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Full text of "Vocabolario romagnolo-italiano. Con appendice: Con appendice"

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P R O P E R T Y O F 



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RTES SCÌEWT1A VER1TAS 



VOCABOLARIO 



ROMAGNOLO-ITALIANO. 



Proprietà letteraria. 



VOCÀBOLAEIO 



ROMAGNOLO-ITALIANO 



DI 



ANTONIO MATTIOLI 



CON APPENDICE 




IMOLA, 
TIPOGRAFIA D' I. GALEATI E FIGLIO 

Via dei Corso, 35. 

1879. 



£>5o.4 

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1: 

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PREFAZIONE. 






Vocabolario Romagnolo-Italiano è il titolo di questo libro. È detto giu- 
stamente? Non saprei affermarlo; anzi la quasi impossibilità di raccogliere 
le tante e svariate voci e modi di dire della Romagna intera , non lascia 
dubio che in questo primo significato non può essere compiuto; e chi ose- 
rebbe vantare un lavoro compiuto, trattandosi specialmente di Vocabolario, 
e molto più di Vocabolario di dialetto? — Sarà nel secondo? Dubito anche di 
questo. A che dunque, mi si dirà, ci presenti un libro con titolo cui non ri- 
CD , sponde? Chi fa quanto può e sa, se non fa tutto, avrà fatto almeno qualche 
<~to cosa; e con questo intendimento ho procurato di raccogliere il maggior nu- 
mero possibile di voci del dialetto, dando a esse il corrispondente italiano 
con la sua definizione. Ho riportato esempj di scrittori antichi e moderni in 
conferma di quelle parole su le quali poteva cader dubio, e ciò con l'inten- 
dimento d' invogliarne allo studio di nostra lingua; persuaso non esservi mi- 
glior modo di apprendere qual si sia esercizio, quanto il prendere affezione 
a quello. Del metodo da me tenuto non parlo, sapendo quanto sieno diversi 
i gusti; chi la vuole a lesso e chi arrosto. Io ho fatto come ho saputo e cre- 
duto di far bene; se altri si sente di far meglio, lo facia, che l'aringo è 
vasto, ed io plaudirò pel primo, pago d'averne prestata l'occasione. Intanto 
si avvertono i gioveni studiosi, che, quando avverrà loro d'incontrare parole 
con ortografia differente da quella de' Vocabolari, non credano che ciò sia a 
mio capriccio, né per errore tipografico; ma secondo la Lessigrafia proposta 
da Giovanni Gherardini, la quale, fondata sulla ragione etimologica, e non 
sull'arbitraria pronunzia di questa o quella regione, non esitai di accettare : e 
tanto più, come dice il Prof. Francesco Carrara : Non potervi essere unità di 
linguaggio dove non vi è unità di principj fondamentali. — E, siccome prevedo 
che per ciò mi si bandirà da taluni la croce addosso, dichiaro innanzi tutto, 
che io sono cosi fatto, che, quando una cosa m'entra in capo, e sono con- 
vinto ch'ella sia giusta, non mi mette pensiero se una o mille croci avranno a 
cadérmi sopra: e, libero nel mio modo di vedere e di pensare, non me la pi- 
glierò più che tanto con chi la pensi o scriva altramente. Le guerre di lingua, 
cui non sono* usato, mi ripugnano, e, al più, se a qualcuno venisse il ticchio 
di attaccar briga con me, glie ne facio, fin da ora una girata a Giovanni Ghe- 
rardini. E, qui non sarà fuor di proposito, trascrivere come la pensava Ugo 



— IV — 



Foscolo nel suo Discorso storico sul Decamerone. « Niuno può mai, per lungo 
« studio ch'ei facia, divezzarsi affatto dal suo dialetto materno; e, comechù 
« molti il contrastino, non però è men vero che i dialetti diversi hanno per- 
ii petuamente cospirato a comporre una lingua letteraria e nazionale in Italia, 
« non mai parlata da veruno , intesa sempre da tutti , e scritta più o men 
« bene, secondo l'ingegno e l'arte e il cuore, più che altro, degli scrittori. 
« Ora se questa lingua letteraria s'avesse sèmpre a scrivere secondo la pro- 
« nunzia della lingua parlata, l'ortografia anderebbe trasformata ogni secolo, 
« e nessuna lingua avrebbe fermi principi, né sicure apparenze. E di fatto 
« ne 1 libri scritti dopo il secolo XVI l' ortografia fu rinovata fin anche dai 
« Fiorentini, secondo li usi* diversi che andavano correndo, e non fu mai ge- 
« nerale, né certa. Il che forse non sarebbe avvenuto se li Academici della 
« Crusca, anziché desumerla da un dialetto e da una età sola, l'avessero in- 
« vestigata nella storia di tutte le lingue, e nelle origini, e nell'indole della 
« Italiana. » — E tanto si é industriato di fare il Gherardini: se egli i sia 
riuscito, il tempo ne sarà giudice. Ma, che che succeda, egli rende sempre 
ragione delle riforme che va proponendo; e il tempo un giorno o l'altro 
alla ragione dà il suo voto. 

Romagnoli ! 

Per voi fu fatto questo lavoro, e a voi e non ad altri lo dedico. Vogliate 
dunque aggradirlo e profittarne. Difficultà non vi sgomenti. Fermo volere 
supera qualunque ostacolo: Voi lo possedete. 



ACCENTI E SEGNI 

PER LA PRONUNZIA ROMAGNOLA 



à Suodo aperto — Ciàp, Gàt. Nastro, Gatto. 

àm , àn » stretto nasale, come font in enfant francese. — Rara, Càn. Rame, Cane. 

è » aperto — Caffè, Cioè. 

e » stretto, come e congiunzione. — Stampareja, Librar éj a. Stamperia, 

Libreria, 

è » assai stretto, come è in liberti frane. — Gode, Godere, 

è » semiaperto. — Ande, 8te. Andare, Stare. 

\ » aperto. — Udì, Sentì. Udire, Sentire. 

ò » aperto. — Dot, Nòt. Dotto, Notte. • 

ó » stretto, come o particella disgiuntiva. — Brót, Tòt. Brutto, Tutto. 

Ò » assai stretto. — Amor, Dotor. Amore, Dottore. 

6 » semiaperto. — Cor, Sfógh. Cuore, Sfogo. 

dm, dn » stretto nasale come on in bon frane — R6ma, Canèdn. Roma, Canzone. 

ù » acuto. — Cada, Godù. Caduto, Goduto. 

k » aspro. — 2éi, Zéma. Zio, Cima. 

e » dolce. — Zéi, Zéma. Giglio, Gemma. 

Nel Té o è seguiti da due 11, o da due nn, l'accento non cambia, ma si faranno sentire 
le consonanti finali, come in Vermièéll, Stlérin. Vermicelli, Stelline. 



- > 



A 



A. A. Prima lettera dell' alfabeto italiano, e 
delle vocali — A. dinanzi a verbo, vale Io, 
Noi* Voi ; Avég*n. io vengo; A vnen. Noi 
veniamo : A vni, Voi venite. A o Ali» vale 
anche Ohibò, Oibò, interjezione di negazione, 
di nausea, di dispetto. 
Abacedéri. V. Abeoedérl. 
Abacfc. ì ABACO , sm. Libricino di tavole 
Abàcb. \ per imparare a far conti. Abacarb, 
vn. Conteggiare» Calcolare. Abachista, Aba- 
chibrs, sm. Computista, Ragioniere. Aba- 
catbktb, Abacbibra, sf. Donna che sa od 
esercita 1* àbaco. 
Abadànt. V. Guardian. 
Abadànta. AJA, sf. Qovernatrice , Educa- 
trice di fanciulli. 
Abadé. ABB ADARE , vn. Attendere, Invi- 
gilare, Custodire. Per Rispondere a chi chia- 
ma TJ m* a abadé da la finèstra, Mi 
ha risposto dalla finestra. V. Bade. 
Abai. ABBAGLIO, sm. Sbaglio, Errore, 
di min. Abbagliuzzo. V. Abarbai. 
Abàd. ABBAJO , sm. Voce del cane che ab- 
haja. Ouajo , sm. Voce del cane percosso. 
Ca nizza, sf. (terno, cacciai) Abbajo trafelato 
che fanno i cani dietro la fiera. (Fanfani). 
Abajadór. ABBAIATORE verbal. m. Ab- 
bajatricb, f. Chi o Che abbaja. Latra- 
tore, verb. m. Latratricb, f. Chi o Che 
latra. 
Abajamént. ABBAIAMENTO, sm. AB- 
BAI ATURA, sf. Lo abbajare continuato. 
Latrato, sm. Lo abbajare, e Lo abbajare 
continuato. V. Luala. 
Abajó. ABBAJARE, vn. 11 gridare del ca- 
ne. Latrare, vn. Abbaiare, e Io abbajar 
forte e rabbiosamente. Ghiattirb, Guat- 
tire , vn. Lo abbajare del cane quando è 
sulla passata della lepre o quando l'insegne, 
Guairb. vn. Il ramaricarsi del cane quando 
egli ha tocco qualche percorsa. Guajolare, 
tq. Pianamente guaire. Mugolare, vn. 
Mandar fuori una voce inarticolata signifi- 
cante certo lamento compassionevole , pro- 
prio del cane, quando manda fuori un certo 
tuono di voce sommessa per allegrezza, o per 
piacere, e qualche Tolta per dolore. Ulula- 



re, Urlare, vn. Forte e prolungato uggio- 
lare del cane quando crede di aver perduto 
il padrone, o che non può entrare in casa, o 

aliando il suo orecchio è offeso dal tintinnio 
elle campane, dal suono degli organetti por- 
tatili. Uggiolare, vn. II mandar fuori della 
voce lamentevole che fa 'il cane alla catena. 
Rignarb . vn. Mandar certa voce d* ira , 
digrignando i denti, e mostrando di voler 
mordere, proprio dei cani irritati. Abbaje- 
volb, agg. Alto ad abbajare. Abajè a la 
lOna. Abbajare alla luna, (proverò;) si dice 
di Chi grida o si adopera inutilmente contro 
d* uno che sia di lui più potente, che valga 
più di lui. Abàjè a e -vènt. Abbajare al 
vento. Gridare inutilmente. Lasciar abbaja- 
re alcuno (figurat.) Lasciar eh" egli -dica e 
gridi, e non curarsi di lui. « Oh lasciatela 
abbajare , e fatecene beffe. » (Firenzuola.) V. 
Sgagnuló. Strider. 

Abajot. ABBAJO, sm. Breve abbaiamento. 

Abalinè. V. Impaline. 

Abalosé j COTTICCHIARE , va. Cuocere 

Abalusó \ leggermente, Dare una leggiera 
cottura. Abbobraociabb , Acciabattare, 
Acciarpare , vn. Fare una cosa con poca 
diligenza, o per meglio dire: Far presto e 
male. In dialetto senese dicesi Abbailuecia- 
re. Li Aretini dicono Abalociare. (Gherar- 
dini.) Cotticcio, agg. Alquanto cotto. 

Abandòn. ABBANDONO, sm. Lo abban- 
donare. Stato di persona o di cosa abbando- 
nata. In abbandono, (loeuz. avverb.) Senza 
cura o custodia. Abbadonatambntb, Ab- 
b ancone volmentb, avv. In abbandono. La- 
sciare in abbandono* Abbandonare. 

Abandoné j ABBANDONARE, va. La- 

Abanduné \ sciare affatto. Lasciare sempli- 
cemente. Lasciare a tradimento. Lasciare in 
impiccio. Rinunziare a che che sia, np. Por- 
re in altrui intera fiducia — Baloccare, va. 
Tenere a bada con arte, np. Perdere il tempo 
divagandosi. Trattenersi senza profitto. Ab- 
bandonamene, sm. Lo abbandonare. L* es- 
sere abbandonato. Abbandonato, agg. La- 
sciato privo di custodia, di cura, di aiuto. Non 
frequentato. Disabitata, dicesi di Casa. De- 



ABA 



-2 - 



ABI 



serte, dicasi di Luogo. Abbandonatore , 
verb. m. Abbandonatele, f. Chi o Che 
abbandona. 

Abandone. ABBANDONATI, sm. pi. Fan- 
ciulli privi di genitori, o nati illegittimi, 
alimentati ne* pii ricoveri. 

Abarandlé. ARRANDELLARE, va. Strin- 

fere le corde con randello. Abarandlè 
'òsa. V. Osa. 

▲barbai. OCGHIBAGLIOLO,sm. Confusio- 
ne della vista per troppa luce. Abbaglio, sm. 
Abbagliamento frequente e intenso, (Crusca.) 
Bagliore, sm. Subitaneo splendore che ab- 
baglia. 

Abarbajé. ABBAGLIARE, vn. Confondere 
la vista per troppa luce. vn. e np. Offuscarsi 
la vista per troppa luce. Abbagliamento, sm. 
Lo abbagliare, e l' essere abbagliato. Abba- 
gliatamente, avv. In modo abbagliato. Ab- 
bagli atorb, verb. m. Abbagliatele, f. 
Chi o che abbaglia. Abbarbagliare, (fre- 
quent.) di Abbagliare, cioè Rapido abba- 
gliare. Abbarbagliamento, sm. Lo abbarba- 
gliare. 

Abarohé. ABBARCARE, va. Fare una mole 
che non è rotonda come il papliajo ma parai le- 
lepipeda come la bica; e dicesi di covoni di 
grano, di biade, ecc. Y. Bérch. Agonghé. 
ìmbarléss. 

Abartund. CAPITOZZARE, va. Tagliare 
a capitozza, cioè Tagliare ad un albero tutti 
i rami sino al tronco, in modo che rappre- 
senti colla sommità quasi un capo. V. Sca- 
vasse. Bade. fcipOn. 

Abarufd. ABBARUFFARE, vn. Confunde- 
re, Scompigliare, np. Azzuffarsi. Abbaruf- 
famelo, sm. Scompiglio confuso. Azzuffa- 
mento. Abbaruffìo, sm. Lo abbaruffarsi 
prolungato, o di frequente. Abbakuffatorb, 
verb. m. Abbaruffatele, f. Chi o Che abba- 
ruffa, o si abbaruffa. 

Abass. ABBASSO, avv. Di sotto, In giù. 

Abassé. ABBASSARE, va. Diminuire l'al- 
tezza. Togliere da luogo più alto, (flgurat.) 
Avvilire, vn. Scemare, np. Umiliarsi. Tra- 
scorrere a far cosa vile. Abbassamento, sm. 
Lo abbassare. Calamento, Depressione, par- 
landosi di terreno. Abbassatore, verb. m. 
Abbassatrice , f. Chi o che abbassa. 

Abastànsa. ABBASTANZA, A BASTAN- 
ZA, BASTANTEMENTE , avv. Quanto ba- 
sta al bisogno. Bastanza, sf. Ciò che basta. 
Ciò che è bastante. Il bastare. « Io che pigliarli 
tutti avea baldanza, D'un solo ho avuto assai 
più che bastanza. » (Berni.) 

Abàtar j ABBATTERE, va. Gettar giù, 

Abàter i Atterrare, Rovesciare, Soggiogare, 
Indebolire, np. Incontrarsi a caso. Abbat- 
tuta , sf. Tagliata , Atterramento d* alberi. 
Abbattitore, verb. m. ABBATTiTRicrij f. Chi 
o Che abbatte. 

Abatimént. ABBATTIMENTO, sm. Lo 
abbattere. Sfinitezza di corpo o d 1 animo. Av- 
vilimento, Costernazione. 

Abaséja, Abaaì. V. Badò j a. 

Abaaogné. V. Abalosé. Baiógn. 



Abooné j ABBOCCARE, va. Pigliar con la 

Abetine \ bocca. Abbocconare, va. Prende- 
re una cosa in un boccone. AccEFFARB,va. 
Prendere col ceffo, co* denti ; dicesi delle be- 
stie. 

Abdiohé. ABDICARE, va. Rinunciare vo- 
lontariamente una carica, una dignità. Ab- 
dicazione, sf. Lo abdicare. Abdicatilo agg. 
Che ha forza di assoluta rinuncia. 

Abeee. A B C, o vero A, B, C. (pronunziato e 
scritto Abecè da taluni, e Abici da altri.) A 
guisa di sust m. d' ambo i generi. Vale Al- 
fabeto, (Gherardini.) V. Alfabót. 

Abeoedéri. ABECEDARIO, sm. Libretto 
per apprendere l' abecè; (lat.) AbecedaHum, 

Abéd. V. Guérdia. — Abed. V. Abet. 

Abolì. ABBELLIRE, va. Far bello. Rap- 
presentare le cose di più pregio che non sono 
np. Farsi bello , Adornarsi. Abbellimento 
sm. Abbellitura, sf. Lo abbellire. Abbblli- 
tore, verb. m. Abbellitrice, f. Chi o Che 
abbellisce. Rabbellire, va. Far più bello. 
Seguitare ad abbellire, cangiando la foggia, 
la moda degli abiti, degli arnesi. Riabbel- 
lire, va. Abbellire di nuovo ciò che per 
vetustà o altro guasto era deturpato o mal- 
concio. V. Ablì. Bèi (fé o fesa bòi). 

Abortirne. V. Abartuné. 

Abéss. ABISSO, sm. Profondità immensa. 

Abét. ABBATE, sm. Colui che possiede una 
abbazia. Capo o superiore d' un abbazia : e 
anche Titolo che si dà al Superiore o Ge- 
nerale di certi conventi, il quale veste pur 
1* abito del suo Ordine, accr. Abbatone. V. 
Córgh. 

Abet. ABETE, sm. Albero dirittissimo sem- 
pre verde, che produce ragia, dim. Abeti- 
no, Abetello. — Abbtaja, sf. Selva d' a- 
beti. V. Sustaohena. 

Abeveré, Abevré. V. BèVar. (abbeve- 
rare.) 

Abeaedéri. V. Abeoedéri. 

Abiave. ABBIADARE, va. Pascere di biada 

Abigaté. V.Bigaté. 

Ablglié. ABBIGLIARE, . va. Vestir con a- 
dornamenti. np. Vestirsi elegantemente. Ab- 
bigliamento, sm. Ornamento della persona, 
delle case, ecc. Abbigliatore , verb. m. Ab- 
bigli atrice, f. Chi o che abbiglia. 

Àbil. ABILE, agg. Che ha le condizioni ne- 
cessarie a far che che sia. V. Capéà. 

Abillté. ABILITÀ, sf. Capacità di operare 
che si acquista particolarmente coU'esercizio 
(ironie, nei dialetto) vale, Ardire Sfrontatezza 
IV ave 1* abilito d' dim, ecc. Ebbe r ar- 
dire, la sfrontatezza di dirmi, ecc. Abil- 
mente, avv. Con abilità, V. Agevolóàa. 
(nell'uso). 

Abilité. ABILITARE, va. Render abile, 
(terna, leg.) Accordare altrui la facoltà di una 
cosa, derogando alla legge, np. Rendersi 
abile. — Abilitazione, sf. Facoltà dichia- 
rata. Abilttativo, agg. Atto ad abilitare. 

Abindé. V. Bende. 

Abindolé, Abindulé. V. Blndolé. 

Abit. ABITO, sm. Specie di vestito che si 



ABL 



— 3- 



ABO 



mette abitualmente per indicare una distin- 
zione, o sociale, o permanente, odi circostan- 
za: cosi Abito da militare, da ballo, da vi- 
sita, ecc. e assoni tam. Vestito; dim. Abi- 
tilo, avvilita, Abitbllo, Abituocio; accr. 
Abttonb. pegg. Abitaccio, Abituociaocio.— 
Abito aerrato alla vita, vale bene assetta- 
to, Che sta bene indosso. Abito strozzalo 
Stretto e serrato forte addosso. Abito agiato 
Commodo. Abito accollato. Che serra intorno 
al collo. Abito scollacciato. Che lascia sco- 
perto il collo. Abito spedito. Libero , sciolto. 
Abito usuale. Che si porta giornalmente. Am- 
bito Domenicale. Quello da festa ecc. V. Ve- 
sti. GsVbàna lónga. Abitùdin. 

Abitani. ABITANTE, sm. Colui che abita 
in un luogo. 

Abitasldn. ABITAZIONE, sf. Luogo da 
abitare. Luogo dove si abita, o anche l'Atto 
dell'abitare; dim. Abitaziohcrlla. — Abi- 
turo, sm. Stanza, Abitazione, Luogo da abi- 
tarvi. Abitazione rustica. Casa da pastori o 
da contadini. 

Abitò. ABITARE, va. Stare in un luopo di 
domicilio permanente. Mettere abitanti in un 
luogo, Popolare. Abitambnto, sm. Lo abi- 
tare. Abitato, sm. Luogo con abitatori. Abi- 
tabile, Abitbvolb, Abitativo, Abit atorio. 
agg. Da potersi abitare. Inabitabile, Ina- 
bitkvolb agg. Non abitabile. Abitatore. 
verb. m. Abitatrice, f. Chi o Che a- 
Kbil Coabitare, vn. Abitare insieme. Coa- 
bitatorb, verb. m. Coabit atrice f. Chi o Che 
coabita. Riabitarb, vn. Ritornare ad abi- 
tare. Casigliano, sm. *Chi abita con altri la 
medesima casa. Aborìgeni, sm. pi. Primi 
abitatori di un paese. Indìgeno, agg. Che è 
nato nel paese onde si parla, o dove siamo. 

Abitùdin. Abitudine, sf. Uso, Disposizione 
acquistata con atti frequenti Abito, sm. Abi- 
tudine inveterata alquanto. Abitualmente, 
avv. Per abitudine. 

Abitile. ABITUARE va. Avvezzare, Assue- 
fare, np. Assuefarsi. V. Aasuefé. 

Abituai. ABITUALE agg. Che produce da 
abito, o da disposizione. Che si è convertilo 
in abitudine. 

Abivré. V, BeVar. (abbeverare.) 

Abjuré. Y. Rineghé. 

Abl&ché.ALLASSARE, va. Stancare, Strac- 
care, Spossare, np. Stancarsi, Spossarsi. Al- 
lassato (pari) Stanco, Stracco, Spossato. 
Abbattuto d'animo. Acquacciato agg. Abbat- 
tuto, Spossato, Infiacchito. V. Ablocbé. 

Ablativ. ABLATIVO, sm. Sesto caso delle 
declinazioni de* nomi, agg. Che toglie, Che 
sottrae. 

Ablì. PROVEDERE, va. Somministrare al- 
trui il bisognevole. Contentare, Sodisfare, np. 
Prevedersi del bisognevole. (A Firenze si suo- 
le usar questo verbo da chi offre in vendita 
o io dono cose per qualità o per genere di- 
verse, quasi invitando altrui ad una scelta con- 
forme al suo genio. Per esemp. Qui c'è da 
abbellirsi come uno vuole. Ma questo ver- 
bo in questo senso popolaresco non si use* 



rebbe forse mai fuor dell' infinitivo.) (Gherar- 
dini.) V. AbelL 

Ablocbé è Acchiappare va. Pigliare impro- 

Ablaohé | visamente. Pigliar chi fuge. Pi- 
gliar con inganno. V. Bloché. 

Abnegaaiòn. ABNEGAZIONE, ANEGA- 
Z10NE, sf. Negamento della propria volon- 
tà. Abnegare vn. Negare la propria vo- 
lontà. Far sacrificio di se stesso. 

Abpoadnra. ABBOCCATURA, sf. Quei 
pezzi di carbone non ben cotto che i carbo- 
nai pongono alla bocca de' corbelli, delle 
balle ecc. (Fanfani.) Abboccatura, sf. Parte 
del vaso ove si mettono le labra per bere. 
V, Imbocadnra.. 

Abooamént. ABBOCCAMENTO, sm. Lo 
adunarsi, o il convenire due o più persone 
per trattare o parlare insieme di che che sia. 

Aboohé. ABBOCCATO, agg. Che è grato al 
gusto. Amabile ; dicesi di vino. Abboccarsi con 
alcuno. Andare a lui per parlare insieme, 
o vero Abbattersi in uno e parlargli. (Ghe- 
rardini.) 

Abolì. ABOLIRE va. Annullare per legge 
o per disuso. Abolizione sf. Lo abolire Abo- 
libilb agg. Che può abolirsi. Abolitorb, 
verb. m. Abolitricb , f. Chi o Che abo- 
lisce. 

Abombé. IMPINZARE va. Empiere a so- 
prabondanza di cibo. ; np. Empiersi a sopra- 
Dondanza di cibo. V. Abotéss. 

Abomini. ABOMINARE, va. Detestare, 
Aborrire. Abominazione, sf. Abominio, sm. 
Lo abominare. Abominevole agg. Degno di 
abominazione, superi. Abominevolissimo. — 
Abominato agg. Esecrato, Detestato, sup. 
Abominatissimo. — « Io non vedo di poter 
fuggire (fugire) la nota da me abbominatis- 
sima (abominatissima) di essere da loro ri- 
putato bugiardo. » (Galilei.) 

Abòn. BONIFICAMENTO, SCONTO, sm. 
Parte di un debito che si condona al debito- 
re. Indennità. Risarcimento di danni. 

AbonamSnt. ABBONAMENTO, sm. (voce 
d*uso) Accordo per giornali e simili opere 
periodiche a prezzo minore dell' ordinario. 
V. Aaaooiaaiòn. 

Abonasd. ABBONACCIARE, va. Ridurre 
in bonaccia. Calmare, np. Calmarsi, dicesi 
di mare e di venti. Abbonactiamento, sm. 
Lo abbonacciare, lo abbonacciarsi. 

Abondànt. ABONDANTE, agg. Più che suf- 
ficiente, Copioso. Vantaggiato, ara. Dicesi 
di Abito più ricco che scarso. Eccedente 
agg. Dicesi di Misura , di Peso. Tajé un 
-vati abondànt. Tagliare un vestito a 
crescenza, cioè Abondante tanto che il fan- 
ciullo, o il giovane, anche crescendo, gli ba- 
sti. (Gatti). 

Abondftnaa. AB0NDANZA , sf. Eccesso di 
quantità, dim. Abondazetta. — Abondante- 
mente, Abondevolmente avv. Con abon- 
danza. Soprabondanza, sf. Soverchia abon- 
daoza. Strabondanza sf. Grande abondanza 

Abondé. ABONDARE vn. Essere abondan- 
te, Abondevolb agg. Abondante, Che abon- 



ABO 



— 4 - 



ABR 



da. StBABOtinsVoLB. agg. Abondevole assai. 
Soprabondare vn. Sommamente o Sover- 
chiamente abondare. Abondònb, sm. Ciar- 
lone che fa la frangia a tutto, sta per fine 
indiretto, sia per prurito di esaggerare. 

Aboné. ABBONARE, va. (term. mere.) Ao» 
cordare altrui una riduzione di presso nel 
pagamento, o un tanto di tara per cento, ol- 
tre T uso. Bonificare, Menar buono. Inscrivere 
all'abbonamento per associazioni, rappresen- 
tazioni teatrali ecc. Abbonato, agg. ▼. d'uso. 
Che è inscritto ad un abbonamento. V. In- 
dettile. 

▲boni. ABBONIRE, va. Render buono. V. 
Imbonì. 

Abordé. ABBORDARE, va. Assalire una 
nave per combatterla. Fermare alcuno, in- 
contrandolo, per parlargli. Abbordo, Abbor- 
daggio, sm. Lo avvicinarsi di una nave ad 
un' altra per combatterla : e Abbordo, l'at- 
te di farsi incontro o accostarsi ad alcuno 
per parlargli. (Crusca.) 

Abori. ABORRIRE, va. Avere in grande 
orrore. Rifugire da che che sia per orrore. 
Sentire ripugnanza per tutto ciò che è male, 
sia persona o cosa. Aborrimento, sol Lo 
Aborrire. Aborri bile, Aborrevole, agg. 
Degno di aborrimento. Aborritorb, verb. 
m. Aborritrice, f. Chi o Che aborrisce. 
V. Buri. 

Abórt. ABORTO, sm. Parto immaturo. Par- 
to deforme. Figurat Cosa non riescila a buon 
fine. Aborticidio, sm. Uccisione del feto nel- 
P utero materno. 

Aborti. ABORTIRE, vn. Partorire innanzi 
il termine naturale. Sconciarsi. Neil' uso À- 
bortire un progetto, un disegno. Andare a 
vuoto. Abortivo, agg. Relativo ad aborto. 

Abotéas. ABBOTTARSI , ABBOTT AC- 
CIARSI, np. Empiersi come una botte o 
bottaccio: dicasi di Chi mangia assai, e si 
trova ripieno e sazio. Abbottato, agg. Pie- 
no, Gonfio di cibi. Imbuzzito. (Fanfani.) Nel 
dialetto romagnolo Abbottarsi deriva da Bot- 
ta (specie di rospo) dicendosi : A so pen 

pi ooxn' un bót, Sono pieno come una 
botta. V. Bót. 

▲bòi. ABBOZZO, sm. Prima forma di una 
cosa. Forma imperfetta di che che sia. Mi- 
nuta di uno scritto. Dim. Abbozzbtto pegg. 
Abbozzaocio. V. Boiét. 

Aboàé. ABBOZZARE , va. T. de' Pittori , 
Scultori, ecc.) Dare la prima forma così alla 
grossa all' opere di pittura, scultura o cesello. 

1 pittori dicono anche Imporre. Lo Schiz- 
zare è Accennare il disegno. Lo Abbozzare 
è Cominciare a dar forma all'opera schizza- 
ta. Lo Adombrare si usa per lo più al figu- 
rato. Digrossare, è term. gen. dell'arti, e di- 
cesi di qualsivoglia lavoro. Si schizza un di- 
segno ; 8i digrossa un lavoro di legno, di fer- 
ro, e simili ; si abbozza, una pittura, una sta- 
tua; s'impone un quadro. Gli scultori ab- 
bozzano le figure colla subbia; i modella- 
tori colla pettinella, e cogli stecchi (Diz. enc 

.dell' Alberti in Gherardini.) Far la minuta 



di una scrittura. Abbozzamrmto sm.; Lo ab- 
bonare, e più propriamente l' abbozzo stesso 
Abbozzatura, sf. Il resultamento dello ab- 
bozzare. Abbozzaticcio, agg. Non intera- 
mente abbozzato; e, parlandosi di fruttq, Che 
incomincia a maturare. Abbozzatamente 
àvv. In abbozzo, Incompiutamente. Abboz- 
zato re, verb. m. Abbozzatricb, f. Chi o 
che abbozza. Abbozzatolo, sm. Strumento 
per abbozzare. V. Abuié. 

Abram. ABRAMO. cm n nome proprio. Ba- 
sar in t'idrt d' Abram, locuz. famiglia- 
re che vale Non esser nato, Non essere an- 
cora venuto al mondo. 

Abranché. ABBRANCARE, va. da Bran- « 
ca. Prendere con branca. Per si mi Ut dicesi 
della mano che afferra alcuna cosa. « Vede 
il gran male che ha fatto il vento 1 Creda, 
li pregiudicò molto i grani ; sono intrigati 
che manco si nonno abbrancare. » (Giuliani) 
Abbrancarsi, np. Appigliarsi con forza a 
che che sia. Abbrancatorb, verb. m. Ab- 
brancarle, f. Chi o Che abbranca. V. Im- 
branchi. 

Abràà. ABBRACCIO, ABBRACCIAMENTO, 
sm. Lo abbracciare. V. Abraióda. 

Abrase. ABBRACCIARE, va. Stringere fra 
le braccia. Figurat. Seguitare, Favorire una 
causa. Comprendere, Contenere, Raccogliere 
in sé. Per similit Circondare, Attorniare, 
np. Stringersi Pun l'altro fra le braccia. 
Brod, Ven. eo. oh' abràsa e stòxngh. 
Brodo, Vino ecc. accostante, cioè che ab- 
braccia lo stomaco. (Meini) Rabbracciare, 
Riabbracciare, va. Nuovamente abbraccia- 
re. Abbraociucchiarb, va. Abbracciare d'af- 
fetto lezioso e fiacco. 

AbraiédaJ ABBRACCIATA , sf. Vicende- 

Abraàdn I voli abbracciamenti ; e semplice- 

Abrazót ) mente Abbraccio, Abbracciamen- 
to. Abbraccigli, avv. Con abbracciamento, 
Abbracciando. Abbracciatura, sf. Per quan- 
to può essere abbracciato o circondato dalle 
braccia; e dicesi di Misura di solidi- « Malva 
arborea.... d'altezza di venti piedi, e di gros- 
sezza più dell' abbracciatura d'un uomo.» 
(Soderini.) 

Abrese. (v. frane) COMPENDIO, sm. Sunto 
di un' opera. In abreaé. In compendio, lo 
ristretto. 

Abreviftdura, ABBREVIATURA, ^ Tron 
camento delle parole nello scrivere, e anche 
la parola stessa troncata, pegg. Abbrevia- 

TUR ACCI A 

Abrevié. ABBREVIARE, va. Far più breve. 
Abbreviamento, sm. Abbreviazione, sf. Lo 
abbreviare. Dim. Abbrbviazioncblla. V. Ar- 
scorté. 

Abrii. APRILE, am. Nome del secondo me- 
se astronomico, e quarto dell* anno civile ; detto 
cosi , quasi Apra la terra a produrre erbe, 
biade, e fermi d'ogni frutto. Aprile, dolce 
dormir*. Dicesi a significare che in quel tem- 
po ti dorme bene. Aprile ogni di un bari- 
le. Dinota che il piovere in questo mese è 
vantaggioso ai prodotti della campagna, e 



ABU 



t-«- 



ACA 



Aprile piovoso, Magg)oxxnto*o, Anne frut- 
tuoso. Aprilante, agg. Di aprile; ma non 
si asa ohe nel seguente proverbio: Tirso a- 
prìlantty quaranta ài duranti; perchè ai 
vuole che il dì tre aprile abbia quaranta 
giorni successivi consimili. 
▲brividi. V. RabrWidì. 
Abroghi. ABROGARE, va. Rivooare e a- 
bolire una legge per autorità del legislatore. 
V. Abolì. 

Abrousé. V. AssupA 
Abronsì. ABBRONZARE , va. Ridurre a 
colore di bronzo, ossia il rendere bruna la 

KHe che fa il sole. Abbronzato, agg. Che 
la pelle bruna, bronzina, dim. Abbron- 
zateli^. — Abbronzamento, sin. Abbron- 
zatura , sf. Lo abbronzare. Abbronzati^ 
no, agg. Che ha dell'abbronzato. 
AbrostolL ABBRUSTOLIRE, ABBRUTI- 
RE, va. Applicare al fuoco vivo alcuna cosa 
perchè sia, seni* ardere, poco più che abbron- 
zata, cioè alquanto arsa netta superficie. Ab- 
brustoltmento , sni. L'atto e L* effetto del- 
l' abbrustolire. Abbrustolita , sf. Leggero 
abbrustolimento. 
Abraghé. V. Abroghé. 
Abmjuò. V. Assupé. 
Abrase. Y. Brusé. 
AbnutalL V. AbrostolL 
AbrutL V. Imbruti. 
Absent» V. Assènzi. 
Absogné. V. Bisogne. 
Abate. V. Aapeté. Apestè. 
Abtonadura. ABBOTTONATURA, sf. Lo 
abbottonare. Serie di bottoni per abbottonare 
ed ornare un vestito. Guernimento di bottoni. 
Parte del vestito dov'è la serie de' bottoni 
e occhielli. 

Abtoné. j ABBOTTONARE, sf. Fermare 
Abtuné. \ co' bottoni, np. Fermarsi la ve- 
ste co' bottoni. 

Abubané. Y. Ablacbé. Aboxnbd. Abotó 
Abucamént. Y. Abocamèat. 
Abuobé. Y. Abooné. 
Abolì. Y. AbolL 
▲bumbe. Y. Aboxnbé. 
Abuminé. Y. Abominé. 
Abunamènt Abuné Y. AbonamSnt. 
Abunasé. Y. Aboliate. 
Abundant. ecc. Y. Abondant. ecc. 
Abuné. Y. Aboné. 
Abuxii Y. AbonL 
Abiuro*. Y. AbordA 
Aburì. Y. Abori. 
AbuzrtiL V. Aborti 

Abusi. ABUSO , sm. Mal uso. Uso smodato 
di una cosa. pegg. Abusaocio. 
Abuaadùra. Copritura, sf. L'azione del co- 
prire, Y. Abuso (coprire). 
Abusi. ABUSARE , va. Usare una cosa di- 

rtendosi dal modo con cui si dovrebbe usar- 
Fare mal uso di che che sia. ed usasi 
anche nel np. Abusambnto , sm. Lo abusare 
Abusivo , agg. Mal usato. Detto o fatto im- 
propriamente. Abusivamente , aw. Con 
abuso. Impropriamente. 



Abusi. COPRIRE , va. Montare il toro la 
vacca. 

Abutdss. Y. Abotéss. 

Abusé. INGOZZARE ; va. Tollerare le in- 
giurie senza mostrarne risentimento. Y. Zó, 
Manda so. Y. Abosé. 

Aoa. ACCA, ftf. Nome dell'ottava lettera del- 
l' alfabeto, che per sé sola non ha alcun va- 
lore, figurai. Cosa da nulla, Nieote. 

Acacia. ACACIA , sf. Sorta di pianta sni- 
nosa arborea, che è la Mimosa nilotica dei 
botanici. 

Aoade. ACCADERE, vn. Avvenire a caso 
o inaspettatamente cosa per lo più spiacevole. 
SopKAOCADBfts , vn. Accadere nel fratempo. 

Aooademia. ACADEMIA, sf. Società di 
scienziati, o di letterati, od artisti, ordinata 
per cu Iti vare, insegnare, e far fiorire le scien- 
ze, le lettere, le arti. dim. Acadbmiola. — 
Acadbmico, sm. Membro di una società di 
lettere o scienze, agg. Di academia. Appar- 
tenente ad academia. 

Aoademioamèut. AC ADEMIC AMENTE , 
avv. Secondo il costume dell' academia. Nel- 
l'uso, In via di discorso. 

4 ftf * 4Jly*P^ , Y. ItllìfVtllUiafl 

Aoampamént. ACCAMPAMENTO, sm. 
Stazione dell'esercito nel campo. Il campo 
stesso. 

Aoampé. ACCAMPARE, va. Porre l'eser- 
cito in campo. Nell'uso Produrre, Mettere 
innanzi pretese, ragioni, np. Porsi a campo. 

Aoampioné. ACCAMPIONARE, va. Regi- 
strare pesi , misure al campione del Commone. 

AoauL ACCANIRE, va. Fare stizzire come 
un cane. np. Adirarsi, Stizzirsi quasi alla 
maniera di cani Figurai. Essere indefesso 
al lavoro, allo studio, ecc. 

Aoanimènt. ACCANIMENTO, sm. Furore 
ostinato contro alcuno. Accanitamente, avv. 
Con accanimento. Con ostinazione. 

Ac&nt. ACCANTO, avv. Allato, A fianco» Vi- 
cino. 

Acautonament. ALLOGGIAMENTO, sm. 
Luogo di soldati alloggiati insieme. 

Aoapanéss. V. Aoiusess. Ranuvlé. Sdo- 
àé. Oapàn (fé oapàn). 

Acaparé. ACCAPARRARE. CAPARRARE, 
va. Stabilire un contratto, dando la caparra, 
np. Procacciarsi, Acquistarsi. Accaparra- 
mento, Caparrai! bnto, sm. Lo accaparrare . 

Aoapé. ACCAPPARE. va. (term. oappellaj.) 
Tagliare, rasente la pelle, il pelo che si vuol 
filtrare. Tagliare il pelo alle pelli. V. Capè. 

Acapitolé, ACC APITOL ARE, va. Appiccare, 
Cucire i correggiuoli, detti capiteli^ alle te- 
ste de' libri. 

AearesA ACCAREZZARE, CAREZZARE, 
va. Far carezze, np. Farsi carezze. Accarbz- 
z amento, Carbzzambnto, sm. Lo accarez- 
zare. Accarbzzbvolb, Carezzevole, agg. Che 
fa carezze. Che cortesemente accoglie. Carez- 
zevolmente, avv. In modo Carezzevole. Ao 
carbzzatore, Carbzzatorb, verb. m. Ao 
cabbzzatrice, Cabbzzatricb, f. Chi o Che 
accarezza. 



ACH 



-6 - 



AGO 



AoasohS. ACCASCARE, vn. Accadere. V. 
Aoade. Oaaché. 

Aoasè. ACCASARE, va. Collocare in matri- 
monio, np. Unirai in matrimonio. Prendere 
stanza in qualche luogo. Aprir caia. Acca- 
samento, sm. Lo accasarsi. 

Aoasermé. ACCASERMARE, voc d'uso. 
V. Aoquartird. 

Aoaapd. ACCESTIRE , CESTIRE, vn. Pare 
il cesto: ed è quando le piante Tengono su 
con molte fila da un sol ceppo. V. Gasp. 

Aoaaaé ( ACCASCIARE, va. Render debo- 

Aoasslé i le. Far male altrui nel casso per 
soverchio peso messogli addosso, o per colpi 
datigli nel petto, np. Indebolirsi. Soffrire par- 
ticolarmente al casso o torace per soverchia 
fatica, od altro. Agcascumbnto, sm. Lo ac- 
casciare, o accasciarsi. 

▲castrano. POTTINICCIARE, IMPOTTI- 
NICCIARE, va. Fare un pottiniccio, ossia cu- 
citura, o rimendaiura mal fatta. V. Oaatrdn. 

Aoàt, Tné daoàt. Far conto. Risparmiare. 

Acato. ACCATTARE, va. Prendere cosa da 
altri a presso, o no. Chiedere in prestito, 
Mendicare. Accatto, Accattambnto, sm. Lo 
accattare. Accatt atura, sf. La cosa accattata. 
Il prezzo che si paga per nolo della cosa ac- 
cattata. Accattatore, verb. m. Accàtta- 
TRicB , f. Chi o Che accatta. Accattbrìa , 
sf. Abito di andare accattando. Accattone, 
sm. Chi fa il mestiere di mendicare. V. 
ZerlSn. 

Aoavalé. ACCAVALLARE, va. Sopraporre, 
Ammonticchiare. Accavallambnto , sm. Lo 
accavallare. Accavalcare, Accavalciare, 
va. Star sopra qual si voglia cosa , come si 
sta a cavallo. Accavalcionb, Acca v alcioni, 
A cavalcioni, (locus. avv.) Con una gamba 
da una parte, ed una dall'altra sopra qual- 
che cosa. V. Cavale. Inoavaló. 

Aoené. ACCENNARE, va. Far cenno. V. 
Alùder. 

Accésa. ACCESSO, sm. Il poter accostarsi ad 
un luogo, o pervenirvi. V. Intradùra. 

Acessóri. ACESSOR10, sm. Ciò che viene ap- 
presso al principale. Ciò che si aggiunge al prin- 
cipale. Ciò che dipende dal principale. Ciò che 
accompagna il principale, agg. Ciò che è ri- 
guardato come il seguito o la dipendenza di che 
che sia di principale. Accessoriamente, avv. 
In modo accessorio. V. Saoondóri. 

Achcèssit. ACCESIT (voc. lat.) Si dice Ave- 
re l'accessit di Chi nelle academie o nelle 
scuole si accosta più in merito a colui che 
ebbe il premio. 

Achieté. ACQUETARE, va. Porre in quiete, 
Calmare, np. Mettersi in quiete, Darsi pace 
Conformarsi, Rassegnarsi. Acqubtambnto, 
sm. L'atto e L'effetto dell'acquetarsi, o ac- 
quetare. Azzittirsl np. Por fine al discorso 
Cessare di parlare, di cantare, di abbajare ecc. 

Aohind. V. Chiné. Inoniné. 

Aohit. ACCHITO, sm. La posizione della 
palla o del pallino, quando uno ti è acchitato. 

Aonitéas. ACCHITARE, va. Mandare con 
la stecca la palla o il pallino in un punto del 



biliardo, acciocché 1* avversario la batta; il 
che dicesi pure Acchitarsi. 

Aolaoh. ACCIACCO , sm. Infermità abituale 
di corpo che induce 1* uomo a dolersi. Acciac- 
coso, agg. Pieno di acciacchi. Malsano. 

Aciavé. V. Oiavé. 

Acid. V. JLald. 

Acidént. Aoldenté. V. AsidSnt. ecc. 

Aringa. V. Inciderà. 

Acinpé. V. Aoopió. Aroàé. 

Aoiuaésa. OSCURARSI, Chiudersi il oielo. 
Farsi il cielo molto nuvoloso. « E cosi stan- 
dosi, mi parve vedere il cielo chiudersi di 
oscuri nuvoli. » (Boccaccio). V. Acusé. 

Aolaxnasidn. ACCLAMAZIONE/ sf. Lo 
acclamare. 

Aolamé. ACCLAMARE, vn. Mandar voci di 
allegrezza con plauso. Eleggere unanimamen- 
te a viva voce. Acclamatore, verb. m. Ac- 
clamatricr, f. Chi o Che acclama. 

Aoléss. V. Briósa. 

Aolimaté. ACGLIMARE, ACCLIMAT1ZZA- 
RE, va. Avvezzare al clima, np. Avvezzarsi 
al clima. Accum amento, sm. Lo acclimare, 
o acclimarsi. 

Aolùder. V. Dentar, (métar dentar.) 

Aoofliénsa. ACCOGLIENZA, sf. Maniera 
di ricevere una persona. Fare accoglienza f 
Accogliere con cortesia. Accoglimento, sm. 
Accoglienza, pegg. Accooumentaccio. — Ac- 
cogliere, va. Fare accoglienza. Accoglitorb, 
verb. m. Accoolitricb, f. Chi o Che acco- 
glie. 

Acóissla. SVIGNARE, vn. Partire con pre- 
stezza e di nascosto. Torsi da un impiccio 
cheto cheto, senza parere, con prudenza e 
sveltezza. 

AoòL ACCOLLO, sm. Il peso del carico sul 
collo, o sul giogo delle bestie; o peso del 
carico di un carretto che gravita molto sul 
dorso di un cavallo o simile, (term. leg.) Il 
trasferire da una persona ad un* altra qua- 
lunque azione o peso che si possa contrattare. 
V. Aoòst. 

Aoolé. ACCOLLARE, va. Addossare, np. As- 
sumersi un obligo, un incarico, un debito. 
Accollante (panie, pres.) Chi accolla ad al- 
tri pesi o debiti. Accollatario, sm. Chi ai 
accolla pesi o debiti. Chi intraprende, per cer- 
te condizioni di fornire i materiali, le opera 
i mezzi necessari a un determinato lavoro. 
V. Aderse. Ingoiò, (accollato). 

Aoomdamént. ACCOMMODAMENTO, sm. 
Lo accommodare. Accordo fra le parti che 
sono state in discordia. 

Aoomdé. ACCOMMODARE, RACCOMMO- 
DARE, va. Aggiustare, Acconciare, Mettere 
in buon sesto, np. Addat tarai, Adagiarsi, Por- 
si a sedere. Accommodabile. agg. Che può 
accommodarsi. Accommodattvo, agg. Disposto 
ad accommodarsi. Accommodatizio, agg. Che 
si accommoda a ciò che torna più a conto. Ac- 
coMMODATiccio, sm. Cosa accommodata alla 
meglio, dopo essere riuscita men che bene. Ao 
commodatuRa, sf. L'atto e l'effetto dell'accom- 
modare. AccoMMODATORB,verb. m. Accoh- 



ACO 



-7 — 



AGO 



MDDATBicB, & Chi o Che accommoda, Ao 

00MMODAMENTB , ACCOMMODATAMBMTB, Ac- 

commodevolmbnte , avv. Acconciamente, con 
online. Riaccomm odarb, va. Accommodar di 
nuovo. V. Amane. 

Acomiadé. ACCOMMIATARE, va. Dar com- 
miato, Congedare, Licenziare, np. Prender 
commiato, Coogedarri. Accommiatura, sf. 
Commiato, licenza di partire. Accommiatato- 
re, verb. m. Accommi atatricb, f. Chi o Che 
accommiata. 

Aoompàgn. ; ACCOMPAGN AMEN- 

Acompagnamént. {TO. sm. Lo accompa- 
gnare. Terna, music. Suono che accompagna 
ano strumento, o la voce di chi canta. V. Se- 
guit (corteo). Buleta d* aoompàgn. 
Acompagnè. ACCOMPAGNARE, va. An- 
dare con ano per tenergli compagnia, Andar 
dietro per onorare. Accoppiare una persona, 
o una cosa con un* altra. Cooeiungere. Uni- 
re. Mettere insieme. Suonare alcuno strumen- 
to al concerto del canto. Figurai Scortare, vn. 
Unirsi in compagnia, in matrimonio. Accom- 
pagnatura, sf Accompagnamento, Accoppia- 
mento, Unione. Tratto di civiltà che si usa, 
accompagnando dalla camera sino all'uscio, 
o alla scala. Accompagnevole, agg. Che fa- 
cilmente si accompagna. Accompagnatore. 
verb. m. Accompagnatrice. f.Chi o Che ac- 
compagna. Riaccompagnare , va. Di nuovo 
accompagnare. 

Acondiscénder. V. Condiscénder. 
AconsentiL ACCONSENTIRE, vn. Prestare 
il consenso. Conformarsi al parere altrui. Ac- 
coNSKNTiMENTO. sm. Lo acconsentire Accon- 
sbnzisnts (pan. pres.) Che acconsente. Ri- 
consentire, vn. Di nuovo acconsentire. V. 
Aderì. 
Acftnt. ACCONTO, sm. meglio Somma pa- 
gata a conto. Anticipazione di alcuna som- 
ma che si dà o si riceve per aggiustarsene 
al saldo del conto. « Bla gli sbirri non aspet- 
tarono che noi ci accostassimo per fare loro 
i nostri convenevoli, e ci pagarono un accon- 
to di archibugiate. » (Guerrazzi). 
Acuxitintó. V. Contente. 
Acopé. ACCOPPARE, va. Dare in su la cop- 
pa in modo da uccidere; e semplicemente 
Uccidere. 
Acopie. ACCOPPIARE, va. Unire insieme per- 
sone o cose a due a due. np. Andar due a 
due, Congiongersi. Accoppiamento, sm. Ac- 
coppiatura, sf. L'atto e l'effetto dell' accop- 
piare, o accoppiarsi. Accoppiatore, vero. 
m. Accoppiatrice, f. Chi o Che accoppia. 
AocoppiATOJO, sm. Legame con cui si accop- 
piano i cani da caccia. Appajare, va. Ac- 
compagnar due cose simili insieme. Appaja- 
mekto , sm. Appaj atura , s£ Lo appajare. 
Appajatoio, sm. Luogo dove mettonsi i 
colombi, e le colombe, onde si appajno. 
Acórd. ACCORDO, sm. Convenzione concor- 
de per determinare una lite, per conchiudere 
un negozio. Conformità di sentimenti, di opi- 
nioni. Consonanza di strumenti o di voci, o 
di colori, di proporzioni, ecc. D* accordo, avv. 



Concordemente. Di propria volontà. D'amor, 
e d'aocdrd. D' amore e d'accordo, (locuz. 
awerb.) Con reciproco acconsentìmento. Con 
libero e spontaneo acconsentimento. « Voglio 
solamente, per provedere più alla vostra che 
alla mia sicurezza, che d'amore e d'accordo 
vi contentiate di darmi in mano la vostra 
spada. » (Magalotti). 

Aoordé. ACCORDARE, va. Ridurre strumenti 
o voci ad un medesimo tono. Conciliare. Pa- 
cificare. Figurai Concedere una cosa doman- 
data. Menar buona una ragione, vn. Il ri- 
spondere insieme le voci, o corde musicali, 
np. Convenire. Restar d'accordo. Convenire 
nel prezzo per entrare a servizio con alcuno. 
Cantare e Sonare d'accordo. Accordamento, 
sm. Accordatura, sf. Lo accordare. Accor- 
dabile, agg. Che può accordarsi. Accorda- 
tore, vero. m. Accordatrice , f. Chi o Che 
accorda. Riaccordare , va. e np. Accordare, 
o Accordarsi di nuovo. 

Aoordoné. ACCORDONARE, va. Ornare, 
Cingere di cordone. V. Inoordoné, Incor- 
donL 

Acoro. ACCORARE, va. Ferire il cuore di 
dolore. Contristare profondamente, np. Affli- 
gersi. Accoramento, sm. Afflizione. Accora - 
taggink, sf. Segno esterno di dolore atto a 
commuovere 1' altrui cuore. Accoratojo, 
agg. Atto ad accorare. 

Aoorer. ACCORRERE, vn. Correre con pre- 
stezza. Correre in ajuto. Recarsi ove qualche 
cosa ci attragga. Accorrimbnto, sm. Lo ac- 
correre. Accorr* uomo (locuz. avv.) Esclama- 
zione per chiedere pronto soccorso. 

Aoórt. Accorto, agg. Sagace, Avveduto. Che 
prevede e provede. Accortezza, sf. Perspica- 
cia, Sagacità. Accortamente avv. Con ac- 
cortezza. 

Aoóraess. ACCORGERSI, np. Venire al co- 
noscimento di una cosa, colla conghiettura di 
un'altra. Avvedersi. Accorgimento, sm. Lo ac- 
corgersi . Accorgbvole, agg. Che agevolmen- 
te si può riconoscere. 

Aoòst. ACCOSTO, aw. Presso, Vicino, A la- 
to, agg. Accostato, Vicino. 

Acoste. ACCOSTARE, va. Mettere accosto. 
Avvicinare, np. Farsi da presso, Avvicinarsi. 
Accostamento, sm. Accost atura, sf. Lo ac- 
costare o accostarsi. — Accostevole, agg. 
Che bì accosta facilmente Atto ad accostarsi. 
Accostante, agg. Che accosta bene. Che si 
avvicina. Accostarsi a, vale talvolta Rossi- 
migliare: questo colore si accosta al gial- 
lo ; nò potrebbe dirsi, si accosta col giallo. 
(Lambruschini). Raccostare, Riaccostare. 
va. Accostare di nuovo, np. Accostarsi di nuo- 
vo. V. Apogó. 

Aoostumé. V. Costumò. 

Aooàé. ACCOZZARE. RACCOZZARE , va. 
Adunare, Mettere insieme. Accozzamento, 
sm. Accozzatila, sf. Riunione di più cose 
insieme. Accozzatorb, verb. m. Accozza- 
tricb , f. Chi o Che accozza. Riaccozzare, 
va. Accozzar di nuovo. Riaccozzambnto, sm. 
il riaccozzare. V. Aracoié. 



AOQ 



-*- 



ACR 



Aoqua. AQUA, s£. Liquido trapanate, com- 
posto di idrogeno e cu ossigeno. Ogni sorta 
d'aqua naturale. Figurat umore lacrimale. 
Urina, eoe Colore, Aria di giojelli, cioè tra- 
sparenti, più o meno limpidi, o tinti in al- 
cun colore, dim. Aquetta, Aquerella. peg. 
Aqu accia. — Aquerugiola , sf. Aqua o 
Pioggia minutissima. Aquìcblla. sf. Poca 
pioggia e leggera. Aqoolina, sf. Pioggia mi- 
nula ; ed anche salivazione. Vni 1* aoqua a 
la booa. Venir Vaquolina alla bocca. Ap- 
petire forte Qualche cosa Aqubo, agg. Di a- 
qua, Di qualità d'aqua. Aquatico , Aquato- 
le, Aquarolo. agg. Che nasce e vive nel- 
l'equa. AQUIVENTO, sm. Gran pioggia ac- 
compagnata da vento. Aqua potatole, Quel]* 
che per limpidità e purezza è buona a bere 
Aqua panata, Quella dov' è stato infuso pa- 
ne abbrustolito. Aqubrbccio. sm. Aquerbccia 
sf. Vaso grande da aqua. Aquata, sf. Luogo 
dove le navi mandano a far aqua. A aqua, 

Ad aqua. (locuz. avv.) Per forza d'aqua. 
Filo dell' aqua. La sua corrente. Pelo ael- 
Vaqua, la sua superficie. Stroscia, sf, Riga 
che fa 1* aqua scorrendo su che che sia. Idro- 
logia, sf. Scienza che tratta dell' aque in 
generale. Idrologo, sm. Chi è versato nella 
idrologia. Stellino, sm. dicesi dal popolo 
toscano, Quel tremolare scintillando che fa 
l'aqua percossa dai raggi del sole. Acqua 
quéda. Aqua cheta, Aqua stagnante. Ac- 
qua quéda 1* ò quéla oli* anéga. Nel- 

1 aqua stagnante ò bacile annegare: e Aqua 
cheta, dicesi metaforicamente, Chi simula quie- 
te, e sotto sotto lavora per riuscire a' suoi fini 
Aoqua piuvana. Aqua piovana, Aqua 
piovuta dal cielo. Aoqua mariiéla. Aqua 
mar siale, Quella che ha in soluzione de' sali 
di ferro» Acqua minorala, Aqua mine- 
rale, Quella che ha in sé disciolte materie 
minerali. Aqua I Aqua I Si usa per escla- 
mazione ; ed anco Aqua alle rotei V. Ao- 
qua cV znór. Aoquafdrta. 

Acquacé. QUATTO, agp. Chinato e basso 
per celarsi all'altrui vista. Quatto quat- 
to , Quatton quattone, vale lo stesso che 
Quatto , ma ha alquanto più di efficacia e 
di forza. 

Aoquaeéaa. ÀCQUAOCHIARSI, ACQUAT- 
TARSI, np. Chinarsi a terra il pia che si 
può, per non essere veduto, senza però porsi 
a giacere. Andar piccino o Piccolino, dice- 
si de' Cani da caccia che si muovono lenti e 
ranoichiati colla pancia quasi a terra per non 
essere scoperti dall' animale. V. Aguviss. 
Acnietéea. 

Acquadèla. AQUATELLA, SPILLANCOLA 
sf. Sorta di pesciolini d'aqua dolce. Ave 
oiapé degli acquadèJX Essere molle di 
pioggia. V. Pssaréna. 

Aoquadéà. AQUATICCIO. sm. Vinello, A* 
querello. Aquidoso. agg. Che ha in sé del- 
1 aqua. V. MròL 

Aoqua d*mer. Aqua di mare, o marina 
Sorta di color turchino chiaro, Gioja di tal 
colore. 



Aoquafdrta. AQUAFORTE. sf. Acido nitri- 
co del commercio. 

Acquarci. AQUERBLLO. sm. Specie d* in- 
chiostro , od altro liquido stemprato coli* a- 
qua per colorire. Vinello. Aquerellare, va. 
Toccare i disegni con aquerello. 
Acquarala. v. Querèla. 

Acquarci. AQUIDOSO, agg. Che ha in sé 
dell'equa. Aquajuolo, sm. Chi dà aqua ai 
prati, o ai drappi. Chi vende, o porta aqua 
da vendere per le strade. Aquafrbscajo, sul 
Chi vende aqua fresca o indolcita. Aquacb- 
dbatajo, sm. Chi vende aqua cedrata, e simile 
rinfresco. Portàoote, sm. Piccolo strumento 
di legno che serve a contenere un poco d'a- 
qua, spugna, e cote pe* falciatori, che lo por- 
tano appeso alla cintura. 

Aoquartiré. ACQUARTIERARE, va. Ri- 
durre le truppe ai quartieri, np. Pigliar quar- 
tiere. Ritirarsi negli alloggiamenti. Caser- 
mamhnto, sm. Stazione delle milizie. 

Aoquastren. AQUASTRINO, AQU1TRINO, 
sm. Aqua che geme dalla terra. Terreno im- 
bevuto d' aqua, che non regge a chi vi passa 
sopra. Aquitrinoso, agg. che ha aqultrtno 
Lazza, sf. Terra aquitrinosa ove nascono 
piante palustri. 

Aoquavlta. AQU AVITE, sf. Liquore spiri- 
toso che si estrae per mezzo della distilla- 
zione dal vino, e da tutte le sustanze atte a 
passare alla fermentazione vinosa, cioè zuc- 
cherine, farinacee, o ambedue insieme. Aqu ar- 
zente, sf. Aquavite raffinata Aquavitajo. sm. 
Chi fa o vende aquavite. 

Aoquaèér. V. Guaterà. 

Acquatta. AQUAZZONE, sm. Grande e vee- 
mente pioggia ; ma di breve durata. 

Aoquedót. V. Condót. 

Acquàri. AQU AZIONE, sf. Pioggia continua- 
ta. V. Piovèri. 

Acquea*. ACQUISTO, sm. Lo acquistare Pos- 
sedimeoto. V. AluviÒn. (terreni, ecc.) 

Acqueta. AQUETTA, sf. Veleno di compo- 
sizione ignota, detta anche Aqua tofana o 
tofania, dal nome di una donna cui se ne 
attribuisce 1* invenzione verso il 1659. Tofano, 
sm. Aferesi di Cristo fano, nome proprio. V. 
Guaséra, (aquolina.) 

Acquili terne. ACQUINTERNARE (sm. voc. 
d'uso.) Formare i quinterni di carta. Ac- 
quidernarb. va* Disporre la carta in qua- 
derni. (Crusca). V. Quinternadùra. 

Aoquirì. V. Aoquéxi. 

Acquiate. ACQUISTARE, va. Far acquisto, 
Venire In possesso di una cosa. Prendere più 
forza. Acquietamento, sm. Lo acquistare. Ac- 
quistabile, agg. Che si può acquistare. Ar- 
quistatorb. verb. m. Acquistatrice , f. Chi 
o Che acquista. V. Racquietò. 

Acquds. AQUOSO, agg. Che ha in sé del- 
l' aqua. Di qualità d' aqua. Aquosjtà , sf. 
Qualità aquea. Abondanza d'umore aqueo. 

Aoreditè. ACCREDITARE, va. Porre in isti- 
ma, in «redito Accreditare un legato, un 
ambasciatore presso una potenza. Autoriz- 
zare con le debite formalità, la sua missione. 



AOD 



— 9- 



ADA 



sai a cuccia, pròprio da* cani. Cuc- 
. Coricarsi de cagnolini; e Giacere 



Tarai, comae. Scrivere a dedito nel libro 
dalla ragioni, np. Acquistar credito. 

Aoreaaer. ACCRESCERE, va. Aumentare, 
op. Aumentarti. AccaRBCiMENTo, sm. Lo ac- 
c resc ere» AocBBBcmvo, agg. Che acereto?, Che 
aa fona di accrescere, àccb^sotivamenth, 
aw. m nxnlo aosraacitivo. AccRBscrroRE verb. 
m. Accxekstbicb t f. Chi o Che accresce. 
RiAoaamuiiB, va. Accrescere di nuova 

Acssé. COSÌ , aw. In questo modo, In quel 
modo. AppuBtino. Tanto. 

Àouoeea. ACCUCC1 ARSI, ACCUCaOL ARSI, 
op. Metfl 

CEARE, vn 

dormendo. 

AonoliA ACCOCCARE, ABBRICCARE, AP- 
PICCARE, va. Dare de' colpi, delle busse; e 
per similit Vincere delle partite al giuoco. 
Accoccarla a uno, Fargli qualche danno, di- 
spiacere, o befla ; onde l'adagio: Tal ti ride 
in bocca che dietro te l'accocca, cioè Ti (a 
l'amico in Caccia, e dietro t'inganna. 
Aonoiixis. V. Ciiconéi 
AoudghsV APPRATIRSI, no. Vestirsi d'erbe 
oome peata Piotare., va. Applicar le piote 
sul terreno, cioè Copnrlo di solle erbose. Pio- 
tato, a». Coperto di soUe erbose. 
AcucU. v. Aoonaentì. 
Aeuglldnsa. V. Aoogliénaa. 
Aautf. V. Acole. , 
Aeamde. V. Acomde. 
a onmpagn . Aonmpagne. V. Aoompagn, 



AcumudAm pardi e padàL V. etmani 
pflkrol e padèlL 

a^«wi«iA ACCUMULARE, va. Aggiungere 
conialo a cumulo. Ammucchiar roba: assolai, 
dicasi delle riechesse. Accumulamento, sm. 
Accumulazione, af. Lo accumulare. Accumu- 
latamente, aw. In cumulo, A mucchio. Ao- 
cumulatorb, verb. m. Accumulatricb , f. 
Chi o Che accumula. 

AouxLfeaa. V. Aféaa. 

AounaentL V. AoonaentL 

▲cupe. V. AoopA 

AenpiA V. Aoopié. 

Aenrdé. V. Acorda. 

A/onrdunA V. Aoordone. 

Acuré. V. Aooré. 

Aouralmént. V. Acórsesa (accorgimento). 

Acùs. ACCASAMENTO, sm. Lo accusare. Ac- 
cusata , af. (term. de* gioc) dicesi di Quelle 
versinole che vengono accusate, ossia dichia- 
rate da' giocatori, a tenore delle regole del 
giuoco, per ritirarne il vantaggio stabilito. 

Aoùaa. ACCUSA, af. Quello che è detto, o 
scrìtto dairaccusatore davanti al giudice. Que- 
rela, dim. Aocusasioncella. — Accusatorio, 
agg. Che contiene accusa. Accubatorjambntb, 
aw. Con accasa. 

Aouee. ACCUSARE, va. Manifestare in mu- 
dino, e altrove le altrui colpe o misfatti. Con- 
fessare, Dichiarare di aver ricevuto, np. In- 
colparsi. Accusabile, Accusbyole, agg. Che 
ai può accusare. Accusatore, verb. m» Ac- 
cusatbjcx, t Chi o Che accusa. 



Araste. V. Aooate. 

Aouatome. V. Costume. 

Acùt> ACUTO, agg. Assottigliato ip punta. 
Che ha la punta acuta naturalmente; cosi di 
una spina. Dolore acuto, Vivo. Odore acuto, 
Penetrante. Sapore acuto, Piccante, Frissan- 
te. Aria acuta* Fredda, Rigida, dim. Acu- 
tbllo. V. Agòà. 

Acuteaa. ACUTEZZA, sf. Sottigliessa in 
punta. Rigidesta dell'aria. Figurai Perspica- 
cia, SouigBezxa d'ingegno. Fona della virtù 
visiva. Concetto arguto, dim. Acutbzsuola. 
— Acutamente, aw. Con acutessa, 

Aouvacé. V. Aoquace. 

Aoxnré. V. Afonda. 

Aouvées. V. Acquaoéea. Aguvìas. 

Aouae. V. Aooàé. 

Acàédla, ABRÒSTINE, sf. Sorta di uva. 

Aoàigia. ACCIDIA, sf. Noja e pigrizia nel di- 
simpegno de'proprii doveri. 

Adacat. Adaoónt. V. Acat. Serb. 

Adacquadur. ANAFFIATOJO , 1NAFFIA- 
TOJO, sm. Vaso, per lo pia, di latta, dal 
auale esce, a mò di pioggia, l'aqua per mai- 
nare. Beccuccio, sm. Tubo peJ quale esce l'a- 
qua, e nel auale s' inserisce la Mela o Ci- 
polla, specie di palla vuota, schiacciata e fo- 
racchiata , che spande minutamente V aqua. 
Bocctuòlo, il gambo vuoto della mela per an- 
nestarla all'estremità del beccuccio. Tettino. 
Specie di messo coperchio saldato all' orlo 
della bocca del vaso, di cui copre la sola parte 
davanti verso il beccuccio, per impedire che 
l'aqua, nell' inclinare il vaso per inaffiare, 
non versi dalla bocca. (Carena). 

Adacquò. ANNAQUARE, va. Mettere aqua 
in qualche liquore. Annacquato, agg. Dicesi 
di Cosa a cui sia stata mescolata dell'equa. 
Amnaquatiocio, agg. In cui è messa o intro- 
dotta alcuna cosa la quale ne diminuisca la 
forza, lo spirito, il brio e simili. Anaquarb, 
Adaquarb, Inaquabb, va. Dare l'aqua alle 

Eiaote. Adaquaicbnto, sm. Adaquatura, sf. 
.'atto e L'effetto dell'adequare. Adattabile, 
Adaquatorio, agg. Che può adequarsi. àna- 
quatore, verb. m. Anaquatricb, f. Chi 
o Che anaqua. Irrigare, va. Far circolare 
aqua, per messo di rigagnoli, sulle terre. Ia- 
aiGAMBOTO, sm. Irrigazione, sf. Lo irrigare. 
Irrigatorio, agg. Che può irrigami. Irriga- 
torb, verb. m. Irrjgatrkoe, f. Chi o Che 
irriga. Inaffiare, Anaffiarb, va. Adacquare 
coli inaffiatojo. Inaffiambnto, sm. Lo inaf- 
fiare. Inaffiatorb , m. Inaffiatricb. f. Chi 
o Che inaffia. Rinaffiarb, va. Inaffiare di 
nuovo nello stesso giorno. 

Adacquala. A N AFFI ATA, sf. Lo anaffiare. 
dim. An affi attua, leggiera anaffiatura. 

Adavfàt. V. Afàt. 

Adamaaché. V. Damaaohe. 

Adanghé. V. Neghe. 

Adarbè. V. Aderbò. 

Adarofce. SVENTARE, VENTILARE, 
VENTOLARE, va. Gettare in alto, spanden- 
do al vento. Adarohé a grata. Scemare, o 
Ventilare il gramo, Spanderlo in alto al 



ADE 



-10 - 



AOO 



vento, per mondarlo del tatto, estendo già 
stato prima spulato. « Come allor che di ze- 
firo lo spiro Disperde per le sacre aje la pula, 
Mentre la bionda Cerere la scevra Dal suo 
fratto gentil che il baon villano Vien venti- 
lando, lo leggier spoletto, Tutta imbianca la 

•parte ove del vento Lo sospinge il «ornar... » 
cosi ecc. (Monti, Iliad.) Ventilatura, Ven- 
tolatuba, sf. L 'operazione di ventilare bia- 
de, castagne secche, eoe. Adarohe un pógn, 
un oolp, ecc. Misurare uno schiaffo, un 
pugno, dicesi per Fare Patto di darlo. (Fan- 
fani.) — Adarohe un pógn, ecc. AMME- 
NARfi, va. Menare , compresavi 1* idea del 
minacciare, dell' offendere; e si trova pare 
asato in modo assolato per Menar colpi (di 
che che sia a uno). (Gherardini.) Onde Am- 
menare un pugno, ecc. Minacciare di dar 
un pugno. Fare l'atto di darlo. 

Adasie. ADAGIATO, agg. Lento Dell'opera- 
re. Posapiano, sm. Persona che fa tutto len- 
tamente. 

Adasiéss. ADAGIARSI, np. Prendersi tutti 
i suoi commodi. Operare lentamente. Sfret- 
tarb, vn. Rallentare il fervore, o la fretta nel 
fare che che aia. 

Adàt j ADATTO, ADATTATO, agg. Atto, 
/ Acconcio. Conveniente. — Adat- 

Adaté ì tatambntb, avv. In modo adat- 
1 tato. 

Adate. ADATTARE, va. Applicare con pro- 
porzione e convenienza una cosa ad un'altra. 
Disporre acconciamente, np. Concordarsi. Ad- 
direi. Rassegnarsi. Adattamento, sm. Adat- 
tazione, sf. L' atto e L'effetto dell' adattare. 
Adattabile, Adatte vole, agg. Da potersi 
adattare. Facile ad adattarsi. Adattbzza , sf. 
L'essere atto o adattato a una tal cosa. Adat- 
tatore, verb. m. Adattatricb, f. Chi o 
Che adatta. Adattacchiarb, va. Adattar tra 
bene e male. Riadattare, va. Adattare di 
nuovo. Riadattamento, sm. L'atto e l'effetto 
di riadattare. 

Adèbit. CARICO, sm. Imputazione di colpa. 

Adebitó. ADDEBITARE, va. Mettere, Ascri- 
vere a debito. Incolpare. 

Adempì. ADEMPIERE , ADEMPIRE, va. 
Mettere ad esecuzione. Osservar la promessa. 
Sodisfare, np. Compiersi , Avverarsi, Effet- 
tuarsi. Adempimento, sm. Lo adempire. A- 
dempibilb, agg. Che può adempirsi. Adempi- 
torb, verb. m. àdempitricb, f. Chi o Che 
adempie. 

Adente. ADDENTARE, va. Prendere cocen- 
ti. Assannarb , va. Afferrare colle sanne o 
zanne (denti di fiere). Intaccare, va. Far tac- 
che nel taglio di un coltello o simile. Tao 
cato, agg. Pieno di tacche. 

Aderbe. ADERBARE, va. Pascere di erba. 
Erbato, Inerbato, agg. Coperto d'erba. 

Aderént. ADERENTE, part pres. Che ade- 
risce. V. Partiglàn. 

Aderènza. ADERENZA, sf. Relazione di 
amicizia. Appartenenza. 

Aderì. ADERIRE, vn. Unirsi di opinione o di 
fatto a tal uomo, a tal parte. V. Aoonsenti. 



Adésl. ADAGIO, avv. Lentamente. Commo- 
damente. dina. Adagino. Adesi adesi. Piano 
piano. Con lentezza. Lemme lemme. Adagio, 
(term. music.) Si usa di porre questa parola 
in capo d' un' aria, per avvertire che quel- 
Karia vuol essere eseguita adagio, cioè con 
lentezza, non cosi però come nel Largo, An- 
che si chiama Adagio l'aria così eseguita, o 
da eseguirsi, per esemp. Un bell'adepto, Un 
adagio di Rossini, ecc. (Gherardini). A ri- 
lento, mod. avvero. Pianamente. Adagio. 
V. Fulidén. 

Adéss. ADESSO, aw. Di questo tempo. Ora. 
Subito. 

Adé8sen. ADDARSI, op. Accorgersi, Avve- 
dersi. 

Adestre. V. Amaestre. 

Adinté. V. Adente. 

Adio. ADDIO, avv. Modo di salutare amiche- 
vole, o di licenziarsi, sm. Un addio, un saluto. 

Adiréss. ADIRARSI, np. Muoversi ad ira. 
va. Muovere ad ira. Adiramento, sm. L'atto 
e L'effetto dell' adirare , o dell' adirarsi. A- 
dirato, agg. Preso dall'ira, dina. Adiratello, 
Adiratetto, Adiraticcio. — Adiratamen- 
te, lRATAMENTE,aW. Con ira. ADIR060,agff. 

Inclinato all' ira. Riadirarsi, np. Adirarsi di 
nuovo. V. Instisi, StlsL 

Adiri tura. ADIRITTURA, ADDIRITTU- 
RA, mod. avv. Dirittamente. Subito. Senz'al- 
tro. Direttamente. 

Adiss. ADDIRSI, t np. Affarsi, Confarsi. V. A- 
fèss. 

Adite. V. Indiche. 

Adisionel. ADDIZIONALE, agg. Da aggiun- 
gersi. Che si aggiunge. Neil* uso, Accessorio, 
Aggiunto. 

AcÙet. ELETTO, agg. Scelto, Cappato. V. Blèt 

Adlóta. ELETTA, sf. Scelta, Cerna. 

Adleser. ELEGGERE, va. Sciegliere. Piglia- 
re a scelta. Adleser la lana. Spetezzare la 
lana. Trascerre la lana, e, quasi pelandola, 
cernere la buona dalla cattiva. Spblazzatura, 
sf. Ripolitura della lana lavata, e diveltata. 
Spblazzino, sm. Spelazzina, sf. Colui, Colei 
che Bpelazza la lana. Riscbglierb, va. Sce- 
gliere con diligenza di nuovo fra lo scelto. Rj- 
scEOLiMENTO, sm. 11 riscegliere. V. Cape, 
Sgramigne. 

Adòb. ADDOBBO, PARATO, sm. Apparato 
solenne, ordinariamente delle chiese. 

Adobadòr. ADDOBBATORE, verb. m. AD- 
DOBBATRICE, f. Chi o Che addobba, Appa- 
ratore. Paratore. 

Adobe. ADDOBBARE, PARARE, va. Fare 
o Dirigere addobbi. Ornare, Abbigliare stanze, 
ecc. Addobbamento, sm. L'atto e L'effetto 
dell'addobbare. Apparatura, Paratura. 

Adoce. ADOCCHIARE, va. Volgere attenta- 
mente gli occhi a che che sia, Gittar rocchio 
sopra una cosa con intensione di farla sua. 
Mettersi in animo di fare una cosa, « Credo 
ch'abbia adocchiato o il grano vendere^, o 
la seta, o le lane. » (Ariosto, Com.) Occhiare, 
va, Fissare l'occhio verso che che aia con cu- 
pidigia. Alloocarb, va. Adocchiare insidio- 



ADO 



- 11 - 



ADU 



omento. Adocchiamento, sm. Lo adocchiare. 
Adolora. ADDOLORARE, va. Dar dolore, 
hl e np. Prenderai dolore, Prenderai affanno. 
Addoloramento, sm. Lo addolorarsi. Addo- 
loeatkcio, agg. Alquanto addolorato. 
Adombra. ADOMBRARE, va. Far ombra. 
Disegnare o Dipingere quasi a ombra, Om- 
breggiare, np. Oscurarsi. Figurai. Insospet- 
tirei. Adombramento, sm. Lo adombrare. 
Adombrato, sm. Luogo ombroso per molti 
alberi, agg. Coperto di ombra. Adombrabile, 
agg. Che può essere adombrato. Adombra- 
torr, verb» m. Adombratrice , f. Chi o 
Che adombra. Ombrare, vn. Aver ombra, Di- 
venire ombroso. Radombrare, va. Di nuovo 
adombrare. V. Apané (appannare). 
Adomestiche. V. Domestiche. 
Adonta. ADONTARE, va. Far onta, Ingiu- 
riare, Offendere, Vituperare, np. Offendersi, 
Crucciarsi. Adonto*}, agg. Che fa onta. Pro- 
clive ad adontarsi. 

Adopiadòp. ADDOPPIATORE , verb. m., 
ADDOPPIATRICE, f. Chi o Che addoppia. 
(Term. de* Jan.) Coivi e Colei che addoppia 
la lana sul filatoio. 

Adoptadllr. ADDOPPIATOJO , sm. Stru- 
mento per addoppiare. 

Adoplé. ADDOPPIARE, va. Mettere doppie, 
o anche a più doppi, una su Tal tra, cose che 
per la «efficiente loro estensione e sottigliezza 
relativa, possono venire cosi disposte e pie- 
gate. Doppiare, va. Addoppiare : Prendo un 
loglio di carta, e, ripiegandolo in messo, lo 
doppio; se lo ripiego in quattro, lo raddop- 
pio, ma meglio si direbbe ridoppio, perchè 
raddoppiare vsle meglio a significare Accre- 
scere del doppio qualunque cosa; ridoppiare 
invece varrebbe proprio doppiare di nuovo, 
come sarebbe il caso del foglio di carta. (Zec- 
chini). Addoppiabllb, agg. Atto ad essere ad- 
doppiato. Addoppiatura , ef. L* addoppiare. 
La cosa addoppiata. V. Radopie. 
Adoré. ADORARE, va. Rendere un culto re- 
ligioso ali* Essere supremo. Riverire con atti 
pieni di umiltà e di venerazione. Figurai 
Amare fervidamente. Adorazione, ef. Ado- 
r amento, sm. Lo adorare. Adorabile, agg. 
Adorando, Degno di essere adorato. Adora- 
tore, verb. m. Adoratrice, ù Chi o Che 
adora. 

Adormente. ADDORMENTARE, ADDOR- 
M1RE, INDORMENT ARE, ASSONNARE, 
▼a. Indurre o Conciliar sonno in alcuno, np. 
Pigliar sonno. Addormentaticcio, agg. Mezzo 
addormentato. Addormentativo, agg. Che ha 
la virtù di far addormentare. Addormbnta- 
mento, sm. L* addormentare. Addormbnta- 
torb, verb. m. Addormentatrice, f. Chi 
o Che addormenta. Indormirsi , np. Addor- 
mentarsi. Sdormjrsi, Sdormkntarsi, np. De- 
starti. Raddormentare, va. Addormentare di 
nuovo, np. Ripigliare il sonno. 
Adornamènt. ADORNAMENTO , sm. Or- 
namento. Adornatura, sf. 11 risultato dell'a- 
dornare. 
Adorne. ADORNARE, ORNARE, va. Ab- 



bellire con ornamenti, np. Vestirsi con ricer- 
catezza. Adorno, agg. Adornato, Ornato. Sa- 
peri Adorassimo. — Adornbzza, sf. Lo stato 
di chi è adorno. Adornatamentb, avv. Con 
adarnesza. Adornamente, aw. Con adorna- 
mento. Adornatorb, verb. m. Adornatrice, 
f. Chi o Che adorna. Riornare, va. Ornar di 
nuovo. 

Adòas. ADDOSSO, avv. In sul dosso, Sopra 
la persona. Prep. Sopra, A carico. De adòss, 
Dar addosso, Assalire, Investire. Dare ad- 
dosso ad alcuno. Fijgurat. vale Nuocergli 
co'detti, concettivi offizj. Anche si dice Tagliar 
le legne addosso ad uno. « Tal ti loda in pre- 
senza, che lontano Di darti addosso bene 
spesso gode. » (Leopardi Girolamo). Arivé 
adòss. Sopragiunpere , vn. Giungere o Arri- 
vare sopra, cioè inaspettatamente. Fé e oan 
adòss a òn. Far l'uomo addosso ad altrui, 
Soverchiare alcuno, atterrendolo eoo minacce. 

Adosse. ADDOSSARE, va. Porre addosso. Fi- 
gurai Attribuire, Accagionare, Incolpare, np. 
Assumersi un carico, un impegno, ecc. Ad- 
dossamento, sm. Lo addossare. Raddossa- 
re, va. Rimettere addosso. Sdossare, va. Ca- 
var di dosso. 

▲dote. ADOTTARE, va. Prendere alcuno per 
Aglio. Scegliere a preferenza. Approvare. A- 
dott amento, sm. Lo adottare. Adozione, sf. 
Elezione in figliuolo ; cioè Atto legale di pren- 
dere alcuno per figliuolo. Adottivo, agg. Che 
appartiene per adozione. V. Dote. 

Adotoré. ADDOTTORARE, va. Promuovere 
al grado di dottore, np. Prendere la laurea. 
Addottoramento, em. Lo addottorare. Ad- 
dottorato, agg. Insignito del grado di dot- 
tore. 

Adottine. ADDOTTRINARE, va. Ammae- 
strare. V. lustrai. 

Adriatiche ADRIATICO, sm. Gran braccio 
del Mediterraneo che si estende a S. E. e a 
N. 0. per 368 chilometri tra la costa orien- 
tale d Italia, e quella dell'I lliria, Dalmazia, 
Croazia ed Albania. Il suo livello è lo stesso 
del Mediterraneo. 

Adrise. ADDIRIZZARE, DIRIZZARE, va. 
Far diritto ciò che è torto, np. Farsi diritto. 
Addirizzamene, sm. Lo addirizzare. Addi- 
rizzature , verb. ra. Addirizzatricb , f. 
Chi o che addirizza. Raddirizzare, Raddriz- 
zare, va. Di nuovo dirizzare. Rizzare, va. 
Levar su. Ergere, np. Levarsi in piedi. 

Adrove. ADOPERARE, ADOPRARB, va. 
Valersi di che che sia. Mettere in opera, np. 
Impegnarsi, Affaticarsi , Mettere l' opera sua 
per venire a capo di qualche cosa. Adopera- 
mento, sm. Atto ed Effetto dell* adoperare. 
Adoperabile, agg. Che può adoperarsi. Ado- 
peratore, verb. m* Adoperatricb, f. Chi o 
Che adopera. Riadoperare, va. Adoperare 
di nuovo, np. Adoperarsi di nuovo. 

Adù. V. Adùser. 

Adubadòr. Adube. V. Adobadòr, ecc. 

Aducé. V. Adooe. 

Aduladòr. ADULATORE, verb. m. ADU- 
LATELE, f. Chi o che adula. 



AFA 



_12_ 



AFE 



Adulalo». ADULAZIONE, ef. Lode eèces- 
aiva o falsa. Vile condiscendenza alle voglie 
altrui, dim. Aduiaziongblla, Adulàzion- 
cwa. 

Adula. ADULARE , va. Largheggiare in lodi 
per bassezza d'animo, o per interesse. Aj>u- 
labilb» agg. Che può esser mosto oon adu- 
lazione. Adulatorio, agg. Che adula. Adu- 
latoriamente, wv. In modo adulatorio. Ri- 
adular* , va. Ricambiare d' adulazione, So- 
jabb, va. Adulare beffando. Dar la sega. Lo- 
dare smoderatamente per adulare, o per bef- 
fare. Soja, sf. Adulazione con alquanto di 
beffa. 

Adultere. V. Falsifichi (adulterare). 

Aduluré. V. Adolora. 

Aduxneetiohe. V. Domestiche. 

Adunanza, ADUNANZA, ADUNATA , sf. 
Untone per lo più solenne di molte persone 
in un dato luogo. Radunanza. 

Adone. ADUNARE, va. Riunire, Raccogliere, 
Metter insieme, np. Lo unirsi di più persone. 
AdunaMbnto, sm. Lo adunare. Adcnabilb, 
agg. Che facilmente può adunarsi. Adunbvo- 
lb, agg. Disposto ad adunarsi. Adunatorb, 
verb. m. Adunatricb, f. Chi o Che aduna. 

AdungA ADUNGHIARE, va. Pigliar con le 
unghie. Adungésa. Brigar», vn. Ingegnarsi 
e Adoperarsi con calore per ottenere che che 
sia: e, detto in mala parte, vaie Rubate, 
V. Cape. 

Adunte. V. Adonta. 

Adupees. ADDOPPARSI, np. Porsi dietro. 
Celarsi dietro alcuna cosa. Addoppambnto, 

. sm. Lo addopparsi. 

Adupié. V. Adonia. 

Adoro. V. Adoro. 

Adurminte. V. Adormenté. 

Adorzuamént, ecc. V. Adomamènt ecc. 

Adùser. ADDURRE, va. Arrecare, Porre 
avanti, Allegare, Citare prove, ragioni, ecc. 
Apduobilb, agg. Che può addarsi. Adduci- 
Tore, vero. m. Adducitrigb, f. Chi o a Che 
adduce? 

Adosaé. V. Adossé. 

Adoté. V. Adoté. DOté. 

Adotore. V. Adotoré. 

Aduvdees. ADDI VEDÉRSI, np. Avvedersi, 
Accorgersi. 

Advént AVVENTO, sm. Venuta. Le quattro 
settimane che precedono il Natale. 

Afàbil. AFFABILE, agg. Che ha affabilità. 
Affabilmente, avv. Con affabilità. Affabi- 
lità, sf. Grazia e Piacevolezza nel parlare, 
nel conversare, e Dell'usare con le genti. 

Afadighe. AFFATICARE, va. Esercitar nella 
fatica, e dicesi del corpo, e dello spirito, np. 
Lavorar molto, Lavorar troppo. Perdersi die- 
tro a cosa che non puòxriescire a modo no- 
stro. Affaticato, agg. Che comincia a sentir 
la fatica» il peso della fatica, superi. Affa- 
ticàtissimo. — Affaticante, Afpatichbvo- 
lb, agg. Che affatica. Atto a resistere alla 
fatica. Affaticatole, verb. m. Affatica- 
tricb, f. Chi o Che* affatica. V. Fadigne. 

Afagoté. AFFAGOTTARE, va. Raccorrò 



mote cose ih «n fagotto sena' ordine. Affa- 
gottato, agg. Ravvolte in una vette, quasi 
a guisa di fagotto. — Raffagottar», Affagot- 
tare oon disordine o (retta. 

Afagoteas. INFAGOTTARSI, np. Avvolger- 
si in una veste quasi a guisa di fagotto. V. in- 
fagotto. 

Afalde. V. Falda (falda). 

Afalghe. V. Afieghe. 

AfaméV AFFAMARE, va. lodar tette. Far 
patir fame. Portar carestia, vn. Aver fame. 
Affamato, agg. Stimolato dalla fame, figu- 
rat Ingordo, Avido, dim. Affamateli^, Af- 
famatuzzo. — Affamatrxio, agg. Alquanto 
affamato. Famèlico, agg. Molto affamato. 

Afàn. AFFANNO, sm. Diffcoltà di respiro. 
Il respirare ansando. Ambascia, dim. Af- 
fannuccio. 

Afasia. AFFANNARE, va. Dare affanno, np. 
Pigliarsi affanno. Aff andamento, sm. Lo af- 
fannare, o affannarsi. Affannatole, Affan- 
noso, agg. Pieno d'affanno. Che porta affanno. 
Affannosamente, avv. Con affanno. Affan- 
nàtorb, vero. m. Affannatricb, f. Chi o Che 
affanna. 

Afarài. AFFAR ACCIO, sm. Cattivo affare. 
Affare stravagante, d'incerta riescita. V. Aféri. 

Afarde. V. Aferdé. 

Afarmé. V. Afiermé. Penne. 

Afaaane. AFFA<HANARE { va. Arrostire un 
fagiano, un cappone o simili, involto in carta 
unta. Cucinare polli o altro in modo che pren- 
dano sapore di fagiano. 

Afasee. V. Passe. 

Afasnlé. V. Galané. 

Afàt. AFFATTO, avv. Interamente, In tutto 
e per tutto. 

Afaàe. ALLEGARE, va. Citare documenti au- 
torevoli. Addurre ragioni, pretese, ecc. 

Afaàées. AFFACCIARSI, np. Mettere fuori la 
faccia da qualche luogo per vedere, o anche 
per vedere e udire. Arsi avanti per vedere. 
Affacciarsi in alcuno, Trovarsi a faccia a 
faccia con esso. Abbattersi in esso ecc. 

Afaaindéss. AFFACENDARSI , np. lmmer- 

?'ersi in faconde. Darsi moto con ansietà e 
retta. Afpacbnd amento, sm. Lo affacen- 
darsi. V. Paftinda. 

Afe. V. Aferi. 

Aferde. AFFREDDARE, RAFFREDDARE, 
va. Far divenir freddo. Render freddo, np. 
Divenir freddo, figurai. Mancar di fervore. 
V. Infrede. 

Aforé. AFFERRARE, va. Pigliar e tener 
stretto con fona, figurai. Intendere con pre- 
stezza. 

Aferi. AFFARE, sm. Negozio, Faconda, dim. 
Affarctccio, Affaretto, aocr. Affarone. 
pegg. Affaraccio. 

Aferme. AFFERMARE, va, Sostenere o Di- 
chiarare per vero. Apfbrmamento, sm. Af- 
férmazione, sf. Lo affermare. Affermata- 
mente, Affermativamente, aw. Con affer- 
mazione. Affbrmatambntr, aw. Con certez- 
za. Affermativo, agg. Che afferma. Affkr- 
matorb , verb. m. Affìrmatricb, f. Chi o 



API 



-«-18 — 



A*Ò 



Osata**. RiAPraatAim, va. t)i nuovo **- 
ftnurn V. Ferme. 

Aita. AFFARSI, ACCONFARSI, np. Con- 
venir bene ma cosa. Conferai. Addattarsi. 
Aféss. AFFISSO, no. Cartello, Bando, ecc. j 
pabUcatoper ria di affissione. V. Aféier. 
Afet. AFFITTO, FITTO, am. Prezzo annuo* 
che ti paga dai flttajuoli per campi, o poderi 
ai proprietari. V. Fét. Piada. 
Afet AFFETTO, sm. Y. Afealòn. 
A/station. AFFETTAZIONE, «f. Ricerea- 
teua, Artifizio nel -vestire, nel muoversi, nel 
parlare, din. àpfbttazioncblla. — Afpbt- 
tataiizntb, aw. Con affettai ione. Apfbtta- 
tagowb, Affbttatbzza, sf. Qualità di chi è 

affettalo. 

Afeta. AFFETTARE, vn. Far pompa, Osten- 
tare, Mostrare di avere quelle qualità che non 
si beano. Appettato agg. Artificiato, Ricer- 
cato, dim. Afpbttatbllo, Afpbttatuzzo. — 
Awmankrarb, va. Dare uno etile affettato ad 
un'opera d'arte. 
Afettfre. V. Bfetuvè. 
Afetavds. AFFETTUOSO, agg. Pieno di af- 
fetto. Amorose. Affettuosamente, aw. Con 
modo affettuoso. 

Afeter. AFFtGBRE , va. Attaccare. Diesai 

di pnblkà bandi, avviai, ecc. Affissione, af. 

L'aziooe di effigerò. V. Afosa. 

Afeti6n. AFFEZIONE, af. Propensione o A- 

more, o Volontà dell'animo per coi incliniamo 

a cercare, e ad amare che che aia. Benevo- 

Jeoza a persona, o a cosa. dim. Afpeziok- 

cslla.— Affezionatamente, aw. Con af- 

fezione. 

Afeàlone. AFFEZIONARE, va. Rendere af- 
feziooato. no. Prendere affezione. Afpbzic- 
* AT0 > *gg. Gb* porta affezione. Caro, Diletto. 
Appszionbvolb, agg. Inclinato ad affezio- 
narsi. Riappezionare, va. Far riprendere af- 
fesione. 

Afladesa. AFFIATARSI, np. Intendersela con 
alcuno con poche parole e sommesse. Pren- 
dere confidenza. Cominciare a prendere do- 
mestichezza con alcuno. 
Aflapé. V. Flap*. 

Afibie. AFFIBBIARE , va. Congiungere in- 
sieme con fibbia, flgurat. Accoccare, Vincere 
partite al giuoco. Affibbi amento, am. Af- 
fibbiatura, sf. L'atto e L'effetto dell'affib- 
biare. La cosa con che si affibbia. La parte 
ove s'affibbia. Afpibbiatojo, Apfibi aglio, am. 
La cosa o L'arnese con cui si affibbia. Raf- 
fibbiare, va. Affibbiare di nuovo. 
Afide. AFFIDARE, va. Commettere all'altrui 
fede. Consegnare, np. Aver fiducia. Confidarsi. 
Apftdatorb, verb. m. Apfidatbjcb, f. Chi o 
Che affida. 

Afiglié. V. AgregtaA 
Anladùra, AFFILATURA, sf. Assottiglia- 
tura del taglio de' rasoi, e di altri ferri da 
taglio. 

Alile. AFFILARE, RAFFILARE, va. Assot- 
tigliare il taglio ai ferri taglienti. Affila- 
mento, sta. Lo affilare. Apfilatorb, verb. m. 
Affilatrice, f. Chi o Che affila. Appilato, 



agg. Acuto. Ben tagliente, dim. Appilatbt- 
to. Nmo affilato. Diritto quasi a filo. Lin- 
gua affilata, Lingua mordace. AfUé On dri 
a un étar. Bifilare, va. Avviare uno con 
velocità dietro un altro dirittamente, e quasi 
a filo. Aflléaa ori a Òn. Di filarsi, Affi- 
larsi, np. Muoversi in fretta, e quasi a filo 
verso qualcuno. 

▲fine. AFFIENARE, va. Dare il fieno alle 
bestie. 

Anne. AFFINARE, va. Ridar fine, sottile. Pu- 
rificare i metalli; e per traslat Dire l'ultimo 
ristretto presso di una merce, np. Divenir 
puro. Acquistar perfezione. Affinamento, 
am. Lo affinare. Appinatorb, verb. m. Appi- 
natricb, f. Chi o Che affina. Affinatojo, am. 
Fornello da fondere. V. Arafine, 

Aflnees. STIVARSI, np. Unirsi strettamente 
insieme; parlandosi di fieno, paglia, terra ecc. 
che, ammucchiati cedono al proprio peso, e 
si ristringono. 

Aflsse. AFFISARE, AFFISSARE, va. Guar- 
dar fiso e fisso, flgurat. Applicar la mente ad 
una cosa. Affidamento, sm. Lo affissare. 
Pensamento fisso. V. Fisse. 

Afìtànàa. V. Afet. 

AfLte. AFFITTARE, va. Dare a fitto. Appxt- 
t amento, sm. L'atto di affittare. Affitta- 
bile, Appittevolb , agg. Che può affittarsi. 
Appittatorb, verb. m. Apfittatricb. f. Chi 
o Che affitta. Locatore. Raffittare, va. Af- 
fittare di nuovo. 

AntUTél { AFFITTITALE, AFFITTUA- 

Antu^eri \ RIO, AFFITTAIOLO, FIT- 
TAJUOLO, sm. Chi prende a fitto. 

Anubé. V. Aflbiè. 

Aneghé. AMMORBARE, va. Infettare di mal 
odore, vn. Il patire de' pessimi odori. 

AfieH. AFFLITTO, agg. Che ha afflizione. 
Addolorato, superi. Afflittissimo. 

Afiézer. AFFLIGERE , va. Dare afflizione, 
np. Prendersi afflizione. Affligittivo , Af- 
flittivo, agg. Che affligeAppLiarroRB, verb. 
m. Applioitricb, f. Chi o Che affiige. 

AfliàiOn. AFFLIZIONE, sf. Stato di tristezza 
per male incòrso, o temuto, dim. Afflizion- 
cblla. — Applittambntb, a w. Con afflizione. 
Angustia , sf. Afflizione accompagnata da forte 
inquietudine. 

Aflusséss. Andare o Stare a frusti. V. 
Flóss (frussi). 

Ann-vènia. V. Conodrs. 

Afoghé. AFFOGARE , va. Far morire to- 
gliendo la respirazione. Soffocare, vn. Morire 
affogato, np. flgurat. Rovinare se stesso fa- 
cendo un cattivo negozio. Maritarsi male. Af- 
fogamento, sm. Lo affogare. Apfogatorb , 
verb. ra. Apfogatbjce, f. Chi o Che affoga. 
Luogo affogato. Che ha poca luce per pic- 
colezza ai pianta, o per soverchia altezza. 
Appogatojo, sm. Luogo dove, o per esser basso 
e poco sfogato, o per esserci molto caldo, o 

Ser la troppa folla, non si respira, se non con 
isagio. V. AfugamSnt. 
Afoié. AFFOGLIARE, va. Somministrare la 
foglia al bestiame, ai bachi da seta. Fogliare, 



AFR 



— 14 - 



AGI 



vn. Produr foglie. Fogliato, agg. Che ha qual- 
che foglia. Foglioso, agg. Che ha foglie, Che 
è composto di foglie. Fogliuto, agg. Che ha 
molte foglie. In fogliarsi, np. Vestirai di fo- 
glie. Infoguazionb, sf. Lo ìnfogliarsi. (Pa- 
renti). Infoqliambnto. (Soderini.) — V.Fója. 
Frasca. 

Afoléas AFFOLLARSI, AFFOLTARSI, np. 
Affrettarsi a fare, a mangiare, ecc. Correre 
affollatamente. Affrettarsi assai ed in furia. 
Affogamento, sm. Affoltata, sf. Lo affol- 
larsi. AFFOLTATAMENTE,avT. Fretto losamente. 
Accalcarsi, np. Serrarsi in calca dattorno. 

Afollss. ALLENIRE, vn. Perdere la lena, 
quella specie di forza che Tale a reggere la 
fatica. Allenato, agg. Che ha perduto la 
lena. Affollato, agg. Che respira con fona 
e prestezza per frequente battimento di pol- 
mone. 

Afonde. AFFONDARE, va. Mandare a fondo. 
Sommergere. Far più profondo uno scavo, 
vn. e np. Andare a fondo. Affondamento, 
sm. Affondatura, sf. Lo affondare. Effetto 
risultante, e Risultato dell'affondare. Affon- 
dature, verb. m. Affondatrice, C Chi o Che 
affonda. V. Rafondé. 

Afortuné. AFFORTUNATO, FORTUNA- 
TO» •££. Che ha, o ebbe fortuna. 

