirla. Schicra; 
^geld 9 S'giandd, Disgelare 9 schiantare ^- Bas*c 9 M^c 9 
Mis'Cf Mus'c. Rascbio, mescbio 9 mischio9 muschio — Tiros* giafft 
Des^gela. Disgelare 9 ccc. 

4CA9 s^ ioiziali » medie o finali suonano sempre aspre o dure; Sch come se fosse 
scritto sk. Schknna^ ScHivd, Peschdra^ Baltresdun^ Fidschy 
Rbsch^ Usch^ Mdsch^ Rusch equivalgono a SHnna^ Skivd^ 
Peskdra, Baltixsclun, ecc. - Sgh come nella voce ital. Sgherro, 



xjcm 

Le yoci tiinili di figara e diverse di valore sono registrate ia cjoel* 
rordine che la uatara loro come pard del disoorao Boggerisce, ciod 
a dire prima le voci sagtaadve , poi le idendche aggetdve , indi le 
atesse verbali, avverbiali e aimilL 

Onde agevolare il ritrovam€»ito delle lociudoni proverbiali e delle 
frasi d^ogni genere, che ho registrate sempre sotto i sascantivi en- 
tranti in esse o in mancanza di questi sotto quelPaltra parte del 
discorso che in esse formi idea predominante , ho adottato il sab* 
ordine alfabetico. Cosi fra qoalche cendnajo di frasi che vanno a 
registro sotto Cceiir , nascendo bisogno , pognam caso , di cercare 
Quoad el cceur , non occorrer^ l^ggere tre pagine per dare a sorte 
in quella frase , ma bastera un* occhiata alia serie alfied^etica delle 
frasi stesse per ritrovarla di subito verso il Q. lo mi sono stndiato 
di registrare simili modi in tntte le sedi di tutti i sustantivi cVen^ 
trano a comporle, con rimando a una sola di esse per le versioni e 
spiegazioni occorrend. Pure se in alcnno di que^ snstandvi io gli 
avessi talvolta omessi; non pesi al lettore ricorrere agli altri, che in 
alcuno ne trovera notizia. M'avveggo per esempio or ora di non aver 
registrata in Cim la frase Fess col cuu sul velii. Chi la cercasse in 
Cuu non ve la trovando perdoni qu^ta dimenticanza , in me com- 
patibilissima , e ne faccia inchiesta a VeUi che ne avrk la debita sod- 
disfazione. 

Assai voci abbiamo noi Milanesi aSalto simili alle italiane per ri-- 
spetto alia figura e diversissime nel signilicato; vero lecco per quei 
tanti Ser accomoda ai quali piace tramutare la lingua illustre nazionale 
in un gergo provinciale a forza di rabberciare alia italiana le locu- 
zioni de* loro paesani intarsiandole poi con questi vocaboli camaleon- 
teschi , coi quali verbigrazia essi vi raffermano in nn ufficio allorchd 
ve ne vogliono escludere (i3). In questa specie di voci ho sempre 
indicata la varieta del significato, onde mettere in guardia chi scrive 
intorno ai griavi errori che nascono dal credere italiana una voce ver- 
nacola allorche per le mere desinenze o per la sola material forma, 
e non per V intrinseca significazione , s* avvicina ai altra consimile 
detla lingua illustre. 

La relativita, uniea misura d^ogni convenienza di quaggiu, ci ad- 
dita la perfczione neMialetti in quel punto medesimo che e imper- 
fezione nelle lingue , giacche quanto piu una sconciatura k tale , 
tanto piii ella i perfetta. Ora chi rimproverasse a questo libro il 



(i3) Rifermd appo noi Milanesi vale sospendere ; questi rabberciatori che 
fanno eglino? lo traducono o per Rifermare o per Raffermare secondo che se 
r allacciano alia pi Jk o meno ; ed ecco un^ idea non quella bench^ afiine nel 
primo caso , un^ idea aflfatto falsa nel secondo. 



xxxvu 
suo rimandare per la spiegazione di certe voci im po' coke an- 
cordie in parte vernacole alle loro sinonime vemacole spiacceliate , 
gli farebbe rimprovero della sua medesima esistenza, £ appunto per- 
che apparisca integro il dialetto io soglio rimandiEure , per la spiega- 
zione delle voci incivilite Abort , Abordd, Abordy Drogfiery Doprd e 
simili , alle vere vernacole Bori, Bordd^ Bord^ FondegheCy Drovd^ ecC' 
- Dei vocaboli che la lingua illustre della nazione puo forse ricer* 
care al nostro dialetto per essere rappresentatori di oggetti o esdu- 
sivi o in maggior fiore tra noi che non in altre provincie italiane* 
io ho procurato di mettere un prospetto ragionato sotto Ja voce 
primaria a cui hanno relazione; e percio in Seda^ Found] ^ Prda^ eccv 
si troveranno, conforme a cio che dissi io medesimo altrove in 
qnesto proposito (i4),esposte le voci rappresratauti febbriche, fab- 
bricatori , utensili , imperfezioni inerend a tali oggetti. Le donne bcianr. 
zuole andate in Toscana per la trattura della seta diedero vita col^ 
a quei Ricciord, e a qnelle Guidane o Giudane , ecc. che a casa louy 
chiamano RescioU e Gfunddnn , ecc. , a qael modo che i contadini 
lombardi chiamati dai Granduchi toscani nelle cascine pisane vi natu-. 
ralizzarono insieme cogli oggetti le voci lombarde Cdscina^ Mfischerpo^, 
71^, ecc. Quelle voci per A, o male espresso da quelle booche, o mal- 
rilevatene da orecchie straniere, si presentano nelle stampe toscane- 
quasi mistcriose a noi medesimi che le abbiamo formate , perdie tra^- 
vestite in esse suU^andare di alcuna di quelle or ora accennatOi 
Questo Yocabolario , col riportare tutte le simili voci sotto \at pri-, 
mariagia detta, porgerk fecile modo ai Toscani di me^o valutarle , 
e meglio dirozzate nelle loro bocche offerirle alia lingua scritta senza^ 
travestinienti daxmosi alia loro realta. ' 

A maggiore comodita degli studiosi ho registrato sotto i primarj 
snstantivi rappresentanti oggetti composti i nudi altri nomi rappre- 
sentatori delle parti loro, come per es.- sotto BoffeU inomi di Cidpp^ 
Zenguetta , Cdnna , ecc* che ne sono le parti componenti ; e qoestt^ 
ho poi registrati colla opportuna spiegazione nella respettiva sede' 
alfabetica. 

Per le voci proprie delle arti, le quali ho con amore specialissimo 
raccapezzate fra i nostri artigiani in quel modo medesimo die esposi 
nel primo Saggio di questo lavoro (i5), riosservando sempre che le 
sono pronunziate in vario modo da* var) artieri, ho ripetnto le va- 
rianti nelle sedi respettive , amando meglio incorrere la taccia di 



(i4) Bibliotcca italiana d** agoslo 18369 P»gg- i6x c scgg. 
(i5) Prefazione, pag. xin nota. 



XXXVIII 

troppo mitinzioeo , anzichd arrischiare , nell* anhotarne alcane con 
una sola scrittura foree meno eke esatta, di ddadere i kttori Aelle 
h)ro ricerchc * 

Anche mohe voci Ternacole proprie del parlare di clii aflfetta odl- 
mra e della lingua janadattica o gerga io ho mandate a registro ; 
siffatti favellari e parecchi idiotismi vernacdi che pure ho registrati 
s'avranno Forsie da alcani per borra; ma essi possono veniire in 
taglio secondo penne e argomenti; e il Vo^bolatio noa li doveva 
dimetiticare. 

11 giasto amor di patria fark trovare a qoalcano dispiacevoli certi 
nomignoli onde i volgari d^un paese sogliono anche fra noi prover- 
biar& quelli d^ un altro^ Prima per6 d^accasarmi con troppa seve- 
rity del mio averli registrati vogliano i lettori osservlire quanto io 
ne dico nel Vocabolacio sotto la voce Buseccon. 

Ho acceitnato le etimolc^ie de*vocaboli nostrali allorche mi par- 
rero di qualche ntHita , non ietiracchiate , naturali ; e , quantnnque 
io non coroscJl di gneco die quanto basta per poter consultare un 
dizionario, pore anche di quelle voci che si presentano come origi- 
narie rimaneoze fra noi del parlar degli Orob) ho volnto far cenno, 
dorreggendo ahresi oome megUo seppi le moltissime sgrecizzature 
date «1 mio primo Saggio di questo lavoro dal Varon milanes. In- 
sierae con qoelle indicai pin ecimologie che spontanee derivano 
dalla Latinit^ e dalle lingue che ne nacqueto ^ dagV idiomi di ori* 
gine c^ltica, o da altri dialetti italiani* 

Di xnobe voci italiane delle quaU pocrebbe venir bisogno a chi 
acrive mancano le .equivalenti nel nostro dialetto ; qveste, per quanto 
mi basto la memoria, procurai di aliogare sotto <|iaelle voci princi- 
pali alie quali si possono riferire. Esemrpi te ne v^gono nelle voci 
Burhan BeVy Bhdnch^ eccv Chi pero desidenisse in dtrettiali voci 
i^n ^tisilnile ^ussidio , ^e noa vel trovasse , pensi fra s^ st06so che 
il ami esservi e probabile ktdsiio dell^avere qaelle voci il loro luogo 
in akra eede, ck>e sotto una qualche voce corrispondente del dialetto 
nostro, e, quella tornatasi alia mente, a quella per esse ricorra. 
. Assai Volte i'<oneata ddle locuzioni ritroVa sua misnra eella mente 
di colui '^ <fiiale si presentano, Gomnnque ^ia pero^ sapendo le che 
ai nefetri ^vaattti piu die ad altri potra tomat ndle il volgere 
di frequente \c paginc di questo vocabolario, ho avuto massima di 
qmettere ogni frase dipintiva che possa menomamente appanioame il 
candore, e registrar le semplici voci necessarie (talora suggerite altrui 
per inoneste dagli anni) in modo come inintelligibile •ngt^ iimo ce nti « 
percio inuocuo, cosi non aggiugnitore d'alcuu fuoco agli adulti. 



XXXIX 

Nod d raro il sentire qualche straniero compiangere noi Milanesi 
perchd da tre secoli in qua ci mostriamo sempre fratelU di qaeiruno 
eke ci fa desciitto da quel bizzarrissimo ingegno del Cellini (i6), 
dire che ne faociamo ritratto nel nostro parlare perche dovizioBissimo 
di traftlati attinti la piii parte a due fonti , la cacina e la chie* 
aa , e chiamarci irreverenti a quest* ultima perche soliti dipingere 
idee triviali e ridicole eon idee e voci ad essa attinenti. Capaci di 
tomar uomini non indegni di tutte le magnanime idee di Giang^ 
leazzo Viflconti, e di colorar quindi il linguaggio con altri tradati 
che non i soli gi^ detti, ne testimoniarono abbastaoza i primi lastri 
del secolo attuale, al cui solo bagliore arricdiimmo il nostro dia- 
letto di mille e mille voci iguote afiEatto per Taddietro al pari delle 
idee per esse rappresentate ; della colpa dei tempi tomi dqnque il 
eompianto a cui spetta, e ci racconsoli il vedere quaoti fermano 
atanza fra noi ajntarci a comportarla imitandoei appieno; dpUa pre- 
tesa irreverenza stia la colpa in coloro che ci resero troppo fiuni- 
gliari colle cose celestiali travolgendole a eccessiva terrestrita. Ogoi 
popolo trae i snoi traslati e le sue maniere di dire dalle idee sue 
abituali ; e a quel modo che il popolo trionfiitore deiruniv^rso al 
civile In grazia de* suoi padri ha sostitqito il n^isero Famme fl4 caritd, 
indottovi cred^io dal commercio continuo coi pellegrinanti, alio stesso 
modo noi Milanesi, col tramntare gia tempo gU elmi e i tornei in cap^ 
pucci e discipline, piii d^ogni altra gente italiana datici escliisivamente 
alle abitndini che ne derivano, piu d^ogni altra colorammo il parlare 
colle voci e co* modi che loro si riferiscono* A me vocabolarista era 
quindi impossibile il fiur buon ritratto del nostro dialetto senza regi- 
strare tali modi e tali voci; chi mL.facesse colpa di qiiel ridicolo che 
talora ne sorge confesserebbe una di queste due necessitac doversi sop- 
primere o almeno diversamente intitolare i dizionarj se tacitori delle 
dizioni, o doversi cangiare abitudini a quel popolo infinite dizioni 
del quale fosse bello tacere. Perd Tesempio di altri vocabolarj venuti 
in luce anche nltimamente o per autoritk o per opera de* piu rispet- 
tabili custodi della disciplina ecclesiastica , e ammettitori di varie 
consimili dizioni che altri popoli italiani hanno comuni con noi (17), 
mi £1 sperare che la necessitjl mia in questo proposito sara compatita ; 



(16) Vita, torn. II, pag. iir. 

(17) Veggansi le voci Basamadbnn^ Gavbt, Mnacari, Papa, Dio, Mbri, Cu- 
rbuna, Sdni^ Crkst (cioe Oist nell* Appendice ) , ecc ecc. ncl Vocabolario boloi. 
gnese del i855, e le voci Monicon^ Cisa^ Behi^ Be^a, Canbnich 9 Pepa {c\o^ 
Papa)^ Mkssa^ Prhi^ PrtiMabU M^rtir^ Cirgh, BimU ecc. oel VocdboWto reg- 
giaao del i83a. 



XL 

come spero lo sark altresi per le avvercenze che ho usato porre 
nelle locuzioni di questo genere, sempre se per ricondorre i Uttori 
alia venerazione dovuta alle iBtitozioni divine , assai volte se per 
avvisarli dell'innocenza degli echerzi che il popolo saol trarre dalle 
iscituzioni umane qoalonque le siano, o volte al bene generale della 
Societl^, o dirette all* utile particolare di alcana sua famiglia. 

Al pubblicare del primo Saggio di questo inio libro io pregai chi 
Ti riconoscesse difetti e omissioni ad avvertirmene. Sole quattro per- 
6one con ispontanea cortesia risposero a quell* invito: gli esimj G. Ghe- 
rardini e F. Bellotti facendomi copia di alcune poetille delle quali 
fregiarono Tesemplare di quel Saggio da essi posseduto , Tegr. Rettor 
D. Giuseppe Villa e Ton. Ingegn.* Gaetano Biffi comunicandomi alcune 
osservazioni sul medesimo. A questi io godo rendere qui testimonianza 
di gratitudine , come amo renderla alFab. Romani di chiara memoria 
^er quelle censure onde onord quel mio Saggio nel rispetto delle sino* 
nimie (i8); censure che misi a profitto se esatte come in AggiustarCf 
AUonitOj ecc, o donai alia non piena cognizione del nostro dialetto e 
alia urbanita delPesporle se inesatte come in AccecarCy Augurare^ ecc. 

Oggidi questo Yocabolario , a chi ben guardi ogni cosa, verra di 
leggieri creduto ricco , qnal e realmente , in sei doppj piii che il 
mio primo Saggio di esso , e ricco di voci e modi necessarj , non 
gik di nozioni accessorie e superflue , agevole preda dei farraggi- 
natori di moda. Ad onta pero di tale dovizia , ad onta che io abbia 
talvolta noncurato fin Tordinatezza per non lasciarmi fuggire di vista 
le locuzioni , delle quali sono meno da sperare i pazienti indagatori 
xhe gli abili ordinatori successivi, pure io sono di la da certo che 
migliaja di dizioni mancheranno tuttora in esso ; e cid per quel 
curioso ma comunale fenomeno del trovarsi le voci meno pronte 
alia memoria allorch^ le vuol chiamare a rassegna, che non alia lin- 
gua allorch^ senza uno sforzo al mondo le sbalza di bocca tumul- 
tuarie a una col pensiero deiranimo. A rimediare in parte a questa 
mancanza verro aggiiignendo ad ogni volume un* Appendice delle 
voci corsemi alia mente a stampa innoltrata ; e queste singole Ap- 
pendici diro cosi interine rifondero da ultimo in una sola Giuuta 
stesa nel carattere medesimo del Yocabolario, in cui troveranno il loro 
luogo altresi quelle piu locuzioni die vengono a me stesso in me- 
moria ogni di (19), e quelle che altri cortesi fossero per ricordarmi 
al pubblicarsi dei volumi successivi. 



(18) Nel suo Dizionario de^ Sinonimi. Milano , Silvestri, i8a5. 

(19) Anche a questi ullimi giorui, dopo stampata i'Appendicc del prcsbnte 
primo volume, mi si souo aflacciatc alia memoria ie seguenli voci che troverauap 



XLI 

Ho esposto in quale modo io mi sia governato nel condurre questo 
lavoro ; mi si conceda ora che io chiuda il mio dire con parole che ri- 
gicheranno la taccia di prosontaose escusatrici della mia dapochezza, 
ma che troveranno £icile perdono in chi abbia tocca pur golo d^on dito 
qnesta benedetta croce della Lessigrafia. Dizionario cosi perfetto da 
accontentar pienamente gli studiosi non ne sara forse mai alcuno. 
Di ci6 molte sono le ragioni; ne addurrd solo alcune delle principal!. — 
II Dizionario e opera d*intelletto, e d'intelletto tanto piu maturo ed 
esperto qnanto meglio composto. Maturii^ d*intelletto e forza di me« 
moria, intelletto addottrinato dair esperienza e operosit^, rade volte 
sogliono trovarsi congiunti in un solo individuo ; ed e perci6 che fra 
mille dizionarj dieci a mala pena sono degni veramente di lode , 
perchd in mille appena dieci lasciano conoscere che i loro antori 



luogo nell'Appendice finale insieme con varie locuzioni italiane aggiugnibili alle 
gia registrate nel libro. Queste Appendici, che bo iinpresse in caratteri minuti 
a maggiore economia 9 compiuta la stampa delF opera si faranno scomparire nel 
rilegame i quattro volumi, e saranno lieve perdita di tre fogli tutf al pii!i» 
compensata dal profitto che se ne potra cavare pendente la stampa deU^intxero 
Vocabolario. 



Acqu^ta. PioggeUa. Pioggerella, 

in Alz ag, Jiialzo(*fiOT,). 

in kndk ag. Fa anda-si^ a Tasta. Far 
andure in paradiso. Mandate a prezzi 
siraifaganti{Pr, fior. IV, i , 69). 

in Ann ag. Tutt i ann en passa vun. 
Ogni anno vuol dir 11/10 (Pros. fior. 

III, II, io5). 
Artlcol. Derrate, 

Articol. In ('e/i&o(Magliab. in Pros, fior, 

IV, I, iia). Articol sonitt P^ el so. 
Jn verbo sonetti e il suo forte. 

in Articol^tt. ag. ArticoleUo {Gior, Agr. 

tosc. X11I, 101). 
Beat diconsi dai pasiori qnelle hisciole 

o ienie epatiche le qtudi dai nostri 

agnellaj sono chiamate Lumaghht. K. 
Bigattera. Bacaja{GioTn. Georg. XVI, 

3 1 3). Donna che governa i bachi. 
Boccon d'obbiaditt. r. in Obbiadin. 
in Cadenazz ag. Da-gio o Tira-gio el 

cadenazz. Dispestiare{Inir. Pel. V, 1). 

Dk-sd tanto de cadenazz. Mettert tanto 

di chiavistello nella porta{Vros, fior* 

III, II, 33). 
in Camisa ag. A costo de impegn^ la 



in Can ag. ove dice Avegh nanca on can 
che r ^ on can in d^on besogn. Non 
aver alcuno chefaccia per 5^(Coinpar. 
Pelleg. I, 0- 

Canetlada. Tocco di lapis. Toeco di 
matita, 

in Ganoccial ag. Pari on canoccial (pari, 
d^uomini) Parere un digiuno coman- 
dato ; ( pari, di cai'aili ) Essere il ca- 
val deir Jpocalisse, 

in Cantiana ag. Pinol de cusinna e de- 
cott de cantinna. y. in Decott. . 

in Caralerin ag. Caralierino{Vr. fior. IV, 
1 9 59). 

in Ckrlo ag* Del temp de Carlo U. — 
Cose dal tempo antico quando si bal- 
lava coi giianti e col Jazzoletto{lnir. 
Pel. II, 6). 

Cast^U de inguri. MidolloneiProw. fior. 

HI, n, 49)- 
in Cerca ag. Cerc^ o Fk cerca ona tosa . . . 

Richiedere o Far richicdere in mo- 

glie una fanciulla. 
in Geri^ellera ag. Pizzicagnqla f^^BvLom- 

mattei in Pr. fior. Ill, 11, 40- 



Chiffen. Chiffel{*\iov.). 
camisa. Bisognasse impegnar la cami" in Color yerd botteglia ag. Color ver^ 
cia(Magliab. in Pr. fior. IV, i, 99). dent boUigliQ^^w\ Omit U, 317)^ : 



XLII 

posftedessero in baon dato mtte tre quelle doti il cni conoorso i in- 
dispensabile alFaopo; come i perci6 che parecchi non sanno ancora 
tdrsi giu di speranza d^un buon dizionario per opera d*an*Aocade- 
inia che vivida gli consacri e il «enno dei mold onde ha tesoro 
sempre crescente d^eta in et^, e Toperositj^ dei molti che d'*et2l in etk 
pud obbligare ad arricchirci di quel senno. — II Dizionario e dipintura 
del popolo che parla il Ibguaggio onde ei tratta; questo popolo muta 
faccia come la muta Tuomo nelle sue varie eth^ senza per6 mai perdere 
quelle maggiori lineature le qnali in ogni fase della vita distinguono 
non per tanto Tun nomo dalFaltro. Ora il Dizionario non pn6 tutte 
ritrarre quelle fasi e quel mutar di facce, e perci6 riesce oggi discreto, 
domani cattivo ritratto di quel popolo; o se puresistudia di ritrarle, 
ne fa quadro imperfetto, discolore, confuso. — Bastagio e non di- 
zionarista i da dirsi chi o registra le voci non definite, oleriporta 
definite cosi come le trova da altri, senza esaminare se bene o no. 
n ben definire d scoglio a cui rompono, per fiacchezza di mente co- 
mune a tutti in certi soggetti, anche i piu dotti scrittori; e a questo 
scoglio non e dizionarista che non rompa delle sei volte Tuna per 
rimpossibilit^ di tutta adocchiare ad ogni nuovo istante una nuova va- 
stissima piaggia onde riconoscere se quel luogo ond^ei parla al momento 
«ia da lui dipinto per raodo che non si possa mai confondere con ve- 
run altro dei mille chb gli si possono in quella simigliare. — II Di- 
zionario puA fino a nn dato limite presentar le dizioni nei diversi 
aspetti ne^ qnali e &cile antivederle desiderate dai lettori; ma non le 
pud mai presentare in cosi tanti quanti ne occorrerebbero per anti*- 
venire i troppo varj modi secondo i qnali le varie menti umane pos- 
sono considerare e aSerrare le idee e i loro rappresentativi- — II Di- 
zionario e mero indicatore e spiegator delle voci per mezzo d*al- 
tre voci : ora buona parte degli oggctti che per quelle s' intendono 
rappresentare sono tali che non si possono cosi apertamente mettere 
in iscritto come si possono vedere coll^occhio (ao), ed e percio che 
oggidi si va ravvivando Fuso d^ajutare la lingua tipica colla grafica^ 
aggiugnendo i disegni alle voci rappresentative degli oggetti. Oltrac- 
cio anche le voci astratte sono scange maravigliosamente secondo che 
elle vengono ajutate dal fiato che le spigne , dalla bocca che ve le 
dice ora spiattellate ora sbiadate ora morte, dalle braccia che o le 
vorrebbero addurre sino a voi o le vorrebbero a mezza via ratte- 
nere, dal viso che le accompagna, e fin dai capelli e dagU omeri 



(so) Cosi diceva bea a ragione ii Grescenxi nella sua Agricoltura (III, i8) 
parlttodo dei freni che trovava difficik di potere specificare per mode da non 
lasciare ambigaiU alcuoa nei letlorL 



XLUl 

che lor fanao Corteggia Ora, tntta questa codazzeria, tutm quesca 
masica del linguaggio non e dizionarista che la possa trasfondere nel 
8QO lavoro , che appena appena ai sodimi scrittori e dato di gettame 
alcaa^ombra ndle o}>er6 loro. Le voci che ton quella masica e con 
cpiel codazzo riescoao oggi argentine, domani senza qaelli toroano 
scare o appanaate ; e qaesta iridescenza non si pa6 dal dizionarisca 
rifondere neli^opera propria se vuole non tradire il suo nome e lasciare 
alcun posco agU altri libri neUe biblioteche* — I Dizionarj furono 
decci danndsi o adli al vero sapere secondo che se ne faccia oso 
e^clusivo per acquistarlo o ausiliario per rioordarlo; ci6 con tucta 
ra^oae, perche il dizionarisca, notomizzando ogni idea, ogni corpo, 
ogni arte 9 ogoi scienza, e discomponendole in mille parti, e ana- 
liszaadole fin ne* niinimi loro dementi , disperge in mille sedi dis- 
parate quelle parti e qnegli dbmenti. £ cosi come nel trinciare non 
e cui non accada di cincischiare , cosi come nell^analizzare e nel di* 
spergere sempre v'ha del perduto, cosi anche nel mandare in tante 
minime parti i oomplessi var j dello scibile umano non e dizionarista 
il quale possa operare a capeUo per modo da concedere altrui di ri« 
comporre que^complessi con quelle parti senza alcerazioni e mancanze. 
Che se impresa gravissima fu detto esser quella del descriver 
fondo air universo esaminandolo vie via tal quale ci si presenta , 
impresa oltre ogni forza d'uomo pare a me quella che osa il dizio- 
narista del descriveme ogni minimissima parte isolata, circoscriven- 
done tutti que'punti pe^quali si rattacca a quel complesso. — A tutto 
questo s^aggiunga per ultimo il dizionarista esser uomo; a qualunque 
nomo esser impossibile padroneggiare tutte le cognizioni umane in 
guisa da poterne informare altrui in brevissime parole con quella 
certezza che pochi riescono a darcene con moltissime per ciascheduna 
di esse cognizioni; nessuno essere tal signore della propria penna 
da potere in ogni momento sporre con essa in carta certe idee come 
la mente ce le pone chiarissime dinanzi; pochissimi uomini essere 
talmente padroni della loro memoria in ogni tempo, cheal nominar 
oggi d'^un vocabolo in una lingua si trovino pronto il corrispon- 
dente neiraltra, come che trovato un mese dopo quel corrispon- 
dente s* abbiano immediate la ricordanza di quel primo ; pochi uo- 
mini trovarsi cosi imperturbati nell^intralcio delle cure sociali che 
possano con mano sempre eguale reggere le iila infinite di quel- 
Tordinamento che e principal fregio di qnesta specie di libri; po- 
chi avere tempo libero quanto basti per potere colla continuita del 
lavoro rendere la mente alacre afiferratrice d^ogni utile idea e d^ogni 
felice espressione e vivida ricordatrice d'ogni sinonimia in ogni sede, 
come anche per poter ricorrere prontamente alle fonti opportune 



XMV 

intanto che sono ancora fresche le idee relative; pochi cost padroni 
di mezzi qaanti ne occorrerebbero al dizionarista , piik che ad altri, 
a voler rendere non sull^altmi fede, ma sulla propria, eicara ragione 
del sao dire; poehissimi finalmeate qaelli che, vaataggiad di tante 
prerogative, vogliano, come dice va il Salviai, di maestri di bottega 
fiirsi fattori, e metter amore saldo in opera ingloriosa sempre^ e epesso 
tanto meno lacrativa qoanto pih sudata. Tra questi pochi io non veggo 
strada a noverarmi se pur non fosse per T amore che io porto alle 
opere di questa specie ; e , cio che e il piu , immerso da venti 
anni nelle core pratiche deiristruzione elementare (cure nelle quali 
ogni furto di tempo e diligenza i danno sociale ) , appena pochi 
di feriati mi i dato consagrar di proposito ad altro ; e questi di , 
ricorrenti a interstizj come e'^sono, male si prestano a quella rego- 
larita di lavoro che in questo genere di scritture e condizion prima 
a volere che riescano ordinate, concatenate, d^un getto. Si donino 
sfdunque le mancanze, che pur molte saranno anche in questo Yoca- 
bolario, come alia natura sua, cosi anche alia pertinacia coUa quale 
io rho condotto a toUerabile forma benche sfavorito da piu circo- 
stanze, e al qualche utile che saranno per ritrarne stiano contenti gli 
studiosi e i discreti miei compatriotti. 



INDICE 



DEGLI AUTORI 

FREQUBMTBMENTE OVtkTl PEA ABBREVIATUBA IN QDESTO LiBRa. 



Jjc. fr, Academie francaise (Diction- 
naire de T), Paris, i8o9, chez Mou- 
tardier et Leclere. 

Adim, Sat, Satire del marchese Lodovico 
Adiman , patrizto liorentiao , ecc. 
Amsterdam ^ 1764* 

Jib. hass. Alberti (di Villanoya, abate 
Francesco).Grande Dizionario italiano- 
francese. Bassano, Remondini, 18 ti. 

Alb, enc. Alberti (di Villanova, abate 
Francesco^ Dizionario universale cri- 
tico enciciopedico della lingua italia- 
na. Lucca, presso Domenieo Mare- 
scandoli, dal 1797 al i8o5. 

Alg, Op, Algarotti (conte Francesco). Ope- 
re. Cremona, per Lorenzo Manini,i784- 

Alleg, Rime e Prose di Alessaudro Al- 
legri, ecc, Amsterdaroo, 1764. Cito 
la pagina. 

Aim. Decam. Annotationi et discorsi so- 
pra alcuni luogbi del Decameron, ecc. 
Fiorenza, Giunti, 1574. 

Ant, Dix. Antonini (abate). Dizionario 
italiano e fraocese. Venezia, i745w 

ArtU Cort. — Ipocr^. — Maresc. — Fit, — 
Taiant, — Rim, ( Aretino niesser Pie- 
tro). La Cortigiana — II Filosofo — - 
Lo Ipocrito — U Marescalco — La 
Talanta ( Per le prime tre cilo Tediz. 
del Teatro italiano antico di Londra , 
Masi, 1788; per le alt re Pedizione 
milanese dei Glassici italiani) — Rime. 

And, Aridosio. Commedia del sig. Loren- 
zino de** Medici. Firenze , Giunti , i6o5. 

AH, Poet — Avar, — Art, ered. L'Arte 
poetica di Quinto Orazio Flacco espo- 
8ta in dialetto milanese dal dottor 
Criovanni Raiberti. Milano, i856 — 
L^Avarizia Satira prima di Q. O. Flac- 
co, ecc. dcUo stesso. Milano, 1837 — 
L^Arte d^ereditare, deUo stesso. Mi- 
lano , 1839 ( Poemetti ne* quali piu 
che in ogni altro dei tempi odierni 
sono da riconoscere le mcite muta- 
zioni nate nel nostro dialetto nel corso 
di quest! primi anni del secolo ig."*). 
Baldi Confer, Baldi Camraillo. Congressi 

ciyili. Firenze, Vangelisti, 1681. 
Bald. Lam, Francesco Baldovini. II La- 
mento di Cecco da Varlungo, coUe 
note del Marrini. Firenze, 1817. 
Balestr, Ger. — Gait. — liim: Baleslriori 
Doineoico* LaGerusalemme travestita 



in lingua milanese. Milano, per Gio. 
Battista Biancbi, 1773 — Lagrime in 
morte di un Gatto. Milano , pel Ma- 
relli, 1 74 1 -*^ Rimm milanes in 4*° 
Milano, pel Ghisolli, 1744 — Rime 
toscane e milanesi, 6 vol. in 8.° Mi- 
lano, dal 1774 al 1779 — Rime mi- 
lanesi, in 8/ grande. Milano, 1795. 

Bart, Mis, Cosimo Bartoli gentiPhuomo 
et accademico fiorentino, Del modo 
di misurare , ecc. Venezia , per Fran- 
cesco Franceschi, Sanese, i564* 

Bell, Ar. -^ Stud, Pdm, Bellati (direttor 
Francesco). El jprimin cant de POr- 
land furios de I Ariost tradott in len- 
guacc de buseccon, ecc. Milan, 1775 — 
Studj per un Rimario milanese* MSS, 

Bern, Bim, Rime di M. Bernia. Usecht, 
al Reno, 1771 -^ Per le allre sue opcre 
mi sono servito delPedizione milanese 
de^Classici ital., e delPedizione vene- 
ziana 1 835 per alcune lettere famigliari. 

Bir, DI Per, — Men, Sen. ■— Men, Capus, 
Birago Girolamo ( sotto al nome ana-r 
grammatico di Molarigo Barigo), Don- 
na Perla. Milano, pel Nava, senz». 
data — Meneghin a la Sense vra , mss. 

— Meneghin faa capuscin, mss. 
Borah, Am. fur, — Don, cost, — Bip. 

LA roan tefurioso. Commedia di Rafael* 
lo Borghini (fiorentino). Vinegia, Ses- 
sa, 1697 — ^^ Donna costante. Ivi, 
1689 -— II Riposo (Cito Pedizione 
milanese de^ Classic! italiani). 

Borl, impas. La Borlanda impasticciata 
(Credesidel c.PietroVerri).Milano,i 76 f . 

Bos, Raccolta di Bosinad esistente nel- 
PAmbrosiana (Vedi la voce nel Voc), 

Brand, Bad. Men, — Cang, Bad. — Spass, 

— Men, Gamb. — Baltr. — Spos, Lug. 

— Men. Boltr. — Cam, Men. Brandana 
o sia Raccolta di tutti gli opuscoli dati 
in luce in occasione della disputa in- 
sorta sai Dialoghi della lingua toscana 
pubblicati dal bainabita P. Branda, 
di cui si pu6 vedere la storia diffusa 
alPart. Branda deUa Biblioteca degli 
scrittori italiani del conte G. Maria 
Mazzucchelli — La Eadia di Meneghitt 

' — Ei Cangeler de la Badia di Me- 
neghitt — Spassatemp del Tizziroeu 
e del Mennapaes, ecc. (tutti del Ba- 
le:>tiU4;ri) — > Mcneghia GAmbus. del 
/ 



XLVI 

Poslaghett a la Badia — Baltramina 
(di GarrAudrea Oltolina) -^ Sposa 
Luganega , miec de Gambus a Ballra- 
mina — Meaeghin Boltriga, del Borgh 
di GosSf a la Badia — La Camaretla 
di Meneghitt (del Balestrieri). Tutti 
stampali in Milano nel 1760. 
Buonar. Open Buonarroti Michclagnolo. 
Bime e Prose. Milano , Silvestri , i 8q i . 
Buoni Prov. Del Thesoro degli proverbj 
italiani di Tomaso Buoni cittadino 
lucchese. Venetia, Ciotti , 1606. 
Burch, Bim. Burchielio. Rime. Firenze, 
Giunti , 1 658 ^- Vedi anche sotto J>on, 
Caland, La Cnlandria. Com media di M. 
Bernardo Divizia da Bibbiena. Londra, 
1788 (La ci(o per atti e acene ). 
Cant Cam. Tutii i Trionfi, Carri, Ma- 
scherate o Canti carnaacialescbi andati 
per Firenze del tempo del Mag. Loren- 
- zo de"* Medici. Gosmopoli (Lucca)^i75o. 
Car, ApoL — Cqm. — UU. fam. — UtL 
neg, — Stracc, — • Am, past, Caro (com* 
mendator Annibal). Apologia degli Ac- 
cademici di Banchi di Roma contra 
M. Lodovico Castelyetro da Modena. 
Parana per Seth Viotto^ i558 — Com- 
mento ad alcuni versi del Molza. Bal- 
daccoy Z787 -^ Lettere famigliari. 
Padova 9 Comino , 1749 — Lettere 
scritte a nome del Famese , ivi , Co- 
mino , 1 765 -*- Gli Straccioni , com- 
media. Firenze, Giunti. 
Carl, Svin, Carli P. F. La Svinatura. 

Firenze, 1816. 
Cast Cort, Castiglione c. Bald. U Libro 
del Cortegiano. Padova, Comino, 1766. 
Cast e Fiat. tUz, Castelli e Flathe. Nuovo 
Dizionario ital. 6 tedesco. Lipsia, 178!!. 
Cat, Prat Matem, Pietro Cataneo Senese. 
Le Pratiche delle Due prime Matema- 
tic2i«9,ecc. Venezia* Griffio* i56y* 
Cecch. Masch. — Sam, — Pros;, Gecchi 
Gio. Maiia. Le Mascbere e il Samari- 
tano Commedie. Firenze* Pagani, 1818 
(Per le altrc sue commedie cilo Todiz. 
del Teatro comico 6orentino tmtico), 
Cecchi Pell. — Diam, — Biv. — Sciam, — 
Mart Cecchi Gio. Maria. Le Pellegrine 
— Il Diamante — I Rivali — I Scia- 
miti — ii Martello ( Pezzi di tali com- 
medie inscriti mel libro tntit. Dei Pro^ 
x^rbj /05c*<zm. Milano, Silvestri 9 x838). 
Cecchi Pro9, Dichiarazione de' Proverbj 
di Gio. Maria Cecchi inscrita nel libro 
intitolato : Dei Proverbj ioscani , ecc. 
Milano « Silvesti*i, i838. 
C^IL f^it. Vita di Beuvenuto Cellini , ecc. 
Milano, Bettoni, i8ai — ( DeirOre- 
licei*ia cito Pedizione milanese dei 
Classici italiani). 
Ces. Cr, Cesari Antonio. Yocabolario della 
Criuca rislampato in Vijroua uel i8uG. 



Chamb, Enc. Dizionario universale delle 
arti e scienze di Efraimo Chambers 9 
traduzione dall'inglese. Venezia, 1749- 

Cini Des. e Sp, Desiderio e Speranza Fan- 
tastichi. Commedia tropologica di De- 
siderio Cini. yenezia* Decombi 1607. 
(Miniera di modi e voci pistojesi). 

CoL Op, mil, Collezione delle migliori 
opere scritte in dialetto milanese. (In 
questi dodici volumi , da me pubblir 
cati nel 18 16 coi tipi del Pirotta in 
Milano » esistono poesie deli'*Albano , 
del Varese, del Lomazzo, del Larghi, 
dell'Oltolina, deU'Inibonati, del But- 
tinoni, del Simonelta, del Supensi, 
del Zanoja, del Zanella, del Ceva, 
del Corio* del Giulini, d^ Bossi, del 
Parini, e d'aliri, dalle quali pure ho 
Iratta qualche voce per questo Vocab.) 

Comp, Pellegr, — lad, Com^arini Lo- 
renzo (fiorentiuo). 11 Pellegrino e il La- 
dru Comedic. Venezia, Giolito* i554« 

Cors» Torracch, Corsini Bartolomeo. Il 
Torraccbione desolato,ecc.Leida« 179 1 . 

Coss, Comp, Cossa Angelo. Gomponimenti 

— Milano, Visaj, i838 (Cito la pa- 
gina delle commedie milaoesi). 

Cr, Yocabolario della Cnisou Napoli, 
pel Porcelli, 1746. 

Cr, anon, Yocabolario della Crusca ; 
esemplare della terza edizione cbe io 
posseggo 9 in cui sono parecchie giun- 
te e note marginali d un aoonimo il 
quale, per la natura medesima di esse 
note e per la maniera cha usa cosi nel 
definire le voci cbe irae esdusivamente 
da alcune opere del Galileo, del Segne- 
ri, del Magalotti, e dell'AUegri, come 
nello spiegare occasionalmente alcuni 
vocaboli toscani mancanti nel Dizio- 
nario, mi pare un Toscano e Accade- 
mico esso pure staCo deputato a spo- 
gliar quelle opere per arricchirne la 
quarla impressione del Yocabolario. 

Crud, Op, Crudeli (dottor Tojiimaso). Ri- 
me e prose. Parigi, Moliui, i8o5. 

Dat Lep. — Lett, Lepidezze di spirit! 
bizzarri, e curiosi avvenimenti de- 
scriui da Carlo Roberto Dati (colle note 
del Moi'eni). Milano, Sonzo|;no, 1839 

— Lettere. Fironze, Magheri, 1825. 
Davanz, Bagn, Davanzati Bernardo. Del 

modo di piantare cuslodire una xa- 
gnaja ecc. Firenze, Tofani, 1790. 

Daz. Merc, Dati e Tasse diverse di quello 
si dovera pagare per le mercantie e 
robbe sottoposle «1 paea mento del Dar 
tio della Mercantia deUa Citt4 di Mila- 
no, ecc. Milano, 1786. 

Diet pixfv, Dictionnaire proven^al. Mai"- 
seille, 1785, chez Jean Mossy. 

Diz, art, Dizionario d'artiglieria de^ca- 
pilani Carboue eAiuo. Turiaot '^35. 



Dit.boL Dizicmario della lingua italiana. 
Bologua i8i9« fratelli Masi e C. 

Da. miL Diziouario miKtare italiano di 
G. Grassi. Torino, a.* ediziooe, i833. 

Diz, mus. Dizionano della Musica del 
dottore Pietro Lichtenthal. Blilano, per 
Antonio Fontana, i8a6. 

Diz. nap. Vedi Foe. Mm, 

Diz» pumu Dizionano parmiffiano*italiano 
di ibrio Peschieri. 3.* edizione* Borgo 
san Oonnino pel Vcccbi, 1 856*58. 

D». pay. Dizionano domestico pavese* 
italiano. Pavia, Bizzoni, 1829. 

Diz. sae» Maori Dom.* Notizia de^Yocaboli 
ecclesiastici. Venezia, Baglioni , 175a. 

Drs. sar. Dizionano sardo-italiano del 
sac. Vincenzo Porru. Cagliari^ stam- 
peria arcivescoTiie , i85»-«54' 

Diz. ven. Dizionario del dialetto Tene* 
zlano di Giiueppe Boerio. Venezia^ 
per Andrea Santini^ 1839. 

Don^Zuc.-^ Com, Bttreh,--^ Lilrrk ->^ Mdrm. 
Doni (Antonfrancesco, fiorentino). La 
Zucca. Venezia, Farri, 159a — Rime 
del Burchiello comentate dal Doni* 
Vinegia, Marcolini, i555 (libro che 
merita resiirrezione) •^ La Libraria. 
Vinegta, Giolito de* Ferrari, i557-^ 
1 Marroi, Venezia, Bertoni, 1609 
(Nella Zuccay a p. no, il Doni si di* 
chiara ijuasi che libertine in fatto ai 
lingua ; ma realmente egli non h tale 
cbe ben di rado, e noa pare di ul« 
tima autoritik nel rispetto di essa). 

Due* Gloss* inf. lot* Ducange, Glosaa- 
rium ad scriptores mediae et idfimse 
latinitatis* Venetiis, Goleti, 1756.- 

EncjcL Encyclop^ie fran^aise. Livour- 
ne, 1773 (Ho fiitto uso anche del- 
Fedizioni di Bema e di Losanna)* 

Eneycl. pop. Encjclopedie populaire ou 
Lea sciences, les arts et les metiers 
mis a la porUe de toutes les classes. 
Paris, Audot ^diteur. 

Fab. Far. Son. Fabio Varese, Soneui MSS. 

Fac. Piov, Arl. Scelta di facetie, motti, 
burle et bulTonerie del Piovano Ar- 
lotto et altri, ecc. Piacenza, Baz»- 
cbi, 1594. 

Fag. Com. -*- Him. Fagiooli ( G. Batii- 
sta, fiorentino). Commedie* Venezia, 
pel Geremia, 1765 *^ La Fagiuolaja 
o Rime facete. Amsterdam, 1759. 

Ferr. Orig. OctaTii Ferrarii Origines 
linguft italicv* Patavii, 1776. 

Fiacchi Lez. Dei Proverb) toscani. Le- 
ztone di Luigi Fiaeehi , ccc. Milapo , 
Silvestri, i858. 

Fir. Trin. — Luc. Firencuola — La Tri- 
nnzia •— I Lucidi. Commedie. Firenze, 
Giunti 1 55a. Per le altre opere di 
questo autore mi sono servito del- 
Tediz. pisana di Capurro del 181^. 



ZLVU 

Font. Di%. econ. Fontana (P. Glicerio)* 
Dizionario nniYersale economico-nisti- 
CO. Milano, per rAgnelli,. 1764* 

iPbrc. Lex. Forcellini* Lexicon totius la<* 
tinitatis. Padoya, i8a6 al i834. 

Franc. Foe. Franciosini. Vocabulario e» 
spannol-^taliano. Venezia,Barezz], 1 64 5. 

Fren* Espres. Frencia (prete Giuseppe). 
Espressioni nattirali e famigliari cor- 
reoate da altre raetaforicbe o figurate. 
Torino, Reycends e Soffietti^ 1793* 

Gofd. f^oc Vooabolario agronomico itaL* 
di G. B.Gagliardo.Napoli,Trani, i8i3. 

Gall. Pom. IL Pomona Italiana di Gior^ 
gio Gallesio. Pisa , Capurro, i8i7<*5q. 

Gallis* 1st. hf^ Istituzioni botanicbe di 
G, Gallizioli. Firenze, Daddi, i8ia. 

Gar. Bat. *-^ Tob. Garioni (P. F. Alessan- 
dro). La Batracomiomacbia d^Omero 
psrafrasata in oUave milanesi. Mila« 
no, pel Motta, 179^ — -ll Tobia* 

. parafrasi in sesta rima milanese. Hi- 
fano, Pirotta e Maspero^ 1808. 

Gel. Er.'^Spor. Gelli L^Errore.-LaSpor- 
ta. Commedie. Firenze, Giunti, 1602. 

Gh. Ene% ^- Foe. Ghei^rdini (dottor Gior 
yanni). Enciclopedia domestica, ecc« 
traduzione dal francese. Milano^ per 
P. E.Giusti, i8a6 (Gilo la voce) — 
Yoci e Maniere di dire italiane ad- 
ditate ai futuri vocabolaristi. Milano, 
per G. B. Biancbi, i858 (Cito la voce). 

GigU Beg. — Don Pil. — SorelL — Foe. 
cater, Gigli Girolamo. Regolc per la 
toscana favella, Roma, de Rossi ,1721 
— « 11 Don PilonCf Commedia •— La 
Sorelliua di Don Piloue, Commedia 
-«~ Vocabolario cateriniano. 

Gfor. agr, Giornale agrario toscano. Fi- 
renze, Pezzati, 1827-8-9*30-1-2^5 ""C 

Giorn. Georg. Continuazione degli atti 
dell^l. e R. Accademia economico- 
a^raria dei GeorgoHli di Firenze. Fir. 
Piatti, i8»8-9-23-25-27-28«ivi, Pez- 
zati, i83o-i-2<>5-4 *^ ivi, tipog. Galile- . 
jana, 1 855-36-37 -38-39 (Di questi due 
giornaii cito le sole scritture di To- 
scani, o le yoci asseverate d^uso tosca- 
no dagli scrittori che non sono tali). 

Gild. Mem. Giulini ( conte Gior no )• 
Memorie spettanti alia storia , al go- 
verno ed alia descrizione della citta 
e della carapagna di Milano ne^ secoli 
bassi. Milano, pel Bianchi. 

Go%. Op. Opere del conte Gaspare Gozzi. 
Qito |>agina e volume delPedizione 
vcneziana 181 3 del Molinari. / 

Griseh Diz. Grisellini Fr. Dizion* delle 
arti e mestieri. Venezia, Fenzof 1768. 

Gros. Fug* — Piog. — Fisc. — Bim. Grossi 
(avv. Tommaso). La Fuggitiva — La 
Pioggia dWo — * Gio. Maria Visconti 
— - Altre Rime milauesi o edite o mss* 



XLVUI 

Giiadag, Poes. Raccoltft delle Poesie gio* U 
cose del dottor Antonio Guadagnoli 
d^Arezzo. Italia, i855. 

Guar, Idrop, La Idropica com. del cay* 
Battista Gaarini. Firenze, Giunti. 

Intr, Giuock. -^ PeUear. Bargagli Giro- 

. lamo sanese (sotto u nbine accad. di 

. Maieriale IniroiuUo)» Dialogo de^^uo- 
chi che neiJe veggJiie sanesi »i usano. 

. Venezia, i58i *» La Pdle^rina, Co- 
media. Siena, Bonetti, iSSq. 

John, Die* Johnson. Dictionary of engUsh 

. language. London, ij^. 

laL En, Lalli Gio. Battista. L'Eneide di 

. Virgilio trayestita. Venezia* Zatla, 1 796. 

Lane* Foe, crem, Savgio di Yooabolano 
. cremonese, MSS. di Vindenso Laneetti 

- gentilmente donalomi dal ch. autore. 
i,ast. Op *CoTso d^agrieolturapratica, ecc. 
' del La&tri« Firenze, pel Pagani, 1790. 
£i/7. Malm* Lorenzo Lippi. II Malmantile 

- racquistato. Milano, Classici ilal. 1807. 
Lor, Med, Pots,- Canz, Poesie del M. Lor."" 
' dc^Medici. Bergamo, Lancellotti, 1 763. 
. — • Canioni a hallo. Firenze, i568. 
Mag, Cons. Men. -^ Baron Birb, -r^ Mane, 

• '^ Fal, Jil, — Cone. Men. — Bim. 
' Maggi (Carlo Maria)* I Consigli di Mc- 
' negfaino , il Baron di Birhanza , . il Man- 

- comale, il FalsoFllosofo, ilConcorso 

• de^ Meneghini , Rime. Milano, 1701. 
MttgaL Oper, -*- Let dilei, ^- Let. ateis, 

Magalotti conte. Lorenzo. Operette va- 
rie. Milano , SiWestri , iSqS — . Lettere 
dilatlevoli. Venezia, iStiS -— Lettere 
famigliari, ecn. Milano, Silvestri, 1825. 

Magr, Diz, sac. V. Diz, sac. 

Man, Fegl, he Veglie piaceyoli , ecc* di 

• Dom. Maria Manni. Venezia, Zatta, 1 76a* 
•Mart, Lett. Il primo libix> delle Lettere 

di Nicolo MartcUi. Firenze, i546 *— 
(Questo scrittore non fu annoyerato 
Ira i tesli di lingua dagli Accademici 
forse , pii!k che per altro , per quanto 
disse a pag. 67, 72, 82, 83 e 90 di 
questo suo libro. £gli per6 fu tra i 
fondatori deir Accademia fiorentina 
che Tebbe a consolo piu yolte, ed usa 
lingua piana e di buon conio. Anche 
la letter a ch''egli scrisse al Firenznola 
perseguitato , e che leggesi nciropere 
di quesi^ulfimo a p. 275 e seg.del lomo 
II, proya che egli era di merito grau- 
de, ma tale da non piacere ai piit). 
Mariig, Met, Martignoni. Nuovo Metodo 

J>er la lingua italiana. Milano, 1743 
Quest^opera ignord o mostro d^igno- 
rare TAlherti nel promettere la sua 
Tayola sislematica \ e questa poco fe- 
licemente inutd il picciolo Dizionario 
sislematico stamp, in Brescia nel 1810). 
ilfen. Orig. Menagio Egidio. Origini della 
. lingua italiana. Giuevra, i685. 



Merl. CoCi Poesie di Merlin Cocajo o 
Teofilo Folengo* Amsterdam « 1771. 

Mich. Petri Antonii Micheli Noya planta-* 

. rum genera. Floreutifie, Paperini , 1 729. 

Miin, Dizionario della lingua italiana. 
Padoya, tipog. della Minerya, 1827-30. 

Miiterp. EL Mitterpacher. Elementi d'^a- 
gricoltura. Milano, 1794* 

Monig. Giovannandrea Moniglia. Poesie 
drammatiche.Firenze,Vaneeli8ti, 1698. 
Cito scene, atti e titolo dei drammi. 

Monos* Angeli Monosinii Floris italtcia 
linguas liibri noyem. Venetiis, apud Jo. 
Guerilium, i6o4 (Cito la pagina. li 
Monosini era toscano , e i diettati che 
egli registra leggonsi per la piu parte 
nei comici fiorentini ancorche i dizio- 
narj italiani gli abbiano dimenticali). 

Moroz, Cos. coTtt. Moroizi Ferdinando, 

. Delle case de^ contadioi. 

Mosc. Poesie mss. milanesi del ciurato 

. Mosca esistenti neirAmbresiana* 

Nel. Com. Nelli (dot. Jacopo Angelo, sane- 
se). Commedie. Milano, Agnelli, 1762. 

Neri Art. f^etr. L^Arte Yetraria distinta 
in libri sette del R. P. Antonio Neri , 
Fiorentino, ecc Venezia, Batti, i663. 

Nesi Diz, Nesi (ab. Lorenzo). Dbionario 
ortologico pratico della lingua italia- 

> na. Pavia, Bizzoni, 1825. 

A^ii. aut» fior, Noyelle di alcnni autori 
fiorentini. Londra, Bancker, 1795. 

Tfov, aut. son, Noyelle di autori samcsi. 
Londra, Bancker, 1796-98. (Cito tomo 
e pag. — Ho pci*6 scelto da questi scrit- 
tori le sole yoci di buon conio e man- 
can ti affatto di corrispondenza nei 
dizionarj , omettendo sempre i sane^ 
sismi non necessarj, come saletiiera 
per saliera e simili, o i franzesismi in- 
sanesati come so^ioso per sucido^ ecc, 
o le frasi di mal conio, come Gaidar la 
torta e sim., o i dettati men che onesti). 

Ol. Uc. L^Uccclliera, ecc. di Pietro Olina. 
Milano, tip. Motta di M. Carrara, i838. 

Onom. ronu Onomasticum romanum del 
Felici. Venezia, Baglioni, 1703. 

Ors, Mfin. Storia deUe mbnete della Re- 
piibblica Fiorentina data in* luce da 
Ignazio Orsini Accademico Fiorentino, 
Apatista, ecc. Firenze, Viyiani, 1760. 

Pac. Vita e ayyenture di Marco Paci- 
ni, ecc. Milano, Stella, i83o-3i -^ Si 
cita per canti e sestine. 

Pac, Amt. — Div, Prop, Summa de Ari- 
'thinetica Geometria Proportion! e Pro- 
porlionalita , ecc. Venezia, 1494 -^ 
Della diyina proporzione. Venezia, 
per Pagani no dei Paganini , 1609 (Che 
queste opere siano di fra Luca Pa- 
ciolo dal Borgo San Sepolcro, o che 
da lui siano state involate al pittore 
Piclro della Francesca puix di quel 



' borgo, e pubblicate per sue come dice 
i\ Vasari a pag. 36o e 365 dalle sue 

. Vlte di pittori, e ootne a pag. 35 della 
i>iV. Prop, pare che questo frate con* 

- fessi egli stesso^ poco moQta al mio 
8cop<K Esse in ogni mode sono di scrit- 
tore toscano, e ricche di molte voci 
della scienza mancanti nei divionarj). 

Pan. Poet* — Flag* Barb. II Poeta di 
TeatrOf romanzo poetico di Filippo 
Paaanti da Mugello. Milano, Silvestri, 
1817 (Col primo numero indico il 

• canto, col secondo la sestina) — Viag- 
. gi in Barberia. Milano, Stella « 1817. 
Pool. Op, Opere asrarie del sac. Ferdi- 
. nando Paoietti. Firenze^Cambiagi, 1 789. 
JPassaiv. Spec. Pen. Lo Specchio di vera 

penitenza di fra Jacopo Passavanti. 

- Venezia, Bortoli, i74i- 

Pauli. Sebasliano Pauli. Modi di dire 

toscani ricercati nella loro origine. 

Venezia, per Simone Occhi, 1640. 
Pscor. II Pecorone di ser Gio. Fiorenti- 

no. Milano, Silvestri, 181 5 (Col primo 

num. indico il vol . , eel secondo la pag.)« 
Peliiz. Poes^ Poesie in dialetto milanese 

di Carlalfonso Pellizzoni. Milano, i855. 
Pertus. Bim. Rime milanesi del conte 

Franc. Pertusati. Milano, Pirotia « 1817. 
Poes. var. mil. Poesie varie milanesi, 

taccuini, commedie di anonimi, ecc. 
/'o/.//igait.-^Z)iz. Adriano Politi Sanese. 

• Gli Ingannati decFlntronati (La cito per 

• alti e scene ; redizione cbe io posseggo 
. e senea paginatnra e manca del primo 

foglioA; mi pare del i537, ® ftldina). 
Porta Bim, Carlo Porta. Rime milanesi. 

• Cito Tedtzione mia del 1814 (tomo 
XJI della CoUezione delle miglaori 
opere scritte in dialetto milanese), 
quella di Tincenzo Ferrario , Milano , 
1 8a I, quella delle Poesie inedite, Ha- 
lia^ 1826; e per ultimo le Poesie non 
mai pubblicate che bo io. 

Pr^Jior. Prose fiorentine.- Venezia, Re- 

mondini , 1 76 i-4(cito parte, vol. e pag.) 

F^.merc.liV.Prezzi raercantili di Liyomo. 

Bitz. BdL " Gost. La Balia - La Gostanza , 

• Commedie di messer Girolamo Razzi. 
Firenze, Giunti, i564*-3. 

Be Jnn. — Ort. Re (cay. Filippo) An- 

nali deiragricoltura del regno d^Italia. 

Milano, pel Silvestri — L'^Ortolano 

dxrozzato. Milano, pel Silvestri, i8ir. 
Bedi Op. Redi dottor Francesco. Opei*e. 

Napoli, Stasi, 1778. 
Jtic. fior. Ricettario fiorentino. 
Bom. Op. Romani (ab. Giovanni). Opere. 

Milano, Silvestri, 1835*37. 
Bone. Di%. Ronconi Ignazio (fiorentino). 

I)iz.d''agricoJturatVcnez.,Sansoni,i 77 1 . 
Boux Diet Dictionnaire comique , saty- 

riqiie, cdtique, burlesque 9 libre^et 



XLIX 

' proverbial, ' ecc. par Pbdibert Joseph 
Le Rouz. Amsterdam, 1750. 

Sacc. Bim* Saccenti (Gio. Santi, da Cer- 
reto). Rime piacevoli. Roveredo, 1761. 

Sans. Pall. La Villa di Palladio Rutilio 
Tauro £miliano Iradotta per Francesco 
Sansovino (fiorentino). Venezia, t56o. 

Sar, Alb. Sartorelli. Degli alberi indigcni 
ai boschi dell^ltalia superiore. Milano^ 
Baret, 1816. 

Savj Om. tose. Savj (dottor Gaetano). 
Omitologia toscana. Pisa, 1837 al 1 83i. 

Scap. Op. Opera di M. Bartolomeo Scappi, 
cuoco secreto di Papa Pio Quinto« Ve- 
nezia, Vecchi, 1 60S (Dove sla Seap. 
Op. fig, intendasi esistere la voce m 
calce alle figure annesse a quelPopera). 

Schrev. Lex. Schrevelii Lexicon grsBCO- 
latinum. Patavii, 1687. 

Som. Men. Sommaruga. Il Menegbino criti- 
co. Almanacco contin. dal i rr73 al 1789. 

Spad. Pros. P. Placido Spadafora. Pro- 
sodia italiana. Bologna, 1704. 

SUU. Statuta Mediolanensia , f553. 

Stat. Par. Statuti dei Paratici (cioe delle 
capitudini delfarti) milanesi esistenti 
nelrAmbrosiana. 

Strai. Dizionario di marina di S. 5Hra- 
tico. Milano, Stamp. Reale, i8i3-*i6. 

Tac. Dav. jinn. — Star. — Kif. Agr. — 
Cans, Perd. Ehq. — - Post. Tacito vol- 
garizzato da Bernardo Davanzati, cio^ 
Annali — Storie—- Vita d'Agricola — 
Delle Cause della perdata eloquenza 
— Postille. Venezia, Slorti, i658. 

Tan. Poes. Tanzi (CarP Antonio). Alcune 
poesie milanesi ec.Milano, Agnelli, 1 766^ 

Tar. fir. Tariffa delle gabelle per Firenze. 
In Firenze, Cambia^i,.i78i. \ 

Targ. 1st. — Diz. Targioni Tozzetti (dol- 

. tor Ottaviano). Istituzioni botanicbe. 
Firenze, i8i5. — Dizionario botanico 
italiano. Firenze, 1809. ' 

Targ. ria^ Targioni Tozzetti (doUor 
Giovanni). Relazione d'^alcuni viaggi 
fatti in diverse parti della Toscana. 
Firenze, Stamp. Imperiale, 1751. 

Tass. Seech. Tassoni Aiessandro* La Sec- 
cbia rapita. Modena, Suliani, i744* 

Tom. Sin. Nuovo Dizionario dei Sino- 
nimi della lingua italiana di N. Tom* 
maseo. J>*irenze, Pezzati, t83o. 

Trin. Ag. L^Agricoltore sperimenlato di 
Cosimo Trinci pistojese. Venezia, 1783. 
(Non ne cito cbe le pagg. i a 365, 
stante cbe le alt re sono evidentemenle 
d^ autori diversi non toscani). • 

f^ons. Dizionario della lingua italiana di 
Carlant.*Vanzon.Livorno,i836ali857. 

yar. Ere, — Suae, Varchi (mes. Benedet- 
to). L'^Ercolano, Dialogo. Padova, pel 
Comino, 1744- — ^^ Suocera. Firenze, 
Sermartelliy 1869 (Cito alti e scene). 



Var. nuL Ignazio Albani (Of Mcondo 
altri^ Giuseppe Milani). Varon mila- 
nes de la len^ua de Milan e Prissian 
de Milan de la pamonzia milanesa* 
Milano, Goino 16(069 e Marelli 1750. 

yas. he Vite de^piii eccellenii architetti^ 
pittori e acultori italiani, ecc* di Gior- 
gio Vasari. Firenze, Giunti, iSfio. 

f^esp. Lett. Vita e Lettere di Amerigo 
Vespucci raccolte e illustrate dalPabate 
Angelo ManaBandini. Fijnenze, 174^* 

Fieri Trot. Trattato di m. Francesco 
de''Vieri coguominato il Verino Se- 
condo ciUadino fiorentino nel quale 
si conteogono i tre primi libri dalle 
metheore ecc. Fiorenza, Marescotti, 
1 58a (Libro di ottimo conio per chi 
amascriver bene neUe scienzenatui'ali). 

Foe, aret, Vocabolario di alcune Toci 
aretine fatto per ischerzo da Francesco 
Redi Aretino. MSS. — (rilluslre Pro- 
fessove deir I. R. Universita di Pavia 9 
D. Viltorio Aldini* di cui la Repubblica 
letteraria apprezza le erudite Lezioni 
d^arcbeologia e i dotti Compendj di 
diplomatica e numismatica stampali dal 
Fusi in Pavia nel i838, possiede, come 
inohe monete e medaglie anticbe le 
quali ha esposte a utile pubblico nel 
gabinetto numismatico deirUniversitJi 
ticinese* cosi molti pregevoli mano- 
scritti greci , latini e d^altri idiomi e 
italiani del buon secolo. Fra questi 
uhimi e anche il Vocabolario aretino 
del Redi del quale mi fece copia il dot- 
tissimo professore), Cito la voce. 

Foe. berg. Vocabolario bergamasco ita- 
liano latino di G. B. Auaelini. MSS. 

Foe. bol. Bum. Vocabolista bolognese di 
Gio. Antonio Bumaldi (detto Ovidio 
Montalbani). Bologua, pel Monti, 1660. 

Foe. hoL Fern Vocaoolario bolognese di 
G. Ferrari. Bologna, alia Volpe, i855. 

Foe. bresc. Vocabolario bresciano e to- 
scano. Brescia, pel Pianta, i^5<). 

Foe. bresc. Melch* Vocabolario bresciano- 
italiano di Pietro Melchiorri. Brescia, 
Franzoni, 1817, e Appendice i8ao. 

Foe. east. Vocabolario castigliano , ecc. 
Madrid, Hierro, 1726. 

Foe. ferr. Vocabolario ferrarese-italiano 
deir ab. Francesco Nannini. Ferrara, 
Rinaldi, i8o5, e Appendice 181 5. 

Foe. mant. Vocabolario mantoyano di 
Franc.Cherubini. Milano, Bianchi, 1 827 

Foe, mareh. Raccolta di voci romane e 
marchiane, ec. Osimo, Quercetti, 1 768. 

Foe. nap, Vocabolario delle parole del 
dialetto napoletano, ecc. Napoli, 1789. 
Staneitomi 26 e 37 della Collezione 
di tutti i poemi in uugua napolctana. 



Focpiae* Vocabolario piacentino-italiano 
di Lorenzo Foresli. Piacenza, fratelH 
del Majno i836, e Appendice i8?)8« 

Foe. piem. Cap. Dictionnaire pi^montais 
francais par le comte Gapeuo de Sau' 
franco. Turin, Bianco, 1814. 

Foe. piem* i'i^.Vocabolano piemontese(di 
Maunzio Pipino).Torino^t. Reale,i783» 

Foe. piem* Pon, Vocab.** piemontese del 
sac. Micbele Ponza« Torino^ i85o~53. 

Foe. piem, Zal. Diaionario piemontese 
italiano latino e francese del prete Ca- 
aimiro ZaUi#Carmagnola, Barbie, i85o. 

Foe. reg. Vocabolario reggiano-italiano. 
Reggio. Torreggiani e G. i832. 

Foe, sie. Vocabolario siciliano delPab. G. 
Pasqualino.Palermo,Stamp.Reale, 1 785. 

Foe, ven. pad, Vocabolario veneziano e 
padovano (delPabate Gaspare Patriar- 
cbi). Padova, Conzatti, 1796. 

Foe. uer. Embrioni di Vocabolarj vero- 
.nesi stamp, a Verona del i8i5 e i8ai. 

Foe. un. Vocabolario universale italiano 
compilato a cura della Society tipograf, 
Tramater e c, Napoli, 1839 ^ iS5g, 

Fol. Stag. Volonteri Carlo* 1 Stagion. 
Milano, Pirotta, 1812. 

Zan, Sek. com, — Gel, Cr. — Mag. van. -^. 

. Cr. rinc. '^ RUr.Jigl. Saggio di scberzi 
comici del Zannoni; cio^ Le Gelosie 
della Grezia — La Ragazza vana e 
ciyetta — La Grezia rincivilita — - A 
Ritrovaroento del figlio. Fircnze, i8a5. 

Zahob, Nuovd Dizionario portatilc della 
lingua italiana compendiato da Gio. 
Zanobetti. Livorno, 1837-37. 

=: Per tutti i cosl detti testi di lingaa 
non ispecificati per esteso qui sopra 
e citati nel mio lavoro , se ai luogbi 
delle citazioni non e indicataTedizione, 
si debbe intendere esscrsi fatto usodi 
quella milanese de^Glassici italiani. 

— Pci passi estratti dalle Commedie 
del Cecchi, del Lasca, deirAmbray 
del Salviati, e dalla Tancia del Buonar- 
roti, cito per atti e scene il Teatro cor 
mico fiorentino pubblicato in Firenze 
nel 1760, senza nome di stampntore* 

= Dove ^ detto Bime o Poema d*im au* 
tor pisano s^intenda di quel poetache 

Tenne sempre la dcstra in eseroMm 
Sollii vil« ipioraBXA e Vempio Ticio. 

fss Dove e detto Poema d*un autor cor- 
. iotiese intendasi di qqello cbe cant6 

Gli uoniini di mala inclinaxjoae 
Con prcdicbe ridotti a1 pentimcDlo. 

=rs= Per le molte altre opere citate, 
qualora non sia specificataredizione, 
s intenderk o Toriginale o la piu co- 
nosciuta comuneniente. 



TAVOLA 

DELLE ALTRE ABBREVIATURE. 



ab. o abiis. o abusiv. ahuswamente, 

ac. o accr. o accresc. accrescitivo* 

ad. addieitivo. 

ag. aggiunto o aggetUuo, 

A. M. o Alt. Mil. Alto Milanese. 
ant. anticOf anticamente. 

ass. o assol. assolutamente, 
av. avverbio. 
avvil. avvilitivo» 
barb, barbanco. 

B. M. o Bas. Mil. ^Afjo Milanese, 
br. o brianz. brianzuolo. 

cant, confty. 

ch. chiaro. 

com. comunemente* 

comic, comicamenie* 

coat, o contad. coniadinesco* 

dett. deUato. 

dim. dinunuiivo, 

dis. disusaio, 

diz. o dizion. dizionario. 

esag. esageratamente. 

cscl. o esclam. esclamauone, 

f. o fern. Jemminino, 

£im. JamigUare o famigliarmente. 

^%'fifP^^'^lo o Jiguratamente. 

fr. /rase. 

franc, o ii\ francese, 

freq. frequenialwo, 

get. gergo. 

gr. gnpco. 

id. o idiot. idioUsmo, 

ingl. inglese, 

it. o ital. iialiano, 

L. /toma linneano, 

lat. latino, 

m. o masc. mascolino. 

man. maniera, 

m. b. moiio basso. 

met. metaforicamente, 

mod. modemo, 

or. o orig. originaria^ originariamente. 

p. e. o p. es. ^er esempio. 

peg. peggiorativo. 

pi. plurale, (menie, 

prov . proverbio , proverbiale » proverbial' 

provcjiz. provenzale* 



reg. registrator 

sost. sostantivo, 

sch. o scherz. sdierzevole. 

seg. seguente. 

sen. senso 9 sentimento. 

sig. o signif. significato. 

sing, singolare. 

sp. o spag. spagnuolo. 

Stan, stanza. 

superl. superladvo. 

T. Terminer e cosi T. de'For., T. degli 

Stamp., Termine d^Fomaj^ Termine 

degli Stampatorij ecc. 
ted. tedesco. 
V. f^ftii. 

V. POCC. 

V. ant. poce anUca. 

V. a. del Var. mil. foce imfica £2e/ f^a- 
ro/i milanese. 

V. b. i'oce bassa, 

V. br. o y. brianz. foce brianzuola. 

y. cont. o y. contad. poc« contadinesca. 

V. dell^ A. M. i'oce dell'Mlo Milanese. 

V. dis. voce disusata, 

verb, verbo. 

yez. veizeggiatii'O. 

V. g. o y. gr, I'occ gneca. 

y. 1. o y. lat. poc0 latina. 

yoc. o yocab. voeabolario. 

volg. volgarCf volgarmente. 

yolg. it. o ital. I'oc^ <ii ii50 comune in tutta 
Italia per quanta si rileva non dagli 
autori^ ma dagli avvisi^ daifogUetU^ ecc. 

( *aret. ) I'Ot'e £fe//' u^o aretino. 

(*tior.) I'occ delV uso JiorenUno. 

(*lucch. ) t'oce dell* uso lucchese. 

(*pist.) pocc dell* uso pistojese. 

( *rom. ) poctf <fc/r i«c; romano. 

(*san.) t'oce delPuso sanese. 

( ♦tosc. ) poc« delVuso toscano in genere. 

? voce dubbia. 

.... non /a Iroi^nto /a poce italiana. 

Le iniziali majuscole d*una voce ripetute 
dopo di essa e seguite dal punio indi" 
cano ripetizione delta stessa voce. Cosl 
in Mandorla galetta, M. premice quel- 
TM. s*ha a leggere ripetendo Mandorla. 



VOGABOLARIO 



MILANESE-ITALIANO. 



ABA 

XA. Prima lettera dell^alfabelo. Jfoi la 
TogUamo sempre masehile: rilatiaoo 
pure dice per BtAiio- Un A grande.^ 
GU a minuscM; raa lalvolta fa quesla 
f oce di genere femminile diccndo per 
es» La. A k la prima fra le cinqttfi 
vocalic sottiniendendovi lettera; e per 
qocsto apptmto uon usandola cosi cbe 
nei 3olo numerA del joiefio.. . 

A per Eglino dicono i eontadini : p. es. 
A mangeo* Mangiano o £ssi mangiano. 

A.. Eh, Questo li o h&, pronuAsiato con 

. certa forea e atriguendoaineUe spalle, 
vale per at to di sprezzo o d^ impa- 
zienza, e conispoude al fr. Tarare^ 
con esoo mostriamo befiarci di quello 
cfae altri dice» o oon prestarvi cr&- 
denza. Vale ancora per No. f^* 601 

Aan o Ahn. Ah. Interiezione usata da 
cht mostra raromemorarsi di qualche 
cosa. Aan al. Ah si. 

Aan. £/!• Si usa per interrogare. 

Abaa. AbtUe. Abbaie* 

Manda a Tabaa Fossaa Di- 

ciamo schera. per Butlare in un fosso 
cani» gattiy e simili bestie. 

Respond i fraa come ba intonaa 
Tabaa. r. Friia. 

Ab4a. Consolo. Capo e magistrato d^un^ar- 
te ( hadia ) — V ubaa di oreYes. // 
consolo dell' arieJegli orefici — Dalla 
nota cbe leggeai alia stanza 26.* can- 
tare tcrzo del Malmantile pare che 
ancbe in Toscana si usasse Abate per 
capo o consolo di un'arte — Anche 
a'^bagni di Pisa i bagnajuoli creavano 
un capo e lo cbiamavano AbaUi^^XXo 
toscano 12 giugno 1597). 
Vol. L 



ABE 
.J • • * 

AbaagUcc. CUdencMXtOm diencuMzo.Nom^ 
deaotante abbiezione nellc persone di 
questa classe* I A^p. direbbcro uno 
Scolagarrafelle^ qiq^ , QOme . npi dir 
remmo» SlfiolaonfiBu* 

Abaceb- T* arit. Ahhaco. 

Abachln..X<7^n^iS<;uuus..A pi. Libretto che 
insegna i primordj dell^abbaco* < 

Abadln, Abjuiuiue* Abafino* 

Abadon* Abalpfte* 

Abandon , ecc. y* Bandun , Ban^on^, vpc. 

Abass. Abbasso — Notisi ch^ i^pi pjttTQ it^ 

. vece di AbAss .diciamo Abasso, ( in iri4 
di esdamazione imperio^^ j ^ .c^Qine se 
ci mettessimp sul gvjB^^ <ppl« pinJaf/^ 
|[rammaticaliB«nte) , ina solp i)e^teat?i 
o altrettali luogbi .qi;iiaadp'Vpgliafiu> 
cbe si cali i^ ^ipario, p cbe altri ;si 
cavi il cappello o si«egga per iasciarci 
libero il prospetto.9 p vero cbe si 
taccia cLi sta alterqando. , 

Abastanza» Abbasta^^sM. A bastanza* 

AhktU Abbaiiere. 

Abattim^nt. s. m. AbbatUmenlo. ^ Z,;' 

Abatti]iu. Abba^uto — Sentiss abattuu. 
SenHrsi occasclatQ^ affraiUo^ ^^/^ 
chitOj aggnwato delle membra^^ 

Abdica. Abdicare* Fare abdica^pne, o 
rinunzia. abdicativa, . . 

Abecee. Abbicd* L^alfabeto. 

Save nanca rabecee«iVon sapere I'^b- 
bicd. Essere pitk grosso che V acqtta 
d^ macclieroni, Essere ignorantissimo. 

Abel, Abile, 

Abelliy ccCm K Belli, ece* 

Abet. Abito «— Noi pero usiamo la y^em 
Abet solo in sig. di quella veste >od 
assisa con cappuccio che s^indossano^ 



ABO ( 

i fratelli delle confratemite del San- 
tissimo o simili. In altro aig. diciamd 
VesUL K 

\ess scn'tt in r abet. . .'. . Eaaere 
ascritto a :uQa qonfraterniUi. 

Abet de la Madonna, s. m. pi. Scapolare. 
AbiUno di devozione* Si chiamano cosi 
due pezzetti di panno attac^ati a due 
nastri da porta r appesi al coUo in 
onore della B. Vergine del Carmine. 
\ess scritt in di abet. Aver Vabitino^ 
di devozione, 

Abezed^ri. Abbecedano. Abbiccl; e bass. 
Abbi€ibbk. Libricciuolo col <juale s^ in- 
segna Talfabeto. ' 

Abez^e. Abbiccl, L^alfabeto. 

Abi^iz. Abete^ e 9isA\t, Ahezto. Il Pinm 

' ' iAits dei bot. — K. ancfiB f^fe5Cta. 

Abiglili. AbbigUare, 

Abigiiati. 'AbbigHalo, 

Abigliament. AbbigtiiuHentO, 

Abilit&a. Abilitd. Per es. El gb'ha di gran 

' ''abilitiia. £gli ka di molte abilitdf di 
molte doti, • 

Abilitaa. Ardit^. Ardtmento. Temeriii. 
Audacia. Per es. El gb'ha avuu V abi- 

' Iftda de neg^cl. Osb negarmelo — 
• F'. anhhe Belitiia. 

AbiilAss.' Adimarsi, Unipsi. Concertursi. 
Accotdarsi, 

Abiss. Abisso: Preciphio, ' 

iibiVknU Alfitante. Ahitatore •— AbitaiHce. 

Abocc&. K Bot^k. ' > ' 

Aboccia. Ad: d« Vin. r." 

Abod idldtismo pet Oboe. K 

Abomma, ecc. V, Bomink, ecc, 

Abonk. Bomficare, Menar buono, far 
bnono, cide mettere in conto i danari 
pagati o il credito che si pretehde. 

Abonaa.-s. m. Appaltaio{J.9Ln\\}vL»)* Gbi 

•'••g6de*dell'' «ppalto(fl^/irtm«/il). 

;^oiiani^nt. Appaltd. Conveniione di pa- 
gare 'in una sola volta o Pagamento 

" cdsl falto 4' itoa somma per godere a 
tempo fisso di cosa soggetta a paga- 
menti periodici — Abbonare c Abbo^ 

" namdnia nei dh. valgono Appro varc, 

' "ater p6r bnono un conto 9 ecc. 

:Abonass. Appaltarsi. Parlandosi di tealri 
c simili vale Pagare una data som- 
ma una vqlta a line di avervi ingrcs- 

' 66 llbero per iutto un corso di recite 

' 'o per tutla una stagionc teati*ale. 

Abond^nza, ecc, V* Bpttdaasa, ecc. 



a) ^ ACE 

Abondanzids. y, Bondanzt6s. 

Abonora. Per tempo. La nuUtina a buona 
ora o di buon' ora. 

A tutt^ abonora. f^ Abonorissima. 

Abonorissima. Per tempissimo {Boccac* 
Giorn. V, nov. 3.* in principio, e Sac- 
chetti II, no). Ad assai buon' ora, 

Abonordtta. f% Ora. 

Abordky ecc, F, Bordk, ecc, 

Aborriy ecc, F, Borri, ecc, 

Ab6rt. Aborlo, SconciaJtura, 

KhoTi\,AborUre'^Freggiare{^&or^s\ usa 
parlando delle bestie. 

Abozz. y, Sb6zz. 

Abrej. F, Ebrej. 

Abresge (in): Compendiosamente. Dal £r. 
En abregd, 

Abreviadiira. Abbreviature -* Titalo, . 

Abstozi Liqaore assenziato 9 cio^ 

' con infosovi V aasenzio , erba amaris- 
aima, che ^ V Artemisia ponticaUnn, 

Abias. Abuso^ e 9Jk\.Abusione o MisusO', Mai 
uso -— On gran brutt abus. Abusacoio, 

A]>usL lAbusare. Abusarsi^ e antic. 

Abusass. iaache Sbprusare, 

Abuslv. Abusivo, 

Abusivam^nt. Abusivamente, 

kcQ. Acca, Lettera dell^ aifabeto — > No 

' rarl on^ aca. Non valer lot' acea, K 
Sgiaffa. 

Acud^mia. y. Cad^ia. 

Aciir. y. Car. 

Acasgi6. -r^c^igiii(Targ. Jsti in Cassitpium 
pomifcrum), Legno bianco dell* ana- 
cardio Occident ale di cui si fanno 
mobiglic. Gomunemente pero cbiama- 
no cosi anche il legno di mabgani 
yecohio e perci6 assai colorito. y, 
Moghen — Altri confondono sotlo que- 
sto nome qualcbe altro legno di color 
rosso cupo. 

Accent^, Access, Acc6rd, Accusa,^^. 
ecc, y, Acenta, Acess* Ac6rd, Acusa, 
ecc. ecc> 

Aociiinim.' y, Stranudk. 

Ac^nt. Accenlo — Segnaccenio, 

Acent^. Accentare (Gher. Sp.X Accentuare* 

Acess <juella stradetta che dalla 

via comnne mette aUa casa, alPaja, 
al podere, ecc. In alcuni luoghi di 
Toscana si dice il Callare{Tom> Sin., 
p. 98)— Per^ce^j intendiamo anohe 

' Strada priuata^ purdi^ non sia co- 
mune a piii di cinque coropossessori. 



ACQ ( 

AcettiA Poco beOa voeo d^i 

nostri ingegneri e legali clie- vale 
Dare accessor MeUere a un ktogo, 

Acessl^a Il mmore degr impiegati 

civili subalternt con paga: Ibrse cosl 
detto dal latino Accessor^ qui accedit, 
Ininato agli uffizii. 

Acessdri. Acoessorio. 

A«etd6a« T. degii Acquaced. Smuitcchera^ 
e ant. Ossixdcdtera -— VAcetosa dei 
dis. Tale quell' erba'che fra noi cLui- 
mari Santera. V. 

Acettli. Accttbare^ e redupl. Jiiaceettare, 

Acettint. AccetUmte. AceeUaiore'-^Accai- 
imnte d' una cambiale dicono i nego- 
zianti Colui che accetta la cambiale 
per pagarne il valore alia scadensa, 

Acettazidn. Acceitazione, 

Aciaccb. Acciacco. Mdlsania> Magagna. 
Patl di acciaccb. Aver degli aeciac^ 
chi, V. Malhigber. 

Aciaccds. Malaticcio. F. Malingber. . 

Acid. Acido. 

Actd^nt. Accideniei 

Per acident. Per aceidente. A un 
bel hisogno. A caso. Per a^veniura. 
Eventualmente^ 

Acident (on). Un demonio. On acident 
d^-on oinm. Uh demonic d' uomo* 

Acident. Colpo. Apoplessia ^^ Pardlisi, 

Acidentlia. Paralitico. Affetto da paralisi. 

Acidentaa. ApopUtico. Affetto da apo- 
plessia. 

Acidentalit&a. Eventualiih. Caso, Acci- 
dentalitd. 

Acidentalm^nt. Casualmenie. JEventual- 
mente. 

Acldia. Accidia *- Omm pien d^acidia. 
Accidioso. Aceidiato. 

Acolet. T. eccl. Accbiito. 

Aconac aconsc. v. a. Pian piano* 

Acord* Accordo e ant. Accbrdio. Con- 
venxione, acoomodamento. 

Andk d^ acord. Essere d' accordo. 
Star d^ accordo. Andare d' accordo. 
Concordare — Essere d'accordissimo 

. dicesi in super!, nello stile famig. 
AndA d^acord in di prezi o in del 
prezi. Essere concordi nel prezzo. 
D'amor e acord. ly accordo. Di con-- 

. cordia. Concordevobnente. Ad un ammo, 

Acqu. s. f. pi Malore nelle gambe 

. cui vanno soggelte le vaccbe , le tao- 
cbincy ecc. 



3) ACQ 

Acqua^ AcquAn e con v. a. disus. AigtHi. 

AcquR corenia, ( e fra i Brians, eo* 
riva). Acqua cprrente.- Jcqua di vena 
corrente. Acqua yiva. , 

Acqua de rapinna. Torrente. 

Acqua e.praa, e,el speziee 1'^ i>ell 
e faa. V. Speziee. 

Acqua gras^a. Acqua crassa* 

Acqua in ^azz. DiacdaUaa. Acqua 
gelata. 

Acqua lava. . • . . • Modo di^dire 
cbe usiamo per iscusaixi dell^avere 
imbrattata alcuna cosa. 

Acqua morta* Acqua morta. Siagnp. 

Acqua morta. fig. Acqua cheta. Uomo 
cupo, o cbe» bencbd stia cbeto e npl 
dimostri) intenda a far male. QuesCac 
que chete rovinano i ponU (dice fig. ii 
Fag. ne'*Gen, cor. did loro Jig. 111$ ia)» 

Acqua per i gonzi. fig. Orpelio. 
Orpeilamento. OrpeUatura. Inorpella- 
mento. JnorpeUatura. Invemicatura. 
Apparenaa di bene, colore. 

Acqua pura. Acqua schietta^ ciod 
non acconcia. 

Acqua salada. Acqua salsa. 

Acqua spessa. Acqua torbida ofan-' 
gosa. L^ acqua lacustre o fiumatica 
cb^etalvolta torbida .per Tagitamenlo 
cbe sommuove .la terra del fondo. 

Acqua sporca. Sciacquatura. Broda 
•— In altro sig. f^. a pag. 6. 

Acqua tevedinna. Acqua iiepidetia 
o tepideUa o Uepidetta ami che no. 

Acqua torbera d'^on fium.^c^ua alba. 

Acqua torbera no fa specc 

Proverbio il quale ci avvisa cbe dove 
k imperfezione non pu6 essere buon 
modellO) ed ancbe non essere scbiet- 
tezza in chi ba cera, parole e maniere 
misteriose* 

A queir acqua cbe no roe bagna no 
ghe badi. Tant k il male che non mi 
nuoce quant e il ben cite non mi giova. 
Di quel cite non mi cale non ne tUco 
nh ben nh male. Dicesi di cosa per 
noi indiffereote. 

Anda contr^ acqua. y. Anda. 

And4 in acqua. Dighiacciare. Dicesi 
di ghiaccio cbe si sciolga in acqua. 

Anda per acqua i nivol. f^. NivoL 

A sli or Doeura de Tacqua? F. Ora. ' 

Ave o Vess cont on p^ a moeuj e 
1' oiler in Tacqua. Es^r tra /' incudine 



ACQ (4) 

e il maHeUo. Pericolare per ogni verso. 

Bev dom^ acqua. f^ Bev. 

Cn«g in acqua. f^. Cagg. 

Campee di acqu. K Cample* 

Cav^ r acqua. AiUgnere acqtta. 

Chi h staa seottaa de V acqua col- 
da » se guarda de la freggia. G^ ^ 
scottalo una volta^ P altra vi soffia 
su» Chi dalla serpe h panto ha paura 
delle luceriole. Al tempo delie serpi 
le luceriole Jan paura, 

Corr r acqua in ^occa. Fetdr V ac- 
qua in su I'ugola, Fenir I* acqua o 
P acquolina in boeca. La gola gU /a 
come un saliscendo. La gola gli fa 
lappe lappe. Venir voglia. 

Da Pacqua. Dare l'acqua(co8\ TAlb. 
bass, in Ondoyer), Batteszare un bam- 
bino fuor di chie^a, dargli Pacqua 
Battesimale senza le solennili consue- 
te; il che si fa , anche da persone nop 
ecdesiastiche allorcbi il bambino iasci 
temere della vita, o da cbi ne ba il 
diritto quando per altre cagioni se 
n'abbia a prolrarre a lungo il bat- 
tesimo formale. 

Dh V acqua ai praa , a Tortaja , ecc. 
Jnacquare, Adacquare* Irrigare. Dare 
' acqua ai prati, alVorto^ ecc. 

El giugarav in Pacqua. Giocherebbe 
std pettini da lino. Egll ha Vasso nel 
ventriglio. Dicesi di chi £ appassio- 
natissimo pel giuoco. 

El sangu Pe minga acqua {cite an- 
che dicesi El sangu el sporg). Usan- 
ce tira. Dicesi del risvegliarsi alcuna 
inclinazione da natural simpatia , so- 
miglianxa o congiunzione di sangue. 

Fa acqua in barca. Fare acqua. En- 
trar Pacqua per una fall a 9 cioi per 
qualcbe apertura, in barca. 

F4 on boeucc in Pacqua. Fare un 
huco nelV acqua. Andare per acqua 
col ifagliOj e bass. Fare una vescia* 
Riuscir male nel proprio disegno. 

Yk ved^ in che p6 d^acqua s^h. F* P^. 

F& vegni P acqua ai dent* Far ve- 
nire I* acquolina in bocca, 

Gioeugh d"* acqua. F. Gioeugb. 

L* acqua la fa marsci i fondament 
o L^ acqua Pd bonna de lavass i pee. 
Vacqua rovina e rompe i ponti. V ac- 
qua fa marcire i pali, Gosi dicono i be- 
vitori di vin pretto* come per dannar 



ACQ 

Puso di annacquare il vino 9 e cosl 
i beoni per ischernire glr astemj. 

Lassa and^ Pacqua dove la v« o 
per el so canal o dove.la voeur. £«^ 
sciar andare V acqua alia china o 
all'ingiA* Lasciare che le cose cam- 
miuino naturabnente senza pigliar- 
sene briga. 

Lassass vegnl P acqua adoss. J7t-' 
dursi altolio sanio* Lasciarsi sopraf- 
fare dalla plena. In proposito di ei6 
fu detto che E nuU per chi /mi tempo 
e tempo aspetta y Chh tnenire piscia 
il canf la lepre sbieUa. 

Lavork sott' acqua. Lavorar sotC ac- 
qua o di nascosto^ Farfuoco neWorcio* 
Adoperarsi in checchessia di nascosto. 

L*^ volt i acqu. La marina k tur- 
bata o gonfiata, Dicesi fig. di chi sia 
in coUera. 

* L^oeuli el sta dessoravia de Tac* 
qua. La veritd sta sempre a galla* 

Mett acqua. fig. Metier bene tra al- 
cuni. Rappacificare ; contrario di Giu- 
gnere o Metier legne al fuoco* 

VLo\k in P acqua. Tuffare. F* Mo)4. 

Nol ten pu n^ vin n^ acqua* La 
camicia non gli tocca il culo. Non 
tocca terra, Non pub star.n^panni^ e 
valgono, Egli 6 in estrema allegrez^. 

Omm che bev domk acqua* Be^i^ 
lacqtia. Astemio. 

Omm che va sott^acqua. Palombaro* 

Perdes o Nega in d^on cugiaa d^'ao- 
qua. Affogarsi in un bicchier d* acqua 
o ne'mocci o alia porticciuola* Bom- 
pere il collo in un fil di paglia, Aom- 
brare o Jnciampare ne* ragnateli. In- 
ciampar nelle cialde o ne'cialdoni. 
Morir di fame in Altopascio o in un 
fomo di schiacciaiine o in una nai^e 
di biscotto o in una madia o in un 
forno di schiacciaie cotte, 

VeSik Pacqua in del mortee. Bai- 
tere o Pestare o Diguazzar I* acqua nel 
mortajo. Fare cosa inutile. 

Pian barbee che Pacqua la scotta. 
Plan, barbier^ che il ranno ^ addo 
o il ranno cuoce. 

Scappk come el diavol de Pacqua 
santa. Fuggire come il diavolo la croce, 

Scriv in Pacqua. Seminar neW arena, 

Sincer come Pacqua del Lamber. 
F. Lamber. 



ACQ (5 

St^ dessoravia de Taoqua. Gallef^ 
glare* Siare a galleu 

Sti Ionian come el dianzen de Tac- 
qua santa. F. sopra Scapp^. 

Tirli Tacqvia al s6 molin. F» Molln. 

Tdi fceura Tacqua de la byca o 
di foss. AggoUare, 

Trass a Tacqua. Scorrere la cavalr 
luio. Barsi boon temp>o^ 

Vegnkft I'acqua ciara. Vedere in 
^uanfacifiM si peschi* Ca»ar la volpe 
Jhuri delta buca* 

Venna d^acqua. RampoUo* Fena* 

Teas dd gott d^ acqua. K G6tta. 

Tor^ rivk a T acqua ciara. Foler 
i^edeme V acqua chiara, 
Acqua. Pioggia» Acqua piij^ana o di 
pioggia. Piovanaus. 

Acqua de vilan che la passa el gar 
ban. Acquerugiola. V acqua assuppan 
viddani dei Siciliani. 

€iel ross » o vent o acqua. F. Citi. 

El sol sui oliv 9 r acqua sni cia'pp. 
r. Oliva. 

Gioven come V acqna» y, Gidven. 

V acqua dopo san Bai*toloinee Vk 
bonna de laVa i pee. f^. Bartolom^e. 

La prima acqua che Yen V b quella 
cbe bagna. Ogni acqua (lo) immolla. Si 

• dice di chi k in istato che ogni mi- 
nima cosa gli dia il tracollo. 

La prima acqua d^agost la porta 
Tia on sacch de pures e on sacch de 
nosch. F, Agdst. 

Quand el »6 el se Tolta indree, 
la mattina 1* acqua ai pee. F. S6. 

Quand T acqua la fa sonaj, toma 
indree, mett gi6 i striTaj. F Son4j« 

St^-sd r acqua. F. 9ik. 
Acqua. Acqua in sig. di Orina. 

CavA r acqua. Cavar P orina, 

M 1 acqua ai oliv o Tr& via on poo 
d** acqua. Far acqua, Orinare, 
Acqua. Acqua, Limpidezza nelle gioje — 
Sto diamant el gh^ha ona bell^acqua. 
Qnesto diamante ha una bell' acqua. 
Acqua. Acqiut, Umore del corpo dell^a- 
nimale; sudore; sierosita^ ecc. 

Andk in acqua. Dicesi di 

* una torta di latte che per aver dato 
un boUora si dissolve in acqua sie- 
rosa, e simili. Abbiamo nei diz. An-" 
dare in hroda; forse potrebbesi per 
analogia dire Andare in acqua. 



) ACQ 

Anda a Vess tutt in d*on\ieqtta.'7>vt^ 
sttdare, Esser tutto mollc di sudore* 
SUllarsi dal calda. 

S*ciopp4 Pacqua IVelle incinte 

prosaimiasime al parto dicesi deUo 
sgorgare Tacque deiramnib, cbe ^ 
una delle tuniche nelle cui acque 
nuota il feto. ^rgar le acque dice 
Ruggieri nel Diz. di chirurgia. Il Voc. 
di Bologna registra V Acqua del^am^ 
nio e V Acido amnico, 

Vegni fceura T acqua d^ona vessi- 
ghetta. Scoppiare una bollicina aequo- 
juola. 

Vegnl gib T acqua di ceucc. Uscir 
acqua dag^i occlU^ cio6 uacime Tu- 
mor lagrimale. 

Vegni Tacqua ai OBoeclmbambolare* 

Acqua. Acqua in senso di acqua . arlifi- 

ciata o liquore cavato da erbeffion, 

ecc. per infustone, distillauone , ecc* 

Acqua amara GosI cbiamasi 

ogni acqua in cui siano infuse uua o 
ptd erbe amaricanti, che si dk a bere 
per rimedio. In Toscana usano Acqua 
di veUe cosi delta autonomasticamente, 
e vale Acqua di veltarelle^ cioe di 
* ramnscoli d^arancio. 

Acqua cafiettada .... Acqua con- 
infusione di cafil&. 

Acqua con Tas^e. Acqua acetala. 
Bevanda d* acqua mista ad aceto. 

Acqua cent el mel. Idromdle, Acqua 
melata, 

Acqua d'^acetosa. F. Aceldsa. 

Acqua d*agher de zeder..f^. Agher. 

Acqua de Goldgn. Acqua di Colonia* 

Acqua de fambros. Aofua di lamr 
pom(Gher. Enc). 

Acqua de la barba. Banna, Quel^ 
r acqua calda con cui 8^ inaapona la 
barba per raderla. 

Acqua de la reginna. Acqua della 
regina{Mm,j Voc. un.). Spirito di vino" 
stillato con ramerino e fior d'^arancio. 

Acqua de limon. Limonea, 

Acqua de malba. Acqua malvata? 

Acqua de marenn Acqua 

con conserva.di marasche. 

Acqua de milafioeur. Acqua di mH* 
Z^ort(Magal.Od.). 

Acqua de ros. Acqua rosa o rosata. 

Acqua de spartl. F, Acquaforta. 

Acqua dolsu. Acqua acconcia* 



ACQ (6 

Acqw d* on. OnaJta. Bevanda di 
OTZO cotto. 

Acqua imperial. Acqud imperiale 
>( cosi PAlb.. enc. in Acqua), Soluzio- 
« lie di cremortartaro in acqua con 
' 6ugo ^ limone e zucchero. 

Acqua matrical. Acqua di matricatia 
(Ric. fior*). Acqua con infusioUe di 
. matricale « cioe camamilla. 

Acqua panada. Acqua panaJta^ clod 
acqua colta con infusione di inidoUa 
di pan« abbrostito. 

Aoqua sporca (scb.) o dolza. Acqua 
acconcia. Acqua concia. 

Acqua tengiuda. Acqua awinata^ 
cd ancbe PMCioitcio* Pisciatello. Vino 
molto adacquato e debole. 

Acqua Yulnoraria. Acqua pulneraria 
( cosl P Alb. enc. in Acqua ). 
Fa £k r acqua ai cocumer, ai zuc- 

chett, ecc • Insalare le znc- 

chette^ 1 cdtriuoli e simili affettati e 
crudi , e lasciarli per alcun tempo in 
quiete fincbd abbiano deposto rumore 
acqueo che ayevano in sd. 

Vess battezzaa con T acqua di spi- 
naso o di bojoccli o cont el zuccher. 
Esser di poco sale. Esser baliezzato in 
* domenica 9 'Cio^ in tempo che non si 
vende sale, e dices! di uno vciocco. 
Vo&utt on^acqua ? Fuoi tu un^ acqua ? 
(ciod un' acqua acconcia). 
Acqua! o Acqua de belegott! o Acqua 
pader! o Acqua pader, ch^el con- 
vent el brusa! CaUera! Sp. d^escla- 
mazione. f, Mdspola. 

Acqua-e-latt U Lait coupd dei Fr. 

Aequafdrta. Acquaforte. Acqua forte, Ac* 
qua da partire, e cbimic. Acido nitrico. 
Acqnamoi*ta. f^, in Acqua. 
Aoquarasa. Olio essenziale o Essenza di 

trementina, 
Acquarella. T. dei Diseg. Acquerella, 
Acquerello — L^acquerello molto au- 
nacquato, e perci6 scolorato* dicesi 
Acquerelletio* 

Dagh d^acquarella. Scltizzare o Toe- 
car d*' acquerello. 
Acquarella. AcquereUare. 
Acquarellaa. Acquerellato. 

AcquarellUta Nelle nostra scudie 

braidensi di belle arti chiamano cosl 
chi stii esclusivamente imparando a 
toccare d^ acquerello i digegni. 



) ACQ 

Acquaroeilk* K AcquiroeA* 

Acquar6zz. Pituita? Flemmaf Nome ge« 
nerico degli lunori quasi acquei che 
imbarazzano lo stomaco e le prime 
Tie 9 i quali inducono in noi quel 
sen^ di tendenza al vomito che i 
medici chiamano fTomiUirizione , e che 
rigettati si dii*ebbero forse bene Gkt- 
tito dijlemma. Gli Aequbri onde.palia 
il Nelli (III, 173) sono per #yventura 
il nostro Acquarbzz. 

Acquas^nta. Acqua sarUa. Acqua bene- 
detia. 

Acquasanta che me bagna, 
Spiritusant che me compagnat 
Brutta bestia ya via de U, 
Spiritusant yen chl con mi. 
i. una delle cantilene che altre yolte 
le baUe e le fantesche insegnayano 
dire ai ragazzi quando andayano a 
letto; oggidi in Milano queste nenie 
non usano quasi piii; a Cremona perd 
devono esser yive pei lagni che ne 
fa TApporti. A ogni modo siffiiUe 
nenie non disgiovavano forse tanto 
quanto crede quel dotto ; e ae dege- 
nerarono in idiotismi, e da ayyertire 
che anche le canzoni roigliori ayran- 
no sempre uguil sorte in bocca del 
popolo nato fatto per yoltar yocit 
canzoni, cantilene a modo suo. 

Robb de benedi con T acquasanta. 
• • • , . Cose di poco momento, che 
non rileyano pid che tanto, da non 
ne far contp , da non se ne prendere 
briga, pensiero o accoramento. 

Acquasantin* Pila, Vaso di marmo , pie- 

. tra o.metallo, di piii grandezze, ohe 

contiene T. aoqua santa nelle <9iiesc. 

Acquasantln. Secdiiolino. jPj7e<(a(*fior.).. 
Yasefto per T acqua benedetta che si 
mette da capo del letto nelle case* 

Acqu^scia. Acquaccia. 

Acqua vitee. Acquavitajo* Voce non re^ 
gistrata dai diz., ma usata dall'^Alga- 
rotti nei suoi Viaggi di Russia, ove 
dice : E quegli erano i bei tempi della 
Hussia, sostengono gii acquavitaj di 
Danzica,,. ,.,. . .(vol. VI, pag. loa). 
I Fr. hanno Brandvinier^ e i Ted. 
Brandweinschenk. 

Acqu^.ri. Acquazzone, 

Acqudtta. Acquelta. Specie di veleno cqsl 
dettQ dalla sua liiupidezsa* 



ADE ( 

Acquinna. • • • • Voce che usiamo per 
Tezzo per lezio coi bambiui ; per 
«8. Bey on poo d^ acquinna* Su via ; 
h^i questa pd* d* acquicella? 

Acquiroed e Acquarceu. Acquajo, Scola- 
iojo. Condotto ndle case per cui si 
da resito alle sciacquature ed ahre 
acque immonde che si gcttano via, e 
si dice comunemente del luogo steaso 
ov**^ la pila che rlceve Tacqua cui 
81 vuole dar esilo pel condotto — Vj^c- 
quajuolo o Jequaruolo del diz. vale 
yenditor d^acqua — f^ anche Lavandin. 
Canna. Bottino, Pozzo nera, 

Acquiroe^i. Jd, di Merla. V, 

Acquist. Acquisto, Si usa nolle frasi Fa 
on acquist e Robba de bon acquist e 
Bohba de mal acquist* F. R6bba. ' 

Acrimonia. Jcrimonia* Qualitli di ci6 
ch*d acre, acredine, mordaciti. 

Aciint. s. m'« J buon conto, P. es. Damm on 
acimt. Dammi alcuna somma a buon 
conto, 

Acosa. Accusa. 

Aciisa. K Cusli. 

Adacqnat6ri. Adacquabile* 

Adanun. Adamo» 

Vess de la costa d^Adamm 

Baser de* protetti, de"* favoriti ; in qual- 
che modo Es^sere il buono e il beilo 
appresso d^alcuno. 

Ad^si. Adagio; e con voce ant. usata 
da Fra Guitton d^Arezzo e Francesco 
da Barberino ne^Doc, d^Amore^Adasio. 
Anda adasi. F. Anda. 

Adatta. Adattare. 

Adatt&a. Adattato. 

Adattass. Adattarsi. 

Adequiia. s. m. Valuta comune (cosl nelle 
Lettere di ncgozio d'^Annibal Caro). 

Ader^nza. Atienenza, Attegnenza, Appar- 

' tenen%a, Relazione di amicizia o di pa- 
rentela. Av^ di gran aderenz. Avermol- 
te attenenze^ cioh parentele, amici — 
VAderenza del diz. ha altri significati. 

Adess. Adesso, 

Adess come adess. m. aw. Ora come 

• ora. Per es. Pret^ndi minga de ma- 
ridalla con nagott; ma adess come 
adess poss minga di cossa ghe daroo. 
Non preiendo ( e Giapo contadino che 
parla) di maritalla a ufo; ma ora 
com* ora non posso dire tanto nk quan- 
to (Fag. Un vero amore non cura in- 



7) ADR 

ieresse atto I, sc. 8 yerso il fine). 
V6 11 adess. Lo stesso che V ^ aj* 
bella. F. Ajbella. . 

Si adess ! ironic, e come per negare 
con certa onfasi. Appuntol Per es. Si 
adess, la plebaja la ghe voeur giust 
guai*dk lee a sti robb! Jppunto^ ti so 
dire che il popolo se ne cura di questo! 
Adlo. Addio e A Dio* Modo di salatare. 
Adio bell temp. K Temp. 
D^ on caro adio. Mettere in oIh 
bandono* 
Aaora. Adorare. 

Adora. Dorare, Indorare -^ V Adorare dei 

diz. vale Yenerare, quasi idolatrare. 

Adoraa. Dorato, tndoraio ^- VAdorato 

dei diz. vale Yenerato, ecc 
Addss. Addosso, In sul dosso. 

Anda adoss a yun. Scendere sopra 
WW, ScagUarsi addosso a una. Avven- 
tarsi sopra ad dlcuno. 

Da adoss a yun. Dare alle gambe 
d' aicuno, Perseguitarlo , attrayersar^ 
gU i negozii, ed anche Lacerare la 
fama d'^un assente. 

Dagh adoss a on layork 

Lavorare con impegno; sbrigare un 
- layoro. 

D^ adoss a yun. JReprbnere imo, 
Rintuzzarlo, tenerlo a freno. 

Fassela adoss. Cacarsi sotto. Scofh' 
cacarsi; e bass. Empiersi i calzoni. 
Mangia adoss. F. Mangi^ 
Hett adoss. Addossare, 
Mettes adoss; Addossarsi* Beca^si 
addosso. Incaricarsi di checchessia. 

Mettes adoss on yestii. Fesiire un 
abiio. 

Mettes adoss tutt quel che segua- 

dagna o tutt i so danee. « « 

Spendere ogni cosa in abbigliamenti. 
Adotta. Adotiare. 
Adotliy. AdoUiiH). 

Adoy^a. y. de''Panieraj brianz. Addo- 
goto, Allistato. Dicesi .de^layori fatti 
a schegge ingraticolate. 
Adquld. F. Quid. 
Adr^e (e Dree). Addietro. Dietro. 

Anda adree colle frasi dipendenti 
veggasi in Audi. 

Avegh adree ona roba. Avere seco 
checchessia — Te gheTet adree? Vhai 
teco? e cosl cogU altri pronomi* 
Criagh adree. F: Cria. 



ADO ( 

Ghl adree. Qui presso* Qaim^ iniomo. 

Dormigh adree. Dormire, Operare 

trascuTatamente. Talora anche vblc 

per Non curare* Per es. Mi bftj baj , e 

lu el gbe dorma adree. Jo grido^ed 

egli non mi abbada nh punto nh poco* 

Fass vard4 adree. Dar da dire o 

da parlare di ^. Dar che dire, Dar 

die dire alia brigata. Far dire di sb 

o de^ fata suoi* Far dire altrui o la 

- genie. Ford scorgere* 

La adree. Cold presso. lA oUre. 
Li adree. /w oltre. 
Li adree. La. MP incirca. Circa. In 
• quel tomo* Li adree ai duu ann. Di 
due anni o in quel tomo* Li adree 
a r aurora. La ver V aurora, 

Mori adree. Fare il cascamorto. 
Spasimar per alamo; bas. Esseme cotto. 
Ridegh adree. Abie darsene pen- 
siero — Bidersi di alcimo. 

Stagh adree a yun. Soilecitare o 
Stimolare alcuno» Essere o Stare alle 
spaUe d^uno. Serrare ilpanno o i panni 
addosso ad alcuno, Esser alle costole 
.d!alcuno* Assediare uno^ detto ^g, 
vale Esser sempre attorno ad alcuno 
per conseguire che che sia , importu- 
. nare— £tt5i/iga/ie. AUettare con false 
o finte o doici parole per indurre a 
checchessia. 

. Tcgni adree a vun. Tener dietro 
ad tmo.^ vale seguitarlo camminan- 
do — Codiare alcuno, Tener dietro ai 
passi d* alcuno^ vale Osservare i suoi 
andamenti — • Tegni adree ai nemis. 
Ommre V inimico^ seguime le tracce. 
Tra adree la robba. Gittar via. Dare 
o vendere le cose per manco ch^ elle 
non vagliono. 

Vegni minga adree. F". Vegni. 
Vess adree a quai cossa. Lavorare, 
Andar facendo checchessia, Essere 
nell'^atione del fare o del lavorare. 
Viv adree. y* Viv. 
Adress. Soprascritta, Indirizzo, Voce 
pretta francese denotante intitolazio- 
ne d^una lettera o simili. 
Adri^nn. Andrienne, 
Adrittura. AddiriUura. 
Adsed^ss. Lo stesso cite Dessad^. F, 
Adulator. Adulatore, 
Adulatdra. AdiUatrice. 
Adtdazidn. Adulauone, 



8) AFA 

Advlnt. Avpento, 

Chi se sposa in advent finna a la 
mort 8** en sent, f^, Mort. 
Afobett. idiot, per Alfab^tt. r. 
ATabU. Affabile. . 

Afabilitia. Affability. >^ 

Afacc. Affatto. 

Afacc afaccisc. m. cont. dell^A. M. 
Affatto affatto. 

Fa afacc. Far del resto. Vale ro- 
vinare affatto « consumar ogni cosa. 

Yess foeura afacc. Lo stesso che Vess 
foeura de la gratia de Dio. K. Dio. 
Afaccisc. y, in Afkcc* 
Afamaa. Affamato, 
Afare. Affare, Negozio. Faccenda, Bisogna, 

Afare de poch. Affare di poco contOj 
di poco rilievo, 

Afare adattaa per mi, per lu. Terren 
da^mieif da* suoi Jerri, fig. 9 cioi tale 
da poteme uscire a onore* 

Afare balord o cattiv o infesciaa. 
Affaraccio, Affare o Negozio intrigato^ 
imbrogUato^ implicato^ compiicalo, 

Av^ di gran afari.. Affogar nelle 
faccende. Aver piu faccende che un 
mercato. Aver piu che Jure che a iin 
.pajQ di nozze» Essere in faccende, 
Essere termio faccendoso, Essere affacr 
cendatissimo. 

Fa ben i 56 afari. Accomodare o 
Acconciare il /brnajo, Assettare o Ao- 
conciar le uova net panieruzzo o pa- 
nieruzzoio o paneruzzo.fig. Accomo- 
dare benissimo i fatti suoi. 

Fk di afari. Farjaccende* Far delle 
faccende. Spacciare molta mercanziat 
molta roba. 

L* afare T^ andaa maa In sul p& 
bell. Appunto ci ^ caduta la gragnuoia 
nel far della ricoltaBg. Il ncgotio 
si e guastato in sul buono^ della con- 
dusione. 

L^ afare el va ben. Abbiamo o 7*0- 
niam buono in ifuviometaf., cio^ T af- 
fare e in buono stato. 

L* afare Te roinga desperaa. // diar 
vol non ^ brutto o nero com* e* si dipi- 
gne* Cld vede il diavol daddoverOj lo 
vede con men coma e manco nero, 

V k afare fenii. E affar fatto, E 
posta ferma. E negozio concluso, it 
punto accordato; e in sig. met. Eaf-- 
^fare fritlz, Ella e spacciata. 



AGH 



( 



V^ Tafare d*on*ora; On afiire de 
tre lir, ecc. Un coso d* uri ora, Un 
coso di tre lire o Qualche tre lire, 
Yegni ben on afare. f^. Yegni. 
Afar^tto. Affaruccio* Interessuccio. Fac- 

cenduola, AfTare poco importante. 
Afaron. Grande affare^ cioe d^importan- 

sa o di \%xcro '^ Affaracdo k pegg. 
Afeda. Aff^ di Die. Per veritd. Affededieci. 
Afettaa. Affettato, 

Afin. Aveghen mai afin o affin. K. in Fin. 
Aiiltanza. Affitto. Allogagione ; e con v. 
for. LocoAione* Fra noi dicesi de"* soli 
poderi di campagna. 
Afdnd. Frofondo, 
A forzi6ri. F. Forziori. 
Africa. Africa, Affrica^ 

Animal de rAfrica. fig. Amnudone. 
Animalaccio, 
Africanna. Ad, £ Uga. V, 
AMnUAffronto, AdontamentO) oltraggio. 
Agata. Agata, Pietra preziosa note. 
Agent. Agente — Amministratore, 
Agenzla. AtioHa — Amministrazione, 
Agevol6zz(Usi di). y. Cortesia. 
Aggio. T. comm. e monet. Fdcrescimento 
( Orsini Mon. p. zvii) \ con voce mo- 
derna Aggio; e corrottamente Agio, 
Ayegh aggio. RicrescereiOrsim ivi). 
Aggio(D&). Dare agio. Dor ceunpo, 
Aggi6nt. Aggiunto, 
Aggiustaddr. y. Giustaddr. 
Aggresgik. t. a. Affrettare^ e ant. ApaC' 

ciare, 
Agher. s. m. AgnfogUo, Alloro o Lauro 
spinoso, Pianta non rara nelle nostre 
coUine che k Yllex aguifoliwn de*bot. 
In citta la diciamo coin. Lavor che 
spong ; ma gP impiallacciatori , i toi^ 
niaj, ccc. la dicono Agher; i coutadini 
la dicono Bruscdn e Ldvor sahadegh, 
Agher. s. nr. Lo stesso che Acqua d^agher 

de zeder. r. Agher de zeder. 
Agher. ad. Agro, 

Pu agher di limon. f^. Ltmdn. 
Agher. yeirtno, Aggiunto di metallo cru* 

do, che k di frattura granulare. 
Agher bianch o de montagna. Acero 
fico ofalso o bianco, Tesiucchio guer- 
cino, Beiralbero che e VAcer pseudo^ 
platanus dc^bot. 
Agher de zeder. Agro di cedro — Agro 
di limone acconcio e bollito con ztic- 
chero , ecc. On dgher a vero On'acqua 
P^ol. L 



9) AGO 

d"* agher de zeder. Un? acqua cedrata 
di limone. 

In agher de zeder. fig. ^. Zeder. 

Aghi ( i )• 5. m. pi Nome che 

si d4 a quella rotella d''ottone in 
cui sono le varie puntine d** oro cor- 
rispondenti ai yarj gradi di bonta che 
hanno ad avcre le monete. Di quest! 
tighi^ detti toucheaux dai Francesi, 
si servono i saggiatori di zecca per 
saggiare le monete. 
Agitaa. Agitato, 
Agitazi6n. Agitazione, 
Agn. y, cont.'' Anni, K* Ann. 
Agnaa. Agnato, 

Agnavihi. y. cout. br. Ognuno* 
Agnell. Agnello, V. Be. 

Ogni agnell gh"* ha el so prajell. V, 
in Gayagnoei!^. 
Agnellin. V, BerkL 

£1 signor el creja T agnellin cent 

el s6 pascolellin. V, in Cayagnoeu. 

Agnesa.^^gne^e.Nome proprio — II Itasca 

nella Gelosia scrive sempre Agnesa, 

A sant** Agnesa corr la luserta per 

la scesa Yale che di gennajo 

incomincia talora a raddolcirsi la sta- 
gione. 
Agnus o Agniiss o eont Agnussin. Bre^ 
ve, Brieife, Piccolo inyolto con entro 
reliquie od orazioni che portasi al 
collo per diyozione. Francesi e Pro- 
yenzali dicono Agnus in questo senso. 
11 Coltellini , traducendo il Dizionario 
dei culti religiosi dal francese, tiso 
Agnusdei^ yoce che leggesi anche nel 
Naso di Guadagn. sest. 6 e in alcune 
Noyelle di altri scrittori toscani. 
Ag6n. Agone. Pesce noto che 6 il CypH" 
nus agone di Scopoli. Se non erro , 6 
detto Stacchetta appena nato » Antesin 
noyellino,^gon adulto. 

Cott come on agon, y, Cott. 
Fa la mort di agon.' y, Mort. 
Agonin. Agoncino, 

Agdrd. Copioso, Buono. Grosso. Fantag" 
giato, Aupontaggiato, Esuberante. Ag- 
giunto dimostraute grande, oltre il 
mediocre , maggiore dcir ordinano , 
snperiore alia giusta misura. Per es.: 
Pes agord. Boon peso, Negozi agord. 
Negozione* Buon negoiiO'^E da no- 
tarsi che i diz. hanno il sostantivo 
Ingordeua e TaggettiYO Ingordo in 



AJ ( 10 

significato alquanto affine riferiti che 
siano a prezzi» pesi, misure e simili 
quando sono troppo rigoro&i ed ecce- 
dono il giusto e ^l convenevole. 

Ag6st. Jgosto — f^, anche Faravdst. 
La prima acqua d^agost la porta 
via on sacch de pures e on sacch de 

mosch E vale che la pioggia 

agostina rinfresca in un suhito V aria. 

Agost&nna. /^. OsUnna. 

h^ozzin. Aguzzino e \dioi,Au%zlno^Lauz- 
zino, Noi pero conosciamo questi no- 
mi , piu che nei sensi positivi di guar- 
daciurma o guardaschiari 9 in quello 
traslato di clii abbia per costume il 
percuotere malamente chiiinque gli ^ 
soggetto — Il Zan. Diz. regis Ira quesle 
voci per Uomo crudele 9 tiranno. 

Agra ( che anche dicesi Majestra ) 

Il siero rappreso che avanza alia ri- 
cotta, e che posto in nna tinozza si 
lascia inacidire e si serba specialmente 
per fare i cosi delti mascherponi. 

AgrafT. yfffibbiaglio. FermagUo. Dal fr. 
Agraffe. 

Agraman. Agrimani al pi. (Adimari Sat. II 
p. Sj 9 e TarifTe fiorentine). Dicesi di 
una sp. di galloni traforati a merletto 
che usavano gia le donne nelle loro 
vesti e i ricchi in sulle tappezzerie. 

Agraman. CorUsia, Piacere, Dal franc. 
Agriment, 

Agravaa. Aggravato, 

Agravka de famiglia. Grave in fa- 
miglia , cioe che ha famiglia numerosa. 

Agravi. Gabella, Aggravio, Gravamento, 
Jmposta, Noi lo usiamo specialmente 
al pi. per Imposte; e di qui il dett. 
Vess gio di agravi • • . • . Essere 
sessagenario ( e percio esente dal te- 
fitatico); ed anche Essere uomo or- 
mai inetto a^ lavori di mano » invali- 
do, impotente, da nulla. 

Agros. Ad. di Latl. r, 

Ahja. y. Aja. 

Aho. F. Aan. 

Airdn. Airdne\ volg. tosc. Sgarza o (^uf- 
Jetto ; e con voci forse meno da usarsi 
perche idiutiche o equivoche Aghi^- 
rdne e Arione* Uccello che 6 VArdea 
majorLin. 

Aj. Aglio. 

Coo. Capo «K Fcsa. SpicclUo ^ Coa 
o Sgause. Coda* \ 



) AID 

Coronna d^aj. Besta d* aglio, 
Fk mangi4 aj. fjg. Far mardere o 
rodere il freno o le mani o i chiavi-- 
stelli. Muovere a coUera, ad ira. 

Mangia aj. fig. Rodere o Mardere U 
freno o le mani o i chiavistellL Bugu- 
mare. Stiacciare come un picchio, Yale 
aver grand^ira e non poterla sfogare. 
No se compra on coo d^ aj con cent 
cuntee. Un sacco di pensieri non paga 
mai un quattrin di debiti, Dicesi per 
modo di consolazione a chi si affligge, 
o da chi non vuol prendersi fastidio 
dei debiti. 

On cozzin d^ aj. Un aglietto. L^aglio 
che incomincia appena ad essere ca- 
pitato e spicchiuto. 

Tutt i coss vcgnen a taj, finna i 
ong de pera V aj. . . . Vale doversi te- 
ner conto d^ ogni minima cosa perchi 
Ogniprunfa siepe. Ogni acqua immolla* 
Yatt a fa impieni el cuu d^'aj. fV 
in malora, Va al barone, 

Aj de luff. Cipollaccio, Cipolle canine 
o di serpe o sehatichemaVi. e Targ.). 
y. Ajoed. 

Aj de Idflf (altro). Latte di gallina. Pianla 
bulbosa^ comune nei campi e negli 
orti, che fa il fiore candido interna- 
mente e verde al di fuori. fe rOmi- 
tlwgalum umbellatum dei bot. 

Aj matt .... li* Allium angulosum dei bot. 

Aj scialo. y, Scial6. 

Aja. Ahi, Esclamazione di dolore — Noi 
pronunziamo questa voce Aja come 
se fosse scritta Ahja, 

Ajada. Agliata, Savore infusovi dentro 
delPflglio in certa quantita. ' 

Ajada. ^g, Cipollata. Sciocca stravagan- 
za. f, anche Cialada •— Notisi che nei 
diz. Fare un* agitata o una grande 
agliata valgono fare una cicalata o 
gridata lunga o nojosa. 

Ajbella. Foce usata nella frase Vh aj- 
bella {cite anche diciamo V h li adess 
o L"*^ 11 bella). EgU k buon tempo ^ 
cioe egli ^ un pezzo, d gia corso 
molto tempo -* Nei Juras in questo 
significato dicono II y a belle lurette. 

Ajducca..'^{V/iica(Gher. Sp.). Propriamente 
nome di una popolazione ungherese 
(Heiiluken)^ passato a denotare fra noi 
una specie di servitore con livrea 
simile al vestire di quella gente. NeUa 



AJU ( 

tM>iie arciducalo milaneie dd, feeolo 
Msorso si vMero alcuni soldati pro- 
cedenti dalle cosi dette citt4 degli 
jfiduchi in Ungheria (HeidukensUidle)^ 
e da essi venne la inoda e la Toce 
fra noi. Oggidi h pressoch^ ignota. 
Nelle rime del Balestrieri h frequentc; 
e mi si dice che a'^suoi giorni si usasse 
vestire aVaiducca anche i fanciulli, 
come li vediamo talora per capriccio 
abbigliare anche oggidi aU'^ussera, 
alia polacca, ecc. 
Ajceu. AglietiOm L'^aglio noveUinO) non 

ancora capitato n^ spiccbiuto. 
Ajcen. Muscari* CipoUa di cane o di serpe, 
Gpollttccio, Cipolla sali>atica, Erba co- 
mane nei campi e detta ifyacintlats 
comosus o Muscari comosum dai bot. 
Ajoeik. Paneaccittblo. Spadacdubla. Gia- 
diolo» Monacucce, Erba a 6ore rosso- 
roseo, coroupe tra le biade. £ il G/a- 
dioltis comnumis dei bot. 
Ajced. Sp. d'idivo. V, OHva. 
Ajceu salvadegh. K Aj de IdlT. 
k\6n* Aglio serpentina o tamburino o nui^ 
schio» Aglio non a spiccbi e d* un solo 
bulbo. V Allium victorialis dei bot. 
Ajrada. Ajaia. Lo sUsso die Eriada. K. 
Ajr^sa. Carbla? Trescone? Messeraiica? 
Ballo tondo?Si^. di ballo sollerato, oggi 
uscito d^uso in cittii. Non sarebbe im- 
possibile che la nostra voce traesse 
origine dal tedesco Heu-Bose, giaccbe 
il ballo era ed ^ freqaente tra i foresi. 
Ajutiknt. Ajuianie. 

Ajutant de cusinna .... Voce usala 

per mettere il garzon di cucina pi& su 

del fattorino e pii^ giii del sottocuoco. 

Aj utanta. AjuUmtessa, t. scherz. ( Fagiuoli» 

// TradUor fedele I, 16). 
Ajiitt. Ajulo. Soccorso, 

Ajutt de cost a. Ajuto di cosia, Bin" 
c/i/zo(Fag. Rim. IV gS). Soccorso di 
danaro od altro straordinario che diasi 
ad alcano. 
AjutL Ajuto, Servisiale. Lavaiivo, 
Ajutt! e Ajutt san Rocch! e Ajutt ajutt 
ch^el maa Te brutt! Domine ajutami! 
Domine ajutaci! Specie di esdama- 
zione che mette chi i sorpreso da 
spavento o da pericolo. 
Ajutt. Fadane che vuole, Altra esdama- 
zione di ch. sig. 
Ajott, o btn o nu Toj iroja tl |oss.(Bal.]Uiii.) 



It) ALA 

Ala. Ala ; e al pi. Ale o Ali ; ant. Ah an- 
che al sing. — Poetic, f^anni — L^Ala 
si divide in Ala. Ala prop, detta aAlet- 
ta. Aletta ^ Alcrdn o Zimidn o Scimida 
o Scimostdn. Sommolo — I colti ira 
noi dicono Ala; il volgo dice Ara a 
i Ar. 

Cascii i al. Metier V ale* 
Coc6! ^t vist Tusell? questa Vb 
Pala. Ok castra guesla. Td^questo ma» 
nichetto. Modi villani co'*quali si nega 
altrui checcbessia. 

Fa ala. Far ala^ largo ^ spalUenu 
Sbassa i al.fig. Ahbassare il cimic 
ro o la cresta. Deporre TorgogliOf 
la superbia. 

Sbatt i al. DibaUer le alL 
Slargk i a^, Spandere o Stendere o 
Spiegar le ale; e fig. Uscir di pupillOf 
fare a modo suo, e anche fig. Alzar 
le coma o la cresta o il cimiero* 

Smoccia o Tajli i al. Tarpare le aU; 
e fig. Tarpare f cio6 scemar potera 
ad alcuno. 
Ala. i^/a(*tosc. e nelVAmore e Musica 
del Guadagnoli sestina 66); con vo- 
ce dottrinale Lobo, Parte del fegato e 
del poUnone(co/vu2e/^) nelle bestie. 
Per es. Hoo faa coeus tutt d6 i al da 
sta coradella de porscell, e hoo las- 
sia indree i alettin. Ho coUe ambe 
I' ale di questo polmone di majale^ e 
ho lasciate le alette — y. Rose — I 
Sicil. dicono Pinna di Jegatu — la 
Toscana sono modi volgari Ci ho ri" 
messa w^ala diJegatOf Mi Jece spu* 
tare un^ala di polmone per significare 
no avuta gran rabbia^ Mi Jece sfiatare* 
Ala. T. de^Sell. Coperta. Nome ddOie due 
falde della sella. 

Ala. T. d^Agr Cosl chiamasi ognuno 

di que^piani dolcemente indinati nei 
quali e diviso un prato marciiojo* 
D^ordinario hanno una larghezza di 
dieci in dodici braccia milanesi. 

Monti i al Dare il pendio 

necessario ai piani retlangoli d'^un 
prato marcitojo detti al gettando col 
badile la terra occorrente dal punto 
de^ fossatelli di scolo verso i fossatt 
maggiori del prato stcsso. 

Ala. T. d^Agr Nei nostri prati 

marcitoj e ncUe risaje i anche detto 
cosi uno de^ camJetti di icolo minorL 



ALB ( 12 

AIa. yisiera, Quella cbe f i mette ai ber- 

retti ed agli cxakos de* militari per 

guardia della vista. 
Ala. Tesa, Vento, Piega. Il giro inferiore 

del cappello. E Provenzali e Spagnuoli 

dicono pure Ala in questo sigo. 
Ala. T. de^Cioccol. V, Cass6n. 
Ala. T. de^ Sart. Finta. Quella parte clie 

forma il finimento ddile tasche. 
Ala de mur. Cortina, Mia, Lata, 
Ala de scuffia. ^/a(cosl TAlb. enc. in 

Cresta), 
Alabarda. Jiabdrda, Laharda. Arme nota. 
Pie^tii Talabarda. fig. Lo stesso che 

Anda a tiri^ la roeuda. y, Roeuda. 
A-la-bella-inej. Alia meglio* 
Alabr&s. £o stesso che Labras. F\ 
A-la-contra. r. C6ntra. 
Alamar. y, Alem^r. / 

Alari. yoce usata nelle seguenti maniere: 
Andk alari. Andare all'aria , a sog^ 

guadro; e anche Andare a monte, 
Av^ el coo aiari. Essere iraviato o 

sviato, 

Manda o Trk alari. Mandare o Met- 

iere a soqquadro o alV aria. Dissesta- 

re '- Scioperare •— Mandare a monte. 

Vess alari come on mull. V* Mull. 

Alarma. s, ro. AUarma{F9ig, I Genit. cor, 

did foro/igl. II, 10). 
Alarmaa. Allarmato. 
Alarm&fis. Allarmarsi. Prendere sospetto 

o timore. Mettersi in apprensione; e 

ci6 per novitk impensata e da cui 

temiamo alcun male. 
Alarmlsta. Coloi cbe difibnde no- 

tiiie, per lo pi& false, di perdite di 

battaglie, fortezze e simili in odio del 

governo. 
Aliiscia. Alacda, Aliaccia. Grand^ala; e 

noi lo diciamo speeialmente al fig. par> 

lando di ale assai grandi nelle cuifie. 
A4fr-via. y. Via. 
Albar^. Alberdlo, Yaseito da ungnenti, 

colori, ecc. 
Albarell (gergo). Pillola di cucina, Uoto. 
Albardtt. Lo stesso che Beolb. K 
JJhks. Ad. di Quadr^U e Med6n. F. 
Albera per Aria (albagia). y. 
Albera. Trdmula. Trimolo, Aibereiia. 

Pioppo conosciutissimo cbe i il Po- 

ptdus tremtdaLin; '•^V Albera dei dix. 

corrisponde al Poptdus albahin, , cio^ 

alia Ta9€mdla ddl'Ohrepd parese. 



) ALE 

Albera. Canapiglia, Specie d^anatra cbe 
k VAnas strepera degli omitologi. 

Albera. Lo stesso che Biancb^ra (uga). y, 

Albioeilk. y. Elbioeu. 

Albiaeii. T. di Cart. Draganetto. Cassetta 
cbe serve a mandar V acqua nella 
pila( in delfbU), 

Albioei]k. Truogo, Truogolo, Yaso cbe 
serve a tener il mangiare pei poUi. 
Probabilmente dalP j^/ceo/ca de* Lat. 
Nel contado toscano h ancora rimasta 
la voce Albio. 

Albioeii. Beccaiojo, Yasetto nelle gabbie 
cbe serve a tener il cibo degli uccelli. 

Albiilimm. Albumo. y. Bitkmm. , 

Albor. Albera. y, Pianta e £;rbol. 

Albor. T. gen. di Mecc. Albero. y. £lbor. 

Albor. T. de^ Calzet. Albero{Gvia. Dir.). 
La verga mobile superiore deretana 
del telajo di ferro da far calze. 

Albor. T. de^Torniaj .... Quel peuo 
cbe va da coscia a coscia del banco 
o tavolato d^un tomio a cui k attac- 
cata una ruota cbe d2i il moto al tor- 
nio stesso. Non si confonda col Fuso 
cbe il Diz. d'^art. cbiama Arbre, 

Albora. y. Arbor^lla. 

Albordia. Arboraio. Coperto d'alberi, 
vestito d^alberi, cbe produce alberl. 

Albor^e. y, Arbor^e. 

Albor^Ua. y, Arborella. 

Alboritt. T. de^ Calzet Nome 

d^ognuna di quelle due vergbe del 
telajo da far calze cbe, ppste sulla 
sbarra dagli agbi, tengono in guida 
il telajo stesso nel suo moatascendi. 

Alborin. y, £rborin. 

Alborlnna. y. Arborella. 

Alcb^rmes. Alchkrmes. 

Alcbimista. Aichimista, 

Fa el guadagn di alcbimista. y, 
Guadagn. 

Ale^nder. Lo stesso che Leiinder. y* 

Aleatcgb. Aleadco. LidUco, Vino e uva. 

Alef^nt. Elefante. Quadrupede noto-— Di 
questo scambto delF e in a cbe fanno 
gl^ idioli , come fra noi cosl ancbe in 
Toscana , veggasi la voce Alimento 
neirAlb. enc. , il quale registra ancbe 
ridiotismo toscano d^AliiJhnte* 

Alegaa. Documento. Carta cbe si allega 
e unisce in prova d* alcuna scriltura. 
Potrebbesi dire ancbe la Carta alte^ 
gata o inehiusa^ o assol. VAiUgata, 



ALE ( 

Aiegher. Allegro, Gajo, 

Fa Blk alegher con pocch. y. Pftcch. 
Gh*^ pocch do sU alegher. JPfon 
V* h scialL Non v*^ tfoggi, 

Omm alegher el ciel le jutta. y, bnan, 

Alegher. yivace* Vivo — Fceugh ale- 
gher. Fuoco vivo, Buon Juoco, 

A16gher. AwinatAoio, Cottiecio, Brillo» 
Alticdo, Alto, Altetto, Alio dal vino, 
Avvinaio ^- Antonio Pucci in un suo 
sonetto nsa in questo senso Chiaretto, 
Yess alegher o a mezz^ana. Esser 
alto dal vinOf hrillo^ cotUccio^ ecc* 

Alegher(And4 ^ o Andk U). AUar- 
gar la mono in checchessia^ e spec, 
in ispese, mance, camangiari, ecc. 

Alegher. aw. Addio, V. Cikvo. 

Alegrament. Allegramente. 

Andk 14 alegrament. Allargare la 
mono in checchessia. V, Alegher* 

Alemiinda. Allemanda e Alemanna(^^or^, 
Specie di danza, di aria allegrissima, 
detta AUemande anche dai Frances!. 

Alemkr {e Alam4r ). Alamdro, Sp. di af- 
fibbiaglio che ha figura di uliva bis- 
Innga , ha un riscontro o un^allaccia- 
tura , e fa ufficio di bottone. La voce 
k d^'origine spagnuola. 

Alem4r<neMibri). Bruco. V. Olivetta. 

Alemarln e al pi, Alemarltt. Dim. di 
Alem^r. V. 

Alerdn dicono alcuni con vocabolo fran- 
ce5e ( aileron ) il sommolo dell'ala^ 
detto piu ordinariamente Zimi6n. f^. 

Al^st. Lesto, Pronto, Che uaa prontezza 
ncll' operare. 

Al^lt. ^/e<le(Milizia I, 157). Quelle cor- 
tinette o pilastrate che formano quasi 
dire gli stipiti di un^ areata d^intei^ 
colonnio. Il cosl detto Pedritt ^ com- 
posto di quesle Alett e dello spazio 
occupato dalla colonna intermedia. 

Al^tt. Orecchiubii (cosi leggesi nel Barg. 
Giuoc. piac. a pag. i58.). Quelle liste 
che yeggonsi in certe berrette per uso 
di ricoprirsi con esse gli orecchi. 

Al^. Copertine. F, Contral. 

Al^tt. T. de' Fab. d'org Sp. d'alie 

che si appiccano ai due lati deUa cosl 
detta bocca delie canae maggiori chia- 
mate d* accordatura in un organo. 

Alett Akuni tagliapietre ^ mar- 

Bftoriiii e simili danno questo nome 
a que* trtangoletti che xisuUaiio nelle 



l3) ALI 

baii delle colonne e negli abbachi 
dci capitelli da*vani che lasciano il 
toro e i fogliami sovra e sotto stanti 
ai medesimi. Forse cosi li dicono per- 
ch^ in alcune antiche colonne usava- 
no coprirli con fogliami ad alia che 
dal toro stesso riusciyano sur essi* 

Al^tta. Aletta. Alietta. Dim. d'Ala. 

Alelta. Pinna. Alietta, Aletta, Pennuzza. 
Ala (Magalotti II. 3) — La prima voce ^ 
dottrinale; le altre dello stil comune- 
Complesso di reste ossee o cartilagi- 
nose, collegate da una membrana* 
che sono P organo del moto nei pe- 
sci. Le pinne si distinguono in petio^ 
rail f ventrali , dorsali , anali 9 caudali 9 
fecondo che sono inserite nel petto, 
nel ventre » sul dorso , all* ano , nella 
coda. DagP ittiologi si chiamano an- 
che Natatoje , e in certi pesci » come 
nei pleuronetti. Barbette. 

k\e\Uk{uccelloy V. Allna. 

Aletta per Patelettinna. V, 

Aletta. Alhta? Ala piccina delle cuffie. 

Aletta. Aletta{$ai\] Ornit.). Gruppo di 
penne impiantato sul pollice posto 
dietro P angolo dell' ala dcgli uccelli. 

Alettin. s. m. e Alettlnna. s. f. Dim. di 
Aletta; picciola aletta. 

Alettin. Aletta? LoheUo. V. A]a(/o6o). 

Al^v. Allievo. Alunno. 

Alev. Allievo? Dicesi di quel parto di 
vacca che non si manda novellino a 
macello , ma che si rileva per aveme 
bestia fatta. Dell* asinino fu detto so- 
stantivamente Allevando. 

Al^v ( che i contadini dicono anche Lev). 
Pianta mairic)na. Pianta giovane piik 
vegnente la quale nelle tagliate si 
lascia di risei*va per allevarla e aveme 
albero fatto. Noi comprendiamo sotto 
questo nome generico gli alberi da 
palina, i bronconi e i virgulti. V. 
Pianta. Mi sembra che in parte corri- 
sponda al cosi detto jffa/iWotfde^Franc. 

Alevitt .... Foggia di vestito andato 
in disuso. Forse dal franc. Alle%-^ite, 

AUabett. AlfabetO'^E anche quella te- 
letla an cui e a puntLscritto P alfabeto. 
Andk per alfabett. Seguire V ordine 
alfahetico. 

Aliam via. V. Anda e Via. 

Alina ( cAe anche dicesi Aletta e che aU 
tri dicono Scimarceu p Triccbtracdbt 



I 



ALO ( 

dai mo verso), PigUamosche, Aliutza? 
Uccello che ^ la Muscicapa rubecola 
degli omit. — Sotto lo stesso nome 
d^Allna o AUtta intendiamo anche 
r Aliuzza maschio di color bianco , 
cio^ la Muscicapa albicollis di Tem- 
minck ; e la Boccalepre o Grisettina o 
Grisoiun cioe la Muscicapa grisolaLin, 
ValbicolUs k comune in agosto e sct- 
tembre nelle nostre pianure ; la gri- 
sola in estate e nel primo autunno, 
ma va a svemare altrove. Sono tutti 
uccelletti clie si cacciano a ciyelta. 

Alizzari. V. R6bbia. 

Allamande. ( v. a. Grido di allegrezza con 

Allamin^e. ^ cui altre volte i ragazzi e 
la plebe salutavano le sposc novelle 
al loro uscire dalla chiesa 9 quasi vo- 
lendo dire airimeneo, airimenco. Si 
vegga 8u questa voce il Giul.,part. II, 
p. 1 5. DalPanl. AUttminee k prove- 
nuto il dettato Sbragid allamineey ov- 
vero Fk la minee. f^. Min^e — Oggidi 
ancbe nelle campagne delPAlto Mil. 
alia voce Allamande fiirono sostituite 
quelle di Benis Bents ^ ttxoh a dire Da- 
teci confetti. 

AUdn. Alle mam, Animo. Via, Su, Dal fr. 
Allons. Voce colla quale si sollecita 

. altrui a camminare o a far checches- 
sia. Il Fag. (ncl sao Marito alia moda 
I, 8) ha Alb per animo 9 via, su; e 
Alb ha pure il Cecchi ( neWAssiuolo 
IV, 5 e altrove). Sgli h desso; alo; 
la serva vi accenna, 

A116ra. Allora. Da noi per6 e usato an- 

• che in sig. di In tal caso, Qttando 
ella fosse stata cost , e simili. Per es. 
S^ el r avess savuu , allora el le fava 
minga. Quando egli I* avesse saputo 
non avrebbe falto cib, 

Allum^. T. de^Tint. Alluminare, Dare 
r allume ai panni innanzi tingerli af- 
finche ricevano il colore. Quest''azione 
dicesi Alluminatura, 

Aim »nhcch.Almanacco,Taccuino,lMnario, 

Almanca. Almeno, Almanco. 

Al6gg. Alloggio — Vess d'aloggin d'on 
loeugh. Alloggiare in alcun luogo ?— 

• Moi diciamo anche on Albgg^ di Albgg 
per denotare uno o piu mililari allog- 
giati nelle case private. Peres. Gh'avii 
di alogg? Avete militari in alloggio ? 

Aloggi^. r. Loggii. 



14 ) ALT 

Chi tardi ariva el nuJami le alpg'. 
gia. V, Malann. 

Alon. r. All6n. 

Alp. to stesso che Alpee. F\ 

Alpa idioL per Arpa. y. 

Alpador. Alpigiano? Cosi chiamansi t 
pastori soliti andare ai cosi detti alp, 

Alpee. Alpe, Montagna; ma fra noi de- 
nota singolarmente quel punto di un 
alto raonte su cui sorge un fabbricato 
o sia una cascina dove si conducono 
neir estate i pastori coUe loro mandre 
perch6 godan dei pascoli ivi esistenti* 
e donde, dopo aver fabbricato burri^ 
caci , ccc. , scendono sull^ avanzar del- 
Tautunno per tornarsi alia pianura. 

Alt. Alto. Elevate dal piano. AlP it. Alia 
corrisponde sovente il milanese yhlt 
o Avblt; ma pure anche il volgo usa 
Alt nei modi scguenti : 

All o Alt i bocch o Alto la. Alto U. 
Fermo IL Piano, Alto, 

Ave di alt e bass. F. Bass. 
Calzk alt. Imporla tropp* alto. 
Fa alt e bass. Far alto e basso, Po« 
ter negoziare e conchiudere a suo 
senno ; e per lo piu Fare man bassa, 
Operare a capriccio , dispoticamente 
— Fig. e scherz. El fk alt e bass come 
el voeur lii. Camminando pare ck* ei 
di'ca QuA k mio e qua vorrei(cos\ nel 
Malmantile). Ei cioncola* Dicesi di chi^. 
zoppo 9 va per via arrancando o a 
quasi dire altalenando. 

Trattk d''alt in bass. Malmenare* 
Bistrattare, Sopercfuare, Aspreggiare. 
Stancheggiare, Stroftiare, Straneggiare* 
Quelle che Seneca (De Vita beataj 
disse Ex alto cum aliquo agere, 

Varda d^ alt in bass Mirare 

altrui con isprezzatura. 

Alt. Ad, di Carnevaa e Piisqua. V.^ e 
vale Che dura o ricorre piii innol- 
. trato fra V anno. Anche i Fr. dicono 
Haut in questo significato. 

Alt. Ad. di Tila, Stoffa, Pann, ecc, V. 
Le' persone educate dicono Alt\ i vol- 
gari Avblt in questo significato. 

Altal^nna. T. d^Ag. Mazzacavallo, Legno 
bilicato sopra un altro che si abbassa 
ed alza per attigner acqua da'*pozzi. 

Altapaga. T. mil. Caposoldo, Capisoldo, 
Quello che s* aggiunge al soldato be- 
nemerito sopra la sua paga. 



ALZ ( 

Altlur. AHare; e poet. Anu 

L^^ come a roball in su Taltar. F. 

Quell ch^e so se Ta a Ueiill anch 

sn r altar. U sue va rido- 

mandato a chiunque. 

Oiiibo el par on altar, y. Pari. 
Altarin. AlUuino. Jliaretto. Tabemacolo. 
Xabemacoletto. Noi per lo pijji inten- 
diamo per JUarin qucgli altarcttl che 
i fanciulH faimo in casa o per le Tic. 
Squaja i allaritt. fig. Scoprire gli 
idtari o un embrice, 

Altea. AlUa, PianU che i Y Hibiscus 
palustris lin. 

Altea. MaLiforosa, Mosoni, Altea. VAlcea 
rosea Lin. 

Alter. Altro — Tra noi i Tolgari dicono 
€)iler; le persone educate Alter, 

D"* alter, m. avT. Altro. Nient d** al- 
ter. NulP altro. 

Alter e Altercbe. aw. D< certo* Di si- 
euro, Indubitatamenie, Per es. a chi 
mi dice Ghe vet? io rispondo Alter ^ 
e Tale come a dire CI vai tu? .... 
Sdf ceriamente, V, anche Naluralm^nt. 

Alter che di o che fa o sim 

Tutt* altro che. Per es. Alter che sta 
eu ! r^ borlaa gio come on asen. Non 
ne voter sapere 7 iutfaliro ! y* incappb 
come un merlo, 

Senz^ alter. K. Senza. 

Alterlia. Alterato, 

Alterass. Alterarsi, 

Alterazion. Alterazione. 

Alterch. Altercazione, 

Alterche. F. Alter (avv.)> 

Alt^ria. Artdria. 

Altertant. Altrettanto. 

Altezza. Altezza, 

Altezza. re/o(coll^e stretta). Pezzo di tela 
o stofTa , in larghezza del suo esseve 9 
e lunghezza arbitraria, che cucito con 
altri somiglianti compone lenzuola, 
vestiti, paramenti e simili. £ quello 
che in Sicilia dicesi Farda. I Brianz. 
con voce piu italiana dicono Ona' tila. 
Fk on vestii de quattr^ altezz. F* 
Veslii. 

Alto. aw. Alto — Su via. Piu com. Alto 
donca, fenimmela. Finiamola una volta. 

Altdn Sp. di stofia. 

Alz. T. de^Calzol. Alzo(Zimoh. Diz.). 
Cuojo cht mettcsi sulla forma per fare 



i5) AMA 

la scaipa pid agiata. GornspoBde al 
fr. Hausse ed al piem. Amssa. 

Alaa. Alsare. 

Alia ben i pee. fig. F. K* 
Alza el coo. r. Coo. 
Alza i comi. fig. Alsare le coma. 
Alzare o Bizsare la cresta. Levare U 
capo o in capo. Venire in superbia. 
Alza sik. Sollalzare. Sollevare* 

Alza. met. Aiztare. Istigjore. 

Alza. met. Aliare U gpmbito. Caricatc 
r ona aljiasco. Bere tuoUo. 

Alaad. s. m. pi. T. de^Sarti 

Quelle specie di bieite di panno che 
si mettono net calzoni fra le parti 
dette chiappe e la serra( /olsefta )• 

Alzada. AluUa. Ahamento. AUatura. Elo- 
vasione. Elevamento, InnaUamento. 

Da r alzada. met. Ctware un cal^ 
cetto. Cercar di-trarre di booca un 
segreto « cercar di risapere checche»* 
sia da alcuno. 

Da r alzada a on uss. Mettere a leva 
un uscio. Dicesi del far uscire di gan- 
gheri le imposte di una porta. 

Alzada. Pianta (cost TAlb. enc. in Scalino). 
Negli scalini(6ase/) ^ quella parte 
che ne forma T altezza o la fronte e 
che sta sotto alia pedaU(;iedaiiiia). 

Alzada de scala. F, Pedanna. 

Alzada d^ingegn. Trovalo. Invcnuone. 
Astuziom 

Alzamkntes Congegno > che sta a 

destra della tastiera di un organoy 
il quale tirato a s^ da chi s"* accinge 
a sonarlo awisa lL tiramantici ch* egli 
abbia a dar dentro in essi e mandar 
r aria alle canne. I diz. hanno accol- 
to Tiramantici; non potrebbe in essi 
tenergli compagnia Alzamantici? 

Alzape. Sediscendo. Nbttola, 

CagDoeu. Monachetto » Cambretta. 
^^A^ajaPaletta o Manetta. Linguetta. 

Alzape. Scalella ? Specie di lacciuolo ad 
uso di prendere uccelli. 

Alzape per Zappell o Tornell. F. 

Alzetta. s. f. Sessitura. V* Sambr£icca. 

Alzon. T. de'^Calzet Parte del 

telajo da far colze 9 ed ^ quel ferix> 
che sostiene di peso tutta la gabbia. 

Ajoik. Amare. 

Chi ama Dio , ama i sceu Sant. C/d 
ama me 9 ama il mio cane, Chi ama 
noi 9 ama le cose nostre* e ne ha cura. 



AMB ( 

Cfai fprezxa ama. V. Sprezzii. 
Amal&a. Ammalalo, Mm!aio, 

And^ gi6 amalaa. Coder ammalato. 

La 8* ^ amalada. £ sopra parto, Eu- 
femismo de^nostrl contadini ai quali 
parrebbe imroodestia il dire L* ^ an- 
dada in letta pariurU 

Quand stranuda Tamalaa cascell via 
de r osped^a • . . • Modo di dire cbe 
denota buon augnrio nello sternutire. 

Kan ran, TamaUa porta el san • . . 
Suol. dirai quando alcuno i obbligato 
asoccorrere chi e meno mala to di sS. 

Oh kin amal4a. GU han/ritto. 
« Iffa te ichiTeB m\ pa de YMt fic'cMi , — » la 
qiunto «1 tut ouor oh hin anwUa.(Art.po«t.33). 

Traas amalaa . • . Fingersi malato* 
Amalastant. A mala pena. Appena, 
Am2ir. Amarc. Axahv come el tossegh. Piu 
amaro cite non ^ il Jiele, Amarissimo, 
Amareggii. Amareggiare. AUossicare, 

Amarett Confetto rotoudo e un 

po* spugnoso, fatLo di mandorle amare 
o di semi di pesca tritati, impastati 
con zucchero e chiara d'^uovo e bi- 
acottali nel foiiio. AUc mandorle o ai 
semi gia detti alcuni soslituiscono le 
avellane trite ; e in allora questo con- 
fetto, non amarognolo ma dolce,echia» 
mato Spumino dai Fiorentini e da allri. 

Amarett. Amarbgnolo. Amaruccio. Ama-' 

Amar^zza. Amarezza. (relto, 

Ataks*. Ammasso. Ammassamenio ; e se- 
condo i casi Mucchio, Fascio. Fastel- 
lo. Affasiellamento. 

Amatista. Amatista, Gioja noU. 

Amat6r (die i conL br. dieono Amatds). 
Dilettante, £l Cecch T ^ amator de 
caccia. // Cecco k appassionato per la 
caccia^si diletia o k dilettante di caccia, 

Ambaa. Jnclinato, Ohhlitfuo, Bieco.Sghem- 
ho. Pendente, Piegato. 

Ambi. T. di G. di Lotto. Amho, 

Ambiett* .Dim, di Ambi. F'. 

Ambizidn. Ambizione, 

Ambizionetta. Ambizioncella, 

Ambizios. Ambizioso, 

Ambiziosett. Ambiziosetto, 

Ambizios6n. Ambiziosaccio, 

Ambra. Ambra, 

Ambraa ( I musegb de V ), V, Miisegh. 

Ambroeiis. Andtrogio, Nome proprio. 
Bev in la taua de aant^Ambroeus. 
fig. r. Tatza. 



16) AMI 

0mm da qui] de sant^Ambroetis d6 
qui) del temp de sanCAmbrceus (che 
anche dicesi Bon Ambrosikn o Ambro- 
siancSn). Zazzerone, Uomo aUa buona 
o casalingo, Uno del popol grasso e 
leale di santo Ambrosio disse M. Paolo 
Giovio in una sua lettera posta a 
pag. 48 <lclla Raccolta dell^Atanagi. 
Ambrosikn. Ambrosiano. 

De bon Ambrosikn. Ambrosianor 
mente disse M. Paolo Giovio in una 
sua lettera registrata a pag. 58 della 
Raccolta di lettere dell'*Atanagi. ( F". 
anc/te Ambroeus). Da buon pastricciano. 
Ambrosianon. F* Ambroeilis. 
Amed. Amido, 

Donetta de Tamed. F. Don^tta. 
Amed. Salda. Acqua in cui sia stato dis* 
fatto amido, e serve a tener distesi o 
incartati i pannilini fiui , le trine, ecc. 
Da r amed. Jnsaldare, Saldare, Dar 
la salda, 
Imeda. Zia. La voce Jmeda^ prove* 
gncnte dal lat. Amita^ e ora quasi che 
morta in cittk: in campagna pero, e 
spec, in Brianza, h tuttora viva; ivi 
dieono anche Amedin^ e com. Medina — 
In Milano il volgo suol dire M^ ameda 
e Mk ameda la guercia per accennare 
o chiamare a s^ copertamente alcuno. 
Nel caso di accennare un tale direb- 
besi ital. Quell' amico, V- Scirdsa. 
Ameda. F, Inameda. 
Amedin. F. Ameda. 

Amen. Amen, Noi usiamo questa voce 
in particolar sense remissive; p. es. 
L"* boo miuga poduda sponta . . . amen/ 
Non la potei vincere o sgarare; pa-' 
Amcra. F, Amola. (zienza! 

Amiant. Amianto, 
Amicizia. F, Messizia. 
Amigh per Amis d usato da noi soltanto 
per amor di ritmo nel seg, dettato : 

A r amigh pcregh el figh, al ne- 
mis peregh el persegh. F, Figh. 
Amis. Amico* 

Amis come can e gatt. F, Can. 

Amis de capell. Amico da stemuti, 

Talora anche Amico sospetlo^ incerto. 

Amis del Leila. Amico da bonaccia^ 

Cioe Amico di nessun conto ad una 

neccssita; conoscenLe, non amico. 

A sto mond ghe vceur di bon amis. 
Chi non ha amici non fa granjbrtana. 



AMO ( 17 

D« amis ghe n* k pocch. Chi vuole 

amici assaif ne provi pochi; e vale che 

ttlla proya pocbi riescono veri amici. 

Fass amis de run. Jmicarsi uno, 

Guadagnar uno, 

I amis se conossen in d^on besogn. 
Calamitd scopre amisid, 
L^amis sciresa. y, Scir^sa. 
L"^ ^ mej on amis che des parent. . . . 
Dett. cbe dimostra quanto Telezione 
prevalga al caso. 

Se Yorii 'Vess bozzaraa andee di 
amis a comprk • • . . Dett. in cui la 
voce amis d presa nel senso generico» 
non nel genuino. 

Servl d^ amis o Bk ona robba d' a- 
mis. Servire o Dor ckecchessia dal- 
r amico, 

Yess amis de vim. Dirsi con uno. 
Amba. Arnica, 

Amisciceilk. Jnu); e per idiotismo Lamo* 

Amison. Amicone(^fior,), Amico intrinse^ 

CO 9 intimo, Fratel giurato, Amicissimo. 

Arois6nna. Arnica grande^ intima^ ecc* 

Amlst. T. de^ Pellicc Pelliccia 

di colore traente a quello del noce, 
la quale si cava da quell^ animaletto 
che i naturalisti hanno fatto ora to- 
po'y ora ghiro^ ora marmotta , e che 
oggidi , se altro non accade, s k fermo 
a questa specie col nome di Marmotta 
cricetus tolto ai Boemi , che lo dicono 
Sskrecek dal suo stridere, o ai Stras- 
borghesi che lo chiamano Cricet; e 
il nostro popolo imit6 la parte sua i 
maggiori con piu innocenza voltando 
in Anust quelf Hamster che presso i 
Tedeschi i il nome comiine di tale 
. bestiuola. 

Amm .... Voce imitante Pazione di chi 
addenta o inghiotte checchessia. F» 
anche Gnamm. 
Amola e ant, Amera. Ampolla, Dal lat. 

Hamula, 
Amolient. Ammolliente* Emolliente, 
Amolin. Ampolie, Ampolline. Si pren- 
dono com. per que^ due vasetti da ta- 
vola in cui tiensi Tolio e Taceto da 
condire insalate e simili, e che i Fr. 
distinguono in F'inaigrier ed Huilier, 
y, anche Portamolin. 
Am6r. Amort, (Il nostro volgo lo vuol 
fcmmina dicendo L*Amor Vk orba o 
t^ cecca*) 
fol, L 



) AMO 

Amor de fi*adell» amor de cortell. 
r. Frad^ll. 
Amor de gati o de pajsan. K Gatt. 
And^ in amor. Entrar in amore(Savj 
Omit. II, 200). Andar in amort o 
in caldo, Ftnire in caldo. Si dice dcUe 
bestie in generale. Parlandosi di pe- 
sci direbbesi Andart in fregola, Par- 
Ian do di piante direbbesi Essert in 
succhio o in sugo. In modo esagera- 
tivo dicesi Avtr uzzolo o la foja, 

Av^ amor. Ttndert, Inclinart, In-* 
chinare. Per es. El gV ha amor domi 
a anda soldaa. Jnclina allt armi, Il 
volgo usa questo modo anche par- 
lando di cose materiali: per es. Sta 
pianta Tha amor a vegni in foeura. 
Questo albtro inclina a uscir di riga, 
Bocca che fa Tamor cont i orecc. 
y, Bocca. 

Ganz6net o f(dt Tamor? .... Suole 
dirsi da noi a chi famelichi operando 
o parlando, o a chi narri cose poco 
degne di fede, o a chi operi troppo 
a rilento. Nel primo dei casi suddetti 
potria tradursi per Che armeggi tu? 
Che vai tu abbacando ? : nel secondo 
per Motteggi tu? : nel tcrzo Guardadi 
non ti scagliart o vero die musi tu? 
De amor e acord. f, Ac6rd. 
De bon amor. Di buon grado. Di 
buona uoglia, . 

