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Full text of "Vocabolario parmigiano-italiano"

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600005757$ 




VOCABOLARIO 

PARMIGIAINO- ITALI AINO 

ACCRESCIUTO 

DI PIÙ CHE CINQUANTA MILA VOCI 

COMPILATO 

(SOM BVOTO KIVOBO 

DA CARLO MALASPINA 



VOLUME TERZO 




y* 



PARMA ^^^ 

TIPOGRAFIA CARMIGNANI 

1858 



J^/ ^, ìt^y^ 



M 



MA 

H, Oliava lettera consonante e undecima 
dell' alfabeto italiano. Come lettera nu- 
merale de* romani corrispondeva a 
mille, e segnata sopra di una lineetta 
orizzontjBle valeva un milione. 

Mi. Ma, Particella che entra sovente 
nel discorso con vario sjgnif. per es.: 
Ma! ( Interjezione di dolore: escla- 
mazione), Lasso, Ahimè, Ahi lasso. 
Misero me. Infelice a me, e com- 
pianti vamien te Dio buono/ Qual ro' 
villa! Qual danno! 
Ma. Pronunziato come se fosse scritto 
Ma aa con suono prolungato, è part. 
dubitativa e vale Chi sa! Chi lo in- 
tende e sim. 

Ma. Voce del contado in vece di 
Madre. =^ Ma per Madre, come voce 
de' contadini trovasi usata anche da' 
scrittori toscani. 

Ma la! e cosi? Il fai tu. Ed è modo 
ammonitivo. 

Ma MA. Cosi iterato, con segni 

di impazienza, vale: Un corno, e u- 
sasi per rimbeccare i stucchevoli ma, 
ma dei debitori morosi o de' colpevoli 
convinti che vogliono pure accattar 
scuse. 

Màca. s. f. Propr. Macca, vale abbon- 
danza; ma noi l'usiamo più di fre- 
quente nella frase seguente in signi- 
4calo di a ufo. 

Divertìrs a hàca. Aver una vignuola. 
Divertirsi e godere a spese altrui. 
Magnar a maga. Mangiar a ufo, a 
macco. Mangiare abbondantemente e 
senza spesa. 
MicÀ. add. m. Ammaccato. Chi ha am- 
maccature sulla persona. V. Maca- 
dùra. 

Maga. add. m. Macolato. Dicesi di 
fruito che per caduta siasi ammezzilo^ 
^AcÀ. V. Macào. 



MA 

Macachétt. 8. m. Fig. Bertuccino. Per* 
soncioa conirafatta « scriata. 

Macaco, s. m. T. di Zool. Macaco^ Ani- 
male rassomigliantissimo alla scimia 
comune, É il Macacus cynomolgus 
dei Sist. Lo usiam dire per imprope- 
rio ad uom contraffatto o piccolo, ad 
un caramogio; come se gli direbbe 
in egual caso Mostro, Carogna, ecc. 
Modi da lasciarsi alla plebe fra cui 
nascono. 

Magadùra. 8. f. Ammaccatura. Acciacca- 
tura, ammaccamento, contusione in 
genere. Ma si chiama Monachino, 
Pesca, Livido, ciò che resta in sul 
volto per percossa, e Fitta, Cozzo ^ 
l'ammaccatura nel corpo di qualche 
vaso metallico cagionata da caduta o 
da percossa. 

Magadùra s. f. T. de' Sari. Sovvaggio, 
Risalto di una piega che sia sotto il 
panno, per la pressione delia stiratura 
manifestatasi. 

PiÉN D* vACADùRi. Affittato- Pieno di 
fitte come sono talora i vasi di rame 
da cucina. 

Macaduré^'na. s. f. Ammaecaturina, Fit- 
terella. Dicesi di percossa che lasci 
traccia sulla carne. Mascherizzo. 

Macào, s. m. T. di Giuoc. Macca. Sorta 
di giuoco di carte cosi detti di rischio. 
-. ZuGAR A MACÀO. Fare al macca, V. 
Zugàr. 

Magar, alt. (dallo Spagn. Machacar.) 
Acciaccare, Infrangere, Soppeslare. 
Rompere in particelle senza ridurre 
in polvere, come fassi il pepe. V. 
3macàr. 

Magar, alt. Ammaccare. V. Sguiccar 
e Smacàr. 

Magaròn. 8. m. T. de' Past. Cannoncino, 
Camiellone. Pasta a foggia di cannon- 
cino die cuocesi in più mQuierc, I 



4 MA 

Maccheroni de' vocabolari corrispon- 
dooo ai nostri Nastrini di lasagne, 
V. Mèza pasta larga. 

Macaròn d' gènva. T. de' Fast. Can- 
noncini di pasta fine, 

Macaròn cross. T. de' Fast. Cannel- 
loni, Cannoncioni, V. Manghi da fra. 

Macaròn ordinari. T. de' Fast. Can- 
noncini di pasta grossa* 

Macaròn riga. T. de' Fast. Cannon- 
cini rigati. 

Macaròn soli. T. de' Fast. Cannon* 
Cini lisci. 

Macaròn. s. ni. Fig. Marrone. Strafal- 
cione, sbaglio, errore, e più rimes- 
samiente, Scorso di lingua. 

Macaròn. s. in. Iron. Pecorone, Pia- 
gnolone. Chi piange alia dislesa per 
ogni minima cosa. 

Macaròn d'argènt. Canutiglia, Ar- 
gento riccio, 

Mèzz macaròn. T. de' Fast. Cannon- 
ciotti. 

Oh i bei macaròn! Lo stesso che dire 
Or ve' che le lasagne ti piovano in 
bocca, cioè, sarebbe pur bella cosa 
per te, che io m'affaticassi, o che 
altri s'affaticasse per te, e che tu 
n'avessi a conseguire il frutto. 
Macaronàda. 8. f. Scorpacciata di can^ 
nelkmi, se intendesi del mangiarli. 
Pasto di cannelloni se del preparare 
i cannelloni impasticciati. 
Macaronàr. att. Fig. Errare, Fallare, 

Sbagliare, 
Macaronzén. s. m. T. de' Fast. Foratini. 
Sorta di cannoncetti più grossi de' 
vermicelli. 
Macàrs. n. p. Ammaccarsi. 

Macàrs el pan ecc. Inzupparsi, Inu- 
midirsi, incorporando in sé l'umido. 
Ammollarsi. 
Maccén'na. s. U Macchiolina. 
Maccén'ni d'jocc. Nuvolette. Macchie 
che si generano nella cornea traspa- 
rente dell'occhio le quali ingrossando 
producono VcUbugine» 
Haccétta Maccén'na. 8. f. Macchietta» 
Piccola macchia o bruttura. 

Maccétta. s. f. T. de' Pitt. Mac- 
chietta^ Piccolo gruppo di figure o di 
piante piuttosto accennato, che dise- 
gnato, nel fondo di un paesaggio. 



MA 

Maccétta. s. f. Macchierella, Gì 
di sterpi o pruni le cui frondi 
avvolte insieme. 

Maccétta. s. f. T. de' F. Ferr. 
stietto. Quella piastra fermata a 
perchio del baule che ha nella 
opposta uno spacco pel quale è 
versata dal nottolino e fermatt 
lucchetto. 

Maccétta. s. f. Fig. Schizzo, A 
rizio. Caricatura. Persona affé 
goffa, sguajata o ridicola. 
Mach. s. m. Macero. Macerazione, 
ceramento, riducimento d'alcuna 
mediante l'acqua, o altro liquo 
trattabilità e pastosità. 

Mach. add. m. Soppestato. Dic( 
pepe sim. V. Ma<à. 

Far el mach. Porre in maceri 
dicono le nostre lavandaje, le 
per imbiancar meglio ì panni, li 
tono a macerarsi nel truogolo, 
piendo il ceneraeciolo di cenei 
versandovi sopra acqua calda, la 
' cosi diviene quella eh' esse d 
Alsia morta. 
Machétt. add. m. Vieto, Rancido. 
nerazione di certe sostanze come 
che progredendo le rende pulri 

CiAPAR EL macchètt. Invictirc , 
rancidire. 

Sayèr d' macchètt. Saper di mi 
Dicesi della carne quando vici 
putrefarsi puzza di vieto. 
Machina, s. f. Macchina. Cosa o 
mento ingegnosamente compost 
diverse operazioni, e ve n'ha ui 
mero indefinibile. Ricorderò h 
note usate nelle nostre officine 
nosciute generalmente. 

Machina, s. f. T. de' Calzol. Cat 
Sorta di bussetto di ferro variai 
foggiato per fare ornati sulla 
del suolo. 

Machina, s. f . T. de' F.^ Ferr* 
satoja. Leva mastietata al mui 
avente un peso all'opposta estr 
nel cui mezzo ponesi la testa de 
pano quando si vuol trapanare. 

Machina, s. f. T. de' Fun. Mad 
11 complesso di tutti gli ingej 
strumenti occorrenti in una cor 
V. Cordar, 



MA 

Machina, s. f. T. de' Sell. Segnatcjo 
a liìiea. Ferro eoo gruccetta die ser- 
ve a segnar righi dritti sul cuojo. 
Ve n' ha di più sorta e di molte righe. 

Machina, s. f. Fig. Macchina, Mac- 
chinazione, Cospirazione. 

Machina, s. f. Fig. Colosso, Macchina. 
Persona o cosa gigantesca. 

Machina a vapor. Macchina a vapore. 
Meccanismo di varia forma la cui a- 
zione riceve impulso dalla forza ela- 
stica del vapore. Le parti sue princi- 
pali sono: Caldaja, Fornello, Slan- 
tufi. Leve, Bracciuoli, ecc. le quali 
non hanno nome nel nostro dialetto, 
né sono tuttavia ben deffiniti in ita* 
liano. 

Machina da acqua. Bindolo. Stru- 
mento ingegnoso per trarre 1* acqua 
dal basso ali' alto, o per servigio della 
irrigazione, o per prosciugare gorghi 
paludi, dicesi anche Catena d* Ar^ 
ehimede. V. Tampa. 

Machina da garzar. T. di Gualch. 
Garzatore. Macchina che si compone 
di vari ritti che portano un cilindro 
tutto coperto di garzi , il quale mosso 
io giro dall' acqua o dal vapore garza i 
panni nella gualchiera. 

Machina da mist. T. di Gualch. Lupo. 
Macchina da aprire, cioè da comporre 
le varie qualità di lana fondendole 
iusieme. 

Machina da pontl T. de' Chiod. 
Macchina da punte. Quella che serve 
per far le punte e che si compone di 
Cilinder. . . . Cilindro. 

Fusi Asse a gomito. 

Regolatór • . . Regolatore. 
Tajoèul • . . * Tagliatojo* 
Vidòo .... Vite. 
Volant .... Leva. 

Machina da semnàr. Seminatoio, Se- 
minatore Macchina che serve a span- 
dere meglio il grano nel seminarlo: 
è conosciuta pochissimo nel nostro 
Stato ove non fu che poche volte e 
da pochi sperimentala. 

Machina da turar il rottigli. Ca/- 
eaturaccioli. Macchinetta nota che ha 
Bus del stopàj. • Gola. 
Màncgh .... Leva. 
Pian Piano. 



MA 8 

Schizzètt. . . . Calcatappi. 
Tlir Telajo. 

Machina dil pàji. T. de' Tabacc. 

Trincia. Sorta di grossa forbice a la- 
me emisferiche, mosse da una ruota, 
colla quale si tagliano della voluta 
lunghezza gli steli dello Sparto che 
pongonsi ne' zigari. 

Machina infernàla. Organo. Più can- 
ne d'archibuso disposte Tuna presso 
l'altra che si accendono con una tra- 
ina di polvere, e possono alzarsi ed 
abbassarsi. Havvene di più altre fogge 
che prendon nome dalla 101*0 forma 
é natura. 

Machina pr' i rordòn. T. de' Pianof. 
Torcitojo. Ruota dentata che fa girare 
vari rocchetti i quali servono a torce- 
re e vestire i bordoni da pianoforte. 

Machina pr'i fond. T. degli Incis. 
Macchina da sfondi. Macchinetta che 
move un bulino alla estremità di un 
bracciuolo e fa tagli regolari ne* fondi 
delle lastre. 

Machina pr'il gócci. Pertugiatojo^ 
Macchina da forare gli aghi, composta 
di due mascelle dentate mosse da una 
leva che serve a bucare gli aghi del 
telajo da calze. 

Machina pr'i zirott. T. de' Farm. 
Macchina per stendere il cerotto^ As- 
sicella incastrata a modo di saracine- 
sca in due ritti, e sotto la quale si fa 
scorrer ia tela che si va coprendo di 
cerotto. 

Dar foécgh a la machina. Dar fuoco 
alla girandola , in senso figurato vale 
Risolvere, cominciare qualche cosa. 

Fars dil machini in testa. Girando- 
lare. Erpicar col cervello, far disegni 
in aria, fantasticare. 
Macbinàr. att. Macchinare. Ordinare, 
apparecchiare; e se si tratti d'insidie 
e simili cose, Far macchine o mac' 
chinazioni» 
Machinén 8. m. Machinbtta $4 f. Mac' 

chinetta. Piccola macchina. 
Machinètta da giustificar il madri. Gin- 
stificatojof Macchinetta di ottone che 
serve per conoscere la giusta profon- 
dità della impronta delle lettere im- 
E resse nella matrice. Sue parti souo: 
ust ..... Cassa. 

1 



« MA 

Lanzètta. . . . Indice. 

Leva LeK^a. 

Pontén'na . . . Scandaglio? 
Vida . ^ . . % . Registro. 
Machinèttà da virgoli. T. de' Passa m. 
Macchinetta da fasciare. Sorla di top- 
citojo che serve a fasciare le cordelle 
e le fluide da cavalli. 
Machinétta d' Bertù. Telajetld ag- 
giunto da Berlhoud al portaiime del- 
la piattaforma avente una scala se- 
ghettata che riceve il braccio che re- 
gola le precise distanze dei denti delle 
varie ruote. 

MachinIsoh. s. ro. Meccanismo. Struttura 
propria di un corpo. 

Machinìsta. 8. m. Macchinista. Colui che 
fabbrica, che inventa o che fa muover 
le macchine. Razzajo, colui che la- 
vora di fuochi artìfiziati. V. Foghista. 

Machinòn Machinòn'na. Macchinone. 
Macchina grande. 

Machinós. add. m. Macchinoso. Che ha 
della macchina. Assai grande. 

MXci. 8. f. pi. T. di Gualch. Geloni. Quelle 
quasi macchie che si veggono ne' panni 
tinti, per ineguale incu pimento e com- 
penetrazione del colore. 

Macia. 8. f. Macchia* Bruttura non gran- 
de che si fa sulla persona o sulle cose. 
Frego è quella roccia che si genera 
sui libri che si leggono ed isfogliano 
ogni di, come i cosi detti comuni de' 
breviarii. 

Macia, s. f. Sterpeto, Spineto, Pru- 
naja. Luogo pieno di sterpi, pruni e 
simili. Fratta è sorta di macchia o 
luogo intrigato da pruni, sterpi e 
simili. Macchia dicesi un gruppo d' al- 
beri di arboscelli silvestri. Cespuglio 
è gruppo di erbe e di virgulti. 
Macia, s. f. Fìg. Schizzo, Caricatura. 
V. Maccètta. 
Macia bianca. T. di Vet. Morfea. Di- 
cesi così una macchia apparente per 
certi punti del corpo dove ì peli so- 
no rari ed' alquanto fini. Si trovano 
per* lo più alle labbra. V. Bevr in 
bìanch. 
MXciA ch' an s' poéul alvàr. Macchia 
indelebile. 
Macia d'acqua. Gocciolatura. Quel 
seguo macchia che fa la gocciola. 



MA 

Màcu de bsont. Chiosa, Frittella, 
Macchia d'unto che si fa sui vestiti, 
ma la fritella è macchia più grande 
della e A tosa. 

Macia del légn'. Marezzo. Quel on- 
deggiamento di color variato che ha 
il taglio del legname a guisa delie 
onde del mare. Macchiatura dieesi 
la macchia artificiale del legno. 

Macia d' incioster. Scorbio. 'Macchia 
d'inchiostro caduto sopra la carta. 

Macia dl'occ'. Maglia, Rete. Macchia 
generala nella luce dell'occhio. 

Macia fresca. Macchia recente. 

Macia vecia. Macchia rafferma. 

A la màciA. Alla macchia. Di sop- 
piatto , nascostamente. 

Alvar 'na macia. Ammortire una 
macchia. Smacchiare. 

Da macia. Macchiajuolo. 

SiGN DLA macia. Gora. Quel segno 
circolare che rimane intorno al luogo 
dove era una macchia. 
Macia, add. m. Macchiato, Macchiettato, 
Brizzolato , Picchiettato , Varia to , 
Chiazzato, Screziato. Ma macchiato 
dìcesi di un corpo che sopra un fondo 
d'un colore abbia macchie d'altro 
colore più o meno grandi; macchiet» 
tato quando le macchie sono più mi- 
nute; brizzolato quando i due colori 
sono sparsi minutamente e misti in- 
sieme; picchiettalo quando le macchie 
son quasi punti assai fitti sopra un 
fondo eguale; variato quando i colori 
del corpo sono più d*uno; screziato 
vale lo stesso che varialo, ma è più 
proprio a denotare varietà di colori. 
(Tomm.) 

Macia, add. m. T. de' Blas. Bilìot- 
tato. Scudo gentilizio asperso di mac- 
chie a guisa di gocciole. 

Macia, add. m. T. di Vet. Pezzato. 
Cosi dicesi un cavallo, cane e simili, 
quand'è macchiato a pezzi grandi di 
più d' un colore. Dicesi anche a spec- 
chietti. 

Macia d' foéugh. T. di Vet. Fuocato, 
o Marcato di fuoco, dicesi del man- 
tello degli animali che in alcuni punti 
del suo corpo presenta un colore rosso 
vivo assai intenso, contrastante con 
un fondo scuro. 



MA 

Maciàr. att. bacchiare. Bruttare, Ivi- 
brattare. Ma bruttare è più che mac- 
chiare, e imbrattare è bruttare con 
cosa che quasi rileva. V. Sporcar. 
Maciàr. alt. Screziare, Indanajare, 
Chiazzare, Macchiare aspergendo o 
spruzzando con più colori. 
Maciàr. att. T. de' Libr. Indanajare. 
Dipingere di vari colori il taglio del 
libro. Ammarezzare, dare il marezzo 
alla carta da coprire i libri. 
Maciàr. att. T. dei Pitt. e simili, 
Macchiare. Il colorire alla prima. 
Marezzare, dar^^il marezzo fla macia 
al legnj. Màififiorare, colorire imi- 
tando il marmò." 
Maciàr d*inciòster. Scorbiare. La- 
sciar cadere inchiostro sulla carta per 
macchiarla o sia a caso, o sia apposta. 
Maciayèla s. f. Maciavelìsem. 8. m. 
Macchiavellismo. Politica, astuzia, sa- 
lacità, destrezza, accortezza. 
Maciàzzà. s. f. Macchiaccia, Bruttura 

grande. Schérz. Frittellone. 
Maginén'na. 8. f. Macchiolina. 
Maciòn. s. m. Macchione. Siepone: bo- 
scaglia folta. 
Maciòn o' roécsi. Roseto. 
Maciòn d' spén. Dumeto. 
Macis. s. m. Mace, Macis, Spaglia reti- 
colata, che è fra il mallo e il noc- 
ciuolo della noce moscada. 
Maciurlènt. add. m. Coperto di macchie, 

sciatto, sucido. 
Màcola, s. f. Teccola. Piccolissima mac- 
chia o difetto. Teccolina diminut. Per 
esenapio: nel mio vestito non v'è u- 
Da teccola, vuol dire che è pulitissimo 
e senza difetti. 
Magro, s. m. ( dal Fr. Maquereau ) Ruf- 
fiano , Lenone. 
MacllatCra. s. f. T. de' Lit. XcWo. (Tose.) 
La parte del torchio litografico sulla 
quale si ferma la pietra nello stam- 
pare ì disegni fatti sovr'essa. 
MADALéN^NA. Maddalena. Nome proprio. 
Madàlèn'na. s. f. Fig, Bocciane, Du" 
migiana. 
Vrèhgu il PRFGmEai DLA Madalén'na. 
Volerci le deprecazioni. Dicesi di chi 
vuol essere ripregato prima di fare 
una cosa. 
Maoah. s. f. Signora. 



MA 7 

Madam in RiTiR. Carne stracca. Fem- 
minaccia vieta. 

Madam patafia. Monna basoffia. Di- 
cesi per ischerzo a femmina paffuta e 
contegnosa. 
Madamén'na. s. f. Signorina. Ma il più 
spesso lo usiamo dire iron. per Le- 
ziosa Sninfia a certe giovanetto 
smorfiose o fumose di troppa vanità. 
Madén. vezzeggiativo di Maddalena no- 
me proprio. 

Aver del madén. Sentire, o Aver 
dello scemo, essere matterello, al* 
quanto pazzo. 
Màder. 8. f. Madre. V. Madra. 
Madér. 8. m. T. de* Lego. Traversa. 
Legno che si pone a traverso per 
tener unite più tavole o simili. 

Madér. s. m. T. de' Lego. Spranga. 
Que' pezzi di legname che vanno a 
traverso di una porta o uscio e si 
uniscono a battitoi. Pettorale, la spran- 
ga che si caletta in un imposta tra 
le due estreme. 

Madér o Maderzàna. T. d' Agr. Margo' 
lato. Tralcio di vite , ed è proprio quel- 
lo che serve per moltiplicare la pianta. 
Maderzàr. att. Matreggiare, Matrizzare. 
Essere ne' costumi simile alla madre. 
Madonna, s. f. Madonna. Nostra Signora. 

Madonna, a modo di gergo, Una lira 
vecchia di Parma. 

AN Gb'É Né SANT NE MADONNA. NOH 

c'è verso. Non e* è via. Non e* è 
riparo. E dicesi a chi bestemmiando 
nega fare una cosa che pure sarà 
obbligato di fare. 

Dònna e madonna. Donna e madonna. 
Padrona assoluta. 

Far piànzer la madonna. Far San 
Marco. Contraffarsi il viso in maniera 

. che assomigli il ceffo d'un lione. 
La madonna di fami. La Nunziata. 
Il di 25 di Marzo nel quale usa da 
noi allogare i famigli o serventi di 
campagna. 

Madonnén'na. 6. f. Madonnetta. Piccola 
imagine di Nostra Signora. 
Il Madònni Le festività di 31. V. 
Così chiamano i merciajuoli ambulanti 
le fiere che si fanno in varie borgate 
ville nelle festività dell' Assunta, 
della Concezione ecc. 



g MA 

Madra. s. f. Madre, Genitrice. Si noti 
però che genitrice è quella che ha 
sol geoerato, e madre è quella geni^ 
trice che un tre, educa ed alleva i 
propriì figli, questi è pur titolo che 
ai dà alle aiODacbe. 
Madra. s. f. T. de* Food, di Carati. 
Matrice, Pezzo di rame parallelepipedo 
mil quale è impressa col punzone una 
lettera od altro segno tipografico. 
Madra. s. f. T. de* Foro. ^tYoceo. V. 
Riufrèsch. 
Madra del yèn. Fondata. Panno ge- 
latinoso che si forma alla superficie 
del vino, e che ingrossando precipita 
al fondo e fa spesso inccrconire il 
vino. Madre dicesi la fondata del- 
l'aceto che si pone o si conserva ne' 
barili per far nuovo aceto. Grumo di 
fondata è quella piccola parte di essa 
che staccata spilla col vino nella boc- 
da e va talora in bocca di chi beve. 
Madra di boléi. T. di Mie. Agarico 
vaginato. Sorta di agarico dal quale 
oredesi prodotto il nostro boleto. É 
V Agaricus vaginatus Bull. 
Me madra. T. Furb. loj Me. 

Madralama* 8. f. T. di Gualch. Col- 
tello femmina. La lama della forbice 
da cimatore che posa sul panno quan- 
do si cima* 

Madrapérla. s. f. Madreperla. La con- 
chiglia bivalve che per lo più som- 
ministra le perle nell'India, ossia la 
Meleagrina. di Lamarck, usata in molti 
bei lavori di minuteria. 

Madràss. 8. ;n. Madras^ (Tose.) Stoffa 
il cui ordito è di seta, e il tessuto di 
cotone. 

Maoravìda. 6. f. T. de' F. Ferr. Madre- 
vite. Quella chiocciola colla quale si 
forma la vite. Vitiera, piastra d'ac-. 
ciajo bucata con dentro a buchi ri- 
salti taglienti che girano a chiocciola 
e colla quale si formano le viti. 

Madràzza. 8. f. Mal di madrone. Mal di 
fianco. Mal di matrice, Brulicchio, 
mal dell'utero. Dicesi Matriciosa o 
Isterica, colei che patisce mal di 
matrice. 

Madrén'na. 8. f. Madrina, Matrina. Co- 
mare. 

Madrigna, s. f. Matrigna. Moglie del 



MA 

padre di colui o colei a cui sia morta 
la madre. 

Madrizzìr. att Matrizzare, Matreg- 
giare. V. Maderzàr. 

Madur. add. m. Maturo. Dicesi propria- 
mente di frutto biade condotte alla 
loro perfezione. Precoce quel frutto 
che viene prima del tempo ordinario. 
Prematuro maturo avanti il tempo. 
Madur. add. m. Scaduto, E si ap- 
plica a fitto, canone o interesse già 
decorso e non pagato. 
Madur. add. m. Smaltito. E dicesi di 
letame atto alla concimazione. V. Paidi. 
Madur. Fig. Attempato. Provetto. 

Madurir. v. n. Maturare. Venir a per- 
fezione. \ajolare, Invajare, dicesi il 
primo colorarsi de' granelli dell' uva 
che è prossima alla maturazione. Sa- 
racinare. Divenir ghezzo, dicesi quan- 
do il grappolo divien nero per quasi 
completa maturità. 

Madurir el fitt ecc. Scadere. Dicesi 
del tempo in cui bassi a fare un pa- 
gamento o a compiere altro assunto 
impegno. 

Madurir il j' olivi. Inoliare. E di- 
cesi che r oliva è inoliata per dir eh' è 
matura o molicata. V. Oliva. 

Maestà, s. f. Tabernacolo. Cappelletta 
ove si conservano e si vanno vene- 
rando sacre imagini sulle pubbliche 
strade. 

Maestràr. att. Ammaestrare, Addottri- 
nare, Istruire, Addisciplinare. E di- 
cesi degli uomini e de' bruti. V, In- 
sgnàr. 
Maestràr. att. T. de' Tlnt. Ammae- 
strare. Perfezionare il bagno. 

Maga. 8. f. Maga fem. di Mago. 

Maga. s. f. Fig. Astio, Ruggine, In- 
vidia, Rancore. Vale anche Ganga 
Struma. V. Magòn. 

Magagna, s. f. Magagna. Difetto, man- 
camento, e dicesi cosi del corpo co- 
me dell'animo. 

Magagna vècia. Sentime Doglia che 
si sente nelle mutazioni del tempo in 
quelle parti che già avemmo affette 
da qualche malattia. 
A gh' è sotta la magagna. C è sotto 
matassa. Gatta ci cova. La cosa non 
è chiara. 



MA 

Avèii DiL MAGAGNI. i4ver degli aeeiacehù 
Magagna, add. m. Cagionoso, CagUmC' 
vole, Tri^lanzuolo. Dicesi d'uomo di 
complessione indebolita o diiicata sog- 
getto ad incomodi. MaUto dicesi chi 
lutto a uù tratto abbia dato un crollo 
della persona. Bacato, Afato, vale 
più che infermiccio e malaticcio. Jfo- 
iazzato, vale Leggermente indisposto. 
Dicesi Valetudinario a colui che su- 
perata una malattia, non è ancora 
ben ristabilito. Malsano colui che 
ba in sé una disposizione speciale ad 
ammalarsi. Infermiccio chi non sta 
mai bene totalmente. Cachetico chi 
tende ali* idropisia, alla tisi; che sem- 
pre si lagna di qualche malore. 
Magalòtt. s. m. Ostrica, Farda. Cat- 
tarro grosso e viscoso che tossendo si 
trae fuori del petto. 
Magalòtt. s. m. Ferrajuolo, Man- 
tello misero. 

Far di magalòtt. Somacehiare Far 
soroacchi. 
MagAra. Interj. di origine greca, giacché 
Macharios ha in essa lingua lo stesso 
significato di Beato me, sé. Sta anche 
coWutinam de' latini. Magari Dio, 
Piacesse a Dio. 

Magàra. In modo sogg. usasi per 
Piuttosto, Anzi ecc. 

Magàra. Aneì^e. parU copulativa. A 
cagion d'esempio: 

Aa DARÌssEV UN scuD? Magàra zént. 
Mi dareste uno scudo? Anche cento. 
La HAGlRA. Magara. Sopranome di 
una nostra ortolana abitante in borgo 
delle Garra che in materia di dialetto 
avrebbe potuto meritamente occuparne 
la Cattedra se avesse esistito nel! Uni- 
versità. Cosi disse in una sua nota lo 
spiritoso nostro Callegari a proposito 
di una sua poesia in dialetto Parmi- 
giano in cui mordeva gli scrittori di 
un lanario scritto in pessimo dialetto 
Parmigiano. 
Magazzén. s. m. Magazzino. Stanza dove 
si pongono le mercanzie, le grasce ed 
altro. 

MagazzjSn. Serbatùjof Quel vaso delle 
lacerne che contiene l'olio che ali- 
menta il lucignolo. 
Magazzén da gran. Granaio, 



MA 9 

Macazzén tk MONiziòN. T. Mil. Pareo. 
Luogo assegnato alle munizioni da 
guerra e da bocca. Dicesi Chiuso il 
parco in campo aperto. 

Magazzén del gas. Serbalqfo. Il vano 
inferiore del gasometro coperto dalla 
campana. 

Magazzén del sal. Canova. Luogo 
dove si vende il sale in digrosso. 

Magazzén del scòl. Gabbeo. Luogo 
delle moje (pòzz del sai) dove si 
mette a scolare il sale cavato dalle 
caldaie. 

Magazzén dla polvra. T. Mil. jlfa- 
gazzino delle polveri, e con voce di 
maggior uso. Polveriera. 

Magazzén d'un legn'. Bottino. Ma- 
gazzino: contropedana. Specie di cas- 
setta, su cui posano i piedi coloro 
che sono dentro la carrozza. 

Magazzén public. Riposta. Granaio 
od altro simile ove si custodiscono le 
biade, le grasce ed altro destinato a 
provvedere le famiglie in casi di ca- 
restia. 
Magazzinagg'. s. m. Magazzinaggio, V u- 
so che si fa d'un magazzino, e ciò 
che per tal uso si paga. Soprastallo, 
quello che si paga per le merci che 
restano molto tempo in dogana. 
Magazzinén. 8. m. Ripostino* Piccol ma« 

gazzino. 
Magazzinér. s. m. Magazziniere. Custode 
del magazzino. Guardamagazzioi , Ca- 
novajo. 

Magazzinér da legn'. Legnivenéolo. 
Venditore di legnami. 

Magazzinér da vén. Vinattiere, Vt- 
najuoh, Vinajo. Mercante da vino. 

Magazzinér del sal. Canoviere del 
sale. (B L.) 
Magazzinòn. s. m. Gran magazzino. 
Mago'. Maggio. V* Màz. 

Magg. s. m. T. Bot. Emmero, Mag» 
gio piccolo. Erba cornetta. Frutice 
de' boschi che fa fiori gialli e spesso 
fiorisce due volte l' anno. La Coronilla 
emerus di Linn. 
Maggior. V. Magiòr e derivati. 
Magh. s. m. Mago, Negromante. 
Magher. add. m. Magro. Chi difetta di 
carne. Macero chi è affetto di infer- 
ma magrezza. Secco, Segaligno, di- 



40 



MA 



cesi chi è magro assai, ma è sano e 
pien tii nerbo. Allampanato esprime 
l'estrema secchezza. 
Magber. T. d'Agr. Magro, Infiac- 
chito. Agg. di terreno, che per con- 
tinue produzioni abbia perduto la sua 
fertilità. 
Magber arabì. Magro, assaettato. 
Atrofico, Arido, 

Magber cmè n'arsintela, magher cmé 
UN ciOLD. Magro allampanato, lanter- 
nulo. Eccessivamente magro. Segren» 
na, persona magra e sparuta. 
Di DA MAGBER. Dì magri, e scherz. 
Dì neri. 

DviNTAR MAGHER. Immogrirc (Bart.) 
Dimagrare. 
Magnar da magber. Far di nero. 
Mangiar male e scarsamente. Fig. Far 
magro guadagno. 
Maghétt. s. m. Gavine, Le glandule en- 
fiate della gola per lo più de* scrofo- 
losi. Gonghe, le cicatrici delle gavine 
dòpo che son venute a suppurazione. 
Magbétt. s. e add. m. Gangoso. V. 
Magòn. 

Maghètt. Fig* Gruzzolo, danaro am- 
• massaio a poco per volta. 
Magia, s. f. Arte magica. 

Dar la hagU. Fatare, Incantare, 
Far DiL vagii. Far le malie o gì' in- 
cantesimi. 
Magicb. add. m.*Magico. Fìg. Sorpren* 

dente. Meraviglioso. 
Magièr. s. m. T. Furb. Bello. 
Màgiór. s. m. T. Mil. Maggiore. Grado 
nelle milizie superiore al capitano e 
inferiore al tenente colonnello. É an- 
che add. di vari gradi come Ajutante 
maggiore. General maggiore, ecc. 
Magiòr. add. Maggiore, Maggiorenne, 
Maggiore di età. 
Magiorana. V. Mazorana. 
Magioràr. V. a. Maggiorare. Far del 
maggiore, voler sovrastare. 
Magioràr. att. T. dei Pescat. del Po. 
Pescare al passo? Pescare storioni o 
altri pesci grossi nel mese di maggio, 
epoca in cui dal mare salgono il fiu- 
me iri branchi numerosi. 
Magiordom. 8. ra. Maestro di casa, e, 
se si parli di quello d'una casa prin- 
cipesca, if(ti^(/iorc/omo> Majordomo, 



MA 

Magiorengo. 8, m. T. Furb. Capo, Pa» 
drone. 

Magiorengo di sardént. T. Furb. 
Custode delle carceri. 

Magiòster. 8. m. T. Bot. Fragola, Fraga, 
Frova, Fravola. E più propriamente 
Fragola magiostra, che è una specie 
di fragola grossissima che nasce dalla 
Fragaria elalior di Linn. 

Magiostràra* 8. f. Fragolajo. Campo mes- 
so a fragole magiostre. 

Magna. Mangia. Modo imperat. del verbo 
Mangiare usato nelle frasi: 
Càn an magna d' càn. Il lupo non 
mangia lupo. Il lupo mangia ogni 
carne, e lecca la sua. Proverbio che 
vale raro trovai*si discordia vera tra 
gente della stessa professione. 

Chi n' magna, ha magna. Chi non man* 
già a desco ha mangialo di fresco. 
Adagio evidente. 

Magna, add. m. Mangiato. 

Magna da la ruzna. Consumato. Man* 
giato dalia rugioe. 
Magna dal moschi. Appinzato^ 
Magna dal plughi. Indanajato. 
Appén*na magna el dorma. Corpo sa» 
tolto, anima consolata. Dicesi degli 
spensierati, che pongono ogni lor di- 
letto in mangiare. 
Chi ha magna il candèli ha da ca- 
gar I STOPÉN. Chi imbratta spazzi. 
Chi ha fatto il male deve fare anche 
la penitenza. 

Magnabégh. s. m. Insettivoro. Cosi di- 
consì quegli animali che si cibano di 
insetti. 

Magnacapara. 8. m. Baro, Truffatore, 
Gabbacompagno. Chi abusa la fede 
e i patti sottraendosi al dovere. 

Magnacarta. 8. f. Mangiacarte. Avvocato 
procuratore, ma si dice in mala parte 
in senso di Notajuzzo, Legulejo, ed 
anche di Menante. 

Magnàda. s. f. Mangiata. Corpacciata , 
scorpacciata, pappalecco, gozzoviglia. 
V. Magnarla 

Magnadór. 8. m. Mangiatore. Che mangia 
assai. Mangione chi mangia molto e 
con avidità sconvenevole. 
Magnadór da lègn. Lignivori. Ani- 
mali che vivono rodendo il legno co- 
me il tarlo. 



MA 

MagnadÒr d'omi. Antropofago Cosi 
djconsi i selvaggi che si cibauo di 
varoe umana. 

Magnadór d* pèss. Ittiofagi. 
Magnadòra. s. f. Mangiatoia , Greppia. 
Luogo o arnese nelle stalle dove si 
mette il mangiare innanei alle bestie. 

Magnadòra. s. f. T. d' Agr. Scanno. Il 
primo ed ultimo solco fatto dair ara- 
tro in una parte del campo, durante 
l' aratura. 

Magnadòra. s. f. T. Furb. Morfia, 
Bocca. 
Magnadura DiL PLUGHI. RosQ SO ìnteu- 
desi il segnale della puntura. Trafit- 
tura, Puntura, se intendesi il loro 
punzecchiare. 

TUTT PIÉN d' MA6NADUR1. TuttO inda- 

uajaio datle pulci o simili. 

Magnafum. s. m. Molinello. Quella spe- 
cie di ventiera che si pone nella gola 
del cammino per far girare l'arrosto. 

Magnamaròn. s. m. Pappataci. Chi sofferi- 
sce i vituperj della moglie e ne cava il 
suo comodo. Dicesi anche Corna d' oro. 

Magnàn. s. m. Calderaio, Ramiere. Fa- 
citor di calderotti ed altri vasi simili 
di rame. Magnano vale propriamente 
il fabbro che fa toppe e chiavi. Con» 
cialaveggi, Picchiapadelle, specie di 
calderajo ambulante che va gridando 
per le vie Stagnaòrònzi e padèli. Al- 
cuni di questi avendo costume di ca- 
strare animali domestici sono in tal 
caso detti Castragatti, Castracani, 
Castraporcelli, V. Ramar. 

Magnapàn. s. m. Mangiapane Disutilaccio. 
Uomo disutile. Votamadie. 

HagiupàROLa s. m. Fedì fi ago. Che tra- 
disce ogni promessa. 

Magnab. s. m. Vitto, Cibo. Ma il vitto 
è la provvisione necessaria al vivere, 
il cibo è per lo più la provvisione 
per un pasto. Spesse volte accade che 
una data quantità di ct6o non è suf- 
iiciente al vitto. 
Magnar, s. m. T. d*Agr. Mangime. 
Roba per mangiare del bestiame. 
Magnar, s. m. T. de' Conc. Pasta. 

Magnab. att. Mangiare. Ristorar la fame. 
Magnar, att. T. di Giuoc. Prendere, 
Vincere. E dicesi di carte, come trionii 
o tarocchi. V. Bofiàr. 



MA 



a 



Magmar. att. T. Furb. Capire, Inten^ 
dere. 
Magnar, att. Fig. Abusare podestà 
d' uffizio, Approvecciarsi di indebiti 
lucri; Pigliar l' imbeccata, l'ingoffo* 
Lasciarsi corrompere con doni o pre- 
senti. Ingozzare, appi*opriarsi cbec- 
chesia. 

Magnar a crepapanza, magnar cMè 
UN Lov. Mangiare a crepapelle. Sba- 
soffiare, pacchiare, strippare, taffiare. 
Cavar il corpo di grinze, dar il por- 
tante ai denti, foderarsi, mangiar 
smoderatamente. 

Magnar adasi. Spiluzzicare , Man" 
giare a spizzico. Mangiare a spiluuico. 
Strameggiare^ trattenersi col mangiare 
alquanto, aspettando che venga in 
tavola altra vivanda. 

Magnar a do ganassi. Mangiare a 
due palmenti. Si dice di chi per pre- 
stezza voracità mastica da ambedue 
i lati ad un tratto. 

Magnar adoss a von o sòra a 'n con- 
tratt ecc. Commettere mangierie, e- 
storsioni ecc. Profittare dell' altrui bi- 
sogno od ignoranza. 

Magnar a l'osteria. Stare a scotto. 
Desinare o cenare alla taverna. 

Magnar a past. Fare a pasto. Si dice 
quando l'oste senza prezzar cosa per 
cosa, di quello che mette in tavola, 
vuole un tanto per persona. Mangiare 
a pasto. 

Magnar a pog, a pog. Sbocconcellare. 
Mangiar pochi bocconi, mettere inter- 
vallo tra un boccone e l'altro. 

Magnar a porziòn. Mangiare a conto. 
Mangiare alla cartina, cioè pagando 
quanto si prende a cosa per cosa. 

Magnar a uff. Sfamarsi a scrocco, 
a ufo, a macca. Mangiar senza spesa. 

Magnar ben. Nodrirsi lautamente. 
Sguazzare. 

Magnar con el co in t'el sacch. 
Ugnersi il grifo alle spalle altrui. 
Mangiar col capo nel sacco. Mangiar 
a ufo, a macca. 

Magnar con j occ. Saettare, Divo- 
rare. Guardar fiso una persona con 
affetto sensuale. Assc\;iare, divenir qua- 
si immobile per soverchio desiderio 
di una cosa da mangiare. 



43 



MA 



Magnab da can. Z Quaresimeggiare. 
Mangiar pocij e male. 

Mag5ab da do pabti. Succiare da due 
poppe. Pelar due persone a un tratto. 

Maghar da 60ZZÉ1I. Grufolare. Man* 
giare con certo suono di bocca simile 
a quello che fanno i porci. 

Magnar da magher. Far magro j man- 
giar \ivande ^quadragesimali. 

Magnar da magber, viver da povaérr. 
Stiracchiar le milze. Non aver pan 
pe' sabbati. Far vita stretta. Vivere 
meschinamente, o grettamente. 

BIaghar da vali. Sottigliumi. Cibi di 
poca sostanza. 

Magnar da papa. Mangiar alla reale. 
Lautamente. 

Magnar d'ascòs» de sfrus. Mangiare 
sotto la baviera. Boccheggiare. Man- 
giar di nascosto; non volere esser ve- 
duto da circostanti. 

Magnar d* gdst. Mangiare saporita^ 
mente. 

Magnar dla grossa. Mangiar con 
furia. Quel mangiare de' bachi verso 
il tempo di andare al bosco. 

Magnar dl*aj. Rodere i chiavistelli. 
Rodersi. Aver ira eccessiva, consu- 
marsi dalla rabbia. 

Magnar e bever e lassar oh' la vaga. 
Lasciare andar l'acqua alla china. 
Né di tempo né di signoria, non si 
dar malinconia. Non pensar a nulla 
fuorché a mangiare. 

Magnar el bcon. Pigliar il boccone, 
Pialiar l' ingoffo. Lasciarsi corrompere 
co (tonativi. 

Magnar el foéugh. T. de' Fornac. 
Ferretaref Dicesi de' materiali che 
presi da fboco troppo violento nella 
fornace si fanno inferigni. ( Fragf^ ) 

Magnar el dent. T. di Vet. Esser 
ticchianle, aver il tiro. V. Mal del tira. 

Magnar el latén, el franzès ecc. 
Mangiar di latino, di francese, e 
cosi d'altre cose; vale Intendersene. 

Magnab el pAn a tradihent. Man- 
giare il pane a banda. Dicesi degli 
scioperati, e di coloro che non fati- 
cano quanto dovrebbero. 

Magnar el pAn d'j alter. Stare al- 
l' altrui pane. Servire. 

Magnar EL pan seròss, Mangiare il 



HA 

pane scusso, cioè nient' altro che il 
solo pane. 

Magnar el vitell in corp alla vacca . ; 
Consumare, o Misurare, o Mangiarsi \ 
la ricolta, o il grano in erba. Vender i 
la pelle dell' orso pria di pigliarlo, \ 
Vender l'uccello sulla frasca. Fare i 
assegnamento sopra una* cosa che non | 
si sia ancor conseguita, e che il con- i 
seguire sia dubbio. Torre in prestito i 
sulla speranza della futura ricolla, •{ 
vendere la ricolta futura, riscuotere i 
gli stipendj a venire, esigere la mer- ^ 
cede d'opera a farsi ecc. j^ 

Magnar il candéli b cagar i stoppén. ^i 
Mangiare i baccelli e poi spezzare i i 
gusci. Mangiar la candela e poi smal" | 
tir lo stoppino. Cacar le lische dopo ^ 
aver mangiato il pesce. Ber la feccia ^^ 
dopo aver bevuto il vino. Aver l' utile | 
e il piacere , poscia sofferire il danno | 
e il disgusto. ^ 

Magnar il costi a von. Cavar alcuno ,^ 
di pan duro. Mangiar molto in casa |^ 
altrui. ^ 

Magnar il paroli. Elidere, Fognare, ^ 
Frodare. Dicesi delle lettere o parole ^^ 
che nel favellare si lasciano. Elisione, ^ 
Fognatura, l'alto. , 

Magnar in du pe. Starsi a desco molle. ,^ ' 
Mangiare senza tovaglia o apparecchio ,,. 
formato. ^ 

Magnar in fagottòn. Mangiare a ^.1 
strappabecco , Mangiar coli' imbuto. 
Mangiar in pugno. Mangiare in gran ,^ 
fretta. Affoltare. j^* 

Magnar ingordi. Diluviare. Inghiot-^ 
tire a spessi e gran bocconi. (Bart. ) 

Magnar la foéoja o el tbhp. Accor- 2' 
gersi. Addarsi, Intendersi. J^ 

Magnar la parola. Mancar di parola. ^ 
Tradire la fede data. Rendersi fedi-J^ 
frago. ^^ 

Magnar la polènta cònza con l' aria * 
dla fnestra. Mangiar la polenta ( o al-J* 
tra cosa) a scarpella naso. Mangiarla ''j 
senza conciarla. ^ 

Magnar la s'ciuma. Brillare. Dicesi |^ 
del rodere subitamente la schiuma jf 
che fa il vino generoso versato nd-J" 
la bigoncia o nel bicchiere. ^^ 

Magnar mal. Far di nero. Mangiar^ 
male e scarsamente. ^ 



MA 

Magnar pan pentì. Mangiar il pan 

de' pentiii. 

Magnar poc. Sbocconcellare. 

Magnar poct^. Denticchiare. Rosec- 
chiare, mangiar alcun poco, dentel- 

lare. 

Magnar sènza bever. Murare a secco. 
Mangiar senza bere. 

Magnar tutt'el so. Dar fbndo a 
iutto il 9U0, Mangiar il suo pane 
fino agli orlicci. Far falò. Far del 
resto y Consumar l'asta e il torchio. 
Prodigar tutto il suo. 

Magnar von. Superare, Vincere al- 
cuno, ossia nelle forze fisiche o nelle 
morali. Mangiarsi uno, vale Sopraf- 
farlo con angherie o con violenze. 

An magnar pr' an cagar. Stare a stee- 
eheiii. Fare a carestia. Fare vita 
strelia. Cantar il miserere. Stillar 
ia nebbia. Scorticar una pulce per 
venderne la pelle. Non dare un bic- 
chier d'acqua a chi spira. Andar 
earponi a Roma per due bagheroni* 
Essere un lesinajo, un avaraccio. 

Buttar del magnar. T. de' Cacc. Ade» 
seare» Àllettare'coir esca o col beccare 
gli uccelli. 

Dar da hagnar. Dar mangiare, o 
Dar da mangiare. Porgere altrui il 
cibo o tenere alcuno a mangiare senza 
ch'egli spenda. Ripascere, dar di 
nuovo dfi mangia re. 

Dar tri o quatteb magnar. T. de' 
Conc* Rimpastare? Il cambiare tre o 
quattro volte la pasta alle pelli stivate 
nel mortajo. 

Fars o lassars magnar adoss. Farsi 
mangiare. Lasciarsi rubare e consu- 
mar tutto il suo con facilità. 

O magnar sta MNESTRA SALTAR STA 

FNESTRA. O bere o affogare, A questo 
fiasco bisogna bere. Di due partiti 
bisogna accettarne uno. 
Roba oa magnar. Roba mangiativa. 
Mangereccia, Gomestibile. 
£l magnare obi l'ha fatt. ^t da- 
rebbe fondo ad una nave di sughero: 
mangerebbe la fin del credo, il ben 
di seiie chiese. Dicesi d' un gran man- 
giatore. 
WNARS el dent. T. di Vet. Tiro 
l'appoggio. Sorta di Uro o ticchio. 



MA 



13 



che consiste nell' afferrare i corpi cir- 
costanti coi denti per modo che si 
produce il consumo dei medesimi. 
Magnars I co DI Dm. Mordersi le 
mani. Mordersi le dita. Mangiare il 
pan pentito. 

Magnars i labbr. Popparsi di rabbia. 
F'are per rabbia quell'atto che fanno 
i bambini poppando. 
Magnars la cóva. T. di Vet. Jlfon- 
giarsi la coda. Vizio di alcuni bovini 
che consiste nello strapparsi i crini 
della coda per mezzo dei denti. 
. Magnars von con l' alter. Manicarsi 
l'un l* altro. Cavarsi gli occhi. In- 
sidiarsi. 

Magnarìa. s. f. Mangeria, Concussione, 
Ladronaia, Guadagno illecito o in- 
giusta amministrazione di che che sia. 
Sopramano dicesi all'angheria dei 
doganieri. Trufferia, Giunteria, frode 
in danno di un terzo. Malalotta, le 
cose che si tolgono altrui per con- 
cussione. 

Magnarùzen. s. m. T. Furb. Lima, 

Magnesia, s. f. Magnesia, Ossido di ma- 
gnesia. 

Magnesia itsta. Magnesia caustica. 
Magnesia calcinata. 

Magnolia, s. f. T. Bot. Magnolia di fiori 
grandi. Albero che coltivasi ne' giar- 
dini per la splendidezza, la grandezza 
e il gradevole odore de' suoi fiori, 
ma che non perviene a molta altezza 
ne' nostri climi. Se ne conoscono di- 
verse specie, ma la più conosciuta é 
la Magnolia grandiflora di Linut 

Magnòn. s. m. Mangione, Maltgiatore 
ghiotto e ingordo. Diluvione chi man- 
gia strabocchevolmente e disordinata- 
mente. 

Magnòn. 8. m. Fig. Scroccone, Truf- 
fiitorf, Awiluppatore. Uomo venale 
che non ripugna alcun mezzo per 
lucrare. 

Magnucrìr. att. Mangiucchiare. V. d'uso. 
Mangiar poco. 

Magòn. s. m. Cipolla. Quella^ tunica car- 
nosa che riveste il ventriglio e che 
si serba dalle massaje per fame in- 
tingoli. Ventriglio, stomaco muscolare 
de' gallinacei dove si opera la dige- 
stione dei grani. 



14 



MA 



Magòr, MAfiOTTòH. 8. iD. Gùngo, Gon- 
^o$o. Chi pòrta oel eolio le eicatriei 
delle ga?ioe. ( maghèti ) 
Magòn. Figurat. Patèma, Accora" 
mento. Affanno, Afflizione, passione, 
disgusto represso. Talora si dice an- 
che per Stizza, Invidia, Ira, Livore, 
Puntiglio, 

Aver el hagòn. Af?er eolmo lo $tajo. 
Aver voglia di sfogarsi a parole. Aver 
la gozzaja contro alcuno. Aver odio 
contro alcuno. 

Magona, add. m. Accorato. 

Magonàrs. n. p. Accorarsi. Rattenersi a 

slento dal piangere. 

Magonàrs, liiPAivTDiiÀRS. Affogare. V. 

Ingosàrs. 

Magohàrs el pÀif. Rimaner mazzero, 

ammazzerato, cioè Indurito, assodato. 

MAG05zéN. s. m. Curatelle. Le interiora 
de' polli da cuocersi in vivanda. Di- 
cesi Cibrèo un manicaretto di cura- 
tdle e colli. 

Magòtt. s. ni. Postema. Borsa o gruppo 
di danari, che s'ahbia in seno o nella 
manica o altrove. Gruzzo, gruzzolo, 
peculio, y. Blaghètt. 

Magòtt. s. m. Magagna. E usata que- 
sta voce verso il basso Po per deno- 
tare quella malattia de' meli poppini, 
detta più generalmente Lèva. V. 

Magòtta. V. Gógna e Magbètt. 

Magra, s. f. T. Furb. Morte. 

Magròtt. Magricciuolo , Mingherlino, 
Magretto. 

Magrézza. Magrezza. Astr. dì Magro. 
Sterilità, magrezza dei terreni. Atro- 
fia ,^ Marasmo , somma estenuazione. 

Mai. Mai, Già mai. Giammai, Unque- 
mai, cioè alcuna volta. In alcun tempo, 
se usati senza negazione: e colla ne- 
gazione, In nessun tempo. 
Mai più. Cibò, Guai, Non mai. 
Voce negativa o di disapprovazione. 

Màj. s. m. T. Bot. Avorniello, Ciondo- 
lino, Majo. Arboscello che ha le fo- 
glie a tre lobi, e che nel maggio pro; 
duce spighe pendenti di fiori gialli. E 
il Cytisus laburnum di Linn. 

Màj. s, m. V. Contad. Majo, Ramo 
d'albero fantoccio, che i contadini 
mettono la notte delle calende di maggio 
dinanzi l'uscio delle loro innamorate. 



MA 

Mli. t. m. Magona, Ferriera. Offi« 
Cina nella quale il ferraccio rifuso e 
rìpurgato si riduce in ferro, e si fog- 
gia appropriato ai diversi lavori del 
fabbro ferrajo e di altri artieri. V. 
Majoèul. Le cose principali che com- 
pongono la supelleitile della ferriera 
sono: 

Scattiere. 

Pozzo della sciuga. 

Fusto, Stile. 

Alberg/éetto. 



Adùs. . 

Albe. . 

Alber. . 

Alberghètt 

Albi . . 

Altarén • 

Boèuga . 

Cana . . 

Cana di' óra 

Carbonéra 

Còpp. . 

Fadinàl . 
* Forno . 

Incùden , 
*Màj . . 

Majolètt . 

Massa . 

Ora . . 

Plocch . 

Robatt . 

Ròdel . 

Rollin • 

Spròn . 

Tén'na . 

Zoché • 



Màj. s. m. T 



Sciuga. 

Banchina. 

Boga. 

Capaccio. 

Canna. 

Carbonile. 

Palinole, 

Fucinale. 

Forno. 
, Tasso. 
, Maglio. 

Distendino. 
f Masso. 

Soffieria. 
» Peduccio. 

Ribatleri. 

Rotone. 

Ralle. 
. Bracciuolo. 

Tromba a vento. 



li 

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91 



Fianchi del peducr f 



CIO. 



di Ferr. Maglio. Grossa ^ 
e pesante mazza di ferro che serve '^ 



ad ispogliarc il 



ferraccio dalle materie ||* 
eterogenee e ad agglomerare i fasci ^ 
fibrosi del ferro. Ha '^ 

Cóva Coda. ^ 

Mànegh .... Manico. ^ 

Occ' . . . . • Occhio. ^ 

Testa Testa. '•* 

Màj del RAM. Fabbrica del rame,^ 
Ramiera. V. Ramar. '^^ 

Màj d'un fòll. Maglio, Mazzo. Spe-'i 
zie di grosso martello ad uso delle^. 
cartiere e simili. ^ 

Maja. s. f. Maglia. Filo o metallo in-^>i 
trecciato con punti o cerchietti cbe^, 
parimente si dicono maglie. Maglietta^» 
diminiut. ^ 

Maja. Borsa o Fascia di ma^lie.^^ 



Sorla di tessuto di maglie metalliche 
o di cordella di seta. 

Maja, s f. T. degli Areost. Rete. 
Quella che circonda il drappo degli 
arcostati usati per far salir persone a 
spettacolo o a studio. 

MXiA. 8. f. T. de' Caliett. Asoklta, 
CappietU). Punto scappato. 

BfÀJA. 8. f. T. de* Ret. Maglia. Ciascu- 
no de* vani della rete» e il lilo che for- 
ma detti Tani. Le dette maglie hanno 
da* tessitori diversi nomi a seconda 
della grandezza loro e dello spago 
che le forma. 

Maja bastarda. Maglia quadrata. Sor- 
ta di pìccola maglia di secondo mo- 
dano. 

Maja da codùr. Maglia maggiore. 
Quella dì quinto modano e la più gran- 
de fra quelle delle reti da uccellare. 

Maja da lodli. Maglia lodolina. Ma- 
glia di terzo modano. 

Maja da qoajott. Maglia mandor- 
lata o a mandorla. Maglia di quarto 
modano. 

Maja d* pbrr. Giaco ^ Azzimina. Ar- 
ma da dosso fatta di maglia di ferro 
portata un tempo da' combattenti. 
Dicesi Segretaj una maglia finissima 
di acciajo a tutta prova che si porta 
da coloro che vogliono tenersi in di- 
fesa del pugnale dell* assassino. 

Maja D*im vlòn. Rete. Buccia di po- 
pone fatta a rete. 

Maja formada. T. de' Calzett. Maglia 
buona. La maglia regolare formata 
sui becchi del telajo. 

Maja garganéla. Maglia minore a 
mandorla. La più piccola maglia del- 
le reti da uccellare fatta col primo 
modano. 

Maja mordùda. T. de* Calzett. Maglia 
masticata. Quella che nel lavorare al 
telajo la calza resta mezza sull'ago e 
mezza abbandonata. 

In MAJA. In conserva, onde Tenere 
tpi conserva checchessia, si dice del 
Serbare, Far conserva o conservare 
una cosa, per non farne uso mai, o 
per farne uso a tempo opportuno. 

*Na MAJA d' òr. Una borsa d' oro, 
per dire piena di monete d*oro 
Majìr. 8. m. Magoniere. V: Majoèul. 



MA 



i* 



Majér o Hajìtt. Mar ietta. Nome prò* 
prio vezzeggiativo di Maria. 

Majestà. 8. f. V. Cont. Tabernacolo. V. 
Maestà. 

Maìètt o Majtén. Mazzetta. Piccolo maz- 
zo maglio da battere. 
Majètt, 8. m. T. di Ferr. Cioncane» 
Strumento ad uso di tirar le verghe, 
reggette, tondini, nastriui ecc. 

Majètta. s, f. T, de' Tess. di Stoffe- 
Maglietta, Piccola maglia che regge 
le licciate siccome le staile àeì telai 
da tela ordinari. 

Maifatt RAVioèu. Raviuoli. Vivanda 
in piccoli pezzi fatta d*erbe battute 
con cacio, uova ed altro. Mi pare che 
Pananti volesse parlar di questi quando 
disse: E la massara i gnocchi o i mmu- 
fattoli prepara. ■ 

Maji. s. f. pi. T. de' Coron. Magliette. 
Quegli anelluzzi spirali che separano i 
tortiglioni de' pater da quelli delie ave. 
Maji. s. f. pi. T. de' Tess. Staffe. 
Quelle funicelle che reggono le lic- 
ciate e le calcole. 

Mainar, att. T. de' Navic Ammainare. 
Dicesi delle vele quando si fanno scen- 
dere insieme col pennone lungo il 
loro albero sovra coperta. In gene- 
rale significa lasciar cadere o tirare 
abbasso qualunque cosa. 

Majoèul. s. m. Mazzo o Maglio. Grosso 
martello di ferro. 

Majoèul. s. m. T. di Cart. Maglio, 
Magliuolo. Grossa mazza di ferro colla 
quale si spiana la carta a diverse 
prese e formansi le risme. Le sue 
parti sono: ' 
Canèll • . . • Piuoto, 

Ciava Catello. 

Sufa Staffa. 

Stanga .... Stanga. 
Tramòzi. . . . Cavallieri. 
Maiobul. s. m. T. di Ferr. Magoniere. 
11 ministro o principal lavorante della 
ferriera. Gli operatori, le operazioni, 
gli strumenti e le cose principali che 
si attengono al magoniere sono: 



OPERATORI 
DEL MAGONIERE. 



Carbonén 
Lavorant 



. Rettacarbonile. 
. Gerlinaro. 



46 


MA 


Lavorant de farsèa Piediiavena. 


Majoèul . . 


. . Fabbricatore. 


OPERAZIONI. 


Arcotè . . 


. . Mettere a bollore. 


Arfònder . 


. . Rifondere. 


Aria '1 carbòo. . Sciorinare il ear- 




bone. 


Batter . . 


. . Magliare. 


Colar. . 


. . . Fondere il ferro. 


Far el massell. . Massellare. 


Far la scea 


. . Far la scea. 


Maoir el foren . Caricare di vena. 


Ruvi Torà. 


. • Aprire il bottaccio. 


Scarbonàr • 


. • Sfondacciare il car- 




bonile. 


Slaccia • , 


• . Cavar la loppa. 


Staffa. . . 


. . Staffare. 


Tirar i foèuj . • Laminare. 


Trafilar. , 


. . Trafilare. 




STRUMENTI 


DEL MAGONIERE. 


Corva . , 


. . Corvo. 


Faciàr . . 


. . Facehiaro. 


Guadén . . 


. . Forbice. 


Mazza . . 


. . Mazza. 


Mès'c. . , 


. . . SgommareUo. 


Moéula da 


max . MoUotto. 


Pala . . 


. . . Vergella. 


Pioèuga . 


. • . Gavaina. 


Rampi . 


, . . Presa. 


Redabol. . 


. . Verzelle. 


Sere». . , 


. . Gallozza. 


Stallòn . 


. . . Bisciola. 


Trafila . . 


. . . Filiera. 


Vali . . 


. . • Vaglio. 


Zarla. . 


. • . Gerla. 


Zarlén . . 


. . . Gerlino. 



COSE ATTINENTI 
AL MAGONIERE. 



Agher . 
Arès . . 
Balott . 
BastardJQ 
Brasca « 
Braschètta 
Cava del ferr 
Co • • . 



Agro. 

Fondente. 

Salotto. 

Baslardino. 

Brasca. 

Braschètta. 

Ferriera. 

Capi, 



MA 

Colada .... Caldatura. 

Coté ColticeL 

Ferr Ferro. 

Ferr con» . . . ArU di ferro. 

Ferr cmd • • . Ferraccio. 

Ferr in pan • . Ferro in migliacci* 

Ferr vece' . . • Ferraglia. 

Lacc Loppa. 

Pe Quadri. 

Pedinn .... Cionconi. 

Massèll .... Massello. 

Tajoèul • • . • Tagliuolo. 

Vén'na • • • • Miniera. 

Zima Cima. 

MuoèuL. 8. m. T. di Ferr. Fabbri'' 

calore. Il lavorante di ferriera che 

dirige i lavori della fusione, della 8lafia« 

tura e della magliatura. 
MAJOèuL D* VIDA. Magliuolo. Sarmenti) 

spiccato dalla vite per piantarlo. 
Majolétt. 8. m. T. Ferr. Distenéino* 

Particolare officina, nella quale al 

ferro lavoralo in ferriera si dà qoelk 

forme più sottili con eoi va nel com- 
mercio. V. Majoèul. 
Maiolica, s. f. Majolica. Sorta di vasi 

di terra simile alla porcellana fotti 

con argilla che pur si dice Majolica. 
A gb' b dla majolica. da ròbpse. Pmm 

barbier che il ranno i caldo. Mode 

di avvertir taluno di dovere andai 

bel bello in discorrere, quando v'hi 

presente chi ne possa ricevere 

dalo. 
Majòn . Nome proprio accrescit dì . 

Majòn. s. m. T. de' Cace. Armadmrt, 

I due panni esterni della ragna. 
Majòh. t. m. T. de* Tess. di Stoffft 

Maglione. Grossa maglia. V. Mm. 
Majòh da rèi. T. degli Cccell. Anmt 

Quella specie di addoppiatura di «ia< 

glie che si fan nel vivagno delle reti. 
Majtuiàda. 8. f. V. Cont. MaiiùMa. 

U cantare e suonare che fan gli a< 

manti di bel mattino dinana la casi 

dell'innamorata. 
MajOscol. 8. m. T. de* Tip. CaraUen 

me^uscolo. Tutte le maggiori kMn 

di un carattere* 
Majùsoola. add. f. T. de* Tip. LeUen 

iniziale che dicesi anche assoL JM|^ 

scola. 
MAJuscoLÉTf. 8. m* T. de' Tip. Me^ 



MA 

scolpito. Carattere più piccolo del 
niajuscok). 
Mal. &. m. Male. Nome geaerico eoa- 
trario di Bene. 

Mal àn far paura n' aver. Chi non ha 
da dazio j non cura se i dazzini il cer- 
cano. Chi non ha colpe, noo ha timori. 

Mal cadù. Battigia, Epilessia. Mal 
caduco. 

Mal che's taca. Male appiccaticcio, 
contagioso, attaccaticcio. 

Mal da morir. Male di rischio. 

Mal da rider. Mal da biacca. Male 
di poco o oessuD momento. 

Mal del catalétt. T. di Yet. Tetano, 
Mal del cervo, perchè il cervo vi va 
soletto. 

Mal de dent. Odontalgia, lì male 
dei denti. Odontologia, la parte della 
scienza anatoniica che tratta dei denti. 

Mal dal forca. McU del forcone. 
(Guadagnoli Poi. Sì.) Lo Scimignotìe. 
(Garz cit. da Gherub.) Malore che 
viene ai bambini e fa si che in onta 
di qualunque cura crescano tristan- 
«loli. Consiste in una specie di for* 
cellelta carnea che risalta sulla spina 
dorsaJe verso il coccige e pare segno 
esteriore di Tabe infantile. General- 
mente è male che proviene dalla ma- 
la cura dei bambini. 

Mal del formigòn. Carte delle orec- 
ehie» ' Malattia che attacca la conca 
delle orecchie de' cani. 

Mal del garés. T^ di Yet. Mal del 
garrese. Mal della croce o Fistola 
al garrese. Tumore che spesso si a- 
pre in piaghe e produce fistole, seni, 
ecc. provenienti in generale da con- 
tusione della sella o di altri arnesi 
del cavallo. Spallacce. 

Mal del hiserere. Volvolo» Y. Yòlgo. 

Mal del padròn. Matrone, e dottrin. 
ipoeondrtasi. 

Mal del pissolàr. T. di Yet. Fimosi 
e Parafimosi. Sono due infiammazioni 
del prepusùo che apportano di conse- 
goenca nel primo caso che il glande 

rifliane rinserrato dentro il fodero, e 

od secondo, che è strangolato fuori. 

lU dei pUeiolare dicesi a quello che 

àttacea i bovini e cagiona loro molti 

ulceri nel pisdolare. 



MA 



M 






Mal del rosp. T. di Yet. Mal del 
rospo. Dicesi il cancro del fettone per- 
chè quest'organo essendo ingrossato, 
rassomiglia grossolanamente ad un ro- 
spo o botta. 

Mal del rosp. T. di Yet. Glossite. 
Malattia che viene alle bestie bovine 
sulla lingua. 

Mal del brùhol. Calcinaccio. Ingorgo 
dell'organo generatore degli uccelli. 

Mal d'erba médga. T. di Yet. Av^ 
ventrinamento , Timpanite. Quantità 
dì gas socchiusi nel rumine dei bo- 
vini delle pecore per l'azione del- 
l'erba medica, trifoglio ecc. 

Mal de stòhegh. Cardialgia. Dolore 
risentito nella regione superiore del 
ventricolo. 

Mal del taj o del tajòn. T. di Yet. 
Afta epizootica o febbre aftosa. Ma- 
lattia epizootica dei bovini che si ap- 
palesa per alcune vescichette sulla su- 
{lerficie della lingua, del palato, delle 
abbra ecc., apronsi per lasciar scor- 
gere una sierosità marciosa. 

Mal del tira. T. di Yet. Mal del 
tiro. Malattia de' cavalli analoga al 
Priapismo degli uomini. 

Mal del tira. T. di Yet. Mordicone^ 
Specie di malattia del cavallo che si 
attacca coi denti alla mangiatoja e si 
stira. 

Mal del verh. T. di Yet. Mal del 
verme. Farcino, Malattia dei cavalli, 
asini e muli che si manifesta per in- 
gorghi o nodi lungo il decorso dei 
maggiori vasi linfatici, che finiscono 
per aprirsi in piaghe di cattiva natura. 

Mal d' fahìa. Male ereditario. 

Mal d' fìdegh. Mal di fegato. E dottr. 
Malattia epatica. 

Mal d' góla. Angina, Squinanzia. 
Infiammazione delle fauci e della la- 
ringe. Squinatico chi è affetto da squi- 
nanzia. Èsófagitide, infiammazione del- 
l' esofago. 

Mal DiL vIdli. T. di Yet. Vidole. 
Y. Yidli. 

Mal dla bissoéula. T. di Yet. Idro- 
ernia dei lombi, Merciaja, Fegato 
marcio. Itterizia ecc. Malattia del 
sangue o meglio degli organi dell' as- 
similazione delle pecore. 



ss 



MA 



Mal uLk COPPA. T. di Vet. Berli. 
Quelle piccole e secche screpolature 
che vengono sopra Ja coppa del bue, 
ed assai doleteti. 

Mal dla cróSa. T. di Vet Y. Mal 
del garrès. 

Mal dla lòva. Bulimo, Bulimia, 
Fame canina. Fame insaziabile sinto- 
mo di gastrite cronica. V. Lòva. 

Mal dla preda. T. di Vet. Mal della 
pietra. Dicesi nel linguaggio comune 
ogni malattia che impedisce agli ani- 
mali di urinare, quindi le nefriti, le 
cistiti, le malattie dell'uretra ed i 
véri calcoli uretrali e vescica li. 

Mal dla preda. Fig. Mal del calci- 
naccio. Dicesi in modo scherz. di chi 
è inclinatissimo a fabbricare. Murare 
e piatire, è un dolce impoverire, cioè 
il fabbricare e il litigare facilmente 
riducono al \erde. 

Mal dla seda. T. di Vet. Mal della 
setola o selolone. Ordinariamente si 
deve intendere nel porco uno stato 
morboso prodotto dallo svilupparsi al- 
cune setole verso la parte interna del- 
la gola, il che produce disturbi gravi 
nei porci, e a cui si rimedia euire- 
strarre queste setole. Questa frase è 
pure volgarmente destinata ad indi- 
care V Angina cangrenosa del porco, 
malattia più grave e quasi sempre 
mortale. 

Mal dla talpa. T. di Vet. Talpa, 
Flemmone alla nuca. Tumore che 
viene sopra il vertice della testa fra 
le due orecchie del cavallo e che si 
estende sopra i lati del collo, para- 
gonato per la sua irregolarità ai muc- 
chi di terra che fanno le talpe bei 
prati. 

Mal d' mar. Mareggio. Quel trava- 
aglio di stomaco che molti provano 
nel navigare. 

Mal d' milza. T. di Vet. Carbonchio, 
Antrace maligno. Anticuore, Mal di 
milza. Sotto questa denominazione si 
comprendono diverse forme di una 
malattia del sangue, che attacca per 
Jo più i bovini, producendo la morte 
anche in brevissimo tempo* 

Mal d*occ\ Oftalmia, Òttalmile, In- 
fiammazione deir occhio. Oftalmono' 



MA 

sologia, trattato delle malattie del- 
l'occhio. Oftaìgia, dolore delllocchio. 
Oftalmologia, Ottalmologia , trattato 
sugli occhi. Ottalmojalria, parte delia 
medicina che insegna il modo di gua- 
rire le malattie degli occhi. Buttai'^ 
mia, vizio di conformazione degli oc- 
chi per cui sono assai grossi. Con» 
giuntivite. Eliofobia, Ematopia, Eme» 
rulopia. Epifora, Lagrimazione, Nie» 
tolopia, Serottalmia, Suffusione, sono 
altrettante malattie o difetti degli or- 
gani della vista. Serentina, infermità 
che è il veder corto e male dal tra- 
montar fino al rinascere del sole. 

Mal d'orècci. Otalgia, dolor del- 
l' orecchio. Oloflogosi, infiammazione 
delle orecchie. Ototomia , disseccazione 
delle orecchie Olite, infiammazione 
delle orecchie. 

Mal d' rén'ni. Lombaggine. 

Mal d' santa Marta. Èmoragia ti/c- 
rina. Profluvio di sangue, Metrorro" 
già. 

Mal d' sant' Antoni. Fmoco . salva* 
tico, Impetiggine. Spezie di malattia 
infiammatoria che viene in pelle. 

Mal d' stòmegh. Nausea, Mal di sto* 
maco, cioè conturbazione di stomaco, 
voglia di recere. Fig. Affanno, Pa* 
tema d'animo. 

Mal fredd. Scrofola, Slruma. Malat- 
tia ereditaria per cui i gangli linfa- 
tici degenerano e ingrossano e lascia 
il più spesso nel collo cicatrici scom- 
poste. V. Maghètt. 

Mal malìgn. Mal maligno o Febbre 
maligna. Morbo pestilenziale accom- 
pagnato da macchie ed eruzioni di 
varie spezie. 

Mal polacch. Plica. Stravasamento 
della parte più sottile del sangue, 
che imbocca il vano de' cappelli che 
crescono e s'ingrossano in modo or- 
ribile e schifoso. Dalla varia forma 
che assume si chiama Plica in massa, 
in massa globosa, mitriforme, mul* 
liforme, solitaria, laterale ecc. TuUe 
producono marasmo e talora anche 
la morte. 

Mal suttìl. Mal sottile. Mal del H* 
sieo. Etisia, tisi. 
Mal. avv. Male. Malamente^ 



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MA 

A gb'è mal. Assai, MoUmimo, So* 
venie. Spesse volte, e simili avverbi 
che denotino abbondanza, frequenza , 
. ecc. Vale anche Di certo. Sicuramente. 

Andar da hal. Andar male. Perire, 
.perdersi, mancare. Putrefarsi, cor- 
rompersi per putredine, imputridire, 
infracidare, marcire. Andar in bor- 
dello. Non attecchire, parlandosi di 
piante. 

Andar d* mal in pézz. Cader d' abisso 
in abisso. 

Andar mal 'na cosa. Ire a traveso, 

Avèrsen a mal pr'a mal. Avere, 
Pigliare, Recarsi a male, a villania. 
Aver per male. Ricevere con indi- 
gnazione checchessia. Impermalirsi. 

Brutt mal, Malcadù- Brutto male, 
Malcaduco, Malmaeslro, Morbo co- 
miziale. Morbo sacro. Battigia, Epi- 
Jessìa dell'uomo. Male deU'orzuolo, 
T. de' Manisc. Specie di malcaduco 
del cavallo. 

Chi s* n'ha pr'a mal so dann. Chi 
V ha per mal si scinga. Si dice quando 
OOD ci dà pensiero che altri abbia 
per male alcuna cosa. 

£l mal vén a cavall e al va via a 
P£. // male viene a libbre e vassene 
ad onde. 

£l n'è mica mal da morir. Non c'è 
wuile che prete ne goda. Non è mal 
da morire. 

Far del mal. Malfare, Misfare, ed 
anche Nuocere ad alcuno. 

Pars mal. Farsi male. Rimanere of- 
feso nella persona. 

Fars mal da lòr. Darsi il dito negli 
occhi o la zappa sui piedi. Farsi pre- 
giudizio da sé. 

Gnir mal. Mancare, Svenire, Ma si 
manca lentamente, si «('tene d'un 
colpo. Sdilinquire è un quasi man- 
care per debolezza o stanchezza* 

J' alter i HÀNN FA.TT EL MAL, E A MI 

m' Tócca d' far la penitenza. A me 
tocca a ripescar le secchie^ 

Mandar da mal. Mandare male. Far 
mal governo di una còsa. 

Métter del mal. Commetter male. 
Seminar discordie. Commettimale, que- 
gli che commette male tra un uomo 
e r altro. 



MA 



Ì9 



Ne s' n'aver mica per mal. Reggere 
alla celia. 

Passarsla mal. Farla male. Essere 
in cattivo stato. 

Patir col brutt mal* Darsi ad al- 
cuno quel male. Patire accidenti epi« 
lettici. 

Patir el mal del mar. Mareggiare, 
Mareggiarsi. Aver quel travaglio di 
stomaco, che molti ricevono dal na- 
vigare. 

Patir el mal dla preda. Patir di 
calcoli. Esser calcoloso. Fig. Aver il 
mal del calcinaccio. Essere inclinatis- 
simo a fabbricare. 

Pr' el mal di maj , Per la pu bustian* 
còNNA Alla peggio dei peggi. Al peg- 
gio de' peggi. Alla più trista. 

Sa VÈR MAL. Saper male d' una cosa. 
Averne dispiacere, rincrescerne. 

Star mal. Star grave. Esser grave- 
mente ammalato. Andare a grucce, 
dicesi di cosa malfatta. 

Star mal a pan e vén. Penuriare 
di pane, di vino. 

Tajàr el.mal in mezz. Dar nel mezzo 
o in quel mezzo, cioè con partiti di 
mezzo, terminar la differenza. 

ToÉURSLA MAL. Pigliare a male. In- 
terpretare sinistramente una cosa. 

Zercàr al mal con. la lanterna. Cer- 
car il mal come i medici. Muover lite 
alla salute. Procacciarsi il male stu- 
diosamente. Cercare il mal col fw 
scellino. Mettersi ad imprese difficili 
e pericolose. 
Mala. add. m. Malato, Ammalato, In^ 
fermo. Infermato; ma con questa 
differenza che uno può essere in/èrmo 
e non malato, dacché V ammalato 
d'ordinario è costretto a mettersi a 
letto, e r infermo può anche uscire 
di casa ed è tristo segao quando 
gì' infermi s' allettano. ( Tomm. ) 

Roba da mala. Sottigliumi. Dicesi 

comunemente dei cibi di poca sostanza. 

Malabiànd MalavUnd (Andar) Farla 

male Essere in cattivo stalo, andar 

tapino, trascinare la vita. V. Andar. 

Maladàsi. avv. Mal adagiato. A mal a- 

<: gio, <'.;>n disagio, incomodo. 

Maladétt. add. m. Maladetto, Maledetto. 

Ed è anche una specie di esclamazione. 



30 MA 

MaLADÀTT CMÉ la fissa Ol GATT. FuTÒO 

in chermisi. Più cattivo che i tre 
ansi. Più eattivo che un famiglio 
d'otto,. Aver la coda attaccata di 
mal pelo. Essere malizioso. Re dei 
furbi. 
Maladètt el bon. Malanno abbia il 
meglio, disse colui che vendeva i 
lupi; Il meglio ricolga\il peggio. 
Modo esclamativo. 

Maladètt sia! Gavocciolo ( per esem- 
pio) alle pianelle, alle scarpe, al 
sesso/ o altro che ci muova dispetto: 
maniera d' imprecazione. 
Maladétta. add. f. Scaltra, Astuta» E 
dicesi di donna malìziula. 
Alla maladétta. Maladettamente. Alla 
peggio. 

'Na maladétta. Una maladétta. Nulla, 
niente affatto. V. Maledir. 
Malafèda. s. f. Dislealtà, Slealtà. 

D' MALA fèda. Misleale, Disleale, 
Sleale. Che manca di fede, di lealtà. 
Malagrazia, s. f. Sgraziataggine. Sgar- 
bataggine, sgarbatezza, inurbanità. 
Malaléngua. s. f. Malalingua, Maledico. 

Sparlatore del prossimo. 
Malalisàndra. s. f. T. d'Erp. Salaman- 
dra acquatica. Rettile di color giallo 
chiazzato di nero che trae mezzo al 
rospo, mezzo alla lucertola, erronea- 
mente creduto velenoso, detto da Lina. 
tacerla palustris. 
MAUvÈirr. aw. Malamente, Di mala ma- 
niera. 
Malahista. T. de* Gualch. Strada. Quel 
difetto mutazione di colore che si 
scorge in alcuni luoghi del panno 
meno forniti di lana. 
Malanàgia! Malanno aggia. Malanno 
abbia. Malanno ti colga, Cancaro 
ti mangi. Dio ti dia il malanno. 
Sono tutti bassi modi imprecativi. 
Malandò, add. m. Malandato. Condotto 
a mal termine, povero, ed anche 
pallido, smunto, e per malattia dato 
nelle vecchie. 
Malann. s. m. Malanno. Ma dìcesi an- 
che per Magagna, Guidalesco ecc. 
Malàngol. V. del Cont. Valetudinario, 
Makubato, Infermiccio per anni p 
mute allevamento. " } 

MalapAga. s. f.i/a/ei/iaja. Cattivo pagatore. 



MA 

Màlapén'na. avv. A mala pena. Appena 

appena; 
Malàr. V. n. Ammalare. Y. Malàres. 

ToRNARS A nkiÀK. Ricader malato. 

Malàres. n. p. Ammalare, Ammalarsi, \ 

Malarsi, Cadere infermo. Infermare, \ 

Infermarsi. j 

Malasténta. avv. A mala pena. Appena, u 

Malattìa, s. f. Malattia, Infermità. Ma i 

la malattia è più forte, V infermità i 

più lunga-. Morbo pare includa l'idea g 

di malattia contagiosa. V. Mal. ^ 

Malattìa acuta. Malattia veloce. In* m 

fiammatoria. 

Malattia contagiósa. T. di Vet. Epi- i- 
zootia. Malattia, epizootica. Cosi chia- J! 
masi quella che attacca con tempora- 1^ 
neamente un gran nunoero di ani* | 
mali, ed è prodotta da una causa mor^ J' 
bosa comune. Volgarmente si ritimie ||ì 
sinonimo di Malattia contagioscu 
Malattia dl'uva. Atrofia. V. Uva. 
Malavià s. e add. m. Malavezzo. Malal» * 
levato, ineducato. '^ 

Malgónz. add. m. Malconcio. Ridotto a! 
mal partito da malattie, cadute e sim*!'' 
Malassetto, dicesi chi è scomposto |i6«i" 
gli abiti per essersi abbaruffato. Jfo»^ 
lacconcio vale non ben accoDcio, #l 
dicesi di cosa condita o di insalata» . 
Malcontént. s. m. Malcontento, Seoih!r 
tento. Dicesi Scontrosaccio chi non^itl^ 
contentare né contentarsi. ^j^ 

Malcott. add. m. Guascotto. Poco ^ 

male cotto. . i*^ 

Maldicènt. s. m. Maldicente. Maledico* _ 

Maledir, alt. Maledire. Imprecar uooJ^ 

Fig. Sciupare, Guastare, Rovinare, f' 

Malediziòn. s. f. Maledizione. ^^ 

Aver adré tutt il malediziòn. Aver^ 

la disdettacela. Aver la fortuna contr^,^ 

Màlaga, add. di Vino. V. Vén d' màlagi*^ 

Malèn Malètt. Maluzzo Mal di biaoeakLl 

IIìalèngher add. m. V. Cont. Malati 

Infermiccio, Valetudinario. 
Malfàtt. add. m. Malfatto. Senza 
porzione, deforme. 
Malfàtt, smalvazzà. Malazzato. 
laticcio, cagionoso, infermiccio. 
Malfidéut. add. m. Sfiduciato.t^&éiÈk^^m 
diffidente. JÌH 

Malpottù. add. ra. Malfatto, Malasseàlff^ 
Malconcio. V. Malcònz. 




MA 

Malìgn. add. m. Maligno j Malizioso. 
Però malizioso riguarda la conoscenza 
del male, maligno l'amore del male. 
Malìgr quand mai s' poèul dir. Ma- 
ligno in grano. Nato prima che la 
malizia, e bassam. Mozzino* 
Maligna. Maligna, add. di febbre e dì 

altre malattie. 
Maligniti, a. f. Malignità. Disposizione 
a nuocere, ma più spesso usalo per 
Malizia, Mozzineria. 
Malinconìa, s. f. Malinconia, Tristezza, 
ma questa è più di quella. 

Malinconìa d* far 'na cosa. Fantasia. 
Idea, pensiero, passione. 
Gnir la malinconìa. Immaìinconichire. 
ÌIalincònich. Malinconico, Malinconioso, 

Grullo, Mogio. 
Malintesa, s. i. Sconcordanza, Malac 
cordo. Malaintelligenza, equivoco, sba- 
glio. 
liLiNYii. add. m. Malagiato. 
Malizia, s. f. Malizia. Avvedutezza, sa- 
gacìa. 

Esser la malizia in ca'rna. Aver il 
dioQolo nell'ampolla. Dicesi di per- 
sona che preveda ogni stratagemma 
e invenzione. 
MiLtziòs. add. m. Sagace, Accorto, 

Malizioso. 
MàuziosÈTT. 8. m. Maliziato. Alquanto 

malizioso. 

Ial' LAvi. s. m. Malbigatto. Un malar- 
nese, un suggettino cattivo. 
MiLiADUR. add. m. Immaturo. E dicesi 
di frutti. Tòrtone è agg. di fico an- 
cora immaturo. 
ViLiìss. add. m. Malaticcio, Infermiccio. 
Che è di continuo disposto ad am- 
malarsi* 

MalmIss. add. m. Malassetto, Scom- 
fosto. Disadatto. Mal in ordine jne- 
^ì abiti. 

iinìu 8. m. Malnato. Nato di mala 
gente. Fig. Screanzato, e in senso 
ingiurioso, Malvagio, Scellerato, In- 
fame. 

Malnà. add. m. Abortivo. Dicesi de* 
leti vaccini, porcini e sim. nati anzi 
tempo. 

;*. 8. m. Malocchio. Guardo bieco. 
. V. Padròn. 
ÀxDiR IN MALÓRA. Andar in malora. 



MA 



94 



alla malora. Andar in ruina, per- 
dersi. 

Malossj&n. 8. m. Ckivallivendolo, Cozzone. 
Mezzano, sensale di cavalli o altro 
checcbessia. V. Sensàl. 

MalprJLtich. s. m. Malpratico, Inesperto, 
Imperito. 

Malsìn. add. m. Cagionevole, Baccatic» 
ciò. Infermiccio, Malescio, Malsa- 
niccio. Valetudinario. 

Malservì. add. m. Malservito. Servito 
alla peggio. Disservito vale non ser- 
vito affatto. 

Malsaroéul. s. m. T. di Masc. Scopetta. 
Usasi per aspergere acqua sul fuoco 
della fucina allo scopo di concentrar- 
ne il calore. 

Malt. s. m. ( corruzione del Ted. Malz ) 
Malto, Orzo tallito. Queir òi^zo dis- 
seccato, abbrustolato e macinato, di 
cui fanno uso i birrai nella fabbrica- 
zione della birra. 

Malt. s. m. T. de' Terrazz. Calci' 
struzzo. Impasto di calce, pietruzze 
di marmo e mattoni stritolati pei pa- 
vimenti smaltati. 

Malta, s. f. T. de* Matt. Argilla. La 
terra con cui fanno i mattoni che 
dicesi Mota dopo che è stata mani- 
polata nel bozzo (busa) e impastata 
co' piedi. 

Malta, s. f. T. de* Mur. Creta, Terra 
argillosa che impastata con acqua fa 
un cemento abbastanza tenace per 
murare i mattoni crudi. 

Maltappà. add. m. Malassetto. Malvestito, 

Maltgnù. add. m. Tenuto male. Trascu- 
rato, mal custodito, non tenuto colla 
debita cura e diligenza. 

Maltrattar, att. Trattar male. Mal» 
trattare. Ma si tratta male con pa- 
role, e si maltratta con atti. 

Malva, s. f. T. Bot. Malva comune. 
Erba nota detta da Linn. Malva ro- 
tundifolia. 

Malva o'Egitt. T.Bot. Geranio odo- 
roso. Pianta nota coltivata ne' giar- 
dini per rodoi*e grato delle sue foglie. 
É il Pelargonium odoratissimum di L. 
Malva salvatga. T. Bot. Malva sai' 
vatìca, V Allhaea canabina di Linn. 

Malvagg. s. e add. m. Malvagio, V* 
Selerà. 



n MA 

Malvàr. alt. Sommosciarej Ammorbidire. 
Far divenir moscio, soppasso qual 
s'usa co' cavoli verzotli e rìDsafata 
che s! pone alquanto al fuoco. 

Malvaròsa* s. f. T. Bot. Geranio rosato. 
Geranio che ha odor di rosa misto 
d'aromatico, e diverso dall'odoroso 
per le foglie intagliate. E il Petargo- 
nium Radula ecc. di Linn. 
Malvasìa, s. f. Malvasìa, Malvagia, 
Grechello. Uva bianca, di cui si fa 
un delicato vino che ritiene lo stesso 
nome. 

Malvàtich. 8. m. Vino di Malvasia od 
anche Malvasia solamente. 

Malvén. Malvalo. Composto o latto con 
infusione di malva. 

Malvétta. 8. f. T. Bot. Batrachio, Pianta 
da giardini ossia da parterre II Ra- 
nunculus acris di Linn. V. Pe d' gali. 

Malvìst. add. m. Malveduto, Malvoluto. 
Veduto di mal occhio, odiato, inviso. 

Malvlontéra. avv. Malvolentieri, Di ma- 
la volontà i A mal cuore, A malin* 
cuore* 

Far 'na cosa malvlontéra. Operare 
a contro genio. Con grave animo, 

Malvòn. s. m. T. Bot. Malva rosa dop- 
pia. Varietà delle Malvacee. L' Atthaea 
rosea flore pieno di Persoon. V. Bo- 
navisc'. 

Màha. 8. f. Mamma. Madre. V. Fan- 
ciullesca. 

Màma. s. f. T. di Giuoc. Bomba. 
Luogo privilegiato nel giuoco del po- 
me (stria) ove niun gareggiante può 
molestar l'altro. 
Màma. 8. f. T. Furb. Terra. 
Toccar màma. Toccar bomba. V. Stria. 

Mamagrànda. 8. f. Nonna, Avola. La 
madre dell'uno o dell'altro de' geni- 
tori. 

Mamalùcc. 8. m. Buacciolo, Baggeo, 
Minchione. Si noti che Mammalucco 
vuol dire schiavo cristiano presso gli 
egizj. 

Mahào. Gnaffe, No. Modo tra scherze- 
vole e basso di negazione. 

Mahéla. Nome forse di un antico Bag- 
geo di grossa pasta usato ancora per 
comparazione nella frase: 
CojòN CHE hamèla. Arcibaggeo. 

Mameli, s. f. pL T. di Vet. Mammelle. 



MA 

Ammasso voluminoso delle glandule 
mammarie situato negli animali alla 
regione inguinale. V. Tétti. 

Mameli, s. f. pi. T. di Vet. Mam- 
mette detta muraglia. Chiamasi cosi 
quella parte di muraglia che è situata ! 
fra la punta e i quarti del piede del | 
cavallo. 

Mameli del ferr. T. di Masc. Mam* ■ 
mette. Così chiamansi le parti laterali 
alla punta del ferro de' cavalli fino ^ 
all'origine delle branche. 
Mamén. s. m. Mammolo, Mammoletto. 
Bambino o fauciullctto bellissimo e ,^ 
grazioso. Detto irpn. vale Bamboccino, , 
Fantaccino, e dicesi di personcina '^ 
goffa ma fumosa. \ 

Mamètta. s: f. Mammoletta. Fanciulletta 
bellina e graziosa. Mughetto (Tose.) ^ 
Donna piccola, bellina e graziosa. |^ 
Manòn. 8. m. Scherz. Baggeo, Bertue* |™ 
cione^ Mascheraccia. Ceit'accio badiale ^^ 
e melenso. y 

Man. s. f. Mano. Sono sue parti: "i 

Coli Collo, Polso, e dot- "^ 

tr. Carpo. 'J 

Dedsòra. . . .Dorso, e doltrin, ^«i 

Metacarpo. "^ 

Did Dita. ( V. Did per ^j 

le sue parti). ']^ 
Nosètta . . . • Noce, Nocella. '« 
Pàlem .... Palmo o Palma, 'p 

Man. 8. f. Strato. La disposizione ^ 
di que' piani di terra od altro che ^^ 
s' incontrano scavando. ^ 

Man. s. f. Suolo. Piano di cose 80- ^ 
prapposte ordinatamente. ^p 

Man. 8. f. Mano. Per banda, lato, parte»^ 

Man. s. f. Indicatore viale. Quella »r 
mano sculta o pinta da una partorì 
de' titoli delle strade, volta a quella ^g 
parie di essa che ne ha il nome. 

Man. s. f. T. di Cart. Presa y Stiva.i^^ 
Tre o quattro copie di carta V. Coppj«ii 

Man. 8. f. T. de' Ceraj. Jlfano dilC 
legno. Tavola sottile che tiene verso<L^ 
l'uno de' capi due fori bislunghi chetig 
serve per rimestare il granzuolo e-Ufi^ 
sposto al sole., Mani diconsi le pro-^^ 
porzioni delle candele. «^ 

Man. s. f. T. di Giuoc. Gita. Quek^ 
colpo che in diversi giuochi trae cia?^ 
scuno de' giuocatori l'un dopo i'al*|^ 



MA 

tro. Mano o ùirata è quel deterro^ 
nato numero di carte dato in giro a 
ciascun giuocatore. Bazza è quel nu- 
mero dì carte che si piglia volta per 
¥oha agli avversar] e che pone da- 
vanti a sé in un mucchio colui che 
le vince. 

Man. s. f. T. de' Libr. Giro. Muc- 
chi di fogli di stampa che servono 
per mettere insieme un libro. 

Man. 6. f. T. degli Oriv. Manina 
da rimontare. Strumento ad uso di 
tener salde le cartelle nel rimetter su 
r oriuolo. 

Man. 8. f. T. de' Stamp. Cenni. Quelle 
manine che si stampano in margine 
per additare certi luoghi notevoli di 
un opera. 

Man. s. f. T. de' Taroc. Manata. 
50 o 100 carte da giuoco. 

Man arvèrs. Manrovescio j Marra- 
vescia, Bovescione. Colpo dato colla 
mano arrovesciata. 

Man bela o uàn bòn'na da scrìver. 
Buona mano da scrivere, capace di 
formar bel carattere. 

Man d'algnàdi. Carpicelo. Bastonate 
in buona quantità. 

Man d' color. Impritnitiva. 

Man d' corda. T. de' Nav. Duglia. 
Ciascun giro di corda che sia posta 
in tondo per addugliarla. 

Man di Dio. T. di Farm, Mano di 
Dio. Antico nome di un empiastro 
composto di cera, mirra, incenso, 
mastice, gomma ammoniaca, galbano 
ed olio. 

Man d' VANGA. T. d'Agr. Puntata. 
Quanto in una sol volta il contadino 
vangando può ficcare la vanga nella 
terra. 

Man d'opra. Opera, Lavoro, Fat^ 
tura, e lo diciamo talvolta anche per 
Operajo, Giornaliere, Lavorante. 

Man d' pan. Piccia. Quattro pani 
attaccati insieme. 

Man dritta. Manritta. Mano destra, 
dritta, diritta. 

Man grassa- Mano pienotta. 

Man vanzén'na o stanca. Man sini- 
stra. Manca, stanca, mancina. 

Man molsén'ni. Mani morbide, di 
carne. 



MA i5 

Man morti. T. Leg. 3fani morte. Lo 
slato de* beni delia chiesa, e delle 
corporazioni religiose che non si pos- 
sono alienare. 

Man raspl Mani incallite. Mani col 
cuoio duro. 

A CA il man. Le mani a t'oi. ( Bari. ) 

A LA MAN. Alla mano, cioè Affabile, 
cortese. Vaie anche dt presente, alla 
mano, cioè dar subito. 

Alzar il man. .Fig. Alzar le mani. 
Minacciare. 

A MAN armàda. Armata mano. Ar- 
matamente. Colle armi in mano. 

A MAN SALVA. A man salva, A sai- 
vamano. Senza ostacoli, senza pericoli. 

A MAN voèudi. a man vuote, senza 
nulla in mano. 

Andar in bòn^ni man Dare o venire 
in buone mani, e fam. Cadere in 
grembo allo zio. Andare la cosa in 
mano di chi appunto vogliamo. 

AS POSSÉM TOCCAR LA MAN. TontO è 

da casa tua a casa mia, quanto da 
casa mia a casa tua. La cosa sta tra 
pari. 

Aver il man bòn'ni da tcjtt. Aver le 
mani benedette. Aver la mano di Dio. 

Aver il man busi. Essere uno spen» 
dereccio. Aver la mano larga. Esser 
prodigo. 

Aver il man d' cìspa. Aver le mani 
di colla. Dicesi in modo basso di chi 
si lascia spesso cader di mano chec- 
chessia. 

Aver il man pienoni. Aver pieno il 
fuso. Proverbialmente si dice di chi 
ha buono in mano nel giuoco. 

Aver il man strìcchi. Aver le mani 
aggranchiate. Aver il granchio alla 
scarsella. Essere avaro, che farebbe 
a pagar co' monchi. 

Aver il man taccadìzzu Aver le mani 
a uncini. Essere inclinato a rubare. 

Aver in til man. Aver fra mano, o 
alle mani. 

Aver la hAn. T. di Giuoc. Aver le 
prese. Vincer della mano. Essere il 
primo n ricevere le carte o a giuocare. 

Aver man. Aver voce o mano. Aver 
poiere in una cosa. 

Aver von a la man. Essere famigliare 
di alcuno. 



34 MA 

AvéiUvH IL HÀN LONGHi. Àver k mani 
fatte ad uncino» Essere inclinato a 
rubare, ed anche Aver le mani turi' 
ghe. Aver modo di operar da lontano. 

AvÉRGH IL MAN NETTI. Essev vergine 
di checchessia. 

AvÉRGH IL MAN IN PASTA. As?er le 
mani in pasta. Avere ingerenza in 
checchessia. 

AvÉRGH su LA MAN. Avev buona mano 
in checchessia. £sser pratico in chec- 
chessiar 

AvÉRGH TANT IN MAN. ili^er tonto in 
contanti da poter dire. Aver prove 
alla mano per asserire una cosa. 

Basàrs il man. Far segno di lieto cuore, 
( Bart. ) Mostrare la viva soddisfazione 
che si prova per lieta riuscita di un 
impresa. 

Batter il man. Plaudire, Applaudire. 

Bela man da scrìver. Buona mano 
da scrivere. 

Bever con il man. Bere a giumelle^ 
Bere colle due mani unite insieme. 

Bòn'na man. Mancia, La buona man- 
cia. V. Bònnamàn. 

Bòn*na CATTIVA MAN. T. di Giuoc. 
Buona o cattiva data di earte. 

BsoNTAft LA MAN. Ugncr le mani, 
Ugner le carrucole. Corromper coi 
danari. 

Garcar la man. Aggravar la mano. 
Trattar con severità. Aggravar la pen- 
na come far si suole nel far la gros- 
sezza dulia lettera, si dice Acciacca^ 
tura di penna. 

Cascar d*in man. Cader di mano. 
Uscir di mano. 

CoLP d' man* Astuzia, Stratagemma. 
Atto ardito col quale si soverchia i- 
naspetta temente un nemico. 

Comprar d* prima o seconda man. 
Comperar di prima o secondu mano, 
cioò dal proprietario o fabbricatove, 
dal rivendugliolo o altro. 

CoNDUR A MAN. Mundurrc. Condurre 
a mano. 

Con il man al zèl Con le mani al- 
zate al cielo. Ad alte mani. 

Con il man a scrollòn o a spincolòn. 
Colle mani penzoloni, il che figurai, 
vale senz'arma di sorta, e general- 
mente a mani vuole. 



MA 

Con il man inchosaDi. A man giunte. 
Colle mani cortesi. 

Da man. Manuale, Manesco. 

Da man da còll. Come quegli. Come 
quello. Per esempio: 

A dirò da mìn da còll. Dirò come 
diceva quegli. 

Da mJ^n in man. A mano a mano. 
Successivamente. Raccoglier le cose 
secondo che vìa via si vengon pre- 
sentando. Man mano. 

Dar d' man. Pigliare o prender per 
mano, Mandurre. 

Dar d' mà>j. Dar di piglio per es. 
ad un coltello e simili. 

Dar il mezzi man. T. de* Ceraj. Dar 
le mezze mani. Mettere le candele 
nella proporzione che si vuole. 

Dar la man. Impalmare, Toccar la 
mano. Stringersi la mano in segno 
d'affetto di amicizia. 

Dar la man. Dar la palmata. Dicesi 
fra cozzoni e mercanti per promettere 
il prezzo e la compera. 

Dar la man. Dare la mano^ Cedere 
a luogo» 

Dar la man. Porgere la mano. 

Dar la man. Dar mano e passo» 
Dare allrui la preferenza e il comodo. 

Dar la man. Dar la via. Svoltare 
un pò nel suo cammino per cedere 
ad altri la nostra diritta. 

Dar la prima man. V. Stopén. 

Dar l' oltma man. Dar V ultima mano. 
Perfezionare. 

Dar man. Dar avviamento. Dar mezzo 
di conseguire quello che si desidera. 

Dar man porta. Dar mano, Ajutare 
efficacemente, con forza. Soccorrere. 

Dar 'na man d* calzén'na. Rinzaffare. 
Dar il primo intonaco. V. Imboccar. 

Dar 'na man d* color. Dar una o 
piti mani a checchessia. Vale tigucrlo, 
colorirlo, impiastrarlo una o più volte. 

Dar *na seconda man d' calzén'na. 
Arricciare. Dare il secondo intonaco. 
V. Stablìr. 

Dar una man. Dare mano. Porgere 
ajuto. 

Dares una man. Fare a giova giova .^ 
Ajutarsi Tun T altro. 

D* PRIMA d' seconda MAN. Di prima 
o di seconda mano. E si dice della 



provenienza delle, cose che si com- 
prano. 

Drovar il man. Menar le mani. 

Esser d* man. T. di Giuoc. Aver la 
mano. Esser primo ad aver a giuocare. 

Esser in HÀrr. T. del Giuoc. del Bil. 
Essere in mano, cioè aver la propria 
bilia fra mano dopo essere andata in 
buca uscita in altro modo dal giuoco. 

EssERGH DA MAN. Tomare a mano. 
Tornar comodo alla mano. Vicino. 

EssERGH DA MAN. Esser lontano, Es* 
ser diversa la cosaj Esservi gran 
tempo ancora e simili. Per esempio: 

ArALL VINT'aNN? VrÌV MIL LÌR? AcH. 

séM DÀ MAN. Avrà egli veni' anni? 

Volete mille lire? Ci Siam lontani. 
Si direbbe ancora, Piiìt su sta monna 
luna; Non lapponi; Non dai nel 
segno; Non la di' giusta. 

Far la mXn. Assicurar la mano. Ren- 
derla pratica, franca. « 

Far man bassa. Non dar quartiere. 
Far d'ogni erba fascio. Operare a 
capriccio, dispoticamente. Vale anche 
Distruggere, Far macello, eccidio ecc. 

Fatt a man. Manifatto. Fatto a mano. 

Gnìr al man. Venir alle mani. Ve- 
nir alle prese. Azzuffarsi. 

Largh d' man. Largo, Liberale, Cre- 
neroso^ 

LiGAR IL mXn a von. Dar sulle mani 
a uno. Impedire ad alcuno di operare 
a sao senno. 

Métter a mXn. Manomettere. Comin- 
ciar a usarne come si fa nel mano- 
mettere una botte per bere o infia- 
scarne il vino. 

MéTTER IL mXn adoss. Afferrare, Aq* 
gavignare, e dìcesi anche per Bai' 
tere. Percuotere. 

Mètters in t'il man d' von. Rimet' 
iersi nelle braccia d'uno, Giltarsi 
m grembo ad alcuno. 

Mètters 'na man al pétt. Porsi la 
mano al petto. Giudicar d*una cosa 
come se si trattasse di cosa propria. 

MéTTER pr'il man. Proporre, 

MéTTREGH su LA mXn. Indovinarla, 
Dar nel brocco. 

Mnar il man. Percuotere, Menar le 
mani. 

Mnar la man. Tenere o Guidare la 



HA 



5É» 



mano, come per es. nello insegnare 
a scrivere. 

'Na man d* temp. Una serie di giorni. 
Un gran tempo. Un gran pezzo. 

Parlar in t' la man. Frastornare^ 
Romper V uovo in bocca.- 

Per d* man. A mano con alcuno. 

Perder la man. Perdere la gita nei 
giuochi. 

Slongar il man. Fìg. Rubare. 

Spurìr il man. Pizzicar le mani. 
Aver desiderio di dare altrui delle 
busse. 

Starsen li con il mXn in t* il braghi, 
o IN t'i fianch. Stare colle mani a 
cintola. Tenersi le mani a cintola. 
Star colle mani in mano. Non s'aju- 
tare, non far nulla, essere ozioso. 

Tgnìr a hXn. Far masserizia. Spa- 
ragnare, risparmiare. 

Tgnìr a man. Tener mano. Tener di 
mano. Tener il sacco. Tener piede 
mentre altri scortica. Regger la gatta. 
Fare spalla. Concorrere in una cosa. 
Ajutar a far male. 

Tgnìr a mXn. Tener la mula. Reg- 
gere il lazzo agli innamorati. 

Tgnìr la so mXn. Tenersi sulla mano. 

ToèuR d* in mXn. Cavar di mano, 

ToÉuR IN vXn. Recarsi in mano una 
cosa. 

ToèoR LA hXn. Saltar la granata. 
Sì dice de' giovani che scuotono il 
giogo della soggezione paterna. Cavai* 
car il marito, dicesì della donna che 
trascura la superiorità del conjuge. 

ToÉUR LA mXn. Guadagnare la mano. 
Dicesi del cavallo che non cura più 
il freno. Rubar la volta dicesi quando 
il cavallo volta prima che il cavalicr 
non vorrebbe. 

ToÉUR su LA mXn. Far pratica, Im" 
pratichirsi. Avezz^rsì a far checchessia. 

Una mXn lava l'altra. Chi piacer 
fa, piacer riceve. 

Zo d' man. Fuor di mano. Remoto, 
Fuor di via. A parecchi altri modi 
si trova congiunta la parola Mano^ i 
quali si ommettono per la facil loro 
corrispondenza con que' di buona lin- 
gua, o si troveranno in altri loro 
acconci luoghi di questo presente Vo- 
cabolario. 



M 



MA 



Ma!Ia. s. f. Manna. Liquore che stilla o I 

Seme spootaneamente dalle froodi ' 
* alcuni alberi e specialmente dal- 
l' Omo o Fraxinus omu$ di Linn. 
E ci è ancor l' artificiale che si fa 
per incisioni nelle piante. Melata o 
Meluggine, specie di rugiada dolce e 
consistente qual mele che cade nel 
mese di agosto in tempo sereno e 
tranquillo sopra le foglie degli alberi 
e dell* erbe. 

Mahi caivellada. Manna in cannelli 
o forzata. 

-Man A CAPACI. Manna gra$$a o di 
Capaccio, in Calabria. 

3fANA DEL xoNT. Manna di Toìfa o 
di monte Sanf Angelo. 

Mana di frutt. Rugiada. (Tose.) 
Cera, scienl. Fiore o Panno, (Bart ). 
Frutti rugiadosi e appannati col fiore. 

ManÀ in LAGHERXi. Manna di corpo. 
Manna in lagrima,. {Rìcci. Fior.). 
Quella che scaturisce in lagrime dal- 
l' orno coltivato ed è la manna di 
prima qualità. 

Mana in sorta. Manna geracio in 
sorte. (Tarifif. Fior.) Manna di se- 
conda qualità. 

L'È TANTA MANA. È pan unto , cioè 
cosa opportunissima. . 

Una mana. Una manna. Una cosa 
prelibala. 
Manada. 8. f. T. de' Tip, Manata. Tanta 
quantità di carattere da scomporre o 
di qualsivoglia altra cosa che si prende 
ogni volta con una od ambe le mani. 
Managg'. &• m. Inielucciatura? Opera- 
zione de' fabbricatori di carte da giuo- 
co, per la quale si pone un foglio di 
carta bigia dietro un altro de' stam- 
pati che poi si copre colla fodera. Y. 
Fodràr. 
Manamàn. avv. Quasi, Pressoché, Ormai. 
Per esempio: 

A j' HO MANAMÀN FNÌ. Ho QUOSi finito. 

. Si usa anche in senso di Per disgrazia. 
Può dare il caso, come nel seguente 
esempio: 

No NO, manamXn ch'el torna lu. Mai 
no, per disgrazia eh* ei tomi; può 
dare il caso eh' ei torni. V. Manimàn. 

Manar. att. T. jii CaK. Msettare le cop- 
pie. Assettare ia carta di mano in j 



MA 

mano che si leva dallo spanditojo. 

Manara. s. f. T. de' F. Ferr. Ingegno. 
Quella parte delle chiavi che serve 
ad aprir le serrature. Nel Diz. ital. 
Frane. sUmpato a Milano nel i828, 
nella definizione di Mulinella, è det- 
to Mannaja, 1 nostri fabbri usando 
per lo più di raffigurare negli inge- 
gni i numeri arabici dall'uno al cin- 
que e sin anche al sette, dicono per 
distinguerli Manara del von, del du ecc. 
Manara. s* f. T. de' Pizzic Pestarola 
da salsiccia. (Tassoni) Arnese da 
tritare minute le carni di majale che 
voglionsi imbudellare* 
Manara a per. T. de' F. Ferr. O/i- 
vella. L'ingegno della chiave quan- 
d'è fatto a forma di pera. 

Manara a T. Afti/ine//a. Quella parte 
della chiave eh' è più grossa nell'e- 
stremità degli ingegni, e che viene 
a formare come un T nella loro testata. 
Manara da roja. Manna ja. Spezie 
di coltello grande a similitudine di 
scure. 

Manarén. s. m. T. de' Cuoc. Paletta? 
Arnese di ferro manicato col quale 
si spiana, assottiglia e infrollisce quel- 
la carne di cui si voglion fare polpette. 
Manarén. s. m. T. degli Squer. i4c- 
cetta. Piccola scure. 

Manarén'na. s. f. Manajetta. Piccola man- 
naja. 

Man ARON. s. m. Mannajone, Grande man- 
naja. 

Manarvèrs. s. m. Manrovescio, Rovc' 
scione» Colpo dato col convesso della 
mano, volgendo il braccio. V. Masslòn. 

Manàstra. s. f. Bùgnola. Arnese o vaso 
composto di paglia legata con roghi 
per tenervi dentro biade, crusca o 
simili. V. Banastra. 

Manàzza. s. f. Manaccia. Grossa o brutta 
mano. 

Manca, add. f. Manca, Mancina. 

Far la manca. T Furb Partire. An- 
darsene di soppiatto. 
Per la manca. Per lo meno. Almeno. 

Manca, add. m. Mancalo. V. Mancar. 

Mancada, Mancadèla. Mancanza, Scap- 
pata. Scappatella. 

Mancadòr. Verb. di Mancare. Manca- 
tore. Che o Chi manca. 



MA 

Màncàdòr d* parola Fedifrago, Man- 
cator di parola. 
Marcamènt. s. ni. Mancamento, Vizio, 
Difetto, \B\e anche Trascorso, Colpa, 
Errore, 

Mancamént d' respir. Ambascia, 
Mancant. add. m. Mancante, Defficienle, 
Manco, manchevole, Difelloso. Vale 
anche Assente* 

Mancant del calz. T. degli Arm. 
Impugnatura. La parte della cassa del 
focile sotto r acciarino ove si stringe 
l'arnoa nel maneggiarla. 
Mancanza, s. f. Mancanza, Mancamento, 
Defficienza, Altrim. Assenza ed anche 
Errore, Colpa, Difello, vizio, imper- 
fezione 
Marcar, alt. ass. Mancare, Non bastare. 

Mancar, alt. Errare, Fallare, Com- 
mettere errore. 

Mancar, n. ass. Scemare, 

I^Iancar. V. n. Fallare. Non avvenire. 

Mancar, v. n. Difettare, Mancar V oc- 
correrne. 

Mancar, n. p. Svenirsi. Venir meno 
ed anche Spegnersi, 

Mancar a l'apell. Mancare alla 
chiamata. 

Mancar d' parola. Mentire ad una 
promessa. Mancar di parola, mancar 
di fede. 

Mancar poch che , , ,, A poco si tenne 
che, ( Bari. ) 
March, avv. Manco, Meno, 

Mangh mal. Si, Certamente, Sicura- 
mente. 

Manch mal! Gran mercè. Pur beato. 
Manco male. Modo esclamativo deno- 
tante allegrezza. 

Con manch. Quanto meno. Per es.: 

Con manch el gmirà. Quanto meno 
verrà. 

Far da manch. Far di manco, o di 
meno. Far senza, 

GnÌR manch. Mancare. Venir meno, 
Svenire. 

GrÌR MitNCH DI SOLD, O DLA ROBA. 

Essere derubato, e più dimess. Frodato, 
Pr'el MANCH. Almanco, Almeno, Per 

lo meno. 
Marcia, s. f. Ben andata, ( B. L. ) V. 

Bòn'namàn. 
MiHcoj. s. m. pi. T. de* Squer. Balta- 



BU 



87 



gliole, Quc* legni che stanno sui can- 
delieri di bordo e che formano come 
una balaustrata intorno la barca so- 
pra coperta* 
Manda. Uscita del verbo Mandare usata 
nella frase: 

El Sgnor en la manda bòn'ra. Iddio 
ne la mandi buona. Modo aspiralivo 
usato allorché si è tra speranza e ' ti- 
more. 
Mandar, alt. Mandare* Comandare o 
raccomandare che si vada. Inviare, 
vale mettere in vìa, indirizzare* 

Mandar, alt. T. de* Campan. Suo» 
nare. Muovere la campana aggirandola 
in cerchio colla leva (manga) facen- 
do che il battaglio rintocchi. 

Mandar a dir. Mandar significando. 
Avvisare, Mandar a dire. 

Mandar adrb. Mandar dietro. Far 
accompagnare o codiare. 

Mandar a la monta. Ammettere, Di- 
cesi di cavallo, asino, loro e simili, 
che si mandano alle loro femmine. 

Mandar a lavòr. T. de' Bigalt. Man- 
dare al bosco. Ajutare i bachi a sa- 
lire al bosco alla frasca. 

Mandar a spassi. Mandare a spasso. 
Mandar con Dio. Licenziare, abban- 
donare. 

Mandar da Eròd a PilXt. Mandare 
da Erode a Pilato. — Mandar d' oggi 
in domane, Tener in ponte, Tener 
a loggia. Abburattare, Mandar all'uc- 
cellatojo. Tener a palazzo. 

Mandar denter. Introdurre. E di- 
cesi di cose che si voglion torre alla 
vista. 

Mandar dl'odòr. Putire, Scompuz- 
zare. Esalare, mandare odore. 

Mandar el balòn. Battere il pallone. 
Così dicesi del primo colpo di brac- 
ciale che gli sì dà. 

Mandar indrè. Rimandare, Ritor- 
nare. 

Mandar pr'aria. T. de' Razz. la- 
sciare. Mandar via il razzo. 

Mandar sotta. Rincalzare. E dicesi 
di coperta o lenzuola i cui lembi si 
nieltan sotto la materassa. — Fig. Far 
scalzare uno. 

Mandar su. T. de' Calzelt. Ritirare 
le maglie. Far scorrere le maglie verso 



» 



MA 



la gamba degli aghi intanto che si 
fanno solla punta di essi quelle che 
debbao sostituire le prime. 

Maudir un sit. T. d'Agr. Coltivare 

un podere. E dicesi di quelli affiliati 

e lavorati dall' affittajoolo a soa roano. 

Mandar via. Discacciare j Cacciare. 

Mandar zo. Calare. Mandare abbasso 

una cosa. 

Mandar zo. Ingozzare. Bfandar nel 
gozzo, trangugiare, ìngojare, inghioi- 
tire, e figurai. Comportare, sofferìre. 
Mandar zo. T. de' Sqoer. Ruzzolare. 
Mettere in acqua una nave o barca: 
tirare una nave dalla terra nell' acqua. 
Trasportare un vascello dal cantiere 
in mare, dieesi Varare. 

An la possèr mandar zo. Digrumarla j 
Dtgrumarseliu Non la poter inghiot- 
tire, non poter soiTerirla; e dicesi dì 
offesa o sim. 

Mandares zo. Affunarsi. Calarsi dall' alto 
con fune. 

Mandat. s. m. Mandalo. ( Redi ) Ordine 
dì pagamento. 

Mandat. T. de' Leg. Mandato. Sen- 
tenza. 

Mandat d'amné. Mandato d' accom- 
fognatura. Ordine del giudice che gli 
sia accompagnata innanzi una persona. 
— Mandare un cavalluccio — Chia- 
mare uno in giudizio criminale con 
polizza. 

Mandatari, s. m. Mandatario, Mandato. 
Colui che per mandamento d'altri, 
fa alcuna cosa. 

Màndes* V. Mànes. 

Mandian. s. m. T. Furb. Accatone, Men^ 
dicante. 

Mandola, s. f. T. de' Scarp. Mandorlato. 
Sorta di marmo Veronese tulio sparso 
di macchie simili al nòcciolo della 
mandorla, detto perciò dottrin. Ami" 
gdaloide. 

Mandòla, s. f. Mandola. Strumento 
musicale che è una spezie di schitar- 
rino. V. sotlo. 

Mandolén. s. m. Mandolino. Strumento 
simile alla mandola, ma più piccolo. 
Le sue parli sono: 
Anma .... Anima. 
Captasi . . . • Capotasto o Gigliet' 
lo. 



MA 

Corderà. • . . Cordiera, 
Roènsa .... Rosa. 
Scanèil .... Ponticello, 
Tàpa Tastiera. 

Mandopra. V. Fattura e Man d'opra ìq 
Man. 

Mandra. s. f. Mandra, Mandria. Con- 
gregamento di bestiame si grosso che 
minuto, e dicesi Mandra anche al i 
ricettacolo di esso bestiame. Armento, 
branco di animali grossi domestici 
come buoi, cavalli e simili. Bradume, 
bestiame bovino o vacino da tre an- 
ni indietro. Greggia, adunamento di 
bestie da lana e minute. Steccaja, 
chiusura di legno che fanno ì pastori 
per radunarvi il bestiame* Amman* 
driare, ridurre in mandra o in ri- 
cinto appartato le bestie. Stabbiare, 
Stallare, fair star le greggi la notte 
ne' campi per ingrassarli. Agghiac 
dare. Addiacciare, rinchiudere il 
gregge in un campo o prato con re- 
ti che lo circondino, il qual campo al- 
lora chiamasi Agghiaccio. V. Stala. 

Mandràgola, s. f. T. Boi. Mandragola, ' 
Mandragora. Pianta perenne che ha 
le radici profonde divìse in due o tre 
parti, d'onde il nome di femmina e 
maschio. È V Atropa mandragora di 
Lino. É celebre questa pianta ne' fa- 
sti, meglio nella storia delle vergo- 
gne de' pregiudizi umani. 
Mandràgola. Fig. Pettegola, Ponchi^ 
na, Manimorcia. E dicesi di femmina 
ciarliera. 

Mandrén. s. m. T. de' Tom. ( dal Frane. 
Mandrin caviglia. ) Guancialetto, Ferro 
imperniato a modo di leva nel castel- 
letto della coppaja. 

Mandrìll. s m. T. di Zool. Mandrillo. 
Scimia con bocca e mento ^color rosso 
e colle guance turchine. E la Simia 
maimon di Linn. 

Manèccia. s. f. T. d' Agr. Broncone, Palo 
grosso, con traverse da capo che si 
dicono cornetti o cornicelli, ad uso 
di sostener le vili nel mezzo de' campi. 

Manègg. s. m. Maneggio. Governo di 
una cosa. — Fig. Intrigo, Briga. V. 
Manèzz. 

Maneggiabil. add. m: Manesco. Comodo 
ad essere adoperalo o trasportato. 



MA 

MA!f£G€iAR Alt. Maneggiare, V. Manzar. 
Maneggiar ancóra. Rimaneggiare. 

Maneggiares. n. p. Adoperarsi. Fare le 
sue lotte. 

KàNEGH. s. m. Manico, parte d'alcuni 
stromenti fatta per poterli pigliar con 
mano e adoperarli. Tenére, tenitorio, 

y. RDi. 

Mànegr. s. m. Sdtala. Manico che 
esee fuoiR a guisa di leva da certe 
BMechine e serve per maneggiarle. 

MÀifBGR. s. in. Braeciuolo. Legno 
qKNrgente dal fondo del mantice a- 
▼ente uu gancio doppio per reggere 
il peso e per essere attaccato supe- 
riormente alla catena del meuatojo. 

MiHEGH. 8. m. T. degli Argent. Co- 
itolo. La parte di un coltello o cuc- 
chiajo o di una forchetta con cui si 
teagooo in mano per adoperarli, e di- 
cesi di quelli che son tutti d'argento 
nm. 

MlHEGH. s. m. T. de' Calzol. Tirasti- 
vali. Il manico di que' ganci di ferro 
detti tirami che servono a calzare 
^i stivali. 

Màregh. s. ro. T. de' Gett. di Garatt. 
Menatojo, 11 braeciuolo che fa girare 
il rocclietto, e fa movere il tirante 
della trafila. 

MJlnegh da bocàl. Ansa. La parte 
per cui si prende il boccale. 

Màregh da YiOLÉif. Cotto, Coda. Quel- 
li parte del violino e sim. ove sono 

i bischeri. 

XiNEGB DEL BALÉTT. T. de' Mtir. ScO" 

Uloj. Que' manicbetti che servono a 

«Doter la calcina nel vaglio quando 

ù deve intonicare. 
MlHEGH DEL PNÉLL. AsUeciuola, Asta, 

Banico del pennello. 
Màregh del rem. Giglio, Girone. La 

parte dei remo che sta nelle mani 

^1 remigante. 
HiREGB DiL j OLiERi. Chiave. Fuso o 

iRdlo fatto in mezzo al panieroncino 
4a ampolle che serve di maniglia per 
trasportarle. 

ìfiìjiEGH DI PuiiLéN. T. de' Gioj. Bot" 
Ime? Ferruzzo con estremità arroton- 
da che serve per imprimere nel 
1 1 paoitojo un vano ove riporre la 
ehe si vuol lavorare^ 



MA 



29 



Mànegr dla cara da lavatìv. Mazza. 
Legno cilindrico che ha da capo il 
cercine dello stantofo che serve ad 
aspirare, e ad espellere i liquidi dalla 
canna da serviziale. 

Màregh dla ciava irglésa. Coda. La 
parte che ha il boccluolo e il maschio 
del martello e serve per maneggiarla. 

Mànegr dla lanterna. Appiccagnolo. 
Il ferruzzo uncinato che serve a por- 
tarla e ad appiccarla ove che sia. 

Mànegr dla lésna. Manico, Impu-^ 
gnatura. ' 

Mànegr dla mènsa. Mela, Palla. La ' 
parte rotonda mobile della menarola 
opposta alla punta. 

Mànegr dl'arà. Stegole V. Branz. 

Mànegr dla resga. Maniglia. Parte 
della sega che i segatori tengono in 
mano. V. Manèlti. 

Mànegr dla scova. Bastone. 

Mànegr dl'aspa. Manivella. Quel 
braeciuolo che serve a farla girare. 

Mànegr dla tiorba. T. de' Tabacc. 
Leva. V. Tiorba. 

Mànegr dl'ombréla. Asta. Manico 
dell' ombrello. 

Mànegr d'un ferr da sgàr. Stile. 
Manico della falce. 

Balàr in t el mànegr. Fig. Tentcn' 
nare, V. in Balàr. 

Far 1 MÀNEGR %' PUGNATA. Mettersi 
le mani sui fianchi. 
Manéla. s. f. T. d'Agr. Manipolo. Fa- 
scio d'erbe o di biade legato che si 
può prendere in mano. Manata di- 
cesi quanto in una mano si prende 
o si può prendere. V. Brancada. 

Manèla. s. f. T. de' Canap. Manna- 
(B. L.) Mazzo di tiglio greggio da 
pettinare più grosso della manatina 
e più piccolo della manata. 

Manéla. s. f. T. Mil. Manajuola. V. 
Fassén. 
Manén s. m. o Manén'na. s. f. Manino, 
Manina. Piccola e gentil mano. 

Manén dla polenta o dla cola. Grw 
moletti» V. Farinèll. 
Manènt. s. m. T. d'Agr. Giornante. A- 
gricoltorc che ne' nostri monti lavora 
gli altrui poderi a giornata. 
Manéra. s. f. Maniera. Modo, forma, 
guisa di procedere operando. 



30 



MA 



Mànèra. s. f. Reggimento» Maniera 
di governar sé medesimo. 

Manéra. s. f. T. de' Pitt. ecc. Ma- 
niera» Quella guisa o forma che un 
artefice tiene regolarmente nell' ope- 
rare per cui ogni opera sua suol da- 
re alcun segno della maniera della 
sua mano. Tutte le scuole di Belle 
Arti hanno per lo più la maniera ca- 
ratteristica del loro caposcuola e tra 
le maniere di dipingere havvi — la 
bella e grande, la risentita $ la lan- 
guida, la pastosa, la gretta, la secca, 
la trita, la tagliente, la greca ecc. — 

Manèra d' moévers. Tratto. V abi- 
tuai modo di moversi. 

Manèra d' parlar. Dicitura, Favella. 

Manèra d' scrìver. Siile, Dizione. 
La maniera del dettare, ossia del 
comporre. 

A LA NOSTRA MANÈRA. Alla uostralc. 

Aver bela manèra. Far le belle pa- 
role. Usar maniere soavi in parlando. 
— Esser persona di bel tratto. — Es- 
ser di nobili maniere. 

Con bela 'MANÈRA. Con bel modo. 
Con bel garbo. Urbanamente, corte- 
semente, destramente.. 

Con manèra. Misuratamente. 

D* BELA MANÈRA. Manieroso, Trattoso» 

D* MANÈRA. T. di Pili. Ammanierato. 
Pittura di forme #di stile troppo ca- 
ricato libero. 

Far in uanèra. Tener modo, o via 
che. 
Mànes. s. m. T. de' F. Ferr. Soffieria. 
11 mantice col proprio corredo da 
reggerlo e muoverlo. Ha 
Cadén'na . . . Catena. 



Corda ^ 
* Mànes . 
Manétta . 
Perlga . 
Piantòn . 
Tiròn. . 
Mànes. s 
mantice a 
cine e sim 
Ar^ór. . 
Assa dedsòra 
Assa dedsòtta 
Assa d' mezz 
Cana . . . 



• Corda. 
. Mantice. 
. Paletto Palino. 

• Menatojo. 
. Ritti. 
. Bilico, Tirante. 

m. Mantice perenne. Grosso 
re palchi usato nelle fu- 
Ha 

Spiraglio. 

Coperchio. 

Fondo. 

Palco di mezzo. 

Canna. 



MA 

Linguétta . • . Animella. 
Mànegh • . • . Bracciuolo. 
Pela ... . . Pelle. 
Pòlegh .... Pernii. 
Stécchi .... Stecche. 
Testa. .... Mozzo o f 
canna. 

BOCHÈTTA del MXNES. BuCOIQÌ 

cannone che ha un girello i 
di ferro bollito, il quale dà i 
che vien dal mantice al i'uo< 
fucina. — Arcella la cassa d< 
il vento. Ugello — il tubo ci 
il vento nella fornace. 

Fabbrigator da mànes. Ma\ 
Artefice che fabbrica i mantic 

Tirar el mànes. Alzare i 
Manlacare, soffiar col mantice 

Tirar el mànes. Figurat. 
giare. Soffiare come mantice, 
del moribondo e dei cavalli 
fian per bolsaggine. V. Lansài 
Manescàl. s. m. Manescalco. C 
i cavalli e i buoi e che ui 
medicava anche le dette best 
ora fa il Veterinario. Le opi 
e gli strumenti proprii del Mai 
sono: 

OPERAZIONI 
DEL MANESCALCO. 



Arfràr ... 
Armissa . . . 

Far el ferr. . 
Imbrocciàr • . 
Incastrada . . 
Montar a cavali 
Preparar l'ongia 



Riferrare. 
Rimessa , 

tura. 
Fahbricara 
Inchiodare, 
Colpo di r 
Biontare a 
Disporre i 



STRUMENTI 
DEL MANESCALCO. 



Borsa. • • 
Cavalètt . . 
Cavzòn d' forza 
Cortcll ingics 
Cortlazz . . 

Coruznétta . 
Incàster . . 
Incùsen . . 



Ferriera. 
Capretta,! 
Carezzane 
Coltello ini 
Sbadilojoi 

laccio. 
Esploratori 
Rosetta» 
Incudine. 





MA 


Il . . 


. . Martello. 


1 . . 


, . Morsa. 


roèula 


• . Cacciamosche* 


iciold. 


. . Cacciachiodi. 


a . . 


. . Tanaglia. 


i • • 


. . Trasfaglio. 



MA 



31 



COSE ATTINENTI 

AL MANESCALCO. 

da cavali . Chiodo a punta di 

diamante. 
da giàzz. . Rampone acciajatOj 

Diacciuolo. 
la cavali* • Ferro da cavallo. 
B • • • . Disferre, 
ìtecniaj è Tarte di fabbricare il 
che deve essere applicato al 
degli animali. 

. add. m. Manesco. Che è delle 
pronto, inclinalo a percuotere. 
. s. f. Maniglia. Arnese di legno, 
ro o di qualsivoglia metallo che 
per alzare cassa, bavule, ecc 
per aprire o chiudere vari me- 
se. V. Manètti. 

TTA. s. f. T. de' Calzol. Manale, 
oda. Guardamano. Strìscia di 
che fascia la palma e il dorso 
nano a riparo di essa nel tirare 

go- 

TTA. s. f. T. de' F. Ferr. Paletto. 
legno ferro che è all'estre- 
della corda del mcnatojo ma 
rsalmenle — Pallino — dicesi 

che ha forma dì palla. 
JTTA. s. f. T. de' Gualch. Ma- 

Una delle parti della forbice 
malori per la quale si adopera. 
2TTA. s. f. T. de' Lit. Presa. La 

sporgente del timpanello che 

per alzarlo ed abbassarlo. 
ÈTTA. s. f. T. de' Selol. Manale. 
a striscia di pelle irobulleltala 
«perchio della brusca e nella 

8i passa la mano nel maneg- 
I. 
ÈTTA. s. f. T. de' Slamp. Mano- 

Quel ferr uzzo sporgente dalia 
ietta su cui il torcoliere pone 
ano per alzarla ed abbassarla. 

IETTA DEI TRÀTT. T. degli UcCcll. 

ieekia. Campanella che è all' estre- 



mità de' tratti delia ragna e serve a 
maneggiarli. 

Manétta del zingiòn Bandcllone. 
Spranga di ferro con maniglia ov'entra 
il cignone. 

Manétta dla frén'na. T. d' Agr. Ma» 
no. La parte della falce che la unisce 
allo stile. 

Manétta dla porterà. Maniglia. Quel- 
la parte della serratura a colpo o del 
salìscendo delle portiere che serve ad 
aprirle e a chiuderle. 

Maitétta da spagnolétta. Leva. Quel- 
l'appendice mobile della spagnoletta 
che serve a chiuderla e ad aprirla. 
Manétti. s. f. pi. T. de' Carrozz. Anse 
del cocchio. Maniglie da attaccarsi die- 
tro il cocchio. 

Manétti. s. f. T. de' Collell. Mani-' 
velie della ruota. Le due appendici 
che servono a farla girare. 

Manétti da comò. Maniglie. E se 
fatte a foggia di anello «- Campanelle. 
— Quella specie di fornitura d' ottone 
altro, che si pone ai cassettoni per 
comodo di tirarne le cassette. Altret- 
tanto dicasi di quelle di altri arnesi 
simili. 

Manétti da personér. Manette. Stru- 
mento di ferro col quale si legano 
insieme le mani ai ditenuti. V. Mantòn. 

Manétti del bavùl. Maniglie, ed 
hanno sotto per io più una piastra 
di lamiera. • 

Manétti da hazzabécch. Denti. Que' 
pinoli che sono piantati nel castello 
della berta e servono per salire in 
alto ad aggiustare la carrucola. 

Manétti dla sirénga. T. de' Conf. 
Manichi. I due bracci noli della cassa 
della scirìnga. 

Manétti dla brènta. Ghiere. Le cam- 
panelle entro cui son fermate con 
biette le estremità de' bracciuoii del- 
la nostra brenta. 

Manétti d'un légn. Maniglie. Que' 
ferri in cui passano i cignoni e le 
ventole delle carrozze. 

Manétta d*un resgònv Capitello, Ma- 
niglia. Parte del segone che i segatori 
tengono in mano. V. Còren. 

Métter il manétti. Ammanettare. 
Manévol. add. m. Manoso, per ^Morbido , 



52 



MA 



Trattabile, e dicesi dei panni. — Ca- 
moscino — Pelle concia che sia mor- 
vida ed arrendevole. — Duttile — det- 
to di metallo, vale che si arrende e 
può lavorarsi con facilità. — Manesco 
— Maneggevole — Che può ma- 
neggiarsi con mano. 
Manèzz. s. m. Cavallerizza, Luogo do- 
ve si maneggiano i cavalli, o si am- 
maestrano ai maneggio. 

Manèzz. s. m. Maneggio. L'esercizio 
che si fa fare al cavallo. 

Manèzz. Maneggio, per Negozio, 
traffico, affare. 

Manèzz. s. m. Fig. Briga, Intrigo, 
Raggiro, 

Manèzz d'na ca. Maneggio. Governo, 
regime, amministrazione. 
Manga, s. f. Manica. La parte del ve- 
stito che cuopre il braccio. V. Manghi. 
Le maniche femminili più lavorate 
hanno 
BottÒB .... Bottoncini. 

Buff Sgonfi. 

Ciapòn .... Gangheri. 
Cusdura. • . . Cucitura. 

Filètt Nervetti. 

Listén .... Solino. 

Occ' Giro. 

Pezz liss. . . . Fascia. 
Sottpezz. . . . Manopola. 
Tachcli • • • . Occhielli* 

Que' degli uomini hanno 
Colem d' séra. . Bmnda esterna. 
Colem d' Bòtta. . Banda intema. 
Cusdùri .... Cuciture. 
Paramàn . . . Paramano. 
Scàlev .... Giro. 

Manga, s. f. T. de' Campan. Leva. 
Quella stanga assodata nel ceppo che 
serve a dar moto alle campane, sia 
colla corda, che colla mano. 

Manga, s. f. T. di Cart. Stanga. Quel 
palo che internato nei castello della 
vite del torchio, con un canapo del- 
Targanello dall'altra, serve a far gi- 
rare la vite stessa allorché si voglion 
premere i feltri. 

Manga, s. f. T. de' Mugn. Braccio. 
Quella stanga che attaccata superior- 
mente alla saracinesca serve per sol- 
levarla colla catena. 

Manga da crosoèul. T. degli Otton. 



MA 

Manopola s Guardamano. Qdel m 
cotolo di pelle della quale si vest 
braccio i' ottonajo ecc. nel manegg 
crogiuoli dì metallo fuso. 

Manga d'àsen, hànga d'birbòn e 
Mano d* asini. Mano di furfanti. 
Per dire una massa, un braccio, 
quantità indeterminata. 

Manga d' làder. Ladronaglla. 
fitta di briganti. 

Ln Manga d'gamìsa. In camiciuoi 
in cornicione t cioè in camicia 
più solo i calzoni. 

VÒN DALLA mXNGA LARGA. Un U 

facile, andante, corrente, che 
la guarda pel sottile. Dicesi — 
coscienza stretta — chi , oppostame 
scrupoleggia su tutto. 

Mangana, add. m. Manganato. Dicei 
panno passato al mangano. 

Manganadòr. s. m. Manganaro, Quegl 

lavora al mangano nelle gualchici 

Manganar, ati. Manganare. Dai 

lustro alle tele col mangano, ma 

giare. 

Manganèi. 8. m. p. T. degli Squer. ^ 
ghe. Travicelli che servono a sp 
gare le parti rotte o deboli di 
legni de' navicelli. 

Manganèli 8. f. pi. Manganelle. Le 
che affisse al muro de' cori de' 
giosi le quali mastiettate s'alzai 
si abbassano. 

Manganèll. 8. m. Randello. Bastone ( 
e grosso. 

Manganèll. s m. T. de' Tint. J 
za da accavigliare. Randello col q 
si accaviglia la seta sul parruc 
V. Cavia. 

Manganès. s. m. T. de' Velr. Manga: 
Quel minerale che anche si dice i 
magnesio. 

Mangàzz. s. m. Grosso e rozzo mai 
— Manicaccio. 

Mangàzza. s. f. Manicaccia. Peggioi 
manica. 

Mànghel. s. m. Màngano. Cassone p 
di pietre grossissime, mosso per f 
d'argani, sotto il quale si met 
le tele e i drappi avvolti in sui i 
bj per dar loro il lustro. — Tro 
-— Quei subbio o rullo su cui si 
volge il drappo che si vuol mangan 



MA 

DlR EL MiNCBEL. Manganare, Man" 
gareggiare. 
KÀifGHÉiii, Mangbétt. 8* m. ManieheUo, 

Manichino. Piccol manico. 
Hahghétt. 8. m. T. di Gart. Leva del 
verricello. La mazza imperniata nel 
Ycrricello che serve ad alzare le sa- 
racinesche dello spagliatore ( cotèsser ). 
ILifGBÉifVA, Manghétta. 8. f. Pìccola 

flianica. Manichina, manichetta. 
MiHGHi. ft. f pi. T. delle Sart. Maniche. 
V. Manga. 

Manghi a balòn. Maniche a gozzo, 
Maniciie larghe e gozzute tra il giro 
e il cubito. 

Màngbi a burlòn. Maniche a ruotoli. 
Sorta di maniche ornate di cilindruoli 
ruotoli di bambagia coperti di seta. 
. BfÀicGBi A CAMPANA. Maniche accam- 
panale. Strette nel giro e larghe verso 
il polso. 

ìliNCHi A cRàspi. Maniche arricciate. 
Quelle il cui drappo è tutto cucito a 
piegoline. 

Manghi a la capuzzén'na. Manicottoli. 
Quelle che sono larghe e ciondolano 
come quelle de* religiosi claustrali. 
MlNGHi CON I BùFP. Maniche strozzate. 
Maniche a sgonfi. 

Manghi da fra. T. de* Past. Fischietti, 
Cannelloni. Cannoncini corti e assai 



MA 



SS 



Manghi lissì. Maniche alla pretina. 
Quelle abbottonate strette alla mano. 

• COLL CH' EN VA IN BÙST VA IN MANGHI. 

Quello che non va nelle maniche, va 
ne' gheroni. Quello che non si con- 
suma in una cosa, si consuma nel* 
l'altra. 

Fàbs su il MÀNGUi. Rimboccare le 
wutniche. Sbracciarsi, scoprendo le 
braccia. Fig. — Snighittirsi, Far le 
sue lotte. - Far una cosa risolutamente. 

L'è UN ALTER PAR D* MÀNGBI. QuCStO 

è un altra mercanzia. Gli è un al- 
tro par di maniche. Modo che si usa 
quando si scopre star le cose diversa- 
mente da quello che dissero dapprima. 
YestI con il MÀNGBI. Abito ttnmafit- 
eolo^ cioè fornito di maniche. 
Mj^hua. s. f. T. d*Agr. Mangime. Dicesi 
per lo più di ciò che serve di pastura 
al betUaoK. 



Mància da calgàe. s. t Concia, Poi- 
vere di concia. La materia con cui sì 
conciano le pelli. — Bagno — dicesi 
il tenere i cuoi immollati nell'acqua 
cotta entro le trosqie per assaorirli. 
Prima mangia. T. de' Cuoj, Assaori" 
tura, lì primo bagno. 

Mangòn. s. m. Manicone* Manica grande. 
Mangòn. 8. m. Gran manico. 

Manoòn'na* s. f. Manicona. Manica grande. 

Mangòtt. s. m. Manopola. Soprammanica 
di tela roana o simile dal gomito in 
giù, la quale sogliono imbracciare gli 
speziali, i copisti e simili, per con- 
servar r abito e non logorarlo. 
Mangòtt. s. m. Manicotolo. Mezza- 
manica larga e ciondolante appiccata 
al vestito più per ornamento che pe» 
coprirsene le braccia. 

Mànguardia. V. Vanguardia. 

Manì. add. m. Ammanito. Posto in or* 
dine. 
Èsser manI. Essere a filo, cioè Pronto, 
preparato. 

Manìa, s. f. Mania. V. Matteria e Smania» 

Manicbén. s. m. T. dei Pìtt. Modello. 
(Vasari.) Quella figura di legno, ce- 
ra simile, le cui articolazioni e giun- 
ture delle membra sono snodate e 
possono piegarsi a piacimento del pit- 
tore per ritrarre atteggiamenti diffi- 
cili, e per disporre i panni. 

Manicbètt del canon. T. Mil. Delfini. 
V. Manigli. 

Manidòr. s. m. T. di Gart. Aspetto. 
Queir islrumento che serve a racco- 
gliere la carta. 

Manidòra. s. m. T. di Gart. Ammanitora. 
Donna o ragazza che nello spandìtojo 
della cartiera ammanisce e separa i 
fogli e li porge alla spanditora. 
Manidòra. s. f. T. de' Taroc. Scegli* 
trice. Colei che sceglie le earte ta- 
gliate e ne compone i mazzi. 

Maniera, add. m. T. di Pitt. Ammanie^ 
rato. Dipinto affettato che si scosta 
dal naturale e dal vero. 

Manifést. 8. m. Annunzio, Avviso. Quel 
foglio che si rende publìco per fare 
qualche invito o annunziare qualche 
opera. — Manifesto »- Relazione che 
fanno i ministri del publico -^ Car« 
tclla d'associazione ^ Cartellino in 



34 



ila 



' cui i soscrittori ad un opera mandano 
il proprio nome. — Programma — di- 

. cesi l'avviso che si manda in luce 

. per far conoscere un opera che si 
vuol slampare e alla quale cercansi 

- soscriltori. 

Mànìgli. s. f. pi. T. Mil. Maniglie, Del- 

. fini. Pezzi di metallo a foggia di ma- 
nichi che sono sopra i cannoni pres- 
so gli orecchioni. 

Manigòld. s. m. Manigoldo, Uomo di 
cuor feroce e ahietto. 

Mammàn. avv. Quasi, Pressoché. 

A J HO.MANiMÀN fnì. Ho pvessochè 
terminato. V. Manamàn. 

ManIli s. m. Maniglia, Y. Brazzalètt e 

• Smanili. 

Manìpol. 8. m. T. Eccles. Manipolo. Stri- 
scia di drappo .0 altro,, che tiene al 
braccio manco il sacerdote nei cele- 
brare la messa. 

Manipolahènt. s. f. Manipolazione. Il 

. manipolare. 

Manipolar, v, a. Manipolare, Lavorar 

. con mano. 

Mawìr. att. Ammanire, Preparare. Met- 
tere all'ordine, allestire. 
Manìr. V. a. Vestire, cioè mettere 
in dosso il vestimento. 

Manìr. att. T. di Salin. Allestire. 
Dare la seconda pulitura alle cottoje 
ed alle saline, dopo averle sfecciaie, 

. allorché si vogliono preparare a rice- 
vere r acqua concolla, che deve pro- 

. durre la cristallizzazione del sale. 
Manìr el. forno. T. di Ferr. Cari- 
care di vena. Empire il forno di mi- 
nerale e di carbone con relativo lon- 

< dente. 

. Manìr el lèti. Acconciare il letto. 
Disporlo per coricarvisi. 
Manìr el pìst. T. di Cart. Comporre 
il pesto. Sfiorarlo nel tino della finezza 
relativa alia carta che si vuol fabbri- 
care. 

t Manìr il tèli. T. degli Addobb. Ap- 
prestare i parati. Disporli in modo 
opportuno e in quantità sufficiente 
al luogo che sì vuole addobbare. 
Manìr un càvall. Bardare, Sellare 
un ca\?allo. 

Manìssa. s. f. Manicotto. V. Manìzza. 

Manivcla. s. f. T. Mil. Manis?ella. Quel 



MA 

ferro snodato che girando una vite 
pone in moto il letto di mira del 
cannone. 

Manìzza. s. f. Manicotto, Pelliccione fatto 
a foggia di goffo cilindro nel quale 
r inverno si tengon le mani per ri- 
pararle dal freddo. Quand'è dì pan* 
no di raso^ dìcesi Manichino. 

Manizzén. s. m. Manichino, Manichetlo, 
Rimbercio. Quella tela lina increspata 
in cui sogliono terminare le maniche 
della camicia, e che pende sui polsi 
delle mani per ornamento. 
Manizzén. s. m. Fig. Manette. 

Manòn Manòn'na. Manona. Gran mano. 
Mano grande. 

Manòn d' cànva, d' stòppa ecc. Ba- 
tuffo. Batuffolo. Stoppa, canapa. Uno 
od altro ravviluppato insieme senz* or<* 
dine. 

Manòpla. s f. Guardamano, Arnese onde 
alcuni lavoranti si coprono la mano 
acciochè possa resistere alla continua* 
zione del lavoro. In Toscana più oo<* 
munemente si dice Manopola, 

Manòpli. s. m. Monchini. Guanti per lo 
più di grosso pannolano con un dito 
pel pollice ed un altro larghissimo 
per tutte quattro le restanti dita del- 
la mano. Usasi ne' grandi freddi da' 
vetturali e da braccianti. 

Manopòli. s. m. Manopolio, Mani polio. 
Accordo che si fa, tra mercanti per 
incarire le mercanzie. Postura, deli- 
berazione segreta e fraudolenta fatta 
da pochi monopolisti per rincarare i 
viveri. Maneggio occulto vale Trama, 
raggiro fraudolento. 

Manoscrìtt. s. m. Manoscritto, Libro 
scritto a mano: se è antico Codice. 

Manòvra, s. f. T. Mil. Manovra, Evolw 
zione. Esercizio militare. 

Manovrar, att. T. Mil. Manovrare, Far 
le evoluzioni, gli esercizj militari. 

Màns. add. m. Ammansato, Ammansito, 
mansuefatto, mansueto, pacato. 
Gnìr màns. Ammansarsi. Ammansirsi, 
mansuefarsi, raddolcirsi, pacarsi. 

Mansiòn. s. f. Soprascritta, Soprascritto. 
Scritto che si pone sopra le lettere 
contenente il nome di quelli cui s' in- 
dirizzano. 

Mansionàri, s, m. T. Eccl. Mansionario. 



MA 

Cappellano di uo capitolo di canonici 
detto ne' (B. L.) Canonico eurqjolo. 

Mahsuètà. T. Furb. Pecora. 

MiiiT. s. m. Manto, Ammanto, Spezie 
di Testimento simile al mantello, u- 
sato or solo da* principi in occasione 
di gran gala. 

Martàyla. s. f. Cimasa. La parte supe- 
riore di no balaustro. 

MiRTècA. s. f. Manteca, Composizione 
che si fa con lardo mescbiandovi o- 
dori* Pomata, pasta cosmetica usata 
per amoiorbidir la pelle e per tener 
lìsci i capelli. 

MAirrECÀR o Mantechén. s. m. Profu- 
miere, Unguentario, colui che fab- 
brica manteche, pomate, ed altri un- 
guenti odoriferi. 

Mantecar, Dar la mantèca. Pro fu* 
mare. Unguentare. Dar profumi ed 
unguenti odorosi. 

Mantecar i sorbétt, i toròn ecc. Mar 
Bipolare i sorbetti, i torroni ecc. 

lUifTÈGN. .8. m. Bracciolo, Maniglia. 
Lavoro di legno o di ferro che usasi 
porre a' lati delie scale verso il muro 
per appoggio della mano di chi sale 
o scende. *- Ringhiera *- dicesi il 
riparo di ferro che si pone alla scala 
dove non è la muraglia: che s'è di 
pietra , dicesi più propr. — Balaustrata. 

MiNTÉL. V. sopra Mantègn. 

Mantél. s. m. T. di Vet. 3iantello. 
Si chiama mantello l'insieme dei peli 
e dei crini che ricoprono un animale, 
estendendo questa denominazione al 
colore e alle macchie particolari di 
esso. I più noti sono i seguenti: 



MA 



55 



MANTELLI DIVERSI 


DEI CAVALLL 


Dtèll argentén. ManUllo argentino. 


e baj . • 


e bajo. 


e balzàn • 


e balzano. 


e belafazia. 


e bellafaccia. 


e bianch . 


« . leardo. 


e bianch — 


€ bianco — 


sporch . 


sporco. 


e brusà. • 


e bruciato. 


e burlengh* 


e nevato. 


« gris . . 


€ - grigio. 


€ c càregh 


€ e cori' 



co. 



Man tèli gris ciàr . Mantello grigio chia- 




ro. 


e « ferr . t 


« ferro. 


« « scur 




stornèi!. < 


t e $curo 


e e lord . i 


i « tor^ 




dina. 


e isabela . < 


i isabella. 


€ lava slava i 


K lavato. 


« lupén lo- 




vén . . 


K lupino. 


€ macia — 




bianca . < 


e morfea. 


e macia . < 


K a specchiet- 


< macia d' 


ti. 


foèugh. i 


i fuocato. 


« morèl. . i 


i morello. 


e mosca. . 1 


e moscato. 


« piombén. i 


t grigio 




d' ardesia. 


« piv . . i 


i burellato. 


e pomlà . i 


e pomellato. 


€ pzà * . 1 


e pezzato 




burellato. 


e rubicàn • < 


t rabicano o 




rabicanti» 


e sfazzà. . i 


i sfacciato. 


< sorghén . < 


i soreino. 


< stia . . « 


stellato. 


e stornèll 




V. gristórd. 




« tigrà . . 1 


i tigrato. 


e zain . . i 


i zaino. 


€ zebra. , i 


e zebrato. 


e zùccher e 




canèla. < 


t ubero ofior 




di pesco, 




mille fiori. 


ff zuppa in 




t' el lati. i 


i zuppa di 



latte. 
V. per le definizioni gli addiettivi de' 
ricordati mantelli. 

Mantél del cavàl del vèscaev. T. di 
Vet. Mantello giajetto. Mantello nero 
di aspetto lucente analogo a quello 
del minerale che porta tal nome. 

Mantén. s. m. Tovagliolo. V. Tvajoèul. 

Màntes. s. m. T. di Mascal. Mantice. Y. 
Mànes. 

Mantgnìr. att. Mantenere, per Conser- 
vare, Alimentare, Kudrire. Far le 
spese. 



/ 



36 



MA 



Mantguìii la pàhòla. Attendere, Ob- 
servar ta promessa. 
Fàrs mantgnìh. Stare a posta i* uno. 
Ma prendesi in mala parte. ^ 
Mantgnìres. n. p. Mantenersi. Durare 
in un posto o in un proposito.* 
Mantgnìres da lor. Farsi le spese, 
MA?rrGNÌR£s 6ÀN. Durare in salute. 
Mantgnù. add. m. Mantenuto. Dal yerbo* 

Mantenere. 
Mantgnùda, 6. f« Druda. Che sta a po- 
sta d'uno. Scaglia (Berni. ) Dicesi 

— Concubina — se convive col dru- 
do. 

Mantìlu. s. f. Mantiglia, Sorta di or- 
namento od abito che portano le don- 
ne sulle spaile. 

Mantiliòn. s. fli. Mantiglione, Mantiglia 
grande. Per io più di calancà, tela 
indiana o simile ad uso delle meno 
doviziose. . . 

Mantòn. s. ni. Manette, Ferri con i quali 
si legano le mani dei, ditenuti giunte 
insieme. 

Mantòn d* un légn^ Bandellone, Gros- 
'sa spranga di ferro con maniglia, 
dov'entra il cignotne, che s'invita, 
s' inchioda sotto la pianta delle car- 
rozze e altri legni.. . 
Métter i mantòn. Ammanettare, Met- 
tere le manette. 

Mantrusà. add. m. Malmenato, Gual- 
cito. Piegato disacconciamente, e di- 
cesi, di abiti o sim. 

Mantrusàr. v. a. Mantrugiare. Branci- 
care^ stazzonare, gualcire. Malmenare 
checchessia scompostamente. 

Mantyàna. s. f. Balza, Imperiale, Ban- 
dinella. Quella parte del cortinaggio 
che sta pendente dal cielo: il falpalà 
che si pone in capo alle tende. 
Mantyàna da cesa. Padiglione. Quel- 
la ricca balza che rigira intomo agli 
archi ne' parati da chiesa. 
TlXr dla mantyàna. Palchetto. (Fior.) 
Asse o tclajo in cui sta fìtto il ferro 
nel quale s'infilano le campanelle 
delle cortine da finestre. 

Manùbri, s. m. Manubrio, Manico. 
Manùbri d* na saradùra. Gruccia, 6e 
a foggia di croce o di gruccia , ( fèria ) 

— Pallino — se a palla. 

Manùbri d' un zambòtt o b' na p6mpi. 



MA 

Menate^. Strumento col quale si 
mette in azione lo stantufo. 

Mandfàtt. s. m. Pescaja» Chiusa di muro 
a traverso i fiumi e i canali regolari 
per alzar l' acque e dar lora la caduta 
necessaria a qualche edifizio idraulico* 
^ Steccaja — se di legno. — Parapet- 
to, Spalletta — Trasporti di terra', 
palizzate, pali arrembati , sassaje e 
simili, che si fanno per difesa o ri^ 
paro dell'argine dalla parte oppikiU 
al fiume. 

Manutenziòn. s« f. Manotenzione , Ma* 
nutenzione. Sicurtà data per lo man- 
tenimento della cosa, per la sua eoa» 
servazione. 

Manyàl. s. ro. T. de' Fond. di Garatu 
Manuale. 11 libro che contiene i mo- 
delli de' vari caratteri da stampa. 

Manyànt. s. m. Facchino, Porta. Coloro 
che stan sulla piazza pronti a pre« 
stai>si per prezzo al servigio istanta- 
neo di chi li chiama, e segnatamcDte 
a portar pesi. — Mercenario »- dii 
cesi in genere chiunque serve a prezzo 
chichessia. 

Manvèla. 8. f. T. de' Carr. Chiavarda. 
Caviglia di ferro invitata nel regola- 
tore dell'ancora de' carrai, che tiene 
ferma la catena nel catello, intanto 
che si cerchiano le ruote. 

Mànz. 8. m. Manzo. Il bue destinato al 

macello, o macellato per uso di cibo. 

Mànz. 8. m. Carne di manzo o bo' 

vino. La carne del bue macellata. V. 

Taj. 

Manza, s. f. Giovenca. La femmina del 
bue che arrivata all'età di tre anni 
meno, non ha ancor partorito. 
Manza (z dolce) dla scòya. Span- 
nocchia. (Targ.) — Chioma — Le 
vette fili disposti a pennello della 
scopa granata. 

Manzàr. att. (z aspra). Maneggiare, 
Volger per mano ed anche reggere, 
amministrare, trattare una cosa ecc. 

Manzarén^na. s. f. Granatina, Granati^ 
no, Granatuzza. Mazzetto di scope 
con legame di ramicello di salice rr- 
fesso, ad uso di rammassare e spazzar 
la farina. V. anche Spolvrén'na. 

Manzarimàda. s. f. Granatala. Colpo di 
granatino. 



MA 

MiNZARObÈuL. s. ni. Granatino. Scopclla 
ad uso ootatanicole di rigovcraar le 
blovìglie. V. Mèlga rossa. 
MAfizAROÈUL. s. in. T. de' Setol. Jfa- 
nella. Manna di radici di sanguinella 
legate come un granatino ad una delle 
estremità, che si adopera come spaz- 
zola. 

MAKZiRoéuL. s. m. T. de* F. Ferr. 
Spruzzalojo. Quel granatino o simile 
col quale si spruzza l'acqua sui car- 
boni della fucina per concentrare il 
calore sul ferro che si bolle. 

MiNzéN. add. m. Mancino. Che adopera 
naturalmente la sinistra mano in cam- 
bio della destra. 

Manzén. add. m. T. di Vet. Mancino» 
Dicesi quel cavallo o quel bue che 
ha la punta del piede ripiegata al- 
l' infuori. 

Drìtt e manzén. Ambidestro, Manci- 
nomandritlo. Che adopera indistinta- 
meDte l'una o l'altra mano. Chi usa 
solo la mano diritta si dice — Man- 
ritto. 

MiNzoÉuL. ». m. Brado. Il parto della 
vacca persino all'età in cui sia do- 
mato. Però diccsi meglio — Vitellino 
— appena nato. — Vitello o Latton" 
zo — finché poppa. Quando ha pas- 
sato Fanno dicesi — Sopranno <— e 
ira il primo ed il secondo anno di* 
nssi — Biracchio — poi sino al quarto 
è — Giovenco — ben cresciuto e do- 
mato è — Bue — destinato al macello 
G »- 3fanzo. 

Ni!izoÉiJLA. s f. Giovenca, Manzotta. 
La vitella adulta destinata a figliare. 
V. Manzoèul. 

Mi2izoLÀM. s. m. Bradume, Branco di 
vitelli. 

Manzolén. s. m. Vitello, Vitelletlo, Vi- 
tellino. V. Manzoèul. 

Xanzòh. s. m. Manzo bracato. Se grosso 
per ingrassamento come i pasquali. 
«— Graa manzo — se grosso «li forme. 

MlPA. s. f. Pianta, Disegno. Figura d'un 
edifizio, delineamento d'una campa- 
gna ecc. 
Màpa da uss, da FìNestri ecc. Ban- 
della. V. Piana. 

Mapadòr. s. m. Disegnatore, Geometra. 
Che fa piante e disegni. V. Perit. 



MA 



37 



Mapadùra^ s f. Planimelria. 

Mapauònd. s. m Mappamondo. Carti) o 
globo nel quale è descritto il mondo. 

Mapèll. 8. m. Strepito, Schiamazzo, 
Tumulto. 

Far del mapèll. Schiamazzare. Far 
baccano, ed anche — Tumultuare. 

Mapétta. s. f. Schizzo. Piccolo disegno 
di una casa o di un fondo. 

Mar. s. m. Mare. Essendo noi mediter- 
ranei poche voci abbiamo relative al 
mare e le più usate per induzione o 
figuratamente. Dicesi — Oceano — 
r universal congregamento delie acque. 

— Pelago — la profondità del mare. 

— Arcipelago — un vasto tratto di 
mare interrotto da molte isole. V. Port. 

Mar. Fig. Gran copia* 

Mar in roràsca. Mare fremente. Im- 
perversato. Dicesi <^ Grosso — quando 
è gonfio per tempesta o per flusso e 
riflusso. 

Mar in calma. Mare smacatissimo , 
cioè in somma tranquilla. 

Mar sènza fònd. Profbndigorgo. 

Andar in alt mar. Pigliar V alto. Av- 
vanzarsi dentro mare. Correre il mare. 

Andar per mar. Navigare. Andare 
per mare. — Navigare a golfo lan- 
ciato, — vale Navigare per linea ret- 
ta. — Andar terra terra, o marina 
marina, ^^ dicesi il Navigare lungo 
la spiaggia. 

Armóa dal mar. Fremito, Mugghia- 
mento. — Mugghiare — dicesi quando 
il mare è in tempesta. — Romoreg- 
giare — allorché le onde ribattono 
il lido. — Rubbolare — il romoreg- 
giamento che fa la marina quando si 
vuol sollevare la tempesta. — Scroscio 

— il rumore che fa nel rompere in 
uno scoglio. 

Buttar in mar. Far getto. Librare. 
Gittar in mare le robe che sono obi 
naviglio per alleggerirlo nelle fortune. 
«— Mazzcrare — Vale gitlar l'uomo 
in mare legato con un sasso al collo. 

Èsser in t'ùn mar d'misèrj. Essere 
in un mar di miserie 
miserie grandi. 

Far mar e magna. Idiot. Lai. Far mari 
e monti. Far V impossibile. Fare il 
più che si può. 



Trovarsi^ in 



38 



MA 



Onda d' mar. MarosOj Cavallone, 
Ondala. Fiotta di mare. Y. Oada e 
Ondàda. 

S'ciùMA D* mXr. Pecorella. La schiuma 
bianca che si forma dal rompersi del- 
Tonde, quando il mare è agitato. 
ViÀz PER MAR. Rolla Rombo, e 
così — Far rotta — Tenere un cam- 
mino. — Navigare, Dirottare — Al- 
lontanarsi dal suo cammino. 
Zercàr yòn per mar e per tèra. CeV' 
car uno per mare e per terra. Fio- 
rentinismo che vale cercar uno con 
ogni maggior cura e in ogni luogo. 

Marabù, s. m. T. delle Crest. Piumino, 
Cosi chiamasi ogni penna d' ornamento 
che abbia folta e fine la piuma sicché 
non apparisca la costola come nella 
piuma della Marabù dell'India, ossia 
della Cicogna a sacco o Ardea Argala, 
Lath. 

Marachéla. 8. f. Marachella, Colpa non 
piccola. Scappatella Erroruccio, Fallo. 

Marafòn. s. m. T. de* Navic. Mata/poni. 
Trecce di sfilarza dette anche trincile, 
che passano negli occhielli della testa 
d'ogni vela, per inferirla al pennone 
o antenna. 

Maràgn. s. m. V. del^Cont^Érre^rna. V. 
Pignòn. 

Maràgna. 9. f. T. d' Agr. Nasello. Stru- 
mento di ferro a forma di tanaglia 
che si adatta alle narici de' bovi per 
tenerli in freno. 

Maràja. s. f. T. Furb. Lite', Alterco, 
Rissa. 

A gh'è marXja. M. Furb. All' erta. 
Frase con cui nelle carceri si avvisa 
il sopravvenire di un autorità. 

Marahàu. Micco Micco, Miau Miau. 
Voce tra noi imitativa del miagolar 
de' gatti che si usa anche in signifi- 
cato di Non mi ci cogli. Non me la 
ficchi e simili. V. Maramèo. 
Marahàu a t'ho plucà. micino io 
t'ho acciuffato. Modo col quale la 
plebe intende schernire i mangiagatti. 

Maramèo! Canchero: Gatti gatti/ Zucche 
fritte/ Espressione di maraviglia, e 
si dice anche per Non mai. La sba- 
gli, e sim. come in Maramàu Y. 

Marangòn. s. m. T. de' Squer. Remaio. 
Colui che fa i remi. Y. Maringòn. 



MA 

Marasca, s. f. T. Bot. Ciliegia Ager 
Yarietà di ciliegia adoperata per 
rosoli! e specialmente l'amainscl 
Credo sia il frutto del Prunus cer 
acliana di Linn. 
Maraschén. s. m. T. de' Liquor. Am 
schino. Rosolio delicatissimo che 
il sapore dell'amarasca. — Marascl 
Maravìa. s. f. Maraviglia. Il primo 
di chi è in vista dì cosa ammin 
intende cosa sorprendente. 

Maravìa che. Or non mi fa mi 
viglia che, come nel seguente eseni 

Cmé stal lu? L'è maU — Maf 
ch'el ne gnu. — Come sta egli^ 
E malato — Or non mi fa mai 
glia se non è venuto. 

A mabayìa. a maraviglia. Otti 
mente, perfettamente. 

Esser 'na maravìa. Essere una 
raviglia. Dicesi di cosa che pei 
sua bellezza faccia maravigliare. 

Far maravìa. Sorprendere. Y. d' 
Cagionare ammirazione. 

Fars maravìa Maravigliarsi. 1 
maraviglia. 
Maravìli. s. m. T. Bot. Gelsomin 
notte, oppure — Gelsomini dì I 
nolle. — Mirabilis lalapa di I 
Fiori che si apron al soppravvc 
della sera, e si chiudono al riapp] 
del giorno. 

Far dil maravìli Far le stimati 
le stimile* Maravigliarsi alzandc 
mani. 
Maràzz. s. m. T. de' Macell. Mam 
Lo strumento col quale il beccajo 
pezza le carni sui ceppo. 

Maràzz. s. m. T. degli Squer. A 
najetta. Sorta di ascia cosi detta 
la sua forma simile alla mannaja 

Tajà zo con el maràzz. Diroz 
col piccone. Dicesi di persona o 
malfatta. 
Maràzza. s. f. T. d' Agr. Segolo^ Peni 
Strumento di ferro adunco versi 
punta e tagliente, con manico di 
gno che serve a potar le viti. Y. 
che Podaja. 
Marazzàda. s. f. Pennatata. Colpe 
pennato. — Mannajata — v. di 
Colpo di mannaja. 
Marazzoèul. s. m. T. d' Agr. Mann 



MA 

$e, Mannajetta. Piccola raannaja eoo 
]a lama quadrilatera e corto manico 
di legno che usasi per scapezzare gli 
alberi. V. Maràzza 
Xàica. s. f. Marca. Contrassegno, mar- 
chio. 

Hàrcà. 8. f. T. di Gacc. Canizza, 
Bociumento. Lo squittire del cane 
dietro la fiera. 

Marca, s. f. T. di Cart. Filigrana. 
Contrassegno ciferato che nella forma 
da carta ha la traccia del nome del 
carlajo. 

Marca, s. f. T. Furb. Moglie. 

Marca da zugàr. Brincolo? V. Màrchi. 

Marca ola biancarIa. PuntiscriUo. 
Quel segno fatto con lettere dell'ai- 
febeto, che si mette su dei paonilini 
per dinotare il loro padrone. Con vo- 
ci più moderne diccsi — Marca — > 
Contrassegno. 
Xaicà. add. ro. Marcato, Marchiato. 

Segnato o Segnalato. V. Mercè. 
MiiCADÓR. s. m* Marchiatore. Chi 'mar- 
diia apponendo il marchio o come 
che sia. 

Marcàdòr. 8. m. T. di Cacc. Vedetta. 
Quel cacciatore o altro che si appiatta 
per scoprire la preda e avvertire i 
compagni della mossa della selvaggina. 

Marcadòr da balòn. Segnatore. Chi nel 
giuoco del pallone segna le cacce. 

Marcadòr da biliàrd. . Pallajo. La 
persona che ne' pubKci luoghi allesti- 
sce il biliardo, dà le palle ai giuoca- 
torì, né segna i punti e le partite, 
risolve i dubbi e ne compone le contese. 
Maecadóra da biliàrd. Cartella. Asse 
con numeri dipinti e pallottoline co- 
lorate per notare i punti al giuoco 
del biliardo. Quella che si tiene in 
mano per lo stesso fine dicesi — Car- 
tellina. 
MaicadOra. 8. f. Marcatura. V. di reg. 

Segnatura. 
Maicìnt. Y. Mercànt. 
Kabcartòiii. Marcantonio. Nome proprio. 

Un BELL TÒCCH D* MaRGANTÒAI O MàR- 

cAifTONiA. Una bella tacca d'uomo; 
Una bella tacca di donna. 
MàBCAPONT. s. m. T. de' Calzol. e Sell. 
Girellino. Ferro con roteila dentala | 
colla quale calcando tra il guardone 



MA 



39 



e la suola, o altro cuoio, si impronta- 
no i segui del puulo Ouito. 
Maucàr. alt. Segnare. Contraddistiuguere 
con uu segno , Marcate. Fig. — Porre 
tra i sospetti. 

Marcar, alt* Avs^ertire. Scorgere uno 
uua cosa. — Notare — vaie con- 
siderare r oggetto che e' interessa, con 
attenzione e come fa chi prende nota. 

MarcXr. V. a. T. di Cacc. Sodare^ 
Canizzare. Squittire i cani dietro la 
fiera. 

Marcar, alt. T. di Giuoc. Segnare, 
Scris^ere i punti 

Marcar dil mezi paràdi. T. d'Equit. 
Rendere la mano. Movimento che si 
fa abbassando la mano della briglia 
per addolcire o liberare le barre dal 
senso del morso. 

Marcar la biancarìa. Fare il punii» 
scritto. Marcare. 

Marcar 'na mèza fermada. T. dì Equit. 
Marcare una mezza fermata. Ritrarre 
la mano della briglia per ritenere e 
sostenere il davanti di un ca\allo che 
s'appoggia sul morso, o quando si 
vuole ricondurlo o raccoglierlo. 

Marcar o bollar il msùrl- Segnare. 
Notar le misure di qualunque sorla, 
contrassegnandole per giuste con piom- 
bo, fuoco simili. 
Màrce Marco. Nome proprio. 

March, s. m. Marco. Marchio, im- 
pressione, contrassegno. V. Marca e 
Màrchi. 

March da stadèra. Romano, Piom- 
bino. Sagoma. li contrappeso delia 
stadera, che scorre di qua e di là 
dello stilo, e per cui si ragguagliano 
i pesi quando sta fermo. Y. Pésa. 

March da rimesca. T. de' Slader. 
Marco. Quelle sagome slabili che si 
appiccano all' estremità dello stile del- 
la stadera le quali duplicaiio, tripli- 
cano , ecc. il peso segnato dal romauo. 
San march per forza. A proprio 
marcio dispetto, A marcia foiza. 
Forzatissimamente. 
Màrcbès. 8. m. Marchese. Titolo di si- 
gnoria. — Marchesino — dimiitut. 
Marchès. s. m* Ricorsi, Colende. V. 
Cors. 
Marchès. s. m. T. Furb. Mese, la 



40 



MA 



genere, ma ciascuno va poi distinto 
con un aggiunto jonadattico speciale 
come per es. 

Marchès del lenzór. T. Furb. Gen- 
najo. 

Marchés del scajòs. T. Furb. Feb- 
brajo. 

Marchès del zervànt. T. Furb. Marzo. 

Marchès del cornànt. T. Furb. Aprile. 

Marchès del pivàster T. Furb. Maggio. 

Marchès del rovèrso.T. Furb. Giugno. 

Marchès del possènt. T. Furb. Luglio. 

Marchès del zerciós. T. Furb. Agosto. 

Marchès dla giostX* T. Furb. Set- 
tembre. 

Marchès del tosgòs. T. Furb. Ottobre. 

Marchès deI frizzInt. T. Furb. No- 
vetnbre. 

Marchès del ben nassù. T. Furb. Di- 
eefnbre. 
Marchésa, s. f. Marchesa, Marchesina 
Marchètt. 8. m. Ferlino. Spezie di mo- 
neta fatta di piombo, stampata per 

10 più da un lato solo, che si dà ai 
lavoranti nelle grandi fabbriche per 
contrassegno de* materiali eh' essi tra- 
sportano* Chi è delegato a darli di- 
cesi — Ferlinante. 

Marchètt. s. m. Soldo veneto. Antico 
soldo della Repubblica Veneta. 

Màrchl s. f. pi. T. di Vet. Marche dei 
cavalli. Cosi chiamansi quei segni o 
quegli stemmi che si osservano alla 
coscia alla spalla che spesso ne in- 
dicano il proprietario della razza. 
Màrchi da zugàr. Gettoni, Pisce. Quat- 
triuoli, quarteruoli. Spezie di monete 
medaglie che servono per far cal- 
coli e spezialmente per giuocare. — 
Brincoli — Segni di cui si servono i 
giuocatori in vece di danaro. 

MarghitXH A. 8. VZambraeca, Berghinella. 
Donnaccia. 

Màrcia. 8. f. T. Mil. Marciata, Marcia. 