Aforàe. V. Forte. Sfori*. 

Afosse. AFFOSSARE, va. Far fosse. Cingere 
di fosse. Affossato, agg. Cinto di fosse. Af- 
fossamento, sm. Lo affossare. La fossa sca- 
vata. Affossatura, sf. Incavatura a guisa di 
fossa. Occhi infossati. Incavati, Affondati. 
Affossatore, verb. m. Affossatrice, f. Chi 
o Che affossa. Raffossare, va. Affossare di 
nuovo. 

Afóst. AFFUSTO, sm. e più propriamente 
con vera voce italiana Cassa. (Gherardini). 
Carretta da cannone. 

Afradleas. AFFRATELLARSI, np. Trattarsi 
con intrinsechezza fraterna. Domesticarsi. Af- 
fratellarsi alcuno. Renderlo affezionato a se, 
e Renderselo affezionato come fratello. Affra- 
tellarsi con alcuno. Trattarlo da fratello, da 
uguale. Affratellamento, sm. Affratbl- 
lanza , sf. Intrinsechezza come di fratello. 
Domestichezza. V. Sorèla. 

Afranone. AFFRANCARE, va. Far franco, 
libero, np. Liberarsi da una suggezione. "Af- 
francazione, sf. Pagamento di prezzo per 
liberarsi da un canone. Affrancatura , sf. 
11 pagare anticipatamente il porto delle let- 
tere, o altro. Affrancabile, agg. Che si può 
affrancare. Affrancatorb, verb. m. Affran- 
catrice, f. Chi o Che affranca. V. Franche. 
Rinf ranche. 

Afrésca, AFFRESCO, A FRESCO, sm. Di- 
pintura fatta su rintonaco di muro non ancor 
asciutto. Frescakb, va. Dipingere a fresco. 
Frescante, sm. Chi dipinge a fresco. 

Afreté. V. Sclerite. Aatugéss. 

AfrCnt. AFFRONTO, sm. Lo affrontare. In- 
giuria. D'airGnt. Di prima data, term. di 
giuoco che vale Aver fatto primiera alla prima 
ata delle carte. I 



Afronté. AFFRONTARE , sm. Assalire il 
nemico a fronte. Incontrare a fronte a fronte. 
np. Ventre alle mani. Farsi incontro, figurai. 
Ingiuriarsi. Affrontare alcuno si dice popo- 
larmente in senso di Assalire di fronte alcuno 
con oltraggi. Di qui Affronto per Ingiuria 
fatta in su *1 viso ad uno. (Qherardini). Ar- 
prontamento, sm. Lo affrontare. Affronta- 
torb, verb. m. Affrontatricb, f. Chi o Che 
affronta. Assembragli , sf. Affrontamento 
d'eserciti. Avvisaglia, Affrontamento di poca 
importanza, o breve. Disaffrontato, agg. 
Soddisfatto del ricevuto affronto. Raffron- 
tare, va. Di nuovo affrontare. Rimettersi ad 
affrontare. Di nuovo far testa. 

Afugamént. AFFOLT AMENTO, sm. AF- 
FOLTATA, sf. Prestezza e furia grande in 
far che che sia. 

▲fughe. V. Afoghè. Gorgon. 

Afuléss. V. Afoléas. Afollss. 

Afumé. AFFUMARE, va. Dar fumo ad una 
cosa per profumarla. V. Afumghe. 

Af oméda, Anguilla a/fumata, cioè Salata e 
diseccata dal fumo sotto la cappa del camino. 

Afumghe. AFFUMICARE, va. frequent. di 
Aff umore. Tingere di fumo. np. Tingerai di 
fumo. Affumicamene, sm. Affumicata, sl 
Lo affumicare. Affumicatore, verb. m. Af- 
fumicatile, f. Chi o Che affumica. Soffu- 
micare, va. Affumicare leggermente. Soffu- 
MicAMBNTO, sm. SoFFUMiCAzioNB, sf. Il soffu- 
micare. V. Profóm. 

Afundé. V. Afonde. 

Afurtuné. V. Afortuné. 

Afuraé. V. Forse. Sforàe. 

Agafé. V. Oafé. 

Agalane. V. Galano. 

Agapune. ACCHIAPPARE, va. Pigliare im- 
provisamente e con inganno. Accapponare, 
va. Castrar polli. 

Agarbe. AQOARBARE, va Dar garbo, era- 
zia a che che sia. Attalentare, vn. Andare 
a genio, a talento. Soddisfare. V. Garba 

Agaról, Agaróla. V. GuciaróL 

Agavagne. V. Agapune. Ingavagné. 

Agavtlé. AMMATASSARE, va. Ridurre in 
matassa. V. Agapune. 

Agènt. AGENTE, sm. Chi tratta i negozj al- 
trui, part. pres. Che agisce. 

A genie j a \ AGENZIA , sf. Il ministero dì 

Agenèi. i agente. Il luogo dove risiede l'a- 
gente. V. Asiénda. 

Agevole. AGEVOLARE , va. Rendere age- 
vole, facile. Facilitare. V. Faàilìté (verb.) 

Agevolésa. AGEVOLEZZA, sf. astratto di 
Agevole. nelP uso, Cortesia. Facilitazione di 
prezzo. Fare agevolezza, o una agevolezza, 
Usare cortesia. Facilitare il prezzo. Agevol- 
mente, avv. Con facilità, 

Ag i AGGIO, sm. Vantaggio che si dà, o si 

Agi r riceve nell'aggiustamento della valuta 
di una moneta a quella di un'altra, o nella 
compera o vendita delle cambiali. Aggiotag- 
gio, sm. Traffico usurano di azionile valori 
commerciali. Aggiotatore, sm. Chi pratica 
l'aggiotaggio. 



AON 



-15- 



AOR 



Aghet AGHETTO, sm. Specie di ago for- 
mato di una lastrina d'ottone, o di fil di ferro 
addoppiato e torto , addattato a capo di od 
cordonano, o d'altra cordicella per farla pas- 
sare facilmente negli occhielli, e allacciare le 
acarpe, il basto, o altra parte del vestimento, 
accr. Aghbttonb. V. Pasaacordón. 
Agi. AGIRE, va. Operare. Fare il suo effetto. 

Agiaie. AGGHIACCIARE , va. Far divenir 
ghiacciato, vn. e np. Divenir ghiaccio, o freddo 
come ghiaccio. Agghiacciamento, sm. Lo ag- 
ghiacciare. AoaiiiAocuTOBB , verb. m. Aa- 
.gmactcatricb, f. Chi o Che agghiaccia. 

Agii. AGILE, agar. Che ha agilità. Sciolto di 
membra. Agile di bocca, dicesi di Cavallo fa- 
cile a guidarsi. 

Agilità. AGILITÀ, sf. Vivacità , Facilità e 
destreua nel muoverai. Agilmente, avv. Con 
agilità. Agilitare, va. Render agile. 

AgWnt AGGIUNTO, particip. di Aggiungere, 
nell» uso Collera, quasi Ajuto. 

Agiorai. V. Proroghe. 

Agitaàon. AGITAZIONE, sf. Lo agitarsi, fi- 
gurai Inquietudine, Turnazione d'animo, dim. 
Agitazioncella. 

Agite. AGITARE, va. Muovere in qua e in là 
«olendo con forza. Trattare, parlandosi di 
liu. np. Muoversi per ismania. Dimenarsi. 
Commoversi nell'animo per forti pensieri, od 
«ietti. Agitamento, sm. Lo agitare. Agita- 
tore, verb. m. Abitatrice, f. Chi o Che 
agita. 

Aginde. V. Ciùder. 
Agiurni. V. Proroghe. 
Aglusté. AGGIUSTARE, va. Ridurre al giu- 
sto termine, np. Accordarsi. V. Aoomde. 
Agliedga, LUGLIOLA, sf. Uva lugliatica. 
Uva così detta perchè solita a maturare nel 
loglio. Lugliatico, agg. Che viene del mese 
di luglio. 

Aglian. V. Leon. 

Aglupé. AVVÒLGERE, va. Porre una cosa 
intorno ad un* altra in giro, quasi cingendola. 
Avvolgimento, sm. Lo avvolgere. 
AgmUaLl AGGOMITOLARE, va. Ravvol- 
gere il filo a tondo in gomitolo, np. Farsi co- 
me un gomitolo o palla. Aggomttolamento, 
•m. Aggomitolatuba, sf. L'atto e L'effetto 
dell aggomitolare. AoQOMrroLATORE, sm. term. 
fecn. Machinetta per aggomitolare, o vero sia, 
per incrociare con eleganza il cotone, forman- 
do una specie di palla a maglie fitte e rego- 
lari. Raggomitolare , va. Aggomitolare di 
nuovo lo sgomitolato, np. Aggomitolarsi di 
nuovo. Raggomicbllarb, va. Ristringere e 
unire insieme in forma di gomitolo: ed anche 
°p. V. Sgmiaslé. 

AgneL AGNELLO, sm. Parto tenero della pe- 
cora, dim. Agnelletto, Agnellino, Agnbl- 
ujccio. med. Agnbllotto. — sf. Agnblla. 
dim. Aonblletta. — Agnellatura, sf. Fi- 
gliatura delle pecore. Agnino, Agnellino, 
agg. Di, Da agnello. Panno agnellino, Di lana 
d agnello. Agnellaio, sm. Beccaio, o Vendi- 
tor d'agnelli. J 

Agnini©, V. Aniente. 



Ago. V. Trépa. fcéntpéll. 

Agobié. V. Agubiè. 

Agócia. AGO, sm. Strumento piccolo e sottile 
d aciajo, con punta acuta da 1 un de'capi e la 
cruna dall'altro, per cucire' e ricamare, dim. 
Aghetto, Aghino. accr. Agone. — Ago spun- 
tato, Quello che non ha punta, o l'ha guasta. 
Ago scrunato, Quello che ha rotta la cruna. 
Agorajuolo, Agora jo, sm. Chi fa o vende 
gli aghi. V. Bgh. 

Agóola. PALO, sm. Legno lungo di varia 
forma e grossezza, appuntato, e talvolta ar- 
mato di ferro nella punta, da piantare in terra. 

Agonéja j AGONIA, sf. L'ultima lotta della 

Agoni \ natura contro la morte. 

Agongne. V. Agunghè. 

Agoniaànt. AGONIZZANTE, part pr. Che 
agonizza. Agonizzare, vn. Essere in agonia. 

Agóst. AGOSTO, sm. Ottavo mese dell' anno. 
La próm' aqua d* agóst, póvr'òm at 
cnóss. Laprim'aqua d'agosto pover uomo 
ti conosco. Suol dirsi per significare che, dopo 
le prime pioggie di questo mese, il caldo esti- 
vo se ne va, — Agostino, agg. Di agosto, Del 
mese d'agosto. 

Ago*. AGUZZO , agg. Dicesi di Cosa la cui 
acutezza sia resa maggiore coli' arte. Inacu- 
tire, va. Far più acuto che che sia di quello 
che è. V. Arodarén. Aguàe. 

Agradi. AGGRADIRE , vn. Avere a grado, 
Essere a grado. Gradire. Avere in pregio. 
Piacere. Soddisfare. Aggradimento, sm. Lo 
aggradire. Aggradita mente, avv. Con aggra- 
dimento. Aggradevole, agg. Che va a grado, 
che piace. Aggradbvolmente, avv. A grado. 
Piacevolmente. Aggradare non si usa che 
nella terza persona del presente indicativo 
Aggrada. 

Agranfé. AGGRANFARE, va. Prendere colle 
granfie, cioè con gli artigli. AGGRAFFARE, 
ÀGGRAFFIARE, va. Prendere con cosa un- 
cinata, o con mani adunche, quasi graffio. Pi- 
gliare con violenza, np. Attaccarsi fortemente 
a che che sia. Grancirb, va. Pigliar con un- 
cino. Uncinare. V. Granfa. 

Agrape. AGGRAPPOLARE, va. Raccogliere 
insieme quasi a forma di grappolo ; e np. di- 
rebbesi particolarmente delle api. 

Agraplé. AGGRAPPARE, va. Pigliare e te- 
ner forte con le unghie, o con altra cosa a- 
dunca. np. Arrampicarsi, Appiccarsi con le 
mani. Ragga vignarsi , np. Aggrapparsi con 
le mani, e co' piedi. Abbrunarsi, np. Lo ab- 
barbicarsi di alcune piante sermentose , sa- 
lendo sugli alberi e sui muri. Innbrpicarsi, 
np. Salire sopra che che sia aggrappandosi 
con le mani e con i piedi, e. particolarmente 
su alberi, muraglie, balze, ecc. 

Agravé. AGGRAVARE, va. Render grave, o 
più grave. Aggiunger peso a peso. Accusare 
più del dovere, vn. e np. Gravitare. Peggio- 
rare nella malatia. Divenir grave. Caricarsi, 
Addossarsi. Aggravamento, sm, Aoorava- 
zionb, sf. Lo aggravare. Agora vativo, agg. 
Atto ad aggravare. Raggravare, Riaggra- 
vare, va. Aggravar di nuovo, e Grandemente 



AGU 



- W- 



AJU. 



aggravare, np. Peggiorare Fani più grave, 
parlandosi di malati e di malatie. V. Agrevé. 
Agraaiè. AGGRAZIARE, va. Far grana. Gra- 
nare. Dar leggiadria. Abbellire. Aggraziato, 
agg. Che ha grazia. Leggiadro, dim. Agqra- 

ZIATELLO. 6Uperl. AgGRAZIATISSIMO. — Ao- 

graziatamentb, avv. Con grazia. Graziosa* 
mente. V. Graàié. 

Agredi. AGGREDIRE. V. ▲••ali Assalta. 
Agreghe. AGGREGARE, va. Ammettere ad 
un corpo morale. V. Associa. 
Agrèat. AGRESTO, sm. Uva acerba. Il sugo 
spremuto dalla medesima. Agrestino, Aorb- 
8T0S0, agg. Che ha sapore d'agresto. Agrè- 
st at a , sf. Bevanda fatta con agresto e «lo- 
cherò. 

Agrore. PESARE, vn. Rincrescere oltremodo. 
Dispiacere. « Mi pesa il morire, perche non 
mi pare di meritar tanto. * (Jac Bonfadio.) 
— Agre véss d* tè una còsa. Aggrevarri 
di far che che sia, Crucciarsi per cagione di 
dovejr farla «A Ferra ù parlò come adirato, 
E disse: Ah mancator di rè, marrano, Perchè 
di lasciar Telmo anche t'aggrevi, Che render 
già gran tempo mi dovevi? » (Ariosto). V. 
Agravé. 

Agrèvi. AGGRÀVIO, sm. Gravezza, Imposi- 
zione, Danno. Aggbavuzzo, sm. Piccolo ag- 
gravio, o gra vessa, o imposta. (Soderini.) Ag- 
gravatamele, avv. Con aggravio. Agora- 
vbzzarb, va. Sottoporre a gravezza. 
Agrioultor. AGRICOLTORE, sm. Chi eser- 
cita l'agricoltura. AgricoltriCb, et Femina 
che esercita l'agricoltura* o Moglie dell'agri- 
coltore. 

Agriouitùra. AGRICOLTURA, sf. Arte di 
coltivare la terra. 

Agrinze. AGGRINZARE, va. Ridurre in 
grinze, np. Ridursi in grinze. V. Arinoarspe. 
Agrité. ARROCETTARE, va. Far piegoline 
ad una camicia e simili, come suolai a? roc- 
cetti, cioè coite di tela bianca che portano i 
preti nelle funzioni ecclesiastiche. Pieghettare. 
Agrivé. V. Agrevé. 

Agróxn. AGRUME, sm. Nome generico dei 
limoni* delle melarance, e di altre frutta di 
questa specie. Nome di ortaggi di sapor forte, 
come di cipolle, agli , ecc. 
Agrumeto. AGGRUMARE, vn. e np. Coa- 
gularsi in grumoli; dicesi particolarmente del 
sangue. Aggrum amento, sm. Lo aggrumarsi. 
Agrupe. AGGRUPPARE, va. Far gruppo o 
nodo. Aggruppamento, sm. Lo aggruppare. 
Accomandolare, va. Rannodare le fila rotte 
dell'ordito, dette Comandoli. Rannodare, va. 
Rifare il nodo sciolto. V. Sgrupé. 
Agrupunlas. RAGGRICCH1ARSI , np. Ri- 
stringersi in se stesso, come fa l' uomo che 
raccoglie insieme le membra o per freddo, o 
per altro accidente. 

Aguajé. AFFIGGERE, va. Dar afflizione, np. 
Prendersi afflizione. 

Aguante. V. Inguanta. Agranie. Agraplé. 
Agubaaa. ACCOVACCIARSI, ACCOVAC- 
CIOLARSI, np. Quasi porsi nel covo o covac- 
ciolo. Appiattarsi. 



AgmbièX ACCODARE, va. Legare te „•««,«. 
soma, ed anche cavalli di lasso, che, dovendoti 
condurre molti insieme, si legano in stanieni 

ohe la testa dell* uno sia vicina alla oodadsl- 
l'altro. Accodambnto, sm. Accodatura, sf. 
Lo accodare. V. Apariglié. 

Aguoé. V. Paliàadav 

Agueler. AGORJUO, AGORA JUOLO, sm. 
Chi fa o vende eli aghi. V. GuciaroX 

AguoiOn. AGÓNE, sm. Ago grande. Agu- 
cion da tèsta. Ago crinale. Ago che ser- 
viva a contenere e dividere le trecce. 

Aguioeaa. Y. Aoquaoeae. Agtnrìs*. 

AfcuJé. AGUGLIATA, GUGLIATA, sf. Qaella 
quantità* di refe che a* infila nella cruna de^ 
Pagò per cucire. Quella quantità di filo che si 
torce co) fuso, ogni volta che si trae il liso, 
o simili dalla rocca. Agata, sf. Quella quan- 
tità di refe che empie l'ago per far le reti. 

Agulpé. V. Aglupe. Fatuità 

Agumiasle. V. Agmiasle. 

Agune j a. Agoni. V. Agonéja. 

Agunghé. (da Uncatus, piegalo, iaoarvato). 
Bombato, agg. Che è piegato o curvo, par- 
landosi di legno. V. Ixnbarle. 

Agar. V] Angari. 

Agnrer. V. Agnoier. Quoterai. 

Aguate. AGGUSTARB, va, Dar guato, diletto. 
Piacere V. Guata. 

Aguviss. ACCOSCIARSI, np. Riatrìngeni 
nelle concie, abbassandosi. Rannicchiarsi, np. 
Ristrìngersi, Raccogliersi in sé. Accoccolassi, 
np. Ristringersi, abbassandosi a sedere sulle 
calcagna. 

Aguaé. AGUZZARE, va. Far aguzzo, o Far 
sottili e fine le cose nella punta, figurai As- 
sottigliar V ingejgoo, la vista, ec Provocar 
r appetito. Invogliare maggiorraeote. Aguzxa- 
ìiBNTO, sm. Aguzzata, sf. Lo aguasare. A- 
guzz atura, sf. L'atto di aguzzare, e La punta 
o taglio che risulta dair aguzzare. Aousza- 
tore, verb. m. Aouzsatbiob, f. Chi o Che 
aguzza. Riaouzxarb, va. Aguzzare di nuovo. 
V. Agós. Arode. 

Aguaén. AGUZZINO, sm. Custode de* con- 
dannati in galera; e per similit. Uomo cru- 
dele che tiranneggia. 

Àn. OIBÒ, interj. di dispresso, o di negazioDe 
Àn Ah. Ah Ah, (dal laL Vaha\ interj. di 
Chi esulta o rida « C. Vana. S. Quid negotìi 
estt » (Plautus.) 

Ai. AHI, interj. Voce esprimente dolore. 

Ài. AGLIO, sm. Pianta bulbosa di sapore acu- 
tissimo, (dim.) Agjjktto. — Ài aoTen. A- 
ouktttno, sm. Aglio fresco e non ancora ca- 

g italo. Aqliajo, sm. Luogo piantato d'aglio, 
olui che vende Taglio. Ai cVbeaaa. Aro, 
GhIchbro, sm. Pianta bulbosa ohe fa per lo 
più fra le siepi. 

Albana. V. Albana. 

Aibóm. V. Album. 

Aite. V. Bta. 

Ajér. AGLIAJO, sm. Luogo piantato d'aglio. 

Ajùt. AJUTO, sm. Mezzo per lo quale si alleg- 
geriscono, o si scampano i mali , e s'agevolano 
le operazioni, dim. Aoutarbllo, Awrozao, 



ALB 



- 17 — 



ALE 



Ajutant. AIUTANTE, part. di Ajutare. sm> 
Chi ajota altri, in qualche officio. 
Ajute. AJUTARE, va. Dar aiolo, np. Adope- 
rarsi, Ingegnarsi con latte te forse. Ajutb- 
vole, agg. Giovevole, Favorevole. Ajutattvo, 
agg. Atto ad ajutare. Ajutambnto, sm. Lo 
amare, àjutatorb, verb. m. Ajutatrigb, f. 
Chi o Che ajuta. — Disajutare, va. Recare 
impedimento: contrario di Ajutare. 
Al. IL, LO, artic masc. Ai cred, Al sént. 
// credo o Lo credo, Lo sento. 
Alagamént ALLAGAMENTO, am. Alla- 
gatone, sf. Lo allagare. *• 
Alagha ALLAGARE, va. Coprir d'aqoa a 
gaiaa di lago. Inondare. Allaqatiocio, agg. 
Detto di Terreno tacile ad eaaere allagato. 
Alligatore, verb. m. Allagatricb, f. Chi 
o Che allaga. 

Alamér. ALAMARO, am. Allacciatura d'a- 
biti latta con cordoncino, o passamano, o si- 
mili, che, ripiegato, forma un occhiello in cai 
entra un riscontro. 

Alarghe. ALLARGARE, va. Accrescere per 
targhetta. Dilatare, np. Dilatarsi. Farai più 
oommodo, parlando di vestiti. A ll aro amen- 
to, coi. L'atto e L' effetto dell'allargare. Al- 
largatore, verb. m. Allargatrice, f. Chi 
o Che allarga. Allargatolo, am. Strumento 
d" ariajo benissimo temperato per allargare, 
o rìdane un foro alla debita grandetta e li- 
sciatori. V. ArslarghéX 
Alarghéda, ALLARGATA, sf. Piccolo allar- 
gamento, dim. Allaroatina. 
Alarmi. ALLARMARE, va. Dar l' allarme. 
Mettere in apprensione, np. Prender sospetto. 
Alate. ALLATTARE, va. Alimentare coi pro- 
prio latte. Allattamento, am. L'atto e L'ef- 
fetto dell' allattare. Allattatrice, verb. f. 
Fernioa che allatta. 

Alaiadùra. ALLACCIATURA , sf. Legame 
con che ai allaccia qualche cosa. 
Alai». ALLACCIARE, va. Legare con laccio. 
Strìngere con laccetto o simili, le vesti, o al- 
cuna parte di esse. np. Stringersi intorno le 
vesti con laccetto, o simili. Allacciamento, 
sm. L'allacciare. Allacciativo, agg. Atto ad 
allacciare. Allacciatore, verb. m. Allac- 
ci atbjcb, f. Chi o Che allaccia. 
Albagia i ALBAGÌA, sf. Pomposa eetima- 
Albagì Ì sione di se stesso. Principio di 
boria, Un misto di vanità e di presunzione. 
Albagioso, agg. Che ha albagia. 
Albina. ALBANA, sf. Sorta di uva bianca; 
ed awene anche della nera. 
Albanési*. V. Bbaneata. 
Albaràà. GÀTT1CE, GÀTTERO, ALBA- 
RELLO, ALBERO, sm. Specie di Pioppo che 
ha le foglie sotto bianche feltrate. Albereta, 
sf. Albereto, sm. Luogo piantato o pieno di 
alberi o gattici. Piantagione di gattici. 
Albaré. V. Arbore. Inalbare. 
Albarénn. ALBERINO, am. Specie di rango 
che fa presso eli alberi. Alberello. (Gherar- 
dint) V. Bdnién jpàopphH). 
Albares. ALBERESE, sm. Pietra viva, bian- 



castra' per far calce. Terréno che abonda di 
ai fatta pietra. 

Albén. ALBINO, sm. Nome che si dà dai na- 
turalisti ad uomo che abbia il colore della 
pelle bianco assai, gli occhi tendenti anch'essi 
al bianco, d'ordinario poco veggenti, e che 
mal sopportano la soverchia luce; i capelli di 
colore di lavato e albiccio. 

Albergadòr. ALBERGATORE, verb. m. 
ALBERGATRICE, f. Chi o Che tiene alber- 
go, Chi o Che dà albergo altrui per denari. 
Òspite, sm. Chi alberga gratuitamente. 

Albérgea. ALBERGES, sm. Specie di noce 
pesco e suo fratto. 

Alberga. ALBERGO, sm. Casa in cai si riceve 
e alloggia pubicamente i forestieri per de- 
nari, dim. Àlbbrghetto^ Albergaccio. — 
Albergherìa, sf. Albergo e Diritto di albergo 
di certi dignitari ed officiali quando visita- 
vano i luoghi di loro giurisdizione. Sbnodoc- 
chk>, sm. Albergo da pelegrini. 

Alberghé. ALBERGARE, va. Dare albero. 
Ricevere in albergo, vn. Stare in albergo. Abi- 
tare, Dimorare in un luogo. Albbrgambnto, 
sm. L'atto e L'effetto .dell'albergare. Alber- 
gazione, sf. Albergo, Luogo da albergare. 

Albicòca. ALBICOCCA, sf. Frutto giallogno- 
lo dell'albicocco. Biricocola, sf. Albicocca di 
seme dolce. Vana logia, sf. Specie di albi- 
cocca di gran volume, e di ottima qualità. 

Albioòoh. ALBICOCCO, sm. Albero che pro- 
duce le albicocche. 

Albom i ALBURNO, sm. Legno novello ed 

Album } imperfetto dell'albero, che giace fra 
la corteccia, e il legno perfetto, nel quale poi 
si converte. V. Cera. 

Album. ALBO, sm. (Voce tolta dal latino 
Album in significato di Registro, ecc.) Li- 
bretto sopra ti quale certe persone invitano 
i forestieri, o i letterati, o li artisti a scrivere 
il loro nome o alcuna cosetta in prosa o in 
versi, o a far qualche disegno, o notar qualche 
arietta musicale. (Gherardini). 

Alohèrmes. ALCHERMES , sm. Sorta di 
rosolio tinto in rosso col sugo di chermes. 

Aldàm. LETAME, sm. Paglia o simile in- 
fracidata sotto le bestie, e mescolata col loro 
sterco. Concime animale semplice o misto. Le- 
taminolo, agg. Pieno di letame. Massa d'al- 
dàm. Monte di letame, Aldàm padi. V. 
Podi. V. YJunàem. 

Aldamé. LETAMARE, LET AMINARE, va. 
Spargere il letame ne' campi. Letami na- 
mbnto, sm. Il letaminare. Rilbtamare, va. 
Letamare di nuovo. V. Oonàlmé. 

Aldameda. LETAMAZIONfi, LETAMIN A- 
Z10NE, LETAMIN ATURA, sf. Il letamare. 

Aldamér. LETAMAJO, sm. Luogo dove si 
raduna il letame. Conciaja, sf. Buca del le- 
tame. Fossa o Luogo dove si tiene il concio, 
il letame. Sterquilinio, Stbrquilino, sm. 
Luogo pnblico dove si faadunansadi letame 
da vendere. Lbtamajuolo, sm. Chi raccoglie 
il letame per le strade. 

Aldàn. Addane. V. Aldàm ecc. 

Ale. V. Ile. 



ALE 



— 18- 



ALM 



Alcanna. ALLEANZA, tf. Vincolo d'amistà 
cooperatrice ove bisogni, stabilita ira nazioni 
o governi eoo trattali. 

Aleàtlcn. V. &6àti«h. 

Alee. ALLEATO, am. « agg. Chi o Che è in 
alleanza, 

AUeéas. ALLEARSI, np. vocd'neo. Par al- 
leanza. 

Alegar j ALLEGRO, agg. Che ha, ohe di- 

▲lègher S nota, o apporta allegrezza, dina. 
Allbo«etto , Allbgruccto. superi. Alle- 
grissimo. — ALLBoaooao,agg. Piacevolmen- 
te alleno. 

Aleghé. V. Èite (citare). 

Alegramènt. ALLEGRAMENTE, avv. Con 
allegrezza. 

▲legna. ALLEGRARE , va. Recar allegria, 
np. Divenir allegro. Rilaijjmrarr, va. ral- 
legrare di nuovo, np. Prendere di nuovo al- 
legrezza e piacere. V. Alegrese. 

Alegrója. ALLEGRIA, sf. Quel godere, o ap- 
parenza del godere ohe manifestasi con atti, 
o eoa segni esteriori. Vivacità di tempera- 
mento, acor. pegg. Allborionaocia. V. Ale- 
gréna. 

Alegréàa. INCIUSCHERARSI, np. Avvinaz- 
zarsi ; Quasi ianebriarai, Divenir cioschero, al- 
ticcio, brillo. 

Alegréàa. ALLEGREZZA, sf. Sensazione 
piacevole nata dal percepire nn bene atteso o 
conseguito. Contentezza di cuore, nel pi. Po- 
bliche feste a dimostrazione di allegrezza. — 
Gante da 1'algréèa, Cantare all'allegra. 
«Nel vedere tanta previdenza fuori alla cam- 
pagna, fa bramosia di cantare aU allegra. » 
(Giuliani). 

AloerrL V. Alosrred a. 

Alente. ALLENTARE, va. Render lento. Par 
che una cosa stringa meno. ap. Farsi lento, 
Divenir più lento, Stringer meno. Slacciarsi 
le vesti troppo strette. Allentamento, sm. 
Lo allentare. Allent atora , sf. Caduta de- 
gl'intestini, che avviene agli sbonzoàati. Slen- 
tatura, sf. Allentamento di una cosa con- 
tratta, o troppo tirata. 

Aléruxn. ALL'ARME, am. Grido col quale 
si chiamano i soldati a prender Tarmi. Falso 
all' arme, Apprensione senza motivo. Met- 
tersi in air arme. Mettersi in sospetto. 

Alena. ALLESSO, LESSO, am. Carne o Pesce 
cotto nell'aqua. Allesso o A lesso, awer- 
bialm. Dicasi quella cocitura ohe si m in aqua 
per allessamente. Om la vò aléna , e 45n 
aròat. Uno allesso la vuole, ed uno arrosto. 
Locuzione famigliare significante Chi vuole le 
cote a un modo, e chi ad un altra Allbs- 
8AMBMT0, am. Lessatura, ef. II lessare. Al- 
lessare, Lessare, va, Cuocere allesso. Ri- 
lessare, va. Lessare di nuovo. 

Aleté. V. Ittvoje. Alt*. Altèas. 

Alev. ALLIEVO, sm. Quegli che è allevato, 
educato, con alimenti e con ammaestramenti. 
Parlandosi di bestie, vale Parto : si dice an- 
che Allieva, 'sf. 

Alevé. ALLEVARE, va. Prendere le cure op- 
portune a far crescere un ente animato : <u- 



ax*ì anche dello piante. Alimentare fecole 
creature, np. Nutrirai, Crescere. Allevamen- 
to, am. Lo allevare. Allev atura, 8L Il ri- 
sultamentodi allevare, pegg, Allbvàtwuc- 
cia. — Allevata, sf. li far gli allievi de'be- 
stiami, allattandoli, custodendoli. Allevato- 
re, verb. m. Chi alleva. Allevatrice, f. Na- 
trice. Balia. Pecuaria, ef. Arte di allevare, 
custodire, e mantenere il bestiame. V. Àr- 
livé (rilevare, ecc.) 

Alfabét. ALFABETO, am. Serie ordinata 
delle lettere di una lingua. Alfabetico, agg. 
Che è secondo l'ordine dell'alfabeto. Alfa- 
bbticamewte, avv. Per alfabeto. In ordine al- 
fabetico. Alfabetare, va. Disporre con or- 
dine alfabetico. Alfabbtato , part Messo , 
Registrato per alfabeto. 

Alfen. V. Finalxnént. 

Alga, ALGA, sf. Erba marina le cai foglie, 
a puisa di stretti nastri, sono gettate al lido 
dai flutti del mare. Serve ad impagliare e di- 
fendere alcune merci, come vetri da finestre, 
ecc. Algoso, agg. Fieno di alga. 

Algnera. V. Tignerà. 

Algréàa. V. Alegréàa, 

Alibré. V. Libar. 

AlièV. V. Aléhr. 

Alifant. V. Elefante 

Alìgar, Allgré. V. Alegar, ecc. 

Aligeri. V. Alairi. 

Aligné. V. Ataché. (attecchire). 

Alimónt ALIMENTO, am. La quantità di 
cibo necessaria al vivere: e in generale Ciò 
di che 1* animale si nutre, nel phir. term. di 
giuriapr. Somma di denaro , o Pensione de- 
stinata dalle leggi, o da convenzione, o da di- 
sposizione testamentaria, a fornire alcuno di 
ciò che gli è necessarie per vivere, alloggiare, 
e supplire agli altri bisogni della vita. Ali- 
mento , dicasi anche delle piante, e di altre 
cose: Alimento delle vitt, Alimento del 
fuoco, ecc. 

Alimenta. AUMENTARE, va. Porgere ali- 
mento, np. Prendere alimento. Aumbntarb, 
Alimxstuio, Aldibntoso, agg. Che alimenta. 
Nutritivo. Aumbntamento, sin. Lo alimen- 
tare. Alimentario, agg. Che è atto ad ali- 
mentare. Spettante ad alimenti. Alimenta- 
tore, verb. m. Alimbntatricb, f. Chi o Che 
alimenta. 

▲linee. V. Fila (móter in fila.) 

Alinté. V. Alenté. Hrgnòe. 

AliSn. V. LeOn. 

Alit. ÀLITO, sm. Fiato leggiero. Alitare, va. 
Mandar fuori l'alito, Respirare. 

Aliv, Alivé. V. Alev, ecc. 

Alia. ALICE, sf. Acciuga, Sardella salata, 
dina. Alicbtta. Nel diaìet. romagn. Alice, 
dicesi quella senza testa ; Sardella o Acciuga, 
Quella con la testa. 

Almagòt. V. Lnmagòt, 

Almanàch. ALMANACCONE, sm. Chi è av- 
vezzo ad imbrogliare, e scorge a colpo d' oc- 
chio la via più sicura per riuscirvi. V. Lu- 
nari. 

Almànoh. ALMANCO, avv. Almeno. 



ALO 



- 1*- 



ALT 



•V. 



Almi* INCRESCIOSO, INCRESCEVOLE, 
agg. Che uenme. Marnar almi* a tè urna 
cosa* ito** una mm d» mala voglia.- V. 
IncrÓMer. 

Almósna. ELEMÒSINA, LEMÓSINA, af.Ciò 
che ti dà attrai per carità, dim. Elbmosi- 
nczza.— JSlbéosÌnajui, LiMocotA&B T yik Cer- 
care in elemosina. 

Aiòch. AL0CO f am. Uccello notturno, deUo 
•ad» Gufo, figurai. Uomo balordo, aoor. A- 
loconb psgg. Alocaccio. — Alòoli d* pi- 
gne^ ^iacodtpodW* Fé l'alòoli, Far to 
gnorri, Fingere di non sapere. Alochiare, va. 
Far l'aJoeo. « Le faccene!* (feeende) vogliono 
esse? fetta bene, e non star lì ad allocchiare 
(alochiare).» (Giuliani). Aloca, sf. Femina del- 
l'alo». Bubulabb, va. La voce che fa l'aloco. 
Aloghe, ALLOGARE , va. Porre in luogo. 
Porre ai servizio. Chiudere, Serrare alcuna 
cosa per conservarla. Dare a fitto, a pigione, 
eoe. Maritare. Allogamento, sol Alloga- 
oiom,at Lo allogare. Allogato**, vero, m. 
àlmgàtbjcb, f. Chi o Che alloga. Rilooabb, 
n. Di quoto porre nello stesso luogo. Rial- 
umaab, va. Allogar di nuovo. Rimaritare. 
Sullooaeb, va. Sottaffittare. 
Alojadflrtu ALLOGLIATURA , sf. Com- 
pie*» di lutti i mali prodotti dal loglio. 
Aioje. ÀlLOGUATO, agg. Mieto con loglio, 
per metaf. vale Stupido, perchè il maogiare 
dei loglio dicono che induce simile effetto. 
Alom. ALUME, am. Sale minerale astringente 
nano nelle arti. Alumjnoso, agg. Che con- 
tiene dell'altane. Alumibra , sf. Miniera di 
airone. Alumikarb, va. Dar ralume al vino, 
ai paoni, eoe. 

Aldo. ANDIAMO, SU VIA, SU PRESTO, 
ecc. (Alò, Fanfani). Voci con le quali ai ec- 
cita e anima altrui a tare che che aia. Olì, 
Deb, Eh via, dicesi Quando ai ammonisce o 
ti riprende. 

Alda, ALUNNO, ava. Allievo, Scolare : ma ai 
è alunni entrando in una scuola, in un col- 
legio; si è allievi, passati che vi ai abbiano 
alcuni mesi. Scolara, communemente è detto 
de' ragazzi die vanno a scuola. (Zecchini). 
Alontana. ALLONTANARE, va. Mandar 
lontano. Rimuovere da sé. Discostare, np. 
Andar lontano. Diacostarsi. Allontanambn- 
to, am. Lo allontanare. Allont amatore, 
verb. m. Allontanatrice, f. Chi o Che al- 
lontana. V. Slontana. 
Aldr. ALLORO, LAURO, am. Pianta sempre 
verde, le «ai foglie cono principalmente im- 

C 'egate come condimento, dim. ALLoaiif o , 
aurino. — Laubbo, Laurino, Allorino, 

agg. Di alloro. Laubbto, am. Luogo pieno di 

allori. Laurvero, agg. Che produce alloro. 

Orbacca, sf. Coccola o Frutto dell 1 alloro. 
Alòra. ALLORA, aw. di tempo. In quell'ora, 

In quel momento. In questo caso. Alloba 

allora, In quel ponto. 
Alòa. ALLOGGIO, am. Luogo dove ai abita 

per poco tempo. V. AJbèrgh. 
Aioaamént. ALLOGGIAMENTO , am. Al- 



loggio. Luogo dor* è firma res ortito in cam- 
pagna. 

Alone. ALLOGGIARE, va. Dar alloggio, va. 
Prendere alloggio. Stare d'alloggio. Allog- 
giatore, verb. m. Alloggiatricb,- f. Chi o 
Che alloggia. 

Alpigian. ALPIGIANO, am. e agg. Abitatore 
d'alpi. Cisalpino, Che abita di qua dall' alpi. 
TbansalpIno. Che abita al di là dell' alpi. 
V. Hip. 

Alsàgn, Aleàgn. V. Liaàgn. 

Alaéja. V. Ràn, 

Alair. V. Bai. 

Altana. ALTANA, sf. Loggia aperta aopra 
un edifiiio. Lucrrnario, am. Spècie di tor- 
rioncino per dar lume alla sottoposta scala, 
quando essa non ha la luce laterale. 

Alte. ALLETTATO , agg. Malato da lungo 
tempo. Obligalo al letto. Dbcubitante, agg. 
Giacente a letto per infermità. V. Alteaa. 

Alteja. ALTEA , ss. Erba medicinale della 
famiglia delle malvacee. V. Malva. 

Aitar. ALTARE, am. Mensa su cui si offrono 
sacrifici a Dio. dim. Altarbllo, Altarino. 
pegg. Altarucoo. — Ara, sf. Piccolo altare 
per lo più amovibile, su cui i pagani libavano, 
e supplicavano gli Dei. 

Alteroh. ALTERCO, am. Aspra contesa di 
parole. 

Alteroae. ALTERCARE , vn. Quistionar di 
parole. Altbrcajdonb , sf. Attorta. Alter- 
catxvo, agg. Disposto ad altercare. Che dà 
motivo ad altercaiioni. 

Altere. ALTERARE, va. Scomporre una cosa 
in qualunque modo, tanto in bene, quanto in 
male, ma più generalmente si piglia in cat- 
tivo senso, cioè Modificare in modo noeevoje. 
np. Perturbarsi. Incolertrsi. Alterazione, sf. 
Alteramente. Mutazione di qualità di una cosa. 
Movimento di sdegno, dim. Altbrazxoncbl* 
la. — Alterabile, agg. Atto ad alterarti. 
Alterativo , agg. Che ha virtù di altera- 
re. Altbbatambntb, aw. In modo alterato. 
Altbratorb, verb. m. Altbbatbicb, f. Chi 
o Che altera. Rialtbrabb, va. Di nuovo al- 
terare, np. Di nuovo alterarsi o adirarsi. 

Alterisla, ALTERÌGIA, sf. Pomposa ed ec- 
cessiva estimazione di se stesso. Arroganza , 
Orgoglio. Alterezza, sf. Forte estimazione 
di sé, che proviene per lo più da granatala 
d'animo. Asteggiare, vn. Mostrare alterigia. 
Far l'altero. 

Alternativa. ALTERNATIVA, sf. Il succe- 
dersi scambievole delle cose. Alternare, va. 
Operare a vicenda. Alternativamente, Al* 
ternamente, Alternatamente, aw. A vi- 
cenda. Scambievolmente. 

Alteaa. ALLETTARSI, np. Il mettersi a ietto 
di chi ammala. V. Alte. 

Aitata, ALTEZZA, af. Distanta da basso ad 
alto. Elevatezza. Titolo che si dà a' principi. 

Altiplàn. ALTIPIANO, PIANORO, sm. Pia- 
nura sopra un monte. 

Alto. ALTO, interi. Su via. Coraggio e simili. 
« Oh su dunque, la mia Purella, di* su ; alio 
bene, escine. » (Firenauola). 



AL2 



-a>- 



AMA 



AltrimSnt. ALTRI MENTE, ALTRIMEN- 
TI, ALTRAMENTE, avv. Io altro modo. Di- 
versamente. 

Altura. ALTURA, sf. Luogo alto. dim. Al- 
TUBsrra. 

Alùder. ALLUDERE, va. Accennare col di- 
scorso a qualche cosa già intesa. V. Alualon. 

Alughe 1 . V. Aloghé. 

AlujéX V. Aloje. 

Alumbe. V. Abumbe. Abuté. Innanohé 1 . 

Alunet. V. Rutèna (alunnato). 

Alunghe. ALLUNGARE, va. Accrescere in 
lungo. Differire a lungo. Porgere o Appros- 
simare che che aia tanto a uno che possa ar- 
rivarlo. Annaquare, parlandosi di liquori, np. 
Farsi più lungo. Alluno amento, sm. Al- 
lungatura, s£ Lo allungare. Allunoativo, 
agg. Che allunga, Atto ad allungare. Allun- 
gature, verb. m. Allunoatricb, f. Chi o 
Che allunga. V. ▲rslunghé. 

Al un tane. V. Alontane. 

Alupé. ALLUPARE, vn. Aver gran fame, 
partic Allupato, Che ha tal fame da parere 
un lupo. 

JJuslòn. ALLUSIONE, sf. Cenno della re- 
Iasione di due cose di cui si parla, ed alla 
quale si vuol far pensare. Allusivo, agg. Che 
ha allusione. Allusivamente, avv. Con al- 
lusione. 

Aluviòn. ALLUVIONE, sf. Inondazione dei 
fiumi. Terreni d'alluvione, Terreno formavo 
dal deposito de* fiumi. Alluviarb, vn. Inon- 
dare, Allagare. 

Alva. V. Laàèra (anguillare). 

Alvadùr. LIEVITÒ, FERMENTO, sm. Aci- 
do particolare che fa fermentare la pasta. 
Basta inforcata per lievitare il pane. V. Le- 
vadùr (ponte). 

▲Ivo. V. Alevé. Leve. Levéda, 

▲lven. V. Luvén. 

ài nana ALZAJA, sf. Fune che serve a ti- 
rare contr'aqua le barche ne* fiumi. Alzajo, 
sm. Colui che tira l*alsaja. 

Alsaról. V. Lasaról. Araaról (orzajuolo). 

Ala». ALZARE, va. Lavare o Sollevare in alto, 
vn. Sorgere più alto. np. Levarsi in piedi. Sol- 
levarsi. ALZABiLB,agg. Che si può aliare. Da 
potersi alzare. Alzar la voce, Gridar forte. 
Alzare il fianco, Mangiare lautamente. Al- 
zare il gomito, Bere di soverchio. Alzar le 
mani, Percuotere. Alzar il prezzo, Aumen- 
tarlo. Alzar le corna, Insuperbire. Rialzare, 
va. Alzar di nuovo, Alzare. Sollalzarb, va. 
Alzare alquanto. 

AlaédJL ALZATA , ALZATURA , sf. ALZA- 
MENTO, sm. L'atto e L'effetto dell'altare. Al- 
zata di carte, Alzamento di parte del mazzo. 
Alzata ri* ingegno. Tratto ingegnoso, scaltro. 
Alzata dello scalino, La sua altezza. Leva- 
ta, sf. Il levarsi del sole, o di altro pianeta. 

▲laion. V. LeèlCn. 

Alalr. LEGGIERO, agg. Di poco peso. Scarso, 
parlando di desinare, metafor. Di poca im- 
portanza. Di poca levatura, parlando d ingegno. 

Alain*. LEGGIERA, agg. Di poco peso. Met- 
tersi alla leggiera, Vestire abiti più leggieri. 



Alairé. ALLEGGERIRE, va. Render leggiero. 
Scemare il peso. np. Sgravarsi, Scaricarsi 
Scemare i panni di dosso. Alleggerimento, 
sm. Diminuzione di peso. Allego britorb, 
verb. m. Allbggbritricb, f. Chi o Che alleg- 
gerisce. 

Alsiréza. LEGGEREZZA, sf. Qualità di ciò 
che è leggiero, figurai Incostanza. Legger- 
mente, avv. Con leggerezza. 

AUOxl. ALZATA, sf Lo alzare. Prominenza, 
sf. Rialto, sm. Elevazione sopra il rimanente 
della superficie. V. Arlivé (monterozzolo). 

Am. AMO , sm. Piccolo strumento d* aciajo 
uocinato per pigliar pesci. Paletta, sf. AL 
largamente in capo al fusto dell'amo, cai ti 
annoda la lenza. Inescare, va. Porre l'esca 
sull'amo. Esca, sf. Cibo con che si ricopre 
Tamo per pigliar pesci. Innamarb, va. Pigliar 
con l'amo. V. Lenza. 



MI, particella che si pone in vece di Me, 
per esprimere il terzo ed il quarto caso del 
pronome Io, e si adopera davanti al verbo. 
Am pena. Am sènt. Mi penso. Mi sento. 

Axnàbil. AMÀBILE, agg. Degno di estere 
amato. Atto ad essere amato. Abboccato, Che 
pende al dolce, parlandosi di vino. Amabi- 
lità, sf. Qualità di ciò che è amabile. Unione 
di grazie in una persona. Amabilmente, aw. 
Con amabilità, Con amorevolezza. — superi 
Amabilissimamente. Inamabile, agg. Non 
amabile. 

Amaoadùra. AMMACCATURA, sf. Lo am- 
maccare. Lesione cagionata da un corpo con- 
tundente, dim. Ammaccaturina. V. Sobad- 
dùra. 

Amaoarune. RIMENDARE, va. metaforic. 
Aggiustare, Rassettare un affare, un negozio 
guasto, sconcertato. V. Amane (rappicctoot- 
tare). 

Amache. AMMACCARE, va. Pestare gros- 
samente. Soppestare che che aia con tal fona 
da farlo cedere, e da lasciarvi l' impronta del 
aoppestamento. np. Rompersi o Comprimersi 
la superficie di un corpo, e non tutta auanta 
d'ordinario, ma in qualche punto soltanto. 
Ammaccamento, sm. Lo ammaccare. Fé agli 
amache, Giocare a scoccetta. focus, romao. 
È il Giocare alle uova. Il quel giuoco si suol 
fare dal vulgo intorno alle Feste di Pasqua di 
Risurrezione, e consiste nel percuotere un uovo 
sopra un altro uovo, rimanendo vincitore quel 
tale il cui uovo resiste alla percossa. Scoc- 
ciare le uova, vale Romperle. La radice di 
questo verbo è Coccio io significato di Guscio. 
(Gherardini). Fare a scoccato. (Riffutioi). 

▲maestre. AMMAESTRARE, va. Lo inse- 
gnare che si fa da maestro a discepolo, np. 
istruirsi, Esercitarsi. Ammaestramento, sm. 
Lo ammaestrare. Ammaestrabile, Ammab- 
strevolb, agg. Atto ad essere ammaestrato. 

. Ammaestrativo, agg. Che ammaestra, Istrut- 
tivo. Ammaestrata ambntb, avv. In modo 
ammaestrativo. Ammabstratambntb, avv. 
Con ammaestramento. Ammaestratore, verb. 
m. Ammabstratricb, f. Chi o Che ammae- 
stra, V. Insegne. 



AMA 



-21 - 



AMB 



AGGRUMARSI, op. Rappigliarsi, 
Gasjrasusi in grami, pan. Aggrumato. V. 
Magalo*. 

Amaistre. V. Amaestre. 
Amajé. AMMAGLIARE, te. Legare le balle 
o le cane con legatura a rete o a maglia. 
Axnaladés. AMMALAZZATO, aggTlDfer- 
miccio. V. Maladaft. ( 

Amale. AMMALATO, agg. Che ha male, 
dim. Ammalaticcio, Ammalatuccio. 
Amale». AMMALARE, vo. Perdere la sa- 
nità, op. Cadere infermo. Riammalarsi, np. 
Ammalarli di nuovo. Maluociarb, td. Aver 
di quando io quando un poco di male. « Sì 
stara male in quell'aria grossa; il peggio cli- 
ma ò il maremmano. Mi cominciai a maluc- 
tiare, tinche poi m* entrò la febbre ((ebre) 
addotto. 9 (Giuliani). 

Amai game. V. Rapatume. Armisooe. 
Amaliàie. AMMALI Z1ARE, va. Insegnar la 
malizia. Render malizioao. vn. e np. Pani 
malizioso. Amm aliziato, agg. Che ha malizia. 
Amandla i AMANDORLA, MÀNDORLA, 
Amàndula \ sf. Frutto del Mandorlo, dim. 
Makdorlbtta, Mandoblina. — Mandorla 
premice, Quella il cui guscio è ruvido, tenero 
e sottile, rompibile o schiacciabile con la pres- 
sione delle mani. Mandorla dura, Quella di 
guscio liscio, durissimo. Ammandolata, Am- 
maxborlata, «f. Bevanda latta con mandorle 
peste. Ammandorlato, sm. Ingraticolato fatto 
di Jègoo o di canne, i cui vani sono in forma 
di rombo, agg. Fatto a mandorla. Amman- 
dorlarb, va. Fare alcun lavoro a mandorla 
o rombo. 

Amandel i MANDORLO, sm. Albero che 
Amàndul i produce le mandorle. 
Amane. AMMANARE , AMMANIRE , va. 
Apparecchiare. Mettere in ordine. Ammani- 
tura, sf. Lo ammanire. Bsser amano. Es- 
ser pronto, in ordine : vale anche Bsser 
in ooliffo, in dovere. Far duopo. T'sse ama- 
ne d'uvnì. Dovrai venire, Converrà che 
tu venga. V. "VstL 

Amanetd. AMMANETTARE , va. Mettere 
le manette. V. Manata, nel plur. 
Amànt. AMANTE, smf. Che ama. La per- 
sona amata, partic. Chi ama. Amante di pit- 
tura, di musica, ecc. Chi ai diletta di que- 
ste arti, senza, esserne maestro. * 
Amaradòr. LEGATORE, sm. Colui che as- 
setta la canapa, e ne fa i mazzi alla mer- 
cantile. 

Amarànt. AMARANTO, sm. Sorta di colore 
porporino. V. Vlutin. Perpetuerà 
Amarasca. V Marasca. 
Amare. AMARRARE, va. term. di marin. 
Amarrare un cavo , Dare una volta ad un 
cavo intorno a qualche cosa ferma e stabile, 
per simU. Legare i mazzi della canapa alla 
mercantile. 

Amarega. AMAREGGIARE, va. Rendere 
amaro. V. Disgusto. 

Amarèna. AMARENA, AMARlNA,sf. Frut- 
to del Ciriegio amarino, che ò di sapore a- 



cidetto. DuMARQUTA, af. Conserva di ama- 
rene. V. Marasca. 

Amarci. AMARETTO, sm. nell'uso. Pasta 
fatta di mandorle amare, chiara d* uova e 
zucchero. V. Bsouten. 

Amaaadéxi. V. Arestadén. 

Anaasadùra. ACCOMMODATURA, *£. L'at- 
to e L'effetto dell'aocommodare. 

Amane. AGGIUSTARE, va. Ridurre le cose 
al debito e giusto termine, ap. Accommodarsi. 
Racconciare , va. Rimettere in buon essere 
le cose guaste, Raccommodare, Rassettare. A- 
masess e témp. Racconciarsi il tempo. 
Rasserenarsi, Metterei al buono. Amane dal 
fast. Acconciare per le feste, detto ironica- 
mente, vale Punire severamente, ed anche 
Danneggiare grandemente una cosa, o una 
persona nelP interesse, o nella riputazione. 
Rappiccicottare, va. Dicesi di Cosa guasta 
e che aia stata, racconcia là alla peggio, e 
senz'arte o cura. V. Acomdé. Arpiàte. 

Amàas. AMMASSO, sm. Massa. Cumulo. 

Amasse. AMMASSARE, va. Far massa. Met- 
tere insieme, np. Adunarsi, Congregarsi. Am- 
massamento, sm. Lo ammasserà Ammassa- 
tore, verb. m. Ammassatrice, f. Chi o Che 
ammassa. Ammontare, va. Far monte. Met- 
tere cose su cose alla rinfusa. Ammonticchia- 
re, Ammonticbllare, va. Radunare io pic- 
cole masse. V. Aramasse. 

Amatune. AMMOZZARE , va. Ridurre io 
forma di mozzo, np. Dividersi la terra in 
mozzi, quando è mancante d* umido. Ammoz- 
zambnto, sm. Lo ammozzarsi. V. Maton 
(mozzo). 

Amale. AMMAZZARE, va. Occidere. np. Oo- 
cidersi. Metterai a fare una cosa con tanto 
abbandono da nuocere alla salute. Ammazza* 
mento, sm. Lo ammazzare. Ammazzatore , 
verb. m. Ammazzatricb, f. Chi o Che am- 
mazza. TraoccimsrsIj np. uccidersi scambie- 
volmente. « Più difficile è rinvenire la causa 
onde, invece di ammazzarsi da per loro, si 
trauccideseero (traoocidessero). » (Guerrazzi). 

Amase. AMMAZZARE, AM MAZZOLARE, 
va. da Masso. Far mazzi o mazzetti di fiori. 

Amb. AMBO, sm. Due numeri giocati al lotto. 
Coppietta, sf. Un numero accanto air altro, 
come p. e. 3 e 4 : 30 e 31 usciti a sorte. 

Ambassadòr. AMBASCIADORE, AMBA- 
SCIATORE, sm. Chi o Che porta ambasciate. 
Quegli che rappresenta un governo presso un 
altro, dim. avvìi. Ambasciadoruzzo. — Amba- 
sciata, sf. L' oggetto della spedizione di un 
ambasciadore, o di qualunque altro mandato. 
Ambasceria, sf. Orazio, Grado di ambascia- 

. dorè. Il corteggio deirambasciadore. Amba- 
sciatrice, sf. Colei che porta ambasciate. 
V. Imbassé. 

Ambì. AMBIRE, va. Aspirare a dignità, ono- 
ri, ecc. Desiderare cosa che solletichi e sod- 
disfaccia alla vanità, all'ambizione. Ambien- 
te, sm. e agg. Chi o Che ambisce. (Adriani). 

Ambienta AMBIENTE, sm. Fluido che cir- 
conda una cosa, e dicesi particolarmente del- 
l'aria, nell'uso, Stanza, o Altro luogo chiuso 



AMI - 

da morì » che feccia parto di od fabricato. 
Amblguv. V. Dubioa. 
Ambiatoli. AMBIZIONE, sf. Soverchia cu- 
pidigia d'onori, di maggiorante di lodi. dim. 
Ambizioncella, Ambizioncina. — Ambizio- 
samente, avv. Con ambizione. 
Ambialo», AMBIZIOSO, aeg. Che ha ambi- 
zione, dim. AiCBOioaBTro, Ambiziostno. pegg. 
Ambiziosaocio. aup*rl. Ambiziosissimo.— Deh 
ambizioso, agg. Che non è ambizioso. Spo- 
gliato di ambizione. (Pantani). 

Ambra AMBRA , sf. Sostanza resinosa tra- 
sparente, sommamente elettrica, di consisten- 
za gommosa. Succino, em. Ambra gialla. Aie- 
brare, va. Dar odoro di ambra. 

▲mbul&nsa. AMBULANZA, sf. Spedale am- 
bulante negli eserciti per le prime cure dei 
feriti. 

Ame. AMARE, va. Voler bene. Portar amo- 
re, vn. Esser innamorato, np. Amar te stesso. 
Amar I'ud l'altro reciprocamente. Infamarsi, 
np. Unirsi con amore. Trasamarb, va. Ama** 
re ardentemente. Riamare, va. Amar di nuo* 
vo. Corrispondere in amore. 

▲man. AMEN, sm. e aw. Veramente, Cer- 
tamente, In verità, Così e. In un àmen, In 
un atimo, In tra subito. 

▲mende. V. Amlndé. Emende. 

Amer. AMARO, sm. Amarezza. Qualità di ciò 
che è amaro. Sapore contrario al dolce, dim. 
Amaretto, Amariccio, Amarognolo, do* 
alquanto amaro, pegg. Amaraocio. — Ama- 
ricante, agg. Che tiene dell'amaro o dell'a- 
maretto, Amarumh, sm. Astratto di Amaro. 
Inamarire, va. Render amaro, vn. e np. Parti 
amaro. Pigliar qualità di amaro. 

Amét. V. Amìt. 

Améter. AMMETTERE, va. Introdurr», Ac- 
cettare, Ricevere, Dar adito. Concedere, par- 
landosi di una scusa o di una ragione. Rico- 
noscere per vero. Consentire, Approvare. Am- 
missione, sf. Lo ammettere. Ammissibile, agg. 
Che può ammettersi. Atto ad ammettersi. Ri- 
ammettere, va. Ammettere di nuovo. 

Amiaró. V. Apani ghe. 

Amioéeia. AMICIZIA, sf. Scambievole af- 
fetto procedente da conformità di sentimenti 
comprovata dal lungo conversare. 

AmichèVoL AMICHEVOLE, agg. Da amico. 
Conveniente ad amico. All'amichevole, m. 
aw. In amicizia. Amichevolmente, In amici- 
zia. Da amico, superi. Amichevolissimamente. 

Àmld. AMIDO, sm. Materia bianca che si ri- 
cava da grano macerato nell'aqua, da patate, 
ecc. e che diseccato, e poscia stemperata nel- 
l'aqua, serve a dar la salda alle biancherie. 
Amidaceo, agg. Che è della natura dell'ami- 
do. AMID080, agg. Che ha dell'amido. 

Amìgh. AMICO, sm. Chi ama d'amiciiia. agg. 
Favorevole, Prospero, Accetto, Affezionato. 
Ròba da 1'amigh. Cosa dall'amico. Cosa 
degna d'essere data dall'amico ali* amico; e 
dicesi di Cosa squisita nel suo genere e per- 
fetta. (Gherardim). «Ho però in corpo un par 
di foglietto, e quattro braciole daltonico.» 
(Nelli Com.) 



- AMO 

Amighé\ AMICARE , va. Far amico. Purista- 
re. np» Farai amico. Riamicare, va. Far nuova- 
mente amico. Riconciliare, np. Tornar amico. 
Amindadòr. RIMENDATORE, verb. m. Ri- 
mendatora, Rjmbkdatrick, t Chi o Che ri- 
menda. 

Amindadùr». RIMONDATURA, sf. RJ- 
MENDO, sm. Il rimondare. La parte riman- 
data. Rinacciatura, bl II rìnaeciars, o veio 
Il resultato dei rinacciare. V. Aminde. 
Amlnde. RIMANDARE, va. Rassettar ia 
modo le rotture de* parrai che non se ne sgor- 
ga il difetto. Rinacoabb, va. Ricucire in mi- 
niera le rotture- de* panni che non si scorga 
quel mancamento. (Alfieri, Voc e Mod.tosc.) 
« Rinacciare e Rinacciatura non si potreb- 
bero scambiare con Rimendare e Rimendo. 
Si rimenda uno strappo nel panno e Mila 
tela; si rinaccia solamente il panno laao:e 
la rinacciatura consiste nel cucire esattisu- 
mamente i due lembi senza farvi costura, in 
maniera che la congiunzione non si conosca, 
e, per nasconderla meglio, ai fa uscire hro- 
ffh'essa il pelo con la punta dell'ago, » (Mo- 
lossi in Oherardini). 

Aminiatradòr. AMMINISTRATORE, verb. 
m. Amministratricb, f. Chi o Che amministra. 
AmlnlatraàlOn. AMMINISTRAZIONE, tf. 
Lo ammifiistrare. Amministrativo, agg. Ap- 
partenente ad amministrazione. 
AmlniatrèX AMMINISTRARE, va. Far da 
ministro. Maneggiare cose publiche o private. 
Amirài. AMMIRAGLIO, sm. Titolo di capi- 
tano generale delle armate di mare. Il vascello 
comandato da un ammiraglio. Ammiraglia- 
to, sm. Dignità ed Officio dell* ammiraglio. 
Luogo dove risiede l'ammiraglio. Ammiba- 
lità, sf. Nome collettivo di tutti gli officiali 
di marina. Ammiraglia, sf. e agg. Nave ca- 
pitana. 

Amiraàlòn. AMMIRAZIONE, sf. Sentimento 
che nasce dal mirare una cosa insolita, sor- 
prendente, cui si tributa lode sincera. 
Amire. AMMIRARE, va. Guardare con am- 
mirazione. Ammirando, agg. Da ammirarti. 
Ammirabile, Ammirevole, agg. Desmo di es- 
sere ammirato. Che desta ammirazione. Am- 
mirabilmente , avv. Io modo ammirando. 
Ammiratore, verb. m. Ammiratrice, ù Chi 
o Che ammira. Riammirabr, va. Di nuovo 
ammirare. 
Amìt. AMITTO, sm. Pannolino che il sacer- 
dote catolico si pone sulle spalle quando ai 
para per la messa. 
Amiaéàia. V. Amicéèia. 
Amnistéja i AMNISTIA, sf. Grazia fatta a 
Amnisti ) moki. Perdono generale per de- 
litti ordinariamente politici. 
Amnistie. AMNISTIARE, va. Dare amnistia. 
Amobiglié. AMMOBILIARE, MOBILIA- 
RE, va. Fornir di mobili. Mobiliato, agg. 
Corredato di mobili. Mobiliatura, sf. Tutto 
il fornimento de* mobili di una casa. Il modo 
come una casa è ammobiliata. (Magalotti). 
Arredare, va. Fornir di arredi, di ornamenti , 
di masserizie. 



AMO 



- M- 



AlfU 



Amour. AMOERRE, ani. Stoffa di sete «ni 

Afta a niMMMAlfl 

Àmoglie. AMMOGLIATO, agg. Che ha mo- 
rie, AamoouARB,va. Dar moglie, np. Pren- 
der moglie. Ammooliaeearr, va. Dar moglie 
di vile «Mattatone, o cattiva, np. AmmogKarai 
malamente. Rummoquàrb, va. Dar moglie 
di nuove, np. Ammogliarsi di nuovo. 
AxnoL V. MÒL 

Amali. ALLENTARE, va. Render lento. Pa- 
re ohe Boa corda tesa perda della sua ten- 
sione, np. Divenir più lento. Stringer meno. 
Mollare, va. Allentare, np. Allentarli, par- 
laodeei di corda. Ammollar*, ai dica anche 
L'allentare del canapo eoi anale ai tirano au 
i pesi o alerò che che sia. « E per fare questo 
lai» con avvertenza, si danno fra loro fin- 
tesi con dire Ammolla, ammolla; che vuol 
dire Alleata, ecc. » (Biscioni in Gmerardini). 
Ammollar» U ventre, Muoversi il corpo. 
Scarcerare, Spbjgionarb, va. Cavar di car- 
cere, di prigione. Sgabbiare, va. Cavar di 
gabbia. 

AxnolitÌT. AMMOLLITI VO, agg. Che am- 
molli**. Atto ad ammollire. 
Amoni. AMMONIRE, va. Avvertire, Correg- 
gere. Consigliare. Ammonimento, am. Ammo- 
nizione, sf. Correzione di superiore ad infe- 
riore. Avviso. Ricordo, dim. Ammonieioncel» 
la. Ammonitorio, Ammortivo, agg. Che 
ammosta, o serve ad ammonire. Ammoni- 
tore, verb. m. Ammonitrice, ù Chi o Che 
aamumieee. Riammonire, va. Ammonire di 
ooovo. V. A mani Preoeté. 
Amoaudùrsv. V. Amunidùra. 
Anióni AMMONTO, «m. Costo. Spesa, V. 
Import. 

Amante. IMPORTARE, vn. Ascendere ad 
ona data somma o vaiola. 
Amor. AMORE, sm. Tendenza dell' animo 
verso ciò che piace. Passione fra i dna sesti, 
dim. Amoretto, Amorino, pegg. Amoraccio, 
Amorazzo. — Amorotto, sm. Amore appena 
nato. Amoruccio, sm. Affetto meschino, o re- 
putato tale da chi parla. O pr'amòr o per 
idra*, O d'amore o di forta. (Botta). O per 
erodo ò per forza, (Leopardi). D* amor e 
daeórd. D'amore e d'accordo. Basar in 
amor. Eeeere in amore. « Corteggiavano le 
loro dame (ne* romanzi).... con la dignità di 
Bossuet,e con l'estasi di Feoélon, quando 
trono Tono e l'altre in amore. » (Foscolo). 
Ande in amor. Andare in amore. «Van 
le fiere in 'amor per le foreste. » (Remi). 
V. Mot (per mór ecc.) 
Amoregè.AMMOREGOIARfi, vn. Far all'a- 
more. Ammorbgqiambnto, sm. Lo ammoreg- 
giare. Ammoreogiatorr, verb. m. Ammorbq- 
gutricb, & Chi o Che atamoreggia. 
Amorén. AMORINO, sm. Pianta erbacea a 
fiori odorosissimi. 

AmorevoL AMOREVOLE, agg. Pieno di be- 
nevolenza, Cortese, dim. Amorbvolccoo. ac- 
cr. bori Amorbvolone. pegg. Amorbvolac- 
no. — Amorbvolbzba , sfc Qualità di chi è 
aaiorevoie» Atto amorevole. Piccolo regalo in 



segno d'amore. Condiscendenza, dim. Amorb- 
volexxinà , Amorbvolrzxoocia. — Amore- 
volmente, avv. Con amorevolezza. Amorb- 
volbdgiare, vn. Far amorevolezze. 
Amoroa. AMOROSO , agg. Pieno d' amore. 
Che inspira amore, dim. Amorosbtto, Amo- 
R06UKX — Amorosamente, aw. Con affetto 
amoroso, superi. Amorosksimamentr. V. 



▲morta. SPEGNERE, va. Dicesi del fuoco, 
del lume, della luce, e generalmente di tutte 
le cose col si tolga vita, sentimento e simili : 
ma nel dialetto djoeai soltanto del fuoco , e 
del lume. Spegnimento, am. Lo spegnere. 
Spbonibile , agg. Che può spegnersi. Spbgni- 
torr, verb. m. Spegnjtrkb, f. Chi o Che 
spegne. Spegnitojo, sm. Arnese a forma di 
cono o d'imbuto con cui ai spengono! lumi. 
Ribpbgkerb , va. Di ooovo spegnere. V. Bmor- 
sé. — Amorte la fàréna, V. Impasta, 
▲morto la oaliénav. V. Calaéna. 

Amoaté. AMMOSTARE, va. Pigiar l'uva per 
cavarne il mosto. Ammostatura, sf. Lo am- 
mostare. Ammostatorb, verb. m.AMMoeTA- 
trìcb, f. Chi o Che ammosta. Ammostatoio, 
sm. Strumento per ammostare. Pigiare, va. 
Calcare, Premere. Aggravare cosa sopra cosa : 
onde a Pigiare per Ammostar* conviene ag- 
giungere la cosa pigiata, cioè l' Uva. « Pigta 
V nvejà villaa col pie terroso. » V. Btra- 
fngrna. 

▲mpltnchA V. Bsageré 

▲mpolòna, AMPOLUNA, AMPOLLETTA, 
AMPOLLUCOA, AMP0LLU2ZA. sf. dim. 
di Ampolla. Vasetto di vetro di varie forme 
per uso di tener liquori, nel plur. 1 due va- 
setti del vino e delraqua per la messa, coma 
anche Quelli per l'olio e l'aceto. V. Por- 
taimpulénn. 

▲mputaaiOn. AMPUTAZIONE, af. Lo am- 
putare, ossia il Separare dai corpo animale 
un membro, od una parte di membro. 

▲mròe. ▲xnrose. V. Mròs. ▲moregé. 

▲mature. MISTURATO, agg. Che è compo- 
sto di una mistura di diverse cose. V. Pan 
amaturo. 

▲mauro. V. Misure. 

▲mucA AMMUCCHIARE, va. Far mucchio. 
Si dice anche nel n. p. e dicesi di Vermi e 
simili. Ammucchi atorb, ver b.m. Ammucchia- 
tricr, f. Chi o Che ammucchia. 

▲muje» V. ▲mollisi 

AunniA v. a mole, 

▲musi. RINTERRARE, va. Empiere di 
terra o simili un vuoto qualunque. V. ▲moni. 

▲munidùra. RINTERRAMENTO , sm, 
RINTERRO, v. d'uso. Riempimento di terra. 

▲murén. V. Amorén. 

▲murtó. V. ▲morta. 

▲musta, V. Amoaté. 

▲muti \ AMMUTIRE, AMMUTOLIRE, 

▲mutoli I va. Far perdere la favella. Ren- 
der muto. vn. Divenir mutolo. Perdere la Ai- 
velia per timore o maraviglia, o vergogna. 

Amutinamént. AMMOTINAMENTO, sm. 
Sollevazione de'soldati o del popolo. 



ANC 



-24 - 



AND 



Amutinéas. AMMOTINARE, vn. e np. Ri- 
bellarti, Partirsi dall'obedienia del principe, 
o del capitano, ed è proprio di moltitudine, 
e di soldati. Ammotinatorb, verb. in. Ammo- 
hnatricb, f. Chi o Che ammotina. 

Amuvòr. V. Amoòr. 

An. ANNO, sm. Tempo che la terra impiega 
a fare un* intera rivoluzione intorno al sole. 
Vanno lunare è di 354 giorni. Vanno io- 
lare è di 965. Vanno bufatile è di 966. dira. 
Anncccio. vew. Annetto. Ha i suoi annetti, 
Non è tanto giovane. Annuale, Annuo, agg. 
Che ricorre ogni anno. Che si rinnova ogni 
anno. L'an de mai, L'anno del mai; o 
Alle colende greche, cioè Non mai, dacché 
i Greci non avevano estende. — An dia 
d' scheràiò'n. V. Disoreàion. 

An. NON, aw. negat An pòsa, An vói, 
An cred. Non posso, Non voglio, Non credo. 

Anàdra l ÀNATRA e ÀNITRA, sf. Uc- 

Anàndra ) cello aquatico, dim. Anatrella, 
Anatrine accr. Anitraccia. Anàdra ca- 
talana, Anatra, Anitra. Anàdra mòta. 
Anatra muta. Anàdra d* vai, Anatra sel- 
vatica o Germano minore. Anàdra eana- 
rela, Alzavola, Marsajola, Cercédula,Gre- 
carello, Cr eccola. Anàdra mòta salbedga, 
Volpoca , Tadorna. Anàdra da la tasta 
róssa. V. Fisooidn. feistin. Anatraja, sf. 
Luogo dove si allevano le anatre. Anatrare, 
Tktrinare, vn. Fare il verso dell'anatra. Ci- 
golare, vn. Fare il verso dell'ataavola. Pal- 
mìpedi, sm. plur. Uccelli aquatici i cui piedi 
corti hanno le dita unite da larghe membrane, 
per cut sono assai atti al nuoto, come le ana- 
tre, le oche e simili. 

Anadrén. ANITRINO, sm. Pulcino dell'a- 
nitra. 

Anadròt \ ANITROCCO, ANATROTTO, 

Anandròt \ AN1TRACCIO, sm. Anatra gio- 
vane. Piccola anitra^ dim. AKitroooolo. 

Anarohójat ANARCHIA, sf. Stato sensa 

Anaroni \ governo. Anarchico, agg. Ap- 
partenente ad anarchia. Anarchicamente, 
avv. Con anarchia. Anarchista, e meglio 
Anarchico, sm. e agg. Partigiano delra- 
narchia» 

Anasadòr. FIUTAFATTI , sust. d* ambo i 
generi. Chi bada a spiare i fatti altrui. Fiu- 
tino, Fiutone. 

Anasé. ANNASARE, o come dicono i To- 
scani, Annusare, va. Mettere il naso sul corpo 
odoroso, o molto vicino ad esso. Odorare, 
11 sentire e respirare all'aria quelle fragranze 
che esalano i dori, o altri corpi odorosi. Fiu- 
tare, Inspirar l'aria fortemente dal naso, 
onde sentire odore sfuggevole e lontano, o per 
poterne meglio sentire un presente, e quindi 
poterlo determinare. (Zecchini), figurat An- 
nasare uno, Conoscerlo per quel eh' egli è, 
Indovinarlo. Annasamento, sm. Lo annasare. 

Anaseda. FIUTATA, sf. L* atto del fiutare, 
dim. Fiutati na. — Nasata, sf. Accostamento 
del naso per annasare. 

Anca. Propriamente Anche si chiamano quelle 
due Parti ossee e laterali del tronco del corpo 



umano là dova termina superiormente e Tana 
e l'altra coscia, formate dal concorso delle tre 
ossa dette Ileo, Ischio, Pube, e nella cavità 
di ciascuna delle quali parti, chiamata Coti- 
loidea, entra e si articola il capo del femore, 
cioè Tosso della coscia. (Gherardini). Per 
Anca s* intende pure complessivamente Le 
ossa che la formano, e La carne che la vette, 
ed anche soltanto La parte carnosa e tondeg- 
giante. Anca, per Coscia di volatile. Ancokb, 
sm. 11 grosso dell'anca. Ancacciuto, agg. Che 
ha le anche grosse e pingui. Ancheggiare, 
va. Dimenar le anche. Ancajone, avv. Dicesi 
Andare ancajone, Aggravarsi, in cammi- 
nando, più in su l' una che in su l'altra coscia 



o anca. 
Anca. Anoh. ANCHE , ANCO , particella. 

V. Anoors> 

Anohén \ ANCHINA, NANCHINA, sf. Tela 
Anobi r gialla di cotone che viene da Nan- 

kin nella China. 
Anodn. V. Anoa (anca). 
Ancóna. ANCONA, sf. Nicchia destinata» 

porvi la statua o 1* imagine di alcun Santo. 

Per Ancona, nel dial. s intende Ciascuna di 

2uelle parti laterali, nelle chiese, che a'ad- 
entrano nella navata, e dove sono altari per 
celebrarvi messe. 

Ancora, ANCÓRA. Questa particella tal volta 
è congiuntiva; tal altra si usa in fona d'av- 
verbio aumentativo; e spesso io fona d'av- 
verbio di tempo. 

Àncora. ÀNCORA., sf. Strumento di ferro con 
punte ricurve, che gettato io fondo dell' aqoe 
per una gomena, serve ad assicurare la nave, 
(figurai.) Speranza. Simbolo delta speranti, 
dim. Ancoretta. pegg. Ancoressa, cioè An- 
cora vecchia e cattiva. Ancorotto, sm. An- 
cora da tonneggio, Ancora piantata in terra 
che serve a tirar la barca verso dato punto 
per mesto di una corda detta Tonneggio o 
Alloggio. Grappino, sm. Piccola àncora con 
cinque marre, le quali sono le estremità delle 
branche di un'ancora. 

Anooréss. ANCORARE, vn. e np. Fermar 
la nave coU'àncora gettata in mare. Ancora- 
mento, sm. Lo ancorare. Ancoraggio , aro. 
Luogo da poterviei aucorare. Gabella che fi 
paga per gettar l'ancora in un porto, e fer- 
marvisi. 

Andador. ANDATORB , verb. m. ANDA- 
TR1CE, f. Chi o Che va. Camminatore. An- 
darono, sjin* Amante dell' andare, del viag- 
giare. 

Andadùra. ANDATURA, sf. Modo di andare. 

Andamént. ANDAMENTO, sm. Lo andare, 
Maniera di procedere di che che sia. pegg. 
Andambntaccio. 

And&nt. ANDANTE , part. Che va. agg. Con- 
secutivo, figurat. Facile, Corrivo, sm. Tempo 
di musica tra l'allegro e l'adagio, dim. An- 
dantino. — Andantbubntb, avv. In modo 
andante. Andarbccio, agg. Andante. Che è 
di passo corninone. 

Ande. ANDARE, vn. Muoversi o Condursi,*» 
luogo a luogo: e propriamente Muoversi IV 



ANE 



— 25 — 



ANI 



aimafe, mandando i piedi avanti. Camminare, 
Partire. Scorrere, parlando di tempo, figurai 
Appagare, Piacere, Andare a genio. Lasse» 
ande. Disajutarsi, np. Anneghittirsi: e Las- 
sess ande. Essere corrivo. Andare, sm. 
Pano. Modo di procedere. Usanza. A gran- 
d'andare, Di buon passo. Di queir andare, 
In quel modo. A lungo andare, Gol tempo. 
Dopo lungo tempo. A tutto andare, Quanto 
si può mai. Andato, figurai Morto, Perduto, 
Guasto. Riandare , vn. Di nuovo andare. 
« Torna, viene, e riva come un rondone. » 
(Bracciolini). 

Àndéda. ANDATA, sf. Lo andare, pegg. An- 
dataccià. Dess randeda, Darsi l'andare. 
« £ datosi l % andare due o tre volta, non 
sema atento ai trovò in sella. » (Azeglio). 
Àndéda, ÈSITO, sm. Spaccio, Smercio, Ven- 
dita.' 

Andgné. ANNEGARE, va, Dar morte col 
sommergere nell'equa o in altro liquido, np. 
Morire soffocato nell'aqua o simile. Annega- 
mento» sm. Lo annegare o annegarsi. V. 
Neghé. 

Andit ANDITO, sm. Stretto corridojo per 
dare alle stanze una communicazione, o ne- 
cessaria, o più libera, dim. Anditetto, An- 
ditino. — Androne, sm. Andito lungo a ter- 
reno per il quale dalla porta s'arriva al cor- 
tile delle case. 

Andrea de lèt i ANDRONE DEL LET- 
Andróna de lèt ) TO, lat Andròn, AN- 
drooe , Corridojo, Andito, Viottolo, Viuzza. 
QueU'andiUno , o spazio stretto che è tra la 
sponda del letto, e il non lontano muro della 
camera. Il Davila citato dal Gherardini, dice : 
Stretta del letto, Quello spazio che è tra il 
letto e il muro. Con vocabolo Toscano dicesi 
Passetto: con Romano dicesi Vicolo: con 
Napolitano Vicoletto: con Senese Cor sello: 
con Piemontese Stretta. 
Andrùgla. V. Zambudèl. 
Andsèna. V. Indséna. 
AndvlnèL V. Indvinèl. 
Anebié. V. Inibié. 

Anéda. ANNATA, sf. Spazio di un anno. Il 
complesso degli avvenimenti deiranno in qua- 
lunque siasi ordine o categoria ; e così buona 
annata; annata di lavoro, di rendite, ecc. 
dim. Anna>tina. pegg. Annataccia. 
Anodo*. ANEDDOTO, sm. Fatterello non co- 
nosciuto dai più , che seri veni o raccontasi per 
appagare l'altrui curiosità. 
Anèl. ANNELLO, sm. Cerchietto di metallo, 
o di altro che si porta in dito per ornamento, 
dim. Annblletto, Annellino, Annelluc- 
no. accr. Annellone. pegg. Annellaccio. — 
Gambo , è la parte inferiore del cerchietto 
dell'annoilo, quando questo ha on castone. Cer- 
chietto, annello andante e uniforme nell' in- 
tero suo giro, cioè senza castone o altro. An- 
nularb, sm. Il quarto dito della mano in cui 
si usa portar l'annoilo. Inannellare, va. Dar 
forma d'annello. Far prendere la forma d'un 
annello. Inkannellare, va. (con la N raddop- 



piata) Mettere nell* annello, o negli annelli. 
(Gherardini). V. Oaaton. 
Anela. ANNELLO, sm. Ciascuno dei cerchi 
formanti una catena. Campanella, sf. Grosso 
annello di ferro che s'appicca alla porta per 
picchiare. Cerchietto di fil ai ferro attaccato 
alle portiere, alle tende, ecc. per farle scor- 
rere, a fine di aprirle e serrarle, nel pi. Cer- 
chietti che le donne portano alle orecchie, dim. 
Cam panbllbtta , Campanbllina. V. An- 
lénn. Stàca. 

Anèss. ANNESSO, agg. Che fa parte del 
tutto, ma come dipendenza, p. es. Giardino 
annesso alla casa. Documenti annessi all'o- 
pera principale. 

Anessiòn. ANNESSIONE, sf.Lo annettere. 
Annettere, va. Attaccare. Unire. 
Anfébi. ANFIBIO, sm. e agg. Animale che 

vive in terra e in aqua. 
Annteàter. ANFITEATRO, sm. Teatro per 
gli spettacoli diurni. 

Angaréja \ ANGARIA, sf. Aggravio mole- 
Angari 1 sto, ingiusto. Vessazione. An- 
gariare, va. Commettere angario. Anga- 
rieggiarb, Angareggiare , va. Fare conti- 
nue angario. Angariatore, verb. m. Anga- 
riatricb, f. Chi o Che usa angario. 
Angue. V. Andgné. Neghe. 
Àngol i ANGOLO, sm. Inclinazione che fanno 
Àngui j due linee concorrenti in un mede- 
simo punto nello stesso piano, figurat. Canto 
o Luogo ritirato, solingo, remoto, dim. An- 
goletto. — Angolato, agg. Che ha angoli. 
Angolare, agg. Che ha angoli, ma regolari. 
Angoloso, agg. Che ha angoli, ma non regolari , 
e in più sensi. Angolarmente, avv. In angolo. 
Anguóla. ANGUILLA, sf. Pesce apparente- 
mente senza scaglie, simile all'angue da cui 
trasse il nome. dim. Anguilletta, Anguil- 
lina. — Crcolina, sf. Anguilla piccolissima. 
Anguillaja , sf. Luogo pantanoso ove sono 
molte anguille, o dove si conservano anguille. 
Angunàja. ANGUINAJA, ANGUINAGLIA, 
sf. ÌNGUINE, sm. Parte del corpo che è tra 
Tuna e l'altra coscia ed il basso ventre. In- 
gorgo, sm. Specie di glandola che viene nel- 
l'anguinaja, o sotto le ascelle, o sotto il gi- 
nocchio per soverchio affaticamento delle parti 
suddette. 

Angunéja, Angnnì. V. Agone j a. 
Angùria. ANGURIA, sf. Genere di piante 
dicotiledoni, della famiglia delle cucurbitacee, 
il cui nome deriva dalla parola greca che vale 
Cocomero. V. Góxnbar. 
Angustie. ANGUSTIARE, va. Dare angustia 
np. Darsi affanno. Angustia, sf. Afflizione 
Angustioso, agg. Pieno d'angustia. 
Anibié. V. Inibié. 
Anicnilé. V. Aniente. 
Anidó. ANNIDARE, va. Porre nel nido. np. 
Porsi nel nido, metafor. Dare ricetto, Acco- 
gliere, np. Eleggersi luogo da abitare. Fer- 
mare stanza. 

Aniente. ANNIENTARE, ANNICHILARE, 
ANNICHILIRE, va. Ridurre al niente. An- 
nientamento, sm. Lo annientare. 



ANO - 

Anime. ANIMARE, va. Infonder l'anima. Dar 
il principio della vita ad un corpo organico. 
Dar animo, Incoraggiare, np. Farsi coraggio, 
Accenderei d'entusiasmo. Animato, agg. Che 
ha anima. Fervente, Affettuoso. Animazione, 
sf. L'atto del dare, o dei ricevere l'anima. 
Animatamente, aw. In modo animato. Ani- 
matore, verb. m. Animatrice, f. Chi o Che 
anima. 

Animai. ANIMALE, sm. Nome generico di 
ogni corpo animato; ma dicesi più propria- 
mente del bruto, o bestia. Per disprezzo di- 
cesi d'Uomo irragionevole, o aconcio dì co» 
stomi e di modi. dim. Animaletto , Anima- 
lino, Anima luccio, Animaluzzo. accr. Ani- 
malonb. pegg. Animalaccio. — Animale, 
agg. Che appartiene all'anima, o a corpo ani- 
mato. Animalesco, agg. Brutale, Bestiale. 

Animòa. ANIMOSO, agg. Pieno d'ardire, Co- 
raggioso. Animosamente, aw. Arditamente. 

Anlmosite. ANIMOSITÀ, sf. Concitazione 
d'ira o di odio contro alcuno. 

Aniséto. ANISETTO, sm. Liquore fatto con 
infusione d'anisi. V. Ans. 

Aniveraeri. ANNIVERSARIO, sm. Giorno 
fisso in cui si rinnova la memoria di che che 
sia. Funerale annuale, agg. Che rinnova ogni 
anno, Annuale. 

Anlénn. CAMPANELLE, sf. ni. Paste da 
farne minestra, fatta a modo delle campa» 
nelle che le donne portano agli orecchi, dim. 
Campanblunb. 

Anma. ÀNIMA, sf. Principio sensitivo, intel- 
lettivo e volente che distingue gli animali dai 
vegetali. Spirito vitale. Vivezza, Espressione 
di figure. Parte principale di un tutto. Mi- 
dollo di piante. Parte interiore di molte coso, 
come di bottoni, di frutti a nocciolo, ecc. Se- 
me. Lingua di ferro di certi strumenti da sti- 
rare. Agente principale di un affare, dim. 
Animbtta, Animuccia. vezz. Animina. pegg. 
Animaccia. — Anima della scarpa, Specie 
di suolo più sottile che talora per maggior 
fortezza si pone tra il suolo e la soletta della 
scarpa. V. Anum. Anmèla, 

Allinei. V. Aniznel. 

Anmèla. ANIMELLA, sf. Una delle parti del 
corpo animale, bianca e di sustanza molle e 
spugnosa. In mecanica dicesi di queir Inge- 
gno dentro a che che sia, il anale facilita 
r entrare, o impedisce l'uscire dell'aria, o di 
qualche liquore, come nelle trombe da trarre 
aqua, nei palloni da giocare , ecc. Anbiel- 
lato, agg. Che ha animella. 

Anména. AN1METTA, sf. Pezzetto quadro 
di tela di lino, con cui si copre il calice. V. 
Frodata. 

Anmènn. SEMINI, sm. pi. Paste minute da 
minestra simili a semi di melone. 

Anodadùra. V. Grop. Snodadùra. Zun- 
tùra. 

Anodo. V. Agrope. 

Anojé. ANNOJARE, TEDIARE, INFASTI- 
DIRE, va. Recar noja, tedio, fastidio: questi 
tre verbi sono tre gradi progressivi della me- 
desima significazione; di cosa che annqja si 



- ANT 

può anche ridere; se tedia, ci 
infastidisce, questo disturbo o disgusto non 
può a meno di manifestarsi np. Roani a 
noja, a tedio. Avere in fastidio, ànnoj amen- 
to, sm. Lo annegare. Annojosambntb, avr. 
Con annojamento. Annotatore, verb. m. An- 
nodatrice, f. Chi o Che annoja. Disanmo* 
jarb, va. Cacciar via la noja. np. Disaono- 
jarei. (Fanfani). Spastidirb, va. Tor via il 
fastidio, la nota. 

Anola. ANNOLARE , NOLEGGIARE, va. e 
vn. Dare o Prendere a nolo. V. Anni A 

Anòna, ANNONA, sf. Vittovaglia. Offizio che 
veglia sulle vittovaglie. Annonario, agg. Ap- 
partenente ad annona. 

Anònim, Anònum. Nóm. 

Anotaiiòn. ANNOTAZIONE, sf. Osserva- 
zione scritta intorno a che che sia, o per ri- 
cordo. Piccola nota. dim. Annotazioncella, 
Annotazioncina. 

Anote. ANNOTARE, va. Fare, Prender nota, 
Fare annotazioni. Annot amento, sm. Lo an- 
notare. Annotatore, verb. m, Annot atrkb, 
f. Chi, o Che annota. V. Note. 

Ana. ANACE, ÀNICE, sm. Piccola pianta an- 
nuale con semi di sapore aromatico, quasi 
simile a quello dei semi del finocchio. V. In- 
degna. 

Ansa. ANSIA, sf. Respiro affannoso. Eccita- 
mento, sm. Lo eccitare. V. Insite. Istighé. 

Ansa. ANSARE, vn. Respirare con frequenza 
affannosa. Ansambnto, sm. Ansata, sf. Lo 
ansare. Ansia, sf. Respiro affannoso. 

Ansietà. ANSIA, ANSIETÀ, sf. Brama vi- 
vissi ma, irrequieta. Ardente desiderio misto 
di timore e di affanno. Ansio, Ansioso, agg. 
Pieno d'ansietà. Ansiarb, vn. Agognare eoa 
ansia. 

Antagonésta. V. Rirél (rivale). 

Ant&na. V. Altana. 

Anteoedènt. ANTECEDENTE, agg. Che va 
avanti. Precedente. Antecedentemente, aw. 
In tempo antecedente. Antecedenza, et 11 
precedere. Lo andare innanzi. 

Antecip. V. Anticipeda. 

Antéibna i ANTIFONA, sf. Versetto che 

Anteluna i precede il salmo. Discorso che 
fa presentire il fine per cui si fa; e perciò si 
dice sovente : ho sentita una certa antifona che 
non mi va molto a sangue, figurai Cantar 
V antifona, Rimproverare, Rimbrottare al- 
cuno. Antifonario, sm. Libro delle antifone. 
Chi canta l'antifona. 

Antenét. ANTENATO, am. Nato avanti. 
Progenitore, nel plur. Serie di generazioni 
trapassate di una famiglia. 

Antepòn \ ANTEPORRE , va. Porre a- 

Antepónar ì vanti. Preferire. Antbposizio- 
nb, sf. Lo anteporre. Antbponiblle, agg. Da 
anteporsi. 

Anteàedént. V. Anteoedènt. 

Anteaip. V. Antioipéda. 

Anteàipe. V. Anticipa 

Antioàja. ANTICAGLIA, sf. Nome generico 

di cose antiche, pegg. Anticaquaccja. 



ANU 



-*7- 



ANZ 



Aattoàzaaza \ ANTICÀMERA v sf. Prima 
Anticarri rm ì stanza dell* appartamento do- 
ve stanno i servitori, dim. Anticambretta. 

Antieamònt. ANTICAMENTE, aw. Nei 
tempo antico. 

Antichi te. ANTICHITÀ, sf. Qualità di ciò 
che è antico. Secoli antichi, e uomini, a mo- 
numenti di evi secoli. Studio delle coae an- 
tiene 

Anticipa. ANTICIPARE, va. Cominciare ta- 
nanai. Vantaggiarsi nel tempo in fare che che 
sia. Dare una cosa prima del tempo. 

Anticipala. ANTICIPAZIONE, sf. Lo anti- 
cipare, dim. Antkspazioncblla. — Antici- 
patambktb, avv. Con anticipazione. 

Anticór. ANTICUORE, sm. Dolore di sto- 
maco, nel dialetto Sorta d' imprecazione che 
vale Malanno, e dicesi : Che ti pigli V an- 
ticuore, cioè il malanno , il canchero, ecc. 

Antidad*. ANTIDATA, sf. Data anteriore 
alla vera data, o al giorno in cui si scrive. 

Antigii. ANTICO, agg. Che è passato da se- 
coli, o da lungo tempo. Passato di moda, op- 
posto di Moderno, dim. Antichbtto, superi. 
Antichissimo. Piò antlgh de brùdét. Più 
antica del brodetto. Detto commune, per si- 
gnificate una cosa antichiseima, essendo an- 
tichissimo il costume di far la minestra di 
brodetto il giorno di Pasqua di Resurrezione. 
(Biscioni). 

Antipaat. ANTIPASTO, tra. Dicesi di quei 
Camangiari che si servono in sul bel princi- 
pio del pasto, e che ora si chiamano anche 
PrincijM. Pospasto, sm. Cosa che si mangia 

Sri ma delle frutte dopo il pasto. Il melone, i 
chi con salume e simili, in alcuni luoghi si 
mangiano per antipasto, in alcuni altri per 
pospasto, in altri alle frutte. 

Antipatia \ ANTIPATIA, s£ Avversione 

AxitipatiL J naturale che si ha per qualche 
persona, o per qualche cosa. Antipatizzarb, 
vn. Aver antipatia. 

Antipàtioh. ANTIPATICO, agg. Che desta 
avversione. 

Antiquari. ANTIQUARIO, sm. Chi attende 
ali* antiquaria, o la conosce. Antiquaria, sf. 
Studia e cognizione delle cose antiche. 

Antiviséglia, ANTIVIGILIA, sf. Giorno che 
precede la vigilia. 

Antisìpe. V. Anticipo. 

Anton. V. Ver dòn. 

Anudé. V. Nòd (annodare). Agrapé. 

Anujé. V. Anojé. 

Anale. ANNULLARE, va. Ridurre al nulla. 
Distruggere affatto. Dichiarare invalido, Abo- 
lire. Abrogare. Annullamento, sm. Annul- 
lazione, sf. Lo annullare. Annullabile, agg. 
Da potersi annullare. Annullatole, verb. m. 
Annullatbjce , f. Chi o Che annulla. V. 
Anole. 

Anuxn. ANIMO, sm. Lo spirito dell' uomo in 

Juanto ha intelletto e mente. Facoltà volitiva 
eli* anima. Pensiero. Fantasia* Mente, Vo- 
lontà, Desiderio, Disegno, Proponimento, In- 
tenzione. Coraggio, Animosità. Parere, ecc. 
dim, Asmuccio , Animuocino. sprezs. Ami- 



E 



muzzo. Pèrdes d* ànum. Smagare, vn. e 
np. Perderai d'animo. Fóss ànum, Farai 
animo, o Fare buon animo. « Bisogna in- 
somma ch'io faccia un buon animo, Al- 
trimenti Volpino andrà malissimo. » (Ario- 
sto, Com.) 

An-nm. ÀNIMO, maniera ecchatoria che vale 
Su via, Coraggio, 

Anunsié. ANNUNCIARE, ANNUNZIARE, 
va. Dar nuova o avviso di cosa non saputa. 
Predire. Annunziamene , sm. Annunzia- 
zionb, sf. Lo annunziare. Annunziatore, 
verb. m. Annunciatrice, f. Chi o Che an- 
nunzia. 

Anuòd. V. Nuod. 

Anutarie. ANNOTAJARE, va. Far notajo , 
Dar grado di notajo. np. Farsi notajo ecc. 

Anutasifin. V. Anotasidn. 

Anutomeja \ ANATOMIA, sf. Arte di ta- 

Anutuxnì ( gliare il corpo animale, o ve- 
getale per conoscere la struttura, la forma, 
la situazione, le connessioni , e le relazioni 
delle sue parti. Anatomizzare, va. Fare l'a- 
natomia. 

AnuvéL ANNUALE, agg. ,Che ricorre ogni 
anno, e Che dura un anno. Annuo, agg. Ciò 
ohe è riferibile, o risulta dall'intera durata 
dell'anno. V. Anvél. 

AnuL V. Aconsentì. 

Anuvle. ANNUVOLARE , va. L'oscurare che 
fanno i nuvoli la serenità del cielo, vn. e np. 
Coprirsi il cielo di nuvole. V. Ranuvless. 

Anvé. V. NeTiohé. 

Anvél. ANNIVERSARIO, sm. Giorno fisso 
in cui si rinnova la memoria di che che aia. 
Rinnovale, sm. Funerale in anniversario di 
un defunto. Avvicendamento, sm. Ruota, 
sf. Il giro delle cultivazioni nel medesimo ter- 
reno. Annata , sf. Annuale , sm. Rendita 
annuale. 

Ansai. ANGELO , ÀNGIOLO, sm. Creatura 
spirituale, figurai. Persona di costumi illibati , 
e di straordinaria beltà, dim. Angioletto, 
Anuiolino, Anoiolello, Angioluccio, An- 
obluccio. — Sono da ànsel, Sonare da 
angelo , Sonare divinamente , a meraviglia. 
Suonare a morticino, Suonare che si fa con 
le campane per la morte di un bambino. « Che 
ò? Suonano a morticino; dev' esser morto 
il bambinuccio della Bitta (Margherita). » 
(Giuliani). 

Ansi. ANZI , aw. Piuttosto. Invece. Meglio. 
Volentieri. Per l'appunto, ecc. 

Ansiàn. ANZIANO , sm. Maggiore di età. 
Membro di supremo magistrato. Chi conta un 
tempo assai lunpo di servizio in una carica, 
nell esercito e simili, agg. Antico. Anfana- 
to, Anzianatico, sm. Officio degli anziani. 

Anzianità, ANZIANITÀ , sf. Maggioranza 
più per età che per grado. Priorità di ser- 
vizio. 

Ansinòl, ecc. V. Insinèl, ecc. 

Ansia. ANGELA, ANGIOLA , sf. cioè An- 

Selo femina. figurat. Donna che per sua bel- 
>zsa o virtù par degna d'essere amgurata agli 
Angeli, òva ansia, Uva angela. 



APA 



-28- 



APA 



Ànsul. V. ÀnmeL 

Apadrune. ALLOGARE, va. Accoaciare al- 
cuno al servizio altrui. 

Apadruness. Accordarsi a padrone, En- 
trare al servizio altrui. Aggarzonabsi, np. 
Andar a stare con alcuno per garzone , che 
anco dioesi Andar per gorgone , ed è pro- 
priamente Andar a stare con i contadini, per 
una certa mercede fissa , a fine di lavorare, 
guardar il bestiame, ecc. (Crusca). 

▲paghe. APPAGARE, va. Render paga V. 
Contente. 

Apajiré. APPAGUAJARE , va Ammassar 
la paglia o simile, facendo un pagliaio. 

Apaltadòr. APPALTATORE, sm. Quegli 
che piglia e che dà in appalto. 

Apalte. APPALTARE, va Dare in appalto. 
V. Apelt. 

Apalughésa. APPISOLARSI, np. Prendere 
sonno leggerissimo, e che suol essere di poca 
durata. — Appaliginarb, vn. Serrar li occhi 
per dormire; Cominciar a dormire, ma leg- 

fermente; velar rocchio, lat. Connivere. I 
'erugini dicono Arpaluginere. (Redi Voc ar.) 
— Appalparsi, np. Prendere appena appena 
sonno. (Fanfani). V. Palùgh. 
Apalute. APPALLOTTARE, APPALLOT- 
TOLARE, va Ridurre in pallottola Rap- 
pallottare, va Ridurre in forma di pallot- 
tole, np. Ridursi in forma di pallottola Ab- 
ballottare, vn. e np. Il rappigliarsi del 
ferro in masselli in fondo al forno. Abbal- 

LOTTAMKNTO, 8m. ABBALLOTTATURA , sf. Lo 

abballottarsi. 