£1 Dio d^ amon K. Dio* 
Fa Tamor. Far all* amort, Amo- 
reggiare,Far V amort o da innamorato. 
Fa Tamor a ona robba. Uccellnre 
ad alcima cosa , bramarla avidamente. 
FaPamor cont i ctucc. Fare agliocchi. 
La Dea d^amor. y. Dea. 
L* amor el boffa in la lumm a la 
reson. Affezione acceca ragione, 

V msiOT el ven de Pamor. Amort 
chiama amore, Ghi vuole servigi ne 
faccia, chi vuol cortesie sia cortese, 
chi larghezza sia liberale. Il Si vis 
amari ama di Seneca in atto. 

L^amor la fa {k del tutt. Amor non 
sente /atica — GP innamorati trovano 
cose deW altro mondo(Fag, VAstuto 
balordo III, i4). 

L'*amor, la famm e la toss bin 
tre coss che se fa cognoss. Amor nk 
tosse non si pub ctlart, II fuoco^ 
V amore e la tosse presto si conosce, 

5 



AMP ( i8 

L* amor la passa el guant. V amore 
passa il guanto. Fra veri amici le 
apparenze sono un di pid. 

L^ amor T h cecca o orba. Affezionc 
aceeca ragione, J more h cieco. 

No gh**^ sabet senza sol, no gV^ 
donna senza amor , no gV ^ praa 
senz'erba, e no gh^^ camisa senza 

merda Dett. di ch. intelligenza 

che si sente anche in bocca dei Luc- 
cbesi i quali y** aggiungono altresi 
Tfon v* h monaca senza baffle e non 
sf h gatto die non isgraffi, 

per amor o per forza T ee de fall. 
J questo fiasco bisogna bene , o affo" 
gore. 

Oh per amor ! ed anclie Oh per 
amor del ciel! Oh vaiU con VioP 
■ Esdamazione di maraviglia. 

Per amor. Per amore. Per rispetto, 
A moUvo, A o Per cagione, A causa di, 
ed anche Colpa il, come Per amor 
del catiy temp. Colpa il mal tempo. 

Per amor di cinqu piagh. K. Piaga. 

Perd Tamor a ona robba. Cadtrci 
deW amore o di sUma o di grazia ckec^ 
chessia. Fenirci in dispregio c/iec- 
ckessia. 

Personna senz^amor. Disamorato^clte 
non conosce amore n^ benivolenza. 

Quell che d^ amor no yen ballii no 
Be p6 ben. F". Balla. 

Toeuss d'*amor .... Sposarsi per 
innamoramento senza pid. 

Yesa o No yess corispost in amor. 
Essere o Non essere Hamato, 

Am6r ' Fra noi si aggiunge tal- 

yolta al nome proprio di un tale a 
cui si yolga il discorso, per denotare 
beneyolenza , amicizia , famigliarita 
che s^abbia con esso , ma le piu yoltc 
per ironia^ cosi per es. si dira: No 
el mh Cecc/tin d' tunor; SI el m^ Gio- 
vann d'amor; e yale come a dire No 
mio bel Cecchino; Si mio caro Gio^ 
vanni; Si mio belP amico. 
Amored^i. f^. Gratis. 
Amor6tt. Calenzuolo, Verdone. Ferdello. 
Uccello noto , detto dottrin. Cioride ; 
la Loxia chlonsLin, 
Amortize ziun. Ammortizzazione, 
Ampj. A/a, Noja, Fastidio, inquietudlne 
proyegnente da grayezza d'*aria, o 
da foyerchio caldo che impediAce la 



) ANC 

respirazione. Foi*se corrotto dall^ital. 
Pampa, 

Ampj de y6mit. Comato di vomito. Sforzi 
inutili del vomito (Vasia Voc. med.). 

Amplamdnt. Apertamente. Scluettamente, 
e per maggior enfasi A leitere di 
scatola, fuori di meUifora, Per es. 
Ghc rhoo ditt amplament. GlieV ho 
detto apertissinuunente. VAmplamente 
dei diz. yale per largamenle. 

An. f, Aan. 

An sincope di Anca o Anch. f^, 

Anada, ecc, F, Ann&da, ecc, 

Analisi. Analisi, Voce usata fra noi solo 
nei modi seguentl: 

Fa r analisi. T. delle scuole. Fare 
V analisi grammaticale. 

In ultima analisi. Da ultimo. All' ul* 
timo. All* idtimx) degli idtimi, 

Analizza. Analizzare, 

Anan^ss. Anandsso, Ananas, Il frutto 
della Bromelia ananaslAu* 

Anbdn. F", Ancaben. 

Anc (o Ancia). T. raus. Linguella, Idn-^ 
guetta. Lingua, Quella cannuccia o 
safkipognetta con cui si da fiato ad 
alcuni strumenti musicali. I Fr. pure 
dicono Anche, 

Anca. Anche, Ancora, Ancorchh, 

Ancaben (e Anb6n). Ancorclih, Sebbene. 
Quantuntfue, 

Ancamo. Ancora, F, Anmo. 

Ancasi o Anca si. Oltraccib. Inoltre* 
Per es. Luis Boss Tera bon pitlor, 
bon scrittor, e bon poetta anca si. 
Luigi Bossi era buon pittore, egregio 
scrittore, e oltraccib buon poeta, 

Anch. Anclie, 

Anch quant. Ancorchh, Sebbene, 

Anch^n. Tela ancIUna, 

Auch^tta. Coscia(Sav] Ornit.). Parlando 
di poUi e uccelli yale quella prima 
porzione delle loro estremita che s'ai^- 
ticola col tronco in alto, e colla tibia 
o gamba (garon) abbasso. On^anchet- 
ta d** aneda. Una coscia di anatra -— 
VAnca dei diz., se non e male spie- 
gata , non pare ben riferibile agii uc- 
celli^ la Lacca e la Lacchetta si rife- ' 
riscono ai soli quadrupedi. On^an- 
chetta de porscell. Una lacca di porco, 

Ancia. F, Anc. 

Anc6nna, Tabemacolo, Custodia di le- 
gnoy deatro a cui sia rinchiusa qualche 



AND ( 19 

Mucra imagine; ed ancbe Nicchia da 
statue sacre, o Cappelletta aperta 
nelle vie pubbliche ove siano imagi- 
ni sacre. Forse dal prov. Ancono o 
dal Geltico Aneona per sinuositii. 
Ancdnna (y. del Varon mil.). Aneona, 
Tavola o Tela su cui sia dipinta 
qualche imagine. 
Anconn^tta dicesi da alcuni per Scap- 

paratt. y, 
A.ncora. Jneora* Le sue parti sono Ci- 
cala o Ghiriandaj Fusto o Asta^ Boz- 
sa, Occhio^ Marre^ Patte. 
Anc6ya. Arcba. V. Arc6va. 
And ... In campagna, e spec, in Brianxa, 
chiamano con tal voce ogni lista di 
Vangata, di zappata, di lavoro che 
due o piii contadini facciano o ab- 
biano fatta da un capo all' altro d^ un 
camp<^ e sogliono dire Incosu emm 
Jaa on and^ duu and^ ecc. — VAndan- 
na de Jen^F.) ^ affine a questo And 
cbe altri pronunziano Anl^ e tutti al 
dim. JntkU, Cosi pronunziato avreb- 
be qiialcbe afiinita col lat. Antes, 

Pienta li Tand e el camp. y. in 
Fusella. 
And4. sost. m. Andare. Andamento, An-' 
datura — Marcia — Passo, II lat. In- 
cessus. 

El gb*ba on cattiv anda. Eg^U ha 
una caUiva andatura. 
Anda. Andare ^ e ancbe Ire* Gire. 

A longb andk. A lungo andare. 

Anda a barilott. Jndare in tregen- 
da» P", Baril6tt. 

Andi a ^iassonn. fig. V* Biass6nn. 

And4 a ck del diavol colzaa e vestii. 
Andare a sua posta a casa il diavolo 
in pianellini e in peduli a calze solate, 
y, TAlb. en. in Pianellina negli esempi. 

Ahd4 a cagk. Andare ai cesso o a 
sella, Andare, 

Andk a corp. v. cont. e br. Andare 
al morto. Assistere ad un funerale. 

Anda a farsi roinere o a fass benedl. 
Andare alia banda o in rqvina o aUa 
malora o in perdizione, V, anche 
Bozzara. 

. Anda a fraa {e cost Anda a pret, a 
monega, a soldaa, ecc,), Andar Jrate, 
Farsi /rate 9 ecc. 

AndJi a grattasocuj. y, Grattasceuj. 

Anda a onza a onza. y* Onza. 



) AND 

Andk a police. Appollajare, Appot" 
lajarsi, V andare cbe fanno i polli a 
dormire^ e si dice ancbe tra^atiya- 
mente degli uomini ^— In caropagna 
dicono piu volentieri Anda a masdn, 

kndk a Roma senza ved^ el papa. 
y. Papa. 

And4 a scondes. Andare a riporsi. 
y» Sc6nd. 

Andk a slofTen. Andar a dormite; 
e scb* a poUajo » o a far conto col 
capezzale 9 o a tnh^ar domani , o a 
cercar di domattina, Il nostro $loffen 
pare corrotto dallo SchUifen de"* Ted. 

Anda a spass. Andare a passeggio 9 
a soUazzo , a spasso , a diporio* Pi" 
portarsi. 

Andk a strusdn. y. Strusdn. 

Andk a tayola a son de campanin. 
Andare a tavola apparecchiata. Yale 
non aver briga di pensare al proprio 
nodrimento. 

Andk a toeu van. Andare a levare 
uno 9 e talora Andare per alcuno, . 

Andk a travers. V, Travirs. 

Anda adasi* Progredire 

lentamcnte il mosto nel rluscire vino 9 
il latte nel diventare cacio , e simUi. 

Anda ^drie, Seguire. Seguitare, Anr- 
dare dietro. Per es. Vignem adree. 
Sieguind, yieni meco. yiemmi dietro, 

Andk adr^e. Imiiare* Andar dietro* 
Seguire gli altrui modi.P.es. El va adr^e 
a tutt i bal6ss. Imita ogni malvagio. 

Andk adr^e. Andar dietro, Cond- 
nuar^. Insistere, Per es. El ya adree 
a rid. Continua a ridere, ya ridendo* 

Anda adree. Corteggiare, Accompa- 
gnare. Andk adr^e ai. mort. Accont' 
pagnare alia fossa i morti, Andare 
al morto. 

Anda adr^e a canta9 a scriv, a legg, 
ecc, Andare cantando , scrivendoj leg* 
gendOf ecc. 

Andk adr^e col pianorln. y, Pia- 
norin. 

Andk al cagaratt. F, Cagaratt. 

Andk al de Ik. Trascendere, Ecce- 
dere, 

Andk al de sott. Andare a capo rotto 
o col capo rotto* Andar perdente. An- 
dare al di sotto o a di sotto, y, S6tt« 
Andk al nas. y, Nas. 
Andk a la yitta. y. Vitta. 



AND ( ao 

kndk a rise. Jnuchiare. Jtisicans, 
Correr riscliio di • » . . 

And2i a toeti. V. in Toeilt. 

And^ attoma. Andare in volta. 

kn&k attoma el coo. Avert jil gin^ 
capo. 

Anda attoma i oeucc o la vbta. Ab- 
hagliare* 

ADda a tutt'^anda. Andare a spron 
battuti. 

Anda a tutt*and&. Bollire a ricorsojol 

And4 a tutt'and^. Avsnarsi per le 
poste{sL morire). 

•And^ a tutt^ anda. Andare a ruotoli. 
Esser per lefraite* Avviarsi a royina, 
a fallimento; andare in perdizione. 

Andi ch* el diavol el le porta. An- 
dare a briglia sciolta^ a dirotta^ a 
spron battuti. Andare via di vela, II 
Saccbetti (II. 4) ^^ fPandb come se 
mille paja di diavoli Vavessero portato* 

Anda consc o nconsc. Andar lento ^ 
a rilentCf adagio, 

Anda cont i pitt a Paria. F. Pitt. 

And^ contr^acqua. Andare contr* ac- 
qua. Si usa al pos. e al fig. cosl da 
noi come in ital. Nel senso positivo 
pero talora pu6 tradursi per Bimon? 
tare il fiwne^ il canale^ ecc. 

And^ contra vun. T. leg. ^. Contra. 

Anda dc Dio. r. Dio. 

Andk de gamba. p^, Gamba. 

Anda de gnugn. f, Gnugn. 

Anda de mezz. y, Mezz. 

Anda de picciura. Andare o Stare 
dipinto. Quella Scarpa la ye ya de 
picciura. Quella Scarpa vi sla dipinta^ 
cio^ yi calza acconciamente. 

And^ de s6 pe. Correre p& suoi 
piedi, Correre — n anche in Pe. 

Andi^ de Ik de tutf i montagn. F'. 
Montagna. 

Andk del corp. Fare i suoi agi, 
Andare del corpo, Cacare, Andare, 

And2i del maa o de maa. V. Maa. 

AndA dent. Entrare* Andar dentro* 
V, anche Denter. 

kadk dessorayla. Biboccare* TVvs- 
boccare, Fersarsi; comic. Bidere; latin. 
Esondare. 

Andk drizz. Andare a diritto^ al di-- 
ritto , a dirittura , affilato, 

kadk drizz o dritt in del scriy. 
^ggcr la linca* 



) AND 

Andk dnzi in del taj^. T\tgliare 
per file o dijilof o JUo filo* 

Anda foeura. Andare di fuora o di 
fuori o fuori, Andare in campagna. 

Anda foeura. T. di Giuoco. K Fce&ra. 

Ajkdkii£nT9L,yers€ure — kadk fceura 
a pissaroeula o come on a fontanna. 
Versare come un paniere, 

Andk foeura de ck, Andar fuora o 
fuori ^ cio6 uscire di casa — ^ fig. Uscir 
di tema o di proposito, Perdere il filo 
del ragionamcnto 9 o non rispondere 
a proposito — In sign, corrispondente 
a And^ foeura de la grazia di Dio. F» 
in Dio. 

Andk foeura de sit. Spostarsi, 

Andk foeura de la graxia di Dio. 
F. Dio. 

Anda foeura del birlo. Lo stesso che 
Anda foeura de la grazia di Di». F, Dio. 

Andk foeura sossenn danee. Spendere 
assai, AT 6 andaa foenra on scud in 
liber. Ho speso una scudo in libri, 

Andk foeura i acqu. Straripare. 

Andk foeura i dent. Cadere i denti. 

Andagb Ionian. Scostarsi » e fig. Er- 
rare, Non apporsi, 

Andagb yesin. Aecostarsi. Avvicir 
narsi^ e pari, d^indoyinare cbeccbes- 
sia Quasi che apporsi, 

Andk gi<^. Scadere. Decadere, 

Anda gi6. Smontare, Dicesi dei co- 
lori cbe perdono bellezza e yiyacitk 
-^ In generale poi Andd gib yale 
Pcrdersi , Struggersi , Consumarsi , e 
si traduce spesso colle particelle di- 
struttiye dis o 5 e coi yerbi rispetlivi. 
Per es. Gb^d andaa gio el color. Si 
b scolorato » si e stinto — Gb^ k andaa 
gi6 r indoradura. ffa perduta la do^ 
ratura ( il / est d6dor6 dei Franc.) — 
Gbe ya gi6 el pel. Perde il pelo. Si 
dipela — Gb^ k andaa gi6 i cayij. JIa 
perduto i capelli — Te ya gid i colzon. 
71 cascano le brache — Gb' k andaa 
gio la colcina. S^ h scalcinato. Si b 
scrostato, 

Andk gi6 aroalaa. Cader ammalato, 

Andk gio col sd. fig. Fj Sd. 

Andk gi6 de corda. F, C6rda. 

Andk gi6 de strada. Uscire di strada 
maestra, e talora Darla pei campi, 

Andk gi6 d^ona strada. Andare per 
una tale strada. 



AND (ai 

Andk gi6 de post. Uscir di.earica. 

Anda gid (del s6), Tramoniare. De- 
clinare. Andnr sotto, Abhassare, Col^ 
carsi. Colore, 

And^ gio el bal6n. Sbonzolare. 

Andk gi6 el cuu. Sfondarsi, V. CiHii. 

And4 gi6 la vos. Affiocart. Affio- 
chire, Perdcr la voce per raucedine. 

AndA gi6 per i fopp de YairAm- 
brausa. Lo stesso che Anda gi6 per 
la melga. P^, Mdlga. 

Anda gi6 per i seal. Scendere le scale, 

And4 in Andore in , , , . 

per Sciogliersi, TYamutarsi^ Conver- 
tirsij Finire in > . , , come nelle frasi 
Andi in scendera, in acqua, ecc. 
Andii tutt in d'^on inguent, in d'^on 
sudor, ecc. y. Sc^ndera^ Acqua, ecc. 

Andk in amor. ^. Am6r. 

Anda inanz. Innoltrarsi, Andar oltre, 

And4 inanz. Precedere, Andore inr 
nanzi o avanti; e fig. Crescere in grado. 
Venire in grado* 

kn6k inanz. Proseguire. 

Andi in bestia. Lo stesso che Anda 
foeura de la grazia di Dio. V, Dio. 

And^ in bissa. Andore a spinapesce, 

Anda in can6nega. V, Canonega. 

Anda in crist. Lo stesso che Andk 
foeura della grazia di Dio. V> Dio. 

Anda in di vott, in di noeuv, in 

di des ann, ecc Enlrare 

negli otto , nove , dieci 9 ecc. anni ^ 
C106 incomiDciar per uno V ottayo » 
il nono , lL decimo anno d^ etk* Un 
poeta pisano disse 

m Entnta gia nel nono mote ell* «rm ». 

Andk in d'^on sit dove p6 and& 
nissun per nun. Andore do^e nh papa 
n^ im^eradore pub mandare ambascio'- 
dore, Andare al cesso. 

And^ in duu. F. Duu. 

Anda in furia. V, Furia. 

Andk in malora. Andore in malora, 
Rovinorsi, Gonsumare tutto il suo. 

Anda in nagott. y, Nag6tt. 

Anda in poiver de boccaa. V, Bocc&a. 

Andk in strusa. Andore a %onzo» 
Cirandolore* V, Strusa. 

And^ in su Tassa. V, Assa. 

Andk indr^e. Jndietreggiare, Andore 
addietro o a retro, 

Andk indr^e. fig. Vecadere* Scopi^ 
tore in ehecchessia^ Per t^V^ andaa 



) AND 

indree.comd in di atudi. Ifon dm pr&' 
Jittare^ ha perdtUo negli studi. 

Anda ingid. Andore in giu^ alia 
china ^ all* ingiii, Le genti delPAlto 
Blilanese dicono Anda ingib assol. per 
Andore a Milono 9 e cosi Anda in su 
per ritomare a^loro paesi. 

Andk ins^mma. Andare insieme^ di 
consenfo, dicompagnia^ a compogmOf 
a unoj ad unOf di brigoto, 

Andk insemnia. Cogliorsi, Dicesi del 
lattet destinato a bevanda o a cibo 
non caseosoy allorcb^ per troppo bol- 
lire o per allro motivo si viene rag- 
£pruniando« 

Andk insenuna i ons, i paroll, i 

fil Non reggere gli occbi a ri- 

conoscere distintamente i segni delle 
once nelle stadere* le lettere nello 
stampato, i fili in una tela, e simili. 
Anda insenuna la vista. Abbogliare, 
Avert V occhibagliolo, 

Andk Ik, Progredire^ e alle volte 
Campaccluare, 

Andk Ik. Esser possobile o compor- 
teifole o mediocre o discreto, 

Andk Ik come on fass de squcU. 
V. Squ^lla. 

Andk lir6n lirkn. Andare gib gib, 
Andar pian piano e a passo lento. 

Andk lii de per Id. Andare a sua 

postoj da s^ 9 da per s^^ciok cammi- 

nare senz' ajuto d' altri. y, anche Ld. 

Andann foeura cont on scud, con 

poccb ( e simili ). Non ispendere pitk 

che uno scudo in checchessia, yenir a 

capo di checchessia con pochi quolirini* 

Andk marabbiand. V, Marabbiknd. 

Anda per aliam via. V, Via. 

Andk per consonzion. V* Conson- 

zi6n. 

Andk per cunt de vun* Andare a 
conto di chicchessia, 

Andk per i vott, noeuv, des ann, 
ecc. Per es. £1 va per i vint ann de 
cbe gb** ^ pik el Regno d" Italia, ya 
p^ vend anni da che cessb il Regno 
d' Italia, Siamo nelV anno ventesimo da 
che cadde il Regno d' Italia, 

Andk per la strada del carr. y, Carr. 

Andk per ona robba. fr. cont. An^ 

dare per checchessia ^ cio^ andare a 

pigliare checcbessia. Per es. Andk 

per fonsgt Andk per pattusCf c simili. 



AND ( :^2 

Jndare per funghi^ per istrame^ ecc., 
o ancbe Andare a cogliere Junghi , 
a raccogliere strame^ ecc. 

Anda sora Pesemplar con Tincio- 

ster Segnare coUa penna tinta 

neir inchiostro le leltere abbozzate 
dal maestro colia matita ^ metodo ma- 
teriale riprovato dai buoni maestri di 
scrittura. 

Anda su. Montare. Salire, V, Sd. 

And& su. Rincarare, Jiitoccare, 

Anda aik. f^enire in fiore^ in istato, 

And^ 8^ per i seal. Salire le scale, 

And4 sd sossenn. Fare gran debito, 

Anda si!i. T. di Giuoco. K S^, 

Anda sii. Andare in prigione, Andar 
su ( Quest'* ultima frase leggesi nella 
Nov. 145.* di Franco Sacchetti). 

Audi sii bella. Andare di rondone, 

Anda sii i interess. Correre i Jrutli^ 
il censo 9 gV inieressi, 

Audi sii per si\. ^. Su. 

Andi sii tropp. Eceedere nelV qffe- 
rire alV asta, 

Anda sii la predega, la spiegazion 

del vangeli, e simili Si dice 

del montare in pulpito il predicatore. 

Anda sul cinqu e desdott. /""^.Desddtt. 

AndlL sul so drizz. V, Drizz. 

Audi tropp inanz. Andare o En- 
trar troppo innanzi. Eceedere, Uscir 
de^ termini, 

Anda tutta in cavriceii. y, Gavriceii. 

Anda tutt in d^on sudor. K Sudor. 

Andk via. Partirsi, Andare via. 

Anda via a la franzesa. F^, Franzes. 

Andk via cont el coo o col coo. 
Vacillare, Farheticare , e ant. Fagel- 
lare. In senso piii moderato Andare 
o Stare sopra fantasia, Essere sopra 
pensiero, f^agar colla mente ; e ncllo 
stesso sign, ma comicamente Avere gli 
ocelli a' nugoli, Porre una vigna. Per 
es. In del scriv me va via el coo. 
Menlre scrivo mi si sparge la mente, 

Audi via impalaa o insteccaa. Co/n- 
minare impettito, 

Anda via. T. di Giuoco. F". Via. 

AndA y'lB, Andame, Andarsene, •&>«- 
nire. 11 cancellarsi delle macchie. Per 
cs. ¥k anda via i mace. Cauar le 
macclde, Sta maggia chl la va minga 
via se no se strascia la robba. Questa 
macclUa non ne va se non col pexzo* 



) AND 

Andagb del 86 (e cosl del mhj iel 
t6y ecc^.Andame il SUO9 il mio^ il tuo^ 
ecc. ; cioe risicar V avere o V onore. 

And^mm inanz che yemm in domm. 
F'. D6mm. 

A tutt''anda. A tutio andare, Al piu* 
A fare a5J<ii(Magal. Esp.). 

Come vala? ComA va la saluie? Qh 
me state di salute? 

Con r andk del temp. In processo 
di tempo. Col tratto di tempo, 

Dervii foeura, lassela anda. F, DervK 

Dove ghe n^^ gh^en va. Chi e in 
tenuta^ Dio V ajuta, 

E cbe la. vaga ! E facciam bella 
festal Esclamsizione colla quale si al- 
lude a chi profonde > e speciaimente 
in conviti, feste, bagordi, ecc. — 
dii non k in fomo h in sulla pala 
verrebbe in acconcio a cbi volesse. 
dire un E che la vaga a persona cbe 
fosse in sul rovinare e in sul fallire. 

£ va die te va. E vai e vai* 

Fa audi. Cuocere, Cucinare. Per es. 
F4 anda a less. Lessare, Fk anda a 
rost. Arrostire. Cuocere arrosto> 

Fa andii. Fermare le carni, Rifare 
le carni. Per noi questo Fd andd 
dicesi delle carni da arrostire , cb^ 
per quelle da lessare diciamo Fagh 
trA on buj, V, Buj. 

Fa andk on negozi. Accudire a un 
negozio, Amministrare un negozio. Far 
andare una bottega, 

Falla andk e Falla anda a la ricca. 
Tenere gran vita, Trat tarsi alia gran- 
de; c in senso peggiore Sbraciiure, 
Shraciare a uscita, Scialacquarc. 

Lassa anda. Lasciar andare, Tras~ 
andare, Trascurare, Negligere, Far le 
viste di non vedere, 

Lassk anda. Spetezzare, V. ancbe 
Lassa corr in C6rr. 

Lassi anda on sgiafTon o simili, La- 
sciar andare un ceffone^ un colpo, ecc. 

Lassass andk .e Lassass anda gid. 
Trasandarsi, Trascurarsi negli abiti^ 
. nel vesUrC' 

Lassass andk del mangia. Perdere 
il cibo. Cibarsi poco, 

L*e andaa. E morto; per eufemismo 
Ne andb, S^ addormentb ; e comic, ^^n- 
db afore i fatti suoi* Andb di la o 
fra ^ue'piii o a babboriveggoli* 



AND ( 

Mangia bev e caga»e lassa chela 
vaga. y. Lassa. 

No anda ne iuanz n^ indree. fig. 
y. ladr^e. 

Sav^ fa a andagh adree a vun. Saper 
itndarea verso ad alcuno, II suo opposto 
dicesi Andare a contrappelo^ a ritroso. 

Se la va la va, se no la tu* pa- 
ftienza. S^ eUa coglie eogUe 9 se no a 
paJdre^ o vero se non coglie ^ nan 
m* imporia , me la rido — II Saccketti 
ne)Ia sua Novella 74/ verso, il fine 
dice iu qnesto significato. f* II mondo 
h s^nuto a tanto. . . . che molti dicono : 
lo non posso altro che acquistare; se 
non se ri twvede io me la abho ,ese 
se n^avifcdCf me la gabbo. 

Se la va a ciaccer, Pha reson lu. 
A chiacchiere egli h quel desso che ha 
ragione — Se la va a pugn, el foo 
axk, A piigni egli la perde meco. 

Semper insci no Tandari. Sempre 
non btd il mal dov* ^ si posa. 

Su quell'* and^. A quella Jbggia, Di 
quell' andare, Su quella taglia. 

Va on poo a caga. Escimi d' attor^ 
no, ranne via, fattene, VcC via ^ vi£y 
gocciolone che sei, 

Va on poo via 9 e per lo piu Oh 
va on poo via. Oh vacci scalzo! Oh 
. non pub essere! 

Anda (che icont dicono per lo piu 
And& in vceulu^ ^noi Anda attoi*na). 
Camminare, Andare in volta, Dicesi 
de^ bambini cbe cominciano a cam- 
minaccbiare. Per es» Quell bagaj el 
comenza a and^ attorna. Quel bambino 
zampetta o incomincia a camminare 9 
a andare in volta, 
Anda. Convenire. Bisognare. fooler esse- 
re. Per es. Andarav che ml Tavess 
ditt. Se io V avessi detto^ pur pure, 
L^ andarav faa. yorrebbe esser fatto, 
Anda. Compensare, Andare ( Bocc* nella 
nov. della Belcolore ). Per es. Vaga 
. vun per V olter. L' uno compensi V al- 
tro. SUa I* uno per I* altro. yada I' uno 
per I' altro. 
Andk. yestire. La va in ton. yeste alia 

moda, 
Anda. Appartenere, Spettare. Esser di 
dovere. Per es. La ghe va propri. Gli 
. spelta. Gli b dovuta* 
Kudk, yolerci* 



a3 ) AND 

Ghe va Unt? Ci vuol tanto? 

And^. Costare. 

Gosse gbe va? Quanto costa? 
£l par che gh' en vaga a lu . . . . . 
Pare che abbia ragion da vendere. 

Anda. Correre, Dicesi, parlando di de- 
nari o monele, deir esser ricevute o 
spenderecce. El tal danee el va o nol 
va. La tal moneta corre o non corre. 

kndk, Andare per passare, succedere. 
Per es. La va insci. Ka cosi, 

Anda on orology on molin, ecc. Andare. 

Anda on negou. Andare. Dire, Per es. 
Sto negod el va a cunt di creditor. 
Questa ragione dice nei creditori, I 
creditori Janno andare questa bottega* 

Anda si usa in moltissime altre Jrasi; 
si vegga sotto ai sustantivi o ai verbi 
co'^quali h in quelle Jrasi accoppiato. 

Andaa. Andato. 

Andaa. met. Perduto. Eovinato. Andato • 

Audada. Dirittura, 

Andadora. Andito* Corridoja ^ Androne. 

Andador^tta. Anditino, 

Andadura. Andatura, II modo deirandare« 

Andam^nt. Andamento, Corso. 

Andanna. Pedata, 

Andanna per Andadura. y. 

Andanna. met. Andamenii. Andatura. 
Condotta, modo di procedere, azioni. 

Andanna (Fen in), y. Fen. Dal fr.Andain, 

Andant. T. di MusLca. sost. m. Andante. 

Andant. ad. Andante, Facile, 

Andant. ad. Mediocre. Mezzano, Per es. 
Pass andant. Passo mediocre » cio^ nd 
afirettato ni tardo. Aobba andanta. 
Boba grossolana. 

Andassen. Andarsi. ParUrsi. Andare via, 
Andarsene, Andar con Dio, Farsi con 
Dio ; e cpm. Pigliar Vamhio. Ambulare. 

Andegh. Andito. 

Andeghee. Zazzerone. II Guadag. Poes. 
II. 184 dice in questo sig, Medaglione, 
Chi va all^antica — F^ P andeghee. 
Anticlieggiare. 

Andeghee per £ndes. y. 

Andeghera. Anticaglia, 

Andeghett. Anditino. 

Andemm. Andiamo, Voce del verbo An^ 
dare usata a mo^ d^ interjezione per 
Su via, Alto, O via, ed anche come 
voce di rimprovero che impone o 
silenzio o moderazione. Andemm e 
Audemm n^n. Finiamla, Sta forte ^- 



ANE ( 

Se in Ittogo di Andhnm dicesi e scri- 
Test Anddmm^ vale per Andatend; 
p. es. Andemm foeura di pee. Toglie- 
temivi d^ innanzi. Uscitemi d* atiomo. 
Andr^ja. Andrea. Nome proprio. 

Andreja stee su la preja. K Preja. 

A sauO Andreja monta el fregg in 
cardeja. r. Fregg. 
Andri6. Andrik, Andrienne. Teste don- 

nesca disusata da assai tempo. 
Aneda. Aniira* Anatra. 

Aneda fara6na. Anatra casarca? 

Aneda foppana. Anatra domestica, 
Cosi delta fra noi dallo starsi ne^ cavi 
{/opp ) presso le case ov* ^ comune. 

Aneda salvadega. Germano reale. 
VJnas boschas degli orniu 

Aneda stel6na. Anatra allettajtiola. 

Sotto questa specie corrono anche i 
varj Garganej 9 VArzadegh , il Morett^ 

• il Moreiton^ il Cazturon, il Coross^ il 
Coll longh, il Lagan o GemumoU^ ecc. 

• y. queste varie voci ai loro luoghi. 
Ineda. ger. Nanerbttolo. K. Sciabaldn. 
Anediscia. Anitraccia, 

Anedln. Anatrella, Anitrino. Anilrella. 
AneddiUAnatrotto, Anitroccolo. Anitraccio, 
Aned6tt. ger. Nanerbttolo. K Sciabal6n. 
Aned6tt. scherz. Anhddoto* 
Anell. Anello. 

Anell a grana. Anello granellato? 

Anell a la russa. • . . Anello di moda 

recente che si diversifica dai comuni 

per la molt a larghezza e convessita 

della lastrina circolare ond'i fatto. 

Anell de spos. Anello matrimoniale 
o sponsaliuon Fede? 

Anell faccettaa. Anello affaccettato. 
Da Tanell. Dare Vanello* Sposare. 

Giuga ai sett anej Fare a 

sfilare da sette anelli di ferro intrec- 
ciati fra loro una verghetta di ferro 
cbe e inviluppata nei medesimi. 
Anell. Campanella. Cerchio a foggia 
d* anello che s'^appicca alPuscio per 
picchlare. /^. anche Battiroed. 
Anell. Campanella. Quel cerchietto di 
fil di ferro cV e attaccato alle tende , 
portiere, ecc. per farle scorrerc. 
Anell avert o de (k pass^. Campanella 

aperta{*iosc, 9 Diz. artig.). 
Anell. Cattivello, Gruccia, QucUa specie 
d*anellone a cui e raccomandato il 
battaglio neUa campana. 



34 ) ANE 

AnMI • • . • Quella parte d* un torcluo 
di zecca la quale conforma il cordone 
(contomo) della moneta che si sta 
coniando. 

An^lla. s. f. Sp. di dolce, per 

lo pii!^ con rosolioy che ha figura di 
campanella o sia di cerchiello bislungo. 

An^lla. s. f. T. degrimbiancatorL . . • . • 
Cerchiatura di funicina rinforzata ehe 
serve a tenere annodato alia pertica 
il pennellone (/Te/t^// de blanch), 

Anellera. T. d^Oref. Miswra degli anelli 
(*tosc.) Cerchiello d' argento , ottone 
o rame, al quale sono raccomandati 
parecchi cerchielletti mobili dello 
stesso metallo, di grandezze diverse 
numerate per gradazione , ed un pa« 
rallelepipedo chiamato Tessera indi- 
cante la scala delle varie estensioni 
di metallo necessarie per formare 
anelli corrispondenti in grandezza ai 
cerchielletti sopraccennati. Gli orefici 
se nc servono per prendcre la mi- 
sura delle dita di chi conunctte loro 
alcun anello. 

Anellln. Anelletto, Anellino. 

Anell in dc tenda. Campanellina? 

Anellllt. 8. m. pi. Magliette. Quelle a 
cui si attacca la cigna di un fucile. 

Anell6n. Campanella, Orecchino d^oro o 
anche d^'argento, pendente nel grande. 
V Inauris latina. 

Anelldn. Anellone di ferro , bronzo 9 ecc 
Campanellone{j9Tg. Viag.). 

Anell6n per Asdn di campann. y. 

Anellondn •.•••. Grandissimo orec- 
chino. y. Anell6n. 

Anema o Anima. Anima. 

A Tanema. Fino alVamma, Grandis- 
simamente, estremamente. Vor^ ben 
a Tanema. Voler bene fino all'anima. 
Rincress a V anema. Dispiacere infino 
al cuore. Dolersi fino all* anima. 
And^ a T anima. Toccar il cuore. 
Anem d€ carton o che no gh^han 
n^ legg n^ fed. Gente di scarriera. 
Uomini presti a mal fare — In allro 
senso Anema de carton si dice a Per- 
sona crudele, dura, rozza, feroce. 
Anima di /eccio (^lucch.). Anima di 
sambnco {Pan, vi. 10). 

Anem del purgatori. Anime ptirgan" 
ti — Pari on' anema del purgatori .... 
Dicesi di una donna che per dolorc 4 



ANE ( 

rabbia, disperazione sia scapigliata 
e sciamanuala — Paren i anein del 

purgatori Cos! diconsi le im- 

biancature a strati irregolari) ihal- 
connessiy macchiosi^ e cosl anche le 
dipinture cattive; c cosi le persone 
€ui per timore o disperazione siansi 
rizzati i capelli in capo, 

Anema d''6ra. Ben mio. Cuor mio — 
Dicesi anche in senso di Persona di 
ottima natiira. Perla, Coppa d' oro. 

Aneina negra o persa. T. Negher. 

Avegh de P anima. Aver peUo, 

Avegh sett anem e Tanimin. K. 
Animin. 

Canta cont anima. Cantare con ani- 
iiia(Diz. mus.) o con espressione. 

0& Tanema a Dio. Render f anima 9 
cioe morire. 

Da Taneina al diavol. Dar V anima al 
nimico o al diauolo, cioe dispcrarsi. 

Da Tanema e el corp per vun. 
Dar la vita per alcuno. 

Dio ghe daga del ben a Tanema soa. 
Dio glijaccia pace alV anima ove egli 
h. Dicesi nominando qualche defiinto. 

Duu corp e on^ anenia sola. Essere 
due anime in un nocciolo^ Esser ani- 
ma e-corpo d' uno. Si dice di due 
intrinseci amici. 

Mangiass Tanema. Arrapinarsi. Stri- 
tolarsi. Rodersi il cuore. Scoppiar di 
rabbia, 

M^ padcr bon^anema. Mio padre 
di bnona mcmoria^ cioe defunto. 

Mettegh de T anima. Operare con 
forza. 

No se sent on' anema. .f^ e un ta- 
cere » un silenzio profondo, Non si 
sente un ziUo — No e restaa in ca 
on"^ anema. Non k rimasio in casa nh 
cane nb gatto — No passa on' anema. 
Non passa anima viva 9 nessuno. 

0mm che gh' ba dc Tanema. Uomo 
che ha coraggio, cuviv in petto , ccc 

Pcnsa a Fanema. Acconciarsi del- 
V anima^ Prepararsi alia morte. 

Senz' anema. Inanimato. 

Sona cont auima. Sonare con anima 
(Diz. mus.) o con espressione. 

Sona seiiz' anima. Sonar ciondolone. 

Torn a V anema in corp. Toniar 
V anima in corpo ; e bass. Pisciare la 
paura, RIpigliare il coraggio smariilo. 

roL I. 



a5) 



ANG 

Tra sCi T anema. Mecere I' anima o 
il cuore, Averc vomito gagliardo. 

Anema. Midollo.Midolla, II centro del 
legno. 

Anema Disco sottile di legno che 

si mette a gallcggiare in quel secchio- 
ne pieno di latte che si carreggia o 
trasporta da luogo a luogo , a oggetto 
che il lalte .stcsso diguazzi meno che 
sia possibile e non versi. I nostri lat- 
tivendoli lo chiamano comimemeute 
Assa; e ne hanno anche di piccioli 
che mellono per u glial fine ne' sec-, 
chiolini entro a' quali portano il latte 
alle case, e a qu^sti dan no il parti- 
colar nome di TobbihlL Per rispetto 
alio scopo va compagno al Pajoeu 
dcUe brentcn V, 

Anema de botton. Fondello. Aninuu 

Anema de la cassetta de scoldass i pee. 
Padellina{cosi I'Alb. enc. in Casseita), 

Anema di cann d'orghen. K. Animetta. 

Anema di ferr de soppressa. Anima.. 

Anemin o Aneminna. Animetta, AnimuC" 
cia, V, Animin. 

Anes. Anice, Anicio. Anace, 

Anesitt. Anici in camicia, Anici imbriU- 
tati. Gli anici coperti di zucchero o 
confetti — Pizzicaia d* anici. 

Aness e concss. Annessi e connessi, > 

Anfibi. Anfibio. 

Anfitcjater. Anjiieatro* 

Angal^tt. T. de' Falegnami. Augnatura, 
Ugnatura. Aunghiatura. Intaccatura a 
ugnatura — Dicesi Augftare o To-, 
gliare a quartabuono il tagliare 1' e- 
stremitk di due pezzi di Icgname a 
piano inclinato , a schisa , in tralice » 
per modo che , congiunti 9 facciano 
un angolo retto 9 una squadra. La 
nostra voce Angalett sembra corrotta 
dal francese Onglet di pari significata 
o dall'italiano AngoleUo^ o fors'ancha 
da Angol retto. 

Angaria. Angherta. 

Angaria. Anglieqare, Angariare, 

Angardn Specie d'ebano rossa 

cupo9 noto agl'intarsiatori. Credo che 
sia detto Santlalo rosso dai Toscani 
per confusionc col vcro sandalo rosso 
(leguo del Plerocarpus santalinusLin,)^ 
che e pero di un rosso meno cupo. 
Mi si assiciu'a che a Marsiglia sia 
dello Noison, 



> 



ANI ( 

iiager, Angela. V. Angiol. 
Ang^rln. Angiolino. AngioUtto, 

Audi in angerin • . . Dicesi deiran- 
dare uomini e donne a procession e 
cantando il Pange lingua e precedendo 
il clero nella festa del Gorpusdomini, 
Anger^tt. BamboccioUo, Bamboccio gros- 
fotto e fresco. Il nosLro Angerbtt si 
estende anche a denotare ogui hella 
creaUtra bofficiona^ paffula* 
Angerottell* Bamhbcciolo* 
Anginna, Angina* 
Angiol. Angela. 

Anik d^angiol. Andar a capello^ 
appuniinOf a pennello^ a corda^ a 
drammaf cioe nd piu nh meno. 

Andik d'^angiol. Andar di rondone. 
Andar bene» a seconda. 
Angiol sgraflignon. K. Sgra(Tign6n. 
Cantk d^angiolf Ballk d'^augiolf ecc. 
. Cantare come un angelOf ecc* 

Lavora d^ angiol. Lavorare con bUta 
S^msitezza. 
Pan d^angtoL y. Pan, 
Piasa d"* angiol. F. Pissa, 
Pitturk d"* angiol. Dipingere col fia* 
to — L* e disegnaa d" angiol. k un di^ 
segno Jinito coljiafo, 

Veslii d^angiol, f^estilo ad angelo, Di-> 
cesi di fanciullo vestito a quella foggia 
cHe si sogliono dipingere gli angioli 
custodi ; ci6 che si fa in occasione di 
\ processionit mortorj di fanciuUini^ ecc. 
-*— E iig. in modo basso per Ci^cch. f^ 
Angiolln. Angioletto. Angiolino, Angeletto, 
Angeluccio ; e parlandosi di donna 
Angeletta^ Angiolettat Angiolella, 
Angiolin • . . Sp. di tura usata nelle risaje 
e ne' prati marcitoj. F'. toUo Incaster, 
AngiolUt. y. Puvionitt(5d/7iare)f 
Angioloeu. Lo stesso che Angiolin t y* 
Angiolott, Bamhocciotto. V. AngerotL 
Angonia. Agonia, * 

Sonk r angon/a, Sonare a agonia, 
Vess in angon/a. Agonizzare, £ssere 
in agonia di morte. 
Angonia de la fera. y, F^ra« 
Anguria, f, Inguria. 
Angusti^s. Angustiarsi^ 
JLniin, Animo, 
Anima, F, Anema. 
Animal esclain. Capperi! Cospeito! 
Auitna. Animare, Inanimire, 
Auiniaa. AnimaU)^ 



A6 ) ANN 

Animfl. Animale — Bestia. 

Animal de TAfrica. F, Africa* 
Animal del pres^pi* y, Pres^pi. 

Animal per Porscell (mo/o^). F, 

Animalksc e Animalon. Animalone. 

Anim^tta. Palo. Animetta. Quadrello di 
biancheria finissima insaldata di cho 
si copre il calice nel celebrar messa 
dall* offertorio alia comunione. 

Animetta. LuneUa. Il reggiostia di UQ 
ostensorio. 

Animetta. T. de* Fabbricat. di organi. 
Animaijyiz. mus.). Quel pezzuolo dei^ 
tellato inferiormente che nelP interno 
della canna d^un organo viene con<- 
trepposto alia parte inferiore della 
boeca di essa e 6k forma al suono. 

Auimin a Animinna. Animetta, Animuccia, 
Avegh sett anim e Panimin ( che i 
contadini delVAlto Mil. dicono Avegh 
sett yitt e poei]^ el vittin). Aver le sette 
curatelleiLeggesi neirAllcgri a p. io6)« 
Dicesi di c][ii non muore si facilmente, 
e le pid volte si suol dire delle donne. 

Animo, Su via. F. Andemm. 

Anin antn. Ani ani. Voce con cui si 
chiamano a se le anitre. 

Anmi. Anch' io, lo pure. 

Anm6 o Ancam6, Ancora. Anche. Per 
es. Dammen anm6« Dammene ancora, 
Dammene delV altro -« In seuso di 
TliUora* TuUavia. Per es. Vanzi anm6 
on sold de ti. Fo tuUavia creditore d'un 
soldo da ie. Per on sold sont anmo 
quell o mi. Per un soldo son tuUora 
lo stesso ( e per questo modo di dire 
vedi la voce Quell) — In senso di 
Pur pure. Fia la. Passi e simili. Per 
es. Se r avess ditt insci 9 vorev anmo 
scusalh Se avesse detto a questo mo^ 
do 9 vorrei pur pure scusarlo, 

Ann. Anno 9 e ant, Annda. 

Ann de la discrezion. F. Discrezidn. 
Av^ di ann calcaa. Lo stesso cite 
Avh i so annitt, F. Ann^tt. 

Ayh i ann de la bajla* e poeu i 
scaliH del Domm, , . . , Si usa dire 
a colore che vogUono farsi pid gio- 
yani ch* e' non sono, 

Ave i ann de Noi. Aver piii anni di 
iV<7^ (Monos,). Esser assai vecchio. 

Ave minga di ann per nagott. Non 
esserci vissuto invano {Boccac. Giorn. 
6 procmio). CosI suol dire chi yuol 



ANN ( 

t>etim'adere altrui intomo a cliecclies- 
sia in forza della propria esperienza. 

Chi fa a s6 moeud scampa des ann 
de pit. y. Moeiad. 

Dli el bon capp d^ann o el hon 
prenripi d^anij. Dare it buon capo 
d' anno o i7 capo d* anno. 

£1 sar& la bontaa de quindes ann. 
V, BontAa. 

Fann e no fann Pi on tant Pann. 
*...•• Cosi sogliono rispondere i 
poltroni a chi li rimproveri del lore 
poco lavorare. 

Giugk t ann. V. Giugk. 

I ann van come van. . • • • . • Le 
annate corron triste. 

In d^on ann en p6 insc) nass di 
fonsg {che i coni. br. dicono In d^on 
ann se ne p6 voltll di foevj )••.•• 
Bisogna dar tempo al tempo; tempo 
viene X\ pa6 aspettarlo; col tempo 
e colla paglia matnrano le nespole. 
Tutte frasi aiRni al nostro V(^gare« 
ma non a capello // tempo adduce 
novitd, Jl tempo dd luogo a milU 
mutauoni come vale il nostro dettalo^ 

L^ann che ven. V anno /iiiuro o 
veniuro, V anno che uiene{CBTo Let. 
neg. II, i44). 

Ii^ann del diiu, el mes del mai. 
Me calende greche. A revedes9 Tann 
del duu 9 el mes del mai. J rivederci 
Me calende greche. 

L^ann de quest ann Neiranno 

corrente, nelPanno in cui siamo. 

L* h anni annorum che no V' hoo 
vist o parlaa o similL Son anni Do- 
mini che non w ho parlato^visto^ ecc. 

Ogni ann- en passa vun« Ogni di 
ne Pa un dX. 

On ann con Folter. Un anno per 
V altro. Di rimbuono. 

On ann I'e longh e Pi curt 

Modo di dire col quale consoliamo 
noi medesimi od altrui, parlando di 
cosa che abhia a durar V anno e che 
ai reputi o sia dannosa. E di fat to la 
durata del tempo ci sembra maggiore 
o minore secondo il piii o meno ac- 
corarsi che un faccia in tali casi* II 
nostro volgare finisce quindi nel con- 
cetto che il tempo Fugace ai lieti e 
per gli afflitti etemo. 
PortJi ben i so ann. r« Portk 



!I7) ANT 

S«ampa i ann de Noi. f", Noe* 
Anna. Jnna, Nome proprio* 

La dotta de sant^Annd • • 

CosI dicesi tra noi il pioverc entro 
i nove di susseguenti a quello in cui 
si celebra la festa di sant'^Anna* 
Peritt de sant'^Annat y» Perin. 
Persegh de sant'^Anna* y. Pirsegh* 
Uga sant*Anna. f^. Uga« 
Ann&da. jinnata. On'annada de 8oldo# LO 
stipendio d'un anno* V. Mezz^annada* 
Annavojiod {che anehe dicesi Innavo' 
)^nd o Inagojant O Inagojantemint ^ 
poci morte in cittd , ma tuUora vivo 
nel coniado). Disawedidamente. Invo* 
iontariamente •— Jlla cieca* A tastone* 
Annitt. Annuccio. 

El gVha i s6 annitt {che anehe 
diciamo El gh- ha di ann calcaa). Ha 
qualche annuccio. JE^ non i come I' uo* 
vo fresco nh d' oggi rii di jeri* -Si 
dice di chi i uomo d*etk« 
Anni annorum. f^. Ann. 
Annivers&ri. s. m-. Jrmiversario, Jnnuale* 
Abodin* ^. Liquor. 

Ansa(D^). Dar campo eA anche Dar at- 
dire 9 rigoglio^ baldanta^ ovvero Dar 
appicco o occasione difar checchessia* 
Ansiet&a. Bramosla* 
Ansi6s. Bramoso. Desideroso* 
Ansi6s. Trepidante, Ansio» 
Ant per And. f^. And e Aniell. 
Anta. Imposla, Intelajatura ^ per lo pii\ 
di legname, che bilicata o inganghe* 
rata serve a chiudere usci o finestre* 
Anta scura. f^« Scur« 
Ant religaa .... Cosl chiamansi 
certe imposte addoppiate* 

Ant snodlia. • • . I Ven^z. le chia:* 
mano Imposte a.iibro» 

Dk ai ant o Dk Panta. fig. rirar Is 
calze, Morire. ^« Cagar^tt. 
Anta. Sportello. L'^imposta di un armadio* 
Ant di orghen. Sportelli, Portelli* 
Ale. Alie. 
Anta(Rivk a P ). Inoecchiare^ e pro- 
priamente Toccare i quaranff atmi* 

« . < la stanta 

9 A f& pari de Test riirada a T anta | 
9 La je porta \vimA b«n tnce qnarantnn, 
m Chm BO j^'en casca on niafiead«tt de Tnn. « 
( B«). Son. ) 

Antana. ) T/di Gac* Bagna* Sorts di 
AntaaeUa« ) rete da ucceUare* 



ANT ( 

Antavegilia. AntivigUia. 

Anteatt. T. for. AUo anteriare o imtece- 
denie. Scrivono talani Si unisca agli 
antetUti^ e vale S^ unisca agli atti an- 
tecedently ovvero al processor 

Antecip^ o Antezipa. Anticipare. 

ADtecipaa o Antezipka. Anticipaio, (ne. 

Antecipazidn o Antezipazi6n. AnUcipazio" 

Antecoedr. Anticuore, In Brianza questa 
' voce dicesi per imprecazione: Ok Tan- 

• tecoeiir ! Oh diamine ! Oh malanno ! 
Antecrlst per imprecazione detto a per* 

sona. Lo siesso die Crist6ii. F* 
Anteflss . • . . Nome di quegli omatini 
' in sulla cornice dei cippi sepolcraii » 

• dei quali ne corrono tre o piii per 
ogni fronte di cippo — II Forccllini 
in Aniejixa li chiaraa Capitegole — 
Quando gli Antejiss sono due soli per 
ogni fronte diconsi dai nostri mai^ 

• morini Orecc. 
Antegrass. F, Grass. 

Antell. Dim, di Ant cio^ And. F", And. 

Antenna* Pennone* 

Antenna. T. de^Costr. Stile. AbeUUa. 

Abete rimondo e intero che serve 

alle fabbriche per formar ponti. /^. 

Speron o P^. Calcio k Smuss. SmuS' 

satura o Tagliaiura* 

Anteponn. Anteporre. Prejerire, 

Antesin, e per lo pit al pi. Antesitt. 
Agoncini di Como, II pesce detto Cjr- 
primts lariensis o Cjrprinus agone , no- 
vellino»che s^ imbandisce misaltato o 

. fresco. Forse cosl detto dal lido di 
Antisito sulla rtviera di Lecco 9 se 
per6 , come lascia dubbio il Cant£i , il 
lido non trasse il nome dal pesce. Il 
Porcacchi nella sua Nobilta di Como 
(p. 1 57) li chiama Agoncelli, 

Antictoera. Aniicamera, Nome della pn- 
roa stanza negli appartamenti dei he- 
nestanti, o delle prime stanze in quelli 
de^ grand! e nelle corti , ore si sta ad 
aspettare ammissione o udienza^ e ri- 
cetto de' famigliari o dei cortigiani. 
Secondo TAlb. enc. potria dirsi con 
voce inesatta Antiporta e fors^anco Hi- 
cetto J del che vedi la parola Antibagno 
nell^Alb. medesimo. 

Fi anticamera. Fare aniicamera. 
(Zanob.» Vanz., Voc. un.). Slare in an- 
ticamera aspcttando d'^essere intro- 
dotto a ndicnza; e fig. Aspettare. 



28 ) ANT 

Fa fa anticamera Fare 

aspettare altrui ncir anticamera ; e 
anche fig. Far aspettare checchessia. 

Servitor d** anticamera 

Quel servo die ha particolnre in- 
cumbenza di badare all* anticamera, 
annunziare le visite, ecc. 

Vessegh minga anticamera per vun. 
Non esser tenuto porta ad alcitno* 
Aver facolti d"* entrare ancorch^ non 
anuunziato. In questo sig. il Bracciol. 
( Sch. falsi Dei xv 9 7 ) disse A te non 
si ritien portiera, e il Guadagnoli (net 
Naso, sest. i5) yd pertuUo^per me 
non (f k portiera, 

Anticameretta o Anticamar^tta 

Anticamera poco spaziosa. II Lasca us6 
Anticameretta ,.ma in sig. di G&binetto. 

Anticipa, ecc. V. Antecipa, ecc. 

Antifona. Andfona. 

Antifon2iri. Antifonario. 

Antigaroent. Anticamente. 

Antlgh. Antico -> Antiqualo - Antigh come 
el caga a brasc. Piii antico del brodetto. 

Antighit^a. Antichita, 

Antighitaa. Anticaglia. Nome generico 
di cose antiche. 

Antigutt. AttempatoUo. Antico anzi die no. 

Antimoni. Antimbnio. 

Antin. s* m. e per lo piu al pi. i An tin 

Telajo di' legno sporlellato 

che si mctte alle finestre onde chiu- 
derle con velri, carta o tela per di- 
fendersi dal freddo o dal sole senza 
abbujare la stanza •— Antin dc cristall 
o de veder. Imfetriata, Ins^etrata. ye- 
trata. Felriala — Antin de carta o 
de til a o de stemegna. Impannata, 

Antinna. Sportelletio. Dim. di Anta. y. 

Antipast. s. m. pi. Antipasti. Le prime 
vivande che si mettono in tavola, le 
quali in Toscana diconsi Cominci dal 
voJgo, e dalle persone civili Frincipii. 

Antipategh. Antipdtico, 

Antjpatia. Antipatia. 

Antiport Specie d^imposta leg- 

giera che serve ad appartare Tuna 
diiiraltra le stanze di una casa e a 
difcnderle dal vento. Talora anche 
air uscio da scala > che pur suol avere 
imposta a bandelle e catenaccio» si 
antepone o si pospone un antiport 
con impostatura o tutta di tavole o 
dal mezzo a terra di tavole, e dal 



ANZ ( 

mezzo airinsilk a Tctriata. VAntiport^ 
e specialmente quest* ultimo « ^ da 
dirsi Usciale o Paravento coi diz. ; 
ma il Tom. ne' Sin. p. 96 ne fa gran- 
. dc richiamo 9 e vuole che nel par- 
lare odierno del Toscaai non si co- 
noscano pii\ que'nomi in cosi fatto 
significato. Quel passo de'Sin. per6 
non e piano affatto; quindi i lettori 
se la intendano di prima mano con 
esso — J^Antiporia dei diz. vale Ve- 
stiboloy atrio o stanza che s' inter- 
pone fra scala e scala <— V* ^ clii mi 
assicura che i Fiorentioi d^oggi di- 
cano la Porta cosi come i Francesi 
chiamano Portes-vertes quelli che noi 
chiamiamo Antiport de bajetla, 

Antiportin. Dim. di Antiport. y. 

Antiquari. Antiguario, Golui che attende 
alio studio delle cose antiche — Me- 
daglisia dicesi chi raccoglie e stadia 
medaglie antiche. 

Antiquari. fig. Zdzzerone. y» Andegh^e. 

Anton. Acer, di Anta nel prima sig. V* 

Anton. Porte. Portoni(A\h,' enc, in Soste- 
gno). Que^tavolati d^un sostegno(co/tra) 
i quaii chiusi imbrigliano le acque 
d'^un canale navigabile, e aperti danno 
loro il passo ; le cateratte dei sostegni. 

Antoni. Antonio* Nome proprio. 

A sant'Antoni on^ora bonna. f, 6ra. 

D^on sant^Antoni fa on sant^Anto- 

nin. Far d* una lancia un zipolo o un 

ptmieruolo, Ridurre il molto al poco. 

Pocch danee pocch sant^ Antoni. K. 

Dance. 

Veas minga sant'^Anloni 

Non poter fare cose al di Ik delle 
forze nalurali delFuomo. 

Antonin. Antonino. Nome proprio. 

D'*on sant** Antoni fa on sant^ Anto- 
nin. y. Ant6ni. 

Antresol Quel mezzado o mez^ 

zanino che h fra il pianterreno e il 
primo piano de'palazzi. Dal fr. En- 
tresol, y. Mezzanln. 

Anualitaa. Trihuto o Fitto anniiale. Quo- 
ta annua* Jiendita o Peso annuo* Pen- 
sione ttHnuaria. 

Anzanna. Alzaja. Fune che attaccata ai 
nayicelli serve a condurli contr^acqua 
-» Colui che a piedi o a cavallo tira 
la fune cosi detta viene altresi chia- 
mato Alzaja Elcituio Bardotto, 



39) API 

Anzi^nnn. Ad. di Strao. y. 

Anzian. Anziano — Per Lanzian. y* 

Anzianitaa. Anzianita. 

Aoir. y. Off. 

Aoppa. T. de^Cacciat Fare il 

grido a-oiip per chiamarc a se i com- 

pagni di caccia. Dicono anche Oppd. 
Apalt. Appalto. 
Apalt^i. Appaltare. 
Apalt^a. Appaltato. 

Apaltad6r. Appaltatore. Imprenditore, 
Aparati. s. m. pi. y* Revestii. 
Apartam^nt , Apartamentin* y* Parta- 

ment) ecc 
Apell. T. mil. Cliiamata. Cerca — Nei diz. 

Appello e ter. del giaoco di pallamaglio. 
Fa r apell. Far la chiamata dei sol- 

dati. Far la cerca, Chiamarli tutti ad 

uno ad uno , per riconoscere.se . ne 

manca alcimo. 

Yess present a T apell* Trowu^si 

alle cerche. 
Apei*tiira. Ernia — Apertura al bombo- 

rin. Ernia ombelUcale — Apertura in 

d^on varch. Ernia inguinale, 
ApetU Appetire. Appitere^ 
Apelitt. y. Petilt. 

Guzza Tapetitt. Accendere Papffetito* 
L^apetitt r^ la salsa pu bonna 

che ghe sia. Appetito non vuol salsa. 
Api. Ad. di Pomm. y. 
Apian. Piano, y, Piin( avverbio). 

Chi va apian va san. Pian piano 

si i>a sano o hen ratio, A passo a passo 

si va a Roma* 
Apis. Lapis. Matlta. Amadta. Noi distin- 

guiamo i lapis anzi tntto in Apis e 

Pontinn (per questc ultime si veda la 

voce). I primi poi si suddistinguono in 
Apis con legn • . Lapis 

fermi in cannucce quadratic o tonde, 

lisce o invemiciate, alcune delle quali 

tutte d^ un pezzo , ed altre dette 
Apis a. coliss che hanno il 

lapis in una listerella di sc 9 mobile, 
> che %* allunga e accorcia a piaccre ; 

e di questi nc sono 

Apis a coliss sempi. .... coA un 

lapis solo 9 ed 

Apis a coliss doppi con due 

listerelle mobili , Tuna con lapis nero* 

Taltra con lapis rosso. 

Apis senza legn Matita 

semplice qual viene dalle cave o dalla 



APR ( 3o 

fabbrioe* di yarj colon, coma bianchi, 
neri 9 ecc.y e specialmente 

Apis carbonzin. Matita nera. Spe- 
cie di grafite ; minerale. 

Apis piombin. Matita piombina^ 
di compositione. 

Apis ross. Sanguigna. MatUa ros^ 
ja; minerale. 

Apis de legnamee. . . • Specie di 
matita con entro la piombaggine^ e 
assai pii\ grossa dei lapis comuni. 
Canna d^apis. Matitatojo, ToccalapU. 

Aplic^. Aspirate ^ e col Fag. nell^^monte 
esperim. III, i3 Applicare — - Talora 
anche Esibire. Prqfferire, 

Aplic^ss. Applicarsi a checchessia. 

Aplicazidn. Applicazione. AppUcaiezza, 

Ap6gg( Cadrega d*"). Sedia a hracciuo- 
/i. y. Poltr6nna. 

Ap61ine( Mangia in). Stare in Apolline 
o in Apollo. Mangiar lautamente e di 
buon gusto. 

Ap6nt. Appunto. Per I' appunto. A ca' 
pello. Di certo. Come di pepe. Giusto* 
Oh apont! Siil proposito. A tal pro- 
posito. Ora e/ie mi nsowiene. Oh non 
me ne ricordava. Per P appunto, 

Apontam^nt. Appuntamento, y. Randevd. 

Apontam^nt. Assegnamento, Onorario* 
Paga, Salario, 

Apds. Dietro, Dopo. Quasi dal Post 
de^Latini. Per es. Apos a Vnss, Dietro 
Ptiscio* Dopo Vuscio — Nella Valle di 
Rovagnate e in qualche altra parte 
della Brianza pronunciano Apeeus. 

Ve minga cbi apos a Ttiss. E* non 
k la via dell'orto. 

Ap6sit. Opportuno. Acconcio, 

Apositam^nt. Apposta, A posta, Apposta- 
tamente. F. Posta. 

Aposta. y. Posta. 

Apostol. Apostoh, Appostolo, 

Aprensi6n. Apprensione, Apprendimento, 
Quasi timorc. Mett in aprension. Dare 
apprensione. Mettere in apprensione. 
Mettes in aprension. Stare in appren-* 
sione. Apprendere. Sospettare. 

Aprett. Cartone. Lustro che si da ai 

cappelli , alle tele , ai pannilani, ecc. 9 

cosl dctto fra noi dal francese Apprdt, 

Dk Taprett. Dare it cartone* iiin- 

eartare* 

Scnza aprett. Senia cartone. Senza 
eolia, Senza gomma, Gli ultimi due 



) APR 

fi nsano pi{i particolarmente parlatH 
do di cappelli e di tele. 
Apretti. Bincariare. y. Aprett(Da T). 
April. Aprile. 

April dolce dormir Dett. di 

cbiaro sig. e d^antica data. Di fatto 
anche in un taccuino volante atampato 
in Milano per Panno t533 da magi« 
stro Vincenzio da Meda che stava per 
mezzo il campanil de san Setro {Sa-^ 
tiro ) leggesi sotto il mese del TaurtC: 

tt lo son aprile del dolce dorniire 

M Fra fronde e fiori e belli vcelli 
aldire (cioh udire)«i/ 

April gnanch on fil, Magg adag, 
Giugn poeu fa quell che te yosa.Quando 
il giiiggiolo si veste e tu ti spoglia^ 
e quando ^ si spoglia e tu ti vesti -— 
Anche i Provenz. dicono En Abricm 
ti delouges pas d'un ficeu^ che vale 
In aprile non ti spogliar d'unjilo* 

April n^ha trenta, e se piovess 
trentun , farav dagn a nissun. Aprile 
una cocciola per die. April piovoso 9 
maggio pentoso , €mnojruttoso{^onos.) 
Prov. denotante che d^ aprile Pacqua 
h sempre giovevole alia campagna. 
Abrueu a trento; quando plceuria trento 
et un^farie maul en degun dicono 
anche i Proven zali. 
Aproeuf o Aproeuv. v. cont. Appresso, 

Aproeuv a pocch. Presso a poco* 
A un dipresso {propemodo ) — Notisi 
pero che il nostro Apnrtnf^ comune 
anche ai contadini bresciani , berga- 
maschi 9 genovesi » cremonesi , ecc. 9 
non ha mai il signiflcato di Diettv 
(post) che parmi abbia nel verso gS.* 
del canto i a.* dell^ Inferno di Dante, 
il modo awerbiale A pruovo (per ap^ 
presso 9 apud) che la Crusca di prima 
edizione registro per rispetto al gran 
poeta. Quel verso polrebbe si essere 
tradotto dai nostri contadini per Denn 
pun di pceust che podem nagh adree , 
ma non Denn vun di poeust che podem 
nagh aprceup^ poiche non a^fianchi di 
Nesso ma dietro lui e cosa naturale 
che s''avessero ad avviare Virgilio e 
Dante se avevano a camminare per la 
sicura. Ora VA pruovo di Dante pfr- 
mi si traduzione lombarda deiritalia- 
no AppressOy ma nel solo significato 
traslato di Dietro^ Jndij Poi come ita 



ARA ( 3i 

nei proveoztl^ ^prob 9 non in quello 
del latino Prope da cui Teramente 
pare ereditato il nostro contadinesco 
Aprceuv che in alcune parti , come 
nel Biistese, e delto Da prceugo con 
anche maggiore afiBnitit coU'*^ pruovo 
di Dante. 

Aprovii. Approi^are. 

Aqua, Aquarella, Aquist, eee. V* Acqua, 
Acquarclla, Acquist, ecc. 

Aquila. jiguila. Uccello noto. 

Gastelif aquila e Icon hin arma per 

tutt i can Ion Dett. che si usa 

per indicare come siano comuni a 
moltissimi gli stemmi gentilizj nei 
quali entrano tali figure. 

Fasoeu de T aquila. /^» Fasoe^i. 

V e minga on^ aquila. met 

Cio^ non ha grandissimo ingegno, e 
di mediocre ingegno. 

Sgarl Yosa come on* aquila. GW* 
dare a testa, Anche i Francesi dicono 
Crier comme wi aigle. 

Aquilin. Ad, di Nas. y. 

Ara {e com, al pi, i Ar) per Ala. F", 

Ara per Aria. y. 

Ara. T. d^Agricolt. Arare, Lavorare il 
terreno coll'' aratro '— V arare prende 
Tarj nomi secondo i modi e i tempi 
in cui si fa, cio^ a dire: L^ arare per 
la prima yolta dicesi Fendere. Rompe- 
re, Dissodare, V arare per la scconda 
volta Jiiscuotere(hzsiri), L^ arare per 
la terza volta Terzare, Bifendere, L'^a- 
rare per la quarta volta Inquartare* 
Harare incrociando i solchi gia fatti 
Intraversare, 11 passar P aratro sulle 
coste o sui lati della porca dove fu 
la semeute I'anno prima Costeggiare 
o Arare in casta, 11 tomare ad arare 
Tarato Biararc» L** arare col coltro 
Coltrare, 

Araa. Ardto, 

Araa. Aratro; idiot, e cont.^na<oto; e ant. 
Ardto, Strumcnto col quale si ara la 
terra. L^ aratro nostrale ^ pid com. 
ad un'^orecchia sola, e dicesi da noi 
Scilbria, Vedi sotlo questa voce i no- 
mi delle parti ond^e composto. 

Ara bellira , Voci usate dai ra- 

gazzi in alcuni loro giuochi come 
segue: Per es. nel giuoco di capo a 
jMScondere qualora siano in due soli 
rceitauo questa cantilena: 



) ARA 

Ara belara 

De »es a comara 

De Tor e del fin 

Del comarin (o del cont Marin) 

Strapazza bordocch , 

Dent e fceura trii pitocch, 

Trii pessitt e ona mazzoftura; 

Quest"*^ dent, e quesO^ foeura} 
e alternando un verso per ragazzo, 
additano , nel dire T ultimo, quale dei 
due debba aj^dare a nascondersi e 
quale ricercarne. Se sono in piii di 
due sostituiscono M Ara belara que* 
st'altra cantilena: 

Pan vun, pan duu. 

Pan trii, pan quatter. 

Pan cinqu, pan ses. 

Pan sett, pan volt, 

Panigada e pancott. 
Mi si assicura che i ra gazzi lucchesi 
nella medesima circostanza dicano a 
questo modo: 

Pan uno , pan due , 

Pan tre » pan quattro , 

Pan cinque^ pan sei^ 

Pan setiCf pan ottOf 

Casca in terra, e fa un boUo 

Come un bel salsicciotio ; 

Cenci cenci ratioppad 

Comperati in stracceria^ 

Comperati in pelleria^ 

Comperati in becdieria, 

Salta fuori o ladro o spia. 
La nostra Ara belara de ses e coma- 
ra (e^immatica per tutti noi, e forse 
anche pel nostro Porta che perci6 
egregiamente la sostitui al dantesco 
Pape satan Pape satan aleppe ) trov6 
un illustratore nel ch. Defendente Sac- 
chi il quale ne fece una briosa No- 
vella per un almanacco del i83a» da 
cui il sig. Gio, Ventura trasse sog- 
getto d^un Dramma che intitol6 Ara 
ecc.9 o sia il Bavvedimento del conte 
Tommaso Marino. Milano , presso Car- 
lo Vcrmiglio, i853. 

Arabolan. v. br Sp. d' uccello ? 

Aragdsta. Alitista, Astaco, Locusta di mare. 
Quel gambero di marc grandissimo 
che e detto Cancer astacus da"* sist. 
Aralda, £rba nalda o a/viWa (Targ. 1st,). 
£rba detta Digitalis purpurea da'' hot. 
Aras. Colmo, Straboccante, Anche gli 
Spag. dicono in questo seu&o Arrasado 



ARB ( 

— Parlandosi di misure A raso , cio^ 
a misura rasa, spianata, pareggiata. 
Aras aras o Pien aras. Pinzo. Pieno 
e pinzo , e col Fag. nel Conle di Bw 
cotondo 111, 1 5 Pieno pinto. Jrcipic-' 
nissinto, 

Aratori. Lavoratio, Lavoraiivo. Lavora- 
tojo, Aggiunto di terreoo, campo, 
podere che si usi lavorare coiraratro. 

Arbarella. Alberello? Specie di vaso di 
vetro ritondo e di j^iii grandezze ad 
uso di tenerci dolci, frutta in con- 
serva e simili. 

Arbaroeula. Ciriegiaolo. Ciregiuolo. La 
pianta cosl delta Prunus avium dai 
hot. di cui la specie duraciua dicesi 
aUegia duracina o morajola. In qual- 
che parte dell'' Alto Mil. la dicono 
onche Galbtnna (nome che altri ser- 
vano pel frutto di cssa), e la pon- 
. gono tra 1 filari delle Yiti a sostegno. 

Arbarott. K. Beolin. 

Arbej. Cosl dicono nelVAlto Milanese e 
sid rerbano i Piselli. f^. Erbidn. 

Arbicoccli. Albicocco, Albercocco, Armel- 
lino. Albcro che produce le albicocche. 
£l il Promts armeniacaXAnn. 

Arbicocch . Albicocca.Bacocca.Albercocca. 
Momaca. Armeniaca. Frutto deir albi- 

Arbtj. y, Erbion. (cocco. 

Arbioeii. V, kXhiot^. 

Arbion. f^. Erbion — In sig, di Taccola. V, 

Arbiti'^ri. Di arbitrio. Di capriccio* 

Arbitrkss. Agire ad arbitrio. Torsi licenza, 

Arbitri. Arbitrio. Capriccio. 
Pan d' arbitri. r. Pan. 
Toeuss di arbitri. Operare a capric- 
cio , di sua volonta^ ad arbitrio ^ e 
sch. di propria cortesia. 

Arborkri. r, Erborari. 

Arboree (o Alboree) Sp. di rcle 

che si adopera nella pcsca di quel 
ciprino che chiamiamo Arborellu* r. 

Arborella (c/ie anc/te dicesi Alborella o 
Alborinna o Albora). Pesce argentino. 
VAble o Ablette de'Francesi. Il Cj" 
prinus albor ddlo Scopoli. I^sciolino 
che, cotto, ha deir amarognolo. 

Arborinn per Erborinn. K, 

Arbor imperial ( Giuga a ) Specie 

di giuoco, oggidi poco usato, che 
si fa colle carte da picchetto. I Fr. 
chiamano qucsto giuoco V Imperiale ^ 
e ne distinguouo piu specie, conic 



3a ) ARC 

Imp^riale toumde , Impiriale que Von 
fait tomber^ ccc. 

Arbosell. v. cout. br. Alberetto. Arho- 
scello. Arbucello, Arbuscella. Arbusco. 
Arbuscula. AHfiiSCulo — I conladini 
brianzuoli usano anche Jrbosell per 
Castagnuolo. K. Elbor. 

Arbusell. Albero della barca. £ voce dei 
nostri laghi, e special, del lariense. 

Area. Area. 

Pari Tarca de No^ Si dice 

per ischerzo di quella casa i cui pa- 
droni amino vcdersi intomo quantity 
d'^uccelli, cani, gatti, ecc. I Fr. di- 
cono Cest I'arc/ie de iVb^, il y a touU 
sorte de betes di quella casa dove al- 
loggino parecchi pigicMiali; e anche 
tra noi si sente usare da taluni in 
questo senso il detlato medesimo. 

Vess r area di inincion. Essere I'ar- 
cigranellone , Varcicotale , wi arcigoc- 
ciolone. y. Badee. 

'S^^s on'^arca de virtu, de sapicn- 
za^ ecc. Essere un* area di scienza 
(Fag. Vast, bal. Ill, la^ Guad. nel 
Naso^ sest. i6). Essere sapientissimo 
o scienziatissimo. Essere grandissimo 
savio in molie scienze* Essere virtuo- 
sissimo. 

Area. Area scpolcrale, p. es. L^arca de 
san Peder marter in sanC Eustorg. 
L'arca di san Pietro martire nella 
cliiesa di santo Eustorgio. 

Arcada. Arcale. Arco. y. Arch. 

Arcada. Arcovata. Serie di piu archi. 

Arcadi. Chiasso. Romore. Si usa anche 
in senso di Spu^lL V, 

Arcangiol. Arcangelo, 

Arcane, sost. m. Segreto. Arcano, 

Arcari. Lo stesso che Arcadi. y 

Arch. Arco. Arcale. y. Arcada — L'' al- 
tezza mas&ima di esso dicesi Jligoglio 
o SJogo ; la curvila Sesto ,• la curvita 
interna ne' ponti Imbotte. 

Arch intregh. Arco di tutlo sesto o 
inteio o ili mezzo tondo o di piaito 
fcrmo. Quello che ha per corda il 
diametro del cerchio intiero \ arco di 
mezzo cerchio. 

Arch acutt. Arco acuto o composto 
o in quarto acuto. Quello risultante da 
due archi scenii che nel congiuiiger.si 
iulcrsrcaudosi fanuo uu arco ucUa 
sonunita* 



ARC ( 

Arch zopp. Arco scemo, Quetlo cbe 
ha una corda minore d'^un diametro 
del cei*cliio^ quello che ^ meno di 
mezzo cerchio. 

Arco a rottura, QucUo che 

si fa nello strombare un muro aper- 
tosi e cbe ivi rimane nascosto. 
Arco affbgato, . 

Arcb. Arco. Arco trion/ale, L^Arcb del 
Sempion. L'Arco del Sempione, 

Arcb di zij. Arco o AroonceUo delle cigUa. 

Arcbett. Cassetia, Arcuccio^ Quel sottalzo 
di vimini cbe si mette nella cuna ai 
bambini per difenderli. Nelle cuUe di 
ferro c delto piii eom. BqffhU o Bo/- 
feiiin. V. 

Arcbett. Sadppolo. Arco da pallotiole. 

Arch^tt. Arco. ArcheUo ; e poet. Piettro, 
Baccbetta di legno soda ma elastico 
da^ cui due capi e teso un fascelto di 
circa cento crini di cavallo , col quale 
si suona la viola, il violino, il bas- 
setto ed altri strumenli da arco. 

Sedul. Seiole ^ Beccb. Nasello. » 
Impugnadura. BieUa. 

Arcbett. T. d'^Agric. Mergo. Cosl cbia- 
masiquel tralcio di vite cbe, a modo. 

■ d** arco 9 mezzo si lascia sot to, e mezzo 
sopra terra — Propaggine. 

Arcbett. ArcheUo, Cosi cbiamano gli arte- 
fici una «pranghetta di ferro o d^ ac^ 
ciajo o d''os8o di balena immanicata, 
alia cui estremit^ k fermata una corda 
di minugia con cui si fa girare la 
saetta del trapano. 

Arcbett. Arclietto. L'^arco del cosi detlo 
Violino degli Scultori. K. Viorin. 

Lama. Spranghetta-^lame (fr.) » Ma- 
negb. Mtmieo^paignde{ir.) » Vil. T'ite 
»: Mascarizz. Corda o Maschereccio. 

Arcbett (e piii comunemente al pL Ar- 
chitt). Archetto. Baccbetta o Bastonc 
picgato a modo d'^arco, nel quale da 
una parte si ferma nna verga nella 
cui fessura si pone T^sca per pigliar 
uccelli -^ i^ una specie d^ arcbetto 
ancbe quel laccinolo cbe piii parti- 
colannentc cbiamiamo Spiringon. V, 
Mett gio i arcbitt. Tendere gli ar^ 
chetti agli uccelUni. 

Arcbibusa. ArclUbugiare. Giustiziare ar- 
cbibugiando. 

Arcbitett. Arcliiteito* Archilettore, 

Arcbit'jttura. Architettura, 

yoi. I. 



33 ) ARE 

ArcbitHiV* ArclUtrave* 
Arcbitravada. Jd, di Cornis. A^ 
Arcbitt. s. m. pi. T. de' Carrozz. Archi, 

Quci pez2i di legno cbe sono posti per 

la lungbezza del cielo delle carrozze. 
Arcbivi. Archivio, 

Mett in arcbivi. Arvhiviare, 
Arcbiviett. Dim. ^Arcbivi. y. 
Archi vista. Archivisia. 
Arcidiacon. Arcididcofio, 
Arciducca. ArCiduca, 
Arciduchessa. Arcidiichessa. 
Arciducbessinna La figlia delT.ar- 

ciduca fin cbe e ragazza; e .cosi 
Arciducbin ...... II iiglio dell^ arciducA. 

Arcipret. Arciprete. 
krc\yescoy».Arcivescovo, 
Arcivescovaa. Arcivescovado* 
Arcobalenno. Arcobaleno. Iride, AraK 

Arco celeste. . . 

Arcoi. 8. m. pi. Lo sitesso che Falcor. K. 
Arcun. T. de"* Forna}. Area. Quella specie 

di gran madia in cui tiensi il pane 

cotto o.la farina. F'. Marnun. 
Arco V a. Arcba. Alcbva. Alcbvo; e lalork 

ancbe Camerella? 
Ardent. Ardente. f^eementem yioienio. Fie- 

. rament^ commosso. 
Ardent. Focoso. Impetuoso. Ardente. Inir 

paziente dicesi del cavallo. ./. 

Ardentell. Ardentello. Andentetto, 
Ardenza. Ardenza. Ardore. ^eemenzau Fa 

mett in ardenza. Le^/ar in ardenski*, 

Mettes in ardehz^. Xevarsi in ardenza* 
Ardiment. Ardire. Ardimento. 

Trema d" ardiment. r. Trem»^ 
krdhneaios. Ardito. .Atidace. Temerario; 

e talora smche. Atdimenloso^ 
Ardion. Ardiglione. Quel ferruzzo appi^n^ 

tato cbe e nelle fibbie per serrarle. 
In nrdion. Inassetto* Inamese. In 

ordine. In appunto. A concia. In coneiol. 
Mettes in ardion. Metlersi in dsseUoi, 

in /ippunto , in arnese , in online. . 
Ared. Foce {afin^ di aig» all'aosUwa 

Curare, ed anche se vuolsi alia Kqda 

ital,) la quale. ^ usatajra noi ^oltanio 

nelle seguenti Jrasi .' 

Aye o Fa poccb ai*ed. Mendere.poao, 
Ave o ¥k ared o .sosseim arcd. Hen- 

dere molio. Tomare copioso ^ ^Ufboi- 

dante. La me fa ared. Mi proJUta,- 
Ave nianob ared. Render meno. FnU- 

tar mono. 



ARG ( 

Ar^lla. Graticcio, Canniccio. Dicesi da 
alcuni fra noi alle tavole da hachi 

. piu com. chiamate Tavol per i cavaUr. 

Ar6nna (e piii com, fra gP idioti la Ren- 
n^).Ardna,Anfiteatro» Questa voce an- 
tra anche a comporre il tiome d"* una 
conlrada della nostra citta, cio^ f^ia- 
renna, cosi detta perche antichissima- 
mente ivi era un* arena. 

Ar^nt (e cont. Aproeuv). Rasente, Presso, 
Appresso. Da presso, f^icino* Da vicino; 
e con V. a. dis. A randa, A randa a 
randa. Pare sincopato da Aderente, 

Ares. V. cont. lArice* V, Lares. 

%Arest. Arresto, Presura^ Cattura. 

Aresta. Arrestare. SUiggire. Catturare. 

Arestaa. Arrestaio, Staggito. CaUurato. 

Ar^tigh. Idioiismo per Eretegh. F. 

Aretraa. s. m. pi. JrretratL Frutti de- 
cors! e non pagati ; i Beliqua latini. 

Aretraa (Vess in). . . . Avere dimolti 
conli, di molli lavori o-di molte scrit- 
ture che aspettano spedizioneiaverle, 
per cosl dire , but tale dietro le spall e. 

Argaa a Argant. Lame arga/2(^(ior.). Spe- 
cie di lume cosl detto , io credo 9 dal 

- noine del suo.inventore. 
Arganin o Argantia. Dim. d*Kvgkn, V, 
Argen. V* Ar^in. 

Argenin Il ciglione delle porche 

nelle.risaje^ e laripa dc^fossatelli dei 
i praii marcitojt > ' 
Axgent. Argento. 

: Argent brus&a. Gi/ki« 
Argent matt. Argento Jahi}* 
Argent neglier. F* Negher. 
Argent plaohe. F, Plache. (cio. 

Argent tilaa. Canuiiglia, Argento ric- 
Argent. Moneiahianca. Dicesi della mo- 
. neta d'' argento 9 a distinzione di quel- 
« la di raine o d' oro. 
Argonteri* Argento* Argenleria, GU argenii. 

Argentin. sost. m Specie d'^arenaria 

(moldra) di colore turchiniccio. Predo- 
.< mina inessa il calcario e n^ e base il 
. quarzo; scarse sono le parti micacee e 
• sabbioae. J^ di versa dalfarenaria comu- 
ne {molera o comeUdu ross): serve co- 
.• mequcUa per modanature di fabbriche; 

- ma in parte -^ anche lavorala in coti 

- da afiUare i ferri, le quali riescono di 
buona tempra e moLto riccrcate: se uc 
iatmo pui'e canape da giar.dino, cippi? 
capitelliy ecc. Molta se ne trova spe- 



34) ARI 

cialmente nelle cave di Vigan6 ove ^ 
detta anche Sass argentin e Cometton 
bianch — ^ La Pietra serena dei Toscani 
^ affine a questa nostra arenaria che 
e una vera Pietra cerulea plumbea o 
plumbaria — y. anche Molera. 

Argentin. sost. m. T. de'^Coronaj. iSa/- 
taleone, Filo, Quello in cui a"* iniilano 
le avenunarie^ i paternostri, ecc. di 
una corona. Alcuni fra noi lo chia- 
mano anche Fil de Bologna, 

Argentin. ad. Argentina, Arzentino — 
Vos argentinna. Son argentin. Foce 
argentina, Suono argentino — Color 
argentin. Colore argentino. 

Argentviv. Argento vivo, Mercurio, 

Avegh r argentviv adoss. fig. Aver 
P argento vivo addosso; e pari, di fan- 
ciulli anche Essere tin nabisso ^ un 
Jrugolo 9 cio^ non istare mai fermo. 
Il MorelU nel suo Gentiluomo istruito 
us6 Essere merciuriale in questo sig. , 
c PAlb. enc. not6 la frase^ ma essa 
mi sembra poco felice. 

Arghen. Argano, Ve ne sono d' orizzon- 
tali e di vertical! ; quello della prima 
specie mi si assicura detto volg. iu 
Toscana, e spec, a Lucca, Omo morio, 
Voregh i argin per Hi quajcossa.iig. 
Volerci gli argani a. far checchessia, 
(Fag. Mar, alia moda 11, t). Far chec- 
chessia iirato coll' argano o a forza 
d* argani, 

Arghenun Grand^ argano. 

Argin (idiotismo). Argano. F, Arghen. 

Argin. T. de'^Pastaj. Arganello. CilindrO 
col quale il past a jo , girandolo » stri- 
gne le paste nelle loro forme. 

Argin. Argine ^-^ Per Argenin. F, 

Argina Assetlarc le ripe de** fos- 

satelli d^ uu prato marcitojo in modo 
che r acqua possa traboccar pari co- 
me velo a ijaacquare ogui parte del 

. .prato stesso — In gen. Arginare, 

Arginadura Livellazjone de^fos- 

satelli adacquatori de** prati marcitoj 

— In gen. Arginatura, 
Argoment. Argomento, 
Argui. Arguire, Argomentare, Inferire, 
Ari. Aria, y. Aria. Questa voce cosi 

tronca e da noi compenetrata in una 
sola voce avverbiale 9 cige in Alari. F, 

— I Brianzuoli 1* usano nelle frasi 
Cccur content e strasc a rari./'^.Strasc. 



ARI ( 

Pcrd Tan. Perdere Porizzonie. P. es. 
El gatt Pha pcrs Pari c el se ved pu. 
11 gatto s^e sviato e non si rivede piu, 

Vess gio d'ari» j4ver perduto Voriz- 
zonte. 
Ana. Aria* 

Aria colada. Aria colata. 

Aria d^acqiia. Ventipiovolo (se per6 
h ben interpretato dai diz.). 

Aria de bell o de bell temp. Aria 
di bel tempo. 

Aria de brutt. Aria da mal tempo. 

Aria del paes. Aria nativa. 

Aria de filldura arin de sepoltura. 
Aria di finestra colpo di balestra, Cos! 
nelFAlb. enc; ma con piu rigore di 
corrispondenza Aria di fissura aria 
di sepoltura(^\ucc\u). Dett. di ch. sig. 

Aria dolza. Acre aprico, temperaio. 

Aria finn. Aria sottile, elastica, pura. 

Aria grossa. Aria grossa. 

Aria remondinna. Aria secca* che 
rinetta il corpo da^mali umori. 

Aria superba. Aridna, Aria sanissima. 

A mezz^aria. Pelle pelle, m. aw. 
Vale poco addentro e in siiperficie. 
Lasciam quests cose corporaH che ha" 
sta sol toccarie pelle pelle » I dizio- 
narj registrano u A mezz* aria , modo 
w avyerhtale per esprimere il mezzo 
•» della maggiore e minor altezza, 
»t non troppo alto, n^ troppo basso. *» 

A mezz^ aria. Brillo, Alto dal vino. 
Cotticcio, v. Alegher. 

And^ a ciapp^ on poo d^aria. An- 
dare a pigliar aria. 

And^ coi pitt a Pari o a Paria. Andare 
o Cascare o Cadere a gambe alzate o 
legate. Tomare. Maz&acidare, Tombo- 
lore. Capitombolare, Mazziculare, 

Anda coi pitt a Pari o a Paria. 
met. Andar a patrasso o a babbo- 
riveggoli, Lo stesso che Andii al ca- 
garatt. y. 

And& in aria el balon. Andar per 
Paria il pallon volanle. 

Avegh semper el venter per aria. 
Essere incinta freguentemente. 

Besogna semper avegh la vos in 
aria. y. \6s. 

Briis^ per aria o Porta via per aria 
la robba. Raccorre per aria la roba 
(Fag. nelP>#maAte esper* III, 5). Anr 
dar via a ruba checchessia. 



35) ARI 

Cal^ i ari. Cagliare. Aver paura del- 
P avversario. 

Cassa d'^aria. F. Cassa. 

Castej in aria(F4 di). Favellare in 
aria. Fondarsi in aria. Far castelli 
in aria, 

Che aria tira? Dove il trovi? Si suol 
dire fig. per chiedere di qual umore 
sia una persona in quel dato punto 
di che si domanda. 

Ciapp^ on poo d"* aria. Pigliar aria 
od asolo. Asolare. 

Color d^ ari. Color aerino o ajerino, 

Vk aria a ona stanza. Dare un poco 
d* aria ad una stanza. 

Fh aria. Far vento col ventaglio* 

F4 and^ in aria el balon. Mandare 
in aria il pallon volante. 

Giuga a tr^ in aria. Giocar a santi e 
cappellettOi o a palle e santi. y, Cr6s. 

Indolziss Paria. Baddolcirsi I' aria, 

Mett a Paria i pagn o Fk ciappa aria 
ai pagn. Mettere in bell* aria i panni. 

Mett in d'^on sit de no ved^ pii aria. 
Mandare alle bujose, K in Preson. 

Mett per aria di robb. Mettere in 
mezzo o Mettere in campo checchessia. 

Mudh aria. Cambiar aria. Statar€» 

No savell nanch P aria. y. Sav^. 

Parl^ per aria. Aprir la bocca e 
soffiare^ cio^ parlare senza fonda- 
roento, il che anche direbbesi Tirare 
in areata o Favellare in aria, 

Pient^ li per aria, y, Pient4. 

Vorik viH per aria la robba, Mac^ 
corre per aria la roba. 

Robba che fa scurl Paria o che 
bissa P aria. Cosa che fina I'aria, ciod 
pcssima , obbrobriosissima. 

S'cioppeltk Paria. Fare scoppio o 
sbracio o scialo o sfarzo o sfoggi, 

Slargass Paria. Incominciare a riscaU 
darsi Paria. Raddolcirsi P aria, Quand 
cominciara a slargass Paria. Per il 
tempo dolce. AlPentrata di primavera. 
Quel che i Lat. dicevano yere ineunte, 
St^ buttaa gi6 cont el venter per 
aria. Giacere colla pancia alP aria, 

Tira aria calliva Esser mal 

andare in alcun luogo; corrervisi pe- 
ricolo di male. Un poeta pbano disse 

« Ah (|ui corpo di Bacco e cattWaria, 
n Una fuga mi seml>ra neccstaria. » e altfpe 
i* Andiaino via cbo qui aoa ▼*• buon'wi*. » 



ARI (36 

Tirh ana calda Diccsi del- 

Fesscr pcricolo di colpi d^arme da 
fuoco in alcun luogo. 

Tira nanca on freguj d*aria o on boff 
d'^aria.iVbn iirar aria. Non soffiar aria, 

Trk in aria el cuu. V. Cuu. 

Vede in aria, f^edere in o per f aria. 
Veder vicino V effetto di chccchessia. 

Ved^ Taria. Feder la luce, 

Vess in ari. Essere in campo^ o in 
mezzo. 

A tott i fiasch gh*e don Basil! ia ari, 
Kefugium peccatomm Ui impresari. 
• Vessegh di guai in aria. fig. Esser 
turbato il cielo. Esser turbata o torbida 
o gonfiata la marina, 

Vessegh di novitaa per aria. fig. Es- 
serci novitd in corso. 

Vessegh in aria o per aria on ne- 

• gozi o simili, Bollire in pentola un 
negozio o simili. Vale trattarsi un ne- 
gozio, esserne segreta negoziazione. 

Viv d' aria o de pan e spun. Vivere 
di limatura. SUracchiar le milze. 
JLria! Sgombra! Esclaiuazione coll a quale 
ordiniamo altrui che ci esca d'^attorno. 
Aria. met. Albagia» Superbia, Bona, Fa- 
sto, Spbcchia, Sqffioneria, Aliura, Fava, 
Fiunmo, Muff a, f^anagloria, Baccale- 
ria, CideUa, 

kyh de V aria. Stare in sul mille, 
Aver gran fava. Aver della chiella , 
cio^ aver albagia, boria, fasto. 
Bassa o Mctt gi6 i ari. Cidnar le corna, 
Dass de V arh, Imporla tropp' alto. 
Fa dk gi6 o Fa cslk o Fa balca i ari. 

* Cavare il ruzzo del capo. Cavare il ruz- 
%o. Sbaldanzire, Far chinare le corna. 
Far abbassare il cimiero o la cresta. 
Vale fare star a segno e in cervello. 

• Vess sui ari. Imbaldanzire, Imbtddi- 
re — Esser baldo o in ruzzo. 
jLria. T« mus* Aria. 

Aria de bauU .... Aria prediletta 
da un cantante ch' e** vorrebbc intro- 
dotta in ogni spartilo ancorche im- 
pertinente ; T aria per cosi dire inter- 
calate di un cantante. Il Diz. di mu- 
sica la chiama Aria di baule — F", 
anche Quaresiroal. 

Aria de bravura. Aria di bravura. 
Quella per la quale il cantante puo 
dare saggio brillante deUa voce c del- 
Tarte cbe possiede* 



) ARI 

Aria de la pissa Aria o in* 

difTerente o spiacevole, al cantarsi 
della quale molti fra gli spettatori si 
riser vano a uscir di teatro per fare 
acqua. Il Diz. mus. le chiama Arie 
del sorbetto o Atie delle sccomle parti 
— Dicesi anchc di quell' aria , ondc 
incomincia il secondo atto d'^un me- 
lodramma* che e cantata da una se- 
conda parte intanto che gli uditori 
sono tuttora fuori del teatro per Ta- 
gio avutone nelP iutervallo fra atto 
ed atto, e forse fuori per loro biso- 
gni corporali. 

Aria obligada. dria obbligata. Quella 
in cui il cantante ^ obbligato a se- 
guire il suono. 

Ariaa per Riaa. P'. 

Arian. Arriano, V, Bestemma. 

Arianna dicono alcuni per Rianna. F', 

Ari^scia. Ariaccia. Aria cattiva^ malsana, 
e secondo i casi Aria grossa^ crassa^ 
timida, infetta^ corrotta, ecc. 

Ariascia. Aria da mal tempo. 

Arietta. Aura, Auretta. Zifiro, Favonio — 
Gh^ h su on' arietta fresca fresca. Bre^ 
zeggia. 

Arietta. T. mus. Arietta. Dim. d'Aria. 

Ariettinna. Zefiretio. 

Ariettinna. T. mus. ArietUna. 

Ariezza. Lo stesso che Aria nel senso 
meta/orico, F. 

ft Merda ai vost ariezz, 
** Marcanaggia pajasc de forestee, 
>f Fenela sta reginna di finezz , 
ff Andcnn foeura di pee. >/ 

(Porta Rime.) 

Arion. T. mus. Arione. Aria accompagnata 
da piena orchestra e di grande effetto. 

Arios. Anoso. Stanza ariosa.iSto/iza ariosa. 

Arias. Fwnmoso. Fanaglorioso, Superbo, 
Borioso, Fastoso. 

Arids. ^n'ofo (Grazzini nella Gelosia)* 
Scialoso, 

Aristocr^tegh. Aristocrdtico, 

kv\s\6\e\,Aristbtile. Nome di filosofo notis. 
£1 dis Aristotel: se te poeii av6 
del ben, t6ttcl. (Sciocco k chi non da 
al palion che balza(\, il teslo del- 
TAIIegri iu Pallone). Fortuna da e 
toglie, Bisogna cbrre la rosa per tempo. 
E vale per modo consigliativo a non 
si lasciar scappare di mauo ie occa- 
sioni di buoua sorte. 



ARM ( 

Aritm^tega. Arimmdtica. AritmiUca, 
Ariva. y* Ri\a. 

Chi tard ariva el malann le allog* 
gia. y. Malann. 
Arizz6n. Pacciaja, Cert a acconciatura 
de* capegli , cosi delta forse dol volg. 
Herisson dei Frances!. 
Aria o Ara. T. de*Manisc. Tras^agUo, 
Ordigno in cui mettonsi le beslie fa- 
stidiose e intrattabili per medicarle 
o ferrarle. 
Arlecchin e Arleccbin batoccio. Arlec- 
cliino. ZannL Trappolino, MezzeUino. 
Truffkldino. ^ome d*uaa mascbera no- 
tissima. 

Pari on arleccbin. Essere unafigura 
da cembali. Essere ridicolo. 

Tappee a Tarleccbinna. K. Tappee. 
Vestii d^ arleccbin. fig. . . . Abito 
ridicolo o per variela eccessiva di co- 
lori o per troppi fronzoli o per es- 
sere disadalto o male indossato. 
Arleccbin. ifo^c/t^rina, Arlecchinoi^rior.), 
Giardino{*Tom,). Spezie di sorbetto 
cbc trae il nome dalla variela de** co- 
lon cbe vi si veggono per essere com- 
poslo di due o piu gelati diversi. 
Arleccbinada. Scalata, Lazzo, Gesto da 
arleccbino. ( frivola. 

Arleccbinada. Zannata. Cosa da zanni, 

Arleccbinada Mascberala di ar- 

leccbini. 
Arleccbinna. Ad. di £rba. y. 
Arlla. Vbbla. Opinione supersiiziosa. Su- 
persiizione. Foil i a. Forse da Ariolo (v. 
or. lat. Hariolus) cbe vale ludovino; 
e ognuno sa come cbi fa professione 
d^indovino non puu lasciare d'^esser 
spacciatore di follie e superstizioni. 
Av^ doma di arlij. Essere ubbioso. 
Arma. Arme. Arma^ e al pi. Atmie e Armi, 
A Tarma a Tarma. AlV arme. Il 
grido cbe si fa per dare air arme. 
Arma bianca. Arma bianca. 
Arma de foeugb. Arma dajuoco, 
Arma de taj. Arma da taglio e Ar- 
ma da punta, 
Bassa i arma. Porre giu V arme. 
- Arretidersi. 

Per onor di arma. Per onor di lettera. 

Per apparenza, per riguardi sociali. 

Piazza d'^arma. .... Noi diciamo 

COS! al Campo da eserciz) mililari — 

Piazza d' arme nei diz. vale Castello. 



37 ) ARM 

Port d* arma ( cl ) La polizza 

cbe da liccnza di portare Ic armi. 

Renonzia i arma a san Giorg. Rinun- 
ziar Varmi a GiiH^e (Lippi nel Malm* 
St. 549 cant. i). 

Arma. Stemma. Arma, 

Castell, aquila e leon Vh arma per 
tult^i canton. K. Aquila. 

Fa arma visconta. Andare a spina" 
pesce, a onda, a croscio, barcolloni^ 
barcollone, Barcollare. Tracollare* Ba- 
lenare. Ondeggiare. Traballare. Ten-- 
iennare — Gaspare Gozzi disse Cam" 
minare come si dipingono le saetle, 
'— Lo stemma gentilizio dei nosLri 
Visconti, cio^ la biscia a zigzag col 
fanciuUo ignudo^ ba dato luogo al 
dettalo milanesc. 

Arma {die anc/ie dicesi Armella o Ar- 
. roelta e al plur, i Armi o i Armei). 
Seme. Granello, Nell^Alto Milanese, 
e spec, in Brianza , si dicono Armi i 
serai tencri.delle cucurbitacee, i quali 
nel Basso Milanese diconsi GandolliU 
{de zuccay de cocwner^ de melon ^ 
d* inguria )« a differenza degli ossi o 
nuclei delle frutta cbe. in tutto il 
Milanese 9 e quindi ancbe in Brianza, 
diconsi Gandoll. V. Qualcuno, per 
quanto ne fui assicurato, fa dislin- 
zione iv^Armhll e Armktt^ assegnando 
il primo nome ai semi di popone, 
cetriuolo, ecc. 9 e riservando il se- 
condo ai semi di zucca esclusivamente. 

Arma. Armare, 

Kvmk bulia. F. Bulia. 
Armass de sanla pazienza. Armarsi 
di sofferenza o di pazienza* 

Armaa. Armaio. 

Vess armaa come on can o come 
on sbirr o come on lader o come on 
san Giorg. Esser armaio di iuUo puntoj 
e sch. Aver tutta Brescia addosso, 

Armaa. Ad. di Trav. .^. 

Armada, sost. f. Eshrcito* 

Armada. Ad. di Cadrdga. y. 

Armada (A man). Armata mono. 

Armadura. Ponte. Bertesca. Palco su cui 
Stanno i muratori a murare e i pit- 
tori a dipingere. Se ^ volante, dicesi 
Grillo — y. anclte Pont. 

Armadura. Armatura, Armata, Fortezza 
d"* un lavoro \ sostegno di manufatture. 
Melt r armadui-a. Annare, 



ARM ( 

Tail via Parmadura. Disarmare* 

Armaddra. Armatura, Armadura. Centl- 
natura. 

Arinadi!^ra. Cavallatura. V, G^Triada. 

Arniadura di ret. Armadura, 

Armafodritt ,Ermafrod\ to. Maschifemmina 

Ann^ndola. Mdndorlo, Albero che pro- 
duce le mandorle^ YAmjrgdalus com- 
munis dei bot. 

Arm&ndola. Mdndoria, Mdndola. Frutto 
del mandorlo. Ne sono di doici e di 
amare ; e di piii specie » cio^ Man- 
dorle di santa Caterina o della Gate- 
rina o della Catdra^ M, gallette^ M. 
grosse nostrali, JIf. maggiori di tuttCf 
e M» premici o stiacciamani, 

Armandol a la perlinna. Mandorle 
arrosUte? Mandole confettate{*&or.). 
Mandorle testate (dice poco ital. TAlb. 
bass, in Praline )> Mandorla fatta ab- 
brostire nello zucchero. 

Armandola armellinna o d^armclin. 
Mandorla piccola amara. 

Armandoletta. Mandbla. Sp. di liuto con 
sedici miniige binate, pid panciuto 
del mandolino. y, Armandolin. 

ArmandoUtta. T. de' Past. Semolina. 
Semoletta, Ghianderino. Sorta di pasta 
ridotta in granellini piccolissimi , che 
cotta si mangia in minestra. 

Armandoletta bianca Il se- 

molino di pasta scliietta. 

Armandoletta gialda . . . Il semolino 
di pasta zaiTcranata o di pasta d\iova. 

Armandoletta (a). A mdndoria, Dicesi di 
lavori , ricami , ecc. ammandorlati. 

ArmandoHn. Mandolino. Sp. di mandola 
che tranoi lia sei corde e suonasi 
con pennuzza o taccone. 

Rceusa. Fiore, Rosa ^ Captast. Cor^ 
diera, Ciglietto. Capotasto »> Tastadura. 

' Tastiera t» Scagnell. Ponticello » Ga- 
d^nn. Anima, 

Armaria. Armeria, Arsenale. 

Armelin. ArmelUna^ ed anche Armellino 
o Ermellino. Pelliccia preziosa che si 
trae dal quadrupede d^ ugiial nome 9 
cio6 dalla Mustela kermineaLm, Gol 
nome solo d* Armelin i nostri pellic- 
ciaj intendono la pelliccia d^ermeUino 
bianco, e con quello di Armelin chines 
larlislata di nei*o delta di Boronsky, 

Armelin. K Arm4ndola. 

Arm^li. K. Arma(5eme» granello). 



38 ) ARN 

ArmMt. f^. Arma (seme), (lizio. 

Arm^tta. Armetta. Piccolo stemma genti- 

Arm^tta. Nome che alcuni danno a quel la 
moneta francese che h delta piii co- 
munemente Luis. f^. 

Armi. f^« Arma (seme), 

Armiroeii. Armajtiolo, Fabbricatore o ven- 
ditore di armi. Oggi noi diciamo com. 
Armirceii ; in passato dicey asi Armor^Cy 
e tT ^ fede il nome volgare odiemo 
di quell a contrada che pure h scritto 
degli Armorari , e nella quale erano in 
antico gli armajuoli propriam. detti. 
Il Diz. d^ artig. suddistingue V arma- 
juolo in varie classi secondo le varie 
operazioni che per la fabbricazione 
o riparazione delle armi vengono af- 
fidate a particolari artefici nelle fal>* 
briche d^ armi grandiose. Ed oltre al 
Brunitore^ al Gettatore, al Bassettatore^ 
al Trapanatore^ al Torniajo^ artefici 
di notoria denominazione e incum- 
benza generica, annovera VArrota-- 
canne (cio^ colui che sgrossa e as- 
sottiglia alia ruota le canne) , il Bac^ 
chetUere (che fa le bacchette), il Ba^ 
jonettiere (che fa le ba jonette) 9 il Di- 
rizzatore (che dirizza le canne) 9 il 
Fabbro degli acciarini^ quello delle 
canne, quello dei Jbmimenti^ VlncaS'^ 
satore ( che fa le incassature per 
Tarmi da fuoco, e le monta in esse\ 
il Limator degli acciarini, lo Spadajo, 
e il yitatore (che fa le viti alle canne). 

Armistizi. Armistizio, 

Armoncga. Armonica(Diz, mus.). 

Arm6nega a mantes Strumen- 

tino da fiato, per lo piii da fanciulH, 
fatto a forma di soffietto , che mosso 
come quello manda un suono pasto- 
rale alquanto melanconico. 

Armonega sempia . . . Stnimentino 
da fanciullif diverso nella forma e 
simile nel suono al suddett0 9 il quale 
si suona a bocca come la rtbeba {zanr- 
fbrgna). 
Armonia. Armon)a — Piii comunemente 

- noi ' usiam,o Armonia per Concordia : 
per es. Anda de bonna armonia. £s- 
sere a un animo, Essere conconU, 
Armor^e. ^ Armirceii. 
Arn^s. Amese> 

Av^ semper i soeu arnes a V orden. 
Aversempre ago e Jilo, 



ARS ( 

Arnica. Arnica, V Arnica montanaL, delta 
anche da alcuni Tabacch de moniagna, 

Arpn. Aqja. Arpe^ c al pi. Arpi. Stru- 
niento musicale nolo di piu specie, co- 
me Arpe scempioy A. doppia^ A, d'Eolo^ 
Arpanetta^ Arpinella^ Arpone^ ecc. 
Cologna. Oci/oimii«=:Bordion di pedal. 
Fergucce de* pedali s^ Corp. Corpo*=* 
Tavola ai*monega. Animella ? ^ Sordin-* 
na. Sordina b Mesola. Arco ta Biroeu. 
Pironi »Zappelt o Zoccolitt. Senutuoni 
n Captast. Capotasti »> Bottonitt. Bot- 
toncini » Mecanismo. . *. . . &» Mastell. 
Piede?(CweUe fr.) « Pedal o Pedaler. 
Pedali » Pe o Pescitt. Peducci ? 

Arpcga. Erpicare. Spianare coU^erpice. 

Arpegg. Arpeggio. 

Arpeggia. Arpeggiare. 

Arpia. fig. f^. Avardn. 

Arpio. f^. Ghitara a arpin. 

Ars. f^oce usata nelle seg.frasi: 

Ars de la set. Assetato* Assetalissi- 
mo. Assetito. Che pate P arsione o 
r asciugoggine della sete. 

Ave la bocca arsa. Aver /' asciugag- 
gine in bocca. Aver la bocca asciutta 
come una pomice. 

L'^ars el cria adree al brusaa. Lo 
sbandito corre dietro al condannato. 
La padella dice al pajuolo: Fatti in 
Id^ cite tu mi tigni. Dicesi ad uno che 

' riprcnda altri d^ alcun vixio del quale 
sia macchiato egli stesso. 

Arscionaa. T. de^Barcajuoli verbanensi. 
Cerchj del copertino della barca(cosi 
PAlb. enc. e lo Strat. in Copertino). 
y. anche Scersc e Scerscell. 

Arsenal. Arsenale. 

Avegh adoss P arsenal o P arsenal 
de Venezia .... Avere un monte di 
roba indosso; e dicesi di 'vesti , ori 
e simili che abbia intomo una donna , 
le quali cose diano nei troppo. 

Arsenegli. Arsenico. 

Arsgian. Danaro. Corr. AsHV Argent dei 
Franccsi. Diciamo pure corroltamente 
dal franc. Arsgian fa tu. // danaro 
^ il nervo d*ogni Jaccenda. 

Ar86n(con s dura). T. de^Gappel. Arco. 
Quell** ordigno con cui si accordella 
o sia sfioccasi il pelo da far cappelli. 
Non siiniglia male a un arcbetto da 
violino. La sua corda si dice Canterel- 
la. Dal fr. Ar^on , Ar^onncr^ Ar^onneur. 



39 ) ARZ 

Arsou2i. T. de* Cappell. Battert alt area. 

Arsura. Arsura, Ardura. 

Artef^. Artefatlo. 

Artesan. Artiere* Artigiano. Arlegiano. 
Artejice* No gh** ^ che artesan. ATon f'i 
eke genie artiera. Hin tutt tosann d''ap- 
tesan. Sono tutte Janciulle artigiane. 

Arletica. Ad. di Gdtta. r. 

Artici6cch. Carciojb* Carcibfano. Boccia 
edule del Cjrnara scoljrmus Lin. Anche 
i Francesi dicono Articltaut^ e i Tede- 
schi Artischocke — La pianta del car- 
ciofo ricoricata dicesi Gobbo -— L^Ario- 
sto, forse pel solo bisogno di rima 
sdrucciola , uso anche Carcibfola^ to- 
ce comune nella Bassa Italia. 

Articiocch de scimma. Carciofo vetr 
tajuolo. Pedone(* rom.). 

Articiocch fiordn. Carciofo mador- 
nale? £ il carciofo nostrale decuma- 
no, di foglie piu consistenti, di calice 
piu grosso e di picciuolo piu edule. 

Articiocch. fig. Babbione. V^ Bade^. 

Articiocchcra. Carciofaja. Cdrciofoleto, 
Luogo piantato di carciofi. 

Articiocchin. Carcioflno. Dim. di Carciofo. 

Articioccdn. Accresc. di Articiocch. y. 

Artlcol. Articolo, 

Articol Nelle gazzette e ne* fogli 

letterarj si chiama cosi ogni scrittura, 
breve o lunga che sia, la quale tratti 
di una sola materia. 

Articol si usa anche da noi in questi 
modi: Articol sonitt Pe el s6; Arti- 
col scriv stemm maa^ Articol fianch 
stemm bcu. In quanto a sonetti h nella 
sua beva ; Per rispetto alio scHvere ei 
vale poco ; A fumchi sta bene. 

Articolett Scrilturctta breve di 

gazzetta o di foglio letterario. 

Articoldn. . . . Limga, e talvolta anche 
o pedantesca o magistrale scrittura 
di gazzetta o di foglio letterario. 

Artifizial. Ad. di Foeugh. K. 

AiHigliaria. Artiglieria. 

Artista. Artista. Chi esercita le arti-dcl 
discgno. Cos! noi esclusivamcute ^ tal- 
volta lo estendiamo anche a"* coreo- 
grafi, maestri di musica e virtuosi. 

Artista per Artesan. K. 

Arusc. y. Ruse. 

Arvi. y» Dervi. 

Arzadogh. Arzdgola. Aruivola. Anatra 
mai^zajuola. Uccello di color bianco 



ASA ^ ( 

mischio cb* e della famiglia di quelle 
anatrc che noi chiamiamo Gargan^j ^ 
ed e VAnas crecca degli ornitulogi. 

Arzella. NicchionC' Nella cupola interna 
di varie chlese le figure dei quattro 
evangelisli sporgono spesso fuor di 
quattro nicchioni {arzdll). 

Arzella. Guscio. Nicchio* Conca. Concki- 
glia^ e dollria. yalva. Quel la cortec- 
cia calcarea in cui vivono e dimorano 
abitualmenle que'^vermi che chianian- 
si TdsUicei appunto da questa lore 
specie di casa che i Latini dicevano 
Testa — Noi chiamiamo specialmenle 
jinella oguuno dei due gusci ne'^quali 
si divide il nicchio dei testacei bivaWi^ 
ma per eslensione inteadiamo sotto 
quel nome anche ogni altra specie di 
nicchio, e vedeudo per es. sur un 
camminetto lepadi, telHnc, turbini, 
echini, murici ivi posli a galanteria 

■ dircmmo Oh quanti bei arzell! Solo 
dei gusci delle rhiocciole e delle ostri- 

• che (unici testacei ben noti a noi come 
mangerecci) non diremmo J/'zell, nia 

• Guss — I nostri fanciuUi chiamano 
• anche specialmente Amelia la Tellina 

cornea e il cosiddelto Niccliio dei pit- 
tori^ ma non mai VArsella dei diz. 
ital. che ^ la Chama leeuis d^Aidro- 
vandi delta anche Jattola, 

Arzella Pastiglia medicinale cosl 

delta dalla sua forma che si assomi* 
glia a quella d^un nicchiolino. 

Arzellinna. Nicchiolino, Dicesi di quelli 
che si legano in anella ; e fra noi an- 
che di cerli dulci foggiati a nicchio. 

ArzcUonua. Nicchione. 

Arzij. V. br. Afugherino-, Mi ^ sembrato 
il fiorc del Lilium convallium dtp hoi* 

Arzipret. Arciprete. 

Fa r arzipret. fig. Far lo gnorri. 
V, Indian. 

Arzirwu. T. de"* Forn. Arelend, Pczzuoli 
di leguo acccsi alia bocca del forno 
per servir di lunie all' interiore. Molli 
dicono anche Lusirvpit — Il Facchiai^ 
delle ferriere e in qualchc modo un'*al- 
■tra specie di Jrzinvii. 

ks, T. de''Ferr.-^/je///,Qiiei ferri nei quali 
cotra il bastouc d"* uu chiavislellu. 

ks'A, Cappio. Aunodainento die tirato 
dall^ui de''capi si scioglie. 
Fa gropp e asa. y, Gropp. 



40) ASG 

Asa. Bandella, Lastra di ferro, iuchiodata 
o inyitata nelle imposte degli usci e 
dcUe finestre, la quale fioisce in un 
anello che, impemato mobile sul gan- 
ghero, da modo all** uscio di soslen* 
tarsi e girare. 

As o Asett e rampin. fig. Lo stesso 

die Sciampa de gajuna. K. Sciampa. 

Mett as e rampin. fig. Menare il can 

per Vaja. Mettere in musica, Porre diffi- 

colti o impedimenti; maodare in lungo. 

Asa. Laccetio{*^OT.), Maglietta. Ganza 
(*lucch.). Quel nastro che mettesi alia 
sinistra davanti del cappello a tre 
pizzi, entro cui si pone la coccarda. 

Asa per Antenna, y, in Veil. 

As4a. Ad, di Gropp. V, 

Asca. Senza contar'e Oltre, GiuniA. 

Di piu. Per es. El gh" ha miila lir asca 
i provecc. Ha mille lire e i provecci 
giunta, Senza dir de* provecci fia mille 
lire. Ha mille lire e oUraccib o per 
di pill i provecci — Dal latino Absque 
dice, nou seuza apparenza di ragio- 
ne, il yar. mil, 

Ascadlsc. Pigro. Poltrone, 

Ascass. Avvenlurarsi, Osarsi. Ardirsi, Jr^ 
risclUarsi, V. Volza. 

Ascendant. Voce usata nella frase 

Ave on gran ascendent sora vun. 
Aver ascendente sopra uno, cioe po- 
terc molto sul di lui animo , domi- 
narne la volonta, avere superiority 
sul di lui spirito. Comic. Avere dato 
la zampa della botta ad alcuno. 

Fa on gran ascendent, fcnire in 
istato, Crescere di posto, di diguita. 

Asccndonica. T. di St. Ascendbnica, Ca* 
r alter e da stampa che sta di mezzo 
fra il Testo e la Paleslina, I Fr. lo 
chiamano Petit-Parangon, 

Ascctta. Matassina. 

Ascia. Malassa. Certa quantita di filo, 
sela, lauii, e si mill che si avvolge sul-> 
Taspo o sul guindolo per dipauarli — 
Accia^ sccoudo i dizionarj , siguifica 
soltanto Terminc coUettivo dei filali 
o de^tigli da filarsi, cio6 lino, stop- 
pa, ecc, a quel modo ehe Civaje 
compreude fagiuoli, fave, ecc. ^— 
Il capo della malassa oude s'*inco~ 
miucia a dipanarla, c che le serve di 
Icgamc , dicesi Dandolo* y, anche in 
Striguzz. 



AS£ ( 

Ascit iDgtrbiada* met ilfo/ASf a loom- 
pigliata o imbrogliaia, Maiassata. Fi- 
. luppo. 

Gattagh Tascisu Binvergare la ma- 
tassa* Trovare V inchiov€Uura o la sliva 
o il Jilo, Trovar il bandolo della ma- 
tassa, Trovar la via, il modo, il verso 
in checchessia d^ intrigato ^ trovar .il 
fondamento di una cpsa. 

Compi Tascia. fig. Dor compimento 
a checcJte^sia ; ed anche Cblmare il 

JOCCO* 

Fa el bander in Tascia. Bg. Con- 
cJUudere, ed anche Rinvergar la ma- 
da^sa, Ravviare il hatidolo, 

Fa-$u in ascia. Jmmatassare. Ridurre 
in matas3a. 

In coo de Tascia o In fin de Tascia. 
met. Jllafii del faUo. Jl levar delle 
iende, 

Ingarbiass T ascia. Arruffarsi la ma- 
tassa, 

Yess \a coo de V ascia. met. Essere 
id Jar del gruppo. JEsser alia ctdlaja, 
al t ermine , alia fine di qualdie cosa. 
Ascioeu. Matassina* Matassetla, 
AscioriQ. Dim, di Asciceu. K. 
AscoltanU . . . .Cost chiamansi oggidi gll 
alunni giudixiarj addetti ai tribunal! 
di prima istanza e d'^appello. 
Asee. Aceto^ e antic, f^indgro. 

Asee de so pe. Aceio radicale* 

Asee di quatter lader. Aceto dei 
quaitro ladn{0)itx. Enc). Sp. di acelo 
medicato. 

Asee rabbiaa. Jceto die arrabbia, 
mordace, acre, piccante, possenie* 

Asee romategh. Jceto medicato — 
Jceto rosato{Fag. jinior non opera a 
caso II, a4)- 

' Amolin de T asee. V ampoUina dtd- 
t* acelo > 11 fmaigrier de^Francesi. 

Anda in asee o Ciappa de Tasee o 
. Devenla come Tasee. Acetire. Inacc- 
tire. Jn/brzarv. Inagra^. 

Dolz come Tuga in Tasce. f^. Uga. 

£ poeu dopo gh'han miss-su la sau, 
Tasec e Toli d'^oliva, e la panzanega 
Te bella e fcnida. ^. Panzanega. 

Fa ata in Tasee. /'. Sla. 

La raader o mamma de Tasee. La 
. moilt^. dell* acelo., 

MeU gi6 in Tasee. Inacetare. Con- 
eifire, • . , 

I'oL /. 



41 ) ASE 

Mett i penser sul barl de T asee. 
Atlaccare i pensieri alia campanella 
delV uscio* Non darsi pensiero, non 
curarsi di cosa al mondo. 

Mett sul bar! de T asee. fig. Ad- 
dormentare checchessia, cioe uon ne 
parlare altro; ed ancbe Far ilpianto a 
checchessia, Dar una cosa per perduta. 

Negoziant d^asee. Acetaro? {*iosQ,) 
Chi traflica d'*aceto.ll f^inaigrier dei Fr. 

Rend asee per vln. Jlendere pan per 
Jbcaccia, Ricambiare. 

Vassell che lia ciappaa Tasee. Botte 
acetata, che ha preso odore d'*aceto. 
Asen. Asino, Somaro, Somiere, Ciuco. 
Bricco. Miccio, Giumento; e schcrz. 
Ritsignuolo d' Arcadia o 0iinea di Bar' 
laam* V Equus asinuslAn. — L^asino 
salvatico dicesi Onagro — Asino cmis- 
sario dicesi Tasiuo da razza — ^^c- 
najo k il condotliere degli asini. 

A frega i asen se deventa muj. K 
Mull. 

Anda a fass da 1* asen. m. conl. K, 
sotto in Liga Tasen. 

Ranch de Tasen. f^. Biasim. 

Gascia-sii vun come on asen. f^. in 
Cascia. 

Cerca Tasen e vessegh a cavall. fig. 
.... Cercare cio che si ha ia mano o 
addosso. Anche i Fr. dicono Cliercher 
son dne et y itre dessus{^oux Diet.). 

Chi baratta el momee baratla Tasen. 
K Mornce. 

Cont i asen ghe vceur el hasten, fig. 
Asin duro , boston diiro , cioe a sga* 
rare un ostinato ne vuol essere un 
altro ; ed anche L* asino non va se non 
col bastone, e dicesi di chi non si muo- 
ve a operare se non k spinto a forza. 

Da d^ intend che i asen volen. Dare 
ad intendere die gli asini volino o che 
il male sia sano , cioe far credere 
cose impossibili. 

Da la spezia in bocca ai asen. fig. 
Confettar una stronzolo. Gittar le mar- 
gherile o la treggea ai porci. 

Fa come quell ch**^ borlaa gio de 
r asen , ch^ el diseva ch"" el voreva 
desmouta. r. Desmonta. 
, F^ Tasen. fig. Asineggiare, e anche 
Poltroneggiare. 

Ghe n'e insci di asen che se so- 
meja. • • • . Si suol dire a chi per 

6 



ASE '( 

somiglianze di nomi o di figure si 
ostma in equivoci di p^rsone o cose. 
Equlvale al fr. Il y a plusieurs dnes 
d la foire qui s'appellent Martin, 

Giugk a cascik V ased. F. Giug^ ai 
bocc a fomera in B6ggia. 

IncoeCl se scanna o se mazza I'asen.... 
Suol dlrsi in ischerzo per accennare 
che nel giorno in discorso ricorre 
la sagra parrocchiale, la festa patro- 
nale d'^ima parroccbia. 

In mancanza de cavaj se fa trottii 
di asen. Gg. A tempo di carestia pan 
veccioso. A tempo di guerra ogni caval- 
lo Jul soldo , e vale che nella scarsltk 
bisogna t6rre quel che si pu6 avere. 

L**^ mej on asen viv che on dottor 

mort Deltato di filosofia pol- 

tronesca al quale corrisponde nel pid 
dei casi il detf. franc. OUen en vie 
paut mieux que lion mort. 

Lengua de asen. y. Ldngua. 

Liga r asen . • . • • In campagna , e 
spec, in Brianza , chi tra vicini finisce 
prima un lavoro, va a ligd I' asen a 
chi v''e ancora dietro, e lo fa raunando 
un inucchio di stoppia o di grano o 
di legne , e mettendovi alculi bastone 
in mezzo, secondo che il lavoro arre- 
trato del vidno era di mietere, )e- 
gnare ecc. ; e di chi 'ha da patire lo 
scherzo dicesi che ^e nbn afTretta il 
lavoro JSlva a fass da P asen, 

Liga r asen dove vceitr el padron. 
fig,Legar Vaslno dove vuole il padro- 
ne* Accombdarsi senza piu a quanto ci 
viene ordinato, obbedire ciecamen- 
te — Talvolta per befla si dice Ligd 
el padron dove voeur V asen , il che 
disse anche il Lalli hell'* En. trav. 
it Ma poi per ohhcdir dicono ancora 
n die si leghiil padron dove vuol Vasino, 

No se p6 pretend con felt {p benis) 
d^on asen che faga spos. da asino 
nasce , asino miiore o k sempre asino. 
Come asino sape^ cost minuzza rape. 
La boite non pub dare se non del 
vino c/y ella ha. Pro v. di chiaro sig. 

Ognidun cascia el so asen. fig. . • . 
Ognuno dal canto stio procura di 
vautaggiarsi. A un di prosso il fr. 
Chacun veut avoir son compte, 

0mm , asen e porch se pescn dopo 
mort. • • . . Proy. col quale i conta- 



4ii) ASE 

dini ripetono alia grossa la liota sen- 
tenza che fino alia morte non si pu6 
recare perfetto giudizio dell^uomo. 
Ongia d'^asen. y. 6ngia. 
Qustnd el patron el voeur bev, zif- 
fola Tasen. fig, Dd here al prele die il 
chierico ha sete. Dicesi quando alcuno 
chiede per altrui quello che e'*vor- 
rebbe per se. 

Quand ghe n'^e pu, creppa Tasca 
e quell che e su. fig. 0u ultimo arriva 
trova il diavol nel catino. Di rapa 
sangue non si pub cavare, 

Sentenza d'^asen no va in ciel. Hor 
glio di asino non arrivb mai in cielo. 
Te credet che gh"" abbia T asen che 
caga zecchin? K Zecchin. 
Asen. hg, Asino. Somaro. Dicesi di per- 
sona ignorante, o zotica e scortese. 
Asen de natura che no conoss la 
soa scrittura y. Scrittiira. 

Asen drizz in pee o Asen grand e 
gross. Pezzo d* asino, Asinone, Asi- 
naccio, Buaccio. Castronaccio, Igno- 
rantaccio^ e per iron. Pezzo d'uomo. 
Asen fotLuu o porch o senza crean- 
za o calzaa e vcstii, Asinaccio. Tale 
che pare nato nella Fallerona. 

Car el m^ asen. Zucca mia da sale* 
Zucca al vento, Dicesi a persona vana 
e senza abilitii. 

Pezza d^asen. Pezzo d' asino. Asi-^ 
naccio. Asinone. Tocco d' asinaccio. 

Te see on beir asen. Sei una zucca 
da sale 9 una zucca al vento, 
Ascu. V. cont. Asino? {Zanoh, Diz.). Palo 
lungo 4 metri circa, a un terzo del qua- 
le e conficcato un cavicchio(^ccflra?«). 
Fatta una massa di paglia, il coutadino 
ficca in essa questo palo, solleva in 
aria ogni cosa, e trasporta essa paglia 
Terticalmenle come sur un forconc, 
appoggiandone il peso alia spalla, che 
ivi e rattenulo dal cavicchio — Tal- 
volta il palo colla carica della paglia 
che attraversa e portato pei due capi 
da due contadini, ed anche a questa 
foggia c dctto Asen, 
Aser6n. Aceto possente, 
kskW, T. de' Fabb. s. m. pi. Piegatelli. 
Ferretii che abbracciano e tengono 
in guida la stanghctta dclla serratura 
per modo che possa scorrere Hbera- 
mente nel chiudere • nell^apnre. 



ASP ( 

At^la. Cappietto. 

Asetta. Femnunella. Maglietta in cui 
entra il ganghei*ello(nim/7/iiel/) posto 
ai vestiti per affibbiarli. 

Asett e rampin. f^. Asa e Sci^pa* 

Asevee. Pahhricator d* aceto — Fenditor 
di aceto. I Francesi banno in una pa- 
rola sola Vinaigrier^ cioe il yolgare 
toscano Jcetarq. I Tedeschi Essig- 
bauer - fabbricatore - ed Essighandler 
-venditore d** aceto. 

Asfor. f^ Zaffran6n. 

Asi6s e Asi6u. v. cont. Jgiato, K C6mod« 

Asina. Asma. Asima. Ambdscia. 

Asmategb. Asmatico. 

Asna. Asina. Miccia. Somara. Ciuca. 

AsnhdA.Asinaggine, Azione asinesca. Trat- 
to asinesco. 

Asnkda .... Fascio di paglia o strame 
portato su quel palo cbe i contadinl 
dcU'Alto Milanese cbiamano Asen, V. 

Asnarla. Asineria. Asinita» 

Asnaroeii ( voce antica cbe leggesi nelle 
nostre Gride del 1660). Asinajo. 

Asnin, Asinello. Asinetio. Asinino. du- 
china. SomareUo. Briechetto. 

V^ ona trottada d^asnin. met. Trotto. 
d* asino poco dura. 

Asnin. Sid. Asinino ^ e per iscb. Somarlno. 
Toss asninna. Tosse coccolina, Tosse 
cavaUina{*&w.). y. Tdss. 

Asnlnna. Asinella* 

Asn6n. pos. e fig. Asindne. Asinaccio. 
AsQOu porcb del Monferraa (i2iAre 
per esagerazione il Porta ). Asino della 
Marca. Somaraccio. Asino colle costole 
a quaUro larghezze disse il Fag. nel 
Sordo fatio sentir per forza II, 3. 

Asnondn. Ace. di Asndn. Be degli asini? 

Ason. Bandellaccia. V. Asa(bandella). 

Asdn. 8. m. pi. T. di Stamp. Ganozte 
del timpano o del torchio (cos\ TAlb. 
bass, in Couplets e Chamihres), 

As6n. s. m. pi. Trecce. Manichi. Quelle 
parti della campaua cbe s^incassano 
nel mozzo per tenerla sospesa. 

Aspa. Ifaspo. Aspo. Strumento notissl- 
mo per uso di annaspare. K. Bicocca. 
Pi. Toppo *» Pientann. BiUi s- Tra- 
cers. Ferghe ^ Corxmcc* Bracciuoli. 

Ajpa de filanda. Tavella. 

Asplida .... Quantit4 di seta o simile 
posia sul naspo a dipanare, e composta 
di quattro matasse(Afc) o ijuattro mar 



43) ASS 

tassine(yS/s€eii). Forsa & da dirsi Aspaia 
o Scagno coir Alb. enc^rna con qualcbe 
diversity nel numero dclle matasse. 

Aspart. avv. Asparte. In disparte. Ap^ 
partatamente, A parte. 

Asperges. Aspersorio. Spruzzetto. Stnt- 
mento ad uso di sparger Facqua be- 
nedetta. Ancbe i Provenzali dicono 
in questo senso Asperges. Il volgo fio- 
rentino, e con esso il Fag. Rim. VI, 
789 dice Asperge. 

Aspert. Esperto. Sagace. S^^gUato. 

Aspett. Aspetto. 

A prim aspett. Nel prima aspetto, 

Aspitt (Quart d^). T. mus. Pausa. Posa, 
Bespiro. Dices! di quel segno musicale 
cbe fa arrestare il suono. Ve ne sono 
di piu specie: consistono per6 sem- 
pre in una linea o in una linea ed 
un sctte segnati variamente secondo 
le varie pause. 

Aspetta. Dim. d'Asj^a. K 

Aspir^. Aspirare. Agagnare, Ambire. Ab^ 
boccare. Per es. Gbe aspiri minga. 
Cib non ambisco. If on agagno a cib. 

Aspirant. Aspirante. 

Asqu^s. Quasi. 

Ass. T. di Giuoc. Asso. 

I duu ass mennen a spass 

Dicesi nel giuoco di primiera per di- 
mostrare pencolosa la combinaziono 
di due carte di quella specie. 

Sbris (0 Sutt Succ Seccb) co- 
me Pass de piccb. Pavera in canna. 
Tritone. Uomo sommamenle povero. 

Ass (r ) de fcrr. Ascia. Accia. Azza. 

Assa. Asse e al pi. le Assi. Tavala — 
y. anche in Trav. 

Ass de mercanzia Diconsi 

quelle grosse dalla mezz^oncia fino 
ai tre quarti d^oncia del braccio mi- 
lanesc, cioi da^aS a^Sj centimetri. 

Ass de mezza mercanzia . . . Quelle 
grosse meno di mezz^oncia e piil d^un 
quarto, cio^ da* i3 a* 24 centimetri. 
Ass de imballador. Scandorle{*sva.j 
Morozzi Delle case de* contadini ). 
Qifelle dal quarto d^bncia addictro, 
cioh grosse meno di ia centimetri. 
Ass de solee. Pancancelli, Assi sot 
till assai colle quali cuopronsi le 
impalcature. 

Ass de stagn. Assi di Jag^o sodc 
o sane iniatte. 



ASS" ( 

Ass de sterla. Jssi di Jaggio o di 
castagno Jesse o scvepolate o die danno 
indizio d'avere a riuscir tali fra breve. 

Anda in su T assa. fig. ' Morire. V. 
Cagar^U e Colzetta. 

A assa brutta. ' Exahrupto. 

Casee de Tassa. y. Casee. 

Chi no rcsega no fa ass o Chi no 
xesega no rosega. fig. Chi non ^ arri- 
schia non aequista. 

F& a assa brutta. Far sui due piedi. 

Pianta d'*ass o bonna de fa ass. 
Albero segaticcio, 

Vegnl a assa brutta. Fenire a mezza 
Jama^ Piglidr di Jilo. Sirignere fra 
T uscio e il muro. 

Vqss a r assa. Essere al verde. o alia 
macina o infondo, Essere all* esti*enio 
o al fine, di checchessia. 

\^^s in su r assa. ^g. Esser suUa 

hara^ cio6 morto. 

Assa de coccer^ Pedtma. Quella parte 

della serpe di una carrozza su cui 

' i cocchieri posano i piedi. ' 

Assa de la carna. Tagliere, Legno piano 

su cui si taglia la carne. 
Assa de la c6moda .....', Il isc'derino 
della sedia per uso d* andare del corpo. 
Assa del earner. . . • Il seder ino » o fisso 
o mobile 9 dei cessi. 

Assa (e com. i Ass) delciccolatt 

Asse di legno , rigirata da un sottilis- 
simo orletto pure di legno alto dai 
tre ai quattro centimelri » suUa quale 
si raettono le pallottole di pasta da 
cioccolatte calda che, seguitandosi a 
dibatter V asse , si distendono in bo- 
gli. D' ordinario ognuna di queste 
assi e capace d^una quarantina di 
bogli che distesi si fanno scivolarc 
8u altre tavole a freddare operando 
ai che escano per quello'dci lati in 
cui r orletto e mobile. 

issa de la coUa Quella sulla 

quale i falegnami impastono con ac- 
qua e calce viva il cacio sciocco per 
fame mastice. 
Assa del lett .... Ognuna di quelle assi 
che costituiscono il fondo della lettiera. 
Assa del pan. Jsse. Quella ovc si mette 

il pane a lievitare. 
Assa de soppressa i vestii de donna .... 
Quella laYola che le stiratrici intro- 
mettono negli abiti da donna per 



44) ASS 

poterii comodamente stirare f cnzs che 
s* increspino. 

Assa de stua , e com. al pi. Ass de stua. 

Quelle assi sulle quali i ciam* 

' bellaj distendono i dolci. 

Assa del telar Il sedere su cui 

si posa il tessitore quando sta lave- 
rando al telajo. 

Assa di formaggitt Quel taglie- 

rino su cui si posano i cascini {quae" 
ciroeu) cnlro a** quali. sta il latle qua- 
gliato che ivi s^insala per conformarsi 
in caciuole(yb/7nflggi// ) , e ponsi itt- 
clinato per dare modo al siero d^ascir 
dai cascini e scolare. £ affine al Sa- 
ladSr. y. 

Varda su Passa di formaggitt. Hg. 
y. Forma ggin. 

Assa di pagn o de lavk i pagn. Vassojo. 
Tavoletta de^panni da layare. 

Assa di piatt. Stovigliaja(* fior.), Quel- 
Tasse con Varie incanalature sulla 
quale mettonsi le stoviglie o i piatti 
a colare e asciugarsi. Il Dressoir dei 
Francesi 'e la Vascellea de*Genovesi. 

Assa di stgg del la It. y. Anima* 

Assa per taja foeura Quella 

specie di tagliere sul quale il calzo- 
lajo ritaglia le pelli onde fa i tomaj 
delle scarpe , ecc. 

Ass&a {che anche didesi^a Ska.) Sola. Jsse, 
Quel legno ch'entra ne'mozti delle 
rUote di carri, carrozze o siitaili, in- 
torno alia cstremita del quale esse 
girano. Nella Sala si osservano , se- 

,' condo il hit. art. ^il Corpo ^x Denti y 
i Fusi , le Spallette. 

Assada. Jssito. Tavolato. Tra mezzo d^assi 
coramesse ins i erne 9 fatto in vece di 
parete o chiusura. 

Assafelida. Assa Jetida. Assia Jhtida e 

' idiot. Zaffdtica o ZalfiHca. Gomma che 
si trae dalla Ferula assa foetidaLin. 

Assagg(Pezz6tt d'). K Pczz^tt. 

Assaggindur. T. di Zecca. Sa^giaiore, 
Quello tra i zecchieri che ha per uf- 
ficio di saggiare le monete e le paste 
d*oro o d'argcnto per riconoscerne 
la bont^. 1 diz. accennano che par- 
landosi di chi saggia le monete si usa 
meglio dive Saggiatore che non As-- 
sag^iatore; e noi Milanesi, a^quali noii 
basta Tanimo di dire Assaggid^ ma 
che siamo eostretti dalFuso a dire 



ASS ( 

Saggid^ slamo poi astretti dalTuso 
medesimo a dire Jssaggiador'pmXlosio 
che SaggiadSr, 

As^^t. ri Assaltam^nt. 

Assalt2i. Assalire? Jggredire. Jssaltare. 

AssaltSia. Assalito. 

0mm assaltaa V h mezz mort .... 
Oltre cbe al senso poshivo questo det- 
tato si usa per indicare -che V uomo 
colto alia sproTvista h posto ageyol- 
mente in imbarazzo e superato. 

Assaltam^nt. Jssalto, Assalimento, jissal- 
tamento, Jggressione? Jssassinamento. 
Jssassinio, Jssassinatura. Attentato 
di spogliare altrui alia strada. 

Ass&scia. Jssaccia. 

Assassin. Assassino •— Scherdno, 

Ass^e. Jssai, Molto. Dimolto, 

Ass^e. Ahhastanza, A bastanza. Assai, 
Ghe n^koo assee. JTho abbastanMu, 
Ife ho assai. Dal franc. Asse%, 

Dagben a vun tant cbe sia assee. 
y. Tant. 

Assign. Assegnamento* 

Assegnka. Assignato(hlh .hMsAnAssignat), 
Polizza di debito dello Stato pagabile 
' con beni nazionali. 

Assensia. F. Sensia. 

Assentli. Accertare> Dor per certo, Assi" 
curare. Spacciare. Asseverare. 

Assentaa. Asseverato. Assicurato^ ecc 
D2t per assentaa. Dar per certo, 

Assentadam^nt. AccerUUamente. Per eer- 
ie* Sicuramente. Al sicuro. Di sicuro. 

Assessdr. Assessore. 

Assett. 8. f. pi Due corti regolelti 

di legno cbe posti fra dita e dita 
della dcstra e dibattuti Tun contro 

' r altro per moto della destra stessa , 
Aiandano quasi quel suono cbe altri 
cavano dalle naccbere o castagnuole. 

Ass^tta. Assicina* Assicella. Asserella. 
Asserello. 

Assettin. s.m. eAssettlnna. s. t.Asserello. 

Assettinoeik. s. m. . • . . Dim. di Assettin. r, 

AssldoY. Assiduo. Diligenie, 

Assist. Assistere. 

Assistant. Assisiente — - Assistent de d- 
landa. K Filanda. 

Assist^nta. s. f. Assisiente, 

Assistenza. Assisten%a. 

Associaa. Associaio, 

Associa ss. Associarsi. 

Associaziou. AssociaMione, 



45 ) AST 

Ass61t. Assolto, Assoluio, 

Assolulissimam^nt. Bisoluiamente, Asso* 
luio. Assolutamente, 

Assoluzidn. Assohaione. Proscioglijneiito 
da^peccati. 

Ass61 V. Assolvere.Prascio^ier dai peecaU' 

Ass<Sn. Pancone, Fra noi VAssdn k pro* 
priamente quella tavola cbe ^ grossaf 
da un^onciaai ciiique quarti d^onciat 
cioe dai 5o ai 6a millimetrL . 

Ass6n Rotella • di legno pesante t 

grande quanto una forma • di cacior 
lodigianoy cioe larga circa settanta* 
cinque centimetri ed alta circa dieci» 
cbe si sovrappone alia forma stessa 
. per gravai'la quando k posta ad as- 
■ sodarsi sul cosi detto Spersdr, Alcuni 
la cbiamsmo TondhlL V. 

Assdnt. Assunto. Inearico, Incwnhenui, 

A5sortid6r de seda. Assortitore? Golui 
cbe separa le diverse specie di sete 
per fame gli assortimenti. I diz. re->' 
gislrano Assortitore per cbi fa k> stesso 
ufiicio in fatto di coralli* 

Assortii. Assortito, 

Assonli.Fo/Tuio. Provueduta. 

Assortim^t. AssortimetUo. FomimeiUo, 

Assoss^nn. Assai, Molto. Dimolto i e sdi. 
Dimoltone, Vn A;u:Atf Sossenn. 

Assueffil, ecc, V, Suefla, ecc, 

Asta. Asta? I calligrafi intendono' per 
questa voce ogni linea -del carattere 
o media o discendente o ascendente* 
la quale sia larga quanto il cosi delto 
pi6 di penna^ i diz. intendono per 
aste solo quelle linee dei caratleri cbe 
escono per di sopra della riga. K Peit*' 
d^nt — \e&A ai ast • . . . Dicesi di 
cbi incomincia appena a imparare a 
scrivere segnando le prime aste. 

Asta. Sdlo, Fusio, Dicesi del fusto di 
bilancia, stadera simili. 

AstQ. Thcca. Per es« Ona beir asta d^omm 
o de donna. Una bella tacca d' uomo 
o di donna. Una bella .taglia di uo- 
mo. Un bel taglio d* uomo, 

Asta. Incanto. K Tr6mba nel a.* sig. 

Asta. T. de* Panier Ognuna di. 

quelle gretoline cbe ih lin^a diagoilale 
o spirale si vanno incrociando fra i 
cosi detti cors e ilcoai detto pientaa 
d^ un paniere. Le aste determinano la 
quantity dei corsi^ percb^ finita ogni 
asta ricomincia un nuovo ecrso* 



ATT 



( 



Asia per Ast6n, V. 

Asia de fontanin. r. Fontanln. 

Asia del pendol. T. degli Orol. Verga 

det pendolo? 
Asta del temp. T. d^Orol. Asia del tempo. 
Astegais^* AstenersL 
Astegniku. Jstenuto* 
Asterisch. Asterisco, 
Asti. Jstio. Aschio, Livore. Per es. Pien 
^9A\.i.Astioso> AscJUoso. Avd de Pasti 
con vun. Astiare. Adastiare alcuno. 
Astinna • . . . Ognuno di que^ bracciuoli 
d^una c9iSS9i(incassadurtC) da dccbiali 
che moUeggiando assicurano gli oc- 
chiali stessi alle tempie di chl 11 porta. 
Ast6n(sul Verbano). Pennone della vela. 

A5t6n {che andie dicesi Asta) 

Gclso di tre anni crcsciuio.a diametro 
di circa mezzo decimetro, quale si 
suol levare dai vivaj c trapiantare 
cola dove ba da vivere. 
Astor&a. v. a. Trat^iato. Sviato. 
m A1 gh« ]a d« tant larga, 
» Che el gioyen aitoraa 
» Voreya anda soIdaa.i* (Mag(.Confl.Men.). 

Astracin. T. de^Pellic Pclle 

agiiellina dUstracan , detta ancbe dai 
Francesi Astracan, 

Astrac^n ondaa La pelle sud- 

detta nera. 

Astrac&Q ordinari .... Pelle agncl- 
lina nera4inta Kalmutzky. 

Aslradm rizz .... Pelle agnellina 
d' Ucrania nera riccia. 

Astrac4n zenerin .... Pelle agnel- 
lina di Crimea bigia. 
Astr^itt. Astratto* 
Astrazidk. Jstrazion di mente. 

PaU TasftrazioD. Patir d* astraUag- 
gine o sbadataggine* 
Astregb o Astricb. F. Llistregb. 
Astuzia. Astuua; il trovato di cbi k 
asluto: in senso di Astutezza o sia 
facolt^ di trovare asluzie non e in 
nso fra noi. 
Alem. Attimo. 

. Su r atem. Suhitamente»In un dttimo. 
Aterga, At^nt, Alenzion, AtiV, ecc. F. 

Atlerga, Att^nt, ecc* 
Att. AUo, 

Ai att. Ledum, A^i ordini, Formola 
o soscrizione legale deVescritti^ che 
vale: Non se ne faccia altro. 
Att de fed. AUa di fede. 



46 ) ATT 

Boeagna fa on att de fed. r. Fed. 

Fk i att a vun. Procedere giudicia- 
riamente contro alcvno, 

Retegni come on att de fed . • . . 
Credere per certo, fermamente. // 
croi7 tant ce qu^ on lid dit comme un 
article de Jbi dicano i Francesi. 
AttaGcati*ice. Ad. ra. e f. Appiccaticcio* 
Contagioso, Attaccaticcio, Queato idio- 
tismo 6 comunissimo a^nostri giorni, 
e fu consacrato da un nostro egregio 
poeta in que^versi: 

« Ch'el lan dr Peppa e Nice e Doralico 
» Che quest 1* e propri on mal attaccatrice. » 

Molti^simi soglfono ancbe fra noi strop- 
piare stranamente certe voci» altre al- 
lungare, altre frangiare. Per cs. fra 
mlUe dei nostri ancbe non affatto idioti 
. i quali vogliano dirvi d^ aver soiTerto 
un^ Encefalitide o un" Angina 9 cevio pitk 
di novecento vi dicono Gh'hoo avuu 
ona CefaHtica a la testa ^ o on'At^na 
in gola, siroppiatido e al tempo stesso 
favellando cello strascico bencbe per 
altro modo dai comiine; e forse la col- 
pa non e tutta loro* come non e sent- 
pre tutta di cbi grecbcggia a dirotta. 
Di strascicature siflfatte molte alu*e ne 
abbiamo ancbe per cose notissime, 
p. es. / lavor de la bocca, I zij di 
0SUCC9 e simili, che Ic piii volte di- 
ciarao cosl e non scmplicemente i Idr 
vor^ i zij come pvir si dovrebbe, non 
. usandq npi quisle voci in altri scnsi 

traslati come le adopera Titaliano. 
Att^ccb. av, Accanto. Ailato, Presso. Fi- 
cino. Accosto. {yicino, 

Attaccb attaccb. Allato ailato, ricin 
St4 attaccb. fig. Stare ai Jianchi. 
Tener ricordata altrui alcuna cosa. 
Attaccb. s. m. Jmoretto, Amoruccio. 
Attempaa e deriv» F» Tempaa, ecc» 
Atteut. Attento — Sta attent ( in m. im- 

pcr.). Bada. Statli avuertente. 
Attenzion. Atlenzione. 
Attenzidn. Finezza. Officio, OfflciosHa. 
Cortesia, jRiguardo. Piacere — Ancbe 
1 Franc, dicono Avoir des attentions 
pour gitelqu'un , nello stesso senso in 
cui noi diremmo Usd di attenzion a vun* 

Attergi Attergare una decisione 

ad un ricorso. 

Atterg^a. s. m La decisione seritta 

da tergo ad im ricorso. 



AUT ( 

Atlesta. AtUstare. 

Attestia. s. m. AUestasuonem 

Attlv. Aids^o. 

Attiy2i. Jttuare. Porre in utio. Mandare 

ad effetto. 
Attivitaa. AUivitd. Speditezza, Proniezza. 

Yivacitk neU'opcrarc. 
Attivitaa. s. f. Debiio aiUvo. Creditor Vzi- 
tivitaa Te cent, e la passivitaa hin 
milla. Ha crediio cento e dehito ndlle. 
Attivitaa. T. degli uffizj. Azione* 

Mett in attivitaa. Mettere in azione^ 
in lavoro » in opera. Adoperare* Ta- 
lora h Mandare ad effeUo> 

Yess foeura d* attivitaa. Jfon essere 
piik adoperatOm 
Att6r. AUore, 
Attdrna. AUorno. Iniomo, 

Anda attorna. K. in Anda. 
Attoraa attorna. Tutf all' in giro. 
Manda attoraa. Mandare aitomo , in 
giro, or qua or Id. 

Pass port4 attorna. fig. K Porti. 
Attrassaa. Arritrato. 
Attriz. AUrice. 

Auge(Vess in). Essere in mige(Fag, Conie 
di Bnc, 1 9 a). Essere neWauge suo^ cioe 
al colmo della felicita , degli onori, ec« 
Aulich. Aulico* 
Auna. Auna. 

Aurora. Aurora — L** aurora rind6ra. 

V aurora ha i' oro in bocca. Dicesi 

per denotare il vanlaggio che si ri- 

trae dalPalzarsI per tempo dt letto. 

Aut&ut. O here a affbgare, y. Fenestra. 

AiTtaitt; o on ziiTol^ o on flaut. Uscian- 

ne una voitay o Cesare, o 'Nicco1b> 

Autorit^a. Autoritd •— Usato com. al pi. 

dicesi per Persone in carica. 
Autorizza. Autorizzare. 
A utori zzaa . Autori^zato. 
Autorizzazi6n. Auiorizzazione{k\h, bass. 

e Voc. un.). 
Autordn. Autorone ( Guadag. Poes. 1,6). 

Scrittore di gran yaglia. 
Autun. Ir^ufunno. Temp d^autun. Tempo 

autuMiale. 
Autunln. T. teatr. .... Cosl chiamasi 
da noi qnella ^tligidrie teatrale che 
corre dal finrr d^ oltobre al dicembre 
innoltrato. In rignardo a tempo qne- 
8to nosfro Atttunin corrisponde alia 
Fralma de'^piescalori chioggiotii e alia 
Famima de"* contaditri bellunesi che 



47 ) XV A 

vale Infra liyemem, cio^ att^autunnb 
innoltrato, all^'entrar dd novembre. 
Ava. K Avi. 

Avail. i^poZ/o. Sp. dimalleveria cambiaria. 
Avkll. y. Vall. 
Av^na. Tobacco d'Avana. 
Avania. Avan\a, Angkerla, 
Avant2icc. T. di Stamp. Vantaggio. Quel- 
Passe che ha una piccola sponda da 
capo e dai due lati, sopra la quale 
il compositore assetta le linee dopo 
che le ha composte. L** assicella incana- 
lata nel yantaggio si cbiama Balestra 
cosl in milanese come in toscano. 
AvantJicc(Vesseghen d**). Lo stesso che 

Vesseghen d'avanz. K in Aviuu. 
Av^nti. Avanti, Innanzi. Jvante. Nanti. 
Noi per6 Pusjamo in questi soli modi: 
Avanti! EntrL V Herein dei Tede- 
schi detto a persona cbe sentiamo 
bussarci alP uscio , per accennarle fa- 
colta di entrare. 

Avanti! Trana; cio^ sbrigati, cam- 
inina, va innanzi; il Perge dei Latini. 
kvhnz. Avanzo, 

Avanz de Troja. Carogria fig. 
Fh r avanz de Carlin matt o di 
alchimista. K Alchimlsta. 

I avanzi di Troja. sch. Jtosumi. 
Rilievi, Gli avanzi della mensa. 

Vesseghen d* avanz o d'*avantacc. 
Esservene iT avanzo o di vaniaggio o 
da vantaggio. Esservene oltrc il biso- 
gno o il dovere. 
Avar.^i'rtro. r. anche Esds e Tegn6n fig. 
Deventa avar. Gettarsi alP auaro, 
Inavarire» 

FJi Pavar. Avarizzare. 
Puttost avar. Avaretio. 
Yess avar minga mal. Esser avaro 
la parte sua, 
Avar^sc. Auaraccio, Avarone. 
ATiirizia. Avarizia, V. Tegnaria, 

Crcppa Pavarizia , e s'^cioppa la lus- 
suria. E muoja t avarizia H^Fag. Ingan. 
lod. Ill, 1 5). Talora voi lo dite a chi 
volendo mostrare di darvi molto , vi 
d& poco; e talora lo dice quel mede- 
simo che dalP avaro si trae improv- 
viso al liberale. 

Dass a Pavarizia. Gettarsi aW avaro* 
Inavarire. 
Avan5n. Avarone^ V. Tegn6n fig. 
Avaronon. Avaronaccio. 



AVE ( 

Ave. Ave> jl0emmaria» 

On pater, e on . av^ f egond el so- 
let. Eccoci alia canzon deW uccellino. 
. .,£' nan sa Jans il latino eke per gli 
attivi. Dices! di chi non sa variare 
il suo parlarey di chi yi ripe^e sejor 
pre quel medesimo. 
kvh. Autre, 

Avegb del matt, del ciall, ecc. Piz- 
zicar di pazzo^ di sciocco^ ecC'Asfer 
i' del tnoccicone (TanciaL Y, 5.). 

Aveghela o Avella-su con vun. Averla 

con uno, At^ere il haco con wio. Aver 

tarlo con uno. Esser adirato, aver 

rabbia, ayer ira con qualcuno. 

. Ay egh pn.poo del tal . Aver I' aria d'tin 

. tale. Arieggiare un tale, somigliargli. 

Avegh queic6ss. Possedere. Avere 

Jacoltd 9 rendite » patrimonio. Esse re 

in tenuta; e parlandosi di beni stabili 

Aver al sole. 

Chi gbe n^ha ne god, e cbi no 
ghe n''ha se gratta. f^. Gratta. 

Ghi.n'*ba avunn^ba avuu. Clii ha 
tenga, e chi n*b ito peggio^ suo danno. 
Chi ^ ha s^ abbia, E vagUono la cosa 
^ fatta; stia come ella si troy a. I Nap. 
e i Sic. dicono in queslo senso Ac- 
: ifua passata non macina molino, 

Gb^hoo d''ay^ del tal on scud. /To 
ad avere. dal tale uno scudo. Fo ere- 
. ditore ,d' tmo ^cudo dal tale. 

Quell die no poss av^ ya cbc tel 

dom. Farsi onore del sol di luglio? 

. Il Nondum matara est , nolo acerbam 

sttunere.clxe diceya,de)l^uya la Volpe 

della favola. 

Vorii ayella o no ! Volete aver pa- 
zienza ? Che fretta avete ? Piano cite 
,. non si leyi polvere I 
Aye. Avere in sig. di Sentire^ proyar 
dolore, pena» ecc; p. es. Cosse gVet 
che te fee quij amorfi.' Ora eke kai^ 
cfiC'fai cotal viso?, 
Avegni ( Per T). Per I* avvcnire. 
Avell. r. NaycU. 

Avemaria. Jve Maria. Avemmarta. Prece. 

In d'*on^ayemaria. In men d' un'ave* 

^YemanaL, Avemmaria. Ognuna di quelle 

pallottoliuc da corona delle quali ue 

.^corronp dicci fra pater e pater. 

Avemaria infilzada. ^g. Ipocritino. 

Quietino. Mozzina — e auchc Two di 

stecco. Munvnia, 



48 ) AVE 

Ayent6r. V. Pdsta. 

Ay^rt. Aperto. Sckiuso, 

A brasc ayert. A braccia apert^ 
A coeur avert. Con cuore aperto. 

Avert. Svegliato. Sagace — Sturato (La- 
sca nov. 3.*). Di fino intendimento. 

Av^rt. Aperto. Acceso. Per es. Partida 
ayerta. Partita aperta. Conto acceso* 

Avert. Allentato. Crepato. Emioso* 

Avert. Scoperto. Sit avert. Luogo aperto. 

Avert. Shocciaio. Fior ayert. Fiore sboc^ 

Av^rta- Ad. di C6ra. K {ciato. 

Avirta. Ad. di Forma (formaggia). /^. 

Av^rta. s. f. Aprimento. Per es. A Taverta 
de la bot^ia. All* aprirsi della bottega. 
A Taverta del dtLZuAlTaprir delle porte. 

Ayerta (A V ). m. aw. All' aperto. 

Avert!. Avvertire. Ammonire. 

Ayertii. Avvertito. Ammonito. 