11 marciar de' soldati e il suono delle 
bande che li accompagna.' 

Màrcia da cuìr. T. de' Galzett. Calcole. 
Quelle che dan moto al tamburo e 
fan scorrer sulle onde il notolino del 
bilanciere. 

Màrcia per pressar. T. de' Calzett. 
Calcolino. Quella calcola di mezzo nel 
telajo da calze che per mezzo dell' un- 



MA 

cino o esse della pressa abbassi 
sbarra degli aghi. 

Màrcia via. Va via. — Vatti eoo '. 
o va al diavolo, alla malora, e sii 

A xÀRCiA SFòRZADA. A gran gion 
— Sforzar le marcie, — vale Rad 
piare, ed anche triplicare le marcie 
dinarie. 
Mabciapiè. s. m. Marciapiede. Lo sf 
d' una strada o d' un ponte dove p 
chi è a piedi senza essere incorno 
da carri, carrozze e simili. 
Marciar, att. T. Mil. Marciare, U e 
minare degli eserciti e de' soldati 

Marciar, att. Camminare. Anc 
V. Andar. 

Marciar in giàgia. Andar co' fioa 
Andar co' fiocchi e co' festoni, 
con ogni maggiore sontuosità. 
Marcòn. T. Furb. Marito. 
Marcòn'na. V. del Gont. Nome gene 
con cui si accenna una disgrazia < 
lunque altrui sopraggiunta, come 
per ironia si dicesse — Una buon; 
quale dai seguenti esempj. 

GiAPÀR 'na marcòn'na. Pigliarne 
buona. Sottintendendosi , second 
casi, — dirotta — ( Man d' algui 
— scarmana — ( riscaldaziòn ), 
vero — lue — (pésta), o — si 
fitta — (battosta), o cheechè alt 

GUPÀR NA marcòn'na PER VÙNA. 

ber tonarsi. Intabaccarsi. Pigliar 

morbo amoroso, innamorarsi. 
Marcòr. s. m. T. degli Oriv. Livellai 

Strumento proprio a porre a lii 

i pezzi deli' orivolo. 
Marcsèn. s. m. Gentildonna jo. Di 

scherz. di colui che ama di trat 

colle gentildonne. 
Marcsètta. s. f. Marcassite o Pirite n, 

ziale. Nome che si dà ai ferri | 

tosi sulfurati gialli d'un color 

rato schietto, capaci d'esser taglia 

puliti e adoperati come cose d'oi 

mento. 
Marémma, s. f. Maremma. Gampa 

vicina al mare. 
Marèn. 8. m. Marino, Sorta di vei 

ed è quello che a noi viene di V( 

il mare. 
Far marèn. Spirar marino. V. S 

rÌDùrs. 



MA 

Marèaga. 8. f. T. ile' ConL Spumiim 
bianca ripiena. Sorta dì marzapane 
che SI eiapie nel mezzo di crema 
squisita. É la Meringue de' Frane. 

Mabéngh. 8. m. Napoleone d'oro. V. 
Marìnghén. 

SliRèNGO. 8. m. Marengo, Bigiecio. Sorta 
di color di panno nericcio sparso di 
pelazzl bianchi simile al grigiofcrro. 

lUiite^NA. s. f. Marina, Costa di mare. 
Tutto ciò che appartiene al servigio 
di mare, sia per la navigazione, come 
per la costruzione, T amministrazione 
sim. dicesi meglio — Marineria. 
Marà!i*iìà. 8. f. per Armata, Flotta. 
V. Flòla. 

Marén'na. s. f. T. Bot. Ciriegio ama* 
rino. La pianta che produce la — 
Ciriegia amarina -« o forse meglio il 
Cerasus viseiola del Gallesio, perchè 
parmi indubitabile che la nostra 
Amarina sia il tipo della specie dei 
viscloJi. 

3fARéN*NA. s. f. T. de' Pitt. Marina. 
Dipintura rappresentante una veduta 
di mare. 

MiRpisA» 8. f. Sninfia. Donna affettata- 
mente attillata ed anche brutta. 

Margarìta. V. Margarilta. 

Margaritàr. alt. T. de' Cooc. Palmel- 
lare Ripassare il cojame colla pal- 
mella per rammorbidirlo. 

Margaritén. Margheriluccia. Nome pro- 
prio veszeggistivo di Margherita. 
Margaritén. s. m. T. Bot. Marghe- 
fila. Margheritina. Sorta di fioretto 
bianco variegato di più colori, che 
cresce io ogni luogo verso il tempo 
di Pasqua. É il più bell'ornamento 
della natura campestre ed è il primo 
a fiorire in primavera. Tramontando 
coprendosi di nubi il sole esso fiore 
si chiude. É il Bellis perennis di Linn. 
Margaritén d' veder. Margheritine. 
Piccoli globetti di vetro di più colori, 
de' quali si fanno vezzi e altri orna- 
menti femminili. 
Margaritén dóppi. T.Bot. V. Ricottén. 

Nargarìtta. Margherita. Nonàe proprio 
di donna. V. Ghitta. 
Margarìtta. s. f. T. de' Conc. Pal- 
mella* Specie di piallaccio di legno 
«"^«ato e addentellato che si fa scor- 



Mà 



41 



rere sulle cuoja per darle pieghevo- 
lezza e grana. 

Hargarittòn. s. m. T. Bot. Maraheritina 
doppia. Varietà di margheritine che 
è coltivata ne' giardini. É detta Ly» 
chnis flos cuculi flore pieno da Linn. 

Màrgin. s. m. Margine. V. Màrzen. 

Margina, add. m. Marginato* 

Marginar, att. T. de' Tip. Porre le mar» 
gini. 

Marginar, att. Immarginare. Scrivere 
in margine. 

Margòta. s. f. T. d' Agr. Margotta. Sorta 
d'innesto o meglio di propagine che 
dicesi anche add. — A capogatto. 

Margottar, att. T. d'Aar. Margottare. 
Maniera d'innestare le piante e di 
propaginarle a capogatto. 

Margottén. s. m. T. d' Agr. Ladroncello. 
Margotta che si fa sotterrando un ramo 
senza incìderlo onde butti da sé sen- 
z'ajuto d'incisione. 

Mari. s. m. Marito. 

Mari. s. m. Scaldino. V. Maridco. 
Marì d' dov mojéri. Bigamo o Bi- 
gamo. 
Aver voéuja d' marì. Uccellare a 
marito. 

Da marì. Maritanda, Nubile. E di- 
cesi di donna fatta in età da marito. 
El dolor del mari. Il duol del go- 
mito, che i toscani dicono .— . il duol 
della moglie, — che passa presto. 

Maridì. add. m. Maritato» Ammogliato, 
Conjugato. 

Marida, add. di minestre miste. — 
Lasagne maritate — Zuppa maritata 
— Ceci, fagiuoli, piselli ecc. maritati. 

Maridàr. att. Maritare. Dar marito alle 
femmine.. — Ammogliare — Dar 
moglie. 

MaridAr. att. Fig. Maritare, Inter- 
zare. Mescolare più cose insieme. Con- 
giugnere tra loro cose disparate. 
MaridAr il parpAj. T. de' Bigatt. 
Accoppiar le farfalle. Trattarle con- 
venientemente per aver seme da bachi. 
Da maridAr. Scapolo. — Chi è Libero, 
Smogliato, — dicesi de' garzoni. — 
Zitella, Nubile, — di femmina. 

Maridàres. n. p. Maritarsi, Accasarsi. 
-^ Andar a marito, «^ dicesi delle 
donne. — Ammogliarsi, Pigliar mo- 



42 



MA 



glie, Menar donna, — ditesi degli 
uomini. 
Maridén. s. m. (dallo Spago. Blaridìllo) 

— Laveggio, — Veggio. — Volg. 

— Cieeia. Vasetto di terra cotta Tatto 
a guisa di pentola, ma col manico simi- 
le alla mezzina, ( broca ) nel quale si 
mette fuoco per riscaldarsi le mani. 

— Caldanino — Scaldino — dicesi 
lo stesso arnese se è di metallo. — 
Cassetta — se coperta di legno per 
tenervi su i piedi ad uso di scalda- 
piedi di stufetta. 

^UniDòzz. s. m. Mogliazzo, Maritaggio. 
Matrimouio, nozze rusticane. Fig. — 
Intriso, — Mistura, — Miscuglio di 
^arie cose. 

3Iarìli TUHCHéN. T. Bot. Amarillide tur- 
china. Pianta bulbosa con fiori tur- 
cbini in ombrella cbe è V Agapanlhus 

. unibeltattAS di Linn. 

Marina, add. m* Marinato. E dicesi di 
pesce ed altro che si conserva e in- 
sala C4)n aceto. 

Marixàda. s. f. Diamarinata. Acqua fat- 
ta con la conserva di amarlne. 

Marinar, s. m. Marinajo, Mariniere. 
Nome generico d'ogni guidator di 
nave in mare. Ma propr. — Marino — 
è uomo al servigio della manna. — 
..- Marangone, Palombaro, — uomo 
che tuffandosi ripesca le cose cadute \ 
in mare, e acconcia qualche rottura 
delle navi. Dicesi inoltre — Bosmano, 

— chi ha cura delle gomene, delle 
manovre, delle ancore, ecc. — Bot- 
tajo, — quello che attende alle botti 
d'acqua, di vino^ di biscotto e di car- 
ne. — - Calafato, colui che ha cura di 
ristoppar le navi. — Gabbiere, — co- 
lui che attende alla gabbia d'una 
nave e veglia a scoprir di lontano ciò 
cbe può interessare al proprio legno. 

— Maestro d'ascia, — il marinajo 
cbe ha cura del corpo della nave e 
degli alberi. — Maestro di vele, — 
chiamasi chi le conserva, rattoppa o 
altro ad un bisogno. — Mozzo, — - 
il ragazzo cbe serve ne' più umili uf- 
fici le persone cbe sono in una nave. 

— Nocchiere, — colui che dirige il 
tiniojie della nave. — Piloto, — il 
guidator della nave. 



MA 

Marikàr. 8. m. T. de' Nav. del 
Mavieeltajo. Quel navalestro cbe 
duce persone e merci lungo o 
verso il fiume. 

Marinar. atL Marinare, Metter 
ceto sul pesce fritto o sopra altri 
per conservarli. 

MARiNGHéN. 8. m. Napoleone d'«r< 
Pezzo da 30 franchi in genere. — 
rengbino — dicesi in volg. Ital. 
Pezzo da 20 franchi fatto battere 
i.^ Console l'anno IX. col n 
V Italie deUvree a Marengo, on 
sai raro. 

Maringòh. 8. m. Legnaiuolo, FaUgn 
Artefice che lavora di legname, e • 
cosi assol. intendesi di quadro, 
il prospetto delle voci ad esso rei 
meno quelle poche più partic 
mente spettanti al carrozzajo. 



OPERAZIONI 


DEL LEGNAIUOLO. 


Arbàtter. . . 


• Ribadire. 


Arfénder . . 


. Fendere, Rifen 


Battr il cornisi 


. Scorniciare. 


Comètter . . 


. Commettere, 




stare. 


Desfar • . . 


. Scommettere, S 




mezzore. 


Desgrossar . . 


. Barlotlare. 


Dsarbàtter . . 


. Disbadire. 


Far il piaghi . 


. Far le camere 


Far il quadratura Lavorar di qm 
Far la strada a la 


resga . . . 


. Allicciare la s 


Imbussiar • . 


. Mastiettare, 


Immorsar . . 


. Immorsare. 


Impilar • . . 


. Attorrare. 


Implizzar . • 
Incastrar • . 


. Impiallacciare 
• Incastrare. 


Incioldar • . 


. Inchiodare, Ce 




care. 


Incoiar . . . 


. Incollare. 


Iiicrosar. . . 


. Incrociare. 


Insprocar .. . 


. Infilzar con isj 
chi. 


Intajolar. . • 
Lustrar . . . 


. Rinverzare. 
. Lustrare. 


Mcttr iosémma 


. Calettare. 


Plolar . . •. 


. Piallare. 


Pomsar . • . 


. Appomieiare, 



MA 

Preparar el lavòr. Disporre il Ugna" 
me. 



MA 



45 



Raspar • • . . 

Resgar . • . • 

Segrolar. • . . 

Sgoar i pezz • • 

Smussar. • • , 

Spizzar . • . • 

Sluccar • • • . 

Tirar a séra . . 

Toéur via il testi. 

Traversar . . . 

Vernisar. • • . 

ZoQtar . • . . 



il le- 



Raspare. 
Segare. 
Asciare, 
Scompartire 

gname. 
Smussare. 
Augnare. 
Stuccare» 
Lustrare a cera. 
Ragguagliare i ma- 

dieri. 
Intraversare. 
Verniciare. 
Calettare a schisa. 



STRUMENTI 
DEL LEGNAJUOLO. 



AIgnàzz • 
ArGndroèuIa 
Rancai . 

* Ranch . 

Rastòii • 

Rastonètt 

Rodén • 

Rrazz. • 

Rrunidór 

Cagna • 

Caldaròn 

Cassài • 

Cavalètt . 
*Cavalèta. 

Clava. • 

Compàss. 

Cordòn . 

Crosoèul. 

Forzèla . 

Forzèll . 

Cambra . 

Gòlft . . 

Góla arversa 

Golétta . 

Gorsò. . 

Gassa • 

Incaster . 

Lamòn • 

Lésna. . 

Martèll . 

Mazzoèul 

Mensa . 



. Ceppo da ugnare^ 
. Sega da rifendere. 

• Impiallacciatojo^ 

Guida* 

• Pancone. 

• Bastone. 

. Bastoncino. 

. Guscetta. 

. Braccio snodato. 

. Brunitoio. 

. Cane. 

. Goletta. 

. Cocehiumatojo 

. Trespolo. 

. Morsa. 

. Licciaiuola. 

. Compasso. 

. Bastoncino. 

. Coccio di crogiuolo. 

. Forcella. 

. Cordone. 

. Pie di porco. 

. Intavolato. 

. Croia rovescia. 

. Goletta. 

. Guscetta. 

. Sguscio. 

• Incorsatojo. 
. Saracco. 

. Lesina ritta. 

. Martello. 

. Mazzuolo. 

. Verrina, Menarola 



Mè8*cia dia cola 

* Morsa • 
Morseti . 
Pela d' pèss. 
Pettnèll . 

* Piola . . 
Piola arsana 
Piolètt . 
Pòmsa . 
Pònta . 
Pontiroèul 
Rabodénn 

^Raffètl . 
Raspa • 
Raspén . 

* Resga . 
Resghén. 
Riga . . 
Sajètta . 
Scarpèll . 
Scofitén'na 
Segroèul 
Sgorbia . 
Sgrossén. 
Sisò . . 
Spizzadòr 

V. AIgnàzz. 
Spnàcc' . . 
Spondroèula 
Spontòn. • 
Squàder. • 
Squàder fals 
Squàder zopp 
Strasguàrd 
Teriàngol 
Tervèla . 
Tervlén • 

* Ton^ja . 
Viadana . 
Zampén . 
Zapètta . 



. Tegghia. 
. Sergente. 
. Morsetto. 

• Pelle di can marino 
. Gattuccio. 

. Pialla. 
. Cagnaceia. 
. Pialletto. 
. Pomice. 
. Segnatojo. 
. Cacciatola, Spina. 
. Graffiatolo^ Rabat- 
tino. 
. Graffietto. 
. Rasiera. 
. Ingordina. 
. Sega. 

• Sega da volgere. 
. Riga. 

. Saetta. 
. Scarpello, 
. Scuffina^ Raspa. 
. Ascia, Asce. 

• Sgorbia. 

. Barlotta. 

• Pedano, 



Vgnetto. 

Sponderuola. 

Foratojo. 

Squadra. 

Calandrino. 

Pifferelh. 

Traguardi. 

Triangolo. 

Trivella. 

Succhiello. 

Tanaglia. 

Badile. 

Barletto. 

Ascella torta. 



COSE PRINCIPALI 
ATTINENTI AL LEGNAJUOLO. 



Assam . 
Assòn . 
Cantèr . 
Cantinèli 
Còdga . 
Cola . . 
Insèmma 



Assi. 

Panconi. 
Correnti. 
Corretìtini. 
Piallaccio, Scia^^ero 
Colla forte. 
Calettatura. 



44 



MA 



Lastri da implizzar 
Mf^' assi . 
Mezz' cantèr 
Mobil. . . 
Quartanèli . 
Rizz . . . 
Sarandi . . 
Scurladùri . 
Siga dia piola 
Sprocch . . 
Slucch . . 
Terzanèli . 
Travètt . . 
Maringòn da 



Piallacci, 

Mezz' asse. 

Palanche, 

Mobili. 

Quartine?. 

Truccioli. 
• Chiudende. 
. Mozziconi. 
. Balzi. 

. Pernii, Slecchi. 
. Stucco, Mastice. 
. Terzine? 
. Piane. 
BÒTTI. Bottajo. Quello 



che fa racconcia le botti il qaale 
da noi è spesso anche un Legnajuolo 
di quadro. 

Marikgòn da carr. Carrajo. — Car- 
radore, — Carpentiere. — Maestro 
di far carri. V. sotto. 

Maringòn da carozzi. Carrozzojo. 
Artefice che lavora le carrozza-. Gii 
strumenti ad esso attinenti diversi da 
quelli del legnajuolo di quadro sono: 
Cagna .... Cane. 
Cavali .... Trespolo. 
Ciava da Tocc . Maniglia. 
Ciava inglésa . . Chiave inglese. 
Cortei! dai du ma- 

negh .... Coltello a petto. 
Guida da razz. . Randa. 

GaRZÒN GIÒVEN da HARINGÒN, MA- 
RINGÒN DA strapAzz. Marangone. Gar- 
zone di legnajuolo, che lavora per 
opera quando in una bottega e quando 
in un* altra a tanto il giorno e non 
fermo in una bottega a salario. 

MaringoNerìa. s. f. Arte del falegname. 
Noi diciamo, per esempio: 

Chi a gh*é tutta la haringonerìa, 
allorché vegliamo molti falegnami u- 
niti, e vogliam dire che c'è tutta 
Tarte, cioè quanti compongono quel- 
l'arte, rìsguardando al bellissimo uso, 
cessato da noi, non si sa perchè, di 
far d'ogni arte, un corpo che avesse 
le magistrature create in suo seno. 

Marìnos Marinòs. s. m. T. di Zool. 
Merinos. Razza distinta di pecore spa- 
gnuole di alta statura, la cui lana 
serve a fabbricare le stoffe dette Mc' 
rinos. 

MarinzXna. s. f. T. Bot. Melanzana, se 



HA 

bianca. — Pctronciana, Pctroi 
Petonciano, — se giallo, o 
sono più comunemente, di colo 
nazzo. Pianta ortiva, che rinasci 
anno dal proprio seme, e produ 
frutto grosso più d'una comune 
ra, il quale si frigge per lo pi 
ha il gusto di fungo. È il So. 
melongena di Linn. 

Marionètt. s. m. Marionetta. Quest 
è un francesismo che. però non 
lasciarsi finché la crusca non • 
voce più propria di Burattino. 
mo é uno scheletro di legno m 
rato che si move con fili sui 
il secondo è una testa di legi 
perta da una tela mossa con tr 
dal burattinaio. 
Marionétt. 6. m. Fig. Bamb 
Fantoccio, Babbeo, Caricatura. 

Marlétta. s. f. Nottola, Saliscem 
Merletta. 

Marlittòn. s. m. T. de' Conf. Pai 
a cesta. Pasta di marzapane .f( 
a cesta con entrovi conserve ( 
da strisce di pasta arrombate 
V. Mcrliltòn. 

Marlùcca. s. f. T. Furb. de' Cont. 
zata. Bastonata. 

Marmàja SmarmAja. s. f. Marti 
Bordaglia , canaglia , schiazzan 
marmacela. Gente vile ed abbic 

Marmàn. add. Maremmano. Delle u 
me. 

Marmàna. add. m. Maremmana. F 
cosa delle Maremme. Fig. < 
Lenona, e dicesi di donna vi 
si presta a chi vive di peccato. 

Marmitta, s. f. Calderotto sem 
Vaso di rame, con fondo piai 
largo della bocca che è senz'c 
si chiude con coperchio che 
avente un manico arcato e gin 
Marmitta, s. f. T. Mil. Ma\ 
Vaso di ferro o rame per ci 
entro carne e simili, per uso e 
dati. — Marmitta — è voce d 
uso mil. tolta dal francese Mai 
Marmitta, s. f. T. degli Org. 
jetta. Cosi chiamano gli organar 
la caldaja spasa entro la qual 
dono lo stagno ed altro per 
le canne. 



MA 

Mariittòn. s. ni. Pappaceci Mangia 
fagiuoli, balordo. 

Mabmlàda. 6* f. Marmelata, Gelatina o 
sugo di- pomi cotogni semplice o al- 
terata con aromi, e datole vari colori. 
Diceri anche — Cotognata, — e se 
fetta con mele comune — Melata. ¥• 
Giulèpp. 

Màihob. 8. m. Marmo, Pietra fine e 
dura capace di un bel pulimento splen- 
dente. Ve n'ha di molte specie delle 
quali ricorderò le più note. V. anche 
Prèda. 



MARMI. 



Àffiricào .... 
Àlabàster . . • 
Alabèsterd'Corfù. 

Bardili 

Basali . • . . 
Betulia . • . • 
Bianchètta . . • 
Biancòn. . • • 
Mèsza d' Pranza • 
Botzén de Brèssa. 
Bréccia . • . • 
Bròccia Romana . 
Brecciòo. • . • 
Brocadèll • . . 
Brulé d* Pranza • 
Capolén . . . • 
Coma d' Torri. 

Crèstola • . . • 
Diàsper .... 
Diàsper orientai • 
Gentil .... 
Giald antigh . . 
Giald de Siena . 
Giald d' Torri. . 
Granii . • • • 
Granii d' Corsica. 
Granii Orientai . 
Granitòn . . . 
Grassén .... 
Grontòn. . . . 

Lastra d' Torri . 
Lumachèla . . • 
Mandola. . . . 
Màrmor d' Carrara 



Affrieano, 

Alabastro. 

Alabaslrite. 

Bardiglio. 

Basalte. 

Belogli. 

Mischio dei Conti. 

Biancone d'Arzago 

Linguadoca. 

Botazzo. 

Breccia. 

Breccione. 

Brecciato. 

Brocatello. 

Rosso di Cannes. 

Cipollino* 

V. Màrmor d* Ve- 
ròn'na. 
Ceppo di Gerone, 
Diaspro. 
Ciotola d'Egitto. 
Brocatello rigato. 
Giallo antico. 
Giallo di Siena. 
Giallo di Torri. 
Granito. 
Granito rosato. 
Granito orientale. 
Granitone. 
Marmo Grassina. 
Marmo di PagaZ' 

zana. 
Mandolato di Torri 
Lumachella. 
Mandorlato. 
Alabastro di Mon- 

tallo. 



MA 

Màrmor d* Veròn'- 

na 

V. Biancòn. 

Màrmor d'Veròn'. 
na ross • . . 

Mise' d' Siena. . 

Mugnòn. . . • 
Nigher d' Còmm. 
Occialén. • • . 
Paesén .... 
Paragòn. • • . 
Pavonazzètt. . . 

Percèvola . . . 
Porfid .... 
Porfid vérd . . 
Portasanta . • . 
Portvèner . . . 
Ravazzòn . . . 
Ross d' Gratòn . 
Séngio .... 
Seravàll. . . . 

Seravèzza . . . 

Seravézza d' Pie- 

mont .... 

Serpintén . . . 

Statuàri d' Carrara 

Stopigna. . . . 
Turchén d' Rossa . 
Valsèri .... 
Yenàbianchd'Car- 
rara .... 
Vérd antigh . . 
Vérd d' Varali . 



45 



Breccia di Verona. 



Rosso di Val Poi- 

licella* 
Mischio di Marmo- 

raja. 
Alberese» 

Nero di Varenna. 
Alabastro a occhi. 
Paesina. 
Parangcne. 
Paonazzetlo, Sin- 

nadico. 
Bindellino comasco 
Porfido. 
Ofite, Ofiolite. 
Portasanta. 
Portoifenere. 
Ravaccione. 
Garatonio. 
Breccia buterata. 
Mischio di Serra- 

sfalle. 
Seravèzza di Mo- 

jola* 

Verde di Susa. 
Serpentino. 
Alabastrite di Car- 
rara. 
Corso perlino. 
Turchino di Rossa. 
Marmo di C*è. 



Vara. 

Verde antico. 
Verde di Varallo. 
Zedrén d' Piemont Citrino, Giallo di 

Chamberi. 
Màrmor. s. m. T. de' Scarp. Sereno. 
Masso grosso e buono di marmo e si- 
mile. 

Màrmor d' Carrara. Alabastrife. — 
Saligno, — Alabastro di Montalcino, 
di Volterra. — Marmo bianco e tra- 
sparente di cui si fanno molti lavori 
di statuaria e ornamenti. 
Màrmor d' Veròn'na. Breccia di Ve- 
rona. V. Biancòn. 

Màrmor d' Veròn'na ross. T. de' Scarp. 
Rosso di Val Pollicella. Sorta di mar- 



46 



MA 



mo rosso bruDo che si trova nella 
Vai Pollicella del Veronese. 

Màrhoa macia d*ross, d'vérd ecc. 
Marmo pezzato, cioè variegato, di 
più colori. 

Màrmor pr*il scritturi. 8. m. Gra- 
vafogli. V Calcaliltri. 

Pezz d' màrmor. Formella. Saggio 
di un minerale, metallo o simili per 
uso di un gabinetto di mineralogia. 
Marhorén. s. m. Tagliapietre, Scarpel- 
lino. Quell'artefice che lavora pietre 
e marmi di quadro collo scalpello. 

— Lastrajuolo, — colui che lavora 
intorno le lastre. — Marmorino, — 
colui che lavora il marmo alle cave. 

— Marmista, Marmorajo. — lavora- 
tore di marmo. Per le operazioni, 
gli strumenti ece. V. Scullòr. 

Marmorizzi, add. m. Marmorizzato, Che 
ha venature o macchie, onde somi- 
glia un marmo colorato. — Marmo- 
rato, — dipinto a marmo. 
Marmorizza, add. m. Brizzolato. — 
Screziato, — a Screzj, — Marezzato. 
E diccsi di fiori. 

Marmorizzada. T. de' Gartol. Amarezzata. 
Agg. che sì dà alla carta tinta a on- 
de con fiele di bue. V. Carta. 

Marmorizzahént. s. m. Screzio, Varietà 
di colori simulanti il marmo. 

Marmorizzar, v. a. Mormorare. Dipin- 
gere disporre i colori in maniera 
che rappresentino il marmo. — Ma- 
rezzare, — dare il marezzo, ossia 
quell'ondeggiamento di color variato 
che fa il tiglio nei legname o le tro- 
scie di fiele sulla carta. Screziare, 
Fare screziato, macchiare una super- 
ficie con più colori ad imitazione del 
diaspro, del granito, della breccia ecc. 

Marmòt. s. m. T. Furb. Asino. 

Marmòta. s f. T. di Zool. Marmotta. 
V. Marmotlén'na. 

Marmòta, Marmotòn o Marmotlòn. 
Fig. — Marmocchio, Pentolone, Gof- 
faccio. Buaccio, Stordilaccio. 

Far la marmòta. Fare il cagnaccio* 
Fare il gaglioffo. 

Marmotlén'na. s. f. T. di Zool. JfcTar- 
molia. Specie di topo assai noto che 
è il Mus marmotta Linn. e più propr. 
l' Arctonis marmotta Gmel. 



MA 

Marna, s. f. T. d' Agr. Marna, M 
Specie di creta pingue e calcar 
cui si fa uso in alcuni luoghi io 
di concime. Alcuni confondono 
marna la — Terra cimiteriale, - 
è cosa diversa. V. Tèra marna. 
Dar la marna. Marnare. Conc 
il terreno colla marna. 

Maro. s. m. T. Bot. Maro, Erba 
matica detta più propr. Erba gati 

Maròca. s. f. Marame^ — Sceltuno 
Il peggio di qual sia cosa. 
Maròca. Figurat. Lue venerea. 
franze.se. 

ClAPAR DLA MARÒCA. Infroncio 

Infettarsi di lue, pigliar malfran 
Maròcch. s. m. T. Fùrb. Pane. 
Marochén. 8. m. Marrocchino. Cw 

becco capra concio colla galla 
Marochén. 8. m. T. de' Capp. G 

Striscia di pelle che circonda iJ 

pello internamente detta anche < 

— Pelle. 

I Marochén. s. m. T. Furb. Pa 
e talvolta anche — Sasso, — I 

Marochinà. add. m. Marocchinato, 
dicesi una pelle qualsiasi conci 
colorata come quella di capra. 

Marochinàr- att. Marocchinare, V. ( 
Conciare a foggia di marocchini 

Maròd. 8. m. T. de' Squer. Asieli 
curvatura che si dà ai inadiei 
quali risulta il taglio delle oper 
le barche. 

Maròda. 8. f. Foraggiamento. — 

cbeggio, — Scorrerìa. Dal fr. Ma'* 

Andar alla maròda. Scorrere. - 

dare. Andar a foraggio, cioè i 

a provveder vettovaglia, e ^ 

— Mendicare, .-- Andare all' a 
Marògna. 8. f. T. de' F. Ferr. Ro 

Scoria. Materia che si separa da 
allorché si ribolle nelle fucine. — 
liccio, — ferro rimesso la terza 
nel fuoco e che non è più fi 
V. Lacc'. 

MaròGìNi. Fig. BtASse. Percosse. 

Maròlla. 8. f. Midolla. Sostanza < 
nosa per lo più giallognola che 
pie l'interno delle ossa. Quella 
ossa degli animali dicesi -* Mi 

— quando è cotta. 
Maròlla. s. f. T. de' Cioc. Man 



MA 

Il seme del cacao spoglio de* suoi 
«asci. 

Màròlla del lbgn', Maròlla dl'alber. 
Midollo, Anima. Sostanza che è nel 
centro del legno che anche si dice 

— MoUame. — Altrettanto dicesi del- 
la parie interna delle radici, levata 
la scorsa. — - Gemma, dicesi la seconda 
scorza delle corna degli animali. 

Maròlla dla schén'n a. ^ido//a spinale. 
Maròlla d' mlòn, d'incùria, d' pòh, 
d' per ecc. Seme, Granello. Il seme 
delle pera, mele, de* poponi, coco- 
meri, zucche ecc. 

Maròlla d'pérsegh, d' muniXga e si- 
mili. Anima, oppure Màndorla, il 
seme dei frutti rinchiuso dentro il 
nòcciolo (oss), dal quale nascon le 
piante. 

Pubi D^ maròlla. Midolioso. 
ILlrollén'na. s. f. Sottil midolla. — Man- 

dorletta, — Granellino. 
lUaoLLàif'fii. s. f. T. de' Fast. Semini, 
Occhi di pernice. (Fior.) Sorla di 
paste che somigliano i semi de' poponi. 
Marolléii'hi purganti. PilloleUe pei 
fanciulli. Pasta medicinale fatta a 
foggia di piccoli dolci per indurre 
con inganno i fanciulli a prendere 
medicina. 
I Xabollétti. s. f. pi. Lucignoli perpetui. 
Lucìgnoli fatti con midolle di giunco. 
I Iaròn. s. m. Marrone di ricciaja. Spe- 
ne di castagna maggiore delle ordi- 
narie che è frutto della Castanea ve- 
I sea major di Lino. 
! Maròn. s. m. Fig. Scerpellone. — 
, Strafalcione, Marrone, Fallo, Errore. 
I Maròn. Monachino. — Castagnuolo, 
I Cappellino. Aggiunto di colore scuro 
che tende al rosso. 
Maròn D*ASEif. Cosi per ischerzo, 
Stronzi d'asino. 

EssR IN MARÒN. — Esscrc in colpa, 
in difetto. 
Far un maròn. Pigliare un granchio, 

— Un granciporro. Ingannarsi. 

Un gran maròn. Marrone areimaju- 
scolo. E dicesi ( — Sacco — ad un 
frrore inconsiderato che ti dia pre- 
giudizio. 
Xabonàr. att. Far un marrone. Far un 
errore, pigliar un granchio. 



MA 



47 



-Maronzén. s. m. Maroncini. Sorta di 
dolci composti di zucchero, mandorle 
e chiari d' uo?a. — Amaretti col seme. 

Marosticàn. s. m. T. Boi* Ciliegio susino. 
Fruito di una specie di ciliegio vi- 
sciolo, che ha la forma della ciliegia 
e la grossezza dell* albicocca. È 11 Ce- 
rasus ibrida, }¥hcIu magno ecc. del 
Gallesio. 

Marsén'na. 8. f. Saltambarco, Santimbarco. 
Abito di foggia rustica da uomo, detto 
dal Magalotti, — Marsina. 

Marsiliàna. s. f. Mescolanza. Acquavite 
mescolata con un poco di rosolio. 

Marsinén. s. m. Scherz. Giubbetto. 

Marsinòn. s. m. Giubbone. Cosi diciamo 
scherz. di giubba grande e di foggia 
rusticana. 

Martéla. 8. f. T. Furb. Tela. Ma vale 
anche— Lite, ^ Rissa. 
£l martéla. T. FUrb. Litiga il sère. 
cioè il compagno è alle prese con alcuno. 

Martèll. s. ra. Martello. Srrumento no- 
to ad uso dì battere che generalmente 
si compone di 

Occ* Occhio. 

Pèn'na .... Penna. 

Pian Bocca, 

Testa Testa. 

Martéll 8. m. T. degli Squer. MaZ' 
za. Martello grosso di ferro per uso 
di piantar chiodi nelle barche. 
Martéll còlem. T. de' Batlil. Mar- 
ietto da cacciare. Mazza a bocca sc- 
miconica che serve a battere le pri- 
me foglie d'oro nella scacciata. 
Martéll da ranch. Martello da banco. 
Quello usato al banco con penna in- 
tiera e di mezzana grossezza. 
Martéll da batter. T. de' Leg. di 
Lib. Martello. Grosso mazzuolo di 
ferro con una sola e larga bocca chin^ 
mata il ^- Piatto, *— usato per bat- 
tere e lisciare i fogli de* libri che si 
vogliono legare. 

Martéll da bottàm. s. m. Maglio, 
Martello grande di ferro per uso di 
battere i cercfaj alle botti, ai tini e 
simili. V. Mazzétta. 

Martéll da du pian. s. m. Mazzuolo, 
Martello a due bocche senza penna, 
che serve ai fabbri a scarpellare e 
lavorare il ferro a morsa. 



48 



MA 



Martèll Dà frén'na. T. d' Agr. Mar- 
tello a penne. Cioè con due peone 
per assottigliare sul tassetto il taglio 
alle folci. 

Martèll da giaronén. Piccone a lin- 
gua di botta. Martello di cui si ser- 
vono i selciatori per accomodar le 
pietre selciando. In Toscana la dicono 
^ Martellina. 

Martèll da imbottir. Martella da 
coppare. Martello a due bocche ine- 
guali, ambedue in forma di palla che 
serve a coppare, cioè a ridur la latta 
a foggia di coppa, ossia a forma con- 
cava. 

Martèll da incùzen. Martello da bat- 
tere. Quello adoperato con una sola ma- 
no dal regolatore che lavora alla fucina. 
Martèll da maringòn. Martello da 
legnajuolo o a granchio. Sorta di mar- 
tello a bocca quadra e colla penna 
fessa a granchio. 

Martèll da marhorèn. Mazzuolo. 
Martello di ferro col quale gli scar- 
pellini e gli scultori lavorano. 
Martèll da moèuji. Martello per le 
molli. Cosi dicono i fabbri un mar- 
tello che ha la penna arrovesciata e 
la bocca colma. 

Martèll da molèn. Martello a due 
penne. Sorta di martello con due pen- 
ne assottigliate e senza denti, col 
quale si aguzza la macina. 
Martèll da muradór. Piccozza. Mar- 
tello luogo da murare, scanicare e ri- 
durre all'uopo i mattoni o le pietre 
alia forma voluta. 

Martèll da pian. T. de' Stagn. Mar- 
tello da spianare. Quello che si ado- 
pera per appianare la latta sul tasso. 

Martèll da paradór. Martello a due 
granchi. Martello con granchio avente 
il manico di ferro pure rifesso a gran- 
chio per cavar più comodamente le 
bullette. 

MartèLl da ramar. Cortola, V. sotto 
Mezz martèll. 
Martèll da slàr. Martellino da tm- 
bullettare. Martelletto che ha collo e 
pennalassai lunghi e sottili. 
Martèll da tass. T. de' Battìi. Mar- 
tello da sgrossare. Quello con cui si 
lamina la verga sul tasso. V. Pianéti. 



MA 

Martèll da tass. T. degli Oref. 
tello da tasso. Sorta di martelli 
dagli orefici con bocca alquanto e 
Martèll dla porta. Martello. A 
per lo più di ferro pendente 
della porta per uso di picchiar! 
è piccolo, dicesi Picchiotto, se 
do, — Campanella. — Picei 
quel chiovone od altro pezzo di 
conficcato nella porta sul quale 
il martello. U martello dicesi 
— Battitoio, — Battitore, — Bat 
Martèll dla prèssa* T. de' C 
Zampa della pressa. Parte del 
circolo della pressa attraversa 
una vite il quale battendo sul 
pezzo regola il grado di abbassai 
che deve avere la pressa 
Martèll dl' arloèuj. Battente, { 
m. ). Martellino che battendo h 
i pana suona le ore. 

Martèll d' legn. Mazzuolo. 
Martèll gross. T. de' F. Ferr. 
tello a terzo. V. Mazzétta. 
Martèll pian. T. de' Battìi. Mi 
da finire. Sorta di mazza a 
piana colla quale si battono le 
scacciate. 
Martèll tono. Martello a bocca 
Martello usato in varie arti. V. 
tlén. Mazzétta e Mazzoéul. 
Martèll. s. m. T. Bot. Mo\ 
— - Morti na, — Mirto. Arbusto 
de' cui verdi ramicelli amano 
zìchenecchi ornar l'elmo. È il J 
communis di Linn. 
Martèll salvXtegh, T. Bot. 
pugnitopo. Suffrutice sempre 
di fusto per lo più bienne, che 
nelle siepi e nei boschi di coli 
il Ruscus aculeatus di Linn. 
Mezz martèll. Corbola. Martel 
si allunga digradando per fogg 
il manico sta io capo e non nel 
e se ne usa ne' lavori d'oro e 
gentQ. — Corboletta — dimìnu 
Portar el martèll. Reggere at 
tello. Essere maleabik] e dice 
metalli che si distendono nel \ 
senza rompersi. 

Tirar a martèll. Battere a 
zetfa. 
Martén. Martino, Nome proprio. 



MA 

MiBTÉK o Mazzabéccu. ButHpalo. Mac- 
cliina COQ muglio da ballere i pali 
più piccola del castello o gatto. V. 
Maziabèccb. 

Martén. T. Furb. ColUllo, Pugnale. 
Far san Martén. Sloggiare, — Sgom- 
berare, — Tramutare. — - Mutar di* 
mora. Lasciar la casa o il podere. 
Far san Martén. Convitare, Gozzo- 
vigliare. Spillar la botte del miglior 
vino. Costume a noi pervenuto dal- 
r antica festa di fiacco che dai Greci 
eetebravasi solennemente per tre gior- 
ni, cioè 11 ii, i2, i5 del mese An- 
testazione che corrisponde al nostro 
Novembre. 

IsTÀ d'san Martén. La slate di No- 
vembre. 

Per san Mart^. Per la festa di san 
Martino. 

Pr*un PONT Martén pers la capa. 
Per un punto Martin perde la cappa. 
Prov. ant. 

KàtTiNÀzz. 8. m. T. d'Omit. Mignattajo, 
Mignattone, Specie di chiurlo color 
castagno con ali color verdone che a 
noi arriva dall'Affrica. £ V Ibis fri- 
dnellus Temm. 

litTiNèLL o cRÌccH. MartinelU>, Binda. 
Pezzo di travicello lungo circa un 
braccio entro il quale è una spranga 
a scaletta che termina in gruccia e i 
cui denti imboccando in un rocchetto 
la fa alzare ed abbassare con una ma- 
Divella. Colla binda si da leva a car- 
ri, a pietroni e ad altri pesi gravi. 

Iaitinénga. V. Mecankca. 

Iartinètt. T. degli Ing. Squadra agri- 
mensoria. 

Iaitingàl. 8. m. T. de' Sell. Camarra. 
Striscia dì cuojo che si attacca da un 
lato alle cigno e dall'altra alla mu- 
seruola della briglia per incassar la 
testa del cavallo. -— Martingala, — è 
Fr. d*uso. 

Iaituii. 8« m. Martirio s — Martiro. — 
Tormento che si patisce nell'essere 
martirizzato. Fig. — Passion d'animo, 
^ Affanno, — Angoscia. 

luTiRizzÀR. att. Martirizzare, — Mar- 

I tonare. Fig, — Affliggere, — Tribolare. 
IbiTLlDA. 8. f. Marullata. Colpo di 
martello. 



MA 



49 



Martlàda. 8. f. T. di Guttlch. Battuta. 
Quel suono del campanello, o colpo 
di martello che accenna il numero 
de' giri dell'aspo. 
Martlàr. V. a. Martellare. Percuotere 
col martello. — Dar di penna, — 
vale battere colla penna o taglio del 
martello. — Martellare — dicesi an- 
che il suonare a martello o a stormo. 
Martlàr. T. Furb. Sparlar d'altri. 
Martlén. 8. m. Martellino, Martelletto. 
Pìccolo martello. 

Martlén da pianefòrt. Martelletti. 
y. Saltarèi. 
Martlén'na. 8. f. Martellina. Sorta di 
martello d'aceìajo, che da ambe le 
parti ha il taglio, ed è proprio stru- 
mento de' muratori. V'ha pur la 
martellina col taglio dall'una e dal- 
l'altra parte, ma intaccato e diviso 
in più punte a diamante. — Picozza, 
— martello tagliente da una parte, 
che anche dicesi — Picozza a occhio. 
Martlén'na. s. f. T. di Cart. Brac 
duolo. L' asta di ferro che tifine in sesto 
la grillanda nel cambiare la stanga. 
Martlén'na. s. f. T. d' Entom. Anobio 
testardo. Insetto coleottero che vive 
ne' legni vecchi che va rodendo e 
che al tempo del coito produce colla 
testa un rumore singolare simile al 
battimento di un pendolo che non 
abbia lo scappamento regolato dal 
bilanciere. Il volgo lega un carattere 
superstizioso a tale rumorìo, ^e talora 
lo crede segno di sventura. É V Ano- 
bium pertinax degli Entom. Consimil 
fenomeno producon le larve degli — 
Elateri, — che vivono nel legno. 
Martlén'na. s. f. T. de' Scarpell. 
Martellina. Sorta di martello col ta- 
glio dall' una e dall' altra parte intac- 
cato e diviso in più punte a diaman- 
te che serve a lavorar pietre dure. 
Martlén'na da batter dedfoéura T. 
de' Ram. Martello da pianare. Quel- 
lo che il ramajo adopera per tirare a 
liscio la parte esterna de' vasi. 
Martlén'na di stamp. T. de' Ram. 
Martellina. Martello a due bocche 
bislunghe. 

Martlén'na dl' azzalén. Martellina. 
V. Pallòn. 



M 



MA 



MàKftò5. s. m» MaruWme. Gnwo mar- 
tello, oiartelbccio. 

Maktòlfa. 8. f. T. Forb. Sp^da. 

Màkiora. s. f. T. di ZooL Martora e 
Mariorello. Aoioiale di pelo brano lo- 
centisiiiiio simile alla Faina che abita 
ne' gran boschi ne s' accosta che raro 
ai siti abitati. E la Muntela martes di L. 

MiaroaÉLL. s. m. T. di ZooL Puzzola. 
La Mustela putorùu di Linn. É della 
iamif^ia delle Martore e la specie più 
f;raode delle Puzzole. Animaletto no- 
tissimo pe' guasti che reca a' pollaj 
ed. alle colombaje. Prinapalmente nel 
verno vive nei granai. Y. Fajén*na, 
ma in vece di — Puzzola, — leggi 
" Faina, — e Y. anche il Suppl. 

Mastorèll. s m. Fig. Babbaeeio, 
MeschineUo, Zavali. Persona gofia, 
scimonita. 

Mastùff. s« m. Bietolone. Stolidaccio, 
babbuaccio, scioccone. 

Masùbi. s. m. T. Bot. Marrublno, Mar* 
robbio. Pianta che nasce presso i fossi , 
presso gli edifizi, nelle ruine e nei 
calcinacci. Il Marrubium vutgareLiQD. 

Marù6a. s. f. T. Bot. Marruca. Pruno 
da siepe. Il Paliurus acuUatus Lìnn. 

Marz. s. m. Marzo* Il terzo mese del- 
l' anno civile. 
Marz. add. m. Marcio. Ciò che è 
già marcito. — Marcioso, — che getta 
marcia. ~ Putrido, — dicesi un cada- 
vere da tempo esposto all'aria o se- 
polto. — Fradicio, — ciò che è marcio 
o tende a putrefarsi. 

Marz. add. m. Fig. Tisico, Impol- 
minalo. Malaticcio e giallo per infe- 
zioo di polmoni o d'altri visceri, e 
dicesi di persona. 

Marz Maazòn tri cattiv e un bon. 
Marzo mala fede, quando piange, e 
quando ride. Proverbio denotante V in- 
stabilità della temperatura che d'or- 
dinano si osserva io tal mese. 
Marz patòcch Marcissimo, Fracidis- 
Simo, 

Marz sutt, gran per tdtt. Marzo 
polveroìio, anno abbondoso. Prov. a- 
grarìo spesso vero, che i Toscani al- 
largano nel seguente dettato. — Quan- 
do li marzo va secco, il gran fa ce- 
sio e il liu capecchio. 



MA 

Essai nuaizis o tomscb mar: 
arre wvisoermtissimo o sfegatai 
Frameesi o ée' TedesekL 

Esserci marz déntce. Aver l^ 
muta di ekecekessia. Aver spe 
grande io una cosa. 
Marza, s. f. Marcia, Puiridume, . 
dime. Lue, Pus, Icore. Ma 
marcia, — è la materia por 
delle piaghe; — - potrìdume, 
tanto di corpo vìvo, che di 
morto. — Lue, — d'ordinario 
nerea. — Pus, — leore, — è 
aeqoeo sottile, simiie a siero 
denso scorrente dalle akeri. — 2 

— è pus di cattiva natura e d 
fetente che stilla dalle piaghe 
con sangue putrefatto. 

PiÈN d'iarza. Marcioso, Se 
Che è pieno di marcia o che 
sanie dalle piaghe. 

Marzàja. s. f. Marzaglia. Nome 
Yillaggio del Modanese presso 1 
chia sull'Emilia usalo scherz. 
frasi: 
Andar a marzìia. Impolmonin 
tisichire. Dar nel bolso. 
Gnir da harzàja. Essere frai 
marcio. 

Marzapàn. s. m. Mazzapane, Past 
di màndorle e di zuccaro, ìi 
un po' d'acqua rosa o di fioi 
rancio, della quale per lo più t 
no torte e simili. 

Marzàr. Y. Mcrzàr. 

Marzaroèul o Marzàtbgb. T. ( 
Marzaiuolo, Marzatico. Agg. e 
quei grani che si seminano in 
all' infuori di quelle civajc che < 

— Marzesche, — del frumcnl 
appellasi — Marzengo, — de 
che chiamasi «- Marzuolo. Dic( 
marzolino a tutto ciò che si ra 
io Marzo. 

Màrzen. (z aspra) s. m. T. di ( 
Partito, Mezzo, Utile, E dicesi 
che soverchia in un computo a 
gno e torna utile per nuovi bii 
Màrzen. s. m. T. de' Libr. Ma 
e al pi. le Margini. Quello 
dalle bande de' libri che non 
cupato dalia scrittura. — Marg 

— dimiout. 



MA 

Màrzen. 8* m. T. di Slamp Regoleltù 
Que' Icgnetti o regoletti che servono 
alla divisione delle paginì, per mezzo 
de* quali è determinata la larghezza 
delie margini. 

Màrzen a giòren. T. de' Starop. Ver* 
ga. Barella s Margini di piombo ac- 
canalate e vuote a sparagno di mano 
d'opera e di materia per empire i 
vani delle stampe. 

MàRZEN DA ALZ. T. de' Stamp. Tac- 
cone, y. Alz. 

Màrzen d' cóva. T. de' Stamp. Rego- 
itili da piede. Quel regoletto che nel 
torchio corrisponde alla margine da 
pie del foglio stampato. 
Màrzen d' cosdùra. T. di Stamp. Re- 
golello di calenella. Così dicesi il re- 
goletto che corrisponde al margine 
interno per cui si cuce il foglio stam- 
pato. 

Màrzen d' fianch. T. di Stamp. Re- 
golelio. Sleccone. Quello che corri- 
sponde alle margini propriam. dette. 
Màrzen d' testa. T. di Stamp. Rego- 
letto di leslala, o capopagina. Il cor* 
rispondente alle margini ove per Io 
più sono i numeri de' fogli da stampa. 
Varzidòr. s. m. T. di Cart. Marcitojo. 
Specie di truogolo neHe cartiere in 
cai si fanno marcire i cenci. 
lUaziR. V. n. Marcire. Imputridire, in- 
fracìdire, putrefarsi. V. Marz. 
Marzìr. V. n. Imporrare, Imporr 
rire* Cosi diconsi quelle piccole na- 
scense con muffa, che mandan fuora 
gli alberi e i legumi, allorché comin- 
ciano a guastarsi. 

Marzìr. v. n. Rifigliare. Il rifar la 
marcia y che fanno le ferite o gli en- 
fiali quando pajono guanti. 
Marzìr i folsé. T. de' Slracc. Mace* 
rare i guscelli. Immollarli e tenerli 
alcun tempo nell'acqua per poterli 
meglio stracciare e farne sinighella. 
Maizlén'na. 8. f. Marceìlina. Sorta di 

stoffa di seta leggerissima. 
Maiznadùra. 8. f. T. di Stampa Margina- 
tura. Il complesso de' rcgoletti che 
lenrono a serrar le forme da stampa 
Bel torchio. 
,, lAazNÉN o Marznétt. Marginella, Pic- 
I cola margine. — Regoletto, — pie- 



MA 



hi 



cola striscia da formar le margini in 
torchio.. 

Marzòcch. s. m. Marzocco, Uomo sciocco, 
barbacheppo, barlacchio, moccicone. 

Marzoéul. add. m. Marzaiuolo j Mar- 
zolinOj e parlando di biade o gryil, 
Marzuolo. V. Marzaroèul e Marzàtegh. 

Marzòn. s. m. Timone, fisicaccio. Mar- 
doso. 

Marzùmm. s. m. Marciume. — Putridume. 
Più cose fracide unite insieme. — 
Fracidicciumc, — materia corrotta che 
tien del fracido, o che tende al fracido. 

Masc'. s. m. Maschio. Quegli che con- 
corre attivamente alla generazione col- 
la femmina. È anche aggettivo e si- 
gnifica di genere mascolino, e dicesi 
.* Maschio, — Maschile, ~ Mascolo 
secondo i oasi. 

Masc*. s. m. T. de' Calzol. Bussetlo. 
V. Bisèghel. 

BIasc'. s. m. T. de' Carr. Mastio. 
Grossa chiavarda di ferro che tiene 
unito lo Scannello (sèss) del carro 
colla stanga (lindsòu). 
Masc'. s. m. T. de' Gelt. Fungo. 
Parte della campana che tiene luogo 
di manico, cosi detto a cagione della 
sUa struttura. . 

Masc'. s. m. T. de' Legn. Linguetta. 
Sorta di dente fatto con apposito stru- 
mento lungo un legno, per incastrarlo 
nella incavatura di un altro. 
Ma^' da far il boetti. Anima. Le- 
gno a foggia di dado lungo che serve 
a dar forma agli stagnini ove si ser- 
ba il tabacco in farina. 
Masc' dla cànva. T. d'Agr. Canor 
pone. V. Mas'cil. 
Masc' dla vida. Mastio. Quella parte 
dello strumento detto vite, che s'in- 
serisce nella chiocciola. 
Masc' d' na fortézza. Maschio. Sorta 
di fortificazione. 

Mascara, s. m. Zucchero rosso. Zuc- 
chero rottame. Sorta di zucchero del 
più inferiore. 

Mascara, s. m. Figurat. Mascagno. 
Dirittaccio, furbone, ed anche — Mal- 
bigatto, mal arnese, suggeltino. 
Mascadìzz. s. m. Maschereccio. Cojame 
concio in allume. — Sovatto, o So- 
vattolo, -— spezie di cuojo del quale 



52 



MA 



si faooo le cavezze ai giumeati» 1 
guinzagli ai cani ed altro. 

Mascagér. add. m. T. d' Agr. BelleUoso. 
Terreno che tien del fangoso, che ha 
del limaccioso, che tien qualità e na- 
tura della belletta. 

MiSKtARÀ. add. m. Mascherato* Y. Im- 
mascarà. 

Mascàrada.vS. f. Mascherata. 

Mascaràr. 8* m. Mascherajo» Chi fa le 
maschere. Le operazioni sue consistono 
in — Foggiar le tele, — - Imprimerle, 
— Raffilarle, — Colorirle, = ado- 
perando — Pennella — e Testiera. 

Mascaràzza. s. f. Masclieraccia. Pegg. 
di maschera. Fig. — Bifronte, — 
Tecomeco. 

Mascarén s. m., Mascarén'na s. f. Ma^ 
scherino. Mascherina, Maschererà, 
diminuì, di maschera. 
Mascarén. s. m. T. dei Calzol. To- 
majo. La parte della scarpa che cuo- 
pre il piede dal collo alla punta. — 
Guiggia, — il tomajo quand'è di 
stoffa. 

Mascarén. s. m. T. di Zool. Masche- 
rino, Cane doghino. Picciol cane di 
pelo fulvo e con muso nero e schiac- 
ciato simile al Dogo. 
Mascarén. add. m. Sfacciato, Dicesi 
delle bestie aventi in fronte una pezza 
bianca o nera. 

Mascarén del zoccol. Biffa. ( Sanese ) 
La parte di sopra o tomajo del zoc- 
colo o della pianella. 
Metter i mascarén. Ringuiggiare. Rac- 
conciar le guigge. — Rimettere il to- 
majo, — vale rifarlo di nuovo quan- 
do è rotto. 

Mascarén'na. 8. f. Mascherina, MaschC' 
retta. Donna mascherata. Yale anche 
piccola maschera. 

MascarOn. s. m. Mascherone. Maschera 
grande. — Mascheroni a cappa, quelle 
mascheracce da poco inventate che 
coprono la testa e le spalle. 
Mascaròn. s. m. Fig. Viso fegatoso. 
Yisaccio gonfio e largo, gialliccio o 
incotto. 

Mascaròn. s. ra. T. di Giuoc. Mosche- 
ra. Ciascuna delle due carte del giuoco 
di Cucù figurato, nelle quali ò dipinto 
un mascheroucino. 



MA 

Mascaròn da finimènt. Borchia. 
detto colmo di metallo che sei 
varj usi e sempre per ornan 
— Boccola, — borchia da affil 
che portasi per ornamento. 

Mascaròn da fontana. Maschi 
Dicesi di quella lesta macciangh 
per lo più deforme che si metu 
fontane, e altrove. Fig. Maschere 
fogna, — Ceffautte, — dìcesi p 
scherno ad uomo brutto. 

Mascarpén. s. m. Mascherpone» Fi 
latte cavalo dallo siero per meza 
fuoco, cibo delicatissimo. Y. Rie 
Mascarpén. s. m. T. de* Cesi. Ce 
da Mascherponi. Cesto entro il 
si pone il mascherpone perchè 
tutto il siero che contiene. 

Mas'cètt. s. m. Bambotino, Fanciu 
Mas*cétt. s. m. T. delle Arti. 
stietto. Piccolo mastio. 
Mas'cétt. s. m. T. d' Agr. Cagii 
Quella cavicchia che attraversa lo 
no, la vollicella e l'asse del ca 
deir aratro. 

Màscher. s. m. Maschera. Persom 
viso mascheralo. Y. Màscra. 

Mas*ciìda. s. f. T. degl'Ing. Massic 
Quella massa di sassi messa p 
più per lo ritto nelle strade stei 
sopra di cui si getta la rifioritu 
ghiaja. 

Mas^cil. s. m. T. d*Agr. Cam 
L'individuo femmina della e 
detto erroneamente da' contad 
maschio. Y. Cànva. 

Mas'cion. Bambocciotto , Bamboc 
Un bambinuccio grossetto e fres 

Mas'ciott. s. m. Maschioccio. Mi 
di bella vegnenza. 

Mas'ciòtta. s. f. Bambolona. Una 
fanciulla. 

Mascògn. s. m. Yoce del Coni. Gru: 
Risparmi o guadagni cumulati. 

Màscra. s. f. Maschera. Faccia o 
finta, di carta pesta o di cosa s 
e dicesi anche di colui che pò 
maschera in sul volto. Fig. — li 
latore, — Infingi tore; — e dicesi < 
mo — Finzione, — Yelo, — se 
lo di azione. La varietà capri 
delle maschere carnevalesche esi 
indeterminabile, credo bene di 



MA 

metterla, siccome pure farò quella delle 
maschere sceniche uoiissime a tutti 
e da cercarsi alle sedi alfabetiche. 
MisCRA. 8. f. T. dei Bibi. Conirafa- 
MM* Ristampa di opera rarissima, 
folta io modo da mdurre io errore 
ehiuQoue non sia peritissimo nelle 
cose ai Bibliografia. 
Màsgra. 8. f. T. del Giuoc delle Gart. 
Carta arravesciaUt. QuisUa carta che 
quando si raccoglie il mazzo, ravvol- 
tasi per inavvertenza, resta invei*sa 
dalle altre* 

MlscRA D* ARLicHÉN. Guavdagoie. Così 
dicono ancora per la loro forma le 
maschere del Brighella, e del Panta- 
lone. 

Màscra d*caratter. Maschera d'tm- 
ptgno. Maschera che dalla persona 
che finge tra^ l'obbligo di ben co- 
noscere le cose che la persona figu- 
rata dee sapere, sia in fatto di lin- 
gua se Arlecchino o Brighella, sia in 
nitto di scienza se figura Medico, Le- 
gale, Astrologo, o altro sim. 
MiscRA d'disimpìgn. Maschera vene- 
ziuma. Maschera in bauta e domino 
senza più, per esser libera di parlare 
e tacere senza disdoro. 
Màscra del teatbr, ecc. Maestro di 
sala. Maschera del teatro. Dicesi co- 
lui che con una maschera in volto è 
messo alla parta de* teatri in date 
oecasiooi delle sale di festino e sim. 
AsDAR IN MÀSCRA. Mascherarsi. An- 
dare in maschera. 

Cavar la màscra. Formar la ma- 
sehera. Applicare sul volto di un ca- 
davere gesso terra per averne un 
modello al naturale. Altrim. Smasche- 
rare* 

Cavàrs la màscra. Gettar la maschera^ 
Fig. Mandar giiìi la buffa. Lasciar 
d'operare nascostamente. 
Còll DiL MASCRi. Mascheralo. Colui 
che fa o vende maschere. 
Maser, s. m. Maceratoio, Stagno pan- 
tanoso ove si pone in macero la ca- 
Rapa. 

Maser* add. m. Maturo, Fatto. Di- 
resi di mela o simile che pcr^ la per- 
fetta maturità ha la polpa tenera e 
farinaccia. 



MA 



55 



Mbttr m maser. Porre in macero. 
Macerare. V. Masrir. 
Masicché? Or dunque? Che facciamo? 
Modo col quale si suole da un credi- 
tore abbordare un debitore: divenuto 
tra noi popolare per una spiritosa 
poesia vernacola pubblicata in un lu- 
nario nel iB46. Vale anche fig. — 
Guajo, e simile. 
Masìgna. s. f. Macigno, Roccia a conte- 
stura granulare formata in gran parte 
per via di aggregazione meccanica. 
V. Preda. Arenaria, specie di pietra 
dura, detta — Gres, — dai Francesi, 
e pietra di sabbia {sanstein) dai Te- 
deschi, e la cui base.è l'arena. 
Màsna. s. f. Macina. V. Preda da molén. 

Màsna. s. f. Ufficio della macinazione. 
Istituzione diretta da ufficiali pubblici 
che vegliava i mugnai e che in Par- 
ma non esiste, più da 50 anni. 

Màsxa. s. f. T. de* Stov. Macinello. 
Vaso cilindrico di pietra entro il quale 
si macina con acqua la vernice col 
lungo girare del macinello. 

Màsna d'acqua T. de* Mugn. Corata? 
Tant' acqua quanta n*è d'uopo scor- 
ra per la gora di un mulino o sim., 
per dar moto alle ruote. 

'Na màsna d* fioeù ecc. Una sfucinata , 
Una gerla* Una moltitudine, una gran 
quantità. 
Masnà. add. ro. Macinato, Ciò eh' è pas- 
sato sotto la macina. 
Màsnàa. s. m. V. Mont. dal Dial. Piein. 

Figlio, Bambinello, Cucco , e sim. 
Masnada, s. f. Maciìiaia, Quautità di 
grano, di biade, di colori ecc. che si 
macina ad una volta. V. Moldùra. 

Masnada, s. f. Masnata. Compagnia, 
truppa di gente. 

Masnada d' ne va. Nevicata. Gran 
quantità di neve. 
Masnadór. s. m. T. degli Imb. Macina- 
tore. Pesta colori. Colui che macina 
i colori. 
Masnadùra. s. f. T. de' Mugn. Macina- 
tura, V azione del macinare. Macinato, 
la cosa macinata. 

Masnadura s. f. T. de' Mugn. Mu- 
ìenda. V. Moldùra. 
Masnànt. s. m. T. de' Stovjj^l. Lavorante. 
Colui che gira racdianle un asse ver- 



54 



MA 



ficaie di ferro n^it§ao nel 
maoi^ella il uttcìodlo da 
i;li itangliai. 
M issiÀft. atl. T. de* MogD. 
Ridurre in polvere riifcriìfMiJ eoo 
madoa, e particobroKOte graoo. 

]fAS!fim. alt. T. de' PiU. Mmeimmre. 
Passare i cokiri suDa pietra per loeiio 
del madnello. 

Massam a BOTTizx. T. de* Uopi. Jfo- 
etnore a raetoUa o a boUmcào. 

Haspàb a srrr. Mitrare a secco. Fìg. 
Maogiar seosa bere. 

Masjiìa ola iiÉTA. Disponi U tempo 
a neve. U tempo mioacciar nere. 

MASiiia EL CAOào. T. de* GoccoL Ma- 
emare ii eaeao. Slropiociarlo colla 
pietra. 

M AS!iÌA 6B06S. T. de* M ogo. Maeimar 
alio. Macinare col coperchio soUahalo 
dalla temperatila. 

MashIe il PAfimm. T. de* Battìi. 
Partire. Sottoporre alPazion dd mer- 
corio le calie e le limatore d' oro per 
separarle. 

Mas5ìa la €0BP0sizid5. Jfoeniare la 
polvere arti fiala. Ridarla eoo bel modo 
alla finexta di grana desiderata. 

Mas5ìr sirmL. T. de* Mogn. Jfon- 
nar basso. Macinar col coperchio della 
macina assai vicino al fondo. 
MAS!ié5. s. m. Macinello, Madnella. 
Strumento da macinar cdori sopra 
una pietra. 

Mashéh. s. m. T. di Pirotec. Maci- 
nello di legno. Quadruccio che si fa 
ffirare in piano sopra la polvere da 
fuoco per renderla più minuta. 

Masréh. 8. m. T. de' Stov. Macinello. 
Mezzo cilindro di pietra che gira stri- 
sciando contro il fondo della maci- 
nella mosso da un lavorante per mezzo 
di una manovella. 

MAS5é!i DA CAFPè. Macinino, Muli- 
nello, Macinello. Macchinetta da ma- 
cinare il caSè che ha le seguenti 

parti 



Campana • 


. . Campana. 


Cassa. . . 


. . Cassa. 


Cassètt . . 


. . Ca4sello. 


Gamba . . 


. . Gambetto. 


Manétta . . 


. . Manovella. 


Rocchétt. . 


. . Pigna, Noce. 



Fi 

il 

Massol 




MA 

Scndlolt. . . . 

Slafi Slagè. 

s. ■. Jfaeerc 
d'aoqoa, dove si un 

Maexrwre^ Aw/tsoUsn 
occacÌBeil* 
èfaèsi 

Masbìa. ali. 
Dire cose già 
e sim. 

MAsaÌE Là BABBA. Ammorhìdi\ 
Macerar la barba. Renderla co 
pone piò atta ad esser rasa. 

Masbìb LA TùssA. Bìsolvere la i 
Allentare eoo bevande od altr 
troppa viscidità de' mochi catarr 
Mass. s. m. T. di Ferr. ifosso. 
pietrone sodo od meno del < 
sta fermo il ceppo del maglio. 

Mass. s. m. T. de* Fon. Pigna, 
ncse a cono scanalato con coi 
r unione de' l^nuoli per lare un 

Mass. s. m. T. de' Sl di P. Bus 
Arnese £itto di bossolo di cui si 
vano gli stampatori de' panni < 
drappi quando gli stampano o 
ciano. 

Mass a a5Ma. T. de' Fon. Pign 
anima. Quella che oltre ai caos 
stemi ne ha uno intemo per 
vervi l'anima del cavo. 

Mass gross. T« de' Fon. Tira. 
de di castello di legno nel 
sono girevoli vari stornelli che 
pannano i fili da essere impalma 
(bigordi) V. Mazz. 
Massa, Monte, Amn 
indeterminata di qw 



legnuoli 

Massa, s. f. 

Quantità 

materia. 

Massa. 



s. f. Ragunata, Rai 
Moltitudine di persone. 

Massa, s. f. T. Mil. Piatta, A 
Il danaro che si risparmia o si 
trae ogni giorno dalla merced 
soldati e che ragunasi per essei 
dato ad un tempo dato. 

Massa, s. f. T. de' Mar. Fusto 
majuolo, Qudla parte del caniìn 
sporge dal letto e dalla quale e 
disperdesi il fumo. 

Màssk d' BiRiccHéif. Mano o B 
di biricchini. 



MA 

Massa d* rud. Massa o Ammasso di 
letame, di scopature, di concime ecc. 
V. Rad. Dicesi — Lello, quel qua- 
dralo dì letame che si dispone nel 
campo da letamare per fargli termi- 
nare la sua macerazione. 
In kassa. In combutta, cioè Tutt* in- 
sieme. 

SiT DLA HASSA. Lctomajo, Mondez* 
zajo. Laogo dove si raguna e si am- 
monta il letame o le scopature della 
casa quando non s' infossa nella buca. 
Sterquilinio. 

ToÉuR su IN HAssA. Prendere a mazzo 
all' imbracciata. 

XissÀCHER s m. iface//o. Scempio, strage. 

Massacri, add. m. Trucidato. Ucciso in 
modo violento e crudele e per lo più 
con arme da taglio. 

Massacrar, v. a. Trucidare. Fare strage, 
tagliare in pezzi. Uccidere violente- 
mente, barbaramente. 

Iassàr. s. m. Massajo. Chi presiede ai 
lavori di un podere. V. Mzader e Re- 
idòr. 

MassIr del consórz. Massaro, Sacer- 
dote ispettore de' beni stabili del Yen. 
Consorzio. 

MissÀRA. s. f. Capoccia, Massaja, V. 
Rezdòra. 

Che colpa gh' a la gatta se la has- 
siRA à MATTA? Che colpa n' ha la gatta, 
se la massaja è matta f Qui mas- 
saja, vale fantesca o serva. 

Vassarìa. 8. f* Stogigli, Piatteria. Tutti 
i vasi di terra per uso di cucina. — 
Stoviglie, — ed anche in modo scher- 
zevole, — Stoviglieria. I vasi più noti 
costituenti il complesso de' stovigli di 
cucina sodo: 

PIATTERIA. 

Basla Concola, Rigover" 

natojo. 
Baslott .... Catino, Lavatojo. 
Bastardèla . . . Terrina. 

Bocal Boccale, 

Bocalén .... Boccalino. 
Bocalòn «... Boccalone. 

Broca Brocca, Mezzina, 

Fiasch .... Fiasco. 
Fiasch da Toli . Vettina. 



MA 



55 



Fia- 



Fiaschén 

schèlt. . . . Uteilo. 
Frutterà. . . . Fruttiera. 
Insalatèra . . . Insalatiera, 
Piatlén'na • • ^ Scodella. 

Piatt Piatti. 

Pugnata. . • . Pignatta, Pentola. 
Pugnatén . . . Pignattino, Pentoli' 

no. 
Salsèra .... Salsiera. 
Scudèla .... Ciotola. 
Sluaroèula . . . Stufiera, Stufajuola 
Suppèru .... Zuppiera, 
Suprén da mostar- 
da Mostardiera. 

Tazza da brod. . Tazza o Ciotola da 
brodo. 

Test Testo. 

Tgam .... Tegame. s 

Tgamén. . . . Tegamino. 

Tond Tondi, Piattelli. 

Trìgn • . . . Orci. 
Vas da conserva . Orciuoli. 

Massàroeul del crón. Massajo. Il cu- 
stode delle cose mobili spellanti al 
Comune, incaricato anche delle pic- 
cole spese, ecc. 

Massaròn. s. m. Massajone. V. di reg. 
Grosso massajo. 

Massaròn'na. s. f. Una bella tacca di 
donna. Una grassottona. Una tarchiata 
massaja. 

Masséll. s. m. T. de' F. Ferr. Massello. 
Ferro ripiegalo più volle sotto il mar- 
tello, e quasi rimpastalo per renderlo 
più dolce e purgato. V. Mazzèlt. 
Masséll. s. m. T. di Ferr. Massello. 
Quella mole di ferro già colato che 
si vuol ridurre a qualunque sorta di 
manifattura. 

Massih. aw. Massimo, Massimamente. 
V. Màssma. 

Massix DLA pìn'na. Pleno della pena. 
Al massim. Al più, A tutto fare. 

Massima, s. f. Massima. Precetto impor- 
tante verità evidente provala dal- 
l' esperienza. 

RiTGNÌR 'na massima. Ai^cr presente 
wia regola, un principio. 
Sposar 'na massima. Fissarsi in capo 
una stortura o scmpliccmeiile un idea, 
Fig. — Ostinarsi, Incaparsi. 

Massìzz. add. m. Massiccio j Appannato. 



56 MA 

Diceù di pom grofiSJ ? §o&ld», e por- 
laoduM £ mec^, MmsteUù, per cui 
Oro^ or^ealo ^' MOMelfo^ diitsà uo 
lavoro totto oro o argeolo asfr- 
sier». 
IJAsgm. Figorat. ^rmtso à' le9Mflir^ 
JM ^aua pasta- Sempiice, scioeeo, 
seempiaCo, materiale, grossolaiio. 

Masslì« adiL m Mastellaio. AbbaloUalo, 
aogoato. y. Xasslar. 

UàssLàDtmA. s. t T. de* F. Ferr. Massei- 
lalura. L'atto del massellare e lo 
6tato della cosa massellata. 

MasslIk. att. T. de' F. Ferr. Massellare^ 
Rimpastare il ferro a massello solF io- 
codiiie. Auginare, acconciar dotf pozi 
di ferro io modo da poterli bollire 
iosieme, talché battendoli mentre so- 
no infocati ven^no a formare an 
farro andante della stessa grosseiza. 
XassOb. att. T. di Ferr. Abballottare. 
Dicerì del ferro che si rappiglia a* 
masselli, prima che arri\i nel fondo 
del forno, d'onde non può uscire 
che squagliato. 
Masslìb. Mascellare. Aggiunto per 
lo più de' denti, che pur si dicono 
Molari, e son quelli che tritano il 
cibo in bocca. Usasi anche sostantiva- 
mente per indicare tutti i molari. 

MASSLÈn» s. m. T. de' Chiod. Bostiecù 
Scorie del ferro. V. Marògna. 
KàSStÉn. s. m. T. di Ferr. AbbaUot- 
tatara. Quella spezie di pallone for- 
mato di più maséetti o ballotti, co- 
me dicono coagulati, e uniti insieme 
nel fondo della fornace, d'onde sen- 
za disiarli non si possono trar fuora. 

MiSSLùif* s« m. MasceUone. Percossa data 
nella mascella. Ceffone, mostaccione, 
gotata. 

Masslòii ARvéas. Rovescùme. V. Mao- 
anrèrs. 

Miasma, s. f. Ma$$ime^ Massimamente, 
ncutamente, segnatamente, partico- 
larmente, special uien te* 

Massùh. s. m. T. Furb. Compagno, Amico. 
Forse da Frère$ Magons. 

Mastài. f. m* T. d' Agr. Mastietti. Que' 
due ritti loiissi nello scannello del 
carretto dell* aratro composto, che ten- 
gono lo mezzo la bure. 

Maìtàll. i. flou \jUa$ti^tlo. Pinolo di legno 



MA 

!J o d'altro, mtstào pcrcliè due 

■J cuà matiklfale. comiiacioo ben 

Mastalùs. s. b. Stage. Specie di 

«arde, che eoog^un^Mio, lidie 

lillereece, lo srannrMo alla sala 

Masiìla. a. C. MatleUa. Vaso ton 

legno, poco allo e più largo dì 

dSt di fondo entro il ^lale m 

a* pescfrendoli il pesce salato. 

Mastzla. a. t T. de' Birr. Tàè 
Sorta di grande mastdfo Mna^ 
mUe alb tinona entro il ^lale s 
la birra dal tino. 
Mastèla. s t T. de' Cae. Va 
panjtare. Specie di dotofone 
spaso di rame non istagnato d 
mette U latte appena monto a 
dare, posare, ecc. per divenir < 
Màsteb. s. m. Maestro, ed anche li 
V. Mèster. 

MisTca. s. m. Xtòro wèastro. V. 
MksTEa DA SOIA. Maestro di n 
Quegli che fabbrica, ripara, e 
concia i mulini. 

Màsteb d' pósta. Maestro di 
Colui che tiene cavalli da posta 
Mism uaaùJ, Màsteb pacqC 
Imbrojòn e Paceiugòn. 

Màsteb bceadòe, capbàsteb. M 
di muro. Capo maestro. Capo 
praotendente di fabbriche. 
Mjsté5. s. m. Con mastino, ed 

assoL Mastino. V. Can. 
Màstich. s. m. Mastico, Mastice, m 

Ragia di lentischio. 
Mastica, add. m. Biasciato, Biasi 

Masticato. 
Mastigàda. s. f. MasUcatura. L'at 
masticare. 

Roba mastigàda. Masticaticci 
cosa masticata. 
Mastigadór. a. m. Masticatore. Fig. 
gione. Mangiatore. 
Mastigadór. s. m. T. di Vet. . 
galore. Ferro ornato di anelli < 
mette nella bocca de' camalli pe 
mover loro la secrezione salivare 
sticatorio, dicesi un legoo cilindr 
derato di tela spalmata con agli 
e pepe il quale si pone in bocca ; 
nimali per riaccendere in loro Tap 
Masticar, att. Masticare. Biase iarc 
bo coi denti. 



^ 



MA 

MastigXr MAE. Ma$ticaeth%are , Den- 
Ueehiare. 

Roba da masticar. T. Med. Mastica' 
torio, Agg. delle sostanze medìcameD- 
tose che si danno da masticare per 
eccitare la secrezione della saliva. 

XASTLài*ifA BA LAVAR zò. Conta. Vaso 
di legno a doghe ad uso di versarvi 
il mono per rigovernare le stoviglie. 

MiSTLòif* 8. m. T. de* Gac. Secchione. 
Gran secchio che serve a trasportare 
il latte nel luogo della quiete. 

Mastra, a. f. T. de* Forn. Arca, Madia. 
Quella gran madia entro la quale i 
fomaj impastano il pane. V. Tavlèr. 
Mastra, s. f. T. de' Tabacc. Mostrina. 
Specie di cassone senza coperchio do- 
ve si staccia a mano il tabacco, si 
raffina e gli si dà 1* odore. 

XiSTRÉH. 8. m. Piccol libro maestro. 
Mastrén del burlòn. T. de' Tabacc. 
Casselki. Quella piccola cassa entro 
la qoale cade la farina del tabacco, 
dal macinatojo. 

Xastròn. s. m. T. de' Tabacc. Fermen' 
latajo? Sorta di grossa madia o cassa 
entro la quale si fa fermentare il ta- 
tmcco. 

liTA. s. f. Pazza, y. Matta. 

Xatàfora e Matàfra. Y. Metàfora e Me- 
tAfra. 

lATALéN. Metallino, Add. di una sorta 
di mantello del cavallo. 

Iataràss o Mataràzz. s. m. Materasso, 
Materassa. Arnese da letto, pieno per 
Jo più di lana ed impuntito, per dor- 
mirvi sopra. Materassuccio, maleras- 
sino, diminut. Il materasso si com- 
pone di 

Passi Fascette. 

Foèndra .... Cic^cto. 

Fiocch .... Fiocchetti. 

Lana Lana. 

Pont Cordoncini. 

Mataràzz. s. m. T. de' Gualch. Fai- 

éeiku Quantità di circa dieci libbre 

di lana scamatata che sia stata unta 

per pettinarla. 
Mataràzz d'créiv'na. Trapunto di 

crine. 
MatarXzz d' lana. Mafterassa. (B. L.) 
Mataràzz o' pènna. Coltrice. (B. L,) 
Mataràzz ELASTicn. Materassa ad a- 



MA 



57 



ria. Quello che ha un solo guscio di 
pelle che si gonfia come un otre. 
NatarazzXr. s. m. Materassaio. Quegli 
che fa le materasse o le vende. Bai' 
tilano. Diveltino, Scamatino, chi 
batte la lana. Vergheggiatore , chi 
batte solo la lana col camato. Le o- 
perazioni e gli strumenti del Mate- 
rassajo, sono: 



OPERAZIONL 



Batter . . 
Gusir . . . 
Limplr . . 
Pontàr . . 
Scarmignàr. 
Scuslr • . 



. Difettare. 
. Cucire. 
. Empiere. 
. Impuntire. 
. Spelazzare, 
. Scucire. 



STRUMENTI. 



Bacchétti 
Canon . 
Cavalètt. 
Goccia . 
Grada . 



. Carnati. 
. Agorajo. 
. Cavalletti. 
. Quadrella. 
. Graticcio. 



Matén'na. s. f. Mattina, Mattino. 

Mat^n'na. s. f. Mattinata. Tutto lo 
spazio di una mattina. 

Vérs hatén'na. a Levante, All' Est, 
All' Oriente. 
Matèria, s. f. Materia. Suhbiclto, argo- 
mento ecc. y. Malteria. 

Matèria, s. f. Pus, Marcia. Umor 
putrido che si genera nelle piaghe. 

Far dla matèria. Mandar marcia. 

In matèria de. . . . In fatto di ecc. 

PiÉN d' matèria. Purulento, Mar- 
cioso. 
Material, s. m. Materiale, e più co- 
munemente nel numero del più Ma- 
teriali. Materia preparata per qualsi- 
voglia uso. 

Material, s. m. T. de' Fond. di Ca- 
rati. Materiale. La lega metallica di 
cui si fanno i caràtteri da stampa. 

Material, s. m. T. de' Mur. Lavoro. 
Le opere di terra cotta fatte per mu- 
rare, come mattoni, mezzane, qua- 
drucci, pianelle e simili. — Disfaci- 
tura, «— si dicono i materiali che si 
ricavano nel disfare le fabbriche. — 
Pietrame, — quantità di pietre. 



KH^ MA 

MATeiUAL. aJcL Materiale. Dello d*oo- 
nio, Vàie di poco ìngegoo, suro, di 
grofM y»hUk t umile, e detto di og- 
getto y tuie — R0210, GroséKilaoo. — 
Nou raggentilito e ripulito dall'arte. 
Hàteiiàl m5. T. de* Foroac. Lavoro 
buono. Lavoro materiale di giusU 
cottura. 

Matcbiàl mal cott. T. de* Foroac- 
Lavoro biscotto. Materiale pochissiiuo 
colto che fci sbriciola e ti farina. 

Matebialóx. s. m. Materialoceio , Buac^ 
fio, Perbona di grosM ingegoo e oiuoa 
(Ic&lreua. 

Matìbta. s. f. T. di Mio. Amatùto ba» 
Milino. Cristallo delle miniere di Sas- 
sonia di colore fioletto, che è on fo- 
sfato di calce. 

Matlòta. s. f. Rii^ha. QocUa parte d* un 
|\aneiollo o ùmik cha ai piega sol 
peno. 

A LA «ATLi^TA, o pìù firanxefaimeDte , 
A LA «ATLòTT. Alla MarùMirraML Alla 
foggia de* marinari, e dìoesì d'abili. 

Matràzi. & m. Malrùccio. Vaso di vetro 
a guisa di fiasco col collo lungo in- 
torno a due braccia e colla bcKSca a 
forma d'imbuto, ad oso di atillare. 

MATaidaiA. s. f. T. Bot Malrieoria, 
Eròa omora. Pianta perenne cbe na- 
sce nei luoghi incolli e nelle siepi u- 
SHta collie ronlrosUmolante. È il Py* 
rc/sruftì parthenium Willd. 

MATaìiOUL. s. f. Matricola. La tassa che 
pagaia Tarlcfice per esercitare la sua 
arie e il libro ove sono regbtrati i 
nomi de' tassati. 

MatricoiA. add. m. Matricolato. E fig* 
— Scallhlo» Mascagno. — Furbo in 
chermisi. 

MAiHicotAH alt. .Volrioolcire. R^istrare 
alla mauicola. 

MATamòNi* s. m. Spo$alizio^ dìcesi la 
solenne nromessa di Matrimonio; il 
quale è l'atto tifile e religioso che 
unisce l'uomo alla donna. — Man- 
eggio? — diccsi meglio la celebra- 
zione ilei matrimonio, e — Noxse* — 
^no le feste che sì fanno avanti o 
dopo ì! matrimonio. Difesi — Miso* 
giimi^, — l'avversione al matrimonio. 
Matriv^i d' co5ve.ni1nju. .Vi^/io^ao, 
Mf»ffimofifO tra un vecchio ed una 



ILA 



£ J 




giovinetta. In limiii akì i Ta 

gliono dire dae — Wamam J 

insieme, — cioè fl 

vo Testamento. 
MATaiaoKiiL. Jfa 

cose apparteueitti al 
MàTtiCm^KA. 5. L "' 

gnora di grave 
Matt. & m. Folle. Con 

svanito di samo e 

— dicesi dii ha 
dd cerebro e tà 
strani. — Pano, — è dii ai e 
per insania ad atti ^ideati. - 
mente, — dieesi dà è privo di 

— Delirante, — è du aoAv 
mento dì ragioiie, die ae dìvica 
rende Tnomo — Fimetico, e 
mente — Furioso. 

Matt. a. m. Fig. Mmmtamtr^ 
Volubile. 

Matt. s. m. T. di Giooe. San 
quarto di mattone die si pi 
terra per lo ritto eoo sowi i 
delle poste e contro il qnale ai 
la piastrella nd giuoco dd matu 

Matt. add. ra. Faiào. Cosi 
delle perle e de' coralli artifid 
Finti diconsi di fiori fatti eoo 
stoila, o fili di boBolo. 

Matt* Malefico. Agg. di fung 
eivi velenosi. 

Matt adré a 'ha cosa. Sfepgtù 
den temente amante di cbecbesia, 

Matt coè uh gavalu Matto à 
cotte. Matto spadaio, matto sp 
matto tredici mesi dell' anno. 

Matt da ligìr. Pazzo da 
Pazzo furioso, pazzo da spedale, 
legatojo. 

Matt da tarocc. Mallo. So 
trionfo de' tarocchi il quale si 
quando si vuole ma che non 
alcun seme. 

Matt fcriòs. Matto frenetico. 
niaco, — Furioso. 

Matt pr*il dokki. Donnajo. 
mànt. 

AX FAR aiGA EL MATT. SiOrC 1 

rc/fo. 

Aver del matt. Sentir dello 
Aver del pazzo. 

Cri scaivA rx ratt fa cna 



HA 

cfORNADA* Chi escila il malanno j ha 
buon di e buon anno. 

Colf 1 VATT A6H VOèUL EL BASTÒN. A 

carne di lupo zanne di cane, — A 
un popol pazzo un prete spiritato. 
Cosi da dventàr matt. Cose da far 
impazzare Salomone, — da far gi- 
rare gli arcolaj. 

Da matt* Modo avverb. Alla rim* 
pazzata. (Bart.) Pazzamente, all'av- 
ventata. 

DviiCTAR MATT. Ammattire, Diventar 
matto, e scherz, — Smarrir l'uscio. 
— Dar nelle girelle o ne* gerondìj. 
^ Infollire. 

Dvintah matt adré. 'impazzire in 
una cosa o di una cosa. 
Far dvintar matt. Infrenesire. Tor- 
turar la pazienza, Cimentare. 
Far el matt. Folleggiare. Dar nel 
matto. Far pazziuole. Piacevoleggiare, 
Far le baje. 

Far il cosi da matt. Far le cose 
alt impazzata, — pazzescamente, alla 
pazzesca. 

Mbzz matt. Matterullo. 
Parlar da matt. Dir pazzie. 
Trares matt. Darsi al pazzo. Fin- 
gersi pazzo. 

Vrérgh I SAVI E I MATT. Volerci del 
bwmo. — Volerci gli argani. — Ab- 
bisognar di molto per far fare una cosa. 
ZuGAR A MATT. Fare Giuocare al 
Sussi o al Mattoncello. 
■atta. s. e add. f. Pazza, e dicesì di 
fefloimina. 

Matta, s. f. T. dì Giuoc. Comodino, 
Natia. ( y . d' u. ) Carta cbe nel giuoco 
della bazzica si fa valere per quella 
carta qualunque che più ci conviene, 
ed è per lo più un sette tra noi, un 
sei in altri luoghi d'Italia, il nove 
dì quadri in Francia. 
Kattàda. s. f. Mattezza, Cervellaggine. 
Azione da pazzo, pazzia. Mattia. V. 
Matteria. 
Iattàna. s. f. Mattana. Spezie di ma- 
lineonia. — Capriccio, — Ghiribizzo, 
grillo, farfalletta, cricchio, ticchio, u- 
more. 
Cazzar via la mattana. Smattonarsi. 
Cavarsi la m«iltana, uscir di mattana, 
prendere qualche ricreazione. 



MA 



59 



Saltar la mattana. Saltar il ticchio, 
venir il ghiribizzo, il capriccio, ecc. 
Mattàzz. i. m. Caporotto, CervellaC' 

do. 
Matténna. 8, f. Mattino. V. Matén'na. 
Matteria* 8« f. Mattezza. — Mattia, 
Pazzia. — Cosa da pazzo, non che lo 
stato abituale di pazzo. Follia , demen- 
za, mentecattagine. 
Matteria, s. f. Cervellaggine. Capriccio 
strano e pazzesco. 
Matteria Matterone, Mattacchióne. 
Quasi matto, e dicesi sost. di persona. 
Matteria umana. Sost. Pazzerello, 
Pazzerella. 
Saltar- su la matteria. Dar nelle 
smanie. Entrare in collera. 
Matterii. s. f. pi. Pazzie, — - Stoltezze, 
Follìe, Forsenataggiui. 
Far dil matterii. Pazzeggiare. — 
Pazziare, Folleggiare scherzevolmente, 
inconsideratamente. Dare in pazzie. 
Matterioéula. 8. f. Pazziuola. Leggiera 

o piccola pazzia. 
Mattòn. s. m. Pazziccio. Alquanto pazzo. 
Mattòn. 8. m. Compagnone, Giovia- 
Ione, Uomo piacevole e di buon tempo. 
Faceto, allegroccio. 
Mattòn. s. ni. T. di Giuoo. Sussi. 
V. Malt. 
Mattonéla. s. f. Granio/a/a. Gelato non 
molto sodo perchè poco si tiene nel 
ghiaccio. 

Mattonéla. s. f. Caciotta. Specie di 
gelato cosi detto dalla sua forma di 
piccol cacio e poco dissimile dalla 
gramolata. 
Mattonéli. s. f. Stampini, e con voce 
d'uso, — Mattonelle. ^- Cassettine 
con lati spasi entro le quali si ten- 
gono le gramolate. 
Mattòn'na. 8. f. Giovialona, Atlegroccia. 

Donna di carattere allegro. 
Mattutén. s. f. T. Eccl. Mattutino. La 
prima delle ore canoniche. 
Mattutén, mezz matt. Matterello. Paz- 
zerello, matterullo. Alquanto niatto. 
Dir mattutén. Mattinare. Recitare o 
cantare il Mattutino. 
MXvLA. s. f. Svogliataggine. Pigrizia. 
Far ola màvla. Baloccarsi, Oziare, 
Far svogliatamente e ad intervalli il 
proprio dovere. 



60 



MA 



Miz. g. 01. ( X »spni ) Uaggiù. II i|Oinlo 
mese deiranno. 
Pu?iTAR siz. Piantare il mofoi. 

QCA^IO lÀZ fk L* OBTLiS TOCIT SU L* SAUI 

fi TA rn Gai2i. Proverbio. Mofpa or- 
loloRo assat jNiylia j( poco frama, 
cioè le abboodaoti ^o^gie in Ul mese, 
daDoo molta paglia e podie spighe. 
MAZAmÌR. aU. Maetrart. llettere, tenere, 
o star io macero. Y. Masrìr. 

MaZÀTEGH O HAZé^GH. 8. ID. T. d' AgT. 

Fieno maggese. V. Fcn. 
Mazàtegh o HAZéxGB. T. d' Agr. Jfoj^- 

<7e«e^ Maggiatico» k%%. de* raccolti 

di maggio. 
Màzee. add. m. Macero. Macerato. V. 

Maser. 
Mazéia. s. f. ( z aspra ) Maceria. Maceia^ 

muriccia. Massa o monte di sassi o 

— Moro a secco. 

MAZLéN. s. m. (z doke) Macellerò, 
Macellaro. Che fa professione di am- 
mazzar bestie per far carni per lo 
più bovine. V. Mazzén. 

Mazòch. add. m. (z aspra) Corrotto, 
Putrido. E dioesi del legno guasto 
per esser stato troppo esposto all'acqua. 

Mazuràra. s. f. T. Bot Maggiorana, 

— Majorana, Persa, Sansuco. — Er- 
ba nota, di cui ne ba due sorte, la 
nera e la bianca; quest'ultima riceve 
anche l' aggiunto di gentile. È V Ori- 
ganum majorana dì Linn. 

Mazuràn A SALTATGA. T. fiot. Erba da 
acciughe. Erba comune per le cam- 
pagne che non serve troppo bene 
come foraggio a' bestiami. E V Ori- 
ganum vulgare di Linn. 
Mazurca. Massurca, Ballo Rosso o Po- 
lacco. 
Màzz s. m. Mazzo. 

Màzz. 8. m. T. d*Agr. Picchiollo. 
Mazzapicchio manevole, con cui si 
diricciano le castagoe. 

MàZz. 6. m. T. de' Canap. Mazzo. 
Gran fascio di canapa lavorata. 

Màzz. s. m. T. de' Chine. Caporesto. 
Filza di coralli di una data misura, 
composta di 150 a 160 grani, che 
dfve pesare undici once. 

Màzz. s. m. T. de' Stracc. Trafusoh. 
Unione di più faldelle di pennecchi 
di filaticcio. 



MA 

Màzz b aj o b* zwou. Resta 
o eipoUe. 

Min DA sTABrADÓB. Mozzi. 1 
cnù che usano gli staoqMtori p 
r ioeliioilro. Si compoogono di 
Creii sa • • • • Cernie» 
Manegh. • . • Mamieo. 
Pela POk. 

Mizx Dcam. Mazzo. — P 
carte. Tolta qoella quantità ii 
che serve per gìoocare. 

Mizz DEL PAm. Mazzo da gu 

Màzz DE zresi. C»Dcea di cirit 

Mizz dl'aspa. Spallette. I du 
che reggono il naspo. 

Màzz d' pi^i'hi d' uttri eee. 
di penne, di lettere e simili. 

Màzz d'fiòr. Mazzo, Piccola 
tità di fiori legali insieme. — 
ria — quella verzura che si agj 
ad un mazzo di fiori. 

Màzz d' siz. Fastello di eeci i 

Màzz n^ini foll da carta. Ji 
Maglio. Spezie di grosso marie 
pestare i cenci. Ha: 
Biétta .... Galùmzola. 
Cavcioèula . . . Ckia^^rdeUa 
Golétta .... Camera. 
Merletta. . . . Chiave, Chii 
Nasélt .... Bocciuolo. 

Ponti Punte. 

Staffa Staffa. 

Stanga .... Stanga. 
Tramézz. . . . Cavatlieri. 
Zercétt .... Ghiera. 

Dar l'acqua ai màzz. T. di C 
Dar la docciala» Mandar un fi 
equa nel ceppo della gualcbicrs 

Far su i màzz. Ammazzare, Ai 
zolare. 
Mazza, s. f. Mazza. Martello assai 
con manico lungo che serve 
bricare il ferro nelle fucine ba 
a due mani. 

Mazza, s. f. T. de' Bast. Mai 
Piccolo maglio di legno per u 
bastajo. 

Mazza, s. f. T. di Ferr. Masso 
grosso dado di ferro che pò 
masso del maglio e nel quale i 
saldamente l'incudine del magi 
Mai. 

Mazza, s. f. T. de' Stamp. I 



MA 

Spranga di ferro inopìanlata nella vi- 
te del torchio da slampa tra le spire 
e 11 pirone e che fa col suo moto ab* 
bassar il piancllo per stampare. 
Mazza a du pian. Mazza a due boccile. 

MlZZA DEL BACCIÒCCB DEL BATTÉNT. 

Malerozza, Pera. Quella parte più 
grossa dèi battaglio che battendo sul 
labbro della campana la fa suonare. 
Mazza d'légn'. Mazzapicchio, Ma- 
glio. Strumento di legno In forma di 
inartelloy ma di molto maggiore gros- 



MA 



61 



Mazza dla comunità. Mazza. Spezie 
di grosso bastone d'argento, distin* 
tivo del Corpo municipale. 
Mazza o ÌIazzàda. Macellamento. Il 
macellare, e dicesi propriamente del- 
la macellazione de' roajali. Per esempio: 
A sÉMiiA al tehp dla MAZZA. Sxamo 
al tempo di macellare. 
Iazzì. add. m. Ammazzato, Ucciso. 
lizzABèccH. s. m. T. d'Arch. Berta, 
Castello. Macchina da piantar pali e 
palafitte sulle quali assicurar le fon- 
damenta degli edifici. Le sue parti 
sono: 
Cavicc' .... Cavigliuoli a sca* 

letta. 
Co .... . Capi, Fili, 
Corda .... Canapo. 
Galtèi . . . • AsciaUmi. 

Guidi Verginelle. 

Manétti .... Manigli, Orecchi. 
Mazzabècch o Maz- 

zÒQ .... Maglio, Gatto. 
Piantòn • . . . Sproni. 
' Zidèla .... Carrucola. 
U Battipalo è una macchina simile 
al Casieilo ma più piccola. 
Mazzabàcch. s. m. Gatto. V. Mazzón. 
Iazzacàn. 8. m. Ammazzacani. Uomo 
incaricato di ammazzare i cani erra- 
boodi o sospetti di rabbia. Canicìda. 
Tra noi facevasi uso d'un randello, 
ora si irretiscono e si custodiscono in 
gnbblc finché sono affogati in un ba- 
gno di calce, o restituiti. 
lazkCkWAJ. s. m. Strapazzator di cavalli. 
UzzACBisTiÀN. s. m. Carnefice, Crude- 
laccio. Ck>liii che senza alcuna pietà 
fa rifiofre di stento chi è costretto a 
servirlo. 



MazzacristiXn. 8. m. Fig. Carico da 
bufali. Cosa molto grave e difficile a 
maneggiarsi da una o poche persone. 
Mazzàda. s. f. Macellamento, Uccisione 
di bestie macelleschc, ed anche — 
Massacro, strage, scempio. V. Mazza- 
mènt. 

Mazzàda. s. f. Sdrucio del porco. 
Il giorno che il porco è aperto e ta- 
gliato per salarlo, e che per lo più 
si fa festa in famìglia. 

Mazzàda di sam. T. d'Agr. Smela*^ 
tura. Il tempo in cui si uccidono negli 
alveari le api e si raccoglie il mele. 
Mazzafràda. s. f. Mazzaferrata. Gros- 
so randello a foggia di clava avente 
la testa cinta di ghiera e annata di 
punte. 
Mazzafrùsta. s. f. Mazzafrusto. Frusta 
fatta di varie catenelle di ferro fer- 
mate da una parte ad una mazza di 
legno e aventi dall'altra delle palle 
di ferro con punte. 
Mazzagàtt. s. m. Terzetto. Pistola pic- 
cola da tasca. 
Mazzamènt. s. m. Ammazzamento, da 
Ammazzare, ma usata da noi il più 
spesso nel senso di — Uccisione. — ^ 
V. Mazzàr. — Suicida, dicesi l'ucci- 
sore di sé stesso. 

Mazzamènt del fradèl. Fratricida). 

Mazzamènt del pader. Parricidio. 

Mazzamènt dla madra. Matricidio. 

Mazzamènt dla hojera. Ussoricidio. 

Mazzamènt d'un om. Omicidio. 

Mazzamènt d' un ragazz. Infanticidio. 
Mazzamoschi. s. m. Moscancida, Telajno 
portante uno spago tra i cui trefoli 
è ravvolto uno stecco in guisa che 
lasciato a sé per la forza con cui si 
svolge lo attorcigliamento dello spago 
batte celerementc il muro ov*é la 
mosca. 
Mazzapioèucc'. s. m. Scherz. e bass. 

Pollice. V. Tojapioèucc. 
Mazzàr att. Uccidere. Privar di vita gli 
esseri animati. Ammazzare vale ucci- 
dere con mazza. 

Mazzàr. att. T. di Cart. Ammazzare. 
Fare o comporre mazzi di Carla. 

Mazzàr. att. T. di Giuoc. Ammaz- 
zare. Prender con caria superiore le 
carti inferiori dell' avversario, ed an- 



62 



MA 



che saperare il ponto dell' aTremrio. 
MàZXÀM DA ASSASStn. TruddoTe. Uc- 
cidere crudelmente. 
Mkzxku I BO. Accoppare. Uccidere i 
buoi coi ferir loro la coppa colla da* 
ghetta, troncandogli la midolla spi- 
nale tra r ultima vertebra e la nuca. 
Mazzàr f Gozzé5. ilecorare. Voce 
d*uso. Ferìrli nel cuore coll'aceora- 
lojo. 
Mazzàr il rèsti. Macellare. Lo ucci- 
dere cbe fanno i becca] le bestie per 
venderne le carni appczzate. 

Mazzàr il pecri. Scannare. Uccidere 
le pecore tagliando loro la canna della 
gola. 

MazzIr I SAH. T. d'Agr. Smelare. 
Cavar il mele delle casse, o amie, o 
alveari, uccidendo o abbracciando le 
api. 
Mazzàr prihèra. T. di Giooc. Am- 
mazzar primiera. Diccsì nel giuoco 
della Bambara quando si ha il punto 
del cinquanlacinque. V* Primèra. 

Mazzàr un esercit. Tagliare a pezzi. 
Far strage e scempio di un esercito 
vinto. — Massacrare è voce Francese. 

Mazzàres. n. p. Uccidersi. Morir per 
caduta o per altra involontaria ca- 
gione. -^ Suicidersi, — darsi di pro- 
pria mano la morte. 

Mazzàrcs a lavorar. Fig. Ammaz* 
zar9ij per Afibticarvisi intorno assai. 

Mazzasétt e strùppia quattòrdes. Am' 
mazzasetle, — Cospettonc, Bravaccio, 
Trinciante. — Dìcesi di chi fa il 
bravo o il Rodomonte. 

Mazzèll. 8. m. Macelleria, Ammazza^ 
lojo. Luogo dove si macellano le be- 
stie grosse. — Scannalojo, — quel- 
lo ove si scannano e macellano le 
bestie minute. 

Mazzèll. s m. Macello, Carnificina. 
Uccisione o strage grande di persone. 

Mazzén da bo. Maceliajo. 

Mazzén da gozén. Norcino, Scanna- 
porci. Chi uccide i suini cnll'accora- 
lojo il quale dicesi poi — Insalatore, 
— se manipola le carni e né' fa sa- 
lumi da serbo. 

Mazzén da pÉcni. Beccajo. Scannatore 
di pecore, becchi e sim. animali. 

Ma/zér. s. ra. Mazziere. Servo di Ma- 



MA 

gistrato die porfa avanti a* suoi i 
b OMziai lo segno d'autorità. 
MAZZÉrr. s. m. MazzeUo. — Maza 
SfaizoteUo, Mazzuolo. — Dim 
Mazzo. 

Mazzbtt. 8. Di. T. di Cuc. Saci 
BoUome. Pezzetto di tela entro il 
si lega dell* aroma che si vu 
bollire senza che si disperda, 
perchè lasci sfilar le sue pai 
fine. 

Mazzétt. s. m. T. di Giuoc. 
zamento. L'atto di accozzar le 
— Accozzata, la riunione di 
tutti gli onori in una parte de 
zo favorevole al datore. — Moi 
cesi ciascuno di que' mucchi d 
che si danno al giuoco de' ti 
scoperto o sulla Uvola. 

Mazzbtt. s. m. T. di Masc. Mi 
Si chiamano cosi i ferri vecchi 
dai piedi dei cavalli e piegati 
nella punta, mettendo a cont 
due branche in modo che gli 
siano al didietro, dentro la qu 
pertora si mette una o due m 
ferri o quarti che si fermano 
stremità. 

Mazzètt n' PAGARò. Mazzo 
gherò. Mazzo di 40 polizzini d 
a stampa. 

Far el hazzètt. T. di Giuoc 
zar le carte. Far fraudi nel 
perchè ci vengan le carti bu 
mano. 
Mazzétta, s. f. In generale, ilfa 
Piccola mazza. 

Mazzétta, s. f. T. d'Agr. 
Strumento da poco introdolt 
nostre campagne usato per 
con ispeditezza e risparmio la 

Mazzétta, s. f. Mazzetta. Ma 
cui i cesellatori battono le 
d' argento. 

Mazzétta, s. f. T. de' F. Feri 
fello a terzo* Quello adoperate 
terzo lavorante all'incudine, 
regolatore e il battitore di ma 

Mazzétta da hottàm. Mazzuol 
tello a due bocche (a du pia 
che i bottaj battono i cerchi 
comodarli ai tini e alle botti, 
che Parseli. 



MA 

Mazzétta da sfondi. T. de* Rani. 
Martello da tirare. Mazzuola a bocca 
piana per battere le sponde lisce de* 
vasi di rame. 
Mazzòca. 8. f. Capocchia, Caperozzolo. 
£streaiità di mazza, bastone e simili, 
che sia più grossa del fusto. Vale an- 
che tallo di radichio, indivia ecc. 
MAZZoéuL. s. m. Mazzuolo. Spezie di mar* 
tello di legno ad uso. di vari artigiani. 
Mazzoèul. s. m. T. d'Agr. Mazza^ 
picchio. Scotola. Maglietto di legno 
coi quale si batte la canapa sul ciocco 
da diliscare prima di passarla alla 
maciulla. 

Mazzoèul. s. m. T. di Gualch. JUar- 
telletto. Arnese di legno che serve per 
sé solo a far operare le forbici de' 
cimatori. 

MAZzoéuL- s. m. T. de* Scarp. Maz- 
zuolo. Martello di ferro col quale gli 
scarpellini e gli scultori lavorano il 
marmo. 

Mazzoéul. s. m. T. di Vet. Mazzuolo. 
Istrumento di legno di bosso adope- 
rato a percuotere sul dorso delle fem- 
mine onde praticare la flebotomia. 
KizzoéOLA. s. f. T. dei Magn. Maz- 
zuolo. Martello con due bocche. 
Mazzoècla. s. f. Stecca da princi» 
pianti, Asticciuola da giuocare al bi- 
liardo, che ha in cima un ceppe! to 
di legname incavalo in modo che 
abbraccia la bilia. 

Mazzoéula. s. f. T. de' Bast. Maz^ 
zuolo. Maglietto di legno per forare 
ie pelli il cuojo collo stampo. 

Mazzoéula. s. f. T. de' Gapp. MaZ' 
setta. Mazzuola. Quell'arnese con 
che si scocca la corda dell'arco nel- 
r accordellare il pelo. 
Mazzoéula da fono. T. de' Ram. 
Martello a costolone. Quello che fini- 
sce io bocca tonda, che ha il còllo lungo 
e l'occhio alla estremità opposta ove 
sta piantato il manico a squadra. 
Mazzoéula da incassadùri. T. degli 
Àrm. Mazzuolo. Maglietto di legno 
per scavare colla sgorbia i vani delia 
cassa da archibugio. 
Mazzoéula da tass. T. de' Ram. Cor- 
foto. Sorta di martello con bocca tonda 
<ia spianare. 



MD 



(53 



Mazzola, s. f. Azzimella. Pane fatto di 
pasta azzima, cioè senza fermento, 
non lievito. 

Mazzolàda. 8. f. Mugliata. ( V. di reg. ) 
Colpo di maglio. 

Mazzolar, att. Battere o percuotere col 
maglio. 

Mazzolar, att. T. d'Agr. Scotolare. 
Battere colla scotola il lino o la ca- 
napa. 

Mazzòn. 8. m. Gran mazzo. Un gran 
mazzo di fiori, d'erbe ecc* 
Mazzòn. s. m. Maglio. Grossa mazza 
di ferro per cerchiar tini o per altri 
lavori simili* 

Mazzòn. s. m. T. d'Àrch. Gatto, 
Maglio. Ceppo ben cerchiato di ferro 
il quale lasciato reiteratamente cadere 
fra le verginelle della berta batte la 
testa del palo che si vuol a£Pondare. 
Mazzòn da fond. T. de' Ram. Maglio. 
Grosso martello di ferro, o di legno 
per battere i fondi de' vasi di rame. 
Mazzòn dla stadèra. Romano.Y. Marc. 

Mazzòtt. 8. m. Porcellotto. Majale al di 
sopra del tempajuolo. 

MazzuccIr. att. Mulinare. — Fantasti- 
care. — Stillarsi beccarsi il cervello, 
affaticare l'intelletto. V. Smazzuccàr. 

Mazzùcch. s. m. Capassone. Duro d'in- 
telletto , di poca capacità. Lo diciamo 
talvolta anche per — Matterullo, — 
oppure, in senso di .— Cervello bal- 
zano, incostante. 

Mazzùcch. s. m. T. degli Squer. MaZ' 
zuolo. Martello da squerajuolo. 

Mazzuccòn. s. m* Capassonaccio. V. Maz* 
zùcch. 

Mdaja. s. f. Medaglia. Cosi si chiama 
ciascuna di quelle monete antiche che 
si conservano dagli antiquari, e più 
particolarmente que' pezzi di metallo 
conialo, per onorare qualcuno o per 
celebrare qualche pubblico avvenimen- 
to. V. Monèda per le parti. 
Mdaja. s. f. T. dogli Addobb. Anco- 
netta. Cosi diccsi quel addobbo a fog- 
gia di ancona in mezzo al quale si 
collocano le immagini de' santi. 
Mdaja. s. f. T. de' Coron. Appendice, 
da rosari. (Sarnelll) Medaglia bene- 
detta con impronta di santi che si 
lega alla codetta o tra i paternostri 



64 



MD 



delle corone. L'Alberti in — Coron- 
cine, — la dice anche — Medaglia. 
Mdaja. s. f. T. de* PiU. Medaglione 
dipinto. Dipintura in quadrato che si 
fa per lo più nelle soffitte delle sale, 
de' templi, e^c. 
Mdaja. s. f. T. degli Oriv. LenU del 
pendolo, V. Lènta. 
Mdaja rczna. Medaglia intariarata, 
ossia patinosa, ossidata. 

Mdajàzza. s. f. Medagliuceia. Sviiitivo 
di medaglia. 

Mdaj^n'na MDAJBTTi. 8. f. Medaglietta. 
Piccola medaglia. 

Mdajòn. Medaglione. Grande medaglia, 
ed è anche termine d'architettura. 

Mdajùzza. s. f. Medagliuecia. Sviiitivo 
di medaglia. 

Mdorétt. 8. m. T. d'Ent. Codipede ar- 
boreo, Podura. Insetto atero, molle 
come le forbicine, che trovasi sotto 
le pietre ne' luoghi freddi e umidi 
e che per mezzo di due filetti che ha 
SQtto il tentre si raddrizza, scatta co- 
me una molla, e fa saltare l'insetto. 
£ la Podura villosa Geo£P. 

Me. pron. possess. Mio, Mia, Miei, Mie. 

Él he cavall, La me dònna, I me 

STVAJ, Il me CARTi. — // mio cavallo, 

— La mia donna, — I mici stivali, 

— Le mie carte. 

Me. accus. Mi, Me. Per esempio: 
Me vriv far morir? — Mi volete far 
morire? 

Me. dat. Mi, A me. Per es.: 

S'el me darà I SOLO. Se mi darà o 
darà a me t danari, 

A viX darò del me. Ve li darò di 
mio. (Nelli) 

I ME. / miei. Modo famigliare per 
dire — I miei parenti. 
Mea culpa. M. Lat. Colpa mia, Cagionmia, 
Meànder. s. m. T. d' Arch. Meandro, Or- 
namento architettonico. 
Méga. Vernice della Mecca che usasi per 

dorare. T. Furb. Padrona, 
Mecanìcca. s f. T, de' Carrozz. Marti- 
nicca. Sorta di leva colla quale si 
stringono le ruote acciochè non girino 
precipitosamente nell' andare alla china. 
Le sue parti sono: 
Cndén'na . . . Catena. 
Leva Le\;a, 



ME 

Pontón .... Puntone, 

Rampòn. . . . Gancio. 

Rondell .... Contraliva. 

Stafi Guide. 

Stangòn. . . • Sbarra. 

Topèi .... Guancialetti. 
Meccanica, s. f. Meccanica. Scien» 

l'equilibrio e del moto de' corp 
Meccanica, s. m. Meccanico, Golu 

esercita l'arti (neccaniche. 
Meccanìseh. s. m. Meccanismo. La 

tura materiale dei corpi. 
Mèco. Gergo da piazza. Padrone, < 

da Ergastoli, Direttore, Preside 
Med'dòr Med'dóra. T. d'Agr. - 

tare. Mietitrice, Colui e colei che i 
Med'dura 8. f. Mietitura, lì leii 

Tatto del mietere. Ma il primo 

meglio Falce, 
Medém. pron. Medesimo, 
Mèder. v. a. Mietere, Segare le 

Fig. Raccogliere. 
Mèdga. add. f. usato talvolta sost 

Erba medica. V. Erba mèdga. 
Medgà. add. m. Medicato. Fig. A 

stato per le feste, 
Medgada. s. f. Medicatura, Medicati 

L' alto del medicare e la medicin 

plicata per curare il male. 
Medgàr. atl. Medicare. Curare le 

mite. 
Medgàr von. Fìgurat. Aggiustar 

Trattarlo come merita nel sen 

fargli del male. 
Medgòn Cmadròn. Ostetricante. l 

glitore del parto, perito in oste 

l nostri contadini dicono Medgò 

che al Veterinario e generalme 

qualunque Medicatore non dot 

che più propr. dirassi Medici 

Empirico, Spargirico. 
Medgòn da pegri. Tremmijatro, 

che cura le malattie delle pecore. ^ 

miatria, l'arte di curarle. 
Medgòn'na. s. f. Medichessa. Dicesi 

si per beffe di una medica trice. 
Media, s. f. Mezzo. 

Media, s. f. T. Mus. Mediante, < 

o nota che divide in due terze 

tervallo di quinta. Media dic< 

quarta corda del tetracordo. 
Star a 'na media. Slare a u\ 

mezzo. 



ME 

UR 'if A VEDiÀ. Prendere una via 

zzo. Usar modi tra miti e risoluti. 

'• avv* Mediante, cioè coU'ajuto, 

lezzo, per mezzo. 

R. s. ro. Mediatore, Intercessore. 

li che si intromette tra una parte 

lira. Y. Sensàl. 

)N. s. f. Mediazione. L'atto per 

I buono intercede pel reo, il 

per il figlio ecc., in altro si- 
V. Sensaria, 

6. m. Medico. Dottor fisico, 
■e dì medicina. Y. Dottor. Ar- 
'o, medico di un Principe. 

[£DICH PIETÓS FA LA PIAGA INSANÀ- 

Medico pietoso fa la piaga puZ" 
'e. Chi eccede nella compassione 
i più danno che vantaggio. 
. s. m. T. Furb. Farmacista. 
ER. add. m. Mediocre, Mezzano. 
uiÉNT. m. avv. Mediocremente. 
ITA. s. f. Mediocrità. Persona di 
levatura. 

. att. Meditare, Considerare at- 
nente coli' intelletto alcuna cosa. 
iòN. s. f. Meditazione* 
HA. s. f. Medicina, h* arte medica, 
Lo ciò (^he s'adopera per far re- 
are air infermo la sanità. Si dice 
i. di tutto ciò che serve a por- 
paro, provvedimento o compen- 
ualche inconveniente o sventura. 
KÉN^NA DA CAVÀLL. Medicina dra- 

Medicina da bestie, rimedio 
to. 

s* m. T. d'Ittiol. Mugginetto. 
i dì pesce di mare che l'Alberti 
;$sere senza scaglie. Credo sia il 
l saiiens del Risso. 
ieco. Con me. Con meco. 
>n. Idiot. per Me, Mio. 
V. comp. Meglio. Più bene. 

add. m. Migliore. Più buono, 
k uèi. Alla meglio, male o 
ciò. Il men male che si può. 
A CHI FA Mèi. Fare a chi meglio 
1. 

i MÉJ. Rifarsi. Farsi più bello, 
ì anche Risanare, rimettersi in 

y in forze. Aver vantaggio ecc. 

f. Mele, Miele. Liquore dolcis- 

e noto. Nettare, quell'umor 
, che le api succhiano dal fondo 



ME 



65 



del calice dei fiori, per quindi riporlo 
negli alveoli. Melificio, fabbricazione 
del miele. 

Mela. s. f. Fig. Melassa? Bevanda 
dolce niù che non si vorrebbe e si- 
mile alla melassa. 

Aver la mela in bócca b la fela in 
t'el coéur. Portare il mele in bocca 
e il coltello a cintola. Dar buone pa- 
role e tristi fatti. 
Cavar la mela. Smelare, *— Smela- 
tura, lì tempo dello smelare. 

Melìlssa. 8. f. Melassa, Il residuo dello 
zùccaro raffinato. 

Mélga. 8. f. T. d' Agr. Formentone, Si- 
ciliano* Y. Melgòn. 
Mélga da scovi. T. d'Agr. Saggina 
scopajola. Pianta che produce una 
spannocchia di lunghi fili disposti co- 
me a pennello della quale si fanno 
granate per ispazzare le stanze, detta 
da Linn. Sorghum saccharatum. 
Mélga rossa. T. d'Agr. Melica, 
Saggina rossa. Pianta della famiglia 
delle graminacee i cui semi si danno 
a' piccioni, e talora si fa della farina 
a simigiianza del formentone. É detta 
da Linn. Sorghum vulgare. 
Mélga tajolén'na. Siciliano rosso. 
Formentone di grano piccolo ma as- 
sai stimato. È lo Zea mays, semine 
purpureo. Linn. 

Melgàr. 8. m. T. d'Agr. Saggineto? 
Campo di saggina. (Mélga rossa) 

Melgaroécl. s. m. T. d' Agr. Mezzadro. 
Colui che prende a mezzadria un cam- 
po con l'obbligo di coltivarlo e divi- 
derne col padrone il prodotto. Y. 
Mzàder. 

BIelgarùzz. s. m. T. d'Agr. Campo di 
granturculi. lì complesso de' gambi 
del formentone rimasti nel campo 
dopo levatine le pannocchie. 

Melgàzz. s. ra. T. d'Agr. Granturcule, 
Stocco. I culmi gambi del grano 
turco spogli della pannocchia. 
MelGìUz. Fig. Bighellone. Minchione. 
Melgàzz dla mélga rossa. Sagginale, 
MeligcUe. Il culmo o gambo della sag- 
gina. 

Melghén. 8. ra. Sagginella, Sainella. Sag- 
gina, ossia melica serotioa. Y. Mei- 
ghétti. 



66 



M£ 



McusiiiTTA* f. f. T. BoL Saggina gelga* 

tiea. Fora|;gìo acsai utile pel ootrì- 

meoto de' besliaroi eomooissìmo ne' 
prati ecc. É V Héleus halepensis ài 

Lino. Dieesi anche S'gìavòo V. 
McLGBérn. s. f. Saggmeiie. Le piante 
della saggina rossa Tenute folte e sot- 
tili , e seminate solamente per darle 
in erba al bestiame. 
Melgòsi. s. m. T. d'Agr. Formentone, 

Grafw turco. Pianta nota detta da 
Linn. Zea mayt, da' cui semi maci- 
nati traesi la farina con che si fa la 
polenta. Da moltissimi dicesi impro- 
priamente Melica. V. Méiga rossa. Le 
parti della pianta sono: 
BarbL .... Pannicolo, Chioma, 

Barba. 
Coròn'nadlafoèuja Guajna. 
Fior dil zimi • . Spighette. 
Foèuji • • . • Foglie. 
GandòU .... Torto, Torsolo. 
Melgàzz • • • . Granturcule. 

Pigàl Spiga, Pannocchia. 

Ravisi .... Radici. 
Scartocc'. • • • Glume. 
Zimi Fiort matchi. 

Melgòm BiAnca Formentone o Sici- 
liano òtaneo. Varietà di grano turco 
non molto comune tra noi. È lo Zea 
mays semine albo di Lion. 

Melgòm GOSTÀif. Siciliano grosso. Lo 
Zea mays, semine majore di Lion. 

Melgòn QUARANTÉN. Siciliano quaran- 
tino. Sorta di formentone più precoce 
del cinquantino, detto da Linn. Zea 
moys semine minimo spica compressa. 

Melgòn zinquantén. Cinquantino. Sag- 
gina precoce, che matura innanzi Tal- 
lira, Siciliano cinquantino. Lo Zea 
mays semine minore di Linn. 
BIelgonàr. 8. m. T. d' Agr. Granturcajo. 
Campo messo a grano turco o for- 
mentone. 
Mèli A. s. f. T. Bot. Cedronella, Erba 
cedra, Melaciiola. Pianticella che si 
coltiva ne' giardini e che esala un 
odor vivo di cedro. É h Melissa ofp- 
cinalis di Linn. É base dell'acqua 
delta de' Carmelitani. 

Mèli A zedràda. T. Bot. Albero della 
pazienza. Albero da' cui frulli ^i 
trae il nucciuio eoi quale si in tessono 



M£ 

i pater nostri delle corone. È la Melia 

Azedarach. Linn. 
Xeliosì. s. m. T. Farm. Miele rosato, 

Bfiele in coi sono state rose in infu* 

sione. 
Mémbesl. 8. m. Membri, Membra. Parti 

esteriori del corpo animale, Figurat» 

Mentula, Pene. 

MéSBER DEL CAViLL. T. di Yot. VCT^ 

getta» E dicesì Fodero la guaina che 
la ricopre. 
MehbratCri. 8. f. Membri d' architettura. 
Parti delle cornici o delle modanature. 
Mehoràbil. add. m. Memorabile, Memo- 
rondo, Memoreoote. Degno dì memoria. 
Meioria. s. f. Memoria. Una delle po- 
tenze dell'anima, che fa ricordare. 

Memoria, s. f. Menzione, Ricordo, 
Cenno. 

Memoria, s. f. Ricordino, Ricordo^ 
Anelletto o simile dato altrui in pegflo 
d' affetto e per memoria dei donatore. 

Memoria, s. f. Regaluecio, Regatuzzo,^ 
Presentino. Dono in genere dato per 
ricordo. 

Memoria, s. f. figurai. Tientammentt; 
Colpo che altrui si dia quasi ad og* 
getto d' indurlo a tenere a mente 
checchessia. 

Memoria, Arcòrd. s. f. Memoria. Ri- 
cordo, annotazione, storia e simili. 

Memoria bòn'ha. Memoria fedele, 
pronta, felice. 

Memoria cattiva, balórda. Memoria 
labile, infralita* 

Memoria d'ferr. Memoria tenace. 

A MEMORIA d' òmi. A di dei nati. Ma*» 
niera di dire che amplifica il tempo 



Andar via da la memoria. Uscir di '' 
mente. Cadere dalla memoria. 

Fadigàr la memoria. Caricar la me* ^ 
moria. Affaticar la memoria, Ingros- i 
sar la memoria. Ridurla meno atta a < 
ricordarsi. 

Far gnìr a memoria. Ritornare a me- > 
moria. Rammentare. i 

Far memoria. Fare appunto. Ricordo, 
Nota, Annotazione. Ripensar qualche ' 
cosa sua, con viva memoria e rac- 
cordamento. Rifarsi colla memoria so- 
pra le perdite dell'età nostra passa- 
teci senza prò. 



HE 

Pars gnìr a memoria. Ridursi alla 
memoria. Recarsi a memoria. 
La bòh'hà memoria d'von. La felice 
memoria di uno. Si dice per onorare 
h ricordanca di qualche trapassato. 
PiÉN d' memoria. JUemorioso. 
Rinfrescar la memoria. Tornare alla 
memoria. Fare che altri si ricordi. 

KeioriIl. 8. m. Memoriale, Supplica. 

Mbioriìzza* 6. f. Memoriuccia, Discreta 
ma non potente o ferace memoria. 

lEMORiéN'iiA. s. f. Memoriétta. s. f. Di- 
Miinut. di memoria. 

Mrmohiòn'iia. 6. f. MemorUma, Grande 
memoria. 

Mèm. 8. OL. Segno del meno, 

Mén. Nome compar. Meno, Minore, 
Man. Usata come prep. Trantie, Ec- 
cetto , Salve. 
Far a MàN. Far di meno* 

Mbuabò. 8. m. Modello, Regola. Y. Ru- 
brichètia. 

Mbnadìd (A). À menadito. Per T ap- 
punto , t)enissimo. 

MniDADòRA. V. Mindadòra. 

MerdIr. Y. Mindàr. 

Meudìgcb. 8. m. Mendico. Y. Pitocch e 
Povrètt. 

Kbnecbém. 8. m. Piastriceio. Imbroglio» 
contratto non limpido. 

MsNEGHéii. 8. ra. Meneghino, Menichino, 
Persona della commedia milanese. 

Meherìdi. 8. m. T. Furb. PiatUllo o Ton- 
do. 

MÉif*ifA. s. f. Mina. Metà dello stajo. E- 
mina dicevasi il mezzo sestario de' Ro- 
mani. 
MéN'iiA. s. f. T. de* Min. jtftna. Cavo che 
si fa in un terreno, in un masso, 
nelle mura ecc. per empirlo di pol- 
vere d*arehibuso, a fine di rompere, 
disunire, e mandare in aria le indi- 
cate materie. Chiamasi Camera della 
mina la cavità dove si colloca la pol« 
vere. Barratura, Intasamento la ma- 
teria con che si chiude la camera. 
Galleria la strada coperta e sotterra- 
nea che conduce alla mina. Salsiccia 
la lunga striscia di polvere cucita in 
un rotolo di panno impeciato che 
serve per dar fuoco alle mine. Trac- 
eia, Traina, Sementella. Quella por- 
xione di polvere, che dal luogo, dove 



ME 67 

si deve appiccare il fuoco , si distende 
sino agli strumenti, armi, macchine o 
mine a cui si vuol dar fuoco. Dicesi 
Spillo quel grosso filo di ferro che si 
colloca da una parte del corpo della 
mina dopo che vi è stata introdotta 
la polvere. Raspa la bacchetta di fer- 
ro a foggia di piccola cucchiaja che 
serve per ripulire la camera della mi- 
na. Imbuto il vacuo che lascia la mi- 
na dopo lo scoppio. 
Mén*na a fior d'téra. Focata. 
Mén'ma d* forza. Mina di prim* or* 
dine» Praticata a fondo. 
Dar foéugh a la mén'na. Far giuo- 
care la mina. Dar fuoco alla mina 
perchè faccia il suo e£Petto. 

Fono dla mén'na. Cassa. La parte 
della mina ove sta la polvere, che 
quando questa vi è diccsi più propr. 
Forno, 
Mén'na l'orr. Lanternone, Colui che gui- 
da i ciechi. 
Mèn'namérda. 8. f T. d'Ent. Merdajola 
di Schaeffer. Sorta di coleottero che 
si avvicina alle vere merdajuole ed 
agli Ateuchi, detto propr. Sysiphus 
Schaeff. Cosi chiamasi anche un cole- 
ottero più piccolo che è la vera mer- 
dajola e che vien chiamata dall'Illiger 
Gymnopteurus pilularius* 
Mén'narost. 8. m. Girarrosto, Voltarro» 
sto, Menarrosto. Macchinetta di fer- 
ro, o di legno con ruote e pesi, la 
quale serve a girar lo spiedo per cuo- 
cere i' avreste. Le sde parti sono: 
Cadén'na p Corda • Catenella o Corda. 
Parpajòn . . . Ventola. 

Pés Peso. 

Rodèla del pés • Noce del tornarro* 

sto. 
Rodala del spéi . Noce dello schidio- 
ne, 

Tlar Telajo. 

Yida Vite continua. 

Se è a fumo ha in vece del peso. 
Magnafum . • • Molinello. 
Polghett. . . . Asse, 
Rocchett . • . Rocchetto. 
Oppure se è a molla ha 
Susta e Susta. 

Tambor. . . . Tamburo. 
Mènom. add. ro. Menomo, Minimo. 



68 



ME 



lls5oaÀB. aU. Menomare, Diminuire. 
Marisa, s. f. T. de' LegD. Menarola. Sor* 
ta di succhiello ebe si volge io giri 
eofitinuati eolla mano che tiene l'ar- 
co. Ha: 

Gòmed • • • ^ vlrco. 
Màoegh , . . . Mela o Palla. 
VoaUf, • . • • Verrina o Ingor^ 

bialura- 
Testa* . • • . Mozzo. 
Tiàr • . . . • Manico. 
V. Tràpeo. 

Mènsa, s. f. T. Eccles. Credenza. Ta- 
vola dell'altare sulla quale si poogon 
le cose occorrenti alla celebrazione 
de' divini uffici. Dicesi Mensa anche 
all'entrata assegnata a sostentamento 
del Vescovo ecc. e Mensa dicesi pure 
all' altare. 
Mensìl. add. Memuale. D'ogni mese. 
Méj«soLA. s. f. T. d'Àrch. Mensola ^ Bee- 
catello. Peduccio, Sostegno o reggi* 
mento di trave, cornice u altro dbe 
esca dalla dirittura del piano ov'è af- 
fisso. Mensoletta diminut., Mensolae- 
eia peggiorai, y Mensolone accrescitivo. 
CarleWani diconsi le mensole poste la- 
teralmente al sopraornalo delle porte 
per sostenere la cornice. 

Mènsola, s. f. Sgabellane. Mensola di 
stucco e di legno, a foggia di tavolo. 

Mènsola, s. f. T. de' Setolin. Trapa- 
nello. Sorta di trapano per far i fori 
de' pennelli nelle spazzole. 
M£NS0LÉN. s. m. Credenza. Specie di men- 
soletta su cui si ripongono le ampolle 
per la messa nelle chiese. V. Mènsa. 
Mént. sinc. di Menta usato nelle frasi. 

Cosa t'vén in mènt. Che ti salta in 
capo? Qual fantasia ti prende^ 

Dar a mènt. Por mente. Badare. 

Far a mènt a tCitt. Prestare a tutto 
l'occhio e l'orecchio. (Bir. ) 

TgnÌr a mènt. Ritenere. Tenere a 
memoria. 
Ménta, s. f. Mente. Facoltà d* intendere 
e di conoscere, vaie anche Pensiero j 
Fantasia, Memoria ecc. 

Ménta, s. f, T. Bot. Menta domestica 
da orto. Menta di nostra Donna, 
Balsamo verde. Pianta erbacea peren- 
no di molto uso in medicina e nella 
fabbricazione de* liquori della qualu 



ME 

sono più specie. Le prineipali sono, 
la presente che è detta Mentita crispa 
e le seguente 

Ménta Piperita. T. BoL Menia pipe- 
vita o piperina o viperina. Specie di 
menta poco dissimile dall'ortense ma 
più usata in medìcinR. È la Mentha 
Piperita di Lino. 

Ménta salvadca. T. Bot. Menta ro* 
numa, Menlueeio. Nasce ne' prati orni* 
di ed ha fusto vestito di nodi e fiori 
celestini. E la Mentha pukgium. Lino* 
MercInt da nèva. Apportator di «e- 
^, Neoqjolo. Dicesi di vari Santi b 
cui commemorazione cade nel più fitto 
verno come S. Antonio, S. Biagio, 
ecc. 

MERcijrr DA pannén'na. Drappiere. 
— Panniere, Pannajuolo. — Mercante 
di panni, e a modo di gergo, — Spia- 
tor di pan tondo, — uno che mangi 
molto pane: — un gozzo panajo, — » 
preparato a mangiar molto pane. 

Mercànt da pèss. Pescivendolo. 

Mercant Dà QuÀDER. Quadrarlo. 

Mercànt da rev. Refajuolo. Che vende 
refe. 

Mercànt da seda. Setajuolo. Mercante 
di drappi, che li fa lavorare e con* 
durceli interamente per vendere. 

Mercànt da spèco'. Specchiojo. 

Mergànt da stampi. SlampajuolO' 

Mercànt da téla. Telaruolo. Mef» 
caute di telerie. 

Mercànt da yèn. VinaUiere, Vinùjo. 

Mercànt in cross. Mercatante in di* 
grosso, Fondacajo. 

Far el mercànt. Mercantare. Mercan- 
teggiare, mercatantare, negoziare. E- 
sercitare la mercatanzìa, la mercatura. 

Far oréccia da mercànt. Far aree» 
chic di mercante. Fingere di non a- 
scoltare. 
Mercanta, s. f. Mercantessa, Mercatan- 

tessa. 
Mercantéll. s. m. Mercatantuolo. Mer- 
cante di poche faccende e con poca 
merce. 
Mercantén. s. m. Mereantuzzo. Mer- 
cante che vende le robe a minuto, 
che sta sul taglio, a dififerenzo dei 
mercanti più ricchi, che mandano fuo 
ri i loro drappi in pezze intiere co- 



ME 

fabbrica tori e i fondacaj. 11 iio- 
[ercantéii, si usa per indicare 
juolo a mi nulo 

L. add. m. T. Corain. Ragia- 
. Di buona qualilà, senza essere 
• Mercantile. 

mercantìla. Alla mercanlile, 
itilmente, a modo di mercante, 
in. s. m. Mercantone. Mercatan- 
Ricco e forte mercante. 
A. s. f. Mercanzia, — Merca- 

«— Effetti o robe che si mer- 
ino, merci. 

IETTA, s. f. Mercanziuola, Pic- 
lercanzia. 

;. s. m. Mercoledì. Quarto giorno 
settimana. 

ORDÌ SGURòTT. // mercoledì delle 
, Il dì di cenere. Il primo giorno 
resima. 

.A. s. f. T. Bot. Mercorella. 
:he giova a smuovere il corpo. 
rcurialts annua di Lion. 
8. m. Mercurio, V. Argent viv. 
Dri. s. m. T. d'Astr. Mercurio. 
leta più vicino al sole* 
DEL MERCÙRI. A^cr acuftìC, A- 
gegno. 

lla. s. f. Mercuriale. Nota del 
medio delle derrate che si ven- 
lUi pubblici mercati. 
. f. Merda. Escremento, sterco, 
di ventre. — Mèta, — quello 
che r uomo o il bue fa in una 
V. Cagàda. 
A DI Bò. Bovina. 
A DI CAVÀJ. Cavallina. 
A DiL gallén'ni. Pollina. 
A DIL j' ORÈcci. Cerume. Materia 
ùa che si genera nelle orecchie. 
A DIL PÈGOR. Pecorina. Se è 
licesi — Pillacola e Polveraccio. 
A D*osÈLL. Caccherelli: e se è 

— Calcinaccio. 

A d' pizzòn. Colombina. Sterco 

»mbo. 

R IN t'na MÈRDA. ¥ìg, Impollinare. 

e in una pollina. — Impanta- 

— Dare in un pantano. — Dar 
in un cavicchio. — Imprendere 
jna cosa e poi uscirne a male. 
dop la mèrda. Contar uno zero. 

nulla. 



ME 



69 



'Na mèrda Modo basso di negazione* 
Nulla, — Un bel nulla, Punto punto, 
e più bassam., — La merda che ti 
sia *u gola 

MÈRDA BRÉTTA RÓSSA. aSSO O 

sei, — Cesare o Niccolò, cappa 
o mantello. -— i' una cosa o V altra. 
O tutto o niente. 

PiST AD MÈRDA. Meta. 

Se la mèrda MÒiNTA IN SCÀNN CLA 

spCzza CLA FA dXnn. Sc la merda 
va in iscanno, o pule, o fa danno, 
lì villano rifatto è sempre borioso e 
dannoso. 

S' LA n'È mèrda, L*HA FATTA EL CÀN. 

Tant' è zuppa, come pan molle; — 
O lupo o can bigio; Tutta è fava. 
La cosa torna lo stesso. 
Stimar von cmè na mèrda. — Stima' 
re alcuno come un cavolo a merenda 
— come un'ette, come un fico sec- 
co, una lappola, un bagaltino, una 
sorba, un lupino, un jota, uno zero — 
cioè nalla. 

Merdò€ch. s. m. Merdocco. Unguento 
che si usa per far cadere il pelo sen- 
za rasojo* 
Merdòcch. s. m. T. de' Calcogr. /boc- 
cia d' inchiostro. La parte grassa e 
densa dell' inchiostro calcografico che 
si raggruma ne' contorni del masso. 

Merdòn. s. m. T. de* Pitt. Broda d'in» 
daco. Avanzo puzzolente delia tìnia 
d' indaco dei tintori ridotta a polti- 
glia, della quale si servono i dipin- 
tori di scene da Teatro pei fondi 
neri'bleu delle scene. 

Merél. V. Merol. 

Mergòn Pitt mergòn. Mergo-oca^ — 
Oca -marina. — Uccello che frequen- 
ta il mare e vive in esso cibandosi di 
pesci. Il mergo-oca nero e bianco è 
detto volgarmente in Toscana — Do- 
raenicajìo, — ed altrove — Mergone, 
Garganello, Pollone. — Il mergo-oca 
minore, è chiamato — Monaco bian- 
co, — e volgarmente in Toscana , — 
Smergo, Domenicano minore. 

Meridiàn. s. m. T. d'Astr. Meridiano. 
Cerchio che divide gli emisferi in due 
parti , orientale V una , occidentale 
r altra. 

Meridiana, s* f. Orivolo a sole o sviare 

5 



J70 



ME 



Piano con varie lìnee rappresentanti 
)e ore diurne del tempo vero le quali 
splendendo il sole sono segnate me- 
diante r ombra dell' Ago o pel raggio 
che passa pel foro centrale del Gno- 
mone, Gonarca dicesi 1* orologio sola- 
re delineato sopra un corpo a vari an- 
goli, facce. 

Merìnos. s. m. Merino (Rambelli). Tes- 
suto fino di lana così chiamalo dalle 
pecore spagnuole dette — Merini. 

Merìt. 8. m. Merito j — Pregio, Valo- 
re, — vale anche — Premio, Ricom- 
pensa, Ristoro. 

El sgnór v'n'arenoa mèrit. Dio vi 
rimrnbi, rimeriti, o rimuneri, o 
ristori. Modo di ringraziare o di au- 
gurar bene. 
Pars un hèrit. Gratuirsi uno. Far- 
sene grado con uno. 

Gnìr al mèrit. Venire al punto, a 
tale, a tanto. Di dover fare o dire 
una cosa. 

Meritar, att. Meritare. Esser degno di 

bene o di male secondo le operazioni. 

Meritar la pén'na. Meritare, Por- 

tare il pregio. Esserci utile in fare 

' una cosa. 

Mèrla, s. f. T. d'Ornit. Merla comune 
femmina. La Merla dell' Olina. V. Me- 
rol. 

Merlètt. s. ro. Merli. Becchetti. Parte 
superiore delle muraglie non conti- 
nuata, ma interrotta con distanze u- 
guali. 

Merletta, s. f Saliscendo. Una delle ser- 
rature dell'uscio, che è una lama di 
ferro grossetta, che impernata dall' un 
capo nell'imposta, e inforcando i mo- 
nachetti dell'altro, serra l'uscio o fi- 
nestra: è detto cosi dal salire e scen- 
dere ch'ei fa nel serrare e nell' apri- 
re. Le sue parli sono: 
Gavèla .... Staffa. 
Nasèli .... Monachetto, Nasel- 
lo. 
Pumèll .... Pallino. 
Stanghétta • . . Stanghetta. 
Dicesi Saliscendo a mazzacavallo quel- 
lo a cui si dà leva col pallino fermato 
alia coda e Saliscendh a , manubrio 
quello che si alza colla linguetta nel 
suo mezzo. 



ME 

Merletta. Per similit. Naphnc. Si 
dice d'uu naso lungo oltre l'ordina- 
rio. 

Merletta, s. f. T. di Gart. Chiavetta.. 
Specie di saliscendo con tre feritoje 
posto sopra uno de' cavalieri che ser- 
ve per fermare i mazzi. 

Merletta da fnéstra. Nottolino. Quel- 
la specie di saliscendo che tien chiuse 
le imposte. 

Merletta da parasol. Ferma, Fer- 
maglio. 

Merletta d'legn. Nottola. Strumen- 
to simile al saliscendo, ma di legno, 
e quindi alquanto piij grosso. 

luBADACiÀR LA MERLETTA. Appuntare 

il saliscendi. Farlo star fermo in alto. 

Merlettén. s. ni. Nottolino. Filo di ferro 

imperniato nello staggio medio della 

gabbia che serve come di nottola allo 

sportellino di essa. 

Merlétti, s. f. pi. T. de' Polv. Traverse. 

Regoli di legno che sono imperniali 

ne' catelli delle Batterie e servono. 

a tener sospesa l'azione de' Pestelli 

quando si vogliono vuotare le pile. 

Merlittòn. s. m. Beccone , Castrone, 

Uomo stupido, insensato. 
Merlòtt. s. ro. Merlotto. Merlor giovane, 
e figurat. Balordo, grossolano. V. Me- 
rol. 
Merlùzz. s. m. Nasello o Merluzzo. Il 
Gadus merluccius di Linn. Sorta dì 
pesce salato assai noto. Figurat. Mei' 
Ione. Uom gojffo. 
Merol. s. m. T. d'Orn. Merlo. Uccello 
tutto nero e di becco giallo. Il Turdus 
merula. Linn. 

Mèrol da torra. Merlo y Bricchetto. 
Parte superiore di una muraglia an- 
tica di castello. — Spaldo o Ballatoio di- 
cesi quella galleria che avanza al dì 
fuori all'alto di una torre. 

Mèrol marén. Merlo acquajuolo. Uc- 
cello che abita i torrenti degli alti 
monti detto da Linn. Sturenus cm- 
culus. 
Merzàr. s. m. Merciajo. Colui che tiene 
bottega di mercerìa minuta. — Mcr- 
ciajuolo — vale Merciajo ambulante. 
Merzàra. 5. f. Merciajuola. 
Merzarìa. s. f. Merceria. Telerìe, na- 
stri, stringhe, cappelli e simili. Sì 



ME 

dice anclie della bottega del tnercia- 
jo, e del luogo dove i mereiai ten- 
gono bottega. 
Merzéda. s. f. Mercede. V. Paga. 
Mès. s. m. Mese. Una delle dodici parti 
nelle quali si divide l'anno, e quello 
spazio che comprende il corso lunare. 

Mès. s. ro. Stivendio, Mesata. Paga 
o salario che si dà altrui per ogni 
mese di servigio o altro. 

Mès per mès. Mensuale. In ogni me- 
se, Mese per mese. 

D'un mès, du, tri ecc. — Mensua- 
le, Bimestre, Trimestre, Quadrime- 
stre ecc. 

£l mès d'j'asèn. Maggio. 

El prim del mès. // capomese. Il pri- 
mo giorno del mese. 
Mésa. s. f. T. degli Olton. Conca, Cer- 
tane. Sorta di madia entro la quale 
J'ottonajo getta i suoi lavori nelle 
forme. 
Mesc'. s. m. Ramaiuolo. Strumento di 
legno da cucina fatto a guisa di mez- 
za palla vuota che serve a rimestar 
le vivande e a minestrare. V. Mès'cia. 

Mesc\ s. m. Bocca brincia. V. sotto 
Far el mese'. 

Mesc'. s. m. T, de' Cac. Mestola. 
Quella che serve a separare la ma- 
scberpa dal siero ed è buscherata. 

Mesc'. s. f. T. de' Ceraj. Cucchiaja. 
eie di mestola grande di ferro^ sta- 
gnato ad uso de' cerajuoli. 

Mesc'. s. m. T. di Ferriera. Sgoma- 
Tello. Grosso cucchiajo di ferro, con 
cui il ferraccio fuso si versa nelle for- 
me. 

Mesc\ 5. m. T. de' Vetr. Pappalojo. 
Specie di cucchiaja inastata da dime- 
nare e maneggiare la fritta nella for- 
nace. 

Mesc' fora. Mestola, Schinmatojo. 
Sorta di romajuolo poco fondo e bu- 
cherato a uso di schiumare la carne 
che si fa lessare — Scumarola — di- 
cesi lo stesso arnese quando serve n 
schiumare metalli od altra cosa delle 
arti. 

Aver el mesc' in man. Far le mine- 
stre. Governare, comandare, — TiAio- 
neggiare. Comandar le feste, — e vale 
Aver nelle mani il maneggio di casa. 



ME 



li 



. Far el mesc'. Raggrepparsi, — Im- 
bambolare, Far greppo. — Quel rag- 
grinzar la bocca che fanno i bambini 
quando vogliono cominciar a piange- 
re. — Far la bocca brincia. 

Un mesc' d'roba. Una romajolata. 

Quella quantità di minestra o d'altro 

che si prende in lina volta col roma' 

juolo. 

Mes*cén. s. m. Romajolino, Mestolino. 

Mes'cén. s. m. T. degli Org. Cucchiai 

ja. Piccolo romajuolo per versare lo 

stagno fuso nelle forme delle stoffe 

da canne. 

Mes'cén'na. s.' f. Romajolino. Piccolo ro- 

majolo a vari usi della cucina. 
Meschén. add. Meschino, Infelice. E di- 
cesi anche. Un abito meschino, un 
meschino aspetto, un vivere meschino. 
Meschinén. add. Meschinetto, Meschinel- 

lo. ^ 

Meschinità, s. f. Meschinità. Miseria. Va- 
le anche — Grettezza. — Spilorceria. 
Una meschinità. Una minuzia. Un 
hricciolo. 
Mes'cia. s. f. Romajolo. Strumento di 
ferro stagnato, o di rame, per lo più 
rotondo e Condoluto, con lungo ma- 
nico, per gli usi di cucina. 
Mes*cia. s. f. T. de' Cac. Ramino. 
Romajolo col quale si estrae il siero 
dal cacca vo quando la parte del for- 
maggio è matura e si vuol porre nel- 
la forma. 

Mes'cia. s. f. T. de' Chim. Cazza. 
Vaso per lo più di ferro di cui si ser- 
vivano i chimici ne' loro fornelli. 
Mes'cia. s. f. T. de' Stagn. Padelli- 
no. Sorta di mestolo entro cui lo sta- 
gnajo strugge lo stagno o il piombo. 
Mes'cia. s. m T. de* Tint. Bozzolo. 
Padelletta di rame manicata che serve 
a vuotare i bagni delle tintorie. 
Mes'cia da foll. Tozzo. Romajuolo, 
o Specie di casseruola di rame, colla 
quale nelle cartiere si tramesta rim- 
pasto. 
Mes'cia dall' uva. Getto. Grande me- 
stola di reme con lungo manico di 
legno ad uso di trarre dalle castellale 
l'uva pigiata per trasportarla con bi- 
gonce ndlc tine. 
Mes'cia da sdarkn'na. Relino. Meslola 



72 



ME 



traforata che serve per cavare dalla 
caldaja i bacacci ed i guscetti del 
bozzolo. 
Mes'ci^ dla cola. T. de' Lego. Teg- 
ghia. Sorta di cazza entro la quale il 
legnajuolo disfà e tiene la colla forte. 
Mes'cià. s. f. Nipotino. Acqua passata 
per le vinacce, dopo cavato il vino ed 
il mezzo vino, o vinello. 
Far el ues'cià. Far un nipotino sul 
vinello, 
Mes'ciada s. f. T. di Giuoc. Scozzata. 
Il mescolare le carte acciò cambino 
r ordine che avevano da prima. Data, 
L* atto di dar le carte ai giuocatori in 
una più girate, onde dicesi — Ha 
fatta una buona, una cattiva data. V. 
Dada. 
Mes'ciada. s. f. Mestolata. Colpo di 
mestola. — Ramajolata — colpo di 
ramajuolo. 
Mes'ciàr. att. Mischiare j Mescolare e T. 
di Giuoc. — Scozzar le carte. — V. 
Arraes'ciar. 
Mesdàda. s. f. Rimesta. V atto del rime- 
stare cbe che sia. 
Mesdàda. s. f. Rumata, Scossiò rime- 
namento delle foglie del saccone. 
Mesdàr. att. Mestare, Tramenare agitare 
con mestola, o con mano, e dicesì 
propriamente di cose liquide, o che 
tendono al liquido. 

Mesdàr. v. a. T. de* Cac. Rompere, 
il caglio. Stancheggiarlo col follatojo 
( Rodèla ) colla fiaccola ( Spén ) . 
Mesdàr. att. T. di Cucina. Stancheg- 
giare. Tramestare checchessia in un 
vaso con mestolo cucchiajo o simile. 
Mesdàr el desfàtt. T. de' Gett. Stan- 
gonare. Tramenare il bronzo mentre 
è nella fornace. 
Mesdàr el pàjòn. Agitare o Trame- 
stare il saccone. Muoverne o sollevar- 
ne i cartocci, o la paglia. Rumare ^ 
Voce ant. 

Mesdàr la calzén'na. T. de' Cuoi. 
Bollerare, Rimestare col bollerò (fol- 
lon ) r acqua di calcina perchè non 
posi prima che sien poste in essa le pelli. 
Mesdàr 'ha pdén'na. Fig. Toccare un 
tasto. Tentare con una prova indiretta. 
Mesdàrla. Rimenarla, Rimestarla. Fig. 
— Soffiarvi dentro. — Brigare. 



ME 

Mesdàrs. q. p. Muoversi, Arrotarsi, Met- 
tersi in azione per riuscire in qualche 
cosa. 
Mesdòzz. s. m. Tramestio. Miscuglio, e 
figurat. — Maneggio. — Raggiro, me- 
na, imbroglio. 

Far di hesdòzz. Avviluppare j Intri- 
gare. Far cabale. 
Mesduzzòn. s. m. Facendone^ Affannone, 
Che si addopera, s'intriga, si maneg- 
gia. 
Mèsli. s. f T. d'Agr. Traverse. I due 
correnti trasversali del Treggello (viò). 
Messa, s. f. Messa. II sacrificio che i sa- 
cerdoti cristiani offeriscono a Dio. 

Messa bassa. Messa piana , Messa 
letta. 

Messa bòn'na. Messa valida. Quella 
a cui si assiste dal suo principio alla 
fine. — Non valida — dicesi quella 
che è già inoltrata al sopraggiugncre 
del ascoltante. 

Messa cantàda. Messa cantata. 

Messa corta. Messa da cacciatore. 
Messa piana letta con sollecitudine dal 
celebrante; assai breve. 

Messa da mòrt. Messa da requie. 

Messa da spós. Messa del congiunto. 

Messa del venerdì sant. Messa pre- 
santificata. 

Messa dla Madonna. Messa votiva* 
Messa che si celebra a memoria. 

Messa noeuva. Messa novella. Prima 
messa che si celebra da un sacerdote. 

A fàla anca el prét a dir messa. — 
Egli erra il prete all' altare: Cade un 
cavallo che ha quattro gambe : Ei non 
c'è uovo che non guazzi. — Tulli 
sono soggetti a mancare: non v' è al- 
cuno senza vizio. 

Ajutar «essa. Servire la messa. 

Dìr messa. Celebrare, Dir messa, 
ma la prima frase è più nobile. 

Gnìr foéura la messa. Entrare la 
messa. 

L'iTLTMA MESSA. L'ultima messa. Quel- 
la che nelle chiese di città celebrasi 
dopo il mezzodì e alla quale accorre 
di preferenza il bel mondo. 1 Francesi 
)a dicono la — Messe musquée — 
che vale — Messa muschiata — dal- 
l' odore di muschio cbe diffondono in 
chiesa le signore. 



ME 

Mègh a messa! Gavocciolo al lupo! 
Si usa dire ad uno smodato mangia- 
lore. 

Pèrder messa. Perdere la messa, Nod 
interveoire a siffatto divino sacrifizio. 

Sentir messa. Udir messa, 

SiGN DLA messa. ToCCO. 

Va a messa yà. Vanne al diascolo. 
Modo di licenziare chi ci annoja con 
istanze o racconti frivoli. 
Mèster. s. m. Ludimagistro, Pedante che 
tiene scuola. — Pedagogo — Chi con- 
duce i fanciulli alla scuola e talora 
insegna loro qualche cosa. V. anche 
Màster. 

Mèster^ s. m. T. de' Velr. Gonfia- 
vetri, (Buon. Fiera). Artefice che da 
fiato alla materia onde formansi i vasi 
di vetro. — SofiTiatore di vetro. 

MèsTER. add. m. Maestro, Principale. 
Per esempio. — Strada maestra, Col- 
po maestro ecc. 

Méster da ball. Maestro di ballo. 
Chi sa e insegna a hallare. 

Méster d'ca. Maestro di casa. Que- 
gli che soprantende all'economia. 

Mèstjsr d' cAPéLLA. Macstro di cap- 
pelia» Il capo de* musici deputati a 
cantare in una chiesa. — Battitore di 
musica. .— Chi hatte il tempo della 
musica. 

Mèster db scherma • Schermitore , 
Maestro di scherma» Fig. Frecciatore, 
Scroccone. V. Provò. 

Mèster d' fornàsa. T. de' Velr. Con- 
datore. Colui che nella fabbrica de' 
vetri acconcia la composizione della 
pasta acciò il vetro riesca della qualità 
che si desidera. 

Méster d'lèngua. Maestro di lingua, 
e per ironia, — Farlingotto Que- 
gli che, parlando, mescola e confonde 
varie lingue, storpiandole. 

Méster d' musica. Componista, Con» 
trappuniista. Maestro di musica. 

Méster d' pòsta. Postiere, Chi tiene 
i cavalli della posta e ne regola il ser- 
vigio. 

Mèster d' violonzèll. Violoncellista, 

Méster fótta i birolè. T. Furb. 
Giuoco dei dadi. V. Spilar. 

Méster fótta i bó. T. Furb. Giuoco 
di Palla e Santi. V. Caroliss. 



Me 



73 



Mèster stricca. // maestro delle ca- 
vezze. Il boja. 

Da méster. Maestrevolmente. 
Mestér. 8. m. Mestiere, Arte, Profes- 
sione; ma il mestiere è quell'eserci- 
zio in cui l'opera è tutta manuale; 
arte quella in cui l'opera manuale 
prende norma dall'ingegno; profes- 
sione quella in cui l'opera e tutta 
dell'ingegno. Tecnologìa dicesi l'im- 
mediata applicazione delle scienze fi- 
siche chimiche e matematiche alle arti 
ed ai mestieri. 

Do il Prospetto do* nomi degli ope- 
ratori principali de' mestieri, delle 
arti e delle professioni varie perchè 
servan.a' poco pratici del dialetto Par* 
migiano per trovare i prospetti par- 
ziali delle voci che a' detti operatori 
ecc., si riferiscono. 

OPERATORI, ecc. 



Adobadòr . . 


. Addobbatore, 


Agricoltóre . . 


. Agricoltore. 


Architètt . , 


. Achitetto. 


Arlojàr . . , 


, Orivolajo, 


Armaroèul . 


, . Armaiuolo, 


Artajadòr . . 


. Ritagliatore, 


Arvindroèul ^. 


. Treccone, Barullo, 




Rivendugliolo, 


Astrònora . 


. Astronomo. 


Attrezzista . 


. Altrezzatore. 


Ballarén . . 


. . Danzatore, 


Baltén . . 


, . Vaglialo e Vaglia» 




tare. 


Banchèr. . 


. . Banchiere, 


Barbèr . . 


, Barbiere. 


Barcaroèul . . 


• Navicellaio. 


Bastar . . 


, , Bastajo. 


Battilòr . . 


, Battiloro, 


Bavlén . . 


. . Straccia juolo. 


Bear. . . . 


. Maccellajo. 


Bertìnar. . 


, Berettajo. 


Bianchén • 


. . Imbiancatore. 


Bibliotecàri . 


. . Bibliotecario. 


Bigattèr . . 


. . Bacajo. 


Biliardèr . 


. Biliardiere. 


Bìrràr . . 


. Birrajo. 


Blasonista . 


. , Blasonista, 


Boccalàr. . 


. Slovigliajo, 


Bodgàr ., . 


. Pizzicagnolo, 


Bombonén . 


, Confortinajo. 



74 



ME 



ME 



Boscaroèul . 


. . Boscajuolo» 


Dollòr . . 


. . Medico. 


Botànicli . 


• Botanico* 


Dugaroèui . 


. . Vuotacessi y Cu 


Bollar . . 


. . Bottajo. 




destri. 


Bollonéa . 


• • BoHonojo» 


Erbaroèui . 


. . Erbaiuolo^ Sem\ 


BreQladòr . 


. • Brentalore. 




cita. 


Brus'cioàr . , 


. Setolinajo. 


Fabricalòr da a- 


Buralléu. . 


• . Abburattajo. 


cquavilta. 


. . Liquorista. 


Buraltioàr . 


. • BuraUinajo. 


Fabricalòr da 


can- 


Cafftèr . . . 


. Caffettiere. 


dèli . . 


. . Candeloro. 


Calgàr . . . 


. Conciatore. 


Fabricalòr da cani. Taroccaio, A 


Calzolàr . • . 


. Calzolaio. 




chiatista. 


Calzlàr . . . 


. Calzettaio. 


Fabricalòr da 


cor- 


Calztàra . . 


• Calzettaja. 


di da violéa . Minugioio. 


Cainarèi*. . 


. . Cameriere. 


Fabricalòr da 


or- 


Cainbisla . 




gben • . 
Fabricalòr da 


• . Organaro. 


Campaoàr • 


. . Campanajo. 


pana Gualchieraio. 


Candilèr. . « 


• Candilajo. 


Facchén. . 


. . Facchino. 


Cantàot . . 


» • Cantante. 


Farinott. • 


. . Cernitore. 


Canlonèr . 


. • Fossojtéolo. 


Fatlòr . . 


• • Fattore, Gusta, 


Canvén . . 


. • Canapajuolo. 


Figurinàr • 


. . Gessaiuolo. 


Caplàr . . 


, . Cappellaio. 


Filadòr . . 


. . Filatore. 


CarboDéu . . 


. Carbonaio. 


Filatojèr. . 


. . Filatojaio. 


Carraltèr • . 


. Carrettaio. 


Fiorista . • 


. • Fioraio. 


Gasar. . . 


> . Caciaio. 
. Renajitolo. 


Fogbisla. . 
Folladòr. . 


. . Razzaio. 


Cassonér . < 


. . Cartaio. 


Caslagnéa . 


, . Bruciataio. 


Fondilòr da 


ca- 


GavagQén . « 
Cavalàr . . . 


. Cestaio. 


ràller. . 


. . Fonditore. 


. Buttero. 


Fontaoàr • 


. . Trombaio. 


Cavallarizz . 


. . Cavallerizzo. 


Forinajàr . 


. . Cacciaiuolo. 


Gavaicàot . 


. . Alzaia. 


Formèlla. . 


. . Formaio. 


Cavamàci • 


. . Cavanmcchie. 


Fornàr • • 


. . Fornaio, Panati 


Gazzadòr . . 


» . Cacciatore. 


Fornasén . 


. . Mattonaio. 


Gerùsìch* . 


. . Chirurgo. 


Fraozèr . • 


. . Frangiaio. 


Gbioiich. . . 


. Chimico. 


Fràr . , . 


. . Fabbroferraio. 


Ghincaliér • . 


. Chincagliere. 




Magnano. 


Gicolalèr . . 


. Cioccolattiere. 


Fusàr. . • 


. . Fusaio. 


Gioldéa . . . 


. Chiodaiuolo. 


Gabbiàr . . 


. . Gabbiaio. 


Guiadròn . 


. • Ostetrico. 


Galafàss . . 


. . Squeraiuolo. 


Goccèr . • . 


. Cocchiere. 


Gasar. . . 


. . Fabbricatore di 


Goéugh . . 


. Cuoco. 


Giarooéa • 


. • Selciatore, Lah 


Gomediànt . 


> . Commediante. 




catare. 


GoofléQ . . 


. • Confettiere. 


Giazzaroèul. 


. . Diacciaio. 


Gopisla . . 


. . Menante. 


Giolièr . . 


'. . Gioielliere. 


Goramàr. . . 


• Cuoiaio. 


Granaroèul. 


. . Biadaiuolo. 


Cordar . . 


, . Funaiuolo. 


Guaotàr. . 


. . Guantaio. 


Cordonéa • . 


, . Cordellaio. 


Guardaporlòo 


. . Guardaportone. 


Coronéo. • . 


. Coronaio. 


GuaroizioDèr 


. . Passamanaio, 


Coniar . . . 


. Coltellinaio. 




gheraio. 


Gravar . . 


, . Capraio. 


Imbaladòr . 


• • Imballatore. 


Guniadòr . 


, . Zecchiere. 


Imbalsmadòr 


. . Imbalsamatore. 


Deci'oloèur . 


, . Lustrastivali. 


laipiegà . • 


. . Impiegato. 


DoBzèla . , 


. . Donzella^ Dami- 


Iniplizzadòr. 


. . Impiallacciatori 




gella. 


iQcisòr . . 


. . Incisore. 



MG 



ME 



75 



Indoradòr 


. • Indoratore, Vcmi- 


Morsàr . . . 


. Frenajo. 




ciatore. 


Mulalèr • . . 


. Mulattiere. 


Intajadòr 


• . . Intagliatore, 


Muradòr. . . 


, Muratore. 


lozgnèr . 


. . . Ingegnere, 


Musicànt . . 


. Musicante^ Suona- 


Lattar . 


. . • Lanterna jo, Lalla jo 




tore, 


Lattar . 


, , . Lattwendolo, 


Negoziànt . . 


. Commerciante. 


Lavandèr 


• . . Lavandajo, 


Nodàr . . . 


. Notajo. 


Librar . 


, . . Librajo, 


Occialàr. . . 


, Occhialaio, 


Ligadòr • 


► . . Legatore. 


Oliar. . . . 


, Oliandolo. 


Lioionén. 


, . • Limonajo, 


Oliar. . . . 


. Fattoiano. 


Lioaroèul , 


. • . Linajuolo. 


Om da monta. 


, Accostarello. 


Liscfaén . 


1 . • Escajuolo, 


Om d' cesa . 


. Scaccino. 


Litògraf. . 


. • Litografò, 


Omberlar • . 


. Ombrellaio, 


Lizzadòr. 


. . • Fabbricatore di 


Orèves . . . 


. Orefice. 




licci. 


Organar. . . 


. Organaro, 


LottisU . 


> • . Prenditore, 


Orllàa . . . 


. Ortolano. 


Lotto oàr. 


, • . Ottonajo. 


Osladòr . . . 


. Uccellatore. 


Luoiioàri 


. . . Lumajo. 


Ost . . . . 


. Bettoliere, Oste, 


Macbinista . 


é • Macchinista, 




Vinaio, Taver- 


Magnàn . . 


. . Ckmcialaveggi, 




naia. 


Majoèul. . 


. . Magoniere. 


Oslièr . . . 


, Ostiaio. 


MaDCScal. 


, . . Maniscalco, 


Ovalàr . . . 


. Omtaio, 


Hangeoàr 


, • . Manganalo, 


Paisàa . . . 


. Agricoltore. 


MaraiigÒQ . 


• . Remajo. 


Paltadòr. . . 


. Tabacchiere. 


3Iaringòn . 


. . Legnajuolo, 


Paradòr da teàter. Festaiuolo. 


MarifigòQ i 


la ca- 


Paruccbèr . . 


. Parrucchiere. 


rozza . . 


. . Carrozzojo, 


Pastén . . • 


• Pastaio. 


Maraiorén 


, . Scarpellino* 


Pastizzèr. . . 


. Pasticcere, Paste l- 


Mascaràr. 


, • . Mascherajo, 




liere. 


Matemàtich 


. . . Matetnatico, 


Pastòr . • . 


. Pastore, 


MaCaraztàr . 


, , Materassaio* 


Pater. . . . 


. Rlgatiere, 


Mazzén . 


. . Scannaporcij Nor- 


Peltràr . . . 


. Stagnaio. 




cino. 


Perit. . . . 


. Agrimensore, 


Mercaot . 


. . . Drappiere j Paw» 


Pescadòr. . . 


, Pescatore. 




ntere. 


Pompiér. . . 


. Pompiere. 


Mèstcr da b 


ali. . Maestro di ballo. 


Pettoàr . . . 


. Pettinagnolo. 


Mercaot da 


seda . Setajtwlo, 


Pianetàr. . . 


. Banderaio. 


Merzàr • . 


. . Merciajuolo, 


Pianista . . . 


. Pianista. 


Màster . . 


. , Maestro. 


Pigolòt . . . 


, Merciaiuolo ambu- 


Mèster da \ 


èder . Gonfiavelri, 




lante. 


Màster d' b< 


eli ca- 


Piodér . . . 


• Aratolaio, 


ràtter . 


. . Calligrafo. 


Piòta. . . . 


. Foderatore, 


Mèster desci 


lerma. Schermitore. 


Pirlinàr. . . 


. Ossaio. 


Méster d' u 


lusica. Maestro di musica. 


Piltor . . . 


. Pittore, 


Mèstra . . 


. , Tratlora. 


Piumista. . . 


• Piumista, 


Minadòr. . 


. . Minatori. 


Plizzàr . . . 


, Pellicciaio. 


Mindadòra . 


. . Rimendatrice. 


Polaroèul . . 


. PoUaiuolo. 


Minìadòr 


. . Miniatore, 


Polvrista . . 


. Pokerista, 


Mogn. . . 


. . Sueciolajo, 


Portanlén . . 


. Lettighiero, Busso^ 


Moiétta . . 


. . Arrotino, 




tante. 


Molinàr . , 


. . Mugnajo, 


Portasacch . . 


. Sacchiere, 


Moràr . . 


. . Gelsajo, 


Portèr . . . 


. Portiere, Portinajo 


More. . . 


. . Mozzo. 

1 


Profuinèr . . 


. Profumiere, 



7C 



ME 



me: 



Pssap . . 


. . Pescivendolo. 


Torclàp .... Torcoliere. 


Ramar . . 


. . lìamiere. 


Topdlàr. . . . Tortellaio. 


Resghén. . 


. . Segatore, 


Toplidòr. . . . Tornitore. 


Ricamadòra. 


. . Ricamatrice, 


Topzidòp. . . . Torcitore. 


Rigadòr . . 


, . Rigatore. 


Tpìpparoèul. . . Gattajo , Trippa* 


RomIéD . . 


, . Cruscajo, 


juolo. 


Rudén . . 


. . Spazzino. 


Tssàder .... Tessitore. 


Salnitràr. . 


, , Salnitrcjo, 


Tssàder da seda . Arazziere. 


Salsaroèui . 


, , Salina juolo. 


Ussèp Usciere. 


Saoiaroèul . 


. . Apiajo* 


Vedcpìàp . . . Vetraio. 


Sartòr • . 


. . Sarto. 


Vetepioàpi . - . Veterinario. 


Savonén . . 


. , Saponajo. 


Vinlajàp. . . . Ventagliaio. 


Sbìrr . . . 


. . Birra, 


Vitiurén. . . . Vetturale. 


Sbozzadòr . 


. . Scarpellatore, 


Vivandèp . . . Vivandiere. i 


Scarfarolàr . 


. . Scarferonajo. 


Vogadòr. . . . Rematore. 


Scar lazze n . 


. . Ciompo. 


Voltadòra . . . Abbindolatrice. 


Scartoccén . 


. . Cartocciajoj Giù- 


Zapdinèp. . . . Giardiniere. 




majo. 


Zerlén .... Gerlinaio. 


ScofHara. . 


, . Crestaja. 


Zavattéa. . . . Ciabatiino. 


Scranàr . . 


. . Seggiolaio. 


Zecchèp. . . . Zecchiere. 


Scrittòp . . 


. . Scrittore, 


Zénlàp . * . . Brachieraio. 


Scullòr . . 


, . Scultore. 


Zepcionàp . . . Cerchiaio. 


SMazzcn . 


. . Slacciajo, 


Zcpnìdòp . . . SpeèazzinQ. 


Servilòp . . 


. . Domestico. 


Z^rtosén. . . . Tabaccajo. 


Sgondén . 


. . Guardaciurmcj Co- 


Zisladòp. . . . Cesellatore. 




rnilo, 


Zolfarinàp . . . Piroforista. 


Sguàter . • 


. . Guatlero. 


Zontàp .... Strascino, 


Sguàlra . . 


. , Fregona. 


Zpàp Ceraiuolo. 


Slàp. . . 


, . Sellajo. 


Zuplén .... Zoccolaio. 


Sojén. . . 


, , Rigonciajo. 


V. acche sotto Agpicoltupa, Archi- 


Soldà. . . 


. . Militare, 


tettura, Coèugh, Coparaàp ed altre 


Soppassadòra 


'. . Stiratrice. 


Arti e Mestieri principali, i relativi 


Spazzacamén 


, , Spazzacamino. 


Operatori. 


Speccén . . 


. . Specchiaio. 


Mestèr. s. m. T. de' Fun. Cavalletto. 


SpcdizioDèr. 


. , Spedizioniere. 


Sorla di cpocile con due girelle e due 


Speziar « . 


. , Farmacista. 


ganci che servon d'ajuto alla macchi* 


SpolcéD . . 


. . Ferrastringhe, 


na nel commettepe gpossi e lunghi le* 


Sladràp . . 


. , Bilanciajo. 


gnuoli. 


Statfèr , . 


. , Staffiere^ Palo fre- 


Mestér. s. m. Fìgup. Faccenda^ Bri- 




mere. 


ga: per es. Aver da far zent mestèr. 


Stampadòr . 


. i Stampatore, 


— Affogarsi nelle faccende. — Aver 


Stampadòp da 


para Calcografo. 


molte e disparate cose da fape. 


Stién . . . 


. . ^Spaccalegne, 


Mestér ore. Mestiere lucroso. Di 


Slradaroèul. 


. . Mastro di strada. 


gpan guadagno. 


Strazzàr . . 


. • Cenciajtwlo. 


Col dai zent mestér. Scopamestieri. 


Stuccadòp . 


. . Stuccatore, 


Far col mestér. Vivere di peccato o 


Taclàra . . 


. , Ucchiellaja, 


d'amore. Meretriciare. 


Tapzòp . . 


. , Tapezziere, 


Ofelè fa el io «estè. Ppovcpbio mi- 


Tavlén . . 


. , Fettucciajo. 


lanese comune tra noi, — Chi'fa Tal- 


Tepazzàp. . 


. . Terazzajo. 


tpui mestiepe. fa la zuppa nel panie- 


Tervlinàr . 


. . Succhiellajo. 


re. — Chi entra nell' altrui professio- 


Timor . . 


. . Tintore, 


ne, difficilmente vi riesce. 


Topàr . . 


• . Talpista. 


Robar el mestér. Studiar l'altrui 



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ME 

ùrte> Cercar di scoprirne i segreti 
Scberx. Scimieeggiare o Fare l'altrui 
mestiere senza saperlo. 

Savér ben el so mestèr. Aver l'abU 
to deW arte» 

Termin di hestèr. Voci dell'arte. 
Mèstra. s. f. Maestra. Tanto lo è colei 
che ÌDscgna leggere ai faociulli come 
quella che insegna ad altre donne o 
fanciulle un arte qualunque. In pro- 
posito alla prima non do la filastrocca 
— Siora mèstra dal co pist ecc. perchè 
nulla ha d' importante né d* istruttivo. 

Mèstra. s. f. T. de* Fil. Maestra, 
Tratterà. Donna che seduta al for- 
nello fa la trattura de' bozzoli galleg- 
gianti neir acqua calda della bacinella. 

Mèstra. s. f. T. de' Sai. Maestra, 
Quella colatura raccolta dalle muricce 
e dalle altre materie d'onde si cava 
il salnitro. Acqua di cotta. L'acqua 
che ha in più liscivazioni delle terre 
nitrose dìsciolto il nitrato di potassa e 
gli allrì sali, segna più di 5*^ ed è 
perciò in ìstato di essere sottoposta al- 
l' evaporazione. 

Mèstra. s. f. T. de' Sapon. Maestra, 
Ranno fortissimo onde si fa sapone. 
V. Alsia. 

Mèstra. s. f. T. di stamp. Foglio del 
timpano. Cartaccia liscia che si mette 
sul timpano del torchio onde ndn con- 
trastanipare. 

Mèstra. add. di Penna, Strada, Fos- 
sa ecc. 

Mèstra d' prima. T. de' Salnit. Acqua 
debole. Queir acqua che è passata una 
sol volta a traverso le terre nitrose. 
Mestracòmod. s. m. Santaggio, Posapio' 
no. Chi va adagio, che è agiato e 
tardo neir operare. 
Nestrén. 8. m. Maestrino. Maestro gio- 
vane, e detto per ispreg. — Precet- 
torello. Maestro, Scipa. — Pedantuz- 
zo. 
Mestrétt. s. m. Ludimagistro. Maestro 
da succiole. 

Mestrétt. s. ro. Articella. Mestiere 
che dà poco profitto. 
Mestura. s. f. Mistura. Mescuglio. V. 

Mistura. 
Mesturànza. s. f. Mescolanza, Mischian- 
za, mescolamento, mischiamento. 