Apanàg. APPANAGGIO, sm. Assegnamento 
o Provisione de' cadetti di famiglie nobili, o 
regnanti: alcuni dicono Piatto. 
Apané. PANARE, va. Rivoltare carne o altro 
nel pane grattugiato, prima di cuocerli. Aqua 
panata, si dice quella Bevanda fatta con aqua, 
dove è stato infuso per assai tempo del pane 
arrostito. Appannare, va Offuscare, np. Di- 
cesi di Vetri, di metalli, e di altri corpi lu- 
cidi che s'oscurano per sucidume, o alitan- 
dovi sopra. Appannamento, sm. Appanna- 
tura, sf. Lo appannare. Appannabile, agg. 
Che può essere appannato. Inn appannabile, 
agg. Che non può essere appannato. Appan- 
natoio, sm. Tutto ciò che appanna, o che 
come panno impedisce la vista 
Apanighé. PANICATO, agg. Dicesi di Ma- 
iale che ha la malatia del panico, consistente 
in bollicine di figura e colore simili al pa- 
nico, che invadono tutte le parli molli del 
corpo. 

Aparagune. V. Paragone. 
Aparoe. APPARECCHIARE, va Mettere in 
apparecchio, all'ordine. Accommodar la ta- 
vola per mangiare. Apparbgchiambnto, sm. 
Lo apparecchiare. Apparecchiatura , sf. Lo 
apparecchiare , e Maniera con cui la cosa è 
apparecchiata. Apparecchiatore, verb. m. 
Apparecchiatrice, f. Chi o Che apparecchiai 
Rapparbochiarb, va Apparecchiare di nuo- 
vo. Imbandire, va Mettere in ordine le vivande 
per poi portarle in tavola. Imbandigione, sf. 



Imbandimbnto, sm. L'azione dell' imbandire. 
Apara APPARARE, PARARE, va. Vestire 
di paramento chiese e simili, np. Vestirsi di 
paramenti , ossia di veste sacerdotale per la 
celebrazione della messa, od altra funzione. 
Aparóo i APPARECCHIO, sm. Risultato 
Apareoi j dell* apparecchiare. Disposizione 
metodica di ciò che occorre per fare un'ope- 
razione chirurgica, ecc. — terna, xnercanu II 
lustro e la consistenza che si dà alle stoffe, 
nastri e simili, per mezzo delle gomme, ecc. 
Detto delle ricolte, vaie La mostra che esse 
fanno di voler essere abondanti o scarse. 
Aparént APPARENTE, agg. Che ha mo- 
stra di vero. 

Aparénàa, APPARENZA, sf. Aspetto este- 
riore delle cose più o meno conforme alla 
verità. Apparentemente, avv. Con appa- 
renza. Lustre, sf. pi. Finte dimostrazioni di 
afletto. V. Apariacénàa. 
Aparét. APPARATO, sm. Apparecchio im- 
portante. Paramento, sm. Veste sacerdotale 
nella celebrazione delle funzioni. Ornamento 
delle chiese. V. Adòb. 
Apari. APPARIRE, vn. Farsi vedere all' im- 
proviso. Aver apparenza. Essere manifesto. 
Apparizione, si. Apparimbnto, snf. Lo ap- 
parire. Rapparirb, Riapparire, vn. Di nuo- 
vo apparire. 

Aparigliè. APPARIGLIARE, va Appagare 
un cavallo da tiro con altro che lo somigli. 
Apariscénàa, APPARISCENZA, sf. Bella 
apparenza, o mostra Appariscente, agg. Di 
beila apparenza V. Compersa. 
Apartamént. APPARTAMENTO, sm. Ag- 
gregato di più stanze che formi abitazione 
Ubera e separata dal rimanente della casa, e 
più grande e più suntuoso del quartiere, dim. 
Appartamentino. V. Quartir. 
Aparte. APPARTARE, va. Mettere da parte 
alcuna cosa np. Tirarsi da parte. Segregarsi. 
Appartato, agg. Separato , Diviso. Appar- 
tatamente, avv. Separatamente. Di per sè t 
o Da sé. 

Apartene \ APPARTENERE, vn. Esser 
Apartné \ dovuto. Spettare per diritto. Es- 
ser parente. Aver relazione, ecc. Apparteni- 
mbnto, sm. Lo appartenere. Appartenenza, 
sf. Ciò che appartiene, od ha relazione ad al- 
tra cosa come principale. Appartenente, 
particip. Che appartiene, sm. Parente , Con- 
giunto. 

Aparse. APPAREQQIARE, PAREGGIARE, 
va. Far pari, o Far in modo che due cose si 
parifichino. Adeguare. Pareggiamento, Pa- 
reggio, sm. Pareggiatura, sf. L'atto e 
L'effetto del pareggiare. Pareggiabile, agg. 
Che si può pareggiare. Riparbggiarb, va. 
Di nuovo pareggiare. V. Apiane. 
Aparàié. V. Apreste. 
Apase. APPACIARE, va. Pacificare, Metter 
pace, Placare, np. Far pace, Placarsi. Appao 
ciambnto, sm. Lo appacciare. Appacciatork, 
verb. m. Appacciatricb, f. Chi o Che mette 
pace. Rappaciare, Rimpaciare, va Far tor- 
I nar in pace. np. Tornar in pace) Calmarti. 



APE 



-»- 



API 



Apass L V. Impassi 

Apassione. APPASSIONARE, va. Dare al- 
trui passione. Rendere attratti to, patetico co) 
muovere gli «tiretti np. Provar passione. Ap- 
passionato, agg. Afflitto. Preso da passione. 

APP ABBONAMENTO , STO. APP AS8ION ATBZZ A , 

sf. Lo appassionarsi. Qualità di chi è appas- 
sionato. Appassionatamente, aw. Con pas- 
sione. 

Apasta. APPANICATO, agg. A v vessato al 
panico; dicesi d' Uccello, preso adulto, e messo 
in gabbia, il quale mangi il panico o simile. 
Appannarsi, np. Arrenarsi al panico, e di- 
cesi particolarmente di uccelli granivori. Ap- 
pastato, agg. da Pasto, come Appannato 
da Panico. Che si è avvezzato al pasto ossia 
a quel mangime che gli vien somministrato ; 
parlandosi di uccelli in genere. Appastarsi, 
np. Avvezzarsi al pasto. 

Apastiss. APPASTICCI ARE , va. Cucinar 
carne o altro in pasticcio, o ad uso pasticcio. 
Impasticciare, Pastizzarb, va. Accomodare 
che che sia grossolanamente. Fare alcuna cosa 
senza garbo o grazia. Far pasticci , Fare 
imbrogli, Confondere ogni cosa. Abborrac- 
ciare, eoe. 

Apastise PASTICCIATO, agg. Dicesi di 
quelle Vivande che sono cucinate con for- 
maggio, buliro, e sugo di carni. 
Apasture. V. Pastorizia. 
Apatache. V. Acuohe. 
Apatuàà ABBATUFFOLARE , va. Avvol- 
gere confusamente in batuffolo. V. Patos. 

Apèl. APPELLO, sm. Domanda di un nuovo 
giudizio a giudice superiore. Rassegna , sf. 
Chiamata de* soldati, degli scolari, degli ope- 
rai, ecc. per vedere se qualcuno ne manchi. 

Apeléss. APPELLARE, vn. e np. Chiedere 
nuovo giudizio a giudice superiore. Appel- 
labile, agg. Che può appellarsi. Innappbl- 
labile, agg. Non appellabile. Appellabi- 
lità, sf. Facoltà di appellarsi. Appellati- 
vo, agg. Capace di appellazione. Appella- 
tivamente, avv. In modo appellativo. 

Apéli. APPIGLIO, APPICCO, sm. Pretesto. 
V. Pretest. 

Apélt. APPALTO, sm. Intrapresa che si fa 
da una o più persone, pigliando l'assunto di 
fare alcuna opera, o di riscuotere un dazio, 
ecc. pagando per ciò una somma convenuta. 
Subappalto, sm. Il subappaltare. Subappal- 
tare, va. Appaltare a un altro la cosa avuta 
in appalto. Subappaltatore, sm. Chi sub- 
appalta, Subappaltino, sm. Colui che prende 
in appalto da altrui cosa già presa da esso in 
appalto. 

Apena. APPENA, an. Voce che indica A- 
tione allor allor terminata. Appena che, To- 
sto che, Subito che. A pena, o Appena, vale 
anche Quasi non , Quasi né pure. lat. Vix. 
« L* una T altra guardando, appena dal ri- 
dere potendosi astenere, sogghignando ascol- 
tarono. » (Boccaccio). « Ritiratosi in Pistoia 
con tutti le genti , dove non era vettovaglia 
dentro appena per un sol giorno. » (Segni). 

Apeaén. APENN1NO , APPENNINO, sm. 



Monte d' Italia che la divide nella sua lun- 
ghezza, e comincia dalle Alpi marittime, os- 
sia da Genova, e si estende fino agli ultimi 
confini delle Calabrie : vicino ad Arpmo sì di- 
vide in due, e l*un corno si estende fino a 
S. Maria di Le oca, nella terra d' Otranto, e 
l'altro nel Capo dell'Arme in Calabria. Sub- 
appbnnino , agg. Che è alle falde dell* Ap- 
pennino. 

Apertamene. APERTAMENTE , avv. In 
maniera aperta, Francamente, Chiaramente. 
Apersie. V. Apresié. 
Apesté. APPESTARE, va. Attaccar la peste. 
Infettare. 

Apetit. APPETITO , sm. Desiderio ardente 
di una cosa. Desiderio di cibo; e commune- 
mente Fame moderata e sopportabile. Ap- 
petire, va. Avere appetito di una cosa. Ap- 
petibile , agg. Da essere appetito. Appetì- 
tore, verb. m. Che appetisce. Appbtitbvole, 
Appetitoso, Appetitivo, agg. Dicesi di Cibo 
che desta e aguzza 1' appetito del mangiare. 
Inappetente, agg. Che non appetisce. Ap- 
petenza, sf. Abituale disposizione di man- 
giare. Lo appetire. Appetito. Fé vnl 1* a- 
ptìt. Allboornire, va. Far risvegliare l'ap- 
petito della gola. Tornagusto, sm. Cosa che 
ridesti il gusto, o la voglia di mangiare. V. 
Inapeténsa. 

Apetitos. APPETITOSO, agg. Che sveglia e 
aguzza l'appetito, superi. Appetitosissimo. 
Appetitosamente, avv. Con avidità grande. 
Apesamènt. APPEZZAMENTO, sm. Pezzo 
di terreno o campo staccato dalle altre terre 
unite di un medesimo padrone. Pesza di ter- 
reno, « Uno possente di quella città avea per 
confine un* pezza di terra ad una sua pos- 
sessione. » (F. Sacchetti). 
Apiane. APPIANARE, va. Ridurre in piano. 
Far piano ciò che è scabro ed ineguale, fi- 
gurai Render facile. Appianamento, sm. Lo 
appianare. Appianabile, agg. Che si può. ap- 
pianare. Riappianare, va. Appianare di nuo- 
vo, np. Appianarsi di nuovo. V. Spiane. 
Apiaté. V. Arpiate. 
Apiobe. V. Ataohe. Impiché. 
Apio. V. Aaender. 
Apìli. V. Apéli. 

Apignè. PINATO, aro. Di un Persona e spe- 
cialmente di un Bambino grasso e sodo, suol 
dirsi che è grasso pinato. V. Gràss apigné. 
Apignure. V. Pignorò. 
Apinse. APPENSARE, vn. quasi Premedi- 
tare, Pensare avanti. V. Pensé. 
Àpis. V. Làpis. 

Apisone \ APPIGIONARE , va. Dar a pi- 
Apisuné i gione. Appigionamento, sm. Lo 
appigionare. Appigionasi , s. e. Cartello nel 
quale è cosi scritto, e che si pone nella fac- 
ciate dei luoghi da appigionare. — Spigio- 
narsi, np. Andar via i pigionali da una ca- 
sa. Spigionato, agg. Non appigionato. 
Apiumbe. PIOMBARE, va. Saldare col 
piombo, np. Aggravarsi . Piombato, agg. Gra- 
ve come il piombo. Che contiene del piombo. 
Che ha il colore del piombo. Piombatura , 



APO 



-30- 



APR 



tf. L'atto di piombare. V. impiomba. 
Piombe. 

Apìumbées. ASSETTARSI, np. Quel Gela- 
mento, oaaia Quel abbassarsi ehe fa talvolta 
un gran muramento fatto di freaco , nel ri- 
dursi pel proprio peso al punto della sua de- 
finitiva stabilità, Apimnbeea e témp. V. 
Aoapaness. 

Aplaudi. APPLAUDIRE, va. Far segno di 
lode, di festaton picchiar di mani, o con voci 
per lo più convenzionali, come bravo, bene, 
ecc. Applausibile, agg. Degno di essere ap- 
plaudito. ApPLAuarroRB, verb. m. Applau- 
ditricb, f. Chi o Che applaude. 

Aplóua. APPLAUSO , sm. Plauso. Lo ap- 
plaudire, ed usasi per lo più nel plurale. 

Aplioaftidn. APPLICAZIONE, sf. L'atto di 
applicare una cosa, figurai L'attenzione con 
cui si fa una cosa. Applicatamente, avv. 
Con applicazione. Applicatela, sf. Abito 
costante di applicarsi, o di attenzione. 

▲pliche. APPLICARE, va. Apporre una co- 
sa sopra un'altra in modo che vi stia attac- 
cata, op. Darsi ad una cosa con impegno, 
Studiare con attenzione. Applicabile, agg. 
Che può applicarsi. Applicativo, agg. Atto 
ad essere applicato. Applicatorb, verb. m. 
Applicatricb, f. Chi o Che applica. Riap- 
plicare, va. Applicare di nuovo. Disappli- 
carsi, np. Cessare dall'spplicarai a che che sia. 

Àpooa. ÀPOCA, sf. Scritta. Apoca di cam- 
bio. Scritta di cambio. 

Apòg t APPOGGIO, sm. Cosa a cui l'uomo 

Apògi I si appoggia, figurai Ajuto, Prote- 
zione. Appoggiatolo, sm. Parte dell' arnese 
che serve d'appoggio. Cosa fatta apposta per 
servire d'appoggio. Appoggio, nella cavalle- 
rizza vale L azione reciproca della mano del 
cavaliere, e della bocca del cavallo, per mezzo 
della briglia. 

Apogé. APPOGGIARE, va. Accostare una 
cosa ad un 1 altra acciocché ne sia sostenuta, 
np. Valersi del sostegno altrui. Appoooia- 
MBNTo,8m. Appoggiatura, sf. Lo appog- 
giare, e L* appoggio stesso. Appoggi atore, 
verb. m. Appoggi atricb , f. Chi o Che ap- 
poggia. Attestare, va. Accozzare l'una te- 
sta con l'altra, e dicesi di cose materiali, come 
di addattare un ponte, una chiusa, ecc. alla 
ripa. 

Apolarésa. APPOLLAJARE, vn. e np. Porsi 
a pollajo, cioè L' andare che fanno i polli a 
dormire; e dicesi anche di altri uccelli. 

Apòn. Apdner. V. OpCner. Imputo. Con- 
trarrlo 

Apont. APPUNTO, avv. Nò più nò meno. 
Per l'appunto, locuz. avverb. Precisamente. 
Appuntino, avv. Esprime più che Appunto. 
Pagare appuntino, cioè Puntualissimamente. 
Appunto, sm. term. coram. Conto esatto, o 
Saldo regolare, secondo il caso. I Fiorentini 
chiamano appunti i ricordi, e dicono di chi 
nota nelle tavolette; ha preso i suoi appunti. 
Td un apont, Prender nota, Notare; e 
non Pigliare o Fare un appunto, 

ApOnl V. Apòg. 



Apopleaéja. V. Aaldént. 

Apòata, APPOSTA, aw. Con determinata 
volontà. A posta, loco*, avverb. A richiesta. 
Oafè fàt a poeta, Caffè fatto a posta, o 
a richiesta, e vale Di qualità migliore del- 
l' usuale fatto per quelli che lo richiedono tale. 

Apoatamént. APPOSTAMENTO, sm. Lo 
appostare. Agguato. 

▲poetate. V. Rineghé. 

Apoaté. APPOSTARE, va. Osservare cauta- 
mente ove si ricoveri, o sia riposto che che 
sia. Determinare un luogo dove vibrare il col- 
po, o altro. Prender la mira. np. Metterai in 
luogo da poter osservare cautamente che che 
sia. Appostatomi, verb. m. Appostatricb , 
f. Chi o che apposta. Abpbttonb, aro. Chi 
sta aspettando per mal affare. 

Apòa. V. Apòg. 

Aprénder. V. Impara. 

▲prendésta. APPRENDISTA , am. Chi si 
esercita per (arai esperto in una professione. 

Aprenaidn. APPRENSIONE, sf. Inquietu- 
dine prodotta da imaginazione di mali non 
ancora seguiti, o non veri. Apprbnsionirb, 
va. Dar apprensione, np. Darai apprensione. 
« I signori di Faenza e di Ri mini appren- 
sioniti, supplicano per soccorso. » (Guerrazzi). 

Aprée. V. Aie*. 

Apreaente. APPRESENTARE , va. Recare 
alla presenza. Porre innanzi, np. Recarsi alla 
presenza. V. Preaenté. 

Aprèae. APPRESSO, prep. Vicino, Accanto. 
Poco dopo. Appresso a poco, locuz. avverb. 
Quasi, Incirca. Apprbs&ochb, aw. Dopo che, 
Quasi che. 

Apresae. V. Acoete. Aveinè. 

Apreeé i APPREZZARE, va. Avere in pre- 

Apreàié J gio. Apprezzamento, am. Lo ap- 
prezzare. Apprezzabile, agg. Da apprezzarsi. 
ÌNNAPPRBZZABILE, agg. Che non v ha prezzo 
che l'adegui, Che lo possa pagare. Apprezza- 
to, agg. Tenuto in pregio, superi. Appbbzza- 
tissIMo. — Apprezzati vo, agg. Che apprezza. 
Apprbzzatorb, verb. m. Apprbzzatrice, f. 
Chi o Che apprezza. Prezzare, va. Giudicare 
del prezzo di una cosa. 

Aprode. APPRODARE, vn. Accostarsi alla 
riva. Venire a riva. Far prò. Soddisfare. V. 
Pro. 

Apronte. APPROFITTARE, va. Cavar pro- 
fitto. Far suo profitto di cosa con mezzi leciti, 
np. Vantaggiarsi, Giovarsi; ma ha più sovente 
senso men buono. 

Aprofonde j APPROFONDARE, APPRO- 

Aprofondi \ FOND1RB, va. Scavare a fondo. 
Far più profondo. Internarsi profondamente 
nella cognizione di una cosa, e In breve giro 
di discorso assegnatomi non posso io se non 
sfiorar la materia, né, per così dire, appro- 
fondarla. » (Salvini). 

Apronte. V. Prepare. 

Aproprié. APPROPRIARE, va. Adattare 
convenientemente cosa a cosa. np. Farsi pro- 
pria, Far sua una cosa, Aggiudicarla defini- 
tivamente a SÒ. ApPROPRIAMBNTO,Sm. Appro- 

• priazionb, sf. Lo appropriare, o appropriarsi. 



APU 



-31 - 



ARA 



Appboprubilb, agg. Da poterai appropriare, 
saperi Appropriabilissimo. — • Appropria- 
toeb, verb. m. Appropriatrice, f. Chi o Che 
appropria. Appropriatamente, aw. Con ap- 
propriazione. 

AproasimaMOiL. APPROSSIMAZIONE, sf. 
Lo approssimare. Specie d' innesto. Appros- 
simare, va. Appressare, Far vicino, np. Ap- 
pressarsi Approssimativo» agg. Che s'appros- 
sima. AppRoasDMATiyAifBNTB, svv. In modo 
approssimativo. Incirca. Approssimatorb , 
verb. m. Appro&simatricb, f. Chi o Che ap- 
prossima. 

AproTaaidn. APPROVAZIONE, sf. Lo ap- 
provare. Approvatambntb, avv. Con appro- 
vazione. 

Aprové. APPROVARE, va. Tener per buono, 
per vero. Confermare. Dar consenso. Appro- 
vabile, agg. Che può approvarsi. Approva- 
tivo, agg. Atto ad approvare. Che dà approva- 
zione. AppRovATQHB,verb. m. àpprovatricb, 
f. Chi o Che approva. 

Aprovisiona. APPROV1GIONARE, va. Pro- 
vedere, Fornire di vittovaglie. Approvigio- 
namento, sm. Lo approvigionare. 

Annida, V. Aprode. 

Aprufita. V. Aproflté. 

Aprufuudl. V. Aprofondì. 

Aprupria. V. Aproprié. 

Apnrraèldn, ecc. V. Aprovaàiòn, ecc. 

Apseas. GRAVITARE, va. Premere col pro- 
prio peso. Gravitazione, af. Pressione che 
ro corpo esercita sopra un altro. 

Apste. V. Aspete. Apeste. 

Aptit. V. Apetit. 

Aptune. V. Abtoné. 

Apoge. V. Apoge. 

Apulajéss, Apularesa, Apuleaa. V. Apo- 

Apulsine. V. Gale. 

Apuntadòr. CONCIALA VEGGI, CONCIA- 
BROCCHE, sm. Chi concia o rispranga vasi 
rotti. Appuntatore , sm. Chi appunta, Chi 
prende appunti. Chi nota le altrui mancanze 
in officio. Appuntino, sm. Chi vuol dare la 
menda a ognuno, appuntando ogni cosa. 

Apuutamènt. APPUNTAMENTO, sm. da 
Punto. Lo appuntare, Il far la punta a che 
che sia. Appuntamento, sm. Da Punto, per 
Accordo. « E par che S. S. speri pur che 
sia necessario di venire a qualche appunta- 
mento » (Caro). Per Accordo fra due o più 
persone di trovarsi insieme in un tempo pre- 
fisso, ad un'ora determinata , in un luogo 
stabilito, ainon. Posta. « Ecco che tono stato 
di parola, e mi sono ritrovato al luogo solito; 
e adesso appunto sono sopraggiunti ancora 
Ser Bacherà e Ser Bigaecio, secondo V ap- 
puntamento, o Fra Cipolla. » (Lami dia].) 
celi' uso, Assegno di paga, Stipendio. 

Apunte. APPUNTARE, va. da Punta. Fer- 
mare una cosa con gli spilli, con gli apilletti, 
cioè per messo della lor nuota* Congiungere 
con punti di cucito, np. Crescere in punta. 
« L' unghie, appuntandosi, s' auncioarono » 
(Firenzuola). Appuntar», da Punto Dirigere 



a «agno* Appuntare un jmxxo d'artiglieria, 
Disporlo o Aggiustarlo in modo che il tiro 
vada a colpire nel punto preso di mira. « Ca- 
rico, e appuntato che era il cannone,... il 
bombardiere mettea fuoco nel pezzo. » (Bar- 
toli). Appuntare, vale anche Notar per ri- 
cordanza le cose che si daono altrui a cre- 
denza. Notare alcuna cosa per ricordanza. 
Appuntatura, sf. Lo appuntare. Appunta- 
bile, agg. Censurabile. Rappuntarb, va. 
Appuntare di nuovo. Puntare, va. term. di 

S'uoco. Giocare -a un punto i denari. Puntare 
artiglierie, Drizzarle ad un punto in cui 
si voglia colpire. Risprangare, va. Riunire 
i vasi rotti con punti di filo di ferro. 

AptmtSn. V. Apònt. 

Apuntlé. APPONTELLARE, PONTELLA- 
RE, va. Sostenere con pontello. np. Appog- 
giarsi. Sostenersi. Pontbll atura, sf. Il poo- 
tellare. Sostegno fatto con pomelli. Staggiare, 
va. Pontellare gli alberi carichi dì molte frutta. 
Palare. 

Apunsé. V. Apoge. 

Apupleséja. V. AAident. 

Apuré. APPURARE, va. Venire a cognizione. 

Apuate. V. Aposte. 

Apule. V. Paio. 

Aquieté. V. Achlete. 

Aquila. AQUILA, sf. Grande e fortissimo 
uccello di rapina , dim. Aquilino , pulcino 
dell'aquila, meo. Aquilotto, accr. Aquilone. . 
pegg. Aquilaccia. 

Aqullézi. AQUILINO, agg. Di, Da aquila. Naso 
aquilino, Arcuato come il rostro di un'aquila. 

Aquilòn. V. Vulàudra. 

Arabàter. RABBATTERE, va. Socchiudere 
parlandosi d'imposte d'usci, finestre, ecc. Il 
rabbattere non è serrare affatto, ma mezzo 
chiudere. « Pars adaperta fuit, pars altera clausa 
fenestne.» (Ovidio). Era la finestra rabbattuta. 
(Salvini). V. Arbàter. 

Arabi i ARRABBIARE, va. Muovere a rab- 

Arabié \ bia. Far arrabbiare, vn. Divenir 
rabbioso; e dicesi de' cani, fìgurat. Dicesi pure 
di Grano, erbe, ecc. che si seccano prima del 
tempo debito, o per nebbia, o per soverchio 
caldo. Dicesi anche della Terra quando per 
certe cagioni si rende infeconda ;come altresì 
delle Vivande quando son cotte in fretta, e 
con troppo fuoco. Arrabbiamento, sm. Lo 
arrabbiare. Arrabbiateli^), agg. Dicesi di 
fanciullo stizzoso, pegg. Arrabbiatbllaccio. 
Arrabbiato, agg. Soprapreso da rabbia. Ar- 
rabbiatamente, avv. Con rabbia. Arrabbia- 
ticcio, sm. MaJatia del grano seminato in 
terra che dicesi arrabbiata. Cher arabi. 
Caro assaettato, Che costa moltissimo. 

Araburé. i ABBUJARE, va. Far bujo, np. 

Arabureaa. \ Farsi bujo, figurat. Rattristarsi, 
Corrucciarsi, Dimostrare nel volto l' interna 
tristezza. Rappuscarb, vn. Divenir fosco. 
Infoscarsi, np. Divenir fosco, Attristarsi. In- 
cupirsi, np. Cominciare a sdegnarsi, facendo 
perciò cupo il volto. Rabbuiare, vn. Farsi 
ouio. Rabbruscare, vn. Si dice propriamente 
del turbarsi il tempo. Accipigliabb , vn* da 



ARA 



-32 - 



ARA 



Cipìglio, Guardatura bieca. Increspare le ci- 
glia per ira, o per altra passione di cruccio. 

Araoapié. V. Raoapeie. 

Araeiumdé. V. Compite. 

Araomande. V. Raoomandé. 

Aracojer. V. Baoòjér. 

Araooftè. FARRAGINARE, va. Raccogliere 
molte cose alla rinfusa. V. Aooàé. 

Aracoàeas. AMMONTICCHIARSI, op. Unirsi 
strettamente insieme come fanno le pecore. 
V. Raoò* (fé racòà). 

Araoquide. ACCHETARE, RACCHETA- 
RE, va. Acquietare, Calmare. Satisfare, figu- 
rai. Far cessare di parlare, di piangere, ecc. 
np. Cessar di dolersi, di piangere, ecc. Accon- 
tentarsi. AcCHBTAMENTO,Sm. ACCHBTAZIONE, 

sf. Lo acchetare. 

Aracquiste. V. Acquiate. Raequiste. 

Araouie, ecc. V. Araooie, ecc. 

Aradisé. V. Radine. 

Aradòr. ARATORE, vero, m. Chi o Che ara. 
dim. Aratorbllo. Ajiatoruzzo. V. Biòioh. 

Aradùra.V. Are. 

Araferxné. V. Raferme. 

Araflne. AFFINARE, va. Condurre a per- 
fezione. Purificare i metalli, np. Divenir puro. 
Affinatorb, sm. Colui che purifica 1* oro, e 
l'argento. V. AflLné (affinare). V. Raflxxe. 

Aragajadùra. AFFIOCATURA, FIOCÀG- 
GINE, RAUCEDINE, sf. Stato di chi non ha 

, la voce chiara per raffredore o altro. Rau- 
camente, aw. Con raucedine. 

Aragajé. RAUCO, ROCO, agg. Che ha la 
?oce impedita per umidità di catarro o altro. 

Aragajóss. ARROCHIRE, ARROGARE, vn. 
Divenir roco, rauco. 

Aragmissle. V. Agmisalé. 

Aramajé. RAMICCIARE, va. voc. tose Rac- 
cogliere, le legna cadute in terra nella pota- 
tura, tagliarle, e farne fascine. 

Aramaise. RAMMASSARE, va. Ammas- 
sare di nuovo. Rammontarb, va. Riunire in 
morite^ le cose sparse. V. Amasse. Ara- 
mucé. 

Arameli té, Araminte. V. Rame n te. 
Aramire. RAGGUARDARE, va. Attenta- 
mente, minutamente, e distintamente guar- 
dare. V. Rimira. Pavonegess. Osserva. 
Aramósa. SOMMOSCIO, SOPPASSO , agg. 
Quasi passo. Mezzo asciutto, dicesi di panni 
lavati, di erbe, ecc. esposti al sole o all'aria 
perchè s'asciughino. V. Aramuséss. 
Arampé. V. Rampe. 
Arampichóss. INERPICARE,vn.e np. Sa- 
lire aggrappandosi colle mani e co'piedi, par- 
ticolarmente su li alberi. 
Arampine. V. Arlmpine. 
Aramuoé. RAMMUCCHIARE, va. Far muc- 
chio, np. Ridursi in mucchio. V. Amuce. 
Ar amasse. 

Aramurbié. AMMORBIDARE, AMMORBI- 
DIRE , IMM0RB1DARE , IMMORBIDIRE , 
RAMMORBIDARE, va. Render morbido, vn. 
e np. Divenir morbido. Ammorbidamelo, 
R a mmorbid amento , sm. Lo ammorbidare. 
Ammollare, va. Far molle con aqua, od 



altro umore qualunque, vn. Esser molle, np. 
Rendersi molle, Addolcirsi, Intenerirsi. 

Aramussess. SOMMOSCIARE , SORPAS- 
SARE, vn. Divenir quasi passo, o meato 
asciutto. Ristringersi il modello di una figura, 
seccando. V. Araxnóss. 

Arandghe. V. Rineghe. AfLegbe. 

Araxxicéss. RANNICCHIARSI, np. Ristrin- 

5 ersi, Raccogliersi in sé più che si può. 
lCchiocciolarsi, np. Porsi a guisa di chioc- 
ciola. 

Aranuvl^. V. Anuvle. Ranuvle. 

Arani. ARANCIO , sm. Albero che produce 
le arancie. Aranceto , sm. Luogo piantato 

d'aranci. Arancia j a, Aranciera, sl Luogo 
dove si custodiscono gli aranci nell' inverno. 
V. Melar&nsa. 

Arape. V. Rampe. Arimpiné. 

Arassarmié. V. Assarmié. Rassomigli è. 

Arastadèn. V. Arestadén. 

Aràtar. ARATRO, sm. Strumento col quale 
si ara. V. Pardghdr. 

Aravaoé. INZAVARDARE, va. Imbrattar di 
fango, di polvere, o di qualunque altro «aci- 
dume, np. Imbrattarsi: ma nei dialetto, vale 
propriamente Voltolarsi nel fango o nella pol- 
vere, o in qualunque altro sucidume, o Im- 
brattarsi di sucidume in modo , come se si 
fosse voltolato in quello. Abbatuffolato, 
agg. Dicesi di Campo di frumento, o di biade 
intricato per vento o pioggia; e Allettato, 
dioesi di Frumento o di biade distese a guisa 
di letto, per vento o pioggia soverchia. 

Aravié, ecc. V. A vie, ecc. 

Aravise. V. Ravisé. 

Aravivé. V. Raviv©. 

Aravólaer. RAVVOLGERE, va. Mettere che 
che sia in invoglio, e fasciarlo con esso. Cinge- 
re intorno, np. Avvolgersi intorno. Aggirimi. 
Rin voltolare, Voltolare, va. Volgere e ri- 
volgere. Voltare più volte con moto rapido, np. 
Rivolgersi più volte in che che sia: si rivoltola- 
no in terra gli animali, per grattarsi la schiena, 
quando loro prude. « Io (asino) mi diedi a 
voltolarmi molto bene su per la polvere ; ma 
non fui mai da tanto eh* io potessi dar la 
volta tonda. » (Firenzuola). Convólgbrb, va. 
Voltare più volte, Voltolare, np. Voltolarsi, 
e A quella tal ora viene levato dalia pésta 
(l'asinelio macinatore), abbocca la sua pro- 
fenda, bee al suo truogo, scapestra un poco 
nel prato, si convolge e gratta, beato di far 
il cerchio, o dar la volta. » (Bresciani). Ara- 
vólsess per tèra , o in t' e lèt. Volto- 
larsi per terra, o in letto. Rivoltolone , 
Voltolonb, Voltoloni, avv. Rivoltandosi in 
giro come che sia, Aravóiaer j* oc. Stra- 
buzzare, vn. Stravolgere gli occhi affissando 
la vista. V. Avólser. 

Aravólser. RIFÉNDERE, va. Arare la se- 
conda volta la terra già arata. 

Arasónaer. RAGGIUNGERE, RAGGIU- 
GNERE, va. Arrivare uno nel camminargli, 
o corrergli dietro. Rabboccare, va. Abboc- 
car di nuovo, cioè Empiere un vaso fino alla 
bocca. Rabboccar /laschi, botti, ecc. Riera- 



ARB 



— 38- 



ARB 



pirli ano ali» bocca. Arfcftòxuter là piglia- 
ta, i iasùi, ecc. Aggiungere, e Rapgiun- 
gere aqua alla pentola, ai fagiuoli, eoe 
Raggiunger*, va. Mettere di nuovo, Tornare 
a mettere, Rinfiradere. V. Aaónser. 
Arbacàss. V. Srbaoàsa. 
Arbàg, eoe, V. Brbàfj, ecc. 
Arbalte. RIBALTARE, va. Dar la volta, la 
balia, Mandar soasopra. vn. e op. Andar sos- 
sopra di carri, navi, ecc. Ribalta-tura, Il 
ribaltarli. « Ribaltatore di caletti. » (Nelli). 
Arbaltftn. V. Patlén. 
Arbelàe. RIBALZARE, RIMBALZARE, vn. 
Ballar di nuovo. Fare pia balzi, o salti, e 
dicesi della palla o pallone. Ribalzambnto, 
sm. Il ribellare. V. Arbelà. 
ArbaróL V. Brbftról. 
Àrbasse. RABBASSARE, RIABBASSARE, 
va. Abbassar di nnovo. np. Abbassarsi di 
nuovo. Rabbassambnto, sm. Il rabbassare. 
Arbatdùx-a. RIBADITURA , sf. L'azione di 
ribadire. La parta ribadita del chiodo. Ribat- 
tuta, sf. Ribattuto, ani. Costura di vesti, se 
si spianano e cuciono di qua e di là i due 
orli che sovrastano alla costura. Lasciatura, 
sf. Rimesso, sm. Quella rivoltura di roba che 
nel cucire Je vestimenta, si lascia libera dalla 
parte interna , pel caso che occorra di slar- 
garle, o allungarle. Rimbocco, sm. Orlo largo 
e piatto. (Carena). V. Arbàter. 
Arbatén. RIPICCO, sm. Ripercotimento di 
colpo contro colpo dato con palla contro il 
moro. 
Arbàter. RIBATTERE, va. Battere di nuovo. 
Rintuzzare le ragioni dell'avversario. Riflettere 
di raggi, ter. agr. Riunire colle zappe le porche, 
term. sari. Pare un doppio cucito che si fa 
all'orlo. Ribattimbnto, sm. Il ribattere. Ri- 
FLB8SJONR, Ripercussione, sf. Il riflettere di 
luce. Rimandare , va. Il mandar indietro la 
palla, ripercotendola. Rimando, sm. Il riman- 
dar la palla. Rimboccar» , va. Arrovesciare 
l'estremità delle lenzuola. Rimboccare, per 
Ricoprire. « E poiché è seminata la terra , 
6i rimboccano sopra i semi, o con l'aratro, 
o con la zappa. » (Crescenzi). Ribadire, va. 
Ritorcere la punta del chiodo, e ribatterla 
verso il suo capo nella cosa in cui sta con- 
fitto. Ritorcere qualche cosa in se stessa. Ri- 
spondere alle rime; che figurai dicesi anche 
Rimbeccare, cioè Dare pronta risposta e pun- 
gente a chi ha voluto motteggiar te. Di rim- 
becco, locuz. aw. Con risposta pronta e mor- 
dace. V. Dsarbàter. Frase*. Arabàter. 



1 RIBEVERE, va, Bevere di nuo- 
Arbé'var j vo: dicesi anche il Retrocedere 
che fa un liquido neir uscire (gorgogliando da 
un vaso di collo stretto; e cosi dicasi del Re- 
trocedere Taqua di un canale, di un fosso, ecc. 
non avendo sfogo. 

Arbégh. ERPICE, sm. Strumento con denti 
di legno o di ferro per tritare e appianare il 
terreno arato. Erpicare, va. Tritare e spia- 
nare con l'erpice. Erpicatura , sf. Atto od 
Effetto dell'erpicare. V. Intrampel. 
ArbèX V. Hrbel. 



Arbélta. RIBALTA, sf. Sorta d'imposta daac- 
commodarsi sopra un vano qualunque per pas- 
sarvi sopra con sicurerza, e da potersi alzare 
e abbassare a piacimento. Sorta d' imposta 
che s'alza a s'abbassa per aprire e chiudere. 
Piano di scrivania sul quale si scrive, e che 
è mobile su maschietti per poterlo abbassare, 
rialzare e chiudere a cniave. Si dice anche 
queir Asse girevole su pernetti che si addatta 
lungo la batteria de* lumi di un teatro, e che 
si alza, quando sulla scena dee comparir notte, 
essendo appunto ordinata ad impedire che la 
luce si getti in sul palco. V. Patlen. 

Arbétf. RIBALZO, RIMBALZO, sm. Il re- 
trocedere di cosa che trovi intoppo nel suo 
corso. D'arbelà. A rimbalzo, Di rimbalso. 

▲r beri. Y. ErberL 

Arbetri. V. Arbitri. 

▲rbgbé. STRASCINARE, va, Tirarsi dietro 
alcuna cosa pesante, senza sollevarla da terra, 
np. Andare a stento. Strascinamento, sm. 
Strascinatura, sf. Lo strascinare. Strasci- 
nìo, sm. Rumore che si fa strascinando. Stra- 
scicar*, va. Trascinare per terra cose leg- 
S'ere per noncuranza, dispetto, o sfarzo, pala- 
ndosi di vesti donnesche o prelatizie. Stra- 
scicamento, sm. Lo strascicare. StrasichIo, 
sm. L'atto e il Rumore dello strascicare. 
Strascico, sm. Parte della veste che si stra- 
scica per terra. Lo strascicare. Strascicone, 
sm. Chi si strascica e rutica a stento. Risi- 
carsi, np. Muoversi pianamente e con fatica. 
Strasciconi, avv. Strascicando. Rettarb, vn. 
Andar con la pancia per terra. 

Arbitrori. ARBITRARIO, agg. Fatto ad ar- 
bitrio. Che dipende dall'arbitrio altrui. Ar- 
bitrale, agg. Dioesi di Sentenza data su qual- 
che caso da arbitri scelti dalle parti, o eletti 
dal tribunale. 

Arbitress. Prenderei l'arbitrio, la libertà 
di fare, ecc. Arbitrare, va.; e talvolta si usa 
anche in modo assol. Pensare, Stimare, Giu- 
dicare. Arbitrare sopra checché Ha, in si- 
Snif. di Pigliarsi qualche arbitrio per conto 
i checché sia ; cioè Non la guardare pel sot- 
tile, e lasciar correre. (Gherardinil. « Parve 
allo scalco di poter arbitrare su r etichetta 
d' un'età dell'oro declinante a qualche prin- 
cipio di corratela. » (Magalotti). Àrbitro, sm. 
Giudice scelto da' contendenti , perchè di sua 
volontà innappellabilmente decida tra loro. 
Arbitrato, sm. Giudicio d'arbitri. Magistrato 
degli arbitri. 

Arbìtri. ARBITRIO, sm. Facoltà di fare o 
non fare. Il giudizio dell* arbitro. Arbitra- 
riamente, avv. Ad arbitrio. 

Arbló. RINTUZZARE, va. Ribattere la punta 
di cosa acuta. Ripiegare il taglio a coltello o 
simile, np. Ripiegarsi nella punta o nel taglio. 
Scervellato, Scbrpelluso, ag£. Che ha le 
palpebre arrovesciate. V. Arpie. 

Arblìss. V. Abigliéaa. 

ArboobA RIMBOCCARE, va. Mettere un va- 
so o simile colla bocca io giù. Arrovesciare 
l'estremità , ovver la bocca d' alcuna cosa, 
come di sacca, maniche, lenzuola, ecc. Rim- 



ARB 



-34- 



ARG 



booc atura, sf. Il rimboccare, o La cosa rim- 
boccata, e propriamente si dice Quella parie 
del lenzuolo cne si rovescia sopra le coperte. 
Rimbochetto, sm. L*estremità o bocca d'al- 
cuna cosa, come di sacca e simili arrovesciata. 
V. Arbuohé. 

Arbóf. RABUFFATO, agg. Disordinato, 
Scomposto, Scompigliato; e per analogia nel 
dia!, romagn. vale Male in arnese, sia di ve- 
stimenti, sia di averi. 

Arbómta. RIMBOMBO, sm. Fragore prolun- 

§ato che viene dal ripercotimento della voce, 
el suono, e dello scoppio delle armi da fuoco, 
specialmente in luoghi cavernosi. Rintrono, 
sm. Rimbombo. Rintuono, sm. Leggier rim- 
bombo. 

Arbombe. RIMBOMBARE , vn. Far rim- 
bombo. Rimbombambnto, sm. Il rimbombare, 
Rimbombo. Rimbombìo, sm. Rimbombo ripe- 
tuto e prolungato. Rimbombevolb, Rimbom- 
bante, agg. Cne rimbomba. Rintronare, vn. 
Fortemente rimbombare, parlandosi di scoppi 
d'artiglierie. 

Arboradùra. ARBORATURA, ALBERA- 
TURA, sf. Nome collettivo di tutti gli alberi 
di una nave, nel dialet vale Tutti gli alberi 
di un campo, di un podere, ecc. 

Arbore. AkBORARE, INNARBORARE, va. 
Piantar alberi Arborato, Inn arborato, agg. 
Piantato ad alberi. Arborbggiare, vn. Dira- 
marsi, Alzarsi a guisa d'albero. V. Inalbare. 

Arbóat. V. Pianta (arbusto). 

Arbòta. V. Rinohél*. 

Arbuoadùra. RINZAFFATURA, sf. RIN- 
ZAFFO, sm. Primo intonaco rozzo dato ai 
muri. Arricciatura, sf. Arricciato, sm. La 
seconda incalcinatura di un muro. V. Sta- 
blidùra. 

Arbucné. R1NZAFFARE, va. Dare ai muri 
il primo intonaco di calcina. Arricciare, va. 
Dare il secondo intonaco ai muri. V. Stabli. 
Arboché. 

Arbulì. RIBOLLIRE, vn. Bollire di nuovo. 
Nel ribollire, ossia fermentare di nuovo, le 
cose talvolta si guastano; così il cacio, così 
il vino, che allora vanno a male. Ribollito, 
agg. Così dicesi alla Vivanda che per essere 
stata riscaldata, si è guasta; onde la frase 
Saper di ribollito, per Mandare quell'odore 
che fanno le cose guaste per essere state fatte 
ribollire. V. Ribolì. Fermentò. Palurì. 

Arbumbé. V. Arbombe. 

Arburadùra. V. Arboradùra. 

Arburte. V. Arbute. Arbalté. 

Arbuso. ARCHIBUGIATA , ARCHIBUSA- 
TA, sf. Il rumore dello scoppio di un archi- 
bugio. Colpo di palla lanciata da archibugio, 
dira, scherz. Archibusatina. — Arcribuse- 
rìa, sf. Quantità di colpi d'archibuso. Quan- 
tità di archi busi. Archibuoiare , va. Tirare 
dell'archibugio. Uccidere con archibugiate. 
V. Scoiòp. 

Arbnaér i ARCHIBUGIERE , ARCHIBU- 

Arbusìr. ì SIERE , sm. Artefice che lavora 
gli archibugi, ed altre piccole armi da fuoco. 

Arbusti V. ImbruatV 



Arbute. ALLETTARE, va. Far cascar giù 
le biade, e farne quasi un letto piano; dicesi 
di vento e grossa pioggia. Abbatuffolato, 
agg. dicesi di Campo di frumento o biade 
intricato per vento e pioggia. Allettare usaci 
anche al n. p., parlandosi di biade ecc. Ar- 
bute un élbar, Atterrare, Abbattere, Get- 
tare a terra un albero. V. Alteea. 

Arbutess. Gettarsi, Lanciarsi, Avventarsi 
di nuovo. V. Casone. 

Arcade. RICADERE , vn. Cadere di nuovo. 
Riammalarsi dopo guarito. Ricadimbnto, 
sm. Ricaduta, Ricascata, sf. Il ricadere. Il 
tornar infermo. Ridar giù , Ammalarsi di 
nuovo. 

Arcaiche. RICALCARE, va. Calcar di nuovo. 

Arcalaè. ecc. V. Rincattè. ecc. 

Aroàxn. Arcarne. V. Rioàxn. ecc. 

Arcan. ARCANO, sm. Cosa difficile a com- 
prendersi, agg. Misterioso. Arcanamente, 
aw. In modo arcano. 

Aroarvé. forse da Arcreé, Ricreare» Di 
nuovo creare. Rifare , va. Eleggere uno in 
luogo di un altro mancato; e per similit- di- 
cesi dell'Imporre ad un fljrlio nato il nome 
di un parente per lo più defunto , od anche 
vivente. Rifare il nonno, ecc. Dare ad un 
figlio il nome del nonno, ecc. Risuscitare il 
nome d'alcuno. Nel linguaggio biblico vale 
Far rivivere la schiatta d'alcuno, procreando 
figliuoli per mezzo di persona congiunta a 
quello per parentela. (Gnerardini). « Tu dei 
pigliare per moglie Ruth, ecc. che fue (fu) 
moglie di colui eh* è morto , acciocché tu 
risusciti il nome del tuo parente, e che non 
si ispegna la casa sua. » (Li or. Ruth). 

Aroarvéda. Ohéran arcar veda, Carne 
indegnata, ossia indurata, o impedita nel 
naturale suo movimento, e dicesi propriamen- 
te de'muscoli delle coscia e delle braccia per 
soverchio affaticamento. Indbgnarb, va. Of- 
fendere, Danneggiare alcuna parte del corpo 
animale, già male affetto, e dicesi propria- 
mente de 1 nervi. 

Arcasene. V. Arcade. 

Aroneda. ARCATA , sf. Parte di fabrica 
fatto ad arco. Toccata d'arco sopra un ìetru- 
mento da corda, come Arcata di violino, 
ecc. Arcovata, sf. Serie di più archi per 
uso di aquedotti,o di passaggio di ferrovia. 
Archeggiare , va. Maneggiar 1' arco su gli 
strumenti a corde. Torcere o piegare che cne 
sia a guisa d' arco. Archeggi amento, sm. 
Lo archeggiare.- Arcatura, sf. Ordine onde 
sono disposti gli archi. (Bresciani). 

Arohels. V. Rinohelà. 
Arcnest. FRATTAGLIE, RIGAGLIE, sf. pi. 
Interiori particolarmente di polli, da man- 
giare, dim. Rigagliuolb. — Frattaoliajo, 
sm. Chi vende frattaglie. Cibreo, sm. Mani- 
caretto per lo più di coratelle di polli. 

Arche t. ARCHETTO, sm. Strumento con 
cui si suona il violino. Specie di lima per 
fare gl'ingegni alle chiavi. Bacchetta piegata 
in arco per pigliare uccelli. Balestruccio, 



ARC 



-35- 



«m. Archetto per dove passa la seta quando 
s' incanna. 

Arobitét. ARCHITETTO, sm. Chi esercita 
l'architettura. Abchitbttarb, va. Ideare, Or- 
dinare una fabrica secondo le regole dell'ar- 
chitettura, figurat. Ideare un disegno, un'opera, 
eoe. Architettore, sm. Architetto. Archi- 
tbttorb, vero. m. Abchitbttricb, f. Chi o 
Che architetta. Architbttorucolo , sm. vi- 
lit dì Architettore. 

Arohitetùra. ARCHITETTURA, sf. Arte 
di eostruire, disporre, ed ornare gli edifici . 
Architettonica, sf. Scienza che prescrive le 
regole dell' architettura. Arcritbttonica- 
mbntb, avv. In maniera architettonica, Se- 
condo le leggi dell' architettura. Architet- 
tonico, agg. D* architettura, o Che è secondo 
le regole e principi dell' architettura. 

Archi-rèsta. ARCHIVISTA , sm. Colui che 
ha cura dell'archivio, che presiede alla cu- 
stodia, all' ordinamento, ed all' uso degli ar- 
chi vj. 

Archivi. ARCHIVIO, sm. Luogo ove si con- 
servano le scritture , e specialmente le pu- 
bliche. Archivi ars, va. Registrare, Chiudere 
scritture in archivio. 

Arciàm. RICHIAMO, sm. Uccello rinchiuso 
in gabbia che serve, per allettare uccelli. Qua- 
lunque allettamento per pigliare uccelli. 
Aroiama. RICHIAMARE , va. Chiamar di 
nuovo. Chiamar indietro. 
Arciapadùra. RIMPELLO , sm. Muro che 
si riprende da' fondamenti per mettere in 
piombo una vecchia muraglia. Rimpellarb, 
va. Far rimpello. Ripresa, sf. Rivestimento 
di mattoni o pietre per ritto addosso a un 
muro. V. Costipatidn. 

Arciape. RIPIGLIARE, va. Pigliar di nuo- 
vo. Riprendere alcun lavoro da capo. Ripi- 
glia mbnto, sm. 11 ripigliare. Ripresa, sf. Il 
ripigliar di nuovo a fare che che sia. Rao 
chiappare, va. Acchiappar di nuovo. V. Oiapé. 

Arciumde. V. Compite. 

Areminie RICOMINCIARE, RIPRINCI- 
PIARE, va. Cominciare di nuovo. Ricomin- 
ci amento, sm. Ricominciatura, sf. II rico- 
minciare. 

Arcnósaer. V. Rioonósser. 

Ai-cól t. V. Raodit. 

Arcompari. RICOMPARIRE, vn. Comparire 
di nuovo. V. Compari. 

Arcompenaé. V. Ricompense. 

Arcompre. RICOMPERARE, va. Comperare 
di nuovo. RicoMPBRAMRNTO, sm. Il ricompe- 
rare, Ricompera. Ricompbrbvolb, agg. Che 
si pnò ricomperare. Ritranoola, sf. Ritran- 
golo, sm. I/tura di chi ricompra per minor 
prezzo ciò che ha prima venduto. 

Arcón. V. ArcunièL 

Arconé. ARCARE , ARCHEGGIARE, va. 
Piegare a mo* di arco. Arcuato , agg. Pie- 
gato in forma di arco. 

Arconées. CURVARSI, np. Piegarsi a guisa , 
di arco. Arcuazionb, si. Curvatura delle 



Arconte. V. Arounté. 



ARD 



sèi. V. Arcuniel. 

Aroopié. V. Rioopié. 

Aroórd. V. Rioórd. 

Ar corde. ARRICORDARE, vn. e np. Avere 
a memorie. Rimbmtoyars , va. Ricordare o 
Mentovare di nuovo. V. Ramante. Perso- 
na aroordéda per véja o per stréda. 
E il prov. lat lupus in fabula; se altri ci 
capiti davanti, quando appunto si sta parlando 
di lui. « Oh, la lupa è nella favola: eccola 
qua appunto, ecc. » (Varchi Com.) 

Aroòta. V. Rioòta. 

Arcova. ALCÒVA, sf. Luogo separato in una 
stanza dal rimanente ; quasi diremmo Cante- 
rella dentro ad una camera, la cui fronte è 
per lo più fatta d' un arco , e che si chiude 
con portiere o cortine, per uso di riporvi un 
letto. 

Arcruvdùr. V. Quartùr. 

Arorùver i RICOPRIRE, va. Coprire di nuo- 

Arcruvì j vo. Ricoprimento, sm. Ricoper- 
tura, sf. Il ricoprire. Ricopribile, agg. Che 
può ricoprirsi. Ricopritorb, vero, m. Kico- 
pritrice, f. Chi o Che ricopre. Arorùver 
la ca. Rintbgolarb, va. Rimettere o Rac- 
conciare i tegoli ad un tetto. Arorùver el 
•oarànn, Impagliare le seggiole. Intesservi 
la sala, che anche chiamano paglia, forse 
perchè la paglia del frano fu la prima ad es- 
sere per quest' uso adoperata, come si fa tut- 
tora per alcune seggiole più dozzinali. Rim- 
paginare, va. Impagliare di nuovo seggiole o 
simili. Impagliatino, sm. Il piano impagliato 
delle seggiole. Impagliatura, sf. L'operazio- 
ne dell impagliare, ed anche La disposizione 
e l'ordine delle corde di sala nelle seggiole 
impagliate. Sbggiolajo, sm. Srgoiolaja, sf. 
Colui o Colei che impaglia seggiole. Fiasca- 
io, sm. Colui che impaglia fiaschi , o simili 
vasi di vetro. 

Arouérta. RICOPERTA, SCOPRITURA, 
sf. Il ricoprire. Copertura. 

Arcumdè. RACCÓMMODARE, va. Accora- 
modare di nuovo. Raccommodambnto, sm. Il 
raccommodare. V. Arpie. 

Arcumpagné. RACCOMPAGN ARE, va. Ac- 
compagnare di nuovo. V. Aoompagné. 

Aroumpré. V. Arcompre. 

Arcuile. V. Arooné. 

Arcunfercné. V. Riconferme. 

Arounté. RICONTARE, va. Contare di nuovo. 
V. Raconté. 

ArcuniòL ARCUCCIO, sm. Arnese di legno 
arcuato che si pone nelle culle de* bambini 
per tener alzate le coperte che non li affo- 
ghino. 

Aroupié. V. Rioopié. 

Arcurdftnaa. V. Rioórd. 

Arourden. V. Rioordén. 

Arde. V. Ride. 

Ardònt. ARDENTE, part pres. Che arde, 
agg. per metaf. Eccessivo. Veemente. Cavallo 
ardente, Impetuoso, Focoso. Colore ardente, 
Vivace. Occhi ardenti, Infiammati d'amore 
o d'ira, dim. Ardbntkllo, Ardbntbtto. 
vezs. Ardbntuzzo. 



ARE 



-36- 



ARE 



Arténaa. ARDENZA, tf. Ardore, Veementa 
d'affetto. Ardore, Impeto, e dicesi ordinaria- 
mente di cavalli. 

Ardgiòn. V. Fabia (spuntoni. 

ArdL ARDIRE, vn. Aver ardimento, corag- 
gio, animo. Osare. Ardimi, Ardimento, sm. 
Prootazsa d'animo nel!' intraprendere imprese 
dimoili e pericolose. Arditamente, avv. Con 
ardimento. Ardito, agg. Coraggioso, dim. 
Arditbllo, Arwtbtto. — Arditezza , sf. 
Ardimento. V. Ridi. 

Ardite. V. Eredita. 

Ardmande. RADDOMANDARE, R ADDI- 
MAN DARE, RIDOMANDARE, Domandare 
di nuovo. Chiedere cosa stata sua. 

Ardòr. ARDORE, Calore eccessivo, metafor. 
Desiderio intenso. 

Ardót. Mei ardót. MALCONCIO, agg. Ri- 
dotto in cattivo stato.. — Fé l'ardót e term. 
contad. Ande in oà in oórt. Tirare in 
casa. Prendere il marito a convivere in casa 
de* parenti della moglie. V. Rido t. Bagòrd. 
Tàter (masserizie). 

Arddta. RITORTA, sf. Vermena verde attor- 
tigliata per servirsene di legame. V. Stròpa. 

Ardoté. TORCERE, va. Avvoltare nn corpo 
lungo e flessibile dalle due estremità in senso 
contrario, o tener ferma un'estremità, ed av- 
voltare V altra. Ritorcere, va. Di nuovo tor- 
cere. 

Ardrè*. DIRITTO, DRITTO, sm. Parte op- 
posta del rovescio. Dirizzone, sm. Ciape un 
ardrét. Pigliare un dirix$one. Mettersi in 
una via (per lo più in senso traslato), e alla 
cieca seguitar quella, senza sapere, o voler 
mutare. « Certi ingegni caponi, afferrata che 
hanno un' opinione, buona o rea, pigliano il 
dirizzone, e non solo non se ne lasciano stor- 
nare, ma tutto tirano a quello. » (Tommaseo). 
« Quando hanno preso un dirizzone, Ci vuol 
li argani a smuover le persone. » (Guada- 
gnoli). Io credo (dice il Zecchini) che diriz- 
zone sia una storpiatura di direzione fatta 
dal popolaccio. Potrebbe anch'essere che Di- 
rizzone derivi da Indirizzo, poiché Pigliare 
un indirizzo, vale Tendere ad appigliarsi ad 
un partito, anzi che ad un altro. « Il Turco 
è vecchio e mal sano, e potrebbe in cosi lungo 
spazio di tempo o morire, o pigliare altro 
indirizzo, » (Casa). V. Stortura. 

Ardriaé. V. Adriae. RadriAe. 

Ardunde. V. Ridonde. 

Ardupié. V. Adonia, Radopie. 

Ardùser. V. Rid&ser. 

Arante. V. Ardoté. 

Are. ARARE, va. Lavorare la terra con l'a- 
ratro. Aramento, sm. Lo arare. Aratura, 
sf. L'azione e il modo di arare. Quantità del 
terreno arato. Tempo acconcio all'arare, dim. 
Araturina.- Arabile, agg. Che si può arare. 
Acconcio ad essere arato, inarabile, agg. 
Che non può ararsi. Inarato, agg. Non arato. 
Arativo, Aratìo, agg. Acconcio ad essere, 
arato. Terreno arativo, Che si coltiva tjon 
l'aratro. Aratorio, agg. Dicesi di Terreno 
da essere arato, o di Arnesi che servono per 



arare. Rubare, va. Arar di nuovo. Are a 
ohinoòil. Imporcarb, va. Fare delle por- 
che arando. Rdmper èl otitnoòll. Cobtbo- 
giarb, va. Fendere coU'aratro le coste o lati 
delle porche, dov* è stata la sementa dell'anno 
passato. Costeggi atura, si Aratura che si li 
costeggiando. Spìgoli, sm. pi. term. d'agric. 
Quei lembi di terra che sono rimasti nella co- 
steggiaxura. Sbroccars, va. Arare quel ter- 
reno ove sono state piante panioolate» Sta- 
tare, Statbooiarb, vn. Lasciar correre un 
certo spazio di tempo fra l' una e l'altra ara- 
tura, acciocché la terra possa ben ricoceni. 
Are ad imbres. V. Imbres. V. Armon- 
de. Ravajé. V. Drét. Are drét. 

Aréda. V. Arò (aratura). 

Arala, ÉDERA, BLLERA, sf. Pianta legnosi 
rampicante su li alberi e su i mari. Ellb- 
ronb, sm. Grossa pianta d'ellera. (Gherar- 
dini). Edbraceo, Ederoso, agg. Di edera, o 
Simile ad edera. Edbrbogiarb, vn. Avvitic- 
chiarsi com' edera. Corimbo, sm. Grappolo di 
coccole d'edera. V. Arlét. 

Arèna. ARENA, sf. Luogo destinato ai pu- 
blici spettacoli diurni. V. Réna. 

Arenamént. ARENAMENTO. INCAGLIO, 
sm. Il dare di una nave in fondi basai, e ghia- 
iosi, ossia nelle seccagjie. V. Interimént, 
Inoài. Ristàgn (metaf.) 

Arénder. ARRENDERE, va. Rendere, np. 
Cedere, Darsi vinto. Acquetarsi, Rassegnarsi : 
Allentarsi, dicesi di corde : Piegar st, di al- 
beri e rami: e Arrendersi, dicesi anche di 
Possi che in certe stagioni dell'anno ai sec- 
cano. Arrekdimbnto, sm. Lo arrenderti. Ar- 
rendevole, Arrbndibilb, agg. Che si piega 
e volge agevolmente per ogni verso, figurai. 
Pieghevole all'altrui volontà. Arrbndsvo- 
lbzza, sf. Qualità di ciò che è arrendevole. 
Arrendevolmente, avv. Con arrendevolezza. 
V. Rènder. 

Arendgtae. V. Rineghe. 

Arenéss. ARENARSI, np. Profondarsi nel- 
l'arena. Dare in secco, parlandosi di navi. V. 



Arénga, ARINGA, sf. Specie di pesce che ci 
viene secco, salato ed affumicato. V. Arin- 
ghe. 

Arèst. ARRESTO, sm. Lo arrestare. Ordine 
delta giustisia di pigliare una persona, e te- 
nerla sequestrata. Pena per cui uno debba 
stare per un dato tempo in un luogo fissa- 
togli. 

Arestadén. ASSETTATUZZO, agg. Atti- 
lato. Polito, Che ha gran riguardo alla por- 
tatura, ed alla politezza degli abiti. Ravviato, 
agg. Raccolto e acconcio nella persona, e nel- 
l'andare, dim. Rawiatino. 

Araste. ARRESTARE, va. Tener per fona. 
Porre o Condurre in arresto. Trattenere. So- 
spendere, np. Fermarsi. Arrestambnto, sm. 
Lo arrestare. Arrbstabilb, agg. Che può es- 
sere arrestato. Arrbstatorb, verb. m. Arre- 
statricb, f. Chi o Che arresta. V. Arate. 

Aretràt. ARRETRATO, sm. term. leg. Frat- 
to decorso, Non pagato a tempo, agg. Rima- 



ASF 



— 37 — 



ARO 



sto indietro s^l* amministraniane e simili. 
Arfetaé. RIFASCIARE, va. Fatare di 
nuovo. 

Arfàt. RIFATTO , agg. Fatto di nuovo. V. 
Bdòo arfàt. 
Arfaàé. V. Rinfiaaa. 

Arfc. RIFARE, va. Fare di nuovo. Ristorare 
de 1 danni sofferti. Riedificare, np. Ritornare in 
fona. Ristorarsi di danni. Rifarti da capo, 
Ricominciare. Rifacimento, sm. Rifahomb, 
s£ II rifare. Compensazione di danno recato. 
RifàcibilBj Rifattibilr, agg. Che si può ri- 
fere. Da rifarsi. Rifacitore, vero. m. Rn?A- 
otrice, t Chi o Che rifa. 

Arféndar. RIFONDERE, va. Tagliare o Se- 
gare asse o pancone per lo lungo. 

Arfermó. v! Raferxna. 

Arféss. LISTONE, sm. Avanzo in lunghezza 
di asse adoperata a far tavole, od altri simili 
lavori. V. Scoi (piallaccio). 

Arféss. RIFARSI, np. Ritornare in fona Ri- 
storarsi di danni. V. Arpless. 

Arflada. FIATARE, vn. Respirare, che è lo 
Espirare, cioè mandar mori ii fiato; e In- 
spirare, Tatto contrario. Leggiero spirare di 
venti. No arfladé. Non fiatare, Tacere, Non 
parlare. Rifiatare, vn. Respirare. Prender 
riposo o ristoro. Rifiatata, sf. Atto di rifia- 
tare dopo la fatica, accr. Rifiatatola ; e 
Arflade, Rifiatare , vn. Trarre il flato, 
Rsspirsre. « Anche furono il Padre Isaia, e 
i! Padre Saba, i quali traevano ancora il 
fiato, pognamo che e* fussono feriti. » (Leo- 
pardi) ; e Arilada, Sfiatare , vn. Mandar 
inori il fiato ; dicesi di otre, pallone, o fiasco, 
ecc. che non ritiene il flato. V. Arned. 

Arfid. V. Rifluì, Zermion (sortita). 

Arfldo. RIPIGLIARE, va. e vn. Figliare di 
nuovo, (figurai.) Ripullulare, Rigermogliare. 
V. Rifiutai 

Arflad. SFIATATURA, sf. Lo sfiatare, ctoò 
Mandar fuori il fiato, parlandosi di pallone, 
otre, ecc. Sfiatatoio, sm. Pertugio d'onde 
sfiata che che sia. Sfiato, sm. Apertura che 
i gettatori di metallo lasciano nelle forme , 
onde l'aria possa sfiatare. 

Arflladùr. RAFFILATOJO, sm. Strumento 
da raffilare. 

ArtUadùra. RAFFILATURA, sf. Il raf- 
filare. Ciò che si leva nel raffilare, nel plur. 
Specie di minutissimi trucioli che si recidono 
dai fogli di carta nel raffilarli. 

Arnia. RAFFILARE, va. Paresjgiare che 
fanno i sarti, i calzolaj colle forbici, o col col- 
tello i loro lavori. ArfiLLéss drl a dn. V. 
Afii4 t np. 

Arflùt. MARAME, sm. Scarto, Rigetto. Ba- 
8TARDONB, Succhione, sm. Rimessiticcio che 
nasce sul fusto degli alberi V. Rinùt. 

Arflnta. V. Rifiutò. 

Arfradùra. RIFERRATURA, sf. L'azione, 
o L'effetto di riferrare i cavalli e simili. 

Arfra. RIFERRARE , va. Ferrar di nuovo 
le bestie sferrate. 

Arfunda. V. Rafondé. 

Arfua. RIFUSO t am. term. tipog. Lettera 



scambiata di aito nello scomporre la forma. 

Arghi. V. Areheat. Regalai. 

Argàja. PIGIONE, sf. Quel tanto ohe il co- 
lono paga, per 1' abitazione, al padrone del 
podere, lavorandolo a mezzadria, v. Regale!. 

Argàaa. GAZZA, GAZZERA (Corvus pica) 
Linn. sf. Uccello di color bianco e nero , e 
della grandezza quasi d'un colombo, atto a 
imitar la tavella umana: ed è quella che nel 
dial. diciamo Argàaa da la còda lónga. 
dim, Gazzerotta. Axgaaa roana. Ghian- 
daja, sf. (Corvus glandarius). Uccello di co- 
lore ferrugineo screziato, le penne copri trici 
sono cerulee con istrisce bianche e nere. dim. 
Ghiandajqtto , accr. Gbiakdajonb. — Ar- 
gàaa marina. Qasteru o Ghiandaia ma- 
rina. Gracchiare. Cingubttarb, vn. Il man- 
dar fuori la voce che fa la gasserà. Ave 
l'afgana in se mlór. Prosperare, vn. 
Andar di bene in meglio. Crescere in felicità. 

Argano. V. Cagnara. Aitarono*. Rugante. 

Argaaot. GAZZEROTTO, sm. Pulcino della 
gazzera, e Gazzera giovane. 

Argabal. RIGOGOLO, sm. Uccello passera- 
ceo, e granissimo alla stagione dei fichi. 

Argéla. ARGILLA, sf. Terra composta di 
alumina e di silice, di coi ai fan stoviglie. 
— Argilloso, agg. Che contiene argilla. 

Arghe. V. Arcnaat. 

Argh&bi. Arghabul. V. Argàbal. 

Arguite. RIGETTARE, vn. Buttar fuori. V. 
Vomita. 

Argi5n. V. Ragidn (tordella). 

Aranooul. REGNICOLO, sm. Nato nel regno, 
neldial. vale Del regno di Napoli. Omicctoolo, 
sm. Uomo di piccola statura. 

Argni. V. Nitri. Grugni. 

ArgnÒn. ARNIONE, sm. Ciascuno dei due 
organi secretorii dell' urina , e intorno a cui 
sta il minaccio, che ò quel gramo che gl'in- 
volge. dim. Arnioncbllo. (Battoli). 

Argnonada. ROGNONATA, sf. Quella parte 
che contiene il rognone o arnione. 

Argòi. ORGOGLIO, e RIGOGLIO, sm. Smi- 
surata stima di se stesso. Superbia smasche- 
rata e palese, dim. Orooolibtto, Orgogliuz- 
zo. — Orgoglioso , agg. Pieno d* orgoglio, 
dim. Obgogljosbtto — Orqooliarb , vn. 
Divenir orgoglioso. Baldanza, sf. Orgoglio 
e Sufficienza che viene air uomo dall' idea 
della propria fona paragonata ali* altrui de- 
bolezza vera o supposta, sentimento inspirato 
dal favore, dall'appoggio di alcuno. Rigoglio, 
sm. Soverchio vigore delle piante. Rigoglioso, 
agg. Che abonda di forza vegetativa, vezz. Ri- 
GOGUosoccio.— Parlandosi di Arco, è lo sfo- 
go, ossia La massima altezza di un arco al 
disopra della sua corda. Rigogliosamente , 
avv. Con rigoglio. 

Argomènt. Argomenta. V. Argumént. 
ecc. 

Argranda» V. Aragranda. 

Arguarda. RIGUARDARE, va. Guardar di 
nuovo. Ripetere razione di guardare. Riguar- 
dare una aosa, Custodirla in modo che non 
si sciupi, np. Aversi cura, Guardarsi, Tenersi 



I 



ARI 



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ARI 



in guardia. Riguardato, agg. Custodito. Di 
che ai è tenuto conto. Riguardatorb, rerb. 
m. Rigcjardatricb , f. Chi o Che riguarda. 
Riguardatricc, di cesi pur di Donna che ha 
cura di una cosa, che ne tien conto. (Gherar- 
dioi). Y. Riguarda (concernere). 

Argujàm. V. Aroheat. 

Argumble. RIMBOCCARE , va. Rovesciare 
la bocca, ossia 1* estremità di sacco, maniche, 
calzoni, ecc. Sobbarcolarsi , np. Alzarsi le 
vesti donnesche, fissandole alla cintura, sì che 
restino alte da terra , per non se le lordare, 
o per rendere più libero il lavoro, o più spe- 
dito il camminare: dicesi anche Succtnaersi, 
Succignersi. Sbracciarsi, np. Scoprire le 
braccia, nudandole d'ogni vesta, rimboccando 
le maniche della camicia fino al «romito. V. 
Arodlè. 

Argumènt. ARGUMENTO , sm. Soggetto 
di un componimento. Ragionamento per cui 
si tira una conseguenza da una o duo propo- 
sizioni, dim. Argombntuzzo. pegg. Argu- 

MBNTACCIO. 

Argomento. ARGUMÈNT ARE, vn. Trarre 
induzioni , Tirar conseguenze. Discorrere e 
ragionare su qualche argumento. Argcmbn- 
t azione, sf. Lo argomentare. 

ArguvL ARGUIRE! , vn. Trarre una conse- 
guenza da un fatto, da un principio. 

Ari. ARRI, interj. Voce con cui s' incitano 
le bestie da soma o da tiro a camminare. 
Giò, (dal lat.) Ito-Anda. Voce con cui s'in- 
citano i bovi a camminare. 

Aria. ARIA, sf. Fluido elastico, trasparente, 
respirabile, pesante, la cui massa totale forma 
T atmosfera che circonda e occupa la terra 
da tutte le parti, figurai Aspetto, Piglio, Ap- 
parenza , Maniera , Fare. La parte contabile 
di un drama musicale, dim. Arietta, Arxbt- 
tina. (in pittura) Il fondo del quadro che 
rappresenta l'azzurro de) cielo. Ariona, accr. 
di Aria , cioè Sanissima o Grande , Nobile. 

Eegg. Ariaccia, aria cattiva. — Aereo, agg. 
»i , o Dell* aria , Arieggiare , va. Rassìmi- 
gliare. Ande ali* aria. Acculare, vn. Dar 
indietro colle stanghe in alto, parlandosi di 
legni a due ruote , volgenti ali* ingiù. Aria 
avèrta. Aprico, agg. Luogo aperto, esposto 
ali* aria ed al sole. Apricare, vn. Stare al- 
l' aria aperta. Aerimbtria, sf. Scienza che 
insegna a misurare e calcolare gli effetti del- 
l' aria. Aerometro, sm. Strumento che serve 
a misurare la rarefazione , o condensazione 
dell* aria. Abrbostatica, sf. Parte della fìsica 
che insegna a pesar l' aria. Abreostatico, 
aggiunto di Globo, è lo stesso che Pallon 
volante. De 1' ària ai pànn. V. Sfioro 
(sciorinare). Dea» dTària, V. Pavonegeas. 
Sfogo. » 

AribL V. Arabi. 

Arichl. ARRICCHIRE, va. Far ricco, vn. e 
np. Farsi ricco. Riarriccrire, vn. Arricchir 
di nuovo. Traricchirb, Straricchire , va. 
Render straricco, vn. Divenir straricco. 

Arióta. ARIETTA, sf. Breve poesia italiana 
in musica. Motbtto, se l'arietta è lunga e 



latina. Oratorio, se 1* arietta è sacra, e da 
cantarsi da molti in chiesa. 

Arietén. REGOLO, sm. Regulut crùtatu*. 
Piccolo uccelletto. Fiorrancino, sm. Regulus 
ignicapilltu. 

Arimpatéss. V. Arpateea. 

Arimpì. V. Bmpi. Riempì. 

Arimpiate. V. Arpiate. 

Arimpioe. V. Amin.de. 

Arixnpiné. ARR1MPINATO, agg. Uncinato, 
Adunco, Piegato a guisa di rampino. Ra- 
pinare, va. Afferrare col rampino. 

Arampiness. AGGRANCHIARE, vn. e no. 
Essere preso dal granchio, e dicesi principal- 
mente delle dita quando, per soverchio freddo, 
si assiderano, e si ripiegano a guisa delle 
gambe de* granchi. 

Arimpiaine. V. Arpiine. 

Arinca^ne. RINCAGNATO, agg. Camuso. 
V. Schèi, (simo). 

Arinoalàé. V. Rlnoalàe. 

Arinoaplé. V. Rincaplé. 

Arinoarspé. AGGRINZARE , va. Ridane 
in grinze, np. Divenir grinzoso. Aggrinzissi, 
np. Divenir grinzosa la faccia. Crespare, 
Accrbspare, va. Ridurre in crespe, np. In- 
cresparsi. Crbspambnto, sm. Crespezza, sf. 
Raggrinzamento. V. Increspò. Ghréna. 

Arinonósser. V. Riconósser. 

Arinodaer. V. Rineóser. 

Arino réaser. V. Inoreaaer. Rincrésser. 

Arinouolé. V. Acareàe. 

Arinoule. V. Rinculo. 

Arinoùaer. V. Rincòaer. 

Arinfaaé. V. Rinfaae. 

Arinnanche. V. Rinnanche. 

ArinfUe. ( AFFITTIRE , va. Render fitto. 

Arinntì. \ Addensare, Far denso, np. Dive- 
nir fitto. Ristringersi in minor spazio. Ad- 
densamento, sm. Lo addensare. Ricondbn- 
barb , va. Condensar di nuovo. Rinfittire , 
Raffittire, va. Render più fitto. Ristaurare 
i rad ori. Di nuovo render fitto, folto, vd. 
Farsi più fitto, più folto, più spesso. 

Arinfor*. ecc. v. Rinfóra. ecc. 

Arinfreaohé. AFFRESCARE , RAFFRE- 
SCARE, vn. Spirare un* aria più fresca. V. 
Rinfreache. Ariuléna. 

Arinforae. V. Rinforae. 

Arinfatì. V. Rimbambì. 

Aringhe. ARRINGARE, va. Parlare al pu- 
blico da un ballatojo o ringhiera. Arringa- 
mento, sm. Arringa , sf. Lo arringare Aa- 
rinoatorb, verb. m. Arringatricb, f. Chi 
o Che arringa. 

Aringrinie. V. Arinoarspé. 

Aringulfe. V. Rigorgité. 

Arimpàine. V. Impalili.' 

Arinvanghé. V. Arranghe. 

Arinverdì. V. Rinverdì. Inverdi. 

Arinaigné. RINGRINZIRE, va. Render grin- 
zoso , vn. e no. Farsi grinzoso. Ringrikzi- 
mbnto , sm. Atto od Effetto del ringrinzire. 
V. Arimpine. Arinoarspé. Grana. 

Arinauvnè. V. RinzuvnL 

Arida. ARIOSO, agg. Ben ventilato: dioesi 



ARL 



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ARL 



di Abitazione o di altro luogo che riceva di 
mofc'aria, di molta luce. V. Sfoghe, agg. 
Arìsgh. V. Bìsgh. 

Ariaghé. < ARRISCHIARE, ARRISICARE, 
Arisghì. S Rischiare, va. Mettere a riechio, 
io cimento, in perìcolo , ed io arbitrio della 
fortuna, np. Avventurarsi. Arrischiato, agg. 
Pieno di pericoli. Consiglio arrischiato, 
Consiglio mal sicuro. Uomo arrischiato. Au- 
dace, saperi. Arrischiatissimo.-Arrischib- 
volb, Arrjbchioso, agg. Che si arrischia fa- 
cilmente. ARRISCHIATAMENTE. ArRI8CHIOSA- 

mbntb, aw. Con rìschio. V. Aventuré. 
Cimenta. 

Aritmètica. ARITMETICA, sf. Scienza dei 
numeri. Aritmetico, sm. Chi sa d'aritmetica 
agg. Che appartiene all' aritmetica. 

Ariulena. UZZA, sf. Aria fresca e pungente 
che si sente per lo più nella sera, e la ma- 
rina presto. Brbzzolina, sf. Venticello freddo 
che spira specialmente la notte , e di buon 
matino. Brezza , sf. Piccolo venticello , ma 
freddo e crudo, accr. Brezzonb, Brezzolone. 
Brezzare, vn. Dicesi di Vento freddo, quando 
tira adagio. Brrzzbggiare, vn. Spirare brezza, 
od altro ventolino. Abbrbzzarb, vn. Esser 
preso dalla brezza. Patir di brezza. Orezzo, 
sm. Piccola aura piacevole. Orezzarb , vn. 
Spirare un ventolino piacevole. Rezzo, sm* 
Fresco d* ombra in luogo aperto. 
Ariùt. RIVINCITA, sf. Il rivincere. Dare la 
rivincita a uno, si dice communemente per 
Seguitare a giocare , avendo egli perduto, 
acciocché possa aver agio di rivincere. Voler 
la rivincita, Volere, chi ha perduto, giocare 
un' altra volta per ricattarsi. V. Rivenàita. 

Ariv. ARRIVO, sm. Lo arrivare. Il momento 
in cui uno arriva. 

Arive. ARRIVARE , vn. Giungere ove che 
sia, Finire il cammino. Accadere, Succedere. 
Arrivarci o Non arrivarci, dicesi di Chi 
intende, o non giunge ad intendere una cosa. 
Arrivabile , agg. Che può arrivarsi. Inarri- 



vabile, agg. Non arrivabile. Arivé all'im- 
provis. Sopragiunobrb , vn. Arrivare im- 
provisamente, o non aspettato. Sopragiunta, 
sf. Il sopragiungere. Riuscire, va. Giungere 
a prendere con le mani cosa alta da terra. 

Arivéda, ARRIVATA, sf. V. Ariv. 

Arisi. ARRICCIARE, va. Inanellare con 
arte i capelli. Arricciare.il naso, Mostrare 
sdegno o nausea di qualche cosa. Arricciato, 
parL di Arricciare, agg. Fatto a ricci. Ar- 
ricciamento, sm. Lo arricciare. Arriccia- 
tura, sf. Acconciamento di capelli a ricci. 
Arriociolinare , va. Dar forma di piccoli 
ricci. Akriociolinamento, sm. Lo arriccioli- 
nare. Fér da arlié, Calamistro, sm. Stru- 
mento di ferro a uso di arricciare i capelli. 
Ferro, sm. Strumento a guisa di forbicine 
per uso di arricciare i capetti, la barba, le 
basette. « La barba inanellata col ferro caldo. » 
(Cesa). Spianatoio, sm. Strumento di ferro 
per lisciare i capelli. « Lo spianato jo caldo 
pel liscio de* capelli. » (Bresciani). 
Arlaas. RILASCIO, sm. 11 rilasciare. Libera- 



zione; e particolarmente il Mettere in libertà 

un detenuto. Rilasciare, va. Lasciare andare, 

Liberare. 
Arlavé. RILAVARE , va. Lavar di nuovo. 

Rinsaldare, va. Dar nuova salda ai cappelli. 
Arie. V. Soflte. 

Arlichéni ARLECCHINO, sm. Nome di ma- 
Arliohi j schera Bergamasca, con vestito a 

gìzzi di più colori, tìgurat Uomo ridicolo, 
uffone. Arlecchinesco, agg. Da arlecchino. 
Appartenente ad arlecchino. (Baretti). Arlbc- 
chineooiare, vn. Far l'arlecchino. Non avere 
fermi e saldi principi. (Giusti). 

Arliohineda. ARLECCHINATA, sf. Tratto 
da arlecchino. Buffoneria. 

Arligadòr. RILEGATORE, sm. Colui che ri- 
lega specialmente i libri. Strevi, sm. pi. Cosi 
vulgarmente si chiamano da' legatori di libri 
quelle Piccole strisce di pelle, o Quelli spa- 
ghi, o Quelle cordicelle a cui si attaccano i 
fogli nel cucire i libri. 

Arligadùra. RILEGATURA, sf. Atto od Ef- 
fetto di legare di nuovo. L'effetto di rilegare 
i libri. 

Arlighè. RILEGARE, va. Legare di nnovo. 
Rilegare un libro. Legarlo di nuovo. « Fa- 
cendo rilegare libri antichi di conto, meglio 
è tralasciare di farli tondere. » (Volpi). 

Arliv. V. Alév. 

Arlivó. MONTEROZZOLO, sm. Piccola mas- 
sa di che che sia. Rilievo, sm. Tutto ciò che 
si alza dal suo piano. Prominenza, sf. Ele- 
vazione sopra il rimanente della superficie. 
Rialto. Arlivé un ragasól, Rilevare un 
bambino , Allattarlo, Dargli le prime cure. 
V. Alevo. 

Aridi. ORIOLO, ORIUOLO, OROLOGIO, sm. 
Strumento che mostra e misura le ore ed av- 
vene di diverse sorte come a sole, a polvere, 
a aqua, a suono, a mostra, a ripetizione, 
con isveglia , ecc. dim. Orioletto. — Oro- 
logio dicesi per lo più Quello che siepone ne- 
gli edifizj. dim. Orologbtto. — Orologiario, 
sm. forre da orologio, agg. Attenente ad oro- 
logio. Orologio ad àncora, Quello così detto 
da un pezzetto d'aciajo che ne segna il mo- 
vimento. Battente, sm. Quel martello che 
sona le ore negli orologi. Serpentina , sf. 
Quella ruota che, negli orologi, serve a divi- 
dere il tempo. V. Móstra. Crono me ter. 

Arlojè. V. Arlujé. 

Arlojer. ORIOLAJO, OROLOGIERE, sm. 
Chi fa od accommoda gli orioli od orologi. 

Arlòn. ELLERONE, sm. Grossa pianta duel- 
lerà. (Sederini). Ellera a cappello, Grossa 
ellera arrampicata e ramificata su quercia o 
simile. V. Arlét. Sberbandì. 

Arlòt. RUTTO, sm. Vento che dallo stomaco 
esce per la bocca. # 

Arlote. RUTTARE, ERUTTARE , vn. Man- 
dar fuori rutti con uno strepito ingrato. Rot- 
teogiare, vn. Ruttare frequentemente. Rut- 
tazionb , sf. Il trar rutti. Rutteggiamento, 
sm. Frequenza di rutti. Sfogo di rutti. Rut- 
tatorb, verb. m. Ruttatrice , f. Chi o Che 
rutta. 



ARM 



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ARM 



Arlós. V. Arlój. 

Arlujé. IMPORTUNARE , va. Seccare eoo 
domande. V. Bechi. Seoatùra. 

Arlungnó. RALLUNGARE, te. Far più 
lungo. Di nuovo e maggiormente allungare. 
Rallungar la via. Andar per la via lunga. 
V. Aluxi&he. 

Arluaament. LUCICHÌO, em. Splendore di 
cosa che riluce. 

Arluaént. RILUCENTE, part preti. Che ri- 
luce. Stralucbntb , agg. Lucentissimo. Lo* 
cicàntb, agir. Che lucica. 

Arlùser. RILUCERE , vn. Avere in se, e 
tramandar luce, parlandosi d' animaletti fo- 
sforici, fuochi fatui e simili. Straldcrre, 
vn. Rilucere fuor di modo. Lucicarb , vo. 
Risplendere delle cose lisce e lustre , come 
armi, pietre , ecc. Rilucicabb , vn. Lucicare 
di nuovo. Tralucerb, vn. Trasmettere la 
luce, come fanno i corpi diafani, o trasparenti, 
e dicesi anche di Quelle cose che son rade 
ed hanno apazj pe' quali passa la vista. Lu- 
6TBABB , vn. Rilucere. « Come e* avviano a 
ingrossare (i bovi) gli lustra il pelo. » (Giu- 
liani). « L'ho visto lustrare questo gettone, 
parea una moneta d'oro. Mi chino a pigliarla, 
e ci restai gabbato. Dice bene il proverbio: 
Ciò che luce non ò sempre oro. » (id.) 

Arlustre. RILUSTRARE , va. Lustrare di 
nuovo. V. Lustra. 

Arlute. V. Arlote. 

Arluair. V. Arlojér. 

Armaoòl. A ARMACOLLO, locus. avverb. 
Dicesi di collana, cintolone, benda o altro, che, 
scendendo da una spalla air opposto fianco , 
attraversa il petto e le reni. 

Armadùra. ARMATURA, sf. Guernimento 
d' arme che si porta per difesa della persona 
dim. Armai uretta, Armaduretta. ~ Pon- 
tk, sm. Riunione di più legnami che sosten- 
gono in alto un tavolato posticcio, sul quale 
salgono i muratori a murare, ed i pittori a 
dipingere. Pontvta , sf. Quel tanto lavoro 
che un muratore può fare per la lunghezza 
del ponte, e cosi il pittore, ecc. Soroozzonb, 
sm. Pezzo di trave odi travicello, che intro- 
dotto dall* un capo in buco (detto covile) fatto 
nel muro, e coli* altro sportando in fuori, 
serve a reggere assi che fanno ponte. Ascia- 
lone, sm. Mensoletta di legno che si conficca 
negli stili o abetelle per posarvi sopra le assi 
quando si fanno i ponti per murare, restaurar 
fabriche, ecc. Bertesca , sf. Palco fatto spe- 
di tamente con due o tre tavole posate su due 
trespoli o capre, per salirvi il muratore, quan- 
do l' altezza del lavoro comincia a superare 
la sua statura , nò ancora è tale da rendere 
necessario un Ponte propriamente detto. Gril- 
lo, sm. Sorta di ponte tenuto pensile dalla 
sommità delle cupole o simili, quando i mu- 
ratori o altri manifattori danno opera a ri- 
pulirle o acconciarle. Armadùra , sf. Quel 
legname od altro che mettasi per sostegno, 
fortezza, o difesa delje feeriche. Le spranghe 
e il battitojo d'una porta Spranga, sf. Nome 
che si dà a tutti quei pezzi di legname che 



vanno a traverso d* un' imposta e si uniscono 
a' battitoi. Battitoi, sm. pi. Tutti gli ornati 
delle imposte che vanno per ritto, • reggono 
le spranghe, chiudendo in messo i riquadri. 

Ai-magne. RIMANGIARE , va. e vn. Man- 
giare di nuovo. Sopbamamgiarb , vn. Mao- 
giare subito dopo aver mangiato. « Giova as- 
sai, mangiati che sono i fanghi, sopraman* 
giare delle pere. » (Soderini). 

Armagne. V. Armane. Bimane. 

Armamént. ARMAMENTO, sm. Lo arma- 
re, e Lo armarsi. Ogni sorta d'arma e di mu- 
nizione da guerra. Tutte le armi Decessane 
ad un soldato. Attrezzi necessari alia navi- 
gazione. 

Armando. V. Rimando. 

Armane. MERAVIGLIARSI, np. STUPIRE, 
vn. Rimanere sbalordito dalla gran meravi- 
glia che desta il vedere o 1* udire cosa stra- 
ordinariamente meravigliosa. Rimakbbbi, np. 
Restare schernito, o burlato, o ingannato. V. 
Rimane. 

Armanglé. V. Argumnlé. 

Armarója i ARMERÌA, sf. Luogo ove si ri* 

Armari f pongono e conservano le armi. 

Armarci. ARMAJUOLO. ARGHlfìUSIERE, 
sm. Chi febrica e vende armi , o le rassetta 
e forbisce: e propriamente s'intende Chi fa- 
brica, vende, o raccommoda armi da fuoco, co- 
me archibugi, pistole, ecc. 

ArmasoL V. Arsól. AvanaóL Rimaaói. 

Armatura. V. Armadùra. 

Arme. ARMARE, va. Pro vedere alcuno di 
armi. Far 1* armadùra alle fabriche. figurai. 
Fortificare, np. Munirsi di armi. Fare prepa- 
rativi da guerra. Riarmar», va. Armare di 
nuovo. 

Annoda. ARMATA, sf. Propriamente Mol- 
titudine di navilj da guerra portanti nomini 
armati e destinati a combattere. laL Classi*. 
Esercito e sempre di terra: Armata è di 
mare e di terra; e ciò è così vero che sempre 
o quasi sempre dicesi Armata navale, (Zec- 
chini). V. Bserait. 

Armala. V. Brasale*. 

Armelén. ARMELL1NO, sm. Animaletto di 
pelo bianchissimo. Aambllima, sf. Pelle d*ar- 
melUno. 

Armari. I ARMADIO, ARMARIO, sm, Ar- 

Armérie. i nese di legno per riporvi che che 
sia, il quale apresi • serrasi a guisa d' uscio, 
dim. Armadino, Armarino, Armadietto. 
accr. Arm adione. pegg. Armadiaccio. — Ar- 
madio a mura, Vuoto fatto nella grossezza 
di un muro, addattandovi orizontalmente 
delle assi , che si chiude^ generalmente con 
una sola imposta. Armari da bigàt. Ca- 
stello, sm. Le stuoje per tenervi i bachi 
da seta, in un con le pertichine, e i pinoli, 
e i ritti, e i pietrini che le sostengono. 
Palchi , Que' piani di stuoje aovraposU gii 
uni agli altri a convenienti distanze, su i quali 
si tengono i bachi da seta. V. Straeantdn. 

Armerté. V. Armirté. 

Armescquel. j MESCUGUO, MISCUGLIO, 
Armóscul. \ sm. Mescolanza confusa di 



ARM 



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ARM 



cose. Subuguo, sm. Confusione, Scompiglio. 
V. Armisolamènt. 
Annèssa. RIMESSA, «f. Stanza a pian terre- 
no ove ripongoo8Ì camme e simili. Rimessa 
della palla, e Rimando della palla, Il ri- 
percoterla, dopo che le ha dato r avversario. 
Rimessa, sf. rimessiticcio, sm. Ramo nuovo 
rimesso sol tronco vecchio. Racconcio, Rac- 
conciamento, sm. Il rimettere una cosa In 
buon stato. Riferratura, sf. L'azione o 
L* effetto di riferrare cavalli e simili. V. 
Riméssa. 

Arméter. RIMETTERE, va. Mettere la cosa 
or* era prima, o dove sia stata qualche volta. 
Perdere. Rimettere in tm* impresa. Scapi- 
tarci un tanto del suo, anzi che guadagnarci. 
Porre in arbitrio altrui. Riperootere la palla, 
rimandandola all'avversano. Rimandare ad 
altro tempo, vn. Spuntare nuovi rampolli, np. 
Ricuperare la sanità o il vigore. Rapportarsi 
al giudizio altrui. Rimettimbnto, sm. Rimet- 
titura, sf. Il rimettere. Cminié a arme- 
tess. Risanicarb, vn. e np. Risanare e ac- 
cenna a Quel vigore non ancor pieno dì sa- 
nità che viene diffondendosi per tutte le mem- 
bra, e fa meglio sentire il piacere della vita. 
V. Arpless. 

Armilèn. V. ArmelSn. 
Armintan. ARMENTARIO , ag*. Dicesi di 
Borioi o Caratli nati e cresciuti fra 1* ar- 
mento. 

Armir. V. Armardl. 
Armirte. RIMERITARE, va. Render merita 
Retribuire il merito. Rimeritambnto , Rime- 
rito, sm. Il rimeritare. 
Armiseoa. COMMESCOLARE. COMME- 
SCERE, MESCOLARE, FRA MESCOLA- 
RE, Tramischiare, va. Mettere insieme con- 
fusamente cose diverse. Rimorchiare, RIME- 
SCOLARE , va. Mescolare di nuovo, np. 
Intromettersi. Scozzare , va. Mescolare ; e 
dicesi solo delle carte da giuoco. Tramestare, 
va. Contundere mescolando. « Chi con marra 
tramestava la calce coir arena, chi vagliava 
la ghiara, ecc. » (Bresciani). Mestatoio, sm. 
Arnese con cai si mesta o mescola. Mestone, 
sm. Matterello con cui si tramesta la polenta. 
Mestare , va. Tramenare , Agitare , o con 
mestola o con mano, e sì dice propriamente 
di cose liquide, o che tendono al liquido. Me- 
scolare. Mestatore, verb. m. Mestatrice, f. 
Chi o Che mesta. V. 8texnpr£. 
Armisclamént. MESCOLAMENTO , sm. 
11 mescolare. Rimescolamento , sm. Atto di 
rimescolare. Terrore che viene da subita 
paura, per cui pare che il sangue si rime- 
scoli. Confusione precedente da istantanea de- 
terminazione in ano Stato, o in una città. Ri- 
mescolata, sf. Sabita paura che fa rimesco- 
lare il sangue. 

ArmisolSzLsa l MESCOLANZA , sf. ME- 
Armiscul&nsa } SCOLAME, sm. Mescuglio. 
Insalata di più sorte d' erbe saporite. V. 
Frena. 
Armisele. V. Armiscoé. 



Armtscléda i MESCOLATA, sf. Il me- 

Armisculéda J scolare. Rimescolata, sf. Il 
rimescolare. 

ArznisclOn. Armi sòl. V. Armisoleda. 

Armistéài i ARMISTIZIO , sm. Sospensione 

Armistìzi | d'armi. Breve tregua. 

Armiuré. RIMIGLIORARE, vn. Migliorare 
di nuovo. V. Miuré. 

Armoline V. Annullile. 

Armònd. RIMONDO, agg. Rimondato. V. 
Armonde. 

Armondadùra. RIMONDATURA, sf. Il ri- 
mondare. Dibrucatura, sf. Il dibrucare. 
ZuccoNATURA, sf. Il zucconare! Costeggia- 
tura, sf. II costeggiare. Ramaglia, sf. Voc. 
Aretino. Ripulitura de* rami degl' alberi. V. 
Armondé. 

Armondé. RIMONDARE , va. Far mondo, 
netto, polito da lordura ; e si dice propria- 
mente di pozzi, fossi, fogne ; ed anche de* ra- 
mi degli alberi. Dibrucare, Dibruscarb, Bru- 
scare, Rimondare, va. Tagliare a uà albero 
i ramoscelli inutili. « Oggi tirava un rovajo 
che pareva di fitto inverno, e si che siamo ai 
primi d'Aprile! Ero ito a rimondare degli 
alberi; svettavano (agitavano le vette), che 
non si poteva reggere. » (Giuliani). Zucco- 
nare, va. Tagliare i capelli fin presso la 
pelle. Costeggiare, Passar l'aratro, rifenden- 
do leggermente le coste o lati delle ajuoleo 
porche. Rimettere il solco. Ripassare col- 
l'aratro per la stessa traccia, per nettare il 
solco dalla terra cadutavi Dell'arare. Stipare, 
va, Rimondare i boschi, tagliandone via la 
stipa. Sfuscellarb, va. Tor via i fuscelli, Ri- 
pulire una pianta da' piccoli rametti. Armon- 
dé i fóss. Rimettere i fossi, Rimondarli di 
nuovo, cavandone la terra o altro che impe- 
disca lo scorrere le aquef 

Armonéja i ARMONIA , sf. Consonanza di 

Armoni | voci e di suoni, figurat Concor- 
dia. Armoneggiarb , vn. Rendere armonia. 
Armonizzare, va. Mettere in armonia. Ren- 
der armonico, figurat Andar d* accordo, np. 
Mettersi in armonia. Armonizzamento, sm. 
Lo armonizzare. Armònico, agg. Che rende 
armonia, superi. Armonicissimo , Armoni- 
cissimo. — Armonioso, agg. Che rende armo- 
nia. Pieno d'armonia. Armonicamente, Ar- 
moniosamente, aw. Con armonia. Anarmo- 
nia, sf. Unione di suoni disarmonici. 

Armonte. RIMONTARE, vn. Montar di 
nuovo. Risalire, va. term. d'arti. Guarnire di 
nuovo. Rimettere in sesto ordigni e machi- 
ne. Rimontare la cavalleria. Provedere i 
cavallieri di nuovi cavalli. Scappinarb, Rb- 
8Carpinarb,Riscappinare, va. Rifar lo scap- 
pino; e dicesi particolarmente degli stivali. 
V. Rimonta. Armontadùra. 

Armòr. V. Rumor. 

Armdver. RIMUOVERE , va. Muovere di 
nuovo. 

Armudemé. V. Rimoderna. 

Armugadùr. Armughe. V. Rumgadùr. 
Rumghé. 

ArmulinamSnt. V. NèV (tdulinaja). 

6 



ARO 



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ARO 



Armuliné. R1M0LINARE, vn. Il rigirare 
dell'aque e de* venti. Ammulinare , vn. Di- 
cesi del Vento quando fa mulinello, cioè fa 
come un vortice, ammontando la polvere o 
altro. (Crusca). Remolino, sm. Nodo p Gruppo 
di venti che è il terrore de* marinari; detto 
anche Scionata. Gorgo, sm. Luogo dove 
l'aqua che corre è in parte ritenuta da che 
che sia, e rigira per trovar esito. V. Bron- 
tlè (baturlare). 

Arxnundadùra. Armunde. V. Armon- 
dadùra, ecc. 

Arxnunéja. Armimi V. Armonia. 

Armunghé. V. Rnxnghe. 

Armuntadùra. RISCAPPINATURA. sf. 
I/atto e L'effetto del riscappinare. (Pantani). 

Armante. V. Armonie. 

Armusela. V. Araci. 

Armusol. Aspirare con rumore leggiero e 
cupo, a guisa di tosse compressa. Raschiare, 
▼a. Far quella specie di ringhio che suol farsi 

?uando si ha prurito in gola, o per richiamar 
attenzione di alcuno. 

Annusne. RIMUGINARE, va. Ricercare, con 
accuratezza, figur. Ripensare. Rifruscolare, 
va. Cercar con diligenza una cosa fra cose mi- 
nute. V. Armisccé. 

Arnàaser. V. Rinàsser. 