Ayes. fi. m Quel punto piii o 

men braccia sotterra oye trovi acqua 
che rampolla dalla ghiaja. La mede- 
. sima voce nel numero del piu (t thes) 
indica per estensione il letto o livello 
delle acque sotterranee della pianura 
milanese. I Brianzuoli cbiamano Naves 
tutte quelle scaturigini che dalla vetta 
o dal dorso dei colli scendono in val- 
le. Ora quel Naves ( probabilmente 
discendenza del greco poet, vaui scatu- 
rio^Jluo) mi pare che ci avvisi )^Aves 
essere la vera Vena naturale dell' ac- 
qua o Fena delF acqua nativa^ comr 
la cbiama il Capra nella sua Architet- 
tura famigliare nel lib. 11^ cap. ix. ^- 
Acquitrino , Polla , Alveo furono usati 
da varj per Aves; e d? Alveo parve a 
taluni di riconoscer buona autorita nel 
Diz. ccon. diel Fontana e ancbe piu in 
quel passo della Notte ove Parini disse 

« "^i.P^ ^ Mcchj 

• Gh« Mcndano e ritomino piangeoti 
» Dal cupo alveo dell* onda » ; 

ma di quelle tre voci le prime due mi 
pajono iafelici 9 e T ultima non cosi 

. apecifica da ben soccorrere in tutte le 
frasi che riportero piu sotto. Forse la 
voce .Sorgiurt (regislrata dall*Alb. enc. 
e dalla Mio.) e la piu corrispondent^ al 
nostro Aves « ])enche in qneMizionarj 
esposta con una spiegazioue alquanto 
diversa. dal valore cbe la voce ste^sa 
importa nel lesli ivi addotti.Ma se fran- 

. camcntc dirci Sor^va YAves dei pozzi. 



AVE ( 

non cosi liberamente chiamerei Sor- 
give gli Ai^s in generale della nostra 
pianura milanese — 11 car. Manetti 
nella sua Belazione sui pozti ariesiani 
parla d'*Acgue di sorgenUf di Scatu-- 
rigini e di Strati acqwferi 9 tutti , e 
specialmente gli ultimi , similissimi al 
nostro jives ^ ma non riporta alcana 
voce popolare toscana che gli corri- 
sponda. Mi si assevera che in Toscana 
si dica volgarmente Arrivare alVacqua 
qiiello che noi diciamo liivd a Paves 9 e 
me lo fa credere un passo del Machia- 
velli che riportero piu sotto in Trovd 
Vaves: ma ancorche aicuni incomincino 
ora a chianiare Prim^ Segond^ Terz^ 
QttartAues i varj strati acquiferi che si 
ritrovano interposti a diverse distanze 
fra strati terrei, calcarei, argillosj, ecc. 
quantunque non siano rampollanti 
dalla ghia]a,pure la nozion comiine, 
generale delVAves compenetra in que- 
sta voce non Pacqua sola , ma Pacqua 
mista alia ghiaja o al sabhtone; e 
perci6 BivA a Vaves^ frase importante 
. idea composta, non e tradotta a ca- 
pello con Arrivare aW acqua frase 
che importa idea semplice. Per ultimo 
^ da avvertire che siccome noi 9 tro- 
vato I'Aves e prosciiigatolo 9 ivi gct- 
tiamo le fondamenta degli edifizj, 
cosi parrebhe che ii Pancone toscano 
si polria da uno* scritlore far equi- 
Valere in potenza relativa, ma non 
in natura, al nostro Aves; giacche in 
Toscana quando troyi quella terra 
gialliccia e saponacea che dicono Pan- 
cone, tu posi con sicurezza le fon- 
damenta d'un ediiicio; mentre in Mi- 
la no le posi sAVAves da prima ra- 
sciugato; in Brianza quando giugni al 
Ceppi cio^ al sasso9 al macigno; in 
Romagna quando giugni al Fcrgine, 
cioe, cred^io^ alia terra non mai toe- 
ca — E un riscontro singolare quello 
dci raulini deWAvesa e delVAveselia 
in Bologna , per amor dei quali forse 
il Ferr. si caio a dire con poca for- 
tuna che la voce Aves provienc dal 
latino Abj'ssus, 

Alzass i aves Crescere, al- 

zarsi le acquc sottcrrance. 

J nves hin alt o hin bass ... II livello 
deiracque sotterrancc i alto o c basso. 
f'ol, L 



49) AVI 

1 aves hin alt. metaf. Egli ha gran 
fmfa^ Egli ha delta chiella^ cioe alba- 
gia, orgoglio. 

Moeuves i naves • . , . II mandar 
acqua delle scaturigini per innanzi 
esaitste. 

Sbassass i aves Calare , sce- 

marsi, abbassarsi le acque sotterranee. 

Sugass i naves Mancare af- 

fatto, seccarsi le scatungini. 

Trova Paves. Trovar I' acqua? Il 
Machiavelli nelPi^rie delta giiemi(li- 
hro VII 9 pag. a^p) dice : « // rimedio 
(alle cave 9 cio^ alle mine, facili a 
farsi dove le fortezze siano poste in 
luoghi Haiti ) ^ edijicare in piano % e 
fare it foXso che cinge la tua cittd 
(onto projbndo, che it nemico non 
possa cavnre piu basso di quello 9 che 
^ non trovi Pacqua 9 la quale h sola- 

mente nimica di qiteste cave, » 
Avi e Ava. Ape* Pecchia; c cont. Z^- 
pia. VApis mellijica Lin. — In citta 
parmi che si dica Avi cosi al sing* 
come al pi.; in campagna9 e sp. nel- 
PAlto Mil., dicono Ava al sing, e Avi 
al pi. — Aicuni Larieusi dicono Avicc. 
Avi salvadegh (o Mattaron o Mat- 
tell e al pL Matt^j). Fiu:o, VApis fucus 
degli entom. Aicuni con voci ambigue 
diconlo Bordone o Fatso bordone* 
Avon. y. la voce, 
Bisoeu. K la voce, 
Camola di avi. F, Camola. 
Garsenza. f^ la voce. 
No e semper san ruga in di avi. 
Prov. pressochh equivalente all* aliro 
No k ben reseg^ i corna ai boeu. 
y, Boeu. 
Avicc per Bisoeii. F, ; per Ava. ^. Avi. 
Avi4* Avido. 
Aviditaa. Aviditd. 

Avigg (o Avicc). r, Avi e Bisoeu. 
Avilii. Avviliio. Sbigottito. Caduto o Per- 

duto d' animo. 
Aviliment. Awilimento. Abbietlezza, Ab- 

biezione» 
Aviliss. Awilirsi* SttigoUirsi, Perdersi 
d* animo. Coder d* animo; ed esag. 
Atlibire, Costernarsi, 
Avis. Avviso, Ragguaglio, 

St^ su P avij. Siare suit* avviso o 
sulP intesa. Stare avvertito o avvisato, 
Avisadur. T. tcalr. Awisatorc, 

7 



B 



B. 



'ab4n. Bau bau. Verso che si fa ai 

bambini per inlitnorirli. 

Brutto babao. Figura da cimbali. 

Mascheron da/ogna. Ceffautto. Cef- 

faiUte, Beriuccione, Demonio. Viso con- 

Iraffatto, Dal greco Ba^a/a|, dice il 

Varon de Milan. 
Babao. Bazza. Sorte. Fortuna. 
Babbi. Muso; e con r. a. e della sola 

poesia Labbia. 

Bell babbi. f^so ghiotlo, Bel visino 

— Tolora si usa iron, per Figura da 

cimbali, Bertiiccione. V, Babko(Briilto). 
Gbe voeur olter babbi. Ci puoI altra 

barbd che la /ua(*tosc.). 
Babbi ant. usavasi per Babbo come da 
And& al babbi. Andar a babboriveg- 

goli, V. An da al cagaratt in Gagaratt. 
Babbi per Vkh\n{rospo)» V, Sciatt. 
Babbi. Minctdone, Babbione. V. Bad^e. 
Babilcmia. s. f. Babilonia, Conjusione. 

Tumulto; e parlandosi di cicaleccio 

confuso si direbbe Passerajo, Chiuc- 

chiurlaja, MoscaJQ* Pissi pissi, 
Baboin. Babbuino. La Simia sphjrnx Lia. 
iaboin e Faccia o Figura de baboin. 

Bertuccione* F, Babao(Brulto). 
Babuls. Babb^o. Babbuasso. F. Bad^e. 
Baccala. Baccala. Baccalare. Pesce basto- 

ne, Il Gadiis morhudLin, 
Baccala. Merluzzo, Ntisello. Baccala piu 

piccino detto Gadus meriucius da Lin. 

Save de baccala. Puxzar di baccala* 

Bacc&n. BacCano — Se A per allegria 

dicesi ancbe Gazzarra o Gazzurm. 
¥\i baccan o F4 del baccan. Lo 

stesso»che Baccan^. J", 
Baccan&. Sbaccaneggiare, Far baccano o 

baccanalia o baccanerta. 
Bnccan^ri. Baccaneria. Baccano* 
Bacrh. Bncco — ^ Pari Baccb a cavall del 

vassell. f^. Vassell. 
Barch^tt. Marza, Sbrcolo, 
Barchetf. s. m. sing. Fuscello. Bamuscel- 

to. Fnisco. FrCiscolo, 

Maa del bacchctt. K. M^a. 
Bacchett. Spoletto. 
Bacchctt. s. m. pi. T. de* Paoicrai. Stec- 

cke. Fincigli, Vimini rotondi, inticri 

o dimezzatiy che servono per fare 

ceslCy eestoniy eec. Sono diyersi dai 



Tapp o Fdrol o FerolbU, cioi dalle 
schegge piatte che si traggono dalle 
mazze piii grossc de^ castagnuoli , del- 
le betule, dcgli ontani, ecc. 

Bacchctt de la bicocca. Cbstole. Cosie, 

Bacchett del pian del tore. T, di Stamp. 
Lastrine del dado del pirrone (cosi 
TAlb. enc. in Dado)* 

Bacchett del telar o de la lila o di coo. 
T. dei Tessit. Compasloj. Canne o 
regoli che s' intei-pongono fra ordito 
e tram a per tcnerli sollevati e dare 
il pas50 alia spuola. 

Bacchett di lisc {deUe ancke da altri 
Basgeritt o Lisciaroeu). T. dei Tessit. 
Licciarbli. Liinghi regoli di legno che 
reggono le licciate. 

Bacchetta. Bacchetta. Ferga* Scurlscio. 
Scudiscio. 

Comandk a bacchetta. F, Comanda. 

Fa pass^ per i bacchett. T. mil. Bac- 

cliettare* Punire un soldato facendolo 

andare tra due file di commilitoni che 

lo battono coUe bacchette. 

Passa per i bacchett. T. mil. Essere 
baccfieitato. Passare per le bacchette? 

Bacchetta. GrdtoUi* Ognuno de'^yimini 
d^una gabbia da uccelli o d'^uoa rocca. 

Bacchetta. Camdlo. Fetla* QucUa verga, 
per lo pid di corni61o, con cui i ma- ^ 
terassaj battono la lana siU graticcio. 

Bacchetta. Camdto. Cosi dicesi quella 
verga con cni si battono i panni. 

BacchetU. T. di Fin. Staza? Staglia? 
Asta sottile e tonda di ferro che usano 
i gabellieri per misurare i liquidi, 
riconoscendo per essa Paltezza, la lun- 
ghezza e la circonferenxa delle botti. 

Bacchetta. Bacchetta, Vcrga tonda di 
acciajo, legno od osso di baleoa che 
serve a calcarc la carica ncUe canne 
delle armi da fuoco portal ili 9 ed an- 
che a ripulire le canne stesse. Le sue 
parti (secondo il Gr. e il Diz. art.) 
sono Capocchia o Battipalle, Collo^ 
Astan e Punfa^ o terminata in Cava- 
stracci, o vitata per innestarvi il ca- 
vastracci medesimo. 

Bacchetta. Bacchetta(Alh, enc. in Arma- 
re). Nome di ciascuno di que' rego- 
letti di ferro coi quali si sprangano 



BAG ( 

le inretritte in ognuno di que* luoghi 
ove sono le laminette di piombo nelle 
quali furono incassati i vetri. 

Baccb^tta de vescb. Panidne. Fergone. 
Terga invescbiata con cui si pigliano 
gli uccelli, uccellando colla civetta. 

Baccbetta del moriDell. T. di Stamp. 
Pernio del torckio (Cbamb. Enc). Ver- 
ga di ferro cbe e ranima del ruUo 
de^ torcbi da staropa , delta dai Franc. 
Broche du roidcau de la presses 

Baccbetta del terap. T. degli Oriuol. 
Asta del tempo, Fusto con due palette 
e due punte, una delle quali entra in 
un foro fattb nella potenza, e Taltra 
in qnello del bracciuolo deirorologio. 

Baccbetta del ya-«-ven di niolin de 

seda Cilindrctto cbe regge 

it moto del valico da seta. 

Baccbetta. Scurisciare* Scudisciare, Nci 
diz. Baccheitare e soltanto term, milit. 

Baccbetta. T. di Fin. Stazare? 

Baccbctt^da. Baccliettata. 

Baccbettadjira. T. di Fin. Stazatura. 

Baccbett^e. Bacchetione? {M^inucci Nota 
al Malm. II, i). Uomo armato di yerga 
cbe si ya aggirando pei contomi della 
cbiesa nelPora cbe vi s^insegna la 
dottriua cristiana, per impedire ai 
fanciulli od altri di fare cbiasso, e per 
ayyiarli alia dottrina stessa; talora, 
fra"* borgbigiani e i contadini ba pure 
r incarico di fare da Svegliarino con 
cbi dorme in cbiesa. f^, Baccbettera. 

Baccbettee. Eamarro, Secolare cbe fa da 
regolatore delle processioni. II BaC" 
chittdri dei Siciliani. 

Baccbettera Nelle cbiese di 

campagna ^ detta cosi quella donna 
cbe ba incarico di risvegliare le com- 
pagne qualora sonnecchino, o acquie- 
tar le ragazze se fanno cbiasso toccan- 
dole piii o men forte con uno scunscio. 

Baccbettln. Fruscolino. Fuscellino. Fit- 
scelluzzo. Bruciaglia, 

Baccbettbma. Bacchettina, Bacchettino. 
Bacclietiuzza, Fergella, f^ergketta. 

Baccbettinna de vescb. Paniuzsa, Poe- 
nihzzola, 

Baccbett<Sn. Matza. 

Baccbettdn del vescb. Fergello, Mazza 
intaccata nella quale si ficcano le pa- 
niuzze(i baccheU\nn) per uccellare a 
civetta. 



53 ) BAD 

Bacc1iett6n per Beat. I^. 
Bdiccbettdnna. Mazza* 
Baccbett6nna per Beata. r. 
Bacco baccon(Per bio). fT. in Bio. 
Baciliccia. F. C<5nca(ac^tMi/o). 
Baciaccol . s. m . pi. Bozzacehioni* Bariglioni 

cascanti. Si dice scberz. per Poppc 

.di donna flosce, vizze, cascanti. 
Baciaccoh s. m, siug. Baggdo. V> Badee. 
BaciaccoU. TaUamellare- f^ Bajafia. 
Baciocca. Ganza* F* Mordsa. 
Baciocca. Sciaguaitare. 
Baciocca. Tentennare, 
Bacioccb. Bambbcdo, 

La mia cara baci6ccb. Cuor mio. 

Speranza mia* 
Bacioccb e Bon bacioccb. Bonaccio. Buon 

pastricciano — Per CiklU V% 
Bacioccbin. Bamboccbto. 
Bacioccbin. Speranzina^ e col Macbiavelli 

nella Mandragora V9 a Nacchermo. 

Dicesi per vezzo a un bamboccino. 
Bacioccbin de fraa. Aristolochia, Atisto- 

logia clemaUte- Sirailoggi volg. di Tar. 

Tozz. Sorta di pianta cbe e Y Arista- 

lochia clematitesJAn, 
Bacioccbinna e Bacioccoei^. Speranuna. 

Voci vezzeggiative. 

« Balborin spcranca d*orii, 

* Car amor, bell bacioccaeu. » (Porta Riaa.) 

Baciocc6n. Bamboccione. 

Baciocc6ttr BamboccioUo. Bambocciont. 

Bacol o Bacquel (eke €tnche a maggior 
forza d* espressione diciamo Bacol de 
Saregn<) Baggiano. Baccellone. Baccel 
da vedoife, F* Badee. 

Bacol. Memhro ; con voce dottr. Pene \ e 
con voce scberz. o pedant. Mdntula, 

Bacolaria. Baggianata, Scen^iaggine, 

Bacquel. F. Bacol. ^ 

B^cquela. Baggda. 

Bacucca. F, Veggia. 

Bac&ccb per M6ff. F* 

Badi. Socchiudere, Babbattere, Parlandosi 
di usci o finest re vale semicbiuderne 
le imposte in modo cbe rimanga per 
esse alcun po* d^ apertura , sempre 
per6 minore di mezzo il vano. I con- 
tadini dicono Fess in bada o in ba^ 
dirofuta o in pollirceida parlandosi 
d^usci. Pare cbe questa voce venga 
da Bada^Badare^ Badi^io, giaccb^ il 
cosi rabbattere le imposte si fa le pid 
Volte dai foresi per la loro naturale 



BAD ( 

curioiit4 di abbadare sent* essere ve- 
duti ad altriii. £ singolare che i Pro- 
Venzali dicendo Badier o Badiero in- 
tendono spalancato: cosl presso di loro 
Pouerlo badiero vale Porta spalancata. 

B&da( Vess in). Essere socchiuso. K an" 
che Busiroedla. 

Bad&a. Socchiuso. r» anche Busiroeula. 

Badalucch tfBadaluccheri .^accono.CAzai* 
50. Bordello. Gargagliata. Pispillbria, 
JRomore — Dai diz. Badalucco e re- 
gistrato soltanto nei significati di sca- 
ramuccia o divertimento. 

Badan. Bambbcciolo. Bon badan. Buonfi" 
gliolaccio. Bonaccio.Buon pastricciano. 

Badan. Campanone. Battaglione? El ba- 
dan de Monscia. // campanone della 
Cattedrale di Monza. 

Badee. Baggeo. Babheo. Babbione. Bab- 
baldo, Bretto. Ignocco. Babbuasso. Bab^ 
baccio. Babbano. Babbaccione. Buac- 
cio. Baccellaccio. Baccellone. Baccel 
da vedove. Bacchillone. Baccellone da 
sgranar con un*accetla. Bachiocco. Ba- 
ciocco. Badalone. Baggiano. Baggia- 
naccio. Balbgio. Balocco. Baloccone. 
Barbacheppo. Barbagianni. Barldcchio* 
Basdo. Fagiuolo. Navone. Pascibieto- 
la. Pascigreppi. Pisellone^ Pisellaccio. 
Sermestola o Ser Mestola. Cenato. Co^ 
gliluva o Cogliluvio. fantoccina, Nuo^ 
vo granchio. Nuovo pesce- Nuouo o 
dolce grappolo o grappola. Bdscio, 
Fantoccio. Gocciolone. Bietolone* Gna- 
tone. Marmocchio. Ghiandone. Galeone. 
Moccicone, Moccolone. Lavaceci. Lasa- 
gnone. Ignatone. Leccapestelli. Paccfua- 
no. Pappacchione. Palamidone. Zugo, 
Nibbiaccio. Uccellaccio, Mazzamarro- 
ne. Mangiamarroni. Merlotto. Mellone* 
Mestola. Tulipano. Arfasatto. Cliiurlo, 
Ceppo. Ciocco. Decimo. Tempione, Uc- 
cellone, Uccello. Zoccolo. Zufolo. Cor-' 
bellone. Bombero. Brachiera/o. Pappa- 
lardo, Pappalasagne, Scempione, Moc- 
done. Pioppo. Tambellone. Pollebbro* 
Bighellone. Scipiio. Scimunito, 

Badee. a. m. pL (gergo). Granelli. 

Sgonfia i badee o i menus. ^.Meniis. 

Badessa (e piu com, Madcr badessa). 
jtbbadessa, Badessa, 

Pari ona mader badessa. Star gonfia 
pari pari o Sfarsi badiale parlandosi 
di donne ^ e scberz. JEsser una basoffia. 



S4 ) BA0 

Badla. Arte, Opera, Magistrato cKe g\k 
tempo malricolava gli artisti e rende- 
va loro ragione; ed ancbe il Luogo 
ove si adunava talc magistrato. 

Passa badia* Matricolarsi^ cioe su- 
bire gli esami per ottencre il diritto 
di esercitare un''arte. Ella h matri- 
colata giojelliera. Berni Rime. 

Badial. Badiale, Stupendo. 

Vess badial e loffi. r. L6ffi. 

Badila. Lo stesso die Bajra. ^. 
Baloss de badila. f^. Baloss. 

Badildn. P^oce usata nella frase Godcs- 
sela a badilon. Darsi tempone* V^ Fa 
gogbetta in Gogbetta. 

Badin Nel Basso Milanese cbia- 

mano per tal nome que*^ contadini 
delPAlto Milanese cbe in alcune sta- 
gioni scendono ad ajiitare nei lavori 
agrarj della pianura. 

Badina. Scherzare, Celiare. Motteggiare, 
Piacevoleggiare. Voce pretta (r,Badin€r» 

«( Ma Te ben ck*e1 le tanja, 
» Come fcmm nun, smorbiandj 
V Ridcnd e badinaud ...» ( Brand. Spa«^ 

Badinna. Fbce usata nelle Jrasi seg, 
Ave scuccaa badinna. E lo stesso 
che Ave sonaa el zuccbell. p\ Zuccbell. 
Badinna e bado , berta e grugnolo. 
Ciccheri ciaccheri. Modi di dire cbe si 
usano per esprimere non essere con- 
cbiusione in quello a che si riferiscono. 

Badinna. Piuma. Fetiarella. Per es. On 
capell cont i badinn. Cappel donnesco 
coUe vettarelle. 

Badiroeiila (Vess in). Essere soccluuso, 
y. Bada e Busiroeula. 

BalF. P^oce usata nella frase No dl n^ 
biir ne bafT. Non far nh motto ne totto^ 
nh uti nh tuti. Vale star cbeto cheto. 

Baffi. Lo stesso cite Barbls. p^, — Cont i 
baffi. fig. Squisito. Esimio, Eccellente, 

Baffi. met. Barbassbro, Caporione. 

Baffiett. Basettino. 

Baffidn. Ace. di Baffi. F» in Piaseron^ 

Baffidn. Basettone, Chi ha gran basette. 

Baga. Sbesfazzare, V' Sbagascia. 

Bagagg. Bagdglio; e al pi. Bagdgli. Ba* 
gdglie. Bagaglia — Il suo dimin. e 
Bagaglible — Una brigata di bestic 
da soma cariche di bagaglie e dctta 
Salmena — Que' cbe portano o con- 
ducono le bagnglie militari sono cliia- 
mati Bagaglionif Saccardi^ Galuppi, 



BAG ( 55 

F^ bagiicc. FarfagpUo, Fiar U baiU. 
Prepararsi a partire. II Flier bagage 
dc** Francesi. 

Bagaggella chiamano in varie parti del- 
PAlto Milanese la Rana arborea. f^. 
Ranna de aan P^der. 

B«gagg^ri. Bagagliume. 

Bagaj. Fanciullo. RagazzO' Rabacchio, 
Marmbcchio; plebejam. Citto. Ci^olo; 
e vnUFantino* Fantello,Fante,Fancello, 

Bagaja. Fanciulla. Ragazsa^ e pleb. CiUa. 
CiUola — Bagaja nei diz. vale Ossior 
eania sorta di frutice spinoso. 

Bagajada. Ragazzata, Bambinaggine* Pue- 
rilita.Fanciuilaggine.FanciullezzaFan- 
citdlerla* Fantocciata. FanUlitd. Fan- 
tocceria. Fa di bagajad o F^ el bagaj. 
Fanciidleggiare. Bantbineggiare, 

Bagajn o Bagain. FancitdUno. Ragazzetto, 
Ragazzino* Ragazzuccio. Ragazzuolo, 
Rabacchino. Rabacchiuolo, Cittolello, 
Cittino. Fantolino* 

Bagajuna. Fanciullina. Ragazzina, 

Bagajoeu. FancitdUno. V, Bagajn. 

Bagaj do. Bamboccione* Bambolone, Fan* 
ioccione ? 

Bagajdtt. BamboccioUo, 

Bagarin e Bagarinett. Dim, di Bagher. F, 

Bagascia. Sbevazzare. V* Sbagasci^. 

Bagassa. Bagascia. 

BagasMSn. Bagascione, 

Bagatella. Bagattella. Inezia. Cludppola. 
CUtffole* C/uappoleria, Frasclieria, Cosa 
frivola) di poco pregio -— Beccatella, 
Cosellina — Ciammengola — Baiocco. 
£l sara la bagalella de yint ana 
che ghe lavori adree. K. in Bontaa. 
Si! ona bagatcUa! Eh! la non h 
cosa da pigliare a gabbo, 

Bagatella. T. di Stamp. BoUello. Lavoro 
minuto. I bottelli sono quei lavori di 
settiinana cbe si fanno in gran nume- 
ro, come avvisi, cedole* sonetti^ ecc. 

Bagatt. CiabatHno, Ciabaitajo* 

Bagatt. T. di Giuoco di Tar. Papuno? 
*Il primo de** tarocchi. Alberto LoUio 
ne^suqi versi sul Tarocco lo cbiama 
il Bagattella, 

Scart4 bagatt. fig. Fotare il sacco. 
Dire tutto cio cbe un sa d^ allri. 

Scai*ta bagatt. fig. Dar sulla voce, 
Darla a mosca cieca, Abbassar visiera 
(Macbiav. Op. IX, 1 56). Sciogliere Gior- 
dano{¥»Z, Rime 111, i55). Dire il fatto 



) BAG 

svLo con francbezza, ed ancbe Ram- 
pognare uno senz'^alcun riguardo. 

Scarta bagatt. fig. Cavar fuori il 
limbello* Sciorre i bracchi. Sciorre la 
bocca. al sacco. Dare fuoco alia boai" 
barda, Cominciare a dir male di alcitno. 
Squaja bagatt. iig. Scoprire gli al- 
tarL y, Altarin. 

Bagber Specie di carrozzeita di 

cui V. in Legn — U Bdghero dei diz. 
e una specie di moneta. 

Bagbett o Mantcgh6tt Questa 

voce 9 cbe ^ il dim. della voce ber- 
gam^cvi Baga{otref otro)^ e usata sul 
lago di Como per indicare quegli 
otricelli od otri di pelle di cane o 
di capretto enfiati cbe i pescalori 
mettono ai capi di. certe reti percbi 
servouo a tenerle galleggianti. 

Bagian. Baggidno. Bagge'o, V, Badee. 
On bon bagian. Semplicione. 

Bagianada. Baggianata, Bessdggine. Bes* 
sezza,. Scioccheria. 

Bagianon. Baggianaccio, Babbaccione, 

Bagn. Bagno — Cost cbi va a bagnarsi, 
come cbi serve coloro che si bagnano 
cbiamasi indistintamente ^agiuitors e 
Bagnajuolo ; e Bagnatrice la donna — 
II bagnarsi e la stagione da ci6 diconsi 
Bagnatura — La stanza cbe precede 
quella del bagno a uso dclle persona 
di servizio dicesi Antibagno — Quella 
destinata a posarvi i panni de^ba- 
gnatori Spogliatojo — Lc cose pcrti- 
nenti a'^bagni diconsi balnearie, 

Bagn a vapor. Bagno da sudare o 
vaporoso, Stufa, II Sudatorium dei La- 
tini — Stufajbloy Stufarsi^ Stujatura^ 
Stufa secca^ Stufa umida sono voci 
inerenti a questa specie di bagno. 

Fa on bagn de vin cold a ona 
man o simili. Fare un bagnuolo di 
vin caldo a una mano ^- Farsi un 
bagnuolo — Dare tm bagnuolo. 
Pari in d'on bagn a vapor, y, Vap6r. 
TceA oqi bagn , des bagn » ecc. Pren^ 
dere un bagno » died bagni, Pigliare 
una bagnatura 9 ecc. 

Bagn. T. de^Tint. Bagno. Liquore im- 
pregnato d'^allume) orina e sostanza 
colorante cbe ^ nella caldaja o nel 
vagello per ammoUarvi i panni cbe 
Bi Togliono tingere. 
Bagn campusc, T$nta di campeggio. 



BAG ( 

Bagn frust. Bagno stracco o usaio. 
Broda, Quello in cut , per avei*vi gia 
tintoy rest an poche sostanze coloranti. 
Bagn guaa. Tinta di guado, 
Bagn oriana. Tinta oriana. 
Bagn pastella. Tinta scarlatia. 
Bagn roza. Tinta di robbia, 
Bagn scoeuden. Tinta di scatano. 
Bagn vascell. Tinta turchina. 
Dk rultem bagn. Dare I' idtuno bar 
gno. Dare I' idtima mono. Vale colorire. 
Bagn* Bag^to> Bagno. Tinovsa^ e in 
istile nobile Lavacro* Vasca di legno, 
di metallo o di marmo nella quale 
un si bagna, in cui si sta a prendere 
un bagno. La Baignoire de* Fr. -— Ha 
gradi o sedili per adagiarvisi. 
Bkgna. Intinto. V- Moeuja. 
Bagn4. Bagnare; e con voce pid inten- 
siya IndfagMire, 

Bagnii do 9 tre camis del sudor. 
Sudare due 9 tre eamice. 
Bagn4 el beccb. P^. B^ccb. 
BagnSi el nas. /^. Nas. 
Bagna el rost. Pillottare. 

Bagai i pagn Aspergercy 

cospergere d*" acqua le biancberie , 
spruzzare Tacqua sur esse per disporle 
alia stiratura. 

Bagn& i tinn, i vassej, ec. F", Tndaqiia. 
Bagn^ la bocca. Bagnarsi la bocca. 
Bey on gott tant per bagna la bocca. 
Bere un sorso per bagnarsi la bocca. 
"Bagnk la bugada. Dimojare, 
Bagna la eoiexnnikJntridere la calcina. 
Bagna la penna. Intingere la penna. 
Bagn^ la suppa. Inzuppare. Anunol- 
lare \\ pane col brodo* 
Bagnaa. Bagnato. 

Bagnlia come on poresin {p con fr, 
br. come on lavarin). y. Poresin. 
Bfign&da. Bagnantento. 
Bagnadinna. Leggier bagnamento, 
Bagnaroeu. Bagnajuolo, F. in Bagn* 
Bagnass. Bagnarsi, 
BagniSa. Inlinto. K Maeuja. 
Bagnmaria. Bagnomaria, 

Tira dent a bagnmaria. met. .... 
Indurre altri a checcbessia un po' per 
volta e si deslramente cb'*cgli faccia 
il voler tuo senza pur avvedcrsene 
se non in siilla conclusione. In certi 
casi potrebbe tradursi per Carruco- 
lare tino ; in altri per Trarre il filo 



56 ) BAI 

delta camicia a tino; • talora anche 
per. Di cheto — I Brians, (eke dicono 
A bajmaria ) V usano ancbe in senso 
attivo Fa a bajmaria^ cioe Far cbec- 
cbessia destraniente o lentamente. 

Bagnd Quel manovale che 

attende esclusivaroente alia cola (al 

bagnom) della calcina. 

Bagnoeu. T. de^ Mur. Cola, Quella spezie 

di bagno ove si fa la calcina. 

f A amadinn a . Grattugia := Canal in. Car 

Bagnceu per Bagn6. F, (naletto. 

Bagnuscia Frequentativo di Bagnli 

coniato sulla foggia di Basottd ed altri 
simOi* In qualcbe caso si polrebbe vol- 
tare nella frase Far lagume o guazzo, 
Bagol. Pecorina. Stereo pecoi*ino. 
Bagola. Scacazzare, 

Bsigolk, Batter la borra. Bubbolare, Tremar 
dal freddo o dalla paura, /^. Barbella. 

Bagola(Fa la ) Verso il Lodi- 

giano vale il granire del4tno. 
Bagon. Lo stesso die Sbagascipn. F, — 
Dal Bacchus de^Latini dice 9 non senza 
apparenza di ragione, il Far, mil, 
Bagordi ( V usiamo solo al pL). Crapula, 

Bagordo - Fa bagordi. Bagordare, 
Bag6ttera. Cocciubla, Enftatura cagionata 

da morsicatura di zanzare o simill. 
Bab. Pah ! Interjezione di maraviglia 

mista d^ironia e dileggio. 
Bai. Badile — Il Badilc (bat) e stretto e 
appuntato» ma con punta ottusa. La 
Pala(6a/ra) e larga ed ba il lato fo- 
diente riquadrato. 
Baloss de bai. Palajuolo, Spalatore, 

Bai de praa Specie particolare 

di badile cbe ha la pala assai larga. 
Bai per celia dicesi dalla forma la Milra. 
Bai. met. Forca, Capestro, MorbeUo. 
Baira, ecc. F, Bajra, ear. 
Bait. F. Casanza. 
Baita. Carbonaja. V, Carbonera. 
Bait a. Giaciglio. Giacitoj'o, Casella, Ca- 
panna da montanari , e spccialmente 
da carbon.iri montanini. 
Baita. Sin. di Carbonin. F. 
Baita. Casoito? Specie di capanno che i 
cacciatori si fabbricano ne'' paduli e 
ne'^laghi per istarvi nascosli ad aspel- 
tare i germani e siniili uccelli acqua- 
tici. Il Savj (Ornit. Ill, ii5) descrive 
la nostra Baita sotto il nome di Ca- 
S0U09 e piu innanzi nello stesso luogo 



BAJ ( 57 

accenna anche la Bolie sfondata da 
capb ch« interrata nel padule seryc 
al medesimo scopo. 

fiaj. Bajo. AggiuQto di maatello di ca- 
vallo o inulo ; e 9 secondo che questo 
colore caanellino languido ha dific- 
renze , dicesi Bajo chiaro , scuro 9 ca- 
stagno , focatO) lavato , bruciato » do- 
rato, acceso, maltinto. 

B&ja. Buria. Baja. 

Bi de baja. IHr da heffe ( Varcbi 
Ercol. I9 9). 

Fa de baja. Fur da buria , da scher- 
zo, Celiare. 

Giugk de baja o a nient. K Giugk. 
Henna baj. Sclierzare* Divertire, Far 
per dii^erUmeniOj per ispassalempo. 

Baj^. Ahhajare. Latrare. (mln. 

Baja soft a la cappa del camin. r, Ca- 

Se no baja Tun baja Tolter. . . . 

Si suol dire quando abbiamo facoltk 

di yalerci di piu partiti in alcuna cosa. 

Baja. fig. Gridare. Sgridare. Schiamaz- 
%are. Brontolare. 

Bajada. Gridaia. Rabbuffo. Canata. Binr 
canata, tdnceffo, V* Fellpp. 

Bajad de lirh, Babbuffi delP ottanta. 

Bajadinna Leggier rabbuffo* 

BajaiA. Anfanare, Jn/aneggiare. Oara" 
mellare* TaitameUare, Cicalare, Con- 
Tiene dire che Bajaffa e Bajaffdn sia- 
no di vecchia data , giacche il Varchi 
riprova come poco beUe le voci 56a- 
jaffatore , ^ajaffare e Sbajafftmi , in 
senso di cicalatore y cicala re , cicaloni , 
che usavansi a qae* tempi , se non 
in FirenzCy in Toscana o in Italia 
(Ercol. I, 146). 

Bajaffkda. Affoltata. Orsaia, 

BajaiFee* < Ciaramella. Jnfanatore, Chiac- 

Bajaffdn. i chierone- 

Bajalfon (che anclie direbbesi Baj6n). 
Gridatore, Schianuauitore^ 

Bajaflfdnna. Cfiiacdneratrice* 

Bajetta. Bajetla. Sorta di pannina leg- 
giere con pelo accotonato. 

Bajetton. Bajettone. Specie di sottigtiumc 
di lana. 

Bajla. Bdlia; con voci di stile piiui sol- 
levato Ntdrice, Laitatrice. AUevairice^i 
e con V. •. Bdila — Fra noi Bajla i 
nome rcciproco: Ic contadine chia- 
tmino coil la madre del bambino che 
«9s« allattanoy come qucsta chiama 



) BAJ 

Bo/Va quella donna cbo da il latte al 
8U0 figliolino. 

Ave i ann de la bajla c pceii i sca- 
lin del Domm. P', Ann. 

Da a bajla o Da via a bajla o l^tt 
via a bajla. Dare a balia. Dare ad 
allattare i figliuoli ad altrui fuorche 
alia madre. 

Dk a bajla o D& via a bajla o Mett 
via a bajla. met. Porre o Metiere o 
Tcnere a piuolo. Tenere a hggin o 
a disagio, Yale far aspettare tino pi& 
del dovere. 

Toeii ona bnjla. Prendere o Torre 
una baiia. 

Yess via a bajla. Essere a halia. 

BajUtta. Dim, e i^ezzeg, di Bajla. y. 

Bajll. Nutrire, Allattare \ e con voci ant. 
Balire. Bolire. 

Bajlidura. Balidtico, Prezzo che si da 
per allattare un bambino. 

Bajl6tt. Bdlio, Marilo della balia. 

Bajl6tt Cosl chiamasi dal balio 

il padre di quel fanciuUo che vieue 
allattato dalla balia sua moglie. 

BajI6tta. Baliona. Balia fresca c grassa. 

Bajlotlell. ^ Allie\^o{Fa^. For. Bag. 1 , 1 2 

Bajlottin / e Alb. Bass, in Nourrisson). 

Bajlottinna ^ Cost chiamansi dal balio e 
dalla balia il fanciuUo o la fanciulia 
dati loro a balia. Si potrebbero auche 
vollarC) ma solo nello stile sostenulc', 
in Alunnoj Alunna, 

Bajdn. T. Bajaffdu. 

Bajonett. T. delFarti. Gangheri. Due ferri 
infilati in un ago pure di fcrro per 
potersi piegare. Corrispondono alle 
Fiches rampantes dell^Encicl. 

Bajonctta. Bajonetta, Arme le cut parti , 
secondo il Dit. artig., sono 

il Braccio fr. Branche coudee 

la Ghiera. e le Orccchielle Rosettes 
Bague < il Gambelto Arrdtoir 

o rirole i la Vite P'is 





il Dorso 


Dos 


la Lama. 


i Filetti le Costc Aretes 


Lame 


la Puula 


Pointe 




gli Sgusci 


GoHttieres 




[ il Cordoncino 


BourreUt 


il Manico 


. y il Piuolo 


Jitouteau 


Douille 


^ il Ponticello 
[ lo Spacco 


Pontei 




Ftnte, 
8 



BAL ( 

Batt i bajonell o Av^ i bajonett ai 
fianch. met. Essere ^cannaio dalla 
fame. K S^rc. 

Men bajoneita in camia. Jrmare la 
bajoneita, 

BajoneUada. Bajonettaia(ZanohMi.).Col' 
po o ferita di bajoneita. 

Bajra o Baira o Baj-ra. Pala, Pala hre- 
sciana. Pala di Jerro. y, Bai. 

Bajrada. Palata. Quanto cape sur una 
pala o sur un badile. 

Bajrada Colpo di badile. Per 

analogia s^avrebbe a poter dire Pa- 
lata; ma nei diz. ital. non si troya. 

Bajressa Sp. di badile di pala 

larga assai e riquadrata. 

Bajrelta Specie di badile assai 

piu picciolo della pala(6a/ra) e del 
badile(6ai), del quale si servono i 
nostri ortolani pei loro lavori d^orto. 

BajnSn. Cucchiaja, Specie di pala di 
ferro ricurVafCon orlo a casselta da 

, tre lati» e inastata in un manico di 
legno un po^elastico e lungo oltre 
sci metri» di cui si fa uso per cavare 
sabbia ncUe cave nostrali di sabbio- 
ne, e ne'^iiumi, e anche per cavar 
fango, ecc. E dctta Drogue dai Fran- 
ccsi e jintcnela dai Vcneiiani. 

Bajrdn Cosi dicesi quel mano- 

vale che scava sabbia coUa cuccbiaja 
(cont el bajrdn). 

Bala. r. Balla. 

Bolabiutt(//t5e//o). F", Pizzoeu. 

BaIabi6tt({M;ce//o). y» Lor6ccb. 

Balabiutt. BacceUone, Baggeo, V, Badee. 

BaJpbioU. Triione, Biqtto, Meschino. Pe- 
lapiedi. 

Ba1an» F. Balin. 

Balandra. Mancator di paroJa. Fedifra- 
go — Per Balandr^u. y. Badee. 

Vess ona balandra .\Po/7rtr lafede in 
grembo, Esser facile a raancar di parola. 

Balandr^n. Palandrano* Palandrana. Gab- 
bono, I Provenz. lo scrivono come noi. 

Balandran. fig. Sciocconc, V. Badee. 

Balandranna. Sciocca. Scimimita. 

Bnlanz. s. f. i>l. ) Le hilance^ 

Balanza,. s. f. sing. ) Bilancia: poet. Lance, 
Parlando di bilaucc gclosc, cioe csat- 
tissime, quello che in lingua semifran- 
cese noi diciamo Essere sensibile ec, il 
Magal. Lett, scient. II9 i^7 dice T^rare 
a un guarantottesimo{<o simile) digrano. 



58 ) BAL 

Acta. Siilo. Fusto » Giudes o PoUez. 
BiUco, BUancio. Ago* Lingita^ e dottri- 
nalmente Baggio pesalore em Forctsllsi 
del giudes. 7>t/fi/ia«SqueIl o Squel^ 
lolt. Coppe, Gusci i=» Segn. Tacche* 

Mett in balanza. Porre in bilancia. 
Bihmciare pos. e iig. 

Slk in balanza. Stare in bilaneio; e 
fig. Stare sulla gruccia , in ponte ^fra 
le due acque , in forse , in pendente , 
in tra due 9 tra '/ sh e il no^ cio^ col- 
Tan imo sospcso , irresoluto, perplesso. 

Tegni in balanza. Tenere in ponte 

in sulla corda o sulla gruccia , cioe 
. colPanimo sospeso. 

Bal4nza. Bilancia. Bete quadra da pesca 
r-Sferzina dicesi la corda che la regge. 

Balanza. T. de^Carroz. Bilancia. Pezzo 
di legname fennato sopra il timone 
delie carrozze , sostenuto da due pun- 
toncini di ferro 9 a cui sono racco- 
mandali i bilancini ai quali si aUac- 
cano le tirelle. 

Balanzin. Bilancino. Bilancetta. Bilancina. 

1 bilancini de** saggiatori diconsi pro- 
priamenle Saggio^ Saggiuolo 9 Saggia- 
torcj Bilancette da saggi; quelli dtfgli 
aggiustatori (quij che mett de pes i 
tondin ) diconsi Bilancette da aggiu- 
statare e dai Fr. Ajustoirs; quelli co- 
muni che diciamo Balanzin de Tor o 
Somell, Bilancini e dai Fr. Trebuchets. 

Balanzin erroneamente per Cassdn de 
cupol. ^. 

Balanzin Cosi chiamasi quel 

congegno di due cassoncini con entro 
rena, calcc9 pietre da raurarc, ecc, i 
quali per forza di funi si fanno salire c 
scendcre alternativamente a mo"* delle 
seccbie in quelle parli d^ma fabbrica 
ove i muralori stanno lavorando. 

Balanzin. T. de'^Carr. Bilancino, Ognuna 
di quelle traverse tonde alie quali sono 
attaccate Ici tirelle delle carrozze. 

Vess \un a stanga e Toltr^a balan* 
zin. iig. Essere atnbedue macc/Uali di 
una pece o d^ una stessa pece. .Cioe. 
aver due persone i medesimi difetli. 

Balanzin^e. Bilanciajo. Staderajo. 

Balanzon. Staderone. 

Balanzdn (Oottor). F. Doltdr. 

Balauster. Balaustro. Specie di colonn«t- 
ta che unita a molle altre sur uao 
alesso ordine 9 forma il balaudtraio. 



BAL 



(59) 



BAL 



BalaAster, t. m. pi. {^evgcf). Afasseritie, 

Romp i halauster. f^. R<>mp. 
Balai\stra. BalaustnUo, Ordine, fila di 

balaitstn. 
BaJb. Barbio. Peace noto che ^ il Cy^ 

prinus barbio degP itttologi. 
Balca. Calmare. Desistere. Cessar^, La 
nostra voce Baled pare che abbia qual- 
' che fondamento nel greco OL^XjfLBVi^ 
(quietamente) ; anche i SiclHani usano 
in qnesto senso Abbarcdri c i Sardi 
Abbacai. 

Balca Tacqua. Bestar di pioi»ere, 
Spiovere^ e talora anche Spmzzolare. 
Balra Tari. Calmarsi il vento, 
Baldlnna. Ad. di Terra, r. 
Ba)d6ria. Baldbria, 
Balducchin. Baldacchino, . • 

Balducchinett .... Picciol baldacchino. 
Balducchin6n .... Gran baldacchino. 
Bald UY inn a . Coperchiella, 
Balee (che anche dicesi Ballsta o Pan- 
zaneghee). Carotajo, Carotiere. Para*' 
bolano. ^ballone, Bubbolone, Favolajc. 
Foifolone, Cronicaecim, ScaricamiracolL 
Pamirgo. 
Baldnna. Balena, €etaceo noto— «Il.nia- 
schio fu detto Baleno; il parto gio- 
vane Btdenotto, 

Al de balenna. Barbe di balena 
( Alb. bass, in Fanan ). Barbiglioni 
(Blumenbach versione Malacame). 

Baccheit de balenna (per i ombrell). 
Asticciuole d' ossa di balena. 
Ferr de balenna.* F". Ferr. 
Oss de balenna. Ossd di balena, 
Stecca de balenna (de petturinn). 
Stecca di ossa di- balena per busU. 

Vess in ca balenna. Eseere eoUo. 
Aifer pigliato V orso o la berluccia. 
V. Ci6cca. Forse il nostro dettato ha 
origine dairital. ArcobaUno. 
BaUra. Fm. di Balee. r. 
Bal^stra. T. di Stamp. Balestra. V assi- 
ceUa incanalata nel yantaggio. ^. in 
AvanUicc. ... 

Balestr^ra. Feritoja. Arcliibugiera. 
Balestr^ra.T. d^Archit. BaU3iriera?S6vi9i 

di finestruccia. 
Bal^tta^ Girella. 
Bal^tta di cavij. Ceretta(*BoT, Zanob. 

Diz.). Certi da capegli. 
Baletla di scarp. Ceretia{*§H>r, Zanob. 
Diz.). Cera da scarpe. 



Balln o Balin de s*ciopp € al pi. Balitt. 

Pallino^ e al pi. Pallim. 
Balm(cAe anche dicesi Casin). T. di 
Giuoco di Bigl. Grilld. Lecco, e in Fi- 
renze volg. PallinOi 
Balln (c/i« anche dicesi Boggln). T. del 
GiUoco delle Fallot. Grillo. Lecco. 

Anda a balln Ccrcar d'av- 

Ticinarsi al grillo^ e fignr. PerdersL 
Andare in fumo. Andare smarrilo. 

Ave balin in man. metaf. • Avere 
la palla in mano. Essere in grado di 
fur correre il giuoco colla sua mesiola. 
Aver la mestola in mano. Arere in 
sua podesta checchessia. 

Ciappa o Tacca balln. fig. Mettere 

il becco o la lingua in molle. AUaccara 

un mercato. Appiccar ragionamenio. 

r. Tacc^ balla in Balla. 

Balin per Tombon de galett.f^. 

Balin. Balletta (di merci). Ne^dizionarj 

BalSino n*c Tinvoglio. 
Balin. .Ca/ti/e. Cattiyo letto. Fra noi h 
pill propriamente quello de^prigioni } 
e bench4 il dizionario non accenni 
Canile in questo preciso senso » eiso 
]eggesi4per6 nella Novella antica del 
Grasso legnajuolo: II Grasso (pri- 
gione nelle Stinche ) cenb con loro 
(altri prigioni giunti nelle Stinche), 
e cenato ch* egli ebbono , uno di loro 
gli prestb una prodicella di un sua 
canile, dicendo^ ecc. — Potrebbe an- 
■ che dirsi PaglionCy Saccone, LeituC" 
cioj Trapunio a tenor delle grada- 
zioni del ' meglio o del peggio — U 
Saccenti uso Poltriccio in questi verai : 

« U camerwr'lo nena con cr««nzm 
. « Sa topra eactipakhi poWeroti 
* Doya gUjBioitnpmd'im buoa paltrUcio 
n Cfa« TiTa il ciel vi donairebbe an miccio.w 

Balin balan. Cicclieri cioQclicri* 

Balista. f^. Balee. 

Ball; Ballo* Danza — • I . balli sono o 
piani o soUevatL Fra i primi contansi 
il MmueUo^lsL Contraddanza, ecc; fra 
i secondi il Brando, in Gagliarda^ la 
Correnie , il l^rescone , ecc. — Aretine 9 
Carble, Messeraticiy Roegarte sono al- 
tre specie di balli — f^edi anche Ale- 
miinda, Airosa, ConlradJinza» Gigot- 
tasu, Valz, Corenta, Blinue, losala- 
finna, Cadeona, Monfrinna, ForlkDa» 
Gavott , la &ussa — F* pure P»s. 



6AL (6o 

Ball del basin o franzes. y. Basin. 
Ball de Tughetta. F. Ugh^tta. 
D^ el ball del ptenton. fig. Dare 
acqua di pianiagginc* Piantare uno, 
abhandonarlo. 

Fh el tall del relorna. T. Relorna. 
Feslo de ball. Ballo, t^eglia. Ve- 
gliont. An da a la festa de ball. Andare 
al hallo, Andare al veglione, 

Mett in ball. fig. Far entrare in 
hallo o in danza. Far entrare in un 
roaneggio, in un' impresa. 

Paris e Vienna cbe van al ball in- 
semma. f^, Paris. 

Pienta in ball. F. Pienti. 
Quand 9*e in ball besogna balla. 
Chi k in balh Jia da ballare, Cbi si 
troy a in alcun impegno debbe insi- 
steryi finche ne esca a onore. 
Ball. Ballo. Ballo Jiguraio. Azione panto- 
^ mimica con musica c danza. 

Ball buff. Ballo hiiffb(piz. mus.). 
Ball de mezs caratter. Ballo di 
mezzo caraUere{Dii, mus.). 

Ball grand Gran ballo figura- 

to, cosf detto dair essere diviso in piu 
' parti » e a distinzione dal Balletto. 
Ball sen. Ballo serio (Diz. mus.). 
Ball. Ballo. yeglione, Feglia. 

Ball mascbe. Ballo con mascliere, 
I>al fr. Bill masque'. 
Ball. s. m. pi. (gergo). GranelU^ 

Andk. fosura di baU. Uscir datiomo. 
Ave gnanch per i ball. f^. in Coj6n. 
Scior di mee ball. Signor di maggio. 
Secca o Romp i ball. f^. Romp. 
Balla. Palla, 

Chi no ghV terra de (k ball. T. Terra. 
Balla. Palla da giorare. 

Bella de cwur. Pallalesina. 
Ciapp& la balla al vol. fig. Intendere 
le cose per aria — ed anche Cogliere 
la palla al halzo. 

Dagh a la balla. Dare alia palla* 
Giuga a la balla. Giocare o Fare 
alia palla. Specie di |;iuoco notissi- 
mo. Nei diz. si banno nloltissimf! di- 
• >ioni ad esso relative, cmne Andare 
alia palla ^ Battere la palla ^ Giocare 
dal mio e dal tuo^ Mandare^ Pail a e 
caccia, Palla a corda o Pailaccorda^ 
Pallajv, Palleggiare^ Pallata, Pallare^ 
Palieggi09 Pallotlolajo, Chi giuioca di 
piede paga di borsa , Rimbeccare , 



) BAL 

Bimetter la palla ^ Bompere il tempo ^ 
Ptomper la palla y Trinciar la palla ^ 
Data o Bimando^ Bos^escione > Bimessa^ 
ecc. di cui noi non abbiarao quasi no- 
tizia nel nostro dialetlo. In opposito 
poi i dizionarj non banno voci cor- 
rispondenti alle nostre Campis e Cam- 
pamn che vagliono quando rolla rac- 
chetta od altro si da alia palla in roodo 
che si sollevi sempre dirilta ad un^al- 
tezza grandissimn , e a piombo rica- 
da quiudi al posto stesso dottde fu 
niandata in alto. 

Yess de balla. Aver temperata la 
cetera con imo. Essersi indetlati. Es- 
ser di ballata. Vale essere d^ accordo. 
Il Fagiuoli nel suoJIfonVo allamoda^ 
att. Ill, sc. 3 ha in questo senso: E 
costoro che son di balla. 
Balla de barber. Peretta. 
Balla de buter. Pane di butirro. 
Bolb de canon, de pistoll«» de s^ciopp. 
Palla , e Pallotta (col Caro Lett. fam. 
Ill , 3!28 ). Il Diz. d^art. chiama Palle 
i projetti sferici di ferro fuso che si 
scagliano dalle artiglieric; e PaUottole 
quelli di piombo co** quali si caiicano 
le armi da fuoco portatili : distingue 
le prime in Palle da i^ da S9 da 169 da 
^^9 da 5a « ecc, cioe da libbre 4 ecc. 9 
e in Palle a due teste , Palle da fuoco , 
Palle fasciate^ soffoganti^ incatenaie^ 
incendiarie^ luminose^ messaggere, ra- 
mate 9 roventi^ sciolte^ vuote^ e le se- 
conde in Pallottole da%jda 30, ecc, 
cio^ tali ch« ne abbisognano otto, 
venti, ecc per fare un chilogramma. 
¥k domk ball de s^ciopp* fig. Far 
sole caccole. Essere stitioo. 

No avegh pti n& polvet ne ball. 
V. P61ver. 

Balla o Rotol de cartapegor . 

Ruotolo di pergamene gregg4*. 1 Fran^ 

cesi dicono Une botte de parchemin. 

Balla debidlottazion. Pallotiola. BalloUa. 

Balla Nome d^ognuna di quelle 

mele che sono a ciascuno de^ du« capi 
dell a* stanga del toi*chio da coniare 
monele. 
Balla. Balla, Involto di merci — Ball de 
Una. Balle di lana. Il canovaccio in 
cui per solito sono invoke si dice 
Ballino — Robba fada-silk in balla. ilo- 
ba abbaUinata. 



BAI, ( 

Balla. . • • . Luogo doto fi Tende il bur- 
ro ; il mercato de^ burra) — Anda in 
Balla. . . . Andare al mercato del burro. 
Balla. fig. Lo stesso che Ci6cca. ^ 
Balla. T. d'Or., Cavaoro, ec. . . . Quella pal- 
loUola d^oro o d'*argento ec. cbe si rica- 
va dalle calie o dagli ori di cornice ma- 
ciivati e depurati per forza di mercurio. 

Fa la balla Aver conipiuta 

la macinaxione delle calle, ecc. e ve- 
nirne al ricavo. 
Balla. T. di Bigl. PalU. V. ancha Biglia. 

Ciappa la balla. Cogliere. 

Metles con la balla. JcIuUarsi, Dor 
V acliitto. 

Ve<s in balla. . • , . Aver la pro- 
pria palla parallcla con quella del- 
r avversario. 

. Vess in balla. Essere in palla {nosx 
per analogia col dett. fig. cbe la Crusca 
registra senza parlare del positivo del 
giuoco della paUa da cui debb^ essere 
nato). Non falliji*. colpp, cogliere ad 
ogni colpo» essere in buona disposi- 
zione per giocare al bigliardo (cosi 
esclusivamente (ra noi). 

Balla. T. de^Ramieri Nome del 

complesso di quelle ciotole gregge di 
rame cbe vengono dal roaglio accai^ 
locciate r una suir altra a mo^ di ci- 
poUe, cbe poscia si svolgono per la- 
vorame utensili di varie grandazze. 
Balla. T. delle Cave d^arenaria di Vigand. 

Amione? Lo stesso che B6ggia. r, 
Balla. fig. Panuum. Carota. Per esage- 
razione diconsi ancbe Ball romann. 
Ball de Hi bu). Ball de di soU a la 
cappa del camin* FroUole da dii-e a 
peggfUa, Carote tanfo faUe. 

Basaee el coa, lassee passji ata hBl- 
U» Amnumnach' io Ugo. Delto irooico 
per cbi s^afTolta a con tar .qualche 
gran merayiglia con iperboli grandi. 

Casci4 ball. Far le paroUne o le 
parolozze. Amoreggiare. 

D^ d''iniend di ball o Petta o Cascia 
ball. Piantare o Ficcare o Cacciare ca-* 
rote , bone • pansane , biiggiane, Ca-- 
roiare. Skalla^e. Jmbubboiare, Dar 
paroHne o p€isio, lanciare. 

Uk la balla. Sojare* Dar la soja. 

Di ball I Le uicd»e marine! 

In lemp de guerra ball comt terra. 
r. Terra, .« 



6i ) BAIi 

Tacca balla* AUaccar tarpfom. in- 
munorarsi* 

Tacca balla o Ciappa balin. Tenere 
il campaneUo (Cr. in Campanello % .viii)« 
AUaccar l' ampolUUa{*\osC')* Eairare 
in iin ragioaamento e non lo fin ir 
niai; ed ancbe Cavarfuori il Umbello. 
Appiccar ragionam^nto. MeUere il bee- 
CO o la lingua in molle* Darjuoco alia 
bombarda, Rompere lo seiiinguagnolo* 

Tar.c4 ona balla. T. Tacca. 

Vend di ball. Ficcar carote. 

Balla I lavoratori del cacio 

lodigiano cbiamano cosl quel po'' di 
caglio appalloUolato cbe tengono in 
serbo (a quel modo cbe si fa del 
lievito pel pane) come norma ddla 
. dose da impiegarsene ogni volta cbe 
ne fabbncano una forma, 'pei'd coi 
dovuti riguardi di svario che la quan* 
tita e la condizion del latte viene di 
Yolta in Tolta esigendo. 

Perd la balla in gergo Dicesi 

di quel burra jo (casee) cbe smarrisce 
il buon ordine del fare il cacio. 
Balla. Ballare. Danzare, Carolare — V, 
Tbss — r Cessar dal ballo fu delto dal 
Uppi per ificherzo Sballare. 

Balla bell Si dice per bcberzo 

di una danzalrice che balli poco bene, 
ma sia applaudita per la sua avvenenta« 

Balla la veggia. F". Veggia. 

Balli la vista. Jbbagliare, Dicesi del 
non reggere la vista al vedere dislinta- 
mente le cose in leggendo o far altro, 

Balli su la corda. Ballar sulla fune. 

Gbe p6 balla dent i ratt. F. Ks^tt. 

Quand che d^amor no ven balli 

no se p6 ben Dicesi per 

denotare cbe nelle cose fatte disamo- 
ratamente lo stentato di in fuora; 
chi non fa una cosa di buona gana 
non pu6 mai bastantemente velare il 
suo malumore \ le cose fatte contrav- 
voglia non banno mai bella cera. 
Quello cbe Seneca {^de Tranquil, VI 
in fine ) disse Male respondent coacta 
ingenia <— Melndante natura irritus 
labor est. 

Via la gatta balla i ratt. F. Rait. 

Balli.' j&sere in campo^ in mezzo, in 

ballo. S^CQsi di persona, arnese, roba» 

argomenlo cbe sia sempre tirala a 

cosi dire per i piedi. Per es. Gii cbi 



BAL ( 

Bb1o8s<Sii. FurfantACcio. Furfantone. Hi- 

hatdone. tiihatdaccio^ e col volg. lose. 

d^ un poeta ptsano Tocct) di briccone. 
Balossontia. Furfantena ? 
Balolt. Biillone{*i6sc. e Tom. Sin. 54). 

Balla di lan'a^ di cencl o altramer- 
• caazia abbatlata iii Un canovaccio o 

simile in fonna quasi roto^kda* Sta di 

meizo fra la Balla e la BalltttH, 
Baldttn. rote xtsatd neHe frasi ' 

Vecc baloUa. Veccluo barbagia o bar- 

rullo o cucco. Frannbnnolo, Barbbgio, 
Veggia balotta. f^ecchia' barbagia^ 

e Barbbgia asso). '(tito. 

Balottli. Balhttare, Mandare »*voti,a par- 
Balotti. fig. Pallare tcno. Fare alia palla 

d* uno. Buttarlo qua e Ik 'a guisa dS 

palla. U Baloter o Turiupiner de* Fr. 
Btdottka. BalloUata, 

Vess balottaa. Bg, Essere pogliaio 

e pallato. P^. Balottk fig. 
Balottazion. Ballottazione.Scrutinio, Sftdt- 

tinio fatto coUe pallottole eolorale^ 

o noTerate o denominate. 
Balotlera. Bbssoh. Quello in cui si met- 

tono le pallottole da scrutinio* 
Balott^ra. gerg. Scrblo, 
Balotlin. Jggiralore, Fantino, Fartd^utto. 

Truffatore^ Imbroglione. Gabbamondo. 

Bafattiere. Baro, Traforello, Traffw 

retlo. Sottile ingannatore* Btndolo* 
Balottinada. Bindolerla. Abbindolatura. 

Abbindolamento. 
Ba^mln {vd anche Erha balsaminna). 

£rba di snn Giovanni. Perforata* P\la^ 

tro. Jpdrieo* Ipiricon, Pianta aryense. 
Balsem. Balsamo* Balsimo, 

Balsem de la Mec^a. Balsamo della 

Mecca o vero o oricntale o bianco. Opo- 

balsamo. 

Balsem del Copa j . Balsamo di Copafm . 
Deventk on balsem. Imbalsamire, 

Imbalsimire. Noi lo diciamo parlando 

di vino cbe si lasci invcccbiare molto. 
Baltramm (e Baltramm de Gasgian). Zaz- 

zerone. Dicesi di cbi va veslito troppo 

airanfica. 

Andi la de Baltramm. Andare al- 

V anticaccia ; e fig. Procedctv scioc- 

camente^ a casttccio. ■ - ' 

El gippon de Baltramm. r. Gipp6n. 
Baltravcll. T. Bertavcll. 
Baltravf^Hera Edifizio da pcsca 

eonsistentd iu'un complcsso di molu 



64) tiAL 

arginetti di pietra« talvolta ancTie 
ordinal! a varj piani , i quali «i fer- 
mano attraverso alPnlTCo del fiuine 
dove ne d maggiore la correntia per- 
ch^ y' incappino i pesci e vi riman- 
gano prigionieri. 

B^tresca. Bicoeca, Jltana. Loggia aperta 
sul tetlo di una casa o sopra un edifizio. 

Baltresck. lo stesso che Sabetta. f^. 

Baltrescbln. Dim. di Baltresca. Forse non 
sarebbe mal dclto Altanetta. 

Ave el s6 sul balfrescUin. F', So. 

Baltrescbln. T. di Stamp Asse 

confitta nelle due cosce del torchio da 
stampa, che melfe in mezzo e tiene 
equilibrata labussola, cb'*e quel pezzo 
di legno riquadrato e incavato entro 
cui scorre il fUsto della vile che batte 
sul dado del pirrone. Quest a specie 
di palchelto (che al pari della bus- 
sola non 6 pid ammesso nei torchi 
di modcrna fabbricazione) viene detta 
Tablette dall^Enc e Briicke dagli sent- 

^ tori di materie tipografiche tedeschi. 

Baltrescon e Baltresconna. .... Ampia 
ahana. 

Baltrescdn. Ciancione. Cicalone. 

Baltresconna. Cicalona. 

Ballrocca. Zambracca. Baldracca. 
Marz fioeu d^ona ballrocca. F. Bfarx. 

Bjiltrocca. Lo stesso che Sabetta. F. 

Baltrocca. Far la baldracca o la balelacca. 
Meretticare, 

Baltroccarla. Lo stesso die Sabettaja. F. 

Baluard. Baloardo, Bastione. 

Balugau. Scioccone. V, Badec. 
Ombria baluganna. Spettro. 

« Me comparlva on*ombrU baluganna, 
* E qn«Bta in fin di fatt Veva mia mader. » 
(Bal. G«r.). 

Balza. Pastoja. Lcgaccio che ponsi a*pi^ 
delle bcstie per impastojarlc. 

Balza. gergo. Piazza. 

Balzamln {che anche dicesi Balzemin o 
Barzemln ). Marzimino. Marzemtno. 
' Marzomlno, l)va canajuola? Spezie 
di vitigno. 

Balzanetta. T. de'Sart. Pedana. Binforzo 
di panno piu ordinario che mcttcsi 
iutomo intorno da piedc alle sottanc 
{vest) dcgli ecclesiastici. 

Ba1zan6lta . . . . Sp. di nastro di filo' 
o Jifoselh di cui si fa uso special- 
mente per fortezzare gli abili. 



BAN ( 

Balzanna. Baltana, Rinforzo di tela o 
bindella che mettesi da pi^ delle sot- 
tane e similt. 

Balzemin. f^ Balzamin. 

Balzdtla. Calza. Quel legaccio che met- 
tesi alle gambe de'*polli vaganti per 
riconoscerli. f^. ahche Colzetta. 

Bambana. Frotlolare. Ficcar carote> 

Bambanad6r. Lo siesso che Bal^e. f\ 

Bambanna. Carota. Farfallone, V, Balla. 

Bambau<Sn. Carotiere. Carotajo. V. Balee. 

Bambtn. Bambino. Bambolo. Fanciullino, 
Bumbo. Bamboccio. Bamhbcciofo. 

Bambin del loff. Bambino da Bar 
venna. SempUce di f^at di Strulla, Per- 
sona che linge T inoocente e il sem- 
plice ed e finto e furbo. 

Bambinna. Bambina. 

Cavij a la bambinna o a la Nin<5n 

Dices! de** capegli della nuca 

lasciati scorrere per le spalle socoudo 
loro naturale crescenza, e di quelli 
della froiite raTviali e raccolti presso 
le orecchie. 

Petten a la bambinna. V. Patten. 

Vestii a la bambinni) Sp. 

d^abito donnesco riquadrato ne^ petti. 

Bamb6. Bambu. Mambit{* volg. tosc. e 
Targ. Toz. in Bambusa arundinacea ). 
Canna che si trae dalla Bambusa gi& 
detta o sia dsAVArundo bambos di altri 
bet. , della quale si fanno mazze da 
appoggio. 

Bambocc. Bamboccio. 

Bamboliv. v. cont. per Bomborin. r. 

Bamborin ..... Verghetta di bamb£i 
che si tiene in mano per ispasso in 
vece di mazza o bastone. 
Ban. Mai. Mai piii. 

» Te) mo: di chi la cognosMT* lMn.«*(Tan.Riin.). 

Banastra Cosl chiamasi dai dror 

ghieri quella particolare specie di ce- 
sta intessuta di grossi viminl, quadra- 
ta » e di varie grandezze , nella quale 
ci suol essere portato il zucchero di 
commercio. Dallo spagnuolo Banasta. 

B^nca. Panca, I non Toscani dicono 
com. Banca, 

Pann de quatta la banca. PancAle. 
Sta 11 a scolda i banch e nient oi- 
ler. Starsene a culattar le panche^ cioe 
ozioso, scioperato. Noi lo diciamo 
specialmente di chi va alle scuole e 
non ne trae profitto. 
rol. L 



65 ) BAN 

Banca. Banco. Desco. Botteghino posticcio 
in sui muricciuoli o per le vie — « Mett 
gio banca. Metter banco. Metier desco, 
Banca. Banca da chiesa. 

Schenal. Spailiera la Parapett. Jp-^ 

poggiatojo a> Brella. Inginocckiatojo, 

B^nca. Pancaccia. Panca alle botleghe 

dove si adunano gli uomini a cicalare. 

B&nca. Banco. F& di af^n in banca. 7^ 

ner banco. Fare il bancfUefx>. La Banca 

de Francia. // Banco di Fnancia. 

Bkica, T. di G. Banco. Tegni banca. 7*0- 

nere it banco 9 cioe giocare contro tutti. 

B2inca(de vit). r. Bancaa sig. 4.^ 

Bancaa Quel pancone che si fa 

appoggiarc da un capo alia barca • 
dairaltro alia sponda^ e su cui vanno 
coloro che sbarcano mercanzie od 
altro dai navigli in terra. L la Falmnr 
ga dei Sicilian! -^ Quella coppia di 
travi sulle qnali in simile caso si to1« 
tolano bolti) balle, ecc« d detta Scalo, 

Banc^ Travi di ix)vere che 

nelle cave di pietra si sottopongono 
ai massi per lavorarli , smuoverli p 
aggirarli; e sono detti Bancarij i tra- 
vicelli minori usati al medesimo line. 
Bancaa. lyasto. Tavola nelle barche su 
cui sedono i remiganti a vogare. 

Bancaa o Bancal Nelle yiti a 

pergola ^ chiamata eoisi ognuna delie 
traverse componenti la pergola. 
Bancaa o Banch o Bancal. Ceppo. Il ta- 
vola to del tornio detto dai Frances! 
^tabli du toar avec ses jumelles (coscej* 
Bancaa o Bancal. Cassapanca. 
Bancaraus(D& el). Meltere a panca; 
cioe dare un determinato numero di 
mazzate a que^soldati che si yogliono 
punire d^eJcun mancamento. La no- 
stra voce ^ una corruzione del tedesco 
Sant ^erau^(fuori la panca) che 4 
il delto con cui s* intima tale castigo. 
Bancarell, Dim. di Banciia. y, 
Bancar6tta. Banco fallito. Fallimento, 
La nostra voce trae origine dai franc. 
Banqiieroute 9 e fu usata nel Codice di 
commercio del cessato Regno d^ Italia, 
Fa bancarotta. Fare banco fallito. 
Vend a bancarotta. Jbbacchiare, 
Fare un abbaccIuo(Tom. Sin. p. 564). 
Banch. Banco. 

Careg^ in banch. f^. Caregd. 
Fcrr de banch. p^, Ferr. 

9 



BAN ( 

BftDch de scoeiUa. Panca. 

Pian^ Sedile «» Lettorint Scritiojo &=* 

Schenal. Dossale^ (sim. 

Banch de Tasen o del biasim. f^ Bi4- 

Banch de la lode o de Tonor. y. Lode. 

Banch del torno. Ceppo. p\ Bancaa sig.5.* 

Banch di becchee. Desco. Tavola su cui 
si taglia la carne nei macelli. 

Banch di copp Quella sp. di ca- 

valletto 811 cui si plasmano gli embrici* 

Banch di legnamee. Pancone, Quella 
panca grossa sulla quale i legnajuoli 
appoggiano i legnami per lavorarli. 
Le sue parti sono: Giosugh e CarrelL 

Banch di oreves. Tavolello* Banchetto 
dove lavorano gli orefici. Ha Brasc, 
PondabrasCf Stocchf Pell e Cassettera, 

Banch per i post. T. di Cart 

Quella taTola su cui si posano le 
poste airuscire dello strettojo. 

Banch! In via esdamativa e 

avviso che si da dai fattorini della hot- 
tega a chi tiene il banco di trovarsi 
al suo posto per riscuotere i danari 
dagli avventori. 

Bancher. Banchiere. Banchiero, Chi fa 
commercio di tratte e rimesse di da- 
narot ecc 

Bancher. Banchiere. Colui che tiene il 
banco , cioe che giuoca conlro tutti* 

Bancher Ministro che tiene il 

banco nelle boiteghe. 

Banch^tt. Deschetto. Panchetto{heL il Brae- 
ciolini Sch. de' falsi Dei VIII, 55). 

Banohett e al pi. Banchitt . . • . Antica- 
mente que'botteghini ne^quali i mer- 
cauti d^oro e gli orefici cambiavano le 
valute o negoziavano d'oro in pasta. 
Nelle gride milan. del secolo i5.* 6 vo- 
ce comune e denota un traflfico vietato. 

Banchett de perucchee. Telajo. V. Telar. 

Banchett de sciavallin. Bisc/ietto. Deschet- 
to.Tavolino a cui lavorano i ciabattini. 

Banch^tta. Panchetta. 

Banchetta. MuHcciuolo. Murello. Sedile 
di pietra o di cotto affisso ai muri di- 
nanzi alle porte dcUe case* 

9anc]ietta. Mangnnella* Panca ne' cori di 
chiesa fissa al muro,che s^alza e abbassa. 

Banchetta. T. di Carl, per Scagn. r. 

Banchetta. T. agr Filarata o Corso 

di pertiche poste orizzontalmente per 
raffcrmare tra loro le vili piantate a 
filari — Vii a bancheUa. /'• Vit. 



66 ) BAN 

Banchetta per Centra, r. 

Banrhettin. PanchetUno. 

Banchettinna. Panchettina. 

Banchettlnna. Asserello de^piccioni. 

Banchetton. T. archit Lastrone 

che serve di soglia fra plinto e plinto 
negr intercolunnj. 

Banchfallii. Banco JalHto(cos\ il Biscioni 
nelle Note alle Rime del Fag. VI , 5o). 
Giuga a banchfallii. Fare a banco 
Jallito. Istituito un capo a vicenda il 
quale tiene il banco y egli mcscola le 
carte , e ne fa tanli monii quanti sono 
i giocatori \ questi pongono sopra qual 
monte piace loro quanta moneta vo- 
gliono (il che dicono caricarli) la- 
sciando un monte scarico al capo ; cio 
fatto 9 questi alza il suo monte 9 ne 
moslra la cartd che toccava la tavola 
e la confronta colla consimile carta di 
tutti gli altri monli » e di quel monte 
che r ha minore o simile alia propria 
trae a s^ i danari f a quello che V ha 
superiore compensa la posta ; e cosi 
coDtinua flnche non yiene a perdere 
con tutti 1 giocatori, nel quale caso 
dichiara il Banco fcdlito. 

Ban chin Quei banchi posticci 

di libri usati, de'quali se ne veggono 
parecchi in varie parti della citla — 
In Toscana suol dirsi Comperare libri 
sui muricciuoli il comperarli su tali 
banc/un , perche d' ordinario i ven- 
ditori di libri usati li mettono in mo- 
stra sui muretti che stanno innanzi 
alle porte delle case o alle logge , 
cola detli muricciuoli. 

Banchin^tt. ) Colui che vende 

Banchinde. ) libri usati sui muricciuoli o 
su'banchi posticci,detlo forsc Bouquini- 
ste o Etaleur o Bouquinier da'Francesi. 

Banchtnna Quel travicello che 

s'inchioda orizzontalmente di abetclla 
in abetclla(iinte/in) onde assodarlc fra 
loro e dare sicurezza ai ponti delle 
fabbriche. Sotto esso travicello a mag- 
giore fermezza inchiodansi i beccatelli 
o ascialoni(gAt/^y). 

Bancdn. Bancone. 

Bancon. ... I fornaciaj chiamano cosi 
quelle larghissime e grossissime assi 
suUe quali da terra salgono alia fornace 
per introdurvi i material! da cuocere. 
Sono una specie di Bancaa. F, 



BAN ( 

Caregfk a banc6n. V, Careg^i. 

Bancdn de la scoeula. Desco* Tavola nelle 
chiese ove seggono i capi delle con- 
fratemite de'laudcsi. 

Bancorin ( che ancfie dicesi Raneila ). T. 

di Cart Nome proprio di 

ciascuno di que^piumacciuoli che reg- 
gono il puntone( ;76/ez ) dello stile 
(de la staffetta) che fa muovere i 
mazzi nelle p]le(i/i di Joll)» 

Banda. Banda, Suono. 

Banda militar. Banda militare. Com- 
pagnia di suonatori che suonando 
precede i reggimenti e ne fa parte* 
Yess in la banda.- fig^ Essere al 
verde* Esser pouero in canna< 

Banda. Ferro stagnato(TsLr. fir.). ^- TdJla. 

B&nda. Fusciacca. Cintura per lo pi& 
di seta che usano le donne per or- 
namento, e i faneiulli che vestonsi 
airusanza inglese. Prima del 1796 
era tr» noi distintivo degli scolari, 
e in ispecialita di quelli che frequen- 
tavano il Ginnasio Arcimboldi* 

Bander. Bandolo, Comandolo* y. Ascia. 
Fa el bander in T ascia. K. Ascia. 

Bandera. Bandiera. Jnsegna. f^essillo. 
Stendardo. Ha infu]e(inancAe/tej franc.) 
delte Nappe da tin poeta pisano* 
* Andassen cent i bander in del sacch. 
fig. Andarsene colle irombe nel sacco, 
Bandera strasciada onor del capi- 
tani. Bandiera vecchia Ja onore al 
capitano. Cosl dice chi ha le robe o 
gli arnesi proprj assai logoriy mutando 
in vanto la scusa. Il Fag. nel Conie 
di Bucotondo^ I9 'S, disse: Piii ha ban' 
diera h pecchia e stracciata^ pik fa 
onore al capitano* 

Fa bandera. Far bandiera* Dicesi 
del furare che fanno i sarti. Fairt 
itendart dicono anche i Frances!. 

Quell che fa i bander. Bandierajo. 
Maestro di Jar bandiere* 

Porti via la bandera. ^g. Bipor- 
tare o Guadagnare la palma. 

Volia bandera. fig. Voltar bandiera. 
Cangiar mantello- Voltar casacca. Hi" 
voltar /rittata, Cangiare sentimento. 

handlu Bandito. Sbandito. Esiliato, Pro^ 
scritto — In sig. di Proclamato noi lo 
ttsiamo nel solo det. Yk cort bandida. 
Tener corte bandita o corredo bandito* 
Far di gran conyiti t di gran fistfte* 



67 ) BAR 

Bandiroe& ..... II pesco persico (fer- 
ret ^oiAfrVi^ Lin.) notellinoy nato di 
fresco. Forse fu chiamalo cosi perch^ 
altre volte n^era bandita o sia proi-^ 
bita la pesca. 

Bandirceiila. Banderuola, Fentaruola^ho^ 
8ta di metallo che si volta a tutti i 
venti e che 6 posta'snlle cime de'^cam- 
panili , delle torreite da cammino 9 ec* 

Bandiroeula. Banderuola, Quella sp. di 
fiamma » fatta di carta e inastala a una 
cannuccia* che i faneiulli riportano 
dalle sagre, ecc. 

BandiroeMa. hg» Banderuola da cam" 
panile. Girdndola, CarHiCoki, Volant 
dolino. Far/alia. Cervel che vola o 
/atio a. oriitoli. Dicesi di- persona to- 
lubile, leggiera, incostante. 

¥k la bandirceula. Volgersi ad ogni 
vento, Voltar casacca ad ogni veitto, 
Essere nel numero delle Giroueties 
francesi tanto celebrate a*nostri giorni* 

Bandista Ognuno di que"* sona- 

tori che compongono la banda. 

Band6. i^em2a?(veggan6i gli es. nei die.). 
Fascia che mettesi per lo piik la notte 
in lujogo del cujBiotto per tener asset- 
tati i capegli dellafroate, delta Bon- 
iieau Serre-teie dai. Francesi. 

Bandolera(a). Bendoloni, Pemoloni. Cian" 
doloni. 

Cont i brasc gio a bandolera. Colle 
braccia pendoloni , e met. Colle mam 
alia cintola. A man giunte^ cioe senza 
■far nulla. 

Bandon^. Abbandonare* 

Bandon^a. Abbandonato. 

Band6nna. Cklia. Buria. Baja. 

Da la bandonna. Dar dei monnini» 
Celiare, Far celia, Burlare. Sdter%are, 

Band6na. Baldbria, 

Fa bandoria. Far baldoria. Vale 
stare allegramente 9 darsi bel tempOf 
oonsumare il suo in bagordi e allegrie. 

Ban (a. Ansare, 

Banfada. Ansamento* 

Banfadinna ...... Lieve ansare. 

BaoU(del frecc). V* Bagol^. 

Bara .... Chiamasi cosi (forse dalla 
' forma del suo letto lunga e stretta) 
una specie di carrettohe, sprretto da 
fortissime sale con mote mapchinose, 
e tirato da pi& cavalli accodati T un 
Falti-oy che ferve per trasporlarv 



BAR ( 

<piMEitit4 grandiss^na di in«rci. Le 
bare maggiori carreggiano fin anco 
otUnIa quiQlali* 
Bara(Giuga a). Fart a ioccaferro(*io8c. 
e nelle Rime d^un poeta pisano). Fare 
alia barriera? o al pome? Giuoco che 
si fa dai fanciuUi aidle piazze o in 
altri luoghi ampj e spianati. Segnata 
una linea in terra, e schieratisi da 
una parte e dair altra altrettanti gio- 
catori, si vanno od assalire, e nel 
.. battersi e divincolarsi, quelle de*gio- 
catori che rimane prigioniero e per- 
denle. Anche i FrancesL chiamano 
questo giuoco Barrcs* L^Alb. bass, lo 
traduce Barriera, 

BanHa-lott6n. T. de^Calzet 

Congegno di due regge di ferro te- 
nule divise da due force! Ie(ybr5ce(0 
nel quale stanno le cosl dette onde 
del ielajo da far calze. 

6ara-a-platlnn. T. de^Calzet 

Lastrone che va da un capo alP altro 
della cosl dell a gabbia del. tela jo da 
far calze, e sul quale posano i cosl 
detti stoffi a platinn. 
Baracan. Baracane. Specie di stoffa fatta 
di pelo di capra. 

Baracan^ Aggiunto di stofia 

lavorata a uso del baracane* 

Baracca. Baracca. (carsi. 

Pienta i baracch. Baraccare. Barac- 

Baracca de Romanin o Baracca di 

magattej. Casiello da burattini. Quella 

macchina movibile in cuL sta il bu- 

rattinajo a far ballare i burattini. 

Baracca de Romanitt. fig. Babilonia* 
Compagnia di gente sconcorde. 

Baracca Diciamo d^ogni roba 

. sconnessa, scompaginata , malassetta, 
che pende a rovina. Per es. Ona ba-> 
racca d^ona c^. Una topinaja. Una 
casaccia. Ona baracca d^on orologg. 
Un oriuolo sconcertato o scassinato, 
Baracca. Fedifrago* V. Balindra. 
Bariicca. Rand/igio. Fa la baracca. Lo 

stesso che Baracca. K 
Bar&cca. TYabacca, Cosl chiamano il co- 
perchio de^barocciCt^o/anfi/i). 

Baracca ( ed anclie Baracch ) 11 

complesso di quelle assi che talvolta 
si fanno rigirare verticalmente ai lati 
e alle testate d^un carro per fame una 
specif di cassa carreggiabile. 



68) BAR 

Baraccii. Andare a zonzo. Andar ginmi; 
ed anche Gozzosfigliare, Darsi tempone* 
Far baccanella. 

Baraccada. Stravwo, Gozzoviglia, Gozzo^ 
piglio» Buontempo. Bagordo. 

Baracch (de carr.)* /^« P^racca. 

Baracchee. Compagnone, Uomo di buon 
tempo ^- Il Baracchiere dei diz. vale 
quanto Vivandicre. 

Baracchetta. Baraccuzza, 

Baracchln Picciola cazzeruola da 

zuppe, di fondo largo e bocca angusta, 
in cui gli osti sogliono allogare le po- 
sate intanto che le vanno ripulendo. 

Baracchista Chi sta nelle ba- 

racche; e percia il Porta chiamo Ba^ 
racchist i hurattini. 

Baracc6n. Lo stesso che Baracchee. V. 

Baracconna. Donna di buon tempo, 

Barador. Barattiere* lYuffatore. Giunta- 
tore. Baro, Ingannatore, F* Balottin. 

Baram&n. T. de* Calzet Quella 

parte del tela jo da far calze che s* im- 
pugns dal lavorante per far avanzare , 
e retrocedere la cosi detta gabbia e 
mandare innanzi il lavoro. £ la Barre- 
d-poignie dei Francesi. 

Bara<Snda* Impiccio* Impaccio* Intrigo. 
Filuppo; ed anche Follia, Capriccio, 
Frascheria, Dallo spag. Baralmnda. 

« E p«ea parcbe porta tti baraond 
» A quell* ora d* attend 
» Ai negosj tremend de Tolter nond. » 
(Maggi Fal». Fil.). 

« Che in qpnell cerrell de tante baraond 
I. Mai no ghe possa intra 
ji On minem penserin de fagg de ca. » 
(Id. Inter, i). 

Bararia. BaratteHa. GiwUerla. 
Baratt. Baraito. Cambio. Scambio, Per- 
muia^ e in senso avvil* Bazzarro. 

Baratt e barattee sc p6 pu tornli 
indree. F. ludrde. 
Baratta. Concambiare. Cambiare. Accamn 
biare, Permutare* Barattare, 

A baratta el mornee se baratta T a- 
sen. F Mornee. 

Andk a Monscia a fass baratli. f^ 
.M6nscia. 

Baratta ben. Barattar bene^ e pro* 
verb. Barattar galla a muschio* 

Baralta i Hoeuin la cunna. F* Cunna. 

Baratta i pastizz in tanta polt. F, 
Pdlt. 



BAR ( 

Baralta i parol!. Entrare in parole, 
Baratta i scud a tre lira V un. F. 
Lira. 

Baratta inaa« BanUtar male 9 e pro- 
verb. BaraUar muschio a galla, 

Vessegh nanca on can de barattli 
ona parolla. If on esserci persona coUa 
quale dire verbo* 
Baratta. P'', Gambit (danee). 
Barattamestee. Scopamestieri. 
Baraltozz. Bazzarro. Dicesi d^ima per- 
miita imbrogliata , in cui alcuno deb- 
ba avcme la peggio; si usa anche 
per esprimere in senso avvilitivo la 
frequenza de* baratti* 
Baravaj* s. m. pU Afasseritsuole* Misc^e. 
Bazticature, GakaUerie. GosereUe di 
poco pregio. 
Barav^j- s. m. pL (gergo). Masserizie, 
Secc^ i baravaj. to stesso che Bomp 
la gloria o la scu$a o simili* F^ Bdmp* 
B&rb per Balb. V. 

Barba. Barba •— La barba racja piolto si 
dice BarbaspioifUta; la lupga p larga 
assai Barba a spdzzola; la lunga* 
folta e rabbuffata Barba d'Oloferne; 
la bipartita come piugesi ne''profeti 
Forfecchina; rincolta, intrigata, su- 
dicia Barba piattolosa; la poca e corla 
Barbetia ; la poca e corta arricciata in 
8^ Stessa Barbettn a cavolo; la barba 
di prima lanugine o poco forte Barba 
folle. Ghi ba la barba dicesi Bar- 
bate; cbi non Tba per anco dicesi 
Imberbe; cbi Tha rasa Sbarbato; chi 
rba piecing, rada, ^pclazzata Barbur^ 
ctno ; chi Tha iitta e forte Barbuto 
e Barbone, I supersliziosi dicono che 
Poca barba e men colore spUp il del 
non k il peggiore, A cbi v a in 14 con 
gli anni si usa dire 

Jlle barbe che vengofi fioHte 
tfon piu gonne^ ma sugo di ifil^, 
Acqua de la barba. F. Acqua. 
Barba ben insavonada Yk mezza 

fada Barbe bien e'iuv^e est 

d-<lemi rasie dicono i Frances! — Jn 
senso figurato. V, Insavon^. 

Giappa vun per la barba. Pr^ndere 
per la barba{hoccAC. Nov.) 

Desia o Fa la barba. Radere la 
barba. Far la harba^ e ass. Radere* 
Falla in barba o Fagbela B\k in 
barba. Barbarla. Accoccarla ad uno. 



69) BAR 

Farla di quaria- Farla in barba o affm 
barba f cioe in onta^ o in ischemo o 
a mal grado d^ alcuno. 

Insavona vun ben ben per fagh la 
barba. F, Insavona. 

La gb^ ha tan to de barba. Sapevam" 
celOf disson que* du Capntja. Tu non 
avrai le calze. £ notizia vecchia* 

No gh"* e barba d* omm che ghe le 
possa fa. JEgli e piUta scodata* E* non 
gU crocchia il ferro» F» Fi61a« 

Pc^za de la barba. Bai^agDnq, 

S^rvl de barba vun. Radere il. tale. 

Servl de barba e perucca. fig. £0 
stesso die Gonscia per i fest. F» F^sta. 

Servl de barba e perucca. f^g. Ser^ 
vire di coppa e di coltello 9 cioe pun- 
tualmenle, a doT.ere in ogni cosa« 

Seryitor de barba e petten • • • • 
Gameriere che abbia incumbenza di 
radere e pettinare il padrone. 

Sta in barba de gatt. F. Gatt. 

Tegni el bascl a la barba« F* Basel. 

Toeu via la barba. Radere^ 

Vess in barba. Riboccare. Nel Basso 
Milanese vale lo stesso che Fess pien 
ards paHandosi di vasi di liquidi. 

Barba I Icgnajuoli dei colli 

.briantini danno quest nome a quella 
smussatura, o aMgnatura che sia^ la 
quale fanno a mensolc* travi o travi- 
celli da cavallature^ eoc. 
Barba ( voce del volgo e del contado )• 
JZio , e ant. anche Barba e Barbdnq. 

£la robba del barba? d^ h roba di 
riibfillq? Si dice quando uno strapazza 
qualcbe cosa, e manda|a a male — 
Robba del barba diciamo anche ci6 
che a noi non costa nulla 9 e si spreca 
. aepza ri guar dp. 

Trova el barba. Lo stesso che Tro^k 
cl fitUvol. F. Filtavql. 
B^rba. met. Oste, 

Barbabicch ( che in pane parti del Mila^ 
nese dicesi anche Erbabicch e Basa- 
bicch ). Barba di prete. Barba di bec' 
CO. Scomabecco. Sasshfrica. Tragopb- 
gono. Sorta d'^erba nota ^ cio^ il Thi^ 
gopogon pratense dei botanici. 
Barbabovis. scherz. I^ stesso che BovU 

in ambi i sig. F. 
Barbacan. Barbacane* Sp. di conlram- 
mnrp a Scarpa phe si fa negli edifixj 
I a sostegno della fabbrica. 



BAR ( 

Barbacosacch. Cappa di Jrate ? Ad. di 
Colore che trae al castagnino scuro » 
al lionalo scuro , al tan^. E voce pro- 
pria dei mercanti di stofie. 

Barbagiacom. ) Barbagianni. Barbalac- 

Barbagi^n* S chio. Baggiano. V. Bad^e. 

Barbagi6ve ..... Dal sommo Giove 
il nostro popolo ha tratto i dett. Se 
Barbagiove no me jutta. Se Iddio non 
m'ajuia; No gh^e Barbagiove che tegaa. 
Da Qolere a no debb' essere cosr^ ecc. 

Barbaj. Lo siesso che Busc^j. F* 

Barbajada. T. degli Acquac 

Sorta di bevanda cVe un misto di 
fior di latte e cioccolata. In Toscana 
la chiamano Bavarese con nome eqiii- 
voco per noi. y, Bavardsa* 

Barbaritaa. Barbaric. Fcritd. Crudeltd. 

Barbardssa. PcUirosso. Uccello nolo. ^. 
anche^ Piccett. 

Barbascia. Barhaccia. Fra noi per6 la 
voce Barbdscia e usata le piu Tolte 
in senso meno cattivo che non im- 
porti la Barbaccia dei diz. Le donne 
e i ragazzi, a'quali accada d'^essere 
' accarezzati col viso da alcun barbuto, 
sogliono rimproverargli la barbascia 
ancorch^ sia ben regolata* e colta e 
odorata; e sheila pugne, tanto pii!i. 

Barbae. Barbiere ; e con voce pedant, e 
scherz. Barbitonsore — E perchfe una 
volta i barhieri solevano esercitare le 
funzioni di cavar sangue, applicare 
coppette, clisteri, ecc. » cosl Barbae 
intendesi anche talora per Flebbtomo* 
Bottega del barbee. Barbierla. 
Pian barbee cbe Pacqua la scotta. 
y, Acqua. 
Roba el lesign al barbee. ^. Rob^. 
Secrett che fa per el barbee. P"* 
Secrdtl. 

Birbel. Far/alia. 

FA el barbel. Sfarfallare. 

B^bel. Ptmtemolo. Tonckio.{r» Alb. 
enc. in Intonchiare)* Insetto noto che 
^ il CurcuUo granariusLin, 

Barbela. Barberare. Dicesi del girlo (birlo) 
' quando gira ineguale e va fi salti e 
non unito. 

Barbella. Barglglio* Bargiglianc. Quella 
came rossa che pende sotto il becco 
ai galli. 

Barbella di cayer. Tittoia. F» Pen- 
dellin. 



70 ) BAR 

Barbella. Facciuola, Dicesi di que'^due 

* pezzetti di tela che pendono dal col- 
lare a cui sono attaccati. Quelli dei 
collari quadrilunghi direbbersi popo- 
larmente le Braciuole, 

Barbella. Abbrividare, Abbrezxare, Batter 
la borra o la diana o le gazzette. Bubbo- 
lare. Batter marina; e ant. Dringolare, 

BarheWaminUBrivido.CapricciodiJreddo, 
Barbellament di oeucc* OcchibdgUolo. 

Barbellatt. Bargigliuto, 

Barbellatta. Matrona — Spertissima, 

Barbellktto. fig. Barbassoro. Baccalare , e 
scherz. un Barba a spazzola — Vale 
anche per Spcrtissimo in checchessia. 

B^ber. Bdrbero, Bdrbari. Cavallo che 
corre il palio. F C6rsa. 

Barbara. Barbiera. 

Barberln alcuni chiamano la Sprella. F 

Barbel t. Barboni. Sp. di malattia della 
bocca nel cavallo. (buzza, 

Barbetla. s. f. Barbuccia, Barbetta. Bar^ 

Barbetta. s. f. Radicchio bianco (cosl il 
Targ. Toz. nel Diz. hot.). Sp. d'*insalata 
invernale che Tortolano ottiene dalle 
radiche della cicoria dalle quali ta- 
gliatone tulto il verde, legate in mezzo 
e sepolte neir arena in cantina, me< 
diante il tepido del sotterranco sbuc- 
ciano certe barbe bianco-giallicce e 
delicate 9 lunghe quasi un palmo. Fra 
noi chiamasi anche Biobib dal grido 
con cui la vanno annunziando per la 
citt^ i venditori »- 1 Fr. k chiamano 
Barbe de capucin* 

Barbetla. v. cont. Guatme, Uerba che 
rinasce dopo la prima segatura, cosi 
detta finch^ el la si conserva tenerina. 

Barbetta. s. m. fig. Cosacco, 

Barbetta. s. m. fig. Confortatore. Quell^ec- 
clesiastico che suole accompagnare al 
patibolo i condannati alia mortc e 
venirli confortando. Il Barbadhino 
dei Portoghesi — Il Fagiuoli ( Rime 
IV, 33 1 ) usa Barbetta in significato 
di Cappuccino se pur non isbaglio ; e 
noi dicemmo Barbhtta i Confortatori 
appunta perch^ per solito i Cappuc- 
cini, allorche le loro corporazioni 
esistevano in MOano, erano trascelti 
per tale ufficio. 

Bai*bettinna. BarbetUno* Barbaccia. 

Barbin. sost. Can barbone o barhino^ U 
Qmis aquaticus dei sdst* 



BAR ( 71 

SarbtBna. Cagna barbona{*iosc.y 

BarbinelL Barboncino{*iQSc.)' Picciolo 
can harbone* 

Barbin6n Can barbone de*pm 

gross! e di pelo piu folto. 

Barbira (v. a. usata dal Maggi ). Sbarhare. 

Barbis. Baffio. Basetta. Mustacchio. For- 
tiguerra nel Ricciardelto e Pariai nel 
Discorso suUe Caricature (III , x3) usa- 
rono ancbe Barhigi. Un poeta pisano 
disse pure lo me la rido soito i barbigi. 
Alza o Tira-sii i barbis. fig. Mzare 
la cresta — Taiora Allacciarsela vie 
su. Affibbiarsi o Allacciarsi alia la 
giomea ^ cioe presumere piu del do- 
vere — Taiora Stare in sul tirato. Intr- 
porla troppo alia , cioe cbiedere trop- 
po alto prezzo della propria merce. 
Gh^ e de onciscia i barbis. Lo stesso 
che Gh' e de fa grass i verz. /^. Verz. 
Mett o Mostra i barbis (cJie anche 
dicesi Mostra el zufT). fig. Mostrare it 
viso o i denti. Fare faccia o testa, 

Barbis. V. delFAlto Milanese. Fungo ca- 
stagnuolo (Viiiaidmi). lo non Tho ve^ 
duto^ ma fiunmi assicurato per autun- 
nale^ non frequenle, frastagliato , di 
color soricigno, di gran peso, e yege- 
tante a preferenza presso i castagni. 

Barbis {che anclie^ciamo C6rni). Jn- 

ienne degrinsetti. (beri. 

Barbis di gamber. Antenne de'' gam- 

Barbis de la scoa. Chioma, Quella parte 
di una granata coUa quale immedia- 
tamente si scopa ; e piii precisamente 
le vette della cbioma. 

Barbis del forment. v. cont. Jriste o Reste 
del grano* f^. Forment. 

Barbis di rQeus(Yoce propria del Fab- 
bricatori di fiori finli),. C/rri delle rose. 

Barbisin. BasetUno. 

Barbisin Uomo cbe ba basettini. 

Barbisin (che anche dicesi Fonsg barbis o 
barbin).77icciO/i«.E fungo mange reccio 
del to Hjrdnum erinaceus da Bulliart. 

Barbis<5n Bafiione , gran baffio. 

Barbis6n. Baseitone* Uomo cbe porta 
basette graudi e folic, 

Barbis6nna Donna cbe ba bafii; 

e fig. Mairdna e Donna speriissima, 

Barboeura. Foce usata nella frase And& 
in Barboeura .... Credo che valga 
quanto Andare in tregenda, V* Striozz. 

Barboja. BarbugHarC' 11 



) BAR 

Barb6n. Barbone. Barbuio* 

Barbotta. Borbottare* Bronfiare, Stronfia- 
re. Brontolare* Bufonchiare. Bofot^ 
chiare. Fiottare. Bollire. 

Barbotta i buseccb. Gorgogliare il 
corpo. Bruire, Cigolare' Borbotiare* 
Sboglientnre. Quel romoreggiare che 
fanno gr intestini per (latuosita o de- 
prayata Irilurazione de^ cibi , il quale 
al sost. direbbcsi BorboUio. Gorgdglio. 
Bugghiamento. 

S" el barbotta , e ti lassa cb^ el bar- 
botta c mangia. Lascia brontolare e 
mangia. Boccon rimproverato non af- 
fogh max nessuno. 

Barbott^da. Borbottamento. BorbotUo, 
Brontolto, 

Barboltadlnna. . . . Lieye borbottamento* 

Barbottafasoeu. sost. sch. Brontolone. 

Barbollin(Ris ia}. F. Ris. 

'hdLTho\X6ii.Lamentone{^iosc.).Brontolone. 
BorboUone. Borbotlatore. QuSndo. Fiot- 
tone; e in sign, piii rimcsso Bo/on- 
chino. Bufonchino. Bfifonchiello. 

Barbottonna. BorboUona; e in senso pii^ 
rimesso Bufonchiella. 

Barbozz. s. m. sing. Mento •^ I dizionarj 
banno Barbozza per quella parte della 
testa del cayallo doy"*^ il barbazzalet 
e per quella parte della ceiata che 
para le gote e il mento. 

Fa duu barbozz. Avere la soggio' 
gaja o un p& di soggiogo» 

On pugn solt al barbozz. Sommd^ 
molo. Sergozzone. Sorgozzone. 

Tegnl el bascl sott al barbozz. fig. 
Tener il bacile alia barba. 

Barbozz. s. m. pi. per Ganass del can 
de Tazzalin de s^ciopp. K. Gan&ss. 

Barbozzaa o Barbozzal. Barbazzdle. Ca- 
tenella che ya altaccata airocchio dritto 
del morso della bnglia , e si congiu- 
gne col rampino ch""^ airocfchio mancoy 
dietro alia barbozza del cayallo. 

Barbozzln. Dinu di Barbozz. K, 

Barca. Barca. 

Coyerta. Copertino »» Arscionaa o 
Scersc. Cerchj t^ Sterno. Fondo tm 
Sgorbi. Coste. Costole » Guarnacc ( e 
nei barcon Pala). Timone, Governdle*^ 
Arbusell. Albero t^ Trimion. Scalmierc 
^ Poppa. Poppa tea Poncia o Poncin. 
Prora. Prua, Becchetto •■ Cassott o Cas- 
ffeit. Coverta?t^^»gacKulsL del guarnacc 



BAR ( 

Jfoifove//ae«Tenda o Veil, Fclat:^ Mu- 
§on(nelle gondoL). i2o5fra ?» Bancaa. 
jyasto » Acquarceu 

Anda dent in barca. Montane in 
harca. 

Avcghen di barch o Vesscghen di 
barcb* Jveme a harella^ a higonce^ a 
josn, a balle , a sacca^ in chiocca^ 
a isonne , a hizzeffe 9 a hiscia » a fur 
soncy e ant. a cafisso, cioie ih ab- 
bondanza, a profusione* 

Barca a vapor {che anclie diced ass. 
Vap6r). Barca a vapore{vo\^, ital.). 

Giug^ a la barca. E to stesso die 
Giuga al sett in barchett. A^. Barcbett. 

Jutta la barca. fig. Fare spalla. Far 
peduccio. Dare hraccio. JJutare. Sov^ 
venire. Talvolta vale Secondare, Piag- 
glare. Andare alia seconda o ct versi. 

La barca de Padova Da 

quella barcata di cnti d^ogni natura 
e quality cbe Padova c Venezia si 
soglioDO ogni di ricambiafe coUe cor- 
riere giornali e venuto T uso di as- 
somigliare ogni babilonia di genti e 
di cose cbe moovasi da luogo a luogo 
a quella barcata. S^ba a fare bacca- 
nella fuor di porta ; nessuno ha da ri- 
manere a casa in citt^ ; uomini , don- 
ne, veccbi, ragazzi, bambini coi loro 
balocchi» canini, ecc. s'^awiano alia 
baccanella, vuoi brulicame pedeslre 
o vuoi incarrozzati a viluppo; ecco 
la barca de Padova che la va. 

Pari ona barca. Essere tanto fatto. 
Parere una hadla. Dicesi di cosa che 
eccede la convenevole misura secon- 
do la propria condizione. La gb^ ha sCi 
on capell ch^el par ona barca. Ha un 
cappellone tanto yJi/to(Ceccbi Dote). 

Passa minga per la barca di minclon. 
Jfon si lasciar levare in barca ^ ecc. 

Passa per la barca di mincion. £a- 
stiarsi levare in barca, Cavalcar la ca- 
pra. Lasciarsi ferrare comunque siasi 
o senza trar calci. Lasciarsi cacar sul 
naso o pisciare addosso o menar pel 
naso. Lasciarsi cbrre la berretta. 

Sav^ men^ la barca. fig. Saper con^ 
durre bene la sua barca, Saper bar^ 
cheggiare o destreggiare. Sapere ma- 
neggiarsi con desrrecza. 

Savenn di barch. Pdler leggere in 
eattedra di checchessia. Aver toccata 



7a) BAR 

il Jbndo d' un'* arte , ecc. Aveme pe- 
scato a Jbndo. Aver I' area lungo. 

Tegni drizza la barca. Mantenerc 
la barca. Jleggerla, Teneria diritta. 

Tegnl drizza la barca. fig. Manle^ 
nere o Tenere la barca diritta, Govei^ 
nar bene 9 avere buona regola, buon 
govemo nelle cose di famiglia , di ne- 
gozto, di Stato — Vale ancbe Vivere 
assegnatOf reggersi con economia. 

Yegni foeura de barca. Scendere 
delta barca. 

Vess la barca di mincion. Essere 
V arcicotale. Esser uomo da condursi 
a veder a pescare colla gatta. Esser 
corrivo o corribo. 

Yess minga la barca di mincion. 

. tfon essere il saracino di piazza? 
Non esser uomo da esser fatto fare. 

B^rca .... Specie di carrozzone assai 
lungo, imitanlc nella forma della cassa 
{scbcca) un barcone, che tutto dipinto^ 
inghirlandato 9 ecc. serve per masche- 
rate in tempo di carnevaie. 

Barcada. Barcata. Navicellata, 

Barcada . . . Tulte le maschere che stanno 
nella cosi detta barca da mascherate* 

Barcellonna. Pistolese? Specie di coltello 
o bajonetta che s*inasta sui fucili da 
cacciatore. * 

Barch. Tettoja. Sp. di stalla aperta sui 
monti ; in qualche modo il CJialei de- 
gli Svizzeri. 

Barch ^ Tettoja aperta verso 

nord dove nelle nostre pianure stal- 
lano le bestie bovine neU'' estate e in 
parte deirautunno. 

Barchcggia e Barchcggialla. Barcheggiare. 
Destreggiare, Reggersi con destrezza 
in checchessia. 

Savella barcheggia (che anche dicesi 
SavS de barca menandi). Saper bar-- 
cheggiare. Saper di barca menare. 

Barchett. Barclietto. Barchetta. Per le 
parti f^. Barca. 

Anda al barchett. fig. Lo stesso c/tc 
Anda al cagaratt. y. Cagaratt. 

Anda a Vigevcn in barchett. F'. 
Vigeven, 

Giuga al sett in barchett {die an^ 

che dicesi Giuga a la barca ) 

Specie di giuoco, in parte simile a 
queilo deiroca F,f nel quale chi coi 
dadi fa il numero setlCf vince la posla. 



BAR ( 73 

Psarl el barchett de BoflTalora. Essere 
una hcLSoffia ? Dicesi di una donnaccia 
molto grassa « d^una fantocciona badisK* 

BaiH^hetta. Barchetta. (le. 

Faa a barchetta. Ellittico. 
Giiiga a la barchetta. E lo stesso che 
Giuga al sett in barchett. K. Barchett. 

Barchcila . . . Sp. di carrozza. A^. in Legn. 

Barchett in. Barcfiettino. 

Barchettinna. Barchettina. 

Barchett dn Sp. di carrozza. K 

in Legn. 

Barchirceii. Barcajuolo. Barcarole* iVa- 
vicellajo — Colui che tira la barca 
coiralzaja dicesi BardoUo* 

Vk tra barchiroeu e marinar.fig. La 
h tra barca juolo e marinaro^ tra corsa- 
le e corsale^tra'l roUo e lo stracciato. 

Barcdn. Barcone* Questa Toce accresci- 
tiva generica ha per noi 11 n valore 
speciale, e denota quelle grandi bar- 
che senza coverta che hanno pala 
invece di guarnacc, e che dai laghi 
vengono pei canali in citti cariche di 
conibustibili,matcriali da fabbrica,ecc* 
Con voce ambigua qucsti Barcon sono 
anche AeViiBorcej o Bruccej sui laghi. 

Barda. Bardameniare, 

Bardaa. Bardamenlaio* 

Bardadura. Bardamento, Bardatura. 

Bardagna, ec, Lo stesso cJie Bardassa, ec. V* 

Bardandn. Farfaraccio. Farferiigine, Far^ 
Jeriigio^ e con nomi dotlrinali Petasite 
o Tossilaggine maggiore (Targ. Diz. 
hot.). Sorta d''erba arvense che eJa 
Tussilago petasiles de^ botanic! . 

Bard&ssa {c/te anche dicesi Bardagna). Ra-' 
gazzaccio -— JVei diz. Bardassa signi- 
^ca ragazzo di mal aSarc , e propriar 
mente il Bardache de"* Francesi. 

Bardassa. Mariuolo, Gognolino, Forchetta. 
Talvolla si usa anche in senso vez- 
zeggiativo, come p. e.: Che car bar- 
dassa. Cfie caro bimbo. 

Bardassada. Bagazzata, Fanciulleiza. II 
Cecchi ne^ Dissimili usa Giouanezza 
quasi ncllo stesso senso 9 ove fa dire 
a Filippo i* E lo lasceresti per V av^ 
» venire far qualche giovanezza or 
» die V eta gnene comporia, » 

Bardassaria e Bardassaria menudra. Ba-- 
gazzaglia. Bagazzame. Fancitdlaja* 

Bardassdn. Jeer, ^'.Bardassa. y, ■* 

Bardeleca. Lo stesso che Doltora* F'. 
FoL /. 



) BAR 

Bardelech. Ciarliero, Pettegolo» 

t £ chi Im mai ditt cbv tuce i nosUr donn 

» Sien t«ac l»rd«Iech e toeo tapponn ? *• 

(Brtnd. Sp. Lug.}. 

Bardocch (Passa per). Erase usata dal 
Var. mil., alia quale forse corrispon- 
de il Passar per bardotio dei diz, ital* 

Baree Condoltiere di quella 

specie di earreltone che ha il pai^i- 
colar nome di bara, V, • 

Barella. Barella. Arnese composto di 
due stanghe furmanti quattro manicfaiy 
e di tre o quattro staggi o traverse in- 
chiodatevi sopra formanti un piano 9 
sul quale pongonsi i materiali o le robe 
che si Yogliono trasportare da luogo a 
luogo. Queslo arnese, portato a braooia 
da due pcrsone, e detlo anche Scivdra 
nel nostro contado — - 11 portare con 
barella dicesi ^are//are; una piccola ba- 
rella Barelletta;unsL grande Barellane. 

Baresg StoiTa di lana , o: di lana e 

seta, od anche di cotone, poco dissi- 
mile dal crespone^ Nel Giornal coin- 
raerciale* di Firenze e scritto Barrege 
per quanto assevera il ch. *Pescbieri. 
nella sua Appendice al Voc- parm. 

Baretta. Berretia, ... 

Baretta a la spagnoeula. Montieta. 
Baretta a guss d^oeuy. Berretta or- 
roveseiata ? 

. . Baretta del pecc o col pecc. Berrei-^ 

ta a lucignpletti, Quella berretta a piU- 

colori che suol essere delizia deacon- 

tadipi. (trata? 

Baretta a la marinara. Berretta feU 

Baretta de indorador a foeugh. Buff a, 

Baretta de viagg. Pappafico, 

Giuga a foresetta baretta. M lo stes' 

so che Giuga a foresetta. F, Foresetta*. 

Bareita. Digrumale, Favo^ e con voce 
dottrinale Bitmine, I nostri beccaj • e 
il vol go chiamano Barktta , dalla sua 

. forma , questo primo • stomaco degli 

. animali ruminanti, che e quello il 
quale dopo avere* alquanto ritenuto il 
cibo leggermente masticato, lo rimanda. 
alia bocca per essere rimasticato. 

Baretta. Dim, di B^B^carrettone) F, 

Barettkda Quanto cape in una 

. berretta; una berretta di checche^sia. 

Barettada Colpo datQ coo una 

berretta. 

Barctt&da. Sberrettata, Il far di berretta.; 

10 



BAR ( 

Bar^tla-e-capp^ll Chiamiamo 

cosi colui che sotto ai cappello porta 
ancbe una berretta della quale lascia 
cadcre il lucignolo e il sommolo per 
di aotto al cappello atesso. Il Figaro 
e il Bailqfandango de^Viaggi del Ba- 

• retli sono un Baretta-^-^uppelL Fra 
noi questo nonie ha Valore assai prt»« 

-mmo a quelli di Bulo^ Bravo ^ Faci- 
noroso , perche i nostri uomini siffatli 
' usano portare la berretta e il cappello 
a tale niodo. Talora si tradtirrebbe 
per i9iinge//o(Ceccbi Dote HI, 3). 

Barett^scia. Berrettaccia, 

Baretdo. BerreUino, 

Barettin de pret. Berretta a spiceki 
o a croce, 

¥k on barettin. fig Dare in 

testa ad alcuno con checchessla di 
soggetto a rompersi neirattrito. P. es. 

. Gh^ boo tolt la ghitara e gh^ boo faa 

■ on barettin. Presagli la chitarra, gliene 
diedi in testa, Nel Malm. XI 9 58 leg- 
gesi in questo sig. Con uno sbaraglino 

' far una casa in testa a uit tale. 

Baretlinee. CoUettajo, Cbi fabbrica o 

^ende colletti da preli e simili. 
Baretlinera La moglie o la figlia 

• del colletlajo, o la bottcgaja che vende 
collelti, ccc. 

Barettinua. Berrettina, Berrettuccia, 
Barettinna. Jd. di Cnnaja, Preja, Zi]kcca. K 
BaretliDGeii. Berrettucciubla, 
BaretKjn. Berrettone. 

Baretton de viagg. Pappajico. 
Baretton^e. Berreitajo* 
BargM. ^* Capia(gei7a). 
Biirgniir. Nibbiaceio. Uomo accorto e ma- 
- lizioao.- 
Bafgnlff. Demonio. K Barlicch. 

A ca- de bargnifF o de barlicch. J 
> casa maiedetta o del diavolo. Ai mal 
mondo^ 

Brutto bargnifF. BruUo viso . Visaccio. 
Bargnilia o Bagniffa^ Intinto. V. Moe^ja. 
BargniOln. Visucdo contra ff alio, 
BargniiRm. Ceffaiitto. f^isaccio. In tulte 
queste voci Bargniff^ ecc. senlonsi gli 
autichi vocaholi toscani Nijfay Niffo^ 
' Niffolo^ Nifo per grifo^ muso, ecc. 
Bari. Barile, Ha doghe^fondi e cerchj. 
Melt i penser sul bari de Tasee. 
V. Asee. 
BaricoccbdlU« C^tro^knitL^ 



74) BAR 

Baricoccfa^llQ. Gkerminella. Frode^Itigan'-' 

Barila. fig. StUza. (««. 

BariUlt. Barletio? 

Barilett. T. degli Strnm. ..... Quel 

pezzo della chiarina (c/arinafO che 
tiene dietro iinmediatumente al bee* 
cuccio e che serve a innalzare o ab- 
bassare il tuono fondamentaie dello 
strumento. E chiamalo a questo modo 
per la sua iigura di barlcttino, ed 
k il coaiddetto Corps du milieu supe* 
riore dei Frances!. Neppure nel Diz. 

• di mus. ^ dale alcun nome speciole 
a questa parte della chiarina. 

Baril6tt. BarlbUo. 

Barilott. Stregheria. Luogo dove st dice 
per celia andare a convcgno le streghe. 
Fa barilott o Audi in barilott. An- 
dare in Iregenda o in streglteria, Il 
Berni id un suo sonetto dice in que- 
sto senso Andare in istriazio , frase 
non registi*ata dai die. ital. 

Barioeu. f^. Barrioji!!. 

Barisell. Bargeilo, Il capo de^birri. 

Bariseilin. Bargellino, Bargelluzzo, 

Barlaf6s {die anche dicevansi ant, Ber- 
naflis). s. m. pi. Tresclie. Ciarpe. Mas- 
serizzuola, Sferra. Miscea. Oscranna. 
Ciabatta, Arnesi, e per lo piu vili o 
vecchi, stracci, bazzecole. Una quan- 
tita di btxrla/us si direbbe Ciarpame. 

Barlafiis. s. in. sing. Uomo a oasaccio. 

Barlafiis. s. m. pi. (gergo). Masserizie, 

Barlassinna. Nome di paese lontano da 
noi dodici miglia al nord^ quasi a 
metd via fra Miiano e Como, 

Corr la posta de Barlassinoa. schers. 

Correre lo posia degli asini, 

andare sulf asiuello. Il dettalo ha ori- 
gine dal ritrov.irsi in sulia via di 
Barlassina frequenti asinelli sui quali 
o « per bizzarria o per istanchezza 
moatauo i viandauti pagando qualche 
monetuccia a rhi ve li tiene per fame 
quel po^ di guadagno. 

Dottor dc Barlassinna. Dottorde*miei 
stivtdi. Scherzo allusivo agli asinelli* 

- tra"* quali vogliasi annoverare alcun 
laureato. 

Barleffi. f^iso. Mostacdo. Muso. I Tosca* 
ni dicono Sbarleffe , Sberlejffb e Aer^ 
leffe in senso di slregio sul \is09 e 
^i certo atto o gesto che si fa per 
ischeroire allrut. 



BAR ( 

Barllcch. Demonio. Diavolo* Farfartlh. 
Jl Casli nel He Teodoro disse 
44 Qual BeHiccht qual Asmodeo 
ff Mi sa dir chq diavol e >/. 

Barlirch barloccb I diz. ital. hanno 

4« Berlich herloch *» voci di niuo signi- 
jGcato che s''u5sno accoppiate col ver- 
bo fare» e valgono scambiar le carte. 
Presso noi perd significaDO pii\ comu- 
nemente voci finle adaltaje per cbia- 
mar i demonj, come ia quel verso 

« PMg che i lirioa coi lo Larlicch barloccli. » 
(BaUGer.)- 

Barliffi e BruUo Barliifi. Mascheron da 
fof^a, Bahbuino^ V, in Babao. 

Barlocrb. K Barliccb. 

Barloeuggia. y. Sbarloei^ggia. 

Barloggia^ ecc. V, Sbarloggia, ecc. 

Barloggidn, ecc, V, Sbarloggidn, tec, 

Bari^mm. f^. Berlumin. 

Barluscb. Losco. Dal Greco Baytoq dice 
il Far, mil, assai infel icemen t.e. 

Barlusent. Lucente, SplendeaU^ BispUn- 
dente, Diluccianie, Lucciante, Micanfe. 
Lar/fpeggianie. 

Barlusi. Litccicare. Iftcere.BiliMcere. Spit^- 
dere. Bispienderc, Lampare, Lampeg'- 
giare. 

Baroaba. v. coot. Bdmaba, Nome pro- 
prio d^uomo. 

▲ san Baraaba aegra e mej in terra 
va. . . . £ vale che a mezzo il giiigno 
dlordjnarlo si oMetono aegale e mlgli. 

Barnasc. y, Beraazz* 

Barnasci^da. /^. Bejrnazzada. 

Barnes. Cottio. BnHo. r. Ciocch. 

Baroccada Kelle beUe arti» e in 

quanto ha relatione con t$%^ v^le 
Oggelto che iodica depravazione di 
gusto, bizzarriaeccessiva, ianlasia sre- 
golata, invenuone fracotaotey sco^a- 
mento da ogni regola cooaeotita Sal 
buon guslo 4;o«Hne. 

Bar6ccb. Barbcco (Miliz.). Srcessivamemte 
rtdicolot bizsarro in gredo auperla-* 
fivo dice lo stesso Milizia. 

Barocchismo Lo state d^le 

cose baroccbe; il gusto barocco^ la 
leodenza al baroceo. 

Baroccon. Di Id da baroceo* 

Barol^. Barulb. Foggia antica consistente 

in un'^avvoltatura fatta insiame del- 

y estremill .delle ealze a de* oalzoni , 

.aokto o sepra il ginoccbio. Fors^an- 



75) BAR 

che sono da dirsi Gambulif o yero col 
Varchi .Cosciali soppannaii, 

0mm di baroU. fig. Zazzerone, Uo- 
. nto che va ali^ antica. 

Secc4 i baroU. lo stesso che Secci^ 
o Bomp i ball. y. Romp. 
Bar6metro. Barbmetro, 
Baromelta. Merciadra. Merciajuolo. 
Baron. Barone, 

Baronada. Baronata. Bncconeria. 
Baronaja. Baronta. Quanlita di moneUi* 

furfanti o baroni. 
Baronln. Baronetlo, Dim. di Baronet gra* 
do di nobill^. 

Baroninna La moglie del baronetio. 

Baronsceti. GognoHno. ForcheUa, 
Baronscellin, Dim, di Baronsc^ll. f^. 
Bar6zza. Biroccio? Carro non tanio gran- 
de con due ruofe sole* tiralo da 
buoi. La voce Baro§%a 4 cornune a 
tutlo P Alto Mil. , il Vare^ino , ecc. 
Le sue parti ^ono : 

Lecc* Xs<toc=> Timon. Forca^ Piu- 
mascioei]^. Traverse « 3caJin. Coice, J?<- 
doH » Passon. Sala &« Boeud* Iluot0, . y^ 
Bcauda «^ Corlett. jCkrno, 

L'omm de la barozza. Baroedajp^ 

Baroz^ada QuaiHp cape i^ y^a 

cosi detta barotna, 
Barozx^tta, Dim* di Barozza^ F* 
Barozzin. Biroccino? 
Barozzin. Bjuroeeiajo ? l\ conduttore del- 
la cosi detta baroz^ta, 
Barozzinna. Dim, di Barozza. r. 
BarricBu.. v. a^ Berrettina^ FoggfUa^ e 
con voc^ antica e dis^isata 4^a/*ru«oi!^ -— 
La voci milanesi antiche §' avvidnana 
assai alle toscane antiche, come ve- 
diamo in questa voce banicfu% bar- 
riuola, e in bojH^ balire^ barba^ barba 
per zio; bega^ bega per briga, im- 
piccio \ boffeUon^ bulfettone per ^uan- 
ciata ; fanciti , fancdli per fanci^lli ; 
fQ>usgia^ (laggetta per cercioe-, ed 
allre molle. 
Bariabell o BartavelL F. Be^ta\^ell. 
BartaveUa. Berto^ilo? Cesjftiia? Beticina 
di forma quadra« ^ aqcbe piii spe^so 
triangolare, moatata sur un telfijo 
adattalo cbe j Fr« chiamano B^Cj, e 
di cui si fa graqd^ usp fra poi par la 
caccia dei passeri. IS, portata 4 ma- 
naf giata da un sol^ eaceiatore, inlanto 
che altri spavc)0(8np e fu^ano Aerso 



BAS ( 76 

di essa rete gli uccelH addormentoti 
nellc siepi, nelle macchie o in sugli 
• albert. 

Bartegoja. y. a* Lo stesso che Tapella. V, 
Bart611a. Baggeo, V. Badee. 
Bartolam^e. Bariolomeo. Nome proprio 
d^ uomo. 

Inanz indree Bartolamee. . . . Modo 
di dire per denotare uno scioperarsi 
in continue andate e tornate inutili e 
' Bitperflue, cd ancbe il dire ora una 
cosa e poi ridirsene 9 o i] fare c dis- 
fare; e quel che il Caro nelPApologia 
(p. 49) dice O venga la corriggiuola 
che faremo un hel dentro e fuori — 
\es& semper inanz indree Bartolamee. 
Essere un continuo andirivieni. 
L' acqua dopo san Bartolamee V k 

bonna de lava i pee. Delt. 

Qgrario di piana inlelligenza. 
Bartolascia. K in F^ver. 
Baruffa. Baruffa. Zujffa. 

Tacca baruffa. Far baruffa. Mettersi 
in un baruffb. Acciuffarsi. 
Baruffii. Abbaruffarsi. AccapigUarsi, Az- 

zujffarsi. Far baruffa. Accapellarsi. 
Barzegii {che anche dicesi Barzig^). Baz- 
' ucare, Capitare alle Tolte o anche 
sovente in alcun luogo. Per es. £l ne 
Larz^ga de spess per ca. Ci bazzica 
sovenie per casa. 
Barzelella. Barzelletta. Motto. 

Di SIX di barzelett. Motteggiare. 

Pien de barzelett. Motteggevole, Mot- 

ieggioso. Faceto. Scherzevoie. Sollaz- 

zeuole, Tutto /aceiie. 

Barzeletta. Barzellettare. Buffare. Mot- 

■ teggiare. Tratleggiare. Frottolare. Ber- 

goUnare, Dire delie barzelietie, 
Barziga. Bazzicare* F^. Barzeg^. 
B45a(D& la). V. Ba5sa(Da de). 
B^sa per B&sgia (mani/70/0). V* 
Basa. Baciare. 

Basa la man. F. Man. 

Basa la stola. fig. Baciare ilmanipolo. 

Basemel. 7b' castrami qnesta. 

£1 dovarav basa la terra dove el 

' mett i pee Dicesi parlando 

di persona che abbia grandi obbli- 
gazioni con un' alti^a » ed equivale al 
franc. // devrait baiser tons les pas 
par oil il mart7te(Roux Diet.). 

£t mai Tist? basa quist. F, Quist. 
Pode \Mk ei did. Kt Did. 



) BAS 

Basil. T. dell' arti. Combaciare, Dices! 
dell' esser ben congiunli legno con 
legnoy pietra con pietra, ecc — Ga- 
spare Gozzi parlando di usci scrisse 
Affrontarsi in quest o senso. 

Basaa. Ad. di Pan. F. 

Basabicch. Lo stesso che Barbabicch. V. 

Basalisch. Basilisco, Basiliscluo. 

Basaman. Baciamanon 

Basamiir. Saniinjizza. V. Beat. 

Basass e Basass-si^. Baciarsi. 

Basass. Fondarsi. Aver per base. Per es. 
Mi me basava su queila ch' el fuss lu. 
lo mi Jbndava in su questo ch* ei fos- 
se quel desso. lo aveva per base , per 
fondamento die Jbss'*egli per appunto. 

Basel. Baclno. Bacile. 

Tegni el bascl a la barba. F.in Tegni. 

Basciamell Sp. di salsa fatta 

con farina, uova, prezzemolo ecc. 
Dal rvunc. .Bechamel. 

Bascira. f^. Bazxila. 

Basegk (ed anche Baseg^ in del manegh)* 
Oscillare. Essere dubbioso. 

£] basega, ma el sta in pee. Quel 
che ciondola non cade. 

BaselK Gradino. Grado. Scalino. ScagUo^ 
ne. Dal greco Baa<; , dice il P'ar, mil.; 
e forse meglio dal greco Boeivu (ascen- 
do) — Le sue parti sono: 

Pedanna o Pian. Pedata «■ Altada. 
Alzata, 

Andll in-sJi on basell. fig 

Dare un passo innanzi; Essere pro- 
mosso d'un grado. 

Fa cuntk i basij Chi muore 

in miseria suol esser dalle soffitte o 
da'piani pid alti della casa, ove abi- 
tano siiTalli poveri, recalo a terreno 
involto in un lenzuolo, onde poi es- 
sere collocato nel catalello comune che 
ivi sta ad aspeilarlo. Nello scender le 
scale si suppone che i becchini con 
poco riguardo lascino che al cadavere 
penzoli il capo , e che queslo dia su 
yarj gradini. Da quesl'uso, che ^ vero 
in pieno^ ma che giova credere falso 
nelP ultima sua parle, il nostro po- 
polo ha tratlo il dettato 6/t^ han faa 
cuntd i basij quando vuol asserirtt 
d' alcuno che mori povero, e per lo 
pt^ galantuomo. 

Fa el prim basell i met. Fare d prima 
- passo. Bompere il guado o il glUaccip. 



BAS ( 

Falla el prim basell {fig, ch€ anche 
dicesi FalU el prim botlon). Dar male 
I primi passi* Vale sbagliare alia pri- 
ina» fallare il primo passo, e corrispon- 
de a1 franceae Avoir mal engren^. 
Sabbia de basell. f^. Sabbia. 

Basellln. Scaglioncino. 

Basellb. T. de'Car. PredeUino (cosi I'Alb. 
enc. in Contrapprtdellino^ in PaleUa^ 
in Montare^ in Montata^ ecc). 

Basell in a diiu o trii pass o passad 
o slair. PredeUino a due o tre montate 
o haitenti o palette. 

Basellon. Scaglione, 

Basen. Basino. StofTa di iilo di cotone» 
talora mista ancbe con filo canapino, 
cbe ba qualche simiglianza col fru- 
atagno , ma n' e pii]k fina e piii forte 
di molto. I Fr. la cbiamano Basin e 
ancbe Bombasin. 

B&sger. ^. Basgier. 

B&sgia Rotellina di minuge 

d^agnello o simili preparate per in- 
saccarvi salsicce , salami , ecc. 

Basgia. Mazzo, Quel coyone cbe si fa della 
canapa e del lino quando si segano. 

B&sgia. Manna ? Manipolo ? Gargiuolo ? 
e nelP Urbinate Mannella, Il manipolo 
di lino gia scotolalo e ammannho per 
la TCndila. D6 basg de lin. Dae man- 
nelle di lino t»^ Verso il Pavese dicono 
Basa^ e rifcriscono la voce anche alle 
cipoUine, alPinsalata, ecc. 

B^gia mi si assicura dicasi in alctmi 
luogfii per K6sc (penzolo d* uva ). F, 

Basgian. Baggiano. F. Bad^e. 

Basgi&nna. Fava vemina. Legume notis- 
simo. Dal lat. Bajana. Gli Aretini cbia- 
mano Bagiane le fave frcsche sgusciatc. 

Basgiinna Sp. di pelle di cui la 

grande direbbesi Bazzana^ la piccola 
Bassetta o Pelle agnellina, 

Basgianoei!ira. Fopa mintda. La yiciajaba 
minor dei botanici. 

Basgiarada Propriamente colpo 

dato col cosl del to Basgier. f^ , e per 
estensione. Bastonata, Legnata, 

Basgiarada .... Quanta roba o acqua 
o altro liquore si porta in una volta 
nellc corbe o nei seccbj appesi al cosl 

. detto Basger, y, 

Basgia radell a. Dim, di Basgiar&da net a^ 
condo sig. speciabnenie, K. 

Basgier per Bast6n. F", 



77.) BAS 

B&sgier o Biisgiar o B&zzol. A7ico(*luecb.). 
Sp. di bastone lungo poco piii di un 
metro e un quarto «piu o menoarciiato 
a piacere, il quale ncUe due testate 
ha una tacca cbe serve a rattenere i 
secchj o le corbe che vi si appen- 

. dono per portarli bilicali (e pieni 
d* acqua, d^uva, di panni, ecc.) in 
suUe spalle V uno per davanti e Faltro 
dietro al portatore. I Fr. lo cbiamano 
Palanche^ i Piemontesi Subrl, i Ve- 
neziani Bigblo, L^Alb. bass, lo traduce 
Spranga^ e il Voc. pad. Arconcello; 
ambidue poco felicemente, se non erro. 
Dal Bajulum dei Latiui dice il Far. mil. 
\ess gio de basgier. fig. Abbio- 
sciare, V. in Corda. 

Bhsgier. Baggiano. Baggeo. y. Badee. 

Basgiffiii. Bacino. Bacinella. 

On basgiceu o On carr d'^obbliga- 
zion. y, Carr. 

Basgioed. Stuolo.Drappello. Torma. Trup^ 
pa, Frotta, 

m La Te fara on basgiceu de fajocitt » {Gar. TobO* 

Basgiott. Bazzbtto. Sommoscio, Umidotto. 

Basil egh. BasUico. Ozzimo. BassiUco. Er-« 
ba nota che e rOcjrmum basil icumLin. 

Basin. Bacio. Baciare ; e con voci anti-< 
cbe o idiotiche Bagio e Paggino. 

A basin. T. di G Nel giuoco 

delle bocce Tale Accosto accosto, e 
dicesi di due o piii pallottole che si 
combacino affatto afiatto. 

Basin de Giuda .... Bacio o carezza 
die ti fa chi vuolc tradirti. Anche 
i Francesi dicono Un baiser de Judas. 
Basin de mort. .... Talora ci ac^ 
cade di trovarci in alcuna parte del 
Gorpo una specie di succio che prima 
turchiniccio va poscia ingiallendo fino 
a che scompai*e aiTatto, e cc lo tro- 
TJamo senza saperne la causa o aver- 
vi data occasione. Questo rislagnuzzo 
di sangue, che cagionato da una per- 
. cossa sentita diciamo Bdll^ trovato cosl 
per percosse inavvertite o per chec- 
chessia altro e quello che noi diciamo 
Basin de mort 9 per le solite ubbie 
dclle visite de^morti ai vivi die ne la- 
sciano loro memoria in sifTatli lividi. 
Basin s^ciasser o de roassera. Ba^ 
ciozzo. Bacio che fa scoppio. Bacio 
aodo ed appiccante^ 
Bali del basin. Ballo della pezzitolaf 



BAS (78 

Fa on basin a la franzeaa. Baciare 
alia franciosa o alia francese 9 cioe 
prendcndo gentilmente coile dita ambe 
le gote di alcuno e appiccandogli cosl 
un pajo di baciozzi. I Francesi dico- 
no Baiser d la rincelle. t il solilo 
complimcnto che molti \i fanno fare 
da'loro bambinelli con un monte di 
smancerie e di deliziari bamboccevoli 
per giunta. 

Pass on basin do foga. Baciarsi 
alia sfuggita. 

Fa on basin su la bocca. Baciare 
in bocca. 

Mangia vun in di basilt. Jppiccare o 

Dare o Jmprimere mille bad ; ed an- 

cbe nello stil famigliare Mangiar uno 

da" bad co\ Zan. Bilr.Jig, I, 3. 

Tira i basitt lontan cent mia. f^. Mia. 

Basin .... Dicesi di quell' ammacca- 
tura cbe rcsla in un pane. in quella 
parte che xue ha toccato un altro, o 
il forno. I Francesi hanno Baisure in 
questo senso. 

Basinoeu. Baduzto, Baducchio* 

Basindn. Badozto. Bacio che fa scoppio. 

Basin6tr. Bndozw* 

B&sla. Catino, Gbiola, Vaso grande e 
spaso COS! di terra cotta come di le- 
gtto. I contadini briauzuoli pero in- 
tendono solo di terra ooita. 

Basletta. Tafferia, SorLa di vaso di legno 
spaso e con orlo naturaie « sul quale 
81 mondaao i Ijegiuni , i\ riso , ecc. cbe 
a' hanno a cuocere poi in zuppa » ecc 
Verso il Novarcse e detto Siafanla. 

Salamm de . basletta ^%^^ 

rifiuto di salaine o di carne porcina 
esposto in vendita nelle botteghe dei 
pi^ziragnoli ammonticcbiato alia rin- 
fusa sopra una tafTeria. I compralori 
dicono anche assolulamente Scia duu 
sold de basletta per richiedere tanto di 
que'^rifiuti quanti valgano due soldi. 

Basletta. Bazia, Mento allungato « un 
po^ arricciaio. La maschera del Panta- 
lon veneziano ha la bazza eaagerala. 

Basletta. ger Tra noi chi la- 

vora e anche chi traffica di cacio 
chiainano cosl la forma di cacio lo- 
digiano spiattcllata « cioe assai larga 
« poco alta, per allusionc alia tnfie- 
rja (che diciamo basletta) la quale k 
fa^a. 



) BAS 

Btfsletlada * • . . Quanto cape sur una 
basletta 9 cioe sui* una taiferia. 

Baslettin . . . ^ Hagazzo che ha la baz^a. 

Baslettinna PiecQla bazza. 

Baslettoeii . . . . • Piccola bazza. 

Baslettoeiira ...... Piccola bazza. 

Baslettdn .... Uomo che ha gran bazza* 

Baslettonna . . . .Donna che ha gran bazza* 

Baslin o Baslina. v. cont. Vim. di Basla 
in stg. di Vaso spaso di terra cotHa- 

Basloeu. Ciotollno. Ciotolina, Gotoletta. 

Baslott. Conca. Catino. Vaso di legno o 
di terra cotta per servizio di cucina, 
ad uso di lavare le stoviglic, ecc. 
De^grossi salci si fanno assai calioi. 
La nostra voce e corrotta dal f^as 
luteum de^Latini, dice il yar, nuL 

Basl6tt. Cibiola. Cibiola da danaro, Quel- 
la coppa di legno in cni i banchieri 
e i mercanti tengono i danari. 

Baslott e Baslottell dicono i BrianmoH 
alle castagne falUte che i noslri fanr 

' ciidli di cittd chiamano Cazzuu. A^. 

Baslottec. Voce deU'Alto Milanese. Cad- 
najo. Fahbricatore di ciotole, conche^ 
catini, mestole* seccbj* zangole, ecc. 
In citta questi arnesi sono fatti e yen-* 
duti dai cosl detii Fuserdcch, V. 

Baslottell. CaiineUo. Deli'edere arboree 
grosse fannosi ottimi catinctti. 

Baslottell. Ciotolino, Ciotolina. Ciotoletia. 
Dim. di Ciotola ; coppettino o scodel- 
lino d'^un pezzo per diversi usi, si- 
mile a quelio che i marinaj chiame- 
. rebbero Ganfetta, Ed anche Parte di 
alcun lavoro in forma di ciotola; co^ 
sicche quel vano circolare cbe sporge 
fttori del parapet to del carruccio da 
bambini (forrm o sere del sirendnru) 
che vien deUo BasloUin o Baslottell del 
9trendra:U9 sarebbe da tradursi il Cio- 
tolino del carruccio ; e cosl pure quella 
pissidetta cbe at a in cima di quasi 
tutti i nostri arcolaj ( da noi chiamata 
BasloUell de la bicocca) si potrebbe 
con pi'oprio nome chiamare Ciotolino 
o Ciotoletia delVarcolajo* 

Basorgna. y. Basotta. ■ 

Basorgndn. Baciatore» 

BaseUi. Baciucchiare* Bacinccare. Dare 
piccoli e frequent i baci. Ji fr. BaisoUer, 

l^s -^ No sav«nn a^ in buss nife in 

bass, f^r Sav^. 
B^s. sost. m. T. muMC. Basso, 



BAS (79 

Bags. sost. in. Lo stesso cht BMs*oni. K. 

Doman de bass. Domanl a ora bassa. 
BkiSSf ad. Basso, 

Ave di ait e bass. %r Essere het* 

le strata dalla fortuna. Incontran east 

dwersi di fortuna, Andar soggetto alte 

' ingiurie e alle percosse della forUma. 

Coo bass, y. Coo. 

De bass. Da basso. A basso* 

Dormi a bass de coo. Tenere il capo 
su guancial basso. 

Fa ah e bass come se voeur. f^. Alt. 

Fa pari bass o Fa resta bass. fig. 
SMaccare, Avvilire, SifUire, 

Gent bassa o ''Bassa gent. Bassa 
gente^ Genie di bassa mono 9 di vile tut* 
zione^ di basso affare^ di basso stato, 

Messa bassa. f^. M^sa. 

6r bass. Oro basso o di bassa lega, 

Paesi bassi. scherz. Parti da basso, 

Deretano. PretSrito; ed anche Angui" 

niigiia. In quest^ ultimo senso sono 

• ailioi alle Basses marches dei Francesi. 

Preezi bass. Pretzo basso , poco^ vile. 

Besti^ bass. Hiusdre basso ^ e fig. 
Bestare soaciato^ smaccato^ svergo* 
gnato, Rimanere ci di sotto. 

Tegni bass vun. fig. Teneruno eorto^ 
cfitto » a segno 9 in soggezione, Non 
lasciare die una stenda o allarghi 
Pale. Tener tarpate Pali ad aicuno. 

Tratla d^alt in bass, f^ Alt. 

Varda d^ alt in bass. f^. Alt. e agg. 
Quello che i Fr. dicono Beganderpar 
dessits Vipatde o de hatU en bas. 

Vess bass de taccb. r. T&cch. 

Ycss bass de vista. K. Vista. 

Vcss bass el vassell. Aver del basso, 
Essere al basso. Dicesi del vino o si- 
mile qiiando sta per finire nella botte. 

\e%s vegnuu al bass. Avere consu- 
-mata V asta e ii torchio. Essere ridotlo 
al basso; e pnrlandosi d^un sifiatto 
uomo si dice 9iXiche Le acque son basse, 
Mss. Ad. di Pann, Tila, eoc. f\ 
Bass. Ad. di Carnevaa e di Pasqua^ e 
vale che durano o ricorrono poco 
innoltrali nell^anno. 
Bhssa. Fondttra, Bassaia. Noi diciamo 
La Bassa assolutamente per tutla la 
parte piana dello Stato; il Basso Mi- 
lanese 9 il Pu vese 9 il Lodigiauo sono 
comprcsi sotto un tal nome. 

Vun do la bassa. Pianigiano. 



) BAS 

fijisaa (Dk de). Scavalcare* Cat^atlai^p Da- 
re il gambetto. Quasi simile all^altro: 
Tru de scagn. K in Scagn. 

» App«uo« M introdui ooa uMota, cbe v«s 

OB* nfomia a dagh dv batsa. » (Bal. Bkm.). 

Dagh de bassa a vun (che altri 

disse Da la basa a viui). Porre a j#* 

dere uno, Levar uno di posto. 

Bassa. Bascid. 

Bassa. met Prepotentet 

despot09 che osige obbedienza ciecat 
che non vuol sentire ragioni. 

BaS84. AbbassaiT. Chinare. 

Bass^ el coo. Chinare il capo. 
Bassa el coo. fig, y. C60. 

Bassaa. Participio di Bassli. y. Ghe s^ e 
bassaa el cervell. Ha perduto il lame 
dell' inlelleUo. 

fiassaciissa. Cassettino delle lettere basse. 
Quella parte della cassa da stampa 
cbe contienc le lettere minuscole. 

Bassass. Scemlere a , . . • Degnarsi di 
Per es. El s**^ bassaa a an* 

' dagb. Si degub andatvi. £l cred de 
bassass. Crede oivvUirsi. 

Bass4ss-gi6. Chinarsi. 

Bassett($to). frase cont. rerso sera. Sui 
far della sera. Intorno a vespro. 

Bassetta. Bassetta. 

Giuga a la bassetta. /Virs a chior 
mare e alzare. Fare aUa bassetia. V* 
Fara6n. 

L* e on gioeugh de bassetta. fig. 
E un fango di riscluo. k cosa fortu- 
ne vole 9 pericolosa 9 riscbiosa9 d^ eaito 
assai incei*to. 

Bassi gnana (Ca). y. in Ck. 

Bassineit. P". Fog6a. 

Bassinett. T. d^Arm. Scodellino. Parte 
della piesira o sia dell"* acciarino di 
un^ arme da fuoco ove metiesi il pol* 
verino e che st copre coll a martellina. 
Dal fr. Bassinet. ll>Diz. artig. lo chia- 
ma anche Scudetto^ e dice che ^ com- 
postodi Macineito (la parte incavata 
ove si mette la polvere )» Bracltetta^ 
Brachetia con foro per la vite della 
martellina 9 e Spondella dette in fr. 
Fraisure^ Queues Bride c Garde-feu. 

Bassi rceu 1 colligiani deirAlto 

Milanese* e specialmente della Brian* 
ka* danno quesio nome a queMoro 
compatriotti che in certe slagioni 
dell* anno abbandonano il paose per 



BAS C 

rccarsf nclla nostra pianura {a ia 
bassa) a buscar giiadagno nei larori 
agrarj a^qiiali non bastano i pianigiaui. 
Bas9^6ra. Bassa ora. Ora bassa, Dl basso. 
Voce rorilad. per denotare sul tardi, 
suirimbrunire. 
Bass^orada. v. cont. Fesperata, Tatto il 
di basso 9 lulta V ora bassa quant^ella 
dura. 
Bassrilev. Basso rilievo, ■ 
B^st. Basto, Arnesc che a guisa di sella 
s^impone alle bestie da soma. 

Fust o Scentcn. Fusto «« Arch o Ar- 
son o Urcion o Assett. Arcioni *» Pell 
o Quattadura. Cojame ^ Guamizion. 
Guarnizioni « Copp. Arco? ^.Sedee. 
Sedere? «= Fprradura. Ferri, 

Avegh pocca paja in bast. fig. Es- 
sere sburrato^ cioe snervato, debole. 
Guggia de bast. F, Guggia. 
Lassass andi cl bast sott a la pan- 
scia.fig. Cacarsisotto.VeTiiersi d^animo. 
Mangiass la paja foeura del bast. 
Mangiarsi • P erba e la paglia sotto 
( Alb. enc. in Erba )• Consumare il 
patrimonio o il guadagnato senza piik 
oltre industriarsi ^ il che ^ sempre 
male per chi non c ricco molto o di 
quattrini o di apatla. 
Mett el bast. Jmbastare, 
Porta el bast. lig. F', in Bastlnna. 
Toeit gi6 el bast. Shastare, 

Bast, met Livrea, divisa, assisa. 

Basta. Bastare, Essere ossaL Essere a 
bastanza, Esser sufficiente, 

Basta basta. Basta , ed anche Basta 

basta. 

Bastard. Bastardo, Spurio, JllegitUmo — £ 

met. Bastardo, DegSnere. Tralignante* 

Bastard. Ad. di Remolazz. F. 

Bastardaa. Bastardato, Tralignato. Imba- 

stardito, Dischiattalo, Imbastardito* 
Bastardass. Tralignare, Dischialtare, Im- 

bastardire. Degenerare. 
Bostardell. Ad, di Remolazz. F, 

Bastardella. T. de^Carr Sorta 

di cari*ozza la quale , se non erro » e 
quella che i Fr. chiamano Dormeuse 
— Nei diz. Bastardella troyasi col 
solo sign, segucnte ... 
Bastardelln. T. di Cucina. Bastarda, Ba- 
stardella, Vaso di ramc stagnaio chiuso 
per cuocervi entro came* per par- 
gare zQccberi, ece. 



80 ) BAS 

Bastttrdtila. . . . Sp. d^asie di pioppo« 
BasUrddn. Bastardaccio, Pegg. di Ba- 
stardo. 

Bastardiin Bamo di vite che ha 

le gemme piatte. 
Bastardott. . . . Sp. di travicello. F. Tr4v. 
Bastde. Bastajo. Basiiere* Chi fa i basti. 
Bastevol. v. deirAlto Milanese. Dureuole, 
Bastevole, BasfabUe. Dicesi di roba* 
specialmente mangiativa« che aia di 
durata e casereccia. 
Bastl. Bastare, Fare, Serbarsi, Parian- 
dosi di carnL» frutta o simili* vale 
Conservarsi, manlenersi, durar Itm- 
gamente. 
Basil. T. d^Agric. Farpiede. Dicesi delle 

piante quando ingrossano. 

Bastin dicono i cont, br. per Bastlnna. f, 

A\h di piagh sott al bastin. F. Piaga. 

Bastlnna. Bastina* Spezie di basto leg- 

giere senza arcioni 9 senza cojame y 

senza ferri. 

Porta la bastinna o el bast, fig 

Portare il peso , il carico di checches- 
sia. Quasi il Porter Vendosse dei Fr. 
Bastinna. Bardella, Sp. di sella quasi 
spianata di cui usano i mulattieriy i 
contadini 9 ecc. 

Bastlnna Gosl chiamasi in varie 

parti del Milanese quella spezie .di 
giaco da torcolatori e brenialori di 
vino che le genti montaoine e di 
Brianza chiamano Zacch, V. 
Bastidn. Bastione, Da noi pei'd la voce 
Bastion indica cio che toscanamenle 
direbbesiXe mura. P. es. Ho faa el gir 
de lutt i bastion. Ho percorso tuUe le 
mora, I bastion de Milan e quij de 
Lucca se some j en. Le mura di tucca 
sono quasi simili a quelle di Milano 
— I nostri Bastion si dividono in Ba« 
stion. Cortina^ e Valetta, Baloardo. 
Baston. Bardellone. Basto grande. 
Bastdu. Bastone, Afazza. 

Anda cont el baston. Andare. a 
tnazza^ cioe appoggiato alia mazza. 

Baston de cedrcga. Cavigliuoli da 
S€ggiole(*iosc. .Tom. Sin.). 

Baston de cassia. Bocciuolo di cassia, 
Baston de ciccolatt. Bastoncello? 
Bastoncino? Pezzuolo? Panelto? BotellaT 
Baston de coUanna. F, CoUanna. 
Baston de pajee. F, Pajee. 
Baston de la cros.\^to della eroce. 



6AS ( 8i 

Baston die la polenta chiamasi da 
varj coniiidini deil'Mlo Mil. ifuella che 
not diciamo Canella f^., con guesta di* 
versitd perb che dove la Canella i un 
vero cilindro liscio^ il Baston e un v^ro 
randelleito ricMrvo nella ttstata difon- 
Baston del balducchin. Asie* {do, 
Baslon de T oinbrella. Ba^one (cpsi 
I'Alb. enc. in Ombrelh). 

Baston de pastor. I^incastro. Pedo> 
Baston di pastore. 

Baston de zirott. Maddaleane? Moo- 
cliio di cerotto? 

Baston di orbitt. Balocchio* Batac- 
chio. Baston da ciechi. 

Baston di soldaa. Gianneita* 
Baston di tend . • • . Ai palchetti 
( geneff') de* nostri padri » ch* erano 
pesanti e incomodi, si sono sostituiti 
certi bastoni a capo de^ quali inastansi 
frecce o mele o altreltali ornamenti 
. dorati « e in quest i bastoni si ficcdno 
quelle buUeltine cbe fan no officio di 
rattenere i drappelloni clic soprador- 
nano le cortine d^una fiacstra, eicc. 
Baston tutt a gropp. Ba$tone nodo- 
sOf noderoso^ roncldoso^ nocchieruto, 
e aucbe pmnnocchitUo. Mdzzero, 

Cont i asen ghe voeur el baston. 

f^ Asen. (L^gtt- 

Fa corr on legn per on baston. f^, 

Insegna cont el baston. fig. Inse- 

gnare a rodere i cecL Mostrare Per- 

rore col castigo. 

Baslon. T. di Giuoco* Bastoni. 

Fa corr el re de baston. fig. Cascare 

a bastoni ( Fag. Cicisbeo sconsolato III, 

b). Far passare sotto un ponle di legno 

(Fag. Un i'€rO'am€re non cura interes- 

se III 9 5). Diir I' asso.di bastonUVa^. 

Jv, pun* 111 9 i6)* Sonata a catasta, 

. Mandate a Legnaja. Far irionfare ba- 

*. stonL Bastonai*e. 

Baston. . T. de' Confett. ...... Can- 

nellini confetti a foggia di bastoncini 
con entro rosolio o rhum. 
Baston. T. de' CiambcU. ..... Sp. di 

paneilo dolce fatto a basfoncello. 
Ba5t6n. T. de'Toni. Appoggiatojo? Le- 
gno lungo sul quale i torniaj s' appog- 
giano nel tempo cbe torniscono. 
Baston. T. de' Fjaileg. Basione* Sp. di 
pialla col la quale si fa il guscio. 
Mczi biiston. f^. Mezz. 

roi, I. 



) BAS 

Bast<Sn de la festa. Maestro di sala -^ 
. MascJiera del teatro(* fior.), Nelle ve- 
glie de' privati e regolalore dei balli 
quel primo, come n'e il secondo nei 
vcglioni pubblici. Come poS 1' uomo 
allegro per cccellenza , 1' cccitalore 
aH'allegna siasi tramutato da not in 
un Baslone e cosa singolare , ma non 
diflicile a intendersi. O egli fu detto 
cosi percbe meat re tutti sono in ballo, 
egli solo sta fermo come perno dei 
baili mcdesimi, o fu cosi chianialo per 
quell a figura d' imperiosita cbe V un 
uomo voile mostrare all' altro nel ba-* 
stone di quaUivoglia forma o figura. 
Bastona e Bastona~su. Bastonare. Abba-- 
stonare. Sonar colpi col bos tone. 

La prima se perdonna , la segonda 
se bastonna. ...... Modo di diro 

col quale ci mostriaino scusatori di 
una prima colpa, c negatori di per- 
dono a uqa secouda. Allorcbe noi 
usiAmo questo modo di dire a riin-" 
provero di seconde nozzc inal fortu- 
nate si potrcbbc sostituirgli il dett. 
ital. C/ii ha o toglie una moglie me- 
' rita una corona di pazienza; chi due^ 

una di patzta, 
Bastonaa. Bastonato, 

El par cbe m'abbien bastonaa. Pa/o 
bastonaio. Sono abbacchiaio. Dicesi da 
cbi si sente spossato o abbattuto dopo 
una febbre o altro male qualunque. 
Vess beccb e basto.naa. Aver avuto 
mazzc eccetera{Ftig, Av, pun. III , i5). 
Ba^tonada. Bastonata, B^cchiata, Batac- 
cbiata, Bandellata, 

Da via bastonad de orb o de lira. 
. Dare htazuUe o bastonale sudice^ vec- 
chiCf strane, di cieco^ da ciechi. Tarn* 
burare, Zombare, MaCulare, Dare co* 
me in terra, Spianar le costure, Sonare 
a martello. Sonar le campane a dop" 
pio, Percuotere a mal modo col hatr 
stone. V. anclie Lira. 

Paga de bastonad. Dor bastoni in 
vece di danari, Saldarsi ^ conii dal 
solito maestro di casa, 

Vess duu orb che fa ai bastonad, 

r, Duu. 

Bastonadinna. BasUmatina, Qualche poe- 

ta tosc. mod. usa anchc Bastonatetla, 

Bastonaggia. Pastinaea^ e con voce ant. 

Bducia *— Da alcuui Usasi ancUe per 

II 



BAT ( 8a 

Cnrota. V. Gnlff— Ed anch« per Pa- 

stinaca o Carota salvatica o Capohian- 

CO 9 doe pel Daucus carota syls^stris 

de^ bot. che i contadini brianzuoli cbia- 

inano Bonzon o Jiadisetta, e di cui 

mangiano la radice cotta col burro 

o in insalata. 

Bastondiss. BastonarsL Fare aiie bastonate, 

Bastoiiiii. Bastoncino, Bastoncelh, 

Bastonln. T. de^Faleg. Bastoncino? Sp. 

di pialla. 
Bastonin. Bastoncelh? Specie di dolce. 
Bastonscell. Bastoheello, Bastoncino • 

B»9tonscellin Picciolo bastoncino. 

Bastr6zz. Baratto, Baraxxo, Permuta, 
cambto di cosa con cosa; per6 sem- 
pre in senso avvilitivo. 
Bastrozza. Barattare* Baratzare, 
Baslrozz6. Barattiere, Barattiero. 
Bastdrlo e Basturlott. v. c. br. Scempione. 

V. Badee. 
Batacc 9 ccc, V. Batt&gg , ecc. 

Bat^r Sp. di carrozza che nel Voc. 

pann. e tradotta Carrozza bastarda? 

Balard. 8. f. T. de'CalUg. . , . . . Sp. di 

carattere cosi detto dal fr. Bdtarde. 

i, quasi quel medesimo cbc noi cbia- 

niiamo Posaio o Formato, 

Batarell. Bandello, Bastoncino, Baston^ 

cello. Da Bat e Batuo dice il Far, miL 

Bat aria, Batetla, ecc, V. Battarla, Bat- 

tclla, ecc, 
Batirdn. K Batliron. 
Batista. Batista, Nome proprio usato 
nelle fi^asi seguenti: 

Av^ del Batista e taholta anche kvh 
pussee del Giovann che del Batisia 
• Ai>er del baggeo, Esser dolce di sale, 
Av^ la vista che fa batista. /^. Vista. 
Batizza. Agg. di Tila usato anche a mo- 
' do di sostantivo. Batista, Battista, 
Batizzaa. Battistato{* fior.). Agg. di Tela 
' ridotta a foggia di tela .batista. 
Bat6sta. Carpiccio, E fig. Bovescio, Si- 
nistro — * La Batosta dei diz. vale con- 
tesa di- parole. 
Batostella i . . . . Leggier sinistro, lieve 
Batostinna ) disgrazia, sciagurelta. 
Ba4(. Battere, Dare percosse, colpif pic- 
chiate. 

Abatt i pagn compar la stria, f^. Stria. 
Andk a batt el pess. r, Pess. 
Batt a la larga o Battela a la larga. 
Tenure il largo, Farsi dalla luM^a, 



) BAT 

Batt a la porta, fig. Essere In oanr 
dela at verde, Trovarsi in checchcs- 
sia agli eslremi. 

Batt a marlell. T. d^'Argent. Battere 
a mazzetta, 

Batt a passdn .... Nelle risaje si 
chiama cosl il trebbiare il riso attac- 
cando i cavalli che hanno a trebbiarlo 
ad un perno fitto nel oentro deir aja 
5u)la quale e disteso per mezzo di 
funi che si allungano c si scorciano 
a tenor del bisogno. 

Batt cassa .... Cosl dicono gli 
operaj quando ricorrono, prima del 
tempo in cui v^ hanno diritto^ al pro- 
prietario della bottega per avere una 
qualche anticipazione sulla loro paga; 
cid che i Frances! dicono Demander 
sa banque. 

Batt de li. Battere in o tra cltecchessia. 

Esser vicinissimo, esservi differenza 

insensibiie. La batt de 1). Elia batte, 

Batt el gran su Pera. K itra. 

Batt el lin. Amagliare* Percuoiere 

• il lino col maglio prima di scotolarlo 

per diromperlo. 

Batt el nemjs. Batter Vinumoo. 
Batt el pajoeii. Battere il vigliuolo 
o il pagliuolo -^ Il ribattere la paglia 
gia battula mentrc che viene ripr'esa 
scompigliatamente colla foroa dicesi 
Fare la batterella{* fiov,), F, Bebatl. 
Batt el pols, el c<Bur,ecc. Baitere 
il polso , il cuore , ecc. 
Batt el sass. y. Sass. 
Batt el s6. Sferzare o Battere il 
sole in un luogo. 