ME 



77 



Mesturàr. att. Mescolare, V. Misturar. 
Metà. s. f. Metà e scberz. Moglie. V. 

Mita. 
Metàfora, s. f. T. di Vet. Ascesso, So- 
stanza marciosa accumulata in qual- 
che parte del corpo. 
Metàfra. s. f. Metafora e Fig. Intrigo, 

Piaslriccio. 
Metall. 8. m. Metallo, — L'Oro, l'Argen- 
to, il Platino, il Nichelio, il Rame, il Fer- 
ro, lo Stagno, lo Zinco, il Piombo ecc. 
— sono metalli naturali. Il Bronzo, 
e r Ottone, sono metalli artificiali. i}e- 
golo è la parie più pura e più fina di 
un metallo che precipita al fondo nel 
liquefarlo. 

Metall. s. m. Metallo elettro. Com- 
posto di due terzi di rame e di un 
terzo d'argento. 

Metall ch' règia al martell. Metal* 
lo duttile, malleabile. 

Metall da campani. Metallo per cani' 
pane. Quattro quinti di rame e un 
quinto di stagno. 

Metall da canon. Metallo da arti" 
glierie. Nove decimi di rame e uno 
di stagno. 

Metall d' vòsa. T. di Mus. Metallo 
di voce. Voce argentina, sonora bella 
e vibrata. V opposto dicesi — Voce di 
strigolo di Gallo scorticato. 

Metall scappa- T. de' Gettatori. Co- 
laticcio, Colatura. Quella parte di 
materia fusa che scorre fuori del pro- 
prio luogo, si mescola con altre 
materie. 

Metall statvàri. Metallo statuario. 
Due terzi di rame e un terzo d'ottone. 

Divìder el metall. Partire i metalli. 

D' metall. Metallico, Metallino, 
Métegh. s. m. T. Bot. Assenzio. V Ar- 
temisia, Absinthium, Linn. V. Abscn- 
zi. 
Mèter. 8. m. Metro, Misura lineare che 
è la dicifflilionesima parte della distan- 
za dell'equatore della terra ad uno 
dei suoi poli. 
Méter. s. m. (dal Frane. Maitre )y Pa* 
drone. Signore, Domino, 

Méter d'armi. Schermidore, Maestro 
di scherma. V. Provò. 

Mèter quadra. Siero, L'unità della 
misura di capacità pel legname da 



78 



ME 



fuoco uguale ad un chilolitro. (iOOO 
Litri ). 

Métod* s. m. Metodo j Àrie, Regola. 
Norma d* azione. 

Metòdica, s. f. Metodica. L'arte di alle- 
var dei maestri. Pedagogia, scienza 
che insegna a maestri i migliori me- 
todi didattici. 

Metòdich. add. m. Metodico, Ordinalo. 
Che opera con metodo e misura. 

Metrèss. s. f. (dal Frane. Maitresse). 
Bella, Ganza. 
Gran metréss. Maggiordoma. Dama 
di confidenza. 

Mettdòr. s. m. Mettitore che mette. In 
sign. di Mietitore. V. Med'dor. 

Mettdòr. s. m. T. d'Agr. Cateratta- 
io. Colui che ha cura delle cateratte, 
e cosi dìcesi anche quel contadino che 
è incaricato della distribuzione delle 
acque per uso della irrigazione. 

Mét*tel dardé. — Imbalsamati al doc- 
cion delle loffe. Dattela di retro. — 
Modo basso che suol usarsi contro chi 
rechi un oggetto, cessato il bisogno 
che se ne aveva. 

Métter, att. Mettere, Porre, Collocare. 
Sittuare checchessia in un determina- 
to luogo. 

Métter, att. Fig. Por caso, Suppor» 
re. 

Métter, alt. T. d'Agr. Pullulare, 
Germinare, Germogliare, Gettare di- 
cesi degli alberi e simili. Mignolare. 
Il mandar fuori che fa l'ulivo le sue 
boccioline che si chiamano Mignoli. 
V. Buttar. 

Métter* att. T. Idr. Interrare. Dicesi 
della terra che depone l'acqua di un 
torrente o fiume in una parte del suo 
alveo dal quale si vada allontanando. 
Métter, alt. T. di Meteor. Pronosti- 
care, neve, acqua, vento e simili. 
Métter a castlétt. Riscontrare a 
previdenza. Notare a riscontro di nu- 
meri uguali i numeri delle principali 
giuncate del lotto, per impedire un 
complesso di vincite rovinoso. 
Metter a confront. Paragonare op- 
pure Riscontrare» 

Métter a covar. T. d'Agr. Por la 
chioccia. Por le uova onde nascano i 
pulcini. 



ME 

Métter a forment a meLgòn ece. 
Porre a frumento a formentone ecc. 

Métter a la foéuja. Affogliare. Som« 
ministrare la foglia al bestiame. 

Métter a la via. Allestire. Apparec- 
chiare, ammanire ed anche istessa- 
mente — Mettere alla via, — metter 
re in assetto. 

Métter a lavòr* T. d'Agr. Appode- 
rare. Ridurre una terra incolla a po- 
dere, cioè lavorarla siccome è regola 
de' poderi. 

Métter a l' erba. T. di Vet- Aderba' 
re. Mettere all'erba. Far mangiare 
dell'erba verde alle bestie. 

Métter a léss. Lessare. 

Métter al spéi. Schidionare, Infilza- 
re i carnaggi nello schidione per cuo- 
cerli arrosto. 

Métter a man. Metter a mano. Ma* 
nomettere. Cominciare a servirsi di 
quelle cose che a poco a poco si con- 
sumano, come Manomettere una botte 
di vino, una pezza di drappo e simili. 

MÉTTER ANCORA. Rimettere. 

Métter a rost. Arrostire. 

Métter a servir. Acconciare, '«— Al- 
logar uno al servigio altrui. 

Metter a uso fasàn. T. di Cucio. 
Affagianare. Far arrostire un cappo- 
ne, faggiano o simile, involto in rete 
o carta unta. 

Métter ben. Metter bene. Dir bene 
di alcuno per raccomandarlo e favo- 
rirlo: in altro signif. — Porre in as- 
setto in ordine. 

Métter contra. Metter pegno, &o* 
mettere. 

Métter d'accordi. T. di Pitt. Je- 
cordare. Unir cosi bene i colori che 
nella loro diversità mostrino differen- 
temente distinte l'una dall'altre le 
parti delle figure, e senza che la vi- 
cina apparisca lontana e la lontana 
vicina. 

Métter da mezz. Tramettere. Fram- 
mettere. 

Métter da parta. Appartare. Porre 
da parte una cosa, separarla da altre. 
Fig- Far gruzzolo. Sparagnare. 

Métter denter. Imprigionare uno. 
V. Métter su. 

Métter denter. Rimettere, parlan- 



I 

km 

m 

le 



HE 

dosi di cocchi o di cavalli, e vale ri- 
condurli alia rimessa o alla stalla. 

Métter dop. Posporre. Metter dopo. 

Métter el battifianc. T. di Vet. Bar- 
rare i cavalli. Separarli per mezzo 
di sbarre di legno. 

Métter el carr dnanz ai bo. Man- 
giare il porro dalla coda. — Mettersi 
ia camicia dopo il giubbone. — Far 
prima ciò che si dovrebbe far poscia. 

BfÈTTER EL cuL IN SGRANA. <— Montare 
m sedia o in scanno, Allungare i 
denti. — > Crescere in forza, in autorità. 

Métter al dors. T. de' Libr. Accu" 
laitare. Il rimettere una nuova cu- 
latta sul dorso di un libro usato. 

Métter el prezi. Valutare. Stabilire 
il prezzo di una merce. 

Méttr el prim, second o terz taj. 
Tracciare i tagli. Quel graduato ap- 
profondare di tagli cbe usa T incisore 
nel incominciare ad incidere. 

MiÉTTR el térhen. T. d' Agr. Termi- 
nare. Porre i confini tra i'una pos- 
sessione e l'altra. 

Méttr el zo* T. d'Agr. Aggiogare. 
Mettere il giogo a' buoi. 

Métter el vassbll. T. de' Tint. 
Conciare un tino o un vagello. Pre- 
pararli cogli alcali o cogli altri iogre- 
dientì uecessarii a fin di potervi tin- 
gere i panni. 

Métter foéora. Metter in grido. Pu- 
blicar checchessia, farne correr voce, 
Vociferare. 

Métter foècra in t' il cantonadi. Ap- 
piccare ai canti. Esporre una scrit- 
tura alla vista del publico collandola 
ai canti. 

Métter i finimént. Bardamentare. 
Gucriiir di bardamento o bardatura 
un cavallo. 

Métter il beghl Porre o Allevare 
i bachi. Far bigattaja. 

Métter il seghi a lavor. Mandar 
alla frasca i bachi da seta. 

Métter in acqua. Metter in carne. 
Far rinvenire nell'acqua le pelli secche. 

Métter in ara. T. d'Agr. Ino j are. 
Distendere ì covoni sull'aja. 

Métter in armonia. T. de' Pitt. 'Ar- 
ionizzare. Far che le tinte abbiano 
una bene intesa gradazione. 



ME 



79 



Métter in góla. T. de' Libr. Collare. 
Intridere di pasta o colla il dorso de' 
libri per legarli. 

Métter in gollégg' i vestì. Mandar 
i vestiti a leggere, liupeguarli, datti 
in pegno. 

Métter in culata. Sbusar uno, Vm- 
cergli tutto il denaro. 

Métter in fiama. T. di Vet. Mettere 
il piede in fimo. Dieesi dell'applicare 
fimo di cavallo o di bovino sotto il 
piede dei cavalli, allo scopo di ram- 
mollire l'unghia perchè sia più facile 
il ferrarli. 

Métter in forma. T. de' Capp. In- 
formare. Foggiare il cappello sulb 
forma. 

Métter in fornasa. T. de' Vas. Bi- 
stugiare. Il dare ai vasi una prima 
cottura avanti di verniciarli. 

Métter in maser. T. d'Agr. Mace- 
rare. La canapa o il lino. 

Métter in moéuj. T. d' Agr. Coeiare. 
Mettere i grani nel ranno prima di 
seminarli. 

Métter in moèuj i pagn. T. de' Lav. 
Ammollare i panni. 

Métter in moéuj la shenta T.fde* 
Bigatt. Immollare il seme. Bagnarlo 
perchè le uova si stacchino dal- 
le tele. 

Métter in muda. Mettere in chiusa. 
Metter gli uccelli al bujo perchè non 
cantino. 

Métter in k»E T. de' Camp. Dondo» 
lare. Dimenare iteratamente una cam- 
pana finché roteando volga in alto la 
bocca e si capovolga. 

Métter inséma. Accompagnare. Porre 
in compagnia di uno. 

Métter inséma. Montare, Allestire. 
Mettere insieme le parti di un lavo- 
ro. Congegnarle. 

Métter inséma. T. de' Bott. Imba- 
stire, Impostare. Unire le doghe di 
una botte o tinozza al fondo lenen- 
dovele salde con un cerchio, e talora* 
anche per se sole. 

Métter inséma. T. de' Fun. Commet- 
tere a tor lizza. Cosi dicesi una com- 
mettitura di cavi già commessi alla 
piana quindi ricommessi in numero 
di tre per farne una gomena. 



80 



ME 



Metter iksèma a dent. T. de' Legnai-, 
uoli. Calettare, Commettere il legna- 
me a dente, o altrimenti, sicché tutti 
i pezzi che separati son fifOr di squa* 
dra, riuniti insieme tornin bene, e 
sieuo al pari. Addentare. Calettare i 
pezzi di legname a dente in terzo, a 
coda di rondine e simili Attestare va- 
le unire le teste di due legni e di 
unirli con chiodi o staffe. 

Métter insèma. T. de' Sart. Imbasti- 
re. Unir insieme le parti di un vesti- 
to con punti lunghi. 

Métter ivsèha. T. de' Stagn. Com- 
porre. Formare la composizione della 
qualità opportuna all'opera da farsi. 

Métter inséua. T. di stamp. Mettere 
in giro. Riunire i quaderni de' fogli 
stampati per formarne i libri. 

Métter inséma con gdst. Ingarbare. 
Accomodare garbatamente una cosa 
ad un altra Ingarbare un negozio di- 
cesi fig* dell'appianare ogni difficoltà 
d'una cosa. 

Métter inséma el capi con il verzi econ 
EL CUCCIAR. Metter la luna co' granchi. 
Unir due cose totalmente disparate. 

Méttr inséma il carti. Accozzar le 
carte. V. in Mazzètt. 

Métter inséma qualcosa. Accumula^ 
re. Ammassare, YdiV gruzzolo. Avan- 
zare alcun utile. 

Méttr in scól. T. d'Agr. Sanicare^ 
Far scolo* Migliorare un terreno age- 
volando Io scolo all'acqua. 

Méttr in sghéva. T. de' Fornac. Ap- 
picciotare. Disporre i mattoni per co- 
sta e a spinapesce sull'aja. 

Méttr in stua. Porre nel solforatojo. 
Dare la condizione alla seta. 

Métter in tavla. Mettere innanzi. 
Portar la vivanda in tavola. 

Métter in ti rarìj. T. de' Birr. Im- 
bottare. Porre la birra ne' barili. 

Métter in tla pezza. T.-de' Capp. 
Imbastire, lì ridurre il pelo io falde 
involtandolo nella pezza. 

Métter in umid. T. di Cuc. Porre a 
guazzetto. Modo noto di cucinare. 

Métter i pont. T. degl' Inc. Panteg- 
giare a lume. Tracciare con lievi se- 
gni i punti più importanti de' con- 
torni d43l soggetto che si vuol fare. 



MG 

Métter i varoéuj. Vaccinare, Inne- 
stare a' fanciulli il vajuolo preso dal 
bestiame vaccino o altro. Vaccinazione 
si dice l'atto e il tempo d'innestarli, 
Vaccinatore chi li innesta. 

Métter j'occ'. T. degi'Imbals. Por 
gli occhi. Incassare gli occhi di vetro 
cera o simile negli animali imbalsa- 
mati. 

Métter j'occiaj. T. del giuoco di 
Dama. Mettere fra due tavole. Dicesi 
nel giuocare a dama quando il giuo- 
catore mette la sua dama in mezzo a 
due del contrario. 

Métter l' acqua. T. d' Agr. Dare 
acqua. Aprire i condotti d'onde vieo 
r acqua. 

Métter l'alber. T. de' Nav. AfU' 
mattare una nave. Vale provvederla 
dell'alberatura necessaria alla naviga- 
zione. 

Métter l'antretai. T. degl* Incis. 
( dal Frane. Entretaille ). Intr atagliare. 
Tagliare lo spazio rimasto tra due tagli 
incisi in una lastra. 

Métter la roba in strada. Scasare 
una famiglia. 

Métter la sella. T. Mil. Sellare. 
Porre in dosso la sella al cavallo, ii 
che fanno ad una volta i soldati al 
segnale che loro ne dà la tromba, 
che chiamasi il Buttasella, 

Métter la testa a sign'. -^ Mettere 
il cervello a bottega. Mettere ii capo 
a partito. — Far senno, metter giu- 
dizio. 

Métter l'erba. T. di Vet, Mettere 
l' erba. Applicare l' elleboro nero in 
pezzi nelle giogaje dei buoi allo scopo 
di stabilire una rivulzione nel ani* 
male. 

Métter 'na braga. Imbragare, Im- 
bracare. Mettere una braca. Lo dico- 
no i libraj del fortificare con striscia 
di carta incollata la piega lacei^ del 
foglio, acciocché si riunisca, e possa 
accomodarsi alla legatura del libro. K 
pur Term. d'altre arti. 

I^IÉTTER 'na caldera, 'nA TÉn'nA. 

T. dei Tint. Conciare un vagello a un 
tino. Prepararlo cogli alcali e gli altri 
ingredienti necessarj onde potervi tin- 
gere i panni. 



ME 

Metter 'ni vesta, 'na gropèra. /m- 
brogliare. Gabbare. Dar per buooo 
quello che non è. 

Métter pr'il man. R€$ar alle mani. 
Proporre altrui una persona, un af- 
fare. 

Métter prima. Preporre, Anteporre. 

Métter sóra. Sopraporre, Sovrap- 
porre. 

Métter sotta. Sottoporre, Sommettere. 

Métter su. T. di Giuoc. Metter su. 
Metter fuori danari per giuocare. Di- 
cesi ancora dello scommettere. 

Métter su. Irritare, Commetter ma- 
le tra un uomo e l'altro. Mettere al- 
cuno alle coltella. 

Métter su, Métter alla pùnta. Aiz- 
zare, Incitare, spronare, spingere, 
instigare, stimolare. Metter |su, met- 
tere al punto. 

Métter su bottega. Aprir bottega. 
Metter bottega. 

Métter su ga. Apprir casa. Metter 
casa. 

Métter su i canon. T. de' Filat. /m- 
pancare. Collocare le rocchelle piene 
di seta sovra i cannoni della panca 
nelle due divisioni. 

BIéttr su IL fnestri, j'uss ecc. /n- 
ganglierare. Mettere in gangheri, ac- 
comodare ai gangheri la cosa che va 
gangherata, e si dice cosi anche de- 
gli arpioni degli usci, imposte, o fi- 
nestre, quando si mettono in opera, 
collocando nelle bandelle gli arpioni. 

Métter su i pèzz. T. degli Àrm. Com- 
porre un arme. Unire alla cassa tutto 
ciò che completa un archibugio. 

Métter su i travétt. T. de' Mur. 
Ineorreniare. Mettere i correnti per 
formare il palco d'una stanza. 

Métter su i veder. Armare i vetri 
ùUe finestre. Commetterli co' piombi 
e sprangarli con bacchette di ferro. 

Métter su la bronza ecc. Cuocere, 
Cucinare. 

Métter su l'azzalén. T. degli Arm 
Adattare il focile. Aggiustarlo alla cas- 
sa ed alla canna. 

Métter su 'na lama. T. degli Arni. 
Mettere a camllo una lama o spada. 
Montarla acconciarla co' suoi arredi e 
fornimenti. 



ME 



81 



Métter su 'na moda. Metter su. Co- 
minciare ad usare, introdurre. 
Métter su o métter denter. Imprigio» 
nare. Arrestare, metter prigione. 

Métter su un carzoéul in tla rocca. 
Appenneechiare , Inconocchiare. 

Métter von in t' un sacch. Metter in 
sacco. Metter in un calcetto. Confon- 
dere, superare, convincere. 

Métter zo. Figliare, Partorire. 

Métter zo. Scrivere, Comporre. Met- 
tere in carta. 

Métter zo. T. de' Stracc. Fare le 
manatine. Scaricare i pettini. 

Métter zo el hus. Ingrugnarsi , An^ 
ni/farsi. Imitare il niffo o grugno del 
porco . 

Métter zo i gran. Seminare, Pian^ 
tare. 

Métter zo il rèi o i lazz. Tender 
le reti o i lacci. 

Métter zo j oéuv. Deporre le uova. 

An gh' èsser né da toèur né da mét- 
ter. Andar la cosa a capello. Andare 
a puntino. Non ve n'essere né di 
più, né di meno. 
Méttergh su 'na preda. Mettervi su 
il pie per sempre. Dimenticare una 
cosa, voler che sia sepolta, che più 
non se ne parli. 
Mètterl a von. Ficcare una polezzola. 
Cosi dicesi dal volgo del fare altrui 
un mal servigio, un azione poco o- 
nesta o ribalda. 
Métters. n. p. Mettersi. 

Métters. n. p. T. del Giuoc. del 
Bil. Achittarsi» Dar l'achitto. 

Métters a far. Imprendere. Accin- 
gersi a chechesia. 

Méttebs a la ciòca. Appostarsi. Porsi 
in aguato. 

Métters a tir. T. di Cacc. Impun- 
tare la starna. Aspettarla al varco. 

Métters ben. Aver bel modo di ve- 
stirsi. 

Mèttres ben. Adagiarsi. Mettersi in 
istalo comodo. 

Métters con von. Cimentarsi con 
uno. 

Métters datorna el magnar. Impor 
carne. Impinguare. 

Métters el capell, Mettere in capo. 
Coprirsi la testa. 



82 



ME 



Méttbrs in ardenza. T. d' Equità Bra- 
veggiare. Dicesì del cavallo quando si 
mette in brio. 

MÈTTEas IN MEZZ. JnUrporsù Metter 
pace. 

Métters in squinci. Mettersi in fal- 
da. Mettersi in gala. 

Mètters un vestì, un tarar ecc. Ve- 
stire un abito j un mantello, 
Mèttersegh per la pista. Mettercivisi 
coli' osso coir arco dell'osso. Darsi 
ad una cosa con tutto l'ardore, con 
tutta l'anima, con tutte le forze. 
Mez e Meza. V. Mezz e Mezza. 

Mezz. s. m. Mezzo. Y. Mita e Zénter. 

Mezz. s. m Mezzo j per Modoj Oc- 
casione, Capitati y ecc. per fare. 

Mezz. s. m. Mezzetta, Metadella. 
La metà del boccale. 

Mezz. s. m. Mezza, Sorta d'astic* 
ciuola da giuocare al biliardo, che 
sta tra la lunga e le ordinarie. 

Mezz. s. m. T. degli Squer. Bocca» 
tura. 

Mezz* add. m. Mezzo, La parte di 
mezzo o anche Mezzano e Mediocre. 
Semi è particella che aggiunta ad al- 
tre voci significa il lor concetto solo 
per metà, come Semicapro, Semibue 
ecc. 

Mezz del pus. Tamburo, Quella parte 
dell'argano che è come il collo del 
fuso. 

A MEZZ e mezz. T. dei Legn. A mezzo 
legno. Sorta di calettatura per la quale 
si uniscono di traverso due regoli o 
simili solcandoli nel punto d'unione 
della metà della rispettiva grossezza. 

Andar d' mezz. Andarne di mezzo. 
Patirne danno o pregiudizio. 

Dar a mezz. Associare, Dar a socio 
bestiami od altro per la metà del 
guadagno. 

Dar i mezz. Dar via. Dar modo di 
far una cosa. 

EssR A MEZZ. Essere in causa. Par- 
tecipare degli utili e dei danni della 
cosa di cui si tratta. 

Far a mezz. Fare a comune. Am- 
mezzare* Mettere in comune. 

Far 'na cosa d' mezz. Andar con un 
renno in terra, e l'altro in mare. 

Bart. ). Andar cauto, Assegnato. 



i-^^^B 



I mezz. // dispendio, cioè la so 
da spendere. 

Saràr in mezz. Inlr achiudere. 

Tajar o dividr in mezz. Smez 
(Mol.) 

ToÉCR IN MEZZ. Mettere in rnt 
Gabbare, Giuntare uno. 
Mezza, s. f. Mezza. Il mezzo o la 
dell'ora che corre. V, Mezz. 

Mezza o Tavlèr. Madia. V. Ti 

Mezza, s. f. Mezza veggia. V. Vzc 

Mezza, s. f. Metà, Una delle due 
dell' intero. 

A MEZZA BOCCA. A mczza bocca 
ì denti, cioè copertamente e : 
lasciarsi ben intendere. 

ToÈuR ToÈuRS dalla mezza, j 
Tirare, Torsi o Tirarsi via, 
che nel senso di Mandare o Ai 
a Patrasso. Fare scomparire dal 
do, morire. 

Mezza battuda. T. di Mus. Jh 
battuta. 

Mezza bavra. Fiorino di Bavie\ 

Mezza buzra. Scriatello, Trislanz 
e detto di donna, Scricciola. 

Mezza cazzaroéula. Bastardella, 
eie di mezza casserola di rame e 
può chiudere con coperchio che 
guanta. 

Mezza còla. T. di Cari. Col 
Colla diluta o debole. 

Mezza colon 'na. T. d'Arch. Cif 

Mezza gonza. T. de* Conc. M 
concia. Serie di bagni e di alz 
che si dà alle pelli per assavo 
sino a mezza concia. 

Mezza festa. Mezza festa, Fesl 
devozione. Ma nelle mezze feste 
vasi nel secolo passato lavorare 
la messa colla bottega mezzo a 
a sportello, nelle seconde era 
trarlo il lavorare p no, il tene 
bottega aperta o a sportello. 

Mezza fibbia. Campanella qui 
Sorta di fibbia nella quale la 
dell'ardiglione serve per quarto 
ed è fermata in una cigna. 

Mezza gala. Mezzagala, Gal 
second' ordine. 

Mezza lama. Bertuccia, Esser a 
zalama. Aver la bertuccia. Esser 
lo, ciuscbcro. 



ME 

Mezzalana. 8. r. Mezzalana. Panno fat- 
to dì lana e canapa o lino. Accellana. 

Mezza lira. Mezza libra p lira. 

Mezza lira* T. Furb Furbo. 

Mezza lòn*na. 8. f. Mezza luna. Col- 
tello a due manichi. Arnese di cucina , 
e propriamente un coltello di cucina 
da minuzzare. 

Mezza lòn'na. s. f. T. de' Bast. Ma- 
naja a lunetta. Mannajetta falcata a 
mu' dì semicerchio che fa le veci del 
coltello da banco. 

Mezza lòn*na. s. f. T. Chir. Falcetta. 
Antica foggia di coltello chirurgico 
ora disusato. 

Mezza lòn'na. s. f. T. de' F. Ferr. 
Animella, V. Sportlén dia stùa. 

Mezza lòn'na. 8. f. T. de' Giard. 
Fakastro. Falce inastata colla quale 
si foggiano le siepi de' giardini e le 
piante de' viali. 

Mezza lòn'na. s. f. T. de' Gualch. 
Rimar netta. Pezzo di lamiera di ferro 
a mezza luna, colla cui parte retta 
si alza il pelo del panno per poterlo 
meglio cimare. 

Mezza lòn'na s. f. T. Mil. Mezza 
luna. Opera staccata di fortificazione J 
fatta a guisa dì rivellino, che si col- 
loca innanzi alla cortina ecc. 

Mezza lòn'na. s. f. T. degli Oref. 
Lunetta. Sostegno dell'ostia consacra- 
ta nell'ostensorio. V. Lunétta. 

Mezza lòn'na. s. f. T. de' Sell. Col- 
tello in piedi Coltello da banco poco 
dissimile dalla mannaja a lunetta del 
bastajo. 

Mezza lòn'na. s. f. T. de' Sari. Spia- 
natojo. Cepperello allunato e smusso 
sol quale i sarti uguagliano la scol- 
latura de' vestiti. 

Mezza manca, s. f. Manicottolo. Mani- 
ca che arriva sino al gomito* 

Mezza hascra. ^aum. Mezza maschera. 

Mezza monta, s. f. T. Mil. Mezzoscatto. 
La prima dentatura della noce del- 
l'acciarino intaccata dallo scatto. 

Mezz'anell. s. m. Mezzanello. 

Mezz'anell del capeltòn. T. de' Sell. 
Lunetta. Campanella emisferica detta 
perciò lunetta nella quale passa e si 
ferma l'estremità dello straccale del 
soprascbiena. 



MJE 85 1 

Mezz'anell del pett. T. de' Sell. 

Campanella del petto. Campanella a 

semicerchio nella quale si ferma la 

gombina al petto del cavallo. 

Mezza nòsa.s. m. Fig. Votacessi. 

Mezza pasta larga. Lasagne, Na^ 

strini. Sorta di pasta notissima che 

corrisponde alla definizione che il Vo- 
cabolario dà alla voce Maccheroni. 

Mezza pianeta. T. Eccl. Pianeta pll- 
cala piegata. Quella che portano 
all' altare il diacono e suddiacono nel- 
l'assistere il celebrante. 

Mezza piola. s. f. T. de' Legn. Spon- 
deruola, Specie di pialla che forma i 
listelli nelle cornici, ed è assai stretta. 

Mezza ricota. s. f. T. de' Mur. Squam- 
ma, Quartuccio, Sorta di mattone a- 
vento la faccia esteriore semicircolare 
de* quali sono costrutti gli antichi 
cupolini delle chiese e cappelle. 

Mezza quartaroèula. Mezzetta. Metà 
di una metadella. 

Mezza scoppia, s. f. T. delle Crest. 
Centellino, Sorta di cuffia che serve 
per tener caldo il capo, ed andie 
per ornamento. 

Mezza soéula. s. f. T. de' Calzol. 
Mezza piantella. Pezzo di cuojo che 
serve a ristorare la pianta sdruscita 
della scarpa. 

Mezz'assa. s. f. Asserella, Mezz'asse. 
Asse segata in mezzo pel largo. 

Mezza tenta, s. f. T. de' Piit. Mez- 
zatinta, Specie di colore che è tra il 
chiaro e l'oscuro. 

Mezza vigógna, add. f. Cosa mediocre. 
Che è tra il buono e il cattivo, che 
non è né signore né povero, né brutto 
né bello. (Pezz. ) 

Mezzayòsa. s. f. T. Mus. Voce afforzata. 
Cosi chiamano i musici quella nota 
che fa un mezzo tuono sopra la to- 
nica, e che dai francesi è detta, Note 
sensible, vale a dire che si fa sentire 
al di là alquanto della nota corrente. 
Mezz brusà. add. m. Abbrucia ticcio. 

Mezz bust. s. m. T. di Seuil. Erma, 
Mezzobusto, 

Mezz calzétt. s. m. Signore da 6wr- 
la. Signore de* miei stivali. 

Mezz cantèr. s. m. Palanca. Grosso 
palo diviso in due. 



84 



ME 



Mezz caratter. s. m. Promiscuo. At- 
tore di second* ordine che ancora non 
sostiene parte deterniinala. 

Mezz card. s. m. T. de' Lan. Secon- 
di cardi* Cardi di mezzana grandezza 
per raffinare la cardatura della lana. 

Mezz ciocgu. Albiccio, Alticcio. Mez- 
zo ebbro. 

Mezz gott. Guascoito. Dicesi delle 
carni cotte a mezzo e di altro. 

Mezz'dì, s. m. Mezzodì. 

À mezz'dì, a solatio. 

In t'el mezz'dì. In sul fervore del 
giorno. 

Mezz'età. Mezza età. L'intermedia 
tra la gioventù e la virilità. 

Mezz'fatt. s. m. Verdemezzo, e dicesi 
di frutta non ancora matura. 

Mezz'foéuì. s. m. T. de' Legat. Rin- 
cario. Quinternino che s'inserisce in 
un quinterno come si fa quando, o 
per correzioni, o per comodo, non si 
è stampato che un mezzo foglio. V. 
Baratt. 

Mezz'ghett. s. m. Ghettine. Ghette che 
coprono poco più della noce dei piede. 

Mezz gir. s. m. MezzogirOj Semi- 
cerchio. 

Mezz grìs. Semicanuto. 

Mezz guant. s. m. Mitena. V. Guant. 
roòzz. 

Mezz lambìcch. T. de' Disti] . Scalda- 
vino. La parte della caldaja del lim- 
bicco ove bolle il vino. 

Mezz martéll. s. m. Cor boia. V. in 
Martèll (mezz). 

Mezz matt. Pazziccio. Che non ha 
tutti i suoi mesi. 

Mezz mond. Mezzo mondo. Gran quan- 
tità. 

Mezz mort. Semivivo. Mezzo morto. 

Mezz ombra, s. f. T. de' Pitt. Mez- 
zombra. Quello spazio che è tra il lu- 
me e r ombra mediante il quale un 
colore passa nell'altro, digradando a 
poco a poco secondo la rotondità del 
corpo. 

Mezz ovol. s. m, T. d'Arch. Mezz'nò- 
volo. V. Ovol. 

Mezz plà. Semicalvo. 

Mezz font. s. m. T. delle Ricam. 
Mezzo punto. Punto semplice a un 
capo. 



MI 

Mezz <2uart. T. di Mus. Mezzo quar» ^ 
to. Ottavo. La pausa della croma. ^ 

Mezz i^lèv. s. m. T. di Scult. JtùZ' ,- 
zo rilievo. Sorta di scultura di scar» ^ 
rilievo. j| 

Mezz scur. T. de' Pitt. Mezzoscuro. ^ 
Oscuro temperato. ^ 

Mezz seccu. Verdesecco, Soppasso,- ^ 

Mezz téruen. s. m. Scappatoia. Sut- ^n 
terfugio, gretola, ripiego, scusa aflet- ^ 
tata. il 

Mezz vén. s. m. Mezzo vino, Yinel- j 
lo. Acqua passata per le vinacce dopo ^ 
cavato il primo vino. ^ 

Mezz voèud. Semivuolo, Mezzo vuoto. 
Mi. 8. m. T. Bot. Miglio. Pianta ooU ^ 
della famiglia delle graminacee, i coi ^ 
semi gialli servono a nutrire gli uè* 
celli domestici ed usasi anche comt'" 
cibo. È il Panicum miliaceum di Lion. ^ 

Mi del ris. Panicastrella. V. S'^'a- 
vòn. ^ 

Mi SALVATEGH. T. Bot. Gramigna ce- T 
drata* Specie di miglio che cresce oe' r 
luoghi elevati ed ombrosi detto da ^ 
Linn. Milium effusum. J? 

Mi. s. m. T. di Mus. Mi. Terzo suo- 
DO della scala diatonica di Do. ^ 

Mi. pron. Io. Caso retto. Me. Caso ! 
obbliquo. * 

Con mi. Meco, Con meco. Con esso * 
meco. ^ 

Da mi e ti. a quattr' occhi. Cioè in '" 
segreto. V" 

Mi CME MI. Dal canto mio. Per la^ 
parte mia. * 

Second mi. Per mio avviso, — A mUk^ 

giudizio, A mio credere ecc. ^^ 

MÌA. s. m. Miglio. Misura di strada. ^ 

Mìa. pron. f. Mia, Di me. } 

Un eon mìa. Un grosso miglio. t. 

Mia. Terza persona dell'indicativo pre»^^ 

sente d' un verbo anomalo, il cui in- '• 

Unito sarebbe Miàr, ma non si usan ^ 

che le seguenti uscite, cioè: ^ 

Mia, MiÀvA,MiARÈ, chésigoif. Convie^.} 
ne , Ed' uopo, È necessario, È far" i- 
za. Cosi conveniva ecc. a seconda de' ^ 
casi. * 

Miàr. s. m. Migliajo e Migliaja nel nu- * 
mero del più che anche nel tiialetto - 
sì dice Miàra. '* 

MiÀR« s. m. T. de' Cest. Miglicf'o. 



HI 

Fasoetto o mazzo di vetrici di circa 
mille. 

MiAEé o M lERÉ. Sarebbe d' uopo* V. Mia. 

MuRÉN. s. m. T. de' Gest. Migliaja. Fa- 
scio di piccoli vetrici di circa due mila. 
MuRéN. s. m. T. di Gacc. Migliarola, 
y. Miarén*na. 

Miarìn'nA' 8. f. Spruzzaglia, Acquerug- 
gioia. Pioggia minutissima. Spolveri- 
no, nebbia assai umida formata da 
minutissime goccioline tenute sospese 
io aria. Chrisa nebbia gelata. 
Miarén'nà. 8. f. Granata. Granato. 
Gìòja notissima del colore del vin ros- 
so» ma assai piccola. V. Ingranata. 
Miarén'na. 8. f. T. de' Cacc. Miglia- 
roia. Palla piccolissima di piombo che 
s'usa per caricare archibugi da caccia. 

MiAROÈUL. 8. m. Un miglio a rigore. 
Poco meno di un mìglio. 
MiARoéuL* 8. m. T. de' Scarp. Cfra- 
alio. Secondo alcuni Geologi Mignoli- 
le e i^olg. Miarolo, Nome generico di 
quelle pietre granitiche delle quali so- 
no lastricate alcune strade nel mezzo, 
ossia nella rotaja. 

MiAROèuL BiANCH. T. dc' Scarp. Cfra- 
nilo di Monlorflino. Granito a feldi- 
spati bianchicci che si trova nel detto 
villaggio del Comasco. 
MiAROéuL ROSS. T. de' Scarp. Gra- 
nito di Baleno. Sorta di granito pun- 
teggiato di nero e rosso che cavasi 
nel villaggio di Baveno nel Novarese 
e che col suindicato è il più usalo e 
conosciuto nel nostro paese. 

luRòN. 8. m. T. de' Cest. Fastello di 
taliconi. Fastello di circa mezzo mi- 
^ìajo di grossi vetrici. 

MiAzz. 8. m. Un grosso miglio. Un buon 
miglio. 

Voga. s. f. Pagnotta, Pane. Dal Fran- 
cese Miche. V. Pan. 
Buscar 'ha mìcca. Vantaggiarsi. Gua- 
dagnare in una facenda. 

IncBÉN. 8. f. Panetto. Fìg. Ciottolo. Sas- 
so lanciato altrui con vario fine; ma 
spesso con quello di offendere e di 
schernire. 

HiociA. 8. f. T. Mil. Miccia, Corda col- 
la? Corda di stoppa di lino concia 
con salnitro per dar fuoco alle arti- 
glierie, Buttafuoco, Lancetta, Accen- | 



MI 



«& 



ditojo. Quel bastone, alla cui estre- 
mità si unisce la candela ardente, o 
miccia colla quale si mette il fuoco ai 
cannoni. 

Mìccia, s. f. T. di Pirol. Colombina, 
Lucignolo. Razzo col quale si dà fuo- 
co alle macchme d'artifizio. 

Michel. Michele. Nome proprio. 

Michel angel ròn'na scova. Pittor 
granata, Fig. Cattivo dipintore. 

MiCLAZZ. s. m« Michelaccio. Nome pro- 
prio peggiorativo di Michele, e vale 
anche Pigrone e San Misto. 
Far el mestér d* miclazz, magnar, 
BEVER e andar A SPASS. Far la vita 
di Michelaccio. Non darsi altro pen- 
siero che di mangiare, bere e spas- 
sarsi. 

Miclott. s. m. Michelotto. Parrocchiano 
di San Michele. V. Barnabòtt. 

MiCBANiA. s. f. Magrana. (V. ant.).Do* 
lor di testa che viene tra l'una e l'ai- 
tra tempia. Micrania, Emicrania, 
Uovo. 

MiGROitéTER. s. m. T. d'Astr. Microme» 
tro. Strumento che serve a misurare 
le piccole moli e le piccole distanze 
apparenti del cielo. 

Microscòpi, s. m. Microscopio, Engisco- 
pio. Sorta di occhiale che serve a ve- 
dere le cose minutissime. 

Mie. Bisogna. Conviene. V. Mia. 

MiERÉ. Bisognerebbe. V. Miarè. 

MiÈTT. s. TU. Un miglio corto. 

MiGA. Mica, Particella riempit. che espri- 
me la semplice negazione. 

MiGNÉN. s. m. Micio, Gatto. 

MiGNÉN. s. m. MicoUno. Un tantino, 
Un minimo che. 

Mignòn'na. s. f. Mignona. Grossa o gras- 
sa micia. 
Mignòn'na. s. f. T. de' Tip. Mignona. 
Sorta di carattere da stampa che sta 
fra il Testino e la Nonpariglia. 

Mìj. Mie pron. di gen. femm. V. Me. 
MIj Mìa. Miglio, Misura di strada. 
V. Mìa. 

MiLANTÀR. atl. Milantare, Aggrandire. 

MiLÉsEM. s. m. Millesimo. Fig. Culiseo, 
Bel di Roma. 

MiLFLOÈuR. s. m. Millefiori. Dicesi olio 
di millefiori, acqua di millefiori, To- 
Ho e l'acqua stillata collo sterco di 



) 



8S 



MI 



mile. Lumeggiare, Dare una specie di 
pittura sulle stampe cou colori a gomma. 

MiifiAB. att. T. de' Cuoc. Manipolare, 
La nostra voce è una storpiatura dei 
verbo Frane. Manier, Maneggiare. 
Miniera, s. f. Miniera, Cava, ma dicesi 
miniera quella de' metalli e cava quel- 
la da cui traggonsi i minerali. V. Cava. 

Miniera d'argent. Argentiera, Mi- 
niera cava d' argento e Grec. Argi' 
roricchia. ' 

Miniera d' ferr. Ferriera. 

Miniera d' mercùri. Miniera di mer- 
curio. 

Miniera d'or. Miniera d'oro e grec. 
Crtsorichia. Luogo dove si scava l'oro. 

Miniera d' ram. Miniera di rame. Ma 
si presentano esse miniere sotto vari 
aspetti che le fanno denominare arse- 
nicati, schistose, bituminose, epati- 
che ecc., a seconda del minerale che 
contiene il rame. 
Minima, s. f. T. Mus. Minima. Mezza bat- 
tuta ossia la cosi detta Nota bianca. 
MiNiSTER. s. m. Ministro, Nome comune 
di chi amministra, ma usato ora da 
noi per indicare coloro che hanno il 
maneggio ed il governo della cosa 
publica. Abbiamo il Ministro delle Fi- 
nanze, della Giustizia e dei Culli, 
della Guerra, dell* Interno e quello 
delle Relazioni estere. 

MiNiSTER s. m. T. degli Org. Somie- 
re. V. Somèr. 
MiNiSTÉR. s. m. Ministero. Tutti i mini- 
stri di uno stato. 
MinisteriXl. s. m. Ministeriale. Attinen- 
te al ministero. 
MiNÒN. 8. f. Manona. Gran mano. 

MiNòN. s. m. T.de'Mugn. Stajone? Bi- 
gonciuolo della capacità di uno stajo 
abbondante col quale si versa il grano 
nella tramoggia. 
Minor, s. ra. T. Eccl. Ordini minori. 
Cosi diconsi per opposto a maggiori 
gli ordini di Ostiario, Lettore, Esor- 
cista e Acolito, 

Minor, s. ra. T. Leg. Minore, Mino- 
renne. Colui che non è ancor giunto 
air età determinata dalle leggi, dja po- 
ter esser padrone di sé e della roba. 
Cadetto vale fratello minore di età re- 
lativamente al primogenito. 



MI 

Minor, add. m. Minore, In fé 

ma dieesi minore di età, inferii 

grado, di forza ecc. 
Minorità, s. f. Miìwrità, PupiU 

L'età di pupillo. 
FoÈURA d' minorità Libero. Ai 

uno che sia per età uscito di ti 
Esser fobdra d' minorità. Fig. 

fuor de' pupilli. Governarsi d 

saper fare i fatti suoi. 
MiNTòzz. s. m. Mento. Parte estren 

viso sotto la bocca. 
MiNTozzÀDA. s. f. Mentala. Colpo 

col mento. Summomolo. Colpo 

sotto il mento. 
MiNTvÀ. add. m. Mentovato. Nom 

Ricordato. 
MiNTVÀR. att. Mentovare, Nominai 

cordare. 
MiNuÈTT. s. m. Minuetto. Specie d 

notissimo. 
MiNuscoL. add. m. Minuscolo. Cai 

minuscolo, cioè minore per 0| 

al majnscolo. 
MiNCT. s. m. Minuto, La sessani 

parte d' un ora. V. Mnùd in attro 
Minuta. Bozza, Minuta. Scrittur 

bozzata. Sceda diccsi per lo più a 

la de' Notaj. 
A LA MINUTA. T. de' Cuoc. Alti 

nuta. Aggiunto di vivande rega 

condimenti aromatici, imbaguat 

vino e cotte nel burro. 
MiNUTAMÈNT. avv. Di punto in \ 

(Sermini). Minutamente. 
MiNUTANT. s. m. Minutante. Che 

minute o le bozze. 
Minutar, 'alt. Far la minuta. Far 1 

za di una scrittura. Minutare,^ 

zare. 
Minuti piaceri o spesi. Spesuzze. 

che si fanno per minuzie o frivo 

satempi, spesso più gravose che 

appajono. 
Minuto, s. m. T. Furb. Riso. 
Minuzia, s. f. Minuzia, Minutezze 

nuzzolo, Scamuzzolo, Briciolo, 

lo. Bazzicatura, Baja, Bagattells 
MiNuziÈTTA. s. f. Minuziiicola. 
MiNuzji. 8. f pi. T. d'Agr. Rii 

Quel più che si cava dalle possei 

oltre alla raccolta principale. 
Mio. s. m. T. d'Erpet. Serpe acqi 



m 

to. Serpicella di color cìnerino che sì 
trova nelle praterie e nelle mura ro- 
vinate 9 il cui morso non è punto ve- 
lenoso. È il Cotuàer natrix Linn. 

lidLA. s. f. T. * de' Becc. Midolla. Mi- 
dollo. 

Mìope, acid, e s. m. T. Med. Miope, Co- 
lui che vede gli oggetti vicini distin- 
tamente; ma confusamente i lontani. 
Tale difetto o malattia dicesi Miopia. 

liòR. add. m. Migliore. Più buono. V. 
Mèj. 

liORAifèNT. s m. Miglioramento. 

I IIORAMENT DLA MORTA. Gli ultimi 

aneliti. 
IwalR. att. Migliorare, Ridurre a mi- 
gliore stato, condursi a miglior for- 
tuna e salute; ma in quest'ultimo ca- 
so dicesi meglio Riaversi. 
Ikmùa. s. f. Rislaurazione, Acconcime, 
ioconcìamento , riparatura, ristauro, 
ed anche Miglioramento. 
ftoTTÉN. s» m. T. de' Pese. Anguilla pa- 
glietttma o Musino. Sorta d'anguilla 
colta e marina che ci viene in com- 
mercio ripiegata sopra sé stessa, e sti- 
vata in barili o bigonciuolì. Ciriuola, 
file anguilletta sottile poco più gros- 
sa della Cria. V. Inguilla. 
liQTTòN. s. m. Sortone. Uomo cupo, che 
* tende a' proprii vantaggi. 
Ima. 8. f. Mira, Fine, Intenzione. 

Mira. s. f. T. d'Agrim. Scopo. Quel 
legncllo carta od altro che si mette 
aelle teste delle biffe per fare livella- 
soni od altro. 

Mira. s. f. T. Mil. Mira, Imbercio. 
Segno dell' archibgso nel quale s'af- 
fm r occhio per aggiustare il colpo 
al bersaglio. Dicesi Nastrino, quella 
feta di ferro, larga pochi millimetri, 
ai margini della quale sono saldate le 
canne degli archibugi da caccia e sul 
qaale passa il raggio visuale nello spa- 
rarlo. 

Con la mira. NelV intento. Con fine 
imeconcetto. 

Ii« MmA. Di rimpetto. Rimpetto, a 
rimpetto. Y. Centra. 

ToéoR d' mira. Por la mira. Accen- 
nare ad una cosa. Fig. Perseguitare, 

Vessare ecc. Prender di mira. 

Tóium LA MIRA. Imberciare, Appun* 



m 



89 



tare. Diriger Tarme od altro dove ai 
vuol colpire. 
MiRABOLÀN. 8. m. T. Hot. Mirabolano, Em- 
blici. Pianta esotica de' cui frutti si fa 
gran uso nelle farmacie. É il Pyllan" 
thus Emblica di Linn. e ve ne sono di 
varie sorta. 
MiRACOL. s. m Miracolo, Prodigio, ma 
il miracolo è un evento che sorpassa 
le leggi della natura prodigio è una 
manifestazione straordinaria e non pre- 
veduta delle leggi della natura. 

MiRAcoL ! Eccoci alle solite. Esclama- 
zione che ci sfugge di bocca in vede- 
re uno cadere nelle sue abituali in- 
conseguenze. Usata iron. vale J^ moh 
to! Qual novità/ e dicesi di chi ci 
vien dato trovare in casa o altrove in- 
vano cercatovi infinite volte. 

Che hiracol! Qual ventura/ Qual 
buon vento/ Qual miracolo vi condu- 
ce qui. E dicesi agli amici che dopo 
lungo tempo ci vengono a visitare. 

Far di miracol. Far miracoli a ma* 
raviglie. Far cose sorprendenti. 

Scapparla per miracol. Camparla 
miracolosamente. 

VoN ch' fa di hiracoj. Miracolaio. 
Casoso: che fa le maraviglie di ogni 
cosa. 
MiRAcoLÓs. s. m. Taumaturgo. Operator 
di miracoli. 

MiRAcoLÓs. add. m. Miracoloso. Pro- 
. digioso. 

MiRASÓL. s. m. T. Rot. Barba di becco. 

Pianta erbacea che cresce ne' prati 

con bei mazzi di foglie ed è il TVa- 

gopogon pratense Linn. V. Rarba d' fra. 

Mire. s. m. T. Furb. Bravo. 

Per la mire. Buono. Eccellente. 
MiRÉif. s, e add. m. Bircio. Quegli che 
per sua natura non può vedere le co- 
se che dappresso, che ha corta vista. 

MiRÉN* s. m. T. Mil. Mirino. Il punto 
più elevato della fascia di volata del 
cannone che «serve di contro mira per 
puntarlo. 

Guardar hirén. Baluginare. Far l'at- 
to di chi guarda e mal vede. Sbir- 
ciare. 
MisÀNTROP. s. m. Misantropo. Uomo di 
cattivo umore, che schiva di trovarsi 
in società cogli altri. V. Tàngher. 



do 



m 



Misantropìa, s. f. Misantropia. Odio istin- 
tivo portalo in generale agli uomini. 
Mise', add. m. Mischio, Mischiato j Me- 
scolato, e per idiotismo Tose, proprio 
della lingua stessa Afistio , Misliato, 
onde dicesi Panno mistio, color mi- 
stio, marmo mistio ecc. 
Mise' DE SrENA. T. de' Scarp. Mischio 
di marmoraja. Marmo cinereo chiaro 
che si cava nei contorni di Siena. 
MiscùLi. s. m. Miscuglio. Mescolanza, 

Miscea. 
MisER. s. ra. propr. Minerò add. Infelice, 
Sventurato e simili , ma vale pure 
Piccolo, Troppo stretto. Debole ecc. 
V. Pòver. 
MiSERABiL. s. m. Miserabile, Tapino, 
MiSERABiL CMÉ UN vÈREM. Tapìnissi- 
mo. Miserabilissimo, Povero in canna. 
MiSERERE. s. m. Misererei Salmo notis- 
simo. 

MisERERE. s. ra. T. Med. Passione 
iliaca. Volvolo. V. Vòlgh. 
Miseria, s. f. Povertà, Indigenza, ma 
questa indica uno stato più tristo del- 
l' altra. V. Pdvertà, 

Miseria, s. f. Miseria, Infelicità, mi- 
serabilità, sciagura. 

Miseria, sorta d' pan. Pane o Pa- 
gnotta, con un sol taglio nel mezzo 
all'uso de' contadini. 
Andar in miseria. Venire in povertà. 
An guardar in t' il miserii. Spendere 
come un Cesare* Prodigaleggiare. 

Contar dil miserii. Fare il miserac- 
ciò. Cantare il miserere, Fare il la- 
mentone infìngendosi povero, trava- 
gliato. 

ToÈUR DA LA miseria. Cavar di sten- 
to» Sbozzacbiare , Migliorare l'altrui 
stato. 

Una miseria. Un frullo. Uno zero. 
Un nulla. Una miseria. Un minimo. 
Misericordia, s. f. Misericordia, Com- 
passione, Pietà. 

Misericordia, s. f. Misericordia, Cosi 
con barbara ironia chiamavasi nel me- 
dio evo un sottile stiletto avvelenato 
che certi siearii portavano al fianco 
e dava sicura morte a chi ne restava 
ferito. 
Misericordia ! Misericordia. Esci, di 
spavento. 



MI 

Aver misericordia. Essere mi 
dieso, e in altro sign. Camme 
pietà. 

Senza misericordia, addict. Im 

cordioso. Avverb. Senza miseri 

cioè in modo barbaro, ferino. 

Miss. Messo add. e part. pass, de 

Mettere. 

Miss. s. m. T. de' Capp. Lis 
Rettangolo di legno simile alh 
, toja (sfratass). 

Miss su. Incitato, Istigato, S\ 
to. Sommosso, 

A GH l'ho miss. Gli ho ficee 
pollezzola dietro, Fig. Gli ho 
danno, o, l'ho gabbato. 

Ben miss. Ben assetto. Bene i 
se, bene abbigliato. Carnacciui 
Grasso. Cresciutoccio , Gichero, 
cesi un bambino che sia ben 
e di notevol sviluppo. 

Mal miss. Mal assetto. Mal ii 
se, mal abbigliato. Cagionoso, 
liccio, dicesi chi è Malsaniccio. 
to chiamasi un fanciullo tristi 
e di non buona salute. 
MissA. s. f. T. d' Agr. Vegetazioni 
to del vegetar delle piante q 
rigoglioso. Messa, il pollone ^ 
meglio delle piante. V. Butt e 7 

MissA. s. f. T. di Gìuoc. Poi 
che per ciascuna volta si m 
giuoco da' ciascuno de' giuoca 

MissA. s. f. T. de' Mugn. Pt 
punto ove le acque di un tori 
fiume sono avviate e raccolte 
di un canale o di un mulino. 

Miss A s. f. Attitudine. La disj 
ne colla quale uno imprende 
una cosa. 

MissA d' vestir. Portamento. 
tura d'abito e di persona. Ac 
tura, 
MissiÈR. s. m. Merlotto, Minchio 

MissiÈR. s. m. Frafazio. Col 
rifa i danni commessi da altri i 
co. Pippionaccio tenero chi s 
cavar di sotto denari in adari d' 

MissiÉR. s. m. T. Furb. Quagli 

la persona che si vuol giuntai 

bare od offendere come che sis 

racino dell'impresa. 

MissiziA. s. f. Amicizia. Y. Amig 



Mt 

HissòftA. s. f. T. d'Àgr. Falcinola, Fal- 
ce tnessoria. Ferro adunco che si ado- 
pera a mietere le biade. 

MissoiiADA. s. f. Falciata. Colpo della 
folce. 

MssoRÉN. 8. m. Falcetto. Strumento che 
ha somiglianza colla falce, ma più 
piccolo. 

MisT. s. m. Mescolo, Miscela. V. Armes'- 
eianza. 

Misteri, s. m. Misterio, Mistero, Arcano. 
Far di misteri. Far il misterioso. 

Mistero (El). T, Furb. La Mascìiera. 

MisTRAL. s. m. Anisetlo, Specie d' acqua- 
vite gagliarda. 

Mistura, s. f* Mestura, Mistura, mescu- 
glìo. 

Mistura, s. f. Frumentata. Semenza 
mescolata di frumento e di altre bia- 
de. Mescolo, miscuglio di frumento e 
fava e simili da panizzare. Ferrano , 
segale, vena, trifoglio ecc. seminati 
insieme per falciarli a mangiare del 
bestiame. 

Mistura d' fén. Fieno mischio. Fieno 
mescolato con strame. Mistura di fie- 
no, e dicesi anche assol. Mischio. 

Mistura, add. m. Misturato, Alterato per 
mistura. 

Misturar, att. Mescolare, Mischiare, 
Mescere, Mescugliare. 

MiSTORÈLA. 8. f. T. d'Agr. Granacciata, 
Miscuglio di veccia, grano ed altri ce- 
reali. 

MisTUB^N. 8. ra. Incastro. V. Incaster e 
Bisturi. 

Mistcrén'na. s. f. Bevandina, Bevanduc' 
da. Piccola bevanda medicinale. 
p Misera. V. Msura. 

MisoRATòR. 8. (n. T. de' Fab. di Gas. 
Misuratore del gas. Strumento con 
cui il volume del gas è misurato di 
mano in mano che passa ad ardere 
ne' becchi. Le sue parti principali 
sono: 

Cassetta. . • • Cassetta. 
Galeggiatòr. . • Galleggiatore, 
Guida . . • • Battente, 
Moviment . • • Botismo, 
Pèren del volant. Asse del tamburo. 
Quadrant . . . Mostrini. 

Sferi Lancette. 

Sporteli . . . . Bottolino. 



ML 



91 



Tub Tubo distributore. 

Valvola .... Disco, 
Volant .... Tamburo. 
Mita, e alla Contad. Mitàda. s. f. Metà. 

V. Mezz. 
MÌTERiA. s. f. T. Ecclcs. Mitra, Mitera, 
Ornamento pel capo de' vescovi ed 
abati. In fole della mitra si dicono i 
bendoni o bende o striscio che pen- 
dono dalla stessa. 

MiiERiA. s. f. T. de' Sart. Ceppo da 
spianare le scollature. Cepperello fog- 
giato a mitra spuntata sul quale si 
spianano le scollature degli abiti. 
MiTRÀJA. s. f. T. Mil. Metraglia. — Sca- 
glia, Mitraglia. — Rottami di ferro o 
simile di cui si caricano i cannoni in 
battaglia. 

MiTRÀJA. s. f. Fig. Moneta spicciola 
assol. Spiccioli. 

Ah! cn CANON CARGÀ A MiTRÀJA. Saettai 
Modo imprecativo. 
MlA. add. m. Melato, Condilo di mele. 
Fig. Lusinghiero, Piacevole. 

Mlà. add. m. T. di Vet. Melato. Sorta 
di mantello de' cavalli che è sauro, 
con coda e criniera dello stesso colore. 
Mlén'na. s. f. Parlar melato, cioè lu- 
singhiero, ingannoso. 

Mlén'na. s. f. T. di Micol. Fungo senza 

gambo. Cosi diconsì varie specie di 

funghi cattivi del genere Polyporus 

e Pleuropus, 

Mlétta. s. f. Melacchino, e dicesi di vino 

dolce. V. Tétta. 
Mlon. s. m. Popone. Sorta di frutto 
molto acquoso e di buon sapore, grosso 
e per lo più bernoccoluto, di buccia 
tra verde e bianca, e di colore al di 
dentro rossigno e talor bianco. É il 
Cucumis melo di Linn. 

Mlon. s. m. T. de' Pizzic. Coppa, 
Salsicciotto, Specie di mortadella fat- 
ta della carne e della testa di majaie, 
tagliata in pezzi e messa con sale ed 
altri ingredienti in un intestino di 
bue, arrotolandola a guisa di palla, 
e legandola a maglia. 

Mlon balord. Poponella, Popone va- 
no, insipido. 

Mlon con l' aréj. Popone inretato, 

Mlon da invéren. Popone vernio. 

Mlon fatt. Popone strafatto. Quello 



92 



MI 



che è tras<n)r90 daHa maturità ad uno 
stato di sfacimcDto. 

ìMlon moscatell. Popone moscadello^ 
e fors* anche Popone damaschino. 
Mlon salvàtegh. T. Bot. Stralloggi. 
Pianta che cresce ne' campi tru l'er- 
ba, che ha radici sottili e fetide e 
molti fiori gialli alle ascelle. É V Ari- 
sloloehia clematitis di Linn. É un ve* 
leno stupefaciente che specialmente 
offende il sistema nervoso. 

Barbisi o budeli dei mlon. Buzzo, 
Cosi nel Cuciniere italiano moderno 
stampato in Livorno nel 4832. 

Mlonar. s. m. Poponajo. Venditop di 
poponi. 

Mlonara. s. f. Poponajo, Poponeto. Luo- 
go dove si seminano i poponi. 

Mlòn*na. s. f. Fig. Coccia, Cocuzza, La 
testa. 

Mlim. s. m. T. d'Agr. Melugine, V. 
Vlùm e Scalmana. 

Mnada. s f. Sopramano, Colpo di mano 
dato colla mano aperta. Spiumacciata j 
dicesi un soprammano che faccia ru- 
more. 

Mnada. s. f. Menala, Menamento, 
Menatina diminuì. 
Mnada. s. f. T. di Giuoc. Mossa, II 
passare una dama o sim. da uno scacco 
air altro. 

Mnadòr. s. m. Menatojo» Strumento col 
quale si mena o dimena o muove al- 
cuna cosa. Menatojo d'una tromba. 
{ZamboU) ecc. 

Mnadòr. s. m. T. di Cart. Menatojo, 
Mestatoio. Pezzo di legno tondo, ina- 
stato con cui ad ogni posta si mena 
la pasta nel tino del lavorante. 
Mnadòr da strènzer Randello, Bilia» 
Legno storto con cui i vetturali legano 
strette le some, il che fare dicesi Ar- 
randellare, 

Mnadura. s. f. T. de' Fun. Partita, Tutta 
quella quantità di fili che va a for- 
mare un leghuolo e che dagli stor- 
nelli della lira convengono tutti al 
pai di ferrone. 

Mnar. alt. Menare. Condurre da un luo- 
go all'altro; ma vale anche — Tra- 
menare, Rimestare, Muovere, Agitare. 
Mnar. alt. T. di Giuoc. Movere. Al 
giuoco degli scacchi o della dama di- 



m 

cesi del portare un pezzo o ui 
ma da scacco a scacco. 

Mnar a bever. Tener il badi 
barba di chi si sia, — Far la 
a chi si sia. — Saperne di più 

Mnar al bo. T. di Vct. Ami 
il /oro. Mandarlo alla femmina 

Mnar bon. Menar buono. De 
concesso. 

Mnar el cul. Culeggiare, Die 
il culo camminando con fasto* 

Mnar el rost. Girare l' arroi 
rar lo spiedo per cuocer l'arra 

Mnar il gambi. Sgambettare. 
nar le gambe stando a sedere. 
le seste, caminar velocemente. 

Mnar il man. Percuotere. Batt 

Mnar la pasta. Dimenare la. 
Per dimenar di pasta, il pan s' 
(A. ?.)• 

Mnar la polenta. Menar la p 
Dimenarla. 

Mnar l'orbén. Condurre il 
Far il lanternone, e fig. Far k 

Mnar l'ors a Modna. Menar 
^ a Modena, — Infilar gli aghi a] 
Affibbiare i bottoni senza oe( 
Anfanare a secco. Far il letto al 
Far la zuppa nel paniere, Gui 
un branco d'oche. Insegnar h 
all'orso. Andar per acqua col i 
Lavar carboni, Pestar l'acqui 
mortajo, Pisciar nel vaglio, Lise 
coda alla volpe, Pigliar il porc 
la coda ecc., — Prendere a fa 
di impossibile e ben difficile riu 

Mnar pr'il longhi. Menar j 
lunghe. Aggirar uno o farlo gii 
a proprio modo. Menar in parole 
metter sempre e nulla mai alt 
Tempellare, tenere ambiguo, 
due. 

Mnar su. Condur prigione, 

rare. 

Mnaroèula. s. f. T. de' Tess. Man 

Ferro inginocchiato che serve 

girare il mulinello della spola. 

Mnazza. s. f. Manaccia, Manone. 

Mnen. s. m. Manina, Manuzza. ^ 

nén. 
Mnestra. s. f. Minestra. Vivanda d 
do, entrovi pasta, riso o checché 

Mnestra. s. f. T. Furb. Treecd 



m 

MAESTRA D* EBBI. Mnulo. Minestra d'e^ 
be cotte e minutamente battute. 

Mkestra d' fava. Favata. 
• Mnestra d' pasta. Pastume. 

Mn ESTUA FISSA E PREDICA GIARA. Mi- 
nestra spessa e predica breve, Adagio 
di chi vive più volentieri per la 
gola che per l' anima. 

Mnestra maridada. Minestra maritata, 
cioè composta di due cose, come — 
Piselli maritati, Ceci maritati, ecc. 

Mnestua spagnoècla. T. di Guc. Oglia, 
Sorta di minestra fatta con moltissimi 
ingredienti. 

AVERGH DA FAR CMÉ I CAVI IN T LA 

hrestra. Avervi da fare come la luna 
co* granchi, — Come le lance colle 
maoaje, come il campanil del duomo 
colla settimana santa. ,— Esser cose 
disparatissime: esservi poste a vanvera, 
starvi a credenza, a pigione, a disa- 
gio, come Pilato nel Credo. 

La mnestra riscaldada la sa sehper 
d'fuv. Cavolo riscaldato non fu mai 
buono. Una amicizia rotta e poi ri- 
conciliata non ritorna col primiero 
fervore. 

V è PO tutta mnestra. È tutta fava, 
— I poponi di chioggia, tutti d'una 
boccia e d'un sapore. 

'Na mnestra. Una minestra, cioè 
quanta n'entra in una scodella. 

MAGNAR STA MNESTRA SALTAR STA 

fiiestra. bere o affogare. V. Fnè- 
stra. 
Irestradòr. s. m. Minestraio. V. Mne- 

strar. 
Irestrar. att. Minestrare, Far le mi- 
R ' nestre, far le scodelle, scodellare, met- 
r tere la minestra nella scodella. E fi- 
gurai. Amministrare, governare. 
Mnestrar, dar dil boti. Picchiare. 
Tamburare^ tambussare, dar busse. 
Xnestrazza. s. f. Mineslraccia. Pegg. di 

minestra. 

Ihestrén. 8. m. Brodetto, Uova in bro» 
detto. Vivanda d'uova dibattute con 
brodo. V. Pan gratta. 
Xkestrér'na. s. f. Minestrina. — Mine- 
strclla, Minestruccia. — Piccola o leg- 
D(1 i^ra oiinestra. — Minestrino. 
[11 Vnestebr Mnestròn. s. m. Basoffione. 
Pappator di minestre, ed anche, se- 



MO 



9S 



condo Pananti, Jfin69/ra;o^ e apostro- 
fando un mangiatore gli diceva: voi 
mineslrajo, lessaio, friitataio, pastic- 
ciaio, arrostalo, polpetta io ecc. 

Mnestrér. s. m. Mineslrajo. Colui 
che fa le minestre. 

Mnestrér. s. m. per metaf. Manesco. 
Facile a battere altrui. 
Mnon. s. m. T. de' Chiod. Mantacajo. 
Colui che ha l'ufficio dì mantacare. 

Mnon. s. m. Cavalier servente. Colui 
che serve ad una donna. Paraninfo, 
vale mezzano del matrimonio, ^d anche 
colui che accompagna a casa Io sposo 
quando trae con sé la sposa novella. 

Mnon o Mnòn'na. Manone, Gran mano. 
Mnud. add. m. Minuto. 
Mnoda. add. f. Minuta. 

A LA HNUDA. add. A minuta, A ri' 
taglio. In piccola quantità. 

N' ANDAR TANT PER LA MNUDA. Ber 

grosso* — Lasciar andare tre pani 
per coppia. — Esaminare alla grossa. 
Star alla mnoda. Comperare a ri' 
taglio* Comperare a minuto. Viver di 
per di* 

Mnudaja. s. f. Minuzzaglia, Minutaglia, 
Quantità di cose minute, ed anche 
popolo minuto. 

Mnudaja. Parlando di denari, Moneta 
minuta, — spezzata, spicciola, e as- 
sol. — Spiccioli. 

Mnudén. 8. m. Capellini. Sorta di pasta 
fatla a sottilissimi cannoncini. 
Mnudén. add. m. Sottiletio. Assai mi- 
nuto, minutissimo. — Mingherlino, — • 
dicesi di persona. 

Mo. Mo. Particella riempitiva, e vale 
anche E che si, particella di minaccia. 
V. Ma. 

Mo véh! Interj. Certamente/ Di certo/ 
se in modo assert., Vedi caso/ se in 
modo ammir., Vedi bel cesto/ se det- 
to iron. di persona. V. Veh! 

Mobiglia, s. f. Mobili. Arnesi, suppd- 
lettili, masserizie domestiche. V. Roba 
d' ca. 

Mobiglia* add. m. Ammobigliato, Mobi^ 
liato. 

MoBiGLiÀR. alt. Mobiliare, Ammobigliare. 
Guernir di mobili la casa. Abbigliarla. 

MoBiL. s. m. Mobile. La roba che si 
può traslocare da luogo a luogo. 



94 



MO 



Cattiv MOBIL, Mobil stracch» o iro- 
Dicamente, Bon mobil. Cattivo arnese, 
— Laoa fioa, Mai tartufo, Mal bi- 
gatto, Buona lana. — e dìcesi d'uom 
cattivo* 

MòcA. s. f. Smorfia, Lezio» V. Mochi e 
SiiDitòn. 

MòcA. 8. f. T. degr Imbianc. BiaU' 
cozzo* Bianco dì fior di calce. 

Mocl. add. ni. Smoccolato. Dal verbo 
smoccolare. 

MocADA. s. f. Smoccolala. V atto di smoc- 
care. 

MocADòR. s. oìi Smoccolatore. Quegli che 
smoccola. 

MocADURA. 8. f. Smoccolatura, Ciò che 
si smoccola dal lucignolo di una lu- 
cerna o di una candela. Moccolaja 
la parte arsiccia del lucignolo che im- 
pedisce col suo soverchio il lume e 
che si va di mano in mano smocco- 
lando. V. Mòcol. 

MocADURA. 8. f. per Colatura. V. Sco- 
ladura. 

MocAR. alt. Smoccolare, Smoccare. Le- 
var via la moccolaja. Scarbonchiare , 
levare il fungo alla lucerna. 
MocAR o MocARS EL NAS. Soffiare, 
Soffiarsi il naso. Trarne fuori i mocci. 

MocARoÉuL. s. m. Moccatojo. Strumento 
con cui si smoccolano le lucerne. V. 
Smorzcn e Mochétta. 

Mocc'. Scodato, e meglio Mozzicoda. 
Agg. di cavallo o sim. che abbia 
mozza la coda* 

MoccH. add. m. Mortificato. — Confuso, 
Taciturno, Invilito. — Parlando di 
cosa come coltello o sim., vale «— 
Ottuso, Spuntato. 

MoccH HOCCH. Mogio mogio. Quatto 
quatto. 
Restar mocch. Cagliare, invilire, ta- 
cere. 

Star mocch. Zittire. Star mogio o muto 
per non si scoprire o compromettere. 

MocH. 8. ni. T. Bot. Setino. Pianta a- 
cquatica che cresce ne' fossati e nelle 
acque stagnanti in forma di strato fi- 
lamentoso verde, detta Conferva an- 
phibia dai Sist. 
MocH. 8. m. T. Bot. Moco , Rubiglia 
Stracca bue. V Ervum ervilia di Linn. 
V. Arvia. 



MO 

Mochetta, s. f. Smoccolatqjo. Strumento 
fatto a guisa di cesoja con due ma- 
nichetti imperoati insieme, e con u- 
na cassetlina da capo nella quale si 
chiude la smoccolatura. Moccatojo, 
è una specie di pinzetta o molletta ^ 
colla quale si leva la moccolaja dalla 
lucerna. 
Mochétta, s. f. Fig. Fiancata. — ^ 
Bottone, Fardata, Botta, Puntura. . 
— Quel parlar coperto che eoo acu- | 
to motto punge altrui, il quale di* 
cesi anche Rinceffo, Rimprovero. ' 

Dar 'na mochetta. Dare una Far' . 
data, una Fiancata ad alcuno. Af- . 
fihbiar bottoni senza occhielli. Mot- 
teggiare in modo pungente. Dar un ~ 
botlon di passaggio o un piccino alla 
mano, — vale Motteggiare per inci- 
denza e alla sfuggita. 

Mochi. s. f. pi. Boccacce, Visacci. 
Far dil mochi. Far bocchi, Coccare. 
Aguzzar i labbri e arrotare i denti 
inverso uno per belTeggiarlo, come 
fa la bertuccia. Dicesi anche Far le 
bocche i visacci. 

Mociglia. 8. f. T. Mil. Zaino. Il fardello 
che porla dietro le spalle il soldato. 
V. Sacch. 

Fumar la mociglia. Galleggiare in 
qualità o bontà. 

MocLAR. att. Piangere. Ma dicesi del 
piangere a dirotta puerilmente. Fìat' 
tare, Luttare, Piagnucolare, dicesi 
il querelarsi o ramaricarsi piangendo* 

MocLÉN. 8. m. Moccolino. Diminuì, dì 
moccolo. 

Moclètt. s. m. Mozzicone. Moccolo cor- 
tissimo. Culaccino o avanzaticcio di 
candela. 

MocLòN. s. m. Moccolone. Gran moccolo. 
MocLòN. s. m. Pigolone. — Belone, 
pecorone, bietolone, — che sempre 
piagne, che d*ogni poco si lagna. 
MocLòN AL NAS. Moccolo. Moccio pen- 
dente dal naso. 

MocLÒSA. s. f. T. Furb. Candela. 

MocLÓSA IN mistero. T. Furb. Lan» 
tema cieca. 
MocLÒsA D* sant* alt. T. Furb. Luna. 

MòcoL. s. m. Moccolo. Candela della 
quale sia arsa la maggior parte. 
Mòcol. Fig> Moccio pendente dal naso. 



MO 

IfòcoL DLA LùMA ecc. Moecolajor. La 
parte dei lucignolo che arde, quando 
è divenuta troppo lunga, ed è da 
smoccolarsi. Fungo dicesi quella spe- 
cie di cappello che si forma talora in 
cima della moccolaja. Smoccolatura è 
la moccolaja recisa colle smoccolatoje. 
Portar el mogol. Figurat. Portar il 
lume. Servir da lucerrtiere. Interve- 
nire o star presente per servigio di 
due innamorati. 
Moda, s* f. Foggia, Moda, Usanza. 
Quella che corre circa il vestire e sim. 
Moda antica. Uso dismesso. 
Moda d* poca ddrada. Andazzo. U- 
sanza ricevuta in un tratto ma di 
poca durata. 
All'ultma moda, a tutta usanza. 
Andar alla moda. Star sulle mode. 
Andar zo d' moda. Uscir di moda. 
Dar nelle vecchie. 
Zo d' moda. Fuor di moda. Di uso 
dismesso. 
MoDÀREN. add. m. Moderno, Nuovo o 
secondo Tuso presente. Modernità, 
la qualità di ciò che è moderno. 
ModarnA. add. m. Ammodernato. Ri- 
dotto all'uso moderno. 
MooARNÀR. att. Ammodernare. Ridurre 

all'uso moderno. 
HoDÈi. s. m. pi. T. degli Argent. Pirelli, 
Stampi. Cosce delle forme convesse 
da gettarvi i cucchiaj d'argento. 
MoDÉi s. m. pi. T. de' Gioj. Zolfi, 
Le impronte per lo più di gemme in- 
tagliate che si fa nello zolfo che sia 
slato avanti liquefatto. 
MoDÈLL. s. m. Modello, Disegno del la- 
voro o dell'opera a farsi. Modelletto, 
Modellino, diminuì. Archetipo, Pro- 
totipo, y. grec. Modello alla cui imi- 
tazione si fa qualche cosa. Tipo è 
r impronta che si fa con un modello. 
MoDÈLL, per Esemplare di qualche 
virtù o qualità singolare. 
MoDÈLL. s. m. T. de' Dent. Modano, 
Quei modello che si fa con cera dei 
denti artiGciali che si vogliono sosti- 
tuire ai veri mancanti. 
MoDÈLL. s. m. T. de' Forn. Forma 
di quadro. Quella forma da matlo- 
nieri colla quale si fanno tambelloni 
ed altri materiali di quadro. V. Mòdcn. 



«0 



95 



MODÉLL. s. m. T. lie' Gess. Modello, 
Forma. Quel cavo o tipo nel quale 
si versa il gesso per trarne una fi- 
gura altro, 
MoDÈLL. s. m. T. degli Org. Cali" 
bratojo. Strumento che serve a dare 
alle canne da organo la voluta gran- 
dezza. 

MoDÉLL. 8. m. T. degli Olton. Cam- 
pione, Il modello che serve ali'otto- 
najo per far la forma di un oggetto 
che si voglia in gran nùmero di e- 
semplari. 

MoDÈLL. s. m. T. de* Pettin. Modello, 
Nome di ciascuna delle assicelle che 
servono a tagliar le lastre della vo- 
luta grandezza. 
MoDÈLL. s. m. T. de' Pitt. Modello, 
Naturale, Uomo o donna che nelle 
Accademie o Scuole dì disegno nudo 
o vestito sta fermo per essere ritratto 
al naturale. 

MoDÉLL DA MAJi. T. dc' Tcss. di rct. 
Mòdano, Mòdine. Legnetlo con cui 
si formano le maglie delle reti. 
MoDELL o' NA RARCA. Garbato di una 
barca. Modello di tavole tagliate con- 
forme alla dimensione e forma della 
barca. 

MoDÉLL DI pioMB. T. do' Calzctt. Stani» 
pò. Modello per fondere i piombi de' 
telaj da calze. 

MoDÈLL pr'il pioti. Cerchiello, è 
con V. d'uso Loc, Bocconiera. Cer- 
chio di ferro inastato che serve a ta- 
gliar le piote del calibro de' pezzi. 
MòDEN. s. m. T. de' Bigonc. Modano. 
Assicella a modo di squadra con an- 
golo più meno acuto a seconda 
della più men grande inclinazione 
che si vuol dare all'angolo del taglio 
delle doghe. 

MòDEN. s. m. T. de' Fornac. Forma. 
Telajetlo di legno che serve al for- 
naciajo per dare alla mota la figura 
dei diversi materiali. V. Cepperà, Fat- 
torèla e Modèll. 
Modera, add. m. Ammodato, Temperato. 

Moderato. 
Moderar, att. Moderare. 
MoDERARES? H. p. Modcrarsi, Tempe» 

rarsi. 
MoDERAZiÒN. s. f. Moderazione. Modera- 



96 MG 

tezza, Moderaioento. Il guardar mi- 
sura nelle cose. 

MoDÈST. add. in. Modesto. Che ha ino- 
destia. 

MoDESTBN*NÀ. s. f* Modcstino. Fanciulla 
che abbia uà esteriore savio e mo- 
desto. Schifalpoco, persona che arta- 
tamente faccia la conlegnosa. 
Modestén'na. 8. f. T. delle Sart. Mo- 

. destina. Striscia di pannolino ornala, 
che portano sopra il seno le donne 
quando il Testilo è molto scollato da- 
vanti. 

Modestia, s. f. Modestia. Mite sentimento 
de' proprii meriti. Pudore è quella 
modestia che ci ristringe a guardia 
delia virtù. Umiltà è una modestia 
divota verso il proprio creatore. 

MoDiLiòN. 8. m. T. d*Arch. JRfodi^/tone^ 
Mutolo. Specie di mensola ma piut- 
tosto ornata che no. V. Mensola. 

Modista, s. f. Modista. Mercante o mer- 
cantessa di cose di moda. 

MoDLAR. alt. Modellare, Far modello. 

MoDLETT. s. m. Modelletto, Modellino. 
Cosi dicesi anche quel fanciullo che 
fa il modello ad un pittore ecc. 

MòDOL. 8. m. T. d*Arch. Modulo. Mi- 
sura regolatrice delle grandezze di 
tutti i membri d'architettura, nella 
formazione del disegno e dell'opera. 
V. Mòden. 

Modula. 8. f. Distesa, Formolo* Modello 
di una scrittura. 

Modular la vòsa. Modular la voce. Can- 
tare aggradevolmente senza sortir dì 
tuono percorrendo molti o tutti i tuoni 
della scala musicale. 

MoÈuD. s. m. Modo, Guisa, Maniera, 
ed anche -— Regola , Misura, Costume 
ecc. 

Chi fa a so moèuo scavpa un dì d* 
pu. Chi fa a suo modo non gli duole 
il capo. 

Fa a MOÈUD d'un S05AJ, Fa a moèud 
ME. Fa a modo, d' un pazzo. 
Far a so hoèud. Far il suo piacere. 
— Operare a sua voglia. — Cioè a 
suo modo. 

FoÈuRA d' moéud. Soprammodo, So- 
pramisura. Smoderatamente. 
Per moèuo d' dir. Per modo di par- 
lare. Per modo di dire, per cosi dire.. 



MO 

MoÈuj. 8. m. Mollore, — Mollume* — 
Bagoamento, umidità cagionata dalla 
pioggia nella terra. Guazzo, Logume, 
ammolla mento che si faccia nelle case 
altrove per acqua versata sul suolo. 

MoÉuj. add. m. Molle. Bagnato, u- 
mido. Dicesi lo stato di chi o di ciò 
che è bagnalo. 

Metter i vagn' in moèuj. Dimojare. 
V. Sroojàr. 

Tgnir in moéuj. Tener in molle. Im- 
mollare. 

Tgnir in MOÈUJ. T. de* Boti. Tenere 
in purgo. Tener nell'acqua le doghe 
il legno con cui si voglioa far botti. 
MoÉujA. 8. f. Molla. Strumento per lo 
più di ferro che, fermo da una banda, si 
piega agevolmente dall' altra, e lasciato 
libero ritorna nel primiero suo essere 
ond'egli fu messo, e serve a diversi 
usi di serrature e d'ingegni. 

MoÈuJA. s. f- T. degli Oriv. Molla. 
Strìscia d'acciajo che si volge spiral- 
mente sul tamburo nel caricare To- 
rologio. Ha 

Attacch da dénter. Occhio di dentro. 
Attacch de d' foèu- 

ra Occhio di fuori. 

Susta, quel ferruzzo che tiene in se- 
sto il braccio del registro nelle mac- 
chinette di Berthoud aggiunte alia 
piattaforma. 

MoÉuJA DA carrozza. Molla, Grosso 
fascio di lame di ferro soprapposte, fer- 
mate al carro della carrozza, che ser- 
vono a sostenere i cignoni. Le sue 
parti sono: 

Cova Voluta, 

Cricch .... Martinetto, 

Fassi Ghiere, 

Foèuj Foglie. 

Manetta del zin- 

giòn .... Bandellone. 
Pianta .... Braca. 
Pirò ..... Pernio, 
Ponlén'ni . . p Sproni. 
Stafcn'na • . . Fasciatura, 

MoÈUJA DLA PIASTRA. T. degli ArOTr 

Lamina fissa. La parte del mollone 
degli archibusi che sta invitata alla 
piastra dell' acciarino. 
MoÈUJA voLANTA. T. degli Arm. La^ 
mina mobile. La parte del mellone 



MÒ 

dell' archìbuso che ha da capo l'aletta 
che tocca la noce dello scatto. 
MoBUJi. s. f. pi. T. de' Dent JHolle spi" 
ralù Sorta di molle fatta di filo d'oro 
di platino ravvolto spiralmente che 
si assoda alle due estremità interne 
delle dentiere. 

MoÉuji DEL cAPùzz. Xteve. Spranghe- 
te di ferro che servono per buttar 
già il mantice d'un legno. 

Moéuji DiL PASSETTI. T. degli Archìb. 
Molk delle fasce. Que' ferruzzi con 
nasetto, fermati nella cassa, che ten- 
gono io sesto le fascette dell' archi- 
buso. 
MoÉoLA. 8. f. T. degli Àrm. Cote Pietra 
da arrotare fatta con una pietra cote. 
y. sotto. 

MoÉULA. 8. f. T. degli Arrot. Ruota. 
Disco di pietra arenaria che gira ^o- 
pra un asse o fuso che poggia sui 
fianchi del castello dell'arrotino e sul- 
la quale si arrotano i ferri. 

MoèuLA. s. f. T. degli Arrot. Castel- 
lo. Y. Travàj. 

MoèuLA. s. f. T. di Ferr. Mollotto. 
Ruota di pietra per arruotare il Ma- 
glio. 

MoéuLA. s. f. T. degli Occhiai. Gra- 
io. Specie di mola con cm' si raddriz- 
zano e rotondano gli orli de' vetri ad 
uso di occhiali per collocarli nel ca- 
naletto del cerchio, o della cassa. 

MoèoLA. s. f. T. degli Oliaj. Trapeto, 
Frantojo. Marmo tondo che gira ver- 
ticalmente e serve ad infrangere i se- 
mi oleiferi. V. Gròla nel Supl. 

MoÉULA DA MOLÉN. Macina, Macine. 
Pietra di figura circolare, piana di 
sotto, e colma di sopra, bucata nel 
mezzo, per uso di macinare. Dicesi 
Coperchio, la macine di sopra, quel- 
la cioè che gira sul fondo. Fondo la 
macine sopra cui gira quella che è 
delta coperchio. 

MoÈDLA SALVATGA. T. de' Mugu. Bril- 
la, Macina che si move rapidamente 
sopra un piano di sughero e che ser- 
ve a spogliare il riso della sua prima 
ruvida veste. 

Battee la moécla. Addentar la ma- 
cina. (Tose). 
Memi. 8. f. pi. T. de' Mugn. Palmenti. 



MÒ 



97 



Cosi diccsi ciascuna delle macchine che 
servono a macinare, onde dicesi ilfu- 
lino a due, a tre palmenti a seconda 
che ha due o tre macine in azione. 
MoèuYER. att. Muovere. Movere, dar mo- 
vimento. 

MoÉuvER. att. Agitare. Muovere in 
qua e in la. Y. Sdindolar. 

MoèuvER. att. T. degli Imbals. Atteg» 
giare. Dare all'animale imbalsimato 
la voluta movenza. 
MoÈDVER el CORP. Smuoi^erc il corpo. 
Sì dice del cominciare a sciogliersi il 
ventre. 

Moéuver el filatoj Girare il valico. 
Cosi dicesi l'azione di colui che ne' 
filatoj ha cura di far girare il valico 
in vece di altro motore meccanico. 
Moéuver 'na pdén'na. Toccare un ta' 
sto. 

Moéuver spess il j'oreccl T. di Vet. 
Esser calabrese. V. Calabrès. 
MoÉuvERS. n. p. Muoversi, — Darsi vi- 
ta, Sciorre le membra. 
MoÉuvERS. n. p. Intenerirsi. I&uover- 
si a compassione. 
MoÉuvERS. n. p. T. d'Agr. Muoversi, 
Sentirsi. Dicesi delle piante quando 
cominciano a germogliare. 
MoÉuvERS ADASi. Buzzicorc. Muover- 
si pian piano. 

MoÈuvERS ▲ STENT. Ruticorsi. Piana- 
mente e con fatica muoversi e dime- 
narsi. 

A n'eh movré DA CHI A LI. Non ne 
volterei la mano sossopra. — Non ne 
farei un tombolo suli' erba. — Si dice 
di cosa che non c'impegni per nulla. 
MòGAN. 8. m. T. Bot. Maogani. Nome 
d' un albero americano il cui legno di 
color rosso è molto pregiato per infi- 
niti usi e per lavori d'ebanisti. Lo 
Swietonia, Mahagoni de' Bot. 
MòGN. 8. m. Bozzurri, Bruciataj. (U. 
Fior.). Svizzeri o Savojardi che d'in- 
verno vengono nelle città d'Italia a 
vendervi le castagne ecc. 
MojADòR. s. m. Maceratoio. V. Masradòr. 
MojAscH o MojASTER. T. d'Agr. Bassu- 
ra, Acquitrino, Ficcatoja* Terreno 
basso, acquitrinoso, che dà cattivo fie- 
no e pochi ed incerti cereali. V.^ Sca- 
lia e Sortùm. 



^ 



MG 



MojEfu. 8. f. Moglie, Sposa, Consorte. 
Bigamia,yf9Ììe matrimonio contratto con 
due persone nello stesso tempo e Bi- 
gàmo, dicesi chi è incorso nella Biga- 
mia. Poligamia, pluralità di mogli in 
uno slesso tempo. Poligamo, colui che 
ha avuto, od ha più mogli. 

MOJERA BELA E CATTIVA L'è UN INFE- 

BEN DOPPI. Grande lacciuolo del Dia- 
volo è la mala moglie. 

Dar MOJERA. Ammogliare. Dar moglie. 

ToÈUR MOJERA. Ammogliarsi. Torre, 
prendere, pigliar moglie. 
MojÈTTA. s. f. Molle. Arnese di ferro per 
rattizzare il fuoco: ha 
Bolton .... Mascelle. 

Cova Codolo. 

Gambi .... Gambe. 
Gomed .... Calcagno. 
Pumèll .... Manico, 

MojÉTTA. s. f. T. di Ferr. Reggetta, 
Sorta di ferrareccia a foggia di nastro 
larga e sottile della quale fa osi cerchi 
a bigonci e sim. 

MojÈTTA. 8. f. T. de' Velr. Foggiato- 
jo? Quel ferruzzo che adoprano i ve* 
trai per foggiare le parti del vetro cLe 
non possano esserlo colla forma. 

MoJÈTTA PR'iL bali CALDI. T. Mil. 

Grappino. Sftrte di molle con mascel- 
le a cucchiaja per porre nella bocca 
del cannone le palle infuocate. 

Mojtén'na. s. f. Molletta, Mollettina, Pic- 
cola molle per diversi usi. 

MòL. s. m. T. d'Arch. Molo, Riparo di 
muraglia contro all'impeto del mare 
che si fa a porti. 

MòL. add. m. Allentalo, Lento, ed 
anche molle, debole, fiacco, vizzo. V. 
SQòs. 
Lassar mòl. Lasciar lente. 

Mòla. add. f. Lente, Allentata, e dicesi 
per lo più di fune. 
Mòla mola. Ammolla ammolla, cioè 
allenta, lascia andare. T. che si usa 
da coloro che tirano su gran pe- 
si, quando vogliono che si allenti la 
fune che li sostiene. 
ToÈUR la mòla. Pigliar l'ambio, il 
puleggia, — Andarsene con Dio. — 
Partirsi. 

Mola. add. m. Arrottato, AfliUUo alla 
mola. Vale anche Allentato, V. Molar. 



MO 

MoLADA. s. f. Arrotamento, e in altro 

sign. Allentamento, Allento, 
MoLADURA. Arrotatura. L'atto dell'arro- 
tare. 
Molar, att. Allentare, Rallentare. 

Molar, att. Scarcerare. 

Molar, att. Fig. Cedere, Recedere, , 
Desistere, torsi giù dalle pretensioni, i 

Molar, att. T. degli Arrot. Arrotare. \ 
Assotìgliare il taglio de' ferri alla ruo- ; 
ta. 

Molar d'in bocca. Dimorsare. 

Molar el fredd. RaddoUarsi* L'aria i 
di fredda e cruda divenir placida e i 
benigna. — Addolcire, Addolcare. 

Molar el prezi. Scemare, Minuire, 
per es. il prezzo di una merce o si* 
mile. 

Molar i can. T. di Cacc. Lasciare o 
Sciorre i cani. 

Molar i cristaj. Arrotare i cristalli. 

Molar il rèdni. Correre a briglie 
abbandonate. 

Molar i pe d' oca. T. dì Cacc. Span^ 
nare. Il mandar giù i sacchi della ar- 
madura delle ragne. 

Molar i zerc'. Stentare i cerchi. 

Molar l'acqua. Dar l'andare al- 
V acqua. Alzare le cateratte che ten- 
gon r acqua in collo perchè scorra al- 
trove. 

Molar la frén'na. Affilarla, 

Molar la man. Dar la man dolce. 
Allentar le redini, e figurat. procede- 
re moderatamente. 

Molar la rèsga. Rinsegalarla. 

Molar la stanga. T. de' Facch. Equi' 
librare. Cosi dicesi del lasciar calare 
quella^ stanga della barella che aggra- 
va per esquilibrio del suo piano. 

Molar la stoppa. T. degli Squer. 
Sputare la stoppa. Cosi dicono gli 
Squcrajuoli di quell' uscire che fa la 
stoppa dal commento dì due legni di 
un navicello. 

Molar la vén'na. Sventar la vena. 
Aprir la vena. Pungerla con la lan- 
cetta per cavar sangue. 

Molar la volta. T. de' Nav. Sbiet^ 
tare la gomena, S laccare la gomena 
avvoltata intorno alle biette, o bitte. 

Molar per poc. Fare buona derra» 
ta, — Lasciar la roba a buon prezzo^ 



MO 

Molar un pogn' ecc. Menare, — Ac- 
coccare, appoggiare. — Appostare ud 
pugno. 

MouRS* n. p. Allentarsi. E dicesi anche 
per ìslacciarsi, far che le vesti sieno 
meno ristrette al corpo. 
MoLARS zo. Calarsi, Affunarsi. Scen- 
dersi dall'alto al basso con fune. 

MoLARSLA. Fig. Svignarsela. 

Molazza, s. f. Macine da frantojo, ma 
vale anche Cattis^a macine, 

MoLDURA. 8. f. T. de' Mugn. Mulenda, 
Molenda, Il prezzo che si paga della 
macinatura al mugnajo, in denari. 
Bozzoiatura la paga in farina che il 
mugnajo si tiene sul grano macinato. 
Farén'na d' MOLDURA. T. de' Mugn. 
Bozzolature. Complesso di farine sboz- 
zolate nella molenda. 
ToÈOR LA MOLDURA. T. de' Mugu. Mo^ 
lendare. Riscuotere la molenda in da- 
nari. Sbozzolare, pigliarsi col bozzolo la 
parte di farina dovuta per la mulenda. 

MoLÉN. 8. m. Mulino. Molino, edifizio 
composto di varj strumenti per uso di 
macinare le biade. Si compone di 

Alber Albero. 

Bardèli .... Spallicciuole. 
Battrèla .... Nottola. 
Brìiladòra o Moèu- 



MO 



09 



la salvàtga . 
Camén da molén 
Campanén 



Brilla. 

(kinnuccia, 

Tentennelle. 



Canal Gora, Margone. 



Carètt 
Cascàda 



Bocchetto. 
Cannuccia. 



Cassa dia moèula. Cassa della macina, 

Cazzadòra. V. Bat- 
trèla. 

Codàiber o Codàr- 
bor .... 

Còpp del molén . 

Cotèsser. 

Da . . 

Pannar . 

Ferr da moli 

Gavla. . 

Lomazza. 

Nadiccia • 

Nava . . 

Navétta . 

Pai . 

Varamènt- 



en 



Capiiagna. 

Cassetta. 

Spagliatore. 

Bronzina. 

Farinajo. 

Crepitacoli. 

Nottola. 

Bronzina. 

Nottola del palo. 

Doccia. 

Boccetta. 

Palo. 

Palmenti. 



Parapett. . 


, . Parapetto. 


Poniseli • . 


. . Ponte. 


Predi. . . 1 


» . Macine. 


Redazza . . 


. . Buota a pale. 


Ròla. . . 


. Dragola. 


Sacchètt dia sgor- 


ba. . . 


. . Calza. 


Scud. . . , 


. Lubecchio. 


Sgorba . . . 


. Tramoggia. 


Stanga . . 


. Temperatola. 


Tajoèul . . t 


. Fondo sug/ierato. 


Tindén'na . 


. . Tenda. 


Torment. . 


. Balzuoli. 


Volalgar. . 


. . Cassa dello spolve- 




rino. 


Zerc'. . . , 


► . Cassa. 


MoLÉN. s. m. T. Idr. Storno, Bitroso. 



V. Molinell. 

Molén a acqua. Mulino ad acqua. 
V. Molén assol. 

Molén a vapor. Mulino a vapore. 
Sorta di mulino in cui il vapore fa 
le veci dell'acqua attivato da poco 
nella Borgata di Borgosandonnino. 

Molén a vent. Mulino a vento. Sorta 
di mulino che solo conosciamo di nome. 
Mulino a secco, nome di tutti quo' 
mulini che non sono mossi dall' acqua 
né dal vento, ma dalla mano dell'uo- 
mo o dalla forza del cavallo. 

Molén da batter. T. de' Polv. Batte' 
ria. Mulinello a pestelli. II complesso 
di una fila di pile coi pestelli relativi, 
ohe sono per lo più dieci. V. Molén 
dia polvra. 

Molén da fén. T. di Gualch. Mac 
china da fino. Cosi dicesi quella mac- 
china ora adoperata nelle gualchiere 
per cardare e che consta di un gros- 
so cilindro mosso dall'acqua e tutto 
coperto di cardi, che nel loro movi- 
mento cardano la lana fine spelaz- 
zandola da altri cilindri contigui. 

Molén da cross. T. di Gualch. Mac 
china da grosso. Quella simile alla 
suddescritta che *si usa nelle gual- 
chiere per cardare le lane ordinarie. 

MoLÈN DA l' oli. MuUno da olio. Sorta 
di muhno col quale si macinano od 
acciaccano solo semi oleiferi colla ma- 
cine verticale. Frattojo o Frantojo, 
dicesi il molino dove si acciaccano 
le olive. 



iOO MO 

MOLÉN DA TABÀCCH. MulìnO. C08Ì dl- 

cesi l' opificio che contiene i macina- 
loj del tabacco e più specialmente alle 
ruote ecc. che dan moto alle mac- 
chine. V. Burlòn. 

MoLÉN DEL zoLFER. T. dc' Poiv. FraU" 
tojo. Macchina a molle verticali, che 
girano circolarmente in un truogolo, 
e serve a polverizzare lo zolfo incanna. 
Si adoperano anche delle botti che 
girano sul proprio asse, nelle quali 
nieltesi il solfo in canna con dei pezzi 
di metallo. 

MoLÉN DiL scuoELi. Pistrìho» Spccic 
di mulino ad uso de' stoviglia]. 

MoLÉN DLA POLVRA. MuHuo da polvere. 
Opificio idràulico che ha molo dallo 
slesso mecanismo de' mulini ordinari 
e che in vece di macine dà moto a' 
pestelli delle pile o batterie. Compo- 
nesi di 

Levi ..... leve. 
Merletti .... Traverse. 
Molén da bàtter • Batterìa, 
Pili ..... Pile. 
Pistòn .... Pestelli. 
Roèudi ...» Ruote. 
Scud. .... Lanterne. 
Tlaròn . . , , Catelli. 

MOLÉN DLA RESGA. ScQÙ O ttCqua. CoSl 

impropriamente chiamasi da noi un 
opificio ove si segano con mezzi idrauli- 
ci i legnami. 

MoLÉN DLA SCORZA. MuHno dì concia. 
Che macina solo farine di concia per 
uso de' conciatori, 

Molén d' pò. Mulino in nave. Mulino 
che in vece ui essere in un edifìcio 
murato è costrutto sopra una o più 
barche sopra un fiume. 

Chi è PRiMà al molén hasna* Chi 
prima nasce prima pasce. — Chi 
prima giugno al mulin, prima macina. 
I più solleciti escon primi di briga. 

Chi va al molén s' infarén'na. Chi 
tratta la pece s' ifnbratta. — Chi dor- 
me coi cani si leva colle pulci. Prov. 

Tirar l'acqua al so molén. Tirar 
V acqua al suo mulino. Aver più ri- 
guardo al proprio interesse, che al- 
l'altrui. 

Un molén. Figur* Un frullone. Un 
gran chiacchierone. 



MO 

Molén'na. s. f. T. Idr. Melma, Bell 
Ma dicesi specialmente di quella i 
ma più sottile che depone il Po. 
Molerei, s. m. T. Bot. Caprinella, i 
migna che cresce ne' campi colti 
e lungo i fossati. Il Triticum re- 
di Lion. 
MoLÉTTA. s. m. Arrotino, Agguzzai 
Colui che arrota gli strumenti da 
glio. Collellinajo , chi fa ed arro 
coltelli. Quesli due mestieri sono 
lo più esercitati tra noi promis 
mente. Le operazioni, gli strua 
e le cose attinenti all'arrotino, s 
Batter la moèula. Arrotond/are la 

la. 
Molar .... Arrotare. 
Dar el fil . . . Affilare. 
Dar la preda*. . Dar la cote. 
. Martlén'na . . . Martellina. 
Preda da fil . . Cole. 
Preda da rasòr . Pietra a olio. 
* Travaj .... Castello. 
Fond d' moèula • Fanghiglia. 
Per le operazioni» ecc. del Ce 
linajo, V. Fràr. 

MoLÈTTA. s. f. T. di Cuc Lan 
dotto. Intestino retto delle vitelli 
dotto a vivanda. 
MoLÈTTi. s. f. pi. T. di Vet. G 

Mollette. V. Gaiétti. 
MoLiFicAR. att. Mollificare, — An 

lire, Rammorbidare. 
MoLÌGA. s. f. Melma, Belletta. De 
zione argillosa de' torrenti o fini 
loro scemare. Yale anche Lordi 
Imbratto, ma in senso di vìscid< 
me è per esempio la superficie 
vasi ove si pongono i fondacci d 
stanze grasse. 

MOLÌCA DEL PAN. MolliCtt. PolpC 

pane. Molsa, midolla. V. Brisa. 
MoLiNAR. 8. m. Mugnajo, Muli\ 
Quegli che macina grano o biadi 
operazioni, gli strumenti e le 
attinenti al Mugnajo sono: 

OPERATORI 
DEL MUGNAJO. 

Cozzòn . . . ^ Vigilario? 
Farinott. . . „ Macinatore. 
Garzòn da moli- 
nar .... Portareea. 



MO 

OPERAZIONI 
DEL MUGNAJO. 

Bàtter la moèula. Aguzzare la ma- 
Cina. 

Bottaxzàr • • • Macinare a bottac- 
cio, a ricolla. 

Brillar .... Brillare. 

Buttar su • • • Caricare la tra* 
moggia. 

Dar l'acqua . . Dar l'acqua. 

Dar 20 el legnazz. Abbassare la spah 
liciuola. 

Xasnar • • • • Macinare. 

Hasuar suttil . • Macinar basso. 

Masoar gross • . Macinar alto. 

Toèurla moldura. Sbozzolare. 



MO 



iOi 



STRUMENTI 


DEL 


MUGNAJO. 


Balètt . . 


. . Vaglio, Crivello. 


Copell . . 


. . Bozzolo. 


MarteU . . 


. • Martello a due pen- 




ne. 


Nén'Da • • 


• . Mina. 


Minela . . 


• • Mina. 


Minòn • • 


. . Stajonef 


Pala . • . 


. . Pala. 


Pai d' fcrr. 


• . Palo. 


Rodlètt . . 


. .Rulli. 


Scranell • . 


. .. Scannello. 


Tajoèuli . . 


. . Zeppe. 


eoa 


E ATTINENTI 


AL 


MUGNAJO. 


Àrznètt . . 


. . Pescara. 


Bottazz • . 


. . Bottaccio. 


Farén'oa . 


. . Farina. 


Farìnazz. .. 


. . Macinatura, 


Vasnadura • 


. . Macinatura. 


Missa. . . 


. . Presa. 


Moldura. . 


. . Mulenda, Molenda. 


*Molén . . 


. . Mulino, Palmento. 


Volatga . . 


. . Spolvero, Friscello. 



Garzòn da MOLiNAa. Portareca. (B. 
L.). 
loLiNARA. 8. f. Mugnaja. 

hUNAEÉN, MOLINARÈTT. 8. m. GÌOVÌU 

mugnajo, oppure Mugnajo di poche 
faccende. 



Molinarén'iia. s. f. Mugnaja graziosetta. 

MoLiNARÉTT. 8. m. T* d' Itt. Lasca, Moz* 
zella. Pescialello bianco, che si trova 
ne' canali e ne fossati, che se ne fa 
ccit altri frittura. Lo credo il Leuciscus 
muticellus della Panna Ital. Bonaparte. 

MoLiNEi. s. ni. T. di Pirotec. Ali di mw 
lini. Fuochi imitanti le ali de' mulini 
a vento. 

MoLiNELL. s. m. Mulinello. Piccolo mu- 
lino. 
MoLiNELL. 6. m. Verricello. Specie 
d' argano o girella in cui si avvolge 
la corda che lega la carica, e i cui 
manichi vengono poi raffermali con 
un legno a traverso. Ha: 

Bus Occhi. 

Cavicci .... Manichi o Pironi. 
Rampcn. . • • Ganci. 

Stali Grappe. 

Testa Testa. 

MoLiNELL. 8. m. Gruppo Nodo di 
vento. Quel giramento che fa talora 
in un subito il vento per aria. 
MoLiNELL. s. m. T. de' Bast. Pigna, 
Torcitojo. Legnuolo colle due estre- 
mità circolari e con un uncino nel 
mezzo che serve per avvolgere insie- 
me i coreggiuoli di maschereccio che 
compongono la treccia o correggia 
della scuriada. 

MoLiNELL. s. m. T. Bot. Soffione. Il 
fiore del Leontodon Taraxacum Lion. 
Diconsi pappi i piccoli filamenti che 
lo compongono e che allo spirare del 
vento volteggiano per aria. V. Pissa- 
can. 

MoLiNELL. s. m. T. de' Filat. Filato- 
jo. Strumento di legno con ruota per 
filare lana, lino, seta e. simili. Ha: 
Banchetta • . . Panchetta. 
Goloncn. • . . Colonnini. 
Corda . • . . Corda eterna. 
Fcrr . . • ... Ferro. 

Fus Fusi. 

Fusaroèula . . • Ftisajuola. 
Girela .... Girella. 
Rocchett. . . • Rocchetti. 
Roèuda .... Ruota. 
MoLiNELL. 8. m. T. I^p. Vortice, Ri- 
troso, Mulinello. Il rigiro dell'acqua 
o simili. Imbuto, quell'abbassamento 
di fluido che si forma nei vasi che si 



102 



uro 



>uolano per un foro nel fondo. Slor» 
no, la controbattuta, ossia motto vor- 
ticoso dell'acqua per urto che riceve 
da un insenatura. 

MoLiNELL. 8. m. T. de* Mugn. Arga^ 
nello. Quel cilindro imperniato tra* i 
ritti di uno spagliatore col quale si 
sollevano le saracinesche ad esso unite 
colla corda dei manico. 

MOLINELL DA LIGAR IL CARGHI. i?t7ie. 

Legni storti da stringer some. Ran- 
dello. V. Mnadòr. 

MoLiNELL DA pozz. Bùrbera, Aspo ed 
anco Girella, V. Aspa. 
MoLiNELL DA SPOÈULI. T. dc' Tcss. In- 
cannatojo. Strumento a foggia di ar- 
colajo che serve ad incannare le spo- 
le. Ha: 

Mozzo. 

Fusi. 

Cerchio. 

Manivella. 

Cocchetta. 

Piedi. 

Ritti. 

Assi. 

Cavalletto. 

Crociera. 

Rocchetti. 

Ruota. 

Coreggia. 

MoLiNELL DA TÒRZER. TorcHojo. Stru- 
mento con ruota da torcer seta ecc. 
Addoppiatojo , se si usa per addop- 
piarla. Orditojo, se usasi per ordire; 
e ^uòy volendosi, addempiere a tutte 
queste operazioni. Le sue parti prin- 
cipali sono: 

Corda .... Corda etema. 
Fus .... « Fusi. 
Fusara .... Grata. 
Manvèla. . . • Manivella. 
Rocchètt. . . . Rocchetti. 
Rodén .... Ruolini, 
Roèuda .... Puleggia a gola. 
Scauladuri • . . Canaletti, Guide. 
Tambor .... Tamburo. 

Tlar Telajo. 

Volani .... Volante. 

MoLiNELL D* CARTA. Mulinello. Mazza 
in cima della quale sono impernate 
due ali di carta a foggia di quelle 
de' mulini a vento, usata dai ragazzi 



Co. . . . 
Fus . . . 




Garba . . , 




Mnaroèula . 




Orcela . . 




Pc. . . . 




Piantòn • . 




Polegh . . 




Portaorceli . 




Razi . . . 




Rocchelt. . 




Roèuda . . 




Strlssla . . 





MO 

per loro trastullo, portandola 
tro al vento perchè acquisti 
moto e giri indefessamente. 

M OLINELL DLA BARA A GOCCI. T. d 

Mulinello. Cilindretto eoa du 
chetti alle estremità , e due ruoi 
tate contigue, le quali fatte gir 
cavalletto danno moto alla sbai 
gli aghi. 

MoLINELL DLA PORTERÀ. Ffullin 

eie di molinello attaccato agli 

telli delle carrozze e simili, eh 

per comodo del passamano d 

stallo. 
Esser un holinell. Essere un 

tota, non cessar di chiacchiera 
Far el holinell. Rimolinare. 

girar vorticoso dell'acqua o del 
Far el holinell. Roteare, 1 

Volgersi in giro, o attorno con: 

no i ballerini. 
Molinètt. s. m. Mulinello. Piccol 

lino. 
MòLiz* add. in. Schietto, Liscio ^ 

plice. Modesto. Lo diciamo pei 

degli abiti che il Manzoni diss 

tivi. 
MoLòN. s. m. Molla principale d'u 

canismo. 
MoLòN. s. m. T. degli Arm. Jk 

La maggior molla dell' acciarin 

armi da. fuoco. Ha: 

Rus del pè. • . Foro della t 

Moèuja volanta . Lamina mot 

Moèuja dia piastra. Lamina psst 

Ve Piede. 

Polghén. . . . Piuolo. 

Penta .... Aletta. 

Snoèud .... Nocca* 
MoLsÉN. add. m. Morbido, Morvid 

noso, molle. E parlando di p 

Mansueto, Umile, Benigno. 
Gnir holsén. Rammorbidirsi, 

suefarsi. 
Mólta, s. f. ( o largo ). Mota. Ter 

si fatta liquida dall'acqua. 

Materia impastata per murare. 
Moltbén. V. Monbén. 
Moltìplica, s. f. Moltiplicazione. 

tiplicare. Regola per cui vengon 

tiplicati diversi numeri gli un 

altri, e si fa in vari modi. 
Moltiplica, add. m. Moltiplicato, 



MG 

MoLTiPLicAB. alt Moltiplicare j e fig. Ac' 
crescere. Aumentare a gran misura. 

MoLTiTUDiNA. s. f. Moltitudine. V. Folla 
e Massa. 

loLTòN. 8. m. T. de' Drap. Cammellotto 
fiMito. Stoffa di lana assai manosa che 
i FraDcesi dicono Molleton. 

IoH£iiT. s. m. Momento, Stante, Punto. 
Brevissimo spazio di tempo. 
A HOSEirri. Tra momenti. Fra breve. 
CoifossBR EL MOMENT. Vedere il bello. 
Conoscere la congiuntura propizia. 
Dal moment. Dacché, Dappoiché, 
Poiché ecc. 

D* pocH MOMENT. Di' poca Icvata* Di 
poco momento, o importanza. 
In POCH MOMENT. In un subito. In un 
attimo, in uno stante. 
In t' el moment. Incontanente], In sul 
fatto. 

TuTT I MOMENT. Ad Ogni poco. Ad 
ogni ora. Ad ogni pie sospinto. 
Un moment! Statti f Attendi/ Piano! 
A bell'agio. Sorta di esclam. 
Un moment dop. Poco stante. 

MoMENTANi. add. m. Momentaneo. Dì bre- 
ve tempo. 

MoHEKTÉN. 8. m. Brcvc stante. Momen- 
tino. 

MoMiNTiNÉN. s. m. Brevissimo stante. 

MoNADA. s. f. Bacelleria, Fagiolata, Sce- 
da. Fanciullaggine, Attuccio sciocco. 

MoNARDA. s. f. T* Bot. Monarda scar» 
latta. Menta rossa. Bellissima pianta 
originaria dell'America settentrionale 
e che ora forma l'ornamento de' no* 
stri giardini co' suoi fiori tinti di un 
rosso vivace. £ la Monarda didyma di 
Linn. Così dicesi anche la Monarda 
fistulosa. 

MoNASTÉai. s. m. Monasterio. V. Con- 
vent. 

MoNBéN. Molto, Di molto. Assai. A gran 
segno. In gran maniera. 
A DIR MONBÉN. A strumoggiarc. 

MoHBiNòN. avv. Dì moltone. M. scherz. 
Assaissimo- 

XoNCH. add. m. Monco. Senza mano, o 
con mano storpiata, e per metafora 
Mancftevole. 

VoNCHÉN. s. m. Monchino^ Persona che 
abbia una mano monca. Moncherino, il 
braccio monco. 



MO 



403 



MoND. s. m. Mondo. Il cielo e la terra, 
la sola terra, ed anche il genere u- 
mano. 

Mono. s. m. Terra del mio monte. 
Sorta di giuoco fanciullesco assai no- 
to. V. Zugar al Mond. 

Mono, Monda, add. Mondo, Mondato. 
Netto. 

Mond ad tahoch. // venti. Il mag- 
gior dei tarocchi, ed uno de' trionfi. 

Mond noédv. Mondo nuovo Specie 
di lanterna magica, o camera ottica 
assai conosciuta. 

Andar pr'el mond Andare ramingo 
per lo mondo. 

Alt SAVÈR PIÙ IN CHE MO^D AS SIA. iVa- 

vigar per perduto. Aver perduta la 
bussola. 

DAccHè MOND È MOND. A di de' nati. 
Maniera che amplifica il tempo passa- 
to e scherz. Da poi che V acqua ba* 
gna, o il fUoco scalda. 

El MOND l'è BELL PERCHÉ l' È VAGH. 

È bello il mondo perché pien di ca- 
pricci, e gira tondo. « Solo per va- 
riar natura è bella. » 

El mond l'è fatt a scarpetta, chi 
s'la cava e chi s'la métta. // mondo 
é fatto a scale. Chi le scende e chi 
le sale. 

El mond l' e piÉN d' cattiv. 4/ ^'^n' 
do non é nulla di netto. E* c'è più 
trappole che topi. 

El mond va all'arversa. // cavallo 
fa andare la sferza. 

Mette al mond. Dare al mondo. 
Partorire. 

Metter all'onde del mond. Mettere 
alfonor del mondo. Dar la vita civi- 
le, sollevar dì grado, innalzare alcuno. 

N' AVER BRiSA d' MOND. Esscrc avunot" 
to, pollastrone. Esser tenero di pasta, 
aver poca esperienza. 

Parer in t un alter mond. Sembrar 
rinato. 

Parer von dl' alter mond. Mostrarsi 
delle cento miglia, oppure delle sei 
migliaja. 

Scarpa granda e bic'cer puén, toèur 
EL MOND CMÉ EL vÉN. Pigliare il mon- 
do com'ei viene. Non si affliggere o 
turbare di checchessia. Adagio favorito 
degli egoisti fortunati. 



104 



MG 



Un mond d' genta, un mono d' giac- 
cER ecc. Un mare, un mondo di gen- 
te, di ciarle ecc. Per dire una farra- 
gine, una gran quantità. 
MondX. add. ni. Mondato, Mondo. Ri- 
mondo. 
MoNDÀDA. s. f. Mondazione. L'atto del 

mondare. 
Mondadén'na. s. f. Un pò di mondatura. 
MoNDADORA. s. f. Mondatura. Quel che 
si toglie via mondalo. Nettatura, ri- 
getto degli erbaggi. 
MoNDADURA. s. f. T. di Gualch. Spe- 
lazzatura. L'azione dello spelazzare 
le lane. 

MoNDADURA. s. f. T. de' Polv. Scemi- 
tura. V operazione per la quale il poi- 
verista separa il carbone più perfetto 
dalle terre, e dalle parti di esso anco- 
ra legnose, gettandolo contro l'aria. 
Mondar, att. Mondare. Far mondo. Ri- 
mondare, vale mondar di nuovo. Net- 
tare, dicesi delle erbe. Pulire, dicesi 
degli stivali e degli abiti. Sgranare, 
Sgusciare, il tor via i legumi da' loro 
bacelli. Vagliare, vale nettar col va- 
glio. Dibucciare, levar la buccia ai 
frutti. 
Mondar el gran. Rimondarlo. Va- 
gliarlo a vaglio rado e spesso. 
Mondar el ris. Nettare. Mondarlo 
dalla panicastrella e da altro che ha 
in sé di estraneo. 

Mondar i grcgn, l'insalata. Scatti- 
virli. Nettarli. Spogliarli delle foglie 
secche o fracide, delle parti terrose, o 
de' torsoli. 

Mondar i sass. T. de' Selc Scegliere 
le selci i ciottoli. 
Mondar la lana. T. di Gualch. Spe- 
lazzare. Il rivedere e ripulir le lane 
colle mani. 
Mondèll. s. m. T. Furb. Frumenio. 
Mondi (Di). Un mondo. Assai, di mol- 
to. 
Mondìa. s. ni. Mondiglia, Mondatura. 
Parte inutile e cattiva che si leva dal- 
le cose^ che si mondano. Parlandosi 
però di biade dìcesi più propr. Va- 
gliatura, Cappiatura. La mondiglia 
che cade sull' aja quando si vaglia il 
grano, che dieest anche Cascalura. 
Chiamaosi Nettature le caaeaiiire o 



MO 

mondiglie del riso; e Becchime 
mangiare de' volatili domestici 
posto di granelli e semi varii di 
de. 
Moneda. s. f. Moneta, Danaro, . 
nia, ma il danaro è più pro] 
moneta coniata : la moneta può < 
anche nominale o di carta. Fee 
vale scherz. danaro, e questo i 
nota anche coi vocaboli Soldi, 
trini. Scudi, Oro ecc. In modo 
V. Gucalén, Pess e Pignèsa* 
Moneda. s. f. Moneta. Metallo < 
to per uso del commercio e del 
nomia publica. La moneta ha: 

Arma Arme. 

Arvers . . • . Rw^escio. 
Gampètt. • . . Esergo. 
Gontoren . • . Contomo. 

Dritl Diritto. 

Iscrizion. • '. . Leggenda. 
Marca • • . . Marca. 

Testa Tipo. 

Le varie specie di monete più 
scinte tra noi sono le seguenti: 
Bapron. . . • Bagherone. 
Bajocch • • « . Bajocco. 

Bavra Scudo di Gerri 

Buttalà • • • . Mezza lira > 

Piacentina. 
Gagnazza • • • Genovina. 
Garlén .... CaWmo. 
Golonada. 
V. Pezza de Spa« 
gna. 
Gosa da ses trei Pezzo da sei 

tre lire t 

di Parma. 
Graizer • • • . Quarantano. 
Groson . • . . Tallero o Cra 
Da dés Trajer . Mezza lira 

Parmigian 
Dobla d'America . Doblone d'An 
Dobla d' Parma . Dobla di Pa 
Dobla d' Roma . Dobla di Roi 
Dobla d' Savoja . Dobla di Sa{ 

Flipp Filippo. 

Franch • . . • Franco. 
Genvén'na • • • Genovina o 

vino. 
Grazia . • . . Grazia. 
Lira d' Ifilao . . Lira vecchia 

lano. 



MG 



MO 



iOS^ 



Lisbooén'na o Por- 
toghésa . . • 

luig 

Marìszza. • • • 
Harchett. • • • 
Maringbén. 
V.Napoleond'or. 
Ifeia iMTra. • • 
Men buttalà • • 

Men crosoD • • 
Matta • • • • 

Napoleoa • • • 

Napoleoa d'or. • 

Nason d' Modna • 

Papetta • • • • 

Parpajoèula o zia- 

quén*Qa • • . 



Dobla di Lisbona o 

di Portogallo. 
Luigi. 

Lira Austriaca. 
Soldo veneto. 



Mezzo Tallero. 

Quarto di lira Pia- 
centina. 

Mezzo Crosazzo. 

Lira vecchia del 
Piemonte. 

Pezzo da ^ Fran^ 
chi. 

Pezzo da 20 Fran- 
chi. 

Scudo d' Ercole III 
d' Este. 

Paolo doppio. 






Parpajola o quar^ 
to di Liravecchia 
Parmigiana. 

Pa?ol Paolo. 

Pezza de Spagna. Pezza di Spagna. 

Pisìs Francescone. 

Pietta d' or. . . Pezzetta d' oro. 

Quattréa . • . Quattrino. 

RuspoD • • • • Ruspone. 

Scud d' Milao. . Scudo di Milano. 

Selén Scellino. 

Sovran .... Sovrana* 

SterléD .... Lira sterlina. 

Siéo Sesino o Quattrino. 

Teston .... Testone. 

Zchéa .... Zecchino, Ruspo. 

Zeotesom . . . Centesimo, 

ZMitviotgran • . Ducato da 12 Car- 

lini. 
MoHBDA GÀLANTA. Moneta scarsa, che 

cala del suo legittimo peso. 
VoNEDA ch' va ben. Moncta che sta 

in bikmeia o di peso. Quella che niente 

cali. 
MoNBOA d'argert. Moncta bicfìica, 

dicesi di quella d'argento a distinzio- 
ne di quella d*oro, o di rame* 
MoHEDA d' zecca. Moneta ruspa. Quel- 
li che coniata di fresco non ha per- 
duto nel maneggio la sua ruvidezza. 
MoRBOà o Moneda erosa. Spiccioli, 



Spezzati, Moneta spicciola, spezza- 
ta, minuta. Le monete di minor va- 
luta, molte delle quali ragguagliano 
il valsente d'una maggiore, come le 
lire rispetto agli scudi. 

MoNEDA FALSA. Moncta falsa, o fah 
sificata. Diconsi Stagnuoli le monete 
d* argento falsificate collo stagno e 
Monete incamiciate o bratteate quelle 
falsificate con lamina d'oro o d'ar- 
gento. 

MoNEDA LissA. Moneta logora. Liscia. 
Che ha perduto nel maneggio ogni 
traccia d' impronto. Fig. Capei d' agu" 
to. 

MoNEDA MNUDA. Minuti denari. 

MoNEDA NOMINALA. Moneta di conto o 
immaginaria. Sorta di moneta di no- 
me di un convenuto valore, come fu 
l'antica lira imperiale, e attualmente 
la lira di Modena, di Venezia, la Ster- 
lina ecc. 

MoNEDi SONANTI. Mcncte effettive. Rea' 
li. Sonanti. 

Moneda tosada. Monete tose, e stron" 
zate. (B. L.). 

Alterar il monedi. Tagliare, Tosa* 
re, Sbolzonare, Stronzare le monete. 
Diminuirle di peso. 

Aver dil monedi. Aver danari e per 
lo più in quantità. Esser ricco di da- 
nari. 

Batter moneda. Monetare, Battere 
moneta. 

Cal d' na moneda. Scarso. Quel man- 
co di peso che si trova nelle monete 
tose sbolzonate. Comporto, dicesi 
quello scarso dì una moneta che non 
la fa rifiutare o scemar di valore in 
commercio. 

Eror e gativa moneda an paga nsòn. 
Frego non cancella partita. 

Far DAR LA MONEDA. Cambiare, Ba- 
rattare, Spieciol(jir le monete. 

Far MONEDA FALSA PER vojf. Fig. Ca- 
varsi il pan di bocca. Sbattezzarsi e si- 
mili per uno, vale Portarlo, aver amo- 
re per lui, essere disposto a qualunque 
sacrifizio in suo prò. 

'Na MONEDA, per Una somma di mo- 
neta denaro. 

Trarla in moneda. Figurat. Snoccio- 
larla, Fatala piana. Spiegare minuta- 



I 



108 



MO 



MontAn care. Regolo d* abboccatura. 
Quello che porta la spagnoletta delle 
fioeslre. 

MoNTÀN DiL FISSI. RcgoH de' masiieiii. 
Le parti della finestra che si uniscono 
co* mastietti al telajo. 
All'ijsanza di montàn. Alla monta* 
nina. Alla foggia de' montanari. 

Montana o Montanara, s. f. Montagnuola. 
Abitatrice di montagna. 

MoNTANÀR. s. m. V. Montàn. 

MoNTANÉN. s. ra. T. de' Legn. Traverse. 
Regolctti che servono d' insieme a' 
telai delle finestre, ed anche di fer- 
mo ai cristalli. V. Pti^boà. 

MoNTANÉN MONTANELL MoNTANÈTT. 

Montanino j Montanesco> Di montagna. 
Montar, att. Montare, Salire, Ascen- 
dere, Andare in alto. Ma dicesi più 
propr. Montare l'andare sul cavallo 
o in bai*ca. Salire l'andar su per u- 
na scala. Ascendere il salire una mon- 
tagna. 

Montar, alt. Farsi grosso. Rilevare, 
Dicesi di conto corrente che si vada 
aumentando. 

Montar, att. T. de' Cavali* Ckival- 
care. Esercitare un cavallo cavalcan- 
dolo. 

Montar, att. T. de' Cofic. Porre in 
stia» Ammassare in gran numero le 
pelli tratte dalla troscia o dal mortajo 
perchè si rasciughino. 

Montar, att. T. di Vet. Montare* Il 
congiungersi degli animali. 

Montar a cavall. T. di Masc. Mon- 
tare a cavallo. Operazione della fab- 
bricazione del ferro che consiste ne) 
dargli la curvatura, battendo alterna- 
tivamente, colla mazza nella faccia 
piana del ferro , e col martello del ma- 
niscalco sulla branca che si vuol pie- 
gare. 

Montar a sordoss. Cavalcare a bis* 
dosso bardosso. Cavalcar il cavallo 
nudo senza sella. 

Montar el lavòr. Armare il lavoro. 
Accozzare le parti che compongono 
un tutto. 

Montar el s'ciopp. Levar il cane. 

Disporre lo schioppo per modo che non 

v' abbia che da sgrillettare per tirarlo. 

Montar i còren. Infrascare il capo. 



UO 

Scaldarsi la fantasia da essern 
tato. 

Montar il j'anci. T. degl 
Porre le ance. Munire di ance 
che di quelle canne da orgai 
diconsi perciò Canne ad ancia. 

Montar la buzra. Montare la ^ 
la bizzarria, la collera, e 

— Montare in collera, in best 

— Sdegnarsi, adirarsi, stizzirs 
Montar la calza. T. de' Calze 

prestar l'opera. Disporre sul 
l'occorrente per lavorare una 
Montar là guardia. Montar la 
dia. Andar i soldati a far la { 
in qualche luogo, ed in senso 

— Rizzarsi, caricar la balestra. 
Montar la scarpa. T. de' 

Imbroccare. Imbastire il tomaj< 
suolo , il che dicesi anche Fom 
scarpa. 

Montar l'orlén. T. de' Calzei 
nodare il bandolo. Fermarlo ai 
ago o lamina od onda per pass 
scìa il filo di seta o altro sugi 
successivi. 

Montar 'na lama. T. degli Arra 
tere a cavallo. — Montare una 

— Armarla de' suoi fornimenti 
Montar 'n arcòn. T. degli A 

Armare un arco. Disporre l'ari] 
e il centine di un arcata per at 
vi le tele occorrenti per l'addc 
Montar 'narloèuj. Caricare 
riuolo. Rimetterlo su, girando le 
onde restituirgli il movimento. 
Caricatura la riunione d^una 
coi denti a sega ed un nottolir 
bligato da una molla ad imb 
dente con dente. Montare un e 
vuol dire Metterlo insieme. 
Montar un appartament. Arra 
Montar un canon. T. Mil. Cai' 
Incavalcare le artiglierie. Pori 
cassa, assettarle. 

MoNTARS. n. p. Rincavaliarsi. M 
in arnese ed anche Far sfoggi. 

l^IoNTAZz. s. m. Monlagnaccia. Moi 
scoscesa, dirupata, erta, selvagi 

Monterà, s. f. T. de' Capp. San 
imbastire. Specie di tavolo sul 
si va affaldando il pelo per farni 
pelli. 



n 



HO 

MoifTiRADA. s. f. Erta, La salita d'un 
ggio: luogo per io quale si va al- 
l' insù: montata* 
loNTiRòNy MoNTòN. s., m. Monticello, 
Monzicchio, Dosso j Dorso. Ammas- 
samento o mucchio di checchessia per 
cui sia forza erpicare o salire. Gittata, 
la terra tratta dalla fossa e gittata 
suirorlo della medesima e secca. V. 
Ànnoodadura. 
I loNTòii. 8. iD. Montone, Ariete. Il ma- 
schio della pecora, che serve per far 
I razza, e dicesi anche della sua pelle. 
I -^ Montoncello, montoncino, dimin. 
! È r Oifis aries gallica de* Sist. 

MoNTòN DE GRANA. T. de' Cooc. Jlfon- 
tane di grana. 
' MoNTòN DI STRAZZ. T. di Cart. Cenci 
Hi marcita, 

MoiiTòN SPIANA. T. de' Conc. Montone 
di buccio, 

SiLT DEL aòNTòN. Capannone. V. Salt. 
loHTONÉif. add. m. T. di Vet. Monto* 
nino. La testa di cavallo quando è tal- 
mente convessa che la rende di confor- 
mazione simile a quella del montone. 
loNTRUGCA. 8. f. Montagnuola, Ma detto 
per ingioria, vale — Befanaccia, Sciat- 
tona, e sim. 
loiiTRUccB 8. m. Montagnuolo. Cosi di- 
cesi di on goffo abitatore de' monti 
ma piuttosto schernevolmente. 
loRTURA. 8. f. T. Mil. Divisa, Assisa. 
L'abito militare detto franciosamente 
e a tutto pasto <— , Montura. 
MoifTURA. s. f. T. de' Parr. Corredo. 
La testiera coperta di rete sulla quale 
n possan cucire i giri di trincila. 
loHCiiÈifT. 8. m. T. d' Arch. Monumento. 
Propr. edifizio publico eretto per tra- 
smettere alla posterità, la memoria 
di qualche persona o fatto illustre. 
Ordinariamente io diciamo bUV Avello. 
IbifZER. att. T. d'Agr. Mungere, Mu- 
gnere. Spremere le poppe agli ani- 
mali per trarne il latte. E figurat. 
premiere e trarre altrui da dosso al- 
cuna còsa. 

H'òifZER. att. T. di Cavali. Avvezzare 
al freno. Cosi dicesi il primo appli- 
care il freno ad un cavallo perchè 
suol farsi con molto garbo e usandolo 
il nxeuo che si può da principio. 



MO 



iOO 



MoNZUDA. s. f. Munta. L'atto del mun- 
gere e la quantità del latte munto. 

MÓR. s. m. (o chiusa). Moro. Albero 
di cui si conoscono più specie, ma 
specialmente due, cioè il bianco detto 
anche Gelso e Morus alba da Linn., 
e il nero detto dallo stesso Morus 
nigra. V. Moresca. 
MÓR. s. m. Mora, Gelsa. Il frutto 
del moro o gelso. 

MÓR A CIAPPAJA A FILAGN. GelsCtO 

a ceppaja. 

MÓR GiòVEN, MoRÉTT. Gclso nofcllo. 

Fila o piantada d' mór. Filarata o 
Piantagione di gelsi. 

Malattìa del mór. Falchetto. (Tose.) 
Sorta di malattia che attacca il gelso 
per cui le sue foglie assumono un 
color giallo. 

Vivar Squassa d' uór. Gelseto, 
Semenzajo, Neslajuolo di gelsi. (Tondo) 
Mór. s. m. (o larga) T. de' Libr. 
Culatta, lì corpo del libro dopo che 
col mazzuolo ha preso in torchio u- 
na forma convessa che poi si copre 
col dorso. 

MòR. add. m. Morato, Nero a guisa 
di mora. V. Moro. 
Mòra. s. f. Mora. Donna nera di razza 
Etiopica. 

Mòra s. f. T. Bot. Mora, Mora pru- 
gnola. Il frutto delio Rovo o Rogo, 
Rubus fruticosus di Linn. 

Mòra. s. f. T. f urb. Padella. 
MoRAGNA. s. f. T. d'Agr. Nasetto. Stru- 
mento di ferro a forma di tanaglia 
che si adatta alle narici de' buoi e 
de' bufali per tenerli in freno. 
MoRÀJA. s. f. T. di Masc. Morsa. Stru« 
mento col quale si piglia il niusello o 
labbro di sopra al cavallo e si stringe 
perchè stia fermo. 
Moral. s. ni. Morale. Opposto di Fisico. 

Gnir al moral. Venire all' ergo. Con- 
chiudere, e trattandosi di cose pecu- 
niarie, vale Isnocciolare t quatrini, 
Morala. s. f. Morale. Costume buono o 
cattivo che distingue l'uno dall' al- 
tr' uomo. 
MoRÀR. s. m. T. d'Agr. Gelsajo. Agri- 
coltore che specialmente cura il buo- 
no stato de' gelsi, li scapezza, li sa- 
lassa, ecc. 



liO 



MO 



MoKASCA. s. f. T. Bot. Gelso selvatico. 
Il Moras alba sylvesiris foemina. Linn. 
MoRBA. s. f. Nausea. — Fastidio, abbo- 
minazione. GonturbameDto di stomaco, 
che risente chi ha voglia di vomitare, 
senso che i medici chiamano vomilw 
rilio. V. Morbia. 
MoRBAR. alt. Ammorbare. Putire di pes- 
simi odori, oppure essere eccedente* 
mente odoroso. — Appestare, Appuz- 
zare. 
MoRBARS. n. p. Nausearsi, Aver nausea. 
MoRBÉN. s. m. Morbino. V. dell'uso. 
Voglia di ridere e di far ridere. — 
Ruzzo, Zurlo, Gajezza, Allegria. — 
Gavazzo, — Strepito per allegrezza. 
-*- Capestrerìa, vivezza licenziosa. 

MoRBÉN. s. m. T. di Vct. Sostanze 
afrodisiache date alle vacche per far- 
le venire in calore, e per lo più 
bacche di lauro e sim. 

Aver del morbén. Essere in zurro. 
Folleggiare. Pazzeggiare, far follie. 
Darsi tempone, far galloria. 

Calar el morbén. Vscir lo zurlo. 
Morbi, add. m. Morbido, Avvezzo alle 
delicatezze. 

Morbi, add. m. Soffice. Che accon- 
sente al tatto, e dicesi di coltrici, 
guanciali e simili. 

Morbi, add. m. Sollo. Contrario di 
calcato. 

Morbi, add. m. Schifo, Sazio. Svo- 
gliato di tutto per lautezza dì vita. 

Morb:. (parlando di piante), Rigo^ 
glioso. Che ha rigoglio, vigore, forza. 
E dicesi anche di terreno pingue e 
sollo. 

Morbi, add. m. T. de' Sart. Vantag* 
giato. Dicesi di vestimento che penda 
piuttosto nel dovizioso che nello scarso. 

Colorii morbi. Colorilo morbido. Di- 
cono i pittori in senso di pastoso, 
carnoso. 

Pel morbi. Pelo morbido, per dir 
manoso, molle, trattabile, e si dice 
d'ogni cosa che abbia siffatte qualità. 
Morbia. s. m. T. di Vct. Moccio del 
cane. — Rinite contagiosa, Rinobron- 
chite. — Malattia o affezione speciale 
della mucosa nasale del cane e con- 
tagiosa per la specie. 
MoRBiÈTT. add. m. Morbidetto, Molli- 



MG 

cello. Alquanto morbido e 
Morbidone, molto morbido- 

MoRBiÈzzA. s. f. Morbidezza. Lo 8 
di morbido. 

MoRBiÈzzA d' na pianta. Ri 
Quel soverchio vigore delle j 
che talvolta impedisce loro di 
ficare. 

MoRBiÉzzA d'un vestì. AgiatBZ 
bito agiato, vantaggiato, doi 
intorno alla persona. 

MoRBiòN, MoRBiONAZz. Ruon tempi 
Burlone, Burlonaccio, Bajone, 
naccio. Ridoso, ruzzante. *> C 
sulle burle, che ride d'ogni ci 

MoRCiA DA cABRozzi. Ralla, Queil 
teria untuosa e nera che è nel 
delle ruote. 

MoRCiA dl'oli. Rratta, Mo 
Morca. ( Tose. ) Fecce dell' olio 

Mordént. s. m. T. de' Dorat. Mo 
Composto di diversi colori o 
materie mescolate con olio, col 
si cuoprono quelle cose che si v( 
dorare o inargentare senza bru 
Orminiaco, sorla di morden 
dorare drappi, cojami ed altro. 
Mordént. add. m. Mordente 
morde, mordicativo, pungente. 
Mordént. T. Furb. Guardiano o 
daciurma, Rirro, e sim. 

Mordénta. T. Furb. Acquarzente. 

Mordoré. add. m. Ocraceo? Colo 
no misto di rosso. Parola prett; 
ceso. 

More. s. m. T. de' Nav. Mozzo 
gazza alla pece. Ragazzo che 
barche serve ne' piceoli servigi 
sone che conducono la barca ^ 

MoRELL. s. m. T. de' Canap. Ga 
di seconda sorte- Quel garzuo 
si trae dalla seconda petti naturi 
canapa. 

MoRELL. add. m. Morello. YU 
pavouazzo. 

MoRELL. add. m. T. di Vet. M 
morello. Quel mantello che pi 
un color nero, puro e senza r 
in proposilo al quale corre tra 
proverbio 

MoRELL senza SÌGN, NÉ t' FIDAI 

CON EL pìgn. Di morello senza 
non ti fidar col pegno. Per far 



m 

le il cavallo morello é vizioso 
salci. 

L IN t' Li vÌTÀ. Livido. Livi- 
lividezza , che è quel nero che 
ngue venuto alla pelle, per lo 
agìone di percosse. V. Nizzòn. 
ìb horell. IlHvidire, AUiiùdire, 
u ni. T. Mus. Morendo. Ve- 
del piano, ma indica più pro- 
ite il decrescimento del suono 
a sua totale cessazione, 
s. f. RioHa, Quistione, contesa. 
8. f. Gelso Moro selvatico. 
asca. 

• m. T. d' Ornit. Moretta. Spe- 
Datra salvatica detta Anas fu" 
ila Linn. 

T. s. m. Gelsetto. Gelso novello. 
T. s. m. Moretto, add. Alquanto 

s. f. Moretta. Piccola mora. 

Brunetta, add. di giovinetta 
agione bruna. 
TÀ. 8. f. Maschera alla vene^ 

. 8. e add. m. Moricino, di- 
di Moro, in signif. d'uomo. 

. 8. m. T. d' Ornit. Morettone, 

ycchi. Uccello acquatico del ge- 

dle anatre detto da Linn. Anas 

^. 

. 8. f. T. Furb. Bocca. 

. 8. f. T. Furb. Moneta da 

soldi. Lira vecchia. 

. 8. f. T. Furb. Monete in ge- 

T. Pignesa, Pess, ecc. 

UA. s. f. Quietino. — Ipocrili- 

rbctta, Furbacchiotta. 
8. m. Sortone. — Chetonc, 

3, Lumacone, Nibbiaccio. — 

cupo, segreto. 

ròN. s. m. Cércine. V. Moriòn. 

s. m. T. di Vet. Stranguglioni. 

ì dei majali, ed anche de* ca- 
nta allora Angina del cavallo. 

ingojòn. 
f. Moria. Mortalità pcstilen- 

> 8. e add. m. Moribondo. Che 
a morire. Moriente chi è in 
morire. 

I. m. Cércine. Guancialetto for- 
9Q alcuni nastri intorno al ca- 



MQ 



Ifl 



pò dei bambini per riparo delle per» 
cosse nelle cadute. 11 Morione era 
un* antica armadura difensiva del capo. 
Morir, att. Morire, Render r anima. 
— Passare di vita, Andar a pie del 
Signore o di Dio, Morirsi, e scher- 
zevolmente, — Basire, Andare al cas- 
sone, Tirare le cuoja, Dar l'ultimo 
tratto. Andar a ingrassare i petronciaì. 

Morir, att. T. del Giuoo. del Bil. 
Perdere la corda o la postai^ Cosi 
forse potrebbe dirsi il perdere vie 
via i proprii punti al giuoco della 
corda (guèra) tanto da esserne e- 
scluso. 

Moam. att. T. del Giuoc. dell'oca. 
IVuccùire. Cosi dicesi dell* andare nel- 
la casella 58.* dell' oca ov' è la morte 
ed ove si paga e si resta finché un al- 
tro giuocatore trucci nella stessa ca- 
sella e lìberi il primo. 

Morir. Figurat. Mettersi in tacere. * 

Morir adrè. Spasimar per alcuno 
alcuna^ in gen. Struggersi di che- 
chesia. 

Morir con il scarpe ai pe. Morir di 
mala morte. Non morir nel suo letto. 
Morir di ghiado o di capestro. 

Morir da angel. Morire in Dio, 

Morir dal cald. Flg. Stillarsi dal 
caldo. 

Morir da la fam, da la séj, da la 
soNN. Morire, Cascare o Cadere di 
fame, di sete, di sonno. 

Morir dal fredd. Agghiadare. 

Morir d* cortell. Morire a ghiado. 
Morir di coltello. 

Morir d* passiòn. Morir dal dolor, 
DALLA voèuJA. Morir di passione, di 
dolore, di voglia. 

Morir in t'el roscb. T. de* Bigat. 
Morir di negrone. Morire il baco du- 
rante la filatura del bozzolo. 

Morir la lùma. Spegnersi, Estinguer' 
si il lume. 

Morir la rossa. T. Furb. Finir la 
cuccagna. 

Morir per la patria. Por la vita 
per la patria. 

Morir prima. Premorire. 

Morir tisegh. iforir dt (isico. (Vas). 

A VRÉ BEN morir. Vo' morire, Pos- 
s' io morire. Maniere di giuramento. 



142 



MG 



MoRLèTT. 8. m. T. de' Pese. Anguilla in 
rocchi marinata. Sorla di anguilla che 
ci viene in rocchi, marinata in barili 
e che allorquando è assai grossa di- 
cesi Morlòn» 

Mormorar, alt. Mormorare. Sparlare di 
altri. Misdire del pròssimo. 
Mormorar in secret. Sommormorare. 

MoRMORATOR. s. m. Sìissurronc. Sparlatore. 

Mòro. s. m. Moro, Persona di Etiopia o 
simile di, color nero. Gf$ezzo dicesi il 
moro di Barberia che non è nero af- 
fatto. Mestizo, Meticcio, colui che è 
nato di un Europeo e da un Indiana, 
e viceversa BronzoUo, BrunoUo, Bru- 
nazzo, persona di color brunastro. 
Mòro. s. in. T. de' Tabac. Jeringè 
forzato. Nome d'un tabacco da fu- 
mare, masticare. Trinciato fine e 
assai fermentato. V. Tabacch del moro. 

MoRòJ. s. m. T. Chìr. Moroide, Morici, 
Emorroidi. Enfiamento delle vene del 
sesso nato da superfluità di sangue, 
che concorre in quelle parti. Antiemo- 
roidale, rimedio contro le emoroidi. 

MoRòN. s. m. Moro, Gelso* V. Mòr. 

MoronX. GeUato add. di Campo piantato 
di gelsi. 

MoRONÀR. att. T. d'Agr. Gelsare, Pian- 
tar dì gelsi un campo un terreno ecc. 
Gelseto, luogo piantato di gelsi no- 
velli e vivajo di gelsi. 

MoRONÉN. s. ni. T. d'Agr. Gelsajo? Cu- 
ratore di gelsi. 

Morów'na. 8. f. T. Furb. Pentola. 

MoRòs. s. m. Amante, — Ganzo, Ama- 
dore. Innamorato. — Moroso. 
MoRòs. add. m. Trattabile, — Acco- 
stevole, Umano, Dolce. — Persona 
cortese che lega con gentile accoste- 
volezza. 

MoRòs. add. m. Mnnso, Addimesli" 
cato. Fig. Agevole. Animale che ha di- 
messa ogni salvatichezza. 
MoRòs. add. m. T. For. Moróso, . In 
mòra. 

El MORÒS. // Geniale, l'appassiona- 
to. Colui che abbia particolar genio 
d'avec la cosa che si vorrebbe ven- 
dere con profitto. 

Morósa. Amante, — Amanza, Innamo- 
rala. — Quella che fa all'amore, e j 
corrisponde. I 



MG 

Morósa del pan. VeseieheUtif\ 
teo). Quel pezzo che rileva nel 
d'una delle nostre Rosette dì i 
in altra pagnotta tagliata] per' 
consimile. 

MoROSAMÈNT. s. m. Cicisbeato ,f Ai 
zo. Innamoramento, ma dice 
ischerno. 

MoROSAR. V. Smorosar. 

MoROSÉN. s. m. Vagheggino, CtV 
— Cicisbeo, Ganimeduzzo. — S 
tino che fa l'innamorato e noi 
le. «— Civettone, ^ amator^fin 
codia e vagheggia le donne pe 
tà e per darsi vanto dei lor fa' 

Morosén'na. s. f. Accattamori, Ru 
ri. Giovane la quale si lascia 
mente amoreggiare. V. Zivetta. 

Mors. s. ra. Freno. Strumento di 
che si mette in bocca al cava! 
reggerlo e guidarlo a suo seni 
sue parti sono: 
Asti ..... Braccia. 
Barbozzal . • . Barbazzale. 
Canon .... Cannone» 
Ciamàda. • • . Chiamata. 

Covi Guardie. 

Femneli. • • • Anelli delle 
Imboccadura . • Imboccatura, 
Occ' d'altacch. . Voltojo. 
Occ' del Portamors Anello del 

morso. 
Scudett . • • . Scudetto. 
MoRS. s. m. Fig. Pollezzola, 
Atto altro per mezzo del qu£ 
sciamo ad infrenare una persoi 
Mors da dar da bever. T. d 
Morso ad imbuto, consiste ii 
specie di morso costituita da un 
dro cavo munito in mezzo di i 
ro, e comniunicante all'estero 
un altro imbuto di latta posto i 
golo retto, dentro il quale si v 
i medicamenti per farli prend 
cavalli. 

MoRS TESSÀN. T. di Vet. Mors 
dato. Foggia di morso che ha 
beccatura snodata in quattro pai 
quale si usa per tener in freno 
valli focosi od ombrosi. 

Cavar el mors. Smorsare. ' 
il morso il freno. Disfrenare. 
Magnar el mors. Mordere il 



IfO 

Deotiediiarlo o morseggiarlo coli' in- 
lento di liberarsene. 

BfEiTBR EL MORS. Infrenare, Frenare. 

HoasA. 8. f. T. de* Bast. Tai^ola a nior- 

M. Sorta di banco alquanto stretto 

sol quale è una specie di morsa per 

le cuciture. 

Morsa da fràr. Morsa. Strumento 
coi quale il magnano stringe e tien 
fermo il lavoro che ha tra mano. 
Le sue parti sono 



HO 



iìi 



Arparèli 
fioretta . 
Gavallétt. 
Giliétt . 
Gaoassi o Sguài 
Moeuja • 
Masc'. . 
Staili. . 
Stanghétta 
Vida. . 



nzi. 



Raperelle. 

Dado» 

Cavaletio. 

Galletto. 

Ganasce o Boecìie» 

Molla. 

Anello. 

Staffa. 

Bastone. 

Vite. 

Morsa da maringòn. Morsa a icalet' 
ta. Sergente. Sorta di morsa con un 
legno calettato a squadra nella testa 
deli' asta 9 ed un ascialone scorrevole 
lungo la stessa, attaccato ad una staf- 
fa che si ferma nelle tacche della sca- 
letta. Si compone di 

Dent Tacche. 

Gatéll • • • • Ascialone. 

Stafa Staffa. 

Stanga .... Asta. 
Traversett . . . Bracciuolo. 

Vida Vite. 

Morsa d' legn pr'un mur. Catena. 
Trave eon le testate a coda di ron- 
dine per incatenare le muraglie qual 
ie fosse una verga di ferro co' paletti. 
Morsa d' na ndraja. Addentellato, 
Morsa. Quel risalto disuguale di mu- 
raglia, che si lascia per potervi colle- 
gare nn nuQvo muro, il che fare si 
diiama Addentellare. 
loRSiR. 8. m. Frenajo. Che fa i freni o 

morsi. V. Fràr. 
bisèTT o MoRsèTTA. Morsetto, Morset' 
ia. Piccola morsa. 

MoRSÉTT. s. m. T. degli Oriv. Cono, 
Morsa. Cilindretto della piattaforma 
che stringe sul tassello le ruote da 
mostra. 

MoRsÉTT. s. m. Morsa da pettina- 
gnoli. y. Morsa per le parti. 



MoRSCTT DA MAN. Morsctto da mano. 
MoRSÈTT TORT. Morsctto da stnentare. 
MòRSGA. Terza persona dell' indicativo 
presente del verbo Mordere usata nel- 
la frase. 
Can ch' baja an MÒRSGA. Cofi chc ab'' 
baja, poco morde. Chi fa molte pa- 
role, fa pochi fatti. 
MoRSGÀ. add. m. Morsicato, Morso. 

Ferito co' denti. . 
MoRSGADA. s. f. Morsecchiatura. Il mor- 
secchiare, e il segno che lascia il 
morso. 
MoRSGAR. att. Morsicare. Mordere. 
MoRSGOTT. s. m. Morsicello, Rosura. 

Piccolo morso. 
Morsi, s. f. T. di Gualch. Morse, l due 
forti regoli di legno trai quali e ser- 
rata la testa del panno con viti per- 
chè non iscorra nel lavorarlo. 
Morso (dal Frane. Morceau ). Boccone, 
Tozzo, Pezzo, parte, brano ecc. Y. 
Tòcch. 
MoRT. s. m. Morto, Defunto, ma ^e- 
funto è colui che ha vissuto, il Morto 
è cadavere. 

MoRT. s. m. Fig. Postema, ^ Ortiz- 
zo. Gruzzolo. — Peculio, ammasso di 
danari. Soffbggiata, fardello o cosa si- 
mile che s'abbia sotto il braccio co- 
perta dal mantello, e quasi nascosta.- 
mente si porti via. 
MoRT. s. m. T. Furb. Furto. La roba 
rubata. 

MoRT. add. m. Mortificato, — Am- 
mortito, Abiolico. — Dicesi di un cor- 
po, o di una parte, del medesimo to- 
talmente privo dell'azione vitale. 
MoRT. add. m. Spento, e dicesi di 
lume, fuoco e sim. 
MoRT DAL PREDO. Assiderato. 
MoRT d' pam. Arrabbiato dalla fame. . 
Sostant. detto di persona Tritone, 
Guitto, Aliserabile alTamatuzzo. 

MoRT HI Gh' pensa chi RESTA. Chi 

vien dietro me serri l'uscio. 

MoRT prima. Predefunto, Premorto. 

Andar a mort. Andare al morto. Ac- 
compagnare il cadavere del morto al- 
la sepoltura. 

Basén d' MORT. Livido, 

BoFFAR IN t' EL cuL A 'n MORT. Dare 
incenso ai morti, — Fare un bra- 



ÌH 



MO 



detto agli occhi quando 8*é morto, 

Portar acqua quando la casa è arsa. — 

Far cosa che, per a?er tardato, torna 

vana. 

Dars per hort. Mettersi per morto 

o Tenersi per perduto. 

Del color di poter mort. Un inter- 

fiato. Da uow di cattivo colore. 

Dinar hort. Denaro infruttifero. 

Far el hort. T. de* Nuol. Galloz- 

zolare. Nuotare stando a galla colie 
braccia aperte e le gambe giunte fin- 
gendo essere un cadavere. 

I HORT. / JUorti. Il di de* morti. 

Metter du mort in t' na busa. Di 
una figlia far due generi, — Batter 
due chiodi ad una calda, Pigliar due 

piccioni ad una fava, Scaldar due fer- 
ri ad un fuoco. Fare una strada e due 
viaggi. — Far due cose nella stessa 
occasione. 

Roba da far risussitar un hort. Ro- 
ba da far andare un morto, e vedere 
un ci^o, cioè eccellente. 

SiT MORT. Luogo triste, lugubre. 

Trovar el mort. Trovare il morto. 
Si dice popolarmente di chi trova da- 
naro nascosto. 

Un mort in pe. Una morte. Si dice 
di chi è molto estenualo. 
Morta, s. f. Morte. Il fine, la cessasionc 
della vita di qualunque animale. 

Condannar a morta. Punir nella te- 
sta. (Bari. )• Giudicare a morte. 

Esser con la morta alla gola. Es- 
sere colla vìorte in bocca. Stare in fi- 
ne di morte, cioè vicino alla morte. 

Esser la. so morta. Essere il suo ve- 
ro gusto. Diccsi di cibo cucinato in 
appunto. 

Esser 'na morta. Essere una morte. 
Si dice di cosa che arrechi pena, an- 
goscia. 

La morta fnissa tutt. La morte me- 
dica tutti i mali. — Chi muore esce 
d'affanni. 

Parer la morta ihberiaga. Parer la 
moria, o — Un arsafatto — Essere 
un ossacelo senza polpa. 

Scrolòn dla morta. Oripilazione. V. 
Scrolòn. 

Strada morta. Strada messa fuori 
d* uso. 



MO 

TORViR DA MORTA A VITTA. Rin 

Ritornar nel primo vigore, lo 
signif. Pisciar fa paura. Piglia 
mo dopo la paura avuta. 

MoRTADELA. Mortadella, MortadeW 
eie di salsicciotto rotondo più 
dello spallaccio di majale. 

MoRTAJOÈDL. s m. Angeluccio. Ui 
ciuUelto morto. 

MoRTAL. s. m. Mortajo. Vaso di b 
marmo ecc. da pestar materie p< 
verizzarle, e far sals^ o savori 
diante un pestello. 
MoRTAL. s. m. T. Mil. Moriaji 
ca da fuoco in bronzo che serve 
ciar bombe e granate. V. Cano 
MoRTAL. add. m. Mortale. Ch' 
dar morte o morire. 

MoRTAL dall'acqua SANTA. Pil 

so dì pietra, in cui nelle chiesi 
sta l'acqua benedetta o acqva 

MORTAL DEL GRANÙDI. T. Fui*b. 

Mortal dla saldadura. T. de' 
Mortajo da gromma. 
Mortal d' legn. Baccioccolo: 
mento di legno tornito, fatto a 
di scodella, che tenuto colla nj 
nistra, si percuote colla destra < 
d' un pezzo di legno janch' esso l 
e fatto ad uso di pestello. In T 
però diconlo Mortajo, qual se 
di marmo o di bronzo. 

Mortalén MoRTALÉTT. Mortojctu 
colo mortajo. 

MoRTALÈTT. s. m. Mortalctto , A 
Strumento che si carica con p( 
e si scarica in occasione di soh 
Dìcesi auche Scoppietto. 

Mortalità, s. f. Mortalità, Moria 

MoRTALMÈNT. add. m. A Morte. A 
mente. 

Mortalòn. s. m. Mortajone. Grandi 
tajo. 

Morti bianchi. T. de' Bigalt, Morti 
chi. Trippe. Bachi affetti da < 
malattia che si dice cagionata i 
pravazionc del calcino per cui 
jono con apparenza di parali 
tcnsa. 

Mortifica, acid. m. Rintuzzalo, l 
lo. Piccalo nell'amor proprio. 

Mortificar, att. Rampognare, l 
dare. 



MO 

loBTiPicARs. n« p. Mortificarsi. Praticar 
penitenze corporali. 

MoBTiFiCAZiòN. s. f. Rampogna. Rabbuffo, 
rimbrotto, rinfacciameoto. Cappellac' 
do. 

Morto! Tregua j Campo franco. Con tal 
Yoce sogliono rinunciare i fanciulli ad 
ogni resistenza nel giuoco del Tocca- 
ferro. Vale anche Sei vinto quando 
allo stesso giuoco il birro (stria) lo 
dice al ladro nel agguantarlo. 

KoBTORU s. m. Mortorio, Esequie.^Vom" 
pa esequiale. 

Mortori. Fig. per Itio^o solitario, 
— Compagnia nojosa. Casa cupa, oscu- 
ra. — Di aspetto malinconico e simili. 

loiTORiéTT. 8. m. Esequie senza ono' 
ronza (Manz.). 

HoiTORiòif. s. m. Esequie con grande 
onoranza, cioè con gran sfarzo di pa- 
rati e gran risonanza di canti funebri. 

losAicH. 8. m. T. di B. A. Mosaico, Mu* 
saieo. Sorta di pittura che si fa con 
pezzi di vetro e con pietruzze di co- 
lori diversi, o dorate a fuoco, le quali 
commesse con arte simmetrica e pitto* 
rica sopra uno stucco forte composto 
di mistare diverse, si assodano sullo 
stesso come durissimo marmo. Dicesi 
anche Lavoro di commesso, e dicesi 
Commettitore, l'artefice che lavora di 
commesso o musaico. 

Iosa. 8. f. T. d' Ent. Mosca comune. 
La mtuca vulgaris di Linn. 
Mosca, s. m. T. de' Barb. Mosca, 
Pizzo, Nappo. Ma dicesi mosca a quel 
Dco o que' pochi fili di pelo che al- 
cuni si lascian crescere nel mezzo del 
labbro inferiore, pizzo a que' peli che 
si lascian crescer sul mento a uso spa- 
gnuolo; Nappo è il pizzo unito al 
guanciotto. V. Guardamùà. 
Mosca. Mosca, Zitto, Silenzio. Non 
&te motto. Sorta d'interj. 
Mosca cagnén'na. T. d'Ent. Ippobo' 
Ha, Mosca canina. Insetto notissimo 
che r estate riesce assai molesto ai ca- 
valli ecc. Appinzare, Il punzecchiare 
delle mosche e simili. V. Asioeul. 
Mosca del cul guld o dil roéusi. T. 
d'Ent. Mosca de* rosaj. Sorta di mo- 
sca afidivora che ha sei fasce gialle 
sol ventre e che depone le sue ova 



MO 



ilS 



sui rosai e sul pero in mezzo agli afi- 
di. Credo sia il Syrphus pyrastris de- 
gli Entom. 

Mosca dla carna o Mosgòn. Moscone, 
Ronzone. La mosca dorata di Geoffroy. 
Sorta di mosca d* un verde dorato cu- 
preo, la cui larva si sviluppa nei ca- 
daveri, e nelle materie animali in pu- 
trefazione. É la Musca Caesar degli 
Entomologi. 

Mosca dora. T. d' Entom. Mosca 
stercoraria- Sorta di mosca che ha il 
corpo folto di peli più o men rossi, 
che riscontrandosi spesso nelle roote- 
rie escrementizie fu detta da Linn. 
Musca stercoraria. 

Mosca verda. T. d'Ent. Mosca dei 
cadaveri. Sorta di mosca dorata, a 
ventre verde, con testa e corsaletto 
turchini che Linneo chiama Musca 
cadaverina. 

Gnir la mosca al nas. Venir il ma- 
scherino, — Saltar la mosca o la mo- 
starda al naso. — Adirarsi. V. Innanzi 
Moschi. 
Mosca, s. m. Moscato. V. Moscàt e Mo- 
scatell. 

Mosca, add. m. Picchiettato, Pic- 
chiato. 

Mosca, add. m. T. di Vct. Moscato. 
Dicesi di quei mantelli bianchi o grigi 
su cui sono sparse delie piccole mac- 
chie nere. 
MoscÀR. s. m. Moscajo. Quantità di mo- 
sche adunate insieme. 
MoscARDéN. s. m. Profumino, Bellimbu' 
sto. Ganimede, Zerbino. Persona at- 
tillata, inclinata agli amori. Vagheg- 
gino. 
MoscAROÈcLA. s. f* Moscojuola. Arnese da 
guardar dalle mosche la carne o altro 
camangiare, ed è composto di regoli 
di legno, di forma quadra, e impan- 
nato di tela. Moscajola, Guardavi^ 
vande. 

MoscARoèuLA DA BARBÉR. Scacciamo- 
sche. Rosta. Strumento fatto per Io 
più di ritagli di carta accartocciali e 
legati ad un bastone per cacciare le 
mosche* E ve n'ha di fatte in altre 
fogge. 

MOSCAROÈDLA DA BOMBÒN. MoSCOJOla 

da mensa. Coperchio emisferico, od 



ii6 



MG 



ovale, fatto di rete metallica, di cri- 
no o di tela, il quale soprapponesi a 
piatti e specialmente alle confetture 
per ripararle dalle mosche. 
MoscAROÉULA DA HANEScÀL. Cacciamo- 
sehe. Strumento di folti e lunghi cri- 
ni per cacciar le mosche. 

MOSGAROECLA DA TAVLA. Rosta. SOVÌB 

di ventaglio pensile che un tempo di- 
menavasi sopra la mensa per tenerne 
lontane le mosche ed agitata Tarla. 
MoscAROÉULA DI Bo. Paramosclie , e 
fors' anche Moscajuokj quantunque i 
dizionarj non ne facciano speciale men- 
zione. Specie di frontale a maglie da 
cui pendona varj fiocchi, che si lega 
alla testa de' buoj e altre bestie onde 
difenderle dalFe mosche. 

MosGAT. 8. m. Moscato j Moscado. Vino 
dell'uva moscadella. 

MoscATÈLL. s. m. Moscadella, Moscatel- 
lo. Uva dì un grato sapore ed odore, 
che nasce dalla Vttis vinifera, apiana 
Linn. 

MoscATÉLL. Moscatello. Aggiunto di 
diverse sorta di frutte, che hanno un 
odore, od un colore simile all'uva 
moscadella. 

MoscHÉN, Moschén'na, Moschetta , IVo- 
scHiNÉN. Moschino, Moschetta, piccola 
mosca. Moscherino, Moscerino, ani- 
maletto che ronza per aria, sL caccia 
negli occhi, in gola, e nel naso, dan- 
do noja ed offesa. Y. Mossén. 

MoscHÉTT s. m. T. Mil. Moschetto, Arma 
da fuoco più corta del fucile, usata 
per lo più dalla cavalleria. 

MoscHETTòN. s. m. T. Mil. Moschettone, 
Moschetto di riparo. Arma da fuoco 
più grossa del fucile, ma ora fuori d' uso. 

Moschi, s. f. pi. Mosche, Voce usata nel- 
le frasi. 

An bisogna mai ciapar tutt il moschi 
gh' vólen. Fig. Ogni parola non vuol 
risposta. 

Ciapar il moschi con il ciapp del 
cuL. Prendere i moscherini per aria. 
Appiccarsi ad ogni minimo che per 
adontarsi. Guardar nel sottile. Esser 
fisìcoso, e troppo considerato. 

Parars il moschi. Arrostarsi dalle 
mosche, Fig. Schifar le brighe e la 
mala fortuna « 



MO 

Rar cmé il moschi bianchi. Ra 
me la fenice, o come i corvi b 
o i cani gialli, alarissimo. 

MoscòN. s. m. Moscone. Mosca gì 
Mosconcino, Mosconello dimìnu 
scouaccio peggiorai. Y. Mosca di 
na. 

MoscÒN. Figurai. Damerino^ Vi 
giatore. 

MoscoviA. s. f. Scherz. Moscajo, 
grande di mosche. 

Mossa, s. f. Mossa, lì muoversi. 
Mossa, s. f. T. Med. Smossa d 
pò. Soccorrenza, Diarea, Dissoli 
di corpo. 

Mossa, s. f. T. de' Pitt. Grazia 
venza. Piacevole piegamento dell 
ti del corpo. 

Far mossa. T. de' Mur. Far pe> 
cesi di quella sottil crepatura < 
trova fatta naturalmente nelle 
glie e ne' legni. 

MossÀH. s. m. T. di Cuc. Mosciame 
ta di salume fatto della parte in 
stale, ossìa filetto del tonno, ten 
soppressa finché sia bene assoda 

MossÉN. s. m. T. d'Ent. Moscione 
sciolino. Moscerino. Picolissimc 
mal. volatile, che nasce per 1 
nelle Tinaje. La Musca celiai 
Linn. 

Most. s. m. Mosto. Sugo delle uv 
giate onde fassi il vino. Grassa 
pigiata dalla quale non sìa stato 
muto il mosto. Torchiatico, mosl 
si cava dalla grassa stretta col te 
Dicesi Polpa la parte carnosa ii 
del granello che contiene il li 
che si rende vino. Presmone, il 
che spontaneo cola dalle uve an 
tate sui palmenti ( Tavlazz) e ne 
Cora pigiate. 

PiÉN^NA d' most. Mostosa. Ag{ 
dì quell'uva, che contiene molto i 

Mostà. add. m. Ammostato, Pigia 

Mostadòr. s. ni. Pigiatore. Colui ci 
già l'uva. Ammostatore , colu 
colle mani o altro ammosta l'u 

Mostadòra. s. f. T. d'Agr. Ben 
Bigoncione largo e poco fondolul 
tro il quale si pigian le uva. Pa 
to, dicono i Tose, l'ammostatoj 
noi diciamo Tavlazz V. 



MO 

à. 8. f. Ammostatura, lì render 
come Tuva. 

DURA. 8. f. Pigiatura, L'atto del 
col piede l'uva, 
att. Pigiare. Premere l'uva 
li per trarne il mosto Ammo- 
trarre il mosto dall'uva colle 
Davanzati dice in proposito. 
si pigi nel tino, ma s'ammosti 
ino »g[Colt. Tose. XVII). 
A. att. Fig. Sallonzarej Bai- 
re» Ballar senz'ordine e come 
ia l'uva. 

. s. f. Mostarda. Mosto cotto 
ile s'infonde seme di senapa 
Ito in aceto, e si frammischiano 
Fig. Cessino. 

s. m. Mostaccio. Viso, volto. 
a. 

»A* 8. f. Gridata. V. Smostazzada. 
r. 8. m. Mostaccino. Bel visetto, 
ecio, bel volticello, viso ruba- 

u 8. m. Viso paffuto. 
czON. 8. m. T. de' Gonf. Jlfo- 
>lo. Pasta con zucchero e altre 
rente forma di spuola, e bi- 

szòN, s'ciAFFòN. Mostaccione, 
Colpo di mano aperta sul mo- 
Mostacciata. 

, m. Mostro. Animai generato 
mbra fuor dell'uso della na- 
figurat. si dice di cosa sìngo- 
in buona che in cattiva parte. 

d'iniquità. Mostro d' inge^ 
jnciatura dicesi di uomo con- 

e piccinaccolo. Mal tartufo 
er ingiuria a uomicciolo d'a- 
illivo. 

Id. m. Sugoso. Che ha sugo 
ar liquore. Mostoso vale che 
iosto come per es. l' uva. Fig. 
», Soffice. 
. f. T. Furb. Poppe, Mammelle. 

f. Mostra. Apparenza, dimo- 

i. s. f. Mostra. Campione, sag- 

mpio d' un lavorio, d*una cosa 

uè. 

L s. f. Boccone della cerimonia. 

parte di vivanda che per lo 

anc in un piatto comune tra 



MO 



ì\7 



più commensali e che ciascuno per 
lo più ricusa di prendere per riguardi , 
spesso frivoli, di convenienza. 

Mostra, s. f. T. d'Arch. Arco cieco. 
Quello che non è vuoto e sfondato 
ma turato e massiccio. 

Mostra, s. f. T. degli Oriv. Mostra. 
' Quella parte che mostra le ore, e si 
dice anche assolutamente di quegli 
onuoli che non suonano. 

Mostra da oréves. Bachèca. Cassetta 
a guisa di scannello, col coperchio 
di vetro, nella quale gli orefici tcn« 
gono in mostra le gioje ecc. 

Mostra del vestì. Mostra, Quella 
rivolta di panno che suol farsi a molte 
vesti si da uomo, che da donna, ed è 
per lo più foderata di colore diffe* 
rente da quello della veste medesima. 
Moslreggiatura quella parte del sop- 
panno del vestito che para il petto e 
le tasche, e ripiegandosi si mostra al 
davanti. Manopola quel panno che è 
sovrapposto alla manica, sia piccola o 
grande. V. Mostri. 

Mostra d' na rottega. Mostra. Quel 
luogo delle botteghe dove si tengono 
le mercanzie perchè sien vedute, e 
la distesa delle medesime. Insegna, 
Quel segno che gli artefici tengono 
appiccato alle loro botteghe per farle 
distinguere dalle altre. 

Mostra d' vén. Saggiuolo, Fiaschetto 
nel quale si porta il vino per farne 
il saggio. 

Contrattar su la mostra. Vendere 
sul saggio 

Far mostra. Far le viste. Far sem» 
hiante. Fmgere, simulare. 

Far mostra de nient. Passarsela in 
leggiadria. Reggere la finzione. 
Mostrar, att. Giostrare. Porre T oggetto 
avanti la vista. 

Mostrar, att. Dimostrare. Dichiarare, 
Provare. 

Mostrar, att. Additare, Accennare. 
Indicare col dito o co' cenni una cosa. 

Mostrar- att. Fingere, Far vista. 

Mostrar el pd rell dla ca. Mostrare 
il culo, e fjgurat. Palesare i fatti 
proprj. 

Mostrar i dent. Tener faccia. V. in 
Dcnt ecc. 

8 



i1^ 



MO 



Mostrar là foèudba. Bagnare, Piar 
gnere indosso. Dicesi de* vestili quando 
cominciano ad essere logori. 
Mostrar *iia cosa pr' el bus ola ciava. 
Mostrare per ispicchio, cioè per pic- 
colo laogo. 
MosTRARES. n. p. Mostrarsi. Presentarsi, 
Offrirsi alla vista. 

MosTRARES. n. p. Comproi?arsi. Dar 
prove di sé. 
MosTRÉN MosTRÈTT. s. HI. Caramogio. 
Uoui piccolo e contraffatto. Carica- 
tura. 
MosTRÉN DBL VESTI. T. dc* SarL Ri- 
svolte. 
Mostrén'na MosTRÉTTA. s. f. Mostretto. 

Piccola mostra. 
Mostri di stvaj. Rivolte. Quelle fasce 
di pelle colorate che coprono la metà 
superiore dello stivale. 
Mostri dla montura di soldI. Sopra' 
' insegne. 

MosTRòN. s. m. Mostraccio. Mostro or- 
rendo, e in modo ingiurioso, Tri- 
staccio, Vigliacco. Ceffaccio abbietto, 
spregevole. 
MosTRuos. add. m* Mostruoso. Che ha 

del mostro. 
MosTRuosAMERT. Mostruosamente. 
MosTRtosiTÀ. 8. f. Mostruosità. Atto da 

mosiro cosa da mostro. 
Mot. s. m. Molo, Movimento. 

Mot perpétov. Moto perpetuo. Vec- 
chia speranza di alcuni infermi cer- 
velli ohe ignorano le leggi della natura 
dei còrpir Fig* Fistolo, Nabisso, fen- 
ciulio o persona irrequieta che mai 
non posa. 

Par del mot. Esercitarsi. Camminare, 
passeggiare e simili. 
Mota. s. f. Mota, V. Molta. 
Motétt. 8. m. T. Mus. Motetto, Pezzo 
di musica per lo più composto sopra 
un testo sacro. - 
MoTtv. s. m. Motivo, Cagione, Ragione. 
Ma il motivo è quello che ha forza 
di movere, la cantone quella donde 
viene l'effetto, la ragione è la forza 
dimostrativa non la forza ejfficiente. 
(Tnmm.) 

MoTiv. s. m. T. Mus. Motivo, Espres- 
sione d'un idea o concetto musicale. 
MoTiv. 8. m. T. Fot. Motivi. Le ra- 



MO 

gioni moventi il giudice a p 
ziare la sentenza. 

Ayesìuotiv. Avere appicco, Avi 
na presa. 

Dai motiy. Dar cagione. Ooci 
appicco. 

Senza motiv. A capriccio. Pei 
tana. 
Motivar, att. Motivare, Far moti 
qualche indizio di checchessia. 

Motivar 'na sentenza. AUe^ 

fare i motivi di una sentenza. A 

1 motivi di un giudicato- Giosi 

cosi in fatto come in diritto. 

Mùtria. V. Mùtria. 

MoviBiL. add. m. MovibiU. Mobil 

vevole. 
MoviMENT. 8. m. Movimento. 

MoviMENT. s. m. T* de' Pah. < 
Rotismo. Le tre, e talora quattro 
che nel misuratore hanno m< 
gas che è consumato dai becch 

MoviMENT. 8. m. T. di Pitt. A 
mento. Il moversi de' panni 
e de' veli per azione figura 
vento. 

MoviMENT dl'argàn. Rocchctlo 
lo che fa salire e scendere la 
ghetta del lucignolo. 