Arnài. RENACCIO , sm. Terreno misto con 
rena, o arenoso. Luogo molto arenoso. Macca, 
sf. Abondanza di cose comprabili, e special- 
mente mangerecce. A macca, locuz. avv. Con 
abondanza. 

Arné. V. Arene. Ixnalte. Infanghe. 

Arneghe. V. Afleghe. Rineghe. 

Arnes i ARNESE, sm. Strumento con cui, o 

Arnia ] per mezzo di cui si opera, dim. Ar- 
nesetto. sprezz. Arnesuccio. — Nel linguag- 
gio delle arti , Arnese è tutto ciò che uom 
può servirsi in opera di mano, e che non sia 
propriamente né machina, né strumento, 
né ordigno: tali sono il mestone della po- 
lenta, il ramaiuolo per iscodellare la mine- 
stra, il randello per istringere la soma, e si- 
mili. Utensili, sm. pi. Arnesi, Strumenti, 
Mobili de* quali si usa frequentemente nelle 
case e nelle officine. (Gherardini). B5n ar- 
nes o arnia, ironie. Arnbsaocio, Sugoet- 
t accio, Suogettino, sm. Lanuzza, sf. Per- 
sona astuta, e non troppo da fidarsene. V. 
Atréi. 

Arnghe. V. Afleghé. Rineghd. 

Arnitsi. Arnissida. V. Riuscì, ecc. 

Arndnaia, Arnunsié. V. Rindnàia, ecc. 

Arno-ré. V. Rino-ré. Arearvé. 

Arodadùra. ARROTATURA, sf. L'atto e II 
Resultato dell'arrotare. 

Arodarén. ARROTINO, ARROTATORE, 
sm. Colui che fa il mestiere di arrotare i 
ferri taglienti, metaf. Uomo interessato che 
cerca in ogni cosa il vantaggio. Frecciatore, 
sm. Chi richiede or questo or quello che ci 
presti denari, con animo di non li rendere. 

Arodé. ARROTARE, va. Assottigliare il ta- 
glio de* ferri con la ruota. Arrotare i mat- 
toni* Lisciarli. Arrotare gli artigli. Renderli 



più acuti a ferire. Affaccettare, va. Lavo- 
rare un corpo solido in maniera che abbia più 
faccette, come diamanti, coralli e simili. Ar- 
rotare qualcheduno , Passargli molto dap- 
presso. « Tira in là quel ciuco che mi or- 
rota. » (Giuliani). Arrotarsi, np. Fregarsi 
insieme. Confricarsi. Agitarsi con inquieto- 
dine. Arrotamento, sm. Lo arrotare. Arro- 
tatile . agg. Che può arrotarsi. V. Dent 
(Arode i dént). V. Btòoné (frecciata). 

Arodle. ARROTOLARE , va. Avvolgere a 
guisa di rotolo. Accartocciare, va. Avvol- 
gere a guisa di cartoccio, np. Attorcersi, àdu- 
g li are, va. Disporre una corda, un cavo io 
giri, o raccoglierla in duglie; e dicesi Adu~ 
gliare a destra, o a sinistra. Duglia, sf. 
Ciascun giro di una corda, o altro cavo rac- 
colto in tondo perchè occupi meno spazio. 
Arronciouarsi, np. Dicesi della Serpe quan- 
do si ritorce in sé. 

Arogànt. ARROGANTE , sust comm. Oli 
ha arroganza. Chi pretende e chiede per sé 
più che non merita, dim. Arrogantbllo , 
Arrooantugcio. superi Arrogantissimo. 

Arogante. ARROGaNTARE, va. Trattare 
arrogantemente. V. Rugante. 

Aroganaa. ARROGANZA, sf. Smodata pre- 

. tensione di qualità che uno presume d'avere. 

' Arrogantemente, avv. Con arroganza. 

Arogheas. ARROGARSI, np. Attribuirsi ar- 
rogantemente. Pretendere e volere con pi- 
5 Ho imperioso, e con prepotenza, cosa o ooa 
ovuta, o che sia ancora in giudicato. 

Aróla. V. Tròia. Fuglér. 

Arolé. V. Arale. 

Arosé. V. Aruaé. 

AroasL ARROSSIRE, vn. Divenir rosso, fi- 
gurai. Vergognarsi. Arrossimento , sm. Lo 
arrossire. Arrj>6SARB, Arrossirei, va. Far 
diventar rosso. Far che uno si copra di ros- 
sore. « Ed i bagni ove son cotte erbe calde, 
Arrossano e po' annerano la pelle. » (Bar- 
berino Franco). — « Chi non sa come Amor 
punge ed assale, E come arrossa i suoi se- 
guaci e imbianca... Miri, ecc.» (Giusto de'Con- 
U). « Ella fu presente , quando tu ingannata 
arrossisti. » (Crusca in Gherardini). V. In- 
rossì. 

Aròst. ARROSTO, sm. Vivanda arrostita, 
dim. Arrostino. — Arrosto, avr. diceei di 
quella Cottura che si fa senz' ajuto d' aqua. 
Cimarrosto, sm. Il miglior pezzo dell'arro- 
sto. (Veneroni). V. Guaaròat. AratiàóL V. 
Voltaroat. 

Arosti. ARROSTIRE, va. Far cuocere sullo 
schidione o sulla gratella, carne, pesce, eoe 
Arrostitura, sf. Arrostimento, sm. Lo ar- 
rostire. V. Arati. Scurate. 

Arosti. CALDARROSTE, BRUCIATE , «t 
pi. Castagne arrostite. Caldarrostajo, Cal- 
DARROSTARO, Bructatajo, Chi vende caldar- 
roste. Polpare. vn. Quando le bruciate son 
beli' e cotte, soelionsi versare dalla padella io 
un recipiente adattato, e coprirle con un grosso 
panno a più doppi , acciocché il calore non 
ìsvapori, e diventino cosi più morbide: e ciò 



ARP 



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ARP 



da* Pistoiesi, e da qne* montanini si dice Met- 
tere le bruciate a polpare, cioè a diventare 
pia polpose. (Fanfani). 

Arotì. APPICCARE, APPICCIARE, va. At- 
taccare una cosa con altra , come panni da 
mettere in bucato, tira da attaccarsi e simili. 

Arosess. ACCOMPAGNARSI, np. Unirsi in 
compagnia, Aroftéss dri a Òn. Appillo- 
tarsi, np. Appiccarsi intorno a uno : accol- 
larsi , accompagnarsi , unirsi ad una o più 
persone, senz'essere chiamato, e qnasi im- 
portunamente. 

Arpaghe. RIPAGARE, va. Pagar di nuovo. 
V. Strapaghi. 

Appare. V. Ripara. 

Arparèla. RAPERELLA, sf. Cerchietto o 
Bottone in capo al manico de* coltelli. Pes- 
setto di pietra che serre a coprir le magagne 
delle pietre. Rapbrslubrb , sm. Strumento 
per nr raperelle. 

Arpaaté. V. Ripassa. 

Arpatéa*. RICATTARSI , RISCATTARSI , 
np. Rendere il contracambio, la pariglia del- 
l' ingiuria ricevuta. Vendicarsi. Rivincere al 
giuoco quello che si era perduto. « Chi si 
vuol riaver non giochi più. » (Giusti prov.) 
V. Impaté. 

Arpegh. V. Arbegh.' 

Arpeja. / ARPIA ,sf. Mostro favoloso, metaf. 

Appi. \ Uomo avarissimo. Donna cattiva. 

Arpér. V. Riper. 

Arpiadùra. SCALMANA, sf. Malatia cagio- 
nata dal raffreddarsi immediatamente dopo 
d'essersi riscaldato. V. Arpiéss. 

Arpiante. RIPUNTARE, va. Piantar di 
nqovo. 

Arplànser. RIPIANGERE, vn. Di nuovo 
piangere. 

Arpiit. SOPPIATTO, agg. Nascosto. D f ar- 
piat Di soppiatto, Locuz. awerb. Nasco- 
stamente , Furtivamente. Soppiattbria , sf. 
Cosa fotta di soppiatto. Soppiattone , sm. 
Persona simulata eoe agisce di nascosto, pegg. 
Soppiattonaccio. 

Arpiate. APPIATTARE , va. Nascondere , 
Occultare, e propriamente nascondere in luogo 
angusto, ove la cosa non istia che tacendosi 
come piatta e sottile o piccina più che non 
è, Rappiattarb, va. Appiattar meglio, o più 
che sia possibile. Appiattarsi, np. Nascon- 
dersi. Star nascosto o ritirato in casa. Ap- 
piattamento, sm. Lo appiattare o appiattarsi. 
Appiattatamente, aw. Nascostamente. 

Arpiéss. SCALMANARE, vn. Incorrere nella^ 
scalmana. Rappigliarsi , np. Dicesi de* Ca- 
valli e simili, quando, riscaldati e sudati, 
intirizziscono le membra , e si raffreddano. 
V. Arpiadùra. 

ArpighA RIPIEGARE , va. Sopraporre , e 
raddoppiare ordinatamente in se stessi panni 
carta, ecc. np. Incurvarsi, Rivolgersi. Ripie- 
gamento, sm. Ripiegatura , sf. Il ripiegare. 
Doppia piegatura. 
Arpidrer. V. Ripiòver. 
Arpiéss. RIFARSI , np. Ritornar in forze, 
Rimpannucciarsi,* np. Rimettersi tanto o 



Suanto in arnese, figurai. Migliorare le con- 
izioni. 

Arpogné*. V. Arpugne. Arpiate. 

Arpól. POLLONE, sm. Rampollo che sorge 
da piedi delle piante, e che si può trapiantare. 
Rimessiticcio, sm. Rampollo sul vecchio. 
Stoloni, sm. pi. Rami radicati a pie di un 
albero che trapiantati attechiscono facilmente. 
V. PolOn. Fola, piantone. 

Arpole. PULLULARE, va. Mandar fuori che 
fanno le piante, gli alberi e simili i germogli 
dalle radici. Pullulamento, sm. Pullula- 
zione , sf. Il pullulare. Pullulativo , agg. 
Atto a pullulare. Ripullulare, va. Pullulare 
di nuovo. V. Zerxnié. 

ArpolL v. Arpulì. 

Arpon. { RIPONERE, RIPORRE, va. 

ArpSnar. ( Chiudere o Serrare alcuna cosa 
per conservarla e nasconderla. V. Arpiate. 
Arpugne. 

Arpdrt. RIPORTO, sm. Cosa riportata. Or- 
namento sovraposto a un altro. Specie di ri- 
camo d' oro o a* argento che si può riportare 
a qualsiasi veste o altro. V. Rioaxné. Spa- 
lili, (sprone.) 

Arportadòr. RAPPORTATORE , verb. m. 
RAPPORTATRICE, f. Chi o Che rapporta; 
e pigliarsi per lo più in mala parte .quasi 
Spia. Riportanovblle, susl comm. Chi ri- 
dice tutto ciò che ha sentito dir di male. 

Arportadùra. RIPORTATURA, sf. Il ripor- 
tare, copiando un disegno o simile. 

Arporte. RIPORTARE, va. Portar di nuovo 
una cosa al suo luogo. Ridire una cosa udita. 
Restituire , np. Starsene alla sentenza altrui. 
Riport amento , sm. Il riportare. Rappor- 
tare, va. Riferire ciò che si è veduto o udito. 
Ridire per leggerezza o malizia le male cose 
che si sono udite dire altrui. Rinvbsciarb, 
va. Ridire imprudentemente o malignamente 
ciò che si è udito, od è stato communicato in 
via di secreto. Riportatore, verb. m. Ripor- 
tatole, f. Chi o Che riporta. Rinvesciarda, 
sf. Colei che^in vescia, dim. Rinvbsciardina. 

Arpós. V. Ripós. 

Arpostén. Arposténa. V. Arpustòn. Ri- 
posteli. 

Arprès. SCALMANATO, agg. Che ha preso 
la scalmana. V. Arpiadùra. 

Arpugne. V. Nasconder. Arpiate. 

Arpulé. V. Arpole. 

Arpull. V. Ripulì. 

Arpurghé. RIPURGARE, va. Purgar di nuo- 
vo, ed anche Purgar bene. V. Purghe. 

Arpurtador. Arpurte. V. Arportadòr. 
ecc. 

Arpuse. V. Ripose. 

Arpustén. / CANSATOJO , sm. CANSA- 

ArpustSna. S TOJA . sf. Luogo ove uno si 
ricovera causandosi. V. Riposteli. 
Arpiadùra. RAPPEZZATURA, sf. Rappez- 
zamento. Parte rappezzata. 
Arpie. RAPPEZZARE , RIPEZZARE , va. 
Racconciare una cosa rotta, mettendovi il 
pezzo che vi manca, e si dice propriamente 
de* panni. Rattoppare. Rappezzamento, sm. 



ARS 



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ARS 



11 rappezzare. Rappezzato re, verb. m. Rap- 
pezzatele, f. Chi o Che rappezza. Raccen- 
ciare, va. Rattoppare panni vecchi. V. Atu- 
pune. 

Arpaine. APPICCINIRE , APPICCIOLIRE , 
Appiccolare, APPICCOLIRE, va. Far pio- 
colo. Rappiccoure , va. Rappicinire , Far 
diventar piccolo. Rimpiccolire, Rimpiccioli- 
re , va. Ridurre in forma più piccola , o in 
più piccola quantità, np. Divenir più piccolo. 
V. lmpicon. 

Arsane. V. Risane. Rinsaxxì. 

Axsbelè. V. Arbelà. 

Arscaldament. RISCALDAMENTO, sin. 
Il riscaldare. Ribollimento di sangue. 

Arscaldaaon. RISCALDATONE, sf. Riscal- 
damento. Ribollimento di sangue. Brozze, 
sf. pi. Complesso di bollicine pruriginose che 
vengono sulla pelle per riscaldamento. Suda- 
mina sm. Piccole bollicine fitte fitte che so- 
gliono nascere nella ente, e cagionare un gran 
prurito. (Redi). 

Arsoalde. RISCALDARE, va. Rendere a cosa 
raffreddata il calore: vn. e np. Pigliar calore. 
Guastarsi, Corrompersi, dicesi di grano, biade, 
farina, formaggio, ecc. Prendere raffreddore, 
figurai. Adirarsi. Accaldare, va. Riscaldare 
assai. Far sentir gran caldo. Accaldato, agg. 
nell'uso vivente, Riscaldato assai, e tanto da 
porsi a rischio di pigliare un* imbeccata, 
un'infreddatura, un mal di punta. (Tomma- 
seo). Riscaldativo , agg. Atto a riscaldare. 
Riscaldatore , verb. m. Riscaldatrice , f. 
Chi o Che riscalda. Riscaldatura, sf. L'atto 
o L' effetto del riscaldare. (Soderini). Parie 
arscalde. Parlare infiammato. « Gli parlò 
infiammato, e bisognava sentire le cose che 
disse! » t Giuliani). Batter la birbantina. Il 
batter le mani in croce su' bracci , o sotto 
l'ascelle per riscaldarsi. (Fanfani). 

Arscapine. V. Risoaplne. 

Arsociaradùr. CHIARITOJO, sm. Machina 
per chiarificare l' olio d' olive ; ed anche il 
Luogo dove si chiarifica. 9 

Arsociare. R1SCHIARIRE, va. « Filata che 
aia la lana, bisogna disungerla col ranno del 
bucato, poi si rischiarisce coU'acqua (aqua). » 
(Giuliani). V. Arsiate. Ciarinche. Ri- 
schiare. 

Arsoheld. RISCALDO, sm. Riscaldamento di 
qualsivoglia materia, per qualsivoglia cagione. 
V. ArsoaldaaGn. 

Arscóder. RISCUOTERE, va. Ricevere il 
pagamento, ossia quel denaro che altri ci de- 
ve. Ricuperare la cosa impegnata. Riscos- 
sione, sr. Riscotimento, sm. Il riscuotere. Ri- 
scotibile, agg. Che può riscuotersi. Riscoti- 
torb , verb. m. Riscotitricb , f. Chi o Che 
riscuote. Capire, vn. Esser capace a ricevere 
in sé, a contenere. Aver luogo sufficiente. Ca- 
pbvolr, agg. Atto a contenere. 

Arsoònter. Arsoontre. V. Riscontar, ecc. 

Arsoortatdj. ACCORCI ATOJO , sm. AC- 
CORCIAI 1 OJ A, SCORCI ATOJ A, sf. Via più 
corta. 

Arscorté. V. Arsonrté. 



Arsoriver. V. Riscriver. 

Arscure \ RJSCURARE, va. Fa* divenir più 

Arsouri J scuro, vn. Divenir più scuro. 

Arsonrté. RACCORCIARE, ACCORCIARE, 
ACCORTARE, SCORCIARE, SCORTARE. 
SCORT1RE, va. Far più corto. Abbreviare, 
np. Farsi più corto. Rientrare, vd. Dicesi 
di Panno o tela raccorciata dall' umido. Rac- 
corciamento , Accorciamento , sm. Accor- 
ciatura, sf. Il raccorciare. AccoRcsvoLB 9 agg. 
Che può accorciarsi. Raccorciato, Accorcio, 
agg. ratto più corto. Accorciatamentb, avv. 
In maniera accorciata. Accorciatorb , verb. 
m. AccoRCiATRicB, f. Chi o Che accorcia. 

Arsdase. V. Sdase (ristacciare). 

Arséga. RISEGA,sf. Parte di muro che spor- 
ge più avanti, allorché si diminuisce la gros- 
sezza di esso. Rosa, sii Luogo corroso da im- 
peto d'aque. Lunata, sf. Corrosione in linea 
curva prodotta dalla corrente dell'aqua nelle 
ripe de' fiumi. Sbrot atura, sf. Gran corro- 
sione fatta da un torrente o simili nelle sue 
ripe, e nel suo fondo per causa della sover- 
chia caduta. Sabotare, va. Fare sbrotatura. 
V. Arsgadùra, 

ArsenéL ARSENALE, sm. Luogo dove ei 
fabricano o custodiscono le navi, le armi, ed 
altri strumenti da guerra. Arsenalotto, sin» 
Soldato o Artefice che lavora nell'arsenale, 

Arsénich. ARSENICO, sm. Sorta di veleno 
corrosivo. 

Arsgadùra. RISEGATURA, sf. Quel segno 
che nelle membra fa una forte legatura. In- 
capestratura, sf. Risegatura che fa talvolta 
il capestro alle bestie incapestrate. Intertri- 
gine, sf. Leggiera rottura di pelle nelle co- 
sce, o al perineo, per cassa di strofinamento 
di panni in camminando. V. Arséga. 

Arsghe. RISECARE , RISEGARE, va. Ta- 
gliare, Recidere. Arsghe l' erba de gran. 
bisecare, Risegare, Tagliare* Recidere la 
radice dell' erbe diserbate. Ricidbrsl, np. U 
rompersi la pelle incotta, specialmente ne* 
bambini grassocci. V. Coroder. Araleaa 
(incuocersi). 

Arsgnól. V. Rosignól. 

Arsgrande 1 AGGRANDIRE , RIGRAN- 

Arsgrandi } DIRE, va. Far più grande, np. 
Divenir più grande. Agorandimbnto, sm. Lo 
aggrandire. Aggrandito, agg. Divenuto gran- 
de. 8Uperl. AOORANDITISSIUO. — Aqorandi- 
tore, verb. m. Aggranditrice, f. Chi o Che 
aggrandisce. Che amplifica. V. Ingrandì. 

Arsguardéss. V. Arguardé, np. 

Arsgnérd. V, Riguérd. 

Arsié. ARSICCIARE, va, Abbruciacchiare., vn. 
Divenir riarso. Arricciatura, sf. L'effetto 
dell'arsicciare, e La cosa arsicciata. Arsiccio, 
agg. Alquanto arso. Inar&icciato, agg. Che 
ha preso qualità di arsiccio. Saper dt arsic- 
cio, dicesi dell'Odore che mandano le cose 
arsicciate. Strinato, agg. dicesi di Peli o di 
Panni che si avvicinano troppo al fuoco. Ba- 
sar arsié da la set. Allampanare, Al- 
lampare, vn. Arder di sete. 

Arsiéss. INCUOCERSI, np. Il rosseggiare la 



ARS 



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ARS 



velie fra le cosce de* bambini per effetto di 
leggiera infiammazione cagionatavi dalie loro 
amie. V. Arsgha, op* 
Artigne. RISEGNARE, va. Sottoscrivere in 
segno di approvazione, o di autorizzazione. 
Areintadura. RISC1AQUATURA, sf. Atto 
di rùciaquare i panni. Aqua in cui tono stati 
risciaqoaii bicchieri. (Carena). Sciaqu atura, 
sf. Aqua in cai ti è adequato qualche cosa. 
RiscuQUAifKNTO, Sa A QUA mbnto, sm. Il ri- 
sciaqoare. 

Artinta» RISCIAQUARE, SCIAQUARB, va. 
Leggermente lavare con aqua. Risciaquarsi 
la bocca. Lavarsi leggermente la bocca con 
aqua o simile. Diguazzare, va. Agitare nel- 
Taqua panai o altro, eia lavati, acciocché si 
neiiioo da ogni resto ai sucidume. Sciabor- 
dare, va. voc. tint> Immergere e diguasiare 
io molf aqua un panno o*altro, perchè ne re- 
tti polito, e per lamontare alquanto il colore. 
RiscuQUATORB, verb. m. Ricciaquatricb, f. 
Chi o Che risctaqua. nell'arte della lana Ri- 
sciaquatore è Colui che ò deputato a lavare 
nell'equa corrente la lana disunta. 

Araiateda. R1SCIAQUATA, sf. Leggiera la- 
vatura, e quella particolarmente che si dà ai 
bicchieri. 

Arsirti \ RISENTIRE, vn. Sentir o Udir 

Axsintias r di nuovo. Sentire o Sentirsi 
& alcuna cosa, o ad alcuna parte del corpo, 
Avere quella parte, per qualche infermità, al- 
terata; sentirvi dolore. « Giova a coloro che 
sentono di milza, ecc. » Si dice anche, per 
metafora, di cose inanimate. « Io me ne sen- 
tirò alla borsa per parecchie settimane. » 
Significa anche Ricordarsi di qualche danno 
o dispiacere avuto. « E sentironsi tanto di 
questa rotta, che lungamente stettero a casa. » 
V. Risentita. 

Arsintòn. V. Arsintéda. 

Arelàrghe. R ALLARGARE , va. Maggior* 
niente allargare. 

Arale. V. Arsale. 

Aralunghé. V. Arlunghe. 

Araói. ROSUME, sm. Rimasuglio della cota 
rosa. Pieno o Paglia trita che rimane nella 
mangiatoia delle bestie. V. Rimasói. 

Arsoladùra, RISOLATURA, sf. Il risolare. 
Stato di scarpa risolata. 

Arsole. RISOLARE, RISOLETTARE , va. 
Mettere nuova suola. Solettare di nuovo le 
•carpe. V. Sole. 

Arsoré. V. Astore. 

Araparmié. V. Risparmio. 

Artpatése. V. Arpatess. 

Araparmi. V. Rispèrmi. 

Arspicule, V. Ajpstaè. 

Arsplander. V. Risplender. Arlùser. 

Arspónder. Arspòsta. V. Risponder, eoe 

Anale. SELLATO, agg. Dieesi di Cavallo 
quando ha la schiena, che piega troppo verso 
la pancia. 

Arstadén. V. Arestadén. 

Arata. SBRATTARE, va. Levar la brutture. 
Arate la ca. Sbrattar la casa, Tenerla pu- 
lita. V. Reste. Araste. Avansé. 



Arate*. TIZZO, TIZZONE, sm. Pezzo di le- 
gno abbruciato da un lato. diro. Tizzokcello, 
TuzoNcmo. Suzzo, sm. Tizzo acceso, accr. 
Stizzqnb. — Suzzare, va. Scuotere dal tizzo 
la parte bruciata. 

Arati. RESTIO, sm. Difetto di cavallo o si- 
mile quando sì ostina a non voler andare, 
agg. Cne ha il difetto sopradetto. Bicciu- 
ohbra,V. Bestia restia. Restiamente, avv. 
In modo restio. 

Arstìjé \ ASSOTTIGLIARE, SOTTIGUA- 

Aratilé ì RE, va. Far sottile, np. Divenir sot- 
tile. Assottigliamento, sm. Assottigliatu- 
ra, sf. Lo assottigliare. Lo stato della cosa 
assottigliata. Asbottioliativo r agg. Che as- 
sottiglia. Atto ad assottigliare. Assottiglia- 
torb, vero. m. Assottigliatricb , f. Chi o 
Che assottiglia. Rassottigliare, va. Assot- 
tigliare di nuovo r e semplicemente Assot- 
tigliare. 

Arstitui, ecc. V. Restituì, ecc. 

Arstisól. RESTICCIUOLO,sm. dim. di Re- 
sto. Piccolo avanzo o resìduo. Gruzzolo, sm. 
Denari per lo più raggranellati poco a poco. 
Ragruzzolark, va. Far gruzzolo. Fé l'ar- 
stiàól. Fare agresto, dicesi lo Avanzare che 
taluno fa per sé nello spendere, o nel fare i 
fatti altrui. Furfarb, va. Rubare sulla spesa. 
Pincianellà, sf. Spezie di frode fatta, in- 
sciente il padrone: lo dicono i vetturini Quan- 
do fanno qualche gita, e si appropriano il 
guadagno, non fiatandone al padrone. 

Axstopié. RISTOPPIARE , va. Riseminare 
il campo ohe ha la stoppia, locche avviene 
quando, raccolto il frumento, le fave, ecc. si 
risemina frumento , ecc. Rinoranarr , va. 
Seminare due anni di seguito un terreno a 
grano. Gran arstople. Orano ringranato. 
Grano seminato ove 1* anno avanti era grano. 
« Non ogni grano riscalda; ma s'è osservato 
che il grano che noi diciamo ringranato, 
cioè seminato grano ove F anno avanti era 
grano, riscalda e si vuota gagliardamente, e 
che coti non fa quello che è fatto ove non 
era grano, che si chiama maggese o coloria. » 
(Magazzino Colt.) Restoviguare , va. Lavo- 
rare un terreno, avvicendando le culti vazio- 
ni, senza lasciarlo mai in riposo. 

Arstór. Arstoress. V. Ristdr. ecc. 

Arstrénser. ( STRETTIRE , va. Far più 

Arstriohe. \ stretto. Strettire un abito, 
una pagina, ecc. Restringerne la larghezza. 
Ristrbttuib, va. Strettire di nuovo, e di più. 
V. Ristrinsero 

Aratupié. V. Arstojpié. 

Arature. V. Ristoro. 

Arsughe. RIASCIUGARE , RIASCIUTTA- 
RE, va. Asciugare di nuovo. 

Axsuladùra. Arsole. V. Arsoladùra. ecc. 

Arsumne. V. Semné. (riseminare). 

Arsura. ARSURA, sf. Seccore ne'campi pro- 
dotto da caldo per mancanza di pioggia nella 
calda stagione. Arsione , sf. Quel caldo che 
si sente nella gola, prodotto da sete o da 
febre. 

Arsure. V. Astore. 



ART 



— 46 - 



ART 



Artaohe. RAPPICCARE , va. Di nuovo ap- 
piccare. Ricongiungere. R attacca re, Riat- 
taccare, va. Attaccare di nuovo. Rattaccare 
il sonno, Raddormentarsi. Rattaccambnto, 
Riattaccambnto , sm. Il riattaccare. V. A- 
taohe. 

Arcai. COJATTOLO , sm. Ritaglio di euojo 
spiccato dal suolo della scarpa, quando si 
raffila. Cojaccio, sm. pegg. di Cuojo. nel pi. 
Ritagli d' orni sorta di cuoio. Pilorci , si 
chiamano da/ pellicciai que* Ritagli di pelle, 
che , non essendo buoni , a metter in opra , 

Sii riducono in ispazsatura, la quale poi van- 
esi per governare terreni. (Fanfani). Rita- 
oliatura, sf. Ritaglio specialmente di pasta. 
« Inaino a che vi sarà del ripieno, si seguita 
a farne (dei tortelli) riunendo insieme al bi- 
sogno le ritagliature della pasta, per disten- 
derla sottile come 1* altra. » (Cuoco italiano). 
V. Ritài. 

Artajé. RITAGLIARE, va. Tagliar di nuovo. 
V. Arflle. 

ArtécoL { ARTICOLO, sm. Parola declina- 

Artécul. i bile, che, aggiunta a nome o pro- 
nome, ha fona di determinare e distinguere 
la cosa accennata. Capo o Punto di scrittura, 
Capo o Dogma della fede Cristiana, nell'uso 
Merce, Masserizia, e simili. 

Artefàt. ARTEFATTO, agg. Fatto con arte. 
Che è .opera dell' arte, opposto a Naturale; 
come Vino artefatto, ecc. che simula il pro- 
dotto naturale , ma che tale non è. Artifi- 
ciato, agg. Che è fatto tutto con arte, metaf. 
Alterato, Falsificato. Artatamente, aw. Con 
arte. 

Ariete. ARTEFARE, va. Adoperar Parte 
perchè una cosa sembri migliore , più bella 
di quello che e veramente. 

Artefls. ARTEFICE, sm. Chi esercita un'arte 
mecanica con finezza e intelligenza, come 
1* orefice, l' oriuolajo, ecc. dim. Artbficbllo, 
Artbficiuolo , avvìi. Artbficiuzzo , pegg. 
Artbficiaccio. V. Artésta. 

Arte j a. i ARTIGLIO , sm. Ugna adunca e 

Artéli. t pungente di animali rapaci , covi 
volatili, come terrestri; ma di quest'ultimi 
meglio dicesi Unghione, accr. Artiouonb , 
Artigliare, va. Prendere o Ferire con l'ar- 
tiglio. 

Artènt. RITINTO, agg. Di nuovo tinto. Bi- 
STiNTO, agg. Due volte tinto. 

Artenser. RITINGERE, va. Di nuovo tin- 
gere. 

Arteria. ARTERIA , sf. Vaso che porta il 
sangue dal cuore a tutte le vene, che lo ri- 
portano al cuore, dim. Arteriuola, Artb- 
riuccia , Abtbriuzza. — Arteriale , agg. 
Di arteria. 

Attesta. ARTISTA, sm. Chi professa un'arte 
liberale, come la pittura, la scultura, l' archi- 
tettura, la musica , ecc. Al giorno d* oggi si 
dice artista anche Chi si mostra eccellente 
in nn'arte manuale ; però di tutto si abusa , 
e vediamo parrucchieri , sarti, ecc. intitolarsi 
artisti. ( Zecchini ). Artiere , sm. Chi vive 
dell' esercizio di un* arte manuale lavorando 



2; li stesso , o che fa lavorare altri sotto di 
, come un fabricante di tessuti , ecc. Il pic- 
colo fabricante, il bottepajuccio che vende i 
propri prodotti, sono artieri, (id.) Artioiaxo, 
sm. li manuale che va a lavorare alla gior- 
nata in opera puramente metaniche, (id.) 
Artistico, agg. Di o Da artista, Artistica- 
mente, aw. In modo artistico. 

ArtloolaàlOii. V. Zuntùra. 

ArtlfóàL è ARTIFICIO, sm. L* operare con 

ArtiAài. \ arte. Maestria di operare. Ordigno 
ingegnoso. Astuzia. Stratagemma. Artificia- 
rb , va. Fare con artificio, np. Abbigliarsi e 
acconciarsi e ornarsi con artificio. (D'Elei 
Ang.) Artificiato, Artifiziato, Artepicia- 
to , o Artbfiziato , pan. di Artifldare o 
Artiflziare. Fuoco artifUiatù, lo stesso che 
fuoco lavoralo. Artificialmente, Artdtcio- 
sambntb, aw. Con» artifizio. 

Artifiàiéi. ARTIFICIALE, ARTIFIZIALE, 
agg. Fatto con artificio. Fuochi artificiali, 
Composizione di materie infiammabili usate 
per lo più a publiche feste. V. Furbésta, 

Artlgliaréja. I ARTIGLIERIA , sT Grosse 

Artigliaci. i armi da fuoco, come cannoni, 
mortai, ecc. e tutto il corredo per uso degli 
artiglieri, e delle artiglierie, come carri, fuo- 
chi artifizìali, ecc. Corpo degli artiglieri. 

Artiglia*. ARTIGLIERE, sm. Soldato d'ar- 
tiglieria. 

Artìr. V. Artista; (artiere). Rltir. 

Artlre. V. Ritirò. 

Artiress. ATTRAPPIRE, vn. e np. Ridursi 
le membra in istaro da non si poter disten- 
dere. Rattrapparb, vn. Essere preso da 
ritiramento di nervi. Rattrapp amento. Rat- 
trappimento, sm. Rattrappatura, sf. Con- 
trazione di qualche membro del corpo umano 
o animale. Attratto, Rattratto, Attrap- 
pito, agg. Rattrappito per freddo o per ma- 
laria. Arretrarsi, np. Tirarsi indietro. Ri- 
tirarsi. Recedere , vn. Ritirarsi da che che 
sia. Abbandonare le pretensioni, le risoluzio- 
ni, ecc. V. Ritiré, np. 

Artiain. V. Artésta (artigiano). 

Artoché. V. Artuohe. 

Artondé. V. Ritond». 

Artòren. RIMENO , sm. Ritorno. Vtùr o 
oa-vàll ó.'*rtòren.Vetture o cavalli di ri- 
meno, quelli che tornano là onde partirono : si 
dice anche Vetture, Cavalli dintorno. Rad- 
doppio, sm. Nel giuoco del biliardo si chiama 
raddoppio Quel tiro, che, facendo battere la 
palla deli* avversario nella mattonella corta, 
di faccia a chi tira, si fanno i birilli . o il 
pallino, o la bilia, ritornando essa palla al- 
l' ingiù , e ritorna in giù per angolo acuto 
senza battere in altre mattonelle. V. Ritoren. 

Artorné. V. Ritorna. V. Annotar, np. e 
Ominàé a armótess. 

Artdrser. V. Tóràer. 

Artuohé. RITOCCARE, va. Toccar di nuovo. 
Toccare chi ci ha toccato. Ricorreggere, par- 
landosi di pitture, e di altre opere ò^ ingegno. 
Ritoccambnto, sm. Ritoccatura, sf. Il ri- 
toccare. Ritoccare una corda, flg. Ritornar» 



ARV 



- 47 — 



ARV 



so io Steno argomento. Rintoccare, va. Suo- 
nare le campane a tocchi separati. Suonare 
a tocchi, Dicesi di una campana sola. 
Artuoheda. RITOCCO, RITOCCAMENTO, 
sm. RITOCCATURA, sf. Il ritoccare. Rin- 
tocco, sm. Suono di campane a tocchi se- 
parati. 

Artncle. V. Arodle. 

Artunda. ATTONDARE, TONDARE , va. 
Far tondo. V. Ritonde. 

Artuzne. RITORNARE, vn. Rivivere. « Non 
c'è la meglio aria per rimettere le forze, un 
mono lo farebbe ritornare. » (Giuliani). V. 
Ritorna Riguarl. 

Arturneda. V. Ritorneda. 

Arudadùra. Arade. V. Arodadùra, ecc. 

Arudlé. V. Arodle. 

Arnia ARRUFFARE, va. Disordinare. In- 
tricare, e dicesi per lo più di capeli, di pelo, 
ecc. np. Scarmigliarsi , Rabbuffarsi , Forte- 
mente commuoversi. Arruffamento., Ar- 
ruffìo, sm. Disordine , Scompiglio e simili. 
Abrufpatura, sf. L'effetto dell arruffare. V. 
Gàt (arroncigliarsi). 

Arofiané. ARRUFFIANARE , va. figurai. 
Rassettare, Raffazzonare una cosa, copren- 
done i difetti, per farla apparir più bella, o 
migliore. Arruffianatura, sf. Effetto del- 
rarraffianare. 

Arugint, Ariigante. V. Arogànt, ecc. 
Arughéss. V. Aroghéss. 
Aroladòr. ARROLATORE , sm. Colui che 
arroJa. 

Arolé. ARROLARE, va. Ascrivere al ruolo ; 
dicesi per lo più di soldati, np. Farsi scri- 
vere nella milizia. Arrolato, sm. Soldato 
ascritto al ruolo. (Montecuccoli). Arrola- 
mento, sm. Lo arrolare. V. Irole. 

Aruncadùra. V. Aragajadùra. 

Arunohe. V. Aragajé. Roncne. 

Aruae. ROSOLARE, va. Far prendere alle 
vivande col fuoco quella crosta che tende al 
forno. V. Gròtta (tè oiapé la gròsta). 

Arassi. V. Arosst. 

Arasti. V. Arostì. Arati. Benraté. 

Aruvde. RIVEDERE , va. Vedere ed Esa- 
minare di nuovo i o con maggior diligenza. 
Rivedere i conti, Riscontrare se sono in re- 
gola. Rivbdimbnto, sm. Revisionb, sf. Il ri- 
vedere. RiYBDrroRB, verb. m. Rivbditricb, f. 
Chi o Che rivede. V. Arvdess. 

AruvnL V. Arvni. 

Arnie. V. Aroàe, 

Arvà. V. Ariùt. 

Arvàn. V. Rov&n. 

Arvandról, eoe. V. Arvindról, ecc. 

Aranche* RIVANGARE , va. Vangar di 
nuovo. Rnrv ano are, va. Investigar da capo. 

Arvarsa V. Arverse. 

Arvde. V. Aruvde. 

Arvdess. RAVVEDERSI , np. Riconoscere 
i proprj errori, ed emendarsi. Ravvedimen- 
to, sm. Il ravvedersi. 

Arve. V. Biave. 

Arvéja. RUBIGLLA, sf. Legume quasi simile 
al pisello, ma di sapor meno piacevole e di 



colore quasi nero che prende nella cottura. 
V. Bsèl. 

Arrena. RUINA, sf. Il minare. La materia 
minata, figurai. Danno grave. Sterminio. An- 
dare in mina. Andare alla malora. 

Arrènder. RIVENDERE , va. Vendere di 
nuovo. Vendere cosa comprata per guadagno. 
Rivendere alcuno. Saperne più di lui. Ri- 
vendita, sf. Seconda vendita. Rivendibile, 
agg. Che può rivendersi. Rivenditore, verb. 
m. Rivenditricb, f. Chi o Che rivende. Re- 
trovendere, va. Rivendere al venditore. Re- 
* trovendita, sf. Il retrovendere. V. Arvln- 
dról. 

Arvénier. RIVINCERE, va. Di nuovo vin- 
cere. V. Rivénèita. 

Arvèrs. ROVESCIO, sm. La parte contraria, 
ossia La faccia che sta al di sotto della prin- 
cipale, per similit. Il contrario , L' opposto. 
Parte della medaglia opposta a quella dov'è 
il ritratto. Gran quantità. Subita e veemente 
caduta di pioggia, di grandine, di bastonate, 
di fortuna, ecc. Opposto di Ritto, e dicesi 
propriamente di panni , vesti , e simili. Ar- 
▼èrs d* aqna. V. SbrómbaL V. Manar- 
vera. Rovescino, sm. Rovescio delle maglie 
delle calze, fatte a rovescio, che formano la 
costura delle calze. V. Arversét. 

Arrena. A I* arverea. A ROVESCIO, lo- 
cnz. awerb. Ali* opposto, Al contrario, Dalla 
parte contraria. Rovescione, Rovescioni, 
aw. A rovescio. Ande a rarvé'rsa. Andare 
di traverso, a traverso, dicesi del Deviare 

. che fa un briciolo di cibo, e per lo più un 
gocciolo di bevanda, il quale invece di pren- 
dere la via del ventricolo per V esofogo, piglia 
quella de* polmoni per la trachea, di dove 
la natura lo ricaccia fuori, mediante un vio- 
lento tossire. 

Arverae. ARROVESCIARE. ROVESCIA- 
RE, va. Voltare la cosa al rovescio del suo 
diritto. Cambiare la posizione delle parti, sic- 
ché ciò che era sopra, venga sotto. Far ca- 
dere. Gettar per terra, np. Cadere rovescioni. 
Volgersi a rovescio. Arrovesci amento, sm. 
Arrovesciatura, sf. L'atto di arrovesciare. 
Stato di cosa rovesciata. Inverso, agg. Volto 
al contrario del suo dritto. « Ed esce infine 
Come da inverso fiasco onda che goccia. » 
(Perini). 

Arversèn. ROVESCINA, sf. Spezie di giuoco 
che si fa con le carte da giocare, così detto 
dal farsi ogni cosa al rovescio degli altri giuo- 
chi, perche vince chi fa meno punti, e vice- 
versa. (Fanfani). V. Arvera (rovescino). 

Arverséna. V. Figa de lòt. 

Arveraét. Giri rovesci, Giri a rovescio, 
Quei giri a maglie alternatamente diritte e 
rovescie nel lembo superiore della calza affin- 
chè esso non s'arrovesci, non s'accartocci. 

Arversftn. V. Manarvers. 

Arresta. RIVISTA, sf. Il rivedere, militar. 
Rassegna. 

Arri. APRIRE , va. Fare che ciò che era 
chiuso non lo sia più. Aprirgli occhi, Guar- 
dar bene il fatto suo. Aprir gli occhi a uno, 



ARV 



— 48 - 



ARZ 



Parlo accorto. Aprir bottega* Cominciare 
Qualsivoglia arte in publico. np. Crepare, Fen- 
dersi, parlandosi di legnami e muri. Dilatarsi, 
•bocciando, parlandosi di fiori. Aprirsi con 
alcuno. Manifestargli i proprj secreti. Apri- 
mento, sm. Apritura, sf. Lo aprire. Apri- 
ti vo, agg. Che ha virtù di aprire. Apribile, 
agg. Da potersi aprire. Inapribilb, agg. Che 
non ai può aprire. Apritorb, verb. m. Apri- 
tricb, f. Chi o Che apre. Riaprire, va. Aprir 
di nuovo. Riaprimbnto, sm. RiAPRrruRA, sf. 
Il riaprire. Sottaprirb, va. Non interamente 
aprire. li suo contrario è Socchiudere, che 
vale Non interamente chiudere. 
Arvìa. V. Arreca. Bsèl. 
Arvìd. ROVO, ROGO, sm. Pianta sermen- 
tosa, spinosa, i cui frutti diconsi More e More 
prugnole. Roveto, sm. Luogo pievo di rovi. 
Rovkjubto, sm. Frascheggio di rovi. V. Vi- 
dèlba. 
Arvindxisa. V. Arvindróla. 
AxvindróL RIVENDUGLIOLO, sm. Colui 
che compra cose minute, per lo più comme- 
stibili, per poi rivenderle. Rivender! a, sf. 
L'arte del rivendugliolo. Barullo, sm. Colui 
che va sui mercati o per le fiere, ove compra 
a digrosso, e rivende così al minuto, robe da 
mangiare, e per lo più frutta, pollame, e si- 
mili. Rigattiere, sm. Chi compra abiti , o 
masserizie usate , e le racconcia e ripolisoe 
per rivenderle. V. Trécul. 
Arvindróla. RIVENDUGLIOLA, RIVEN- 
DAGNOLA, RIVENDANOLA, sf. Colei che 
compra, come il rivendugliolo, per rivendere. 
V. Tréola. 
Arviné. RUINARE , va. Mandare in preci- 
pizio. Sciupare. Far capitar male. Ridurre 
alla povertà. Guastare, vn. Cadere con mina, 
con fracasso , o con danno dei corpi circo- 
stanti. Andare in precipizio, in povertà. Pe- 
ricolare. Ruinato, agg. Guasto , Fracassato, 
Impoverito, Spiantato, ecc. Ruinaticcio, agg. 
Alquanto ruinato. Ruinoso, agg. Che apporta 
ruina. Renosamente, agg. Con gran mina. 
Arviòt. V. Arvéja, 
Arrise. V. Ravìaé. 

Arvle. RI VOLERE,' va. Volere di nuovo. Vo- 
lere che ti sia renduta una cosa tua. 
Armi. RIVENIRE, va. Di nuovo venire. Ri- 
tornare. Rinvenire, vn. Ricuperare gli spi- 
riti. Ammollirsi e Ronfiarsi, parlandosi di cose 
secche, messe neJI aqua, o tenute in luogo 
umido. Ravvincidire, Invincidire, vn. Di- 
venir vincido. Vincido, agg. Dicesi di Ciò che 
ha perduto in gran parte la consistenza na- 
turale, come le castagne secche, le cialde e 
simili. 

Arvolé. R1V0LARE, vn. Di nuovo volare. 
Arvole. V. Arvle. 
Arvólt. V. Rodai. 
Arvdlta. V. Rivòlta. 
Arvolte. RIVOLTARE, va. Arrovesciare. 
Voltare il rovescio dov'era il dritto, parlan- 
dosi di panni, np. Capovolgersi. Rivoltarsi a 
qualcuno, Rispondere con parole o con fatti 
a chi ti abbia provocato. Rivoltambnto, sm. 



Il rivoltare o rivoltarsi. Rivoltature, verb. 
m. Rtvoltatrice, f. Chi o Che rivolta. Ri- 
volgere, va. Distogliere, Distornare. Trarre 
nel suo avviso. Trarre dalla sua. np. Mutarsi 
di parere. Voltarsi indietro. Rivolgimento, 
sm. 11 rivolgere. Mutazione, Sconvolgimento 
V. Aravólzer. 

Arvólsess. V. Rivólsess. 

Arvultài. \ CHIURLO, sm. Rivolgimento 

Arvultén. r della persona su di un sol piede. 
V. Firoléta. 

Arvnltana. TORTUOSITÀ,^ anche SVOL- 
TA, sf. Obliquità , Curvità , Serpeggiamento 
di strada. 

Arvulte. V. ArvoltA 

Arsaról. ORZAJUOLO , sm. Tumoretto si- 
mile ad un grano d'orto che viene tra i 
n epitelii degli occhi. V, Palpebar. Laaardl. 

Aradòr. CAPOCCIA, sm. Capo di casa. Con- 
tadino che amministra gì* interessi della fa- 
miglia. 

Aradòra. MASSAJA, sf. Quella donna che, 
nella casa de' contadini ha in mano il governo 
di tutta la famiglia. 

Arsela. V Arsela. 

Araènt. ARGENTO, sm. Metallo di color 
bianco, assai duttile e malleabile, uno dei più 
preziosi dopo Toro ed il platino. Moneta 
d'argento. Argenteo, agg. Di argento. Del 
color dell' argento. Argentiera, ir. Miniera 
o Cava d' argento. Argento vivo. Mercurio. 
V. Mercùri. 

Arsentaréja. ARGENTERIA , sf. Quantità 
d'argento lavorato, purché non sia in moneta, 
ma in vasellamento, o simili. 

Arsenter. Araentìr. ecc. V. Arzlnter. ecc. 

Arainadùra. ARGINATURA, sf. Riparo con 
argini. La totalità degli argini ond* è riparato 
un terreno, un fiume, ecc. V. Braen. 

Arsine. ARGINARE , va. Far argini, np. 
Cingersi d' argini. Munirsi con argini. Ar- 
ginamento, sm. Arginatone, sf. Lo argina- 
re. RiAROiNARB, va. Arginare di nuovo. 

Arainòl. V. Arsnèl. 

Arsintadòr. ARGENTATORE, sm. Colai 
che inargenta. 

Araiatadùra. ARGENTATURA, sf. L'ope- 
razione d' inargentare. 

Arainte. Argentare. V. Inarminte. 

Araintén. ARGENTINO, agg. Che ha alcuna 
qualità od anche il suono dell* argento. V. 
Bgh araintén. 

Axsinter. I ARGENTIERE, sm. Artefice che 

Araintir. } fa lavori d'argento. Argentario , 
non si direbbe che in senso storico, nel senso 
che gli davano i Romani , cioè di banchiere, 
o di cassiere, o di cambiamonete. (Tomma- 
seo). Argentario, agg. Che riguarda argento 
o argentieri. f 

Arainaié. V. Rinonaié. Lioenaia. 

Araiprèaa. V. Ripresa. 

Araiaa, FESSO, sm. Fessura a sghimbescio 
nella suola, entro la quale fannosi le cuciture 
delle scarpe. V. Zéna. (capruggine). 

Aranadùra. Arane. V. Arainadùra. ecc. 

Arsnèl. ARGINELLO, sm. Piccolo argine. 



A SE 



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ASP 



Spalletta. f sf. Risalto a guisa d' argine o 

di «panda. V. Onìnftìa. 
Arsonser. V. Rstsónser, Arasónser. 
Arivùda, V. Riftevùda. 
Asarbésa» V. Aserb. 

Asoendent. ASCENDENTE, sin. meglio 
Superiorità. Ave d* laocazidéiit. Avere 
della superiorità. parL pr. Che ascende. 
Aseensidn. i ASCENSIONE, ASCESA, sf. 
Ascinaiòn. j L'aito di ascendere. Ascesa 
al cielo del Redentore; e II giorno di taie 
festività. Il salire io aria di globo aereosta- 
tioo. 

Ascoli ASCOLTO, sm. Lo ascoltare, Srare 
in ascolto, Fare attenzione per adire. Dare 
ascolto, Intendere, ed Essere penetrato dalle 
ragioni udite: ed è ben diverso dal Dare 
udienza. 

Ascolta. ASCOLTARE , va. Stare a udire 
eoo attenzione. Dar retta. Seguire il consiglio , 
o avviso altrui, figurai Esaudire. .Ascolta- 
mbnto, sm. Lo ascoltare. Ascolta bile, agg. 
Che può ascoltarsi. Ascoltatore, verb. m. 
Ascoltatrice , f. Chi o Che ascolta. Ria- 
scoltare, va. Ascoltar di nuovo. Usolabb, 
va. Star ad ascoltare all' uscio, di soppiatto, 
i ragionamenti altrui. Origliare, va. Stare 
di nascosto ad ascoltare attentamente quello 
che altri va dicendo. Stare a sentire, sema 
far mostra , e dandosi aria di sbadato , ciò 
che altri dice. 

Ascónder. V. Nascónder. 
Ascrìver. ASCRIVERE, va. Scrivere , Met- 
tere nel numero. Annoverare. Imputare. At- 
tribuire, np. Appropriarsi, Arrogarsi. Ascri- 
zione, af. 11 mettere a numero. Asgrittizio. 
«m. Ascritto ad una corporazione , o ad una 
colonia. 

Ascurte. T. Arveorté. 
Ass. i ACETO , sm. Vino inforaato che 
Asoda. \ serve ad usi domestici. Acetoso , 
agg. Che ha sapor d v aceto , o condito con 
aceto, dim. Acbtobbtto, superi. Acetosissimo. 
— Acetabolo , sin. Vasetto da aceto. Ina* 
cetarb , va. Far pigliare qualità di aceto. 
Aspergere con aceto. Inacetire, vn. Inforzare 
a guisa d' aceto. Acetume , sm. Cose di sa* 
poro acetoso , e propriamente quelle che si 
conciano con aceto, come capperi, peperoni, 
ecc. AcETiNi, sm. plL Composta di peperoncini, 
capperi e simili conservati in aceto. Aceta- 
rib, af. pi. Tutte le erbe che ai mangiano in 
insalata. Acetajo, sm. Fabricatore o Venditore 
d'aceto. Acbtire, va. Divenir aceto il vino. 
Acbtare, va. Render acido con aceto. Ace- 
tato, agg. Che ha preso l'odore ed il sapore 
dell'aceto. Pigliar la punta, Pigliar il fuo- 
co, dicesi quando il Vino comincia ad ace- 
tire ; che anche si dice Pigliar d'aceto. « Nel- 
T estate (un certo vino; piglia facilmente 
d'aceto, o come altri dicono, il fuoco. » 
(Lastri agric.) 

Aaei. ZURLO,ZURRO,sm. Trasporto di al- 
legria, o di desiderio. Zurlarb, vn. Gongo- 
lare par eccesso di allegria, o di desiderio. 
V. IMI (ruzzo). 



▲aio. CAPPERI! CAPOTAI interj. di Ma- 
raviglia. Ascio 1 Esclamazione frequente dei 
Veneziani, ohe vale Aceto l 

Asèrb. ACERBO, am. Sapore di frutta im- 
matura, agg. Non condotto a matutesaa, dim. 
Acbrbktto. superi. Acerbissimo. — Acer- 
bezza, Acerbità, af. Qualità delle austaaze 
che provocano sul senso del gusto una ibrte 
contrazione, accompagnata da leggiera ama- 
rezza , e acidita. Asprezza di frutta imma- 
tura. Acerbamente, avv. Con acerbezza, su- 
peri. AOBRBISSIM ÀMSNTB. — PREMATURO, IM- 
MATURO, agg. Che è stato colto prima del 
tempo debito, dicesi di frutta, ecc. 

Asevul. V. Agli (agile di bocca.) V. Aaìv. 

Asia PONZARE, vn. Andare a zonzo , cioè 
Andare creando qua e là, senza saper dove. 
V. Adaalé. Vajon. 

Asinità. V. Asneda. 

Asiv. AGEVOLE, agg. Mansueto, Trattabile : 
Commodo ad essere cavalcato, Da potersi age- 
volmente cavalcare, parlandosi di Cavallo, A- 
aino, ecc. « Vai potevate— tòr quella (bestia) 
del prete..., che Tè si buona e cosi agevole, 
e, vedete, proprio da donne. » (Cecchi). 

Aaivé. AMMANSARE, AMMANSIRE, va. 
Far mansueto. Addimesticare, vn. e np. Farsi 
mansueto. Mitigarsi, particip. Ammansato, 
Ammansito. 

Aalvésa, AGEVOLEZZA, DIMESTICHEZ- 
ZA. V. Mansuvét. 

Asmàtica. ASMATICO , agg. Che patisce 
d'asma. V. Berna. 

Asneda. ASINAGGINE, ASINITÀ, ASINE- 
RIA, sf. Ignoranza crassa. H condursi da asi- 
no. Increanza. Asinescamente , avv. Con 
asinità. 

Asn6n. ASIN ACCIO, ASINASTRO,ag$. Ag- 
giunto di una sorta di fica per similitud. 
Prògn asn&ni. Prugne osinaHre , .Serta 
di prugne più grosse delle communi. V.Ssan. 

Asperges i ASPERSORIO, sm. Strumento 

Aspersòri j sacerdotale composto di setole, 
o tutto di metallo, con coi aspergati di aqua 
bonadottn 

Aapèt. ASPETTO, sm. Sembianza delia fac- 
cia umana. L'esteriore della persona. Faccia, 
Veduta, Vieta, Apparenza. Momento di aspet- 
tazione; onde Tempo, Battuta d'aspetto, 
dicesi nella musica: e Sala di aspetto, di- 
cesi nelle Stazioni delle ferrovie quella Sala 
in cui i passaggieri stanno aspettando il mo- 
mento della partenza. Di primo aspetto. In 
primo aspetto. Nel primo aspetto. Locu- 
zioni avverbiali sottosopra importanti lo stesso 
ohe A prima vista, A prima giunta, ecc. 
« Una profondissima valle..., al beila, sì ma- 
ravigli osa e strana, ohe di primo aspetto spa- 
venta con inusitato terrore gli animi di co- 
loro ohe vi entrano. (Sannazzaro). 

Aspettativa. ASPETTATIVA, sf. Lo aspet- 
tare alcuna cosa. Speranza fondata su qualche 
probabilità, militar. Posizione di officiale ido- 
neo al servizio, messo temporariamante fuori 
de* quadri. 

▲speté. ASPETTARE, va. Attendere, senza 



A8S 



-50 - 



ASS 



muoversi da un luogo, finché non sia giunta 
la tal persona, la tal cosa. Stare in speranza 
o in timore di qualche cosa. np. Imaginarsi. 
Promettersi, Lusingarsi. Piuttosto temere che 
sperare. Aspbttamboto, sm. Lo aspettare. 
Aspettazione, sf. Lo aspettare con isperanza 
di buona riuscita. Giovine di grande aspet- 
tasione. Che dà a sperar bene di sé. Aspet- 
tabile, agg. Degno di essere aspettato. Aspbt- 
tatorb, verb. m. Aspbttatricb, f. Chi o Che 
aspetta. Raspbttarb, va. Aspettar di nuovo. 

Aspiré. ASPIRARE, va. Pretendere o Viva- 
mente desiderare una cosa, part Aspirante, 
agg. Che aspira. 

Aspte. V. Aspete. 

Àsa. ASSO, sm. Nei dadi, e nelle carte da 
giuoco, è nome di un sol punto o dell'unità. 
Mònade, sf. Asso del giuoco. Aiibassi, sm. 
invariab. Ambo gli assi, e si dice dei dadi, 
quando due hanno scoperto l'asso. 

Ass i ASSE, sf. Legno segato per lo lungo 

Àasa j dell* albero, e della grossezza di tre 
dita al più, che più grosso dicesi Pancone. 
dim. Assetta, Asserella, Assbrbllina, 
Assicella, Assicina, Asserbllo. accr. As- 
sone. pegg. Assaccia. — Aaa de furxnàj. 
Casciaja, sf. Asse sopra cui si pongono le 
formelle del cacio. Ass de pan. V. Tóla. 
Aas da tajé la cheran. V. Tajér. Bat- 
lerda, Asa da sugne a la pala. V. Tu- 
lèla. 

Assa. V. Asse. 

Asaabiune. SACCHETTARE , va. Percuo- 
tere con sacchetti pieni di rena. 

Assagaté. ACCIARPARE, CIARPARE, va. 
Operare presto e male. Guastare, Rovinare 
un lavoro. Sciattare, va. Rovinare, Mandar 
male. 

Assagatòn. CIARPONfi, sm. Chi acciarpa, 
e dicesi di Artefice che operi senza la debita 
diligenza. Ciarpierb, sm. Chi ponga mano in 
motte cose, ma tutte facia male. 

Assage. ASSAGGIARE, va. Mangiare o Bere 
nn tantino di che che sia per sentire se piace. 
Far saggio dell'oro sulla pietra di paragone. 
Assaggio, Assaggiambnto , sm. Lo assag- 
giare. Assaggiatura , sf. Lo assaggiare. Il 
segno lasciato sulla pietra dall'assaggio dei- 
Toro. Assaggiatore, verb. m. Assaggiatri- 
cb, f. Chi o Che assaggia. Rassaggiarb, Ri- 
assaggiare, va. Assaggiar di nuovo. Assa- 
porare, va. Attendere a sentire il sapore di 
ciò che si assaggia. 

Asaaité. V. Assagaté. 

Annali. ASSALIRE, va. Affrontare con animo 
di offendere. Dar l'assalto a un luogo forte. 
AssALiMBNTO, ara. Lo assalire. Assalitore, 
verb. m. Assalitricb, f. Chi o Che assalisce. 
Rassalire, Riassalire, va. Assalir di nuovo. 
Soprassalire, va. Assalire ali* improviao. 

Aeaalté. ASSALTARE, va. Assalire con im- 
peto. Aggredire, va. Assaltare i passaggieri 
alla strada per derubarli. Rassaltarb, Ri- 
assaltare, va. Assaltar di nuovo. Trassal- 
ta rsi, np. Assaltarsi l*un l'altro. 

Àsnarxniànt. CONSIM1GLIANTE, agg. Che 



simiglia ad altra cosa o persona. DttRua- 
gliantb, agg. Che non ha simiglianza con una 
cosa o persona di cui si paria. 

Aaaarmiànaa. ASSIMIGLIANZ A , SIMI- 
GLIANZA , sf. Qualità per cui una cosa ci 
apparisce simile ad un'altra. Dissi migliare, 
vn. Non aver simiglianza. 

AsaarmiéX V. Assomiglia. 

Aasassen. ASSASSINO, sm. Chi uccide a 
tradimento. Chi assalta e toglie roba e vita 
ai viandanti, sf. Assassina. — Masnadiere, 
sm. Chi fa parte di una banda di ladroni, di 
assassini. 

AesaeeenL ASSASSINIO , sm. Il delitto di 
assassinare. 

Assassine. ASSASSINARE, va. Uccidere -a 
tradimento, figurai. Ruinare alcuno. Guastare 
che che sia. Assassinio, Assassinamento, 
sm. Assassina-tuba, sf. Lo assassinare. As- 
sassinatorb , verb. m. Assassinatrice , f. 
Chi o Che assassina. 

Asse. ASSAI , avv. A sufficienza. V. Aba- 
■t&nsa. 

Asse. TAVOLARE, va. Coprir di tavole o 
assi. 

Assoda. ASSITO , sm. Parete o Pavimento 
di assi. Assatura , sf. L' insieme degli assi 
in un lavoro. 

Assedi. ASSEDIO, sm. Lo accamparsi di un 
esercito intorno a luoghi muniti per impa- 
dronirsene, e Tutte le operazioni necessarie 
a ciò. 

Assedio. ASSEDIARE , va. Porre assedio. 
Assediambnto , sin. Lo assediare. Assedia- 
torb, verb. m. Assedi atrice , f. Chi o Che 
assedia, part. pres. Assbdiantk. part pass. 
Assediato. — Disassbdiare, va. Torre J 'as- 
sedio da un luogo. V. Assige. 

Asségn. ASSEGNO, ASSEGNAMENTO, sm. 
Provisione, Stipendio. Rendita fissa: e Asse- 
gnamento è propriamente quello che vien 
fatto dal padre ai figli ; dal marito alla mo- 
glie, o in casi congeneri. (Zecchini). 

Asaegné. ASSEGNARE, va. Fare un asse- 
gnamento o assegno. Destinare. Costituire. 
Assegnazione, sf. Lo assegnare. 

Aasélt. ASSALTO , sm. L' atto d' investire 
un luogo fortificato per impadronirsene. Eser- 
cizio de' giuochi di scherma. 

Assemblea. ASSEMBLEA, sf. Adunanza 
di più persone in un determinato luogo per 
far parlamento, e discorrere insieme, e risol- 
vere cose di alto affare. 

Assona. V. Oonséns. 

Assonnita. V. AsoenaiSn. 

Assént. ASENTE, ABSENTE, agg. Non 
presente. Lontano Absbntarb, Asbntar e, 
va. Allontanare, np. Allontanarsi, Discostarsi 
da un luogo. La Crusca scrive Assentarsi, 
dandosi ad intendere di significar con questo 
vocabolo lo stesso che Absentarsi, cioè Al- 
lontanarsi, Discostarsi; e di gran lunga s* in- 
ganna, dovendosi scrìvere Absentarsi, o Asen- 
tarsi con sola tra' * , chi voglia che da un 
tal verbo esca un tal significato. Assentarsi 
con la s doppia, altro non è che lo Assettarsi, 



ASS 



- 5i - 



ASS 



cangiato il primo t nella lettera n , e usur- 
pato io senso di Sedersi, che pur si dice, 
per sierosi, Sentarsi. (Gherardini). Absbn- 

rAMBKTO, SDÌ. ASSENZA, A SENZA, sf. LontS- 

Danza o Mancanza di persona da un sito. 
Assentì. V. Aeonsentà. 
Assènti. ASENZIO, sm. Sorta d' erba araa- 
rissima. Asensio romano, Quello con foglie 
larghe. Asensio pontico , Quello con foglie 
strette. Asbnziarb, va. Acconciare con infu- 
sione d* asenzio. 

Asserì. ASSERIRE, va. Sostenere afferma- 
tivamente, Affermare. Asseverare, va. As- 
serire costantemente. Dare una cosa per vera, 
per certa con quella fona, peso ed autorità 
che può avere la parola di un uomo d'onore. 
Asseveranza, sf. Costante affermasione. As- 
sevkrantbmbntb, aw. Con asseveranza. As- 
severatamente. Asseverativo , agg. Afferma- 
tivo. 

Assessor. ASSESSORE, sm. Officiale subal- 
terno dato ai primi magistrati per assisterli 
col consiglio. Assessorato, sm. Offizio del- 
l'assessore. 

Assesta ASSESTARE , ASSETTARE , va. 
Aggiustare esattamente. Dar sesto, Mettere 
in assetto , in buon ordine. Assestamento , 
Assetto, sm. Lo assestare. Assettato, agg. 
Messo in assetto. Acconciato, superi. Assbt- 
tatissimo. — Assettatqrb, vero. m. Assbt- 
tatbjcb, f. Chi o Che assetta. Riassettare, 
va, Anettar di nuovo. 

Assister. ASSISTERE, vn. Stare o Essere 
presente, va. Sollevare chi soffre colla nostra 
persona, o con le nostre facoltà. V. Assi- 
stént. 

Aasete. ASSETATO, ASSETITO, agg. Che 
ha sete. Sitibondo. Assetare, Assbtirb, va. 
Iodur sete. vn. Patir sete. Aver sete. Asse- 
tatamente, avv. Da assetato. 

Assicuraàlon. ASSICURAZIONE , >f. Lo 
assicurare. Sicurtà. Cauzione. 

Assicurò. ASSICURARE, va. Render sicuro. 
Mettere sostegni a che che sia perchè non 
cada. Affermare. Dar cauzione. Accertare, 
mediante una retribuzione fissata da tariffa, 
o da speciale contratto , del buon esito della 
cosa : come Assicurare contro gì' incendi , 
i disastri di mare, ecc. np. Rendersi certo. 
Rendersi sicuro. Prendere sicurtà* Assicu- 
ramento, sm. Lo assicurare. Assicuratore, 
verb. m. Assicuratrice, f. Chi o Che assi- 
cura. Riassicurare , va. Assicurar di nuovo. 
V. Rassicuro. 

Assidié. V. Assedio. 

Assldre. ASSIDERARE, AFFREDD ARE, 
va. Far divenir freddo, np. Divenir freddo. 
Assideratone, sf. Assideramento, sm. Lo 
assiderare. V. Ingiarì. 

Asslduv. ASSIDUO, a£g. Incessante, Conti- 
nuo, Non interotto, Diligente: ma assiduo 
dicesi di persona; continuo di cosa: come 

P. es. Essere assiduo allo studio è bene, ma 
applicazione continua nuoce, superi. As- 
sidessimo. — Assiduità , sf. Continuazione 



non interotta. Assiduamente, avv. Con asai- 
duità. 

Assiga. V. Importune. Assedio. 

Assìgi. SECCATORE, sm. Importuno. 

AsiUtènt. ASSISTENTE , part pr. e sm. 
Chi o Che assiste. Specie di ministro del 
capomastro muratore per sopraintendere al 
lavoro de* muratori. Soprastante. V. Ast&nt. 

Assistenza. ASSISTENZA, sf. Lo assistere. 
Ajuto. 

Assooiaàiòn. ASSOCIAZIONE, sf. L'atto di 
associarsi. Contratto di società per cui più per- 
sone si uniscono per operare di concerto. So- 
scrizione, sf. Associazione ad opere stampate. 

Assooié. ASSOCIARE, va. Prendere alcuno 
per socio, o per compagno, np. Unirsi in 
società di negozio, o di un* impresa qualun- 
que. Dare il nome, per Associarsi ad un'o- 
pera stampata. AssociambVtq, sm. Lo asso- 
ciare, o associarsi. Associabile, agg. Inchi- 
nevole ad associarsi. Associato, in materia 
libraria , e in, forza di sust m. si dice di , 
Chi si obliga, mediante un prezzo stabilito, 
a pigliare uno o più esemplari d' un' Opera 
che debb'essere publicata,4ra un certo spazio 
di tempo. (Gherardioi), « Procurare che i 
tomi riescano presso a poco uguali di mole 
per sodis fazione di chi fa le spese della stam- 
pa, e de'signori associati. » (Targioni Tozz.) 
« A quelli che non saranno associati non si ri- 
lascieranno i tre tomi per meno di lire cen- 
totto ; il numero degli Associati, ed il favore 
che avrà dal Publico la NereidologJa animerà 
l'autore a palesare il suo nome. » (Algarotti.) 

Assoda. ASSODARE, va. Far sodo. Leggier- 
mente indurire. Render più stabile, np. Farsi 
sodo. Indurire. Assodamento, sm. L'azione e 
L'effetto d'assodare. Rassodare, va. Di tenero 
far sodo e duro. Indurire. 

Assogeté. ASSOGGETTARE , ASSAET- 
TARE, va. Render suggetto. Mettere altrui 
per amore o per forza nella diretta nostra di- 
pendenza. Sottoporre ad alcuna obligazione o 
dovere. Assoggettamènto, sm. Lo assoget- 
tare. Risooettarb, va. Assoggettar di nuovo. 

Assòl. SOLO, sm. term. mus. Questa voce in 
un concerto indica il luogo in cui la parte 
principale vola fa sentire la sua melodia. E si 
dice communemente A solo. « Queir organo 
parlava in tutti i suoni, in tutte le melodie, 
in tutte le chiavi, ne' pieni come negli spartiti, 
ne' soli, come ne' concerti. » (Bresciani). « Il 
Ciardi fece un a solo magnifico. » (Fanfani). 

Assolo. V. Solacé. Solege. Uninoné. 

Asaolù. ASSOLUTO, agg. Libero, Indipen- 
dente. Comando assoluto, Dispotico. Peso 
assoluto, Peso che un corpo ha in sé, senza 
ch'ei sia paragonato col peso di altri corpi. 

Assolutamene ASSOLUTAMENTE, avv. 
In modo assoluto. Senza eccezione. Senza 
dubio. superi. Assolutissimamente, 

Assolutista. ASSOLUTISTA, sm. Parti- 
giano dell' assolutismo, agg. Di assolutista, o 
Di assolutismo. 

Assolutisum. ASSOLUTISMO, sm. Domi- 
nio assoluto. 



ASS 



-52- 



ast 



Assoloàidn. ASSOLUZIONE, tf. Remissione 
della colpa. 

Assòlver. ASSOLVERE , va. Liberare da 
accusa, o di promessa. Assolvimento , sm. 
Lo assolvere. Assolvibile, aro. Da potersi 
assohrere. Assolutorio, agg. Che assolve. 

Assomer. ASSUMERE, va. Prendere o Pi- 
gliare a far una cosa. Addossarsi un carico, 
un impegno. Obligarsi solennemente. 

Assomiglié. ASSIMIGLIARE , SIMIGLIA- 
RE, vn. e np. Parere, Esser simile, va. Par- 
lare delle simigliarne che una cosa ha con 
l'altra; o Lavorare intorno a cosa onde farla 
più. che, ri può simigliente ad altra. Assimi- 
o li abile, agg. Da poterei aseimigliare. Con- 
simili* rs, va. Render consimile, np. Esser 
consimile. V. Rassomigliò. 

AssCn. ASSONE, sm. accr. di Asm. Pan- 
cone, sm. Asse grossissima. dina. Pancon- 
cello* — PANGONCBLLATURA,sf. DÌSD08ÌlÌODe 

de* panconcelli nelle impaleature. Panooncbl- 
lato, agg. Che ha panconcelli collocati a lor 
luogo. 

Assont. ASSUNTO, sm. Cura. Impegno. In- 
carico, agg. Inusitato. 

Assopì. ASSOPIRE, va. Indur sopore, figur. 
Calmare, Sedare, np. Bsser preso da sopore. 
Leggermente dormire. 

Assopiménti ASSOPIMENTO, sm. Sopore 
o Sonno leggiero, ter. med. Sonno letargico. 

Aeeo*ali8egn. BREZZA, sf. Venticello freddo 
che nelF inverno spira, particolarmente la 
notte, e di buon matino. Sizza, sf. Fiato di 
vento, e dice» per lo più della Tramontana 
freddissima, dim. Simettina. « Stamani è 
una certa sittettina che par d' inverno. » 
(Fanfani). 

Assorbì. ASSORBIRE , ASSORBERE , va. 
Ricevere lentamente i fluidi per bocca, o pei 
pori; ed è per similitudine, appropriato an- 
che alla terra. Assorbimento, sm. Lo assor- 
bire. Assorbitore, verb. m. Assorbitbicb, 
f. Chi o Che assorbe. Assorto, agg. Assor- 
bito, flgurat. Profondamente immerso in qual- 
che pensiero. Riassorbire, va. Assorbir di 
nuovo. Riassorbimento, sm. Il riassorbire. 

Assordo. V. Insordì. Intarli. 

Assore. FREDDARE, va. Far divenir freddo, 
parlandosi di cosa. np. Raffreddarsi, Divenir 
freddo. Sofprbdare, va. Far divenire alquan- 
to fredda una cosa calda. Soffredda mento, 
sm. L'atto e L'effetto del soffreddare. Sof- 
freddo , agg. Quasi freddo. Che è o sta tra 
freddo e caldo. Refrigerare, va. Rinfrescar 
leggermente, e quasi, rinfrescando, confortare, 
e tor via l'arsione. 

Assorti. ASSORTIRE, va. Scegliere, Ordi- 
nare, Metter insieme cose che non siano di- 
scordanti fra loro. Fornire un negozio di tutti 
gli oggetti in esso richiesti. Assortito, agg. 
Fornito d* assortimento. Assortitore, verb. 
m. Assortttricb, f. Chi mette insieme cose 
che non siano discordanti fra loro. Chi sce- 
glie e ordina la seta. Colui che in ultimo cri- 
vella i coralli, e separa le diverse grossezze 
per farne gli assortimenti. 



AMOPtimist. ASSORTIMENTO* sm. Quan- 
tità di cose diverse ordinale insieme. L'occor- 
rente per fornire un negorio. « Portano an- 
cora innumerabili assortimenti di tele di 
bambagia, eco. » (Carletti). 

Assotiglie. Assolili. V. Arstijé. 

Asaro. SERRARE, va. Impedire T ingresso 
a* luoghi che hanno apertura. Chiudere, np. 
Serrare sé dentro ad un luogo. « E come 
entrata fu dentro le porte (del talamo) «Sfer- 
ro**!, e quivi lagrimosa pioggia Versando, 
ecc. » (Segni). Risbrrarb, Rinserrare, va. 
Di nuovo serrare. V. Oiùder. 

AsauoiaiiSn, ecc. V* Assooiaiidn, eoe 

Assudé. V. Assodo. 

Assuefàt. ASSUEFATTO, agg. Awesto. 
Abituato. 

Assuefasiòn. ASSUEFAZIONE, sf. Lo as- 
suefare o assuefarsi. L'abito acquistato per 
lungo uso. 

Assuefa. ASSUEFARE, va. Avvezzare, Ren- 
dere altrui abituale la fatica, il freddo, gl*ia- 
commodi. ecc. np. Abituarsi. V. Aveié. 

Assugete. V. Assogete. 

Assulù. V. Assolù. 

Assumigliè. V. Assomiglié. 

Assupe. INZUPPARE , va. Bagnare e Im- 
mollare tanto un corpo che l' umore ne empia 
tutti i pori np. Bagnarsi, incorporando in «è 
1* umido. Inzuppamento , sm. Lo inzuppare. 
Insuppabilb, agg. Che può essere inzuppato. 
Piorno, agg. Pregno d'aqua. 

Assupì. V. Assopì. 

Assurbl. V. Assorbì. 

Assùrd. ASSURDO, sm. Cosa che è contraria 
alla ragione, al buon senso, agg. Che ripugna 
nei. termini. Che non può stare, superi. As- 
sordissimo. — Assurdità, sf. Qualità di ciò 
che ha dell'assurdo. Assurdamente, avv. Io 
maniera assurda. 

Assure. V. Assorsi. 

Assurti. Assurtiméilt. V. Assorti. 

Asta. ASTA , sf. Legno sottile, luogo, polito 
per diversi usi. Una delle parti del compasso. 
Quella parte di caratteri che esce di riga per 
di sopra. Publico incanto, dim. Astiociuolà, 
Astetta. — Astone, sm. Dioesi dai tenditori 
Quella asta grande che, da un gran pe*o che 
la trae giù, è fatta scattare, e a cui è racco- 
mandata la rete. Asta di donna , Donna di 
bella presenza, diritta su la persona, e d'alta 
statura. « Quand'ecco la più . bella asta di 
donna Che si possa veder con un par d'oc- 
chi : La saluto , le facio il cascamorto. Chi 
J'ha veduta, dicami se ho torto.» (Pananti). 
V. Punsét. Subasta. Ineftnt. 

Astànt. ASTANTE , sm. Medico assistente 
negli spedali. 

Asteness. ASTENERSI , np. Tener lontano 
le mani, e l' animo da una cosa. Astbnimbn- 
to, sm. Lo astenersi. Y. Astinénàa, 

Àsti ( ASTIO , sm. Rammarico che altri 

Astio j prova dal vedere qualcuno più ricco, 
più favorito, più accarezzato di sé. Astiare, 

Adastiarr, va. Aver astio contro alcuno. 

Astioso, agg. Che sente astio contro qualcuno. 



ATA 



-5&- 



ATE 



Ljvorb, sm. Astio pi* profónde, più iovete- 
nto che & l'uomo, ohe lo nutre, quasi livido 
per travaso di «angue o bile. (Zecchini). 
Astinènza, ASTINENZA, sf. Privazione as- 
mhtta. CoimtiBNZA. sf. Giusta moderazione 
neir uso di una cosa. Astinbntbmbntb, aw. 
Con astinenza. 

Atti*. ASTK5B, sin. Specie di gambero ma- 
rino. Astacc, ara. Gambero fluviale. V. Ba- 
stunàtn. (peata). 
Artnee». V. Asteness. 
Astoàia. V. Astnxia. 
Astracan. B ASSETTA, af. Pelle d'agnello 
d'Astracan non nato, o ucciso appena nato. 
Astraceli, Aster, a», d'ambo i numeri, bot. 
Questo nome generico è applicato specialmente 
ali* After chtnensis, detto pur volgarmente 
Adoni. (Targioni T.) 
Astrafugne. V. BtrafognA 
Astràt ASTRATTO, agg. Che ha svolta la 
mente, il pensiero da qualche casa, superi. 
AsTBATTiasuiO. — ASTRAZIONE , sf. Aliena- 
zione della mente, che, tutta occupata in una 
cosa, non rifletta sopra verun' altra. Astbat- 
taoginb, sf. Aetrasiooe abituale. Astratta- 
mbntb, aw. Con astrazione. V. Diatràt. 
Distrattoli. 

Astrénser. V. Oostrénser, 
Astringént. ASTRINGENTE , sm. e agg. 
Che ha fona di astringere. Astrino bbb, va. 
Restringere, e dicesi di Quelle cose ohe ap- 
plicate al corpo, o prese per bocca, operano, 
facendo più costipate le partì. Astringbnza, 
àstrjzionb, sf. Effetto delr* astringere. 
Astraiugnè. V. Strafngné. • 
Astngéss. STUDIARSI, np. Affrettarsi, Darsi 
fretta, m Se tn non ti stuaj di fugire, questa 
notte ti sarà la sessaja. » 
Astumghé. V. Btomgh*. 
Astupiné. V. Stopino. 
Astùt. ASTUTO, agg. Ohe ha astuzia. Che 
scuopre e conosce a colpo d'occhio gli affari. ' 
dim. AsTirrsTTO. pegg. Astotaocio. superi. 
AsTunssnco. — Astotbzza, sf. L' abito, La 
disposisione di essere astuto. 
Aatùsia. ASTUZIA , sf. Attitudine a preve- 
dere gl'inganni, e ad ingannare. Astutamen- 
te, aw. Con astuzia. Artbgoiarr, vn. Usar 
astuzia. 

At ATTO, sm. Effetto dell* asione, Attualità 
dell*asione. Gesto, Cenno, dim. Attuccio, 
nel pi. Le parti principali in cui si dividono 
le Comedie, ecc. Contratti scritti. Scritture 
de 1 litiganti presentate ne* tribunali. Le pub- 
bliche deliberazioni, agg. Che ha attitudine, 
Acconcio, e dicesi di persona e di cosa. Ino* 
ubo, agg. Atto, Abile, dicesi di persona, 
At Ti , Caso obliquo del pronome Tu. At 
ved, Ti vedo. At ored, Ti crudo, eoe 
Atàoa, V. Tàca. 

Atàch. ATTACCO, sm. Lo assalire una terra, 
una città, ecc. o vero Attaccar battaglia. Pri- 
mo accesso di una malaria. Attaccambnto , 
sm. metaf. Forte affezione verso che ohe sia. 
Atacadéà. ATTACCATICCIO , agg. Che si 
«tacca facilmente. Contagioso. V* Taoadéà, 



Atacadùrn. ATTACCATURA, sf. Metto 
deir attaccare. Il dove una (cosa sr attacca, o 
e stata attaccata da un'altra. 

Ataoagnésa. ARAGNARSI , np. Azzuffarsi 
col menar le mani. 

Ataoamént. ATTACCAMENTO, sm. Lo 
attaccare. Affezione, Amore. Attaccatambn- 
te, aw. Con attaccamento. 

Ataqapàan. ATTACCAPANNI, sm. Arnese 
ad uso di appendervi vestiti. 

Ataohe. ATTACCARE, va Appiccare, Con- 
giungere l' una cosa coli* altra, np. Aggrap- 
parsi, Appigliarsi, Azzuffarsi. L'apprendersi 
che fa la pianta, o il pollone alla terra. Ap- 
pendere, va. Attaccare penzoloni. Attaccarsi 
a una cosa. Eleggerla per la migliore. At- 
taccabile, agg. Cne può attaccarsi. Che de- 
v* essere attaccato. Attaocatojo, Attacca- 
gnolo, Appiccatolo, Appiccagnolo, sm. 
Qualunque cosa cui possa attaccarsi qualche 
cosa , o cui stia sospesa la cosa attaccata. 
Riattaccare, va. Attaccar di nuovo. Attac- 
cato, agg. Affezionato, superi. Attaccatis- 
siifo. V. ArtaohA 

Ataohe. ATTECCHIRE , ALLIGNARE, vn. 
Appigliarsi, Venire innanzi, Crescere, proprio 
delle piante. Attbcchim knto , sm. Lo attec- 
chire. V. Legni (allegare). #> 

Ataooné i RATTACCONARE, va. Attaccar 

Ataeuné \ tacconi alle scarpe. Rattaccona- 
mbnto, sm. Il rattacconare. La cosa rattacco- 
nata. V. Atupune. 

AtaounA 1NCOREZZATO, INCROJATO, 
agg. Divenuto sudo per untumi e lordura ; e 
dicesi di panni. Incrojarb, va. Indurire come 
il cuojo. np. Parsi crojo, duro. 

Atafagness. V. Ataoagness. Asafagnéss. 

Atapess. TAPPARSI , np. Imbacuccarsi nel 
mantello. Rinfagottami, np. Coprirsi ecces- 
sivamente di panni, per pararsi il freddo. 

Atapun* 4 . Y. Atupune. 

Atartufle. ATT ARTUFOLARE, va. Appa- 
recchiare vivande con tartufi. V. Tartona. 

Atastét V. Tasto. 

Ategi.V. Tedi. SeoatAra. Fastidi. 

Ate^iamént. ATTEGGIAMENTO , sm. Atto, 
Gesto, ecc. che dà un* espressione, una fisio- 
nomia, un significato. Atteggiare, va. Dare 
il gesto alle figure, acciocché esprimano gli 
affetti che si vogliono rappresentare, np. Porsi 
in atto di darsi aria, e modi di. (Pan-fani). 

Ateznpe. ATTEMPATO, agg. Che è in là 
con gli anni. Che è di età matura, come sa- 
rebbe dal cinquanta ai sessanta anni. dim. 
Attempatuccio, Attempateli^, Attempa- 
tetto, accr. Attbmpatotto. superi. Attbm- 
patissimo. — Attemparsi, np. Invecchiarsi. 

Atender. ATTENDERE , ve. Star attento. 
Por mente. Dare opera. Impiegarsi in che 
che sia. Aspettare. Attbndimento , sm. Lo 
attendere. Attenzione. Attbnditorb, vero, m* 
Attenditrice, f. Chi o Che attende. Riat- 
tendere, va. Attendere di nuovo, o Aspettar 
di nuovo. V. Atesa. ' 

Atendéss. ATTENDARSI, np. Accamparsi 
sotto le tende, va. Ristare le tende. Arrav- 



ATI 



-54 - 



ATR 



dambnto, sm. Lo attendare. Campo attendato. 

Atene. ATTENERE , vn. Osservar la pro- 
messa, vn. Esser parente. Attenente, sm. 
Parente. Attenenza, ef. Appartenenza. Pa- 
rentela. V. Apartné. 

Atént. ATTENTO, agg. Che usa attenzione, 
superi. Attentissimo. — Attbntbzza, sf. Lo 
stare attento. 

Atente. ATTENTARE, va. Teotare. np. Ar- 
rischiarsi. Osare. 

Atentét. ATTENTATO, sm. Tentativo. A- 
zione criminosa non consummata. Attbnta- 
torio, agg. Diretto a compiere azione crimi- 
nosa. Attentatore, verb. m. Attbntatrice, 
f. Chi o Che attenta. 

AtenftiSn. ATTENZIONE, sf. Attendimene. 
Applicazione d'animo. Disposizione dell* ani- 
mo che induce a cogliere tutte le occasioni 
da fare servigio altrui. Il prevenire alimi con 
servigi, dim. Attbnzioncblla. — Attenta- 
mente, avv. Con attenzione, superi. Atten- 
tissimamentb. 

Ateré. ATTERRARE, va. Gettare a terra un 
ediflzio, un albero, un uomo, ecc. flgurat. Vin- 
cere, Confutare, Rumare. Atterramento, 
am. Atterrazione, sf. Lo atterrare. Attbr- 
ratorb, verb. m. Atterratricb, f. Chi o Che 

fiterra. 
teri. ATTERRIRE, va. Dare spavento, ter- 
rore, np. Prender terrore. Spaventarsi. At- 
territo, agg. Spaventato, superi. Atterri- 
tissimo. — Atterrimento, sm. Terrore. At- 
tbrribile, agg. Che può atterrirsi. Attbr- 
ritorb, verb. m. Atterritricb, L Chi o Che 
atterri sce. 

Atea. ATTESO, agg. Aspettato, aw. Consi- 
derato. Atteso che, Considerato che. 

Atésa. ATTESA, sf. Dimora. Indugio. Per 
Attendimene), Aspettazione non è di buon 
uso, come nelle frasi In attesa de' suoi com- 
mandi: In attesa di risposta, ecc. (Fan- 
fani). 

Atesté. ATTESTARE, vu. Fare testimo- 
nianza. 

Atestèt. ATTESTATO, sm. ATTESTA- 
ZIONE, sf. Testimonianza scrittta. Contrase- 
gno, Prova, Dimostrazione di ossequio, di 
stima, ecc. 

Atiladèn L ATTILLATO, agg. Dicesi di Ve- 

Atile ì stimenta fatte con precisione, che 
non nascondono le forme del corpo, e che vi 
crescono grazia: dicesi anche della Persona 
così vestija. dim. Attillatino, Attillatuz- 
zo. superi. Attillatissimo. — Attillare, 
va. Abbigliare con soverchia cura; e non si 
usa se non della persona, np. Acconciarsi con 
affettazione. Attillatura , Attillatezza , 
sf. Squisitezza della portatura de* vestiti. At- 
tillatamente, avv. Con attillatezza. 

Atimpé. V. Atexnpé. 

Atinént V. Atene. 

Atintéss. V. Atente np. 

Atire. V. Tlzé (attirare). 

Atitùdin. ATTITUDINE , sf. Disposizione 
naturale a qualche cosa. Capacità, di com- 
prendere o fare. V. Atlvite. 



Atìv. ATTI VO, ag*. Che ha virtù e princi- 
pio di operare. Spedito. Pronto, sm. Colui che 
si è dato alla vita attiva* term. graia. Ag- 
giunto dei verbi e dei partici pj esprimenti 
un'azione fatta dall'agente sopra il paziente. 

Ativé. ATTUARE, va. Ridurre all'atto. Rian- 
dare ad esecuzione. Attivare, voce d'uso da 
non seguirsi. Attuazione, sf. Lo attuare, cioè 
11 ridurre all'atto, Il mettere in atto. 

Ativitó. ATTIVIVA, sf. Potenza attiva. Spe- 
ditezza neiroperare. Attivamente, avr. Con 
attività, superi. Attivissimamente. — Atti- 
vamente, term. gram. Di materia attiva. 

Atiàe. AIZZARE, va. Istigare a sensi di rab- 
bia ; dicesi particolarmente de 'cani. Stimolare 
a dire. np. Provocarsi l' un l' altro. Aizza- 
mento, sm. Lo aizzare. Aizzatore, verb. m. 
Aizzatrice. f. Chi o Che aizza. Attizzino, 
sm. Chi attizza le persone l'una contro l'al- 
tra. (Faofani). Riattizzare, va. Attizzare dì 
nuovo, per Aizzar di nuovo. Attizzare, Rat- 
tizzare, va. Riordinare i tizzoni sul fuoco, 
onde ardano meglio, facendone cadere la parte 
più arsa. Attizzamento, sm. Lo attizzare. 
Attizzatore, verb. m. Attizzatrice, f. Chi 
o Che attizza. Ravvivare il fuoco, Riaccen- 
derlo, Renderlo maggiore con raggiunta di 
minuto combustibile, o col soffiarvi sopra col 
manticetto. 

Atné. V. Atene. 

Àtom. Y. Atnzn. 

Atòr. ATTORE, sm. ATTRICE, sf. Colui o 
Colei che rappresenta uno de* personaggi in 
qualsivoglia composizione dramatica. Colui o 
Colei che fa, che agisce. 

Atòran. ATTORNO, avv. In giro, In cerchio. 
Attorno Attorno, D'oon' intorno, locuz. 
avv. Da ogni parte, intorno. Intorno intorno. 
Ande atòran. Andare attorno, « Chi vuole 
andare a torno, a torno vada; Vegga In- 
ghilterra, Ongheria, Francia e Spagna: A me 
piace abitar la mia contrada. » (Ariosto Sat.) 
Dosa d'atòran. AFFACENDARSI, pp. Dar- 
ai moto con ansietà e fretta per conseguire 
un intento. Arrostarsi, np. Volgersi in qua 
e in là con le braccia, e con le altre mem- 
bra, schermendosi e difendendosi. 

Atórser. V. Aturcié, Aturciulé. 

Atosghe. ATTOSSICARE , ATTOSCARE , 
va. Avvelenare, Infettare di tossico, np. Ren- 
der pessimo odore. Attossicambnto, sm. Lo 
attossicare. Attossicatore, verb. m. Attos- 
sicatricb, f. Chi o Che attossica. 

Atraple. ATTRAPPARE, va. Prendere, Ac- 
chiappare, Sorprendere con inganno. 

Atraverse. ATTRAVERSARE, va Porre a 
traverso. Per lo stesso che Traversare, cioè 
Passare a traverso (una via, un paese, ecc.) 
« Come il ramarro sotto la gran farsa De'di 
canicular, cangiando siepe, Folgore par, se la 
via attraversa, » (Dante), figurai Porre osta- 
coli, impedimenti, Opporsi. Attraversa- 
mento, sm. Lo attraversare. Intoppo. Attra- 
versatorb, verb. m. Attravbrsatricb , f. 
Chi o Che attraversa. V. Traverà, avv. 

Atróà. ATTRAZZO e ATTREZZO, sm. che 



AVO 



-55- 



AVA 



OH generalmente in plurale. Gran quantità di 
cote necessarie per molti usi, come per la 
guerra, per la marineria, per le feeriche, come 
àncora, cordaggi, carrucole, argani, ecc. dim. 
Attrezzugcio. — Attrezzare, va. Fornire 
di attrézzi. 

Atreaesta. V. Trovaròba. 
Atribui. ATTRIBUIRE, va. Reputare che 
ana cosa sta propria di chi che sia. Appro- 
priare. Imputare, np. Arrogarsi. Usurparsi. 
Attribudmbrto, sin. Lo attribuire. Attri- 
butivo, agg. Che attribuisce. Attribuibile, 
agg. Che può attribuirsi. Attributore, verb. 
m. Attributrjcb, f. Chi o Che attribuisce. 
Atribùt. ATTRIBUTO, sm.. Qualità che 
l'uomo attribuisce ali* oggetto. Ciò che neces- 
sariamente conviene a cosa, o persona. Pro- 
prietà. Condizione. Qualità, nell'oso, Appar- 
tenenza. Giurisdizione. 

Atribuiidn. ATTRIBUZIONE, sf. Lx/attri- 
buire. nell'uso. Obligo, Incombenza. 
Atriste. V. Rateiate. Sconturbo. 
Atròà. ATROCE, agg. Di crudeltà inaudita; 
e dicasi per lo più di delitti, di tormento, su- 
peri. Atrocissimo. — Atrocità, sf. Crudeltà 
somma. Atrocemente, avv. Con atrocità. 
Atnxpamènt. ATTRUPPAMENTO, sm. 
Adanamento in truppa. Adunanza tumultuosa. 
Atrupéss. ATTRUPPARSI, np. Riunirsi in 
troppa. Unirai insieme tumultuosamente. V. 
Trópa. 

Atnrvé. V. Truvé\ 
Atufé. V. Tufé. 

Atum. ÀTIMO, sm. Momento di tempo,* on- 
de In un ètimo, A un àtimo, In un subito. 
Di subito, In un momento di tempo. Àtomo 
sm. Piccolissima particella di che che sia. 
Atumbesa. V. Aaoiuaeaa. 
Atupuné. RATTOPPARE, va. Mettere delle 
toppe. Mettere toppa su toppa a vestiti , a 
scarpe, cucendole malamente. Rattoppatorb, 
verb. m. Rattoppatricb, f. Chi o Che rat- 
toppa. Raccenciare, va. Racconciare cenci 
con cenci, np. Raffazzonarsi con cenci. Ricia- 
battarb, va. Racconciar grossolanamente. 
Atureé v ATTORCIGLIARE, ATTOR- 
Aturciulé ) TIOLIARE , va. Rigirare una 
cosa in se stessa. Attorcere. Attorciglia- 
mento, sm. Lo attorcigliare. Stato della cosa 
attorcigliata. 

AturciuleSa i AGGROVIGLIARSI , AG- 

Atursgnulésa i GROVIGLI OLA R SI , np. 

Ritorcersi in se medesimo ; dicesi del filo 

troppo torto, il aualesi piega, e i due pezzi 

formati dalla piega si avvoltolano uno su 

T altro. V. Turoióla, 

Atuegne. V. Atoaghé. 

Atuaee. ACCANARE, ACCANEGOI ARE, va. 

Lasciar il cane dietro la fiera, V. Atiàe (air- 

Auge 1 AUGE, s. mf. Colmo. Sommità. 

Augea ì Punto più alto a cui possa giungere 

ona cosa. Spesso vi si sottintendono Je dizioni 

specificative di gloria, o di rinomanza, o 

« prosperità, o di ricchezza, o di possanza, 
o simifi. 



Augure. AUGURARE, va. Desiderar bene o 
male a qualcuno, np. Pigliarsi augurio. De- 
siderare con vivissima speranza. Auouratiyo, 
agg. Cbe ha forza di augurare. 

Augùri. AUGURIO, sm. Vivissimo desiderio 
che accada una cosa. L* espressione di esso 
desiderio, pegg. Auguraccio. V. Impreoa- 
siSn. 

Auxnént. AUMENTO, sm. Accrescimento. 
L' effetto dell* aumentare. 

Aumenta. AUMENTARE, va. Far che che 
sia più (grande, più voluminoso, ecc. coli' ag- 
giungervi cosa simile. Aumentabile, agg. 
Che si può aumentare. Aumentativo , agg. 
Che ha forza di aumentare. Aumentazione, 
sf. AuMBNTAMBNTo, sm. Lo aumentare. Au- 
MBNTATORE, verb. m. Aumentatricb, f. Chi 
o Che aumenta. 

Aurora. AURORA, sf. Lo splendore quasi 
aureo che precede il sorgere del sole. Aurora 
boreale. Luminosa accensione celeste, accom- 
pagnata da archi e da irraggiamenti di vivida 
luce bianca, rossa, e violetta, che sembra 
sollevarsi poco sull' orizonte dalla parte del- 
l' uno o dell' altro polo, e talvolta distendersi 
fino al zenit (vertice del capo) dell' osserva- 
tore. V. Elba, 

Auatér. V. Sever. 

Aut Aut. V. Avut Avut. 

Autentiche. AUTENTICARE . va. Dichia- 
rare con publica testimonianza la validità di 
un documento, di una scrittura, ecc. Auten- 
ticazione, sf. Lo autenticare Autentico, agg. 
Autenticato. Valido: ma è valido un contratto 
stipulato davanti a notajo; è autentico, se 
la firma di esso notajo e legalizzata dalla 
curia. (Zecchini). Autenticamente, avv. In 
modo autentico. 

AutSn \ AUTUNNO, sm. Stagione dell'anno 

Auton ì tra la state e il verno. Autunnale, 
AuTUNNiMO,agg. Di autunno. Aùtunare, vn. 
Passare, Godere l'autunno, per lo più in cam- 
pagna. 

Autor. AUTORE , sm. Quegli dal quale al- 
cuna cosa trae la sua origine. Inventore. Pro- 
motore. Chi scrive sopra argomenti scienti- 
fici e letterarj. dim. Aurorbllo, Autoruzzo. 
accr. Autorone. — sf. Autrice. 

Autorevol. AUTOREVOLE, agg. Che ha 
autorità, superi . Autorevolissimo. — Auto- 
revolmente, avv. Con autorità. 

Autorità. AUTORITÀ, sf. Facoltà e Podestà 
di commandare, di obligare a (are o non fare 
qualche cosa. Testimonianza autorevole. E- 
sempio di scrittore amorevole. Fare autorità, 
Servir di testo, di regola, nel dial. per Au- 
torità s' intende anche Magistrato ^ e partic. 
nel plurale. 

Autoriae. AUTORIZZARE, va. Dare auto- 
rità. Dare permissione. Autenticare. Autoriz- 
zazione, sf. Facoltà di operare. 

Av. VI, A VOI. Av dégn, Vi dico, Dico 
a voi. 

Avajé. V. Vergole (vergolato). 

A vaine. V. Avelne. 

Avajnpé. AVVAMPARE, va. Far prendere 



AVA 



-56- 



AVE 



vampa, op. Premiare vampa o fiamma. mfiam- 
marai, Accendersi, fyrarat dicesi del Calore del 
sole, delle passioni del onore, ecc. Avvampa* 
mento, sm. Lo avvampare. Ridivamparb, vd. 
Avvampar di nuovo. Allampanare, va. Ar- 
dere come lampo. Ardere di atte. 

Avampòat. AVAMPOSTO, sm. Poeto di 
sentinella il più vicino al campo nemico. 

A vanta*. AVVANTAGGIO, VANTAGGIO, 
sm. Ciò che è olile, proficuo, favorevole, ad 
alcuno, dira. Avvantaggiuszo. — Avvan- 
tagoioso , agg. Vantaggioso , Pi§liar V av- 
vantaggio , Prevenire altrui , guadagnando 
commodità di tempo, e di luogo. Awantag> 
oiosambntb, avv.Con av vantaggio. D'avvan- 
taggio, iocuz. aw. Di più, Maggiormente. 

▲vantasi. AVVANTAGGIARE, VANTAG- 
GIARE), va. Accrescere, Aumentare, Favorire, 
Dare vantaggio, vn. e np. Avere e Pigliar 
vantaggio. Avanzarsi. Approfittarsi. A v van- 
taggi a mbnto, sm. Lo avvantaggiare. Avvan- 
taggiato, agg. Che ha vantaggio. Peso o 
Misura avvantaggiata, vale Peso o Misura 
alquanto maggiore di quella che a rigore 
dovrebbe essere, che dicesi pure Buon peso, 
Buona misura. 