Batt el tambor. Baiter la cassa. 
Bait o Bat^fo&nra i pagn. F, Ph^gn. 
Batt-foeura. Battere z per es. Batt- 
foeura el ferr, el ramm, eoc, Battere 
o Martellare iljerro^ il rame^ ecc. 
per ispiauarli, assoltigliarli, lavorarli. 
Batt i botton a la turca. K. Bottdu; 
Batt i brocchett. F, Brocchetta. 
Batt i .castegnceur. F, Gastegnoei^ra. 
Batt i man» Battere o Picchiar le 
mani, Applaudire. 

Batt i matarazz o la lana. Divettare. 
Batt i or. Battere le ore, Scoccare 
le ore, Suonar le ore, 

Batt in di fianch. F. Fi&nch. 
Batt la catlolega. F. Caltolega « 
Battcghela. 



BAT ( 

Batt la lunna. V. Unna. 
Batt la paitoja. V, Pattdja. 
Bait la retirada. fig. V. Retirada- 
Batt la strada. BaUere la sirtula o 
il cammino, Scorrerli. 
Batt Tazauilin. F. Azzalin. 
Batt sodo. P''. Sodo. 
Chi no po^batt el cavall batt la 
sella, r. Cavall. 

La batt de li. £lla baUe. V. dietro. 
Batt. Insistere, Seguiti a hoXU Insistere. 
Durare. Perseverare. Non si ristar di 
fare^ dire 9 ecc. Bitoccart aicuno, 6er- 
rare il basto addosso a tmo, £ batt 
cbe te batt. Tocca e ritocca. 

A forza de b^tt se otten. Lo im- 
pronto uincc V avaro. 
Bait Ba<te/v(Fag., Or. Diz. mil., Diz. art.). 
Percuotere colle artiglierie le mura 
dei forti per mandarle in rovina, farvi 
entro breccia » ecc. ^- Battere a dirit- 
tura^ a piombo^di rijlesso^ di came- 
rata , di costiera, di ficco 9 di fronte 9 
dTinJUata^ di rimbalzOf di sc/iianclo; 
in breccia^ in crpce^ in royina, ecc. 
tutte varie maniere di battere delle 
quali veggasi il Diz. art. 

Batt el castell. BaUere. la Jbrtezza. 
B4tL j4bbatiere» Sincere. Sconfiggere, Sip- 
perare. Si usa parlando di giuoco, 
di battaglia, di contesa, ecc. 
Batt. T. de'^Cappel. Jccordellare. Cor- 
dellare, BaUere all' area o a corda, 
Battere e afioccare il pelo da far cap- 
pelli, il cbe fassi coll^arco(ar5d/2). 

Bait. T. di Stamp .11 tignere 

cbe fa uno dei due lavoranli al tor- 

chio le forme di stampa coi mazzi 

pregni d^ incbiostro onde distribuirlo 

pari pari sulle lettere. Non sarebbe 

. forsc mal detto Inchiostrare la forma, 

I Francesi banno Toucher. In Toscana 

1 piii diceano pure BaUere e BaUitore, 

Oggidi quasi tutti usano in luogo dei 

. roazzi i cilindri o ruUi di melassa ; 

e perci6 alia voce BaU e quasi cbe 

sostiluita quella di Bold. V* 

B4tta. s. f. Coreggiato. V. Verga. 

Battji. V. cont. br. BaUere le biade. 

Battada. v. c. . .' . . Colpo di coreggiato. 

Baltigg. V. br. Mazza sorda. La spiga 

dell a tifa palustrc. K Gosee. 
Battagg. Batlaglio. Batocchio. 11 suo bat- 
tente dicesi Pera o Materozza, 



83 y BAT 

Battligg. Batacchio? Bacchio? Grosso 
corto bastone cbe meltesi al collo dclle 
bestie bovine viziate percbe levan- 
dosi in ardenza sbataccbiate da quelle 
s^acchetino. 
Baltagg. met. Bahbipne, V. Bad^e. 
Battaggi^. Scampanare, 
Batlija. BaUaglia. Misckia — Ancbe noi 
diciamo Battaglia nella frase Vess el 
s6 cavall de battaglia. F. in Cavall. 
Fk batt a j a. Battagliare. CombaUere, 
Far baUaglia o mischia o baitagliaia, 
Battajdn. Baltaglione. 

A battajon. fig. Afusone. In chiocca. 
Si dice per denotare gran quantity 
parlandosi di esseri animati. 
Battarell. Bandello. V, Boriddr (de rocol). 
Baltarla. BaUeria. Due o pi& pezzi d'^ar- 
tiglieria riuniti sotto un comandante. 
Vi sono BaUerie di cannoni, d^obizzi, 
dimortaj^ di bombe^di petrieri. Bat- 
terie a o in barba o barbeUa , a can" 
noniere^ a cavaliere^ a ridosso, a scan 
glioni^ BaUerie d'assedio^ da breccia ^ 
dacampagna^ di battaglia^ di casta ^ 
d' infiiata, di moniagnat di piazza 9 di 
posizione 9 di rimbalzo 9 di briccola , e 
Batter ie galleggianti 9 interrate 9 piane 9 
volanU 9 ec. 9 di cui veggasi il Diz. artig. 
Muda battaria. fig. .... Cangiar 
modi o parole per ottenere quello cbe 
non ci riuscl colle parole o coi mezzi 
usati prima. 11 fr. Changer de batterie. 

Petta li tutta la battaria. fig 

Scbicrare altrczzi o utensili, o Mettere 

in mostra quantita di robe, nierci^ ecc. 

Battari^. Batteria, Il luogo in cui sono 

disposte le artiglierie in alto di batlcro* 

Battaria. T. de'*Focb. Gazzarra, 

Battaria. T. degli Orolog. Soncria* 

Battaria de cusinna. Stoviglie, Slovigli. 

Jttrezzi di cucina, Quei cbe i Latini 

dicevano yasa coquinaria, Ancbe i Fr. 

dicono Batterie de cuisine, Stouiglie si 

possono dire ancbe i vasi non di terra. 

Batlaro. ... In Busto cbiamano cosi quella 

tavola su cui sfioccano la bambagia. 
Batteghela {che anche dicesi Bait la catto- 
leg a). Pregare d'amore». La nostra frase 
e triviaie; Tilaliana sostenuia c nobile. 
Battela. Essere su per gli usci a accaUare, 
(Fag. Gen. cor. 1 9 12). /^. anche in 
Cattolcga — Frccciflne^ Ricbicdcrc uno 
di danaro in prestito. 



BAZ ( 86 

Baporese quella che noi di'ciamo Bar- 
hajada. V. 

Bayaresa. V» Biivara. 

Bavarin Bavero picciolo. 

Bavarinetl Picciolissimo bayero. 

Bayaroeilda. Bavaglio. V. Bauaclnna. 

Bavaran . , ,\ Gran bavero. 

Bavella. Bauella, Borra di seta, 

Bayer. Bdifero. Collare di manlello, abi- 
to, ecc. che scenda piu o meno sul 
petio e sulle schieae. 

Bay ds. Jd, di Lin, ec. . . Malfilato* peloso. 

Bay6sa. gergo. Seta* 

Baz^r. s. m Voce orientale? si- 

gnificante»mercato,.faUa5i yolgare tra 

. noi da che i nobili Luigi , Vitaliano , 
Pietro e Gio. Batt. Decristoforis con 
generoso ardimento e piii che priva- 
ta splendidezza abbellirono Milano di 
quella yaghissima Galleria che porta 
il loro nome. E una nuoya specie di 
Via coperta a vetriate che diresti 
Merceria se non fosse la magnificenza 
d'^ogni sua parte che ti fa sorupolo di 
cost specificarla, e t^obbliga senz^ay- 

. yedertene a dirla Galleria^ nome che 
ya assumendo anche tra^l volgo. 

Bazxa. Bazta, Buona delta. Buona sorte, 
Ayegh ona gran bazza. Jvere tre 
pdni per coppia, 

God la bazza. Godere buon tempo, 

- Lavorare poco o nulla — Godere il 
papato. Stare in barba di micio o di 
gaila. Stare a o in pancioUe o a pik 
pari* Star paffuto. Stare con tutti i 
auoi agi e in delizie. 
Gh^e minga sta bazza. Non v'^sfoggi, 

B&zzega. Bdzzica, Giaoco notissimo. 

Comod. Matta •» Gelee. Giul^ *- Ge- 
leron. Giuleones^ Tre coss. Cricca, e in 
yolg. fior. Ba%zicotto o Bazucone = 
L^ aver in mano sette carle andanti 
dair uno al selte k detto in yolg. fior. 
idver pantraccolone, 

Bazzega gekrada. Bazzica gigUata, 
(*fior.). Bazzica con giule. 

Bazzega ! . . . . Interiezione colla quale 
ci riyolgiamo a chi d'^improyviso esce 
fuora con qualche rutto* come per 
rimpi*overarlo coperlamente della sua 
inciyiiU. 

Bazzcghin .... Dim. e i^ezz. di Bazzega* f^. 

Bazzila. BacHe, Guantiera, Bactno. 

Bazzileda. Bacinella? Dim. di Bacino. 



) BEA 

Bazzilin. Baeinellaf Dim. di Bacino. 

Bazzil6n. Teggfda. Amese di rame di 
superficie convessa, soslenuto da piedi 
di ferro, sopra di cui, postovi sotto il 
fuoco, si' distendoiio i colkri e simili. 

Bacc6ffi. Grasso bracato, Basoffione, 

Bazz6ffia. Ba$offia. Basina. Minestra gro»» 
solana* 

B4zzol in qualche parte del contado per 
Basgier. r. 

Anda gio di bazzoLlo stesso che An- 
dk foeura de la grazia de Dio. F'. Dio. 

Bazzolon. Minestrajo? Cosichiamasi nel 
Basso Milanese quel contadino che 
prepara anche il mangiare pei com- 
pagni. In certo modo equivale al 
Banciere de^soldati. Forse dal latino 
Bajuloy perche d^ordinario.egli stesso 
porta(6<i/uZa^) il cibo ai compagni. 

Bazz6tt. Bazzotto, Fra duro e tenero* 
fra solido e liquido. 

Be. Bi.Lsi seconda lettera deir alfabeto. 

Be (che anclie dicesi Bebee). Jgnelio. 
P^conif e con y. a. B^rbiee. Noi dicuH 
mo B^ parlando dell^Ot^i.rLin., e di- 
ciamo Agnell met., e quindi Mansuett 
come on agnell chi non ha fiele , chi 
k di natura dolcissima. 

Anda adree o Vegni adree come 
on be. f^enir dietro come un cagno^ 

. /ino(Tancia IV9 1)0 come un.canino 

. (Fag. Mar. alia moda II, a). Seguire 
altrui pianamente« non ricalcilrare. 
Fa on b^. met. Mettere a leggere. 

. Mandar al zio (I Fior. chiamano sch. 
Zio Tuffiziale del presto). Impegnare, 
mettere in pegno checchessia; quel 
che i Venez. direbbero Far on moscon. 

Be be. // 6e6u(Menz. Rime). Voce imi^ 
tante il belato delle pecore. 

Beat. 8. m. Bigotto. Bacchettone, Collotor^ 
to. Santinfizza. Baciapile. Baciapohere- 
Graffiasanti. Stropiccione. Picchiapetto. 
Torcicollo, Ipocriio. Coronciajo* Schio^ 
dacristi. Pinzochero. Beghino. Pappa-- 
lardo. Bizioco. Galtbadeo. Gabbaddeo. 
GaMwsanti. Bighino. Bighiotto. I Tosc. 
dicono anche yolg. Don Pilone e Don 
Pilogio* Il falso deyoto che i Francesi 
pure dicono B^at. Il Fagiuo]i(Rime 
IV, 35 1 ) usa anche Beato in pari sig. 

Be&ta. s. f. Bacchettona. Santessa. iS)ii- 
golistra. Bizzoca. Bizzocca. Beghina. 
Pinzochera. Pizzochera, Bizzochera. 



BEC ( 

GraffUisaniL Bigotta. In questo seaso 
i Francesi dicono une Bdate^ e gli 
Spagnuuli una Beaia, 

Beal^ {ed anche Beatozz^ e Beatocrii). 
Spatemostrare. Scoronciare. Grattare 

■ i piedi idle dipinture.. Aver dato in 
hacdiettone o in haccfieUonai* toso.)* 

Beatdll e Beatin. Beghinello, rpocritino. 

Beatinna. Beghinella. Ipocritina, 

Beato. ad. Beato, 

Beata la faccia. K. Fkccia. 
Beato chi te ved. TVi sii il hen trovato. 
Beato chi ghe u^ ha. Chi k in tenuta 
Dio r ajuia, 

Vitta beata. Vita sbraeaia o conso' 
lata, cio^ aenza brighe, senza pensieri. 
Beato porch, y. P6rch. 

Bealocca. Beghina. V* Be^a. 

Bealocck. Lo stesso che Beata. y. 

Beatucch. Beghino, V* Beat. 

Beat6a. Pinzocherone. Stropiccione. 

Beatoana. Pinzocherona. Bacckettona, 

Befit 02za. Lo stesso che Beata. y. 

Behell. V. infantile. Ifinnolo, F. BeUe. 

B^cca. Batolo. Sp. di mantel Kno per lo 
piu nero, e talora anche pa gonazzo , 
foderalo di verde, che poiiano sulle 
spalle e sopra la cotta i piovani o 
cui'ali. In Roma e d^tlo CorneUo — 
La Becca dei diz. vale una certa spe- 
cie di bandoliera. 

Becca. Beccare; e met. Ciuffare, Beccare, 

Becca. fig. Dar sii di becco a checches' 
5ia(Caro Apol. 174)9 cio^ censurare. 

Beccaa. Sbezzicato. Beccato, 

Beccaa di varoeul. F, Carpogn. 

Beccada. Beccata, Imbeccata. Colpo di 
becco. 

Beccadinna. Beccatina. ', BecciUella* 

Beccaddra. Beccatofo, 

Beccadilira. Beccata. 

Beccafjgh. Beccafioo. Uccello noto cbe e 
la Motacilla Jiceduia degh ornit* — 
rioi poro 60tto qtiesCe nome confon- 

• •diamo • uccelii che .appartengono anche 
a tutt^altre famiglie. 

BSeccalighin . . » » Picciol' beccaiico. 

'Beo6aria. Macello. BeccheAa. 
De beccaria. Macelhsco, 
^o vanza mai carna in beccaria. fig. 

■ V, Vanza. 

Beccaria. fig. Beccherla. Macello, Slrage, 
. Ka beccaria. hjg. Far came, Am- 
mauare, far ucciMonc. 



87 ) BEC 

Beocarla. Scannatojo. AnwuuuuUojo, Quel 
luogo dove i beccaj , i pizzicagnuli e 
simili ammazzano buoi, porci, ecc. 
Nel parlar comune noi chiamiarao 
Beccaria e la bottega ove si vende 

• la came macellala e la stanza ove si 
• macella; ma i bottegaj disiiTatta specie 

fanno distinzione tra luogo e luogo, 
e chiamano Bottega. In prima, e Bee* 
coiia la seconda. Alcuni beccaj hj^nno 
la beccaria attigiia alia bottega, altri 
no; e qne^pizzicagnoliche non.hanno 
beccaria sogiiono fare pochi guadagni. 
A la beccaria ghe va pussee vedcj 
che manz. Piii capretU ed agnelli vanno 

' in beccaria che pecore e becchi (cosi 
il Buoni ne^Prov. 11, ag). £ suole 
dirsi a consolazione di chi dubita del 
viver suo per essere attempato , e a 
rabbia contro chi per essere giovine 
si pensa di non aver mai a morire. 
L'^Alb. enc. avvisa come in Toscana 
usano dire che IT ^ ito prima Vagnel 
che la ^ecora qnando il figlio muore 
prima de"* genitori. 

Beccarikscia. Maceilaccio* 

Beccasc. Beccaecio. Gran becco d^ uccello. 

Beccazza 'e Beccazzinna. y. Galinazza e 
Sgneppa, ecc. 

Beech. Becco. U rostro degli uccelli. 
Fa el beech a Tocea. fig. Far U becco 
M*oca. Dar compimenlo a checchcssia. 
Moja o Bagna el beech, fig. ImmoUare 
il becco. Tenere o ^eUere o Porve U 
becco in molle, Diconsi scherz. per 
Bere vino, specialmente alia taverna. 

B^cch. met. Becco. Bozzb* Quegli cui 
la moglie fa fallo. Cn pbeta pisano usa 

' spessissime voke Pdcoro in questo sig. 

Beech, content. Becco dgevole^ seid- 

if ere, indiano^ uicoo^ comiito* Dieesi 

di ogni sciaurato il quale per danaro 

conoeda che la mo^ie gli faccia fallo* 

Beech e baslonaa. P\ Bastons^* 

B^cch. Na6ello(coi\ TAlb. enc. in Jrco). 

• La punta dell^ arco da sonare ii vio- 
. Itno. Il Die. di mus* la dice Naso. 
Beech de la moUa del cadenaz|.€BU . d'^ona 

saradura. Beccd, 

Beech de sciguetta. Becco di civetta* Lab^ 
bro dieesi dai L^gnsijuqU il canto dei 
tavolini smentalo a. becco. di ciyeila*^ 

' e cosi anche la Tialla coHa quale si 

• "leva il caato vivo medesimo. 



BEL ( 88 

Becebee. Beecnfo* MaceHajOm Maoeliaro, 
Colui che xnaceila gJi animali bovioi 
per 1150 di mangiare. 

Becchee. met. Beceajo* Vago di sangue, 
che ia raacello d^uomini. 

Bect^hera. £ecc«/a*La moglie del beccajo. 

Beccherinna . « . . • Gioyine becoaja. 

Beccbignoeu. Beccuccio? 

Bccchin. Beccuccio* Dim. di BeccQ. 

hecchm» Beccuccio, C^OMaleiio adunco. oiir 
d'^esce Tacqua de^vasi da atillare o aim. 

Beccbia. BecclUno, V. Sotterro. 

Becch-iii~cras« Crociero, Crociere, Soriu 
d^uccello cbe corrisponde al Bec-<:roisd 
dei Fr», ed alia Loxia curvirostratkn, 
is forse ancbe ii Becco di Jbrbice che 
TAlb. enc. in Becco ha nolalo con /^. Bi- 
gopsaliaj Toce che lascio di registrars 

Beccofotrisl. Becco colV effe. Gran rmn 
nello, Cavezxa. Forca, 

Beccon. Beccone, Ace. di Becco in tulti i 

Bedoja. y, Bidojo. - (siioi sig. 

B^gia. s. f. T. de^Velraj . . . . Sp. di 
coiteHo d'*os50 col quale si pareggiano 
i piombi che incatenano i vetri delle 
vetriale. Parmi che sia il Lustroir dei 
Fr., e forse non sarebbe impropria- 
mente detto Liscino. 

Beghinaria. Bacc/icttoneria, Bacchettoni- 
smo, SantoccJiierla* 

Beghinna. y, Beatu. 

Beh ! Poh ! Interiezione esprimente nau- 
sea, disgiisloy disprezio. 

Bej--ddnn. Belte donne, Begiibmini bian- 
c/u(Targ. Diz. hot.). Pianta e fiore 
nolo che e la tmpatienS' bahamina 
Jlore aibn de^botanici. 

Bej-omeh. Beglibfmhi* Begli uomini(Tsirg, 

• id.). Fiorc del balsamino o sia della 
Impdtiens balsamiiUt de^bot . Ve ne sono 
di rossi^porpenntyscreziati, doppj,«c. 

helairhri], Chiappoletie, Baloccliiy, Belee . 

Belee. Ntnnolo* Bidtfcco. Ciancia, Don- 
dolo: Crepunde^ II lalino bellaria^ da 

' cui il Fer. yorrebbe dcrivato il bolee 

- • mtlanese , significaya confelti , pasticci 

-e simili o anche yini dolci. II ^/zr. 

mil. poi trae B^ee da ^)iXoj;( astro ), 

facendo diventar gli astri tanti belee!! 

Belee de stagn. Stagnini {isosl fl 

' Caro neirApol. a pag. 5^). 

Beleg6tt (c eonu Besc««cc). Anseri. Fee- 
chioni. Castagne bislessute col guscio 
c mesze secche. U Fcmtaaa^ alia paiiola 



) BEL 

fecchioHi del sue Dit. er. rust. , ciice 
che sono chiamate BelegbU perche fi^a 
noi i yenditori le gridano cosi » quasi 
VoleBsero dire marroni begli e colli, 
Acqua de belegdtt. F, Acqua. 

BelerAtt Venditore di baiocchi 

o ninnoli pei fanciuUi. 

Belerin. Ciancetla. CiancereUa. Ciance^ 
rulla, dancolina. Bazzdcola. 

Belerinell. Ninnoletto. 

Beliett. BiglieUo, yigUeito. Leilenno, 

Beliett. Polizza. CedoJn — Beliett de rilfa. 
Benefiiiata, Beliett d^ingress al leatcr. 
r. Bolletlin. 

Beliettin. yiglieUina. 

Beliettb. Polizuno* BolleUino, 

Belin. y. a. Bambino* 

Belitaa (Gros. Vise). JbililA. 

Belitaa. T&neritd, Ardire. Imprudema. 
Per cs. L^ ha ayuu la belitaa de diui'^ 
mel in faccta. Fu Usmerario a segno 
di dirmelo sul viso, 

Belittran o Belitlron. Baggeo. Babbione, 
V. Badee. I Fr. haono in questo sens9 
Beiitre. Da) lat. Balairones dice il far, 

B^ll. ad. Bello, Aggetiivo cite si usa ancfte 
da FWi a quel modo die il Fagifio/i(Riine 
IV^ ao6 e a 07) dice usarsi in Toscana: 

■ L* epiteto di Bello e spesio umto 

# A ana cosa nou buona e dt rifiikto: 
«* £ di taluno dire io ho seultto, 

* Fob! colui cglx e pur« ii bcl minchion*, 
*• Tl bcUo sciocco, il bello scimuaito. 

»» Sicclie c^uel Bello 

» ....al bene o al mal ch*ei vctiga aggluiito, 
w O roette in stima o mette in derisioue. » 

E percib il Porta Jece dire : 

9 Che bell cojon! sont minga on feCo1da1ett.» 

A la bella mej. Alia meglio, Meno ma- 
le che uu possa^ come meglio uu possa. 

And^-sii bella. Andar di rondone. 
La te ya-^u bella eh,'^ La ii %^a di 
rondone eh? 

Anda Tia sul pii bell. Partirsi in 
sul far del ¥%odo al filo 9 cioe nel me- 
glio della co^a. 

. Ayegh el so bell de fa. Ai*er cite 
fare piu che a un pajo di nozze* Ay el' 
molto da fare. . 

Bulla bell. r. Balla. 

Bej dona e Bej omen. K. Bej-doun 
e Bej -omen. 

Bell in fussocura, brutt in cami- 
soeura. F* Fassoeura. 



BEL ( 89 

Bella come el sol o romit ona Stella. 
Un occliio di sole, Una belUi. Una 
Fenere, Una beltd che rapisce. 

Gala in sul pu bell. Cadere il pre- 
sente in sulPuscio* Coder la grandine 
sul fare la ricolta, Precipitarc o s via re 
UQ aifare appuato in suUa fine. 

GuoUl bell. F, Canta. 

Chi bella voeur purl gran dolor 
boeugna sofTrl. V, Dolur. 

Cossa gh^et de bell li? di henis? 
Che hoi tu costi? confetti? Gh^hoo di 
bej benis9(7 Si, di bej henis! hin sassitt. 
Oh io ho X confetti belli! sono pietnizze. 

Cossa gh'^e de bell? Che & & di 
nuoi^o? Cfie novita abbiamo? 

Cossa gh^e de bell, che yedi a 
corr Uitta la gent? Che &k di bello, 
ck io vedo tanto popolo ? (*losc.y 

Dcscorr a coo pii bell, f". Coo. 

Devenla bell. Abbellire, Abbellare. 
Bimbellire, Usuti neutralmente. 

Dinn de bej. ironic. Dir di belle 
cose{C^TO Apol. p. 1 54). 

Dove sii inviaa de bell ? o Dove 
andce dc bell ? Dove sete voi inviato ? 
(Lasca Sibilla III, 6). 

El bell di de Natal , e tsimili. A Na- 
tale per appunto. In sul bell mezzdl. 
Di bel mezzo giorno. 

El bell iro. // bello. II destro. Vale 
la congiuntura, Torcasione. 

El se cred bell. £ un bel cesto. Si 
dice per beffa a chi si repula un Adone. 

Fa bell. Abbellare, Abbellire, Hob- 
hellire, Bimbellire, Imbellirc, 

Fa bella leltera. F, Leltera. 

Fa bell lu a paila. Egli pub pariare , 
a sicurtd perc/w ec.(Cavalca Spec. Croc. ! 
1 5); e cosl Fa bell lu a dl , a fa , ec. Kgli \ 
pub dire ^ fare , ec. n sicurtd perche, . . 

Fa bell vede. Esser appariscente. 
Far bella mostra o bella vista. 

Fa de bell. K piii sotto Tegnl bell. 

F^ de bell a vuna. Fagheggiare. 
Amoreggiare. Corteggiare, 

Fa el bell. Fare il bello, il vezzoso, 
il galante, T^agheggiare, Brandirsi* 
Pavoneggiarsi. 

Fa la bella con tucc. Essere una ci" 
9ctta, un'accattamorija pila deWacqua, 

Falla bella. Faria di quarta. Per es. 
El ghe rha fada bella. Gliela/ece di 
quarta, cioe gli fecc cosa da scotlargli. 

I'oL I, 



) BEL 

Fann de bej o Fann vuna bella. 
Fame di quelle coll' ulivo. Fame di 
marchiane o solenni o sonore, 

Fass bell. Farsi onore. El voeur fass 
bell de quell che no ghe partocca. Fuol 
farsi onore di cosa die non gli pertiene. 

Fass bella. Azzimarsi, Binfronzirsi* 
Allindirsi, Bassettarsi, Farsi bella. Li' 
sciarsi- Strebbiarsi. 

I bej gh* han la dotta con lor. Chi 
k bella non e del tutto poverella(¥Bg. 
Av, pun, 11, 10). ■ . 

La sarav bella! Di ccrto! Ci s* in^ 
tende! Ben s'intende! Gli k dovcre! 
Non V* ha dubbio ! Debb' essere cost. 

V e bella del mc Togn quand cb* el 
se insvgna. F', Insognass. 

L*e bell e faa , L^c bell e ditt. Tienlo 
fatto, Sia per gia deito. Detto fatto. 

Ve el s6 bell .... Gli e quel chd 
ci volea; qucsto per appunto ci volea. 

L^e li bella. Lo stesso die Vh aj- 
bella. f\ Ajbella. 

L"* ha bell dill o fall o sim, , e el va a 
dill o a fall no. Avea pure il destro o 
campo o modo a dirlo , ofarlo, ec, e 
noldisse, ec. Potea purfarlo e nolfece* 

No e bell Fiorenza , ma e bell Pia- 
senza. fig. Non k bel quel ch*k bello ^ 
ma quel che place. 

Oh bella! O questa si ch'^e bella 
(Caro Apol. p. a 1 7). Boon per mia fe. 

Oh che bella bolgira! K Bolgira. 

Passa de bell. Lo stesso che Audana 
foeura per la bella. y, Bella (5.* sig.). 

Perche te see bell. Hoi tu Vosso net 
bellico ? Ribobolo che si usa beflfaudo 
altrui, nel ricusar di accordare una 
domandu, dando ad intendere a quel 
talc ch'^egli non merita la cosa chiesta. 

Perd el so hell. Sfiorire (nent,). 

Pienta in sul pi bell. Partirsi in 
sul far del nodo al filo. 

Questa ch'e bella! Curiosa davvero! 
Buon per miafe! F. sopra Oil bella. 

Se Pc mai bell! F. in Se. 

Tegnl bell {che anche dicesi Fa bel- 
lin hailin), Accnrezzare, Confettare uno. 
Lisciare. Piaggiare, Andare alle belle 
o ai versi, Abbellare. Andar colle belle. 
Fare il bcllo bellino. Fur billi billi. 
Compiacere uno per proprio inlercsse 
o per giovamento che se ne spcri. 

rira bell. Babbellire, 



BEL ( 

Tiragh bell. JpprossimarsL Jndar 
presso — Quasi che apporsi — Jspirare, 
Vegnl \ia bell. Jndar colle belle, 
Voress fa bell, fooler Jarsi onore 
di checchessia. 
Bill. s. m. per Bello. f^. 
Bella. 8. f. Ganza, Jmante. Afanza. Brae 

ciata(Loi\ de Med.). 
Bella. 8. f. Imposto. Cbmpito* Quel do- 
yere che gli scolari portano al maestro 
fieri tto al pulito. 

Fa in bclla . . . Scrivere al pulito. 
Bella, s. f. Danta?(*iosc.). Fa la bella. 
Far la dama? cioi a dire fare T ulti- 
ma partita in un giuoco. 

Andann foeura per la bella. Passar 

per bardotio* Passarsela liscia, Non 

patir dannot scapito o spesa. 

Mena per la bella. F. Men4. 

Bellbell e A bellbell. Bel bello. Plan piano. 

Bell-belHn; e iterativamenie Bellbellin 

BellbelDn. Plan pianino, 
Bcllett. Belletto. 
BelUzza. Bellezza. Beltd. 

Bev i bellezz de vun. . . . Bere Tab- 
bevcratincio altrui, cioe quel centellino 
che altri lascia nel proprio bicchiero. 
Ona gran bellezza. Una beltd cfie 
rapisce^ clte innamora, Un ocdtio di 
sole. Una ^enere. 
Bellezza. Quantita* Injinitti, Anche i diz. 
rcgistrano la frase Fare del ben bel- 
lezta per fare assai. 

Bellezzlnna Dim. dt Bellezza in 

sig. di Beltli, di Donna bella, a cui i 
dizion.ital.non hanno rorrispondcnte. 
Bellin. Belloccio, ¥k bellin bclJin. Fare 
il bello bellino(*iosc, 9 Fagiuoli nel 
Traditorfedele^ sc. 5). r. in Bell. 

m Quanc cbe ▼€ fan tul Tolt bellin bellin , 
* Hin i pa traditor appos ai »pall.w(Bal.Rini.). 

Billo. II Guasto{Cecch\ Jssittolo IV, lo). 
Ganzo, Amante. Drudo, f^agkeggino, 

BcUjoeti. Bellina, 

Bellora. Dbnnola. Mustella, Animaletto 
noto, chiamato BeleUe anche da'*Fr. e 
parmi Bellora dai Lucchesi. fe la Mun 
slela vulgaris Lin. 

Beir umor. Bellitmore, BelVumore, Diccsl 
d' uomo o fantastico o che vogiia far 
Tardito e sopralTare, o ricalcitrare. 
Per es. Con mi gh^ e minga de fa el 
bcir umor. Antlerai un po' a rilente 
nel /are il beW wnore con me. 



90 ) BEN 

Beltr&mm. f^ Baltr^m. 
Bemoll. Binimolle. Accidente musicalc. 
B^n. 8. m. Bene-Benone. Benaccione ace. 
In tuttcoss gh"* e el so ben e el so 
maa. ^, Maa. 

No save che ben £a. Non sapere 

che si risohere* Non sapere a quale 

partito appigliarsi. Stare infra due* 

Tutt coss a fin de ben. A fine di 

meglip ogni coja(Cecchi Assiuolo V, 2). 

Ben. s. m. Bene, Amato, Car el me ben. 

Mio caro. Ben mio, Cuor mio, Amormio, 

B^n. s. m. Bene, Amore, Affezione, 

Se voeurem pur anch ben nun. V, 
in Trova. 

Vori ben a vun. Voler bene ad alcu" 

no — E iron, p^olere altrui quel bene che 

puole il cane alle cipolle. Essere amico 

ad alcuno come il cane del baslone. 

Vure on ben a Tanema o on ben 

matt o on hen de no di. fooler bene 

fino alVanima — Mi %fuoi tu bene ? .,. 

Cento sacca e tutte senza Jbndo(Fag, 

Av, pun, 1,5). 

B^n. s. m. Devozione, Prece, Suffragio , 

e in volgare toscano Bene, 

Di del ben per i morl. Becitare il 

ben pei morti, disse un poeta pisano. 

¥1 del ben. Far del bene , cioe far 

devozione in chiesa(Fag. Casf,par, 1, 4)* 

Fagh di del ben .... Far suiTra- 

gare alcun defunto. 

Fa el so ben. Far le sue devozioni, 

Lassa che ne disen del ben. Lasciar 

per I' anima{^ov> ant.). {cio, 

Ben. s. m. Bene, Utile, Giovamento, Benefit 

A tk ben a comun se fa ben a 

nissun. y, Comun. 

A fa ben a vilan se troeuva cagaa 
in man. F, Vilan. 

Besogna fk del ben perche T e ben , 
minga per speccia ben. Bisogna fare 
i benefizj per farli , e non per cax^arne 
f ratio (VHrchi traducendo il Non fru- 
cttim beneficiorum sequif sed ipsa di 
Seneca De benef I, i in fine). 

El dis Arisldtel : se te poeu ave del 
ben, t6ttel. r. Arislolel. 

¥k a ^n de ben. Fare per bene. 
Fare con boon fine o a fine di meglio, 
¥k ben al stomegh, ai oeucc, e 
simili. Far buono alio stomaco^ agli 
occlii, ecc. Essere benfacente, profit- 
tevole alio stomaco, agli occbi, ecc. 



BEN ( 

F4 minga ben lor* e vord minga 
lassa Sk ben ai alter. Fare come il can 
dell* ortolano che non mangia la lat- 
tuga e non la lascia mangiare altrui. 
La grassa Tha mai ben fin che la 
magra no )a yen. y, Grassa, 

Lass& minga aye ben. Non lasciar 
ben avere» Crttcciare. Nojare. Perse-- 
guiiare, Infastidire, 

Pod^ fa nient de ben. • • • • Non 
poter fare cosa cbe vagHa. 

Vessegh minga de fa ben. Non es^ 
sere terreno da porci vigna — Non 
essere tale da fame capitale. 
B^n. s. m. Boba. Quantitd di averi, 
Avegh del ben di Dio. Avere macca , 
abbondanza^ copia^ magona, 
Ben. aw. Bene, Jppunto, Acconciamen" 
te. A maraviglia, 

A anda ben ben. A dir buono buono 
(Fag. Non bisog. in am. cor. I, lo). 
A fa nient se sta ben. La poca 
fatica k Sana. 

Anda ben. Andare di rondone, V. Dio. 
Ben ben. Bemhk. Bene bene. 
Ben faa. Benfatto. V. Faa. 
Ben on corno. V* Corno. 
Ch^cl staga ben finna a mezzdi, 
finna a sta sira. Frase cont. br. . . . 
A rivederci a mer.zodi; A rivederci 
stanotte. 1^ come dire Addio fino a 
mezzodi^ cio^ Dio vi salvi e faccia 
che io vi rivegga sano a mezzodi. 
Chi sta ben no se mceuva. V. Moetives. 
F^ bell fass Tore ben con quell di 
olter. Delia pelle altrui si f anno le 
corregge larghe. 

Quand o Quell che d' amor no ven 
balla no se p6 ben. f^» Balla. 

Se vorii inscl ben con ben, se de 
no amen. Se vi place cost, cosl sia; 
in se no , non se ne faccia altro. 

Sta ben a la cera, o simili. Adat- 
tarsi. Tomar bene. 

Sta minga ben. Disdire* Sconvenirsi. 
Non istar bene. (buono. 

Vorcgh quel che sta ben. Volerci del 
Ben. Ebbene. E be"". Per es. Ghe n'^ 
cinquanta ? ben deghcn cinquanta 
para. Sono in cinqiumta? ebbene da- 
tene loro cinquanta paja. 
Benben. Assai. Molto. 
B^ne. roce usata nella frase Bene qiii- 
dcm. f\ Quidcni. 



91 ) BEN 

Bened^tt. s. m. Benedetto* Nome di pers. 
Seguita la regola de san Benedett, 
cont i colzon e la socca in su del 
lett .... Frase che sembra indicar 
rilassatezza eccessiva nei regolari , ma 
che in re alt a s^usa per befiarsi coper* 
tamente delle persone che afiettano 
castita, o per negar fede a chi dice 
di volersi monacare o serbar celibe* 
Benedelt. ad. Benedetto. 

V ^ on benedett omm . . • Modo di 
dire colqualo indichiamo onestamente 
la ritrosia o la faniasticheria altrui. 
Benedi. Benedirt. Benedicere — Crociare 
^ benedir colla croce. Trinciar benedi" 
zioni e benedir largamente. Bibenedire 
o Soprabbenedire ^ tomar a benedire. 

Anda a fass benedi. fig. Andare alia 
banda o in rovina o in chiasso. 

Bencdi cont el manegh del scorin 
o con la scova. f% ScoTin e Sc6ya. 

Dann o Toeunn-su de benedi on 
yescov. r. Vescov. 

Fass benedi cont el manegh de la 
cros. r. Cros. (buon'ora. 

Mand^ a fass benedi. Mandare in 

Robb de benedi con Panquasanta. 
F. Acquisanla ed anche Peccaa. 

Va, cVel Signor te benediga. • . 
Modo d^ accomiatare altrui, usato le 
piu yolte allorche siamo in procinto 
di dare in impazienza. 

Vatt a fa benedi. E vattene /a(*fior., 
Carena Osserv. a^). 
Benedizion. Benedizione, 

A camp tempestaa no yar benedi* 
zion. f^. Camp. 

Dagh la benedizion o la soa santa 
benedizion o la benedizion papala* 
Dare la benedlca. Rinunziare afiatto 
a rhecchessia , o dare checchessia per 
perduto; ed anche Lavarsi le mani 
di checchessia ; ed anche Far Jinito 
checchessia. Farla finita\ ed ancha 
Dare una assolue assolvendo generate 
(Cecclii Servig. IV, 10). 
Benerizi. Benefizio. Beneficio. 
Benefizi. T. cedes* Benefizio — Prebenda. 

Benefizi sempliz. metaf. 

Impiego di mero lucro e di uessun 
incomodo e occupazione pochissima 
o nessuna. La metafora h tolta da 
que'' benefiz) ecclesiastici che Fisti- 
tutore non gravo d^alcun obbligo. 



BEO (91 

Benefiziada. s. f. I cantanti 

' ed altre genti di teatro chiamano cosi 
quella sera in cui tulto il danaro che 
si ritrac dai concorrenti alio spetta- 
colo rimane di loro assoluta proprieta. 

Benfaa. Benfatlo, 

Beni. s. m. pi. Averi* Poderu Tenute* 
Possessioni* 

Bcniamin. Cucco, V, Caroeu. 

Benis. Confetto, 

Benis de f^ess* Coriandro ^ con dent 
i anes o i anesitt . Anacino ^ con dent 
la cannella. CannelUno. 

Benis de spos. F, in Spos. 
Pretend i benis d"* on asen che faga 
spos. y, Asen. 

Vestii de benis, e cosl Scsrp de 

benis, Fazzolett de benis, ecc 

Cosl diconsi quegli abiti o quelle robe 
che, data la fidanza delle nozze, s''in- 
dossano dalla fidanzata ne^dl solenni 
antecedenti a quello delle nozze mede- 
simc, nel quale dappoi ne indossa altri 
che diconsi de spos, cioe abiti nuziali. 

Benis. Fiori(co5l il Melchiorri nel suo 
Biz. bresc. ital. in Colombine , senza 
pero che ne citi la fonte). Quelle gra- 
nella del grano turco le quali messe 

. nel fuoco scoppiano e mandauo fuora 
per la crepatura la farina bianchiccia. 

Benisitt. Confetluzzi. lYeggea. 

Benisseni. Benissimo, 

On poo per la gesa e on poo per 
el santissem se tira la benissem. f^. 
Gesa. 

Benisseni . Bene sta. Bene. Sihbene. Cosi 
sia. Ho inteso* Modo d^ appro v are il 
detto altrui. 

Benna (^che anche dicono Brenna). v. 

coni La rastrellicra delta 

greppia, ai cancelli della quale si rac- 
comanda il fieno che le bcstie ne van- 
no via via strappando per cibarsene. 

BennUt. v. conU per Ridoj. f^. 

Ben6n. a v. Benone. Arcibene, Benissimo, 

Bcnon6n. Arcibenissimo. 

Benpientaa. F, Pienlaa. 

BenservH. Benservito, Licenza che si da 

. altrui per iscrittura , con attestazione 
del bunn servigio ricevulo. 

Bcntivoglio (La ca del). V, Ca. 

Bcnvore. fooler bene, Amare. . 

Bcola o Biolla. Bktula, Betulln, Pianta 
uola di piu specie. In geuerale pero 



) BER 

coi nomi semplici qui detti intendesi 
parlare della Beiula aibahiD, 

Beola. Selce di Bdola{paiese posto sul 
Vcrbano). Pietra nola. 

Beoletta. Marmetta di selce di Biola. 

Beolin {che anche dicesi Beoldtt o Al- 
bardtt o Arbarott o Farinell) .... 
Nomi che si danno neirAlto Milanese 
a varie specie di betulla^ come alia 
ovaia, alia pelosa^ alia nana, ecc 

Beolht. r, Fonsg. 

Beolott. Lo stesso che Beolin. f^. 

Bep bep .... Yoci imitanti il guaito 
de*" cagnolini. 

Bequadcr. Biqtiadro. Bisquadro, Acciden- 
te musicale notissimo. 

Bera. v. cont. Pecora. Agnella* 

Berk{colPe aperta come in Be), v. cont- 
Belare, El be el bera. La pecora bela, 

Bergamasca (la). Est, Levante. Cosi chia- 
masi sul lago di Como e in Brianza 
il vento di maltina. K. Vent. 

Bergamin .... Nome di que'proprie- 
tarj di mandre numerose di vacche i 
quali, dalla provincia di Bergamo spe- 
cialmente, ed anche da altre parti 
submontane attigue al Milanese calano 
nel Basso Milanese, nel Pavese, nel 
Lodigiano a svernare le loro vacche 
coirerbe sempre vivide de^prali mar- 
citoj. 

Bergamin Quel famiglio che ac- 

cudisce alia mandra dctta bergaminna, 

Bergaminna. Mandra, Mandria. Gregge, 
Greggia, Armento, Mandra numerosa 
di vacche cosi in gencre, come nelio 
spec. sig. di Bergamin. f^. 

Bergamott. Ad, di Per. r. 

Bergam6tt. Bergamotto, Sorta di lumia 
{lima) fra i varj limoni odorosissima. 

Bergellana. y, Uga. 

Bergna. v. cont. delFAlto Milanese. Noc-^ 
chio o Bemoccolo ne^castagni. 

Bergna. met. Capaccio. 

Bergnott. v. cont. delFA. M. Cappellaccio, 

Bergom. Bergamo, Nome di citta che vol- 
tiamo in Birgom in alcuno dei det. seg. 
Secondom Birgom. A ptmti di luna, 
A volte di cervello, Secondo che ci 
va per la fantasia, secondo che ne 
tocca il capriccio. 

Vcss de Bergom. fig. Essere Barto- 

lomeo da Bergamo, (Comiii. 

Vun a Bergom c T olir a Conun. F, 



BER (93 

Bericchin. Monetto. Ragazzo birbone, 
discolo. Bericchin de piazza. V. Rabbit. 

Bericchin ( per vezzo ). Furbettello* Mo^ 
nello. Molto monello, V, Sqapiisc melaf. 

Bericchinada. Monclleria, Azione da mo- 
nello — Talvolta anche e da noi usato 
in sig. di Mariolerla, Giunteria* Baratr 
terta. Trufferia. 

Bericchinadella. Shoccatura. Giovinezza* 
Pazziuola giovanile, 

Bericchinaja. CiurmagUa* GentagUa. 

Bericchinna (solo per vezzo). FurbeUella, 

Bericchindn. Birbone, Furfante. 

Berin (e cont* Bescin). Agnellino* Pecorino, 

Berina Tagliare il fieno e am- 

montarlo coUa falce fienaja neiratto 
medcsimo del taglio facendone non 
gia tante maragnuole, ma tutto un 
mucchio di iilo e a di lungo. £ voce 
solenne tra i nostri contadini piani- 
giani allordie hanno frctta di lavoro. 

Berinee. /igneUajo(*^orJ), Venditor dl 
cai*ne d^agnelli. 

Berinna. Pecorina. Jgnelletia, 

Beritt o Bezzitt chiamansi dai fanciuUi 
di qualche parte della Brianza gli 
amenti del nocciuolo , del noce 9 ecc. 

Berla. y, Capia (ger/#x). 

Berlenga. ) Berlinga, Moneta d^argento, 

Berlinga. S d''origine forestiera e pro- 
babilmente veneziana,introdottasi co- 
me tale nella nostra citta verso i primi 
anni del secolo decimosesto, come si 
puo rilevare da una Grida milanese 
del 14 giugno i5o8, che la fa equi- 
valente a soldi noslrali d^ allora quat- 
tordici e mezzo. In seguito, coniata 
anche fra noi , pass6 a rappresentare 
la lira di venti soldi, c se ne vede 
menzione ne^ pubblici bandi fin verso 
la meta del secolo decimoseltimo e 
non piu. Ne erano di due specie: 
Tuna collo stemma del ducato , Taltra 
coirefiigie d^un sant''Ambrogio a ca- 
vallo. La Berlinga era propria anche 
delle zecche di Mantova e del Mon- 
ferrato; e di essa rimase un^ ultima 
memoria sinp alia meta del secolo 
scorso presso i Bresciani nel lore Ben- 
lingbt^ moneta gia reale e poscia di- 
venuta ideale e sinonima di lira. Una 
grida milanese del i6oq la dice Bar- 
Unga. Forse tra la famiglia del Bet^ 
lingaccio c le Berlin ghe ^ piu affiuil^ 



) BER 

che non fra essa e ii yarie liiiguare 
muratoriauo. 
Berlingatter. ) Farfallini, Dnderii, Dinr- 
Berlinghitt. S derlini, Cincigli. FrdnioU, 
Cianciafruscole. Ciammengole, BricioU* 
Ornamenti vani e leggieri dctti forse 
Berlinglutt perchd Trappole di berlin- 
ghe o di quattrini, Negli abiti delle 
donne i Berlinghitt ^ono que** frastagli 
di ornati , quelle gueimizioni frasta- 
gliate che i Fr. chiamano PrdlintcuUcs 
-— Tra noi il volgo se vede una donna 
tutta fronzoli e cirimonie suole appic- 
carle il titolo di Sura Cecca di Ber- 
linghitt 9 e aggiugnere anche 

La sara Cecca cii berliDghitt, 
La mattina la fa i gattitt , 
La podiioaa la ghe da de tetta , 
La reverisii snra Cecca. 

Chi bramasse maggiori notizie di co- 
tali Cecche legga la Novella che ne 
ha scritto il ch. Defendente Sacchi 
nelle Appendici della Gazzetta di Mi- 
lano de^giorni 3 e 3 maggio 1 854 •Nello 
Schemo degli /)«'( VIII , 56) leggesi Ber- 
linghino per chiaccherio dopo raensa. 
Berlinna. Berlina* 

Giuga a la berlinna. Fare alia berli" 
na(*iior. lucch.). Specie di giuoco usa- 
tissimo farsi nelle .veglie. Messo uno 
dei giocatori in un angolo della stanza 
designate per luogo di bcrlina, un 
altro va a chiedere in segreto a cia- 
scuno de'^compagni di giuoco per quale 
motivo credano essi che il tale sia alia 
berlina; indi, raccolto ch^egli ha ii 
sent ire di tutti, va a dirlo ad alta voce 
al primo cVe in berlina, senza pero 
nominare persona; quegli, uditi i mo- 
tivi addotti da" compagni , ordina che 
si metta alia berlina in luogo suo 
quel tale che ha messo in mezzo ii 
motivo che pifi gli scotto; il racco- 
glitore dc^pareri nomina allora colui 
che addusse il motivo in quistione, e 
quest! e obbligato a sottentrare air al- 
tro nella berlina; e cosl ricomincia 
il giuoco 9 il quale si continua a pia- 
cimento. 

Mett in berlinna vun. Meltere alia 

berlina : e fig. Battere la cassa ad- 

dosso a uno^ cioe sparlame. 

Berlinna . . . • Sp. di carrozza a quattro 

ruolc che ha la cassa raccomaudata 



BER ( 

a due cignoni assai forti di cuojo e 
tesi per modo da levare ogni inco- 
modo di scosse a chi v^^ dentro. Dal 
fr. Beriine. 

Berl6cca(Batt la). . . . Baiter la cassa per 
chiamare i soldati al rancio. 

Berlumm. Barlume — Aveghen on ber- 
\\imm,Aveme una tintura. Avere super* 
ficiale notizia o perizia di checchessia. 

Bemafus. ^. Barlafus. 

Bem^rda. Voce di gergo cbe vale NoUe. 

Bernard6n. Baggho. V. Bad^e. 

Miser Bernardon Dicesi 

di chi sia pien di mali, d^un pove- 
raccio tutto magagnc, d^una Rozza 
delV Apocalisse direbbe il volgo lose. 

Bernard6n. Ca/or2o(Gagl. Voc. agr.). Mes- 
sa di yite piu vigorosa la quale, ben 
crcsciula sul tronco dell^ anno prima 9 
k allontanata dal iilare e tesa da un 
gabbiuolo alP altro , o raccomandata 
pe^suoi varj rami a pali forti e rami- 
ficati a foggia d'alberi. Questa messa 
cosl disposta , se non riesce troppo 
aduggiata, frutta di molta uva. 

Bernazz o Barn^c Paletta.Pala da fuoco, 
Ferro noto cbe s^ adopera nel focolare. 
Dal lat. Prunatium dice il Far. miL; 
ma forse meglio dallo syizzero Btr- 
nose o Bemaase. 

Bernazzada o Barnasci&da .... Quella 
quantita di cbeccbessia cbe si prende 
in una volta colla paletta da fuoco. 

Bernazzin. Paleitina, 

Bernazzln de cunt^ra.K. in Cuntera ePala. 

Bernazzin per Spazzalimaja. T^, 

Bernazz6n Gran pala di ferro, 

con risalti alti un quarto di metro da 
tre lati 9 di cui il fornaciajo si ser^'e 
per estrarre Ic brage dalla bocca della 
fornace c buttarle a freddare nella 
scmgtL(foppa). 

Berott. Jgnellotto. 

Berott. F. Ghindanna ed Elza. 

Berottell. Agnelletto. 

Bersaj. Bersaglio. Berzaglio, Luogo dove 
si va a colpire a segno colle armi 
da fuoco per esercitarsi al tiro. 

Bers6. Phrgola* Pergolo. Pcf^lato. Dal 
fr. Berceau. Cbe Pergola si possa dire 
non cbe d^ingraticolato di vili, d'^ogni 
sorla di iiori o piante a quel modo 
foggiati , oltre air uso coin, di questa 
parola tra i Fiorentini in talc senso , 



94 ) BER 

cc ne convince Y esempio portato dal- 
TAlberti enc.alla voce Pergoletta, V, — 
L'Inferr. App.dcscrive il bersb quando 
dice : /< Aveva oltr^ a ci6 in questo 
ft giardino per di molte parti viali ' 
t9 diritti e belli coperti da graticolati 
99 volti a bottCf sopra i quali cammi- 
99 navano diverse piante di verzura 
99 e di viti. m f^. Alb. enc. in Grali" 
colato e Cupola — Il Soderini lascia 
credere cbe possa dirsi ancbe Bosta* 
e a* nostri giorni pare cbe alcuni To- 
scani dicano volg. Cerchiata^ cb^ ce 
lo fanno presumere la cb. Milesi Mo- 
jon nel suo Focabolarietto daJanciuUi 
annesso all^ opera deirEdgewortb, e 
il Gagliardo nel Vocab. agronomico. 

Bersorin. Dim, di Bcrs6. F. 

Berta. Cecca» Taccola, Putta, Muldcchia, 
Gazzera, Uccello noto cbe e il Corvus 
monedtdaLm, Dalla loquacita di questo 
uccello siam passati a dire Berta a un 
linguacciuto , e Beria la ciarla , ed 
ancbe la lingua stessa cbe d^ in ciarle. 
Mctt la berta in sen. fig. Ammutolire* 
Fa mett la berta in sen. fig. Oiiur 
der la bocca. Far tacere e convincere. 

B^rta. Fesciona, Svesciatrice. Fesciaja* 
Donna cbe ridice tutto quello cbe 
sente dire. Presso noi dicesi medesi- 
mamente Berta ancbe ad un uomo di 
tal caratlere. In questo significato pare 
usata la voce Ghiandajone dal Buo- 
narroti nella Fiera (IV, 4 9 vers. a). 

Berta. Giarda, Natta. Beffa, Fa la berta. 
Fare la giarda o la beffa, 

Berta. Bertuccia. V, Scimbia. 

B^rta. gerg. Tasca. Sacca, Saccoccia. 
Mett in berta. Intascare, 

B^rta. Berta, Nome proprio. 

L^e minga pi\ el temp cbe Berta 
filava. Non h piii il tempo eke Berta 
Jilava. Non e piii il tempo di Barto- 
lomeo da Bergamo* Efinita la vignnola 
o la cnccagna, Altri tempi altre cure, 
E vale cbe i tempi sono routati. 

Berta. Sbertare, Svertare, Svesciare, Ridire 
quanto un sente dire. 

Bertagnln. Baccala* Baccalare* Merluzzo, 
r. Merluzz. 

BertavpU (o Baltravcll o Bartabell o Bnr- 
tavell). Beriovelio, Cestella e cor rot. 
Bertnbello. Sp. di role armata sn quat- 
tro cercbi di lt*gno, fatta a imbuto e 



BBS ( 

col rilroso (/a borsetta) per cui en- 
trato il pcsce non puo piill uscirne. 
f^, anche Baltravell^ra e Bartayella. 
Bertegojk. Lo siesso che Bettega. f^. 
' Bertegora. v. a. LimbeUo. Lingua. 

« Tucc dan ta a la pesg — «> Mennen la 
bertegora a coo pu bell.i* (Mag. Fal. Fil.)* 

Berlinna. Jd. di Vacca. F* 
Bertoei!i(CoD8ola). Alzare iljianco, Man'* 
giarCm Paccluare. 

« Despccn che tugg ban con«o1aa bertoen 
» £ lentaa el sgroffola.... » (Mag. Fal. Fil.). 

B^rtola. T. di Giuoc. Cartaccia, Nome 
di ciascuna di quelle carte che non 
fanno giuoco. Nelle carte da tressette 
p. es. le carte segnate coU^otto, col 
nove» col dieci sono cartacce iphrtol). 

Bertola. Baggdo. f^» Bad6e. 

Bei'tun. foce c/ie sul lago di Montorfano 
k sinonima di Pesspersegb. F, 

Bertona. Zuccoriare, Il Giul. lascia luogo 
a credere che questa voce provenga 
da Breionare, cioe dalFuso introdot- 
tosi in Italia di radcre la barba ad 
iiuitaiione de^ Bretoni , di cui il papa 
Gregorio xi mando in Italia un eser- 
cito. Forse» dice Tesimio Felice Bel- 
lotti in alci^ne sue postille al mio diz. 
genlilmente comunicalemi , Bertond 
proviene dal Berione ital. in senso di 
cavallo colle orecchie tagliate. 

Bertonaa. Zucconato. Tagliato. Bdrtone. 
Dicesi di chi ha tagliati sino al vivo 
tutti i capelli. 

Bertonadura. Zucconatura^ Zucconamenf- 
(ۥ Il zucconare. 

Besasc. a. m. Cencio. Straccio, 

Besasc. s. m. DappocOj ed anche CtMivo* 

Besasc. s. m. di gergo. Pene. MdnUda, 

Besasc. add. Logoro. Cencioso. 

Besascent. /^. Sbcsasccnt. 

Bcsascctt. V. Besascin. 

fesascia. Donnaccia, Donna di nessiin 
conto, ed anche Donna di mal afTare. 

Besasciada. Corbelleria. Scempiata, 

Besasciaria. Chiappolerla* 

Besascin (c/ie anche dicesi Besasc^tt e 
Besasciceu). s. m. Cencetto* Cencerello, 

Besascioeu. P\ Besascin. 

Besasciun. McdbigaUo. Bindolo, Malvagio, 

Besasc i6nna. Donnaccia. Donna catUva. 

Bcsbilli. Bisbiglio. Mormorio, 

Besbilli. Frit goto. FrugoUno. FanciuUo 
che non ista niai iermo* 



95 ) BES 

hescBn\A,Biscantare,BiscantereUare, Qu^ 
tacchiare, 

Bescantada(Dagh ona). Fare un biscanto 
o un biscanterello, Biscantare. 

Beschizi. Capriccio, 

Beschiziass. Pigliare o Montare o Saltare il 
grillo» Entrare in valigia, Jnciprignire* 
Scorrvhbiarsi. Imbuzzire. IrUronJiare, 

Beschizios. Piccoso, Schizzinoso, Scorrub- 
bioso. Tenero. Permaloso, Fastidioso. 
Capriccioso* Facile a entrar in valigia» 

Bescln. v, cont. /^- Berin. 

Bescoeucc in alctme parti del contado 
per Belegolt. F. 

Bescott. T. de^Cast. Quasi lo stesso che 
Belegott. f^.9 con questa diversitd die 
i Bescott non sono mai vizzi come 
talora diuentano i Belegott. . 

Bescott e Bescott in. T. de^ Ciambell. Bi- 
scotti. BiscotUni. Di questi dolci si 
hanno fra noi le specie seguenti: 

Bescott .... Sono quadrilunghiy 

larghi, alti, e di sola pasta con uova. 

Bescottin fin o d'amalaa o de No- 

vara Sono sottili, bislunglii, 

oyali , e di sola pasta con uova. 

Bescottin d''anes Si fanno 

a pani cosi come il marzapane e la 
pastaspagna ^ e dai pani si ritagliano 
questi biscoUini che rassomigliano 
tanti listelli quadri e non piu grossi 
e larghi che un dito. Sono di pasta 
con uova ed anaci. 

Bescott seech. BiscotUn biscottato? 

Bescott (Pan). Pane biscotto. V. P4n. 

Bescotta. Ad. di Carta. Vm 

Bescotta. Biscottare. 

Bescottaa. Biscottato, 

Bescottaria Nome collettivo dei 

dolci appartenenti alia famiglia dei 
biscottini. 

Bescottin. Biscotlino. V. Besc6tt. 

Bescottin de Carsenzagh I 

ciottoli mal pari negli acciottolati sono 
cosi detti per ischerzo da chi li trova 
incomodi camminandovi sopra a pie** 
o in carrozza. 

Dama del bescottin Tra le 

opere di pieta a cui si danno molte 
nobili patrizie della nostra citt& e 
quel la di visitare gP infei*mi nello 
Spedal maggiore per esortarli alia 
toUeranza, confortarli, soccorrerli. E 
dalParrecare che fanno loro in tale 



BES ( 

occasione alcun biscottSno per ajutarli 
a passar la nausea de* medicinali , il 
Tolgo venne a denominarle con sif- 
fatto appellalivo. 

Mantegni a freguj de bescottin. V. 
Freguja. 

Bescottin con rosoli. T. de'*Confett. . . . 
Sp.di biscottino regalato di rhum o sim. 

Bescottin. met. . . . Per es. Rispett a lu, 
lee r e on bescottin. A petto a ltd essa 
h uno zucchero{ Fag. Forz, Rag, 1 , 4* ) 
— El pro vara che pocch bescottin. 
Proi^ra qual suzzacchera! y, Nespola. 

Bescottinana -. Nome coUettivo 

sinonimo di Bescottaria. K. 

^ Besej. Frizzo — Pugniiiccio, 

Cascia fceura el besej. Mostrare i 
denti, Farsi vivo, Hisentirsi, 

On besej d''ona donna , d^on fioeii , 
d'*on omm. Una donna stizzosa o n- 
spondiera ; un Jlgnolo ( r. P^sta ) ; un 
uomo stizzoso o rispondiero* 

Besej. Cocciuola, Enfiatura cagionata da 
puntura di zenzare o simili insetti. 

Btst]eti\, Frizzante, Mordicante, Pungente. 

Be;>ej6n. Jcc, di Besej. y. 

Besia. Pugnere, Appinzare. Moscbe, tafani 
e simili insetli hesien^ cio^ pungono 
col rostro o coHa proboscide. 

Besia. Fritzare, Mordicare. Pugnere, Ef- 
fetto delle cose di sapor frizzante. Jl 
vino generoso el besia 9 cioe frizza. 

Besiaa. Punto. 

Besiadura. Enfiatura. Cocciuola, 

Besijent. f. Besej ent. 

Besinfi. Enfiato. Gonfio, Enfio, 

Bcsius. y. Besejent. Carlo Porta disse 
' anche (Cucc besios. K (£ucc. 

Besogn. Bisogno, V^ Bisogn. 

Besogna. Bisognare, V, Bisogna. 

Bcsonc. Bisunio — One e besonc. Unto 
e bisunto, Bisuntissimo. 

Besoncioria. Untume. 

Besora .... Cosi dicesi nelPAIto Mi- 
lanese quello che noi in citta diciamo 
\ Siora. El besora. Olezza soavemente. 

Pare tratto dal latino Bis olet, 

Bestemma. Bestemmia — Delle bestemmie 
e provcrbio ch^elle fanno come le 
processioni^ che ritornano Id donde 
elle esconOf cioe ridondano in danno 
di chi le pronunzia. 

Bestemma. Bestemmiare; con voce idiot. 
Biastemmare^ c comic. Dire o Contain 



96) BES 

V orazione della scimia o della ber^ 

tuccia. Tirar giu. Attaccarla a Dio o 

ai Santi. Attaccarla al del del fomo, 
Bestemma come on can o come on 

Arian. Bestemmiar da Turco disse un 

poeta pisano. 
Bestemma. fig Chieder prezzo 

troppo alto della propria mercanzia. 
Bestemmada. Bestemmiamento. 
Bestemmad6r. Bestemmiatore , e al pegg. 

Bestemmiatoraccio. 
Bestemmadora. Bestemmiatrice* 
Bestia. Bestia — / mee bcsU per antono- 

masia rappresentano i cavalli al coc- 

cbiere, i buoi al baroeciajo^ le vacchc 

al mandriano 9 i porci al porcajo, ecc. 
Anda in bestia. Entrare o Saltare 

o Andare in bestia^ cioe in gran coUera. 
Bestia d'^ongia spartida. Animale bi" 

sulco o fissipede o dal pih fesso, 
Bestia de latt. Lattonzo, Lattdnzolo, 
Besti de nodrumm. p', Nodriimm. 
'Bestia de s6ma. Bestia somaja, 
Bestia morta a so lecc. Bestia mor- 

Ucina , cioe morta di morte naturale. 
Conoss r umor de la bestia. F. Umor. 
Falla de bestia. Bestialeggiare, F'ar 

checchessia besUalmente, 

Giuga a Pomm e la donna e la 

bestia. F, in 6mm. 
Bestia o Bestia bolgironna o Gran bestia. 

Bestia, BesHaccia, Bestia incantata, 

Detto per ingiuria alle persone. 
Bestial. Bestiale. Ferlno, Feroce — Be-' 

stievole, 
Bestialitaa. Bestialild. Qualita di bestia* 
Bestialitaa. Sproposito da cavallo, 
Bestiamm. Bestiame. Dividesi in grosso 

e minuto, cioe in buoi, vacche, ecc. 

e in capre^ pecore, ecc. Il bestiame 

porcino dicesi contad. BiMc, 
Bestiascia. Bestiaccia, 
Bestioeu. Bestiublo, Bestiblo. 
Bestioeiira . Bestiuola,BesticciiiolaSestibla, 
Besliolin. s. m. Bestiolino, ^ 

Bcstiolinna. Bestiolina, Bestioluccia, 
Bestion. Bestione, Bestiaccio,Arunuilaccio» 
Bestionna. Bestiaccia ? * 
Bestion6n. s. m. Bestionaccio, 
Bestira. Bitirare, Tira e bestira. F, in Tirk. 
Bestir a. Foce contadinesca corrispondente 

alia f rase milanese Mena dent. KMena. 
Beslirass. Protendersi, F. Deslira. 
Bestiirlo. Lo stesso che Basturlo. K. 



BEV ( 

B^tta. EHisahetta. 

Capi Betta per Bceus. y, Boeiis. 

Bettc'ga. T. sost. a. Balbo. V. BcUegoj. 

Betlega. Balbettare. Scilingtiarei Tarior 
gtiare, Troglim^, Balbezznre* Balbuz- 
zare. Balbuzzire. Balbotire, Balbutire, 
Barhugliare, Balbussai'e. Linguettare, 
Gancicaris, Cincischiare, Pariare in go- 
la, Dal greco Bijrrw , dice il P^ar. thil', 

Bettegada. Tartagliatn, 

bettegoj. Balbettatore. Balbo, Balbgttante, 

. TartagUohe, Balbuzienie^ Borbigi.'Bi- 

Bettegoja. Balbettatrice, {scibia. 

Beltegoja. r* Bettega. 

Bettegojada. TarUtgliata, 

Bctlegun. Balbettatore* V. ^etteg6j. 

Bettegonna. Balbettatrice, 

Bellola (e a/tc/«e ficeticc). ' Bdttota. Ta- 
verna, J^i des or besogna lassk la 
bettola. Atte died h fona siavemare, 

Bettola. Frequentar le taveme, Esscr to- 

Bettolador. /^. BettoImaU. (i^erndjo, 

Bcttolin. Bdttola. Taverna, 

Bettolinatt e bettolador. Bettolante. Bet- 
ioUere, lavemiere* Tavernajo, Che 
ama di frequentare le taverne. 

Beltolinett. BeUoletia. 

Beltona. Lo stesso die Bcttoncga. V. 

BeltODega. Betibnica, Brettbnica, Erba 
cbe e la Betonica qfiidnalisLm, 

Ycss coguossuu come la bcttouega. 
Esser piu conosduto die la mala erha, 

BttV. Bevere, Bet-e — II bcre poco alia 
volta dicesi Bere a scosse\ il bcre 
pocbin pocliino alia volta Zinzinare^ 
Zinzinnare, Centellare^ Sorsare^ Bere 
a sorsi, a zinzini^ a centelli^ a cen- 
iellini; il bere a sorsi assaporando 
Tivainente il vino ^ Farci lo scop- 
pieilo con le ' labbia; il bere a boc- 
cale alzato Bere a gargandla o per 
convento o Abboccare la zinna del fia- 
sco; il be V ere sino al fondo Sbevere; 
il tornar a bcre Bibere, Bicioncare, 
Bere col colpettino; il bere ollre il 
bisogno Cioncarcj Trincare, Tracan- 
nare^ Bombettare^ Bombare, Sbombet- 
tare; e comic. Far la zolja per bim- 
molle o Jrmarsi; il bere vino la mat- 
tina per tempo dicesi comicamente 
Jncantdr la nebbia. Cio cb'e grade- 
vole a bcre dicesi Bevareccio, Il bere 
in coinpagnia e /Vi/ic una combibbia , 
o uobilinente un simposio, 
rd. I. 



97) BEV 

Anda a bey on gott insemma. ^n- 
dar a fare una combibbia, 

Bev a bocch^ll. f^. Bocchell. ' » 

Bev adree. ' ^ene sopra(fi!cdi Llst- 
tere e Consult] passim). Pcres^'Se 
toeu el purgant e se ghe bev adree i 
broeud. Si prende la purga e le si he- 
vono ' sopra "i brodi, t qiiello ch^ i 
Xatini dicevano Superbibere, ' 

Bev a on tant al fiua. Bere a Hrait* 
Bere per convento? Nelle annate di 
vendemmia abbondante usava tra tioi 
vendersi il vino (portato a spacciare in 
citt^ imbarcato sulle acquc de'^canali 
navigli) a \xn soldo o a un mexzo 
soldo la tirata. Cbi co'si beveva solea 
bere a boccale aliato per' ingoUame 
il piu possibile senza ripigliare fiato. 
Questa usanza , morta fra noi dopo 
che Taumento della popolazione e 
del commercio Ha fiitto rincarare i 
vini f esisteva forse anche in Toscana 
allorche vi s^introdusse la frase del 
Bere per convento che io propendo a 
credere equivalente a Bere per prexr 
zo convenuto alia tirata^ e non male 
assorellata dai diiionarj coiresprfes- 
sione Bere a gargandla^ cio^ a boc- 
cale alzato o a tire^larigot cbme di- 
cono i Frances! ; perche solo a questo 
modo si pu6 ^vere sicurezza della 
esecuzione del convenuto; ci6 che 
togliendo a questa espressione il mai^ 
cliio di furfantina appiccatole da quel- 
le grande fantasia del Monti la rido- 
nerebbe onesta alia lingua iUustre 
della nazione come gUcV aveva appro- 
vata quel grande intelletto del Redi — 
Uno scrittore pisano dipinge a mara- 
viglia questo bere a garganella o 
senza rifiatare nelle ottave 36.* e Sj * 
del canto IV d^un suo poema. 

Bev come on Turch. f*". Tilkrch. 

Bev cont el palmo de la nlan. Ber^ 
colle giamelle, 

Bev dent in d^on biccer, ecc» Be^ 
re in un bicchiere^ ecc. 

Bev doma acqua.iVbn bere che ac^ua, 
Essere astemio^ e comicamente col 
volg. tosc. Bere a sciacqiudmdelle. 

Bev-gio. TraCannare. ImboUare. Ber 
grosso o a cannella o a chius* occhi. 

ficv i bellezz de vun. Bei-e lo abbe- 
veraticcio altrui. K. Bellczxa. 

i3 



BEV ( 

Ber in bianch. Starf a beverone? 
n dare alle vacche acqua liepida 
con entro criuca o farina di segale 
o di lioseme, onde riaverle se mala- 
tlcce^ o farle pid produttive di latte 
Be saney ^ quelle che dices! Fai bev in 
biancfu II che si usa anche coi cavalli, 
co'buoi, ecc. specialm. per rimedio. 

Bev in la taua de, sant'^AmbroQus. 

BcT-siL Sorbire* Per es, Bev-su i 
ceuv. Bere uova\ Sorhir le uova. 

Chi pik bev manch bev. Chi piu beve 
meno beve^cosX il Guadag. nelle sue 
Poesie II « i64)* Poco vive eld molto 
sparecchia, Verita poco osservata la 
quale ^ passata in proverbio per esor- 
tare a temperanza in ogni materia. 

Da de bev. Dart bere. Dor da bere. 
Dare a bere. 

Da de bev ai besti. Abbeverare 
le besUe, 

Da de bev ai fior, a Tinsalatta e 
simili scherz. Abbeverare? Annalfiare 
i £ori, Ferbe da insalata, ecc. 

£1 bevarav anca el Navigli. Farebbe 
a bere coi mtgoli. 

£l rha bevuda-si\. L'ha gabellata; 
cio^ rha creduta. 

Fa a chi pu bev. Gareggiare a cfii 
piu imbotta o tracanna. 

Fa bev o Fa bev-su quejcossa a vun. 
Dare bere o Dare a bere checchessia 
ad uno^ cio^ fargli credere cio che 
non e, dargli ad intendere il falso. 

Fa bon bev. v. cont. Dar boon bere. 
Quello che noi in citt& diciamo Fa 
someja bon el vm. y. Someja. 

I paver mennen a bev i occh. f^* 
6cca* 

La bevi minga sd ve. Oh non la 
heo, Non ci sto. Non la calzo Non 
la gabello. Non I' infiasco. Qttesto pik 
non mi va da questa gamba. Cioe non 
credo ct6 che tu vorresti darmi a 
credere. 

Lassass mena a bev. Iig. Lasciarsi 
infinocclUare. 

Mangia* bev e caga^ e lassa che 
la vaga. r. Lassa. 

Mena a bev vun. fig. Jnjinocchiare. 
Ingarabullare, 

N^occorr ziffola s^el cavall nol yoeur 
bev. r. ZilTola. 



98 ) BEV 

PA che bev • mangii no se p6 (a. 
r. Mangii. 

Toeuj per b«*v. Eccovi pej^ beverage 
gio. Anche i Fr. dicono Pour boire. 

Vin che se lassa bev. ^. Vln. 

Voja-gio de bev. Mkscere. 
Bevascia* Sbevazzire, 
Bevasrion. Beone. Trincone. 
Bevera. s. f. (v» brianz.). Bes^ratojo. Ab^ 
beveratojo — In Brianza dicesi Bevera 
per eccellcnza quel iiumicelio formalo 
dagli scoli dei monti di Nnva che cor- 
re tortuosamente da est a ouest e si 
getta nel Lambro poco lungi da Bren- 
no. Da esso ha nome la Madonna d'lm-' 
bevera (cio^ Madonna in Bevera), san- 
tuario di poca appariscenza, ma assai 
frequent ato dai Brianzuoli ne'^giorni 
sagri a M. V. SS., e VS di settembre 
anche da molte persone del bel mon- 
do delle. citta di Milano» di Bergamo 
e di Como, le quali v^accorrono per 
quella specie di festa di cui il ch. 
Ces. Cantii ha dilTusa la cclcbrita colla 
sua Madonna d*Imbevera, t da nolarsi 
pero che ne^colli e ne* monti briantei 
dalla Bivera antonomastica gia detta 
passarono a denominare Bdvera e Be- 
veretta varj altri rivi e torrenti pui^- 
che poveri d^acque, a tal che quel 
nome specifico e quasi passato fra 
quelle genti in gcnerico. 
Beveragg. Beveraggio, Mancia per bere. 
Beveretta. F'. Bevera. 
Beveron. Beverone. Inrriso d'^acqua e fari- 
na che si da a'^cavalli e a'*buoi affaticati 
o malaticci. f^.Bev in biaoch sotto Bev. 
Beveron . « . . . Miscuglio di paglie di 
grano e di foglie di granoturco sec- 
che, trite e inlrise in acqua calda e 
crusca, che serve di cibo invemale 
alle bestie bovine. Egual nome si dk 
alle sliacciate o panicce di sansa di 
lino o ravettone polvcrizzatey impa- 
state e servite alle bestie in pari 
modo. £ nella prima e nella seconda 
specie di beveron s'^introducono anche 
scorze di zucche, foglie di cavoli, 
d^insalafe, o altri rifluti di verdure; 
e ambedue s'intridono talora nella 
lavatura de^piatti la quale come piu 
e crassa cosi piii peggiora la condi- 
xione saporosa del latte che d^ po« 
che ore dopo quella vacca che se ne 



BIA ( 

ciba — La Pagiiata dei diz. non cor- 
risponde pienamente a questo nostro 
Beveron; mcglio si tradurrebbe , se 
non en*o, colla voce Mdscolo^ cbe 
suppongo fiorentina e cbe i usata dal 
Gallizioliflstit. bot. Ill, qS;) in senso 
afline di molto; o forse ancora megllo 
81 volterebbe in Pastone^ voce cb*egli 
stesso usa in tale significato nel me* 
dcsimo luogo pocbe rigbe piii sotto. 

Bevcr6n Vetrai e vasai danno 

questo nome a quelP antenitorio o 
sia a queirorriolino di vetro con bec- 
cuccio , del quale si fa uso per dare 
a bere a quegP inferini cbe non pos- 
sono bere da s^, e cio per via di 
quel beccucrio cbe s*^ introduce lore 
nella bocca. Forse e da dirsi coi diz. 
Beccuccioy e forse ^ec^uto ( ainbedue 
In sig. di vasi ). 

BevidcSr. Beone. Gran bevitore, 

Bevid6ra. Beona. 

Bevidori^n. Beonaccio, Trincone. Bevitor 
soUrme. Pecthione, Trinca, Cioncatore. 
Trincatore, Cinciglione* ' 

Bevidordnna. Beona solenne. 

Beviroei!^. Abbeveratojo* Beveratojo, Va- 
sctto cbe si tiene pieno d"* acqua agli 
uccellini nelle gabbie, e ai polli nei 
truogpli, affincbe vi si possano abbe- 
verare. 

Bevirolln Picciolo beveralojo. 

Bevola dicono alcuni per B^ola. F, 

Bevuda. Bevuta — Beuimento, Beuizione^ 
Bevitura , B\bita sono pur voci affini. 
Dagb o Fa ona bevuda impiccada. Fa- 
re una beveria o due Urate da Tedcsco* 

Bevudlnna. Bevutina, 

Bezza. v. cont. br, per Bera. Pdcora, 

Bezza. s. f. v. cont Qaella coda 

di cap(*gli assai lunga e fasciata cbe 
nel secolo scor^o era di gran moda 
tra^ragazzi di cilt^ e cbe' oggidi e 
rimasia a quell i del cont ado i quali 
spesso cbiamano anrbe Bezia la Biba* 
V, La voce prbbabilmente ci i ve- 
nuta dal Piemonte ove cbiamano Bc' 
scia d* cauej una ciocca di capegli. 

Bezzln. V. cont. br, per Berm. f^. 

Bezzin. v. cont, Trecciuola. Quella me- 
desima treccetla di capegli cbe altri 
dicono Bib}n, F. 

Bezzitt. r. Bcrltt 

Bla. Lo stesso che Bio. K Dbmrn. ' 



99 ) BIA 

Biacca. i9/itcca. D^ii la hiace^imbiaeeare, 
Bti^da. r, Biava. 

Bi&degb. Nipotino* Figlio del proprio 
figlio. II Ferrari dice cbe la nostra 
voce possa provenire dal lat. feud. 
ex avo^ auiaticuSf abbiatico, 
Biad^tt. Biadetto. Sp. di color azzurro* 
Bianca. T. di Stamp. Bianca, Cartabianca, 
Cos! cbiamasi quella parte di un fo- 
glio da stampa cbe si tira per ' la 
prima , e in cai per ordinario stanno 
le pagine q.* e 3.% e cbiamasi cosi 
percb^ il foglio resta bianco nella 
parte posteriore fincb^ non siosi stain- 
pat a ancbe la volta — I Franc, dicono 
Seconder C6ti de deux et trois^ Deux 
et trois^ Prime ^ Papier blanCf e i Ted. 
Sclidndruck, 
Bi4nca de pes. voce di gergo. Nulla, 
Bt^ncn(La sura), in gergo. < . • . Neve. 
h'lkac^, jid» di l^gina,Riga, knant Carla/^. 
Biancarla. BianeheHa, 

Biancaria de tavola. Biancherim da 
tavoia. 

Biancaria operada. Bianeheria. tes^ 
sttta a opera. 

Biancaria solia. Bianehma liscia. 
Biancaria de Fiandra. Bianeheria 
damascala. 

Biancaria cbe ba ciappaa el giald. 
Bianclieria imporrata. 

Biancaria a uso de Fiandra. Biatir 
cheria tovagliata. 

Donna che lavora in biancaria. FV 

Lavork. 

Bianch. s. m% T.d-'Oref., Arg., ecc. Bioft- 

chimento, Composto d"* acqua* taso e 

sale a uso di biancbire. f^. Sbiknca. 

Biancb. s. m Quel vano che lasciasi 

in un rametto per incastrarvi'una let- 
tera iniziale d^ opera o di capitolo 
d'^opera. ll Passe^ar^tU dei Franoeti« 
Bianch de guss d^oeuv. Bianco di guscio. 
Biinch de Tceucc. JlbiAggime* 
Bianch de Poeav. Mbume. 
Blanch de Pongia. £iiiieiai(iieiraono). 

7iie//o(nelle bestie). 
Bi^cb(de sbiancJ^). Bianco. 

Pencil de bianch. F. Pentil. 
Bi^ch di OSS. Ttnerume* 
Biiinch. Bianco — - €i6 che k molto bian- 
co dicesi in tenso avvilitivo Biancoso% 
a in huon senso Jlbo o Candido* Z\6 
che e poco bianco dioeti Km^ieheUo. 



BIA 

.- Bifinduccio, Biancuccio> Albiccio. Sot- 
tobianco. Mbino.Jlbicanie. Mbeggiante, 
. Ci6 che trsie al bianco Biancastro o 
Bi€mcoUno* Far« l]|ianco dices! Bian- 
, care q Imbiancare* V uom troppo 
bianco.. dicesi un Biancpne q Bitwca- 
, strone. Con voci. poet, e ditir. chi ha 
. bi*accia candide ^ detto persona Biaiy' 
■ chebroficia 9 e . Biancovestito chi in- 
dossa abiti bianchi. 
Bev in bianch. f^. B^T. 
Blanch come on liri o come el 
lace o come la nev o coifie on gius- 
sumin. Candido. Lattato, Bianco come 
. un panno curato o come, la neve o 
come it laite. 
Bianch de laU* Bianco lattato- 
Bianch e ross come el latt e vin. 
JH laUe e sangue* 
Coeu3 in bianch. Ze^sarCf e parlan- 
. dosi di pesciy Trotare- 

De pont in bianch. Per appunto. 
Nel punto in bianco, Ne piu ne meno, 
nel suo vero punto. 

Deventa bianch come on pann lavaa. 
V, in Pann. 
¥k bianch. Bianchire, f^. Sbianca. 
Lusshi in bianch. Lasciare in bianco^ 
cioe Lasciar lacune nelle scritture. 

Lassa in bianch. ^. Lasciar uno in 
difetto di checchessia. Per es. £l m'^aye- 
va promiss de damm quel liber, e poeu 
el m*ha lassaa in bianch, dvea pro- 
. messo di prestarmi quel libro 9 ma poi 
me ne lascib in difetto, 

Laaai in bianch . • ^ » • • • Fras^ 

propria del foro criminalp e di buon 

governo(^o/isia)9. e vale Dimettere 

alcun processato a processo aperto 

per mancanaa di prove suflicienli ; o 

' condannarlo a tempo indefinito in via 

di buon governo a precetto o deten- 

zione per mancanza di prove squisite. 

Lavorant in bianch. >^. Lavorint. 

Mett del bianch in d^ona pagina. 

T. di Stamp Spazleggiare una 

pagina, allargarne Le righe. 

Mett el negher sul bianch. fig. y. 

N^gher. 

Oeuv coti in bianch. V^ (Euv. • 
. Tir4 al hmnch^Mbi^ggiare, Bian- 
cheggiare, Tendere at M'^nco, , 
. . Voce proivik ch^el nvglier el si.i 
*«'btaach. /^- ^^egher. . 



( 100 ) BIA 

Bi^cb. j4d. ^'Argent, 6r, e simili* T. 

di Zecca e Orefic Vale gik 

bianchito, ripulito dairimbratto della 
Tusione. 

Bianch. Jd. di^ Fidr, Piin, Pes, ecc. V. 

Bianchera(^<^a da altri Albera). Treb- 
biana, Sorta d'^uv^ che forse e VM- 
biglio deirxlberti. 

Bianch-e-russ* sost. nu Trombettiere. Ban' 
ditore. La bandiera municipale mila- 
neseedi due colori, bianca e rossa^ 
. le assise de^banditori municipali imi- 
tano la bandiera, e di qui tal loro 
nome fra il nostro popolo. 

Bianchett. Gesso da sarti, 

Bianchetta. Camiciuola, Farsettino di 
pannolino, bambagino o lano-chesi 
popta sottp gli altri abiti per difen* 
derei dal freddo. Alcuni Tusano di 
pannolano rosso, e in allora lo chia- 
mano la Bossetia, Per gli uomini i giub- 
boncello; per le donne vesticciuola. 

Bianchettin. s. m. Dim. di Bianchetta* f^ 

Bianconna. 4d, d'Vgu. K. 

Biancumm. ger. Argento* 

Biancusc. Biancore. Biancwne* 

Biassk. Biasciare, L^inizialiva del ma- 
sticare, o il masticare stentato. 

Anda adree a biassa. Biascicare. An^ 
dar biascicando. 

Biassk i paroll. Biasciare le parole 9 
cio^ profferirle stentatamente. 

Biass4 pat^r. Dignunare patemostri 
(cosl I'Alb. enc. in Coroncione). Spa- 
temostrarcj e per esienaione Biasciare 
avemmarie,. 

Biassa la bria. f^, Bria. 
E biassa che te biassa. Biascia e 
biascia, E via va biascicando. 

ForesQtta che biassa. Forbice che 
trincia^ cioe che non taglia nelto. 

Biassa. Boccheggiare. Mangiucchiare. 

Biassaa. Biasciato — lig. Trinciaio. 

Biass^da. Biasciamento. ^ 

Biassadinna , . . • Un poMi biasciameiilo* 

Biassagazz^tf. s. m Un che biascia 

gazzett^, a quel modo che diicesi 
biasciar mnsica, aveminaric, ecc. , 
cioe uno che legge e rilcgge conti- 
nuamente 1 foglietti pubbhci. 

Biassapati^r. s. m, Labbreggia patemostri 
( Ruspoli ). y. aiiche in Biassa. 

Biassarosari. Coronciajo. La nostra e una 
bclla voce coniata dal Porta nolle sue 



QI9 (I 

2)si%ine in morte. del consiglier di stato 

eaiHilier Stanislao Bovara, Chi biascia 

rosari. chi reqita del continuo corone. 

Biassonn. Nome proprio di paese die 

. ^ usa neila seguente frase: Anda a 

. BiaMonn {pht anche diciamo ¥k dent 

la tomma, o Mangia sora) Jppiccar 

aJle mdni. Far agresto, Jpprovecoiarsi, 

Fare una vindemmia anticipaia, Dicesi 

di queir avanzo illecito che fa taluno 

. nel fare i fatti altruiy o quando man- 

dato a comprar roba, dice di avere 

speso piu di quello che non ha realm.* 

Biava. Biada. Fena, Avena. Cereale nolo , 

cioe YAvena sativa Lin. , il cui grano 

. si d& a mangiare alle bestie da soma* 

Noi intendiamo per Biavala sola Vena 

o in erba o in grano, e non estendia- 

mo la voce, come i dir. itaL^ a ogni 

^ specie di cereali — Il campo semi- 

nato a biada dicesi imbiadaio- 

Biava seguenta • • • . Biada di bel^ 
r aspetto. 

La mcnestra Pd la biava de Tomm 

• • Dettato che avvisa cibo 

utilissimo all^uomo la zuppa: e un 
tacito confronto dell^uomo coUa bestia 
da soma; a iquesta fieno e biada, al- 
r uomo pane e zuppa , rhe noi dicia- 
mo roinestra ogni volta che non ^ 
. pane in brodo, ma rise e legumi 

cotti nel brodo. 
Biiva salvadega. Paldo, Erba gramiuacea 
che Targ. Toz. chiama anche Fora^ 
sacco peloso, £ il Bromus mollis de^bot. 
Biava salv&dega per £rba guzza. F. 
Biavaroeu. Biadajuolo, 

Biba (o Bezza). v. cout Quell^ in- 

trqcciatura de^capegli deretaui che 
si direbbe Coda se fosse fasciata con 
nastro , e che invece k legata nelle 
sole estremita con una semplice fii- 
nicella, e le piii volte ha il corredo 
. dei cosl detti bibitt, F, Bibin. 

Bibin y. c Quell^acconciatura di 

capegli nelle ragazzine che si direbbe 
Biba se fosse pii^ ricca di capegli; 
ed anche fCiascuna di quelle treccio- 
line che dal capo della trecciuola o 
deila treccia si bipartono e vengono 
alle tempie ; le quali diconsi ComiU 
sc siano povere aifatto di capegli. 
Bibita. Bevanda, Cio che si bce,e spe- ' 
cialmcnte parlai^dosi di bcvande sa- 



01) BIG 

. lutifere •*- L% B)bita dei di^* vale 

Bevuta, bevimcnto* . 

Bibliotec^ri. Bibliotecano -^ Gli Aninutli 

parlanti del Casti hanao rcsa comune 

.quesfta voce, e nel nostro dialetto 

e ne^volgari di quasi tutta Italia, nel 

signiUciito metaforicp di Tcpo, • 

Bibliotecca. Biblioteca, Libreriapubblica. 

Bice {che anclic scrivefii Bigg). Ceppo, 

Pedale, Il tronco delPalbero dalla ra- 

dice alia forcatura , che i Brian z.di- 

cono Topj&r^ e i Verbanensi Bdra, 

Biccer, Biccfdere^ e ib gergo Bbssolo — 

Chi fa biechieri dicesi Bicchierajo -^ 

I biechieri di forma imitante altri 

amesi sono detti Bicclueri a fpggia ; 

y tali sono i Malintlli^ gli SpilU^ i A>r- 

hoUoni^ i Buffbnciniy i ZampilleUi, ecc. 

Bocca. i7occa:a Cuu. Fondo^Orlo, 
Xa^&roe-Panscia. Mascelle (fiino Aime). 

Biccer a caliz. Bicchiero a/erraJuolOf 
Calice{V. Alb. enc. in Calice). 

Biccer - col labro d** or. Bicchiere 
messo a oro, 

Biccer cont el collarin o senza el 
Gollarin. F, Collarin. 

Biccer de caccia Sp. di 

piccolissima navicella fatta di cuojo 
che i cacciatori si lengono in tasca 
ripiegata, e di cui si servono, aperla 
che Tabbiano, per cavare da una 
fonte o da un rivolo Tacqua da dis- 
setarsi. E la Tasse pliante de cair dei 
Francesi , la Bolsa turca degli Spag. , 
e fors** anche il Bicchier di cuojo del 
Bino(nelle Rime del Berni II, aa4)« 

Biccer de cristall molaa. Bicchiere 
mariellaio'i Bicchiere di cristallo ar^ 
rotato. 

Bicci^r de tavola ..... Bicchiere 
di mezzana grandezza come usa alle 
mense ben costumate. 

Biccer de veder. Bicchiere di vetroi, 
(Bino Aime). 

Biccer de vin forcstee • * • . Bic- 
chiere la metk grande che non siano 
gli usuali da tavola: tiene il mezzo 
fra quest i e i bicchier ini da rosolio. 

Biccer lavoraa. Bicchier lavorato 
(Bino Aime). Di siffatti biccbieri altri 
diconsi lavorati a costole^ altri a can- 
torn, altri a liste^ allrv a reti o reti" 
cellc^ altri a nodi 9 ed altri dipintif 
profilatif ecc; 



BIG ( loa 

Biccer pMaa. BiccfUeri diaeciati(y[at- 
gal. Lett, scient. II, 171). Quelli che 
ad arte sono appannati e scabri quasi 
a similitudine di ghiaccio. 

Biccer pien a ras o senza collarin. 
Bicckier pieno* 

Biccer s6li Bicchiere non 

lavorato. 

Cuu dc biccer. fig. Pietra di f^etralla. 
Cosi dicesi per ischerzo una gemma di 
vetrOf e in generale ogni gemma falsa. 
#1 S^avvide che colui che fece i* ancllo 
tt guasto UD candellieri, e che ]a prie-- 
» ta era stata trovata nelle montagne 
» di. yeti*alla » dice il Firenzuola nella 
nov. '8.* Da un poela pisaoo sifTatte 
gemme sodo dette Gemme o DiantHnU 
di Murano^ per allusione alle f'abbri- 
cbc di conteria che sono in quel paese. 
£1 biccer de la stafTa. V. St^fTa. 
Biccir. Bicchiero. Quanto liquore cape 

in nn bicchiero. 
Biccerin. Bicchierino, Bicchieretto, Bic^ 
chieruolo. Dim. di Biccbiere. Per es. 
Biccerin de rosoH. Bicchierino da roso- 
lio — Talvolta e semplicemente vez- 
zeg. Per es. Beven on biccerin. Bi^ 
vine un solo bicchiere. Bes^ine solo un 
hicchieiino, 
Biccerdn. Bicchierone. Bellicone. Tonfdno, 

Calicione alia tedesca. 
Biccer6tt. Bicchierotto. Ace. di Bicchiere. 
Bicciolhn. Bozzoldo, Bracciatello, Brae- 
ciatella, Gamhelletta. Sorta di pasta 
dolce. In Vcrcelli si fanno deM)iscol- 
lini i quali diconsi Bicioldni forse la 
voce nostrale ^ venuta di la. 
BiccioUn. Fuseragnolo, Uom lungo e 
magro — Jn sig, di Badde* /^. 

Bicciolkn. gergo Il dito indice 

della mano. 
Bicciolanna. Ad, d'tlga, V. 
Bic6cca. Arcolajo. Blndoh* Guindolo, 
Strumento noto — Su la bicocca se 
fa-gid el relT^ cout Tospa cl se fa-su. 
Colt arcolajo si dipana ; col naspo 
s* ammatassa. S'adopera I' arcolajo per 
aggomitolare o incannare il Jiio am- 
malassato ; s* adopera il naspo per 
mettere il filo in matasse — Ne' diz. 
l^icoccA significa un forte, una terra, 
nn luogo di poca imporlanza. 

P^. Toppo. Base. «« Ferr. Fuse — 
Baccbett. Cosiole » Travcrs. Crociere. 



) BIO 

Staggi «B Biroeu. Naso >m Baslottell. Gto- 
toletta. Goiolino. 

Bicocca de sar^-sd. Arcolajo che si 
ripiega. Quelle cbe non ha crociere, 
ma sibbene sole costole congiunte 
fra loro per le estremita , le quali si 
allargano e si ripiegano a piacere. 

Mett r ascia su la bicocca. Agguin- 
dolare. Accomodare la matassa sul 
guindolo o sia sull* arcolajo. 

Streng e slargk i coss come se fa 
cont i bicocch. Come i mantici, una 
polta si e una volta no. Dicesi di cbi 
e instabile e or Tuole or disvuole, 
ora dice ora disdice una cosa. 
Bicocc4. Barcollare. Scrollare. Tenten" 
nare — Dal gr. M/Koxeo dice il Far, 
mil. del 1606; dal gr. B/xoxio queilo 
del 1760; in ambi i seceli per6 con 
induzionc strana e con grecita tratta 
non so donde. 
Bicocch. ger. Arcolajarsi. Balenare. V* 

Fa arm a visconta in Arma. 
Bicoccida. ^rtTCoZ/flmento. Dagb ona bi- 
cocca da. Barcollare. Dagh bicoccad 
de lira. Andare harcollon hareoUone. 
Bicoccbin. Dim. di Bicocca. K. 
Bicoccbin(Fli). Girare in to/wfo(*fior.). 
Far hindolo(*\MCch.). Certo giuoco 
che si fa prendendosi in due per le 
mani e girando al ton do prccipitosa- 
mentc. Forse non sarebbe detfo male 
anche Far mulinello o Arcolajarsi. 
Bic6rnia. Bicdmia, Specie d^ancudine 
a due coma lunghe e non tanto gros- 
se, Tuno conico, Taltro piramidale, 
di cui servonsi gli arteiici per laro- 
rar di tondo que^ met alii affbcati che 
male potrebbero attondare sulle corna 
tozze dellc ancudini ordinaric. Tal- 
volta la Bicomia e anche parte di 
queste ultime ancudini. 
Bidan. Badiie. Scarpelio augnato o a 
Scarpa. Alcuni dicono anche viziata- 
mente Pedano trattivi dal francese 
Bee d'dne che noi voltammo in ^1- 
dan. Scalpello paruUcIepipcdo a due 
sbiechi di cui gli artefmi fanno uso 
per avviare i cavi da calettaiura, ere. 
Ne ha di piu specie e grossezze, come 
Bidan d6 trii o de quatter pont. 

Badiie grosso 5 o 4 punti. 

Bidhn di bajon^tt de uss. BadiU 
da incassar /erri* 



BIE ( I 

Bid4 • • • • Mobile di inodema inven- 
ztone* che coiuiste in un lavaroane 
a scafa, con entro una catinella pure 
scaroidea,retto da quattro peducci e 
coperchiato. Se ne servono spec, le 
donne per la pulizia. Dal fr. Bidet. 

Bideil. BideUo. 

Bidella Dopo rintroduzione 

delle scuole elementan femminili ^ 
nata f'ra noi questa voce ^ per deno- 
tare la aervigiale di quelle scuole. 

Bidoja. Y. cont. e spec, brianz. . • • • . 
Specie di polenta molUccica fatta con 

. farina di ,granoturco cotta neiracqua, 
insalata, e regalala di fagiuoli , foglie 
di cavoloy e simili. Nella Vallassina DI 
la bidoja vale dire il rosario, forse per- 
ch^ sogliono dirlo la sera intanto che 
aspettano si cuoca la vera bidoja. 

Bidoja (F^). Far bdldbria, 

BidoQ Nome di que^rasi di 

laUa bassotti, assai larghi, tondi, 
ellittici o poligonj 9 usati per conte- 
nere dai dodici ai yenti boccali di vi- 
no, aceto, olio, e€c« per nan de^soldati. 
La voce francese, anzi parigina* d^ori- 
gine si va oggi giorno dimenticando. 

Bieda. Biela. F. J^rb. 

Biedr^va. Barbabidiola. Piania e radice 
not a, che e ta Beta, rubra vulgaris 
de'^bot. Il Targ. Tozz. la dice anche 
Ravastroni e Barba semplicemente. 
Noi la diciamo Biedrava forse dal fr. 
Beiterave-^ i venditori la gridano anche 
al pi. Bicilrd^ Biedrd cott. 1 contadini 
idioti deirAlto Milanese chiamano Ca^' 
rbtola la nostra Biedrava e Gniff la 
Carbtola^ forse perche originariuinente 
non conobbero che la bietola gialla. 
La specie ordinaria e la gia delta: 
se ne conoscono pero anche le seg. 
Biedrava biaoca. Barbabietola mo- 
scadella o bincaa (Targ. Toz. 1st.)- La 
Beta pallide virens major del Bauhin. 
Biedrava bislonga. Barhe de* Cap^ 
puccini {TtLTg. Toz. Istit.). t la Beta 
rubra radice rapw del Bauhin. 

Biedrava gialda. Bidtola carbta, BiS^ 
tola gialla (Targ. detto). £ la Beta lu- 
tea major del Bauhin e del Tournefort. 

Biella. Tegame. Vaso di terra piatto con 
orlo alto, per uso di cuocere vivande. 
Forse dal Biellese donde per avven- 
tura ci Tennero la prima volta. 



o3 ) 3IG 

Mett dent in la biella. Tntegamare, 

Biella dicesi anche di quella specie di 
terra di cui sono composti i vasi cosl 
delti biell o biellilt, ecc. 
u A part gVe ona panera 
>/ Con sora ona pellrera 
ff Tutta de piatt de biella.>> (Bal.Rim.)* 

Biella ( Frances de ). f^. Franzes. 

Biellhda. Tegamata, 

Biell&scia ^ Tegame ampio ma 

brutto; tegamaccio. 

Biellatt Fabbricatore o vendi* 

tor di ;egaini. 

Biellin. Tegamino, 

Biellun e Riellonna ..... Gran tegame- 

Biell6tt Tegame piii fondo che 

spaso. 

Biflstecch {die nelVkri, Poet, k scritlo 

Bistecch.) Filetto di manzo, 

tagliato in fettoline sottili , mcsso per 
qualche istante ad arrostire sulla gra- 
tella, che s** imbandisce quasi verde* 
mezzo. Dair inglese Beefsteaks che 
suona Braciuole di manzo, Al filet to 
alcuni sosliluiscono fette di groppa di 
culaccio assottigllata a battitoja, che 
inoliate^ insalate, iinpepats o altri- 
mente condite arrostiscono pure sulla 
gratella. 

Biga> ^iga. La corsa di high. Za corsa 
delle bighe. Col modemo Anfiteatro, 
sorto in quest o secolo nella nostra 
citta, il dialetto acquist6 anche la 
voce Biga. 

Big^tt. Lo stesso che Cavaler. f, 

Bigattee Colui che accudisce 

di professione ai bachi da seta. Mol- 
tissimi Brianzuoli emigrano a ogni 
aprile e vanno per tutta Lomhardia 
e anche altrove a fare il bigatlde, 

Bigattera • . • . Luogo disposlo esclu* 
sivamente pel lavoro dei bachi da 
seta. Sono volgari nell^Alta Italia i 
nomi di Bigatiiere e Bigattiera, 

Bigattera ..... Donna che accudisce 
di professione ai bachi da seta. 

Bigav6. Voce bergamasca usata in Brianr 
za per C6r (ceneracciolo). V. 

Bigg. y. Bice. 

Bighezz Sp. di rete quasi 

simile affatto al Riazzceii. F. 

Bigia capell^e. V. Mi gia capellee. 

Bigia. Marinare. Inforcare, Fare forche, 
h'tg'ik la messa, la scoeula. Marinare la 



BIG ( 104 

metsaf Inforcart la scuola, II Caro 

nell^Apol. a pag. 220 dice Fuggire la 

scaold, 'II Guada^. (Fiime 1 9 a 4) ha 

Solar la lezione. 

Btgik in senso Jig,, cioh di soUrarsl a 

checchessia. Per es. Te la biget miiiga 

'• V^! t'ee de dimmel. Non fuggi la 

scuola p«'(Caro Apol. a pag. aao); 

me Vhai a dire. 

fiigi&da • • • . • . . L' Ktto del fuggire 

scuola 9 messa , ecc. 
Bigiadinna : • . 11 fuggire scuola, me^ 
sa, ecc. in senso remissivO) escusatorio. 

Bigiad6r. s. m. ) Chi per abi- 

Bigiad6ra. s. f* 1 tudine fugge scuola, 
' messa, ecc.,'od anche Chi ha per abito 

di promeltersi e non mantenersi. 
Blglia o Bllia e al pi- i Bili. Palla(''losc,). 
Biglia {col franiesiismo de^giocalori). 
Quelle palle d'^avorio colle quali si 
giuoca al bigliardo. 
Bigli&rd. Bigliardo, Quella gran tavola 
quadrilunga cinla di sponde, e tatta 
fodefata di panno verde,'sQlla quale 
' si giuoca coUe palle d^avorio scagUale 
a mazza Tuna contro Paltra. 
SpondiiMattOnella^Biissi.Biglia,Buca, 
Vk bigliard. Ambigliardare (cosi nel- 
TAlb. bass.)* Dicesi allorche battuta 
* colla' nostra' la palla deiravversario 
' accada che ambe le palle corrano 
' parallelea una meta. 

Giuga al bigliard {che da alcuni 
vien anche detto Giug^ al Irucch). Oio- 
care al bigliardo al irucco a tavola, I 
tei*niiui di questo giuoco sono nel no- 
' stro dialetto i seguenti: Bitsa, Bricolla, 
Biglia, Steoca, Sirusa, Curt 9 Mezz, 
Longh , Longhissem , Mettes , Mettuda , 
Imballa^Imballaditra, Colla o College 
Melt, Cascid, JHundd ^ Fess a colla, 
Fd la biglia. Fa partidon, Perdes, 
Anddr-siij Perdita, Anda in busa, Saltd-- 
Jaura , Scappd la stecca , Salld , Fess 
in balla, Fd bigliard, Fild, Giugd sott 
gamba o sott man o manzin , Anda- 
gib, Batt, Battuda, Toccd, Fd balin. 
Fall, Colpjals, Andd-sott, Passd el 
mezz, Ciappd on quart de biglia o 
mezza biglia , BaU o Ciappd de fac- 
cia o in faccia , Batt o Ciappd de cuu , 
Giugd de can, Andd a rost, Zucc/ie- 
rift, Temari, Bepicch, Bcdoppi, Bi- 
g/mn^ , de^ quali si Icggono le spic- 



) BIG 

gazioni ne*Iuoghi rispettivi.- Al bi- 
gliardo si giuoca in Tarj modi, cioc: 

A casin. J pallino {* Hor,). Questo 
giuoco si fa con tre palle , una delle 
quail assai piO piccola dcUe altre ch*e 
il cosi detto casin o balin , e chi pri- 
mo fa sedici punti mediante certe de- 
terminate leggi , esce Tincitore. I tcp* 
mini di questo giuoco sono fVi casin 
e Fd casin de quatter, 

Ai omen. Ai birilli{*fioT.), Questo 
giuoco h simile al precedenle, colla 
sola circostanza di piil che nel mezzo 
del bigliardo si mettono per ritto 
cinque cosettini di legno, d^avorio o 
simile ( detti birilli a Firenze e omen 
tra noi) i quali sono prezzati tanti 
punti , e chi pii\ ne atterra coUa palla 
dell'^avversario, talch^ primo giunga 
in complesso a fur yentiqualtro punti, 
ch^ a tanti va il giuoCo', quello rie- 
see vincitore. Termini di questo giuo- 
co sono Fd i omen e FafiloU, 

A la carolinna. Alia Carolina (*fior.). 
Questo giuoco si fa con cinque palle, 
due delle quali bianche, ima rossa, 
una turchina verde, ed una gialla, 
e tutte queste palle sono prezzate il 
yalbre di tanti punti , cosicch^ il giuo- 
co consiste ' nel mandarle con certe 
determinate ieggi nelle buche del bi- 
gliardo , e chi primo tante ne manda 
quante arrivino ai quaranta punti , ai 
quali d^ordinario Ta la partita, quegli 
riesce vincitore — Jouer d la' caroli-^ 
ne dicono anche i Francesi. 

A la carambola. Alia carambola 
('^fior.). Questo giuoco si fa con tre 
palle, due delle quali bianche, ed 
una rossH , ed ha quasi le stesse leggi 
deir altro detto a pallino. Termini di 
questo giuoco sono Std dent de la 
stacchetla , e Fd carambola o Caram- 
bold — Anche i Francesi dicono Joitcr 
d la carambole, 

A la pdl. Alia corda{*fioT.), Que- 
sto giuoco si fa da molti giocatori 
insicme , i quali tutti portano un nu- 
mero progressive , e tirano la loro 
palla un dopo T altro, e continuano 
cosi fin tanto che avendo tutti per- 
duto i punti convenuli da prima, 
r ultimo rimane vincitore di tutta la 
posla. Si fa anche questo stesso giuoco 



BIG (i 

da piii insieme e con due solo paHe — > 
Termine di qiiesto giuoco e A mori — 
Anche i Frances! dicono Jouer a la 
poule — Fa ona pdl. Far una corda 
(^fior.), cioe fare una partita al giuoco 
cost detto della corda. 

Bigliardee Colui che sta a no- 
tare i punti ne** giuochi yenali di bi- 
gliardo <— Dal fr. Billarder. 

Bigliardee Chi tiene giuoco di 

bigliardo. 

Blgna. f^oee usata nella frost \es% de 
cocch e de bigna. Essere un tecomeco^ 
un UunburinOi cio^ doppio, finto. 

Bign^ Specie di frittcUa di 

pasta tenera* condita con uovo^ zuc- 
chero e burro 9 e molto rigonfiata. 
Dal fr. Beignet di pari significato. Tra 
Frittella e Bignd corre specialmente 
questa diversity che dove la prima 
k cotta nelPolio, il secondo e cotto 
nello strutlo o nel burro. 

Bign6 de pomni* . . . Le frittelle 
suddette regalate con qualche fetta 
di mela. 

Bign6 de pomm de terra. • . ^ Le 
frittelle suddette nelle quali la pasta 
e di patate sfarinate. 

Bign^ de ns • . . Le frittelle sud- 
dette con pasta di riso, 

Bignoedla per Brognoei\l«. y, 

Bignogna. Bignbnia catalpa — Bignbnia 
d* America* Piante non infrequent! og- 
gidi nei nostri giardini , e sono la ^i- 
gffonia catalpa e la B, radicans dei bot. 

Bignon per Bugnon. K 

Bigolln , che piu cam, occorre nominare 
in pL Bigolitt. Z>iiiyo/im(*Bor.). Baclu 
(•san.). iVbd^«i(*lucch.). Cilindruoli di 
bambagia avvolta sul fil di ferro e fer* 
matavi con filo di -cotone arrotolatovi 
sopra, grossi un mezzo dito mi g nolo, 
lunghi ii doppio e alquanto affusati, 
sui quali si avvolgono i capegli per 
formare i ricci. I Tedeschi li chiaina- 
no %M(inrro//e(cilindri da capegli), i 
Fr. BouletSi e i Venez. Ptolb, Gasparo 
Gozzi nel sno Capitolo in lode del 
Tuppd li chiamo LucignoleUi^ e disfee 
alia veneziana Stoppinare qucllo che 
noi diciamo Fa-'sii i bigoHtL 

Bigolott. Merciajuolo, Merciadro, 

Bigott. Bighino. Bigoiio, y. Beit. 

Bigdtta. Spigolistra. F. Beats. 

roL I, 



o5) BIN 

Bigottbnui. Bacchettoner\a^ Baccheitonl- 
smo, Santoccliiciia, 11 Gesaix>tti nel 

Saggio suUa filosofia dellc lingue uso 

anche Bigottismo, 
Bigotton. PinzocckerSne. 
Bigott6nna. Piniocclierdna, 
Bij. Plur. di Bell» Begli. Be\ Bei. Belli. 
Bila. Bile. 

Bilds. Bilioso — Adiroso. Stizioso. 
Biloeu. Billo? Lo stesso che Poresin. V. — - 

I diz. hanno Billi bilU voce per chiar 

mare i pulcini, ecc 
Biloeu biloeu. y. Bloeubloei!^. 
Bimestral in forza di sosL m 

Negli uffizj^ pubblici k queirimpie- 

gato che si assume ad ajuto per un 

bimestre, il quale, continuando il hi- 

sogno , conlinua nel suo incarico con 

assegno e obblig. reciproca bimestre. 
Bin&. V. a. per Sbigni. F. Dal gr. Bryaco 

dice il Far. mil. coH'ord. sua grecitli. 
Bina. Accoppiare. Ne* diz. Binare e rife- 

rito solo alle gemellipare. 

Bin4 la sedsi.Addoppiare. Accoppiare 

due fili di seta , dipanandoli uniti sur 

un solo rocchetto, onde poterli poi 

torcere. 
Binadora. Addoppiatojo. Macchina per 

addoppiare la seta. F. anche Crds. 
Binasch. Binasco. Nome proprio di un 

villaggio il quale , per essere a met^ 

strada fra Milano e Pavia , diede luo- 

go alia frase figurata 

Vesi a Binasch. Essere a mezzo di 

una cosa. Essere a mezza strada o via, 
Bmda. Benda. Fascia che s^avvolge al 

capo, ehe copre gli occhi, simili. 
Binda. Benda^ e poet. Sacra benda. Velo 

di che le monache si coprono il capo. 
Binda. Benda. Striscia. 
Binda. Fascia, Lenza, Fascia Una, Binda 

di solass. Fasciuola. 
Binds. Brandello. Brano. Strambello. 
kxudk a bind o a bindon o tutt a 

bind. Essere sbrandellato. Strambello-' 

re, Sbrandellarsi. 
Binda. fig. Bindolo, BarO) raggiratore. 
BiudelL Nastro, Bindella, Fetiuccia. 

BindeU appcnna nassuu. SterCino* 

Nastrino che e della massima slretlezza. 
BindeU de coton. «... Nastro di 

filo di cotone. 

Bindeli de HI . . . . Nastro di filo. 
Bindcll de firiscll. F. Frisa. 

i4 



BIN ( 

Bindeil de laiia. Nastro di stame. 
(Buonarrotti Tancia IV « 5). 
Bindeil de rens . • . Nastro di rensa. 

Bindeil d'Olanda Nastro 

di filo d^estrema finezza. 
Bindeil franz^. . . . Nastro frangiato. 

Bindeil lustrinaa • Nastro 

imitante il lustrino. 

Bindeil operaa. Nastro a opera, 
Bindeil rasaa o saten • Na- 
stro imitante il raso. 

Bindeil soli. Nastro puro o piano 
o nan a opera, 
Bindeil stampaa . ..Nastro indianato. 
Bindeil tafftli Nastrp imi- 
tante la seta taffetti. 

Bindeil velaa. • • « . . Nastro imi- 
tante il velo. 

lek bindeil t quell' agitare 

• .circolarmente alcun tizzoncello info- 

. cato, il quale cosi tramenato 6k idea 

d^un nastro fiammeggiante piu o men 

largo secondo che e maggiore o mi- 

nore la parte di esso tizzone infocata. 

In qualche modo esso e la Cldole dei 

Friulani. Pare clie in Toscana non si 

tisi frase corrispondentes almeno con 

generality, percK^ il Bandini (nel suo 

Disc. econ. sulla Mar. di Siena p. i4i 

ediz. mil. Econ. ital.) descrive s) il no- 

stro Fa bindeil^ ma non usa voce o 

frase corrispondente , allorche dice 

II Succede dell'^oro nel commercio, 

. // come di una fiaccola in mano d' un 

. V fanciuUo che pare che faccia un 

1/ cerchio continuato di fuoco se yen* 

. » ga raggirata con velocity. *» 

BindeUazt .... Nastro lungo e largo. 

Bindellee. Nastrajo. Fettucciajo* 

Bindellera. Nastraja(*Ror,). 

BindeUin, Nastrino. 

Bindellin appcnna nassuu. iStortfno. 

Bindellin Sp. di diorite o sia 

di marmo allistato a piii colori che si 

- trova in piii luoghi dei nostri monti^ 

e spec, ncir alveo del fiume Varrone 

. in Valsassina nella provincia di Como* 

Bindellinna, M, di Erba. K 

Bindin. Bendella* Benderelia, Fascetta, 

Fasciuoletta, 
l^indolera (^).. 4 irandelli» A hrani. Bimr 

brencioioso, 
Baodbn. BimbrSnciolo, BrandeUo. Brano. 
Strumbello* 



io6 > BIO 

Bio. Voce usata per onestd in luogo di 
Dip nelle esclamazioni Giora bio. Per 
bio, Gorpo de bio, e permaggiorenfasi 
Corpo de bio b'i6n. f^. in Dinna. 

Per bio bacco baccon. Per Mo bac" 
ckissimo{*tosQ, .e nelle Rime di un 
poeta pisano). ... 

Bi6bi6. Lo stesso che Barbetta. y, 
Biolca. Bifolca, Bubuica. Jugero, Bubul- 

cata* Cbrba, Misura agraria. 
Biolch. Bifolco. r. B<Slch. 
Bi<Slla. BetuUa. Bitula. Pianta nota. f^ 

Beola. 
B'ion (Corpo de bio), y. in Dinna. 
Bi6nd. Biondo ; e poet. Flavo r-r Bion^ 
dezza e la qualita di ci6 che e biondo; 
Biondd e la lavanda colla quale rim- 
biondansi i ctipegli. 

Biond scur. Biondo carico* 
Deventa biond. Imbiondire. 
Fa biond i cayij. BimbiomUrn i car 
pegli. 

Tri al biond. Biondeggiare. 
De Ik de biond. Biondissimo. 
A r ultimo biondo o A quell biondo. 
A tuUa parigind{\o9C. e nelle Rime di 
un poeta pisano). A tutta usanMa (Fag. 
Ast bal. If, 1 1). AW ultima moda o ga- 
iofiteria. Di tutto garbo o boon gusto* 
Bi6nda (gergo). Imbriacatura. K. Ci6cca. 
Biondin. Biondello, Biondetto* 
BiondinMt. Kez. di Biondin. y. 
Biond6n. Biondaccio, Accrcscitivi di 
- Biondo che banno in se alcun che 
. di spregiativo ; e come a dire Biondo 
smaccato, 

Bi6tt Ne'contoi*ni di Soma mi si 

dice. cosi nominata una specie d'^al- 
locco dal verso bibt bibt c\C esso fa. 
Biott.iVittio. Gnudo, Ignado, NeMiz. BioUo 
vale povero. Dal gr. poet. B/oro(, si- 
gnificante vita , e quindi Biott chi ha 
soltanto la vita: cosi il yar, miL 
Biott biottisc. y. Biotlisc. 
Biott come V^ nassuu o come ona 
rana. Ignudo nato. Nudo nudeUo, 
Biott ma grass \Ciie stracciato sia il 
Grass, biott e\ manteilo e grassQ 
maldevott. ) i7 piatiello. 

Vcstii de biott. .Sem{gnitf2o(Diz.6ol.). 
Mezzo nudo — Stracciato, Mate in ar^ 
nese, Diccsi di persona che non abbia 
quasi vestito. 
Biottisc. f^Qce tuata nella /rase seg* 



BIR ( 

Biott btottisc. Nudo nudeUo^ IgHudo 

nolo, IgmuUssimo. Dei tutto ignudo. 

II ted. FingemachL 

S ttdi hiott biottitc qtMll car nir Dio (CupUo). 

(Tanii Khae). 

fiiott6n. Ignudo nato. Del tutto ignudo, 

Biotton Dicesi in gergo d^un 

Cappuccino. 
Bh-a. Birra, Liquore cbe s^otticne per 
fermentazione da^cereali misti coi lap- 
poll. Cervogia k birra di Tcna , d^ or- 
- ZO9 o grano misto con appio, menta 
o altre erbe ; MeUchino di mele ; Si- 
dro di pere. 

Bira de marz. Birra marzoUna, 

Bira doppia Quella che 

gringlesi chtamano Strong-Beer t i 
Fr. Bikre forte o Double Bikre, 

Bira piccola. Piccola birra{Oh, Enc). 
Quella che gringlesi chianano ^nall 
Beer e i Francesi Petite-Bikre^ cio^ in 
qualche modo V acquereUo o la posca 
della birra. Il Boerio nel $uo Die. yen. 
la chiama Birreita senza pero addurne 
~ autoritft. 

Bira ^1 • ; . . . Birra dolce, Birra 
con pochi luppoli. DalP inglese Ale 
(che si pronuncia.e/) di pari signifi* 
cato. Questa specialmente dil-ebbe 
CervogiMi il Gh. nell^Enc. 
Bira P6rter. Birra di /'orter(Dis.tec.). 
Mr^ga. Forse nome propria di donna ri- 
masto in grand* uso nel nostra dialetto 
' come anionomasiico di pavUa e di co- 
liibiiitd lulle seguenH frdsi o simili: 
Oh che matta biraga d^on omml 
Oh {fual pazsoa bandiera! 

Oh che matta biraga d'^on temp ! Oh 
incostanxa di tempo! 
Birarla . « » • Il Lnogo dove si fabbrica 
la birra, e- la Bottega ove si vende. 
Birba. Birba. Birbone. Fantino. Barattiere, 
Batt la birba. Birhantare. Fiver di 
birba, Baronare* Birboneggiare* Pal- 
ioneggiare- Andare aUa basca o al- 
Vttccaito o all'accattqiica, 
Birba si usa talora in sensa quasi ve%zeg^ 
giativo. Monelio* F. Birbonscell Tezz. 
Birbada. Birbonata. V, Birbaria. Nelle, Ri- 
me d'^un poet a pisano leggesi Birbata. 
Birbantaria. Birbonaia* 
Birbaria. Birhoneria. Giddonerhu Fur- 
fanterta^Monelleria, Axion da birbante. 
Bbi>ui. Bifha. Biroccia, Sorta di cales»o. 



107 ) BIR 

Birbin^tt* Biroeclno, 
Birbo. F. Birbdn. 
Bivbdn. Birbone. Furfante, Briccone. Ba^ 

rone* Birbon solentie. Briccon selenne* 
Birbdn. Birbone. Futbo, 
Birbdnna. Briccona. 
Birbon6n. Furfantone. 
Birbononna, SoUnne hricoona. 
Birbonscell. FurfanteUo. In senso tristo 
Birbonscellin. FurbetUllo, (c buono. 
Birbdtt. ^Mon€. 

Bir^e. Birrajo. Chi fabb* o vende birrik 
Bir^ra La moglie del birrajo^ 

o la donna ohe'ha fabbrica o vendi- 

torio di birra. . ... 

Birgom. F» Bergom. 
Birib4ra. Giuoca del biribana ddi»e ehipiU 

ifede maneo «m^ana«(Salviati Granohi4> 

• V, 3)9 6 met,- Fihippd. Imbroglio^ 
Birib)ra« Fraschetia,' ChiappoUno, Votao 

di poca considerazione^ 

« A decciara 4«ttor «tt biribim. • (Mag.Mane.)* 

BirJbiss. Biribisso, 11 tavoliere del gino- 
CO di pan nome. 

Figura de .biribiss« met. F* FtgAra. 

Giag4 al biribiss. Fare o Giocare 
al biribisso. Sp. di giuoco di* sorte 
ehe si fa sopra un gran tavoliere qua- 
drato che ha negli angoli quattro ora- 
tini dipinti a grottesche e in giro 
trentadue caselle ognuna delle quali 

• va distinta per numeri dair i al 3a. 
In un saccbetto posto in eapo al ta- 

' Toliere' stannb a^rettaiite pallottoline 
- con figure e numeri ^orrispondenti. 
Dopo che i giocatori hamio caricato 
•d^ una o piiX> monete ^qoelle caselle 
che loro aggrada, chi tiene il biri- 
bisso » o voglian^ dire ii banchiere^ 
fa uscir del sacehetto tante pallotto- 
line quante sbno le poste; per quelle 
cfae eseono corrispondenti alle caselle 
caricate paga 3a volte la posta al 
giocatoro; deUe poste non benefiziate 
tira a s^.ililanaro. Lo atesso giiioco 
fassi anche per:altri modi, come per 
esempio con 70 caselle, sel delle 
quali a pro. sicaro. del banchierC) o 
70 pallottoline di sorte, pagate 64 
volte la! benefiziata, o vero con ao- 
oordarsi al banchiere tre sole caselle 
di pro sicuroy e pagar esso posta sem- 
plice ai vinoenti ; e> cosi secondo usi 
ed accordi •*- F* anche Gftvagnoeula. 



BIR 



(io8) 



BIR 



BiribifiSHiit .... Giocalor di biribisso. 
Nell* Intermezzo italiano intitolato // 
Pozso di san Patrizio (che credo del 

. M^ggi) leggesi Birihissanle, 

« £1 niagonna, el sta li son d« In, 
>• Coma on fairibisiant cVabbia perduu. « 
(Magg. Inter. II, a 8 5.) 

Biricchin , ecc. V. Bericcliin , ecc» 

Biridoeii. FarfaUa. Farfallino. Girando- 

. lino, y, Ciribira. 

Birldceura. Fern, di Biridoeik* V* 

Birla. F. Birlo. 

Birla. Botare — Trottolai^ — Girare, 
Carta de birla. K. Ckrta. 

Birlent. r. Imbirlent. 

Birlin(de strenciroeu). r. Zirlin. 

Birlinghht per Berlingbitt. F". 

Birio {die in alcune parti deWAlto Mil, 9 
come a Meraie^ dicesi Calimon). Paleo. 

• Stornello, Fatlore.QvLei cosetto conlco 
di legno che i fanciuUi fanoo aggirare 
percotendolo con una sferza. Secondo 

. TAlb. bass, (in Taton e Pirouette) 
avrebbe anchc a dirsi Girello o Girlo 9 
lo quale ultima voce parmi aver sen- 

• tito anch'^io in Toscana allorche vi 
' fui giovinetlo per pochi giorni. 

And^ foeura del birlo. Ddr ne^ lumi 
o nelle stoviglie, F. Dia. 

And^ gi6 del birlo. fig. Cascar di 
collo, Scadere di grazia^ El m** e andaa 
. gio del birlo. Mi d uscito di grazia, 
Oramai V ho sul lihro \»erde. 

Giuga al birlo o al birla. Fare o 
. Giocare al paleo o aljattore o alio 

■ siomello; e secondo le varieta che 
' si vedranno piu sotto Fare alia trot- 

told o al troftolone^ ecc. 
B*rlo ( che in s^arie parti deWAlto Mil, 

■ dicesi Tirapaga ) Specie 

' di paleo poligonio 9 fatto d'^osso o di 

avorio , co"* numeri suUe facce e con 
pemo su cui giro, t, trastullo daderesco. 

Birlo. Trbltoia, Troitolone, Gono di le- 
gno con un ferruzzo in cima, e con 
alcune strie nel corpo , che i fanciuUi 
fanno girare per trastullo mediante 
una cordicella avvoltagli intorno in- 
torno in qiieUe strie. 

Birlo. 7>t>fto/mo(*tosc.). Quel paleo che 
a cosi dire s^improvvisa introducendo 

- ano stecco in un fondello o in un 

' bottone , e faeendolo rotare coUe dita 
sur un piano qualunque* 



Mrlo chinefl Paleo ehe aggirato 

. su d** un tavolicre ove stanno per 
ritto varj birilli figuratif va a dar 
dentro in essi per farli cadere \ e se- 
condo usi ed accordi fa vincere o 
perdere i giocatori che lo fan roteare. 

Birlo. Fusajuolo, Fusajolo. fiotella. Pic- 
col conoy e talora anche Cerchielloy 
di legno o di terra, che le filatrici o 
torcitrici mettono, a mo'' di pendolo^ 
in fondo al fuso perchd roti con moto 
facilesequabikfe senza che il lilo scatti. 

Birocc. i^irdccio. O^to.^ Specie di caiTozza 
a quattro ruote con carrino, sterzo e 
cassa a due soli luoghi, la quale vie- 
ne guidata da quelle che vi siede den- 
tro. Era molto in uso anche prima 
dello Sterzo nel secolo passato, e 
serviva tra noi per le gite di cam- 
pagna special inente ai colli di Brianza 
e del Varesino. Oggidi ^ quasi uscito 
d''uso afiatto e ha cedulo il posto alia 

• Timonella che gli somiglia grande- 
mente — L^Alb. enc. fa sinonimi Birba 
e Biroccio c li vuole scoperti. Jo du- 
bito di qualche errore^ forse la Birha 
deve corrispondere al nostro Birhln.F, 

Biroccln. Biroccino. Picciolo biroccio. 
Biroei\. B\schero, Legnetto che si ficca 
ne* buchi • del manico di un leuto 9 

• d* una chitarra o d** altro simile istru- 
mento, per attaccarvi e strignere od 
allentare le corde a quello avvolte. 

Biroeu. met. Leccatagliere {Ffxg, Ast, bal* 
II 9 iS), cio^ Servitore, fante. 

Biroed. T. delParti. Mastitwlo(*iosc,^ Diz, 
artig.). Caviglia. Pemo, Piuolo, Pirblo? 
Pirone? Caviglietta di legno che serve 
per congegnare i varj pezzi di un 
lavoro. Corrisponde al fr. 0%iville. 

Birceu. T. de' Cah Bulletta di 

legno che serve per congegnare la 
soletratura d'una Scarpa. Il Voc. ven. 
non so con quale autorita di per nome 
it. corrispondente a questo Slecca* 

Biroeu p. conL per Legnoeu. F, 

Biroeik Ognuno di quei mani- 

poluzzi in che si manda un manipolo 
{basgia) di lino per cardarlo. Due 
di questi, cardati che siano e intrec- 
ciati 9 formano. un lucignolo(e/sa). 

Biroeu. s. m. pi. Pironi. I piuolini di 
ferro sui quali si avvolgono le corde 
1 ne'' pianforli 9 nell^arpc, ecc. 



BIS 



( iOQ) 



BIS 



Bir6n (o Bir6n de Ciarenila) • • • . Specie 
di birra assai possente. 

Birorin. Bischerino, BischereUo» Bische- 
ruccio. Bischerellino, 

Birorin. Pemetto. Caviglietia. 

Bis* Blrcio* Balusante. 

(Eucc bis. Occhi appannati. I ma- 
lattcci, leincinte di fresco, le proa- 
Bime al paiio hanno i ceucc bis* 

Vess bis. Aver gli occhi tra i peli* 
Essere ancora traU sonnot 

BI5. met. IncoUerito. Tinto* 

Bisa Imbiancatura che i pittori 

teatrali danno alle tele %\k dipinte 
per sdipignerle e servirsene per nuove 
dipinture •— Dk de bisa. Imbiancare. 

Bisabosa* Giuuzabuglio, Impiastro. Dalla 

• Bisa de* pittori teatrali detta pid so- 
pra Yiene forse questa nostra Bisa- 
bosa^ voce che si estende a denotare 
come ogni lavoro d^'impiastratore anu- 
cb^ di pittore, cosi anche per esten- 
aione ogni cosa mancbevole, confusa, 
e in cui non siano ben congiunte e 
temperate unitk e varietk, cardini del 
bello in checcbessia. Quindi abbiamo 
Ona bisab68a d'*on quader. Un dipinto 
sgraziaio. Ona bisabosa d^on disegn. 
Un disegno sciocco^Onti bisabosa d''ona 
scricciura. Uno scHUaocio. Una scrit- 
Uiracda, Certi bisabos de romanz. Bo- 
manzi stravaganti ed alia moda che 
non se ne rinvien capo nh coda, Ona 
bisabosa d^on discors. Una Uritera^ 
w^affoltata, Ona bisabosa d'^on sonett. 
Un sonettuccio sgraziatello ^ e simili. 
Fors'^anche la Bissabova de^Venezia- 
ni, cb^equivale a J\irbine^ Scionata^ 
Tifone^ cioe confusion di venti, diede 
origine alia nostra Bisabosa, 

Bisb^tegh. Bisbetico. Umorista. Aroma" 
Uco, Stravagante. Faniastico. Lunalico. 

Bisbeiltt. Bisbetico. 

Blsc. Bicciuto* Biccio, Crespo. 

Bisc. Lucignolato. 

Bisck. Bodersi, Marinare, DispeUare. SUaC" 
ciare come an picchio, Arrovellarsi^ 
Bodere iljreno. Aver grand* ira e non 
la potere sfogare. 

Biscay (che anche dicesi Biscav^zs). • . . 
Allorcbe il negoziante di cacio lodi- 
giano ne compera da chi lo fabbric6 
un intiero assortimento (ona sbrt, r,) 
suole dibattere dodici libbrc grosse 



dal peso totale dell^asaortimettto, eeio 
in compenso della roccia che riTeste 
ogni forma, la quale tolta yia monte- 
rebbe a non meno di tanto* Questo 
diffalco e quello che da tali negozianii 
chiamasi Biscav o Biscavezz, 

Biscavezz« y. Bisc&v. 

Biscia. Arricciare, Increspare, Inanellare, 
Dare il riccio , far prendere il riccio 
ai capegli col ferro caldo. 

Biscioeu. Bicduiello, Bicciudno* 

Biscidn Dicesi di persona che 

da natura abbia crespissimi i cape- 
gli , un ricciuione se mi e lecito dirlo, 
une Tete moutonnie direbbero i Fr* 

Bisciorin. Dim, di Bisciosik. V* 

Bisciorinett. Dim, di Bisciorin. F. 

Bisc6cca per $cdcca(a/^eiia). A^ 

Biscol. y. MarteletU 

Bisc6tt. y, G6tt 

Bisgid. Giojello, GioJeUa, Anello, vezzb 
o altro layoro che serve di ornamento. 
Le voci BisgiSj Bisf^UaHa^ Bisgioi- 
a^r Bono tolte di peso dal francese. 

Bisgid. met. Gio/e//o(Buonar.74K/tcmIV,i). 
Ogni cosa che abbia in se pulizia, ag^ 
giostatezza, bcllezza, garbo, galante- 
ria; in quel medesiroo 8ig.met.che ha 
la voce Bijou in francese. Per es. Quel- 
la bottega Te on bisgi6. E una galanie 
bottega, E una vaghezza di boUega. 
Nett come on bisgi6. Ifetto di specchiOm 
'Vk disegnaa come on bisgid. E un 
disegno Jinito col Jiato, Vh lavoraa 
come on bisgid. E lavoraio con somr 
ma Jinitezza, El gh* ha on bisgio d*on 
gabinett o El gh*ha on gabinettin che 
Fe on bisgio. Ha un gabineHo d^h 
una vaghezza o un giojello, I contrarj 
di questa voce Bisgid sono Bisabbsa^ 
MiscmdsCf SeiavaUimida^ ecc. y* 

Bisgid. iron. Malbigatto. Mai soggeUo, 
Che bell bisgid. ir. Buona roba dai^ 
vero ! — Bel cesto / — 52 in veriid che 
la gioja h (^aga (Lasca Strega II, 4 )• 

Bisgid. T. di St. Begoletto, Nome di 
que^legni che si collocano nel telajo 
tra le facce di stampa e gli estremi 
di esso per tenerle separate, ben a*- 
settate e strette. Voce corrotta, per 
quanto pare, dal Biseau de* Frances!. 

Bisgior^U (che anche dicesi BisgioiiHl). 
Giojellino? Dicesi di persona elegante, 
vaghetta 9 galante \ e tal volta per irooia 



BIS (i 

del smo roTescio. Per esempio parlam- 
dosi d^alcun ragazzo gi^ adulto che 
pretenda farsi portare in braccio di- 
reramo : Che caro bisgiotteil de tceii- 
su in brasci Caro quel hamhocciolo 
da portare a braccia! 

Bisgiottaria. Minuteria, MiniUagUa, Ore- 
rie 86 d^oro. Lavori gentili d^orcficeria. 
U Cellini uso anche Bordellerla. 

Bisgiotteil. y* Bisgiorell. 

Bisgiottier. Giojelliere, MinuUere, Ore- 
'fice che fa lavori gentili, come sono 

• anelli, orecchini e simili giojelli. 

Bisl^cca(A la). A casaccio, A vanvSra. 

. Jlla babbald. Alia sfatata, Cioe ne- 
gligentemente. 

Bislacch. Th/igoccio? Uomo alia carlona 
o a .caso o a casaccio. I diz. regi- 
strano Bislacco solo in sig. di Bisbe- 
tico, fantastico, stravagante. 

Bislaccon Uomo negligentissimo, 

che non bada a nulla, che opera di 
U da casaccio. I diz. regislrano Bi-' 
slaccone uel solo sig. d* Uomo somma- 
mente fantastico. 

Bisl6ngh. Bisluhgo. Oblungo* 

Bislonghin Alquanto bislungo; 

che tendc alPoblungo. 

-Bismott. Bismuto* 

Bisn6no. Bisnonno, Bisdvo. Bisdvolo, Proa- 
vo. Il padre del nonno. 

Bisoei\. Sciame. Sciamo^ con voce meno 
usata Esciame; e con voce latina 
appena concessa in poesia Esame, 
Quella moltitudine di. api che abita- 
no o vivono insieme. In alcuni luoghi 
delPAlto Milanese dicono On rose 
d* avi -» II ridiirsi a' sciame, il fare 
sciame dicesi Sciamare. 

Bisoeu. Arnia* Alveare. Alveo. Alveario. 
Melario, Coviglio; con voci ant. Co- 
piglio e CompigUo ; poet. Camerella; 
Be fatta di tavole Cassa o Cassetta da 
pecchie ; se di vitnini intrecciati Bugno 

. o Bugnolo* Cassa in cui si fa in modo 
che le api fabbrichino il mele, la ce- 
ra, ccc. In alcuni nostri paesi h detta 
Aviccy in vXivi yasskll o TasskUa, 

Bisogn o Besogn. Bisogno. Uopo* Occor- 
renza. 

A on bisogn. A un bisogno* A un 
hel bisogno. 

Ave el 86 bisogn. Avere V occor- 
rente, Avtre la tonuUa di casa. 



lO ) BIS 

Chi. ha bisogn cerca o te sbassa 
O slonga la- man. Chi ha bisogno s^ar" 
renda^ Abbdssati e accSnciati. 

Fi de bisogn. Occorrere, Necessiiare, 

Fa minga bisogn. Non occorrere. 

Per es. Per insci fava minga bisogn 

ch^el pari ass. Fin qvX non occorreva 

cJ^ & parlasse. 

Guaja a av^ de bisogn. Chi per 
man d* aliri ^ imbocca tardi si saiolla. 
Vess in d^on gran bisogn. Essere 
inpovertdf in necessitd^ in urgenza^ 
nelV indigenza, 
Bisogn e com. al pi. i Bis6gn. Gli agi del 
corpo. Fa i so bisogn. Fare gli uffici 
di sotto o I suoi agi o il mesUer del 
corpo. fieWo spiegar quest^ ultima frase 
TAlb. enc. usa Bisogno naturale^ ma 
nol registra poi ad alfabeto. 

Pode nanca (a el s6 bisogn del gran 
lavora. Auer che fare fin sopra i ca- 
pelli. Non aver tempo di rifiatare. Es- 
sere occupatissimo ncl lavoro. 
Bisognli. Bisognare. Abbisognare. Fare 
o Esser bisogno. Fare o Essere di 
bisogno o d* uopo, yenir bisogno. Da 
noi Bisognd si usa spesso in sensi 
diversi da quello che importa la sua 
nozione primitiva, alcuni de^quali 
si traduoono anche in italiano per 
Bisognare, ed altri per di versa ma- 
niera come i seguenti: 

Bisogna ch^el ghe voress ben. E da 

credere che Vamtisse, E da supporre 

. o Conuiene supporre o credere che gli 

' volesse bene. E da dire che lo amasse, 

Bisogna minga ik insci. iVbn si dee 

fare a questo modo. 

Bisogna sta savi. Devi star quieto, 
Hai a stare quieto. 

Bisogna vede. ya veduto. 
Bisognos.s. m. di gergo. Pene. 
Bis6n. Bigione. y. Pannos. ' 

« Barba longa, on bison de toraTia, 
» Ma sou contra sgeneo ben a la via. » 

(Mag. Cons. Men. Ill, 7.) 

Bisorgna dicono nelVAlto Milanese per 
Pisorgna. Sonnolenza, La voce ^ an- 
cora viva in citt& in quella specie 
di rammanzo che si grida dietro ai 
ciabattini, cioe 

Orgna, bisorgna, 

Sueula de carton, tooMra de palpee, 

Graa iciavattin per roba danee* 



BIS (II 

Biiqulnci (kadk in). Andan a anit. V. 

tuiche Anda in hustt soiio Bbsa. 
Bias, Pidocchio, 

Anda a bias. Impidoechiare, Impi- I 
4iloccJure. 
Jilss. Biscia. Serpe. 

Frecc com^ on bis9. V, Fr^c. 
Sangua o Corpo d'^on biss. Corpo 
. del ditwolo, Corpo di me. Corpo del 
mondo, 

Solt4^i]l pesg cbe &^ on biss. y, 
Solta e Biasa. 
Vias ^ Domenega in del Biss per Dome- 
nega in Albis disse il Maggi (Rime 
Vi, i3o), Jbr$e per bisUccio col name 
di qualche toiferna de^ suoi tempi so- 
rella deil'odiema intiU del Bi55<ki. 

« So U Pm^im ▼• pari on b^Moiar, 

w Sont on Acrocch U Domenega in del Bit$. » 

9ks Interjezione famigliare ai 

teatranti» coUa quale domandano sia 
replicato dagli atlori o daU^orcbestra 
Wcuna parte d^un^azione scenica, 
d^ una sinfonia , ecc, £ il latino Bis^ 
ttsato come a. sclamare Da capo ! Di 
nuovo! UrC altra snolla! . 

Usaa. Biscia, 

Andii in biasa o Anda tutt in bissa. 
Amdare a sdacquabariU. Cioncolare. 
Dicesi di quegli soppi cbe vanno a 
gambe largbe» e pare cbe yogliano 
con un piede andare in un luogo^ e 
colPaltro in un altro, e dicesi cosi 
percbd fanno lo stesso moto coUa 
persona . cbe fa uno il quale aciacqui 
un barile. 

Anda in bisaa. Jndar aonde o a 
spinapesce o alia banda. Dicesi di cbi 
per ubbriacbezza od altro nel cam- 
minare vada in qua e in la quasi 
aerpegglando. E simile all' altro Fk 

. anna Tisconta. K. Arma. 

Anda in bissa. Andar tortiglione. 
TorticcIuare,AndMre serpeggiando con 
idee meno positive dei due registrati 

. pid sopra. 

In bissa. J serpieella (V. Damutre 
aei diz.); e per estensione A *igzag» 
A spinapesce 9 ed ancbe A onde. U 
molo orizzontale della biscia e la sua 

. movenza verticale sono da noi ado* 
perali a rappresentare ogni anda* 
men to serpeggiante di qualsivoglia 
coaa. Percid il vero auo coiTispoo- 



I) BIS 

dente tembra J serpieella; perd an-* 
cbe A sigKig pu6 corriapondergli per 
estensione^ come per estensione di- 
ciamo noi pure Bissa I'aria cbe equi- 
vale a Fender Paria come fa la saetia^ 
Guizzare per P ttria come saeita^ ab- 
bencbe tale guizzo sia le piiX Tolte 
a zigzag cioe per continua diagona* 
lit^9 e non per continua anfratiuosita 
. cio^ a serpieella, Quindi Scriv tutt 
in bissa. Scrivere iortuosamente, Ona 
. piantella tutf in bissa. Un tortiglione 
di pianticella, Pover diavoll Te tutt' ona 
bissa. Pof'e/.Ticcio/ e UUlo.torto, Stca- 
da tutta in bissa.. f7a tortuosissima ; 
e quindi ancbe gli altri modi regi^ 
strati qui sopra » nei quali il milanese 
voltasi nell'' italiano con parole di 
meno geometrica significanza. 

Mettes la bissa in sen. fig. Allevarsi 
la serpe in seno, Pagare il boja die 
cijrusti, 

Ogni bissa gb'^ba el s6 velen.fig. 
. Non. ^ si picciol pelo che non abbia. 
la sua ombra, 

Quattrin de la bissa. F, Quattrin. 
Revoltass come ona bissa. Indror* 
. 'gore, Indracare. Jm^lenirsi, Far fac- 
cia, rivollarai ad uno. 

Salta-ju come ona bissa. JUspondere 
con viso indmgonito, Insorgere con 
parole insolentissime ; rispondere al- 
trui arrogantiasimamente. 

Sta voeuita la bissa Tba mordnu 
. el ciarlatan. L* uccellatore b rimasio 
.preso alia ragna, V ingannatore b 
rimasto a pib delV. ingannato..A questa 
'. pjoUa la civeUa ba impaniato, II pulcino. 
' salib in. capo alia chioccia? La ber- 
Uiccia ne porta V acqua, Quest^ ulti- 
mo dicesi allorche vediamo aUri por* 
tar \ia il guadagno ingiustamente 
fatto da alcuno. (bissa. 

Vesia tutt^ona bissa. V. contro In 
Bissa meU Donna indragoniia^ inser* 

penlitaf indiavolatam 
Bissa d*" acqua. Biscia acquajola. Fipera 
acquajaola^ e dottrin. iVatrice. Sp« di 
serpe cbe e lI Coluber nalrix Lin* 
Bissa de fceugh* T. de^ Razzaj. Serpe. Sp. 
di razzo cbe va serp^^dp per V aria.^ 
Bissa ranera dicono in alcune parti del- 
I' Alto Milanese^ del PluresinOf ecc, la 
Bissa d' acqua. V. 



BIS (I 

Biva scndeOdra. Testiiggine. Tariaruga, 
Tesbiggme seudaja; e con Toci ver- 
nacole toseane Boita seudaja o seu- 
ddiaja o scodellaja. Bizzuca, Bitziiga, 
CUcchiara. Cucciitra. La testuggine eu- 
ropea o coraune o terrestre o d^ acqua 
dolce^ delta Testiido orbicularis o lu- 
iaria dai sist. » la sola che si trovi 
da Doiy e che i Veneziani dicono con 
particolar nome Gagiandra^^er distin- 
gnerla da quelia marittima ch'essi han- 
no e dicono come noi Tartaruga, f^ 
Scampa o Viv dedree di biss scu* 
deller. Jndar in Id cogli iumi. Vivere 
vita lunghissima, invecciiiar molto. 

Bissk. Attoscare, Awelenare. Attossicare; 
ma sempre per simiiiludine come nelle 
frasi seguenli: 

BissJi coi tieacc. Spirare torvita, Guar- 
dar torvo; cio^ atterrire collo sguardo. 
Robba che bissa V aria. F. Aria ed 
ancfie In bissa soUo Bissa. 

Bissac^. F Pissacan. 

Bissacca. Bisaccia, Bisacca. Le bisaece. 
Quelia de^frati mendicanti si dice 
Sacca. 

Bissaccbin. Taschlno* 

Bissaroeiisa per Cordzzola o Scercaria. F, 

Bissetta. Bisciolina, Dim. di Biscia. 

Bissetta. AnguiUeUa. GecoUruu U Bisato 
dei Veneziani. 

Bissetta. fig. Serpicella? Riga qualwique 
atampata, incisa, ricamata, disegnata, 
tratta di penna, ecc. fatla tortiglione. 

Bissin. Dim. di B\ss in sig. di Pidocchio. 

BisscBii (Goo). Capo a cantoni* V* Cdo. 

BissoBilU'a* Bisciolina* 

Bi8s6n. Biscione. Gran biscia. Fra noi 
indica anche per eccellenza lo stem^ 
ma dacale de^Visconti. 

Bias6n. Nome di Tarie monete 

antiche milanesi fatte baltcre le pri- 
me volte da Luchino e Giovanni Yi- 
sconti 9 e poscia dai duchi susseguenti 
fin verso il secolo i6." Furono cosi 
delte dallo stemma visconteo che ave- 
▼ano nel rovescio, e in ispecialitli 
nelle gride monetarie si prendono 
per le lire d'^argento di que"* tempi. 

Biss6n. Acer* di Bjss in sig. di Pidocchio. 

Biss6nna Barca lunga, slretta, 

buona corridoja e da regatta. Voce 
6 barca veneziana che imparammo 
a conoscera nel 1602 per una corsa 



ta ) BLI 

fatta tul NavigUo della Caschia de'Po- 
mi da alconi dilettanti veneziani. 

Bissdtta Specie di bossolo in cut 

^ un tvbo a serpicella (I'lt bissa) nel 
quale si getta una palla numerata 
nelle varie sue facce; palla che»ag- 
girandosi per le spire di quel tubo» 
finisce a una finestrella che e da pie- 
de, ed ivi mostra in una delle sue 
facce il numero benefiziato. 

Giuga a la bissotta. . . • Stare a ta- 
voliere e metter posta per ottenere al- 
cuna benefiziata di quelle au descritte. 

Bister. Bistro (volg. ital. fra discgnatori 
e dipintori). Fuliggine stemperata e 
preparata per colorire acquerellando. 
Dal fr. Bistre, Fosse mai il Brunino 
delle Tar. daz. tosc. poco esattamente 
interpretato dalFAlb. enc? 

Bistoetirla. Lo stesso che Slorbaldnna. Fi 

Biiimm (che anche dicesi AlbiiXmm). Al^ 
bumo. La parte piik esteriore e meno 
colorata del legno degH alberi che 
irovasi immediatamente sotto la cor- 
tecciat e che in assi facilmente io- 
fracida e intarla. 

Biiiu e Bdu. v. cont. per Avi\u. Jvuto. 
L^ant. ital. AbbitOo o Abuto. k voce 
viva tra i contadini dell'Alto Milanese, 
e specialmente della Brianza. Una 
voita era viva anche in citta, come 
si raccoglie dai Maggi che la mette 
spesso in bocca del suo Meneghino; 
p. es. Al vara biuu da fa!(Fal. fil. II, 5). 

Bivacdi o Veas al bivaech. T. mil. Sere- 
nare, Alloggiare a ciel sereno. 

Bivaech. • • Alloggiamento a ciel sereno. 

Bizzarr. Fioraliso, II fiore del Gano mi* 
nore^ cio^ del Cjranus segetumhm,^ 
pianta comunissima fra'^l grano. 

Bizzarr. Scapigliate. Scarmigliate, Fai^ 
ciullacce, ScompigU. StregheiTwg. 1st.), 
11 fior. delPanigella, Afge//a damaseena 

Bizzarr in. Bizzairetto, (de^bot. 

BIandi\ra. Piacevolezza, Evidentemente 
dalla Blanditia de^ Lat. Anche i SiciL 
hanno Blandura per Lenitas e simile. 

Blanmaosg^. Bianco mangiare* Farina e 
zucchero cotti nel latte. 

Bleu. 2\irchino, Azzurro. Color noto. 
Bled si^l. Celeste. Cilestro, Cilestrino, 

Blicter (che andie dicesi Blitter). Fantino. 
Uomo raggiratore •— Talvolta anche 
semplicemente Bunderuola. Bergolo 



BO ( 1 

FraschtUa* Chiappolino, Uomo volu- 
bile^ leggieix>9 ecc. — Parini nel Di- 
scor5o sulle caricature disse Ridurre 
ogni. cosa al blictri per Mandare ogni 
cosa in balocchi, in ciammengole^ in 
picciolezKe — Forse la voce fu da noi 
totta al fr. BelHrt o al lat. Bliteus. 
Notisi perd che Siciliani , Ferrareai , 
Piemontesi, ecc. dicono tutti Biltn o 
Blictar o Blitri per un nnlla, un zero. 

BlUter. r. Blicter. 

Bloccft. l?/occare — Blocca vun. Cogiiere^ 
Arrestare , Fermare , Affrontare alcuno, 

Blocch. Bloceo, 

Biceii h\fK^» ▼• cont. br. BilU hiUL Verso 
per chiamare i pulcini e le galline. 

Bl6nda. Biondina? Blondina? Specie di 
merletto di seta fatto a toinbolo(&a/ioi») 
cbe 81 lava e si monta egualmente 
come i merletti ordinarj di refe. Ga- 
sparo Go2£i(0pere II9 a) dice che 
a** suoi di si nominava Merletto hiondo, 

Bl6s o B168C. Lo stesso che Blusc. F» 

B16zzer .... Sp. di moneta sviszera 
di cui ne vanno settanta per fiorino. 
Ha una croce da una parte, e dair al- 
tra lo stemma del secchiere. Gli Sviz- 
zeri la dicono Bluizger come leggesi 
nel beUissimo /<2io£iA:on di Francesco 
Giuseppe Stalder. 

Blusc {che anche dicesi Bl6s o Bl6sc). . . . 
Sp. di spolverina o di camiciotto estivo 
che, proprio una volta dei soli carret- 
tieri, pass6 nel i8a8 agli eleganti, 
•gli uomini toti de capsula della citta, 
e poi fu redato dai ragazzetti pei quali 
i assai comodo. E un vero camiciotto, 
ricinto a mezzo il corpo con una cin- 
tola, fatto di tele cotonioe o line in- 
dianate o allistate o scaccheggiate a 
varj colori. I Frances! e i Piemontesi 
lo cliiamano la Blouse; e questi ullimi 
ne ebbero forse il tipo dalla Blaiide 
o SouquenUle dei loro Brentalori. 

Blusc. V, Sbluscia. (cane. 

B6 b6 Voci imitanti T abbajar del 

B6* Bue, F, anclie Boeu — > Per le parti 
del bue macellalo Fedi in M4nz. 

B6 de mazza. Bue da maceUo , ciod 
nodrito espressamente per essere poi 
macellato. f^.nnc/ieNodrumm e Grassa. 
Bo d** or. fig. Asino cotvnalo o col 
pelo d*oro» Ricco scortese o ignorante^ 
il Feau d'or dei Francesi -!- Vale an- 
Fol. /. 



i3) BOB 

che semplicemente Bicco s/bndato, 
Traricco o sia il Croesus del Latini. 
Bo vard. . . . Bue nosti-ale, iudigeno. 
Caga pussee on b6 che cent ronr 
den. F, Rondena. 

L"* etaa del bo o del be*o-bo 

L^eta sessagenaria.. Freddura trattii 

dair ambiguita che di prima giunta 

puo nascere in chi legga scritta. la 

pavula bo confondibile col numero 60. 

(Kucc de bo. F. (Eucc. 

Per compagaia yun Fha mangiaa 

on bo. Per un compag^o s* impiccb un 

Iro/i'itfio (Buonar. Tancia IV, 1). Modo 

col quale esortiamo altrui a conipia- 

cenza sociale. Par compagnie on se 

fait pendre dicono anche i Francesi. 

Se no r^ on bo, el sara ona vacca. 

F, Vacca. 

Speccia b6 ch'^erba cressa.f^.Speccid. 

Vess come a strappagh on pel a on 

b6. Essere come cavar un pelo al bue. 

Essere spesa o dan no di poco mo^ 

mento a confronto* dell* altrui potet*e. 

Boa. 8. m 11 nome di questo 

serpe(i9oit consUictorLin,) ^ passato 
fra noi a indicare quel ruotolo arte- 
fatto di pelliccia., . lungo due o tre 
metri, di cui le donne si ricingdno 
a piik doppj il collo per difesa dal 
freddo o per galanteria. 

B6a dicono alcuai nei ntonti di Nava 
per Scighera , N^bbia. F, 

BoJia. Granchio di scorxa tenera^ cioe 
colto in tempo che sta mutando la sea* 
glia. Forse il Molleca del Bergantiui. 

Boiia o Boara o Boaron. Foci che s'*usano 
da'giocaiori nella /rase £l gh^ha boa- 
ra , ecc. Egli ha ineinghiala la mala, o 
ha pieno ilfuso^ e vale ha gran giuoco. 

Boarescia. Armento di buoi, 

Boarinna, Boarotta^ Boascia, ecc* 'F, 
Bovarinna, Bovar6tta, Bov^tfcia, ecc. 

Boatt, Boatta, BoatUSn, ecc. F. Boyatt, 

- Bovatta, Bovallou, ecc. 

BohhsL e Bobarin. Bua, Nomi che nel par- 
lar bambiuesco equivalgono a maloic. 
Da Bokxi dice il Faron mil* ; ma forse , 
meglio che da BoXa {partus dolores)^ 
dal fr. e pro v. Bobo di ugual sign. 

Bobba. Bigulta(*Voc. aroL). Zuftpa. Mi- 
nestra, Anche i Romani dicono Bobba 
nel noslro sig. , e ^apolctani e Are- 
tini in queilo di Poltiglia medicinalc. 

i5 



BOC ( 

Bohd.Bombo. Voci bambinascfae ^erBere, 
Fa bobd. Bombare, Bere. 

Sciscia bob6. K. in Scisci^. 
B6cc. plur. tU Boggia. K. 

Fortunna de bocc y* Fortilinna, 

Giugk ai bocc. y* in Boggia. 

B6cc. 8. f. pi Le capsule del lino 

sono dette cosi dai nostri contadini. 
B6cca. Bocca — Chi muove e dimena 
la bocca dicesi Boccfte^iante ; cbi ha 
bocca dicesi sch. Boccato^ e pare sch. 
diconsi Boccheresche le cose pertinen- 
ti alia bocca, e Boccuto chi ha gran 
bocca -« F* anche LaTer, Gi^l, ecc, 

Bocca a la bonna o Bonna bocca. 
Ahhoccato. Conteuto a ogni cibo. 

Bocca a squella o che fa zerimoni 
cont i oregg o granda come el forno 
del Prestin di Scansc. V. Bocca sfo- 
gonada piu sotto^ e Boccascia. 

Bocca d^ inferno. Lingua serpentina 
(Ambra Furto III, 4)- Dicesi a per- 
sona di lingua maledica, bestemmia- 
trice, satirica, oscena. 

Bocca d'oifell. Bocchino da ciambel- 
l0(Fag. For. Rag. 1,9). Chi fa il di- 
licato quando poco prima era grosso. 

Bocca finna Persona di pa- 
late assai dilicato; la Petite bouclie o 
Y Homme tpd se connait en bans mor^ 
ceaux de^Francesi. 

Bocca fresca Comunemenle 

intendesi per dilicato nel mangiare, 
di palato iino; oltri lo dicono anche 
in sig. di Abboccato. Diiuvione. Man- 
gione, Che piglia il polio senza pestare, 

Bocca sfogonada. Bocca si^ivagnata, 
Bocca da forno, Bocca da mangiar 
field piatioli. I Fr. dicono Bouclie o 
Gueule f endue jusqaes aux oreilUs. 

A bocca. A bocca* Per bocca ^ e 
con voce dottr. Oralmenle. 

A cayall donaa no se ghe guarda 
in bocca. K. Cavall. 

A mezza bocca. Alia trista. Fredn 
dtmienie. Mollemente, Per es. £1 m^ha 
invidaa a zenna a mezza bocca. M'in' 
vitb a cena cosl alia trista. 

A mezza bocca. A mezza bocca. Co^ 
pertamente. Senza lasciarsi ben inten- 
dere. Per es. Nega , negaven minga ; 
ma el disc v en a mezza bocca. Non 
negavcno per appunto ; ma risponde- 
vano freddamente 9 o vero lo diceano. 