MOVIMENT DN* ARLOÉUI. CosU 

meccanismo. Movimento il mot 

Mozz. 8. m. T. de' Vetr. CoUett 

larino di vetro che rimane al 

alla punta della canna di ferro • 

se ne slacca il pezzo di vetro i 

Mozz. add. m. Mozzo, J/< 

Ma il corpo mozzato è sempi 

tale da operazione dell' uomo, e 

dicesi se è naturalmente impei 

Mozz. add. m. T. di VeL Codi 

V. Mozzcòva. 

Mozz DE STALLA. MoZZO. Si 

corte che faccia le faccende p 

Mozzo di stalla. 
Mozza, s. f. T. de' Cacc. Lepre. 
MozzADURA. 8. f. Mozziconc. Qi 

rimane della cosa stata ma 

troncata o arsiccia. 
Mozzar, att. Mozzare, Smozzici 
Mozzar i sam. T. d'Agr. C 

le arnie. Metaf. tagliare i fiali 

il mele dalle casse o amie, é 
Mozzcòva, T. di Vet. Codimozze 



MR 

zieoda? Aggiunto d'aoimale che ab- 
bla mozza la coda. Quando sia senza 
coda dicfsi Scodato, 
MozzBTTÀ. 8. f. T. Eccl. Mozzetto. Spe- 
cie di veste prelatizia usata anche da' 
canonici di alcune Cattedrali, e per lo 
più di seta rossa soppannata di pelli 
d'ermellino sim. Bàtolo^ roantellino 
paonazzo foderato di verde che por- 
tano i curati quando vanno in pro- 
cessioiie. 

MozzBTTA. Per metaf. Lepricciuola. 
bszdif. 8. m. Mozzo, Mozzicone, Quel 
che rioDiaoe della cosa mozza, tronca 
arsa. 

Mozzòif ]>' BRAZZ, ecc. Moncherino, 
(Dante). 
Nbdida. 8. f. Merenda. Il mangiare che 
si fa tra il desinare e la cena e la 
vivanda che si mangia. I fanciulli ed 
altri danno tal nome anche a' Pa- 
ilellt o Mangiaretli che si fanno fuori 
dell'ore consuete del cibarsi. Ma di- 
cesi propriamente Merenduzza quella 
che lassi tra il desinare e la cena. 
Puiigno il mangiare tra la cena e 
l'andata a letto. Ricrio dicesi una 
morenduzza fatta da fanciulli in bri- 
gata. Ritocchino merenda fatta in com- 
pagnia da più persone. 

Far la hrenda. Far la merenduccia. 
Ed è quella fatta in compagnia tra 
Falsassi. 

HsiHOAR. att. Merendare. Far merenda. 

IUiiioéic*i«A o .Mrìndétta. s. f. Merenduc- 
cia. Piccola merenda. 

MsADA. 8. f. Mesata, Un mese, e più 
spesso la paga o il salario d' un mese. 

MsARA. s. f. T. degli Uccell. Gabbiuzza, 
Sorta di gabbia piuttosto bassa e co- 
perta da una tela che serve per in- 
grassare gli uccelli. 

MsAZz. s. m. Un bel mese, cioè un mese 
di lunga noja, di fatiche, di cure. 
Passato in angustie. 

MsÈTT. 8. m. Mesetto. Dim. di mese. 

MssAL. 8. m. Messale, Libro in cui sta 
registrato ciò che appartiene al S. 
Sacrificio della messa. 

MssÉB. 8. m. Parola di Contado. Nonno, 
oppure Suocero» 

MasÒBA. s. f. Falce messoria, V. Missòra. 

Usura, s. f. Misura, Distiuzionc dcter- 



MS 



ì\9 



minata di quantità, e lo strumento 
col quale si distingue. 

MsuRA. Fig. Termine, Regola, Or^ 
dine. Modo, ed anche Provvedimento, 
Partito, ecc. 

MsuRA CARSENTA. Mìsura ingorda. 
(B. L.) 

MsuRA COLMA. Mlsura colma: pienis- 
sima, traboccante, soprabbondante. 

MsuRA DA FOLSè. T. de' Cest. Bozzo» 
liere? Cestello capace di quella quan- 
tità di bozzoli che occorono per for- 
mare un quarto di matassa di seta. 

MsuRA GIUSTA. Mtsura piena. 

MsuRA RASA. Misura rasa, spianata, 
pareggiata, contraria di colma. 

A HSURA cuE. . . . Secondo che , ., A 
mano a mano. Conforme accade. 

Bòn'na usura. Buona misura. Si di- 
ce anche Atroto, Sopramercato, 

Cui la usura la dura. Chi si misura 
la dura. Contrario del prov. Chi non 
si misura è misurato. 

Dar la bòn'iva usura. Far buona mi- 
sura. Essere largo nella mìsura. 

De MSURA. Di giusta misura, Agg« 
di vaso di cosa che abbia capacità o 
dimensioni conformi alla relativa mi- 
sura. 

Foèura de MSURA. Fuor di misura. 
Oltre misura. Smisuratamente, gran- 
dissimamente. 

Lassars toèur la MSURA. Lasciursi 
mangiar la torta in capo, — Lasciarsi 
baloccare , Lasciarsi pigliar al boccone. 
— Lasciar eh' altri conosca le proprie 
debolezze e ne tragga profitto. 

Toèur la msura. Misurare, Pren- 
dere la misura delle parti di un abito. 

ToÉuR la msura a von. Rilevare il 
debole d'alcuno. V. Msuri. 
MsuRÀ. add. m. Misurato, Fig. Cauto, 

Assegnato, 
MsuRADA. s. f. Misuramento, Misurazione. 
MsuRADòR. s. m. Misuratore. Colui che 
misura. 

MsuRADÒR. s. m. T. Idr. Idrometro, 
Misuratore, Slrumenlo che serve a 
misurare il peso delle acque. 

MsuRADòR DA BOTTI. Slozatorc, chia- 
masi Staza la bacchetta da uiisurarc 
le botti. 

MsuRADòR DA TERA. Ta^'^ohlore. Colui 



^2o 



MS 



che tavola o misura i terreni. Tavo- 
latura T operazione del misurare. 
MsLRAR. alt. Misurare, Commensufare, 
Trovar la quantità ignota di una co- 
sa per mezzo d'altra già nota. 

MsuRAR. att. T. d'Agrim. Tavolare. 
Misurare i campi e i terreni lavora- 
tivi. 

MsuRAR A occ' E CRÓSA. Misurare a 
occhio e croce. Alla grossa. 

MsuRAR BEN. Far misura piena o 
giusta. 

MsLiuR MAL. Frodare o Fognar la 
misura. Non dare per malizia la giusta 
misura. 

Chi la sa msurar ch' la cava. Chi 
si misura la dura. Chi si pegola nello 
spendere non impoverisce. 
MsuRARES. n. p. Misurarsi. Non ispen- 
dere più del conveniente o che non 
comportino i mezzi. Fare a micino j 
Fare a misura. Non allargare le 
ali più del nido , Far il passo secondo 
la gamba» Prov. 
MsuRÉN. s. m. Misurino. Vasetto di latta 
dì altra materia, che serve per mi- 
surare l'olio, l'aceto e sim. 

MsuRÉN. s. m. T. de' Liq. -Pesali- 
quori. Nome volgare dell'areometro. 

MsuuÉN DLA "RQVikcxk. Misurino. Boc- 
cinolo metallico che sta sulla bocca 
della fiaschetta o del corno da pol- 
vere che ad ogni volta misura la ca- 
rica delia polvere stessa. 
MsuRi. s. f. pi. Misure. 

Bollar il msuri. Segnare, 

ToÈuR BEN il so MSURI. Pigliar il 
panno pel verso. Pigliar il vero mo- 
do di far checchessia. Girar largo ai 
canti, pigliar le precauzioni, usar 
cautela, antivenire i pericoli. 

ToÈuR MAL IL so MSURi. Fallire. In- 
gannarsi. 

ToÈUR IL so MSURi. Pigliar la misura. 
Fig. Cercare di colpir nel segno. 

ZtNT MSURI E UN TAJ SOL. Al pan SÌ 

guardi prima che s' inforni. Prov. 
che significa. Prima di risolvere al- 
cuna coisa, bisogna ben ponderarla. 

MuÀR Amuàr. Moerro. Sorta di drappo 
di seta. 

Muco', s. m. Mucchio. Cumulo non gran- 
de di cose. Ma$$a è cumulo più gran- 



MU 

de di mucchio. Monte dicesi uns 
grande, che qualora sia anch 
dirassi meglio Mole. • • 

Muco', s. m. T. di Cari. Stii 
mero di prese ammontate le ui 
altre. 

Mucc'. s. m. T. de' Sai. Co; 
Monticello di sale stagionato e] 
za sull'aione, per quindi trasj 
ne' magazzini. 

Muco' d'barchl T. de' Nav. . 
reccio. Quantità di barche. 

Mucc' d' ca. Ceppo o raunata 

Mucc d'oslén. Stormo, Potati 
celli. Brigata. 

Mucc' d' quadrei , d' sass. M\ 
Macia. Monte di mattoni o di 
preparate per fabbricare. V. 
V. sotto Muccia. 

Andar a mucc'. Ir a monte. 
MuccÉN, MuccÈTT. s. m. Muc 
Mucchierello , Monticello. 

ZuGAR ai muccén. Fare a hai 
lito. Giuoco di carte assai noi 
rischio. V. Erbetti. 
MucciA. s. f. Mucchio. V. Mucc'. 

MucciA d' bo. T. d' Agr. Jk 
Proquojo. 

MuGCiA d' fén. Maragnuola, 
piramidale dì fieno, che far 
prati gli agricoltori, donde pò 
sportano al fienile. 

MucciA d' genta. Frotta di 
Massa di popolo. Moltitudine 
sone. Trozza dicesi una fr 
gente armata. 

itiucciA d' predi. Petraja. A 
di pietre. 

Andar in huccia. Andar a ) 
schiere, a branchi, cioè a m 
volta, in truppa. 

Far muccia. Far gruzzolo. 
nellar danari, ammassarli. Po 
sto, avanzar danari nello spe 
fare i fatti altrui. 
MucciAR. att. Mettere in mucch 
mucchiare. 

MucciAR. att. Fig. Cagliare. 
per timore. 

MucciAR DI broc. Affastellare. 
in fastelli. 

MucciAR DI sAss, Ammosstt 
massa. 



4R DI SOLO. Accumular denaro* 
4R EL FÉN. Rammontare il fieno. 
lìerne ie maragnuole sparse pel 

4R EL GRAN. Ammucchiare di- 
cumularlo suH'aja. Cumulare 
ii ammassarlo ne' granaj. 
AR EL LETAM. Ammontare il le* 

ìr j*ahigh. Adunar gli amici» 

ìr I coÉov. Abbicare, Abbar- 

cioè accatastare le biade e il 

incora nella spiga. 

ìr il pegri. Aggregare le pe- 

fnire il gregge. 

àR la paja. Appagliare. Ram- 

e la paglia. 

ìr la PROviSTA. Raccogliere. A- 

quanto abbisogna per avere 
ssario. 

o. p. Adunarsi, Accozzarsi. 
lire più persone in un luogo. 
ache Accorrere, Affollarsi, Al- 
ni ecc. 

àRS. n. p. Ai^anzare. Far gruz- 
t' risparmi, Far calia. 
iRS d' lavòr. Far cumulo di 
le. Impigliarsi in troppe cose 
lolenza. 

. ro. Bucci. Zitto, Silenzio. 
8. m. Grande ammasso. Monte 

f. 3Iula. Scambio che pur si 
;lle cose da mutar sé o altri. 
ii lenzuola ecc. 

s. f. Muda. Rinnovazione delle 
degli uccelli e delle corna del 

s. f. Buccio. Queir epidermi- 
a quale nascono i bambini che 
mutazione si secca e cade in 
pomi da sé stessa. 

s. f. T. Mil. Muta, Scambio, 
li soldati che sostituisce un altro 
o un dato servigio. Il Bartoli 
)st. Vicenda colui che scambia 
in un dato servigio. 

s. f. T. degli Uccell. Arte. Il 
» degli uccelli canterini nel pa- 

s. f. T. di Vet. Muta. Chia- 
' allevamento e mantenimento 
ti cani da caccia. 



MU 



m 



Moda d' boci , d* ferr da calzett ecc. 
Muta, cioè otto pallottole e il lecco 
nel primo caso, cinque aghi da ma- 
glie nel secondo. 

Muda d' cavaj. Pariglia. (V. del- 
uso). Coppia di cavalli da tiro. Muta. 
^ Muta a quattro, e Muta a sei si 
dice la carrozza tirata da quattro o 
da sei cavalli. 

Muda d' oslén. Chiusa. Per esempio : 
Mettere gli uccelli in chiusa, vale met- 
terli al bujo, acciocché non cantino, 
ma si rlserbino a cantare ài tempo 
dell'uccellatura. 

Dars la muda. Avvicendarsi. Darsi la 
muta. 

Far la muda. Mudare. Si dice degli 
uccelli quando rinnovano le penne, 
e talvolta anche del cervo quando 
muta le corna. 
Muda. add. m. Mutato j Cangiato, Cam- 
olato. 
MuDADA. s. f. Tramuta» 
MuDAMENT. s. m. Mutamcnto , Scambio. 
MuDAHENT d' ca. Sgombcro, Sgombera- 

tura. (Mol. ). 
MuDANT. s. m. Mutande. Brache di tela, 

o sottocalzoni. 
Mudar, att. Mutare, Cambiare. 

Mudar, att. Rimutare» Mutar di nuo- 
vo. 

Mudar d' ca. Tramutarsi, Cambiar 
casa. Sgombrare, portar fuori d'una 
casa i proprj mobili, arnesi ed uten- 
sili. Sloggiare, partirsi in persona dal- 
l' alloggiamento. 

Mudar descors. Entrare in altro. Par- 
lare di argomento altro da quello in 
discorso. 

Mudar el bambén. Mutar carta. Cam- 
biar l'ordine del negozio. 

Mudar èl lett. Cambiar le bianche^ 
rie, e T. de* Bigat. Far la muta del 
letto. Torre i rosomi di foglia dagli stoi- 
ni de' bachi sostituendone della fresca. 

Mudar il pezzi a 'n ragazz. Rinet- 
tare. Ripulire un fanciullo. Cambiar- 
gli i pannilim*. 

Mudar l'acqua ai qoajott, oppure 
Voltar la frittada. Fig. Scambiar fé 
carte o i dadi in mano. Ridire in al- 
tro modo quello che si era detto. Vol- 
tar argomento. Cambiar discorso. 



122 



MÙ 



Mudar l' orden. Premulare. Mutar 
l'ordine delle cose facendo precedere 
quelle che dovrebbero venir dopo. 

Mudar pensér. Mutare o Voltare il 
mantello. Cangiar sentimento. Ripre- 
mersù Lasciar l'ostinazione. 
Mudars cmé mudars d' camisa. Figurai. 
Cambiarsi tutto. Cambiar abitudini, 
costumi. 

Mudars d' camisa. Mutar camicia. 

Mudars d' color. Cambiarsi nel viso. 
Alterarsi e cambiar colore. 

Mudars d' vestì. Mutarsi. Cambiar 
vestito. 
Mudaziòn. s. f. Mutazione, Cambiamen- 
to, mutamento. 

Mudaziòn d' tósa. T. di Mus. Muta- 
zione della voce. Quel cangiamento 
che spesso accade nel tono della voce 
nel passare i giovani cantanti dalia 
fanciullezza alla pubertà. 
MuFF. add. m. Muffato. V. Muffi. 
Muffa, s. f. T. Bot. Muffa. Pianta crit- 
togama della famiglia dei funghi, com- 
posta di individui tanto sottili e dili- 
cati che un legger soffio basta a di- 
struggere. La mufih bianca o comune 
è la cosi detta Mucor mucedo Linn., 
ma se ne conoscono molte varietà 
verdi, gialle e nere che sono prodotte 
da sostanze animali o vegetali putre- 
fatte. 

Muffa d'avtòn. T. Boi. Musco ver* 
de. V. Erba muffa. 

Muffa del legn. Lepra gialla. Cro- 
sta dì color giallo formata da piccoli 
globuli agglomerati che cresce sulle 
iscorze^ degli alberi e sulle vecchie ta- 
vole. E la Lepra flava Sow. 

Muffa di sass. ùpra verde - gialla. 
CroBta jcotnpatta pulverulenta di color 
v^e giallastro formata da un agglo- 
merazione di piccoli globuli che tro- 
vasi dapertutto sulle rocce e ne* loro 
spacchi. É la Lepra chlorina Dee. 

Muffa d'un mur. Lepra botrioide. 
Crosta pulverulenta di un verde scuro 
che cresce a pie dei muri umidi. É il 
Byssus botryoides Linn. 

Muffa nigra. Muffa nera. La muffa 
comune in istato adulto. 

A GHÉ su LA MUFFA. È cosu rancida j 
vieta. 



MIT 

Muffì, add. ra. Muffo, Muffalo, 
muffito. 
Un PO muffì. Muffaticcio. Alq 
ammuffato. 

Muffir* att. Muffare. Ammuffire, 
nir muffato. S'ei non veniva il 
muffava. Dicesi Imporrare o Im^ 
re del ribollire e mandar fuori 
beri e i legnami alcune piccoli 
scenze con muffa simile a porr 
vengono nelle mani. E si dice de 
nilini ancora quando si guastane 
Tumido che vi sia rimasto dent 
Scarbontir. 

Muffir, att. Mufficare. Sitar di 
fa. 
Muffir. Figurat. Star pulcellan 
cesi delle giovani che stanno 
marito oltre il tempo convenevc 

MuFLA. s. f. T. di Farm. Mufola. 
daf. ). Vaso di terra per prepari 
smalto simile. 

MuFLÉN. s. m. T. di Zool. Moffolim 
ta di cane detto anche da T 
Mascherin da Bergamo e d»* 1 
Moufflard. 

MuFLi. s. f. p. Monchini. Y. Manj 

Mugnìr. att. Muggire, Muggiare, Il 
dar fuori della voce che fa il bei 
bovino. 

MuGNòN. s. m. T. de' Scarp. Ali 
Pietra viva bianchiccia della qi 
fan lavori di muro e calce. 

MuL. V. Muli. 

MuLAGiNA. 8. f. Mulaggine. Ostinai 

MuLATÉR. s. m. Mulattiere. Condut 
muli. 

MuLATÈRA. add. Strada pedonale. ( 
Strada per la quale non camioai 
uomini ed animali da soma. 

MuLAZZA. s. f Mulaccia, Mulona. 
na caparbia, ostinata. 

MuLÉTT. s. m. Muletto piccolo Mul< 
Ostinatello, Capponcello, vale 
Nocentino, Bastardo. 

MuLiAGA. s. f. T. Bot. Meliaca, 
armenica. Il frutto della pianta 
milìaca assai nota tra noi e de 
Linn Armeniaca vulgaris fruet\ 

MULIAGA AMARA DURÀSA. Albi 

Alessandrina precoce. Frutto no 
la pianta detta Prunus arm 
praecox da Linn. 






MU 



MU 



425 



MiJLiÀGA spicATOJiL. AlbicoccOj Ales- 
saodrina bianca a mandorla dolce. 
Ibu.. s. m. T. di Zool. Mulo. Animale 
ootìssimo nato da cavalla montata da 
Mino, od anche da asina montata da 
cttailo. 11 primo è detto dai 6istema- 
tiei Muius, il secondo Hinuus e Ita- 
liaotiiiente Bardouo. 
Mdu.. 8. m. T. de' Calzett. Forma da 
«lo^*. Sorta di tanaglia a lunghe ma- 
rnile tra le quali è un vano ove si 
femano gli stagni del telajo da calze. 
MuLL. Fig Bozzo, Sterpane e scherz. 
Nato genza licenza. Bastardo. 
Mull.Bbrgaiiasch. T. di Vet. Mulo 
Berffamaieo. Razza di muli assai pre- 
giati ÌD Lombardia. 
MoLL PiEvoRTÈs. T. di Vet. Mulo Sa- 
fiordo. Razza di muli stimati per fati- 
cosi trasporti di merci attraverso le alpi. 
Tbstabo CMà DN MULL. Caparbio], op- 
pure. Incornato più che gli asini: Co^ 
«e a noce che non dà i frutti se non 
eoi baztone. 

■olla. 8. f. Pedignoni, Male che vien 
De' calcagni 1* inverno con gonfiezza e 
dolore. Manignùni le buganze che ven- 
gOD per freddo nelle mani il verno. 

HiATA. a. f. MuUcL Pena pecuniaria 
ehe ai infligge ad un reo. Contraddi' 
ritto » dicesi quella tassa che paga un 
reo per redimersi da altra pena. Am- 
menda^ vale compensamenlo o con ve- 
nato tra le parti o stabilito dalla leg- 
ge io riparazione di un danno cui si 
è dato causa. 

MoLTAE. att. Multare. Condannare a pa- 
gare una multa. 

Mimu. a. f. Mummia, Cadavero secco 
neir arene d' Etiopia o In altre terre : 
e per sim. Uomo secco e deforme* 
MmiiA. s. f. T. di Pitt. Giallino ant- 
tnale o Egiziano. Sorta di colore. 

Hmiiziòif. Munizione, La polvere ed il 
piombo con che si caricano gli archi- 
Dugi. y. Moniziòn. 

Mua a. m. Muro. Sassi e mattoni com- 
messi con calcina l'un sopra T altro 
ordinatamente. Dicoosi Muri ciechi 
quelli che non hanno aperture d'usci 
o finestre. Muro andante, dlcesi un 
muro cieco il quale non abbia alcun 
risalto o aggetto. V. Muràja. 



MuR A calzén'na. Muro a calcina. 
Per opposto a muro a secco. 

MuR A CASSETTA. Muro di terra. Mu- 
ro fatto di terra argillosa, sola o mi- 
sta con ghiaja e schegge, e pesta'^col 
pillo entro una forma. 

MuR A SECCH. Muro a secco. Quello 
in cui non è impiegata nò calce» uè 
malta, né altro impasto. 

Mua bugnX. Muro a bozzi, 

Mua CHE CREPA. Muro che fa pelo. 

Mua CHE s'ciop'ga. Muro che sbullet" 
la. V. S'ciop'ga. 

MuR ch' fa panza. Muro cìie sbon* 
Zola. 

MuR d' cott. T. de' Mur. Muro di 
cotto. Cioè di mattoni o sim. 

Mur divisori. Muro di spartimento. 
Muro divisorio. Muro a ventola, 
quello che non regge nulla, e serve 
solamente di tramezzo o di divisorio. 
- Vela, muro di divisione d'un poz- 
zo comune, o della cappa d'un cam- 
mino. 

Mur d' sass. Muro di filarello. Quel- 
lo che è fatto di pietra naturale e 
sassi incerti. 

Mur d' sass piccX. Muro di pietra 
concia, cioè fatto con grosse pietre 
riquadrate col martello. 

Mur d' tbei onz. Muro soprumattO' 
ne, 

Mur d' zéntà. Muro circondario o 
di rieinto. Quel muro andante non 
molto alto che cinge un giardino o 
sim. Muro a ventola, dicesi quello 
che si fa intorno certi conventi assai 
alto per iscopo di parar la vista de' 
circostanti. 

Mur in rottura. Muro di rimpello. 
Muro che si va costruendo di mano 
in mano che si demolisce il corrispon- 
dente vecchio, sdruscito o fuor di 
piombo. 

Mur marz da la pissa. Muro scom* 
pisciato. 

Mur MésTER. Muraglia maestra. Mu- 
ro principale destinato a sostenere le 
volte, le travi maestre ecc. 

Mur uhid. Muro che getta umidità, 

Mur zo d' piomb. Jfuro che fu cor- 
po, cioè che esce di perpendicolo, o 
di piombo. 



iU 



MU 



MtJ 



Andar adrè al mub. Rasentare il 
s muro. 

Dar la testa pr* i mur. Dar del ca- 
po nel muro. Figurai, vale fantasti- 
care » attapinarsi, arrabbiarsi, armeg- 
giar col cervello. 

Far I MUR A CASSETTA. T. de' Mur. 
Murare a cassa. Quel modo di mu- 
rare che si fa alzando da due lati al- 
cune tavole per coltello, in tanta di- 
stanza quanto si vuole che sia grosso 
il muro, riempiendone il vacuo con 
calce e ghiaja od altri materiali. 

Metter la schén'na al mur. Porsi 
al sicuro. 

Parlar con i mur. Dire al muro. 
Parlare con chi non intende. 

Scrostar el mur. Scanicare, 

Star a mur a mur. Star a muro a 
muroj cioè contiguo di abitazione. 

Tirar su un mur. Alzar un muro, 

Trar zo un mur. Smurare, 

Vrer cavar sangov da 'n mur. Fig. Fo- 
ler trarre o cavar sangue dalla rapa. 
Voler soccorsi da chi non può darne. 
Mura. s. f. Muro, Le mura. Il muro 
che circonda e difende una città. Cor^ 
tina, la parte di esse mura che è tra 
un bastione e l'altro. 
Mura. add. m. Murato. Chiuso con mu- 
ro tra muri. 

Mura. add. m. Fig. Zeppo, Stivato, 
Serrato. 
MuRADòR. 8. m. Muratore. Quegli che 
esercita V arte muràtoria ossia del mu- 
rare. Le operazioni, gli strumenti e le 
cose principali attinenti allo stesso so- 
no: 

OPERAZIONI 
DEL MURATORE. 



Arfiancar un volt . 
Armètter un mur. 
Armètter un tècc. 

Baltar la calzén'na. 
Bagnar la calzén'na 

Buttar in acqua la 
calzén'na. . . 

Cavar i fondamene 



Fiancare un arco. 
Rimpellare, 
Racconciare un 

tetto. 
Vagliar la calcina. 
Intridere, Lievitare 

la calcina. 

Stemperare il gras- 

sello. 
Scavare. 



Coppar 

Dar 'na lattada • 
Desfar un pian . 
Destecciar . • . 

Far el cornisòn • 
Far i fondament . 

Far il colmigoi • 

Far i mur . 
Far la calzén'na 
Far pont . 
Far un pian 
Far un tassell. 
Far un volt 
Fergar . . 

Fratassar • 
Imboccar . 
Immorsar . 
Immurar . 
Impilar . . 
Impiombar . 
Ingessar. • 
Inscajar . . 
Inserbar. . 
Làmberciar. 
Livlar . . 
Murar . . 
Murar in rottura. 
Pianlar • . • • 

Piantar il gualandì 

Piantar i rigòn • 

Piombar. . . . 

Plafonar . . • 

Quattar. V. Cop- 
par. 

Sagmar . . . . 

Sculazzar un zoc- 
col 

Sfiorar la calzén-. 
'na 

Sfratassar . . . 

Sgrostar un mur. 

Squadrar il fnestri. 

ecc. .... 

Squadrar i pianlòn 

Stablìr . . . , 



Coprire di < 

tegole» 
Dare una U 
Smattonare. 
Scoperchian 

prire il i 
Fare il con 
Fondare, Gè 

fondamefii 
Murare ila 

lo. 
Murare* 
Intridere la 
Fare % pont 
Impalcare. 
Soffittare. 
Armare une 
Arrottare i 

toni. 
Lisciare, Sp 
Rinzaffare. 
Addentellare 
Murare. 
Scandigliart 
Piombare* 
Ingessare, € 
Rinvezzare. 
Arricciare* 
Impianellan 
Livellare. 
Murare. 
Rimpellare. 
Impalcare ó 

zane. 
Murare a e 
Murare a r 
Piombare. 
Soffittare. 

Scorniciare. 

Lisciare uno 

Saggiare la 
Piallettare, 
Scrostare^ 
care. 

Riquadrare, 
Riquadrare 

droni. 
Inlonicare* 



MU 



MU 



125 



Voltar UQ léce' . Racconciare un 


Squader. . . . Squadra. 


tetto. 


Stazòn .... Archipenzolo. 


Zemir i mur . . Tracciare i muri. 


Taja Taglia, 




Tapparell . . . Bozzello. 


STRUMENTI 


Travett .... Trai;ferse. 


DEL MURATORE. 


Zapa Marra. 

Zapòn .... Zappa. 


Andadora . • . Tegoliere, 




Aodadora . . . Passatojo, 


COSE ATTINENTI 


ADtén*Da • • . Stile ^ Antenna, 
BadiI Pala. 


AL MURATORE. 


Balanza .... Grillo. 


Aparèi .... Tramezzo. 


fialèttdacalzén'oa. Vaglio. 


Aparèi d' canetll . Tramezzo di canne 


Barela .... Cola. 


Armadura d'un 


Cassetta .... Forma. 


vòlt .... Centina. 


Cavagn .... Corbello, 
Cavalétt. . • . Capra. 


Arsor Ventiera, Ventila" 


tore. 


Gazzoèula . • . Cazzuola, Mestola, 


Arsor .... Pigliavento, 


Cucchiaia. 


Ragnador . . . Truogolo. 


Conca .... Schifo, Vassojo, 


Roccardén . . . Spiraglio. 


Giornelletlo. 


Rordnal. . . . Bordone. 


Convintéo . . . Abetella. 


Rorsai .... Sbullettatura. 


Fil da muradòr . FiU^, Calandrino. 


Rorsòn .... Bozza. 


Fratass. Y. Sfratass 


Rus di pont . . Covile. 


Galwzz .... Giornello, 


Caizén'na . . . Calce o Calcina. 


Grada .... Cola. 


Calzi nar. . . . Calcinajo. 


Gualanda • . . Corda. 


Ciava Filaretto. 


Martell .... Martello. 


Cors d'quadrei ecc. Suolo, Spianata. 


Mapllén'na . . . Martellina. 


Division. . . . Vela. 


Mambècch. . . Berta, Castello. 


Fond Sostruzioni. 


Mes'cia . • • . Romajuolo, 


Gess Gesso. 


Navazzoèul da ba- 


Goccia .... Palo. 


gnar i quadre . Bagno. 


Gocciada . . . Passonata. 


Piccòn . . . ' Zappone. 


Gomed .... Doccione a gomito. 


Piomb .... Piombo, Piombino. 


Material. . . . Materiali, 


Pistòn .... Pillo. 


Morsi. .... Morse. 


Pnell Pennello. 


Mur Muro. 


Pont Ponte. 


Pist Calcestruzzo? 


Pont d' cavalett . Bertesca. 


Pozzolana . . . Pozzolana. 


Rafifèlt • . . . Graffietto. 


Rollam .... Rovinacci. 


Riga Regolo. 


Sabbia .... Sabbia, Rena. 


Rigòn . . • . Riga di corda. 


Scajoèula . . .Scagliola. 


Rigott da la ma- 


Scazzoèuli . . . Ascioloni. 


nètta .... Pialletto a riga. 


Sit da buttar i cal- 


Sagroa da cornìsòn Sagoma. 


zinazz. . . . Scarico. 


Scali Scale. 


Tampa. V.Calzinar 


Scarpèll. . • . Scarpello. 


Tarsi Smalto. 


S'cell Bigonciuolo. 


Tera da scav . . Sterro. 


Seccia • • • . Secchia. 


MuRADURA. 8. f. Muramento, lì murare. 


Sfratass .... Pialletto. 


V. Muraziòn. 


Sfratass da volt . Pialletto tondo. 


MuRAJA. s. f. Muraglia. Muro, Parete. 


Soèuj .... Bigoncio. 


Ma la muraglia è spesso più grossa 


Spara^èr . . . Sparviere. 


del muro, la parete più piccola del 



i26 



MU 



muro e può essere anche di stuoje 
od assi. 

MuRÀJA. s* f. T. di Vet. Muraglia. 
Quella parte dell'unghia del cavallo 
che circonda tutto il piede e gli da 
forma. 

MuRAjA. s.' f. T. di VeU Morsa. V. 
Moraja. 

Anca il muraji parlon. Lo scorpione 
dorme sotto ogni lastra o pietra; 
Ogni parete, un delator nasconde. 
Modo di avvertire chi parla ardito in 
luogo ove abbondino i delatori. 

L* É ISTESS CMÉ PARLAR CON 'nA MURA- 
JA. E lo stesso che dire al muro. Par- 
lare a chi non attende. 

MuRAjAZZA. s. f. Muracelo, Muro cattivo. 

HuRAJÉN*NA. s. f. Muretto, Muricino. 
Piccol muro. 

MuRAJOÉoL. s. m. Muretto. Piccolo muro. 
V. MurdèU. 

MuRAJoèuLA. 8. f. Micera,. Macia, Muro 
a secco a guisa di siepe, che si fa 
ne* campi. Chiudenda, muricìuolo con 
che si cinge un orlo. 

MuRAjòN. s. m. Muraglione, Grossa mu- 
raglia. 

MuRAJòN. 8. m. T. di Ferr. Presura, 
L'unione delle pietre che formano la 
parte inferiore del forno per colare la 
vena di ferro. 

Murar, att. Murare. Commettere insie- 
me sassi mattoni colla calcina per 
far muri ed edifizj. Rinchiudere, por- 
re tra mura. Turare, murare una 
porta. Accecare una finestra. 
Murar a secch. Murare a secco. Far 
le mura senza calcina. Fig. Mangiar 
senza bere. 

Murar in rottura. T. de' Mur. /2tm- 
pellare. Rifare in tutto o in parte un 
muro demolendo la parte vecchia di 
mano in mano che se gli sostituisce 
la nuova. 

MuRAziòN. s. f. Muramento, L'atto del 
murare. 

MuRAZiòN. s. f. T. de' F. Ferr. Inges' 
satura. Quella parte di un arpione o 
simile che s'ingessa nel muro. 

MuRAZz. s. m. T. de' Fornac. Carnicino, 
Quel muro di materiale cotto di cui 
internamente è foderata la fornace. 

MuRDÉLL. s. m. Muricciuolo, Murello. 



MU 

Muro che sporta infuori appiè 
facciata delle case, fatto per com< 
sedere, o per fortezza della par* 
MuRiòN. s. m. T. de' Gioj. Mortone. 
ma d'ordinario molto nera e ( 
Prannio, dicesi il morione qua 
trasparente, e se pende al colo 
carbonchio dicesi Morione alessì 
no. Quando ha colore di cornio! 
cesi Morione di Ctprt. 
MuRLA. s. f. T. di Cart. Banco. 
tavolone posto in piano sul suol 
serve di base a tutta la sopprc 
sul quale vien collocata la poi 
(pondaròn). 
Mus. s. m. Muso, Grugno, Ceffo j 
fo. Ma il muso de' majali dicesi 
Grugno, - Grifo si dice al muso d 
gli animali che possono con esso 
Ceffo a quello de' cani Muso s 
degli altri animali ed anche de 
mo. 

Mus. s. m. Smusata, ( Fir. ) ati 
lano fatto colia bocca per dei 
disprezzo. 

Mus. Fig. Broncio, Muso, Se( 
cruccio. 

A Mos A MUS. A viso a viso. 

Aver el mus. Musare. Portare il 
ciò. 

Dar del mus. Acceffare, Dar d 
fo contro checchessia. 

Dirla in t'el hus. Dir nna < 
viso aperto. 

Far el mus. Fare il broncio ^ 
ceffo, viso agro. Fare mal ; 
aspro piglio. Far viso da adi 

Far el mus. Far musate. Far ' 
malcontento. 

Dars di pugn in t' el mus. Mu 
si. 

Far el mus dur. Far faccia 
Operare senza vergogna. 

Far di mus. Coccare, Fare i 
Agguzzar le labbra in verso u 
segno di dispregio a guisa ch< 
bertuccia. 

Parlar con el mus. Dir coi 
viso. 

Star con tant ed mus. Star a 
tato , A ccipig liuto. 

Tgnir el hus. Stare col viso ^ 
Stare adirato. 



MU 

MosAEA. 8. f. T. de' Seli. Museruola. 
QoelJa parte della briglia, che passa 
sopra i portamorsì per la testiera e la 
sguancia e serve per istriogere la boc- 
ca ai cavallo. 

MosAaoÉULA. s f. Musoliera, Museruola. 
Ordigno di ferro o altro che si mette 
il muso di alcuni animali acciocché 
non mordano. Frenella, quel ferro 
die meltesr in bocca ai cavalli per 
iMarìcar la testa. Gabbia, Biaderà, 
qoetla maglia che si adatta al capo ai 
giomenti, e comprende in sé il loro 
muso, e vi si pone dentro il fieno, 
aeeiocdiè anche neir andare, possano 
cibarsi. €ava^nuo/o^' quel cestello di 
vetrici che i contadini mettono al mu- 
so de' bovini uell* arare. 

Muse'. 8. m. Muschio. Materia odorosis- 
sima che ci viene in commercio io 
forma di grani e che traesi da una 
borsa che il Muschio comune maschio 

E orla attaccata al prepuzio presso l'om- 
ilico. 

Mese'. 8. m. T. Bot. Erba moscata, 
Cresee sulle rive de' fiumi, serpeg- 
giando co' suoi gambi, e mandando 
odor di muschio. È V Erodium mo^ 
schatum Linn. 

Mos'cÉLA. 8. f. T. Bot. Scotonello, Pia- 
fella de' muri. Sorta di erba sempre- 
verde che nasce nei muri ove geme 
r acqua. É YÀntirrynum Cymbalaria L. 

Mus'cÉN. 8. m. T. Bot. Muschini gre* 
ci. Pianta che produce un fiore gial- 
lastro, che ha un odore che si. acco- 
sta a quello del muschio, detto perciò 
Hyacinlus muscari da Linn. Cosi di- 
tesi volgarmente anche V Ambretta 
gialla ossia la Centaurea atropurpu- 
rea Linn. 

Mus'cÉN. s. m. T. di Zool. Sorice, Topo 
ragno. Piccolo mammifero insettivoro, 
bruno nero rossiccio, che vive soli- 
tario nei buchi della terra il quale in 
tempo degli amori manda odore di 
mu.schio. È il Sorex araneus di Linn. 
Mus'cÉfi. s. m. Fig. Profumino. Mi- 
lordino. 

Mus'cÉK^NA. s. f. Cerambice muschiato. 
y. Zicòrgna. 

MCscoL. s. m. Muscolo. Organo rossigno 
e contrattile pel quale si eseguiscono 



MU 



427 



I movimenti degli animali. Miologia, 
discorso trattato sui muscoli. 
Far I mOscol. T. Pitt. MuscoUggiare. 
Disegnar le figure con precisa espres- 
sione dell* azione de* muscoli. 

MuscDLADDRA. s. f. MuscoH, fig. For* 
za. Nerbo. 

MuscuLADURA. T- Pitt. MuscoUggia* 
mento. La formazione e l* ordinamento 
de' muscoli d*una persona o di una 
statua. 

MuséL. 8. m. T. di Vet. Muffah.o mu^ 
sello o specchio. Cosi chiamasi la su- 
perficie del muso dei bovini denudata 
di peli, e coperta delle mucose che 
si trova fra i due fori nasali ed il 
labbro superiore. 

MusÉN. s. m. Musino. Piccolo muso. 

Musso, s. m. Museo. Luogo ove si ser- 
bano le rare anticaglie. Fig. iftiso^ 
Viso, Faccia. 

MusèTT. s. m. Musetto. Dimin. e vezzeg. 
di muso. 

Bel MUsèTT. Voliicello, Visettin bel" 
lo, galante. Viso rubacuori. 

Mu'sGNAR Mo'sGNiR. att. Guojolare, 
Dolersi, Ramaricarsi, ma si dice più 
part. del guaire del cane quando è 
rinchiuso. Friggere, dicesi il guaio- 
lare de* fanciulli. V. Mussir. 

Musica, s. f. Musica. La scienza della 
proporzione della voce e de* suoni. 
Le voci che si riferiscono alla mu- 
sica le quali sono volgarmente note, 
sono le seguenti, che si dividono per 
riguardo al loro significato in tre classi, 
a seconda che esprimono, operatori, 
operazioni o cose attinenti alla mu- 
sica. V. Stromént. 

OPERATORI 



DELLA 

Accordadòr. . 

Arpista . . • 

Artista . . • 

Bariton . . . 

Baritonèll . . 

Bass cantant . 

Buff . . . . 

Cantant . . • 

Cantanta . . 



MUSICA. 

. Accordatore. 
. Arpista.. 
. Artista, 
. Baritono. 
. Baritono tenore. 
. Basso. 
. Buffo. 
, Cantante. 
. Cantatrice, Can- 
tante, 



128 



MU 



MU 



Canlor . . . 


Cantore. 


Colar la vósa 


, . Colar la voce 


Capcorisla . . . 


MagiscorOj Cori- 


Colorir . . 


, , Ombreggiare. 




magistro. 


Compagnar. 


. . Accompagnari 


ContralC. . . . 


Contralto. 


Compagnar a 


0- 


Gontraltén . . 


. Contratenore. 


fèccia . • 


. . Andare a ord 


Gontrapon lista. . 


Contrappuntista. 


Crèsser . . 


. . Crescere. 


Copista . . . 


, Copista. 


Dar la battuda 


i . Riporre in ha 


Corista . . • 


Corista. 


Filar 'na nota 


. . Filare un sui 


Fabricator da or- 




Fiorir . . 


. . Fioreggiare, 


ghea .... 


Organaro. 


Gorgheggiar 


. . Gorgheggiare, 


Falsètt .... 


Falsetto. 


Improvvisar. 


. . Suonare o La 


Flautista . . 


Flautista. 




a libro. 


Méster d' capela 


Maestro di cappella 


Intonar . . 


. . Intuonare. 


Méster d' musica. 


Maestro di musica. 


Instromentar 


. . Instrumentan 


Méster d' violoa- 




Instromentaziòn . Instrumentazt 


zeli . . . 


Violoncellista. 


Passagg da un ton 


Mezz sopra Q . 


Mezzo soprano. 


a r alter. 


. . Passaggio. 


Musicaut . • . 


Musicante, Suona* 


Pontar la parta . Puntare. 




tore. 


Preludiar . 


. . Preludiare. 


Oboista .... 


Dolzaista. 


Recitar • . 


, . Recitare. 


Organista , . , 


Organista. 


Ridur . . 


. , Ridurre. 


Pianista. . . . 


Pianista. 


Scordar . . 


. . Scordare. 


Sonadòr d' con- 




Sforzar la vòss 


i . Forzar la vo 


trabass . . , 


Contrahassista? 


Slargar . . 


. . Allargare il t 


Sonadòr de viola 


Suonatore di viola. 


Sonar . • 


. Suonare. 


Sonadòr d' fagott. 


Suonatore di fagotto 


Staccar . . 


. Staccare. 


Sopràn .... 


Soprano. 


Stonar . , . 


, . Stonare. 


Tambòr. . . . 


Tamburino, 


Stonaziòn . 


. . Stonazione. 


Tenor .... 


Tenore. 


Strénzer. . , 


. Stringere. 


Timpanista . . , 


Timpanista. 


Trasportar da 


un 


Tiramànes . . . 


Tiramantici, Leva 


ton a l'alte 


p . Trasportare. 




mantici. 


Trillar . . , 


. Trillare. 


Trombetta • . . 


Trombetta. 


Variar . . 


. . Variare. 


Violinista . • . 


Violinista. 










COSE ATTINENTI 


OPERAZIONI 


ALLA 


MUSICA. 


DELLA 


MUSICA. 


A . . • • < 


. Aiamirè, La. 


Accordar . . , 


Accordare. 


Academia . . 


. Academia. 


Andar a temp. . 


Andare a battuta. 


Accordadura . 


. Accordamento. 


Andar la vósa in 




Accordi . . . 


. Armonia, 


canlén'na . . 


Affuocare, Arrocare 


Adasì. . • . 


. Adagio. 


Arcada .... 


Arcata. 


Agilità d' vósa 


. Agilità di voù 


Archeggiar . • . 


Archeggiare. 


Agita. . . . 


. Agitato. 


Arpeggiar . . . 


Arpeggiare. 


Aiamirè . . . 


. Aiamirè. 


Batter el temp . 


Far la battuta. 


Alegher . . . 


. Allegro. 


Calar 


Calare. 


Andant . . . 


. Andante. 


Cant a du . . . 


Cantò alternativo. 


Andantén . . 


. Andantino. 


Cant Ambrosiàn . 


Canto ambrosiano. 


Aria .... 


. Aria. 


Cant fèrem. . . 


Canto corale. Canto 


Arietta . . . 


. Arietta. 




fermo. 


Armonia. . . 


• Armonia. 


Cantada. . . . 


Cantata. 


Arpègg . . . 


. Arpeggio, Ar 


Cantar .... 


Cantare. 




giamento. 



MU 



MU 



429 



musica . 



vósa 



fiattuda • 

Bemoìì . 

Bequader 

Biscroma 

Breva. • 

Cabaletta 

Cadenza. 

Caotabìl . 

Caotileoa 

Caprixi . 

Carta da 

Cartela 

Cavada d' 

CaTadéo'na . 

Cefautt 

Ciava. 

Colorit 

Còma. 

Composiziòn 

ContrapoDt. 

CoQzert • 

Conzertéo 

CoDzertòn 

Coral. • 

Corda . 

Coro . . 

Corp d* Tósa 

Cresseot. 

Croma . 

Diesis . 

Diesis enarmoDicb. 

Do . . 

Dodicipola 

Duett. • 

Eco • • 

Fa . . 

Fantasia. 

Feffaut . 

Fermada 

Final. . 

Flaatà . 

Foga . • 

Gesoreutt 

Gorgbègg 

Grupp . 

Gruppètt 

lotervall. 

Instronaent . 

La . . 

Largh • 

Largbètt. 

I^Dga . 

Maestòs . 



Battuta. 


Marcia . 


. . • Marcia. 


BemmotU. 


Mezza battuda. . Pausa. 


Bequadro. 


Mi. • • 


. . .Mi. 


Biscroma. 


Minima • 


. . . Minima. 


Breve. 


Morend . 


, . . Morendo. 


Cabatetta. 


Molètt . 


. . . Motetto. 


Cadenza. 


Motiv . 


. . . Motivo. 


Cantabile. 


Mudaziòn dia vósa. Mutazione della 


Motivo. 




voce. 


Capriccio. 


Nonùpola < 


, . . Nona. 


Carta di musica. 


Nota . . 


, . . Nota. 


Cartella. 


Opra . • 


, . . Opera. 


Cavata di voce. 


Oratori . 


. . . Oratorio. 


Cavatina. 


Orcbestra 


, . . Orchestra. 


Cefautte. 


Oreccia . 


. . . Orecchio. 


Chiave. 


Ottava . 


. . . Ottava. 


Colorito. 


Parta. . 


. . . Parte. 


Comma. 


Partimènt , 


. . Partitura. 


Composizione. 


Partidura 


, . . Partitura. 


Contrappunto. 


Pastorala . 


. . Pastorale. 


Accademia. 


Pausa . , 


, . . Pausa. 


Concertino. 


Pezz . . 


. . . Pezzo. 


Concertone. 


Pian. . . 


. . Piano. 


Corale. 


Pianissim . 


. . Pianissimo. 


Corda. 


Porlamenl^d 


• vósa. Portamento di voce 


Coro. 


Potpuri . ' 


. . . Miscellanea musi- 


Corpo di voce. 




cale. 


Crescendo. 


Preludi . , 


. . Preludio. 


Croma. 


Proèuva . 


. . . Prova. 


Diesis. 


Quarta . . 


. . Quarta. 


Diesis enarmonico. 


Quartèlt. 


, . . Quartetto. 


Do. 


Quinta . . 


. . Quinta. 


Duodecima, 


Quintètt. . 


. . Quintetto. 


Duetto. 


Re . . 


. . . Re. 


Eco. 


Recitativ. , 


. - Recitativo. 


fa. 


Riga. . . 


. . Riga musicale. 


Fantasia. 


Righi. . 


. . Rigo. 


Effautte. 


Ripos. • , 


. . Riposo. 


Corona. 


Ritoroell . 


. . Ritornello. 


Finale. 


Romanza 


. . . Romanza. 


Flautato. 


Salt . . , 


. . Salto. 


Fuggita. 


Scala. . . 


. . Scala. 


Gesolreutte. 


Sign . . . 


. . Segno. 


Gorgheggio. 


Semibiscron 


la . . Semibiscroma. 


Gruppo. 


Semibreva 


. . . Semibreve. 


Gruppetto. 


Semicroma . 


. . Semicroma. 


Intervallo. 


Semiminimi 


ì . . Semiminima. 


Instrumenti. 


Semitòn. 


1 . . Semituono, 


La. 


Serenada 


. . . Serenata. 


Largo. 


Sesta . . 


, . . Sesta. 


Larghetto. 


Sestén'na . 


. . Sestina. 


Lunga. 


Sestèll . 


. . . Sestetto. 


Maestoso. 


Settima . 


. . . Settima. 



450 



MU 



Si. .... . Si. 

Sinfonia. . . . Sinfonia. 

Sol Sol. 

Solfò Solfa. 

Solfeggiar . . . Solfeggiare. 
Son . . . . • Suono. 
Solfègg .... Solféggio. 
Sonada .... Suonala. 
Sooor .... Sonoro. 
Sord ..... Sordo. 
Spazi. .... Spazio. 
Sunghette . . . Stanghetla. 
Stretta ... 1 Stretta. 
* Stroment . . . Slrununii. 
Temp .... Tempo. 

Terza Terza. 

Terzètt .... Terzetto. 

Trill TriUo. 

Tripola .... Tripla. 
Undecima . . . Undecima. 
Variaziòn . . . Variazioni. 
Vósa ..... Voce. 
Yolada .... Volata, 

Musica, s. f. T. di Vel. Sibilo o fi- 
schio. Malattia che consiste in un ru- 
more anormale disaggradevole che l'a- 
ria produce nel suo passaggio pei con- 
dotti respiratori tanto nell' entrare 
quanto nel sortire dalla bocca del ca- 
vallo. Corneggio, vizio redibitorio del 
cavallo, che credo sia la malattia del 
sibilo nel più forte della sua violenza. 

Musica balorda. Smusicota e scherz. 
Musica di galli. Musica sgraziata, di- 
sarmonia. 

Batter la musica. Regger la musica. 

Dir 'na cosa in musica. Dire una cO' 
sa in lettere di scottola , in lettere 
maiuscole. 

Ve longa sta musica. L'antifona è 
più lunga del sa/mo. Dicesi quando 
ci si ripeta una cosa nojosa o molesta. 

Semper cla musica. Sempre la canzo' 
ne, la favola dell' uccellino, 11 ripeter 
sempre le medesime cose. 
MusicXnt. Suonatore della banda mili- 
tare. 

MusicXnt MusicH. s. m. Musico. 

Che sa la scienza della musica, vale 

anche Castrone, co more evirato. V. 

Méster d' musica e Sonador. 

Musicòn'na. Musicane. Grande musica. 

MusòN. s. ui. illusone. Che fa il muso, 



MZ 

Che imbroncia per|poco. Hasoné, ta* 
le anche Gran muso. 

Hussìr. att. Gagnolare, Guaire, Figwh 
lare. Miagolare, Nicchiare. Dolerii, - 
rammaricarsi, e dicesi delle persone. ^ 

Mussola s. f. Mussoh, Mussolino, Mus- ^^ 
salina. Sorla di tela bambagina cod ^ 
detta dalla città di Mossul, d'ondeh ^^ 
prima portata in Europa. ^ 

Mussola batìs. Mussalo batistato. Mas- ^ 
solo imitante la tela batista. y 

Mussola in lana. Zinetto. 
Mussola stampada. Mussolino stanh 
pato. 
Mussola telada. Beatiglia, Mussalo 
velato. Mussolino finissimo. 

Mustacg'. s. m. Mustacchi, Basette. T. 
Barbis e Bàfi. 

Mutergnòn. s. m. Chetane, Dicesi per 
dispregio di persona che parli pochii* 
Simo. Musone, chi fa i fatti suoi està 
cheto. Soppiattone, uomo segreto e 
finto. Fognane, scaltro che si finge 
semplice. 

Mùteria. 8. f. Faccia severa. ( Pez. ) Mur 
so. Cosi per ischerno si dice al viso 
umano. Ceffo. 

Mutt. s. m. Muto, Mutolo. Colui che 
non parla per essere sordo dal nasci* 
mento, o impedito in altra guisa dal* 
la favella. Dicesi Elingue chi è mutolo 
per mancanza di lingua. 

MuTTA. s. f. Lira mvojarda. Ha cono 
fra noi pel valore di centesimi qua- 
ranta. 

A LA MUTTA. Di dieta, alla sorda. 
Tacitamente. 

MzADER. s. m. T. d'Agr. Mezzajuolo. 
Contadino per lo più capofamìglia che 
lavora un fondo altrui con parte an- 
che di capitali proprii, e divide col 
padrone i ricolti e gli utili del fondo. 
Luogajuolo, dicesi chi lavora un pò* 
dere altrui altro da quello ove abita. 

Mzadrìa. s. ^. Mezzadria, (Voce d'us.). 
Contratto pel quale si alloga al conta- 
dino un podere perchè lo coltivi e ne 
divida i prodotti col padrone. 

MzÀN. s. m. Mezzano. Mediatore, che 
tratta negozio tra T una persona e T al- 
tra. Diccsi anche per ruffiano. 
MzÀN. s. m. T. di Vet. Mezzani. Cosi 
chiamansi quei denti incisivi che tro- 



I MZ 

▼ansi fra i picozzi e ì cantoni da un 
lato e dall'altro. Nel cavallo sono uno 
per parte, ma nei bovini sono due 
per parte, laonde i più vicini ai pi- 
eoui diconsi primi mezzani e i due 
più vicini ai cantoni secondi mezzani. 
MzÀN. add. Mezzano. Mediocre. 

MziiiA. 6. f. Mezzana. Quella corda del 
violino accosta al cantino. 

MzAiiéLL. 8. m. T. dì Gacc. Quagliere, 
V. Quajaroèul. 



MZ 



431 



MzANÉN. s. m. Mezzanino. Mezzado. Ca- 
mera d'inferior piano. V. Ciold. 

MzÉN MzéTT. 8. m. Mezzetta, Mezzet" 
tino. La metà d'un ÌM)ecale. 

MzéN*Nà. 8. f. Mezzina, Mezzana, Lar- 
done. V. Grass. 

MzÉTTA. 8. f. T. di Gualch. Mezzetta. 
Sorta di pajuola composta dì un mi- 
nor numero di fili di ordito. 

MzùL. s. m. Mezzule, La parte di mezzo 
del fondo dinanzi d'una botte, dove 
8' accomoda la cannella. 



1SS 



N 



NA 

N. s. m. Enne. La duodecima lettera 
dell' alfabeto italiano. Come lettera du- 
merale valeva 90, e eoa sopra una 
lineetta orizzontale, 90mila. 

N, N. Enne Enne, Modo di indirizzo 
a persona della quale ignorisi il no- 
me, ma si conoscano altre personali 
qualità. "* 

N. Sincope di Non. Avverb. di ne- 
gazione. 

N'iN poDÈR pu. Non bastar più te 
forze. 
'Na. Pron. f. Sinc. di Una. 

'Na cavala, 'Na ciavA. Una cavalla, 
— Una chiave — ecc. 
Nà. add. NatOj da Nascere. 

NA DOP LA MORTA d' SO PADER. PO' 

slumo. 

Nà e spudà. Nato fatto. Somiglian- 
tissimo. 

Nà prima. Anzinato. 

Nà prima del so TÈMP. Abortìvo, Crea- 
tura nata prima dei tempo naturale. 
Nacri. s. f. Castagnette. (Frane.) V. 

Gnacra. 
Nadal. Natale, Pasqua di Natale o dì 
ceppo. La solennità del nascimento 
di N. S. È anche nome proprio. 

Nadal mazza l' nimal. San Tome 
piglia il porco per i pièj cioè per 
Pasqua di ceppo è il tempo oppor- 
tuno per scannare il porco. 

Far nadal. Far pasqua di ceppo, 
Nadalén. Natalino j dim. del nome pro- 
prio Natale, e nome di persona nata 
il dì del natale. 
Nader. s. m. T. d'Ornit. Anatra, Ani- 
tra. Uccello acquatico domestico assai 
noto. V Anas domestica di Linn. 

Nader da ciam Anatra allettajuola. 

Nader garganèll. T. d'Ornit. Alza^ 
vola. Sorla di anatra più piccola del 
germano, delta da Linn. Anas crecca* 



NA 

Nader marén. T. d'Ornit. Germano, 
(B. L.) — Collo verde. — Uccellf 
notissimo di passo che vola da' fiu^ 
agli stagni^ e che dà buona preda al* 
la caccia. É V Anas boschas di Linn, 
V. Palòt, Rochètt e Savarén. 
Nader muti. T. d'Ornit. Anitra A* 
Barberìa. Specie di anitra ornai eo« 
mune tra noi,^ la cui voce è debole o 
non si sente. £ V Anas muschata A 
Linn. 

Nader salvàtegh. T. d'Ornit. Ger* 
mano minore, — Anatra sai valica. — 
L' Anas boschas varietas ferm de' Si- 
stematici. 
Nadiccia. s. f. T. de' Mugn. Nottola éit 
palo. Grosso pezzo di ferro simile adt 
un martello a due penne nel cui OO'' 
chio s' impunta il palo da mulino, e 
sulle cui estremità posa l'occhio dd 
coperchio del mulino che essa fa gi- 
rare e regge. 
Nadra. s. f. Anitra. — Anatra. Ani- 
trella, Anitrina, dimin. Fig. Gamba* 
scia. — Donna nana e sbilenca. 
Nadrén. s. m. Anitrino. Pulcino dell'a- 
nitra. 
Nadrott. 8. m. Fig. Nanerottolo. Perso- 
na piccola bilenca, o che va don- 
doloni. Sconciatura. 
Nafràgg. s. m. Naufragio. Frangimenlo 
affondamento di navi per tempesta. 
Nan. add. m. Nano. Si dice di frutte 
ed anche d'altre cose che non arri* 
vano alla loro naturale e convenevole 
altezza o grandezza. Gallina nana, 
Fico nano, ecc. .— Terragnolo — di- 
cesi un albero che poco si alzi col 
cappello. 
Nana. s. f. Nana. Donna mostruosa per 
piccolezza. 

Nana. Nanna. Voce usata dalle ba- 
lie quando nel ninnare o cullare i 



oi cogliono farli addormeDiarey 

lo DÌDQa oaooa e volg. (fa la 

ei me putién fa ninm, ecc.^ 

A k NANA. Andare a nanna. 

e a dormire. 

LA II AiiA. Dormire» 

LA NiNA NANA. Fare ti nanni. 

•si goffo. Altrim. Cullare. 

AVER LA NANA. EsSCr bolsO. £ 

di cavallo o simile. 
Yemmeno, V. Gnan e Gnanca* 
y Nancòra. M. Cont. Aon aneo* 
Ton per anche. Non anche. 
, s. m. Anchina, oppure, Tela 
ìa, V. Lanchéo. 

(anétt. 8. m. Nanino, Naneito, 
Al. di Nano, Nanerello. 
ET. Cecino. Nome vezzeggiativo 
dà ai Maciulli. Carino. 
B. m. Nanerellos NaneroUolo. 
di nano. 

D DE MI NANòN. PcrdicoH, Corpo 
norOj Deddina. Modi esclama- 

f. Nasone, Nasorre — Nasaccio. 
'OSSO oaso. V. Canapa. 
6. m. Napello. V. Acònit. 
• m. T. di Bot. Lappola. Erba 
isce lungo le strade, e i cui 
armati d'uncinetti s'appiccano 
mie agli abiti di chi vi si ac- 
Credo sia lo Xanlium struma^ 
di Linn. 

f. Napoleone. Nome proprio. 
LEON. 8. m. Napoleone d'argento. 
LEON D*OR. Napoleone d'oro» 
da 20 franchi. V. Maringhén. 
N. s. m. Napolitano, e T. de' 
u Biscotto calabrese. Sorta di 
pane di pasta soda. 
NA. s. f. T« di Giuoc. Verzico» 
erzigola napoletana. L'asso, il 
1 il tre dello stesso seme, 
s. m. Arancio. La pianta. Aran- 
frutto. Melarancio, Melarancia, 
slmile alla mela e di color ran- 
. Limòn e Portugàll. 
>A. s. f. Aranciata. Colpo d'aran- 

lA. s. f. Aranciera. — Stanzone, 
'batojo luogo, dove si custo- 

gli aranci ed altre specie di 

1 durante l'inverno. 



NA i55 

Nammz^. i, m« Arancino. Piccolo jt- 
rancio. 
Naranzòn. add. m. Aranciato. — Ran- 
cio, Ranciato, Arancio. — Di color 
d' arancio. 
Narascòit. 8. m. T. de' Squer. Piatta. 
Barca di fondo piano che serve a na- 
vigare ne' bassi fondi. 
Naròncol. s. m. T. Bot Rosellina di se- 
me. Pianta che si coltiva ne' giardini 
per dar vaghezza ai parterre co' suoi 
fiorì. E il Aoniincti/tis asiaiicus vul- 
garis Linn. 
Narzìs. 8. m. T. Bot. Narciso. Il Nar- 
cissus tazzetia di Linn. Fior noto di 
cui si conta quello del Giappone, il 
doppio, la bella donna, il sanguigno, 
quello a campanelle, il marin-», il su- 
perbo, il jacobeò ecc. ecc. sino a più 
di iOOO varietà tra scempi e doppi. 

Narzìs matt. T. Bott. Narciso so/ihi- 
tico da prati. Narciso a tromòa. 
Specie di narciso che fiorisce prestis- 
simo, sin dai primi giorni di marzo, 
che ha un sol nore assai grande, gial- 
lo, campanulato e poco oidoroso. É il 
Narcissus pseudo nareissus di Linn. 

Narzìs, Narzisén. Fig. Sninfio. Caca- 
zibetto, zerbino. Giovinotto affettato. 
Nas. s. m. Naso. Parte nota della fieiccia 
che si compone di 

Bus Narici. 

Montada* . . . Gobba. 
Nèrev .... Muscoli alari. 

Oss Dorso, Spina. 

Partidi .... Pinne, Ali. 

Péj Vibrissi. 

Penta Moccolo. 

Trameza. . . . Setto. 

Nas. s. m. Guardanaso. Specie ^i 
maschera che cuopre e rìpara il naso. 

Nas. 8. m. T. de' Gett. di Car. Den- 
te. La parte della matrice ove si fer- 
ma la punta delia molla. 

Nas AQUiLÉN. Naso aquilino. Naso ar- 
roncigliato o a becco d'aquila. 

Nas arblà. Naso rincagnato. Fatto a 
guisa di cagnuolo, o simile al fagi- 
uolo. 

Nas ben fatt. Naso affilato, Proffl- 
lato. 

Nas bottlòs. Naso a bitorzi. Naso 
tutto coperto di bottoncini. 

9' 



iU 



NA 



Nas che guarda *la gloria. Naio ar- 
riccialo. Naso volto air insù. 

Nas di cavaj. Froge. La pelle ester- 
oa delle narici del cavallo. 

Nas dl' elom. Naso. La parte che ri- 
leva sul cucuzzolo dell'elmo. 

Nas pontù. Naso appuniato. Acuto, 
puntuto, puntaguto. 

Nas rampinà, fati a merletta. Naso 
adunco. Che piscia in bocca, a simi- 
litudine del becco della civetta. 

Nas scAvizz. Naso infranto. Naso ar- 
cionato che ha il soprosso infossato. 

Nas schìzz. Naso schiacciato. Camu- 
so, camoscio. Simo, la persona che 
ha il naso camuso. 

Andar al nas. Dar nel naso. Sentir 
cosa che dispiaccia, oppure odore che 
disgusti. 

Argb*gnar el nas. Far la bocca tnuci' 
da. Quell'atto pel quale si raggrinza 
in un solo le labbra e si accostano al 
naso. 

Aver bon nas. Essere odorista, cioè 
dìscernitore di odori. Fig. — Aver 
buon occhio. — Essere giudizioso, sa- 
gace. 

Aver el nas in t'el mostazz. Aver 
buon naso, come dicevano i latini. — 
Esser uomo di tutta botta, Essere de' 
primi della pezza. 

Aver el nas sarA. Aver il naso in' 
tosato. Chiuso, serrato da sostanze 
mucose. i 

Aver la gozza al fiks. Aver l'acqua 
al naso. Gocciolar il naso per infred- 
datura o altro. 

Bagnar el nas a tutti. Far la barba 
a chi si sia. Tener il bacile alla bar- 
ba di qual si sia. Por piede innanzi. 
Sopravanzare, superare. 

Colar el nas* Aver il naso zampil- 
lante. Patir coriza. 

Dar del nas a tutt. Puzzare t fiori 
di melarancio. — Far dello schifo. — 
Mostrarsi schifiltoso di tutto. 

Gnir la mosca al nas. Stizzirsi. Mon- 
tare in collera, venir la muffa al naso. 

Metter el nas da per tutt. Metter 
le mani in ogni intriso. Ingerirsi in 
ogni cosa. 

Mnar pr'el nas. Menare o pigliar 
pel naso. Si dice figurat. per abbindo- 



NA 

lare, aggirare, carrucolare, trs 
re, ingannare. 

Parlar in t'el nas. Parlar i 
Favellare in modo che si prò 
per così dire col naso, e non 
gola. Cleostoma chi parla nel e 

Ranz'gnar el nas. Arricciare j 
grinzare. Torcere il naso, 1 
d'avere alcuna cosa a sdegno^ 
maco, e stizzirsene. 

Restar li con tant d* nas. Rii 
restare con un palmo di nasi 
tanto di naso. Rimaner con da 
colle beffe di cosa sperata e ne 
seguita. 

Sarament d' nas. Intasamento, 

Senza nas. Dinasato, 

Taìars el nas pr' insanguonars ] 
CA. Castrarsi per far dispetto al 
glie. Darsi della zappa nel pied 
d'altri tal cosa che torni a vei 
di chi la dice. 

VoÉujA d' nas. Nasica. Naso | 
e brutto. 
Nasada. 8. f. Fiutata. Odoramento, 

Nasada. 8. f. Nasata. Colpo di 

Nasada o Mortificaziòn. Nasa^ 
pulsa, negativa con rlprensi 
maniera sgarbata. 
Nasadén'na. s. f. Fiutatina. Piccolo 
leggiero odoramento, e fig. Ripn 
Nasar. att. Odorare. Annasare, s 
r odore delle cose nel naso. Fii 
attrarre l'odore col naso; ma 
delle bestie più d'ordinario che 
uomini. 

Nasar el tabacch. Prendere. 1 
usare tabacco. 
Nasàr. s. m. T. degli Org. Na 
Registro d' organo di canne ad f 
cosi detto dal suo suono nasale 
Nasars. Figurat. Amarsi, Andar o 
cardia. Andar d'accordo. 

Nasars a mus a mus. Ammusar 
cesi degli asini quando s'ioco 
r un. con l'altro col muso, coi 
atto di baciarsi, o di fiutare. 
Nasascatli. s. m. Frusone. Chi 
senza prò intorno alle donne. 
Nasazz. s. m. Nasaccio. Napaccic 

giorat. di naso. 
Nascondili, s. ra. Nascondiglio, 
da nascondersi. 



NA 

.L. s. m. T. de* Capp. iVaso. Cosi 
per analogia reslremità ante- 
deli' asta dell'arco da accordel* 

pelo. 

.L. s. m. T. de' Fabbri Ferr. 
heUo. Quel ferro nel quale en- 

saliscendo e T accavalcia, per 

r uscio. 

-L. s. m.T. d'Ittioli iVaseWo. Sorla 
ce assai buono comune nelle 
;ettentrionàli del mediterraneo. 
ferlucius sinnatus di Swainson. 
.u s. m. T. de' Strac. Appicca- 

L' occhio della estremità del 
) del pettine pel quale si ap- 
esso contro il bancs nello sfi- 

filaticcio. 
Ih A CAVALÈTT. T. degli Occh. 

a K. Quella parte degli oc- 
eoo tempiali che posa sul naso 
a sola parte. 

x A DO. T. degli Occh. Na- 
i X, Dicesi di quegli occhiali a 
ili che si applicano sul naso da 
le relative parti. 

LL DEL TIOLÉN. NaSCllO, SpCcle 

ccuccio all'un de' capi dell'ar- 
da violino, in cui son confitte 
)le. y. Archètt da violèn. 
LL BLA STELA. T. degli Orivol. 
no della stella. Parte della ri- 
ne che trattiene lo scatto della 
del tempo, 
j. m. Nasino, Nasello, Piccol 

s. m. Nasetto. Piccolo naso, ma 

inche — - Piccolo monachetto o 

to. 

TT. s. m. T. di Cart. Leva, Boc 

, Bracciuolo. Legno che mosso 

bero della cartiera percotendo 

elio preme la stanga de' mazzi 

he lavorino nelle pile. 

rr dl'archétt. V. Nasèll. 

>i MARTEi. T. degli Oriv. Noto- 

}ue' denti del rocchetto che dan 

1 martello delle ripetizioni. 

. m. Nasone. Grosso naso. Na- 
j brutto naso per deforme gran- 
Nasuto, è nome di chi ha 
laso. Nasaggine, modo scherz. 
e ad uno che ha gran naso. 
!>i, ce' PARA 'na tega d' peyròn 



NA 



13» 



DE SPAGNA. Naso G petronciùno. 11 pe- 
ironciano è la nostra Marinzàna, V. 

Nasòn d' Modna. Scudo di Ercole III 
d' Este. 
Nasonòn. 8. m. Napaccia. Naso sperti- 
cato che hanno talora certi nasutissimi. 
Nassa, s. f. T. de' Pese. Nassa. Cestella 
rete da pescare che abbia il ritroso 
(arbòcch o ingànn). 
Nàsser. att. Nascere. Venire al mondo, 
ed anche in senso di apparire, deri- 
vare, scaturire, sorgere ecc. V. sotto. 

NissER. att. T. de' Setaj: Sfarfal- 
lare. Forare il bozzolo ed uscirne fuori 
i bachi da seta divenuti farfalle. 

Nàsser con la scoffia. Nascere col' 
V amnio o corto, secondo gli anato- 
mici, e fig. Nascere vestito. — • Nascere 
colla celata. Nascere in grembo a Gio- 
ve. — Nascere fortunato. 

Nàsser el sol, la lòn'na. Sorgere. 
Levarsi, nascere. 

Nàsser il beghi. T. de' Bigatt. Schiu- 
dersi l'ora. Avvenire la naseenza de' 
bachi. 

Nàsser il castagni. Impiolire. 11 na- 
scere delle castagne per troppo riscal- 
damento. 

Nàsser l'acqua in t'un sit. Scatu^ 
rire. Rampollare. 

Nàsser la sménta. Tallire. Germina- 
re, incominciare a vegetare nelle ri- 
poste. 

L'ha ancora da nàsser coll'. Non 
c'è esempio che. Non s* è mai più 
veduto alcuno che. 

Per tott coll ch' possa nàsser. A 
cautela. Per buon governo. Per buon 
rispetto, A buon essere. Per precau- 
zione. 

Tornar a nàsser. Eiììascere, 
Nassita. s. f. Nascita, Nascimento. L'at- 
to e il tempo del nascere, ma Nasci- 
ta non si dice che di animali ragione- 
voli : Nascimento dicesi non solo delle 
persone ma di qualunque cosa ancora. 

Nassita. s. f. Fig. Prosapia. Discen- 
denza, parentela. 
Nassù. V. Nà. 

Esser nassù la nota d' san Vidal, 
LA NOTA ch' nassa I Locco. Esserc bat- 
tezzato in Domenica. Essere uno sci- 
pito, uno scimunito. 



456 



NA 



I^ASTEiu fl. m. Nastro. Tela tessuta io 
guisa che doq passi la larghezza di 
alcuni pollici. — Fettuccia. — V. Ta- 
rala* 

Nastee doppi. Nastro a ducj quat' 
tro, sei staffe. 

GuARNiziòiv d' naster. NostHera. Or- 
na mento o intrecciatura di nastri. 

Nasto. T. Furb. Tabacco. 

Nasturzi, s. m. T. Bot. Nasturzio, Si» 
simhrù. Erba di sapor agretto, il cui 
seme è simile alla lente, ed è comu- 
ne ove scorre T acqua. É il Sisym- 
brium nasturtium Linn. 
Nasturzi da ort. s. ra. T. Bot. iVia- 
sturzio ortense. Pianta ortense che 
usasi per le insalate. È il Lepidium sa» 
Hvum Linn. Cosi dicesi anche il Car- 
damino, o Tropoeolus majus Linn. 
Nasturzi. Scherz. Sninfio. V. Gingén 
e Narzis. 

Rasupur. att. Annusare* Prender tabac- 
co di frequente. 
Nasuplar. att. Braccare. Cercare da 
per tutto, spiare, braccheggiare. 

Nasuplòn. s. m. Tab€teehista. Che pren- 
de molto tabacco. 

Nasuplòk. Figur. Piutafatti. Che spia 
i fatti altrui. 

Nasva. V. Navsa. 

Nata. s. f. T. Chir. Cisti, Cistide, Sac- 
co, Follicolo. Cassula membranosa nel- 
la quale sta rinchiusa la materia che 
producono certi tumori detti volg. Nat- 
te. Dal grado di densità o colore che 
trovasi aver l'umbre contenuto pren- 
dono nomi diversi cioè di Meliceridi, 
Ateromi, Sleatomi, Lupie, Testudini 
ecc. Il popolo confonde talora improp. 
eolle cisti i sarcomi. V. Tumor. 
Nata. s. f. T. di Vet. Tumore cisti- 
co. Raccolta di ùo fluido più o meno 
denso contenuto in un sacchetto detto 
cistico. 

Nati. s. f. T. di Tet. Tumori scrofolosi. 
Quelli specialmente del porco. 

Natura, s. f. Natura. La forma, l'es- 
senza, la cagion delle cose. 
Ir natura. In essere. Non alterato né 
di nome. 

Natural. s. m. Naturale, Natura, Ca- 
ratiere, ma il naturale esprime il 
temperamento dell'animo e del corpo 



NA 

e non si applica che all'uomo; natw 
ra ciò che costituisce l'essere in ge- 
nerale; carattere è quasi l' impressiOf 
ne che la natura e le abitudini e g| 
affetti e I pensieri stampano neiraai- 
nia o nelle azioni dell'uomo. 
Natural Certo, Certamente, Senu. 
dubbio. Modo assertivo che usasi pisr 
denotare che una cosa va e deve aa* 
dar pe' suoi piedi. 
Par el natural. T. Pitt. NaiuraUf* 
giare. Dipingere al naturale. 
FoÈURA DEL natural. Oltre natura. 

Naturalazz 8. m. Naturaccia. Bfala in- 
clinazione che ci vien da natura. 

Naturalezza, s. f. Naturalezza. Natoli* 
lite. 

Naturaluzar. att Concedere il Uriti» 
di naturalità. Far naturale del pi^se. 

Naturalizzaziòn. 6. f Naturalità. 

Natoralment. avv. Naturalmente. Per o 
secondo natura. Senz'art^. 

Nava. s. f. Nave. Legno da navigare 3 
mare. V. Barca. 

Nava. s. f. Dogala. Specie di doeflit 
scavata per uso di far passare aopti 
altro corrente un rio o altro fli ai- 
equa, 'i 
Nava o Navada. Nave. Quella parli * 
di chiesa o d'altro edifizio, che è lm> 
il muro e i pilastri, o tra pilastro e^i 
pilastro. La nave di mezzo, le navi i 
laterali. — Navata. — Diconsi Ali i^ 
piccoli lati o le minori navate dalli -| 
chiese. s 
Nava da molén. Gorella, Doccia dii 
mulino. Canale di legno che dallo spa- 1 
gliatore riceve l'acqua che dà molai 
alla ruota del mulino. Gora, dicesi il ti 
canale che conduce l'acqua a' mulini, H 
Esser in t' na brutta nava. Essere u 
in un mar di guai. Essere tra le leu- li 
peste. Non andar le cose a seconda. - 

Navazza. T. d'Agr. Navaccia. (Mo-l 
lessi) E. y. Specie di cassa quadrigli 
lunga, con fondo concavo la quale é\ 
addatta sul carro e serve a trasportar a 
alle tinaje e ai mercati l'uva vendi-' 
miata. 

Navazzoéul. 8. m. Tinellaf Specie di 
truggolo della stessa forma della he- 
naccia, ma più piccolo. V. Bnàzs a 
Bnazzoèul. 



NÀ 

JEZOBOL. 8. m. T. de* Stov. 
io. C9S6elta con sponde e bocca 
il traogolo (samìjòt) che ser- 
solare 1* argilla sciabordata. 

ASOÉUL DA BAGNAR I QVADR6« BQ" 

aL m* T. Bot. Navone^ iVapo. Spe- 
rapa langa e sottile e di color 
È la Brasiica napus iaiiva- 
. 8. f. Doccia, Canale per lo più 
\My tinto a olio cotto, cbesi pò- 
igo l'estremo lembo della gron- 
r ricevere l'acqua piovana che 
dal tetto. Docce//a^ piccola doc* 

TTÀ. s. f. T. di Cart. Conserva, 
inetto. Specie di pila con canale 
)rta l'acqua alle cannelle. 
TTA. s. f. T. de' Tess. di Stoffe. 
9Ua. Y. Navsèla. 

TTI DA POETAR AL j' ORECd. Cam- 

e. Lunette, o cerchietti d'oro a 
cerchio, che si portano agli 

k. 8. m. JlfaQtgatore. Che fa Te- 
di navigare. V. Navigar. 
RA. 8. f . Nervo. Chiavarda che 
tra il timone e la palastra, e 
unita questa a quello. 
' (Un). T. Furb. Un anitra. 

atr. Navicare, Navigare. An- 
m nave per acqua , e dicesi pure 

il mare, prender alto mare, 
;giare, andar riva riva, navi- 
2o\ vento in filo di ruota, (fa- 
>le), viaggiar piaggia piaggia ecc. 
lìAR coNTR* ACQUA. Navigar sotto 

Aver la fortuna in disfavore. 
GAR VERS.... Far prova a.... 
ri). 

ON. s f*. Navigazione. Il naviga- 
cesi Navigazione d* altura, quel- 
vasti mari. Navigazione di co^ 
, quella lungo le coste del ma- 
tbotaggio, navigazione lungo le 
del mare da capo a capo, ò da 
a porto. 

s. m. Fosso naviglio» Fosso na- 
ie o navigante. Canal naviglio. 
ì. m. T. Bot. Navone. V. Navèll. 
^N SALYÀTEGH. T. Bot. Càrdaittm- 
. Nasturzi. 
• f. Nausea» Disgusto di una co- 



NÉ 



i31 



sa giunto all'eccesso. Anoressia, T. 
Med. Conturbazione di stomaco. 
Far navsa. Nauseare. Dar nausea. 

Navsbars bl stomegh. Fastidiarsi lo sto- 
maco. 

NAVsàiA. s. f. Navicella. Vaso a fòggia 
di nave, e propriamente quello dove 
si tien l'incenso da porre nel Curri- 
bolo. 

Navséla. 8. f. Panetto affusato. Pa- 
netto chiamato da noi Navsèla dalla sua 
forma simile alla spola de' tessitori. 
Navsèla da tsader. Spuola, Spola. 
Sirjumento di legno a guisa di navi- 
cella, ove con un fuscello detto Spo* 
letto si tiene il cannello del ripieno 
per uso del tessere, facendolo passare 
tra i fili dell'ordito. Ha: 

Bus Maglietta. 

Ferr Spoletto. 

Ponti Punte. 

Rampén. . • • Gancetto» 
Sguanzi .... Guance. 
Spoèula • . • . Cannello» 
Svoèud • . • • Camera» 
Navséla pr* el tabacgh. Paletta a 

. beccuccio f Arnese per lo più di rame 
col quale dalla bilancia si vuota il ta- 
bacco nelle tabacchiere. 

NAVTéN. s. m. Catnpanelline d'oro, che 
si adoprano per lo più a forar gli 
orecchi ai fanciulli. 

Navtòn da portar all'jorecci. Campa- 
nelle. V. Navètti. 

Naziòn. s. f. Nazione, Popolo. Ma la 
nazione è il tutto, il popolo la parte; 
ed è uno degli ordini della nazione. 
V. Popol. 

Nazional. add. con. Nazionale» Appar- 
tenente alla nazione. 

Ne. pron. Ci, Ne, A noi, come per es. 
El ne pias. Piace a noi. Ne piace 
ci piace. 
Né. Né. Particella negativa. 

Né POC, NÉ MICA, NÉ BRISA. Né pOCO, 

né punto, né cica. 

Né pu né men. Né leva più, né pò» 
ni. Non aggiungere e non levare. 

Ne! Ehi/ Interjezione d'interroga- 
zione e d'indignazione. V. Neh! 
Neri. s. m. T. Bot. Ebbio, Ebulo. Spe- 
cie di frutice puzzolente, che fa i fiori 
e le coccole quasi slmili al sambuco. 



^5s 



NE 



È il Sambucus ebu(us di Linn. 

Nebu. s. f. Nebbia, Vapor denso e umi- 
do che esce dai fiumi, stagni e palu- 
di, la quale è a modo d'un fumo. 
Nebia. 8. f. T. d'Agr. Picchiola, Ma- 
lattia che danneggia gli agrumi i quali 
restano come vajuolati. 
Nebia del &ran. Ruggine, Volpe, 
Golpe, (Mol. ). Malattia che guastale 
hlade. 

Nebia di frutt. Afa, (Mol.). Arsura 
che fa raggrinzare i frutti ovunque 
son stati tocchi dalla nebbia. 
SiT soGOETT ALLA «EBIA. Luogo an- 
nebbiato, cioè Soggetto alla nebbia. 

Nebià. add. m. Annebbialo, Dicesi del- 
le biade guaste e raalconce dalla neb- 
bia , intristite. Afule, diconsi le frutta. 

Nebiar. att. Annebbiare, Coprir con neb- 
bia. E dicesi che le biade e i frutti 
annebbiano quando, offese dalla neb- 
bia, riardono, e non allegano. Arrug- 
ginire, dicesi delle foglie, le quali 
tocche dalle gocce della pioggia in 
tempo di sole, diventano macchiate 
di ruggine. 

Nebiara, Nebiazza. s. f. Nebbione, Neh' 
bionaccio. Nebbia fitta , ma alta e sol- 
levata da terra. V. anche Fumerà. 

Nebìén'na. s. f. Spruzzaglia. Pioggia 
leggiera e rara. 

Nebioéul. s. m. T. Bot. Uva corbina. Il 
frutto della \iti$ ma perampla del 
Mich. Serve a fare un vino squisito nel 
MoDferato che è celebre. 

Nebiòs. add. m. Nebbioso. Aggravato di 
nebbia. 

Neclenza. s. f. Consumazione, Disfaci- 
mento. 

Neclir. att. Estenuarsi, Disfarsi, strug- 
gersi, consumarsi, sdilinquire; dare 
in estenuazione. 

Negar, att. Negare. Dinegare, dir di no. 
Scherz. Far Pietro, abbracciare San 
Pietro. ^ 

Negar 'na cosa. Disservire. Non dare 
ciò che ne vien chiesto da chi ne ab- 
bisogna. 

Negar tott. Negare a spada tratta. 
Star sulla negativa. 

Negativa, s. f. Negativa, 

Neglisé. (Frane). Disadorno, Incolto.] 
In neglisb. Non. acconcialo. Alla buo- 



NE 

na, alla famigliare, io assetto d 
fidenza. 
Negozi, s. m. Fondaco, Telonio, , 
Quel luogo ove si vendono eoa 
bili e merci qualunque. Bottegi 
l'artigiano attende al suo lavor 

Negozi, s. m. Negozio. Fao 
traffico, affare. 

Negozi. T. Furb. Membro, 
Baccello, Pascipeco, Pennone, 

Negozi atvià. Bottega indirti 
incaminata. Che vende a ruba, a 

Negozi balord. Affaraccio. Mal 
afifore impicciato. 

Negozi desprì* Negozio spalla 
fare venuto a pessimo fine* 

Negozi desvià. Negozio sviate 
fa poche faccende. 

Negozi orb o agord. Negoziati 
fare di molto lucro. Negozio in 

Far andar un negozi. Accudì 
un negozio. Amministrarlo. 

Far negozi. Accordarsi in ut 
tratto. 
Negozi ANT. s. m. Negoziante , Met 
ma negoziante è più nobile ch( 
caute. Fondachiere, dicesi ehi 
a ritaglio panni o drappi in un 
tega. Commerciante, è ehi in j 
si da al commercio. Endicajuol 
cettatore , colui che incetta le ro 
serbarle e poi rivenderle eoo 
guadagno. 

Negoziant de strazz. T. di Car 
ciajo. 
Negoziar, att. Commerciare, Meri 

giare. Negoziare, Trafficare. 
Negoziaziòn. s. m. Negoziazione, 
ziato. Ma la negoziazione è p( 
il negoziato è mercantile, e in 
de. 
Negoziètt. 8. ra. Negoziuccio, Ne 
lo. Affaruccio, faccenduola. Neg 
piccol conto. 

Negoziètt. o bottghbtta. s. f 

teghina. Botteghetta, boltegucci 

cola bottega. 

Negoziòìy bottgòn. s. m. Boti* 

Magona. Gran bottega, gran ti 

Negoziòn. s. m. Negoziane. ^ 
gozi orb. 
Neh! Ehi/ Eh! Bada a mo, ed è 
appellativo. 



Neh! Iiiterj. di minaccia. Ehi/ E chù 
si! Fniscila! 
Mbmén. avv. Nemmeno, Ncmmanco. V. 

Gaanca. 
Neiigh. 8. m. Nemico. Nimico, avversa- 
rio. 

Nebigh affatt. Dichiaratamente ne- 
mieo. (fiart. ). 

Pars nemigh. Inimicarsi uno. 
Neiòn. 6. m. T. Bot. Anemone. V. Anè- 

mon. 
Nbo. s. m. T. Med. Neo e Lat. Nevo. 
Macchia di varia forma e grossezza 
che ci vien sulla pelle nel nascere e 
dura spesso tutta la vita. Y. Yoèuja. 

Nbo. Fìg. Neo. Piccolo difetto imper- 
feuoDcella, maccatella. 

An GB* È UN NEO* Non V* è una tac' 
cola, per dire che una cosa è pulitis- 
sima. 

An gr' è manca un neo. Mancò pO' 
co. « Poco mancò ch'io non rimasi 
io cielo > disse Petrarca in questo 
senso. 
Nepa. 8. f. T. d' Entom. Nepa cinericia. 
Insetto che abita ne* fondi limacciosi 
de' fossati e delle risaje che spesso 
riesce dannoso al riso germogliante. 
É la Nepa cinerea di Linn. ed è po- 
co conosciuta volgarmente. 
Nefunemanch. Né più né meno, 
Nìrey. 8. m. Nervo. Lo strumento del 
senso e del moto nei corpi animali ; e 
metaf. la forza, l'importanza, il mi- 
gliore di checchessia. 

Nérev. s. m. Nerbaccio. Nervo gros- 
so e secco da nerbare. 

Nérev. s. m. T. d' Agr. Pro/ime, Ca- 
vicchia che entra per un foro nel den- 
tale dell'aratro montanino, e lo tiene 
equilibrato colla bure, e serve per al- 
lungare o accorciare il cosi detto tem- 
peratojo. Quella dell'aratro composto 
dicesi Nervo o Puntello» 

Nérev. s. m. Tenacità, Dioesi de' cor- 
pi elastici che cedono ma non perdon 

or forza. 

NéREV DEL NAS. MuicoH alari, I mu- 
scoli dilatatori del naso. 

Nérev o farta del nérev. T. de' Gonc. 
Fiore ^ Buccia. La parte della pelle 
ov'è la lana: la parte opposta chia- 
masi Carne. 



t 



Artirars un mètiiEy. Àtlrapparsi un < 
nervo. 
Nervada. r. f Nerbata, Colpo di nerbac- 
cio, che ripetuto sulla persona, diccsi 
Nerbatura. 
Nervadura. s. f 7 Nervi. 11 complesso 
de' nervi, Nerbatura il nerbare. 
Aver una gran nervadura. Esser for^ 
te di nerbo. Aver forte nerbo. Esser 



Nervar. alt. Nerbare. Percuotere con 
nerbaccio ad uno le natiche reiterata- 
mente per castigo. Quest'uso barba- 
rico di punire è ornai esecrato e re- 
jetto da tutti i popoli civili, siccome 
tormento che uccide i deboli, e iofe* 
rocisce gli animosi , avanzo brutale 
delle efferate torture del medio evo. 

Nervètt e Nervtén. s. m. Nervetto, Ner- 
vettinoi Nervicciuolo, Piccolo o picco- 
lissimo nervo. 

Nervétt. s. m. Tenerume. Sostanza 
bianca e pieghevole la quale spesso è 
unita alle estremità delle ossa. Dottr. 
Cartilagine. 

Nervètt. s. m. T. Boi. Costola, Que' 
filamenti più grossi che si diramano 
dal picciuolo nel parenchima (foèuja) 
delle foglie. Nervi, diconsi i filamenti 
secondarli. Vene, i filamenti de' nervi. 
Venoline, i filamenti delle vene. 
Nervètt. s. m. T. de' Sari. Orlo fin* 
to. Sorta di costura a punto addietro 
fatta per rendere più bello e forie il 
lavorio. 

Nervètt dil j* ali di pèss. R(fggi 
spinosi, molli, articolati, ramosi. 
Quelle articolazioni che si ramificano • 
e su cui si distendono le membrane 
natatorie dei pesci. 

Nervettòn. s. m. T. di Vet. Tendine. 
V. Nervon. 

Nervi, s. f. T. de' Squer. Basti. Crossi 
pezzi di legno, che assecondando la 
curva dell'opera morta di una barca, 
e incastratine i riempimenti della ruota 
di prua, servono a questa come di 
orlo. 

Metter zo il nervi. T* de' Squer. 
Imbonare i basti. Incastrarli ne' rive- 
stimenti della ruota di prua. 

Nervòn. s. m. T. di Vet. Tendine, Chia- 
masi con questo nome una corda ro- 



140 NE 

busta 6 solida sifuata dietro lo stinco 
e formata' dalla riunione dei due ten- 
dini flessori del piede del camallo. Gan^ 
glio^ dicesi V ingorgo del detto tendi- 
ne che dagli imperiti chiamasi impro- 
priamente Nervo indurito. 

Nervòn incolX. T. di Vet. Tendine 
falso* Chiamasi il tendine dei flessori 
del piede quando è molto aderente 
allo stinco. 

Nervos. add. m. Nervoso. Pieno di ner- 
vi. 

Nervù. add. m. Nerbuto, Nerboso, Ner- 
boruto ^ Nervuto. Di grossi e forti ner- 
bi. Nervignoj che ha del nervo. 

Nespol. s. m. T. Bot. Nespolo. La pian- 
ta detta da Lixin. Mespilus germanica 
il cui frutto, che ha in sé cinque 
noccioli e un fiore a guisa di corona, 
chiamasi Nespola. 

TeMP e PAJA MÀDCniSSEN ì NESPOl. Col 

tempo e colla paglia si maturan le 
nespole. Il tempo, secondo questo pro- 
verbio, fa giustizia a tutti. 
Nessi, s. m. Nescio. Che non $r, igno« 
rante. 

Fah el nessi. Far il nescio, lo gnor» 
rt> il nonni. Fingersi goffo, igno- 
rante. 
NfitT. add. m. Netto, Pulito. V. Alitar. 

Nbtt. add. m. T. Mere. Al netto. De- 
tratti i cali le spese, o altro secondo 
i patti e le consuetudini. Senza tara. 

Nett. avv. Di netto. In un colpo. 
Tagliare di netto. 

Nett cmè un specc*. Netto come un 
bacino. Nettissimo. 

Nett d' bugadà. Di bucato, cioè non 
adoperato dopo che è stato in bucato. 

Esser nett. Fig. Non aver tacche. 
Aver la coscienza netta. 

Far un nett. Pigliar la granata. 
Mandar via tutta la servitù. 

Far un nett. Far repulisti. Far lo 
spiano. Rifinire, consumare, divora- 
re, portar via tutto. 

Dirla netta e s'cietta. Dirla fuor 
fuori, — Dire al pan pane, Chiamar 
la gatta gatta. -— Parlar nettamente, 
con ischiettezza , con lealtà. 
Nettadènt. s. m. Stuzzicadenti. Sottile 
'e piccolo fuscello, o simile strumento 
con che si cava il cibo rimasto fra' 



Né 

denti. Dicesi anche stecco , dentclfieréf 
steccadent), pizzìcadenti. 
Nettadòr. s. m. T. de* Gett Bastione, 
Rastrello. Strumento di ferro col (jot* 
le i gettatori di metallo puliscono 
bronzo dopo che è fuso nel bagno 
della fornace, ne cavano la stammia, 
e lo cacciano verso la spina aedocehè 
corra ad infondersi nella forma. 
Nettadura |)' fòren. T. de' Gett. lopp§ 
di manica. Ciò che rimane di cene- 
raccio dopo cavatone il metallo per fu* 
sione. y. Grani. 
Nettorécc*. 8. m. Stuzzieorecckt Piccolo 
strumento d'avorio o d'altra materia 
col quale si nettano gli orecchi. 
Neva. s. f. Neve. Vapor acqueo conden- 
sato neir atmosfera. 

Nbva larga cmè I STRAzz. Ncve ga* 
gliarda. Neve che fa fiocco, o cheea-, 
de a fiocca a fiocca. Neve piena. 

Neva marza. Neve tenera. Neve cbe 
presto si scioglie. 

Neva mnuda. Nevischio j Nevischia, 
Neve in minute falde. 

NiVA ROSSA. Neve rossa. Neve iflu- 
pregnata di rosso, non rara sulle alpi, 
ma rara tra noi. Esso colore e dovuto 
ad un fungo rossiccio dettò Vredonh 
valis dal Baner. 

Neva zlaoa. Neve gelata, cioè re» 
atta a reggere il piede dell'uomo e 
del cavallo senza affondarsi. 

Andar cmè la neva al sol. Consu" 
marsi come il sai nell'acqua. Consu- 
marsi una cosa prestissimo, oppure dar 
fondo al proprio avere. 

Ann da neva. Annata nevosa. 

BiANCH CMÈ LA NEVA. l?ionco quùl ne- 
ve. € Vie più che neve bianche »• 
Disse Petrarca. 

PiÉN d' neva. Nevato. Nevoso. 

QuATTER FALUPPi d' NEVA. Una fiori' 
ta di neve. 

Sott'alla neva agh nassa el pan, € 

SOTT* all' ACQUA GNANCA UN GRAN. Sol» 

t* acgua fame, e sotto neve pane. Prov. 
cont. 
Nevla. s. f. Ostia. Pasta ridotta in sot- 
tilissima falda per uso di sigillar le 
lettere, e si fa di vari colori. Cialda, 
composizione di fior di farina , la pa- 
sta della quale si fa quasi liquida, e 



W 



NI 

si stringe in forma di ferro e cuocesi 
sopra la fianKna per uso di prendere 
bcHcconi. 
VtfVLòii. (forse corrnz. del frane Hou- 
ft/oit). lAxpolo, ma più propr. Coni 
M bip9l9. I coni o fiori del lupolo 
de* quali si fa uso nella fabbricazione 
della Urrà. V. Avertis. 
HinsssàRi. 8. m. Necessario, Prii?ato. 
Luogo comune» cesso, o cameretta 
oVè il cesso. 

Nbzbssam. add. m. Necessario, Si* 
fognecofe. Che è di necessità. 

Nezbssari. (dal Frane. Nécessaire)* 
Cassetta da viaggio. Specie di casset- 
ta o^e si mettono cose diverse, ne- 
cessarie e comode in viaggio. 

El iiEZBSSARi. La tornata di casa, 
me r abitazione e il vitto necessario. 
RbeessitX. 8. f. Necessità, Quello stato in 
cui non si può fare a meao di un og- 
getto» di un atto ecc*. StremUà, Estre- 
mila. Estremo, vale somma necessi- 
tà, bisogno estremo. 

La kezbssità r'ba légia. Necessità 
esenta da legge. 

Per 11 EZBSSiTÀ.Dt necessità, Giuocoforza. 

81 8. m. Nido, Nidio. Quel luogo ove 

gli uccelli posano e ripongono i lor 

parti. Covo, dicest meglio quello delle 

bestie più grandi. V. Tana. 

Ni DA voRviGHi. Cova, Tana. 

Ni DA SÒREGH. TopOJa. 

Ni DEL cuccH. Cuccaja. 

Alvar tJTf Ni. Votare o Scovare un 
nido. Torre dal nido una nidiata di 
uccellini. 

Andar foèurA del nI. Snidarsi. Uscir 
del nido. 

Far el nì. Nidificare. Far nido. 

Star in t*el nì. Ànnidiare. Anni- 
darsi, posarsi nel nido. 

Tirar foéura del nì. Snidare* Cavar 
del nido. 
KiiDA. 8. f. Nidiata, Nidata. Tanti uc- 
celli o altri animaletti che faccian ni- 
do, o quanti nascono d*una covata. 

NiADA D* RAGAZZ. CoQata di bambini. 
Vaie quantità di figliuoli. 

Esser d' na cattiva niada. Esser cat* 
two di nidio. Dicesi del cominciare ad 
essere astuto e malvagio infin dalla 

(anciulletza. 



NI 



Uì 



NiBBA Niberta. T. furb. Nulla. 

Nicc'. V. Fanc. Picchio. Colpo, Tratta. 
V. Picc*. 

Nicc'. s. m. Fig. Nidio. Covacelo o 
covacciolo, covile, letto. 

NiccèTTA. s. f. Nicchietta. Piccola Die* 
chia. 

NicciA. s. f. Ancona, Nicchia» Vóto e 
incavatura nelle muraglie o altro ad 
effetto di mettervi statue o simili. É 
figurat. Dignità o Carica.'Y, Ancòn*- 
na. 

NicciA DA PESCADòR. Cesta. Strumento 
da pescare, fatto di vimini, stretto 
da piede, e da capo largo mediocre- 
mente. 

NicciAR. att. Allogare. V. Inniciar. 

NiccéN*NA. s. f. Nicchiolina. 

NicoLÌB, BÌV Estenuarsi. V. Necllr. 

Nicolo, s. m. T. Furb. No, 

NiÉLL. s. m. Neo. Que' sefi^ni posticci 
che si mettevano un tempro le donne 
sul volto simili a nei. V. Anièll. 

NiENT. Niente, Nulla, Non punto. 
NiENT. T. di Giuoc. Farina. Cosi si 
dice nel giuoco dell' allesso al con- 
vesso, del dado, il quale per essere il 
più facile a rimanere scoperto conta 
/brina o nulla. Cosi si dice di consi- 
mili casi di giuoco. 

NiENT, NIENT OH* EL STAGÀ. Per pOCO 

ch'ei stia. 

An fa NIENT. Non fa forza, cioè 
non importa. 

Con NIENT AN S' FA NIENT. Non SÌ 

può pigliar pesci senza immollarsi. 

CwÉ NIENT Fùss. A faccia fresca. 
Con fronte invetriata, e dicesi di chi 
porta la fronte si alta dopo la colpa 
da non mostrarsene punto punto com- 
mosso. 

Darg DA NIENT. Non calere. Non 
curarsi. Non esser vago. Non im- 
portar d' una cosa , non esserne desi- 
deroso. 

Far fénta de nient. Infingersi. Non 
dar neir occhio, Far le lustre. Non 
farsi scorgere. 

Far ìper nient. Fare a credenza. 

Fnir in nient. Andar in nulla. 

L'è rei quel che nient. Egli è me* 
glio tale quale, che seìiza nulla stare. 
Prov. È meglio qualche cosa che niente. 



U2 



NI 



N'esser bow da. nient. Non essere 
da cosa alcuna. 

Per nient. Gra/titVamen/e. Senza spesa. 

Per nient a ne s* ciacc'ra. Dove il 
topo non è non corre il gatto» Ogni 
fatto vuol la sua causa. 

Senza dir nient. JVòn dir che ci è 
dato, cioè senza dir parola. 

Un BELL NIENT. Un bel nulla. Una 
fava. Una buccicata, 
NiGHER. s. m. Nero. Negro. 

Nigher. Flg. Arrabbiato j Nero. Cor- 
rucciato, Imbronciato, Arrapinato. 

NiGHER. 8. m. Fig. Nero, Bigio. 
Uomo fiero di non docìl tempra. Ateo, 
Empio, uomo senza religione o fede. 

NiGHER. M. Furb. Prete. Cosi forse 
dal colore dell* abito. 

NiGBER. add. di caffè Schietto, non 
misto con latte, né con fior di latte. 

Nigher cmé dov'or d* nott, cuè sotta 
AL CAMÉN. Più nero della mezzanotte. 
Più nero del bujo» Negrissimo. 

Nigher dal sol. Abbronzato. Abbru- 
nito dal sole. 

Nigher d* avori. Nero d^ avorio* Co- 
lor nero che si trae dall'avorio ab- 
bruciato. 

Nigher d* Comh. T. de' Scarp. Nero 
di Varenna. Sorta di breccia nera 
che si cava ne' dintorni di Varenna, 
villaggio della Provincia di Como. 

Nigher o' mummia brusada. Nero ani- 
male. 

Nigher d'ongia. Nero d'unghia. — 
Unghia, Ugna. —Vale fig. Menomis- 
sima parte di checchessia, quasi niente. 

Nigher d' oss. Nero d' osso. 

NiGHER d' Roma. Nero di carbone. 
Nero vegetale. 

Nigher d' vìda. Nero di brace. Nero 
fatto con sarmenti di vite abbruccialì. 

Nigher pum. Nerofumo. Colore tratto 
dalla filiggine de' corpi resinosi arsi. 
Nigherzoèul. 8. m. Colorino. (Tose ) 
Vite che produce un uva di acino 
piccolo ma che la sua polpa ha un 
color forte che serve a dar colore a- 
gli altri vini. È la Vitis labrusca L. 
NiGo bezzico. Filastrocca che non ha senso 
e che si va fraseggiando da' nostri 
fanciulli nello assegnare il primo bir- 
xo del loro giuoco di bomba (stria). 



NI 

NiGRA. add. f. Nera. 

NiGRA. s. f. T. Furb. Morte. 

FlOÉUL O FIOLAZZ d' DNA NIGRA. 

ron con tutti i timpani. Mai 
Modi ingiuriativi. Talvolta si dio 
che per esclamazione, come Per 
li! Per bacco! Pofifar bacco, ecc 

NiGRAR. s. m. T. d'Agr. Banco / 
gineo. Sorta di terra di color 
che si incontra a luogo a luogc 
monti. 

NiGRéTT. add. m.? Nericcio, Neri 
Che tende al nero, alquanto 
Morato. 

NiGRèzzA. 8. f* Nerezza. Negrore, 
grezza. 

NiGRiR att. Annerire, Annerare. 
nero, imbrunire, abbrunare, os 
re. Abbronzare, quel primo al 
ciar che fa il fuoco nella supc 
ed estremità delle cose, ed ( 
queir incuocere che fa il sole la 

NiGRòN. 8. e add. m. Moretto, Brm 
Dicesi a chi sia di color bruno, i 
NiGRòN. 8. ra. T. de' Bigall. Ne^ 
Sorta di cancrenna che talora 
me carattere pestilenziale, e ucc 
bachi da seta. 

NiGRòN. s. m. T. di Micol. Ght 
Ceppatello buono. Sorta di fuog 
Zochén. 

NiMAL. 8. m. Majale, Porco. Il 
castrato. V. Gozén. NoUsi però < 
nostro volgo si urbano che r 
dice Gozén al majale finch'è vi 
Nimal dopo eh' è scannalo e la 
sua si vende. 
Nimal intrègh. Verro. V. Vèrr 

NiMALA. 8. f. Scrofa, Troja. V. Zi 

NiHiziziA. 8. f. Inimicizia, Nimisti 

NiNA NANA. Ninna, nanna. Voce 
dalle balie nel ninnare o culi 
bambini. 

NiNAR. att. Ninnare, Anninare, C% 
Dimenar la culla canticchiando ( 
il fanciulletto si addormenti. 

NiNÉN. Annetta. Nome proprio v 

giativo dì Anna. 

NiNÉN. Schèrz. Lettuccio, Lettici 

Andar a ninén. Andare a fi 

Andar a dormire. 

Far NINÉN. Far la nanna. Dor 

Ninfa acquatica. T. Boi. Ninfea, 



NI 

erculea, — Cappero di padule, Para- 
potte. Pianta acquatica le cui foglie 
sono intaccate a cuore, e sempre si 
sollevano dalla radice alla superficie 
delle acque insieme ai loro fiori bian- 
chi per galleggiarvi. È la Ninphea 
ùiba di Lìon. Ve ne sono diverse 
altre specie che si coltivano nelle pe- 
schiere e ne' giardini per ornamento. 

NuiFÉTTA. s. f. T. Bot. Favagelle di 
Chiana, Morso di rana. Pianta pe- 
renne che cresce nelle acque stagnanti 
e poco profonde formando sulla su- 
perficie dell'acqua una specie di fu- 
sto natante. I suoi fiori sono bellissimi 
e dicesi da Linn. Bydrocaris morsus 
ranae, 

MmòN. 8. m. Grande letto. 

RiHOTTA, NiNòN. s. f. Annotta, Nome 
proprio accrescit. di Anna. 

NisaòN. Nissuno. Niuno, nessuno» neuno. 

RiiEB^ 8. m. Nitro, Sale noto che si 
cava da muri umidi, e da varie terre, 
necialmente usato nella fabbricazione 
«elle polveri ardenti. 

Ifinii. att. T. di Vct. Nitrire, L'atto 
di mettere la voce naturale del ca- 
vallo. Nitrito la detta voce. 

Nnz. add. m. Mezzo, ( zx aspra ) Stra- 
fiotto. Ammezzito. Eccessivamente ma- 
turo, quasi vicino ad infracidare, se 
dicesi di frutto. 

NiEZ. add. m. Livido, Ammaccato, 
contuso, parlandosi di persona. 

MiUADURà. s. f. Lividura. Il segno del 
lividore. V. Rilev. 

NizsAB, FAR ni ifizzòN. Ammaccare, Con^ 
tundere. Cagionar lividore. 

NiZziR. . att. Ammezzire, Ammezzirsi. 
Divenir mezzo, essere tra 1* maturo 
e r fracido. Mezzare. 

NizzoÈDLA. s. f. T. Bot. Nocciuolo co- 
mune — Avellano, Corilo, — la pian- 
ta. — Ncftciuola, Avellana, Nocella, 
— il frutto. Il Corylus avellana di 
Linn« Ha: 
Gossa .... Guscio. 

Pela Riccia, 

Scorza . . • . Scoglia, 
Nocchio dicesi la nocciuola verde. Frol- 
le domestiche ve ne sono di più spe- 
cie, come la Nocciuola tonda, la Noc' 
ciuota dai frutti tondi grossi, la Grap' 



NI 



U5 



potuta, la Pistacchina e quel In dai 
frutti striati, oltre non poche altre 
non coltivate da noi. 

NizzoèuLA. s. f. T. Mil. Giannetta, 
Verga di nocciuolo che un tempo por- 
tavano i caporali per distintivo. 

NizzoèuLA. s. f. T. de' Razz. Salte» 
retto, V. Castagnoèula. 

NizzoèULA MALMADURA. Nocchiom La 
nocciuola quando è ancor verde. 

NiZZOÉULA SALVÀTOA. BùCUCCOlo, NoC- 

ciuola salvatica* Il Corylus avellana 
silvestris di Linn. 

GcssA DLA NizzoèuLA. Scoglia, Fiocco, 
Favolucro che copre il guscio legnoso. 
NizzoÈULi. s. f. pi. Nocciuole. Le bac- 
chette di nocciuolo ebbero un tempo 
grande rinomanza come bacchette di- 
vinatorie, e son note agli eruditi i 
prodigi che racontansi de' francesi 
Aimar e Bletton. 
NizzoLADA. s. f. Colpo di nocciuolo, 
NizzoLAR. s. m. Corileto. Luogo piantato 
di cerili o nocciuoli. 

NizzoLAR. att. Vergheggiare con noc- 
ciuolo, 
NizzoLÉN. s. m. Nocciolino. Dimin. di 
nocciuola. 

NizzoLÉN. s. m. T. di Zool. Nizzolo, 
Moscaruolo. Animai salvatico di colo- 
re e di statura simile al topo, ma 
di coda pannocchìuta, il quale senza 
mangiare dorme tutto il verno e si 
desta di primavera. É il Myoxus a- 
vellanarius Gmel. 

NizzoLÉN. s. m. T. d' Iltiol. Cagnuola, 
V. Cagnoèula. 

NizzoLÉN. s. m. T. dì Micol. Tignosa 
bionda. Sorta di fungo dorato, acre 
e venefico poco comune ne' nostri 
boschi.^É V Agaricus stramineus Scop. 

NizzoLéN. s. m. T. Furb. Monello, 
fanciullo, 

NizzoLÉN« add. m. Colore di noe 
ciuola. 

NizzoLÉN ciÀR. T. di Micol. Tignosa 
bianca. Sorta di fungo cattivo che 
poco vive e si scioglie in una specie 
di polpa viscida detto Agaricus mu- 
scarius da Linn. 
NizzòN. s. m. Monachino, Pesca, Livido 
che resta nella faccia per qualche per- 
cossa. Lividezza, lividore, lividura , 



444 



NO 



ammaccatura, acciaccatura, contusione. 
Mascherizzo, quella nerezza che fa 
il sangue venuto alia pelle per ca- 
gione di percossa. Dottr. Cianoii. 

No. avv. No, Mai no, Oibò ecc. 
Dm d' no. Negare. 
Tra 'l si e 'l no. Intradue, cioè 
Incerto, titubante. 

NoBiL. s. m. Nobile, ed è nome di per- 
sona distinta per natali, com* anche 
add. di ciò che non è plebeo. Fig. 
▼ale Dilicnto. 

Nobiltà, s. f. Nobiltà, Chiarezza di na- 
tali, generosità o grandiosità di tratto: 
eccellenza in qual sia cosa. La nobil- 
tà, il corpo de' nobili. 

Nobiltà d' Firenza. Nobiltà. Sorta 
di stoffa. V. Sioria. 

NoBLAJA. s. f. Ma^sa di nobili. Modo 
spreg. 

NoDADòR. s. m. Nolatore. Che nuota. 
— Nuotatore, Tuffatore. 

NóDÀR. att. Notare, Nuotare- L'agitarsi 
che fanno gli uomini nell'acqua per 
andare e leggersi a galla. Sopranno- 
{are, notar sopr' acqua. Passeggiare, 
notare cavando ora un braccio, ora 
l'altro dall'acqua. Gallozzolare , no- 
tare a guisa di corpo morto. 
NoDÀK. att. Annaspare, Il muover 
le zampe davanti come fanno tutti 
gli animali nuotaudo. 
NoDÀR D* SCORSA. Nuotar di spasseg 
gio. Nuotare cavando alternamente le 
braccia dall'acqua agitandole come 
fa le gambe chi corre. 
NoDÀR IN PE. Far il panieruzzolo. 
Nuotare coi soli avambracci lasciando 
inerte le gambe e sprofondate nel- 
r acqua. 
NoDÀR sott'acOua. Nuotar sott'a- 
cqua. Far come i palombari. 
McTTERS A NODÀR. Mettersi a gettarsi 
a nuoto, 

NoDÀR. s. m. Notaro, Notajo. Que- 
gli che scrive gli atti pubblici. 

NoDARÈTT. 8. m. Notojuolo , Notajuzzo. 
Notajo di poche faccende. 

NoDARiÀT. s. m. Notariato. L'ufficio del 
notajo, che anche dicesi Notoria. 

NoDèL BOLÉ. T. di Vet. Nodello. La 
parte degli arti degli animali costi- 
tuita dall'articolazione deli* osso del 



NO 

metacarpo o del metatarso col prii 
langeo, e coi due sesamoidei ma£ 
NoDRiGAR. alt. Ifettare. Pulire. 

NODRIGAR IL RESTI. T. d' Agr. I 

gli armenti. Prodigar loro tal 
cure per serbarli puliti e sani. 
NoDRiGAR LA CAHRA. Far la ea 
Metterla in ordine, acconciarla. 

NoDRIGAR LA CANVA, EL LÌN eCG 

ciullare il lino, la canapa, o \ 
pettinarli, V. Gramlar e Pettnai 

NoDRiGAR LA pollarIa. SvetUrar 
pulire i polli: trarne le frattagli 
cucinarli. 

NoDRiGAR voN. Fìg. Accondar 
Aggiustarlo. Fargli del male. 
Noè. n. p. Noè, Nome usato per 
parazione di cosa antichissima o 
chissima. 

Antigh ciré Noè. Antichissimo. 

Vecc' che Noè. Vecchissimo. 
NoètJD. 8. m. A"mo/o. Notatura,- 
mento. Il notare nell'acqua. 

A NoèuD. A nuoto» 
Noèun. s. m. Nodo, Ciascuna 
dita delle mani e de' piedi, eh 
propriamente diconsi Nocche, 1 
senno di quegli interrompimenl 
sono in alcune piante, e speciali 
quelle escrescenze che interrot 
i tralci delle viti. Nocchio, 
parte più dura del fusto dell' a 
indurita e gonfiata per la pulluli 
de' rami. 

NoèuD d' alza. T. de' MacelL G 
se, V. Alza. 

NoÉUD DI DiD. Nocche. Congiii 
delle dita delle mani e de'.pied 
langi, le ossa che compongono 1 
delle mani e de' piedi che cor 
mente si dicono Internodj, Proco 
nome che si dà all'ultima falan 
tutte le dita. Polpastrello, la 
delia carne di dentro dall' ultima 
tura in su. 

NoèuD dla cana. Bocciuolà. I i 
della canna i quali tengono in 
la parte vuot^». Genicoli diconsi 
piccoli nocchi consimili delle ( 
nacee. 

PiÈN d' NOÈUD. Nodoso, Nodi 
Noderuto, Noderoso, Nocchiosi 
ha nodi e nocchi. 



NO 
NotoJA. 8. f. Ni^a, Tedio, Fastidio, Mo* 



NO 



i45 



Notou. 8, f • Nuora* La moglie del fi* 
gli«ok>. 

A ^108 ▲ TI FIOÉOU» PBRCBé A t' GÀPÌSS 

TI HOÉoai. Dico alla figliuola, per- 
thè intenda la nuora. Proverbio che 
Tale, chi ha a intendere intenda. 

BOÉDilA HOèCRA, POST DOEAR CHÀ 

u MITA HARZAROÉOLA. Tùnto bastosse 
la wuila vieitM , quanto basta la neve 
marzolina. È questo il solo modo che 
ho potuto trovare da mettere a ri- 
scontro del nostro. 
Tra tbcia z noèura, guai chi a'agb 
TioéuvA. Tra due rissosi guai a chi 
si interpone. E vale che spesso tra 
suocera e nuora essendo litigio per 
la foga di padroneggiare ne vanno 
perciò spesso di mezzo i mariti o i 
figli o i genitori. 
NoÈussR. att. Nuocere. Far danno» far 

male, pregiudicare. 
Hqéuv. Nooe. Nome numerale. 

Notor. add. m. Aiuovo. Quél che è 
latto novellamente, di fì'esco, non 
più veduto, inusitato. 
Notov d' ttcck. Nuow> di pezza. 
Nuoto che sfolgora o di trinca. 
Cosa ch' é d* noéuv? Che dà il mondo? 
Quali novelle corrono? 
Cosa ch' at d' moéuv? Che mi porti? 
Che notizie mi rechi? 
NoàovA. s. f. Nuova. Novella, relazione, 
informazione, ragguaglio, annunzio, 
notizia. 

NoÉuVA cattiva. Noi^ellaecia. Nuova 
dì fuoco, cioè sinistra, spiacevole. 
Bòif*iiA NoÀirvA. Nuo{fa da calze. 
Nuova da meritar la mancia. 
N'iH sBifTm Né NoènvA né novella. 
Non sapere né briceiolo, né brucia- 
Uccio. Non averne più novella: non 
saperne nulla. 
Ndii. add. m. Annqjato, Increscioso. 
NdiÀR. aU. Annodare, Stancare. Stufare, 

Stuccare. 
Raids. add. m. RamarVoso, Borbotta' 
(ore. Querulo. Che grida o si que- 
rela per ogni minimo che. Stucche^ 
oole. Increscevole, Nqfoso, Importune, 
die distorìm gli altri, che dà nqa. 
IfoL. a. m. Nolo. Pagamento che si fa 



per l'uso conceduto di alcuna cosa. 
Noleggio, Tatto del dare;a nolo. 

ToéuR A NOL. Condurre a prezzo. 
Torre per esempio un cavallo a vet- 
tura, un mobile ad uso. 
NoLAR. att. Noleggiare. Il dare a nolo. 
Noleggiatore, quello che noleggia che 
dicesi anche Nolezzino e Noleggino. 
Non. s. m. Nome. Vocabolo con cui si 
distinguono le cose, e si chiamano le 
persone. E si dice anche per fama o 
nominanza. Aver buon nome, aver 
cattivo nome. Aver fama, celebrità. 

Non DiL POssióN. Nimignuoli. ( Mol. ) 
Quell'aggiunto per lo più vernacolo, 
che sogliono avere i fondi rustici. 

Aver non. Aver nome. Chiamarsi. 

Aver nom n' hatt. Andar con fama 
di pazzo. 

Mbttr a nok. Imporre il nome. 

Mtokm nom. Tignimi, Dimmi nino. 
Dimmi pazzo. Modo di giurare. 

Senza nom. Anonimo. Dicesi Nomiere 
colui che dà o impone il nome. Omo* 
nimo che ha lo stesso nome. 

Parlar a nom d* toh. Parlar in per- 

sona di uno. 

NoMBOL. 8. f. Arista. La sehiena del 

porco che per lo più si cuoce arrosto. 

Lombata ( parlandosi di vitello )> tutta 

Snella parte da cui contengasi uno 
e' lombi. Lombo tutta la regione do- 
steriore del tronco sotto il dorso fino 
alle anche. Rognonata tutta quella 
parte della bestia macellata che con- 
tiene il rognone quand'è staccata dal 
corpo dell'animale. 

Nomblétt. s. m. Scanìerita. Parte deli- 
cata della schiena del porco più vici- 
na alla coscia. 

Nòmina, s. f. Nominanza. Nome, fama, 
grido, stima, riputazione. Nomina, 
Nominazione, elezione a qualche po- 
sto, grado, o dignità, a qualche ne- 
nefizio, canonicato, parrocchia e sim. 

Nomina, add. m. Rinomato, Celebre, II* 
lustre. Famoso, ecc. Vale anche Ac 
clamalo ad una carica, ad un ufficio 
e Nominato ad un impiego. 
Roba nominada, sobit arrivada. Cosa 
nominata per via va. — Chi ha il 
lupo in bocca, lo ha sulle spalle; il 
lupo è nella favola. — Si dice quan- 



u« 



NO 



do alcuna cosa succede o quando ta- 
luno soppraggiuoge mentre cb'e' se 
uè ragiona. 

NoaiiNAiA. s. f. Nomignolo. Nome di pie- 
col luogo. 

Nominar, att. Nominare. Dare il nome, 
cliiamar per nome, dare la nomina. 
Nominar. Per Eleggere. Scegliere fra 
più persone quella che si giudica mi- 
gliore. Acclamare, eleggere unanima- 
mente a viva voce. 

NottiNARBS. o. p. Cognominarsi. Ma vale 
anche dire il proprio nome, scoprirsi. 

Nohinatìv. T. Gram. Nominativo. 

Nomine patris. Voce latina per dire a 
modo di scherzo la Fronte, la Testa, 
il Capo. 
Esser tòccb in t'el nomine patris. 
Esser fuori del secolo. Avere spigio- 
nato il pian di sopra. Essere scemo, 
antiche no; matteruUo, pazzerello. 

Nompariglia.* 8. f. T. de' Tip. Nompari- 
glia. Uno de' più minuti caratteri da 
stampa. 

Non. avv. di neg. Non, cioè no. 

Non plus ultra. Fr. Lat. U non più 
oltre di checckessia. 
Non sol. Ne ciò solo, o Non che, 
come disse Dante. » Non che di po- 
sa ma di minor pena. » 

Non. Nono. Nome numerale ordinativo 
che vien dopo l'ottavo. V. Nònn. 

Nòna. s. f. Suocera, La madre del ma- 
rito della moglie. Ava, Avola, la 
madre de' proprii genitori. Noniia. 
Nòna. 8. f. Nona. Una delle sette 
ore canoniche. 

Nòna. s. f. Culeggio, Queir onda che 
le baldracche danno coli' anche alle 
vesti neir andar culeggiando. 

Dargh d' so nòna. Piaggiare, Asse- 
condare una persona per ottenere da 
lui ciò che si desidera, vale anche 
Far lo gnorri, e allr. Culeggiare. 

Dargh d' so nòna. Strimpellare. So- 
nare così a mal modo. 

NoNÀNTA. 8. m. Novanta. Nove volle 
dieci. 

Nonantén'na. 8. f. Novantena, Quantità 
numerata che arriva ai numero di 
novanta. 

Nòni. s. m. T. d'Àgrim. Verniere, iVo- 
nio. Apparato che serve a dividere 



NO 

gli spazi tra i punti di divisione, o i^ 

tra le parti uguali di una linea retta >> 

o di un circolo. L'invenzione di que* ^ 

sto strumento benché attribuita a ^ 

Nonio è da attribuirsi al suo vera • 

inventore il Borgognone Pietro Ver- ■ 

nier. a 

NÒNN NoNòN. s. m. Suocero. Il padre » 

del marito o della moglie. Avo, Avo» « 

lo, il padre de' genitori. Consuoceri, k 

il padre e la madre de' conjugi tra ■ 

loro. Bisnonno, Bisavo, Proavo, fl ìp 

padre dell'avo. Terzavolo, Arcavo, ■ 

il padre del bisavolo. Bisarca/volo, i ì 

padre dell'arcavolo. Quintavolo, il i 

padre del terzavolo. e 

NoNùPOLA. s. f. T. Music. Nona. Inttr- u 

vallo dissonante di nove gradi, 08fla4u 

l'ottava dèlia seconda. 4i 

NoNziADA. Annunziata, Nunziata. Nome ii 

proprio, di cui il vezzeggiat. è Non- \, 

zìadén, e l' accresci t. Nonziadòn. Aim- i 

ciatina, Nunciatona. ig 

NoRÉN. Eleonora, Leonora, Nome propria» i 

Norma, s. f. Norma. V. Regola. t 

Noppò. No certo. No assolutamente. ^ 

NòsA. 8. f. T. Bot. Noce. Pianta boU» k 

detta da Linn. Juglans regia. ^ 

NòsA. s. f. Noce, lì frutto della noce, t 
Ha: B 

Cavali .... Forcella. 
/ Garoèul .... Gheriglio. - 

Gussa Guscio. 

Lama Jliallo. 

Pela di garoèu • Buccia. 

NòsA. s. f. Chicchero, La noce sgu- ^. 
sciata e intera. 

NÒSA. 8. f. T. Furb. Pecora. 

NòsA BUSA. Noce bacata» Guasta dal 
bruco. 

NÒSA del persùtt. Noce o Nocella. 
Queir osso rotondo che risalta in fuori 
dal lato del cosciotto. 

NÒSA dla c^rga. T. de' Macoli. Sop* 
pelo. Taglio di carne, che è quella 
punta che sta attaccata alla spalla. 

NÒSA FRESCA. Noce recente o verde. 

NÒSA goga. J. Bot. Noce vomica. 
Fungo di levante. Frutto di una. pianta 
dell'India orientale che riesce vele- 
nosa ad alcuni animali, come cani, 
topi ecc., detta Strychnos nux Wh 
mica da Linn. 



NO 

NòsA iHOLiENTA. Noce rancida. Afala. 

N6sA LARGA. Noce gentile o Premice. 

NdsA HoscADA. Nocc moscaia* Frutto 
aromatieo detto Myristica moscata di 
Lina. 

NósA PERSGA. Pescanoce. Frutto simile 
alla pesca o persica, detta Amygdalus 
persica ecc. da Linn, 

NósA STRETTA. Noce malesca. Noce 
malageirole a rompersi e a cavarne il 
gheriglio. È il frutto della Juglans 
mrta fruetu perduro. LIdd. 

Uha b^a iiit*un sacch, la n' fa 
RIGA d'armòr. Una noce sola non 
suona in un sacco. Un solo non può 
coodarre a fine quel fatto che ha bi- 
Mgno di molti. 
RoscH. a^v. Nosco. Con noi. 
RosÉif 8. m. NoséTTA 8. f. Nocella* 
^ PiecolR noce. 
HosiTTA. 8. f. Nocella. V. Snoèud. 

NosÈTTA. 8. f. T. de' F. Ferr. Gruc- 
cia , Palla. Arnese per aprire le ser- 
rature a colpo fatto a uso di palla, 
con fusto e ripresa. 

NosàTTA dl'azzalék. T. deffli Arm. 
Noce. Ordigno principale delT acciari- 
no delle armi da fuoco, che mediante 
Fazione del mollone, ed il contrasto 
dello scatto, dirige tutte le mosse del 
cane. 

NOSÈTTA DEL CÒL DEL PE. NocC. Qucl- 

Tosso che spunta infuori dell'estro* 
roità inferiore dell'osso della tibia. 
Dotlr. Malleolo. 
B&si. 6. f. T. de' Vetr. Bolliche. Que' 
difetti delle lastre di vetro che offro- 
no una superficie curva e come ber- 
noccoluta pel difetto di fusione. 

CoLL ch' tènda il nòsl NociQJuolo. 
Venditor di noci. 

Far il nòsi, slavària. Smallare. Le- 
var il mallo alle noci. 

Mi j'bo il vosi, e j' alter il nòsi. 
Io ho le voci ed un altro le noci. Io 
ho la cosa in parole e gli altri in ef- 
fetto. 

Sbatter il nòsi. Abbacchiare, Balac 
Mare* jBattere con bacchio o pertica 
le noci quando sono in sull'albero 
aSnèbè crollino. 

ZoGAR al nòsi. Fare alle caselline, 

V. Zugar. 



NO 



U7 



Nosi. add. m. V. del Cont. Guasto, 
se dicesi di cane. Affatturato ^se di 
fanciullo. V. Rabi e Stria. 
NosòN. s. m. Noce grossa, Nocione, 
(Tomm.) Il frutto della Juglans re- 
gia fruetu maximo. Lìnn. 

NosòN NosÉTTA. Bìtorzolo, Bitorzo. 
Rialto protuberanza nelle estremità 
dei piedi. 

NosòN. Fig. Bighellone. Goffiiccio. 
NosTER. pron. poss. Nostro, Di noi. 

I NOSTER. I parenti, e per estcns. 
I famigliari. 

In t' el noster. Sul proprio avere. 
NosTRÀN. add. ra. Nostrano, Nostrale. 

Del paese, non istraniero. Paesano. 
Nota. s. f. Nota, Ricordo, scritto. 

Nota. s. f. T. de* Loti. Nota origi- 
nale. Quella che contiene le giuocate 
che servono dì norma per stampare 
i pagherò. 

Nota. s. f. T. Mus. Nota. Segno mu- 
sicale che da altri segni accessori! 
prende nome di — Accidentata, ar- 
monica, coronata, di abbellimento, 
doppia, legata, sensibile ecc. 

Mota bianca. T. di Mus. Nota bianca. 
Chiamasi con questo nome la minima 
o mezza battuta. 

N'aver gnan in nota. Aver uno sul 

calendario. Aver uno in quel servizio. 

Aver uno a noja, non farne capitale, 

non voler annasarlo né crudo né cotto. 

Nota. s. f. Notte. 

Nota avanzada. Notte alta. Gran notte. 

A GB* è DIFFERENZA CMè DAL DÌ A LA 

NOTA. Esser lontano come gennajo 
dalle more. 

BÒn'na NOTA SARTÒR, Bòn'nA NOTA COLA, 

Bòn'na nota ai sonadòr. Buona notte 
pagliericcio. Addio fave. La cosa è 
ita, è fritta, è finita, v'è piò rimedio. 

Dar la bòn'na nota. Dar la buona 
notte. Modo di salutare altrui in tempo 
di notte. 

D' nota e tehp. Nottetempo, Di notte 
tempo. Nel tempo della notte. 

Passar la nota. Far notlolala. Ve- 
gliare tutta la notte. Tranottare. 
NoTADA. s. f. Nottata, Nottolata. Lo 
spazio d'un intera notte. 

Far notada. Andar a frugnolo, ed 
anche Appollajarsi col ganzo. 



) 



148 



NO 



Notar, y. a* Notare , Annotare. Por 
meatc, coosiderare. Appuntare j scri- 
vere per ricordarsi le cose date a ere- 
deuza o in prestito ecc. 
NoTA9 I PAGN. Scrivere il bucato* 

NoTAHéLA. 6. f. Noterella. Ànrotaùon- 
cella, Tabelluccia. 

Notabìl. add. m. Notariale, Notariesco, 
Apparlenente a notajo. Notarile non 
è voce di buon conio né ancora ac- 
ceilata che come add. di carta. ¥• 

NotohIa. 8. f. Anatomia, 

Far notonìa. Fare autopsia o au^ 
tossia. Far una sezione cadaverica. 
Cosi si intende da noi in vece di 
Annatomizzare* 

NoTomsTA. s. m. Anatomista, Natomi" 
sta. Anatomico. Professore d'anato- 
mia. 

NoTTA. V. Nota. 

Notdlaziòn del GRAif. Portata. La nota 
del raccolto che si dà al magistrato. 

NoturlXbi. 8. m. T. d* Astr. Noturlabio. 
Strumento con cui in qualsivoglia ora 
della notte si può trovare l'altezza 
della stella polare. 

NovAZZA. 8. f. Nuoi^ona.. Gran nuova. 

KovELA. 8. f. Novella. Narrazione favo- 
losa. Novellozza, novella da ridece. 
Novellista, Novelliere, colui che scri- 
ve sta sulle novelle. 

Novell. V. Ànvell 

Novémrbr. s. m. Novembre. Undecimo 
mese dell* anno. 

Novena, s. f. Novena. Lo spazio di nove 
giorni consecutivi in cui si pratica 
qualche particolar devozione. Noven* 
diale dicesi ciascun giorno della no- 
vena. 

NovÉNT, add. Nuovissimo. Nuovo di zec- 
ca. V. Noèuv. 

Novità, s. f. Novità. Cosa nuova, inso- 
lita, che avviene improvvisamente. 
Novità. Per Innovazione. 
Far dil novità. Innovare, Innuo' 
vare Fare novità. 

NoviziAT. s. m. Noviziato, Noviziatico. 
Luogo dove i frati tengono i novizj, 
e il tempo nel quale si è novizio. 
Prof'essorio, luogo appartato ne' con- 
venti, ove stanno i religiosi non an- 
cor sacerdoti. 
NoviziAT. s' n. Fig. Tirocinio. Il 



NU 

primo esperimento che si (a h 

cosa. 
Novizz. s. m. Novizio. Chi novdla 

è entrato in religione. Come a 

dice di chi è Soro, inesperto, 

nuovo nell'esercizio che intrap 
NÓZA. V. Nósa. 
Nozzi. 8. f. Nozze. Maritaggio ^ s 

zio, matrimonio. Cx>nvito per un 

salizio. 
Nozzi SBiòssi. Nozzoline. 

A para CH'eS vaga A MOZZI. 

eh' ei vada a nozze. Dicesi 
faccia checchessia con allegrezza 
sommo piacere. 
Nt, No. Non saprei come rende 
versamento quel singoiar nostn 
no negativo che mandasi esp 
l'aria e palpeggiando la punta 
lingua contro gli incisivi suf 
Accompagnando esso snono co 
stringimento di spalle si esprin 
negativa con disprezzo. Fina] 
poggiando colla lingua le gengì 
periori si forma un consimile 
che serve a chiamare i porci. 
No. Noi, Nui. Pron. 
NuANs. (Frane.) s. f. Sfumatura., 
gradazione insensibile de' colori 
NcATER. Noi. Nel dialetto vale e* 
pronome Nu, ma usasi ques 
preferenza nel discorso come 
sempio: 

A dirla tra moater. a dirla t 
noi. 

Con nuater. Nosco. Con noi. 

Da nuater. Da noi. 
Non. 8. e add. m. Nudo, Ignudo 

NuD CHE UN BEGH. Tritone, J 
Povero in canna. Mal in arnese, 

NuD NÀ. Ignudo nato. Ignudo 
nacque, come Dio lo ha fatt 
vestito fatto da quel gran sarte 
natura. 

A PE NUD. Scalzo. A pie nudi 

Cavar ncd. Nudare. Ignudare 
gliare ignudo. Fig. Ridurre s 
strico. Rovinare* 

Esser ndd e crud. Aver da a 
re in fino al sole. Non aver 
da lavarsi le mani. Aver care 
tutto. 

Mezz Kun. Spogliazzato. 



NU 

. f. (dal Ted. Nuli) Zero. Se- 

rìtmelico. 

4. 8. f. T. di Giuoc. Zeraccù 

.) Cosi mi dicono chiamarsi in 

la quelle due carte del giuoco del 

sulle quali è segnato uno zero» 

L Nulla, Niente. Particella ne- 

. V. Gnènl. 

IR A NULLA. Dare di nullità. Àn- 

B. 

8. f. T. For. Nullità. Atto o 
anza che rende invalida una 
za od un atto. 
. m. V. Cont. V. Nimàj. 
. m. Numero, Novero. Ma il 

determina la quantità, il nove- 
llo con cui si cerca o si segna, 
a IN cìFRu Numero per abbaco , 
ro aritmetico. (Moi. ) 

a scRiTT IN pAROLi. Numcro com» 

DI Nù»ER. Aver delle qualità, del' 
à, de* pregi, degli attributi ecc. 
P0€ NUMER. Aver poco abbaco, 
uom di poche tavole. Non es- 
istrutto gran cosa. 
AH alt. Cartolare. Porre i Da- 
lile carte de* libri. 
8. m. Piccol numero. 
8. m. Numerane. Numero stra- 
>• 

Id. Nutrito, Pasciuto. 
Ut. Nutrire, Dar nutrimento. 
IR. att. T. de' Gapp. Assodare 
o. Maneggiarlo nella folla fin- 

1 ben feltrala la falda. 

. Nutrirsi, Nutricarsi* 

f. s. f. Nutrizione. 

• V. n. Annuvolare. L'oscurare 

nno i nuvoli la chiarità del 

[(annuvolare, Rannugolare. 

s. m. Nuvolone. Nube densa 
icciante pioggia. 

è DI NDVALòN pr'aria. Fig. La 
I è torba. Per dire che un ta- 
I collera. 

f. Nuvola. I vapori più leggieri 
Iti dell' almosfera. Nube, NuvO' 
masso di vapori assai densi che 

il sole e scaricano la pioggia. 
i da dacquar. Annaffiatojo, Jn» 
ojo. Clessidra. Vaso per lo più 
a dal quale esce l'acqua pei 



NV U9 

fori di una palla traforala a piccoli 
zampilli. Ha: 

Gana Cannello. 

Gorp Pareti. 

Gul Fondo. 

Lorètt del sbruff. Mela. 
Manegh. . • . Manico. 
Manétta d' ferr . Maniglia. 
Orecci .... Orecchiette. 
Sbruff . • • . Pioggia. 

Testa Tettino. 

Zerc*. .... Bocca. 

Zòna Collo. 

NnvLA d' oslén. Folata. Stormo d' uc-^ 
celli. 

Novla d' polvra. Polverio, Polve- 
raccio. Quanlità grande di polvere 
levala in aria. 

NuvLAJA. s. f. Nuvolaglia. Nubi frasta- 
gliate. 

NuvLÉN. s. m. T. degli Àrgenl. Nuvola. 
Quell'ornamento a foggia di nuvo- 
letta che unisce la raggiera al fuso 
deir ostensorio. 

NcvLETTA. s. f. Nugoktta, Nuvolella. 
Nuvolette , nugolotlo, nuvoluzzo. Pic- 
cola nube. 
NovLETTA. s. f. Annafiatojno. 

NuvLi A tlarén'na. Cielo ragnato. Dice- 
si del cielo quando è coperlo di nu- 
bi sparse a foggia di una ragna. 
Nuvli ch' fan pan. Pecorelle, Cielo 
pomellato, I nuvoli quando sono spez- 
zati come in piccoli globi. 

NuvLòN. 8. m. Nuvolone. V. Nuvalòo. 

NuvoL. 8. m. Nuvolata. Nugolato, Ran- 
nuvolamento. Tempo nuvoloso. Nuvo' 
laglia, quantità di nuvole. 
NuvoL d' génta. Nugolo di gente. Nu- 
mero grande, gran quantità di popolo. 
NuvoL. Per metaf. Tempo nero. 
Aria brusca. Aria fosca. Tempo brw 
SCO. Viso e cera brusca. V. Nuvalòn. 
L'È NUVOL. La marina è torba. Il 
tale è in collera. 

NvAR. att. Nevicare, Nevare. 

NvAR A ZEL STRAZZA. Nevicare a 
ciocca. Gascar la neve foltamente dal 
cielo. Fioccare. 

NvÒD E Nvòda. Nipote. V. Anvód. 

Nvodìn. s. m. Nipotino. Ma usasi più 
spesso per denotare il Pronipote o 
figlio del Qipote. 

40 



150 



o 



OB 

0. 0. La quarta delle vocali e la deci- 
materza lettera dell' alfabeto Italiano. 
Come lettera numerale valeva presso 
i greci 70, e nella bassa latinità si 
usava per 1 i , e con sopra una li- 
neetta per 11 mila. 
0, 0. T. Furb. 5i> ma è voce da ergastoli. 
Oà Oà. Vagito. Pianto e gemito de' 

bambini. Y. Uè. 
Obbiadén. s. m. Ostia. Pezzi circolari di 
cialda coi quali suggellansi le lettere. 
V. Nèvla. 
Obdìr. att* Obbedire j Ubbidire, 
Obelìsch. s. m. T. d'Arch. Obelisco. Y. 

Gùlia. 
Obidiènt. add. Obbediente, Sommesso. 
OfiiDiENZA. s. f. Obbedienza, Ubbidienza, 
Sommissione. 
OamiENZA. s. f. Obbedienza, per or- 
dine o licenza che dà un superiore 
ad un religioso di trasferirsi altrove. 
Obit. s. m. Funerale j Eseguie. Pompa 

di mortorio. 
Obiz. s. m. T. Mil. Obice, Spezie dì 

cannone. Y. Canon. 
Obligà. add. m. Obbligato. Tenuto , co- 
stretto a fare una cosa. 

Obligà. add. m. Grato, Obbligato , 
Riconoscente. 

Obligà. add. m. per Legato, Allac' 
ciato, 

Obligà. Le rendo grazie. Le sono 
obbligato. Modi con cui si protèsta ad 
alcuno la propria gratitudine, i quali 
con una doppia elissi per amor di 
laconismo si riduce a Grazie, Obbli- 
gato, Detto iron. vale — Poco mi 
cale della tua offerta — La disgrado. 
Obligà. add. m. T. Mus. Obbligato, 
Recitativo obbligato. Dicono i musici 
quello in cui il cantante deve segui- 
tar ristrumento. Aria obbligata, 
EssR obligà. Saper grado. 



OC 

Obligar. att. Legare, Costringere 

tacciare. 
Obligazión. s. f. Obbligazione, D 
di addempiere all'assunto preso 
debito del proprio stato. 
Obligazión. s. f. Obbligazione, 
bligo. Scritta. Obbligazione in is< 
Far on obligazión. Far carta 
stendere scrittura d'obbligazione 
Obligh. s. m. Obbligo, Obbligazìoi 
convenienza o di coscienza. 
Obligh d' messi. Frustatoria. ( 
go di far celebrare messe, parti 
mente quotidiane, in qualche et 
Oboe. s. m. T. di Mus. Dolzaino, 
zaina. Strumento musicale da 
oggi detto con voce frane. Oboe. 
Oboista, s. f. Dolzaista. Y. di reg. 
natore di Dolzaino ossia di Oboe 
Oca. s. f. T. d'Ornit. Oca reale i 
mune. Uccello acquatico domestica 
tissimo che in un co' paperi d 
dall' i4na« anser ferus Linn. I 
Papero il maschio dell'oca comi 
Oca. s. f. Coso. Y. Ordign. 
Oca. s. f. T. d'Astr. Cigno. Ca 
cono i nostri contadini la costella 
di questo nome, dalla conforma 
delle undici stelle visibili che la 
pongono. 

Oca. s. f. Fig.. Pappaceci. Mi 
fagioli, Baggeo. 

Oca paraón'na. T. d'Orn. Oca d'Ei 
Sorta di oca poco comune tra ni 
ve si caccia in tempo di pass 
Y Anser varius Mey. 

Oca marén'na. T. d'Orn. Oca 
najola. Sorta di oca di passo dì 
lor cinerino, con testa e collo d 
color lionato giallognolo detta da 
stem. Anser segetum. 
Andar cmè un oca. Scacazzare, 
car liquido. 



oc 

A POCH A POCH A S' PELA L* OCA. A 

penna a penna si pela un oca. Col 
tempo e colla pazienza, si arriva al 
compimento de' proprii dcsiderj. — 
Pian piano si va bep ratto e lontano. 

Do DÒNNI E UN OCA FAN UN HERCÀ. Don- 
ile e oche Henne poche j perchè ove 
son femmine e oche non poche sono 
le parole. 

Far la pela d' oca. Arruvidare. Con- 
trarre quella ruvidezza che è cagio- 
nata da soverchio freddo nelle carni. 
Rizzarsi i bùrdoni. Rizzarsi i peli per 
sobitaneo spavento o per freddo. Far 
la pelle accapponata. 

Far l'oca. Far il norri^ lo no feri, 
il neseios il nanni. Fingere ignoranza , 
credulità 9 essere infingardo. 

Gnir la pela d'oca. Aggrezzare, 
Sentirsi accapponar la pelle per rac- 
caprìccio. 

La fola dl'oca. La favola, o la 
caiuofie deir uccellino. Dicesi quando 
ndie domande si ripete sempre la 
medesima cosa, senza venir mai ad 
una eonelusione. 

L'È FATT EL BECCH ALL' OCA. È failO 

il becco all' oca. Il negozio è con- 
chiuso, spacciato. 

Parer un oca imbalzada Parere un 
oea impastqjata. Si dice ad un dap- 
poco che non sappia uscir di nulla 
eh' e* foecia. 

VaTL a TOéOR IN DO* 'l TOÉUS IL 

JOCHi. Va alle forche. Va al barone. 
Sorta di villana imprecazione. 
ZoGAR all'oca. Fare ali* oca. V. 
Zogar. 
OcADA. & f. Melensagine. Scimunitagine, 
• atto da baggeo. 

^lòN. 8. f. Occasione. Congiuntura. 
Aspettar l'ocasiòn. Attendere il de* 
itro. 

CiAPAR l'ocasiòn. Appostare, Cor 
tempo. Cogliere il buon punto. 
Dar ocasiòn. Dar adito, luogo. Dar 
presa. 

In ocasiòn a vedrehma. Quando \ che 
sia vedremo. 

Presentars l'ocasiòn. Balzar la palla 
in mano. Portar il destro di far o 
dire una cosa a buon tempo. 
Occ*. s. m. Occhio. L'organo della vi* 



OC i5i 

sta. Le sifé parti sono: 

Baia Bulbo. 

Blanch • • • • Sclerotica. 

Cassa Occhiaja. 

Cóva. • . • . Canto, Coda, 
Lumen .... Pupilla. 
Crei dil palpebri. Nepitelli. 
Parpebli. . . . Palpebre. 
Pontén'na. • . . Caruncola lagri- 

male. 
Zercètt del lumen. Iride. 
Zìi Ciglia. 

Occ'. s. m. Occhio retto. Occhio e- 
ducato al vero che facilmente lo ap- 
prezza e ritiene. 

Occ'. 8. DI. T. de' Sart. Giro. Quel 
taglio in tondo parte nelle buste, 
parte negli schienali al quale è cucita 
la manica. 

Occ' alla luma. Cappellaccio, Modo 
col quale la nostra plebe suol allu- 
dere al cappello triangolare o arric- 
ciato. V. in Luma. 

Occ' A LA PADELLA. Gli OCchi a fllO- 

chi. Bada. Modi coi quali si richia- 
ma l'altrui attenzione sovra di una 
cosa. ' 

Occ' ARVÉRS. Occhi cerpellini, scer* 
pellati, scerpellini. Quelli che hanno 
ristrette ed arrovesciate le palpebre. 

Occ' BiANCH. Occhi chiari* 

Occ' BiRBòN. Occhi ladri, micidiali, 
che feriscono colla loro bellezza. 

Occ' BON* Occ^t aguzzi. Lincei o 
di Ltnce. 

Occ* CASTAGN. Occhi fcrrugigni, 

Occ' CH piANZEN. Occhi lippi. Occhi 
che corron lagrime, ma spesso per 
malattia. 

Occ DA BO. T. di Vet. V. Occiazz. 

Occ' DA GATT. Occhi ccsH , occhi di 
gatto, di color celeste, azzurrigni. 

Occ' DA GATT SORIÀN. Occhi luSSU' 

riosi. 

Occ' DA LADER. Occhi dì nibbio. 

Occ' DA PONDGA. Occhicttuzzacci, Oc- 
chi piccoli e maligni. 

Occ' DA SBiRR. Occhi di ramarro. 
Vivacissimi. 

Occ' D*ASSASSÉN Occhi truci , trucu- 
lenti, feroci. 

Occ' FURB. Occhi grifagni, furbi, 
accorti. . 



i52 



OC 



Occ* GONFI. Occhi inibambolati j cioè 
intumiditi dalle lagrlnie, 

Occ' GaAziòs. Occhi vaghi. Belli» 
leggiadri, soavi. 

Occ' GRis. Occhi vajati o glauchi» 

Occ' CROSS. Occhioni. 

Occ' IMPAPLÉNT PAPÉN SMARDLÈNT. 

Occhi cisposi, cispardi, lippi, che 
lagrimaoo per cisposità o lippitudine. 

Occ' INCANTA. Occhi fissi. Immobili. 

Occ' INCASSA. Occhi sfossati. Incava- 
ti , affondati, affossati. 

Occ' UAFòN. Occhiò volpigno. Che 
guarda sottocchi, di furto, di nascoso 
o furbescamente. Vale anche Ano. 

Occ' HEZ SARÀ. Occhi sbirciati. 

Occ' HORT IN TESTA. Occhi languidi, 
morti, abbattuti. 

Occ' NiGHER. Occhi ncri. 

Occ' Nizz. Occ^^t pesti. Sbattuti. 

Occ' piAKZÈNT. OccAt lagrimosi. Gron- 
danti di lagrime. 

Occ' PIÉN d' sanghev. Occhi di fuoco, 
Abbragiati, pieni d'ira. Infiammati, 
affetti d'oftalmia. 

Occ' POTÉN. Occhi sonnacchiosi. 

Occ' SBANDA. Occ^^t sbalestrati, mossi 
senza ordine e modo. 

Occ' sBATTù. Occhi languidi. 

Occ' sicuR. OccAt svegliali del molto 
veduto. (Pali.) 

Occ' SPALANCA. Occhi Usi, cioè in- 
tenti per vedere una cosa. 

Occ' SPAVENTA. Occhi spavcntattcci. 

Occ' STRALUNA. Occhi Stravolti. 

Occ' TORT. Occhi sbalestrati. Fuor 
di sesto. 

Occ' TURCHÉN. Occhi cHestri, cife- 
strini, azzurrigni. 

Occ' viv. Occhi [vivaci. Penetranti. 
*= Sotto il nome di occhi abbiamo 
inoltre i seguenti. 

Occ' DA iNESTAR. T. d' Agr. Occhio, 
Scudicciuolo, Scudetto. Pezzetto di 
scorza avente una gemma che si a- 
datta ad un altra pianta. V. Enta. 

Occ' DEL BADÌL. Bocciuolo» La parte 
ove si unisce al manico. 

Occ' DEL BATTÉNT. Gruccio. La parte 
del battaglio per la quale si lega al- 
l' anello della campana. 

Occ' DEL BROD. Scandcllc. Minutissime 
gocciole d'olio o di grasso galleggianti, 



OC 

quasi piccola maglia, $opra acqua o 
altro liquore. < 

Occ' DEL HANEGH d' MA GASSABCUàULA , i 

e simili. Orecchio. La parte par cui i 

si attaccano gli arnesi da cucina. Quel i 

della padella dal manico diritto dicesi \ 

Occhio. I 

Occ' DEL HARTELL CCC. OcchiO CoSl di« i 

cesi il foro del martello o della martetli* il 

na dov'entra il manico, e general- n 

mente chiamansi col nome Spocchia ì 

più e più cose che abbiano ud foro (ì 

tondo, come sarebbe quel foro che è i 

nella guardia della briglia, dove eo- ( 

trano i portamorsi, quel della bilan* n 

eia , della molla , della catena da muro i\ 

ecc. V. Occètt. 41 

Occ' DEL SÒL. Occhio del sole. Vale i 

la sfera solare. i 

Occ' d' gatt. T. de' Gìojell. BeUoe- % 

chio. Quella sorta di gemma che an« t 

che dicesi Asteria od Occhio di gatto. ^ 

Occ' d' gata. T. de' Gioj. Asteria, i 

Gemma assai dura, e difficilissima ad ■ 

intagliarsi, che fra le gioje bianche r 
tiene l'ultimo luogo, dicesi andie — • 
Occhio di gatta e Bellocchio. 

Occ' DLA CAMPANA. Ancljfi. Quella cam- 
panella che è nel fondo interno della 
campana alla quale si assicura il bat- 
taglio. 

Occ' DLA COVA DI PAVÒN. OccM. C08Ì 

dìconsi le belle macchie rotonde del- 
la coda d'un pavone. 

Occ' DLA MOÉULA. Occhio. Quel foro 
del coperchio della macine pel quale 
passa il grano che si va macinando. 

Occ' DLA VIDA, e simili. Gemma. 
— Occhio. — Quella parte dell'al- 
bero o pianta per cui essa pianta 
rampolla. 

Occ' d' mosca. T. de* Tip. Nompa* 
riglia minore. Il più piccolo de' ca- 
ratteri da stampa. 

Occ* d' na LiTTRA. Occhio. Il rilicvo 
delle lettere da stampa che serve a 
stampare. 

Occ' d' na mapa PIANA. Ancllo. 
Quella parte della bandella in cui entra 
l'ago dell'arpione. 

Occ' d' pavòn. Occhio» Finestra ro- 
tonda ed ovata che è per lo più al- 
r alto d' una facciata di casa o chiesa^ 



oc 

Ooc* d' un lIbsii. Antipùrta. Qud fo- 
glio che precede il frontispizio e che 
dà uo cenno soccinto dell'opera. 

Ooc' D*im PONT, d' oir pòrtegu. Luce. 
li vano tra l'un pilastro e l'altro, 
Ira runa e l'altra spalla, tra muro 
e muro. 

Occ* d' veder. Occhi vetrini. Que' 
vetri foggiati ad occhio che si pon- 
gono nelle vuote orbite degli animali 
imbalsamati» 

Ooc' o' ziYBTTA. T. Furb. Oce^t di 
civetta. Le monete d'oro. 

Occ* POLÉN. Lupinella. Sorta di callo 
detto cosi dalla sua forma. 

Occ* PORZÉN. T. di Vel. Occhio por- 
cino , od occhio piccolo. Quell'occhio 
del cavallo che è piccolo per diffetto 
di volume del suo globo, oppure per 
la ristrettexza dell'apertura delle pal- 
pebre, per cui imita l'occhio del 
porco. 

A coLP d'occ'. a prima giunta. A 

Krima vista. In un guardo. In un 
atter d'occhio. 

Alf BISOGNA AVER NÉ OCC', NÉ ORÉCCI. 

Va in piazza e odij torna a casa e 
godi. Bocca chiusa e occhio aperto, 
non ne fu mai gnun diserto. 

A occ*. In arcata. Per vista fugge- 
vole, con un sol guardo. 

A occ*. A occhio. Senza verun altra 
misura che della considerazione occu- 
lare. 

A occ' E CRÒSA. A occhio e croce. 
Alla grossa, senza minuta considera- 
zione. 

A occ* SARÀ. A chius* occhi. In tutta 
buona fede. 

A QUATTR occ'. Da solo a solo. A 
tu per tu, A ristretto. 

Aavm i occ'. Tener gU occhi aperti. 
Suro cogli occhi aperti. Fig. Sure 
allenti. 

Aavm jocc' a von. Farlo accorto, 
a Farlo ravvedere. 

Arvoltar j'occ'. Strabuzzare gli 
occhi. Stravolgere gli occhi affissando 
la vista. 

A TIR o'occ*. A vista d'occhio. A 
occhiata. 

Aver jocg' fodrX d' pèrsùtt. Aver 
sii occhi di dietro. Aver gii occhi tra 



OC 



45S 



i peli, Aver le traveggole agli occhi. 
Aver mangiato cicerchie. Non aver 
buona vista. 

Aver i occ' insonià. Aver gli occhi 
ira peli. Esser sonnacchioso, svegliato 
di poco. 

Aver un bell'occ' Avere una bella 
apparenza^ 

Barlusìr iocc*. Veder le lucciole. 
Provare un senso molesto di lucichio 
per soverchio acquitrino nell'occhio. 
BiANCH dl'occ'. Sclerotica. 
Cascar j occ'. T. di Agr. Ammuto^ 
lire. Dicesi degli occhi delle viti e 
degli alberi quando perdon le messe. 
Cavar jocc'. Cavar gli occhi, e 
scherz. Sdisocchiare. 
Cavars i occ'. Perder gli occhi. Sciu- 
par la vista con soverchi lavori o 
minuti rovinosi alla vista. Fig. — 
Azzuffarsi , Far alle ugnate come spesso 
usano le donne. 
CoLP d'occ'. Veduta. 
Con i occ' bass. il fronte calata. Con 
fronte vergognosa. 
Costar un occ' dla testa. Costar un 
occhio* Costar il cuore» Costar salato. 
Crodar iocc' DALLA soNN. Coscor di 
sonno. Aver gran voglia di dormire. 
Cusm JOcc'. T. de' Cacc. Accigliare* 
Cucir le palpebre agli uccelli di ra- 
pina per addomesticarli. 
Dar d'occ'. Guardare. Badare, ve- 
der d'occhio. 

Dar in tl'occ'. Dar nel viso. Vale 
mostrarsi troppo sfacciatamente. Dare 
negli occhi, allettare la vista, piacere. 
Dare nelf occhio, dar motivo di so- 
spettare. 

Esser in t' l'abondanza o in t* la 
MISERIA FINA A J occ'. Esscrc u gokt 
in checchessia. Essere in un mar d' ab- 
bondanza in un mar di miserie: 
essere ne' guai a gola: essere nell'o- 
ro a gola. 
Esser l'occ' dritt d' von. Essere 
V anima d* alcuno. Essere anima e 
corpo d'alcuno. Esserne l'intimo, lo 
strettissimo amico, esseme l'occhio 
diritto. 

Far brutt occ'. Far viso dell' arme, 
o il viso torto. Guardare a squarcia- 
sacco. Mostrarsi adirato. 



^AU OC 

Far l'occ' dbl bo. Guardar sospet' 
tosamente. 

Far occ' da pianzer. Imbabolare gli 
occhi le /tict. Dicesi del coprir gli 
occhi di lagrime, senza mandarle 
fuora. Far gli occhi rossi ^ mostrare 
di voler piangere. 

Farla sotta a ìocc'. Aceoccaria a 
occhi veggenti, 

Fars schizzar il zigoli in Ti occ'. 
Lasciarsi romper le noci in capo. 
Comportare ogni grande villania. 

Far tant d' occ'. Far gli occhioni. 
Sbarrare gli occhi per maraviglia. 

Gnir il luzzi a j occ'. Imbombolare. 
Pianger di tenerezza. Venir le lagri- 
ine agli occhi. 

Guardar d' mal occ'. Aver il sangue 
grosso con uno. 

Guardar sott' occ'. Guardar sottecco 
sottocchio. 

Incantar jocc'. Intendere gli occhi. 

In t'un batter d'occ*. Ad una ri' 
volta d'occhi. In un occhiata. 

LONTAN da j'OCC'y LONTAN DAL COèUR- 

La lontananza ogni gran piaga sana. 
Lontan dagli occhi, lontan dal cuore. 

Lusia J occ'. Far gli occhi luccicanti. 
Incominciare a sentir gli effetti del 
vino. 

Pagar l'occ'. Aver òcchio. Esser di 
bella apparenza. 

Pianzer jocc'. Aver lagrimazione 
d' occhi. 

Portar el capell foèura da ìocc'. 
Andare a fronte scoperta, cioè senza 
timore dì vergogna. 

Saltar a l'occ'. Correre all'occhio. 
Alla vista. Offerirsi subitaneamente 
agli ooehi, alla vista. Saltare agli oc- 
chi, essere chiaro, manifesto. 

Sarar cn occ'. Ber grosso. Passar 
una cosa a chius' occhi, simulando di 
esaminarla. 

Saver parars il buschi da j occ'. Sa» 
per levarsi i moscherini dal naso. 
Non si lasciar fare ingiuria. 

Sbassar jocc'. Calar gli occhi. 

Sbatter jocc'. Lappolare. 

Schizzar dl'occ'. Far l'occhiolino. 
Far d'occhio, accennar coli' occhio. 
Amiuiccare. 

Schizzar jocc'. Sbirciare. Soccbiu- 



OC 

dere gli occhi per vedere con 
cilità le cose minute, o guar« 
banda come fanno gli innamor 

Star con tant d'ocg'. Stare e 
ehio teso. Star con tutta l'attei 

Tgnir adré l'occ'. Tener V 
addosso. Stare attento a ciò e 
cuno faccia. 

Tgnir d' occ'. Tener V occhio ( 
ehessia. Osservare che altri non 
danneggi o rubi una data cosi 
nere a cintola, vale tenere uc 
presso di sé con gelosa cura. 

Tgnir un occ' sarà. Stare a 
Ulto. 

TlRARS EL capell IN t' J OCC'. 

Mandar giù la buffa. Operai 
riguardi. 

ToèuR jocc', ToèuR la vist 
barbagliare. Abbagliare, occhi 
re, offuscar la vista come fa ui 
luminoso ferendo gli occhi. 

Trar dla polvra in t'jocc'. 
polvere negli occhi. Afiiascinare 
rare. 

Trar in occ**. Buttar negli 
Rinfacciare. 

Voltar jocc'. Stralunare. S 
zare gli occhi. Moverli sconcie 
Cappoleggiare , il moverli co 
mente come fanno i moribond 
OccÉN. 8. m. Occhietto, Occhiuzi 
minut. d'occhio. 

OccÉN d' bo. T. d' Orn, Codib 
Uccello a gran coda frequente 
sebi ed anche ne' boschetti d< 
dini detto da Linn. Parus cau 

OccÉN d' pernisa. T. d'Agr. U 
dona. Varietà di uva poco n< 
noi tranne a qualche vilieultc 
stinto. 

Far OCCÉN. Fare agli occhi. A/ 
giare. Fare all'amore. V. in F 
Occétt. s. m. Occhietto, Occhiali 
Occèn. 

Occètt. s. m. Anello e dottr. 
re dell'ano. Quella musculatu 
fa guaina al meato dell'ano, l 
dice in senso assol. 

Occètt. s. m. T. d'Agr. Sc\ 
Scudicciuolo, Sorta d'innesto ( 
si addatta un pezzo di scorza 
scudo, che abbia un occhio 



oc 

S lemma, sul soggetto, in un apertura 
ktta a bella posta che si chiama por* 
teUa. 

OccÉTT. s. ra. Viso. V occhio de' fa- 
gioli nostrali, cioè quella parte nera 
e dora onde germogliano. 

OccÉTT. T. de* Fabb. Ferr. Anello. 
Quella parte della bandella in cui en- 
tra l'ago dell'arpione. Diconsi anelli 
incbe i cannelli delle cerniere. 

OocÉTT A PARPAJòN. Afiello od ali. 

Ogcétt a ponti. Anello a punte. 

OccéTT DEL CADNAZZ. Anello. Quel fer- 
ro Id coi entra il bastone del chiavi- 
stello. 

OocèTT DLA FORBSA. Anelli della for- 
Uee. I fori dov'entran le dita. 

OccÉTT DLA FORCADELA. Granchio. Quel 
foro della volticella ov' entra il piuolo 
del carrino. 

Ogcétt DLA SARADURA. Socckelta. Quel- 
la specie di anello in cui entra la stan- 
ghetta della serratura per tener chiu- 
se porte, finestre e simili. 

Ogcétt dla tasterà. Magliette de' ta^ 
tti. Sorla di anelli con due ali che 
dan leva a tasti. 

Occèrr pr'i ferr da tindén'na, e si- 
mili. Anello, Specie di chiodo a vite, 
a penta, o ad ingessatura, con un 
foro in luogo di capocchia. 
Occiada. &• f. Occhiata. Sguardo ed an- 
che tanta lontananza quanta può ve- 
dersi coir occhio. 

Dar dil ì occiadi. Occhieggiare. Dare 
furtivamente delie occhiate. 

Dar II' occiada. Dare una rivista. 
Cercar coli' occhio. 
, D* prim' occiada. Di prima presa. Di 
I primo lancio. 

£ssERGH n' OCCIADA. Esscrvi un gran 
\ tratto. 

Far dl' OCCIADA. Far occhio. Aggiu- 
gnere apparenza, far più vistoso. 
OociADÉii'ivA. s. f. Occhiatina. Occhiatel- 
la, sgoardolino, sguardo di passaggio. 

Dares dil i occiadén'ni. Fare agli 
oeehL Dar occhiate che vadano al 
CQore. 
Oocui. 8. m. Occhiali. Strumenti di cri- 
stallo o di vetro che si tengon davanti 
•^i oechi per ajutare la vista, e ve 
n'ha di varie fogge. 



OC 455 

OcciAi DA cavall. Paroocchù Ciò che 
si mette a' cavalli per riparo degli oc- 
chi. 

OcciAJ DA TESTA. BicìcU. Occhìali no- 
ti che si fermano alle tempia. Com- 
pongonsi di 

Care Snodi. 

Cassa. • ' . . • Cassa. 
Gambétti • • . Tempiali. 

Lenti Cristalli. 

Nasell .... Nasello. 
Zernerì . • . • Mastietti. 

OcciAJ DA NAS. Occhiali da naso. 
Quelli che han cassa e nasello senza 
tempiali. 

OCCIAJ PER drizzar LA VISTA. BczioH. 

Sorta di falsi occhiali che si usano per 
raddrizzare la vista dei fanciulli loschi 
da un occhio. 
Far j occiaj. T. di Giuoc. di Dama. 
Mettere tra due tavole, A quello de- 
gli scacchi si dice Dare a due pezzi. 
Occialar. s. m. Occhialajo. Occhialista. 
Artefice che fabbrica occhiali. Le ope- 
razioni, gli strumenti e le cose ad esso 
attinenti sono: 

OPERAZIONI 
DELL'OCCHIALAIO. 

Adattar il lenti . Addattar le lenti. 
Compagnar il lenti Pareggiare i fochi 

le lenti. 
Fnir a la forma . Levigare col bacitìo 

Lìgar Fermare la cassa» 

Montar il lenti . Armare le l^ti. 
Montar i canoc- 

ciaj . . • • Armare i cannoc' 

chiali* 
Mudar il lenti. . Cambiar le lenti. 
Provar l'occ* . . Applicare V ottime^ 

tro. 
Ridur il lenti. . Cambiar foco alle 

lenti. 
Sgrossar ala moèu- 

ia Arrotare una lente 

sul grajo. 
Tondar 'na lenta . Foggiarla col gri" 

satojo. 

STRUMENTI 
DELL' OCCHIALAJO. 

Forma .... Bacino, Piatta. 
Fusén .... Stecca* 



156 



OC 



Lima. . . 


. . Lima. 


Moèula . . . 


, Grajo. 


Morseti. . . 


. Morsello. 


RosghéD. . 


. . Grisatojo. 


TooajéD. . i 


. • Tanagliozza. 


Tòren . . - 


. 7omto a coppaja. 


COSE ATTINENTI 


ALL'OCCHIALAJO. 


Camp . . 


, . Campo del cannoc- 




chiale. 


Canoccial . 


. • Cannocchiale. 


Canoccial acroi 


ma- 


tich . . • 


. Cannocchiale aero' 



malico. 
Canoccial a gioren. Cannocchiale in a- 

sia» 
Canoccial da teater 
doppi .... Cannocchiale bi- 

noccolo. 
Canoccial da teater 
sempi. • . . Cannocchiale mono- 

colo. 
Canoccial sempi • Cannocchiale a iri» 

de. 
Cava concava . • Cava concava. 
Concava. . . . Concava. 
Convessa da du là . Convesso convessa^ 
Custodia d'j occìaj Conserva, Asluccio 

da occhiali. 
Foèughd*na lenta, fuoco. 

Lenti Lenii. 

Lorgnétta • • . Occhialino. 
Lorgnètta a susta. Binoccolo a molla. 
Lorgnétta a snoèud Binoccolo snodalo. 
Occìaj • • • . Occhiali. 
Occiaj da testa . Bicicli. 
Occiaj per drizzar 

la vista . • . Bezioli. 
Vidalba. • . . Ollimelro. 
OcciALÉN. s. m. Occhialelio. Piccolo oc* 
chiale. 

OcciALÉN. s. m. T. de' Scarp. Àlaba» 
Siro a occhi. Sorta di alabastro aga- 
tato, che mostra le sue sfoglie con- 
centriche come l'agata. 
OcciALòN. s. m. Occhialone. Accrescit. 
d' occhiale. 

OcciALóN. s. m. T. d* IttioL Occhione. 
Occhialone, melanuro, pesce di mare 
che somiglia all'orata, chiamato da 
Linn. Sparus melanurus. 



OC 

OcciALòif. 8. m. Oeehieggiaiore 
occhieggia, che guarda con ci 
compiacenza. Osservatore. 

Comprar del péss occialòk. 
Prendersi una guardata dicheeel 

OcciAROÈCLA. s. t Bocino oculare, 
setta che serve a lavarsi e a ba{ 
gli occhi. 

OcciAzz. 8. m. Ocehiaedo» 

OcciAzz. s. m. T. di Vet« Oeéh 

bue od occhio grosso. Dicesi di 

l'occhio del cavallo molto 8vila| 

che sembra voler sortire dall'or 

Far d' i OCCIAZZ. Fare occhiaeei 

OcciNÉN. s. m. Occhiolino. Piccol 

Occio. Modo Furb« passato però oc 
letto nostro con vari de' suoi s 
cati come p. e. Sia o Va a ri 
cioè sta circospetto. Guarda la g 
Non ti fidare. Adagio a ma pasi 
accorto e sim. 

OcciòN. s. m. Occhione. Grande o( 
OcciòN. s. m. T. di Mie Boleto 
Sorta di fungo velenoso che so 
ad un boleto tagliato per metà 
sua borsa; ma piuttosto raro tr 
Lo credo V Agaricus ovoidens I 

OccoRRENT. s. m. Occorrente. 

Occorrenza, s. f. Occorrenza. Bisc 

Occórrer v. n. Occorrere. Bisogo 
Per tott col ch* poéol occòrr 
ben essere, A cautela, cioè pe 
bendare in cautela. 

OcH. s. m. Papero. Il maschio de 
OcH MERGòN. T. d'Orn. Smer^ 
Mergòn. 

OcHÉN. 8. m. T. d'Orn. Paperottc 
colo papero. V. Och. 
OcHÉN. s. m. Fig. Denari» 

Ochén'na. s. f. Oca giovane. 
Occhén'na. s. f. Chiocciolina^ $ 
ciati na che fanno i fanciulH a 
di baco annodato. 
Ochén'na. s. f. Bericuocolo. So 
pane foggiato grossolanamente i 
intriso esteriormente di mele, e 
sa di zenzero la pasta di cui è 
posto. Se ne fa tra noi segnata 
nel di della Cristoforia. 
Ochén'na. s. f. Zuffolo? Sorla 
schietto rusticale di terra cotta i 
la rozza forma di oca e che s 
per un foro che ha nella coda. 



oc 

Ochén'na per meuf» Storditelh. 
OocHàTTA. 8. I. T. d'Orn. Oca granajo' 
la. Uccello di passo che vive nelle pa- 
ludi, d'onde la notte va a pascere 
ne' campi di grano p d'altri cereali 
eott grande guasto. È VAnas segetum 
Lino. 

Ogòn. s. f. Ocone, Paper one. Oca grande. 

Ocoif per nietaf. Slordilaccio. Gaslro- 

naccio è detto di un balocco rusticano 

da suonare per mattana Zuffolaceio. 

Y. Ochén'na. 

Ociu. 8. f. Ocra, Ocria. Sostanza ar- 
gillosa o silicea per lo più colorata di 
giallo. V. Bòi. 

OcTftOl. s. m. Dazio comunilatm. Quel- 
lo imposto sui consumo che si fa di 
Tino, bestiami, legna ecc. nell'interno 
di una città. 

Oculista, s. f. Oculista. Medico chirurgo 
applicato singolarmente alla cura de- 
gli occhL 

OCDLT. V. Scós. 

Ogioltar. V. Sconder. 

Ocopi. add. m. Occupato. Intento ad una 
cosa importante, ad uno studio. Affa- 
eendatOs occupato di cose manuali. 

OcuPAR. alt. Impadronirsi. Prender quel- 
lo che non è ancor di ninno. 
OcvpAB. alt. Occupare. Impiegare, 
dar lavoro. 
OcupAR att. Impedire. Tenere spazio. 

Odi. s. m. Odio, Avversione, Antipatia, 
Ripugnanza; ma ciò che ci nuoce o 
crediam che ci nuoccia eccita l'odio; 
ciò che spiace forte avversione; ciò 
che è opposto al nostro modo di sen- 
tire. Antipatia, ciò che non vorreb- 
besi vedere o fare ripugnanza. La 
prima causa dell'odio è il Disamore, 
Gn» in odi. Rendersi odioso. Odie- 
vole e in altro signìf. Venire a noja. 
Mettr in odi. Rendere odioso. Met- 
tere in odio o in disamore. 
Tcnm l'odi. Covar l'odio. Mante- 
nere l'odio. 

Onà. add. ra. Odiato. Avuto in odio. 
Esser odiX. Essere il malveduto. 

Odiar, att. Odiare, Astiare. Aver in odio, 
in rancore. Esser d'amaro animo. 
Pars odiar. Incorrer nell'odio. Pre- 
giudicarsi neir affetto di qualcuno. Es- 
sere in dispetto. 



OD 



157 



Odieren. add. Odierno, Del di d'oggi* 
Odios. add. m. Odioso, Odievole, Odiabile* 
Odiosità, s. f. Odievolezza. Odio. 
Odor. s. m. Odore. Evaporazione di sot- 
tilissime parti de' corpi che muove il 
senso dell'odorato. 