Avanti. AVANTI, aw. Innanzi, prep. Di- 
nanzi, Alla presenza, Prima. Avanti che, 
Innanzi che. Davanti e Dinanzi, ora più 
communemente dicesi del luogo Innanzi; e 
Avanti, dicesi e del luogo e del tempo. In- 
nanzi e Avanti vaglioao pure Oltre, Sopra, 
Piuttosto, sensi non proprj di Davanti e 
Dinanzi. (Bembo e Cioni). Chi siede avanti 
volta le spalle ali* altro ; chi siede davanti , 
lo guarda in faccia. (Zecchini). 

Avana. AVANZO, sm. Ciò che rimane di 
qualunque cosa, dopo averne impiegato il 
necessario, dim. Avanzbtto. pegg. Avan- 
zume. — Rilievo, sm. Ciò che e* avanza 
del pranzo. Sconocchlatura, af. Ciò ohe s'a- 
vanza del pennecchio. Averne a" avanzo. 
Sopra bendare. V. A vanadi. 

Avanaài. V. Avanzò!. 

Avansamént. AVANZAMENTO , sm. Lo 
avanzare. Progresso. Promozione. 

Avansé. AVANZARE, va. Mettere in avanzo. 
Accumulare. Risparmiare. Oltrepassare. Far 
progresso. Superare. Inviare, vn. Aver più 
che a sufficienza. Rimanere. Restare, np. 
Farsi innanzi. Far progressi. Avanzato, agg, 
Avvantaggiato. Età, Notte avanzata, Età, 
Notte di cui è trascorsa una gran parte, dim. 
Avanzateli/), Avanzatbtto, riferito spe- 
cialmente ad età. Avanzatotto, agg. Si dice 
di Persona alquanto in età, ma sempre vigo- 
rosa. AVANZATOBE, VOTO. DI. Av ALZATRICE, 

f. Chi o Che avanza, risparmia, accumula. 
Avanaój. AVANZUGUO, sm. Piccolo avanzo. 
« E voi mi dite che questo è un poema ? e 
che è stato fatto in pochi anni e per puro 
divertimento! e, quello che ò più strano, 
cT avanzagli e di ritagli di tempo , come 
de 1 menomi scampoli de sartori le povere 
vesti loro i baroni si fanno? » (Riciardetto). 
Avanzume, sul quasi peggior di Avanzo. 



Avanzaticcio, Rimasuglio, cioè La peggior 
parte di ciò che avanza, di ciò che resta. 

Avare. ABBOZZATICCIO» agg. dicasi di 
Frutto che comincia a maturare. Vajarb, 
Vajolare, Invajarb, vn. dioesi delle Olive 
e dell' Uva nera quando , maturando , inco- 
mincia ad annerire; e di qui Avare, par- 
landosi d' uva ancorché bianca, e delle altre 
frutta quando cominciano a maturare. Foscolo 
disse: Divorata innanzi Che i grappoli novelli 
imporporasse A* rei d* autunno era la vite. 

Avareja \ AVARIA, sf. 11 danno sofferto 

Avari ) nel viaggio da una nave t o dal 
carico posto in essa. Avariato , agg. Dicesi 
delle Merci, e in genere delle Biade, Farine 
quando soffersero dal tarlo, o per altro modo. 

Avarécia. AVARIZIA, s£. Continuo ed im- 
moderato desiderio di avere , e tenacità più 
che si convegna di tenere. 

AvartL V. Averti 

Avdesa. AVVEDERSI, np. Accorgersi. V. 
Acórseaa. Inoontress. Vda. 

Ave. AVERE, va. Possedere, Tenere, sm. 
Ciò che si possiede. Partita che si ha da 
avere , contrario del Dare. Aver avere , o 
Avere a avere. Essere creditore. Avere da 
fare, o a fare con uno, Averci negozi. A- 
verla con uno, Averci odio , Essere adirato 
con uno, o più tosto Aver la volontà di ven- 
dicarsene. Aver dalla mia, dalia sua, dalia 
tua alcunché, Averlo favorevole. Avere da 
fare una cosa con un' altra, Avervi rela- 
zione, convenienza, simigliansa. E Non avere 
a fare urna cosa con un* altra. Non essere 
quella comparabile a questa, e Non aver che 

{'are una cosa con un' altra, Non aver re- 
azione quella con questa, Essere tutt' altra 
cosa, ecc. ecc. Riavere, va. Aver di nuovo 
nelle mani. Ricuperare. 

Avelne. AVVELENARE, va. Dare il veleno. 
Porre il veleno in qualche cosa. np. Uccidersi 
col veleno, o Prendere veleno per morire. 
Avvelenamento, sm. Lo avvelenare. Avve- 
lenato , agg. Infetto di veleno. Avvelena- 
tore , vero. m. Avvelenatrici , t Chi o 
Che avvelena. Avvblenirb, va. Render ve- 
lenoso. 

Avéna, AVENA , sf. Sorta di biada ad uso 
di cibo, particolarmente de* cavalli. Fora- 
sacco, sm. Specie d' avena selvatica con lunga 
resta pelosa. 

AvenL AVVENIRE , va. Venir per caso . 
Accadere, Succedere, np. Incontrarsi a caso , 
Abbattersi, sm. Il tempo che ha da venire. 
Ciò che ha da venire. V. Aoade. 

Avenimint. AVVENIMENTO, era. Caso 
avvenuto o incontrato. Caso, Successo, Venuta. 
Per Assunzione, cioè Lo essere innalzalo ad 
una suprema dignità. « Non intendeva, né 
voleva che fosse fatta innovazione alcuna; 
ma mantenere le cose ecclesiastiche, ecc. Del- 
l' essere che li aveva trovati al eao avveni- 
mento alla corona. » (Davi la). 

Avènt. V. Advént. 

Avente. AVVENTARE , va. Scagliare con 
violenza. Gettare contro, np. Scagliarla sa, o 



AVE 



-57- 



AVI 



aratro qualcuno, o qualche cosa. Avventato, 
agg. Stana considerazione. Precipitoso, dina. 
Avventateli/). — All' avventata loci». 
iw. Avventatamente, Impetuosamente, Incon- 
sideratamente. Avvbnt amento, sm. Lo av- 
ventare. Avventataggine, Avventatezza, 
sf. Impeto inconsiderato Dell'operare. Avvi- 
tatore, verb. m. Awentatricb, f. Chi o 
Che avventa. 

Aventdr. AVVENTORE, sm. AVVENTRI- 
CE, AVVENTORA, sf. Nome dato dai bot- 
tegai e dagli artieri a chi continua a servirsi 
di loro. 

A ventura. AVVENTURA, sf. Avvenimento 
per lo più lieto, o che ha molto dello straor- 
dinario, e del singolare, e che molto dipende 
dal caso. Rischio. 

A venture. AVVENTURARE, va. Rischiare, 
Azzardare. NelF avventurare, si lascia per 
qualche parte il successo in mano del caso; 
ne\Y azzardare, si lascia quasi tutto ; nel ri- 
sicare, il pericolo è più evidente, più certo. 
(Zecchini). Avventuratamente, avv. Alla 
ventura, Inconsideratamente. V. Asarde. A- 
fortana. 

Aventurér i AVVENTURIERE . sm. Sol- 
Aventurir } dato di ventura. Chi ve per il 
mondo in cerca di miglior ventura. 
Aver. AVARO, sm. e agg. Chi non ispende, 
e non vorrebbe spendere, se fosse possibile. 
Tenace de* beni di fortuna. Bruttato dal vizio 
dell* avarizia, dim. Avabbtto, Avaruzzo. 
accr. Avaronb. pegg. Avaraccio, Avaro- 
naocio. — Avarizzarb, va. Operare da avaro. 
Inavarirb, vn. Divenir avaro. 
Averci. AVVERBIO, sm. ter. gramm. Av- 
verò} si chiamano quelle parole invariabili, 
che si accompagnano a' verbi, od agli agget- 
tivi, od anche ad altri avverbj, od a certe 
preposizioni, o locuzioni avverbiali o prepo- 
sitive, a 8ne d'aggiungere nuove idee o cir- 
costanze a quelle che le detti parti del di* 
scorso sono destinate a significare; ovvero a 
fine di accrescere o diminuire, o, come si sia, 
modificar le idee e le circostanze medesime. 
Avverbi ato, agg. Ridotto ad avverbio. Usa- 
to a modo d'avverbio. Avverbiale, agg. Di 
avverbio. Avverbialmente, aw. In maniera 
d'avverbio. 

Ayeréss. A V VERARSI. np. Verificarsi. Chia- 
rirsi, va. Confermare per vero. Avverato, 
agg. Verificato. Provato in effetto. Avvera- 
mento, sm. Lo avverare. Awbratore, verb. 
m. Aweratricb, f. Chi o Che avvera. Chi 
fa conoscere la verità di una cosa. 
Avene. V. Contrarie. 
Averter!. AVVERSARIO, sm. AVVERSA- 
RIA, st Chi è di parte a noi contraria, o fa 
voti e briga contro di noi. agg. Che è con- 
trario, superi. Avversarissimo. 
Aversiòn. AVVERSIONE, sf. II volgere la 
volontà o l'animo da che che sia. Anal. Odio, 
Abominio, Aborrimento, o, come popolar- 
mente si dice, Ripugnanza, lat. Aversatio. 
(Gherardini). 
Aversi té. AVVERSITÀ, sf. Stato che pro- 



viene da una serie di casi avversi, contrari. 
Tritto ciò che s'incontra di male. Stato ai 
miseria, opposto a Prosperità. Avversa- 
mente, avv. Con avversità. Infelicemente. 

Averi. APERTO, sm. Luogo scoperto, Aper- 
tura, agg. Dischiuso , Spalancato, Spazioso, 
figurai Palese, Chiaro, Ampio, Esposto; e 
Schietto, Sincero, parlandosi d'uomo, superi. 
Apertissimo. — donto aperto. Non saldato. 

▲verta. APERTA , sf. Luogo aperto , di- 
schiuso, per dove si possa entrare. Aperta di 
braccia, Tratto che è da una mano all'altra, 
tenendo le braccia distese. All'aperta voglio 
entrare in città, cioè All'aprir della porta. 
Apricare, vn. Stare all'aria aperta. Apertu- 
ra, sf. Qualunque varco o vacuo fatto dalla 
natura, o per arte. Averta d' la oamisa, 
di oalàon, ecc. Sparato, sm. Apertura della 
parte davanti delle camicie, de' calzoni, delle 
vesti ecc. 

Aver'ténia. AVVERTENZA, sf. Attenzione 
Circospezione. Consiglio. Ricordo. A v ver- 
tentemente, avv. Con avvertenza. Avverti- 
tamente. 

Averti. AVVERTIRE, va. Dare avvertimento 
o avvertimenti. Notare, Considerare. Badare, 
Far conoscere. Riavvertire, va. Avvertir di 
nuovo. 

Avertida. Sto all'avertìda. Stare offer- 
ta. Stare in guardia, Stare sull'avviso, Usar 
cautela. Essere accorto. Stare avvertito, Es- 
sere circospetto, Tenersi sulle intese. « Sen- 
tite: io per lo meglio Mi terrei sulle intèse: 
Vedrei che piega pigliano Le cose del paese. » 
(Giusti). — « I capitani Olandesi congiuravano 
a darlo vivo o morto in mano ai Genovesi, e 
forse ci riuscivano, ma egli che stava in su 
le intese, riparò in casa di un principe na- 
poletano. » (Guerrazzi). 

Avertimene AVVERTIMENTO , sm. Lo 
avvertire, o II chiamare l'attenzione a cose che 
voglionsi notare. 

Ave*. AVVEZZO, agg. Che ha incontrato l'a- 
bito* Abituato. 

Avene. AVVEZZARE, va. Introdur l' abito, 
Ausare, Assuefare, np. Assuefarsi. Avvezza- 
mene, sm. Avvbzzatura, sf. Lo avvezzare 
o avvezzarsi. Assuefazione. Ri avvezzare, va. 
Avvezzar di nuovo. 

Aviadùr. GRANATA, sf. (Vigliatojo, che 
risponderebbe bene, non si trova ne'vocabo- 
larj.) Granata composta di Belvedere o Scopa 
da granate, pianta annuale che si coltiva per 
farne granate da vigliare il grano. V. Avié 
(vigliare). 

Aviadùra. AVVIATURA, sf. Lo avviare, e 
dicesi dell'Avviare il fuoco perchè arda. Il 
principio della calza, o di altro lavoro di ma- 
glia. ViOLiATÙRA, Violiambnto, sm. Il vi- 
gliare. Vigliuolo, Vigliaccio, sm. Spighe o 
Baccelli stati separati colla granata dal monte 
delle biade battute. V. Avié (vigliare). 

Aviamént. AVVIAMENTO, sm. L'atto di 
avviarsi. Inviamento, Incamminamento. Che 
ha buon avviamento, dicesi per lo più di 



8 



AVI 



-58- 



AVU 



una Botega, di un Arte, quando è bene in- 
camminata, quando ha molti avventori. 

Avie. AVVIARE, va. Mettere in via. Incam- 
minare. Dar principio, incorni nciamento. In- 
dirizzare, figurai. Addestrare, np. Mettersi in 
via, Incamminarsi. Avviato , agg, Che si e 
incamminato. Che ha avviamento, Che ha 
molti avventori. Vigliare, va. Separare con 
la granata dal mucchio delle biade, mentre 
si spula, le spighe ed i baccelli sfugiti alla 
trebbiatura. V. Invio. 

Aviese. PARTIRE, vn. Andar via. 

A vigne. AVVIGNARE, va. Ridurre un ter- 
reno a vigneto. Cultivare a vigna. Rimettere 
in assento la vigna trasandata. 

AvilL AVVILIRE, va. Rendere spregevole. 
Gettar in un'abjezione vergognosa. Rendere 
o Tentar di rendere più o meno dispressa- 
bile. (Tommaseo). — np. Perdersi d'animo, di 
coraggio. Rendersi spregevole. Avvilitivi 
agg. Che avvilisce. Avvilito, agg. Che ha per- 
duto la stima e la fiducia di se stesso, e l'al- 
trui. Invilire, va. Far divenir vile, Tor l'a- 
nimo, Scemar di pregio, vn. Divenir vile, Man- 
car d'animo. Divenir di poco pregio. Ravvi- 
lire, va. Far calare il prezzo, vn. Calar di 

firezzo. « Se la pecchia cacasse quanto il bue, 
I mei rinvilirebbe il tre per due. » Svilire, 
vn. Divenir vile. 

Avilimént. AVVILIMENTO, sm. Lo avvi- 
lire o avvilirsi. Rinvilio, sm. Lo scemar di 
prezzo. Esemp. C è stato un gran rinvilio 
nell'olio. (Fanfani). 

Ayilupe. AVVILUPPARE, va. Far viluppo 
di che che sia; e dicesi di filo e cosa simile. 
Mettere taluno nel viluppo della cosa; circon- 
darlo, avvinghiarlo in ogni parte, sì che non 
trovi più scampo, np. Invilupparsi , Imbro- 
gliarsi Non trovar modo di venir a, capo di 
una cosa. Avviluppamento, sm. Lo avvilup- 
pare. Avviluppatola, sf. Stato di cosa av- 
viluppata. Avviluppatamente, avv. All'av- 
viluppata , locuz. avv. Scompigliatamente. 
Confusamente. Avviluppatore, verb. m. Av- 
viluppatrice, f. Chi o Che avviluppa, o im- 
broglia. 

Avinató. AVVINAZZATO, agg. Pieno di vi- 
no. Che ha bevuto molto vino. Avvinazzare, 
va. Inebriare, np. Inebriarsi. Empiersi di vi- 
no. Avvinazzambnto, sm. Lo avvinazzare. 

Avincé. CURVARE, INCURVARE, va. Pie- 
gar ad arco. np. Curvarsi. Acconsentire, di- 
cesi di quelle materie solide che cedono alla 
pressione, come sarebbe di legno o ramo, o 
simile che cede a peso sopraposto. 

Avine. AVVINARE, va. Infondere alquanto 
di vino in altro liquore. Mettere vino in una 
botte per la prima volta. Avvinato , agg. 
Dicesi di vaso ausato al vino; e di Chi è as- 
suefatto al vino , e a' suoi effetti , che quasi 
più non gli dà fastidio il molto bere : e Av- 
vinato, vinato, dicesi di Drappo, Panno o 
altro del color di vino rosso. 

Avinte. V. Avente. Ergnós. 

Avintòr. V. Aventòr. 

Avintùra, ecc. V. Aventura, ecc. 



Aviae. AVVISARE, va. Dare avviso, novella. 
Far consapevole, Avvertire, np. Immaginarsi, 
Darsi a credere. Avvisato, agg. Fatto consa- 
pevole, superi. Awisatissimo. — Avvisa- 
tore, vero. m. Avvisatrjcr, f. Chi o Che 
avvisa. SuBAvvisARB , va. Avvisare di sop- 
piatto. 

Avocate. AVVOCARE , vn. Eseroitar l' av- 
vocheria. Far V avvocato. Difendere , Consi- 
gliare nelle cause altrui. 

Avooatùra. AVVOCHER1A, sf. Esercizio 
della professione di avvocato. Avvocatura. 
(Fanfani). 

Avoofcet. AVVOCATO, sm. Dottore in ragion 
civile e canonica , ohe consiglia , e difende 
nelle cause altrui, dim. Avvocatine dina, 
sprezs. Avvocatucolo, Avvocatuccio, Av- 
vocatuzzo. pegg. Awocataccio. — Avvo- 
catesco, agg. Di, Da avvocato. Avvotbsca- 
mentr , avv. A modo di avvocato. Avvoca- 
torio, agg. Di avvocato. 

Avocheta, AVVOCATA, sf. Di fonditrice, 
Protettrice. Avvocatessa, sf. Femina che 
parla come avvocato , Che ha la mania di 
proteggere, di perorare. 

Avolàn. ecc. V. Avulan. ecc. 

Avole. V. Avulé. 

Avoli. V. Avòri. 

Avólaer, AVVOLGERE, AVVOLTARE, 
va. Porre una cosa intorno ad un'altra io 
giro, quasi cingendola; ed è proprio di fusi, 
fasce, ecc. np. Ripiegarsi in giro. Avvolgi- 
mento, sm. Awoltura, sf. Lo avvolgere. 
Avvolgitore, verb. m. Avvolgitrice , £ 
Chi o Che avvolge. 

Av6n. APONE, FUCO, sm. Maschio delle 
api, il quale non ha pungiglione, e non fa 
mele. Pecchione, sm. Ape selvatica e mag- 
giore delle altre ohe succia il mele prodotto 
dalle altre api. 

Avòri. AVORIO , sm. Osso dei denti d' ele- 
fante, o d'ippopòtamo. Eburno, Eburneo, 
agg. Di avorio, ng*. Bianco a simigliansa del- 
l' avorio. 

Avri. V. Arvi. 

Àvrll. V. Abril. 

Avsine. AVVICINARE, va. Far vicino, np. 
Farsi vicino. Avvicinamento, sm. Lo avvi- 
cinare. Ravvicinare, va. Di nuovo avvicina- 
re, np. Farsi più vicino. 

Avuoaté. V. Avocate. . 

Avulàn. AVELLANO, NOCIOLO, NOCIUÓ- 
L0,CÓR1L0, sm. Albero che produce le avel- 
lane o nociole. dim. Cori letto. 

Avulàna. AVELLANA , NOCIÓLA , N0- 
CIUOLA, sf. Frutto dell'avellano. Nocchia, 
sf. Noci noia quando è ancor verde. Scoglio, 
sm. Ricettacolo verde, erbaceo, calici forme, a 
bocca frastagliata, nel quale è racchiusa la 
noci ola, la quale è aderente al fondo dello sco- 
glio, mediante il bellico. Snocciolare , va. 
Cavare dai loro* scogli le nociole, e queste dai 
loro gusci. 

Avulanér. CORILETO, sm. Luogo piantato 
di cori li o avellani. 

Avulé, COPRIRE; ma nel dialetto romagnolo» 



ktk 



-sa- 



AfcE 



*Ja Coprir» ooo «hatarié, pome polvere, ce- 
nere, grano e simili. A ville 1 e fàgli. Coprire 
% fuoco, o Velare il fuoco, Ammonticchiai* 
li cenere sopra il fuoco rammontato, affinchè 
ti conservi, onde poterlo, ali* uopo, ravvivare. 
Bammontart il fuoco, vale Raccogliere la 
bragia e i tizzoni per ammucchiarvi poi sopra 
la cenere: e per similrtudine^dicesi delle Ca- 
stagne che si cuociono sotto la bragia. 
Avnlédga. V. Vuledga. 
Avut Arut. si 0no,0 dentro O fuori, 
bere affogare, e simili. 
Arte. V. Ave*©. 
Aa. V. Agf. Àgi. 

Aia, ACIA, sf. Lino, Canapa, Stoppa filati. Ada 
eruda t Quella che non è stata bollita, né ha 
ricevuto veruna concia dopo la filatura. Acia 
eotta, Quella che venne bollita, conciata, ecc. 
Aciajuolo, sm. Velo d'aria. Mercante d'acia. 
(Fanfani). 1 Vocabolari insegnano di scrivere 
Accia col e raddoppiato , cori confondendo 
questa voce con l' Accia, arme da taglio. (Ohe- 
rardini). 

Aaabajé. STORDIRE, va. Privar de'sensi per 
colpo o percossa. Sbalordire, vn. Restar at- 
tonito. V. Instarli. 

AiafegneM. ACCAPIGLIARSI, ACCIUF- 
FARSI, np. Prendersi l' un l'altro pei capelli, 
allunandosi. Accapigliamento, sm. Lo ac- 
capigliarsi. Acca pioli atura, sf. L'effetto del- 
l'accapigliarsi. Accapigliatole, verb. m. Ac- 
capioliatrjcb. f. Chi o Che si accapiglia. 
Aàafuite i ABBORRACCI ARE, va. Far male 
Aia/ute (ed in fretta. Abborracciamento, 
•m. Abborracciatura, sf. Lo abborracciare. 
Abborracciatamknte, avv. Prèsto e male. 

Aih Paggio. 

AiafutCn. ABBORRACCIONE, sm. Chi, per 
volere operare, o in fretta, o di- mala voglia, 
o senza pratica, fa una cosa negligentemente. 

Aàar. ACIAJO, ACIARO, sm. U aciajo na- 
turale è una combinazione di ferro col car- 
bonio, che proviene dalle miniere allo stato di 
carbonato, scaldato e raffinato in una sola ope- 
razione. Aciajo fittizio è ferro raffinato, che 
colla tempra diviene più duro ed elastico. 

Aàarcé. V. Aierce. fcerce. 

Aaardé. AZARDARE , va. Risicare, Arri- 
schiare, Avventurare, np. Avventurarsi. V. 
Arisghe. 

Aaardòs. AZARDOSO, agg. Che azarda. Ri- 
schioso , Pericoloso. V. Scaustré (sperico- 
larsi). 

Aiarèii. ACIARINO, sm. Pezzetto d'aciajo, 
o di ferro che s'infila nell'asse delle ruote 
de' carri e simili, perché il mozzo delia ruota 
non esca dalla sala o asse. Arnese tondo di 
aciajo da raffilare i ferri taglienti. La foglia 
d'aciajo della tavola della martellina degli ar- 
chibugi antichi. Aciarino Aciajuolo, Focile, 
sm. Arnese d* aciajo da trarre scintille dalia 
pietra focaja. V. dartela da sciòpp. 

Aaardl. V. Attardi. 

Aìarte. V. Aderte. 

Aiavaté. ACCIABATTARE, va. Rattoppar 
ciabatte, figurat. Far le cote alla grossa, 



senza diligenza. Abborracciate, Acciarpare. 
Accia batta mento , sm. Lo acciabattare. V. 
Scciapèn (acciapinare). 

Aie. Aiet. V. Ase. 

Aiénder. ACCENDERE, va. Dare o Appic- 
car fuoco a che che .sia. np. Prender fuoco. 
Accendersi in viso, Divenir rosso per ver- 
gogna, per isdegno, ecc. Accendimbnto, sm. 
Lo accendere. Accensione, sf. Accendimene) 
subitaneo. Accendibile, Accensibile, agg. 
Accendevole. Atto ad accendersi, superi. Ac- 
cendibilissimo. — Accenditore, vero. m. Ac- 
cenditele, f. Chi o Che accende. Accendi- 
toio, sm. Lunga canna o simile con una can- 
deletta in cima per accendere i lumi posti in 
alto, come si usa nelle chiese. Raccendere, 
Riaccendere, va. Di nuovo accendere. Rac- 
cendimene, sm. Il raccendere. Apprende- 
re, Appioliare, vn. e tip. Parlandosi di fuoco, 
vale Cominciar ad ardere. Aàénder e fùgh. 
Accendere il fuoco. Questa locuzione fami- 
gliarissima è ellittica, poiché il fuoco non ha 
bisogno di essere acceso ; se acceso non fosse, 
non sarebbe fuoco. Dunque il suo pieno è Ac- 
cendere materie che facciano fuoco. Di- 
casi lo stesso di Accendere un lume. (Ghe- 
rardini). — « Vi miser sopra di molte legne 
secche e un poco di paglia, e cominciarono a 
soffiare per accendere del fuoco. » (Firen- 
zuola). 

A*Snt. ACCENTO, sm. Modificazione della 
voce, nella durata nel suono delle sillabe e 
delle parole onde si compone il discorso. 
Quella posa che, pronunziando la parola si fa 
più su una sillaba che su un'altra. Quella pio- 
cola linea obliqua a diritta o a sinistra che 
dinota tal posa, figurat. Pronunzia di dialetto. 
Tre sono gli accenti onde si vale la scrittura 
italiana: V accento grave ( v ), l'acuto ('), e 
il circonflesso (*). — Accento, Not accento, 
Segnaccento, sm. Piccola linea o simile che 
segua l'accento. 

Aiente. ACCENTARE, va. Porre gli accenti 
su la scrittura: Accentatura, sf. L azione di 
accentare, e La condizione della scrittura ac- 
centata; onde Accentatura buona o viziosa. 
Accentuare, va. Pronunziare le parole cogli 
accenti che esse richiedono. Accentuazione, 
sf. L'effetto dell'accentuare. Accentuale, 
agg. Che appartiene all'accentuazione. « Pro- 
nunzia accentuale. » (Gigli. Alberti, Vocab.) 

After. V. Aààr. 

Aftercà. ACCERCHIARE , va. Cingere tutto 
intorno quasi come un cerchio. Accerchia- 
mento, sm. Lo accerchiare. Accerchiatore, 
verb. m. Accerchi atricb* f. Chi o Che ac- 
cerchia. V. Aeree. 

Aaérd. AZARDO, sm. Caso fortuito. Sorte. 
Rìschio. Cimento. V. Aaardé. 

Acerté. ACCERTARE , va. Far certo, np. 
Chiarirsi di alcun dubio. Accertamento, 
sm. Lo accertare. Accertatamele, agg. Con 
certezza. 

Aiessdrì. V. Secondàri. 

Aiet. V. Asé. 



AZI 



-60- 



BAB 



Aièt. AGGETTO, agg. Grato. Bene accolto, 
superi. Accettissimo. 

Aietant ACCETTANTE, sm. Colai che ac- 
cetta una cambiale per pagarla alla scaden- 
za, part. pr. Che accetta. 

Azete. ACCETTARE, va. Ricevere volentieri, 
e dimostrarlo. Acconsentire alla profferta, 
alla domanda, alla commisione, ecc. Ricevere. 
Ammettere. Accogliere. Tener l' invito. Rice- 
vere obbigazione, patto. Accbttamento, sm. 
Accettazione, sf. L'atto di ricevere volon- 
tariamente ciò che vien dato o profferto. Il 
consenso che si dà ad alcuna cosa proposta. 
Accettabile, Accettevole, agg. Da essere 
accettato. Che si può accettare. Atto ad es- 
sere bene accolto, superi. Aocbttevolissimo. 
— Accbttevolmbntb, avv. In maniera accet- 
tevole. Riaccettare, va. Accettar di nuovo. 

Àsid. ACIDO, sm. Nome generico di un com- 
posto indeterminato, il quale, toccando V or- 
gano del gusto, lo punge, agg. Che ha acidità, 
dim. Acidetto, Acidulo. — Acidita, Aci- 
dezza , sf. Qualità di ciò che è acido. Aci- 
dume, sm. Cosa acida. Acidificare, va. Ren- 
der acida una sostanza. Acidulare. va* Ren- 
dere di sapore acidulo. Acidire, vn. Divenir 
acido. 

Aàidént. ACCIDENTE, sm. Avvenimento 
casuale. Morte improvisa. dim. Accidentuc- 
cio. — Accidentalità, sf. Ciò che dipende 
dal caso. 

Aiidentè. ACCIDENTATO , APOPLETTI- 
CO, agg. Colpito da apoplessia. 

Azi dentei. ACCIDENTALE , agg. Che viene 
per accidente, per caso. Accidentalmemte, 
avv. Per caso. 

Aziènda. AZIENDA, sf. Facenda, Negozio. 
Amministrazione degli affari domestici. 

Aiinte. V. Azente. 

Azion. AZIONE, sf. Fatto. Operazione, dim. 
Azioncella. — ter. comm. Somma di dena- 
ro messa in società per una grande impresa 
V. Caret. 

Azionósta. AZIONISTA, AZIONARIO, AS- 



SOCIATO, sm. Chi mette una somma in una 
società di negozio. 

Azonté. \ AGGIUNGERE, AGGIUNTARE, 

Asónzer ì va. Mettere qualche cosa di più. 
Accrescere. Congiungere insieme. Aggiungi- 
mento, sm. Lo aggiungere. Aggiunzione, sf. 
L'atto di aggiungere, o di accoppiare una 
cosa ad un'afra. Aggiunta, sf. Qualunque 
cosa che si aggiunga ad un* altra. Aggiuoni- 
torb, verb. m. Aggiugnitricb, f. Chi o Che 
aggiunge. Sopraggiungbrb , va. Aggiungere 
di più. V. Azunté. 

Azór. AZURRO, sm. Colore azurro, agg. Che 
è del colore alquanto più chiaro del turchino, 
ed applicasi per lo più al colore del cielo, 
durante una nella notte. Azurriccio, Azuh- 
rigno, Azurrognolo, agg. Che ha dell'amar- 
ro, dim. Azurrictno. — Azurrino, agg. Che 
è di un azurro chiaro e gentile. Azurbgqiarb, 
vn. Pendere all' azurro. Azurbggiantb, pari 
Che ha colore pendente nelf azurro. Che tira 
air azurro. (Gherardini). 

Azufè. AZZUFFARE, va. Far venire a zona, 
np. Venire a zuffa, a baruffa, a battaglia. 
Azzuffamento, sm. Lo azzuffarsi. Zuffa. Àz- 
zuFFATORB, sm. Che s* azzuffa di leggieri. 
Manesco. Acciuffare, va. Prendere pel ciuflo. 
np. Accapigliarsi con violenza. Razzuffare, 
va. Di nuovo azzuffare. np. Azzuffarsi di 
nuovo. V. Asafagnéa*. 

Asunté. ACCOMANDOLARE, va. Rannoda- 
re le fila rotte dell' ordito. V. Azonte. me- 
sta la odrda. 

Arate. AMMAZZERATO, agg. Indurito, Ras- 
sodato; e dicesi della Terra, ed anche di 
Pane non lievitato. « E la terra si dice am- 
tnazzerata quando, essendo molle, è calpe- 
stata e battuta, onde si rassoda, e fa come 
uno smalto. » (Soderini colti?.) Màzzero, 
agg. dicesi di Pane non lievitato. Àzimo. Am- 
morzarsi, Ammozzolarsi, np. Indurirsi come 
un mozzo, parlandosi di terra mancante d'a- 
mido. Am mozzamento , sm. Lo ammezzar». 



B 



B,8m. Seconda lettera dell'alfabeto, e prima 
delle consonanti. I Fiorentini, pronunziando 

Suesta lettera, dicono Bi ; nelle altre parti 
' Italia più cummunemente si dice Be. 
Bàb. BABBO, sm. Padre, accr. scherz. Bar- 

RAcaoNE. pegg. Babraccio. A babbo morto. 

dicesi del Far debiti per pagarsi, morto il 

padre, e dicesi del Pigliare come del Dare 

i denari. 

Babài. V. Babilògna. 
Babeli. BAMBINO, sm. Fanciulli no io fasce. 

dim. Bambinello, Bambinetto, Bambinuc- 

cio, Bamberottolo. — Bambolo , sm, accr. 

di Bambino > cioè* di età più avanzata del 



bambino, dim. Bambolino, BAMBOLETTo.accr. 
Bambolone. — Bambinesco, agg. Da bam- 
bino. Bambolesco, agg. Da bambolo. Bambi- 
naggine, Bambinata, Bambineria, sf. Atto 
da bambini. Bambolaooinb, Bamboutà, sf. 
Atto da bamboli. Bambinaia, sf. Colei che 
ha cura de* bambini. Bamboleggiare , vo. 
Fare cose da bambini. Bambolbggiamento, 
sm. Il bamboleggiare. Bambolbggiatorb , 
verb. m. Bamboleggi atbicb , f. Chi o Che 
bamboleggia. Bambinba, sf. Cosa dolcissima 
e soavissima da bambini. 
Babéxxa. BAMBINA, sf. dim. di Bambino. 



BAG 



-61 - 



BAF 



BlbL BABBIO, BABBEO, BABBIONE, sm. 

e agg. Scimunito, Semplice, Sciocco. 
Bau, Bablna. V. Babàu. Babéna. 
Babilògna. BABILONIA , sf. Città d* Asia. 
figurai. Confusione, Tumulto di gente disor- 
dinata. 

BabinCna. BABINONA, sf. Donna fatta che 
tqoI fare la bambina. 

BabiSn. V. Babi. 

Babiuneda. BABBU AGGINE, BABBUAS- 
SAGGINE. sf. Azione da babbeo , da sciocco. 

Babuen. BABBUINO, sm. Specie di scinda. 
V. Bàbi. 

Bacajé. V. Ciacaré. 

Bacala, BACCALÀ, BACCALARE, sm. Mer- 
luzzo spaccato e salato. 

Bacalar i LUCERNIERE , sm. Strumento 

Bacalar! j communemente di legno, nel quale 
si tien fitta la lucerna col manico, fiirurat. 
Bacai eri vati, Lucerniere vestito, dicasi 
di Donna lunga e magra. Baccalare, Bar- 
bassoro, detto scherzevol. vale Uomo di gran 
riputazione. Sputasentenze. 

Bacàn. BACCANO, sm. Rumore di gente 
che scherza, e che ruzza, o si trastulla, dim. 

BaCC ANELLO. — BaCCANBLLA , B ACCANA LIA, 

sf. Frastuono di persone per sollazzarsi. Bac- 
cankria, sf. Luogo ove si fa baccano. Sconcio 
rumore. Sbaccaneggiare, vn. Far il baccano. 
(Buonarroti). 

Bacedéri. V. Abeoederi. 
Bach. BACCHIO, sm. Bastone corto con cui 
si picchia sa la lippa per farla balzare , e 
quindi ripercuoterla con quello onde cacciarla 
il più lontano possibile. Bacchiata, sf. Colpo 
di bacchio. V. Lépa. 

BachéH. FRUSCO, FRUSCOLO, sm. Fuscel- 
lino secco sa per gli alberi, ed anche Pezzuolo 
di sottil ramoscello secco. Bachet da cai- 
séta. Bacchetto. « Prese i ferri e il bacchetto, 
e si mise a fare le calze di lana pel suo fi- 
gliuolo. » (Guerrazzi). 

Bachete. BACCHETTA, sf. Verga di qua- 
lunque materia si sia, rotonda e servibile a 
Eù usi. Verga di legno o di ferro per calcare 
carica negli schioppi. Bastoncello per bat- 
tere sui tamburi, dim. Bacchbttina , Bac- 
chettino, sprezz. Bacchettuzza. Ornando 
a baonéta. Commandare a bacchetta, Com- 
mandare con suprema autorità. Bacchetta- 
ta, sf. Colpo di bacchetta. De el baobót , 
Bacchettare, va. Far passare un soldato tra 
due fila di compagni per essere battuto con 
verghe. Camato, sm. Bacchetta da battere i 
panai e la lana. Ballatojo, sm. Bacchetta 
che attraversa il vano della gabbia, e sulla 
quale saltano e posano gli uccelli. V. Soa- 
naladùra (bacchettatura). 

BaciarèL BASTONCETTO, sm. Bastone ma- 
Desco, corto e grossotto. (Meini). V. Scoia- 
dùr (mestone). 

Bacleia. V. Bosala (bazza). 

Baciócb. BACHIOCCO, BACIOCCO , sm. e 
agg. Sempliciotto. 

Baoiòch. V. Batòc. 

Bacóoa, BACOCCO, sm e agg. Sciocco, accr. 



Bacocconb. pegg. Bacoccaocio. Vèo bacócn. 
V. Vèo. 

Bacòch. V. Ragaàól. 

Bactèn. FUSCELLINO, sm. Pezzuolo di sot- 
til ramoscello. 

Badanai. V. Batibói. 

Badanta. Badénta. V. Abadanta. 

Badaròla, Tue a badaròla, Tenere a bada, 
Baloccare. De badaròla. Dar ricapito. 
« S'avesse avuto in un di mille amanti. Ri- 
capito avria dato a tutti quanti. » (Berni). 
Nelle montagne Pistojesi dicono: Tenere a 
baderlo. « BT n* hai burlate, e ne tieni a ba- 
derlo (delle dame) Oiovinottino ti vola il cer- 
vello. » (in Giuliani). Dicesi anche Tenere in 
parole: « Hammi tenuto, e tiemmi in pa- 
role di giorno in giorno, né ancora se ne 
viene a capo. » (Guicciardini). 

Baddòr. V. Batdòr. 

Bade. BADARE, vn. Prestare attenzione. Sta- 
re all'erta, non fidarsi. Badambnto , sm. Il 
badare. Bade ai fàt su. Guardare il fatto 
etto. < Guardo al fatto mio, e non m' oc- 
cupo de* fatti degli altri; io spazzo davanti al 
mio uscio. » (Giuliani). Rjbadarb, vn. Badare 
di nuovo. 

Badéla. BADIA, ABBADIA, sf. Convento di 
monaci presieduto da un abbate, dim. Ba- 
diuzza, Abbadiuola. — Abbazia le, agg. Ap- 
partenente ad abbazia, o ad abbate. 

Badéssa. BADESSA, ABBADESSA, sf. Su- 
periosa di un convento di monache. 

BadL V. Badéja. 

Badil. BADÌLE, sm. Strumento di ferro, si- 
mile alla pala, ma più piccolo, con manico 
di legno, per tramutar terra e simili. Badi- 
lajo, sm. Chi fa badili, o Chi adopera il ba- 
dile. OflBcina di una ferriera in cut si fanno 
badili. On rè e badil, e cl'ètar la mer- 
da. H meglio ricolga il peggio ; si dice 
Suando fra due persone o cose cattive non è 
ifferenza. 

Badòja. V. Sciòoh. 

Badse. BATTEZZARE, va. Amministrare il 
battesimo, figurai. Bagnare o Gettare in capo 

. alcuna cosa che immolli. Porre o Dare il nome. 
Battbzzambnto , sm. Il battezzare. Badaé 
Òn. Gettare aqua o simile addosso ad alcuno. 
Badie e vén. Annaquarlo. Badse el cam- 
pami, Dare un nome alle campane e bene- 
dirle. Battbzzatorb. verb. m. Battezza- 
tricb, f. Chi o Che battezza. Battezzi ere, 
sm. Quegli che ha 1* officio di battezzare, e 
che sta di continuo al fonte battesimale. Ri- 
battezzare, va. Battezzar di nuovo. 

Badaéda. BATTEZZATURA, sf. Il battez- 
zare. 

Badaòt. BATTEZZANDO, am. 11 neonato che 
si porta al battesimo. Battezzato, Quando ha 
ricevuto il battesimo. Corteo, sm. Le persone 
che accompagnano il battezzando alla chiesa, 
e dopo alla casa. 

BafL BAFFO, sm. Una parte del pelo che è 
sul labro di sopra. E usasi generalmente nel 
plurale, dim. Bapfbttino, Baffi no, Baffbt- 
to. accr. Baffone, pegg. Baffaccio. — Ri» 



BÀG 



- e*- 



BAJ 



dere sotto { baffi, Ridere sotto Bòtta per mo- 
do che altri non se n'accorga. Cosa da lec- 
carsi i baffi, si dice per Cosa squisita. Ba- 
setta, sf. Usasi generalmente nel plorale, ed 
è lo stesso che Baffo, dim. Basbtttna, Ba- 
settino, accr. Basettokb. pegg. Basettao 
cia. — Mustacchi, sto. pi. Basette, Baffi. 
Bafidn. BAFFONE, BASETTONE, sm. Chi 

S3ita grandi baffi, o basette. Baffuto, agg. 
he ha baffi. 

Bagài. BAGAGLIO, sm. BAGAGLIE, sfc pi. 
Nome generico delle masserizie che si portali 
dietro 1 soldati nell'esercito, per simit. diesai 
di tutti gli arnesi e masserìzie. Bagagliajo, 
sm. Nei treni delle vie ferrate è quel Gran 
cassone in forma di carrozza tutta chiusa, che 
serve a riporci i bagagli de'viaggiatori. (Fan- 
fani). V. Usvéi. 

Bagajì. RABACCHIO , m. Piceol fanciullo, 
dim. Rubacchino, Rabaochiuolo. 

Bàgar. BENNA, sf. Caretta di vimini. Ba- 
ghero, sm. v. d* uso. Attiraglio ad un ca- 
vallo, che è una sorta di carrozzino. 

Bagaré. V. ScaMrne (trafficare fig.) 

Bagarèn. FANTINO, sm. Uomo vantaggioso, 
e che facia professione d'aggirare altrui. Fan- 
TiNBRiA,6f. Cattiveria celata. Malizia. V. Traf- 
fichi. 

BagarSn, Bagaròe. V. Bigatto. Caro- 
*6n. Soarafài (scarafaggio). 

Bagassa. BAGASCIA, sf; Donna di mal affare. 

Bagatèla. BAGATELLA , sf. Cosa di poco 
valore. Cianciafruscola. dim. Bagatelluocia, 
Bagatblluzza, Baoatbllina. — Bagatel- 
leria, sf. Inezia. Bagatbllarh, vn. Occu- 
parsi di bagatelle o frivolezze. 

Bagàtén. BAGATTO, sm. Una delie carte di 
tarocco che rappresenta un ciabattino. 

Bagnòli, Bagni. V. Bégh. Póroh. 

Bàgia, V. Bó88la (bazza). 

Bagiàn. BAGGIANO, BAGGEO, sm. Uomo 
inetto, scipito, accr. Baogianaccio. — Bag- 
gea, sf. Donna sciocca. 

Bagiandda. BAGGIANATA , BAGGIANE- 
RIA, sf. Cosa od Azione sciocca. 

Baglé. CURARE, vn. Aver cura. V. Paroùr. 

Bagliàtioh. V. Baliatico. 

Bàgn. BAGNO, sm. Immersione e soggiorno 
di un corpo in un liquido. Vasca o Luogo per 
bagnarsi. Serraglio di condannati per delitti, 
Ergastolo, nel pi. Le aque termali o marine, 
dim. Bagnbtto, Bagnettino, Bagntjcolo.— 
Balneabile, agg. Dicesi di Aqua atta a far 
bagni. Balnbario. agg. Dì o Da bagno. Ba- 
gnatolo, sm. Colui che tiene il bagno. Ba- 
gnante, age. Che bagna, sm. e f. v. d'uso 
Colui o Colei che va in luogo di bagni a fare 
essi bagni. (Fanfani). Baonambnto, sm. L'atto 
e L'effetto del bagnare. Bagnatorb, verb. m. 
Bagnatricb, f. Chi o Che bagna. Chi fa i ba- 
gni, cioè si bagna, o in mare, o nelle terme, 
ecc. (Fanfani). Apoditerio, sm. Spogliatoio 
nelle terme, come negli altri bagni. Terme, 
sf. pi. Bagni d' aqua calda. Semicupio , am. 
Bagno in cui il corpo sta immerso per metà. 
Il sedersi in tal bagno. Jl vaso io cui si fa tal 



bagno. Càpiluvio, sm. Baglio dei capo. V. 
Pedilùvi. Doaadùra. 

Bagnaddna. BAGNATINA, sf. Piccola ba- 
gnatura. Toccare iena buona bagnatina, 
cioè una pioggia piuttosto lunga, ma non vio- 
lenta. 

Baguadòr. V. Bàgn. 

Bagnadùra. BAGNATURA, sf. L* atto del 
bagnare, o del bagnarsi : e talora la Stagione 
atta ai bagni* Il prendere un seguito di bagni. 
V. Bandìda (corte bandita , ecc.) V. Ba- 
gnéda. 

Bagn&nt. V. Bàgn. 

BagnarSn. V. Bagnéeol. 

Bagnaról. V. Bàgn. 

Bagnaròla. TINOZZA, sf. Vaso di legno o 
di rame, o simile per far bagni. Fornello 
della tinozza. Arnese di ferro con entro car- 
boni accesi che si-mette dentro la tinozza per 
iscaldare l'aqua. term. tose. Tubo della ti- 
nozza. Bagnatola, sf. Vaso o Recipiente di 
marmo, o di murato per far bagni. Bagna- 
tolo, sm. Vasetto che si tiene ripieno d'aqua 
nella gabbia degli uccelli che amano di guaz- 
zarsi. 

Bagnxnaréja j BAGNOMARIA, sm. Cuoca- 

Bagnmarì J re a bagnomaria. Tenere il 
vaso ov'è la roba da cuocere immerso in aqua 
o in altro liquido che sia in altro vaso poeto 
al fuoco. Baano secco, Bagno ad arena, o 
cenere, o alle ceneri calde, dicesi quando il 
vaso è tenuto immerso nell'arena con fuoco 
sotto e attorno. 

Bagné. BAGNARE, va. Spargere aqua o altro 
liquido su che che sia. np. Entrare in bagno, 
in fiume, o in aqua simile. Bagnambnto, em. 
Il bagnare. Bagn$ meri. Bagnato mésso, 
Fracido mésso, Molle zuppo, e semplice- 
mente Zuppo o Mésso. Estremamente molle 
o bagnato. Ribaonarb, va. Di nuovo bagnare, 
np. Ri bagnare sé. 

Bagnéool t INTINTO, sm. Il sugo con che 

Bagnìcnl j si condiscon le vivande. La parte 
umida, cioè grasso, burro od olio nel quale 
è cotta una vivanda soda. Intingolo, sm. Ma- 
nicaretto o Vivanda in cui si può intingere, 
dim. Intingolbtto. V. Pinèimògni. 

Bagnéda. INFRACIDATA, sf. Bagnatura che 
uno riceve da pioggia dirotta. V. Bandlda 
(corte bandita, ecc.) 

Bagnò! i BAGNUOLO, sm. Umettazione 

Bagnulén j o Fomento che si fa a qualche 
parte offesa del corpo. Il liquido con cui si 
bagna la parte offesa, dim. Bagnoli**). 

Bagdra. V. Begh. 

Bagòrd. BAGORDO, sm. Gozzoviglia clamo- 
rosa. Chiasso, fracasso, rumore confuso e stre- 
pitoso. Bagordare, vn. Far bagordo. 

Bagulèn. V. Puraanén. 

Bài. BAJO. Aggiunto di mantello di cavallo, 
e di mulo che e di un rosso bruno; e secondo 
le sue differenze si dice chiaro, scuro, ca- 
stagno, focato, lavato, bruciato, e dorato. 
A specchietti, dicesi di Bajo chiazzato di 
macchie più bianche o più scure. V. Abài. 

Bàja< BAJ A, sf. Burla, Sterno. Dorey o Fare 



BAL 



-63- 



BAL 



la baja ed alcuno. Schernirlo eoo getti e 
motti irrisori, Schiamazzare dietro taluno t 
boriandolo. Baja, Seno di mare o piccol gol- 
fo, dina. Bajitola, Bajuzza, Bajbtta. pegg. 
pegg. Bajaccia. — Bajata, sf. Baja, Schia- 
mauo. Cosa da baja. Bajònb, sm. Bajona, 
af. Colui o Colei che fa baja volontieri. dim. 
Bajoncello. accr. Bajonaccjo. — Bajoso, 
agg. Vago di far baia. 
BaibastrèL V. BalbaatrèL 
Baja V. Abajé. 
Bajéle, V. ÌAn (sono, rullo). 
Bajinéta V BAJONETTA, af. Specie di da- 
Bajonéta j ga appuntata, ehe fitta in oima 
Bajonéta I al moschetto, serve al soldato di 
arme io asta. Batar l* bajonéta. figurai 
Aver fame. 

Bài. BALLO, sm. Il ballare. Arte di muovere 
le gambe a misura di tempo. Azione mimica 
teatrale. Festa di ballo, dim. Balletto. — 
Eiter in ballo, Mettersi in ballo, Entrare 
o Uscir del ballo, dicesi quando Uno si ri- 
trova, o comincia ad entrare, o uscire di qual- 
che maneggio o negozio, o impresa. O baie, 
o mover, al gàmb. Chi è %n ballo ha da 
ballare, dicesi di Chi si è messo in un im- 
pegno volontariamente, che deve adoperarvisi 
Guanto più può per cavarsene con decoro. 
Iallonzolo, sin. Balletto, bene o male che 
si (accia. Ballonchio, sm. Ballo contadine- 
•co, e famigliare. Ballbbìa, sl Solasso di 
balli. 

Bàia. BALLA, sf. Quantità di mercanzia mesn 
sa ioiieme entro invoglio di tela per traspor- 
tarla da luogo a luogo. Il sacco in cui si mette 
la mercanzia, dim. Balletta, Ballotto. 
accr. Ballonb. pegg. Ballaooa. — Pelli- 
crao,sm. Estremità dei canti delle balle, per 
la quale ai possono agevolmente pigliare per 
maneggiarle. V. Balét (surrone) V. Fan* 
dòglia. Sbdrgna. 

Bàia. Lega. sf. Basar cVla bàia, Essere 
della lega, cioè Essere di società sospetta, 
o tendente al male: dice anche talvolta in 
buona parte. Entrare in balla con alcuno, 
Accordarsi con alcuno a far che òhe sia. 
(Giusti). 

Balàbil. BALLABILE, sm. La parte di un 
bailo teatrale che si eseguisce danzando, agg. 
Addatto alla danza. 

BaUaddr. BALLATORE, verb. m. BALLA- 
TRICE, f. Chi o Che balla Danzatore, Dan- 
zatrice. 

Baliosa. V. Blanaa. V. Armadùra (grillo). 
BalarSn. BALLERINO , sm. Chi fa profes- 
sione di ballare in teatro. Maestro di ballo. 
Baiaste da còrda. Aeróbato, Funambulo. 
— Coreografo , sm. Compositore di balli. 
Ballerina, sf. Donna che balla per profes- 
sione in teatro. 

BsiatrOa. BADALONE, sm. Scioperone, Per- 
digiornì. lat. Balatron, Mascalzone. Poltrone. 
Balatrdna. BALDRACCA, sf. Donna scostu- 
mata. 

Balatmne. V. Zirandle. 
BsiaTÓsta. V. Balustrèda, 



Balbastrèl. PIPISTRELLO, o, come anche 
scrivono parecchi tenendosi più accosto all'o- 
rigine latina, Vibpistrello o Vipistrello, 
sm. Animale notturno, di mezzana specie fra 
uccello e topo, lat Vespertilio, da Veeper 
significante Sera. Il verbo esprimente la voce 
del pipistrello * Stridere. « Stuzzicato ed 
irritato strideva come se fosse un pipistrello. » 
(Redi). 

Balbete. BALBETTARE, vn. Pronunziar 
male le parole per difetto di lingua. Comin- 
ciar a parlare, detto de' fanciulli. Balbbtta- 
torb, verb. m. Bal bottatrice, f. Chi o Che 
balbetta, V. Sbarbutlé. 

Balchét. V. Palcnet. 

BalcOn. BALCONE, sm. Finestra grande 
qualunque. V. BinghAra. 

Baldaonén \ BALDACCHINO, sm. Arnese 

Baldaoni i che si tien per onore sulle cose 
sacre, o sui troni. Drappelloni , Quei pezzi 
di drappo che s' appiccano pendenti intorno 
al cielo de 1 baldacchini. Cielo, Parte superiore 
intema del baldacchino. Sopracielo, Parte 
superiore esterna del cielo del baldacchino. 
Baldaoni da finestra. Palchetto, sm. 
Asse da cui pendono le tende di una finestra. 

Baldànaa. BALDANZA , sf. Ardimento ac- 
compagnato da sicurezza d v animo , e da co- 
raggiosa deliberazione di far che che sia. 
Sicurezza d* animo pigliata dal favore o dalla 

8 reiezione o dalla difesa o dall' appoggio, ecc. 
' alcuno, o dal poterne far capitale. V. Ar- 

Baldareja i CATTIVERIA, sf. Cosa cattiva, 

Baldari \ nociva; dicesi specialmente di 
frutta mal sane : e Baldareja da Ribalde- 
ria per sporcizie, Feccia. 

Baldòria i BALDORIA, sf. Fiamma di ma- 

Baldùra \ ferie secche di poca durata, figu- 
rai. Allegrezza passasgiera. Far baldoria , 
Consumare il suo allegramente. Darsi bel 
tempo. 

Baie. BALLARE, vn. Muovere i piedi andan- 
do e saltando a misura di suono, o anche di 
voce. Ballahbmto, sm. Il ballare. Ballo. 
Ballonzare, vn. Ballare alla peggio senz'or- 
dine. Ballonzolare, dim. di Ballonzare. 
Ballonchiare, vn. Ballare tra persone fami- 
gliari, e senza ordini precisi. Arciballarr, 
vn. Ballare assaissimo. Riballare, vn. Di 
nuovo ballare. Baiò dèntr' un veti. Dt- 
saccolarb, vn. Dimenarsi dentro un vestito 
agevolmente come in un sacco. 

Baléda. BALLATA, sf. Ballo. Canzone antica 
che cantavasi a ballo, dim. Ballatina, Bal- 
lateli^ , Ballatbtta , Ballatdzza. Tal 
sonata, tal ballata. Dare secondo che si ri- 
ceve* 

Baie j a. BALIA, sf. Fona e potere assoluto, 
e sovente arbitrario. Forza, vigore. Avere 
in sua balia. Poter lare della cosa o della 
persona assolutamente ciò che si vuole. Es- 
sere in balia, Essere in mano, in potere di 
una forza, anche capricciosa senza difesa, né 
schermo. Balioso, agg. Che ha balia, forza, 
robustezza» V. Léna. 



BAL 



-64- 



BAM 



BalSn. BALENO, sm. Quel momentaneo ap- 
parire della luce, prodotto dal fluido elettrico 
che trapassa da nube a nube , o da una parte 
ali* altra dell'atmosfera, per mettersi in equi- 
librio ; e più propriamente La scarica elet- 
trica, sia o no accompagnata da rumoroso 
scoppio di tuono. Lampo, sm. La luce vira 
che viene dal baleno; e generalmente, Ogni 
luce viva, subitanea, e di breve durata: poi 
traslatamente, i Lampi della fantasia ; Lampo 
d' Ira , ecc. Balda d* olière. Balletta, sf. 
Pacchetto contenente quattro mazzi di carte 
da giuoco. 

Balena. BALENA, sf. Mammifero di smisu- 
rata grandezza dell' ordine de* Cetacei che 
abita 1 mari de* climi freddi. Balrnotto, sm. 
Giovine balena. Òsa d* baléna. Fanoni, st. 
natur. e indusL Sono così denominate quelle 
lamine di sostanza cornea che attraversano 
il palato delle balene, e che volgarmente co- 
noscoo&i sotto il nome di Ossi di balena. 
(Diz. Univ.) 

Baléna. PALLINO, sm. e PALLINI, sm. pi. 
Munizione minuta da caccia. P allumerà, sf. 
Borsa di pelle, o altro recipiente, entro cui 
si tiene la munizione. Baléna gròtta. Goc- 
ciolone, sm. Specie di munizione da fucile 
più grossa dei pallini. V. VAÒn. 

Balena. BALENARE, vn. Apparire il baleno. 
Balenamento, sm. Il balenare. Balene j* oc. 
Lampeggiare gli occhi, Quel tremolio delle 
palpebre cagionato da reuma, detto vulgar- 
mente Colpo d'aria, 

Balét. BALLETTO , sm. dim. di Ballo. Far- 
do , sm. Collo mercantile di caffè , d* indaco 
e simili. Subronb, sm. Balla di qualche droga 

Preziosa involta in un cuojo. Se apasso, sm. 
orta d* involto di pelle in cui chiudonsi le 
gomme, e gì* incensi che vengono d'Oriente. 
Ballino, sm. Rivoltura delle balle di lana, 
la quale d* ordinario è un grosso canavaccio. 

Ball. V. Baleja. 

Baliatlcn. BALIATICO, sm. Prezzo mensuale 
per T allattamento di un fanciullo. Officio 
della balia, e Lo stesso bambino da rilevare. 

Baline. V. Balene. 

Baliòt. BALIATICO, sm. Il bambino che si 
dà da rilevare alla balia. (Fanfani in Balia- 
tico). 

BalitrOn. V. Balatron. 

Balòrd. BALORDO, sm. e agg. Sciocco, Min- 
chione, dim. Balordbllo. « Orsù, ci basta: 
quest' altra balordella non è da tanto ch'ella 
si sappia celare un' ora. » (Lasca), acc Ba- 
lordone. pegg. Balordaccio. — Balordao- 
ginb, Balordbria, sf. Carattere di chi è ba- 
lordo. Balordamente, aw. Da balordo. 

Baldsa. BALOGIA, BALOTTA, sf. dal greco 
balos, Castagne. CALDALESSE, sf. pi. Ca- 
stagna cotta nell'equa colla scorza. Succiola. 
Succiolajo, sm. Venditor di succiole o balo- 
gie. 

Balóeoh. V. Lósch. 

BalotaàlSn. BALLOTTAZIONE, sf. Il man- 
dare a partito una proposta per bossoli e 
ballotte. Ballotta, sf. Failottada suffragio; 



pallottolina che serve a dare il voto ne* par- 
titi delle assemblee. Bossolo, sm. Vasetto per 
raccorrò i voti. Imbossolare, va. Metter nel 
bossolo. Imborsare, va. Mettere nella bona. 
Balote. BALLOTTARE, va. Mandar a par- 
tito una proposta per mezzo delle ballotte. 
Ballottambnto , sm. Il ballottare. Rimbus- 
solarb, va. voce d' uso. Agitare e Par agi- 
tare sul suo asse il bossolo o urna, dove sono 
schede o palline, perche ri cessi il sospetto 
di frode nell* estrarle. Dove le palline sieno 
in un sacchetto, si dice parimenti Rimbus- 
solare per Agitare fortemente tra le mani 
esso sacchetto o borsa. (Feniani). V. Sbaloté. 
Balsamé. V. Imbalsamo. 
Balsamèlla. V. Bariamén. 
Balùa. V. Baldsa. 
Balusótt V. Oativéll. 
Balustreda. BALAUSTRATA, sf. BALAU- 
STRATO, sm. Parapetto formato di balaùstri 
interrotti di tratto in tratto da pilastrini, o 
dadi. Balaùstro, sm. Specie di colonnetta 
di forma simile alla balaustra , ossia fiori 
di melagrana, per ornamento di parapetti, 
bai lato j , terrazzi , ecc. Pilastrini , sm. pi. 
Piccoli pilastri i quali in serie eoo i balaustri 
fanno il principio e il termine della balau- 
strata. Cimasa, sf. Finimento superiore piano 
e liscio della balaustrata. Acrotbrio , sm. 
Piedestallino del balaustro. 
BalutaàiOn. Balute. V. BalotaàiOn, eoe. 
Ballamene» V. Barsaxnén. 
Balsàn. BALZANO , agg. Dicesi di Cavallo 
che ha una macchia bianca in qualcuna delle 
gambe. Balzano travato, Quando il bianco 
è nella gamba dinanzi e in quella di dietro 
dalla stessa banda. Balzano trastravato, Quan- 
do il bianco è nella gamba dinanzi da una 
parte, e nella gamba di dietro dall'altra. Bal- 
zano calzato, Quando il bianco arriva al gi- 
nocchio. Balzano dalla lancia, Quando il 
bianco é nella gamba destra anteriore. Bal- 
zano dalla staffa, Quando il bianco è nel» 
gamba sinistra anteriore. Dicesi pure Balzano 
da tre. Balzano da quattro, Quando il Dis- 
co è in tre , o in quattro gambe. Balzana, 
sf. Macchia bianca delle gambe de' cavalli. 
Arzbllo , Epiteto che si dà a quel Cavallo 
che ha bianco il piede sinistro posteriore. 
Cervello balzano. Stravagante. 
Baliàna. BALZANA, sf. Parte degl' ingegni 
della serratura che investe il taglio fatto nelle 
fernette della chiave. V. Basta. Bella. 
Balte. BALZARE, vn. Il risaltare di un corpo 
elastico battuto sovra un altro corpo duro, 
come il pallone battuto in terra o contro on 
muro, e simili. Andare prestamente in un luo- 
go. Balzatorb, verb. m. Balzatricb, f. Chi 
o Che balza. Balzellare, vn. Balzare leg- 
germente. Balzbooiare, va. Far balzare. 
Bambaséna. BAMBAGINO, sf. Tela fatta 
di filo di bambagia. Basino, sm. Specie di 
bamtagino simile al fustagno, ma più fino, e 
più forte. 
Bambasdi i 8T0PACCI, sm. pi. Calamaio 
Bambasùl \ a stopacci, Quello il cui incoio- 



BÀN 



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tiro immoti* stóppa* o sete crespa pvtrtfctitóme 
di cala dittate , o spugna eoo. V. OWipéf. 
fiambasòiL BAMBAGIONE, am. Bonaccio- 
ne, Maitriabne, Sempliciotto. 
Bambén. BAMBINO, sm. FanoÌBÌìno in Asce. 
Bambèa d'Ite. Pupilla, s£ Apertura nel 
mezzo dell' iride dell* occhio per cui esso vede 
e discaro*, dira. Pupillbtta , Pupilluzsa. 

Bambés. BAMBAGIA, sf. Lo Steno che Co- 
tone, Materia lanosa della quale è vestito il 
seme dei cotone. Cotone filato. Bambagino , 
agg. Che è composto di bambagia. Bamba- 
gioso, agg. Che è a mò di bambagia, soffice, 
morbido. Bambagiaro, sm. Venditore di bam- 
bagia. Abbambagiare, va. Imbottire di bam- 
bagia. Bambés d* bdóla. Pappo, sm. La- 
nugine del seme del pioppo, e di altre piante. 

Bambine. ABBAMBINARE, va. Dicono gli 
ecarpellini e t muratori il Trasportare i pezzi 
pesanti, e alquanto ranchi, traendoli per ritto 
sol suolo , e volgendoli sui canti alternativa- 
mente da destra e da siaistra. 

Bambos. BAMBOCCIO . sm. Piccola figura 
umana fatta di cenci o di altro, per balocco 
de* fanciulli, flgurat. Uomo semplice, ed ine- 
sperto, dim. Bam bocciolo, vezz. bamboccbtto. 
aocr. Bamboccione. sprezz. Bambocciotto. 
— Bamboccio, Bamboccino, sm. Bambino 
grassoccio e vispo. Romper i bambos. 
Rompere lapagfia.il fuscello. Disdire, Rom- 
pere T amicizia. Pe i bambòs. Fare a ra- 
gaszi, si usa dire Allorché, stabilitosi di fare 
una tal cosa, a un tratto e' è chi se ne mostra 
Brogliato, e cerca invece di stornarla. Monaco, 
6m. Trave corta di mezzo d'un cavalletto di 
tetto, che, presa in mezzo dalle due estremità 
superiori dei puntoni, piomba verso l'astic- 
ciuola, senza giungere a toccarla. Razze, sf. 
pi. Que' due corti fogni che, inclinati , puntano 
nel monaco, e nei pontoni con incastratura. 
V. Oavalét {coogegnamento di più travi ecc.) 

Bambòsa. BAMBOLA, sf. Fantoccio di cenci 
per trastullo de* fanciulli, dim. Bambolina 
accr. Bambolona. — Fantoccio, sm. Figu- 
rino di legno o di stracci, dim. Fantoccio. 
accr. Fantoccionr. — Poppattola, sf. Bam- 
bola. Bambocciajo, Fantocciajo, 8m. Chi fa 
o vende fantocci. 

Bamboftéda. B AMBOCCERlA , sf . Atto da 
bamboccio , Scioccaggine. Bambocciata , sf. 
Bambocccria. Pittura di piccole figure di sog- 
getto basso e popolare. Famocceria, Fantoc- 
ciata. 

Bambù. BAMBÙ, sm. Pianta delle Indie, da 
cui polloni si fanno de* bastoni, detti Bambù, 

Bambuèén. V. Bambén. (pupilla.) 

Sanasse. V. Benasse. 

Banca. PANCA, sf. Arnese di legno di forma 
lunga , su coi possono sedere più persone, 
dim. Panchetta, Panchina, awii. Pakcw 
cia. pegg. Pancaccia. — Pancale, sm. Pan* 
no con coi, per ornamento, si copre la panca. 
Impancarsi , np. Porsi a sedere sopra una 
panca. Manganelle , sf. pi. Quelle panche 
affisse al muro ne' cori delle cnfofetg e nelle 
compagnie, le quali, mastiettaie r <spaIzano e 



s" abbassano. Prospera , sf. Panca o Sedile 
del coro. Passéla sòta banca. Passarla 
sotto banco, figurai vale Farla finita , Non 
8t curare d* investigare più oltre. « Sof. Oh 
oh! chef entreresti in bestia da vero? Slam 
pure amici, ricordatene. Buo. Oh via passia- 
mola sotto banco in grazia dell' amicizia , e 
parliamo d* altro. » (Nelli). 
Banca. BANCA, sf. Luogo dove si pagano 

gli stipendj degP impiegati , de' soldati , ecc. 
itta di chi sconta e paga cambiali. Le pu- 
bliche banche sono quelle che scontano cam- 
biari con biglietti proprj al portatore, a ciò 
autorizzate dal governo. Bancario, agg. Di , 
o Da banca. Di banchiere. 

Banoa \ Banco dclVorizonte % Aggregato 

Bancàsa ì di nubi, o folta nebbia nell' ori- 
zonte che si solleva a certa mediocre altezza. 
V. Bancàsa. 

Bancalèna i DAVANZALE, sm. Lastra per 

Bancaléta j Io più di pietra sulla quale 
posano gli stipiti delle finestre, e sporgente 
alquanto in fuori, sulla quale s' appoggia colle 
braccia chi sta alla finestra. Panchina , sf. 
Sedile di pietra ne' luoghi di passeggio, nei 
giardini, ecc. Pietra che copre 1 orlo di muro, 
per lo più ne* luoghi publici. 

Bancaróta. BANCAROTTA , sf. BANCO- 
ROTTO, sm. Fallimento doloso : parola che 
trae la sua origine dal rompere che si face- 
va in Firenze il banco del milito. 

Bancàsa. PANCACCIA, sf. Panca nei luoghi 
publici dove li uomini si radunano a cian- 
ciare. Pancaccino, Pancacci ere, Pancaccia- 
jo, sm. Chi frequenta la pancaccia. Impan- 
cacciarsi, np. Sedere sopra una pancaccia 
a cicalare. 

Banch. BANCO, sm. Tavola de' giudici , de 
notaj, de' mercanti, ecc. Il luogo dove i ban- 
chieri custodiscono il denaro, od esercitano 
la loro professione. Tavola ove siedono i re- 
matori, (nelle arti) favola più o meno solida, 
e di diversa configurazione , e dimensione , 
secondo le professioni. Deposito di sabbia 
alla sboccatura de'grandi fiumi. Quella somma 
che , al giuoco , il capo giocatore (nell* uso 
banchiere) tien pronta sul banco per pagare 
chi vince, dim. Banconcello. accr. Bancone. 
Tne bànch. figurai. Far le carte , dicesi 
di Chi , nelle conversazioni , parla per tutti 
li altri. Esser un bànch. Pagare come 
un banco , cioè Puntualmente. Bànch da 
pradardl. Banco, sm. Quella tavola bislun- 
ga sulla quale il mattoniero riduce , colla 
forma, la mota in materiali. Tavolino, dicesi 
la parte piana longitudinale dei banco sulla 
quale si fa la caricatura della mota ; e Spia- 
natoia , la Parte inclinata del banco sulla 
quale si tien la forma con cui si fanno ì 
materiali. Caricatura, Tutta quella quantità 
di mota di che si carica il tavolino del banco 
da bastare per un lavoro continuato. Pastone. 
Quella dose di mota, presa nella caricatura, e 
posta in una volta entro la forma. V. For- 
ma (quell'arnese ecc.) 







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Banohe. PANCATA, sf. Quante persone seg- 
gono io 6ur una panca. 

Banchèna. V. Bancale na. Banchina. 

Banohét. BANCHETTO, sm. Convito splen- 
dido: nome derivato daJJe panche su coi 
sedevano i Longobardi , mangiando , in vece 
de' tettucci degli antichi. Banchettare, va. 
Invitare a banchetto, vn. Far banchetto, Goz- 
zovigliare. Banchettante, agg. Che banchet- 
ta, o Che fa banchetto. Bancnót da àava- 
tèn. Bischetto .Deschetto , sm. Banchetto 
da calzolajo. V. Banàdl. 

Banchéta. PANCHETTA, sf. Piccola panca. 
Banchéta de lèt. Panchetta, Pancaccio. 

Banohlna. BANCHINA, sf. Alzamento di 
muro sopra il fondamento, e sopra il quale 
è piantata la pila di un ponte. V. Banoa- 
lèna. 

Banchlr. BANCHIERE, sm. Chi tien banco 
per isoontare , e prestar denari , per dar let- 
tere di credito su altre piazze, per far cam- 
biali, ecc. Quegli che, in certi giuochi, gioca 
contro tutti. 

Bancon. BANCONE , sm. Gran banco. Pan- 
cone, sm. Panca su cui lavorano i falegnami 
dim. Panconcello. — Menatojo, sm. Ta- 
vola bislunga di pietra, o anche di grosso 
legno, sulla quale dallo stovigliajo si brancica 
il piallaccio (pastone della creta) per incor- 
porarlo bene, e renderlo vieppiù duttile. 

Banconòta. BANCONOTA , sf. Cedola di 
banco. 

Banounièl. SCANNELLO , sm. Scanno del 
carniccio su cu] posa lo stilo dell'aratro. V. 
Cariól. (term. cont.) 

Band. BANDO, sm. Legge, Ordine o Decreto 
governativo, affisso o publicato dal banditore. 
Condanna a temporano o perpetuo esigilo. 

Banda. BANDA, sf. Una delle parti o destra 
o sinistra, o dinanzi o di dietro, (per trasl.) 
Unione di sonatori. Un certo numero di 
soldati distaccati dal grosso dell' esercito. 
Certo numero di ladri, o assasini che battono 
la campagna. Luogo, sito. Passar da banda 
a banda , Ferire altrui da una parte , e far 
passare il ferro dall'altra. Chiamare , o Par- 
lare da banda, Chiamare , o Parlare in di- 
sparte, cioè in luogo separato, ove altri non 
intenda. Mettere da banda, Mettere in ser- 
bo denari, e dimenticarli quasi, per non ispen- 
dere , o farne uso per allora. Lasciar da 
banda, Omettere. D banda, locuz. avv. Sen- 
za costo: onde Cà d' banda, Casa di bando, 
cioè Casa che èdata ad abitare senza pagar 
pigione. V. D banda. 

Bandéga. V. Bandida (corte bandita, ecc.) 

Bandésta. BANDISTA, sm. Ciascuno di co- 
loro che sonano in una banda musicale. 
(Fanfani). 

Bandét. Bandì. V. Bendét, ecc. 

Bandi BANDIRE, va. Publicar per bando. 
Bandi la eros adòss a On. Bandire la 
croce addosso a uno. Far proposito di per- 
seguitarlo. Tolto dai Bandire la croce , che 
valeva ' Annunziar guerra , sotto la insegna 
della croce agi' infedeli. Bandeggiare , va. 



Mandar in esilio. Bandbggiato, agg. Esiliato 
o relegato , e Bandito , sm. Esiliato : e As- 
sassino nella cui testa fu poeta una taglia, 
agg. Interdetto per bando. V. Bendi. V. 
Sberbandì. Bsiglie. 
Bandida. BANDITA, sf. Luogo nel quale è 
vietato per publico bando il cacciare , il pe- 
scare, il pascere, ecc. Corte bandita; Feste 
e conviti ove può andare ognuno. Di qui forse 
la Bandida da' muratori, de' falegnami, ecc. 
la quale consìste in una mangiata che loro 
suol darsi gratis dal padrone , al terminare 
di una fabrica. * 

Bandera \ BANDIERA , sf. Drappo attac- 
Bandiara r cate ad un' asta, su cui sono di- 

Sinte le imprese o stemmi, o armi, o colorì 
elio Stato , de' principi , ecc. dim. Bande- 
ruola, avvìi. Bandbruccia. accr. Bandie- 
ronb. — Banderaio, sm. Chi porta bandiera, 
Alfiere. Chi fa bandiere, e paramenti da feste. 
Voltar bandiera, Cambiar sentimenti. Ban- 
diera d'ogni vento, Chi muta opinione e lin- 
guaggio a seconda de 1 casi. V. Stenderò. 

Bandinèlla. BALZA, sf. L* estrema parte di 
vesti feminili, ai tappeti, ecc. Cortinaggio che 
sta pendente da quel che chiamasi Cielo delle 
carrozze. Bandinella, sf. Cortina da finestre. 
Asciugatojo lungo per le mani. 

Bandirà. V. Bandera. 

Bandiròla. BANDERUOLA, sf. Pennoncello, 
cioè Quel pezzo di drappo che sta alla punta 
della lancia de* soldati, ed in cima all'albero 
delle navi. Lastra di ferro sulle torri, campa- 
nili e simili per conoscere i venti, tìgurat. Per- 
sona incostante. Chi muta opinione e linguag- 
gio a seconda de* casi. 

Bandi tòr. BANDITORE, sm. Chi publica i 
bandi, gli editti. 

BandisiOn. V. BendiiiOn. 

Bandogliera. BANDOLIERA, sf. Banda di 
cuojo ad armacollo de* soldati per appenderti 
la sciabola. 

BandOn. BANDONE , sm. Larga piastra di 
metallo, che è una specie di lamiera. 

Bàndul. Y. Chév (bandolo). 

Bangèra. V. Bandera. 

Banàdl. SCANNELLO, SCANNETTO, sm. 
Sedia di legno senza spalliera. Deschetto, sm. 
Arnese rustico da sedere, che consiste in ud 
piano circolare io cui sono conficcate tre sole 
gambe a distanze uguali. V. Jggsa. 

Banióla. Baniuléss. V. Néva (altalena). 

Banauldn. CASSAPANCA, sf. Panca, per lo 
più con ispalliera, il cui piano mastiettato ser- 
ve di coperchio ad una specie di cassa. Le 
cassapanche sogliono tenersi nella prima sala 
d'entrata, a uso specialmente de*servitori che 
vi tengono certe masseriziole domestiche, co- 
me a dire granata, spazzole, spolveracci, ecc. 

Bào. BAO, sm. Voce usata solamente col verbo 
Fare, come Far bao, che vale secondo il 
Varchi, Bisbigliare, Mormorare , Sussume. 
Nò fé bào. Non dir parola. 

Bara. BARA, sf. Cataletto da morti, dim. 
Barina. Bara, Sorta di grosso carro a due 
ruote per trasporto di mercanzia e simili. 



BAR 



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BAR 



Baràca. BARACCA, sf. Statua o Casipola 
bassa di legno, di tela, o altro per stare ai co- 
perto, oper (arri botega ne* luoghi aperti io 
lampo di fiere, o per soldati, figurai. Ediflzio 
mal costrutto, dim. Babaccuzza. — Barac- 
chikrb, sm. Colui che tiene baracca negli 
eserciti. V. Gosoveglia, 

Baracagnàn. MATRIMONIAJO , PARA- 
NINFO, sm. Sensale da matrimoni. Prònubo, 
wn. Pronuba, et Promovitore, Promovitrioe 
del matrimonio. 

Baraoàn. BARACANfi, sm. Sorta di panno 
&uo con pelo -Idi capra. 

BaracfaA V. OosovigUa. 

Barachén \ BARACCHINO , sm. BARAC- 

Barachl } CHINA, sf. Specie di casseruola 
eoo due manichi laterali. V. Gamèla. 

BaracòoheL BISCOTTINO, sm. Legnerà 
percossa che si dà altrui scoccando 1* indice o 
il medio dai polpastrello del dito grosso: di- 
cesi anche Buffetto. 

Baraoòcla. V. Birioòcla. 

Baracdn. BUONTEMPONE, sm. Chi si dà 
al buon tempo. Chi vive allegramente. 

Baragòs. V. Bargo*. 

BarandèL BILIA, sf. Bastone storto per ser- 
rare le legature delle some. V. Abarandlé. 
Bandai. 

Baraónda. V. Liénda. 

Barat. BARATTO, sm. Il barattare. V. Ba- 
rate. 

Baratamatar j SCOPAMESTIERI,sm. Colui 
Baratamstìr ( che appena cominciato ad im- 
parare un mestiere, se ne stanca , e dassi ad 
altro, e via via. 

Barate. BARATTARE, va. Scambiar cosa con 
cosa. Sostituire a una cosa buona un'altra in- 
feriore di pregio. Barattamento, sm. Bar- 
rati azionr, sf. Il barattare. Barattatore, 
sm. Barattatbjcr, sf. Chi o Che baratta. Ba- 
rattiere, Barattibro, sm. Barattirra, sf. 
Colui, Colei che baratta e rivende mercanziuo- 
le, e cose di poco pregio. Barate dò paròl. 
Barattar due parole, o Barate una pa- 
róla con 6n. Barattare due parole, o una 
parola con alcuno, famigliarmente vale Di- 
scorrere un poco con altri. (Fanfani). e Venga 
domani a trovarmi: le chiedo la carità di ba- 
rattare due parole con lei : due parole sole 
e mi spiccio. » (Giuliani). 

Barateli da oavàL CAVALLI VENDOLO , 
sm. Venditor di cavalli. V. Barate (barat- 
tiere). 

Baràtul. BARATTOLO, sm. Vaso da conser- 
ve e simili. 

Barbacàn. BARBACANE , sm. Parte della 
muraglia, fatta da basso a scarpa per fortezza 
dell'edilizio. V. TuròL 

Barbagian. BARBAGIANNI, sm. Uccello 
notturno. Strillare, Voce del barbagianni. 

Barbai. OCCHIBÀGUOLO , sm. Riverbero 
de' raggi del sole percotenti in un corpo lu- 
cido e tremulo. Un tale riverbero, sì quando 
è naturale, e sì quando è prodotto per giuoco 
mediante uno specchietto, si chiama dai Fio- 
rentini nel loro dialetto Solino o Colombina : 



mentre che i Lucchesi ed altri Toscani usano 
la locuzione Fare specchietto, o lo specchiet- 
to, o allo specchietto. A Napoli lo chiamano 
Palombella, cioè Piccola colomba. A Modena 
Spirito folletto. A Cremona, a Mantova, in 
Piemonte La véccia, cioè La vecchia. In Cor- 
sica, Lùcciola. In Romagnolo Spera, ecc. Ba- 
oliorb, sm. Subitaneo ed improviso splendore 
che abbaglia. 

Barbaréeoh. BARBERESCO, sm. Colui che 
custodisce i cavalli corridori, detti barberi; 
e II barbero stesso. 

Barbarisum i BARBARISMO, sm. Lo ira- 

Barbarite ) piegare voci o frasi affatto inu- 
sitate, o dare a voci dell* uso senso indebito e 
riprovevole. Barbarbggiarb, Barbarizza- 
re , vn. Parlare o Scrivere con barbarismi. 
Barbarie, sf. Crudeltà. Barbarità, sf. Qua- 
lità di ciò che ha del barbaro, del crudele. 

Barbén. MENTO, sm. La parte estrema del 
viso sotto la bocca. Oan barbén. Barbino sm. 
e agg. Cane col pelo lungo e ricciuto, detto an- 
che Barbone. Barbino, Barbbtto, sm. Pezzo 
di pannolino su cui si va nettando il rasojo 
nel far la barba. Barbuttb, sf. pi. Pizzi o 
Mazzetti di fiori che le donne si pongono sotto 
la tesa del cappello nella parte laterale del 
volto. 

Barber. BARBIERE, sm. Chi per mestiere ra- 
de la barba, e tonde o tosa i capelli. Barbikra, 
sf. Moglie del barbiere, o Douna che rade la 
barba. Barbieria , sf. Botega del barbiere. 
Fé e barber. Fare il barbiere , o simili , 
vale Esercitare l'arte, la professione, il me- 
stiere del barbiere, ecc. « Il Burchiello faceva 
il barbiere. » (La Giampaolaggine). 

Barbét. V. Barbén (mento). 

Barbata. CIMOLITE, sf. Terra da macchie. 

Barbiér, Barblr. V. Barber. 

Barbia. BARG1GI, sm. pi. Peli lunghi a fog- 
gia di mustacchi, ebe il gatto ha sul labro 
superiore lateralmente al naso. 

Barbój. BARBIGUONI, sm. pi. Duplicature 
protuberanti che hanno sotto la lingua i ca- 
valli. Bàrbule, sf. pi. Piccole escrescenze ros- 
sicce, le quali nascono al di dentro della man- 
dibola superiore del cavallo, ossia nel canale 
della bocca in faccia ai denti scaglioni. Bar- 
bój d'èóca. Barbe, Budella, sf. pL Fila- 
menti interiori delle zucche. Barbój de 
péna. Branchie, sf. pi. Parti del pesce com- 
poste di frange o filamenti che contengono dei 
vasi sanguigni, le quali sono situate ai fianchi 
del capo , e coperti da coperchj branchiali : 
dette parti servono alla respirazione. Barbói 
de gal, de cavrdn. Bargigli, Bargiglio- 
ni, sm. pi. Quella pelle rossa che pende sotto 
il becco ai galli ; o quella carne altresì che 
pende sotto il gozzo ai becchi; quest* ultima 
dicasi anche Tettola. 

Barbftn. BARBONE, sm. e agg. Chi o Che 
porta lunga barba. Barbuto, agg. Che ha 
barba. V. Barbén (oan barbén). V. Tre- 
gua. 

Barbò*. BARBOZZA, sl Labro inferiore del 
cavallo dove va il barbazzale. 



BAR 



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BA& 



Barbose!. BARBAZZALE, sta, Catenella che 

stringe Ja .barbosza del cavalla fisse del bar- 
bazzale, Stanghetta della briglia coi è attac- 
cato il barbazzale. Sbarbàzzarh, va. Dare 
strappate di barbazzale a cavalli e simili. 
Sbarbazzata, sf. Lo starnazzare. 

Barbujàna. BARBATA, BARBUTA , agg. 
Epiteto che nel dialetto romagnolo si da alla 
capra. 

Barbunsel. V. Barbosa!. 

Barbuti*, BARBUGLIARE, vn. Parlare in 
gola con parole interrotte. BarbottaRB, vn. 
Parlare confusamente Ora* denti. V, 8bar- 
butlé. 

Baroardl. BARCAIUOLO , BARCAROLO , 
sm. Chi governa la barca. Barcarola , sf. 
Canzone de' gondolieri di Venezia. 

Barche. BARCATA, sf. Il carico d' una barca, 
o Quanto può portare una barca. 

Barohég. BARCHEGGIO, sm. Lo andare delle 
barche dalla nave alla spiaggia per trasporti. 

Barehegé. BARCHEGGIARE, vn. Condur 
bene la barca, figurai Destreggiare,- Maneg- 
giarsi con destrezza. Temporeggiare. 

Barohèxt i BARCH1N0, sm. dina, di Barca. 

Barcfcì j Caccia del barchino, Maniera di 
cacciare per oooidere li uccelli aquatici, stando 
il cacciatore in un barchino, cioè in una pic- 
cola barchettina. (Gherardini). V. Tinaia. 

Baronéta, BARCHETTA, sf. Piccola barca. 
V, Bòrea. 

Baroòcla. V. Albicòoa. Barioòcla. 

Baroòole, V. Baraoòchel. 

Baroolé, V. Trabalé. 

Barcòn. BARCONE, sm. Barca grande per 
trasporto di mercanzie. V. Berch. Capanoli. 

Bardadùra. BARDATURA, sf. Tutti gii ar- 
nesi che servono per bardamentare un cavallo. 
V. Barde. . 

Bardassa. BARDASSA, eraC Ragazzo, Svia- 
tela, dim. Bardassvola. Bardassonb. pegg. 
Bardasaccio, Bardasonaccio. 

Bardaesàja. RAGAZZAGLIA, GIOVANA- 
GLIA, sf. Moltitudine di ragazzi, di giovani. 
Ragazzata, Ragazzeria, sf. Azione da ra- 
gazzi. 

BardaaaSn. RAGAZZACCIO, sm. V. Bar- 
dàssa 

Bardavèll. DANDE , sf. pi. Due falde, fer- 
mate una per parte di dietro a una larga la- 
scia che cinge la vita del bambino, per sor- 
reggerlo, onde si avvezzi a camminare da sé. 
Dande è voce Senese; Falde, Fiorentina ; Dan- 
dine, Milanese ; Redimila Napolitana; Stra- 
che, Piemontese; Lacci de* bambini, Pisto- 
iese, eoo. 

Barde. BARDAMENTARE, va. Guarnire di 
bardamento un cavallo, sellarlo, ecc. 

Bardela. BARDELLA, sf. Specie di sella con 
piccolo arcione dinanzi. Imbottitura che si 
conficca sotto l'arcione, perchè non offenda il 
dosso della cavalcatura, dim. Bardelletta. 
— Arcione, sm. In telaj atura o Ossatura di 
legno fatta a foggia d'arco, che fa parte della 
sella o del basto. Talora si piglia per tutta la 



sella. Bardbllarb, ra. Mettere la bardella ad 
una bestia da soma. 

Bardlèn. V. Bastona (fiaochetti). 

Bardlfin. BARDELLONE, ara. Bardella gran- 
de che si mette ai poledri, quando si comin- 
cia a domarli e scozzonarli. Sbardbllarb , 
va. Domare un poledro cavalcandolo col bar- 
dellone. Sbardbllatorr, sm. Chi sbardella 
un poledro. 

Barala. BARELLA, sf. Arnese di legno, piano, 
e di figura che tira al quadro; esso ha quattro 
manicai formati da due bastoni a guisa di 
stanghe, sopra cui sono confitte alcune tavole, 
da trasportare sassi, terra e simili. Le (avole 
confitte sopra i detti bastoni , si chiamano 
Staggi o Traverse. (Alberti, Vocab.) dim. 
Barbllbtta. accr. Barkllonr» — Barel- 
lare, va. Trasportare che che sia con barella. 

Barea. BARESE, sm. Sorta di tessuto. Ebbe 
origine in un villaggetto chiamato Auzons nella 
valle di Barrèges, da cui prese il nome. 

Baréton. BARITONO, sm. Voce tra il basso 
e il tenore. 11 cantante ohe ne eseguisce le parli. 

Bargaxnàsch. V. Bergamaaeh. 

Bargam$na. CARTAPECORA, sf. Una spe- 
zie di carta fatta per lo più di pelle di pe- 
cora per iscrivervi , o dipingervi : Si dice 
pure Pergamena, ma in sensi traslati, e di- 
cesi le dotte pergamene, cioè le dotte carte; 
et Pergamena i Titoli più antichi di nobiltà, 
perche su di esse si scrivevano e registravano. 
Pergamena, dicesi pure Quella carta o car- 
tone in forma di cartoccio di figura conica 
che copre il lino o simile sulla rocca , così 
detta perchè per lo più si fa di cartapecora. 
Vàoa bargaména. Mucca , sf. Sorta di 
vacca Svizzera che dà molto latte ; e gene- 
ralmente Vacca da latte ; e Vacca Berga- 
mina dicesi nell* uso , forse perchè le prime 
di tale specie ci vennero da Bergamo. 

Bargamota. BERGAMOTTA, sf. Frutto del 
bergamotto. Sorta d' agrume dalla cui scorca 
si estrae un" essenza odorosissima. Sorta di 
pera morbida e sugosa. 

Bargnòohel l BITORZO, BITORZOLO, sm. 

Bargnòola ! Quel rialto che sorge talora 

Bargnòoul / sopra la naturai superficie di 
che che sta. dim. Bitorzolbtto.— Bernoc- 
colo, sm. Bitorzolo. Enfialo - cagionato da 
percossa. Certo tumore delle piante cagionato 
per lo più dagl'insetti che vi s'annidano, 
dim. Bbrmoccolbtto , Bernoccoli no, — 
Nocchio, sm. Quella parte più dura del fusto 
dell' albero, indurita e gonfiata per la pullu- 
lazione dei rami. Nocchi si dicono ancora 
Certi quasi osserelli che si generano nelle 
frutte, e che le rendono in quelle parti dure, 
e meri piacevoli a mangiare. V. Tardi. V. 
Gtnòcla (corno)» 

Bargnuolòs. BERNOCCOLUTO, BITORZO- 
LUTO, agg. Che ha bernoccoli o bitorzoli. 
Bargòa. BARGOZZO , sm. Barca moho in 
uso Dell' Adriatico. 

Barione. BARRICARE, va. Impedire il passo 
a' nemici attraversando le vie con barili, carri, 
botti, tino volte o piene di terra, letame, al- 



BAR 



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beri ad altra, (analoghi) Abbarrare, Barra- 
re, Asserragliare. « Riconobbero di lì a 
poco che (gì Indiani) avevano barricate le 
«rade con alcune altre di amile palizzate , 
eoe. » (Corani). « Restringendosi dentro delle 
loro trincee, maggiormente si fortificavano t 
piantando gran quantità di legni , e barri- 
eando da ogni parte il ior campo. » (Pompei 
ni. PhiL) 

Baricheda. BARRICATA , ef. Impedimento 
qualunque per impedire il passo nelle strade 
ai nemici. 

Baricòcla. COCCOLA, sf. Nome generico 
delle bacche di alcuni alberi, dim. CooooLSff- 
ta. — Galla , sf. Escrescenza leggerissima 
di alcuni alberi ghiandiferi , simile a pallot- 
tola ; detta anche Gallozza, Gallozzola, Gal- 
luzza, come quelle delle querce e simili. 
Scoccolarb, va. Spogliare nn frutice delle 
sue coccole. 

BaricòcuX V. &lricòchel. 
Bariéra. BARRIERA , sf. Chiusa di sbarre. 
Oggi Apertura in capo alle strade delle citta 
morate, togliendone le porte, e sostituendovi 
cancelli di ferro. 

Barìl. CARRATELLO, sm. Botticella lunga 
e stretta, BAMOLiONB y am. Botte per riporre 
salami, o pesce in salamoja, in olio, ecc. dim. 
BARI8LIOKCYNO. — Babilozzo, Barilonb, 
sol Barile ad uso di tenervi polvere da can- 
none. « 1 Saoeai dettero cinque baritoni di 
polvere, le artiglierie promisero, ma non 
mandarono. » (Guerrazzi). 
Barila. BARILE , am. Vaso di legno per li- 
quidi , fatto a doghe , e cerchiato , di forma 
lunga, bistonda, ne* fondi piano, con bocca di 
sopra, nel meno rilevata. Quantità della ma- 
teria contenuta nel barile, dim. Bariletto, 
med. Barilotto, Barlozza. — Barilaio, 
sm. Chi fa o vende barili. Portator di barili. 
Barilotto, B arlotto, sm. Barile di mei- 
sana grandezza. Barilbtta, Barletta, sf. 
Picooiismmo barile da portare alla cintola 
per cammino. Barlbttajo, sm. Chi fa bar- 
lette. 

Barlra. Y. Bariéra. 

Bariaàna. BAGIANA, sf. Fava fresca sgra- 
nata, (nel dia!, romagn.) Fava ortolana in 
baccelli, ed anche sgranata. 
Bario i VETR1CIAJO, sm. Greto o Spon- 
Barleda \ da di fiume piena di vetrici. V. 
BróL 

Barléna. BERLINA, sf. Pena che giàdavasi 
a eerti colpevoli per aggravare la condanna 
col vitupero, esponendoli in luogo publico 
alla vista degli accorrenti , o per bando o 
con scritta significante la colpa che H mac- 
chiò. Mettere alla berlina, Schernire uno 
publicamente. Berlina è pure nome di giuo- 
co che ai fa per le Teglie. Gogna, sf. Collare 
di ferro stretto alla gola de* rei ohe venivano 
esposti in berlina; e dicesi anche al Luogo 
stesso dove si pone in berlina. 
Barléngh. V. Berléxzgh. 
Barlòoa. PARLANTINA, sf. Viva e smo- 
derata loquacità. Ave bOna barlòoa. Aver 



buona lingua in bocca, Essere bravo e epe- 
dito parlatore. Ave la barlòoa. Aver la 
sagratina, o la eagratoua, Plebeismo usato, 
parlando di fame, o vale, per antifrasi, gran- 
de, eccessiva. 

Barlùafata. TUFFETE, Voce che denota 
il suono di cosa che piomba subitamente in 
terra. V. Tùnf. 

BarnarOèl. V. Berxxardèl. Kandel. 

Barnérd. Barnardòn. V. OoéX 

BarzLÙa. V. Bernùa. 

Baròoh. BAROCCO, agg. Dicesi di Gusto 
strano, bissano. Argumento barocco, Cattivo 
raziocinio. Baroccume, am. Lavoro di gusto 
depravato. Qualità astratta delle cose barocche. 

Barófa. BARUFFA, sf. Azzuffamento di per- 
sone o bestie. Barabuffa, è più che baruffa, 
perchè suppone maggior scompiglio, e mag- 
gior numero di attori , e in cui per lo più 
si viene al sangue. Baruffare, va. Far ba- 
ruffa. Baruffrvolb , agg. Pronto a far ba- 
ratta, ad attaccar lite. 

Baròmeter. BAROMETRO, sm. Strumento 
che segna le variazioni continue delta pres- 
sione atmosferica , ossia che fa conoscere il 
peso dell'aria, e le sue variazioni. V. Ter> 
xnòmeter. 

fiaroa. BIRBONE, agg. Birbante, dim. Bir- 
boncello. V. Fùrb. 

Barónda i BARAONDA,sf. Unione di geo- 

Baróndla \ te che procede confusamente, e 
sens* ordine. Confusione di persone, o di cose. 
Luogo dove e' è sempre un grand' andare e 
venire, un gran frastuono, ecc. (uso e Giusti). 
V. Lié&da 

Baronéda. BARONATA , BRICCONATA , 
af. Azione da birbone, da briccone. Barone- 
ria, sf. Furfanteria. 

Baròsca. CAVAGNO , sm. Piccolo paniere 
di vimini , con coperchio , a foggia di quello 
in cui i cacciatori rinchiudono la civetta, re- 
candosi alla caccia, dove i ranajuoli rinchiu- 
dono i ranocchi , man mano che li pigliano. 

Bardala. V. Ciórla, 

Barato. BAROCCIO, am. Carretta piana a 
due ruote, dim. Barocciho, Baroccbllo. — 
Barocci ata, sf. Quanto sta in un aaroceio. 
V. Bróa. 

Barozài, Baroàànt. BAROCCI AJO, sm. 
Conduttore di baroocio. 

Baroàèn. BAROCC1NO , sm. dim. di Ba- 
roccio. 

Barsaglié, Bàrsài. V. Bersaglio, ecc. 

Baraàna. V. Barisàna. 

Barsò. V. Pergolén, 

Bartén. BERETT1NU, BERTINO, agg. Co- 
lore cenerognolo. Berrettino, sm. dim. di 
Berretto* V. Brét. 

BartinèT. V. Brét. 

BartinOzL V. Becaflarh. (bigione). 

Bartòo K BERRETTUCCIO , sm. dim. di 

Bartòoi ì Berretto. V. Brét. 

Bartòn. BERRETTONE , sm. Grande ber- 
retto. Il casco de* granatieri. 

Barufeaa. V. Bardfa. Abaruféss. 

Baruneda. V. Baroneda. 



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Barusòn. V. Brutta. 

Barsamèn. MARZAMINO, sm. MARZA- 
MINA, sf. Sorta di vitigno e di uva. 

Barselóta. BARZELETTA, sf. Facezia, cioè 
Arguzia ingegnosa e piacevole. Cosa non vera 
dotta per iscnerzo, e che non vuoisi prendere 
sul serio. Barzblbttarb, vn. Dir tartelette. 

Barilaia r i VERZIGOLA , sf. Serie di tre 

Barsìgula f bocce di uno stesso giocatore 
situate presso il pallino. V. Oróoa. 

Barsòo. BARDOTTO , sm. Muletto per uso 
del mulattiere. Chi tira la barca per aqna 
coli* alzaja. Ogni altro garzone. 

Basalésoh. BASILISCO, sm. Anfibio non 
velenoso che ha la coda lunga e squamosa, 
e alla nuca , sul dorso , e al principio della 
coda, una cresta in forma d* aletta. Oli anti- 
chi fecero di quest'animale un serpente fa- 
voloso, che dissero occidere con lo sguardo. 
Ave j'óo de basalésoh. Aver gli occhi 
di lince, cioè Vista acutissima. Bsaer aie 
vóst da e basaléaoh. figurat Essere ubria- 
co. V. Basélgh. 

Basaxnént. BACIAMENTO , sm. Il baciare. 
Basamento, Imbasambnto, sm. Quella parte 
del piedestallo che dal piano dell'edilizio si 
alza fino al tronco della colonna. Spezie di 
zoccolo continuato che serve di base a un 
edilìzio. 

Basoìà. PASCIÀ, sm. Titolo di dignità presso 
i Turchi, e governatore di provincia, o città. 

Bascula, voce frane. Stadera a leva. E di- 
cesi Stadera a ponte, o Ponte a bilico, quella 
rssa Stadera il cui piatto ó rappresentato 
un forte tavolato a fior di terra, capace 
di essere alquanto depresso dal peso dei Carri 
che vi si fermano sopra, onde ne vien solle- 
vato lo Stile, che penetra in attiguo stanzino, 
dove il publico Pesatore, trasportando il Ro- 
mano al giusto punto, dichiaro il peso lordo 
del carro e del carico , da farsene poi la 
Tara. (Carena). 

Base. BACIARE, va. Dar un bacio, de' baci, 
np. Darsi scambievolmente de' baci. sm. L'atto 
del baciare, e 11 bacio stesuo. Baciatorb, 
verb. m. Baciatricb , f. Chi o Che bacia. 
Ribaciare, va. Baciar di nuovo. Bacicchiarb, 
frequent. di Baciare. V. Sbasacé. Fonda- 
mente. Bea (base) e Bea. 

Basólgn \ BASILICO, sm. Pianta di odore 

Basélloh 1 assai aromatico , originaria delle 
Indie. 

Basén. V. Begh. 

Baal. V. Sbisl. 