114) BOC 

a mezza bocea, Besogna parlk ciar, 
minga insci a mezza bocca. Bisogna 
spiegarsi bene 9 non rispondere cosl a 
mezza bocca (Fag. Amor non opera a 
caso. Ill, 11). 

Andii in bocca al loiT.fig. Andare 
in bocca al lupo o al diavolo. Andare 
in perdizione, in rovina, in mano 
di nemico o di cui mandi a male. 

Av^ el venter o la panscia in boc* 
ca. y, P2inscia. 

Avegh la bocca amara o caUiva. 
A%fere amarezza di bocca, Senlirsi ama- 
rore di bocca per indigestione o mar 
lore qualunque. 

Avegh la bocca pisnininna e i pa* 
rolasc grand. A undi presso lo stesso 
cite Vess ladin de bocca. r. Ladin. 

Avegh semper quella parolla in 
bocca. y. Parolla. 

Chi ha lengua in bocca va finna a 
Romma. y. Rdmma. 

Chi riia in bocca Tha appos a la 
coppa. y. Cuppa. 

CoUa a bocca. y. Colla. 

Con la bocca iu gid. Bocconi, 

Cunta i boccon in bocca. y, Bocc6n. 

D^ la spezia in bocca ai asen. y. 
Asen. 

Dal faree no tocca, dal speziee no 
mett in bocca. y. Spezi^e. 

Dervi la bocca e lass4 che parla la 
desgrazia. y» Desgrazia. 

Dervl nanch bocca. iVbn aprir bocca. 
Nonfiatare, Non alitare, Non rifiatare. 
Non far verbo. Non dirfiato. 

El parla perch^ el gh^ ha la bocca. 
Bocia in fallo, Apre la bocca e soffia, 
Parla al bacchio, a caso^ a casac^ 
ciOf a fata 9 a vanveray a gangheriy 
alia burchia^ alia carlona, natural" 
mente. Dicesi di coloro che voglionsi 
intromettere in alcun ragionamento 
o negozio, senza saper ne che si di- 
' cano nd che si facciano, e in generale 
di chi favella inconsideratamente. 

Fa bocca de piang. Far greppo. 
Far la bocca brincia, y, Cazziiu. 

Fa bocca de rid o Fa bocchin.^ggAi- 
gnare, Sorridere, Far bocca da ridere. 

Fa la bocca finna ai oregg. Far boc- 
che fino agli orecchi (Fag. Cav, parig. 
Ill, 16). Mamlarsi la bocca agli orec^ 
chi{*io&c, e Rime d^un poeta pisano). 



BOC ( ii5 

Spalancare tanto di bocca per rtdersi 
d'^altrui, o per isparlarne con quaU 
che fondamento. 

¥k la bocca storla. Far bocea bieca. 
Fare scorci di bocca nel cantare — 
In altro sig. V. sotto Stort^ la bocca. 

F2i tanto de bocca .... Mostrare 
contentezza del danno altnii o di 
notizie dannose per altrui. 

Fass de bella o de bonna bocca. 
Farsi onore del sol di luglio. Yantarsi 
di cio che non accadde per volontii 
od opera nostra ; yantarsi di chec- 
cbessia ingiustameute. 

Giontagb de bocca. Metier di bocca. 
Dire in faveliando piu che non ^. 

In bocca ciusa no gVentra mosch. 
fig. In bocca chiusa non entrb mai 
mosca. 0u non chiede non otUene. Altri 
non pub essere inteso senta parlare* 

La bocca e el fogoraa ciappen quell 
che ghe ven daa. K. Fogoriia. 

Ladin de bocca. Di bocca larga. V. 
Ladln. 

La n* ha ditt-sik pur anch de quella 

bocca Ella ne disse pur 

tante; da quella bocca se ne senti- 
rono di marchiane. 

Lass& la bocca bonna. Lasciare a 
bocca dolce pos. e 6g, 

Lass^la bocca cattiva. Lasciare amor' 
rezza di bocca* Positivamente dicesi 
di bevande o cibi che non diano buon 
here o mangiare; e al figurato La^ 
sciare a bocca amara? cioi scontento, 
sconsolato. 

Lay ass la hoccn.Empiersi la bocca di 
checchessia. Fantarsi di checchessia. 

« Ch*el •• Toenr lava la bocea 

» Aach d« qnell che no gbe tocca. » 

(SaL Kmi.). 

Melt a la bocca. Jbboccare? 

Mett la bocca. Dar di becco o di 
bocca, Por bocca ad una cosa. Met- 
tersi a parlar di checchessia , parlar- 
ne, ragioname. 

Mettes a la bocca on peston, on 
biccer, ecc» Abboccare mui fiasco^ un 
bicchiere^ ecc. 

' Netfass la bocca. met. Appiceare o 
AUaccar le voglie alV arpione o al 
ehiodo, Sputar la voglia. 

No ay^ che dl Bocca cosse te yoeu. 
Aver la pera me^uk o ire pani per 



) BOC 

coppia o uova e pippioni e latte di 
gallina. Avere quanta pub ckieder bocea* 

No deryi bocca. Non aprir bocca, 
V, dietro Dervl nanch bocca. 

Parla per bocca de yun. Dire chec 
chessia per bocca d* uno , doe per 
ayerla senlita da lui ; ed anche Por- 
lare indettato; p. es. Se capiss ch^el 
parla per bocca de Peder. Nelle sue 
parole si conosce Vindettatura di Pietro* 

Per hocca .... Pari, di medicinali 
yale che sono da usarsi intemamente. 

Per Hi bonna la bocca 

Dicesi dello sbocconcellare checches- 
sia, e specialmente cose dolcigne e 
saporose per ingannare la fame. Pour 
la bonne bouche dicono i Francesi. 

Pettk on OSS in bocca. K. Oss. 

Pop6 de mettegh el didin in bocca 
o de dagh el tettiroeu in bocca. V* 
Pop*. 

Regordass minga del nas a la bocca 

Ay ere memoria labilissimaf 

debilissima , infedele affatto^ uscir 
tosto di mente ogni cosa. /^. G^tt. 

Resti a bocca succia. fig. Bimanere 
a denti secchi o asciutd. Non coose- 
guire ci6 che si desideraya. 

Hohk la parolla fovura de bocca. 
Bomper V uovo in bocca. Furore o 
Rubare le mosse. Sincere del traito, 

Sbatt la bocca in del mangi^i. Masti^ 
care strepitando (CtaA Galateo, 19). 

Scappa de bocca. Uscir di bocca* 
Scappar detto inconsideratamente. 

Scur come in bocca al loff. K. L6ff, 

Se gh'i on bon boccon, el ya in 
bocca al loflT, o anche I bon boccon 
tocchen de spess ai pii poltron. Ai 
piu tristi porci vanno le migliori pere, 
Ai porci cadono le migliori pere in 
bocca, Dicesi di lucri, ayyiamenti^ 
impieghi, premj che talora danno 
alle mani di chi li merita meno. 

Slarg& la bocca. fig. Sbraciare, ^ra- 
dare a uscita, Largheggiare di parole. 
Gnpiersi la bocca di checchessia, Mil- 
lantare. 

S\k con la bocca ayerta. Stare a 
bocca aperia, 

Stoppk la bocca a yun. Dar sulla 
bocca. Far tacere uno , metter uno in 
sacco, dirgli cose che lo facciano 
zittire. 



BOC (I 

Storta la bocca. Far la bocca mur 
«tV/a(Fag. Gen. cor, I, la). 

Tajass el nas per impiastrasa la 
bocca. r. Nas. 

Toed-fcsura de bocca. Diboccare. 

Tceoss el pan foeura de bocca . . . 
Levarsi cbeccbessia dello stretto ne- 
cessario per sovvenirne altrui. 

Vedegh minga del nas a la bocca. 
Tfon vedere la bufala o un bufalo nel- 
la neve. Essere di Tista cortissima, 
aTcr mala vista; e fig. jivere gli occhi 
tra i peli» Ay ere pochissima perspi- 
cacia, non esser punto punto anti-- 
vcggente. 

\eas de bonna hoccR. Pigliar il polio 
senaa pestare.Avere aguzuito il mulino, 
Esser sano e mangiare con appetito. 

Yess la bocca de la veritaa. Essere 
. la bocca delta verita(S[stch,ComefUa III, 
4; e Op. IX, 29). Diccsi di chi ^ veritie- 
ro, ed anche per ischerzo o per ironia 
di cbi non ne dice una di vere , o se 
dice cosa Yera^ la dice a contrattempo. 

Vess largh de bocca e streng de 
man. Largheggiare di parole. Il Chre- 
stflogwn esse dei Latini. 

Vess on ratt in bocca al gatt. V. Katt. 
B6eca (per similitudine)* Bocca; per es. 
Bocca del caniin, del canon, del 
fornoy del sacch, del s^ciupp, ecc. 
Bocca del cammino^ del can/tone^ 
del f onto ^ del sacco, del facile 9 ecc. 

Alt i boccb. Fermo II V. in Alt. 
B6cca. jibboccatojo. Bocca. Nelle fornaci 
da mattoni« tegoli, ecc. e il nome 
di ciascuna di quelle volticelle per 
le quali il fornaciajo introduce il fuoco 
sotto la cotta. Le fornaci grandi ne 
hanno piu d** una. I Francesi le cbia- 
niano Gufiules o Bouches- 

B6cca Nellc forme di cacio 

lodigiano ^ cbiamato cosi quel loro 
lato pid convessQ che e Tullimo a 
formarsi nella caldaja; lato che per 
tale conyessitdyposata che sia in piano 
la forma, riesce il superiore. 

Bocca. T. de^Fab. d'org Quel 

Tano quadrilungo che vedesi di faccia 
tra la canna e il piede d^uia canna di 
organo; dal quale vano esce il suouo. 
Bocca. T. idr. Bocca. Imboccatura. Sbocco. 
Foce. 

Bocca modellada. f^. 6nza d^acqua* 



16) BOG 

Bocca de dama. Bocca di danuu Specie 
di dolce notissimo. 

B6cca de la pientanna del manegh d'^aspa. 

lucayo che ^ in un dei ritti 

del uaspo per riceyeme il manubrio. 

Bdcca del storoegh. Forcella* Jrcdle^^ 
La Bocca dello stomaco registrata dai 
diz. e rorifizio dello stomaco pro- 
priamente detto. Noi in yece intendia- 
mo per bocca quella regione esteriore 
del petto che corrisponde alia carli- 
lagine ensifoimc, cioe Tarcale. 

B6cca de sora d^on fornell 

Quella dove posano i yasi entro i 
quali si cncina o riscalda cbecchessia. 

Bocc4. Abboccare. 

Bocca tusscoss. Tirare a un lid. Es- 
sere avidissimoy tirare a ogni cosa, 
noo ne lasciar scappare una. 

Boccaa. Boccale. Tra noi ^ misura dei 
liquidi, e vaso di vetro della capa- 
cita d*una oovanzeesima parte della 

. brenta9 corrispondente in peso a once 
ventotto milanesi ed equivalente a otto 
coppi di soma decimale* t, meta della 
pinta e dividesi in due mezzi o quat- 
tro uune — Il Boccale dei dizionarj 
c quello di terra cotta che noi chia- 
miamo propriamente BoccaHnna. y. 
Chi sa fi^ i boccaa je sa desOi.fig. 
Chi fa il carro lo sa disfare. Glii sa 
dare sa torrc. 

L^^ on boccaa rolt. fig. Lo stesso 

cite V^ on carr rolt. F. C4rr. 

Mort on fras^ roll on boccaa. r. Fr^a. 

Toeii el V in a boccaa. Bere alVarpio- 

ne. Imhottare alVarpione. Comperare 

il vino a miuuto di giorno in giorno. 

Yess come el boccaa di poveritt. 

Essere come Vorciuola de'^poveri^ cioe 

sporco e sboccato. 

Boccaa. Urinale. Orinale. 

Anda in polver de boccaa o Anda 
a fa terra de boccaa. Andare a bob- 
boriveggoU. f^. Cagaratt. 

Boccaa per Boccarara. y, 

Boccada. Boccaia. Quanto cape in una 
volfa in bocca. 

Anda a ciappa ona boccada d'^aria. 
Andare a prendere un po* d^ asolo, 

BoccagnocchXo stesso c/i£lnfiragn6cch.f^. 
Faccia de boccagnocch. yiso di fe- 
gam<;( Buonarroti Tancia IV, i). Viso 
sfocacciato e senza punto d^anima. 



BOC (I 

Boccali e Boccurii. Cionean* Trincwre. 
SbombetUure. V, SbagasciL Parola de- 
Bcrittiya che vale bere molti boccali. 

. I Francesi da PinU hanno FinUr nel 
medesimo senso. 

Boccali. Boccalaccio (Fag. Js^.pun* II1» 
1 5). Acer, e pegg. di Boccale. 

Boccalett* BoccaUtto. Boccalino. Noi lo 
usiamo come yeitt%. di Boccaa, Per es. 

. Anda a beven' on boccaletu Jndame 
a bere un .meuettino (Ambra Cb/ima- 
ria VI, lo). Andare a bere alquaato. 

Boccdmm o Bocciia* T« de'^Gitt. di caratt. 
Coda* Quell a porzioQcella di piombo 
fu40 cbe ba empiuto V imbutino della 
forma da gettar caraUeri, e cbe dopo 
apwta la forma si spicca dalla let- 
tera alia quale ^ accodato. £ il Jet 
dei Francesi. 

Boccard. P^. Boccal4. 

Boccarada . • • • . Bevuta, bevtmento, 
beviuone, trinoameBto, cioncata. 

Boccarda. j4d, di F6rma (fpnnaggia). f^. 

Boccaressa . • • . . Vaso di cui fanno 
uso le donne cbe soiSrono inconti- 
nenza d'^orina. 

Boccarbina. BoccaUno, BoccaleUo. Piccolo 
boccale. 

Boccarinna. Boccale* Vaso di terra cotta 
verniciata, di majolica, e ancbe di 

. stagno o simile, cbe tiensi nelle can- 
tine, ecc* per bere, assaggiare vini, ecc. 

Boccascia. Gola in cui entrertbbe un pane 
di sedici ruzatoloni ( Fag. , Jng, lod. 
Ill, 4)- Boccaccia, Pegg. di Bocca; 
fra noi si usa specialmente in senso 
di Bocca <M&d'escono male parole. 

B6ccb de ledn, Bocche di hone? Notis- 
simo fiore dell^anlirrino {Jnthjrrrinum 
maJuslAn.y 

Boccbe. Mazso di Jiori. Mazzetto, Mazzo- 
lino* Dal fr. Boutfuet, Si trasporta qual- 
cbe volta ancbe a cose diverse. 

Boccbell. Bocciuolo. 

Boccbell. Turaeciolo^ e parlandosi di 
calamaj ancbe Pennajuolo* 

Boccbell per Buccbetta. F* 

Boccbell. JbboccaUira (Magal., Dix. bol., 
Voc. un.). L^orlo dci vasi da bere 
quando i labialu e percio comodo a 
prendersi colle labbra per bere^ il 
quale s^^ adunco dicesi Becco o Bec' 
cuccio, e se piano affatto Bocca, 
Boccbell de bottegUai Bocca* 



17) jBoe 

Bev a boccbell. Bere o garganeiio 
o a cannella. Vale bere coU^otro al- 
aato, tracannare a canna aperta, e 
come si dice senza rifiatare. f^, Bev. 

Boccbell. Palia. BoccheUa, Pioggia? La 
parte deir annafiiatojo tutta bucbe- 
rata ond'^esce Pacqua. 

Boccbell. Luminello* Lucciola ? Quel cft- 
nalino insaldato nel corpo delta lucer- 
na a mauo {la lumm) verso il beccuc- 
cio, nel quale sla lo stoppino disteso, 
uscendone per da capo quella parte 
cbe accesa roanda iuoe* 

Boccbellln. Bocciolino* 

Boccb^tt per Boccbe. K 

Boccbett. V, ant. per Boccb^tta o Bocca 
{sboccOi /oce). Di questa voce antica 
abbiamo fede in quella casa cbe an- 
cbe oggidl nominiamo Afone^tee Boc^ 
cheU. Ancorch^ il Giulini (VII, i3i) 
parlando di quella casa, gia monastero 
di Dateo , cbe poi si disse di Bocheto 
indi di BoccheUo^ non abbia voluto 
esporre le sue congetture su tal nuovo 
nome di Bocchetto^ pui*e la piscina 
cbe avea da fronte ne indica abba- 
stanza Torigine e assicura il signifi- 
cato della voce. 

Boccbetta. T. di Pesc. Bertovello. Spezie 
di rete. K. Bertavill. 

Boccb^tta. . . • . . • I carbonaj danno 
questo nome all'anima per cosl dire 
della carbon a ja, cio& al congegno di 
quei tre pali cbe piantano in mezzo 
alle legne da carbonizzare onde vi 
formino un po^ di vano, entro al quale 
introducono il fuoco cbe ba ad info- 
care tutta la carbonaja. 

BoGcb^tta. Bocchitio, Fascia di metallo 

cbe strigne Testremit^ delle canne 

nelle casse de'^fucili, delle pistole, ecc. 

Mira. Mira ^ Canalin. Imbulo della 

baccketta. Sbaccheitaiura? 

Boccbetta. T. de* Fabr. d^ org 

Quella cassuccia innestata nel porta- 
vcnto d^un organo, per la quale il 
fiato passa alle canne. 

Bocehelta ( cite anche dicesi Boccb^B )• 
C/(Uttie(to(seconda il.Voc. piac. cbe 
pero non adduce autoriti). Pertugio 
clie si fa ad ogni cbiusa delle fosse dei 
prati marcitoj o ne** rialzi delle risaje 
a fine di porgere modo all'^acqua di 
venirsi dilatando misuratamente. 



BOC (I 

Bocchitta. T. dei Faleg Tas- 

sello che s^annesta presso al vano di 
una pialla ogni volta che non le si 
Tuol rimettere Tintiero suolo, 

Bocch^tta. T. dei Fabbrofer 

Lastrina fermata nello stipite d^una 
porta o d^un armadio, e simile, o nella 
cornice de^cassettoni , nel cui pertu- 
gio entra il catenaccio della toppa 
per chiuderne il serrame. 

Boccbetfa Ne*fomi da pane e 

quella finestrucola con serrame di ferro 
dalla quale il fomajo, senz^aprire il 
cbiusinoy spia se il pane cuoee; neUe 
stufe k il chiusino, 

Bocchett^. Bocchetta. Bocchino, Scudeito, 
Piastrina, per lo pAk d^ottone ed an- 
che di bronzo od altro metallo, la 
quale si conficca a fortezza ed ornato 
sul foro delle serrature dei cassettoni, 
degli armadj, delle credenze, ecc. t, 
traforata secondo la figura della canna 
e degFingegni della chiave alia quale 
deye dare il passo. Delle Boccliette ne 
sono di piJi quality » come Boccliette 
contomitCf a mandorla 9 a mostacciuo- 
I09 a oliva, a rosa^ traf orate ^ ecc. 

Bocchett6n. T. d^Archib. Bocchetta, Cer- 
chietto col quale talora si ricigne 
per ornamento la bocca di una canna 
d^arme da fnoco. 

Bocchin. Bocchino. Boccuccia, 

Bocchin de giulepp (per yezzi). Boc- 
ca di miele, Bocca d*oro. 

Bocchin de pippa. Bocchino da pipa 
(*fior., Guadagn. Poes. II, i87), 

Bocchin de popola o de pigotta o de 
monega. fig. Bocca da sciorre aghetti. 
Bocchin d^offell. Boccluno da dam- 
belle (Fag. Forz. della rag, I, 9). 

Fa bocchin de rid. Fare un riso^ 
lino o un ghignetto, Sorridere, 

Bocchin. T. di Strum. Bocchina, Bocchetta. 
Cannuccia di metallo che s'^applica 
in capo ai ritorti(/70(e/ice5 fr.) dei 
comi, delle trombe, ecc. per intonarli. 
II franc. Bocal — Dicesi anche della 
Bocchetta da chiarine , oboe , ecc* 

Bocchiroeula Pustoletta che 

talvolta viene altrui suUa bocca, e 
precisamente ncgli angoli delle lab- 
bra, che i Provenzali volgarmente 
dicon^ Bouchero e i Tedcschi Mitnd- 
Jaidil In Toscana parmi aver sentito 



18) BOG 

dire Boeeaed queste puftolette^ ms 
non mi sowien bene se a Ftrense, a 
Pisa , a Lucca o a LiTorno, paesi ap- 
pena veduti di volo in roia gioYentii* 
Boccoeili. Boccuccia. Bocchino, 
Bdccol. T. de''Fab. d'org Spe- 
cie di bocciuolo da canne d''organi. 
B6ccola. Campanella, Sorta d* ornamento 
che pongonsi nelle orecchie le donne. 

Boccola mezzanella. CampanelloUa* 
Bdccola. Ad. di Tenaja. K 
Boccolinna. Campanellina. 
Boccoldnna. Campanellona. 
Boccdn. Boccone. A boccon. A bocconi, 

Boccon che fark minga pro. Mai 
boccone k quel elm affbga. 

Boccon de pitocch o de pover omm 
o de pret o de dama o prelibato. 
Boccon ghiotto, scelto^ squisito, Buon 
boccone. Fivanda regalata. Camangiare 
appetitoso. Boccone da non rifiutare. 
Gfiiottomia. Boccon da ghiotU{Utir 
chiav. Op. V, 34i). 

Boccon in pee o ala Ibrscett. Desco 
molle, Un p& di desco mo//e(Fag. Gap, 
tut. Ill, 11). 

Boccon per boccon. j4 boccone a 
boccone. A petzo a peno. 

Chi gh*ha di fioeu, tutt i boccon 
bin minga soeu. V. Fioeik. 

Cunta i boccon in bocca . . • • • 
Cio^ far fare vita stretta a uno. Per es. 
El me cunta i boccon in bocca. Mi 
fa piatire il pane, ed anche Mi rimr 
proi^era i bocconi — On me oompte les 
morceaux dicono i Francesi. 

D& ona legnada e on boccon de 
pan. fig. Dare il pan colla balestra. 

El boccon de la vergogna 

Queir ultimo boccone che rcsta sul 
piattello, e che certuni non vogliono 
mangiare per non essere tenuti lecconi 
e ingojatori d^ogni cosa. I Fr. lo dico- 
no Morceau honteux come noi ; i Ro- 
mani e i Marchigiani lo chiamano con 
maggior ymikBocconedelia cerimonia. 

I bon boccon ptasen a tucc.fig. 
Ogni uccel conosce il grano. Il buono 
^ conosciuto da ognuno. 

I bon boccon tocchen de spess ai 
pu poltron. Ai porcicadono le migliori 
pere in bocca. Ai piu tristi porci vanno 
le migliori pere. E vale che il premio 
talora tocca a chi mimco merita. 



BOG (I 

V k ininga boccon per ti. fig. Won 
^ boccone da te. 

Levaa a boccon. Tiraio su « im- 
beccalelle. Dicesi degli uccelli nidiaci 
che si crescono in casa » e fig. si usa 
parlando di Chiunque venga nodrito 
come stiol dirsi eon latte di galUna; e 
piii comuneroente in cattivo sign, di 
Mala scheggia che ritragga da mal 
ceppoy di Figliuolo addottrinato al 
male da** genitori. 

Ifangia in d^on boccon. Abhoceo' 
naPB, Far di checchessia un boccone. 

Tajli gi6 o Trk a boccon. JbboccO' 
nare, Appezzare, 

Toeii el boccon fosura de bocca. fig. 
Torre il boccone fuor della bocca o 
gitk del piatio o giu della forchetia — 
Aver la gambata o JSssere gitlato giik 
di sella vale essere abbandonato dalla 
propria dama per alcun altro. 

Tosscg^ quell poccb boccon. ^im^ 
proverare i hocconi? Nojare altrui 
neirora del mangiare. 

Vanzlk i boccon cattiv in ultem . . • 
Ridursi a mal partito, condursi a pa- 
timenli o a miseria nell^estremo della 
Tita. Il Burcbiello(Son. aa8) disse: 

ti In Uia vacchieua proT«rai U Mccoa« 
w Con poca paglU , « qo«IU fia b«n triu • 

Bocc6n. Brano. Brandello* Frusta* Pe%r 
zuolo» 

Tra a pezK e boccon. Mandare in 
brani o in brandelli. Sbrandellare, 

Bocc6n. T. di Spez., Med. Bocconcino. 
Bocconcello. Morselletto, Pillola, 

Boccon Quelli che i Franc. 

dicono Goppesy e sono paste avve- 
lenate per ammaEzare i topi. 

BoceonJi. Sbocconcellare, Rosecchiare. 
Deniecchiare. Denticchiare. Il Lippi 
accenna anche Strameggiare. 

Boccona , Bocconada fig^ per Mangia- 
riat ec'c. K 

Bocconada. Boccata, Morso. La prima 
voce significa propriamente quanto 
tieni alia volta in bocca ; la seconda 
tanto pane o simile quanto ue spicchi 
dalla massa co'^denti in una sola volta. 

Bocconin. Bocconcino, Bocconcello, Mor~ 
sello — Bocconitt diciamo anche i 
Boon boccon i 9 i Boccon i squisiti. 

Bocconin che mett petilt. £g« Buona 
roba. Bella roba. 



19 ) BOE 
Bocconinett. Morselletto* Bccconcellino ? 
Boccondtt Coal chiamansi fra 

noi certe specie di tortelli (raf'uea) 

che si mangiano fritti. 
Bodee. Bozzacc/uuto* Buzzofie; e pax^ 

landosi di donna Una buzzona* 
Bodesg La furia di grassa 

cucina. K, anclie Boesg. 
Bodesgia Afifoltarsi per far 

grassa cucina, essere tutCin faccende 

per far di molte e piuttosto grosse 

che squiaite vivande. 
Bodesgion . . . Chi s^'affaccenda in cucina. 
Bodesgionna . . . # Donna che s* aifolta 

a far di molta e moho grassa cucina. 
Bodin. f^oce franc, che si comincia ad 

usare da molti per Busecchin. F* 
Bodin. Puddingo(hlg9XO\,\\ Lettera alPab. 

Gaspare Patriarchi). Po££ino(Targ. Toz. 

1st. in Dioseorea sativa^ se pur non e 

errore di stampa). Budino{Pfm. Viag. 

11 » 1^9)* Vivanda compost a di riso, 

moUica di pane 9 uva passa , zucchero 

e midolla di manzo, ed anche d* alti*e 

maniere. Dallying. Pudding, 
Bodri^. Budriere, Bodriere, 
Bodri6 Qualitk di corame assai 

forte cosl detta dal farsene budrieri. 
Bo*-e-faei!kra. Eufemismo per Bolgir6n. K> 

« No ▼• tlongh** o becchi bo-e-fcearm. » 

ho6sg e Bodesg. Sckiamazzo. Chiasso. 
Sirepito. Tlunulto. Da Bpi) dice il Far* 

Boesg e Bod^g. Guazzabuglio, 

Bo^g, Bod^g e der. diconsi anche per 
Pafiuto, Buzzone, ecc^ 

Bo^tta. Cartoccio da tobacco* Specie di 
bossolo posticcio quadrato, fatto di 
una sottilissiraa foglia di piombo ri- 
coperta esternamente di carta, nel 
qiule si vende il tabacco a libbra. 
Piomb de boetta. K. Piomb. 

Boetta . • . Ognuna di quelle due btt»- 
sole'tte del torchio da coniare monete 
che anche i Fr. chiamano Boites* Ser* 
vono a tenere in s^ t conj. L^infe- 
riore tiene per soUto il conio dello 
stemma } la superiore quello della 
figura. 

Boetta. T. de^Tom. K Bussola. 

Boettazidn. T. delle Fab. di Tab. . . . 
Tutto il lavoro del mettere in car- 
toe ci (<m^oe</^) il tabacco. 

Boettiana. Cartoccino da tabacco* 

Boetton. Cartoccionc da tabacco* 



BOEU (I 

B<tiJ# Bm, Bhve; t antic. Bb e Bu. Al pi. 
Buoi — U bue salvatico dices! Bis^ 
sonie — F. ancfte Bo. 

Alto Ik con quij boeu magher. Zuc- 
che marine, Zucche marinaU. Zucdie 
/ritie* Zucche, Modi bassi che s'usano 
dire qaondo non si mena buono ad 
uno il suo discorso, o simili. 

Chi prega asen deyenta boeu. F'* in 
MAIL 

Metl el carr inani ai boeu. fig. 
Mettere il carta innanzi a' buoi. 

No b ben resega i coma ai boeu. 
Non convien desiare o svegliare il can 
' che dorme, Non consfiene stuziicare il 
formicajo o i7 vespajo, Non iscberuir 
con Vorso se non vogli esser mono. 
£" non b bene sUazicare i calabroni* 

Scappaa i boeu suck la stalla. fig. Ser- 

rar la staUa perduU i buoi o quando 

son persi i buoi. Usare guardia e ri- 

medio dopo aruto il danno. 

BoeA. lig. ^iie(Pag. Ciapo tuiore I, ii. 

M Fu il primo e V ultimo maestro , 

w perch^ e' lo licenzionno per non 

M aggravare il Comune; sicchene in 

M questo paese ora noi sarom buoi 

' w per rispiarmo m). Sciocco, ignorante. 

' • Avegh del boeu ch^el consola. Esser 

un bue di panno. Aver del bue. Dor nel 

BoeCkcc. Buco. {bue. 

Boeucc del copin. CoUottola. 

Cadreghin de boeucc. y. Cadreghin. 

De sto boeucc Tee de passi 

Hai a passare per questa gretola ^ a 
questo passo devi a forza rtdurti; qui 
devi darmi nelle unghie; ed anche 
Tu V hai a cavalcare questa dUnea 
(Salv. Spina llf 6), cioe devi farlo. 
• D^on boeucc fa on soarpon o D^ona 
brossola fa on bugnon. K. Brossola. 

Fk boeucc. Fare colpo. Vale conse^ 
guire quelle che si desidera ; riuscire 
in checchessia. 

Fli boeucc e scarpon 

Mandare a male a dirotta; mandare a 
male gli afTari \ non ne fare una bene. 

Formagg senza boeucc e vin che 
solta ai oeucc. K. Formagg. 

Lassagh el boeucc del gatt. fig. Lor 
sciare una gretola. 

V e pussee grand V oeucc ch** el 
boeucc . • . Dicesi degli avidi a^ quali 
pare sempre d'aver meno il bisogno. 



ao ) BOP 

Avoir plus grands yeux que grande 
panse dicono i Francesi. 

Pode minga fa boeucc Non potere 

Jar colpo. Hon poter riuscir nell'^intento 

Trovagh el boeucc. fig. Trovare la 

gretola f la congiuntura^ il modo^ il 

verso , la via. 

Varda che te fbo sett boeuco in del 
coo • . . Specie di mtnaccia scherzevole 
che si fa co^bimbi, a^quuli non basta 
ancora la mente di capire che que*sette 
buchi se gli hanno gia da natura. Ti 
manderb scaho a letto dicono per 
quasi consiroile minaccia in Toscaua. 
Zifibl de sett boeucc. r.ZiiFol e Badee. 

Boeucc. s. m. T. di Zecca .... Quel 
Ibndo in cui sta il torchio da coniare 
le monete, e nel quale sta seduto 
Toperajo che sottopone al torchio i 
piastrini(<omiin) da coniarsi. Da* Fran- 
ces! e detto la Fosse. 

Boeuco. Tavema. Bettola. Citiiova. 

Boeucc gergo per Oncia. On tant al 
boeucc. Un tanto I* oncia. 

Bos^den. Giaoco/brse sim. al Tknghen./^. 

« E ▼a'l olter oria»ch«e, sgtMttar, auffer 
» 6iughe« a Ui mora, al b(cud«B, lanxuMtU » ' 
BoeClggia. Baca. (Brand. Men. Ganib.) 

BoeJiggia. T. de'Fab. Sdjice. Quel can- 
none o dado di ferro traforato che si 
mette sotto ad un pezzo di ferro in* 
focato che si vuol bucare. 

BoDikgna. Bisogno. E d'uopo. Occorre. 
Boeugna fall. Bisogna fario. 

Boe&s. Jmbrogio. Nome proprio. 

Gapl Betta per Boeus. FranUndere. 
Intendere a rovescio. I.Lucchesi di- 
cono Tolgar. Prender Betta per Nena. 
Toffela Boeus (o Ziffola Boeus die 
passa el dord come dicono i Br. ). JLe 
zucche marine. Zucche friUe. 

Boeusma. Bbzzima. 

Cava la boeusma. Sboizimare. 

BoeusmaroeCi. v. a. Daz. Merc Pennella 
da imbosfUmare? 

Bd(r. Sofflo. Soffiamento. Sojffiare. V M- 

berti enc. registra Buffo per soffio 

non continuato e fatto ad un tratto. 

in d^on boff. In un soffio. In un 

succio. In un ultimo. 

Slo mond Vi on bofi*. T. Mood. 

B6fr. Piscialletto. Capo di /rate. Coccola 
a pappo del Leontodon taraxacumWn. 

B6flf. CuffibUo* Sp.di cuiliaoggidi disusata. 



BOF 



(»i) 



BOG 



Mff. T. del G. dt Datna. Fatti/ Vocaboli 
che si usano a m& di csclamaBiboe 
per inliroare all'^ayTersano la perdita 

• di una pedina o dama. F. Bofiii. . 
Boffqaella pedinna! ^atU quella 
/ye^'na (Sacchetti Nov* i65). 

B61F (Giugk al). Furt al sojio .il,9Seh 
Strega, II, i). Fare a soffbto? 

Sofia. SqffSare, I ProTentali dicono B»- 
Jar all'^azione di sotBar coUa bocca. 
Notisi che Buffare ne* dtz. dicesi sol- 

' tanto del soffiare nel giuoco dei noc- 
cioli, del fare la spia e dello speteuare. 
Bofih coBt el mantes* Maniacare, 
Boffli in la lumin. Spegn^re la Jucef^ 
nai e met. Esalare iljiato. V, Cagariitt. 
BofiSi in su la fava. F. Fava* 
Boffli parol! in Poreggia* V, Or^ggia. 
Boff& sui did. Far pepe o piauo, K. 
Pignoeu. 

Bofii via on stee de crusca* V. St^e. 

El p6 boffamm dedree. JRincarimi 

il'JiUa, Mi dia di naso in cupola o 

' negli orece/U o in iasca, Detti plebei 
usati • per mostrare ad uno la poca 
stima che altri fa deU'^autoritk sua, 
della sua bravura, ecc. 
No bofi^. Non iiUire,- 

Bofiii. Soffiare. Andar superho , tronfio , 
pettoruto, colla t$sta alia o levata, 

Boflli. Zufolare, Soffiare nella vetriola. 
Far la zolfa per InmmoUe. Voci di 
gergo denotanti \\ bere. 

BofHi. Buffare* Soffiare. In . gergo vale 
Far la spia. 

Boffa. Posare. Bequiare. Bijiatare, Per es. 
Te me lasset nanch bofia. Non mi lasci 
pur rijiaiare. Lassem almanca bofii. 
Lasciami posare,' Ve vora de bofiii* 
Eormai tempo die ciposiamo alquanio. 

Boff%. AlcfUmiare, Soffiare. 

Bofiii. y* in Fdrma ( formaggia ). 

Boffin. T. di Giuoco. So^/v(^fior.). Di- 
cesi nel giuoco di dama Soffiare una 
pedina, una dama, quando si por* 
tano via per non avere Tavversario 
mangiato con quelle le pedine o dame 
che per inavvertenza o appostatamen* 
te erano soggette ad esser mangiate. 

Bofiiida. JSoffio. Soffiamento. Sqffiatura, 
Soffiare. 

BofTadinna.* Un lieve toffio ; e met. per 
Bevudinna. f^ 

Bofladur. SoffiaUfrc, e fig. Alchimista. 

yoi. L 



Bofial6ra. Nome di varj paesi del nostflo 
contado, uno d^ quali entra nel det- 
tato: Pari el barchett de Boffak>ra. 
y. Barchett. 

Boffanella (che altti dicono 2uccoria sal- 

vadega). Dente di leone. Erba che e il 

. teontodon taraxaeumLin. V, ZeBzeli<Sn. 

^fEknUSoffione, Gonfiahugoli. ^JSgonfi6tt, 

Boflrant6o. Pallonaccio. V. Sgontidn. 

Boff^t. Soffietio* Arnese notissimo. Fortie 
dal provenz. Bouffet — Quella patia 
specie di soffietto ohe usano in cam- 
pagna, cio^ una canna smessa d^ar- 
chibugio , forata ^ bidentala da piede 
dicesi Soffione o Trombone a bocca; 
e Soffionetto se non tanto lunga. 

Giapp. Anime. Palchi, -• Pell. Ptlle 
CO Lenguetta. Animella *» Canna* Can- 
nella. Canna. 

¥k la part del bofi*ett. fig. Aif^are. 
Binfocolare. Intittare, Metier male. 

Boffltt. met. La hronzina. Le artiglierie; 
e fra noi in gen. le bocche da fuoco. 

Bofiett. gergo. Cocehiume.Deretano. F.Guu. 

Boff^tt. T. de' Sart* Qdatta. Pezzo triau- 
golare ch*^ neUa parte piu alta del 
didietro de^calzoni. 

BofD^tt. Mantice. Soffietto. Coperta dere- 
tana de'calessi che s'alza e abbassa 
a piacimento. 
MoU. Lieve ^ Crespin. Bosta. 

BoiF^tt. T. de' Parruc Fiocco 

da polvere fatto a sofRetto, cio^ il 
cosi detto Poudrier a souffiet dei Fr. 

Bofi^tt de cunna. F. in Architt. 

Boffi&tta. F.Mlcca. 

BoiFett^e. Manticiaro. 

Boffettin. Soffionetto. Manticetto. 

Boffettln. T. de'Fab. di camiue. Sof- 
Jietiof Sp* di secondo mantice che s'at- 
tacca al vero mantice (boffeU) delle 
caiTozze per parar Pacqua e il sole. 

Boffettin de cunna* K. in Arch^tt* 

Boffettinna. K Mlcca. 

Boffett6n. Manticione, 

fiolFett6n. v* a. BuffeUone. Gttanciata. 

Boffett^nn (ganass). Gote da faUoreiOM^- 
dag. Poes. 1, 25). Gote tonde, rilevate. 

Bofiiott. s. m. Bofficione? Chi ha Ic ma- 

• scelle assai xarnose e per cosi dire 
tronfie. Il Bucco o Malacticus dei La- 
tin; ; il Buffuluta o Muffulutu o Mt^ 
sciddutu dei Siciliani. 

Bogg^tta. Boccetta, Dinu di Boccia, 

16 



BOG 

Boggettln. Dim. di BoggtIU. r. 

Boggettin d^acqu d^odor. BoUone. 
Tafelto di cmtaila da porvi enente 
o liquori preziosi in picciola qnantita. 

Boggettin. T. de^Confett Sp. di 

confelto foggtato a moMi bottooe da 
liquori preuosi^ regalato di rpsolio. 

Boggettdn. Boecione. 

Boggia (in genere). PmUa, 

B6ggia. Palliu Quella da pallamaglio. 

B6ggia. Po/lo. PMoUola. Boccm. 

Giugk ai boco. Giocar alie pallottole 
(Vocab. brea. )• Giocar a hocce (Alb. 
enc). Giocare a palU secondo il Ba- 
retti nella Letlcra venlcsimasesta del 
suo yiaggio da Londra a Genova in 
,fine« Specie di giuoco cbe si fa in due, 
in tre o in piu persone con cinque 
o con sette pallottole o sia palle di 
legno, fra le quali una piii piccola 
(del la tra noi B^lin o Boggin , e pro- 
babiiinente Lecco o GriUo in toscano) 
a cui chi piu s^avvicina coUe pro- 
prie pallottole vince il giuoco, avuto 
riguardo a chi priono vince V ultimo 
de^punti convenuti* Quel gtocatore 
che abbia due delle sue pallottole 
piu vicine al grillo di quelle deirav- 
versario vince due punti, e tal com* 
biuazione dicesi fra noi Folia ds do; 
mandandoue una sola vicina al grillo, 
vince un punto solo, e dice Falla 
de vimna. Termini milanesi di questo 

. giuoco sooo pure Bmsdrvia la bog- 
gia 9 Boggid 9 Andd-su, Bon giceugh^ 
De rigoron, e A basin* V, Brusa, ecc« 
.•^ Si giuoca in partita , ed anche 

A furuera (e da alcuni A cascia Tasen) 
Al paga /'otfto(*luceh«). Giuoco affine 
alia cost detta Pol del bigUardo» cbe 
«i fa coUe pallottole .come sopra, e 

. in cui ognuno do^giocatorit che pos- 
8OU0 easere in qualunque numcro, ha 
una pallottola sola % e tira piu viciuo 
die puu al griUo, chiamando dopo 
di se il compagno, e V ultimo di essi 
gridatido Fornera (e a Lucca P'enga 
I'osic)^ e chi noQ dk questo aw 150 
pcrdc un tanto a seconda. di quauto si 
^ da prima convouuto fra i giocatori. 
Qt\XiA come ona boggia. Capo qua--' 
dfQ' Tondo di peh, Mestola. Oca. De- 
slro come una cassapanca, Il fr. Fin 
Gomm^. une dtiipK deplomb^ im grosjin. 



( laa ) BOG 

L^amor el fa deventii guxz anca i 
hoGCtAmore assoltiglia l*ingegno»Amor 
qutmd^entra in un cervello insegna sent- 
pre qtialcosa di belloihuon. Ttmcia 1, 1 )• 
LoBugh de giuga ai booc. PaUoUo^ 
/a/o(*fior*)« . 
B6ggia. T. geol. Anions* 
Boggia. Boccia% BoUigliat 
B6ggia de hut^r. v. a, Daji* Merc. • . • • 
Forse anticamente ancbe fra not pia- 
nigiani il burro non s^appanava come 
oggidi, ma s'appallottolava come faono 
tuttavia i montanari co^loro burri; di 
qui r aniica Bbggia in luogo del Pan 
odierno il quale pero paga tuttora la 
tassa di prooedenaa alia BtUla* 

Boggia del fus. P\ B6tta. 

B6ggia de la colonna. Auasi, Fenlre. 

Boggia. T. di Giuoc . Trucciart, Truc^ 
chiare, Truccare, 

Boggia. met* Fare ad apporsi. 

Boggia giust.fig./)ar<i6ii/ro in chec- 
chessia(Fag. Avaro punito I, 5). 

Boggia. met. Teniare. Dor un colpeUino. 
Provarsi* A bon cunt boggia. 11 Un- 
tar non nuoce. 

Boggia , e per mag. enfasi Boggia a st& 
a segn. m. br. Bubbolare* Carotare, 
Bugiare. Dor bubbole o pastoccluc Q 
houe. Cacciare o^Ficcar caroie, 

Boggiada.Pa//o/to/0to(Spadafora/'rojo<f.)« 
Colpo di pallottola (toggia). 

Boggiadinna./)iiii.« ve%»eg.di Boggiada.^. 

Boggiador Quel giocator di 

bocce che ha molta abilita nel true- 
ciare le pallottole* 

Boggiktter. Bucoue. 

Boggin. BucheUo, Buchino* Bucolino* 

Boggin (o Balin, e Jra i contadini del" 

. VaIIo Milanese Bolin). T. di Giuoco. Lo 
stesso die Balin. F, Corrisponde preci- 
samente al fr. Cochonnet, e allying, iac-^t 
. Tegol el hoggin o Ayh in man bog- 
gin. lo sUsso die Ave balin. F, BaUn. 

Bogginilt e Bogginca4. Bmherdio. 

Boggi6n. Bucone, 

Boggionna. Bucaccia, 

Boggkt. s. m. pi. Pozzetle. Quet buchi 
o avvallamenti che si fanno nelie gote 

. nel ridcrCf detti FosseUes 4&i Fran* 
ccsi e Bacliengriibchen dai Tedeschi. 

BoggUt (s. m. pi.), v. oont. Qalie o Gallon 
zoie di qucrcia, 

Bugb. Bove^ BiMs*e* Ceppi* 



BOT 



(1^3) 



BOL 



IMgher. Barone, Briccone* 'lUX pUbeo 

yolgare frtncese Bougre. 
Bogherett. RdgMtaccio* 
Bogherelta. BagiMuumcia^ 

BdgoK gergd L^oriuido. 

B6jft* Boja. Camefice. Manigahia. Guuii- 
^ere. Otastiuero. 

BoJQ malpral^gh. fig« . • * • « Gesl 
dictamo per iBthetto un cfaimrgo im- 
perito^ tln>bM*Mefecftttivo raditore, 
e qualmiqUe adoperatore di feni da 
taglio il qualti ttdn Sapendo niastg- 
giaiii a dot«r69 intacchi la peUc. 

F4 el 1m^ ft<iurie«k Simile miP altro 
Pa el caYatt d«l GhineUa. K< CavMl. 
Gioja de fk biilla&Ui per nun del 
boja. K in Mkm 
La mlM del h6jfl« Bojessa. 
V^ hi iiiiee del boja che lava i 
pagti. fig. •••.«. Si snol dire da 
noi quntido piove mentre fa il sole. 
MandJk al baja*fig. ATa/iciarii/iiJitiio/o. 
Pagi el Ix^a perch^ el ne frusta^fig. 
PagaP^ ii boja ehe ci frusti, PetUnar 
iigna, Ugnere il cavicciule che ci hna 
dinoetoUrm, Ailei^ani la serpe in seno. 
T^ctk de A rimpicoaa, el bdja e 
el garzoti del bo)a.fig. Apt a fare 
il podB^td di S^igaglia; cM dover 
' comandare e fare^poi ogni cosa da ce. 
Va al boja. f^aalboja^ aUe/orche^ 
al diiufoio, alia malora^ al bordello* 
B6ja (al fern.). Bojessa. 
B6ja (pef ingtiim)* Boja* Forca, 
B6ja. T. dei Taglialegne. . • • • • Quel 
cfoeco <^ legn^ grosso ebe si posa 
traversont per terra come una sogHa, 
e sal quale ai appoggia ognuno di 
que* legni o Ironconi ehe si Togliono 
fagitnre o spaecare. 
Bo)a. Abbajare, Lattare. 

Can che bo}a no mord« fig. F. Ckn. 
Fa4s boja adree di can. Eisere ab- 
bajato di^cani. 
BojA. met* Atbajare. Monnorare* 
Boj^ca. Pokiglia. Brodiglia. Hielnm^Mota, 
Boj^cca. Intinto. Intriso* #^. Moedfa. 
Bojicca. T. de* Mural. Rinzaffo, Il primo 
getto di miiita ehe si d4 at mnri per ce- 
menttfrnte bene bene rammattonatura. 
Boj&ecil. «... Quel miscuglio di calce e 
malton pesto inumiditi con cui i pa- 
Timentaj(«o/Jn) appiastrano i mattona- 
ti per ragguagliarae le commessure. 



Bojacc&da. Intriso? V. anche Boiskt*. 

Bojacchde. Lb iiessO cite Bois. K. 

Bojada. Abbajo. Abbajamento. LairaXa* 
Lairamenio. Abbafaiura, 

Bojadiima* Leggiere tibbajo* 

Bojent. y. Sbrojent. 

Bojment. K Bujm^nt< 

Bojocch ( aim anche dioesi dai contadini 
Bolgidn o Bolgi6tt). Bapa langa del 
Mallidlo e di Targ. Toe. Specie di rap« 
fusiforme che ^ la Bapa iaUva oblort* 
ga o Jceimna o il Bapum oblongiut 
de* bot* &V Inglesi la dicono Tomepe 
o Knolles* Da. noi pero assume il no* 
me di Bojbech o Bolgibti M»ltanto al- 
lora che ^ stata cotta tfia neiracqua « 
sia sotto la ceAert » sia nel fomo* 

Veea batteixaa con Tacqua di bo- 
joooh< ^.. in Acqua. 

Bojdcch. fig. Lo siesso che Borl^tU K 

Bob. PaMicoiere. FendafTo$U* BaruUo. 

Bois. Ciabattino. Chi fa le cose male. 

Boisida. Lo stessO che Sciavatthiada. K. 

B6ita 11 ventre rigonfio de^t 

uccelli nidiaci. 

Bdita* Senof u Asca i soi da melt al 
9f Goll« gh*en Yoreta anch per la 
M boita ••«*»# (BaL Rim.) 

Bolch. Bifoleo. Boaro, Prebisamtote qnel 
contadino a cui e afliddU la eura dei 
buoi ne* poderi del Basso Mil* Chi ha 
molte paja di buoi suol avere anche 
un primo boaro detto Capboich^ un 
secondo detto SoUcapp « ed anche un 
terxo detto Begacei^ ed un quarto 

detto TuUi gli altri bdnri poi 

oorrono solto il nome generico 6iBtUch» 

Bolcogna. Babulca? Bijblca? 

BolcognJida. Bubulcaia. U oompleMo di 
pit^ bubulche (6ole6gn). La nostra Toce 
Bolcbgna derive da Bd/cA(biiblco). 

Boldindlla. /''. Bondinella. 

Boletta,Bolettin^ec. r^BolleltajBoUettfar^c. 

Bolg^gn. Lo siesso che Bolgtena. Ft 

Bolgenna, Morchiajo, Sp. d^ulivo. 

Bolg^nna. Careggiuolo. Altra sp. d'^ulivo. 

Bolg^tt. Slrafaiti. Mezti. Dicesi di frutti 
quasi presso a infracidare per ecoe»- 
stva maturity. 

BolgMta. Palla di neve. Da Boli jaeius 
dice il Far, mil. 

Vk ai bolgeu o. Tira bolgitt. Fare 
alia neve » Fii-^A bolgett« Appallot" 
iolar la ne¥§$ 



BOL ( I 

Bolgett^. Fare alia neve, 

Bolgettada. Pallata di neve. Il Lasca ndU 

Nov. p. 60 usa assolutamente Pallata^ 
Bolgia. Bolgia* Ferriera. Bisaccia di pel- 

le da teneryi chiodi, sirumenti di 

ferro, ecc. 

Gh^ ^ da f^ tant per la bolgia ch6 

per el magiian. y, Magn^n. 
B6lgia. Borsa, 

Bolgia. Fiore. Ornamento nella briglia. 
Bolgin e Bdgi6n. ^. Bolgidtt fig. 
Bolgi6n e Bolgi6tt per Bojocch (rapa), V. 
Bolgi6tt. fig. Griizzoio, Danaro ammassa- 

to a poco a poco*^— Postema, Borsa o 

gruppo di danari che si tenga nascosto. 
Av^ i bolgiott o i bolg^on o i ro- 

gnon gross fig. y, in RpgiKSn. 

F4 bolgiotl o bolgin o bolgion. Ra^ 

granelltire. Baggruzxolare. Accumular 

danaro, 
B^lgir. BordelkUo. Cosetio. CoselUna. 

Oggetto piccino. 
B61gir. Omicidttolo, F, in Omett. 
Bdlgira Voce di significaztone 

assai vaga , ma pero tale da indicar 

sempre magagna^ difetto, vizio. Di- 

cesi anche Bdltrega o BSltriga o Bwb- 

zera; e cosl pure ^ de'^molti suoi deri- 
' vati 9 diceadosi egualmente Boiingado 
' e Bozzarado per Bolgirado , Boltriga 

* e Bolgird^ ecc. per Bozzard o Boz- 
zirA , eoc* ecc. Tutta questa famiglia 
per^ ci ba faccia scurrile e qu^si cbe 
irreligiosa profferita che sia coUe due 

' St, e le persone ben costumate, alle 
quali il dialetto fa pur- forza di usar- 

• la 9 non dicono gia Bozzaron, Boz- 
zarbnna^ ecc. 9 ma piu tosto Bolgirdn^ 

' Bolgirdnna, ecc* — • I Fiorentioi dicono 
anch^essi volg. Buggera, Buggerare^ 
Buggerone^ e talvolta anche in gergo. 

Ave nanca per la bolgira. Assert in 
non cale o a non calere o in non 
calere* Stimare tmo come il terzo pie- 
de. Non curare alcuno, non ne far 
conto 9 non aveme tema. 

Avegh oiler per la bolgira. Aoa 
aver pelo che pensi a checchessia. Ave- 
re altra fantasia^ cio^ avere il capo 
a cose di maggior importanzat avere 
tutt^altro per il capo. 

La bolgira Esdamazione di 

negazionc e disapprovazione ; per es. 
£1 dis che T ingrasda per Paria 



24) BOL 

Taria la. bolgira! Dice che ingrassa 

per cagion dell' aria, . • . .' nta I* aria 

di i;cro/(GigU D. PiL 1, a.) — Vh 

sicur su la mia con^ienza* • • • . Eh 

conscienza la bolgira! .E sicuro in 

eojdenxa, , , , Eh coscicnx^ m' in la 

( Fag. Avaro punito III 9 9 e passim ) 

. — Gh^hal polizia? Pdizia la bolgira, 

ghe Tosur di soldi. Hacitfiild? E/i ci- 

. viltd mi pCaeque: vogUon essere quat- 

irini{VBg. Gen, corr, I, 1). I0 per me 

. lo ienevo nn Jantoccio. .... Unjan" 

toccio ? Mi piacifue. ! un JanWccio k 

cki gli cre<i€(Salviati Granchio l^o) — 

Comasch? . . . Gomasch la bolgira, €0- 

masco ?,,, Comasco. appuntp 9 cipe non 

tale(Monig. Tac. ed Am. Ill, 11 e 21). 

Mezza bolgira* Sin. di Garognetta. F", 

B<Slglra. FUuppo, JmbrogliQ. Guajo, 

Oh la bolgira j p y^ro Oh che bella 

. bolgira! Oh coco ja! Fedi guajo I 

Ona que; bolgira gh'^e sott. Gotta 

ci cova» Qualche diavol c^d sotto 9 qui 

v^^ mistero o inganno ascoso. K. in 

Canlinna. 

Vuj on poo 5\k a vede dove la va 

a feni sta bolgira. Fo* vedere che via 

pigli quest' acqua (Machiav. Op, YIl, 

371). Fo' vedere a che debba riuscire 

. il giuoco 9 cio^ come vada a terminare 

la faccenda della quale si parla. 
B61gira. Ciammengola, Bazzicaiura, dan- 
cia/ruscola. Bazzecola, .Cosa.da nulla* 
B61gira. Anfama, Pappolata, Pastocchiata, 

Pippionata, 
B61gira. Bubbola, Fola,- Favola, Bozsm. 
Corbelleria, Baja, Inezia, Frascheria, 
Alter che bolgir. Altro che giuggiole! 
. cioe sono cose grandi. 

Avegh domk di bolgir per el coo. 
As^ere dc'farfallim o de' grilli o delU 
Jarfalle* Girandoiare, 
. . Di o Gunta-8u di bolgir* Dire f an- 
faluche, Canzonare, . 
B6lgira. xErroraccio, Marrone. Strafalr- 
. done. Scompisdone, Arrosto, Scerpel- 
lone> Svarione — Fescia. 

Av6 ona bolgira grossa per el coo. 
Avere un cocomero in corpo* 

Che bolgir te dispt? Che pazzie 
parli <EC?(Salviati Spina ^ U9 a). 

DI bolgir de cavall. Dire passerotU^ 
Jarfalloni, cipoUate^ cioe cose spro- 
positate. F, in CavUl* 



BOL ( 

Fa bolgir sora bol]^i*. Jmhotkare 
sopra la feccia. 

Fa on a bolgtra o di bolgin Dare in 
' frUtura^ in cinmpaneile^ in ceci^ in 
cenci o in budeUa. Fare una corbeU 
- ' ierui , una castnmeria , un paaserotU) 9 
un passo Jalso , una nunehioneria '— 
Hoo fan ona gran bolpfu. Bo /atte tin 
gritnde arrosto 9 una. gran corhellena, 

V 6 tniDga poca bolgUra* Non h una 
buceia o unafronda di porro. Nonh 
wma haja o una fa»ola 

L^e ona bolgira o ona bolgira grossa 
questa. E cosa malfatta questa, Euno 
strafalcione solenne, uno scerpellone^ 
una sproposito madomaie, un grosso 
arrosto^ un errore da pigliar colie molii. 

Questa si che Vk ona bella bolgira! 
Questa chf h una taecola o una iresca ! 
Questa i di pevta o eol manico o 
coWulivo o marehiana! Boon per Dlo! 
Buon per mia Je*.' cio^ questa e cosa 
strana, stravagante, curiosa. 
B6lgira« Biaza. Slizui, Bizzarria. Broneio. 
i Collera, Fierezza, Fbglia matta, ecc. 

Ayegb la bolgira. Jifcr le lune a rO" 
vescio^ il cimurro^ ilbroncio^ rabbia^ 
tnaiUma* ' ■'• 

Casciit-Tia la bolgira* Cacciar le 
passere* Passar maUana, 

CoQt el via se cascia-via la bolgira. 
Fino spegne cdllera (Fag. Ji^* pun. II, 2). - 

Fa yegnl la bolgira. MeUere a leva 
aleuno. Far entrare in valigia. 

Vegnarav la bolgira a on sant. Sal- 
terebbe la bile a un nuu7no{Fag. Avaro 
puniio m.yevsi III 9 10)^ 

Yegni la bolgira. Moniar in sulla 
bica, Enirar in valigia .0 in eollera, 
Montare la bizzarria ad una* Entrare 
in bizzarria* Fenire o Moniare o Sal" 
tare la sUzsa o la mosea o il mosche^ 
rmo o la muffa o la senapa o la mo^ 
Starda id naso, Pigiiare U broneio. 
Bolgiri. Giuntare* Frappare* Trappolare, 
Bolgiri. Danneggiare. Ropinare* \ 

And& tattcoss a fass bolgir^ Jn- 
dare pgni eosa a bioscio^ aU* ingiu^ 
a cataJasciOf a brodetlo^ in rovina^ 
in malora^ per le fratte^ a bue^ al 
bordello f in comfuasso. 

Bolgirass lu de per lu. Cercare di 
Jarsi male in //niCH^a ( Machia v. Op. 
V» 184 e altrove). JnJiUarsi da s^* 



raS) BOL 

D6ve set staa a fati i>#gira' fiA ahless? 

' .- Dovefosti sinora? Ooto 

'sei'stato fltto sinora? 

Van a fa bolgira. Fatd eon Dlo! . SL 
suoi dire in' via- esdamativa alkMTdb^ 
ci scappa di mano atcuixa cosa «be eor- 
re pericolo di royinarsi nella cadtrta. 

Van a A bolgiri. Fa alle forehe^ 
in malora^ al diai^lo^ aV^boja, 
Bdigir>. Fare, Mestare. Treseare. Tror 
mestare, Bopistare. fioifigfiare.. Per es. 

• Coese bolgiret (o Gosse-le bdzzeret 6 
bozzaret o bozzlret ). Che 'fai iu ? Che 
mesti? Che armeggi? Che annaspi? 

Botgiriia. Frodato, Bubbolala. Sbirbaio, 
O bolgiron o bolgiraar F", Bolginm. 
Restk bolgiraa. Bimanerci. Bimamer 
presOf gahbaJtOj ingannaio 4 /rodaio. 

Se yorii veas bolgiraa » andee ,di 

amis. . . . Con oui guadagnerb s* io nol 

fo colVamico?Vinimieo non mi verrekbe 

mai alia bottega dice il Burch. Son. 1 1 7. 

BolgirJia. Bovinato. 

fiestk iuU bolgiraa. Bifnanere ferito^ 
roifinaiOf perduto della persona. 

Sia bolgiraa 1 Gavhcciolo a .... ! 
Ti dia nel naso! £sc(amazione d^in^ 
pazienza, d^ira, di sdegno. 
Bolgir^da. Cica. Accix. Siraccio. Kulla. 
No eapi ona bolgirada. Non ne in- 
tendere siraccio o bocciatao boccicatd. 
No iodagben ona bolgiruda. iVoit 
curarsene, Avere in non cidere. 

SaVenn ona bolgirada. if on ne sa- 
per nulla o cica o siraccio. 

Stimall ona bolgirada. iSlmui/>0 uno 
come il terzo piede o come una Jo^ia 
' di porro. 

Bolgirkda (esclam.). Cofiezzoli ! Cospetto! 
Bolgiradazzo {o Bolgiron4zz). Scaltritac- 

• do.Diritiaccio. Furbaccio. Furbo in 
cremisl. Bagnato e cimato. 

Bolgirado. ScaliHto. iiascagne. Furbo, 
Bolgiratta. Mestare. Treseare. Tramestare. 
Bolgiron. Cosetto. Bordeileuo. Un ogget- 

to ptccioo. < 

Bolgir^U. OnUcciMiolo. Piecinaco. Piccind-- 

colo. Picon piccino; se giovine Scric^ 
' ciolo; se ragazzo Marmocchio* F. O- 

meU« Omettin, Chignoei^ e simili. 
Bolgiretta. Piccindccola, Piecinaco. V. 

Triiquattrin. 
Bolgirdn. sost. m. Scaltritaccio , e anche 
. Lamaccia, Liela spesa. Cat^ezaa. Forca. 



BOM ( I 

Bum! ScagliaHCecehi AssHuolo IV 9 7}. 
Esclamptiione irritoria che si'gettAin 
; Tiso ai jiiillantfltDrj ; e .cosl pure 

B6m.b6m bpoii^ Ukukuja ukukuja, 
(*fior. Pan. Poet. II. xxiv» 4<>)* Suoniv 
non paroU « che 31 meitono per bur- 

: larsi deUeminacce di un Rodomonte o 
di chi fa lo sixyargiasso in qualun^e 
maniera* NeirAlh. enc. trovasi regi- 
strato Bom come interiexione fatnir 
gliare uaata da chi approvi per befie. 

Bdm Voce iroitante lo scoppio di 

un^arma da fuoco o il fuono che fa 

. un grave cadendo^' neU'* acqua e siauli. 

Bumba* F. B)»inbola» 

Bomba. gergo Bottone* 

BombaiMidegh. BuUmacbln* Jrresia btte. 

.. Resta bove. Intriga barba. Serpentina 
(Targ. Istit.). Bbnaga. Bonagra^ e 
con voce doUr. Anbnide. £ V.Onqnis o 

. Anonis nrvensis o spinosa dei bot^nici. 

Bombard^ . . • ScagUar bombe contro un 
forte o una tei*ra. I diz. hanno Bom- 
bardare per atterrar coirantiche bom- 
barde ; e il Diz. art. non si attentd a 
registi*ar Bombardare nel nuovo senso 
che si pu6 dir volgare in Italia. 

Bombardament 11 fat I o dello 

. scagliare quantitJi .di bombe contro 
un forte o una terra. Bombardamenio 
h Tolgai^ in Italia , ma sin qui non 
rcgistrato d^i dizionarj. 

Bombardee. Bombardiere. Bprnbardiero. 

Bombas. Bambagia, Bambagio. t. il co- 

' tone lavorato — Jmbambagiato vale 

.. Pieno di bambagia* Imbambagellato 
vale Morbido come bambagia. Boston 
della bambagia dicesi quelle col quale 
gli accotonatori della bambagia la 
vengono sfioccando. 

Bombas filaa. Bambagia, FUaio. 
Bombas in fiocch. Bambagia in f aide, 
Dormi in del bombas, fig. Tenere il 
capo o Dormire fra due guanciaU. 
Vale star sul sicuro , star bene. 

.. , Yesa in. del bombas. fig. Stare im- 
hambagiaio o soppannato di bambagia, 
. Stare neil* oro o in sul grasso, Essere 
ai^vezzo o tenuio nella bambagia, Avere 
ogni consolazione di corpo. Stare in 
delizie e in morbideza^. 

Bombas di pobbi^ ecc. Lanuggine, Pc 
liiria, Pappi dei semi del pioppo e 
di simili piante. 



a«) BOM 

Bovab^\aB9L,Bambagino, Tela bambaghia* 

Bombaskma. gergo La carae» 

e apecialmente quelle vaccina. 

Bbmbaslana. gergo. Chiaro, Il vino* 

Bombason. Pastricciano, Bonaccio, 

Bomb^. s. m CaiTOxaa ch* era * 

. dr gran moda jBnni sono e .che oggidi 
ha dato fira le vecchie. Ghiamavasi 
cosl dalla. forma della cassa (scocca) 
ch*era molto arciiata e convessa in 
ogni sua parte. Dal fr. Bombd, 

Botab^. gergo. Tafanario, V, Giiu. 

Bomb6. Ad, di Bott6n, StrivMl, ecc. Con^ 
vesso ; e so convesso in testa Copoiuto. 
Il Voc. pai*m. registra un infelice Bomr 
bato tolto non so donde. 

Bomberm. gergo. CuleUo, 

Bdmbola. Bomba, Gran palla cava di 
ferro fuso che si soaglia col mortajo o 
col cannone da bomba. Ne sono di pi^ 
specie, vale a dire (secondo il Diz. 
art.) Bombe cieche- o da ingannOfda 
breccia^ incendiaries fumif ere ^ soffo^ 
cantij ecc. Uuino un bocchino cha 
si tura colla spoletia. Lo strepitar 
della bomba dicesi Bombare, 

Bombblott. Tonfacchiotio ; e col volg. 
tosc. Tombolotto, 

Bombol6tta. Tonfachiotta. Tombolotia. 

(*tosc.)- 

Bomb6n. Dolce, Chicca, Confetto, Confet- 

tura, Probabilmente dal franc, i^oit^n. 

Insalatta de fraa* bombon de mo- 

negh fan semper dorl el stomegh. y, 

Stdmegh. 

I tropp bombon regnen i vermen 
o fan vegnt i vermen. i^. Yermen. 
Se I'era on bombon (o on pomm), 

Tera milaa per un Dicesi a 

colui che ci fura le mosse in un di- 
scorso, a colui col quale c^incontria- 
mo a prendere o a dire al tempo 
medesimo la medesima cosa. Nous aw 
rions Jait un pape dicono i,Francesi, 

Bombdn.iig. Una vagliezia. Un giojello, 
Missa come on bombon. Tutta aUilla-' 
ta, Akbbigliata vaghissimamente. 

Bomb6n. fig* Uno zucc/tero, Bispelt a lii 
Ice Te on bombon. Appresso a lui essa 
b uno zucchero, V* Bescottln i^g, 

Bombonatt. v, coni, delV Alto Milanese per 
Bombonee. f, 

Bombonee. Confortinajo, Bericuocolajo, 
Con/ettiere, Cotifettatore, 



BON (1 

Bombon^ra La moglie del co&for- 

tinajo, o doana die Tevde confortini. 

Bombonera. Gdnjeitiera. Soatola per lo 
pi A Aitta a specchi o a rriatalli 9 nella 
quale si ripongono i confeUt o i dolcL 
Dal franoese Bonbonnikn. 

BoRiboDin. ConfeUu%zo, 

Bombonm. met. Ftofumino. Zerhmo, At- 
tiUatutto — Parlandosi di donna M- 
tillaluzza, Tiitta lindtwa, 

Bombonna. Jd. di C4rta. P". 

Boniborin. BeUko. UmlnUco. i/mbeUco* 
Bus del bmnbonn. Ganfgame. 

Bomborin. T. de' Macell Quella 

parte d^una bestia macellala cbc ne 
coinprende e circonda il belUco. 

B6n. Buono. Voce che, significando ogni 
specie di pcrfezione* si prende in ambi 
gl^ idiomi in molti sensi , come a dire : 

B6n. Buono, Contrarlo di Halvagio. 
A sto mond patiss el bon per el 
caltiY. In goes to mondo paUsce la 
pena it giusto pel peccatort (Ceecbi 
Dote 11, 5). Unfa male a cej«fo(Burch. 
Son, 301). Ancbe i Francesi dicono 
Les bons pdHsseni pour les nuuivais. 
V innocent pdtit soiwent pour le eour 
pable, le bon pour le mauuais (Kout 
Diet.). Dettati che, dtre al sento loro 
natiirale , banno altresi quelle di mo- 
st rare come si giudichi male d^alcuni 
per essere gi& stati iugannati da allri. 
Bon come d pan o Bon come el 
bon pan. Migliore che H pane. Uno 
zticcfiero. Tuiio dolcetta. Tlclfo bonla. 
La stessa bontd. 

Bon fa bon. Con I' eletto sarai eletto 
(e a pervertirai col petverso) Cr. in 
Pervertire\ pari, di donne e lo scrit- 
turale Buona moglie fa huon marito. 
De bon e bon. Di pace e d'accordo 
(Cecchi Assiuclo V, a). Di hel patio 
(Lasca Pin%oc* III, 2). Di buon accordo, 
Jmiehevolmente» A buono a buono. A 
buon concio. 

Passii per bell e per bon. Essere te- 
nuto il buono e il hello (Bib. Col. V, 7). 
Essere rcpulato innocente in alcuna 
fdccenda; ottener fede d^integrita, di 
sapere, ecc. sense meritarla in fatlo — 
In alcuni casi vale anche Vscimeaman 
salva^ cioe passaria impunemente. 
Poccb de bon. r, Pocch-dc bon. 

Bon. Buono, AUo. Idoneo, Abile, Acconcio* 
FoL L 



39) BON 

Bon de (I come se sia. Uonu} da 
bosco e da ripieta. Lieta spesa. 

Bon de mett a on pass dove passa 
nissun. V, in Pass. 

Bon de nagotta. Un buono a nulla, 
Uh da nulla, Chiurlo, Uom da succiole, 
Una sjerra* Un dormi, Un dappoco* 
Disutilaccio, Pan perduto, Pfon buono 
da porsi la mano alia bocca. Non alto 
a aatmre un grillo da un buco o a roc- 
comins tre pallottole in un bdcino* 

L'^ el so bon. Simile alValtto Vk 
quell cbe Dio fecc. f^. in Dio. 

L' k giust Tora bonna. Per appunio 
^ Vora da cib. in buon*ora per ap^ 
punto, Lo scrilturale Mora bona^ €i#^ 
adatlala, epportuna. 

Ho xtsi bon de A oiler che de 
mangia e bev. Ifon essere da muna 
cosa piii a^anti cite da saper mangiare 
e bere, Essere uno sparapane, 

Vess bon de fall. Esser uomo ca^ 
pace di farlo; e com. Esscr cece da 
far guello — Vb bon de ft quest c 
olter. E cece da far questo e peggio 
— ^. anche Doman. 

Yess bon de la ruff. Esser ¥dHuto 
al mondo sol per far letame, 
Bon. Ag. mere. Buona delta, Buon paga^- 
tore, Avi o No are per bon vun. Avere 
o Non avere per biwita detta, Kcputare 
o no alcnno buon so<latore o pagatore. 
Bon in frase per Serio. Fero, Soda, Beale» 

Del bon. Di buon senno, t>i vero, 

Di de bon o Parla da bon o del 
bon. Fa^ellare in sul soldo o di sodo 
o sul sodo, Dir sul sodo o di vero, 

Yk bon. Fare o Menar buono. Com- 
putare, Dar credito altrui di somme. 

F^ minga bon quell ch* el dis vun. 
Non gabellare o Won passare a uno 
quello ch'egli dice- 

Giuga o Fa de bon. K. in Giuga. 

Lavori de bon. Fare con alcuno a 
ferri puliti (U^chinv, Op. VI, 116). 
Far di buono o di bene in diritto, 

Mettes dent del bon in d^ona irobba. 
Mettersi in checchessia coWarco del-- 
tosso o delta schiena. Far daddovero 
o daddoverissime o del vero sennOf o 
scherc. del maladetto senno, 

Sul pu bon. In sul bel del conchiu- 
derc{\inhvdi Cof W 9 4)» i^cl buono. In 
sul buono, 

'7 



BON (i 

Sul pu bon r ha faa fiasch. V, Fiasch. 
Tegiii bon. Accorditrsi con allri 
m checchessia. Jsseniire, Jpprovare, 
Dar mono •— Vore minga tegoi boD. 
Disconvenire. Quand V e staa proget- 
taa el Foro Bonapart, gV^ staa qui j 
che ha mioga-voluu tegnl bon, e el 
Foro Te restaa in disegn. Del pro- 
gcUo del Foro Bonaparte vi fa ehi di- 
soonvennej t il Foro si rimase disegno. 

Vess al bon. Essere al punto. 

Voregh del bell e del bon. f^olerci 

del buonOf e com. Esserci da ugnere^ 

cioe Occorrere molta opera o spesa 

o fatica o tempo per fare checchessia. 

Bon. Bitono, Docile. Tranqiullo, 

Si a bon! Siibuono o savio. Sta buono, 
B6n. Buono. Grande* Molto, Avvantaggiato, 
f^anlaggiato* Largo. 

A dighela in bon^nilanes. In buon 
linguaggio ella h coji (Magalotti Let 
scienL XIX, i, 33 7). A parlarvi in 
/rt/i>w(Monig. Sen nob. III, 5). F'oglio 
dire in boon linguaggio che ecc. (Mo- 
nig, la red. Ill, 10). 

A faghela a bon mercaa. A f aria 
' a bu&n mercato. 

Bon gioDugfa. A^. Bongioeugh. 

Daghi bonn. Dar delle buone , cioe 
forti busse — Deghi bonn , tappclle- 
ghi menudcr. F. in Tappella. 

La soa bonna ciav. E lo stesso die 
La soa brava ciav. F. in Br^vo. 

V h on^ora bonna, E una buon'ora. 
E un'ora e piii. '' 

Bon. Buono. Utile, Fantaggioso. 

Te gh** ee do bon ch"* el te ved 
minga. Capitale che non ti vede. Buon 
per te die non ti vcde. 
Bun. Buono, Piacevole, Giocondo, 

Con certa gent ghe voeur i bonn. 
A dura incudine martello di piume, 
Co*cerveUi ostinati voglion essere Ic 
buone per isgararli. 

Cont i bonn se ollcn tutlcoss. Alle 
piaceuoli parole non si pub mancare. 
(Anibra Co/anaria IV, 5). // mele si 
fa leccare perch^ k dolcc. Le mosche 
si premlono col mele, 11 cane s* al- 
letta colle carezze, 

Faghela bonna a vun. Menar buono 
checc/iessia a uno. 

Faghen mai vimna bonna o vero No 
faghcn vunn«i de bonn, J^on gliene 



3o ) BON 

dare mai una di vinta. Non gliene 
risparmiare una nudedetta. Non gliene 
pofsare una. 

Faghi bonn a vun. Andare at versi 
ad uno. Secondare. Condiscendere. 

Faghi. tutt bonn. Dargliele tuite 
vinte. 

Tegnl bon vun. Confettare unp* 
Fargli cortesie , veui , . carezzc per 
avcrlo benevolo. 

Toeu coi bonn. Andar colle buone.. 
Far buon iHso. Far ue%*i. 

Torna in bonna con vun. Tomare 
in grazia ad alcuno. Ripigliare alcuno- 

Vess in bonna con vun. Essere bene 
con uno. Essere d* accordo^ in pace. 

Vess in bonna. Essere in buona^ 
di buon animo , di buon umoie , in • 
buona tempera 9 e pcrcio disposlo a 
compiacere, 
B<3n. Buono. Prospero^ Favorevole. 

£1 Signor ne le manda bonna. Dio 
ce la mandi ^iiOAA(Cecchi Dote II, 5). 

No aveghen vunna de bonn. Aver 
la maledizione addosso. Andare tut(o 
a rovescio, aver lutte le cose che 
vadano male. 
B6n. Buono. Gustoso. 

Bon bonent. F, Bonent. 

El bon no V 6 faa per i povcr 
omen. L* orzo non h per gli asini. 

El ft-bon. y. Fa. 

Sav6 de bon che consola. Saper di 

mille odori. Dices! di cose fragrantiss. 

B6n. Buono. Bonario. Semplice. Dolcione* 

Andce 1^ che sii pur bon o che 
sii ben bon o che sii pur anch bon. 
Sieie pur dolce di sale. Siete pur buono 
(Fag, Cav. par. 1 9 9). Siete dolce piii 
die lo 2iiCc'Aero(Monig. Ser, nob. Ill, 
5). Siete pure il dolce intingolo ( Mo- 
nig, la Fed. Ill, 28). Fous 6tes bon 
de croire d ^d dicono anche i Francesi. 

Bon cojon o Bon do vocult.<SSc<occ0/<e. 
Dolce di sale. Sdolcinato. V. Badee. 

Bou, va ben; ma minga bon d6 
voeult. Questi tanto biu)ni son tenuti 
poi 5aoct7i<(Ambra Bernardi I, 3). 
Bon. Buono. Semplice. Schietto, 

And& a la bonna o a la bonna de 
Dio. Andare alia buona, allacarlana^ 
alia grossa, alt apostolica, alia bar 
lurdu , ed anche alia naturale ( col 
Bartoli). Andare sprenalo. 



BON (i3 

Omm a la bonna, Genl a la bonna. 
Vomo Ma buona, Gente aUa buona^ 
vioe schietta^ senta malizic, e anche 
pin frequentemente senza etichette* 
«lia piana^ ecix 

Vestiss a la bonna^ Andart spreb- 
aaio — II vestir sodo, nia piu svt che 
sprezzato, dicesi Andart alia posUiva, 
B611. ironic. .Bitono, 

Av^ a cne fa coi bom Non avtr a 
mangiar i eavoii coi citchi, 

Bon lavd. Buona'-f}elle{*io&c* e Guad. 
. Jiime I, 71 e pasaim). JUeia spesa. 
V e giuat «i bon* Appunto so dirti 
€h' egU h il buono* 

Taccass al ban* Appigliarsi al buono* 
Bon in frase per ContCMto. lieio. 

¥k tegni de boo* Fareche alcuno se ne 

4enga* Operate si che alUi speri bene di 

4:hecchessia9 o si raUegri di cosa in fieri* 

T^gnias de boo. Tenersene (Vsig. 

An^aro punito 11^ i5). 

Tegniss de boo. Sperare. Fondarsi* 

Bitener Jatto, (solarsi* 

Tegniaa de bon. fiailegrarsi. Con- 

S6n. s. m nicevula di viveri 

o robe aomminiatrate* Voce fr. Bcn^ 
usata speciabnente in a&ri miiitari. 
Mn. T. dk Giuoco di Pallama^lio« . . ^ . 
<^el segno nell^anello da pallamaglio 
che fa buona la giocata. 

Mettes in bon. ...... Metier la 

propria palia dal buon lato. 
B6n. OY* Boono v€^ ironic (Fag. Ol'Ing. 

lad* I« 11). Buon per I)io. 
Bonam^Bt. Bonariamente. Con bonarietd* 
Alia buona; e anticainenle Bonaere^ 
menie^ Senza malizia. Nei diz, Bonon 
tnentfi vale da senno. 
Bonariaineot. Alia buona* V- Bonament. 
Bou4ac« Bonacoio. Buon pasiricciano o- 
^MSticcione o pasiaccio, Bonario^ e con 
voce di conio foraslierp e poco gar- 
bata Dibonaire, 
BoniziA* Bonaccia, Ogni buona fortuna. 
Bonbon e deriv. F, Bomb^n e deri^* ' 
Boncrisli&n. Ad, di Pci'. F. 
¥k)nd4nt. Jbbondante. V* Bondinzios. 
fondant, p'^antaggiaio* Buono, Do lix'a 

bondant. Due libbt^ buone* 
Bondanza. Abbondanza, Copia. 

Bondanza de mej. f^, in Mej, 
Bondanza. ironic. JLieia spesa, JUunaccia, 
Mala zeppa. Mala gianla — Tc set 



I) BON 

ona gran bondaiiea ve. Set pure ia" 
iieta spesa! cioe tu aei pur triaio*! 

Bondanzios* JbbondatUt, Mboudevole, 
Copioso, Abb0nddso, • ... 

Bondi^na* *..•..! macellaj cbiamano 
cofii quel budello dclle beatie bovifie 
che allri dicono MuleMa! 

Bondinella% ) Bandinellat I pannajuoli 

Bondiona* S cbiamano coai la tela che 
invoglie le pezze di pan no. I Dati 
daz. mere, la dicono BoUUnella^ e la 
aominano come tela di Gerntania. di 
due specie » greggi^ e bianca, 

Bondioeura^ a. f. « . . « Specie dt aalame 
nolo che k dBiio^ Ossocolo a Veneaiay 
ed e forse la Bi^nzora dei Lucchesi. 

Bondda. CocchiUme, Foro della boltoper 
coi s* irabotta. Dal franceae Bondon o; 
dal proveaizale Boundoun di pari aig. 
BoilA via la acuma del bondon* iSaf- 
fiare in bocca ad una boU0(J>aiv, Golu). 
Tegni a man de la spinna e laaali' 
anda del bondon, Mo i^tesso dm Tegxii; 
a man i guggxadie Urarvia i remiaMJ. 
fT. in Guggiada. , :i 

Bondon. 7Vi^o(PaoL. Op. II, 109)^ Zafib 
che.tura.il cocchiMme proprianij^jtec 
dettov I di9ionarj,p€;rQt<:hiaman<><^' 
chiiume .aiicho questo tappo. ■ • 

Bondon. Spina Jiocciaja* V, Boriup.. r, 

Bon4^p* Z^Q* Tu^acfii^ di que) foro 
dci tini donde si svina.^ 

BoivdoA^rii. T. 4¥^B9^. Cocc/u^v^atojqfi 
Sgorbia coUa.q^al^.8i.fa yl cocc^inine 
(bondon) alle botti. : . . 

Bondussuria o Bo^di$s^rla. Buooi di , a 
uossignona, 

Bpne^ Lo ste^so t^fie, BonetU y, ' • 7 

Bofi^nt. Foee brii^t, usala neila.J^r^e 
Boa )>onent Trabiumo^^i IddapuQi^o, 

Bonetu Berretto. l.a noa.tra e voce io^ta 
4i peso dal frafic^ £ow»e/. .Gii:ol«uaa( 
Buscelli pero nel suo CapH.sQprA^lo 
sbcrretiarfi ba;. 'i.ClifiJbisoffffi.QgHip<^\ 

. j^r c2i.bonelLo« Y, ! ^, . 

Bonelt. T, di Cucina. • • . . . Vaso di 
rame slagnato , ^ imitante alia grp^sa 
un berrelto> udl quale si fcuino <auo-> 
cere i pasticci. Dal fraAcese Bonnet 

Bonett T. de** Gonfett. .... Sp. di mar- 
Mpane cosi detto dalla figura 9he 
assume perche colto uel vas^ , cki«r 
ma to BoneU. V, ...,.< 

Boneur. F, Bouceur. 



BON (I 

Bongicedgh. .... Esclanasione uf ata in 
parecehi giuoclii\ e sempre io signifi- 

• csto di domandiu-e facolt^ di scostarsi 
in qualche pai*te dalla streXUi n'gore 

< delle lieggi propria di oiascun d^ east 
giitodii* Per es. nel giuoco delle pal- 
1 ottol e(^occ) io doyrei tnicciare coHa 
mill p«M«ttola qiiella deir avversario 
senza* scostarmi piik che tanto dalla 
aehicra de^ giocalori : sclamo Bon 
gifpugh^ e, ooDsentilo cVe^sia, io mi 

• pOMo dnlungarca piacero dalla acliae- 
ra« e- trnceiare di dove meglio mi 

'foma. Sc giechiamo a- capo a nasco»- 
- dope e sclamo Bon gi(3ei*gh * cbiedo 
•R^ebinpagni del giuoco di non essere 

• filtto prtgionieroancorch^ acchiappalo. 
Bongiial. Buongusio, Buon gttsto — Vess 

• de boogust, Av^ bongust. Essero di 
boon gusto f- j4pere buon gusto, Saper 

• eeegliere il hello e il buone. 
BoBin. Boning, 

B6mB (At^ de). Lo stesso e/ie Av^ de la 

ibeUa robetta. K in Robetta. 
B6nis(Mangia de). Nodrirsi laxUamenU, 

' Par buono, cera, Sguavuire. 

Bdtoittercaa. Buon pnereato. Buona dor^ 

~ rtita, Buon pr^to — Tend o Dii a 

bonmerctta. Far buona derrakt. Dare 

per tton moho pretsow 

" ' Ei bdnmercaa et strascia 1» borsa. 

v. in Borsa. 
BQnna (In), modo avT. In buona. IH buo-- 
na tempera — D'*amore e d*accordo. 
S^el catti in bonna 1*^ fada. ^I'o Io 
carpo in buona b cosa ykfta(Cecchi 
Dote 1 9 a). 
Bonna che. modo avrerb. Fortuha, Buon 
' per me, Buon per to, ecc Bonna per mi 
'che Vh staa qniett. Fortuna o Buon per 
■ ' W che & si stette eheto. V, ancke in B6n. 
tfdtmam^n. Mancia, Paraguanto --^ Ben- 

andala — » Strenna, 
Bbnnamest^ra. Buona mi^unt ( Moniglia 
Pod. di Coiogn. Ill, a6). Buona der- 

• rata? Jrfoto? Fantaggio? Giunta? So- 
pramMertaio? Qnel dito di roha oltrc 
'IfiU'^nlTimo hraccio che r pannajuoK «o- 

gUoDo dare ofhiger di dare al compra- 
lure. Oicesi'i£^oe/if dai Francrsi; dice- 
tasi Epimetron dai Latini e dai Greci* 
Bonduiiima. ' Buonanima{^\ucth.). Usasi 
parkndo dei defunt?. Me zio bonnar 
nima* Mio zio buonanima. 



3a ) BON 

Bonnasctia (Micbelabgiol). // PiOor Gro' 
nata(*&or. e Pan. Poet I, aa e la, II 
aS e iy), PiUor da chiocciole o da 
boceali o da sgabelli o da Jkntocei, 
PUtorello. DipintorwLza. Fantoceiajo, 
Cattivo pittore. 

BoBn4l&st« Buone festm — Mi boBD4cst. 
Augurqr buone fsste* 

Bonn-fest. Strenna, Mancia, F, Dcfesta. 

Biancidir. Sorts, Fehiura. Dal £i\ Bonbeur,, 

A la bonoeur. Fia 14- PassL Ma 

buon* ora, San Pier ia benediea, 

• A la boooeur de Dio« Jlia ctuiana, 

"Alia sciama^^uUa, Altapostolica. Alia 

grossa, 

Bonomia. Dabbena^ine. BonmrieitL Bo^ 
narit^ Dai francese Bonhammie* 

Bon-omm o- Gran bo»*6nim. ironie. Bo^ 
nario. SempHoe^ Doleione. y. Bade€u 

Benorlv(£Ae tmeks diciam^ Temporli). 
Buon hvatofiBy cioA nsato a levarsi 
per tempo la mAttina. Cos^ *piega eon 
ogni apparenzt di ragione il Monti 
nella Proposta citando (piel passo dei 
Bemardi dell'Ambra ( atto 1> sc. i) 
ove si legge 

« .... fin ^ giovaiMtta fw iilhtifn 
» Ed ott Imoa ktni«lor« » 
I Franc, dicono MiaHneur ->- Pare cbft 
il Tasso in qne^rersi ddla Genisa- 
lenune (II , i) 

« Ed uom eb0 lento • mo dHpovto Ttda 
» 8e pavt« mattttlino ft noiia |pi«(t « 
abbra in qnalcbe modo designato ii 
nostro Bonori^ con quel MaMutimo, 
Bon-pro-fazza. Bwm pro^, Buom pro w 
faccia, Parola coUa quale s*augura 
bene ad altrui, specialmente attorche 
egli sta bevendo o mangiando^ Il la- 
tino Bene tibi sit. 
B0nsci6r. Monsignore, H Balestrieri, m 
indicare Monsignor della Case, dis^e: 
•t Mm hssee qnell BoMcior ' 
• Che ioMgna U creftBM. » 

(Brand. Gang. BmL> 

Bont^a. BonfA. 

Bontaa. Mescolanza. Mimtl&ne. Quell* er* 

bncce odorifere di cni si fe insalata o 

' cbe si mescolano neirinsalatarminnta. 

Bontaa usasi pure in questa /rase : El 
sar^ la bontaa de qnindes agn o do 
vott mes^ ecc, Sdtxi un bordello ^ o 
un coso, o un negozio^ o la poverid di 
yuindici anni o d'oHo mesit eec.9 e 



BOP 



(i3B). 



BOR 



dicesi famiglNinnente quando si Tiiol 
indicare tino spazio di tempo grande' 
o in fatto o in reladone alle circo- 
stanze nelle qualt ti uaa. Per eaempio 
Sdra la peveria M tn o tpuMra med 
clif€i si tient fuel mio Ubro* 

Bootaa nelU Zecche per Tltoh T. 

BonTiv4n. Batm iHvem»ei^^toK^.Buom eom- 
pagnone, Godiiore* Compagfume. Bfton 
compagno. 

Bonlavds. p. conL brianz, per Bonasc. 
/^. £ Pantico italiano Bomiadioso ri- 
maslo, come altre Toei antiche ila- 
Hane* nelle nostrc parti montanine. 

BoDtemp. Buon tempo. 

ATogh el bontemp del merlo^ Darsi 
iempone. Stare in harba di tmido o di 
gaiia. Farfewia^ Ouare. Starsi in pat^ 
cUdie^ Stare a grmitarsi ia pamcia. 

El bontemp 9I le mazsa el Ic 
coppa. EjgH affoga nella bonaceia. 

Vesa Tomm del bon temp, .fiwere 

buon compagnone o godente. Far tem- 

' pone. Darsi tempone o buon tempo* 

Sguazzare, Stare in aliegria o in gii>^ 

lito. Pigiiart U mondo come viene. 

Bonfempiiae. Bnontempome. 

Bont^D. Bwum fiioiio(G«iad. j?)nic. 1, toT)» 
^iift'/exaii(Sacchetli tfov, at 4)* Moda. 
Buon gusto ^^ De bon ten. Oalante. Di 
moda^^StiorB de bon toii« Cortigiamt, 

Bontonista. K. Toniata. 

B6nza Specie di bette lunga, atta 

. ft eontenere e tr asportare il vino suUe 
carra. Ve ne sene di rotende o eilin- 
dricbe e di ovali schiacciate. La piii 
parte sose capaci di otto fat dieci 
brente di vino. 1 Piemonteai la cbia- 
mano Botdia earira^ cioe botte da 
carreggialre. 

Bonzen. v, eonL deil'J, Af« per Brenain 
de stadera. K. 

Ogni Btajera gh^faa el so bonzen. 
r, in Stad^ra. 

Bonzell. 9. m. e Bonzetta. s. f. • . . La 
bonza piccina, la qnale per lo pill anol 
essere capace di cinque brente di vino. 
Pari OB bonzett. Essere un tonfao 
chiotto o un tombotetto. Bssere un bur 
tede direbbere gli Aretini. 

6onz6n. Jeer, di Bdnta. K 

B6p b^p. M» btt. Bau bau { Kime d^ nn 
autore pisano). Voct imitanti it la- 
trare demean grosn. . 



B6n Soldo , e in ger. QuatlHni. Demau 

y, amche B6ro. 
B6r per Bori. y. 
B6i% Pbderi. Zattere. 
B6r (8. m. pi.) nelle barcbe. K in Travel. 
B6ra. Pedale, Toppo. 
B6ra. Marame. ScegliUeeio. La peggfor 

parte di checcbessia. f^-, Tar6cch. 
Bora. Bovajo* TYamontano^ TVwnontana. 

Borea. 
B^a. V, eoni. deWj. U. per B^Vriai V* 
B6ra^ Borra^ Stoppa o simile cbe si calca 

neHe boecbe d* ftioco per premerv 

la carica. 
Borad6r. Bh%%a* La prima Ibrma non 

ripuKta n^ condotta a perfecione, 

• rabboaco d*una serttttira o simili*-^ 
^i stimatori di fondi cbiamano Fo- 
rador de eampagna la bozza delle 
stime nella quale sct^iTono sui hioghi 
le lofo note. 

Borad6r. T. di St. Bbtta. Proi^a. Fogfio 
•di prova. Quel primo foglio che si 
stampa per prova e cfae serve al 
correttore per le correzioni da farsi. 
Anche gtt Spognucrft dicono in questo 
senso Borrador. 

Bor4gen. F. Borisgen. 

Boraginna. T. de^Cae. Fittschetia. Como 
da pol¥ere — La Borraeina Aei diz. 
■ vale Museo^ 

Bor^ina. r. con$. per Bord^en. K 

Borte. Borrdee. Kitro (bssile usato dagli 
artefici per saldare e liquefai^ piCi 
ibcilmente i metalli. 

Borasca. Burrasoa. Proeetta. Turbine. 

Boriisca. fig. AceAial0(lionig. Ser* nob. 
ill» S). Fortuna. Mala fortusuu Av^ 
versa fortuna.- Infsrtumo. Calamitd* 
Disgrazia. Procella. Grave malattia^ ec* 
Passa ona borasca .... Superare 
aleuB inforHinia; passare sforhma; 
vincere una grave malattia^ e srmili. 

Borascbetta. BurraHcheUa{Pro9e fior.); 

Boriisgen {o Boragen o Boraina). Aormig^- 

grne. Borrana. BorrAce.' La Borrago 

o0ieinalist\n.i erba «be si adopei*a 

. per abbeUire le ia«alate e is segno 

di allegriat 

Borasin. Borraeiere. Scatoletta in cui gli* 

• artefici tengono il borrace polveritr 
zato pronte per le saldature. 

BorceU. - 6iMcto(Targ. ViAg. tgS). Bur- 
chiello? Burckioi^ Barcftetto* Berchtita, 



BOB ( I 

BoroiU. yooe Usata amhiguamente sui no- 
stri laghi come sinonima di Barc6n. F". 

Borcclla per Borcell. f^. 

Borcell^tl. ^ BatielUUo ? BardUUina ? 

Borcellin. > ButchielleUo? Sbtiile na»i- 

Borcelloei!k« 3 cellino o barcheUino* 

Bard* Bordo, Frangia^ lisla, ricamo o 
simile di cbe si fregiano od orlano 
le vesti, gli arazzi^ ece. 

Borda. Avpicinare. Affrontare uimi (Am^ 
brn Ccjwn. II, 9) sem^ioem* Fermar 
nno.per'parlargli. Dal ic^nc* Aborder. 

Bordi. Orlure, GaUanare. Trinate -*- Fi- 
leltare. Dal francese Border. 

Bord&a. Orlaio, GMgnata. lyOuUo. 

Bordega. Imbrattare, Lordare. Sucidare. 
Sporcare. Insazzare. BrutUure. Soizare. 
MaccIUare. Jnsudiciare, Conlaminare* 
Jnsucidare. fntridere, Imbrodolare* 
Insazzire. Lerciare, JmbruUare. /m- 
pacchiucare. 

B^^rdega^s i. man pqr nagott. /^. M&n* 
Vor^ Hi, di e bordeg^. r. in F^. 

Bordegaa. Bruttato. ImbraUato, Sozzato, 

Bordcgascent. Lercio. Sudicio. Sucido, 

. BruUo, ^orco. lordo. Sozzo, Bruttato. 

Bordegh voce ant, per Bordegasceat. f^. 

Bordeghisia. Sudiciume. Sozzura. Lor* 

. dura. BruUura, Lordezza. Lordizia, 
Sporcizia. Immondiziiu Lordume, 

Bordeleri. Bordello. Chiasso. Fracasso. 
Fracasslo. Frastornko, Frastugno. Fra-* 
staolo. Baccanalia* Busso. Tramazzo. 
Trtunbusio* Buccanena. 

Bordeleri. Fucinata. Barbaglio. NuaH>Io. 
Graa quanlili di rJiecchessia. Bordeleri 
de gent. Un bndicame. Un niwolo o 

. Una. fucinata o Un .barbaglio di genii. 

. Bordeleri de gentaja. Bordaglia. 

BordelL Boutna, 

Anda a bordel}. Andare alia banda, 
41 SeiOf per la mala via 9 in rovina — ^ 
Talora anicbe semplicemente Andare 
a monte, Sconcludersi. 

Tira a bordell . Condurre alia schiac- 

. cia^nelle forbid^ nella ragna^nella 
. retej ne' lacci^ a rovina; In senso mo- 
dcrato Mettere in sul fdo , sui curro , 
Muile carrucole » in ballo. 

Bordell per Bordeleri (r/fuinfc'<fi). F. 

Bordellamenl. Lo stesso cite Bordeleri. F. 

Bordeloeii. Bordelletio. CoseUino. 
m On chiccherin, ma propt on bordekeu , 
9 Da 4«rTi a on canaiio per b«TiiiBu« i*Bal« Sim. 



34) BOR 

Bordeio^ Sp« di stoiTa di Itmm 

6 seta. Dal fr* Bord de sole* 

Bordiglion. F. Bordi6n« 

Bordin. FroHgeOa. FileUo. 

Berdinett. Dim. di Bordin. V, 

Bordincttin. Dim* di Bordin^t* F. 

Bordioeik {die anehe dicesi Borddn). 0mm 
ramella? Sciaramella?{*wet.). La larva 
rossa della Ceionia sticUcaliiu* cbe 6 
un bruco molto infesto alia radice 
dei cereali, e spedalmenle a quella 
del granoturco. I Modanesi lo chia- 
nano Cascamorto e i Bearnesi Aire. 

Bordtun ( che altri dicono Bordiglion ). 
Fil di ferro greseo — NeMizionarj 
Bordiglione significa soltanto un certo 
difetto di filatura. 

Bordion di pedal d^on^afpa. Fergucce 
de'pedali delVarpa? Quelle verghoUe 
.di ferro cbe dai pedali d^iin'arpa 
passano pel voto della colonna e met- 
tono in moto il meccanismo armouico 
dello strumento. 

Bordionin Sottile fil di fecro. 

B6rdo. Foce usata nella Jrase 

Scior d'^alto bordo. Signore di prima 
riga^ del prima rango^ d'alto paraggio, 

BoixiocGb. Piditola^ e con voce dottrinale 
BlaUa. La Blatta orienialis Un, In- 
setto cbe trae al grillo domestico, di 
corpo scbiacciato<9 comunissimo nelle 
case veccbie» umide, sudieie. La noUe 
esce a torme infinite; il di. s^appiatta. 

Bordocch. Baco^ e con nome dottrinale 
Mnfa — Seminin/a — Oisdlide, Nome 
proprio degr inselti nel secondo stato 
di loro trasformazione. Per es. Tin- 

.. setto cosi deito Baco da seta, prim* 
e Cavaler (baco), po.i Bcnibech (baco 
rincbiuso , bacaccio ? , crisalide), e da 
ultimo Parpaj (f&rfalla del b.aco da 
seta) *— * Notisi pero che non cono- 
sccndusi bene da tutti la triforme 
naturalita degPinsetti, spesso nella 
lingua comune i piu confondono le 
idee , d^iamando bachi o bruclU cosl 
le larve come le ninfe, e appena in 
alcuni casi distinguendo con apposito 
nome Tinsetto perfettOf come ne^pa- 
pilioni , negli scarabei, ecc che nomi- 
nano Jarfalle , calabroni , ecc. 

Bordocch. gergo Prete. 

Bordtkch. BaUuto. V. Scuriee — Defcn- 
deute Sacchi ndila sua Novella Ara^ 



BOR (I 

helf^Ara eec« dice che ncl i555 il 
conte Tommaso Marino fu chiamato 
dai Milanesi Strapazza-^pordbcch^ cioe 
conculeatore della gente divota rap- 
presentata da que«ti battuli (bordbechy 

Bordocchia. Bachetifztolo, 

Bordoccon. Piatioione* Acer* di Piattolu 
(Btaita- orientalishin.), 

Bordtti^. Baco. Befana. Biliorsa, Versiera. 
Tregenda. Treniaveccitia* Aversiera, 
TrenUmcanna. P'^rola, Oreo. Breusse. 
iMpo mannaro. Ebreusse, 

Fa hordoeu. Far baco o Far baco 
baco. t an certo scherzo che si fa coi 
bambini coprendosi il vol to e dicendo 
Baco baco o Bau bau^ e fra noi: Bor^ 
dau^ mUj e cio perche n^abbiano un 
. p6 di pauriccia da burla. 

Bordoe^. Bejana. f^ersiera. Oreo. Donna 
assai brutta. 

Bord6n. ydce usata nella/rase 

Tegni a bordon. Tener. il saeeoj o 
- mano^ o di mono; e col volg. toscano, 
che leggesi anche in un poenw d* un 
autore pisano, Meggere il venii. 

Bord6n per Bordiceu. ^. 

Borddra. Bordo. Frangia. 

Bor^ja Sp. di hallo a quattro. 

horejn, Sciagura. Malanno 9 ed anche in 
generate Intrigo. Imbro^io, FUuppo, 
y» B61gira t Borasca. 

Bori&ila. BoUUa. Padella, Patella. L'osso 
tondo che copre la giuntura del gir 
noccliio •— Da la borella in di ge- 
noeucc* y* Genosdcc. 

Borella. T« di Gtuoco.. ... • . PalloUola 
che si adopra al giuoco de'*rulli(ii{ 
oss) per darvi dentro e £lirli cadere. 

Borella (Azzal in). V. A^zil. 

Borgh. Borgo* Sohborgo, 

Borgh^s 1 militari chiamano 

cosi chi nan e militare come essi, e 
dicono VesUss de borghfis il veslirc 
abiti non militari. 

Borghesan, i?of^Aigiitfio.Abitator di borgo 

Borghett. BorgbeUo. Picciol. borgo. 

Borg6gna o Borgognin. ^. in Uga. 

Bori(Coo5. Men. 4^), Abborrire. 

Bori. T. di Cac. I^vare^ Soovare. Dar 
soUo. I Fran* quasi nello stesso senso 
hanno Bourrer* iVegli uccellari (roccbl) 
sarcbbe Scacciare' U Savj(Ornit. U9 
3 75) usa Frullare, 

B(>ria. Bbria* BoriositUn Fanitd. 



35) BOR 

Bori^n (Can). V. in C4n. 

Boricch. Bricco. Asino. Ciueo, BbxMa, So- 
maro, Il francese Borrique. Avverte 
Tesimio Felice Bellotti in alcune sue 
Postille al mio diz. gentilmente comu- 
nicatemi che anche gli Spagnuoli di- 
cono Borneo 9 e che queste voci prob. 
proTennero dalPinfimo latino Bari" 
chus o dal Boueixo; dell^infima grecit^. 

Borkch. Stefano. Ore, Fenire. ksk {iden 
el boriccfa. Aver pieno lo stejano. 

Borida. ..... L^atto dello scovare, 

del dar sottoy dello seacciare, del 
frullare. K. Borl. 
Can dc borida. F. in G&n. 

Borid6n. Bagia. Busbaccheria, Busberla. 
Inganno che si cerca di fare altrui 
con bugiarde e finte invenzioni — • 
Talora in senso piit moderato Carola. 
Fola, Pantana. Bugla, Fandonia, 

Pienta on boridon. Bushaccare. Usar 
busbaccheria *9 e piii moderatamente 
Piantare una carota, Dar baggiane. 

Boridonista. Parabolano. Busbo. Busbac^ 
CO. Busbaccone. Busbino. 

Borid6r. T. di Gacc. Bamata. Bandello? 
Nome di que* bastoncelli corti che si 
usano negli uccellari (roccol ) lancian- 
doli Terso gli uccelli di passd per 
farli dare nelle reti. 

Boriggiced Cosi chiamasi dai 

contadini brianzuoli la siliqua del 
ravizzone(2^nu5tca /ra/'itrLin.) 9 e in 
generale anche ogni altra siliqua glo- 
bosa come quella, ogni pericarpio 
cassulare globoso. 

Borin. Capdzzolb. ZSztolo. Tdttola. Capi^ 
teiio , e dotlr. Papilla. Fuor del solito 
parmi che saviamente riflefta il Fer^ 
rari derivando la nostra voce dal 
latino Uberinum. 

Vess senza horiui Auere il cape^ 
%olo cieco 9 cioe occulto. * 

Borineri. v. dell^Alto Milanese. T'arbine. 
Uragdno* Bufdra. Procella, TTsMpora-- 
laccio. Lo Spadafora nella sua Pros, 
it. registra Spurino e Spurinata in 
questo medesimo significato —-La no- 
stra voce trae al siciliano9 ed ha an- 
che molta affinita colla Buriana regi- 
strata dai diz. come vento assai pro« 

. celloso. 

Borion. v. cont. brianz. Spina Jecciaja. 
Tappo de^secchi da bucato. 



BOR < I 

BoHiu Botolare. Rmzwlare* 

Appeuoa borlaa-gio del leoc. Jp- 
pcna caduia in terra* Appena alzato, 
al primo U5cire del letto la mattina 
dopo aver dormito. Au saut du lit 
dicono aoche i Fraacefii. 

Borla adoss. Andare , f^enire o JDare 
^idosso ad uno, InvesUre uno, 

Borla ai spall a vun o Borla adoss. 
Coglieret t^aggiugneretSopraggiungenB, 
Jrrivare uno inaspettato. » impro\f\^iso. 

Borla-dent o dealer. Jncappare. 

Borla-dent a dl« a fa^ ecc. Lasciarsi 
andare a dire ojare ehecchessia. $on 
borlaai-dent a. dill. Mi scappb detio, 

Borla-fceiira a di^ ecc, Scappar detto. 
yenir detlo. Jncappare a dircy ecc. 

Borla-gi6. Cadere, Strantazxare. Alh- 
biosciare ; e bas. Dor del ado in terra. 

Borla-gio. Darsi pinto, Dar nel lac- 
cio. Par. d^innamorati cader ad amare. 

Borla-gi6 a tocch. Cascare a brani. 
. Non se ne tener bruno — Cascare aU 
trui le vestimenta di dosso — Rovir 
nare, Diroccare* 

Borlk-gi6 con la faccia inanz. Car- 
der boccone o supino o rovescione o 
ropescioni o a rovescio* Dare del ceffo 
.. in terra, 

BorU-gio cont el coo in gio o a 

coo inant. Andar giu, capolevatQ o 

capovolto o capodisotio o capopiedfi 

■ caporovescio* Tomare, Fare un tomo, 

BorU*gio cont i gamb dedree (pari, 
di cavalli). Accosciarsi, 

Borla-gio de cavalL Cadere da ca- 
valla, yoiare la sella* 

Borla-gi6 in pee, K in Pe. 

BorU-via ass, o Borla-gio o Borla- 
via del sogn* Cascardi sonno; e scherz. 
Legar Vasino. Legar la giumenta , cio^ 
addormenUrsi. K, in Sogn. 

El gh* 6 borlaa*denU E rimasto alia 
stiaccia o al ealappio o nella trappola, 
. .// topo ^ cascaio neW ordo. £ staJto 
giunto al boccone, 

'Fa borlflH-fonira vun. Fare uscire 

. iim). Cavare i calceUi a una* Dare 

aoUo ad uno per modo di cavargH 

di boccacio che se ne vuol sapere. 

LassA borla in terra* V, in Terra. 

Son borlaa'gi6 de la paura. Mi k 
cascatoM euorc o la cunaiella dalla 
paura* 



36) BOR 

VesS pussee de borla cbe de eorr* 
Essere un tomboletto^ un ionfaoefuotio* 
Dicesi anche nel significalo seguente: 

Borla. gerg. Cascar dijiume o della/a" 
me» Allampanare* Seniir suonare la 
lunga, Avere la picehierella* 

Boriaa. pariic* pass, di Borla* /^. 

Borland, s. m. PilU>rone{^mrg, Flag, V, 
380). OU>ttolone* Grosso sasso bislim- 
go o ritondo di fiume. I ininori sono 
detli Frbmbole , Pillare o GiiiajbttoU 
(Targ. f7i^.V,55i,I,3o7,II,59oepas.) 

Borlanda. Frbliola. Taniafera* V* ^ un 

libro intitolato Borianda impasUcciala* 

Oh che borianda impastiuadal ^edi 

viluppo! Fe' pasHceio ! Fedi maiassa 

arruffala o seompigiiaial 

Ve ona borianda mai pit fenida. 
L'^ ana lunga mena^ ana treaca^ una 
trescatay e seeondo casi aache wt 
tdccoh; ed anche vbdl^ trntamerata i ed 
anche un viluppo, un inirigo. 

Boilandott. T. di Pin. Siradiere. A discin- 
zioae dei gabellieri &t5i{d€tuee) chia- 
mansi cosi que** gabellieri ambulanli 
che si oppongono ai frodi snlle strade 
pubbliche. Forse dal ptem. BerlandoL 

Boriazi6n. SagraOna* Picchierella* 

Borl^a dicono in qualche parte del com^ 
tado per Pen^ggia. y, 

Borlin. Chccola. Bacca, Orbacca. Frutto 
deU^alloro, del ginepro e similt. 

Borlin. Pallino, 

Borlin. GiHo. 

Borlin. Tomboletio — > Tbmboletta, 

Borlin&tt. Dim, di Borlin. y, 

Borlirced In alcune dclle nosire 

cascine formali (cason^ ^ un congegiio 
per fare il burro. In due ritti , col- 
legati con una traversa da capo, Tiene 
inastatoa dae tet-si di- alteaza un cur^ 
ro in cui sono infissc due aste delle 
quaK una i ntozza* e Taitra va a 
metier capo in una zangola ( penag^ 
gia) che i 'inteffala sotto ed pianlalo. 
Due manubrj inaslati neirasta mozza, 
che viene chiamala sajetta, servono 
a smuovere il curro, e con esso an- 
che Tasta lunga la quale fa diguaz- 
zare il fior di lalte nella zangola fino 
a tanto cho sia divemito burru. 

6orlo(Toei!l el). La stesso che TosA-sd 
el duu de copp. y, in Dvlu. 

Borloeu. Zo stesso che TrlqixsiiUin* y> 



BOR 



(x37) 



BOR 



BorUj. CackereUo. PQlola . di . pJUna. 
Coal ohUmMi in gorgo Puoyo sorbilb. 
Bori6a (in gener^)^ Cilindro r^ Mvbtala, 
Jtbfoio ^ BuUo. 

Fai»i4i)i in dW borlon* M0ggm^fo* 
iursi. JtannicehianL 

Manegh.a borlon* K. in MAnegQ. 

Borl6D.T.d^Agnc.i?ii/to,P«sxQ di lagno 
tondo, lungo due metri circa e deUa 
dimeosione di sei d«cinietri in giro* 
c talvolta dentato, ohe strascinato da 
cavalli o simili giova a spianare le 
solle d'^un campo. Viene inaatato in 
un idajo di lagno che gU aerv^ di 
5»rro. Nelle pianure d«l Lodigiaoo 
viene anche detto JtigoL Corriaponde 

. al BrUemoUe o Jtouleau delP Enciclo- 
pedia e al CassemoUe dell" Alb. bass. 
Nel Voc. agi-» itaL del sig. Gagliardt 
e detto Buaao. 

Borlon. BuUo, Dicesi anche uno atrn- 
mento aimile al au descritto con cui 
ai i^ompoDo le capsule dei legumi per 
cavarne i aemi. Quando e scanalalo, 
ehiamaai Tribolo a delta del signer 
GaglJardi nel suoYocab. agr. it. 

Borlon (A). nuMlo aw* Aotolane. Bmr 
ufloni. Botolando. 

Borldn Sp. di cercine fatto di 

Guojo imbpititOf di cencif o altro 
aidftile, in cui sMntroroette una delte 
gambe di quel cavallp che peccfai di 
tagliarsi ( d^ ifUajadura ). 

Borldn. BuraiUlio. Kel frullone ((MraOoa) 
e un corpo pentagono rivesiito d^ un 
velo per eni ai viene cribrando la 
liarina. 

List, jitte •• Travers. CostoU «■ Cros. 
iiasse *» Veil. SUinUgna* 

Borlon. ••.... Negli abiti donneschi 
e una specie di gonfietto continuato 
che rigira da piede tuUo V abilo e lo 
ajuia a staccar meglio dal corpo. 

Boiion. Tomholo. Ciucino da riecunare. 

Borldn. ..... 6p. di capeazale cilin- 

drico da letto o da soft; se ne meite 
uno da eapp e uno da pii. 

Borlon Orosso cilindro di 

pietra ferinato in una apecie di telajo 
-con manicot di cui si fa uso per ap- 
pianare i peyinuenti nurmati (a sea* 
fcada) o a niosaico. 

Borlon. a. m. pi Specie di ci- 

lindri bfoalit dentati- e a riseontro, i 
rol. I. 



quali seryono per^ maciuare le foglie 
da tabacchi. 

fiorlonii. Botolare, Btazalare, 

Boi'lon^i. T, d^Agric Layor^re 

i terreni col rullo(2»or/oK). 

Borjon&da* Un ruotolo. 

Borlonin* GHndrvoh. RotoleUo, 

Boflorin. Tomboieiio, ^. TnquattrlOf 

Borlott ( che tmcke diciamo Boj6cc)i )» 
TYt^ccAioflo* Persona piccQlae grassa. 

Borldsch. gergo. ..... Lo str^diere 

(borlamibu, y.). 

Bomi, Bornidor* e^. f^ Imbornlt |nH 
bornid6r, ccc. 

Bornls. Gntgia. Cenere calda. ce^ere 
che oonserya il calore « o che^ ha del 
fuoco. U Fontana net suo JQiz, et^n, 
ru4t. fa derivare la nostra voce dal 
latino Pnmidum ch*egli asseri^c^ di 
pari siguilicato. 

Drova la sciampa del g^it per tivk 
foeura i castegn de la boroia* lig* Ca- 
pwe il granchio dalla buca colia Jmn 
d'altrL Ottenere il proprio intcfito 
col pericolo altrui. 
Fa i omitt in la bomis. K Om^tt. 
Perdes per la bornis a in la pbl- 
▼cr. ^. P61ver. 

Pocca bomis no fa l&fk el buj. fig. 
jil prima coipo o per un coipo non 
cade a nan ua in terra Valhero o la 
^uercia, Chi vuol conseguire peraev^ri. 

B6ro ( B6r b Burr ). gergo ...... 

Soldo. Nol gh^ha on boro. If on ha uH 
die di<;a due(Fmg. Coni, di Bucoi, 1 , 9).^ 

Boroeul. t^. cont. deWj, Mil. per Maron 
a rost. Bruciate. 

Borolada. v. delFAlto Mil QuantitA 

di bruciate arrostite in una volta< 

Borolelta. y. deirAlto Milaoese. Bruciof 
teUa{*Xosc, e Rime d'un poeia pisano). 

Borom^el .... Dicesi d* ogni lanaggia 
ordinario » come quasi fatto di horra. 

iorom^ta. Lo siesso che Barometla. yi 

Bordo. T. de'Calzett.. .... Specie di 

cavicchio di fisrro che io grOssa^ztL 
pareggia il yauo dell a campanollA 
deWalxon'c delle penduie del telajo 
da far ealze. 
B6rr, B6rra, Borras, Borrasin, Borro- 
nietta, ecc»ecc. V, 66r, Bdra, Bor^* 
Boraain , Boronaetta , ecc* ace. 
Bdrs(Aye). Avere scos^ato o levatolale- 
pre* V* BorL 

18 



BOR ( 

'B6rsa. Borsa, 

Anda a compr^ con • d6 bors 

Dices! di chi afferma d^avere speao 
in alcun oggetto meno di quel the 
non abbia realmente. t frase fami- 
gliare special mente fra le donne. 

Avegh la borsa de vun. Maneggiar 
la borsa d'uno. Poter disporre de^da- 

- nari di un tale. 

Avegh la borsa fodrada de pell de 
diavol. K. in Di^vol. 
Bonna borsa o Borsa grossa. Buona 

- borsa, Borsa sorda. 

Chi fa o giuga de caprizzi paga 

' de borsa. p^. in Caprizzi. 

' *£! bon mercaa el strascta la borsa 

' {ehe anche dicesi El bon mercaa el 

manda Pomm a Tospedaa). Le btione 

derrate i^uotan la borsa 9 cioe il poco 

prezzo alletta a comperare , e f a sciu- 

• pare i quattrini e impoverire. 

F& dom4 oaa borsa. Far borsa{^kc- 

•' ehetti Nov. 98). Raccogliere piii sorti, 

'pii^ capital! 9 pik. danari in iino; far 

borsa comune. • 

•' • Falli con la borsa in del goeubb o 

- in la -s^cenna. Fallir col sacco o col 
sacchetto{*Xosc. e poema d^unaut. pis.). 

GioMtagh <de borsa Rimet- 

terci di cap! tale , lasciarvi del p'elo. 
Vcgnl nagott o nient in borsa. ^. 

. Nag^tt. 

B6rsa. Borsa. Cdglia, e doltr. Serbia, 

B<Sr»a. T. di Cac L'atto (K 

scavare, di levar la lepre, di dar 
sotto al .s«lvaggiiime. 

B6rsa. T. mere. BOrsa, Piazza. 

Bdrsa. T- eccl. BorsU. La custodia del 
corporale. ' 

fiorsa dlcono alcuni per Pizzceii o Mai- 
hecch (inseita). V. • 

B6rsa. Paniaccio.Panidcciolo.. La cuato- 

. . dia dcUc panie(i£i bacclietton de vesch), 

BiSrsa. Borsa, Specie di sacchetto di seta 
. nera a plu fogge in cui si raccoglieva 

; gia tempo la coda dalle persone civil!. 

B<5rsa. Sacca. Nelle.reti da frasconaja, 
da ragnnja e.simili feono quelle .parti 
nelle quali vanno a intricai's! gli uc- 
celli ,. stando in esse pendent!. 
Fa i bors. Far le saccke. 

B6rsa. Sacchetta. Taschetta. Saccuccio 

• raccomandato a una pertica per uso 
di raccogliere elemosine in chiesa. 



j38 ) BOS 

Borsaria. .... Nome «olletUvo di baMe* 

• Lavorii de borsarta. Lavonwdi horse. 

Borstila. T. de'Gioel. ed Oref. Pimm$Ua. 
MolleUa. La nostra Toce BorseUa iia 
molto della lat. FolseUm di pari sign. 

Borsetta. BorseUa. Borsello. Borsiglia* 

Bors^tta. T. de^Confett Gonfetto 

imitante un borsiglio^ e regalato la 
piii volte di rosolio o di rhuih. 

Bors^tta. // ritroso. Nelle reti ^ quel 
mddoppiamento che hanno alia bocca 
ridotto a entratura alreitissima ^ pel 
quale entrati gli uccelli , non trovano 
pii\ la via di tornare addietro. 

BorsgioM. CiUadino. Borghese. L^opposlo 
di Militare. In borsgioi. Alia borghese. 

Borsin. Borsellino. Borsellina. BorsgUa, 
BOrsiglio. 

Borsin. Tascluno. Quello che sia nt* cal- 
zon! per allogarvi Toriuolo. 

Borsin^e. Borsa jo — La nostra coatrada 
detta dei Borsinee trae il nome piu che 
da^borsaj dalle horse che i prigionicri 
mandavano fuor delle inferriala delJe 
career! ivi anticamente esistenti. per 
pregare d! limosina i passeggieri. 

Borsiroeik. Borsajuolo. TagUaborse. La^ 
dro di calca; e scherz. Thccapolsi. 

Bors6n. BorsoUo? Gran borsa-, e fig. 
Borsa sorda. II fuugo detto italiana- 
mente Borsone debbe aver tratto il 
nome da Borsone accresc. di Borfa, 
I diz. pero non P hanno registrato. 

Borsott. Zafferano falso o bastardo 
salvatico* Pianta perenne di prato, ohe 
^ il Colchicum autumnale dei botanic!. 
B6sa. s. f. . . . . I caciaj chiamano con 
qucsto vocabolo lodigiaho e piacen- 
tino quelle bollicine che gorgogliano 
sul lattc quando e* si sta riscaldando 
per diventare cacio e che viene agita- 
to fortemente . tanto maggiori quanto 
maggiore h il grado di ebullizione; 
bollicine dalle quali il caciajo traa 
regola nel suo operare aUorche sia 
riducendo il latte a cacio lodigiano. 
B6sa chiamano alcuni campagnuoli verso 

Pioltello la Botlaranne. y. 
Bosard. Bngiardo. Mentitore. Mensognere. 
Menzognero. Menzoniere. Menzoniero. 
Mendace. Mentiero. Menzognatore, 

Ai bosard se ghe cred roinga nanca 
quand disen la veritaa. Al menzogne* 
ro non si crede quel ch* h vera. 



BOS ( 

BMard com^ ona stria o cofti^ on 
lader o simili. Bugiardo come un gallo. 
y» Bosard<Sn. Menieur conune un ar- 
racheur de dents o comme un dpitre 
didicaioire^ o comme un pandgyrigue 
o comme un ^pitaphe. dicono i Fraiicesi. 
Chi e bosard e lader. y. L^der. 
L' e pussee facil a catta on bosard 
che on zopp. y. Zopp. 

Tra bosard. Smenlire. Dimentire. 
Sbugianlare, Dare una mentUa^ 
Bos&rd. Jtdd,di Per. r. 
Bos^rda. Bugiarda* MenUUice* Menzo- 

gnera. Mendace, 
Bosarda. Bugiardare, 
'Bosardaria. Bugla. V, anche Bosla. 
Bosardasc Bugiardaccio, 
Bosardell. Bugiardello {Gigli Sor. IV, 7). 
Bugiardino (^ouig. Sen nob, I» ai)* 
Bugiarduolo, Malsincero. 

Bosardell. gergo L*oro1ogio. Dal 

mio /also oriuolo Poco tempo k di* io 

Jhi messo a piuolo dice il Machiavello 

nella sua Commedia in versi IV, 3). 

Bosarddn. Bugiardaccio, Bugiardone. Fa- 

. poipne, BugiardissimOs Piu bugiardo 

che un gallo. Di Id da bugiardo, 
Bosca i cavaler. Mandar allajrasca i ba- 
chi da seta, Preparare loro la frasca. 
Boscaroeu. v. delFA. M. Catastajp? Chi 
• prende in appalto le tagKate de^bo- 
schi , o Chi traffica delie legne che se 
ne traggono. 
Boscaroeik per Boschiroed. f^. 
Bosch. Bosco, V, Pianta e Gabbaria. 
Bosch de lader. metaC Bosco, Nido 
di barattieri. Per es. Semm minga in 
d^on bosch de lader. Ohfossimo noi 
al bosco /(Salv. Spina V. 1) — Un nido 
di ladri dicevasijra noi £l bosch de 
la Merlada. 

Bosch de taj^. Bosco ceduo, 
Bosch pelaa o biott. Bosco diserto. 
Fa i bosch. Tagliare. Tagliare i 
boschi, (Legna. 

Fttura del bosch a fa legna* y, 
Gro^da flc bosch. F. Gronda. 
Ong Yun cont on poo de scionsgia 
dc bosch. K Fa corr el re de baston 
in Bastdn. 

Scarpa bosch. F, in ScarpSi. 
Ughetla de bosch. F Ughetta. 
Usell de bosch. Uccello bosclierec- 
cioi e fig. Ladro. F, in Usell, 



139 ) BOS 

Bi^ch. Bosco, FrpiSfif^, Capannuccc di 
ginestra , scopa pd altro che si usa 
fare pe^bachi da seta. E diviso ip 

Casell. CaseUini? » Scalon. BitU? 
e=3 Sees o Sctsx\.U,Siepicine{^ iosc), 

Anda al bosch e Anda-via. Andare 
al bosco o alia frasca^ e anche ass. 
Andare* V awiarsi de^ bachi da seta 
a fare il bozzolo suUa frasea. 

I cavaler lavoreu ben o tacchen 
hen a bosch. / baclii ragnano bene, 
I bachi hanno ragnato bene (*lo$c,)* 
Boschett. BoscheUo, 
Boschettin. Boschetiino, 
Boschi. Tortire. Modi bassi e di gergo 

che valgono Cacare. 
Boschinetta. MacchiareUa. 
Boschinna* Macchia. Macchione, Fratla, 
' Terreno boscfito ad arbuscelli , o bo- 
sco per fresco taglio macchioso. 
' Salv^degh de boschinna. Selvaggiu- 
me macchiajuolo, {chiarsi* 

Scondes in la boschinna. Jmmac^ 
BoschiroeCi e Boscarceu. Macchiajuolo^ 
Agg. di Persona, Beslia o ^Itro che 
frequenti le niacchie(i boschinn), 
Boscin. F, Buscin. 

Boscion. Turacciolo, Zaffo. Turaccio, 
Dicesi esclusivamente di quello su- 
gherino. Dal fr. Bouchon. 
Bosciona. Zaffare, Turar con zaffb{di 

sugJiero ). Dal fr. BoucJionner, 
Boscion in. Turaccioletto{ di sughero), 
Boscon. Frasconaja, Uccellare, Ristretto 
di piante selvatiche con certo ordine 
per uso di pigliare alia pania gli uc- 
celli, e in particolare i tordi. 

Boa^e. v. a Cosa bella in appa- 

renza , ma di poco valore ; ed anche 
Vestito che d^ nell^ occhio per colori 
troppo taglienti. F. anche Bosorgna. 
Bosia (che anche dicesi Bosardaria). Btt- 
gia, Menzogna. Mentimento '^ e con 
voce pedantesca Menddcio, 

Catla in bosia. Sbugianlare. Con- 
vincere di bugia. 

Di bosii a la ricca. Dire o Comport 
re bugle in ciocca o scoccolate. 
Di di bosardarij. Mentire. Bugiare. 
£ daj con sti bosij. Le bugle sono 
lo scudo dei dappochi. 

Ghe se ved la bosia in faccia. La 
bugla gli corre su pel naso, Gli si 
IcggQ la menzogna in sul viso. 



Bod (r 

I b69arda^ij o i boki j gV h&n ettrt i 

t>ee. Bngid zoppa. La hugld ha torta 

%fia. Lt hwgit hanno le gambe corte, 

SiJi bosi] a monton. Su htigie colla 

pala (Fag. AM, noH vuol rn^ar, II, 4}> 

IbtH^L.Sessitura. Basta,moreppio,Lo stesso 
tht Sambk-deca. F. 

Ho&ia. ^Bg^ft. Aroe^e a u^o di piatiellino 

con bacciuolo per adattarvi una eon- 

dela, the usano sp^ialmente j pre- 

laii helle sagre fuhzit)kii per vcder 

* hime in leggendo. 

Bosia OgAuno di que^punti 

bianchi i quali ci st teggoho lalora 
\tk sUirufighie, e cbe i Latini dit^- 
Tano Nubeculis, 

Bosiascia. Bu^ofw, ktt^teia di Bugla. 

fiosi^tta. Bugitiota. ^ngii^c*o/a(Pac* i). 

jBt>^itt Me»ddro, contadino 

deirXlto Milati(*se. Noi dieiamo an^he 
Sol BosiH per indicate In su quel di 

' SaroMuo, di Varese, ect. 

Sb^lb. Oosl chiamansi iVa noi quegli 
tlOtfiini ehe Vanno per la dtt& can^ 
tando fechando quelU coitiposizioni 
die iont) ddtte Bosinad, F, — Ancbe 
ai Bostri poeli scrirendo in linguag'- 
gio vek-nacolo te ptaduto di as^umere 
SI litdlo di Boiin. 

El le vedairav anca ftosin orb. F. 6rb. 

ftosin^da Composiftrbne in versi 

Ternaebli YniUnesi, la quale per lo 
pi\i viene gridata e l*ecitata per citU 
dai cos\ detti Boiin. t. grandissimo 
il numero di queste Bo^inad; neirAm- 
bfofeiana n^esiste una decina di volu- 
metll e pid. La maggiof pane sono 
keritte male \ kna taon pevtnnto s* han*- 
lio il pregio cosi d; dillbndere la 
buona mofal^ traM popolo, come di 
fak- viVo ritrattt> delle tmitazioni che 
d^et^ \tk et4 va sopportandd il tlia*- 
letto , e di conservare memoria d«lle 
costumabze e degli aneddoti del paese. 
Carlo Takitt helle sue Rime a p. 86 
fa grande encomio di questa specie di 
componimenti, e he cita come primi 
striftori Bernardo Baiholdi^ Ciroldmo 
Madema^ Scipione Delfinoni^ Pietra- 
Santa ^ DOfntnico Francolini, Paolo 
MajnaUy Giuseppe Ahbiati e Gaspare 
Fumagath 'Il nosito popolo per6 auol 
cbicimar« Bosihad ancbe ogni altra 
scriiluta ill dialeito milancBe e flt>&- 



40 ) BOT 

cialmente ogni poeaia Temacoift; ma 
dai bei versi del Balestrieri e del Tan- . 
ci, dalle inimiUtbiii poesie del Maggi 
e del Porta 9 e da quelle belliaaime del 
Grossi e del Raiberti a qneSU specie 
di irere Bosinad e^vi corre qucUa di- 
Versita cbe ognun Tede. 
BosMn. Bugiardone* Bugiardaccio. Il Bu- 

gione dei diz. vale gran bugia. 
B6ai^na. Bagiardaccia, MenUtrice. 
Bosi6s* Bugiardo agg. 
Bosorgna. Acciahattare «— A"* ciabattini 
per ischemire le loro failure , assai 
volte appiaslricciate con semplice ap- 
parenza di bont& {bosSB\ noi diciamO 
anche (in luogo dell*esposto sotto 
Bisbrgna)^ Orgfia bosorgna^ ecc 
B68S. Foee che s* usa nella frost 

And& o Mandii a parl& col ducea 
Boss. F* in ParR. 
Bot^ga. F. Bott^ga. 
B6U. Cotpo, 

B6U H. EJiniset 11 ( Magal. Let. 6.' 
aul bucrb.). 

Bolt I). Alto id. Fa bolt 11. Far alto. 

In d'on boU. A un c&ipo *— Il Ro- 
sihi ha In tin botto. 

V^ on bell bolt a vess. Lo stessa 
die n bell ess. F. in Ml. 

Sta a bolt . Durate .Beggere. Besistere. 
Bastare. Per ed. Chi e che p6 ati a 
bott con quell so fa? Chi pitb durarla 
a quel suo fare? — Sto cortell chl 
el sta minga a bott. Qjitesio eolteilo 
Hon reggt — P6 dass che sto puj el 
Staga a bott; ma gh^hoo paura de no. 
^fi^ eisere che questo polio basU; ma 
hamnU Cera di no, 

Tutt in d^on bott. Di botio. Di baUo. 
Jh un cOlpd, Ad un traUo, improv9isar 
menie, 
Bott. Folta. Plata, 

Ogni tre bott i dA. BoUo botto. Lolb. 
Ad ogni pih sospinto. Vale spiessissimo. 
B6tt. Istante. Momento. TraXto* 

Voo on bott a ci. Fo wn momento 
a casa. Fo un tratto a casn. 
B6tt. Straglio. Taccio. F4 on bott. Fare 
un taCciOj nno straglio ed ancbe un 
impiastro. Contrattare, vendere o com- 
perare in corpo, a un colpo^ senza 
ptmderare partitamentt il valore dei 
varj oggetti formanti soggetto dd con- 
tralto. 



BOT ( I 

B6iU TMeeo. IHniocco. Certo suono delle 
campane -— Sona a bott. JUntoCCAre, 
Mtt. Scocco. II batter delle or«i ^- Al 
bott di d6. Alio seocco delle due ore, 
B^tt. Cbtdmo. Lavoro dato o pigliato a 
fare non a giornate, ma a prezzo 
fermo, di modo che chi piglia il 
laYorn, il pigli tutto sopra di se, e 
chi lo dk sia tenuto a rispondergli 
del conyenuto pi*e2so, terminato cbe 
aia il lavoro. 

Compr^ a bott. K. in GompHi. 

Toed a bott o F4 lavork a bott. 
Fare o Figliare o Dare in coUimo 
o in somma. 
Bott. Coccio, Cbcciolo {Modi di dire to- 
scani Pauli *lucch.). Nocciolo o noce 
che 81 adopra da^fanciulli per tirar 
negli altri noccioli quando giuocano. 
B6tt. 8. f. pi. BwLsse, Percosse. Picchiate^ 
e scherz. Nespole. FruUedi frate M- 
berigo. Nod, Pesche; e al diminut. 
( svcondo il Tom. ne' Sin. ) Pacehine, 
Pacckettine* Picchiettini, PicchieUoUni, 

Gatta-s^ di bott. Toccar delle basse, 

Da-via di bott Battere. Mandare i 
battuU inanMi alia croce (Saly. GnM~ 
chio II, 4). f^, Stroggi^ 

I bott despiasen anca ai can. // 
giotar di mmni dispiace infino ai eani. 

I bott se sta minga li a cuntaj. / 
colpi non si dunno a patii, 

VhtL tolt-sik pusse^ bott che nol 
gV ha caTi] in coo. L' ha ioeco piii 
picchiaie che non ha peli addosso 
(cosi il Voc. in PiaUellata). 

Matarazz di bott. K Blatar^u. 

Soorii-gi6 i bott. Scuoter It busse. 
v. in ScorH. 

Toetk^sik di bott. Toccame. 
B6tta. Botia. 

Botia in terra. Gmbotto. dmbbttolo, 
Tonfo — Siroscio o Sk)scio dicesi il 
colpo delta cad at a; Thn/atiB il romo- 
reggiare di essa. 

Ciapp2i\«m a botia $Ma. Piglimrmno 
diJUo* ^ringerejrn tmscio e il muro. 

Da la botta del SBgn. Jtddormenlare. 
Assopire* 

1)4 ona botta al sere e I'oiira al 
vasaell. T. Vaas^l. 

J)e botta salda. Di brocco, Di colpo, 
impro99isam€nle^ TuWa un tratto, A 
gitto. 



41 ) BOT 

In botta. Di botta. Di posta, Di 
presenter IssoffaUo, 

Lev4 la botta. Riparare il colpo. 

Rest4 in botta. Restar aOoniio, 

S\k a botta. Tener soldo o mono 
o il sacco, 

Sta a botta de marl ell. Reggere o 
Stare o sLmili a martello. 

Sta said a la botta. Tener sodo al 
macchione, 
B6tta. Como. Berno^olo fattosi nel capo 

in cadendo. 
B6tU« Danno. Scapito. Perdila, Totit^sii 
ona botta. Toccare uno scapito. Avere 
ana picchiaia, Restar di sotto in chec" 
chessia. 
B6tta. Botta. ConcetUno. Motto* Argtuia* 
Zaffaia, Fiancata. Botione. Cinghiata. 
Piccino alia mono, Fardata. Aculeo. 
h^Pointe de''Francesi. 

Botta e risposta. Botta risposta, Botta. 

Motto. Mottuz%o di rimando. lUmesse* 

B6tta. TVccAio. Mania, Smania^ p. es. El 

gh^ha la botta de vor^ save tuttcoss. 

Egli ha il iicchio di essere onniscio. 

66tta. f^. Bottinna. 

B6tta. Ukzo. Il ventre, Tentasi, la gonr 
fiezza nel mezzo delle botti. La Bouge 
o f^entre de^Francesi. 

Uk de la botta sossenn al vasscll. 
Daf% uzxo, Leuare a uuo. 

Vassell con sossenn botta. Botte 



B6tta. V. cont. Uxso. Bottaccio? L^entasi 
o il ventre della conocchia, cio^ 
queila parte di essa suUa quale si 
avvolge il lucignolo {I'elza) della ma- 
teria che si viiol filare. 

Botta. V. coat. U%bo. Bottaccio? H ventre 
del fuso, la parte di mezzo ov'csso 
riesce corpacciiito. 

Botta ( traslato dtdla. Botta di cm so^ 
pra). Tronfietut, Aibaglm. 

Ciappa de la boita. Pigliar gambone^ 
ardire^ baldamta^ orgoglio. 

Botta ( Forma de ). K. Forma a verta. 

Bott^ e Bott^gh dent. Abbaeckiare, Fare 
Ml AM«iccluo(*tosc*, Turn. Sin. p. 564)- 
Stagliare. v. •cont. Fare uno stagliOf 
un kiocio. P. es. Coss^emm de botlagh 
dent? In numte quanto s^ ha a spen- 
dere? Questa voce Botta viene da Bott 
(cbcciOf cbcciolo). V. Noi diciamo in 
citta Fa «n bhU. 



BOT ( 

Bottaggfai. Trippa.' Ventre. Propriamente 
quello delle bestie bovine che cuci- 
nato dicesi da lioi pin camunemente 
Bus^cca. F, — Per Potaggin. F. 

Bottal. ffo/to/e(*aret.). Sp. di botte lunga. 

Boltin. Otro. Ventre. K Bottasc. 

Bottaraana. Girino. Catzuola. Animaletto 
tondlccio con codetta stiacciata, di 
color nerastro, che si vede natante 
nelle acqiie palustri, il quale non e 
altro che Tembrione nato dairuovo 
della rana, involto in una mucilag- 
gine malamente deoominata da^farma-* 
ceuti sperma di rane. In alcuni paesi 
del contado ^ detto Bottrisa con nome 
equivoco; in altri Bbsa; in altri Oh- 

• mdzz o Cozzon; e nelPA. M. Mazzacb. 

Bottarda. Bottarica. Buttarga^ e mala- 
mente Bottarga o Buitagra. Uova di 
pesce salate e seccate al sole o al fumo. 

Bottarda Noi intendiamo per 

questo nome anche gli uovicini fre- 
schi che trovansi in varj pesci, e 
specialmente nelParinga femmina, in- 
volti in una sottilissima pellicola che 
serve loro d^ovaja. 

Bottasc. Stefano. Otro, Ventre 9 e scherz. 
Messer Gherardo f7;n/m/a ( Sacchetti 
Nov. 98). La pelle di questo ventre 
k detta Gappa dai nostri macellaj. 

Ave pien el bottasc o el bottan. 
^ifer pieno lo stefano o Votro, 

Bottasc. Pancione, I nostri ragazu per 
deridere quel loro compagno che sia 
panciutOy gli sogliono dire: Peder ^ 
Gamba de veder^ Gamba de strasc , 
Peder bottasc. 

Bottle, gergo. Fiasco. 

Bottasc^ra. Uva mostaja, V, in tiga. 

Bottascia. Ad, di Uga. V, 

Bottasclon. Pancione. Buzzone. 

Bottascidnna. Buzzona. 

Bottascidu. Bottacciuolo. Panciuto. 

36tta-'veggia. Soprapposta? Una delle 
mascalcie de^cavalli. 

Bottega. Bottega -:- BoUega a vento o 
pDsticcia dicesi queUa che si fa di 

• giorno in giorno su pei canti delle 
vie o in sulle piazze. 

Ave la bottega averta Si 

dice in ischerzo di chi ha sbottonata 
la toppa de* calzoni ( la patta), 

Bottega de {col nome deil'artiere in 
seguito), BoUega da o di* Per alcune 



14a) BOT 

T^e tma voce sola, come PeUicceritt^ 
LibrenOi Fomo^ Caffh^ Calzoleria^ Dro- 
gkeria^ ecc. \ per altre no, come Bot'- 
tega da rigatUere, di pescivendolo^ ecc. 

Bottega inviada. BoUega apviata, 

Gioven de bottega. Ministro. Fat- 
' tore. Fattorino. 

In bottega no ghe voeur scaldabanch. 
La bottega non puole alloggiOf cioe 
non vuole crocchioni«non vuole gen- 
te che vi si fermi a ciarlare. 

Mett a bottega. Acconciare tmo a 
bottega. 

Mett bottega. Aprir bottega. 

Patron de bottega. Padroa di bot- 
tega. Bottegajo. 

Sark bottega. Lastiare la bottega 
.0 {'/ negozio. Chiudere il negozio ; e 
fig. Farlajinita. Non ne far altro. 

Sara-sii la bottega. Chiudere la boir 
tega; e scherz. «..'..* Babbolto* 
nare la toppa (f»a(to di colzon). 

Spazzli ona bottega. ScJiiavare una 
bottega con grimaldelli e con lime sorde. 
Botlegkr. Bottegajo, 
Bottegara. Bottegaja. 
Botteghin. Botteghetta, Botteghina. Bat- 
tegfuno. Botteguccia. 

Fa on botteghin. fig. Far bottega 
mercato sopra di una cosa. *Trarne 
utilita propria contro il dovere. 
Bolteglia. Bottiglia, Boccia. V. Peston. 

Cuu. Fondo »= Panscia. Ventre «=» 
Coll. Collo f^'Rocchell, Bucciuolo. Booca. 

Botteglia bianca. Botiiglia di vetfV 
bianco. 

Botteglia schiscia Bottiglia 

con ventre piriforme compresso. 

Botteglia sciatta. . . . Sp. di bottiglia 

tozza , o sia quadrata o sia ciliitdrica. 

Botteglia scursL.Bottiglia divetro nero.. 

Destoppa o Desbosciona la hotter 
glia. Sturare la bottiglia. 

Melt in botteglia. V. Imbotteglia. 

Tra-via el primm gott de la botte- 
glia. Sboccare la bottiglia, 

Verd botteglia. V. V6rd e Color. 
Bottegliaria. Cqffh, 

Botteglier. Diacciatino. Caffettiere. Acqua" 
cedratajo — Il BotUgliere dei diz. suo- 
na SoprastJante ai vini della mensa. 
Bottegli^ra. Cqffettiera..Cos\ credo che 
si possa dire la moglie del cafletli<;re. 
V* in Zilera. 



EOT ( 

BottegUerhuMu Hub. e vesx» di B«tle- 

gliera. f^, 
BoaeelieUa. } _ 
Bolleglin. i 
Botteglionna. Botd^ianc? 
Bolteg6o. BoUegone- Bottega grande, 

ampia. 
BoUegon. Magona. Bottega digran traffico. 
Butt^ra Sp. di rete da pescac 

ghioizi (&ott) e'aitri siiuili pescioiini, 

• che <i ma&da in acipia con sassi e 
piombi. 

Botlia. BoUega. K. anche Bott^a. 
Bottito. BoUegajo coi diz^ e forse nieglio 

BoUegoMie col volg. tosc. e coUe Bitne 
■ d''un autorc pisano. 
Botticc per Bottasc. K. 
Bottigg^tta. BoUaccino. BarUUino. 
Bottiggia. Borraccia, Fiaschetto da It* 

quori per viandooti. 
Bottiggia. BoUaccio. BaHeiio. Vaselletto 

pien di vino ch" ^ regalia de^condut- 

tori del vino stesso. 
Bottiggia. Mozzo della viU? Cosl chia* 

masi il pezzo piu grosso e non a pani 

• d^una vite da torcolare da vino, nel 
quale • sono i fori per ricevere ^i 
stanghetti che fanno leva aUa forza 
premente. 

Tore de bottiggia. F, Tore. 
Bottiggioeu. v. cont. br. Cdpsula, 11 guscio 

in cui '«taono i ceci , ecc. 
Bottigidu. Pandone. Trippone* Bwaone, 

Uomo di pancia grossa. 
Bottini. Sitccheggiare.* Far boUino* Ab^ 

hottinare, 
Bottinna (cAe anche dicesi Bolta)^ Ghiozzo. 

Jozo, Pesciuolo di poca bonta detto 

Coitus gobio dagP itttologi. 
Bottinna. Frittura. Pesce minuto da frig- 

gersi. 
Bottinna. Jd, di Skres. F* 
Bott6n. Boiione. Ne sono dijiloj di pel 

di capra, di crine^ di seta^ di bapella^ 

d^oro, d'argenlo , dorati , ecc. 

Fondin. Fondello, Anima «*■ Gam- 

bctta, e in. alcune specie A^etta. Pic- 

• ciuolo. Gambo* 

Botton a ball a Sp. di bot- 

tone appUlottato. 

Botton a la mara ( Voce anU del 
Dat. Daz. Merc). Forse Alein^. f^. 

Botton a la zemina(Yoc& ant. del 
Dat. Daz. Merc). 



143) BOX 

Botton a la turca(yoce ant. did 
Dat. Dai. Merc.). 

Botton bombc. Boiione comvesso o 
eopoiuia. 

Botton con Stella Bottooe 

stellato. 

Botton cont el cavallin. . . . Bottone 
cost detto dalla figura in esso impron* 
tala^ e in su questo.andare sono al- 
tre fogge moltissime di bottoni se- 
oondo figure, impronte ecc, come 
BoUoni a cece^ a giiiggio/a, a oliva ece. 

Botton de camisa. Bottone da cmpiu- 
ciuola — Nel contado verso il Pavese 
mi si assicura cbe qoesta medesima 
voce rappresenti (come, certo rap4 
presenta nel Bresciano) una specie di 
confetto di coriandcdo; dubito noa 
sia forse per analogia col turbine di 
egual nome. 

Botton de recalcb ( Voce del Dat. 
Daz. Merc). Boiion d*oricalco? 

Botton del Lapoff. Qudla 

mascbera pulcinellesca la quale cbia- 
roiamo con particolar nome Lapoff 
ba al suo giubberello bottoni grossi 
piji cbe .una noce , copoluti , flosci $ 
pcnduli. Il nostro Porta li cita lagnan- 
dosi de^'panetti da un soldo cosi pic* 
cini che non agguagliano in gro»* 
sezza cotali bottoni 

« Gribbi cribbi eb« |Miii fiiiciain ! 

m Hin ptt grand i p«roU dm U aMtU, 

» Hin p« gross i botton d«l Lapoff! 

(Briod«s x8iS). 

Nella Tancia del Buonarroti {Inier- 
mezzo de'Segaiori) trovasi Toppostoi 

• Lodato il cialo, na giomo 

w Voi farou come balle grandi i paui. » 

Botton faccettaa. bottone ajfoccettato. 

Botton fonduu. Coppella (Sacchelti 
Nov. i37.*). 

Batt i botton a la turca. Mosirare 
il visa o i denti. Tirar giii la buffa, 

Faa a botton. Boiionaio. 

Falla el primm botton. Lo siesso cf^e 
Fall^ el primm basell. F. in Basell. 

Slong^ i botton a la gippa- Far 
coienna. Ingrassare. > I 

SmoUa i botton fig. . • • Dovere sdi- 
lacciarsi per avere troppo scorpacciato^ 

Botton. T. de"" Fab. d^org Specie 

di tappo traforato al quale e annessa 
la gusselia ch« si sottopone alle caane 



BOV , (1 

d» organo fra esse e il somiere » per 
qudle canae, cioe, che debbono ser- 
vire agli struinenti di linguella. 

Botton Nelle inolle da Aioco sono 

chiaihate cosi quelle due speeie di pal- 
loltole che per vaghezxa di iavoro ne 
interroropono a mezzo le due gambe. 

BoU6n de fior. BoUone, Boccia, 

Bott6n de faugh. BoUone dijuoco. Stru- 
mento chinirgico nuto. * 

Bott6u d'*or. Spiili d' oro o Margheri- 

• tine. Specie di raauncolo ebe najce 
lungo le fosse delle strade^ e colti- 
rasi auche ne^giardini, detto dai bo- 
tanici Ranunculus bulbosus, 

Bottoa d^or. Agg. di colore 

che sta fraU rancio e il giallo. 

Botton^. AhboUonare. 

^ttoii4. fig. Fare il coUom Tenere alti o 
sia cari i prezzi. 

Bottonaa. fig. ^^6ottofiato(Pan. Viag. I , 
64)* Cupo "-^ Di chi risponda si. ma in 
guisa da non voler lasciar conoscere 
quale sia il suo vero sentimenlo si suol 
dire ch^ ei risponde chiusamente — 
Anche i Fr. dicono Homme boutonne, 

Botcouaddra. Bottonalura. V. Bottonera. 

BoCtonatt. Botlonajo. 

Boltonatta. BoUonaja* 

Bottonera. Bottonatura. AbboUonatura, 
Affibbiatura. Affibbiaiojo. 

Botlonin. Boitoncelio. BoUoncino^ 

Boltonin. BoUone, Gli artefici chiamano 
cosl queila parte de^loro lavori che 
abbia qualche afTinita co^ bottoni da 
affibbiare o per figura o per uso. 

Bottoninoeu. BoUonceUino. 

Bottoruu. Convesso^ Copoluto, 
(Eacc bottoruu. f^. in (Rucc. 

BoltrUa, Chiozso? 6hio%zo7 Quel pesce 
che e detto Gadus lota dagPittiologi, 
Meunier dai Fr. 9 e BoUatrice da yarj 
naturalist! ital. e dallo Spadafora il 
quale nella sua Prosodia lo regisira 
pure coinomi di Botrice e Sottatrigia^ 
soggiugnendo (e cosi dice anche TAlb. 
enc.) che a Aoma e detto Harzone o 
Capogrosst^ e a Lucca Carcoliso, 

Bottrisa dicono alcuni con vocabolo egui- 
voco la Bottorauna. r. 

Bottikmm. T. de^ Mur. Cocci, BoUami , e 
con voce di stile sostenuto Biideri. 

Boiiiio (y. a. reg. dai f^aron mil. e af- 
faUo fttori 4' uso)* Ailir/v. F. Butler. 



44) BRA 

Bovarlnna {ehc anche dicesi Boarintia, 

Fratinna e per conju^ione Ballarlnna). 

CutreUola. StrisciaUola^ c coll' Alb; 

enc. anche Boarina, Uccello notissimo 

che e la Motacilla alba degli omitologi; 
Bovarinna (jUtra deUa ancho Ballaruua), 

CutreUola, La MoUicilla boarula degli 
. droitologi. 
Bovarotta. Cutrdttola gialla, Uccello noto 

che ^ la MotaciUa Jlava Lin, 
Bovascia. Bovina- Buina. Faecina, Mela, 

Stereo di hue. 
Bovascion. Buaceio. 
Bovatt. BuaeciQ, Bufolaecio, BufolonCt 

Detto per improperio a uomo. 
Bov^tta. Buessa, Detto per improperio 

a donna. 
Bovatt^U. Bovattello(*Voc,tirei,).Buac-' 

ciblo. Dim. di Bue, e dicesi propria* 

mente di fanciuUo sciocco e d'inge- 

goo ottuso» che anche direbbesi Co* 

sironceUo, 
Bovatton. Buaceio, Al poa. e al fig. 

^^^* I BoaUiere. Boaro. 
Boyirceu, 1 

B6z. v.a. Buaeciblo. Fanciul di poco senno. 

B^z. Ad, di Ciod e StacchetU. Tono, 
r. in Ciod. 

Bozza. StorUi, Vaso che gli orcfici ado- 
perano per purgare le calie* sfumai*le, 
ainalgamarle. 

Bozzk, eccper Sbozzi, ecc, F* 

Bozzi. TenUure, Fare ad apporsi, Daro 
un colpettino, Botze diconsi i sotter- 
fugi« le scappatoje^ il dire una cosa 
con idea che stia per un^altra; cosi il 
Moniglia nel Pazzo per/orutf III9 %t 
fa dire ad Anselmo 

«...«.. Kon Miancar nuu 
» Jd mercMiU pur taiw grctoU e bo««> » 
che ha in se qualche ideuccia piu che 
non la voce bugia, carota^ com' cgU 
spiega. 

Bozzadinna. Bbzsju CoIpeUino. 

Bozzador. . • • . . Chi ha per abito di 
teutare, di fare ad apporsi(&OJ&za). 

Bozzai^t BdzzerwL e deriv, F, Bolgira, ecc, 

Bozzar6ndena I Cappital Canchital V* 
Bolgir^ssa. 

Breech. Bracco, Can hracco — La feni- 
mina dicesi ^nocca, rindagare che fa 
il bracco dicesi Braccare e Brace fieg^ 
glare e Braocheggio; molti bracchi 
insieme diconsi Bnaccheria-^ chi guida 



BRA 



(HS) 



i can'bracchi e detto BraechUrc .q 
Bracehiero '^ BraccheUo e BrOiCChetta 
8ono diminutivi — I Braccbi ^ouD . di 
pill specie 9 ciok da Jerma, da'lev.a^ 
da acqua^ da punia^ da sangue^ da 
pennaj da rifndita^ ecc» 

Bradil. Bardiglio. Specie di inanno« . 

Br&ga. T. de^Lih. J9raca«.$triscia di carta 
che si salda sopra uu foglio atracda- 
to 9 coai dicono L dtzionarj italiasi ; 
ma fra noi piCi comunemente noma 
di quelle liste di carta che s^appa- 
stano su que^ fogli isolati che non si 

. potrcbbero ridarre a quad^rnetti e 
cucire a correggiuoli senza tale ejuto. 

Br&ga Nome proprio di una 

specie di tela jo per lo pid quadratb 

' che serve a tener ferma la pevera 

' o sia rimbottatojo nel cocchiume del- 
le botti alHache si possa imbottare il 
viuo senza pericolo di spandeme. k 
\m veto Portapepera,. I Mantovani lo 
chiamnno ScanklL 

Bi*iga. Siaffa. Spmnga, Ferro che sostle- 
ne o rinforza o tiene collegato chec- 
chessia, ed e di forma le pid volte 
quadra, ma talora anche curva. 

Braga. T. de* Valig. e Garros. Braca, Im- 
braca. Parte del finimento de^cavalli 
da tiro che pende sotto la groppiera 
e investe le cosce. 

Braga. Geto, Coreggiuolo di cuojo onde 
si fa legame a pie degli uccelli alle^* 
tajuoli, come della civettat.eco* per 
attaccarvi poscia la lunga (Ja cAnrfa). 

Br4ga* Scarpa da carrozze, 

Mett la braga Mettere alle 

carrozze la Scarpa; YEnrayerdiei Fr. 

Braga. T. de^Vasaj. Cappellina. Vaso 
di terra cotta, foggiato a inibutot 
che serve a raccorre in un medesimo 
doccione gli scoli di pidi altri in esso 
influent!. 
Braga a gombed. Cappellina riaava, 

Braga per Braghetta. V. 

Braga. BracheUa (Diz. art.). Quelle parte 
dello scodellino dell'^armi da fuoco 
che i Frances! cbiamano Bride, ' 

Braga. Casteilo della noce. y. anc/ie Staifa. 

Braga per Tenaja a braga. ^. in Tenaja. 

Bragacuu. Budnere, Bodriere, 

Bragasci6n« Bracalone. Quegli a cui ca- 
scano le braohe sino alle ginocchia. 

Bragh. s. f.pl. Bracke, e nello atil ber- 
J'ol I. 



BRA 



nes CO Br>(ichts$e e Btagltesse. CAlzoni» 
e propriamente i corti e larghi. 
Anca ai bravi ghe casca la braga. 

, . Chi ne fsrra ne inchiada. Clu fa fal- 

> la, Egli erra anche il prete alTaltare. 

A tutti accade pure una volta di cotn- 

. .jnettere errore. 

I^assa gio i bragb. fig. Calar le bear' 
che. Darsi per vinto, cedere. 

Bragh. s. f. pi. Qrappe, Quelle annadure 
che tengono in guida la mozzatura 
delle campane. 

Braghee. Brachiere, 

Bragh^e. met. Bracalone. BracJuerajo. 
Bracone, Pentolone, Baclteca, Bacheco, 

- Gran*dappoco. 

Braghee.met. Faccenda.Affare.Bega.Bri- 
gaJmpicdo, Intrigo,Impaccio. Fastidio, 
Avegh milla braghee. Aver piafac 
cende che iin mercalo, 

Braghee dicona le donne volgari per 
Vdinn{pezza), K. 

Braghee. JYaversi delle abetelle. Quelle 
fortezze con cui si concatenano e asso* 
dano le antenne de^ponti da fabbriche. 

Bragherada. Braclterla, Stiticheria , no- 
ja, seccatura. 

Bragherista.^racAiero/o.Ghi fa brachieri. 

Bragher6u. Bracalone. V. Braghee met. 

Bragh^tta. Brachetta. . 

Peccaa de braghetta. F. in Pecc4a. 

Braghetta. T. de* Lib Una braca 

corta e stretta. F', in Br^ga. 

Braghetta* CaUa. Panno che si lega alle 
gambe de^polli per contrassegnarli 
o per impedir loro il vol are. 

Braghetta. Geto, F. in Br^ga. 

Bragia. f^. Sbragia. Dal greco fipavxena^ 
quasi dal gi*an gridare si diventi rau- 
chi, dice il Far, mil. 

Brag6n, Braconi, Aoc. di Brache. 

Brama Malattia nella quale 

incorrono le vacche allorche hanno 
pasciuto trifoglione in erba roaturo^ 
e percio d''umori sommamente adden- 
sati. Ne e sintomo il vederle avida- 
mente appctire tutto ci6 che in s^ ha 
salsuggine o nitro. Ne e rimedio il 
pascerle cosl raalate con foraggi sccchi. 