Odor. s. m. T. de' Bac. Esalazioni 
pùtride. Lo stato dell'aria di una bi- 
gattiera ove per malattie de' bachi 
l'aria sia fetente per esalazioni ani- 
mali. 

Odor. s. m. T. de' Vin. Secco o Sec- 
core. Il vizio che prende il vino posto 
nelle botti rimaste vuote lungo tempo. 
Legnoref l'odore di legno che con- 
trae il vino posto in una botte nuova 
e non avvinata. 

Odor bon. Fragranza. Olezzo, soa- 
vità. 

Odor catti v. Sito, puzzo, puzza, 
lezzo, tanfo. Mal odore. V. Spuzza. 

Odor d' bacala. Rancidoref 

Odor d' bissa. V. Odor d' muse'. 

Odor d' brusà. Leppo. Fumo puzzo- 
lente che esce da materie untuose ac- 
cese. Pazzo d'arsiccio, dicesi l'odo- 
re di cenci abbruciatisi, della carta e 
sim. 

Odor d' cispa. Puzzo di sterco, e 
scherz. Slercore. 

Odor d' crava. Caprore. L'odore 
particolare delle capre. Ircino dicesi 
a quello del becco, della pecora e sim. 

Odor d' fià. Fiatare. 

Odor d' fortCnm. Fortore. Forzore. 

Odor d' frescùmm. Lezzo di mucido. 

Odor d' i<umategh. Mucido. Dicesi 
dell'odore della carne vicina a putre- 
farsi. 

Odor d' massa. Sito di letame. 

Odor d' muffa. Sito muffigno. 

Odor d' muso'. Odor muscato. Odor 
di muschio. 

Odor d'oèuv marz. Nidore. Puzzo 
nidoroso. 

Odor d' pantXn. Sito di pantano. 

Odor d' pitanzi. Odor di cottura. 
Odor di vivande. 

Odor d* salvXtech. Usta. V. Fil. 

Odor d' sarà su. Sito di rinserrato. 

Odor d' scapén. Leppore di riscal" 
dato, L' odore che prende il cacio per 
Il soverchia fermentazione acida. 



458 



OD 



Odor d' strazz. Cenciume. 

Odor d' suffrìtt. Leppo. 

Odor d* zimsa. Puzzo di cimice. 

Bo!« ODOR. Iron. Ambretta. Dieesi di 
materia fetida che mandi mal odore. 

GiAPAR dl'odor. Impuzzolire^ Im* 
puzzare. Divenir puzzolente* Pigliar 
di sapiente. 

CoNOssER A L* ODOR. Conosccrc a fiuto. 

Dar dl'odor. Odorare^ rendere o« 
doroso. Inodorare. 

Gnan l*odor. Nemmen per sogno. 
Dir si suole a chi ci richiede di cosa 
che non si vuol dare. 

La botta sa sbhper del so odor. 
La botte non può dare se non del 
vino ch'ella ha. Ciascuno fa azioni 
conformi a sé stesso, e si piglia sem- 
pre in cattiva parte. 

Mandar dl'odor. Esalare, ed anche 
Putire e Olezzare. 

Saver d*odor. Odorare, Gettare, 
mandare odore. 

Saver d' tutt jodor bon. Saper di 
mille odori. Aver gran fragranza* 

Saver d' tutt j odor foéura del bon. 
Putire. Ammorbare. 

Senz'odor. Inodorifero, Inodorabile. 
— Inodore. — Che non rende odore. 

SiNTiR l*odor. Annasare j Fiutare, 
Odorare. Ma si annasa l'uomo; si 
odora un frutto o fiore; e si fiutano 
gli affari altrui. 

Sintir l'odor. Fig. Subodorare. A- 
ver sentore di alcuna cosa. 

L'oDORANT. T. Furb. // fiore. 
Odorar. V. Nasar. 
Odorat. s. m. Odorato, Fiuto. Senso, 

organo e facoltà dell'odorare. 
Odorazz. s. m. Scompuzzamento. Odo- 
raccio che ammorba. 
Odorén. s. m. Odorino. Odoruzzo. 
Odorùzz. s. m. Odoreltuccio. Cattivo 
odore. 

Mandar dl' odorùzz. Odoracchiare. 
Mandar odore cattivo. 
Oe. Eh, Ehi, Oh, Olà, Inlerjcz. appel- 
lativa; ma usasi anche in senso di 
riprensione. 

OÉ oÉ. V. Uè uè. 
Oèuh! Che cosa/ (Jome / Esclam. di ma- 
raviglia. 

OÈun atter! Anzi più! Molto più. 



OE 

Oèoli. V. Cont Olio. V. Oli. 

Obuv. s. m. Uowi. Parto dl di ver 

mali, bisognoso di perfezione e 

fuor del ventre delhi madre. I 

di quello della gallina e sim. s 

Baia Tuorlo. 

Ciar Chiara, Alt 

Cui Polo del fot 

Galladnra • . . Cicatricula. 

Guss Guscio. 

Occ' dia galladura. Alone. 

Pela Panno. 

Ponta .... Punta, Poli 

Oèuv. s. m. T. de* Bac Do 
Smenta. 

Oèuv alla trippa. Uovo tr 
Cotto sodo e affettato come la 

Oéuv balarén o ch' gioca. Uo 
lacchio o boglio. Uovo molto 
e quasi guasto. 

Oèuv bazzòtt. Uovo bazzotti 
tanto cotto. V. Oèuv tener. 

Oéuv bendètt. Uovo benedette 



Oèuv BRINA. Uovo sorbite, e 
nero. 

Oèuv calant. Uovo scemo. 

Oéuv ch'es grufa coséno. 
aggroppiscono. 

Oèuv cmenz. Uovo nonnato. 
non per anco perfezionato che 
glie dal ventre della gallina sv 

Oèuv con du tòrel. Uovo gei 

Oèuv cott. Uovo lessato. 

Oèuv da tgnir. Uova serbatole. 
per lo più nate in agosto. 

Oèuv di moscòn. Cacchioni. 
che le mosche generano nella 
che divengono poi bruchi. 

Oèuv dl'assénsia. Uovo dell 
sione. L'uovo nato in tal di 
duto dalle donnìcciuole rimedi 
tiferò a tutti i mali, e dicoi 
mai non si corrompe. 

Oèuv d' rana. T. Dot. Erba i 
Pianta comune ne' luoghi pali 
ramosa e le sue foglioline sono 
di vescichette piene d'aria. S| 
galleggiante sull'acqua. E V 
laria vulgaris di Linn. 

Oèuv dur. Uovo sodo. 

Oéuv éndes. Endice, Guarà 
Uovo di marmo o d'altro che 



OE 

scia nel nidio delle galline quasi per 
mostrar loro dove hanno ad andare 
a far le loro uova. 

Oéuv FRBSCH. Uovo fresco. Nato da 
poco tempo. 

Oédv fritt. Uovo affrittellato. 

Oéuv calia. Uovo gallato^ aggallato^ 
fecondato. 

Oèov GUAST. Uova barlacchie, borie. 
Uova fracide. 

ObUV in CAMISA9 BAGN MARIA. UoVO 

affogato. Rotto, sommerso e cotto 
nell'acqua bollente. 

Oèuv IN TBL BUTTÈR. Uova al tegame. 

Oèuy lottegh. Uovo abortivo, senza 
guscio. 

OiuY VIGA GALL\. Uovo subventatieo. 
Uovo infecondo, non atto a covarsi. 

Oàuv pU. Uovo mondo. 

Obut ras. Uovo pieno, 

Oéuv ROSS o COLORA. Uovo r0880, 
dipinto. 

Oèuv sbattù. Uovo sbattuto» 

Oéuv staladL I7ovo stantio. Che guaz- 
xa nel goscio. 

Oéuv tener. Uovo hlleroy tenero, 
tremolante, bazzotto. Quello che ha 
sodo Talbame e semifluido il tuorlo. 

Andar in zima a joéuv. Andar in 
biKeo. Si dice di chi, andando, tocca 
tqppena terra. 

An far più l' oéuv. Avere il ristretto. 
Dicesi delle galline quando più non 
fiinno ova. 

Aver serper j oéuv i pizzòn. Aver 
la zanghinaja. Esser tra il letto e 
il letlueeio. V essere in quella abi- 
tuale indisposizione di chi non è sem« 
pre malato ma non è mai ben sano. 
— Aver uova e pippiont — Essere 
uscito appena da un intrico e già 
trovarsi in un altro. 

Brinar j oèuv. Volgerli nella cenere 
calda. 

Cordar joéuv in t'bl cavagn. Ac' 
conciar V uova nel paniere, Accomo* 
dar bene ì fatti proprii. 

Esser che toéur un oéuv, cmé sorbir 
ON OÉUV brina. Esser loppa, come 
bere un uovo. Esser cosa agevolissima 
a farsi, od a riuscire. 

Far correr joéuv su pr*i bastòn. 
Mettere un legno su per un bastone. 



OF 



159 



Lo stesso come Mostrar lucciole per 
lanterne. Far vedere ciò che non può 
essere. 

Far UN OÉUV foéura del cavagn'. 
Far un oéuv lòttbgh. Per metaf. Uscir 
del manico. Uscir di passo. Far ciò 
che non si suole e non si deve. 
Metter j oéuv. Porre le uova. Porre 
la chioccia. Metter le uova sotto la 
gallina, ond'ella covi. 
PiÉN CMÉ UN OÉUV. Picno zcppo. Pie- 
nissimo. 

Yrer joéuv, la 6ALÉN*NA e el gul 
CALD. Voler la moglie ebbra e la 
botte piena. Desiderare più comodità 
ad una volta anche dove non è fatti- 
bile. Volere uova e pippioni. 
ZuGAR A J OÉUV. Fare a metti V ovo. 

Oféla. s. f. Offella. Sorta di vivanda 
fatta di pasta dolce. 

Ofender. att. Offendere. Far offésa, ol- 
traggiare. 

Ofenders. n. p. Offendersi, Chiamarsi 
offeso. — Pigliare a male, recarsene, 
aversene per male. 

Ofensiv. add. m. Offensivo, Offendevate. 
Che offende. 

Ofensor. s. m. Offendltore, Offensore. 

Oferta. s. f. Offerta, Profferta. 

Ofés. Offeso. Dal verbo Offendere. Vale 
anche Danneggiato. 
CiAVARS OFÉS. Recarsi checchessia 
per offesa. 
Restar ofés. Fig. Restar mutilo o 
gtiasto. 

Ofésa. s. f. Ingiuria, Contumelia. Ma 
la contumelia è più grave; poi si fanno 
si dicono le ingiurie; le contumelie 
si dicono, non si fanno. Offesa è l'ef- 
fetto dell'ingiuria. Onta è una grave 
ingiuria. Insulto è ingiuria mista di 
scherno. 

Ofizi- s. m. Uffizio. Ore canoniche del- 
la chiesa. 

Ofizi. s. m. Ufficio. Cp^^ìco di magi- 
stratura altro. Impiego. 

Ofizi. s. m. Oficeria. Luogo dove 
si esercitano gli ufìci. Ufficio e Uffi" 
zio, sono in questo significato voci 
dell'uso amm. 

Ofizi. s. m. Scherz. // libro delle 
quaranta. 11 mazzo delle carte da 
giuoco. 



463 OL 

Oliar, s. m. Fatiojano. Colui che lavora 
al failojo (Tore* da l'oli). Le opera- 
zioni, gli strumeoli e le cose atUoeoti 
al iallojaDo sooo; 

OPERAZIONI 

DEL FATTOJANO. 

Armasnàr . • • Rompere i pastoni, 
Coéaser la pasta. Riscaldare la pasta, 
Masnar i vìnazz . Macinar le vinacce. 
Mesdar la pasta • Rivoltar la pasta. 
Mondar i garroèuj. Mondare i gherigli. 
Ròmpr il nòsi. . SgherigUare. 
Torciar la pasta • Spremer V olio. 

STRUMEiN[TI 
DEL FATTOJANO. 

Fornèll • • * . Fornello. 

• Gròla Frantojo. 

Padela . . • • Caldaja. 

Pala Mestatoio. 

Pila da Foli . . Pila. 
S'ciavén*ni • . . Terzoni. 

* Tore'. .... Strettoio. 

COSE ATTINENTI 

AL FATTOJANO. 

Armàsen . . . Mezza pasta. 
Fugazzi d' panèll . Pastoni. 

Nòsi Noci. 

Oli 0/fo. 

Pasta Pasta di semi. 

Yinazz .... Vinacciuoli. 

: Oliar, s. m. Oliandolo. Colui che 
vende o rivende Tolio. Oliaro. 

Oliar, att. T. di Gualch. Inoliare. 
Ugner d'olio la lana per lavorarla. 

Olién. V. Oliar. 

Oliént Inoliént. Oleoso, Olioso. Che 
ha in sé dell'olio. 

Oliéri. s. f Ampolle, Ampollette, Am- 
polline. Vasetti di vetro o di cristallo 
entro cui riporre olio ed aceto da 
darsi in tavola. V. Portolièri. 

Oliòs. add. m. Oleoso, Olioso, Oleaceo. 

Oliva, s. f. T. Rot. Ulivo, Olivo. Albe- 
ro che produce le ulive detto da Linn. 
Olea europaea. 

Oliva da frutt. Oliva gaietta. V. 0- 
liva da tgnir. . 



OL 

Oliva da oli. Olivo, Ulivo. 1 
ciaiBO cosi l'ulivo infrantolo n 
ad aeconciarsi. 

Oliva da tgnir* Uliva grossa 
dolcire, o GaUUa. Volea eu 
saliva m^or L. 

Oliva fatta. Uliva inoliata. 

Oliva hostraha. Ulivo mar 
Sorta di ulivo che per esser 
soggetto a patir il freddo allig 
noi ma in pochi luoghi. 

Oliva salvatga. Ulivaggine, 
Siro, Volea europaea sylvestr 

Oliva smaga. Uliva calterita. 

Oliva, s. f. T. degli Oref. / 
Uliva. Rottone di figura ovata 
nelle gole e negli sgusciati. 

Rroca o'oLi?A. Libbia. Ramo 
vo potato. Ulivo quella libbia e 
si. ai popoli per divozione. 

RuTT dl' oliva. Mignolo e die 
gnolare al germogliare dell' uli 

DoMBificA dl' OLIVA. La domenù 
livo delt ulivo o delle palmt 
la in cui dalla Chiesa si benedice 

Mauttia dl' oliva. Chiodo. S 
malattia che attacca l' ulivo < 
spesso perire. 
Olivi, s. f. T. di Cuc Ulivi accon 
diconsi le ulive purgate col ra 
quindi con acqua salata ad usi 
Vanda. 

Regh dil i olivi. Beco ( Tose, 
me che rode e guasta le .ulive 
chilo, vale tocco dal beco. 

RosGu d'olivi. Uliveto. 

Cattar il ì olivi. Rassettare l 

Mettr in uassa il j olivi. Me 
ulive in caldo. Ammontarle a i 
si riscaldino per trarne l'olio. 

PiÉN d'olivi, illivato. agg. di 

no coltivato a ulivi* 

Olivaster. add. Ulivastro, Ulivu 

color d'ulivo 9 che tende alio 1 

Olivetta, s. f. T. de' Libr. Bruco 

pina. Quella parte del brucc 

libro che entra nella staffetta. 

Olivott. s. m. Oliva grossa. V, 

da tgnir. 

Olivott. s. m. T. de' Sart. Ni 
Nappetta a oliva. Quella che s 
negli abiti per ornamento e a 
di bottoni. 



OL 

OtL. T. Boi. Alno. V. Lodàn. 
Olla. s. f. Caldano f Vaso di terra cotta 
greg^, eoa manico di fil di ferro, 
ad uso di eoDtener fuoco per ìscal- 
darai. V. Maridén. 
Ouu. 8. f. T. Bot. Olmo, Quell' ol- 
mo propriamente che si coltiva ad al- 
to fusto, ed è pianta ombrosa pe' luo- 
fjbi di passeggio. L' ulmus latifblia L. 
OuiiTT. 8. m. Olmieino, Piccolo olmo. 
Oltibmìr. s. m. T. de' Pitt. Azzurro 
oUramarino. Colore più pieno e più 
vivo dell'azzurro ordinario, e il più 
bello tm tutti gli azzurri. Serve a di- 
pingere a olio, a fresco e a tempera, 
e si fo di pietra detta lapislazzuli. 

Oltreiàb ORoiNABi. T. de' Pìtt. Az' 
zurro di eohalto. Composto di allumi- 
na e di fosfato o di arseniato di co- 
balto, che può surrogare 1* oUramari- 
no nella pittura sulla porcellana. 
OltibvI. Sctìmeisa o Posta. É doppia 
multipla secondo che un terzo fa o 
giooea fissando le sorti sopra un giuo- 
cttore, o l'esito di una giuncata. 

Far l'oltrevà. Scometlere o dupli' 
tot la posla^ 
Oi. 8. m. Uomo. Animai ragionevole. Al 
plurale uomini. Le parti principali del 
corpo dell'uomo sono: 

Bimz Braccia, 

Coli CoUo. 

Gièossi • . • • Coscie, Cosce* 
Gambi .... Gambe, 

Han Mani. 

Pftnza .... Pancia, Venire. 

Ptt Piedi. 

Rén'ni . • • • Renù 
Sdién'na • • . Schiena. 
Stomegh. • . . Stomaco, Petto. 
Testa. . • • • Testa, Capo. 
T. queste voci per le singole sue parti. 

Oh, per servitor o lavorant. Uomo, 
e si dice spesso per accennare una per- 
lana soggetta. Manderò i miei uomi" 
n. Ho detto al mio uomo, suolsi 
indie dire invece di marito. 

Oh A LA MAN. Uomo accostevole, trai' 
Mite, di facile accesso. 

Oh all'antica. Uomo alla buona. 
Di eostumi all' antica. 

Oh bestial. Uomo di sangue bestia' 
le. Ferrino. Feroce. 



« 



OM 163 

Oh cu£ fa il fatturi da donna. 
Donniciuolo (Fior.). 

Oh da ben. Uomo dabbene. Di buona 
vita. 

Oh d'abitudina. Abitudinario. Che 
opera per abitudine. 

Oh da ca. Massajo, casalingo. Uomo 
che attende alle cure domestiche. 

Oh da cesa. Uomo d' anima. Che at- 
tende alle cose spirituali. Y. Oin d' ce- 
sa. 

Oh da cobda. Alzalo, Alatore. Colui 
che a piedi o a cavallo tira l'alzaia e 
che dicesi anche Bardotto, 

Oh d'affari. Uomo da maneggi. Da 
negozii, da faccende. 

Oh da fidabs. Uomo di recapito. 
Uomo capace di eseguir bene e oue- 
slaiuente una cosa. 

Oh da gnènt. Pattonajo. Spulcialetti, 
uomo da nulla, uomo da succiole. 

Oh da lavób. T. d' Agr. Xavora/ore. 
Opera. 

Oh da honta. Accostarello. Colui che 
guida e regola lo stallone o il (oro. 

Oh da pabér. Uomo assennato. Pìen 
di senno, savio, giudizioso, e per 
ischen&o Bacalare, Baccelliere, Bar- 
bassoro, 

Oh da sudiziòn. Uomo contegnevole , 
Autorevole. Di aspetto severo o grave. 

Oh da thtt. Uomo di tutta botta. 
Atto a qualunque cosa. 

Oh d' cabatteb Uomo di garbo. Os- 
sia d' onore, da bene. Uomo di conto. 

Oh d' cabtéll. Uomo di pezza. Di 
molto nome. 

Oh d' cesa. Scaccino. Quell' inservien- 
te che vigila la chiesa e n' è custode. 

Oh d' coèub. Uomo di buon cuore. 
Soccorrevole generoso. 

Oh de stahp. Uomo di garbo, da be- 
ne, d'onore, di riputazione. 

Oh d' fabbbica. T. de' Liq. Brucia* 
tore. Colui che bada al limbicco e di- 
rige la distillazione del vino. 

Oh d' ferr. Uomo ferrigno. Basirà - 
cono, uomo gagliardissimo. 

On d' fidegh. Uomo di petto. Corag- 
gioso, ardito. 

Oh d' FoèuGH o precipitòs. Uomo 
rotto. Subito all'ira, precipitoso. 

Oh d*inzign. Uomo assennato. Con* 



164 



OM 



9Ìderato. Persona di consiglio» e pru- 
denza. 

Oh dla legià. Uomo di calca. Com- 
pagnone. 

Om d* legn. Automa j Automato, Uo- 
mo sciocco che si muove come una 
macchina. 

Om d' mono. Uomo spregiudicato. 
Raffinato. Reso accorto, disingannalo, 
di liberi senlioienli, leale, non sog- 
getto a pregiudizj. Uomo di mondo, 
in buona lingua significa uomo mon- 
dano, che attende alle cose sensuali. 
Cosmopolita', dìcesi chi conosce il mon- 
do praticamente e vive dovunque. 

Oh d* or. Coppa d' oro. Uomo eccel- 
lente. 

Om d* parola. Uomo della sua pa- 
rola. Che mantiene la promessa. 

Om d' riguard. Uomo di qualità, di 
conto, di allo affare. 

Om d' spiRiT. Uomo brioso. Vivace, 
di spirito. ^ 

Om fatt. Uomo fatto. Che ha pas- 
sata l'adolescenza, ma non è giunto 
alla vecchiezza. 

Om FREUD. Cencio molle, Pulcin ba- 
gnato. Uomo di poco spinto. In altro 
signif. Uomo impassibile, 

Om posil. Uomo composto. Ordinato, 
assennato. 

Om pr' I VESTÌ. Stanga. Legno per uso 
particolare di sostener vesti o simili 

Om pr' 1 CAPEJ. Cappellinajo. V. Omén. 

Om regola. Uomo assegnato. 

Om satùren. Uomo cheto. Che fa po- 
che parole. 

Om secch. Uomo segaligno. Scarmo 
della persona, con l'ossa spolpate. 

Om senza caratter. Tecomeco. 

Om sgruzz. Uom selvatico» Rozzo, 
disobbligante, intrattabile, di male ma- 
niere. 

Om sutt. Uomo adusto. Scarso di 
carne. 

Om vagh. Uomo falotico. Fantastico, 
Cervello a orinoli. 

An ghè barba d'om che ola vaga, è 
non gli crocchia il ferro. Dicesi di 
chi sa tenere il bacile alla barba di 
tutti. Ch'è dotto, saputo. 

Aver d* l* om. Aver della maschiezza, 
del virile. 



OM 

BoN om. Uomo dolce o di 6tiO 
sta, cioè di piacevole e buona 
Buon uomo, vale uomo da be 

Da j om smort e senza barb^ 
m'in guarda. Poca barba e me 
re, sotto il del non v' è il pi 

Da om. Assennatamente. Giuo 
mente. 

Far l'om adoss. Prendere un 
addosso ad alcuno. Aggirarlo < 
vuole : farlo star cheto per bella 

Far l'om d'importanza. Far 
cente. Sputar tondo. Atfettar e 
re, o usar maniere gravi. 

Far l'om noèuv. farsi st 
d' alcuna cosa. 

Fars om. Metter persona. Ci 
farsi più grande. Fig. Venir a 
Far il suo dovere. 

J OM grand an BÀDEN EL CAGNAl 

quìla non piglia mosche. Pi 
chiaro signiGcato. 

L' É CN OM CHE GH' VEDA, i 

scodala. Ha pisciato in più 
ne{/e. Ha scopalo più d'un ce 
il diai^olo in testa. É astutissin 
facile d'essere aggirato* 
L' OM. Iron. // pollastrone. V 
to, il Fra Fazio, il merlotto che 
pelare. 

L'OH PROPÒNA, E al SgnÓR I 

L'uomo ordisce, e la fortune 
Prov. che denota la fallacia d 
positi umani. 

L* OM SALVÀTEGH. V OrCO. N( 

spauracchio pe' fanciulli. Vi B 

cl' om. Buon uomo. Modo e 
mar uno di cui non si sappia il 

Trovar l' om. Trovare il colai 
pelare, 

VoÉuJA d' om. Affamatuzzo, 31 
lino. Scricciolo, Cazzatello» 
sconciatura. 

ZiHA d'om. Uomo di vaglia^ 
za, di conto, 
Ohara. s. m. Omaccio, Mal uom 

tivo uomo. Satiraccio. 
Omazz. s. m. Omaccio. Uomo rot 
uomo. Villanaccio, ma in sensi 
svilitivo di Omara. 

BoN OMAZZ. Omaecion da bei 
stricciano. Bonaccia. Uomo di 
pasta. 



OM 

Omazzòn. 6. m. Omaccioìfie, Uom fatticcio, 
di grosse membra, beo complesso. 

OuAZéif. s. ro. Bacio. Nome di sito o 
piaggia volta a tramootana. Contrario 
di solatìo. 

All' ohbazén. A bùccio. Ài rezzo , 
air uggia. 
OiBBRLAiu. 8. f. Ombrellata. Colpo d*om- 

brello, 
OiBERLiR. 8. m. Ombrellaio j Ombrel' 
Uere. Colui che fa gli ombrelli. Le 
opcraziooi, -gli strumenti e le cose 
attinenti alF Ombrellaio sono le poche 
seguenti: 

Fil ferr . • . . Sor/icra, 
Forbsa .... Forbice. 

Gocci Aghi. 

Offlberlén . . • Parasoli. 
Ombreli. . • . Ombrelli, 

Seda Seta, Stoffa. 

Tela inzrada . • Tela cerata. 
Tonajén. • . . Tanaglielta. 
Trapanètt . . . Trapanello. 
Y. Ombrela. 
OiBsaLéif. s. ro. Ombrellino, Ombrellino. 
Piccola ombrella. 

OiBERLÉN* s. m. Parasole, Solecchio, 
Soticchió. Ombrellino di lusso che fa- 
cendo ombra serve alle Signore a pa- 
rare il sole, y* Ombrela. 
OiBEELÉN. s. m. T. Bot. Pimpinella 
romana. Pianta comune ne* prati che 

I ba qualche somiglianza col petrosclino, 
detta da Linn. Tordylium officinale. 

i OxBERLÉN DA COMUNIÒN. Baldacchino 

\ in asta. Baldacchino ad un asta sola 
che si porta sopra il sacerdote quan- 
do si reca agli infermi col Ss. Viatico. 
Dicesi anche Ombrellino. 
OiBBBLòN. s. m. Ombrellone. Y, di reg. 
Grandissimo ombrello usato per io 
più da dji ha bottega in luogo aperto 
per ripararsi dalla pioggia. 
(hiBBA. 8. f. Ombra. Oscurità che fanno 
i corpi opachi alla parte opposta del- 
la illuminata. V. Ombasén e Ombria. 
Ombra. 8. f. T. di Giuoc. Ombre. 
Celebre giuoco di carte. <— Ombre 
dicesi ancora il giuocatore che fa giuo- 
co, e Contr' ombre colui de* compa- 
gni che ha buono in mano per fargli 
contro* Gli altri suoi termini sono 
Mattadorij Spadiglia o Fulminante, 



OM 



165 



Maniglia e Basto; Codiglio, Casco, 
(Mascherone, Cartiglia, Palo, Baz- 
ze, Rubare, Carte d'alzata. Car- 
te rubate o rubate in fola. Far pop- 
paleggio. Trionfi di passo ed aria. ecc. 
che non hanno corrispondenti nel 
dialetto. 
Ombra, s. f. T. Pitt. Ombra. Colore 
più o meno scuro che rappresenta 
l'ombra vera de* corpi. Mezzombra 

10 spazio che è tra il lume e 1* ombra. 
Sbattimento l'ombra che gettano i 
corpi percossi dal lume. Ombra ab- 
bacinata ombra quasi velata. 

Ombra o rifléss. Bambola, Postilla, 

11 riflesso delia propria effigge nello 
specchio. 

Ombra. Fig. Apparenza, e in senso 
pregiudicato — Fantasma, Spelro. 

Ombra di còpp. T. di Vet. Apoples- 
sia cerebrale. — Colpo di sangue. — 
Congestione cerebrale a cui vanno 
soggetti i majali, cosi detta da un 
ubbia del volgo che la crede cagionata 
dallo stare i majali all'ombra. 

Ombra dil pianti. Ombra, Rezzo, 
Uggia, Aduggiamento, Ombrosità, Om- 
brato. Quell'ombra che fanno le fron- 
di degli alberi riparando i raggi dei 
sole. Ma Rezzo vale propr. Fresco 
d'ombra. Uggia e Aduggiamento mal 
ombra che nuoce alle piante vicine. 
Ombrosità ^audc oscurità di ombra. 
Ombralo luogo ombroso per luolt' al- 
beri. Ombrella il trailo di terreno 
sul quale stendesi l'ombra. 

Aver ombra. Aombrare, Ombrare, 
Temere, e dicesi più propr. del ca- 
vallo e sim. 

Aver ombra d' von. Prender ubbìa. 
Pigliar ombra, insospeuirsi. 

Ch' fa ombra. Ombratile. 

Dar ombra. Dar ombra, a martello. 
Dar gelosia, far ombra, dar sospetto. 

Gnan pr' ombra. Nemmen per sogno. 
Modo di negare. 

Star a l'ombra. Meriggiare. Passar 
l'ore calde del giorno all'ombra. 

ToÈUR OMBRA. Ombrare. V. Inombrars. 

Un ombra, 'na cosa da nient. Un mi- 
nimo che. Un nonnulla. 
Ombra, add. m. Ombrato, Ombreggiato. 
Da ombrare. 

il 



166 



OM 



OmJ3Reggia4ì. alt. T. de* Pitt. Ombrare j 
Ombreggiare. Far nelle pitture quel 
lavoro che chiamasi ombra per dare 
alle figure il dovuto rilievo. 

Ombrbla. Ombrello, Parasole, Ombrel- 
la, Parapioggia, o Paracqua (Luccb.). 
Strumento con che parare il sole e 
l'acqua. Però sembra che meglio si 
direbbe Ombrello o Parasole a quello 
strumento che serve a far ombra, e 
Parapioggia o Paracgua a quello con 
cui ci difendiamo dalla pioggia quan- 
do piove. Solecchio per Ombrello non 
è più in uso. he parti dell'ombrello 
sono; 

Bastòn • . • • Asta, 
Canon • • • . Canna, 

Fètt Spicchi. 

Fóp dia susta • , Fesso del cannello. 
Forzèli • • » . Coniroslecche. 
Manegb • . » . Manico. 
Pontal • • » • Puntali, 
Quattaja. • . . Spoglia. 
Roobett del canon. Nodo delle contrO' 

stecche. 
Rochett dil stecchi Nodo. 
Stecchi . . , , Stecche. 
Sustì , , . • . Mollettine* 

Véra Puntale. 

Zercett dia véra . Ghiera. 
L'oHBRELA. T. Furb. La rovere. 

Ombrén'na. s» f. Ombrina^ leggiere om- 
bra. 
Ombrén'wa. «. f. T. d'Itt. Ombrina. 
Pesce di mare di delicato sapore det- 
to da Linn. Sciaena umbra. Ombri- 
netta dimin. 

Ombri, s. f. Ombre. V. d'u. Specie di 
fjsintasn^agoria che si produce con fi- 
gure d*Qgni specie fatte passare die- 
tro una carta dallfi parte del lume 
fingendo commedie e prestando voce 
alle figure stesse. 

Far vÉDE{i IL f ombri. Far lo spetta- 
colo ombratile. 

Ombrìa, s» f. Rezzo, Bacio, Uggia. Pro- 
priamente ombra cagionata dalle fron- 
de degli alberi che parano i raggi del 
sole. Ombracolo. Il terreno che per 
essere troppo ombreggiato dà poco 
frutto dicesi Salvaticp. 
A l'ombrìa. Al rezzo. A bacio. 

OnmìKf odd. m» Ombroso, Auggiato, 



OM 

Aduggiato. Luogo dove noi 
vano i raggi del sòie per l'in 
zione di alberi, muraglie od t 
Ombrìgol. s. m. Ombellico, Ut 
Umbellico, Bellico. Quella pa 
corpo d'onde il fanciullo nel 
della madre riceve il nutrimei 

BuDELA dl' ombrìgol. BelUù 
Tralcio ombellicale. Funicolo. 
del bellico che hanno i bambic 
do nascono. 

Bus dl' OMBRÌGOL. Gaugame. 

Infiahaziòn d' ombrìgol. Onfa 

N'aver ancora sutt l'ombrìgo 
ancora il guscio in capo. No 
ancora rasciutli gli occhi, n( 
per anco rasciutto il bellico. E 
cor molto giovane per far il s^ 
Ombros. add. m. Ombroso, Uggii 
rende o fa ombra, oppure che 
breggiato. 

Ombros. add. pa. Ombratico. 
un cavallo o altro animai simi 
s' aombri. Uggioso ed anche 
si dice d'uomo sospettoso, in 
fantastico. 
Oméic. s. m. Omino, Ometto, 0\ 
Omicciuolo. Dimin. d'uomo. 

Omén. s. m . Lucerniere. Piuol 
tato verticalmente in un piede 
gno nel quale si assicura da' ri 
lucerna. 

Omén. s. ni. Capo saldo, 5 
Parte di terra che negli sterri 
scia intatta per segno della e 
di terreno scavato. Nell'uso di 
che Testimonio, Spia. 

Omén. Fig. Sennino. Giovanet 
zloso ed assennato. 

Omén. s. m. T. de' Carr. ( 
Mozzo di legno biforcato imp 
con chiavarda nel trespolo de' 
che tiene incatenata l'ancora 
si cerchiano le ruote. 

Omén. s m. T. de' Carroz. A 
mezzo. L' arco del mantice che 
il tettino o cielo e il dosso, 

Omén. s. m. T. de' Fabb. Fer 
tonno. Spezie di perno, a cui 
calesse s' infilano le molle del i 
per dì fuori. 

Omén. St m. T. di Giuoc. Rui 
ni. Rocchetti. Pezzi di legno a 



OM 

che 8i poDgODO ia terra per ordioe e. 
che si tira loro con una pallottola per 
farli eadere. 

Ohén, s. ni. T. de' Legn. Braccetto. 
Picciol pezzo di legno, o d'altra ma- 
teria sporgente in fuori a guisa di 
mensoletta. 

Ohén. 8. m. T. de! Mur. Monaco. 
<ìuel breve travicello perpendicolare 
di un cavalletto da letto sostenuto 
dalle estremità superiori dei puntoni. 

Omén. s. m. T. de' Tom. Toppij 
CeppL Que zoccoletti di legno in cui 
sono fermate le punte che reggono il 
lavoro del tornitore sul tornio. Hanno : 
Pèn'na .... Codolo. 

Piaga Lunetta. 

Ponti Punte. 

Tajoèula. . • . Bietta. 
Testa Testa. 

0«ÉN A CAvicc Zingoncello. Pinolo in- 
gessato nel muro per appiccarvi arne- 
si rusticali o simili. 

Omén da biliard. Birillo. Pezzetto di 
legno o d'osso tornito, lungo un di- 
io e grosso meno, che si mette ritto 
iu pie in mezzo al biliardo per ser- 
\ire a diversi giuochi, e ve n'ha cin- 
que. Que' consimili conii che in nu- 
niero dì sette servono a giuncare so- 
pra una tavola usando una palla a 
mano diconsi più propriam. Galiossi. 

Omén da capell. Cappellinajo. 

Omén da pagn. Attaccapanni. Quello 
or mobile or fisso ad uso di appen- 
dervi vestiti. 

Omén dla gramla. Catelli. Cepperelli 
che tengono in mezzo la testa della 
sianga e la fermano al piano della 
gramola. 

Omén d' mezz. Matto, lì rullo mag- 
giore degli altri. 

ZcGAR A J OMÉN. Fare a rulli. V. Zugar. 
OiÈTT. s. m. Ometto. Dimin. d'uomo. 
V. Omén. 

Omètt. s. m. Caposaldo. V. Omén. 

OiÈTT da nient. Omiciatto, Omiciat- 
tolo. Uomo da nulla. 
Oiizioi. y. Mazzament. 
^HiBcs. s. ro. Carrozzone y Omnibus. 
(Bresc.). Sorta di vettura assai gran- 
de che contiene buon numero di viag- 
giatori. 



ON 



167 



Om0. Scherz. L'uomo, cioè l'amico, il 
messere. 

Esser l'omo. Essere il caso. Esser 
]' uomo la cosa a proposito. 
Omòn. 8. m. Ornane. Uomo di grosse 
membra e di alta statura. Fig. Uomo 
di garbo, di senno, di vaglia* 
Onda. s. f. Onda. Parte d'acqua com- 
mossa. Flutto, grossa onda dì mare. 
Maroso, è flutto veemente di mare 
in burrasca. Cavallone, è grosso ma- 
roso di flutti accavalciati l'uno sul- 
l'altro. Ondata, dicesi l'impeto de* 
marosi che si affoltano sulla spiaggia. 

Onda. s. f. Dondola, Dondolo. L'on- 
data di chi sdondola. 

Onda. s. f. T. di Blas. Onda. Quel- 
l'arme che ha per distintivo le sole 
onde. 

Dar l'onda. Dar la dondola. Dar 
l'ondata perché uno sdondoli. 

Dar l'onda. Dare il tracollo. Far 
perder l'equilibrio, dare il tratto ad 
uno perchè cada. 

ToÈUR un'onda. Pigliare il tracollo. 
Tracollare. Perder l'equilibrio, mi- 
nacciar di cadere. 
Onda. Ondato, Marezzato. Fatto a on- 
de, a marezzo. 

Onda. add. m. T. di Blas. Serpaio. 
Cosi dìcesi lo scudo di più colori a 
guisa di serpe. 
Ondàda. s. f. Ondata, Colpo d'onda. Ri- 
sacca, percussione delle onde contro 
la spiaggia o scogliera. Risucchio, ri- 
torno (icH'onda che ha percosso uno 
scoglio. V. Onda. 

Ondàda. s. f. Tracollo, Ondata. Quel 
dar di tratto che fanno le masse tu- 
multuanti sollazzanlisi da costrin- 
gere gli individui ad imitar le onde. 
Ondadùra. s. f. T. di Gualch. Accotona- 
tura. Lo accotonare , e l' effetto di que- 
sta operazione, essendo proprio il iare 
il lavoro dcir accotonatura alla saja 
rovescia per essere panno grosso e di 
molto pelo. 
Ondamènt. s. m. Mareggio. L'ondeggiar 
delle masse per tracollo che venga loro 
dair ìmpeto di una sua parte agitala. 
Ondar, att. T. di Gualch. Accotonare. 
Arricciare il pelo al panno V. Onda- 
dura. 



468 



ON 



Ondeggiar, alt. Ondeggiare. Muoversi in 
onde. Mareggiare, vale lo stesso, ma 
dicesi del solo mare* 

Ondeggiar, att. T. de' Cart. MareZ' 
zare, Ainarezzare. Dare il marezzo a 
fogli di carta e simili. 
Ondi. s. f. T. de' Calzet. Onde. Ferro- 
lini che t;ompof)gono la dentatura di 
tutta la sbarra fusa del telajo da cal- 
ze. 

Far dil jondi. Mareggiare. Cosi di- 
cesi per similit. l'ondeggiare degli ub- 
briachì con pericolo di cadere, volendo 
esprimere che l'ubbriachezza è il nau- 
fragio della ragione. 
Onest. add. m. Onesto. Che ha onestà, 

che è onorato, modesto. 
Onestà, s. f. Onestà. Fig. Equità, ragio- 
nevolezza. 
Ongéla. 8. f. T. degli Arg. Favetta. Bot- 
tone di figura ovata detto anche uliva 
per dar nelle gole e negli sgusciati. 

Ongéla. s. f. T. de* Cesell. Cesellino. 
Bulino tagliente e augnato che si ado- 
pera per levar le parti, superflue del 
metallo lavorato. 

Ongéla. s f. T. de' Gioj. Incassatoio. 
Specie di cesellino augnata , che serve 
per incassare o incastonare bene le 
gioje. 

Ongéla. s. f. T. degli Incis. Ciappo- 
la j Ugnella. Nome di que' ferri che 
servono ad intagliare i metalli. 

Ongéla. s. f. T. de' Legn. Ugnetto. 
Specie di scalpello schiacciato in punta 
a somiglianza dello scalpello piano, ma 
•più stretto. 

Ongéla da srarbar. T. de' Stagn. 
Ciappola da rinettare. Sorta di scar- 
pcllino tagliente per raschiare i lavori. 

Ongéla d'un cortéll ecc. Ugnata. 
Intaccatura fatta nella lama d'un 
coltello, temperino o simile, da po- 
tervi fermar l'ugna per aprirlo più 
facilmente. 

Ongéla torta. Ciappola a mandorla. 
Sorla di cesellino a punta ovale ossia 
eoo angoli smussi. 
Ongén, Ongén'na, Ongétt, Ongétta, On- 
gioéul. Unghietla, Ugnella, Unghio- 
lina. Piccola ugna. 

Ongén o Ongétt dla fava. Germe. 
Quella specie d' uoghiolina che è nella 



ON 

fava, da cui si monda quando ^ 
mangiar verde. 
Ongétta a bottòn. T. degli Oref. 
pota a colpo. Scalpello coavesi 
disotto. 

Ongétta da frar. Duletta. Spec 
piccola sgorbia da bucare gli in, 
delle chiavi. 

Ongétta da lottonar. Becchello, 
ro da lavorare al tornio a foggi) 
badile de' legnajuoli, ma meno 
so. 
Ongher. s. m. Unghero. Zecchino e 

gheria. 
Ongi. s. f. p. Ugne. Fig. Mani. V. 
già. 

Ongi longhi. Unghioni. Unghie 
tagliate. 

Magnars il j ongi. Morsecchiar 
gne. Abitudine poco urbana di e 
spensierati. 

SlNTIRS A RUGAB FINA IN T IL J 

DI PE. Sentirsi raccapricciare. Bi 
che si prova nel udir cose orri 
nel sentir suoni che tormentano 
loro asprezza. 

Tajar il j ongi. Ritagliare le w 
Ongi A. s. f. Unghia, Ugna, Parliceli 
sea all' estremità delle dita degli 
mali. Btsulci o Fissipedi, chiai 
gli animali di unghia fessa. Soli 
quelli di unghia intera. 

Ongia. s. f. Artiglio. Unghia ac 
e pungente di animali rapaci, coi 
latìli come terrestri» 

Ongia. Fig. Scarpa. 

Ongia. s f. T. de' Libr. Labbr 
parie dell'incartonatura che s] 
dal corpo di un libro. 

Ongia del biseghel. Labbro. (] 
parte del bussetto che fa squadri 
la sua spalla. 

Ongia del cayall. Ugna. La 
cornea del piede del cavallo ( 
compone di 



Coròn'na . 


. . Cercine coron 


Ftòn . . . 


. . Fettone. Forc 


Mamela . . 


. , Mammella. 


Muraja . . 


> . Muragliu. 


Ongia morta , 


. Ugna morta. 


Penta . . « 


. Punta. 


Pontèi . . , 


. Puntelli. 


Quart . . . 


. Quarti* 



ON 

Soéiila .... Suola» 
Tallòn .... Tallone. 
Viv Tuello. 

Onou D* UN TRAV ecc. AugnoluTa, 
oppure Intaccatura a ugna o a coda 
di roodine* Quella falta in una trave 
simile perchè meglio abbranchi i 
muri laterali o altro legno cui debba 
coUegarsi. 

Oncia giazzoédla. T. di Vet. Unghia 
vUrina. Cosi chiamasi queir unghia 
che facilmente lascia schiodarsi i ferri. 

Orgia iNCARMàDA. T. di Vet. Unghia 
wcarnaia. Diffetlo dei piedi, facile a 
succedere nei cani vecchi o che stan- 
no in lungo riposo, nei quali T un- 
ghia crescendo senza distruggersi, s* in- 
carna e s'impianta nel tessuto vivo 
del piede. 

Orgia morta. Unghia morta. Quel- 
la ugna di enorme grossezza che si 
forma nelle dita per morbo dell'ugna. 

Orgia morta. T. di Vet. Unghia mor- 
la. La parte della suola del piede del 
cavallo che sì toglie colla rosetta ogni 
volta che si rinferra. 

Orgia s'ciappada. Unghia bifida. Co- 
me quella de* buoi, delle capre ecc. 

Orgia spiata. T. di Vet. Unghia pa- 
perina. L'unghia del cavallo quando 
è piatta come quella de' paperi. 

Orgia torda. Unghia colma. 

BiARGH dl' orgia. Lunella» 

GoRTAR IN t' l'orgia. Snocciolarc in 
mi bel del campo. Sborsare i contanti 
issofatto. 

MaLIGN SIRA ir T il JORGl DI PE. 

Forcuzza . Scaltritaccio nato prima 
della malizia. 

NiGHER dl' ORGIA. Tondotura 4ell' un- 
ghia. La parte di essa che si taglia e 
che nereggia per la sottostante roc- 
cia. 

Tajaduri d'orgia. Spuntature d'tin- 
ghia. 
Orgiada. 6. f. Unghiata, Ugnata. Graf- 
fio, graffiamento. 

Dar dil jorgiadi. Graffiare. Strac* 
eiar la pelle coll'ugne. 
Orgiar. att. Adugnare, Aggranciare, Pi- 
gliar coir ugna. 

Orgiar. att. Mettere o dare a leva. 
Sollevare con leva checchessia. 



ON 



i69 



Orgiar el canadbll. T. de' Calzol. 
Aprire il fesso. Sollevar col labbro 
del bussetto, od altro simile, il fesso 
del suolo per farne la cucitura. 

Orgiazza. s. f. Unghiaccia* Peggiorat.di 
unghia. 

Ong'lér'ri. s. f. T. degli Arg. Ferri a 
sguscio. Ceselli che formano incavetti 
e sottosquadri, di cui taluni sono a 
forma d'uliva, ed altri a favetta per 
dar nelle gole e nelli sgusciati. 

Orgioèo. Unghia degli animali. 

Orgioéuj. T. di Vet. Ugnelle. V. Casta- 
gnètti. 

Ongioèul. s. ra. T. dì Vet. Membrana 
niciitante, membrana detersoria o ter* 
za palpebra. Chiamasi cosi quell'or- 
gano che trovasi all'interuo dell'oc- 
chio de' buoi ecc. entro le due pal- 
pebre e che lo> estendono sul glo- 
bo per ripulirlo dai corpi stranieri che 
vi si attaccano. 

Ongioèul. s. m. T. de' Stagn. Penna. 
Arnese simile alla trancia per fare un 
orlo tondo nella latta. 

Ongioèula. s. f. T. de' Fabb. Ferr. Dii- 
lettina. V. Ongèla. 

Ongioèula. s. f. T. de' Tom. Cavetto. 
Sorta di sgorbia semicircolare che ser- 
ve per tornirò le gole. 

Ongiòn. s. m. Unghione. Unghia adunca, 
artiglio. Fig. Unghiuto, che ha lun- 
ghe le ugne. 

Onòr. s. m. Onore, Decoro. Ma ben di- 
stinguo il Tommaseo che V onore ri- 
guarda le cose essenziali, il decoro le 
estrìnseche, e nota che certi vanitosi 
per conservare il decoro diventano in- 
fami. 
Onòr. s. m. pi. Onori. Dignità, gra- 
dì, titoli, distintivi ecc. 
Onòr. s. m. T. di Giuoc. Onore, 
Trionfo. Cosi dìconsi nel giuoco delle 
mìnchiflte o tarocchi, i quattro Re, il 
Matto e il primo e l'ultimo de* Ta- 
rocchi. 

Onòr. s. m. Fig. Merito. Pregio, sti- 

ma. 

Cavarsla con onòr. Uscire a onore. 

Riuscir bene in una cosa. 

Ch' fa onòr. Onorevole, Onorifico. 

Fars onòr. Venire in fama. Aqui- 

stare celebrità. Farsi dei merito, vale 



ilo 



ON 



far azione che ricompri il biasimo me- 
ritato. ^ 

Pars onòr senza merit. Farsi onore 
del sol di luglio. 

Onòr dolor. Onore è frutto e fiore j 
gli onori foglie e fiori. Proverb. che 
avverte gli ambiziosi che è male il 
barattare a vento e a fumo> ossia l'o- 
nore cogli onori. 

Perder l' onòr. Disoneslarsi. Far at- 
to disonorevole. 

Pont d' onòr. Sentimento d' onore , 
cioè quello di farsi conoscere puntua- 
le e onesto. 

Pr*onòr. Gratuitamente. Cosi dicesi 
il servire ad honorem. 

Pr'onòr dil cari. Per onor di let- 
tera. Maniera che denota il farsi chec- 
chessia per apparenza. 

Bender l'onòr a yon. Rinfamare. 
Sgravar l'ingiuria fatta ad uno per 
disonestarlo. 

Ricuperar el so onòr. Torsi una 
vergogna. Levarsi le corna. Trarsi da 
dosso l'ignominia, il disonore. Rinfa- 
marsi. 

ToÉuR l' onòr a 'na FioèuLA. Spulcel- 
lare. Disonorare una fanciulla. 
Onora. Onorato. Agg. di ehi tien conto 

della propria riputazione. 
Onoranza, s. f. T. de' Cac. Calo, Sta- 
ratura. Gondonamento di una data 
parte del peso del cacio che da caciai 
si vende a' mercatanti per compen- 
sarli del cak) che fa , se fresco, e della 
roccia che talora debbono levare dalle 
forme, se vecchio. 
Onorar, att. Onorare. Far onore. Festeg- 

giare, trattar con festa. 
Onorari, s. iq. Onorario. Premio, rico- 
noscimento, guiderdone, sportula data 
per qualche opera liberale. 
Onoratamènt. m. avv. Lealmente. Da one« 

st' uomo. 
Onoratézza, s. f. Onoratezza. Onestà, 

lealtà. 
Ont. 8. m. Unto, Untume. Materia un- 
tuosa, come sugna, burro e simili. 

Ont d' boscb. Fig. Bastone. 

Ont frost. s. m. Frittume. Lo strut- 
to l'olio che avanza nella padella 
dopo fritto. 

Ont per la ro«ka. Unguento antipsorico. 



OP 

Onta. a. f. T. de' Pettin. Canapa 
Cioè preparata per la pettinalur 

Ontar. atL T. de' Canap^ Ugtìer 
Bsontar* 

Ontùm. 8. m. Untume. V. Ont. 

Onza. 8. fé Oncia. Peso che è 
di noi la parte dodicesima di ne 
bra, e sorta di misura che com{ 
tanto spazio di lunghezza quant 
dodicesima parte del nostro bra 
Onza d'acqua. Oncia quadrai 
quantità d' acqua che può sgorgi 
un pertugio di un oncia quadr 
grandezza sotto la pressione d 
colonna d'acqua di un metro. 
Onza d' Napoli. Oncia di JV 
Sorta di moneta. 

Andar a onza a onza. Far pa 
picca. Andar a passo di far 
cioè con lentezza. 

Onzada. 8. f. Ondata. Colpo dal 
marco d'oncia. 

Onzazza. 8. f. Oncia grassa. Onci 
bendante. 

Onzén'na. 8. f. Un oncia scarsa. 

Onzer. att. Ugnere. Untare, asper 
fregare con materia untuosa. 

Onzer. Figurai. Piaggiare, l 
gli stivali. Adulare. E in altro 
Mandar a legnaja, bastonare. 

Onzètta. s. f. Un oncia appena. 
Onzètta da dugaroèul. Pioì 
Strumento con che si puliscono 
vati. Gottazzo? Secchio manica 
quale si cava il cessino dalle la 
Onzètta da l'oli. Misurino, i 
di latta, col quale si misura 
senza pesarlo. 

Onzùda. s. f. Unzione, Ungere. L 
cella diminut. 
Onzùda, Onzudén'na. Figurai, j 
mento. Piaggiameuto, piacenteri 
zio, moina, adulazione. 

Onzudìn'na. 8. f. Hipassata- Rivi 
pelo, leggiera bastonatura. 

Oo! Bene/ Egregiamente! Interj. 
provazione ma che prolungata co 
pronunciar molti o, vale Cessa ! 
scila! ed è interjez. di noja, tedi 

Opach. add. ra. Opaco. Corpo luci 
foscato che dà luce scarsa. 

Opalén; s. f. T. de' Gioj. Opalo. 
di calcedonio o quarzo^ usato 



pieUti di ornamento^ della quale godo- 
sooosi DOQ poche varietà. Le princi- 
pali sodo: rorieotale» l'arlecchino, il 
girasole e il vinato. 

Opeeà. add. m. Operato* Lavorato a opera. 

Opeiar. att. Operare. Far operazione 
diirurgica. Dieesi. anche dell*eEetto che 
prodocono le niedicinea 
Opeaar. alt. t. de' Passim. Affiora^ 
re. Tessere a fiorì uu passamano o 
simile. 

Òperari. 8 m. Operajo^ Operiere, Ar- 
tefice. Quegli che lavora per opera: 
lavoratore. 

OpsaàZiòN. s. f. Operazione. V operare e 
l'opera fatta. Operazione chirurgica, 
qualsivoglia taglio che i chirurghi pro- 
ducono con ferro sul corpo degli in- 
fermi. 

OpsEAZIÒN DBL LE^lflOÉUL. t. di Vct. 
Usignuolo, Operazione sciocca degli 
antichi maniscalchi, praticata sui ca- 
valli bolsi, e consistente nel praticare 
artificialmente una fistola all'ano^ al« 
Io scopo di liberare per quest' opera- 
uooe il cavallo da molta quantità d'a- 
ria interna* 

Opeeaziòn DLi CÀTARATA. Ccratoto- 
mia. Incisione della cornea traspa- 
rente. 

OpÉaAZiòM dLa pirlén'na. 1*. di Vet. 
Trapanazione. Operazione consistente 
nel praticare un foro circolare sulle 
ossa del cranio o della faccia, alio 
scopo di stabilire una comunicazione 
fra r esterno e T interno di qualche 
cavità naturale. 

Opeeaziòn DLA PREDA« Litotomia, Ci- 
siotomia. 

Opi. s. ai. T« Bot. Oppio. Sorta d'albe- 
ro assai grande, il quale ha il legno 
bello e bianco, quasi somigliante al- 
l'acero^ del quale si fanno ottimi gio- 
ghi da buoi, e scodelle, e tavole per 
far delicati lavori. È VAcer campestre 
Linn. 

Opi. 8. m. ÒppiOé Spezie di sonnife- 
ro, che 81 cava dal sugo de' capi o 
delle foglie di papavero. 
Cascar zo da l'opi. Figé Confessare^ 
od anche Arrendersi. 
Dar l'opi. Oppiare, Addoppiare 4 
Dar l'oppio per indur sonno* 



m 



ili 



Gif IR zo DA l' opi. Fig« Pagare* 
Opinion. s.f. Opinione, ^ntimento. Parerei 
Esser d' n' altra opinion. Discordare 
da un'altro. 

OSTINARS IN TLA M OPììiìOìi* EsSCrB 

testereccio, cioè un capone, caparbio^ 
Sposar un opinion. Abbracciare un 
opinione. Insistere. 

Ópòner< att. Opporre. Par opposizione ^ 
opponimento, contraddire, contrariare* 

Òpònrbs. n. p. Opporsi. Porsi contro^ 
resistere, ma vale anche Con/ro^/are. 

Oponzia. 8. f. T. Bot. Fico indiano. 
Catto fico indiano. Specie di catto 
che ha il fqsto articolato e prolifero^ 
le spine setacee^ i fiori di (iolor zol- 
fino e le bacche grosse^ che sono d'un 
saper dolce , ma alquanto vischioso. SI 
coltiva nei nostri giardini allo scoperto 
ed è il Cactus ficus indica dì Linn. 
Oponzia rossa. T. Bot. Opunzia, 
Èrba da calti, Fritelle, Catto opun-^ 
zia, Specie di catto coltivato in alcu- 
ni nostri giardini ove si eleva a qual- 
che piede di altezza. Il suo frutto che 
contiene una polpa rossa e dolciastra, 
quando si mangia rende 1^ orina rossa 
come sangue senza però cagionare aU 
cuna indigestione. Possiede anche al- 
cuna virtù medicinale. E il Cactus o* 
puntia di Linn^ 

Òposiziòn. 8. f. Opposizione, Contrarie" 
tà, ina chi si difende si oppone, chi 
contraria^ fa più che opporsi. 

Opost. add. m< Opposito, Opposio* Vo* 
sto incontro. 
A l' OPOST. Per V opposito. Opposi-^ 
tamcnte, al contrario. 

Òpra. s. f. Òpera. Presso i manifattori 
di tele, drappi e simili si dice getie- 
ralmente a quel lavorio, mediante il 
quale si rappresentano fiori, fogliami 
qualsivoglia altra cosa. V. Ovra. 
Opra d' tbater. Dramma o Commc'* 
dia in musica. (Nelli). Opera, melo^ 
dramma. 

Oprén'na, ÓPRÉftA. Operino, Operetta* 
Dimin* di opera, opericciuola, opo- 
ruccia. 

Opress. add. m.^ Ambasciato, Oppressio 
da sciagure. 

Opressiòn. s. f. Opressione. Ansia ^ ain- 

I bascia. 



f72 



OR 



OpREssiòN DE STOMEGH. Ambascia di 
petto. 
OpRiHER. alt. Opprimere, Oppressare. 

Aggravare con superiorità di forze. 
Opròn. s. ra. Operane (Pananti). Stre- 
pitosa opera teatrale. 
Or. s. m. Oro e poet. Auro. Il più pre- 
zioso e il più bello di tutti i metalli 
e dopo il platino anche il più pesante. 

Or. s. di. Doreria. Quantità d'oro 
lavorato che non sia in moneta. 

Or. 8. ra. Oro. Per moneta d'oro. 

Or bass. Oro di bassa lega. Che ha 
la finezza al di sopra dei 10 carati. 
Dicesi poi Biglione d' oro se è al dis- 
solto. 

Or bolX. Oro a saggio, cioè di giu- 
sta lega. 

Or crud. Oro aspro, che è facile a 
rompersi. 

Or del desdott. Oro di fiorino o 
del Reno. Oro di 18 carati. 

Or del vintidu. Oro di corona, cioè 
di 22 carati. 

Or de zchén. Oro fino o di coppella. 
Oro di 24 carati. 

Or d' hàntva. Oro mosaico. V. Or 
todèsch. 

Or fals. Oro contraffatto (B. L. ). 

Or FASSA. T. de' Passam. Oro o ar- 
gento riccio. Quel filo di seta su cui 
è avvolta lama d'oro increspato per 
uso di tessere o ricamare. 

Or fén. Oro fino. Oro di coppella o 
di paragone. Che ha la finezza di 24 
carati. 

Or in fil. Oro filato^ Gavetta. 

Or in fusiòn o desfatt. Oro in ba- 
gno. 

Or in lastra. Oro laminalo. 

Or in librett. Oro battuto o in fo- 
glia. 

Or in minier|. Vena d'oro (B. L.). 

Or in verghi. Oro sodo. (B. L.) Oro 
massiccio in forma di verghe. 

Or masnX. Oro in conchiàNa. Ritagli 
d'oro in foglie macinato tan miele e 
serbato in conchiglie per uso de' mi- 
niatori. 

Or Missizz* Oro sodo, cioè massicio. 

Or matt. Orpello. 

Or ordinari. Oro basso (B. L. ). 

Or todèsch. Oro mosaico. Così dicesi 



OR 

da noi un composto metallico in 
de uso per gli ornamenti e che 
glia assai air oro vero, per cb< 
si altera all'azione dell'umidità 
l'aria ecc. A Mantova si (abbi 
anelli, pendenti e braccialetti di 
sto metallo in buon dato. 

Dar el color d' or. Dorare. G 
cono i cuochi del far prendere 
vivande un bel color biondo. 

D'or. Aureo, Aurino. Agg. di 
d'oro e per simil. di cosa in 8* 
celiente. 

Esser giust che l'or. Esser oi 
oro. Esser di peso giusto, di n 
precisa. Fig. Essere integerrimo 
reo, giustissimo. 

Esser in t' l'or a mezza gasib 
sere nell'oro a gola. Misurar 
ri a staja. Aver mucchi d'oi'O, 
ricco sfondato. 

Esser tant or. Valer tant' oro 
ser molto a proposito. 

Far i co d' or. Far danari a l 
a fUsone, Guadagnar quattrini ìi 
quantità. 

L' É 'na gozza d' or. Ella è un 
ja. Ella è una perla, utia 
d' oro. Dicesi di persona ottima. 

Purgar l'or. Addolcir l'oro. 
rarlo delle materie eterogenee fo 
dolo a varie riprese. 

Ricama in or. Inorato (Cavale 
dicesi di vesti o aredi sacri. 

Roba d'or. Dorerìe, Orerie. V 
se d'oro lavorate, purché non 
monete. 

TUTT COLL CH' LUSA N' È MIOA 

gni lucciola non è fuoco. Il far < 
valli non istà nella groppiera, 
quel che riluce non è oro. Le 
reoze talvolta ingannano. 
Valer tant or cmé l' pesa. 
cento centi. Valere un pozzo di 
trini, cioè moltissimo. 

Or voce usata nella frase: 

Ch'jór li. Costoro j Cotestoro. 

Ora. s. f. T. de' Chiod. Vento. < 
corrente d'aria che esce dalla 
del mantice sul carbone della 1 
Ora. s. f. T. di Ferr. Soffier 
complesso de' canali e delle C4)s 
servono a mandar il vento nel 



OH 

delle ferriere. Voce Brianzuola venu- 
taci eoi cbiodajuoli e coi rari lavora- 
tori nostri di ferriera la più parte al- 
levali nelle ferriere Leccensi. 
(huu 8. f. Ora. La veotiqualtresima parte 
del giorno. 

Ora BRtJSAJOA. Fitto meriggio, Calw 
ria. Caldana.. L*ora in cui pochi van- 
no attorno in estate cioè dal mezzodì 
alle tre pomeridiane. 

Ora del sbuttòn. Ora della bandita. 
Cosi si chiama queir intervallo di tem- 
po che scorre tra la partenza de' por- 
tieri del teatro dallo sportello ove si 
ricevono i biglietti, e la fine della 
produzione. 

Ora vanzada. Ora alta. 

An veder l'ora. Parere milV anni 
che ,* . » Parere un' ora mille. Non 
veder V ora di fare o di ottenere una 
cosa. 

A ORI PERSI. A ore buscate o rubate. 

A UN ORA DOP HEZDÌ. Al lOCCO dopO 

mezzodì. All'ora. 

Far dil jori. Lavorare a ore tra- 
verse, cioè in quelle ore che abbiam 
libere per mangiare od altro. 

FoèoRA D*ORA. A contrattempo, A 
ore rotte. A pazza ora. 

Ih t* l'ora brusada. Sulle ore brw 
date, all' alba dei tafani. Sull'ore di 
maggior calore. 

L' ora d' nott. La preghiera de' mor- 
ti. Il suonar delle campane ad un ora 
di sera dopo VAve Maria, 

V ORA OLA SBATTUDA. L' Ora del pac- 
chiare. L'ora del cibarsi. 

Hbzz quart d'ora. Oliavo d'ora. 

"Na bòn*na ora. Un ora grossa. 

Savèr quant or è. Fig. Aver l' arco 
lungo. Sapere il fatto suo, esser puttii 
scodata. 

Star a ori. Essere imminente. Star 
per ora in ora, da un ora a un altra. 
Obacol. Oracolo. Risposta degli Dei. 

Creder von un oracol. Slimare un 
oracolo. Slimare i' opinione di una 
persona infallibile. 

Par d'joracol. Far le maraviglie. 
Grada, s. f. T. d' Ittiol. Orala. Pesce di 
mare, detto cosi dal color dell'oro 
ond'è vergato. È lo Sparus auratus 
Linn. 



OR 



175 



OragXn. s. m. Oraqano, Uragano, Tur* 

bine. Bufera, Procella. V. Temp. 
Orari, s. m. Distribuzione delle ore per 
lavorare o altro. Orario voce d'uso* 
Orate prò he. E' di casa. Modo latino 
col quale accenniamo il prenderci una 
cosa che ci sta bene. 
Oratori, s. m. Oratorio. Luogo sacro e 
vale anche componimento poetico in 
dialogo per cantarsi in musica. 
Oraziòn. 8. f. Orazione. Ragionamento 
secondo i precetti della rettorica. 

Oraziòn. s. f. Orazione, Prefazione. 
Preghiera diretta a conseguire il bene. 
Deprecazione, preghiera che si fa per 
divertire il male. 
Orazza. s. f. Ora grossa. 
Orb. s. m. Cieco, Orbo. 

Orb a la grazia di Dio. Cieco per 
semplicione, e dicesi di chi non cono- 
sce il mondo e le cose più note della 
vita. 

Ch'a dvènta orb, Possia dvintar orb. 
Vo' morire, Poss' io morire. Maniere 
di giuramento assai basse. 

Goll ch' zerca l' orb pr' aver la vi- 
sta. L' uliva è caduta nel paniere. U 
vento ci viene in poppa, è pan unto. 
Si dice allorché accade o ci vien data 
cosa mólto confacentc a' nostri biso« 
gni. 

Du ORB ch' zoéughen al bastonadi. 
Due ciechi che fanno alle bastonate. 
Due imperiti che quistionano. 

Dvintar orb. Accecare. Perdere la 
luce degli occhi. 

L'é un orb ch'ha trova un ferr da 
cavall. Bisogna far campanone, Bi" 
sogna far un segno nel muro Si dice 
allorquando talun fa cosa insolita, non 
conforme al suo modo di pensare, o 
alla sua abilità. 

L'oRB. T. Furb. // carro. 

Mezz orb. Lippo, Losco. Che vede 
poco lume. 
Orba. s. f. T. del Giuoc. del Bil. Casua- 
lità. Colpo inaspettato, giuoco impre- 
visto. 

Orba la cavala! Inciampa la chi' 
neaf Così dicesi scherz. a chi inciam- 
pa inavvedutamente. 

All' orba. Alla cieca. Al bujo : senza 
I luce lume, senza vedere. Bieca- 



474 



OR 



mente j e questo al figurato vale io* | 
coDsidcratamente. 

Camra orba, scala orba. Camera o 
scala cieca, cioè senza finestre , da 
cui prender lume. 

Dar zo all' orba. Menare • a mosca 
cieca. Menar la mazza tonda. Dare 
alla cieca. 

Esser all'orba. Essere al bujo. 
Figurai, vale ignorar una cosa. 

Lavorar a l' orba. Lavorare a bene- 
fizio di fortuna, cioè alla peggio. 
Orbada. s. f, in genere, Svista, Sbaglio. 
Orbagina. s. f. Cecità. Privazione del 
senso delia vista, e lo stalo della per- 
sona cieca. 
OrbXn. s. ni. T. d'Orn. Gufo salvatico. 
Lo Slrix alluco di Linn. Abita ne' bo- 
schi e vive di topi. 
Orbara. s. f. Abbagliamento, Occhiba^ 
gliolo, Bagliare che priva per poco 
tempo della vista. 

Orbara. s. f . T. d' Agr. Cecaja. Sorta 
di malattia che attacca i pulcini de* 
galinaccei che nascono in tempo di 
gran seccore. 

Orbara, oppure OrbòN. Orbaccio. Si 
dice a chi ben non vede, o per isba- 
dataggine opera qual fosse cieco. Al- 
tri m. Cicchino, Ciechinaccio. 

Orbara d* na ca, d* na cahra ecc. 
Casaccia o Cameraccia bujai buiccia, 
oscura, avente poca luce. 
Orbén. s. m. Ciecotino. Giovinelto privo 
della vista , ma dicesi anche per com- 
passione per vezzo di eieco adulto- 
Cicchino dicesi chi ha la vista assai 
corta. 

COLL CH* M ÉN*NA L* ORBEN. S. m. Lon- 

temone. Quel ragazzo o altro, che 
conduce alcun cieco. 
Far Gilè j orbén d* Bologna. Far co- 
me gli orbi di Bologna, o come fa 
la vecchia di Milano* Un quatltino a 
cominciare a cantare e due a finire. 
Orbigòn. s. ra. V. Conlr Bujccio» 
Orbis. T. Furb. Cacherello, Uova. 
Orbo ! Ch' io accechi / Modo basso di 
giurare. 
Orbo. Le Zucche marinCé Interjez. 
di maraviglia. 
L' orbo. T. Furb. U Forestiere, 
Orbòn s. m. Cieeone. Gran cieco* 



Òft 

Orbòn. s. m^ Cicchino. Che é dì 

ta vista, che vede poco. Miopi 

Vede solo da presso. 

OrbseLa. 8. f. Contrascanello. Pesa 

legno inchiodato sulla sala dinan: 

carro villereccio ove sono i cosci 

Orbsén. s. m. T. d*Erpet. Cucigna, 

mallh). Cecilia. Rettile credute 

qui velenoso (|uanto' la vipera i 

dal Sauvage, dal Getti, e da molti 

naturalisti è ritenuto affatto innoc 

È lo Seps tridactylus Daudin. 

Orca imbastida. T. Furb. Salami 

Slertòr. 
Orcela. 8. f. T. tìot. Pavajola, Fic 
Erba comune in tutti i campi e li 
erbosi dove si moltiplica infinitau 
con i tubercoli delie radici e con 
mi. E il Ranunculus ficaria L. 

Orcela. s. f. T. di Mie. Fez 
Fungo di gelatina. Sorta dì fuog 
lenoso che ha la sua cassula fa 
tazza ineguale accartocciata. É Ifl 
ziza auricularis Linn. 

Orcela. s. f. T. de* Tess Cocci 
Sorta di cappictto di cuojo ent 
quale gira il pernio del rocchell( 
regge le spole. 
Orc^éi^. s. m. Piccolo orecchio. V. 
cén*na. 

Orcén. s. m. t. degli Oréf. Ort 
uolo , Orecchino, Cerchiello. ^ 
prezioso che portasi appeso agli 
chi. Lunetta, dicesi I* ornamento 
ro allunato che portasi alle orec< 

Orcén. s. ra. T. di Vet. Torcin 
torcimuso. É un bastone 'lungo 
a 4 decimetri di cui un estreiu 
provveduta di un foro^ net quale 
sa una grossa cordella che foron 
ansa; quest'ansa viene passata 
punta del naso del cavallo, o n< 
recchio e cosi la parte vìen s 
ravvolgendo il bastone. 
Orcen'pTa. s. f. Orecchietta. I^iccola 
ebia. 

Oac^N'sfA. 8 f. T. Bot. Orecchio 
so. Pianta che cresce naturalr 
nelle alpi ed è coltivata ne' giardii 
la bellezza de* suoi fiori. È la 
mula auricula Linn. 

Orcén*nà. 8. f. t. dei Legat. L 
Angolo di una pagina che ripii 



OR 

lOQ resta tagliato nel raffilare le 
li del libro. V. Testimoni. Di- 
recchio, quella ripiegatura ehe 
legli angoletti delle pagine de' 
perchè serva di memoria o se- 
i an 



OR 



47» 



i'Èk V* MAR. T. di Coneh. Oree- 
i mare. Denominazione generi- 
ne conchiglie Aliotidi, comuni 
coste del mediterraneo ma più 
riarmente del HalioUs lubercu- 
ina. 

s. f. T. Boti Erba croce de' 
t^ianla erbacea comune ne' pra« 
a da Linn. Valantia cruciata , 
noderni botanici Gallium crw 
u 

f*Ni. 8. f. T. Bot. Erba da calli. 
iiperviv. 

A. 8." f. Orchestra. Luogo o pai- 
suonatori > ma vale anche pel 
o complesso intero de' suona- 
da alcuno si applica pure al 
isso de' legii^sui quali tengon 
iica. 

s. Od. Cantante a orecchio^ 
bHT. T. Furb. // cane. 
ati. Orecchiare j Origliare. Ac- 
>i per sentire. 

. m. Orecchione. Grande orecchio. 
»N. s. m. T. Med. Orecchioni, 
di. Gattoni. Malattia che viene 
landole degli orecchi e rende 
i anche il masticare. 
>if. s. m. T. Mil. Orecchioni, I 
ezzi di metallo ehe sostengono 
»one sulla cassa a mo' dì perni. 
6n da balvard. T. Mil. Orecchio- 
!u8one. Massa di terra incarni- 
ii mattoni od altro che serve a 
ere i fianchi di un bastione ver- 
eampagna. 
Ordine, V* Ordin. 
m. T. de' Tess. Ordito. Tutti i 
slinati a formare la larghezza 
anno o tela che s'ha a tessere 
lajo. 

. add. m. Ordito* Aggiunto di 
ardita. 

, Ordidòra. Orditore, Orditora. 
colei che ordisce. Figurat. si 
er insidiatore o insfdiatrice, che 
Dno insidie > macchinatori. 



Ordidòr. s. m. T. de'Tess. Orditqjo. 
Sorta di telajo sul quale si ordiscono 
i fili dell'orditura che ai compone di 
Cavicc • • « . Pinoli, 
Pertghi • « • . Traverse. 
Stazoeuj. . • . Asticelle. 

Ordidura. 8« f. Orditura. Il distendere e 
mettere in ordine le fila suH* ordilojOf 
per fabbricarne la tela o il nastro. 
Chiamasi Orsojo la seta che serve a 
ordire e Stame la parte più fina delia 
lana che ha più nerbo e serve a fab« 
briear panno. 

Ordìgn. s. m. Ordigno. Strumento che 
serve per lo più a qualche diiicato la- 
voro manuale. Utensili, dicousi gli 
strumenti d'uso domestico come ìsi 
molle y la paletta. Arredi, gli arnesi 
che servono più ad ot*namento che ad 
uso. Attrezzi, i strumenti d'arte tutta 
meccanica. V* Stroment. 
Ordìgn. Fig. Bacello V. Negòzi. 
Ordìgn d'ingraNagg. T. degli OriuoL 
Calibro. Piastra sulla quale segnasi 
con la maggior esattezza , il luogo ove 
devono collocarsi tutte le ruote ed i 
rocchetti, con tutte le propoi'zioni so- 
pra cui si deve costruire tutta la mac- 
china. 

Ordin. s. m. Orc^ine^Comanck). Ma usasi an- 
che per Regola, Modo, Ordinamento^ 
OrdiN. s. m. T. d'Arch. Ordini. La 
disposizione che si da alle parti di un 
edificio in proporzione di quel dato 
che sì prende a norma. Vari sono gli 
ordini architettonici ma i più noti so** 
no per es.: il Toscano o Rustico, il Do- 
rico, il ionico, il Corintio y e il Com- 
posito o Italico, ai quali potrebbesi 
aggiugnersi il Gotico se più non fosse 
stile che ordine. 
Ordin. s. m. T. Eccles. Ordine. Uno 
de' sacramenti, e nome di ciascuna 
classe in cui è suddiviso il clero re- 
golare cioè i Monaci, i Canonici re- 
golari, i Cavalieri, i Chierici regolari, 
ed i Mendicanti. 

Ordin dbl gioren. T. Mil. Bando» 
Ordine militare di disciplina da osser- 
varsi publicato a suon di tromba o dì 
tamburo. 

A l' ordin. Accomodato, Disposto, a 
ordine. 



i76 



OR 



Dar j ordin. Disporre per benej e 
T. Eccles. Sacramentare. 

In ordin. In ordinanza. In fila. Al- 
lineato. 

Metter a l' orden. Mettere alla via. 
Ridurre in pronto. Dar sesto. 

Metter pr* ordin. Ordinare. 

Metter pr* ordin d' temp o d*alfa« 
BÉTT. Porre per via di tempi o per 
via di nomi. (B. L. ) 

Metters in ordin. Mettersi in punto. 
Porsi in grado di far il suo dovere, 
aUrini. Rincavallarsi , mettersi in ar* 
nese. 

Pr' ordin Ordinalmente. Per ordine, 
in ordine. 

Schizzar j ordin. Dare gli ordini. 
Ma per lo più intendesi secretamenle 
e per fine spesso non buono. 

ToÉUR j ORDIN. Pigliar parola. 
OrdinX. Ordinato. Disposto, Assetto. 
Ordinanza, s. f. Ordinanza. Ordinazione. 

Ordinanza, s. f. T. Mil. Ordinanza. 
Soldato cbe sta agli ordini o sia al 
servìgio d'un ufficiale. 

Ordinanza. T. degli Uff. Ordine^ 
Bando. 
Ordinar, att. Ordinare. Disporre per 
ordine, commettere, imporre, o an- 
che dare gli ordini sacri. E T. Med. 
Prescrivere rimedii. 
Ordinari, s. m. Ordinario, lì corriere 
solito. La cosa solita. 

Ordinari, s. m. T. Eccles. Ordinario. 
Quegli che ha giurisdizione ordinaria 
nelle cose ecclesiastiche. 

Ordinari, s. m. T. Mil. Ordinario. 
Il mangiare a pasto. 

Ordinari. Ordinano^ Ovvio, Triviale. 
Agg. di cosa vile e di poco conto. 
Ordinano vale anche. Solito, Con- 
sueto. Volgare agg. d'uomo senza 
lettere, idiota e simili. 

Ordinari. Fig. e scherz. Imbriaca- 
tura. Ebbrezza. 

Ordinari di soldà. Rancio. Il pasto 
dei soldati. 
Ordinariazz. add. Ordinariaecio. Ordi* 

nario, volgare in sommo grado* 
Ordinariott. add. Dozzinale. 
O-'^iNAZiòN. s. f. Ordinazione. Quell* or- 
dite che si dà agli artefici o agli ar- 
listi di fare un lavoro o a mercanti 



OR 

di mandar roba o simile, ma 
anche per V amministrazione o i 
mento dell'ordine sacro. 

Dar dil j ordinazion. CommeUen 
chessia. Dar delle commissioni. 
Ordir, att. Ordire, lì distendere e 
teré in ordine le fila soli' or 
per fabbricarne la tela o il e 
Figurai, vale macchinare. 

Ordir, att. T. di Gualch. Pi 
L'atto di passare le mezzette 
denti del rasteilo per avvolger! 
dinatamente sul subbio. 
Ordiroéul. T. de' Tess. Ricciarola. 
nel quale si pongono i rocchett 
ordire. 
Ordoeuvr. ( Frane. ) T. de' Guoch. 
trionfali? Piattcllini posti soprt 
mensa lauta intorno al trionfc 
enlrovi dolciumi od altro più per 
cbe per uso di cibo. 
Orecci. s. f. pi. Alie. Quelle app< 
di certi arnesi che servono per 
neggiarli o per appenderli. 

Orecci. T. d'Agr. Orecchie. 
due legni attaccati al ceppo deli 
tro coi quali il solco $i fa più 

Orecci. s. f. T. di Ferr. ^e 
Aperture laterali a modo di sii 
nella parte superiore della tremi 

Orecci. s. f. T. de' Chiod. i 
Le estremità superiori nel piane 
l'incudine da chiodajuolo. 

Orecci. s. f. T. de' Ram. Ali 
due parti del manico delle cas 
cbe si imbulettano nelle pareti di 

Orecci. s. f. T. de' Sell. Ore 
Le estremità superiori delle si 
del collare da carrettone che s| 
no sopra il collo a guisa di ore 

Orecci ardidi. T. d'Equit. Or 
ardite. Diconsi nel cavallo quell 
vengono tese all' avanti quando 
male è in azione- 

Orecci campanón'ni. T. d'Equit. 
ehie dimesse. Le orecchie cadei 
basso del cavallo. 

Orecci caplòn'ni. T. di Vet. 
chic appannate. V. Cavali caplò 

Orecci con bl travers. T. de' 
Orecchie a staffa. Quelle orecch 
vasi di rame cbe somigliano a 
T arrovesciato. 



OR 

D* ASEif . T. Bot. Consolida mag» 
Vnfiio, Orecchio d' (tsino. Pian- 
ine nei campi, ed una di ciucile 
detta coDsokda per essersi cre- 
te avesse la proprietà di con- 
alcune piaghe od organi in- 
. Le sue radici abbondano di 
ine e sono perciò emmoilienti. 
mphylum officinale di Linn. 
D* GIUDA. T. di Mie. Pezizza. 
Ja. 

DiL BOCLi. Costole. Specie d* o« 
»er le quali le boccole s'ìnsi- 
e fermano nel mozzo delle 

DI pÈss. Garge, e dottrin. 
iV. Le ali vicine al capo de' 
aia quelle parti a guisa di 
vicine alla cervice, che loro 
luogo d'orecchi. 
DLA BOMBA. Maniglie, Le parti 
]uali si prendon le bombe nel 
»pra il mortajo. 
DLA GRAMLA. Spondei Le parti 
vano sul piano della gramola. 
d' levra. Ti Bot. Piantaggine, 
Hola piccola j Orecchia di le- 
inta che cresce ne' luoghi di 
aridi, e lungo le strade. Que- 
lla siccome le principali del 
ere ebbero già gran fama sic- 
maricanli , astringenti e febbri- 
È la Plantago media dì Linn. 
d'ors. T. Bot. Primavera 
2. Pianta che si coltiva nei 
giardini e che fiorisce in aprile 
;io, e di nuovo, certe varietà, 
mbre, ottobre ecc. È la Pri- 
uricola di Linn. 
d' soregh. T. Bot. Pavarina, 
media. Pianta che cresce ne' 
incolti e nelle strade, detta 
media da Linn. 

1 d'un CALDARÉN. Orccchi» Quci 
le secchie ne' quali si pone il 
, e che avendo un po' d'ai- 
>ra l'orlo della medesima sec- 
ssomigliano la figura degli o- 

d'un coll d' marcanzìa. Pel" 
Quelle estremità dei canti del- 
, e dei sacchi, per la quale 
»do agevolmente pigliare. 



PR 



177^ 



Orecci d* un soéuj, d' na botta. Dona 
a orecchi. Quella doga bucata che 
sopra vanxa le altre, e serve a rial- 
zare e trasportare siffatti utensili. 

Greggi incrosadi. T. de' Raoi. Orec 
chic a croce» Orecchi di vari utensili 
di rame formati con liste di * rame 
accavalciate come le linee di un 8. 
•Arvir il j orecci. Sturare gli orec- 
chi. Tendere gli orecchi per ascoltare. 

Aver bòn'ni orecci. Avere l'udire 
sottile. 

Aver il j orecci fodradi d' persùtt. 
Esser come l* asino al suon della lira. 
Avere orecchi per ascoltare ma non 
già intendimento per bene compren- 
dere. 

Chi ha ròn'ni orbcci intenda. Chi 
ode non disode , cioè fa capitale a 
suo prò di quello che sente a dire. 
Dico alla figliuola perchà la nuora 
intenda. Vale, chi ha a intendere in- 
tenda. 

Dolor d'oregci* Mal del eosso, e 
doitr. Otalgia. Dolore acuto degli o- 
recchi. 

Drizzar il j orecci. Appuntar gli o- 
recchi. Ascoltar attentamente. 

Infiahaziòn d'oregci. Otite. Infiam- 
mazione degli orecchi. 

Merda dil j orecci. Cerume, 

MoviHENT d' orecci. T. di Yet. Guizzo, 
Il repentino muovere delle orecchie 
de' cavalli. 

RuGARs IN t' il j orecci. Sturarsi gli 
orecchi. Operazione che si fa col mi- 
gnolo o collo stuzzicaorecchi. 

ScALDARS il j ORECCI. Incollerirsi. 
Montar in bica. Far gli occhi rossi. 
In altro signif. Inciuscherarsi. 

ScoLAMENT d' ORECCI. T. Mcd. Otor- 
rea. Scolo mucoso o purulento del 
condotto uditivo esterno. 

Tirar il j orecci. Tirare altrui gli 
orecchi. Lo che si usa per ammoni- 
zione e gastigo, ed anche per avvi- 
sare quel tale esser quello il suo di ono- 
mastico e dover quindi pagar la festa. 

Zuflar il j orecci. Cornare o fischiare 
le orecchie. V. Zuflamènt. 
Oreccia. 8. f. Orecchio, Orecchia. Or- 
gano dell'udito. Le sue parti sono: 
Bus • . . . . Meato uditorio. 



178 



OR 



Dadéntcr • . • Antro. 
Gir dl'oreccia. . Antelice. 
lotéren di' oreccia. Labirinto, 
Pedséo .... Lobo. 
Rodlén . • . • Elice. 
Svoèud • • • • Conca. 
Teltén . • • . Trago. 

Oreccia. Pig. Udito. 

Oreccia. 8. t T. d'Agr. Bomberaja. 
Cosi chiamano i eontadini toscani ]a 
parte posteriore e interna del vomere 
fatta a guisa di astuccio In cui entra 
il vomeralc o ceppo. V. Scapén. 

Oreccia dl' ara. Rovesciatqjo. Y. Assa. 

Oreccia D*uif lirbr. Piega. Quella 
che si fa per memoria in un libro. 

Aver bòn^na oreccia. Aver gli orec 
ehi armonici, cioè temperati al con- 
certo dell'armonia. 

Cantar d' oreccia. Cantare a aria. 
V. Cantar. 

CoLP IN t' n' oreccia. Orecchiata, 
Becchione. Colpo in un orecchio. 

Da st' oreccia a ne gh' sént. Fig. 
Tu canti a un sordo. Dicesi a chi ci 
chiede cosa che non vogliam dare o 
ne dice cosa che non vogliam sa- 
pere. 

DuR D^ ORECCIA. Sordostro, Sordic- 
ciò. Alquanto sordo. 

Far ORECCIA da harcant. Sonar la 
sordina. Finger di non intendore. 

Gnir a l' ORECCIA. Intendere, Sco- 
prire. YenHre a saputa di una cosa. 

Mancar d' oreccia. Arer gli orecchi 
disarmonici. Aver poco orecchio. ^ 

Star in oreccia. Star cogli orecchi 
tesi. Appuntare gli orecchi. Mettersi 
ad ascoltare attentamente. V. Star i- 
norcià, e Inorciares. 

Zufflar in il' oreccia. Martellare 
agli orecchi. Dire molte cose che u- 
til mente erano da tacersi. 
Orel s. m; Orlo. Estremità dei panni 
cucita con alquanto rimesso. Il Falso 
orlo si fa come l'orlo, ma non si 
raddoppia la tela che una sol volta. 
Orticcio l'estremità intorno del pan- 
no che dicesi anche Vivagno. 

Orel. s. m. T. de' Calzol. Spondella. 
Regoletto che rileva tutt' intorno al 
deschetto da calzolajo. 

Orel* s. m. T. d«* Foxid, di Camp. 



OR 

Bordo. L'estremità e l'orlo < 
campana dove percuote il batU 

Orel. s. m. T. delle Ricam. 1 
Rivetto. Fila d'oro a due a pii 
pii con cui si prolila un ricam 

Orel a gioren. Impuntura d 
o a straforo. Sorta di ornamen 
si fa intorno ad un drappo. 

Orel del bic'cer. Abboccatu\ 
parte del bicchiere e degli alt 
che si accosta alla bocca nel b 

Orel del capell. Cairello. Il 
cucito sul lembo^della tesa de 
pello. 

Orel dil palpebri. Nepitella. 

Orel dla bocca. T. Mil. Tu^ 
La parte che termina il cannor 
so la bocca la cui parte più en 
dicesi Gioja. 

Orel dla luha. Striscia. La 
che forma il fianco della Inceri 

Orel d' na cavagna. Labbro. 
Orend. add. m. Orrendo, Spavet 
Orén'na, Oretta, Ortén'na, Ortii 
8. m. Oretta. Dimin. di ora. 

Orén'na. s. f. Orina, Piscio, l 
Piscia. Siero del sangue, che e 
per le reni si trasfonde nella \ 
Diuretico, Uretico, agg. de' i 
che promuovono le urine. Uront 
trattalo sopra l'urina. 

Orén'na giara. Orina chiara. 

Orén'na fissa. Orina grossa^ 
mentosa. 

Cavar l' orén'na. Sciringare. < 
fuori r orina. 

DiFicoLTÀ d' orén'na Dissuria. 
ficoltà ecc. 

Ferhars l' orén'na. Accecarsi le 
Arrestarsi le evacuazioni orinari 

Mostrar l' orén'na. Mostrare 
gno. Dicesi dell'orina degli am 
che si mostra al medico. 

Patir difficoltI d* orén'na. Stf 
riare. 

RiTENZiòN d' orén'na. Stronguf 
Oréves. s. ra. Orefice, Orafo, i 
che esercita l'oreficeria, facenc 
sellaraenti d'argento e d'oro e( 
lavori. Esercitando tra noi l'ora 
che l'arte del giojelliere, daremc 
tamente le operazioni, i strum< 
le cose attinenti ad a{9bedue. 



OK 

OPERAZIONI 
L'OREFICE GIOIELLIERE, 
imftr. 

uJura 



OR 



179 



Ir. . 

SU il lima- 

• • 
r. . 
I dent 
ssar • 



r a filagra- 

• • • 
r da gross 

• • • 
BL gioren 



Amalgamare» 

Rin focate. 

Argentatura. 

Battere, 

Bianchire. 

Brunire, 

Caratare. 

Far calia. 

Incuocere l'oro. 

Dar di zanna. 

Stozzare. 

Fondare, 

Granire. 

Camosciare. 



Lavorar di filo. 
Digrossare, 
Incastonare, 
Legare a giorno, 
. • . • Lutare, 
ID copeila. Coppellare. 
in pégla . Mettere in pece. 
. . . . Lampeggiare, 
.... Partire, 
in tl'alsia. Far una cenerata. 
Saggiare, 
Arenar l* oro. 
Rincoppellare» 
Saldare, 
ir. . . . Sboraciare. 
Sgraffiare, 
Cesellare. 
iar . f . Smerigliare. 
ir. . . ♦ Grumare, 
Stozzare. 

Abbassare la pia- 
stra, 
\ marlèll . Battere a mazzetta, 
a scartocc'. Battere a chiocciola 
r . . . . Arganare. 
. . . . Avvivare. 
ei crosoèul. Rimbottare. 

STRUMENTI 

L'OREFICE GIOIELLIERE, 

. . . . Anelliera, 
a di diainaat Bilancia di carato . 



Balanzén • • • 
Balanzòn . • • 

BalÒD 

Banchètt. • • . 
BaitòD da zera • 
Bicorgna • • • 
Bicorgoa mozza • 
Boffètt . • . . 
BoffÒQ • • • • 
Boléu • • • • 
Borasén , • . . 
Borse! la . • • • 
Bollidora • • . 
Brunidor . * • • 
Brunidor da fén . 
Canal da orèrves. 

Canétta. . . • 
Cassétta da orèves. 
Copela . • 
Crosoèuj. • 
Oent d' can 
Ferr da sarar 
Ferr da sburlar 
Fonz . • 
Forma • 
Fornell . 
Frassinela 
Frazza • 
]Pusén*na 
Grada . 
Granìdòr 
Grattabrus*cia 
Grisén • . . • 
Incùzen da sbalzar. 



Limi • , 
Luma • 
Madravida 
Martèi • 
Mazzetta . 
Meza . . 
Mojtéo'na 
Morsa , 
Morseti . 
Mostra • 



Oliva. . 
Ongela • 
Ongetta . 
Ongelta a bottòn. 
Padela . . . . 
Pigad6ra o Pighèll 



Bilancino. 

Calderone. 

Storta. 

Tavolello. 

Pania. 

Bicornia. 

Lingua di vacca. 

Mantacuzzo. 

Buffone. 

Ballino. 

Boraciere. 

Pinzetta, Molletta. 

Bottoniera, 

Brunitoio, 

Dentello: 

Canale, Verguccio, 

Cucchiaja. 
Soffionetto. 
Bacheca. 
Coppella. 
Crogiuoli. 
Zanna o Sanna, 
Incassatojo, 
Puntella. 
Mela. 
Forma. 
Fornello. 
Frassinella. 
Ferraccia. 
Fabbrica. 
Graticcio. 
Granitojo. 
Grattapugia. 
Ghiacciuolo, 
Ancudine cacciane 
fuori. 
Lime. 

Lucerna da saldare. 
Vitiera. 
Martelli. 
Mazzetta. 
Madiella. 
Molletta, 
Morsa. 

Morsettino a mano. 
Mostra. 
Muffola. 
Favella. 
Ugnella. 
Ciapola. 

Ciapola colpo. 
Caldano. 
. Spiria. 



480 

Pinzétta . . • 
Piomb • • . 

Piomb da banch 
PoDlén • 
Poozòn • 
Preda . 
Tumlén • 
Raspén • 
Snldadòr 
Sbalzadòra 
Scovridòr 
Scudlén . 
Scudlotl. 
Sguss • 
Sizèll. . 
Sizòll pian 
Sizlén • 
Sizlén cav 
SpiancD . 
Staiup . 
Stecca • 
Stozz. • 
Tajoèul • 
Tass . . 
Tassèlt • 
Tocchi . 
ToDaij . 
Tonaja torta 
ToDajén • . 
Trafila quadra 
Trafila tonda 
Tràpcn • 
Vivadòr . 



4IR 

. Castellctta. 
, Piombo da stampa- 
re, 
. Piombeita* 
. Puntino. 

• Panzone, 

. Paragone, 

• Bottone. 
, Raspino, 

• Saldaiojo, 

, Cacciafuori, 

• Scalzatojo, 

, Ciotollette imetriate 

, Calice. 

. Sguscio. 

. Cesello, 

. Profilatojo, 

. Svenaiojo, 

, Perlina, 

, Spianalojo. 

, Staffe. 

. Stecca, 

, Stozzo, 

, Tagliuolo, 

, Tasso, 

, Tassello. 

. Provino. 

, Tanaglie. 

. Imbracatola, 

. Tanaglietle. 

. Trafila. 

. Filiera. 

. Trapano. 

. Avvivalojo. 



OR 



COSE ATTINENTI 
ALL' OREFICE GIOJELLIERE. 



Acqua forta .. 
Amàlgama • • 
Argent . . . 
Argent brusà . 
Argent in pasta 
Argenlarìa . • 
Arlaj. . . . 
Bianchiment . 

Boll del titol • 
Boll d' fabbrica 



Doras. 
Cai . 
Caràt. 



, Acqua regia, 

. Amalgama, 

. Argento. 

. Calia, 

. Argento grasso. 

. Argenteria, 

, Tritoli. 

. Bianchimento ^Gru- 
mata, 

. Bollo del titolo, 

. Bolo di ricogni- 
zione a Cifra, 

. Borace. 

. Calia. 

. Carato, 



Desfatt • . • . 
Fond d* crosoèul. 
Gavétta 
Grani . 
Granòn 
Grepa , 
Lega . 

Lum d* roca 
Mercùri . 
Or . . 
Or argent 

Pajòn . 

Pégla* . 

Pòmsa . 

Séppia . 

Smerili • 

Tèra . . 

Tripol . 

Verghi . 

OrÉVES Dk CROSS. 



vece , 



Bagno. 

CulaUa. 

Gavetta. 

Bottone, 

Culatta. 

Gruma. 

Lega, 

Allume di r 

Mercurio. 

Oro. 

Oro argen 

chiù. 
Paglione» 
Pece, Stucci 
Pomice. 
Seppia, 
Smeriglio» 
Terra da fc 
Tripolo, 
Verghe, 
Grossiere, 
grossiere. 

OrÉVES da sutil. Minutiere. 
inioutiere. 

Banch da oréves. Tavolello. \ 
cheti. 

Mestér da oréves. Orificeria, 

Orfan Orfen. s. ni. Orfano, Orj 

Fanciullo privo di padre e di 

Orfanèll. V. Ordign' ecc. 

Orfanlètt. s. m. Nocentino. V. B 

Organar, s. in. Organaro, V. Fab 

da orghen. 
Organdis, s. m. Organdisse. ( Guai 
Specie di sottigliume come vel 
fino della garza. 
Organén. 8. m. Organetto, Regali 
sciiina che contiene diverse 
canne d'organo di due o tre 
di estensione e fa sentire vari 
nate o arie segnate sul cilindri 
Organén. s. m. T. de' Strum. Si 
Sirumenlo composto di più tub 
canna. di differente altezza e di: 
e perciò di vario suono che si i 
nare solliandovi dentro. 
Organista, s. m. Organista, Su 
d'organo. Organaro chi li fa. 
bricator ecc. 
Organizzar, alt. Organizzare. V. 
per Cercare, Formare, Rifoi 
Istituire uSìcj, stabilimenti e si 
Organizzar el servizi. Ori 



OR 

Creare gli uffici di UDa dati an^mioi- 

straziooe. 
OafiANZBN. 8. m. Orsoio. La seta più 

bella e più fina ehe si trae da* boz- 

soli scelti, la quale torta a piùj capi 

si adopera a ordire. 
OafiHEN. s. m. Organo. Strumeato mu- 
. Sleale composto di più tubi a' quali 

8i da fiato co* mantici. Le sue parti 

pnucipali soQo: 

PARTI PRINCIPALI 
DELL'ORGANO. 



OR 



ISt 



Ancia • . • . 

Bordòn • • , . 

Cadoazzadura • • 

Canai del somèr . 
•Cani 

Crivèll .... 

Cassa. • . . . 

Cassa di ventilaber 

Eco • • • • • 

Maoes • . « • 

Mostra . . « • 

Nasàr 

Occètt dia tasterà . 

Passagg del somer. 

Pdai . • 

Pdalèra . 

PoDtsèi . 

Portoveut 

Posjtiv . 

Prestant. 

Prinzipal 

Recitatìv 

Regist^r. 

Riga. . 

Secreta • 

Somèr • 

Sordéon'a 

Squader. 
. SUQghÌ4li maoes • 
. Stecchi di regisler. 

Stracantòn . . . 

Susti 

Tasi 

Tastadura . . • 
Tasterà .... 
Tirant di cootra- 
bass . . • • 
Tiratali. . . . 



Ancia. 

Bordone. 

Catenacciatura. 

Scaricatori. 

Canne. 

Crivello. 

Armadio. 

Cassa eolica. 

Eco. 

Mantici. 

Mostra. 

Nasardo. 

Magliette de* tasti. 

Riscontri. 

Pedali. 

Pedaliera. 

Ponticelli. 

Portamento. 

Positivo. 

Prestante. 

Principale. 

Recitativo. 

Registri. 

Ordine di canne, 

V. Poriavent. 

Sommiere. 

Sordina. 

Leve, 

Leve de* mantici. 

Bracciuoli de* regi' 

stri. 
AsinellL 
Molle. 
Tasti. 
Tastatura. 
Tastiera. 

Tirante. 
Tiratutti. 



Traverà .... ^mrre. 
Val voli del somèr « Ventilabrini. 
Veotilabor • . . Eolico. 
Zimbol . • • • Cembalo. 
ApoUoniconCs nuovo organo ultima- 
mente inventato da Flight e Robson» 
il quale unisce alla dolcezza del suo- 
no la forza la più strepitosa. Può es- 
ser suonato da una o più persone od 
anche mediante un solo cilindro. Ane» 
mocordoj ( Cordivento ) . Strumento a 
tasti in cui le corde risuonano mercè 
d*una corrente d*aria che vi si fa 
passar sopra. 

Orghen.s. m. Fig. Baggeo, Ceppo ^ 
Mogio. Uomo rimbambolito, stordito. 

Orghen. 8. m. Metaf. Organo. Mezzo 
strumento di cui un superiore si serve 
per far sapere la sua volontà. 

Orghen. s. m. T. Furb. // Caeiafo. 

Sonar l* orghen. Sìionar l^ organo , 
e figur. Portar i frasconi. Dar nelle 
vecchie, Cascar nelle vecchie, Invec- 
chiare. 

Yrergh i arghen b j orghen. Volerei 
gli argani j Volerci del buono. Abbi- 
sognar di molto per far fare una cosa. 
Orgh*nar. att. Ninnolare j Baloccare, 
Lellare. Pèrdersi in cose vane, non 
andare spedito nelle proprie operazioni. 
Orgh\nén. s. m. Storditello. 
Orgu*nòn. s. m. Grande organo. Organo 
magnifico. 

Orgh'nòn. s. m. Fig. Alloccùne, Alloc' 
caccio j Baloccoìie. Tentennone, pieno 
di tentennonaggine. 
Orgoéuj s. m. Orgoglio. Orgogliositè. 

V. Argoèuj. 
Ori. s. f. pi Ore. Ma per lo più si di- 
ce di quelle che lavorando di straforo 
si vanno cumulando nella settimana. 

Ori cANONicHi. T.Eccl. Ore canoniche. 

Al bott dil do, dil tréj òr ecc. 
Al tocco delle due, delle tre, ecc. Al pun- 
to che soneranno le due , ie tre ore ecc. 

Dar il jóri. Scoccare, Battere le 
ore. Sonare. 
Oriana, s. f. T. de' Tint. Orleana, Oria- 
na, Nome di una specie di colore 
paonazzo che si cava dai frutti di 
una pianta Indiana detta Bixa orel- 
lana e che viene adoperalo dai tin- 
tori col nome di Terra Oriana. 

i2 



i82 



OR 



Obièmt. f. m. Oriente^ L&?ante. Parte 
del mondo onde apparisce nascere il 
sole. V. anche Matén'na. 

Oriertal. s. f. T. de* Drapp. Orientale 
o Stoffa degli Arem. Stoffa bellissima 
e leggerissima della quale vestonsi 
per lo più negli Arem le odalische ecc. 

Orientar, att. T. d*Arch. Orientare. 
Disporre una o tutte le facce di un 
edifìzio alle principali parli del mondo. 

Origina, s. f. Origine, Causa, cagione. 
V. Cavsa. 

Originala s. m. Originale. Scritto, di- 
pinto simile cosa, che fu fatta per 
fa prima volta, e da cui si traggono 
le copie. 

Original. 8. m. T. de' Scult. Modello. 
Quello che serve di tipo e di norma 
a' scultori per imitarlo. 
Original. s. m. T. di Stamp. Disteso, 
Quel libro manoscrìiio o stampato 
che serve per comporre. 

Original. add. m. Singolare. — Stra- 
vagante , Bizzarro. — E dicesi di per- 
sona strana e tutta a sua niente. 

Un original. Uh cervellone , un cer- 
^lluzzo, un uomo stravagante; di 
beir umore , uno di quelli cui /è' na- 
tura e poi ruppe la stampa, 

Origdéla. s. f. Legno marmorizzato» Le- 
gno che rassomiglia il raso e capace 
di un bel polimento, del quale fan- 
nosi graziosi lavori di tarsia ed altro. 
Traesì da una pianta della Guiana, 
detta Ferolia variegata da Lamk. 

Okinada. s. f. Orinata^ Pisciala. Scarico 
d' orina. 

Orinal. s. m. Orinale. Vaso nel quale 
si orina. Pitale, vaso di terra per u- 
so delle necessità corporali nella seg- 
getta. Orinaletto, orinalino, diminut. 

Orinar* att. Orinare. Fare acqua, pi- 
sciare, urinare. 

Orioècla. s. f. T. Bot. Trifoglino. Erba 
di collina che^ è buona pastura per 
gli armenti. É il Lotus corniculatus 
di Linn. 

Oriòn. s. m. T. d*Àstr. Orione. Costel- 
lazione deir emisfero meridionale. 

Orisèll. s. m. T. de* Tini. Orieello. 
Tintura de' panni che si fa con orina 
d' uomo e con gambi di Orciglia, os- 
sia del Lichen roccella Linn. 



OR 

Oriiont. 8. m. T. d*A8tr. On 
Quel punto del cielo e della l 
\e sembrano unirsi, e intorno i 
termina la nostra vista. 

Orizontares. n. p. Orientarsi. ] 
scere ove si sia per rispello a 
cardinali del globo. 

Orizontares. n. p. Fig. Ricon 
Rinvenire il filo di checchessia 

Orlì. add. m. Orlato. 

Orladòra. s. f. Orlatrice. Donila 
tende soltanto a orlar le scarp 
stivali. Cucitrice di cappelli: 
quella donna che cuce i caìrel 
stri alle tese de' cappelli. 

Orladura. s. f. Orlatura. L'oi 
l'orlo stesso. 
Orladura. s. f. T. de' Cappel 
strino. Il piccolo nastro che se 
formare il cairello intorno a 
de' cappelU. 

Orlar, att. Orlare, Gallonare j 
re. Filettare. 

Orlar la pela. T. degli Imb 
punlire a soppunto. Fare una 
ra ai lembi delle pelli degli 
da imbalsimat^e per poterli p 
nìre. 

Orlén, Orlinén. Orlicciuzzo, Or 
Zino. Piccolo orlo o orliccio. 

Orlén. s. m. T. de' Calzett. 
maglia. Quella che è sempre li 
l'ultima delle calze fatte s 
e che formano come i vivagr 
calza. , 

Orlén da scarpi. Orlatura ( 
zana. Striscinole di pelle con 
guarnisce l'orlo delle scarpe. 

Ormsén. s. m. Ermisinà o Ermesir 
la di drappo leggiero cosi del 
l'isola d'Orraus, d'onde in p 
portato in Europa. 

Orna. add. m. Ornato, Adorno. 
lito di ornamenti di pregio. B 
zolito, tutto coperto di fronzc 

Ornament. s. m. Ornamento, 
mento. Tutto ciò che serve a 
ed abbellire. Fronzoli, ornami 
coli e di poco pregio. 
Ornament. s. m. T. de' Fabl 
Ornamento. Reggetta stretta < 
per far volute, cartocci e altr 
inferrale, ne' rastelli e simili. 



OR 

Oeuat. 8. m. Ornato. 

Obo. Danari. Uno de' semi delle carte. 

V. Dtoar e Or. 
OiOR. s. in. Orrore, Orridezza j Orri' 
iilà. Raccapriccio, Spavento, Orri* 
bilità. Vale azione orribile abbomine- 
vole, e parlandosi ^i donna assai brut- 
ta dicesi Befana, Befanaccia. 
OapÉLL. s. m. Orpello, Canterello, Tre' 
molante. Rame in sottilissime lamine 
colla superficie in tutto di colore si- 
mile aiVoro. Guarnire ornar con or- 
pello, orpellare, inorpellare. 
Obpiiènt. 8. m. T. de* Pitt. Orpimento. 
Minerale pesante, lucido, friabile, cau- 
stico, composto di arsenio e di zolfo 
che fornisce un giallo pallido alla pit- 
tora detto Giallo d'orpimento arso. 
Oks. s. m« T. di Zool. Orso, Animai fe- 
roce e molto peloso cbe abita nei luo- 
ghi montagnosi e freddi . L* Ursus 
aretos Linn. 

OaSi 8. m. T. de' Terraz. Orso. Stru- 
mento con che si puliscono i pavi- 
iDeoti. 

Ors. s. m. Fig. Tanghereccio. Misan- 
tropo, uomo ruido, intrattabile, inso- 

I eievole. 

' Gas BiANCH. T. di Zool. Orso bianco. 
Orso cbe abita le regioni polari, cono- 
sciuto da noi solamente per le sue 
pelli cbe ci vengono in commercio. É 
V Ursus maritimm Linn. 
Ois NiGHEH. T. di Zool. Orso nero 
d'America. Orso di cui solo conoscia- 
mo le pellicce ornale di un pelo lun- 
go nero e morbidissimo. È 1* Ursus 
americanus Pallas. 
Far BALLAI! l'ors. Aggirar l'orso. 
Mostrarlo a spettacolo sulle pubbliche 
vie. 

Pa^èr un ors. Essere irsuto. Tutto 
coperto di lunghi peli. 

OiSADA. s. f. T. de' Teraz. Lisciata, Or- 
saia, y. di reg. La lisciatura de' pa- 
Tìmenii coU' orso. Altrim. Colpo dì 
or$o o Atto scortese,. 

Orsar. s. m. Aggiratore o Conduttore di 
orsi. 

Orsar. alt. T. de' Teraz. Orsare. V. 
éA reg. Lisciare i pavimenti coli' orso. 

Orsazz. 6. m. Orsaccio. Acercs. di orso. 
OrsaU;. s. n. Fig. Cornaeskia di 



OR 



18S 



campanile. Dicesi d'uomo cupo, rite- 
nuto, e che mal volentieri si accom- 
pagna con altri. 

Orsétt, Orsén, Orsinén. s. m. Orsetto, 
Orsatto, Orsaccliio, Orsacchiotto, Or* 
sicello, Orsacchino. Piccolo orso. 

Orslén'na. Orsolina, Nome proprio ve«- 
zeggiat. di Orsola. Dicesi anche d'una 
consorella della regola di S. Orsola. 

Orsòj. 8. m. Organzino, Orsojo. Seta 
che serve ad ordire. 

Orsòn. s. m. Orsaccio. Accrescit. di orso. 

Ort. 8. m. Orto. Campo chiuso il quale 
si coltiva tt erbe per mangiare. 
Da ort. Ortense, Ortolano, ma or- 
tense dirassi meglio di frutto. Ortolano 
di erba o radicchio. 
La n'è miga la via dl'ort. JYon i 
la via dell'orto, per accennare la lun- 
ghezza d'una strada. 

Ortaja. s. f. Ortaglia. V orto o il com- 
plesso delle terre coltivate ad orto. 
Ortaja. s. f. Ortaggio, Erbaggio, 
Camangiare. Ogni erba buona a man- 
giare, cruda o cotta, che si trae dal- 
l' orto. 

Ortazz. s. m. Ortaccio, Orticellaecio. 
Cattivo orto. 

Ortén. 8. m. Orticiìw, Orticello. Piccol 
orto. 

Ortensia, s. f. T. Bot. Ortensia, Rosa del • 
Giappone. Arboscello notabilissimo per 
la bellezza ed il gran numero de' suoi 
fiori in mazzetti , che da poco tempo 
si è fatto couìune nei nostri giardini. 
Si perpetua per talee e per polloni. É 
la Hortensia opuloides Linn. 

Ortica, s. m. T. Bot. Ortica. L' Urtica 
ureus Linn. Erba nota, di più spezie, 
la quale pungendo con sue sottilissime 
ed acutissime spine, depone un liquor 
velenoso che cagiona dolore e cocci- 
uola. 

Ortigar. s. m. Orlicajo, Orticheto. Luog^ 
piantato di ortiche. 
Ortigar. att. Ortichèggiare. Punzec- 
chiar con ortiche. 

Ortigara. s. f. Ortefica, Sorta di mal«, 
che fa chiazze nella pelle. 

Obtigòn. s. m. T. Bot. Ortica maggiore. 
L' Unica dioica di Linn. 

Ortlàk. s. m. Ortolano. Quegli che la- 
vora, coItÌTi • custodisce Torto. 



i84 



OR 



Ortlàr. s. in. Erbajuoioj JnéMatajo 
ecc. Colui che veude ìusalatd) cavoli , 
rape e simili ortaggi. 

OhtUn. s. m. T. d*Orii. Ortolano. 
Ucceiletlo che s'ingrassa ne* serbato], 
ed è boccone di molta stima. Linneo 
lo chiama Emberiza hortulana^ 

Obtlana. s. f. Orloiana, Erbajuoia. 
Ma la prima è colei che coltiva l'or- 
to, la seconda quella che vende gli 
ortaggi. 

£l sa fina^il jortlani. Lo sanno i 
pescioUnù È scritto pe' boccali. N'è 
piena la piazza. Si dice dell'essere no- 
tissima una cosa. 

Piazza dil j ortlahi. Erbaria. V. 
Piazza. 

Ortografia, s. f. T. Gram. Ortografia, 
Erròb d'ortografia. Cacografia, e 

' quindi Cacografizzare. Commettere er- 
rori d'ortografia. 

Orz. s. m. T. Bot. Orzo. Biada nota, 
che per lo più si semina nel mese di 
marzo. È V Hordeum vulgare dì Linn. 
Orz BfkìLk. Orzo mondo. Spoglio del- 
la sua scorza. 

Orz vestì. Orzo maschio. Quello co- 
perto ancora della sua scorza. 

Ohzada. 8. f. Orzata, V. Semàda. 

Orzèll. s. m. Oricello, V. Oriseli. 

OazoÈUL. s. m. Orzaiuolo, Perorescenza. 
Bollicina che viene tra ì nepitelli de- 
gli occhi. Dicesi Grandine a quel tu- 
moretto che nasce nella parte interna 
della palpebra, e dollr. CritCj Anchi' 
lopCj Galassia j Calazio- 
Osti, s. m. Uccelli volatili. Notisi però 
che vi sono molti volutili che uccelli 
non sono, per es. il Pipistrello ecc. 

A J OSÉ! INGORDI A GH CRÈPA EL GOZ. 

// soperchio rompe il coperchio. 

Amor d' j oséi. Svernare, Quel can- 
tare che usciti del verno fanno la pri- 
mavera. Calcare, il congiungersi de- 
gli uccelli. 

J oséi. / volatili» 

MucciA D*osÈj. Folata d'uccelli. Quan- 
tità di uccelli che apparisca volando in 
un tratto, ma passi tosto. Uccellame, 
quantità di uccelli presi e morti* 

Muda d'oséi. Muta. Y. Muda. 

Pdomìr o'josèi. Pedovare. 
OsjtLA» a. f. Uccella, ma da noi si dice 



OS 

solo a femmina, nel senso di i 
^chiotta. 
OsÈLL. 8. m. Uccello, e poel. À 
Nome generico di tutti gli i 
aerei e pennuti. Ornitologia, va 
tato sopra gli uccelli. Gli ucce 
noti tra noi sono i seguenti: 



UCCELLI. 


Airòn. . . . 


• Airone* 


Albera . . . 


• Canapiglia. 


Aliuzza • • . 


• Aliuzza^ 


Aquila . . . 


• Aquila comi 


Arietén • . • 


• Scriccio, Scf 


Aslòr. . . . 


. Astorre. 


Avoltoj . , . 


. Avoltojo. 


Battcòva. . • 


. Culretta, 




mola. 


Beccafigh . . 


. Beccafico. 


Beccazza . • • 


9 Beccaccia. 


Beccazzén • • 


. Beccacino. 


Boarén'na • • 


• Cutrettola, 




rina. 


Bubla ... 


• Bubbola, 


Buschén. • » 


• Pigliamosch 




tinselce. 


Calandra • . 


• Allodola cap' 


Canari, Canaréii 


\ . Canario, Ca 


Canarén'na . . 


. Passera di C 


Canvaroèul . • 


. Beccafico cai 


Canvaroèula • 


• Canapiglia. 


Cardinal. • • 


. Frosone. 


Cardlén. . . 


. Cardellino, 




rugio. 


Chèch . . . 


. Coccolone» 


Ciò ... . 


• Assiuolo. 


Ciùrel . . • 


. Chiurlo ì 




ne muggii 


Ciurlén . . . 


• Ciurlotto pi 


Ciurlòll . . . 


• Fischione, J 


Codùr . . . 


. Piviere. 


Coltort . . . 


. Torcicollo, 




torto. 


Colturén. . . 


• Calandro o 




de' campi 


Conìgher . . 


. Capinera. 


Cornacela • . 


. Mulacchia, < 




chia bigie 


Cornacciòn . . 


• Corvo impet 


Coròss • , . 


• Caporosso, 




glioììe. 


Corriera. . . 


• Corrione. 



OS 

CoTr&98 . . • . Ck)diro8$o maggiore 
Colbìanch • • • Culbianco, Massa" 

jola. 

Docb V. Sor&zza. 

Fadàbil ...» Calcabolto, Sue 

ehiacapre. 
Faich morètt • . Sparviere , Falco 

sacro, 
FaIch real . . . Falcone. 
Falchèti da pizzòn . Sparviere da colom- 

bL 
Falchètt da tòrra. Gheppio. 
Falchètt di fràdgòì. Sparviere 



OS 



m 



FaoèU 

Fasàn • . . 
Favaroèal • , 
Favazz • • . 
Fòltt. ... 
Foitsòn, , • 

Fraocolén . • 
Fràngol . . • 
FriDgol montàn 

FhngolèU • . 
FrauigDa • . 

Fratén • . . 

Friaòn . • . 

FotMtt . • . 

Galbèder . . 

tkdbèdra . . 

Gali d'éndia • . Gallo lanata o 
Giappone, 

Cali Gallo comune. 

Gali padvèn • . Gallo padovano. 

Gallén'na • . . Gallina. 

GaUén*nad*éndia. ffaZ/tna di Fara- 
one. 

Gallinazza . • . Gallinaccia, Galli- 
na regina. 

Gallinèla . . • Gallinella palustre. 

Gambén'oa. . . Gambetta. 

Gambìnòn • • • Pantana, Moschet- 
tone. 

Garganèla • . . Passera mattugia. 
Passerotto. 

Garganèll • . . Marzajolo. 

Gaia Gazza, Gazzera. 

Gasa dalla cova 
longa .... Gazza con la coda 
lunga. 



Fanello, Montanello 
. Fagiano. 
. Massajola. 

• Colombaccio. 
. Folaga. 

. Codone, Germano 

marino. 
. Francolino. 
. Fringuello. 

• Fringuello monta- 

nino. 

• Organetto. 

. Allodola Lodala 

panterana. 
. Cinciallegra, Cin* 

eia. 
k Frisone. 
. Pigliamosche. 

• Rigogolo. 



del 



Gaza furìòn*na 
Gaza maréD*na o 
pescarén*na . • 
Gaza molinara. • 

•Gaza montanara • 
Gazoèula molinara. 

Gazoèula da la 
brètta rossa. . 



Gberàrdén*na . . 

Gilardén*na. • . 

Grua Gruvla . 

Guèia • • . • 

Guizzètta . • . 

Lesgnoòul . . • 

Locch • • . • 

Locch maggior • 

Lodla. • * . . . 

Lodla da giara • 

Lodléo da broca . 

Logarén. • . • 

Martinàzz . 

MergònoPittmer- 

gòn . . . . 

Merla . ; . . 



Mèrol 

Mèrol da tòrra . 
Mèrol marén • . 
Morètt .... 
Morettòn . . . 

Nader .... 
Nader garganèll • 
Nader marén • . 
Nader mùtt. . • 
Nader salvategli . 

Oca 

Occén d' bo . . 
Och mergòn . . 
Ochètta. . • • 
Ortlàn .... 
Ofèll del paradis . 



Berta, Berlina. 

Gazzera marina. 

Gazza falciuolfl o 
molinara. 

Gazza montana. 

Velia cinerina mag- 
giore. 

Velia maggiore fer* 
ruginea col capo 
rosso. 

Sutro, Gallinella 
acquatica. 

Gallinella acquatica 

Gru, Grua e Grue. 

Grufo salvatieo. 

Pispola, 

Rosignoh^ Usigno- 
lo. 

Allocco, 

Gufo reale. 

Lodola, Allodola. 

Lodiìla capelluta , o 
delle strade. 

Allodola arborea. 

Lucarino, Luche* 
rino. 

Mignattajo, Mignat- 
tone. 

Mergo-Oca, Ocà- 
marìna. 

Merla comune fem- 
mina. 

Merlo. 

Merlo, Becchetto. 

Merlo acquajuoto. 

Moretta, 

Morettone, Quat- 
trocchi. 

Anitra. 

Alzavola. 

Colloverde. 

Anatra di Barberia 

Germano minore. 

Oca. 

Codibugnolo. 

Smergo. 

Oca. 

Ortolano, 

Manusodiala -mag- 
giore. 



AM 



M 



09 



Oslén dia madonna 
Oslén mosca 
Papagall • . 
Parpajéa • 
Passra . . 
Passra bianca 
Passra garganèla . 
Passra montanara. 
Passra solitaria • 
Pavòn . . 
Pavonètt . 
Pelicàn . , 
Pendolén . 
Perder . . 
Pernisa • 
Pescarén'na, 
Pettìzzùrr . 
Pettròss . . 
Pia] 
Pici 

Pich muradòr 
Pigazz • • 
Pigazz vérd 
Pigazzén'na. 
Piombén • 
Pit . . . 
Pivèr. • . 
Pivròn . . 
Pizzacarrélt. 
Pizzacra. . 
Pizzacra d' mar 
' Pizzòn 
Pizzòn salvàtcgh 
Pojana . • 
Pradaroèul • 
Quajott • . 
Ramponzén. 
Rara . . . 
Reatén o Re d' 

slén • . 
Re d* quaj . 
Rigògol . . 
Risaroèul . 

Rondanén'na 
Rondòn . . 
Sabbiaroéula 
Scalzarén . 
Sgarzèla. . 
Scarztètta . 
Scovazzén'na 
Sgarzétt. . 
SguizBètta • 



Uceel pe$calore. 

Lui piccolo. 

Pqpagallo. 

Lui bianco. 

Passera, 

Passera montanina. 

Passera matlugia. 

Passera montanina. 

Passera solitaria. 

Pavone. 

Pavonella. 

Pellicano. 

Codibugnolo. 

Strillozzo. 

Pernice. 

Gazza marina. 

Pettazzurro. 

Pettirosso^ 

Starna. 

Picchio. 

Peciotto. 

Picchio maggiore» 

Picchia verde» 

Picchio vario. 

Ispida. 

Tacchino. 

Piviere, 

Corrione. 

Beccaccino, 

Beccaccia. 

Pittima. 

Piccione. 

Palombo. 

Pojana. 

Pernice di mare. 

Quaglia. 

Bampichino. 

Arara, Bara. 

Bealino. 

Be di quaglie, 

Bigogolo, 

Migliarino di pa- 

dule. 
Bondine. 
Rondone. 
Piovanello. 
Cardellino. 
Banocchiaja. 
Ardea minore. 
Codinzinzola» 
Tarabuso. 
Fifa. 



Sorazza • • . 
Sorètta . . . 


. Barbagianni 
• Monachetto, 


Spagiar . . • 
Sparonzén . • 
Spròns . • . 
Stlén. . . . 


• Zivolo giallo 
. Cinciallegra, 

• Foscajone. 
. Scricciolo. 


Stordéla. . « 


. Tordella, 


Slòrel . . . 


. Storno. 


Slruzz . . . 


• Struzzo. 


TarUrèlt . . 
Tarter d' mar. 


. Topino. 

. Bondine di f 


Tord. . .. . 


. Tordo. 


Tordén'na . . 


. Tordella. 


Tprtorén'na . 


. Tortora. 


Verdòn . . . 


. Verdone. 


Vidarén. . . 


. Verdarino. 


Zicògna . . • 


. Cicogna. 


Zicn . . » . 


. Ciano reale. 



Zivétta . • • . Civetta. 
Zivòl. .... Zivolo. 
Zufflott .... Ciuffolotto. 

OsÉLL. 8. m. Fig. Bacello. 

OsÈLL oh' vola molt. Ucccllo i 
te volato (Bart). 

OsÈLL CH* voLAPOCH. Uccello ter 
Uccello cbe per lo più va pedo 

OsÉLL CH* VOLA PRBST. UcCCllo 

d'ali (Bari.). 

OsÈLL DA ACQUA. Ucccllo acq 
Paludano o lacustre. 

OsÉLL DA BOSCH. UcCCllo SÌl\ 

boschereccio. Fig. Ladro. 

OsÉLL DA ciAH. Cantajuolo , Zi\ 
Uccello legato a una lieva di b 
te, chiamata zimbelliera, colla 
tirata da uno spago, si fa svo 
per invitar gli altri uccelli a c{ 
farsi impaniare, o a dar nella 
Quelli che cantano in gabbia < 
Bichiami. - Passeggino, dicesi i 
bello che si tiene legato ad uii 
chio. Volantino a quello che va 
do attorno a guisa di colombo. 
pe, diconsi quelli che meltonsì 
piazza del paretajo morti e 8ec< 

OsÈLL DA ciAir. Figur. Zimbell 
chiamo. Cosa o persona cbe ali 
tificiosamente. 

OsÉLL DA MACIA. Ucccllo macchi 

OsÈLL DA PLAR. Colombo da j 
Piccion tenero. Si dice di chi 
modo e non molto astuto in 
cando. 



OS 

OsÉLL 1>ÀL BECCH GENTIL. DiceSt figUF. 

d'un Cacazibetto d'uno schifiltoso) op- 
pure d'un Mascagno o furbaccio. 
OsèLL DAL MAL AUGÙRI. Guastafeste. 
Quégli che guasta le feste e le alle- 
grie. Nunzio delle male nuove, chi 
pronostica o porta male nuove. 
OsÈLL DEL paradìs. T. d' Om. Manu* 
codiala maggiore. La Paradisea apoda 
di Linn. Uccello le cui eleganti piu- 
mette della coda sono lussureggiante 
ornaniento a cappellini delle signore. 
É originario delle isole Molucche ove è 
cbiamato pure Manùcodiato perchè si- 
gnifica Uccello di Dio. 
OsÉLL d' passagg'. Ucccllo di passo. 
Si dice quello che passa in determi- 
nale stagioni. Di ripasso se periodi- 
camente ritorna come le rondini. 
OsèLL d' rapén'na. Uccello di rapina. 
Che rapisce gli altri per cibarsene. 
OsÈLL scANTÀ SMALIZIA. Ucccllo ac- 
civettalo. Quello che per aver veduta 
altra volta la civetta, o per aver dato 
altra volta nella pania, si tien cauto 
dappoi. £ figurai, si dice d'uomo, cui 
il proprio pericolo abbia reso accorto. 
OsLADA. s. f. Uccellagione. L'esercizio 
dell'uccellare e la preda fatta di uc- 
celli. 
OsuDòR. 8. m. Uccellatore. Che uccella, 
che tende insidie agli uccelli, e fig. si 
dice di chi cerca, procura o desidera 
• alcuna cosa industriosamente. V. Caz- 
ladòr. 

Osladòr da zivetta. Civettante. Chi 
va uccellando colla civetta. 
OsLADòRA. 8. f. Uccellatrice. 
Oblah. 8. m. Uccellame. Quantità di uc- 
celli presi e morti ma piccoli , Salvag- 
giume se grossi. 
Oslar. att. Uccellare. Tendere insidie 
•gli uccèlli per prenderli. 
OsLAR. 8. m. Uccellatore. Y. Osladòr. 
Oslar con la zivetta. Cacciar col 
ehiocdolo. Caccia cosi detta del fischio 
ebe sì adopera per attirar gli uccelli, 
detta anche Caccia della fistierelia o 
fraaeheita o del chiurlo. Zimbellare, 
allettar gli uccelli col zimbello. 
Andar a oslar con la zivetta. Ci- 
vettare. Uccellare a civetta. V. Zivtàr. 
OsuRA. s. f. Ueallatriee. V. Osladòra, 



OS 



1R7 



OsLARA d' if a ca ecc. Stamberga. Edi- 
ficio stanza ridotta io pessimo stato, 
ove appena si possa abitare. 

OsLAZZ. s. m. Uccellaccio. Pegg. di uc- 
cello , e si dice di quelli che si pasco- 
no di carogne. 

OsLÉN, OsLÈTT. 8. m. UcccìHno , Uccel" 
letto, Augelletto, Augellino. 
OsLÉN ANVÈLL. Uccello nidiace. V. 
Anvlén. 

OsLÉN DEL fredd. Reatino. V. Ria- 
tén. Figurai, si dice d' Uomo fred- 
doso, freddoloso, che sente freddo. 

OsLÉN DLA Madonna. T. d'Orn. Piom- 
bino. — Uccel pescatore. — Uccelletto 
di un bel coloro verdastro superior- 
mente «nel collo, che vive sulle rive 
de' torrenti ove si ciba di pesciolini 
ed è V Alcedo ispida Linn. 

OsLÉN IN t'i did. Unghiella. Stupor 
doloroso nelle dita cagionate da freddo 
eccessivo. 
OsLÉN MOSCA. T. d' Ornit. Luì picco- 
lo. V. Parpajén. 

Alvar j OSLÉN. Snidare. Cavar dal 
nido, e figur. Furar le mosse. Preve- 
nir altri in far checchessia. 
Guarda l' oslén. Guarda in alto , 
Guarda l'uccelletto. Dicesi dalle don- 
ne a lor fanciulletti per distrarli, quan- 
do neir inghiottire s'annodano e fanno 
forza per respirare. Il Redi nel su"^ 
vocab. Aretino ha in tale significai 
le voci cuzzì ! cuzzi! 

OsLÉRA. s. f. Uccelliera, Oviario. Luogo 
dove si conservono vivi gli uccelli. 

OsLÉTT. s. m. T. de' Mur. Ambrogette^ 
Sorta di mattone più grosso del mat- 
toncello e pili stretto del mattone. V. 
Bastonètt. 

OsLiNÉN, OsLiNÉTT. s. m. U cccì lettino , 
Uccellinuzzo. Dimin. di uccello. 

OsLòN. s. m. Uccellane. Si dice per me- 
taf. di persona sciocca e da essere uc- 
cellata e beffata, che anche dicesi Uc- 
cellaccio,, zugo, zimbello, pincellone. 

OsMARÉN. s. m. T. Bot. Rosmarino, Ra- 
merino. Specie di frutice di frondi per- 
petue, il quale abbonda d'olio, ed è 
molto odoroso, e noto nei preparati 
farmaceutici. É il Rosmarinus offici- 
nalis Unti. 

OfPiTAL. s. n. Ospedale, SpUale, a 



488 



OS 



grec. Jfoiocomio. Si baoQO altri gre* 
cìiini pure per ogni spezie di spedale 
come 

OSPITÀL DI CROIflCH. Gerocofiiio. 

OspiTAL DI Fai. Traumatocomio» 

OspiTAL DiL DONNI. Ginccomio. 

OspiTÀL DI iiATT. MorocomiOj Mani' 
eomio. 

OsPlTAL DI PELEGRÉN. Senodockw, 
OsPITAL DI RAGAZZ. PcdoCOmiO, 
OsPlTAL d' i IMPESTA. SifiloCOmio. 

OspiTAL. 8. m. T. de' Bigat. Bachi 
pigri, fiacchi. Cosi diconsi que* bachi 
che si tolgon di mezzo agli altri e si 
pongono in uno stoino appartato, per- 
chè non si nutrono né filano il boz- 
zolo come gli altri della loro muta. 

EssR UN ospiTAL. A^cr più mali che 
un ospedale. Dicesi di persona o fa- 
miglia tribolata da molte malattie. 
OsprrALÉN. s. m. Spedalino. Piccolo spe- 
dale. 
Ospizi, s. m. Ospizio prop. Luogo dove 
si raccolgono i pellegrini o i bisognosi 
di abitazione- 

Ospizi di bastard. Ospizio de' tro' 
vatellij Curatrofio. Luogo destinato per 
nutrire i fanciulli esposti. 

Ospizi d'ìorfan. Orfanalrofio. Luo- 
go pio che per carità ricelta gli or- 
fani. 
Oss. s. m. Osso. Parte solidissima del 
corpo dell'animale, bianca e priva di 
senso. Periostio, membrana tenace che 
veste esteriormente le ossa. Osteogra- 
fia, descrizione delle ossa. Osteologia, 
trattato delle ossa. Osteoflogosi , in- 
fiammazione delle ossa. Carie, disfa- 
cimento e corratela della sostanza del- 
le ossa. 

Oss DEL RRAZZ. FocHc. Ossa dell* a- 
vambraccio che si divide in Tibia o 
Cubilo e Radio o Fibula. 

Oss DEL CARCAGN. Tallone. L'osso del 
piede posto quasi come base sotto gli 
ossi della tibia. 

Oss iDEL CÒL. Nodo Catena del col- 
lo. Gli ossi che collegano il collo, la 
congiuntura del capo coi collo. 

Oss DEL DENT. A^orio. Quclla por- 
zione dei denti intermedia tra lo smal- 
lo e la capsula. 

Oss DSL NAS. Dorso, Spina» 



OS 

Oss DSL 8T0«B6B. Stemo. La riai 
delle ossa anteriori del petto che 
vongli come di usbergo. 

Oss DI DiD. Falangi. 

Oss DLA coÈussA. Femorc. Quell 
è congiunto coli* ischio e colla 

Oss DLA QAMBA. Slinco, Tibk 
Schénca. 

Oss DLA SPALA. Oifiero. Quello 
forma la parte più sporgente 
spalla. Paletta, dicesi Tosso posi 
re all'omero. Clavicola, il trasvc 
che unisce 1* omero allo stermk 

Oss DEL CÒL DEL PE. Fiocctt. La 
te più rilevata del collo del pied 
teriormente. 

Oss SACHBR. Coccige, Codione, 
sacro. Quello che sta nella parte 
feriore della spina e le serve qu 
base. 

Oss. 8. m. T. de' Passam. Frw 
Strumento che serve per rivestir 
lana seta o altro certi lavori di [i 
mano. 

Oss BUS. Cannella. Osso pieno d 
dolio, attaccato alla polpa della et 
e della spalla delle bestie che si 
celiano. V. Canon. 

Oss BUS DA LA PARTA GRASSA. 

maestro. Quell'osso pieno di ro 

attaccato alla parte più pingue 

coscia della spalla delle bestie 
celiate. 

Oss BUS DA LA PARTA MAGRA. 

maestro (Scappi). Lo stesso che il 
nominato tagliato ove la carne 
muscolosa e meno pingue. 

Oss DA ARFiLAR. T. de' Calz. i 
dia* Quella stecca d'osso o simil 
si pone tra il tomajo e il guar 
nel raffilarlo. 

Oss DA coRDòTC. Mazzc . Spec 
piombini di legno, ma più gros 
quali si avvolge refe o simili p< 
cordoni. 

Oss DA LissAR. Lisciaiojo. Strui 
d'osso che adoprano i sellai, e 
altri per lisciare. 

Oss DA HBTTERS IL SG&RPI. CalZ 

(Frane). 

Oss DA pìzz. Piombino. Nom 
que* legnetti lavorati al tornio, st 
li s'avvolge refe^ seta ^o simili pei 



OS 

Ae cordelline, trine, giglietti ed altri 
simiglianti laTorì. 

Oss DÀ TàJAR I L1BER. Slccca. Stru- 
mento da tagliare i fogli de* libri non 
ancor manomessi per piegar carte ecc. 

Oss DA TIMPRAR IL PÉNNI. FendUojO, 

Stramento di varie materie resistenti 
per uso di fendervi sopra le penne. 

Os5 d'avori. Avorio. Dente di Lio- 
fante separato dalla mascella per es- 
sere nesso in opera. I pettinagnoli di- 
cono Osso anche alle corna di cui 
formano pettini. 

Oss d* balén'na. Ossa o stecche di 
balena. 

Oss D* FROTTA. Nocciolo, Nocchio , 
Nocchierello. Osso che si genera in 
certe frutte, come pesche, cirlegie, 
sosine, olive ecc. entro il quale si con- 
serva l'anima. Osso delle frutta. 

Oss D* HORT. Osso d' Ufi trapassato. 

Oss d' mort. Osso di morto. Specie 
di dolce così chiamato dalla sua for- 
ma, che mi si dice chiamarsi da al- 
cuni toscani Mementinq come fosse un 
dolce, fatto per rammentare il giorno 
de' morti. 

Oss D* MORT. T. degli Addob. Ossa 
(Dati). Strisce di tocca imitanti ne' 
parati due ossa di morto in croce. 

Oss D* VENTAi. Stecche. Le principali 
bacchette d' un ventaglio. Bacchette j 
le stecche minori. 

Oss spoNGÒs o GiòTT. Osso midolloso. 
Osso pien di midollo. 

Averla dall' oss. Aver fìtto nelV os* 
so qualche vizio. Esservi assai incli- 
nato. 

Aver la malizia in t' j oss. Esser ma- 
tigno in grana. Esser furbo in cher» 
misi, Cssere astuto assai. 

Aver la poltronisia in t'joss. Aver 
l'osso del poltrone. Proverbio, e si 
dice ddi' essere uno di natura pigro e 
ìnGhgaido. 

Aver /oss d' mort in sacozza. Es' 
sere fatuo* Essere invulnerabile, o forse 
meglio Tener la fortuna pel ciuffeUo. 

BiAifcr CMÉ 'n oss d'avori. Bianco 
qufi avorio, guai neve. Bianchissimo. 

Gii ha magna la carna ha da magnar 
Ar.A j oss. Fìg. Chi ha mangiati t ea* 
viis mangi anche i buglioli (Lucch.). 



OS 



18f 



CoLL cn* VA DI LAVÒR !>' OSS Ossaj; 
Quegli che fa i lavori d'osso. 

Esser pela e oss. Essere ossa e peU 
le, essere ossoccia senza polpe. Non 
aver carne indosso, esser magrissimo. 

L' É MEJ ROSGAR UN OSS CHE U» BASTÒN. 

È meglio cader dalla finestra che dai 
tetto, cioè di due mali s'ha ad clcg« 
gere il minore. 

Mettr un oss IN BOCCA. Porrc un ro- 
sichiolo in bocca. Porre uno a stec* 
chetto per mezzo di passi arrischiati 
o celati ad arte da chi ne profitta. 
Romper joss. Fiaccar l'ossa. 
ToÉiR UN oss dur da rosgar. Torre 
a rodere un osso duro. Accingersi ad 
impresa difTìcilc. 

Zugar a joss. Fare a caselline co* 
nociuoli. 
OssADURA. s f. Ossatura. Ordine e com- 
ponimento delle ossa. 

OssADURA. s. f. Armadura, Scheletro. 
Il fusto di una macchina che vada poi 
vestito e riempiuto con altre parti. 
OssADURA d'una BARCA. Ossamc , Ar* 
carne. Carcame. Lo scheletro o il com- 
plesso de' pezzi più grossi di legname 
che formano il corpo di una barca, 
di un bastimento e simili. 
Esser d'ossadura grossa. Essere o«- 
sulo, cioè fornito di grandi ossa. 
Far l' OSSADURA. T. de' Squer. Imbo' 
scare un bastimento, una barca ecc. 
Costruir l'ossatura principale, e lo 
scheletro con i pezzi più grossi. 
OssXm. s. m. Ossame. Quantità d' ossa. 
OssÀRA. s. f. Ossuario. Luogo o riposti- 
glio per gli ossami. 
OssÀzz. s. m, Ossaccio. Peggiorai, di osso. 
OSSERVANZA. Osservanza. Regola e ordi- 
ne di religione. 

Esser d' stretta osservanza. Fìg. Es' 

sere spilorcio. Lesinante, Avaraccio. 

Fra dl' osservanza. Frate osservante. 

Osservar, att. Osservare, Biguardare. 

Por mente. 

Osservar il pesti. Guardare le feste. 
Onorarle coli' astenersi dal lavoro nel 
tempo della loro ricorrenza. 
Osservatori, s. m. Osserva torio.Y. Specola 
ÒssERVAZiòN. 8. f. Osscrvozione. 

An far mica ÒSSERVAZIÒN. iVòfi far 
caso. Non badare ad una cosa. 



190 



OS 



Far dil j osservaziòn . Censurare ^ 
Criticare ecc. 

Osseti, Ossén, Ossisén. Ossello, Osse- 
rello. Ossicino. Dimin* di osso. 

OssÈTT. s. m. T. di Giuoc. Aliosso. 
Sorta di giuoco fanciullesco che si fa 
con un ossctto di figura quadrilunga, 
da una parte concavo, dall' altra con- 
cesso. II concavo si dice uno. Il con- 
vesso farina, cioè nulla. Il fianco otto. 

OssòN, Óssùzz. s. m. Ossaccio, Pegg. di 
osso. 

Prima j ossòn. M. scherz. per dire ad 
una persona che è magra allampa- 
nala, 

OsT. s. m Oste, Ostellnno, Albergatore. 
Quegli che dà bere e mangiare e al- 
berga altrui per danari. Tavernaio, 
chi conduce taverna, o sia osteria da 
persone vili. Vinajo, chi vende vino 
da esportarsi a privati. 
Far el cont senza l'ost. Fig. Far 
la ragione senza V oste» Calcolare sul- 
le cose che sono in arbitrio d'altri. 

Far el minciòn pr' an pagar l' óst. 
Fare il minchione per non pagar ga- 
bella. Fingersi pazzo, o fare il norri 
per non compiere i proprj doveri o 
scansar la pena meritata. 
Pagar l'ost. Pagar lo scollo. 

Osta. s. f. Ostessa, Albergatrice. La mo- 
glie dell'oste, o quella che di per sé 
tiene osteria. 

OsTACOL. s. ni. Ostacolo, Opposizione, 
Impedimento, obbiezione, contrasto. 

OsTAGG. s. m. Ostaggio, Stadico, Stati- 
co, Quella persona che sì da, da una 
nazione, ad un altra, per sicurezza 
dell'osservanza del Convenuto. 

OsTARÌA. 8. f. Osteria, Taverna, Betto- 
la, Albergo, ma taverna e bettola è 
luogo da bere e da crapula soltanto. 
Osteria è luogo da mangiare, e spesso 
anche da dormire. V albergo, è sem- 
pre più nobile di osteria ed è luogo 
dove si dà da mangiare e da dormire. 
Ostar) A da lader. Osteria a mal 
lempo. Osteria povera, mal agiata da 
non capitarvi se non per pura e pret- 
ta necessità. 

Fermars alla prima ostar) a. Figurai. 
Sfarsene al dello. Parlar per udita. 
Star alle grida. Andar preso alle 



OS 

grida. Credere ciò eh' altri (h'ca 
pensare, o investigare più altrd. 
Metter su ostarìa. Alzar fr 
Aprire o mettere osteria. 

OsTARiANT. s. m. Bcllolanle, Tavem 
Tavemajo. Colui che ama di frei 
tar le taverne. 

OsTARiAR. att. Bellolare. Frequente 
bettole. 

OsTARiÉTTA. s. f. Tavcmuccia, Beli 
eia. Piccola osterìa, e se è luo] 
gente di mal affare Baccanelìa. 

Ostarìa. s. f. T. dì Giuoc. Osterie, 
lolini. Le due carte del cueù fig 
sulle quali è dipìnto un osteria. 

Ostensori, s. m. T. Eccies. Oslem 
Arcdo sacro col quale si fa l' es 
zione del Ss. Sacramento ecc. L( 
partì sono: 

Baia Sfera. 

Crislai • . • . Cristalli. 
Gamba . • • • Fuso. 
Grupp . . . • . Nodo» 
Incàster. . . . Dente. 
Lunétta . • . • Lunetta» 
Marleltén • . . Nottolino. 
Nuvlén .... Nuvola. 
Pe. . . . . . Piede, Pianta 

Ragg Raggiera. 

Scàlla .... Teca, Scatola 
Tazzén'na . . . Vasetto. 
Zercétt .... Ciambella. 

Ostentar, att. Ostentare. Mostrar 
ostentazione. Senneggiare, far pi 
di senno. 

OsTENTAZiòN. s. f. Ostentazionc , Me 

Ostia, s. f. Ostia. Quella sottilissima 
da di pasta che il sacerdote con 
all'altare nel celebrare la S. IM 
Comunichino, V ostia piccok on 
amministra a' fedeli il Sacranentc 
l'Eucaristia. Dicesi anche Partii 
ma questa voce è più addat a a si 
le particelle del pane consa*rato 
cadono sulla patena ecc. V Névi 

OsTiAR. 8. m. Cialdonaio. Fablricaloi 
cialde, e cialdoni, e al teopo s 
di ostie. Le operazioni, gli struc 
e Je cose attinenti al ciaidftoajo i 
Coéuser. . • • Cuocere la pa 

Cola Pasta. 

Far la pasta . . Intridere la f 
Ferr da saldòn • Forma, 



OT 

Bi tajar . . Cerchiello^ 

• . • . Cialde, 

• • • . Comunichini. 
li. • • . Ostie. 

. . . . Forma. 

. . . . Trinciare. 
id. m. Ostinato, Incapato. Per- 

pervicace, testereccio, capar- 
stiere, leslacciuto. 
\. D. p. Ostinarsi, Incaparsi, 
arsi. Incaponirsi, Intestarsi; 
ìnarsi e più nobile, Incaparsi, 
ccarsi ìd capo una cosa, e vo- 
li ogni costo. Incocciarsi, è un 
"SÌ più stupido. Incaponirsi, e 
più d'incaparsi, intestarsi è af- 
• ad incaparsi e dìcesi piuttosto 
opinione che di una risoluzione 
Q. ). 

n. s. f. Ostinazione, Perlina' 
*ervicaccia. Caponaggine, capar- 
caparbierìa, caparbiaggine, mu- 

8. f. T. dì Gonch. Ostrica coiw- 
le. De* tanti molluschi che ap- 
rono ai genere ostrica la più 
uta da noi è questa delta an- 

Linn. Ostrea edulis. Quell'o- 

più comunemente mangiale a 
a e che di là ci arrivano sono 
a' naturalisti Ostreae adriaticae. 
n. Utensili, Strumenti, arnesi, 
che vengono spesso ad uso 
ase, nelle ofQcine, e per lo più 
ucine. 

d' cantén'na. Vasi di cantina, 
!a vino. 1 tini, le botti ecc. 
}. Nome numerale. 

Furb. Intendo. 

OTT o Ch l'otto. // compare. 

dì cui era discorso poco pri- 
. Zrèsa, L'amigh zrèsa. 

s. m. Ottagono. Di otto lati. 
(AR. add. m. Ollangolato , Otta' 
, che ha otto angoli e otto lati. 
alare, che ha otto angoli. 
ytiavà. Nome numerale. T. dì 

In ottavo, e vale. Libro i cui fo- 

o piegati in otto parli. 

{. f. T. Mus. Ottava» Intervallo 

gradi diatonici, e nome di un 
> d' organo che rende V ottava 
ncipale. 



OV fOf 

Ottavàri. 8. m. Ottavario. Prediche Del- 
l' ottava di qualche solennità, ed an- 
che preghiere che si fanno per otto 
di consecutivi in onore di qualche 
Santo in suffragio di qualche tra-* 



Ottayari. Fìg. Lungheria, se dìcesi 
di racconto. Barbogio, Anticaglia, se 
di persona. 

Ottavén. 8. ra. Flautino, Ottavino, Uiru^ 
mento da fiato simile al flauto, ma 
più piccolo. Flagioletto, dicesi con voce 
frane, il registro d'organo che fa le 
note del flautino.- 

Ottaviàn. Ottaviano. Nome proprio, usa- 
to nella frase. 

La pasa d' Ottaviàn. La pace d' Or^ 
vieto, cioè chi s'ha, s'abbia. La pace 
di Set Umido, quella cioè che frutta 
nulla. 

Ottgnìr. alt. Ottenere, Assegnare, Con* 
seguire , quel eh' uom desidera , o 
chiede. 

Ottica, s. f. T. de' Pìlt. Ottica. L'effet- 
to verosimile della luce de' colori e 
della visione espresso ne' dipinti. 

Ottòber. 8. m. Ottobre. Decimo mese 
dell' anno. 

Ottomana, s. f. Divano. V. Divàn. 

Ottòn. s. m. Ottone V. Lottòn. 

Ottùs. Ottuso. Àgg. d'angolo maggiore 
del retto. 

SiT ottùs. Ztio^o a bacio, poco ri- 
schiarato. 

Ottvagenari. add. Ottuagenario, OttogC" 
nario, Ottoageno. Dì ottani' anni. 

OvÀ. V. Ovai. 

OvX ovÀ. Vagito. V. Uè uè. 

OvAL. add. Aovaio, Ovato, Ovale, 
Far oval. Adovare, Dare a checches- 
sia la forma dell'uovo. 

Ovara. s. f. Ovaja. La parte interiore 
degli animali, nella quale essi gene- 
rano le uova. 
ScAR l'ovara. Avere il ristretto. Si 
dice delie galline quando non fanno 
più ova. 

OvAROÈUL. s. m. Uovajo. Mercante di uo- 
va , e se nello slesso tempo lo è pure 
di pelli si dice Polla jolo. 
OvARoèuL. s. m. Uovarolo. Vasello di 
varie sostanze su cui tengonsi le uova 
cotte per non iscottarsi le mani. 



494 



PA 



di una eosa con un' altra , e special- 
meote dicesi del vino che si va afibl- 
turando per dargli sapore o colore 
i^ìe non ba. 

Paccicgb. 8. m. Mollorcj Mollume j 
Pacciame, Paceiume, Pattume, Guaz- 
zo, Lagume. Y. Lavèll. 

Pacciugbén. s. m. Imbrattino. (Tose.) 
Fanciullo che imbratta. 

Pacciughént. add. Molliccio. Molliccico. 

PiCCiOGòN. 8. m. Imbrattamondi, Ciar- 
piere, guast^larte, guastamestieri. Co- 
lui che 8i pone a (ar cosa che non 
sa. 

PACciuGòii*ifA. 8. f. Ciarpiera. E in altro 
signif. Sciattona. 

Pacc'ba. 8. f. Pacchiarina, V. Fanga e 
Pécc'ra. 

Pacfond. 8. m. Argentone. Nuova lega 
di rame, di nichelio e di zingo che 
imita moltissimo T argento. 

Pàch. s. m. Pacco, Pacchetto. Piego, 
fascetto di minute cose, invogliuzzo, 
e per lo più si dice di lettere. V. 
Paccbèlt. 
Pàcu d' sold. Rotolo. Involto di da- 
naro. 

Pacdés. 6. m. Sopravveste. Sorta di abito 
più largo e lungo del sortii forse così 
detto dal Ted Pacten (Imballatura). 

Pachètt. 8. U2. Viluppetto, Fardelletto. 
(Fr.). 

Pachétt. s. m. T. de* Battil. Cumuli. 
Quattro libretti uniti di oro o argen- 
to battuto. 
Pachètt d* polvra. Cartoccio. 

Pachi, s. f. Pacche, Bàtte, Busse, Per- 
cosse. Ma le pacche son meno delle 
bòtte, e busse sudicce si danno ad 
un monello o tra due, percosse sono 
le busse date a tutta forza. 

CiAPPAa IL PACHI. Rimaner vinto o 
perdente al giuoco. E in altro signif. 
Andar a legnaja. Essere bastonalo o 
battuto. 

Dar il pachi ▲ von. Picchiare. Bat- 
tere uno, e fig. Sgarare. Vincere. 

Pàcia. pleon. Voig. per Pace. V. Paga 
e Pasa. 

Pacifich. add. m. Pacifico. 

El beat Pacifich. Iron. Santagio. 
Persona tutta amica de* proprii agi 
•fa« per nvlla i^ moTs # conturba. 



PA 

Padedù. Ballo a due. Ballo noi 
vario intreccio che si fa sul teat 
Padela. s. f. Padella. StrumenYo 
da cucina, nel quale si friggo 
cuocono in altro modo le vii 
Altre ve n*ba col manico a sen 
chio che termina a forcella e co 
beccuccio per iscolar l'untomi 
altre col manico diritto, il qua 
un occhio in cima per appiccai 
moro. Padellajo che & o veod< 
delle. 

Padela. s. f. Fig. Chiosa, Fr 
Macchia su panni e vestiti. 

Padela. s. f. T. de' Geraj. Fuc 
Specie di braciere per tenervi si 
la cera delle bacine. 

PADELA. 8. f. T. de' Cbìod. Ca$ 
Padellina di ferro per le bullett( 

Padela. s. f. T. de' Fattoj. Ca. 
Padellacela fondoluta nella qua 
scalda la pasta de' grani oleace 
poterne poi spremer l'olio, 

Padela. s. in. T. degli Oref. Cali 
Vaso di rame entro il quale si 
gon brace per {scaldare a fuoco 
le gomme, la cera ed il mastici 
finché non si squaglino in fretta 

Padela. s. f. T. de' Sai. Cai 
Vaso grande quadrilatero di p 
di ferro, riunite con chiodi, e 
note da pilieri di ghisa nel 
8i h bollire l'acqua di evapora: 
Cottoje, sono vasi che servono a 
l'ultimo grado di cottura all'acqu 
per. via di canali hanno ricevuta 
le rulQane. 

Padela da qanch. Braciere. C 
padella o arnese che si pone 
fuoco sotto Ja pietra allorché 
passare la cioccolata. 

Padela da bausar. Tamburo. 
di braciere che serve per tosta 
cacao. 

Padela da castagni. Brucioj 
PadelloUo. Padella traforata da 
ciataj. 

Padela da far i confbtt. Calde 

Padela da foèugh. Braciere. 
per lo più di rame, ferro o arg 
dove si accende le brace per ìscal 

Padela da navbtti, da grondi 
Cappellina, Sirìxmeuio ch^ ricevi 



PA 

I guisa d'un imbuto, e la por- 
caDQOficìnì. 

JL DA VEDER. T. dei Vetr. Conca, 
prabde di argilla ove si pone 
teria del vetro nella fornace 
si liquefaccia. Bofferia, quella 
1 d'argilla in cui si prende il 
iquefatto per soffiarlo. Cristal^ 
Cristallino, quella che contiene 
allo o la fritta. 

jl dla cassetta. 8. f. Bragie- 
Cassetta di ferro o sim. ove si 
i fuoco nella stufetta ( Cassétta 

|. 

.A HZANA. T. de' Salin. Biscot' 
vaso minore delle coltole nelle 

E DALLA PADELA IN T* I BRAS. 

dalla padella nelle brace, Fug- 
%cqua sotto le grondaje. Schi- 
UQ male, correre in un peg- 

adre. 

i. Padre. Titolo di onoranza a* 

•i. 

. BON. Padre, e dicesi per op- 

16 a Padrigno» 

DIL DIFFICOLTA. FìsicOSO, 

i DIL FOTTL Bajonaccio, 

d' LEON. Padre imbecherato, 
(bole per troppo amore dei fi- 

. NOBiL. Padre nobile (U. T. ). 
Irammatico che si dedica alle 
ravi, per lo più di padre. 
RADinÈ so PADER. Farebbe un 
enlo in un calice. 
r Pader. I Padri della chiesa, 
pere de' SS. Padri stampate; 
scialmente quelle impresse per 
e' Monaci Benedettini a Parigi. 
lder bonanua. Mio padre buo- 
noria, cioè defunto. 

V. n. Patrizzare Essere ne' co- 
lmile al padre. Tirar dal padre. 
. 8. m. Padiglione, Cortinaggio, 

di drappo che appiccalo nelle 

al palco, cala sopra il letto e 
alo. Cortina, quella parte che 

il letto. Balza, quella fascia 
mde: e chiamasi Cappelletto 

farlo del padiglione la quale 
capo di esso. 



PA i99 

Padigliòn. s. m. T. degli Addobb. 
Padiglione, Festone. Ornamento di 
drappelloni, festoni e ricadute, che si 
fa sotto gli archi delle chiese in oc- 
casione di feste solenni. Esso si com- 
pone di 

Arcòn • • , • Centina, 
Balanza • • • • Telajo. 
Cascadi • • • . Drappelloni. 

Cordi Corde. 

Cóvi . . . • . Gocciole^ 
Fiocch • • • . Gruppi. 
Listi • • • • • Tocca. 
Mantvana . • . Festoni. 
Padiglionzén • • Ricadute. 
Stangòn. . . . Traversa. 
Padigliòn. s. m. Chiosca, Piccolo pa- 
diglione isolato e aperto usalo ne' giar- 
dini inglesi. 

Padigliòn da campagna. T. Mil. Pa- 
diglione. Quella gran tenda di pan- 
nolino di drappo che termina in 
punta ed è per lo più usata in cam- 
po da capitani supremi. Tenda, dicesi 
a quel minor padiglione il cielo del 
quale è fatto a ino' di tetto. 
A padigliòn. a padiglione. A ma- 
niera di padiglione. 

Padiglionzén. s. m. Ricadute, Que' drap- 
pelloni minori che fanno ornamento 
ai lati di un padiglione da chiesa. 

Padlada. s. f. Padellata. Quella quan- 
tità di roba che in una vulta si cuoce 
nella padella. 
Padlada. s. f. Colpo di padella 

Padlazza, s. f. Padellane, Padellotto, 
padella grande. Fig. Chiosacela, gran- 
de macchia nell'abito. 

Padlén« s. m. Mestolino* Mestola piana 
a uso di rivoltar il fritto nella pa- 
della ecc. 

Padlén'na. 8. f. Padellina, Padellino, 
Padelletta. Piccola padella. 

Padlétta. T. degl'Imagi. Testa, Porta' 
padella, V estremità superiore del can- 
deliere che sostiene la padella. 
Padlétta. s. f. T. de' Pasl. Foeara. 
Specie di braciere ritorto del quale 
usano per lener calde le forme de* 
vermicelli nel verno. 
Padlétta da candlér. Padella. Ar- 
nese rotondo di latta, bucato in mez- 
zo per dar luogo ad una punta di 



I9t 



PA 



PA 



ferro che •ostiene i t4ircfaj De* f^a 
ttodelierì da diien. 

FaimJtta da salL s. £ P^oie/ls. Vaso 
dì naie o peltro, di coi si servooo 
fj^ infermi per iar a letto i loro a^ 
Padella da escrementi. 

Paulétta pa'cL paET. Caldaumo, 
CalduìiO, Vaso di ferro oel quale si 
poDC il fuoco da riscaldare il letto. 
Scaldino, il %aso di terra manicato 
the ser\e allo stesso uso. 
Paoiacòsod. s. m. Santagio. Persona a- 

giata e tarda nell' operare. 
PAoaÉ5. s. m. Santolo. Con tal nome 
ciiiaioasi dal fi^iuoccio colui che l'ha 
levato al sacro fonte o presentato al- 
la cresima* V. anche Gudiax. 

Paoréh al Doéix. Palrino. Quegli 
che assiste al duello. 
Padrìch*. s. m. Patrigno, Padrigno. Il 

marito della madre. 
Padbóh- s. m. Padrone, Proprietario, 
Ma é padrone ehi ha servi; proprie- 
tario, chi ha beni di fortuna o chi 
possiede capitalL 

Padròn BAix>aD. Padronella. Padrone 
4 ' da poco e per lo più feìlito o spilor- 
cioue. 

Paueòh d' bottega. Maestro, se fa 
un mestiere. Padron di bottega, se 
fa commercio. 

Padhùii d' ca. Padrone di casa. Il 
capo della famiglia. Padrone della 
cum, il proprietario di e^sa. 

AftOAR A PADRÒN. Andare a padrone. 
Accomodarsi ai servigio di uno. 

Chi É PADRÒ5 Ali* VA PE ACQUA. Chi 

ha mezzi si fa servire. 

Esser seuza padròn. Essere smesso. 
Ebsere fuor di padrone, scioperato. 

Far da padròn. Padroneggiare, Far 
da padrone cui suo diritto. Spadro- 
neggiare, far da padrone dove non 
tocca e non si ha diritto. 

Fares padròn. Impadronirsi, Impos- 
sessarsi. 

Gkir via da padròn. Smettersi di pa- 
drone. 

V t MEI ESSER GRAM PADRÒN CHE GRASS 

LAVORANT. È mcglio esser capo di 
galla die coda di leone, Prov. di 
chiaro sign. 
3Ial fi%L PADRÒN. Ipocondria, Morbo 



o oiBor iflane oaico, aCmooe a| 
condri, che son le regioni del 
e della nilia. Kelle Cwmioe è 
Afèzùme isieriea o ulerimm. T 
dràzia. 
METn A pamAsi. ileeoaeiar per 
eoa akumo. 

Padronanza, s. 1 Paàronanza, l 
naggio. V essere o il far da pa< 
Atee 'na gran padronanza. I 
vampo. Avere dell'albagia. 

Padbon'issib. add. Padronissimo. Pi 
padrone. Iron. Padroneione! La 
comodi! Si servai La riverisi 
sim., e diccsi a chi minaccia e 
cosa della quale o non d cale 
coi nulla temiamo. 

Padròn'na. & f. Padrona. T. Mi 
Patròn*na. 

Paosén. s. m. Lobo. Y. Pedsén. 

Padùl q PadCs. 8. m. Palude, Sk 
Padule. Riccettacolo d'acqua d 
stagnando si ferma. Ma lo stag 
sempre più piccolo è meno insa 
della palude. 

Padumìrs. n. p. Impaludare, Diveni 
ludoso. 

Padumìrs. Fig. RappatlumarsL 
mansarsi, umiliarsi, mansuefarsi 
bassarsi. Allrim. Annodarsi. 

Padumòs. add. m. . Paludoso, Palu 
Paludano, Palustre. 

Padvana. 8. f. T. di Farm. Padov 
Sorta di grande boccia col vco 
pera e colla bocca fatta a imbut 

Padvanéll. s. m. Seggiolino. Cah 
a due ruote e un posto solo. 

Paès. s. iu. Regione, Provincia, Conti 
Patria, Città, e si rileva dal prove 
Cui muda paés, muda fortòn'na. S 
cangiando eiel si cangia sorte, 
muta lato, muta fato. 
Paés. s. m. Borgo. Aggregato d 
bricati intermediati da strade: 
giore del villaggio per l'esteos 
il numero e il genere degli edii 
PAés BASS. Scherz. Coglie. 
Paés gross. Terra grossa. Bov\ 
molte case e di molti abitanti 
irapropr. dicesi da taluno Bor 
che vale più case sparse. 
Paés meecantìl. Paese ìnereani 
cioè di commercio. 



PA 

El paés dla cucagna. Fig. // paese 
del àengodi. Dicesi di luogo ove sia 
macca di vitto e di agi. 

1 PRiM abìtant d'un paés. Aborìgeni, 

Nativ del paés. Indigeno* 

Tant paés tant usanzi. Tanti paesi 
tante usanze. 

Tornar al so paés. Rimpatriare* Ri- 
coverare alla patria. 
Paesagg. 8. m. T. di Pitt. Paesaggio, 
y. d'uso. Paese (Tose.) Pittura di 
caiupogae, alberi, monti e simili. 
Paesén'na. 8. f. T. de' Scarp. Pietra, 
Ruini/brme o Paesina, Sorta dì pie- 
tra calcare che si cava nei colli del 
Piacentino, e che è cosi chiamata per- 
chè levigata nella superficie offre sin- 
golari figure di paesaggi rovinati. 
Paesètt. s. m. Paesello, Paesetto. Dim. 

di paese, jffor^^em'no' piccolo borgo. 
Paesista, s. m. T. Pitt. Paesista, Pae- 
sante, Frascante. Dipìntor di paesi e 
boscherecci. 
Paesòtt. s. m. Borghetto. Borghicciuolo 

non piccolo. 
Pafp pafp. Tiffe Taffe. Voci indicanti il 
ruQior del battere. 

Paff pàffete. Talfe. Espressione d' un 
alto che si fa presto e con forza. 
Paga. s. f. Paga, Pagamento, Ma il pa- 
gamento è l'atto del pagare, la paga 
quello che si dà in pagamento. 

Paga anticipada. T. Mil. Presta, Pa- 
gamento anticipato del soldo. 

Paga dla balia. Baliatico, 

Paga doppia. Soprassoldo, Paga^dop- 
pia. 

Paga d'un mes. Mesata. 

Paga morta. T. 'Mil. Paga morta, 
Pkga militare rubata al publico. Iodi- 
Mddo che solo di nome trovasi ne* 
ruoli militari. 

Alta paga. Caposaldo, Capisoldo. 
Quello che si aggiugne al soldato be- 
nemerito sopra la paga. V. Soprasold. 

An gh' è dinar oh' la paga. Non ha 
paga. Non v' è modo a pagarla. £ 
cosa rarissima si che non v'è prezzo 
rhe equivalga al suo valore. 

Aver bòn^na paga. Aver le larghe 
rpese. (Cay.) 

Chi paga innanz al tratt è servì 
DA lATT. Al pigliar non esser lente. 



PA 



i97 



e al pagar meno corrente. Perchè 
chi paga innanzi è servito dopo. 

GioREN d' paga. Giorno della paga 
o del soldo. 

Mala paga. Malapaga. 
PagX. add. m. Pagato. Ma usasi al fig. 
anche per — Appagato, Soddisfatto, 
Pareggiato — ecc. 

Paga. Prezzolato. Condotto per prez- 
zo, ma prendesi per lo più a dispre- 
giativo. 
Pagadebit. s. m. Bastone Randello. Ma 

è voce tra furbesca e scherzevole. 
Pagadòb. s. m. Pagatore. Colui che pa- 
ga. Fig. Galantuomo, Sol\^itore, Che 
solve ogni suo debito. 

Da 'n cattiv pagadòr bisogna toèur 
còLL ch'es poéul AVER. Dal mal pa- 
gatore aceto cercone* Da chi pa- 
ga con istcnto si dee prender tulio. 
Pagadobéll. s. m. Pagatorello, Mala- 
paga. Colui che paga debolmente e 
a poco per volta: cattivo pagatore. 
Pagamènt. s. m. Pagamento. 
Paganén. s. m. Fig. Perdente, Perditore. 
Colui che perde giocando. Fare a 
perder colle tasche rotte, si dice di 
chi perde sempre. 
Pagar, att. Pagare. 

Pagar a dinar cava. Pagare a da^ 
nari ripresi. (B. L. ). 

Pagar a la romana. Pagar a ra- 
guaglio, cioè ciascuno in proporzione, 
ed anche ugualmente. 

Pagar all' att del contratt. Pagar 
di primo sborso ( Bart. ) . 

Pagar anticipa- Pagare avanti tratto. 

Pagar a toch e bcòn. Pagare a spil- 
luzzico, a spizzico, cioè a poco a 
poco. 

Pagar con 'na man d' bastonadi, Pa- 
gar CON KL NANEGH DLA SCOVA. Dar ba- 
stoni invece di danaro. Soddisfar ma- 
le i proprj doveri. 

Pagar del so Pagar di proprio (B. 
L.). 

Pagar el fio. Scontar il suo peccalo. 

Pagar el noviziàt. Pagare il novi' 
ziato, cioè la prima esperienza. 

Pagar el tavlén. Pagare il pallajo, 
Diccsi Pallajo colui che dà le cai-te e 
le candele per giuocare in una bot- 
tega di calle e simili. 

43 



49S 



PA 



Pagar in più. Soprapagare (B. L»). 

Pagar in tl*ongìa. Pagar di primo 
tratto. 

Pagar l' occ. Appagare. Aver aspetto 
gradevole all' occhio. 

Pagar l*ost. Accordar l'oste» Pagar 
Io scotto. 

Pagar per tutti. Essere il pigiato. 
Esser quello tra i giaocatori su cui ri. 
cade la perdita di tutto il giuoco. 

Pagar pontual. Pagar come un 6an- 
co. 

Pagar sala. Trapagare. Sopracom- 
perarc. 

Pagar sin al ultim quattrén. Paga- 
re il lume e i dadi. Pagare del tutto. 

Pagar subit. Pagar di contanti (Fr.). 

Pagar von. Pagar uno. Si dice an- 
che del gastigarlo, punirlo, vendicar- 
sene. 

A pagare an so cosa. Spenderei il 
cuore, il cuor del corpo, gli occhi. 
Darei la cosa più cara per ^ottener 
checchessia. 

BoN DA PAGAR. Solubile. 

Fars PAGAR. Ricavarsi del suo avere, 

Farsla PAGAR. Insegnare a rodere i 
ceci. Mostrar altrui Terror suo col 
castigo. 

Goder senza pagar. Passar per bar- 
dotto. Godere a macca. 

Incapazz d* PAGAR. Insolubile. 
Pagarla. Pagare il fio. Pagare lo scot- 
to. Far la penitenza del fallo. Fare il 
mal prò. Goder con danno di una co- 
sa furata o frodata. 
Pagars in t' l' ara. Pagarsi in sulV aja. 
Pigliar congiuntura sicura di farsi pa- 
gare. 
Pagg. 8. m. Paggio. Garzonctto nobile 
che serve un gran personaggio. Pag- 
gerìa, dicesi il collegio de' paggi ed 
anche una moltitudine di paggi. 
Paggètt. s. m. Poggino. Piccolo paggio. 
Pagherò, s. m. Pagherà. Confessione scrit- 
ta di debito, con la promessa di estin- 
guerlo. 

Pagherò del lott. Polizza di lotto. 
Pagherò stampato che si dà a giuoca- 
tori di lotto in cambio di quel vigliet- 
tino che a lui rilascia il prenditore e 
sul quale sono stampati i numeri e la 
somma promessa. 



Paghétta. s. f. Soldoj Paghetta. I 
paga che dassi ogni settimana i 
fattorino di calzoleria o d' altra b< 

Star alla pagustta. Fig. Sca 
rolla fascina degli spagnuoli. Si 
al sole per iscaldarsi. 
Pagina, s. f. T. de' Leg. Pagina, 
eia, ma la pagina e segnata di 
mero ordinale , le facce sono la 
ria stampata o scritta in una p 
V. Liber. 

Pagina bianca. Pagina bianca. 
na non stampata. 

Pagina mozza. Pagina tronca, 
intera. 

Metter in pagina Impaginare. 
mar le pagini coi caratteri mes 
sieme dal compositore. 
Paginar. att. Cartolare. Porre i n 

alle pagine de' libri. 
Paginètta. 8. f. Breve pagina. 
Paginòn'na. s. f. Gran pagina. 
Pagn'. s. m. Panni. Vestimenti dì 
lunque materia si sieno. Abiti, 
si in particolare i vestimenti d 
sebi, militari o simili. V. Vest 
barr ree, 

Pagn'. s. m. Panni per Biam 
Pannilini. 

Pagn' nett. Panni di bucato. 

Pagn' sporc. Panni sudici, da 
catare. 

Cascar i pagn' d' adoss. Piagni 
dosso i panni. Aver panni 1 
sdrusciti. 

Cattar su i pagn' nett. T. de 
Stendere. 

Cattar su i pagn' sporch. T. de 
Raccogliere i panni da imbucai 

Dar aria ai pagn'. Sciorinare i ; 

Metters in t'i pagn' d' von. j 
re ne' piedi d'alcuno. Giudicar 
cose come quegli ne giudìchere 

PoNTAR I pagn'. Appicciare i 

Sbatter i pagn'. Scamatarli. 
terli con carnato. 

Tajar I pagn' adoss. Bandire 
dar la croce adosso ad alcuno. 
male. 
Pagnètt. s. m. Vesticciuole. Ab 

pannicelli. 
Pagnoéuj. s. m. V. Coni. Abiti. À 
coli. 



PA 

Pagnota. 8. f. Toìido. Pane tondo die si 
cuoce staccato e non a filari. 

Pàgnotà. s. f. Posta. Così si chiama 
per io più dai fanciulli la propria quo- 
ta al giuoco delle bucherelie. 

Pàgnota. s. f. Fig. Posto, Impiego. 

Pagnota. s. f. T. de' Batti!. Foccac- 
eia. Miscuglio d'oro e di gesso ras- 
chiali, che si depone nei fondo de' va- 
si per poi coppellarlo. 

Pagmota. s. f. T. Chir. Tincone, Bub^ 
bone. Postema nell' anguinaja cagio- 
nata da lue venerea. 

Pagnota. s. f. T. Mil. Pagnotta. Pa- 
ne dì razione. V. Pan. 
Pagnota. s. m. Panetto. Piccolo pane. 
Doe panetti attaccati insieme diconsi 
Copfneitàj da cui è venuto il nome 
di Cioppén Cioppétt usato in molti 
luoghi del contado. Chiamasi poi Cac' 
thiatella una specie di pan piccolo 
che si fa a picce. £ la piccia si com- 

fsoe di più pani attaccati insieme. V. 
il. d' pan. 