Basa. BASSO, sm. Luogo basso e profondo. 
Profondità. Strumento musicale a corde come 
un grosso violino. La voce più profonda del 
canto, agg. Che ha poca altezza. Che non s' in- 
nalza sopra un oggetto pigliato per termine 
di paragone, di m. Bassetto, alquanto basso. 
Bassotto, agg. Piuttosto basso; eficesi di per- 
sona soltanto, superi. Bassissimo, avverb. Bas- 
samente. Parlar basso, Parlar piano. Voce 
bassa. Che poco si sente. Prezzo basso, Poco 
prezzo. Ora bassa, Ora tarda. Gente bassa , La 
plebe. Oro basso, Non perfetto. Al basso, Nella 



parte inferiore. Da basso, Dalla parte infe- 
riore. V. Imblss-Imbàss. 
Bàsaa. BASSURA, sf. Luogo più basso di 

Suelli coi quali è posto a paragone; opposto 
i Altura. Bassata, sf. Terreno di basso li- 
vello. Effetto dell'avvallamento del terreno. 
Ande a la bassa. Andare al chino, al di- 
chino, Venire al basso, Volgere al basso, 
Cominciare a impoverire. Andare a bassa, 
cioè ad umile, o abjetta condizione. 

Bassarlev. Baasarllv. V. Bassrlliév. 

Basséta. BASSETTA, sf. Sorta di giuoco di 
carte. 

Basse**. BASSEZZA, sf. Lo stato di ciò che 
è basso, figurat Viltà. Ignobilità di natali. 

Bassfónd. BASSOFONDO, sm. Parte di mare, 
o di lago, o simile, dove Taqua è più pro- 
fonda. 

Baasòt. BASSOTTO, agg. Di bassa statura. 

Bassrillev. BASSORILIEVO, sm. Lavoro di 
scultura che esce ben poco dal piano. Mbz- 
zoriubvo, sm. Quella sorta di scultura che 
non contiene alcuna figura interamente tonda, 
ma qualche parte solamente, rimanendo il re- 
stante appiccato al piano sul quale essa è io- 
tagliata, ed è un certo che di mezzo fra il 
bassorilievo, e le figure tonde, che si dicono 
di tutto rilievo. 

Bàst. BASTO, sm. Specie di sella che si mette 
a' giumenti per addattar loro la soma. Ba- 
stajo, Bastibrb, sm. Chi (a i basti. Imbu- 
stare, va. Mettere il basto agli animali da 
soma. Rimbastarb, va. Imbastare di nuovo. 
Sbastarb, va. Levare il basto. 

Basta. BASTA, SESSITURA, sf. RITREP- 
PIO, sm. Ripiegatura della sottana, che si fa 
per lo più alle vesti, fermandola col cucito, 
a fine di poterle allungare, od iscorciarle a 
misura del bisogno: se ne fanno molte nel ve- 
stito donnesco, anche per ornamento, dim. Ba- 
stona , Bastolina. — Basta, É termine di 
assoluta autorità, o strappato air impazienza. 
Basta Basta, É preghiera, è scongiuro di fi- 
nire ciò che annoja, od accora. Basta ohe, 
Purché. A ne bastonare, basta cne stù- 
gia. Non io bastonerò purché studj. V. Ixn- 
baatidùra. 

Bastant. BASTANTE, agg. Che basta, Suf- 
ficiente. 

BMtardàja, RAGAZZAGLIA, sf. RAGAZ- 
ZAME, sm. Moltitudine di ragazzi. Figli uo- 
lame, sm. Quantità notabile di figli, o di ra- 
gazzi. Bastardume, sm. Progenie bastarda. 

Bastarda*. RAGAZZACCIO, sm. Ragazzo di 
grosse membra, ben complesso. 

Bastardén. ESPOSTO, TROVATELLO, sm. 
e agg. Fanciullo esposto. Crbpundb, sf. pi. 
Segnali o Contrasegni che si mettono ai bam- 
bini esposti, per essere riconosciuti più tardi. 

Baste. BASTARE, vii. Essere sufficiente. Ba- 
star l'animo, Dar V animo. « Se vi basta 
l'animo, è sfida fatta all'altrui forza; Se vi dà 
l'animo , è sfida fatta all' altrui coraggio. » 
(Tommaseo). Bastabilb, agg. Che può ba- 
stare, Che deve bastare. Bastevole, agg. Suf- 
ficiente. Bastbvolicbntb, Babtantbmbntb, 



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arr. Sufficientemente, Abbastanza. Sopraba- 
stabb, Trabastarb, va. Essere più che ba- 
stante. 

Bastona. BASTINA, sf. Basto leggiero; e 
Basta, Bastina, sf. Basto da donna a sede- 
rino con predai lina. V. Béla. 
Bastérd. BASTARDO, sm. e agg. Nato d\ il- 
legittima anione. Tatto ciò che traligna, ter. 
X'c. Porca o Aiuola che non si può tirare 
lunghezza delle altre, allorché una presa 
di terra è più stretta dall' un de* capi. dira. 
Bastardbllo. accr. Bàstardonb. pegg. Ba- 

STARDACCIO. — BaST ARDIGIA , BASTARDAG- 

6i nb, sf. La condizione del bastardo. Bastar- 
dume, sm. Progenie bastarda. Rimessiticci 
superflui delle piante. Ibrido, Aggiunto di 
Animale o di Vegetabile proveniente da ani- 
mali o da vegetabili di specie diversa. Ba- 
st ardire, vn. Degenerare. V. Imbastardì. 
Bastardén. Ragasdl. 

Bastimènt. BASTIMENTO, sm. Nave d'o- 
gni genere, sia a vele, od a vapore. 

Bastdn. BASTONE, sm. Ramo d' albero ri- 
mondo, e per lo più rifondato, di varie lun- 
ghezze, e grossezze, figurai. Appoggio, Ajuto. 
nel pi. Quelli del cancello, del pojlajo , delle 
fascine, ecc. Uno dei quattro semi delle carte 
da giuoco, dim. Bastoncello, Bastoncino. 
meo. Basto nel lo, Bastoncetto. accr. Ba- 
stonaccio. — Batocchio, sm. Il bastone dei 
ciechi. Bordone, sm. 11 bastone de* pelegrini. 
Rocco, sm. Quello de* vescovi. Giannetta, 
sf. Quello degli Officiali della milizia. Alteri, 
sm. pi. Que lunghi bastoni con contrapesi 
ai due capi , che servono di bilancia ai fu* 
nambuli. Lituo, sm. Bastone dall' un de'capi 
ricurvo, che portavano gli Auguri. Compre 
o Vénder in a' e baetdn. Comprare o 
Vendere a eredito. Boston d'agóo. V. 
Bachét da oalaéta. 

Bastunadùra. BASTONATURA, sf. L'atto 
e L'effetto del bastonare. 

Bastone. BASTONARE, va. Percuotere con 
bastone; e sempl. Percuotere, np. Darsi scam- 
bievolmente bastonate. Bastonambnto , sm. 
Il bastonare. Bastonatorb, verb. m. Ba- 
sto natrice , f. Chi o Che bastona. Basto- 
natorb, sm. Chi sa maneggiare il bastone. 
Bastonata , sf. Percossa di bastone figurai. 
Danno, pregiudizio, dim. Bastonatina. — 
Ribastonare, va. Bastonar di nuovo. Ren- 
der bastonate. 

Baatunìr. V. Processiòn (ramarri). 

Bastunsén. BASTONCELLO, sm. Sottil ba- 
stone. Pasta cotta in forno a guisa di sottil 
bastone o di fuso, voc d' uso. Grissino , 
Semele. V. Chifel. 

Basvènter. BASSO VENTRE, ADDÒME, 
sm. Ventre inferiore. 

Bàt. V. Bach. 

Batàja. BATTAGLIA, sf. Fatto d'arme fra 
eserciti, figurai. Contrasto di pensieri , e di 
passioni, dim, Batt aglietta , Battaglio- 
la, Battaoliuzza. — Battagliare, vn. Far 
battaglia. Battagliata, sf. Atto della batta- 
glia. Battaglista, sm. Pittore di battaglie. 



Battagliere, agg. Inclinato a menar le mani, 
ad attaccar brighe, e battagliare anche in pa- 
role. Battagliatore, verb. m. Combattitore. 
Che fa battaglia. Belligerante, agg. In ista- 
to di guerra; dicesi di nazione, di popolo in 
istato attuale di guerra. Dàm e mi fon , 
dàm la mi pàja, ae nò, a farén batàja. 
Fare al soffio. Sorta di giuoco fanciullesco 
che si fa in due, dicendo l' uno: dammi il mio 
fieno; e l'altro: dammi la mia paglia; e il 
primo: se no, faremo battaglia: e ciò detto 
cominciano a soffiarsi fortemente nella faccia. 

Batajòn. BATTAGLIONE, sm. Parte di un 
reggimento composto di compagnie che va- 
riano in numero, secondo gli ordinamenti delle 
varie nazioni, o de'varj ministri della guerra. 
Batosta, sf. Forte contesa di parole. Rissa. 
A bataj5n. A bizeffe, locuz. awerb. Ab- 
bonden temen te, In gran copia. 

Satana. BARCOTTA, sf. Barca di mezzana 
ffrandezza. 

Bàtar i BATTERE, va. Picchiare: e assolut 

Bàter j Battere il grano, le biade; e Mandar 
la palla o il pallone. Battere moneta, Im- 
prontarla. Battere una via, Andare spesso 
per quella. Il battere del sole, li percuotere 
il sole co* suoi raggi. Battere il nemico, Su- 
perarlo. Battere una fortezza, Espugnarla. 
Battere la ritirata, Retrocedere. Bàter e 
cor. Trepidare, Temere con affanno. Bà- 
ter la tara, Pillare, Battere la terra con 
pillo, e Mazzerangare la terra, Batterla con 
mazzeranga. Bàter la tela, Colpeggiare, 
Battere e Ribattere il pettine contro il tessuto 
per dirizzare e serrare ciascun nuovo filo del 
ripieno. Bàter e bò, Tamburare, Dar col 
bastone sulla bestia macellata, onde l'aria con 
cui fu gonfiata, diffondendosi per tutto il corpo, 
ne stacchi la pelle dalla carne. Bàter e gran, 
Tribbiare, Battere il grano sull'aja con la trib- 
bia, e Battere semplicemente, se si batte col 
correggiato. Battimanuca, sm. Dicesi del 
Battere i contadini qualche poco di grano, 
avanti aJl'accommodar dell' aja, per farne pane 
e mangiarlo; il che si fa da taluni battendo 
colla forca sulle spighe de'covoni, quando fanno 
la bica; operazione che in gergo romagnolo 
chiamasi Ammazzare una biscia. Bàter e 
pel, Accordellare, Battere il pelo con corde 
per farne cappelli. Bàter el j*òr, Sonare 
le ore. Bàter e sghét, la falsa, Rimettere 
in taglio il falcetto, la falce. Rinsbgolare, 
va. Rifare i denti a meco di seghetto a una 
falce fienaja, e simili. Ribattere, va. Di nuo- 
vo battere. Ripercuotere. Battersi, np. Bat- 
tere se stesso. Venire alle mani, Far duello. 
Battersela, Partirsi in fretta. Strabattere, 
va. Fortemente battere. Trabatterb , va. 
Battere insieme due cose. V. Sbàter la lana. 

Batararéja. GAZZARRA, sf. Sparo di fuo- 
chi artificiali per allegrezza , come pure di 
mortaretti che fanno strepito grande e conti- 
nuato per un dato tempo. 

Bataréja. BATTERIA, sf. Quantità di can- 
noni disposti per battere il nemico , o una 
piazza: e semplicemente Un determinato nu- 



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mero di cannoni , artiglieri , carri e cavalli, 
figurat Gran quantità di che che aia: e Bau 
teria, Fila di lumi ani davanti del palco sce- 
nico. Soneria, sf. Il complesso di tutte quelle 
parti dell' orinolo che servono al mono deHe 
ore. 

Battuteli. V. Batisùda. 

BatcùL BATTICULO, sm. Armatura delle 
parti deretane. Per analog. Specie di giub- 
bone con falde che coprono appena le parti 
deretane. Sajotto , sm. Sajo con quarti , o 
falde corte. Accula ttarb , va. Far battere 
a taluno il deretano in terra, tenendolo pei 

E iedi e per le braccia. Acculattarsi , np. 
ar del culo in terra. Culattata, Culata, 
sf. Battuta di culo in terra. Ma zza culo, 
Mazziculo, sol Captandolo. V. Scanna- 
adi. 

Batdòr. BATTITORE, verb. m. BATTI- 
TR1CB, f. Chi o Che batte. Battiture, dicati 
al gioco della palla o pallone , Colui che è 
il primo a mandare in giuoco la palla o il 
pallone. 

Batdùr. TRIBBIA, af. Arnese di legno pen- 
sante, o di pietra, tirato da bovi o cavalli 
con cui si tribbia o batte il grano, e le biade 
suir aja. Trxbbiatojo , sm. Machina per 
iagranare frumento, riso e simili. Battitoia, 
Sbattitoja, sf. Legno quadro, spianato, con 
cui li stampatori pareggiano le forme dei 
caratteri, picchiandovi coi martello. 

Batdùra. BATTITURA , sf. Il battere delle 
biade , e La stagione nella quale si battono. 
Il battere a colpi replicati, tribbi atura, sf. 
Il battere il grano e simili colla tribbia. Trib- 
biata, sf. li tribbiare , o piuttosto L' azione 
terminata del tribbiare. Batterblla , sf. Il 
ribattere la paglia, mentre viene alzata scom- 
pigl latamente colla forca. Trama, sf. Ripib» 
no , sm. Le fila che servono per ripieno nel 
tessere. Tramare, va. Riempiere 1* ordito 
con la trama. 

Batéd. BATTELLO, sm. Nome generico dei 
piccoli navigli, specialmente de* fiumi, stagni, 
ecc. dim. Battbllbtto. — Battbllata, sf. 
Carico di un battello. Battelliere, Battel- 
lantb, sm. Conduttor di battello. 

Batèl, Batèla. V. Ciaoarèn, ecc. Tarn- 
pela. 

Batént. BATTENTE, sm. Parte dell' impo- 
sta d* uscio o di finestra che batte nello sti- 
pite , architrave o soglia, quando si serra. 
Battitojo, sui. Parte dello stipite, architrave 
o soglia, la quale è battuta dall'imposta, 
guando si chiude. Rialto , o Orlo della peri- 
feria delle ruote dalla banda di dentro, che 
ne impedisce lo sviamento nelle strade ferrate. 
Battitojo della campana, Quella maggior 
grossezza del lembo, contro la quale picchia 
il battaglio. 

Bàter. V. Bàtar. 

Bater so. V. Arabàter. 

Batòsta. Téla batòsta. Tela batista. Spe- 
zie di tela finissima di lino. 

Batèaum. BATTESIMO, sm. Il primo dei 
sette sacramenti della chiesa. Tenere a hot" 



teéimo, Esser compare. Battisterio, o Bat- 
tistero , o Battistbo , sm. Luogo dove si 
battezza. V. Ingòmbar. 

Battanoli. BATTIFIANCO, sm. Asse o Stan- 
ga che separa due posti nella stalla de* ca- 
valli ; ed è sospeso alla greppia, e a uno dei 
colonnini. V. Dumael. 

Batfdgn * BATTIFUOCO , FOCILE . AC- 

Batfùgb. t CI ARINO, sm. Strumento da orar 
fuoco dal la pietra focaja. 

Batibéclu BATTIBECCO , sm. voce d' uso 
commune per Contesa di parole , o Pettego- 
lezzo tra due o più persone per cosa di poco 
conto. (Fanfani). Ribecco, sm. Il rimbeccare. 
Ri «pondera altrui nel tenzonare , o qulstio- 
nare. 

Batlbói. BATTIBUGLIO, TAFFERUGLIO, 
sm. Contesa, Rissa, Soverchio rumore. Disor- 
dine. Parapiglia, sm Confusione rumorosa 
di persone. Buglione , sm. Moltitudine con- 
fusa di persone o di cose. Bcgliarb , vd. 
Far Duglia, np. Imbrogliarsi , Confondersi , 
agitandosi di troppo. 

Batiodr. BATTICUORE , sm. Palpitazione 
di cuore per paura, per timore, o per subì* 
taneo affetto. Battimento di cuore, Palpita- 
zione che viene prodotta piuttosto da gioia, 
o da aspettazione di cosa piacevole. (Zecchi- 
ni). 

Batifónd. TOCCAFONDO, sm. v. d'uso Par- 
tita di giuoco al biliardo, quando più persone 
entrano a vicenda, giocando però sempre 
ad uno contro quegli che tiene il giuoco. 

Batilan. BATTILANO, BATTlLANA, sm. 
Chi batte la lana. V. Mataraàer. 

Batllòr. RATTILORO, sm. Artefice che ri- 
duce T oro in foglia. Fi libri no , sm. Ferro 
a mano da tirar la gavetta, di cui fanno uso 
i battilòri. Scacciata, sf. Cartapecora o Mem- 
brana sottilissima tratta da intestini di bue, 
detta anche Pellicina , in cui mettesi I* oro 
per batterlo. Schinzarb, va. Tagliar Toro 
battuto. Carretto, sm. Strumento per riqua- 
drare T oro battuto. 

Batiman. BATTIMANO, sm. Applauso che 
si fa col battere le mani. 

Bat istori. V. Batesum. 

Batitòr. V. Batdòr. 

Batisùda j Con tali voci il vulgo intende, 

Batisudì } Batti Giuda, traditore di Cristo, 
o Batti i Giudei, perchè locrocefissero. Bat- 
tistebio, sm. dal verbo Battere. Il battere con 
istrepito. Nota. «Noi (Perugini) intendiamo per 
Battisterio lo strepito o bussare che far si 
suole la settimana santa dopo smorzata l'ul- 
tima candela nel divino offizio. (Gerardini). 
— Jl batter dell' offizio. Quel battere che si 
fa nelle nostre chiese con bacchette o altro in 
fine de* matutini nella settimana santa. Bat- 
titure, sf. pi. « Da lungo tempo io rammento 
Il secolo apparirmi simile all'uffizio detta set- 
timana santa dove al Unire di ogni salmo spen- 
gono un cero ; ed oscurata la chiesa si annun- 
ziano poi le tenebre con le battiture. » (Guer- 
razzi). 

Battana. V. Batilan. 



BAU 



_ 7 3- 



BAZ 



Baila (dal kt Blaterare, Ciarlare, Ciancia- 
re.) Ciarlare, vn. Parlare assai. Parlare va- 
namente e leggiermente. Ciarlata, Ciarle- 
ria, sf. Il ciarlare. Battolare , voce tose. 
Cianciare. Ciarlare. Battologìa, sf. Discorso 
prolisso e fuor dì proposito. Battologo, agg. 
Che parla fuor di proposito, e prolisso. * 
Batléda. V. 8oaxnpanléda. 
Batlén. TACCOLINO, sm. e agg. Chi o Che 
ciarla senza fondamento. V. Patlén. 
Batlerda, TAGLIERE, TAGLIERO, sm. Le- 
gno piatto sol quale si pesta lardo , carne e 
simili. 

Batlòn. BATTOLONE, sm. Ciarlone. 
Batmàia. BATTIMAZZA , sm. Chi bai* il 
ferro con la massa in ajuto del fabro, che lo 
batte ad un tempo col martello. 
Batòc 4 BATTAGLIO, BATTOCCHIO, sm. 
Battei j Ferro appeso entro le campane per 
farle sonare. Cattivello , sm. Ànsola , sf. 
An nello, entro la campana, coi s* appicca il 
battaglio. Pera, sf. Parte capocchinta del bat- 
taglio di noa campana. Truogolo, sm. Ri- 
cetto manto dentro il quale si stempera la 
terra da farne stoviglie. V. Vasca. Lavadùr. 
Batoss. V. Bota (botola). 
Batosta. BATOSTA, sf. Contesa di parole. 
Mischia. Rissa. Combattimento. Pericolo per 
lo più scampato. Batostarb, va. e vn. Far 
batosta. Battisoffia, BArnsoFFioLA,8f. Gran 
paura istantanea che produce ansia e batti- 
mento di cuore. 

Batpàll. BATTIPALLE, sm. Estremità gros- 
sa della bacchetta del focile. Calcatoio, sm. 
Arnese per calcare la carica ne 1 cannoni. 
Batpel. BATTIPALO, sm. Machina con ma- 
glio da battere i pali. 

Batràzn. BATTIRAME , sm. Chi lavora il 
rame battendolo. V. Ramér. 
Batù. BATTUTO, sm. Pavimento di frantumi 
di pietre incastrati in uno strato di smalto, 
o stucco. Carne battuta per far ripieno di 
vivande. Lardo e cipolla, o aglio e prezze- 
moli, o simili, battuti, che si fanno sonrigere 
io casseruola o simili, prima di mettervi carne, 
o pesce in umido. Intriso , sm. Mescuglio 
di più cose per far torte, cappelletti e simili. 
V. Pén (ripieno). V. Sofret. 
Batùda. BATTUTA , sf. Il battere. Percoti- 
mento. Misura di tempo nella musica. Strada 
frequentata. Parte interna delle mattonelle o 
sponde del biliardo contro alla quale battono 
le palle. Lati minori del biliardo dove si co- 
mincia il giuoco; e così al giuoco del pallone, 
dim. Battutblla. Battuta di polso. Il moto 
dell* arteria del polso. Battuta di livello. Lo 
appuntare dello scopo sulle biffe. Battuta, 
Battente, Battitoio, Queir involto di fogli di 
carta , ben compressi , con cui il maestro di 
cappella muove il tempo musicale, spartendo 
la battuta. Sto tòrt a la batùda. Perseve- 
rare, Non cedere, Non indietreggiare. Pic- 
chiata, sf. Colpo solenne. Lungo o forte pic- 
chiare. V. Oodóta d' la frósta. 
Batté. V. Badsé. 
Bau. V. Bù. 



Bavài. BAVAGLIO, sm. Tovagliolino. (Ca- 
rena). Pannolino che si mette al collo de* bam- 
bini per guardare i loro panni dalle brutture. 
Fazzoletto che adoperano gii scherani per tu- 
rare la bocca a coloro che assaltano, per im- 
pedire che gridino, dim. Bavaglino, Bava- 
glietto. V. Barbén (barbino). V. Scada! 
(sbarra). 

Bavàja i AQUERUGGIOLA , sf. Piogge- 

Bavajdla ( rella, ma di poca durata. 

Bavaréna. BAVERINA, sf. Ornamento fem- 
minile fatto di velo, di mussolina, o simili, 
che cade rovesciato intorno al collo. 

Bavarésa. BÀVERA, sf. Parte di abbiglia- 
mento donnesco che fa il giro del collo, e 
pende libera, scendendo a coprire intieramen- 
te le spalle e il petto; e se la bàvera è grande, 
e scende più in basso, dicesi Cardinola. 

Bavarùla. V. Bavàja. 

Bavèla. BAVELLA, sf. Filo che si trae dai 
bozzoli in caldaja, prima di cavarne la seta. 
Seta ordinaria stracciata. Tela di simil filato. 
Bavbllina, sf. Tela di bavella. Sinighella, 
sf. Spezie di seta d' infima qualità che per lo 
più si trae dai bacacci. 

Bavìa. BAVOSE, agg. Piene di bava; diceei 
delle labra del cane bracco. Nel dial. roma?, 
si usa sustantivamente Le bavose. V. Barboi 
de-péat. 

Bavól. BAULE , sf. Cassa da viaggio per ri- 

B>rvi vestimenta e simili, dim. Bauletto , 
aulino. Fé bavól. Far baule , Apparec- 
chiarsi a partire. Fé e bavól. Far il baule, 
Disporvi la roba da portare io viaggio. Vlasé 
a un d* un bavól. Andar vitello, e tornar 
bue, dicesi di Chi non ricava alcun profitto 
dal viaggiare. D' sfé e bavól. Sbaularb , 
va. Disfare il baule. Cavarne la roba. 

BavGn. BAVOSO, agg. Che ha bava. Pien di 
bava, superi. Bavosissimo. — Bavosamente, 
aw. Bagnando, o Sporcando con bava. 

Bavóta. V. Bavùta. 

Bavùlén. FORZIER1NO, sm. Cassetta di le- 

fno o di ferro per riporvi denaro, o altre cose 
t pregio. Forzibrinajo, sm. Chi fa forzieri». 

Bavùta. BAUTTA , sf. Spezie di maschera 
veneziana. Mantello con cappuccio a uso di 
maschera. 

Bàs. V. Anneri da bigat. 

Bàia. BAZZA, sf. Buona fortuna. 8té lon- 
tan al bàs. Guardarsi dai patti grassi, 
cioè troppo vantaggiosi, perchè, se fossero tali, 
li terrebbe per sé quegli che li offre. V. Bot- 
ala (bazza). 

Basana. BAZZANA, sf. Pelle conciata, e mor- 
bida di castrato. V. Baritina. 

Basar. BAZARRO, sm. Mercato , Emporio , 
cioè Piazza o Luogo dove abonda ogni mer- 
canzia; ed anche Compera o Cambio di mer- 
canzie. Bazarrarb, va. Comprare o Vendere 
o Barattare mercanzie. 

Baségol. BAZZEGOLE, BAZZICATURE, 
sf. pi. Coserelle di poco valore e pregio. 

Batel. V. Corneo. 

Baséna. V. Bégh. 



10 



BCH 



-?4- 



BDO 



Baslga. BAZZICA, tf. Specie di giuoco dì 
carte. V. Baaigòt. 

Baaighé. BAZZICARE, vn. Conversare, Pra- 
ticare, Usare in qualche luogo; ed ha senso, 
se non cattivo, almeno non affatto buona Baz- 
zica, sm. Chi bazzica in casa d'altri. 

BasigOn i BAZZ1COTTO, sm. Tre carte u- 

Baiigòt ) guali al giuoco della bazsica, che 
è buon punto, e conta sette. Bazzioottonb, 
sm. Quattro carte uguali al detto giuoco , 
e contano quattordici. Pantbaccolone, sm. 
Chi nel detto giuoco ha in mano sette carte 
andanti dall'uno sino al sette. 

Basii. BACILE, sm. Sorta di vassojo per met- 
tervi dentro frutta, dolci, ecc. Bacile, Bacino, 
sm. Quel vaso di terra o di metallo di cui sep» 
vonsi i barbieri per insaponare la barba con 
la mano, quando ciò non fassi col pennello. 
V. Caden. 

Basile. V. Vaàilè (nel figurato). 

Baiinét. BACINETTO, sm. Parte del focile 
ora in disuso. 

Baaògn t BAZZOTTO , agg. Tra sodo e te- 

Baaòt i nero ; e communemente si dice 
d'uovo. Soppasso, agg. Tra passo e fresco. 
Vbrdbmbzzo, agg. Aggiunto di grano o di 
biada, o di cacio che sia tra verde o tra fre- 
sco e secco. Verdbsecco, agg. Mezzo secco. 
V. Araznoas. Impassi. Abalose agg. 

Baaurlòn. BACQCCONE, sm. e agg. Scioc- 
cone. Gianfrullone, 

Baàurlòna. BADERLA, sf. Femina sciocca 
che si balocchi. 

Bcadùra. BEZZICATURA, sf. Il bezzicare, 
cioè Percuotere col becco. Ferita o margine 
che resta nel bezzicare. Bezzicata, Beccata, 
sf. Colpo di becco, dim. Beccati na, Becca- 
teli^. 

Boaréjai BECCHERIA, sf. Botega dove si 

Boari [ vende la carne delle bestie macel- 
late; e direbbesi propriamente, parlando di 
animali pecorini e caprini (da becco.) Macel- 
leria, sf. Botega ove si vende a dettaglio la 
carne delle bestie grosse. V. Bchér. 

Bcaàe i BECCUCCI ARE, va. Andar beccando. 

Bebé 1 Beccare leggermente. Beccare, va. 
Prendere il cibo col becco. Beccarti il cer- 
vello. Fantasticare, Bezzicare, va. Ferire 
col becco, np. Darsi vicendevolmente di becco, 
figurat. Dicesi di Persone che garriscono fra 
loro. Appinzare, va. Pungere, Punzecchiare, 
proprio delle vespe, zanzare, e simili. Becca- 
mento , sm. Il beccare. Beccata , sf. Quel 
tanto di cibo che piglia in una volta l' uccello 
col becco. Becchime, sm. Ciò che si dà a 
mangiare ai volatili. Bobe 1* ària Piccare, 
vn. Essere V aria acutamente fredda. Ribec- 
care, va. Beccare di nuovo. 

Bchér. BECCA JO , BECCARO , sm. Macel- 
latore di quadrupedi ; ma propriamente saria 
Colui che macella esclusivamente becchi e 
castrati, nell'uso Colui che vende carne ma- 
cellata. Beccaja , sf. Moglie del beccajo , o 
Che vende carne come il beccaio. Strascino, 
sm. Sorta di beccajo vilissimo che vende carne 
per le vie, senza tener botega. 



Boón. BOCCONE, sm. Quantità di cibo preso 
in bocca in una volta. Pillola medicinale da 
doversi inghiottire in una volta, figurat Pel- 
inolo di che che sia. dim. Bocooncello, 
Bocgoncbtto, Bocconcino. — Bolo , sm. 11 
boccone di cibo masticato, e che si trangugia. 
Abbqcconarb, va. Partire, Fare a bocconi. 
A bedn. A bocconi, In modo simile a boc- 
coni. Boccone o Bocconi, aw. Con la bocca 
verso la terra o sopra la terra; e conseguen- 
temente ancora Con la pancia verso la terra 
o sopra la terra. A boccone , lo stesso che 
Boccone , Bocconi. « Dalla seggiola ei poi 
presso alla ruota A boccon sdruciolò proso 
in^L polve. » (Salvini). A péa e bcòn. A 
petti e bocconi, locus. avverb. significante 
quasi lo stesso che A spizzico, A poco per 
volta» Tó a boOn. Prendere o Pigliare il 
boccone, figurat. Lasciarsi corrompere coro- 
nativi. « In somma voi siete stato fatto a posta 
per contradirmi; eh* avete preso il boccone, 
eh f » (Fagiuoli). De e bcòn. Dar la pai' 
mata, Donare per ottenere una cosa ingiu- 
stamente. Bcdn bruntló un ha mài a- 
fughe nissùn. Boccone rimproverato non 
affopò mai ninno, e vale II beneficio non si 
toglie per rimproverarlo. Boòn de vergo- 
gne*, Creanza, sf. Qualche cosa che si la- 
scia nel piatto. « Costei , vede , divora tutto 
a tavola , anco in faccia ai signori ; almeno 
lasciasse le creanze, » (Giuliani). Esca, sf. 
Cibo con che si ricopre l'amo per pigliar 
pesci. V. Magalo?. Imbeeheda. 

Boune. BOCCATA , sf. Tanta materia per 
quanto si pnò in una volta tener in bocca. 
V. aule, Sòr*. 

Bdàgna. V. Pdàgna. 

Bdalera, Bdalìra. V. Pdalìra. 

Bdàna. V. Pdàna. 

Bdéo. V. Vdéo. 

Bdéda. V. Pedéda. 

Bdel. V. Pdél. 

Bdèn. CALCIO , sm. Piede dell' archibugio. 
Calciata, sf. Colpo dato col calcio dell'ar- 
chibugio. « E a forza di spintoni, e di cal- 
ciate ài schioppo, sei cacciano innanzi.» (Bre- 
sciani). 

Bdéna. V. Pdéna. 

Bdòo l PIDOCCHIO, sm. Pedocchio trae 

Bdòoi ) meglio dal piadre suo latino Pedi- 
culus. (Gherardini). Insetto parasito che na- 
sce addosso agli animali, e specialmente in 
capo ai fanciulli, e alle persone sucide. dim. 
Pidocchietto, Pidocchino, pepg. Pidoc- 
chiaccio. Bdòo arfàt. Pidocchio rivestito. 
Chi da misera condizione sia divenuto ricco. 
Villan rifatto. Chi da basso stato, risorto 
a miglior condizione, sdegna ogni altra per- 
sona. Cavéss d'in ti bdòo, Uscir de'cenci, 
Migliorare stato. Scorticare il pidocchio, 
Essere avidissimo di guadagno. Vena bdu- 
olna, Morbo pedicufare, che consiste nella 
moltiplicazione straordinaria di pidocchi. V. 
Genden. Polen. Vdéo. 

Bdociòs. PIDOCCHIOSO , agg. Pieno di pi- 
docchi. Cencioso, 



fiBC 



-75- 



BfiL 



Bddl i PIOPPO, am. PIOPPA , tf. Albero 
Bdòla | infruttifero , di alto fusto che ama 
i luoghi umidi e paludosi. Bdòla araipes- 
sèna. Pioppo tiberino, o cipressino, ad 
luche Cipressino , Specie di pioppo che è 
indigeno dell* Italia. Pioppaja , si. Piantata 
di pioppi. Serie di pioppi. « Si pongono (io 
mano) le otmaie e pioppaie. » (Lastri agrie.) 
« Aliene io collina, non che nelle valli, a* in- 
contrano di belle pioppaje. » (id.) Appiop- 



pasi, va. Piantare un terreno a pioppi. 

., sf. Qu 
i \ di pidocchi, Agi 
estrema. 



Bduciaréja \ PIDOCCHIERIA, sf. Quantità 
fiduciari \ di pidocchi, figurai. Avarizia 



Bdolén. GEMMA , sf. Quei primo occhio o 
gemma viscosa che mettono i pioppi. Piop- 
peti, Pioppeto , sm. pi Funghi nascenti al 
piede de* pioppi: diconsi anche Alberini, 

Bduler i PIOPPAJA, sf. PIOPPETO, 

Bdulara ì sm. Luogo piantato di pioppi. 
Serie di pioppi. 

Be. V. Bevar. 

Bè. BÉ, BELATO , sm. Voce della pecora e 
simili. 

Bébita. V. Bibita. 

Béea. BERTA, sf. BATTIPALO, sm. Ma- 
china con maglio da battere i pali. Battipalo 
a braccia. Maglio da battere i pali per con- 
ficcarli nel terreno, il quale è composto di un 
ceppo di legno, il più delle volte cilindrico, 
sulla coi superficie tonda sono inchiodati , o 
fitti tre o quattro manichi nella dirittura del- 
l'asse del ceppo, e coi quali alquanti uomini 

10 sollevano, e lo lasciano cadere sui palo che 
si vuol affondare. Mazzacastbllo, Gatto, 
sm. Ingegno o Machina da affondar pali, com- 

Cdi pianta, e due ritti io cui è iucaaa- 
I pestone o ceppo, che anche dicesi Gatto, 

Becaftgh. BECCAFICO, sm. Uccelletto di 
delicato sapore, che passa al tempo de* fichi. 
Bigioni, sm. Beccafico cenerizio, alquanto più 
grosso degli altri. Bbccaficata, sf. Scorpac- 
ciata di beccafichi. Bbccapicidio , sm. Ucci- 
sione di beccafichi. (Zanotto, Vocab. Metod.) 

Beoalà. V. Bacala. 

Beoamòrt. BECC AMORTO, BECCAMOR- 
TI , BECCHINO , sm. Colui che sotterra i 
morti. 

Becààa. BECCACCIA, sf. Uccello migratorio, 
di color simile alla starna, con becco sottilis- 
simo e lungo. Acceqgià, sf. Sorta di beccac- 
cia; ed anche Beccaccia. 

Becaaòn. V. Plaaoarén. 

Bèch. BECCO, sm. Parte ossea appuntata per 
cui prendono cibo li uccelli, dim. Becchetto, 
Beccuccio, pegg. Bbccaccio. — Rostro, sm. 

11 becco forte e adunco degli uccelli di rapina. 
Béco, BECCO, sm. Capro, Il maschio della 

capra, d'un. Bbccarbllo, Bbcchebbllo, Bec- 
catello, aecr. Bbccone. pegg. Bbccaccio. 
V. Baca. PilOn (pestone). 

Beche. V. Bohe, 

Béchfutreat. MONELLO, sm. Baronoello, 
Ragazzetto vispo ed accorto, dim. Monbl- 
ujcoo. Pei d'béohfutréat Bastbaccone, 



sm. e agg. Uomo grande , ben tarchiato e 
forzato. 

Bada. BADA, sf. Il badare. Indugio vano ; ma 
non si usa che avverbialmente , come Stare a 
bada, Trattenersi per lo più a trastullo , a 
perdita di tempo, tenere a bada, Ritardare 
ooo dai suo pensiero , da un* intrapresa, acc 
V. Badarèla, 

Badia, V. Berbabiadla, 

Befana. BEFANA, sf.. Fantoccio di cenci che 
si porta attorno alta metà di quaresima in al- 
cuni paesi, e si espone al publico ripieno e 
carico di frutti eeochi e simili, e che infine si 
rompe, e si dispensano i detti frutti ali* oc- 
corsa popolazione; tocche dicesi volgarmente 
Sega/cocchia, pegg. Bbpanaccia. — Bbfanb- 
sco. agg. Di befana. 

Befe a k BEFFARE, va. Mettere in ischerzo 

Bafage ( il male, o il difetto altrui, op. Non 
curarsi. Farsi beffe. Bbffbooìabb, va. Beffare 
ripetutamente. Beffa, sf. Scherno amaro. 
Bbffbooiambnto, sm. Derisione. Bbfpato- 
bb, Bbffboqutqrb. verb. m. Bbffatbjcb, 
Bbffbooiatbicb, f. Chi o Che fa beffe. Bef- 
fando , sm. a agg. Chi o Che beffa. Sbbb- 
tabb, va. Dar la berta, e vi si unisce sempre 
l' idea di sprezzo. Sberteggiar*, va. Ripetu- 
tamente sbertare. Sbbrto, sm. Beffa. Scherno. 
Fare tino sberto, Burlarsi di persona o di 
cosa con atti. V. Sbefege. 

BexoL V. Bach. 

Bega. BEGA, sf. Briga, Impiccia Contrasto. 

Bégh. BACÌO, sm. Piaggia voltata a tramon- 
tana, agg. Che ò volto a tramontana; dicesi 
di sito. — A bacIo, tocuz. avv. Posto a tra- 
montana ove non batte il sole. 

Beghina. BEGHINA, sf. Pinsocchera. Donna 
superstiziosamente devota. 

Begli*. BegliOn. V. Balia, eoe. 

BéglU. V. BiglU. BU (bile). 

Begnamén. BENIAMINO, sm. Figlio predi- 
letto de* genitori. Essere il beniamino, Es- 
sere il prediletto, il cucco. 

Béib. V. Bèlo. 

Beja. BEARE, va. Far beato, Empiere di ogni 
contentezza, no. Provare soddisfazione vivis- 
sima io che eoe sia. 

Bejét. BEATO, agg. Che è soddisfatto ap- 
pieno del suo stato, superi. Beatissimo. — sm. 
Non ancora canonizzato. Beatone, sm. Bba- 
tona, sf. Bacchettone, Bacchettona. 

Bel. BELLO, sm. Ciò che è bello. Bellezza. Io 
linguaggio di belle arti, di letteratura , ecc. 
per Bello s* intende Tutto ciò che innalza 
l'anima, e la inonda cosi di diletto, come d'am- 
mirazione. Damerino. Zerbino, agg. « Quella 
cosa dice l' uomo esser bella, cui le parti de- 
bitamente rispondono, perchè dalla loro ar- 
monia resulta piacimento; onde pare l' uomo 
esser bello quando le sue membra debitamente 
rispondono; e dicano bello il canto quanto le 
voci di quello, secondo debito dell'arte, sono 
intra sé rispondenti. » (Dante, Con?.) dim. 
Bellino, Belletto, med. Belluccjo. superi. 
Bellissimo, acor. Bellone. — Bello e, s' in- 
nesta pure in altri costrutti per accrescer forza 



BEL 



-76 - 



BEN 



al concetto, e piglia diversi valori dall'occa- 
sione in che viene adoperato. « Noi avemo 
l'uovo belVe mondo, e la gallina beli* e cotta, 
e non avemo se non a mangiare. » (Fra Gior- 
dano). — « Ma in buona fé ai V avete beli' e 
trovata; e per mia fé anche voi conoscete i 
cavalli alle selle, come me. » (Berni). Ande 
bèi bèi, Andare pianamente, adagio. « An- 
davano bel bello, senta volersi straccare. » 
E, Andare bel bello, si dice anche 11 proce- 
dere quietamente, con cautela, con riguardo. 
(Crusca). — Ave bèi di, bèi fé. Aver bel 
dire, bel fare. Locus. con cui si accenna V i- 
nutilità del dire o del fare alcuna cosa. « Il 
povero Petrarca ha bel dire e bello sperare, 
quando dice nel suo sonetto* proemiale: Ove 
sia chi per prova intenda amore , Spero 
trovar pietà, non che perdono; poiché non 
l'ottiene. » (Salvini). Bello per Occasione. 
« Alia la spada, e quando vede il bello, Tira 
un fendente. » (Ariosto). Fesa bèi. Imbel- 
lire, vn. Farsi bello pel naturale sviluppo 
delle forme, pe' bei colori, per quella giusta 
misura delle carni che coprono e vestono lo 
scheletro. Abbbllarsi, np. Farsi bello delle 
spoglie attrai, come d'idee, di pensieri, ecc. 
Rimbellire, vn. Ridivenir bello. B bèi l'è. 
Il bello si è. Maniera di dire equivalente a 
Ciò che v'ha d'importante, o di curioso, o 
di piacevole, o di ridicolo, e simili in che che 
sia. « Ma il bello si è che il prefato autore.... 
così scritto lasciò. » (Bertini). 

Bòia. BELLA, sf. Donna amata. 

Belb. BALBO, sm. e agg. Chi o Che balbetta, 
Che balbutisce moltiplicando le labiali a spro- 
posito, e non può parlare speditamente per 
impedimento di lingua: ma Balbo significa il 
difetto naturale, e Balbuziente la manifesta- 
zione in atto di esso difetto. Balbuzie, sf. Di- 
fetto di pronunzia. Balbettatorb, verb. m. 
Balbettatrice, f. Chi o Che balbetta. Bar- 
bogio, agg. Balbettante per vecchiezza. Bleso, 
agg. Che non può pronunziare schiette certe 
consonanti, p. es. V erre, V esse. Bisciolo, 
Bioecio, agg. Che per difetto di denti non può 
ben parlare, e difetta di pronunzia nel con- 
corso di quelle consonanti specialmente che 
a* appoggiano ai denti inferiori. (Meini). V. 
Sbarbutlé. 

Belch. V. Pélch. 

Belecòt. V. Codghi. 

Belia. BALIA, sf. Colei che, salariata, allatta 
i figli altrui; e finisce ogni sua cura quando 

Suesti sono spoppati, accr. Baliona. pegg. 
ialiaccia. — Nutrice, sf. Quella che dopo 
aver allattato il bambino, gli continua le cure 
sue, finché bamboleggia: anticamente le nu- 
trici erano ciò che oggi le governanti, le aje. 
Antibalia, sf. Balia supplente. V. Marnarla. 
Baliàtioh. 

Belion. BALIO, sm. Marito della balia. Oste- 
tricante. 

Belranà. V. Furaverd. 

Belsum. BÀLSAMO, sm. Sostanza resinosa, 
o sughi più o meno liquidi provenienti dadi- 
verse piante, i quali stillano a goccia a goccia 



dagli alberi naturalmente , o per via d* inci- 
sioni. I balsami sono altri naturali, altri far- 
maceutici o artificiali. Balsamico, agg. Che 
sa di balsamo , od ha qualità del balsamo. 
Balsahino, sm. Albero che dà il balsamo 
orientale. 

Beltà. BALTA, sf. Spinta dall'alto. Dare la 
balta. Ribaltare, Precipitare, figurai. Sciu- 
pare, Dar fondo. 

Belumòr. BELLUMORE, BELL' UMORE, 
sm. Uomo allegro e faceto, o capriccioso, o 
caparbio. 

Beluvdè. BELVEDERE, sm. Altura o Luo- 

fo da cui si gode bella veduta, e che in città 
una loggia in cima alle case. 

Bela. BALZO, sm. Rialzamento della palla, 
o simile percossa in terra, dim. Balzetto, 
Balzello. — Balzo, sm. Luogo scosceso, nel 
pi. Cinture con le quali si attaccano alle an- 
tenne, e si sostengono in aria i marinari per 
farne eoa sicurezza i servigi neoessarj : e di 
qui forse Béla, Legaccio formato di corda o 
di paglia con che i contadini legano i covoni 
del grano , e che dicesi Stroppa o Ritorta, 
se è di vermena verde attortigliata. Se vèn 
la pala a e bela. Se la palla bolsa, cioè 
Se viene l'occasione. 

Belia. BALZA, sf. Luogo di monte scosceso. 
L'estrema parte della veste ferii ini le. Ceppo, 
sm. Strumento di ferro con cui si legano i 
piedi ai condannati. Pastoja, sf. Ceppo o Fu- 
ne con che si legano i piedi ai bovini, o si- 
mili acciò, pasturando* non possano correre a 
lor talento. V. Ixnbals». 

Bómba. V. Pania. Butrlga. 

Bomboli. BEMBE, Voce troncata di Bene be- 
ne, e vale lo stesso, ma per lo più ironica- 
mente. 

Ben. BENE, sm. Tanto in senso morale, quanto 
fisico si dice di Ciò che è utile, buono, aggra- 
devole, figurat L' Oggetto che forma il nostro 
bene. L'oggetto da cui' dipende la nostra fe- 
licità, nel pi. Ricchezze, Onori, Cariche, av- 
vero. Giustamente. Rettamente. Per appunto, 
dim. Benino, accr. Benone, superi. Benis- 
simo. J>* là da ben. Di là da bene, locuz. 
avv. Più che bene, Ottimamente. « Tolto vìa 
questo stimolo, le altre cose sarebbero pas- 
sate di là da bene. » (Firenzuola). — Bene, 
particel. affermativa, vale lo stesso che Bensì, 
Si bene. « Non aveva altri figliuoli, che una 
figliuola naturale; aveva bene molti nipoti nati 
di Messer Piero, ecc. (Machiavelli). Di e su 
ben, Dire il ben suo. « Senza dire il ben 
nostro, e un Gesù Maria, non s'esce mai di 
casa. » (Bresciani). 

Benànoh. BENANCHE, avv. Ancora. 

Bena8sà l ASSAI, avv. Molto, superi. As- 

Benassé ) sai^simo. Buondato, sm. Molto. 
Assai. Buona quantità. In buon dato, locoz. 
aw. Abbondantemente. 

Benavìs. BENEVISO, agg. Accetto. Gradito. 

Benché. BENCHÉ, avv. Quantunque, An- 
corché. 

Benda. BENDA, sf. Fascia da coprire li oc- 
chi perchè altri non veda. Quella fascia che 



BEN 



— 77 — 



BER 



portano in fronte le monache. (Ctoni), dim. 

fiBNDBLLA, BbNDARELLA. — BlNDA, sf. CR1CO, 

no. Machina a mota e asta dentata per sol- 
levar pesi, e specialmente per sollevare le sale 
de'carri, ancorché carichi, dove occorra ac- 
commodare una ruota, ecc. 

Bende. BENDABE, va. Coprir gli occhi con 
benda. Bendatura, sf. Il bendare. Sbendare, 
va. Togliere la benda. 

Bendót. BENEDETTO , aro. Che avuto la 
benedizione. Grandemente desiderato, ironi- 
cam. Per Cosa che dà noja: queste benedette 
seccature, ecc. sm. Mal caduco. Purgante la 
cui operazione è blanda. 

Bendi. BENEDIRE, va. Compartir la bene- 
dixione. Benedire una cosa ad alcuno, Dar- 
gliela volentieri. Andéas a fé bendi. Morire. 
Andare in mina. Partire. Bbnbditorb, verb. 
m. Bbnbditricb, f. Chi o Che benedice. Ri- 
bbnbdirb, va. D| nuovo benedire. Benedi- 
zione, sf. L' atto di benedire. 

Bendòn. BENDONE , sm. Striscia pendente 
da mitre, cuffie ecc. Checché si applichi e 
stia pendente da alcuna parte delle vesti. 

Benedét. Benedi, ecc. V. Bendét, ecc. 

Benefatór. BENEFATTORE, verb. m. BE- 
NEFATTRICE, f. Chi o Che fa bene altrui, 
Che benefica. 

Beneféài i BENEFICIO , BENEFIZIO, sm. 
Beneflii } Servìgio che si presta altrui senza 
interesse. Favore , Grazia , Privilegio. Titolo 
o Rendita ecclesiastica. Beneficio del corpo, 
Scarica naturale del ventre, dim. Benbfi- 
currro, Bbnkficiuolo , Bbneficiotto. accr. 
Bbnbficionb. 

Benenohé. BENEFICARE, va. Far benefizio. 
Far del bene direttamente a qualcuno. Bene- 
ficiato, agg. Quegli cui fu reso un beneficio. 
Bbneficatorb , verb. m. Benepicatricb, f. 
Chi o Che benefica. Beneficenza , sf. Il far 
bene altrui, Il beneficare. 

Benefit!. V. Beneféài. 

Benefisié. BENEFICIATO , sm. e agg. Chi 
o Che gode un beneficio ecclesiastico. Bene- 
ficiario. Beneficiale, agg. Che appartiene a 
beneficio ecclesiastico. 

Benespèas. BENE SPESSO, o BEN ESPES- 
SO, avverb. che mercé della particella Bene 
accresce forza al semplice Spesso, ed equi- 
vale a Molto spesso, « Per non volére come 
fanno i grandi uomini bene spesso, il loro 
errore confessare. » (Varchi). 

Benéaaer. BENESSERE , e BEN o BENE 
ESSERE, sm. Stato quasi perfetto di salute 
unito al sentimento della propria sodisfa- 
xione. 

Benéasmn. BENISSIMO, superi, di Bene. 
Molto bene. 

Benestante BENESTANTE , ABBIENTE , 
sm. Chi ha da vivere con agiatezza non solo, 
ma anche tranquillamente , parlando d' inte- 
ressi: il ricco può avere beni maggiori, ma 
ipotecati, ma esser carico di debiti. Bbnbva- 
lente, Benportante, agg. Sano, Prospero. 
Benevolènza. BENEVOLENZA, BENE- 
V0QL1ENZA, sf. Quasi affezione. Quel sen- 



timento che fa volere i! bene altrui. Bene- 
volentemente, avv. Con benevolenza. Be- 
nevolo , Benevolente , agg. Che desidera 
il bene altrui, saperi. Benevolissimo. 

Benfàt. BENFATTO, agg. Ben formato. Pro- 
porzionato. Bbn efatto, sm. Azione bella. 
Beneficio. 

Benflnlda. V. Bandida (de* muratori, ecc.) 

Benfórmé. Ben formato. V. Benfàt. 

Benintenaione. BENINTENZIONATO, agg. 
Di buone intenzioni. 

Benintè». BENINTESO, agg. Dicesi di La- 
voro ben ideato, iu cui nelle parti e nel rotto 
si riconoscono le debite proprietà. Ben insie- 
me, avv. usato sostanti v. L' essere ogni parte 
del tutto nel proprio posto. V. Purché. 

Benlavore. BENLAVORATO, agg. Eseguito 
a perfezione. 

Benmonté. BENMONTATO , agg. Ben ve- 
stito. Ben fornito. Che ha buona cavalcatura. 

Bennéd. BENNATO, agg. Di buona e civile 
famiglia. 

BenOne. BENONE , avv. Benissimo. Molto 
bene. 

Benprést. BENPRESTO, avv. Presto, Pre- 
stissimo. 

Benservi. BENSERVITO, sm. Licenza che 
si da altrui per iscrittura, con attestazione 
di buon servizio ricevuto. Paga che si dà a 
titolo di buon servizio prestato. Pensione. 
Licenza, Commiato. Bbnsbrvirb, va. Servire 
con diligenza e fedeltà. 

Bottate. TORNACONTO, sm. Vantaggio. Ui 
è e su benaté. C'è il suo tornaconto. 

Bentnù. BENTENUTO,agg. Ben conservato. 
Ben custodito. Ben pasciuto, Ben governato, 
parlandosi d'animali. 

Bentorné. BENTORNATO, agg. Saluto che 
si fa a chi ritorna. 

Bentrové. BENTROVATO, BEN TROVA- 
TO, agg. Maniera di salutare chi s' incontra. 

Benvóat. BEN VISO, BEN VEDUTO, agg. 
Accetto, Gradito. 

Benvlé. BENVOLERE, vn. Voler bene. sm. 
Buona disposizione verso alcuno. Benevolenza. 
Prendere a benvolere alcuno. Porgli affetto. 
Benvoluto, agg. Amato. 

Benvluntira j BENVOLENTIERI, avv. 

Benvoluntier } Più che volentieri. Assai 
volentieri. 

Benvnù. BENVENUTO , BEN VENUTO , 
affg. dtcesi di Chi giunge opportunamente; 
ed anche Maniera di salutare chi arriva. 

Benaéna. BENZINA, BBNZOLINA, sf. So- 
stanza composta di carbonio e d* idrogene , 
che specialmente si adopera per cavare le 
macchie. 

Beóznen. BEOUOMINI, sm. pi. Fiori e pian- 
ta dello stesso nome. 

Ber. V. MontOn. 

Béra. BIRRA , sf. Liquore spiritoso che si 
ha dalla fermentazione de* cereali, e partico- 
larmente dall' orzo. Birrajo , sm. Coi fa o 
vende birra. 

Bera. V. Bara. 



BER 



-78- 



BES 



Berb. BARBIO, BARBO, sm. Pesce d*aqua 
dolce. V. Pastinerà* 

Barba. BARBA, sf. Nome collettivo dei Peli 
del mento e delle guance, dim. Barbetta , 
Barbettina , Barbicblla , BaRBICCIUOLÀ , 
Barbicola, Babbbbella, Babbuccia, Bar- 
bino, accr. Barbone, però. Barbaccia. — 
Barbcccino, agg. dicasi di Barba rada e spai- 
lacchiata. Alla barba di, In barba di. locut. 
avverb. che vagliono In ischerno , In danno , 
In dispetto, ecc. Fé la barba. Radere, va. 
Levare il pelo dal mento col rasojo. Fare la 
barba ad alcuno, figurai. Fare cosa prima 
che sia fatta da altri che avrebbe voluto farla. 
Fòla d'berba a d* piróoa. Farla di attorta 
« Lo incantatore , ce l'ha fatta di quarta , 
cioè ci ha delusi con astutissimo inganno. » 
(Lasca). Barba , sm. Zio. Mi barba. Affo 
zio. 

Berbabiedla. V. Biedla, 

Berbac&n. V. Barbaoaa. 

Berbaousàoh. TANÈ, sm. Color lionato scu- 
ro, che è color mezzano fra il rosso e il nero, 
ed è proprio del guscio della castagna: sem- 
bra derivata questa voce dal Tan de' francesi, 
che è ciò che dà la concia al cuojo. ( Fan fan i). 
E il Berbaousàoh romagnolo deriva sema 
dubio dalla Barba castagna de' Cosacchi* 

Berbaaàgn. V. Barbagiàn. 

Serbar l BARBARO , sm. e agg. Nato in 

Bérber ) paese di costumi, leggi non incivi- 
liti. Crudele, pegg. Barbar accio. — Bar- 
baresco, Barbarico, agg. Che appartiene a 
barbari. Barbarescamente, avv. In maniera 
barbarica. Barbaramente , avv. In modo 
barbaro, crudele. Barbero, sm. Cavallo cor- 
ridore di Barberia: e dicesi di tutti i cavalli 
che servono soltanto per correre il pallio. 
Peretta, sf. Pallottola di metallo fornita di 
alcune punte che si addatta sul dorso del 
barbero, onde sia più veloce nel corso. Fer- 
ma di barbar. Riparata , sf. Meta dove 
devono arrivare i barberi che corrono il pal- 
lio. Mòssa di barbar. V. Mòsaa nel pi. V. 
Barbare so h< 

Barca. BARCA , sf. Navi I io di media gran- 
dezza , per Io più da carico. Grosso e largo 
battello, con o senza albero, e per lo più 
senza coverta ; 8* adopera d' ordinario per 
piccoli tragitti, o per caricare e scaricar navi 
che non possono avvicinarsi alla riva. dim. 
Barchetta, Barchetto, Barchino. vezz. 
Babchettina. med. Barcotta. sprezz. Bar- 
chbttuccio. accr. Barcone, pegg. Barcaccia. 
— Barchereccio , sm. Quantità di barche, 
figurai. Ajutar la barca. Sovvenire altri in 
un affare. Regger la barca, Secoodare una 
frode. Saper di barca menare, Essere ac- 
corto e destro nel condurre i negozj. Bec- 
cheggiare, vn. Muoversi delia nave da prora 
a poppa, come dando di becco nell'aqua. 
Beccheggio, sm. Il beccheggiare. Scìa, sf. 
Traccia, Solco che lascia dietro di sé una 
nave che cammina. Oiava , sf. Luogo nelle 
navi grosse dove si custodiscono gli attrezzi. 
V. Nostròm. 



Btooh. BICA, e BARCA, sf. Massa par Io più 

quadrangolare cVcovoni del grano. Barcone , 
sm. Sito nel! 1 aja ove sì forma la bica. (La- 
atri). Fa a baroli. Abbicare, Abbarcare, 
va. Fare la bica o barca, Riabbassare, va. 
Ricomporre la barca, cioè la massa di biade 
ancor nella paglia. Dare a berob. Sbarcare, 
va* Disfare o Scomporre la barca , cioè la 
massa di biade, o di grano ancor nella paglia. 
(Targioni Tozzetti). 

Beres. V. Baràa. 

Bergamaaoh. BERGAMASCA, sf. Sorta 
di ballo rusiicale composto tutto di salti e ca- 
priole. 

Bergaména. V. Bargamana. 

Bergnòola, ecc. V. Bargnòola, eoo. 

Berléagh. BERLINGACCIO, am. Giovedì 
grasso. E, per analogia (non avendo io potato 
trovare il corrispondente italiano alla parola 
romagnola, ed anche perojtè forse potrebbe 
da quello aver tratta la sua origine) ; Berlin- 
gaccio, Sorta di torta fatta di solo sangue di 
porco, e cruschello; differente dal migliaccio, 
e dalla torta propriamente detta : Cosi chia- 
masi pure quella specie di torta composta di 
farina di formentone, intrisa con aqua bol- 
lente e zucca grattugiata che, ben unta di 
sotto e di sopra, si fa cuocere, come arro- 
stire in teglia. « E conficcava il capo sul piu- 
maccio Unto e bisunto come un berlingac- 
cio. » V. Miàa. 

BeraardéL SVERZA, sf. Petruccia , o Pez- 
zetto di mattone colla quale, nel murare, ri- 
empi oasi i vani tra pietra e pietra, o tra mat- 
tone e mattone. Rinverzarb, va. Empiere di 
svene di pietra o simile gli spazj voti che 
tra pietra e pietra restano nei murare. V 
Ciapàla. 

Bernùs. BERNUNZIO, BERNUZIO, sm. 
Sorta di vestito torchesoo. Bbrnia, sf. Veste 
da donna a guisa di mantello. 

Bersaglia. BERSAGLIARE, va. Colpire, In- 
festare con le artiglierie. V. Beraaje. 

Bersagliar. BERSAGLIERE, sm. Chi tira a 
bersaglio. Soldato che combatte alla spic- 
ciolata. 

Barsòi. BERSAGLIO, sm. Luogo dove i tira- 
tori drizzano la mira per aggiustare il tiro. 
Qualunque oggetto preso ostilmente dì min. 

Bersaje. BISTRATTARE, va. Trattar male 
assai. Bersagliare, figurat Trattar male: 
L'indigente è bersagliato dalla fortuna. 

Bersò. V. Pergolén. 

Berta. BERTA, sf. Nome proprio che si ado- 
pera nella seguente locuzione: Non è più il 
tempo che Berta filava, cioè Son passati i bei 
tempi. Héter in bèrta. V. Imbiasaché. 

Berteli. V. Barten. 

Bea i BACIO, sm. 11 baciare o L'aver baciato. 

Bea ( dim. Baciuzzo, Baciucchio, nel pi. Ba- 
ciucchi, Que' mezzi baci dati in' fretta, e quasi 
affollati da una tenerezza impaziente. Bacioz- 
zo, Bacio dato di cuore, e sodo, e appiccante, 
ma a modo contadinesco, accr. Bacione. — 
Scoppio* dicesi II suono che si fa appiccando 
un bacio sodo; e Rosa, Il rosso cagionato su 



BES 



-tt- 



BEV 



10 goto da od bacio. Bacio alla franciosa , 
che diremmo in oggi alla francese. Si fa da 
noi con lo stringere lievemente le guance d 'ai- 
cono fra il dito indice e il medio, e poi ba- 
ciandole: mada'aeg. et. pare che li antichi per 
Bacio alla franciosa non intendessero altro 
che nn Bacio sodo e appiccante sopra 1* nna 
e l'altra gota, dato succiando con trasporto 
d'affetto. (Gherardini). «Ella gridava e voleva 
levarsi ; Ma non potè tanto destro partire ; Che 
gli (le) appiccò (Rinaldo a Luciana) dne baci 
alla franciosa 9 Ed ogni Tolta rimanea la 
rosa. » (Pulci). — « Ara voluto un bacio alla 
franciosa, Che in ogni guancia lasciasse la 
rosa. » (id.) « E cortesemente salutandola, le 
volse gettare le mani al collo per darle un 
bacio alla franciosa. ^ (Firenzuola). V. Sba- 
saoé. 

Bea. BASE, af. Sostegno sul quale posa che 
che sia. Principale ingrediente di un farmaco. 
Lato di un triangolo opposto al vertice. Specie 
di zoccolo, figurai Principio , Fondamento , 
Sostegno di che che sia. Imbasatura, sf. Base, 
Cosa che serve di base. « Questo bel monu- 
mento antico è una pina di marmo bianco, 
bene scolpita e bene conservata.... con un orlo 
imbasatura al fondo, sicché può stare com- 
modamente per ritto.» (Targiooi Tozzetti). 
V. Baaaxnént (basamento). 
Beaaxn&n. BACIAMANO, BACIAMANI, sm. 

11 baciare la mano altrui, o la propria in se- 
gno di rispetto. Saluto. 

Beccar \ BISCHERO, sm. Legnetto fitto nel 

Béscher r manico degli strumenti ad arco per 
Allentare o stringere le corde. Piccolo pinolo 
di legno in cima all' arcolajo. dim. Bische- 
rbllino. — Bischbribra, sf. Quella parte de- 
gli strumenti a corde dove stanno i bischeri. 
Salterèllo, sm. Leonetto che battendo nelle 
corde, fa suonare gli strumenti da tasto. 

Béacoia. V. Beatila. 

BeaU. V. Botala (bazza). 

Béssa. BISCIA, st Rettile squamoso; è il ser- 
pe commune delle nostre campagne, dim. Bi- 
sciuola. eoe Biscione. — A biscia, locuz. 
avv. Tortuosamente. Serpe è il nome gene- 
rico dell'ordine degli ofldi, fra i rettili; vale 
a significare Ogni animale senza piedi , che 
striscia sulla terra, e che per portarsi da un 
luogo all'altro, appunto serpeggia. V. Ser- 
pent. 

Bessabóva. BISCIABOVA, sf. Turbine, Ti- 
fone. Fé la bóaeaDcVra, Andare a biscia, 
Tortuosamente. 

Beaaagalana. V. Tartaruga. 

Beatémia. BESTBMIA, sf. Profanazione di 
cosa sacra per mezzo di parole irriverenti, 
•convenevoli e sacrileghe, flg. Grosso errore, 
Strafalcione. V. Biaatmé. 

Béstia. BESTIA, sf. Nome generico di tutti 
gli animali bruti, fuorché degf insetti, Agurat. 
Uomo senza criterio, irragionevole, diro. Bb- 
anoLA, Bbbtiuola, Bbbtiolina, Bbstiolbt- 
ta, Bbstiucciola, Bbstiolo, Bbstiolino. ac- 
cr. BmmoKE* pegg. Bbstiaccia, Bbstionac- 
cio. pegg, dim. Bbstiolucci accia. — Bbbtiuc- 



cia, B88TIOLUCCIA , sf. Bestia piccola e me- 
schina. Bordblla, sf. Bestia grassa e fresca, 
dim. Bordellina. — Besttalmentb, avv. Da 
bestia. Bestiario, agg. Appartenente a bestia. 
Entrare, Saltare, Andare, Essere in bestia, 
Entrare, ecc. in colera , in ismania. Bruto , 
sm. Bestia. Belva. Fibra, sf. Bestia di natura 
non domabile, e d* istinto crudele, carnivora 
e vorace. 

Beatialite. BESTIALITÀ, sf. Cosa da bestia, 
figurai Sproposito madornale. 

Beatlàm. BESTIAME, sm. Quantità di bestie 
domestiche attenenti alla campagna, come bo- 
vi, pecore, ecc. Bestiame grosso, Cavalli, Bo- 
vi e simili. Bestiame minuto, Pecore, Capre, 
Porci, ecc. Brstiajo, sm. Colui che governa 
le bestie. V. Màndra. 

Bestie!. BESTIALE, agg. Da bestia, superi. 
Bestiaussimo.— Bestibreccio, agg. Bestiale. 
Bb8Tialmentb, avv. Da bestia, A modo di 
bestia, superi. Bestialissimamente. — Be- 
stia leggi arb, vn. Fare o Dire cose da bestia. 

Bétla \ BETTOLA, sf. Osteria dove si 

Bòtola } vende vino al minuto, dim. Bet- 
TOLETTA. pegg. Bettol accia. — Bbttolan- 
tb, sm. e agg. Chi o Che frequenta le bettole. 
Bsttolarb, vn. Frequentar le bettole. V. 
Taverna. 

Betolir. BETTOLIERE , sm. Chi tiene bet- 
tola. 

Beva. BAVA , sf. Umore spumoso che esce 
dalla bocca dell' Animale. Sotti 1 filo di seta o 
simile, senza nerbo, che facilmente si rompe. 
Orlo o Profilo che risalta ne' metalli che esco- 
no dalla forma. Bava di vento, Piccol soffio. 
Bavarb, va. Far la bava. V. Burgion. Sba- 
vacé. 

Bevanda. BEVANDA , sf. Qualunque cosa 
da bere. dim. Bbvandina , Bbvanduccia. 

Bevar. BAVERO, sm. Parte del vestito che 
cade rovesciata intorno al collo. Il bavero dei 
pastrani è una specie di mantelletta che scen- 
de a coprire le spalle e il petto, ed è talvolta 
molto più lungo, dira. Baverino, Bavbrbtto. 
(Rosi ni). V. Bavarò'sa. Bavarèna. 

Beudòr. BEVITORE, verb. m. BEVITRICE, 
f. Chi o Che beve. Chi ha soperchio diletto 
nel bere. Beone, sm. Quegli che beve assai , 
e a cui soverchiamente piace il vino. Aste- 
mio, sm. Chi non beve vino. 

Bènrer. BERE, va. sinoop. di Bevere. Intro- 
durre liquidi in bocca per cavarsi special- 
mente la sete. Bere, sm. Bevanda, Bibita. 
Bevi mento, sm. Bbvitura, Bbvizionb, sf. 
Il bere. Dare buon bere, o Dare cattivo 
(ertf.*figurat. Recar piacere, o Recar dispia- 
cimento. « Mi dette questo (caso) un sì cat- 
tivo bere. Che restai nel mostaccio afflitto e 
tristo. » (Fagiuoli). Diciamo pure d* un'azione 
che sia meno che onesta, o di altra cosa non 
troppo buona: Questa cosa non mi dà buon 
bere; ne arguisco male. (Salvini in Gherar- 
dioi). Bevibile, agg. Buono a bere, o Che 
ri può bere, Potabile. Bevbrbccio, agg. Gra- 
devole a bere. Beverìa , sf. Il bere assai , 
quasi imbriacamento. Sbevaizamento, Sbb- 



BAN 



-80- 



BIA 



v azzare, vn. Bere spesso ma poco per volta. 
Ribbvbrb, va. Bere di nuovo. Sorsarb, vìi. 
Bere a sorsi. Soprabbrb , va. Bere subilo 
dopo aver inghiottito che che sia. Strabere, 
vn. Bere smoderatamente. Strabbvizionb , 
sf. Lo strabere. De da béVer al bóscci. 
Abbeverare, va. Dar bere aNe bestie. La- 
ptbggiarb, vn. dicesi di Quel rumore che fan- 
no i cani con la lingua bevendo. Be' o béVer 
con e pàt. Ber per convento, cioè Ber per 
convenzione o patto di astenersi da alcuna 
cosa ; e perchè per solito «7 convento era di 
non appressar la bocca al nappo, perciò Ber 
per convento si disse ancora per bere nel 
mentovato modo. Bevess una còsa. Bersi 
una cosa, figurat. Riceverla o Accettarla con 
rassegnazione , ancora eh* ella dispiaci a , non 
si potendo fare altrimenti. Anche si dice In- 
gozzarla, Tirarla giù, e simili. « Perch* es- 
sendo voi buono, non morrete: io si che con- 
verrà che me la beva (la morte, la cosa del 
morire); E me la beva senza sete. » (Fagiuoli). 
Nel dial. romagn. però Bersi una cosa, vale 
Credere una cosa non vera che venga raccon- 
tata. Beva, sf. Bevanda; e del vino si dice: 
La sua beva è nel tal tempo, e vale É buono 
a bere nel tal tempo. V. Strabe, Gtualén, 
Bléaa ( be el bleà d' òn ) V. Pideriól. 
(Bever a pideriól). 
Beverag. BEVERAGGIO, sm. Bevanda. Per 
Mancia. « E però voglio che colla tua tromba 
lu metta un bando per tutto il mondo, e pro- 
metta a quegli che me la insegnassero , un 
buon beveraggio. » (Firenzuola). 
Beverén. BEVERINO, sm. Piccola refezione 
ove si beve. Sciacquadenti, sm. Il mangiare 
qualche piccola cosa per bere con gusto. 
Beviról. BEVERINO, BEVIROLO, sm. Va- 
setto in cui si dà a bere agli uccelli in gabbia. 
V. Bagnaròla (bagnatojo). 
Bevròn. BEVERONE, sm. Bevanda cattiva. 
Mescuglio d* aqua e di crusca , o di farina 
sciolta neir aqua che si dà talvolta a* cavalli 
e simili per rinfrescarli, dim. Bbveboncino. 
pegg. Beveronaccio. 

Beai. BEZZO, sm. Antica moneta veneziana 
del valore di mezzo soldo, nel pi. Denaro in 
genere. 

Bgói. V. Bgujó. 
Bgòna. V. Bigòna. 

Bgujè. TORMA, sf. Quantità di gente, o d'ani- 
mali alquanto confusa, dim. Tormbrella. — 
Buondato, sm. Moltitudine. Quantità. 
Bl. V. Còchi Còohì (rò, bì). 
Biàoa. BIACCA, sf. Carbonato di piombo, il 
cui colore è bianco. Materia di color bianco 
che serve ai pittori per colore. Imbiaccare, 
va. Coprir di biacca, np. Coprirsi di biacca. 
Imbiacc amento, sm. Lo imbiaccare. 
Bianca. BIANCA, sf. Primo sonno de* bachi 
da seta. Panno di lana bianca per foderare. 
Biancana, sf. Terreno di creta quasi biaoco, 
e sparso di fioritura salina. Dicesi anche di 
Mattonaja, quando la sua superficie asciu- 
gando imbianca per fioritura salina. V. Mas- 
aèl d'pre. 



Bianoareja i BIANCHERIA, sf. Ogni aorta 
Bianoaxi j di tela di color bianco, ed Ogni 
sorta di pannolino, come lenzuola, camicie, 
tovaglie, ecc. sprezs. Biancheriuccia.— Bian- 
cajuola, sf. Colei che ne* conventi di mona- 
che ha cura della biancherìa. 
Bianoàater. B1ANCAGNO, BIANCASTRO, 
agg. Che tira al bianco, accr. Biancastrone. 
pegg. Biancastbonaccio. 
Blanch. BIANCO, sm. Color bianco, opposto 
al nero. Privazione dei colori. Materia per 
imbianchire i muri. agg. Che ha bianchezza, 
Che è del color della neve , del latte, dim. 
Bianchetto, vezz. Biancolino. accr. Bian- 
cone, superi. Bianchissimo. — Bianchiccio, 
agg. Alquanto bianco. Biànoh oànd o Bean- 
do. Candido, agg. Bianco in supremo grado. 
D* pOnt in biànch. Di punto in bianco. 
Orizontalmente e , figurai. All' improviao. 
Lasciare in bianco, Lasciare spazio nelle 
scritture per potervi scrivere. Arma bianca, 
cioè Arma da punta e da taglio. Dvinte 
biànoh. Sbiancare, vn. Divenire di colore 
che tende al bianco. Impallidire per paura, 
spavento, ecc. Sbiancato, agg. dicesi di Per- 
sona il cui color naturale è smorto. Pallido. 
E anche dicesi dei Vegetabili che hanno per- 
duto il loro verde. V. Bianohét. Biànoh- 
magne. Storne!. 

Bianohege. BIANCHEGGIARE, vn. Tendere 
al bianco. Apparir bianco. Bianchbggiamen- 
to, sm. Il biancheggiare. Biancheggiante, 
partici p. e add. Che biancheggia. V. Imbian- 
che. Sbianca*. 

Bianohòla. BIANCHETTA , sf. Specie di 
grano che dà farina bianchissima. 
Bianohén. V. Bianchi. Bianohisén. Bian- 
ohét. 

Bianohét BIANCHETTO, BI ANCOZZO, sm. 
Bianco di fior di calce per imbianchire i muri. 
V. Bianchi (albatico). • 
Blanchéàa. BIANCHEZZA, sf. 11 color bian- 
co. Qualità di ciò che è bianco. 
Bianchi. ALBATICO, sm. Specie di uva, i 
di cui acini sono bianchi, e la buccia levigante 
e lucente. 

Bianohi \ IMBIANCHINO, IMBIANCA- 
Bianohisén ì TORE, sm. Maestro da dar il 
bianco alle muraglie. 

Bianohmagne. BIANCOMANGIARE, sf. 
Gelatina fatta bianca con lattata di mandorle, 
e raddolcita con zucchero. 
Biancóni. BIANCUME, sm. Materia bianca. 
Biancùs. BIANCHICCIO, agg. Alquanto bian- 
co. Che tende al bianco. 
Biasimo i BIASIMARE, va. Dir male di una 
Biasmd | cosa, di una persona, mostrandone 
i difetti. Biasim amento , sm. Il biasimare. 
Biasimo. Biasimatore, agg. Spettante a bia- 
simo. Biasimabile, Biasimevole, agg. Degno 
di biasimo. Biabimbvolmbntb, avv. Con bia- 
simo. Biasimativo , agg. Atto a biasimare. 
Biasim atobb, verb. m. Biasim atrick, f. Chi 
o Che biasima. 

Biassé \ BIASCIARE , va. Il masticare 

Biaaanghé t di chi non ha denti ; e biascica 



BIE 



-81 — 



BIG 



udM ehi ha denti, mangiando cosa non gra- 
dita, o senza appetito. Biascicare , Biasciu- 
care, va. Frequentemente biasciare ; ed e 
pure quel rimenare lungamente in bocca , e 
andar dentecchiando on pezzo di droga, o di 
confetto che altri tenga per fare saliva , o 
per aferne il guato. Biascicamento f sm. Il 
biascicare. Biascicone, sm. Chi biascica, e suol 
biascicare. Sfasciatura, sf. Diffetto di cima- 
tura allorché le forbici, in cambio di tagliare 
il pelo, lo stringono tra i dne coltelli. La- 
BftBQOiABB, va. Recitare sotto voce qualche 
preghiera , dimenando molto le labra per es- 
aere veduto, (voce scherzevole). 

Blastòma, V. Beatemla. 

Blastmadòr. BESTEMIATORE , verb. m. 
BESTEMIATRICE, f. Chi o Che bestemia. 
pegg. Bbstbmiatoraccio. 

Biastimej BEST E MI A RE , vn. Proferire 

Biasimo t parole empie contro una cosa sa- 
cra, o contro Dio. Bbstbmiamento, sm. Il be- 
stemiare. 

Biave. V. Abiave. 

Bibita. BIBITA, sf. Bevanda rinfrescante. 

Bichér i BICCHIERE, BICCHIERE), sm. Va- 

Bichir ] sello di vetro o di cristallo ad uso di 

Biciér f bere. dim. Bicchieretto , Bicchie- 
rino, Biccbibbuolo. med. Bicchibrotto, Bic- 
cmEauccia aocr. Biochibrone. — Bblliconb, 
Peccherò, sm. Bicchiere molto grande. Bic- 
chierai, sm. Chi fa o vende bicchieri. Vénder 
a bichir. Sbicchierare, vn. Venderei! vino 
a bicchieri. (Faofani). — Càlice , sm. Bic- 
chiere col piede, ed è quello che ha un gambo 
• on piede tatto d'un pezzo col vaso. dim. 
Calicbtto, Calicino. 

Bicòca, BICOCCA, sf. Casolare in luogo ele- 
vato, dui. Bicoccuzjsa. — Imbicoccarsi , np. 
Starsene in una bicocca. Cabalino, sm. Pic- 
cola casa. Tugurio. V. Albicòoa. 

Bidè. BIDÈ, sm. voce fiorent Catinella di ma- 
iolica o di metallo, di forma bislunga e ri- 
stretta nel mezzo per lavarsi da basso. 

Bidèl. BIDELLO, sm. Servo di Università, o 
di Academia. V. Doncèl. 

Bìdula i BIETA, BIETOLA, sf. Genere di 

Bieda ) pianta, una cui varietà, la Barba- 

Biedla i bietola, è una radice grossa, bul- 

Biednla f bosa , rossa , buona a mangiarsi 
cotta, e dalla quale si estrae zucchero. Vi è 
la Barbabietola bianca, la gialla, la mosca- 
delia o campestre, accr. Bietolone, fig. Uomo 
da poco. 

Biénoh. V. Blanch. 

Biésum. BIASIMO, BIASMO, sm. Riprova- 
zione. Macchia risultante dall'essere biasimato. 

Biéta. BIETTA, sf. CUNEO, sm. Pezzo di le- 
gno o di ferro, o di altra materia soda, che 
sd una estremità ò grosso, all'altra è assotti- 
gliato, e si adopera a serrare, o stringere in- 
sieme legni o altro; e talora a dividere, se- 
parare e fendere i medesimi, introducendolo 
a colpi di maglio nella spaccatura, dim. Bi et- 
to un a. V. Imbieté. éojleto. Marlitén. 
Bióva. BIADA , sf. Nome generico delle se- 
meati fmmeutacee.Cibo per le bestie da soma, 



come avena, fava e simili. Profenda, sf. Quan- 
tità di biada che si dà in una volta alle bestie. 
Profrndarb, va. Dar la profenda alle bestie. 
Biadaiuolo, sm. Chi vende biade. 

Biga. BIGA, sf. Carro o Cocchio tirato da due 
cavalli. Bioato, agg. Tirato da due cavalli. 
« II nome di Biga e di Quadriga era dal nu- 
mero de* cavalli, e non delle ruote, come an- 
cora nelle monete d'argento di quel secolo si 
può vedere, che assai ce ne sono ancora de' 
bigati e de' quadranti, che così dall'impronta 
che elle avevano si chiamavano, come altri 
vittoriati e ratiti, perchè in quelli era impron- 
tata una vittoria o trofeo, ed in questi la parte 
dinanzi d' una nave. » (Borghini Vino.) — 
Trioa, sf. Carro o Cocchio a tre cavalli. Qua- 
driga, sf. Carro o Cocchio tirato da quattro 
cavalli. 

BigarGn-tòsgh. V. Carokòn (tenebrione). 

Bigàt. BIGATTO, BIGATTOLO, sm. Anima- 
letto che rode le biade. Baco da seta, Filu- 
gello. Baco, sm. Nome generico d'ogni ver- 
micello, ma specialmente quello da seta. dim. 
Bachbrello, Bacolino, Bacherozzo, Ba- 
cherozzolo, pegg. Bacoccio. (Vermocchio). 
Frate, sm. Baco da seta che non va alla fra- 
sca, e si raccorcia e si raggruppa, e non fa 
bozzolo. Infratire, vn. Divenir frate o baco 
che non fa seta. Ingessire,™. Dicesi de' ba- 
chi da seta che diventano come gesso, e non 
fanno bozzolo. Tne di bighèt, o Fé da bi- 
ghètt. Fare i bachi. Far nascere e nutrire 
i bachi da seta Bruco, sm. Insetto che rode 
principalmente la verdura, dim. Bruchbrel- 
lo, Brucolino. — Brucamaoua, sf. Moltitu- 
dine di bruchi. Brucare, va. Rodere i bruchi 
le foglie e (rondi delle piante. Brucato, ag*. 
Corroso da' bruchi. Beco, sm. Bigatto che rode 
le olive. Bbchirb, Abbbcchirb, vn. Esser roso 
dal beco. Imbacare, va. Far bacare. Far in- 
verminare, Investire di bachi. « Se ne faccia 
(della carne porcina salata) suola in un cas- 
sone, tramezzandola d'alloro o mortella, ed 
ogni quindici giorni riveggendola dalle mar- 
megge (cioè dai bachi che si generano nelle 
carni secche) che la imbacane di quelli ver- 
mini bianchi chiamati salterelli. » (Magazzino 
Colt, in Gherardini.) Imbacare, vn. Essere 
mangiato o roso dai bachi. Bacare. « Anche 
tra queste (sorte di ciliege) una gran porzione 
imbaca, ecc. Le duracini . le moscatelle e le 
lustrine, come di pasta più soda, è più raro 
che imbachino. » (Lastri). Imbacatila , sf. 
Lo imbacare. Il bacare, L'empiersi di bachi. 
(Lastri). V. Lùll. 

Binatela. V. Bigatto. Ruga. 

Bigatér. BIGATTIERE, BACAJO, sm. Chi 
fa professione di governare i bachi da seta. 
Chi bada ai bachi. Bacófilo, sm. Amatore 
dei bachi. Bacòlogo, sm. Chi tratta dei ba- 
chi da seta. Bacologìa, sf. Trattato sui bachi 
da seta. Bacologico, aro. Relativo ai bachi. 

Bigatéra i BIGATTIERA, BAGHERI A, af. 

Blgatiéra ! Stanza o Stanze in cui si alle- 
vano i bachi da seta con entrivi l'occorrente. 



Il 



BIG 



-82- 



BXO 



Bigatto. BAGACCIO, sm. Baco die resta nella 
caidaja, dopo la tiratura della seta. 

Bigiù. V. Biaù. 

Biglia. BILIA , sf. Ciascuna delle sei buche 
del biliardo. Far bilia, Cacciare la palja del- 
l'avversario io una delle buche del biliardo* 
battendola eoo la propria. Bilia, sf. Palla da 
biliardo. V. Bìl (bile). 

Bigliarderi BILIARDIERE, am. Colui ohe 

Bigliardìr ) tiene il biliardo. Pallajo, am. 
Chi allestisce il biliardo, dà le palle ai gio- 
catori, ne segna i punti e le partile , ne risolve 
i dubj, ne compone le contese. Mabchierb, 
sm. Colui che assiste al giuoco del biliardo, 
e nota t punti dei giocatori; o sul Pallotto- 
riere, v. d'uso, Strumento formato di pallot- 
tole di legno infilate in un filo di ferro, che 
serve per segnare i punti dei giocatori ; o nella 
Cartella o Cartellina, Assicella bucherata e 
manicata, tenuta. in mano da esso marchiere, 
il quale con un biecherello, che ei pianta ne* 
varj buchi presso a corrispondenti numeri pro- 
gressivi, segna i punti che van facendo i gio- 
catori. 

Bigliérd. BILIARDO, sm. Soda tavola qua- 
drangolare, orizontale , coperta di panno ver- 
de, su la quale ai gioca con palle d* avorio, 
spinte con stecche di legno. Il giuoco stesso : 
e La stanza in cni si gioca al biliardo. Colon- 
nini, i sei o otto piedi del biliardo sui quali 
e fermata la fascia o sodo telajo di legno fer- 
mato ai colonnini, e nel quale sono inchiavar- 
date le mattonelle o quattro sponde di legno 
che cingono a squadra i quattro lati del bi- 
liardo. Pian de bigliérd. Prato, sm. Tutto 
quel piano verde che è compreso fra le quattro 
mattonelle. Conduttore, sm. Canaletto di le- 
gno alquanto inclinato che ricorre sotto le due 
più lunghe mattonelle, e che riceve le palle 
che vi cadono dalle bilie, per ricondurle tutte 
in una sola bilia di angolo. V. Batùda (mat- 
tonella). V. Dri (tire d* drl). 

Bigliót. BIGLIETTO, sm. Vigliato.* Lettera 
breve. Carta per essere ammesso a spettacolo 
o simile. Biglietto di visita, Piccola cartel- 
lina dove si scrive, o si fa incidere il proprio 
nome; e si lascia poi per segno di essere stato 
a visitare qualcuno. Biglietto all'ordine, Sor- 
ta di cambiale. 

Bigliòs. V. Btliòs. 

Bignè. V. Bisogne. 

Bignè. FRITTELLA, sf. Frittura dolce. 

Bigona. BIGONCIO, sm. BIGONCIA, sf. Vaso 
di legno a doghe, senza coperchio, per pigiar 
T uvar, tramutar vino, portar aqua e simili la- 
vori di cantina: tal voce deriva dal latino vol- 
gare Bigongium, cioè Due congi; e il Cougio 
aveva la tenuta di una mina, o metà dello 
stajo. dim. Bigonciuolo, Bigonciuolbtto, Bi- 
goncia, BlGONCBTTA. aCCT. BlOONCIONB, BI- 
GONCI OH Ai 

Blgòt. BIGOTTO, sm. Chi di buona fede, 
vede nelle pratiche esterne tutta la santità 
delta religione. Bhhjttbgoiabjs , va. Fare il 
bigotto. Bacchbttonb, sm. Colui che ostenta 
la vita spirituale. Ipocrita, dim. Bacchetton- 



CBLLO, BA.CCHBTT0NCINO. pegg. BaOCSBTTO- 

NAOOia (Fanfara). V. Ipòorit. 

Bigotìeum. BIGOTTISMO, am. Il vivere da 
bigotto. 

BlguL Bigulér. V. Vermlaéll. 

BìgulOn. BIGHELLONE, BIGOLLONB, sa. 
BIGHELLONA , sf. Persona sciocca. Lasa- 
gnone, sm. Uomo grande e scipito. 

Bli i BILE, sf. Uno degli umori del corpo 

Bila < umano, la cui seoresìone ei fa nel re- 
Bilia f Rato , e che ai depone in una vesci- 
chetta che gli sta attaccata: ordinariamente il 
suo colore è giallo pendente al verde: è vi- 
scoso; il sapore ò amaro. Yale eziandio Co- 
lera, Stizza. 

Bilàna. BlLANCIO,sm. Pareggiamento, Com- 
parazione. Rendiconto che il negoziante fa a 
se stesso, o a* compagni, o ad altri, dell'esito 
delle faccende entro un dato tempo, per co- 
noscere e dare a conoscere se ci sia guadagno 
o perdita ; e quale, 

Bilanaà. V. Bianca. 

Bilanào, BILANCIARE, vn. flg. Fare il bi- 
lancio. 

Bilén. BALOCCO, sm. Coserella che si dà in 
mano ai bambini per tenerli a bada. 

Bili. BILLO, am. Voce usata dai fanciulli, e 
vale Bello, detto d' uccello, o d'altra cosa che 
loro piaccia. 

BUiòs. BILIOSO, agg. Che ha soverchia bila 
Stizzoso. Subbilioso, agg. Alquanto bilioso. 

Bilósch. V. Sblóoh* 

Binde. V. Bende. 

Bindolé. ABBINDOLARE, va figurai Aggi- 
rare qual bindolo; Aggirare, Ingannare, np. 
Non trovar modo di dire, o di fare che che 
sia Tbntennabe, va. Titubare. Non andar 
risoluto a far che che sia. TbmpelS»abb, In- 
tbmpbllarb, vn. Stare ambiguo, irresoluto. 
V. Tamplé (tempellare). V. Tergiveree. 

Blndòn. V. Benda n. Tenddn. 

Bindnlé. V. Bindolé. 

BindulBn. TENTENNONE, am. Irresoluto. 
V. Tddna. 

Binéri. BINARIO, sm. Le due guide o stri- 
sele parallele di ferro di una strada ferrata 
su cui corrono le ruote dei carri. 

Binòcul. BINOCCOLO , am. Sorta di can- ' 
nocchiale che tenuto con una mano serve ad 
un tempo per ambo gli occhi. Stbrbosoo; 
pio* sm. Machina ottica la quale per mezzo di 
due lenti congegnate in un cotal modo, mo- 
stra come di rilievo, o figure, o vedute rap- 
presentate in fotografia, e poste a doppio sotto 
un diverso angolo. 

Bi-o-bd. V. Garavlèna (scacciapensieri). 

Biòch. BIOCCOLO, sm. Particella o Fioc- 
chetto di lana spiccato dal vello, dicasi anche 
di altre cose, e particolarmente di cotone non 
Alato. Gruppetto sul filo della seta. dim. Broc- 

COLBTTO, BlOOCOLINO. — BlOCCOLATO, BIOCCO- 
LUTO, agg. Che ha bioccoli. A bioccoli. Brocco, 
sm. Piccolo gruppo nel filo. 
Biòioa. BIFOLCA, BUBULCA, BUBULCA- 
TA, sf. Tanta quantità di terreno quanta io 



aia 

un porno at può arare con ima sola mota di 
bori De un» biólca. Far trapélo» Lp unire 
che fa an contadino un pajo q più di bovi a 
quelli dei ano vicino o limite, per arare; servi- 
zio che poi viene contracambiato, o pagato. 
V. ZvàticH (collo». 

Bioich. BIFOLCO, sm. Chi lavora la terra 
coi bovi. Bipolchbbja f tf. Arte de* bifolchi. 
Bifolcakb, va. Fare il bifolco, o Far bifol- 
chi « Basendo io quella contrada a bifolco- 
re.» (Cavalcanti). V. Buver. 
Biónd, BIONDO, agg. Di colore tra il bianco 
e il giallo, dim. Biondello, Biondbtto, Bion- 
dino, pegg., BlQKD ACCIO, BlONDUCCI ACCIO. — 

Biondiccio, agg. Che pende al biondo. Biondo 
sbiadito. Bionducho, agg. Che è biondo tanto 
o quanto. Biondezza, sf Color bianco. Qua- 
lità di ciò che è biondo. Biondeggiare, vo. 
Apparir biondo; diceai delle biade quando 
maturano. V. Imbiondì* 

Bìra. V. Bòra. 

Biràna. V. Borda. 

Blrarója i BIRRARIA , sf. Fabrica o Ven- 

Birari j di torio di birra. Birba jo, sm* Chi 
fa, o vende birra. 

Biro. V. Birbant. Birb5n. Fùrb. 

Birba. BIRBA, s£ Frode , Malizia. Parlan- 
dosi d'uomo, vale Furbo, Astuto, dim. Bir- 

BKTTUOLA, BlBBETTUOLO. pegg. BlRBACClONB. 

Mné la birba, V. Birbe. 
Birbant BIRBANTE, agg. Che & birbone- 
rìe, ordisce trappole, inganna, scrocca, ruba, 
ma sottomano, ai nascosto quanto può. dim. 
Biabantello. — Birbante, per celia, dicesi 
anche fra amici a Chi fece cosa inaspettata; 
a Chi mette altri in impaccio con domanda o 
risposta arguta, o per consimili cose. Bir- 
banteria, sf. Azione da birbante. 

Birbe. BIRBA NT A RE, vn. Vivere limosinan- 
do. Vagabondare. Far il birbone, 

Birbdn. BIRBONE, sm. Uomo cattivo. Va- 
gabondo , Furbo, dim. Birboncello, pegg. 
Birboncionb, Birbonaccio. — Birboneggia- 
re, vo. Far il birbone. Birbonata, Birbonb- 
RiAj sf. Azione da birbone. 

Biren. Biréna. V. Tachì. Tachìna» 

Biribéaa. BIR1BISSO, sm. Giuoco d' azardo 
latto con pallottole al tavoliere. Biribara, af. 
Giuoco del biribara, Giuoco intricato. Gar- 
buglio. A biribéaa. A spinapesce, loc. avv. 
In qua e in là, quasi serpeggiando. A biscia, 
Tortuosamente. A modo di biscia. 

Birlchét. V. Scarmaaol. 

Birichén \ BIR1CCHIN0 , sm. Ragazzaccio 

Birichì i aguajato che fa il monello per le 
vie. Monello, sm. e agg. Ragazzo birbone 
e discolo, dim. Monblluccio. 

Birichéna t BERGHINELLA, sf. Femina 

Birichina } di bassa condizione, e di fama 
non buona, dim. Bbrghjnblluzza. 

Birichinata. CIURMAGLIA, , sf. Moltitudine 
di gente vile e dappoco ; dicesi per lo più di 
ragazzi 

Birichineda. BIRICHINATA , sf. Atto da 
biricchino. 

Birichino^. FURFANTONE,sm. e agg. Che 



- BI3 

non ha più vergogna, Che commette sfronta- 
tamente ogni ingiuria e violenza. 

Birioòola. V. Barioòoia. 

Biritòo. V. Bartòc. 

Bia. BIGIO, sm. a agg. Colore cenerino piom- 
bino ; parlandosi di mantello di bovi, ecc. vale 
misto di peli bianchi e neri. Bioetto, Biqic- 
cio, Bigerognolo, Bigiuccio, Bigiognolo, 
agg. Che ha del bigio , Che tende al bigio. 
Soriano, agg. Dicasi di Gatto di color bigio, 
listato di nero. Ave a ne da bia. Saper di 
verminasione ì che è quel Puzzo disgustoso 
delie carni di vitello lattante affetto da ver- 
minazione. V. Biaa. 

Biaa. V. Tramontana (vento). 

BiBàca, ecc. V. Bissàoa, ecc. 

Bisbéi \ TAFFERUGLIO, sm. Confusione 

Biabeli 1 e schiamazzo di molti che urlano 
che gridano, che afferrano, che danno male 
spinte, o anche busse, e ne ricevono a un tem- 
po. V. Buainament. Batibói. 

Biabètioh. BISBETICO, agg. Stravagante, 
Fantastico. 

Biaoààa. V. Banana. 

Biaooialite, Biaooi&m, V. Bestialità, ecc. 

Biscòt. BISCOTTO, sm. Non Due volte cotto, 
ma DiscoctMs , cioè Ben cotto. (Gherardini). 
Pane ben cotto per uso particolarmente delle 
navi. dim. Biscottello. — Biscottato, agg. 
Cotto a modo di biscotto. V. &aléta, 

Biacota. BISCOTTARE, va. Far cuocere a 
modo di biscotto. Biscottoj a, sf. Cottura più 
piccola de) biscottare. Biscotteria, af. Luogo 
ove sono i forni del biscotto. Dell' uso Ogni 
sorta di pasticceria. 

Biaoutén. V. Bscutén. 

Biaecol j BISEGOLO, LISCIAPIANTE, sm. 

Biaégul ) Specie di corto bastone di bossolo 
con cui i calzolaj lisca» no le piante delle scarpe. 
Bussbtto, sm. Arnese di bossolo per lustrare 
il contorno dolile suole delle acarpe. 

Biaèf. A biaèf. A BIZZEFFE, A FUSONE, 
locuz. avv. Abbondantemente, In gran copia. 

Biaèl, BIGELLO, sm. Sorta di panno grosso- 
lano di color bigio. « Ed era un vocabolo 
proprio delle Barberinesi che stendevano le 
lane imbiancate per farne dei feltri di colar 
bigio, perciò detti bigelli. » (Giuliani). 

Biaèat i BISESTO , sm. Giorno ohe ogni 

Biaeatil f quattro anni si aggiunge al mese 
di Febrajo per aggiustar Tanno eoi coreo del 
sole. L* anno stesso che ha il bisesto. Bise- 
stile, agg. Dicesi di Anno che ha il bisesto. 
Bisrstarb, vn. Essere il bisesto. 

Biset. V. Biaèl. 

Biaioòca. V. &igh*ighì. 

Bisinèn. POCHINO, POCOLINO, agg. dim. 
di Poco, Tantino, dim. di Tanto, avv. di 
tempo, p. e. Mangiare un pochino» Dormire, 
Divertirsi un tantino. 

BiaióL V. Varumaèl. 

Bialàch. BISLACCO, agg. Stravagante, Bi- 
sbetico, accr. Bislacconb. 

Bialóngh. BISLUNGO , agg. Più lungo che 
largo. 

Bianon. BISNONNO, BISÀVOLO, sm. Il pa- 



fem 



-fc- 



fcLA 



dre del nonno. Bisnonna, Bisàvola , sf. La 
madre della nonna. 

Bisògn. BISOGNO, sm. Mancanza di cosa di 
cui si può a etento far senta , ed è meno di 
necessità. Necessità corporale, dim. Bisogni- 
no. — Btsoo natamente, avv. Secondo il bi- 
sogno. Al bisogno, AH* nopo. A un bisogno* 
All'occasione. Indigenza, sf. Bisogno urgente 
delle cose più necessarie alla vita. Bisogne- 
vole, agg. Che fa di bisogno. Che ha di bi- 
sogno. Necessario, non però assolutamente, 
superi. Bisognevolissimo. V. Ocorént. 
Bisogne. BISOGNARE, ABBISOGNARE, vn. 
Esser d* uopo, Esser utile» conveniente. Biso- 
gnamene , sm. Il bisognare. Ribisognarb , 
vn. Bisognar da 'capo. 

Bisognòs. BISOGNOSO , sm. e agg. Chi o 
Che ha di bisogno. Povero, superi. Bisogno- 
sissimo. — Bisognosamentb, avv. Con biso- 
gno. Meschinamente. 

BÌ8S. BIS , avv. lai Parola con cui gli spetta- 
tori in teatro manifestano il desiderio che 
una parte della rappresentazione sia ripetuta 
subito, o tutta la rappresentazione la sera sus- 
seguente. In bis* In bàss. V. Imbìss 
Imbàss. 

Blssàca. TASCA, sf. Sacchetta attaccata alle 
vesti, dim. Tabchetta, Taschino, med. Ta- 
8cocciA. accr. Tasconb. pegg Tascaccia. — 
Saccoccia, sf. Tasca alquanto larga. Io direi 
(dice il Zecchini) Tasche quelle dell* abito , 
forse perchè più larghe: Saccoccia, quelle 
de* calzoni, perchè più profonde: Scarselle, 
quelle del panciotto ove si ripone il denaro, 
e scarselle perchè strette, e perchè commune- 
mente scarso denaro contengono. Bissàca 
sóta e bràà. LADRA, sf. Tasca interna nel 
petto del vestito. Tasca in petto. (Carena). 
Bis acca, Bisaccia, sf. Bisacce, nel pi. Doppio 
sacco legato con cigna, che si oppone all'ar- 
cione di dietro delle selle per viaggio. Sacco 
che i frati mettonsi al collo quando vanno 
alla cerca. Bolgia, Tasca ove glj artefici ten- 
gono i loro attrezzi. Ferriera , sf. Tasca o 
Bisaccia di pelle da ri porvi chiodi, e strumenti 
da ferrare cavalli, ecc. V. Sàoa. 
Bissache. TASCATA , sf. Quanta roba con- 
tiene una tasca V. Im bissache. 
Bissachén. i TASCHINO, sm. Piccola tasca 
Bissachì j de* calzoni, o del cornetto per 
porvi 1* orinolo. Borsellino del? orvuolo. 
Bissaoòn. SCIAMMANATO, agg. Scomposto 
negli abiti, e nella persona. 
Bissdn. BISCIONE , sm. Biscia grande. V. 
Béssa. 
Bisteca.BRAGIUOLA, sf. Larga fetta di carne 
tagliata specialmente dalla lombata, poco ar- 
rostita sulla gratella, e che si Mangia così 
guascotta. V. Brasala. 
Blstond. BISTONDO, agg. Che ha del tondo. 
Che tende al tondo. Bistondare, va. Rendere 
bistondo. 