Brami. v, conL br* per Grema. y. 

Brama-adree. voce cont. del Basso Mil. 
Gridare, Notisi che i Siciliaui dicono 
Bramari, Abbramari , Brami e B^amitu 
il mugghiare delle bestie bovine. 

»9 



BRA 



(146) 



tiram^a 1 Vocv del emitadov ctffne 

Bramerbn (i) 9 nel Yigentraov a Ope- 
ra, ecc. . . . Quel gelicidio che vedesi 
suUe piante in tempo degli stHdori 
- iny email. I Brlanzuoli lo dicono la 
Ghiba. 

Branca ed anche StafTa. T. de^Parrnc- 

chieri Sp. di ferro A\ cui 

fanno ufio per tener fermi i capegli da 
tessere allorche 11 atanno arrtcciandoi 

Branch. Jbbrancare, Brancare, Afferrare, 
Agguantare, ■ •' 

Branch cont i sgriff. Ghermire, Ag- 

' ghermire. AgghemiigUare. ArUgUnre^ 
Adunghiare' 

Branca cont i zanch. Gmncir^ T7n- 
cicare- Aggrancire. 

Branca per el colL Aggavignare» 
Branch per el corp, per i brasc, ecc, 
Awinghiare, AiH^inchtare, Asfvincere* 
Branca per i pagn. Aggrappare i 
panni d^uno. 

Branch (e Ranca). Dor di piglio a chec- 
chessia. P. cs. L''ha brancaa el aViopp 
e el rha coppaa. Dik di piguo al 
fucile e lo uccise — L** ha brancaa el 
sciabol e el Pha fcrii. Mise mono 

. alia sciabola e lo feri. 

Branch. Suggellare {Lmhh Gelosia I, 5): 
^6tmire( Vocab. aret.). Combaciaro^ 

. addossarsi, investire appuntino. 

Branclia. Brancato. Abbrancato. Afferrato. 
Agguantaio, Aggavignato, Avvingliiato* 
Avvinchiato. Avvinlo. Gliermito. Agglier^ 
mito.Aggliermigliato. Artigliato. Adun- 
ghiata. Uncicato. AggrancUo, Grancito, 
Aggrappaio* Aggrampato, Ingrijffato, 

Brancada. Brancaia. Manaia; e con yoce 

• antica, forse non bene interpretata 
dai diz. e in ogni modo equivoca e 
come tale da schivarsi, Menala, 
A brancad. A brancate, A manate. 

Brancadella. ) „ 

Brancadinna. 5 ^^^^^^^^ Manaiina. 

Brancad6n. Giumella, Giomella — D& on 
brancadon de quejcoss. Dame una 
giumella, Ci6 che i Latini dicevano 
A liquid geminis manibus dare^ cioe 
accuzzate le mani c fatlo dei due 
palmi ciotola piena di checchessia, 
fame copia altrui. 

Branch. T. de''Car. Poltroncina? Specie 
di tale550 da viaggio assai moUeg* 
gianle. 



BRA 



Branch. >». m. v i i'. -. • Qadla specie 
• ' (i'*alberetto di -melfliro con sonagliera 

che s^impianta per ornameiHo nella 
' cdllana delle bestie da soma. 
Branoosin. BaJUtnaUo. Erba ai^vense «he 

e il Banuncvdus repens de** boUoici. 
Bravden&a* 6 Branding o Branding: 
' Akwe. Capifuoco. CapUone* . AmeatA 
' da cammhio per io pia di ferro, e 

- eon orhamcnti di otliMie, hi*onzo od 

- altro metallo 9 - ad uso. d i tener aospese 
-* le le'gne ed anche lo spiedo per Par- 

rosto.> Fra noi gH alari da cammiBetto 

' sono ptik particolarmente detti Cunin, 

ir nosiro BrandiMoa deriva forie dal 

provcnz. Brandon ehesignifica tizcone; 

Brandinalda^ . •• . . , Ala re assai grande 
eon parecohi uncini atti a roggere piii 
apiedi contemporaneameBte^ II Contra 

.. dtrier dei Franccsi. 

Brandoria. Baldb/ia. 

Branzln. iKsue/ib.. Pflsoe che e una spe- 
cie di labro detto Brandn anche dai 
Veneziant da'^quaii facilmente ci venne 
eil pesce.e iJ nome. Alcuni chiamano 
BranMn anche ilJU^o (la Perca pun" 
cCoto. degP iltlologi) , perdie lalvolta 
ci viene anch? esaa con siflaUo jQomei 
da Venezsa; ed alici anche il jffagno, 
altro pesce di mare che . e la Pe^a 
labrax degP ittiologi, 

Branzindtt Dim. di Brsnzin^ K . 

Brasa. Mragia.' 

Ross come.ona brnsa de foe ugh. K 
m.Koss. .... 

Scott^ come, ona brasa • « 

Dicesi per lo. piu.dt;ll'*ardeQza delta 
febbre. U brUle comme du clu^rbpn 
dicono i Frances!. 

Tirasa la brasa sui pee. Lo stesso 
che Dass la zappasui pee. r. Zappa. 

Brasa (e Brasca). Abbraciare, Abragiare. 

Brasc. Braccio, e al pi. Bracci^ e piii 

. com* Braccia^ nei du^ sig. di membro 
derivante daiia spalla deU^uomOy e 
di misura. In ogni altro sig. il pL A 
oomunemente Bracci, come Bracci dei 
' rotelloni ; Bracci di mare^ ecc, — Fra 
noi le persone civili dicono piii vo^ 
lontieri BraxZ' in ^^an parte dei det^ 
tati seguenti. 

Anda-gi6 i brasc. fig. Cascare le 
hraccia o iljiato o U cuore* Perdere 
il cuorc. Coder d' animo. Coder di 



BRA ( I 

. euore; e ^herx. Cagcat le iuMU in 
un catino. Disanimarsi. ' - •. 

Antigh come el cMga a hrftso* V* in 
Antigh. 

Avegh i brasc lokigh. %• A\^r le 
'braccia limghe*. Aver^ autoriti, pos- 
sanza grande. 

Brasc al coll e gamba in lett. • . '• 
Dottato che ci avvisa come regolarci 
Belle malattie degli arti. Le Hi est 
Vdcharpe de la jambe dicono i Fib, 
* Caga a brasc. f^ Cagl. 

Ciappa el brazz.o d brasc. iZice- 
t>6re il braccio, 

Ciappa in brasc. Prendere nelleJatuy- 
cia. Hecarai in braecio. Micevere^in 
> braceio. 

Ciappa sou brasc./'reiMfere a brauio. 

Da de brazz o Da el braxz o el 
brasc. Dur di braccio. Dar braccio. 
Ft in Brazz^n 

0^*00 did fk on brazz. fig. i^arJ^mm 
. m^sca ua elejhnie^ 

Guadagnass .el pao coot i so brasc* 
Fiuere o Compare ,delle braccia. 

L* e el so brasc drisz. ^ il suo 
braccio desiro* £ il suo primo ajuto» 
e quelle di cui quel tale onde si parla 
si serve in ogoi sua cosa« Il est son 
bras droit dicono attcbe i Francesi* 

Blett i brasc in cros. Fare delle 
braccia croce* 

Mori i brasc. Cader d' animo. Ca- 
der di cuore. V, piii sopra Anda-gi6 
i brasc. . . 

Predica a brasc. Predicare a brao 
.cia. Fare una scidbica^ cioe una pre- 
dica improvvisata , non istudiata. Chi 
predica • cosi impremeditato e detto 
Sciabicante. 

Prega a brasc avert. Pregare colle 
braccia in croce^ e vale supplicbe- 
volissimamente. Volendosi portare Ti- 
dca della supplicita al superlative 
dell"* umiiiazione potrebbesi dire col 
Machiav. (0/7. Y, i36 e segg.). Sup^ 
pUcare con la coreggia al collo. 

Recita a brasc. JDire o JUcltare a 
braccia* 

Sott brasc o Sott a brazz. A braccio. 

Strappa fceura di brasc. Strappar 
di braccio, 

Tegnl in brasc. Tenere in braccio 
o in coUo o strUlo nellc braccia. 



47) BRA 

• Te^nl in brasc. Bilevare al ^agro 
fonte* Tenere a battesimo, 

Tira*>gi6 i brasc o simili, Tirar giik 
le braccia (U.OQig* Ser, nob. lllf 55). 
Dicesi delPefietto di .cose oltremodo 

> pesanti su chi le porta o ^oUeva. . 

V • Trai brasc al coil. J braccia aperie 
atf^inchiare il collo ad uno ( V. Alb. 

- enc in A^inchiare), Abbandonarsi 
nelle bnaccia d'uno? Il donner I* ac^ 

. "C«/d/^.de^ Francesi. 

Tr4-via brasc de per tutt. Jrmeg- 
glare* Dimen^re mani ^ braccia a 
guisa di burattino* 

Br&sO. • .. • . • Ciascun^ delle quattro o 
cinque palette arrotondate nelle quali 
finises il desco di varj arteiici»e spe* 
cialmente quello iegli orefici. Tra 
palelta e paletta e Tinsenaiura asse-* 
goata a ognuno de^ quattro o cinque 
cbe lavorano.ajl medesimo desco. 

Br^sc per Staoga de frangia. ^. Stanga. 

.^asc. . . • • Indicator viale; palo con 
cartella in alto indicante ove condu- 
ca uoa strada. 

Brasc. Brexciuolo* Nome degli appog* 
giatp] delle braccia che banno le se^ 
die cpsi dette a bracciuoli (/7o/troim). ' 

Brasca. Bragia spe^, Tra noi per6 Bror 
sea si prende in senso lato anche 
per Bragia; e percio Carlo Porta disse 
Oeucc de brasca Occfu di bragia. In 
campagna y e specialmente nelP Alto 
Milanese^ Brasca ^ la Bragia access. 
Xiraas la brasca sui pee. F, in Ph. 

Brasca. Carbonigia, 

Brasca (da altri deito Sott^ua). Peverac 
cia, Peverone, Sp. di fuugo che trae 
al sapore del pepe* ed e VAgaricus 
coniroversus di Persoon. Alcuni nostri 
coutadini lo mangiuno iosieme colP^- 
garicus exsuccus di Otto che e quello 
che i Gardesani chiamano Brigold, 

Brasc^* Abbraciare, Abragiare, Aidurre 
in bragia^ infocar come bragia. I for- 
naciaj e i contadini brianzuoli dicono 
Brasca; chiunque altro Brasd, 

Brasc4 e Brasca-sci^. T. de'^Fornaciaj. . . • 

Rinettare il piano della fornace dalle 

brage traendole e ammontandole per 

lato o verso la bocca col ferro da ci6. 

Ferr de brasc^. y, in Ferr. 

Brascaa o Brasch^e I fornacia) di 

calce danno un tol nome a quel loro 



fiRA ( T48 ) 

ferro col quale rammaMano le lirage 
nella fornace. Gorrisponde Deli^ officio 
al Tirabrasca de^ fomaj , ma ne e al- 
quanto di verso per la forraa* 

Brasci^su. Jhbtacciare. 

Brasoiada. Abbracciamento, Albraccinta, 
V ilal. antico di pari aenso Bracciaia 
non si userebbe piii ai di nostri.* 

Brasci&da. Bracciaia* P* es. Una braC" 
data di legnom dijkno^ ecc. 

Brasciada. T. di Cart. Presa, Numero 
di tre o quattro copie (coM^i), cioe 
d^una quindicina di fogli di carta 
quand'^e in layoro. 

Brasciadinna {e contad. On brascioeu). 
Braeciaiella, 

Brascio. Braccetio. Bracciolino. Gont i 
seen brascitt. Coiie sue biracdoline* 

Brascin. Monchino{^\\xcc\k.)» Momo difet- 
toso per avere uno dei bracci od 
ambeduc piii corti del dovere e quasi 
rattratti. 

Brascioed. s. m. pi. T. de'GosIr^ Puntoni. 
Quelle trari di un cavalletto (cuf n'n^ 
da) che dai lati vanno ad unirst nel 
metzo, formando angolo ottuso. 

BrascicBilk. s. m. pi. T. de^ Faleg. . • . Quel 
due regoli che formano il telafo della 
sega, detti Tracers dall^ Encyclop^die. 

Brascioeil. v. cont. Braeciaiella ;' per es. 
On brascioeu de legn. Una braeciaiella 
di iegne, 

BrascioeA. T. delPArti. Braccittolo. Ogni 
regolo sporgente che nei lavori abbia 
forma e ufiiiio di braccio. Brasciceii a 
mezia luna. • . . Bracciuolo ricurvo. 
BrascioeA snodaa.... Bracciuolo snodato. 

Brasci6n. Braccione. 

Brasciora. . . . Il frequente portare in 
braccio bambini o fanciulli, il rimenar- 
seli e traspoiiarli qua e Usulle braccia. 

Brasciorln (che anche dicesi IVobb de ia 
bianch.). Calderotto da bianchire. At- 
nese proprio degli orefici in cui ten- 
gono la materia che adoprano per 
bianchire. 

Bra5ci6tt. BraccioUo. Braccio camoso, 
pienotto. 

Brasciottdi-su. Jbbracciare. Far le ab^ 
bracciate* 

Brasc6n. F, "F^tt de brasca. 

Bras^ra. Braciere. 

Fa la brasera.... Allestire il braciere 
ponendovi carbooella c brage il bisogno 



{Bn 
ci< 



BRA 

BraeUrino, Picciolo bra- 



Brac'ertUa. 

Braserin. 9 ciere. 

Braserdfl'tf-BroseroDna.*., Gran braciere. 

BrasU Polverino? V* in Caxi>6n* ROrse 
' dal fr« FraisU. 

Quell del bruL .r • . • Chi vende 
polverino. 

Brasil. Brasile. Nome della pianta detta 
NicoHana rusOca dal Linneo, e del 
tabacco che se ne trae il quale anche 
•dicesi Monocos. 

Brasd. Brasil rosso. Femambueco, Ver- 
si/io{Targ. 1st.). Lcgno noto agli eba- 
nisti che si trae dulla Coesalpinia eohi- 
nata Lin. -— Brasil dicono i nostri per 
confusione anche il BrasiUUo^ legno 
della Coesalpinia bahamensis; e il />r- 
%ino di Sania Maria 9 cio^ il legno della 
Ccpsalpinia Sappan; e qualche altro. 

Brasoeiila. Braciaola, V. Brusoeula. 

Brav^da. /'ii/a2sa<a(*tosc.9 Poema d'*un 
poet. pis.). 

Bravam^nt. Brauamente, Con braviira* 

Br&vo. Bravo, Falenie, 

Anca ai bravi ghe casca la braga. 
F'. in Braga. 

Bruvo s* usa anche per enfasi come ag^ 
getUuo al modo seguenie^ simile a quel- 
lo con cui un poeia pisano disse Con 
una brava striscia di sugatto^ 

El gh'*ha molaa on bravo scud in 
di man. Gli mise nelle mani uno scudo 
lampante. 

Vera 11 pondaa col ad brayo cuu 

a r uss Appuntellava V uscio 

con lanto di sedere. 

Bravo. Specie d' esclamazione. Brapo. 
Oh bravo/ O garbaio. O cosl sta 
bene *-* Dicesi anche per beflfa* 

Bravura. Bravura, Bravurki, 

Aria de bravura. K. in Aria. 

Brktz, Braccio, V, Briuc. 

Braxz. Braccio, Misura lineare rispon- 
dcnte fra noi a 67 centimetri. La di- 
vidiamo in dodici once(oii2), ognuna 
delle quali in tre punti(;>oiif) di 
dodici atomi Tuno. PiU. largamente 
dividesi anche in tre ierz e in quattro 
^uartf cioe tre terse o quattro quarte 
parti di braccio; mercanti e donne^ 
che pill comunemente usano tal di- 
visione, scendono anche alia metia 
ierza e alia mezta quarla^ cio6 al 
sesto c all^ ottavo -di braccio. 



BRA ( 

Bcftza de ass • Jl braccio 

considerato nella larghezza dellf* ta- 
Tale e traente seco quattro bi^accia 
di lunghezza nelle roedesime. Una 
tavola larga un l>raccjo e lunga quat- 
tro , o due tavole che affilate raggua- 
glino UQ braccio di larghezza ^ e ambe 
sian luDghe quattro braccia mi da»- 
DO un braccio da asse, 

Bratrde fabrica. . • . Braccio Hneare 
minor c * di un"* oncia o poco piti o 
meno del nostrale secondo arbitrio 
di drappieri , setajuoli , ecc« 

Brazz de fuga o de terra* Braccio 
a term ( Magalotti LeiL sden* 235). 
Braccio andanie? U miglio toseano h 
tremila braccia a terra. 

Brazz de pann* Braccia a panno? 
(Targ. f^iag. \ , 7). Per. noi ^ lo stesso 
che Brizz longb. y. 

Brazz dc tila o de pann o Brazz 

longb Braccio diviso in tredici 

once e mezzo 9 concche yantaggia 
d^nn* oncia e mezzo il braccio no- 
strale oomune. Nel contado 6 ancora 
nsato da alcnni per misurare le tele. 

A brazz de pann. J braccia tfuadrc. 
Vale moltissimo, largamente; ed an- 
cbe A braccia andanti, cio^ senza 
considerar la larghezza del panno 
(Mbnig. Tac. ed Jm, 1,8 note). 

A dagh de la liberlaa per on dida 

el se ne toeu on brazz Dicesi 

per denotare come taluno sia facile 
a prender per cosl dire T abhrivo su 
di noi e ad abusare d* ogni menoma 
larghezza o rndulgenza che gli si usi. 
Anche i Fr. dicono Si on ltd en donne 
an doigt^ il en prend long comme le 
^roj ( Roux. Diet.). Si uous lui donnez 
un pied, il en prendra ipuUre. In senso 
affine il Machiavello (Op. VII, aSS) 
dissc Se fara verso di me dimostron 
%ione di amore quanta h un nero d* ur 
gna, io nejarb un braccio, 

Andagb dent in d*on vestii tante 

brazza de robba Occorrerci 

tante braccia di sloffa per una tal veste. 

Fa i robb on tant al brazz. fig. Far 
checchessia a un tanlo la canna* Ope^ 
rare a casaccio. Far checchessia alia 
sfatata^ alia babbald, a uanvera. 

Fa-si\ a brazz de pann. IngannarCy 
Frappantt Oiuntare a partilo. 



149 ) SRA 

• Ingannasff .a brazz de pann* in^oM- 
narsi a partita. 

I omen se mesuren minga a brazz« 
// Jar d& capolU non istd nella grop- 
piera. Deiruomo non.bisogxia giudi- 
care mai per le . apparenze esterne. 
// ne faui pas misurer les hommcfi d 
I'aune dicono i Francesi. 

Mesura i olter cont el so brazz. fig. 
Misurar gli aitri colla sua canna o 
col sue passeUo. 

Stima i robb a on tant al brazz. 
Oiudicare in areola (Vettori neUe Ope- 
re del MacchiaveUo VII, io5)* 

Brazz&-si!i. Jbbracciare, 

Brazzadilkra Quantita delle braccia 

di roba occorrenti per checchessia. 

Brazzal. BracciaU, Quello che s" adopera 
per giocare al pallone* 

Vegnl sttl brazzal. fig. Balmar' la 
palla in mono, Fenire in taglio o a 
taglio. Venir Toecasione opportuna. 

BrazzaUtt. BracdaleUo, Jrmilla. GirellO' 
Bracciuola. 

Brazzal^t. T. de*Pianet. Braccialeiio. 
l>rappo che riveste il bracciuolo- di 
un faldistoro, d*ana seggiola e simili. 

Brazz^r. Bracdere, Quegli che da brac- 
cio altrui quando cammina , e si dice 
pii^ speoialmente di chi da di braccio 
die signore. Mezzo secoio fa i grandi 
usavano nodrire un famigUare da ci6. ' 

Brazzal t.Bmccetto. Diminutivo di Braccio. 
A brazzett. A braccio. Quello che 
i Francesi dicono Bras dessus bras 
dessous. 

Brazzett. PasseUo, Sorta di braccio ii»- 
to» ch^e la meta della canna. 

Brazzett de sacooccia. Braccio la- 
scabileF Braccio snodato? Listerella 
di legno tomito e a piU ripiegatnre 
su cui e rappreseniato il braccio o 
il metro colle sue divisioni. 

Brazzett. Gancio, Gancio da cammino. 
Bracciuolo di ferro ricurvo che s^ in- 
gessa nei lati del cammino per assi- 
curarvi le molle, la pala da fuoco, ecc. 

Brazzett. Fiticcio. Certo sostegno quasi 
braccio, che fatto uscire da corpo 
di muraglia o simile, serve^ per so- 
slener lumi, cortine, od altro. 

Brazzett. T. de'^Cappel Stru- 

mentino d^ottone, composto di due 
aste 9 una delle quali graduata rieutra 



BRE ;( I 

ii6ll*«Ura^ accorciandosi e allangan* 
dosi a piacere. £ lamisura della qua- 
le si serre il cappellajo per ricono- 
scere cbe la testa d^un cappello eon- 
venga in diametro coa qaella di chi 
ne deve far uso. 

Brazz^tt. Bracciuolo* JVbme di ciascuno 
di que^sostegoi d^uoasediaa brac- 
ciuoli, d'ua faldistOTo ecc. dove chi 
vi siede posa le braccia. ■ 

Breccia. Macigno da. macine, Sasso for- 
mato da infiniti sassoltni unitisi in- 
^ieme per forza di tempo e di com- 
bioazioni atmosferiche e terrestri^ con 
una materia dura qnaoto il sasso* la 
cui base per lo piu e quarzo. Se ne 
fanno mole da macine* 

Br^pcia^ T. mil. Breccia, 

Fa breccia. G^. /arc breccia o col- 
po o impressions, Persuadere. 

Bregada. Brigata. Qaantita di gente, che 
dicesi Brigaielia se non molta e ami- 
cale, e Brigaiaccia se numerosa e mal- 
vagia. 

Bregada (Nome franzese usato fra noi 

ne^primordj del secolo attuale e ca- 

duto in disuso col cadere della Be- 

pubblica italiana.). Beggimento. 

Mezza bregada.... Mezzo reggimento. 

'Breg4da. Squadnglia, Sifuadra, 

Bregada de giaudarmaria. ..... 

Squadriglta di qaattix) o piik gendarmi. 

Bregadi^r Quel caporale che comanda 

una squadra o brigata di gendarmi , 
il caposquadra di gendarmeria. 

Bregaminna per Bergaminna. V. 

Br^gn {cite amche dicesi Br^n). . . . Doc- 
cione di legno aperto nella sua parte 
superiore per cui dalla benaccia(na:- 
vascia) si fa col are immediatamente 
Bel tino Tuva gia pigiata in quella. 
Usando il bregn Tuva riceve doppia 
pigiatura: Tuna da chi ammosta neila 
benaccia sovrapposta al < carro che 
arreco Tuva dalla Tigna alia tinaja; 

- Taltra da quel lavorante che stando 
a mezzo il bregn per agevolare la 
colatura del mosto nel tino, ripigia 
anche in quel punto T uva che gli si 
vicne afFacciando. Forse non sarebbe 
mal tradotto Cola^ toltane licenza dalla 
cosi delta che si usa per la calcina. 

Brella. Predella. Inginocchiatojo, 

Bi*elim. PredelUno. 



5o ) BRE 

Brellla. . . ^ . Cassonciao, pbo« diiiimile 
da una pice2olis^iroa biga , in cui le>la- 
vandaje 3* accosciano ginocchiotii per 
lavare i panni dlla pietra. E allogato 
8ul margine di quel fossalo ove Atanao- 
lavando. 

Brell6nna; Ptedellone. 

Ba*emi.> Soppestare, Bompere in parti 
grossette , e non ridiin*e in. polvere 
. come nel pestar«. Fra noi non si dice 
che parlando del riso, e vale dargli 
una prima brillatura per levame la 
corteccia -^m grossa. 

Brenu per Ridoj. K 

Br^nn.per Brdgo. y. 

Br^nna e Brennltl dkono akum per 
Benna e Beanitt. y» 

Brenta*... Aecipiente di legno, fatto a 
conoide -rove^cia ,- capace , pieno che 
sia , di oltre i5o boocaliv di cui si ser« 
▼ona i vinaj per traroatare il vino 
dalle- &o/?se o simili ncUe botti, e per 
trasportarlo a misura cony«nuta da 
luogoia luogo — Forae la nostra voce 
proviene dal greco ,. o vero dal sar- 
do Brenti che suona vent re ; di futto 
la brenia nella sua faccia k ventricosa 
-~ La Brenia misura ai divide inr 
ire slaja (stee) ; ogni stofO in 
due mine (minn) ; ogoi mina in 
due quart i (yuorfee) ; jogni quarto in 
quattro fiaschiipihC); ogxti,/!iuco in 
due boccali (^OQcoa); ogni boccale^in 
due mezzine(meea); ogni me^zinn in 
due fogIielte(£a/i7); e ogni foglietia 
pesa 7 once nostrali. Ogni brenta conta 
96 boccali e corrisp. a circa 8 decalit. 
Cuu. Fonda? «• Sere. Cerchi? « Slac- 
chett. Miswre? ^ Palenn. o . Spall^nn o 
Maoecc o Barell.-ilfaiiicAi? 

Chi tropp studia nsatt devenla,e chi 
no sludia porta la bi*enta. F* in Matt. 
El maa el ven a brent e el va via 
a quart. y» in Miia. 

Fa brenta Compiere col 

liquido di cui sia discorso la intiera 
misura della. brenta. 

Brenta. . . . Versare il vino nolle brente; 
svinare non ne'^mastelli o in altri vasi, 
ma nolle brente — Per Fa brenta. A^ 

Brenl&a. s. m Il numero delle 

brente. P. es. Kl brentaa di mee vas- 
sij in la mia catoppia d'*Oliva Te 
quaranta brent. Kelia mia catapecc/iia 



BRE ( I 

- d'Oliva ho tante hotti qudnU nspon- 
^Umo a ^uaranta brents — Sta ttniia Te 
del breataa de vint brent. In ^itesto 
tine cape una ventina di brente, Questo 
Uho da venti brente di vino. Svino 
venti hrenU di que.ito lino, 

Brentador Chi fa professione di 

- trasportar vino o simili nella brenta. F, 
Brenlell Vasa simile afiallo alia 

brenta, ma piik piccino di essa, e 
capace soltanio di meiio il conteuuto 
nella bi*enla medesimaft 

Brent inna. . . . « . Brenta minore de^la 
milanese; h voce di relatione par- 

' landosi di vini stranieri. 

Brent6n Accresc. di Brenia^ a 

' cui per6 si attribnisce lo special va- 
lore di una misara di capacita ideale 
ncl modo seguente. Nelle contratla- 
zioni del vino svinalo di fresco si 
suol accordare a chi lo compera o lo 
riceve efTcttivo in mezzadria la brenta 

• crescente d^un quarto ( ^uorfee ) pel 
vino crovello) e di due per quello 
di stretta, cioe s'^accorda Taumento 
d^ UD dodicesimo di brenta pel primo 
e di un sesto di brenta pel secondo. 
Questa brenta cosi aumentata cbiamasi 
il Brenton, e s'accorda per quel calo 
di posatura e di travaso cbe rispet- 

. tivamente succede nei vini dairim- 
bottatura in pol. In Brianza questo 
Brenton cbiamasi ancbe Brenta mStta 
o vestida, e la sua opposta Brenta 

. gttzza o guzzada, y, in Guzza. 

And^ gio col brenton. fig. Confessor 

> M/isa corda — - In altro sign, simile 
a Guarda minga de raenuder. F. in 
Menuder. 

Brera. Brera. Nome di un reputatissimo 
ginnasio fra di noi cbe ba dato loogo 
al dettato 

Veas fomii Brera. ^i»cr yWtto. Vale 
aver finilo, rovinato il negozio« es» 
ser finita per uno. 

Brerista Alunno del Ginnasio 

di Brera. 

Bressa. Brescia, Nome di citta cbe si 
regislra perch^ dA luogo alia frase 
¥k come i lader dc Bressa. F. in 
Lader. 

Bressan. Jd, di Azzalin. F 

Bressanell. Ad, di Ciod. F, 

Bressaua. Jd. d'VgA. F. 



5l ) BRE 

Bressanella. T. di Cac. Magnajal MoscheU 
to ? Specie d' ucceliare div^rso dal 
Roccoi in questo cbe dove quello e' 
circolare e con capanno alto, esso 
h quadrate ed ba capanno basso. 

Bretella , e per lo piu al pi. Bretej. 5Z/wo 
'Cfl/i(*(ior. , e- Zan. Cr. ri/tc. I, i). ei- 
gne. 37mn(i(*lucch). Cioghie o strisce 
di canapa, iilo, cuojo o simili da 
tener sd le brache. I Tedeschi le 
cbiamano UosenheSe e ffosentrdger ; 
i Frances! BretUnes. 

Breleli^e ^ Chi lavora o traf- 

•fica di straccali. 

BretelUra . . . Donna cbe lavora •straccali. 

Br^va .In generale questo 

noroe indica fra gli abitatori dell^Alto 
Milanese, e sui Laghi Maggiore, di 
Como, di Fusiano, d^Annooe, di Va- 

• rese, eoc. ogni vento grecale e sciroc- 

• cale cbe spiri da Greco-levante a Mez- 
zodi o sia da £sK-nord-«st a Sud. Per- 
cid Brcva si tradurra in genere Fento 
orientale^x> Levante^ e secondo inter- 
stizj di voask Greeo^evante ; Leponle; 
Scirocco*-le9ante ; Scirocco o ScUocco;' 
Ostro^cilocco ; ed Ostro ; o vero con 
voci poetiche Cecia o EllesfH>nzio ; 
Jpeliola o Sussoiano; FulUtmo o JSu' 
ro; Notapeliota o Euroaustro^ Fenicio 
o Euronoto; e Nolo o Jastro; o vero 
con voci marinaresche moderne Est- 
nord-est; Est; Est-sud-est; Syd-esl; 
Siid'Sud^st: e Sud. F. in V^nt — Il 
P. Allegranza in una sua memoria sul 
Montiuo, inserita ncl fogtio n.* a4 clcUa 

' cosi detta Baccolta Milanese 9 dice cbe 
la Breva si cbiama cosi corrottamente 
da Bripio , paese onde spira alle col- 
line briantee. Alti^ polrebbe dire cbe 
proceda dal greco JSjWu, giaccb^ le 
piogge son mandate da silTatto vento 
a* pacsi gia detti ; tra^ quali prima di 
Brivio sta Imbressago cbe gli Orobj 
latinizzati nominarono forsc cosi da 
Imbres ogere ; altri cbe ba origiue 
dal greco ^pef 0^ ( infans ) , percbe i 
vento cbe spira in genere da levante 
donde quotidie oritur sol infans, se 
pure i barcajuoli comaschi non op- 
ponessero cbe la loro Breva soffia di 
regola verso mezzodi. 
Brevagg. s. m. Levantiera. Levante cbe 
duri a spirar forte assai. 



BRI ( 1 

Bfcvsggcrii^ s. mi TarribiU levtmiura* 
Levante che tragga airuragano. 

Brevilt. Brwetto. Aescritto col quale 
rAiUoriU sttprema dello Stato confe- 
risce i gradi e gl^ impieghi d'^uffiziale 
ai inilitari. Da noi fp eatendeva anche 
a denotare la Pro^m seriJUa delVss- 
sersi matricolato* 

Brevett. T. forensew . « • . • Scrilta alia 
breve e senza troppe formule che ai fa 
elendere al notajo pei contratU di nou 
grande ixnportanza* II franceae Brevet. 

Brevetta Nomiaar uffiftiale 

con brevetto; gra^iare di brevetto. 

Brevettaa Agg. di inilitare che ha 

brevetto, che viea graiiato di brevetto- 

Breyiari. Breviario, Brepimie, Libro in 
cui leggonsi le ore canoniche e tulto 
Tuffizio divino. 

Stiidia el breviari. fig 

Andare per le corte* per le brevi, 
Goinpendiare 9 traltar per couipendio 
o compendiosanienle o in via con- 
pendiosa o compendiaria. 
•Coverta de brevian. 'F» Cov^ta. 

Bria. BrigUa, Fra noi chi non k sellajo 
o cocchiere per Brij intende eomu- 
nemeule le redini; chi e tale, tutta 
rinfreaatura, cio4^ testiera, morso e 
redini, le cui parti principal! sono 
denominate come segue: 

Mors. Morso. Freno »» Reseghetta. 
.Ssg/ie&a s Asta del mors. Guardia ^ 
Barbouaa. Barbattale «=» Zanforgn del 
barbouaa. Foltoj? Ess del barbozzaa. 
Esse KB Canon del mors. Jmboccatura, 
Cannone ■■ Musiroeula. Museruola <>«" 
Soratesta. Testiera, Sopraccapom* Fron- 
taa* FronUde m Oggiaa o Occiaj. Pa^ 
raocclu <» Ganassin. Sguancia sa Porta- 
mori • Portamorso » Sottgola. Soggdlo 
Ml Stricch. Filetto — Capetl. Gappe »» 
Passett. Passanti *^ Fibbi. Fibbie «» 
Boson o Rose It o Bolg. Fiororu o Bar- 
chie o Scudicciuoli ■■ Aeden. Bedini » 
Sguinzaa o Sguinzal o Guinzal. Guide 
o Linguette di riscontro delle redini 
— Allre parti minori o inerenti se- 
Gondo fogge diverse di finimenti » 
come Tesiera^ Forcella ^ Cordon ^ etc. 
si Tedranno nelle rispettive sedi al- 
fabetiche. 

Cavi i brij. SbrigUare. Cavort o 
Levare la brigUa. 



S% ) BRI 

Btasse la bria. £g. Jppidoar U vi^ 
gUe aiParpione -^ Modere il /heM^ 

Giuga a cavall e bria Specie 

di giuoco che si fa dft'*ragAftzi» imo 
del quali si sottopone a Car da eaval- 
I09 e Taltro imbrigliatolo con qualche 
funicella lo va stimolandQ al coraOi. 

Mett la bria. Jmbn^dret Infrenare* 

MoUa la bria. Allenjtare o Lascar 
la briglia. Ballentare il freno* 

Senza bria. ^rigliato. Sfrcaalo* 

Strappon de bria. ^ngliaku Sbri" 
gliaUira* Sbarbwuuiia, 

Tir4 la bria* Bacoogliere il freno. 

Tragh la bria sul coll a van. Dare 

la brigUa in sul collo a. uno (Math, 

Op. VI » 119) — I Francesi dicono 

Donner la bride Idehe o vero anche 

MeUre la bride sur le col d quelqn* an. 

Bria. BrigUa. Ognuno di que' coreggiuoli 

che tengono in guida il trapanOf e 

servono a farlo girare. 

Bria. ger. . . • Nastro del cencio(;Miiiii). 

Bricch. p^oce usata nella frase No to- 

renn bricch. Non ne volere punta. 

Bricch^ Sp. di sciabola corla^ 

breve daga, daghetta* Dal fr. Briquet 
che probabiimente sar^ stato preso a 
prestanza dul turchesco Sbriq. 
Briccol o Bricquel. Bricche. DirupL Bal- 
SI. Trarupi — Anda su per i briccol. 
Arrampicarsi per dirupi » per baUe — 
Su per i briccol. Per boschi e bricdte 
e per bahe e per macchie, 
Briccol (Giuga ai) o Giuga a la briccola. 
Fare a maUoncello? Qucsto giuoco si 
fa piantando ritti in terra tre matloni 
o sassi , al prime dei quali si di il 
valore di quindici punti, al seoondo 
quello di dieci, e al terzo quello di 
cinque. Il giuoco va ai cento punti; 
e chi prime fra i giocatori atterra o 
tutti in una volta o tante volte alcu- 
no de^tre sassi che arrivi al numero 
de^ cento punti, riesce vincitore, e 
tirato un sasso a quelladistanza che 
pu6 maggiore , tin la si fa portare a 
cavalluccio dal perdente, 
Briccolada. . • Cosl e detto in alcuni cditli 
milanesi del secolo scorso quel lavoro 
di pane che facevano i fornaj al sabato. 
Bricoila. T. di G. di Big. Maitonella. 
Ave, Save, Senti,ec. de bricoila. Ave- 
re, Risapcre , ec. f^i bal&o o rimbalzo. 



BRI 



(i63) 



BEO 



Dte bricblla. fig. P^r Mtoma (Malm. 
. V9 4o). Di balzo o nmbalzo, Perjianco^ 

cioe incidentemente » indirettameiite. 
Giuga de bricoUa. Far maUonella. 

Dare di colpo obbliquo in vece di 

diretto ; e met. Af^r per Jitutco. 
Bricquel. Bricche. V, Briccol. 
Bridun. Bridone (Alb. bass.). Briglione ? 
. Sp. di iiletto detto anche dai Fr. Brithn. 
Brietta. BngUetta, Dim. di Briglia. 
Bi'iga. Briga. Nofa, Moiestia, Impaccio, 
Briga. Brigare. Fare broglio, Imbrigare? 
Brigada , ecc. F» Bregada , ecc* 
Brigaat. Briganie. Brigatore. Chi fa bra- 

glio. Intrigante, 
Brigant. Sedizioso. Bwoltoso. Bor/^bese in 

arme contro chi ba aatorita nelio 
' stato ; chi guerreggia senza ayenie 

autorizzazione pubblica. 
Briganton. Acer, di Brigant nel prima 

significato. V. 
BrighelU. Brigiiella, Mascbera nota. Tal- 

volta si dice per ischerzo a cbi nel 
. vestire o neir agire o nel parlare 

tenga del zanni o di quello che i 

Frances! dicono Fagotin. 
Brigbellada Azione cbe abbia del 

mascherato e dello sciocco a un tempo. 
Brigbellin Si dice per ischerzo 

a un fanciuUino, come a dire Mar- 

mocchio^ Rabaccbiuolo » e simili. 
Brighellinna.... Lo stesso detto a femmina. 
Brigndccol per Brugn6ccola. K 
Brij. pL di Bria. F, 
Bril^t. BrillanU* 

Brilanta. BrUlantare. Sfaccettare. Affac- 
BriU. Brillo, (cettare. 

Brio. Brio. 
Brio h usato anche nel modo otv. Per brio; 

ed k simile ail* altro Per bio. Pub fare 

il gran diavolo. K. in Bio e in Dinna. 
Brion. Briglione, Acer, di Briglia. 
Brian. T. de'Macell Taglio di 

manzo che fa parte dell^ alti'o oosl 

detto Canktia. V, 
Briozz. Brigliozzo. Cavezsone, 
Brlsa. Brezza. Vento cbe anche gli Spa- 

gnuoli dicono Brisa e i Francesi Brise, 
Gh' ^-sik ona brisa che la me taja 

la faccia o la me fa anda-via el coo. 

£ un' aria si sottUe die par che mi 

si fenda la teJto(Lasca Gelos* IV, 1 1). 

Quests aria mi fende la testa pel mes- 

io (Gelli Errore I , ) — Oh che brisa ! 
yol. I. 



Oh che sisa! ; e cogU Aretini Ok che 
bruzza! Ok gual bruAzarella! 

Brisa. T. de'^MacelL, Piz2ic.^^/7uu;/<iiia^ 
AnJmella attacceta a quella parte delle 
bestie da macello che dicono Hkcc, 
Salaa come ona brisa. Amaro di sale. 

Brisca Sp. di carrozza di cassa 

alquanto bislunga e conlooghi di pari 
larghezza in ambo i lati. K. in Legn. 

Brisch^tt. . • . Voce lodigiana, se non erro, 
che vale specie di Panetto biscottato. 

Briscola Specie di giuoco so* 

. lito farsi colle carte da tressette a 

. due a due o a quattro a quaitro. 
Data una carta scoperta in tavola, e 
dichiaratala briscola 9 briscole si di- 
cono pure tutte le carte del sao seme. 
Su quel trionfo si posa il mazzio dopo 
aveme stribuite tre carte a ciascun 
giocatore , e del mazzo ogni giocato- 
re si ya pigliando di. bazza in bazza 

. una nuova carta in fin che si veoga 
alia stessa briscola. Di poi noverati i 
punti di ciascnno si riconosce chi vin- 
ce. Briscola e Cdregh sono termini di 

. questo giuoco detto anche in iT.Brisque. 

Brisetta. Brezzolina, Bruzzarella. 

Bnisin. Cichino. Micolino. Pocolino. 

firis6n dicono alcuni per BrOgh. y. 

Brissk dicono alcuni cont. per Scarlig^. f^ 

Brobro. BaratUere. Baraitiero. Baratto. 
Baro. Scrocchianie. 

Brobrorada. BaraUeria. BaraUo. Scroc 
chic. Guadagneria. Bararia, 

Brocca. Mesciroba, Specie di boccale di 
terra o metallo col quale si roescc Tac- 
qua da lavarsi le mani — Brocca , e 
dottrin. /i^na o Uma^e il.Vaso me* 
desimo per uso piu lato 9 come di be^ 
re , ecc. — Ha piede » corpo , bacca e 
beccuccio — U Targ. ne' Viaggi V , 5a 
ha anche il diroinutivo Mescirobina. 

Brocca. Secc/Uo. Vaso in cui si raccoglie il 
latte nel mugnere » e di qui prob. Lace 
in brocca iL Latie caprine cosi gridato 
da'^capraj che lo vendono in citta. 

Brocca {che andte dicesi Ciod o Vid se 
k fatto a vite o a capocchietta vitata)» 

T. de^Coltell Quel chiovo che 

tiene unite le due lame di una for bice. 

Brocca. Bulletta. Cocomerino. Anche gli 
Spagn. dicono Broca in questo sense. 

Brocch a steila BuUetie 

stellate da basti. 



BRO (1 

Br^eau Jiama{*Brei. Voc. are!.). JUmw- 

scello. Ramuscello. Jiamicello, RanU" 

eella. Mametto. Bamucello, Virgudto. 
And^ in brocca. F. Imbroccass. 
Andsh-sd per i brocch , frase fig, 

cohL equivaLaka^k in fuittm.f^.Fiimm. 
Cavalier o Scior che ne sU cent 

8U ona brocca* ^'gnor di maggio, 
Faaoeil de brocc& f^. in Fasora. 
Usella a la brocca. K in Usella. 
Usij de brocca. r. in Uaell. 
Brocca. Iiamdglia{^areX. Voc.areU). L'ar^ 
, gr egalo delie nuo v e messe delle ptante. 
Compra o Vend a brocca secca. • . . 

Comperare o vendere nel verno o al 

primo germinal* de^ gelsi la foglia che 
. banno a meltere per V epoca dellu 

hacatura^ pagandola un dato prezzo 

qualunque sia per esserne la riuscita ; 

e COS! del frutto d^altre piante. 
Pela brocca . Fare la f rosea o lafron- 
. <£a(6aldoT. Lam. oUava 6*% vers. S."*). 
Brdcca (e pik conumemente Brossola). 

T. dei Ricam. Brbzzola. Piccolo ar- 

nese di legno fatto a tornio che serve 
. A tener Poro svoltato dai roccbetti. 

L'^Enc. lo cfaiama Broche* 
Brocdia. s. m. Bamaglia[*BTeU). - Nelle 

piante il complesso delle rainora. 
Broccaa. Broccato, Drappo broccatino, 

Stolfa di seta intessuta a oro^argenlOyec* 

Broccaa. ad. BamortUo. Bamoso. Che ha 

• dt molti rami (^r^ccA). On scerr ben 

broccaa. Un cerro ramoruia — Talora, 
. e secondo piante, il nostro Broccaa 

vale anche ftamusculoso. 
Broccad^ll. ^ Broceatelh, Broccaiino, Sp. 
Broccadin, ) di stoffa nota imitante il 

broccato, e nsata fra noi per copcrtc, 
' oortine doczinali^ ecc, 
Brocc^j. T, deiPArti. Allargaiojo, Broc- 
. cajo, Strumento con cui si segnano 

i bucbi e s** allargano. E usato -spe- 

cialmente pel ferro. 
Broccaj. s. m. sing. Bamp, (pome, 

Broccuj. 5. m. pi. Sterpi. Sierpame. Stir- 
Broccaja:i]k. Ramoscello. Sorcdetto. y. 
. anche Merza. 
Brocchett (voce pi'opria del Comasco e 

di qiialche paese dell" Alto MiK) . . . , 

GaiHangiare composto di ricotta ( nui* 
. Scarpa) combinata col fior di lalte. 
Brocchelta, Dim,fU Brocca /;«r f^irgttUo.r, 
Batt brocchetta o i brocchett. Baiter 



54 ) BRC 

borra o marina o dlana. Baiter Id bor^ 
rao le goMAelUm Tremare dal freddo. 

Brocchetta. BuIUtUna, Dim. di BuUeita 
in senso di Stacchetta. K. 

Br6ccol.sost. m. Cavolo broccolQ'^Broc- 
colo ne* dizionarj vale tallo del cayo- 
lo , deUa rapa o simili ; ma il Targ. 
Toz. nelle 1st. Ill , a4 e nel Diiz. usa 
Broccoli assol. per Cavolo broccolato. 
Broccol roroan. Cavolo romano. . 

Brocc6n. T. de^ Calz. BuJleUone. Cbiodb 
grosso col capo qiiadro con cut si con- 
gegnan insieme i talloni delle scarpe« 

Brodaja. Broda^ Peverada* 

Brodin. Brodetto? Brodino? 

Brodin pel Coll dei CuoclU, V. 

Brodmett. Dim, di Brodin. y. 

Brodo. Brodo. La voce Brodo si usa da 
noi soltanlo nella frase figurata 

Brodo longo. Lungherie, Lungagno^ 
le, Lungliezze -^ Broda, V. in- Brceikd* 
In ogni allra frase usiamo Broeiid. K 

Broddn Brodo sncculento , corto » 

grosso, savoroso •— Brodone nei diz. 
vale solo una specie di spallaccio , di 
fascia umerale onde s^adorna il sajo. 

Brodos. Brodoso. Abbondante di brodo. 
Di-4U robba brodosa. fig. y, Kdbba. 

BroeU e BixHsttin. y. Brovett.e Brovettin. 

Breed. Fmtidto — Si eatende anche da 
parecchi, benche iropropriamente t a 
aignificare Brolo o yerziere, orto dove 
e verdura , come accenaa TAlb. enc 
nella voce Brblo r^ Dal Lat. Brolunt, 

Broeiid. Brodo ; e scherz. Pe^erada o 
Sugo delta penioia — Brodo di cap^ 
ponCf di pesce^ di wpera^ ecc. 

Broeud che sa de nagotta o cb^el 
par acqua o bon de lava i pee. Bro^ 
do sciocco o dissa4H)roso ; e scherz* 
Acqua pazza, 

Broeud dc scisger. scherz. Acqua di 

^/oge(Vocab. ar^etino in Balocio che 

cita i scguenti versi del Bellincioni 

« Mil or ch* e* luanApan tornAu £rittoll« 

9 £ AcqnA di balo^ U Temftcoia i* ) 

Brodo M cece.' (4lb, eno. in Brodoy 
Cosi chiamiamo per ischerzo la cioc- 
colata « e speciahnente quella cattiva 
o troppo dilavata, Dicesi anche del 
cafie nero cattivo e annacquato* 

Broeud in tavolettinn. TavoleUe di 
brodo (Gh, Enc). Brodo assodato si 
per arte da esser secco e frtabile* 



BRA '( t 

Broeudlongb. BroiJb anmwquaio o, 
iungo; -e fi^. Ltmgherfm, Lungdgndla: 
per es. Hin faroeud longfa che no tne 
piasen on bell nagotta. Gli k gimUkbo 
lungo che nd sa amaro {Cecchi Js^ 
siuoh II 9' 6).. L' uuUtgio pigUa vizio. 

Brand lisireM, Brodo corto o grodso. 

Broeud Uraa. StdUdo. Qnel che si trae 
dal consmnato di eappone ed altri 
isgredienti posli a stiHare iosieme. 

And^ in brand de scasger o Andi 

• tutt in brdBud d^ttrborinn , come disse 
il Maggi Cons. Men. i45. f^. in Sdsger. 

Gaiinna veggia fa boh broBud. Bg, 

• V> in Gaijnna. .... 

LatBJi sta a Lassa eoaus vnn in del 
so brosudk fig. 9on copore attn ieUk 
sua beoa, Lasciare che alinsi.cuociM 
nel suo brodo, 

•Neg» in del brand. K. Neg^ 

Portaa per el broend. (ihwho del 
brodo, P^ago del brodOf e per isqherno 
Brodajo. Brodajuolo. 

Vik spess del broeud di gnooch. 
Grosso gtumto ^mcqua dtf maeeherdni? 
DensissimOf cKo tien della poltiglia. 

Tir&-«ii el broeud. fig. Sueciare. At- 
trarre a s^ il fiato allorch^ si sofTre 
o dal freddo o da alcuna percoasa. 

V^9s in del s6 br«ettd. Essere netla 
sua Iretw. Essere a nozze* Ci6 cite i 
Francesi dicono Cest mon vraijkit, 
&esi mon vrai bdtot^ c^est en quoi je 
iriomphe^ &esi monfort^ 

VeM mitiga come a bev-sd on brand. 
^g. Non essere come a sorbim un uovo* 
Non essere cosa da farst a casaccio , 
o cosi facilinente« 

Vor^ sik in del s6 broend* Cuocersi 
nel suo brodo. Fare come gli spinacL 
Brcsud. y. cont. K. in Siippa. 
BroMJd. T. de^ Macell. % . « . Ke** macelli 
questa voce rappresenia o Gambe o 
Testa o Oesa dclle bestie macellate. 
Ona lira de broeud. • . . •• Una lib- 

• bra di ossami siflfatti* 

Broeiida. Broda, Peverada, Pappolaia, 
AnddKgi6 la breiuda. Sbrodolare. 
Andk in broenda. dmdare in broda, 

• Spapolare. Spappotare, Disfarsi, non 
si tener ben insieme. 

Andi. in broeuda. met. Andare in 
broda o us broda di succioie o in 
succhio* fmbieiolire, V. in Skbger* 



55 ) BRO 

Praa broenda. TOrtone, Min€Slra}4K 
Broeiida. met. Sangue, 

Tra broeuda.. Far sangue per le na* 

Hci. Bompersi il sangue del naso* 

Uscir il sangue- dal naso. 
Broeikda* fig. Broda, BrOdigUa* Fanghiglia, 
Brai^dea. lo siesso ehe Pej^etU F', 
Brdf- F. Br6v* ... 

Br^ja. F. labroja. 
Broient. F, in Brugnceuu 
Br^jo (Vk), Brigare, Far broglio o brolo. 

Brogliare, 

« E imbrojand el Utin cont •! toteali 

» t\ H brojo, •*! despenia 

» 8«iiUL siivcglMD tant el t^ orvlatan. ^ 

(Brand. Bad. JMrn.) 

Bronca. v. cont. dell'Aho Mil. Gridare. 

. Schianmnare» Fare schiamazzia, 

Bronc&. Abbrancare. K Brancjt. 

Bronc6n. v. brianz. Gridaiore, Schiamazr 
zatore, Schiamazzante, 

Birootol4, Brontolam^nt , Brotitoldn» eca 
Lo 'siesso cite Barbotta, Barbottida » 
Barbott6n, eec, F* 

BJ^6nz. Bronzo, 

Kyk on : temperament de brent o 

de ferr. Essere ua uomo di ferro, 

cio^ di tempera robustissama* 

Meraoriii de bronz. P\ in Mem6ria. 

Ve8$ on bronz. • .. • . '• Dicesi.-di 

cosa qnalilnque assai forte. 

Br6B2 m ^udkhe parte del contado per 
Gaidar. F. 

Bronz. Moriajo di bronto* 
Man del bronz.. F. Mkn* 

Br^za. s. f. Campanaccio, V, Cidcca. 

Bt6nza. s. f. fig. FisO da palloitola, Fac^ 
daiosia, 

Bronii. ^' • . .\ Dar colore dl bronz* 
Hal Ir. Bronzer, 

Bronzia. • . . • Che ha colore di bronzo. 

Bronz^. F. Bronzki(tette). 

Bronzin. Moriajo, Vaso di . breitio i)ft 

. cui si pestano le materte per far la 
salsa e ^1 sa^'ore. I diztonar j chiamano 
mortajo questo Tasot o ch^ei sta. di 

• bronB09.o >oVe*SM>di marmo o simi- 
le; noi airopposto diamo un neone 
particolare al mortajo a seconda della 
materia di qui k faCto, e lo ehiamia- 
rao if^rlse a*** di marmo 9 Broftain 
s'^ di bronzo, e PiroUa s?e di legno. 

Bronzin. Bomano. Piombino, Sagoma. Il 
contrappeso della stadera* 



BRO (i 

Brontln o Bronzett dicono fig. i contadi- 
ni briaiiz. a una Botte di doghe grosse 
e percib saldissima, 

JBronzio. add. Thsto, Abbronzato, 

Faccia bronzinna. Faccia tosta, Viso 
da, palloUola, II diz. ha Faccia bron^ 
zina per faccia abbronzata, ulivastra. 

Brusc. T. de^Calzett Liiogo 

pernio di ferro cbe entra pe^fori 
della bara-^-doUon e delle onde d^un 
telajo da far calze^ il quale serve a 
facilitarne i movimenti. 

Brosciiu*8. Infilzatura(*tior,9 Zanob. Diz.). 
Nome di quelle stampc di pochi fogti 
i qnoli soglionsi cucire insieme con 
iin solo piinto, e che percio molti 
dicono anche Punlata. 

Vesti 8u Taria di brosciur franzcs , 
fu detto per Scnvere con disinvoltura, 

E imj, M pOM, tti Ten in milanei 

Vestij so Tarim di brosciar fraazet. (Bal. Rim.) 

Broscidra (In). Alia rusUca. Dicesi di li- 

, bro legato senza rafiilarlo nelle mar- 
gin i. Dal francese Brochure, 

Brossa. T. de'Cappell. Brusca? Spdzzola. 

' Amese col'qnale si ripulisce il pelo 
ne^cappelli. £ di piu specie: le prio- 
cipali soDo: 

Brossa*. dura Spazzola che 

viene adoperata • da quel lavorante 
che da forma al cappello ( dal pro- 
pneur) per avviarne il pelo uscito 
che sia della lisciva. j^ quella che i 
Francesi dicono Brosse rude. 

Brossa molla Spazzola fatta 

.con setole di cignale che viene ado- 
perata per dar lusfrore al cappello. 
t la Bfvsse a Ittstrer dei Fraacesi. 

Brossa u.contdell'Alio MiI,perBv6asolsL,f^, 

Brossajoeii e Brossajceula. Bollicina, Bol- 

' Hcella. BolUcola, 

Tutl a brossajoeu. Bollicoso. 

Brossajolin. BolliciaUola, 

Brossera ) {che i coni. br, dicono Cottola). 

Brossola S Bruzza. Bolla. Brozza^ e piu 
spesso Brozze nel numero del piu. 
Cosso, Piccolo enfiatello cagionato per 
lo piu da umori acri. 

Fk d''ona brossola on bugnon. fig. 
Far di una bolla acquajuola o di una 
holla un canchero o un fisiolo. Vale 
di un picciolo disordine farne uno 
grondissimo. 

Brossola. T, de^Ricam. Broziola, V. Brocca. 



56) BRO 

^Br6ssora per Sbrosciora. V. 

Brov (o firof o Brovo) Questa 

voce sentesi ne' colli briantci; venisse 
mai con tutta la sua discendenza dal 
gr. ^pvov musco {ieppa)? 

Aobba de brov Merce di 

bella apparenza ma di poca o catti- 
va sostanza; quasi a dire mefce che 
liscia 9 che piaggia le genii e le svan- 
taggia come ogni altra piaggeria. 

Brov a Nei contorni di Varese 

equivale a cio che in altre parti del 
Milanese si chiama 7^o, Sovinda^ 
Tracciu^ Vbga. y. quest' ultima voce. 

Brov a. Accarezzare. Piaggiare, Insapo" 
nare. Muinare, lisciare, Ligiare. 

Brova. Giuntare, Frappare, K. in Bolgira. 

Brova. Pulire, 

Brova. Inumidire. 

Brova. T. de"* Vignajuoli Ri-> 

pulire la vite da ogni seccume. Come 
in primavera si ripulisce la vite dai 
germogli inutili col Mogna Bipulire o 
Bipigliaf^ o Riprendere e Remogn^ 

. Bipulire per la seconda volta^ cosl 
ncir inveruata si ripulisce(6rd('a) dai 
tralciuzziy surculi, viticci secchi che 
dannosamente la ingombrino -— In 
qualchc parte delPAlto Milanese per 
Bro\ni intendono anche Potare. Cosl 
per es. a Montorfano hanno per det- 
tato che Chi gh* lia la sfigna sova in 
tra marz e april'la brova ^ cioe e in 
tempo a potarla in que^due mesi. 

Brova. Bifar le cami. Lo stesso die Fa 
tra on Jinj. F, in Buj. 

Brova la seda. v. br. Sbroccare, y. in C6o. 

Brovador. Moiniere, 

Brovad6r. Giuntatore, Frappaiore. 

BroYad6ra. T. de^ Setajuoli. . . * Ordegno 
da sbroccare(2^rOi'a) la seta. 

Brovadura. .... La broda de* cavoli* 
r acqua in cui bollirono i cavoli. 

Brovazz. v. br. proveniente da Bneii 
(brolo). FruUeto. 

Brovazzoeii. v.br Picciol frutteto. 

Brovett. Aro/eX/o. Cosi chiaraasi il palazzo 
comunale dolla nostra citta. Forse dal 
lat. Brolumj perche ivi fosse antica- 
mente un qualche frutteto o yerziere. 
Anche oggidi si tiene mercato di ce- 
reali, castagne, ecc. nel maggiore 
dei cortili di questo antico palazzo 
del Carmagnola. 



BRU 



(1S7) 



BRU 



Br0V^U.nieC. Subisso. Dihmo* Nuvolo, 
Mercato, Gran quantity, f^, Sfragell. 

BroYo e Robba de brovo. f^. in Brov. 

Bruce. Bricco, Guco, V, Asea. 

Coo de brucc. %. Capo d'assiuola. 
Capo di bue. Capo di castrone* F'm C6o. 

BrCicc. Cavailo, Jtonzino* 

Briioc. A Como ^ sinonimo di Qualtrass« K 

Bruccell o Borcell , e a/ pi. Braccej . . . 
Nome che si da sul lago di Lecco, e 
nelle vicinanse a quelle navi che noi 
in citta chiamiamo Barc6n. f^. 

BfugaroeMa. Ad, d' ferba« y,. Sanguinella. 

BrAgh(cA« in alctine parti del coniado 
€ deito anche Bris6n>. Scopa o SHpa 
in genere, e dottrin; Erica. II nostro 
Brugb comnne pero h propriamente 
la Scopa meschina. Greccfua* Crecchia. 
SttnelU, Pianta che ci'esce nelle ter re 
incolte e sterili , delta dai Fr. Bruyere 
e dai boL secondo le varle sue specie 
£rica vulgaris, E. purpurascens^ ecc 
<— S^adopera da alcUni in vece della 
frasca pei bachi da seta. 

Brughera. Scopeto. Stipeto, Terra sterile 
• ed incolta dove fanno le scope o le 
stipe(errc/i« dis^rse)* Anche i Fr. la 
dicono Brujrere. Varj nostri scrittori 
di stalistica ed economia usano la 
voce Btughiera; ma a quanio parmi 

- sensa necessita^ giacche le due voci 
toscane su riferite corrispondono ap- 

' pieho alia nostrale » se pur non fosse 
che negli Stipeii del Lucchese e d''al- 
tri paesi di Toscana cresce la SUpa 

. alia^ cioe V^ Erica arborea, la quale 
non fa 9 per quanto io sappia, nelle 

« nostre Brughiere; ma queila diversita 
negativa non esclude Teguaglianza 
positiva deir esistere le scope o stipe 
in queste e in quelle — > Gli scopeti 
in cai sono radissime le scope si 
possono anche dire JLande, 

Lass^ anda a brughera (on terren). 

• Lasciare a sodaglia. Trasandare* La-- 
sciare insal%Ntiichire» 

Pari o Vess ona brughera. Essere una 
griUaJa, Dicesi di terreni trasandati. 
Te podet anda, o vero Va on poo 
su la brughera de Gallaraa. Al diat^ol 
f accomando ? Esclamazione che usia- 
mo cogP indiscreti d''ogni genere* 

Brugna. Prugno, Susino. V albero che 
fa le susine. U Prunus domcsUcalAu. \ 



Bnagna. Prugna^Susina. Fruftto delr«asino« 

Brugna andada in evhton.Boszacchio. 

Brugna azerba. Susina strozialoja, 

Brugna catalanna. Susina simiana 
o semiana. Frutio del Pnmus dome- 
stica maximianoLin* 

Brugna de la reginna o Brugna 
• reginna. iS^^ina daudia, 

Bmgna del pret. F, in Pr^ 

Brugna gialda* Susina. gicdlintu Tra 
noi e tondetta e non tanto grossa» e 
viene a maturanza sul finire del giugno. 

Brugna grassinna, • • . Sp.d^ampsciiia. 

Brugna guggella. v. br. Sasina diac 
dola o campana? Il frutto. del Pru- 
,nus domestica clava effigie Mich. 

Brugna masisinna. Susina amoscina^ 
. o ass. Amoscina. Frutto del Pnmus da* 
. .mestica dantascena 9 e fra noi per ec- 
cellenza VAmoscina nera^ cioe il frutto 
delPrunusdomesUca hungaricai^esfonU 
£ tonda, di buccia nera col fiore, e 
matura sul finire di giugno — Ve ne 
ba anche una varieta di buccia bianca. 

Brugna mirabolanna. Susina mira- 
holanam 

Brugna pernigonna. Susina pemico^ 
no? Sp. di susina grossa, tonda, nera, 
che non vien a malurita suUa pianta. 

Brugna I'eginna. /^. piu sopra. 

Brugna salvadega. Susina salvatica. 
Specie di susina tonda» nera, che 
si raccoglie di settembre. 

Brugna sanclo. Susina della regina 
Claudia detia la rotonda, Susina dau- 
dia grossa, rotonda, quasi simile alia 
meliaca, e di color roseo chiaro. 

Brugna sangiovann. Susina sangio- 
panni? Susina sampiera? £ tonda, 
gialla, e matura in giugno, 

Brugna sciresa. Susina ciliegia o 
ciriegia? Fra noi e tondetta e neraj 
matura in luglio. 

Brugna spinna. Susina agosiina? 
Frutto del Prunus domesUca augu- 
stana Caes. Tra noi e nera, piccioletta, 
e viene a maturita nell^agosto. 

Brugna verdaua. Susina tferdacchia. 
Specie di susina cosi detta dai suo 
colore verdastro, cioe la Prunus do^ 
mesiica viridacea Cxs. 

Cervellaa de Monscla, .... Sp. di 
susina giallognola, grossa, bislunga, 
assai caruosa e di dolcissimo sapore— 



BRU ( t58 ) 

.' dtre mile qui nominate i Toicani an- 
noverano molte altre specie di susine, 
come Sasina albicocca^ amorosa^ ja- 
copa^ moscada^ mirabella^ maglior- 

- nese^ sanese^ ecc, le cjaali credo 
poco o nulla conosciute fra noi. 

Avegh ona brugna al cuu. fig. Ave^ 
re una polUzzola di dietro o al Jb- 
rame, Avere una cusqfflola, Apere un 
poFTo dietro via. Avere il fuoco al 
Cttlo — In senso piiii rimesio'direbbesi 
A^ere un o Stare con un cocomero in 
corpo^ cioe in dubbio, in pensiero, ecc* 
Tacc4 ona brugna al cuu. fig. Fic- 
care un porro dietro via^ o al fora-^ 
me. Dare una cusqgiola, Ficcare una 
cusoffiola o una pollezzola di dietro, 
• Arrecare alcun pregiudizio ; e tra noi 

- anche Citare in giudizio al criminale. 
In senso meno esagerato Metiere o Cao 
dare un cocomero in corpo ad alcuno, 

Briigna. Camposanto, Cosi chiamasi negli 
spedali qnella sala in cui si depongono 
i morti per tenerveli sino al memento 
in cui vengono trasferiti al cimiterio , 
ed alia quale per lo piu e annessa 

- qualcbe stanza ove si fanno le sezio- 
ni anatomiche de^cadaveri. A prima 
giunta la voce Camposanto contrap- 
posta alia nostra Brugna non parra 
corrispondente per Tequivoco cbe ne 
nasce con camposanto in senso di ci- 
mitero; ma io posso assicurare d'^a- 
Tere ocularmente osservato che quella 
stanza cbe nello Spedale dl Santa Ma- 
ria Nuova di Firenze cbiamasi Campo^ 
santo^ corrispottde precisamente per 
ogni rapporto alia nostra Brugna ; ed 
a corroborare questa roia asserzione 
concorrono i testi seguenti : 
« Pofanoni affvtu , & f«g«ti ibaraglU 
m 11 ni««el)«ro, Andimiro io CAmpotuito 
I* £ Tedrem m U chirurgo a lul ri agguiiglla^ » 

( Sacc. Blm. ) 
« La tera del i6 a'prile 1778 nel Caiupo- 
y santo di Santa Maria KuoTa aprimmo il ca- 
st darere di una donna morta di male ean- 
9 ccroto nel petto. » 
(NannonS) trad, di Sharp nella note alia p. i o 1/ 

Andi a la brugna. Andare a Pa- 
irasso o al cassone, F<, in Cagaralt. 

Faccia de brugna. Viso o Faccia 
da morto ---. Avegh ona faccia de bru- 
gna. Mostrar nel viso paUidezza di 
morte, Esser cada^eroso o cadaverico. 



BRU 

Spuzaa o Sav^ de brogMi. Pwaat 
di becchino (OifJLi Reg* 579). Ammrsi 
per le poste. Easere via la via Id* 

r^ ^ I ( Bernoccolo. Bithrzolo. 
Brugnoccola. > ^ , . 
n X \ Ronchio, 

Brugn6cquera. ) • 

Brugnoeil. Pritgnola. Frutto del prugnolo; 

Brt^oeu ( Spin ). Prugnolo. SusineUo* 
Pianta delta Prunus spinosa da Lin. 

Brugnoeu. Ad. di Pdmm. f^. 

Giugk a fresch i pomm brugnoeu 
(che altri dicono Giugi a quest i pemm 

brojent) Specie di giuoco cbe 

per lo piu si fa come segue: vari« 
fanciuUe si uniscono e formano un 
cerchio; in mezao a questo vanno 
due di esse 9 e facendo piii salti, si 
mettono a canterellare una loro can- 
zoncina che per lo pin suol essere 
Quest i pomm brojent, 
Maridaremm la bella fia 9 
Se ghe melt on did in boccat 
Le fa mal i dent 9 
Quest i pomm brojent. 
Finito il canto, tutto il cercbio u 
dk a correre ; le due cantatrici pro- 
Gurano di prender posto fra cjuelle 
del cercbio; e quelle altre due fan- 
ciuUe che in vece loro rimangono di 
fuori airarrestarsi del cercbio stesso, 
vengono messe in mezzo, e rioominr- 
ciano il giuoeo. 

Bnign6n. Susina asinaccia? Sp. di pru- 
gna rossa^ grossa, bislunga, atta a 
seccarsi come la provenzdie. 

Brugn<$n. Musomo, Crojo, K» Rusteg^n. 

Brugn6n. I7«zznrro(*fior,, PmK.Poet, xxxv, 
9, e Pac. V, aS). Nevne di disprezzo 
che si da agli osti, ai castagna) ed ai 
vinajoli tra noi quasi tutti forestieri. 
Nella Guida dell* Educators di maggio 
1837 (pag. 80 Letture) trovasi Bozzurro 
in questo significato e come voce di 
origine straniera. Ne^pochi dl ch^io fui 
a Firenze mi parve sempre udir Bus- 
zurro ; e la testimonianza del Pananti 
e del Rosini m'^indurrebbero quasi a 
credere che il mio oreccbio non sia 
andato errato (se non fosse che le 
stampe da me viste di que^ loro poe- 
mi furoBo eseguite fra noi ), e a cre- 
dere che la voce Buzzurro sia d"^ ori- 
gine toscana e derivata da Buzzo , co- 
me Peccione da Peccia^ ecc. 



BRU 



(tS9j 



BRU 



BrugoI6sa. y. brianz. Lingua di hue. Boi^ 

• fwta saluaticd, Ethtt di due'sp. detta 
liet. Anchusa Ualiea^ e A, officinalis, 

Brul^ (o Vin bride). Ippocrasso? Nettare? 
' Vino bolUto cob entro zucchero » can- 

nella e altre drogbe. 
Bhilla. Biodo. Giunoo da staoje. La yoce 

^ moderna fra noi, e ct veane dai Ve- 

nesiani i quali cbiamana Brule o Brur- 

lini tutte quelle cannucce che i bolanici 
' dtstingttono per Siipa tcnacissima » 

Arundo arenana^ Scirpus palustfis^ eccl 
Brilina. P'. Bernarda.* • • 

BrJkna Sp. di cuojo di capra 

o di vitello lavorato in nero. 11 Cuir 
' bronzS dei Francesi che usa per iscarpe. 
Bruueil. Brunellino. Sp. di stofia a man- 

dorla 9 di cui si fanno panciotti , ecc. 

ed anche scarpini gentili per le donne. 
Brun^ngb. add. Bruno. Buiccio. Ciod non 

illuminato da luce. Aria brunenga, 
- Ora brunenga. Asre brwto o Aurafo^ 

sca^ Ora bruna o buicda. 
BrAs. Bruciaiiceio, Abbruciaticcio, 

SaT^ de brus o Ciappi el bnis. 

SenUr di bruciaUcdo o di leppo. 
BrAifl. met. Baco? Amomzzo. V* Brusegbia. 
Toeu-8u on brus per Yun o per vunna. 

Cuocersi, Gocdolare, Girare* IngaUire. 

Iniabacearsi, Innamorarsi fieramente 

di alcuno. ^. anche G6tt e Cottikra. 
Br69 Nome di due malattie del 

riso in yegetazioue procedenti da trop- 

pa grassezza del terreno^ da aciloccbi 

• notturui, da mancanza di pioggia ai 
tempi opportuni, dagli.alidori estivi. 

Bhlksa Ognuna di quelle com*> 

messure o di quelle linee trasversali 
che segnansi a certe distanze nel Mont 
o in altri simili giuochi. 

Giugi a la brusa. Fare a t«erga(*fior.) 
Giuoco che si fa gcttando in aria delle 

• monete, le quali cadendo sopra un 

• mattonatOy yince colui la cui moneta 

• k pid lontana dalle commessure dei 
mattoni, le qualr chiamansi Brus; e 
il cadere della moneta su queate com- 

• messure dicesi fra noi Andd in brusa, 

hesik in brusa. fig. JHmanere sea- 
eiaio o smaccato, 

Vess iti brusa de fa* dl, o simili. 
Esser in bilico o sul curro o a iocca 
e non tocca. Esscre in snl croUo deUa 
biiancia^ ed anebe Indugiarsi o Fd- 



dursi o Cuingere alia sgpcdolatura o 
altoiio sanio, Bssere sul tavoleUa o 
sulVultimo tegolo. 
Bruslt. Brudare. Abbrudare» 

Bruia come on fosugb. y, Foeiigh. 

Brusa de la vergogna. f% Vergogna* 

Brusa del cald(pc!r iperbole). Jl^ 
. bruciare dal caldo* 

Brusli el pajon. f^ in Pajdn.. 

Brusiii el stomegb. Ai^ere incemdUOw 

Brusa ginee o sginee o sgenee* f% 
Sgen^e (ciob gennajo), . 

firusji i oeucc. F. in QLixec. 

Brusli pignatL y. in Pignatta. 

Brusi ona ca , o sim. MeUer fuoco 
a una casa, Incendiare una casa, 

Bru5& yia. Andar via a. ruba. Dicest 
di merce od altro. che abbia grande 
spaccio. I Brianz. dicono Porta per 
ari o Brusa per aru 

Bnisk via la boggia..... Trucciare una 
pallottola con tanta maestria che spa- 
risca come un lampo dal posto dov^ei^a. 

Bnisass i pagn. In/uocolare* 

Brusass i pel. AbbrusUarsi. Abbru- 
ciacchiarsi. 

Giaccbct la di la brusa « scoldem- 
mes anca nun. /^. in Ca. • 

Vi on s6 che brusa. J^ un soU 
che abbronza o che arrosUsce* 

Robba che biiisa yia. Cdusdco e 
ant. Arsivo. 
BmsB. Alidirt. Arrabbiare. Bicen di bift«> 
da, grano od erba cbe siano ancora 
sopra la terra e 'si secchino prima del 
tempo debito per nebbia o caldo* 
Brusa. Frizzare* Mordicarci Cuocere, Di* 
cesi deldolore che cagionanoie materia 
corrosive poste sugli scalfitti e simili, 
Bruai. Arder di brama. 

« Brusi AnnU , per di el eorar f^nu, , 

» De Tegni a U conclosion. m (Poru Ratte). 

Brusli {che anche dicesi DofI el yenter). 
Cuocere^ ScoUare. Dispiaeer molto, do- 
lere assai ehecohessia. Oh quesU la 
me brusa. Oh ^uesia mi cuoce o mi 
scotta — Se la ye brusa ^ mottigh ona 
pezza. Chi I'ha per mal^ si scinga* 
V, in Pezza. V, anche m Bri^sch. 

Bnis&a. s. m. Inarsicdato, Innarsicciai6% 
Segno d^arsione. 

Bnisaa. T. d^Oref. s. m. CoTia. 

Brtisjka. Bruciato* AbbruciatOy e in istile 
suUaUflo Inusto. Arso dal fubco. 



BSU 



(i«o) 



BKU 



> Ay^ i Ikvor brusaa del frecc. Avert 
- le labbra abbrustoUte* Avere i rdgani 
alle labbra, . . 

Brusca. Afato^ Agg. di Fnitto roviiuitd 

• dalle nebbie o dal sovercbio caldo. 

Brusca. Arrabbiaio. Agg. di Vivanda 
GoUa«m fretta e con troppo fuoco. 

Brusab6cca. Erba pepe. Cuociculo (Targ. 
Ist.)-*!! Polygonum hjrdropiper de' bol. 

Bru8acant6ii. fig. Tagliacantoni. Sgherro, 

' Bravo; e in gergo Bresciano. 

Bru5ac6a. T. dc^ Manisc. Abbruciacoda, 
Bruciacoda{p\z*9iT\,)* Ferro rovente 
che s^appllca alia coda de^cavalli dopo 

' cbe fu tagliata per istagname il san- 
gue. is il BruUqutue de^ Frances!.. 

Brus4da (e secondo paesi anche Brusk- 
va o Ghizzoeik). v« cont. Siiacciata, 
ScfUacciata, Pane . soccenericcio. Pane 
fatto di pasta di grano turco abbi*u- 

.' stolata in pocbi minuti e le piii volte 
mal cotta. Nella pasta intridono spesso 

. finocchio^ cipoUe^ uva o simili. La 
Brusada di grano e detta con parti- 
Golar nome Fugdscia o Fugasclnna in 
campagna, e in citta Carsenza. 

Brusada con dent i figb (voce e 
usanza brianzuola). Pan Jicato. 

Brusad^ll. \ v. cont. StiacciaUna, Quac- 

Briisad^lia.f cino. Soccenericcio. Panelli- 

Brusadin. t no sBll'*andare della stiac- 

Brusaell. J ciata cotto sotto la cencre. 

Brusadizz dicono verso il Lodigiano per 

. Imbrascadilira. K. 

Brusad6mia. Stiacci€Uona(Tanciaiy9g). 

Brusadura* Bruciatura, 

Brusajoed per Brusadella. K. 

Brusalasen. Stoppione. Astone. Scardiccio- 
ne. Scardaccioni{TaLrg. 1st.). Sp. di car- 
do campio cb^^ la SerraUda arvensis !•. 

Brusapajon. Gabbaloste (Lai. En, trav, 
IV). y, Mangiacapara. 

Brusapignatt. Guattero. GuaUeraccio* 

Brusasees. f^. in Parascio^ula^ 

BrusattH. AbbrusUare, Abbronzare; e an- 
cbe StrinareCXosc,^ e Tomas. Sin. p. i a) 
-I-* ^62f ru5ca/v erabbruciaccbiare con 
fuoco di pagUa i peli vani di un 
cappello. 

3rusattaa. Abbronzato, Strinato -^Abbrur 
scalo -^ Inarsicciato, Jnnarsicciato, 

Brusck-su. Rampognare* Trattar dura- 
menie o brusco, Ancbe i Francesi di- 
cono in questo schao Brusquer* 



Bruscb. Brusco* 

Compagnia brusca. K in Gompagoia. 
I bruscb. Le bnucJtem Le maniere 
bruscbe.^ i castigbi corporali. Se no 
▼ar 1 bona 9 drovaremm i biHiscb. 
Se non oUerrem colle buone ^ ncorrC'^ 
rema alle brusche, 

Some)a hmsch.Partre agro odostico 
o crudo. La roe someja brusqa. La mi 
pare agra. Non la so mandar giu* Mi 

. b un agrume. Non la so inghioUire* 

Bruscbett per Fonsgin(male), K. 

Bruscitt. s. m. pi. ... I Bustesi cbiamano 
cosi un Certo lore intingolo di carne 
vaccina minuzzata e condita con bu- 
tirro, agUoySpezie^ finocchio e vino. 

Bruscon Quegli agrori (per 

dirla con una voce cbe parmi aver 
udita in Toscana) cbe si sentono 
suUa stomaco per efietto di troppo 
lenta e malagevole digestione. 

Brusc<Sn. v. cont. br. Cardo asinimo^ 
Cardo laUeo. Cardo iii/tcc^iiilo(Targ. 
Diz. bot.). Quella pianta cbe i bot» 
cbiamano Carduus marianus ma c ulatus* 

Bruscon. AgHfoglio* Alloro o Lauro spi- 
noso, y. in Agber. 

Bruscon per Spongiarklt. V, 

Brus^cc {.che altri dicono Manna), ilftf^fme. 
Spruzzaglia o Pioggia adust a cbe cade 
talora nei tempi caldi e rie^ce un ve- 
leno pei prodotli della campagna nei 
quali induce la malattia detta Bug" 
gine e latinamente Bubigine. 

Brusecc. Siccitd. Seccore^ Arsura, Alidore* 

. Secchericcio./SUincskuin di pioggia. 

Brusecc. v, c, bn pel nostro cittadinesoo 
Bruaor de stomegb, P'', 

Bruseghin. Cociore — Fbmite, Fomento — 
Passione, AmoreUo, Amoraxzo. II brw- 

. dor deWamore* II calabron d^amore, 

Bruso. yoce usala nelle Jrasi seguenU : 

Hoo ciappaa on bruso. Nulla ebbi. 

Non ne cavai una vil ghiarabaldana, 

Nanca on bruso (o jXanca on pelo). 

JVi^ lisca nb calla. Nulla afiatto. 

No dagben on bruso d'oua cossa. 
Non ne dare un Jrullo, un lupino^ 
una stringa^ uno straccio, un'* acca, 

Nol darav via on bruso. BT non 
darebbe del proferito, MP non darebbs 
fuoco al cencio o bere a secchia, 

Brusceula. Lo stesso che Goteletta. K 
Cortell de brusoeula. K in Cortell. 



BRU (1 

Bruson Malattia del riso a cui 

soggiace ia tempo della spigatura. 
Biroli la chiama Jtuggine, t delta Ca- 
rolo nelle risaje ostigliesi e veronesi. 
Brusdr. Bruciore, Cociore. Jrsura , e con 
voci antiehe Arsione e Ardura, Dolo- 
re dbe ^ cagionato dalla scottatura. 
Brus6r. Frizzo* Frizzore. Dolore in pelle 
che cagionano le materie corrosiTe. 
Bri]s6r. Cocimento, Frizzamento, Dolo- 
retto cui da origine il troppo grat- 
tarsi — Pizzicore n'^ il grado mo* 
derato. 
Bru96r de stomegh. Incendito. Aeidume, 

I cont. br. dicono Brushce. 
Bru56r d*orinna. Ardor d'orina, Frizzore, 
Brusor^ot. Bruciante, Abbruciaate. Cau- 

siico, e anticamente Arsivo, 
Bnlhsti, s. m. T. d'*Oref. Setola. Spazzo- 
lino di fill metallic! che usano per 
ripulire i lavori d^oro, d^'argento, ecc. 
Biibtia. Brusca. Bussola, Spazzola da 
cavalli che anche i Provenzali chia- 
ma no Brusti. 
Brdstia di pagn. V, Scov^tta. 
Brusti^. Bussolare{Oior. agr. VIII, i56). 
Ripulir coUa brusca i cavalli. Aoche i 
ProT. dicono in questo senso BrusUar. 
Brustii. T. d^Oref. Seioiare. 
Brufltiada. Colpo o Mipassata di brusca 

o bussola, 
Brusti&da* met Malanno , cala- 
mity » sinistro qnalunque a cui alcuno 
vada soggetto. f^. Borasca. 
Brustiln. Spazzolino. 
Bnistoli. Abbrustolire. Brustolare. Abbru- 
stolare, JbbrosUre. V. Tosta, Bru- 
satt^, ecc, 
Brustolidijra. AbbrosUtura. Incbtie. 
Bnistol]]. Brustolato. Abbrustoliio. Ab- 
brusloUtto. Abbrostito, Arsicciato. Riar" 
so -^ e pari, di Terreno ConfettOm 
Bhitt. BruUo. Deforme. Ldido. Gontr. di 
Bello — Divenir brutto dicesi ImbnU" 
tfnS) BimbruUire ; lo stato ^ BruUezza 
o BruHura , e con voce ant. Bruttore, 
Ave el cttu brutt. fig. F. in Cuu. 
Bnitt come el diavol o come el 
peccaa mortal o Brutt de coeur o del 
ver coeur. Pik brutto che il peccato 
(Lasca Spirit III, a). 
Brutt maa. F, in Blia. 
Brutta de per tutl. BruUissima, Be- 
Jana. Befunacda. BruUa per sei befane* 
FoL */. 



6i ) BRU 

Falla brutta. Farla bruita o sporca. 
Fare altrui un^azion poco lodevole. 

L^^ poeu minga sto brutt. Nan ^ il 
diavolo. i manco bruUo che non isti" 
nuiva, 

Mettela brutta. Meltere nel pensa- 

tojo alcuno, Cacdare un cocomero in 

corpo ad una — Ridurre a mal pariito. 

VedeUa brutta. Troparsi a mal par^ 

tito, Essere in caUivi termini. 

Vedessela brutta. Federe la mala 
parata, Prevcdere d'^aver a correro 
alcun grave pericolo. 

Vegni ai brutt. Femre alia peggio 

o alle peggiori del sacco^ cioe al 

maggior segno di discordia o rottura. 

Briktt BruUo. BruUato. Sucido. Sporco. 

ImbraUato. Insudiciato. Sozzo. Sozzalo. 

I pagn brutt. F. in Pagn. 

Sta tapezzaria F d pur anch bella ; 

peccaa che la sia insci brutta. E pur 

bella ^ b pur wstosa questa tappezzeria; 

peccato ch' ella sia cotanto imbratlata. 

In una Novella il Sacchetti purla di 

lenzuola domandate bianche e date 

sucide che hanno affinita col nostro 

ambiguo brutt per sucido. (che. 

Brutta (la) s. f. Minuta delle belle scolasti- 

Fk la brntta. Fare il disegno^ la 

minuta^ tabbozzo. 

¥k el dover in brutta. Fare la mi- 

nuta , Vabbozzo del cbmpito di scuola. 

Ve anmo in brutta afiacc. E appena 

dbbozzaticda. 

Bruttacopia. Minula. Bozza di scrittura 

da mettersi poi in pulito. 

Xess bruttacopia de vun 

Scimmiare malamente alcuno. 
Bruttebdn. F. Per. 
Brnltin. Brultuccio {Hon. la Fed. I» 9). 

Bruttacchiblo. Alquanto brutto. 
Bruttinell. Bruttaccliiblo anzi che no. 
Bruttlnna. BrutiacMbla. 
Bruttmaa. f", in Mka. 
Brutton. s. m. Bruttissimo uomo. 
Brutton e Brutt6nna (per improperio). 

Sozzaccia. Laidaccio^ e simili. 

Bruttonna. BnUtissima donna. Befanaccia, 

Bruttura.Xo stesso cite Bruttmaa.^. in Maa. 

Fk vegni la bruttura. Far suegliare 

i ifermini{* iosc.y Incutere gravissima 

paura. Un poeta pisano disse: 

« In cost dir si tQrro le riniira , 
» Ch« qoasi a tnUe i Termi ti iregUaro. » 
31 



BUI ( I 

Tirass al cutt on bugnon. fig. Ta- 
gliarsi addosso le iegne, Cercare il 
male come i medici, Vuj minga tiramm 

■ al cuu on bugnon. Non ^if aspeitar 
di dreto questa pollezzoia, 

•Biignonscell. F. Carbonscell. 

Bui e Bdjr Bollire — II romor del hoUire 
forte dicest Croscio e Crosciare o Scnn 
scio e Scrosciare •— Quaai bollire dicesi 
SbogHentare •— Il cominciar a bollire 

• Grillare o Grilleltare •— II bollire leg- 
germ. SobboUire - Lo scaturir boUente 
delPaeque termali BuUcare. BruUcare* 

Bui a la desperada. Bollire a scro^ 

scio o a riconojo , nel maggior sommo. 

Bttl come on:; calchera. K Galcb^ra. 

Bui el sangu. Bollir il sangue. 

Coasa voeuu save ti cossa buj in la 

pignatta di oiler? o vera Nisaun sa 

polit cossa buj in la pignatta di olter, 

' K in PignatU. 

Falta bu} come se yobut* fig« Farla 

bollire p mal cuocere, 

Luj la terra buj. f^. in Ldj. 

Ognidun sa cossa buj in de la soa 

pignatta. fig. Ognuno sa dove la Scarpa 

' lo stringe. Ognuno sa i proprj afiari. 

Sav^ cossa buj e ¥k irede a tucc 

cossa bu) in la pignatta. f^. IHgnitta. 

''BuL GiraiiH}ltare. Impazzare. V. in Bui. 

Bui. Bollire. Far la luna. V.al« esser in gran 

collera. La ghe buj. K fa la luna. 

Bui. Bollire. Dare un caldo o una bol- 

'Utura, Massellare. Irroyentare ferro 

o acciajo per annestarne due pezzi. 

Bui, Bollire. GrUlart. . Dicesi. del bollir 

del Tino nel tino e nella botte. 
'Bui. Bollire* Aver gran caldo* 

V^ on cold cbe se buj. Fa gran 
caldo o caldana o calura. 
Bui. ^Seotiare(*fior.), Allorcb^ tu hai in 
potere alcuna roba mangiativa* e in 
luogo di serbarla per cibarlene a suo 
tempo, la yai ieccando, sbocconcel- 

• lando , maogiuoohiando , noi diciamo 
cbe quel camangiare el te buj^ e lo 
diciamo specialmente coi fanciulli par- 
lando di dolciumi -«- Quell bombon 
el te buj^ quella taToletta de toron 
la te buj. Quel conJeUo^ quel man* 
doHalo a scottano eh! — Talora lo 
diciamo ancbe d* altre . cose 9 per es. 
Quij danee te bujen eb! In tasca i 
danari scoUano(6or.f Salvad* 63). 



64 ) BUJ 

Bui Quando P erbe tagliate e tec- 

cate giJi al sereno troyansi poi am- 
muccbiate e compresse al coperto nei 
fienili, per quel po^ d^umidore che 
tuttavia rimase in esse si yengono a 
riscaldare e fermentano. Allorcbe le 
sono in tale stato i nostri contadini 
dicono ch'elfen el buj. 

Bui. T. di Zecca I saggiatori 

dicono che el pe%zeU d? nssagg el buj 
allorchd repentinamente si fa vedere 
nella coppella luccicante , scintillante ; 
ci6 che i Fr. dicono Faire Viclair. 
Bui. T. d'^Arg. , Oref. , ecc« Bianchire. 
Buida. Bollitura* Bollimenio. 
Buida. 5lu/H(Crusca inPamfMUMtto). Acqua 
boUente che mettesi nella botte per- 
che rfnyenga. 
Buida. T. dell'Arti* Bollore. Dagb ona 
bui'da a on ferr per giontall. Dare un 
bollore a un ferro per saldarlo. 
Buidinna. Bollorino. 
B(kj. Bollore ^^ Bulicame e Brulichto di- 
cesi il ribollire deli^ acque termali — 
Bollicli\o o Bollicamenta i Fagitio 
d'*un fluido a mo^di bollore. 

Andass a fa tr4 on buj. Jndare a 
farsi friggere. Andare a bioscio. 

Bu) d^acqua cbe nass. Btdicame. 

Faila coeus in d*on buj. If on la per- 
der per corta. Vale far presto , sol- 
lecitarsit non mettere tempo in mezzo. 

Fa tra on buj. Fnr dare un bollo- 
re. Bislessare. Incuocere. Fermare. Ri" 
fare. Si dice del dare una prima cot- 
tura alle carni, quando sono vicine 
a patire, perch^ si conservino. La 
(rase milanese vale soltanto per le 
cami da lessare; per quelle da ar- 
rostire dicesi Fa irasmorii* V* 

In duu buj Te cotta. fig. In un 
batchio baleno ella k faUa. 

Pooca bornls no fa leva el buj. y. 
in Bomis. 

Tra el buj. Spiccare il bolloreClncc.\ 
leuar il bollore- Cominciar a bollire. 

Tra on baj. ^g. Mangiare ilcervel di 
gatio. Dor ne* gerundj o ntUe girelle^ 
Useir del seminato. Dare il cervello a 
rimpedulare. Dar la uolta. Dor la volta 
al canto. Andare o Mandare il cer- 
vello a tonzo. Perder le staffe del 
cervello. Avere spigionato il plan di 
sopra, Avtr fatto ii latino pe* genmdj. 



BUL (1 

Aver data il cervello al cimatore, Im- 
patzare. Avert il fodero in bucato, 
Insanire. Infollire, Girare* Giravoltare, 
' Tra on buj. Incercvnire. f^olgersi. 
Dlcesi del vino che si guasta pel cal- 
do od altro. 

Bujcnt. BoUente. V. ancbe Sbrojent. 

Bujm^nt T. d^Oref., Arg. Bianchimenio, 
V. anche Sbi^nca. 

Bujin^t ( Di el ). T. di Zecca 

Mettere i piastrini (tondin) nel catino 
ove e la mistura da bianchire e farli 
in essa boUire per biancbirli. Donner 
le bouilliioire de* Francesi. 

Bi&la, Bul^tta, ecc. T. BiiHa, Bulletta, ecc. 

Bulada. Squartata. Spaveniaccfuo, Bravo- 
ta. Tagliata. Spattracckio -^ Soprav~ 
oento^ Soperchieria e Superchiena souo 
bravate con oltraggio. 

Bulard^e. > Baccano* Chiasso* V. Bor- 

Bularderi. \ deleri. 

Bularla. Braver\a, Smargiasseria, 

Sta stt la bularla. Fare il Mangia, 
y. anche Biilo. 

BuUzz. Bravaccio. Bra)va%%one{HoBC^ e 
Rime d^un poeta pisano). 

BJ^lbera {che altri dicono B&rba o Bur- 
bora o B&lghera o Biilbora). Burbera^ 
e corrottamente Bulghero. Strumento 
di legno con manichi di ferro im- 
pernati in un cilindro posto oriston- 
talmente^ intomo a cui s'avvolge un 
canapo, per uso di tirar in alto pesi 
per le fabbricbe» attigner acquli dai 
pozzi, ecc. 

Bulgber. Facchelta, Specie di cuojo noto 
che il Voc pad. tosc. chiama Cuojo 
di Bulgheria* II Bulghero dei dizicma- 
rj vale Burbera^ specie d'^argano. Una 
specie di vacchetta h delta Morlacco. 

Bdlghera. Biirbera, Lo stesso che Bui- 
bera. K. 

Bulia. Chieila^Spoccia. Superhia, Bravura, 

Armdi bulia o Mena bulia* Menar 

romore. Fare il bravo ^ ed anche sem- 

. plicemente Andar tronfio o superbo, 

B&lla. Pula, Lappa, LoUa, Guscio delle 
i>iade che rimane in terra nel bat- 
teiie •— Pula dicesi anche quel tii- 
turoe che rimane in luogo dove sia 
state ammontato del fieno — Nettar 
le biade dalla pula dicesi Spulare. 

BiUla neWAUo Milanese equivale a Tri- 
foglio* e specialmenle a TrifogUo dal 



65 ) BUR 

Jtor rosso 9 che si distingue poi in 
due specie dette BulUtta e Bulldn. y. 

Bulletta Cosi chiamano nellUlto 

Milanese il Trifoglio yegeto di pianta 
esile e foglioline assai picciole che 
nel primo anno produce di molto fieno. 

Bulldn NeU'Alto Milanese ^ il TH- 

foglio assai pi£i rigoglioso della Bui- 
letta che yegeta in pien vigore nel 
secondo anno. 

Bull6n. Lappa, Il guscio del i4so» 

Bull<Sr. Bollore, Soarmana, . 

In del bullor de la gioyentii. Jfel 
bollore della gioventii. 

Bitlo. Bravo, Bravaccio, Bravazuf.. V. 
Spacc<Sn. 

Fa el bulo. Fare il bajardino o i7 
fantino o i7 bravo o U bravaccio o il 
bravazzo o il bravazzone o il Mangia 
o il Giorgio o il crudele o il visa 
delVarme, Mangiarsi le lastre, Cagneg- 
giarla, Bravare, Smargiassare. Squar- 
tare* Braveggiare* 

Biilo, Bravo, CagnoUo, Lancia, Queir uo« 
mo che prezzolato serve di difesa al- 
trui. Parlando di buli a parole « di 
TagliaricoUe come li chiama v a il Tas- 
8oni(Secch. HI, 55) si dice Can da 
pagUajo abbaja e sta discosto. Alia 
macchia ognun si ficca* Ei brava a 
credenza, £ bropo come un lampo o 
come una cimice, Quando la palla bal^ 
za ognun sa darU, Fa delle bravure 
cogli scoppieiti deUefavefresche, Pior 
no che non si levi polvere. Can ringhio^ 
so e non forzoso guai alia sua pelle. 
Tegni d capell a la bula. F» in 
Capell. 

B^ira. Ad, di Terra. F, Terra magra in 
Terra. 

Bnratt. T« mer. Aaiiifgiia(Caro Apol. i7i)« 
BuraUo, Sort a di drappo rado e tra^ 
parente — Oggidi specie di Saja — V^ 
anche il BuraUino che equivale a Sa jetta. 

Bur4tt. BuraUello. Quella parte del frid- 
lone^ ricoperta di buratUi.a sia di 
stamigaa , in cui si mette la farina da 
abburattarsi. 

Buratt. Carpiccio. f. Buratt6n. 

BurattA. Abburatta0s, Burattare, Cemere 
la farina dalla critsca col frullone — > 
Notisi che Abbaraiiare ^ anche si- 
nonimo di Sirapazzare , malmenare , 
quasi nello stessa senso dei nostro 



BUR (I 

Burattd-sik — Chi abburatta dices! Jb- 
hurattatore e col volg. fior. YAhbu- 
ratdna — La stanza dove s* abbui^atta 
dicesi Buratterla, V, Scimaria. 

Buratta. fig. Himugginare — P^entilare* 
.Burattaa. Abburattato — Fentilato. 

Biiratta-su. Abburattarei^SiQclLeX. Nov. 84). 
Lo stesso che Stroggia. P^. 

Burattada. pos. e fig. Abburattamenio. 

Burattada.fig. Scossa. Dimenamento, Agi- 
tamento, 

Burattinada. Buraitinaia(*ioa<U9 e Rime 
d^un poeta pisano). 

BuraU6n. Buratto. AbburaUatojo. Fnd- 
lone^ Macchina di legno notissima con 
ciii si cerne la farina dalla crusca. 
Il suo verso ^ detto il Torototb del 
buraUo. Consta di 

Buralton(propriamente delto). Cos- 
sane » Buratt. Buraltello ^ Borloo. 

«=» Balliroeii «= Canal. 

Cana/e(Diz. art.) t» Bocca. Canalello 
(Alb. enc.) «» Cassett. Cassetta. 

Pari un buratton. Essere una tabella. 
Aver piu parole che un leggio. Dar 
parole a un leggio. Si dice di chi 
non rifinisce mar di cicalare. 

Buratt6n. fig. BhelUno, Zombamento, 
Carpiccio. JRifrusto. Dirotta, 

D4-via o Toeii^su on buratton (o 
on buratt o ona sgionsgiuda o el foj 
de gatt). Dare o Toccare delle basse o 
botte o percosse , un rivellino, un zom- 
bamento 9 ecc. Zombare, Suonar le 
nacchere. Dar lefruUa di ser Alberigo, 

Buratt6n. Albagio. Grosso pannolano. 

Burattdn. Cassone {f}\z, art.). Propria- 
mente quella parte del frullone che 
ha chiuso in se ii burattello. 

Buratt6n dicono in varie parti della cantr 
pagna milanese per Bazzol6n. f^ 

Burattonee. Fabbricatore e venditor di 

^ fruUoni, 

.Berber. Gay77ione(pesce). F', Carpen. 

Burba e Bi!lrbora per Bulbera. ^. 

Bi^rc. ...... Sui laghi d^Annone e 

d'*lsella chiamansi cosi le barche da 
vivajo, quelle che i Latini chiamavano 
VivaruB napes ^ e i Veneziani dicono 

- Buregozzi o Bui^^» La voce Burc si 
legge anche nella Grida milanese 4 
febbrajo 1663 e nei Daz. Merc. 

Bure. Ad. di Per. r. 

Bureogh. ger .11 cacio. 



66 ) BUS 

Burett (che altri dicono Gambiroei^). Bum, 
Bure* Prop, quelia parte dell''aratro 
che gli serve da timone. 
Buretta (T^rra). F. Terra magra in T^rra. 
Burindri. K. Borin^ri. 
Burla. BurUi, V* B&ja, Rid, ecc, 
Burla. Burlare, 

Soo ben cli' el burla. Ella si fa 
giuoco di me. La vuoi la baja, 

Se la va la va, se de no burlava. 
S* e* coglie colga : s'e' non vorrdj a 
dargnene {Cecchi Servigiale I, a). K. 
anche in Audi. 
Burletta. Burletta. Farsa , commedia tri- 
viale, Tantica Favola atellana, 

Anda a la burletta. fig. Andare a 
Patrasso, Morire. 1^. in Cagar^tt. 

Fann ona burletta. Prendersi tra-^ 

stullo di checchessia. Far le risa grasse 

d^alcuna cosa. Fame le maggiori risa 

del mondo. Mettere in canzona, 

Yess la burletta d^ona conversazion, 

. e sim. Essere la favola , U zimbello , 

il giuoco , il trastuUo , V uccello, 
Burletta per Irletta. f^. 
Burlett^e. y. cont. br. Ciarlatano. 
Buro. Scrittojo, Dal fr. Bureau, Lassa-gi6 

el bur6. Chiudere lo scriltojo, 
Bur6. Vjficio. Cancelleria. Burb{*U>SQ. e 

Poema d^un autor pisano). 
Burocr^tegh(neologismo francese). iS^gre- 
tariesco, Cancelleresco, Aggettivo di 
stile, ecc. usato negli ufiici. 
Bur6n. Foce cont, idiot, per Durdn. K 
Burorin. Dim. di ^MYo^scrivanidy, V, 
Bits. Buco. Foro. Pertugio; con voci di 
dial. tosc. Bugio e Furo -^ e con un 
lombardismo usato dal Berni Busa, 

Bus negher o Bus di erb. Forame, 
Bossolo delle spezit, V, Cdu. 

Cerca per tutt i bus. Cercare di 
checcltessia col fuscellino, 

Dimm anca Bus negher. Dimmi la 
maggior villoma che sai, 
Fk bus. fig. Fare colpo. 
Yk on bus in Tacqua. V, in Acqua. 
Fi vede per el bus de la gratti- 
roeula. V, in Grattirceula. 

Forma de bus. f^. F6rma (forraaggia). 
Passh per el bus de la ciav o de 
la grattirceula. V, in Grattirceula. 
Ref3i i bus. T. de'^Fabb. Bibucare, 
TosH o Medega el bus del cuu per 
ona piaga. K, in Piaga. 



BUS (i 

Trov2i el bus de dove yen foeura el 
ratt. fig. lYovare I* inchiovatura o il 
bandolo della matassa, Trovare donde 
precede la cosa. 

Varda dent d^on bus o per el bus 
de la ciav. Guardare per iin /esso o 
un perUigetto, 

Vegni i ragner-sul bus del cuu. 
y, in Ragnira. 

Yess tutt a bus. Esser bucherato^ 
hucheraticeio , huclterellaio « forami" 
noso , JbraccfUato. 

Btiks. JtiposUglio, NascondigUo, Latibolo, 

Biis. Jperiura. OpporUuiitd, Occasions 
No gh^^ on bus. Non v'e vacazione, 

Biis. T. pittor L^ultimo tocco 

degli scuri. 

Biis. Fogna. Coccio. V. Soraddr. 

Bus de la baccbetta d^on s^ciopp. Sbao- 
chetiatura. 

Biis de la ciay (per antonomasia). // 
buco delVuscio, 

Biu de Tacquiroeu. // buco delVacquajo. 

Biis del figb. Bellico, Quel buco onde 
lagrima il fico. 

B6s del fogbee. Buco del focolare, 

Biis del fornell. Braciajuola. 

Bus del gatt Gattajuola. K PoUiroeiila. 

Bus del nas. CavemeUe. Buchi, — Nei 
cavalli Froge, 

Biis de passa in di sees. Varco, Adito* 
Calla. Callaja. 

Biis di erb. Forame, Bbssolo delle spezie. 
Cosl cbiamasi per ischerxo il sedere. 

Bus di frut. BelUco. Quel buco cbe ri- 
mane in quelle fruUa la dove si spic~ 
carono naturalmente dal picciuolo. 

B^ di pont de' miu*ador. Covile. 

Bits di ratt tappon e simili. CurdcolL 

Biis di ustrument. ^. Roeiisa. 

Bds. ad. Bucato, Forato* Bugio. Buso, 
ybto, Facuo. Pertugiato, 

Anda bus o busa. Andar fallito o 
vbto* renir corto. Ber bianco. Tendere 
nello spianaio. Riuscir bianco — L' e 
andada busa. Questa lenza non tirb 
sit nulla. La pania non tenne, 

Man bus, Oss bus, Pont biist ecc» 
V* Man, 6ss, Pont, ecc, 

Pignatta busa o Zucca busa o Goo 
bus. Zucca vota. Zucca da sale, Zucca 
al vento. Testa busa, Dicesi di per- 
sona yana e che non abbia in se sa- 
pere, abilitli o prudeuia* 



67 ) BUS 

Biis. Arido, Vuoto, Senz'anima* Dicesi 
de'*frutti con guscio inani. 
Nos busa. Noce vuota. 
Pianta busa. Pianta uoia, V. Piinta. 
B^. Ad, di Gran o Forment. Jntignato 

(Saccbetti). 
Biisa. Biu;a, V* F6ppa. 
Busa de la colcinna. Ccilctiui/o ( Caro 

Apol. p. aa5; vedi cbi parla). 
Biisa. Tavema* Bditola, 
Biisa. Buca. Ognuna di quelle bucbe le 
quali veggonsi ai quattr^ angoli e a 
mezzo le due mattonelle piu lunghe 
d'*un bigliardo — Fk busa. Far biglia. 
Cacciar ia palla in una delle bucbe. 
Bilsca. Bruscolo, Brusco, Busco, Fusceilo, 
e ant. Busca. 

kyk i buscb in di oeucc. fig. A^er 
le tnweggole o le travvegole. 

Da a tutt i buscb. Tirar P ajuolo* 
Tirare a un lul, Bere d' ogni acqua, 
Fa-gio i buscb. fig. //ua^^ono/v.i'iVi^ 
gians. Ligiare, V, in Say6n. 

Ogni busca per lu Te on can* de 
fen. y, in G^rr. 

Pocca busca ! Ell' h una fava, Catt- 
clierim y. Minci6ni'4 

Sav^ fass i buscb foeura di oeucc. 
fig. y. in (Eiicc. 

Tegni a man i buscb e. trA^yia i 
travoi. pr. br. F. in Guggiada. 

Tra i buscb in di oeucc. fig. Far 
venire le traveggole. 

Yeiz foeura di buscb. fig. Aver /a- 
sciaio il pappo e il dindi o Essere 
uscito della bdUa{ilaao8, 69). Essere 
oggimai grandicello ; piu intensiva- 
mente Essere oggimai Jra gli aduiti ; 
e comicamente Aver saliato la grwia- 
ta, Esser uscito di pupillo* 

Biisca Il rimasuglio della spica 

del riso cbe rimanedopo la venlilaiura. 

Busca. Toccar delle busse, Essere perco»- 

so. II Buscare dei diz. vale procacciar- 

si , ottener checcbessia con industria. 

Busca-sii quejcoss. Buscare Buscard 

checchessia, 

Buscaa. Buscate, Nome d'^una terra del 

nostro contado usato nella frase fig. 

Anda a Buscaa. Toccame, Toccar 

delle busse, Esser ehioccato* 

Busc^j (s. m. usato per lo pid al pi.). 

Bruciaglia ( Salvini note alia Perf. 

Poes. del Murat. Ill 9 36 1 ediz. mil. 



BUS ( 1 

Clas. it. 1821). Trucio, Truciuolo, Brur 
ciolo. Fuscelk), Tacclda, 

Da a tutt i buscaj. Tirare a un M. 

Busch^tt. BruscheUe, BuscluUt. Giuoco. 
Giuga ai buschett. Giocare alle bru- 
schetie o alle buschette, Pigliar Unti 
fuscelli o fill di paglia non eguali> 
quanti aoBO i concorrenti, e tenerii 
accomodati in modo che non si vcda 
se non una delle due testate* dalfa 
qual parte 'Ognuno cava fuori il suo* 
e vince chi toglie il fuscello maggiore 
o minore, secondochi da prima si 
i stabilito. Il Fortiguerra ( Rice. Xllly 
88) disse Fare a lunghe e corie paglie, 

Tir^-sd i buscbelt Trarre 

checchessia a sorte; quello che i Fr. 
■ dicono Tlfrer au court fetu o d la 
courte paille. Vedi sopra Giuga. 

Buschetta. Bruscolino. Bruscoluzzo, Bu- 
scolino, Fuscellino, Fuscelluzzo* 

Bqscin e Boscin. Giovenco, f^iiello. Boc- 
cino9 e col Baldovini Bucello, Torello. 
Vend o Gompra la vacca col buscin. 
F". in Vacca. 

Boscinatt {che anche dicesi Vedeilatt). 
Venditor di vitelli* 

Buscinna. yitellina* 

Buscion. TurAcciolo di sughero. Dal fr. 
Bouchon, Salta-via el buscion. .... 
Bal^are il turacciolo da qua a la. 
Sauier le bouclion de'^Francesi. 

Buscionin. TuraccioleUo di sugkero. 

Busecca* Trippa^ e ant. Ventre, Il ventre 
delle bestie grosse, come yitella, 
buoy ecc.y che tratto da loro e ben 
purgato e condito usasi per irivanda. 
Busecca de coradella. Picchiiante 
(*tosc.)-^I diz. dicono che il Picchiante 
k manicaretto falto di came battuta \ 
ma io sono assicuralo da varj Toscanl 
che BOtto questa voce essi intendono 
assolutamente il pasto, cioe il pulmo- 
ne delle bestie bovine minuzzalo e 
ridotto a pietanza. 

Buseeea rtzza o franzesa o a la fran* 
zesa. Budella di s^itello? II centopelle 
ridotto vivanda. 

Fa busecca. iig. Far macello. Far 
polpette e cerveilaia. Far carne, Fe- 
rire. Amma%zare* 

Busecca (scherz.). Musica^ e specialmente 
di chiesa. II Buonarroti nella Tancia 
Krisse in sig. aiSne al noslro Museca* 



68 ) BUS 

Busecca 9 e com, al pi. f. i Busecch. Bu* 
delli. Budella, r. anche Buell e Budell. 

Anda-gio i busecch de la famm. 
Lo slesso^he Anda-gio i sere, f^. Sere. 

Anda i busecch in procession o in 
fonzion. Gorgogliare il corpo* 

Ave i busecch Jargh assee* Aver 
bttlimo o appetito eanino, 

Barbottk o Ocik i busecch. Gorgo- 
gliare it corpo, 

Busecca mastrayhi' coniadini brianz, 
i lo stesso che El Bueli. // retio, P\ 

Fa tra-sd anca i busecch. Far recc'- 
re gli occbi o le budella o il cuore ; e 
pari, deir efietto di cose stomachcvo- 
li Farebbe stomacare o recere i cam. 

Mettegh i busecch al coll a vim e 
fann ona colanna. Cavar Vanima dal 
guscio, Ammazzare uno. 

Perd i busecch. Non se ne tener 
hrano, Cascare a brani, 

Sentiss a resci&-su o a streng-sd i 
busecch. Sentirsi agghiacciare il cuore. 

Se s^accorg i busecch, pover ti. . . • 
Si dice per ischerzo a chi fa il la- 
mentone per un qualche taglietto da 
nulla o per alcun male da biacca. I 
Francesi dicono Si ies bojraux sortent 
par /d, tu en moumis{l\oax. Diet.). 

Sgura-gio i busecch. ^ Far buona 

Slarga i busecch. > cera. Fare 

Smorbk i busecch. J buonjianco, 
Cavar il corpo di grinze. Cavar di 
pan duro. Alzare il fianco. 

Sonador che fa resell i busecch. 

Dicesi del pessimo sonatore 

ohe col conlinuo stonare lacera gli 
orecchi di chi ha la sciagura di udirlo. 
n Racleur de boyaux de^ Francesi-. 

Tira la caroccia coi busecch. Esser 
. un gentiluomo riarso ( Day. Tac. Ann. 
II, p. 65). JSssere tuUo iitoli disunti. 
Quello che Seneca(i)e benejiciis II, 27) 
disse aver paupertalem sub honore 
nobilitatis laborantem. 
Bosecch. s. ra. sing. Buseccliio, Buseccliia, 

Budellame, 

Busecchee. Trippajuolo, V, Busecchera. 

Busecch^ra. Trippajuola. rentrajuola. 

Vendilrice di trippa. Prcsso noi questi 

venlri vendonsi dai buseccliee ^ cioh 

dai Trippajuoli o Venirajuoli, 

Busecchin. Sanguinaccio. Vivanda fatta 

di sangue di por^o, iior di latte. 



BUS ( 1 

cipoUina, burro, slrullo, cacio grat- 
|ato c drogherie imbudcUale. Fra noi 
si vendono, aUacciati e acciambellati , 
a lazz ; per solito ogni lazz e con>- 
postQ di due ciambelle(a?iw;c ). 
Busecchin. Saltamindosso. Voci scherx. 
denotanti un vestito misero e scarso. 
Buseccbinna. BudelUno, 
Buseccbinna (la) . . . Dices! per vezzo del 
pasto ridotto vivanda, cioe a piccbiaute. 
Busecc6n. Trippone. 

Buseccon I provinciali nostri 

circonvicini regalano questo nome a 
noi Milanesi crcdendoci oltre il vero 
gbiott«5simi del la trippa ridotta a vi- 
Tanda cbe ne sentono cbiamare bu- 
shcca^ non mai in quel senso cbe 
danno gli Aretini al loro Busicone o 
Busiconaccio 9 vale a dire di Persona 
cbe pensa per se sola e vada il mon- 
do in carbonata( Voc. aret.). Anzi i 
Bergamascbi ci cbiamano pifi comune- 
mente Bagid in- quel senso remissivo 
cbe ^ sinonimo del nostro Bon Jm- 
hrosian ( uomo alia buona , casalingo), 
del quale non ^ cbi non vorrebbe 
menar vanto. Questa specie di sopran- 
noini , tratta dalle vivande cbe questa 
o quella gentp predilige, e comune 
fra i popoli d^ Italia. Perci6 sentiamo 
nominare Magniafoglie o Cacafoglie o 
Magniamaccheroni i Napolclani ; Ca- 
cafoglie e Mangiafagiuoli i Fiorenti- 
ni e i Creroonesi; Mangiapationa o 
Mangiapolenta i Luccbesi ; Mangiazuc- 
die i Ferraresi ; ^fa/igiarizfi€ i Pralesi; 
Panunti gU Abruzzesi; BagnSn i Par- 
migiani , Afangiafasche i Perugini ^ 
Cipollaj i Sanseverinati e i Comascbi , 
e simili. Tali nomignoli anzicbe avan- 
%\ d^odj municipal i 9 sono piii presto 
da considerarsi gare carnascialcscbe 
e scberzi innocentf ogni volla cbe 
escano di boccbe o penne non mos- 
se da animo malvoglicnte. In ogni 
tempo, dicono i Deputati alia corre- 
zion del Boccaccio, furono certi delti, 
parole e pronunzie proprie de'^paesi 
delJe quali si vanno poi fra loro mor- 
dendo per piacevohzza i vicini ; e cosl 
pure St vuol dire di questi nomignoli 
da condonarmisi ogni yolta cbe per 
ragion del P opera mi h forza addurli, 
come se li sperarono condonati il 
Vol I. 



69) BUS 

Galliani nel Voc. nap. e il Monosini 

V per le ragioni da essi addotte , e 
specialmente dalP ultimo a pag. 558. 

Bnsee. Tavemajo, Tavemiere, BeUolUre* 
Golui cbe frequenta le tayerne. 
> Busegatter. BugigaUolo, Stanzibolo, 

Busllles(Cbi Te el). Qui sta il husilUs, Qui 
h dove giace Nocco , cio^ la difiicolta. 

Busln. Bucliino, Bucolino. Dim, di Buco. 

Busiroeula. Bucherdttolo, Fessolino. 

Cont i oeucc in busiroeula. J occld 
socchiusi, y» anche (Edcc. 

Dervi in busirceula. Tenere a fes- 
solino^^iosC" e Rime d^ un poeta pi- 
sano) — Fra Badd o TegnX in bada o 
badaa o in badiroeida e Tegnl in bw- 
siroeida corre lieve differenza. I primi 
significano cbiudere, il secondo apri- 
re,, pero sempre in modo cbe vi 
rimanga un fessolino. Dicesi ancbe 
Lassa o Melt I'uss in pollirceula, 

Sara-su in busiroeula. Socchiudere, 
Babbattere. Tener socchiuso. 

Busiroeula. Gaiiajuola. Buoo nelFimposta 
delPuscio da passarvi il gatto. 

Busiroeula. Graticcia, Quella dei confer 
sionali o simili. ^. Grattiroeiila. 

, ' I V. a. Sedere, Dereiano, V* Cuu. 
Busnasc. ) 

Busnasci^da. t. a. Sculacciata. 

Busoed per Bisoeu. f^. 

Buss, roce che s* usa nella /rase 

No savenn ne in buss n^ in bass. 
Esser dotto in Buezio. Sapere o Aver 
imparato doe h. F. Save. 

Bussera. Bussola, Quella specie di pa- 
ravento cbe si fa davanti agli usci , e 
spec, a He porle delle cbiese e altri 
edifizj pubblici, per riparar dal freddo. 

Bussera. Bossololio, Vaso da raccorre 
Telemosine. 

Anda ai busser. Faracqua da occhi, 
Manda ai busser. Condunre al la- 
sirico. Ridurre in povertau 

Bussera de la posta. La Buca{^ed\ Lett.). 
CasseUa(hXh, bass, in Boile), Specie di 
tambura pubblioa sempre aperta alle 
lettere see v re da tassa d^ impostazione. 

Bussera de la saa. Scodella da sale? 
(Risoluto Son, fra le Op. del Burch. 
7 e 8). Zii£ca dal sale. CasseUa del 
^a/e(*fior.). &z/xera(Alb. bass, in Salie^ 
re). Corrisponde al tedesco Salzclmeliel 
e al francese Saloir o SaiuUere o Sa- 



BUS ( I 

Hire, Pare che si ]^ossa dir anche 
B0SS0I09 se vogliamo star alia defini- 
zione che ne da TAlberli bass, in San 
likre, £ quel \bso di legno clie aoglia* 
mo tenere sul cammino di cuciaa con 
entro il sale d^uso giomaliero. 

Bdssera del fen Queirincana- 

latura d'*asse che dal fienile risponde 
alia stalla o alia scudcria e per la 
quale si manda il fieno alle mangiatoje, 
Gli Udlnesi la dicono Trombe dal fen 
e i Reggiani TiX)mba d' la tezza ( che 
il Voc. regg. volta poco felicemeQle 
in AlbatUfieno dal fr. Abatfoin), In 
Toscana non usa comunemente , e do- 
ve esiste parmi sia delta Tromba. 

Busser^e. Scaccino(^^oT,y Mandatario 
(*roni.). Servo di chiesa, forse cosi 
detto fra noi dalla bussera ch^e quel 
bossolotto ch*^ e* poi*ta per ricercar la 
limosina, e Scaccino da^ Fiorentini per 
lo scacciar cb^ esso fa di chiesa i cani. 
Bedeau^ e i Tedeschi Messner o Kir- 
chendiener — Quando lo ,Scaccino va 
t, quello che i Francesi chiamano 
cercando Telemosina direbbesi Cer- 
catore, V. in Cercott. 

Busseree. Bamarro» Quello fra gli scaC" 
cini che fa il regolator di processioni. 

Busserell. Bocciuolo, Cannelto, 

Insed a busserell 9 Fa-su a busso- 
relL y* in Insed » e in Fa. 

Bnsserln. Bbssolo, Vasetto di latta o si- 
mile che s^iuia da'^poveri, e speiiul* 
mente dai ciechi , per raccor Telemo- 
sina che vien loro falta alia giornata. 

Busserin, AlbereUino{*rior)'t Bossoletto? 
Si dice spec, di quel vasetto di legno 
piii piccolo deilti Bussera in cui si tiene 
il sale piji lino per uso della cucina. 

Busserin. Bocciuolo, Cannello, 

Insed a busserin* y. in Inscd. 

Busserin. • . . Arnesctto di bossolo o di 
cuojot del quale usano le donne per 
estrarre i capezzoli allorche piatti di 
soverchioy lasciano per cosi dire cieca 
la poppa, e difficoltano rallattamcnlo. 
t fratello di quel che il* Gior. agr. 
XI t 149 chiama Cappelletto con. ca^- 
petzolo ariificiaU. 11 Poppalojo dei 
diz. k a di verso uso. 

Busserin Ciotolino o scodel- 

letta di latta o simile in cui e una 
spugneita ii^zuppata d^acqua, che le 



70 ) BUS 

donne si tengono a cintola quando 
stanno filando per immoUarvi la punta 
delle dita. Questo scodellino vien 
detto volgarmente Mouilloir da^Fr. 

Busserinna. Ad, iT Anima. Propriamente 
Anima busserinna e da dirsi quel 
verguccio nudo di scorza ch'^ esce del 
bocciuolo procurato per innesli o zu- 
foli. £ perche sia il cavargli la bue- 
cia iotatta, sia Tadaltarne una parte 
ad anima di zufolo sono aflfari scon* 
trosi che fanno talora dare in impa- 
zienza, cosi dal gridargli dietro il 
nome a mo'^di corruccio siamo venuti, 
cred** io, a sclamare altrettanjo contro 
chiunque non faccia o faccia male cio 
che gli si ^ chiesto, ogni volta che 
per amore di persona o d^onesLa non 
vogliamo dare in peggio parole. 

Busserott. T. de^Carr. Piatto. Cerchio 
piano 9 infilatp alia sala* che spiana il 
mozzo delle ruote e lo ripara. VEurm 
dei Latini. Fermasi coll a rite o Madre^ 
vite o Dado o GalleUo della sola ch^ 
cosi credo dir si polrebbe, chiamon- 
dola anche i Francesi J&crou d^essieu, 

Busserott. • Arnesetto rotondo 

di legno che per lo piu ha pun tine o 
merletti da una parte , per uso di far 
lavoretti di maglia. L'^Alb. bass, in 
Fuseau contrappone la voce italiana 
Trafusola ; ma parmi con errore, .che 
Trafusola intendesi, credo, soltauto 
per una specie di matassa di seta. 

Busser6tt. Bbssolo. BossoloUo. Aeeiabolo. 

Busserdtt Ognuno di que^due 

come zoccolctti ne^quali sono inaslati 
i due ritti del teJajo da tcssere cape- 
gli per parrucche. 

Busserott o Bussolott. Palmone? Sp. di 
bossolo che si mettc in cima al ver^ 
geWo (bacclietton) i ne^fori del quale 
s^infizzano i panioni (baccJtetl) e le pa* 
muzze{bac€/ietiinn) da acchiappare gli 
uccelli a civetta. 

Busserott , • • • Sp. di congegno 

per cogliere le talpe. 

Busserott Specie di cartoccio 

coir orlo inveschiato , e inescato nel 
fondo , che s^ usa inlizzato nelle nevi 
-per far caccia di corvi. 

Busserott Assito che si fa 

dinauzi a queirimposta d^una porta 
da strada che si voglia tenere il piil . 



BUS ( I 

del t^mpo chiiisa. k una specie di 
risalto che Raisce superiormente a 
barbacane giugnendo solo a mezze 
le imposte. Serve a empiere il yano 

' della porla dal raezio in giiH e pareg- 
giarlo agli stipiti, impedendo cosi che 
altrifaccia di quel vano pisciatojo o 
cesso , e dando tnttavia campo d^ a- 

' prire la porU a un bisogno. 

Bu8ser6tt. Bocciuolo* Quel cannello dbe 
per la codetta s^inasta sull^ago(nc la 
spirniM) dei candellieri da chiesa, e 
nel quale si pianta la candela. 

Bussei-dtt o Bussol6tt. BossoloUo. 

Giuga ai busserotL Giocare di mono 
o di hussoloUi o di bagaUelU. 

Giugador de busserott. Bagatieiliere. 
Giocatore di bagaUelle, Giocolare* 

Bdssola. Boccaglia, La parte piik grossa 
delle coma toltane la punta. 

Bibsola. Bussola (deiFago calamitato). 

Bi]kssoIa (o anche Tizza) Porta* 

punzoni da conio. fe di bronzo e serve 
per incidere i conj. 

Bussola per Bi]kssera. y, 

Bikssola del center o Boetta. T. de^Torn. 
Bussola? Dado da tormo? 

Bussoldtt. Bocciuolo. 

Insed a bussolott. f^ in Insed. 

Bnssol6tt I manifattori di ta- 

• baoco danno queslo nome al cartoccio 
allestito per rioevere il tabacco(Ao«tta) 
finch^ esso k voto. 

P^sd i bussolott • Accar- 

tocciare i piombi pel tabacco, 

Bussol6UperBusser6ttm tutii i suoi sig.F', 

Bussorln per Busserin in tutH isuoi sig, V, 

Bi!^t. Busio. Nome proprio di paese. 

Vess de Bust. Esser iondo di pelo 

o grosso, fr»Bad^e*— I Crespi^ i Bonsi- 

gnori 9 i Bossi , gli Alberti danno per6 

• solenne mentita a questo dettato per 
Busto, come altii Valentila danno per 
molti altri paesi sogg^ito di pari celie. 

Pari el Domini de Bust. y. Oomm^. 

Bust. Busto, Imhusto, e doUr. 7brdc«. 
Fra noi Bust si conserve in questo 
sig. solo tra i pizzicagnoli*che io sap- 
pia, dicendo essi Bust de porscell. 
Imbusio di porco? 

Bikst. Busto — > Bust cont i stecch. Busto 
steccato(FBg. Pod» spil. Ill, ii). 

Busl-de-fcrr. Corazza^ cd anche 
clii lo porta Corazziere. Corazza, 



71 ) BUT 

Bust-e-socca. Busto e gonnellaXJfzr 
giuoli Bime, P. IV.% capil. 5i). Gor- 
risponde al Cass o CasskU dei Friu- 
lani e al Casso degli antiehi Veneziani , 
di cui veggasi PApp. al Diz. ven. 

Bikst. s. m. pi. Busii? .Quei ritratti di 
santi aureolati o mitrati sculti in me- 
tallo che mettonsi sugli altari intcr- 
secati da^ candelabri o dai reliquiarj. 

Busta. Busta. Guaina grande da posate 
o Custodia da libn. 

Bttstinna. Busiino. F, in Fassitta. 

Biittt' GermogUo* Germe* BampoUo. Messa- 
MessiUccio. Getiata. 

Bdtt. V. cont. Motto. 

Biitt. Y. cont. Sciame* 

Biitt. Occhio. Gemma. La prima messa 
delle piante -*• Cacchio delle viti -^ 
Mignolo dell^olivo — lYaione delle 
radicacee •^Bottone dei fiori. ^^ Ai bo? 
tanici Sifematojo, 

Anda-yia i butt. Ammuiolire^ Acce- 
care ( neutro )• 

Tiri-via i butt. Aececar h pianie^ U 
Wli, ec. Troncarne gli occbi, le mease. 

Btttt(Dass de). K in Dk. 

Butta. Buttare. In generale per6 Hoi. in 
vece di Buitd usiamo il verbo I^ 
colle yarie preposizioni. K. 

Butt& foeura Pacqua di bardi< Jg^ 
gotiare, 

Buttk-la. Sianciare. Butt2i-*1& ona pa- 
roUa. Slanciare una parola, 

Buttass-fceurao Trass-ABura./^''iATr^. 

Bnttasa^id sul let! o aim. Coricawsi, 

Corearsi* ColcarsL Accorcarsi t— Vati 

a butta-gt6 on poo. yntU corica -*- 

Se semm buttaa-gio su V erba. , Ci 

gittammo stanchi sulVerba -r- El s^^ 

buttaa-gio come on asen o on porch. 

^^bbioscib* S'appancioHb* Si sdrajb. 

Buttella-si]k » via. DUelo mai pHt 

(Fag. Ji^. pun. I9 ^)- ' 

.Butt^-gio (parL di grani). AUetJtare. 

BttttMiL Becete. /^» Trarsik. 

Bntti. Jceadere, Quel che butta butta. 
Sueeeda che vitole. Quel che vien yiene> 

Btttt^ JUeliere. Gennogliare. K. Cascia.: 

Butta. Ferbo che fra i contadini dell* Alto 
Milanese tiene luogo per lo piu dsl 
verbo Essere e di moUe. diciture che 
neW iialiano e anche nel parlor nostro 
ciltadinesco hanno tuifalira veste^ non 
ci essendo rimosto che ii Butti invers 



BUT 



(17O 



BUV 



. e il Butta a bon cunt. Ne soggiugnerb 
^ alcune delle piu usuali: 
Butta bell temp. Far bel tempo. 
Bulta brutta. Esser bmUa. 
Butta cold. Far caldo. 
Butta giald, nether, ross. Esser 

• giallognoh 9 nericcio , rossastro, 

Butta li sotU Parer II sotto, 
Biitta sempi , savorii , ecc. Biuscire 
sciocco o insipido^ saporito^ ecc. 
Butta straccb, eccEssere sianco^ ecc. 
£1 gbe butta quij d'^Oliva. f^i capi^ 
tano^ i^i si tnwano^ iui conuengono 
gli uomini d'Olwa, 
Butta. Y. cont. Sciamare. 
Buttaa e ButUa-gi6. K in. Bntt^. 
Buttlida. Geitata. Messa. PoUone. F. Biltt. 
Bttttada. Sfucinata, In/ornata, Quantita, 

gran numero a un tratto. 
ButtlMla 9 e per lo piu Bonna Buttada. 
Buona delta , e vale Buon avviamen- 
- to, buona occasione. 
Buttada. Gittata. Gettata. Tiro. 
tiuttiida. fig. Ondata. A buttad. A riprese. 
' La va' a buttad. Fa a sbalzi o balzi. 
Buttafoeiira. T.^e'Covam.Buitafuori.Man-' 
\dafuora. Scenario. Il Mandafuora e 

• alquanto difTereute dallo Scenarios ma 
5pesso si pigliaao uno per V altro : 

^ propr. per6 il Mandafuora o Buttafuori 
e Colui che avverte gli at tori di quan- 

' do banno ad uscire sal palco, e lo 
Scenario (che alcttni dicono TahelUn) 

• e la Distribuzione delle scene appic- 

• cata alle pareti per regola comune. 
Buttali. Jbbomacciatore. Acciarpatore. 

darpiere. Uomo a casaccio^ cioe in- 
coosideratissiino; e forse fra noi ven- 
ne cosl detlo dalla moneta parmigiana 

. dello stesso nome stata sbandita piii 
volte, e da ultimo verso il i65e. 

Fa i robb de buttala. Far le cose 
alia babbald^ a babboccio^ idla sfa- 
iata^ alia soiamannata. Ciarpar^; 
VeM on buttala. Essere unviald i^ie 

' loiv>(Hacbiav. Ojp. IX, i66). Esser 
uomo a casaccio, negiigentissimo. 

Buttandoss o Buidaddss, Saltamindosso? 
Specie di veste. 

Buttavan. Cacciabotie. Ferro da fare gli 
sfondi d^ intaglio. Dal fr. Boute^vani* 



Butter (o Buter). Buiirro. Burro. 

Butter bus Butirro per 

difetto di latte o di lavorazione oc- 
cbiuto e non bene appastato. 

Butter de cason Qudlo 

che si fa nelle cascine formali, in 
gran quantita, assai grasso e di na- 
tura sua di color pagliato carico.. 

Butter de montagna. . . . Quello che 
si fa dai montanari , ed anche quello 
che fa ogni contadino da se in poca 
quantita, magro, bianchiccio* acquo- 
so, scoppiettante quando si fi'igge. 

Butter gittaa. Burro cotto{cosi nelle 
Tar. iior.). Quel butirro che fu strutlo 
a solo fine di serbarlo per lungo 
tempo senza ch^e^ si guasti. 
Butter stantii. Burro vieto. 
Ave el cuu in del butter, fig. Nuolar 
nel lardo. Stare in sul grasso. 

Grass come on butter. Grasso bror 
cato. .Itaggiunto. Arciraggiunto. 

Guar! el bugnon a reson de nialba 
o de butter. F. in Malba. 

L^e on pan. de butter, f^. in Pan. 
Noda in del butter. .Seore inpancioUe, 
St^ fresch come el butter stantii. 
F. in Fresch. 
Butter dicesi anche d'aUre cose ridotle 
a consistenxa burrosa^ Butirro o Burro, 
come Butter de cacao. F. Cacao e sim* 
Butten Ad. di Per. F. 
Bulteree. Burrajo. Chi fa o vende burro. 
Buttereca, Burraja? Moglie di burrajo, o 
Douua che vende burro. F. in Zilera. 

Butteron Burro sostanzioso di 

mollo^ il Beurre gras de^Francesi. 
Butter6s. Burroso. Che ha del burro. 
Buttenisc.^ .... Butirro vieto o cattivo. 
Butti. Foce usata melle frasi 

Avegh o Sentiss i butti. Seniir svo^ 
nare la lunga. Aver fame. F. Famm. 
Scoeudes i butti. Torre una satolla. 
Cavare il corpo di grinze. Sfamarsi^ 
e scherz. SIramarsi* 
Buttindoss. 4^. Buttanddss. 
Butt6n. Urlo. Urione, Spinta. 
Button&da. Urtone. Spintone. 
Buttonass. Far agli w*toni. Darsi spinleni. 
Buvij. V. a. Tritoni. Bruchi. Uomini po- 
verissimi, abbietti, mal in arnese. 



VJ. a'. La lettera G. Vedi Ce. 
Cii. Casa. Jbitacolo, Abita^ione^ Abituro. 
Ahkanuu Abitagione ; in istil poet. Jlf«H 
gione^ e ant. Ca e Abitaggio -— Bi luogo 
pien di case , dicesi ch^ h bene accor 
saio; e di qui Accasare i poderi% ecc 
A c2i. fig. A ^oltega(MoQig. BotL di 
Colog. Ill, lo). E di qui Tegni el coo 
a dl. f^ piu innanzi* 

A ck de Barlicch. A casa maledetta. 
A casa calda, A casa del diavolo. 

A ck de Dia. NelU France marem- 
me. In OrincL In Chiarenna. In Chie^ 
. rudadda. Vale in lontanissimi paesi. 
A ca mia. fig. A casa iiim(cosi il Berni 
neiVOrlando innamorato XXVIII, 4), 
cioi Secondo me , A mio dire o vole- 
re — A cJi mia s'^usa insci. A casa 
mia la k cosi. Nel mio si , la eosa sta 
cosh La voglio cosl. Cosl voglio. Cosi 
debb*essere, Foglio risolatamente cosl. 
A la ck di can. r. in C&n. 
kndk a ca del diaTol calzaa e ve- 
stii. y. in Diavol. 

Andik a at^ de ck in d^on sit. Pren- 
der casa in alcun luogo, 

Andk a toeu saa, e porta a ca peyer. 
y. in Pcver. 

Aodk foeura de c& Spartirsi 

dal ceppo dcUa famiglia; cbi s*e cosi 
spartito dicesi dai contadini toscani 
Fiwr^isciUHf^iov. Geor. Xill, i68). 

Anda foeura de ck. Uscire; e fig. 
Uscire di solco o del seminaio. Andar 
fuori di sirada, Darla . pd chiassi. 
Uscir di tema, d'' argomento* 

Av^ el pan in ck, fig Aver 

checchessia sotto le mani; talora s'*usa 
* in senso di iVojt i piik belt amar che 
in vicinanza , o vero Non k piik bello 
amar che la tncina perclik veder si 
pub sera e iitaUma(Gelli Err, I , »). 

Avegh la ck in coo. Aver niente 

che sia al sole, Non poter dire come 

U nibbio mio mio* Non aver che perdere, 

Avegh minga la ck in coo. Aver 

del sua al sole. Non esser un tritone, 

Avegh a nomm toma a ca 

Aver ad essere restituito. Net prestare 
altriii checchessia taluno dice: 7*tf% ma 
varda che I* ha a nomm Toma a cd; 



ed k come dire: AbbHo, ma sovpengad 
di renderlo, Abbilo ^ ma ch*€' sia dei 
7\>mabuoni o de'Ibmaifuinci con un 
modo che io avventuro traendolo'da 
cognomi toscani. 

Av« anm6 de mett on p^ foetira 
de c^« Non aver cavato pik di sogtia, 

Avk on cuu grand come ona ca«f^Cuu 

Ck che la gh^ha tutt i s6 comod. 
Casamenio agialo, Casa agiaia, 

Ck che la par one catatomba. Una 
tomba d'uno sUautbol bujo, Casa bn* 
ja^ oscunif tetra, da piaUole* 

Ck che vfe in ruvinna. Cnsalone, Ca^ 
solate, Casa cadevole , diroccata, 

Ck de campagna. Casa di villa^ di 
camp^igna^ campereccia, 

Ck de carton Casa* pochls- 

simo solida^ casa con mura troppo 
sotlili; casa che ha pii^ il modo da 
parer fatta di carta che di pielra, come 
dice il Vas. l^iL Pit. Proem, p. 43* seb- 
bene con qualche diversitii di valore* 

Ca de corezion. Casa di correzione. 
Prop, luogo dove si tengon chiusi a 
correzione i discoli ; da noi per6 oggidl 
Casa dijbrza o Ergastolo o JBrgdstuio, 

Ca de lader. Casa da confinarpi as- 
sassini, Spelonca. Casaccia^ quasi ri- 
cettacolodi malandrini, cio^ pessima. 

Ck de matt. Una mano di pazti, 

Ck de Pilatt. F, in Piktt. 

Ck de pison Casa da pigione 

per quel contadino che non ayendo 
terre da coltivarc con casamento as- 
segnalo per giunta di mezzadria , dee 
ricorrere a una stanza ad affilto. > 

C^ d*industria Casa ove 

dal pubblico si somministra lavero e 
sostentamento ai poveri. 

Ck di matt. F. Senavra. 

Ck di ^iXUBossolo delle spetie.V, Cuu. 

Ck di pover mort. Caslpola, Casa 
buja^ ietra^ disamena, malassetla, 

Ci di sett vent. Spatzavenio, Casa 
mal fornita di coperto e impostami 
dove il vento pu6 far di grandi prove. 

Ca casca, cens cessa, teren ten. ClU 
ha casa e podere pub tremor ma non 
cadere (Monos. 35o ^ Buoni Prov. II, 
i69)« A dimostrare la preiniuenza in 



CA (174 

genere delpoderi, ed anche a signi- 
iicare esser bene limitarsi nella casa al 
bisogno e stendersi pei fondi fin dove 
81 pu6 agglugnere colla propria vi- 
gilanza vale allreai uo proverbin vol- 
gare toscaao che dice Casa qmtnto 
capij terreno quanto vedi, I Sanesi in- 
Tece hanno un pro.verbio.il quale dice 
cbe // censo ha il vantaggio che non 
. Pi pioi^e ^ojpra ( Bandini Discorso ecc. 
•sulfa Maremma di Siena , p. i55^ ediz. 
mil. Econ. ital.); proverbio compro- 
Tante T avvilimento agrario in cai 
era in andato queUa provincia. 

Ca faa e fond desfaa. Casa Jaita e 
terra sfaUa (Lastri Pro v. V9 269). Casa 
faUa, possession disfatta (Monos. 38a). 
Dettato con cui si vuol denotare Thv- 
vertenza da aversi nel comperare beni 
atabili , poiche le case fatte si danno 
sempre per meno di quello che co** 
starono in fabbricarle , e i poderi ro- 
vinati si hanno per poco e da chi 
6^ intende d"* agricoltura sono ben pre- 
sto fatti rifiorire. e messi in grado di 
fruUare assai al loro compralore. 

Ck fenida o pientada. . . . Casa ben 
fornitofChe ha tulto il suo bisognevole. 

Ca fittada. Casa appigionala o alio- 
gaia a pigione o data ad affiUo. 

Ca minga mala. Una buona casoUa 
o casoccia, 

Ck senza so. Casa a haclo^ alVug- 
gia^ al rezzo, Casa ove non batte sole 
o che non 9ede sole, 

Ck soa e po^i^ pi!u Casa mia^ casa 
nua^ per piccina che tu sia, tu sei 
sempre casa nda — ed estensivamente 
Scalda piu il fvmo deila palria clie il 
fisoco • aUrui — // pane alirui sa di 
sale — e per a$nita Tristo a guelV uc- 
xeUo che nasce in caUix^a valle, 

Ca voeuja o desafiUtada. Casa spigiO" 
nata^vuota^ disabiiata, 

Chi e mincion staga.a ck soa. F, 
in Minci6n. 

Chi k staa a ck del diavol, sa cossa 
ghe fan. fig. Chi vien dalla fdssa^ sa 
die cosa b il morto. 

Chi no sa £k foeugh no sa fa ch. 
/^. in Foeugh. 

* Chi sbianca la ca, le voeur fitta.iig.CAi 
imbianca la casa la yuol appigionare. 
Chi si lisqia e s^adorna vuol piacere. 



) CA 

Dk el foeugh a la c2i. fig. Sbraciare, 
Araciare a uscita. Scialacquare. 

Da noeuva de ca. fig. Jiiscaldare gli 
orecchi a uno. Lo stesso che D& on 
felipp. y, in Pelipp. 

Dk-via on useU per tiri^ a ck on 
porscell. P^, in Porscell. 

Dinn ona ca. Fotare il sacco, Scuo- 
tere i pellicini del saeco. Dire altrui 
tdtto quel piu cbe un sa. 

Donna de ck. Donna casalinga, buona 
massaja, masseriziosa, risparmiante. 

D6 nos in d^on saccb e d6 donn 
in d^ona ca fan on gran ciass. F.in N^s. 

El ghe mettarav la ca in coo. Gli 
darebbe.il cuore, Dicesi per dinotare li- 
beralitli somma d'^uno verso alcun altro. 

Fk andk in ca on teren, ona vi- 
gna , ona possession. Fare a sua mono. 
Far lavorare a sua nut/to ( Last. Op. 
II , 66). Metier le terre a mono o Cb/- 
Upore a mono (Gior. Georg. XII , 187). 
Far coltivare i poderi a opere gior- 
n&liere -o annuali; non gli aUogare a 
fitto o a mezzadrla. 

Fa ca. jlprir casa, Reiissi a fa c4 
lor de per lor. Jiidiirsi a stare da sk, 
Esser liberi di sk (Lasca Spir, IV, i). 

Fa el pan in ca. fig. F, in P^» 

Fk i face de ca. F. in Face. 

Fa sik li de ck. fig. Far stare al 
filatojo. Far filare, Tenere in cervello 
o in tuono. 

Fava mej con quii danee a anda a 
ck de Toffellee. F, in Offellee. 

Fitt de ca. Pigione, e met, F. in Fitt. 

Giacch^ la ck la brusa, scoldem- 
mes anca nun. Se CanuUdoli va a sacco, 
vo*qualcosa anch*io(F9g. AsL balAy^), 
S^ei bulta il suo, ue vo^avere anrch'^io. 

In ck soa ognidun k padron de 
f^ quell che el voeur. In casa sda 
ognuno k padrone ( Monos. a3o). 

La ck granda. gergo. . . L^ospedale 
. — Ed anche La casa del ceppi{*^pr. 
Salvad. p. 60). Le carceri. 

La ck la brusa, demmegh el foeugh. 
fig. La rovina non vuol miseries Siamo 
gia carichi di debiti ^ non la guar- 
diamo a buttare sempre pitli. 

La va la va, la tira adree la ca. 
La si porta la casa appresso. Dicesi 
della iumaca pcrche si porta scco U 
gttscio ill cui e chiusa. 



CA ( 17S 

La gaijima che ya per ck rimpiss 

. el goss che nissun le sli. f^ in Gaijnna. 

L** ^ la ca dtil Bentivoglio. . . k casa 

ia cui tuUi sguazzaiio« ia cui il pa- 

di*one fa coatinup scialoy OTe il matto 

fa la festa e il aavio la gode. 

L^e la c4 del Maocatutt de la Ui- 
aena. . • & la casa del Bisogno 9 della 
Penuria, ove e difetto d^ogni coaa. 

L^^ la cli del Signor. E la casa del- 
I'abbondama {G'l^li Hag. 577). EUa i 
una dogana* E una casa come un marc* 

L^ingann el Ta a ca de ringaimador. 
y, in lugann. 

Manda a c^ de Steven. Frcddarc, 
Uccidere. F. Fk frecc in Frecc. 

Mangiass anca i ciod de la ck. Sbra- 
ciare a uscita, Darjbndo alle sostanze. 
Ridursi o Condursi in sul lastrico o sul 
maUonato, Consumare , scialacquare 
tttUo il proprio avere. 

Mett el coo a c^* Metier la testa 
a partita. Binsavire, 

Mettegh-sii ca a Tun. Allestir easa 
ad uno, 

Ne sa pussee on matt a ca aoa che 
on savi a ca di olter* F. in Matt* 

No av^ ne ca ne tecc. Non aver 
casa nk lelto (Alb. enc. in Masseria), 
Non aver terra Jerma. Non aver piii 
luogo nkjuoco* Essere rovinato inte- 
ramenle; non aver luogo ove poter 
dimorare^ dover andar ramingo. 

Oh de la ca de legn. . . . Dicesi nel 
bussare a un uscio diacciatOy a una 
porta donde non ci venga risposta. 

0mm de ch, Mdssajo. Uomo casalin" 
go, risparmiante f masserizioso^ boon 
economo — * Uom die hada alia casa. 

Ona ck che cria fceugh. Casaccia. 
Casalonaccio* Casa cadevole, 

Ona donna Pe la ruvinna e la for- 
tunna d"" ona ca. La savia Jemmina 
rifd la casa, e la matta la disfd* 

Ona roiseria d^ona ca o On tocchell 
de ck. Non so che poco di casuzza. 

Patron de ca. Capo di casa — Pa^ 
dron della casa, 

P6 de ck. Fi in Pc. 

Pienta ca. Far casa. Jprir casa. 

Quand vu andavev a scoeula mi 
vegneva giam6 a ca. F. in Scoeula. 

Hose de ck. Ceppo di case. Aggre* 
gato di moke case. 



) CI 

Sant in gesa e diavol in cA. F. Diavol. 

Scova nceuvascoa ben la cli. f^.Sc6va. 

. SlA de ck in . • . Stare a casa (n • • . 
Abitare« Sta de c^ e de bottega in 
Tisless sit. Stare a casa e botiega% 

Sta de ck finna a cA del diavol. 
AbiUure in Chiarenna o in Orinci o- in 
Chieradadda, in luogo lontanissimo. 

Sta de ca in di Tegnon. F. Tegn6n. 

Sta 11 de cii. fig. Stare contento al 
quia (Sacch. Nov. 161). Cagliare. 

Strappji ca. Disfare la casa. 

Tani gh* k de ck soa a ci mia » co- 
me de ck mia a ck soa. fig. Tanta k 
Veria. alia Jin quanta la cViiiia (Adimari 
Son. fra i burchiell, 975). Mia fine 
tanto t da casa tua a casa mia quanta 
da casa mia a casa tua, Dicesi per 
indicare volonti di stare sulla sua, 
.di esigere che altri ci mostri osse- 
quenia calandosi primo a noi 9 o per 
mostrarsi (come dice il Varchi) da 
quanto gli avversarj. 

Tegni li de ck. met. Far cagliare. 
Tenere in cervello o in tuono. 

Tegni el coo a ck. fig. Avere il cer- 
vel seco. Star a canna badata. Porsi o 
Star a casa e bottega. Badare a negozio. 

Tegni i man a ca soa e la leogua 
dent di dent. V. in lingua* 

Te see Ionian de ca. fig. Pik su sta 
monna luna\ cioe T^inganni, mal 
t'apponi. y. anclie in Mont6ii. 

TirA a ck. T. di Giuoco. Biscattarsi. ' 
Rifarsi. Rivincere il perduto. 

Tir4 nissun per ck. Non si mettere 
persona in casa. 

Tirass a ca. Ravvicinarsi 

a casa^ ed anche Attenersi al colom-^ 
bajo. Mettersi al sicuro ; o anche 
Tomare al pentolino. Tornare a casa 
a queste stiacciate, cio^ Tornar a go* 
dere i comodi della propria, casa. 

Tceii C8U Prender casa, cioe pren- 
derla a pigione ^er abitarvi. 

To:d la ck a vun. Scasare uno* Ob- 
bligarlo a lasciar casa sua. 

Torn4 a ca. Rg. Tomare a casa. 
(Firenz. nov. 10.*). Tornare alVergo. 
Tomare donde ci partimmo{MLonoa.^'5). 
Bitornare a bomba, aitargomento , a 
proposito, in clUave, alia callaja^ 

Tra adree la ca e el tecc. Spetidere 
il cuare c gli occhi in diecchessit^ 



CA ( 176 

Tremk la tk di pitt. Fkire il cul 
' lippe lappe. Avere una baUisoffi^la o 
ifiia cusoffiola. Aver grftn timore. 

Vaga Ja tk e el tecc. Pigliaievi il 
saceo e lecipolle{NLon\%,SeiVJiobSl^^i), 

Vess a c^. fig. Essere a cavaLlo. Di- 
ceai di chi sia al disopra e con van- 
taggio -—In giuoco Tale Essersi rifoHo* 

Vess de ca o tutt de ca. Essere di 
casa piu die la granata. 

Vess foeura de cav Esserfuori ; e Bg. 
Essere in due paesi. L^uno dire una 
cosa, e Taltro rispondere a sproposito 
o non apporsi— JS^feryhort di sirada, 

Yess gi6 la c2i e el tecc. fig. Essere 
alle peggiori del sacco. 

Vess in ck balenna. f^. in Ciocca. 

Vessegh la ck del diavol.'/'Vine un 
parapiglia* Essere un trambustiOy un 
' roifisHo^ un rovinio^ tin bolli bolU, 

Vun de ca. Un ch* e di casa, Una 
bazzica, Un famigHare. 
Ca. La Casai^iosc, e Mor. Case conL). Tra 

• i contadini deirAlto Milanese e quelli 
di Toscana queste voci signilicano la 
Cticina; che le oltre stanze le dicono 

' Camere — Poderante^ u* ho assegnaio 

• una cucina e due stanze^ direbhe in 
Toscana il cittadino ; e il contadino 
risponderebbe Ritengo una casa e due 
camere — L^ e in ck \k in la ca. E in 
cucina. E in casn^ eccolo in cucina, 

Ca. Casa di negozio o di commercio — 
Dervi ck. Aprire una ragione. 

Ca. Casa. Casato. Legnaggio. Lignaggio. 
Schiatta. Famiglia. Stirpe — Ca in que- 
sto significato noi applicbiamo volen- 
tieri con preposiiione scmplice ai soli 
casati illustri del paese, per es. V^ 
de Ca Busca o simili. In contado in 
"vece estendesi con preposizione arli- 
colata a ogni specie di casato, p. es. 
L'h dfi lacd del tal cbe Toltano ancbe 
in V k vun di tal — Noi usiamo anche 
spcssissimo Cd in alcuni modi uei 
quali non fu mai ne e alcuna tristizia 
d^ allusioni , ma si bene una mera 

• specie di bistlccio suggeritoci dalla 

• simiglianza di alcuni vocaboli cogno- 
minali con altri comuni ; e sono : 

Ca BassignanDa(De).y¥g. da Bass. . . . 
Dicesi per iscberzo di cbi e piccinaco. 

Ck Busca {Jig. da Busck). Anda in 
ca Busca o a Buscaa. Jndare a Bus- 



) CAB 

seto{Cini Des. e Sp. V^ 9). Esser chioc- 

• caio. 7bc<?am0 — Manda in di Busca. 
Sonarea caiasta. Cliioccar uno. Motif 
dare a Busseto. 

Ck o Casa Gambaranna(^g. daOkm- 
ber). Bbzui. Brenna. Cavallaecio. Bic- 
ciughera. F2i corr ca Gambaranna. . . . 
Farsi scarrozzare in yetlure venali 9 
orarie, e tirate dal caval dell^Apocalisse 

Ck Legnanna (fig. da Legn). Messer 
Baiacchio (Sac. Nov. 86). Il bastone — 
Andk in ca Legnanna. Andare a JLe- 

• gnaja, Esser bastonato -r Manda in ca 
Legnanna. Dare il podere a Legnaja 
(Tancia HI, t). Mandare a Legnaja. 
Bastonare — De ca Legnanna • . . di- 
consi quegli utensili che alcnno ab- 
bia di legno mentre gli agiati sogliano 
averli di metallo. 

Ck Painna {fig. da Paja). . . . e di qui 

Anda a dormi in ca Painna. Andare a 

dormire sulla paglia. V. anche Pain^rd. 

Ck Passiranna. fig. Fattura del Passi- 

gnano (Fag. Ast bal. II, 8). 

Ca Tegna o Ca Tegnos, e quindi Ave 
a che ik a Ck Tegna o a Ca Tegnos 
o a Tegnon o %ik de ck in di Tegnon. 
Esser Ugnamica , avAro. f^. Tegn6n Rg. 
Ona bonna ca* f''. in Cas&nna; e 
fra noi andve in genere Casa ricca. 

Yess de bonna ca o d^ona ca bonna. 
Esser di legnaggio gentile. Esser di 
buon casato, bennato. 

Ca del maj. Cbrfiera (per anton.) Quella 
stanza in cni sono i magli o mazzi da 
- pestare gli stracci per fame carta. 

Ca di cord. T. de'^Fab. d'amido .... 
Stanza con tavole a funicelle ove asdu- 
gar Tamido fabbricato di recente. 

Ca di foil. T. delle Cartiere Quella 

stanza ovo sono le pile. 

Ca di tinn. . . . Stanza ove sono i tini. 

Cabar^ o Gabard. f^assojo. Guaniiera. 
Nappo. Quella specie di baciletto su cui 
si posano le chicchere del cafFe, della 
doccolata od altro. Dal fr. Cabaret. 

Cabare de tavoletta. Vassoj da toelette 
(*tosc. e poema d'^un aut. pis.). 

Cabarerada Pieno un vassojo. 

Cabarerln. Fassojno. Picciol nappo. 

C^bbi. Cappio. Cabbi cord o corent. 
Cappio corsojo o scorsojo. 

Cabbia. Accappiare. Fare il cappio. 

Cablotl per Fonsg ferree. F. in Foosg. 



CAC (I 

Cnbriol^ o GahrioU. Cesta. Biroecio ? $p< 
di cales^ notissimo , ed i vo€« tvatu 
di: peso dal A'ancese CabrioUt. 

Gabr6s6ol {the aUri dicono Gabi^sent 
Cavtossen ^ OaTrdscen, Cambrdason , 
Crabuss e Cainbr6st«n>. ligusiro, ligur 
sdc^^ LuisUco, LevUtieo. BuUchio, Mur 
^isiUo. Huisdco, Cambrosskne* II JU- 
gttsttwn PitlgareL., comune nei colli 
' dell^Alto Milanese* t qudParbusto che 
: i Latint dieevano Oleaslellum , e che 
i Padovani dicono Conostrhlliu 

C:c&o. Cacao* Caccao, Caccaos, I nostri 
droghieri « cioccolattieri conoacono 
il CaciU) Lisbona^ il Cacao Caraoca^ 
il Cacao del Maragnon^ il Cacao fajon 
chili (cioe Guayaquil) e il Cacao di Isol. 
Butter de cacao. Burra o Buiirro di 
Caceaoi, 

Cacao! Cacaioechio! Cacasega! Cacasevo! 
Capperi! Corhezzolil V, C&spita. 

C^oci Caglio. Gaglio.. Codgulo. V. Cagg. 

Caco. P/ttT. <2t Caccia usalo nella Jrase 

1 N6I& tiicc i cace. Baccorre i bioccoli, 
Osservare fin le minime azioni di 
chicclieasta. 

€acca. Caeca, Merda, 

Faccia de caeca. K in Faccia. 
Pien de cacca« Merdoso. Merdellone, 
Cacheroso? Cbe ha a schifo ogni cosa 
perche sente tropp^alto di se. 

Cacchia ) voci usale per yezzi coi 

Gaechkina > fanciullini. Caeca* 

G4ccia {che i eontad, dicono Cajcia). 
Caccia, Per le varie specie di caccia, 
olti% ^le notate qui solto T. Archett, 

• Bressan^Ua, Uzt^ T^, Roccol, ecc. 
Caccia a restel].7*e/<i.^r7vigiio. Spe- 
cie di caccia che si fa attorn iandosi 
da molti cacciatori un bosco, e re- 
stringendo vievia il loro cerchio* onde 
obbligare il salvaggiume a dar nelle 
rcCi che sono tese in un dato luogo 
o a paMar sotto il tiro de^cacciatori; 
e questo e il Traquer de^ Frances!. 
y* anehe la parola Casdo. 

Caecia ai fossitt. Caccia alVacqua o 
aWabbcvenUojo{S9i\ ]i)rn, tosc. I» 9>)« 

' Specie di caccia che si fa appostando 
gli uccelli lungo i fossa ti« 

Caccia con la paletta. Caccia a /hi" 
gnuolo. La PinsonneUe dei Francesi. 
, Caccia con la sciguetta. Caccia con 
la civeita* 
Vol. /• 



^^^ CAG 

Caccia del speggett. Caccia con h 

specchietio{SAy] Om. tosc. II, 63). • 

Caccia riser vada. Bandita, Caccia 

bandiia, Luogd ove ^ proibito il caccia- 

< re ; e fig. Femnuna tenuia alia bandita. 