Pagrotén. s. m. Fig. Pugno, Calcio. 
Scalciata. 
PifiNOTÉN'ifA. s. f. Panino. Dira, vezzcg. 
di pane ma più propr. Panetto di fior 
di farina tratta dal semolino e cotta 
dopo essere stata spalmata sopra con 
diiara d' uovo. Semele, panino di for- 
ma tonda spalmato sopra con mele e 
latto con pasta lievitata colla birra. 
Pagnotén'na dolza. Confortino. Pane 
intriso con mele entrovi droghe varie. 

PiGiizoLèTT. 8. ro. Abitini, Vestitueci. 
Pochi e meschini abiti. 

Puoi. add. m. Smaltito e dicesi di concime. 

huua. V. n. Smaltire. Incuocere, con- 
eoocere, digerire. 

PtiRìGH. 8. m. Villano, Contadino, ter- 
rauano. Il Pananti a rao' di gergo lo 
dice Duro. 

Pauiela. s. f. Paniuzza, Paniuzzóla, 
Paniuzza. Fùscelletto impaniato ad 
090 di pigliare uccelli. Chiamasi Pa- 
tiacetò o Paniaccolo la pelle dove si 
tengono le paniuzze. 

hiHBLi. Fig. Capelli. 

ftraiòN. s. m. T. di Cacc Panione, Ver- 
gane, Verga impaniata per uso di pi- 
gliare i pettirossi ed altri uccelletti. 
Vergilo, mazza intaccata nella quale | 



PA 



499 



gli uccellatori ficcano le paniuzze. Bre-^ 
K'icello, fusccUetto intriso di vischio 
the si adopera a pigliare gli uccelli 
colla civetta. 
Paisàn. s. ra. Contadino. Chi sta nel con- 
tado e lavora la terra. Villico, vale 
in istile erudito Villano o uomo di 
villa. Colono, Lavoratore di campi di- 
pendente da un padrone col quale di- 
vide i prodotti. Agricoltore, è in ge- 
nerale chi coltiva campi. Paesano, è 
agg. di chi è del paese. Forese, chiun- 
que abita fuori della città. 
Paisàn ch' sta in t'el so. Moscetto, 
Faccendiere. Contadino che sta sul suo 
e lo lavora. 

Da paisàn. Alla villanesca. Villane'- 

scamente. Alla contadinesca, coniadj- 

nescamente. Alla foggia de' villani e 

contadini. 

Paisanada. s. f. Villania. Mala creanza, 

sgarbo, scortesia. 
Paisanazz. s. m. Villanaccio^ Contadi^ 

naccio, Martignone. 
Paisanètt. s. m. Villanetto, Contadinel- 

lo, Villanello, Foresello. . 
Paisanisem. s. m. Contadiname (Fior.). 
Quantità di contadini: la classe de' 
contadini. 
Paisanòn, Paisanùzz. s, ni. Villanzone. 
Paisakota. s. f. Crelia. Contadina fattic- 

ciotta, vistosa ed allegra. Foresozza. 
Paisanott. s. m. Contadinotto , Villanot^ 
to. Contadino di bella statura e di 
beila età. 
Paisanuzz. s. m. Villanaccio, Villanzone. 
T^AisoTT. s. m. Casale. Aggregato di po- 
che case ed adiacenze villiche. 
Paj. s. m. T. de' Carb. Rocchinai I tre 
pali piantati in triangolo ne) centro 
della piazza della carbonaja. V. Pai. 
Metter i paj. Palare. Ficcar pali in 
terra a sostegno dei fruiti. Impalare 
viti, alberi ecc. 
Strinar la ponta ai paj. Abbrancare 
i pedagnuoli. 

Tirar via i paj. Spalare. Togliere 
via i pali che sostengona i frutti. , 
Paja. s. f; Paglia. Filo o fusto di grano, 
o d'altre biade, da che cominciano a 
esser da mietere, o mietute. Pagliuo- 
lo, quella paglia battuta clic trattone 
il grano resta iu suU'aja. 



»9 



PA 



PjiL. §. m. T. de' Scarp Pi^ di ea- ' 
prò* Sf>ranfa dì ferro riturfa da oo 
capo e fosa oode sì ccrf e per imoo- 
Tere pietre ed altri pesi. 

Pjku s. m. T. de' StoTì^l. Puh. AsU 
dì k^DO riquadrala che lonna Tasse 
^ertìole delia mota, ed ba soperior- 
mente il lamiere. 

Pal da Bcsi. AtUipiuolo. Palo cbe 
serre a foroiare 11 foro ote 6ccar 
ellobi OD grosso piaolo. 

Pal da stozzar. T. de' Ram. Paio 
da sirozzare. Qaello sa coi si stroz- 
zano ì vasi di rame. 

Pal da zitétta. Gruccia, Mazzuolo. 
Strumento su coi posa la cHella men- 
tre si ¥a con essa uccellando. V. Ba> 
Sion. 

Pal del ziLi5DEa. T. dì Cart Caviglia. 
Ferri che reggono lo stile della car- 
tiera. 

Pal d' peri. Palo. 

Pal Darrr. T. 4Ìe' Ram. Palo rilio. 
Sorta d' ancudine la cui testa termina 
in un quarto dì disco verticale. 

Pal SPIÀ5. T. de' Ram. Palo da spia- 
nare. Palo con testa fìitta a olisco o- 
rizzontale. 

Pal T09D. T. de' Ram* Pah a meh. 
Quello la cui testa arrotondata somi- 
glia alla testa di un fungo. 

Pal tecc'. Canoeehw. Palo per tcc- 
» cliiezza cascante. 

Pal testL Fig. Siilo vestito. Persona a 
cui i panni non istiano bene indosso. 

Aver uh pal dardè. Slare impahto 
come un cero, Slar riih ritto. 

Parer u5 pal testi. Sembrare un 
lucerniere vestilo. Dicesi di doima 
lunga e magra. 

VeSTÌSSA Vn PAL E al para U!f CAR- 

DifVAL. Gii alf'tti rifanno te stanghe. 
Pala. s. f. Pala. Strumento noto di va- 
rie forme e materie, che serve parti- 
colarmente per tramutar le cose mi- 
nute, e che non si tengono insieme, 
come biade, terra, neve e simili. Di- 
cesi Ventilabro', quella pala con cui 
si spargono al vento le biade o si- 
mili per separarle dalle loppe. 
Pala. s. f. T. di Cari. Menatojo. 
Peno di legno con cui ad ogni posta 
si mena li |)asta della carta nel tino. 



PA 

Pala. s. L T. Ecdcs. Amimella. 
Quadrello di finissima bianche 
ne insaldalo col tpiale si copre 
Dee dall' ofierUirio alla comunk 

Pala. s. f. T. de' Fatioj. Jfc 
Sorta di pala eolla quale si m 
pasu de' grani oleam nella p 

Pala- s. L T. dì Ferr. Verge 
sta di ferro, con la quale si 
li ferraccio ndh poffii. 

Pala. s. f. T-de' Fom. Pala. 
ta e sottile assicelia inastata | 
di infornare o sfornare il pane. I 
napame, sembra pala alquanto | 
ve e larga. 

Pala. s. f. T. dì Biase. I^lelU 
mento di legno a superficie < 
quadribtera terminala da un 
co, il cui uso è di portare e 
il carbone sul focolare della ft 

Pala s. f. T. de' Mngn. Ascola 
di legno attaccato alla ruota d 
lino, detto ancora pimia o pa 
quale cadenilo l'acqua dallo i 
tore la fa movere in gira 

Pala. s. f. T. de' Squer. Pi 
parte del remo che si tuffi 
equa per remigare. 

Pala. s. f. T. de' Vetr. Pala 
mento di ferro che serve a 
nel forno il vetro a cilindri, < 
spianandosi diviene lastra. 

Pala d' ha carrozza. Pedana 
pezio di legno su cui posano 
del cocchiere. Le parti cbe la 
gono, diconsi Braccetti. 

CoLL ch' pala. Pahjuoh, Spi 
Colui ehe opera con la pala, eh 
o spula le biade. V. Paladòr. 
Pala. add. m. Spahto, Spuhto, 
cesi di biade. Pahto, vale me 
pali. Bacchiato sudicciamente , 
to, bacchialo con palo. 
Palada. s. f. Pahto. Tanta quai 
roba, quanta cape nella pala. Sj 
l'operazione dello spalar colia 

Palada. s. f. Colpo di palo o d 

Palada. s. f. T. degl'Ingegn. 
cala. Palafitto Riparo latto ce 
Palaoén'na. s. f. T. di Vel. Pa 
Fava, Lampasco. Gonfiezza ch 
in bocca ai cavalli che impedii 
di mangiare. 



PA 

LA PALADÉN*NA, AvER 'nA SÉJ 

IR. Allampanar dalla sete. Ar- 
sele , morir di sete. 

LA paladén'na. Rompere il 
w. Aprire colla lancetta la 
ma palatina perchè cessi la 
iasione di essa. 
8. m. T. d*Agr. Vigliatore, 
lore. Chi getta in aria sull'a- 
ebbialura delle biade, perché 
> separi t grani dalla paglia e 
ila. 

s. f. T. d' Ittìol. Palmita, Cior- 
)rla di pesce del genere dei 
Lo Scomber pelamis Linn. 
r. s. m. T. de' Velr. Pettego- 
ìallone. Palo di ferro per me- 
I scodelle piene di fritta, 
f. s- m Guarnaccone? Palan- 

Sorta di gabbano lungo da 
)cr lo più di ripiego. 
\. T. d'Agr. Palare. Mettere i 
e viti. 

. oli. Spulare, Spagliare. Se- 
il grano dalla paglia e da' vt- 

tirandolo sulPaia onde pu- 
riporlo nel granajo. 

alt. Paleggiare. Tramutar 
la. 

VON. Percuotere uno con palo 

. f. T. d'Agr. Palina. Quan- 
pali disposti per la palatura 
iti. 

s. f. T. de' Carr. Cosciali. 
uc pezzi di legno che mettono 
zo il timone di una carrozza 

r DEL BROZZ. Coscialetli, 
uì. Palato. Parte superiore di 
e quasi cielo della t)0cca. V. 

bocca. 
. Fig. Gusto, Palato, onde le 
*asi del Bartoli: Palato disteni- 
dalie delizie, perchè i palati 
^no alle tante delizie. Adular 
digia del palato. 

BON PALÀT. Gmtare in pieno. 

le più piccole gradazioni de' 

pocH PALÀT. Aver corrotto il 
Non aver gusto, non com- 
re i sapori. 



PA 



205 



Palata, s. f. T. de' Cuoj. Stecca. Pala 
di ferro fissata in un certo bastone, 
su di cui dal coiajo si striscia ed ar- 
ruola la pelle d'un vitello per quin- 
di lavorarla. 

PalatAr. att. Steccare. Acconciar le pelli 
colla stecca. V. Palàia. 

Palazz. s. m. Palazzo, Palagio. Casa 
grande, per lo più isolata. Grande 
abituro. — Palazzine, palagetto dim. 
— Palazzone accresc. — Palazzaccio 
peggior. — Palazzetto discretivo. 
Palazz. s. m. Palazzo. Usasi tal 
voce da noi assol. per indicare la 
Residenza del Principe. 

Palazzén^na. s. f. Palazzina. Casa non 
grande ma elegante. Fig e scherz. 
Casino, casa di campagna. 

Palch. s. m. Palco. Tavolalo elevato da 
terra a più usi. Palco del lotto , palco 
della missione, palco del supplizio ecc. 
Palch o Palchétt. Palchetto, Loggia. 
Que* palchi dove stanno in teatro gli 
spettatori. 

Palch pr' i spettacoi. Incastellamenti. 
Que' palchi che si fanno sulle vie o 
in altri luoghi in occasione di spet- 
tacoli. 
Palch senari. Palco scenico. Quella 
parte del teatro ove sono le scene e 
stanno gli attori. Si compone di 
Bocca d' opra . . V. Prossèni. 
Bus del suggcritòr. Nicchia. 
Bus dia rampa . Finestrini? 
Carroll .... Carrueci. 
Fianch .... Ali. 
Guidi di carrètt . Guide. 

Pian Intavolato. 

Piantòn .... Peducci. 
Prossèni. . . . Proscenio. 
Sfondén. . . . Alcova. 

Stradi Strade. 

Taj dil quinti. . Incanalature. 
Tlarètt da nota . Ventole. 
Trabucchèi. . . Grilli. 

Palchétt. s. m. Palcuccio. Piccolo palco. 

Palctista. 8. m. Palchettista. Neol. d'uso. 
Proprietario d'un palchetto di teatro. 

Palctòn. 8. m. Palchetto grande. Pal- 
chetto della corona, il palchetto di 
mezzo, o principale del teatro. 

Pàlem. s. m. Palmo. Spazio di quanto 
si distende la mano dall' estremità del 



204 



PA 



dito grosso a quella del migàolo. 
Spanna. 

Pàleh ola man. Palma. La parte in- 
terna della mano tra le dita e il polso. 
V. Palmùzz. 
Palén'na, s. f. Biffa, Bastone da livèllo. 
Dicesì Paletto Tasta che si conficca 
nel terrena, e Scopo il pezzuolo di 
caria o simile che vi si pone in cima 
per cogliere la mira. V, anche Biflfa. 

Palén*na. 8. f. Palo, Ferro cilindrico 
appuntato del quale servonsi i fonta- 
nieri per scandagliare i punti ove cor- 
rono i tubi delle fontane. 

Palén'na d' na gavbra. Penna o Pa- 
letta. La parte d* un cavabuUette ( ca- 
vaciòld), che non è rifessa, ma stiac- 
ciata e piatta. 

Pal^n'na. s. f. T. dì Gualch. Forca. 
Palo di ferro, a due rebbi ripiegati 
in cima che serve di leva per abbas- 
sare od alzare le reste (travers dia 
cioldàra ) • 
Palén'ni. 8. f. pL T, di Vet. Denti in- 
cisivi del bue, ossia i permanenti per- 
chè sono più grandi assai dei denti 
da' latte, e. larghi. 
Palestén'na. s. f. T. de' Tip. Palestina. 
Carattere di mezzo fra il gròsso pa- 
rangon^ ed il cannoncino. 
Paletò. V. Paltò. 

Palètt. s* jh. Paletto. Piccol palo, Pa- 
licciuolo, Hincontro, breve palo che 
si pone per sostegno delle vili che 
sono tenute a vjgna. 

Palètt. s. m, Pcissone, Mozzicone di 
legno fitto in tèrra per uso.di legarvi 
qualche animale pascolante. 

Palètt, s. m. T. de* Geli. Stile. 
Verga di ferro, intorno a cui si for- 
ma con loto r anima dei getti; che 
si vogliono far risultar vuoti. 
Palétta, s. f. Palella. Piccola pa)a. 

Palétta, s. f. T. degli Arg. Palla. 
La parte concavo convessa del cuc- 
chiajo ove si prende a tratti il cibo 
dalla scodella o dal piatterio. 

Palétta, s. f. T. de' Camp. Leva, 
Sorta di pala più corta della leya, 
propr. (manga) che serve per don- 
dolare la campana col piede. 

Paletta, s. f. T. de' fcapp. Drizza» 
tojo. Strumento d'ottone di forma 



PA 

quadra con uno degli orli pi( 
tondo acciò si addatti alia fo 



cappello. 

Palétta, s. f. T. de' Geli, d 
Squadretta. Piccola squadra d 
ehc serve per giustificare i e 

Palétta, s. f. T. de' Legai. 
Strumento di ferro ece. da 
libri, sulla cui estremità è 1 
di un fregio. 

Palétta, s. f. T. de' Tabacc 
a beccuccio. V. Navsèia. 

Palétta, s. f. T. degli Ucc 
mata. Strumento a guisa di p 
sulo di vinchi, per uso di ai 
gli uccelli a frugnolo. /2aiiia/£ 
enotere colla ramala. 

Palétta, s. f. T. de' Vetr. . 
Strumento di ferro da mesi 
vetro. 

Palétta da pkell. Mestola, i 
lo dì legno col quale si g 
volante invece d'usar la race 

Palétta del rodlòn. Palet 
ferro che entra nei denti d 
Ione d'una carrozza per 
ch'esso non dia indietro. 

Palétta du farén'na. Palet 
mento a guisa dì pala col 
trae dalle sacca e si reca al 
farina, il riso ecc. 

Palétta dla spala. Scùpulaj 
Osso della spalla. 

Palétta Ì)la staffa. Tavola, 
te deHa staifa e sim. sulla q 
sa la pianta del piede. 

Palétta p' n'arloèuj. Pale* 
letta della ruota- dei riscontri 
dell'asta, le aliene che for 
squadra sopra un fusto cilind 
imboccar ne' denti della serf; 

Palétta d' roba. Palettata. 
cape in una naletta. 
Palettén'na. s. f. T. delle Sari, j 
Sarrocchino di pelliccia, velli 
mile, terminato davanti a si 
cento vece dì scialle alle doc 
Palétti del molén. Ascole. V. 
Pali. s. m. T, Eccl. Paliotto, 
Drappo rettangolare che ci 
parte dinanzi dell'altare. Die 
del leggìo quel drappo col 
cuoprc il leggìo (letl'urén] 



PA 

caniasi il vangelo. Palio, drappo di 
^fllulo ricamalo in oro che un (eoipo 
$1 dava in premiò a chi vinceva nel 
corso» come ora fassi a Parma, Bolo- 
gna, Fìrenie ecc. 

Pa|.i.. 8. m. T. di Giuoc. Seme, Car- 
Halia, Palo. 

Pàli da holén ecc. A»cole, Pinne, 
Pale. V. Pala* 

Palù. add. Palliato» Inorpellato , Velato. 

Paliab. alt. Palliare. Coprire, Mantcl- 
lare. 

Paliatit. 8. m. Palliativo. Finta, Ripie- 
go e 8Ìm. 

Pauo. add. m. Pallido, V. Smort. 

PaissèLA. 8. f. Paletta. Ferro a . foggia 
di piccola ma robusta pala immani- 
cata, per uso di rastiare il fango de- 
gli auimalonati e per rompere i 
ghiacci. 

Palisséla. 8. f. T. d' Agr. Ralla, Nel- 
taeoUro. Ferro inastalo nel pie del 
pungolo con cui Taratore va net- 
tando il vomere o coltro mentre va 
arando. 

Pauzzada. 8. t Palafitta, Palificata, 
Palala. Lavoro di pali ficcali in terra 
per riparare dall' impeto dei corso de* 
fiumi. Palizzata, riparo fallo con pali 
per difieodersi dai nemici. 
Par *ifA PALizzADA. Palificare. Far 
palificale ecc. V. Gocciar. 

tkìMk. 8. f. Palma» Albero che fa i 
datteri detto Phoenix dactylifera da 
Linn. Palmizio è ora quel ramo di 
palma lavoralo, il quale si bene- 
dice la Domenica dell'ulivo e dassi 
al popoli per divozione. 
Palma ola man. Palma. Il concavo 
della mano. V. Palmùzz. 
Palma d* oliva. Libbia, Frasche d' u- 
livo potale ed intrecciate a foggia di 
palmizio. 
Postar von in palma d' man. Portare 
o Tener uno in palma di mano. Amar 
alcuQO cordialmente, fargli grandi a- 
morevolezze. 

La DMÉNGA LA DOMENICA DIL PALMI* 

La Domenica delle palme, oppure del* 

l' ulivo. 
Palmia. V. Palamida. 
Paliòn. 8. m. T. di Gacc. Polmoni, 

GàppeUaeci. (Davanz.) Pertiche gran- 



PA 



20H 



di di rami d'alberi verdi aventi nei 
capo superiore Quattro o cinque ver- 
ghe un poco elevale, nelle quali si 
ficcano le verghe sottilissime impaniate. 
Palmòn. s. m. Polmone. V. Polmòn. 
Palmùzz o Palmuzzòn dla man. Palma 
della mano. Il concavo della mano, 
ma più propriamente la parte di essa 
che si unisce al pollice delta dagli 
anatomici Prominenza tenore. 
Palòn. 8. m. Palo grosso. Dicesi ^roti- 
Goiie un grosso palo, ramo o pollone 
tagliato dai suo ceppo, ma non ri* 
mondo. Bronco è un tronco o sterpo 
grosso. Bronconaccio pegg. di bronco. 
Palòn. s. m. T. de' Foro. Inforna^ 
pane. Pala della maggior dimensione. 
PaLór. s. m. Pallidore, Pallidezza. V. 
Smort. 

Palór dla farén'na. Riscaldo. Stato 
della farina che cominci a guastarsi, 
corrompersi, putrefarsi, mandando o- 
dore che i Toscani dicono Puzzo di 
buca. 

Saver d' palòr. Saper di buca. 
Paloss. s. in. Paloscio. Specie di scia- 
bola corta da un sol taglio. 
Palott. 8. m. Pala!^ Palascia? Ed è 
propriamenlc una pala più piccola di 
quelle da grano, ed è per lo più de- 
stinata ad usi abbietti. Veramente è 
piuttosto una pala informe che una 
piccola pala. 

Palott. s. ra. T. de' Sai. Cataluffo. 
Specie di pala retta a modo di bilan- 
cia da una corda che serve a passar 
l'acqua salsa da un vaso più basso 
in uno più alto. 
Palott. s. m. T. d'Orn. Palettone, 
Mestolone. Piccola anatra detta da 
Linn. Anas clypeata. 
Palott da barca. Gotazzuolaé Spe- 
cie di pala a manico breve per ag- 
gottare ossia levar l'acqua che infil- 
tra piove ne' battelli. V. Sèssola. 
Far su con el palott. Spalare. Net- 
tare, tor via con pala. 
Palottada. s. f. Colpo di pala. 

Palott ADA. s. f. Palata. Tanta roba, 

quanta cape nella pala. 

Palottar. s. m. Venditore o Fabbrica-' 

tore di pale. Ma da noi fabbrica o 

vende al tempo medesimo cocchiumi» 



206 



PA 



palette, taglieri, areolaj, fusa, eoe I 
dizionari registraoo Fusajo» 
Palottar. att. Percuotere con pala» 

Palpa, add. FiaecatOj SpossatOj e fig. 
Abbacchialo, Confuso. 

Palpabil. add. m. Paipabile, Palpwole. 

PàLPADA. s. f. Palpala, Palpeggiala. 

Palpar, att. Palpare. Toccare, braoci- 
care, palpeggiare, e se con fona. 
Tramenare» 

Palpar, att. T. di Cuc. Soffriggere, 
Leggiermente friggere, come saolsi 
far delle cipolle. Sommosciare, appas- 
sire alquanto, ammorbidire, come far 
suolsi dell'insalata, facendola riscal- 
dare alquanto innanzi di mangiarla. 

Palpastrèl. V. Parpastrèll. 

Palpéber o Palpebra, s. f. Palpebra. La 
pelle che cuoprc l'occhio. Nepilello, 
orlo delle palpebre sul quale sono le 
appole (pei). Madarosi, T. Cbir., 
caduta dei peli delle palpebre. Calu" 
ria, tumore delle palpebre che so- 
miglia a un grano di gragnuola. Ble» 
[arile, infiammazione delle palpebre. 
Péj dil palpèbrl Lappole, e Tose. 
Appole. 

Sbatter il palpebri. Lappoleggiare , 
Lappolare. (Pis. ) Il moto in su e in 
giù che si fa colle palpebre per far 
uscire dall' occhio qualche corpicciuolo 
che vi sia penetrato e dia noja. 

Palpit. s. m. Palpilo. 

Palpitar, att. Palpilare. 

Palpitaziòn. s. f. Ballilo, Batticuore. 

Palpitl Palpiti. Voce usata nella frase: 
Andar ai palpiti. Palpeggiare, Bran- 
cicare. Ma usasi per lo più in senso 
osceno. 

Palta. s. f. Appalto, Tabaccheria? Bot- 
tega in cui si vende sale, tabacco ed 
altri generi detti di regalia. 

Paltada. s. f. Palettata. Colpo di pa- 
letta, ed anche quanto cape in una 
paletta. 

Paltadòr. 8. m. Tabacca jo, Tabacearo, 
venditor di tabacco. Acquasntajo, clij 
vende acquavite ed altri liquori. V. 
Poster. 

Paltén'na, Paltétta. Botteghina, Botte* 
ghetta di spirili o di generi regali. 
Piccolo appalto, o tabaccherìa. 

Paltò, s. ra. ( Franx. ) T. de' Sari. Pa- 



PA 

strano. Gabbano. Largo soprabito 
xa ceotinalure o garbo della viti 
larghe maniche, spesso lasciale ^ 

Paltodén. s. m. Pùslranello. Piccol 
strano. 

Paltò?! dla spagholétta. Pironi. C 
alio che entrano nelle maglie 
imposte e servono a tenerle chii 
Paltòn. s. m. T. degli Arm. ài 
Una. Quel pezzo che sta sopra 
cono dell' archibuso, e nel quale 
la pietra focaja. 

Paltonzétt. s. m. Contrapirone. II 
conficcato ad alia nelle imposi 
quale si stringe il pirone della 
gnoletta e tien chiusa l'imposta 

Pampaluga, Paxpalugòn. Tentennone, 
tennonaccio. Un uomo lento, un 
mi. Forse dal greco Pomfoluga 
condo il Muratori. 

Pampògna. 6. f. T. d'Entom. Melo 
Scarabeo stridulo, o ronzante. Il 
lontha vutgaris del Fabr. Non 
quella famiglia di scarabei neri 
elitre e zampe di un bruno rosi 
che nelle sere del Maggio volt 
stormi in giro agli alberi, ron 
forte. Sono essi insetti nocivissii 
l'agricoltura, perchè mentre U 
larve vivono sotterra quattro an 
dcndo o maltrattando le radi< 
gelsi, delle viti, ecc. nello slato 
settr rodono i teneri germogli 
foglie delle stesse piante, tao 
farle perire. 

Pan. s. ni. Pane. Cibo comunissini 
to di farina di grano o di biad 

Brisa Mollica. 

Crosta • • . . Crosta. 
Morósa .... Vescichetta. 
Taccadura . . . Attaccatura. 

Testi Orlicci. 

Le varie qualità e fogge di pac 
sono in uso da noi sono le seg 
Pan alvà. Pane lievito, o levi 
Pan amassà. Pane matto. Pan 
lievito o mazzero. 
Pan basa. Pane ammaccato. 
che in istato di pasta è stato 
da altra pasta e ne porta l'im^ 
Pan bastòn. Pane lungo. So 
grosso pane affusato. 
Pan ben alvà. Ante t7/umtftafo. 



PA 

lo che per mezzo della lieyilazione 
acquista maggior porosità e leggerezza 
e facilità maggiore ad essere masti- 
cato e digerito. 

Pan beh gott. Pane ben condiziona^' 
io. (B. L.). 

Pan bescott. Pan biscotto. E par- 
laodosi di dolce. Biscottino, Biscot- 
tello. V. Bescott. 

Pan bestorlì. Pane abbrostito. Ab- 
brustolato. 

Pan biàncs. Pane di grano , di pu- 
ra fariua. 

Pan Buvi. Mescolo. V. Pan ^d* me- 
stura. 

Pan BorFÈTT. Pane boffice , soffice j 
iituminaio. Pane che per mezzo della 
lievitazione acquista maggior porosità 
e leggerezza, e facilità maggiore ad 
essere masticato e digerito: daihi sua 
forma si dice anche jPan tondo. 

Pan bozziUn. Pane a bocetlato. A 

foggia di cerchiello, ma grosso, che 

pei si vende in rocchi. 

PlN BRICÒN O PAN MÀRÒCH. Pan tOT- 

tocco, pane da zuppa. 

Pan bbòn. Pane bigio, o inferrigoo. 

PiN BRUsà. Pane abbruciaticcio o ri- 
preso dal forno. 

Pan casalén^ o fàtt in cX. Pane 
msQÌingo. 

Pan còhpbr. Pane del fomajo. Pan 
Teuaie. 

Pan gornén. Pane a cornetto. 

Pan da fil, Pan da man. Pane di 
filo, Pan di piccia, di filare o di fi* 
Ione. 

Pan da HUNiziòN. Pane da muniziO' 
ne. ( B. L. ) di razione. 

Pan da nomer. Pane d' arbitrio. Pane 
che si \ende a picce, a pagnotte o 
sotto altra forma senza obbligo di a* 
vere un dato peso di tariffa. 

Pan da pes. Pane grosso, pan di 
libbra. 

Pan db Spagna. Pane di Spagna. 
Pane fatto con farina, zucchero, uo- 
va ecc. che si suole mctteae in fette. 

PiN d' lvss. Pane gentile (Fr. ). 

Aine bianco (B. L.). Pane a burat- 

tello, cioè di fior di farina. 

PJLN d' hbstcra. Pane di mescolo, 

ed anche Mescolo. Tra noi è miscu- 



PA 



207 



gì io di grano , fava e %'eccia od an- 
che di segale ed orzo. Dante al me- 
scolo d*orzo disse Pane orzato. 

Pan d' helgòn. Pane giallo. Quello 
che è fatto con fariua di formentone» 
V. Pistola. 

Pan dolz. Pane balestrane. Pane im- 
pastato con mele, noci, uva o fichi 
secchi. 

Pan d* pom da tera. Pane di patate» 

Pan d* rohsoèdl. Pane di tritello. 

Pan d' ségla. Pane di segala. 

Pan d* semola. Pansemello o dì se- 
mola od anche tedesco. 

Pan d' testa. Pane di capo. 

Pan dur. Pane raffermo. Cotto da 
più d*un giorno. Stracco, collo da 
più giorni. 

Pan d* yèzza. Pan teecioso, vecciato, 

Pan fava. Pane di fbva e frumento. 

Pan franzès. Pan francese. Pane 
alla lorenese, Pan ducale. (B. L.) 

Pan fresch. Pane fresco. Pane cotto 
novellamente. 

Pan fresca, ma inferdì. Pane buono, 
stagionato e a peso. (B. L.). 

Pan GiòvENé Pane mazzero. 

Pan gross. Rosetta, Spuola. Specie 
di pane tagliato a scacchi e mesco- 
lato con anici che si vende pel Na- 
tale e la Quaresima. Quello che si 
ia nelle case regalato di uva nera e 
ramerino, dicesi meglio Pane di ra- 
merino. = Pane grosso, vale pape 
cattivo in tutto. 

Pan in tl' acqua. Pane intinto. ( Fr. ). 

Pan lojà Pane giogliato o allogliato. 

Pan mort in tel fòren, cott a fò- 
REN pocH calo. Pane cotto a forno 
riiente. (B. L.). 

Pan nigheR; Pan òano. (B.L.);Panejoero. 

Pan senza alvadòr. Pane azimo, 
senza fermento, non lievito. 

Pan staladì. Pane stantìo, Muffigno. 

Pan strina. Pane arrabbiato, cioè 
cotto in fretta e con forno troppo 
caldo. 

Pan tacca iNSÈMMA. Piccia. Coppia 
di pane. 

Pan tener. Pant sollo, soffice, non 

assodalo. 

Pan tgnìzz. Pan tenace o confusaneo. 

Inferrigno. 



20d 



PA 



Pan tono. Pane aUa tonda. Pagnotta. 

Pam tost. Crostini. Qaelle fettine dì 
pane crogiolate che pongono sulla 
mensa co' tordi e sim. 

Pan tott à brisa. Pane midolioso. 
Poco cotto. 

Pan tdtt a crosta. Pane picrostinalo. 
Tutto a crosta. 

Pan tutt a sdazz. Onesta y Paine 
d* onesea. (B. L. ). Pane di farina e 
cruschello, alquanto bigio. 

Pan yecc'. Pane secco o alido. (B. L. ). 

PiN. s. m. Fig- Vitto, Vettovaglia, 
e anche Impiego. Posto, lucro, indu- 
stria od altro che ci dia i mezzi di 
sussistere. 

Pan. s. m. T. d'Agr. Mozzo, Pane. 
La terra che talora rimane attaccala 
alle barbe delle piante. 

Pan. s. m. T. de' Fornac. Pastone. 
Quel pugno di mota presa dalla cari- 
catura (banch) e posta in una volta 
entro la forma. 

Pan. s. m. T. de' Stov. Piallaccio. 
Pezzo d'argilla sciabordata la quale 
si impasta e si dimena colle mani sul 
menatojo, onde crescerne la dutilità. 

Pan. 8. m. T. de' Stracc Faldella, 
Mattassina. Riunione di quattro pen- 
necchi di filaticcio. 

Pan BiANCH. T. Bot. Camellina perfo- 
Hata. Pianta che cresce ne' campi e 
fra le messi, notabile pei suo fogliame 
glauco. É il Myagrum perfoliatum 
Linn. 

Pan d' cigolata. Pane o Mattonella 
di cioccolata, 

Pan del cucch. T. Bot. Cipolla ca- 
nina. Pianta comune ne' campi e sul- 
le ciglia de' boschi notevole pe' suoi 
fiorì quasi cilmdrici, azzurri, rossicci, 
disposti in racemo, terminalo da un 
ciuffo di fiori sterili azzurri. È il 
Muscari comosum Miil. 

Pan del garbùs, dl' insalata ecc. 

Garzuolo, Grumolo. Le foglie di den- 
tro congiunte insieme del cesto del- 
r crbe^ come di lattuga, cavolo e simili. 

Pan dl' articiocch. Fiore. 11 com- 
plesso delle foglie del carciofo unite 
sul gambo. 

Pan dla VIDA. Pane della vite. V. 
Verem. 



PA 

PiN D* LAZZA. Gomitolo di spag 
Pan d' zcccher, Pan d* buttér. 
D* zÒLFER ecc. Pone di burro, di 
chero, di solfo, di pece, di ecf 
d'altre siffatte cose, per accedi 
una certa quantità unita insien 
che dieesl anche mozzo. 
PlN poRzéN. T. Bot. Pan por 
Pan terreno. Ciclamino. Piant 
bacca che cresce ne' luoghi mon 
la cui radice è molto grata a* n 
Essa radice è acre, emetica ed 
purgativa. È il Cyclamen europaei 
Alvars el pan. Lievitare il pai 
A PAN E ACQUA. A pane ed a 
Modo dì vivere per dieta, mi 
spesso per castigo. 
Aver fnì d' magnar del pan. 
finito il peso. Esser morto. 

AVERGH el pan in VITTA. AvC 

conciato il fbmajo. Aver sici 
vitto per tutta la vita. 

Aver 'na cosa pr*un tòch d' 
Aver checchessia per un pezzo di 
Comperare a vilissimo prezzo. 

Bisogna magnar de st* pan* A < 
fiasco bisogna bere. E giuocofor 
comodarsi alta condizione in e 
troviamo. 

Brangognar un tòch d' pan. D 
pan colla balestra. Dare il pa 
bastone. Darlo malvolentieri, con 
pazzo. 

Buttar adoss del pan. Dan 
panata, vale a dire un colpo d 
zo di pane. 

Cavagn del pan. Panattiera. 

CiopA d' pan. Coppia. 

Dar un pan. Fig Dare un ; 
un impiego. 

Dar un tòch d' pan e Va sa 
Darne una calda e una fredda j 
il pan col bastone^ Dare il p 
la sassata. Rinfacciare il soccor 
momento che si porge. 

Dir che il pagnotti n'én migì 
Dir che San Cristofano era 
Negare la verità conosciuta. 

El pan d'j alter l'ha sett 

E CHI l' magna l'è so CÒST. // 

altrui sa di sale, È un mal sì 
quello delle altrui scale. Pw 
chiaro sìgnif. 



PÀ 

BON CHE l' Pan. Essere me* 
ehe il pane. Dicesi d' uomo che sia 
baoBO in estremo grado. 

Essa UN MAGNA PAN. Essere un pan 
perso. Essere uq dapoco. Un buono 
a nulla. 

Far àlvar el pan. Disporre alla 
euociiura* 

Far pan. Far % pani. Far le pa- 
^otte. Spianar la pasta e ridurla in 
pani. Spianar il pane. 

Far pan o far i gnocch. Unghieg^ 
giare? Si dice per similitudine, dei 
gitli quando per aguzzare, si direbbe, 
le ugne delle zampe dinanzi, afferra- 
no alcuna cosa soda e vanno ritiran- 
dole e via via rimettendole per alcun 

tratto di tempo. 

FiL d' pXn. Picciaj FU di pane. Quattro 
pani attaccati insieme. V. Fil d* pan. 

FoRNADA D* PAN. FomatQ. (B. L. ). 

FtÉN*NI D* pan BESCOTT PAN BESGOTT 

ut FBTTi. Cantucci. Biscotto a fette. 

L' È GIUST CHE ANDAR A TOÈUR DU SOLO 

D* PAN. È come il pan della canova, 
È come andar pel pane dal fomajo. 
È inutile mercanteggiare. 

Vt MEI PAN DUR, CHE FIGH MADUR. 

Jl^ meglio una buona salute, che una 
grassa fortuna. È da preferirsi sem- 
pre l'utile al dilettevole. 
L'È pìn impresta. Qual ballata, tal 
sonala. Tal asino dà in parete, qual 
rieew. Come si tratta, si è trattalo. 
Morósa del pan. Vescichetta. (Amalt.) 
Nezessari cmb 'l pan. Arcinecessario. 
Necessarissimo. 

Perdr el pan. Fig. Perdere V impiego 
t7 posto* Essere destituito o cacciato. 
Spesa del pan. Spesa di spiano, (BX.) 
Ciò die si dà ai fomajo per la spia- 
Datura del pane. 
Testa d* pan. Spicchio. 
Trar aorè il brisi del pan. Dar per 
perduta una cosa. 

Trovar pan pr'i so dént. Tromr 
culo a 9UO naso. Trovar chi ti risponda 
e non abbia paura di tue bravate. 
?AiiA. 8. f. T. Med. Lentiglia, Efelide, 
Lauiggine» Piccole macchie a guisa 
di lenti, che si spargono sulla perso- 
na e particolarmente sul viso. 
Pana. s. f. latore del latte. Capo di 



PA 



!209 



latte, Cretna? La supcrGcie^ grassa 
del latte. — Panna, Fiorita. 
Pana in t'un ogg'. Panno. Macchia 
o maglia a guisa di nugolo, che si 
genera nella luce dell'occhio. — Pan- 
nume. 

Cavar la pana. Spannare. 
Fars la pana. Appannarsi. 
Pana. add. Panato. Involto o infuso nel 
pane grattato; per esempio: Aequa 
panala. Fegatelli panali. 
Pana. add. Appannalo, Nebbioso, 
Velalo. Corpo lucido che sia coperto 
da leggier vapore o velo qualunque. 
Pana. add. m. T. di Gualch. Fel- 
Irato, e dicesi di panno. 
Panada. s. f. Paniccia, Panata, Pan» 
cotto, Panbollilo. Sorta di minestra 
fatta di pane. 

t^ANADA. s. f. T. Bot. Linaria. Pianta 
perenne comune ne' cigli de' campi 
e ne' terreni incolti, che per avere 
un odor fetido e nauseante è rifiu- 
tata dal bestiame* È la Linaria elatine 
de' Bot. 
Panada. s. m. Fig. Melenso, Uomo 
freddo, 

(Pezz. ) Bacellone. 
Panadela. s. f. Panatella, Paneottino. 

Poco pane cotto a mo* di minestra. 
Pan ADEN. s. m. Telajo da vetrataé- V. 
Vederiada. 

Panadén, per Sportello. Imposta con 
che si chiudono le invetriate o im- 
pannate. V. Scur. 

Panadén, a modo di gei^o. / lucci' 
canti. Gli occhi. 

Panadén dla collarén'na. Facciuole. 
Que' due pezzi di tela che pendono 
dal collare .;cui sono attaccati. 
Panadlòn. s. ra. Spilungone, Fusero- 
gnolo. Un giovinastro di grande sta- 
tura, e lo dicìam talvolta anche in 
senso di Pentolone, Brachierajo, La* 
sagnone. 
Panar, v. n. T. degli Oref. Lampeggiare. 
Muovere la prima pelle, e dicesi dei- 
Toro e sini. quand'è sui carboni 
presso a struggersi. 
Panar, att. Panare. Voce dell'uso. 
Involtare nel pane grattugiato, ed 
anche infondere nell' acqua un pezzo 
di pane abbrustolito. 



vo 



PA 



Pan ABizz. t . m. Panereccio, V. Paoiraxz. 

Panabott. f. m. T. d'Eotom. Blaila fé- 
Oda. Sorla di scarabeo che si trova 
ne' luoghi umidi, sotlo le pietre, 
Delle cantine e sim. detto Blaps mor- 
tisaga dal Fabr. 

Panabs. n. p. Appannarsi. Formarsi la 
panna nel latte. 

Paivatér. s. m. T. d'Enloro. Aieuco. 
Sorla di merdajola che si trova solo 
e di raro sui nostri colli, e che diffe- 
risce dalle vere per avere lil cappuc- 
cio senza comi. É VAteucus pius de- 
gli Eotom. 

Panazz. s. m. Panaccio. Pane cattivo, 
ma si usa anche per dire Troppo 
pane, per es.: 

TUTT COL PAlfAZZ EL GB FARÀ MAL. 

Quel tanto pane farà male, E dicesi 
quando un fanciullo, od un affamato 
per infermità, ha innanzi gran quan- 
tità di pane che intende mangiare. 

Paivoàn. s. m. (Frane.) Riscontro, 
Rincontro, Cosa che si metta a con- 
fronto d'un altra, ossia ad alM*a sim- 
metrica. 

Pandàn dl'arloéuj. Gambo. V. Pie- 
canèll. 

Paneggiamént. 8. m. Cascata. Cortinag- 
gio di una tenda. 

Panecgiamént. s. m. Panneggiamento, 
Pannalura, Panneggiato. La foggia 
degli abiti e la sua mossa sulla per- 
sona. 

Paleggiar, att. T. di Bell. Art. Abbi- 
gliare. Panneggiare, Quel lavoro con 
cui r artefice rappresenta la sembian- 
za dei panni e dà loro parvenza. 

Panell. s. m. T. de' Fatt. S<msa. La 
materia che resta delle olive dopo 
che se ne sia estratto Tolio. Dicesi 
Pastone quella che resta dei grani 
oleacei. 

Pa.i^n. s. nh Panino. Piccolo pane a so- 
miglianza di que* di san Fermo. 
Panén. Pappo, Voce fanciullesca per 
dir pane. 

Paner. s. m. Panattiera. Paniere o ar- 
nese da porvi il pane. 

Panerà s. f. Paniera Cesta falla di 
vinchi di vctrìci, e ve n'ha di più 
maniere. V* Zesla. 
AvLR punTÀ la panerà. Ai^er cestito. 



PA 

Modo basso per affrontar una 
lo aver figliato. 

PAifèTT, PAiféif. Panetto. Panieioo 
nellino; piccolo, piccolissimo pi 
PAiférr DOLZ. Spola. Cosi dalla 
glianza sua colla vera spola. 
Parétt tono. T. de' Forn. G 
Iella. Sorta di pane bianco di 
piccolissima che si ia a picce, < 
varie proporzioni bislunghe e pi 
fie o grosse verso la loro eatre 

Panettòn. 8. m. T. de' Conf. Pas 
delfina. Dolciume noto fatto a 
tazione de' chiffelli. 

Pàwf. Taffe. V. Tònf. 

Pàffete. Taffete, Voce imitante 
more di una percossa in gene 
Tonfete. 

Panfiera. 8. m. Voce di gergo. 
chiera. Scatola, 

Pangratà. s. m. Pangrattato. Vi 
tugialo e cotto in brodo o in i 

Paniccioèul. s. m. T. di Guaich 
in€//a Pezzo inferiore dell'are 
delle forbici da cimatore. 

Panigaroèula. s. f. Lucciola, V. I 

Pànigh. V. Pabi da osién. 

Paniràzz. s. m. Panereccio, Paté 
Postema nelle dita delle mani 
piedi, e alle radici delle ugne 
camente Dattilite. 
Paniràzz. s. m. T. di Micol. . 
jolo nero, Pisciacane. Funghet 
cresce in autunno a ceppaja ne 
ghi umidi, ma che presto si conv> 
un acqua nera della quale fassi : 
Siro E r Agnricus atramentarim 

Panirén e Prnirén'na. Panierotlo, 
rino, Panieruzzo, PanieruzzoU 
nieruzzolo. Vale anche Cestellim 
nestrella. 

Paniròn. s. m. Panierone, Gran -pi 
Panieroncino dim. 

Panìs. V. Coni. Ptinico. V. Pabi. 

Pann. s. m. Panno, Pannolano. < 
tela di lana che dal luogo di | 
nicnza o da altre circostanze \ 
V aggiunto, od anche il nome sosl 
come si vede anche nelle TariI 
rentine. Panni perpignani, 
ciambellotti, saje, rasce, rasati 
gelli, baragani, mocajardf, tabi, 
rovesci, romagnuolì. (B. L. ). 



PA 

Panii.. 8* m. T. de' Liq. Calza. Sorta 
di saccuccio di panno che serve per 
colare i liquori. 

Panii. s. m. T. di Stamp. Feltri. 
Qae* panni che si addaltano fra il 
timpano e il timpanelio per dare mi- 
glior impronto ad un foglio di stampa. 

Pahn. s. m. T. de' Taroc. Rotoleilo, 
Mazzo.. Viluppo di ritagli dì pelone 
aimil panno ad uso di stampar le 
carte. 

Pahh bagnL Panno bagnato ovvero 
rkntrato, cioè raccorciatosi perchè 
tignato prima di lavorarlo. 

Pann ciar, mal tessù. Panno che ha 
eattiva spera. (B. L. )• 

Pann da biliard. Panno da prati. 
Pannolano di color verde alto un 
metro e mezzo, col quale si copre il 
piano o prato del biliardo. 

Pann da lett. Schiavina. Coperta 
da letto fatta di grosso panno e la- 
DOto: coperta di panno. Gelone, pan* 
Dolano vergato più fino della schia- 
vina. Carpila j coperta da letto di 
lana fine con pelo assai lungo. 

Pahn da HOLiNAR. Albagio. Panno di 
colore albiccio di cui si vestono i 
mugnai. 

Pann da sopbassar. Panno. Quelli^ 
specie di tappeto che i sarti stendono 
sol banco per comodo di spianare. 
q Pann da villàn. Barello, Bigello. 
^ Sorta di panno grossolano e vile, bian- 
chiccio. 

Pann del siarpén. Copertone. Quel 
panno con che si cuopre la cassetta 
del cocchiere. 

Pann dil banchi. Pancale» 

Pann liss. T. de' Pann. Panno ama- 
bile. Quel panno in cui, toccandolo, 
si trpva una certa pastosità e morbi- 
dezza. 

Pann misc". Panno divisato. Sorta di 
panno grigio vergato. 

Pann ras. Panno cimato. Quello a 
coi oellR fabbrica sia stato ben cimato 

Jil pelo colle forbici. 
Pann rasa. Durante. Sorta di pannola- 
no lustrato da una parte come il raso. 
Pann riga. Vergato o panno vergato. 
Pann rizz. Panno accotonato. Quello 
che ba il pelo arricciato. 



PA 



Sii 



Pann sarà. Panno ben coperto, fel' 
trato, fitto. 

Pann sploss. T. de' Pann. Panno 
snervato. Quello che nel garzo e nel- 
la cimatura ha perduta la sua forza, 
e quella qualità che gli dà pregio in 
commercio. 

Pann tént in lana. Tlntìlano. 

Pann tént in pezza. Panno tinto in 
pezza. 

Pann zeffìr. V. Zeffir. 

Dar el pél al pann. Accotonare il 
panno. (B. L. ). Dargli il pélo col 
bindolo. 

Fabbrica del pakn. Gualchiera» V. 
Fabbrica. 

Fabbricatòr da pann. Pannajuolo, 
Lanojuolo. 

Lavorant da pann. Gualchierajo. 

LusTER del pann. Cartone, 

ScAYÌzz d' pann. Taglio, Scampolo. 

SziNozzAR EL PANN* Svìvognorc il 
panno. (B. L. ). 

ToÉDR UN TAj d' PANN. Staccare un 
panno da rivestirsi. 
ZiMAR EL PANN. Accimarc il panno. 
Pulirlo da' peli vani. 

Panna, add. Feltrato Si dice di stoffe 
preparate in modo che rassembrino 
panno. 

Pannàzz, Pannùzz. 8. m. Pannacelo. Pan- 
no grossolano, panno infimo. 

Pannén'na. s. f. Pannina, Nome collet- 
tivo di ogni sorta di pannolano m 
pezza. Siccome moltissime sorta di 
pannilani che si fabbricavano in To- 
scana più non sono in commercio e 
moltissimi che ora si fanno all'estero 
hanno nome dalla Città dove si fan- 
no dai singoli fabbricatori, così om- 
mettiamo la ennumerazione di essi, 
polendosi i più denominare col nome 
che vien dato loro in commercio. Per 
le eccezioni veggansi le voci alle loro 
sedi alfabetiche. 

Pannétt. s. m. Pezza di lana» Sorta 
di mezzo panno cosi detto dal radore 
del tessuto e dalla poca sua feltratura. 

Panò. s. m. T. de' Legn. ^ntmo^ Fondo, 
Il sodo interno dell' intelajatura d' u- 
na porta, d'un cassettone e sim. 
Panò. s. m. T. de' Piti. Riquadra- 



212 



PA 



tura, Seompartimeoto quadrato d'o- 
iia stanza che fassi dal pittore. 

PA5Ó A FiL. T. de' Lqgo. i4fiima /f» 
uria. Quello che è pari aH'ìntelaja- 
tora e senza seoroiciatara. 
Pa56 battù. T. de' Lego. Anima for- 
niellala» Quell'anima o fondo che ha 
ne' lati contigui all' intelajatura una 
cornice o altro ornamento. 

Pa56 d' 5a sella. PanioUine. I doe 
cuscinetti che si mettono a' lati d'u» 
Da sella. 

Far I PA!fò IN T 'ha casba. Riqua- 
drare una stanza. 
Parocia. s. f. Tineone, Bubbone. Y. 
Pagnota. 
Panocia del P0BBINTÒ5. Pannòcchia. 
V. Pigàl. 
Pahòh. s. m. Panane. Gran pane. Gros- 
so pane. 
Pauós. add. Lentigginoso. Macchiato di 
lentiggine o macchie simili alle lenti. 
Pansé, s. f T. Bot. Viola renajola. Viola 
notissima, detta da Lino. Viola tri- 
color. V. Vioéola zopa. 
Panshàn. s. m. ( Franz. ) (hvemo de' 
eavalli. Lo strigliarli, spazzolarli, la- 
varli, abbeverarli, abbiadarli ecc. 
Pantaléba s. f. Pantalera. Tenda che 
81 appende esteriormente alle finestre 
e che con corde e con girelle si alza 
o si abbasss. 
Pantalòn. s. m. Pantalone, Maschera 
rappresentante il Veneziano. Fig. Pm- 
chellone. 

Pantalòn* s. m. Calzoni o Calzoni 
alla marinaresca. Cosi chiamati dal- 
l' uso che prima se ne fece da mari- 
nai che li portavan lunghi sino al 
piede* Hanno le stesse parti delle 
Drache, meno i cinturini e gli sparati, 
e più le gambe, le staffe e la culatta. 
Pantalòn a la turca. Calzoni a guai- 
na. Calzoni assai larghi con serra a 
guaina. 

Pantalòn colant. Calzoni a coscia. 
Che stringono le coscie come una 
maglia. 

A PAGA Pantalòn. Frafhzio paga. E 

dtcesi quando uno gode a spesa di 

un terzo vmto nei giuoco o truffato 

per sua incuria. 

Pawàn. 8. m. Pantano, Luogo dov'è 



PA 

molto fango e poc' acqua stag 
Lagume vale guazzo d'acqua i 
V. Padùl. 

Pantèba. s. f. T. di Zool. Pardo, 
tera. Animale ferocissimo dell') 
dell'Africa. Il Felis pardus di 

Pantiòn. 8. m. Ansima, Incomoda 
seggero di respirazione. V. Asma. 
gibuehi, quel ramariccbio che ì 
DO far le persone iofermiccie 
gionose. 
Gnib el pantiòn. Patir d* afj 
Nicchiare. 

Pantofla. 8. f. Babbuccia. Sorta e 
nella da camera, o pianella da I 
Pianella, Petachina, scarpe di 
usate una volta senza il qoartiei 
tro e con un tacchettino come 
le Orientali. Pantofola è scarj 
camera per lo più di cimossa 
raU di pelo o no. Mula, soi 
pianella alquanto più alta delle 
che ci é stata insegnata da' Gn 

Pantoflaba. s. f. Bandiera. Donna 
posta, sregolata, sconsiderata, 
donnetta poco riguardosa. 

Pantògraf. s. m. T. de' Pitt Ponto 
Strumento per mezzo del qus 
può copiare il contorno di quali 
sorta di disegni e ridurli a p 
in grande o in piccola dimensic 

Pantovén'na. s. f. Pantomima, M 
stazione de' pensieri coi gesti, e 
fa dagli iostrioni detti per ciò 
tornimi, (Ballarén pr' il parti). 
Far 'na pantohén'na a von. ! 
Far un rabuffo. Dare una ripa 
Sgridare alcuno, e talora lo di 
anche per Fore una gherminella, 
baratteria, un inganno, come 
per Fare una scappata, comm 
un erroruzzo, ed anche fare 
finta, 

Pantòssa. s. f. Malanno, Malattia^ 
lore? 

ClAPAR 'na gran pantòssa. Cj) 

un gran malanno, od anche 
grande Infreddatura. 
Panza. s. f. Pancia. La parte ej 
anteriore del nostro corpo che 
bocca delio stoaiaco va ai peltig 
Ventre è la parte che compi 
tutti i visceri della par(e ìnU 



PA 

M corpo. Buzzo è la parte del ventre 
che contiene i cibi digeriti. Addome, 
T. Anat., il basso ventre. Scherz. Epa, 
Peecia, Trippa. 

PA1IZ4. 8. f. T. delle Arti. Gobba, 
Gobbo. Qualunque prominenza per lo 
più difettosa nelle opere dell* arte. * 

Pauza. s. f. T. de* Capp. Pelo vano. 
P pelo più grosso e ruvido cbe .mai 
non si feltra bene. 

Panzà. s. f. T. di Ferr. Pancia. La 
parte rigonfia del forno delie ferriere. 

Panzj^. s. f. T. dei Legn. Jnvelatura, 
Cosi dteesi 1* imbieca tura de* legnami 
lavorati che foggiansi a vela gonfia. 

PiNZA. 8. f. T. de* Mur. Cor;70. Gon- 
Sena d*uQ muro cbe esca della di- 
rittora. 

PAifZ4« 8. f. T. de* Vetr. Ventre, 
li*ent88i delle bottiglie, delle boccio 
e simili che si estende dal collo al fondo. 
Mascella (Bino rime). La parete la- 
terale per la quale si prendono in 
mano i bicchieri. 

Panza. Fig. per Dentro, Corpo e 
simile. 

Panza da zÉnEv. T. di Vet. Ventre 
ia cervo. Cosi dicesi 1* esteriore de- 
gli animali, quando sì vuol esprimere 
il colore lavato di un mantello che 
occupa le parti inferiori dell* addome. ' 

Panza dri. gasiber. Petto. Quella parte 
inferiore del corsaletto del gambero 
cbe consiste in una serie di segmenti 
trasversali, uguali in numero alle paja 
di zampe. 

Panzì dei* sùbbi. T. de* Tcss. Spranga. 
Stanga o panconcello orizzontale co- 
me un leggio su cui stanno appog- 
giali i tessitori nel lavorare. 

Panza o\l litt^i. Pancia delle lettere. 
Quella ffonfiezza che hanno dai lati i 
caratteri. 

Panza dla bòtta» di ns ecc. Uzzo, 
Il corpo o gonfiezza nel mezzo d* una 
hotte, fuso o simile. 

Parza dla colòn*na. Ventre, intasi. 
JiK parte media della colonna. 

Panza dla lampda. Gola. La parte 
ove si interna il piede del vaso di 
vetro che porta il luminello, 1* olio ed 

il lucignolo 6 che dicesi propr. Lam- 

pqdd essB pure» 



PA 



213 



Panza dla bócca. Bottaccio, Uzzo* 
L'entasi o il ventre della rocca ri* 
sultante dallo spostamento delle gre-^ 
tole divise dai cannucci. 

Panza d* levra. T. di Vet. Ventre 
da lepre. Quello che è assai piccolo 
e ristretto ai fianchi e che dicesi pure 
anche da veltro, 

Panza d' vlù b cul squattJ^. Prov, 
Che stracciato sia il mantello e grasso 
sia il piattello. Si dice di coloro i 
quali sciupano tutto il proprio nelle 
lautezze della mensa. 

Panza mola- Pancia gniz:}», 

Panza pién'na an cbeda a vokuda. 
Corpo satollo non crede al digiuno. 
I bene agiati non credono alla mala 
condizione dei poveri. 

Panza piéN*NA voèul arpòs. Corpo 
satollo anima consolata. 

Panza sutta. Ventre raccolto. 

A CREPA panza. a crepapelle, A ere» 
pacorpo. Senza discrezione, smodera* 
tamente. 

Agh tén pu i occ* CHE LA PANZA. Man^^ 
gerebbe il ben di sette chiese. Si dice 
d*uomo estremamente ingordo, che 
mangerebbe tanto da schiattare. 

Andar a panza tera. Correre a bri" 
glia sciolta. A tutto corso, di scappata» 

Andar con la panza per tera. Retare ^ 
Bepere, Andar carponi còme rettile. 

Aver la panza alla gola. Aver il 
corpo a gola. Essere col corpo a gola. 
Picesi bassamente di donna gravida, 
vicina al parto. 

Aver semper la p^nza pr*aria. Es^ 
sere incinta frequentemente. Esser prp* 
lifera. 

Con la panza all'insù. Supino, Su" 
pinamente, sulle reni. 

Con u P4NZA all'inzò. Bocconi^ 
Boccone. Con la pancia verso il ter^ 
reno. 

Far panza. T. de* Legn. Far velo. 

Far panza. T. de* Mup- Por corpo, 
Picesi delle muraglie quando gonfiano 
ed escono dalla lor propria diritturat 

Gonfiamémt p' panza. Meteorismo. 

Guardar in t' u panza. Sbudedarcj, 
^entrare. 

Guardar in t* la panza a 'fJA cosa. 
Cercarla dentro. 



244 



PA 



LiMPiR LÀ FAi<iKA. Slivav V epa. Man- 
giar molto* 

Star li a grattars la panza. Sdùn* 
gellarsela. Star li leHando, star ozio- 
so , indolente, scioperato. 
Panzada. s. f. Ventraia, Spanciata. Col- 
po dato colla pancia. Peeciata, per- 
cossa data nella pancia. 

Panzada. s. f. Corpacciata, Satolla. 
Mangiata eccedente di checchessia. 

Panzada. s. f. Fig. Scorpacciata. Eser- 
ciaio, atto o sini. prolungato sino alla 
sazietà con gradimento, come per 
esempio: 

Panzada d* rider, d' girar, d* ballar. 
Scorpacciata di risa, di passeggi, di 
ballare ecc. 
Panzar. att. (z aspra ) Mangiar col pane, 
E si dice di quel cacio, che non ista- 
gionato abbastanza mal durerebbe al- 
la grattugia. Forse non sarebbe im- 
proprio Cacio pasteggiabile. Y. Pasteg- 
giar. 

El N*è BON NÉ da RXZER, NÉ DA PAN- 
NAR. Non è né carne né pesce. Si di- 
ce di persona buona a nulla. 
Panzazza. s. f. Trippaccia, Ventrone, 

Ventronaccio» Ventraja (Bari.) 
Panzéll. Pannello. Pannolino che è tra 
grosso e sottile, e propriamente quel 
telo che si acconciano addosso le gio- 
Tanette nell' accompagnare il cadavere 
d'alcuna loro compagna, o nel di 
che toccano la limosina della ventura. 
Forse il nostro Panzéll, è un accor- 
ciatojo di Pannicello, 
"Panzèra. s, f. T. Mil. Panciera, Pan- 
ziera. Parte deU\armadura che di- 
fendeva il venire. ' 
Paszétta. 8. f. Pancina, Panzetta, Pan- 
detta, Ventricino, piccola pancia. 
Panzèttà. 8. f. Carne secca. Parte 
del ventre del majale salata e tutta 
un grassume che si affetta ne' cibrei 
altri intingoli. 
Panzèttà vojada. Lardo salame. Lar- 
do ventresco di majale che si riempie 
talvolta con pasta di salame, s'insala 
sì arrotola, si ammaglia e si vende 
affettato come il salame. 
Panzèttà del ton. Sorra. La ven- 
tresca del tonno. Tarantella, la stessa 
quando è posta in salamoja. 



PA 

Panzòn. 8. m. Trippone, Buzzoni. 

cesi ad uomo di grossa pància. 

cione. 
Panzù. add. m. Panciuto. Di gì 

pancia. 

Panzù. Uzzato. Che ha molto i 

é dicesi dì barile, botticella o ai 
Paonazz. V. Pavonazz. 
Papa. s. m. Papa. Sommo Ponti 

Il Capo visibile della chiesa. Il 

mo Pastore- 
Papa. s. m. T. di Giuoc. Pcp 

quinto de' tarocchi. 
Andar a Roma senza veder el ! 

Cadere il presente sulV uscio. Fi 

e non granire. Guastarsi un ne 

in sulla conclusione, perder la 2 

tra la bocca e la mano. 
Andar da papa. Andar di rom 

in poppa. Andar una cosa a sec 

benissimo. Andare a vanga, rii 

prosperamente. 

MORT UN PAPA A S* IN FA DN A 

Il Podestà nuovo caccia il ve^ 
Le cose nuove fanno dimentica 
antiche. 

SoLDÀ del PAPA. Fig. Cisposo, Ci 
do. Lippa. Che patisce di cispoì 
lippitudine. 

Star da papa. Goder il papato 
dere a mele e focacce. Slare ali 
perina. Vivere agiata vita. 
Papa. s. f. Pappa. Pane cotto In a 
in brodo simili, che si dà ai 
ciulli quando si allattano. 

Papa d'jqcc'. Cispa^ Umore 
toso che cola dagli occhi e che 
chilo intorno le palpebre, chiamas 
cola. Dicesi Lippa chi è affetto k 
sposità, e Lippitudine la malatti 

fa lippo, cisposo cispardo. 
Aver la papa a j occ'. Af^er gli 

caccolosi, cispardi. 
Far la papa* Fig. Jmburchiare 

tare di tutto punto uno a fai 

cosa onde poi se ne faccia belk 

vai quanto levar la lepre perei 

altro se la pigli. 
Trovar la papa rell'è fatta» 

var i bocconi sminuzzati. Trov 

faccia le cose per loro, faccia h 

da, insegni. 
Papà. Babbo, Yoce fanciullesca. P 



PA 

jidd. fìe» Persona eccellente 
.e in una cosa onde le frasi: 
DI coÉUGH. Be de' cuochi. 
DI MiNciùtf. Primasso de' bag» 

DI POETA. Arcipoela, «■ 
GRAND. Nonno s Avo» 
M'CBiÉ i;v PAPÀ D* GESS. Sfar 
m colombo di gesso, Slar pre- 
id un fallo senza far nulla. 
DA. 8. f. Acqua cheta. Uomo 
(uantunque stia cheto e non 
ri poter farjuiale, sarebbe ca- 
i farne. 

. 8. m. T. d' Ornìt. Pappagallo. 
• noto de] quale sonovi di va- 
cie, come gli Ara a coda lun- 
Parrocchetli , le Psittacule e i 

con ciuffo mobile, i Lori dal 
:orlo e adunco Tulli apparle- 
il genere PsiUacus di Linn. 
AH.. Pappagallo. Fig. chi parla 
capere quei che dice. 
ALL. s. no. Storta. Vasello di 
> similp ad uso di chi soffre 
oeqza d* urina, o giace in Ielle 
ilaltia grave, 

ili. T. de' Tip. Papale. Sorla 
£0 carattere da stampa che sta 
1 canone ed il corale. 
. add. com. Papale. Che spetta 
irtiene al papa. Papesco vale 
ante a cosa papale, 
add. Lippa, Cisposo. Che ha 
hi che gli lagrimano. 
14. s. f. Camauro. Berettino 
che cuopre gli orecchi. 
ék'na. 8. f Paolo doppio, e 

dicesi anche alla Doppia di 

. s. f. Morsellato, Aggregato 
! trite e più propr. di pane 
fa da' fanciglli. Orlicciume, 
di orlicci di pane rimasti do- 
asto sulla mensa, che se sono 
biali diconsi meglio Rosumi, 
LA PAPAi^OTA. sbocconcellare j 
cchiare. Fare U pane in orlic- 

8. ni. T« d'Enlom. Calice, e 

ugino. Insello che a simiglia oza 

^nzara punge colla sua probo- 

$uccbia avidamente* ,^ «angue 



PA 



m 



per cui è dello dngli Entomologi 
Culex phloebotomus. V. Senzòss. 
Papatàs, acqua morta. Acqua cheta. 
Dormi. Tranquillone, cbetone< uomo 
artatamente pacifico. 

Papatàs, Magnamìvròn. Poppataci^ 
Becco cornuto. Colui che soffre i vi» 
tuperj della propria moglie per Irarnf 
profitto. 

Papàver» 6. m. T. Boi. Papavero. Pianta 
annua che nasce in tulli r campi e 
da' cui fiori traggesi un olio sopo- 
rifero per cui è dello Papaver soìn^ni- 
feruvì da Linn. 

Papeggiar. V. Paderzar. 

Papéiv. s. ni. Cisposo. Che ha la cispa 
agli occhi. Lippo, lippidosg. V- Pa- 
pén'na fig. 

Papén'na. s. ra. Impalpo. Empiastro che 
si fa stendendo sopra un pannolino 
del pane nel latte o simili, per ap- 
plicarlo a qualche parte del corpo 
dove si voglia eccitare la suppurazione 
o lo scioglimento di qualche umore 
dannpso. Cataplasma. 

Papén'na, garofan da zinch poèuii, 
Fig. Ceffatina, Ceffatella. Picc(»la ccfl'atn. 

Papéssa, s. f. T. di Giuoc. Papessa. U 
secondo de' tarocchi. 

Papètta. Paolo doppio. V. Papalén'na. 

Papiì. s. m. (Frane.) Carta, Titolo^ 
Documento, obbligazione e sim. 
Papié masse. Carta pesta. 

Papiliera. Scannello, Cat^selta quadra 
più alta da capo che da pie, per uso 
di scrivervi sopra comodamente, e 
rìporvi entro scritture ed altre cose 
niinute gelose. Dice8i anche Segre- 
teria, Scanno, Stipetto da scritture 
ecc. 

Papiliott. 8. m. Cartoline. L'involto di 
carta col quale 8i arrotolano i cappelli 
a cianibelline i quali poi arricciati 
diconsi l?icct o Ricciolini. 

Far su 1 papiliott. Mettere in carta. 
Involtar con carta i capelli naturali 
per farli rimanere inanellali, Toa^, 
Far le carte alla ricciaja. 
Ferr da papiliott. Stiaccine, 
Metter alla papiliott, T. di Cuc, 
Affagianare. Far arrostire un cappone, 
faggiano o simile involto in rete t 
carta ppU» 



a«6 PA 

Papir, 5. in. Papiro. Quella carta che 
gli antichi Egiziani facevano col giunco 
che pur dicesi Papiro. Per una filo- 
maci evole imitazione del tedesco Pa- 
pier ( carta ) alcuni V usano anche in 
ugual significato. 
Papista s. in. Papista. Che parteggia 

pel Papa. 
Paplòn. s. m. Pastricciano, uom mate- 
riale e seniplice. Un buon pastricciano. 
Un pasticcione. Un uom bonaccio, di 
buona pasta, di buon naturale. 
Papuzzi, s. f. Pappucce, Sona di scarpe 
alla niaometiaoa usate da noi per 
Pantofole, Pianelle ecc. V. Pantofla. 
Par. 8, m. Pajo, Coppia. Ma coppia si 
riferisce a congiunzione, pajo a so- 
miglianza. 
Par 8. m. Paro, Pajo al singolare. 
Para e Paja al plurale, onde si dice 
Un par d' linzoèu. Un pajo di len- 
zuola. 
Du TRI PAR. Due tre paja, non 
paro o pajo. 
Par. avv. Pan. Della stessa qualità, con- 
dizione. 
Par Liss. V. Paroliss. 
Andar del par. Andar di pari coi 
grandi. Gareggiare in sfoggi. 

A PE PAR. A pie pari, cioè co' pie- 
di, del pari e uniti insieme. A pie 
giunti. 
Da me par. Da mio pari, cioè se- 
condo la mia condizione comporta. 

In par. Al pari. Di pari, in coppia, 
fil fianco. 
PoDÉR STAR AL PAR. Potcr Competere. 
Un par de spós. Una coppia di sposi 
novelli. 

ZUGAR A PAR DISPAR. GiuOCOrC 

pari caffo Scommettere che il nu- 
mero sarò pari o caffo, cioè dispari. 
Para. Pajo. V. Par. 
A PARA. Sembra, 
ParX. add. m. Parato, Apparato. 

Para, add* Appajato, Accoppiato. 
E dicesi di animali. 
Paracadù. 8. m. Paracadute, 
Paracàrr. 8. m. Paracarro, Pilastrino. 
Quel colonnino che si pianta per di- 
fesa delle cantonate e delle porte che 
icherz. è pur detto Pisciacane. 
Paracàrr dil stradi* Piuoti, Colm^ 



PA 

netti. Pilastrini di pietra che ti 
gon lungo le strade postali. 
Paràcqua, s. f. Ombrello, Ombrella 
nese che si porta a difesa della 
già. Ve Ombrela. 
Parada. 8. f« Pompa, Gala. Sfar 
Fasto di abili. 
Parada. s. f. T. degli Addobb 
rato. Apparato, paramento, add 
mento, 
Parada. s. f. T. di Cavali. Pi 
Sorta di corvetta che il Cavallo 
termine di ogni maneggio. 
Parada. s. f T. Mil. Mostra, Pi 
Comparsa di soldati ed ufficiali 
redo per far onore al principe ( 
occasione di festa. 
Parada. s. f. T. de' Scherm. Pi 
Atto col quale si oppone il fé 
quello dell' avversaria che assalt 
distogliere il colpo; onde Resta 
parata, vale restar 1n guardia. 
Parada da spòsa. Corredo. ( 
arnesi, abiti, e altre robe che 
gon date alle femmine, oltre alla 
quando si maritano. V. Aredo. 
Far parada. T. Mar. Fare la p 
Addobbare ed ornare un vascc 
tutti i suoi padiglioni, e di t 
suoi pavesi. 
Far parada, parlando di certe 
Far utile. Far prò. Far vanti 
Far appariscenza. Rendere, fn 
Paradéla. 8. f. T. di Cacc. Pareti 
retella. Rete che si distende n 
retnjo dì un ajuola per prende 
celletti. 
P.%RADÌs. 8. m. Paradiso* Luogo de' 
Paradìs dil jocHi. Casa cald 
ferno. 

Paradìs terester. Fig. Delizia. 
incantevole, paradiso terrestre. 
Andar in paradìs. Morire. E 
di fanciulli o di persone buone 
Andar in gloria. In visibilio. 
Andar in paradìs a dispett di 
Voler volare senz'ali. Ficcar 
non ci voglia chi comandi. 
£l paradìs dil donni. Fig. // 
nino. E secondo età // matrim 
Goder el paradìs in st moni 
cl'ater^ Trionfare questo mi 
C altre. 



ìH ^aeadìs. e un pàradiio^ 

u luogo ameoo e delizioso , 

osi pei* esagerazione. 

kMDAa IN PARADÌs. Che tu sia 

Uo o fallo angele. £s>preftsioue 

rezza. 

. s. m. Idolo , Delizia. Cosa 

ea, gìocouda» oppure luogo di 

s. m. Paralore. Che addobba, 
n, cbe orna. 

ÒH. 8. ui. T. d' Agr» Guidatore, 
he guida i buoi uel campo ai- 
assolcano coli' aralro il terreno. 
ÒR. 8. m. T. di Cacc. Orma- 
ées^alore. Colui che orma e le- 
seWaggiunie per comodo de' 
iri. 

ÒR DA RESTI. Conduttore di he- 

Colui che conduce buoi, \i- 

simili, che i mercanti grossi 

comperalo alle fiere. Guidaiuolo 

inoansi. 

ÒR DA FÉSTl, DA TEATER. Feitù' 

. 8. f. T. de* Mugn. Cateratta, 
porta incanalata che s'alza e 
isa per aprire o chiudere Ta- 
i di una gora, d'un sostegno 

ÓRA DA CANAL. Soracineica. 
uda che si alza o si chiude per 
toglier corso all'acqua d*iin 
, iossatello o sim. 
»ÓRA A spoRTÈL. Ventolaé V* 

( El ) T. de' Pili. Troili. Con 
nome si suole indicare dai 

l'opera del Troili. Paradom 

sptttis^a. 
DA NORT. Addobbi funebri. 

m. T. di Cane. Cifra, Ohi- 
, Ghirigogolo* Segno partico- 
le con un intrecciatura di li- 
olti fauno nella propria sotlo- 
le. 

A. 8. m. Parafango. Grembiale 
usso e sim. 

alt. Metter la parà#. T. di 
Cifrare , Cov trasnegnare. 
«H. 8. m. Paiiolto. V. Tose. 
i di tela dipinta con cbe si tu- 



PA 



ai 7 



fa la bocca del canimino quando non 
vi si fa più fuoco. 

Parafulmin. 8. m. Parafulmini, Aste 
metalliche colle quali si difendono gli 
edifici dai (uimini. 

PAH/koòN. 8. m. Paragone, Compara^ 
zione. 

A PARAOòfi. A petto di • « • . A Con* 
fronto. Modo avverb. 

PAàAQONAA. alt. Paragonare, Aggua^ 
gliare. Comparare, Adeguare. 

Parìlorap. s. m. T. de' Tip. Paragrafi, 
Segni tipografici che hanno la figura 
di S. 

ParalelI. s. f. T. d'Arch. Parafile. 
Arnese che serve per tirar linee pa* 
Ielle. 

ParalelL. 8. m. Paralello, Comparazione. 
Ma il paralello si fa tra cose diverse^ 
la comparazione tra coso per lo più 
somiglianti. 

pARALÉtt. 8. m. Farinata, (Sorta di po« 
lenta tenerissima. V. Frescaroéuj. 

Pahalìtich. s. m. Paralitico, Parakticó» 
Infermo di paralisia. Quel tremore 
che hanno alcuni vecchi nel capo, o 
nelle mani. Paralisia sorta di malat- 
tia per la quale alcuna parte del cor* 
pò perde il senso ^ e talora anche il 
molo. 

Paralizzi, add. m. Paralizzato. V. sotto. 

Paraliìkzar. alt. Paralizzare. Neologismo 
dell'uso. Impedire, Incagliai'e. 

Paralùm. s. m. Ventola. Piccola rosta 
che serve per parare il lume di lu- 
cerna o di candela, affinchè non dia 
negli occhi. 

PaAaman. s. m. Paramano. Mostra delle, 
maniche da uomo in genere della 
anche Bimbercio. Y. Mostra. 
Paramam. s. m. Manopola^ Mostra 
delle maniche da donna. 
Paraman. 8. m. T. de' Calzett. Con- 
trapoUieié Parte della gabbia del ta- 
lajo sulla quale il calzetlajo tiene le 
inani nel lavorare. 
Paraman. s. m.*T. dei Calzol. Ma* 
nuale. Guardamano. Strìscia di cuojo 
bucala nelle estremità che si fermane 
nel pollice dopo involta la mano, per 
difenderla dallo spago. 
Parasian. 8. m. T. da' Schemi. SUm. 
Guardia dclhk spada. 



§18 



PA 



Pk 



PktLkMkH ìUsk GAViSA. PoUini. Quelle 
t)arli della camicia che cingono i polsi. 

pARAMàN D' UN MUR. FocCÌU, Lsl pafle 

esteriore di iin muro. 

ParaMan d*un vestì. Allotto. Girello 
del vestito delia zimarra intorno al 
polso con sparato. 

Paraman Salvdm aiB fac. Fig. Salva- 
guardia. Difesa, scherma, riparo. 
Paramént. s. ra. T* Eccles. Paramento. 
Veste o abito sacerdotale di vari co- 
lori. V. Apara mènt. 

Paramént DA CESA. Paramento. Or- 
namento drappo coi quale s'ador- 
nano te pareri de* tcmpj. 

Parahént Dà mort. Gramaglie. Quelle 
rasce o panni lugubri coi quali si 
i^elano i catafalchi, ó sì addobbano 
le pareti interne e le facciate delle 
chiese, quando vi si celebrano esequie 
ù si fa mortorio. V. Teli nigri. 

Paraìiènt da sEDÌLf. Pancate. Pannò 
col quale copronsi le panche per or- 
namento. 

Paramèntd'un molén. Palmento. Bdi- 
iìzio che contiene le macine e gli 
altri ordigni da macinare. Farinaio 
diccsi il luogo ove cade la farina dalla 
macine* 
Parauoscbi. s. m. Paramosche. Specie 
dì rosta che sventolando allontana le 
mosche. V. Mosearoèula. 
Parangòn. s. ni. T. de' Scarp. Paran* 
gone. Schisto nero siliceo di cui usa* 
no gli orefici per fare il saggio dei 
metalli» 

Parangòn. s. m. T. dì Stamp. Pa- 
rangonci Carattere di stampa tra Ta- 
scendonica e il lesto. 
Pahapètt. 8. m. Parapetlo. Quel muric- 
ciuolo che ne' lati de' ponti, ballatoi, 
terrazzi e simili^ serve dì sponda per 
appoggiarci il petto. 

PARAP'BTt. s. m. Fig. AjutOj Difesa. 
Malleveria. 

Parapètt. s. m. f . de* Fabbr. Ferr. 
Guardapelto. Assicella con in mezzo 
una piastra metallica che si applica 
ai petto quando si adopera il trapano. 

Parapètt. s. m. T* de* Lego* Ap- 
pcggialojo. Quella foderai tira di leguo 
rhe si fa alle ringhiere nella parie 
D\e 6Ì poggiano i nomiti» 



Parapètt. s. m 


. T. Mil. 


Massa di terra o 


di muro 


mità esterna de* 


terrapieni < 


un opera di fortificazione. 1 


Fuga. . i • 


. Pendio. 


arresta . . ; 


^ Cresta o 




tenioi 


Scarpa i • é 


. Scarpa 




interni 


2ima. * • é 


. Cresta o 



stemo, 

Parapètt. s. tu. T. de' Mur 
Specie di Sponda o para] 
bassa molto che si fa dai 1 
che piccold ponte o strada 
profondi fossi o dirupi» 
Parapont. 8. m. T. degli Squ 
motti Scarmotti. I pezzi 
delle barche ehe terminai 
torno delle eoste. 

Metter i parapont. T. < 
Imbonare t schermotti. Rien 
che sono tra uno schermotu 
PraAR. alt. T; degli Addobb 
Omar con parato. Addo 
chiesa^ un altare ecc. 

Parar, att. Té di Cace. 
Gettare terra o sassi sopra 
per mandare a appannare 
reti gli uccelli che vi so 
Scacciata l'atto di seacciar 

Parar, v. att. T. Eccl. Pi 
stire del paramento, o al 
dotale. 

Parar 'Sa causa. Patrocin 
dere. 

Parar su. Slimolare ^ Si 
spesse volle si dice in sens 
barare^ Tambussare, Éai 
cuoltre. 

Parar se tL resti. Parai 
menti. (Tose.) Mandarli a> 
darli al pascolo^ 

Parar un colp, el lùh va 
Impedire opponendosi, co 
un colpo, una palla, un 
lume, la vista e simili. 

Par Alt VIA. Cacciare. Mani 
Parasòl. s. m. T. de' Legn 
Persiana. (V. d'uso.) li 
di legno che si tiene alle t 
vcìdere e non esser veduto. . 
plieati hanno: 



s. . • . Catenaccio^ 

• . . • HasiieUL 
èu 4 . . BasloncinL 
I • . . • Riuù 

é i é » Gancio, 

• « . • Bandelle, 
ita • « • Scalena, 
oèuli. • * • Stecche. 

i • * r • Sportelli, 

. 4 • . Calettature^ 
s . . . . 7*raverfie. 
1 . • 4 . Regiétri, 
\ 8. m. Paravento, Indiana. 
ì di tela colorala, stesa su di- 
elflj mobìli per dìsporlo in mo- 
ù conveoieote onde ripararsi 
*ia. t Toscani lo dicono anche 

I D*CN PARAYÈNT. Telajo. 

j! Per bacco/ Poffar bacco! 
Moli! Esclamazioni di maraviglia. 
8. f. Appezzamento. Campo o 
)arle di terreno distinta, o da 
li, da fossati, o da filari di 
\ da siepi,, o in altro qualsia 

. m. Parco. Luogo boschivo per 
i cinto di mura per lusso delle 
i villa, o per comodo della caccia. 
H. 8. m. T. Mil. Parco. Luogo 
jbAo e difeso per le artiglierie e 
e più necessarie ad un esercito, 
add. m. Preparato. Disposto, 
-ecchiato. Posta la mensa, di* 

per uso del mangiare. 
i. s. f. Apparecchiamento, Fig. 
io. Sfarzo, Grandigia., 

alt. Apparecchiare. Porre in 
s, ammanire. 

:iAR LA TAVLÀ. Mettere, Appre* 
la mensa. (Fr. ). 
ÈUL. 6. ni. T. di Micol. Praia- 
, Pratolino. Fungo che nasce 
rati che è V Agaricus edulis di 

OQ. 

>AR0ÈUL. add. m. Prataiolo, Pra- 

. Di prato. 

Parecchi. Numero indeterminato, 

i non molta quantità. 

\. m. Parete, Tramezzo ecc. V. 

8. m. Castellina, Casella, Cap- 
tila, Castelletto fatto con quattro 



noci^ tre in figura triangolare di 80t<» 
to, e runa di sopra. 

ZuoAE A PARÉN. Oiuocarc alle caselle j 
alle cappannelle, o alle castellineé ¥«.. 
Zugart 
Paeènt. 8. m. ParentCé Congiunto per 
consanguineità. 

Paeènt. avv. come per esempio: 

Far parènt da còllì Far come quegli» 

Parènt. s. m. T. Bot. Forbicina, 
Canapa acquatica detta da Linn. Bi» 
dens tripartita. 

Parènt dal la d* dònni. Cognato. 

Parènt da la d* mari o d' mojbiIà. 
Affine. 

Parènt dal la d*ohi. Agnato. 

Andar in parènt. Andar trovare i 
parenti. Andar in parentado. 

V È PARÈNT D* TUTT UNA. È tutt' UnO, 

Torna lo stesso, è lo stesso. 
pRossiM PARÈNt. Parente congiunto, 
Diconsi parenti trasversali quelli che 
dal medesimo stipite derivati, non 
sono nella diritta linea. 
Parentà. 8. m. Parentado, Parentaggio. 
La parentela, o i parenti. Parentado 
zoppo diconsi i parenti poveri o di 
mal concetto. 
Parentèla, s. f. Parentela, Consangui'* 
neità. Attenenza. La serie de' parenti. 

StRENZER LA PARENTÈLA. Far parcn^ 
tado, come dicono in Toscana, 
Piantare il parentino. 
Parentesi, s. f. Parentesi, t due segni 
semicircolari che inchiudono, in senso 
opposto, una parola od un periodo. 
Parer, s. m. Parere. Avviso di un le- 
gale, ma si usa anche per Opinione, 
Sentimento, Giudizio, Consiglio. 

Parer, n. ass. Parere, Sembrare. 
Avere apparenza: ma quando si giu- 
dichi dietro a paragone di somiglianza, 
dirassi meglio mi «em6ra^ quando dietro 
ad apparenze, dira si meglio mi pare. 

Parer e n* esser, l*è cmb filar e 
n' tesser. Parere e non essere è come 
filare e non tessere. Ove bisognano 
gli effetti nulla valgono le apparenze. 

Parèa una pezza la vada. Aver il viso 
pallido. Essere sparuto. 

An parer vera. iVbn parer vero» 

Far ^arèr. Far parere. Operare ch« 
paja. 



2^ 



PA 



Gnir del parer. Conveniri mU^ al- 
trui giudizio. 

ToÉCR PARER. Consifjliarsi. Prcoder 
consiglio con alcuno. 

t^ARGiAR EL PE* ccc. T. (li Vct. V. Parzap. 

Pari. 8. ui. T. de' Giuoc. di Lollo^ 
Pari, l quarantacinque uuaicri pari 
del lotto. 
PàUi. Pari. Eguali. V. Par. 
Da so PARI. Di pari condizione. 

i^ARiBUS con PARiBùs. Latin, che vale 
Ognuno co' suoi pari. 

Pariktaria. 8. f. T. Bot. Parietaria, 
Murajuolaj Velriuola. Erba assai co- 
mò ne ^ cosi detta perchè nasce per 
le pareti, e perchè serve a pulire i 
vetri. É la Parietaria officinalis Linu. 

Parigén. s. m. Parigino. Dì Parigi ^ e 
fig. Ganimede. Zerbino, damerino, 
bellimbusto, profumiuo, muffetto» ca- 
cazibetto* 

Parigén*Na. f. Furb. Ghigliottina ed 
anche Porca. 

Parilia. s. f. Pariglia, Coppia. Due 
cose insieme, e diccsi per lo più de' 
cavalli i 

Pariliaa. V. a. Apparigliare» Accompa- 
gnare un cavallo da tiro con altro 
simile nella statura e nel mantello. 
11 suo contrario è Sparigliare. (Rom- 
per guastar la parilia). 

i^ARiNTÀ* s. m. Parentado. V. Parente. 

Parintòr. s. m. V. Coni. Parentume. I 
Parenti. 

Pariseli. 8. m. f. de* tini. Parucello. 
Nome che si dà a quei bastoni sopra 
dei quali si ligia la seta. V. Cavia. 

Parisièmn. Frane, usato nella frase: 
A LA l>ARisiÈNN. A tutta parigina. 
Galantissimamente. 

Parità* s. f. Paragone, Egualità, com- 
parazione. 

Parlada. 8. f. Parlata* Discorso piut- 
tosto lungo* 

Parladòr. 8. m. Parlatore^ Fas^eltatore. 
' Gran parladòr. Gran dicitore. Co- 

" lui che parla molto e in istil grave. 

pARtAliiNTAR. alt. t. Mil. Parlamentare. 
11 trattare che fanno gli aggressori col 
difensori di una piazza della sua resa 
e siuh 

pARiASDé Puilandoi, Voce Usata nella 

U'hittC i 



PA 

ttòRALSiÈ^T PARLANO. Secondo i 

Parlar, s. m. Favella, Lingua 

guaggio. Idioma* Y. Lìnguagf 

Parlar, ali. Parlare, Dite 
Ragionare, Ma parlare è far ui 
parola j discorrere è parlare ce 
su qualche proposito, ragionai 
discorrere con senno sopra u 
od una cosa. Talora si parla 
gno e tal altra si discorre sei 
giouare. 

ParlaRì «ti. Fig- Amoreggiar 

Parlar a bocca. Parlare a l 
bocca. (Cav.) Parlare a voce. 

Parlar adasi. Ponzare. Parla 
gio per impotenza o capriccio. 

Parlar affetta, f^are il p 
Parlare adagio e con prosopop 

Parlar alla babalana. PavelU 
sbracata. Favellare senza barbi 
cioè senza riguardo o rispetto. 

Parlar ambìgoV. Favellar coli 
scico. Mostrar sua mente a me 

Parlar cùé un dottor. Parlan 
natamente. 

Parlar che tJN lìber stampa. 
le parole. Parlar appuntato. 

Parlar con el pantiòn. Fi 
affannato. Parlare a minuzzoli 
i'ottamente. 

Parlar con halizìa. Parlai 
cortigiana. Esprimere colla bo* 
che non si sente nel cuore. 

Parlar da baggiàn. Favellare i 
posito. 

Parlar da bon. Favellare in su 
Parlar da senno. Dir davvero 
per baja. 

Parlar da cRiSTiÀf^. Parlare 
stiano, cioè chiaramente od 
mente. 

Parlar da iuberìaga. Fig. At 
a secco. Cicalar da briaco senz' 

Parlar da lor. Far soliloqui 
lare da sé. 

Parlar da oit. Parlare aèsi 
mente. 

Parlar dormeNd. Èarbugliare 

Parlar I^oèura di dent. Dire 
checchessia a buona cera. Dir 
mo proprio liberissimamente. V. i 

Parlar I^ranzés che 'na vie 
GNOèuLA. Parlar francese, quoi 



Pi 

i pediffnoni nella linguai cioè 

ìimo. 

.AR IN ÀRIA. Tirare in arcala, 

' la bocca e soffiare. Favellare 

a. 

jkR IN 60LA. Barbugliare, Gor- 

ire. Parlare in gola. 

AR IN PONtA D* ^ORZÉN*NA« Pdf* 

n punta di forchetta. Favellare 
unente. Dicesi Linguajo^ Crw 
^i colui che sta con soverchia 
>losità attaccato alla purità della 

t. 

AR iN t^EL NAS IN TLA GÓLA. 

; cleostoma. 

.AR IN TLA MAN. Frastornare. 

rre altrui con parole vane dal- 

■a a cui attende. 

AR iNUTlL. Vaniloquio. 

AR LiBER. Parlare con apertura. 

jLfL MAL. Cinguettare, e fig. Spar* 

Mormorare, suonar le campa- 

AR PERCHÉ A s' G* HA LA BOCCA. 

lare come i papagaUi. Non sa- 

eue quel che si dica. 

AR POCH E BÉ^r. Aver il cervello 

lingua. Badar bene a quello 

dice. 
AR s'ciÈTt. Parlar col cuore.. . 
AR SENz OFFENDER. Dir ckc non 
€cia. 
M ADAsi A PARLAR. Parlar riser* 

BLAR POCH LA s' INDVÉn'nA SÉM- 

jhi parla setnina, chi tace rac- 
Proverbio savissimo che non 
nai abbastanza posto in pratica. 
PARLAR, tntroduire. Far favellare 
» in iscrittura. Abboccare far 
uè persone parlino insieme. 
AI. s. ni. Parlatorio Quel luogo 
si favella alle monache in clau- 
Locutorio, luogo in cui i reli- 
;;laùstrali sì riducono insieme a 
pere. 

ATORi. s. m. Fig. Bocca, 
A. Parliamo. Concludiamo la cosa» 
PARLÈilHA pu. Discorsi a monte, 
ìhe a monte j Non c'è che ri- 

u f. Parma. La città nostra ed 
reale che la .ntcrseca* 



t^A 



MI 



Aver passa la PARMA. Aver labiate té 
polpe in Fiandra. Aver le gambe 6otlilÌ4 
Fin che Parma sarà Parma. Finc/é9 
durerà la patria nostra* 

Parmsàn. V. Pramsàn. 

Parhsanén'na. s. f. T. de* Tip<^r. Farmi* 
gianinay Nome del più piccolo carat- 
tere da slampa del Budoni detto al- 
trove Occhio di mosca o microscopico. 

Paróccbia. s. f. Parocchia, Parrocchia» 
Chiesa che ha cura d'anime. 

Parocchiala. add. f. Parrocchiale. Chiesa 
che è Parrocchia. 

Parocchiàn. 8. m. Parrocchiano. Persona 
della parrocchia. 

Pàhoch. 8. m. Paroco. Quel sacerdote 
al quale il Vescovo afiida una pai*- 
rocchia. V. Pervòst* 

Paroèulì 8. m. Pajuolo. Vaso di rame 
rotondo con manico di ferro arcalo^ 
per uso della cucina. 
Parobul. s. m. T. de' Capp. Vagel-^ 
lino, jBa^ho. Caldaja ove si fa bollire 
acqua concia e si immerge la falda 
per imbastirla e farne un cappello. 

Paroèula. 8. f Caldaja. Vaso ordinaria- 
mente di rame da scaldarvi o bollirvi 
entro checchessia. 

Parola. 8. f. Parola. Voce articolata 
Significativa dei concetti dell' uomo. 
\oee è suono articolato o no tanto 
d'uomini che di bestie. 
Parola, s. f. Parola^ Vocabolo ^ Di- 
alone , Termine. Segno espresso con 
scrittura di un dato concetto. Mono* 
sillabo i parola di una sillaba* Bissil- 
lobo Dissillabo, parola di due sil- 
lal>e. TrissillabOi di tre. Polissillaboj 
di molte sillabe. 
Parola, s. f. Fig. Promessa. 
Parola antiga. Arcaismo. Vocabolo 
o modo famigliare agli antichi che 
più non si usa. 
Parola ch'in val ^ént. Parola gra*' 
Vida, ( Frane. ) Parola di grande si* 
gnificanza. 

Parola d'onor. Parola d* onore. Di 
fede certa. 
Parola D* ORDBN. T. Mil. Segno, San» 
io. Parola, Nome, Contrassegno. Pa« 
rola data dal comandante perchè ser- 
va di regola in riconoscerai scambili* 
volmentc i soldati. 



ttS 



»A 



Pabolì HOécYA. Ntoloqitmo, e di- 
cesi Neologia l'arte di loriDflr nuofe 
voci, e Ifeologo chi tà oso^ frequente 
di nuove voci. 

Parola per parola. Di parola in 
parola. (B. L. ) 

Parola salada. Puntura, Molto jnin- 
gente. 

Parola shag^iada. Parola abrasa. 
Diffettosa per vecchiezza o per can- 
cellatura e dicesi di quelle de' codici, 
o de' libri stampati. 

Parola sporca. Parola oscena, scon^ 
cia> grassa. 

ÀN MANCAR cflE LA PAROLA. Parer un 
tristianino, e dicesi di bestie fami- 
gliari e assai destre. 

Aver do paroli. Aver due boeclte o 
due cuori. Essere un teciimeco, un 
uoiDo di mala fede. 

CtAPPAR IN parola. Pigliar sul fiato. 
Pigliar in parola. 

Dar parola. Obbligar la sua fede. 
Dar fede. 

Dir 'ma parola in TL'oRÈcaA. Fa- 
vellare all'orecchio. 

Dova sta uh pan, a poéul stargh 
tNA PAROLA. Bocca cMusa e occhio 
aperto, ìion fé mai nessun diserto. 
Questo prov. non corrisponde in tutto 
a quello del nostro dialetto; ma fino- 
ra non ho trovato corrispondente che 
più gli si accosti. 

Mancar d' parola. Mentir la parola. 
Mancar di fede. 

Mancar il paroli in bocca. Morir le 
parole tra denti. 

METtER 'na bòn'na PAROLA. Intercedere. 
Interporsi per bene. 

Mudar parola. Sdire ^ Disdire. 

'Na parola. Una parola di grazia. 
Senti. prima una parolina^ Modo di 
invitar uno ad ascoltarci. 

'Na parola taca l'altra. // dir fa 
dire. Di cosa, nasce cosa. Una pa- 
rola tira Tallra. 

Passar parola. Far passata* Far as- 
sapere. 

Passar parola. T. Mil. Passar pa- 
rola. Far sapere un ordine a tutto 
l'esercito con dirlo successivamente 
l'uno all'altro, senza romor dì voci 
o mutar posto. 



PA 

Star ri pamla. Star sopra la 

Star sotto la parola o legato al! 

rola. 
ToÈUR la parola d'in bocca. J 

le mosse. 
Pabolada. Pajuola, Pajuolata. < 

quantità di roba, che si cuoce, 

cape in un pajuoto. 
Pabolazza. s- f. Parolaccia. Mala o 

veniente parola. V. anche Parol 
Pabolbn. s. m. Calderotto, Calde 

Las^zzuolo. Caldajo piccolo. 
Pabolén'na, Pabolètta. s. f. Pan 

Parolaccia, Parolinetta, Parali 

Parolozza, piccola parola. Una 

rola di breve durala. 
Pabolén'na. s. f. Calderuola, ( 

juola» Piccola calda ja. 
PABOLéN'Ni. Paroline di mele. Sdolc 

da innamorato, parole d'amore. 
Paboli. s. f. pi. Parole. 

An SAVÈB dir do PAROLt tN 

Non saper accozzar due parole 
sapere spiegarsi. 

Dar dil bòn'ni paroli. Pasce 
parole. 

D' pocb paroli. Corto di parot 
cesi di persona parca di parole. 

Gnib a paroli. Pigliar parate 
scaldarsi, Rinfuocar di paroU 
laccar quistione. 

Il paroli às paroli, i ^att én 
Prov. Le parole son pasto da 
— Le parole son femmine e i 
son maschi. Le parole non fan 
rina. — 

Il paroli I ÉN d' aria. Le parai 
hanno il manico, cioè sono 
mento fuggevole nelle contest 
che basano sovr'esse. 

Il paroli j én che il zrès, adri 
A gh' in va oés. Una parola tire 
tra. Il dir fa dire. 

MsoRAR il paroli. Parlar colle 

Tacars a paroli. Venir a p 
Oltraggiarsi di parole, contende 

Tirar fobura il paroli con el il 
Cavar di bocca le parole colle 
glie. Durar fatica a far parlare a 

Tott beli paro:.i. Tutta soja, 
cacherie. Tutte cacabaldole, 
lisciate. 
Paroli. T. di Giuoi^. Paroli, Posta 



Pi 

ti doppio di quello che sì è giùo- 
prima al Faraone o quell'orec- 
ta che sì fa alla carta per seguo 
paroii. 

Liss. s, m. T. di Giuoci Palie 
Uù Giuoco che si fa da ragazzi 
ndo 1* uno in allo una o due 
ite, V allro apponendosi a dire da 

parie si volgeranno cadendo^ 
». s. ni. Pajuolo grande. 
OLòif o Pakolòn'ì^a. Parolone, 
Iona. Parola gonfia, sesquipedale, 
s. m. Padrone, Pilota, Nocchiero» 

che comanda nella barca, e la 
a. Pennese quegli che supplisce 
oto quando dorme. 
5L1. s. f. Pappardelle. Lasagne, 
ali per lo più si cuocono in 
». 

sòff. s. m. Pappalasagne , Lam* 
\ Uomo grande e scipito* V. 
ilòn. 

. s. f. T. d'Entom. Far/hlla. 
re d'insetti lepidotleri che com^ 
te un gran numero d* insetti del- 
essa specie e in particolare le 
f> le bombici, le tignuoie e le 
», Ira le farfalle notturne; le 
, le sesie e le zigene tra le ere- 
la^l; i globulicorni o ropaloceri, 
diurni. 

>AJA DA cÀvoi. T. d'Ént. Parfalla 
ìja. Sorla di farfalla il cui bru- 
ve sui cavoli, sulle rape e simi- 
quesla famiglin, di cui divora le 
. È delta da Linn. Pitris bramcae. 

»AJA DEL GRAN. T. d' KolOMi. Fur- 

dei granì. Quelle farfalline che 
idano nei grani, sviluppate dal- 
ve delie tignuoie de* j^rani. La 
na linea granella dei Sist. 
►AIA DA ORT. T* d' Entom. Pieride 
izata. Farfalla che ha le ali 
le con piccolo orlo nericcio^ il 
*uco è giudicato da Linneo la 
degli orti. È la Pieris cralaegi 
stesso. 

f. s. m. T. d* Ornìl. Lui piccolo. 
etto vivacissimo che saltella di 
lo in rametto cacciando grin- 
) che dal vei*so che fa è slato 
da' Toscani Lui. È la Syls^ia 
Lath. 



t»A 



Ìi9 



Pari'ajén^i^a, Parpajàtta. s. f. FarfaU 
lina. Far f alletta j Farfallino.. Pitcoìfk 
farfalla. 

Parpajén*na da lum. Falena* Genere 
d'insetti dell'ordine dei lepidolteh^ 
famiglia dei falenili di Latreille cosi 
denominati dal loro istinto di volare 
intorno le faci. 
Parpajén'ni. Litosie. Sorla di farfalle 
campestri che non volano molto, cu- 
rando esse assai i loro bruci che pon« 
gono nelle scorze delle piante. 
Far il parpaji. Sfarfallare, L'uscir 
fuori dei bozzolo i bachi da seta dive* 
nuli farfalle. Sfarfallatura l'aziono 
dello sfarfallare/ In far fallire divenir 
farfalle. 
ParpaìoèuU o zinqoén'na. Parpajolaj 

quarto di lira vecchia parmigiana. 
Parpajòn. s. m.Far/a//o/ie. Farfalla grande. 
Parpajòn. s. m. T. de' F. Ferr. 
Maslieili. Congcgnatura di due ferri 
a alio ^ cioè allargati,- con snodatura 
in mezzo, conficcali, Tuno negli spor-* 
telli, l'altro nei telajo delle finestra. 
Parpajòn. s. m T. degli Orìvol. Ven* 
tota. Pezzo attaccalo all'ultimo roc* 
chetlo di sonerìa di una ripetizione 
di un oriuolo da torre. 
Parpaiòn. 8. f. T. de' Bìgatt. Far* 
falla. La crisalide femmina del bom- 
bice dei gelso la quale distiuguesi dal 
corpo più grosso e acuminalo che ha 
a confronto del maschio. 
Parpaiòn masc' o da j occ. Té de* 
Bigalt. Farfallino, Il maschio del 
bombice del gelso. E singolare che 
mentre alcune massaje chiamano oc* 
chi del farfallino le due piumette del 
capo« alcuno per allro dolio scriva e 
Slampi che il baco da seta non ha 
occhi. L' illustre Prof. E. Gornalia nel- 
la sua Monografia del Bombice del 
gelso ha dunosi rato che il baco ha 
occhi costituiti da sei globulini per 
ogni parte anteriore delle squame 
parielali del capo^ e che la crisalide 
ne ha di consimili formali da mag- 
gior numero di globulini. 

Parpajòn del girarost. Mulinello* 
Crociera con alie alle estremità, sor-» 
retta nel centro da un pernio gire-* 
volo mosso dalla susU dei gliarr^^&to. 



124 



PA 



Pabpasirell. t« m. Pipiitrelto, Vipi^ 
sirelU^j Nottola, Animai volatile uol- 
turuo, di mezzana grandezza ira uc- 
cello e topo. U Veipertilio murinus 

Li OH. 

t^AMPATLi. 8, f. Pappardelle. Sorta di 
nastrioi caserecci tagliati a pezzi scac- 
cati cbe si fanno iu minestra. 

Pabpatlar. att. Ciaramellare, Avvilup- 
par eoo parole senza conclusione. Cin- 
guettare. 

ParpàtlòH* s. m. Cianeionej Cianciatore. 
Un ciaramella. 

Pabpebli. Storp. di Palpebri. V. 

ParsòH. V. Person. 

Part. s. m. Parto. 11 partorire ed an« 
che la creatura partorita. 
Part. Fig. Trovatello. Pretesto, scu- 
sa, frottola 9 bubbola. 
Part Pai^. Mola. Massa di carne in* 
forme die si genera ucli* utero inve- 
ce del feto. 
Part stJtt. Parto secco. Non accom- 

( magnato dallo sgorgo delle acque del- 
* amnio. 

AlVars d* part. Atidare in èanto. 
Entrare in santo. Andar le partorienti 
in Chiesa la prima volta dopo il parto 
per ricevere la lienedizione. Il bene- 
dire che in tale occasione ia il prete» 
dicesi Mettere in santo. 

ArvIrs él part. Venire Un [sul parto. 
Disporsi allo sgravamento. 

Fresca d' part. Tenera di parto, 

RiNOVAMEKT DEL parT. Capoparto. V. 
Binovament ecc. 

Temp del VARt. Puerperio^ 
PaAta. s. f. Parte. Lato, verso, banda. 

Parta s. f. Scolto^ Quoto ^ Stregua. 
Quella parte cbe tocca a ciascuno nel 
pagar la cena, il pranzo o simile spesa 
fatta in comune. 

Parta, s. f- Porzione ^ Tangente. 
Parte di un capitale o di un fondo. 
Cavato, parte cbe si ha sul capitale 
di una banca di commercio. 

Parta, s. f. T. Leg. Parte^ Coltiti- 
gante. Cosi rispettivamente dicousi i 
due litiganti ma più propr. Attore, 
chi intenta la lite, e Beo chi è chia- 
mato in giudizio, cbe più conveniente- 
mente dicevasi da* Romani Convenuto. 

Parta, s» f. T. Mus* Parte, Pt:&zo. 



PA 

Quella porzione di un opera tnu&icsk 
che si assegna ad un individuo. Le 
opere dividonsi in Parli vocali ^ istru* 
tnentali, reali ^ domitianti^ mediit 
estreme, ecc. 

Parta, s. f. T. Tealr. Persóna. U 
personaggio che si iìnge sulla scena. 

Parta da raga2z« Abbiate, Abòied 
Librettino sul quale i fanciulli imp«<' 
rano a leggere. Tavola. 

Parta d*aspètt. T. Teatr. Parti 
gravù Conti*, di parti buffe, giocose^ 
ecc. 

ParTa del pél. T. de' Conc. Buccio* 
La parte delie pelli cui si è tolto il 
pelo la lana che dicesi anche Fiore. 

Parta Del vangèli. T. EccL Como 
sinistro. La parte dell* altare ove il 
sacerdote legge il vangelo. 

Parta dla carNa. Carniccio, Carta. 
La banda di dentro della pelle degli 
animali. 

Parta dl* epistola. Como destro. Pa^ 
te dell'altare ove il sacerdote legge 
r epistola. 

Parta obbligada. t. Mùs. Obbligate^ 
Spartito. Parti della musica cbe si 
danno per caniare o suonare con altri* 

Parta principala. T. Music. Parte 
dominante. Quella che sostiene la 
cantilena principale. Parte estreuìa o 
suprema, la più alta. 

Aver qualcòsa da parta. Serbare vn 
buon gruzzolo. Aver una somineUa 
a parte. 

Da *na parta. Da una parte, ia 
un lato. Fig. Per un certo rispetto. 

Da Parta. In nome. Da parte. Per 
parte d* alcuno, per ordine» di codh 
missione. 

Dar parta. Dar parte. Parteciparei 
comunicare checchessia ad alcuno* 

Far la parta da padbr, da tiràn ec6 
Far la persona di padre, di tiranno eed« 

Lassar da parta. Lasciar da bandtu 

Metter da parta. Metter da banda. 
Scegliere, oppure risparmiare. 6ua^ 
dar in disparte. 

Passar da parta à paata. Passar da 
banda a banda. Ferire altrui diuaoxl 
e far passare il ferro di dietro. 

ToBUR LA paata d* Von. Pigliarla 
per uno. Essere in suo favore* 



VX 

% PAWTK. Parteggiare. 

(AiiT. Parteggiantej Fautore. Che 

;gia per uno. 

AR. ali. Parteggiare, prender 

4. s. f. Partenza, 
I D* PARTENZA. Essere sulle mosse, 
s. m. ParlerCj Parterre, Quel 
de* giardini che> rappresenla o- 
mbescala. Giardino a ajuole co' 
partimenti. 

ÉR d' na tavla. Trionfo o Trion- 
tavola, Que* vasi di fiori o si- 
be si nìetlono per ornamento 
una mensa ad imitazione quasi 
partere di giardino. 
ÉR d' un teater. Platea. La parte 
issa d'un teatro ove stanno gli 
ori. 

A BASS. Pudende, Parti vergo- 
, e scherz. Masserìzie. 

R FOèUBA IL PARTI. T. di MuS. 

fuori le parti. Copiare dalla 
ira le singole voci o parti, a 
i farle studiare od eseguire. 
*artitOj Parte, Setta, Fazione, 
L 8. ra. Occasione, Trattato di 
fuori to. 

i. Fig. Termine, Stato, Pericolo, 
, Spediente ecc. 
I. V. Pertì. 

-ohtXn dai partì GRAS8. Dai gran 
i partiti» 

ER LA TESTA A PARTÌ, Mettere 
vello a bottega, il capo a par- 
Stare a segno. Far senno. Tor- 
fn cervello. 

LONTÀN DAI PARTÌ GRA8S. / ÒOC 

rondi son quelli che affogano, 
iarsi dalle buone derrate, Guar- 

cbe Bollo il vii prezzo bene 

8Ì Irò va fraude. 
.A. 8. f. Comunichino, Particola 
s'amministra ai fedeli ii sagra- 
> dell' Eucarislia. 

jkR. s. ra. Privato, Dicesi d! per- 
che non abbia ingerenza alcuna 
cosa publica bencbò di estrazio- 
eile. 

ricoLAR. add. Particolare, Siogo- 
peculiare. Che sta da sé. 
LARiTÀ. s. f. Singolarità» Cosa o 
lana distinta» 



PA 



SSS 



Partida. 8. f. T. di Comm. Partita. 
Nola o memoria di debito o credito 
che si fa sul libro de' conti. 

PARTmA. 8. f. Fig. Partita per Quan^ 
tità di una data merce. 

Partida. Fig. Mestiere, Arte, Pro* 
fessione, E talvolta Io diciamo in senso 
ancor più ristretto e precisamente per 
Compito, che è quell'opera o lavoro 
assegnato altrui determinatamente. 

Partida per Parte. T. delle Arti. 
La parte anteriore o posteriore d'u- 
na cosa. 

Partida. T. di Giuoc. Partila, Giuoco. 
Fare, vincere, perdere una o più par- 
tile, uno più giuochi. 

Partida averta. Debito acceso, cioè 
non pagato. 

Partida d' carti. T. de' Taroc. Grossa. 
Pacco di dodici dozzine di carte da 
giuoco. 

Partida d' cont. Posta. (B. L. ) 
Partita. 

Partida d' na pnestra, p'un uss cec, 
Imposta, Queir una delle due parti o 
più di legname ond'è composto un 
uscio, una griglia, una finestra ecc. 

Arvìr 'na partida. Accendere una 
partita. Descrivere nel libro di ne- 
gozio una parlila. 

La prima partida u s' p\ ai puttéiy. 
// primo si dà ai putti. Così dicono 
i giuocalori quando perdono il pri<^ 
mo giuoco. 

Hrza partida. T. di Giuoc. Mezza 
eaccia. Cosi chiamasi il vantaggio che 
ha il giuocaiore sopra l'avversario 
ad ogni suo fallo, (falsa halluda). 
Partidéu* s. f. Particella, e T. di Comm. 
Partitina, Parte minima di una data 
merce o di un raccolto da vendere. 
PARTiDèiif. 8. m. Partituzzo, Piccolo 

partilo. 
Partidètta. Giuoehetto, Giuocolino, pic« 

col giuoco, partitina. 
Partidi. 8. f. T. di Ferr. Parti, I due 
lati che congiungono la parete e Ir 
(Bacca della fornace. 

Partidi del nas. Pinne. Le ali late* 
rali del naso. 

Partidi d 'na porbsa. Lame, Coh 
felli. Le due parti della fort)ice unite 
dui pemiujs^o. 



39i 



FA 



Scbioal e VcslL 
PiKf n«9^ s. «. iWite ifciiA/tiii, Bie- 
tkmm» prilli» di liti Miiai t , 

Gr»^$«4 pitiUL 

ótthe a€qae di talaaa • di ^pctJe 
d* im|^;»Miae. 
Vkwnt€%h, $. L T, di Soil PmrtUmrm, 
Tulle le parti di iw tmmfonimtnio 
ttUMcaSe, fMMte r«iia iollo Tall/a 
Mirrai rì§bi speciali per potersi Teder 
tOile a oD»lpo d*0cc|iìo» 
Vài^MMtyf. %. m. !• Mofw P^rtimemti. 
EM:rcaiì fol baso eìliralo non e cifralo 
per III studio deU' armonia e deU'ac- 
rorDf/agnafiseoto. 
PàUiKm. a. n. T. di Giooe. r«l/a jwr- 
/fla. Giuoco rxHillaote da quattro car- 
ie airoili alla bazzica o da una serie 
di carie superiori ad allro giuoco cbe 
ci dia parlila viola d'oo colpo. 
pAiTia* aiu Pariire. Andarsene, Din'de- 
re. Separare ecc. V. Andar fia. 

Paktik. ali. T* de^i Oret Partire, 
Sciogliere e separare rono dall' aiiro 
i metalli. 
PjtaTiaes. o. p. per Alhntanar$i 
pAATiTAXT. s. m. Partigiano, Fautore. 
Cb*è aderente ad una fazione. Zr/a- 
ture, Caldeggiatore , difensore ardente 
di cbecclicssia. Seguace seguilaiore di 
una dollrina. 
VAWfiZiùn» V. Partidora. 

PAATizida* s. f* T. di Zecca. Affina- 
nmnto. L'atto del separare Toro dal- 
l' argento o da altri oielalH. 
PiATÒaì, add. m. Partorito, Parturito. 
pAAToaié5i74. ^. f. Puerpera. Pario- 

rienie. 
Partosìa. aU. Partorire, Figliare, Ge- 
nerare. Dicesi Binare il partorire due 
figliuoli a un corpo. 
Parùcca. 8. f. Parrucca. Capelliere di 
capelli posticci. Parrucehino dimiout., 
Parruccaccia, accresci t. e avvilii. Ca- 
pirtaicente, sorta di parrucca falla in 
. modo cbe i capelli sembrano come 
unti nel capo slesso anzi cbe posticci. 
Fralle diverse fogge di parrucche in 
HM) erano la Parrucca alla Delfina, 
ftìy tntperiale, alla Cabali/fra, in ♦«;r- 



Fà 

éi yairmìm, a fr^Pf*, «e i 
• fm^ «• o ftcssnao. 

Le parti tfeid |amct;a sono: 

Bari BfOiS^frouU, 

Gndf GmftttQ. 

Fdi ^occA^. 

Faóidra. . . . Rtte. 

Gir TorFOB/e. 

P^ Ctrgtttetèi. 

Placa Piatta^ 

Bszz Bmtdkie* 

Eosefla .... Cocazzolo. 
Spartidora . . . .Smattiut/iir< 

Sleia SuUo. 

Tnaat .... Treecia. 

CiAFFAm LA PAESTCCA. Vtfbrìacaì 

FaS '54 PAECCCA A Y05. RoSCU 

emfpa ad aiemmo. RBcìacqnai 
bucalo, fargli un rabbofiò, ni 
ounzina, un lavacapo, una |m 
Fargli una riprensione, corregg 

Ix FAECCCA. Imparruccato. 

lIcTTEBS LA PAKCCCA. Vestir p 
co ^ e in allro signif. Impamia 

ScaviR vox n' sabea e n* Pi 
Farla doppia di figura. Coterie 
pei dì dette feste. Conciar mal* 
gran danno ad alcuno. Servir t 
di coppa, e di colletto. Vale S4 
in luUociò cbe desidera e gli 
sogna. 
PiacccB». 8. m. Parrucehino. Dir 

di Parrucca. 
Parixcbèb. s. m. Parrucchiere, 4 
datore. Colui cbe fa o assetta h 
rucclie da uomo e da donna. 
6i>rc che rade la barba e che i 
eia i capelli agli uomini* Le < 
zioni, gli slrumenti e le cose 
nentì al Parrucchiere sono: 

OPERAZIONI PRINCIPALI 

DEL PARRUCCHIERE. 

Bòjer i cavi . . Sgrassare i 
Far el paslìz? • . Cuocere i cai 
Far su il trèzzi . Aurecciare» 
par su i papiliott /*iir le carfi 

ricciaja. 
Interzar. . • • Intrecciare^ 
ÌPettnar , . . . Pettinare. 
flcgolar il passadi. Fermare i gì 
Sbruffar i cavi , Seompigiiar$t 



PA 

lar il passadi. Stirare i giri. 

ar i cavi . . Scrinare. 

p . . . . Tondare o Tosare. 



PA 



M7 



STRUMENTI. 



hètt 



da lavòr 
ich . . 
da rizz 
da papiliolt 



;i da pettDa- 
ira • . 
i da rizs 



tura. 



in , • 
làzx. . 
Ila da rm, 



i 



ina. 
péa < 

(òn « 
i. « 
a. , 
èU . 
Eza 



Telajo. 

Subbielli, Colonnet- 

te. 
Capelli. 

Capelli sgrassali. 
Frenelli. 
Ferri da ricci, 
Sliacce^ 
Forbice. 
Aghi. 

Spilli neri. 

Forcine* 

Treccia rada» • 

Corredo. 

Piombini 

Treccia fitta. 

Pettine. 

Cardo. 
, Trecciera. 
. Seta. 

> Martellina. 
; Toppazzolij Diavo' 

lini. 
. StrigatoJQ, 
, Sustine. 
. Testiera. 
, Telajno, 
. Trincila. 



COSB ATTINENTI. 



d. 
)ito 
lòn 
òn 
flf. 
6n 
a. 
lén 



Ciocchetta. 

Bordafronte. 

Decenza. 

Cascate* 

Cincinni* 

Ciuffetto. 

CipollottOn 

Coda. 

Topino. 



lèn da donna. Capelliera. 

Ida . . . . Sfoglia di crusca, 

nlén . • • . Frontino. 

tt Arricciato, 

'evzadura . • Staffa. 
UiptI* • . • Ciambeil0. 



Pani€ca • . 
Paruccbén • 
Passnda • • 
Pastizz • . 
Pettnadura • 
Polsètt . . 
Rizz • • • 
Rizz a la pupòn' 
Rizzara . • 
Spartiziòn . 
Spetlnadura 
Tessfdura . 
Testidura straz- 
zada , 



na. 



Parrucca. 

Parrucchino. 

Giro], Passata. 

Cruseata. 

Pettinatura. 

Giretto. 

Ricci. 

Pioggia, 

Ricciaja. 

Scriminatura, 

Cerfuglio. 

Tessitura, 



. Tessitura capina^ 
scente. 
Topè. . , . . Toppe, Crestone. 
Zàzzra . . . , Zazzere, Chioma, 
PAnuccHÉN. 8. m. T. de' Parr. Parruo-^ 
chino, Toppino. Mezza parrucca che 
cuoprc solamente una metà del capo. 
PAauccaÉnA. Acconciatrice, Mazzocchiaja, 
Colei che acconcia i capelli alle fem- 
mine. Barbiera la donna del barbiere 
che fa la barba. 
Pakucchètta. s. f. Fig. Pubescenza. Peli 

del pute. 
PAKUccòif. 8. m. Zazzerone. Colui che 
ha zazzera grande, e fig. Uomo di 
costumi airantica, Primasso, Patrizio. 
PABZAa. alt. Pareggiare. Far pari, adc-^ 
guare, uguagliare. 

PARZAa* atl. T. d'Agr. Ripianare 
un campo. 

PAfiZAa. att. T. dei Legn. Ragellare, 
Pareggiare, Uguagliare le estremità o 
le superficie de* lavori o de' legni. 
Parzar al yiy o a FORD. T. di Yet. 
Pareggiare al vivo. Dlcesi quando 
coir incastro si porta via la suola in 
qualciie punto del piede sino ad arri-» 
vare al vivo per qualche scopo. 
Parzar bl ips. T. di Yet. Bianchire, 
Togliere una parte della suola di un 
cavallo con uno strumento chiamato 
incastro. 

Parlar el tagcs. T. de* Calzol. Sfios* 
sare il tacco. Aggiustarlo col trin- 
cetto di punto in punto. 
Parzar la tbra. T. de* Fornac. Li" 
sciare. Pareggiar la mota nella for« 
ma de* mattoni e simili. 
Pabzial. add. Parziale. Favorevole ver* 
80 una delle parti. 



ssg 



PA 



Pabzialità. s. f* Parzialità, 

Far dil paezulità. Parzialeggiare. 
Pasa. s. f. Pace. 

AndX in PASA CHE LA CARITÀ L* E FATA. 

Addio $er Ugo, che la paglia è data, 
E dicesi scberz. a chi arriva troppo tar- 
di in una faccenda, o si vuole sol 
d* apparenza licenziare. 
Far la pasa. Far la pace* Appa- 
ciarsiy tornare amici, acconciarsi. 
Far pasa. T. di Giuoc, Far pace. 
Far la pace, pattare, essere patta, 
essere pace, esser del pari. 
Lassar in pasa. Lanciar requiare, 
(Sacch.) 

Manpar in pasa. Mandar via. Acco- 
miatare. 

Metter ei^ so coÈrn iN pasa. Darsela 
giùj Por giti l'animo. Non pensar 
più a checchessia. 

Mettr in pasa. Recare a pace. Ri* 
vocare a concordia. Tornar amici due 
discordi o contendenti. 
Ns s' sav^r dar pasa. Non si saper 
dar poce. 

Va in pasa. Valli con Dio. Maniera 
usata in accommiatar da sé i poveri. 
Pasar. Rtt. Pacificare. Abbonire, Pla- 
care, Calmare, Sedare, Quelare, Tran- 
quillare, Rappacificare. 
Pascla, add. Pascolato, Pnsciuto. 
PA9CLAR. alt, T. d'Agr. Pascolare, Pa- 
scere. 11 tagliare che fanno le bestie 
co* demi Terba per mangiare; ma 
pascolare dicesi delle gregge e degli 
armenti, pascere d* ogni altro animale. 
Rqra da pasclar. Pascolarne. Ciò che 
.serve a pascolare. 
PAscoL, s. m. Pascolo, Pasco, Prateria 
naturale o luogo erboso dove pasco- 
lano i bestiami. Pasciona, luogo di 
mare dove si pascono ì tonni. 
Pàscol. (condur al) Pasturare le 
pecore. ( Vas. ) Vanno le pecore al 
pecorile, alla pastura, al gqaza^tojo. 
i^Bari. ) 
Pascolìv. add. ro. Pasturati^Of Terreno 

a pastura. 
Pas cristi. T. de* Fondit. PX- Nome 

di questo monogramma. 
Pasqua alta. Pasgua fiorita. Picesi di 
quella che ricorre assai laoUrutR nel- 
ranno per es. in Aprile» 



PA 

Pasqua bassa. Pasqua eoi 
Quella che viene poco inoltn 
es. in Marzo, che spesso si : 
presso al fuoco. 

Pasqua pall'oéuy. Pasqua 
Pasqua di Risurrezione, Pasqi 
giore. Pasqua d'agnello, ec 
assol. Pasqua. 

Pasqua roèusa- Pasqua rugia 
equa rosata. Pasqua di Penle< 

Far la pasqua. Pasquare. 
pasqua, Sguazzare. E in & 
cristiano Comunicarsi. Ridurs 
lìitenza. 

Trovar pasqua in dménqa. . 
pasqua in domenica. Succec 
conciamente alcun fatto. 
Pasqual. Pasquale, Nome propri 

Pasqual. add. Pasquale, Pasqi 
Pi pasqua, attinente a pasqua 

Tri picq ao' san Pasqual. // 
nell della morte. Ubbia di pi' 
dall'udire a caso (re colpi nei 
annotto si credeva di dover 
fra tre di. Ora poche vecchia; 
sano crederli un segno fu nei 
più sorridono di compassione 
dire certe favole del volgo eh 
feriscono a tale pregiudizio. 
Pasquétta. 8. f. Befania, Fpifai 
Pass. s. m. Passo. Spazio compn 
l'uno all'altro piede in andati 

Pass. s. m. Passaggio, Passi 
go per cui si passa ad altro 1 

Pass. s. m. Fig. Ricorso in gt 
Reclamo. 

Pass. s« m. T. d'Agr. Callaj 
lieo. L'apertura che si fa net 
per poter entrare ne' campi. 

Pass. s. m. T, de* Crani. Luog 
tore. Passo. 

Pass. s. m. T. de' Baller. i 
Passo Movimento de' piedi ci 
varia sua forma prende var 
come i seguenti; 

Pass alvA Passo rilevato. 

Pass anpant. Passo, andante 
nario. 

Pass avert. Passo aperto. 

Pass ralzA. Ripicco. Passo a 
indietro alterno bàttuto altero 

Pass rattù. Pas^o IftttlufQf 
da ribaiiu(§t 



PA 

oar il passadi. Stirare i giri. 

;ar i cavi . . Scrinare. 

r • • . . Tondare o Toiare. 

STRUMENTI. 



Telajo. 

Subbiellij Colonnet- 
te. 
Capelli, 

Capelli sgranati. 
Frenelli. 
Ferri da ricci. 
Stiacce^ 
Forbice. 
Aghi. 

Spilli neri. 

Forcine. 

Treccia rada» . 

Corredo. 

Piombini. 

Treccia fitta. 

Pettine. 

Cardo. 

Trecciera. 

Seta. 

Martellina, 

Toppazzolij Dlavo' 

lini, 
Strigatojo, 
Sustine. 
Testiera. 
Telajno, 
Trincila. 



PA 



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da lavòr . . 
lich. . . . 

• da rizz . . 

• da papiliolt. 
m . . . . 


si da pelloa- 
ara • . . • 
si da rizz . . 


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tura. 


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COSE ATTINENTI. 



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rexzadura 



Ciocchelta, 

Bordufronte. 

Decenza. 

Cascate* 

Cincinni» 

Ciuffetto. 

Cipollotto^ 

Coda. 

Topino. 

Capelliera. 

foglia di crusca. 

Frontino. 

Arricciato. 

Staffa. 

Ciafnbeih. 



Pani€ca . 

Parucchén . 

Passnda . « 

Pastizz • , 
Peltnadura . 

Polsètt . . 

Rizz . • • 



Parrucca. 

Parrucchino. 

Giro], Passata. 

Cruscata. 

Pettinatura. 

Giretto. 

Ricci. 



Rizz a la pupòn'na. Pioggia. 



Rizzara 
Spartiziòn • » 
SpettDadura . 
Tessidura . • 
Testidura straz- 
zada , . . 



Ricciaja. 
Scriminatura. 
Cerfuglio. 
Tessitura. 



Topè. . , . 
Zàzzra . • . . 
Parucchén. s. m. T 
chino, Toppino. 



Tessitura capino^ 

scente. 
Toppe, Cr estone. 
Zazzere, Chioma, 
de* Parr. ParruO" 
Mezza parrucca che 
cuoprc solamente una metà del capo. 
PAauccaÉRA. Acconciatrice, Mazzocchiaja^ 
Colei che acconcia i capelli alle fem- 
mine. Barbiera la donna del barbiere 
che fa la barba. 
PiauccHÈTTA. s. f. Fig. Pubescenza. Peli 

del pute. 
PAKUccòif. s. m. Zazzerone. Colui che 
ha zazzera grande, e fig. Uomo di 
costumi air antica, Primasso, Patrizio. 
Pabzar. att. Pareggiare. Far pari, ade-^ 
guare, uguagliare. 

Parzar. att. T. d'Agr. Bipianare 
un campo. 

PAfiZAa. att. T. dei Legn. Bagellare. 
Pareggiare, Uguagliare le estremità o 
le superficie de* lavori o de' legni. 

Parzar al yiv o a FONp. T. di Vet. 
Pareggiare al vivo. Dicesi quando 
coir incastro si porta via la suola in 
qualciie punto del piede sino ad arri* 
vare al vivo per qualche scopo. 
Parzar bl ipb. T. di Vet. Bianchire, 
Togliere una parte della suola dì un 
cavallo con uno strumento chiamato 
incastro. 

Parlar el tagcs. T. de* Calzol. Spos- 
sare il tacco. Aggiustarlo col trin- 
cetto di punto in punto. 
Parzar la tera. T. de' Fornac. Li-» 
sciare. Pareggiar la mota nella for« 
ma de* mattoni e simili. 
Parzial. add. Parziale, Favorevole ver« 
so una delle parti. 



230 



FA 



cosi. Se progredisce a questo modo 
«ce. 

Slongar el pass. Affrettare il passo. 
Andar più che di passo. 

Tornar indrè un pass. Rannestar le 
cose pretermesse. Riprendere il rac- 
conio di UD fallo per collocare a suo 
luogo uoa o più circoslanze dimen- 
ticate. 

Trattgnir el pass. Allentare il passo. 
Andare a pian passo per non avan- 
zarsi troppo, o troppo preslo. 

TOTT I SBUTTÒN PÀRAN INANZ CN PASS. 

Ogni prun fa siepe. Ogni soccorso, 
anche pìccolo giova al bisogno. 

Un PASS tìop L* ALTER Pusso passo. 
Piede innanzi piede, a pian passo. 
Passa. Piìi. per esempio: 

Trénta e passa dì. Trenta e piti 
giorni. 
Passa, s. m. Passato* Il tempo che fu. 
Passa, add. Trapassato, che non è 
più. 

Passa, add. m. Digesto. Compene, 
traio. 
Passa, add. Trafatto. Troppo maturo. 
Passa, add. Trascorso. Passato oltre 
la misura. 

Passa, add. Stracotto. Colto ecceden- 
temente. 

Passa. T. di Giuoc. Spallato. Che 
ha passali i punti. 
Passa. Fig. Invecchiato. Che ha per- 
duto gioventù e bellezza. 
Passabil. add. Passabile. Comportevole, 
Comporlabile. Dello di fiume o di 
correnle d'acqua. Guadabile. 
Passabilment. M. avverb. Passabilmente. 
Passabridòn. s. m. T. de' Sell. Passanti, 
Strisce di cuojo a mo' d'anello in 
cui si mettono gii avanzi del cuojo 
che passan per le fìbbie. 
Passacoèur. s. m. Passacore. Stiletto af- 
filato che gli antichi assassini porta- 
vano alla cìntola siccome la miseri- 
cordia. V. 
Passacorda. 8. f. Passacorde. Strumento 
de' valigia], postiglioni ecc. che serve 
a passare la coreggia del cuojo a tra- 
verso di varie altre per commetterle 
assieme. 
Passacqladéll. 8. m. Avanotti marinati. 
V. Pcss acquadèU» 



PA 

Passada. s. f. Passata. 

Passada. 8. f. Scaldatina. Quelle 
giera scaldata che si dà talora aj 
o ad altra cosa. 

Passada. s. f. Passatura. Misuri 
sì calcola o rileva per far la cu 
ra delle calaste di legna. 

Passada. s. f. Fig. Motto. Dìi 
in arcata od anche pungente. 

Passada. s. f. T. di Cacc. Ri^ 
degli uccelli nella stagione delle 
migrazioni. 

Passada. s. f. T. de' Cioccol. 
picciatura. Lo stropicciamento 
pasta del cacao sulla pietra. 

Passada. s. f. T. dei Parnucch. 
sala. Biocculo di capelli che i 
rucchieri slaccano dal cardo per 
seroe le tri nelle per far parrucc 

Passada. s. f. T. de' Scil. Cu 
Addoppialura fatta ad una cigna o : 
cignone per fermarvi una fibbia o 

Dar d' passada a 'na cosa. Dar 
sala ad una cosa. Passarsene, e 
Non se ne curar più che tanto, 
le viste di non vedere. Passarsi 
leggiadria, vale non risentirsi é 
ingiuria. 

Dar 'na passada al honèdi R\ 
trar la moneta. Si dice del ri 
trarla per veder se torna. 

Dar 'na passada a 'na copia. ( 
zionare. Riscontrare. Legger li 
pia a confronto dell'originale 
vedere se vi sia, o no alcun eri 

Dar 'na passada a 'n libera 
una lettura o una scorsa a un , 
a una scrittura o simili , vale leg 
o rivederlo con prestezza. 

D' passada Trascorsivamenfe. ( 
Frase che corrisponde al Fran 
passant ed al Latino transennan 

Far 'na passada con von. Far 

passata con uno intorno a qi 

negozio, vale Trattarne, discor 

seco. 

Passadéla. add. f. Passatella. A^ 

Iella di età. 
Passadén'na. s, f. Passatina. Piccol 
sala. 

Passad^n'na. s. f. Strisciaiina. 
collo scaldaletto una scaldatìi 
materasso ed alle lenzuola. 



PA 

Passadu s. f. T. de' Lan. Passale di lana. 
Quelle tante volte difessa vien pas- 
sala ne* cardi o capucci. Y. Scarlaz- 
zar. 

Passadi. s. f. T. de* Sell. Passamani. 
Quelli addoppiati nell* interno delie 
carrozze per comodo df passarvi il 
braccio chi vi sta dentro. 
Regolar il passadi. T. de' Parrucch. 
Fermare i giri. 

PiSSADMÀN. s. m. Posdomani, Dopo di- 
mani, Doman T altro. 

Passadòr. s. m. Passatore. Colui che 
ajuta altri a passar fiumi o torrenti, 
portandolo per Io più sulle spaile. 

Passadura. s. f. Misuratura. L'atto del 
misurare e ridurre in passi metrici 
la legna da ardere, e il prezzo che 
si paga per l'opera. 

Passagg'. 8. m. Passaggio. Dicesi Andito 
uoa stanza lunga e stretta ad uso di 
passaggio. 

Passagg*. s. m. T. d'Equit. Passag- 
gio. 11 ricondurre un cavallo sopra 
QD medesimo tratto di terreno. 
Passagg*.' s. m. T. Mus. Scivoletto, 
Passaggio. Il passare col canto sopra 
una soia sillaba più note. Gorgie ac- 
centi e passaggi brevi falli con vibra- 
zioni e pronti tremori di voce. 
Passagg'. s. m. T. di Pirotecn. Tran- 
sfigurazioni. Passaggi da un fuoco 
all'altro. 

Passagg'. s. m. T. Pilt. Appiccatura. 
Quel passaggio aggraziato che il pit- 
tore fa fare alle membra ed ai mu- 
scoli delle figure nelle loro unioni. 
Passagg' del souèr. T. degli Org. 
Riscontro? Queir apertura che lascia 
passar l'aria dall'uno all'altro som- 
miere. 

' Passagg' d'joslén. Passo. (Savi) 

[PiSSAGUiDi. s. f. pi. Campanelle collocate 

[ sulla sella o simile per le quali si 
fan passare le redini innanzi di attac- 
carle al mono. Dicunsi però più spe- 
cialmente 

Passagcidi DEL CAPELTÒN. Campanelle 
del sopra schiena. Quelle che sporgono 
solla groppa del soprnschiena, e 
Passagcidi di ferh. Portaguide, quel- 
le che sono fermale al collare. 

?A$5AM.\N. Passamano. Sorta di guarni- 



PA 



231 



zione simile al nastro. Cariello passa- 
mano ad uso di orlare. 

Passamàn a GiOREN. T. de' Passam. 
Trina di punta. 
Passauantièr. s. m. (Frane.) Passamanajo. 
Artefice di passamani, frange, spi- 
nette, fiocchi e simili. Trinajo, Tri- 
najaj colui o colei che fabbrica trine. 
V. Guarnizionèr. 
Passant. add. m. Passante. Che passa. 
Digestibile, che è alto ad essere di- 
gesto. 
Passaport. s. ro. Passaporto, Patente 

di passo. ( Mol. ) 
Passapertutt. s. m. Grimaldello? Quello 
siromento che serve ai custodi de' 
teatri pubblici per visitarne i palchi 
in assenza de' parziaH palchettisti. 

Passapertutt. s. m. T. de' Falegn. 
Segaccio da volgere. Pezza di sega 
stretta con una sola impugnatura a 
foggia di capitello ( bolzòn ) che ser- 
ve per segare i trafori che si fan 
nel legno per ornamento. 
Passar, att. Passare. Far passo da luo- 
go a luogo anche andare da uno 
ad uno. 

Passar, att. Rimanere ai voti. Es- 
sere eletto ad un impiego o sim. per 
votazione. 

Passar, alt. Sugare. Dicesi propria- 
mente di quella carta che per difello 
di colla non re(;ge all'inchiostro. 

Passar, alt. Fig. Perder stagione. 
Perder bellezza e freschezza. 

Passar, att. T. de' Cioccol. Passate. 
Stiacciare le mandorle del cacao sul- 
la pietra il che dicesi anche Ripas* 
sare. 

Passab. alt. T. de' Fil. Stracannare. 
Passare la seta da una serie di roc- 
chetti sovr' altri più adatti all'opera 
che SI vuol fare. 

Passar, att. T. di Giuoc. Far passo. 
Non tener la posta. Spallare, Fare 
spallo, oltrepassare il numero di 
punii che il giuoeo comporia. 

Passar, att. T. Scolas. Passare agli 
esami. Essere approvato dopo l'esame. 

Passar a castlètt. T. de' Leg. dì 
Libr. Disporre alla rMcituru. Dicesi 
de' libri ridotti in fogli separati per 
cucirli a castelletto. 



232 PA 

Passar adbè adbe. Rawntare. 

Passar a j att. T. degli Uff. Arehi- 
i^iare. Pas&are una scriltum nelF ar- 
chivio. Allogare j porre a luogo. AUi- 
ifure, T. For., unire un docuiuenlo 
agli altri principali che si nferiscono 
ad una lite, causa, ecc. 

Passar da devter. Penetrare. 

Passar da hinciòn. Lanciarsi cacar 
$ul vaso, Lasviarsi corre la berrtUa. 

Passar da 'ka scoècla all'altra. 
Passare ad una scuola si dice del- 
r esservi ammesso. 

Passar da parta a paata. Passar 
fuor fuora. Passar da banda a banda 
Penetrar tulio il corpo da una su- 
perficie all'altra con spada o sim. 

Passar da in post all'ater Promuo- 
vere. 

Passar denter. Interserire. Inserire, 
Intromettere. 

Passar di sold. Pagare, Sborsare 
E in senso di atto ullicioso, Trasmet- 
tere. 

Passar dottor. Laurearsi. Addolio- 
rarsi. 

Passar el merlùzz. Macerare il mer- 
luzzo. 

Passar, el rost. Crogiolare. 

Passar i sjgn. Passare i termini. 
Trascendere, uscir del convenevole. 

Passar gratis. Passar per bardotto 
Entrar in teatro senza pagare. 

Passar i dihar, il scritturi ecc. 
Riscontrare la moneta, e così pari- 
mente Riseonlrare o Collazionare una 
scrittura. 

Passar i filferr. T. degFImbals. 
Disporre l* armudura. Passare sotto 
la pelle delie bestie imbalsamate i 
Icrruzzi che formano il sodo dell' ar- 
madurs. 

Passar il collén'ki. Scollinare. 

Passar ikakz. Oltrepassare. 

Passar i^iakz e indré Far le pas- 
sate Asolare in un luogo, far le volte 
della lìoncssa. Gironzare. 

Passar in tl'alsìa. T. degli Oref. 
Fare una cenerata. V. in Alsia. 

Passar i stranggjòii. T. di Vet. Pas- 
sare lo strangoglione. Dicesi quando 

il cavallo ammalato di questa malattia 

presenta molla secrezione dal orso. 



PA 

I e scolo marciofio dalie {loidale 
inascelluri. 

Passar i viut i Tmrr'Ami. Wa 
i venti, treni' anni. 

Passar j esah. Subir gii tMom 

Passar la baza Uscire il viu ài 

Passar là lana. att. T. di G 
Passare la lana. V. ScirtOD«r 

Passar la legna. Aecatatiare, 
le tu toste. Disporre le legna in 
da poU'i'ire rilevar la misuFR. 

Passar la hsura. Eccedere, Tr 
deve. 

Passar la roba. Smaltire. Die 
cibo. 

Passar l'arta Passare alt trr 
sere riconosciuto ed approvai 
miigistralo deifarti. 

Passar 'ka montagna. TraotL 
un monte. 

Passar 'na pipa. Sugare. Far 
sugo del tabacco saturi e eomf 
il cammineltu e la cannuccia i 
pipa. 

Passar 'na supplica. Pacare I 
pliche, vale Approvarle e con 
Je grazie. 

Passar per la menta. Bulia 
cervello. 

Passar per la storta. T. de' 
Co pf te Ilare a storta Operazic 
p<KO uso attualmente. V. Pago 

Passar pr el dant. Partire. 
el striccb. 

Passar pr el felter. Feltrare 

Passar sangdev e grassa. T. < 
Avere Dissenteria o eoUte at 
Xiiarrea sanguigna. 

Passar sora. Sttr passare. 

Passar cn fium. Guadare. 1 
l'acqua a piedi o a camallo. Ve 
passarla in barca o simile. 

Passar cn tant Dare, Corrisp 
Passare un tanto. 

An passar GNAN Pr'ì MINCIO» 

aver pelo che pensi. ( Fr ) 
Far passar 'na pitanza, dai 

FOÈCGH ciÈ VA Crogiolarla. 
Podèr passar. Poter passare. 

tollerabile. 
SiT da passar. Valico, Vara 

saggio, Callajn , Aperta, Pasi 
Passaràr. s. m. Passeraio. Canto d 



PA 

fmssere insieme, e per simìliludine, 
cicaleccio di più persone. 
Passaràr. alt. Cacciar passere. An- 
dare a caccia di passere. 
^ASSARÀBA. s. f. T. degli Uccell. Berlo- 
vello. Slrumeolo da uccellare, ed è 
una gabbia col ritroso da prender 
passere e simili uccelli. Ritrosa è con- 
sioiii sorla di gabbia da uccellare. 
l^kSsiBÈLA. s f. T. degli Squer. Banco 
di guardia. I bracci d' appoggio sul 
cassero di una barca che servon di 
guardia al boccaporto. 
Ia^rén, Passarén'na. Passerino, Pas- 
sei ella. Passerina. Piccol passero, o 
. piccola passera. 

' ^ASSkRÉa DL* szzkiÈJn. Gr afelio. Sol- 

toscano. Piccolo pezzo di ferro o ac- 

dajo che serve a far scattare la 

mulla d* un arma da fuoco. 

Tirar al PAs<iARéN. Sgr niellare. V. 

' Grillètn. 

Xassìregh sora. Passarsene, Passarsela 
in leggiadria, leggiadramenle , legger- 
, menle, tacilarnente. Non risentirsi. 
^ViSSARLA BÒN*NA. Passarsela liscia. Uscir 

salvo da un pericolo. 
[Iassaròta. s. f. Passerollo. Passera gio- 
vine uscita di poco dal nido. Passe- 
, retta. 
[Passarsla CAVALiERMAN. Passarsela in 
leggiadria. Non badar, non risentirsi 
di uu pregiudizio e simili. 
Passarsla mal. Stiracchiar le milze. 
Vivere mendicamente. 
i Passavàn. 8. m. Bulletta per passo. 
■ Passazonclén s. m. T. de' Carrozz. A- 
nello di testata. Ferro della testa del 
timone con fori alle sue estremità 
pei quali passano le gombine. 
' Passègg. s. m. Passeggio- Luogo desti- 
nalo a tal uso. Passeggiata, passeggio 
; atto di passeggiare. V. Gir. 
PissÈTT, Passinèn. s. m. Passetto, Pas- 
tolino. Piccolo passo, passino. Passo 
trito, vale passo piccolo e spesso. 
Passètt. s. ni. T. di Cacc. Bucine. 
. Specie di rete per prendere storni e 
pernici. Lungagnola, sorta di rete 
lunga e bassa che si tende agli ani- 
. mali terrestri. 

Passètt. s. m. T. de' Capp. Passa- 
tardone. Specie di ago grosso, che 



PA 



255 



serve a passare il cordone con cui si 
appunta il cappello. 

Passètt. s. m. T. delle Cresi. Infi* 
lacoppio. Ago d'argento o altro me- 
tallo fatto a guisa di laminetla stiac- 
ciala, con cui le crestaie infilano i 
cappii nastri ne' cappelli per ador- 
narli. 

Passètt. s. m. T. de' Legn. Scalpello 
stretto. Quello che serve a pertugiare 
i legni che si vogliono traforare. 

Passètt. add. m. Passetto. Alquanto 
passo, e più propr. Sommoscio. 

Passètt da cusir. Passerino. Sorta 
di strumento a modo d'ago per uso 
di cucire. 

Passètt da scherma. Fiorello. Spada 
di marra. — Spada senza taglio e 
senza punta, con cui s'impara a tirar 
di spada. 

Passètt d' na bria ecc. Passante. 
Quelle sottili slriscioline di cuojo clic 
sono nella briglia o in altro nelle 
quali si rimettono gli avanzi de' cuoi 
che passano per la fibbia. 
Pàssi, s. m. T. Eccl. // Passio, La PaS" 
sione. La parte del vangelo che narra 
la passione di Gesù Cristo. 

Cantar el pàssi. Essere flocido, fle^ 
scio, vioscio, vizzo, appassito, passo. 

Entraregh cmé Baraba in t' el pàssi. 
Asr'erci che fare come la luna co' gran' 
chi. Esser i'una cosa assai disparafa 
dall'altra. 
Passiòn. 8. f. Passione, Affanno, Affli- 
zione. Tormento dell'animo. Patema, 
passione interna. Apatia, mancanza 
di passione. Dicesi Apatista, chi è 
indifferente al bene come al male, /m- 
passibile, chi non e soggetto a passione. 

Aver passiòn a 'na cosa. Tendere, 
Inclinare. 

Con passiòn. Ad animo, cioè eoa 
animosità. 

Dar passiòn. Passionare, affliggere, 
addolorare, angosciare. 

La passiòn an lassa ragion. Passione 
acceca ragione. 

ToÉuRS passiòn. Appassionarsi, P<y«- 
sionarsi. Contristarsi, Affligersi, Ad' 
dolorarsi. 
Passiona, add. Passionata, Appassionato, 
Angosciato ecc. 



2SA 



PA 



PASSiortÀ. add. m. Vago, Bramoso, 
Desideroso, Cupido per cs. vago de' 
valenti uomini, delie pitture antiche, 
de' libri rari. 

Passionazzà. s. f. Crepacuore. Grave pas- 
sione. 

PASSioNÉrf. s. m. T. Bot. Vitalbino, Pianta 
che cresce ne' cespugli e fra le macchie, 
dotala di un sapore acre ed abbruc- 
ciante, che applicala alla pelle resta 
essa ulcerata. £ la Clematis vitalba 
di Linn. 

Passionètta. s. f. Passioncella, 

Passìv. s. m. Slato di debito o d' uscita, 
non Passivo. (Val.) 

Passività, s. f. Uscita, Spesa, (Val.) 

Passmàn. s. m. T. di Ball. Fioretto. 

PaSSòn. 8. m. Gran passo. Passo grande. 
Passone, Passaccio. 

PaSspertù. s. m. Grimaldello. V. Passa- 
pertutt. 

Passra. s. f. Passera, Passero, Passere. 
Uccello noto, e ve ne sono di più 
spezie. 

Passra bianca. T. d'Ornit. Ortolano 
di monte. Specie di passera dalle penne 
bianchiccie, rara tra noi. É la Passe- 
rina nivalis Vie ili. 
Passra boscajén'na. T, d'Ornit. Pas- 
sera stipajuola. Passera che sta per 
le boscaglie, ma che sta più nelle 
macchie e nelle siepi che sugli alberi , 
ed è assai dimesticabile. É la Mota- 
cilla modularis di Linn. 
Passra garganèla. T. d'Ornit. Pas- 
sera mattugia. Passera minore delle 
alile: più piccola delle passere ordi- 
narie. È la Fringilla montana di 
Linn. 

Passra montanara. T. d'Ornit. Pas- 
sera montanina. Passera poco comune 
tra noi: nel verno, se pur la vediamo, 
è in piccoli branchi. È [la Fringilla 
petronia Linn. 

Passra nostrana. T. d' Ornil. Passera 
grossa o reale» Quella specie che ni- 
difica nelle case nostre si di città che 
di campagna detta Fringilla cisalpina 
dal Temm. 
Passra paviroéula. T. d' Ornlt. Pas- 
sera di padule. Passero così detto 
perchè vìve in primavera e nell'au- 
tunno ne' nostri paduli ove si ciba 



Pk 

d'insetti che trova nella mo 
f Emberiza palustris Savi. 

Passra solitaria. T. d' Ornil. P 
solitaria. Spezie di merlo o di 
detto dagli Ornit. Merula solita 

Arhòr dil passri. Passeraio. \ 
spili orla di molte passere che pis 
sugli alberi. 

Sbraj dil passri. Pispilloria. 

JÈN TUTT passri CH' VAN fN CAB 

Son tutte bubbole. Sono mena 
favole. Trovo Cacciar le passei 
senso di cacciare i pensieri noj< 
Fast. s. m. Pasto. Cibo, ed an< 
desinare e la cena. 

Past. s. m. T. de' Bigatt. Pas 
foglia che si dà ogni volta a 
e cosi dicesi il cibo che dassi 
volta agli animali. 

Esser tott el so past. Ingn 
in una cosa, vale prendervi pi 
avervi gusto. 

Far di past. Pasteggiare. Far 
Convitare, far conviti. 

Magnar a past. Fare a pasto. I 
un tanto per ogni pasto senza 
putare le vivande ad una ad ui 

Star a past. Stare a pasto. Mi 
solo alle ore solite. 
Pasta, s. f. Pasta. Cosi dicesi 
quella casereccia, come quella < 
il pastajo alla stampa per for 
strcltojo, la quale dalla sua foi 
dalla sua natura prende varii 
Dalla sua qualità si dice 

Pasta ch' ha el nerev. Pasta teg 
Quella che è resistente alla man 
r impastarla per natura della fa 

Pasta con j oéuv. Pasta d' 
Quella impastala con acqua e 
fresche. 

Pasta de spaltén'na. Pasta di i 
Quella pasta fatta con farina di 

Pasta d' Gènva. Pasta zaffer 
Quella che ha quel color gialli 
per clfetto dello zafferano. 

Pasta indurida. Pasta amazz 
Quella che poco intrisa resist 
mano. 

Pasta larga. Lasagne. Pasta 
che è una specie di nastrino 
largo. 

Pasta ordinaria. Pmta gross 



PA 

pasta fatta con farina dì grano vec- 
cioso o non scelto. 

Pasta rasa o rasuda. Pa8(a granata. 
Pasta ben soda sminuzzolata colla grat- 
tugia per farne minestra. 

Pasta senza nerev. PasUi farinac* 
dola. La pasta che non si lega sotto 
la mano e si riduce in grumolctti. 

Pasta tenra. Pasta che fa colia. La 
pasta che troppo intrisa è quasi colla 
liquida. Le paste dividonsi poi in due 
classi dalla loro forma, cioè in fine 
e grosse, e le principali sono le se* 
guentì: 

PASTE DA MINESTRA. 



PA 



2X5 



Andarcn. . 


. . Ghianderini, 


Anlén . . 


. . Campani lline. 


Anoicn . . 


. . AgnelloUL 


Bavctti . . 


, . Taglierini. 


Fidlén . . 


. • Cappellini. 


Galàn . . 


. . Nastriììi a galano. 


Gnoccli . . 


, . Gnocchi. 


Gnocchétt . 


. . Chvtmolini. 


Luuiaghéa . . 


» . Cannoncini a cor- 




netta. 


Maearòn . . 


. • Cannelloni. 


Macaronzén. 


. . Cannonciotti. 


Maltajà . . 


. . Agnellotti a rocchi 


Manghi da fra 


. . Fischietti. 


Marolén'ni . , 


. Semini, Occhi di 




pernice. 


Meza pasta lar 


ga» Nastrini , Macche- 




roni. 


Mezz maearòn 


. . Foratini, 


Muudén . . . 


. Vermicelli. 


Parpadi . . 


. . Pappardelle. 


Pasta larga. . 


• Lasagne. 


Pasta rasa . . 


. Pasta grattata. 


Sgranfgnòn. . 


. Gnocchi buterati. 


Spagbètt . . 


• Spilioncini. 


SUcn'ni . . , 


. Stelline. 


Tajadèli Taj 


a- 


dlén'ni . 


. Taglìalelli. 


Timpesta . , 


. Grandine. 


Tordèi . . , 


. Tortelli. 


Vernizzf leu • 


. . Serpolini. 


Pasta, s. f. T 


de' Cac. Pizza. Quella 



parte di latte rappreso e stretto in- 
sieme che prosciugato chiamasi cacio. 
Dicesi Pasta perfetta la pizza passata 
del cacio quando ha avuta dose pro- 



porzionata di caglio e cottura conve- 
niente, e Pasta scappata, quella pizza 
pasta tenace e di piccolo volume 
in confronto del latte che dà indizio 
di esito infelice divenuta cacio. 

Pasta s. f. T. de' Fatloj. Pasta di 
semi. La fiirina de' semi oleacei ri- 
scaldata nella caldaja e disposta alla 
spremitura. 

Pasta rrisè. T. di Cuc. Bassotti. Vi- 
vanda fatta di lasagne e riso, o si- 
mile, cotta per lo più nel forno. 

Pasta da cristàj. T. de' Vetr. Pasta. 
Quella composizione di vetro, di cui, 
quand'è rovente, si formano oggetti 
di cristallo e simile. 

Pasta d' cacao. T. de' Ciocc. Capoé, 
Impasto di puro cacao, con cui si 
fa la cioccolata senz'altro ingrediente. 
Miscuglio, la pasta del cacao condita 
con aromi. 

Pasta d' salah. Pasta. Carne smi« 
nuzzata, addobbata dì droghe e di- 
menata, di cui si fanno salami, sal- 
sicciotti ecc. 

Pasta frola. Pasta reale, o come 
dice il Cuoco Livornese, Pasta frolla, 
sorta di pasta dolce. 

Pasta sfojada. Pasta sfogliata, e 
Pasta sfoglia. Sorta di pasta dolce 
notissima. 

Pasta siringa. Pasta siringata. Al- 
tra sorta di pasta dolce, dilicala, pas- 
sata per la sciringa. 

Aver man in pasta. Aver mano in pa- 
sta. Aver ingerenza in qualche negozio. 

CoÈusF.R la pasta. T. dc' Fattoj. Ri- 
scaldare la pasta. Scottarla nella cal- 
daja perchè renda più facilmente l'o- 
lio che contiene. 

Esser tutti dl'istessa pasta. Essere 
tutti d'una bticcia e d'un sapore. 
Essere tutti delia stessa qualità. 

Far alvar la pasta. Lievitarla. 

Indurìr la pasta. Assodarla. Aggiu- 
gner farina dopo che una parte e 
stemperata. 

Mesdar la pasta. T. de' Fattoj. in- 
voltare la pasta. Tramestarla nella 
caldaja col menatojo. 

Mnar la pasta. Dimenarla. Dicesi 
del premerla colle mani in vario senso 
sul tagliere o nella madia. 



)3G 



PA 



TiEAB LA PASTA. Spianar la pasitu 

Pasta, adii. m. Ingrassato, Siiato, Siab- 
biato. Ma s' ingrassano i buoi e gli 
armenti, si stabbiana i majali, si sii- 
ano ì polli. 

Pastadòra. s. f. Stia. V. Stabiara. 

Pastae. att. Sliare, Ingrassare, Stab- 
biare. V. Apastar e Pasta. 

Pastazz. s. m. T. de' Conciap. Postac- 
cio, Tanno. (Gagliardi) Materia che 
rimane dopo la conciatura delle pelli 
e della quale si fanno pani di vailo* 
nea ( fugazzi ) da ardere. 

Pastècum. s. ni. Biscottino. Quella cef- 
fatina che dà il vescovo nel conferire 
la cresima. Fig. Schiaffo, Ceffata, 

Pasteggiabìl. add. Pasteggiabile. Add. di 
cosa che si usi a pastt». 

Pasteggiar, att. Pasteggiare. Nel nostro 
dialetto si usa questo verbo nel solo ca- 
so di denotare una qualità di vino o 
cacio da usarsi a pasto. — Vcn da pa- 
steggiar, Vino pasteggiabile. V. Pan- 
zer. 

Pastèll. s. m. Pastume avvelenato. Mi- 
scela di sostanze ghiotte coiv altre ve- 
lenose per far morir topi ed altri a- 
nimali. Pasta badese. 

Pastèll. s. m. T. Pitt. Pastello. Ma- 
teria colorante assodata in rocchielti, 
di cui si servono i pittori per dipin- 
gere. 
Pastèll, gabbùj in t il carti. Pa- 
sliccio. Accozzamento. Lo accozzare 
giuocando, le carte per modo che le 
buone vengano alla mano. Imbroglio, 
trufferia. 

Past^éll ò pastolàda pr'i capòn ecc. 
Pappolata. Intriso, o fors' anche pa- 
stello, «he si dà ai capponi, ai ma- 
jali e simili per ingrassarli. 

Pastèll peb j oslén. Pastello da in- 
grassare. Cibo che si prepara per gli 
uccelli, e dicesì istessamcnte di quello 
pei pesci. 

Pastén. 8. m. Pastajo. Chi fe e vende 
paste ad uso di minestra. Ne' Bandi 
Leopoldini è detto anche Lasagnajo 
e Vermicellajo. Gli strumenti e le cose 
attinenti al pastajo propriamente detto 
sono le seguenti: 
Crosèri .... Mazzette. 
Formi .... Stampi. 



PA 

Grola. • . . . Macine vertii 
Mostra .... Acconwdalurc 
Padletti .... Pacare. 

Teli Tclaj da pas 

Tore' Strettoio* 

Tornèll . • • . Arganello. 
Torretti. • . . Piramidi. 
V. Fornàr pel resto. 

Pastén NA. s. f Pastiglia. Dim. di 
Pastbh'na. s. f Pastaja. (V. di 
La moglie del pastajo e colei e 
o vende pasta 

Pastilia. 8. f. Pasticca. Sorta di p 
o dolciume che si tiene in bocc 
dilettare il gusto o per medìcin 
Pastilia. s. f. T. de' Conf. Pas 
alla Provenzale. Sorta di pasta 
dilicata e dolciume di lusso. 
Pastilia. s. f. T. de' Gioj. i 
Mistura colla quale si contraili 
gioje e le pietre dure. 

Pastinaca. V. Pastumaga. 

Pastìzz. s. m. Pasticcio. Vivanda 
entro a rinvolto di pasta dolce. 
Pastìzz. s m T. de' Parrucch. 
scota. Pasta di crusca che si 
attorno ai capelli nel metterli al 
Pastìzz. Fig. Piastriccio , Guaz 
gito. Mescuglio di cose imbrogl 
confuse. Raggiro, patto o simile 
eluso con imbroglio o dolo. 

Cassa del pastìzz. Cassa di ; 
Quel recipiente a cassetti na tu 
in cui si ritiene il ripieno dei pi 

Pastizzà. add. Appasticciato. V. 
stizza. 

Pastizzada. s. f. Fig. Piastriccio 
broglio. 

Pastizzar. att. Appasticciare. Ci 
carne. o pesce od altro ad uso < 
sticcio. Impasticciare. 
Pastizzar. att. T. di Pitt. Afi 
stiare. Dicesi di un certo mar 
che fanno i'poco pratici con n 
colori le parti e i contorni p 
fìcili a circoscriversi in disegno 
rimangono come offuscati. 
Pastizzar su, imbrojar. Acciabc 
Acciarpare, Abboracciare , Pc 
dare. Far checchessia alla § 
senza diligenza. Imbrogliare, li 
re. Avviluppare. Disordinar le 

Pastizzarìa» s. f. Pasticceria^ B 



PA 

del pasticcicciere ove si fanno e si 
veodoDO pasticci ed altre vivande: e 
quantità di dolciumi e cose appastic- 
ciste, che dai cuochi suolsi dividere 
in pasticceria grossa, e pasticceria 
fina, 
Pastizzén. s. ni. Pasticcino, Pasliccetlo. 
Piccolo pasticcino. Crostata, pasticcino 
dolce il cai ripieno è di conserva di 
fruiti. 
Pastizzér. s. m. Pastelliere, Colui che 
lavora di paste dolci o le vende. Di> 
cesi Pusticciere chi fa pasticci ed o- 
gni altra cosa di vivande per vende- 
re. V. Bombonén. 
Pastizzétt. s. m. Pasticciotto. Piccolo 

pasticcio. Fig Intrigo amoroso, 
Pastizzòn. s m. Pasticcione, (Y. di reg.) 
Pasticcio grande. 

Pastizzòn. s. m, Figur. Abborrac- 
cione. Guastamestieri. Yale anche Gab- 
bamondo. 
PiSTòN. s. m. Pastone. Pezzo grande di 
pasta spiccala dalia* massa, dal quale 
si spiccano poi allrì pezzetti di pasta 
per formarne il pane. 
Pastòn. «. m. Pasleilo, Pezzo di va- 
rie materie ridotte in pasta. 
Pastòn, s. m. Fig. Pasticcione. Un 
buon pastricciano, un pastaccio. (Jn 
uomo di buona pasta, di buon natu- 
rale, bonaccio. 

Pastòn. s. m. T. de' Foroac. Cari- 
catura. V. Scorta. 
PaStor. s. m. Mandriale, Mandriano, 
Armentario, Custode della inandra. 
Pecorajo, Pastore, Guardiano di pe- 
core. Caprajo, Guardatore di capre. 
Yergajo, Vergaro, dicono in Tose, 
chi conduce jl gregge o armento in 
maremma annualmente. (B. L.) 
Da pastor. Pastoralmente. 
Pastora, s. f. Pastora. Mandriana. 
Pastoral. s. m. Rocco, Pastorale. Ba- 
stone ritorto in cima che portasi dai 
vescovi. Ha: 

Gamba . • • . Gamba. 
Bavétta .... Mela. 

Rizz Fiore. 

Pastorala. s. f. T. di Mus. Pastorale. 
Composizione musicale di carattere 
semplice e campestre. 
Pastorala. udd. Pastorale. Attinente 



PA 



257 



a pastore ma pey lo più diecsi delie 
orazioni che fanno i vescovi. 

Pastorela. s. f. Pastorella, Piccola pa- 
stora. 

Pastòs. add. m. Pastoso, Trattabile co- 
me pasta molle. Boffice dicesi un guan- 
ciale di piume. Morbida la carne di- 
licala. Insinuante dicesi la voce o il 
canto che sono pieni o morbidi. Ma- 
noso ciò che è pieghevole e morbido 
al tallo. 
Pastòs. add. m. T. de' Cesi. Flessi- 
bile. Dicesi di velrìcc o vermena rin- 
venuta nell'acqua. 
Pastòs. add. T. de' F. Ferr. Tratta- 
bile , Malleabile. Dicesi del ferro co- 
me de' metalli facili a lavorarsi a 
martello. 

Pastòs. add. m. T. de' Pitt. Carnoso, 
Sciolto, Morbido, Pastoso. Agg. di 
quel colorilo che è lontano da ogni 
durezza o crudezza. 

Pastòs. add, m. T. de' Sart. Amabile, 
Quel panno che offre al tatto una 
certa pastosità e morbidezza. 

Pastosità s. f. Pastosità, Trattabilità. 
Morbidezza. 

Pastrùgn\ s. m. Pottiniccio. Guazzabu- 
glio. 

Pastrugnà. add. Appiastrato, e in al- 
tro sign. Gualcito. Y. Mantrusà. 

Pastrugnada. s. f. Piastrtccio. 

Pastrugnar. att. Pottinìcciare. Guazza- 
bugliare, Impiastricciare. 

Pastrugnòn. s. m. Ciarpiere, Stazza- 
no tare, Appiastratore ecc. Y. Polac- 
ciòn. 

Pastùmaga. s, f. T. Bot. Pastinaca do- 
mestica, Pastricciani, Elafobosco Pino- 
la erbacea di Gori gialli, di radice 
bienne, leggermente aromatica e zuc- 
cherina, che cresce sui cigli de' cam- 
pi, nei prati, nelle siepi e negli orti. 
La radice della pastinaca è un ali- 
mento sano e nutritivo e un tempo 
se ne vietava l'uso alle giovanetlc. È 
la Pastinaca sativa di Linn. 

Pastora, s. f. Pasture^, Pascolo. Ma la 
pastura è il pasto che fanno gli ani- 
mali andando al pascolo. 

Pastora, s. f. T. de* Cacc. Pastura. 
Lo sterco degli uccelli e delle (ìere 
che si pigliano in caccia. Usta, Pas- 



23B 



PA 



sata^ l'odor della selvaggina che fe- 
risce le nari dei cani. 

Pastura, s. f. T. di Vet. Pastoja. 
Parte del membro formalo dalia pri- 
ma falange a che trovasi tra lo stinco 
e la corona della gamba del cavallo. 
Impostura j Pastura le j quella parte 
della gamba del cavallo alla quale si 
legano le pastoje. 

Pastura fresca. Ferrana, Mescuglio 
di alcune biade seminate per mieterle 
in erba e pasturare il bestiame. 

Tgnir in pastura. Pasturare, Custo- 
dire gli animali tenendoli alla pastura. 
Pasturar, alt. T. di Cacc. Ghiattire, 
Sorla di voce che manda il cane quan- 
do è sulla passala della lepre. 
Pasturén. s. f. T. di Cacc. Aiuolo. Rete 
da pigliare uccelli, che s'addatta in 
sul piano, aia dove è fatto Taescato. 
Pata. s. f. Patta. Pace. 

Pata. s. f. T. di Giuoc. Tavola. V. 
sotto; Far pata. 

Pata. s. f. T. de' Sart. Toppa ^ Bra- 
chetta. Quella parte delie brache fatta 
a mandorla, che sta nel fondo di 
esse e cuopre Io sparato dinanzi. 

Pata e paga. Palla e caccia. Dettato 
Fiorentino che vale esser pari. Essere 
sconti. 

Far pata. Levarla del pari. Far pace. 
Tavolare j Far lavol/t. Pattare al giuo- 
co della dama o degli scacchi. 
Pataca. s. f. Patacca. Piccola moneta 
di rame del valore dì due denari che 
era in uso presso i Provenzali e dal- 
la quale hanno forse avuto origine i 
seguenti dettati. 

Pataca. s. f. Sculacciata ed anche 
Picchiata, 

Pataca da sonar. Taccone. E nello 
slil grave Plettro , Penine. Pezzo di 
bosso od altro con cui si suona il 
mandolino, il Icuto, il colascione- 

An savèr, an valer, an contar, n'es- 
ser BON 'na pataca. Non sapere^ non 
valere, non importare j non potere , 
uno straccio, un'acca, una cica, 
un bel niente. 
Patacar. att. Sculacciare, Tambussare. 

Battere, percuotere. 
Patacòn. s. m. Bagherone. Moneta di 
rame da cinque centesimi. 



PA 

PATAFfiA. s. f. Cartellone, Pataffio. Car- 
tello grande attaccato ai canti delle 
vie. Epitoffìo, grande iscrizioDC mo- 
numentale funerale. 
Pataffia, macia. Frittella. V.* Padda. 
Madam pataffia. Madama pataffia, i 
Dìcesi per ischerno a donna grossn ! 
che stia in sul grave o vada in fron- < 
zolì. 

Pataja. s. f. Falda, Teli del corpo, \ 
Quarti, Lembi, Fig. Camicia. 

AVERGH LA PATAJA FOÉORA d' IL BRAGHI. : 

Essere sbircio. Brullo. Meschino 

AVERGH LA PATAJA SPORCA, AVER SPORCI 

EL FOÈuj. Non esser leale, o netta fa' 
rina. Essere in diffetto, in colpa. Woo 
essere netto, avere la coscienza im- 
brattata, non essere innocente. 

Chi gh' ha la pataja sporca ha sevpcr 
PAURA. Chi ha la coda di paglia ha 
sempre paura che il fuoco non V arda» 
Chi non è puro, non è tranquillo. 

In pataja. In camicia, cioè colla 
camicia sola e senza veste. Sbracato, 
dicesi |)opr. d'uomo: Senza gonnella, 
se di donna. 

Metter in pataja yon, cayàrel m 
CAMisA. Cavar le penne maestre ai 
alcuno. Cavar il cuore. Snudare, 
Spogliare, Mandar in fondo. Rovi- 
nare alcuno, mandar in rovina, ro- 
vinar di strafine fatto. 
Patajoéula. s. f. Patajolén. s. m. Bra- 
chelta. Frittella. Il lembo della ca- 
micia che esce fuori de' calzoni, se- 
gnatamente ai fanciulli. 

Aver el patajolén foèura. Aver il 
neccio al culo. Mostrar il cencio o la 
camicia. 
Patajòn. s. m. Sbracato. Dicesi a per- 
sona che vesta la sola camicia. 

Patajòn. Fig. Palandrana. Veste lua* 
ga e larga. 
Patàn, patanètt, patanott. 8. m. Tan^ 
goccio. Diccsi di chi per soverchia gras- 
sezza apparisce goffo. Tonfacchiotto. 

Patàn. s. m. T. de' Cesi. Matterello. 
Corta mazza che serve per accostare 
i grossi vetrici ne' punti de' torni, 
ove piegano, per farli più aderenti 
tra loro. 

Patàn. s. m. T. dì Micol. Borsone. 
Sorta di fungo raro tra noi, cosi detto 



PA 

dalla forma del suo cappello. É VA' 
garicus crassus Pers. 
PATAMDéLi. s. f. pi. T. de' Chìod. Para- 
fuochi. Perniagli di lalta attaccati al- 
l'estremità inferiore della cappa della 
fucina per difendere il cjjìodajuolo 
dal fuoco. 
Patanplàn. 8. m. Bofficione, Tangoccio- 
ne. — Pataffione, Stronfione. — Per- 
sona grassa e goffa. 

PatanflXna. 8. f. Badalona, Buzzonac 
% eia. Donna grossa e panciuta. Span- 
fierona. 

Patankéra. V. Pantaiòra. 

Patatìkf, patatònf. Palatim, Patatum, 
Così dice aver letto il Foresti nelle 
Cronache dell'Anelli in significato a- 
naiogo alle nostro voci esprimenti il 
reiteralo rimbombo delle percosse. V. 
Tinf Tonf. 

Patatùcch 8. m. Sclierz. Tedesco. 
PatatCcch, patatùcch Patalàj Patata. 
Modo scberz. Itcrazion di voce imi- 
tanti il suono de' piedi del cavallo 
clie va di galoppo. 

Patèll. s. m. Badano jo. Tafferuglio. 
Parapiglia, baccano, rumore. 

Patèma, s. f. Patema. Affezion d'animo. 
Passione interna. 

Patén. 8. ni. Brachetta, Toppa. V. Pata. 

Patera, s. f. T. Eccl, Patena. Vaso sa- 
cro d'oro a foggia di piattello, col 
qaale si copre il calice, e su cui si 
tien l'ostia cbe serve al Sacrificio 

Patént. add. m. Palpabile. 

Patenta s. f. Patente. Lettera patente 
del principe colla quale conferisce 
gradi, diritti o privilegi. 
Patenta. 8. f. Matricola. (B. L. ). 
Tassa cbe l'artefice paga per poter 
esercitare la sua arte. 
Patenta. s. f. Tassa. Tributo cbe si 
paga per l' abilitazione a certe arti o 
commerci che dai più si dice anche 
Patente. 

Patektà. 8. e add. m. Patentato. Che 
ha patente. 

Patentàr. att. Accordar le patenti, ed 
anche Matricolare. 

Pater o Paterjioster. Paternostro. Ora- 
zione domenicale. V. Paternoster. 
An savèr Gif anel pater. Fig. Essere an- 
fora aW a,ùi,ti^ Essere ignorantissimo. 



PA 



23?l 



Entraregh che BarXba in t' el pater. 
Averci che fare come i granchi colla 
luna. Avere ninna attinenza o somi- 
glianza. 

Savér 'na cosa che 'l pXter. Saper 
una cosa per lo senno, a mente. 
Zfrcar il resii m t'el pater. Voler 
trovar le macchie nell'oro. 