Bisù. GALANTERIA, sf. Cosa graziosa. Gio- 
jello. 

Bisutareja i MINUTERIA , sf. e più com- 
Bisutarl | munemente Minuterie, nel pi. 



Piccoli lavori di Metallo, come annetti, pen- 
denti, ecc. Minutibrb, sm. Orefice di minu- 
terie, o chi le vende. 

Bitulén. BETTOLETTA, sf. Piccola bettola. 
V. Bétola. 

Biùda. ALBUME, sm. Chiara d'uovo. V. Im- 
biutila. 

Biuioadura. V. Bioioa. 

Bivàch. BIVACCO, sm. Stazione delle truppe 
in campo a cielo scoperto. Le truppe stesse 
che bivaccano. Il luogo ove bivaccano. Guardia 
notturna per sicurezza del campo, quando è 
prossimo il nemico. 

Bivaché. BIVACCARE, vn. Accampare allo 
scoperto. Serenare, vn. Passar la notte sotto 
le armi a cielo scoperto. 

Bivàgn. V. Vivàgn. 

Bivdòr. V. Bevdór. 

Bivdùr. V. Beviról. 

Bivi. BIVIO, sm. Imboccatura di due strade, 
figurai Incertezza, Dubio. 

Biviràg. V. Bevoràg. 

Bivirèn. V. Beverén. 

BiYiról. V. Beviról. 

BivlróU. BEVUTA, sf. Vaso di vetro com- 
modo per dare da bere agli ammalati. 

Bivirón, Blvr6n. V. BevrOn. 

Bisàr. BIZZARRO, agg. Singolare nelle idee, 
e nel modo di esprimerle. Iracondo. Strava- 
gante. Spiritoso. Vivace, dim. Bizzarbetto. 
superi. Bizzarrissimo. 

Bisaréja l BIZZARRIA, sf. Umore strava- 

Bizari ) gante. Singolarità più o meno vi- 
vace e franca che manifestasi nelle idee, nelle 
maniere, negli atti, negli abiti. Cosa bizzar- 
ramente inventata o composta. Capriccio. Abi- 
tuale facilità di stizzirsi. Sorta di agrume in 
Sarte cedrato, in parte arancio, nel pi. Certi 
ori, o frutti i quali pigliano, o lasciano forme 
o colori strani o proprj di piante diverse. 
Bizzarramente, avv. Con bizzarria. Strava- 
gantemente. 

Bisèf. V. Bisèf. 

Bisòoh. BIZOCO, BIZOCHERO, sm. Falso 
ostentatore di pietà e religione. Bizoco, Bi- 

ZOCHERA, 8f. aCCr. BlZOCONB. — IftfBIZOCHTRE, 

vn. Divenir bizoco. 

Blàoh. CENCIO, sm. Panno, Tela o simile 
consumato per molto uso, e le molte lavature, 
e rattopature necessarie dall' uso stesso, dim. 
Cbncbrello, Cenciuccio. — Straccio, sm. 
Panno, tela, abito, ecc. rotti. Abito misero e 
lacero. Strambello , sm. Parte spiccala o 
pendente da vesti lacere. Brano. Cavéas d'in 
ti blèch, Uscir de* cenci. Migliorare stato. 
Venire in miglior fortuna. V. Brandèl. V. 
Nev (blàoh d'név). 

Blamént. BELIO , sm. Spesseggiato belare. 
V. Blé 1 . 

Blandi. BLANDIRE , va. Accarezzare eoo 
parole. Blandimento, sm. Il blandire. Blan- 
dizie, sf. pi. Carezze, Lusinghe. 

Blangùri. FRONZOLI , sm. pi. Ornamenti 
di poco valore, come nastrini, boccole, ferma- 
gli, ecc. nel sing. Galano, Nastro o altro vano 
ornamento solito portarsi dalle donne. 



. BLB - 

BUnàa. BILANCIA, sf. Strumento a due 
broccia, uguali, eoo jiue coppe o piatti per 
conoscere la differenza dal peso dVcorpi gravi, 
dim. Bilancila , Bilancbtta , Bilancino. 
aec. Bilancioke. — Giogo , quella Spranga 
di ferro che forma le due braccia* dall'estre- 
mità delle quali pendono i piattelli. Trùtina, 
Specie di staffa formata di due spranghete 
di ferro che prendono in mezzo l ago, e le 
due lenti del giogo. Ago, Lancetta ohe indica 
l' equilibrio della bilancia. Lenti, Due ingros- 
samenti del giogo da ambo le parti intorno 
al perno. Occhi, I due fori nella parte infe- 
riore della trotina, dentro i quali è il perno 
del giogo. Gambe, Le due spranghe parallele 
della trotina. Perno, Corto asse d' aciajo fer- 
mato trasversalmente alla metà del giogo. 
Tagliente del perno , Parte inferiore di esso, 
angolosa, assottigliata onde diminuire lo sfre- 
gamento. Teeta della trutina, La parte su- 
periore della medesima cui è annessa la Cam- 
panella o Annoilo metallico a cerchietto, gi- 
revole entro un foro che è nella testa della 
trotina. Appiccagnolo, Appiccatojo , Oancio 
o Bracctuok> coi si tenga sospesa la bilancia, 
quando non si tenga sollevata con la mano 
per messo della campanella. Uncini, Due 
gancetti coi quali le catenelle dei piattelli si 
appendono a ciascuna estremità del giogo. Ca- 
tenetie, Tre catene di filo metallico, riunite 
mperiormente ali* uncino , e alle quali infe- 
riormente è sospeso ciascun piattello , in tre 
Soli equidistanti. Piattelli o Gusci o Coppe t 
e* due vasi in uno de* quali si pone la cosa 
da pesarsi, nell* altra il contrapeso. Bilancia 
gelosa, dicesi Quella la quale per essere di 
squisita costruzione , si muove facilmente al 
minimo peso. Bilancia pigra , Il contrario 
di bilancia gelosa. Bilanciare, va. Pesare 
con bilancia. Bilanciamento , sm. Il bilan- 
ciare. Bilancialo, sm. Chi fa o vende bilance. 
Tue òn In blftnàa. Tenerlo a bada, in 
dubio, in sospesa. 8te in blànà*. Stare 
in bilico, Stare fra due , Non sapere a qua! 
partito appigliarsi. Bilico , sm. Equilibrio. 
Positura di un corpo sopra un altro, pendente 
egualmente da ogni banda. Bilicare, va. Met- 
tere in bilico. Bilancia, Chiamano i carroz- 
zai nn Pezzo di legname fermato sopra il 
timone nelle carrozze e simili , sostenuto da 
due puntoncini di ferro , ed a cui sono rac- 
comandati i bilancini ai quali s* attaccano le 
tirelle. V. Bilfinà. Blaxuton. Armadùra, 
(grillo). 

Blanièn. BILANCINO, sm. Quel legno mo- 
bile a cui si attaccano le tirelle de* cavalli da 
carrozza, o simile. Il cavallo che è attaccato 
da nn lato di quello che è sotto le stanghe 
di carretto o simiti. Saggiuolo , sm. Bilan- 
cetta per pesare le monete d* oro. 
BLaaiòn. B1LANCI0NE, sm. Bilancia grande. 
Bilancia, sf. Sorta di rete da pescare; e Sfer- 
rina, La corda che serve per allungarla e 
tirarla. 

Blé. BELARE, vn. 11 mandar fuori la voce 
che fa la pecora e la capra. Bblambnto, sm. 



- BO 

Il belare. BblIo, sm. Spesseggiato belare. 
Belato, Bblo, sm. Voce della pecora e della 
capra. Belante, sf. Pecora o Capra, part. 
pr. Che bela. 

Blén, Fé blén blén. Fare bellino bellino, 
Fare il belUn bellino, Fare il bello bellino. 
Dissimulare, Fingere per arrivare a qualche 
suo fine. V. Co*, (coccio). 

Bléln. V. Blangùrl. 

Blèt. BELLETTO , sm. Materia per colorire 
il viso. Dean e blét. IMBELLETTARSI , 
IMBBLLETTIRSI , np. Colorarsi di belletto. 
Imbelletta mento , sm. Il darsi il belletto. 
Sbbllbttare, verb. esagerativo, di Imbel- 
lettare, va. Dare il belletto. 

Blèsa. BELLEZZA, sf. Ciò che risulta piace- 
vole dall' armonia delle sue parti. Nel dia!, 
romag. vale anche Gran quantità di che che 
sia, ed anche Un buon carpicelo di bastonate. 
Belluria, sf. Bellezza d' apparenza più che 
di sostanza. Fare del ben bellezza, Fare bene 
assai. BèVer el bléi d'On. Bere Vabbeve- 
rato o V abbeveraticelo di alcuno, Bere il re- 
siduo di bevanda assaggiata da un altro, o 
Bere nello stesso bicchiere in cui uno ha be- 
vuto; e suol dirsi generalmente da uomo che 
beva dov'ha bevuto una donna, volendo con 
ciò dire ch*ei beve le di lei bellezze commu- 
nicate al bicchiere. 

Blightrìgh. Cosa da poco. — Bobohicciuolo, 
sm. Piccola riunione di casupole senza mura. 
Borouocio, sm. Borgo piccolo e misero. 

Blìguel i BELICO, OMBELICO, UMBELI- 

Blìgul f CO, sm. Parte del corpo in mezzo al 
ventre, che è la cicatrice del cordone umbilicale 
d'onde il feto nelP utero riceve il nutrimento. 
Punto medio di che che sia. Buco delle (rutta 
che si spiccano dal picciuolo. Umbilicale , 
agg. Appartenente ali umbilico. Bbliconchio, 

. sra. Budello del belico. Tralcio o Funicello 
ombelicale. Ganoàmb, sm. Incavo dell* um- 
bilico. 

Blin. V. Bili 

BlingurL V. Bltuigùri. 

Blòo. BELLUCCIO, agg. Alquanto bello. 

Bloch. BLOCCO, sm. il bloccare. — Fé un 
blòoh term. biliard. Far bilia di colpo. 

Bloohe. BLOCCARE, va. Occupare, assedian- 
do tutti i posti intorno al nemico per terra e 
per mare, perchè non v'entrino viveri od aju- 
ti. Bloccatura, sf. Il bloccare. 

Blónda. TRINA, sf. Merletto di seta lavorato 
io varie guise. Dicesi anche Blonda. 

Blu. V. Turchi. 

Bluché. V. Bloohe. Abluché. 

Blùgla. FIGNOLETTO, sm. Piccola postema 
alla cute. Bollicina, sf. Vescichetta che si fa 
sulla pelle delle persone ; e Bolla aquajuola, 
se è piena d'aqua. V . Sgiòbla. Gròtta. Ulaer. 

Blùs. V. Oamiaòt. 

Bò. BUE, BOVE, sm. Animale da giogo e da 
macello* dim. sprezz. Buacciolo, Buaochio. 
pegg. Buaccio.— Bovino, Buino, agg. Di hue. 
Botile, sm. Stalla de* bovi. Boarb, vn. Far 
la voce del bue. Mugire , Mugghiare. Boat- 
■ tierb. sm. Mercante da bovi. Bovictda, sm. 



BOC 



-$6- 



BOC 



Chi ocoide boti. BonAso, gnu Bua self aggio. 
Y, Man». Buvàsa. Muacaróla. 

Bòa. BOA, am. Stretta e lunga stritela di pel- 
liccia fine, cucita longitudinalmente in tondo, 
col pelo al di ftiori; e cosi detta dal serpente 
di questa nome. Portanlo d'inverno le aigoore 
sulle spalle a uso di ciarpa; anche facendogli 
dare un giro o due intorno al collo. (Carena). 

Bòba, BOBA, sf. Mescuglio di più cose a fog- 
gia d'unguento. V. GUògia. Sbòbe», 

Bobla. BUBBOLA, sf. afeuzogna, Favola, Fan- 
donia. Imbubbola»*, va. Dare altrui bubbole. 

Bòo t TRUCCHJO, TRUCCIO , a». Colpo, 

Boci ) per cui una palla, al giuoco delle boc- 
ce, viene levata dal suo posto da un'altra lan- 
ciatale contro. Bocce, sl pi Sorta di giuoco 
che si fa con palle di legno. Bocciato, am. 
Chi fa e vende le bocce o palle di legno da 
giocare. 

Bòo i CATARZO, sm. Seta ordinaria e gros- 

Booi j golena. Brocco, am. Piccolo gruppo che 
rileva sopra il refe, e gli Coglie d essere ag- 
guagliato. Sbroccarjr, v*. Ripulir la seta con 
ago, o altro ferruzzo appuntato dagli sbrocchi 
e suciduxni che nel filarla vi si sono attaccati. 
Sbroccatvra, sf. L* operazione dello sbrec- 
care, ed anche lo sbrocco che se ne cava. 
Sbrocco, am. La materia che si lava nello 
sbroccare. V. BurgiSn. 

Booa, BOCCA, sf. Quella parte della faccia o 
del muso dell'animale per la quale si prende 
il cibo, e d* ond' esce 1 alito e la voce (chi 
n'abbia il dopo), figurai. Apertura di molte 
cose, coma di sacco, vaso, mantice, posso, ecc. 
dina. BooQHiftA, Bocchetta, Bocchino, Boc- 
cuccia, pegg. Boccaccia. — Bocche , nel pi. 
Significa talvolta, Persone, Bocca da fuoco, 
Ogni arma da sparare. Bocca dello stomaco, 
lo stesso, che Forcella del petto, che gli an- 
tichi dicevano Arcale del petto, è quella De- 
pressione o quell'Avvallamento che si vede a 
piò dello sterno, ossia dell'osso del petto dove 
s'innestan le costole. Stare a bocca aperta, 
Ascoltare con grande attenzione. Rimanere a 
bocca asciutta, a denti asciutti, Restar 
senza mangiare, figurai. Succedere sinistra- 
mente una cosa da cui sperava*! vantaggio. 
Spaàéea la bona. Spassarsi la bocca, Net- 
tarsi col fazzoletto, o simile la bocca. Nel 
dialet. romagn. dicesi figurai. U a* pò apaàe 
la bó ca. Può nettarsi la bocca, parlandosi 
di Chi non giungerà mai a conseguire quella 
tal cosa che desidera. « Nanni si può nettar 
la bocca, e dir buon prò ci facia. » (Fagiuoli). 
Bocca di dama, Pasta delicatissima, la cui 
sustanza ò di mandorle, zucchero, e tuorli di 
uova. Di buona, o Di mala bocca, dicesi di 
Chi è di pasto assai, e mangia di tutto, o di 
Chi è di poco pasto. Layéaa la bóca d'un 
quél , Millantarsi di una cosa , Publicarla. 
Cavai dùr d' bóca , o sbuchè. Bocchi- 
duro, agg. Cavallo duro di bocca, sboccato. 
8tdràer la bóca. Gangheggiare , vn. Il 
torcere che fa la bocca il cavallo per far tra- 
boccare V imboccatura, Amaséas la bóca. 
Scompuzzolare, va. Levar via con alcunché 



di gustata la nausea eccitata dall' ii 
mento di cosa disgustosa. Booooro, agg. Che 
ha gran bocca. Boccia* r va. Pigliar colla 
bocca. Ve del bróti booa. Fare visacci. 
Burlarsi di alcuno, Beffarlo, storcendo il viso 
e facendo smorfie. Anche si dice Far boc- 
caccia, o le boccacce* V. Baohlna. Muafin. 

BóoaL V. Bòcla, 

Bocaién. V. Orinari. 

Booalòn. BOCCALONE , am. e agg. Chi non 
sa tenere a freno la lingua. Chi grida troppo. 
Chi ha la bacca soverchiamente larga. 

Bocapórt. BOCCAPORTA, sf. Apertura qua- 
dra ne'ponti delle navi per discendere a basto. 

Boomróla. SETOLA , sC Scoppiatura nella 
pelle, particolarmente agli angoli della bocca, 
o ne capezzoli delle donna. 

Booàs. V. Bucai. 

Booe. V. Buca 

Booéta, BOCCETTA, sf. Picco» boccia da 
liquori, dim. Bocohttima , Boccbttwo. — 
Oricanmo, sm. Vaasitino a bocca stretta per 
aque odorose. 

Booha. V. Buche 1 . 

BoobaX BOCCALE, am. Vaso di terra cotta 
per misurare particolarmente vino, ed anche 
altri liquori, dim. Bocca letto, Boccalino. 
accr. Boccalone pegg. Boccalaocio. — Boc- 
calajo, Boccalaro, sm. Chi fa o vende boc- 
cali. Bocbal aboohé. Boccale sboccato. Boc- 
cale rotto nella bocca. 

Bochóta. BOCCHETTA, sf. Parte della scarpa 
che copre il colla del piede. Piastra di me- 
tallo ohe per ornamento s* incastra a* cante- 
rani e simili per vestire il buco do*' entra la 
chiave. Chiudetta, sf. Apertura ne' rialti dei 
piccoli canali degli orti e delle risaje per far 
passare l'aqua dall' uno all' altro canale. Pic- 
cola apertura con imposta agli osci interni 
delle prigioni, per potere guardar dentro, e, 
dare o ricevere qualche cosa, senza bisogno 
di aprir I* uscio. Boonéta d* mSni. Gola , 
Serra, Stratta, ȣ Apertura lunga e stretta 
tra monti» Forra, sf. Apertura lunga e stretta 
tra poggi alti. Scoscendimento profonde tra 
monte e monte. 

Boobi. BOCCHINO, sm. Piccolo emisfero con- 
cavo di metallo per intonare gli strumenti da 
fiato. Il bocchino del clarinetto è una specie 
di corto e grosso becco d'ebano, tondo di 
corpo, augnato in cima. Cima del cannello 
della pipa. Arnese in cai a' inserisce una delle 
estremità deL sigaro per filmare, V. Lingué- 
ta (ancia). V. Pépi (far greppo; e brincio). 

BooJiina. BOCCUCCIA, a£ dim. di Bocca, 
Dicesi di Persona delicata che non appetisce 
off ni sorta di cibi , ma li vuole scelti. Boc- 
chino da sciorre aghetti* dicesi di Donne 
che par parer belle e modeste stringono la 
bocca più del naturale. 

Bòoìa. BOCCIA, sf. Vaso di vetro o di cri- 
stallo per vino e per equa: è d' uso commane 
nelle tavole e nelle stanze ; ed è differente 
dalla bottiglia. V. Botéglia. Palla di legno 
da giocare. Bolla, sf. Vescichetta che fa Pa- 
qua bollendo o gorgogliando; e la pioggia 



BOJ 



-87 - 



SOL 



«fendo a mese gocce: ed anche Quella ve- 
KkheitA sferica che ti forma dal soffiare 
leggermente i rogassi in un pezzetto di ca- 
napai intinto in saponata, dim. Bollichila, 
Bollicina, Bollicola , Bolluzsa. — Bdl- 
uooso, agg. Pieno di bolle. Bombola, si. Vaso 
di vetro eoo gran Teatro rotondo, dolio corto, 
per conservar vino od altro ; e per conservare 
aqo&freaca.eeèdi terra guascotta.V. Bomba. 
Bociòe. V. Buoiòe. 

Boela, BOCCOLA, BUCCOLA, sf. Cerchio di 
ferro o di bronzo di cai si riveste l'interiore 
del mono delie mote, e per otti entra la sala* 
Riccio di capelli, nel pi. Pendenti da orecchie» 
Boccola, et. Borchia da affibbiare per orna- 
mento. Bogcqlabb , sm. Cannone di metallo 
che riceve la canna del mantice. 

Boclén. LUMINELLO, sm. AnoeUetto dove 
s infilza il lucignolo della Incerila. Arnese di 
ni di ferro con pezzetto di sughero per tenere 
a galla il lucignolo nell'olio delle lampade. 
V. Spirén. UrcL 

Bóf. BUFFO , eoa. Colui che fa la parte del 
buffone in comedia. agg. Giocoso. V. Bufoli» 

a>fa. BUFFA, BUFFERÀ, s£ Aggiramento 
di veou impetuosi. Buffata, bù Soffio di ven- 
to non continuato, che sorge a un tratto, cessa, 
e ritorna. Aqua cV bófa. Aquivento , sm. 
ano pioggia accompagnato da vento. V. Ba~ 
visa. Boig. Tramosoia, sf. Sorta di chiu- 
sura di lagno che mettesi per metà al di fuori 
delle finestre de* monandri , o delle prigioni, 
a noe di non vedere , e di non esser veduto. 
«Né stette molto che alle quattro finestre 
ebbero messo le ferrate, poi le tramogge, poi 
te graticole, poi le ribalte guarnite dt festoni 
di tela, le quali calavano alle ore ventiquattro. 
(Guerrazzi), 

^-BUFALO, BUFOLO, sm. BUFALA, 
BUFOLA, ef. Animale da giogo che somiglia 
al bue, ma di fattezze assai grossolane, e 
senza maestà; ha il pelo nero, la coda nuda, 
1 Aspetto feroce, dim. Bufolino, Bopolbtto, 

«CCr. BUFOLONE. pegg. BUFOLAOCIO. — BU- 

yoL J*o, agg. Di, Da bufolo. Bóf Al de oa~ 
man. Sfiatatoi, sm. pi. Que' pertugi della 
rocca o torretta del camino ond* esce il fumo» 
{Wruotf (Fanfani). Bóf al do noe. V. 
Nani. 

Bogn. ASCESSO, sm. Tumore contenente so- 
ttana marciosa. Bógn àigb. Fin nolo, Fo- 
auKcoLo. Ckxionb, sm. Piccolo tumore in* 
nammatorio e cutaneo, che suol durare breve 
tempo; ma è dolorosissimo quando dura più 
dell usato, dim. FiaNóLBTTO. — Oomoonb, sin* 
Tubercolo rotondo che formasi sui rami de- 
gli alberi. V. Postèma. • 
Bòga l BUGNA, BOZZA, sf. BOZZE , nei 
Sogna ) pi. Quelle pietre delle fabriche che 
Dell ordine rustico, sportaao in fuori. Vi sono 
Bozze a guancialetto; a punta di diaman- 
te , ecc.: piane diconsi quelle che scortano 
meno. 

Boja. BOJ A, sm. Chi per officio eseguisce sui 
condannati la pena di morte. Carnefice: ma 
oo^a è il titolo dell'officio; e Carnefice espri- 



me più direttamente Patto del Peserei tarlo. Il 
boja è boia anche quando non ammazza net- 
tano; nell esercizio delle sue funzioni è più 
propriamente carnefice. (Zecchini). Boja, 
àtem per un cotal vezzo sgraziato ad Uomo 
accorto e pieno di avvisi. (Fanfani). Bojbssa, 
sf. di Boia. 

Boja. V. Bolsa. Fiàpa. Tòila. 
Bojéda. P1PP10NATA , sf. Qualunque cosa 
riesca sciocca o scipita. Pobchbma, sf. Qua» 
tacque cosa brutta o mal fetta nel suo genere, 
metafor. Azione vile. Soperchieria. 
Bòi. BOLLO, sm. L* impronta che rimane dal 
bollare. Sigillo col quale si contrasegnano molte 
cose. Marchio, sm. Segno o Bollo particolare. 
Piccolo bollo che fa apporre il Governo sugli 
oggetti d'oro, e d'argento , onde autenticarne 
H titolo per guarentigia di chi compra, dim. 
Mabchiolino. V. Qradàss. 
BÒI. BOLO, sm. Sorta di terra argillosa ed 
untuosa al tatto; una sua speeie rossa è usata 
dai doratori. 
Bòia. BOLLA, sf. Impronta del suggello per 
autenticare scritture publiche , e particolar- 
mente quelle dei papi. Patente imperiale. 
Bollario, sm. Libro in cui tono raccolte le 
bolle pontificie. V. Sonai (bolla). V. Póla. 
Bolo. BOLLARE, vn. Segnare eoa bollo. Im- 
prontare con suggello, figurai. PigKar denaro 
a prestito da alcuno, e non lo restituire. Bol- 
latore, em. Impiegato che bolla. Marchia* 
torb, am. Colui che appone il marchio. Bol- 
latura, sf. L'atto del bollare. V. Buie. 
Bolén. BOLLINO , sm. Piccola ostia per si- 
gi llar lettere. V. Bulén. 
Boléta. V. Buléta. 

Boletén. BOLLETTINO, sm. Cedola, Poliza. 
Rendiconto giornaliero dello stato di una cosa 
interessante. Raccolta di leggi. V. Baiteli. 
Boli. BOLLIRE, va. Sottoporre a collisione, 
vn. Il rigonfiare e gorgogliare de* liquidi per 
troppo calore, o per fermentazione. Bolli- 
mento, sm. L'atto, Il moto del bollire. Bol- 
lire il ferro, Roventarlo a ufi maggior grado, 
e mollificarlo al punto che possa attaccarsi e 
unirsi con altro ferro parimente bollito, bat- 
tuti e massellati ambioue sull'incudine, fio/- 
Hre ih pentola un negozio, Trattarsene se- 
eretamente. Bollicare, Sobbollire, vn. Bol- 
lire adagio e lentamente» Bollbcambmto, Sob- 
bollicambntO, sm. Leggiero bollimento. So- 
prabollirb, vn. Bollire di soverchio, o per 
troppo tempo. Bulicar*, vn. Il bollire delle 
aque che scaturiscono bollendo. Bulicambn- 
to, sm. Il bulicare. Bulicame, sm. Sorgente 
d'aque che scaturiscono bollendo. Ribollir*, 
va. Di nuovo bollire. V. Bolòr (sbollire.) 
Bolidùra. BOLLITURA, sf. L'atto del bol- 
lire, e la causa del cuocersi. Liquido nel quale 
ha bollito che che sia. Lo stato per cui pas- 
sano i cibi nel cuocere. Decozione. Bollizio- 
nb, Ebolluionb, b(. Il bollire. Agitazione di 
un fluido esposto al fuoco, quando leva il bol- 
lore. Boluchìo, sol. Leggiero bollimento. Bo- 
llicale, sm. Piccolo rumore, e propriamente 
quello delle aque che lievemente Bollono. Bol- 



BON 



- 88 - 



BON 



utiocio , sin. Deposizione di cosa fatta bol- 
lire. * 
Bolòr. BOLLORE , sm. L* atto della ebolli- 
zione. Gonfiamento e Gorgoglio che fa la cosa 
che bolle, dira. Bollobino. — Levar il bol- 
lore. Cominciare a bollire. Passe e bolòr, 
Sbollire, vn. « Lascia ebollire il sangue, se 
vuoi conoscere meglio di chi è la ragione. » 
(Giuliani). De un bolòr. Bislbssa&b , va. 
Lessare alquanto, che diciamo Dare nn bol- 
lore. Bolli Bolli, Bollore che comincia, figu- 
ra*. Tumulto di gente. 

Bòia. BOLSO, agg. Travagliato da bolsaggine, 
e dicesi per lo più di cavalli. Detto di ferro, 
o altro, vale Rintuzzato in punta, in taglio. 
V. Sbulsl. 
Bolaagìn. BOLSAGGINE, BOLSIN A, sf. Bol- 
sino, sm. Sintomo di lesa respirazione, par- 
landosi di cavalli: e Debolezza, Fiacchezza, 
detto di persona. 

Bolton. BOLLETTONE, sm. Grosso chiodo 
de* calzolaj di cui si servono per unire insieme 
i tacchi delle scarpe. V. Bultòn. 
Bólsa. BOGIA, BOLLA, sf. Piccolo segno di 
male. Chiosa, Chiazza, sf. Macchia sulla pelle 
rimastavi o per rogna, o per volatica, o altro 
male che viene alla pelle. Chiazzare, va. 
Spargere di macchie. 
Bolseta. V. Bulséta. 
Bómba. BOMBA, sf. Grossa palla di ferro 
fuso, vuota, che si riempe di polvere, e che 
scagliata dal mortajo scoppia in molti pezzi 
dopo essere arrivata a una distanza determi- 
nata. Bombola, sC Vaso di vetro per tenervi 
pesci vivi. V. Paste*. Sberbandì. 
Bombarde. BOMBARDARE, va. Gettar bom- 
be. Battere città o fortezza continuamente 
con artiglierie. Bombardamento, sm. Il bom- 
bardare. 

Bombarde!. V. Bumbardòl. 

Bombarderà i BOMBARDIERA, sf. Feri- 

Bombardlra } toja nelle muraglie da cui 

si bombardava. Archi busi bra, si Apertura 

nelle muraglie donde scaricassi le armi da 

fuoco. V. Guargióla. 

Bombard&n. BOMBARDONE, sm. Stru- 
mento musicale da fiato. 
Bombe. BOMBATO , agg. Piegato , Curvo. 
Uzzato, agg. Che ha uzzo, cioè corpo o gon- 
fiezza come ha la botte. 
Bombe. V. Abombe. Sbombé. 
Bómbla. V. Booia e Bómba (bombola). 
Bòn. BUONO, sm. Il bene. Tutto ciò che ò 
proprio a produrre un effetto utile. Ciò che 
contribuisce fisicamente alla felicità. Persona 
dabbene. Cosa buona, agg. Contrario di cat- 
tivo, di malvagio ecc. Piacevole, Probo, E- 
sperto , Idoneo , Vantaggioso, dim. Bonino, 
accr. Bonaccio, persona di buona pasta, su- 
peri. Borissimo. — Fé da bòa. .Far di buono, 
dicono i giocatori quando interviene il denaro, 
quasi che allora si giuochi da vero. Sicché 
la detta locuzione in compagnia diverbi Fare, 
Dire, Rispondere e simili, importa lo stesso 
che Davvero, Non da beffe, Di buon senno. 
Da senno, Sul serio, Seriamente, Sul sodo. 



Taci bdn in man. Tener buono in mano, 
locus. ellit» il cai pieno sarebbe Tenere buon 
giuoco m mano, cioè Avere in mano carte da 
sperarne vincita; e si usa figuratamente io 
senso di Possedere messi o ripieghi, o spe- 
dienti da riuscire a bene. Bfin-tOn. Ele- 
ganza , sC Dicesi del Modo con cui altri si 
veste o si adorna con gusto e leggiadria; ed 
Elegante è aggiunto di Uomo che veste ric- 
camente, e con gusto e leggiadria. (Fanfani). 
IV è adéaa ohe vén e bon. Or ne viene 
il buono, « Bimei 1 state a udire, se voi vo- 
lete; che or ne viene il buono. Dico che, ecc.» 
(Varchi, Com.) 

BSna. Tnèssen in bona. B0NBGG1ARSI, 
np. Farsi bello di una cosa. Tenersene, np. 
« Un liberale in carcere, l' ingrassa e se ne 
tiene. » (Giusti). Alla buona, Senza preten- 
sione, e senza affettazione. Xaaer in bona, 
Esser in buona, Essere in buona data, o in 
buona tempera o in buona disposizione a com- 
piacere altrui. Torna in bòna. Abbonac- 
ciarsi , Placarsi. Féla bòna a Gn. Menar 
buono che che sia a uno. Féla bòna. Fare 
grosso guadagno. Bona pù. Manco male, ecc. 

Bonagrèàia. Favore, Agevolezza, Cortesia. 

Bdnalàna. LANUZZA , sf. figurai. Persona 
astuta. 

Bonaxnan. BUON AMANO, sf. Mancia. Be- 
nandata , sf. Mancia che si dà al garzone 
d* osteria, al vetturino nelP andarsene. 

Bonamént. BONAMENTE, aw. Alla baona 
Con bontà di cuore. 

Bonapèàa. V. Bonalftna. 

Bonarieté. BONARIETÀ , sf. Benignità di 
natura , Bonomia. Bonariamente , aw. Con 
bonarietà. Senza malizia. Spontaneamente. 

Bonàaa. BONACCIA, sf. Stato di mare io 
calma, figurai. Ogni sorta di buooa fortuna. 
Amico dt bonaccia, Amico per interesse. Bo- 
NAOcioso, agg. Che è in bonaccia, superi. Bo- 
NACCI08IS8I1I0. V. Abonaséas. 

Bonde. BUONDÌ, BUONGIORNO, aw. Modo 
di saluto. 

Bonéfieh. BONIFICAZIONE , sf. Migliora- 
mento di un terreno. Bonifico, sm. v. d'uso 
Compensò. Di falco. V. Bonifiche. 

Bonàri. BONARIO, agg. Che ha bonarietà. 

Bonét. BONETTO, sm. Sorta di berretto di 
varie forme e stoffa. V. Brét. 

Bongoat. BUONGUSTO, sm. Facoltà di di- 
scernere il bello, e i difetti nelle arti. Buon- 
gustaio, sm. Chi ha buon gusto. Chi ha gu- 
sto squisito per cibi, liquori, ecc. e Chi crede 
avere buongusto. 

Bonifiche. BONIFICARE, va. Migliorare. 
Ridurre un terreno colto e fruttifero, figura*. 
Menar buono un credito preteso. Bonifica- 
mento, sm. Bonificazione, sf. Il bonificare. 
V. Imlfonimént. 
Bonoméja, Bonomia. V. Bonarieté. 
Bonora. BUONORA, aw. Dt* buon'ora, o 
A buon'ora. Di buon matino. 
Bonservi. V. Benservi. 
Bonté. BONTÀ , sf. Disposizione naturale a 
ben operare. 



Boatamp.BfiL TEMPO, Tempo buono. Dar* 
ti bel tempo. Stare allegramente. Buontempo, 
sm. Gozzoviglia, Bagordo. Déss b5n tèpip. 
Gossovigliare* Buontempone sin. Chi vive 
allegramente. 

Bontinàl. BONCINELLO , sm. Uncinetto di 
ferro attaccato al fondo del chiavistello che 
•atra nella serratura ove si serra colla stan- 
ghetta. V. Pulita. 

Bòr. V. Pèlgh. 

Bora. BOREA, s£ Greco-tramontana, Vento 
«eUMtrionale che è il terso dopo Tramontana 
dalla parte d' Oriente : per Borea intendesi 
communemenie il Vento del Nord, detto pro- 
priamente Tramontano, Boreale , agg. Di 
borea, V. Tramontali. 

Bòra. BORRA, s£ Crini di cavallo o simile 
per oso d* imbottire. Cimatura di paonilani. 
pegg. Borraccia. — Abbordare, va. Riem- 
piere di borra. Metter borra. Battiborra , 
sm. Arnese per battere la borra. V. Oréna 
(crino). 

Boràcis. BORRACCIA, s& Fiasca da viaggio, 
dim. Borraccina. 

Boraana. BORRAGINE, BORRANA , af. 
Pianta ortense ohe si coltiva con l' erbe ci- 
barie ; ma se ne trova anche alla campagna 
ne' luoghi incula e fra i sassi. 

Bord. BORDO , sm. Fianco della nave che 
sta fuor dell' aqua. Andare a bordo, Andare 
sopra la nave, Imbarcarsi. Bordato, sm. Spe- 
zie di tela a righe di due colori : dicesi anche 
la Veste da donna latta di tal drappo, nel 
dialetto vale Frangia. V. Frànaa. Orél. 

Borda, BEFANA, sf. Spauracchio per conte- 
aere i bambini. 

Bordatura. BORDATURA , sf. Orlatura di 
qualunque lavoro, o per fortezza» o per orna- 
mento. 

Bordé. V. Inorle. 

Borderà. BORDATA, sf. Cammino deliaca- 
ve bordeggiando. Scarica di tutta l' artiglieria 
da un lato del vasoello. 

Bordegé. BORDEGGIARE, vn. Navigare 
contro vento villeggiando or di qua or di là 
per acquistar cammino. 

BordèL BORDELLO, sm. Rumore, Frastuono. 
Fé de bordai, Fare il bordello. Far baje, 
Scherzare. Far le watt te. « L* ho sempre 
davanti quella creaturina, sempre ; era a tutte 
l' ore U fuori a far le mattie co* miei*. La 
mone come fa presto I » (Giuliani). Sbor- 
dbllarb, vn. Far chiasso. Scherzare. Sbor- 
dbllambnto, sm. Lo abordellare. V. Ra- 
gaàól. 

Bordòn. V. Splunoón. 

Borea. BORACE, sm. Sale acido mordente. 
Bobacibrb, sm. Vaso per borace. 
Sórga. BUGNA, BUGNOLA, sf. BUGNOLO, 
sm. Arnese a foggia di vaso composto di cor- 
doni di paglia legati con vinchi o simili per 
tenervi biade, crusca , cenere , ecc. dim. Bu- 

QKOLBTTA, BUONOLINA. aCCT. BUONOLONB. 

Bòrgh, V. Pèlgh. 

Borgo, BORGO, sm. Riunione di case senza 
•aura: può essere vicino alla città, o dentro 



B03 



alla citta* come p, e. il Borgo di Schiavonia 
a Forlì, dim. Borohbtto, Borobrttino, Bor- 
o bucci uolo. — Sobborgo, sm. Bongo conti- 
guo alla città. Imboscarsi . op. Entrare in 
un borgo. Empiersi di borghi. 

Qorghé. ROVISTARE, va. Muovere le mas- 
serizie di casa da luogo a luogo per cercare 
cosa smarrita: e semplicemente Cercare. V. 
Brighe. 

Borgbada. BORGATA, sf. Gran villaggio in 
cui le case sono sparpagliate qua e la. 

Borghes. BORGHESE, am. Abitante di borgo. 
Cittadino. Borghesia, af. Cittadinanza: il 
complesso de* cittadini non nobili, ma agiati. 

Borghigiàa i BORGHIGIANO , sm. e agg. 

Borgheàn. ) Chi o Che abita in un borgo. 

Bòria. BORIA, sf. Insolente ostentazione del 

Sroprio merito, o di quello che si crede avere, 
im. Bobùuzza. — Boriata, sf. Atto, di boria. 
Borione, sm. Chi ha gran boria. Borioso, 
agg. Che ha o mostra boria, dim. Boriosjbtto. 
spresz. BoRiosuzzo. — Boriosamente , avv. 
Con boria. Bori are , vn. Aver boria. Imbo- 
biarsj, np. Invanirsi, Insuperbirsi. 

Bòria. BURLA, sf. Celia, Scherzo, dim. Bur- 
letta. 

Borie. V. Burle. 

Borsa. BORSA, sf. Sacchetto da riporre de- 
nari. Riunione di negozianti. Quel cartone ri- 
vestito di drappo in cui si ripone il corpo- 
rale. Sorta di tasca elegante che si serra a 
n'na, o con fermaglio metallico, ohe, nenr 
e da nastri, o da catenelle, portasi dalle 
signore in mano, o appesa al braccio. Borsa 
da tabacco, dim. Borsetta , Borsrllina , 
Borsetto, Borsellino. Borsicchio. med. 
Borbotto. — Borsalb, agg. Di borsa. Bor- 
saio, sm. Chi fa, o vende torse. Il borsellino 
o borsello non indicano tanto la sola borsa, 
quanto il denaro che contiene , e la somma 

Siù o meno rilevante. Borsiglio, am. Somma 
i denaro assegnato a certe spese minute pro- 
prie della persona. Imborsare, va. Mettere 
nella borsa. V. Imborse. Spilàtioh. 

Borsaro!. BORSAJUOLO , sm. Tagliaborse. 
Ladro di borse. 

Boaoa. BUSGA, sf Cerca. Acquisto cercando, 
o per elemosina, o raccogliendo lagne, erbe, 
ecc. alla campagna. Vivere di busca. Vivere 
di accatto. Andare a busca, Andare in cerca. 
V. Basche. Fratta, sf. Luogo intricato di 
proni, sterpi e simili a modo di macchia. V. 
Macia. 8ìv. 

Boscàja. BOSCAGLIA, st Specie di bosco, 
ma coperta di cespugli , e di piccole piante, e 
mezzane per lo più. Bosco grande, o Pia bo- 
schi insieme, pegg. Boscaoliagcia. — Bosca- 
olioko, agg. Pieno di boscaglie. 

Bósoh. V. Guadagli. 

Bòson. BOSCO , sm. Un gran numero d' al- 
beri che cuoprono uo certo spazio di terreno. 
Frasche disposte pe' bachi da seta, dim. 
Boschetto, Moschettino, aocr. Bosconb. — 
Bosco da taglio, Bosco ceduo, Quello che 
ogni tanti anni si taglia per uso di legno da 
fuoco i o per carbone. Uomo da bosco e da 

ÌZ 



BOS 



-90- 



BOT 



riviera, Uomo atto a tutto. Furbacchione. 
Bogchbooi&rb, vn. Render bosco. V. Frasca 
(bosco). Boscajuolo , sm. Quegli che taglia, 
abita, frequenta, ed ha in custodia il bosco. 
Boschiere. 

Bosenét. BOSCHETTO, sm. FRASCONAIA, 
sf. Boschetto, o Uccellare artificiosamente ad- 
detto per pigliar uccelli. Boschbttibrb, sm. 
Chi uccella al boschetto. V. Brói (brolo). 

Bosohhr. BOSCHIVO, agg. Addatto e tenuto 
a bosco, ossia Riducibile a bosco, e Ridutto 
a bosco. Piante boschive , Quelle che fanno 
ne* boschi ; che sono da bosco. Boschericcio, 
agg. dicesi di Terreno che ha, o aveva bosco. 
Boschereccio , Boschigno , agg. Di bosco. 
BoacHBRBCCiAii entb, avv. A modo di bosco. 
Boscoso, agg. Pieno di boschi. Boscato, agg. 
Che ha boschi. Piantato in parte a bosco. 
Boccata , sf. Luogo a boschi , o piantato a 
guisa di bosco. 

Bosnia. BOZIMA, sf. Intriso di crusca, o di 
cruschello, di untume e di equa, col quale si 
frega V ordito della tela in telaio per ram- 
morbidarlo. Bozi matura , sf. L atto di dar 
la bozima. V. Imbosmé. 

Bosmaróla. SPAZZOLA, sf. Granatina con 
cui si dà la bozima ali* ordito della tela in 
telajo. Bozzimarola. (Giuliani). « Della boz- 
zimarola (bozimarola) s'osa per imbozzimare 
(imbozimare) i fili sull' orditojo. » 

Boss. A boss. A BUSSA , locuzione avver- 
biale significante letteralmente In modo simile 
o Conforme a quanto ne può contenere o 
o portare una bussa , cioò una barca, basso 
lat. Bussa; onde figuratamente si usa per 
In abondanza. (Gherardini). 

Boss \ BOSSO , BOSSOLO , sm. Sorta di 

Bóssal j sempreverde con legno durissimo , 
e addatto al tornio. 

Bóssla. BUSSOLA, sf. Rotella in cui è segnata 
la rosa de* venti , e con in mezzo l' ago ma- 
gnetico indicante la Tramontana. Chiesuola, 
sf. Cassetta di legno nella nave, ove si tiene 
la bussola, e di notte un lume. Bussola, sf. 
Sorta d' uscio che usasi negli appartamenti 
per parare il vento, il freddo , ecc. Contra- 
bussola, sf. Bussola posta dirimpetto ad un'al- 
tra dal lato opposto della grossezza del muro. 
V. Ghioiaról. Bazza, sf. Curvatura o Rilievo 
al mento, dim. Bazzina, Bazzino. pegg. Baz- 
zaccia. V. Bussldn. 

Bóst. BUSTO, sm. Veste affibbiata e armata 
di stecche che copre la schiena e il petto delle 
donne. Tutta la parte del corpo di sopra le 
anche fino a sotto le ascelle, dim. Bustino, 
pegg. Bustaccio. — Busta jo, sm. Bustaja. 
sf. voci d* uso Colui o Colei che fa i busti 
da donna. Busto del paniere , La parte ri- 
curvata tra il fondo e il manico. Torso, sm. 
Il busto delle statue mutilate, a cui mancano 
la testa , le braccia. Bóst d' la tròta, V. 
Braghe ta. V. Bustina. Pi tura (pettorina). 
Spalai. Strénga. 

Bósta. BUSTA, sf. Astuccio di libro ricca- 
mente legato. Busta o Sopracarta, sf. Bor- 
settina di carta quadrata o bislunga , con un 



lembo libero e ingommato, nella quale si met- 
te la lettera piegata, e poi, inumidita la gom- 
ma, si chiude , scrivendo sulla parte esterna 
il ricapito. Coltelliera, sf. Busta o Custodia 
di coltelli. V. Oustógia. 

Bòt. BOTTO, sm. Colpo, e propriamente Quello 
che sulla campana dà il battaglio. Il tocco 
dell'orologio publico che suona le ore. Tocco. 

Bdt. BOTTA , sf. Specie di rospo , ma più 
piccolo. Pemina del rospo. Pén o Pjì oom 
un "bót. Pieno come una botta, o come un 
budello, da un antico botum, che nel latino 
non troviamo che nelle forme diminutive bo- 
tulus, e botellus, budello. (Caix). 

Bota. BOTTA , sf. Colpo , Percossa. Motto 
pungente d' offesa o di scherzo. Botta rispo- 
sta, Replica pronta a qualsiasi proposta, 
D' bota. Di botto. Subito. D' bota d» bota, 
Botto botto , dicesi di atto ripetuto con una 
certa frequenza. Ogni tanto, Ad ora ad ora, 
Botto botto vincere delle partite, cioè Tana 
dopo r altra. D* bota d* bota, nel dial. ro- 
mag. vale Quasi quasi. Tne bota, Tener 
il fermo. « Lo scotto ho guadagnato; Tanto 
bene ho ciurmato I Se costei il fermo tiene. 
Ogni cosa anderà bene. » (Machiavelli). Botta 
term. idraul. Quella parte della ripa di un 
fiume o simile , nel seno concavo di una ri* 
svolta o gomito, dove più che in altra parte 
si accosta il filone della corrente. V. Arsega 
(rosa lunata). D* prèma bota. V. Oolp 
(cVprém oolp). 

Bota. CATERATTA , sf. Apertura fatta per 
pigliar 1* aqua, e mandarla via a sua posta, 
che si apre e si chiude con imposta di legno 
o di ferro , detta essa pure Cateratta, dim. 
Catrrattino. accr. Caterattone. — Ca- 
terattai , sm. Colui che ha la cura e la 
custodia delle cateratte. Cateratta a co- 
naie, Quella la cui imposta s'alza e s'ab- 
bassa. Cateratta a porta, o a ventola, Quella 
le cui imposte girano intorno a due cardini. 
Botola, sf. Apertura nel palco, per la qual« 
con una scala a piuoli ai ha accesso ad una 
stanza sovraposta. Imposta per cui si apre e 
si chiude l' apertura del palco suddetto. Specie 
di bussola a foggia d* una mezza tramoggia 
apposta esteriormente alle finestre de* mona- 
steri, delle prigioni, ecc. V. Bófa (tramoggia). 
V. Trómba (abbattifieno). 

Bota. BOTTE, sf. Vaso di doghe di legno, 
quasi cilindrico, cerchiato di ferro, in cui ser- 
basi il vino. dim. Botticella, Botticella 
Botti cina, Botticino. — Mezzulr, sm. La 
parte di mezzo del fondo della botte, dove si 
addatta la cannella: e quell'Apertura qua- 
drangolare, larghetta, fatta in uno de' fondi 
della botte, per poterla agevolmente polire 
al di dentro. Lulla , sf. Ciascuna delle due 
parti del fondo della botte , tra le quali sta 
il mezzule. Lunette, sf. pi. Quelle due parti 
del fondo che hanno forma di segmento di 
circolo , quando il fondo non è tutto di un 

Sezzo. Fondi, sm. pi. Que' due piani circolari 
a cui è terminata la botte da ambedue le 
estremità ; i tini, bigonci e simili Uanpo uo 



BÓT 



-M- 



602 



sol fondo inferiormente. Tirafondi, sm. latro- 
mento consìstente in un ferro lungo a vite 
tagliente che termina in un occhio, del quale 
li servono i boUaj per mettere e levare dai 
luogo i fondi delle botti. Spina , Fbcciaja , 
sf. Buco nel fondo del mezzale dove si mette 
la cannella alla botte: Spina, dicesi anche la 
cannella stessa. Forò la bota. Spillare , 
va. Forare collo spillo la botte piena per 
trarne Tino. Trar vino di foro fatto nella 
botte. Spillatura, sf. Lo spillare. Spillo, 
sm. Ferro lungo un palmo, e acuto a guisa 
di punteruolo, col quale si forano le botti per 
assaggiare il vino : e il buco stesso che si fa 
nella botte con esso spillo ; il qual buco si 
tura poscia con piccolo piuolo. Móter a man 
la bota. Manomettere la botte. Metter mano, 
Cominciare a servirsi del vino che è nella 
botte. Manomesso, agg. Messo a mano, In- 
cominciato. « Mantener la botte manomessa 
del vino sino all'ultimo, che niente perderà, 
(Davanzali). Manomessa, sf. Dicesi il Comin- 
ciare a vendere il vino vendereccio al minuto 
« In Vinegia, quattro dì sono, era una buona 
manomessa. » (Varchi). Botte o Botte sot- 
terranea , Chiavica o Tromba che conduce 
T aqua di un canale sotto il fondo di un altro 
canale o simile. V. Sboto. Canèla. Dos. 
Cucon. Botasi. Botar. 

Botafòra. MANDAFUORI , sm. Colui che 
avverte gli attori di uscire sul palco scenico: 
dicesi anche Buttafuori, ma è meno proprio. 
Manoafuora, sm. Foglio per regolare l'uscire 
degli attori sol palco scenico ; e Chi tiene il 
detto foglio. 

Botàm. BOTTAME, sm. Quantità di botti. 

Botànica. BOTANICA, sf. Scienza onde di- 
stintamente ai conoscono i vegetabili, le loro 
funzioni, ed i loro usi. Botanico, Botanista, 
sm. Chi conosce la botanica. Botanico, agg. 
Attenente ad erbe. Botanolooia, sf. Trattato 
sulle piante. Botanofilo, sm. Chi specialmente 
coltiva qualche ramo della botanica. Botano- 
tbca, sf. Luogo dove si conservano le diverse 
specie d' erbe. 

Botasó. STAGLIO , TACCIO, sm. Computo 
alla grossa. Fé un botasó. Fare staglio, o 
taccio, o un taccio. Staoliarb, va. Tagliare 
alla grossa. Stagliare conti, Computar all'in- 
grosso a fine di saldar partite. Far tutto un 
monte, Accomodare un conto, senza guardare 
per minuto ai debiti, e ai crediti. 

Bota*. BOTTACCIO, sm. Piccolo barile, dim. 
Bottaccino. V. Btasé. 

Botega. BOTEOA, sf. Luogo dove i mercanti 
vendono le merci loro a ritaglio, e gli artefici 
lavorano, dim. Botbghbtta,Botbghina, Bo- 
tbohino. spresz. Botbguccia, Botbouzza. 
accr. Botbgone. pegg. Botbgaccia. Móter 
so botega, o Arri botega. Aprir boteaa. 
Intraprendere qualche specie di commercio , 
qualche arte, qualche mestiere con botega a- 
perta. « Tra lo spedai non vuole e Posteria 
Ch'uomo o donna nessuna apra bottega. » 
(Buonarroti). Móter dn a botega, Accon- 
ciare a botega alcuno. Metterlo a botega, 



Fargli apprendere un mestiere in qualche 
botega. Fé botega sdra un quél. Far 
botega su che che sia. Trarne guadagno contro 
il dovere, e contra la convenienza. Rbtrobo- 
teoa, sf. Stanza annessa alla botega, la quale 
serve da magazzeno, e per riporvi quelle 
masserizie e quegli utensili che sarebbero 
d 1 ingombro, o indecorosi nella botega. Fon- 
daco, sm. Botega dove si vendono merci di 
maggior valore, come panni, drappi di seta 
e simili : il fondaco suppone un fondo di mer- 
canzie non lieve, dim. Fondachbtto. — Fon- 
dachibrb, sm. Colui che tiene fondaco, o che 
è Ministro o Capo di un fondaco. V. But- 
gher. 

Botóglla. BOTTIGLIA, sf. Vaso di vetro, 
per lo più verdastro, o nero, e di pareti grosse 
e resistenti, cilindrico, da vino, e da liquori. 
V. Botigliarója. 

Botoli. BOTTINO, sm. Preda de' soldati in 
paese nemico. Stivaletto, dim. Bottinetto. 
— Bottinbggiarb, Abbottinarb , va. Far 
bottino. Saccheggiare. Abbottinambnto, sm. 
Saccheggio. V. Pusót. 

Botór. BOTTAJO , sm. Chi fa o rassetta le 
botti. 

Botfòra | RECITICCIO, sm. Materia emessa 

Botfùra ì nel recere o vomitare. 

Botghén \ BOTEOHlNO,sm. Piccola botega. 

Botghl 1 Lo stanzino del lotto. V. Bud- 
gher. 

Boti Boti.. ANI ANI , Voci con cui si chia- 
mano a sé le anatre. 

Botiglia. V. Botóglla. 

Botigliarója l BOTTIGLIERIA, sf. Stanza 

BotigHarì } ove si conservano le bottiglie. 
Il complesso delle bottiglie che uno possiede. 
Botega ove si vendono bevande. Bottiolibrb, 
sm. Soprastante ai vini della mensa. 

Bòtle. V. Bót. 

Botsòla. BOTTICELLA, sf. Piccola botte, 
Gran in botsòla. Grano vaginato .Vaqivk- 
to, agg. term. botan. Che è cinto o fasciato dalla 
vagina, cioè da quella foglia formata dalla 
base del peziolo, fa quale nasconde la spiga 
delle biade prima che fiorisca. 

Botsèn. BOTTICINO, BOTTICELLO, sm. 
Piccola botte. 

Bóv. V. Bò. 

Bóva. BUA, sf. Voce infantile che significa 
Male. 

Bovér. V. Buvor. 

Bós. V. Quél. 

Bòsa. BOZZA, sf. Abbozzo di pittura o di scul- 
tura. Primo foglio che si stampa per prova 
dagli stampatori. Abbozzo di scrittura, di com- 
ponimento , Minuta, dim. Bozzbtta. pegg. 
Bozzaccia. 

Bòia. BUCCIA, sf. Parte esterna, de* vegeta- 
bili, ma particolarmente delle frutta, come 
uva, mele, fichi, ecc. come pure Quella pelli- 
cina che riveste il pièno o gheriglio della no- 
ce, mandorla e simili, quando se n* è levato 
il guscio. Involucro epidermico di cui si spo- 
gliano in certi tempi gl'insetti e le serpi; 
come pure la spoglia che il baco si lascia 



BRA 



-«- 



BRA 



dietro , ismtaado. dim. Buociouina. — Buc- 
ciacchbra, sf. Nome collettivo di bocce. Quan- 
tità di bucce. Buccia, che ciondola. Buociajo, 
em. Ohi raccoglie bucce. Succiata, tf. Colpo 
dato nel tirar bucce. Bucci are, Sbucciare, 
va. Levar la buccia. V. Gósta. Scòrta». Ma- 
ja (mallo). 

Bóàml. BOZZOLI, sm.pL Piccole padellette di 
rame con manico di ferro che servono a vo- 
tar il bagno delle caldaje de' Untori. V. 
Fundsel. 

Basai cV oàna. V. Bùt. Buàel. 

Bosót. BOZZETTO, sm. Piccoco scbiaao, cioè 
Disegno leggermente accennata 

Bòsla. V. Fundsel. 

Bràoh. BRACCO, sm. Cane, che, tracciando e 
fiutando, trova le nere. Bracca, sf. La Temine 
del bracco* Bracco da fermo, Quello che, in 
veggendo la quaglia o simile, si ferma. Brac- 
co da Uffa, Quello ohe scorre la campagna 
per levar starne o simiH. Bracco da ripu- 
lita., Quello che ripulisce, e mette a leva gli 
uccelli ohe non sono stati levati, dim. Brao 
chbtto.— Bracchbria, sf. Quantità di bracchi. 
Tuoi i bracchi di un cacciatore. Bracchie- 
re, Bracchi ero, sm. Quegli che guida i brac- 
chi. Braccare, Braccheggiare , va. e vn. 
Cercare minutamente dapertutto, proprio dei 
cani bracchi. Braccheggio, sm. 11 braccheg- 
giare. V. Sgns. Baraoagnàn. 

Braghéta. BRACHETTA, sf. BRACHIERI - 
NO, CULACCIUOLO, sm. Quel pezzetto di 
pannolino con cui s'imbracano i fanciulli in 
rasce. Gbto, sm. Correggiuolo che s'addatta 
a pie degli iicoelti di rapina. 

Braghìr. BRACHIERE , sm. Sostegno per 
reggere gl'intestini abbassati. BrachibraJo, 
era. Chi fa, o vende brachieri. Brachibrata, 
sf. Colpo dato con brachiere. Bracone, sm. 
fig. Chi ama per curiosità sapere i segreti 
delle famirìie. Brachino, sm. Brachina, sf. 
Chi si studia di sapere i fatti altrui più mi- 
nuti : da Braca, sf. Notisia su i fatti altrui 
raccolta dai curiosi. (Giusti). 

Braghlra. SALAMISTRA, sf. Donna che 

{miTa e giudica di tutto come il saccente. Co- 
ei che per boria s'impaccia ne* fatti altrui, e 
pretende correggere e accommodare le cose 
a modo suo. 

Bragta. BRACONI, BRAGONI, sm. pi. Bra- 
ghe larghe; e Braghe semplicemente. V. 
Bregh. Calao n. 

Bragoné. Quautità di che che sia nelle bra- 
ghe : dicesi de* maciulli che l' hanno fatta nei 
calzoni. 

Brame. BRAMARE, vn. Desiderare arden- 
temente. Braveggiare, frequentai, di Bra- 
mare. Aver molte voglie. Ab brama re, in- 
tensi U di Bramare,* Avere brama ardente, 
particip. Ahbramato. Bram abile, agg. Che 
può bramarsi,, o De?' essere bramato. Bra- 
moso, aeg. Che brama. Bramosità, Brama, 
sf. Desiderio ardente. Bramosia. Avidità. Bra- 
mosamente, avv. Con brama. 

Branca. BRANCA, sf. Zampa dinanzi del 
quadrupede colle unghie da ferire. Zampa di 



uccello di rapina, tgurat. Parte, Ramo e si- 
mile di che che sia. in pi. Le parti che strin- 
gono negli strumenti da presa, dim. Bran- 
ouccsa. accr. Brancone. — Brancuto, agg. 
Armato di branche. Brancoso, agg. Che na 
molte branche. 

Branoadèna, MANCIATELLA , MANCIA- 
TINA, sf. Piccola manciata. V. Mane (man- 
ciata). 

Br&noh. BRANCO, sm. Alquanti animali 
della medesima specie adunati insieme. Reb- 
bio, sm. Ciascuno de* rami del forcone, della 
forca, della forchetta. Rebbiata , sf. Colpo 
dato con rebbio. 

Branche. BRANCATA, MANATA, sf. Quan- 
to può prendere una branca, cioè una mano. 
V. ▲branche. Brade. 

BrandàcuU STRAMBBLLO, sm. Brano, 

Brandèl ì Brandello. Parte di vestito strap- 
pata, o pendente ; e dicesi per lo più di vestì la- 
cere; e il vestito che cade in cènci, dicesi Stram- 
bellato. Strambbllarb, va. Ridurre, Mettere 
in pezzi, in cenci. RiMBRBNcioLO,em.Pettuolo 
di carta, di cencio, di carne, di chechesia. Bran- 
dello, Bm. Pezsuolo di che che sia. dim. Bran- 
dellino. — Brindello, sm. Pezzo più lungo 
che largo stracciato da una veste, o altro che 
di simile. E Brendoli, e Sbrendoli, (Giusti 
nello Stivale) si dice 11 lembo che ricasca da 
vestito rotto o simile; e Brendolone, Chi at- 
tualmente ha tale vestito addosso, ed abitual- 
mente è sciatto e mal vestito. V. Sbrandale. 

Brasar. BRACIAJO, sm. Monte di brace ac- 
cesa* 

Braserà) BRACIERE, sm. Vaso di rame o 

Braalra ) di ferro dove si tiene la brace ac- 
cesa per riscaldarsi, dim. Bracibretto. — 
Bracibrajo, sm. Chi fa, o vende bracieri. 

Brasìl. BRASILE, sm. Legno che serve per 
tingere in rosso. Specie dì tabacco. 

Brasala. COSTOLA, sf. Braciola di costola, 
ossia Pezzo piano di carne, appiccata alia co- 
stola dell'animale, cotta in gratella, dim. Co- 
stoletta. V. Ootoléta. Brasala d'iónaa. 
Arrostici an a, sf. Fetta di lombata di porco 
arrostita. 

Brava*. BRAVACCIO, SBRAVAZZONE, 
SMARGIASSO , sm. Chi' millanta bravura. 
Sbravazzare, vn. Fare lo sbravazzone. 

Brave. BRAVARE, va. Rimproverare im- 
periosamente. Rissare, vn. Far rissa, Alter- 
care. V. Sgrido. 

Bravèda. RABUFFAT A, sf. .RABUFFO, sm. 
Rimprovero forte. 

Bravi». PRODEZZA, sf. Coraggio. Intrepi- 
dezza, Valore. Azione valorosa. 

Bravùrla. BRAVURA, sf. Moto quasi istin- 
tivo che ci porta ad affrontare ciecamente i 
pericoli, la morte. L'atto di affrontare i pe- 
ricoli. Maniera franca di condurre, nelle arti, 
le cose di difficili, e di vincere gli ostacoli. 
Coraggio e valore a tutta prova. 

Bràà. BRACCIO, sm. Membro del corpo uma- 
no che deriva dalla spalla, e termina alla 
mano. Misura lineare. Spazio oblungo di terra, 
o di mare, eoe, Ramo della vite e simili, fi- 



•BUA 



-93- 



BRE 



gprat. Protezione, Sostegno, din. Braccetto, 
Bracono. vece. Brecciolino, tf. pi. Brac- 

CIOLIMB. RCCr.BRAOCIONB.— BRACCBsCO, BrAO 

chialr, agg. Appartenente a braccio. Brac~ 
ciolare, 8m. Misura di a& braccio. Braccio 
destro di uno, Valido sotegno. Predicare a 
braccia, Predicare senta aver preparato in 
iscritto la predica. A braccia aperte , Colle 
braccia distese e figurai Con gran desiderio. 
Aver le braccia lunghe, flgur. Avere gran 
potenza. Vivere, Campare delle braccia, 
Vivere delle proprie fatiche. Cascar le brac- 
cia, Sbigottirsi, Perdersi d'animo. Fare alle 
braccia, Giocare alle braccia, vale lo stesso 
che Fare la lotta, Lottare, « Lasciati i libri 
ecclesiastici da parte, cominciò a trattare 
l'arni, ne di altro si dilettava che, o di ma- 
neggiare quelle, o con altri suoi eguali cor- 
rere, saltare, far alle braccia, e simili escr- 
cizj. » (Machiavelli). Slarghe el brasa. 
Sbarrarsi nelle braccia, Allargarle, Disten- 
derle. De d' orai. Dar braccio, Porgere il 
braccio, perchè altri vi s'appoggi. Ciape de 
torà*. Prendere U braccio, Dicasi di Chi a 
poco a poco acquista predominio in alcun luo- 
go, e r arroga autorità quasi da padrone, e 
dicesi anche figuratamente di cosa inanimata. 
« sfa la musica ho. preso troppo braccio. Ella 
sola esser vuol donna e madonna. » (Pananti). 
Sobsraoci arr» va. Abbracciare sotte le ascelle 
per sorreggere un debole, un inférmo. Far 
un manichino o manichetta,, Mettere una 
mano in su la snodatura dell'alerò braccio, pie- 
gandolo ali* insù, che è atto di sdegno, e d in- 
giuria verso il compagno. Antibraccio, A- 
vambraocio, sm. Parte del braccio tra il go- 
mito e la mano. V. Braàet. Mnadùra de 
torà*. Paét. Imbraàe. Abrase. 

Braaadèl. BRACCI ATELLO, sm. Sorta di 
ciambella. Piccola ciambella. Chicchirillo, 
Chicchirhxò, Chjcchirlo, Cigchirlò, sm. 
Ciani bellino o «mi le appeso a una canna per 
un filo, con che si allettano i fanciulli a tra- 
stullarsi, cercando essi di chiapparlo a fona 
di salti. Fé e braèadèl. Acciambellarsi, 
np. Lo arroncigliarsi della serpe. « Vidi una 
serpe acciambellata : m' ha fatto tanta paura, 
avesse veduto come linguettava (vibravate lin- 
gua) 1 rimasi H piantata a mo'di un palo.-S'ae- 
ciambella, s'attorce, s'avvoltola, (la serpe), 
ina quando si svoltola, piglia la via, che manco 
la saetta (la folgore) l' arriva. » (Giuliani). 

Braiadèla. CIAMBELLA, sf. Composto di 
fiore di farina, uova, zucchero, e butirro, ri- 
dotto a forma circolare, dim. Ciambbllbtta, 

Ci A VBBLLtNA , ClAlf BELLINO. — C I AMBELLAJO 

Chi fa o vende ciambelle. Acciambellare , 
va. Formare a guisa di ciambella. Bozzolao, 
Bozzo laro, sm. Ciambella Veneiiana. B02- 
zolaraja, sf. Colei che in Vanesia vende i 
bozzolari. Bocbllato, sm. Pan dolce. Grossa 
ciambella. Paglierino, sm. Ciambella, sf. 
Cercine di paglia che si pone all'orlo del cesso, 
e su cui si siede. 

Braàadùra. APPANNATURA, sf. L' insieme 
delle braccia di una tela, di un drappo o si- 



mili, misurati colla canna o simile. Appan- 
nar*, va. Misurare il panno colla canna od 
altra misura. 

Brasale*. BRACCIALETTO, SMANIGLIO, 
sm. SMANIGLIA, ARMILLA t sf. Girello, Cer- 
chietto, Allacciatura preziosa che si tiene al 
braccio, o ai polsi dalle signore. Armillare, 
agg. D'armilia. A foggia d^armilia. Compo- 
sto d'armille. 

Brasane. BRACCIANTE , GIORNALIERO, 
sm. Chi si guadagna da vivere colla fatica 
delle proprie braccia. Chi lavora a giornata. 

Brasa. BRACCIATA, sf. Quanta materia può 
stringersi colle braccia, dim. Bracciatella, 
accr. Bracciataccia. 

Braseda. V. Abraioda. 

Brasai. BRACCIALE, sm. Arnese di legno 
fatto a punte ottuse in cui si pone il braccio 
per giocare al pallone. 

Breàet, BRACCETTO, sm. dim. di Braccio. 
Andare a braccetto^ Passeggiare col braccio 
conserto a quello d'altri. A braccio, Col brac- 
cio dell' uno dentro a la piegatura del braccio 
dell'altro. « Lasciò la danza , e venne ad un 
balcone A braccio col valente e bel Ruggiero. » 
(Berni, Or. in.) 

Bramir. BRACHIERE, sm. Colui che dà il 
braccio, alle dame perchè vi s'appoggino. 

Brasól. BRAOCIUÓLO, sm. Appoggio delle 
braccia. In varie machine e ordigni chiamasi 
bracciuolo una parte degli Messi, per lo più in 
forma di bastone sporgente, più o meno lungo. 

Braàòt. BRACCJOTTO, sm. Braccio rotondo, 
carnoso, grasso. 

Bréoa. V. Astia. 

Bréoh. BRICCO, sm. Puledro asinino, dim. 
Bricchetto, Bricchrttino. — Montone o 
Becco. V. Brigantén. 

Brécia. BRECCIA, sf. Apertura nelle mura 
di una città o fortezza, prodotta dalle artiglie- 
rie per entrarvi a fona. Ruioa di mura fatta 
dalle artiglierie, o dalle mine. Sorta di pietra 
che pare formata da un ammasso di saasuoli 
uniti insieme. Far breccia, fig. Persuadere. 
V. Gera. 

Brega. V. Sooiàpa. 

Brega. BRACA, sf. Fune che avvolta a che 
che sia, serve ad alzare o tener sollevati corpi 
pesanti. Striscia di carta saldata sopra un fo- 
glio lacero di un libro. Braca del cannone, 
term. mar. Cavo che serve a ritenerlo, quando 
rincula nello sparare. Braca, sf. La metà di 
quella parte di vestimento che cuopre le natiche 
e le cosce dal la cintura al ginocchio, nel pi. ffra- 
che, cioè le Due metà unite del vestito maschile 
che cuopre dalla cintura fino al ginocchio , 
o come usa oggidì, fino al malleolo, dim. 
Brachette, Brachine, accr. Braconi, Bra- 
chbttoni. J>egg. Brachrttaccia. — Sbra- 
carsi, np. Cavarsi le brache. Sbracato, Sbra- 
calato, agg. Senta brache. V. Oalaon. 

Brogli. V. Brega nel pi. 

Bréja. BRIGLIA , sf. Parte della bardatura 
del cavallo che serve a guidarlo; ed è com- 
posta della testiera, del morso, delle redini, 
e delle sguance, che sono quelle due liste di 



BRE 



-94- 



BRI 



cuojo alle quali sodo congiunti i parecchi, e 
di cui le estremità superiori sodo attaccate 
alla testiera, e le inferiori reggono il porta- 
morso, che é ciascuna delle due strisce di 
cuojo ripiegate che reggono il morso, dim. 
Briqlietta. accr. Brigliozzo, Briglione. 
Correre a tutta briglia. Correre velocissima- 
mente. Tener in briglia. Segnare il grado 
della velocità che si vuole dal cavallo, correg- 
gendolo, ed aiutandolo colle redini, figurat. 
Regolare colla propria autorità gli andamenti 
di alcuno. Lasciar la briglia sul collo ad 
alcuno, Lasciarlo in sua balia. Lasciarlo ope- 
rare a suo senno. Bbigliajo , sm. Chi fa o 
vende brìglie. V. Imbrijé. 

Bról. VETRICE, BRILLO, sm. Specie di sa- 
lice che nasce lungo le ripe de* fiumi, di cui 
si fanno ceste, panieri, gabbie, ecc. (io direi 
Vetrice quando non è per anco sbucciato, e 
Brillo, quand' è brillato, cioè sbucciato). Bioc- 
colo , sm. Particella di . lana. dim. Blocco- 
letto. Bioccolino. — Brillo, agg. Alquanto 
briaco. Gretola. , sf. Ciascuno de' brilli di 
cui sono composte le gabbie degli uccelli. V. 
Bario. 

Brèna. BRINA, sf. Rogiada congelata, figurat 
Prima canizie. Fiore, sm. Specie di rogiada 
o superficie quasi vellutata che copre le frutta 
prima eh' elle siano brancicate. V. Guàsa. 

Brénda. Brende. V. Mrénda, ecc. 

Bréndis. BRINDISI , sm. Il bere alla salute 
di alcuno. Invito che si fa bevendo. Cantone 
che si canta bevendo. Brindare, Brindisare, 
Brindiseggiare, vd. Far brindisi. « Bramiam 
brindiseggiare Per estinguer la sete Che il 
buon vinipicante e il caldo genera. » (Gual- 
terotti). Brindisbvole, agg. Che ha virtù di 
far compor brindisi. « Purché sia carca Di 
brindisevol merce (cioò di vino) Questa mia 
barca. » (Redi). Propinare, vn. Far brindisi : 
ma Propinare è propriamente lo accostare al 
labro il bicchiere , assaggiare alquanto vino, 
e porgerlo altrui in prova di molta famiglia- 
rità, e di grande benevolenza. FilotesI a, sf. 
Era presso i Greci la cerimonia di bere alla 
salute dell' uno, e dell'altro. 

Brènta. BRENTA, sf. Misura di capacità pel 
vino. Grande bigoncia che si porta dietro le 
8 pai le come la gerla, che serve per traspor- 
tare, o misurar vino. Brbntatorb, sm. Colui 
che porta la brenta , o che misura con la 
brenta. Brenta re, va. voce d'uso, Misurare 
vino, o una botte, ecc. colla brenta. Stazare, 
va. Misurare botte o simile colla staza, invece 
di brenta o di barile. 

Bréaa \ BRACE, BRAGIA, sf. BRAGE, nel 

Bresa 1 pi. Carbone acceso o spento che re- 
sta dalla legna abbracciata. Brachine, sm. 
Brace grossa. Bracino, sm. Bracina, sf. Chi 
vende brace o carbone al minuto. Bracia- 
juolo, sm. Chi fa o vende brace. Braciajo, 
sm. Cassa o Luogo dove si ripone la brace 
spenta. Braciaiuola , sf. Fossetta nella for- 
nace ove cadono le braci dai fornelli. Donna 
che vende brace. Abbraciarb , va. Ridurre 
in brace. Abbraciamento, sm. Il ridurre io 



brace, o L* esser ridotto io brace. Imbrascxa- 
rb, vd. e np. Accendersi come brace. Cader 
dalla padella nelle brage , Uscir di cattiva 
congiuntura, dando in una peggiore. Sobb ba- 
ciare, va. Cuocere sotto la brace. 

Brescia i BRISCOLA, sf. Sona di giuoco 

Bresaola j di carte. 

Bréssa. FAVO , FIALE , sm. Cera lavorata 
dalle api a cellette dove esse depongono il 
mele, e le loro uova. accr. Favonb, Fialonb. 
V. Gera. 

Brét. BERRETTO, sm. Qualunque foggia di 
copertura del capo che don sia cappello, dim. 
Berrettino, accr. Berrettone, pegg. Bbb- 
rbtt accio. — Bbrrbttajo , sin. Chi fa o 
vende berretti. Imberrettare, va. Coprir 
altrui il capo con berretta o berretto, np. 
Porsi in capo la berretta, o il berretto. Sbbr- 
rbttarb, va. Cavare altrui il berretto, vn. e 
np. Salutare o Riverire altrui col trarsi il 
berretto o la berretta. Sberrettata, sf. Lo 
sberrettarsi. 

Bróta. BERRETTA, sf. Copertura del capo, 
e propriamente quella fatta a maglie, e in 
generale , quella bianca da notte, dim. Ber- 
rettina, Brrrettuccia. accr. Bbrrbttona. 
pegg. Bbrrettaccia. — Bréta da prlt. 
Berretta a spicchi. V. Imbrite. 

Bretagna \ BRETAGNA, sf. L hot Giacinto 

Bretana I Orientale a fiore doppio. Pianta 
bulbosa e suo fiore odoroso. 

Brev. BREVE, sm. Piccolo involto con reli- 

?[uie che taluni tengono al collo. Decreto o 
ndulto pontificio, dim. Brbvicello, Brbvi- 
cino. agg. Corto, Piccolo, awerb. Con brevità, 
Brevemente. Sillaba breve, Quella senz'ac- 
cento nella penultima. 

Brev. BRAVO, sm. Sicario prezzolato, pegg. 
Bravaccio, Bravazzo, Bravazzone. agg. 
Coraggioso, Prode, Dotto, Perito. Esclamazio- 
ne di approvazione o di applauso, dim. Bra- 
vbtto, Bravino, superi. Bravissimo. 

Brevét. BREVETTO , sm. Rescritto di un 
principe o di un Governo con cui si conferi- 
scono privilegi, o gradi nell'esercito; o special 
privilegio ad artisti o scienziati. 

Brevid. BRIVIDO, sm. Tremito per freddo, 
o febre o timore. Brividio, sm. Brivido forte 
continuato. Abbrividirb, vn. Aver brividi. V. 
Soarmles. 

Breviél i BRE VI ALE, BREVIARIO, sm. 

Breviari j Libro delle ore canoniche. Bruco, 
Portanastri, sm. Specie di cilindretto sodo, 
di panno , o di altro tessuto , fermato al di 
sopra del capitello superiore de' libri, a) quale 
sono cuciti parecchi nastri di varj colori, ad 
uso di altrettanti segnali ne' grossi libri, spe- 
cialmente di chiesa. 

Brevità. BREVITÀ, sf. Qualità di ciò che è 
breve. Cortezza. 

Briohe. V. Rase (trogliare). 

Briohe. Brichét. COSTOLIERE, sm. Spada 
ad un taglio. 

Briodn. BRICCONE, sm. e agg. Uomo cat- 
tivo, malvagio, dim. Bricconcello, pegg. 
Bricconaccio. — Sbrkconbgqiabb, vn. Fare 



BRI 



-95 - 



BRO 



il briccone. Vivereda briccone. Bricconeggiare. 
Bricconata, Bricconeria, sf. Azione da bric- 
cone. 

Bridón. V. Fllét (aorta d'imboccatara). 

BrW BRIGA, sf. Lite, Contesa, Fastidio. 
Molestia, Faoenda. Darsi briga. Affacendarsi. 

Brigadér i BRIGADIERE, sm. Grado mi- 

Brigadiér 1 li tare, che, ne 1 carabinieri, equi- 

Brigadìr / vale a Caporale. Ufficiale supe- 
riore che commanda una brigata. 

Brigant BRIGANTE, sm. Facendiere, In- 
trigante, Sedizioso, Perturbatore dello Stato. 

Brigantàg. BRINGAT AGGIO , sm. Azione 
da brigante: meglio Assassinio, Ladroneccio. 

Briganten. BRIGANTINO, BRIK, sm. Ba- 
stimento leggiero di basso bordo a due alberi, 
mercantile. 

Brighe. BRIGARE, va. Cercare. Contendere, 
np. Pigliarsi briga, Adoperarsi, Procurare di 
ottenere. Brigatore, sm. Chi briga. Affan- 
none. 

Brigh.éda. BRIGATA, sf. Adunanza di per- 
sone per divertirsi. Parte d' esercito per lo* 
Siù composto di due reggimenti, commandata 
i nn generale, dira. Brigatella, Briga- 
tila, pegg. Brigatagcia. 

Brighela. BRIGHELLA, sm. Nome di ma- 
schera dell'antico teatro italiano, che parla- il 
dialetto Bresciano. 

Brigò». BRIGOSO, agg. Che si diletta di bri- 
ghe. Rissoso, Litigioso. Malagevole, Difficile, 
Faticoso. 

Brijói, BRIGLIOZZO, sm. V. Bréja. 

Brik. V. Briganten. 

Brilànt. BRILLANTE, sm. Diamante bril- 
lantato, ossia sfaccettato dalle due parti, dim. 
Brillantuzzo. agg. Che brilla, flg. Spiritoso, 
Vivace, Arguto. 

Brilantó. BRILLANTARE, va. Tagliare una 
gemma a faccette. Affaccettare. Brillanta- 
to, agg. Affaccettato* 

Brile. BRILLARE, SMAGLIARE, vn. Splen- 
dere di luce vivida e tremolante, figurai Giu- 
bilare per gioja. Tremare per freddo, va. Mon- 
dare o Spogliare del guscio il miglio, il riso. 
Brillamento, sm. Il brillare. Tremolio scin- 
tillante. 

Brindò. V. Mrendé. 

Brlndis. V. Brinala. 

Brine. BRINARE, va. Cader brina. Formarsi 
la brina. Brinato, agg. Coperta di brina, fl- 
Rw. Mezzo canuto. Brinoso, Brtn atoso, agg. 
Pieno di brina. Accompagnato da brina. Bri- 
nata, sf. Il formarsi della brina. Rogiada 
congelata sulla terra, sulla piante. 

Brintadòr. Brinté. V. Brente. 

Brìo. BRIO, sm. Aria sciolta ed avvenente di 
persona. Nobile e lieta vivacità. Dicesi anche 
delle bestie, e di ogni altra cosa che abbia 
io sé vivezza e leggiadria, come pitture, opere 
musicali, ecc. Brioso, agg. Che ha brio. dim. 
BftiosBTTO. — Braveggiare, vn. Mettersi in 
brio, parlandosi di cavalli. 
Jjrìsa i BRICIA, sf. Niente, Nulla, Punto, 
wisul j tfon volerne saper brida, Non vo- 



ler sentirne parlare, Non volersene intricare 
punto. 

Brisòl | BRICIA, BRICIOLA, sf. BRICIO LO, 

Briaul i sm. Minuzzolo di che che sia; e nel 
pi. Briciole, sono propriamente quelle del 
pane. dim. Bricioletta, Briciolino. 

Briter. BERRETTAJO, sm. Chi fa o vende 
berretti. 

Britdn. V. Bartón. 

Bró. V. Bród. 

Bròca. BROCCA, sf. Piccol ramo d'albero. 
Andare alia brocca, dicesi degli Uccelli di 
rapina quando si posano gli alberi. Chiodetto 
con capocchia. Segno. Bersaglio. V. Rama. 
Oria. 

Brooadén. V. BruoadSn. 

Brocadéa. V. Brucadéi. 

Brocài. BROCCAJO, sm. Strumento per se- 

I mare, od allargare i buchi. V. Alarghe (al- 
argatojo. 

Bròcal. BROCCOLO, sm. Pipita o Tallo di 
cavolo, di rapa e simili, quando incominciano 
a dar sepno ai fiorire. Broccoluto, agg. Che 
ha molti broccoli. Cavolo broccolo, Specie di 
cavolo. V. CnéVol. 

Bròch. V. Sbroch. SplunoOn (bordoni). 

Broohè ( BROCCATO, o Broccato riccio , 

Brochét i sm. Drappo di seta tessuto a broc- 
chi, cioè a piccoli gruppi o ricci, dim. Broc- 
catello, Broccatino. Il broccato liscio è 
un Drappo grave di seta, lavorato per lo più 
a rami o fiorami, e tessuto d'oro o d'argento. 

Brochóta. ZIPOLO, sm. Legnetto col quale si 
tura la cannella della botte, dim. Zipoletto. 
— Zipolare, va. Turare con lo zipolo. Broc- 

CHBTTA, 8f. Piccolo chiodo. 

Brocón. BRONCA, sf. BRONCONE, sm. Ra- 
mo d'albero piantato a sostegno di viti; e 
semplicemente Ramo tagliato dall' albero, 
pegg. Bronconaccio. V. Brucón. 

Brocul. V. Bròcal. 

Broculnòr. V. Cnevolndr. 

Bród. BRODO, sm. Quell'equa nella quale è 
stata cotta la carne: dicesi anche di ogni de- 
cotto, come brodo di ceci, di pesci, ecc. dim. 
Brodino, Broduccio, Brodo non sostanzioso. 
Brodo digrassato, Quello da cui si è levato 
il grasso. Brodo ristretto, Quello che si fa 
col cuocere molta carne in poca aqua. Brodo 
consumato, e Consumato, sm. Brodo in cui 
sieno bolliti polli e simil carnaggio, tanto che 
vi siano consumati dentro. V. òo de bród. 

Bròda. BRODA, sf. Fondo brodoso della mi- 
nestra cotta neiraqua. Ogni intingolo lungo, 
e poco saporito, pegg- Èrodaccia. Andare 
in broda, Godere, Compiacersi. Gettare la 
broda addosso ad 'uno, Incolparlo di un fatto 
commesso da altri. Brodiglia, sf. Quasi broda, 
e dim. di Broda. Cocitura, sf. Aqua in cui 
bollirono fagiuoli, maccheroni, od altra pasta. 
Brodajo, Bbodajuolo, sm. Ghiotto di broda. 
Chi vende brodo, od altri cibi ordinarj. 

Brodaja j BRODAJA, sf. Brodo lungo e di 

Brodera f poca sostanza. 

Brodét. BRODETTO, sm. Condimento liqui- 
do, avente qualche somiglianza col brodo. 



BRO 



-»- 



BRO 



Brodetto» e più: communemeote Cordiale, 
sm. Vivanda d'uova dibattute con brodo, o 
con aqua, Guazzetto, sul» Specie di manica- 
retto brodoso, dim. Guazzbttino. — Toc* 
ghetto, ara. Guazzetto di peate. Cacciucco, 
sm. t marin. v. tose. Minestra fette eoa di- 
verse varietà di pesci. (Fanfaai)L Ande in 
brodót. Andare in visibilio, Andare in 
estasi per piacere. Sollucherarb, vn.. Gioire, 
Intenerirsi per troppo piacere. Solluchbra- 
ta , *£ Dimostrazione di teiera commozione 
interna. 

Brodo». BRODOSO, agg. Abbondante di 
brodo. 

Brófal. V. Bloch. 

Brói. BROLO, BRUOLO, sm. Terreno pian* 
tato a frutti: nel diaJet. romagnolo s'intende 
Piantonajo, sm. Luogo dove trapiantane gli 
arboscelli tratti da semeozajo. SembnzaJo, 
Seminario , sm. Luogo dove si seminano 
semi di alberi fruttiferi o simili. Ovolaja, 
sf. Luogo ove si sotterrano uovoli, ossia occhi 
o pezzi di ceppo d'olivo perchè germoglino, 
donde poi vengono aù de piaotoncelli che si 
traspongono ne' campi. Nbstaja, sf. Nbsta- 
juola, sf. Luogo dove si poogono gli arbo- 
scelli selvatici per poscia annestarli. Pesche- 
ta, sf. Semeozajo di peschi. (Giuliani). — 
Broglio, sm. Il maneggiarsi per ottenere una 
carica, un impiego, ecc. V. Brojé. 

Brója. GIUNCO, sm. Scirpo romano. Pianta 
perenne de' luoghi paludosi, che non fa foglie, 
ma moki fusti lunghi e sottili che servono a 
moki usi, e specialmente a legare. Giuncoso, 
agg. dioesi di Luogo che produce giunchi. 
Cercare il nodo nel giunco , Cercare osta- 
coli e difficoltà, Ingegnarsi di farli apparire. 
Pesa più il giunco che la came f Dioesi dì 
Quelle cose nelle quali ò più la spesa che 
l'utile. Proda, sf. Orlo, Estremità, Zughe 
a «brója. Fare a proda, o Fare a verga, 
a fessurino. Giuoco fanciullesco che si fa 
gettando in alto una moneta, la quale, cadendo 
sopra un ammattonato, vince colui la cui mo- 
neta va a toccare , posandosi , V orlo di due 
mattoni. 

Brojé. BROGLIARE , vn. Far broglio. Pro- 
cacciarsi occultamente l'altrui favore. Andar 
brigando di soppiatto per turbare gli ordini 
civili. 

BróX. V. Brói (brolo). 

BróX. BRULLO, agg. Privo di spoglie, di de- 
nari, male in arnese Scusso, agg. Privo Spo- 
gliata d'ogni cosa. 

Brómbal. PAMPANATA, sf. Concia che si 
fa alle botti con cenere e pampani bolliti in- 
sieme per purgarle. V. Frasca. 8brumblé. 
Sgorgajòn. 

Brón. BRUNO , sm. Color nereggiante, agg. 
Di color che tende al nero. dim. Brunetto, 
Brunbttinq, Brunelluccio. — Brunotto, 
Bru rozzo, Brunazzo* agg. Che ha del bruno. 
Alquanto bruno. Brunezza, sf. Qualità di 
ciò che è bruno. Bruneggiare, vn. Tendere 
al bruno. « Ha i rami legnosi che nel rosso 
bruneggiano. » (Mattioli Di ose) Bruno, Se- 



gni di lutto communi Gramaqlia, Abito di 
ratto più solenne. (Davanzali). < La plebe era 
a bruno, i cavai lieri in gramaglia. » (Ro- 
mani). V. Imbrunì. ' 

Bròntal i BR0NTOL0 t BRONTOLIO ? 

Brontlamént j sm. Rumore confa» di chi 
brontola. Rimbrontcco , sm. Rimbrotto. Il 
garrire borbottando. « Ti cofchi nel letto, ed 
ella ( la moglie) dopo mille rimbrontoli , ti 
entra a lato con uno Sia squartato ohi mi ti 
diede. » (Aretino) 

Brontle. BRONTOLARE, vn. Rammaricam 
o Doterai con parole non affatto espresse, ma 
confuse e mal articolate. Bufonchiar», vn. 
Brontolare. € Sempre bufonchia che pare un 
buratto. » (Giuliani). Borbottare, vn. Bron- 
tolare fra denti ; brontolare dimesso e fra sé. 
Baturlare , vn. Rumoreggiare per 1* aria 
con istrepìto lontano, proprio del tuono. 
Braitare, vn. Lamentarsi per dolore o per 
colera. Bruire , vn. 11 gorgogliare delle bu- 
della per vento, o altro. Gorgogliare. « Com'io 

•meschino sentii sì fatte parole, mi sentii empier 
tutto d' un sudor freddo , e goroooliandomi 
le budella, cominciai a tremar si torte ohe,... 
ecc. (Firenzuola Asia.) Bruito , Borboglio, 
sm. Il bruire. Borborismo, sm. Rumore de- 
gli intestini causato da flatulenza. Ruoli arb, 
vn. Fremere cupo che fanno alcuni animali, 
come il cane, quando sono sdegnati o minac- 
ciati. Brontolatore , verb. m. Brontola- 
tricb, f. Chi o Che brontola. Borbottatorb, 
verb. m. Borbottatricb, f. Chi o Che bor- 
botta. 

Brontion. BRONTOLONE, sm. Chi brontola 
sempre. Borbottone, sm. Chi brontola fra 
denti e tra sé. Borbotton borbottoni, m. 
avv. Borbottando. 

Brona. BRONZO, sm. Rame mescolato con 
stagno, zinco, ed antimonio, dim. Bronzstto. 
—Bronzeo, agg. Di btooso. Bronzista, sm. 
Chi lavora In bronzo. 

Bronza. LONZA , sf. Dioesi da' mact Ilari la 
Coda , e Quella estremità carnosa ohe dalla 
testa, e dalle zampe rimano attaccata alla 
pelle degli animali grossi che si macellano, 
nello scorticarli. 

Bronzén. BRONZINO, agg. Di colore di 
bronzo. Bronzotto agg. Dicesi per lo più delle 
Persone di colore bronzino. Cam panino, agg. 
Dioesi di Marmo che, nel lavorarlo dà suono. 

Brozuséna. BRONZA, SQUILLA, sf. La cam- 
panella che si appende al collo de' bovi. 
Bronzina , af. Boccola o Cilindro metallico 
entro la quale si muove la sala nella parte 
interiore del mozzo delle ruote: e Lo stan- 
tuffo della tromba: e La parta inferiore dei 
palo da molino. 

Bróaoa. BRUSCA , sf. Spazzola da cavalli 
fatta di barbicine di alcune piante. V. Bru- 
schèn. 

Bróaoh. BRUSCO , agg. Di sapore che tira 
air aspro, al piccante, ma non dispiacevole al 
gusto, dim. Bruschetto. — Bruscolino, agg. 
Che ha del brusco. Bruschezza, sf. Qualità 
di ciò che ò brusco. Bruscamente , avv. In 



BRU 



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BRU 



modo brusco, figurai. Severamente. Abbru- 
scare, va. Render brusco, np. Farsi brusco. 
Tra e lèsoli e brósob. Tra il chiaro e 
V oscuro. Brozzo, Bruzzolo, Crepuscolo, 
sm. L* ora nella quale apparisce, o se ne va 
il giorno. BRUSOO, RUSCO, PUGNITOPO, 
«m. RUSCH1A , sf. Pianta sempreverde che 
nasce spontanea ne* boschi, con foglie ovate, 
acute, mingenti, e che produce coccole rosse 
come il corallo, 

Brósob \ VISIBILIO, sm. Quantità grande 

Bróst ) di che ohe sia. « Un visibilio di 
capelli sufficienti per farne due parrucche, e 
ne avanzerebbe. » (Guerrazzi). V. Brùgb. 
Subéss. 

Brót. BRUTTO, sm. Bruttezza, Deformità, 
agg. Contrario di Bello. Deforme, Disdicevole, 
dim. Bruttino, Bruttacchiolo. pegg. Brut- 
t accio, neir uso mercant. Gregeio. Peso brut- 
to. Peso da cui non sia stata diffalcata la tara. 
Rimaner brutto, Rimanere defraudato, cor- 
bellato. Abbruttir», va. Render brutto, np. 
Divenir brutto. Cantino, sm. Carta di mezzo 
fra la perfetta e lo scarto. 

Bróta. Tose a la bróta, Tosato a la Bruto 
cioè Co* capelli tosati sino al vivo. Pastóia 
bróta. Uscire a stento da un pericolo. 

Bròi. BAROCCIO, sm. 8orta di carretta piana 
a due ruote usata da* contadini per trasportar 
robe, chiamata pure, secondo l'Alberti, Messo 
carro. 

Bròaa. V. Baròàa. 

Brù Brù. V. CIÒ Olò. 

Sruoadén. ROVESCINO, CUSTORINO, sm. 
Dae giri di maglie o punti nel far calze e 
simili. Dall'unione di tutti i custorini è for- 
mata la costura, la quale serve, nei lavorar 
la calza, a contare i giri per regolare il cre- 
sciuto e k> stretto. V. Carasù. 

Brt&eadéi. CEDUO, agg. Da tagliare : dicesi 
di Bosco, e della legna degli alberi giunta al 
tempo della scapezzatura. V. Inguanén. 

Bracai. V. Brocài. 

Bruebéta. V. Broobéta. 

Brnolos. V. Bargnuclòs. 

Brncdn. BOLLETTONE,«n. Grossa bolletta. 
Cappellotti, sm. pi. Bollette grossolane da 
scarpe. V. Brooòn. 

Bradót. V. Brodét. 

Bruii. V. Sbufé. 

BrnflSn. COSSO, sm. Piccolo enftatello. Oàn 
bruflenu Nàsicchio, agg. dicesi di Cane col 
naso rincagnato. 

Brùgb. GREMITO , agg. Dicesi di Alberi 
pieni di frutti ; di Piante erbacee piene di 
brachi , ecc. Gremire , va. Riempiere, np. 
Riempiersi, Farsi pieno, folto. Gremito, par- 
tidp. Fieno, Folto, Tutto sparso di. V. Brósob 
(visibilio). 

Bràgia. V. Blùgla. Sgiòbla. 

Brugni. BORBOTTARE, vn. Brontolare fra 
denti. Borbottamento , sm. Il borbottare. 
Borbottìo , sm. Borbottare spesseggiato. Bor- 
bottatobb, verb. m. Borbottatricb, f. Chi 
o Che borbotta. Rionare, Ringhiare, vn. 
11 brontolare minaccioso de* cani, digrignando 



' i denti , e mostrando di voler mordere. Ru- 
gnire (Aretino). Riono, Ringhio, sm. 11 verso 
del cane che, digrignando i denti, mostra di 
voler mordere. Ringhioso, agg. Che ringhia. 
V. Brontlé. 

Brugnulén. Brugnulét. V. Brufièn. Blù- 
gla. 

Brujé. V. Brojé. Briglie. 

Brujérd. V. Repertòri. 

BrujGn. V. Strasét. 

Bralòt. BRULOTTO , sm. Naviglio incen- 
diario 

Brunétti. BRUNINO, sm. Terra calcinata che 
usano i pittori per le tinte rossicce e brune. 

Brunì. BRUNIRE, va. Dare il lustro ai me- 
talli, schiacciando in certo modo col bruni tojo 
la superficie appannata. Brunimento, sm. Il 
brunire. Brunitore, Imbrunitorr, sm. Chi 
brunisce. 

Brunidùr. BRUNITOJO, sm. Strumento da 
brunire i lavori di metallo, fatto d'aciaio, o 
di denti di animali, o di altre materie dure. 

Brunidùra. BRUNITURA , IMBRUNITU- 
RA, sf. Lustro che si dà ai metalli o ad 
altre materie per mezzo dei brunitojo. Bru- 
nihbnto, sm. Il brunire. 

Brunitén. BRUNETTO, agg. Alquanto bruno. 

Bruntlé. V. Brente. 

Brunsèn. Brunséna. V. Bronaén, ecc. 

Brùs. V. Brusòr. Brùgb. 

Brusaoùl. INTERTRIGINE, sf. Leggiera 
rottura di pelle nelle cosce, o al perineo per 
causa di strofinamento de* panni in cammi- 
nando. Cuscuta, sf. Pianta parasita della fa- 
miglia delle convulvacee, detta anche Lino di 
lepre. 

BrusadSna. BRUCIORETTO, sm. Piccolo 
cruccio. Dispiacere che uno sente dall'essere 
punto con detto mordace. Stimolo a giocare, 
quando taluno, giocando, perde. V. Ranoor. 

Brusadeà. BRUCIATICCIO, ABBRUCIA- 
TICCIO , sm. Ciò che rimane delle cose ab- 
bruciate, o arse. Odore di cosa bruciata, o 
arsicciata. Arsibile, agg. Atto ad ardere. 
Arsiccio, agg. Alquanto arso. 

Brusadùr. ABBRÓSTITOJO, sm. Machi netta 
per tostare il caffè. Tostino, v. d' uso. Pa- 
della delle bruciate, detta &nch.e Bruciajuola. 
Padella di ferro a fondo tutto foracchiato, a 
uso di arrostire le castagne. Abbruci atojo , 
sm. Luogo dover si abbrucia che che sia. Ar- 
rabbiaticcio, sm. Malatia delle piante. Urb- 
dine, sf. Sorta di bruciore per cui sono dan- 
neggiate le biade. Incotto , dicesi dell' Adu- 
stione o riseccamento prodotto dalle brinate 
sulle piante. Seccore , sm. Siccità , Aridità. 
Seccareccia. « La seccareccia, bruciò tutti 
i campi. É degli anni che non si ò veduto un 
seccore così ostinato. » (Giuliani). V. Sécb 
(asciutto). 

Brusadùra. BRUCIATURA , sf. Scottatura. 
Azione del calorico sulle parti del corpo. A- 
zione troppo prolungata del fuoco sul ferro 
od altro. Abbruciatura, sf. La cosa abbru- 
ciata. 

Brusàja. BRUCIAGLIA, sf. Quantità di cose 

13 



BRU 



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BSC 



da bruciare. Tatti i brucioli, sermenti, ecc. 
che servono ail accendere od avvivare il fuoco. 

Bruaapajòn. BRUCIAPAGLIONE, GABBÀ- 
LOSTE , (voci d' uso) V. Pajdii (brusé e 
pajOn). 

Brusapel. A bruaapél. A BRUCIAPELO, 
locuz. avv. Sparare un* arma a bruciapelo, 
Spararla vicinissimo alla pelle. 

Bruscolo!. BRUCIOLO , sm. Striscia sottile 
di legno levata colla pialla: eper similitudine, 
L' ha t kt e bruacciól. Ha fatto il bru- 
ciolo, dicesi di Carne la quale, quasi carbo- 
nizzata per troppa cottura alia brace, s' accar- 
toccia a guisa di bruciolo : dicesi anche del- 
l' Abbruciaticelo che talvolta accade nelT orlo 
di torte o simili. 

Brusche. SPAZZOLARE, va. Ripolire colla 
spazzola o brusca cavalli e simili. 

Bruachéda. BRUSCATURA , sf. L' atto di 
ripolire colla brusca cavalli o simili. 

Bruachén \ BRUSCHINO, sm. SETOLA, sf. 

Bruschi ì Spazzola fatta di setole di porco 
colla quale si poliscono i cavalli e simili. Pb- 
luzza, sf. Spazzola o Scopetta da ripolire i 
cavalli. « Queste sono striglie e peluzze, per 
levar la polvere e il sucidume dal cervello 
degl' ignorantL » (Nelli). (Qui tutto ò detto 
figuratamente). Le voci romagnole Brósoa , 
Brusohen, vengono dal francese Brosse 
(spazzola). 