Anda a caccia. Cacciare. Jndare a 

caccia. Far caccia, > 

Dk la caccia. Dare caccia o Dare Id 

caccia. Metier in caccia. Far fuggire^ 

Fa la caccia a quejcoss. Uccellar a 

una cosa, Jndar a caccia di checchessia, 

Faa apposta per andagh dent a 

caccia. Copioso di caccia, yeramente 

disposto a cacciagione, 

Veus matt per la caccia. Prendere 
grandissimo diUtto nelle cacce, 
Caocia« Caccia, Cacciagione, Presa, La 
preda fatu a caccia. 

Fli bonna oaccia. Far buona presa, 

Caccia. CacciaHjyiz^ mus.). Pezzo di rou« 

sica esprimente ci6 che indica il nome. 

Caccia real (Giug& a la)* . • . Imagina un 

tavoliere a cassetta con cerchj rispon- 

denti per di sotto a caselline di testata 

noveraie dalPi al 5^ e con ub campa- 

nellino nel cerohio di mezio. Chi yi 

giuoca scocoa per un fuciletto di logno 

ad arco una pallottoln, e yincepunti se- 

cpndo casellina in cui quella si mnore. 

Cacciadur. Cacciatore, Cacciante*, 

Gacciador de s^ciopp, de kizz,e<c* 
y, in SVi6pp, Lazz, ecc, 
Cacciaddr. Cacciatore, Soldato armt^o 

alia leggiera,.v^lite. 
Cacciad6r. £Vxccia<ore(*tosc. e uad. Poes, 
], 1 1 4)* Sp. di serv iter e che indossa 
un abito verde a trine d'^oro e molto 
sfarxoso , con piume nel cappello a 
tre punte, e con paloscio ad arma- 
oollo. I Tedeschi lo chiamano Kant" 
merlakey , cio^ Lacche da camera,* 
Cacciadura. Cacciatrice^ e \9Axa,yenatrice, 
Cacciadora (A la). Alia cacciatora. Alia 
foggia de^ cacciatori. > 

Mangia a la cacciadora. Trovarsi 

o Sttire a desco molle^ ctth Fare un 

po* di pasto alia sprovvisia, airin- 

fretta, sparecchialaineute. Faire un 

repas de cltasseur dicono anche i Fr. 

Mcssa a la cacciadora. r. i/i.M^ssa. 

Cacciador^lL y. in Paraseioeula. 

Cachet tich. Cacheitico. Da noi pero chi 

non e medico Pusa solo in sig. di Stitico^ 

Cacapensieri, Dubitoso, Cancheroso. 

23 



CAD ,( 

Cadaver. Codas/ere.. Cadavero* . 
Cadavertch. Cada»erospt. Caduueiico, 
Cademia, Accadenda* 

Cadeihia del liber desligaa. F. Liber. 
Cademia de matt (o tinche sempUc* 
ona Cademia). Una mono di paxzi. 
Cademicam^nt. JccademicamenU* 
Cad^mich. sJcoaddmico,' 
Cadenza. T. de?Str.... Che ha Delia parte 
inlerna del coperchio la «osi detta ca- 
. tena. ^. Gadcnna. Mai cadenaa. ^. . Ghe 
sta male a catena^ malfornito di catena. 

Cadenal ()^c\ legao o ferro i 

cui capi sono confitti nei due muri 
laterali d''un cammino* ed al quale 
sono raccomandateie catene da fuoco. 
Tarj diz. yema.colL'iii Cadenilla chia^ 
mano col Diz. sist. dell^Arrivabene 
. SeocostUe^ ed anche ■ Caienaccio . 
Cadcoazz. ChiavisUllo^ Cftidu^accio. Cate- 
naecio. Gli Aretini lo dicono Caiorcio; 
i Sanefli Pdschio.,Ok Pdstio, 

Bolzon. Boncutella » Maggetta. iVa- 

sMq ^ Manetta ,o Maneggia. J/Taniglia 

*T Oggioeut Anellij^ Cadeoazz. BaM/one. 

• ' Cadenazz a bolzon. Catemtccio d bon- 

4 cincllo. K in Miiggellai. . 

Cadenazz a carilion. f^ in Cariliuu. 

Cadenazz a la genoveaa. Paletio.iJSe 

sono di piu specie , come Paletlo con 

.^piastroi, con campanella^ con gamba , 

colla stqffja e le punte^ a tras/erso^con 

t^^alUno^ a molla^ a paliiao da aprinsi 

dentro e fuoH^ ecc). . (I&lta. 

Cadenazz a la spagnoeura. V, Spagno- 

Cadenazz de maggetta. Catenaccio 

a iuisello. K in Maggetta. 

< Cadenazz . sempi. Catenaccio alia 

' pimui.9 privo di nasello e boncinello. 

Paeau el cadenazz. o el ciod. Cac- 

citire. o FiCcart o MeUere il chiavistello 

• (Mottig. Sen. nob.lif 54)* Inaneliare 

. 1/ cluas^accio* lucatenacciare* Incliia- 

visttUare, InclUa%>ardare'»» Dall-gio. 

' Tirall-gio. Schiavacciare^ 

Da^'^u taut04e cadenazz. itfe/(ere un 

hraccio di ctUavistello. Iperhole gra- 

. 9Liosa usata dal Magaloiti (nclla la." 

. delle sue Letter e scientifiche p. ^SG), 

Ficcar {onto di bietta netV uscioiJ^'Aiii 

Balia III , i). .Chittderc visolutamKute. 

Ong 4 cadenazz. fig. Ugner le car" 

rucole. Far correre danari per otte- 

ncre Tiut^nto^ uguer la uiauo. 



178) CAD 

Gaden2y»d"orghen.| Caienacciatumiao^l 

Cadenauiadik-a \ uel Diz. Z|inob.). 

Il complesso di qufi** ferretti dispcjsti 

. .in lin6a;diagoaale 6 soalare i quali 

. ..Gorrispondono ndla loro part^infe- 

. rior« ai tasti d^ua organOf-e neila su- 

periore alle enimelle del 5om(e/^.(«he 

il Diz. Zanob/ohiama i90fficr(?.appuato 

in questa \4^eCatenacciaturn n^a.forse 

errteeamente)«ech« nelforgano fan^o 

queir uflkio medesimo che le ealcole 

de'*martellelti ne'*gravicembali. ! i 

Cadenazzoeii. Paletto-^ Chiavisidlino ( Voc* 
Ten.). ChiawUlletio {Oiu arL). Da^su 

. el cadenazzoeu. Inanellarjl pahtlo., 

CadenaszoBu* StangheUa. Cos) chiamasi 

•un lerro lungo che e nella !iOppa\d^)1e 

serrature e serre per. chiuderle. Ha 

Cova. Codetta? ^ Tacch. GambeUo. 

tas.CaTa ; . . . n Mandada..ilf<x>uia^« 

r. Spagnoletta.. . . 

Cadenazzun. , . .' . Gran catenaccio. - 

Cadenella. CalgneUcu Cos! chiamasi quella* 
catenuzza dWo*. Jioctajo o simile a 
cui 61 attacca Toriiiolo da tasca. 

Cadenella de Venezia {cite, nnche dicesi 
Manin). ... Sp. di cateniUAa dWo 21 
maglie finissime che si fabbrica in Ve- 

. nezia,della quale si.fanno smanigli ec. 

Cadeiiin* Catenina, Catenella> Catetiuzui* 
Diminutive di Catena. 
- Pont a'cadenin. f, in Pont, 

Cadenna , e C0/ito</*..Cajeona. CaUna^ > 
Cadenna del cammio. Catena diu 
fuoco, Quella cbe si tiene nei* cam- 
mini per attaccarvi i pajuoiit ecc* 

Cadenna de T orelogg* €a^tena(Mh. 
enc. in Gancio ). QaeUa specie di ca- 
tena che daUa piramide .d^ ui^^.oriuo- 
lo si scarica sul tainburo e . Anita 
di scaricarsi Uscia inerte Toriuolo 
se non e rimontato. DaL due capi ha 
fissi in se i due ganci o gancetU da 
catena^ dctti specilicamente T uno 
Gancio da piramide ^ I'altro Gancio 
da tamburo — Per Cadenella* F. 

Mangia o Mastega cadenn. Lo siesso 
die Mangia aj. f^.-iM Aj« 

Me ten naoca i , cadenn. TiUte le 
pene , tutte le catene e tuUe le sbarre 
del ntondo non mi terrebbono che io 
non facciao simili(Lasc^ Strega 11, i). 
Non e ritegno che vaglia a distonui 
dal fare dire una tal cosa. 



OAD (t 

• Bl^tt a* 1ft CB&enhsirJncaienare, Mfit^ 

tere o Porre in eaCprta;^ « ^g' MetAre 

' Hlle hfrtHU o hi ^gno o. tU ^nwi* ' 

»Vc^» itgaft ^ome^on* cmn a:'la''Ca- 

dtnntt.y.'inCkD* • 

Cad^na.' €!dihina, CMena.* On^ eadettna 

• 'd'or. Una eatena d'oro. ' 

Cad^ona. T. di Fab. di mbbiH.i;. Quel re^ 

goto che ditide cassehadacassetta nei 

canterani, e che (fmiKlo le canette sono 

serrate forma faecia* inaieme coo ease.' 

Cad^Dna. T. degli' Stramenia]; Sbarra 

' (Grisf^l.'Drz.e Diz. ven.). Catena{Jb\%* 

Thus, in /jfnfm«/iro). • Kegli strumenti 

' da taslo k quel legnetta lungo, stret- 

to9 ritondatb che ^ mcollato dfetro'il 

' coperchio softo il pontieello dalla ban- 

' do delje corde ramate,' a fine di reg- 

gere ^Ha loro pressione. Dices! anobe 

' di ognuno'di qoe^'regoletti di legno 

che si mettono per fortezta- nel'foiido 

d'una chitarra» dUm violino^ ecc 

GfademSn eCaden^iHia. OfA^one. ' 

Cadent. Cadenh* V h on • irece cadmt. 

i tin oecchio'cadente x> decrepito, 
Cadenca. Cadenaa' (semplice , composta , 

Jinia^sftiggiUi^tcc.). 
Cad^t. Cadetio (agg. e sust.). 
Cadin. Catinefta. Tusd pitk piecolo del 
CBiino (biislbtt) ad uso per lo pitkdi 
lavarsi le mani. - 

Cadbi. Acquajo, Lnvtmutne. Lavatnani, 
Laogo ove i rcligiosi vannoalaVarsi 
le mani. F. anche Layiibo. . • 
Cadin. T. de'^Chir. Peli^i, Badno, La parte 

piu bassa dell a eayitSi dcn''addome. 
Cadin^lt. Caiinelleita. CutineUina, Cati- 

neiluzza, Picciola caf]nel]a(i;iu^). > 
Cadin6n. CW^/to/t«(Burch. Son. 1769^0- 

corcfa^ in bistitcio scfaerzevole). 
Cad6. Dono^Begalo* Presente.Voe^ precta 
franzese (Cadeau) ch« anni sono era in 
gran voga, e oggidi sentesi pM rado. 

GadoeO. v. dell" Alto Milanese 

Vaso di terra cotta senza manico per 
uso di tenervi ii fuoco; Teggio sma- 
nii>ato(fiitfrl renza manegli), 
Cadr^ga e Cardega. Sdggiola, Scranna, 
e con V. a. SSggiolo. Sedia doszinale 
impagliata o ingiuncata. Forse dal 
greco Ikcm^px o dal prov. Cadiero, 

Schenal. Appoggiaio/o,' Spailiera cs 
Pienlaa. Bitti » Ciin. .$if^/ere» Baston. 
CavigiiuoiimaSb^rr^, AegoUtU. 



79 ) CAD ' 

' Cadrrgar armada. { Sedia a brac^ 

Gadrega d^appogg.i ciuoli t— <SZtf/ii 

miiAermen dicono i Tedeschl, cioie col- 

- '■ le braccia sporgenti daila spalliefa.: 

Cadrega de comoda o de' camera, 

e aftcfm Cadrega assol Prop* 

Seggiola con sedere ad armadio coii-» 

' ' tenente il canUro ^ e *per estensionB 
Seggetta, Predella. f^.. C6rooda. 
Melt el cuu .in cardega. fig. Monr 
' tare in sedia o in iscanno* Venire in 
auge, in istato, avvantaggtarsi; e ta- 
lora anche Allungare i dentL Siend^re 
ifie pUt le braccia^. yale a. dire Gre- 
«cere in fbrza , in autorit^.. 
• Vess » la .cadrega. Essere A sedere 

' sidla predelUL .Essere oIIa seggeUa, 
Ves8 in cardega. fig. Essere in auge* 

Cadrega. T. de^Macell. Culaccio. k lo 
stesso che Cidv. in genere. f^, 

( ■■ : Culatta. Mela di culaccio !» Giav. 
Groppa di ctdaccio? 

Gadregb^ e C9Jrdeghie,Seggiolajo{*&or,), 
Colui ohe fa le seggiole e che dai 
Tedeschi ^ detto StMflechier -^ Seg- 
giajo, se non erro» fu usato in questo 

- senso dal Burchiello 

n MselEi «b«»to Muti Bttrtol Seggiajo. n 

Figura de cadreghce^ F, in Figiira. 
Vos de cadreghee. F", in V6s. 
Cadregh^e^ met. Zasaerone9 ed anche 

'Pentohne, Brackiera/o. 
Gadregh^ .... Queir oomo che nelle 
. > ehicsedispensale seggiole per prezzo. 
Oadreg^^tta (oCardegh^tta). Seggiolinai 
Gadreghin e Gardegbln. Seggiolina^ . 
, Gadreghin de boeiico. Seggettina. 
Sort a di picciola sedta per. uso. d'^ftn- 
.' dar del corpo i bambini. 

Maeslra- de cadreghin .de boettco 

Maestra di cuslodir bimbi. 

Met t*^6 eadreghin o Fi cadreghin. 
Dommeare? Dfcesi di due o piu per- 
' sone le quaJi^ incominciiota /r» ilero 
. conversBzionef non la sanno piik fin^e* 
i^ di verso dal nosiro PiisnidonkiercaaAn 
questo-^eonversaV romoroso; in quelle 
^ oonversar piano, civile; ambo sone 
.quasi simili nel rapporto dell'a dnrata, 
ma dtssimili in quello deirinteiisitii — ^ 
Da noi dicesi. anche parlando di chi 
mandato per alcuno o per qualche 
cosa non ritorna mai. Siatno ad aspeh 
tai^e il corbo, i 



CAP (1 

Portdr a cadreghni dicarm i conta- 
dini delVAlto Milanese pel nostra cit- 
iadinesco Porti a scagnelUn. y, 
Cadregon e Cardegdn. Seggiolone. Se^ 

</ioii€(*luccIi.). 
Caddch o CaduU. f^. in Maa • MU. 
Cad&u /»er Sacced&u. K 
Gaf(B« Gttjf^. Droga nota che si trae dalla 
pianta detla Coffea arabicoLm. Tntti 
cooosciamo U Cafh Levant e i Cafe 
Mariinica^ Moca ^ Avanu^ Demerari^ 
San Domingh^ Giava e de lissandria; 
i nostri droghteri conoscono aliresl 
il Caf^ del Bio 9 e i Ca/h Giamaioa^ 
Surinam f Porioriceh » SanUago^ Brasl » 
Guadaluppa^ Berbice^ Borbon^ La- 
guajra^ Sumatra e Bio Janeiro. 
Caf<i e oni. Caf(& ner.Os^^.Bevaiidanota. 
Cafe e latt. Caff^ mesciuJd eol lutte 
(Last. Op, JV, 39). 

Cafe a mitaa Caffe meaciuto 

con latte e Here di latte. 

Cafii ciccolattaa. Un chiaroscuro 
(*luccli.). GalT^ misto colla cioccolata. 

Cafe e panera Cafi^ flie- 

sciuio con fior di latte puro. 

Cafe-e-panera CosI chia- 

ftiMi una specie di tabacco artefatto o 

• Mernutatorio composto d^ un (erzo di 
caffe roacinato impalpabile e di due 

' teni di radice di ghiaggiuolo(/rf572o- 
rentinaljin,) pure ridotta impalpabile. 
Dilettant de cafe. Caffeisia. 
FazKolitt del cafe. V. in FfUBzoUtt. 
CM. Caffe. Bottega dove si veade il 
cafi% in bevanda. 
Sti sul cafe, Vess semper su per 
* ' i cafe. Freifuentare i caffh. 
Cafe per isch. La stesso che Felipp fig. f^ 

Cafeius Sp. di capanno o fnscato 

o casiiccia elegante posta le piu volte 
su poggetti o in meuo a lagbetti ar- 
tifiziali nei giardini, oVe dopo il pranzo 
i convitati si raccolgono a prendere 

• il caffe^ «>; voce d'orig. ted. Caffeehmus 
(caaa da caff&V 

Caferln. Tes. di CaU bev. usaio coi himhi. 
Caferln. a. m Picciol caffe; 

botteghino da caffft, on caffeuccio. 

<]aferht. agg. v. cont Color caffe. 

Cafettida. Ad. c^'Acqua. F. 
Cafettarla. Caffh. Bottega da caff^. 
Ofett^. Caffettiere. Xi padrone di vna 

bottega da caffe. 



8c) CAG 

Cafettera* CaffktUera. Vh»q in cid si fa 

boHire il caffe polvcriuato. 
Cafett^ra. CaffeUiera, Dicesi ancbe quel- 
le specie di brocca d' argento , di 
porcellana , di majolica » ecc. nella 
quale si porta il caff& in tavola. 
Cafettera k anche semplicemtnie Jemm. 

di Cafett^e. K 
Cafetterin, Cafetterlnna. JDim. di Cafettera 
Cafetterinna. f^etz. di Cafettera (donna). 
Gaietter6nna. Acer, di Cafettera* K. 
CaffiUt Lo stesso che Miccbin. F. 
Gafi^tro dicono per ischerto i piuf e 
scioccamente alcuni per CaSe, credendo 
con gueWallungamenio di toscaniz%are» 
Cagi. Cacare ; con modi pid civili Ei^a-- 
ciiare. Andare del corpo* Ir di corpo. 
Andare di soUo. Fare i suoi agi. Sea- 
ricare U ventre; in gergo Toriiix. 

A Sk ben a vilau se troeuva cagaa 
in man. y, in Vilan, 
. Antigb come el cagaa bVasc.f^Antlgb. 

Caga a brasc Dicesi in 

. modo basso del fare gli agi del corpo 
air aria aperta; quello cbe i Latini 
dicevano Cossim cacare. Il Voc. pad* 
ven. del Patriarchi traduce il nostro 
modo con Cacar^ al muro o al fresco 
o contadinescamente tre presso d* un 
piilo; il Dia. vene«. Cacare all* aria; 
ambi per6 senza citame autorita. 

Cage de menuder. Essere un coca* 
stecclU. Fare a nUccino. TTenere la 
borsa stretta^ Andare a mono stretia* 
Andare stretto di mono. 

Caga dur. Cacar sod&» 

Caga-gio (per dispr.) Cacare. Sciori* 
nare. Cag^i6 sonitt. Sciorinar sonet- 
ti. Caga-gio iiaeu* Scionnare o Cacar 
Jigtiwoli — Cag4-gi6 scritlur. A^r la 
caeajuola neUa penna, 

Caga i buseccb o T anima. Cacar le 
curateUe. Aver la caeajuola. 

Cag& in del seggion o in del ma-* 
atelL Essere in luogo che U sole ti 
faccia lo scacchiere. Vedere il sole 
a scacchi. Essere prigione ; V italiano 
ba occhio alle ferriate della prigione) 
il noatrale al seccbione o al mastello 
cbe i carcerati ban per cesso. 

Caga in lett. Cacarsi sotUt. 

Caga-in-l' oUa. Pentolone. Brachie^ 
rajo. La nostra ^ voce lasciataci pro- 
babilmente dagli S»pagnuoU fra i quali 



,■ C^g$iaoilA ertL u;pa liiascbera i^idic^la 
<;he seguiva. 1^ proccssioni danz|iii4o- 
, . . Cag^. « pis«a dl besti. Stailane, 

Caga pussee ^n b^ cbe cent r^n- 
• den. ^''. in R6ndena» ■ 

Gagtkss ado55. SoOnetumrsL CaCmrsi 
sotto ; e fig. Pisciarsi soito, Dture in 
cenci o in Imdelle 9 in- ciampdnMe^ 
. cM Noa riutfckd sella iaipresa^ 

Cagass adoss de la paunu Scacatr 
%ani di paurA* CacArii soUQ* 
Chi ha maDgiaa i caadir oaga i 
. ftoppiki. f% in Stoppin. 

Chi viv cperand jMttur cagaad. Chi 
pive a speranza muore cacando ( Lippi 
. Malm. XII, 3). CIn wW a speranza 
nutore a 4tenlo. 

Dove te caghet te lassat el stronz. 
F. in StrcHift. 

El rha oagaa el diavol quand el 

gh^avera i dolor de venter* y. Diavol. 

Gfa^ ha cagaa-^ el moscon 8U quella 

carna. Quelia cam€ ^ eacckianosa* 

Lassaas cagii adosa v aul mttso* 

' Lasciarn schiacciare le noci in capo, 

Comportare ogni gran villania. 

Mangia, bev e caga, e lassa che 
la vaga. f^. in Lassa. 

Mangia de benedetl e caga de ma- 
ladetl. . . . Dettalo che mostra come la 
. grassa cUcina sia mal sana; chi roaa-» 
gia vivande molte e gfaioite da male 
putentiasime fecce. 
No mangia per no cag&. F'. Mangii. 
Te caghi adoss o sal muso varda. 
Tho in cupola. 2^ ho nel bossolo Mle 
spezie. 2^ ho a carte quanmtoUo. 
Cag^. St^rtare. V. Gaatafig. 
Cagabiccer. scheri. SpHmigomu Dosna 

luaga, Aiseragnok. 
Cag^a. CacmUi^ e doUr. JEtmcuoMone, 
Egestiane. II cacare. (voha. 

Cag4da« Slerco, Afeta* II cacata in una 
Cag&da. fig. CdCtflo. Impresa mal riusctta. 
Gagada. &g, Oacheiia, JLeuo, Lcuosag- 
gine, Smorfia. jfffettauone — Caccabal" 
doln, Ificaccabaldotatura^^Gmtianntttm 
Pien de cagail. Cacheroso — Lezioso, 
Gagada. Freddwraf Gioggiatu. 
Gagada. FruUo* Miserim. Pidocehieria. 
Inesia. Cagiomaua. Varl ona cAgada, 
Hon vnler due iupini, 
Gagadinna. Cnco/iiia. Dim. di Gacata. 
Cagadur. Cacidojo. F* Gamer. 



ai ) OAO 

Gagaddr^ CkdaUtuiOiThfimnno. 

Yt&B ak de oagador Dioest 

delle persona di .staliura alta. 

Cagadaibbi« (Mopensien* Uomo dubitCK 
so, stiticot che in ogni cosa pone 
dilficolta , scettico csagek'ato. Finimon- 
done se timidis9imo,6e un renedemo. 
iU^benohe il Gesari saviamente awer- 
fa che i testi addoiti dalla Gmsca 
ill Cacapensien iodicano il royesria 

, della definixiOne^ pure &ell''«iso essa 
pare voce a doppio vise. Tun dei 
quali atia colU. definiaiolie, Taltro 
ooi testis e TAlb. enc. tiferendo la 
prima e ometteHdo. aflatto qiiesti ul- 
•timi conferma la cosa. 

Gaga*in-4^oUa. Pentoione* V. in Gaga. 

Cagaratt. Cacaiojo •— Fognn. 

Anda al cagaratt(€Afi anche dicesi 
T'lvk el refi*, Tira Tanta* Tira i colzelt 
e simiii), Andare a ingmssare i peion- 
ciani o a palnauo st a babboriveggoU 
o ira' piu o tra que'', piii, Tirar le calze 
o il caluno o i pnnni o Pajuole o l^a- 

■ juola o minzte. Dar le Uarbe al sole. 
PigUar VaUoppio% Tirate o Trar alle 
aniU)e* 4ndar a rineaUare un cimiiSro. 
Far Vuliimo passo* Fare una buca in 
lerta. Andar a Buda a a Follerra, Ser- 
rar le pugfuu Sc^cchiane. FarJagoUo o 
gheppio, Jndare a vedere ballar torso. 
Andare di la o net mondo di Ul Chit^ 
dere o Senar gli oechi* Far la oalaia 
verso Volterrok Dare il crollo o I* ulU" 
mo crollo. Andar a dar beconre ai polli 
al preie o del prete. Andare afore i 
faUi suoi. Cascar di poltajo. TUvre. 
BaUere la oapa4a. Andare a Jar terra 
da cavolini ( Monos. 1 1 )• Andare a 
guardar I' ache ai prete ( Monos. 37). 
Andare al cassone, Uscir del secolo. 
J>apassare. Andare a pih di JHo. An- 
darne id criatore ( Dav« Post. Ifbc. 
p. fiag). Morire. 

Gagarella (che anche dicesi Gaghetta, 
Mossa e simili). Cacajmola. Cacaja. 

• Cacaceiuola. Oacasangue. Soccorrenta* 

. Scomsnza. Andata* Andataccia* Diar^ 
rea. JHarria. Flusso. Menagione. Mal 
di pondi. Andata o Smossa di corpo. 
Ghe te vegaa la cagarellal Gacosfec- 
clu ti venga. Tivenga U cacasangue, 
Fonsg che met ten la caghet ta. Fun* 
ghi cacherelU. 



OAO 



(iSif 



CA(J 



Spu«i^ «ini)i6' de ««g«rell» o «be*itt«r^ 
I- •db/fig* ^uere*U gusci6'i» capo.' Esse- 

re novieio>9 e^o,«ine9perto. • ' ' 
<ilagav6tt(¥es8 el),' v.* oont. br» j4Qer€"ti 

• mellone* tssere • V ultime ^ il <^ti!l' dap- 
■"poco ^in checcbessta. La -voce -pare 

bergomasott , chd da quelle- genti e 

- detto Cagarof r<ultnik>''iiato>^ ii'r«CA- 
i nidu de^ ^ciliam. ■' . . \ . i.t 
Ci^gg o Okctj.Caglio. Gajgii&. ,Codguh' — 
• ' Presame.'Presurasi dice speeialmente 
» il oaglio anitnalei :•' . » • ••• < 

" ' ' ^gg ''D ' cvcquci^ . V . . I • latti vendoli 
• • per farelecaciuole elie usano in citta 

• adope^ano un> caglie^ composto della 
parete interna del 'reiitriglio det polli 

• o dcUa yescica -opinaria ' de* vkelli 
enAate, seccate^ lagHitzzate e infuse 

< per otto o dieci di nel siero insalato. 

> Qnosta specie di' caglio e quella che 
esfii cfaiamano Cagg in^acqua, 

Cagg in pan* •i*'e/ee//p(*aret Voc. 
arct.). ......-•>* 1 manipokitori 

che fanno traffioo di caglio lagliano 

• in jpezzettini >le membrane degli sto- 
machi-d«^vitelli lattanti che banno 

. ' > fatto seoca ve^ e le • meacelano ' eol 1 a 

• parte caaeosa che s^^.indurila in esst 

- fltomacbi 9 con aale, polviglio di pe- 
' pe, farina 9 Caeio grattugiatp drmala 
. sorle^ e gia divenuto ammoniacale, e 

- rammollita ogni cosa con aceto , ne 
' fanno on impasto in cut tnlora me> 

..achiano anche. a frode un po** di rena 
perch^ pesi e frutti loro sempre mag- 

' giormente alia vendita. Questo ^ il 

. . coal detto Cagg in pan. 

. . £i foeogh el mangia. el cagg 

Dettato dei nostri caciaj col quale in- 

. tendono aramonire del non troppo 

. ■ aEbcare la caldaja al momento in cui 
siva. cagliando il ktte destinato a 

. farsi cacio. 

Cagg. LampredoUo , che i macellai cbia- 
sdano MoUetUu Intestino dclle vitelle 
che 81 Tidoce a vivanda.^ 

Gaggii. n.» e Gaggi^s. n. pas. Caviare. 
Quaf^are. Accagliare, RappigliarsL 
Coagularsi^, Rapprendersi, Compigliar- 

. si — Bassodarsi -— Strignersi. V aaso- 
darsi d* un liquido o naturalmente o 
per forza di caglio o presame o di 
freddo » e dicesi in ispecialita del 
latte e del sangue — £l latl foeura ch\*l 



» • 8ia -de! peccv ^V if^gtr^foeura di y^nn 

• a ia' longA d caggia. '// '^axtt mtmto 
che^'siaye il' sangae' ustitO' dilte vene 

-^^tOFif^iene 6he*\iigt(htf: ' • 

Caggi4 foBura. '.• ; . . C*gli^re pOr- 
•' 'sion^ -di latte tor alcun Wcipiente di- 
" yreno da quello in cui sta quaglian- 

• doai una tnmsa' di l«tte ^ e cio per 
defi«ien^a di spuzio* in queat* ultimo. 

Gaggiasa ^1 latt'in di teti ai donn. 

Quaglidrsi il 'latta k malfittta chtf si 
i cbiama Cacit^ • 

Caggiass el metalh T. dei Gettat. 
. •'F«re» migtiaceit>, fe il freddare e rap- 

pigliersi del metallo gtk fuso; 
Gaggiaa. Cagfiato. Quagiiata,- Rappreso, 

Coagulate, Congelalo^^CortdensaUr — 

Ikusodalo -^Msei^aio. 

Sangu caggiaa. Sangue aggrumato, 

Caggi^a. Amniucchiecto* Qticaio, Pien cag^ 

• giaa. Pieno zeppo, Calcato. Peres. Ona 

robbioeula pieniia caggiada de cagnoeu. 

Una 'Caciuoha calcala tti permi, 
Gaggiada. 'Quagiiamenio.' QputgfiMura 
.' (♦fipr.). Rappigliamento, Per es. Gont 

ona bonna caggiada el formaggin V^ 
" a eft. Buona quagUatwra^ e la caciuo- 

la ^ fatta. 

Vess in caggiada. Essere in cera. V* 
>■ Fa lace in Lace. • • 

Gaggiada. Latie quagUat&{oos\ il Magal. 

Let. scient. ottava, p. io6)i Latte dei 

pentolini? Felciata? Pra i nostri con- 

tadini deirAho Mil. vale non gi4 il 
.. latte quagliato ad arte 9 ma quello che 
'..^lascia tanio in riposo quanto basti 

perch^ cagli da se e sfiorato per aver- 

ne il burro lasci il mero latte inaoidito 
' a pietan%a per essi molto gradita. 6 

VOxygala dei Latin! — In Brianza 

• danno talora lo stesso nome anche al 

• Latte sfiorato, ancorchd non sia per 

• ancora qnagliato. 

Gaggiada chiamasi anche il latte quor- 
gliato onde si fanno gli stracchini. 
C^/ia/a(Mattioli)? 

Gaggiada Nel Basso Milanese 

chiamasi cosi il latte si toslo che per 
efTetto del caglio incomincia a qua-*' 

. gliarsi, cioe a perdere la sua natu-* 

. rale liquidila *-— La Caggiada delFAlto 
Mil. in vece e. il latte quagliato da se. 

Volla la caggiada Aiver-' 

sarc e tramcstarc colla cosi detta 



OAO 



(#83) 



CAO 



i.ipaftearoU la.iMip<^,rfiliia.;di ({u«li 4af te 
cUr .p6£..e(iiBtlfli>.ddlt:cagUo:ha!info- 
minciato a rappceadorsk / . ') .o'.m') 
Caggiaddiui»iQAMglk'anliAnla^#r# Q^ggi^^ 
Caggwidnra* •....'. »t IL poire: net :laUe 
.'•U .pcemme»iper.vqii«gliarlo«>;oiir..,UD 

.'. iulnco, diiJiJi^nadA gfiM9(H dd $^t^ ecc. 
.oyjy[>rdb«.fiSad(tand<^ii«l:apptistoio e 

ftiitno..gr9ma.Q>l4^:a«».^./...n ... ,,;».:) 
CMff^ih.GriimPH,CQkgvlfiitdi,pp^\m (K.di 
■ , kiHe.qaa($UatPn. AC^IJM ! d^f i^>4tic^i- 
(. . )An4a.ia.i6tgt(ik>tU«^gtT4iWr^4«Cffa- 

'gulatfii io igriitei^x.. . >«! ■...! 1 .. |) •;!» 

Ctiggio!.! per dUfH»^^Q..dic(mQ si'Cm^'' 

< 4^m' hnuuiUaili.a pe^ri^im «^..i^, /U79 

. ;dbe ttuMni^ rwU' ^fn0f»re,9> ckt \ moUri 

•A^dappocaggiiu f^fiiSimili^ .^ ;» 

CaggiotK^n. A^. <ii ,GaggioUi»ii«^(..f«li50 

dispr€%iati\fiO satldeOo,-, . .mi;.') 
Caghcr. Cocooia* Cdcadm^M.x . \ ^[' ^ 
Gagber de beew .CUcco^o. CacbeniUar.' 
Cagbeir da m»9ckk \a«< do< mtfscdn^ 
'.>Cac€hiom* CtmaUu^e*^ . ...> 
..;.,.. Cagbei: de ratt; de. Ibgoi^t df co- 
; nikglL Cacherdlo. : . ' . . • ; 
Ca^bittaJ Lo.^tMto fiAfi.Ca^ceUa. fr, 
Ci^Uta. 9» m. Lq 'M^Sito^,Che^ 5puz2^Ua. 
.sjFT.roa; U pifi.isQ venter in sijgniiicato .di 
. FiuJMcd^io. FarfaAicckiuizQ,(x yerp. 
-. ^,Sacc€tmno^ Sacce»UiuiO.,Presontuo^ 
'. " sella* Airoganluccio* AffnO^aUellQ^ Mgr- 

dellone. Merdoso. (yjovixie. che Ci > il 

lUoaofinO) il letter uio^^ lo sputaaeQiiu») 

la sputa^eatenAe* .« . i . . , 
Cagik, Cagii^tA, ecc;^. /^. Caggia, Gag- 

giotty ect*. .; • ' \x) . • .< 
Cagna. OigTut'^-^Cagoa calda* Gdgna a 

C«Al^ .0« Ul^ IMlll^k - < 

Cagsa. Cagna^ e poet.</^ra* Dicesi di 

naona or^idele, iradiioroccia « ecc^ 
Cagna. l>«0tn..Fa la oagob. Far la trpma. 

' M^^asi «1 gk'c voa doqwii-cVlnui Cm la ogp«.» 
. . ( B*»' G^r. > 

Cagna. met* Cdrota, . Fiaba. • Fayola ^ 

Vend di cagn* Pianlaretuvte.K Balla. 
6igna. T. de^Car. Cane? Quelk> sti^ur 

■lento cbe serve per adatiare i ear- 
.1 cbioBi alle ruote^ cui TEnc* da il 
.••Dom^ di Diable o Baton, < 
fUkgniu T.de^Bott. Cifiiae. Stvumento per 

imboccare i cerehj suUe boUi. 
Cigna*.* T. da' Sell. * . . . . . StrumaiitO' 

di Ic^o cbe ba due guanpe col quale 



; 'il sellafov fieD%tolo^\p^ lotvpiifetini 
>. paif^beltif stt^ingeii oubjo cbe'vuol 
cucire. £ .obiaaiiitoii>^ee'dalP£iic# e 
,{.JIfatiia Bfii;iVo6i venX^tJNimi.^ edk.«^^ 
Cagna. T. dei Kale|(wAvu v .^ > .S^ydi 
'\'AQa^wi\4(aiiianliid). laM«ui;«|MMiti aati^^ 
4 ..iGvfM^i^CavmUet^mA^mMgi^Guftn' 

Cagnk: N4seliar»fr^ Tavella. ;. .^ ; 
C^a.,,,^ . .Miln> ateune parti . del i-MiJa-i 
>i>ne3e»i .«atna.>a«Pjo)taUo ^ /ou a* dice 

• jiobe/ .cbiaipino -cosl* ii«a««:paritiooli<re 

• jftpdaiei /di. rastaellb a.^daqlit'di 'iaforo 
t>!asMi»<fittiy nnaMma ida^^^ii^i fdfNMi, 
ilia^^raltra'sptto tla o6ak^« fi|i aesoi*ran 
I. ius4*4per risnnaiaflsane i paglinbli del 
tMf^ana'-in>siiUf''aja. •< " ■.'..);> 
G&gaa'<.o Cegncttu. biCagiMjn)*. £b#la/tf. 
~ > Mi s^ assioura eke .i Xeccanai obiamlno 
> I ikwai quelle tnurilrae ob& farmana ^MWie 

• il coUalO'.deUo atiafo idelle barcbe. 'In 
. 'geoave Ct^gnavaHeGo^ftold^ in ispel^ie 

'Piemii^oUfk'iX fotdo <di: tulla U ao- 

stola; cbd{i<ff«Ui>dai lati - dicolMsi ^- 

gnceu^ e Cagnon .ae con ore^obiot 

uuioanta dal.bot-do. . . .1 

Cagna. T. .di Tint. TorGHojo. Ordiguo 

col quale si apfemooo di su.le cal- 

.dnjd le.robe tinte aelle medesime. '^ 

Cagna,.. «... Il rafitrellare con.quella 

« . specia- pdrlicokre di rastrello cbe 

yiene denoiuinato Ckigna; A^« ' 
Oagnada. La sU^sa Che CagnaX'ia* F* 
Cagoai d- Caniie. Letto caitivo. f^* Balin. 
• ' « JniOMBUi <1« don leoo . ... 

. .(B*l. Bud.). , 
Cagnaria. Chiappata. Bagaitelku Corbel^ 

leria. Cosa da luUla-r- CagiamuUiw • 
Cagnazz. Cagnaccio, Conaecio* 
Cagn^tta. Cagnina. Cagnmola. Cagnolinam 
Cagnelta calda. iig. Cagna a caneh 
.Si «uaa ancbe in quakbe altro sanso 
. Iigura|4>. • 
Cagnetta. T^' .de?Te8ait; Qigna^ Dente 

cbe impedisce al subbiello del tela jo 
' <di smuovcrsi da sk* * 

Cagnetlera. .CanUc, U cotile de"* cani. 
Gagniana. Ad. <ii ToSS., ^4 ^ ; « 

Cagnitaa* Crufleoiia leonina* Cmdcltd^ 
Cagnoeu. Cagnuok). Cagnolino.' > 

No ave.na fiisu.n^ oagnieti* r*. Yifitik* 

' Vess .come sttn llpccb e el s6 ca- 

gnoeu. y> in Aoccb. . 



CAI ( i 

^^tffnOB^ Mahaxheltoi Qael (errom «ui 
eutra il ^Itscendif (o/ca;?^) « Taeca- 
vaicia per serrar T uscio. • > 

CagnoDii* Cbsiolfi^J^. in Ciigna (de barch). 

Cbgnoeu* fig. CrudeloUo, ' • ' 

Cagneeil <» QagoolinL ... .Nell^ Cave 4i'Vi- 

> gano si chiiimano con questo Home i 
fessi trasversali naturalineirareaM^a, 
purch^ sianb nelFalleesa del fiifiire*' 

CagnolkU' . . V ^ . w In oampagna «o«io 

' alcuni bivj- o Xrlv] o •quadrivj^di val- 
le o di'.boMO dove se Toi ^vveiilu- 

« rate ua> passo- di 'nottc,- vi dapno 
trfi'piedi certi baturolotti, come chi 

•' dieease penneoohi di >sCoppa» \ queli 
bra ' diventano piceini piccini ed ora 
si fanao grandi grandi e mandano 

. ceatinui giiaiti caniui {b^p bhp). Ouardl 

• il cielo a toccarli! ne avreste graffia- 
lure e morsi io malr dato: i cagnoiiU 
vanno rispetuti. Ecco una delle tante 
frotto)e che hannb spaccio tuUaTia 

- nel 1 838 in que^iuogiii dove i fuFbi 

- vogliono frodare i semplici. 
Caga6n. Cagnaccio. 

Cagnon. Baco, y, ancke in Gat liana. 
And^ in cagnon. Baeare, 
Ris in nagnon. K. Kis. 
Cagn^ («<2 oTicAe Gainol^n). . . . NelPAlta 
Milanese si cbiama cosipiu partico* 
larmente ia larva di quelle scarabeo 
rodivit« cbe nominiamo Carugola, V, 
Cagndn {che <mche dicesi Can e Cagnoeu). 

• Tonohio, Gorgoglio* Gorgoglione, 
Cagn6n. ..... Specie di malattia del 

gelso per la quale impiaga e rovhia. 
Cagndn. Cbstola, V, in C&gna(de barcou). 
Cagtt6n. fig. Crudelaecio. 
Cagn6nna»fig. Crudelaecia, 
Cagnorin. OagnoUnot 
CagfSn. Merdellene, 

Cagdn. Oaeainbnacke. Cacaeciamo. yigliao- 
' CO. Pttsilitmimek Poltr&ne. Da paeo. 

Pauroso. Ancbe gli Spagnuoli dicono 

Cagon in pari signiiicato^ 
Cfg^DCU VigiiaccM, 
Cagonscell. Dim, di Cag6n che si usa tra 

per ifczw e tra per rabbia coi bimbi, 
Cajenal, Cajenln, Caj^nna, ecc. dieono i 

eont deWMto Milanese per Cadev^l, 

Cadenin, Cad^nna, ecc. 
Caljn. Guajo. Gualto, Gagnolto, 

¥k caijn caijn. Guaire. II gagnolar 

del cane. Alle oreechie d^ua nos^o 



84) GAL 

poelia queJMo Oaijn. dei eaini d^ogni 
parte del mondo siiond diia nitef 
Caijn. Crudele, Ckuw. 
Galfn. lo sVtsso che ftafabln* K 

FtecciA de'Ctfijn. F. in F^ceift. 
Cajroeu {che-neW Alio MU.diamoCmtiasay 
' Tarma. THuHo* Dal btino Caries. 

knAk d cajroeu^ J^UaHai^, Terlate, 
'J ' Mv«r kk) eaj nosu. TkHHtar^. Tario, 
Cajroeii. Pols^re dei cacia ( cost il io- 
tibmi netla saa Memdrin intbiioo ai 
pdlUcelli delk re^ha'iielle opere del 
Redi). Turlalura del eacto, |inDdotta 
da quel bacheroztf^ che gU eodo- 
mologi chiamand JtearUs ''siro il qaal<l 
ei genera tN41«f cir<MtA del oacib e ro- 
dendolo lo ridtt^e In pi»W«ve\ Sudi- 
ciume » putresoenta , fermeatazieQe 
danno origine a • tale difetlo* 
Cajrccu. T. Forinlga(Maa de la). 
Cajrol^a. Tarlato. Iniarlaio, 
GaSfass, sciocco scherzo pdr C$ittb, 
Cji {eke pronuneiamo come se fosse seriUo 
Call). Calo, Scemamento « dimintMflbhe. 

f^ el cal' o CaU Dieonio 

i fornaciaj quando veggono aiidarsi 
abbaseando nella foraace 1* • -masaa 
• de*inateriali pestivi a cu<>cere^ il char 
e segno di cottura eondotta a-temnihc. 
dil. Calo, SCarsitA, Mancatita di valseihite 
o di peso in uaa moneta paragonata- 
mente aUa bonta legale. PaiFrancesi 
dicesi £charsetS, • . . 

Cal^. neut. Cal€tre. Se^nare, Mancare% 
Gala el pu. Manear il perbo prin-' 
cipale (M6no9. a 8a) o ii meglio* 
Calk i ari. f^, in Ari. • - ' - 
Cali in man. ^. m M&n, 
Cala la terra sott ai pee.* F. T^rra. 
CaU on ctt o pocch. Essere a vn- 
eapelh o a unjilo, Manear poeo^ 

Lassass cal& nagotta. Slare in sui 
grasso. Far buona pasciona, Tencr 
bttOna tavola. Non la guardare a spese 
per viver bene e agiatainentc. 
Toma a calii. Hicalare* 
Cal4. neut. Rinviliare, Scendere, Scemaro 
di jftrexzo , e anche assolutamente See- 
mare e Colore. Per es. El vin el calla. 
vino scema o vero scema di preno* 
V^ inscl calaa el ferment. // grana 
ha scemato di motto. 
CalBk att. Tarare. Ridurre a mcno o al 
giusto il prexzQ che altri oi ricbiedo 



CAL (i 

per alciina con e che ^ o ci pare so- 
Terchu). Per es. Gali pocch, Irenta . 
lira. Tain lire trenta. 

Gala poccht Ironicamente 

se un mi chiede aei soldi di chec- 
chessia e io dico Call pocch^ on sold^ 
io coll* ambiguita di quel mio pocch 
lascio credere che diffalchi dal prezzo 
un soldo, mentre ne diffalco cinque 
ed offero uno. V^e un Poco meno 
neir opera del Monig. intit. la f^edova 
II, a I che letto in fonte riesce, se 
non erro, il Tero corrispondente del 
nostro Call pocch* 

Cala (parlandosi di tele o di panni).iffi>ii- 
inure. Per es. La tila in del sbiancalla 
la calla; El pann a levagh el luster 
el calla. La tela rientra alia cura; II 
panno rientra se Io deUisiri, 

Cala. F. Fa d cal in Gal. 

Cal^ (parlandosi di vento). Cessare. Cal- 
marsi, Sedarsi, 

Cal4 (pari, del sole e della luna). Ca- 
lare> V* in Galada. In del cal4 de la 
lunna. A luna scema. 

Calk. Scadere. Essere scarsa, Non avere 
la moneta il suo giusto peso. 

CaUa. Calato. Scemato. Mancato, 

Galaa. s. m. pi. . . . . . Quelle rastrc- 

mature di maglie che si fanno nelle 
calze per adattarle convenientemenle 
alia forma delle gambe. t il contrario 
di Cressuu* In qualche libro ho letto 
i Call in tale significato. 

Galabragh. Calabrache{^iosc* e poet. pis.). 
Giug4 a calabragh. Giocare a cala- 
hracfie. Specie di giuoco che si fa 
coUe carte da tressetti in piu perso- 
ne. Messe in tavola quattro carte del 
mazzo, c distribuite le restanti ai 
giocatori, ciascuno piglia dal tavoli- 
no quelle carte a cui ne ha di simili, 
come chi ha un setle piglia il sette 
se k in tavola, o un cinque e un 
due se vi siano, -e in fin del giuoco 
si contano le carte che ciascuno ha 
in mano, e chi piu n'*ha, quello rie- 
sce vincitore. Questo giuoco e quello 
che i Francesi dicono volgarmentc 
Jouer a curbas -— Appartiene a quest a 
specie di giuoco quelPaltro che si fa 
colle cai*te da tarocchi , e che fra noi 
viene dctto della Btdbcca\ e vi ha 
affinita anche la BrUcola* f% 
#^o/. /. 



85 ) CAL 

Galabresilla. CAlabresella(hXb. enc. che 
la d& per voce quasi romanesca). Sp. 
di giuoco di tressetti che si fa in tre. 

Galada II passo che si fa nella 

. neve caduta di fresco. I Lucchesi , pCr 
quanto mi si assicura Ja dicono Spalata. 
Fk la calada. Fare la spalata{*\ucoh.), 
Spalare la neve per farsi la via — 
Far la pesta nella neve^ cioe Galcarla 
appena caduta passandovi primi , co- 
sicchd assodata regga al passaggio 
d'^altre persone. 

Fk la calada. fig. Fare il passo. Apnr 
la via. Far la strada. Stradare. Quello 
die i Frt dicono Frayer le chemin. 

• rii« faa Id J« cidadft 

• Sol boa sentM, nw ti t*«« toIim ^trndft. » 
(Bal.Figl. prod.) 

Galada. Scaio. Via per giugnere al piano 
dell'^argine d^un fiurae — Ga/nla. U 
pendlo per arrivar all'acqua. 

GaUda(del sd). // calar de^raggi del sole. 

« Qoando T«d« il paitor cabre i raggi 
p Del graa pUncta » ( Fctr.) 

Galam. T. de* Droghieri. Erba cannella, 
Acoro oero, Calamo arxfmatico o odo- 
rato. Pianta esotica, detta Acorus ca- 
lamus dai hot., che ha foglie e radice 
di sapore aromatico. 

Galamjmdria. Durante* Nome di una sp. di 

panno lano lustrato da una parte come 

il raso , dctto Catmande anche dai Fr. 

Galamandria a hrocchMt. DUranlt 

brocc^'to? Durante a fiorellini. 

Galamandria fiorada. Durante duh 
mascato. Durante a fiorami. 

Galamandria giardinada. Durante M 
opera? Durante screziato. 

Galamb6r. . . . Sp. d*enimma fatto con 
due o piu vocaboli. Dal fr. Calemboarg. 

Galamit&. Calamitare. Stropicciare un 
fenro sulla calamita per magnctizzar- 
lo , o Far passare la calamita sur un 
rorpo. Gli orefici per es. calamitano 
la mondiglia o spazzatura che si dica 
prima di darla ai mulini per estrarne 
Toro, e cid a line di rinettarla ddle 
parti ferrigne onde per solito e piena. 

Galamit^a. Calamitato. Part, da Galami- 
tare. 

Galamitta. Calamita , e dotlrin. Magndtc 
— Ve anche la Calamita bianca(TsLrg. 
Viag. II, 36c)) che e una specie d'ar- 
gilla con vene marziali. 

^4 



_( 



CAL ( 1 

Calamitta. Bussola, Qaella scatola che ha 
in se Pago declinatorio. TQeii-s& tavo- 
letta 9 calamitta e nivdll. Premier seco 
tttvola pretoriana^ hussola e livello. 

Calancii. Calaned, Calancdr. Calencdr, 
Sp. di tela slampala a fiorami e figure. 

Cal^dra. Allodola cappelluta: Cappel- 
laccia, Uccello nolo che e V Alauda 
cristata degli ornit. Notisi che la Ca- 
landra del dizioharj k un tutraltro 

• uccello che la nostra Calandra^ cioe 
a dire ch* essa e quello che not chia- 
miamo Re de loder o Loderon, 

CaUnt. Scarsa. Addiettivo di moneta 
• che non sia di giusto peso. 
Calaster. s. m. pi. Sedili, Que* cavalletti 
Stt cut posano le botti. II Diz. Zan. 
registra ahche le Calastre. 

Men in calaster. T. de*Murat., Scar- 

• pellini, ecc Mettere a gia- 

cere colonne o lastre di pietra o di 
marmo su due travicelli o su due 
fascetti di viminio simili, equilibrali 
per raodo che i pcsi eslremi che avan- 

. sano per di qua e per di lA dai due 
travicelli corrispondano al medio 9 af- 
finche il marmo o la pietra non s^ab- 
biano a speziare nel meiio. 

Calaster. s. m. pi Ne* torcolari 

da vino sono que^travicelli che s'^usano 
per ajuto di preisione di mano in mano 
che le vinacce scemano di volume. 

Calattrla. v. cont. Carestia, V, Carestia. 

Calastrltt Piccioli sedili da botti. 

XZftlca.* Odea. Folia. Frotta, FroUo> Fu- 
ria, Popolo* Pressa. Turba. Torma. 

Galea. Calcare. Premere, Jggrai^are. 
Caica la pcnna. p^. in Penna. 
Calcaghela-su. fig. Carotare, Pianr 

. tare una caro'ta, P", in Petta. 

Calcaa. Calcaio. Fitto. Rislreito -— Oh 
r k calcaa 9 El gh** ha di ann calcaa. 
E* non e come V uovo fresco ne d'oggi, 
ni di jeri, £ dicesi di persona in suU 
Teta. 11 lat. Quern dereliguit juvenililas 
»* Pari, di donne f^. in Polanchelta. 

Calc&da . Calcatura, CalcamenU)*Premitura, 
Calcada de penna. jicciaccatura. 

Galcadinna. Calcatella(Csiro Sirttcc. 9 III, 
i). Leggier calcatura. 

Calcagn. Cedcagno^ e al pi. 1 Calcagni o 
le Calcagna'-^Le calcagne disse Dante 
per la rima — La parte dcretana del 
pic cui h sostegao Tosso detlo Tallone. 



86 ) CAL 

Andk attomo cont i calcagn. ^is- 
dare in caicagnini? Camminare ap— 
poggiandosi tutto sulle calcagna , il 
che ^ difetto . rimproverato spesso 
dalle madri ai fanciulli. 

Andk Tamor, el mangi49 e sim, finna 
in fond di calcagn. F', in F6nd. 

And& la voeuja in di calcagn. Useire 
il ruzzo o la voglia y. in Voeiija. 

Setlass 8ui calcagn. AccoccolarsL 
Stare o Essere coccoloni o coccolonc 
o a sedere sidle calcagna, 

Tirk-su el fiaa del fond di calcagn. 
y. in Fiia. 
Calcagn. Calcagno, Calcagnetto. Calca^ 
gnino, Quella parte di una Scarpa che 
corrisponde al tallone del piede. Og- 
gid) questa parte ^ da noi detta piik 
comunemente Taldn cosi per le scarpe 
da uomo come per quelle da donna. 
Allorch^ erano di mod a i calcagnini 
alti nelle scarpe da donna 9 la voce 
Calcagn era tra noi esclusiva per tali 
scarpe9 e chiamavamo Calcagnitt anche 
i pii\ gentili fra questi oggi detti Talon, 

Alt de calcagn Dicesi di 

Scarpa con calcagno alto. 

Bass de calcagn Dicesi di 

Scarpa con calcagno basso. 
Calcagn. CalcagnoiV. Alb. enc. in Calzti), 
Dicesi nelle calze e ne' peduli quella 
parte che deve coprire il calcagno 
del piede — Mett i contraffort ai caln 
cagn. Fortez%are le calcagna, 
Calcagnatt. . • . Lavorator di calcagnini « 
chi fa tacchi da scarpe 9 zoccoli , ecc. 

Calcagnin Calcagno di zoccolo. 

Calcagnin. Ad, di Nas. y. 

Calcatr^ppola Ignoro quale 

oggetto rapprosenti da vero questo 
nome, se pure, atteso il latino Oe/i- 
tumcapita^ non vogliam credere che 
abbia afiinita coUa Calcatreppola o col 
Calcatreppolo dei dizionarj 9 abbench^ 
ne funghi n^ eringii credo siansi mat 
veduti nel luogo ove pone la calcatrap* 
pola quel nostro volgare che dice: 
Sul campanin de sanOEustorg 

Ghe sta ona calcatrappola 

Con cent trii calcatrappolitt ; 

Calca pussce la calcatrappola 

Che tutt i cent trii calcatrappolitt* . 
fe ccrlo pero che questo volgare s'usa 
spccialmente coTaaciulli per iscioglier 



CAL ( I 

loro la lingua inviundoli oome per 

giuoco a proifcrire sveltaroente questo 
. deUato in cui le inlrigate combine- 
. zioni sillabiche tra 'iii gli obbligano 
. a scioglier bene la lingua per tutte 

e prestameute pronunzlare .le voci. 
Calceddnia. f^, Galciddnia. 
Calch^a. Calca* Pigio. Folia, Dal greco 

xapKcupifi dice il yaron de Milan. 
Calcbera. v. delFA. M. Calcdra, Fomave 
' da calcina^ c dottr. Fomo calcinaiorio, 

Nel Basso Milanese dkciamo Fomas de 
\ colcinna. La voce latina Calcaria h 

quindi vegeta e viya, come altre yoci 

lattne moltissiraeySolo nei nostri monti* 
' Nelle Ticinanzc -di Pescale poco lungi 

> - da Lecco e iin casolare intitolato 
' Calchenn^ cio6 Fomacetta da calce. 

Galcheratt (che altri dicono Calcinatt o 

Colcin^tt) V. dell^A. M Padrone, 

Gonduttore o Lavoratore di calcara, 
Fomaciajo da calce. 

Calckin per Scarcasci^tt. V, 

Galcidonia. Calcedonio. Caicidonio, ■ Cal" 
oedomm. Gemma e Pietra note. 

Galcidonia. T. delle Arti Specie 

di biHiniCojo cbe ba la capoccbia di 
calcidonia — Quello de^cartaj k un* 
asta cilindrica nella cui cima e ina* 
stata una calcidonia o una simil pietra 
augnata, coUa quale bruniscono a 
freddo i loro lavori » le legature del 
libri^ eccw 

Galcinaroeii. V* Galciniroeili. 

Galciniitt per Galcberatl. V. 

Galcin&zz. Calcinaccio. Rottame di calce 
• secca gia stata in opera nelle mura- 

> glie 9 mista con frantumi di mattoni. 
GalciniiKz. Tartaro. Calcinaccio. Gbl si 

lascia fra^ denti quel pattume o quella 

polliglia che dicasi la quale vi s* in- 

. crosta dopo il mangiare, va col tempo 

soggetto a questa sp. di calcinaccio. 

Galcinazz. Calcinaccio(Diz, Zanob.). Spe- 

• cie di malattia negli uccelli. cbe d 

una costipaiione con rassodamenlo 

dello stereo* 

Galcin^z(Maa del). CalcinametUo, Il di- 

. ventar di gesso(*laxiv,). Malattia mor- 

tale . dei bacbi da seta , la qoale si 

riconosce a certo muffore biancbiocio 

cbe ne ricopre il corpo — 11 dottorc 

Agostino Ba&»i di Lodi la cbiama U 



87 ) CAL 

Galcin^tt per Galdlnazz( malattia degll 

uccelli e dei bacbi da seta). V, 
CalciniroBu {che altri dicono anche Cal- 
cinaroei]k» Varoeula o ^''cioppirosula ). 
SbuUettaiura* Quel getto cbe fanno 
gr intonacbi di calcina d"* Ckna porzion- 
cella di lor siiperficie per lo piii di 
figura tonda, simile al cappello o idla 
testa d^una bulletu o d'^un cbiodo. 
Galdnna (che il pop^lo dice piik pontu^ 
nemente Colcinna). Caicina. Calce* So- 
. stanza minerale notissima, detta cosi 
ancbe-«illora quando mescolata con 
acqua e rena si usa per murare. La 
calce mescolata con troppa rena di« 
cesi Calcina magra; qaella con m^n* 
CO rena cbe occorra Calcina grassa; 
quella non aftcora bagnata Calcina 
¥iva; bagnata cbe sra Calcina spenia; 
bianca e pastosa molto Calce slattaia 
o GrasseUo; la piu scelta e meglio 
spenta e lavorata Fior di calcina o 
Calcina co/aftt(Targ. Viag. IV, i5) 
cbe i Francesi dicono Lait de chaux. 
Galcinna forta o de Geradadda. 
Calcina farie ( Tbitg. Viag. I » 287 e 
passim). Rocda calcarea. 

Galcinna dolza. Calcina dolce(Tskrg.)p 
Busa o Foppa de la calcinna. Cal^ 
cinajo. 
Vk la calcinna. Intridere la calce* 
Sass de calcinna. K in Skas. 
Smorz4 la calcinna. ^tfgne/v /a Ca/ce* 
Toccb de calcinna tropp cott. Pezzi 
di calcina sferruzuUi, Quelli cbe co- 
cendo eccessiv.* assumono color ferri- 
gno come \ matton ferrigni(yarfai<./^.)« 
GalcoL Calcolo. 

Fa calcol sora on a cossa. Fare di* 

. segno o assegnamento sopra checches* 

sia. Pensar di valersene — -> Vale an- 

cbe Pormenle.Fate aitdnuone a chec* 

. chessia. Badate. Aver occhio. 

Tegni a calcol .Teller pre^ 

sente resibizioiie altfui per valersene 
a un bisogno. La frase Tenere a caU 
colo h s.piegata dili diz. in altro sig. 
GalcpL s. m. Cajcolo. UeneUa. 
Galcol. s- f. pi. V. .CUcor. 
Calcola. Bagionare (Prali della mercatura 
di F. Balducci PegoloUi nella Decima 
fidrentina. del Pagnini). Calcolare, Sott- 
aord el calcoli cent lii-a. Sotto sopra 
lo ragiono lo caUolo epnto iirn^ 



CAL (I 

CalcnUdMSr. Calcolatore^ 

CalcfSn. Stoppaccio. Stoppacciolo, Quella 
stoppa o carta o borra che si calca 
suUa carica posra ne* facili » nelle^ pi- 

' stole, ecc. per teneryeU ferma e in 
sesto. Ne^cflnnont, mortaj, ecc. si 
•diiama Boocone; e i Boccom si di- 

' strnguono in Slappacci^ ^UanCf e 
Bocconi di fieno, lecondo che sono 

* batufli di stoppa, di cordami rotti, o 

* dr fieno. Il Diz. d^art. li dice anche 
« Stoppaglly Sfilacce e Foraggi , senza 

per6 addurne autoritdi accettate. 

Calron Tappo da mortaletti. 

Oa1c6a. Jmmostaiojo, V, Foladdr. 

€dlcor(o C^lcol). CAico!e, Regoli appic- 

' cati con funicelle ai licci del petiine pel 

quale passa la tela » in sui quali il tes^ 

sitore tiene i piedi, e ora abbassando 

Tunc, ora alsando Taltro, apre • serra 

le fila della tela^ e Ibimane il panno. 

Calcor. Calcole, Diconst ancbe quelle 

del tclajo de^cakettaj, del toraio 

de^tomiaj, ecc* Le P^dales de* Franc. 

G^kora. T. de'Tesiil. Cdicola. V, CMcor. 

CalcoriU. Cakolini, Regoletti mobili ri- 

spondenti alle calcole. K CUcora. 
Cald {che il volgo e i contadini dicono 
piw volentieri Cold), s. in. Caldo. Col-* 
dezza, Caldura, Calore. 

Gala el cald. Allenare o Scemmre o 
Scadere o Allentarsi il addo, 

Cald e fredd. AltermUiva di ealdo 
efreddo. 

Fit on cald de no di. Essere ttn caldo 
stemperato , grande 9. ardente. 

Layora per ciappa cald. ^. in Lavor4. 
No fa n^ cald ne frecc. if, in Fricc. 
C^d. ag. Caido. 

A sangu cald, e Vess cald de sangu. 
F'* in Singu. 

Cald cald. Caldo caldo (Fag. Sordo 

Jatto sentirp€r/orza II, 8>. In fragrant i. 

Cald come • on fomo o come ona 

stua S^applica a luogo assai 

caldo. // jr fait chaud comme dans 
an /our dicono i Francesi. 
Csdd come on ratt. ^. in Rati. 
Tirji aria calda^ F» in Aria. 
Toeussela caldn. Pigliarsela{GntL'' 
dag. Poes. I, 76)* Biscaldarcisi* In- 
Jervorarsi, Binfocolannsi, ' 

Tueussela minga calda. Prendersela 
« sd qmUrmi il lHW>cio{*tQ8C e Rime 



88) CAL 

d'un mat J pk.). Pigliopsela a un qnai- 
irin la calata. Proceder lentamente , 
freddamente, da pigro, tranqiiiUarsela. 
CsXAkxkn9i,CaldaScarman(iiF. Scalmandzz. 
Caldanna. Jhia/to(Last. Op. Ill, 354). 
BaUuto? Quel suolo di cemenlo che 
si stende sull^ ultima impalcatura delle 
case per sempre piu assieurarle dai 
danni dell* acqna che mai penetrasse 
pel tetto. 6 quello che i Latini dice- 
vano Barifarica o Std^tegulanea. 
Gald^nna de fomo. i$>iia/to(Gior. Georg. 
XV ^ 377)* Cemento onde si rioopre 
la Tolta de^fomi. 
C^^nna. . . . Alcuni fomaciaj chiamano 
cosi quella terra onde coperchiano la 
cotta in sulla fine ; altri fanno questo 
nome sinonimo di Piana de fomas. V* 
Galdiir. s. m. Calda ja e ant. Caldajo, 
Noi per Calddr iniendiamo sempre 
Taso da rucina di rame ; i Toscani 
per Pentola intendono e questo nostro 
vaso e quel di terra che noi diciamo 
PignaUa, e Caldaja chiamano volen« 
tieri il grande caldajo di rame che 
noi diciamo Cotddra. 

Tenc come on cald4r. Nero quanta 
un canH)? 
Caldarlglia. v. a. sp. Caldano, Caidanino* 
Caldarm. Calderotto. Calderuola. Calda- 
Caldarinceu. Calderottino. (juola, 

Caldardn. Caldajone, Calderone, 

Mett in del caldaron o Melt tutt- 

coss in del caldaron. Fare un cumbn^ 

gliumeCarei, Vocab. arct.). Fare d'ogni 

erba fascio. Mettere tutto in uno. Fare 

strada d'ogni prato, Mescolare, coa- 

fondere molte e diverse cose iosieroe. 

Calda r6n. met. MiscugUo* Guauabuglio* 

Caldera, ecc, V. Cold^ra* eec. 

Galderdn. V. Caldar6n. 

Galdln. s. m. Calduccio^ Caldo modei*ato. 

Caldln. ag. Caldetto, Calduccio* 

CaldineU. s. m. Caldicciualo, Calduccio. 

Caldon. Caldaccio. Jfaccia. Gran caldunu 

Caldura. Caldura* Gran caldo* Galore di 

stagione, San Lorenz la gran caldura 9 

son Vincent la gran freggiura , vunna 

e Toltra pocch la dura. F'. Vincenz. 

Cal^nd. Calende, Caiendi* Calin. Capo- 

mese. Il primo giorno del mese. La 

voce Calend ^ affatto sconosciuta in 

cilta ; ma in campagua, e specialmente 

nell^Alto Milanese » e tuttora vivissima* 



CAL ( I 

Per es. i eont. ivi dicono A calend 
o caren d^mAgg vegnaroo a trovav. 
f^errb a vedervi a calen di maggio 
o il calen di maggio o alle calendi o 
alle calende di maggio^ Per calen di 
maggio $arb a vedervi. 

Caleiid^ri. Calendario, Direltorio. Diario 
ecdesiastico. Fra noi piu comune- 
inente si usa ii> significato di Disuti- 
laccio^ Cero, detto pero sempre a pei> 
Bona grandeyspilimgonay fuserngnola. 
Stii-li in pee drixz come on calen- 
dar!. Slarsi impalato come un cero. 

El podeya pur tiramm fcsara di 
oeucc quell calendari. E^ poteva pur 

' levarmi dinanxi quel cero* 

Calepin. Calepino. 

Caless. Calesso. Voce poco usata e fra 
i soli TCtturali o nella frase 

No yessegh calessi de ntorno(Porta 
Rime inedite). Non trovar cavalii di 
n'tomo (Monig. Teseo I, 5). Non po- 
tersi retrocedere da alcun luogo. 

Caliber. T. de^Calsettaj Stru- 

mento che fra noi aggiugne a circa 
otto centimetri , e per mez»> del qua- 
le si viene in conoscenza del numero 
a cui appartiene qualunque telajo da 
far calze , cio^ a dire di quale finezr 
za esso le layori. 

Caliber di tondin. T. di Zecca« 

Quel modello che serve a riconoscere 
la giustezza del diametro dei piastrini 
(tondin) da coniarsi monete. 

>Calicc. ▼. ant. delP A. M. Casale. Casor- 
lino. Casalone, Casalonaccio ( Targ. 
Viag. in, ap, VI, 39). Casetta rovi- 
nata e disabitata che sorga ne'^boschi,' 
o ne^prati,o ne^Tigneti monlanini o 
colligiani a tenerri luogo di capanno . 
per rifugio momentaneo ai contadini. 
Nelle nostre scritture lacine de^bassi 
tempi leggesi spesso la voce CaUgium 
che rappresenta questo Calicc fratello 
forse ditl Chalet delle Alpi , e affine 
al latino ParieUnm, 

Collect Specie di tela di colone 

finiaaima vergata e colorata in pid 
guise, che forse ci venne le prime v^te 
di Calicut, detta anche dai Francesi 
Calicb, II Gior. agr. IX, 5 serive Caiicot 

Calictktt. Calicut, Nome di citta asiatica 
usato fra noi per esagerazione nei 

' dettfttt seguenli: 



89 ) CAL 

And4 o Manda in Calieutt {che an^ 
die diciamo finna gi6 a ca de Dia o 
linn a a ca del dia vol ). Jndare o Mtn- 
dare in Jinibus terre (Sacch. Nov. a 1 7) 
o in Orinci o in Chieradadda o in 
Chiarenna o nelle France maremme^ 
cio^ in luogo lontanissimo. 

C^lid. CaUdo. V. Calor^nt. 

Galim6n o Calm6n. Palio. In alcune 
parti dell^Alto Milanese, e special- 
mente a Merate, vale quello che noi 
in citti diciamo Pirlo o £^iWo(pal^). 
V. ^- La voce ha fisonomia greca, se 
pur non si vuol dire veneziana (co/- 
mon per bastardone nesto). 

Calissoar. T. d'Or. Allargatojo, Brocca/o, 
Ve n* ha di grandi , mezzahi e piccini. 

Caliss6n. Colascione, Specie di liuto a 
due sole corde e collo lungo, uscito 
d'uso fra noi, e solo riyivente in oc- 
casione di mascherate pulcinellesche. 

CalissiSn . Ossaccia senza polpe.p^.CBloss6n, 

CMiz. Calice» 

Pe o Pedestall. Pianta » Botton. 
Noilo n Culett o Foeuja o Coppin. 
CoppetHno «» Coppa o Vas o Tftzza. 
f^asetto. Coppa. 

C411. Calo. V. in Cal. 

Gall. Cdllo. Vegni si!i d call. Incallire* 
Divenir calloso, 

Fagh dent el call. fig. Incallire, 
Farci U callo, 

Calm^e o Calmer o Calm^ri. Tariffa, 

Determinazion di prezzo o sim. f^.Metta. 

Fa-*sil tant calmeri su ona robba. 

Ventilar eccessiyamente 

checchessia o fame gran casi. 

Calmdn. F. Calim6n. 

Calmillcch. Cnlmouck* Ptlone* Panno lano 
di pelo lungo ^ specie di- carplta ma 
fine, e forse una sola cosa coU^an- 
tico Cammjuccd. 

C<ddnegh. v. cont. br. Calbnaco. Idio* 
tisma comnne ai Veneziani , ai contar 
dini di Toscanae a queMell'^Alto Mi- 
lanese in luogo di Canonico* 

Caldr* Risealdamenio. Sudamini, Prwua. 
Jfibollimento. VJibuUitidn deTrancesi. 
Chiamansi cosl in comj^esso quelle 
bollicine minute e rosse che vengono 
in pelle per troppo calore. ^. anehe 
Espulsidn. 

Galor straportaa. . . . Biscaldamento 
ribattuto dalla cute ad aleun viscere* 



GAM 



(190) 



GAM 



Casein calor. Biscaldare. Essere ca- 
loroso o calido. Indurre caido. 
* Parlacon calor. Parlor con adorer 
con veemenza^ con fervore. 

Caloric Gran riboUimento* 

CaLorent. Biscaldante, Caioroso. 

Calorett o Gaiorin. Caloruccio. 

Cal6ss. Calbcero, Nome proprio. 

Calosson e Calissdn. Ossaccia senza polpe* 
Si dice per iscbemo a persona so- 
verchiamenie magra. 

Cal6tta Nome proprio del 

celebre pittor delle TenUzioni di 
sanf Anton 10 usato nelJa frase 

Figui:a del Calotta. Figura da cent-' 
hall* Figuraccia, 

Cal6tta Sp. di berrettino 

simile al cupolino de^ preti ((eo/ogia) 
con quesla diversita che dove quello 
ricopre la sola chierica 9 la caloUa ri- 
copre tutta la zucca, ed e fatta a vol- 

. ta poco elevata dal centro — Dicesi 
anche di quel cupolino di carta su« 

. gante cbe mettesi sotto la parrucca. 

Cal6tta. CaloUa. Negli orologi da tasca 

. ^'quella specie di cappelletto che 
serve di custodia al movimento.. 

Galotdnna. Dim, di.Cz\6ii^(berreUino), V, 

Calunia. Calunma^ e ant. Calogna. 

Calunia. Calunniare^ e ant. Calognare o 

. Accalognare. . {tore, 

Caluniad6r. Calunruatore , e ant. Calogna^ 

CalCisgen. v, cont, brianz, per Carisna. p\ 

Calyari. ... Si dice di persona smunta, 

. malescia, disparuta, impolminata. 

Calz. Calcio, Pie di lancia, facile »ecc. 

Galz&. y. Colza. 

Calz^ alt. Imporla tropp' alto, 

Cah4a. Calzato. Vess on asen- calzaa e 
yestii. /^. in Asen. 

Galzador; T* de^Calz* Calzatoja, Anche 
gli Spagnuoli dicono Cal^ador, 

Calzitta, Galzelt&scia^eco. y, Colz^lta, ecc* 

Calzett^e. Calzettajo, Calzajuolo. 

Calzettera. Calzettaja, 

GalzoUr. Calzolajo. 

Calzolarin. Cnlzolajuccio (Zan. JRag, vana 
I» i). CalzolareUo, 

Galzolarinna. Fern, di Calzolarin. y. 

Calzolaron Calzolajo che fa di 

molto lavoro neirarte sua. 

Calzon, ecc, y, Colz6n, ecc. 

Calzonitt. Calzoncini (Fort. Rio. XXI , 9). 

Camalju Jd, di Per. y* * 



Carnal) n. Cammeo, Onice, Onichino, Ni^ 
cheito, Niccolino, 

Camamella. Camomilla. Camamilla. Erba 
nota che e la Matricaria camomillaL, 

Ciimara Nel contado e in 

Brianza ha il senso esclusivo di Car 
mera da lelio^ Stanza da letio* 

Camarada. s. m. Camerata. Compagno — - 
Fra i contadini, e specialmente fra 
i Brianzuoli, el Camarada vale piu 
particolarroente per Paraninfo, Amanti 
e fidanzali non usano que** contadini 
andar a visitare da soli Tamante o la 
fidanzata: essi debbono aver seco ii 
paraninfo. 

Camarkda. s. f. Cameraia di collegi e sim. 

Camarascia. Cameraccia, 

Camarer, ecc. y. Camerer^ ecc 

Camarerin. Camerierino, 

Camaretla. CamereUa. Camerella. Came^ 
ruzza. Stanzetia, Sianzuccia* Sianzolino; 
e schei*z. Stanzkbolo. 

Fa camaYeitsi, Far crocckio. Far sedu^ 
£a (e per lo pid ristretta e segreta)^ 
ed anche Tener consiglio o consulta, 

Camaretla. Fascina; e propriamente fa- 
scina composla di legne un po"* gros- 
selte e confortate da una stiappa. 

Camarln. Camerino, Slanzino — Secondo 
usi diversi hanno diversi nomi: cosl 
il cameiino dagli agiamenti e detto 
Camerino o CamereUa; quello da spo- 
gVisivyisi Spogliatojo ; quello da Javo- 
rarvi di penna ScHUojo o Studio; 
quello presso le guardie da depositary i 
gli arrestati Camerino ; quello da raiza 
di colombi AppajaU>jo ; quello da in- 
grassar uccelli Serbatojo ; quello da 
aerbar le frutte FruUajo; quello da 
seccarle Seccatojo; quello da naye in 
genere per dormirvi gli uffiziali Ca- 
panna; il consimile nelle navi d^alto 
bordo Hondo; il simile nelle golere 
a uso deli*aguzzino Escandola; ecc. 

Camarin del barcbett. Coperiino* 
Quella stanznccia nelle barche cor- 
riere nella quale i viaggiatori sono al 
copertddall^aria e dalle piogge. E una 
sp. di felze delle gondole veneziane. 
Camarin d''estaa chiamano alcuni 
quello che propriamente dicesi piii co* 
munemente Casera del latt. y, 

Camarin d^inverna dicono alcuni guel- 
io die piu com* si nomina Gasiroeulau ^* 



CAM ( 19 

Camarin di aghett scken. per Ck- 
mer (cesso), K, 
Camarinell. Sianzinuccio, Slanzerella, 
CainanSn, Camar6iina e Gainar6u* Ca-- 
merone. Stanxone, 

Anda o Mett in camarott. Andare, o 

Mandare in earner accia. V. in Pres<Sii. 

Camatta. T. di Port. mil. CasamaUd. 

Camatta. Stamberga, Casalonaccio, Ca-^ 

sacda. Edificio o stanza ridotla in 

• pessimo stato si che appena vi si 
possa abitare. 

Camatta. Stanza doi^ ^ si pub giocardi 
spadone. Stanza assai vasta, e spoglia 
d^ogni roassenzia. 

Ctober. s. f. pi Que^feiTi 

che collegano le cosce(vergen) d'uno 
strettojo da olio o da vino col letto 
(dormion). I/', C^mbra, Cambr^tta, ecc. 

Gambi. Cambio, Scambiamento. Scambio, 

C&mbi. T. mere. Cambio, 

Segonda de cambi. f^ in Segdnd. 

Ciunbi. T. de'Carroz. Passif? Facolti di 

• passaggio contemporaneo in una me* 
desima sezione di strada a due o piik 
vetture moventi a mete inverse. Gh^^ 
minga el cambi. M^ non v^b il passo 
per piu ifetture, 

C4mbi (cfte anche dicono com. SuppUnt)- 

Chi libera altrui dal servire 

soldato, roililando in suo luogo. 

Cambi Risohizione eifettiva 

d^una specie maggiore di moneta 
nelle sue specie minori. 

Gambit {preso assolutamente^ e cosl an- 
che Baratta). Cambiare (GeHi Sporta 
II » a). Risolvere » col danaro efiettivo, 

' in ispecie minori una specie maggiore 
di moneta. Per cs. Gh'*hoo cambiaa 
on scud in tanti soldon. Gli ho dali 
tanti soldi per uno scudo. Gh' hoo 
minga de cambia. Non ho spiccioli per 
dnnn resto. Noi non nsiamo comun. 
Cambia per Cangiare , ma si Muda. y. 

Cambial. Cambiale. LeUera di cambio. 
Tra ona cambial. Trarre lettera di 
cambio(^af, Borgh. Am, fur. Ill, 3). 
Assegnare un pagamcnto a pro d^al- 
cuno per mezzo di lettera di cambio 
scritta sur un nustro debitore. 

Cambialetta Lettera di cambio 

per poco valsente* 

Cambiament. Cambiamento. Cambiament 
de scenna. F* in Scqiua. | 



I) CAM 

Cambia valiitt. ) Cambiator di monete* 11 

Cambista. ( Cambista dei diz. equi- 
vale al nostro Banch^r. f^. 

Cambra. Camera, Ferramento di forma 
quadra o tonda , e talora inginocchia- 
to 9 che si mette neMavori a saldezi- 
za 9 a ritegoo , a guida di alcuna loro 
parte ; e secondo scopo dicesi Camera 
di ritegno^ di rispetto^ di mint^ ecc. 
Per es. Cambra de Parbiuell di barch. 
Camera, Scassa, 

Cambra i oeuv. y, in (Euv. 

Cambraj6n. Cambraja^ e forse Taiitico 
Cambragio. Tela nota. 

Cambraj6n(Mag. Fal. fiL I, a8) 

La cambraja grossa. 

Cambrajee* Venditor di eambraja, 

Cambretta. Camerina(D\z, art.). Vim. di 
C&mbra. V, 

Cambretta. Staffa, Stanga, Spranghetta, 
Ferro confitto nelle imposte dell'uscio 
per reggere il saliscendo^a/za;;^). 

Cambri. C;am^H(Lamb. Lett. P' a6). Sp, di 
tela di cotone rada come velo, e meno 
fine e men fitta della garza , usata il 
piii per fodera a^cappellini donneschi. 

CambnSn. Camerone{l)lz* art.). Acer, di 
Caonbra. V. 

Cambr6ssen ) ^ , , , ,, 

Cambrtslen I P"" Cabrissol. T. 

Cam^l. Cammelio. Le cose pertinenli a 
qi^sto Camelus bactrianushin, diconsi 
Ctimmelline, Noi spessa confondiamo il 
Dromedario sotto il nome di Cornell, 

Camell o Camellia. CamdUa (Targ. Toz; 
in Camellia japonica), Pianta e fiora 
venuti cost di moda fra noi oggidl 
che anche il volgo li conosce e al suo 
solito li stroppia in Carnal, 11 Cossa 
(Com. p. aa) ha Camellia. 

Cameldtt. Cammellotto (Gior, Geor. X« 
a85). CiambelloUo, Cambeilotto. Cam-- 
mellino, Tessuto di pel di capra d^An* 
gora notissimo. 

Camelott moellaa. Brussellino? Ciam" 
beUotto ondato? 

Camelott. Occhio di bue(j9Xg, 1st.). Lett' 
cantemo, Erba ch'*e una spezie di 
camamilla detta dai Pavesi Margaritin 

. blanch o Fior grand ^ e dai Lodigiani 
Margarita. 

Cameloltln. T. mere. Camojardo, Sto^ 
fetta mista di pelo e seta, fatla a fog- 
gia di ciambellotlo. 



CAM (i 

Gam^o. Cammeo, Pietra dura coa figure 
luUgliateTi soprayincastrata in anelliyec. 

Cbner. jigio, Cesso, Privato, Cacatajo. 
Agiamenio, Luogo comune. Destro, La* 
ierina, Comodita. Necessario. duae- 
retta. Zarnbra. Culattaro, CulaUario, 
CameroUo da destro, 
Cauaa. Gola » CanoD. Doccioni » 

. Scistema. J?oi£ERO. Pozxo nero ss Tajee. 

. Cariello. Carello t^ Inglesa.... «» Assa.... 
Andk al earner. Andare a camera^ 
a sella ^ a zarnbra^ alia cameretta* 

C&fiier. met. Cessame* Parol a di schernoy 
e denota qualita di cose o di persone 

. di pooo pregio, luride, brutte. 

C^era. V, Ctoara. La voce Camera per 
Istanza €* k fuggita di citta lasciandoci 
solo memoria di se nelie sue curii- 
giane la Cadrega de camera e la Fe- 

. sta de camera, V* Isolata sentesi nel 
sig- di Mercanzia , o sia come diciamo 
Camera di commercio. Porta in came- 
ra i cambial. Proteslare le cambiali. 

Gameral. Camerale» 

Camerer. Cameriere. Servitor di camera, 

. ant. Cubiculario. Cubicolario — Anclie 
i. fatiorini deU^'osterie sono detti Ca- 
merer. Comeneri (Saccenli Rime). 

Camerera per DonicUa. P'. 

Gamerista. Camerista, Cameriera di prin* 
cipeasa. Se la Camerista e di schiatta 
gentilft e giovine la diremmoZ)ami|pe//a. 

Camerlacc&i. . . . Voce prcstalaci dai Ted. 

. (Kanunerlaquai) , e vale Lacche di ca- 

Cames. Cornice. (mera. 

Camui* Cammino. 

Fogoraa. Focolare >» Preja o Pos- 
fceiigh.F/vntone. Pietra da camminov^ 
Torrin. Fusio. Fumacchio. Fumajolo^ 
e modern. Tbrretta » Cappa. Cappa, 
Ca^tfmna a>Cauna. Gola, 7yomba.Rocca, 
Neither come la cappa del camio. 
r, in N^gher -^ Robb de di sott a 
la cappa del camin. F", in Cappa. 

Vess bon de baja sott a la cappa 
del camin. ^g, JSssere bravo come un 
lampo, Pigliare leoni in assenza e ie- 

• mere de'topi in presenza. F* in Bulo. 

Camin. Cammino. Il lavoro di quadro che 
rbalta nclla stanza a ornato del vero 
cammino , ed ha Spall. ^piU » Archi- 
trav. Piano o Architrave. 

Mett in opei*a on camin. Murare un 
cammino. 



9a) CAM 

Camin^. Camminare. Not ruiiamo solo 
nel sig. di affretlare il passo; allra- 
mente diciamo sempre ^iid<k—> Camin* 
na donch ! Stadia il passo! JSsci di 
passo! Fai di boon passo t Camminn 
forte! e comic. Mettiti la via tru'piedi! 
Mena quelle seste! Spaccia il ierreno ! 

Camina. T. deXaciaj. . . . Allorche il latte 
•i coagula prestamente i caciaj usaoo 
dire cht'el latlel camminna^ cost come 
dicono ch^el vaadasi nel caso contrario. 

Caminada. Camminata. 

Caminad6r. Camminatore. 

Camin^ra. Camminelto. Spera da cammi-' 
netto{*Bor,). Specie di sopraornato dei 
camminetti da sala consistente in uno 
specchio cotttornato da ampj lavori 
di quadro di altesze diverse, ma di 
larghezia sempre pari a quella del 
cammino a cui si sovrappone. Il Yoc* 
regg. dice che i Fior. chiamano Cami^ 
niera lo specchio posto sul cammino. 

Camiuett. Camminetto. Picciol camminob 

Camineltin. . . . Picciolissiroo cammino. 

Camin6n Gran cammino. 

Camlsa. Camicia. 

Pedagn. Falda. Lembo ^ Manegh. 
Maniclie :» Tassellitt del pedagn. Qua- 

■ dreletti da piede »• Fessitt del pedagn. 
Spari da piede » Fessa (se da uomo). 
Sparato da collo ^ Scalf del coll (se 
da donna). Scollo » Fessitt di manegb. 
Span deUe maniclie b Tasselitt di ma- 
negb. QuadreleUi degli spari delle mar- 
niche *='Li8tin. Polsini. Solini delle ma^ 
nicfte » Manezzin. JUanicfiini e^ Coll. 
Solino da collo >» Ghed. Glteroni*^ Co- 
rin. Con'cmo BBportinna. Gala.Digiuna* 
Xo/lf/gaceSpalla o Spallin. Spalletia *» 
Tassej o Chignoeu di spallitt. Quadre- 
letU delle spallette «=> Tassej de Ven- 
trada di manegh. Quadreletti. (Yedi 
Camicia nel Diz. encic. d'Alberti). 

Avegh i camis. fig. Avere o Toccare 
la gambata. F. piii sutto Da i camis. 
Avegh la camisa de torg. La cami- 
cia gli si sarebbe torta, Dicesi di pei^ 
sona tulla in sudore. 

Avegh la* camisa netta denanz e 
dedree. fig. Aver nette le mani. Avere 
la coscienza netta. 

Avegh nanca camisa adoss , o No 
ave camisa de quatlass el cuu. Non 
aver panni ^per indossoififLonos. j8). 



CiLM (I 

' N(M"'tt^r'cenci9. da coprirsi. Esser 
pOi^eft> in canna. I Ftranoesi . dicono 
ITai^ttir'pas une chemise sursondos, 

Av6gh <ma camisa - adoss e V oltra 
al toss. . . . Oltre al senso positivo, 
' the e queHo di posftedere due catnicie 
sold, qiiesto dettato ha il senso figura- 
to d'*indicar Bruco^ ShriciOi Brullo^ 
Tritone colui al quale vienc applicato. 

Botton de camisa. ^. m BoUdn. 
' Cava anch la camisa a Ttin. tig. 
Trarre il fiio delta camicia ad nmo, 

Chi lavora gVha ona eamisa, e chi 
no lavora (o fa festa) ghe n^ha d6. 
C^i fila ha una camicia ^ e chi non 
' JUa n'/ui'due. Se vieni prima al la^ 
v^ro, resti secondo al pagamento. Se 
pill merti^ manco oitieni{Mxm, Am^ e 
Tac* 1], iG). Chi la»ora da le spese a 
chi si sla, Il Fagiuoli(RimelV,a86)di8se: 

« Ghe quei che oQce ha not e4aMci« tola, 
« £ dae chi Tago mm p%Uo n«BiiiieBo. » 

Ciappa i camis. fig. . . . Essere il 
matrimoniajo,aver la senseria di noaze. 

Da i cslmis. fig. Dare la gambata, 
Licenziar Tamante. 

Donna che fa camls. Camiciara (vo- 
ce romanesca registratn dalPAlb. enc). 

Fdi come el dottor Isacch ch^el stra- 
aciava i oamis per giustk i sacch. V, 
Isacch. 

In manega de camisa. In camicione? 
Trass in manega de camisa. Spogliarsi 
in camicione ? Levarsi T abito e rima^ 
nere in camicia e panciotto , o anche 
coUa sola camicia (ino alia cintura. 

La camisa no la ghe tocca el cuu. fig. 
£ pill lieto che /ii/7go(Sacchelti Nov. 
ia5). La camicia- non gli tocca il culo 
o I* anche. Non cape in se stesso o nella 
pelle o nel cuojo, E a nozze. Non pub 
stare ne'panni. Dicesi di chi dimostra 
soverchia contenteiza di checchessia. 

V^ pu inanz la camita ch'el gip- 
pon. K m Gipp6n. 

Leva-sii con la camisa inversa o 
Ave miss-si\ la camisa inversa. fig. 
Aivr messo la rete torlit (Ambra Furto 
III 9 5). Dicesi a chi e di mal umore 
e brontolone piii del solito. I Fr. 
dicono // ^est levi le cul devant^ 
le cul le premier {^ovLx Diet.). 

Mett-sil la camisa. Mettere o Indos^ 
sa/^ la camicia^ Jncamiciarsi ? 

roi, I. 



93) 



CAM 



Mezza in earmisa. Discii^a. 

No gh^ ^ sabct senza sol , no gh' k 
donna senza amor, no gh^e praa 
senz^erba', e no gV^ camisa senza 
merda. V, in Am<^r. 

Perd anch la camisa. Fare a perder 
eolle.tasclie rotte, Straperdere in giuoco 

R«8t2i in camisa. Bestame in camicia 
•fig. (Sacch. Nov. Qi6). Himanere in 
'gfcc6^c/ie ( Machiav. Op. V. 3o4). Hi- 
maner brulto , povero in canna. 

S^avesa de giontagh anch la camisa, 
Tiij fall. Fadane il mosto e Vacque- 
relloj il uo^fare. 

Scior mezza camisa. Messerino. Si* 
gnor di maggio. 

Toeu-foeura la camisa o Trass m cami- 
sa. Spogliarsi in camicia. Scamiciarsi? 

Trk in camisa vun. fig. JRidurre al 
lastrico* Fare che altri nmanga in 
giubbone o ne resti in camicia , rovi- 
nar uno , mandarlo mendico. Meitre 
quelqv^ un a la cJiemise dicono i Fr. 

Trass in camisa per vun. Sbracarsi., 
Spararsi per alcuno* Fare ogni possa 
in servigio d'alcnno. 

Vess come can e camisa. V, in (Xiu. 
Camisa. T. degU UflT. Sopraccarta? Co^ 
perta. Sopraccoperta. Quel foglio di 
carta che sovrapponsi per cuatodia 
ad atti d'*ufiicio, con brevissima in- 
dicazione esterna del loro contenulo. 
Comisoed, Camisin e Camislnna. Cami" 
cetta. V. Camisasdra. 

Avegh nanmo sutt el tamisoeu d 
Avegh anmo brutt de merda el ca- 
mis(BU.fig.>^i'er appena leuato la bocca 
dal /a/te(Raf. Borgh. Am. fur. I, i). 
Non aver ancora rascitUti gli occhi, 
Avere il latte alia bocca o i7 guscio in 
capo. Vale esser ancor giovane , soro ^ 
^novizio, non aver gludizio perfetto* 
Camisoeura. Camiceita. La Camiciuola dei 
diz. pare che valga solo per quegU 
oggetti che noi diciamo Gipponin o 
BiancheUa. V. 

Bell in fassoeura, brntt in cami- 
soeura col suo rovescio Brutt iu fa»- 
sceura, bell in camisosura* ...... 

Dettati fumigliari alie donue coUe quali 
vogliono inferire che la esperienza ha 
provato loro riuscir bello da giovane 
chi era brutto da bimbo, e i bei bimbi 
tornare assai volte bioitli giovani, 

a5 



CAM ( 

Con la guggia ej la peuoeura'Sc ten 
. in pee la cainiaoenra^ Non 

, . ii^paragoando fatica ndi racconciare a 

:, .tempo :le cose d^uso si fa buona^figura 
senza bisogno di ricOrrere botio botlo 

' a nuQve Goropre, e a eottiinui sborsi 
rovinosi per V economia famigliare. 

.Caniisai'in* • * • • Picoioluauaa eaaMcetta. 
CamiddtL CanUewne^ li Camieioit/9 dei 
dis. pare che valgaaolo pengonoella 
' o sottana. Noi .usiaino CamisoU spec, 
per Gamicia da »acuderia oello sparalo 
da tergo; la sottana de''beccaj diciamo 
propriamente GuamAscia, quella dei 

. carrettieri'^/ii^9 la gabbanelia de'' mi- 
ll tar i Sorb 9 quella degli archivisU in 
uffizio e de?preli viaggianli Spolve- 
rinna, ecc, V, . 

Camm^ster. V. Gappm&ster. 

Cammln » Cammina 9 ecc* V. Ga^knln » Ga- 
mink, ecc* 

Ctoola (in genere). Baco. Bruco. 

Frut con la can^oli^. FruUo hacato 
o brucioUjkio o bacaticcio, 

Clunola. Tigrwola, Ti*rma, Tarlo^ Insetto 
che roviua i paaQi9 ilibri, ecc. £ la 
'Tinea sarcitella di Linneo. 
Anda a camol. Intignare, 
Bus dicamol..7VgnMo2e. /n^'g/tature. 

C&mola* Baco della farina* Baco di crusca. 

. InseUo che sussiste nclla farina am- 
moxktaU, ed h cibo graditissinio dei 
rusignuoli. J^ la larva del Tencbrio 
molitor di Linneo. 

Ciunola o Gamoletla Insetto 

che peraeguita le api, deito Phal^na 
.tinea cerella dagli entoraologi. 

jCamola. . . .% Verso il Lpdigiano la lar- 

. va%di queir inoetU) cui gli. entomologi 

> danao tl nom^ dt Falena dispari. 

C&mola, Bi^odel cacio* Zecca del cacio. 

. Insetto noto .cbe e V^aarus syro degli 

• enlomokigi. 

iCafBM>laa. Bacaio, Bacaticcio, Brucialato. 
Dtcesi delle frulte guaste dagl^ insetti 
in genere. 

-Gamolia. T(armato> Intignato. 

•Camoletta dicano nell'Alto Milanese la 

. .Gamola di avi. K 

Camolon j ^ i,rianz. per CBga6n(baco). V, 

Gamosciada. Ad, di Pdll. f^. 
GamiSzz. Ad. di Cafaler. K 
Gamozziuna. Ad* di Galetta, y. 



194 ) GAM 

Gbnp. Campo. Pikggi^iCior^ Q.^r^- 019 
3B9). .Era- Boi tin geaarale imeudesi 
per piano eoliivalo- a giani e geUi-ma 
non avviuto 9 « diiarenaa del Loedgk 
che ha anche viti^ ... 
.Gamp.de biava. Campo imbiadafo. 
Gamp de fav» FaviU^, li Manni aelle 
. Vegl. toacl V , 25 ba anche Baceellajo* 
Camp de pastura« Campo compaseuo. 
. De oannp. Cump*o — Camporeccio. 
. Campereccio* Campestre* Campesiro. 
Pienta li Pand e el carop* o Pienti-li 
socch e saech e fusella. K, in Fusclia. 
Semm chi nun al camp di ' cinqu 
pertegh. Qui ^ dov€ giace JSfocco. 
Gamp (Da). I}ar campo 9 tempo 9 spauo. 
Giimp. . . • Ognuno «U que'* fUari di Aanne 
che reggonti di faeoia negli organi 
divisi dai oolonmni deirarmadio. 
C4mp. T. mil* Campo. Danoi si conobbe 
e usoquesta voce dopo VAtiendamento 
fatto in settembre i858 nelle vicinanze 
di MilanQ9 che nominammo Gampo. 
Garnp^. Compare. Voce usala solo in 
Garop&.a Tussara. V. Uss&ra. 
Garapassela. Godere* Darsi tempone 
o festa o buon tempo -^ f^* in Passa. 
Gamp^ida. Campo* Ogni.largura vistosa di 
superlioie che s'^abbracci ne^lavori di 
quadro9 nelle. pareli 9 nelle dipinture. 
Gamp4da. .... Nelle slrade si cbiama 
cost lo spaziob icomprBSO fra piuolo e 
pluol9(/itt paivcarr. e paracarr), 
Gampada. Campata. Faifslrui (Diz, art.). 
Spazio compreso fra pila « piia nei 
ponti. 

Gampada Quella. staAza sfondata 

. che e serl)ato)o del sale presso le Ga- 

belle del pubblico. £ delta cosi anche 

neUe altre provLnce di Lombardia. 

Campagna. Campagna. Fra> noi 6 voce 

generica la quale comprcnde Camp^ 

. Loeugh^ Fiffia^ Ronch^ ecc. f* 

Quand i nivoL van a la mon^gna, 
ciappa la zappa e va in campagna. 
y* in Nivol. 
Sorbett de eampagna. y, $orbett. 
UseU de campagna. fig, . • . Uomo 
libero di se. f^ anche in UseU. 
Gampagna. FiUa. £1 gh^ha ona bella 

campagna. lia una bella villa. 
Gampagna. Filleggiatura* ¥k bgnna cam- 
pagna. nileggiar bene. Anda in cam* 
pagua« Andare in nlla. 



CAM ( 

Gaknpl^gtift. T. d^Agrrniens. .;...;. 
. Quello spazio di tempo in ogni an- 
nata nel quaie .eUendosl at iarori 
. ^eod^Uci «ul terreao.. * 
Campa^na. T. mil. Campagnai A^ tempi 
'• ifliHdati yalcvB lutfo il tempo di' cia- 
'' Scan anno in €ni si solea guerreggiare, 

• e comprendeva FFimavera, Estate ed 
Autunne, dicendosi partipokrmente 
Far campagna d' inveima se niai cio 

' aocadeva. A^nostri di si estese a de- 

• notare ttitto il tempo d** nna guerra. 
La prima guerra punica sarebbe stata 

• pei militari odierni una campagna. 

Anda in campagna* C/^cine ulla cant" 
—pagna? Uscire alia guerra, 

.. Sta in campagna^ Rattere la'cam- 

' pagna? MilUareVOuerreggiare, ^ 

Campagna. SbirragUa. Birreria, Vale il 

' oorpo de^biirri) eira noi singolar- 

. .AentO'si diceva di qcielli contraddi- 

- sttnti oelnome di cbmpagnau ^ri:he 

: sokvano' usctr di cill4 per arrestare 

i ladri infestatori del contado. 
Gamp&gna.. i . Fra i yetturali orar j detti 
. FiaCrisU vale Scarrozzala' asaai brere. 
CaiBpagniai La stesso chc Goi. fiooch o 
.'.A. quell Dio» K Fi6c«>tk9 Dio. 
Campagn^da. Scampagnaia{*iosc. Bosini 

Signora di Monza). ^reve gita a di- 
' pon» in campagna. . 
Campagnitta. yiUino.FilleUa. 
Campagnoeili. Sgherra, Birro,.Zaffo, Son 

tiilite, y* piik sopEa in Campagna* Il 

Capo di questi Campagnau era quello 

die il Caro(Let. fam. ill, !i85) cbia- 
.mava Bargello di campagna* 
Campaghou . Campagnone (Targ. . . Viag* 

V9.121). Gran campagna. 
Can^pagmdn. Capopranie? (Cfior. agrlir. 

tosc). Nel Basso Mil. e delto>cosi quel 

campagnuoloxlie ha pei* unico. officio 
. il rivedere i lavori campestriy e inyi- 
;. gilare perchi siano eseguili a dovcre. 
Gampagnon e Campagnon d^on omm 

( modo brian2. (brse corr. dall' ital. 

Ctunpagiiooe)* Omaceioae* 
Campank e Campan^-gio.. Scampanar^. 
Campanii- fig*^ Sonare il campancUo: if/i 
• miglio tontano {Don, Zuq* do3.retra). 

Sonare il como. Sombre, \^mmorbare, 

Mle99arem Scompiozare, Pmzar^- PiUire 
Jieramenie, JSgsere came stracca,. 
CaropanaU^ CampoMjo* CampunMO, 



195 ) CA'KP 

Campan^lla. Campaneiia, CampaneHa^ 

Catnpanin* Campanile.'. -JTohv, .' Qudla 

torre ^1 cui stanno ieoam^ane *^ 

' Queirarcaccio che a^inntaltjiaul muro 

d^und chiesuola.ed ove si bilSeailo una 

- o due campanette'al piu^dicesi dagli 
'' Architetti tjtimpanillB>ki ^i^&t. » ' < '*- 

• F^ campanin (che aitri 4Ul' cmtado 
■ diCono anch6 ¥k campannal). F^r ifoep^ 

ciuolo o querciuolao-^aercia, Poaato 

il capo in terra m^nddkrlegamhe el-^ 
. r.aria dilatate* e. fare >» «6s)'dire al- 

hero del proprio 'oorpo^ giM^eCtO'dei 
. fanciullt ohe i Reggiam dicono Gam^, 
' No gb'd miigher campanin okaMno 

daga pan e vin « .>« « Hoa k 

• : parroc'chia, per meschina «he sia^'U 
- ' . tp)iale lion dia modo «! paroco di vyret^ 

bene'^ e 4ncbo in genei^ale lAi b«iidi- 

zion del prate non laacia mai misero. 

' Aar come i campanin in di seies . 

. E'Come i campanili di coniado(Mom8, 

pv 4^9)' Dices j di cosanon frequcnBte, 

- come sono i campaniH in cpntadd che 
< ivi s* afTacciano pid radi riapetto *al 

bosco che se ne vede nelle citta. ; 
Campanin. Campanello , e coa Toci ped. 
' e scherz. TinUnndlf&fa a THnHnndbuioJ 
Anda a tavola'a son dereampanin* 

fig. y. in T^Tola. 
Do.Ye manda a cero^ cont ei cam- 
. panin. yolerci lui ahnanaeco per irovar 

re if/Ko' (Mon. la yed, I, y), yderei "la 

carta da ^nattigare.'Ditesi per moati^r 
. diffieolta di riuTenire chiccliessia, aP 
. ludendo alia ooatumanza ch'era Ira noi 
. di mandare a suon di dampanello in 
. tradcia .del fanciulH perduti ccdpub- 
. blicame'ad alta voce gl'dndizj* 
Campainln. Giacinto. Jacinta* « Granbret" 
-'(a^ai. Fiore notissimo. - « 
Campanin. Convohfolourvensei Sorta di 

- pianta e fiore eke anehe t ProTen- 
zali chiamano CompAitieMf. K.'Velugojra. 

Gampanli^ aalvadegh o de praa. Giacinto 
stellare teruleo, SciUa bifolia^. . .. 

GampfUiln per Campia. y, . 

And^-su a campaniii. Fan colann^ta 

• (cosl Bell^'Alb. ba3s.Jn PoinU). L'^in- 

( nalzarsi Terticalmente .verso il cielo 
. o di VoIq q di getto ' 

Qampanui. v. di gergo meccanl. . • . Allor^ 
ch6 uo mercanle vi dice se intendcte 
Gomperare le sue tele^ i 6uoi panui, ecc. 



J 



CAN ( 198 

Campi^cc, ) Campeggio. Legno delP/fo- 
Campilksc. ( matoxylum earhpechianumL. 
Cami^. add. MorHficaio. AbbacchUUo^ 

ed .anche Scaciato, Smaccato, 

Resti camuff. Bimanere mortifioato 

— Bimanera scaciaio o smaccaio. 
Cam£iflr. sost. m. Foce ora disusata cltefu 

adaperata dal Balestneri nelle locuzio' 

ni seg, afini al Caniuflfo ecc, d^ diz. 
Da el camuff. Dar Ppsetu Adescare. 

Jescare. MleUare» 

« Prima opl fo tratta, coi so tl^iopn, 
< vQnella noaainna la gh'ba daa «1 eamo£»(Rim.) 

D& el camuff. Camuffare? Ingan- 
nare, liludere. Condurrc in inganno 
. U caccialore o il can da fermo, 

8« k la^or corrend par da «1 cdmjiff. (Ger.) 

Giugii al camuff. ...... Giuoco 

>■ di carte di cui oggidi si cooosce poco 

piii che il Qome. 
Camusci6n. Cameracciaifisiy , Post. Tac. 
p. 649)' Carbonaja. Segreta, Burella, 
' Prigione appartata in cui non si con- 
cede a niuno di comunicare col reo. 
Gamuscidn. ^g.Stamberga.Stambergacda* 
G^ -Cane. -^^ Le cose de^ cani diconsi 
. Canine. Cagnesche. Cagnazze — Chia* 
mare a s^ i cani dicesi Allettarli — - 
. Pei gridari ch' e' fanno K in Vers. 
Can barbin. Can barbene. Can da 
acqua. Il Canis aqnatieus dei natur. 
Can bolognin. Canino di Bologna 
(Magal.'Iet sdenU XI, pag. iqS — 
Fag. Bime I, 3ao); e co] volg. tosc. 
MoffoUno. Jrlecchino, Mascherin da 
Bergamo, Il Moufflard de^Francesi. 
Can bracch. Cane da. pennai^y] 
Ornit. II, 357). Bracco, V, Brkcch. 

Can cors. Can corso(Fag. cit dal- 
FAlb. enc. in Cagnaccio), 

Can danes Sp. di can tigrato^ 

il Cani pintulinu dei Sardi. 

Can de borida. Cane da leva. Bracco 
da leva, Il Canis excitans de^sislem. 
Can de caccia. Cane da caccia^ e 
per anton. Bracco, Can da seguito* 
Can de corsa? Can corridore. 
Can de guardia. Can guardiano. 
Can de loff o de pastor. Can ma' 
slino o di pastore, Il Cams pecuaiius. 
Can de pajee. Can da pagliajo. Guar' 
dapagliajo, Il Canis sfillaticiis de'*sist. 
Can de posta. Can da fermo ^ da 
puntaf da impunlare* Bracco dafermaw 



) CAN) 

Can'de presa. Dogo, Alano* Meiesso, 
Can de quaj. Cane o Bracco da leva 

. o da quaglie* • • 

Can de red. Cane dst teguiio? 
. Can dea6r. Mdstino.^U Canis la-* 
nienUs. de^lsistemafticL . 

Can de tor. fig. ChkMaceioJ Ani- 

mo caAinoJ Fiera caninal 
Can dc tor! Al corp^ e al sangue ! 
Corpo di me ! Esd* di braveria. 
Can ingles. Can dl pelo tungo. Quel- 

10 ohe i Piemontesi cbiana^no Can era- 
vin perch^ ha pel lungo come capra. 

C;in livree a de legor* f^eltra. £e- 
vriero. Can da giugnere, Il Canis /e- 
porarius de^sistematici. 

Can maltes. Ctm mignone* Oagnoletto 
maltese, Il Canis maeliteus de^siitem. 

Can pomer. Cane U'ortciiio* li Canis 
lupi/brmis de^ sistemalici. 

Can saus. Cane segugio, II Canis 
sagax o venaticiis de* sistematici. 

Can. tanin. Bassotto', Cane ingleee* 

11 Canis vertagus de^ sisleraataci. 

Ai can cbe rogna se ghe Ta minga 
attorna. fig.. Qiidndo il pentolin bolle^ 
non h stuAxicaref^Ubmos, 270). Alia 
pignatta che holle lemosche non si 
dpprossinutno, Non • isUasdcare il ve^ 
spajo, Non ischerzar eolVorso se non 
vogli esser morso 

Ai can marsc ghe va adree i mosch. 
f, in Mdsca. 

A la c& di can. // piik il piii (Ceo* 
chi Assiuolo), Alia piikfrttcid(f» (Lasca 
Gelosia V9 a). Al peggior pttrUto (Sal- 
viati 6)ii/ia III, a). Del mal del male 
(Buonar. Tone, IV, a). Almanco al- 
manco (idem). Po' poi (Ftg* Amor non 
^uole aveu\ II, 1). Alia peggio de'peggi, 
A I peggio de* peggio Alia piii trista. 
Per es. Se te la tujevet ti, a la c& di 
can Tavarev poduda vedd quej voeulta. 
Se tu Pavessi aputa tu a sposare^ del 
mal del mal V are vista talvolta, A 
la ca di can se vegnar^ via quatter 
gnocch, soo dove metti. Due piccliiate 
ho dove porle se verran po* poi. 

A man a man come fa i can. To^i/ua 
e dd qua, Pesa e /7aga(Mono8. agS). 
Si dice in maniera proverbiale qoando 
si tratta con persone di poca fede. 

Amis come can e gatt* Amico come il 
can del bastone(Uoiu p. 5}» y» innaau. 



CAN ( 199 

' .i kndk 'adre* come' M can {iMirbin 
o conie ob« b^ f^. vi B^. Smiifre quel- 
fu'un'4U}mtke un barinti dicono t Fr. 

Anda de Can. JHdare le ease a biosqio^ 
dtUc- peggi<^ "— S^nUrsi nuUissimo, 

Andahvia come on^titt scottaa./'^.GcLtt. 

.Ajtacoi can s'*iio^ienissdepures. 
F'. in Pures. - . « 

Avegli nanca on . can che fagd per 

lor. Non aver persona che sia per. sh 

. (Ainbra FiaioWl^S), Nan trovare nh 

can nh gaila che ubbai per <^(Fir. 

Luddi IV,. 1). 

Aye ona £amm de can. Jifer una 
fame da lupo. feeder la Jam& in aria, 
Diciamo aoche Av6 ona. set de can 9 
Ave on frecc de can, Ave on cald de 
can , Avegh on maa dc can e simili 
per Aver gran sete, Avcre froddo, 
caldo, male grandissimo. F'. le voci. 

Can che boja no mord. &^. Cane 
cJie assai ahbaja poco morde (Cecchi 
Dissimili II, i). Can che abbaja pqco 
' morde. II can cJie abbaja poco avvien 
che morda. Can da pagliaro abbaja e 
. sia discosto, Abbaja il cane piu quanio 
pill teme. II can che morder vuole rare 
volte abbaja o rigna* £ valgono Chi 
minaccia vendetta caccia. Chi vuol far 
non dice. Cfu far di falii vuole suol 
far poche parole (Monos* ai8) ^ Can 
che abbaja non presc mai caccia* Cld 
troppo abbaja, empie il corpo di vento. 

Can c borian .... Frase che s'lua 
per denotare gente ignota, estrana e 
anche maivagia. Si direbbe, per es.^ 
La lal robba Te andada a fenl in 
man dc can e borJan« La tal cosa andb 
in bocca a' cam (Dav. Tac. St. I, 108). 
Essa fu d&cani. Essa finX in man 
^' can<(Petrar.). E cio per dire che 
una tal cosa cadde in poter di gente 
perversa, di genie straniera, acono- 
sciuta, di Barbari, di Vandali, di GolL 
Non le da tacere come Buriana sia fra 
i niarinari il nome d'*un vento assai 
procelloso; il che darebbe forse al- 
cuna spiegazioue al nostro volgare. 

Can gross, fig. Pesci grossi, Persone 
grandi, ricche, potenti, famose. 

Can no mangia can, o vero Tra can 
e can se roorden mai , o vero I can 
gross se roorden minga tra de lor. Cane 
non mangia cane ^o // cane non man- 



) CAN 

gia mai came di aau^tiMe, e pbema 
d'^un poeta pisano). Corvi con 4xnvi 
non si cavan gli occhi. Lnpo non man- 
gia tupo. II lupo mangia ogfd came e 
leoca la sua. Tra fwrho e Jurbo non 
si camuffak • 

Can no pd trattk che da- can. La 
boite non pub dare se non del vino 
die eUa ha, Ciascuno fa azioni con- 
formi a se stesso. 

Chi voeui* copp^ el so can troeuya 
}a sousa. Chi H suo can vuole anwua- 
zare qualche scusa sd pigUare. 

Daj al can che Vk rabbiaa« A nave 
roUa ogni trenio h contrario.-^ 

Dent de can. f^. in Dent. 

Desgrazia del can fortnnna del loff*. 
.• . . Spesso cpiella cosa medesima ch'^ 
danno per nno e profitlo per altri; 
i volg. lat. Mors tua vita mea» Ortus 
unius alterius interitus. Bona nemini 
hora est ut non alicui sit mala, Talora 
pu6 tradursi Chi per sb raguna per 
altri sparpaglia (Mon. 108); talora per 
Tutto il mat non vien per nuocere, 

Dottor di can. ..... Chi attende 

a curar cani e simili bestie famtgliari; 
veterinario. 

Drizi come la garoba d*bn can. r» 
in Drizz. 

£1 can forestee cascia el can de 
pajee. f^iene asin dU montCj e caccia 
caval di eorte, f^en l^asin di moniagna^ 
e caccia il caval di stiUla(Mon, 370). 
Prov. di frequente applicazione nelle 
cilt^ grandi ove si suol prediligere 
tutto queJlo che non i indigeno. 

£l rod can V ha ciappaa ona moaca. 
y, in Mosca. 

Fii face de can. Fare visi cagneschi. 
Far mai viso* Far viso di cane. 

Fa vilt de can. Stentar come un cane. 
Far vita dura, travagliosa, penosa. 
Menerune vie de chien dicono i Franc. 

Fk i robb de can. AcciabaUare* Ar- 
rocchiare, Abborracciare, Fare chec" 
chessia abborracciatamente. 

Fa ona fudiga de can. Durare una 
fatica da cani, Cacar le Curatelle, 

Faccia de can o de can bolognin 
o de can barbin. Faccia di caiie(*fior. 
e Rime d' un poeta pisano). Yisaccio. 

I bott despiasen anca ai can. // gio- 
car di mani displace infino ai cani^ 



CAN ( 300 

.1. . X«riibl)is» come oo con. incagnire. 

. Miucagnarsi^ Far . viso, di cane che 

. ringhia. Arrovellare, StiwrsL 

, . Lass^ sta i can che dorma. fig. Non 

bisogna d^stare il can che dorme* Non 

istuzzicare il vespajo o il formica jo, 

. .iavork came oa can. Durare una 

fatica di cane, 

. Lengua de can i/ungo). y^ in Lengua. 

Lu de per lu o Mi de per lui, o 

> rsimUi come on can. Solo solo- V* in Sul. 

Hol^ i can. Sguincagliare i - c^tu. 

Lasciar i cani, IVfiola i can adree a 

▼un. jiecanare o Accaneggiare uno, 

Ne can ne vilan no aara uss. y. in Uss. 

No av« on can che ne guarda. Non 

aver un cane cite abbaj a sk (Mon. la 

Vedk I, i). Esser noncurato da tutti. 

. No vessegh nanca on can. Non es- 

serci nk cane nk gatta. 

Pari el lecc di can. Essere un ca- 
' nile. V, in Balin. 

Pissk de can novell. fig. Avere il 
guscio in capo o il latte alia bocva. 
Non aver ancora rasciuUi gli ocdiL 
Essere novizio^ inesperto. F* Camisoeu. 
Porta respett ol can per el patron. 
^g. dd ama me ama il mio cane, 

<Juand la legora Te in pee, luce i 
can ghe dan adree. F, in Legora. 
Quell che fa balla i can. Aggiralor 
' di cani. 

Auza come cani. Batostarsi* 
Sangua de quell can! Al corpo e al . 
sangue! Pqffare il gran diavolo! 

Se no r e loff el sara can , o Se no 
Pe merda el Pha cagada el can. Se 
. non ^ lupo^^ can bigio{Vsji. Av. rg). 
y. anche Loff — In aftro significato 
. £lla k tuUa fava* £lla non i merda^ 
ma il can la cac^(Monos. 52o). Tanto 
zuppa come pan mo//e(ivi). 

Sentiss decan. . . . Sentirsi malissimo. 

Senaa nanch di Ciavo can. Senza 

. dirci a Die nk a diavolo ( Boccac. 

Giorn* VIll, Nov. 3."). Insalutato. 

Tutt i can mennen la coa, e tult i 

• matt o i mincion vteuren di la soa. 

Non si possono tenere le lingue che 

non ci'a/icno (Gigli Don PiL 1, i). C/ii 

Ja la casa in piazza ^ o la fa alia o 

la fa bassa. £^ non si iega bene la 

bocca se non* a* sacchi, Ogmtno dice 

la sua, £ vale che non si puo sod- 



) CAN 

dtslare a tuili^ e percid. Coiiseientiag 
satis fiat: nil in famam laboremus; 
seqiiakLT vel mala^ dum bene merearis 
(Seneca De Ira III, 40* 

V^^ can e gatt. fig. Essere o Stare 
. amid, come cani e gattu Stare come 
. capre e coltellaccl, Essere oonlinua- 
mente in contrasto. 

VesEs (brtunaa come i can in gesa. 
Essere affortunato come cane in chiesa, 
Esser de* oani, Chi gli <4a, c/ji gli dana 
e chi gli €wvenia» 

Yess ligaa come on^anala cadenna. 
Non oiHsr tempo di rifiaiare, Essere oc- 
capatissimo , non aver minuto che sia 
sno. £tre comme un chien d Vattache 
dicono i Pr. Essere come uno schiavo 
alia catena, Essere In gran soggeiione. 

Vess on can de pajee. fig. Essere 
• cane che abbaja e poco morde, 

Vore drizza i ganib ai can. yoler 
fare andar addieiro la plena del rio 
(Fag. Zing.), yoler dirizzare il becco 
alio S]HLrsfiere o le gambe a* cani, 
Torre a peltinar un riccio o alisciar 
una spugna o a dar un pugno in cielo. 
Voler metier rcgola, seslo dove per 
naiura delle cose non si pu6. 
Can (per ingiur.). Cane, Barbaro. Crudele, 

Con mi Vk on can. Meco b acanino. 

Fa el can. Cagneggiare, Trattare 
cagnescamente, Essere acanino^ cane^ 
canibale, Trattare crudelmente. 

Falla de can. Trattare cagnesca^ 
mente — Operare da tristo* 

Vk on can de Dio. E un canaccio, 

Tas li can ! Taci cane ! 
Can. Baco, yerme, y, anche in GatUnna. 

Anda a can. Bacare, 
Ckn (o Cagndn). . . . Verme o Bjco del 
cacio — Si sviluppa dalle uova della 
mosca delta Musca atroglabra oculis 
ferrugineis femoram basi pallida Lin, 
Clin. Cane. Qnella parte della piastra 
deir armi da fuoco porlalili che tiene 
la pietra focaja. Le sue parii sono: 

Spinna. Cresta » Cuu. Culo = Coeur. 

Cuore «=».... Dosso = Gola 

o Sottomascella r= Barbozz de soil. Afa- 
scella infcriore = Barhuzz de sora o 
Ganassa. Mascella superiore^ Quader. 
Quadrantet^ Sponda • Spondella » Fond. 
yenire t= Vidon. yitc t=. Vid de la nos. 
yiie delta noce. 



CAN ( aoi 

Can. T. de'^Botl. Cwe. Strumento da 
iinboccar i cerchi sulle faotti. 

Ckn. T. de^Gavad. Cane. Tanaglia. 

Gaji. T. d^Orolog. GrUietto. Specie dl 
IcYa da sonerie. 

Gana prommziamo nai per Canna. f^ 

Cunk (v. a.)* Ciance, Dai greco xavt « o 
da xdtirjbi dice il yaron de Milan* 

Ganaa {che anche dicono Ganalin). T. dei 

Fabbriferraj Ordigno di ferre 

riquadrato, e con tioa codetta per 
la quale si ficca nel iuro deiriacu- 
dine 9 che ha in s^ una scanalotura 
cntro cui si Ta assolligliando la cost 
detta tondinella di ferro. 

Ganiida. y. Cannula. 

Ganaj. T. d'Oref. Canali* Strumento, che 
alcuni dicono anche Cucchiaja^ ad uso 
di fondere oro, srgento o altro melallo 
per getfarlo in verghe o in pretelle. 

Caniija. s. f. CoMogUa, Canagliume, Gen-- 
iaglia. Borda^a, Bru%uiglia, Canon 
gliaccia. RibaldeAa. Schiuma di ri- 
buldi, Feccia di popolo. 

Gan4ja. s. f. Bihalda' Briccona. 

Ganaja. s. m. CanagUa. Furfanie, Birbone. 
Barone, Briccone, Bibtddo, SeellertUo. 
Manuoh. Indegno; e in sig. minore 

• GiuoUone, Gaglioffo -^ Talvolta si usa 

anche in significato vezzeggiativo. Te 

see on gran canaja ve"". ForcuzM for^ 

cuzza! Sei forche bene ve*! (Una. 

Ganaja bolgirbssa. Canaglia berrei- 

Ganaj&da. BibaUkiia, Bricconata* 

Ganaj aria. BibeJderia, Schiuma di ribaldi. 

Ganajascia. ^ Sciaguratone. Fwrfcmtaceio. 

Ganaj6n. S Bibaldone. 

Caadl.Canale; doiUDuito. rekoh, Medto, 

Ganal de fontanin. F, in Fonianin* 

Ganal de la menestra. sch. Canal dflle 

pappardelle, Il canal dei to2si(tosc. e 

Poem, d^autor pisano). li gorgoasule. 

Ganal. fig. Fia. Ferso, Modo, Mcko. 
Save ona cossa de bon canal. Saper 
checcfiessia di buon luogo. {vaiura, 
Trovii el canal giust. Trovar Pinchio' 

Ganal. Doccia, Doccione, Quel dei tetti. 

Ganal. T. de^ Fab. d** org. Portavento. 
Quel tubo che porta Taria nel somien 
d^un organo, e da questo nelle canne. 
Dicesi anche ConduUor d* aria. 

Ganal Lamiera foggiata a gron- 

daja, del dlametro di circa un deci- 
metro o due once del braccio luilan. 
FoL /. 



) CAN 

GanU. Canna. Cannello, 

Gaaalett. T. d^Oref. per Ganalin. F. 

Ganalin. Canalino. CanaUUo •*.* JYifscia, 
Strbscia. F, Ri^na. 

Ganalitt di laghitt o padu. Fiag- 
gibli(*mArom. Gior. agr. X , a66)w 

Ganalin. T. archit. Gli/oi 

Ganalin. Canarino, Candrio. Passere di 
Candria, Uocellino gentile di oolor 
giallo che can la dolcissimamente, cosl 
detto dairisole Ganaric donde fu por- 
tato in Europa. £ la Fnngilia cana- 
rtaL. Una varietk detta dal sud colo- 
re Ganalin veixl o dc montagna k il 
Canario spuria nato da passera Ca- 
nada e cardellino o da passera ca- 
naria e calenzuolo. Ve n^d anche 
una specie mascherata la quale diecsi 
Mascherino. 

Ganta come on canalin e Ganta come 
on canalin de montagna. F* in Ganta. 

Ganalin. Becouecio (de^ vasi , utelli, eoc.).- 

Ganalin. T. de'Fab. Lo slesso che Ganaa. F.^ 
Tondinella tirada a canalin. F» in 
Tondinella. 

Ganalin Lamiera foggiata a 

grondaja* del diametro di circa meczo 
decimatro o vero d'^un^oncia del brac^ 
cio milanese, o d' anche mono. 

Ganalin ad anche Ganalett. T. d'^Ortf., 
Zecch. e aim. Ferguccio? (CeWini Trat. 
Oreficeria p. i5). Forse V£chappe 
de^ Frances! . 

Ganalin. Ad, di Garbon. F. 

Ganalinna. Passera canaria(Fag, Rim. J^ 
87). Passera di Canaria. La femmina 
del canarino. 

Ganalinna. Jd. di Erba. F. 

Gaoaion Ogni lamiera foggiata 

a gronda ja , che sia superiore in dia- 
metro al decimetro o sia alle once 
due del braccio milanese. 

Ganal6n (che altri dicono Gauell6n). I 
canali delle boeche da fornace entro 
cui ficcansi le legne per mandarle 
poi al centro. 

Ganape. Canaph, Canoph. Sp. di sedile 
quadrilungo mobile , capace di due o 
tre persone t con appoggiatojo e brac- 
ciuoli , e talora con cuscini mobili. Si 
distingue dal Divan perche ha sedile 
piu alto, e strultura piii svelta, e dal 
Sofa pcrch^ non ha roaterassa n^ cu- 
scini da raddoppiarla a un bisogno. 

26 



CAN 



( aoa ) 



CAN 



Caoaperin. Dim, di Canape in genere; e 
in ispecie Quel picciolo sediletto non 
gia rotondo come i tamburetti, ma 
foggiato a canape 9 su cui ie signore 
posano i piedi allorchd stanno sedute. 
L'era seitada sul canapk e la gfCaveva 
el gait sul canaperin dessoravia di pee, 

Canaper6n Gran canape; e 

61 suol dire specialmente a^ canape 
antichi con sedere e appoggiatoj di 
bulghero e con cuscini mobili o lissi 
a piacerc. 

Canarella Nome specifico dei 

doccioni di leg no che servono alle 
irrigazioni o alle macchine mosse 
dair acqua« 

Canarella. T. di Cart. Trincarello. Doc- 
cia o cassetta di legno che conduce 
r acqua in varie parti dcUa carticra. 

Canaroei]^. v. cont. delPAlto Milanese. 
Canaleito* V, Canalin. 

Canaruzz. Gorgozzule, Strozza. Strozziile, 
Gorga. Gbrgia, Gargozza* Gargatta, 
Gorgozziiblo, e per ischerzo Condotto 
delle pappardelle o de* singfiiozzi e 
Cannellone, Gli Aretini lo dicono Co- 
neggiola e Caneggela{*y oc, aret.). 

Avegh el canaruzz fodraa de t611a 
p de coramm. Essere una gola lastri- 
cato(Doni Com, Burch. p. a8). Dicesi 
di chi inghiotte ogni cosa boUente 
senza mostrarsene ofifeso \ cui anche 
i Frances! chiamano Gosier pas^ o 
Gueule /errde(RouxDicU), In qualche 
caso si potrebbe usare la frase italia- 
na MeUersi giu per la gola checcJiessia 
come se I* andasse giu per un pozzo 
(Sacchetti Nov, 134) » abbenchd ella 
abbia piik precisa affinita colla nostra- 
le f^ess on aoquiratii, 

Canaruzz. T. de'^Macell, Cannellone? U 
gorgozzule delle bestie che dalPani- 
mellata della lingua va a finire nel 
po\mone{coradMla), Ne^macelli suol 
esser dato agli pwentori per rigaglia 
dei cani, de^gatti, ecc, 

Canaruzz del coeur. . , . Quel tratto 
di canna che immette nel cuore. 

Canaruzz de la coradella* Canna 
del polmone} e dottr. Asperartdria o 
Tradida, 

Canister, ..,,.« Specie di tabacco 
da fumo assai grossolano e inordcnte, 
Farmi il fran^eso Canassc. 



Canastrej. r. Perelt. 

Canatt^r. Canattiere, 

Canavra Serrame di (erro 

che mcttesi al collo delle vacche per 
fermarle alle mangiatoje nelle stalle. 
£ afiine alia Gambisa nello scopo9 
ina k di matena e forma diversa. Se 
non erro e il Frion dei Francesi. 

Canavusc. Canapulo, F. Canevusc. 

Cancanin ( eke anclie dicesi Canchenin). 
Gang1ienno{F9ig. Non bisogna ecc* III> 
3). Arpioncino. Arpioncello* 

Cancanon Gran ganghero. 

Cancarin. } Sconciaiurina(PiXieg, i34)* 

Cancarinett. ) Ferme, Tristanzuolo. 

Canchen. Jrpione, Gangliero, Cdrdine* 
Le sue parti sono : 

Spinna. Ago o Pemo » Gamba.Piivto. 

Canchen a parpaj.^/ptone con alia, 

Canchen a rizz. Jrpion concartoccio, 

Tr&-gi6 de canchen. Disganglterare, 

Sganglierare ; e colla Min. Scardinare. 

Veas gio de canchen. Esser fuor 

de* gangheri o sgangheraio; e fig* Es- 

ser malaticcio o cagionevole. Stare tm 

il letto e il lettuccio, Crocchiare, 

C&nchen. sch. met Sigaro o 

Pipa , specialmente se corte. 

Canchenin. Lo stesso che Cancanin. V, 

Cancrenna. Cancrena, Gangrena, 

Anda in cancrenna. Gangrenarsi, 

Candelidest Stranissimo idio- 

tismo di alcuni contadini deirHto 
Mil. per Cantaridess, cioc Cantaridi* 

Candid. Candido, 

Candid. Jd, di Ziiccher. r, 

Candida o Candita. Candire. 

Candidaa o Canditaa. Candito^ 

Candidament. Candidamente. SclUettor 
mente. Con candore. Con sincerila, 

Candila, Candilee, Candiletta, ecc, Lo 
stesso che Candira, Candirec, Candi- 
r^tta, ecc, V, 

Candila. Candela. Candelo (BoiXwri Note 
al Vasari). Dicesi quel trave lungo 
che si inetta per ritto a puntello di 
solaj, tetti, ecc. minaccianti sfondat* 
mento o royinu. 

Candila. Bracciuolo? (Gstg, Voc. agr.). 
Nome di que'^rigagnoU o canaletti ar- 
tefatti che circondano e attraversano 
le praterie artificiali per irrigarle, 

Candila i.tajestra Nome de^ ri- 

gaguoli priocipali da cui derivansi lo 



CAN 



(ao3) 



CAN 



acqiie per adacquare. Di questi i verti- 

cali diconsi Candil in pee; gli orizzon- 

tali Candil a tran^rs, Se ne pu6 vedere 

la figura nelle Opere del Trinci II » 370. 

Candiler6n. Candelabra ^Doppiere" f^ite. 

Candlr o Candil. s. f. pi. . . • . Verso 

il Lodigiano chiamano per questo no- 

nie que^due legni mobili posti Puno 

da fronte e Paltro da tergo del carro 

per sostenervi sii il fieno senza che 

occorra strignerlo colle funi. 

Candira o Gandlla. Candela. 

Candir a uso de Francia. . . . Can- 
dele fine imitanti quelle delle buone 
fabbriche francesi. 

Candir de calzolar (che anche di- 
const Mezz-candir e Moccol6tt). . . • 
Candelotti la vaeXk o poco piii lungbi 
delle candele comuni. 

Candir de forma Candele 

gettate in forme. 

Candira de la Zerioeura. Candelora? 
Candela dipinta a varj colori con suvvi 
r imagine del la Madonna che bene- 
detta si dispensa il di della Candellaja. 

Candil de zila. Candele di cera. 

Candir de slearinna. Candele di 
stearina (neologismo Tolg. ital.). 

Candir de tavola Candelotti. 

Candir nostrann. Candele nostrali, 

Candir frust. Cere o Candele arsiccie. 

Banch di candil (in gesa). f^. in Zest. 

Chi ha mangiaa i candir caga i stop- 
pin, o Dopo mangiaa i candir se caga 
i stoppin. Chi ha mangiaio le noci 
spazzi I gu5Cs(Monos. a43)* ^^ rice- 
perai daitero per JiCo(DaLnt, Inf. 35 — 
Monos. 4>^)* ^'^ cacherai le liscJie* 

Deslengu^ come ona candira. r, in 
Deslengu^. 

Fk el cuu ai candir, Aectdare* Far 
tondo il culo delle candele col col^ 
tello cosi detto da acculare. 

Falla Tede in candir^. Farla vedere 
in candela, Fai*e che succeda alcuna 
cosa contro il desiderio altrui. 

Mort ona candira se pizza ona tor- 
cia. fig. ..... La perdita di alcun 

bene spesso e riparata da un ben 
maggiore. Dettato che in bocca di 
mold mezzo ^ millanleria e mezzo 
illusione consolatoria. In bocca d^un 
contadino cui si volesse far dire cssere 
facile il trovar nuovo padroae si po- 



trebbe in questo caso porre il pro-< 
verbio tosc. Con un par di polli si 
compra un podere (Last. Pro v. V j 27 1 )• 
In fatto d^amori si potrebbe talora 
dire // podestd nuovo caccia il veccJdo* 

Ne donna ne tila a lumm de can- 
dila. Nh donna, nk tela a lume di candela. 

No foo n^ firi, e la candira la bnisa* 
p^» in Fira. 

On terren de candir. . . • Il disteso 
di quelle candele che altre volte riu- 
sciva il pizzicagnolo a fabbricare a 
mano in un dL Era prova di malricola* 

Porta la candira o el candiree, e 
piii com* Port4 el ciar. r, in Ci^r. 

Spiana i candir. Piaifor le candele* 

$14 e Fa 8ik in candira. y. in Tird. 

Tutt i sant voeurenla soa candila«fig« 

Ogni santo vuol la sua candela* Senza 

premio non si direbbe un patemosiro 

(Ambra Bern. Ill, 4)* 

Candira. v. br. Ghiacciuolo. V* Gorn&ggia. 

Candira. ^%. Moccio. F. Narlcc. Av^ gid 

la candira Moccicare* 

Candir^e o Candile)e. Candelliere* 

Pe o Cuu. Base, Pianta t> Canna« Fur 
5oaBTollin. Piaitelio^ Fond o Busse- 
rott ^occtuo/o p^Ne^candellieri grandi 
da chiese : Pe de leon o Fh o Pescitt* 
Peducci t=i Pedestall. Base. Piania » 
Sorape* ...» Vas. Vaso <» Foeuja* . . • 
;= Fusella. Fuso 1= Canin. ...«=» Padel- 
linna. Padella » Spinna. Ago. Punta » 
ToUa. PiaUello. 

Candiree de la settimana santa.&ietta. 

Anda o Mont^ sul candiree^ fig. f^e* 
nire in istato. Far sorte. I Francesi 
dicono Meitre quelqv^ un. sur le chan* 
dellier per innalzarlo a digniti. 

Chi ha danee fa danee, e chi no 
ha danee pd fa scusk el cuu per on 
candiree. La roba va alia roba(ilLono8* 
p. 3!i5). Chi ha h. Chi non lia nulla 
h nulla. Chi non ha non sa, Clu luL 
danari signore i chiamato. Quei ch'han 
ducati signor son chiamati. 

Porta el candiree o Serrl per can- 
diree. Servire per candelliere. Pik co* 
munem. dicesi Porta «1 ciar. K. in Ciart 

Sta li come on candiree. Star come 
un cero o riito come un polo. 

Vess sul candiree. fig. Essere sul 
candelliere. Essere in grado emineiUey 
iu fayore » ia auge. ^ 



CAN 



(204) 



CAN 



Candirdtt. 6^0210/0. Gosl chiamansi i 
pii\ sottili fra gli sparagi domestic!. 

CandireiU. Candeletla, Candelina. Can- 
deiuztm* 

GandiritU. Candeia* LisU di paaiio lino 
inceraU o diTeraamenie implai Irala , 
ridotu in ctlindro solido, che s'^intro- 
duce nei canale deirttreu*a» per aprire 
il passo alPorina. 

Gandiri^ttB. Qg. . . Moccio. K Naricc. 

€andit*klfi. fig. . . Ghiacciuolo. {lusza. 

Gandirln* Cohdehna. Candcleiia. Cande- 

Gandirdn. FuserAgm>lo. FasUUaccio. Uom 
lungo e magro. 

Candir^tC* CandUoUo* 

Candit^a GaadkyM. CandHto. 

Qnell che vend robba canditada. 

• Citiii&fdt/b(Zanob. Dia.). 
C4nef o G^nev. V^ Caaov. 

Gan^ff. T.de^Guochi. . . . Sp. di piccioiis- 
sime polp^tline fatte d^ingredienti di- 
Terai ea«sai volte di polpicine di peaci. 

Caa^l« OmntUo. Cannoncino. Sifoncino. 

Canell. T. de' Tessit. Cannello. 

Canell. T.de'^Fab. d''org. Sopracctuuui? 

' Boceiuolo di riporto, o di piombo o 

- di latta , cho ponsi alle canne deiror- 
gano per soategno. 

Gan^l de la gora. d. f. pi. Canne, 

Ganella* Canttelia. La cannella pau or- 

• dinaria^ Tiniima si dice ira noi Sea- 
v€%%6n^ e altrove Cannelloni. 

Ganella de la reginna. Cannella re- 
gina. Cinnambmo, Clnnanto* Cennamo. 
Gorteccia aromatica del Laurus cinr- 
namomwn Lin., 

Ganella in spolett. i^. in Spol^tt^ 

Ganella Ottnnellina. Can- 
nella del C&r&mandel, Gorteccia aro- 
matica men dolce del cennamo che 
ai trae dal Laarms cassia o daUa Cas- 
sia iignea de^botanici. 

Ganella, Cannella goto- 

fanata. Pipe garqfanaio dpressino* 

Color canella. K in Goi6r. 
Ganella. Ridfkdo (Alb* enc. in Cidce^lai- 
iiere). Cilindit) di granito, lungo cin- 
que decimetri e del diametro d^otto 
centtmelri) con cui si pasaa alia pie- 
tra il cioceolatte. 
Ganella. T. de'^F&b. d*<Mrg. . . • Nome 
di quella specie di calcola motrice 
de'^pedali che talora si sostituisce ai 
cosi dctti cadenazi negli organi* 



Ganella. T. de'Pastaj ed OIT. MaiUrello, 
Spianaiojo» Gilindro su cui s'' avvolge 
la pasta per ispianarlaedassottigliarla. 

Ganella. Basiera, Gilindretto di legno con 
cui si leva dalle misure di capacity 
dei solidi il colmo che sopravanaL 
Da la canella. Badere* 
Mesura con la canella. Misura rasa. 

Ganglia. T. de^'Parrucch Nome 

di ciascuno di quei due cilindri verti- 
cali a^quali i fabbricatori di parruc- 
che raccomandano i capelli che stanno 
intrecciando sul telajo, 

Gan^a. Afat£ere//o(*iior.). DicesI certo 
spianatojo con che si Iramesta la pu- 
lenda(/A polenta), V. anche Baston. 

Ganella. Badere. Levare il colmo alle 
misure colla rasiera. 

Canellaa. Jd, di Amed. ^^. TAppendice. 

Ganellaa. Cannellato. Misto a cannella. 

Canellin. Cannellino, 

Pont a canellin. F. in Pdnt. 

Ganellin. T. di Gonfet .... Specie di 
treggea fatta con cannella; confettuizo 
cannellato. Il Cannelas de^Francesi. 

Ganeliinna. • . • Specie di droga volgar- 
mente detta in Italia Cannellinadi Goa. 

Ganelldn. Biccione. Gocoa di capegli in 
genere. . 

Ganelldn. GoaJteUa. Cemecchio. Fiac- 
cagote. Cerfi^lio* Giocca di capegli 
separata dal reato della capelliera, e 
pendente dalle tempia* Al dire del Rcdi 
nel Voeab. aret. quelle grosse cioc- 
che di capegli r.he si lascian crescere 
dai due lati della capellatura molto 
pid lunghe che non essa dicevansi 
giA a Firenxe il Biccio e ad Areazo 
la Fantasia. Questa loggia^ uacita d^uso 
gih a^ tempi del Redi , e rivisattta fra 
noi oggidi. 

GaneQ^n. ^. Ganaldn. 

Ganester. ▼. hr. Canestro* V. Cavagnoeill. 

Ganestrellln (voce usata dal Maggi In- 
term. II, 3o5). Panierikzaolo* 

Ganeslrln* v. br. Canestrino. 

Gan^lt. s. m. Voce briana. Cannuccio. 
Cannellino — I canitt de la rocca. / 
cannacci della conocchia. Que*boc- 
cioletti che si mettono neli^ interno 
del ventre della rocca per saldeasa 
delle liste in cui fa rifessa la canna 
di essa conocchia in quelle parte do- 
ve fa uzza. 



CAN 

Can^tta o Cannetta. Cannuccia, Canna 
di padtile. Cannuccia palustre, Spazzoia 
ill padule, 1/Arundo phragmiies Linn. 
Plafon de nanett. y, in PlafiiSn, 

Can^tta (o Cannetta o Gannin). Cannuc* 
da, Canin de pippr* de portazigaTf 
erc« Carmuccio da pipa^ ecc. 

Ganetta. BaccheUo{ZfXDoh, D».)* ^'tC" 
cheUa(*\ucch. fior.) <Stocca(*oltri tosc). 
€annoneito(*rom.)* Quel legnelto che 
iisano aver a fianco le donne per 
sostegno deTerri nel lavorlo delle 
calzette, chiamato Mazzarielio da^Na- 
poletani 9 Cbroii da^ Veneziani, Caviot 
o Canit da^Piemontesi, e Affiquei o 
Pc/ie^guille da* Francesi. Talora per 
difetto di meglio a^uaa un bocciuolo 
di canna che da un capo ha il nodo 
che il tura e dairaltro no ed ^ aperto; 
queslo direbheai cogli Aret. Biibbolo, 

Can^ttat Cannello, Quel sifoncino, o 
diritto o ricuryO) che si aovrappone 
alia canna da senriziale. 

Caoetta. T. de^Macell Nome 

di ciascuna delle lacchette anteriori 
del hue , che ognuna delle posteriori 
dicesi Cossln, V. 

Canetta Nella Cava d^are- 

naria di Vigan6 ^ cosi detta ogni 
sfenditura longitudinale che si fa per 
cavar del monte quella saldezxa che 
nroolsi; sfenditura di cui si vede la 
fine in una seghettatura che rimane 
nel pezzo cavato. V* anche Testa. 

Canetta. Pennajuolo, V, Penniroeili. 

Canetta. V, in Colz^tla. 

Canetta d*apis. Matitatojo. Tbccalapis. 

Candtta de butter de cacao. . . . Cannel- 
lina di burro di caccaos. 

Canetta de sald^. Cannelio da saldare. 

Canetta de zila de Spagna. BaccheUina di 
C€ralaeca{CT. e Alb. enc, in Ceralacca), 

Ganett4. ^rnocoettare(Zanob. Diz.). Sti- 
rare le biancherie a piegoline minu- 
tissime per mezzo di ordegni dacto. 

Canettaa. Arroccetiato? 

Canetta. rergo/a.'(1'pist. « Cini Des.eSp. 
Ill 9 8). Sp. di tela di cotone o di 
lino, e Sp. di stoffa di seta cosi dette 
pereh^ tcssute a minutissime righette. 

Canett^e o Canettera o Cannee. Canneto. 

Canett^e. Canntrone. Usignuolo di pa- 
dale, Codibugnolo di palude ? Uc- 
cello palustre cosi detto dal fare il 



(io5) CAN 

nido ne^canneti. Il Pams candaUts 
palustris o P, polonicus o penduUtuts? 
I nostri contadini, lamentatori non 
del tutto ingiusti della propria con- 
dizione , sogliono dire che questo uc-* 
cello 9 con quel suo particolar modu- 
lare di voce che ha^va gridando Cid 
V k che fa la robha? i pOveriU: Chi 
Ve die god la robha? i Hcch i ricchm 

Canettera. Catmeto. 

Canettin. Cannuccina. 

Canettin. K. in Colzetta. 

Canetl6n d^apis Quel lapis 

grosso che usano i falegnaini per se* 
gnare il lavoro sull* assi » ecc. 

Canev {ehe tdiri dicono Canov). Cdnapa. 
La Cannabis saiiudlAn,^ pianla di cui si 
trae filo simile al lino, ma di minor 
finezza, col quale si fanno corde, tele, 
ecc. , detto anch^ esso Canapa o Can 
napa soda* La canapa pid iina dai 
mercanti ^ detta Garzuolo^ e la piiX 
grossa Canapone. Il luogo in cui d 
seminata la canapa dicesi Canapaja^ 
e colui che asset ta la canapa, Cana-* 
pajo. La semente ^ detta Canapuccio* 
La canapa si raccoglie a Sleja. Ma- 
nata »» Peja. Covone? 

Caneva. Canoi^a. Ctmtina. Bettola, 

Canevi e Canevto e Canevazx. Canavac- 

cio. Canovaccio, TWrone.Tela gross, dk 

far modelli di puntiscritti^tappetiyect 

Caneva dc seda. Canouaccio di seia> 

SloiTa di seta per uso di ricami , ecc* 

Canevaroeula. Beccafico canapino? Uc« 
cello ; la Motacilla luppolais di Lin. 

Canev asc. Canovaccio, y. in Caneva* 
De sira canevasc per tira. y. in Tlla. 

Cane vase ia (pegg. di Caneva per Canti" 
na), Bettolaccia? ; ed anche Siatuac- 
cia, Camcraccia a terreno* 

Canevazft. Canovaccio. V. in Canevi* 

Canevera^ Barba^ e botanicamente Radi" 
cheUa o Badlcula, Nome delle ultimo 
barboline delle piante, dei vasi ca- 
pillari delle radici. E Testrema fra 
le tre parti in cui il hotanico Suole 
auddividere la radice delle piante. Il 
nome vernacolo ^ dipintivo^ come 
quelle che suona Filamento di canapa, 
£1 moron Tha de sent! i canever 
di radis. y, in Mor6n. 

Canev^lta. Voce oUrepad/ usata d.il Daz. 
Merc. • . . Nastro di canapa e filo lino. 



CAN 

Caney^tta. Cantimplbra. 

Conevin. Canapajo, Chi assetta la canapa. 

Canevdsa. Canapuccia. Canapuccio, Seme 
di canapa. La Chane\fis dei Francesi. 

CaneyCtsc o Canavusc* Canapitlo. U gam- 
bo, lo stelo o sia il cannello della 
canapa dipelata o dirotta. 

Canfora. Cdnfora. 

Canfor^a. Caitforato, 

Cangelaria. Cancelltrla, Cancellaria, 

Cangel^r. Cancelliere, 

Cangel^ra. . . La moglie del cancelliere. 

Cangeler<Sn. . . Cancell.digrandestatura. 

Cangi4nt. Cangiante* Cdngio. V^e un 
drappo che dal color cangiante si 
dice Scangk; cosi avvisa il Varchi. 

Canimel Certa pastiglia di varie 

forme, fatta di zucchero cotto, che 
volg. chiamasi anche Caramella,V(e*diz, 
Cannamele signiflca canna da zucchero. 
Canimel con gust La stessa pa- 
stiglia regalala con essenze odorifere. 

Canin per Can^tla. V, 

Canin di candiree. F", in Fusella. 

Canin. T. de^ Castag. Castrino{Alh. enc. 
in Castagnajo), Quel cpltellino con 
che si castrano le caslagne per arro- 
stirle senza ofTesa di chi v'accudisce. 

Canin. add. PagUato* In qualche parte di 
Toscana dicon anche Canarino,F*Co\6T* 

Canippa. Nappa, Nasorre, V* Nas6n. 

Canizza. T. de' Cappell Quella 

tavola sulla quale si batte colParco 

• il pelo da fare i cappelli. 

Cann. s.f.pl. ^accA£(/e(Alb.enc»in51terc/te). 
Le cannucce in genere de' ventagli. 

C4nn. s. f. pi. T. de^Tint Quelle 

canne di padulc delle quali i tintori 
si servono per istendervi sopra a 
prosciugarsi o a ordinare le roatasse 
di lana o di seta tinte o da tignere. 

Cann de yesch. Foderi da panioni{Alh, 
enc. in Canna), Bucciuoli di canne nei 
quali si custodiscono i panioni o ver- 
goni (baccheti) e le paniuzzole (^nc- 
chetUnn) quando le non sono infitte 
sul ycTgello{bacchetton). 

Cann stoi*t o Sighignocul.s. f. pi. . . . Sifoni 
ricurvi o ripiegati dai capi per mezzo 
de' quali si fanno passare i fluidi da 
un recipiente in un altro. Tali sono 
quelli dei fabbricatori d'amido, ecc. 
Mett i cann stort a on seggion. . • . 
Munir di sifoni ricurvi un secchio. 



( 2c6 ) CAN 

C&nn. s. f. pi. CannelU. Bocciuoli di canna 
sui quali si formano i gomitoletti di 
filo, diversi in grossezza dai canon V» 
quasi come la rocchella dai rocchetti* 

C4nna (in gen.). Canna. Tvbo. Si/one. 

C4nna. Canna, La canna comune o do- 
mestica, VAnindo I>onAr Lin., che 
s'adopera a far conocchie, cannoni, 
imperticate, ecc. — Chiudere con can« 
ne dicesi Incannucciare^ la chiusa sif- 
fatta Incannicciala o Canniccio^ i luoghi 
pieni di canne Gonn^fi o Luoghi cannosi^ 
le tavole o i vasi di canne Cannaj, 

Gropp. Occhio di canna, Cannae-- 
chio. Nodo, Uovolo, Barif occhio *» 
Can6n. Bocciuolo, Bacciuolo. IniemO" 
dio, Bubholo ^ Pellesinna. Cartilagine? 
Capna busa. fig, Zucca voia, Cer- 
vel voto, Vano piu cfie una canna, 

Canna d'India. Canna d' India, Il Car 
lamus scipionum de'botanici che lavo- 
rato secondo il valore del suo aggiunto 
latino si dice Mazza, Canna* Giannetta, 
Mett-su sui cann. Incannare. 
Tir&-gi6 di cann. Scannare* Levare 
d[in su le canne, 

Canna (Cassia in). Cassia nei hoccifoU 
(cosl TAlb. enc. in Bocciuolo). 

Canna. Gola, Doccione, Cosi chiamasi il 
canal del cesso e deiracquajo che 
finisce nei Boitino o Pozzo nero. 

Canna. Gola. Dicesi di quella del cam- 
mino e del pozzo. 

C&nna. CerboUana, Dicesi di quella da 
strologhi. 

Canna. Gam^Alb.bass.in Tige), La parte 
dello stivale che veste la gamba dal 
piede iino al ginocchio o 11 presso. 

Cknna d'apis. Toccalapis. 

C&nna de levativ. Canna da servizialc* 
Cannon da argomenti. Quello slru- 
mento con cui si danno i cristei* 

Canna. C<z/iiiAe»Cannetta. Cannello 
t=s Vidon. Fondello «=» Capellett. Coper- 
chio » Manegh. Bossolo bb Stopporon. 
Stoppaccio, 

Canna del nas L^ossatura del 

naso compreso il setto. 

Canna. Conno/icino.Cetn/ia? La parte della 
penna che si tempera per iscrivere. 

Canna. Crznna.Tubo di piombo e stagno,o 
di solo stagno, latta o legno dond''esce 
il suono deirorgano. Dividonsi in 
Cauu a auima. Ca/uie d* anima* 



CAN 



(207) 



CAN 



Cann a ancia o 
a lingua. 



Instrument. Canne 



Cann stopp. Canne cliiuse, 
Le parti delie canne sono: Canna. 
Corpo » P^. Piede »» Bocca. Bocca « 
Scud.X^^ron Anima o Animella. ^m- 
/TmsBSdlTegh. Compressore(i>vi, mus.). 
Av^ di fioeii che vegnen via come 
i cann de Torghen. F. in 6rghen. 

Canna. T. de'^Fab. d*org. Corpo(Oiz.mus.). 
E propriamente una delle due parti 
principali delle canne da organo, 
ciod quella che e superiore alia bocca, 

Canna. Canna, Quel tubo d^ un^ arma da 
fuoco portatile in cui si ficca la ca- 
rica. Le sue parti sono: 

Bocca. Bocca « Culatta. Culatta ^ 
Fond. Anima ^ Fogon. Focone «- Vi- 
don. f^itone » Scud de cidatta. Facce 
o Faccette delta cidatta «» Tacch. Fer- 
mo da bajoneUa » Voeuj. Fano* 

Canna a torcion. Canna di toriiglione 
(Gior. agr. IX, 5). Canna a toriiglione 
(Oris. — Dix. Artig.). Canna a spire. 

Canna rigada. Canna rigata, Canna 
scanalata. 

Canna del fceugh. Sofflone. Trombone a 
bocca; e se piccino SqffioneUo,F'»^oSeii. 

Canna canna (F^). Lo stesso cite Fa la 
forca. y. in Forca. 

Cannada. Cannata, Colpo di canna. 

Cannee. Canneto, Luogo pieno di canne. 

Cannell, ecc. K. Canell, ecc, 

Cannetta, Cannin. f^. Canetta. (pio. 

Canocial. Cannoccliiale* Occhiale, Telescb' 
Veder, Lenii, Cristalli, Fetri aCanna. 
Tubo. Canna, Cannone, 

Canocial in. OcchiaUtio? CannocclUaleUo? 

C^nola. Doccia, Scarpello a doccia* Sgor- 
bia da bottaj, Fcrro, quasi simile a 
un tassell grande da caciaj , con cui 
il bottajo fa nei tiui e nelle botti 
que** fori nei quali s'ha da inlromct- 
tere le cannelle. & il Perqoir del Fr. 

Canon (in genere). Cannone, Tubo, Si/one, 

Canon. Cialtlone, Spezie di pasta con- 
fetta con zucchero o mele, condotta 
sotlilc come Tostic, ed attorta e ri- 
dotta a guisa di cartoccio. 

Canon. T. di St. Cannone, Qinone, Il mog- 
giore fra i nostri caratteri da staiiipa 
usalo solo per messali, cartclli, ecc. 

Canuu. Slecche, Le due principali bac- 
cbette (ca/i/i) d'^im veutaglio. 



Can6n. T. di Cart. Cannella, Picciolo ca- 
nale de''condotti » di piombo o di terra. 
Can6n. Cannone. Pezzo^ e per estensione 
Pezzo d'artiglieria, Bocea di fuoco* Noi 
Milanesi 9 che potemmo gia gloriosa- 
mente nominare con voci vernacole 
ogni minima parte della picca, della 
spada e di simili altre armadure, non 
possiamo oggidi parlar di cannoni 
cbe per le bocche d^altri^ e perci6 
non abbiamo nomi volgari vemacoli 
per denolarc ne le specie ne le parti 
di questo padrone delle genti. Il Diz. 
d^art. per6 ci fa conoscere che i 
Cannoni 9 i quali anticamente dice- 
yansi secondo la loro forma e portata 
Sagjn o Sagretti^ Falconi o Falconettif 
Draghi o DragheUi o DraghignaxM ^ 
SerpenUy Smerigli^ Colubrine^ ecc. » 
oggidi si distinguono dal peso della 
palla che scagliano, e diconsi Cannoni 
da ^9 da %^ da 169 da 'i^^ da ^2 
libbre di palla , e aggiugneremo an« 
cbe da 60. Ci spiega distinguersi pu- 
re in Cannoni da muro^ da campOf 
da montagna , da batteria , da bomha 9 
calibraioj^ corner i, doppj 9 incamera" 
ti 9 accampanati « petrieri , seguenti » ec» 
Ci avverte le loro parti essere no- 
minate : Anima o Canna « Bocca » Bot" 
tone 9 Codone 9 CoUo del codone , Ta- 
lipano 9 Collare o Colio del tidipano , 
Corpo 9 Culatta , Cut di lampada 9 Fo^ 
cone J Grano del focone , Gioja^ Ma- 
niglie, Orecchioni^ f^olata^ Zoccoli; 
e le modanature loro dirsi Astrdgalo^ 
Fascia di mira^ Listelli 9 Ovolo della 
bocca 9 Listello del codone 9 Plinto e 
Bilievo di culatta , e Sguscio o Guscio 
o Cauetto del plinto, 

Quand T e rabbiaa Tandaray contra 
a on canon. Quand" e^ s*adira non i 
cosa ch* ei non facesse ; egli andrebbe 
incontro agli spiedi{Qe\\\ ^/lo/ial V9ult.). 

Canon . Nei Varesino danno 

questo nome alia trappola da talpe. 

Canon Nelle viole garofanate 

{garbfol) e il Gambo9 lo Stelo. 

Canon. Doccione, Sifone, Cannone, Can^ 
nellone; se di terra Cannella, 

Canon. Bocciuolo, Bucciuolo ; e in istil 
dottrioale Intcmbdio, Quella parte 
delle canne , de^ sagginali 9 ecc. che k 
tra r ua uodo c Taltro. il bocciuolo 



CAN ( 208 ) 

col nodo da un Uto e dairaUro no 
si dice Bibbolo dagli Aretini. 

Candn. Cannone. Qumetto? Bocciuol di 
canna su cui s^incannano seta, lana, 
filo9 ecc. nel dipanarli. 

Can<Sn e Canonitt. Cannoncini, Specie di 
guemiuoni tubulari delle cuffie e 
delle Testi. f^. one fie Borlon. 

Cauda {che anche dicesi Ferr de borldn) 

• • • Ferro tondo* fermo in 

un manico di legno, del quale si ser- 
Tono le stiratrici per istirare le guar- 
nizioni dette cannoDcini. 

Candn Invohicro delle spighe 

del grano. Fii el canon. Spigare. 

Candn del mantes di fusinn. Bucolare. 