Pater, s. m. Rigattiere. Rivenditore di 
vestimenti e di masserizie usate. Lan» 
ciajo, venditore di sferre, di cose lo- 
gore simili dì nessun conto. Ferra» 
vecchio, dicesi più propriamente chi 
fa commercio di ferramenti usati. 

Patera, s. f Lanciaja. Bigattiera. V. sopra. 
Patera. Nome proprio di valente me- 
dico celebrato dal Frugoni, usato nella 
frase 

An la guarìssa gnan el dottor Pa- 
tera. Non c'è più rimedio. Il caso 
è disperato, cioè la faccenda non ha 
più riparo. 

Pàteria. s. f. Patria, Paese, Luogo 
natale. Ma la patria nostra è la terra 
tutta cbe comprende la nazione che 
ha comune con noi origine, lingua, 
costumi ed interessi, per noi l'Italia. 
Paese è la cerchia amministrativa o 
politica ove trovasi il nostro luogo natio. 
Pàteria. s. f. Fantasma. Nome che 
si dava un tempo tra noi a que* 
bricconi, che por capriccio pazzo, o 
per fini scellerati, giravan la notte 
sopra lunghi trampoli con lume in 
mano e lunga veste bianca le vie 
della città, per spaventare i timidi e 
pregiudicar gì' innocenti. 

Pateriarca. s. m. Patriarca- Nome de' 
primi padri usalo nelle frasi: 
Esser el pateriarca di uinciòn. ^5- 
sere l' Arci co tale. 
Parer un pateriarca. Stare introna' 
fiato Starsi in panciolle, sul grave. 

Pateriòtt. s. m. Paesano, Patriota, 
Palriofto, Compatriota, Compatriot- 
to, dello stesso paese. Patriota, Pa* 
Iriotto, Di sentimenti patriottici, a- 
mantc di sua partita. 

Pateriottìsem. s. m. Amor di patria. 
Sentimento che ci trae ad ammirare 
il bello e il buono degli nitri paesi 
ma che assorbe tutto il nostro amor* 
pel paese natio. 



240 PAl 

Pateriottòn. s. m. Amantissimo di sua 

patria, 
Paternàla. s. f. Babbuffbj Rammanzo, 
Ammoniziove. Ma s* intende sempre 
con fine amorevole. 

Paternoster, s. m. Acini. Cosi chia- 
mansi in Toscana le pallolloline mag- 
gioi'i della corona che si dicono anche 
jiatetnostri, V. Pater. 
BiASSAR DI PATEimosTER. Spoierno- 
slrare. Masticar orazioni, biasciare 
Palcrnostri. V. Biassar. 
Trovar da dir in t' el paternoster 
Apporre alle pandellej Apporre al 
soie. Biasimar qualunque cosa per 
ottima ch'ella sia. 

Patltich. add m. Patetico, Uggioso» 
Uomo monotono; e detto di discorso 
simile, vale Melanconico j allo a 
muòvere gli affelli. 

Pàti. V. Pali. 

Patì. add. Malandato. Intisichito, sbat- 
tuto, macilente, smorliccio, malazza- 
to Detto di vino, Guasto. 

Patìrol. 8. ITI. Patibolo, Forca. Ma di- 
cosi propr. patibolo il luogo ove si 
patisce il supplizio, e in genere si 
dice pure a strumenti che servono a 
questo, come Forca, Eculeo, Cro- 
ce ecc. 

Patibolar, add. m. Patibolare. Da pa- 
tibolo. 

Patimènt. s. m. Patimento. Per Stento, 
Travaglio, Affanno e simile. 

Pàtina, s. f. Patina. Vernice, Orpella- 
niento. — Ma dicesi propr. di quel 
Jnvernicialura naturale che iìnprimo 
il tempo alle medaglie. 
Pàtina, s. f. Fig. Aspetto, Cera. 

Patina, add. m. Patinato, Verniciato. 
e dicesi per lo più de' vitelli e cuoi. 

Patir. Patire. Per esempio: il muro ha 
patito, il grano ha palilo, la campa- 
gna patisce ecc. V. Soffrir. 
Patir, v. n. Deperire, Sciuparsi. 
Scadere una cosa pel violento uso che 
se ne faccia. Immezzire, dicesi de' 
frulli, e Invietare delle carni che 
mal custodite si alterano e depravano. 
Patir d' pam. Patir di pane o di fame. 
Patìr d' j ncomod. Andar soggetto a 
disturbi gastrici, di stomaco, di re- 
nella e sim. 



PA 

Patir el bon pr el catti v. Far V uno ■ 

il peccato, e l'altro la penitenza. ^ 

Patir el fredd. Essere freddoloso, i 

Molto sensibile al freddo. ' 

Patìregh. Marinare. Crucciarsi di cosa ! 

che avvenga a nostro dispetlo, Ag- : 

gravarsi. V. Toèursen. 

Patìregh moltbén. Arrovellarsi. ' 

An patìregh miga. Non se la pigliare. = 

Patlènga. s. f. Scarnigi. V, Pelllènga. 

Patlén'ni. s. f. Facciuole. Qne' due pez- 
zetti di tela che pendono dal collare $ 
di certi religiosi. 

Patòcch. add. m. Marcissimo, Bria» 
cliissimo. V. Marz e Imbcriagh. 

Patòn. s. m. Gran toppa. Così noi chia- 
miamo la toppa de* calzoni quando 
cuopre tutto il davanti e va dall' un 
fianco all'altro, a diifercnza dei paUn 
che è la toppa moderna. 
Patòn s. m. Piaslriccio. Miscuglio 
di cose; ma per lo più sordide o si- 
mili ad impatto. 
Esser tutt un patòn, o tutt un tocch. 
Essere appiastrato, intricato. E diccsi 
di quelle masse di minule cose cb& 
son tra loro confuse e quasi incor- 
porale da formarne una specie dt 
pastume. 

Patonà. add. m. Sodo, Compatto, ed 
anche Appiastrato. 

Patòn NA. s. f. Pattona. Torta o pane 
di farina di castagne Le piccole tor- 
te di Pattona. diconsi Necci. 

Patron o Padròn. Padrone Ma il pri-- 
mo è più usato nei contado, il se- 
condo in città. Cosi sotto questa for- 
ma registriamo alcune voci e alcune 
frasi non registrate sotto la voce Pa- 
dròn. V. 

Patron, s. m. Oste. Cosi chiamano i 
contadini Toscani i padroni della pos- 
sessione ch'ei lavorano. 
Patron, s. m. Principale. Titolo che 
i garzoni e i fattorini dei Dcgozi u- 
sano dare al loro padrone. 

Patron. La saluto^ Servo suo ecc. 
Modo di salutare. 
Patron, s. m. T. Bot. Zafferano ita- 
liana. Il Crocus biflorus dei Hot. Sorla, 
di fiore che nasce abboodanlemenle 
ne' prati nel mese di marzo. Ha la 
la radice bulbosa e la corolla scie- 



PA 

nata da tre linee porporine. Cosi chia- 
mano i nostri contadini anche il Pie 
di gallo ossia V Helleborus hyemalis 
di Linn. V. Fior d' primavera. 

Andar a patron. Andare a podere. 
Cosi dicono i contadini dello accon- 
ciarsi con uno che abbia fondi da 
Cfìltivare. 

Esser a patron. Stare a salario. 
Far patron Far signore. 
Patron 'na. s. f. Padrona, = Padroncina 
diminuì. 

Patron 'na. s. f. T. Mil Cartucciera, 
(Bolla). Arnese di cuojo pieno di 
cartucce che porta con sé il soldalo 
appeso alla bandoliera. II Grassi noia 
che Patrona è voce lombarda, e 
Giberna voce francese. Fiaschetta, 
vale piccola (lasca di cuojo o di cor 
no ove si teneva il polverino d' ine- 
snatura un tempo. Cartucciera è Una 
cassetta o tasca di cuojo entro cui si 
trasportano i cartocci de* pezzi dal 
magazzino alle batterie. 
Patbonzén. s m. Padroncino. Diminut. 
di padrone, detto così per vezzo da' 
contadini a' figli de* loro osti o pa- 
droni. 
Pin. Patto, Convenzione j Accordo, Ma 
h convenzione pvecoAe V accordo, e 
il patto la consolida. La condizione è 
una delle circostanze del patto 
Patt 8 ni. Fig Lega, Amicizia. 

PaTT CIAR e MlSSlZiA LONG A. PattO 

thiuro, amico caro. Patto chiaro a- 
micizia lunga. 

Patt da mzader, da fittabil ecc. 
Capitoli, Patti e convenzioni che si 
fiinno a capo per capo. 

An gh'è patt de grazia. Fig. Non 
e* è via di grazia. Non c'è patto di 
recupera o di salvezza. 

Con st patt. Con questo inteso che, 
(B. L ) A patto che ecc. 

Far patt. Patteggiare, Pattuire, Fer- 
mare il patto. 

I PATT GUASTEN IL LEGGI / patti rom- 

pano le leggi. E si dice a chi adduce 
ona legge contro una^cosa pattuita 
ToÉUR PATT. Accordarsi in una cosa. 

Pattuì. Dialetto, V. Palvà. 

Patui, Patuìr. V. Patvi, Patvir. ecc. 

Patuua. 8. f. T. Mil. Pattuglia, Guardia 



PA 



141 



di soldati che Ta attorno per serbar 
l' ordine. 

Patuliar. alt. T. Mil. Far là pattuglia, 

Patuliar. alt. Fig Far le volte della 

leonessa. Aliare intorno ad un luogo, 

Patuià. add. Ruppatumato. Mansuefallo 
ed anche Riamicato. 

Patuhar. alt. Rappattumare, Rappacifi- 
care, ed anche Ammansare, umiliare, 
mansuefare. 

Patùzz. s. m. Pattume. Pacciume, pac- 
ciame, spazzatura e mescuglio di cose 
infracidate. E figur. Cagno, Intrico, 
Chiasso, Bordello, Imbroglio, 
Patùzz dl'Ova. Vinaccia, Quel che 
restò nel lino dopo la svinatura. V. 
Viiiazz. 

Patùzz AR. alt. Battere, Percuotere, Bus- 
sare, menar le mani. 

Patuzzòn. 6. m. Ciarpiere, Acciahbatta- 
' lore, e aitrini. Manesco, 

Patvà. s. m. Dialetto, Linguaggio par- 
ticolare d' una città o provincia. 

Patvì. add. m Pattovito, Convenuto. 

Patvìr. alt Pattuire. Patteggiare. 

Paura, Paurós. V. Pavura, Pavurós ecc. 

PausX s. f. T. Mus. Pàusa, Segno che 
indica la sospensione dell* esecuzione 
di quella parte in cui trovasi eotal 
segno, che perciò dicesi anche Segno 
d' aspetto, 

Pavajòn. s. m (Dal Frane. Pavillon) 
Padiglione, Tenda, ma si usa il più 
spesso per indicare quegli edifizi ga- 
lanti che si fanno a foggia di padi- 
glioni ne' giardini. 
Pavajòn. s. m. Mercato de' bozzoli. 
Cosi forse dal Padiglione che quivi si 
ergeva a comodo de' Magistrali du- 
rante il dominio Francese. 

Pavana, s. f. T. de' Ball. Pavana (Dati 
Lep ). Sorla di antico ballo Padovano. 
Trar *na cosa in pavana. Volgere 
una cosa in baja, in burla, in can- 
zone, in chiasso, in fanferina. 

Pavera, s. f T. Boi. Carice maggiore o 
Sala» Pianta erbacea che nasce nelle 
ripe dei paduli e le cui foglie seccate 
servono a vestir fiaschi e a impagliar 
seggiole ordinarie. È la Carex pendu' 
la Schk. 
Pavera da scranèn. Salino, Le foglie 
bianche centrali della sala colle quali 



S42 



PA 



£Ì fa corda gentile per coprire i pa- 
glietti da seggiole. V. Pajéu. 
Pavera da sporti Giunco di padule, 
JVocco. Pianta palustre nota della qua- 
le si inlcssono stoje e sporto ordinarie 
detta da Linn. Scirpus Lacustriis, 

Paveri. Fig. BtissQ, Percosse. 

Paviròn. s. ni. T. Boi. Tifa ordinaria» 
Sorla di sala che nasce ne* paduli, le 
cui foglie servono a tessere stoje e il 
pelo de' semi a far cuscini pei poveri. 
Le sue foglie si dicono stiance o saie 
e la spiga o Chiva del seme ( Salam ) . 
Mazza sorda j e Mazza da pazzi» 
Questa pianta è la cosi detta Typ/ia 
angustifolia Linn. 

Paviròn da prà. T Boi. Gramignone 
di palude. Sorta di gramigna comune 
ne' luoghi paludosi, detta perciò da 
Linn. Pua aquatica. 

Pàvla. Paola. Nome proprio: al vezzegg. 
Paolina, 

Pavlòtt. s. m. Minimo, Paolotio. Frate 
di S. Francesco di Paola. 

Pavlòtt. s. m. Manicomio. Cosi è 
chiamalo il nostro manicomio perchè 
istituito nel già convento de* PP. nài- 
nori di S. Fr. di Paola. 
Andar ai pavlòtt. Impazzire, Diven- 
tar pazzo, ilemente. 

Pàvol. Paolo, Nome prop. Paolino vcz- 
zeg. Nel nostro dialetto abhiamo an- 
che Taccrescit. Pavlòn che forse po- 
trebbe tradursi Paolone, 

Pàvol, Paolo? Bue lire della nostra 
antica moneta. 11 Paolo era una mo- 
neta d'argento della anche GtM/io da 
Papa Giulio secondo, e da quello ven- 
ne forse il . nostro Pwol come ne ven- 
ne Giuli per soldo, V. Giuli d' acqua. 

Pavòn. s. m. T. d'Orn, Passone , Paone, 
Bellissimo uccello e ben noto, che Ales- 
sandro trasporlo in Europa dalle Indie 
orientali. È il Pavò criaiatns Lmn. 
Pavòn. Fig. Tronfione. Persona tron- 
fia per fumosa superbia. 

Pavonazz s. e add Pavonazzo, Paonaz- 
zo. Sorta di colore tra T azzurro e il 
nero. 

Pavonazz. s. m. T. de' Scult. Pao- 
nazzo. Sorla di marmo antico che si 
riscontra spesso nelle costruzioni ro- 
jiianc, e ve n'ha alcuni pezzi anche 



PA 

nelle colonne, della nostra Conf 
nel Duomo. È di fondo bianco 
zia lo di rosso sudicio. 

Pavonazzètt s. m. T. de' Scarp. 
nazzetto. Marmo cosi detto d 
colore, detto anche Sinnadico, 

Pavoneggiares. n. p. Pavoneggiars 
neggiarsi» Rimirarsi con albagi 
fa il pavone. Fig. Boriarsi , G 
si. Gonfiarsi, Jn{?anirsi, 

Pavonén'na. s. f. T. Bot. Pavonia 
ri piccoli. Arboscello di mediocrt 
dezza, che coltivasi ne' giardi 
fusti e ramoscelli cilindrici pclc 
e iìori ascellari solilarii. É la / 
purviflora Dcsf. 

Pavonia. s. f. T. Bot. Pavonia 
Pianta da giardino che si alza 
sei piedi, che ha foglie villo 
minate da una lunga punta. E 
vonia nrens Cavan. 

Pavòn'na. s. f. Paonessa, Pagane 
femmina del pavone. 

Pavonzén. s. m. Pavoncino, Pavi 
Piccolo pavone. 

Pavura s. f. Paura, Timore. Mi 
ra viene da viltà, timore non 
pre, e può talvolta esser giusto 
vio. V. Spavent. 
Pavura di mort, dil j anmi. 
Pregiudizio superstizioso che ci 
dere alle apparizioni de' mort 
altre cose vii ne o ridicole. 
Aver 'na pavura del diavol. 
una sgangheratissima paura. 

Aver paura. Spaurirsi. Ve 
paura. 

Aver pavura dla so oubra. 
powa coli* ombra. Oiubrarc ic 
minimo che, Adombrar ne* rai^ 
Cui uà pavura staga a ca. i 
paura di passere non semini j 
Chi teme non si esponga. 

Far pavura. Impaurire. Mcller 
Parlandosi di cosa orrida che 
senso dirassi meglio Terripcari 

Far pavura con un s'ciopp 
Bravare a credenza. Fare ,^co 
colle fave fresche. Far tacere a] 
bella paura. 

N' AVER GNAN PAVURA D*. ZÉ? 

scÀppEN. Esser bravo quando il 
co fugge. 



PA 

Passar la pavura. Pisciar la paura. 
Un PO d' pavura. Una pauriccia. Una 
leggiera paura. 
Pavurazza. s. f. Spa\^entamenlo, Grossa 

paura* 
Pauròs. s. m» Pauroso^ Pondo, Timo- 
roso. Che di leggieri tenie. Sgomen" 
Uvole, che per poco si sgomenta. Hi- 
guardosoj guardingo in tutte le cose. 
Spericolalo, chi teme pericoli in tutte 
le cose, che è in tutto sconfidato. 
PiZA. V. Pésa. 

Pazient. s. id. Suppliziando ? Chi è con- 
dannalo all'estremo supplizio. 
Pazient. add. m. Paziente. Tollerante 
delle avversità. Sofferente è , dice il Bur- 
Ioli, chi nelle ingiurie è tacente» nelle 
minacce sereno, nelle dure percosse 
giulivo. 
PuiENTAR. atL Tollerare. Aver pazienza. 
Pazienza, s. f. Pazienza, Tolleranza. 
Ma la pazienza sostiene T incomodo 
il dolore, la tolleranza sopporta Topi- 
Dione contraria senza approvarla o di- 
^ sapprovarla. 

Pazienza! Sorta d'esclamazione. Va 
ìà Valerial Pazienza, manco male. 
Pazienza da pobtar adoss. Pazienza. 
Quella parte dell* abito di alcuni Re- 
ligiosi che pende loro davanti e di 
dietro a modo d*una striscia di pan- 
no, senza maniche e aperto lateral- 
mente. E dicesi altresì Scapolare, A- 
bitino. Scapolare dicesi eziandio a due 
pezzetti di panno attaccati a due na- 
stri da potersi portare al collo in ono- 
re della Sanliss. Vergine del Carmine. 
Far perder la pazienza. Ca\^ar le 
ttffàte di mano a san Francesco. 
Perder la pazienza. Rinnegar la pa- 
zienza* NoQ volere o non potere aver 
pazienza. 

Portar pazienza, Aver pazienza. Pas- 
iar con. pazienza. Tollerare. 
\ fci. 8. m. Peccato. Trascorso contro i 
precetti della religione. 11 peccato può 
etsere veniale o mortale: il primo si 
accosta all'errore il secondo al sacri- 
If^io. Simonia , mercanteggiamento 
delle cose sacre. 

PCÀ CONFSSÀ, MEZZ PERDONA. PcccatO 

confessato mezzo perdonato. I dizio- 
nari mettono in vece. Peccato celato. 



PD 



245 



mezzo perdonato. Il nostro proverbio 
allude alla clemenza che può luerilare 
una leal confessione, e T altro dimo- 
stra essere minore il male quando si 
ha la prudenza di tenerlo celato. Cosa 
che torna assai comoda a' tartufi e 
simili. 

PcÀ d' gioventù. Erroraccio. Atto 
d'inesperienza. Fig. Peccato carnale. 

PcÀ ORiGiNAL. Peccalo originale. Fig. 
Difetto dalla nascita. Pecca originaria 
da natura. 

PcÀ vEcc'. Sentirne. Malore o doglia 
che si risente in alcune parti del cor- 
po già travagliato da qualche malattia 
di gioventij. 

PcÀ VECC' PENITENZA NOÉUVA. A Culpa 

vecchia pena nuo^a. E dicesi quando 
uno è tribolato a cagione de' passati 
disordini della vita. 
Aver adoss tutt i pcà. Aver adosso 
tutti i sette peccati. Essere disgrazia- 
tissimo. 
Che pcà! Che peccato/ Modo escla- 
mativo, con cui si denota sorpresa, 
maraviglia in vedere andar male al- 
cuna cosa che pur non dovrebbe. 
Far PCÀ. Godere in peccato. Commét- 
tere un peccato. 

Purgar i pcà d* j ater. Portar la 
pena dell* altrui fallo. 

PcADÀzz. s m. Peccatacelo. Brutto o gra- 
ve peccato. 

PcADÉN PcADùzz. Peccotuzzo . Pccca* 
diglio, leggier peccato. 

PcAR. alt. Peccare, Commetter peccato. 
Ripeccare, ricader in peccato. 
PcAR. s. m. Beccajo. V. Bear. 

PcARÌÀ. s. f. Beccheria. V. Bcaria. 

Pchén'nà. s. f. Scagtioncino. Gradino. V. 
Pcca. 

PcòN. V. Bcon. 

Pdada. s. f. T. de' Mur. Pedata. Quella 
parte dello scalino su cui si pone il 
piede e la larghezza dello stesso sca- 
lino. V. Pzada, 

Pdada. s. f. Montata. I! piano del 
predellino su cui posa il piede chi 
moniti in carrozza. 

Pdagg'. s. m. Pedaggio. Tassa che si pa- 
ga por passare un torrente in barca, 
o sopra un ponte. Pedaggere, colui 
che raccoglie il pedaggio. 



544 



PD 



Pdagm'. ft. iD. Passatojo. Pietra o legno 
che serve a passar rigagnoli. Dicesi 
Palancola il pancone, o simile da pas- 
sare un canale in luogo stretto, quan- 
do è munita di una pertica o altro 
legno che le serve di spalletta. Cavai- 
ca fossa. Pedagnolo dicesi la palancola 
fatta di un tronco d' albero senza spal- 
letta. 
Pdàj. s. m. Pedali. II complesso de' pe- 
dali di uno strumento che più pro- 
priamente dicesi Pedaliera, 

Far I PDA/. T. de' Fornac. Accastella- 
re. Far castelline di embrici o mattoni 
PoAU 8. m. T. de' Fornac. Castellino, 
Mucchio isolato di due o più mattoni 
che si sostengono gli uni cogli altri. 

Pdal. s. m. T. degli Org Pedale. La 
canna maggiore d'organo che si fa 
suonare coi piedi. 

Pdal. s. ra. T. de* Torn. Pedale se 
dicesi quello che fa girare la ruota 
del tornio. Asta, sefassi girare il tor- 
nio con una oorda attaccata all'estre- 
mità di una pertica. 

Pdal del batìch. T. de' Bigouc Ap- 
poggiatojo. Quella parte della niascel 
la della mor!»a sulla quale tiene il pie- 
de e fa forza il bigonciajo. 

Pdal di lizz. Calcole. V. Carcrl. 
Pdalèra. s. f. Pedaliera. ( V. d' uso ) 
Tastiera d' organo o di pianoforte che 
bi suona co' piedi, i singoli tasti delia 
quale diconsi pedali. 
Pdén. s. m. T. degli Oriuol. Piedini. 
Que' tre o quattro gambetti saldati 
nella parte posteriore della mostra, che 
incastrati in corrispondenti buchi del- 
la cartella, vi son tenuti saldi con per- 
nietli o bieltine ficcati ne' loro forel- 
lini da piede. 
Pdé.n'na. s f. Pedina, Ciascuno de' pezzi 
con cui si giuoca a dama. Girella , 
Pedona, Tuipola. V. Zugàr a dama e 
scacchi. 

Pdi^.n'na s. f figurai. Pedina. Donna 
di bassa condizione 

Alla pdénna. A piedi, Pedovando. 

Far 'na pdén'na a von. Far una pe- 
dina a uno. Impedirgli o torgli alcu- 
na cosa che era vicino a conseguire. 

Magnar 'na pdén'jca. Fare una pedi- 
nu, o Date scacco di pedina. 



PE 

Mesdar 'na pdén'na. Snicehù 
die Santo. Interessare una 
autorevole a perorare la nostr 
a procacciarci opera, impieghi, o 

Metter il pdén'ni. Intavolati 
girelle, pedine o altro sulla 
scacchiera. 
Pdòn. s. m. Pedone. Che va 
Procaccio, colui che porla le 
da una città ad un'altra. Da 
detto Postino chi porta i disp 
Go\erno. 
PdOiNar. alt. Pedovare, Andare 
giare alla pedona. Scarpinar 
rere a piedi, gambettare. 
Pe. s. m. Piede La parte del co 
l'uomo su cui si reg^^e e col 
cammina. Le sue parti sono: 
Carcagn .... Calcagno. 

Coli Collo, Dos 

Dardè .... Tarso. 

Did Dita. 

Fais Fiosso. 

Pianta .... Suolo, Pio 

Pe s. m. Piede, La dodicesi 
te della nostra tavola agrari 
spondenle a 556 decimetri qi 

Pe. s. m. Estremità, Fondo 
te sopra cui posano i corpi eh 
forma e parti. 

Pe. s. m Piede. La misura d 
nella poesìa 

Pe. s. m. T. de' Capp. Piede 
Sorla di misura o modano ( 
di un asta graduala che scorr 
specie di fodero metallico ui 
misurare i diametri de' cappe 

Pk s. f. T. di Fcrr. Quadri 
me de' taglioli ribollite e ro2 
riquadrate. 

Pe. s m. T degli Oriv. Tavc 
piano sul quale è fermato ì 
della piattaforma. 

Pe alt d' qoart. T. di Ve 
con talloni alti. Quello che 
questa parte dello zoccolo mi 

Pe bass d' quart. T. di Ve 
con talloni bassi Quello che 
Ioni troppo abbassati 

Pb brdsà. T. di Vet. Piede i 
brecciatOi Quello che per fr 
rompe in qualche punto nel 
i chiodi del ferro. 



PE 

Pb gagnoéul. T. di Vet« Piede eagnih 
lo. Dicevi di quel difetto che presenta 
ladeviaxioae della punta ali* indeotro. 
Y. Cavali cagnoèùh 
Pb GOLEM. T. di Vet. Piede colmo o 
Paperino. Quel piede il cui suolo in 
vece di essere piano come nel piede 
piatto è divenuto convesso. 
Pb d'ànihal. Peduccio, Ginocchiello, 
ila il peducaio è il piede del majale, 
Gmacehiello è la parte spiccata dal 
gioocchio allo stinco. 
Pb da vasca. T. de* Scarp. Brachel- 
toni da vasca. Quelle pietre inodana- 
te che ne formano i contorni infe- 
riori. 

Pb dbl banch. T. de* Bigonc. Peduc- 
cio. La parte che regge il banco del 
bigonciajo. 

Pb dbl cavastvàl. Rialzo. Il piccol 
toppo che tiene sollalzato il traforo 
del cavastivali. 

Pe del consòl. Mensola. V. Consòl. 
; . Pe DEL FòBEN. T. di Fcrr. Scorze. I 
I liti inferiori delle parti della fornace, 
I die posano immediatamente sul ceppo, 
f Pe del guìndol. Base, Toppo, ma 
éicesi base quando ha forma regolare, 
Isppo quand*é un ceppo informe di 



PE 



S45 






p£ DBL 1IAIOÈ0&. T. d*Agr. Calcio. 
La parte del magliuolo che si sotterra 
perchè si abbarbichi e vegeti. 
Pe dbl hont. Falda. Il punto ove co- 
JBioeia Terta di un monte. 
Pe del tajoèul. T. de* Chiod. Ca- 
mera. Quel foro del tasso da chioda- 
joolo ove- 9i incastra la gamba del ta- 
gliuolo. 

Pb del tlar T. degli Orivol. Pigno» 
ti. I tre pezzi verticali del telajo del- 
k piattaforma. 

Pe del tlab. T. de* Tess. Brancoli, 
Pweoni. l quattro legni verticali che 
(ormano le quattro cantonate del te- 
kno da tessitore. 

Pe del tobgétt. T. de* Fond. di Ca- 
ntt Cossa. Vano sotto il piano del 
Ugliatojo ove cadono i truccioli e le 
raffilature de* caratteri da stampa al- 
lorché si raffilano col pialletto. 
Pb d «all. T. Bot. Bolruechio. Pian- 
te Dota de parterre, «ve in primavera 



fa con altre varietà bella mostra de* 
suoi Cori. È il Ranunculus acris Linn. 

Pb dil tavli, comò ecc. Peducci. 

Pe dla cioldera. T. de* Chiod. Oc- 
e^to. Pertugio a destra dell* incudine 
nel quale entra la gamba del chiodo 
intanio che si forma la capocchia bat- 
tendo il ferro Aella chiovaja. 

Pe ola còn*na. Arcioni. Legname com- 
messo in quadro, composto di fasce e 
piedi, su di cui si colloca la zana o 
culla di vinchi. Talora si supplisce con 
due legni a guisa d*amont. 

Pe dla gabbia. T. de* Galzett. Fusto 
del telajo. La parte inferiore del tela- 
jo da calze, che si regge sui peducci 
e le traverse di legno. 

Pe dla léssa. T. d*Agr. Scivoli. I 
due travicelli del traino che posano 
sulla terra e su cui esso traino sci- 
vola. 

Pe dla lùma ecc. Lucerniere. Stru- 
mento comunemente di legno, nel 
quale si tien fitta la lucerna col ma- 
nico. 

Pe dla padéla. Trespolo. Quello che 
regge la bragiera ed è per Io più di. 
ferro. 

Pe dl* aspa. Toppo. Quello sul cruale 
è fisso il gambo dell'aspo girevole. 

Pe ol* incùzen. Coda. La parte del- 
r incudine che si pianta nell* occhio 
del ceppo. Dicesi Coda a nespola quel- 
la che posa su quattro punti nella te- 
sta del ceppo. 

Pe dl* ostensori. Pianta. 

Pe o* oca. T. Bot. Erba sardonia. 
Pianta velenosa che cresce ne* nostri 
prati umidi, detta da Linn. Ranuncu- 
lus sceleratus, 

Pe d'oca. T. degli Uccell. Filetti. Le 
funicelle che si legano da basso delle 
ragne per tenerle tirate e guastare le 
sacche. 

Pe dolz pe lòtegh Pie teneri. 
Piedi che soffrono, toccando un poco 
fortemente la terra, detti da G. Gozzi 
Pie lessi. 

Pe d'ors. T. di Vet. Piede d'orso. 
Quello del cavallo quand'è lungo giun- 
tato, ed il nodello è portato quasi a 

toccare il suolo. V. Pe zonla bass. 

Pe d'un alber. Piede, Pedale. Il iren- 

16 



246 PE 

co, il fusto di un albero. Ceppo ja^ 
Ceppata, complesso di più pedagnoli 
di piante tagliati a lìor di terra. 

Pb guzzoèul. T, di Vet. Piede ghiac- 
duolo. Cosi dicesi quello il cui lenibo 
inferiore essendo fragile, salta a scheg- 
gia, per cui rende diflìcile T applica- 
zione del ferro. ' 

Pe grano. T. di Vet. Piede grande. 
Dicesi quel difelto dello zoccolo cbe 
consiste nell* eccessivo volume di esso. 

Pe grass. T. di Vet. Piede grasso. 
Quello il cui corno presenta molto 
spessore, ma che per poca compattezza 
si consuma prestamente. 

Pe incastlà. T. di Vet. Piede inca- 
stellalo. Quel piede che oltre l'avere 
i talloni serrati, ha i quarti che par- 
tecipano Io stesso difetto. 

Pe iNcioLDà. T. di Vet. V.Incìoldadura. 

Pe indeblì. T. di Vet. Piede indebo- 
lito* Dicesi quando il maniscalco ha 
assottigliato troppo la suola onde espor- 
tare le parli più che non doveva. 

Pé hanzén. T. di Vet. Piede manci- 
no. Quello che presenta una devia- 
zione air infuori. V. Cavali manzén. 
Piede di traverso è una esagerazione 
del piede mancino, o del cagnuoio. 

Pe pàver. T. di Vet. Unghia pape- 
rina. L'unghia del cavallo quando è 
piatta come quella de' paperi. 

Pb piatt. T. di Vet. Piede piatto. 
Dicesi quel piede del cavallo in cui la 
muraglia s'accosta molto alla linea oriz- 
zontale, e la cui suola non presenta 
la concavità naturale. 

Pb piccén. T. di Vet. Piede piccolo. 
Chiamasi quel difetto dello zoccolo che 
consiste nella sua relativa piccolezza 
col volume del cavallo. 

Pe sanchén. T. di Vet. Piede rampi- 
no. Dicesi di quello il di cui appoggio 
succede in punta. 

Pe sarrà dai ciolo. T. di Vet Piede 
serrato dai chiodi. Accidente che av- 
viene nella ferratura quando i chiodi 
sono piantati in slampi troppo vicino 
ai talloni. 

Pe sarrà dardé. T. di Vet. Piede con 
talloni serra/i. .Dicesi quello che pre- 
senta i talloni molto avvicinati, per cui 
il cavallo malamente cammina. 



PE 

Pe strétt. T. di Vet. Pie 
Dicesi quello il cui zoccolo 
gato in punta e stretto nei 

Pe sutt. T. di Vet. Pied 
magro. Piede di natura ari 
le per cui si sfoglia nell'a] 
chiodi. 

Pe tori. T. di Vet. Piede s 
telo sul quale non si è bec 
do. Alcuni considerano que 
via molto all' indietro o { 
altri quello in cui la coroni 
molto avanti pel raccorcìs 
tendini e dei ligamentL. 

Pe zercià. T. di Vet. Pieó 
to. Quello nel quale si oss 
tratto in tratto delle specie 
saglienti divisi tra loro da 

Alvar 1 PE. Andar lesto, < 
Comportarsi destramente pi 
ser gabbato dai furbi. 

Alvars in pe. Alzarsi, l 
piedi. 

Anca costa l'è foéura di 
di questa son fuori, cioè s 
anche di quest'intrigo, di 
cenda. 

Andar a pe. Pedovare e s 
nare i piedi. Andare in pr 
alla pedona. 

Andar con el pe d' piohb. 
calzare di piombo, Proced 
mente. 

Andar d' so pe. Correr pi 
di. Progredire secondo su 
non uscir del dovuto, o de 

Andar foéura di pe. Part 

Andar in pe. Far tavola 
banchetto. Pasteggiar lautar 

An possèr star in pe. iVo 
nere i piedi. Non poter U 
in terra. Sdrucciolare, n 
reggere, accennar di cader 

A pe nuo. a pie nudi, S> 
to. 

A PB ZONT. A pie giunti. 
che A pie pari. V. Par. 

Aver von fobura di pe. A 
quel servizio. Non lo stima 
far conto. 

Cascar in pb. Cascare in 
gatti. Ottener da un male 
cattivo accidente un bene 






PE 

come accftde a* bricconi che spesso ca- 
scono in pie come i galli. 

Con I P£ D*ocA. Palmipede. Con piedi 
di forma paperina. 

Con tri pe. Tripede e cosi Quadru- 
pede cbi ne ha quallro Polipede ehi 
molti 9 ma dicesi per lo più di bcslie. 

CrÉDEA D'ESSER A CAVALL E TROVARS 

A PE. Creder d* essere in su un ca- 
vallo bardato e restare a piedi. Aver 
k mani piene di vento. Trovarsi de- 
luso nelle proprie aspellative, rima- 
nere trovarsi col culo in mano. 

Da pb. Dappiè, Dappiede. Dalla par- 
te più bassa. 

D* so PE. Naturale. Senz'arte. 

Far del pe. Dar dello sdrajo. Dar 
più meno pendenza a cosa che si 
appoggi al muro come scala o sim. 

Far 'wa cosa con i pe. Fare una co- 
sa colle gomita. Farla male. 

In du pe. Su due piedi. Ali* improv- 
viso , subito, e in altro signif. A pie 
ftrmo, Di pie fermo. 

Lassar in pe. T. di Stamp. Lasciar 
tomposto. Diccsi di composizione che 
dopo la slampa si serba in forma pel 
caso di dovere o voler ristampar più 
lardi la stessa cosa. 

Mandar via in du pe. Mandar via in 
tronco. Licenziare uno senza riguardi 
a patti anteriori per molivi forti che 
li rescr nulli. 

Metter i pe in uoéuj Far pediluvi. 
Bagnarsi i piedi , prendere qualche ba- 
gno di piedi per propria salute. 

Metters in t'i pe. Mettersi fra le 
fambe di alcuno. Impedire colia per- 
sona le mosse di alcuno. 

Metter i pe in t' el coll a von. Por» 

re i7 piede sul ventre. Tener il pu» 

faai sulla gola. Pigliar campo ad' 

dosio ad uno. Fargli far ciò che si 

vuole, dominarlo. 
Mette a pe. Appiedare. 
I^'aver ne co ne pe. Essere come il 

pesce pastinaca, che è una sorta dì 
Tana la cui testa mal si può ricono- 
«erc. V. Ràza. 

l^iiKTAB LI IN DO PE. Piantar di boi- 
^f Uuciare in asso, 
^HTAa m pe. Battere i piedi. Dar 
K|ni di eccessiva collera. Scalpitare. 



PE 



247 



PisTAR SOTT Al PE. Calpestare. 

Portar i pb a bottega. Portar le 
punte de* piedi volte in dentro. - 

Savér dov*es metta I PE. Sapere in 
guai barca si navighi. Sapere come 
le cose stanno. 

SeNTIRS a rugar SINA IN T* IL J ONCI 

DI PE. Sentirsi raccapricciare. Sentir- 
si gelare il sangue. 
Senza pe. Apodo. 

TgNIR I PE IN DU PAR DE SGARPl. Te» 

nere il piede in due staffe. Tener in 
un medesimo negozio pratica doppia. 

Tgnir I PE IN TEL coLL. Conculcarc ^ 
Avvilire, Opprimere. 

Tirar su pr i pe. Tirar le carte per 
gli orecchi. Giuocare alle minchiale. ' 

Toccar i pe. Giuocar di pedina. Far 
pedina. Premere il piede nascostamen- 
te per segreta intelligenza. 

ToÈUR DA co PER METTER DA PE. ScO' 

prir un altare per ricoprirne un al* 
tro. Far una cosa in apparenza, di- 
versa, ma che torna la stessa. 
Peca. s. f. Gradino, Scalino, Staglione, 
Grado; ma scalino^ dìcesi quello d'o- 
gni specie di scala, e (^ra(/ino>. quel- 
lo delle opere d*arte e di pompa. 
Scaglione, è scalino di pietra o di 
marmo più grosso degli ordinari, gra» 
di sono quelli dove posano i cande- 
lieri d*un altare. 

Peca. s. f. Sporto, Risalto, Quella 
parte qualunque di un ediOcio od og- 
getto che sporge a modo di gradino. 

Peca. s f. Fig. Vizio, Pecca. Man- 
camento, difetto. 

Peca a scajòn. Scalino a pie d* oca. 
Quelli clie sono stretti in una estre- 
mità, e larghi neir altra. 

Peca del camjén. Spazzo. Quel piano 
del cammino nel cui mezzo è il focolare. 
Credo si dicano Muretti que' due gradi- 
ni dello spazzo che fan le veci di olari. 

Peca del fòren. Altare. Quel ripiano 
che, si vede avanti lo sfogatojo (Boc- 
ca) del forno. V. Soeuja. 

Peca dl'ùss. Soglia, Limitare. QucU 
la pietra che sta per piano in fondo 
della porta, dove posano i c^irdini o 
stipili ; dicesi Soglia intavolata quando 
rileva o sporge, Soglia liscia se torna 
a piano del mattonato. 



248 



PE 



Pi4N DLA PECA. Pedata, Parte piana 
di ogoi scalino, oon a maao, da un 
gradino ali* altro. Alzala, 1* altezza 
d'ogni gradino. 

Prima peca. Imito, I primi scalini, 
cbe si affacciano, e accennano il luogo 
della scala. 

Peccar, alt. Peccare. Far peccato. Ri- 
peccare, Ricadere in peccato. 

Peccatòr. s. iTì. Peccatore* 

Peccatora. 8. f. Peccatrice. Che fa pec- 
cato od è in peccato. Fig. La Pecca- 
toro. 

Pègcher. 8. m. Peccherò. Bicchier gran- 
de. Dal Ted. Becker. Bicchiere a ca- 
lice. 

Pecbés. s. m. (dal Ted. Pekesche) Pa- 
strano alla polacca. Sorta di soprav- 
veste o pastrano ora poco in uso. 

Pèc*cra. 8. f. Pacchiarina, Poltìglia, bel- 
letta, fango. V. Fanga. 
Chi va per la pÉcc'nA s* imbrodga il 
scARPi. Chi mal opra mal viVe. Chi 
cammina per una mala via, facilmen- 
te v'incontra il malanno. 

Pecunia, s. f. (M. Latin.) Danaro. V. 
Dinar e Sold. 

Pedagg. 8. m. Pedaggio, Passaggio, Da- 
zio che si paga per passare sopra un 
ponte o altro. Pedagiere, chi riscuote 
il pedaggio. 

Pedagògh. s. m. Pedagogo. Conduttore 
di fanciuHi. 

Pedànt. 8. m. Pedante. V. Mèster. 

Pedehìà. s. f. T. d'Ittiol. Palamita, Cior- 

tane. Sorta di pesce di mare simile al 

Tonno detto da L. Scomber Pelamis. 

Pedbmìa. 8. f. Neol. voi. Epidemia. V. 

Epidemia. 

Pedén. 8. m. T. di Ferr. Cionconi. Pezzi 
di Quadri che per lo più sono la quar- 
ta parte di essi. 

Peoestàll. 8. m. T. d*Arch. Piedestallo, 
Piedistallo. Quella pietra quadrata con 
base e cornice che sostiene la colon- 
na. Peduccio, piccola base che serve 
per sostenere qualche figurina. Acro- 
terio, quel piedistallo che si mette 
ne* luoghi eminenti degli edifizi per 
sostener vasi o statue. Stereobate, Zoc- 
colo, sorta di piedistallo continuato. 
Le sue partì sono: 
Corp Corpo. 



PE 

Da Plint. . . Plinto. 
Gola arversa . . Gola rowscU 
Lislell .... Listello* 
Zocol .... Zoccolo. 

PedestXll. s. m. T. Eccles. Bi 
Quel veicolo con cui si portano 
ere imagi ni a processione. 

Pedestàll. s. m. Cippo^ Cosi | 
miiiludine a piedistallo dicesi i 
parallelepipedo sormontato da u 
sto, portante un iscrizione sepo 
che si pone in qualche tempi 
onorare la memoria di un caro e 
Pedibds. Latin, usato nella frase. 

A PED1BUS CALCANTIBVS, cioè Pei 

mente. Alla pedona. Spronai 
scarpe, 

Pedòca. T. Bot. incero riccio, P 
acquatico. Pie d' oca. Albero d 
mostra che cresce a notabile a 
che ha larghe foglie e bei fiorì 
disposti in corimbo. Se ne ore 
giardini e talora i parchi ed i 
Elici passeggi. Le api fanno 
raccolta di un sugo bianco e zi 
roso che travasano talora in 
dalle sue foglie. È V Acer Platù 
Linn. V. anche la voce Pe d'o 

Pedsèll. s. m. Ilo. Piccola cicatrice 
na di alcuni grani che è quell 
quale è attaccato il cordone o 
cale, che li tiene fermi nella l< 
liqua sim. 

Pedsén. s. m. Lobo, Tenerume. 
parte dell* orecchio alla quale 
pendono o infilano le campane! 
Spadafora la dice anche Battoli 

Pegh GNOÈCL. 8. m. T. degli Sque 
dagna. Legno parallelo al ban 
rematore sul quale posa i pie 
remigare. 

Pégla. s. f. Pece nera. Materia n 
che sì estrae dal legno del p 
dell* abete, abbrucciati. 
Pégla. s. f. T. degli Oref. 
Stucco, Quella materia duttile 
quale l'orefice e l'argentiere 
i suoi lavori. 

Metter in pégla. T. degli Or€ 
tere in pece. Empiere di stucco 
le cose che si vogliono cesellar 

Peglaja. s, f. V. Scherz. Ciabatti 
Quantità di ciabattini. 



?EfiLéN* s. m. dabaliino, Ciabatliere, 
Ciabaltajo, ma usasi generalmente per 
Malcreato, Plebeaccio e siin. 
Peglòn. 8. m. T. de* Squer. Pece navù' 
le* Pece di più inferìor qualità per ri- 
stoppar le navi ed i navicelli. V. Pe- 
gola. 
Ppgk'. Pegno. \. Pìgn'. 
Pkola. s. f. T. degli Squer. Pattume, 
Ifestura di sego, zolfo, cerussa, biac- 
ca, ragia o catrame e olio di pesce 
colla quale spalmasi la carena della 
barca o della nave per preservarla. 
Pècoe. 8. m. Pecora. ( l\ T. ) Il maschio 

della pecora. V. Monton. 
Pegra. 8. f. T. di Zool. Pecora, Animale 
lanuto, ruminante, femmina del mon- 
tone. L' 0\;i8 Aries dei sist. 
Pegra. s. f. Fig. Bardotto. Muletto. 
Pegra. s. f. T. Furb. Borsajuoto o 
Calcagno. 

Pegra d' Spagna o helgara. Merino. 
Pecora di razza spagnuola. Merino il 
nasehio. 

Aver la pegra adoss. i4per l*os80 del 
foUrone. Essere svogliato, pigro. 
Cagadurì d' pegra. Pecorina. Lo ster- 
eo delle pecore. 

Chi ha la pegra ha la lana. Chi ha 
talute, ha fortuna. Chi ha il bene 
maggiore è facile che ne abbia anche 
i minimi. 

Chi s fa pegra el lov bl magna. Chi 
fiega il collo resta pendente. CLi si 
•vvilisce per sé stesso, è vilipeso da- 
gli altri. 

Esser pegra sgnada. Essere al libro. 
Essere persona già nota per anteriori 
ddiUi. 

Goz OLA pegra. Ciondolaja. La car- 
ne che pende sotto il collo della pecora. 
hsuh, 8. ro. Pecorajo. Guardiano delle 

pecore. 
hsiAzzA. Pecoraecia. Pegg. dì pecora. 
Fig. Capassone. Testardo. 

*HA. 8. f. Pecorina, Pecorella. Di- 
Binut. di pecora. Fig. Docilissimaj 
Sacentina ecc. 
hàiR'm d' ifÉ¥A. Fig. Pecorelle. Quelle 
tfrisee di neve che restano qua e là 
sparse per la campagna quando la ne- 
ve si squaglia e son le ultime a strug- 
fcni, massime a bacio. 



PE 



249 



Il pbgri contadi el lot ja magna. 
Delle pecore annoverate il lupa ne 
manata. 
Pegrizia. V. Pigrizia. 
Péj. s. m. Peli. V. Pél. 

P£j DEL NAS. Vibrissi. Quelli che 
spuntano nelle fosse nasali. 

Péj dil palpebri. Appole, Lappole. 
Que' peli che spuntano dal nepitello 
delle palpebre. 

LiHPiRS o' PÉJ. Impelarsi. 

PiÉN d' péj. Impelato. 
PÉL. s. m. Pelo. Quello strato di spessi 
iìli che spuntano dal corpo degli ani- 
mali e li ricopre. V. Pél matt. 

Pél. s. m. Fig. Pelame. Qualità o co- 
lore del pelo. 

Pél. s. m. T. de' Basi. Borra. Il 
pelu di bestiaccia che serve a imbot- 
tire alcune parti del basto ecc. 

Pél. s m. T. del Capp. Stoffa. Le 
varie materie onde si foirmaiio i cap- 
pelli. 

Pél o Plott. T. de' Cuoj. Pelo di 
bestiaccia o vaccino. V. Plott. 

Pél. s. m. T. del Giuoc. del Bil. Fri' 
so. Il toccare appena colla propria la 
palla deir avversario. 

Pél. 8. m. T. de* Gualch. Barba o 
Barba seta. Quei filamenti sottili che 
pendono dai cannotti, quando le lane 
sono stale cardate bene. 

Pél d* BiGÀTT. Lensa, Lenza. Alcune 
setole annodate insieme alle quali si 
appicca ramo per pigliare i pesci. 

Pél d' capra. T. de' Drapp. Ci'am- 
bellotto (Franciosini). 

Pél d' levra. T. de' Gelt. Cimatura. 
Quel peluzzo che si leva da pannilant 
e serve j[)er mescolarlo con terra per 
fare l'anima pei getti, acciocché essa 
terra nel seccarsi non si fonda. 

Pél d'opi. T. Boi. Musco verde. V. 
Erba muffa. 

Pél matt. Lanugine, Calugine. Que* 
primi peli che spuntano nel viso a 
giovanetti. Peli vani. Bordoni, pochi 
peli qua e la sparsi sul viso dei gio- 
vanetti* Pelino, il pelo che riman sul- 
la carne agli uccelli pelati. Peluria, 
quello che spunta nei mettere le pen- 
ne. Pennamatta, la piuma più fina 

degli uccelli ricoperta dall'altra. Alo^ 



ai)0 PE 

pectOj infermità che fa cadere ì peli. 
Depilatorio j ciò che fa cadere artilì— ^ 
cialoiente i peli. 

Pél molsén. Pelo soave. 

Pél ruvid. Pelo rozzo. 

CiAPAR UN PÉL. T. del Giuoco de! bi- 
liardo. Cogliere un friso. 

D' PRiH PÉL. Di prima lanugine. Gio- 
vanetto. Di prima barba. 

D* PRIH PÉL. Fig. Aranotto. Giovane 
inesperto che si vuole abbindolare. 

Ne gh' mancar un pél. Essere com" 
pitissimo, interissimo. Fig. Essere sul- 
l' orlo. 

Star al pél. Slare a panni. Slare 
alle costole d* alcuno. 

Tajar el pél. T« dei Gapp. Accoppa- 
re. Tagliare rasente la pelle, il pelo 
- che si vuol feltrare. 

Zercar el pél in t' l'oèuv. Mela fi' 
sicarcj Sofisticare, e scherz. Cercar 
cinque pi^di al montone. 
Pela. s. f. Pelle, Cute. Ma la pelle è 
quella membrana densa composta dì 
molti strati soprapposti, unita alle parti 
sottogiacenti per mezzo del tessuto cel- 
lulare e che avviluppa il corpo intero. 
La cute è la pelle più sottile, che co- 
pre il corpo dell'animale. Epiiiermide, 
la parte superiore e senza senso della 
cute. Buccio, queir epidermide colla 
quale nascono i bambini, la quale si 
secca, e in pochi giorni cade per se 
stessa. 

Pela. Fig. Lesina. Tarsia, zacchera, 
piattola, pittima cordiale, scorticapi- 
docchi. Avarone, avaraccio. V. Lésna. 

Pela. s. f. T. di Blas. Pelle. Quell'or- 
namento che si fa attorno agli scudi 
armi a imitazione di pelli d'animali. 

Pela. s. f. T. de' Fun. tìussolo. Spe- 
cie di guaina o custodia della mano. 

Pela. s. f. T. dp' Geli. Pelle. Velo 
che comparisce sopra il metallo quan- 
do è fuso. 

Pela bianca. Alluda. V. Pela d' lu- 
dria. 

Pela con la lana. Melate. Pelle pe- 
corina col vello. Diconsi Pelli monta- 
. nine, quelle che son conce senza pelo. 

Pela da batter. T. d' Àgr. Guscio o 
Pelle d'anguilla. Quella pelle dissec- 
cata che serve per attaccare la testa 



PE 

della vetta o calocchia, alla 
del Manfanile ( Zèrcia ) V. 

Pela da forar. Pelle imp 
Quella de' crivelli prima che 
collo stampo. 

Pela d' agnell. T. de' Peli. 
La pelle dell' agnello ucciso f 
ch'egli è nato. 

Pela da quattar la lastra. 
gì' Inc. Fodero. Pelle di allui 
mile colla quale si cuopre 
che sì va incidendo nella pai 
posa la roano. 

Pela da visc'. Paniaccio. P< 
tenente la pania, e nella qua 
gono le paniuzze. 

Pela d' bestia. Pelle. Le s 
sono : 

Coli ..... Goletta. 
Parta del pel . . Buccia o 
Parla dia carna . . Carne. 

Testa Tesluccia. 

Zanfì Branche. 

Pela d' bissa. Scaglia o Sci 
pelle di cui si spoglia ogni 
biscia. 

Pela d' coni. Coniglio. Pelh 
niglio concia da far federe. 

Pela d' cravètt. Scheriolo. 
capretto. 

Pela del diavol. T. de' Dm 
tissimo , Mezza pelle ( Lucch 
dicesi una stoffa venutaci di 
per la sua singolare fortez: 
pertanto ila in disuso. V. Di; 
fori. 

Pela di vosz. Peridio , Veste 
glia esteriore de' funghi. 

Pela di frutt. Scorza, Bu 
parte esteriore delle fruite, r 
più propr. 6f4ccia la superaci 
sottilissima di alcuni fruiti, sr 
re convenga meglio alla sup< 
sterna degli aranci de' fichi < 
Scorza. 

Pela dla castagna. Peluja, 
La pellicina che sotto il gus< 
le castagne. 

Pela dla forma.' Cojello» Pe 
cuoio che tien ferma la ma Ir 
forma da gettar caratteri. 

Pela dla fronta. Zaccagna, 
tenna dinanzi del capo. 



PE 

Pila dl*aj. Resta. Membrana sotti* 
rissima che eopre la cipolla l'aglio e 
simili agrumi. 
Pela dla nizzoéula. Roccia. La pe- 
luria o seconda scorza che hanno le 
Doccìuole. 

Pela i>la nósa. Buccia, La pelHcina 
che veste il gheriglio. 
Pela d' lattòn. Lottizzo. Pelle d' a* 
Dimale da latte. 

Pela d' lAdria. Pelle di alluda ed 
anche assol. Alluda. Pelle di Lontra 
' di acqua dolce. 

Pela dl'aruh. T. de* Capp. Cojetto. 
Quella che veste la testa dell* arco da 
accordellare il pelo. 

Pela d' malnà. Rassetta. Pelle d*a- 
\ gnello ucciso appena quasi nato. 
[ Pela d' montòn. Monloncino. Pelle di 
[ montone. 

Pela d'oca. Pelle anserina. La pelle 
de* febbricitanti nel tempo del freddo 
(ebbrilcy cosi detta dalla analogia che 
ha colla pelle dell'oca spiumata. 

Pela d' pess. T. degli Indor. Pelle 
di Can marino. Sorta di pelle ruvida 
che serve a rastiare i lavori di gesso 
dell* indoratore. 

Peu d* péss. T. degli Spad. Zigrino 
Sagri. Sorta di pelle ruvida che si 
usa per foderare le impugnature delle 
spade e sim. 

Pela d'uva. Fiocine. La buccia del- 
l' acine dell'uva. V. Gussoeù. 

Pela j^ oss. Ossacce senza polpa. 
Allampanato. 

Pela iirraEGA. Otre, Otro. Quella 
pelle che sì toglie intera dall'animale 
allo scopo di riporvi olio o vino da 
tomeggiare. 

Peu horta. Pelle ammortita. Quella 
. cbe per qualche azione o violenza e 
nortificata e priva di senso* Schian- 
M, dicesi la pelle che si secca sopra 
la carne ulcerata. 

Peu secca. T. de' Cuoj. Pelle secca. 

Quella che si fa seccare per diiferire 

t conciarla. 
tt. Peu vebda o fresca. Pelle cruda. La 

pelle non concia e quale vien data 

dallo scorticatore al cojajo , che in To- 

^oa la dicono anche Cuojo in trip* 

va. 



PE 



251 



Aif pooèR pu star in TLA PELA. Ver, 
sarsi. Non poter capire nella pelle. 

Aaer la PELA SDTTiLA. £ssere risen* 
tito, delicato, scrupoloso. 

Aver zincov sold in tla pela. Stare 
fresco. Avere qualche mancamento da 
scontare. 

Cavar la pela. Spellare, Scuojarc, 
Scotenare, ma si spella un uomo, si 
scuoja un bue, si scotenna un majale. 
Fig. Pelare, mandare in rovina. 

Far la pela a von. Far la pera ad 
uno. Ammazzarlo. 

Gnir la pela d*oca. Mettere i bor» 
doni. Rabbrividire. Raccapricciarsi per 
subila paura o sensazione molesta. 

Indcrirs la pela. Accuojarsi la pel' 
le. Divenir zotlica. 

Pagar d* pela. Pagar del suo cuojo. 

Per la pela. A tutta botta. Perda» 
tornente, e dicesi di chi è peritissimo 
o passionatissimo di una cosa. 

Portar a la pela. Vestire a carne 
(Cavalca). 

RisGAR LA PELA. Mettersi alla morte, 
. cioè Arrischiar la vita. 

Tra carna e pela. Tra pelle e pelle* 

ZoNTARGH LA PELA. Lasciorvì la pel' 
le. Morire. 
Pelacrist. s. m. Mignatta, Squartazèri* 
Spilorciameule, ladramente avaro o e- 
goisia. 
Pelagra. s. f. Pellagra, Dermotagra 
Malattia clic attacca i poveri monta- 
nari e i contadini, diffondendosi sulla 
loro pelle un infiammazione, che si 
dirama da* tronchi nervosi al midol- 
lo spinale ed agli involucri cerebrali, 
e termina in disquammazione. 
Pelahìa. Palamita (Sp ). V. Pedemia. 
Pelegrén. 8. m. Pellegrino* Peregrino, 
peregrinante, che va ih pellegrinag- 
gio. 

Pelegrén cb' va in oriént. Palmiere 
(Fr.). 

Pelegrén ch* va a Roma. Romeo. 
Pelegrén*na. s. f. Pellegrina. Donna che 
va pellegrinando. 

Pelegrén'na. 8. f. T. delle Sart. Pi- 
tocchino, Sarrocchino. Vestimento di 
cuojo che si porta dai pellegrini per 
coprir le spalle. Pellegrina, è specie di 
pastrano, o lungo bavaro d'un pastra- 



5S2 



PE 



no con guarnimento di mussola, garza, 
tellulo aitro, con cui le donne cuo- 
pronsi ]e spalle. Dicesi Palatina, quel- 
la specie di pelliccia che portano esse 
d'inverno. Jiavcriiia, è ornamento 
donnesco da spalle. 

Pelegrinagg. s. m. Pellegrinaggio, Pere- 
grinazione. 

Andar in pelegrinagg. Pellegrinare, 
Andar pellegrino, far pellegrinaggio. 

Peli. s. f. pi. T. de' Cuoj. Pellame, V. 
Plàm. 

Pelicàn. 8. m. T. d' Orn. Pellicano, Sor- 
ta di uccello noto per essere uno de' 
più grandi, e più pel sacco che tie- 
ne sotto la gola ove serba il pesce 
che pesca per nutrirsi e dar cibo a' 
suoi pulcini. E il Pelecanus onocrota- 
lus Linn. 

Peliprandi. 8. m. Pie Liprando o d'Ali- 
prando. Misura che in antico era nor- 
ma alle distanze in fatto di servitù 
urbane o rustiche. Essa misura corri- 
sponde a metri 0, 44.62. Restare, 
cosi dicono i nostri Idrografi quello 
spazio di terreno che lungo i canali 
e i fessali serve per passaggio, e di 
luogo ove gettare le terre che si ca- 
vano da essi. 

Pelsén dl'oreccia. Battola, Lobo. V. 
Pedsén. 

Pelsén'na. s. f. Pc//ico/a. Sottil pelle. 
Pelsén'na. 8 f. T. de' Baltil. buccio 
Carta di buccio. Specie di carta 
fatta con intestini di bue, con cui si 
tramezzano le foglie d'oro per bat- 
terle. 

Pàlter. s. m. Peltro. Stagno raffinato 
con argento vivo. Peltrame, moltitu- 
dine di cose lavori di peltro. 

Peltrah. s. ni. Peltrajo. Che lavora di 
stagno, e quindi anche di peltro. Le 
operazioni, gli strumenti e le cose ad 
esso attinenti son le stesse dello Sta- 
gnajo e dell' Oitonajo. V. 

Peltrara. s. f. Peltraja, La moglie del 
Peltrajo. 

Peluco. s. m. T. Furb. Fieno. 

Pén. s. m. T Bot. Pino, Pianta che ha 
il tronco diritto, che cresce sui monti 
a considerevole altezza e dalla quale 
nnseono i pinocchi. E il Pinus picea 

• Linn. 



PE 

BoscB D* PÈn. Pineta. 

Penala, s. f. Pena, Multa, n 

punizione corporale, multa \ 

Penar, att. Penare. Aver pene 

anche Indugiare, Affaticar 8 

V. Soffrir e Tribular. 

Pendént. add. m. Pendente, Ine: 

Pendént. s. m. Pendenti. V 

Pendenza, s. t Declive, Ptni 

denza. Inclinazione, Differc 

punto a un altro in rapporl 

tale. 

Pendenza d' un camp • G 
(Mol.). 

Pendenza d'un tècc*. Pend 
Pender, alt. Pendere, Non ess 
caie. Penzolare, dicesi una 
penda all' ingiù e dondoli. Ci 
dicesi il moversi di coloro e 
leggono sulle gambe, il che 
per briachezza dirassi meglì< 
re. 

Pènder, att. Fig. Zoppicar 
re al male. 
Pendìzi. 8. m. T. d'Agr. Patti 
Appendizie (Gher. ). Ciò ci 
fitto paga il fittajuolo al pai 
podere, in Pollame, Uova, 

Pendìzi. s. m. Fìg. Cesso. 
obbligo, debiluzzo, e qualui 
simil cosa, piccola, ma nojo 
Pèndol. s. m. T. degli Oriv. 
Dondolo. Quel pezzo degli o 
si detti, che serve a misurar 
colle sue vibrazioni. 

Pèndol real. T. degli Oi 
orario. La terza parte della 
di un pendulo che fa le s 
zioni in un minuto secondo 
Pèndola, s. f. Pendolo, Orino 
il pendolo. V. Arloeuj. 

Pèndola a ori e quart« i 
ripetizione. 

Pèndola a pés. Pendolo a 

Pèndola a susta. Pendolo \ 

Pèndola a quader. Pendolo 
eco. Quello che si chiude ir 
dro la cui faccia anteriore s 
mina dipinta. ^ 

Pèndola a cariliòn. Pendoì 
ria, 
Pendolén. s. m. Pendolino. Ph 
dolo. 



PB 

p0n>OLiN. 8. m. T. degli Oriuol. F«r- 
cheUa. V. Forchetta. 
Pendolén. 8. ra. T. d'Oro, CodiÒM- 
gnoloj Pendolino, Uccelletto che ap- 
pende il suo nido ad un ramo di fles- 
sibile ramuscelio sopra V acque. Credo 
sia il Parus penduliniAS se non è il 
taudaius Linn. 

Hhdozz. 8. m. Vetrice bianco. Vinco da 
viUj Vitice. Il SùUx viminalis Lìuu. 
V. Pènzol. 

Pbrdòn m. avv. Penzoloni. Spenzolante. 

PniETRÀ. add. Penetrato, ma da noi è 
il più spesso usato per Compenetrato , 
Imbevuto e sim. 

PniETRAR. att* Peni^trare. Passare adden- 
tro. Fig. (imprendere, ed anche in 
senso neutro Insinuarsi, Infiltrarsi 
ecc. 

hiicOL. 6. m. (dal Fr. Épingle Spillo). 
Chiodo di spilla. Punta di Parigi. 
Nome delle buUettine cilindriche di 
il di ferro di varia grossezza e lun- 
ghezza. 

PniTÉNT. 8. jn. Penitente. Che fa peni- 
tenza. 

ihnTEiiZA. 8. f. Penitenza. Soddisfaci- 
mento penale de' falli commessi. In 
certi giuochi si dice di ciò che s' im- 
pone a taluno perchè possa riavere il 
p^no, ed egli 9 eseguendolo fa tape- 
ntenia. 

Cb'bl végna a far penitenza. Venga 
s far penitenza si suol dire quando 
s'invita qualcuno a pranzo; e suolsi 
Miehe dire Venga a far consolazione» 
Dar per penitenza. Penitenziare, In- 
iggere la penitenza Penitenziato , di- 
cesi quello a cui viene inflitta la pe- 
nitenza. 
KrUda. 8. f. Pennellata. Colpo di pen- 
arlo. Pemiellatura, Tirala di pennel- 
lo. 
hiUDÉN^NA. 6. f. Lieve tirala di pennel- 
lo. 

att. Pennelkggiare. Lavorar col 
pennello. Pennellare. 

s. m. Pennellaccio. V. di Reg. 
Peggiorat. di pennello. 
iiÉN RA VERNisÉTTA. T. dcgl'Incis. Pen^ 
filino. Piccolo pennello che serve a 
■psliRar di nuovo di vernice i piccoli 
H^ùi rimasti a nudo di una lastra di 



PE 



285 



rame, la quale sia da inciderti al* 
l'acqua forte. 
Penléssa. s. f. Pennella. Pennello nel 
quale le setole sono fermate al mani- 
co a foggia di mezza spazzola quadri- 
lunga. 
Penlòn. 6. m. Pennellone. Acer, di pen- 
nello. 
Penlott. s. m. Pennello maggiorettò 
(Bald.). Quello che è due terzi mi- 
nore del pennello da imbiancatori* 
Pén'na. s. f Pena, Punizione, Penalità. 
Castigo dei misfatti. Emenda, rifaci- 
mento di danni. 

Pén^na. s. f. Fig. Afflizione, Dolore. 
Tormento d'animo. 

Pén'na d' morta Pena capitale: 

Pén'na pecuniaria. Multa, Tassa pe- 
cuniale, 

An valer la pén'na. Non metter con" 
to. Non convenire, e simiL 

Aver pén*na. Penare. Aver pena, es- 
ser penante, patire il cuore. 

Dar pén'na. Appenare. 

Decretar la pén'na. Por bando. 

Meritar la pén'na. Francar la spe^^ 
sa. Tornar conto. 

Portar la pén'na. Pagar il fio, la 
pena. 

Star in pén'na Star in pensiero, in 
pena. 
Pènna, s. f. Penna ^ Piuma, ma la piu- 
ma è la penna degli uccelli più flna. 
Pennaiuolo, colui che raccoglie ò ven- 
de le penne. 

Pènna. T. Furb. Lira vecchia di Par^ 
ma. 

Pènna, s. f. T. de' Legn. Mastio. 
Quella che sì incastra nel mortesc 
de' ritti delle porte e sim. 

Pènna ch' oa ben. Penna che rende 
getta bene. Viceversa Penna che non 
getta. 

Pènna d'angiol. Incarnatino. Nome 
dì un colore che tira al pagliato ro- 
seo. 

Pènna da scriver. Penna. Strumento 
noto col quale si scrive. Componesi di 

Càna Bocciuolo. 

Fust Stelo. 

Punta • . . • J^ecco. 
Scarpa .... Scarpa. 
Sguanzi .... Becchi. 



S54 PE 

'SpDucc , . . . Piuma. 
Taj ..... Spacco, Fesso, 

Pènna d'àzzall. Acciajola (Prat. ). 
Sorta di penne metalliche di recente 
invenzione. 

PÈNNA DEL HARTÉLL. Penna, Quella 
parte che taglia in un martello, oppo- 
sta alla Bocca, ed è talvolta rifessa, 
' (s'ciàpada). 

Pènna d'oca. Penna d'oca o da scri- 
vere. 

Carcar la pènna. Acciaccare la penna. 

Dar d' p^nna. Dipennare, Depenna- 
re, Dar di penna. Cancellare, cassar 
colla penna. 

FusT DLA PÈNNA. Slclo. La parte del- 
la 'penna alla quale sono attaccale le 
• piume. V. Spnùcc. 

Guastar la pènna da scriver. Stem- 
perare la penna. 

Lassar in t la pènna. Lasciare in 
penna. Passar sotto silenzio. 

Sbali o' pènna. Scorso di penna 
(Bari.). 
Pènni. T. dei Rigat. Becchi. Quelle estre- 
mità augnate del rigatojo colle quali 
si tracciano sulla carta linee paralelle. 

Pènni oedsòtta. PennamaUa. Quel- 
la piuma più fina che resta ricoperta 
dall altra addosso agli uccelli, forse 
cosi detta per l'estrema sua legge- 
rezza. 

Pènni dla frizza. Ali. Que' due tratti 
di piume, per lo più apparenti, che 
son nella parte della freccia opposta 
alla punta. 

Pènni matti. Bordoni. Le penne de- 
. gli uccelli quando cominciano a spun- 
tar fuori. 

Pènni uestri. Penne maestre o Col- 
telli si chiamano le penne principali 
delle ali. Vanni, quelle che son vi- 
cine alle maestre. Secondarie, quelle 
che vengon dopo. Cuoprilrici, quel- 
le che cuopron l'ala e lo stelo delle 
maggiori remiganti. Rettrici o Timo- 
niere, diconsi le penne maggiori della 
coda che fan l'ufficio di timone al 
volattile. 

Pènni suzzòn'ni. Penne mignattirte. 
Quelle che succiano il sangue de' vo- 
lattili e li fanno intristire. 

Far il pènni. Impennarsi e Spen* 



PE 

narsi o Spennacchiarsi» Mutar< 
dere le penne. 

Lassargh il pènni. Scapitare 
altro sign. Lasciarci la pelle. 

Metter il pènni. Metter le 
Il vestirsi di piume che fann< 
vellini degli uccelli. 
Penós. add. m. Penoso. Pieno e 
Pbns. s. m. Pena, Penitenza. 
che si esige da uno scolaro 
stigarlo. 
Pensa, s. f. T. de' Batlilor. i 
Sorta di molletta di legno et 
per collocare i fogli d'oro < 
gento nella carta di huccio. 

Pensa, s. f. T. de' Calzett. 3 
a dente. Piegatore. Sorta di 
che serve a dare agli aghi d< 
da calze la voluta piegai 

Pensa, s. f. T. de' Calzol. 3 
da tirare o Tanagliozza denta 
ta di tanaglia usata particol 
da' calzolai per tirar il tom 
montare la scarpa. 

Pensa, s. f. T. dei Capp. i 
Pinzetta. Quello strumento ce 
si va svanando dai peli un ca 

Pensa a cupè. T. degli Oltoc 
gliozza. Sorta di tanaglia eh 
a tagliare le lastre. 

Pensa del nas. Moccolo. 
Pensa. M. imp. del verbo i 
usato nelle frasi: 

Pensa cbe te pensa. Pensi 
pensa. 

Chi pensa mal indvèn'na spe 
sare al peggio è da savio. P 
giustificato vero dalla umana 
perchè in vero chi molto si 
mane ingannato. 

Gh' pensa Pensatilo. Riservai 

Tutt va cmè la s* pensa. Le 
governano secondo le opinioni 
Pensa, add. m. Pensato. Guns 
ponderato, meditato. 

A CAS PENSA. Pensatamente. 
Pensamènt. 8. m. Pensamento. P 

Senza pensamènt. Inavverti 
Sbadatamente, senza pensarci 

Andar pensano. Scompensar 
colla mente ragionando. 
Pensar, att. Pensare. Aver la i 
checchessia. Affissarsi col peni 



PE 

Pensar per Credere, Stimare. 
Pensar, att. T. de' Gapp. Svariare. 

Levare i peli vani del cappello. 
Pensar ai gas so» Guardarsi a pie- 
di. Badare a sé. 

Pensar mal. Tirarsi al peggio. In- 
terpretar le cose malignamente. 
Pensar PRIMA. Antipensare, Apperi' 
tare. 

Andar a pensar. E chi voleva o pò- 
(cv*o pensarlo? 

An voèoj mica pensar mal. Non vuo* 
far giudizio. Non vo' far giudizio te- 
merario e falso. 

Dar da pensar. Dar che pensare. 
E scherz. Dare un grattacapo. Met- 
tere nel pensatoio» Mettere in trava- 
glio, in pensiero. 

Pensarla ben. Aver una bella pensata. 
Esser iiomo di retto criterio; e in 
altro signif. Caldeggiare il ben pw 
6/ico. Essere generoso cittadino. 

Pehsér. 8. m. Pensiere, Pensiero, Idea. 
Ma il pensiero è 1' operazione ^ idea 
la materia o risultato dell'operazione. 
Pensèr. s. m. Appiccagnolo, Laccet- 
to. Cappio, Fermo. Nastro col quale 
le donne sostengono al tìanco il can- 
nette da CRlze, la connocchia e simili. 
Pensèr. s. m. T. delle B. Arti. Con- 
cetto. L'espressione in disegno del 
nostro pensiero. 

Andar sora a pensèr. Andar sopra 
pensiero» Andar divagato dalle cose 
esteriori. 
Esser d' pensèr. Esser d'animo. 

. McDAR PENSÉE. Ricredersi. Mutar o- 
pioione. 
Star sora > pensèr. Stare appensatO'. 

ftuséTTA. 8. f. Pinzetta, V. Pinzétta. 

hwiòN. s. f. Pensione, Provvisione che 
N accorda senz' obbligo di servigio ad 
nn impiegato o ad un domestico. Retta, 
è quel tanto che pagano i collegiali 
e i seminaristi per convivere in col- 
legio in seminario. 

heioNl. 8. m. Pensionario. Quegli che 
gode pensione. Pensionato, è voce 
dell'uso. 

hicsioNAR.atl. Dare t7 riposo* Dar pen- 
sione. Pensionare è voce d'uso. 

hisioNzÈLA. 8. f. Pensioncella, Pensio- 
miccMi.. Misera pensione* 



PE 



255 



Pensrétt. tt. m. Pensierett§, Pensìeruzzo, 
Conceltuzzo. 

Pensròn. s. m. Pensierone. 

Pensròs. add. m. Pensieroso, Pensoso* 
Cogitabondo, impensierito. 
DviNTAR PENSRÓs. Impensierire. ( Fr. ) 
Andare impensierito, come ehi tutto 
va in un pensiero e non bada. 
Star pensrós. Star sopra sé, cioè 
sospeso, in dubbio. 

Penta, s. f. Fiasco. Misura di liquori 
composta di due boccali. Alcuno scrisse 
anche Pinta. 

Pentàgon. 8. m. T. degli Oref. Allar^ 
gatojo. Strumento d'acciajo per allar- 
gare e ridurre un foro alla debita 
grandezza e liscezza col farvelo girar 
dentro. Pentagono dicesi un corpo di 
cinque lati. 

Pentecosta. s. f. Pentecoste. Pasqua ro- 
sa rosata. 

Pentì, add. m. Pentito, Contrito. 

Pentiment. s. m. Pentimento. Atto del 
pentirsi. Mutamento, Cangiamento che 
un autore fa nell'opera sua. 

Pentirs. n. p. Pentirsi. Prender penti- 
mento di ciò che si è fatto. 

Pénza, Penzar. V. Pensa, Pensar. 

Pènzol. s. m. T. Bot. Salice giallo. 
Salcio greco. Salcio San Giovanni. 
I suoi rami di color ranciato sono 
stimali per legar le viti ai pali, far 
corbe e simili lavori. Del legno del 
tronco si fanno zoccoli e simili cose. 

Peonia, s. f. T. Bot. Peonia. Pianta da 
giardino ove coltivasi per la bellezza 
de' suoi fiori. Un tempo ebbe gran 
credito la sua radice il cui sapor dolce 
somiglia quello della liquirizia. È la 
Paeonia o/pcinalis Linn. 

Pepa, Pepén'na, Pepètta, Pepo, Pepèn. 
Peppa, Peppina, Peppo, Peppino. 
Nomi proprii vezzeggiativi di Giuseppa 
e Giuseppe, e cosi 1* accresci t. Pepòu, 
Peppone. 

Pepe. Voc^ fanciullesca per dire Scar- 
pettine, Scarpettini o Scarpini. 

Pepiàn. s. m. Palchetti a terreno, o 
come alcuno scrive in modo assoluto, 
Peppiano. I palchetti di teatro che 
sono a livello della platea o poco più 
su. 
I Per. s. m. T. Boi. Pero. La pianta che 



356 



P£ 



produce le Pere detta da Lion. Pyrus 
communis. Le varietà di questa pianta 
e de' frutti che produce più cono- 
sciuti tra Doi sono i seguenti. 
Per ber&amott. Pera bergamotta. 
Per BONCRiSTiÀN. Pera buoncristiana. 

Per BosiAOER. Pera bugiarda. 

Per brdtt e bon. Pera brutta e buona. 

Per bdtèr. Pera butirra, o Bure. 

Per butèr bianch. Pera bure o bur- 
rosa grigia. 

Per butér nigher Pera rosselletta. 

Per carlétt. Pera rossetta. 

Per casantén. Pera di casentina o 
spina. 

Per cóller Pera delle neoi. 

Per dall' in vÉREif. Pera vernina. 

Per dall' invéren. Pere serbaticcie. 

Per da tera. T. Boi. Pero da terra. 
Pianta tuberosa poco ancora tra noi 
coltivata. É V Helianthus tuberosus L. 

Per da tera. Ghianda della terra 
Pera di terra. Coltivasi questa pianta 
ne' giardini di piacere, ed è forse 
cosi chiaoiata per avere le sue radici 
composte di tuberosità. E la Glycine 
apios di Linn. 

Per del Giapòn. Pera del Giappone. 

Per d* pranza. Pera bure d' inverno. 

Per farinós. Pera biancona. 

Per favaroèul. Pera moscadellina. 
Pera primaticcia e piccolissima. 

Per figh. Pera angelica. 

Per GNecH. Pera gnocca. 

Per inganagnoch. Pera bugiarda. 

Per Martén. Pera Martin secco. 
Rngginelia. 

Per limòn. Pera arancina. 

Per moscardén. Pera moscajola. 

Vèr uoscatéll. Pera moscadella. 

Per nobil o d' dama. Zuccherina, 

Per PAS3ATUTT. Pera del duca. 

Per rosp. Pera buon cristiana ver* 
nina. 

Per ROSS. Pera angelica. 

Per ruznént. Pera roggia. 

Per sachèll. Pera pistacchina. 

Per salvàtegh. Peruggine. 

Per san Jàcheh. Pera sanjacopa. Pera 
▼ernia. 

Per san Péder. Pera sampiera. 

Per san Zvàn. Pera giugnola. 

Per sbordaccén. Pera bagnabocca. 



PE 

PéR séccH. Pera secca o disse 
Sostentamento invernale di gran 
te de' nostri montanari. Figurai 
sca senza nocciolo. Pesca dun 
scappellotto o altra percossa. 

Per sècch. Fig. Naseca. Naso pi 
brutto e contrafatto. 

Per spadòn. Pera verde lunga. 

Per spén. Pera spina. 

Per tdrch. Pera arancia. 

Per virgola. Pera vergolosa. 

Per zochén. Pera diavola. Sor 
peruggine vernia che mal si rid 
maturità. 

Per zccchéll. Pera zuccaja o e 
bitina. 

Per zùccher e mana. Pera zua 
manna. 

BoscH CAMP d' per. Pcrcto. 
Per. prop. Per, 

Per mi. Per me. In quanto a i 
Perarìa. s. f. Vitupero, Oltraggi 

Pererìa. 

Per bacco, Perbio bacch ecc. Eu 

smi usati per evitare una bestei 

che valgono: Corpo del mondo, 

far il cielo ecc. 

Percàll. 8. m. Percale, Specie d 

fine, fabbricata col cotone. P 

bianca, lucida, ondata. I Tosct 

dicono anche Cambrì e Indiana 

Prrcevola. s. f. T. de' Scarp. Bino 

comasco. Sorla di marmo grigio 

ro che cavasi ne' dintorni di C< 

Perché. Perchè, Particella interro 

e responsiva e di più altri sigo 

Perché e Percòha. Perché e per 
Sapere il perchè, e il percome, 
le cose a parte a parte, minutai: 

Perchè chi, perché la. Ciccher 
cheri. Ciacchi biciacchi, L'an 
stette. Modi per esprimere il liti 
il nulla risolvere. 

An savér perchè al s* digga. 
sapere a cui uopo et ragioni. 

S'an fùss perché. S'io non n 
tenessi, 

Zugah al perchè. Fare al Fi 
all' Osteria. V. Zugar ecc. 
Pèrciola s. f. T. Boi. Bùccola, Peri 
Sorta di fragola selvatica che si 
ne' nostri appennini verso il P 
molese. È il Vaccinium myrtill 



PE 

reome. V. Sa vèr ccc^ 
8. m. T. di Micol. Pratajuolo, 
i fungo iDangereccio che è 
is campestris di Linn. Dassi 
anche al Pratajoio bianco, 
Agaricus eduli» Linn. non 
Famiglinola buona, detta da 
aricus mulabilis, 
rdere. Restar privo di una 
posseduta. Smarrire, perde- 
senza speranza di ritrovare, 
dìcesi delle cose che perdo- 
loro qualità o vigore. 
DA oesprX, Far a perdere 
:he rotte. Ostinarsi a giuoca* 
sapere e colla mala fortuna. 
d' vistA. Perdere d'occhio. 
I TACCE. T. Furb. Perdere il 

LA FORZA. Allenare. 
LA MEMORIA. Smcmoriore, 
LA TESTA. Perder la scherma, 
la traccia. Uscir di sé, con- 

SANGBEV DAL NAS. T. di Vct. 

Rinorragia , ossia V emoragia 

UN FERR. Sfiorarsi. Suol dirsi 
ubile che abbia figliato una 

vow. Rovinare. Condurre u- 
rdizione. 

I PÈRDER QUALCOSA CHE TUTT. 

perdere che straperdere. È 
)erder la lana che le pecore, 
^e la gallina, la sella che il 

. m. T. d'Ornil. Braciere, 
io. Uccello di passo detto da 
Emberiza miliaria. È una 
i Calandra. 
Perderci, Scapitare. 
I. p. Perdersi, Cader d* ani' 
arrirsi nel favellare. Vale an- 
tpromettersi. Precipitarsi, Ro- 

iS. n. p. Perdere o smarrire la 
Perdere la scherma. Confon- 

s. n. p. Appillottarsi. Fermarsi 
ente in un luogo. 
18. D. p. T. dei Giuoc. del Bil. 
I. Cacciare la propria palla là 



PE 



9»7 



dove i punti che fa, contansi per 
r avversario. 
Pérdres denter. Affogare in una cosa. 
Dìcesi di casa, luogo, abito od allra 
cosa stragrande nella quale vi si per- 
diamo dentro per la sproporzione* 
Pérders in gloria. Ninnolare, Bai" 
laccare. Disperdersi. Perdersi in cose 
di nessun momento, perdersi in tra- 
stulli. 
Pérders in tel discorrer. Armeg* 
giare. Vaneggiare Pigliar vento ( Fr. ) 
Vagare colla mente per aver smar- 
rito il filo del discorso. 

Pérders in t' un biccér d* acqua. JRom- 
pere il collo in un fil di paglia. Aom- 
brar ne' ragnatelli. Inciampar nelle 
cialde. Morir di fame in un forno di 
schiacciatine. Affogarsi in un bicchier 
d* acqua. 
Perdita, s. f. Perdita, Il perdere. 
Perdita, s. f. Scapito, 
Perdita, b. f. T. Med. Profluvio, Scolo 
di sangue. Emorragia menstruale. 
Perdita, s. f T. Mil. Rotta, Sconfitta. 
Perditemp. s. in. Perditempo, Scioperio. 
Perdiziòn. 8. f. Perdizione, dannazione. 
Perdòn. 8. m. Perdono, Assoluzione, 
Grazia, Ma il perdono riconcilia V of- 
feso coir offensore, V assoluzione ar- 
resta r esecuzione della giustizia con- 
tro un colpevole, grazia è perdono 
gratuito, segnalato, che cancella gli 
effetti del fallo e spesso rimette T of- 
fensore in grazia dell'offeso. 

£l perdòn l' é a MarignXn. Non v' è 
quartiere, ( Fag. Gen. cor. I. 4.) co- 
si il Cherubini traduce questo dettato 
credendolo originato dalla tremenda 
sconfitta che diede agli Svìzzeri pres- 
so Melcgnano Francesco 4.* il 15 
Settembre 4515. Questo dettato che 
corrisponde circa al Toscano Non e' è 
né via né verso, o bere o affogare, 
non avrebbe avuto piuttosto origine 
dal famoso motto di Bernabò Visconti 
a' Legati d'Innocenzo VI che do- 
mandavano grazia di non aver a man- 
giare le. Bolle col cordoncino e il sug» 
gello? E noto come a ciò li costrin- 
ges.se minacciandoli di affogarli ne 
Lambro se non mangiavan le Bolle 
gridando loro bere o mangiare/ • 



258 



PE 



PfiBDONÀ, add. m. Perdonato, Assolto. 

Perdonanza. s. f. Perdonanza. ladul- 
gè osa. 

Andar a toéur la perdonanza. An- 
dare alla perdonanza. Andar a visi- 
tare qualche 3acro luogo dove sia 
indulgenza plenaria. 

Perdonar, alt. Perdonare, Assolvere della 
pena. Rimettere nel buon di» Condo- 
nare il pregiudizio incorso. 

Pèren. 8. ni. Perno. Legno o ferro, ro- 
tondo e lungo, sul quale si reggono 
le cose che si volgono in giro. Per- 
netto, pernuzzo, diminuì. 
Pèren DEL volani. T. de' Fabbr. di 
Gas. Asse del tamburo. V, Volani. 
PÈREN d' narloèuj. Pemo. Pezzuolo 
tondo d'acciajo o d'ottone fatto a 
foggia di caviglietta^ ad uso di fer- 
mar le cartelle ai colonnini o ad al- 
tro pezzo. Dicesi Grano delle cartelle 
il piuolo di un rocchetto o d'altro 
che s' interna ne' grani delle cartelle. 
PÈREN d' un rodlòn. Subbicllo. Perno 
che gira ne' rotelloni del calesse per 
allungare o accorciare i cignoni. 

PÈREN d' NA ROÈUDA. V. FuS. 

Pererìa. 6. f. (dallo Spagn. Perreria) 
Ingiuria, Oltraggio. Ma ingiurie per 
lo più di parole. 

Dir dil pererìi. Sfringuellare. (Da- 
vanz. ) Svillaneggiare. Dir cose da 
fuocp. 

Perfèn. V. Perfina. 

Perfett. s. m. Perfetto, Quello che ha 
tutto che deve avere. V. Prefelt. 
Perfett amor. T. Boi. Aquileja, A- 
mor nascosto, Perfettamore. Pianta 
che si coltiva nei giardini ove sfoggia 
i suoi fìori^ violacei , bianchi , rosei e 
screziati. £ V Aquilegia vulgaris di 
Linn. 

Perfeziòn. 6. f. Perfeziotie, 

Perfezione, add. in. Perfezionate, Com- 
pilo, Compiuto. Ma ciò che è com- 
piuto non è sempre /)er/è(/o^ né ciò 
che in sé è perfetto, è veramente 
compito, 

Perfezionamént. 8. m. Perfezionamento. 
Periezione, Tatto del perfezionare. 

Perfezionar, atl. Perfezionare. Dar per- 
fezione, raffinare, rendere perfetto. 

Pkrfid. 8. ni. Perfidioso, Malvagio. 



PE 

Perfidament. avv. Perfidamente. 

perfìdia, e fig. Alla peggio. 
Perfidia, s. f. Perfidia, Ostina 

Ribalderia, Fellonia. 
Perfìna. prep. Fino, In fino. 1 

Sino. 
Perforatòr. s. m. T. Chir. Perfa\ 

Specie di trapano triangolare ehi 

a perforare le ossa. 
Perfuu.. s. in. Profumo, Suffu 

Odore di corpo bruciato « per 

di soave odore. 

Vas da far I perfum. Profu 
Perfuhà. add. Profumato, 
Perfumar. alt. Profumare. Sufitin 
Pergar. V. Pregar. 
Perglèn. 8. m. Trapélo. Terzo < 

attaccato ad una vettura, ava 

due del timone, od allato. 
Pergnoèul s. m..T. di Micol. Pru 

buono. Prugnolo nostrale. Piccol 

go cinerino, odoroso e mangici 

di buon sapore. È V Agaricus / 

olus di Linn. 
Pèrgola o Pergola. Pergola, Perg 

PergoletOi Ingraticolalo di pali 

stecconi d'altro legname a 

di palco, di volta, sopra il 

si mandano le viti. Cerchiata i 

archi che formansi curvando i 

degli alberi messi a filari. Per; 

diminuì. 
Pericol. 8. m. Pericolo. Periglio, ri 
Andar in pericol. Pericolare, 

rere pericolo. 
Schivar el pericol. Trarsi d 

mal passo, 
Pericolòs. add. Pericoloso. Perigli* 
Pericordén Pericordèn'na. Pei 

dino. Sorta di ballo, forse cosi 

per essere venuto dal Perigord^ 

vincia della Francia. 
Perìt. s. m. Perito di suolo, Colu 

fa professione di stimare case, |; 

ecc. Stimatore, Agrimensore, V 

chitètl e Inzgnèr. 
Perita, add. Peritato. Esaminalo 

perizia, cioè con iscienza, pc 

dottrina, maestria: slimalo, vali 
Peritar. alt. Apprezzare, Slimare 

lutare. Fissare il pnezzo di una 
Perizia, i. f. Stima, Estimo. Appi 

iiienl0 di una cosa. 



PE 

6. f. T. d'Arch. Stima o 
(vwiso. La spesa occorrente 
istruzione di un edificio. 
m. Priore. Colui che è nel- 
del priorato, e colui che go- 
3rato ecclesiastico. 
ÒR DI MORT. Modo plebeo per 
mno. 

f. Priora. Superiora di un 
dopo la Badessa. Fig. Mona 
Faccendona. 
m. Priorato, Prioratico. 

Perla, Margarita. Sostanza 
loca e rotonda che si forma 
Aceo marino detto Mytilus 
aceus da Linn. 
Fig. Uomo specchiato j UH' 
iegro. 

»suGUALA. Scaramazza. Perla 
iuta e non ben tonda. 
fROSSÀ. Perla di peso. Perla 
ggior grossezza. 
N t'un occ*. Maglia, Perla, 
, e Grecam. Leucoma. Mac- 
iida a guisa di maglia gene- 
a conca dell' oochio. 
lATA. Perla artificiale. 
IGUALA. Perla di numero, cioè 
uguale io chiarezza e gres- 
Igiofra dicesi una perla della 
perfezione. 
. Furb. Cattivo. 
T Furb. Buono. Arabe que- 
sono usate per lo più a mo- 
Igettivo. 

m. Turchetto. Piccione che 
icuro bruno col giro degli 
color scuro latte. 

add. m. Periato. Del colore 
•la. 

att. Prolungare. Differire , 
e 9 procrastinare. Tirar in 

i. att. Perlustrare. Indagare, 

re. 

lòN. s. f. Perquisizione. Inda- 

;erca. 

r. Parma. Città e Torrente. 

Qtadinesca. V. Parma. 

VECCIA. Parma antica, cioè 

arte della Città che sta sulla 

ei torrente, e che ne' tempi 

jiompreDdeYa la città propria* 



PE 



S9» 



mente detta. Il resto dì essa che ri 
trova ora sulla sinistra, constava al- 
lora di pochi gruppi di case ed era 
chiamato Capodiponte. V. 

Permalós. add. ra. Permaloso» Che ha 
per male ogni cosa. 

Perhess. s. m. Permissione, Concessione. 
Dono fatto all'aspetto dell* altrui bi- 
sogno desiderio. Permesso V. d'uso, 
permissione di vacanza o di assenza 
temperarla dall'uffizio. 
Perhess. s. m. T. Mil. Licenza. La 
permissione che si dà a' soldati di 
andare per qualche tempo alle case loro. 
Con el permess. Di licenza di un tale. 

Permetter, att. Permettere, Concedere , 
Accordare. 

Permetters. n. p. Farsi lecito. 

Perhìss. part. Permesso. Lecito, concesso. 

Pernisa. s. f. T. d'Ornit. Pernice, Per- 
dice. Sorta d'uccello di penna bigia, 
grosso quanto un piccione, e molto 
ricercato per la bontà della sua carne. 
La Perdix rubra Briss. Alcuni danno 
questo nome anche alla Pernice di 
montagna, ossia il Tetrao lagopus L. 
Pernisa veronésa. T. de' Scarpell. 
Pietra pernice. Sorta di marmo gri- 
gio macchiato che si trova a Lugo 
nel Veronese. 

Pernottar, att. Pernottare. Passar la 
notte in qualche luogo. 

Però. Però, Perciò, Quinci ecc. 

Perpetov. add. m. Perpetuo. 

Perpetua, s. f T. Furb. L' Anima. 

Perpetuéll. T. Furb. Gonorrea cronica. 

Perpetuén. s. m. T. Bot. Perpetuino. 
Sorta di fiore così detto perchè non 
cambia mai d'aspetto^ né di colore, 
sia fresco, sìa secco. £ il Xeranthe^ 
num annuum di Linn. 

Perpetuèn Gì alo. T. Bot. Zolfino, 
Perpetuino giallo. Fiore di una pianta 
da giardino detta da Linn. Guaphalium 
orientale. 

Perpignàn. s. m. T. Bot. Arcidiavolo, 
Loto. Albero i cui rami sono tanto 
pieghevoli e resistenti che se ne fan- 
no ritortole per congiugnere in vece 
di ferro il giogo al carro di monta- 
gna, e serve ancora per far cerchi da 
caratelli e manichi da frustini. È il 
Celtis australis di Linn. 



960 



P£ 



Perqui^. «dd. m. Perqui$ilo, Cercato. 

Ricercato sulla persona o nelle cose 

proprie. 

Perquisir, att. Perquisire^ e Lat. Inquirere. 

Perquisiziòn. s. f. Visita domiciliare. 

Perquisizione, Ricerca» 
PfiRS. add. m. Perso, Perduto. 

Pers. add. oi. Paralitico. Chi soffre 
la malattia conseguente la paralisia 
che toglie il moto e il senso a qual- 
che parte del corpo. 
Pers dardè. T. di Vet. Paraplegia. 
Paralisi dei due membri posteriori. 
Pers da un la. T. di Vet. Emiplegìa. 
Paralisi della metà del corpo nel senso 
della sua lunghezza. 
Pers i bo sarà la stala. Morto 
l'asino va pel maniscalco. Dicesi di 
chi cerca riparo al male dopo eh' è 
accaduto e non si può più rimediare. 
Pers per pers. Vada ikl resto. Per- 
duto il meglio s* arrischi il rimanente. 
Esser pers adré a *na cosa. Esser 
perduto di una cosa. 
Trares pers. Navigar per perduto. 
Persecuziòn. s. f. Persecuzione. V. Per- 
seguitar. 
Pèrsegh. s. m. T. Bot. Pesco o Persico. 
La pianta della Amygdalus persica 
da Linn., Pesca, Persica il frutto 
eh' è assai sugoso e gustoso, di color 
giallo, ed ha un nòcciolo in cui è 
ciìiusa una mandorla per lo più amara. 
Se ne conoscono alcune varielà. Per' 
sicheto luogo pieno di peschi. 
Pèrsegh. Fig. Cucco. Asme, gaglioffo, 
minchione. 

Pèrsegh Arsàn. Maddalena bianca. 
Pesca a buccia sottile chiazzala da 
un lato di un rosso vivissimo, coperta 
di una lanu|^gine soUilissima: ò tra 
spiccagnola e duracina. 

Pèrsegh codògn o vagàloéus. Vaga- 
loggia spiccagnola. Sorta di pesca 
noce non mol;fi collivata da noi fuori 
che ne' giardini. 

Pèrsegh duràs. Pesca duracine. Che 
ha la polpa ferma e dura aderente 
al nocciolo. {Amygdalus persica du- 
racine. ) 
Pèrsegh gnìffer. Pesca sanguignola 
vioteita. Quella che ha la polpa rossa 
come la radica ilella barbabiciola. 



P£ 

LIMONÉN. Pesco 

Giallone di Verona. Una d< 
tre capi specie delle pecche f 
detta dal Gallesi^ Persica i 
cotonea. 

Pèrsegh Lucches. Poppa d 
Pesca della maggior grossez: 
abbia tra noi, e spiccagnola 
di sugo. 

Pèrsegh hoscatèll Pesca m 
Sorla di pesca bianca che noi 
Pèrsegh nostràn. Pesca 
bianca estiva. Sorta di pesca 
eia forte, coperta di una peli 
bianca, sopra un fondo biao 
Pèrsegh spiccatoj. Pesca spù 
che spicca, che si apre in 
piccola forza, senza coltello. 
Pèrsegh vergognós. T. Bot. 
della China. Arboscello che 
alzasi oltre due piedi e che 
nei giardini per ornamento. ] 
gdalus nana di Linn. Altre ' 
conoscono e si coltivano d 
Pomologi, ma non hanno m 
prie nel nostro dialetto eh' io e 
Conserva d' pèrsegh. Persie 
Fior d' pèrsegh. Persifiori. 
Perseguita, add. m. Accanato. 
condato, cacciato come una i 
Perseguitar, att. Perseguire, j 

tare. 
Persèll. s. m. T. de* Bott* i 
Spina. Martello di ripercusa 
quale si servono i bottai per 
a posto i cerchi delie botti e 
Persèhol. s. m. Prezzemolo, 
molo. Erba del genere di qu 
hanno rappa e s' usa molto i 
vande. V. Bonìèrbi. 
Persga. add. di Noce. V. Nósa 
Persghén Persghètt. s. m / 

Piccola pesca.. 
Persgòn. s. m. Pescone. Grossa 
Persiana, s. f. Sottoveste. Specie 
ciotto all'antica. 
Persiana, s. f. Gelosia, o 
mente Persiana. V. Parasòl. 
Persidént. Idiot. V. Pressidènt. 
Persìna. prep. Sino, Fino, Insi 
Pjhisister. att. Perseverare, P 
Ma perseverare riguarda la e 
persistere la volontà. 



PI 

V. Perdila. 
8. m. Prigione, Carcere. Ma jxrf- 

è quella ove si custodiscoDO* le 
M arreatale. Carcere il luogo 
»ntan la pena i giudicati e con- 
iti. 

ÒN. 8. IB. per Prigionia, 
^N. s. m. T. d*Agr. Magolato. 
1 presa di terra seraioata, larga 
ipio della presa ordinaria. 

PAR DA TRI ANI9 D* PERSÒH. EzseTC 

nnato a ire anni di prigionia, 

ì IN PKRSòif. Cpndur prigione. 

fonare. 

PAft d'in persòn. Evadersi, Es^a- 

R FOBURA d' persòn. Sprigionare. 
nrare. 

x\ s. m. Personaggio. Uomo 
afibre, e vale anche Attore, 
o. Interlocutore. 
iRAN pbrsonagg'. Un personaggio 
m portata. E dicesi per io più 
cberno. 

L. 8» m. U/fiziali. Le persone 
io grado componenti un dato 
ero, od un corpo di amminislra- 

VN BEL personal. EsscTe bella 
la. 

^. 8. f. Testatico, Capitolazione. 
,0 imposto testa per testa. 
.ITA. s. f. Personalità. Astratto 
sona usato però da noi in si* 
ito 8olo di Odio, Avversione, 
ttia. Astio e sim. 
.MBNT. avv. Personalmente, In 
la. 

u 8. ni. Prigione, Prigioniere. 
(Ito, carcerato. 

• 8. f. Prigionia, DetenBione. 
A. s. f. Persona. Uomo o donna, 
e o presentarsi in persona. 
>r'na o personal. Corporatura. 
soherz. 

tm'NA DA cavargk bl capell. Per' 
}io iiiustre, venerato, potente. 
SUM persòn'na PRiKA. M. scbcrz. 
Ire Io primo. 
ìrbòn'na. Personalmente. Di per- 

A PERSÒN*NA. Persona interposta. 
fa mediatore tra due contendenti. 



PB 



S61 



Pbrsuìdbr. atl. Persuadere. Indurre al- 
trui con parole a credere, o a far 
eheccbessia. 
Persuabérs^ n. p. Persuadersi. 
Persdas. add. m. Persuaso, Convinto. 
Si noti però, oouie sanno molti che 
si persuade anche solo epa buone 
ragioni, ma che si convince solo con 
fatti irrepugnabili. 

Poca ^ERSUAS. Mal parjo. Non- appa- 
galo. 

Pu CHE PERSUAS. Persuasissimo» 
Restar persuas. Rimaner chiaro. 
Certificato, 
Persuasiòn. s. f. Persuasione. E fig. 

Credenza- Opinione, Pensiero. 
PerscgX. add. in. T. di Pilt. Alido. Ra- 

sciuttato assai. 
Persugar. alt. T. Pilt. Rasciugare, Ali' 
dire. Dioesi del prosciugare che fanno 
i colori nel dipingere, per cui scade 
la loro vivezza, 
Pbrsura. s. f. T. dei Chiod. Condotto. 
Apertura per la quale passa la bocca 
del mantice. Così dicesì anche il Fo" 
colare della fucina da chiodajuoli. 
Persutt. s. m. Prosciutto, Presciutto. 
Coscia del porco insalala e secca. Pro- 
sciuuioo diminuì. 11 suo colore dicesi 
Grana. 

Ftar un persutt. Struciolare un prò» 
eciutto. Affettarlo sottilmente. 
PcRTBRR V. Partèrr. 
Pertga. 8. f. Pertica. Bastone lungo e 
non mollo grosso. 

Pertca. 8. f. T. degli Agrim. Pertica, 
Canièa. Sorta di misura che nel no- 
stro Staio è di braccia sei. 
Per^a. 8. f. T. de* Cacc Ramata. 
Strumento a guisa di pala tessuto di 
vinchi per uso di ammazzare gli uc- 
celli a frugnolo. 
Pertga. s. f. T. de' F. Ferr. Leva, 
Menatoio. Quella stanga che sei've ad 
alzare il mantice e a fargli dar vento 
nelle fucine. 

Pertga. s. f. T. de' Volacessi. Piom- 
òim* Pertica colla quale sola o legala 
con alM si puliscono o stasano i pri- 
vati. 
Pertga da piar i lum. Accenditojo. (Fr.) 
Pertga da sbatter. Verta. Pertica 
da scuoter alberi e sim. 

17 



Sli2 



PE 



no con guarnimeuto di mussola, garza, 
yellulo altro, con cui le donne cuo- 
pronsì le spalle. Dicesi Palatina, quel- 
la specie di pelliccia che portano esse 
d'inverno. Jiaveriiia, è ornamento 
donnesco da spalle. 

Pelegrinagg. 8. m. Pellegrinaggio. Pere- 
grinazione. 

Andar in pelegrinagg. Pellegrinare. 
Andar pellegrino, far pellegrinaggio. 

Peli. s. f. pi. T. de' Cuoj. Pellame, V. 
Plàm. 

Pelicàn. s. m. T. d' Órn. Pellicano. Sor- 
ta di uccello noto per essere uno de' 
più grandi, e più pel sacco che tie- 
ne sotto la gola 'ove serba il pesce 
che pesca per nutrirsi e dar cibo a' 
suoi pulcini. E il PelecantM onocrota' 
lus Llnn. 

Peliprandi. s. ra. Pie Liprando o d'Ali- 
prando- Misura che in antico era nor- 
ma alle distanze in fatto di servitù 
urbane o rustiche. Essa misura corri- 
sponde a metri 0, 44.62. Restare, 
cosi dicono i nostri Idrografi quello 
spazio di terreno che lungo i canali 
e i fessali serve per passaggio, e di 
luogo ove gettare le terre che si ca- 
vano da essi. 

Pelsén dl'oreccia. Battola, Lobo. V. 
Pedsén. 

Pelsén'na. s. f. PeWico/a. Sottil pelle. 
Pelsén'na. 8 f. T. de' Battil. Buccio 
Carta di buccio. Specie di carta 
fatta con intestini di bue, con cui si 
tramezzano le foglie d'oro per bat- 
terle. 

Pàlter. s. m. Peltro. Stagno raffinato 
con argento vivo. Peltrame, moltitu- 
dine di cose lavori di peltro. 

Peltrar. s. ni. Peltrajo. Che lavora di 
stagno, e quindi anche di peltro. Le 
operazioni, gli strumenti e le cose ad 
esso attinenti son le stesse dello Sta- 
gnajo e dell' Ottonajo. V. 

Peltrara. s. f. Peltraja. La moglie del 
Peltrajo. 

Peluco. s. m. T. Furb. Fieno, 

Pén. s. m. T. Boi. Pino. Pianta che ha 
il tronco diritto, che cresce sui monti 
a considerevole altezza e dalla quale 
nascono i pinocchi. È il Pinus picea 
Lìnn. 



PE 

BoscH D* péff. Pineto. 
Penala, s. f. Pena, Multa, ma j 
punizione corporale, multa peca 
Penar, att. Penare. Aver pene, m 
anche Indugiare, Affaticarsi e 
V. Soffrir e Tribular. 
Pendént. add. m. Pendente. Inclinai 

Pendént. 8. m. Pendenti. V. Pii 

Pendenza, s. t Declive, Pendio, 

denza. Inclinazione. Differenza 

punto a un altro in rapporto oi 

tale. 

Pendenza d' un camp • Colmti 
( Mol. ). 

Pendenza d'«n tècc'. Pendio. 
Pender, att. Pendere^ Non essere 
cale. Penzolare, dicesi una cosi 
penda all' ingiù e dondoli. CionA 
dicesi il moversi di coloro che j 
reggono sulle gambe, il che acca 
per briachezza dirassi meglio Pe 
re. 

Pènder, att. Fig. Zoppicare, \i 
re ai male. 
Pendìzi. s. m. T. d'Agr. Patti (T 
Appendizie (Gber. ). Ciò che o 
fitto paga il fittajuolo al padron 
podere, in Pollame, Uova, Uva. 

Pendìzi. s. m. Fig. Cesso. Aggi 
obbligo, debituzzo, e qualunque 
simil cosa, piccola, ma nojosa. 
Péndol. s. m. T. degli Oriv. Pet 
Dondolo. Quel pezzo degli orolo 
sì detti, che serve a misurare il l 
colle sue vibrazioni. 

Péndol real. T. degli Oriv. 
orario. La terza parte della lung 
di un pendulo che fa le sue ' 
zioni in un minuto secondo. 
Pèndola, s. f. Pendolo, Orinolo ci 
il pendolo. V. Arloeuj. 

Pèndola a ori e quart« Pendi 
ripetizione. 

Pèndola a pés. Pendolo a pesi. 

Pèndola a susta. Pendolo a mi 

Pèndola a quader. Pendolo a g 
eco. Quello che si chiude in un 
dro la cui faccia anteriore sia ui 
mina dipinta. ^ 

Pèndola a cariliòn. Pendolo a 
ria. 
Pendolén. s. m. Pendolino, Piccolo 
dolo. 



PS 

OLfo. 8. m. T. degli Oriool. F%r» 
, V. Forchetta. 

OLÉN. 8. m. T. d'Oro. Codibw 
, Pendolino, Uccelletto che ap- 
il suo nido ad un ramo di fles- 
ramuscello sopra i' acque* Credo 

Parus pendulinus se non è il 
tus Lìnn. 

8. m. Vetrice bianco. Vinco da 
Vitice. Il Salix viminalis Lino. 

DZOl. 

m. avv. Penzoloni, Spenzolante. 

add. Penetrato, ma da noi è 
spesso usato per Compenetrato j 
uto e sim. 

i, att. Penetrare. Passare adden- 
^ig. Comprendere, ed anche in 

neutro Insinuarsi, Infiltrarsi 

8. m. (dal Fr. Épingle Spillo). 
ì di spilla. Punta di Parigi. 
delle bullettiue cilindriche di 
ferro di varia grossezza e lun- 
i. 
. 8. jn. Penitente, Che fa penì- 

A. 8. f. Penitenza, Soddisfaci- 
penale de' fallì commessi. In 
i;iuoehi si dice di ciò che s'im- 
I taluno perchè possa riavere il 
9 ed egli , eseguendolo fa la pe- 
a. 

L VÈGNA A FAR PENITENZA. Venga 

penitenza si suol dire quando 
a qualcuno a pranzo; e suolsi 
dire Venga a far consolazione, 
PER PENITENZA. Peuitenziarc , In- 
e la penitenza Penitenziato , di- 
uello a cui viene inflitta la pe- 
a. 

. s. f. Pennellata, Colpo di pen- 
Pennellatura, Tirata di penne!- 

Tna. s. f. Lieve tirata di pennel* 

att. Pennelkggiare, Lavorar col 
Ho. Pennellare. 

s. m. Pennellaccio. V. di Reg. 
>rat. di pennello. 
»A VERNisÈTTA. T. dcgl'Incis. Pen- 
). Piccolo pennello che serve a 
\f di nuovo di vernice i pìccoli 

rimasti a nudo di una lastra di 



PE 



2SS 



rame 9 la quale sia da inciderti A* 
l'acqua forte. 
Penléssa. 8. f. Pennella, Pennello nel 
quale le setole sono fermate al mani- 
co a foggia di mezza spazzola quadri- 
lunga. 
Penlòn. 8. m. Pennellone. Acer, di pen- 
nello. 
Penlott. 8. m. Pennello maggioretto 
(Bald.). Quello chò é due terzi mi- 
nore del pennello da imbiancatori. 
Pén'na. s. f Pena, Punizione, Penalità, 
Castigo dei misfatti. Etqenda, rifaci- 
mento di danni. 

Pén'na. s. f. Fìg. Afflizione, Dolore. 
Tormento d'animo. 

Pén'na d' morta Pena capitale: 

Pén'na pecuniaria. Multa, Tassa pe- 
cuniale, 

An valer la pén'na. Non metter con» 
to. Non convenire, e simiL 

Aver pén'na. Penare, Aver pena, es- 
ser penante, patire il cuore. 

Dar pén'na. Appenare, 

Decretar la pén'na. Por bando. 

Meritar la pén'na. Francar la spe» 
sa- Tornar conto. 

Portar la pén'na. Pagar il fio, la 
pena. 

Star in pén'na Star in pensiero, in 
pena. 
Pènna, s. f. Penna j Piuma, ma la piu- 
ma è la penna degli uccelli più fina. 
Pennaiuolo, colui che raccoglie ò ven- 
de le penne. 

Pènna. T. Furb. Lira vecchia di Par^ 
ma. 

Pènna, s. f. T. de' Legn. Mastio. 
Quella che si incastra nei mortesc 
de' ritti delle porte e sim. 

Pènna oh' da ben. Penna che rende 
getta bene. Viceversa Penna che non 
getta. 

Pènna d'angiol. Incarnatino. Nome 
di un colore che tira al pagliato ro- 
seo. 

Pènna da scriver. Penna, Strumento 
noto col quale si scrive. Componesi di 

Càna Bocciuolo. 

Fust Stelo. 

Ponta • • • . Becco, 
Scarpa .... Scarpa. 
Sguanzi • . • . Becchi» 



S54 



P£ 



Spnucc , . . • Piuma. 

Taj Spacco, Fesso, 

Pènna d*azzall. Acciajola (Prat. ). 
Sorta di penne metalliche di recente 
invenzione. 

Pènna del martèll. Penna. Quella 
parte che taglia in un martello, oppo- 
sta alla Bocca, ed è talvolta rifessa, 
(s'ciàpada). 

Pènna d'oca. Penna d'oca o da sen- 
iore. 

Carcar la pènna. Acciaccare la penna. 

Dar d' p^nna. Dipennare, Depenna- 
re, Dar di penna. Cancellare, cassar 
colla penna. 

FusT DLA PÈNNA. Stclo, La parte del- 
la 'penna alla quale sono attaccate le 
• piume. V. Spnùcc. 

Guastar la pènna da scriver. Slem^ 
perare la penna. 

Lassar in t la pènna* Lasciare in 
penna. Passar sotto silenzio. 

Sbali d' pènna. Scorso di penna 
(Bart.). 
Pènni. T. dei Rigat. Becchi. Quelle estre- 
mità augnate del rigatojo colle quali 
si tracciano sulla carta linee paralelle. 

Pènni dedsòtta. PennamaUa. Quel- 
la piuma più fina che resta ricoperta 
dall'altra addosso agli uccelli, forse 
cosi detta per 1* estrema sua legge- 
rezza. 

Pènni dla frizza. Ali, Que' due tratti 
di piume, per lo più apparenti, che 
son nella parte della freccia opposta 
alla punta. 

Pènni matti. Bordoni, Le penne de- 
. gii uccelli quando cominciano a spun- 
tar fuori. 

Pènni uestri. Penne maestre o Col- 
telli si chiamano le penne principali 
delle ali. Vanni, quelle che son vi- 
cine alle maestre. Secondarie, quelle 
che vengon dopo. Cuopritrici, quel- 
le che cuopron l'ala e lo stelo delle 
maggiori remiganti. Reltrici o Timo- 
niere, diconsi le penne maggiori della 
coda che fan l'ufficio di timone al 
volattile. 

Pènni suzzòn'ni. Penne mignattirle. 
Quelle che succiano il sangue de' vo- 
lattili e li fanno intristire. 

Far il pènni. Impennarsi e Spen^ 



P£ 

narsi o Spennacchiarsi* Mutare 
dere le penne. 

Lassargh il pènni. Scapitanti, 
altro sign. Lasciarci la pelle, 1 

Metter il pènni. Metter le 
Il vestirsi di piume che fanno 
vellini degli uccelli. 
Penòs. add. m. Penoso, Pieno di 
Péns. s. m. Pena, Penitenza, ] 
che si esige da uno scolaro p 
stigarlo. 
Pensa, s. f. T. de' Battìlor. Pi 
Sorta di molletta di legno che 
per collocare i fogli d'oro o 
gento nella carta di huccio. 

Pensa, s. f. T. de' Calzett. Ta 
a dente. Piegatore, Sorta di p 
che serve a dare agli aghi del 
da calze la voluta piegai 

Pensa, s. f. T. de' Calzol. Ta 
da tirare o Tanagliozza dentata 
ta di tanaglia usata particolai 
da' calzolai per tirar il tomaj 
montare la scarpa. 

Pensa, s. f. T* dei Capp. JHo 
Pinzetta, Quello strumento col 
si va svanando dai peli un cap 

Pensa a cupè. T. degli Otton. 
gtiozza. Sorta di tanaglia che 
a tagliare le lastre. 

Pensa del nas. Moccolo, 
Pensa. M. imp. del verbo Pei 
usato nelle frasi: 

Pensa che te pensa. Pensa 
pensa. 

Chi pensa mal indvèn'na spess 
sare al peggio è da savio, Pro 
giustificato vero dalla umana tr 
perchè in vero chi molto si h 
mane ingannato. 

Gh* pensa Pensatilo. Riservato, 

TUTT VA CMÈ LA s' PENSA. Lc t 

governano secondo te opinioni. 
Pensa, add. m. Pensato, Cunsid 
ponderato, meditato. 
A CAS PENSA. Pensatamente, 
Pensamènt. s. m. Pemamento. Pei 
Senza pensaménti Inavvertita 
Sbadatamente, senza pensarci. 
Andar pensano. Scompensare, 
colla mente ragionando. 
Pensar, att. Pensare, Aver la m< 
checchessia. Affissarsi col pensic 



PE 

Pensai per Credere , Stimare. 
Pensar, att. T. de' Capp. Svariare* 
Levare i peli vani del cappello. 
Pensar ai gas so. Guardarsi a pie^ 
di. Badare a sé. 
Peksar mal. Tirarsi al peggio. In- 
terpretar le cose malignamente. 

Pensar PRIMA. Anlipensarej Appen- 
sare. 

Andar a pensar. E chi voleva o pO' 
te0a pensarlo? 

An voèoj mica pensar mal. Non vuo' 
far giudizio. Non vo* far giudizio te- 
merario e falso. 

Dar da pensar. Dar che pensare. 
E scherz. Dare un grattacapo, Met' 
fere nel pensatojo. Mettere in trava- 
glio, in pensiero* 
Pensarla ben. Aver una bella pensata. 
Esser pomo di retto criterio; e in 
altro signif. Caldeggiare il ben pw 
blico. Essere generoso cittadino. 
Pensér. s. m. Pensiere, Pensiero, Idea. 
Ma il pensiero è T operazione ^ idea 
la materia o risultato dell'operazione* 

Pensée, s. m. Appiccagnolo, Laccet- 
to. Cappio, Fermo. Nastro col quale 
le donne sostengono al fianco il can- 
Delto da calze, la connocchia e simili. 

Pensée, s. m. T. delle B. Arti. Con- 
cello. L'espressione in disegno del 
nostro pensiero. 

Andar sora a pensér. Andar sopra 
jpensiero. Andar divagato dalle cose 
esteriori. 

Esser d' pensée. Esser d'animo. 

Mudar pensée. Ricredersi. Mutar o- 
pinione. 

Star sora > pensér. Stare appensatO'. 
PwsÈTTA. s. f. Pinzetta. V. Pinzétta. 
Pensiòn. s. f. Pensione, Provvisione che 
si accorda senz' obbligo di servigio ad 
un impiegato o ad un domestico. Retta, 
è quel tanto che pagano^ i collegiali 
e i seminaristi per convivere in col- 
legio in seminario. 
Pensiona, s. m. Pensionario. Quegli che 
gode pensione. Pensionato, è voce 
deli' uso. 
Pensionar, att. Dare il riposo» Dar pen- 
sione. Pensionare è voce d'uso. 
Pensionzéla. s. f. Pensioncella , Pensio» 
nuceia.. Misera pensione. 



PE 



258 



Pbnsrétt. s. m. Pensieretté. Penderuzzo, 
Concettuzzo. 

Pensròn. s. m. Pensierone. 

Pensròs. add. m. Pensieroso, Pensoso» 
Cogitabondo, impensierito. 
Dvintar pensròs. Impensierire. ( Fr. ) 
Andare impensierito, come «hi tutto 
va in un pensiero e non bada. 
Star pensròs. Star sopra sé, cioè 
sospeso, in dubbio. 

Penta, s. f. Fiasco. Misura di liquori 
composta di due boccali. Alcuno scrisse 
anche Pinta. 

Pentàgon. 8. m. T. degli Oref. Aliar- 
gatojo. Strumento d'acciajo per allar- 
gare e 'ridurre un foro alla debita 
grandezza e liscezza col farvelo girar 
dentro. Pentagono dicesi un corpo di 
cinque lati. 

Pentecosta. s, f. Pentecoste» Pasqua ro- 
sa rosata. 

Pentì, add. m. Pentito. Contrito. 

Pentiment. s. m. Pentimento. Atto del 
pentirsi. Mutamento, Cangiamento che 
un autore fa nell'opera sua. 

Pentirs. n. p. Pentirsi. Prender penti- 
mento di ciò che si é fatto. 

Pénza, Penzar. V. Pensa, Pensar. 

Pénzol. 8. m. T. Bot. Salice giallo. 
Salcio greco. Salcio San Giovanni. 
1 suoi rami di color ranciaio sono 
stimati per legar le viti ai pali, far 
corbe e simili lavori. Del legno del 
tronco si fanno zoccoli e simili cose. 

Peonia, s. f. T. Bot. Peonia. Pianta da 
giardino ove coltivasi per la bellezza 
de* suoi fiori. Un tempo ebbe gran 
credito la sua radice il cui sapor dolce 
somiglia quello della liquirizia. É la 
Paeonia officinalis Linn. 

Pepa, Pepén*na, Pepétta, Pepo, Pepén. 
Peppa, Peppina, Peppo, Peppino. 
Nomi proprii vezzeggiativi di Giuseppa 
e Giuseppe, e cosi Taccrescit. Pepòu, 
Peppone. 

Pepe. Voce fanciullesca per dire Scar- 
pettine, Scarpctlini o Scarpini. 

Pepiàn. s. m. Palchetti a terreno, o 
come alcuno scrive in modo assoluto, 
Peppiano. I palchetti di teatro che 
sono a livello della platea o poco più 
su. 

Per. s. m. T. Bot. Pero. La pianta che 



S66 



PE 



P^ss IN BiÀTfcH. Pesce Us»o. Lessato, 
bollito, colto nell'acqua. Bollito^ o 
Lesso di magro. 

Pass IN GRADELLA. Pcsce alla gratel- 
la, alla graticola, 

Pj^s in umid. Pesce a guazzetto. 
Guazzetto di magro. 

Péss lòn'na. T. d'Itt. Pesce luna e 
volg. Porco. Pesce di figura circolare 
che si pesca per trarne olio, detto 
Luna dalla fosforescenza del suo cor- 
po in tempo di notte, è porco dallo 
strato di sostanza grassa oleosa che 
ha sotto la pelle simile al lardo, come 
pure dal grugnito che manda quando 
e preso simile a quello del majale. É 
r Orthagoriscus mola CuVier. 

Pèss marina. T. de' Pcsciv. Pesce a 
morta. Pcsce lessato nella salamoia e 
messo in ceste appena levato dalla 
caldaia. 

Péss hartell. T. d'Itt. Pesce mar- 
tello Giudeo. Pesce verace cosi det- 
to dalla sua forma, non molto comune 
ne' nostri mari. É Io Squalus zygaena 
Linn. 

Pèss nizzoèula. T. d'Itt. Nocciolo, 
Palombo. Sorta di pesce grigio cine- 
rino, di forma allungata e depressa 
poco comune ne' nostri mari italiani 
detto Mustelus vulgaris dal Cuvier. 

Péss passra. T. d'Itt. Barbuto, Pas- 
sera» Sorta di rombo il cui corpo è 
tanto alto che, lungo non raro nel 
mediterraneo. E il Pkuronectes rhom- 
bus Linn. 

Péss pérsegh. T. d' Itt. Perso di fiu- 
me. Pesce persico. Pesce d'acqua dol- 
ce. La Perca fluviatilis Linn. 

Péss pret. T. d' Itt. Pesce prete. Pe- 
sce del mediterraneo, che non rag- 
giugne una gran dimensione, e vive 
sotto il fango tra le alghe d'onde 
adesca col suo cirro vermiforme gli in- 
setti marini e ne fa suo,cibo. E l' C/ra- 
noscopus scaber Linn. È opinione che 
Tobiola si valesse del suo fiele per 
guarir Tobia dalla cateratta, e buona 
in tal malattia la crederono Plinio, 
Dioscoride, Galeno ecc. 

Pèss ragn. T. d* Itl« Spigola e volg. 
Lupaccio, ed è così detto dall'essere 
voracisi^imo quanto il vero lupo de' bo- 



PE 

•chi . È comune nell' Adriatica 
d'onde risale i fiumi, ed è ce 
Simo per la sua carne dilicata. i 
da Linn. Perca punctata. 

Pèss rondanén. Pesce rondine. V 
danén. 

Péss sala. Salsame. 

Péss salamòn. T. d' Itt. Semum 
9ce noto di acqua dolce che pei 
alla lunghezza di cinque a sei [ 
la cui carne è molto rossa e | 
È il Sermo salar Linn. 

Péss spada. T. d'Ut. Pesce 9^ 
Glave, assolutamente Spada. 
che ha la testa allungata a fbgf 
una spada. É V Hipias Gladiu» 

PÉS9 SQUADER. T. d'Itt. Squadri 
eie di pesce di mare assai gross 
porto di pelle aspra e ruvida, ce 
presso le rive del Mediterraneo, 
da Cuvier Squatina laevis, 

Péss volant. T. d'Itt. Aquiiat 
re. Sorta di grande razza eosi 
dalla sua forma di volattile, e dal 
considerabile dimensione, arrivan 
sa nel Mediterraneo al peso di 
anche di otto cento libbre. È U 
liobatis aquila Duméril. Olire i 
ricordati conosconsi tra noi gè 
mente i seguenti: 



PESCI. 


Agòn . • . 


. . Agone. 


Anciòva • . 


. . Acciuga^ 


Anguilla. . 


. . Anguilla. 


Arénga . • , 


. Arringa, 


Bacala . . . 


. Baccalà. 


Balén'na. . . 


. Balena. 


Barbj. « . . 


. Barbio. 


Bertagnén • . 


. Mollo. 


Bocchmtesta 


. . Pesce prete, l 




scopo. 


Boèuga . . . 


. Bega comune 


Bòltol . . 


. Bocciuolo bia 




nero brum 


Branzén. • . 


• Spigola, Brot 


Cagnoèula , 


, . Cagnuolaf 


Carpna . . 


. . Carpio, Carj 


Cavazzén . 


, . Cavedine. 


Cheppia . . . 


, • Cheppia, Lai 


Delfén . . 


. • Delfino. 


Dintól . . 


. Dentice. 



PS 

Foca. . i . .Foca. 

Gmnchètt . • . lanchetlo, 
I Gò Ghiozzo, 

loguilla. V. Anguilla. 

Lun • • • • . Luccio*, 

Meriazt . • • . Merluccio, 

Molinarètt • . • Laica, Mozzella, 

Nasèll .... Naidlo. 

OffibréQ*Da. • . Ombrina. 

Oràda • • • • Orata. 

Pedemia. ^ • • Palamita. 

Baia Razza. 

Romb . • • . Rombo. 

RoDdaiiéa « . . Pesce rondinino. 

Saraca. • • • . Sargo. 

Sarda . • • . Sardella. 

Sibèaja .... Sogliola. 

Sgòmber • . • Sgombro. 

Stocch fisa . . . Pesce bastone. 

Strègg. . • • Scardola. 

SlurìÒD . • • . Storione. 

Ténea • • . . Tinca. 

TÒD Tonno. 

ToDèn'aa « • • Tonessa. 

Trilla. . . , . Triglia. 

TraU Trota. 

Zèvol .... Cefalo. 
Pisa. 8. m. T. d*Astr. Pesci. Gno 

de* dodici segni del zodiaco , ed anche 

una delle coatellazioni australi. 
Péss. a. in. T. di Stamp. Lasciato, La' 
•natura. Errore del compositore allor- 
ché iaseìa indietro nel comporre una o 
più parole. 

Pèss D* coÉucsA. T. de* Macoli, lac- 
co. La parte inferiore della coscia del- 
le bestie tagliata in lungo od in isbìa- 
co lungo la cannetta. 
Pass DEL BiAzz. Pcscc. Uuo dei muscoli 
del braccio che serve a dar moto all'anti- 
braccio detto dottr. Bicipite brachiale. 
Pfe» DB SPALA. T. de' Macell. Gam- 
bone. I muscoli delle spaile delie be- 
stie macellale. 

Pèss m t' I .BRAGHéif . Lunello (Pezz.) 
Fondi (Fior.). Citavi (Tomm.). Top- 
pa o rattoppatura a lunetta che si 
mette ai calzoni rotti fra le coscic. 
(Cavell dìl braghi). 
Abohdaitt d* p&s. Pescoso. Luogo che 
offre modo di ricca pesca. 
ÀLEGum ciè UN péss. Vispo quanto un 
pesce. Allfgrissinio. 



PI 



ÌG7 



Alétti di pass. Alette e dottr. Pinne. 

GòLL cr' venda el pèss. Pesciaiuolo. 
Pescivendolo. Colui che vende pesce. 

El Pèss. Fig. / secchi, I lampanti, 
I sonajoli, cioè i danari. 

El Pèss CROSS magna el piccén. // pe- 
sce grosso inghiottisce il minuto. Il 
più potente opprime il meno potente. 

Insgnar ai pèss A nodXr. insegnar 
notare ai pesci. Insegnare agli esperti. 

Orecci di pèss. Branchie. 

Per la gola a s* ciapa el pèss. Chi 
prende si vende. Servigio preso liber- 
tà venduta. 

Postar el pèss. Andare in cala. Get- 
tar le reti ove per andare a pastura 
per dover passare nella sua corsa 
ha a venire il pesce. 
Pessàri. s. m. T* Chir. Pcssario, Sop'- 
posta. Strumento che serve a sostener 
l'utero quando è rilassato. 
Pessiolén. s. m. Pesciolini. V. Pssèn. 
Pesta, s. f. Peste, Pestilenza. Morbo qua- 
lunque contagioso od epidemico. 

Pesta, s. f. Malfranzese, Sifilide. 
Morbo gallico. Lue venerea. 

PèsTA, CATTiv ODOR. Tanfo. Fettore, 
puzza. 

PèsTA. Fig. Capestro. Dicesi di per- 
sona molesta, cattiva, e quasi degna 
di capestro. Detto di fanciullo Fistolo, 
Nabisso, serpentello, demonietto. 

PèSTA D* NA DONNA. Dofimi stizzosa, 
rispondiera. 

El spuzza ch* el pèsTA. Appuzza che 
ammorba. 

Vegna la pèsTA. Gavocciolo/ Manie- 
ra d' imprecazione contro di una cosa 
che ci muove a dispetto. Gavocciolo 
ai sassi, alle scarpe ecc. 
Pesta, add. Toccato di pestilenza. Di 
morbo infettivo. (Pali.). O pestilen- 
zioso (Bart). V. Impesta. 
Pestar, att. Appestare. Ammorbare. Pu- 
tire fieramente. 
Pestìfer. add. m. Pestifero, che apporta 

peste, e fig. Cattivo, Dannoso, Mal- 
vagio ecc. 
Pestilenza, s. f. Pestilenza. V. Pesta. 
Petecù. 8. m. T. de' Cala. Gancio sma^ 
gliatore. Quello che sotto i battenti 
del mestiere serve a ritirare d^i bea* 
chi degli aghi le maglie formale. 



16» 



PC 



Pbtiziòn. V. Supplica. 
PiTLKNGA. 8. f. T. BdL Ballerini, Movo 
canino. La pianta che produce gli 
Seamigi (Pellenghi) detta da Llon. 
Uosa canina, 

Petlemga. 8. f. Scarnigi. U frutto 
delia Rosa canina. V. Sopra. 
PiftTT. 8. m. Petto, Seno, La parte ante- 
riore dell'uomo dal collo al ventre, 
ma petto indica la parte esterna, seno 
ha senso traslato ed indica T interior 
parte deli' uomo. 

Pétt da cavall. Pettiera. Pettorale. 
Striscia di cuojo che sostiene il petto 
del cavallo. Y. Martingàll. 

Pétt del bust. Pettorina. La parte 
del basto che cuopre il petto. 

Pétt d' un vestì . Petto . La parte 
d'un abita la quale rìcuopre il petto. 

A pétt. Appetto. In comparazione. 
Pétt. s. m. Stronzo, Stronzolo, Stron- 
zoiino, stroDzoletto diminuì. 

Pétt. Fig. GecinOé Fanciuliino gra- 
zioso e vesi^o. 

Pétt d' colf i, sùrbgo, grava, pegra 
ecc. Cacherello (Fr.). 

Pétt del diavi^l. Clava. Y, Paviren 
e Salam. 

Pétt d' vécia. T. Boi. Majerella, 
Fiorgalletto, Piatila che nasce fra i 
grani con qualche foglia al piede e 
con stipule grandi longa il fusto. É il 
Lathyrus aphaca Lino. 

Pétt infià. Valigiajo* Fanciulletto 
che faoilraenle a adiM». 

Pétt muffì. Scriato, Scriatello. Fan- 
ciulletto cresciuto a stento^ di poca 
carne, debole. 

Pétt ross. V-. Petlenga, 

Badar a tutt i pétt caga. Raccorre 
ogni péto. Fare il critico. 

GiAifAR 6L pétt. Entrare in valigia. 
Pigliare del -broncio. Pigliar muffa so- 
pra ogni bagattella, y. Imptars. 

CiAPAR I PÉTT pr'aIha. Prendere i 
moncherini per aria. Adontarsi per 
ogni iDinima cosa. 

Contar tutt i pétt caga. Ridire tut' 
H i peti che fa uno. Essere un rinve- 
sciardo che tutto ridice. 
Pétten. s. m. Pettine. Strumento da pet- 
tinare, fatto in diverse maniere e di 
diverse materie ha: 



n 

Gordon . • . • Costola. 

Dént Denti. 

Déol nìéster • • Mascelle, 
Dentadura . . . Dentatura» 
Pétten. s. m. T. de' Canap. P 
Graffio. Strumento di grossi s 
di (erro con cui si pettina il lì 
canapa e sira. ha: 

Assa Tavola. 

Boéughi. . « . Spilloni.. 
Orècci . . . . Ali. . 
Parta del fati su 
Fazzada . • Faccia. 
Pétten. s. m. T. de' Card* ( 
Straccione. Strumento con poi 
ferro a uociai col quale si cai 
lana ha: 

Assa Assicella. 

Dént Punte. 

Fili ..... Filari. 
Pela ..... Pejle. 
Pétten. s. m. T. Furb.. Mano., 
pa. 
Pétten. s. m. T. degli OttOB. 
Strumento dentato che serve a 
i getti dalle sbavature. 
Pétten. s* m. T. de' Pese PoU 
Fiocina fatta a forma di pettine 
denli sono altrettanti ami. 
Pétten. T. da Rigat. Rigatore. 
lo strumento col quale si riga k 
da musiea e simile. Le sue parli 
Bocca delle i 
Manico. 
. . . BecÀshi. 
. . . Piastrello. 

. . Mate. 
. . • Registro. 
f. T. de' Slrac JR 
Cardo col quale si 
Componesi di 

• Tavoletta a i 
. Tavi^ttadel 
. Staffa, 
. Pelte. 
. Denti. 
. Appiccagnolo 
. Inginnocehiai 
T. de' Torn. 1 
Utensile dentato che serve a ì 
viti nel tornio a ooppaja. Quell 
serve a fare le madreviti dioesi j 
maschio. Pettine ftmmma l'alt 



Bus dil posti 
Mànegh • 
Pén'ni • 
Portadid. 
Posti. « 
Register . 

Pétten. 8. 
Straccione. 
eia la seta. 
Assa dedsòra 
Assa dedsotta 
Cadcn'na 
Coramèla 
Dént . . 
Nasèll . 
Scranén . 

Pétten. s. 



m 



Pi 

EX ▲ CAPRA. Pettine a v4Uw, 
C08U scanalata é fogiato come 
va. 

Of A CQAJDòN. T. de' PeUioagn. 
e da notte. Pettine con cofiloia 
nolto alta e che sì addalta cir- 
lente alla testa. 

EfL CIA». T. de' Pettinagli. Stri- 
. Pettine che ha deuù radi e 
ttl e senre per ravviare i capel- 
StcigOQ* 

Eli i>A 90iufA. Pettine da donna, 
^ coft cui le donne fermano i 

ja su la testa, e ve a' ha di 
jga, d'osso, di metallo con per- 
. che daHa forma prende nome. 
EN DA CENONI. Lendìniuo. Pettine 
dio ondib mondare dalle lendini 
è sozzo. 

BN DALLA CÓVA. FuselUno , Petti- 
fu^etlùw. Quel pettine che senve 

i. ricci a' cappelli, il quale da 

rassomiglia un piccolo fusot 
EN DALLA LANA. Straccione. Stru- 

di fil di ferro da pettinare la 
per cavarne lo stame. Y. Scar- 

BH DA MONTURA. Pettine smerlato. 
9 con iwrie punte a merli sulla 
I' per fermarvi le varie trecce 
pettinature di gala. 
SN DA NOTA. Pettine da notte, V. 

1 a eoràon. 

BN DA PARRUCGBÉR. Pettine da 
cehiere. Quel pettine più luQgo 
rgo, mezzo fitto e mezzo rado, 
»stola tonda e due mascelle. 
EN DA PRIMA. Scapecchiatojo. Il 
Graffio per la caqapa. V. Scar- 

EN DA Rizz. Pettine da rie^iaja. 
pettioucci ai quali si fermano le 
e, che servono a tenerle in 

EN DA TSADER. Pettine. Strumen- 
tessitori, tra ì denti del qualo 
passar le fila della tela; ovvero 
) con denti di canna stabiliti in 
telajatura di regoli d^tti Qrestel- 
ìiaseeUe ai lati, che serve a cai- 
fili del ripieno» 
BN DOPPI. Pettine doppio o spiC' 
y. Quello che ha la dentatura da 



n 



S6f 



due parli, k costola in mezzo, t quaC* 
tro mascelle. 

Pètten Fiss. T. de* Ganap. PettineUa. 
Strumento più piccolo dei pettine or- 
dinario per uso di petiioflr lino. 

Pétten fiss. PetUtie fitto. V. Pet- 
tnén'na. 

Pétten fis& b giaa. T. de* Pettinagn. 
Pattine fUto rado. Quello che ha den- 
ti fitti da una parte e radi dall'altra. 

Pétten rizz. Pettine a costola tubw 
Iosa. 

Pètten soli» Petlim liscio* A costola 
semplice. 

Pétten trafora. Pattine a fn^ondro. 
Con ornati nella costola^ ma di traforo. 

Drovar el pètten. T. Furb. Rubare. 

Scatla di pètten, Ptttiniera. Quel- 
l'arnese dove si tengono i pettini. 

TOTT I GRUPP s'aRDOSEN AL PÉTTEN. 

Ogni nodo viene al pettine. Il corto 
toma da piede. Ogni mala aziona to- 
sto tardi viene punita. Infine si sco- 
prono i difetti. 

Pettizùrr. s. m. T. d'Ora. Pettatszurro. 
Uccelletto cosi chìantato per avere la 
goja e il gozzo di un bel coione az- 
zurro lucente con una macchia nel 
mezzo di un bianco purissimo e. seri- 
co. È la Syhia siftecica Lalh. 

Péttla. s. £. Gagno. Inlni^, viluppo. 
Essa m t'il péttu^ JS^re impaMo^ 
jato, cioè in girava imfMccìo e come 
disse il Berni nella Catrina^ Essere nel 
vitalbajo» 
Lassar o armàaner in t' il péttli. 
Lasciare o Restar nelle peste j nelle 
secche, all' isola, al colonnino, in 
nasso. Lasciare o. rimanere nell! intrico. 
Saltar foéura dil péttli. Uscir del 
gagno, o del fango, o d' imbrantina: 
Trarre il cui del ftmgo, Spelagarsi. 
Sciogliersi dagl' impacci» 
Tirar foéura dil péttli. (kn^ar il 
fondo. Cavar altri d' intrigo o di cala- 
mità. 

Pèttna. s. f. T. de' Canap. PeUinella. 
Cosi dicesi dallo spessore de' spilloni 
che ha per raffinare il tiglio. 

Pettnà. add. m. Pettinato, Chi ha i ca- 
pelli ravviati e acconciati col pettine. 
Cardata, diccsi la canapa, la lana, la 
seta passata al cardo. 



870 



PI 



Vi 



Pettnàda. t. f. Pettinata. V atto del pet- 
tinare, e tra noi si dice del pettinare 
che si fa ad una volta il lino o la ca- 
napa d*una famiglia, al che conven- 
gono molle foroselle y e sovente dà 
moto ad un festino. 

Pettnàda. s. f. Fig. Spellicciata, Spel- 
licciatura. Si dice del mordersi de* ca- 
ni, e per metafora degli uomini, quan- 
do si riprendono aspramente. 
Pettnadòr. s. m. Accappatojo, Quella 
veste di cui si cuopre chi nel farsi 
pettinare, o nel pettinarsi non ama 
insudicciare i panni. 
Pettnadòra. s. f. Parruechiera. Chi pet- 
tina per mestiere. Pettinatrice, chi 
pettina altrui per favore. 
Pettnadcra. s. f. Pettinatura. Il petti- 
nare canap^, lino, ed anche i cape- 
gli. Cardatura, dicesi propr. della la- 
na. 

Pettnadura. s. f. Assettaturm, Accon' 
datura. L' intreccianiento de* capelli 
e degli ornamenti che intorno ad essi 
si pongono le donne sul capo. 

Pettnadura. s. f. Acconciamento di 
capo (Fior.). Ornamento di varie fog- 
gio e materie che serve ad ornare 
racconciatura del capo. 
Pettnar. alt. Pettinare. Ravviare i ca- 
pelli e ripulire il capo col pettine: e 
si dice anche del lino, della canapa, 
della lana ecc. quando se ne separa 
col pettine la parte più grossa dalla 
fine. 

Pettnar. alt. T. de' Gualch. Carda- 
re. Cavar fuora i peli alla lana col 
eardo. 

Pettnah da cARZoéuL. T. de* Canap. 
Pettinare a fitto. Ripassare il tiglio 
alla pettinella. 

Pettnar von. Fig. Pettinare alcuno. 
Grrlfìarlo, conciarlo male. 

Prttnar. s. m. Pettinagnolo. Colui 
che fa pettini da capelli. Le operazio- 
ni gli strumenti e le cose ad esso at- 
tinenti sono: 

OPERAZIONI 

DEL PETTINAGNOLO. 

Compassar . • • Ripantar eoi gui* 
detto. 



Dar Talsia. 
Far il lastri 

Far il trombi 
Fnir . . 
Pianettar 
Ras*eiar . 
Scoffinar. 
Scravar . 
Sfuriar . 
StrufTgnar 
Taplar . 
Traforar. 
Truccar . 



. Macchiare. 

. Lastrare U n 

nelle. 

• Segar le boee* 

. Finire. 

. Pianettare, 

. Levigare. 

. Scuffinare. 

. Scamire. 

. Allargare. 

. Lustrare. 

. Sbozzare. 

. Traforare. 

. Sfondare^ 



STRUMENTI 
DEL PETTINAGNOLO. 



Archètt . . . . 
Ranch . • . • 
Ca vaiòli, da trafor. 



Cortell da rasciar. 
Cortell da scravar. 
Grava .... 
Cròsa 



Ferrdadumanegh 
Ferr da scravar . 
Ferr da sfuriar . 
Ferr da tirar i dént 
Fogòn . • . . 
Modèll • • . • 
Morseti . . . . 
Pianèlla. • . . 
Pianèlla grossn . 
Pianèlla sultila . 

Pianellén . . . 
Pianetlòn • . . 
Ricurva .... 

Riga 

Segroèul. . • . 
Sgabèll .... 
Spadén*na . . . 
Slamp • . • • 
Strufgnòn . . . 
Tonaja da saldar. 

Tore 

Toro da stampar. 
Ternaiìl. . . • 
Truccadòr . . . 
Vida 



Seghetta da tre 

Panca. 

Sgabello. 

Guidetto. 

Spadetta. 

Parane, 

Capra. 

Croce. 

Raspa, 

Parane grossi 

y. Cortell I 
Ferro da aUaf 
Raspino. 
Allargatofo. 
ModeUo. 
Morsa. 
Pianetlina. 
Fora, 
Sega per la é 

tura. 
Pianeitoneino. 
Pianetlone. 
Ricurone, 
Righetto. 
Piccozza. 
SgabeUo. 
Spadetta. 
Forme. 
Fiumicino. 
Saldatola. 
Ceppo. 
Torchio. 
Tomafilo. 
Lama. 
Morsetto. 



PB 



COSE ATTINENTI 
AL PETTINAGNOLO. 



PE 



871 



• ■• • 


• Macchia. 


del coreo 


. Perno. 


• • • 


. Tagli. 


• • • 


p Corno. 


ab . . 


, Denti falsi. 


• • • 


• Mattonelle. 


• • • 


. Uyne. 


• • • 


. Pettini. 


1. . . 


. Pettinino. 


i*na. . 


. Pettinellùj Lendini-' 




na. 


adora • 


. Ceppaja. 


1 . • « 


. Pettine lungo.. 


a . . . 


. Boeeaglia. 


AB. 8. ni. 


Graffiajo. Chi fa i 


pettìoi 


da pettinare la ca- 



. 0. p. Acconciar $ì il capo, e 
scapigliarsi. Tirarsi Tuo eoo 
i capelli azzuffandosi. 
• s. f. T. de' Card. Cardino* Pie- 
•do senza maniglia. 
. s. m. T. de' Legn. Segaccio, 
do. Sega a coltello con lama 
3 larga , con un impugnatura di 
olla quale si maneggia. V.Lamòn. 
iBLL INCASSA. T. de' Legn. Sa* 
a costola. Sorta di gattuccio o 
coltello la cui parte opposta 
lutatura ha una costola di legno 
letallo. 

8. m. Pettinino. Piccol pettine, 
iccio. 

lÉN DA CANVÀ. Pettinatore, V. 
I. 

\És DÀ s ACCOZZA. Pettine da ser- 
Quello che somiglia ad un col- 
srramanlco. 

u. s. f. Pettine fitto. Quella per 
di corno ad uso, de' meno a- 
^ettinella, Lendinina, quella di 

;. 8. m. T. de* Canap. Pettina- 
Materia che cade a terra petti- 
il lino la canapa. 
. s. m. Pettabotta, Parte dell' an- 
rroalura che difendeva il petto. 
>RAL. 8. m. T. de' SelK Pettiera, 
ietto. V. Pèlt da cavali. 



P&TTORAL. add. Pettorale. Stomacaie, 
stomachico. 
PettoriSic'na. 8. f. Rimbusta» Sorta di spa- 
rapetto con stecche e ioipuotito che le 
nostre montanare portano nella parte 
anteriore del busto. 
Pettross. s. m. T. d'Orn. Pettirosso. 
La motacilla rubecula di Linn. Specie 
di Beccafico e Uccelletto assai noto. La 
femmina diferisce dal maschio pei pie- 
di più neri, e per alcuni peletti che 
le si vedono presso il becco da ambi 
i lati. 
Pettràcla. s. f. Stradina. Cantoniera , 
donna di mala vita e costume rllas^ 
sato. 
Petclaht. 8* m. Petulante, Protervo, 
Procace. Impronto a chiedere; ma il 
protervo è più sfacciato del petulante, 
il procace è più insolente del primo. 

Far el petulant. Insolentire. Agire 
con arroganza. 
Petulanza. 8. f* Petulanza. Protervia, 

procacità. 
Péver. 8. m. Pepe, Pevere, Seme aro- 
matico che nasce da pianta annuale 
delle Indie, detta da Linn. Piper nt- 
grum. 

Piover garofnà. Pepe garofanato. 
Frutto di una specie di mirto indiano 
detto Myrtus Pymenta dai Sist. 

Péver in gran. Pepe intero. Pepe 
sodo (B. L.). 

Péver in poltra. Pepe pesto. Polve* 
rizzato. 

Péver macch. Pepe acciaccato, hi'- 
franto. 

A gh'é su el péver. Fig. Sa di ro- 
tile. Costa assai. 

Dar del péver. Far il pizzo. Dar 
il pepe. Maniera di uccellare alcuno, 
che consiste nell' accozzare i cinque 
polpastrelli delle dita a becco di gru 
e far atto contro il beffato simile a 
quello con cui si sparge il pepe dalla 
pepajuola. 

Dar el péver. Far manichetta. V. in 
Salam, Dar el salam. 

L' É UN gran d' péver. Fìg. È di pe- 
pe, È scaltro, lesto, malizioso. 

Metter del péver. Impcpare, 

Salén del péver. Pepajuolo? 
Pevraroéula. s f. Pepajuola, Peparola 



272 



PS 



(TassoBft)* Atoesr in cui si tieoe il 
pepe per uso di condir le vivande 
DìccsL S^andkanell^:» al vasaoiiiad«*icai 
simile alia pepajuola col capo sforaccliia- 
to,. pec uso di contenere lo spezie. 
Pevròn. s. m. T. BoU Peperone, Sili" 
quoAlro. Pianta che produce bacche dì 
sapor pungente come pepe. Il Capii- 
cum annuum. Linn.. 

Pevròn. s. m. T. di. BlieoL Rossola 
forte^ Sorta di agarico, acne,, caustico, 
vcLenosissimo, che trovasi in estate ne' 
boschi, ove si distingue pel suo cap- 
pello rosso sanguigno e pel suo gam* 
bu stipite bianco striato di nero e 
rosso. È V Agaricus sanguineus Bull* 

Pevrì^ d' Spagna T. BoL Peperone 
dolce. Specie di. peperone: che produce 
frutti grandi eretti, e un poco rien- 
tranti nella cima. Non ha sapore bru- 
ciaate. £ il Capsiiun grossume. dlLixiti, 

Pevròn fasolén. T. BoL Peperone 
lungp. torto. Sorta di peperone, cosi; 
detto dairaver le sue bacche ricurve 
. come certi hacelli e ch'^ assai pun- 
gente. È ilv Capsicutìk annuum* arcua- 
tum, Linn. 

Pevròn marinzana. T. Bot. Peperone 
nero. Sorta di peperone simile al: co- 
mune ma che ha la pianta eje bac- 
che di color paonazzo cupo» £ il Gap- 
sicum vèolaceum. Linn. 

Pevròn ross. Peperone maturo o da 
seme. Bacche dì peperone che perve- 
nute a maturità prendono un color 
rosso ocraceo. 

Pevròn salvàtegh. T. Bot. V, Fisàn 
6 £rba persghén'na» 

Pevròn. s. m. Fig. Nasaccio e scher. 
Nasorre Naso per grandezza deforme. 

Tèga d' pev«òn. Bacca. 
Pevronàra. s. f. Peperonaja? Campo o 

altro coltivato a peperoni. 
]Revronzén. 8. m. Peperoncino. Piccola 
bacca di peperone, e diconsi cosi quel- 
le che racculgonsi piccole e verdi an- 
cora per mangiarle col prinzimonio o 
in aceto. 
Pèz. avv. Peggio. Più male. 

Pèz. add. e. Peggiore. Più cattivo. 

Pèz ghr fèz, Pb£ che idcGib Peggio 
che peggio. Peggio che primo-. Di 
male in peggio. 



Andar d* mal in fèz. Crescer peggio 
al male. Andar di male in peggio, 
peggiorare. 

A fèz andar. Alla men trista. Duse 
il Bartoli in questo signiL e. aaej^ ' 
disse forse il Caro AUa più rooinma. 

Aver la fèz. Andar col eapo^ nodo. ^ 
Aver danno,, torto, o simili. ^ 

Con fez a s' fa, po a s' n'hau Ctó ' 
peggio la fa meglio la concia. Chi ~ 
mal fa spesso 1* indovina, adagio ebe 
sarebbe desiderabilt non diveoisnon ^ 
proverbio^. ' " 

Pezz. s. m.. Pezzo ^ per Toceo^ Bmoo, * 
Frusto ecc. V. Tòcch. j 

Pezz. s. m» T. de' Canap. Manutins. ' 
Quella manata di canapa che Ueneio ^ 
mano ogni volta il canapajo nel laio- ^ 
rarla al pettine. 

Pfizz. s* m. T. Mus. Pezzo., Goinpo* 
nìmento musicale intero che dividefl * 
in vocale e strumeniale. Diconsi. pn* 
I zi concertati quelli ehe sono eseguiti 
da più di tre perrone. 

Pezz. m> ayv. Pezza. Pezza di tm^ 
po. Un pezzo^ un^ pewo fa^ è:già<BQ 
pezzo ecc. • 

Pezz da cartbli. T. da' Ofunol.. Joh 
ninai da, rimontare, Strumento' adoM 
di tener salde le cartelle, i^l rimcl- 
ter su- r ormoltt 

Pezz da s* santa. Fig, Pesce grasso. 
Persona di vaglia, de* primi della.pii- 
za. 

Pezz d' canon. Pezzo di cannone. Si 
dice per dire un cannone, oome poN 
zo d' artiglieria, ed anche Pezzo, it- 
solutamentc per dire T artiglierìa: me- 
desima, y. Canon! 

Pbzz da contrapsar. T. degli OriaoL 
Calibratoio delie piramidi. Strumeott 
che serve a calibrar le molli e le pi- 
ramidi. 

Pfizz DA CROCETÀZ. T. do: Calzeti. fie* 
melle* Pezzi inginocchiati superiormen* 
te, e fissi da piede nella sbarrtideUe 
laminette i quali servono a. regolate it 
movimento dei mestiere nel telaio di 
calze. 

Pezz d' coNviNziòif. T. For. Mezzo i» 
delitto. Oggetto che ha servito a oon- 
mettene un azion criminosa, o su cui 
fu operato il delitto. 



•9* MB»- T. de* Strum. Arto- 
li l)occiuoio mediano del eia- 
• 

D*aiòN, itez d' iDONM^. Sella 
d' tuBèOj *o di donna, 3ella 
ona. Bel coramvobis. Uo omac- 
^ua -donnóne. 

j>A EwiTWB. T. degli Oriool. 
ojo. Utensile di cui si aervono 
iuolai per .isbadire i^ i*ocebelti 
note senza guastarli. B una spe- 
puQsone incapato in anodo da 
'e liberamente T-asse del roc- 

!>• ffEBA. V Pezza. 
d' iortà. T. di fiias. Fum. Fi- 
alle a guisa, -di nMud6rl&, ossia 
idali, ohe si fanno né* campi 
tendi. 

D* «ATA. Spècchio di focaccia. 
eo «ohiaceista. Pesze taglialo a 

Lifi8 DL4 HARGA. Fascta. Quolia 
delle manielie femmioili che 

• ira rocefaio e la loro ituione 

gonfio tei arricciato. 

IN FiEZZ. Di lunga mano. 

. f. Pezza. La tela intiera di 

ique materia. Rotolo, RuoUUo 

I. La pezza della ttela quaad'è 

joSata. 

à. a. f. Tassello, Piocol peno dì 
o legno ebe «i commetta m iuo« 

e sia guastomenio o i>ottuea per 

ria. 

k .0 CoLONADi. Pezza di Spagna. 

A d'argento del valore di lire 

s e aiezso circa della nostra mo- 

Mova o franco. 

k» s» t Fig. Rappezzo» Scusa 

L 

A. a. f. T. de' Caciaj. TraUccio? 

ciaròn. 

▲. s. f. T. de' Calzol. Taccone. 

di cuojo che si appicca alle 
$ rette nef suolo. 
ìA. a. f. T. de* Capp. ^sampo. 

di tela nuova cbe ponesi ira le 
de' cappelli aaciò non si appic- 



ci 



«TS 



;a* a. f . T, de' Oooc Pelle. Grem- 
di ^ojo di cui osano i conciaj 
tvonre le pelli alla capra. 



Pesza. a. f. T. de' Fan. Pezza ha, 
gnata. Cencio che si va immollando 
neir acqua de' ImgKoIi e col quale si 
striscia sui legnuolf e cavi affinchè i 
peluzzi di canapa non escan fuori nel- 
le succesarve «trìsciat-ure. 
Pezza da colaa. Torcifeccio, Torci* 
fecciolo. QaeHe pezze che servono a 
colar liquori o «im. 
Pekka v>a donna. Pezmi, 
Pekka ©a imbastìh. T. de' Capp. PtZ' 
za da ifnòastire. Pezza di tela in cui 
I si avvolgono le falde pei* feltrarle a 
caldo. 

Pekka dalla «arba. Barbino, Bawi' 
glino. Pezzo dì tela in cui il barbiere 
npone i peli «he fadv, forbendo il 
rasojo. 
Pezza da vai^én'na. Piastrello. 
Pezza >da pcar. Toppa. RitaffRo o 
pescualo di panno, drappo o srnnie, 
che si cuce in sulla rottura del vesti- 
metflo. fi ai 4iice aflthe d^tm pezzo di 
legno 9 pietra, ferro ece. die si adatti 
a qualsivoglia rottura di cose di sua 
qualità. 

Pekka da ragaek. Pezza bioìica. Pez- 
Ka di tela io cui «* involge un bambi- 
no prima di fasciarlo. Clnamasi Cor" 
redino tutla la braneheria e le robe 
ad uso de' bambini, come fasce, pan- 
Bicclli o pa«Bo4ioi « simili. V. Are- 
dén. 

PfeZKA DA 1HCAM. Cofiai^ffecio ^ Filun' 
denie* Tessuto di fil grosso e rado su 
euì si fanno ì ricami. 

Pekka da 8t6»eoh. StomacMno. Spe- 
cie d' imbottito cbe si tiene a nudo 
sullo stomaco, d'inverno, per gua- 
rentirlo dal freddo. Cosi anche il pez- 
zo di lana che il Franciosini disse 
Pettorale. 

Pekka da stòveoh. Fig. Ajuto di co* 
sta. Provento straordinario. 

Pekka da svojar. Tritolo, Strisciato' 
jo. V. Stribia. 

Pezza del còsod. Pezza d* agiamen* 
io. 

Pekka d' fond. T. de' Cahol. Vantag» 
gino. Rimessa die si fe ad una scar- 
pa quando sì rompe da una parte del 
lomajo, a contatto dei suolo. 

Pezza dla tmara. T. de' Calzol. Top- 



S74 



RG 



pa, Toppettina. Quella che si cuce 
sul (omajo. 

Pezza d' pafin. Pezza. Drappo di la- 
na di varia finezza che ha: 

Boll Bollo. 

Feo Scorcio, 

Marca • • • • Marca, 

Testa Capopezza. 

Zimòssa .... Vivagno. 

Pezza d* terra. Appezzamento. Pez- 
zo di terreno: campo o prato distinto 
da altri, o per fossati, o per termini, 
o per siepe, o comunquemente. Presa 
di terra. 

Pezza sporca da donna. Panno iite- 
sirualo (Cav.). 

Da la mostra a s' conossa la pezza. 
A segnati si eonoscon le balle. Gli a- 
sini si conoscono ai basti. 

Esser smort cmé *na pezza layada. 
Aver un viso di panno lavato. Essere 
smorto per paura o altro. 

Gnir che 'na pezza lavada. Diventar 
come una cenere. Impallidire, insas- 
sassare, allibire. 

Metter una pezza. T. de* Calzet. Por- 
re i pezzi. Sostituire alla parie rotta 
e recisa di una calza un altro pezzo 
di uguale grandezza, tolto da altra 
calza, e cucir?elo coli' ago. 

Mettergh 'na pezza. Uscirne, Ripe- 
scar Je secchie. Raggiustare i falli 
commessi. Trarsi da un intrico. Met- 
tere un tallo sul vecchio, vale rimet- 
tersi io istato di mediocre salute. 

Mettergh 'na pezza lisa. Rabberciar 
di vecchio. Riparar alla meglio una cosa. 

FoÉDORA DiL PEZZI p' PANN. Bandi- 
nella. 
Pezzana. Voce usata scherz. nella frase 

Andar a ca d' pezzana. Rappezzare, 
Tacconare ecc, 
Pgnoéu. s. m. Pignoli. Y. Pgnoeul. 

Dar 1 PGNOÉu Spepare? Cosi mi si 
dice chiamarsi que' colpi di bacchetta 
o simile che sì danno da maestri a 
scolari sulle dita facendo loro far pe- 
pe. V. Far el pgnoèul. 
Pgnoéuj. s. m. pi. T. Furb. Denti. 
PcNoèuL. s. m. Pignòlo, Pinocchio. Gra- 
nello del pino. Seme del pino di cui 
si f(i uso per condire e far confetture. 
Y. Pcn a Pignola. 



PI 

Pgnoéol. 8. m. Pignuolo. Spedi 
va, detta in qualche luogo pru 
Far el pgnoèul. Far pepe, Pa 
zon Accozzar insieme tutti cin 
polpastrelli, doè le sommità de 
ta, il che, quando è d'inverno 
ti per lo ghiado non possono fi 

Pgnolada* s. f. Pinocchiata. Coni 
di zucchero e di pinocchi. 

Pgnolara. Y. Pignola. 

Pgnòn. Y. Pignòn. 

Pi pi. s. m. PispiUo, Pigolio. Yo 

pulcini. Y. Pipi. 

Pi pi. Y. Fanc. Uccellino, e fig 

Pi pi pi. Pi pi? Yerso o voce 

quale chiamansi i pulcini. Y. Pli 

Far pi pi. Pipitare, Pigola 

mandar fuori la voce che fai 

pulcini e gli uccelletti. 

PiiL. add. m. Acceso. Y. Apià. 

PiAA. Yoce che i nostri montanari 
no in vece del verbo e del par 
parm. Toèur e Tòt , Prendere e 
Y. queste Yoci e il Prospetto e 
rativo de' nostri suddialetti nel 
plemento. 

PiADURA. s. f. T. de' Tess. Ineors 
Pezzi di filo torto, che rima 
dalla parte del subbiello, ai qi 
raccomanda l' ordito per avviare 1 

PiAFFAR. alt. T. de* Cavali. BatU 
piedi in terra. Far male la eian 

PlAFOèUGH PlZZAFOÈUGH. 8. m. So 

Spia, sussurrone, commettimali 
tizzatore, aizzatore, zizzanioso, 
gitor di zizzanie, seminatore i 
scordio. 
Piaga, s. f. Piaga. Disgiugnimer 
carne fatto per corrodimento 
ferita. Piaga infaonata quella e 
eiprignita prenda un color tra 
e paonazzo. Figurat. danno, i 
pregiudizio. 

Piaga. Figurat. Posapiano, San 
tentennone. Persona lenta nelle 
prie operazioni. Lentone, secca; 

Piaga, s. f. T. de' Legn. Mi 
Camera. Quel cavo che si fa 
pezzo di legname, in cui deb] 
temersi un dente o mastio per 
talora, dtcesi Ferìioja se nel 
fatto passa una grossa eaviecbia 
gno, una chiavarda o simili. 



PI 

ik. s. f. T. de' Tom. Lunetta. 
chiamasi ciascuno de* fori qua- 
illi ne' zoccoli del tornio. 
A. 8. f. T. di Vet. Guidalesco. 
e, lesione o piaga eslerìore che 
nel dosso dei cavallo o d'altre 
t da soma. 

A TUTT UNA PIAGA. Essere un Laz^ 
io un Giobbe. Esser tutto pit- 

i 'ifA PIAGA. Impiagarsi. 

iES 'ma PIAGA. Saldarsi una piaga. 

\ d' na piaga. Margine. 

UR EL BUS DEL CUL PR UNA PIAGA. 

saper distinguere i cavoli dalle 
che. 

'^A. 8. f. Piaghettina. Piccola pia- 
ig. Tentennona, e dicesi di donna. 
TA. 8. f. Piaghetta. Piaguzza, 
iCcia. 

8. f. pi. Piaghe, e fig. Affanni, 
ecc; 

» PR IL PUGHi. Falde, Bende. 
I D* PIAGHI. Piagoso. 
L ziNCHEv PiAGH d' Iddio. Per vita 
a. Sorta di scongiuro che si ri* 
a chi ne sia soverchiamante 
Uo, perchè cessi. 
lA. 8. f. Piagona, Àccrescit. di 

m. Piano, Pianura, Ma è pia- 
nai siasi superficie eguale anche 
la, pianura è piano di terra non 
la. 

{. s. m. Fig. Sistema, Eegola, 
io. Ordine, Disposizione ed an- 
Oiffisamento, Proposilo. 
I.- add. Eguale, Uniforme. Che 

superficie uguaglia tutte le sue 
» che è conforme. 
I avv. Piano. Pianamente, con 

rumore, quietamente, e dicesi 
indare o dell'operare. Bel bello, 
Bpu cautela. Adagio, con lentezza, 
r! Adagio a ma' passi/ Sorta 
ilerjez. colla quale si richiama 

una cosa l'altrui attenzione. 
I. s. m. T. d'Arch. Pavimento. 
dicesi in genere il suolo di pie- 
nattoni o assi cbe serve per cam- 
rvi sopra, ma dicesi più propr. 
'ico un pavimento di histre di 
I marmo. Mattonato un pavi- 



PI 



S7S^ 



mento di mattoni. Tavolato un pavi- 
mento di tavole. Solajo dicesi il suolo 
cbe divide un piano dall'altro. Soffitto 
la parte di sotto del solajo. 

Pian. s. m. T. de' Capp. Sottofbrma 
Portaforma. Asse per lo più circo- 
lare oblunga ^ulla quale si foggia 
la tesa de' cappelli. 

Pian. T. Mus. Plano. Addiettivo di 
canto tono musicale. 

Pian. s. m. T. dei Rigat. Banco. 
Quella tavola a piano regolarissimo 
sulla quale vanno rigando la carta 
col rigatojo. 

Pian. s. m. T. de' Scia. Fondo. La 
superficie d'un terreno sulla quale si 
vuoi fare un selcialo. 

Pian a lortòn. T. de' Capp. Porta 
forma conica. E serve a foggiar le 
tese de' cappelli cosi detti alia cala- 
brese. 

Pian da pret. T. de' Capp. Porta 
forma a spicchi. Quella cbe serve a 
foggiar le tese de' cappelli a tre punte. 

Pian d'assi. Tavolato, Assito. Pavi- 
mento di tavole od assi. Intavolato. 
Dicesì Pavimento intarsiato quello fat- 
to con tavole di più colori. Scaccato 
se fatto a scacchiera, e Scaccato a 
rete quello eh' è fatto con pezzi fog- 
giati a rombo. 

Pian del ranch. T. de' Bigonc. Se- 
derino. La parte del banco del bi* 
gonciajo sulla quale siede mentre la- 
vora. 

PuN del biliard. Letto. Quel piano 
del biliardo coperto dal panno sul 
quale si giuoca. 

Pian del ferr. Faccia. La parte del 
ferro da stirare che scorre sulle bian- 
cherie nello stirarle. 

Pian del hartell. Bocca. La p^irte 
piana del martello opposta alla penna. 

Pian di FONDAHéNT. Platea. Il piano 
delle fondamenta su cni posano lo 
fabbriche. Area l'estensione e la la- 
titudine del suolo occupato da un 
edifizio. 

Pian dil camri. Pavimento. Quel 
piano che serve di palco ( tasséti ) al- 
la camera inferiore e di solajo alla 
superiore. Pianato. 

Pian dla fnestra. Davanzale. Quel 



f76 



n 



piaDO Mperiore del parapetto sul 
<|aaie s'appoggia colle braccia chi sta 
alla fÌBeslra. 

Pian dia forva. T. de' Gett. di Carat. 
Pèzzo lu»fo. Pezzo di ferro grossetto 
largo quaoto la cartella della forma, 
a ira^efBO della quale è fermato, e 
che termina dall'uà de' capi colla 
forchetta. 

Pian dl' oss, Soglia. Il fondo di una 
porta che torna a piano del pavi- 
mento € che diccsi Soglia intavolala 
se è alquanto rilevata e forma bat- 
tente all'imposta. 

Pian d' harhor. Lastrico. 

Pian d* na ca. Piano. I diversi or- 
dini in cui per l'altezza è divisa u- 
na casa. II primo, secondo, terzo pia- 
no ecc. Pianta, il disegno di una 
fabbrica. 

Pian d' n' armari ecc. Palchetto* Cia- 
scuno de' piani ne' quali è scompar- 
tito r interno d'un armadio, d'una 
scanzia ecc. 

Pian d' na scala. Pianerottolo, Ri' 
piano. Quel piano o spazio che è in 
capo alle scale degli edifizj. 

Pian d'un opra. Disegno, Tessitura, 
pensiero, ordine, progetto. 

Pian dom»i. Vespajo. Favimento che 
si fa sopra un altro alquanto aollc- 
vato per difendersi dall'umido. 

Pian d' quadre. Mattonato e Ammat- 
tonato, Pavimento fatto di mattoni 
posti per piano. Accoltellalo, pavi- 
mento di mattoni posti per coltello. 
Impiantilo j se lo sono per punta. 
Ammattonalo a spina, se sono posti 
a spina pesce. 

Pian d'on scól. Letto, Il piano per 
cui scorre l'acqua d'un canaletto o 
smalittojo. 
Pian pianén. A passi scarsi. 
Pian pianéN, se no a farì la pissén'na 
ROSSA. Piano eh' ei non si levi poi' 
vere; si dice per derisione a chi fa 
gran bravale e tagliate fuor di pro- 
posilo. 

Pian rott. SiìoIo smattonato. (Mol.) 

Pian terazzà. Battuto, Lastrico a 

massello, cioè fatto collo smatto o 

simile che dicesi pure Pa^imtnto alla 

Yencsiaììa. \. Tarsi. 



Pian zentrà. T. de' Gàpp. . 
ma sftrica. Quella su coi 8 
le tese de' cappelli bassi. 

Chi va pian va san. Chi i 
va ratto. Chi opera considei 
si conduce spesso a sicuro ft 

£l prim pian attacch ai 
stanze a tetto o le soffitte. 

Fak el pian. T. de' Scic. 
il fondo. Appianare il terr 
quale si deve fóre un selciai 

Far un pian d'assi. Tàs^oi 
camera. Impalcarla eolle tav< 
Piana, s. f. Ba^idella. Spranga 
da conficcare nelle imposte 
finestre, che ha in una dei 
mite un anello, il quale si n 
l'ago dell'arpione, che ha d 
4e imposte. BandeHina ditnini] 
dellaccia peggiorai. Vi ha la 
ordinaria quella a gancio, 
a T, inginocchiata, (scaviti 

Piana, s. f. Lastra* Pietra < 
ficie piana e non mollo gr 
cui si coprono le case sui n 
pennini. 

Piana, s. f. T. d'Agr. Favo 
di terreno piano seminato o 
di qualche còsa. Campo. Piat 
di terreno d'un orlo ove s 
una sola specie di piante. Dii 
que una Tavola o Campo di 
io, d'avena eoe. Una piano 
selli, di fagiuoli ecc. Magali 
lato. Spezio tra l' uno e i' alt 
nel quale i contadini fanno I 
più accosto un doppio dell' 
i'una dell'altra. Dicesi ancl 
mite. 

Piana, s. f. T. di Cacc. Sc( 
Ci astra. 

Piana, s. f. V. Coni. Trave, 

Piana, s. f. T. dì Biase. Fem 

che si applica al piede, e pi 

mente allo zoccolo interno, 

masi anche Piana. 

Piana da l'occétt. Femmina. 
della che riceve l'ago dell'ai 
Piana dal polegu. BandelU 
mila. 
Piana dia tela. Peneratm, 
particella dell'ordito che rio» 
za essere tessuta. Cerro.- 



PI 

u tu. Appianare. V. Spianar. 
rORT. 8. m. Gravicembalo , Arpi- 
I0 e i}on voee moderna Pianofbr' 
StramcDto nulo a corde metalliche 

lo più orizzontali che suonasi con 
i. Le sue purti principali sono le 
lenti: 

altèa. • . . Ribatta. 
da ... • Soneria. 
het .... Pironi, 
nèU. . . . Puntelli. 

m Cassa. 

di. • . « . Corde. 

jrÒD .... Cordiera metallica. 

•urén. . . . Leggio. 

i Pedali, 

[era .... Pedaliera. 

Piedi. 

tsèll .... Ponticello. 

ièra .... Tastiera. 

la armònica . Tavola armonica. 

)Uonicone. Strumento a tasti simile 

iianoforte con due tastiere, «d un 

KO di canne d'anima con un au- 

alo che il suona. 

A. s. f. Pianella, Calza mento de' 

li che non ha quella parte che 

ire il calcagno, cioè i quartieri. 

kifELA. s. f. TI de' Mur. Mezzana. 

La di mattone col quale si ammat- 

ino i pavimenti. La voce Ital. Pia- 

3 corrisponde alla Lambréecia del 

;ro dialetto. V. 

a CON 'na pianela. Dar pianellate. 

Pianèla nel primo si$:;nifjcato. 

•A. 8. f. T. Eccl, Pianeta. Veste che 

a il prete sopra gli altri paramenti 

ndo «celebra la messa. Le suo parti 

I gli ovale tti e le sale. 

kNETA. s m. Pianeta. Stella erran- 

chc si crede influire sulle vicende 

a vita umana. In questo senso va- 

inche Falo^ Oroscopo, destino. 

kNETA MOZZA. Pianeta plica ta e as- 

Plicata. Pianeta piegata o mozza 
a parte davanti di cui si fa uso nel- 
Btlimana santa, e nei giorni di lutto, 
ràa. s. m. Pianetajo, Banderajo. 
dì che fa paramenti da chiesa, ban- 
re, ricami ecc. V. Rìcamadora. 
TT. 8- m. T. de' Battil. Martello da 
linciare. Quello che serve per bat- 
e i primi pacchetti. 