Candn di penn. Pennajuolo. 

Canon^ Cannoneggiare- Scannonezxare. 

Canon^. fig. Sbombardare. Spetextare. 

Canon&da. Cannonata. 

Caaon&da. fig Spetezxamento. 

Canonada. fig. Sparata, K. Sparada. 

Canonega. Canonichessa ; ma noi la usia- 
mo solo in sig. di Buona Uunetia , 
Porcwtza^ Cavezzubla detto a donna. 

Candnega. Canonica^ e con v. cont. Cala- 
naca, Cahnica. Ahlimon de^canonici. 

Candnega (And4 in). Sfiorire, Sfiorare. 
Pari, di piante vale Perdere il fiore. 

Cauoneglia. Canonicaio. 

Canoneg2i^ met. . . . Impiego di poco o 
nessun laToro, paga morta» sinecure. 

Candnegh. Canonico. 

Canonegh stobbiroed 

Coal chiamasi per ischerzo quel se- 
colare che canta insieme coi preli 
in coro. E siccome alcuni bottegai 
di citt4 vanno talora alle sagre a fare 
per vino e pacchia queslo cantare 
imitando i buoni contadioi cbe haniio 
per abito di fare cid gratuit.* ogni 
festa 9 cosl tali imitalori sono detti 
Stohbinxu dai loro modelli StoppiajuoU. 

Candnegh. fig. Capestro, Forca. Cecino. 
Buona lameita, CavezttL Uomo da bosco 
e da riwera, Buona spesa, Secondo cbe 
si usa trae un po'^piu , un po*" meno al 
tristo , al maliziosoy ed anche sempli- 
cemente alio scaltrito, al mascagno. 

Canoneghin. Capestruzzo. Capesirello. 
Forcu%za> Impiccatello. TrisUfelh, Imr 
piccatuzto, Cavezznbla, THstuzzo. 

Canonegdn. Impiccato. Gran forca. Gran 
mascagno, TrUiaccio. t forchc bene. 



CAN 



Canonegdnna. Tristaccia* /^.Candnegh fig. 

Canoner. Cdnnoniere* ' 

Canonin, e al pL Canonitt. Dim. di 
Candn ( guemiuone ). /^. 

Canonsln. T. di Stamp. Cannoncino. Ca- 
rattere da stampa cbe d di roezso fra 
il cannone e il parangone.^ 

Candtt. Canba? Battel tondo senza cerchj. 

Canov. P'oce contad, per Canev» ed 
anclte assoL per Tila de cane v. K. 

Cauov matt (cAe ancke dicesi Ca- 
novdtt)* Canapone? 

Canovett per Ciinov matt. K. in Canov. 

Cansa. v, br. per Scansi. f^. 

Canta. Cantare -— Cantare legato o por- 
tato o di portamento — Cantor di 
maniera ^— Stracaniare — CanJtar di 
gala, 

A cantand Frase denotante 

buona e facile riuscita. La va a can- 
tand. La va di rondone, £l foo a can- 
tand. L* ho come bef^ un uovo. Won 
ha spina ne osso, E un giuoco di po^ 
che tavole. 

And^ unii o d^ accord in del canta. 
Stare in tuono pos. e fig. 

Canta a la destesa. Cantare a ricisa 
(Rusticaii f. i8). In alcuni casi Spip' 
polare; p. es. El canta va sestinn a la 
destesa. Spippolava sestine. 

Canti a oreggia. Cantare a orec* 
chio o ad aria, 

Cantli bell Dicesi di can- 

tatrici che quantunque cantino poco 
bene pure siano applaudite per la 
loro avvenenza. Questo modo ha af- 
finita col Ballar saporito in cui il Da- 
vanzati voltd il Diserte saltare di Ta* 
cito nelle Ciuise della perd, eloq, p. 6 1 o. 
Cantji come on canalin de monta- 
gna o come on canalin che mangia i 
gland, fig. Cantare come un rosignuolo 
d' Arcadia o come un canerin di mag- 
gio ? Cantare stridevolmente , sgrazia^ 
tamente, come un ciuco. 

Canta come on grl o come on merlo 
o come on canalin o come ona se- 
renna. Cantare come una calandra. 
Spippolare — Cantare come una sirena 
o come un usignuolo, 

Canta de falsett* de sopran, de 

contralto ecc. Cantare in t/uilio o in 

voce falsa. Cantare in soprano , ecc. 

Cauta giuee o sgeaee. f^. in Sgeuee. 



CAN 



(209) 



CAN 



Canlagliela glo a la deslesa o gi6 
ciara e netta, o anclte semplid Can- 
taghela. Cantata il fatio suo ad alcu- 
no. Fare ad alciuio una cantata Uscia » 
chiara^ senia ritomelli ne passaggi. 
Dire altrui dtecchessia a buona cent. 
Dare le carte scoperte o alia scoperia. 
Dire ranimo proprio liherissimaroente. 

Cantalla foeura di dent. F, in D^nt. 

Cant^ inessa hassa. f^, in Messa. 

Caat^ miseria. fig. F. in Miscria. 

Caut^ ona canzon de iadormenlli i 
fioeu. Caniilcnare* Far la ninna nanna, 

Ganta roinan. fig. Cantar da ciechi, 
Dicesi di fllastroccola lunga lunga 
senza sugo o supor alcuno. 

Canta semper soil vos. Canierellaix, 
Canticcldare, Canlillare, Cantacchiare* 

Cant^ vittoria de Poricinella. F. in 
Viu6ria. 

Carta canta e Tilan dorma. F', in 
Vilan e in Carla. 

Chi viv sperand moeur cantand. 
y. in Mori. 

Fa cantk in gnllcsch. F, Gallesch. 

A'o cantassen pik ne gall n^ gal- 
linna. F- in Gall -— No cantassen. Non 
farsene menzione. Non esseme trattato, 
Non essere quistione di checchessia, 

m GeruMlenuu Ve iu nun di Turch, eel queft 

» EI so impegn che de UenlU no s'en cantii? » 

(Jial. Ger.). 

Se p6 minga canta e porta la cros. 
Non si pub cantare e poriar la croce, 
Itttanto che s*k al bosco e*non si pub 
esser suWaja{FQg, Zingana), Non si 
possono fare due mestieri a un tratto. 
F, anclie in Murta. 

Cauta (parlandosi di grilli). Grillare, Stri-' 
dere. Far cri cri^ ed anche C<intare. 

Canta (parlandosi di raue). Gracidare, 

Canta (parlandosi di cicale). Stridere^ 
ed anclie Cantare. 

Canta (parlando d^uccelli). Cantare, V dr 
nitra scfiiamazza , P aquila e il pa vo- 
ne trombctiano, I'assiuolo chiurla^ la 
cicogna glotera^ la civetta squittisce 
o coccuveggia^ il Colombo geme o 
mormora o tuba , il corvo graccliia o 
crociila o crocila e cinguetla^ il cu- 
ciilo cucidia , il fringuello sjringuella 9 
la gallina gracida , schianiazza , chioc- 
cia e croccia^ il gallo, il dindio e 
Tusiguudlo cantano , la gazza cm- 
FoL I, 



guetta e squittisce » la ghiandaja pi^- 
gola, il gufo gufeggia^ il nibbio, 
la peruice, la quaglia stridono , Toca 
gracida e stride 9 il pappagallo squit-' 
tisce e cinguetta^ la passera pipila o 
pigola e in brigata fa pissi pissi 9 la 
rondiue pispissa^ lo sparviere chioc' 
cia 9 il tordo iirla o trutiia , la tojriora 
geme — Gli uccelli svemano in prima* 
vera, piano innamorali, garrono o gar-^ 
riscono al vedere lo sparviere 9 ecc. 

Canta. fig. Cantare, Jcctisare il punto 
giusto, Accusare o Confcssiu^ la wnfa 
giustun Dante disse anche in queslo 
significato Abbajare, Manifestare cio 
che si voleva o doveva taccre. 

Cauta come on merlo. Sgocciolar 
bene bene il barletlo. Dire tutto quel 
che UQ sa d'^una cosa. 

Fa cant^ van. Cas^are i calcetti a 
uno. Far uscire uuo. Dare intomo alle- 
buclus a uno, Tirar le cahe a uno, 
Scalzare uno, Cavsir di bocca il se- 
grelo a uno 9 cavargli di bocca artala- 
niente quello ch^ ei non vorrebbe o 
non dovrebbe dire. 

tanta. Crocchiare, Dicesi dei ferri dei 
cavalli quando sono smossiyC romo- 
rcgglano cigolaudo. 

Canta. Sgrctolare. Scrosciare. Dicesi di 
quel suono che fanno il pan crostoso 
e anche il fieno, la paglia ecc. 8ecchi9 
il filo ben rasciutt09 e simili. 

Canta sottai denL Scrosciare il pane* 

Fa canta i danee. Diguazzare i dor- 

nari. Far chioccare i danari nel bor^ 

sellbio. E di chi non ha modo a farlo 

si dice £" non ce ne canta uno, 

¥h canta i did. f^. in Did. 

Cantacucdu* y. cont. br. Glieriglio, F'» 
Grioeu. 

Cantada. s. f. Cantata, 

Cantada. Ad, di Mcssa. F> 

Cantadinna. . . . Un breve canterellare. 

Cantador. Cantatore, Cantajuolo, Canton 
jolo, Canterino, Uccello che s* alleva 
per allettajuolo. F, anche Cantarcli. 

Cantant. s. m. Cantante, Cantutotv, Can' 
tore, Canterino, Quesl** ultima voce A 
usata anche volentieri in sig. scherz. 
di chi canta Tulentieri e spcsso. 

Cant&nt. ad. Ditta cantant. Bagion can- 
tante, 

Cantanta. Cantatrice. Cantrice, Cunterina, 

27 



CAN 



(aio) 



CAN 



€antar4. Stipo? Cassettone. Mobile con- 
. tistente in due , ti'c , quattro cassette 
{cassetton ) che si tirano fuori per 
diiianzi dal guscio in cui sono inca- 
strate 1^ una sovra V altra ad uso di 
riporvi biancherie, vestimenta e siin. 
die 51 voglion tencre custoditi. L^Alb. 
enc. registra an che Canterano ma co- 
me voce lombarda. p^, pure Cumo. 
Cantaraona. Fognone{GioT, Georg. XIV, 
i48 e allrove). Caterattone ? (Tar g, 
Ving. II, 1 83). Chiaviciu Cloaca, Fd- 
gna, Sull^origine della nostra voce si 
legga ilGiul.Mem.IV,446eseg. — Fo- 
gnajnolo diccsi chi atlende a spurgarla. 
Spuzza come ona cantaraona. Puz- 
uire come una carogna. Jllezzare. Am- 
morbare. 

Spuzza el fiaa come ona cantaranna. 
r. in Fiaa. 

Cantaranna per isch* e deiis 

Catti^a cantatricc, quasi paragonan* 
dola a una rana gracidante. 
Cantarej. Le sMci (Salv. Buon. Ficr. 477)- 
i$brognom(Coltellino 4)« Grumi di san- 
guc assai duri vicini al polso che si 
usa schiacciare con fregbe fortissime. 
Romp i cantarej. Scliiacciare le senici* 
Cantarcll. Fisiierella? Allettajuolo da 
pernici; se e una starna dices! Can- 
terella^ se un tordo, Sc/Uamazzo. y. 
anche Gantadur. 
Cantarc'lla (e per lo piu Cantarell. s./. 
pL die aliri dicono Cantaridess). Can- 
taride, Insetto noto. 
Cantari. s. f. pi. Doppieri. Nome di am- 
bo quci candellieri in sui qiiuli si 
portano le candele accese intorno alia 
croce, quando e in alto di proccs- 
siuiie o altuale o prossimn. L''Alb. enc. 
dice che si chiamano anclic VitL II 
Magri Diz. sac. e il Oucangc Lex. inf. 
lat. li chiamano Cantltara dal greco 
XJtvo*^po?, e dicono Cantliara cerostrata 
qucsti doppieri se intarsiati. La nostra 
voce Ciinidri si cstende talora anche 
a dcuotarc quella specie di lampadi 
inastatc che anche il Magrl Diz. sac. 
chiaina Crc/it/mra , le quali specialmcn- 
te in campagna fan no rufficio di dop- 
pieri mettendo in mezzo la croce 
quando c porlata a processions. 
Caniaridi?isa. v. br. Cantdride. K Can- 
. tarella. 



CvaX9TiDXi9LJCanterinaX}antati'ice,Cantrice. 

Cantascia. Canlazzare. Cantar frequenter 
mente e male. 

Cantegora. f^oce usata dal Porta Lam. 
March, p. Ill, p. iSq ia sig. se non 
erro di Essere alle bujose ^ cioe car- 
cerato, perche in tale stato viensi 
agli esami ne^ quali s^ ha a cantare la 
ronfa giusta. 

Canten. Cdntero. Pitale, Vaso da seggette. 

Cantenin. Canteretto, Cantaretto. Cantor 
rello. Canterello. Picciol pitale. 

CantiUnna. Cantilena, Ndnia. 

Cant in. Cantino, Canto, La corda del 
violino e d^altri siromenti che viene 
ultima ed ha il suono pi6 aculo. 

Tocca on cantin o ona corda. fig. 
Toccare un tasto, Hitoccare una cor- 
da, Rammeroorare cosa che non sia 
per andare a genio di quel tale a cui 
si parla. 

Cautinaa. J volta? Aggiunto di stauze 
terrene, e dicesi di quelle che per 
avere solto di s6 volte o cantine 
riescano pregiate per asciuttezza. 

Cantinee. Cantiniere, Cantiniero, Canor 

vajo, Canoi^ajo ; e con voci anliche 

, Cellajo , Cellario , Cellicre , Cellerajo, 

Coeugh franzes e cantinee todesch. 

Si suol dire per denotar 

Teccellcnza delle genti delle due ua- 
zioni nella cucina Tuna, nel giudi- 
zio de^vini la scconda. 

Fader cantinee. CanovajoX^ellerario, 

Cantin^lla. T. di Teat Nome di 

ciascuna di quelle lunghe stanghc che 
hanno confitti in s6 varj lumini , e 
che s'appiccano alle scene laterali 
(quint) per illuminarlc. 

Cantinera Quella donna nclle 

famiglie che ha V incarico di spillare 
la bottc per dare il vino in tavola. 
£ voce schcrz. piu che positiva , e 
come dir la rinaja^ abbenche le in- 
cumbenze di Vinajo di loro natura 
non siano per le donne. 

Cantinin. f^olticciuola ? Cantinetta, Pic- 
ciola cantina in gencre ^ ed anche la 
Volticciuola dai vini squisiti, dalle 
boltiglie di scrbo. 

Cantinna. Fblta, Cantina, Quelle volte 
sotterrance suUe quali vengono alza- 
te le case, c che noi deslinianio a 
cauQvc , legnaje 9 ecc. 



CAN fai 

Cantinna de la legna. Legnaja. La 
volta dalle legne nelle case private. 

Cantinna del vin. Cdnova, La volta 
dal vino nolle case ]>rivate. 

Cantinna de vin. CdfiOiHi, Luogo 
dove si vende il vino a minuto. 

And^ la vos in cantinna. Affiocare. 
Affiochire^ /irrocare, Perder quasi la 
voce per raucedine ; e talora semplic. 
Abbassare, dibassare il tuono, la voce ; 
parlar con voce somroessa e appena 
udita ; fare una vocina laoguida. 

A tegni bon el vin ghe voeur can- 
tinna bonna. La buona canUna fa il 
buon f'ino(Paol. Op. il* i)i3 — Last. 
Prov. V, a63). 

Brevis orazio penetrat in cantinna. 

Dicesi schere. per racco- 

mandare brevity nei discorsi in ge- 
nere, e specialmente nelle domande, 
nelle suppliche* neile pregbicre, nelle 
quail vuol esser fervorc, non lungbe- 
ria. Ancbe i Francesi dicono Une 
courte priere pSn^tre dans les cieiix. 

Gh^^ sott cantinna. Gotta ci cova. 
Trama d h solto (Bib. Calandra V, 3). 
lo diibito che non ci sia altro sotto 
(Macbiav. Cliz. II, 3). ^ci €0va sotto 
altro die favole {ivi HI, i). Trama 
c'^(Anib. Furto V, i ; Bib. Caland. 1, 
4 in fine). CT^ sotto magagna( Firenz. 
II, ia3). C ^ sotto cacc*ii(Monos. 5i3). 
C h mistero sotto ( Tac. Dav. Ann. II , 
3t), Qui c*e del bujo{l?m. Av. !» i5). 
Qualche imbroglio tf k sotto(Fag. Aver 
ciira di donne d paz. II, i). C^ sotto 
materia (Fag. Ast. bal. II , ult. e Nobil- 
ta ecc. Ill, 6),C^ soUo ragia (Saly. 
Spina II , 5). La cosa non ^ cbiara. 

Omm de cantinna. F'inajo {Fag. I 
gen. cor. dai loro tig. I, ii). Chi at- 
tendc a regolare i yini nella canova. 

Cantindn. i prollone? Gran cantina. 

Cantinonna. \ 

Canllr. Tondone (Oiov. agr. tosc. I, 573). 
Nome di quel rnmo d^albero che per 
la sua grossezza tiene il mezzo fra il 
palone e il travetto , ed e denominato 
cost tanto rozzo air uscir del la pianta 
quanto asciato per usarne nelle co- 
st ruzioni. r. in Trav. 

Cantir. Stile. Abetella. Legno lungo, ton- 
do , diritto per ponti da fabbriche. F. 
Auleuua. 



I) €AN 

Canth*. Colonna? Nelle pergole da viti 
e il nome de^ritti roaggiori che le 
sostentano nelle testate^ che i minori 
e di corpo diconsi Scarion, y, 

Cantir • Nome speciale di quei 

travicelli che dal coroignolo scendono • 
fin sul tiranle di un tetto e sui quali 
s' inchiodano le scandole (fiodeghett). 
t il Clievron de^ Francesi, il Canihe" 
rius de"* Latini. 

Ciod de cantir. K. in Ci6d. 
Cantirada. Lo stesso die Cantirera. f^, 
Cantirell. . . . Quel.ramo d^ albero che h 
grosso un po'' piu del palone e un po' 
meno del tondone(caa/<r). K in Trav. 
Cantirera o Cantirada. Abetaja? Bosco 
che e governato per modo da cavar^ 
ne copia di tondoni( cim^r). ^. 
Cantir^lt. Dim. di Canlir. F. in Trhy. 
Cantiron. ^ccr. Ji. Canllr. iT. in Trav.- 
Canton. Cantone, Canto* Angolo. 

Qk de canton, Finestra de canton, 

e simili Casa , Finestra e 

simili posta sul canto fra due vie. 

Capell de trii canton. V, in Capell. 

D^ on canton in pegn. Dare un canto 
in pagamento. Cioe non pagare , soan- 
tonare i creditor!. 

Fa canton. /%rcail/omito(ManniVeg, 
tosc. Ill , II — Bandini Vita Vesp. XI )• 

Giugli aiquatter canton. Lo stesso 
che Giuga a foresetta. y. in Foresetta* 

Lasak in del canton del ruff. Lasciar 
nel dimenticatojo. Negligentare , tras- 
curare cherchessia. • 

St^ semper in canton del foBugh. 
Essere conjinato al canto del fuoco 
( Gior. agr. X« io6 ). Starsi . a Jar cc 
nere intomo a buone Ugne secche 
(Nice. Mart. Let. 6o). 

St^-su per i canton a vend , ranta e 
sim, ^tar su pi canti, Esser cantoniere. 

Tirass in d'^on canton. Bincantuo^ 
ciarsi, 

Tutt a canton. Angoloso ; e ,con 
voci ant. Canteruto e Cantucciuto* 

Vess in del canton di noeuv meSt 
V, in Mes. 
Canton. Cbcca{*io&c.^ Tom. Sin. p. io6)* 
L'^angnlo che fanno i panni ripiegati, 
Tcstremita acuta delle vcsli la dove 
il panno sia addoppiato, e dove suole 
accalcarsi la polvere e ii rosume in- 
leino della siolfa. 



CAN ( 2 

Cai>t<Sn. CiOitone, Parte d'*nno Stato. El 
Cnnton Tesin. // Canton Ticino nella 
Svizzera — Cantone nella breve am- 
minislrazione italiana de^primordj del 
secolo fu delto Taggregato di varj 
coTnnni, e Cantonale ogai cosa che 
"vi si riferiva. 

Cant6n. s. m. pi. Cocche{*\osc,^ Tom. 

- Sin. pag. io6). I quattr^ angoli della 
pezzuola » o sia d' un fazzoletto — 
Ciappa per i quatter canton on faz- 
zolelt con dent de la robba. Accoccar 
la pezzuola{*\osc.). 

Canton (e Cantonin). Cantonata, Gli ar- 

• tigiani chiamano per siffatti nomi 
quelle lastrucce di melallo onde ar- 
mano gli angoli acuti degli stipetti, 
degli scrigni 9 delle cassette e simili 
onde abbinno maggiore saldezza. 

Ganl6n. /id. di Pomm. r. 

Cantoncida. Cantonata. 

Cantonal. Stracantone, r<iiitoni>ra(Zanob. 
Diz.9 fior.*). Specie d^amnadio trian- 
golare^ talora d^ un pezzo 9 talora bi- 
partito^ che si alloga ne^cantucci, 
negli angoli delle stanze. £ quello 
ehe i Siciliani chiamano > Cantoni 9 i 
Frances! Encoignure, e i Tedeschi 
Eckkaslen o Broffet- Comerkablet — 

• Poco felicemente e detto Stipetto dallo 
Algar. nel Neiitonianismo dial. 1 .%p.46. 

• Cantonin. Cantuccio, AngoleUo. 
Cantonin per Cant6n ( saidetza angola-' 

re), r. 

Cantonscell. ) Cantvccio, CarUoncello, 
■ Cantonscin. 1 Canioncino* 

Cantonscellln. Cantuccino. 

Caatorla. Cantoria. 

Vess gi6 dc cantoria. fig. Non a^r 
voce in capitolo. Non aver credit0 9 
non esset^ stimato fra i coUcghi -^ 
Taiora equivale anche a Vess gio de 
corda. F. in Corda. 

Canz6n. Canzone ^ e ant. Canzona e Can- 
tilena. Una raccolta di canzoui dicesi 
Canzoniere. 

Canzon del Gipponatt o Gipponasc* 
y. Gipponatt. 

Can7.6n. Bnstone. Bandelio. Bilia,cper 
lo ptii al pi. Bilie. Nome di quei ran- 
delletti arcuati che attraversano il 
verrioello de'carri e servono a farlo 
volgere per istringere le fiini che 
iengoao e legano i carichi sulie caira. 



la) CAP 

Canzona. r. Mineiona. 

Canzona la fera. f^. in F^ra. 
Canz6net o fet Tamor? f^. in Amor. 
Canzon&scia. Canzonaccia, 
Canzonetta. Canzonetta. Cnnzoncina. Can- 

zondno. Canzonina. Canzonuccia. 
Cko8. CaoSf e al pi. Cabssi, Scompigliw 

me. Confusionaccia. 
CApa. . . • Guida , duce* guidatrice* prin- 
cipale9 primaria, caporale. La capa 
de tutt i bolgironn disse it Porta per 
Arciribalda{Arei, Talanta 1 9 ih)^ Ar- 
cibriccona, 
Capalla o Capellinna. Bica. Massa di 

coyoni(ccefiy). 
Capara. Caparra. Arra — Caparramento. 
Arrala Tatto del caparrare — 8" usa- 
no anche Arra e Caparra per Pegno » 
Sicurta9 Segnale in genere. 

Cattiva capara Mai segno 9 

mal indizio9 mal segnale. 
C^paril Lo stesso cite Caspita. F* 
Capar6n. Cappero grosso, F. Caper. 
Capascee in alcune parti del Basso iUi/. 

per Spazzaca , Soree. V. 
Capazi!. Capace, 

Resta capazz. Frase conf . br. Restar 
enpace. Restar capadtato. Rimanere 
persiiasD. 
Capbandn ^ CapbfSlch 9 Capcason 9 ecc. F. 
Cappbanda, Capphdlch, Cappcasdoyec. 
Capciura. V. Capidra. 
Capell. CappellOy e con v. lat. Pileo. V. an- 
che Capellinna, Cl^cch, SchiscetlSftf^cc. 
Ala. Tesa. Fento. Piega, Falda « 
Capellett. Fondo. Testa >» Cuu. Ctt- 
cuzzolo A Cordon in o Galon o Bindrll 
o Bordin. OAtera<Fag. Pod. Spil. Ill, 
. 11) « Foeudra. Fodera, 

Capell a gabrioU Foggia 

di cappello pestellino, ciod con testa 
alta e per cost dii*e strozzata a metJi. 
Cnpell a pan de zuccber. . . . Cap- 
pello a testa conica, a cono tronco. 

Capell a stuin Cappello che 

ha la testa copoluta , convessa. 
Capell a la corera. Montiera, 
Capell cont el pel longh. Cappello 
orsone{*tosc.l cost ha il Vpc. Sardo 
in Cappeddu pilurzu). Cappello peloso. 
Capell cont i piumm. Cappel piu" 
mato o con piuma. 

Capell d^ala granda. Cappello di 
gran tesa. 



CAP (a 

Capell de castor,. de relpa,de la- 
na, de mezz castor, de strazza, ecc. 
Capel di pelo di castoro , di felpa , 
di Jellro , di pelo di lepre e castoro , 
cappello peloso di seta, 

Capell de donaa. Cappellino. L^era 
in capell. Era in cappeUino. 

Capell de paja. Cappel di paglia o 

di treccia, A Fircnze si disting^ono 

(come l<^ggesi passim nel Gior. agr.) in 

Cappelli del munero 4o di prima j 

di seconda^ di ierza sorts; 
Cappelli del numero 5o; 
Fioretti da ai quaitrini di brae- 

do 9 cioe con testa del diametro di 

circa doe decimetri ^ 

Figlietie da ig quattrini; 
Figliettine da t6 quattrim; 
Bagatzi da i4 quatirini. 

Capell de trii canton {eke anche 
dicesi Capell montan). Cappello appun- 
taio (*fior.). Cappello col pippio ( per 
quanto si piio rilevare dal testo del 
Ricetr. fior. addolto dal Diz. in Pippio), 
Cappello a tre pieghe{*\osc,), Cappello 
a tre puntCfA tre acque^a tre veniif 
arriccialo, 

Capell martin Cosl chia- 

mano in Brianza quella specie di 
cappel tondo con tesa assai larga e 
testa bassissima c copoluta che usano 
per lo pih i coUigiani di Montavec- 
chia. Perch^ anche qui si Terifichi la 
dottrina deirattiguitii degli eslreroi ^ 
da notarsi che tali cappelli somiglia- 
no nella foi-ma a qtielli cardinaleschi 
e yeseovili. 

Capell tond. Lo stesso che Capel- 
linna. y. 

Amis de capell. F". in Amis. 

Cav^ el capell. Far di cappello. 
Scappellarsi. Cavarsi il cappello, 

Cont el capell su ona oreggia o stort 
n la bulla. Col cappello alia scrocca 
(*tosc. e poem, aut, pis.). Col cappello 
alia sgherra(Goz. Op. X, 5o5), cio^ 
a sghembo come usano alcnni per 
imitore i militari e i bravacci. I Sici- 
lian! dicono Purtari lu cappeddu o la 
birritta a la chimera* VovXk el capell 
stort o a la bulla. Aver la berretia 
fortoCPan. Viag» I, 54). 

El Signor el dk la tegna e el capell 
dc quattalla. f^. in Tegna* 



i3) CAP 

Fa de capell. Cavarsi il cappello. 
Scappellarsi ; e fig. Dar la mono o il 
passo. Cedere — Guatare e lasciar stare. 

Mett-s£l o Mett in coo el capell. 
Incappellare. Mettere il cappello. 

Robba de fagh de capell. Cosa da 
darle del messere. Vale cosa graude* 
e per ironia anche oosa dispregevole. 

Scalola del capell. Cappelliera. Per- 
tacappello. 

Senza capell in coo* Scappellato, 

Tacca-sii el capell. V* in Tacc^. 
• Tegni el capell foeura di ceucc, o 
Pode and^ cont el capell fcsura di 
ceucc, o Port^ el capell Cbeura. di ceucc. 
Andare a faccia scoperta (Fiig. Asl. bal. 
II 1 8). Poter andare col viso scoperto* 
Tenere il capo alto e mostrare la 
faccia (Yhg. Pod. Spil. I, i). Andare 
a f route scoperta^ cioe senza temer 
di vergogna ; e a chi si consigli ad 
agire cosi da poterio fare dicesi Pi- 
scia chiaro e faUi beffe del medico. 
Cnscienza pura non feme. Avoir les 
mains nettes dicono i Frances!. II 
Cerchi nel Servigiale I, 6 ha il suo 
coutrario diceiido di un cattivo 

« £ lo che to pnoi it con U berrtiU 

» Tn ni gli oechi p«r tocto. » 

Tegnl inciodaa in coo d capell. 
Tenere in tucca* Detto scherz. per 
dcnotare villania o innocente o vo- 
lenterosa usata con alcun superiore 
al quale non parliate a cappel basso 
prima ch^ei si degni con un Copra 
sparagnaryi Un malanno. 

TiriHSU on capell. lUsaldare o In- 
Jbrmare tin cappello. 

Toed-gid el capell. Scappellare. Car 
pare il cappello* 
Capell per antononiasia. Cappello. Di- 
gnity cardinalizia. « Ragionasi qual- 
» che cosa d^un cappello pel pro- 
» toootario. >» (Mach. Op* V, 5oo); 

TiHi o Fk r amor a on capell. 
scherz. Tendere a incappellarsi. 
Capell. Intestazione. Introduzione. Titolo. 
(voce comunis. nolle nostra stamperie). 
Capell. . • . Quella crosta che le vinacce 
fanno al mosto mandate che siano alia 
superficie per forta del suo bollire nel 
tino. Min. citando il Oagl. Voc. 9i%r. 
rcgistra Cappello , voce da cui ebbero 
origine Bincappellarc $ ecc* 



CAP (ai6) 

Capita. Cappino. Picciola cappa, che di- 
rehhesi Capperuccia se logora « mlsera. 

Capdtta. MantelUna? Ferrajolino{*Ror.). 
Mantelletla di seta npiegala per lo 
lungo dietro aU^abito corto da prete. 
Mettcs in capetta. f^estit^ ahito corto. 

CapelU Specie di piqciola sgor^ 

bia da torniaj molto .simile a quella 
che i Prancesi chiamano AiJwppe. 

Capetta. T. de'ScUaj. Ciappa. Addop- 
piatura fatta a eigne o simili parti 
di finiinenti 9 valige , ecc. che viene 
a formare come una campancUa ( on 
anelT) j^er passarvi e stabilirvi una 
fibhia o simile. 

Capezzal. v. delPAlto UiU,Capezzdle. 

Capi. Capire. Comprendere* Intendere; 
e in gergo Jm^iascare, 

Capl a la mej o per discreuon. 
Intendacvhiare. Intendere per discre- 
iione , sufjerficialmente, Jiaccapezzare, 
Capi ai vol. Comprenderc di voio 9 
prontissimamenie ^ in un attimo 9 in 
un subito, Intendere per aria. Esser 
uomo penetrativo^ d'ingegno pronto 9 
acuto^ sotUle^ d'intelletto patetrevole. 
Capi la scrittura o el caratter. /?ac- 
capezLor lo scritio. 

Capi on liber. Intendere un libro. 
Mtignere V intendimenio d'un autore. 
Chi vocur capi capissa. A boon 
intenditor poche parole. A boon intent 
ditore il padar corto — Talora Chi 
si sente a scottar tiri a s^ i picdi. 

El le capiss ogni fcdt^l miucion. 
La vedrebbe un cieco o Cimabue che 
avea gli occhi di panno. Se n'ai^ye- 
drebbe Nanni cieco o il mio bue. 
' No capi ne legg ne fed. y. in Legg. 
Nol capiss on corno o ona sverza. 
Intende die is un re6'ere(Ambra Cojan. 
IV 9 8). Ifon annoda. Non Ita com- 
prendimento o intendimento o compren* 
sionef e sch.Ifon iui comprendonio* 

C^pia. Gabbia. 

Bacchett. Gretole (se di ferro), Staggi 
(se di leg no) » Us^cioeu. Uscioiino &" 
Bevirceu. Abbeveratojo. Beveratojo » 
Cassetla. Beccato jo 9=^\jQgneii, Posatojo 
tsi Assa. Assicella di suolo ib> In Gabbia 
TAlb. cue. novera anchc le cassette f 

. gli stanzini q appajatoj 9 i saltatoj e 
le cupolette o i vasi^ come parti od 

. ornaii di alcune specie di gahbie. 



CAP 

Mett in capia. Ingabbiare ■• Toed 
foeura de capia. SgabUare. 

Capia. V. contad Nome che 

si d4 a una parlicolare specie di gerla 
di fondo streltissimo e di bocca e ven- 
tre larghissimi. DifTerisce dalla gerla 
propriamcnte detta uelP esstre lar- 
ghissima non solo di figura, ma an- 
che di rete » e serve percio a porta- 
re gran fasci di quelle sole robe che 
si tengono insieme da sh^ come paglie^ 
fieni e simili, di gran volume e poco 
peso e di altissimo col mo. In alcune 
parti affini al Cojoasco e detta Berlu^ 
c sul Lago di Como (a Menaggio)fiargitf. 

C^pia de gaijnu. Corba da pollami? 

Capia de puj. Gabhiata? Tanti polli 
quanti ne stanno in una gabbia. 

Capia. iig. Gabbia. Domo Petri. Bujose. 
Prigione. f. Pres6n. 

Mett in capia. fig. Jtinchiudere in 

* gabbia. Mettere in Domo Petri. Career 
rare. Anche i Francesi dicono MJetlre 
en t'age(Boux Diet), 

Capiatur. Ordin^ di cattura* Mandato 
d* arresto.. 

Capi^e. Gabbiajo. Facitor di gabbie. 

Capi^tta, Gahbiubla.Gabbibla. Gabbiitzza. 

Capietla. Scotitojo. Kelicino o yaso bu- 
cherato in cui si melte Tinsalata o 
altro per iscuoterli dall'acqua. 

Capii. Capita. Inieso* 

CapiUr. Capelvenere. Capilvenere , e ant. 
Capehdnero. Capello delle fontane o 
di foniana. Coriandro del pozzo. VA- 
dianiimm capUlus veneris dei botanici. 

Capiler. T. degli Acquac. Acqua di ca" 

pehenere. Dal Capillaire de^ Francesi. 

Conserva de capiler. K* Cons^rva. 

Capilv^ner. Capelvinere. Noi se parliamo 
coUo speziale ^chiediamo CapiWkier^ 
se col cafTettiere Capiler, K 

Capin. T. de^ Pian. Cappuccio. Parte del 
piviale che a guisa di semicerchio 
sta pendente dietro alle spalle. 

Capin. Cappiwcio. La cappcruccia d^er- 
mcllino che fa parte della cappa del 
prelati. 

Capin. T. degli Spaziacammini. Cappe- 
rone? Capperuccia. Capperuccio. Scap^ 
peruccio. Sp. di cappuccio grossolano 
di cui gli spazzacammini sogliono far 
difes> al capo nel lavorare in su la 
gola del cammiao* 



CAP (ai 

Capioeu. Gabbiuola. Gahbibla. Gdbhiuzza. 

Capioeii. Gabbia. Museruola. r. Musiroeii. 

Capioeu Alcuui chiamano cosi 

quella specie di rocchetto meccantco 
che altri dlcono Lantemin o Lanierna 
e i Fr. Lanterne. t una ruota ciiiii- 
drica Tuota , a pitk fusi o tondini ritti 
ed equidistanti fra loro ne^quali in- 
granano i denti delle mote dentate 
o a corona. Quando qucsta specie di 

- rocchetto 6 schiacciata, spasa» e per 
cosl dire piu orizzontale che verli- 
cale» e detta da parecchi Canbta, 
Fra Capioeu e Hoccfielt corre questa 
diversila che il primo e vacuo* e il 
secondo solido e coi denti, o colFalie 
che dicansi, ritti, sportatl e innascenti 
dal proprio corpo. 

Capi6n. Gabbione, Gabhia grande. 

Capidn. . . . Nome di quelle alle e gran- 
dissime ceste romboidah', conoidi o 
quadrate , fatte di ferule , vimini e 
saici , nelle quali gli ortolani carreg- 
giano le verzure dalla canipagna alia 
cittli. Ne^diz. Capione k T. mar. o leg. 

Capiorin. Gabbiolina, Picciola gabbiola. 

Capidtt. Gabbione, Tra Capion e Capibtl 
e questa diversita che il primo h piu 
bislungo ed alto chenon il secondo. 

Capiott. Gabbia* Sp. di cesta a ritroso 
da pigliar pesci« 

Capita. Capitare, Jrrivare. Giitgnere. £1 
p6 sta pocch a capita. Non pub star 
che non giunga. 

Capita in bonn man« f. in Man. 

Capita. Succedere, Acc€idere — Il Maggi 
scrisse Capitta come altrove Meritten , 
Alerlttet^ev Capita ^ Mdriten^ Meritel; 
e quella maniera di pronunzia e viva 
anche oggidi fra i contadini brianzuoli. 
De pe^g n''en capita. ^. in P^sg. « 
Glie n^e annio de capita? iVis abbiamo 
a Peeler tdtre? Anche di queste ci manda 
la sorte? Sha a xfeder di peggio? 

Capit&a. Pari, di Capita — Mai capiUa 
e pesg imbattuu. ^. in Imbattuu. 

Capitiil. Capitaie. Fondo, Sorie. Messa 
di iHfce. Corpo. 

Capital mort.... Capitole iufruttifero. 
Capital social. Corpo, U lat. Sors. 
Che capital ! Che capitate ! Capitate ! 
E vale £ un^ inezia , d cosa da poco. 
F^ capital su ona cossa. Fare asse^ 
gnamento su c/iecchessia* 
rot. I. 



7) CAP 

Fa o No fa capital de vun. Fare 

o Non fare capitate o stima d'alcuno, 

Jvere o Non avere a capitate atcuno, 

Sla in capital. Essere a capo sals^o* 

Stare in capitate, Non iscapitare. * 

Tra insemma on capital de viv. 
Fare un capital da vivere. 
Capital o Capital mort o Bon capital o 
Capitalon. fig. Buona spesa{^^zz\ Batia 
IJ,7). Mala zeppa o tanuzza. Mat bigatto. 
Con certi capitai gh^e nagotta>de 
guadagna. Dat travagtiar coi tristi 
non se ne cava frutto nessuno, 
Capital^tt. Capitatuccio(* &or, Salvad. p. g), 
Capitalett. Gg. Mala tanuzza. r, in Capita). 
Capitalisla. Capital ista{Giov. ogr. VII, 
i5i,X,.i45 e passim). Chi possiede 
parte del capilale o del corpo delle 
sostanze sociali in danaro o altro rap* 
prcscutativo circolante. E voce di 
relazione. Nelle imprese couiinerciuli 
e Capitalista chi somministra il da- 
naro, per opposizione a chi presta 
r industrial nelle condizioni sociali h 
Capitalista chi vive sol del frutto dei 
danari dati altrui a fruttare veramente. 
Capilalnn. K sopra in Capital fig. 
Capiloni. Capitano — Pei Capitani delle 
porte^ Capitani delte pievi, Capitani 
del popolo e Capitani in genere che 
avemmo anticamente si legga jlGiulini. 
Capitani de giustizia. . . Magistra- 
tura milanese esistita dal iGooal iSoo 
la quale era un vero pretor crimina- 
te. Anche oggidi moUi diccndo Mena 
r1 Capitani de giustizia intendono 
Condurre al Tribunal criminalc. 
Capitani di formigh. r» in Togo. 
Capitania. . . . Moglie dt capitano — Ca- 
pitana e Capitanessa valgono Donna 
che ha capitananza. 
Capit^U. T. archit. Capitetto. 
Capitell. T. dc'Legat. di lib. Capitolo. 
ed anche Capitetlo, Coreggiuolo che 
sta cucito su le .teste dei libri. 
Mett cl capitell ai liber. ^cca/;xYo/<ire. 
Capitol. Capitolo* Capo, I titoli si sud- 

divadono in capitoli. 
Capitol. T. eccl. Cafjitoto. 

Ave minga vos in capitol. &g. Non 
opcre voce in capitolo, ralere come il 
fio neWabbiccl modema {cio^ italiana 
dove non enlra. Allegri igS). Non es- 
sere stimato, considerato. 



CAP (a 

Ciama capitol. Consfocare il capiiolo. 
Pensieri a capitolo! Oicesi 

. da chi abbia a rientrare ia se, a 
raccogiiersi 9 a internarsi, a profon- 
darsi ia riflessioni, a pensare a^casi 
suoi f a dare le spese ai suo cervello. 

Capitolaziun. CapUolazione ; e parlando 
del servigio railiiare Ferma. 

Capmasler (ehe per amor di dolce pro- 
mm4:iaf conume a ttUii i popoli d* Ita- 
lia ^ sentiamo dire piu spesso Gamin a- 
atcr). Capomaestro, ll sovrastante ai 
'inuratori in una fabbrica, il capo dei 
manoTali. 

Capnegher. Capinero. Capnegher fern- 
mcna. Capinera. Caponera, e ai Fior. 
Bigiola, Uccello nolo il cui canto ^ 
Cirici. E la Motacilia atricapilla L. 

Capnegher de brughera. Capinera nera, 
Ovchio rosso. Occliio cotto($avj Orn, I, 
9G8). IJcceilo ailvano frequentatore 
dcgli scopcti, ed ^ la Motacilia me- 
lanocephala di Gra^n. 

Capo. K in Capp* 

Capodupcra. Capo d' opera(Targ. Viag. 

. VI f no) — Capolavoro; e ironicatnente 
delto di persona Capetto. F, Capett. 

Capun* Cappone *^ Capon ben caponaa. 
Cappon diriUo{Voc. aret.) — Capon in 
grassa, Cappon di sUa o in ist^a — • 

. Capon mal caponaa o Galceus o Galos. 
Gallione, 

Fa vegni-«u la pell de capon. Far 
fare la pelle accapponata a iino(*tosc. 
Bim. d^un aut. pis.) f^, piii soUo, 

Ve mej ona magra gainna incoeu 
clie on capon o on grass capon do* 
.nan. K. in Gainna. 

Sentiss a yegni-sd la pell de capon. 
Seniinsi accapponar la wto(^tosc. Rim. 
di un aut. pis.). Sentirsi arricciare 
iuiti i capelli addosso, Non aver peld 

. addosso che non sia arricciato. Sen* 
tirsi UtUo arricciar li peli. Arricciare 
la came e ciascun pelo. Jggrezzarsi, 

. JRaggrezzarsi.' Arruuidarsi. Bizzarsi i 

■ bordoni, HaccapricciarsL Accapricciar' 
sit e ant. CapoHcciare, Avere un can 
poriccio, Capricciare. Aizzarsi i peli 
per subitaneo spavento o per freddo. 
I Francosi hanno f^enir la poau de 
poule^ la chair de poule, 

\css robba de fa rid i capon o i 
pollin. r. in PoUm. 



18) CAP 

Cap<in. M<tn9to> Privo d«*membri geiiHalt. 

Cap6n... Dicesi scherz. dei musici castrati. 

Capon. Ad. d* trba. K. 

Caponi. Capponare. Gastrare i poUi. 

Capona. PoUinicciare, Rimendare nud»- 
mente, e dicesi pi& in pariicolare 
delle cake. II Tomaseo ne^Sin. p. 55^ 
nota che in Toscanm queat^ ultimo 
Capond dicesi famigliarmente Rinfrii^ 
zellare 9 e V operazione Frinwelio, 

Capona. &g. Imbrogliare. Gabbare, Giun* 
tare, Cogliere. No te me caponet d^ol- 
ter. Non mi ci cogli pOk, . 

Caponassela. Battersela. Alutre il tac^ 
cone, Cogliersela. Andarsene, partirsi^ 
fuggirsene. 

Caponera. Cesta de* capponi ( Machiav. 
Clizia IV, 7). SUa, Capponaja, 

Caponera. Le bujose* Luogo dove si vede 
il sole a scacchi. Voci di gergo che 
Talgono prigione. 

^ Mett in caponera. ftg. MtUere alle 
bujose. V. in Presdo. 

Caponera Nome scherzevole di 

queir andito a cancelli nel palazzo 
del Monte di pieta dove i bisognosi 
stanno ad aspettare i ministri che 
diano loro danari per pegni. 

Caponerin Picciola capponaja. 

Caponna. Ad. d* ftfba. r. 

Capon6n e Capondtt. . . . Cappon grosso. 

Caponott* . . . Gromo di cavolo cottA 
e condito. 

Caponscell. Capponcello. 

Caponscellln Picciol capponcello. 

Caporal. Caporale. 

Caporai o Caporalin polpetta. . . . 
Nome di scherno applicabile o a un 
tozzo di caporale o ad alcun bravo 

• a credenza. 
p Caporal (ed anclw Caporalasc o Solda- 
ra9c)*iigi Femina comandatrice. Sgher^ 
ru. Spavalda^^Camarlingona. Donna 
grande, forle e che abbia una certa 
aria ardita \ donna che i Frances! di-* 
rebbero Gendarme^ y. Sbirressa. 

Fa 0I caporal con vun, Fare il gallo 
ad unoCiosc. Poem, d^uQ aut. pis.). 
Fare il sopraccapo, dominare altrui. 

Caporal. Caporale* Caporione^ e antic. 
Caporano, Principale, capo. 

Caporal de cusinua. LavacameikUeg. 67). 
kalgiai'rosii{ id, 68). il Galopin dei 
Frauccsi, cioe Guaiteriao che bada ai 



CAP (a 

girarrosiv»« eorre ib qui e in lA se^ 
condo i bisogni della cucina^ Forse 
Bon sarebbe mal detto anche FatU^ 
rino di eucina, 
Ciporalasc SgherrtUxiu {In^^mit I^ 5)» 

y, in Capodd. 
Caporal^tu fig. . ^ » Persona cbe ha deilo 
sgherro, del cotnandatore ^ e quasi 
chc della forcutza^ deir impiceatetto* 

Caporalin Caporale di pic- 

ciola statura o di poco yaiore. Pero 
siccome nella Tacuit& del mondo 
Fuomo fa le cose come le cose fan 
Tuomo) e cosi Tuomo nobilita i to- 
caboli, come i vocabolf nobilitano 
r nomo. Ora questa voce per s^ ten- 
dente alP ignobile e oggimai storica- 
raente nobile dache fu afiibbiata al 
maggior capitano del secolo, daeh^ 
divento come a dir soprannome di 
Napoleone Bonaparte. 
Caporion. Caporione, Caporale* Capiph^ 
polo, Capipopolare, Gmdapopolo; e 
ant. Caporojw. 

\fiS5 el caporion. Andare o Esstre 

il prima a far ckecchessia, Esser ctt* 

pordle sopra checckessia. 

€apori6n. Sin, di Caporftl nel sensojig, f^, 

Caporitena. Sin.^ di Caporalitsc. K. in 

Gaporal. 

Marl badee e Miee eaporionna* 
Marito sciocco e moglie conumdatrice» 
V, anche in GoIz6n. 
Cap6tt. s. m. Cappoito. Sp. di ferrajuolo. 
Il Bardocitcuilo dei Bardi era una 
specie di cappotto. 
Cap6tt. s. m. T. di Giuoco. Dk capott. 
Dare cappotto, Vincere tutte le bazze. 
Gapott. s. f. y. Gapottinna. 
Gapottin, yezz.di Gapott in amhi i suoi sig, 
Gapottinna {che anche dicono Ona ca- 
pott) • . Sp. di cappello don- 

nesco fatto con istofTa di seta o con 

miissolo o con velo» tutto a guaine* 

Gapott<yn> j4ccr. di GapdU ne'due suoi sig, 

GapottiSn. la Cappotta (Gu9Ld* Poes. I, 

95). Sp. di cappotto donnesco con 

manichc) le pid volte di stolfa di seta. 

G^pp, CapOn Noi non diciamo Capp iso- 

latamente in sig, di testa ^ ma solo 

nei sig. fig. o metaf. seguenti: 

Gapp o GapD raro. Bella gioja^ cioe 
mal uomo, o pure Capo a cantcni. 
Vomo fantaatico. 



19) CAP 

Gapp de bandii. tJapobandiio, - 
Gapp de cit. Capo di casa, II prtn* 

cipale della casa'9 che in contado si 

dice Kesgiu. Capocciat 

Gapp de cor. PrimicMo, CapicSrio* 

Gapp de lader K. in Lider. 

Gapp di locc. f'. in L6ggia» 

Boti capp d'ann. Buon capo d'anno* 

De capp. Da capo* Di nuoTOk 

De capp e p^. Dalcapo -a* pih{\mhtti 

Furto I, ]). Da capo a pih^ Dal capo 

al pik* Da capO a* piedi. Vest! vun d» 

capp e p^. liiifestiredal capo alle pianie. 
In capp de tavola. In capo di tavola* 
Torna de capp. Bifarsi da capo* 
Gapp. Grascia, Derrata, El butter Vkt 

on capp che d^ minga de gnadagn' 

al cervellee. U burro h grascia ch0 

non dd frutto al pit%icagnolo* 
C&pp. Capitolo, Capo* 

Gapp pnmm. Jnti tutto. La prima 

cosa. Primnmente* Ptimariamente* Pri- 

mieramente; a\ sapetl. PPimieriisinut" 

mente ; e ant. Primajatnente — Gapp 

primm ghe voeur salut. La prima cosd 

^uol essere buona salute* 
Gapp. SuppdleUile, Amese* Masseritid. 
A capp per capp. Per singtdo. Sin^ 

pdarmente. Cosa per COsa, 

Gapp rar. Capo o Cosa sbracata; e 

iron. Bella giojn o vero Capo a cantMii* 
Si' che lu r 6 on bell capp ! & 4 

th'egli * delicata roba! {2\h. Cnland. 

I, 2). Invero che la gioja h hella! 
Gapp. // Cappa, La lettera K» 
Gappa. Cappa* Specie di vedle nota. 
Per on pont Martin Tha pers la 

cappa. f^. in Martin. 

Segond el fraa se ghe fd la cappat 

r. in FrSa. 
(llappa. Cappa. Capanna ; e ill alcuni dial. 

lose. Nappa{F^^i Rime Parte IV, cap. 3). 

Quella parte del cammino che imme- 

diatamente dal fooolare riceve il fumo 

e va fino alia gola. 

Gappa del eamin%figv Itappa* Pfap* 

pone. Nasbrre* V* Nippi. 

CIppa che da in fceura. Gola a pa^^ 

diglione{Twg* Viag. VI, 3i). 

Negher come la cappa del camin. 

F^ in Negher. 

Robb de di sott a la cappa del carain. 

Cose da dire a pegghia. Fble. Cantor 

favole* Gose ridicule 9 non.credibiii. 



CAP 



( aiio) 



CAP 



Cappaebautta. BauUa, Bauta. Mantel! ino 
di seta o velo o retino con piccioi 
cappuccio , di color neto ad uso di 
maschera. Gia da molti anni ha quasi 
del tutto ceduto il posto al Domino. V, 

Capparoagna. Cappa. Specie di mantello 
con cappuccio(cdp{ii) e strB8cico(roi;a) 
che s^usa dai cardinali, dai vcsrovi 
e dai canon ici di varie caUedraL*. 

Cappanera Specie di cameriere 

di alta portal a. 

Cappbanda. Capobanda(Dlz, mus), II capo 
o direttore d^ una banda musical e , 
quello che i Tedeschi chiamano Ka- 
pelimeister 9 ciok maestro di cappella. 

Cappbolch. f^ in B6lch. 

Cappc^ccia. Capoctuxia. 

Gappcas6n Nome di chi e pro- 

prietario d^una cascina formale(<:a- 
son)^ e fabbrica il cacio lodigiano 
cosi col latte che trae dalla propria 
mandra come ancbe con quello che 
gli viene Tenduto da que^proprietarj 
di vacche che non hanno cascina. 

Cappci^l. Sopraccielo 7 Nome particolare 
di quella specie di baldaochino che , 
raccomandato con fune a una volta, 
si fa pendere, isolato da essa, a co- 
prire r altar maggiore d'*una chiesa, 
e talvolta anche gli altari minori delle 

. varie cappelle di essa. 

Cappc6mich. Capocommediante e* dottr. 
Archinumo, Il Choragus dei Latini. 

Cappcdr. Magiscbro, 

Cappcust6d. . . . Il capo de^carcerien. 

Cappmaster. F. Capmaster. 

Cappazza(Mag. tom. VI, 57) 

Gran cappa(abito). 

Cappell, Cappetta, Gappin, ecc* F, Ca- 
p^ll, Capctta« Capin, etc. 

Capp - pa jsan. Capopraniei^XQ&fi, ) . Nel 
Basso Mil. e chiamato cosi il capo- 
aquadra, il caporale de** coniadini. 
Corrisponde in qualche modo al Ca- 
poral di risaja dei Mantovani. 

Capp-partiddr Il capo degli 

operaj di zecc^ detti parlitori. 

Capp-post. . . . Ufficiale o sottufliciare 
che ha il coitiando d^un posto o d'*una 
posta che dicasi 9 cioe d^ una compa- 
gnia o d^ una squadra posta a guard ia 
d'^alcun luogo. Il Die. yen. contrappo- 
ne Capoposio senz^ autorith , voce che 
manca perfin nel Diz. mil. del Grassi. 



C^p-puvialin. F* in Puvialin. ' 
Gappsant. F. Capsint. 

C.pp-»epolt«. I n dc'bccchini. 

Capp-sotterro.1 

Cappt^t. f^. Gaptast. 

Capriola. Capriola* Cavriuola* Copribfa 
— Tagliare o Trinciare o Far capriole* 
Capriolare --* Al dim. CaprioieUa, 

Capriati. Capriccio. V. anche Nds fig. 
Gaprizzi de matt. Capricciacdo. Qer* 
i»eilaggine» Hcchio* jirugbgolo* 

Ghi giuga o fa de caprizzi paga de 
borsa. ... I puntigli e i capricci sono 
sempre dannosi; le cose fatte per 
capriccio tomano sempre a male. Pari, 
di donne malcapitanti per colpa di 
amore potrebbesi dire Povera ineor 
priccita lascia sempre la vita alVospe-' 
iia/e(Monig. Serva nob* If ai)^ 
Faccia de caprizzi. F» in Faccia. 
On caprizzi Te mai car. Una vo^ 
glia non ^ mai cara, 

Bomp i caprizzi. Scapricdare. 
Scoeudes o Toeuss o Gavaas on ca- 
prizzi. Scapriccirsi* 

Gapriziitt. s» m. pi. Capestrerie? OsUna- 
zioncelle, Noi lo diciamo apecialmente 
parlando de^ capricci dei fanciuUini. 

Gaprizids. Capricciosp., Ceiehroso. Bi%r 
zarro. Fantastico — Bitroso* 

Gapriziosoo. J?iYno^accio. DtUo capric- 
dacci^ 

Capsant {o Gampsant). Campo santo. 
Te podet fall fabric^ in Capsant. Bi-^ 
sognerd dipignertene uno se questo non 
ti conlen/a( Varchi Suoc. II » i). Dicesi 
agr indiscreti 9 e a chi non sa con-* 
tentarsi del compagno quando gli ^ 
capitate di buona natui*a. Noi alludia* 
mo alle officine di scultura prossime 
al nostro Duomo nel luogo detto Cant* 
po sanio, 

CApsidrnsi.Capogiro.Capogirlo. yerUgine, 

Capst6ma. Paxda stupida{honn) «- Pasn 
sia. Nome di due majattie del cavallo. 

CapsulK s. m Pilloiioa d^inesca* 

tura fulrainante. 

A caps6ll. J percttssione o Percolente 
(Diz. art). Dicesi de'^cani da fu'cile 
montati per innescatura fulminante. 

Gaptiist. Capotasto. Ciglieito. Listello 
congegnato in capo al manico degli 
strumcnti musicali da arco, ne^cui 
solchetti equidistant! riposano le corde 



GAP (aa 

senza tocearsi fra loro. Nei dizion. 
leggesi anche Cordiera in questo si- 
gniiicatOy ma per isbaglio; ch^ la 
Cordiera e senta diibbio queir aase- 
rello o listello da pi^ dei medesimi 
atrumenti a cui come a caposaldo aono 
con un nodo raccomandate le corde. 
Vk captast. Far capotasto. Col pel- 
lioe delltt mano sinistra far Tufficio 
• del vero capotasto in quella parte 
delia tastiera dove per traspoaizione 
di ottave riesca c6$i piu facile Te- 
secuxione d^alcun passo musicale. 

Capti^ra. Cattara, 

Vess semper o in preson o in cap- 
tura (o capciura ) .... Esser sem- 
pre in guai giudiziali ; e fig. Aver uova 

. o ptdcinii^onos, 989 ^g)^ Easier sem- 
pre o incinta o coi bimbi alja poppa. 

Capusc. Cappuccio — Bacucco — * Cappe- 
rucda. Capperuccio. Scapperuccio — 
CucuUo — Capperone. U Cappuccio 
degli aniichi era staccato da^mantelli, 
serviva come a dire di turbante^ e 
aveva Ma%iocchio , Foggia^ e Becchet- 
lo : se ne vede la forma nel ritratto 
del Burchiello esistente nell^edizione 
del 1 555 da me citata. 

Tira»gi6 cl capusc. Scappueciarsi. 
Tira-sii el capusc. Incappucciargi, 
Capuse de vicciurin o a la mari- 
nara. Capperone, 

Capuscin e Fraa Capuscin. Cappuccino. 
VesB capuscin. fig. . . . Non ave^ 
danari in tasca, non ne ayer uno per 
medicina, non ce ne cantar uno. 

Gapuscinna. Cappuccina. 

Monega, capuscinna, toed mari, 
st& cossl. y. St& cossi in St&. 

Gapuscinna. Ponticello. Ne* fucili e ii 
Guardagrilletto. Ha .... Cwvaturt^* , . . 
Nodo davanti s . • . Nodo di die 
tro *^ • • . Pallina o Botione o Dente. 

Gapuscinna Specie di corridoja 

fatta per disimpegnare varie stanze: 
^ interna o csterna; e se esterna 
tutla chiusa con assiti » ingraticciate » 
vetrate, ecc. 

Capuzzola (v. d^alcune parti del con- 
lado come verso Soma e 11 presso). 
Aiiodola o Lodola cappelluUi o cappel- 
laccia ed anche secondo il Savj Orn. 
II 9 64 Gracchiellaccia, Cappeilaccia, 
Uccel noto che e VAlauda crisUUalan, 



I ). CAR 

Cir. Carro. V. Carr.. 
Car. Caro. 

Av^ de car o Avenn a car o acar 
o Save de car. Aver caro. Aver a caro. 
Me sa de ear. Ho earo. 

Cnra carogna. y. m Car6gna. . 
• Oh cara ( e anche superi. Cara ca- 
rascia). O garbato* Detlo a modo d* e« 
sdamazione , .vale O cosk sta bene » 
ed h termine che esprime il contento 
che si ha ohe una-cosa socceda se- 
condo che 81 desidera. 

Quell che s^ba minga a car per 
lor s^ha minga d^avi a car nanca 
per i olter. Non fare agU altri quel 
che non vtioi per te. 

Vess la cossa f^ cara che se gh* 

abbia. Non avere altro occhio in capo. 

Cir. Cara, Costoso — Gar come el dia- 

vol. Caro come il jaiigiie(Gelli SpOhta 

IV, 4)* 

Cftr detlo a persona vale Che fa pagar 

cara la sna mercanzia. 
Cara. s. f. Carezut. Fetao* Forso dal gre* 

CO x<iipct faccia, 

Fi cara o ¥k cara cara. Careggiare, 

Accarezutre. yiezzeggiare. Far muine^ 

Carabinida Golpo di carabina. 

Carabin^r. Carahiniere. 

Carabinna o Carubinna. Carabina. Sp. 

di fucile con canna cort«« 
Caricco. Foce d'orig. spag. usaia nella 

frase No vari on caracco. Non valere 

uno sputacchio (Alleg. 38). Non valer 

un Jhdlo, Non valere un cece col 

^icco( Monti Prop. HI* 11 9 a58). 
Caracco 1 escl. Cattera! CospeUo! V. 

Caspila. 

Caraco Sp. di giubba donnesca. 

Carac6ll. CaracoUo\ con voce modema 

Conversione? 9 e contad. Garagollo, 
CaracoUi. Caracollare 9 ^ cont. Oaragol- 

lore. 
Garadi. Caradd. Specie di tabacco. 
Caradi fior. Caraddfiore. 
Garada fojetta. Caradd JbgUeUa* 
Carador, Caradura. F. Carrad6r9 Car* 

radura. 
Caraffa. Tazza, La Caraffa dei diz. ital. 

vale quanto il nostro Fus^dix vetro). 
Caraffiu Sbombettare. Trincaret F. Sb»« 

gascii. 
Carafilnna. Caraffino7 CaraJUna? 
CoraiTonna. Caraffonc? Guasjada? 



CAR ( AM J 

Caragna. ^ieiolare. Sp€corarB, Bildt^, 
Piagnucolare* Piangere a distesa. • 
Caragnk per nagotU.- Fare una quai- 

• Uinata di piitmlo. 

Chi sprezsa ama e chi catta^sd ca- 
ragna. y. in ^prezsa. 

Lassa ch^ el cuu caragna. F'. in Ouu. 

Caragn^da. Piagnisteo. Piagnistero. Pian- 

Caragnent. Piangente* . (to. Belo, 

GaragiKSn {che ancke met, didamo Pan 
to\A),* Piugmstone- Pecorone. Belone, 
— Anticamenle era' in Miiano una 
festa GOBI delta dei Caragn^ni. 

Garambola Sp. di giuoco di 

' eui vedasi in Bigliard. 

Carambola. T. di Giuoco di Bigliar. . .-. . 
Toccar colla propria biglia amhedue 
le oltre che stanno sul bigliardo. 

Goramdla. T. de^Gonfett Zuc- 

chero cotto di cui si brillantano marro- 
ni 9 spicchi d^arancia e sim. e si fanno 
pastiglie e confetti. Il Caramel de^Fr. 

Garampanna. f^. Garampanna. 

Garaiitkn(eAa aJtri dicono Cr4izer). Ca- 
rentano (Domenichi Facezie pag. 166). 
Moneta di rame tedesca delta Kreu- 

• izer^ 60 delle quali danno un fiorino. 
Garapott. v. a. Catenaccio. Vale grande 

sfregio sul viso. 

Garapott per Brugnoccola. y, 

Carasc. v. contad. Broncone? Specie di 
palO) che i Fr. dicono Echaias^ il quale 
si da per sostegno alia vite coltivata 
a poggio(a ronch) sino a che non 
ha acquistala la sua maggior forza. 
Dal lat. Charax — > VinetB characaUe. 
Quand'^io era in Ostiglia sentii apesso 
dire Carazz le canne adoperate a 
tigual uso dai confinanti- Ferraresi. 

Gariscia. /^. in Gar. 

Garat&nt. v. delP uso mercant ..... 
Chi ha parte di capitale in un^ im- 
presa di commercio. U Bazzarini nella 
sua Orlografia scrive Caralante — Nelle 
cose di mare direbbesi Pariecipante 
e alia Leyantina ParzionaHo* * 

Garater. T. di Callig. CaraUere. F, R6nd, 
Bat&rd, ecc, 

Bell-carater. Calligrafia. Scriv con 
bell carater. Scrivere di bel carattere. 
Garater calcaa calcaa. CaraUere fit^ 
to, stretlo. 

Garater de can. CaraUere malja^fo^ 
confuse^ qffuscato, secco. 



CAR 

CwnXettoTtnM. CaraUere Jbrmai^a 4 

Garater menuder^ CaraUere mimdo. 

Garater redond< CaraUere polputo^ 
Garitter. CaraUere* Le lettere da stampa. 

Per distinguere la grandezza dei 
▼arj caratteri delta forma comime si 
danno loro i seguenti nomi aacenden- 
do dai minimi ai massimi ; 

Milaninna. . . (Siucc de mosca* JVbm^ 
pariglia minore, Mompariglia. Mmih 
parigHa maggiore, Mignonna. Mignona 
(cost TAlb. bass, in Mignonne). Testin. 
7^e^li/io. Gagliarda o Garamonzin. 6a^ 
ramoncino, Garamon. Gmramone. Filo^ 
Sofia. Fitosqfia^ e ant. AnUeomtme. Ci- 
cero o Lettura. LeUura e ant. Comune- 
Santagustin o Silvi. Sihio. Sorasilvi. 
Soprassihio. TesL Testo, Test d^Ald. 
TesUf d'Aldo. Parangon. Parangone. 
Ascendonica. Jscendonica, Palestinna. 
PalesUna. Ganonzin. Cannoncino. Ca- 
non. CannoHe. Trismegist. Trismegisto, 

I caratteri di forma fuor deUa 00^ 
name distinguonsi in 

Inglesa. Inglese ^^Go^ich, Gatieo s=a 
Finanziera. Finanziera « American. 
jimericano, 

I caratteri lavorati9ohesi dicevano da 
noi Caraier ndniaa-perch^ anticamente 
si solevano miniare^ distinguonsi in 

Gotich ombr^. GoUco ombreggiMto^ 
Perlaa. CaraUere punleggiatoi^:^ £giztan 
. . •« Lapidari . . . t=Pigineo grav^. . .» 
Omhre^raiier ombreggialo?^ Glasse... 

Le lettere d^ogni carattere haimo 
. P^. Piede « Tacca. Ttkcca » Corp. 
Corpo «s (Kucc. Occhio nSpalla. SpaUa* 
(Diz. tip. mio). 

Carater grass. CaraUere gm^5o(Diz. 
tip. mio). Quel carattere che pecca 
di tozzo e slarga assai. 

Carater magher. CaraUere fiUo o 
$erraXo o mrtgro(Diz. tip. mio). Quello 
i cui tipi traggono al bislungo e oc-* 
cupano meno luogo nello stampato. 
I Fr. lo chiamano Caracikre approchS. 

Garater majuscoL Carattere majti' 
scolo. 

Carater majuscolctt. CaraUere mo' 
juscoletto. Quello che i nostri antichi 
diceyano AiaggioreUa e che i Fran- 
cesi chiamano Les petites capitales. 

Garater minuscoK CaraUere minw 
scolo o di bassa eassa. 



CAR ( aa3 ) 

. On carater. Un ciiipo(Dic. tip. i»o). 

. L'^aggregato di tutte le lettere d^ona 
sola specie di carattere si corsivo che 
tondoy come Un eorpo di lettura, ecc. 

Carrier. Carattere* Maniera, Natura.CostU" 

• me. Genio.Temperamento. Inclinazione, 
Avegh on bell carater. Esser di 
boon naturale, di buon carattere. 

Comedia de carater. K. in Com^dia. 
' £1 gh'ha on carater tutt so! Cosl 
e fatta la natura di lid. Ha il cer- 
ifello folio a oriiiolo? E un caporotto 
o un cervel balzano, E un cervelleito 
cost fatto, 

Mezz carater. f^. Mezx-earkter- 

0mm de carater. t/omo di cento o 

di garbo o da bene o d' onore o di 

reputazione. Esser uomo o un tu>mo, 

Oinm senza carater. Uom da bosco 

e da riifiera, Tecomeco. 

Yess in carater. Serbare il costume. 
21 Sibi constare d'Orazio , il Corrispon- 
dere a tempi, a laoghi, ad abiti, a 
costumi; il Favellare, agire, com- 
portarsi o esser fatto favellare ed 
agire in modo pienamente conlbrme 
alia natura della persona rappresen- 
tata — Talora Esser cosl fatto ^ cio^ 
Colle proprie parole od azioni dar 
indizio della propria natura; serbare 
il cai*attere proprio. 

Caraterasc . . . Carattere mal leggibile. 

Cai'aterasc. Naturaccia. 

Caraterln.Gzro/ferifzso - Carattere minuto, 

Caraterista. T. tealr. . . Comico cbe rap- 
presenta le parti di carattere spiegato. 

Caralo. ) T. Merc. Parte? Jnteressef 

Carat ura. i yoce. Messa. Sorte. 

Caravee. v. cont. br. ikfacereto(Micbeli 
in Targ. Viag. VI , 297). Afacla. Sas- 
seto. f. anche Muracchee. 

Carb<Sn. Carbone. Il carbone si divide 
Secondo grossezza in 

Carbon in toccb. Bracione. TYippa 
(*to6c. Cior. agr. V, 75). 

Carboninna. Carbonella. Brace* 
Brasi. Polverino, Carbonlgia. 
Secondo qualila distiaguesi in 

Carbon canellin e per idiot, canalin. 
Carbone in cannelie{*iosc. Giorn. agr. 
V, 7:1 ). Carbone fatto co^rami mez* 
sani degli alberi, non coi madornali 
o coi toppi, e che battuto in terra 
luanda bel suono. 



CAR 

Carbon de feree. Carbone dd fahhri 
(Lastri Opere II 9 t t5 -— Alb» enc. in 
Oocchetto). Quel carbone fatto di 
legne di castagno «he serve special- 
mente per le fucine de^ fabbriferraj 
e scoppietta forte. La Galdncia de^Sicil. 

Carbon de sass. Carbon fossile o 
minerale, • 

Carbon dolz. Carbon dolce {hiring. 
i36, Targ. Viag. IV, i58). Carbon di 
legne dolci come di pioppo^ ontaDO,ec. 

Carbon fort. Carbon ybr/e^Biring. 
i36, Targ. Viag. IV, iSg). Carbon, di 
legne di castagno, quercia, ece. II 
carbone piu forte e detto in Toscana 
Carbon di stipa percbe fatto. con tron- 
chi di stipa, cioe d^ erica arborea. 

Anda tult in d^on carbon. Jncar- 
honire. (carbone* 

Fa brasa el carbon. Abragiare il 

Fiobba de nota cont el carbon biancb. 

Gii k cosa da sonar le campane , da far 

campanone^ da fare un segno nel muro, 

da fare un segno col carbon bianco. 

Carb6n per fiegr6n(malattia del grano) V. 

Carbonee. Carbonajo. Cbi fa , cbi vende , 

chi trasporta carbone. 
Carbonella cl*e i piu dicono Carboninna 
de prestinee. Brace ?. t» diversa dalla 
Carboninna : quesLa e preparata a 
mo' del carbone ; la carbonella in 
vcce e la brace di forno spenla. 

Cassetta de la carbonella. . Braciajo. 

Quell de la carbonella. Breu:iajuolo» 

Carbouera (cAe altri dicono Baita). Car^ 

bonaja.QiieWo spianato ne'Jboscbi do^ 

ve si fabbrica il carbone. La carbo- 

naja ba 

Carbonin o Spiazzoeu o Spiazz.P<<»ia 
^ Canna. Canna ? t» Bocchetta. Bocca ? 

Fra noi coprono la bocca di pellicce 
di terra , di musco , e sim. ; altrove la 
cbiudono con biette :, biette cbe dai Si- 
cilian! sono dette Camurchi da caicunif 
cioe Biette da bocca di carbonaja — 
Perche poi il vento nbn turbi la re- 
golar cocitura del carbone, in Toscana 
usano fare alia carbonaja un riparo 
di fastella, e lo cbiamano la Paraventa 
per quanto asseriscono il Giorn. agr. V, 
70 ed il Tomas. ne'Sin. p. 96 nota a.* 
— Somniondare{Gior. agr. V, 74) ^ il 
levare Ic prime pellicce di terra dul 
pie dcUa carbonaja quando il carbine 



GAR 



(aa4) 



CAR 



^ cotCo -— Bahboccarc la carbonaja 
(Gior. agr. Vy yO^ conlinuar a geltare 
piccioli peztJ di legno nel vuoto del la 
carbonaja per mantenervi fuoco vivo 
— SDarbonatura{Gioi\ agr. V, 74) di- 
ces! il levare il carbone dalla carbo- 
naja — La cavaUa{Gior, agr. V9 68) 
e una specie di forcon di legno a due 
rebbj in cui allogati i querciuoli da 
far carboue trasportansi a spalle d'*uo- 

. roc alia carbonaja — Cavallare{Gior» 
agr. V, 68) e il trasportare alia car- 
bonaja i querciuoli in sulla cavaUa. 

Carbonin. Carhoncello. CarboneUo. Car^- 
bancino. Picciol carbone. 

On carbonin de foeugh. Un car- 
boncello o un carbonetto acceso, Un 
carboncino di brace acceso, 

Carbonm(e<£ anche Spiazzoeii a Spiazz). 
Piaz%a(fiior, agr. V, 69). U piano va- 
cuo, poco dominalo dal vento e ri- 
cinlo da una fosse tta acquajuola nel 
cui mezzo si pianta la carbonaja \ 
Taja per cosi dire, o il focolare 
dcUa carbonaja; lo spazio tuUo che 
essa occupa; il colmo slesso ove ba« 
sa, o la buca in cui si pianla. 

Carbonlnna. Carbonigia, Brace. Carboni 
di legne minute spenli. 

Carboni una de prestinee. y. Car- 
bone Ua. 

CarbonscilL Carboncello* Carbknculo, 
Enfiatello. 

Carbonscin per'SegT6n{mal.delgrano)* y, 

Carbonzln. Ad» di Apis. ^ 

Carcauinn. s. f* pi. . . . • • . Nome di 
alcune religiose. 

Carcass. Carcame* Tutte Tossa di im 
animale niorto, tenute insieme dai 
nervi, e scusse di carne. 

Carcliss. Cairiosso. Ossatura del casso o 
cassero de^poUi o uecelli, scussa di 
carne. 

C&rcer. s. f. pi. Casellini, Luogbi dove 
si tengono i barberi alle mosse per 
correr il pall 10. La voce Career^ tratta 
dal lat. Carceres^ k nata fra noi col 
sorgeredeir Arena fabbricata ne^prin- 
cipj del secolo. 

Carceraa. Caiverato. 

Protettor di carceraa. f^. Protett6r. 

Carceribus (in). In domo Petri, Latinismi 
usaiissimi per deaotare In prigione. 
K in Preson. 



Cardega, Cardeghee, Gardegdn, ecc. V. 
Cadrega, Cadregbee, Cadregon, mx, 

CardegoU Sedia tozza. 

Cardenza. Credenuera, Oedema. Arma- 
dio dove si ripongono le cose da 
mangiare. La Creelenza dei diz. ital. 
corrisponde pero piu parlic. a quella 
che noi cbiamiamo Panaddra. F. 

Cardenza. CredenzO' Nelle case de'^graudi 
quella stanza dove si lavorano e ser- 
bano le diacciatine, i gelati, i con- 
fetti, le paste dolci, e simili. 

Bors de cardenza. Borse di ere-* 
^n2a(Scappi Opera p. 12a fig.). 

Robba de cardenza Nome 

coUettivo dei dolciuini e gelati che 
si lavorano nelle credenze. 

Cardenza (met.). Stomacone, 

Anda a la cardenza, Cercii la car- 
denza . . . Dicesi per metafora de'^bam- 
bini lattanti quaado ricercano la poppa. 
Tra in cardenza. Lo stesso che Trji 
in castell. f", in Castell. 

Cardenza. T. eccl. Credenza, Quella che 
si apparecchia da lato dell^altare nelle 
solenni celebrazioni degli uf&ci divini 
co^vascllami e paramenti varj che vi 
occorrono. 

Cardenza. T. eccl Armario su 

cui s"* apparecchia da lato dei balisteri 
il vasellame di necessita e d'*apparato 
pei battesimi. 

Cardenza intrega L^armario 

anzidetlo ricchissimamente apparato. 

Mezza cardenza. . . . Lo stesso arma- 

dio men ricco di vasellami d'^apparalo. 

Cardenz^r. Credenziere, Colui che ha 
cura della credenza; e nelle case 
de^grandi chi fa gelati, paste dolci, 
confetti, ecc. detto pure Q^edenziere 
come ha TAlb. enc. in Guglia, 

Cardeuz^ra. Credenziera. Cosi credo che 
dir si possa la moglie del credenziere. 
r, Zilera. 

Cardenzin. Dim. di Cardenza. F", 

Fa el cardenzin tirafijeura.Farcii5e//e 
per apporsi. V, anche in Tirafae£ira e 
in Cantk fig, 

Cardenzdn. \ Cn»20/izon6(Scappi Opera 

Cardenzonna. i p. laa fig.). 

Cardln. T. de^Cappel. Cardo? Specie 
di spazzola che in luogo di setole 
ha taiiti aghi di ferro , e s^ usa per 
lustrarc le tese dei cappelli. 



CAR 



("5) 



CAR 



Cardinal, Cardinalin, eec. V* Gardinal, 
Gardinalin, ecc, 

Cardinalctt (i>ue/(o). y* Scibignoeii. 

Cardoa. Canio, Cardone. Pianta delta 
dai bot. Cynara cardunculus* II luogo 
posto a cardi k chiamato Carddto. 

L^infilera di cardon disse con ttr- 
dito ma grazioso traslato il Porta mile 
Desgrazi de Giovanin Bongee per una 
FilaUera di fucili inastati. 

Cardonin. Carduccio. Cardoncello, 

CardoD^tt Gardo ben cestuto, 

ma che trae al tozzo, riescendo pi6 
massiccio che lungo. 

Car^cc. Voce dell' Alto Mil. Giuncaja. 
Giuncheto. Luogo pien di giunchi o 
carici o caretti che si dicano \ ii Can 
rectum dei Latini. Fra Renate e Brusco 
in Brianza e un Carecc yastissimo ; in 
Valfuvia vedesi un Carecc che una 
nostra gazzctta d*agosto i834 Volt6 
bravamente in Carreggio. 

C^rega. Carica. Carico. Caricamento. Car 
ricatura. Soma, Incarica; e poet. Car- 
CO, Incarco, 

Carega de mull o de facchin. So^ 
prassoma, Carico che spiomba* 

Ona carega d'omm • . . . 

Quanto pu6 portare un uomo. 

Carega. Carica. Munizione che si mette 
in un^arma da fuoco per isparare 
un colpo. 

Caregi. Caricare. Toma a caregi. Jti- 

caricare. 

Caregass de Icgna verda. ^. in L^gna. 

Caregass el stoniegh, la conscienza, 

ecc, V, in Stomegh, Conscienza , ecc. 

Carega. Caricare, Metter la munizione 
nelle armi da fuoco. Caricare a palla^ 
a sola polvere^a schegge o scaglia^ a 
metragiia^ a pallini^ ecc. 

Carega per iigura. Caricare a secco 
(Diz. d'art.), cio^ per sola esercitazione. 

Carega. T. de* Vetturali. Levar 

di casa chi ha a fare viaggio — Ta* 
lora Assestare o Acconciare le some, 

Careg^ I fornaciaj dicpno cosi 

r assestare nella fornace i materiali 
che YOglion cuocere. Per es. Avii fenii 
de carega la fornas? La fornace h elia 
a ordine perchk vi si meita fuoco ? fe 
quello che i Fr. dicono VEnfoumage, 
Carega a baucon o in banch o in 

cass o a caksou Assestai*e 

roL /. 



nolla fornace i quadrucci da cuocersi 

ponendoli per ritto Y \\n sovra Taltro. 

Carega a pilastrin o a pilastrej. 

Assestare i quadi*ucci nella 

fornace a quattro a quattro, ma sem- 
pre alterni, cioe quattro ritti e so- 
pravi quattro a giacere » e cosi Tie viv. 
Careg^ a scajon o a gambetta. . . 
AUogare nella fornace i quadrucci da 
cuocersi per ritto c per iscacchiere; 

Carega i mceul. T. de'Mugn., de*Fab. 
d'amido, ecc. .... Metter ilgrano 
sotto le macine per isfarinarlo. 

Carega la rocca. Appennecchiare, ArroC' 
care, Inconocchiare, Metter sulJa rocca 
materia da filare. 

Caregaa. Caricato* y, G&regh ad. 

Caregaa come on mull. Stracarico. 
Stracarco. Tracaixo, Che ha un canco 
che spiomba. Anche i Francesi dicono 
Otargi comme an mulct, 

Carcgadiira. s. f. Smorfia, Lizh* Leuo- 
saggine* Smanceria. 

Caregadura. sost. f. Smorfioso, Letioso, 
Smanceroso, Smanzeroso, Affettato, Af- 
fettatitzzo, Sdilinquito — Talvolta At- 
tillatuzzo, ' Gammedttzzo, ProfumaUuzo 
— Talvolta Schizzinoso. SclUJiltoso — 
e pari, di donna Preziosa — La Cari- 
catura dei diz. vale Uom contrafTatto 
o nano o Ritratto ridicolo. 

Mezza caregadura. CacaspSzie(Aret, 
Talanta Prol.). Chi trae aUo schiHIto* 
so 9 alio smanceroso, alio schizzinoso. 

Caregadura. Disegno di caricatura. Di- 
segno di colpi caricati, 

Careggia. y. Car^nsgia. 

Caregh. s. m. Carico, V, C&rega. 

Caregh de conscienza. V, Conscenza. 

C^cgh. s. m. T. del Giuoco cosi detto di 

Briscola Nome di quelle carle che 

fanno le prime bazze, dei mattadori 
per dir cosi del giuoco; e sono asso 
e tre di qnalunque palo, tranne quello 
che e trionfo del giuoco (o briscola), 

Caregh. ad. Carico, Caricato \ poet. Car^ 
CO , ant. Cargo , e altrevolte Carcato, 

Caregh. Ad, di Col6r. K. 

(laregna, Caregnon, ecc* dicono alcuni 
del contado per Caragnd, Caragn6n, ec. 

Carill, ecc, V. Carrell, ecc, 

Car^n. v. cont. Le Calende, Le Calendi^ 
e abbreviat. // Caidn* Il primo giorno 
de'^mesi. F, anche Calend. 



CAR ( 2a6 

Caren ciar mes torbor, caren tor- 
hor mes ciar. .... Prognostico con- 
tadinesco il quale vuole che i giorni 
d^ogni mese abbiano ad essere ii 
rovescio del primo di ioro. 

Cai'en*d'*inagg. Calen di maggio, 

Carensg. s. f. pi. T. di St. Spiide, Lisle 
di ferro scaualate su cui scorre il 
carro del torcbio da stampa. 

Carensgia {o Careggia o Caresgia). Bo- 
taja, Buoteggio. OMta. Quella pesta 
cbe viea fatta sulle strade dalle ruote 
delle carrozze, dei carri e simili, e 
dalla quale si puo ricoaoscere la car- 
reggiata di tali yetture. 

Auda focura de. carensgia. Uscir di 
o della carreggiata — E met. Uscir 
dclla pesta o dal seminato o fuor del 
seminato o di tema , ed ancbe Perdere 
la iramonUma o la scrima, 

Sta in carensgia, Tenersi nella car- 
reggiata — E met. Andare pel filo 
della sinopia, Andar per la pesta. An- 
dar diritto o retto, Arar diriUo. Vale 
condursi regolarinente. 

Carensgia. Carreggiata. La largbezza di 
una veltura tra ruola e ruota. Legu 
largb o strett de carensgia. Carrozza 
larga o stretta di carreggiata, 

Car^sgia. y, Carensgia. 

Carestla (c/ttf il volgq dice Calaslria). 
Caresiia* 

La carestia la ven in barca. Anno 

Jungato anno Uibolato* Anno pieno 

granajo vuoto dicono i cont. toscani 

(Gior. agr.XIl, 102). Guai a quel- 

Vanno in cui il piccione nonfa danno 

(Gior. agr. Ill, 58o)« cioe .quand'^e 

asciultore la seineuta men fonda e men 

coperta e in maggior preda a^piccioni^ 

e vale che Tanuata uniida e cattiva. 

Regna calastria. Cantare il miserere. 

Temp de calastria. Tempo carestoso, 

Carett/ Cariicdo(*tosc.). Alquanto di- 
speudioso. 

Caretta, Carcttin, ecc. /^ Carretta, Gar^ 

• reltin, ecc. 

Carezza. Carezza, Fezzo. Amorevolezza* 
Carezz d'^asen o de vilan. Carezze 
rusiicane o svenevoli, Carezzocce. 

Carezza. Caro. DisorbiUmza di prezzo, 

Carezza. Careggiare, Accarezzare, Fez^ 
zeggiare. Carezzatr, 

Carezza. fig. Accarezzare* Leccare. 



) CAR 

Carezz&a. Carezzato. Accarezzalo. 

Carezzinna. Carezzina. 

Carezz6s. Carezzevole. Piacesfole, Acdk- 
rezzevole. Lusinghevole. 

Carga 9 Carga , Cargka , ecc. dicono in 
alcune parti del contado come i poeti 
nostri dicono o dicevano Carce e Car- 
go, Carcarc, Carcato per Caricoy Ca- 
ricare^ Caricato^ ecc. 

Cargo. T. de^Mugn. Caricaiore? Nome 
di quel lavorante d^un inulino che 
attende soltanto a caricare e scaricare 
le sacca del grano e della fai'ina. 

Cargos chiamano alcuni il Cabrossol. f^. 

Cariada. Doccia da midino. Gorella. 11 
fossato che dalla gora riceve Tacqua 
nccessaria per dare il moto alle ruote 
del mulino. 

Caricch. F. Chirie. 

Cari1i6n (Orelogg a). F. in Orelogg. 

Carili^n {die anche dicesi Cadenazz o 
Cadenazzoeu a carilion). . . . Vero salt- 
scendo a cui si da moto per una ro- 
tella centrale che aggirata dalla chiavc 
fa smuovere in sense iuverso le due 
lamine inferiore e superiore del chia- 
vistello o paletto che dicasi. 

Carimaa. Calamajo. 

Bocchell. Pennajuolo e= Sabbijn. Pol- 
verino » Strazza. Stracci* 

Carimaa. T. di St Tavoletta 

posta alia banda destra di un torchio 
da stampa , e sostenuta da ua po^di 
palcuccio, sulla quale si mesta I'in- 
chiostro da tignere le fonne. Encrier 
presso i Francesi , Farbenstein o Frtr- 
behbret presso i Tedeschi, Ink-blok 
presso gPInglesi. 

Carimaa. Occhiaja, Certo lividore die 
vien sot to gli occhi. Al Monti questa 
Occliiaja non parve confcrmata a suf- 
ficienza dai testi cbe v^'apposero 1 diz.; 
si potra quiodi a cautela dir co^me- 
desimi testi Occliiaja livida o vero 
Livido o LiMume o Liifidore agli occhi. 

Carimaa. Tocco? Per isch. dicesi cosi una 
specie di berretto conico con falde 
rialzate e arroccellate di cui facevano 
uso i nostri vccchi. Se n'^ha esempio 
in quella incisione che per solito 
vedesi in fronte alle Avx^enture di 
Bobiiison Crosne la quale rappresenta 
il padre di lui cbe lo sconsiglia dal 
viaggiare. Il padre ha in capo .un 



CAR ( aa7 

• carimaa, Quando qiiesta medcsima 
specie di berretto e bianca noi la di- 
ciamo pure per ischerzo Gmiss d'oeuv, 

Carimarada. Colpo di calamajo. 

Carimarada Quanto pu6 con- 

tener d^incbiostro un calamajo, p. es.: 
£1 gb^ha traa adoss ona carimarada 
d' incioster. Gli gettb addosso pieno 
UB calamajo d' inchiostro, 

Carimar^ra. 5icnVfl«m(*fior.)» Specie di 
vassoino, ordinariamente d^argento od 
altro metallo, cbe ba in se calamajo » 
polverino e pennajuolo. 

Carimarin. Dim. di Carim&a in ambo i 
sig» V. — Calamajo da tasca, 

Car]mar6n. Jccn di Carimaa in eunbi i 
sensi, V. 

Garin. Caruccio. Carino* 

Caridta. ^. in Lantemin e Capioeii nel 
sig. meccanico, 

Carisna {che i Brianz* dicono Cal&sgen). 
Fullggine, Filiggine. On camin pien de 
carisna. Un camminofiligginato. Color 
de carisna. Fidigginoso. Filigginoso. 

Caritaa. Carita. 

La prima caritaa V e per lor. • • . 
ChariU bien ordonnde commence par 
soi-mime dicono i Francesi. V. in Toeii. 
Andee in pas cbe la caritaa Te 
fada. Jddio set Ugo che la paglia h 
data 9 cio^ Siete arrivato tardi; ed 
ancbe Chi tardi arriva tro\^a il diavol 
nel catino^ cioe il piatto vdto. 

Caritaa iiorida (ona). Un^ opera di 
carita fiorita{T^%. Av, pun. II, 7).. 

'Caritaa pelosa. La caritd di Giovanni 
da san Gio{fanni{*^or, Dat. Lep. 90). 
jimor del tarlo. La caritd di mor^ An- 
gela. La caritd di mona Candida che 
biasciava i confetti agli ammalati per 

' levar loro lajatica — Oh ta sei carita- 
tivo! Oh tu hai la gran pietd di me!- — 
Caritd pelosa^ cioe interessata, usu-* 
raja^ e da noi dicesi ancbe piti spe- 
ctalmente del bene cbe si faccia altrui 
per viste carnali. 

Cerc^ la caritaa. Limosinare, 

Carla. V. Cirlo. 

Carlee. Camajo, Scpollnra comune di 
spedali ed altri simili luogbi. Da noi 
pei*6 Carlee si %i5a pin comunemente in 
senso di Cataletto^ Bara^ e per gergo 
// cocchio a qtiattr^uomini{Alle^. i53)j 
e di qui i dettati 



) CAR 

Fk duu mort o duu corp in don 
carlee. Fare una via o Far un viag- 
gio e due servigi, Pigliar due colomhi 
a una fava, M«iDiera prov. cbe vale 
Coiristessa operazione condurre a fine 
due negozj. 

Mazzass per f& onor al carlee (Mnggi 
Op. II 9 216). Fare la panata al dia-^ 
volo, Gittare il giacchio in sulla siepe. 
Far cosa vana e dannosa. 

Carletta. Ad, di Lima. y. 

Carliu di vaccb, Carlin malt, f^.in Vac- 
ca e in Mhtt. 

Carlinett, inversione di Clarinctt; voce che 
alami usano scambiando per ischerzo 
la scioccheria, 

Carliroeii (che anche diconsi Carlitt). 

Cosl chiamiamo que^ bambini 

laltnnli cbe le balie foresi portano 
alle madri in Milano nel di cbe ri- 
corre la festa del nostro san Carlo 
Borromeo. 

Carlisepp. Carlo Giuseppe. 

Vestii de CaHisepp. Vestito alVaf^ 
ticaccia^ alia carlona. 

Carlo. Carlo. Nome propriousato nelle 
seguenti frasi: 

El par cb^el gb^abbia el tesor de 
san Carlo, r. in Tes6r. 

El sur Carlo I quatlrini. 

Ave faa pussee cbe Carlo in Franza 
Aver Jatto piii cite Carlo in Francia 
(Doni Com. Burcb.p. i5,e Libr.p.i65). 
Aver fatto piit che non fece Carlo in 
Franciai^Yi^t Borgb. Am. fur. III, 10). 
Galante de Carlo U. Ganimede del- 
Vuno{¥ag, Av, pun, HI, 1). Vcccbio 
damerino, il Galant surannS dc*Fr. 

Carlon. V, in Forment. 

Carl6nna (A lo). Alia carlona. Alia libe- 
rttlona(Agr, 4^)* 

Carmagnola. Carmagnola (cosi TAlb. bass, 
nel Supplimento). Sorta di aria, di 
ballo, di vestito e di rapporto fatto 
nel seiio della ConVenzione nazionale 
di Francia. 

Carmeli. Camielitano. Bigio. Specie di 
colore detto Carmelite ancbe dai Fr. 

Carmeli l&nna. Ad^ di Sftja. y. 

Carmin. Carminio, Color nolo. 

Carna. Came -— Parlandosi di rami ci- 
barie e prov. Came al sole e Pesce 
airombra, cioe doversi scegliere le 
parli superiori ne'^mammaU e le lotlaae 



CAR ( 2a8 

tene nei pesci — La stanza OTe si 
ripongono i carnaggi, o sia le cami 
moT\fi (se non e ghiacciaja) dices! Car- 
najo — Camuio e Camoso dicesi chi 
faa came intomo; Camacciuto e Car- 
naccioso chi n''ha molta; Camivoro 
chi si ciba di came 9 e specialmente 
chi ne fa grand" uso. ^ 

Assa de la carna. Tagliere, 

Cama che cress mangia de spess. 
• • • Dicesi degli adolescenti ai quali 
occorre piu cibo che non agli adulti. 

Cama che dk al dent o che tra 
sangu. Came verdemezza^ cioe tra 
cotta e cruda. 

Carna che deslengua in bocca. Came 
ben ben froUata e coUa arcibenissimo> 

Carna che letlga. Came viscida* 

Carna de porch. Came porcina — 
Camesecca. Camesalata. 

Cama frusta, r. sotto Carna vanzada. 

Carna greniegnosa. Came panicaia 
(*tosc. volter.). ^. Gremegna sig, a." 

Cama roastra Came di manzo 

o di yitello. 

Carna mJatta. Came moria^ ammor* 
tita^ morUficata. Came che ha pei^ 
dulo ogni sense, ch^e resa insensibile. 

Carna patida. Came stracca o stanUa, 

Cama slegneda. Came tigUosa^ ti- 
nuiiey dura. F", in Slegned. 

Carnm sobbattuda. Came Ihida e 

percossa dice il Sacchetli nella Nov. 

^1. Dicesi della came quando e assai 

rossa^ il che succede nelle bestie che 

toccarono molte percosse prima dVs- 

ser macellate. 

Carna sorianna. ) ^ 

^ , 5 Came vaccina. 

Cama tarlucca, ) 

Carna vaniada. Came giostrata o 
rifaUa o rifritta — e ^g. Came stracca. 
Came di giovedi pari, di donne viete. 

Carna venada. Came vergata di 
grasso? 

Color de cama. Camicino, 

Cost^ cama salada. Costar salato, 
Saper di sale* 

De carna. Citmeo. 

Drov& carna salada per scoetid la sed. 
Cavarsi la sete col prosciuito. Cavarsi 
un capriccio con proprio danno. 

Falla paga cama salada. Insalaria. 
Me Than fada paga carna salada. Ella 
m*^ stata insalata. 



) CAR 

Insedl tra carna e pell. F. InsedL 

In su la carna. A came* 

La cama attacch a Toss Te la pik 
bonna. pos. e fig. La came piu vicina 
alVosso h piu saporita (^onos* 3i6)« 

La reson del becchee che a compri^ 
la carna ghe voeur i danee. F. in 
Resdn. 

L*e anch lu de carna compagn de 

nun Dicesi per esorlare 

a^ riguardi dovuti a ogni nostro simile* 
// est de chair et d? os conune nous. 
£ diverso dal Semm tucc de cama 
che riporterd piu sotto; quello scusa 
la camalita; questo esorla all''amor 
del prossimo* 

L**^ pussee la gionta che la carna* 
fig. J^ piu o prima la giunta cite la 
derrata. £ pid Taccessorio che il 
principale. 

Mett troppa cama a foeugh. F. in 
Foeugh. 

Mettes in carna. Impolpare* Bimpol" 
pare* Bincamare. Bimetier la came* 
Impor came. Ingrassare, Mimeitersi in 
came. 

No gh^e cama senz^oss 

Lo dicono i macellaj a chi vorrebbe 
polpa e non ossa. Jl n'jr a point de 
viande sans os — fig. si trasferisce 
a significare che in ogni cosa ^ la 
sua parte' di difetto. Ognuno Iul il 
sue impiccaio alt uscio. Non i uox^o 
die non guazu. 

No savd se Vi cama o pess. Non 
sapere s'ei sia came o pesce, Dicesi 
d''uom cupo di cui non si conoscono 
bene costumi^ genio, impiego. Ne 
savoir s* il est chair ou poisson dicono 
anchc i Francesi. 

No vanza mai carna in beccaria* 
F. in Vanza* 

Pagk cama salada. Costar salaio o 
insalato. Lasciatvi del pelo o il pelo. 

Quand gh"^ la festa se tacca-su el 
caldar de la carna de per tutt. Clii 
Jesteggia cameggia* 

Robba de carna. Camaggio, 

Semm tucc de carna. Ognuno h di 
ca/7ie(Monos. 61). Tutti siamo di came 
o di came e d'ossa. Tu vedrai noi^ 
d*una massa di came^ tutti la came 
avere. Cioe tutti siamo carnali » fra- 
gili, soggctti a errare* 



GAR 



(aag) 



CAR 



Tocch de carna de coll. K in C6U. 
Tra catena e ongia besogna minga 
mettes de mezz* Tra came e unghia 
nessun vi punga. Quel che i Frances! 
dicono // nejaui pas mettre le doigt 
entre le hois et Vdcorce, 

Tra carna e pell. In pelle, Pelle 

peile. In pelle pelle, Tra pelle pelle, 

Trovii carna per i s6 dent. Esser 

proprio pasta da'suoi £2eiiti (Prologo 

ai Dissimili del Gecchi). 

Vaga la carna per no avegh la 
gionla. Non si lasciar castrignere a 
mangiare la came secca col pesce 
d'uoifO? Rinunziare ad alcun vantag- 
gio per non trovarsi alle prese con 
accessor] o conseguenze spiacevoli. 

Vess carna e ongia con vun. E^sere 
anima e corpo d* una o came e ugna 
con uno> Essere pane e cacio^ camicia 
eJarseUo^ anima e cuore , passere e 
Colombia due anime in un nocciolo, 

Vess in carna. Essere in came o 
canuUo^ e.al superlativo Essere car" 
nacciiiio o camaccioso* 

Yess minga carna per i s6 dent. 
^on essere osso da^ suoi denU^Cwo 
ApoL 1 4^). Non essere cosa da otte- 
nersi cosi facilmente da quel tale a 
€ui s^applica il dettato — • Telora vale 
anche Non essere terrene da' suoi Jerri ^ 
cio^ Non essere cosa ch^ei possa fare. 

Vess minga carna venduda 

i. come dire non essere schiavo^ non 
esser persona comperata al mercato, 
non voler assoggettarsi a capriccif 
opere, servigi disorbitanti. 

Vess on diavol in carna. y, Diavol. 

Ciima Pitsiamo solo al pL per Cama- 

gionC', Camato, La gb^ha pur ancb 

di bej carna. Ha pur bella came! 

Ei gh^ba i carna endegb. Emoricino. 

Caniagi6n. Car7iato(Targ. Viag. Ill, 4^8). 

. Carnagione. Incamagione* Camatura. 

Camkscia. Camame* Molta came. Man- 

gia sossenn camascia. Cameggiare. 

Gamascia. Camaccia» Carne cattiva. 

Gai*nascia. MoUame* Camaccia* Mollume. 

Camume, , 
Carnee. T. de^Cacc. e Pes<?. Camiero. 
Camajuolo. Carniere. Camiera. Fog- 
gia di tasca da riporvi la preda. 

Anda in verzee a impl el carnee. 
V* in Verice. 



Camilla (che nelVjiUo MiL dicono piik 
sovente Camisella o Carnlna o Code- 
s^lla 9 ed altri anche Cametta). lingua 
( di castagno rossa buonaj. Specie di 
fungo di colore sanguigno e d'^odore 
vinoso, e mangereocio quando e no- 
vellino. I Francesi lo chiamano Foie 
de boeuf, ScbaefTer lo nomina Boletus 
kepaticuSf e Fries FisUdina liepatica* 

Carnevaa. Carnevale. Camoyaie. Carna-- 
jCiWa — Il penullimo giovedi di car- 
ncTale dicesi Berlingaccino ; T ultimo 
Berlingaccio ; T ultimo dl del carne- 
vale Cdmasciale, 

Ave paricc carnevaa sui spall. Jver 
qualche annuccio* f^. anche Spalla. 

Carnevaa alt Camevale 

lungo, cbe dura innoltrato fra Panno. 
Il fr. Camopal haul o reculd* 

Carnevaa bass Camevale 

breve 9 meno innoltrato nelFanno. 

De carnevaa T e lecit tutt coss. Di 
camevale ogni scherzo i^aie(Fag. JsL 
bal. Ill, i8). 

Fa camevaa. Camewdeggiare, Car- 
novaleggiare , e ant. Camascialare. 
^erlingacciare, 

I carnevaa Fban bozzaraa o I ann 
r ban miss gio. Le golpi Vhanno giunto. 
(Salv. Granchio I, a). 

Pesa i carnevaa. ••.... Sentire 
il peso degli anni. 

Carne v^. scb Dicesi ad uomo 

o donna deforme — ed oncbe a Per- 
sona arciraggiunta, pocciosa, pafiuta, 
cbe alcuno disse per iscb, Stenuaia 
come un camevale* 

Carnev2ia. scb. . . • • . dicesi ancbe a 
cbeccbessia rovinato logoro. 

On vestii ch^el par on carnevaa. 
Uno straccio d' abito. 

Carnevalin. Camovaletto — Noi diamo 
questo nome ancbe ad ogni po* di 
ricreazionceUa^ ad ogni cosa cbtt ci 
serva come il camevale a rimetter 
Tanimo in tuono, e in questo signt- 
ficato puo trovar luogo in ogni tempo 
e in ogni condizion di persone. 

Carnevalon. Semplice accr. di Carnev^ 
Camev€done* 

Carnevalon. Camevale di santo Ambro-^ 
gio. Fra noi sjgniGca piii particolar- 
mente lo spazio di tempo che corre 
fra il mercoledi delle ceneri e la pri- 



OAR 



(230) 



CAR 



ma doflienica di quftreBima, tempo 
che per un U5o speciale della no- 
stra citt&, a nessun'^altra comune, si 
passa qui in diyertimenti camascia- 
leschi; costcch^ laddove il berlin- 
gaccio de^Toscani (ch^^ il giovedi 
grasso degli altri Lombardi ) precede 
le Ceneri di cinque giorni 9 il nosiro 
giovedi grasso lien dictro ad essa 
immediate. Antioamente questo no- 
Btro camevale comprendeva anche 
tutta la prima domenica di quaresi- 
ma, e di tal uso vediamo reliquia 
nello sfarzosissimo- Corso che in que- 
' sto giomo i quasi dire una mostra 
di carrozze sostituita alle Mascliere 
fatte uscir d'uso in questo di verso 

• la fine del i5oo. 

Caminna. yezzeg, di Came , simile al 
provenz* Carnetto, che usiamo co'Jan- 
ciuUi. Per es. Mangia la pappa che 
te daroo la caminna. Se mangerai la 
pdppa avrai la camuccia? 

Garni nna. Lo slesso cAe CarnMla. f^, 

Carniroeu. v. a. Daz. Merc. Carnierino, 
Quello da sparvieri. 

Carui^zz. Camiccio. Propriamente la han- 
da di dentro della pelle degli animali , 
ed anche quella smozzicatura che se 
ne leva quando si fa cartapecora. 

C&ro. Caro.Cartno* Cuor mio» 

Caro li! Deh! Di grazia* Inter, 
eccitativa usaia anche per amara iro- 
nia. Caro ti ven con mi. Deh vieni 
meco. Di grazia ifieni meco — Caro 
ti va on poo foeura di pee. Deh ««f- 
iene via, Di grazia escimi d'atlomo. 
Vess el s6 caro. ^. in Caroeii. 

Car6ba. Carruba. Guainella, Il frutto della 

• pianta detta dai hot. Ceraionia siliqua, 
Cardbbi. v- a. Crocicchio. Noi abbiamo 

un piazzaletto che per antonomasia 

porta il nome di Carobbi. Vedasi che 

ne dica il Giulini, tom. II, p. 3a i. 
Car6bi. Cantera? La tnvella massima 

del bottajo. 
Caroccee. Carrozziere, Cocchiere^ e poet. 

Auriga, 
Caroccee. Ad, di Gav&U. y. 
Carocc^ra. Cocchiera? La raoglie del 

cocchiere. f. in Zilera. 
Caroccetta. Carrozsino, Dim. di Carrozza 

che noi usiamo anche parlando cosi 
- di que'^caxToaziai che si danno per 



ninnolo manuale ai fanciulli, come 
di quelli piu grandetti ne'^quali si 
lasciano scarrozzare i bimbi — » Lo 
diciamo anche in sig. vezz. per Car- 
rozza in gcnerale: per es. On poo de 
caroccetta Vk ona gran comoditaa. 
Za carrozza h un gran comodo? 
Caroccia. Carrozza. Cocchio, Legno, Sorta 
di vettura che prende varj nomi a 
seconda delle fogge sempre mutabili. 
Vedi sotio Legn le varie specie. 

Scocca. Cassa, ( f^. Scocca per le 
sue parti) sa Carr. Carro* {K CaiT 
sig. 5.' per le sue parti). 

And^ in caroccia cont el timon 
dedree. K. in Tim6n. 

Caroccia di pover mort. Carrozza 
deirApocalisse(*iosc. e poet.pis.I,ai3). 
Carrozzaccia malconcia* 

Caroccia intrega Carrozza 

a due cavalli^ cosI detta per distin- 
guerla da quella a un caval solo che 
diciamo Mezza caroccia, 

Dottor mezza caroccia. F. in Dott6r. 

Fk caroccia {che i contadini dicono 
Ciocca). fig. Portare i frasconi, Croc^ 
chiare. Essere crocchio, Essere mala* 
ticcio; e dicesi cosi dei volatili come 
deir uomo. 

La vit in caroccia I9 manda el pa- 
Iron a p^. f^, in Vlt. • 

Mett via la caroccia. ^imette/v(Dati 
Lep.53).Ritirar il cocchio nella rimessa. 

Mezza caroccia. F", Mezzacaroccia. 

Pettk el cuu in caroccia. F. in Ci\u. 

Scior de cai'occia. K. in Scior. 

Se po* minga andk in paradis in ca- 
roccia. Non si pub andare in paradiso 
in coctfAio(Adimari Son. fra i borchiell. 
373) o col guancialino(ph. ven). Non 
si pub a/»ere la rosa senza le spine. 

Tird la* caroccia coi busecch. JSsser 
lutto Utoli disunti. F, in Bus^cca. 

Toed on viorin per ona caroccia* 

F, in Viorin. 

Caroccia dicesi allrui sch, , e per modo 

meno inurbanoy in luogo di Carogna. F. 

Caroccik i busecch. Gorgogliare il corpo. 

V, in Bus^cca. 
Carocciada. Carro^aia. Cocchiata. Le 
persone tulte che sono in una stessa 
carrozza. 
Caroccin. Carrozzino, 
Caroccioa e CarozzuUf Cocchione, 



CAR ( a3 

Caroe6 (voce che noi ustamo parlando 
cosi di fanciuUi come di fanciulle). 
Figluiol di uezzi. Cucco, Figlio predi- 
letto dal padre o dalla madre. I To* 
scani dicono volgarmente /^eniamino, 
come Benjamin dicono anche i Fr. 

Caroeii (in genere). AKgnone, Mignoncello. 
Veret el so caroeu. Era it fico del- 
V otio di sua maJre (Buonar. Tancia 
III, i3). 

Carogna. Carogna. Fetido cadavere d'^a- 
nimale. 

Gara carogna Improperio 

volto ID ischerio che con ironia piii 
civile direbbesi Caro carissimo. 

I mosch van adree ai carogn. F. in 
Mosca. 

Carogna. Rbzza, Bestia plena di guida- 
leschi. 

Car6gna. Carogna^ Per ingiuria ad uomo. 

Car6gna« Conca fossa. Che ha piu mali 
che H caval della carretia, Malescio* 
CachetUco. Jmpolminato. 

Garognascia. Carognaccia. 

Carognetta. $. f. met. Carognuola, Jloz- 
zetta. Scriatello, Jlsicuccio. Affama- 
tuccio. Sparutino. TrisUmzuolo. Maldo, 
Maldscio, Jfato, Afaticcio. Jfatuccio. 
Male impastato. Mai ammannato. 

Carognetta. Buona spesa, Lieta spesa. 
Mala Idmuzsa, Dices! per ingiuria a 
donna e ad uomo# 

Carogn6n. Carognaccia* Pegg. di Caro- 
gna , per lo piu detto a persona per 
improperio. 

GarolinDa(Giuga a la). /^. in Bigliard, 

Garoseil. Carosello, Garosello, 

Carotola (che neWAlio Mil, e spec, in 
Brianza dicono GnifT). Carbta, Sisaro. 
Radice fusifonne della pianta detta 
dai bot. Daucus carota^ di cui si fa 
molto uso nelle cucine. 

Carotola rossa o Carotola dicono i 
Briansuoli per Biedr^va. y, 

Cascik carotol. fig. Far le parolozze. 
Amoreggiare — Vale anche Ficcar 
capra per mannerino. y, in Balla. 

Carotola Specie di bossolo o 

formetta alta otto centimetri e larga 
dieci, assai cUpa» in cui i cascinaj 
mettono il fior di latte per fame 
caciuole e ricotta (ma^ca/Tion). t di- 
verse cosi dal Quaccirceu » come dalla 
Fassera^ perche non e vano come 



X) CAR 

quelliy ma ha fondo* ed ollraccio v^h 
piik alto e men largo. Per le caciuole 
quadre s'^usa la Caroiola che e bossolo 

. quadro ; per Le ricotte s^'usa il Caro^ 
iolin che e bossolo circolare poco 
diverse da un quartuccio. Anche i 
Parmigiani dicono CaroUe questa spe^ 
cie di bossoli quando sono di legno, 
e Cavagnond quando sono fatti di 
vinchi. I Piacenlini le chiamano For- 
me e FormetUf ed anche CaroUe e 
CaroUein. 

Carotola. Ad. di Persegh. K. 

Carotol6n. Carotaccia, Acer, di Carota. 

Carotolin. F. in Cardtola (de mascarpon). 

Carotolinna. Dim. di Carotola. f^. 

Gar6z»i, ecc. F. Caroccia, ecc. 

CsLVozuhil. Calessabile(TtiTg. Viag. I, a). 
Che pu6 esser percorso dalle carrozze. 

Carozzin, ecc. K Caroccin, ecc. 

Carpanell ) {che altri dicono anclie Ni« 

Carpanessa \ sciorin). Carpinello. Quel- 
Talbero che e detto Carpinus orien- 
talis dai bot. che ha foglie quasi simili 
a quelle del carpine » e legno bianco 
al par del noqciuolo, sodo, e utile 
per impiallacciature. 

Carpanett. CarpineUo. Dim. di Cai'pine* 

Carpen. Carpine. Parpino. Quell' albero 
che dai bot. h detto Carpinus betulus^ 
e di cui si fanno comuneroente siepi» 
spalliere, viali, cerchiate(6er^d)9 tea- 
tn giardineschi , e simili. 

Per spinna de carpen. F. in Per. 

C4rpcn. Carpione. Quel pesce che gli 
ittiologi chiamano Cjrprinus carpio. 

Carpen&du. . • . Siepe o Viale di carpini. 

Carpenessa. F. Carpanessa. 

Carpi6. f^eUtrsi. Il prime prime grado 
deirassevare o rappigliare de'^liquidi. 
Carpi4 Tacqua. A>2are(Redi Let. 
VI, ao). 

Carpio del sogn. Assonnare. Pigliar 
il sonno {Somnum carpere). 

Carpiiia. Felaio. £l brceud Fe apenna 
carpiaa. 11 brodo h a mala pena velaio. 

Carpi«^a. ^g Infreddato. 

Carpiadi\ra. Felo. Agghiacciamento su- 
perficiale dei liquidi. 

Carpiadura. fig. Imbeccata. Infreddajura. 

Carpiona. Carpionare. Accarpionare. Sof- 
friggere e tener in moUe in aceto il 
carpione o allro pesce per fame cibo 
surbatojo. 



CAR ( aSa 

Carpionfr. fig. Iniabaceart. Cuoeere. Inr 
namorare, 

'Carpionaa. Carpionato- Accarpionato, 

Carpionaa. in isch Infreddato. 

Garpionadura. . • . . • L^accarpionare. 

Carpiooaddra. Imbeccata. Infreddatura. 

Gai^ionass. in gergo. Pigliare un' im- 
beccata, Infreddarsi. 

Carp6gn. sost. m. PoUimccio. Gucitura 
o rim^ndatura mal fatta. 

Carp6gn. Stopposo. Agg. di ramolaccio 
il cui sugo sia inaridito. II Voc. regg. 
nota che i Fior. dicono Bodice borosa 

' (forse porosa), 

Carp6gn. add. BuUerato. Tarmato^ e 
ant. BuUeroso, Segnato dal vajuolo. 

Carpognii. Pottinicciare. Binfrinsellare» 
Far un poUiniccio»e franoispec.parL 

. di una cattiva rimendatura di calze. 

Carpognadura. Pottiniccio. V, Garpogn. 

Gaqpognin Quasi vezzeggiatiyo 

che usiamo parlando di cbi sia tar- 
mato dal Tajuoio e non ci sia in ira ; 
e come dire Tarmaticcio. 

Carpogndn e Garpognonna. .... Vil- 
lania che diciamo per ira o dispregio 
a chi e tarmato dal Tajuoio. 

Carr (cAe noi perb prommciamo Gar). 
Carro, Vettura a quattro ruote per 
uso di trasportai'e robe e mercanaie. 
RoBud. Buote «» Saa o Assaa. Sola 
•s Scagnej« Scannelii ^ GontraSbrl. 
ContrascannellL Coscialetti » Pignett. 
Balestre ? «» Rangon. SUmghe del letto 
»a Lecc. Letio » Ass di part o Sca- 
lin o Scarin. Cosce o Bidoii « Assa 

. de mezz ... * Ass de travers. Tra^ 
verse ^ Gova o Govin. Coda ^ Per- 
sell o Gurlett Verricello p> Paradega 
o Sterza. Voliicella n Fassa. Conlra- 
volticella «» Mas^c. Mastiotsa Timon. TV- 
mone o F^rca :» .. Cosciali » .. Pannelli, 
Specie varie di carri sono: fra i 
campagnuoli il Carr^ la Barotza e il 
f^olantin; fra i militari il Carriagg e 
. il Forgon ; fra i manovali la Carretta , 
il CarreUin e il Carretton; fra i mer- 
canti la Carrettella^ la Carriagginna 
e la Bora, Gli ant. avevano la Basierna, 
Fra il Carr e la Barozta corrono queste 
principali diversttli che ii Carr ha 
voliicella , letto largo e quattro ruo- 
tCy la Barozza non ha voliicella » ha 
il limone che va da sommo.a iino della 



) CAR 

vettura, detto Forca»ha letto stretto 
e due sole ruote. 

An6k per la strada del can*. Andar 
per la pesta o colla corrente* y, Strada. 

Fass da el carr per el cuu. y. in Gtku. 

Ghe voBur olter carr a menamm 
via. Questa carota non enira^ o non 
la gabello o non I* infiasco. C k am~ 
maUonata^ le non s'aUaccano9 o le 
carote non s* altaccano. I cordoifani 
sono rimasd in Levante. Dettato che 
suol dirsi da chi non passa o non 
ammette una frottola* cioe c^sa che 
altri gli racconti per agguindolarlo. 

Mett el carr inanz ai boeu. MeUere 
il carro innanzi ai buoi. Far innanzi 
' cio che si dovrebbe fare dopo. 

Tirli el carr. fig. Tirar la carretta 
(Garo Lett. — Pczz. — Min.). Sopportar 
il peso di un lavoro , d^ un incarico. 

Tiri-lii el carr. Ajutar la barca — 

• Ed anche CampaccJdare. f^ivaccluare. 

Tira-lk pussee on carr rott che on 
carr noeuv. fig. Basta piu una conca 
fessa che una saida. I malaticci per 
abito s^hanno piu riguardo e percio 
campano spesso piik che i sani troppo 
larghi spenditori di loro vivida salute. 

Toed la volta o Fa la voltada del 

• carr. yblgere largo o lesto ai canti ^ 
cioA Starsi avveduli — Ed anche Far 
la giraia del can grande^ cio^ Pigliar 
le cose per la pii^ lunga. 

Vegni per oltra strada che per 
quella del carr. Passar per le fineslre 
e non per I'uscio — // Jiume non Wn- 
grossa d'acqua chiara, 

Vess Tultema roeuda del carr. K. 
in Roeuda. 

Vess on carr rott. Essere una conca 
fessa. Star sidle eigne. Croccluare, Es- 
ser crocchio. Essere jnalsaniccio. 

\ess rott i squell e stravaccaa el 
carr. Lo stesso che Vess gi6 la c& e 
el tecc. y. in Ga. 

Vess stracch de tir^ el carr. Essere 
stanco sotValfascio delle cure anticlie. 
Non saper piii, sostener si gran fascio. 

Vore cerck cinqu roeud in d^on 
carr. A^. in R€ei!ida. 
Garr. Carrata. Tndno? Quanto pud in 
una volta portare un carro \ il carico 
d^nn carro. On carr de fen. Una car* 
rata dijieno. 



GAR 



(?33) 



CAR 



J>\ ikdvtii on c«i*r de best«mm* IHro 
altrui im tarro di Wllflme. IngiurUre 
ffttalamentie alouno. 

El toiaa t\ Ten a carr e el va -ria 
■ a^ ont. f^. t» M&a. 

Ogni busca per lu Td on enir de 

' fetu Ei fa d*ogni mosea un eiefante4 

* On carr d'* obligasion , Oli eair de 

"ri5{>ett e simili, MUle ObbUgationif 

- Mille HspeiU. 

*^ ' Vessegh attoma di carr defen, e 
sim, P". in Fen. 

CSrr. T. de'^CarroiK. Carro» La parte 
d** una carrozza che serve a sostener 
la cassa(5COCi:a). 

Roeud. IittOte{K Roedda per le sue 
parti) » Lecc de dedree. Soitopiede 
:= Forcella. Forchetto «> As^ de coc- 
ccr. Pedana *=» Scerpa. Serpe «• Ca»- 
sclt. Cassetta ( K Cassett per le sue 
;7ar<i)«» Rompicoll o Cadenazs. Oiogo 
ss Ruzellon. Botellom{K Rucellon per 
le loro parti ) s« Timon. Timene *- 
Sajeit de pedannat BraccetiL 

Carr. T. di Slamp. Carro del forchio* 
Propriamente quel complesso di casia, 
marmo, timpano e frasclietta che si 
fa scorrere innanzi e indietro siiUe 

- spade del toi*chto da stampar libri; 

- Tidea madre diro cosi delle vetture 
spinte sulle rotaje di ferro. I pratici 
e i' trattatisti perd intendono anche 
per questo Carro tntta la macchina 
di tali torchi , e lo dtvidooo in ante- 
riore e postcriore. Nel primo com- 
prendono quanto si fa correre sulle 
spade 9 cto^ cassa, marmo, timpano, 
ccc; nel sccoudo* che riceye in se 
Tanteriore al passar ohe fa sotto il 
pirrone, comprendono cosce» somievi, 
-palcOy ecc. 

Carr. Onto morto(*ltlcch.). Aspo, Argano 
onzzontale, t ditefso dal yerticale 

' (argcn) e dalla burbera. 

Carr de pre) o de trav. Barrucola» Ha 
un solo asse edue ruote. 

Carr-matt. Carro/naf fo^*lucch. 9 Zanob. 
Diz.). Gar/Y>/e('a(Zanob. Dtz.}, Barru^ 

' cola. Specie di carretta ferrata da 
trasportare graTissimi pesi come sal- 
dezxe di marmi) trayi, ecc* che i La- 
tini dicevano C/iamulcus, Uno inge- 
gnosisstmo ne vedemmo pochi anni 
fiouo ideato dal celebre meccanico 

roi. I. 



Sieber pel tratporto de*brtettc delle 
colonne dclTAreo del Sempiona. 

Carr-mHt. f^mrsiera. Tregenda, BiUorta. 
Trentavecchia, Trentaacanna, 

Carp-mitt o Carr di steU. F.in Stella; 

Carrador Chi guida il carro. 

U oarreltiere guida la carretta i il 
carrador il carro. 

CaiTad&ra. Carrcgg»» ( Lastri IV 9 i3r. 
Targ« Viag.). il viaggio che si fa con 
una carrata di checchcssia. I cairadur 
co5ten« / oarreggi sOn cari. 

Carre. T. de'*Sarti da donna. 

Cosl dicesi nelle vesti la lorgheua del 
dorso presa da spalla a spallia e un 
po'^anche pid sii. la Carrujrc de** Ff. 

Carroll. Carrettm. Dim* di Carro. • • 

Carrell. T. de^Carroz* Carretta. 

Carroll. .;«••• Fra noi dicesi p^o- 
priamente a <|uello su cui i pittori 
di carrotte posano U oassa {scoeca) 
per dipingerla. Altri fanno uso per 
cid di un arnese deito Trespolo, il 

• quale k bilicato in medo da poteflo 
girare per qualiinque verso. • . 

Carroll. T. di Zecca Specie di 

tavola a griglia di ferro con gambe 
a rotelle la quale si fa appressare alia 
hocca dei forui ore arroveniansi i 
tondini da far monete per ricevere 
le padelle nelle quali sono dctti ton- 
dini allorche si ritirano dal fuoco. 

Carrell. T. dei Tessitori. Carrette. Con- 
gegno mobile nel telajo da tessere al 
quale sono raecomandali i licci. 

Carroll de fShgio^ Filatojo. Strumento 
di c^fi si fa uso per dipanare. 

Carrell de torg. Torcitojo, Sirumento di 
cui si fa uso per torcere iilo, ecc. 

Carrell del cuu. Codione. CodtHone, Vc 
stremif & delle reni appunto sopr a ]*a no* 

Catrelldtt o Carrellin Seconda 

ruota piana che affiggesi alio scud del 
fusolo de^fnnlini. 

Carreitta. Carreiia. Piccfiol Cffrro a due 
ruote le cui parti veggansi in CM-r. 
^ di due specie, vale a dire 

Carretta de man. Carretta da mano. 
Carrctto a doe ruote con letto senza 
stanghe n* sponde o ridoli che si 
trains dagli uomini per trasportare 
robe di poco peso e di poco volume, 
fe qiiello che i Frances! dieono Tom- 
hereon a main. 

3o 



CAR (a 

Carretta de tir. Carretta, CarretU 

a due mote eon istanghe per uil ca- 

. Tallo. E la Charrettc o il TombereaU 

dei Frances!. 

Carretta. C€irrufo/a (Sacchet. Not. i66)« 

Carruccio (Soderini Golttv. Vite 53). 

' Girnetto(Biring. Pirotec. in iine delTin- 

trod. ove se ne vede anche la fjgiura). 

' Specie dt Teicolo manuale con due 

- come dise stanghe^rette per ana parte 

in testa dalla sala dell^unica ruota 

che sta sotto la testata nel suo mez- 

. ZO9 e per Taltra dalle mani della pei^ 

aona che la spigne innanzi. i, quella 

che i Fr. dicono Brouette^ es^usanon 

per le • sole fortificazioni e per Tagri- 

coltura come dice Hin. , ma per ogni 

gencre di lavori d^artigiani. Talora 

' ha il letto senza sponde lateral! e con 

•un solo dossale in testa a leggio, e 

' talora ha il letto con isponde. Le aue 

• parti sono 

Stangh. Stanghe <» Tra- 

verse » . . . . Pee. Gambe ^ . . . . 

JliUi «» Lecc. Lelio o 

\Cassa, Q $.e ,Cassa C\xii, Fondo *»» . . • 
Spalliera o Dossale » Spond. Fian- 
cate tm Assa de denanz. Sportello » 
»..#.. Correniini ■- Roeuda. Bueta 

(o piena o a razze) »• Chia-- 

. varde s^ Dadi » . • • - Jto- 

sette « Sproni delta spalliera 

MS Frontali delle stanghe *=» 

Pemo e chiavetia di ruota. 

Carretta. ..... Piena una carriuola. 

GarrettJida. Carrettata, Piena una carretta. 

D'ona carrettada de sahbia en Ten 

; . foeura cinqu o ses carrett. In una car^ 

rettata s* hanno cinque o sei carriuole 

. di sabbia, 

Carrelt^e. Carretiiere, Quel Tetturale die 
. conduce mercanzie nelle carrette o 
carrettelJe. K. anche in Garret t6. 

Carre ttella Specie di carretto a 

. quattro riiote e due stanghe assai his^ 
luogo, con isponde cancellate* con 
sederino a due luoghi, e spesso con 
una per cosl dire copriroba di cuojo 
nclla pai*te deretana. B una specie di 
Teicolo ibridoy in grand'* uso tra chi 
frequenta i mercati, il cui terzo an- 
tcriorc ha faccia di sediola, e i due 
altri terzi di carretta da trasporlai* 
roLc. 



3^ ) CAR 

Carietlidr Soldalo che . guida 

. ,le carra attin^utl aUe artigUerie e alle 
munizionif il Tetturale' delle bagaglie. 
Negli eserciti del ceaaatp Regno d^ Ita- 
lia diceTasi frequentemente. Sqldaa 
del treno — V: anciic, in C^rrettt). 
Carrettin* CarretUno. Picciolo carrello. 
Carretlin de sahbia. C^rreUata di rena? 
Carrettin* Lofitesso che Birbin. Fm Legn. 

Carrettinada Una cocchiata. 

. X<^iHa gente quanta i scarrozzata a 
un tempo medesimo in un medesimo 
cocchio di quelia specie che diciamo 
Cafrettin o Birbin. 
Carretto. Uom dalla carretta, Carrettiere, 
CarreUajo* Colui che guida la carretta 
conducendo calcinacci* rena, matto- 
ni, ccc. Noi non usereromo ii:^iffe- 
rentemente Carrett^^ CarretUe^ Can- 
rettUr e Carrador; ognun d^essi e da 
noi usato esclusiTamente nel senso 
della respettiva definizione. 

Garretton, Carrettone. Carretta grando 
tirata da un caTal solo e a d(ie ruote. 
Ne sono di coporte e scoperte, Fra la 
prime sono notissime quelle che ser- 
vono per trasporjlar da lupghi lontani 
ali** ospedale gli anmialati, o portare 
al cimitero i morti degli ospedali, ecc* 
El carretton di mort Carro funebre. 

Carriagg. s, m, pi. T. milit. / carri da 
bagaglio* Le carra dalle salmerle* 
Specie di carri leggier! a quattro 
ruote » assai bislunghiy con caucellate 
molto alte per isponde « che tengono 
dietro agl! eserciti per caricame le 
bagaglie — » Ona trincera de carriagg, 
Carrino^ e con t. ani. Carriaggio. 

Carriagg inna Specie di carretta 

quaii simile alia Carrettella^ ma piu 
leggiera, e cost detta dal simigliare 
in picciolo le grand! caiTa da baga-> 
glie usate fra ! militari. 

Carrioeu. Trebbia. Trebbiatojo? Garro 

. da trebbiare il grano in luogo di bat^ 
terlo col coreggiato. 

Cars^nt. lAevito, Fermento, 

Carsenza. Favo, Fiadone* Fiale* Parte 
di cera doTe son le celle delle pec- 
chie e dove esse ripongono il mele. 

Gars^nza. Focaccia* Schiacciata; in dia- 
letto fiorentino Stiacciata; in dial, 
iior. cont. Cojaccia* JSe sooo di piu 
qualita, vale a dire; 



'CAR 



(^35) 



OAK 



■ tidid, PfbpHaiHehtei qtiella specie di 

pane in figura di rc^tella schiacciata che 

" ii fa d6lla pasta comune^ per6 men ri- 

' menata, per regala a tcosi dire d** iniur- 

- natura, e a ddizia dt^anciulU > vecehi ^ 

*' donnev ecc, Si- distingue -dai t^ne non 

solo per la forma, ma anehe per Ves- 

'sere cotta leggerraente per mbdoda 

potersi aflfaklare' oome TaffaldaiiD i 

' bimbi per darsi ad intendere di man- 

^iar cosi paiie e pietansa. Questa spe- 

ei^ di foeaccia niadre ^ sorella citta- 

dina della Brusada eampagnuola ¥^. ; 

• ma soiiella casalinga ; ed alia YOlta 

sua ha per sorella nobile la 

Glirsenta de bonJ>on. Focaccia doice 
^b« si suol mangiare principalmentc 
per Capo d*anno e per Befanla , e cbe 
e di piu specie 9 cioe 

Garsenza de pasta dura. Focaccia 
dolce di pasta 3odn(*fiOT,)^ 

Garsenza de pasta frolia. Focaccia 
di pasta /roiia, 

Garsenza de pa^ta levada. 1^. in 

Piista. (gliata. 

Garsenza de pasta sfojada, ^- 

Garsenza de mezza pasta, f^ in 

Pista, 

Garsenza in padella. ToruUne? Ore- 
sentinu? Specie di focaccia cbe si fa 
cuocero nel burro o neirolio* 

¥k el pan tutt in carsenza. Fkile 

ifuanto F6 tucc i pont dor o d^or. r.Or. 

Se el pan el Voeur minga coeiis^ la 

c»rsenza hala de brusli? ^^ in P^. 

Carsenza. Maveggiuolo /hesco? Specie di 

• cacio affine a quello detto Stracchino, 

divepso per6 in questo cbe dove lo 

stracehino ^ o tondo ed alio, o quadro 

e bassotto ed oltracQi6 seibatojo, la 

crescenza in vece 6 tonda , sfocacciata 

SI cbe non imita male una gran focaccia 

lattea> alta mezzo decimeiro o poco 

piii, e tale cbe yuoI essere mangiata 

freschissima e non altramente. 

€arsenzagb (Bescottin de). y, inBescottin. 

Cai-senzetta. K. Carseazin ^ fig. Il cupolino 

sacerdotalecbenoidiciamoTeologia.K. 

* Qubt cht ehe ghliau nil coo U carsejuetta 
» Uin propri pappa, prtt e gardioal. « 

(Porta Frani. Dante ined.) 

Garsenzin (cfie anche dicesi Garsenzetla 
c GarsenzoBUi'a). Focaccina. Schiaccia- 



' tfna. Foeaeeiuoiu. FocitUtold ; -fiofent. 
' Stiacciatina ; contad. Cqfaecetta, Go- 

faccina, Diminutivo di Focaccia. 
F4 in don carsbnztn. Scofacciare. 
• Scbiaeciare a simiiitudine di focaccia. 

I dlz. registrano solo Scofacciare cbe 

• parsembra idicttismo come la Cofac^ 
' da da eui deriva; ragioa vorrebbe 

••• •per6 cbe non ^schidesseno Sfiacac" 
dare , toce iteatta * procedente .dalla 

• voce pur esatta di Focaccia, 
Cars^nzcBilkra. F: Gtfrsensbu ' 
Carsenzoeura (scherz.). : . . . Setdacciata. 
CarsenzcB&ra /ler.PanDdemebu. F. 
Garsettzdnna* Stiacciat6na{liawi. Jhnda 

IV, 9). Tanta di stiacciatm(As9eiiA III9 
4^. Grande stiacciata, gi*an focaccia. 
Gart. s. f. pi* Carte, e in gergo Le ^o^ 
giiate(C»oSiracc II, 5), o leFo^iase^ 
o alia cont. pist. le Fog^iiose iradiiore 
(Cini Des. e Sp.U 9)* Le carte da giuoco* 
On roazz de cart. Unmazzo di varte* 

Gart alt* Ga^te cbe s^gnano 

i punti maggiori e quindi di poco 
conto nolle carte da tresette^ di molto 
in quelle da taroccbi. 

Cart bass. •*•••• Carte cbe se- 
gnano i punti miuori, e diconst Carte 

• di conio ne^ mazat da tresette percb4 
con esse vincoosi le bazze^ e non 
cosI in quelli da taroeobi ove sono 
di piu costo le- rovesce. 

Cart sorafinn, finn, ordinari* Carte 
•s^uisite^ sotUli^ sode% 

Cont i cart bonn san fa tucc o bin 
bon tucc a vengv ^g. Ognuno par che 
giaochi bene quando gU dice buono 
(Gelli Sporta III). Fortuna e dormi. 

Da fttura i cart» Dar le carte. Da 
l<Bura i cart copert. Dar carte basse. 

Da foeura i cart scopert. Dar le 
carte seoperte o tdla scoperta, 

Fk i cart. Far le carte* F^ i cart o 
Fk el gioeugb di cart. Far le carte 
(Zanob* Diz.). Divin«zioni eroticbe 
delte donnicciuole. 

F^ i cart con vun o con vunna. 
fig. . • . Far all'^amore , amoreggiare , 
far le parolozze. {tcggiare, 

Giug4 ai cart. Fare alle carte. Car- 

Giugk ona bella carta o ona gran 
carta. Tlrare una grandissima posta 
(Vcdi i testi addotti dal diz. in Posta 
T, di giuoco). J&Yuv 1141 gran punto? 



CAR ( a36 

. (DttV* Tac. Germ, in fine). Tirane un 
gran dadth Vale aver una gran sorie 
o 3campare da un gran periooio. 

Mes^cia i cart. Sco%zdr U carle, 

Mett insemina i cvct^ceoxzar le earte» 

Mudass i cart. fig. VoUarsi le carte. 

Prepara i carU JpparecdUar le carle 
• per giooare; c in aenso cattivo Falsi- 
ficure ^ecoaaaritfoarfe.Bricceneria 
usata dai giooatori di vantaggio. 

Ris^ci^ o Giugi tultcoas su ona 
carta. MetUre tutto il iuo in una posfm 
' ( V. i teati del dis. in Posia T. di giuoooX 

So anna i cart, PT, in Masa. 

Sforzk i' cart. • . • • Paaiare troppo 
in 14 o troppo inaanai 9 eccedere. Ta- 
- lora iignifica andie Date il sua mag- 
giore, Darle Irom^e^ cioe fare rultiino 
aforao, qufUo die i Latini dicetano 
Mes rediii ad Trtarias, 

TegnWit^ i cart. niet. iVbn /arsi 
' seergere. Par giuoco coperlo. nner 
su le eatie. Bar carle basse, 

Tri inaemma i cart * . . Ir a monte. 
C4rt. a. f. pi* . • . Nome generico degli 
alteatati pre^entabili ai magiatrati in 
prova apecialmente • di nascita » do- 
micilio, oondotta, ecc. 
C&rta. Carta. Goaapoato di cenci di lino, 
cotone 9 lana 9 ecc. 9 e talora anche 
di acoPKa d*albero9 di luppoli9 d^alga, 
di paglia , di pelle peoorina, ecc. e 
perfino d'amiantOf maoerati , triti e 
ridotti in fogKa aottiliaaima per di- 
verai iiai 9 e principalmente per uao 
di acrivere e di atampare. 

^S^ Nel lingnaggio de^fabbricatori 
e dei cartola) la carta di ogni apecie 
ai diatingue 9 anai ttttt09 per riguardo 
■lie forane con cui ai fabbrica, in 

Carta a yergell. Caria ajilaio 6 a 
trecciuola. k queata la carta comune, 
€08i detta dair easere fatta con-forme 
le quali aono tessute di fili d^ottone 
cbe laaciano improntate su di eaaa 
nel verao della laj^gheaxa quelle ver- 
goltne o rig naze cbe aono detfe in 
franceae f^ergeares* 

GarfB con filigraana Carta 

cbe ba in ad impronti di riacoiitro o 
controllo cbe vogliaai dire , in luogo 
delle marche ordinarie (enseignes dei 
Fr.X percbe dealinata ad easere mone- 
lata* boUata, iiaata p^r cambiali, ecc. 



) CAR 

£;* detta eoai dpirimprpnto di eonf roflo 
in filigrana metallica.poato aiyUa. for- 
ma con cui ai fabbrica* 

Carta tutta in d'^on pezz o fada con 
• la macchina o a la nacchina. Carta 
d'an pei^a? Specie 4i fiarta la quale 
aon ai Urae gi4 foglio per foglio dai 
tinfr come ai (a deUa oomm^ n^lle 
oa^liere a maaai, aaa aibbene va aenza 
diaoeniinuasiMM uaectedo d^nna delle 
maeobine'a ciliiidri Adottate fn qoeato 
aecoloinene cartiece di Francia e.d'^In- 
ghiherra 9 ed anche fra noi in qqella 
doirinduaire aig. Paolo Moliim pre^so 
Vareae. Queata carta 9 cbe i. Fran^eat 
cbiamano Papier eonlinu o sans fin ^ 
va da ad coiHiOtaaniente ripiegandosi 
aovra ae ateaaa come il pannajuolo 
. farehhe delle pezae del panno, ain cbe 
il fabbricatore noa ne tronca la con- 
tinuita per pei eaporla a proaeiugarai. 
Eaaa compenaa in economia di tempo 
e braccia e in quantity e qualita re- 
lativa la ragguaixieYole apeaa delle 
maccbioe da ci6^ le quali ai poasono 
vedore nelie tavole i4f iS* 16 e 17 
del Manuel du/abrUfuani de papier di 
Le Ncrmand. 

Carta veKnna. Carta Pelina(*iosc^ 
Carta fttta colle formti coperte supe- 
riorHienie ooa tela a velo d^ottoncy 
e acuta improoto aknao di vergotine 
o cgjbnniiii* 

Carta velinna a vergelK Carta ve- 
lina m irecciuola? La carta velina di 
cui aopra colPiDiproBta delle yergo- 
liae((«rg»jl)9 e piii cominemente con 
quetta dei aoli eolonnini (ponteae/). 

^*i^ Ogni carta origmariamenle rie- 
aee 9 aeeonda la qualkl degli 8trac<^i 
onde ai compone9' 

Azura, Turchina. Il £r« Papier axur^, 

Bianca. Bianca. 

Brunella. Bigia» 11 fr» Papier bulle. 

•^ si dialing no in 

Carta con coUa. Caria incoUata. 

Carta con mezza colla . • . CsH*ta stata 
immeraa in um'aeqna di colla diiavala. 

Carta aenza colla. Carta non incoUata, 

— e si riuniace in quiniemetii^ quin- 
temi e risme^ nelle quali i fogli poa- 
sono essere 

Deatea. Distesi^ ciod quando il fo- 
glio e in tutta la ana largheaza* 



CAB <!i37 

tkpok. iUpiegiUi; ooh ^nuido il 
fogtio k ripi^gato in due partis rt^* 
doppiato.ip $i 9t«$MK 

-«» Qaa«i ogni carta poi si luddi- 
9tingua 

«*-<- Per rispetto alia ooaAiatensa, 
bont& e bdlecia propria t in 

Fioretta • Carta dt sqaisi- 

lisfima lavarafione*. 

Sorafinna. SoprqffiiuL 

Finaa. JFiwi* ... 

Terra o Tertotta^ Canfmo? Carta 
di qualili aeadente. 

Sgref gia o Brunclh o 9runeU. Bigia, 

MeKsapasta. Di me%u> Ugiio? Qiiella 
carta die k di m^ixo fi*a qualili e qua- 
lity ddle sovm dette. 

•— e diceai anohe 

Carta de bootna pasta* Ctvia di huon 
iiglio. Carta hmana. 

Carta ineartada o. chc canta* Carta 
chfi suotta^ obe k stagianata. 

Carta SQsteguuda • • Carta 

cbe ha nerbo ipd^gior deirordinario. 

— £ per rispettQ ai difetti in 

Carta cbe suga o che passp. CarUi 
eke sucehia o ch^ ^ee* Qaella cbe per 
essere male iocollata non regge» jna 
auGcia e beve 1' inchioitro o m tutto 
o in parte del fpglio- 

Carta crespa, o ass. Cr^p* Carta 
oHaia, ZdB%ut. Carta disuguale, in- 
crespata, ragnata* ecct 

Carta mal lavorada nal scimos- 
sada. Carta magagnaia* 

Carta segnada de la corda 

Quella in cut s^ d ascingata di subito 
rincollatura per lutto fiiorcb^ nel 
punto di oontatio eoUa fqnicella su cui 
era stesa ; o quella cbe ba in se V inrf^ 
pronta delle legafare di riama e balla. 

Carta senza corp fl«4sa. Carta 
dilegine. .... 

Carta zeraa|af o Ata. S^emlqi^ ifez- 
zetto, Cosi cbiamansi i fogli strappati, 
rottif sporehi che.non si anunettono 
nelle risme comuni. 

mmm La Carta poi si auddiTide* per 
riguardo agU usi cho se ne fanno , in 

Carta comuina. Carta, Quella di cui 
SI fa uso comunemente per iscrivere 
e stampare» ecc. 

Carta de covert o colorada. Carta 
colorita? — Carta dipitUa. 



) CAfi 

•Carta. de disega. Ciirto da-diiegno. 

Carta de musega itf«»..M{uega. 
Carta di musioa. Carta la quale rigata 
cbe sia si distingue per punti di rigo. 

Carta, de lucid&.''Cai^ da lucidare, 
' Carta .traiparente* fabbricata cpl ti- 
glia della eanapa, cbe si ma per.ri- 
copiare a riscoptjro di luce i diftegni. 
< Carta de stein^gn o ass. Stem^gna. 
Carta da impanfUUe.o daJin^stre(Turg» 
Toz. M0do di Jar gU^rdoTf veUe 1st. 
hot. .1^ S4o). 

. Oirfa de tapeazarij c de plafon. 
. Carta da iaf^2$en€? 

Carta d''involt» Carta da iwogli? o 
da itmfltart? K€io. 

Carta (rusta. Cartastraccia^di stpac" 

Carta pegora^ Pergamena, Carta di 
peeora.' Cartapeeor^ ^CartapeoorUta. 
Carta p€Conna. Carta pergamina. . 

CarlH reminna o sedagna..<i' seda- 
rinna« Carta s^t^a.o seta^ea? C«rta 
coal deHa percb^ rassomiglia. la acta 
in sottigliezza, liscezza, luccntezza. 

Carta suga..CVurfa suganU smchia. 
Carta 'di cui ai fa uso princtpabnente 
per rasciugare lo scritto . senza impol- 
verarlo. 

^^ Ognuna di queate specie di carta 
ai auddistingue nel mode segneate: 

— La Carta comunna si distingue 
. in cemmercio coi nomt che verro in« 
dicandoy ai qnali corrispondono le 
dimensioni e il peso dednali rhe 
riferird per ciasenna di esse , . della 
cui notizia to debitore ai signori Gio. 
Battista Biancbi e Comp. nei quali la 
.gentilezza h pari alia coosnniata spe- 
ricnza in aiflbtto ramo di oommercio. 
S* avTerta per6 cbe le dimension! nie- 
desime sono da intendersi in via d^ap- 
proasimazione^ e ohe lo stesso e.da 
riienere epecialaiiente in riguardo al 
peso di oiascuna carta per ogni i^sma ; 
come pure cbe Palteaza ata pel verso 
deirimpronta de^ colonnini {ponUsei)^ 
e la larghezza. per quella delle ver- 
goline(verge//) di ogni fb^io spiegato. 

Grand^Aquila M?re> Papal a Pa- 
paldn . • • Specie, di carta aha circa 
^ centimetri, large circa un metro 
e quatiro centimetri, e del peso di 
cii'ca libbre nuove decimali 61 per 
ciascuua risma. 



Etefftnt & IiripmAl Elefant o Impe- 

rliil roman. Carta marchigiana impe- 

na/fi?(AUeg'. iiS) Specie ^i carta skta 

-centimetri 6i, larga 90, del peso di 

lib. nuove decimali 49 l/*"- 

Imperiiil. Carta iniperiale, Spebie 
di tiai'ta alta tendm. 5;^, larga 80, 
e del 'peso di lib. 85 y".. ' 

SottimpefiM. . • ; Spiecicf di carta 
alta centim. 5i 9 larga 749 del peso 

diiib. a6 y;. . 

Quadronna per tavoletta • • . . • 
Specie di carta coal detta per Tu- 
so che ne fanno i disegnatori sten- 
dendola snlle tavolette pretoriane o 
da disegno. £ alta centim. 6^9 larga 
^^9 e del peso dt lib. 58. 

ReaJi Carta reale {Targ, Viag. Ill, 
45 ). Carta della quale si fa grande 
uso specialmente in qiiademi o mastrl, 
musicay protocoUi (per lo che alcuni 
' la'dicono anche Protoohll)^ ecc; alta 
centim. 489 larga 669 del peso di lib. 
i5 /.. 

Real BrambUla. ..... Specie di 

carta reale aha centim. So 9 larga 669 
del peso di lib. 10 yi. 

Real tre lunn. . . . Carta cos) no- 
minata per esservi improntatc tre mez- 
'2elune9 la qaale snol essere coma- 
nemente speditA in Leyante. 

Real mezzan o Rea]in grand .... 
Carta alta centim. 459- larga 61 9 del 
peso di lib. i3. 

Realla o Realin piccoK . • . Carta 
liltft centim. 40 9 larga 559 e del peso 
da lib. 10. • 

; Sp6rfl o Spi^ra o Spi^ray^eta... 

^>ecie di carta cosl deHa dalPessere 

stata fabbricata originari«mente per 

le impannate(j)B»ere)9 ed oggidi niolto 

• usitata per le stampe* £ alta centim. 

• 469 larga '60 9 e del peso dllib. 9. 

Xe6n o Leon spartii o Leon de 
oolla • . . Carta alta centim. 44 » larga 
54) del peso di lib. 8. 

Le6n Pavia • Carta assai 

usitata per le stampcy alta centim. 
44) larga 589 del peso di lib. 8 yi. 

Ledn doppi. . . . Carta simile al- 
Taltra detta Leon in tutt0 9 fuorche 
nella consistenza o sia nel peso che 
giugne s^wBo alle 10 o 11 libbre 
nuove decimali per risma. 



) GAR 

• * ' Le^nona . .*. . Gnta aha centim. 57 9 

larga 499 ^^l p«^o ^^ ^^^' ^ ]f*' 
Lednna doppia ..... Carta cosl 

• detta dair avere - -dimensioni e peso 
quasi che doppt della precedente. 

Le6nna boelta • . . Carta nella sua 
specie assai consistente, alta centim. 
369 larga 4^9 e del peso di lib. 8 *fz. 

Leonzin de oolla o Leonzin spartii 
od anche Leoiteinna. Leonina? Leonci" 
mi?(Targ. Toz. Modo di far gU erbarj 
iielk 1st. bot. 1*9 540.) Carta alta cen- 
tim. 379 larga 48^ del peso di lib. 5 \fi . 

PefHegi*lki o Pellegrinna 9 o come la 
dtc0no anche a'Bergamd Meczanna . . • 
Carta alta cetitim; 3«2 9 larga 44' <^cl 
peso di lib. 5 y^. Alcuni la chiamano 
anche Protocbll perch^ sogliono ser- 
Tirsene a stendere ie cosl dette spe- 
cies facti che parecchi dicono pro- 
toe(^li e pift coraunemente processl 
verbali. Nel Breseiano* c nel Manto- 
' yaino e detta- Comuna e Scriuer, 

Fellegrin doppi . . . Carta che nel 
Bergamasco 9 nel Brescian09 nel Man- 
tov.*9 nel Venez.* ^ delta Comana o 
Mezzana doppia o Scrii^er doppio ; alta 
cent. 4*9 lai*g< 6r, del peso di lib. g. 

Oland^s o Oland^sa . . . Carta alta 
centim. 4^9 larga 549 del peso di 

lib. 7 y.. 

Trii Cap^j. ... Carta quasi simile 
alPaltra detta Leenna 9 daUa marca in 
fuori che i quella di tre cappelH. 

^oiarM Carta de'f rati? Carta cost 
- detta fra noi in origine perche della 
misura voluta dalle leggi per le scril- 
ture de^ notaj, alta cent. 289 larga Sp* 
e di quasi 4 libbre decimali di peso 
per ogni risma. 

Olandlnna . . . Carta alta 27 centim. 9 

larga 4o 9 ^^^ P®^ <li '^i^- ^ ]A • 

Quadrotta Carta assai usata 

per lettere mercantili9 alta centim. 27, 

larga 44 9 ^^^ P^^<> ^^ ^^^' ^'- 

• Quartin Carta da viglicttl 

che consiste quasi sempre in mezzi 
fogli della carta cosl detta Quadrotta 
ripiegati a imitazione di foglio intiero. 
Vacchett. Carta da vacchette^ cioh, 
da libri di ricordo 9 quaderni di sa- 
grestie, 5tr<'iCciarogli9 ecc. che ha figu- 
ra di parallelogrammo 9 oggidi uscila 
quasi d^uso. 



CAR ( :»39 

Bislonga. :• • : . .. iGsrta d?. uso aco- 
nomico per le sUmfKe, alia 4a ' centim. 9 
larga 68., del peso'di libbre.g. 

.BasCarda . .... Nome generico di 
queUa carta la quale, o . nelle dimen- 
aioni o nel peso. si diversifichi nota- 
bilmentc dalle ;8pecie su nominate 
raffrontata che sia con quella qna- 
lunque di esse alia quale .si possa 
per qualche verso riferire. : 

Tajadlnna. Carta rasiremata? Nome 

I f^enerico'di qiieUa carta- che fu rita- 

. . gliata per essere difettosa negli orli , 

e cost ridotta a minor dimensione che 

non .fosse la sua originaria* 

/ri- La Carta pegora si suddistingue 

in Carta peconna^ cioe latta di pelle 

.di pecora, e in Carta di capreito o 

. ca^n'na » cioe fatla di pelle di capretto. 

«-^ La Carta suga si suddistingue 

• iu.azzurra^ bianca^ rossiccia. 

***- La Carta de.stemegn^cLe alcuni 

preparano talora colla resina e quindi 

\ chiamano anche ■ Carta resinada , si 

suddistingue nelle. seguenti specie.: 

Spera. . . • Quellb .medesima carta 

. che fu nominata piui addietro. 

Stemigna. Carta da impamtate o da 
Jinestre, 

Stemegna doppia. . . • Cosi delta 
> perche grossa piu della prima. 

— La Carta de lucidd dividesi in 

£arta de coUa de pess. Foglio Jaito 

di colla di pesce unto coa oUo^Bor^h, 

• Riposo 1, 166). 

• Cartapegora oliada. Carta di capret- 
to unta con o/io(Borgh. Bip. 1 » i65). 

Carta sedana oliada. Carta unta con 
olio* 

f^ La Carta d* involt dividesi in 

Argentin o Milanes, ..... Sp. di 
carta da iocartocciare, di colore cele- 
. siognolo perche fabbricata con istrac- 
ci di pari colore. Si suddistingue in 
Battuu^ cioe passala al maglio e quindi 
alcun po''levigata9 e in Mingabattuu^ 
cio^ non passata al maglio e percio 
rozza e floscia o dilegiue che dicasi. 

Brunell o Brunelia^ Fioretio da in" 

. iH>/(are(Targ. Toiz. Modo. di far gli ^ 

. erbarj nelle Istit, hot* I % S40 )• Carta 

bjgcrognola, quasi sempre o imperiale 

o reale di quality scadente, di cui si 

fa uso per iavoltare le .merci. 



) CAR 

< . Brunell6tt Fioreito7Sipti^ di carta 
- noni'tanto bianca che > ^ quasi aeropre 
una carta reale >di quality menana 
per uso <;ome sopra. 

Carta de lira o Garia d'^onla lira o 
Carta per succher d^ ona lira% . • . . . 
Specie di' cart(]i di color bid cupo, 
cosl delta perche i droghieri se. jie 
serTono per'incartocoiarvi lo zucch^ 
rOf rilagliandola in mezzi fogli ognun 
de^ quali ne conttene wasi libbra. . 

Carta de d6 lira . o Carta per. tuc- 
cher de do Lira «... Carta simile alia 
suddetta ma di jnaggior. dimensione , 
cosiicche ogni suo mezzo foglio pu6 
contenere due libbre di zucchero. 

Carta de fa*su la seda . . • Specie 
di carta , che d** ordinario suol essere 
una carta imperiale di color cele- 
stognolo e moltd sottile, della quale 
si fa uso per . involtare ' le sete. 

Carta de papiglioU. • Carta scura da 
Hcci, Carta che^ la Virata a peHeaion 
dr arte , si suol trarre dalle sfilarze 
delle reti logore trite, macerate , ecc. 
come i ceuci comuni da carta. 

De coeds . . . Specie di carta , fatta 
con istracci grossolani, che si sud- 
distingue in De casus spartii^ e De 
cceus con colla* La prima piti rozza 
serve a incartocciare e involgere robe 
e grasce d^ ogni specie i la seconda , 
piu levigata e pii!i soda ,5* usa per in- 
vb]ger grasde e robe macchiose. 

Palpelar. Carta ntfra. Nome ora quasi 
disusato di carta nerastra da involti, 
altre volte usata anche pei bachi da 
seta, fabbricata con istracci di lana 
colorati. Forsc dal franeese PapdraL 

Real per zila. Carta reale da invo^ 
glier le cere? Specie di carta molto 
consisteote, di color bio cupo, in cui 
droghieri e cerajuoli sogliono involtar 
le cere. 

Sacchetton. ... Carta cosl delta 
dall^ essere adoperata per fare sac- 
chetti da contenere seccumi» droghe^ 
erbe seccbe, ecc. 

StemegB6n. Carta da linajuoli{T avg, 

Tozz. Mo€lo di far gli erbarj Jst. bot. 

. 1» 555). Specie dk carta di color bi- 

gio 9 . rozza , bitorzoluta , siilacciosa , 

che si fabbrica con istracci ordinarj 

.e serve per involtare robe grossolaoe. 



GAB ( 940 

< Stenicfii9tahi. . . • '. ; Gkrta ^mUe 
aUa precedeate '^ nui di • ftniAor . dimoa- 

sione'-e niiaco iMrb^. 

-— La Carta dn tapetuarij o dc plor- 
^ii n trae daile «cart6 
. Comunna. Comune^ cbe si togiie 
per lo piti dal Pellegrin doppi o dal 
Zeon otm coUa fpk detti sopra. 
' Tuifin dW'peu. lyun pezMO. . 
-' j'^ 1a Carta de coifert o toiorada 
psendosi Ivftle qiuiit^ descritte nella 
Carta colmuma^.^ si suddistiogue in 
• Carta Irivorbda. • • • . Carta laTO- 
rata, o aa improntatay cioi 
argentada. Carta argenOna, 
damascada. Carta a opera o ope- 
dora. Carta dorata, (rata, 

maroochinada« . . ^ . Carta imi- 
tante la grana del marroeohioo* 
rasada... Carta levigata come raso. 
relutada. Carta vellutata. 
Carta tinta . in foUa. Carta coloHta, 
II Papier colord er^pdie dei FranceBi. 
Carta colorada a man. Carta dipinta 
oalhuninmtd? II Papier enlumini dei Fr. 
a varj color. Sdienosa, 
iiorada a color. Carta uuUanata. 
marmorada. Carta marixtata ^ a- 
nuaisuUa , amarezzata , e ant. nuai- 
tata. Carta- tinta a onde coo fiel di 
bue, e oolori da una banda sola. 
mog{ien4 • . • • Carta imitante il 
maogani. (a onde. 

oodada. Carta ondata, cio^ fatta 
radica.v . • Carta imitante il cuojo 
a mareuo. 

' ' sprunada. Carta spruz^ata(Redi), 
stcUada. Carta stellata, cioe tutta 
pinta a stelle. 

'•^^ La Carta ranUraia o sedagna o 
sedarinna si suddistiogue in Sedagna 
da rami, Sedagna da atoffe, Sedagna 
da fiori) secoudo che s'^entropone 
fra le iucisioni annesse ai libri e lo 
Slanipato, o fra stofTe e stc^e, come 
velhiti, broccati e stmtli, perchc non 
ai sciupiao nel contatto , o secondo 
cbe s^adopera nei fiori finti. 

SS Nel linguaggio genernle poi vi 
sono altresl le segnenli denominaziont: 
Carta argent i una. Carta argentina. 
Carta boUada. Carta hoUata. 
Carta bombonna {che anc/ie dicesi 
Carta bescotta) Cosi cbia- 



) GAR 

inan « qtnlk' cana. «u .cut. Ibroiio messi 
.%. ouoccte . nellbmo i biacottini « gli 
spumini e iimili dole! 9 e die per es- 
. servi rimaalo qualcbe . poi''* dei dolci 
medesitti^ yienil