PI t77 

PiANÉTTA. 8. f. Bandellella. Piccola ban- 
della. 

PiANÉTTA. s. f. t. de' Pettin. Pianet- 
lina. Sorta di sega da dentatura più 
fina del pianettoncino. V. Pianettén. 
PiANÈTTA GROSSA. T. de' Pcttiuag. Fò^ 
ra. Strumento da pareggiare il petti* 
ne da parrucchiere dalla parte del rado. 

PianettXr. att. T. de' Pettinagli. Pianet- 
tare. Pulire colla Pianetta i denti del 
pettine. 

Pianettén. s. m. T. de' Pettinagn. Pia- 
nettoncino. Ferro addentato con cui si 
ripassano i denti del pettine e si at- 
tondano. 

PiANETTòN. s. m. li de' Pettinagn. Pia- 
ne/Zone. Strumento a scaletta, con cui 
si riuniscono i denti del pettine, e si 
tirano a pulimento. 

PiANGLAMÉNT. s. m. Pìangolcggio , Pia^ 
gnisteo. Piagnistero, belo, pianto. 

PiANGLAR. att. Piagnucolare. Piangere al- 
quanto. — Nicchiare, Miagolare, Fi- 
gnolare. Friggere, Essere infrigno. — 
Dolersi, rammaricarsi di continuo. Pi- 
golare, Quel rammaricarsi di continuo 
che fa taluno dell'aver poco ancorché 
abbia assai, il che fare direbbesi an- 
che — Tenere il cappon dentro e gli 
agli fuora. — Shietolare, intenerirsi 
d'ogni che e scioccamente piangere. 

PiANGLòN. s. m. Piagnitore. Che piange. 
Piagnoloso, pieno di pianto e di do- 
lore. Pigolone, Piagnone, che sempre 
si duole, dell'aver suo. Monello, chi 
finge ed esagera povertà. 

Pianglòn'na. s. f. Prèfica. Donna prez- 
zolata a piangere nelle esequie dei 
morti, ne' funerali ecc. Piagnona. V. 
Pianglòn. 

Piani, s. ro. p. T. de' Battìi. Piane. U- 
tensili stracchi interposti dopo la ba- 
gnatura tra fogli di pergamena. 
Piani, s. f. T. degli Squer. Parati. 
Travi situati ne' piani del cantiere o 
squero sui quali devono scorrere le 
¥ase allorché la barca si vara. 
Piani. T. de' Tessil. Riannodi da ac- 
comandolare. Comandali. Gugliate di 
refe che servono a rappiccare i fili che 
si stracciano nel tessere la tela. 

Pianìssim. T. Mus. Pianissimo. Add* di 
suono nota. 

18 



278 



PI 



Pianista, s. m. Pianista, Suonatore di 

gravicembalo. 
PiANLÀ. mid. m. Ammattonalo, Pavimen- 
to di mattoni di qualunque spezie. 
PiANLADURA. 8. f. Jmpianellatura (Mol.). 
PiA?iLÀR alt. Ammattonare, Pavimentare 
con mattoni, Mattonare: e più part. Im- 
palcar di mezzane, 
PiANLòN. s: ro. Quadrone. Mattone gran- 
de^ di forma quadra, il quale se fia [ 
per uso di ammattonar forni, diccsi 
Tambellone. 

PiANLòN. s. m. T. de' Marm. Ambra- 
getta. Piccolo quadrello di marmo ad 
uso di far pavimenti- 

PiANLòTf DA SCALA. Quadrilunghi. S«r* 
ta di mattone quadrilungo e grosso. 
PiANT. 8. m. Pianto, Il pianj^ere. 
Pianta, s. f. Pianta, Nome generico col 
quale si indicano da noi indistinta* 
niente gli alberi e le piante. Però vo- 
lendo scrivere con proprietà dirassi 
albero ad una grossa pianta d'alto 
fusto e legnosa : albero di quercia , di 
noce. Arbusto o fruticce a quelle pian- 
te che tengono luogo di mezzo fra 
r albero e l'erbe, che mettono molti 
rami e durano assai tempo, come il 
Eamerino, il Lentisco ed allri. Pianta 
si dice per esempio ad un Garofano, 
ad una Camelia e simili. 

Pianta, s. f. T d' Agr. Tassello. Pic- 
cola incudine sulla quale si assotiglia 
il taglio della falce tienaja. 

Pianta da razza. Pianta matrici* 
na. 

Pianta d'arvgnuda. Pianta vegnente , 
Vigorosa. 

Pianta da teghi. Pianta bacellina. 

Pianta da vida. Tastollo. Albero che 
si pianta accanto alla vile acciochè so- 
pra di esso si regga. 

Pianta da zìbia. Pianta da vetta. 

Pianta d' mar. Pianta marina. 
Che cresce nel mare o vicino al maro. 
Zoofito, Alcionio, Piantanimale, pro- 
duzioni animali marine come il corallo, 
le spugne e simili. 

Pianta forestera. Pianta esotica. 

Pianta nassuua da le. Pianta spon- 
tanea. 

Pianta nostrana. Pianta nostrale, o 
indigena. 



PI 

Pianta salyatga. Pianta sili) 
salvatiea. 

Pianta shestga. Pianta domi 
saliva. 

Pianta del pe. Suolo. Pianta < 
de. 

Pianta dla HoénjA. Braca. L 
sta della molle che tiene a li 
fascette degli archibugi. 
Pianta d' na cA. Tipo, Pianta 
Topografia. La figura d'una e 
sta come di alto in basso. Atzc 
cesi la proiezione di una ca» 
dal basso m su. 

D' PIANTA. M. avv. D' Impian 
cesi di chi è corredato, vestito 
pianto. 

D' PIANTA. Di pianta. Interai 
del tutto. 

Far la pianta. Segnare la j 
Levar di pianta. 
Pianta, add. m. Piantato^ se óU 
pianta. Con ficaio, se di chiodi 
bandonato, se di luogo o di p 
che siasi lasciata. 

Pianta sotta. T. di Vet. Sotu 
Add. di cavallo in cui la linea 
cale della coscia cada più innar 
la punta del piede posteriore. 

Ben pianta. Tarchiato, Infoi 
Impersonato. Ben complesso, 
bruto. 
PiANTADA. s. f. T. d'Agr. Piantata 
o filare d'alberi. Piantagione, 
tità d'alberi piantati. 

Far 'na piantada. T. d' Agr. / 
rare. Inalberare, Piantar albei 
PiANTADRiTT. s. m. T. degli Qriuc 
vellatojoT Disco d'ottone eoo u 
nio in mezzo orizzontale che s 
segnare il punto ove si dee 
care una ruota o sim. V. Pe 
contrapsar. 
PiANTADURA. s. f. Piantatura. L'ai 
piantare. 

PiANTADURA. S. f. T. de' CcSt. 

tura. Quella serie di vetrici p 
nel' fondo de* cesti sui quali si 
valcano in giro i torBii. 

PiANTAMÈNT. s. m. T. d'Agr. Post 
L. ). e Si ricorda la posta de 
lungo la strada ». 

Piantana, s. f. T. Bot. Piantaggini 



PI 

Petaccìuoìa^ Centonervìa. Pian- 
•enne assai nota che cresce pei 
, e per le strade con varia for- 
usata ne' flum atonici ed ora 
isate le sue radici nelle febbri 
litenlì. È la plantago Major di 

ÀNA PER LA FREVA. T. Bot. Pian- 

e femmina j o minore, Arno- 
, Capo di serpi. Pianta dolala 
(tesse qualità della precedente, 
cresce ne' prati aridi e lungo 
*etTiità de' boschi. È la Pianta go 
lata di Linn. 

BA PIANTAVA W t' UN BUS LA GH' 

TANA. La piantaggine fa d' un 
ina voragine. Questa specie di 
'bio pare abbia avuto origino 
50 nocivo della Piantagine nella 
le' flussi atonici. 

att. Piantare. Porre entro terra 
ici degli alberi ecc. perchè alli- 
c fruttifichino. Piantare a di- 
, dicesi del piantare una pianta 
ève star sempre. 
PAR. att. T. di Giuoc. Piantare. 

di giuncare quando si vince» 
PAR A BUSi. Piantare a formelle 
ìSiatelle, vate a dire in apposite 

PAR A CAv. Soggrottart. Lavorar 
ìe per piantarvi le viti aggrot- 
ta terra, lasciandovela a ciglio- 

PAR A FIOR d' tera. Porre a gal- 
ar poca profondità alle pianta- 

fAR d'alber. T. d'Agr. InarbO' 

PAR DÉNTER Impiantare. 
PAR niL BALI. Piantar carote, 
ir pastinache. Mostrar nero per 
f. Dare ad intendere altrui cose 

PAR EL BORDÒN LA LABÀRDA. Ap- 

ire la labarda. Appoggiare il 
Ione. Fermarsi a mangiare e be- 
casa d' altri. Essere come la gal- 
iel Biondo che chiamatasi la 
hina. 

TAR EL MORT. Fì^Ahbujare il fu- 
cioè nasconderlo, occultarlo. 
TAR EL PALÈTT. Far comc V osi- 



vi 279 

no del pentola jo. Fermarsi a parlare a 
lungo con quanti si trova. 

Piantar il Gualandi. T. de' Mur. Mu^ 
rare a corda. Murare colla guida di 
una cordicella. 

Piantar a occ' àddoss. Squadrare, 
Guardare con attenzione e quasi cer- 
care o misurare coli' occhio. 

Piantar i paj. Affondare % pali. Cac- 
ciarli profondamente nella terra, pian- 
tarli ben addentro. 

Piantar i ric.òn. Murare a riga. Por- 
re i tiLari di pietre o mattoni guidati 
da uno o più regoli. 

Piantar li arm e bagaj. Piantar lut" 
to. Abbandonare ogni cosa. Non ista- 
re a dire al cui Vienne. Fuggire con 
prestezza. 

Piantar li un lavór. Levar mano da 
un opera. 

Piantar von o vuna. Piantare. La- 
sciare, abbandonare. 
Piantarla. Finirla, Farla finita. Non 
tornar più sullo stesso negozio o di- 
scorso. Fig. Por le pive nel sacco. 
Piantares. n. p. Attendarsi, Fermar sua 
dimora in un luogo per qualche tem- 
po. 

Piantares. n. p. Impuntarsi, Dicesi 
delie bestie allorché aombrate o ca- 
parbie non vogliono andar innanzi. 

Piantares in qualcr sit. Impancarsi 
(Mol. ). Fermarci in qualche luogo a 
bell'agio. 
PiANTAROÉULi. s. f. T. d'Agr. Piantine* 
Piedi novellini di piante colle sue bar- 
be per uso di trapiantarle. 
Piantén'na. s. f. Pianticella, Pianterella. 
Piccola pianta. Barbatella, ramicello 
di vite d'altra pianta che per pro- 
paggine abbia già le radici. 
PfANTERRÉN PiANTÈRA. Terreno, Ap- 
partamento a terreno. Il piano di una 
casa più a livello della strada. 
PiANTòN. s. m l^assone. Colonna. E di- 
cesi per lo più di legno o altro che 
serva d'appoggio o sostegno. Hitto. 

PiANTÒN. s. ni. Fig Aspettane. Chi 
sta aspettando alcuno per dargli la 
mala ventura. 

PiANTòN. s. m. T. d'Agr. Talea, Gla- 
ba, Ramo d'albero tagliato allo due 

estremità per trapiantarlo. Dicesi Pian- 



2S0 



PI 



ione a. quel pollone che staccasi dal 
ceppo dell* dIìvo per trapiaotarb. Fit- 
tone. Barba o radice maestra d*una 
pianta fitta nella terra per diritto. 

Pi ANTON, s. m. T. de' Ball. Piantone. 
Sorta di ballo comico lombardo. 

PiANTÒN. s. m. T. de* Carr. Ritti. 
Que' legni del traino, piantati per- 
pendicolarmente sugli scivoli, i quali 
sorreggono le spallette del letto. 

Pi ANTON, s. m. T. de' Ce«t. Mazze del 
busto. Quelle vetrici o mazze più gros- 
se che danno forza ali' intessimento del 
bu^to de' panieri, 

PiANTòN. s. ra. T. de' F. di Gas. Ar- 
tnadura del gasometro. Quel ritto al 
quale è assicurato tutto il meccanismo 
del gasoroetro. 

PiANTòN. 8. m. T. de' Gualch. Guide. 
I due travicelli che tengono in mezzo 
la gamba del mazzo delle gualchiere. 

PiANTòN. 8. m. T. Mil. Guardia fir- 
ma. Sorta di sentinella senz' armi che 
sta alla vedetta a qualche distanza da' 
corpi di guardia ne' capivia. 

PuNTòN. s. m. T. degli Occhiai. Sno- 
do. V. Care. 

PiANTòN. s. m. T de* Pann. Panconi. 
I ritti del telaio de' lanaiuoli. 

PiANTòN. 8. m. T. de' Set. Castello. 
I quattro pianoni intelajati a rettan- 
golo presso la caldaia da filatrice sui 
quali si congegna la tavella. 

PiANTòN DEL MAZZABÈCCH. Sproni. I 

ritti sui quali posa il travicello della 
berta che regge la carrucola. 
Far el bal del piantòn. Dare un pian- 
tone. Andarsene senza far motto. Dar 
acqua di piantaggine. Lasciar l'amante. 

Piantonar, s. m. Piantonaio. Luogo dove 
si trapiantano le piante tratte dal se- 
menzajo. 

Puntòn'na. 8. f. Arhorone (Colombo). 
Grossa pianta che con voce di regola 
si potrebbe dire più propr. Piantona. 

PiANTùM. 8. m. T. d'Agr. Piantagione. 
Quantità d'alberi piantati nel mede- 
simo terreno, 

PiANTUMÀR. alt. T. d'Agr. Piantare. Por- 
re dentro alla terra le radici degli al- 
beri e le piante, acciocch'ei vi si ap- 
picchino, germoglino e fruttifichino. 
iHtm apcte Far piantata^ 



PI 

Pianura, s. f. Pianura, Piano» 
gna aperta o parte piana di u 
Landa, campagna in piano e 
esser fertile; ma che più natur 
reputasi deserta. 

PiANùzzA. 8. f. T. de* Legn. Pii 
Piccola pialla che si adopera 
lire, dopo la barlotla (desgro 
la pialla comune. Addoperasi | 
fare le augnature alle cornici. 

PiANzÉN. s. e add. m. Lippa, 
Che ha gli occhi lagrimosi. 

PiANZÉNT. add. m. Piagnoloso. Pii 

PlÀNZER. alt. Piangere, Lagrime 
piangere è Lagrimare con j 
singulto o di lamento, onde 
lagrimar senza piangere , co 
esempio si fa per lo sforzo 
Vagire è il pianger de* piccol 
bini. Pugolare, e quel finto | 
de' monelli che chiedon limos 
PlÀNZER. alt. T. d' Agr. Genk 
grimare. Quel mandar fuori e 
vite l'umore da dove s'incide 

PlÀNZER CHE *NA VIDA TAJADA 

gere a calde lagrime. Piangei 
• rotto, dirottamente. 

PlÀRZER DA LA CONSOLAZIÒN. i 

di dolcezza, o di tenerezza. 

PlÀNZER DEL cÀN. Uggiolare ( 

PiÀNZER OLA LEGNA. Cigolare 
di quei suono che mandano i 
verdi neirabbrucciarc. Gemen 
lo stillare cigolando l'umore 

PiÀNZER EL coÉUR. Piangere 
di checchessia. Sentirne dolor 

PiÀNZER EL CUL. T. d'Agr. i 
lagrima. Dicesi de' fichi allor» 
lano per soverchia maturità u 
mellifluo dal becco. 

PiÀNZER j occ'. Avere lagr 
d' occhi. 

Gnir da PIÀNZER. Imbambói 
occhi. Ricoprir le luci di lagi 
segno di voler piangere. 

Métters a PIÀNZER. Proron 
pianto. Dare in un dirotto pi 

Tornar a piànzer. Ripiaugei 

TrATTGMRS de PIÀNZER. Cofli 

log rime. 
PiANzòN. s. m. Belone* Pecorone 
Ione, piangoloso, che piange per 
€0^ che è pieno di pianto* Y. f 



Pi 

*M. 8. m. Fig. Pugolone, Chi si 
la e chiede con voce piaogeate 

occhi asciutti* 
EL piANzòif. Far marina. Finger 
a, e con importunità, quasi ga- 
ido, cbieder la limosina e simi- 
olare. V. Pianglàr. 
. a.f Piangimento. Pianto, pia- 
), piaguisterio. 

8. m. T. d*Orn. Mignailino, 
I. Rondine di mare che vola 
d* acqua , e si nutre di pescio- 
d* altri vermi che prende vo- 

È la Slerna nigra Linn. 
ss. Rimbalzello (Manz.). Giuo- 
iciullcsco che si fa giltaudo un 
ungo un canal d^ acqua dì modo 
T qualche tratto la sfiori ser- 
ndo a spinapesce. 
é Accendere, Mettere o appiccar 
a. checchessia, e dicesi anche al 
jù, V. Apiar e Dar foèugh. 
5. f. Golena. La riva d*un fiu- 
piè dell'argine. V. Golén'na. 
ì. m. Piacere, Diletto, ma il 
. è più intimo, il diletto è estrin- 

IR. Fig. Sernzio, Favore» 
:r. alt. Entrare. Quella prima 
fazione che ci viene da una pro- 
gradevole. 

piASÉR. Compiacersi, — Dilet- 

Deliziarsi, Godersi, Bearsi. — 

er gusto e piacere di una cosa. 

DA piASÉR. Piaceroèo. Inclinata 

piacere. 

lAséa. Godereccia, e dicesi di 
piacente. 

lASÉR AN VAL NIENT s' l' É FATT 

TEMT. Chi tosto da due volte da. 
a donare, chi tarda a dare. 
. UN PO EL pjASÉR Irofl, Q' Vam- 

. . Modo di accomiatare chi ci 

molesto. 

[. s. m. Gran piacere. Piacerone, 
r. s. m. Piacimento. Piacere, di- 

isiMÈNT. M. Givv. A piacimento. 
lo, confornje che piace* 
s« f. Lastra, Lastruccia. Y. Già- 
Lastra. 

•RA. s. i. T. di Cart. Bronzina, 
quadiuccio di rame posto in 



M 



281 



fondo alle pile sul quale battendo i 
mazzi soppestano i cenci. 

Piastra, s. f. T. de* Gettot. di Garat. 
Piastra. Quel ferro che riceve i di- 
versi pezzi componenti la forma. 

Piastra. T. di Giuoc. Piastrella, 
Ciappa. Sasso sferico e piatto di cui 
si servono i nostri fanciulli per giuo<« 
care ai mattoneello. 

Piastra da zugar. Chiosa. Piastra a 
dischetto di piombo col quale i fan-» 
ciulli giuocano al segno. 

Piastra del tOHc. Lastrone, Tavolcu 
Sorta di lastra che cuopre il fondo 
dolio strettojo« 

Piastra dl'az^alén. T. degli Arm« 
Cartella. Quella lamina di ferro in cui 
posano i pezzi dell' acciarino. Y. Gar- 
tèla« 
Piastrela. 8. f. Piastrella. Piccola pia- 
stra. 

PlASTRELA DA ZUGAR. MurcUa. 

PiASTRÉN. 8. m. T. di Cart. Pietra. Quel- 
la pietra u simile sulla quale a modo 
di ancudine si batte la carta col ma- 
gliuolo* 

PiASfRéfc. 8. m. Piastra. Sorto di 
chioccioletta ohe tiene in centro e 
raiforza V albero^ superiormente al te- 
l^jo nella piattoforma. 

PiASTRÉN. s. m. Chiudetta. Lastra scor- 
revole che apre o chiude lo sfiatotojo 
della stufa. 

PiASTRÉN. 8. m. T. de' Zecch. Pia^^ 
strino. Piastrella d'oro, di argento o 
di altro metallo, tagliato in forma 
tonda, la quale coniato ha a diven- 
tore moneta o medaglia. Condurre la 
moneta,' vale preparare i piastrini per 
la coniatura. 
Pi ASTRI. 8. f. Piastrelle j Murelle. Qat 
sassi di cui si servono i ragazzi per 
giuocare invece delle pallottole. 

PiASTRi. 8. f. T. degli Oriuol. Car-. 
ielle . Quelle piastre, per lo più d'ot- 
tone, che collegato insieme da quattro 
eolonnini formano ciò che si dice Ca-^ 
stello dell' oriuolO' 

ZcGAR AL piASTRi. Giuocar alle niu- 
relle o alle piastrelle. Fare al giuoco 
delle pallottole con sassi sferici. 
PiASTRicc. s. m. T. de' Pitt. Imprimiti 
raj Piastriecio. Y. Còla d' ri*. 



282 



PI 



PiASTRÓN. s. m. T. de' Fond. di Carat. 
Gemelli, Le due spranghe di ferro 
ben piane e liscie dei laigliatojo, Trai- 
le quali i caratteri son presi e serrati 
con due viti. 

PiASTRòN DEL MASC*. Piastrone. V. Pla- 
ca del mase. 
PiASù. add. Piaciuto, 
Piati, s. m. Piatto, Vaso quasi piano, 
ud quale si portano in tavola le vi- 
vande. Chiamasi Ventre la parte con- 
cava, Cornice il suo contorno. Sago- 
ma la piegatura che forma il ventre 
e piede la parte su cui si posa. 

Piati, s. m. ServitOj Piatto, Muta 
di vivande. 

Piati, s. m. Piatto. Per la provvi- 
sione del vitto. 

Piati, s. m. T. de' Bilanc. Gusci, 
Coppe j Piateili. Quella parte della 
bilancia ove si pongono le cose da 
pesare o i pesi. 

Piati, s. m. T. de' Specch. Bacino. 
Arnese di rame da soffregare i vetri, 
più meno incavato, secondo la con- 
vessità che si vuol dar loro. Più co- 
munemente Piatto. V. 

Piati, s, in. T. de' Vas. Cappellina, 
Arnese di terra colla che riceve l'a- 
cqua a guisa d'imbuto e la portd jie' 
doccioni. 

Piati, add. V. Spiati. 

Piati da sonar. Piatti, Catube, e 
in istil grave Cembali. Specie di piatti 
d'ottone che nelle bande militari si 
suonano battendo l' un contro l' altro. 

Piati dil j ampolén'ni. Bacinella, 

Piati d' mezz. T. di Cucio. Tramessa, 
Vivanda che si nìctte tra V un servito 
e l'altro cioè, dopo l'arrosto e pri- 
ma delle fruita. V. Antremè. 

Piati d' ripiegh. Piatto rifatto. Vi- 
vanda racconcia diversamente da .quel- 
lo che fu prima. 

Putì o' verdura. Piatto d'erbe. 

Piati fond. Catinuccio, Concola, 

Piati guarnì. Vivanda contornata o 
coronata. Arrosto, alesso o sim. cir- 
condato di uccelletti allo spiedo o di 
altra cosa ghiotta. 

Piati lecch. Ghiottomia, 

Piati monta. Trionfo, 

Piati oval.. Fiamminga, Piatto di 



PI 

forma ovale per lo più centii 
uso di servir in tavola le viva 
Piati regaU. Vivanda di 
Venuto senza spesa. 

A VAL PU EL BON COÈUR CHE 

piati del mono. La vivanda 
l'animo e la cera, 

Fàren di piati. Far miracoli 
sia cosa. Far le maraviglie. 

L' ultim piati. Scherz. Lo steci 
ed anche // conto dell'oste. 

Un piati da star alleguer, i 
PIATI. Un bel cero. Un bel fu 
cesi ironicamente d'una persoi 
gradevol molto. Un buon piai 
aliar buono, come nel segue 
sempio: Gli furono arrecati ali 
molti buoni piatti di parentad 
Piattaforma, s. f. T. Mil. Piatti 
Opera di terra in forma di 
cavaliere che si costruisce pi 
del parapetto per dominar ce 
none la campagna. 

Piattaforma, s. f. T. degli 
Piattaforma. Strumento ad 
spartire la dentatura delle ru< 
gli oriuoli. Si compone delle s 
partì: 

Alber Albero, 

Alidada . . . • Alidada, 

Brazz Braccio, 

Brazzctt. . . • Falconetto. 
Ciavètta. . . . Chiavetta, 
Ciavètta. . . . ChiavardelU 
Cova d' i'onda. . Piede del poi 
Gargam. . . . Scorritojo, 
Girlén'na • . . Carrucolino, 

Leva Leva. 

Lima Lima. 

Lumaca .... Chiocciola. 
Maccbtiiètta d'Ber- 

tù Macchinetta 

thoud, 
Maccbinèll% dil 

mostri . • . Macchinetta 
Moèuja .... Molla, 
Morseti .... Pressore? o 

Pe Tavola, 

Pe del llar. . *. Pignoni. 
Piastrén. . • . Piastra. 
Polghén .... Perniitzzo. 
Poniseli. . . . Teìajo dell'i 
Poniseli .... Pofii^. 



PI 

PorUlioui • • . Porlalime. 
Portarocbètt • • PonUcelU. 
Quadrane . • • Quadrante. 
Quadraoléo. • • Quadrantino, 

RaM Indice. 

Razélu • • • • JndiceUo. 
Regìsler. • • • Registro, 
Regolator • • . Vite del piede del 

portalime. 
Roccbètt. . . • Rocchetti. 
Rodléu'uadelbraz- 

lèti • • • . • Carrucolino dell' /• 
pottwcclio. 

Segbgooèula • . Manubrio. 

Spariilòr. • . . CAìmpartilore. 

jSquàder. • . • Squadra. 

T«fl6éU • • . • Tassetto. 

TeUéo • • • • Caperozzolo. 

Tlar Telajo. 

Trtvtrs . • • . Braccio. 

Vida d'armissa • Vile di trasporto. 

Vida del portalima Vile del portalime. 

Vida d' lODd . . Vite di fondo. 

Vida d' j inconter. Vite degli incontri. 

Vida d* zéuler . Vite del centro o di 
concentramenlo. 

Vidètta • • • . Compressore. 

Ziliodrèlt . . • Cilindretto. 
(lAniRÌA. 8. f. Piatteria. Il complesso 

de* piatti. 
hkvti». 8. m. Piattello. Piccolo piatto. 

PuTTÉN. 8. ni. Pietanzino, Pietan» 

%iiìa. Vivaoduccia ghiotta, cauiangia- 

retto, manicaretto. 

PiATTÉN. s. m. T. de* Squer. Pialla. 

Barca o barchetta còl fondo piano. 
FurrLto*NA. s. f. Scodella. Specie di 

piallello apaso e fondoluto ad uso di 

mangiar la minestra. 
PunòN. 8. m. Piattone. Piatto grande. 
PuTTòN. 8. m. T. d* Entom. Piattone, 

Piattola. Insetto che per lo più sì 

ricovera tra i peli dell anguinaia. Il 

Pedieulus pubis Linn. 
CiiPPAR I piATTòN. Appiattarsi. Im- 

piattolarsi. 
Far andar via i piattòn. Spianare. 

Spiatlolarsi. 

PléN D* PIATTÒN. PiattoloSO. 

PlATTONADA. 8. f. Piattonata, Colpo che 
si dà col piano della sciabola o al- 
Ir'arme simile. 

PuTTONAR. alt. Piattonare. Dar piattonate. 



Pi 



285 



Piazza, s f. Piazza. Luogo dove ai fa 
il mercato, o luogo spazioso circon- 
dato di edifici. 

Piazza, s. f- Fig. Impiego, Officio. 
Carica, grado. 

Piazza, s. f. T. de* Carb. Piazza. 
Spazio di terreno piano intorno la 
carbonaja ove si dispongono in cono 
le legna da convertirsi in carbone. 

Piazza, s. f. T. di Comm. Scalo, 
Porto. Città di gran commercio. 

Piazza d* armi. Piazza delle guardie. 
Piazza d' armi significa Citta fortifi- 
cata e munita di presidio. 

Piazza del casell. Spazzo. 

Piazza dil j ortlani. Piazza dell' er- 
òe ^ oppure Piazza olitoria, Erbaria. 

Piazza morta. Piazza morta. Si dice 
la paga che tira il capitano di quei 
soldato che non ha* 

Piazza voeuda. Posto. Impiego va- 
cante. 

Andar su e zo per piazza. Piazzeg" 
giare. Andare a spasso per le piazze, 
e figurat. Starsene scioperato. 

Restar in t* la piazza di can. At- 
dursi sul lastrico. Venire in estrema 
necessità. Rimanere nelle secche, re- 
star impedito del condurre a buon 
termine una cosa. 
Piazzada. s. f. Piazzata. Materia di riso 
scherno, cosa messa in pubblico 
quando meglio era tacerla, ed anche 
Chiassata, Strepito, Bordello. 
PiAZZAL. 8. tu. Piazza, Piazzetta, PiaZ" 

zuola. Ma non Piazzale. 
Piazzar, s. m. Piazzaiuolo. (B. L.) Il 
proventuario della piazza e il riscuo- 
titore de* diritti plateali. . . 
Piazzetta, Piazzoéula, Piazzalètt, Piaz- 
ZALÉN. Piazzetta, Piazzuola. Piccola 
piazza. 
PiAZZAROÉUL. s. m. Piazzojo. Uomo ab- 
bìettamente litigioso che per ogni mi- 
nimo che, insulta e schiamazza. Mer» 
cantino, Mercatina, persona di mer- 
cato, di modi e sensi triviali. 

PiazzarOéul. 6. ni. TVeccone. Riven- 
dugliolo di piazza. 
PiAZZAROÈuLA. 8. f. Trcccia, RivendugliO' 
la. Donna che traffica sulla piazza, e 
figurat. Ciammengola, Panichina. Don- 
na vile e plebea. 



284 



PI 



PlAZZOÈULA DEL LETI. PoSSettO. V. VìaZ- 

zoèula del leti. 
Piazzòn'na , s. f. PiAZZALòN. fi. Dd. Gran- 

de piazza. Piazza maestosa. 
PtCAJ o PiCAJA. Appiccagnolo j Allacca' 
gnolo, Appiccalojo, Qualunque cosa 
ov' altri possa attaccarsi, o che tenga 
sospesa cosa appiccata. 

PicAJ dl'arloéuj. Pallino. Quella 

parte dell' orinolo a cui si attacca o 

appende la catenella o il nastro. 

PiCAJA. s. f. T. d'Agr. Piccanello, II 

peduncolo del grappolo che resta at- 

' laccato al sermento dopo la vendemia. 

PiCAJA. s. f. T. di Cuc. Quarto ri- 
pieno. V. Quart da limpir. 

Pica) A. Fig. Masserizia. Il pene con 
le altre apparlenedze. 

PiCAjA. s. f. T. de' Lavan. Coppia^ Maz- 
zo ^ Puntata. Due o più capi di bian- 
cheria appuntati insieme. In molti casi 
lo diciamo assolutamente per Pezze. 

PiCAjA d' agnell d' vitell ccc Spal- 
letta, Quarto dinanzi. Spalla che si 
usa accomodarla con un ripieno e 
cuocerla a lesso. V. Quart. 

DoLZ d' piCAJA. Tenero di calcagna» 
Facile ad innamorarsi, ad aver com- 
passione. Di dolce sangue. 
PicAifÈLL. V. Picaj e Piccanèll. 
Picc. s. m. Picchio j Colpo, V. Picch. 

Picc. s. m. Volta. Per es.: 

A GNiRÀ BEN EL ME picc. E .vcrrà 
bene la mia volta, 

Picc PICO. Ticche, Tocche. Modo scherz. 
per imitare un legger picchio iterato. 

Tri picc al bell'omén. Caramogio, 
Sconciatura. 
Picca, s. f. Picca. Gara, emulazione, 
contesa. 

Picca, s. f. Picca, Asta con punta 
«cuta di ferro, usala dalle fanterie 
prima che si usassero le bajonette ì- 
Bastate a moschetti nel secolo XVIIl. 

PiccA CHE TE pìccA. Picckia c ripic- 
chia. Frase che suole usarsi per de- 
notare un ripetuto percuotere, e fig. 
un'azione ripetuta. 

Andar d' picca. Entrare in picca. 
Piccarsi, andar a gara, gareggiare. 

ToÉUR D* piccA. Pigliar a scesa di 
testa. Mettere ogni sforzo per conse- 
guire l'intento. 



PI 

Picca, add. Picchiato, Picchietta 
teggiato. E vale anche Picco ^ 
tocco. 

Picca, add. m. T. d'Agr. Ci 
Diccsi di frutta che abbiano 
della gragnuola. 

Picca, add. m T. di Bias. 
tato. Dicesi di stemma il ci 
sia chiazzato di piccole maccl 

Picca dal yaroèul. Beccato 
juoloj Butterato, Butteroso. 
dal vajuolo. 
PiccADA. s. f. Picchiato, Picchio 
Colpo dato alla porta col 
perchè sia aperta. 

PiccADA. s. f. Jrnpiccaturo, 
mento, Impiccazione. Lo im] 

PiccADA DA FORNAR. Tcntcnn 

PiccADA LONGA. Picchiamene 
iterati. 
Piccadén'na. s. f. Picchiatella. 
PiccAHENT. s m. Picchiamento : 

Frequenza di battere. 
Piccanèll d' un arloèuj. Pallino, 
Quella parte dell'orologio al 
si appende la catena o il tu 
ciondoli. 
PiccANT. add. m. Piccante, F 
Frizzante. Dicesi dello scrive 
parlare. 

PiccANT. add. m. Piccoso. 
picca. Garoso. 

PiccANT. Razzante. Aggettivi 
che picchi o frizzi. 
PiccAPREDA. s. m. Scarpellino. 
che lavora le pietre colio i 
Tagliapietre, Lastrajuoio, o 
di pietre. V. Marmorén. 
Piccar, alt. Picchiare. Bussare, 
alle porte per farsi aprire, e 
mente si dice d'ogni altra c( 
percuota e renda suono, come 
percuotere alcuno, dargli del 

Piccar, alt. T. Med. Martel 
cesi del dolore che cagionati 
ceri quando vanno in putred 

Piccar, alt. T. de' Mur. Ta 
muro. Martellare un muro | 
dicare dal suono che rende 
tenga vani entro sé. 

Piccar, alt. T. de' Selc. Mi 
gare. Assodare le selci nel s 
a colpi di mazzeranga. 



A COSA. Picchiettare, Picchiare 
leggermente, punteggiare. 
) IMPICCAR. Impiccare, Dar 
supplizio. 

1AN PIAN. Tozzolare, (Fr.) 
^oce usata nella frase: 
; piccARDÌA. Fig. Farsi impic* 

p. Piccarsi, Vantarsi, 
D. p. Pungersi in qualche 
iscaidarsi dentro. Picthièg- 
areggiarsi, prender picca, 
n- p. Jmpendersi, Fig. Sa- 
. Cedere forzato ad una su- 
Mìessità che ci torni danno- 

m. Piccolo, Picciolo, Pie 

Minuto. Add. di mercante 

i al minuto. 

ÌN. Da bambino. Fin dalle 

HE piccÉN. Nel mio piccolo, 

sso ecc. 

u Fanciulletlo , Ragazzetto, 

Piccone, Palo di ferro con 
adra a guisa di subbia per 
i sassi disfare il selciato. 

e Piccòn. 

m. Picchio, Colpo, picchiata, 
he si fa picchiando. 

m. Fitta, Trafitta. Dolore 
, intermittente. 
r. Furb. Martora, Gatto 

Tanghero, Gonzo, Un vii- 
contadino. 

. m. T. di Giuoe. Picche. 
uattro semi delie carte fran- 

m. T. d' Ornit. Picchio, Cosi 
picchiare eh' ei fa col becco 

jri per farne uscir fuora for- 
ve n' ha di diverse gran- 

i diversi colori. Il Picchio 

nero, russo maggiore e il 

lore. 

>A ounoNÉN. Mazzeranga. 

''usto di legno cilindrico che 

Ida ghiera di ferro dappiede 

aniglie da capo e serve a 

;are i selciati. 
SAN Pasqual. // campanel 

rie. Ubbia della plebe che 



PI 



2>^8 



crede dover morire se nella mezza 
tìotte sente batter tre volte nel muro 
a capoletto. 

PiccH MURADòR. T. d' Omil. Cerzia 
murajola, o Picchio murajolo. Uccel- 
letto poco più grosso d*uaa passera^ 
che sale sopra le muraglie e sì ciba 
d* insetti. É la Thicodroma muraria 
Bonaparte. 

PicH picH. V. Picc picc. 
Picchè. ». ra. Basino trapunto. Coltrone 
cino d'Inghilterra. Specie di bamba- 
gino detto anche da' Fior. Picchè. 

Picchè, s. m. T. di Giuoc. Picchetto. 
Giuoco di carte in cui si tengono a 
conto la numerazione, la sequenza ^ 
ossia sequela per ordine delle carte, 
e le quattro simili de' quattro pali ò 
semi ( ronfi). 

PiGCHè. add. T. di Cuc. Lardellato. 
Per. esempio: 

ViTELL PICCHÈ. Bracciuola lardella- 
ta, cioè fetta di vitello, addobbata 
con lardelli. 
PicCHÈTT. 8. m. T. degli Ing. Piuolo. 
Palicciuolo che piantano tracciando 
le opere a farsi. Caposaldo, punto 
stabile fissato in qualche fabbrica per 
riscontro della livellazione. 

PiccHÉTT. s. m. T. Mil. Picchetto. 
Staccamento dì soldati, che serve di 
rinforzo, occorrendo, a quelli che 
sono di guardia. 

PfCCHÈTt in •fi DiD. Unghielle. Stu- 
por doloroso delle dita cagionato d!a 
freddo eccessivo. 

PlCCHÈTT HVRADÒR. T. d* Omit. PcC' 

ciotto. Nome che si dà in Toscana al 
Picchio piccolo cinerìno ossia si 
Picus minor Linn. 

Picei Picei. Billi bau. Bilie bilie. Voce 
colia quale si chiamano i pulcini. 

Piccia. Terza persona dell' indicat. pres. 
del Verbo Picciàr, {Picchiare) usata 
nella frase: 

Piccia, dai e martela. Picchia e n- 
picchia. Frase che suol usarsi per 
denotare fignrat. una lunga insistenza 
nel vincere un ostacolo. 

PicciACiòzzA. 8. f. Fischio da Pulcinella. 
(Barelti Frusta) Linguetta ? Specie 
di sampogna formata di due lamine 
di latta o meglio di madreperla con- 



176 



FI 



plaDO Mperiore del parapetto sul 
<|aale s'apppoggia colle braccia chi sta 
alla finestra. 

Pian dla forma. T. de' Geli, di Carat. 
Pezzo tuHfo. Pezzo di ferro grossetlo 
largo quanto la cartella della forma, 
« traverso della quale è fermato, e 
che termina dall'uà de* capi colla 
foi'diettfi. 

Pian dl' uss, Soglia. Il fondo di una 
porla che torna a piano del pavi- 
«lento e che diccsi Soglia intavolata 
se è alquanto rilevata e forma bat- 
tente air imposta. 

Pian d* harhor. Lastrico, 

Pian d* na ca. Piano. I diversi or- 
dini in cui per 1* altezza è divisa u- 
na casa. Il primo, secondo, terzo pia- 
no ecc. Pianta , il disegno di una 
fabbrica. 

Pian d' n* armari ecc. Palchetto. Cia- 
scuno de' piani ne* quali è scompar- 
liio r interno d'un armadio, d'una 
scanzia ecc. 

Pian d' wa «cala. Pianerottolo, Ri- 
piano, Quel piano o spazio che é in 
capo alle scale degli edifizj. 

Pian d'un opra. Diécgno, Tessitura, 
pensiero, ordine, progetto. 

Pian dom»i. Vespajo. f avimento che 
si fa sopra un altro alquanto aolie- 
vato per difendersi dall'umido. 

Pian d' quadre. Mattonato e Ammat- 
tonato. Pavimento fatto di mattoni 
posti per piano. Accoltellalo, pavi- 
mento di mattoni posti per coltello. 
Impiantilo j se lo sono per punta. 
Ammattonato a spina, se sono posti 
a spina pesce. 

Pian d'on scól. Letto, Il piano per 
cui scorre l'acqua d'un canaletto o 
smaltttojo. 
Pian pianén. A passi scarsi. 
Pian pianén, se no a far! la pissén'na 
ROSSA. Piano eh' ei non si levi poi' 
lerey sì dice per derisione a chi fa 
gran bravate e tagliate fuor di pro- 
posito. 
Pian roti. Sitolo smattonato, (Mol.) 
Pian terazzà. Battuto, Lastrico a 
massello, cioè fatto collo smalto o 
simile cIm5 dicesi pure Pa^ifntnto alla 
Veneziana, Y« Tarsi. 



Pian zentrà. T. de' Gapp. J 
ma sftrica. Quella su cui si 
le tese de' eappelli bassi. 

Chi va pian va san. Chi u 
va ratto. Chi opera consideri 
si conduce spesso a sicuro ii 

£l prim pian attacch ai c 
stanze a tetto o le soffitte. 

Fa« el pian. T. de* Selc. i 
il fondo. Appianare il terri 
quale si deve fare un selciate 

Far m pian d'assi. Ta\;ok 
camera. Impalcarla colle tavo 
Piana, s. f. Bandella, Spranga 
da conficcare nelle imposte < 
finestre, che ha in una dell 
mite un anello, il quale si tu 
l'ago dell' arpione, che ha da 
ìe imposte. BandeHina ditninut 
dellaccia peggiorat. Vi ha la 
oì^inaria quella a gancio, 
a T, inginocchiata , ( scavizzf 

Piana, s. f. Lastra* Pietra d 
ficie piana e non molto grò 
cui si coprono le case sui do 
pennini. 

Piana, s. f. T. d'Agr. Tavol 
di terreno piano seminato o 
di qualche còsa. Campo. Pian\ 
di terreno d'un orlo ove si 
una sola specie di piante. Dir 
que una Tavola o Campo di 
io, d'avena ecc. Una piana 
selli, di fagiuoli ecc. Aiagolo 
lato, Spozio tra l' uno e l' altr 
nel quale i contadini fanno le 
più accosto un doppio dell'o 
i'una dell'altra. Dicesi anch 
mite. 

Piana, s. f. T. di Cacc. Sca 
Ci astra. 
Piana, s. f. V. Coni. Trave, ^ 
Piana, s. f. T. di Masc. Ferro 
che si applica al piede, e pa 
tìHfnte allo zoccolo interno, 
masi anche Piana, 

Piana da l'occètt. Femmina, 
dello che riceve l'ago dell'ari 
Piana dal polegu. Bandella 
nula. 
Piana dla tela. Peneratm* 
particella dell'ordito che rima 
za essere tessuta, Cerro*- 



PI 

; VuhJa. tu. Appianare. V. Spianar. 

[fuiiBPORT. 8. m. GravìcembalOj Arpi' 

««nfo e con voee moderna Pianofor^ 

te. Slramento noto a corde metalliche 

per lo più orizzontali che suonasi con 

p tasti. Le sae purti principali sono le 
aeguenti : 

Aroaltén. • . • Ribalta, 
Banda .... Soneria, 
Bischei* • . . • Pironi. 
Bi!aixètt« . . . Puntelli. 

Cassa Cassa. 

Cordi. • • , . Corde. 

Lastròn .... Cordiera metallica. 

Letturén. • . • Leggio. 

Pdaj Pedalix 

Pdaiera .... Pedaliera. 

Pe Piedi. 

Pontsèll .... Ponticello. 

* Tasterà .... Tastiera. 
Tavla armònica . Tavola armonica. 
ApoUùnicone* Strumento a tasti simile 
al pianoforte con due tastiere, «d un 
giuoco di canne d* anima con un au- 
tomato che il suona. 

PuNELA. s. f. Pianella. Calzamento de' 
piedi che non ha quella parte che 
coopre il calcagno, cioè i quartieri. 
PiANELA. s. f. TI de' Mur. Mezzana. 
Sorta di mattone col quale si ammat- 
tonano i pavimenti. Lu voce Ital. Pia- 
nella corrisponde alla Lambrèecia del 
nostro dialetto. V. 

Dar con 'na piànela. Dar pianellate, 
V. Pianèla nel primo sijKnitìcato. 

PuNETA. s. f. T. Eccl. Pianeta. Veste che 
porta il prete sopra gli altri paramenti 
quando «celebra la messa. Le sue parti 
sono gli ovaletti e le sale. 
Pianeta, s m. Pianeta. Stella erran- 
te, che si crede influire sulle vicende 
della vita umana. In questo senso vae 
le anche Falo^ Oroscopo, destino. 
Pianeta mozza. Pianeta plica ta e as- 
sol. Plicata. Pianeta piegata o mozza 
nella parte davanti di cui si fa uso nel- 
la settimana santa, e nei giorni di lutto. 

PiAHETÀB. 8. m. Pianetajo, Banderajo. 
Colui che fa paramenti da chiesa , ban- 
diere, ricami ecc. V, Ricamadora. 

PiANèTT. 8. ra. T. de' Battìi. Martello da 
cominciare. Quello che serve per bat- 
tere i primi pacchetti. 



PI 



t77 



PiANÉTTA. 8. f. Bandelletla. Piccola ban- 
della. 

PiANÉTTA. s. f. T. de' Peltin. Pianet- 
fina. Sorta di sega da dentatura più 
fina dei pianettoncino. V. Pianettén. 
PiANÈTTA GROSSA. T. de' Pcttiuag. Fò^ 
ra. Strumento da pareggiate il petti- 
ne da parrucchiere dalla parte del rado. 

PianettXr. att. T. de' Peltinagn. Pianeta 
tare. Pulire colla Pianetta i denti del 
pettine. 

Pianettén. s. m. T. de' Pettlnagn. Pia- 
nettoncino. Ferro addentato con cui si 
ripassano i denti del pettine e si at- 
tondano. 

PiANETTòN. s. m. Ti de' Pettinagn. Pia- 
nettane* Strumento a scaletta, con cui 
si riuniscono i denti del pettine, e si 
tirano a pulimento. 

PiANGLAXÉNT. s. m. Plangolcggio , Pia* 
gnisteo. Piagnìstero, beìo, pianto. 

PiANGLAR. att. Piagnucolare. Piangere al- 
quanto. — Nicchiare, Miagolare, Fi- 
gnolare. Friggere, Essere infrigno. — 
Dolersi, rammaricarsi di continuo. Pi- 
golarcj Quel rammaricarsi di continuo 
che fa taluno dell'aver poco ancorché 
abbia assai, il che fare direbbesi an- 
che — Tenere il cappon dentro e gli 
agli fuora. — Sbietolare, intenerirsi 
d'ogni che e scioccamente piangere. 

PiANGLòN. s. m. Piagnitore. Che piange. 
PiagnolosOj pieno di pianto e di do- 
lore. Pigolone, Piagnone j che sempre 
si duole, dell'aver suo. Monello, chi 
finge ed esagera povertà. 

Pianglòn'na. s. f. Prèfica. Donna prez- 
zolata a piangere nelle esequie dei 
morti, ne' funerali ecc. Piagnona. V. 
Pianglòn. 

Piani, s. ro. p. T. de' Battìi. Piane. U- 
tensili stracchi interposti dopo la ba- 
gnatura tra fogli di pergamena. 
Piani, s. f. T. degli Squer. Parati. 
Travi situati ne' piani del cantiere o 
squero sui quali devono scorrere le 
¥ase allorché la barca si vara. 
Piani. T. de' Tessit. Riannodi da ac- 
comandolare. Comandoli. Gugliate di 
refe che servono a rappiccare i fili che 
si stracciano nel tessere la tela. 

PiANissiM, T. Mus. Pianissimo. Add. di 
suono nota. 

18 



278 



PI 



Pianista, s. m. Pianista. Suonatore di 

gravicembalo. 
PiANLÀ. add. m. Anima f tona lo. Pavimen- 
to di mattoni di qualunque spezie. 
PiANLADURA. s» f. ImpiancUatura (Mol.). 
PiANLÀR att. Ammattonare, Pavimentare 
con mattoni, Mattonare: e più part. Im- 
palcar di mezzane, 
PiANLòN. s: ro. Quadrone, Mattone gran- 
de, di forma quadra, il quale se fia 
per uso di ammattonar forni, dicesi 
Tambellone, 

PiANLòN. s. m. T. de' Marra. Ambro- 
getta. Piccolo quadrello di marmo ad 
uso di far pavimenti. 

PiANLòN DA SCALA. Quadrilunghi, S«r- 
ta di mattone quadrilungo e grosso. 
PiANT. s. m. Pianto. Il pianj^ere. 
Pianta, s. f. Pianta. Nome generico col 
quale si indicano da noi indistinta* 
mente gli alberi e le piante. Però vo- 
lendo scrivere con proprietà dirassi 
albero ad una grossa pianta d'alto 
fusto e legnosa: albero di quercia^ di 
noce. Arbusto o fruticce a quelle pian- 
te che tengono luogo di mezzo fra 
r albero e l'erbe, che mettono molti 
rami e durano assai tempo, come il 
Bamerino, il Lentisco ed altri. Pianta 
si dice per esempio ad un Garofano, 
ad una Camelia e simili. 

Pianta, s. f. T d' Agr. Tassello. Pic- 
cola incudine sulla quale si assotiglia 
il taglio della falce tìenaja. 

Pianta da razza. Pianta matrici^ 
na. 

Pianta d'arvgnuda. Pianta vegnente , 
Vigorosa. 

Pianta da teghi. Pianta bacellina. 

Pianta da vida. Tastollo, Albero che 
si pianta accanto alla vile acciochè so- 
pra di esso si regga. 

Pianta da zìma. Pianta da vetta. 

Pianta d' mar. Pianta marina. 
Che cresce nel mare o vicino al maro. 
Zoofito, Alcionio, Piantanimale, pro- 
duzioni animali marine come il corallo, 
le spugne e simili. 

Pianta forestera. Pianta esotica. 

Pianta nassuua da le. Pianta spon- 
tanea. 

Pianta nostrana. Pianta nostrale, o 
indigena. 



PI 

Pianta salvatga. Pianta sili 
sabatica. 

Pianta shestga. Pianta damt 
saliva. 

Pianta del pe. Suolo, Pianta 
de. 

Pianta dla MoèujA. Braca. I 
sta della molle che tiene a l 
fascétte degli archibugi. 
Pianta d' na cA. Tipo, Pianta 
Topografia. La figura d'una i 
sta come di alto in basso. Atz^ 
cesi la projezionc di ona cas 
dal basso in su. 
D* PIANTA. M. avv. D'Impian 
cesi di chi è corredato, vestito 
pianto. 

D' PIANTA. Di pianta. Intera 
del tutto. 
Far LA pianta. Segnare la 
Levar di pianta. 
Pianta, add. ro. Piantato ^ se di* 
pianta. Conficato, se di chiod 
bandonato, se di luogo o di | 
che siasi lasciata. 
Pianta sotta. T. di Vet. Sotti 
Add. di cavallo in cui la linea 
cale della coscia cada più innai 
la punta dei piede posteriore. 
Ben pianta. Tarchiato, Jnfa 
Impersonalo. Ben complesso, 
bruto. 
Piantada. s. f. T. d'Agr. Piantata 
o filare d'alberi. Piantagione, 
tità d'alberi piantati. 
Far 'na piantada. T. d' Agr. j 
rare. Inalberare. Piantar albe 
PiANTADRiTT. s. m. T. degli Qrìu< 
vellatojoT Disco d'ottone eoo i 
nio in mezzo orizzontale che \ 
segnare il punto ove si dee 
care una ruota o sim. V. Pe 
contrapsar. 
PiANTADURA. 8. f. Piantatura. V a 
piantare. 

PiANTADURA. 8. f. T. de' Cest. 
tura. Quella serie di vetrici | 
nel' fondo de' cesti sui quali s 
valcano in giro i tornii. 
PiATWAMÈNT. 8. m. T. d'Agr. Posi 
L. ). e Si ricorda la posta de 
lungo la strada ». 
Piantana, s. f. T. Bot. Piantaggin 



PI 

gìore^ Peiaeciuaìaj Cenfonervh. Pian- 
ta perenne assai nota che cresce pei 
campi, e per le strade con varia for- 
7J). Fu usata ne' flum atonici ed ora 
sono usale le sue radici nelle febbri 
iotermìtenti. È la plantago Major di 
Linn. 

Piantana per la fheva. T. Bot. Pian- 
taggine femmina, o minore, ylrno- 
glosso. Capo di serpi. Pianta dotata 
delle stesse qualità della precedente, 
e che cresce ne' prati aridi e lungo 
le estremità de' boschi. È la Pianto go 
lanceolata di Linn. 
L'erba piantava in t'un bus la gh' 
FA 'na tana. La piantaggine fa d' un 
(meo una voragine. Questa specie di 
proverbio pare abbia avuto origine 
(tairoso nocivo della Piantagine nella 
fora de* flussi atonici. 
PiAHTAR. att. Piantare. Porre entro terra 
le radici degli alberi ecc. perchè alli- 
|nino e fruttifichino. Piantare a di- 
mora, dicesi del piantare una pianta 
OTe deve star sempre. 
Piantar, att. T. di Giuoc. Piantare. 
Cessar di giuncare quando si vince» 
Piantar a busi.. Piantare a formelle 
a fo$mtelle, vate a dire in apposite 
barbe. 

Piantar a cav. Soggrottart. Lavorar 
le fosse per piantarvi le viti aggrot- 
tando la terra, lasciandovela a ciglio- 
ne. 

Piantar a fior d' tera. Porre a gal- 
la. Dar poca profondità alle pianta- 
gioni. 

Piantar d'alber. T. d'Agr. Inarbo' 
rare* 

Piantar dénter Impiantare, 
Piantar niL bali. Piantar carote. 
Piantar pastinache. Mostrar nero per 
hianeo. Dare ad intendere altrui cose 
false. 

Piantar el bordòn o la labàrda. Ap- 
foggiare la labarda. Appoggiare il 
gonfalone. Fermarsi a mangiare e be- 
re in casa d' altri. Essere come la gal- 
lina del Biondo che chiamatasi la 
scrorchina. 

Piantar el mort. Fi^Ahbujare il fu- 
rato, cioè nasconderlo, occultarlo. 
Piantar el palètt. Far come V osi- 



vi 



279 



no del pentolojo. Fermarsi a parlare a 
lungo con quanti si trova. 

Piantar il Gualandi. T. de' Mur. Mu* 
rare a corda. Murare colla guida di 
una cordicella. 
Piantar a occ' àddoss. Squadrare. 
Guardare con attenzione e quasi cer- 
care o misurare coli' occhio. 

Piantar i paj. Affondare t pali. Cac- 
ciarli profondamente nella terra, pian- 
tarli ben addentro. 
Piantar i ric.òn. Murare a riga. Por- 
re i iiUri di pietre o mattoni guidati 
da uno o più regoli. 
Piantar li arm e bagaj. Piantar tuf" 
to. Abbandonare ogni cosa. Non ista- 
re a dire al cui Vienne, Fuggire con 
prestezza. 

Piantar li in lavór. Levar mano da 
un opera. 

Piantar von o vuna. Piantare. La- 
sciare, abbandonare. 
Piantarla. Finirla, Farla finita. Non 
tornar più sullo stesso negozio o di- 
scorso. Fig. Por le piw nel sacco, 
Piantares. n. p. Attendarsi, Fermar sua 
dimora in un luogo per qualche tem- 
po. 
Piantares. n. p. Impuntarsi, Dicesi 
delle bestie allorché aombrate o ca- 
parbie non vogliono andar innanzi. 

Piantares in qualcr sit. Impancarsi 
(Moi. ). Fermarsii in qualche luogo a 
beli' agio. 
Piantaroéuli. s. f. T. d'Agr. Piantine* 
Piedi novellini di piante colle sue bar- 
be per uso di trapiantarle. 
Piantén'na. s. f. Pianticella, Pianterella, 
Piccola pianta. Barbatella, ramicello 
di vite d'altra pianta che per pro- 
papigine abbia già le radici. 
PfANTERRiiN PIANTERÀ. Tcrrcno , Ap- 
partamento a terreno. Il piano di una 
casa più a livello della strada. 
Piantòn. s. in /^ossone. Colonna. E di- 
cesi per lo più di legno o altro che 
serva d'appoggio o sostegno. Hitto. 

Piantòn. s. m. Fig Aspettone. Chi 
sta aspettando alcuno per dargli la 
mala \cntura. 
Piantòn. s. m. T. d'Agr. Talea, Gla- 
ba. Ramo d'albero tagliato alle due 
estremità per trapiantarlo. Dicesi Pian- 



290 



PI 



Massicci di ghisa che servono di so* 
stegno alle caldaje delle saline. 

PiLASTRADA. s. f. Pilastrata. Quantità di 
pilastri: sito dei pilastri. 

PiLASTRÀzz. s. m. Pilastraccio. Pegg. di 
pilastro. 

PiLASTRÉN. s. m. Pilastrino, Pilastrello, 
Piccolo pilastro. 

PiLASTRÉN. s. ni. T. de' Forn. Fittone. 
Quella pie*tra che resta in mezzo al- 
la bocca della fornace e che fiancheg- 
gia i ealdatori. 

PiLASTRòN. s. m. Pilastrone, Grande pi- 
lastro. V. Pilòn. 

PiLAT. Pilato. Nome propr. usato fra 
noi ne' seguenti dettati. 
Far CMè Pilat. Vale Lavarsi te mani 
d' una cosa. Non se ne impicciar più, 
non voler tenerne più conto, non 
voler più briga. 

Mandar da Eròd a Pilat. Mandar 
da Erode a Pilato, Abburattare. Man- 
dar alcuno da una persona ad un* al- 
tro con apparenza di giovargli, ma 
senza concludere. 
Parer la serva d' Pilat. Essere una 
sciammanata. Parere una manimorcia. 
Dicesi di donna sciatta e sudicia ne' 
panni e nella persona. 

Pile. add. di Zucchero fioretto. V. Zùc- 
cher. 

Pili Pili. Ani, Ani, Voci colle quali si 
chiamano i polli. 

PiLiÉR. s. m. T. de' Cavali. Pilieri. Pinoli 
di legno piantati nella sala della ca- 
vallerizza che servono per attaccarvi 
il cavallo onde avvezzarlo a temere 
il castigo della frusta. 

Pilla, s. f. Pila. Vaso di pietra o simile, 
di figura per lo più quadrangolare, 
per uso di tener acqua o altre cose 
liquide. Pila dell'olio. Pila dell'a- 
cqua santa. Pila da abbeverare le 
bestie ecc. 

Pilla, s. f- T. di Cart. Pila, Ciascuno 
di que* vasi o recipienti di materiale 
in cui si pestano i cenci per renderli 
atti a fabbricarne la carta. Ve n'ha 
di tre sorta e cosi: 
Primi pilli . . • Pile a centi. 
Secondi pilli • • Pile a ripesto, 
Ultmi pilli . . . Pile a sfiorato. 
Le prime hanno in fondo una piastra 



PI 

di rame per resistere ai e 
mazzi le cui testate sono ar 
punte di ferro. Le seconde i 
feriscono dalle prime se non i 
Le terze non hanno le teste d 
armate di punte di ferro. H 
seguenti partì ciascuna. 

Cassi Fianchi. 

Piastra .... Piastra, ì 
Ramada .... Trincarelk 
Tela Tela. 

Pilla, s. f T. di Gualch. J 
Recipiente in cui si mette j 
per sodarlo. 

Pilla, s. f. T. de* Lcgn. Caretj 
sta di pezzi di legno, doghe eci 
che si soprappongono a due 
alternativamente ai lati opp 
farli disseccare. 

Pilla, s. f. T. de' Polv. Pil 
di legno molto grosso nel 
scavano i mortai de' mulini d 
vere da fuoco. Dicesi Mortajc 
vita sferica praticata nelle pil 
la quale si pone la polvere d 
quando si sottopone all'azii 
pestelli. Ha: . 
Bficca • . • . Collo, 
Linguetta . . . Linguetta, 
Spondi .... Fiitnchi. 

PiLLA A zilinder. T. di Cari 
dro. Grande pila ovale dentro 
un cilindro di ferro girante i 
prio asse orizzontalmente squs 
l'acqua i cenci marciti, li ri 
pasta, e li imbianca, se pur 
si vuol fare nel casciotto. Coi 
Cantonaj . . • Canti. 
Ciavghètti . . . Chiaoichetti 

Fond Fondo. 

Montali .... Sprone. 

Ponti Punte* 

Spondén^ni. • . Fianchi. 

Pilla da holètta. Tmogol 
quadrangolare di pietra in eu 
coglie r acqua che cade dall 
deir arrotino. 

Pilla d' pezzi. Pilato. Quel 
di pezze di panno che può e 
strettoio. 

Pilla d* rud Letamajo, 3t 
spazzatura, ( Fr. ) Massa o i 
di letame. 



PI 

Pikf^tÀÉ. s. m. Fig. Pugolone. Chi si 
lamenta e chiede eoa voee piangente 
ma ad occhi asciutti. 
Far el pianzòn. Far marina. Finger 
Diiseria, e con importunità, quasi ga- 
gnolando, chieder la limosina e simi- 
li. Pigolare. V. Pianglàr. 
t^UMZùDA. 8. f Piangimento. Pianto, pia- 
gnisteo, piaguisterio. 
Piii^Éss. 8. m. T. d'Orn. MignatlinOj 
Sterna, biondine di mare che vola 
i fior d'acqua, e si nutre di pescio- 
lini e d* altri vermi che prende vo- 
lando. È Ja Sierua nigra Linn. 

PiAf^àss. Rimbalzello (Manz.). Giuo- 
co fanciullesco che si fa gittando un 
sasso lungo un canal d^acqua di modo 
che per qualche tratto la sfiori ser- 
peggiando a spinapesce. 
hkA, Mt Accendere. Mettere o appiccar 
fttc»co a. checchessia, e dicesi anche al 
figurato. Y. Apiar e Dar foèugh. 
PuiDA. 8. f. Golena, La riva d'un fiu- 
me a pie dell'argine. V. Golén'na. 
PiASÉa. s. m. Piacere^ Diletto, ma il 
fiace:. è più intimo, il diletto è estrin- 
seco. 

PiASÉR. Fig. SerifiziOj Pastore. 

PiASÉR. alt. Entrare. Quella prima 
soddisfazione che ci viene da una pro- 
posta gradevole. 

Aver piasér. Compiacersi, — Dilet- 
tarsi, Deliziarsi, Godersi, Bearsi. — 
Prender gusto e piacere di una cosa. 

BoN DA PIASÉR. Piaceroso. luclinatj 
a far piacere. 

Da PIACER. Godereccia, e dicesi di 
donna piacente. 

El PIASÉR AN VAL NIENT s' l' É FATT 

con STENT. Chi U)8to da due volle da. 
Non sa donare, chi tarda a dare. 
Famm un PO EL PIASÉR Iroo. Q' Vam- 
mi a... Modo di accomiatare chi ci 
riesce molesto. 

I^iASERòN. s. m. Gran piacere. Piacerone. 

PiAsiHÉNT. s. m. Piacimento. Piacere, di- 
letto. 

A piAsmÈMT. M. Ctvv. A piacimento. 
Secondo, confornje che piace^ 

Piastra, s. f. Lastra, Lastruccia, V. Cia- 
sira e Lastra. 

Piastra, s. L T. di Cart. Bronzina. 
Quel qua4/uccio di rame posto in 



Pi !Ì8l 

fondo alle pile sul quale battendo i 
mazzi soppestano i cenci. 

Piastra, s. f. T. de' Gettai, di Garat. 
Piastra. Quel ferro che riceve i di« 
versi pezzi componenti la forma. 

Piastra. T. di Criuoc. Piastrella, 
Ciappa, Sasso sferico e piatto di cui 
si servono i nostri fanciulli per giuo-* 
care al mattoneello. 

Piastra da zugar. Chiosa, Piastra o 
dischetto di piombo col quale i fan-» 
ciulli giuocàno al segno. 

Piastra del tòRc. Lastrone, Tavolcu 
Sorta di lastra che cuopre il fondo 
dolio strettojoé 

Piastra di/ àttklÈs, t. degli Arm- 
Cartella. Quella lamina di ferro in cui 
posano i pezzi dell'acciarino. V. Gar-* 
tèla4 
PiASTRELA. 8. f. Piastrella. Piccola pia- 
stra. 

PlASTRELA DA ZUGAR. Murella. 

PiASTRÉN. s. m. T. di Cari. Pietra. Quel- 
la pietra o simile sulla quale a notodo 
di ancudine si batte la carta col ma- 
gliuolo. 

PiAStRÉN. 8. m. Piastra, Sorla di 
chioccioletta ohe tiene in centro e 
ralforza l' albero^ superiormente al te- 
\é]0 nella piattaforma. 

PiASTRÉN. s. m. Chiudetta. Lastra scor- 
revole che apre o chiude lo sfiatatoio 
della stufa. 

PiASTRÉN. s. m. T. de' Zecch. Pia- 
strino. Piastrella d'oro, di argento o 
di altro metallo, tagliata in forma 
tonda, la quale coniata ha a diven- 
tare moneta o medaglia. Condurre la 
moneta,' vale preparare i piastrini per 
la coniatura. 
PiASTRi. s. f. Piastrelle, Murelk. Qut* 
sassi di cui si servono i ragazzi per 
giuocare invece delle pallottole. 

Piastra 8. f. T. degli Oriuol. Car-. 
telle. Quelle piastre, per lo più d'ot- 
tone, che collegate insieme da quattro 
colonnini formano ciò che si dice Ca^ 
stello dell* oriuolO' 

ZuGAR AL PIASTRI. Giuocar alle mw 
rette o alle piastrelle. Fare al giuoco 
delie pallottole con sassi sferici. 
PiASTRicc. s. m. T. de' Piti. Imprimila 
ra, Piastriecio. V. Còla d' ris. 



ni 



PI 



PìsfiOL. (dal Frane. Epingle). Chiodo 

di Parigi. V. Péngol. 
Pìkola. Idiot. per Pilola. V. 

Poca pìholi. Ella è una fava! Can- 
cheri! Specie di esclamazione. 
PiiisÀB. att. T* dei Cappell. Spanare. 
Levare colle mollette o col rasojo ì 
peli vani dei cappelli. 
PiTisÈa. V. Pensèr. 
PiNTAZZA. s. f. Fig. Beone, Briacone e 

sim. 
PiSTÉN NA. Fiaschetto, V. Penta. 
PiHZÈTTA. s. f. PinzeUe. Strumento di 
ferro o d'acciajo che sì allarga o si 
stringe a piacimento per prendere o 
collocare alcuna cosa in luogo dove 
non SI potrebbe colle dita. Alcuno le 
chiama MoUette, Quelle de' chirurghi 
sono per lo più Pinzette dentate. 

Pinzétta, s. f. T. de' Barb. Molletta. 
Sorta di molle che ha le mascelle ta- 
glienti e serve per levare i capelli 
bianchi. 
Pi!fzÉTTA. s. f. T. de* Gioj. Ca$teU 
letto. Strumento di ferro che serve a 
bucar pietre dure o a lavorarle. 
Piò. 8. m. T. d' Agp. Aratro. V. Pioèud. 
Pid DA SEHXAB. Aratro tementino, 
ed anche assol. Semerìiino. L'aratro 
più stretto e più piccolo che si ado- 
pera per seminare. 
Piò fio. Piare. Lo sgallettare o pi* 
polare de* pulcini. 
Piocct%. s. m. PldocehieUo, Pidocchino. 
Piccolo pidocchio. Cria (V. Aret.). 
Dieesi la lendine allorché incomin- 
cia a svilupparsi in pidocchio. 
Pioccé!!. s. m. Squartajneeioli. Uno 
che la guarda troppo per le minute. 
PiocaADA o PiOGCiAaÌA. s. f. Pidocchie- 
ria. Spilorceria, grettezza, estrema 
avarizia. E si dice anche Pidocchieria j 
d' una cosa di poco momento, di pò- | 
ca importanza. Corbellerìa, bagatella, . 
picciolezia. I 

PiocciARA. s. f. Morbo pedieolare, e ', 
dottr. Ftiriasi. ] 

PiocciARÌA. s. f. Fig. Cenciame. Quantità j 
di cenci o di abiti vili. j 

PiocciABOècLA. s. t (Mozsa. Macchia | 
talora eoo crosta o di volatica, e di j 
rogna, o d' altro malore che esca ftiori 
ddla pelle. Bnmxe chiamano i Greo- 



PI 

tini quelle boUicelle prorig» 
nascono in varie parti del 
Flemma salsa, rogna secca. 
PiocciòN. 8. m. Pidocchiaccio. P 
pidocchio. Gran pidocchio acci 

PiOGciòN. 8. m. Fig. Tritone. I 

povero. Pidocchioso, Piattoloi 

è pien di pidocchi. Scorticapt 

Mignatta, Spilorcio, Avarone 

PiODÀB. s. m. Aratolajo. Legna] u 

fa aratri ed aratoli. 
PioÈucc. s. m. T. d'Entom. Ph 
Insetto schifoso, più degli alti 
castro, che trovasi sulle vesti 
carni scoperte delle persone ì 
£ il Pediculus humanus Lìnn. 

PioÈccc. s. m. T. de' Piti. 
Que' frammenti dì buccia o 
de' colori che non essendo st 
stritolati sotto la mestica resti 
globati e rilevanti sui dipioti 
d' insetti. 

PioÈccc ARFATT. Asino risoli 
cesi di poveri superbi per essi 
lìti io alto stato, che i Toscani 
dispreg. Pidocchio rivestito. 

PioÈrcc DA FAVA. Gorgoglion 
fave. 

PioÈccc da rogna. PeUicello, 
Sorta d' insetto vescicolare e 
otto gambe terminate da vesc 
e che insinuandosi nella carn 
duce la rogna. E l'^corus sca 
Sist. 

PlOÈUCC DA TESTA. Pidocchk 

testa. Specie che vive nei 
specialmente de' fanciulli ed > 
niccio, detto per ciò da Linn. Pe 
capitis. 

PioÈccc DI CA!T. Zccco del ca\ 
setto senz'ali che si trova nell< 
chic de' cani da caccia, ed è il 
nus ricinus Linn. 

PlOÈrOC DIL PIAlfTI. Afidi» V. 

e 'Vlùro. 

PioÈccc dil rondanèn'ni. Ipf 
degli uccelli. Insetto di color 
^nolo che trovasi sui rondii 
nei nidi delle rondini. È l' Hipi 
avicularia dei Sist. 

PioÈccc DI MOXTòN. T. d'Ento 
pobosca del montane. Sorta d' 
senz'ali che si rinviene nclli 



PI 

moDlooì che è il Melofago di La- 
Ile. 

ìÈacc 01 PÀVÒN. Ricino del pavone, 
ìkinus pavoniii dei SisC. 
ìàucc Dì pìzeùhj Micino del piccione. 
A di attero parassito che si ria- 
e ira le peone de* colombi, detto 
lina columbae dai Sist. 
ìÈvcc poLLÉjf. Pidocchio pollino. 
Ilo che si genera indosso ai poi- 
. e Pollino in modo assoluto di- 
generalmente di quello degli ani- 
volatili. Riciniis gallinae. In* 
> della sezione delle Gamase di 
eille che ha otto piedi e mandibole. 
DAB A pioÉucc. Essere pidocchiosoj 
toioso^ impidocchilo j pien di pi- 
bi. 
I I PioÈUGC. Impidocchiare. 

»lTfiAR UN PIOÉUCC PER VÉNDER LA 

>• Squartar lo zero. Tirare ad 
lui, ad 0gni spillancola, Scvrli* 
ima puke per venderne la pelle, 
imcUere spilorcerìe, grettezze. 
ìAM roÈURA DI pioÈucG. Cavar di 
i. Cavar di fango. Trarre alcun 
liserie* 

pioÈncc. Una tigna. Un sordido 
o. 

• 8. m. T. d'Agr. Aratro. Stru- 
tto rurale notissimo e proprio del 
ró paese, che componesi di 

Collare. 

Rovesciatojo. 

Profime. 

Stegole. 

Corruccio. 

Cassa» 

Piuoh. 

Nervi. 

Coltellaccio. 

Ceppo. 

Dentale. 

Forchetta. 

Vomere, 

Ghiera. 

Nervo. 

Freccia. 

Piuoli. 

Catena. 

Bomberalem 

Guardia. 

Tempra. 



I. • 

• • 

aroèul 












1. • 
5CÌ . 






a • . 






• • * 
adèla 






r. . . 
liaroèul 






¥ 






UJ . . 






sn . . 
idora . 
iradòr . 







PI 295 

PioEUDA. V. Ara. 

PioBUGA. s. f. T. di Ferr. Gavaina. Sorta 
di tanaglia a bocche curvate a modo 
di doccia, con coi tener saldi e ri- 
voltare in ogni senso i pezzi roventi, 
mentre si battono sul tasso col maglio. 

PioÈuvER. att. Piovere. Cader pioggia. 
PioÈuvER. atu Acquapendere j Aver 
pendioi £ dicesi di tetti e sim. Spio- 
vere. 
PioÉuvER. Fig. Concorrere in folla. 

PlOÈUVER A PALI, GNIR DL' ACQUA A 

PALI. Piovere a dirotta, a orci, a 
secchi, a ciel dirotto, a bigonce, 
strabocchevolmente. Strapiovere, rom- 
pere rovesci d'acqua furiosi 

PlOÈUVER Iff QUALCH SIT. PìoVCrC a 

paesi. Piovere in qualche tratto sola- 
mente. 

A voÈuL PIOÈUVER. // tempo si cor* 
rompe all'acqua. 

Fnir d* PIOÈUVER. Spiovere. Cessar 
di piovere. 

Tornar a pioèuver. Ripiovere. 

Vrer PIOÈUVER. Esser per piovere. 
Pioggia, s. f. Pioggia. Acqua che cade 
dal cielo. V. Acqua. 

Pioggia, s. f. T. de' Razz. Fiocca 
artifiziata. Nembo di fuochi artifiziati 
che si alza da terra e vi ricade a 
mo* di neve o pioggia, 

Pioggia d' fior. Pioggia di fiori. Fiori 
gettati dall'alto in gran quantità. 

Pioggia dora. T. Bot. Verga d* oro. 
Pianta nostrale propria de' luoghi e- 
levati, mangiata dal bestiame finché è 
giovine. È la Solidago virgaurea L. 

Pioggia d' rizz. Pioggia di ricci, o 
di anella, o di cincinni. Inuanella- 
mento ò ìnnanellatura. di capelli che 
sulle spalle pendano a pioggia. 
PiOLA. s. f. T. de' Legn. Pialla. Slru- 
mento da legnajuoli col quale puli- 
scono e fanno hsei i legnami. Le sue 
parti sono: 

Cassa Ceppo. 

Ferr Ferro. 

Mànegh .... Manico. 
Piaga .... Vano. 
Tajoèula. . . . Jìietta o Zeppa. 

PiOLA. Fig. Lira. La nostra lira vec- 
chia da venti centesimi. 

PiOLA. s. f. T. Furb. Osterìa. 



294 



PI 



PiOLA Absanà. T. de' Lego. Cagnae- 
eia. Pialla co' maoichl per polire il 
legno dopo averlo intraversato. 

PiOLA DA iifCASTEE. Incorsaiojo. Stm- 
mento o pialla da far le incanalature 
e le lingoette. Ve n' ha di due ape- ^ 
eie; il maschio, che fa le incanalature, I 
e la femmina ehe fa la linguetta. V. 
Bastòn, Forzjèla e Incàster. 

PiOLÀ. add. Piallato. 

PioLADA. s. f. Piallata. Effetto della pialla 
per quanto in una volta la possano 
fare andare le braccia di chi l'ado- 
pera. 

PiOLADA. s. f. Colpo di pialla. Colpo 
che altrui si dia con una pialla. 

PioLADUBA. 8. f. Piallatura. L'atto del 
piallare e i truccioli che se ne rica- 
vano. 

PiOLAR. att. Piallare. Pulire e far lisci 
i legnami colla pialla. 

PioLÈR. 8. m. T. Furb. Oste. 

PioLÉTT. s. m. Pialletto. Piccola pialla 
formata principalmente per lavorare 
piccoli lavori. 

PioLBTT. s. m. T. de' Gett. di Car. 
Pialletto. Sorta di pialletto die serve 
per ridurre a giustezza i caratteri. Ha : 
Gonduttòr • • • Guida. 

Ferr Ferro. 

BIàncgh, • • • Manico. 

Vida Begiitro. 

PiOLÈTT. s. m. T. degli Org. Piallo- 
ne. Sorta di larga pialla colla quale 
si ripassano e uguaglian le stoffe delle 
canne che non si passano al cilin- 
dratojo. 

PiOLérr DA PB. T. de' Fond. di Ca- 
ratt. PiaUeito del eanale. Quello che 
serve a far il canale nel piede de' 



caratteri. 

PiOLÈTT DA PIAN. T. de' Foud. di Ca- 
raL Pianino* Quello con cui si piana- 
no i quadrati e si aggiusUn le altez- 
ze delle lettere. 

PlOLÉTT DE SPALA* T. dc' Foud. di 

Carat. Pialletto della spalla. Quella 
con cui si fa lo smusso accanto all'oc- 
chio delle lettere. 

PiOLòN. 8. m. Piallone. Sorta di grossa 
pialU. 

PiOHB. s. m. Piombo. Metallo di color 
tiirehiniccio, il più pesante tra tutti i 



PI 

metalli dopo l'oro. Havvi p 
nativo, galena varia, selcniural 
nio gomma, bianco o carbooab 

PiOHB. 8. m. T. degli Arg. t 
da stampare. Grossa massa dì p 
che sottoponesi ai peni ehe al 
a incavare col pirello o stampo, 
pi di martello. 

PioHB DA BANCH. T. de' Stagn. 
bo a banco. Disco di piomboso 
le lo stagnajo impronta collo s 
la latta o collo sumpo, a taglio 1 
Piombetto. 

PiooB DA BòÈTTA. Stagnuolo. 
di stagno entro la quale sì aceai 
il tabacco in farina. 

PiooB DA F]«ESTRi. Piombo Un 
da finestre. Quelle laminelte di 
bo, con infossamento sui lati, eh 
vono ad armare i vetri delle fir 

PlOHB DA HDRADÓR. PèrpcnA 

Piombo. Strumento composto < 
Filo e di un Piombino che sen 
dare a lavori una posizione ver 

PiOHB DA REI. Piontbini. Pioml 
taccati alla rete da pescare della 
chio. y. Zàcch. 

Esser a piohb. Piombare. Corr 
dere col di sopra il di sotto a 
retta perpendicolare. Essere a pii 

Esser zo d' piomb. Uscir di pi 
Uscir di perpendicolo. 

Metter a piohb. Piontbare. R 
trare col piombo se una cosa 
perpendicolo. 

Pés che 'l piomb. Piomboso. Gn 
come piombo. 
Piombàgina. s.'f. Piombaggine. Noni* 
gare del carburo di ferro e de 
furo di molibdeno. 

Piohbagina. 8. f. T. Bot. Piom^ 
ne, DenteUeria, Erba di S, Àt 
Pianta orionda dei paesi caldi, 
ropa ed ora comune tra noL È 
ta in tutte le sue parti di eec 
acredine, per cui la sua radice^ 
usata nella cura dei cancri ulee 
della rogna. É la Plumbago Ewt 
di Linn. 
Piombar, att. Piombare. Cader le 
furiosamente da alto. 

Piombar, att. Spiombare. Esser 
come piombo. 



"^ 



PI 

R. att. T. de' Fun. Antugliars. 
'estremità dì due corde, in- 
io i loro trefoli ìq modo, che 
IO una corda sola. 
a. att. T. de* Mur. Impiombare. 
col piombo se uoa cosa è pa- 

o da qual lato penda. Archi' 
re, piombare coli' archipenzolo. 
. m. Dado. Quadruccio di piom- 
[uale i suonatori d' organo ten- 
)bassato un tasto, soprapponcn- 

m vece delle dita, per avere 
nuazione di una voce. 
:n. s. ro. T. d'Orn. Ispida, 
pescatore. Santa Maria. Uc- 

cui si dice che la pelle cen- 
iosiem colle penne sia un pos- 
paro dalle tignuole Ha le gam- 
3 e corte, ed il becco lungo. 
edo ispida. Linn. 
In. 8. m. T. de* Passam. Piom- 
lilindretli o pallini di piombo 
vono a passamanai a tesser tri- 
»rdelle. 

w. 8. m. T. di Vet. Grigio d'ar* 
>orta di mantello grigio scuro 
1 riflesso del quale è azzuro- 
! analogo al colore della lava- 

In. add. m. Piombino. Piomba- 

solor di piombo. 

. m. T. Mil. (dal Fr. Pion- 

Muastatore, Spianatore. (Botta) 

lolo. 

f. T. Bot. Pioppo, Pioppo. 

nota della quale si conoscono 

specie. La più comune tra noi 

èpa pén'na o piràra. V. 
s. f. Polpa o Carne di petto, 
per lo più della carne bianca 

Lo de' gallinaccei. 

BIANCA O DA BOSCll. T. Bot. 

bianco. Albarello. 11 Populus 
Linn. V. Aibaròtt. 

PENNA PIRARA. T. Bot. Piop' 

ressino , Pioppo piramidale . 
di pioppo che s*alza a modo 
10 o del cipresso. 11 Populus 
ia di Linn. 

s. f. T. Bot. Pinchero de' fos- 
ita comune in tutti i prati pa- 
è astringente j acre e perciò 
I dalle bestie, e più dalle pe- 



pi 



295 



core eh* ella fa abortire. È V Equisc- 
tum palustre Linn. 

PiopÀ. add. m. Appioppalo. Posto a piop- 
pi e diccsi di luogo piantato a pioppi. 

PioPARA. s f. Pioppaja. Luogo piantato 
di pioppi. 

PiosÉLL. 8. m. T. di Vet. Guidalesco in- 
ciprignito. Guidalesco per istrapazzi o 
per cure mal consigliate ridotto ad 
un grado estremo di esasperamento. 

Piota, s. f. T. de' Bare. Foderatore. Colui 
che guida per i fiumi i foderi, cioè le 
travate di legnami collegati insieme. 
Piota, s. f. T. Mil. Boccone. Piota 
staccata dalla terra e tagliata della 
grandezza del pezzo entro il quale si 
vuol porre in vece di palla. 

PiOTLA, pioTLòN. Belone, Bietolone, che 
si lagna sempre. Santagio, Posapia- 
no, che va lento nelle sue faccende. 

PiOTLAR. att. Ninnolare, Baloccare. Per- 
dersi in cicalecci o cose da nulla ; non 
la rifinire. 

Piovana, s. f. Piovana, Acqua piovana. 
Acqua di pioggia. 

PiovÉNT. s. m. Pendìo, Acquapendenza. 
Sì dice della pendenza d'un tetto per 
la quale colan le pioggic cadute sul 
medesimo. 

PiovENTÀN. T. de* Matton. Bàteri. Mattoni 
buterati dalla pioggia caduta sopra di 
essi suU'aja appena formati. 

Piovós add. m. Piovoso, Piovifero. Che 
apporta pioggia. 

Piovo. Piovuto. Da piovere. 

Esser piovù. metaf. Esser piovute 
monete, od anche solo Essere piovu- 
ta. V. Gnir zò la Parma. 

PiovuDA. s. f. Scossa di pioggia. Piovi- 
tura. Pioggia non breve ne poca* 

Piovudén'na. Nembo, Scosserella di piog- 
gia. Spruzzato. Subita pioggia che 
non piglia gran paese. 

Pipa. s. f. Pipa. V. PIppa. 

PiPADA, Pipadén'na. Fumata. V. Funiuda. 

PiPADòR. s. m. Fumatore. Colui che fu- 
ma , che pippa. 

Pipar, att. Pipare. Fumare tabacco. 
Pipar, a modo di gergo, Sgranoc- 
chiare. Mangiare. 

Pipar, att. Fig. Buffare j Russare? 
Dicesi di chi dormendo mandi il fiato 
come se cacciasse il fumo di bocca. 



296 



PI 



Pipar, alt. Rannugolarsi. SolleTarsi 
dal monte nugoli che minaccino piog- 
gia. 
PiPAZZA- s. f. Pipaccia. V. di reg. Ac- 
crescitivo e pcgg. dì pipa. 
Pipén'wa, Pipétta, s. f. Pipina. Piccola 

pipa. 
Pipétta, 8. f. T. de' Farm. Stòria. Vaso 
di vetro da stillare, cosi detto dal suo 
luogo beccuccio annesso a picciol cor- 
po che lo rassomiglia ad una pipa. 
Pipì. Cece. Membrino dei bambini. 
Pipì. Billo. Voce fanciullesca per dire 
Uccello. 
PipioÉUL. s. m. Beccuccio. Quel canaletto 
adunco onde esce T acqua da* vasi. V. 
Grillétt. 

PiPioÉuL. s. m. T. de' Font. Cannel- 
la. Quello spillo d' onde V acqua sgor- 
ga nelle fontane. 
PipioÉeLA. s. f. Beveratojo. Vasetto con 
becco ad uso di dar bere agli ammalati. 
PipioÉOLA. s. f. Poppatojo Strumento 
di vetro o d'argento per cavare il 
latte dalle poppe delle donne, quando 
o'han di troppo. 
PìppA. s. f. Pipa. Arnese da fumar ta- 
bacco simile. Le sue parti sono: 
Bocchèn. • . . Bocchino- 
Camèn .... Boccia, Cammineh 

lo. 
Canetta .... Tubo, Cannuccia. 
Querc .... Coperchio. 
PÌPPA DiL BRAGHI. Sparalo. Apertura 
dinanzi delle brache in luogo di toppa 
brachetta (pàta). 
An valer 'na PÌPPA d' tabacch. Non 
valere uno straccio, un biracchio, 
cica, nulla. Valere un bel niente. ' 
Tera da pìppi. Midollo di terra. Spe- 
cie d' argilla colla quale si fanno pipe. 
PiBAMiDA. 8. f. T. d'Arch. Piramide. No- 
me di quegli edifici che hanno forma 
triangolare simile alle vere piramidi 
dell'Egitto. . 

PiRAMiDA. s. f. T. degli Oriv. Pira- 
mide. V. Lumaga. 
Fatt a piRAMiDA. Piramidale. 
PiRÉN. Pietrino. Nome prop. vezzeggia- 
tivo di Pietro. 

Il* 8. m. Pera. Specie d' orecchini 
dalla kuro forma di sottili 




PI 

PiRÉN. s. m. Cara/fino, Gua$\ 

Vasetto di vetro corpacciuto, o 

de e collo stretto. 

PiRÉN. s. m. T. Bot. Madresek 
so. Pianta sempreverde, con fo^ 
che di sotto e verdi sopra, eoo 
pi di fiori di un bel rosso. É 1 
nicera semper virens Linn. 

PiRÉN d' PERLA. Perle a pera. 
Pirla, s. f. T. di Giuoc Ruota (I 
Arnese noto che consta di un 
bilicata che si fa girare sopra ii 
no e che segna il premio di quei 
cuocolo posto sul raggio varia 
colorato della Uwola ove si fer 
becco dell'asta. 

L'agh pirla. Ha dato la im 
cervello. Suona a mattina , Ha 
na a rovescio. É impazzato. 

Va a zugar a la pirla. Va git 
a noccioli. Va a riporti. Va i 
gere, e dicesi a chi non sa giù 
ne far nulla di buono. 

Zugar a la pirla. Fare alla r 

PiRLADA. s. f. Volta, Giro, Frulk 

giramento di cosa sopra sé stesi 

PiRLADA DLA ciAVA. Mandala. 
PiRLAR. alt. Aggirare, Volgere, Vo 
Frullare, Rotare, Girare. 

PiRLAR EL Fus. Torccrc il fuso 
la volta al fuso filando. 

PlRLAR CHE UN GUÌNDOL. RotùrS 

un palèo. Far girar uno o una 
in giro. Aggirar uno come um 
lajo, vale regolarlo a suo taleni 
Piblar il ponti. T. de' Libr. . 
ligliare. Collare le estremità de 
eetti de' libri e aUorceHi per pi 
a cappio ne' fori de' cartoni. 
PiRLARS o' ATTORNA. Dar la volta ti 
Voltarsi in giro, e vale anche 
all' erta. Darsi pensiero del fii 
Industriarsi. 

PlRLARS PR'bL LETT, PER TEIA. 

tarsi pel letto, per terra, Rivdi 
Rivoitarsi. 

PiRLÉN Pirlétt. Girlo. Sorta di 
che si fa con un fondello (pirici 
in cui siasi infilato uno stecchetl 
Tose, dicesi anche Trottolino. 

Pirlbn'na. s. f. Fondelio. Anima dd 
tone. 
Pirlén'na d'qss. Coppella (Saa 



Pt 

Fondello sgambato di osso o 
reperla eoo vari fori nel meno 
ili si cuce alle vesti. 
l'itA dl'argàn. Vahola. Dìschet- 
lato ad un filo di ferro che 
la bocca del serbatojo delle lu- 
id olio. 

TwA pr'el fus. Fuiajolo, Stra* 
Specie di animella d'ottone o 
o che si appone alla coda del 
srebè aggravato giri meglio, e 
;>iù agevole il filare. 
s. m. Ciurlo. Giramento della 
. su di un solo piede, 
rr. s. m. T. di Cacc. Ganghe^ 
<a volta che fa la lepre per 
i bocca ai cani, 
rr. 8. m. Dado a paleo. Specie 
ìo poligonio d' osso con perno 
gira e con facce numerate che 
'ufficio di un dado. 
rr. (ZigàU del). V. Zigàl. 
s. m. OiSQJo. Quegli che tra 
ivori d'osso faccia pure i fon- 
r. Torlidòr. 

. m. Girlo. Cosa che si faccia 
entro un perno per giuoco o 
0. V. Furlòn. 

K. s. m. Bacchettone, Santoc- 
oronajo. Picchiapetto, Gabba- 
cioè ipocrita, falso devoto. V. 
làj. 

X. s. m. Paleo, Stornello, Fai» 
Quell'arnese per lo più di legno 
inciulli fanno girare percuoten* 
m una sferza. 

s d' na strada. Rosta, Arga» 
[2uel piuolo, che si lascia in ca« 

vie ili campagna perchè non 
sino carra ne bestie grosse, e 

in cima un largo cappello fer* 

mo' di croce e movibile. 

N. s. m. y. Cont. Coscia, Gal- 

J. Furlòn. 

i. 8. f. Bacchettoneria, Lojok- 

mmonizione o lezione fatta in 

con fine ipocritissimo* 
NADA. s. f. Fig. Sciloma. Ragio- 
to lungo e vano. Biagiata, 
^a. 

6. m. Bischero. Legnetto nel 
y di certi strumenti per attac* 
strignerere, od allentare le cor- 



pi 



M7 



de. Bischerello, Bischerellino dimi- 
nut. 
PiRoéoL d' na scrana ecc. V. Proèul. 
PiROLÈTTA. s. f. T. di Ball. Ciurlo, Pas* 
so circolare. Quel passo che si fa mo- 
vendo il corpo in giro, senza uscire 
dal proprio luogo. 

PiROLÉttA. 8. u T. d' Equit. Piroetta. 
Specie di giro che fa in un luogo 
medesimo e della lunghezza dello 
stesso cavallo. 

PiROLÉTtA. 8. f. T. de' Gapp. Chiave, 
Mastietto. Specie di mastietto che è 
nel piano della forma e serve per im- 
pedire che non si sposti dal suo cen- 
tro. 

PiRòN. 8. m. T. degli Orolog. Pirone. 
Quel piccolo pilastrino che mette in 
moto il martello dei grandi orologi 
allorché debbon suonare. 
PiRòif. 8. m. T. de' Pian. Pironi. 
Que' ferri che nei clavicembali, arpe 
e simili si conficcano per avvoltolarvi 
le corde. 

PiRòN. s. m. T. de' Stamp. Puntone. 
Punta della vite che dando nel dado 
preme il pirrone del torchio da stam- 
pa. 
PiRòN. 8. m. T. de' Stovigl. Peduccio. 
Strumento di forma triangolare con 
tre piedini, {pitto di terra, che serve 
per tener sollalzati i vasi da cuocersi 
nella fornace. 

Pisa. s. f. Pisa. Nome d'un illustre cit- 
tà della Toscana, del quale scherze* 
volmente si fa uso nel seguente mo- 
do. 

Gnir ESSER GNU QUI d' Pisa. TVa- 
collare. Cader giù il capo per sonno, 
essere preso dal sonno. 
El soccors d' Pisa. // soccorso di 
Messina o di Pisa* Un soccorso che 
mai non giugno* 

Pisis, s. m. Pezza, Francescone e con 
M. Tose. Moneta. Nome di una pia- 
stra coniata a Pisa a tutti nota. 

Pisola, add. m. Sonnovegliante. Tra ad- 
dormentato e desto. 

Pisolar, att. Sonnecchiare, Dormicchia- 
re. Velar l'occhio, abbandonarsi al 
sonno, sonnovegliare. 

PisoLÉN PisoLÉTT. 8. m. Sonncttino. 
Sonno leggiere. 



20^ 



ri 



Far un pisolén. Fare un chiocciolino. 
Schiacciare un sonno. 
PisPÉN. s. in. T. de' Caiz. Spighetta. Li- 
nea di punii bianclii intorno al taceo. 
V'è la spigheUa bianca, e la spighet- 
ta falsa, che solo è tracciata. 

PispÉN A cadén'na. T. de' Calz. Cate- 
nella. Sorla di spighetta che si fa da 
lato al tacco con punti allacciati. 
Pjssa. s. f. Piscia j Piscio, Orina, arina, 
lozio, acqua. 

Fissa d' angio j. AcqìM d' angioli , 
Nettare. Acqua di soavissimo odore. 

Fissa d'angiol. Scherz. Pisciaja? Il 
piscio de' bimbi lattanti. 

BoTTAR ADOss DLA pissA. Scompisciarc, 

Chi pissa ciar s'impippa del mèdich. 
Piscia chiaro^ e fatti beffe del medico. 
Abbi pura e netta coscienza e non te- 
mere. 

Far la pissa dura. Fig. Abortire. 
Sconciarsi , disperdersi. 

PlÉN d' pissa PisciOSO. 

Scappar la pissa. Avere incontinenza 
d' urina* 

PissAcÀN. s. m. T. Bot. PiscialettOj Ra- 
dichiella. Dente di leone, Tarassaco, 
Pisciacane, Pianta comunissima ne' 
prati e lungo i fossati e le vie, che 
si mangia in primavera in insalata , e 
il cui fiore bulboso è. un passatempo 
pei fanciulli che si divertono soffian- 
done all'aria i pappi. £ il Leontodon 
taraxacum di Linn. 

FissADA. s. f. Pisciata (Tose). II pi- 
sciare, pisciatura, orinata. 

PissADòR. s. m. Pisciatoio. Vaso, o luogo 
da pisciarvi. 

PissADòR. s. m. T. de' Lav. Boccino- 
lo, LegQuolo bucato che nella conca 
fa talora le veci della linguetta. V. 
Pissaroeula. 

Fissai, s. m. Pisciatojo. Il membro con 
cui si piscia, e dicesi per lo più di 
quello delle bestie. V. anche Pissa- 
roeula. 

Fissa l' oli. Cavalcioni? Sorta di giuoco 
fanciullesco che si fa saltando un ra- 
gazzo cavalcioni ad un altro che pog- 
gia al muro le mani stando piegato. 

Fissar, att. Pisciare. Urinare, orinare. 
Crosciare, vale pisciare a ricorsojo. 
Fissar, att. Zampillare. Quello schiz- 



PI 

zare che fanno i liquidi a mo' di zam-* 
pillo dai piccoli fori delle botti e si- 
mili quando si riempiono. 

Fissar, att. Fig. Gocciolare, Colare, 
Feltrare, Trapellare. 

Fissar adoss. Scompisciare. Pisciare 
adosso, bagnar di piscio checchessia. 

Fissar da vecc'. Sgosciolare, Spiscio- 
lare. 

Fissar el sanghev. T. Gbir. Patir 
d' Ematuria. Malattia per cui si piscia 
sangue puro o un miscuglio di san- 
gue e d'orina prodotta da vescica e 
rene ferito o contuso, o da calcolo 
nella vescica. 

Fissar la paura. Pisciar la paura. 
Ripigliar animo dopo alcuna paura a* 
vuta. 

Fissar ross o sanghev. T. di Vet, 
Pisciasangue. Emorragia degli organi 
urinarii, che tribola in estate il be- i 
stiame bovino. 

Cosa ch' fa pissar. Diuretico, Cbè e 
provoca le urine, urinativo. 

Mancar el pissar. Accecarsi le orim, m 
Cessare. Bradiscria, lentezza nell'ori* ^ 
nare. 

FODÉR PISSAR A LETT E DIR CH* s't J* 

SUDA. Star in barba di micio, Temrm 
fante e fancella. Asino bianco audit' : 
gli a mulino. Poter pisciar nel Iella ;■ 
e dire son sudato. Essere agiato e «^ 
fortunato. — 

Te t' n' accorzrà in t' el fissar. Te m 
n' avvederai al far dei conti. 
Tornar a fissar. Ripisciare. 

Fissara. 8. f. Pisciachera, Piscialetto, 3 
Pisciosa. Dicesi per dispregio ad um ^ 
fanciulla. ,^ 

Pissaroeula. s. f. T. de' Lav. Lingutlla» ^ 
Striscinola o pezzo qualunque di leltrr 
che si mette al foro della conca tóé- 
bucato perchè il ranno goccioli pA :^ 
lente e raccolto. V. Pissadòr. 
Aver la pissaroeula. Andare a bocci -' 
di barile. Pisciare spesse volte e ìb 
abbondanza. 

PissARS adoss dalla PAURA. Pisciarti tot' - 
to. Aver grandissima paura. 

PlSSARS ADOSS DEL RIDER. ScompiS^O^ 

si dalle risa. Ridere smoderatameoM* - 
FissÉN o Fissén'na. Piscio. 
FissiDA. 8. f. Pisside, Ciborio. Vaso i& 



PI 

cai si conserra il Ss. Sacramento del- 
l'Altare. Le sue parti sodo: 
Crosén'na . . • Crocetta. 
Golétta .... Gola. 

Pe. Piede. 

Quattaja. • • • Bandinella» 

Qoerc Coperchio. 

Tana Coppa. 

PissoUr. 8. m. T. di Vet. Prepuzio, 
Fodero o Pisciolare. La ripiegatura 
della pelle in cui sta nascosto il mem- 
bro degli animali nello stato di rilas- 
samento. 

PissoLAR iMBRUsiÀ. T. di Vet. y. Mal 
del pissolar. 
PissoLÉNT. add. m. Scompi$ciato. Impi- 

sciato, piscioso, imbrattato di piscia. 
PissòN. s. m. Gran pisciatore. Chi piscia 
di frequente. Piseialletto, Pisciadura. 
Dicesi per ischerzo o dispregio ad un 
finciuUo, se femmina Pisciacchera, 
Piiciosa. 
PissoTT. s. m. Toppone. Pezzi di tela cu- 
citi Tua sopra l'altro, e fattone un 
grosso, ad uso di porli sotto i lattanti 
acciò le orine loro non nociano al let- 
lo. Pisciatoio, se fatto di tela con en* 
trovi penne. 
PissoTTÉN. s. m. Pezzino. V. Ràza. 
PiST. s. m. Composto, Impasto. Mescu- 
gllo di più sostanze insieme, a diversi 
osi. Pasta. 

PiST. s. m. T. di Gart. Pesto. Pasta 
molle in cui si dissolvono i cenci pe- 
stati con acqua per più ore nelle pile. 

PiST. s. m. T. de' Mur. Calcestruzzo. 
Misto di calce, ghiaja e schegge, col 
quale si fa il rozzo e grosso intonaco 
delle bugnature. 

PiST. s. m. T. Furb. Prete. 

PiST. add. m. Pesto, Macola. Pestato. 

PiST DB* SCULAZZ4DI. Mano di sculac' 
date» 

PiST D* MERDA. Meta (Fr.). 

.PisT PER j ANOLÉN. Ripieno. V. Pien. 

PiST PR* IL FRITTELI. Pasto. V. Còlla. 

Esser tutt pist. essere pesto. Doler 
tutta la vita. 

PocH PIST. Soppcsto. 

Pam PIST. T. di Gart. Pasta greggia. 

La prima pasta o pesto de' cenci. 

Seco.nd PIST. T. di Gart. Ripeslo. Il 

pesto della seconda pila. 



PI 



290 



Ultim PIST. T. di Gart. Sfiorato. II 
ripesto maggiormente assottigliato nel- 
r ultima pila. 
Pista, s. f. Pedata. V impronta del piede 
umano. Orma, è la pedata quando ò 
profonda o solo parte di essa. Trae-' 
eia, è la continuc^zione delle orme. 
Vestigio, è l'impronta che un corpo 
qualunque lascia per dove passa. 

Pista, s. f. T. di Equit. Pista. Il cam- 
mino che descrivono i quattro piedi 
del cavallo marciando. Il cavallo va di 
una e di due piste. Ferratura, L'or- 
ma del ferro onde son ferrate le be- 
stie. 

Pista e pista. Dalle dalle. Maniera 
di dire per esprìmere un azion conti- 
nuata. 

EssERGH PER LA PISTA. Esscrc nelle 
peste. 

Lassar o restar in tla pista. La* 
sciar nelle peste. Rimanere nelle pe* 
ste. Lasciare o restare nel pericolo. 

Tgnir adrè a la pista* Seguir le 
orme. Andar sulle tracce. Tener die- 
tro incessantemente, ormare* 
Pista, add. m. Pesto. V. Pist. 
PiSTACG*. s. m. T. Bot. Pistacchio. Frut- 
to che è una specie di nocciuola, il 
cui guscio è vestito d'una tunica ros- 
siccia, e il suo midollo o mandorla è 
di color verde. La Pistacchia vera di 
Linn. 
PisTADA. s. f. Pestata. Pestamento. 

PisTADA d' grass. Battuto. Fetta di 
lardone con erbaggi minuzzati insieme 
colla mezzaluna o col coltellaccio. Er- 
baggi altro istessamentc accomodati 
pel servigio della cucina. 
Pistadòr. s. m. T. de' Stracc. Pestatoio? 
Pestello. Sorta di bacchio a foggia di 
clava col quale i stracciajuoli isfaldel- 
lano la bavella prima di stracciarla. 
PiSTAGNA. s. f. Collii del vestito. La parte 
d'un abito che circonda il collo. Y. 
Golètt. 
PiSTAMÉNT. 8. m. Calpestamento , Pigia* 
mento, Scalpitamento , Pesta. Calca- 
mento fatto coi piedi. Scalpitio, Cai* 
pestio, suono che fanno i piedi in 
calpestando, e Scalpicio, quello che 
fanno in andando. V. Armòr. 
PisTAPÉvER. s. m. Pestapepc. V. Pistén. 



soo 



PI 



PisTAR. alt Pestare, Frangere , Tritare. 
AmiDaccare uoa cosa percuotendola 
per ridurla in polvere. 

PisTAB. att. Mazzerangare. Battere 
colla mazzeranga. 

PisTAR. att. T. de' Pitt. Rifriggere. 
Ritoccar molto una pittura. 

PisTAR. att. T. de' Slrac Sfaldellar 
la barella. Batterla col pestello perchè 
si sfaldi. 

PisTAR. att. Fig. Pestare. Sonar male 
il cembalo ed altri strumenti consi- 
mili. Ahrim. Battere, Zombare. 

PisTAB EL GRASS. T. di Cuc. Larditi- 
zolare? Ridurre il grasso colla mez- 
zaluna in minutissimi lardinzi. 

PisTAR I PAG5. Spiegazzare t panni. 
Sciuparli. 

PlSTAR LA CARHA. T. de' CoOC. Aui" 

maccare la carne. Fiaccarla perchè 
riesca più frolla e cuocìtoja. 

PlSTAR l' acqca Uf t bl mortal. Fig. 
Pestare j Battere o diguazzare t aequa 
nel mortajo. Faticar senz'utile. 

PlSTAR LA TERA. T. d' Agr. CMugga- 
re. Calpestare il terreno dopo pianta- 
to l'albero. 

PlSTAR SOTTA I PE. Calpestare, /¥• 
stare. Scalpitare. 

PlSTAR zo. Sappestare s Ammae^tre. 
Grossamente pestare. 
PisTAROÈuLA. 8. f. Tagliere. Asse da car- 
ne o da minuzzare il lardone. 

PiSTAROÈcLA. 8. f. T. de' Parr. Cipoh 
lotto. Annodatura di eapegli dietro la 
collottola, driosi In una borsellina con 
un cappietto di nastro. E più precisa- 
mente forse la Pistaroèuia non è che 
la Borsa da eapelU. 
PisTÈLU s. m. Pestello. Maaa da pestare. 
PisTÉH. 8. m. Pestapepe. Colui che pesta 
il pepe. Pestaeavori, colui che pesta 
cose onde poi si eUra^oo savori. 

PiSTBi. 8. m. T. di Cart BaUiiore. 
Colui che batte k carta al maglio nel- 
le cartiere. 

Piste!» o Pistitcàr. V. Fòren e Fornar. 
PiSTÌLL. s. m. T. BoL Pistillo. Organo 
femmina della riproduzione, ne' fiori 
dì molte piante. 
Pistola, s. f. PUtoia. Arma da fuoco si- 
mile airarchibuso; ma minore assai. 
Fig. Ceee. 



W 

Pistola curta. Pistola corta (T 
V. Mazzagatt. 

Pistola da do cani. Pistola dop 
Pistola a due canne. 

Pistola da fond. Pistola da fò 

Pistola d' melgòn. Spola. Spec 
pane giallo di formentone, cosi 
dalla sua forma, simile alla spui 

Pistola mzana. Terzeruola, 1 
ruota. 
PisTOLBif. s. m. T. de' Sart Regolo 
ta di legno o toppo, fatto a sei 
chio da un lato che serve a 8| 
le costure. 
PisTOLÈs. s. m. T. de- Becch. Squa 
jOy Coltellaccio. Specie di coltello 
80 e lungo che serve a spezzar '. 
stie da macello; che dicesl anchi 
ctone e Spacchino. 

PisTOLÈs. 8. m. T. di Cuc. Maik 
Quello con cui si picchia la cari 
disnervarla. 
PiSTOLèTTA. T. dei Ball. Fiortno. 
di passo il quale da' dìfiTerenlì 
coi quali si fa dicesi Fioretto a 
ce, in iscaeciato, di gettato imm 
doppio ecc. Dicesi Sfolgorio di ; 
il far intrecci e raddoppiamenti 
retti. 

PiSTOLÈTTA. s. f. Tcrzetta. Pislol 
cola. y. Mazzagatt. 
PisTòn. s. m. Pillo. Bastone groa» 
uso di pillare che che sia. 

PiSTòN. s. m. Pistone. Sorta di si 
pò di canna corta e larga che i 
rica con dadi e pallini. 

PiSTòH. 8. m. Fig. Pentoione. li 
do basso, uomo grasso che d 
mente si muove. V. Barilòn. 

PisTòH. 8. m. T. di Farm. Boi 
ne a collo tronco. 

PiSTòH. 8. m. T. Mfl. Pilone, F 
(Galileo Fort.). Arnese di fef 
grave simile al piede di un ar 
che 8i usa nelle fortificazioni a 
dar la terra. 

PisTò5. s. m. T. de' Mur. PUh. 
pestone col quale pigian la terra 
ralori nel fare on moro di rìpii 

PisTdx. s. m. T. de* Polv- P 
Arnese di legname che serve a 
carbone salnitro e zolfo per far 
vere tonante. 



PI 

PtSTòH DA BEYBii. Fiùico. Yaso dì ve- 
tro da eonteoer liquori. Fiaschetta di- 
min. Fiasc(me accresc. Tose. Botti^ 
glume. 

PiSTòN DA iMSALGHÉN. Pestonc. Pestel- 
lo grande che serve a spianar la terra 
ed il selciato. 

PiSTòN DA HAZZàBÉcGH. Maglio, (rat- 
to, y. Maszabècchk 

PiSTòN DA piSTAR LA TERRA. Mazze- 
ranga. Strumento fatto d*un legno 
colmo, piano nel fondo, fitto in un 
Vastone a pendio per battere la terra, 
tome 8i pratica ne* viali de* giardini , 
9 che fare dicesi Mazzerangare, 

PiSTòN DEL mortAl. Pestello j Pesta- 
toio. Strumento col quale si pesta. 
Bntellino dimin. Pestone accr. 

PiSTòN D*uN foll. V. Màj e Mazz. 

Pisnròzf scAvizz. Pistone scavezzo. Spe- 
cie d'archibugio di larga canna, che 
ha la cassa snodata presso il guarda- 
macchie a maggior comodo di portarlo 
sotto il mantello. 
hsTOiizÉiv. 8. m. Fiaschetto. Botttglion- 

dno. 
hr. s. in. T. di Orn. Tacchino o gallo 
d^ India. Uccello domestico da cortile 
di origine Americana, detto da Linn.. 
Mehagris gallopavo. 

PiT VEROòN. T. d'Orn. Smergo, V. 
Mergon. 

Andar ai pit. Metaf. Morire. 

CoRAJ del prr. Coralli. Le verruche 
rosse che il tacchino ha intorno al 
collo. 

Es8R CN GRAN prr. Essere un gran 
pastricciano, uno sciocco, un balordo. 

Far bl pit. Pavoneggiarsi, Sgaietta- 
re. Far il bello o il saput«). 

Nas del pit. Crésta, Caruncula, V. 
Bettminghén. 

Ross CMÉ UN pit. V. Ross. 

Vers del prr. Gurgugliare. 
PiTA. 8. f. Tacchina, Tacca. ^ La fem- 
mina del tacchino. 

Pita. Figur. Briachezza. 

ISPIPÀRSEN SE LA PITA AN CÓVA. Star 

in barba di micio. Star da cucco. 
Stare in cwcagììa. Essere nelle agia- 
tezze. 
PiTAciò. s. m. T. Bot. Radicchiella. V. 
Pissacan. 



PI 



50f 



PiTAcròzz4. 8. f. Chioecerella? Striderei- 
la. Fischio da Pulcinella. Quel fi- 
schietto formato per lo più di due 
pezzetti di latta o di madreperla con 
cavi internamente, tra cui passa un 
nastrino che anche li tiene uniti, e che 
portato presso la gola, serve per fore 
la voce chioccia da pulcinella. La no- 
stra voce si compone di Pita (Tac- 
china) e di Ciòzza (Chioccia) per 
significare la cosa comparandola al 
verso delle tacchine chiocce. 
PiTANZA. s. f. Camangiare, Companatico. 
Ogni sorta di vivanda che si mangia 
col pane. Pietanza, porzione di vi- 
Vanda per una tavola o per ciasche- 
dun commensale. 

PiTANZA D* FRUTTA. Fruttata. 

PiTANZA fén'na. Cibo regalato (Fr.). 

PiTANZA pr'il resti. Biada, Profen- 
da. 

A VAL PIÙ EL RON COÉUR CHE TOTTI IL 

piTANzi DEL HOND. La vivanda vera è 
l'animo e la cera. 

PiTANZÈTTA. 8. f. Borbottino, Bramane 
giere , Piccatiglio , Picchiante, Po^ 
strincolo. Manicaretto appetitoso. Tor* 
nagusto. Leccume, vivanda che eccita 
il gusto. 

PiTÉN. 8. m. Tacchinetto. Piccolo pollo 
dindo. 

Pitén'na. 8. f. Pollanca, Pollanchetta. 
Tacchina giovine. 

PiTòcA. s. f. Mendicamento. 

PiTOCÀR. alt. Pitoccare, Andar pezzen* 
do. Far il pitocco, mendicare, accat- 
tare. 

PiTòccH. 8. m. Pitocco» Mendico, accat- 
tone. 

PiTòccH. 8. m. Sboccatqjo. Piccola 
mazza con capoechietta o viluppo che 
si immerge nelle bottiglie, per fòrne 
traboccare il liquido che può ostare al 
turarle. 

PiTòccH piTOccòN. Pittina cordiale. 
Uno spilorcio che usa pitocchierìe, 
un avaro. 

PiTOCHÉN. s. m. Pezzente. Accattatore, 
accattapane. 

PiT0CHÉN*NA s. f. Panetto. Piccola pa- 
gnotta» 

PiTòN. s. m. Tachinone (Fior.). 

PiTòN. s. m. T. d' Orn. Piccione gros- 



304 



PI 



Vitnén, s. oi« Pùppi. QóeUa hntigioe 
che si vede nella parte raperiore del 
seme di alcane piante, Ui qnale al 
menomo soffio si spicca dalla pianta e 
Ta svolazzando per l'aere e impelando 
i Ticini, y. GalL 

PiuM^. s. m. T. delle Crest Aim- 
no. Ornamento da capo delle donne 
composto di gioje disposte a foggia di 
piccol peonacebio. 

PlUHé!f DA ■ÈTTEa Kl T* I PE. A'iffllt- 

no. Sorta di gaanciale da tenersi so- 
pra i letti. La eoliriee è un arnese di 
piome, sopra il quale si giace. (Ma- 
tarazs d pènna). 
PiraéN DA TESTA. Pomoechio. Y. Più- 
ma. 

PimèTTA. s. f. T. Bòi. Fior d'adone. 
Pianta erbacea che nasce tra i grani 
dotata di principi! vendei. È IMdo- 
nis amunmaiis Linn. 

PiOhi. s. m. T. BoL Lino delie FaU. É 
una delle più belle gramigne del no- 
stro paese e cresce per lo più nelle 
fessure delle rupi montana E la Stipa 
pennata Lino. 

PiuaisTA. s. f. Piumajo. Chi eserciu Tai^ 
te di appareccbiar piume per orna- 
mento donnesco o militare, e cbi le 
vende. 

PiDHòif. s. m. Gronde pennacchio. V. 
Piuma e Pnacc 

Piv. add. m. T. di Vet. Bureliato, Pez- 
zato. Dìeesi di mantello di un caval- 
lo. V. Pzà. 

Piva. s. f. Comamtua, Piva. Strumento 
pastorale da fiato a tutti noto. Con- 
sta di 

Bocchén. • • • Bocchino. 
Bordòn . • • . Chrtm Bordone. 
Bordonzéll . • . Fatto Bordone. 

Pela Otro. 

Pivén .... Portamento. 

Zdèla Calza. 

Piva. s. f. T. degli Org. Smnata pa^ 
itorale. Sorta di armonia grave e mo- 
notona imitante il suono della corna- 
musa cbe si fa coli' organo. 
Piva. s. f. T. degli Org. Becco polac- 
co. Nome della massima specie di piva 
che si suoni in un organo. 
SoNAB LA PIVA. Comommare. 

ToaifAE CON LA PIVA IN t' EL SACCH. 



PI 

Tornar colle trombe nel Meco. \ 

da un impresa senza alcun profii 

PivlsTEa. s. m. T. Furb. Ragazzo. 

PivÉLL. s. m. atto. Fanciullo, Bm 

zo, dal Pwtlltu dei Lat. e vale é 

Piccinaco, Piccinacolo, Picdn piei 

Caramogio, caricatura. 

PivÈR. s. m. T. d'Orn. PMere, M 

nello. Uccello palustre grosso poei 

di un tordo* Il Charadrius plm 

apricarius Linn. 

PivEa BioND. T. d'Ornit. Pivieri 

rato. Il Charadrius auratus dei 

Pivieressa la femmina del pivieri 

Pivi. s. f. Bargilioni, Borzacchimi. 

pe cascanti. 
PiviiL. s. m. Piviale. Y. PuviaL 
PiVLADA. s. f. Ragazzata. 
Pivò. s. m. Nottolino. Quella spee 
arpioncino snodato cbe serve a t 
chiusa la spagnoletu, afferrando 
manubrio. 

Prvò DLA HoècjA. Pernio. Fen 
che entra neir occhio dappiè della 
la da carrozza e la tiene in aest 
PivRòN. s. m. T. d' Oruit. Corriom 
cello che abita le rive dì palude 
gni detto da Linn. Charadrius 
cula. 
Pizz. 8. ro. Punta. L'estremità ang 
di che cbe sia. Cimone, Vetta, 
ma accuminata de' monti. 
Pizz. s. m. Merletto. Trina, foi 
ra. Ha: 

Gresti .... Merli. 
Lavòr. . • • • Opera* 
Pont ..... Maglie. 
Zi mòssa .... Orlo. 
Yc n*ha di più sorla, di refe o 
tro per guarnire abiti ecc. a sin 
dine di merlo, ma appuntato, 
luzzo, merlo, merlatura. 
Pizz A GOCCIA. Merletto a punk 
go. 
Pìzz A occ. Merlo tagliato* 
Pizz DA GRAMEZZA. Merletto nen 
ta di bionda o merletto di seta 
Pizz DA UN co SÒL* Mcrlo da t 
do. 

Pizz d'Olanda. Merletto di Mi 
Pizz DE Fiandra. Punta aUa 
dresca. Punto. 
Pizz DEL fazzolett. Cocchc, I 



/^ 



PI 

irò angoli di un fazzoletto. V. Fazzo- 
lèti. 

Pi2Z D* Gfifiyà. Merletto di Genova. 

Pizz dl' ABIT. Capo, e Tirami per un 
capo del ferrajuolo. > (Bart.) 

Pizz D* KA coròn'na DA TESTA. Merli, 
Becchetti. Le punte che sono dintorno 
nella parte superiore d'una corona, e 
di cose simili. 

Pus DOPPI. Puntm alla tedesca. 
[ Pm d' rév. Bighero. 

Pizz d' RiLiEv. Punta a rilievo. 

PiXK D* SUA. bionda. Merletto di se- 
ta. 

Più D* ToaxA. Becchetti, Merli. Quel- 
le punte che si fanno talora dintorno 
ad una stiacciata. 

Pizz D* UH GAPELL. Venti. V. Gapell. 

Più d'un sacch, d' na bala e simi- 
li* Pellicini. Ciascuna delie quattro o 
due estremità di una balla o sacco 
pieno, le quali sembrano orecchi d*a- 
sioOi e per le quali si può agevol- 
mente pigliare un sacco o una balla. 
y. OrèccL 
I Pm TBANZi. Merlo a sportelia. 

Più fublàn. Merlo furiano. 

Più Ikglés. Punto d' Inghilterra. 

Pnz tbaforX. Merlo a reticella* 

Più Valcensibn. Punta di Va/encien- 
ne$. 

Pizz. add. m. Acceao. 

Far bl biu. Lavorar di merli. 

Grdpp da pizz. Nodo in sul dito. 

Oss DA pizz. Piombini. V. Oss. 

ZCGAB A PIZZ TEL DAGH, E PIZZ TEL 

■ANTÉGN. Fare a passa passa Gio- 
vanni. V. Zugor. ■ 
pRZi. ndd. m. Bezzicalo. 

PiuÀ D* TAROÉo. Butterato, Tarma- 
to. Segnato dal vajuolo. 
PiUAGAmàTT. 8. m. T. d*Orn. Beccaccia 
no. Frullino. Uccello di colore simile 
alla storna, eon becco lungo e sottile, 
che sta negli acquitrini. É lo Seolo' 
pax gaUinago Linn. 
PntAOik» s. f. T. d* Orn. Beccaccia. Uc- 
cello di boBCO, noto a astronomi per 
la squisita sua carne. E lo Scolopax 
ruUieoUs Linn. 

PizzAGRA d' har. T. d' Om. Pittima, 

Moschettone j Pantuna. Uccello cbe fre- 

I quenta le {wiudi e si pastura per lo 



PI 



508 



più di notte. La sua voce è quasi si- 
mile a quella delle capre. É lo Scolo- 
pax limosa Linn. 
PizzACRi, per ischerzo. Piedi a pianta 
di pattona. Piedaccì grandi e larghi. 
PizzADA. s. f. Beccata. Colpo di becco. 

Beccatella , beccalioa diminut. 
PizftàDA per Impizzada V. 
PiUAFERR. s. m. T. d'Ent. Lucano. V. 

Zicorgnòn. 
PizzAR. alt. Beccare. Prendere il cibo 
col becco. — • Bezzicare. Percuotere o 
ferir col becco. 

PizzAR. att. Accèndere. V. Piar. 
PizzARAj o PizzARAZZ. T. d' Agr. Vigli' 
uoli. Spighe sfuggito dalla trebbiatura 
e separate vigliando per trebbiarle di 
nuovo. V. Sabbiar. 
PizzéN. s. m. Merlettino, Trinetta. 
Pizzén'na. s. f. Trinettina. 
PizzÈTT. s. m. T. d' Ent. Pinzacchio. No- 
me che si dà ad un insetto che rode 
le biade, che anche dicesi Tonchio. 
E il Brucus seminarius di Linn. 
PizzÉTTA. s. f. Bighero, Trinetta. Trina 

o merletto stretto. 
PizziGHÉN. s. m. T. de' Tabac Pizzichi' 
no. Sorta di tabacco da naso, cosi 
detto da noi perchè è piccante. 
PizzòN. s. m. T. d'Agr* Spicchio. Vezzo 
di terreno di forma angolare. 
PizzòN. s. m. T. d'Orn. Colombo. 
Genere di uccelli a tutti nolo che ha 
numerosissime specie. La più comune 
che viva e si moltiplichi tra noi con 
infinite varietà è la Columba livia del 
Temmink. Le molte denominazioni da- 
te alle nostre varietà hanno più atti- 
nenza alla varia pennalura che alla 
specie. I nomi che danno ai rari loro 
colombi i dilettanti di piccioni che 
noi chiamiamo Pizzonàr sono i se- 
guenti: 

PizzòN ANVÉLL. Pippionc. Colombo 
giovane di nido, o di poco uscito dal 
nido. 

PizzòN ARGiNTÉif. V. Pìzzòu majoli- 
chén. 

Pizzòif BiANCH. Bianchetto. Piccion 
bianco. 
Pizzòft BOI. Colombo picchieltato. Di 
penne chiazzate da più colori. 
PizzòN BRONZ. CéOlombo grigiolino o 



306 PI 

brcnsino^ Di peone ferdogoole e bmoe. 

Pizzdx ciSAiix. Coiomòo damestìeo. 

Pixiò% acwrùf. Colombo tol emgo. 

P1ZZ65 a»rÉ5. Cotonfto UUt^uolo. Di 
color roMo scoro. 

Pizzto DA lAXCà* Piceiom grossi 
(MoL), 

Pizz6}i DA J occ. Colombo od oeeki 
di gran giro. Qodli die baooo iofor* 

00 airocxbio UQ gran cercbio di pelle 
ooda Tariameote colorata. 

PlZZÒH DAI SCALFABOrr* Picoon tal* 
zato. 

VwUm DA FLAK. Fig, Mcmniao. Motto 
eoo eoi si ferisce alcooo, il qoale io- 
cappi ioavvedolaoieote oella ragoa te- 
sa perché il motto risalti. 

Pfzzòif DA PLAE. Nuovo zugo. Pie* 
cione. PerMoa 000 esperta, e ladle 
ad essere iogaonata. 

Pizzòx FASSA. Colombo rigato. Con 
penoe variaoieoie colorate ai lati o 
alle estremiti^. 

Pizzòn FATAZZ. Colombaccio, Paiom'^ 
bo. Specie di colombo «elvalieo avidis- 
simo della fava detto da Lino. Colum- 
ba Palumbus. 

Pizzò5 Fcaa. Colombo ferrugigno. Di 
peooa brtioo seora. 

PizzoN wtULiÉn. Monaco. 

PizzòN FCHÉH. Colombo fuliginoso. 
Color fuligioe. 

Pizzòif GAZ. Colombo gazzerino. Si- 
mile alla gazzera oelle penoe. 

Pizzo» GRis. Colombo montanino. 

Pizzóif LANCHÉii. Bioniello. Di peona 
fulvo aurata. 

Pizzo?! MAioLiCHÉii. Colombo majoli" 
chino. Di peone bianche smallate. 

Pizzòpr HOGif. Colombo (uligine scura. 
Del color dell' abito naziooale de' no- 
stri bruciata] (Mogo). 

PizzóN MORérr. MorelleUo, Piccioo di 
penna nericcia. 

Pizzóif Hus*c. Colombo grigiolato. 

PizzòN NiGUER. Colombo nero, 

PizzóN PAVONZÉN. PoonceUo. DI peo* 
ne iinitanll quelle del paone. 

PizzòN PENNA d'angiol. Piccìon cUe^ 
strino aerino. 

PizzòN PERLÉN. Colombo periato. 

PizzòN PERLÉN scAvizz. Tremante di 
coda slreltOj Pavoneello» 



Pizzfe PsasiÀx, PiBSiASÉsi. Persia- 
no, Persiatdmo. 

Paiòn mùfSL Pieeiom grosso reale, 
Gkmgiurgolo. V. Pitòo. 

Pizzòs oogmóK. Pitekm piomAakK 

Paxùn SALTATGCo. Paknmbo., 

PizzOh Sfagsogix. Picdon rosso bion- 
do. Bella varietà di ooa specie origi- 
oaria di Cajeooa. 

Pozòs sPARZARoéc CoUnmboedo. 

Pizzo!! tìgheo o tigrì. Ti^rooie. 

PizzdR TORSiJL Piedone iorraptola. 
Là Columba Uoia di Temmk. Il capi- 
speete de' oostri colombi. 

Pizzdx TOLAOòR. VoUnUimo, 

PizzÒN ZESRÉ5. Colombella. 

PizzòN ZIPR16TT. Tkurcketto, PieeioR 
di Cipri maggiore o minore. 

Casarén da FizzòN. Appegaiojo. Stan- 
zioo ove si poogooo i colooibi per ap- 
pajarsi. Y. Piizeoara. 

Mezz fizzòn. Bastordeilo. 
PIZZ05ÌR. 8. m. DileltanU o Còflunereian- 

le di piccioni. 
PizzoNARA. 8. f. Colombaio ( B. L.). Suo- 
la pe' colombi Pieeionaja (Tooim ). 
PizzoNÉN, PizzoNZéN. Ptccioneino, Pie 

eionceùo. Pippiondno. Y. Piizooar. 
Pizzùn'ha. 8. f. Colomba. La femmioa del 

pieciooe o colombo. Colombella. 
PizzoNòN. 8. m. Piccioììe grosso* 

PlZZÒTT, PlZZOTTÒN B PiZZOTTADA. Bccea- 

' ta. Colpo di becco. «- Pizzico, Piz» 
zieotto. Y. Pzigoo. 

PizzoTTÀ. add. m. Beccato, Bezzicato. 

PizzoTTAR. alt. Beccare, Bezzicare. Per- 
cuotere o ferir col becco. Pizzicare. 
Y. Pzigàr. 

PizzoTTAR l'uva. PHaccoTC , Spiccio- 
lare. Spiccare a poco a poco i granelli 
dell' uva dal grappolo per mangiarseli. 

Plà. add. m. Pslato, Spelato. Seoza pe« 
IL Sbucciato, seoza boccia e dicesi di 
frutta. Spiumato, dicesi di occello a 
cui siensi tolte le piume. Scoriecdalo, 
dicesì di piatto scodella e sim. che ab- 
bia perduta in parie la vernice. Sfron' 
dato, dicesi un albero spogliato delle 
sue frondi. CoI^^q, Decalcato, Scrina- 
to, dicesi chi ha la testa spelata. V. 
Piar. 

PUcA. 8. f. Piastra, Lamina. 

Placa, s. f. T. de' Libr. Plancia. Pit- 



PL 

sira di metallo cbe ha incavato o in 
rilievo il disegno che si vuole colla 
pressa imprimere sopra il cartone di 
un libro. 

Plaga, a. f. T. MìL Piastra. Quella 
che si pone con qualche emblema so- 
pra il frontale del caschetto. 

Placa, a. f. T. Mil. Piastrino. Lami- 
na della tracolla da tamburino che 
porla le ghiere delle bacchette. 

Placa da pah lum. Ventata. Arnese 
i di legno o altra materia a foggia di 
quadretto con un cristallo in mezzo , 
e uno o più viticci (brazzalètt) dalla 
parte inferiore per uso di sostener 
candele. 

Placa da orecci. Ciondolino. Lastruc- 
cia d* oro o d' altro, con gemme o sen- 
w y che aggiugnesi pendente agli orec- 
chini. 

Placa da portar al còl. Picchiapet- 
to, Chiaviicuori, Penzolo. Giojello cbe 
usano le donne portare al collo, pen- 
dente sul petto. 

Plìca del garràtt. T. de' Tip. £a- 
flfra delia cassa. Lastra di bronzo cbe 
ita sulla parte superiore del carro su 
cui posano le forme delle pagine. 

Placa del masc*. T. de* Garroz. Pia- 
girone. Lastra di ferro bucata nel mez- 
zo per dar passo al mastio delle car- 
rozM e per difendere dall'attrito l'a- 
seialone. 

Placa del pianéll. T. de' Tip. Pia- 
no. Lastra fermata orizzontalmente nel- 
l'inferior parte delia vite del torchio 
e che abbassandosi col girar della vi- 
te serve a stampare. 

Plìca di stagn. T. de' Calzett. Tosco- 
Mio, Letto. Sorta di cassa metallica 
entro la quale sono fermate le lamine 
del telajo da calze. 

Fai da plìca. Far la seggiola, Es- 
ter pergola. Cuocer bue, servir per 
candellìere. Si dice di chi si trova in 
mia conversazione, dove tutti sono im- 
piegati e a lui tocchi lo starsi. 
Slagadura. s. f. T. di Stamp. Ladro. 
Quello spazio bianco cbe rimane in 
un foglio di stampa quando nel le* 
vario dal timpano lascia una parte 

dello stampato sui suo letto. 
PucARD. Polizzotto, Monitorio, Cartel- 



PL 



307 



lo, Cedohne. Scritto o stampato che 
si affigge alle cantonate e nelle piazze 
per informare il pubblico di qualche 
cosa. 

PlacconaIoa. s. f. T. de' Terraz. Tritoli, 
Frantumi di marmo. Que' pezzetti di 
marmo che si cementano nello smal- 
to de' battuti e ne formano la super- 
ficie. 

Placconar. V. a. T. de' Terraz. Incastra- 
re i tritoli. Lavorar di commesso^ 
Cementare nello stucco fresco de' bat- 
tuti i tritoli di marmo di vario colore. 

Placche, s. m. Orpello (B. L.). Lami" 
nato (Tose). Finimento di ottone, dì 
rame o altro metallo per corredare o 
abbellir checchessia. 

Plàcfond. Y. Pacfond. 

PlactX. att. Laminato. Ornato di lami- 
nati ossia di placche. 

Plactar. s. m. Ottona jo. L'artefice che 
iabbrica il laminato od orpello che 
per lo più da noi fa altri lavori di 
ottone. 

Plada. s. f. Pelatura. Fig. Calvizie, 

Pladi. s. f. Tigliate. Castagne lessate 
monde. 

Pladura. s. f. Pelatura. Pelamento. V. 
Spladura e Splaja. 

Plàffete. Taffete, Ciacche. V. Pliff. 

Plàfòn. s. m. Siojato (Tose). Soppalco 
ricoperto di canne intonacate di gesso 
e calce. 

Plàfonà. add. m. Stqfato. V. Plafòn. 

Plafonar. T. de' Mur. Soffittare, Stona- 
re. Intonacare di gesso o malta il cie- 
lo di una stanza coprendolo prima con 
cannicci. 

Plàgas. Parola latina che si usa nel se- 
guente dettato. 

Dir plàgas. Dir cose di fuoco. Dir 
male d'alcuno, lacerarne la fama. 

Plàita. s. f. (dallo Spagnuolo Pieito). 
Piato. Contesa, litigio, riotta, rissa, 
quistione. 
Far plàita. Contendere. Piatire, ris- 
sare. 

Plàm. s. m. Pelame. Qualità e color di 
pelo. — Quello dei cavallo chiamasi 
Mantello. 

Plàm. s. ro. Cuojami vaccini. Buffa- 
lini ecc. (B. L.). V. Coràm. 
Plàm. 8. m. Pellame, Quantità di pel- 



^8 



PL 



li. PtUeUeric ( B. L.)- Pelli conce col 
pelo. 

Plàs d* BEsn GROSSI. Cojame grosso 
(B. L). 

Plàh d' bktj mncdi. Pelli minute 
(B. L.). 

Plìx fbesch. Cojame crudo (B.L.). 

Cojame fresco. 

Plàx secch. Cojame secco (B. L.). 
Pur. alt. Pelare, Levare i peli come sì 
fa al porco quando si vuol mangiar- 
ne le carni. Spelare, vale cadere i 
peli. Spellare, cavar la pelle. 

Plar. alt. Scottare a fuoco. Dicesi di 
acqua che sia calda o scotìi che peli. 

Plar. alt. Fig. Smugnere, Scortica- 
re, Torre ad alcuno con male arti lo 
avere. 

Plar el PA5!f. T. di Gualch. Sfon- 
dare il panno. Rompere la lana in 
cambio di tirarla fuori nella superfi- 
cie, il che accade quando si garza 
asciutto, e s' impiegano subito de* gar- 
zi nuovi. 

Plar un gozén. Abbrueciare U porco. 
Scottarlo e pelarlo. 

Plar il j amanoli. Dirocciare^ Levar 
loro la roccia. 

Plar i polaster ecc. Spennare o 
Spiufnare i polli. Levar loro le pen* 
ne e le piume. 

Plar i pom, per. ecc. Sbucciare i 
meli, le pere ecc. 

Plar j oèuv. Sgusciare le uova. 

Plar la gaza sènza farla gridar. 
Fig. Pelar la gazzera e non la far 
stridere. Saper trarre il proprio van- 
taggio senta lagnanze altrui. 

Plar 'na rroca. Scorzare un ramo. 

Plar-'na castagna. Sgusciare una 
castagna. 

Plar n* anguilla. Sbucciare un an- 
guilia^ 

Plar un arbor. Scortecciare un al- 
bero. Levargli la corteccia. Brucare, 
vale spogliarlo di foglie come fanno 
le capre e simili, rodendole. Sfoglia- 
re, levar le foglie. 
PuRs. n. p. Pelarsi, Spelarsi. Cadere 
il pelo i peli. 

Plars. n. p. Caharsi. Divenir calvo, 
pelarsi il capo. 

Plars j arbor* Sfogliarsi, Sfron- 



del nJ 



PL 

darsi. Cader le frondi o le foglie al- 
le piante od agli alberi. 
Plars la yitta. Spellarsi il corpo. 
Fig. Scottarsi. V. Piar. 

Plas. s. m. T. de' Gioj. Plasma. Gem- 
ma di color verde, punteggiata e mic- 
chiata di gocciole, o nere, o bianche, 
rosee. 

Plastica, s. f. T. di B. Arti. Plastm, 
L* arte di far figure di terra. 
Lavorar d* plastica. Plasticare. F<N^ 
mar figure di terra. 

Plastich. 8. m. Plasticaiore, Plastm. 
Colui che esercita Tarte plastica. 

Plàta. s. f. Calvezza, Calvizie. Lo stato 
d* un capo calvo, effetto prodotto dalli ' 
caduta de* capegli. Calvizio. Fig. 7^ ' 
sta. Capo. ' 

Platea, s. f. Platea. Il piano del fon- . 

damento ove posano le fabbriche, là 

parte più bassa d' un teatro àm ^ 

stanno gli spettatori. 

Platea, s. f. Fig. Caloezza. 

Platea, s. f. T. Idr. Cónca del 

stegno. Il fondo del sostegno 

ritenuta 1* acqua. 

Platea, s. f. T. de* Mago. Plam, ^ 

Batliiojo, Piano del mergonem Y. Cu^ ' 

dinal. ^ 

Platea dla testa. Sincipite. V* Sar> ' 

franta. .^ 

Andar in platea. Scherz. Appelani^ 

della sentenza. Calcare o Caivarsi. ^ 

Mostrar la platea. Avere- la pdef* 

lina. i^ 

Plateal. add. Di piazza, Corrtnk* l 
Cornane. 

Plìten. s. m. T. di BoL Platano. Al- ' 
bero grandissimo di ornamento. Te ;; 
ne hanno di due sorta, il PkUamis 
orìenlalis e il Plaianus occidmUaUs. 
Questo si distingue dal primo per le 
foglie più larghe. 

Platén'na. s. f. T. de* Cakett. Plae». 
Lamina fatta a testa di gru che le^ 
Te a far passare dai beedii, le maglie 
fatte, sulle onde. 

PlatI^na a ondi. T. de' CaheU. 
Foglie da onde. Laminette uncinate 
che ricevon dalle placche le maglio 
fatte. Hanno 

Bècch .... Becco. 
Bocca .... Bocca. 



PL 

Coda. 

I . • « • Ventre, 
èceh . • • Sottoòecco. 
Testa. 

6. m. Platino, Orobianco. Me- 
spleDdeDtissiiDo, di color bianco 
1U0O9 duuiiissimo, ma difficile a 
rsì. 

8* m. Zuccone, Monnone, Ber* 
Chi ba la zucca scoperta , cioè 
K> senza capegli. 

,R. att. Zucconare. Levare i ca- 
dalla zucca. 

8. f. Pellaccia, Cattiva pelle. 
. s. f. Popolazzo, Plebaglia, Là 

del popolo. V. Marmàja. 

LBBAJAy l' È FOEDGH L* è PAJA. 

ìebe è coltello a due lame. Diffi- 
ioè a governarsi pe* vizi e pre- 
si che la contamina, e per esser 
> sdegnata da sedicenti filosofi 
M>eo la conoscono e troppo la 

SZtDO. 

%i(o. Contesa. V. Plaita. 
PLiMÉN. s. m. Peletto, Peìuzzo, 
Zino. Pelo sottile, sottilissimo. 
r. Fig. Scorticapidocchi. Tigna* 
pìttima cordiale, squartapiccioli, 

, Plètta. Pellicina, Pellicola. 
a sottil pelle. 

i. m. Plico. Quantità di lettere 
te e sigillate sotto la stessa co- 

Piego. 

$. f. Pelliccia. Veste fatta o fo- 
I di pelle con lungo pelo. 
tk, s. f. Vello. La lana delle 
ì che annualmente si taglia ser- 
ia unita. 

KA. 8. f. Melate. Giubba da pa« 
fatta di pelle di capra, a cui 
ia stata tolta la lana. 
BA o pellegrén'na Palatina. Sor- 
pelliccia che portano le donne 
ilo in lempo d'inverno. 
SA DA PRET. Almuzia, Gufo. 
sia che per distinzione pprtaho 
tnici d'alcune collegiate. 
BELLA PLizzA. Un òcl pelliccione. 

d* un bel gatto grande e grosso. 
att. Pellicciajo, Pellicciere, Pel- 
'uolo. Che fa o vende pelli o 
»e. Vajajo (B, L.). 



PI 



W 



Bottega da pliezar. Pellicceria. Luo* 
go dove si vendono le pelli. 

Plizzetta. 8. t Pcllizòlo. Piccola pel- 
liccia. 

Plizzòn. s. m. Pelliccione. Pelliccia gran- 
de e di lungo pelo. 
Plizzòn. s. m. Boricco. Cappotto di 
pelle con pelo e simili. 

Plòcc*. s. m. Tonfetof Voce Imitante 
il suono di ciò che s* immerge nel- 
r acqua come la rana, o quel piede 
che si póne in una pozzanghera. 
Plòcc* plùcc', forse corruz. di Pe- 
duccio. Pietrone sodo sul quale è in- 
castrato solidamente il masso di ferro 
che porta l'incudine del maglio. 

Plòn. s. m. T. d*Agr. Pompano, Pam^ 
pino. La prima vettarella che succede 
alia gemma della vite dischiusa. Cac- 
chio, ì primi tralci o messe che fa 
la vite. Tenerume, Vettarella, Vct- 
tcrella de' polloncelli delle altre piante. 
V. Butt. 

Far 1 plòn. Spampanare.^ Spampi' 
nare. Levar alle viti le foglie, il che 
si fer sovente affine che le uve giun- 
gano più presto a maturità. 

Ploroéds. s. f. T. delle Sari. Sopraggi- 
retto. Mostra delle maniche in tempo 
di lutto bruno. 

Plós. Peloso, add. Che ha peli. 

Plott. s. m. T. de* Cuoj. Pelo di be- 
stiaccia o vaccino. Quello che serve 
a bastaj di borra. 

Plotta. s. f. T. de' Capp. Pilotta. (San.) 
Guancialino di velluto che serve a li^ 
sciare il pelo a cappelli. 

Plottén. s. m. T. dei Capp. Stoffa, Il 
pelo di camello da far capelli. V. Pél 
e Stofa. 

Plottòn. 8. m. T. de' Capp. Spuntature 
Slanature di pelo* La parte più 
ordinaria e grossolana del pelo che 
si trae dalle pelli nella spuntatura. 
V. Plutòn. 

Pluccapori. s. f. T. de* Tarroc. Spilìuz- 
zicatrici. Donne che nella fabbrica 
da carte da giuoco van rivedendo le 
carte e le mondano da que' pel uzzi, 
o da quelle barbe, che soo sovr'eSse 
rimaste nel fabbricarle. 

Pldccar. att. Spiluzzicare, Levar po- 
chissimo da alcuna cosa t pianamente. 

20 



3!0 



PL 



Plcccab. ali. Piluecart, Mangiare a 
spizzico. < Il caoe mangia 1* osso finché 
Y'é da piluccare. > (Cavai.) 
Plcccar. alt. Denticchiare, RosiC" 
chiare. Dicesi de' bestiami quando 
^anno attorno denticchiando le siepi » 
yìiì e simili. 

Plogcul att. Fig. Far agresto. Far 
gonelia. Avanzar nello spendere per 
altri, o nel far i fatti altrui. 
Plcccar ir za e in i. Raggranellare. 
Y. Spigiar e Splucar* 
Plcccae la pollaeìa. Spiumare. Le- 
var la peluria o i bordoni al pollame 
dopo averlo spennato. 
Pluccae l' uva. Piluccare. Y. Pizzot- 
tar e Pzigar. 
Pluccars. n. p. SpolUnarsi. Dicesi del 
pollame o d'altri volattili che vanno 
ricercando i pollini col becco. 
Plucch. s. m. Pelo. Peluria che hanno 
i panoilini. Bruscolo, Bruscoluzzo, 
Petuzzo, Peluja, que' peli che si 
attaccano alle vestimenta. Peluria, il 
pelo che rimane sulla carne agli uc- 
celli spennati, ed anche la prima la- 
nugine che spunta negli animali nel 
metter le penne o i peli. V. anche 
Blucc'. 
Pluccoén. 8. m. Rabattino, Che gruzzola 
risparmiando sulle piccole cose. Bru- 
scolino piccolo bruscolo. 
PlCga. s. f. Pulce. Insetto noto. Non trovo 
ne' dizionari alcun diminutivo, accre- 
scitivo o avilitivo, come abbiamo nel 
nostro dialetto. La Pukx irritans di L. 
Plùga. s. f. T. d'Agr. e di Entom. 
Saltatore, Altica. Genere dì piccoli 
insetti coleotleri della famiglia dei 
fiiofagi, che potendo saltare sono stati 
perciò chiamati Pulci terrestri. I più 
comuni tra noi sono V Altica oleracea 
e r Ortensis. Souo essi nocivissimi a- 
gli orti ed ai giardini. La prima di- 
vora i cavoli, i napi o navoni, le rape, 
i ramolacci e simili; e la seconda in- 
tacca le foglie seminali di quasi tutte 
le piante. 
Plùga o Plughéii'ha. s. f. Donnacina. 
Donna piccola e magrotta. 
Plùga d'acqua. Girino. V. Rana. 

AVEB METTER 'nA PLÙGA IN T l' OREC- 

ciA. Avere o mettere una pulce, o un 



PN 

calabrone in un orecchio, o una zan* 
zara nella testa. Ascoltare o dire o- 
na cosa che tenga in confusione < 
dia da pensare. 
Plcgar. Pulciojo. Luogo o cosa piena 
di pulci. Pulcioso chi ha molte pulci 
indosso. 
Plughi plur. di Plùga. PuleL Cosi usato, 
nelle frasi: 
Cattar su dil plughi. Raeeattar puki. 
Dars al plughi. Spulciarsi* Torsi di 
dosso le pulci. 

Dars al plughi. Figurai. Sgatiigliare 
Udanqj'o. Cavarlo, tirarlo fuori, sbor- 
sarlo. Cercar le tasche, disporsi a co- 
noscere lo stato del suo avere. 
Piéii d' plughi. Pulcioso. Che ha 
molte pulci addosso. 
Plùrimi. Latinismo usato nella frase 
In tanti PLÉRiMi. Cioè: In quattrini 
sonanti. In contanti. 
Plus ultra. (Esser el non) Esser t ec- 
cellenza, lì sopreccellente. 
Plutòn. s. m. T. Mil. Drappello. Una 
parte della compagnia o della divi- 
sione di un battaglione. Manipolo. 
(Manz.) 
Pluzz. s. m. Petuzzo. V. Plén eec 
Pluzz. s. m. Pelone. Pannolano eoo 
lungo pelo. 
Pnacc'. s. m. Pennacchio. Arnese di più 
penne insieme che per lo più si porla 
al cappello o al cimiero. Pennacehie' 
ra, pennacchio di diversi colori. Pen« 
nacchino, Penoacchinolo diminutivo. 
Tremolante, pennino di fila sottìlis- 
sime di vetro che portasi per orna- 
mento in capo. 

Pnacc'. s. m. T. di B. Arti. Pedueeio. 
Lo spazio compreso da spigoli delle 
volte, presso e sotto la cupola, che 
spesso si dipinge con figure simboli- 
che, ritratti, armi, imprese e simili. 
Pennacchio é voce dell' uso e manca 
ne' dizionari* 
Pnaoa. s. Pannala, Impennata. Taoto 
inchiostro quanto ne ritiene la pen- 
na neir intingerla nel calamajo. Quan- 
to si scrive coli' intinger la penna 
una fiata. 
Pnaroéula. s. f. Pennaiuolo. Strumento 
a guisa di bossolo da tenervi dentro 
le penne da scrivere. 



PN 

Pnàzza. s. L.Pennaccia. Cattiva penna. 
Pmela. s. f. T. de' Vern. Pennella. Sorta 
di pennello a foggia di mezza spaz- 
zola quadrilunga, del quale usano i 
doratori per istender Toro sulle cor- 
nici o per setolare i lavori da dorare. 
Pkell. s. m. Pennello. Strumento che 
adoprano gli imbiancatori, i pittori, 
ecc. Pennellino, pennelletto, dimìn. 
Pennellone, accrescit* 

Pnell. s. m. T. Idr. Pennello. Riparo 
contro le corrosioni dei fiumi fatto 
di fascinate o gabbionate, ed anche 
di materiali in calcina. Dentello quel- 
la specie di palizzata o lavoro di muro 
che sporge dentro pel fiume. Pignone 
estremità di un argine costrutto di 
legname o di casse piene di sassi 
per resistere all'impeto dell'acqua. 
SassajUj riparazione di sassi fatta ne' 
fiumi a similitudine di pignone. Mas- 
sellijf Massi di forma prismatica com- 
posti di calce e gbiaja, che si pongono 
alle rive de' fiumi per difenderli dal- 
le corrosioni. 

Pnell da barba. Saponaiojo. Pen- 
nella da insaponare la barba. 

Pnell da cola. T. de* Libr. Pennella 
da pasta. Pennello grossetto da spal- 
mar di pasta la carta. 

Pnell da colorir i tarocch. Pennella. 
V. Sdarén'na. 

Pnell da imbiancar. Pennellane. Gros- 
so pennello da imbiancare ì muri. 

Pnell da marcar. Marcatojo. Pen- 
nelluzzo con setole corte che serve a 
marcar le balle di merci. 

Pnell da pittor. Penèllo spaccato. 
(Bari.) 

Pnell da zugar. Volano j Volante. 
Piccolo strumento rigirato con penne, 
che battesi e riballesi con pale, rac- 
. ebette altro. Ha: 

Cui Culatta. 

Legn Capocchia. 

Pènni .... Penne. 

Pnell d' màrtra. T. de' Vern. Pen- 
nella di Martora. Sorta di fiocco di 
pelo di Martora che serve a spandere 
sul mordente la polvere d'oro o sim. 

Pnell i>' vàr. T. de' Vern. Pennello 
di cinghiale. 
Andar a pnell. Calzare oUimamentCj 



PO 



Sii 



Quadrare, Tofrutr bene. Star dipinto. 
V. Pittura. 

Dar d' pnell a un dsign. Pennelleg^ 
giare. 

Patt a pnell. Pennelliforme. 

Gnir a pnell. Venir in taglio, Ca* 
der in acconcio. Soppraggiuogere la 
cosa che si desidera. 

Lavorar a pnell. Pennellare, Pen- 
nelleggiare. Lavorar con pennello, di- 
pingere. 
Pnén*na, PNèTTA. Piccola penna* Pen- 

nuccia, pennuzza. 
Pfiù. add. m. Pennuto. Che è coperto, 
o vestito di penne. Piumoso coperto 
di piume come i piccoli uccelli. 
Po. s. m. Po. Il maggior fiume dell'I- 
talia. Eridano è più propriamente no- 
me di una costellazione dell'Emisfero 
meridionale. 

Po', s. m. Poco. Piccola quantità, 
pochezza. Un poco di schiettezza, di 
virtù ecc. 

Po. avv. Poi^ Dappoi, Di poi. In- 
di. In appresso. Dopo, 

E PO. Po' poi. Finalmente, in som- 
ma. 

E PO E PO. E via e via. E li si 
stesse la cosa, e ciò fosse tutto. 

L'È ZA UN PO. È già qualche poco. 
Per non dire precisamente uè poco 
né molto. 

Un PO pr'òn, an fa mal a nissòn. 
Un pò* per uno, non fa male a nes- 
suno. Un peso portato da molti riesce 
meno opprimente. 
Poca. s. f. T. Furb. Carità. V. Trùssa. 

Poca zizla! Interjez. Corbezzoli/ 
Bogate^la, Capperi. 
Pocaptìtt. s m. Schìfalpoco, E si dice 
per ironia di chi artatamente fa il 
contegnoso, o il temperato, o il mo- 
desto, principalmente in fatto di man- 
giare. 
PocAvoÈujA. s. f. Pocofila. Dicesi per 
ischerzo alle donne poco amanti del 
lavoro. 
Pòcc'. s. m. Intinto. V. Bagna. 
PòcciA. s. f. Guazzo. Pozza. V. LavèJi. 
PocciACRA. s. f. Pozzanghera, Pozza, 
buca nelle strade ripiena d'acqua 
piovana. 
PocciACRAR. att. Sfangare. Camminare 



312 



PO 



pel fango, trapassare, scalpitando il 
fango. 
PocciACBòH. 8. m. Sfangalore, Che va 
pel ùngo e a' empie di zacchere, s* im- 
pillacchera ed inzavarda. 
PocciAA. att. Intingere, Inzuppare. Im- 
mergere nelle cose liquide, cose che 
possanro incorporarle. 

PocciAB. Figarat Pottinicciare, GuaZ' 
zabugliare. V. Pacciugar. 

PocciAR EL CAPELL. T. dc' Cappell. 
Dar il primo bollore. Tener i cap- 
pelli immersi nella caldaia, con pesi 
sopra, per lo spazio di un ora e mezzo. 

PocciAR LA FORMA. T. di Cart. Tuffare 
la forma. Immergerla nel pesto del 
tino per cavaroe taoto che basti a 
tiirmare un foglio di carta. 
PocB. Poco. avv. e add. siccome si ve- 
de dalle frasi seguenti. 

PocH d' BOii. Malbigatto, Malinten- 
zionato, Tristo. 

PocH DOP. Poco poi. Poco opprcBSo, 

Poca FA. Dianzi, Pocanzi, poco fa. 

PocH PIÙ POCH MAivcB. In quel tomo. 
Incirca. 

PocB poch! Uno tantino che durava 
.... Interjez. La pazienza scappava 
dì certo. 

Poch su poch zo* Sottosopra. ( Nelli ) 

A DAREGH POCH. A farla stretta. 

A DIR POCH. A poco dire, A non 
dirla tutta. 

A POCH A POCB. Gradatamente, Per 
gradi. A poco insieme. 

Chi n'è GALANToa pr'el pocb el ne 
l' è gnan k>ER l' ASSi. A gotto che lecca 
spiedo non gli fidare arrosto. Prov. 
di chiaro significato. 

Da POCB. Poco rilevante. 

Far star alegber con pocb. Far le 
lìozze coi funghi. 

L'È MEI POCB CBE NiENT. E meglio 
qualche cosa che nonnulla. 

Mancar poch. Essere a un pelo. 
PocBÉN, PpcHiNéN. s. m. PochcUo, PO' 
chettino, Pocolino, Pochino. 

PocHÉN MA TOCBÉN. Piacere, e non 
credenza. Dicesi da chi si contenta 
di sicuri guadagni. 
PocTEN. s, m. Pochissimo. 

Un poctén. Un tantinetto. {Jj^eWì). 
PóDA. s. f. Potatura. V. Poèuda. 



PO 

PoDADÒR. 8. m. T. d*Agr. Potatore. Che 
pota. 

PooADCRA. s. f. Potatura, Potagione. II 
potare, ed il tempo acconcio a potare. 

Podagra, s. f. Podagra. Gotta che viene 
Dei piedi. V. Gotta. 

P<m>agròs. 8. m. Podagroso, Podagrico. 

PoDAJA. s. f. Roncola, Pennato. Falce 
potatoria. Strumento villesco adunco, 
e tagliente ed in asta ad uso di po- 
tare. 

PoDAJÀDA. s. f. Colpo di roncola. 

PODAJÉN, PODAJOÈDL. S. m. PotalOJO, 

Falcinello. Strumento per potar vili 
e simili, più pìccolo della roncola. 

Podajòn: s. ra. Roncone, Falcione. 

PoDAR. att. T. d'Agr. Potare. Tagliare 
alle viti, e agli alheri i rami inutili 
e dannosi. Dicesi poi Sbaslardare, 
Mondare, il ripulir la vite da ogni 
seccume. Smozzicare , potare una par- 
te di pianta offesa. Pizzicare, cimar 
coir ugna. Diratnare, tagliar qualche 
ramo isolatamente. Succidere, potar 
la vite la prima volta. Potare a vino, 
lasciare alla vite i capi lunghi o nu- 
merosi. 

PoDÉN. s. m. T. d'Agr. Segolo, Pennato. 
Strumento tagliente e curvo nella 
sommità, con manico da cui esce un 
gancio di ferro per attaccarlo alla cin- 
tura. 

PoDÉN*NA. V. Ronchètta. 

PoDER. V. n. Potere. Possa, possania, 
podestà. V. Possèr. 

Podestà. Podestà. Il capo del Comune 
o d'una Società riconosciuta dal Go- 
verno. 
Far cmé l' podestà d' Sinigàja, ch'el 
fava i scritt e el ja portava foéuba. 
Fare come il podestà di Sinigaglia, 
che comandava -e faceva da sé. 
La mojera del podestà. Podesiessa, 
Podestaressa. La moglie del podestà. 

Podbstarìa. s. f. Podesteria. Ufficio, pa- 
lagio è giurisdizione del podestà. 

Podù. Potuto. Dal V. Potere. V. Possù. 

Poesia, s. f. Poesia, Carme. 

PoESiÈTTA. s. f. Poesiola. (Pananti) 

Poeta, s. m. Poeta, Vate, Cantore. Fig. 
Saccentuzzo. 

Poeta balord. Poetonzolo, Poetastro. 
Poetuzzo da melate. 



PO 

PoÉu. Pur pure. Per esempio: 

Se fuss sta ki poéu .... & /òm^ to 

«<a/o quello pur pure. . . . 
PofiODA. 8. f. Potatura, il tempo dì pò*. 

tare. 
PoFF. s. m. Posteriore. Culo. V. Boff. Fig. 

PÒFF£TE, oppure POFF, PùFFETB. Toffe. 

V. Paff. 
PòFFETE. Ecco, Eccoli, Per esempio: 

El dì un Fise' E PÒFFETE 'ifA VINTÉIf'- 

MA D* BiGÀNT. E' diede un fischio, ed 
eccoti una ventina di monelli. 
Poggiar, alt. T. de* Navjc. Amarrare le 
vele* Scorciare o restringere a forza 
di pieghe la estensione delle vele. 
PoGGioÈUL. s. m. Balcone di sollazzo. 
Ringhiera. Ripiano esterno di un bal- 
cone munito di parapetto. Balconata, 
Verone, sporto nella facciata d'una 
casa sostenuto da pilastri o peducci 
circondato da una balaustrata o pog- 
giuolo che gira intorno la casa. Dì- 
eesì anche Terrazzino, Pogginolo* 
PoGGioBUL. s. m. T. di Ferr. Nastrino 
da ringhiere. V. Reggia. 
PoGGioLÈTT. s. m. Vcroncello. Terazzìno. 
PoGGioLòN* s. m. Terrqzzone. Gran ve- 
rone. 
Poi. prep. e avv. usato nelle seguenti frasi: 
Da ai IN POI NissòN vegna chi. Tran- 
ne, eccetto me, nessuno ponga qui piede. 
Da col dì in poi. Dopo quel di ecc. 
PoJiN , PoiANùzz. s. m. Scioperone, Ran- 
dagio. Quegli che va volentieri va- 
gando. Perdigiorno, frustamattoni, sfac- 
cendatp, girovago. 
PojANA. 8. f, T. d'Ornit. Pojana, Astor' 
re. Falco cappone. Uccello noto di 
rapina che dà la caccia a' polli, a' 
leprottini, a' topi ecc. detto da Linn. 
Falco buteo. 
PoJANA. 8. f. Fig. Stradina, Sgual- 
drinelta. Che sta volentieri per le 
strade, che va girone. 
PoiANAR. att. Gironzare, Andare a 
zonzo. Voce presa per similitudine 
dalla Peana che va in cerca di preda. 
PoiAHAXZA. 8. f. Girellonaccia. 
PojAiiòN. 8. m. Scioperone. V. Pojàn. 
PoiéH. 8. m. Pulcino. V. Polsén. 
PoL. 8. m. Polo. I due punti intorno 
cui pare che giri la terra in venti- 
quattro ore. 



PO 



%{i 



PoUcA. 8. f. T. Mus. Polacca. Danza 
nazionale de* polacchi, di carattere 
grave, con movimento moderato. 
PoLÀCA. 8. f. Farsettone, Polacca? 
Soppraveste guarnita di passamano a 
rabeschi con nappette, cordoni, e fo- 
dera di pelliccia. 
POLACCD. 8. e add. m. Polacco, Paiono» 
Di Polonia* 
Mal polacca. Plica. V. Mal. 
PoLACCHÉN. 8. m* Giubòino. Abito corto. 
Far UN POLACCHÉN A VON. Aggiustar 
uno. Dargli il suo dovere. Trattarlo 
come merita, ma in cattiva parte. 
Spianar el polacchén a ton. Spia* 
nargli le costure. Bastonarlo. 
PoLÀit. V. Pelarla. 

PoLANCA. 8. f. Pollanca. La femmina del 
gallo castrato. 
PoLANCA. 8. f. T. d' Ornit. Pernice di 
montagna. Uccello che preferisce le 
montagne nevose non molto comune 
tra noi. É il Tetrao lagopus Linn. 
PoLAR. 8. m. Pollajo^ Gallinajo. Luogo 
dove si tieno il pollame. PoUajone 
accrescit. ha: 
Bastòn • • . « Posatqf. 

Cucci Coi^e. 

Pollaroèula. • . Caterattino. 

PoLAR. 8. m. T. de' Caco. Albergo, 
Posa. Luogo ove per lo più frequen- 
tano gli uccelli la notte nel loro pas- 
saggio per il paese, ed anche duran- 
te la loro dimora. Covacciolo il luogo 
dove riposano. 
PoLAR. att. Fig. Fuggire. 
Andar a polar. Andare a pollaja* 
Appollajarsi, dicesi de' polli e simili 
che riduconsi a pollajo. Figur. Andar 
a dormire, e cosi Essere a pollajo, 
per essere a dormire. 
Andar ai polar. Sgallinare i pollaj. 
Rubar le galline. 

Bastòn da po^ar. Posatojo. Regoli 
del pollajo. 
Cucci del polar. Cove. I covato] • 
le ceste ove le galline depongon Tova. 

L'È CMé UN BASTÒN DA POLAR: A N'b8 

SA DA ch* Li ToÈORBL. Egli è como il 
cencio del cesso. Dicesi d*uno di cui 
non si conosce Tumore, i non si 8t 
come prenderlo. 
PoLARA. 8. f. Gallinajo. Y. Pelar. 



314 



PO 



POLABÉTT. S. m. PicCOi poUojO. 

PoLARiA. 8. f. Pollame. Quantità di* polli 
in genere. 

Polarìa d' campagna. Pollame cam- 
pio, cioè di campo; che sta pe* campi. 
Polarìa d' rela o d* caponara. Poi" 
lame sitato. Tenuto in istia. 
Arvir la polarìa. Spararla. ( Sacch. ) 
PoLABOÉuL. s. m. Pollinaro, Pollajuolo, 
Pollaiolo. Venditor di polli. 
Polaroéul. 8. m. Fig. Scopapollaj, 
V. Lader da gallén'ni. 
PoLAROéuLA. s. f. CaleratUfìo. Queli'as- 

sicciuola- che chiude il poliajo. 
PoLARòN. s. m. Pollatone* V. di r. Gran 

poliajo. 
PoLARSLA. Battersela. Svignare^, fuggir 

via, scappare. 
PoLASTER. 8. m. Pollastro. Pollo giovane. 
PoLASTER D* FORMéNT. Manipolo. Ma- 
nata 9 manna. Fascetto di spighe che 
il mietitore può prendere e prende 
colla mano ogni volta. Covoncino due 
tre manipoli di spighe mietute coi 
quali si compongono poscia i covoni. 

POLASTER DI PER. McZZO. V. Polscn. 

PoLASTRA. s. f. Pollastra. La femmina 
del pollastro. Pollastrina diminut. 

PoLASTRA. s. f. Pollanca. La femmi- 
na del pollastro che non abbia an- 
cora fatto uova e cosi dicesi anche la 
gallina castrata. ' 

PoLCHiSTA. s. m. Palchista. ( Guadagn. ) 
Danzatori, damerini pazzi per la danza 
polacca. 

PoLASTRÉN. 8. m. Pollastrino, PoUastrello. 

PoLASTRòii. 8. m. PoUastrone. Gran pol- 
lastro. Pollastraecio cattivo pollastro. 

PoLÉDER. 8. m. Puledro, Poledro. Si dice 
al cavallo, all'asino, al mulo, e dalla 
nascita al domarsi. 

PoLÉDRA. 8. f. Puledra. V. Poléder. 

POLEDRÉN 8. ro., E PoLEDRÉn'NA 8. f. T. 

di Vet. Puledrino e Puledrina. Il ca- 
vallo e la cavalla prima di un anno. 

VmMù. 8. m. Letto. Voce di gergo pas- 
Nnln in uso. 

Pulkuoiar. alt. Dormire. 

V6mm. «. m. lìilieo. Perno, Ago, Spina. 

h%ìuì fcirro rotondo o lungo, so- 

im il <|1Im|d 11 reggono le cose che 

ii voIkoiio In giro. 

HhMH» •• III T, d*Agr. Capitino. 



PO 

Specie di bottone che è in cima al 
manfanile ( antolén'na ) e tien ferma 
la gombina (caplètt) che regge la 
vetta o calocchia (verzela o verzil) 
del correggiato (zercia). 

PòLEGH. 8. m. T. de' Bilanc. ^t7teo. 
Quel pezzo della bilancia a cui è at- 
taccato il ferro, da cui pendono i suoi 
due bacini. = In mezzo del bilico 
sta l'ago. 

PòLEGH. s. m. T. de' Filat. Puntone. 
Quel forte perno sui quale gira e si 
regge io stile del valico. 

PòLEGH DA MOLÉN. Caviglie da stile. 
Grossi perni che si piantano nelle te- 
ste dello stile ( alber ) delle ruote da 
mulino, cartiera e sim. detti anche 
Àgugli. 

PòLEGH DLA TAJA. Asticulo. Quel per- 
nuzzo della taglia, il quale passaado 
per lo raggio posto fra un legno ta- 
gliato e cavato, sopra quello si volge. 

PòLEGH iNTREGH. Assc. Cilindro ver- 
ticalmente conGccato in una ruota, 
che si fa girare con uno o pia ma- 
nichi. 
Polenta, s.f. Po/ento^ Polenda. Vivanda 
fatta d'acqua e di farina per lo più 
di grano turco. Farinata, Panieeia, 
è sorta di polenta tenera fatta con 
farina gialla e dolce, cioè di formen- 
tone e di castagne, e cotta in molt'a- 
equa 8i che rimanga alquanto liquida. 

Polenta, s. f. Fig. Pìastriceio, /n- 
trigo. Imbroglio. 

Polenta, s. f. T. Furb. Occ^t di ri- 
veda. Oro. 

Polenta conza. Polenta accomodata* 

Polenta fritta. Polenta fritta. 

Polenta pastizzada. Polenta eoneia 
regalata. 

Polenta sbiossa. Polenta scussa. 

Far la polenta. Cuocere la polenta, 

Mnar la polenta. Tramestarla. 

'Na polenta. Una focaccia di potenti. 
Una pajolata di polenta , e dicesi iV- 
tata di farina la quantità di farina 
che sia sufficiente per cuocerne uni 
focaccia. 

Straboccar la polenta. Scodellarla, 
( Manz. ) 

POLENTÉN, PoLENTÉn'nA, PoLEKTÒN CCC. 

V. Polintcn, Polintòn ecc. 



PO 

?ÒLES. s. m. T. de' Calzelt. Pollice. Le 
cerniere che udiscodo la sbarra fusa 
ai portagrìglia del telajo da calze. 

PoLGA. s. f. T. d'Agr. Pollone, GermO' 
gito. Tallo, Sorcolo, Mazza. Rami- 
cello d'uQ albero che si usa per in-; 
nestare. 

PoLGHÉN. s. m. Perneito, Pernuzzo, Pic- 
col perno. V. Pòlegh. 
PoLGHÉN. s. m. T. de* Dent. Porla" 
molle. Pernuzzo che tien ferme alle 
basi della dentiera le estremità delle 
molle spirali. 
PoLGHÉN DEL MOLòN. T. degli Arm. 
Pinolo. Perniuzzo che tiene in sesto 
il mellone dell'acciarino delle armi 
da fuoco. 

POLGHÉTT DEL MÉn'nAROST. AssC. Quello 

su cui gira il rocchetto del girarrosto 
« peso. 
Polì. add. m. Pulito. Netto, bello, leg- 
giadro. Fig. Creanzato, Gentile. 
PolU. s. f. T. de' Calzett. Carrucolino 
del bandoU)' La girelluzza della gab- 
bia del telajo da calze, sulla quale 
scorre la gugliata ad ogni torno di 
maglie. 
PoLuoéN. add, m. Ravi^iato, Un pò rav» 
vtali/io. (Mol. ) Assettatuzzo, discreta- 
mente pulito. 
PoLiGÀNA s. f. Gattone, Sortone, Sop- 
piattone, Formicon da sorbo. Acqua 
cheta. Un simulatore: un che tende 
air altrui male, abbenchè appaja tut- 
laltro. 
PoLiHÈNT. s. m. Pulimento. Il pulire e 

l'effetto che ne risulta. Pulitura. 
PoLiNTADÀ. s. f. Scorpacciata di polenta. 
PoLiNTÉN, s. m. Polintén'na s. f. Piccola 
polenta, ed in genere Polla, Polti' 
glia. Panicela, Farinata di più ma- 
terie e a più usi. Cataplasma. 
Polintén'na. 8. f. Scodelletta di farinata 

liquida. (Cav.) 
PoLiNTòN Polintòn'na. 8. f. Grande 
polenta, 

PoLiNTòN. s. f. Fig. Mangiator di 
polenta, e figurat. Disulilaccio , Me- 
rendone, Pentolone. Uomo da nulla. 
PoLiP. s. m. Polipo, Sorta di pianta a- 
nimale di mare e di acqua dolce, che 
ha dato il nome ad una escrescenza 
molle e carnosa, che anche esportata 



PO 



315 



si riproduce siccome il ricordato ani- 
male, pianta animale. 
Polir, att. Pulire. Lisciare, nettare, lu- 
strare. 
Polir, att. T. degli Otton. Rinettare. 
Ripulire con ciappole, strozze, ceselli 
ecc. i lavori, dalle scabrosità e bave 
colle quali escono dalla forma. Crral- 
tapugiare, ripulire i lavori alla grat- 
tapugia. 

Polir il gradi. T. de' Fab. di Gas. 
Scortare o Discoriare i vergoni. Spo- 
gliarli di quando in quando delle 
scorie che si ferman sovr'essf, nella 
combustione del carbon fossile. 
Polir il stafi. T. degli Otton. Spaz- 
zolare le staffe. Ripulirle con spazzola 
dalle scorie de' getti. 
Polir il stali. Mondar gli alberghi 
delle greggie e di buoi. (Gresc.) 
Polir i veder. Pulire i vetri. Mon- 
darli dalla ruggine o roccia che li 
appanna. 
Polir cn capell. T. de' Gapp. Rin- 
saldarlo. Dargli nuova salda. Rimet- 
terlo in istato decente. 
PoLiRS. n. p. Acconciarsi, Adornarsi, 
Allindarsi. Lisciarsi, pulirsi, e schcrz. 
Imbucatarsi. 
Polìss. s. m. Piuolo, Legno tondo e 
appuntato col quale si piantano i ca- 
voli ed altri erbaggi. 
PoLiss o PoLissÀR. s. m. Birra, Ber* 
roviere. V. Sbirr. 
PoLissòR. s. f. T. de' Libr. Appianatojo. 
Quel ferro che serve per appianare 
il dorso de' libri messi a colla. 
PoLmcA 8. f. Politica, Ragion di stato. 
La scienza e l'arte di governare i 
popoli. 

Politica* s. f. Fig. Astuzia, Scal- 
trezza, y. Macciavèla. 
Descorer d' politica. Spoliticare 
( Nelli ) Giarlar di politica come fan- 
no i più, bestemmiando la logica e 
l'esperienza, e spericolando spesso la 
pace é gl'interessi della società. 
PoLiTicH. s. ra. Politico, Statista, Golui 
che sa di politica. Politicastro cattivo 
politico. 

PoLiTicH. s. m. Fig. Accorto, Sagace. 
PoLiTicòN. s. m. Putta scodata. Scaltris- 
simo. V. Sveltòn. 



-^ouTO* 01. iiTT. Puiiio, Puotuaimente, 

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