Brusé. BRUCIARE , ABBRUCIARE , AR- 
DERE , va. Quasi consumare in tutto o in 
parte che che sia al fuoco, vn. e np. Essere 
consumato dal fuoco , non però totalmente , 
perchè il fuoco può torre al combustibile la 
forma, separandone e disperdendone le parti, 
ma non distruggerle interamente, flgurat. Sof- 
frire gran caldo. Soffrire dolore cocentissimo. 
Ardere d'amore. Abbisognare assai di denaro. 
Spandere gran calore. Scottare. Rincrescere 
grandemente. « Ciò che più mi cuoce si è , 
ecc. » Abbruciambnto, sm. Lo abbruciare. 
Arsione. Arsibilb, agg. Atto ad ardere. Ar- 
sivo , agg. Che può ardere. Abbruciatore , 
verb. m. Abbruciatricb, f. Chi o Che abbru- 
cia. Bruciatore, agg. Che abbrucia. « Vento 
bruciatore, » (Targioni T.) Abbruciatojo, 
sm. Luogo dove si abbrucia. Fie d* bruae. 
Bruciato, « La donna uscì non prima però 
di aver levato la pignatta dal fuoco per paura 
che i brilloli (specie di ministra), pigliassero 
di bruciato , e nell* andarsene brontolava. » 

J Guerrazzi). Bruae e café Tostare il caffè, 
Lbbrustolirlo. Tosticchiarb, va. Leggermen- 
te tostare o abbrustolire. Tostatura , sf. Il 
tostare. Tostato, agg. Abbrustolito. Bruae 
él stópL Addebbiare, Debbiare, va. Incen- 
diare stoppie, sterpi per ingrasso del terreno. 
Debbio, sm. Il debbiare. Esser tóch dov 
la brùaa, Averla in sulla beccatina. Essere 
colto su quella cosa che sia più cara. Essere 
ferito nel più vivo. Riardere, vn. Diseccare 
per troppo freddo, o per troppo caldo, o per 
mordacità di umori le piante, le foglie, ecc. 
Frizzare, vn. Quella sensazione dolorosa che 
cagionano gli acidi , le punture , ecc. sulla 



carne viva. Pesare, vn. Dispiacere assai. « Mi 
pesa il morire , perchè mi pare di non me* 
ritar tanto. » (Jac. Bonfadio). Bruciato, agg. 
Dicesi di certo color bajo di cavalli che pare 
abbia dell' arsiccio. 

Bruae i BRUCIATE, sf. pi. Castagne cotte 

Bruaédl j arrosto. Bruciatajo, sm. Chi cuo- 
ce o vende bruciate. V. Aròsti. 

Brusènt. BRUCIOLENTE, agg. Che abbru- 
cia come* il fuoco. 

Brusòr. BRUCIORE, sm. Senso di calore, e 
di dolore causato da puntura o da scottatura, 
o da un corpo molto irritante, dim. Brucio- 
retto. — Frizzambnto, Frizzore, Frizzo, 
sm. Pungimento di materia corrosiva sulta 
pelle. V. Bruaadéna. 

Brustlghed. V. Arale. Scurate. Imbibi- 
sti. 

Brustlé l BUTTERATO, meglio BUCHE- 

Brustule j RATO, agg. Che porta nel volto 
le cicatrici del vajuolo. Butteroso. Buttero, 
sm. Segno del vajuolo. dim. Buttbretto. 

Bruatulén. V. Bruaadùr (abbrostitojo). 

Brustulì e caie. V. Bruae e oafè. 

Brustolini. Questa voce romagnola significa 
Semi di zucca abbrustoliti. (Locuzione che 
io tradurrei semplicemente Brustolini), la 
Toscana dicono Semini, ma vedi il Significato 
di questa voce in Anxnéuxu 

Brusuvk. A la brusuvà. Alla borghése, 
Alla cittadinesca, dicesi di Militare che non 
vesta la divisa. 

Brutel. BRUTALE , agg. dicesi d' Inclina- 
zione o sfogo di bassa passione. Brutalità, 
sf. Vizio dell* uomo brutale. Costumi o atti da 
bruto. Brutbqoiarb, vn. Operar brutalmente, 
Brutalmente, avv. A modo di bruti. V. 
Béstia. 

Brutéàa. BRUTTEZZA, sf. Sproporzioni di 
parti. Deformità. Bruttura, sf. Laidezza di 
costumi. Bruttamente, avv. Con bruttezza. 
In brutto modo. 

Brutdrl. BRUTTERlA, sf. Bruttezza; di- 
cesi di Cosa, ed anche di Persona brutta. Og- 
getto brutto. 

Bruson. V. Mambrooa. 

Bruatén. BAROCCINO, sm. Piccolo baroccio, 
che serve in vece di calesse. 

Bsào. POLLASTRELLO, sm. Piccolo pollastro. 

Bsadòr. V. Pesadòr. 

Bsarèl. V. Baal. 

Bscadòr, Bacare j a. V. Pesoadòr, ecc. 

Bacata, BISCACCIA, BISCAZZA, sf. pepg. di 
Bisca, Luogo dove si tiene giuoco pubuco ; e 
per anal. Publico intrattenimento di balio 
presso la bassa gente. V. Futrebul. 

Baciam. V. Beatiàm. 

Baodca. BATTISOFFIA, BATTISOFFIOL A, 
sf. Gran paura istantanea che produce ansia 
e battimento di cuore. 

Baoola. V. Psoóla. 

Bacòt. LAVORO BISTUGIO; cosi chiamano 
i vasellaj quei vasi cui è stata data una pri- 
ma cottura, prima d' inverniciarli. V Biaoot. 
Biaoote. 

Bsoutén. BISCOTTINO, sm. Pasta con zuc- 



BU 



-99 — 



BUC 



chero cotta a modo di biscotto. Biscottini- 
sta, 8m. Chi fa bfscottini. V. Amare t. Stra- 
cadént. 

BsdéL V. Spedai. 

Baè% Baéda. V. Pene, ecc. 

Bea. V. Poto. 

BeóL PUNGIGLIONE, sm. Ago delle api, delle 
vespe, degli scorpioni, e simili insetti. Ciò che 
stimola a qualche cosa. Fregola , et flgur. 
Prorito. Voglia grande. Smania. Bizzarria. Ca- 
priccio. Puwgiouoso, agg. Che ha pungigli o 
pungiglioni. V. Varumsèl. 

BaéL PISELLO, sm. Pianta leguminosa, e 
seme di essa pianta, dim. Pxsbllbtto. V. Ar- 
▼éja. Ballerà. 

Baéetar. V. Biaóst. 

B**6j. V. Bgujé. 

Ballerà. PISELLAJO, sm. PISELLAJA, sf. 
Luogo col ti mto a piselli. V. BaèL 

Bslòngh. Y. Bislóngh. 

Bsògn. Bsogné. V. Biaògn, ecc. 

Beolla. V. Dolsaphpel. 

Badn, Baòt, V. Pese, Peeóda. 

Badnt. BISUNTO , agg. Molto unto. Ont e 
tosóni. Unto e bisunto. Tutto imbrattato di 
untarne. V. 8trabs0nt. 

Baostra. STAMBERGA, sf. Ediflzio o Stanza 
ridotte in pessimo stato, ove appena si possa 
abitare. V. Sbsoatra. 

Batónd. V. Blstond. 

Beugné- V. Bisogne. Abisogno. 

Btaié. BOTTACCIATA, sf. Quant'aqua sta in 
un botacelo, cioè in quel luogo dove si fa 
rannata d'aqua per servire a muovere le ma- 
cine di un molino o simili. Maané a btaaé. 
Macinare a raccolta, si dice delle Molina che 
non avendo aqua continua a sufficienza per 
macinare aspettano che l'aqua si rauni, e si 
raccolga dentro la colta. 

BtOn. BOTTONE, sm. Pallottolina o Sculet- 
tino di diverse fogge e materie che si appicca 
ai restiti per abbottonarli. Boccia di alcuni 
fiori, come rose, ecc. Qualunque parte di stru- 
mento che abbia forma di bottone, nel pi. Va- 
setti di vetro o d'avorio o simile ove ai met- 
tono liquori preziosi in piccola quantità, dim. 

BOTTONCBLLO, BOTTONCINO, BOTTONCBLLINO. 
— BOTTONAJO, BOTTOWIHRK, sm. BOTTONAJA, 

ai. Chi fa o vende bottoni. Bottoneria, sf. 
Fabrica di bottoni. Bottonato, agg. Che ha 
bottoni, o è fatto a mo' di bottoni. Bottowa- 
tura , sf. Abbottonatura. Quantità ed ordine 
di bottoni appiccati ad un vestito. Fondello, 
am. Anima del bottone. V. Abtoné. Botto- 
ne, sn>. Boccia, mL Fiore non ancora aperto, 
dim. Bocciuola, Bocctouna, Boccetta, Boo 
oka. — Bocciuolo, sm. Boccia, Bottone, dim. 
BocdOLETTO. accr. Bocciolonb. — Boccio- 
Loao, agg. Pieno di bocce di fiori. 
Btonadura. Btoné. V. Abtonadùra. ecc. 
Btoneraj BOTTONIERA, BOTTONATU- 
Btonlra r RA, sf. Ordine di bottoni in un 
vestito. 

Bu, Bu Bu. BAO, BAO. Voce del cane che 
suolai imitare per far paura a* bambini. — 
Fé bu bu, Far baco baco, Far, bau bau. 



Far dette voci ai bambini, coprendosi, o al- 
tramente nascondendosi il volto, e poi mo* 
strarlo all' improviso, non propriamente per 
far loro paura, ma per recare ad essi una 
certa meraviglia e stupore, al fine di distrarli 
e divertirli ; che diciamo anche Fare le munì" 
mie. Bu Bu. Suono che altri fa pel tremito 
del freddo. 

Buànda. V. Bbànda (bevanda). 

Buaréna. V. Buvarena. 

Buaia. V. Buvààa. 

Bùbal. V. Bùt. 

Bubale. IMBUBBOLARE, va. Dare altrui 
bubbole, menzogne. Bubbolare, va. Portar 
via con inganno. 

Bubaléda. BUBBOLA, sf. Fandonia, Favola, 
Menzogna. Bubbolonb, sm. Chi dà o dice 
bubbole. 

Bub&na. MACCA, sf. Abondanza di cose da 
mangiare. A macca, A macco, locuz. avverb. 
In abondanza, A spese altrui. A ufo. Godere 
a macca, Scroccare. Magona, sf. Luogo do- 
v'è Abondanza di che che sia; e L* abon- 
danza medesima. IV è fluida la bub&na. 
È finita la vignuola, cioè il godimento, il 
passatempo, ecc. 

Buburàna. V. Bòra. Svìdar. 

Buoàja. BUCCAGUA , MATTEROZZA, sf. 
Pezzo di metallo che si lascia ai getti per 
obligare il rimanente ad adattarsi bene nelle 
forme. 

Buoalén. V, Orinari. 

Buoalòn. V. Booaldn. 

Bucardl. V. Boolén (luminello). 

Bucardla. V. Booaróla. 

Buca*. NOTTOLONE, PIATTA JONE, sm. 
Sorta di uccello silvano notturno con larghis- 
sima bocca. 

Buoaftén. BOCCACCINO, sm. Specie di te- 
leria dov'entra della bambagia. 

Buoé. TRUCCARE, TRUCCARE, va. Cavar 
dal suo luogo la palla dell' avversario colla 
propria, al giuoco delle bocce. Truociambn- 
to, sm. Il tracciare. 

Buone. BOCCATA, sf. Quanta materia sta 
nella bocca. Prendere una boccata d'aria, 
Andare a passeggiare per pigliare un po' d'a- 
ria. Boccheggiare. « Poi la sera quando fre- 
scheggia, piglerete l' uscio, e via fuora a boc- 
cheggiare un po' d'aria. » (Giuliani). 

Buchel. V. Boehal. 

Buohén. V. Boohì. 

Buchete, V. Boeheta. 

Buoni. Y. Boohì. Pépi (brincio). 

Buoi. BOCCINO, sm. Vitello. 

Bucladòr. TRUCCIATORE , sm. v. d' uso. 
Chi traccia. V. Buoé. 

Bucifin. BOTTIGLIONE, sm. Bottiglia gran- 
de. BoccioNB, sm. Grande boccia per lo più 
vestita di giunchi o vetrici per trasportare, e 
conservare liquori. V. Bòo (brocco). Bur- 
giòn. 

Buoiòs. BROCCOSO, agg. Che ha brocchi. 
V. Boo (brocco). 

Buolén. V. Boolén. 



BUF 



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BUL 



Buoòlica. BUCOLICA , sf. Sorta di poesia 

pastorale, in gergo. Cose mangerecce. 
Bucòn. V. BoGn. 
Bucane. V. Sboconè. 
Bucunéda. Y. Gale. 
Badarle. V. Buderiè. 
BudariSn. BORRONE, gm. Luogo scosceso 
e profondo dove, quando che sia, scorre l'aqua. 
Budèia. BUDELLA, sf. BUDELLO, sm. Ca- 
nale tortuoso che dalla bocca dello stomaco 
va all'ano, dim. Budellino. accr. Budellone. 
— Budellame, bid. Quantità di budello. Bu- 
dèl sentii, Intestino retto, e semplicemente 
Retto. Strigolo, sm. Membrana o rete grassa 
che sta appiccata alle budella degli animali. 
Bruntlé el budèll. V. Bruntlé. 
Budén. B0D1N0, PODINO o PUDINO, o 
PUD1NG0, sm. Vivanda fatta d' intriso di va- 
rie materie e condimenti, e cotta in forno o 
fornello in forme fatte appositamente. 
BudénA. Questa voce deriva da butifione o 
bud-enfione, (voce antica popolare), ventre 
gonfio, panciuto: nel dialetto romagnolo vale 
Persona malsana, con carni quasi gonfie, e 
del colore del baco maturo; per cui, in man- 
canza di parola italiana corrispondente, io 
direi Butifione. 

Buderiè. BUDER1ERE, sm. Cintura per la 
spada. V. Bandoliera. 
Budgnér. BOTEGAJO , B0TEOAR0, sm. 
BOTEGAJA, sf. Colui, Colei che tiene botega. 
Budlèn. Zàl com un budlèn, IMPOL- 
MONATO, agg. Che ha gialla la carnagione 
per infezione ai polmoni. 
Budlòn. BUDELLONE, BUDELLO, sm. Sac- 
chetto di tela a guisa di lungo budello , ri- 
pieno di foglie di formentone o di paglia, che 
si pone tra li due pagliericci di un letto ge- 
mello o a due persone, acciocché i due ma- 
terassi, nella loro unione, non abbiano a for- 
mare concavità, e il letto riesca tutto piano 
nella sua superficie. Budellame, sf. Tutte le 
budella dell'animale: e nel dialetto, Quelle 
specialmente del pesce. Cannoncini, Sgonfi, 
sm. pi. Specie di guarnizioni di vesti donne- 
sche. V. TirabursSn (torciglioni). 
Budsèla. V. Botaèla. 
Budafin. But8éna. V. Bota (botte dim.) 
Buéta. BOETA, sf. v. d'uso. Pacchetto di 

tabacco. Stagnuola, Stagnata, Pacchetto. 
Bofé. BUFFARE, vn. Far vento. Soffiare, 
Buffettarb, vn. Gettar vento per bocca. 
Buffo, sm. Soffio di bocca non continuato. 
Réfolo, sm. Soffio improviso di vento. Ràf- 
fica, sf. Soffio di vento impetuoso. Rimbuf- 
fabe, vn. Mandar fuori nuova buffa, parlan- 
dosi di vento. Bofé una bdSna, una da- 
ma. Biffare, v. fiorent V. Sbufè. 
Bufèria. V. Bófa. 

Bufét. BUFFETTO, sm. Colpo di un dito che 
scocchi di sotto un altro dito. agg. dicesi di 
Pane soffice e bianco. 
Buflén. V. Bruflen (oan broflén). 
Bufòn. BUFFONE, sm. Chi fa ridere la bri- 

gita. dim. Buffoncello, Buffoncino. pegg. 
uffonaccio. — Buffonesco, Buf>onevole, 



agg. Attenente a buffone. Buffonescamente, 
aw. A modo di buffone. Buffone, sm. Del- 
l' uso. Vasetto di majolica con beccuccio che 
serve per dar bere agli ammalati. 

Bufane. BUFFONATE, vn. Far il buffone. 
V. Sbufunae. 

Bufunéda. BUFFONATA, BUFFONERIA, 
sf. Atto da buffone. 

Bugadarója t CURA, sf. Luogo dove s'im- 

Bugadarì j biancano i panni , ossia dove 
si fa il bucato. 

Bugadén. BUCATINO, sm. Piccol bucato. V. 
Bugne (dim.) 

Bugadér. BUCATAJO, LAVANDAJO, CU- 
RANDAIO, sm. Chi lava i panni a prezzo. 
« Dalle maniche corte uscivano certe manacce 
fatte ad uso di mestole d&bucataj.» (Guer- 
razzi). 

Bugadéra. LAVANDAJA, LAVANDARA, 
CURANDAJA, sf. Donna che lava i panni a 
prezzo. « E torce forte come costuma la cu* 
randaja allorché strizza il panno per iapre» 
memo l'acqua (aqua).» (Guerrazzi). 

Bugadùr. CONCA, sf. Vaso di terra cotta di 
gran concavità, con grande apertura, che ser- 
ve propriamente per bollirvi il bucato. Ma- 
stella, sf. Mastello, sm. Se il vaso è di 
legno a doghe, dai quali vasi o Conca o Ma- 
stello, o Tinello, cola il ranno, per cui sì l'uno 
che l'altro fu detto anche Coiatojo. Rannie- 
re, sm. Vaso che riceve il ranno che passa 
dal coiatojo. Concajo, sm. Fabrioatore e ven- 
ditore di conche, orci, ed altri vasi simili di 
terra cotta. Conchino, sm. Piccola conca. 
(Fanfani). 

Bugànz. BUGANZE, sf. pi. Il malore ohe di- 
cesi Gelone o Pedignone, cioè Infiamma- 
zione nelle mani o ne' piedi per soverchio 
freddo. Manionone, sm. Gelone o Enfiagione 
cagionata dal freddo nelle mani. (Fanfani). 

Bugne. BUCATO, sm. Imbiancatura di panni 
lini fatta con cenere e aqua bollente messavi 
sopra, ecc. Quella quantità di panni che s* ina- 
bucatano in una volta, dim. Bucatino, Pic- 
cola quantità di panni che s'imbucatano in 
casa senza l' opera della lavandaia. Imbuca- 
tare, va. Mettere in bucata V. MòL Lave. 
Sxnulghé. Arsociaré. 

Bagigàtul. SGABUZZINO, sm. Stanziuccia 
misera e stretta. (Pananti). Bugigattolo, sm. 
Piccolo e povero stanzino. 

Bugnòa. FIGNOLOSO, agg. v. d'uso. Che ha 
Agnoli, proverò. Quesf anno fignoloso, un 
altr'anno sposo. Bernoccoluto, agg. Che ha 
bernoccoli. V. Bógn àlgh. 

Bujàca. VERNICE, TINTA, COLORI e si- 
mili composti. 

Bujèda. V. Bojéda. 

Bujòai. BUJOSE, sf. pi. v. di gergo. Carceri. 
Gattabuia, sf. v. acherz. Carcere, Prigione. 

Bùi, Bùio. V. Bravai. Smargiassi. Ora- 

Buladòr, Buladùr. V. Bolo. 
Bulde*. CALDURA, sf. Caldo grande. Il tem- 
po in cui fa più caldo. V. Bòfuch. 
Buldòf. V. Can (dogo). 



BUL 



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BUN 



Buldrìga. V. Butrìga. Pània. 

Buldrigdn. V. ButrigCn. Pantón. 

Buldrdn. BOLDRONE , sm. Pelle secca di 
montone con la lana attaccata. (Fanfani). — 
« Boldroni, cioè Pelli di montone e di pecora 
con tutta la lana che non è tondota, quanto 
più v*è suso lunga e folta.... tanto sono mi- 
gliori. » (PegoloUì mercatura). — Boldrona- 
jo, sm. Venditore o Conciatore di boldroni. 

Buldùr. BOLLITORI, o Bulicami, come si 
chiamano quelli di Viterbo, Piccoli vulcani 
che emettono lava melmosa, cenericcia; o 
Salse di Bergullo, Quelli posti sulla sponda 
sinistra del rio Sanguinario (detto volgarmen- 
te della torretta) tra Bergullo e la Serra nel 
territorio imoleee. — Salse o mUcanetti fan- 
gosi (di Bergullo). Prof. Luigi Bombicci. 

Buldùra. RANNATA, sf. Quell'aqua che si 
trae dalla conca piena di panni sucidi getta- 
tavi bollente sopra la cenere. Ranno o Ranno 
forte, pegg. Rannat accia. — Bollitura, sf. 
L'atto del bollire. V. &indv& 

Buie. CESPO, CESPUGLIO, sm. Folta quan- 
tità di piante come di grano, Seno e simili. 
Tratto, sm. Spazio o Distanza; onde Gran 
a buie. Orano a tratti, cioè che in alcuni 
luoghi è troppo fitto, in altri troppo rado, e 
talora qua e là mancante affatto: e Grano a 
posti. «Quest'annata vuol essere invidiosa; 
de* pani ce n* è ma a posti a posti. » Giu- 
liani), Ma quell'aggettivo invidiosa mi fa os- 
servare che a posti a posti voglia significare 
piuttosto in alcuni luoghi si, e in altri no, 
e cioè Chi avrà un buon raccolto e chi no. 
V. Bolé. 

Bulèn. BULINO, CESELLO, sm. Strumento 
con punta d'aciajo per intagliare ne* metalli, 
dim. Cbrellbtto, Cesellino. — A bulino, 
iocuz. avvero. Con lavori di bulino. V. Bu- 
Unador. Bulinadùra. Boline. 

Bulént. Bull. V. Bolént. Boli. 

Buie*. BULESIO, sm. BULESIA . sf. Parte 
del piede del cavallo e simili tra 1* ugna e la 
carne viva. 

Balata. BOLLETTA, sf. Chiodo corto e cap- 

Eelluio. Polizetta improntata con sigillo pu- 
Kco per contrasegno di licenza di portar 
merci liberamente, dim. Bollbttina, Bol- 
lettino. — CoCOaiBRELLO, COCOMBRINO , sm. 

Specie di bolletta con capocchia di ottone ad 
oso de 1 sella], valigiaj, ecc. Bollette da mon- 
tare, Chiodetti per inchiodare le scarpe sulla 
forma. Bollbttajo, sm. Chi fa o vende bol- 
lette. Corda, sf. dicesi al Giuoco del biliardo, 
Quella linea che si imagina tirata da matto- 
nella a mattonella ai due quarti di cima e di 
fondo del biliardo, al di qua della qual linea 
dee stare chi si acchita, o chi s' imposta per 
battere la palla dell'avversario ; la qual linea 
è per lo più indicata da bollette con capoc- 
chia di ottone fitte ai due quarti di cima e di 
fondo sulla fascia o telajo del biliardo; onde 
Bte in buléta. Stare in corda. V. Bultàm. 
Balte. 

Btdetèn. V. Boletén. Bultén. 
Salatina*. BOLLETT1NAJO, sm. v. d'uso. 



Colui che vende i bollettini per entrar nei 
teatri. 

Bulì. V. Boli, ecc. 

Bulinadòr. CESELLATORE, sm. Chi la- 
vora di cesello o bulino. 

Bulinadùra. CESELLAMENTO , sm. La- 
voro di cesello. 

Bulino. BULINARE , CESELLARE, NIEL- 
LARE, va. Lavorar di bulino, o cesello, o niello. 
Niello, sm. Lavoro che è come un disegno 
tratteggiato che si fa sopra oro, argento, o altro 
metallo in quella forma che si disegna o trat- 
teggia con la penna, e si fa con bulino, i cui 
tratti si lasciano vuoti, o pur si riempiono di 
certa mistura d'argento, rame o piombo a 
piacere. 

BulirOn. V. Catàr. 

Bulitròn. V. Butrigòn. PanaSn. 

Bulina. BULIMA, sf. Frotta confusa. 

Bulòr. V. Bolòr. 

BuLsàgin. V. Bolsagin. 

Bultàm. BOLLETTAME, sm. Nome gene- 
rico che comprende tutte le spezie di bollette. 
Quandtà di bollette. 

Balte. BOLLETTARE, va. Guernir di bol- 
lette. V. Imbuite. 

Bultén. BOLLETTINO, sm. Poliza o Scritta 
breve. Pezzetto di panno lino unguentato che 
si mette sopra le piaghe. Notizie che si pro- 
mulgano dal Governo. Notizie letterarie e 
scientifiche. Bollettinajo, sm. Chi riceve i 
bollettini propriamente ne' siti d' ingresso , 
come ne' teatri e simili. Bultén d* la Pà- 
squa. POL1ZINO, sm. Quel pezzetto di carta, 
stampatovi un motto della Scrittura, o simile, 
che in certi luoghi dava la parecchia alla 
persona che si communicava a Pasqua. (Tom- 
maseo). 

Bulton. BOLLETTONE, sm. Libro in cui re- 
gistratisi atti, contratti, ecc. Grossa bolletta. 
Appigionasi, smf. Cartello che si pone nella 
facciata de* luoghi da appigionare. 

Bulaéta. BOLGETTA , sf. Specie di valigia 
nella quale racchiudonsi le lettere da traspor- 
tarsi particolarmente dal procaccio da un 
luogo all'altro. 

Bombarde. V. Bombarde. 

Bumbardól. SFIATATOIO, sm. Pertugio 
ne' muri delle case per guardare al di fuori 

., senza essere veduto. Covili, sm. pi. Quelle 
buche quadre che si vedono negli edifizj non 
ancora intonacati, né altrimenti rifiniti, nelle 
quali stavano ficcati i travicelli o piane reg- 
genti le tavole de'pqnti. V» Armadùra 
(ponti). 

Bumbardlra. BumbardOn. V. Bombar- 
dira, ecc. 

Bumbaaét. V. Tirabursòn. 

Bumbe*. V. Bambés. 

Buznbù. BOMBO, sm. Vocabolo col quale i 
bambini chiedono da bere. 

Bunarieté. V. Bonariete. 

Bunàsa. Bunaàe. V. Bonààa. Aboliate. 

Bunè. V. Bonét. 

Bunénoh. Buninché. V. Bonénch, ecc. 

Bunéga. BONAGA. ARRESTABUE, sf. Spe- 



BUR 



— 102 - 



BUR 



eie di pianta spinosa detta altrimenti Ano- 
nide spinosa, o de' campi. 

Bungidla. BONDIOLA , sf. Sorta di salame 
delicato di Parma. (Spada fora). 

Bunté. V. Bonte. 

BunÈinòl. V. Bonalnòl. 

Bùr. BÙJO, sm. Oscurità perfetta. Mancanza 
di luce. dim. Bujccio, Bujuccio, Bujbtto. 
pegg. Bujaccio. agg. Tenebroso. Senza luce. 
Farsi bujo. Oscurarsi il cielo, Annottare. 

Bùra. V. Bòra (borea) 

Buràcia. V. Boràoia. 

Buraoina. BORRACCINA, sf. BORRACCI- 
NÒ, sm. Musco di diverse specie. V. Bona, 
(musco). 

Buràsca. BORRASCA, sf. Turbine di venti 
contrarj, impetuosi, figurat. Gran travaglio 
d'animo. Grave disastro. Tempesta, sf. Vento 
violento con turbine , grandine e pioggia , ed 
è proprio quella del mare. Tempestare, vn. 
Essere in tempesta. Tempestoso, agg. Che ò 
in tempesta. Suggetto a tempesta. Che porta 
tempesta. Borrascoso. Tempestosamente, avv. 
In modo tempestoso. Procella, sf. Borrasca 
impetuosa. Burrascarb, vn. v. d'uso tose. Far 
borrasca. « Rabbrusca verso Levante; par che 
voglia burrascare. » (Giuliani). 

Buraacòa. BORRASCOSO, agg. Che è in bor- 
rasca. Che minaccia borrasca. 

Buraaìr. Burea. V. Borea. 

Buràt. FRULLONE, sm. Sorta di cassettone 
in cui si abburatta la farina. Buratto, sm. 
Stamigna o Sorta di drappo rado e traspa- 
rente di cui fansi i burattelli. dim. Buratti- 
no. — Buratbllo, Tombolo, sm. Specie di 
cilindro cavo, lungo poco men che il frullone 
entro cui si volge su due perni. La superficie 
del burattilo è formata da un velo varia- 
mente rado, (buratto). Albero del buratello 
è 1 Asse di esso, rappresentato da un'asta di 
legno esagona, dalle cui sei facce, di distanza 
in distanza partono altrettanti raggi in soste- 
gno di sei regoli longitudinali sopra i quali 
è imbollettato il velo. Stella, Specie di ruota 
a denti i quali, «rande, urtano nell'offa (spe- 
cie di nottola), la quale, urtata, scuote la cas- 
setta da cui va cadendo poco per volta nel 
buratello la farina contenuta nella Tramog- 

Buratadòr. ABBURATTAJO, ABBURAT- 
TATORE, BURATTINO, sm. ABBURAT- 
TAI, ABBURATTATRICE, sf. Colui o Colei 
che abburatta la fari na. 

Burataréja. è BURATTERIA, sf. Luogo do- 

Buratari \ ve si abburatta. 

Buraté. ABBURATTARE, BURATTARE, 
vn. Stacciare col buratto la farina per levarne 
la crusca. Abburattamento, sm. Lo abbu- 
rattare. Abburattatura , sf. L' operazione 
dell* abburattare. La mercede che se ne rice- 
ve, o se ne paga per l'abburattamento. Ab- 
burattata, sf. Quella quantità di farina che 
si mette ad una sola volta nella tramoggia 
del buratto; ed anche L' abburatta re, Abbu- 
rattamento. 

Buratén. BURATTINO, sm. Fantoccio di 



cenci o di legno, con molti de' quali si rap- 
presentano comedie. fìg. Uomo senza carat- 
tere, e ridicolo. V. Buratadòr. 

Buratinéda. BURATTINATA, sf. Composi- 
zione dramatica rappresentata con buratti- 
ni, figurat. Azione da burattino, da uomo sen- 
za carattere. 

Buratinér. BURATTINAJO, sm. Chi rap- 
presenta comedie con burattini. 

Buràs. CANAVACCIO, sm. Pannolino grosso 
per cucina. V. Sugaman. 

Buraàéna.BURELLO,8m. Panno grossolano. 

V. Tarila. 

Buràzna. V. Boràina 
Burbandìra. V. Bombardi». 
Bùrbar. BÙRBERO, agg. dicesi di Persona 

austera nell'aspetto, Che ha la cera fosca. 
Burcèl * BURCHIO, sm. Barca coperta da 
Bùroi ( trasporto sui fiumi, dim. Burchiello, 

BURCHIBLLETTO , BURCHIBLLINO. — TlBMO, 

sm. Il coperto del burchio tutto di legname im- 
peciato. BuRCHiBLLAJO, Sm. Chi guida il bur- 
chiello. 

Burdadùra. V Bordadùra. 

Burdé. V. Inori* 

Burdegé. V. Bordege. 

Burdèl. V. BordèL Ragaiól. 

Burddn. V. SpluncOn. Bastòn. 

Burdunél. BORDONE, sm. Trave grossa per 
sostegno. 

Buròla. BURELLA, sf. Vacca pezzata, cioè 
che ha il mantello bianco con grandi mac- 
chie nere e baje. 

Buréa. V. Borea. 

Burgàana. Y. Felaa. 

Burghé. V. Borgné. 

Burghee. V. Borghèa. 

BurgiGn. BORDIGLIONE, sm. Viluppo che 
si trova nel filare lana, lino e simili. « Quando 
nel filare si trovano de' bordiglioni, ai assot- 
tigliano, perchè non entrino nel filato, se no 
rifioriscono anche nel tessere.» (Giuliani). 

Burgnì. V. Brugni. Furavérd. 

Burgg&n. V. Borghigian. 

Burgunàòn. V. Calznòon. 

Buri. GARRIRE, va. e vn. Sgridare, Ripren- 
dere quasi minacciando. Garrimbnto, Garri- 
to, sm. Il garrire. Garritorb, verb. m. Gar- 
ritricb, f Chi o che garrisce. Garrbvolb, 
agg. Che garrisce. Aborrire, va. Riprendere 
altrui, e porlo in aborrimento. (Fanfani). 

Buxida. D' burìda. Di primo volo, IH pri- 
mo colpo, Di colta, nel dial. Infortunio. Av- 
versità, Pericolo. 

Buridòn. BRAVATA, sf. Minaccia con in- 
solenza. Rimprovero minaccioso. Bravata a 
credenza, Quella a cui non sono per seguire 
i fatti. 

Burldoneata. BRAVO, sm. Chi per poco 
motivo minaccia. Bravo a credenza. Smar- 
giassone. 

Burla. V. Bòria. 

Burle. BURLARE, va. Prendersi spasso di 
un tale de' fatti suoi contrafacendone i modi, 
onde altri con noi ne rida. Dar ad intende- 
re, come si suol dire; lucciole per lanterne r 



BUS 



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BUS 



e poi far vedere che ciò non era vero, la- 
sciando così burlato chi in buona fede cre- 
deva, vn. Non dire, Non fare da senno, np. 
Non far conto, Farsi beffe di che che sia. 
Burlesco, agg. Faceto, Scherzevole, e dicesi 
di cosa: Scherzo, Motto, Scritto burlesco. Bur- 
levole, agg. dicesi da cosa da burlarsene; 
aggiunto d^iomo, vale Cui piace far qualche 
burla. Burliero, agg. Burlevole. Amante 
delle burle. Burlescamente, avv. In modo 
burlesco. Burlatore, verb. m. Burlatricb, 
fi Chi o Che burla. Riburlarb, va. Burlare 
di nuovo, o Burlare con chi burla. 
Burlèngh. V. Barlèngh. 
Burian. BURLONE, sm. e agg. Chi burla 
sovente e volentieri, accr. Burlonacchio, Bub- 
lacchjonb.— agg. f. Bdrlona, Burli era, Che 
sta su '1 burlare.' « È di natura poi così bur- 
iana Che, ec. (Fagiuoli). 
Borni. Burniaux. V. Bruni, ecc. 
Burnisti, (dal latino Prunicius, .formato da 
Prunae c arbon i bragie di carboni.) V. ini sa. 
Barò. SCRITTOIO, sm. Tavolo sul quale si 
scrive. Banco od Officio dove si spediscono gli 
affari publici. Specie di cassettone per uso 
dì leggere e scrivere, e conservar scritture. 
BurOn. BORBONE, sm. accr. di Borro, Luo- 
go scosceso dove, quando che sia, scorra aqua. 
dim. BORRONCBLLO, Borratbllo. 
Borsa. V. Borsa. 
Bursaról. V. Borsaro!. 
Borsela. V. Busanèla. 
BurtL V. Aborti. 

Bursaohèn { BORZACCHINO, sm. Stivalet- 
Borsaohi > to a mezza gamba, dim. Bor- 
zacchinbtto. V. Botón (stivaletto). 
Bus. BUCO, sm. Apertura che ha del roton- 
do, e non molto larga. Vano che si fa fo- 
rando o stracciando, figur. Luogo nascosto, 
dim. Buchbtto, Buchino, Bdcolino, Buche- 
rello, Buchebattolo. accr. Bucone. pegg. 
Bucaccio. Buco accecato, dicesi dagli arte- 
fici quello che è più largo in superficie che 
in fondo, per ricevere la capocchia di un 
chiodo o di una vite, sì che non risalti sul 
piano di un lavoro. Fare un buco nell'aqua, 
Fare una cosa che non può riuscire, feerehé 
per tot i bus. Cercare ogni buco, Cercar 
da per tutto minutamente, con diligenza. Fé 
un bus, Fare una buca. Servirsi del de- 
naro fidato. Bucare, va. Fare il buco. Bu- 
cacchiare, frequent di Bucare. Bucherare, 
va. Far buchi. Bucatorb, verb. m. Bucatri- 
ce, f. Oli o Che buca: e dicesi specialmente 
in certe arti o mestieri, come Bucatore del 
corallo, dette perle, ecc. Ribucarb, va. Bu- 
care di nuovo. Rifare un buco. Far un nuovo 
buco. Fé e bus. V. Fugaréna, nel fig. V. 
Por. Oanèla, (stampino). Bugio atto, sm. 
Camera angusta e povera. Stambùgio, sm. 
Stanzino piccolo, rozzo ed oscuro. 
Bus. BUGIO, BUSO, agg. Bucato, Forato, Vuo- 
to, Vano. «Io ben sapeva che l'ambizione E 
mille altri appetiti pazzi umani, Con questa 
fiera (1* avarizia) facendo (mistione, I lor colpi 
eran tutti busi e vani. » (Berni). Cervello bu- 



gio, Scemo, Di poco senno. Gran bus. Grano 
sfarfallato, Che è stato roso dagl'insetti. 
Ande bus o busa. Riuscir vano. Andare a 
vuoto. 

Busa. BUCA, sf. Cavita che si fa cavando nel 
solido. Luogo sotterraneo da ri por grano, dim. 
Bucherella, Buchera ttol a, Bucolica, Bu- 
chsrina. pegg. Bucaccia. Busa da élbar. 
Formella, sf. Buca che si fa in terra per pian- 
tar un albero. Cafagnarb, va. Far buche o 
formelle per piantarvi alberi. Busa de lét. 
Covacciolo, sm. fig. Il buco che fa néT letto 
chi vi giace. Busa de stàbi. Conci aj a, sf. 
Fossa o Luogo dove* si tiene il concio, il le- 
tame. Concimaia, v. d'uso. Busa de bi- 
giiérd. V. Bìglia. Sbucare, va. Fare sbu- 
care, vn. Uscir dalla buca. 

Busagnólal BUCHERELLA, sf. dim. di 

Busanéla ] Buca. Zughe a busanèla, 

Busanèna f Giocare alle bucherelle, o a 
buchetta, o alle buchétte, Giuoco fanciulle- 
sco che si pratica facendo una bucherella in 
terra, e ponendovi dentro nocciuoli o simili, 
ciascun giocatore vi getta da un dato punto 
la sua piastrella, e quegli che va più vicino 
alla buchetta, o la cuopre, li guadagna. 

Busanòt. V. Bus (bugigatto). 

Busaróla. SOFFICE, smf. Ferro quadro bu- 
cato nel mezzo, sopra il quale i fabri mettono 
il ferro infocato per bucarlo col mezzo di un 
punteruolo sul quale battono col martello. 

Busoàja. V. Bosoàja. 

Busoaré. GIUNTARE, va. Ingannare, Fro- 
dare. Busbaccare. va. Ingannare con finzioni. 
Busbaccheria , sf. Inganno artificioso. Bur- 
bacco, Busbo, sm. Chi usa busbaccheria. dim. 
Busbino, accr. Busbacconb. 

Busoaréda. BUBBOLA, sf. Menzogna. Fan- 
donia. Baggianata, sf. Azione sciocca. Giun- 
teria, sf. Inganno, Trufferia. 

Busoaról. STOPPAROLA, STERPAZZO- 
LA, sf. Uccelletto che sta nelle fratte, nelle 
siepi, e vive di bacherozzoli. V. Boscaról. 

Busche. BUSCARE, va. e vn. Procacciarsi e 
ottenere che che sia con industria. Guada- 
gnare. Acquistare cercando. Bucacchiare, 
va. Andar buscando. V. Bósca (busca). 

Buaohet. V. Boscnét. Brói (brolo). 

Buséoa, BUSECCHIA, sf. BUSECCHIO, sm. 
Budellame e Ventre d'animali. V. Trépà. 

Busédar. BUGIARDO, sm. e ara. Chi o Che 
dice bugie, dim. Bugia rdello, Bugiardino, 
Bugiarduolo. accr. Bugiardonb. pegg. Bu- 
giardaccio. superi. Buoiabdissimo. Tòt i 
busédar ciàpa in gàf. Ogni bugiardo si 
pone in caffo. 

Buse/. V. Bisèf. 



Buséja. BUGIA, sf. Detto contrario alla ve- 
rità, dim. BugIbtta, BugIuzza. accr. Bu- 
gIonb. pegg. BugUccia. — Bugiale, sm. 
Quantità di bugie. Bugiardamente, avv. Con 
bugia. Bugiare, vn. Dir bugie. Rabugiare, 
vn. Dire nuove bugie oltre le già dette. (Ca- 
valca). Bugia, sf. Sorta di lucerna con piat- 
tello, e bocci uolo che serve da candeliere. 

Buaèli. V. Busili. 



BUS 



— 104 — 



BUT 



BuséafL V. Budénfl. 

Baset. BUCHETTO f BUCOLINO , sm. dim. 
di Buco. Bucolini que* molti Fori che sono 
nei due margini verticali del busto o fascetta, 
ad uso di allacciarlo coli 'aghetto. Camjpanel- 
line, Annetti, Magliette dei bucolini della 
fascetta, Denominazioni che promiscuamente 
si danno a certi tubetti di sottil lamina me- 
tallica, lunghi quanto è grossa la fascetta, i 
quali s* introducono nei bucolini di essa, e ri 
si ribadiscono dalle due bande. 

Buséta. V. Busaròla. 

Busi. Busìa. V. Buséja. 

Basili. BUSILLI, BUSILLIS, sm. Difficoltà 
grande. Impaccio, Imbroglio. Qui è o sta il 
busilli, Questo è quel che importa. Questa è 
la difficoltà. 

Businamént. BUZZICHlO, BISBIGLIO, sm. 
Il suono che si fa bisbigliando. V. Sbasì - 
namént. 

Basine. BUCINARE, vn. Andar dicendo ri- 
servatamente, con riguardo, np. Essere qualche 
voce o sentore di che che sia. Buclnamento, 
sm. Il bucinare. Bucinatobb, sm. Susurra- 
tore. Bisbigliare, vn. Parlar pian piano. Bi- 
sbigliatorb, verb. m. Bisbigli atbjcb, f. Chi 
o Che bisbiglia. 

Basidi. AGLIATA , sf. Pane preparato con 
olio, aceto e aglio. Crescenti ha, sf. Fetta di 
pane arrostita con sparsovi sopra olio, sale e 
pepe. 

BusìOxl. BUGIARDONE. V. Busédar. 

Busmaróla. V. Bosxnardla. 

Busòt. BUGIO ATTO, BUGIGATTOLO, sm. 
Stanzino piccolo e povero. 

Basse. BUSSARE, va. Battere, Percuotere, 
Picchiare; e dicesi proprio dei Picchiare agli 
usci perchè siano aperti. Nel giuoco del tre- 
sette e simili, serve per indicare che si hanno 
molte carte della cartiglia che si giuoea. Bus- 
s amento, sm. Il bussare. Bussatobb, verb. 
m. Bussatrice, f. Chi o Che bussa. 

Busséda. BUSSATA, sf. Atto di bussare, 
Bussamento. Colpi frequenti dati ad un uscio, 
ad una porta. 

Bussét. V. Bisegol. 

BasslSn. BAZZONE, sm. Uomo che ha gran 
bazza, cioè il cui mento è curvo e rilevato. 

Basslót i BUSSOLOTTI, sm. pi. Que'bos- 

Bussolòti j soli di latta che usano i batratel- 
lieri per far comparire e sparire le palla. V. 
Zuglir (giocolare). 

Bussola. V. Bòssla. 

Bastona. BUSTINA, FASCETTA, sf. Sorta 
di busto da donna, ma men grave, men for- 
temente impuntita, e guernita di vn minor 
numero di stecchine, e queste più sottili. 
Chiavi della bustina o fascetta, sono que'Ghe- 
roni o pezzi triangolari coi quali è allargata 
la fascetta in alto sul davanti, e in basso la- 
teralmente, affinchè essa bene si addatti al 
garbo del seno e dei fianchi; e Fianchelli, 
que' prolungamenti della fascetta che spor- 
gono sui fianchi , divisi da chiavi o gheroni. 
V. Busót. 

Bustréngh. V. Barlóngh. 



Bùt. BUCCIO, sm. Bocciuolo di canna. Bub- 
bolo, Cannone, sm. Pezzo di canna tagliato 
tra un nodo e l'altro, ed anche tagliato in 
guisa che da una estremità abbia il nodo, e 
dall'altro sia aperto, il quale serve per incan- 
nar le matasse. V. Busel. 

Butafóra. V. Botafdra. 

Butàm. V. Botam. 

Batanioa. V. Botànica. 

Butaràsa. V. Ròsp. 

Butai. V. Botai. 

Butaaana. Bntaaéda. V. Btaié. 

Butaàóla. V. Budsèla. 

Buté. BUTTARE, va. Gettare con mano. np. 
Lasciarsi cadere, Lasciarsi andare con tutto il 
corpo per terra. Avventarsi per acchiappare 
che che sia. Il tempo si butta a buono, a 
freddo, ecc. Vuol farsi bello, freddo, ecc. fia- 
te sóra. Bollire il bucato. Versare su i 
panni sucidi, già preparati nella conca, l'aqua 
bollente con cenere , acciocché si formi il 
ranno, e porti via ogni sucidume. Gettare, 
va. Rimuovere da sé con men violenza che 
non è Trarre. Scialacquare. Mandar fuori 
marcia, parlandosi di piaga. Gettare una pa- 
rola di che che sia, Farne motto, np. Av- 
ventarsi, Lanciarsi. Gettarsi air avaro, Di-* 
venir avaro. Gettarsi via, Disperarsi. Get- 
ta mento, sm. II gettare. Gbttaue, sm. Cosa 
da gettarsi via. Gettatore, verb. m. Gbt- 
tatrice, f. Chi o Che getta. 

Buteda. GETTATA, sf. Il gettare. Ad una 
gettata di mano, Quanto si può trar fanti 
un sasso colla mano. Posatoio, sm. Luogo da 
posarsi, e si dice propriamente di quello dove 
si posano gli uccelli. « Eleggi buon passo, che 
pigli più vallonate, luogo rilevato e piano, e 
senza posatoj d' intorno. » (Davanzati colt.) 

Bntega. V. Botega. 

Bateglia. V. Boteglia. Bòria. 

Batèl t TOPPA, sf. BRACHETTONE, 

Batéla j BRAGHETTONE, sm. (Tassoni). 
Pezzo quadro che usava anticamente sul da- 
vanti de' calzoni, si apriva abbassandolo, dim. 
Toppino. — Batel d'ia oastlè. V. TJssdl. 
V. Bota (cateratta). 

Batèn. BOTTAGL1E, sf. pi. Stivaletti. V. 
Botén. Bota (cateratta)» 

Buter. V. Botar. 

Buter. Bati. V. Batìr. 

Batghér. BOTEGAJO, sm. BOTEGAJA, sf. 
Chi tiene botega. V. Botega. 

Butìga. V. Botega. 

Batigliaréja. Batigliarl. V. Botiglia- 
réja. 

Butìr. BUTIRO, BURRO, sm. La parte più 
grassa del latte separata dal siero col dibat- 
terlo nella zangola, o in altro vaso. Burba- 
cbo, agg. Di burro. Imburrare, va. Disten- 
dere il burro sul pane, o su altro per man- 
giarlo. Burrajo, sm. Chi fa o vende burro. 

Butiros. BUT1ROSO , BURROSO, agff. Che 
ha del butiro. Che è della natura del butiro. 

Batòn. Botte molto grande. Catbrattonb, 
sm. Grande imposta di legno o di ferro, a 
porta, o a vento per aprire o chiudere l'a- 



BUV 



— 105 — 



CAC 



perfora di un sostegno di una. gora, eoe. Spa- 
guatobb, sm. Sostegno delle aque raccolte 
Del bottaccio. V* BtSn. 

Betonièra. V. Btunlra. 

Butrìga. BUZZO, sm. Pancia, Ventre. 

Butrigòn. BUZZONE, sm. Panciuto. 

Bavareja. V. Buvari. 

Bavaréna. BOVAR1NA, CUTRETTOLA. 
•£ SirUciajola (Savi). Sorta di uccello sil- 
vano. Oiapé tòt el buvarènn. Tirare a 
tutti i bacherozzoli, dicesi di chi procura 
ogni guadagno benché piccolissimo. V. Bc6n 
(de o tóe bofin). 

Bnvari ì CASCINA, sf. Luogo ove stanno 

Bn varia ( le vacche, e si fa il cacio, ed il 
butiro. Cascinaio, sm. Colui che ha cura 
della caseina. Procojo, Proquojo, sm. Quan- 
tità di bestie bovine adunate insieme. Bovile, 
sm. Stalla da bovi. 

Buvààa. BOVINA, sf. Sterco di bue. Imbo- 
vinar*?, sm. Intridere, o Impiastrare di bo- 
vina. Mkta , sf. Sterco che fa 1* animale in 
una volta. 

Birrèn. BOVINO, BUINO, agg. Di bue. Boc- 
cilo, agg. Nome che comprende la specie di 



tutti questi animali , cioè bue, vacca, vitello , 
ecc. * 

Birre?. BOARO, BOVARO , sm. Guardiano 
di buoi. V. Biòich. 

Buvràn. V. BevrOn. 

Buaagné. V. Buscare. 

Busaròt. CARPICCIO, sm. Buona dose di 
busse. 

Buie. V. Abuse. Aboàe. 

Bufcel. BUCCI UOLO, BUCCIO, sm. Spazio 
tra un nodo e l' altro nelle caune. dim. Bue- 
ciuolbtto, BucciuoLiNo. Busoll d' la róoa. 
Bucciuolini di canna sottile che s'interpon- 
gono fra le gretole della rocca per tenerle 
allargate. 

Buftat. V. Botét. 

Bùsra. COLERA, STIZZA. Bubbola^. Men- 
zogna, Favola, Inezia. V. Casimperi. 

Busrén. NACCHERINO, sm. Fanciullo, o 
Animaletto vezzoso, grazioso. V. Folet Ina- 
bisso). 

Buaradùr. V. Busaròt. 

Buànda. Bvùda. V. Dbànda. Dbùda. 

Bsraré V. Pegiore. 



C 



C. La terza lettera dell' alfabeto italiano. 
8os. d'ambo i generi : dicendosi C nel masc., 
s'intende il carattere chiamato C; e dicen- 
dosi C nel fem. s* intende la lettera chiamata 
C. (Gherardini). 

Ca. CASA, sf. Ediflzio murato per abitazione, 
dim. Casella, Casetta, Casettina, Ca- 
sina, C asinina, Casbrellina. med. Casotta, 
Casotto, sprezz. Casuccia, Casuzza, Casu- 
pola, Casuccina. accr. Casona, Casone. 
pegg. Casaccia, Casucciaccia. — Casalone, 
sm. Casa grande, ma disadatta, pegg. Casa- 
lonaccio. — Casolare, sm. Casa per lo più 
in malo stato e trasandata, pegg. Casola- 
baccio. Casa di commercio, Quella che dà 
il nome alla ditta. Ca d* banda. Casa di 
bando, Senza costo , Senza pagar pigione. A 
ca méja, o A ca mi. A casa mia, forma 
di dire che vale Secondo me, A mio giu- 
dizio, Se mal non m* oppongo e simili « Sa- 
pere e voler fare a posta il male, A casa 
mia si chiama ostinazione. » (Berni). Sca- 
sare, va. Far uscire altrui dalla casa ove 
egli abita, vn. Diloggiare, Sloggiare, Mutar 
casa. Rincasare, va. Ridurre, Rimettere in 
casa. vn. Rientrare in casa. V. Obésa. 

Càbala. CABALA, sf. Arte che presume di 
indovinare per mezzo di numeri, di lettere, 
di parole, di caratteri mistici, flgurat. Rag- 
giro, Imbroglio. Cabalista, sm. Che fa ca- 
bale, flgurat Raggiratore, Imbroglione. 

Cabaléta. CABALETTA, sf. Pensieretto mu- 
sicale melodico, ossia Cantilena semplice atta 



a blandire l'orecchio, la quale, 'mercè d'un 
ritorno ben distinto s' imprime agevolmente 
nell'animo, e nella memoria dell'uditore. 

OabalGn. CABALLONE, sm. Raggiratore so- 
lenne. 

Cabarè. BACINO, VASSOJO , sm. Piatto 
d'argento o d'altro metallo per portar tazze, 
bicchieri, ecc. Sottocoppa, sf. Piatto sopra il 
quale si portano i bicchieri, dando da bere. 

Cabula. V. Càbala. 

Oàoa. CACA, sf. voce fanciullesca. Escre- 
mento , Sterco. Fasto , Albagia , Vanagloria. 
V. Soàoia. 

Cacalùsla. V, Smòrfia, 

Cacào. CACAO , sm. Pianta e Semi di essa 
che tostati , sono uno de' principali ingre- 
dienti del cioccolate. Vassojo, sm. Quello 
strumento di legno quasi simile ad una con- 
chetta poco profonda cou cui i fabricatori 
del cioccolate mondano il cacao. 

Cacar. CACOLE , sf. pi. Umori che si ri- 
stagnano, e si riseccano nelle narici. V. Cà- 
ool. Cagar él. Pséà. 

Cacarera. Quantità di cacole. Gracchiata, 
sf. U parlare con vano strepito. 

CaoarOa. GRACCHIONE, sm. Chi parla con 
vano strepito, ed è buono a nulla. 

Caohèticb. CACHETTICO, agg. Che tende 
ali* idropisia, alla tisi; che è pallido involto, 
ed ha le carni flosce e molli; che si lagna 
sempre di qualche malore, o ha in viso scritto 
il malessere che di continuo lo tormenta. 



14 



CAD 



106 - 



CAO 



Oacol i C ACOLE, sf. pi. Stereo attaccato ai 

Cacai j peli delle capre, o alla lana delle 
pecore. Caooloso, agg. Pieno di cacole. V. 
Pséà. 

Cada&n. CADAUNO , pron. Ciascuno, Cia- 
scheduno. 

Cadaasa. V. Catasta, 

Gadàatar. V. Catastar. 

Cadavèriche CADAVERICO , agg. Che ha il 
colore del cadavere. Cadavbroso, agg. Che 
ha l'odore del cadavere. 

Cade. CADERE, CASCARE, vn. Venire senza 
ritegno dall'alto al basso. Stramazzare per ter- 
ra. Cadimento, sm. Il cadere, pegg. Cadimen- 
taccio. — Cadbvolb, agg. Facile a cadere. 

Cadén. CATINELLA, sf. Piccolo catino, o 
vaso di terra cotta, o di majolica, ad uso per 
lo più di lavarsi le mani, e la faccia, dim. 
Catinellbtta, Catinblluzza. Ande a ca- 
dén. Andare a rotoli; si dice di un* Im- 
presa qualunque, la quale precipiti e mini 
miserabilmente. Bacile, Bacino, sm. Pro- 
priamente catino di metallo. Cadén da mu- 
lexi. A SCOLE, sf. pi. Pale di ruota da mu- 
lino. V. Cadinèla. 

Oadéna. CATENA, sf. Unione di annelli fra 
loro connessi. Spranga di ferro per collegare 
due opposti muri. Strumento di agrimensura. 
Sostegno dell'orinolo, fìgurat. Legame amoroso 
Shiavitù. dim. Catenella, Catbnelletta, 
Catenina, dim. sprezz. Catbnuzza. accr. 
Catbnone. pegg. Catbnaccia, Catenaccio. 
Catena di monti, Lunga serie di monti. Ca- 
dèna de fngh. Catena dal fuoco; e Spran- 
ga, Quel ferro che attraversa la gola del ca- 
mino, e a cui si attacca la catena. Caval- 
letto, sm. Congegnamene di più travi o 
legni ordinati a triangolo per sostener tetti. 

Cadénta. V. Cadùda (declive). 

Cadét. CADETTO. Aggiunto di fratello, e 
vale Minore, sm. Giovine che serviva nella 
milizia volontariamente, e che dopo aver com- 
piuti i suoi studj, veniva creato officiale. Il 
minor grado di officiale nella marina. 

CadéVar. CADAVERE, sm. Corpo umano 
morto, dim. Cadaverino. « Quelli piuttosto 
che fanciulli , cadaverini ambulanti.» (For- 
nacciari). 

Cadinèla. CATINO, sm. Vaso di terra o di 
rame per uso di rigovernare le stoviglie, dim. 
Catinetto, Catinuzzo. — Catinajo, sm. 
Chi fabrica, accommoda o vende catini. 

Cannài. CATENACCIO, sm. Strumento di 
ferro per lo più ritondo, che, 8tto in certi 
annelli di ferro confitti nell' imposta, concatena 
l'una imposta dell'uscio coir altra, o l' imposta 
col muro: dicesi anche Chiavistello. Chiavac- 
cio, sm. Catenaccio assai grosso. Paletto, 
sm. Catenaccio quadrangolare il quale scorre 
entro Piegatellt, che sono staffe ripiegate in 
quadro. 

Oadnàia. TRALCIO, sm. Quel ramo della 
vite che fa tirella o catena, e che si taglia, 
dopo fatta la vendemia. Tajé el cadnài. 
Stralciare, va. Tagliar tralci. V. Tire (tirella). 

Cadnaiadùra, C ATEN ACCIATURA sf, Me- 



canismo dell'organo per lasciar entrare il 
vento nelle canne. 

Cadnaàe. V. Inoadnaie. 

Gadnaien. Oadnaiét. V. Oadnài (paletto). 

Oadnàia. CATENELLA, sf. dim. di Catena. 
Specie di ricamo fatto coli' ago a guisa di ca- 
tenella. Cadnèla de pòi, Catenella del 

pozzo. In questa frase si comprendono com- 
munemente, nel dialetto, alcuni annelli di ferro 
con a capo da una parte una Molletta a cui 
si raccomanda la secchia o simile per attin- 
ger aqua, e attaccati dall'altra parte ad un 
capo della fune. V. Cantinola. 

Cadner. V. Oadéna. (spranga). 

Oadù. Mei Cadù. EPILESSIA, sf. Mal ca- 
duco. Epilettico, agg. Che patisce epilessia. 
Appartenente all' epilessia. Che serve a curar 
V epilessia. 

Cadùda. CADUTA, sf. Il cadere da maggiore 
o minore altezza, con maggiore o minore im- 
peto per terra, dim. Cadutella. V. Ca- 
soheda. 

Cafè. CAFFÉ , sm. Arhuscello del cui frutto 
tostato e polverizzato, si fa bevanda dello 
stesso nome. Botega dove si vende una tal 
bevanda. Caffeina, sf. Principio immediato 
del caffè. Caffeista, sm. v. d* uso. Dilettante 
di bere il caffè 

Oafetlr, Oafetìèr \ CAFFETTIERE , sm. 

Cafter, Oaftlr \ Chi tiene botega da caffè. 

Catterà ; CAFFETTIERA, sm. Vaso di por- 

Oaftlra \ collana o simile in cui si travasa 
il caffè dalla cucuma ove ha bollito per por- 
tarlo in tavola. V. Còcma. 

Cagadùr. CACATOJO. sm. Cesso, Latrina. 

Gagadùra. V. Scagài. 

Cagai. V. Cagarcela. 

Cagarél. CACARELLO, CACHERELLO, sm. 
Sterco delle pecore, delle capre, delle lepri, 
de' topi, ecc. dim. Cacherellino. — Caco- 
lini, sm. pi. Sterco de' bachi. V. Zisnél. 

Cagarèla. CACAJUOLA, sf. CACARELLA, 
(Fanfani). Flusso di ventre. V. Caliét a ca- 
garèla. 

Cagne. CACARE, vn. Evacuare gli escre- 
menti. Cacatura , sf. L' atto dell' evacuare. 
Gli escrementi delle mosche, e di eimiti ani- 
mata zzi. Cacature, verb. m. Cicatrice, f. 
Chi o Che caca. Cagne spade, Pretto spu- 
tato o Puro pretto. Simigliantissimo, Stes- 
sissimo. Cacata, sf. Evacuvazione del ventre. 
Caghéla, Sbotrare, va. e vn. Riferire cosa 
udita o veduta, e che dovrebbe rimaner ce- 
lata. Svesciare. « Povero galantuomo! stette 
alla dura più che potè pria di sbotrar la cosa. » 
V. Buvàia (meta). V. Polpét d* cavai. 

Gaghéda. PAPPOLATA, sf. Cosa da nulla. 
Scioccheria. 

Caghén I VANERELLO, sm. Giovane orgo- 

Oaghi i gliosetto che si pavoneggia, e si 
tiene per bello. Persona fumosetta % che an- 
che diremmo Favetta. 

Oaghìaia. V. Albagéja, 

Cagifm. CAGIONE, sf. Ciò da cui deriva l'ef- 
fetto. Causa movente, Occasione, Motivo, dim, 
Cagioncella, Cagiofuzza. 



CAJ 



- 107 - 



GAL 



Cagione. CAGIONARE, va. Essere cagione. 
Produrre. Cagionambnto, sm. Il cagionare. 
Cagione. Cagionatorb, verb. m. Cagionatri- 
cb, f. Chi o Che cagiona. 

Cagna. CAGNA, sf. La femina del cane. dim. 
Cagnetta, Cagnina, Canina, Cagnuouna, 
Caoniuola. sprezs. Cagnuzza. pegg. Ca- 
gnacci a. De la cagna. Dar V amino. Licen- 
liare, Mandar via. V. Fandògna. 

Cagnarààa. PIPPIONATA, sf. Qualunque 
cosa riesca aciocca e scipita; e dkeei di co- 
medie e simili. 

Cagnare. RIOTTARE, vn. Contendere in pa- 
role. Garbare, vn. Altercare rumurosamente. 
(Fanfeni). 

Cagnaréja. CANATTERÌA, sf. Quantità di 
cani. 

Cagnare*. V. Cagne*. 

Cagnaról. RIOTTOSO, agg. .Litigioso. Ac- 
cattabbiobb, sm. e agg. Chi si procura bri- 
ghe. Litigante. Rissatobb, agg. «Feroce e- 
gualmente, ma d'assai men vile Nerone fis- 
satore notturno per le strade e le taverne di 
Roma.» (Giordani). 

Cagne. RODERSI, np. Consumarsi di rabbia. 
Non poterla sfogare a suo modo. V. Cagnare. 

Cagnégn \ CAGNESCO, agg. Da cane. Guar- 

Cagnesch i dare in cagnesco, Guardare con 
inai piglio. Guardare con sospetto. Cagnesca- 
mente, avv. Con mal occhio. Con viso arci- 
gno. Cagnolbsco, agg. Di cane. Canino. 

Cagnara. CAGNARA, sf. Abbajo di più cani, 
metaforic. Contesa di più persone a voci alte; 
o Rumore levato da più persone. Gaboaglia- 
ta, sf. Rumore che fanno molti parlando e 
cantando insieme. G aro agli a re, vn. Fare 
strepito con canto, grida, e simili. V. Bao&n. 

Cagne*. CANILE, sm. Letto di cani. Luogo 
dove si racchiudono i cani. Poltriocio, sm. 
Lettocelo miserabile. « ty camerier lo mena 
con creanza Su sopra certi palchi polverosi, 
Dove gli mostra più d'un buon poltriocio, 
Che, viva il Ciel, vi dormirebbe un miccio. » 
(Saccenti). 

Cagno la, MORSA, sf. Arnese di legno per 
tenervi stretto il cuojo che si vuol cucire. Ca- 
gna, sf. Lunga leva di legno con in cima un 
dente di ferro mobile sur un perno, e serve 
a tener a segno il cerchione con cui a colpi 
di mazza si cerchia una ruota. Cane, sm. Stru- 
mento per tener forti i cerchi mentre si pon- 
gono alle botti. 

Cagn5n. CAROTIERE, sm. Bugiardo. 

Cagnòt. CAGNOTTO, sm. Sgherro. Bravaccio. 

Cagdn. CANTERO, sm. Vaso per deporvi eli 
escrementi; dicesi specialmente di quello dei 
carcerati. Svbscionb, sm. Chi, appena saputa 
qualche cosa, la fa sapere al commune. Ca- 
caociano, sm. Uomo timido e da niente che 
si caca o si piscia sotto per la paura. 

Cagòna. BATISOFFIA, BATISÒFFIOLA, sf. 
Gran paura istantanea che produce ansia e 
battimento di cuore. 

CàL V. Vaso. 

Calche, V. Calohe. 

Cajéss. V. Implòsa (cagliarsi). 



Cài. CALLO, sm. PeMe indurita assai dolorosa 
che si forma sulle dita de* piedi. Callosità , 
sf. Durezza o Asprezza di pelle, niente dolo- 
rosa, che si forma nella pianta delle mani, 
de* piedi, sulle spalle, ecc. onde Far il callo 
(dice il Zecchini) è improprio, e dovrebbe 
piuttosto dirsi Fare la callosità, o una col' 
ìosità. — Lupinbllo, sm. Specie di callo che 
ritrae il nome dalla sua figura di lupino. Cal- 
lista, sm. Chi taglia o cura i calli. Calloso, 
agg. Pieno di calli Calo, sm. Diminuzione di 
peso, o di valore. Prendere a calo, dicesi di 
una Cosa che si prende col patto di pagarne 
soltanto la parte che si consuma, e renderne 
il rimanente. (Giusti). Viene da* cerajuoli che 
danno a calo i ceri e le candele per le fun- 
zioni delle chiese. (Gherardini). V. Calds. 

Calabregh. CALABRAGHE, sm. Sorta di 
giuoco di carte. 

Calabresèla i CALABRESELLA, sf. Sorta 

Oalabrlaèla ) di giuoco di carte che si fa 
in tre. 

Oalamér. CALAMAJO, CALAMARO, sm. 
Vasetto per l' inchiostro, dim. Calamarbtto. 
Calamajo a stoppaccio, Quello in cui V in- 
chiostro immola stoppa, o bambagia, o seta 
crespa, o spugna o simili. Calamajo a guas- 
to, Quello in cui è l' inchiostro senza la borra 
di seta o simile che lo inzuppi. Calamajo, 
Totano, Lolliginb, sm. Picco! pesce che ha 
una lisca cartilaginosa nella schiena, con una 
vescica di materia nera come l'inchiostro. 
Componesi di oltre trecento specie che vivono 
in tutti i mari. dira. Cala ma retto, Tota- 
nbtto. — Occhi aj a , sf. Lividore che viene 
sotto crii occhi. 

Calamita. CALAMITA, sf. Pietra che attrae 
il ferro. Ago della bussola calamitato. Cala- 
mitare, Incalamitabb , va. Stropicciare il 
ferro sulla calamita per dargli la virtù di essa. 
Calamitici, agg. Di calamita. 

Calamite. CALAMITÀ, sf. Miseria, Avver- 
sità, Disgrazia. Calamitoso, agg. Disgraziato, 
Doloroso, Compassionevole, superi. Calami- 
tosissimo. Calamitosamente, avv. Sventu- 
ratamente. 

Calamlòn. SCIOCCONE. V. Sclòeh. 

Oalànch. BORRONE, sm. Luogo di monte 
scosceso e profondo. 

Oalanehè. CALANCÀ, sf. Tela stampata a 
fiorami e figure. 

Calandra. CALANDRA, sf. CALANDRO, 
sm. Specie di allodola, ma alquanto più gros- 
sa, che apprende facilmente il canto degli al- 
tri uccelli, dim. Calandrina, Calandbino. 
Quest' uccello non è noto in Romagna ; bensì 
la Calandrala o Calandrèna, Mattoli- 
na, sf. Specie di allodola piccola. Tottavilla 
(Savi). 

Calant. CALANTE, agg. Che caia; dicesi per 
lo più di monete, di peso, e della luna. 

Oalanèn. CALEPINO, sm. Dizionario di va- 
rie lingue, così detto dal nome di Ambrogio 
da Calepio o Calepino, nella provincia di Ber- 

Fimo, che ne fu il primo compilatore nel- 
anno 1435. V. Diàionórl. Vooaboleri. 



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CAL 



Oalardn. V. Oar&rSxu 

Oalàatra. CALASTRA, sf. Ciascuno de* tra- 
vicelli di rovere che , collocati paralleli sa 
muricciuoli di mattoni , servono a sostegno 
di botti in fila. Zeppe, sf. pi. Pezzetti di legno, 
tagliati in forma di prisma triangolare, che 
pongonsi sulle calastre, o sui sedili contro cia- 
scun lato della botte, per impedire ad essa U 
rotolare, o il muoversi. 

Oalbìsa. CALBKHA, sf. Specie di grano gen- 
tile con spiga che pende al rossiccio. 

Oaloàgn. CALCAGNO, sm. Parte deretana 
del piede che calca il suolo. Osso maggiore 
del calcagno, dim. Calcaonbtto, Calcagni- 
no: e Calcagnino, sm. La parte della scarpa 
che è sotto il calcagno. V. Garét. 

Calche. CALCARE, va. Aggravare con mano, 
o con altro. Premere, term. cappellai. Pre- 
mere la falda del cappello con la calcatoja. 
term. conciatori. Pigiar fortemente la pelle o 
il cuojo co* piedi per agguagliarlo, vn. Far 
calca, Affollarsi. Caliamento, sm. Calca- 
tura, sf. Il calcare. Calcata, sf. Pigiatura. 
L'atto del calcare. Dare una calcata, Cal- 
care, dim. Calcatblla. — Calcatorb, verb. 
m. Calcatricb, f. Chi o Che calca. Accal- 
carsi, np. Serrarsi dattorno. Ricalcare, va. 
Calcare di nuovo. Calcar bene. 

Calcoladdr. CALCOLATORE, verb. m. CAL- 
COLATRICE, f. Chi o Che calcola. 

Calcolo. CALCOLARE, vn. Fare calcoli o 
conti. Calcolo ben. Ponderar bene. Cal- 
colo flòra d* 6n. Fare assegnamento su di 
uno. Calcolabile, agg. Che si può calcolare. 
Calcoleria, sf. Arte del calcolare. Calco- 
lazione, sf. Il calcolare. V. Chéloul. 

Caletta. V. Calche (calcata). 

Caldana. LAMPEGGIO, sm. Il lampeggiare 
continuato e frequente nelle notti estive. Cal- 
dana, sf. Quel calore subitaneo che viene alla 
testa; Quella vampa che, o è prodotta da cal- 
do eccessivo della stagione, o da qualche moto 
violento fisico o morale. V. ArsoaldasOn. 
Caldài. 

Caldaréna. Caldajuola. V. Caldlróla. 

Caldarér. V. Magnàn. Ramér. 

Caldaròt. CALDEROTTO, sm. Specie di cal- 
dajuola più alto che largo, colla bocca più 
stretta nel fondo, e con coperchio che tocca 
per l'appunto. 

Caldài. CALDURA, sf. Caldo grande. 

Caldèa. CALDETTO, dim. di Caldo. V. 
Chèld. 

Caldana. CALDINA, sf. CALDINO, CALDÌO, 
sm. Luogo caldo per percotimento di sole. Fo- 
cajuolo, agg. Dicesi di una specie di Terreno 
caldo giovevole alle produzioni primaticce. 

Caldera { CALDAJA, sf. CALDAJO, sm. 

Caldlra i Vaso grande di rame per bollirvi 
che che sia. dim. Caldajola, Calderuola. 
accr. Calda jone. — Vagello, sm. Caldaja 
de' tintori. Truogolo , sm. Cosi chiamano i 
conciatori la Caldaja in cui si fa scaldare l'a- 
q»a alluminata, ed il sego per la concia del 
soatto. 



Caldlróla i CALDAJUOLA, CALDERUO- 

Caldróla \ LA, sf. Piccola caldaja nella quale 
communemente si cuoce la minestra. 

Calè. CALARE, va. Mandar dall'alto in basso. 
Abbassare. Diminuire di prezzo, vn. e np. Di- 
scendere, Declinare, Scemare, Abbassarsi. Ca- 
lambnto, sm. 11 calare. Calo, sm. Calata, il 
calare. Bsser ai cale. Essere al calo delle 
maglie , cioè Essere al diminuimento delle 
maglie delle calie che si lavorano, fteurat. 
Essere in fin di vita. Cominciar a invecchiare. 
Fé i oale. Scavalcare una maglia, facendo 
cosi una specie di stretto. Ricalare, va. Ca- 
lare di nuovo. V. POnt (maglie). Bruca- 
dén. 

OaléVbar. V. Callbar. 

Caloda. CALATA, sf. L'atto del calare. Di- 
scesa, China, Il luogo pel quale si cala. 

Calendéri. CALENDARIO, sm. Tavola in- 
dicante ciascun giorno dell'anno, le epoche 
più notevoli, e le feste che occorrono nel coreo 
dell'anno, per uso particolarmente ecclesia- 
stico. Direttorio, sm. Calendario ecclesiastico. 

Calèss. CALESSE, CALESSO, sm. Sorta di 
veicolo a due ruote, e ad un cavallo, con una 
specie di seggiola per sedervi una sola per- 
sona, dim. Calessino, pegg. Calbssuccio. 

Calétta, CALLISTA, sm. Chi taglia o cura 
calli. 

Calésan { FULIGINE, sf. Materia nera che 

Calésna \ il fumo produce andando su pei 
camini e aderente alle pareti di quelli. Ma- 
laria del grano, detta anche Volpe. Fulmi- 
noso, agg. Pieno di fuligine. Nero per la fu- 
ngine. Fuligineo, agg. Di, Da fuligine* Po&f- 
FOLioB, sf. Fuligine che si attacca al vaso in 
cui si fonde il rame mescolato colla giallamina 
per tingere di color giallo. 

Calgareja { CONCERIA, sf. Luogo dove si 

Calgarl S conciapo le pelli. Pellicceria, 
sf. Luogo dove si conciano, o vendono pelli, 
o la strada dove stanno i pellicciaj. V. Cdnza. 
Pléia. 

Oalghér. CONCIATORE, sm. Colui che con- 
cia le pelli. Pelacane. O alio aio t voce in di- 
suso. Conci ajuolo, dicono i Fiorentini a Chi 
sta nelle conce delle pelli , e specialmente ai 
ministri di esse, non ai lavoranti che si chia- 
mano Conciatori. 

Callbar. CALIBRO, sf. Vano dell'apertura 
della bocca di qualunque arma da fuoco; Gros- 
sezza della palla proporzionata a detta bocca. 
Strumento jer misurare la portata di un'arma 
da fuoco. Calibrare, va. Misurare col cali- 
bro. CALiBRATOJOjSm. Cilindro vuoto di bronzo 
o di ferro per misurare le palle da cannone. 
Calibro, translati vamenta per Qualità, Ca- 
rattere, Stato ecc. d'una persona. « Chi di voi 
meno i barbarismi ciancia? Tutti, mi dite 
voi, siara d'un calibro, E giuriam su dot- 
trina antica e rancia. » (Lami). 

Caligh j GALIG AMENTO, sm. Il galigare. 

Cali | Annebbiamento. Galigare, vn. An- 
nebbiare. Afa. sf. Aria calda, soffocante, ca- 
gionata specialmente da galigamento. 

Caligarla, Calighér. V. Calgareja. 



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CAL 



Galigraféja ( CALLIGRAFIA, sf. Arte di 

Caligraxl \ scrivere con bella forma i ca- 
ntieri. Callìgrafo, sm. Maestro di calligra- 
fia. Valente in bello scrivere. 

CaUsaOn. V. LanternGn (lanternuto). 

Calia. CALICE, tm. Vaso sacro per la messa, 
dim. Calicino, Calice no. accr. Calicionb. 

Calmànt. CALMANTE, sm. Medicina seda- 
tiva, dim. Calmantino, agg. che calma. 

Calmaxéja i CALMERIA, sf. Calma di mare 

Calmari J costante. 

Calme. CALMARE, va. Ricondurre la calma. 
Ridarre a stato tranquillo persona o cosa agi- 
tata, figurai Pacificare, np. Abbonacciarsi, 
Que tarsi. 

Calmier i CALMIERE, sm. Tariffa delle vit- 

Calxnlr \ tovaglie. 

CalnLÓcii. CALMUCCO, sm. Spezie di panno 
lano a pelo lungo ; detto anche Pelone, P&- 
luzzo. 

Cedògna ( CALUNNIA, sf. Falsa accasa, Im- 

Calonia j putazione falsa che offende la fama, 
P onore. 

Caloaiador, Calonié. V. Calunladòr ecc. 

Calòr. CALORE, sm. Sensazione prodotta in 
noi dair azione del fuoco, del sole, o dal toc- 
care un corpo caldo, figurat. Fervore, Gran 
premura. Attività, Veemenza, dim. Calchino, 
Caloruccio. — Caloria, sf. Stato di calore. 
Calorosamente, avv. Con calore. Con gran 
premura o fervore. Calorifero, Calorifico, 
agg. Che produce calore. Calorificarb, vn. 
Proibir calore. V. AracaldasOn. 

Caloros. CALOROSO, agg. Che ha molto ca- 
lore, Che induce calore. 

Cai òa. CALLOSO, CALLUTO, agg. Pieno di 
calli. Che ha callosità. V. Gài (callosità). 

Calòsaa. CALOSCIA, GALOSCIA, sf. Sopra- 
scarpa ad uso di mantener asciutto il piede 
dall'umidità: dal latino Gallica, genere di 
calzari di cui si servivano i Galli nei tempi 
piovosi. (Gherardini). 

Calòta. CALOTTA, sf. Specie di berrettino. 
Specie di cappello che serve di custodia al mo- 
vimento dey'oriuolo. Carpaoco, sm. Calotta 
de' Greci. Papalina, sf. Quella de* preti. 

Calpesta CALPESTARE, va. Pestar co'piedi. 
tìg. Opprimere. Vilipendere. Maltrattare. Cal- 
pestamento, sm. Il calpestare. Calpestio, 
sm. Suono che fanno i piedi nel calpestare. 
Rumore di gente che passa. Calpbstatorb, 
verb. m. Calpbstatrice, f. Chi o Che cal- 
pesta. 

CaTunlador. CALUNNIATORE, verb. m. 
CALUNN1ATRICE, f. Chi o Che calunnia. 

Caiani». CALUNNIARE, va. Apporre altrui 
falsamente alcuna colpa. Calunni amento, 
sm. Calunni azione, sf. Il calunniare. Calun- 
nioso, agg. Proclive a calunniare. Pieno di 
calunnia, superi. Calunniosissimo. — Calun- 
niosamente, avv. Con calunnia. 

Calùria. CALURA, sf. Caldezza, Caldura. Ca- 
lorìa, sf. ristoro dato alle terre sfruttate dal 
grano, concimandole, e mutando seminagione. 

Calréri. CALVARIO, sm. Monte in cui fu 

e roceftsso G. Cristo. Cagionoso, agg. dicesi di 



Persona di complessione delicata, e piena d'ac- 

CIACCO 1* 

Oalàadùr. CALZATOIA , sf. CALZATOJO, 
sm. Striscia di cuojo, o Corno che serve o 
ajuta a calzare le scarpe. V. Bléta. 

Caliadùra. CALZATURA, sf. Maniera, Gu- 
sto e Materia del calzare. Calzambnto, sm. 
Tutto ciò che copre il piede, o la gamba, cosi 
scarpe come calze. 

Calìe. CALZARE, va. Vestire il piede o la 
gamba di scarpa, calza, ecc. vn. Portar le 
calze, figurat. Quadrare, Tornar bene; e di- 
cesi di discorsi, argomenti, motti e voci, e di 
cosa che entri giusto in un* altra; e bene le 
si addarti. Calzo, sm. L'opera del calzare, 
quanto all'effetto della calzatura. // tal cal- 
zolajo ha un bel calzo, per dire Che calza 
bene, Che fa bene i calzari. (Carena). Calza- 
to, agg. Dicesi di Polli che hanno le gambe 
coperte di penne, come se avessero calze. Cal- 
zante, agg. Che calza, Che quadra bene. Pun- 
gente, Penetrante, dicesi di motto. Ricalzare, 
va. Calzare di nuovo, np. Calzarsi di nuovo. 
Calai. Spencer. 

Calsèdar. CALCEDRO, sm. Vaso di rame, 
d' uso particolarmente in Romagna per attin- 
gere aqua. É parola derivata dalle Greche 
colcos (rame) e kydor (aqua). V. Socia. 

Calàéna. CALCINA, lo stesso che Calce, sf. 
(così tutti i Vocabolari, compreso il Gherar- 
dini). Pietra cotta e calcinata per via di fuoco 
in fornace. Ma il Carena fa differenza fra 
Calce e Calcina, e dice: La calce serve a 
far calcina per murare; e Calcina, mesco- 
lanza di grassello di calce con rena, il tutto 
intriso in aqua, e ben rimenato colla marra 
dentro al bacino, e talora passato alla Cola. 
Grassello, sm. Calce spenta; non ancor mi- 
sta con rena, e per ciò non per anco ridotta 
in calcina. Bacino, sm. Quello spazio circo- 
lare in terreno piano, dentro il quale il Cal- 
cinajo intride la calcina, cioè stempera in 
molt* aqua l' ammontato grassello, e mediante 
la marra lo va mescolando a poco a poco 
colla circostante rena disposta in cerchio. Co- 
la, Grosso telajo quadrangolare, bislungo, di 
legno, a fondo traforato, cioè a rete di fll di 
ferro, ovvero formato di bacchette di ferro, 
vicine, parallele, per farvi passare la calcina, 
onde separarne pietruzze , o altra mondiglia. 
Vaglio, Crivello^ Piccola cola a mano, a 
foggia di staccio, con fondo a rete di fll di 
ferro. Calcinajo, sm. Luogo dove si spegne 
la calce, e Manovale particolarmente addetto 
a spegnere e colar la calce, intriderla e ri- 
durla in calcina da murare. Amorte la 
calièna. Spegnere la calce, Farla lievitare 
in poc'aqua nel truogolo o bacino. (Carena). 

Oalséta. CALZA, sf. Vestimento a maglia 
della gamba. Arnese col quale si cola il vino, 
dim. Calzetta, e dicesi particolarmente 
quella di refe sottile, di cotone tino, di seta, 
ecc. accr. Calzeronr. pegg. Calzaocia. — 
Calza a staffa o staffetta. Calza che invece 
di pedule termina in una staffa. Tire bó el 
oaliét a òn. Tirare le calze a uno, Ca- 



C AL 



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CAM 



vargli di bocca i segreti. Tlréas uó el oal- 
aét. Ruffianare, Rufpianegoiabb, va e vn. 
Impacciarsi dì matrimonj. Calàet a oaga- 
rèia. Calze a bracaloni, a cacajuola, Calie 
che, per non essere tirate su bene, sono in- 
crespate e grinzose. Calze sgambate, Quelle 
che non essendo legate alla gamba cadono in- 
crespate lasciando le gambe nude. « Essendo 
d'età di settantanni, e molto prosperoso, ed 
essendo il caldo grande (perocché era di lu- 
glio), ed avendo Te colse sgambate, e le bra- 
che all'antica co'gambuli (gambali) larghi 
in giuso, ecc. » (Fr. Sacchetti). « ET si botò 
(fece voto) alla Nunziata di non portare mai 
in tutta la sua vita le calze sgambate, » (id.) 
Fèr da calàeta. Agucchia, sf. Ferro da 
far lavori di maglia, accr. Agucchionb. — 
Agucchiare, va. Far lavori di maglia col- 
I'agucchia. Agucchiaruolo, sm. Artefice che 
fa l'agucchie. Agucchi atore, verb. m. Aguo 
chiatora, Agucchiatricb, f. Chi lavora a ma- 
glie co' ferri. Calzbttajo, Calzettaro, Cal- 
zajuolo, sm. Calzettai a, Calzbttara, Cal- 
zajuola, sf. Chi fa, o racconcia, o vende calze. 
Conciacalsbttb, smf. Chi racconcia calzette. 

Calai. CALCITRARE , CALCEQOIARE , 
SCALCEGGIARE, SCALCIARE, vn. Tirar 
calci. Calcitratone, sf. Il calcitrare. Cal- 
citroso, Calcitrante, agg. Che tira calci. 
Fasci apiedb, sm. terra, veter. Striscia di cuoio 
con fibbia da una parte, e buchi dall'altra che 
serve a tener piegato un piede davanti del ca- 
vallo ricalcitrante ad essere ferrato, medicato, 
ecc. per impedirgli di tirar calci. 

Oaliidrén. SECCHIOUNA, sf. Quel vasetto 
entro il quale si reca l'aqua santa. Nel ro- 
magnolo corrisponderebbe Calcbdrino, dim. 
di Calcedro, essendo quel vasetto un piccolo 
calcedro, e non una piccola secchia. V. Cai- 
sodar e Socia 

Cattlnàatar \ CALCINACCIO, sm. Pezzo di 

Calcinài i calcina stato in opera nelle 
muraglie. Sterco riseccato degli uccelli che ca- 
giona loro malatia; nel qual caso dicesi anche 
che hanno il mal del calcinaccio. Calcino, 
sm. Malatia che attacca i bachi da seta. 

Calatile. CALCINARE, va. Ridurre in calce. 
Spargere calce sui terreni, o sulle piante per 
guarirle da certe malatie. Calcinambnto, sm. 
Il calcinare. Calcinatura, Calcinazione, sf. 
L'operazione di convertire i sassi in calcina. 
Calcinarle, agg. Atto ad essere calcinato. 
Ricalcinarb, va. Calcinare di nuovo. 

Calàinèl. CALCINELLO, sm. Sorta di nicchio 
marino. Pietruzze che si trovano nella calcina 
non bene calcinata, le quali producono col 
tempo ne' muri le sbollettature. Minuzzoli cal- 
carei che, misti alla terra onde si (anno i mat- 
toni, sbullettano nella cottura. Terreno che 
ha il calcinello, Quello in cui predomina, la 
calce. V. Tilèn. 

Caloiner. CALCINAJO, sm. Pila da tenere il 
cuojo in calcina. 

Calalstró*. CALCESTRUZZO , CALCI- 
STRUZZO, sm. Mescolanza di calce con altre 
materie per accrescerne la tenacità, p. es. mat- 



tone pesto, o frantumi di marmo, e si ado- 
pera per murare i condotti d'aqua. 

Calfiìton. V. CalàtOn. 

Oalaolér. CALZOLAJO, CALZOLARO, sm. 
Lavoratore di calzature, scarpe, stivali, ecc. 
dim. avvil. Calzolajuccio, ualzolajoluo- 
cio. — Calzoleria., sf. Botega da calzolajo. 
V. Soarpór. feavatén. 

OalàOn. CALZONE, sm. CALZONI, sm. pi. 
Parte del vestito da uomo dalla cintura al gi- 
nocchio, o al piede, dim. Calzoncini, Cal- 
zombttl aw. Calzonuccl accr. Calzoncioni. 
negg. Calzonaocj. Porte i oalaOn. Portare 
ì calzoni, dicesi di Moglie o. di altra donna 
che commandi in casa più che il marito, o il 
padrone. V. Brega. Dldré. DidrL — Ca- 
vai di caladi. V. Cavai. 

Calateli. CALZINO, sm. Calza la quale non 
passa la metà dello stinco. 

Calxtòn. CALZERONE, sm. Calza grossa, lar- 
ga, e lunga, per lo più di lana. V. Bcalfaròn. 

Caliulér. V. Caltolar. 

Camaméla. CAMAMILLA, CAMOMILLA. 
V. Matrlchelia. 

Càmara. CAMERA, sf. Stanza da letto. Fisco, 
Finanza, Erario, Tesoreria. Luogo ove adu- 
nanti i rappresentanti nazionali governativi, 
dim. Cameretta , Cam brblla , Cambrina, 
Camerino, Cambruccia, Cameruzza. accr. 
Camerone. pere. Cameraccia. Arate la cà- 
mara. Fare la camera, Acconciarla, ed or- 
dinare il letto. Camera locanda, Quella che 
appigionasi per prezzo. Camera di commer- 
cio, Unione di negozianti di una piazza per 
trattare affari di commercio. Fila d'oamar. 
Fuga di stanze, Quantità di stanze poste in 
dirittura. Càmara da riiever. Salotto, 
sm. Piccola sala dove si ricevono le persone 
che vengono a far visita, dim Salotti no 
V. Stanata. Retro. 

Oamàra. CAM ARRA, sf. Striscia di cuojo 
per incassare e regolar bene la testa del ca- 
vallo: e Quella striscia di cuojo che dal mezzo 
del collare va fra le cosce davanti del cavallo 
fino al sottopancia. - 

Camaréda. CAMERATA, sf. Adunanza di 
gente che vive o conversa insieme, sm. Com- 
pagno che abita e mangia insieme ad altri 
nella stessa camera, nel" uso. Compagno più 
intrinseco, più omogeneo per parità di senti* 
menti, di gusti, di età. Comilitonb, sm. Coni- 

1>agno nella milizia. Collega, sm. Chi corre 
a stessa via negl'impieghi, o la stessa sorte 
in qualunque intrapresa. 

Camarél. V. Camere!. 

Camaréla. CAMARILLA, sf. v. d' uso. Con- 
ciliabolo. Una mano di persone che d'accordo 
esercitano una grande influenza negli affari di 
Stato. Consorteria politica. 

CamarSn. CAMERINO, sm. Quello stanzino 
de' teatri ove gli attori ai vestono. Stanzino 
ove si vendono i biglietti d'ingresso ne' teatri, 
nell'uso, Cesso. Camarèn da ofómb. Ap- 
pajatojo, sm. Stanzino ove si pongono i co- 
lombi e le coIombe_per appajarsi. V.- Retro. 

Camarèna. CAMERELLA, sf. dim. di Ca- 



CAM 



— in - 



CAM 



mera. Cavità de 1 fiali dove le api depongono 
il mele. 

Camarer i CAMERIERE, «m. Chi fa i ser- 

Camarìr } vigi di camera del padrone, dim. 
Cameribrino. — neir uso, Garzone di caffè, 
di locanda. Camerazzo, sm. Titolo che si dà 
in corte agl'inservienti della camera, diverso 
dai Cameriere che serve la sola persona del 
principe. 

Camarera i CAMERIERA, sf. Donna che fa 

Camarìra i i servigi della padrona, pegg. Ca- 
m ari braccia. — Camerista, af. Cameriera di 
corte che serve le principesse. 

CamarGn. CAMERONE, sm. Camera grande. 
Stanzone, sm. Grande stanza ove nell'in- 
verno si tengono i vasi d'agrumi , e che alcuni 
dicono anche Aranciera. 

Camaròt. CAMEROTTO, sm. Piccola camera, 
nell'uso, Prigione angusta ed oscura. Came- 
retta ove si rinchiudono i dementi. 

Carnata. CASAMATTA, sf. Lavoro sotterra- 
neo nelle fortificazioni. 

Cambéata. CAMBISTA, CAMBIAMONETE, 
sm. Chi cambia monete. Chi dà o piglia de- 
nari a .cambio. 

Càmbi. CAMBIO, sm. Trasmutazione. Contra- 
cambio. Trafico di cedole, di monete. Inte- 
resse che si trae dal denaro cambiato o pre- 
stato. Colui che sostituisce nella milizia in 
luogo di nn altro il quale rimane. libero. Mu- 
tuo. Cambiario, agg. Appartenente a cambio 
mercantile, e dicesi di credito o di debito. In 
cambio, locuz. avv. In vece, In luogo, ecc. La 
agènda d* càmbi. La seconda di cambio, 
»' intende di una Cosa spiacevole che soprag- 
giunge ad una prima. « Meo. Oh buono, oh 
buono, se sé beuto! Ora, padrone, che s'ha 
egli a far da desinare stamani? Ans. A pro- 
posito ! ecco la seconda di cambio. » (Fagiuoli). 

Cambiadòr. CAMBIATORE, sm. Chi cam- 
bia. Mercante che fa cambio dove si contano 
e cambiano monete. 

Cambiamene CAMBIAMENTO, sm. Il cam- 
biare, Mutazione. Cambiatura, sf. Il cam- 
biare. Cambiamento di cavalli ad ogni posta. 

Cambiamone^ j CAMBIAMONETE, CAM- 

Cambiavalùd \ BI A VALUTE , sm. Cam- 
biatore di monete. 

Cambia. CAMBIARE, va. Far cambio di mo- 
nete. Permutare una cosa con un* altra. Mu- 
tare, Alterare, np. Mutar di colore, Alterarsi. 
Cambiabile, agg. Facile a cambiarsi. Cam- 
bibvolb, agg. Che si dà o riceve in cambio. 
V. Scambia. Mude. 

Cambiai | CAMBIALE, sf. Cedola mer- 

Cambiéia S cantile di pagamento data o ri- 
cevuta. Lettera di cambio, dim. Cambi aletta, 
Cambialina. 

Camblòt. CAMÈLOTTO, CAMBELOTTO , 
gm. Drappo anticamente di pelo di camelo , 
ora di pelo di capra. 

Cambrlgh. CAMBRA JA, sf. Sorta di tela 
cosi detta della città di Cambraja. Vi sono 
Cambraje liscie rigate, operate, di varia fi- 
nezza, Bambagina colorata a stampa. 

Carnei, Camejo. V. Carneo. 



• 

Carnei. CAMELO, sm. Grosso quadrupede 
dell* ordine de* ruminanti, che ha il collo e le 
gambe assai lunghe, due goobe sul dosso, la 
testa piccola, le orecchie corte, e che serve a 
someggiare, dim. Camhlino. — Cameliere, 
sm. Colui che custodisce e guida i carnei i. 
C amela, sf. La femina del camelo V. Arale. 

Camèlia. CAMELIA, sf. Arboscello sempre- 
verde con fiori semplici e doppj , e di vario 
colore: è indigeno de* paesi caldi dell* Asia 
orientale , ed introdotto in Europa nel 1739 
per opera di Kame, da cui trasse il nome. 

Oamen. CAMINO, sm. Luogo nella casa nel 

3 uà le si fa il fuoco per la cucina, e per i scal- 
arsi: oppure Focolare aperto , applicato ad 
un muro, e sormontato da una Cappa che ri- 
ceve immediatamente il fumo. Gola, sf. Con- 
dotto pel quale sale il fumo. Fumaiuolo, sm. 
Rocca del camino, Specie di torretta che s'in- 
nalza sul tetto per la quale esce il fumo, me- 
diante gli Sfiatatoi o Sfogatoi del fumo, o 
Fumaruoli, sm. pi. Buchi della rocca del 
camino onde esala il fumo. (Sederini). V. 
Nàpa. 

Oaznén. CAMMINO, sm. Il camminare, Luo- 
go dove si cammina. Strada, e La direzione 
di essa. Spazio percorso nel camminare. 

Carneo. CAMEÓ , sm. Pietra preziosa inta- 
gliata o scolpita, od anche la figura intagliata 
in essa a basso rilievo, dim. Cambino. 

Camere!. CAMERALE, agg. Di camera, At- 
tenente alla camera , per lo pia di publico 
erario. 

Oaminadòr. CAMMINATORE, verb. m. 
CAMMINATRICE , f. Chi o Che cammina, 
o Che cammina molto. 

Caminàà. CAMINATA , sf. SCALDATOJO, 
sm. Stanza comraune de* conventi, de* collegi, 
ecc. dov'è il camino da scaldarsi. Camisac- 
cio. « E spesso poi ne leggon qualche straccio 
Per trastullo la sera al caminaccio. » 

Caminé. CAMMINARE, vn. Andar per via, 
Far viaggio. Affrettare i) passo, Andar in- 
nanzi, Procedere, parlandosi di lavoro. Riu- 
scire parlandosi di affare o di impresa. Muo- 
versi, parlandosi di cosa. Camminato, agg. 
Battuto da viaggiatori ; onde Sentiere, Paese 
camminato. Kicamminarb, vn. Camminare 
di nuovo. V. Stampiglie. 

Caminèda. CAMMINATA, sf. Spazio per- 
corso camminando , Strada fatta in fretta , e 
con uno scopo. 

Camlnera j SPECCHIERA, sf. Lo specchio 

Caminlra \ che si tiene sul piano del ca- 
mino. V. Spioìra. Caséta da la legna. 

Caminet. CAMINETTO, sm. Piccolo camino 
per uso di scaldarsi. Pedana, sf. Asse, e per 
lo più Lastra di marmo , o Lamina di me- 
tallo, collocata in piano avanti la soglia del 
caminetto, a preservazione del pavimento di 
legno, o del tapeto.de Ila stanza sul quale gli 
scoppj potrebbero essere lanciati. 

Camlaa. CAMICIA, sf. Veste bianca di panno 
lino che si porta sulla pelle, flgurat. Involu- 
cro qualunque, dim. Camicetta, acc. Cami- 
cione. Camlaa d' la Madona. AMN10 , 



CAM 



- 112 - 



CAM 



CORIO, sm. Membrana che immediatamente 
chiude il feto nell* utero. Bsser ned con la 
camisa d* la*Madona, Essere fortunato. 
Camisa d* la fumosa. Camicino, sm. Muro 
interno della fornace. Oamlsa d' béssa. 
Scorza, Scoglia., Squama di serpe, Pelle 
che getta ogni anno la serpe. Camisa d'sghe- 
la. Madrecicala, Tetrigombtra, sf. Invo- 
glio in cui stanno rinserrate le cicale sotterra, 
e che depongono dopo uscite nella state. Ca- 
misa d' foraa Camicia di fona. Sorta di 
camicia stretta, e senza maniche, che si mette 
ai dementi per contenerli ne' loro furori. In 
màndgh d* caznlsa. Sbracciato, agg. Che 
ha rimboccato le maniche della camicia sino 
al gomito. Sbracciare, va. Cavar del braccio, 
contrario di Imbracciare, np. Scoprire le 
braccia nudandole d'ogni vesta, rimboccando 
le maniche della camicia fino al gomito. In 
oamlsa. In camicia. « Di che la donna in 
camiscia e scalza, e senza alcuna cosa in ca- 
po... gli usci di casa. » (Boccaccio). Mudéss 
d' oamlsa. Cambiarsi di camicia, figurai 
Cambiar vita. Metéss la oamlsa. Incami- 
ciarsi , np. Mettersi la camicia indosso , va. 
Mettere la camicia indosso. Armane o Ar- 
ate In oamlsa. Rimanere sul lastrico. 
Ridursi in miseria. Soraoamlsa. Sopraca- 
micia, sf. Camicia che si porta sopra un' al- 
tra. Camici a jo , Camiciaio, sm. Camiciaja , 
Camici ara, sf. Colui o Colei che fa o vende 
camicie. V. Scarnite. 
Camiséda. V. Scamlséda. 
Camiséii. Petto di camicia finto. V. Oami- 
solén. 

Camisóla. CAMICIUOLA, sf. Farsetto di 
bambagino, o di flanella che si porta sulla ca- 
micia, ed anche a carne per difendersi dal 
freddo. Camisa da nòt. Camiciuola da notte, 
Corsetto. V. Corpét. 

Camisolèn j CAMICINO , sm. Panno lino , 
Camisulen \ o altro tessuto leggiero, tagliato 
a modello, che copre le spalle ed il petto alle 
donne sotto al vestito, ed esce fuori dal collo 
in una bavera ricamata. V. Panàèn. 
Oamisòt. CAMICIOTTO, sm. Tonaca corta 
di tela per lo più a colori, a forma di cami- 
cia, che adoperano gli stalloni nelle scuderie, 
i vetturali in viaggio, gli operaj, i marinaj, 
ecc. 
Camóssa. CAMOSCIO, sm. Specie di capra 
selvatica, che dicesi anche Damma. Pelle di 
esso animale. Camoscino, sm. Pelle di camo- 
scio, agg. Di camoscio. Camosciare, va. Dare 
la concia alla pelle del camoscio. Dare la con- 
cia alle pelli rendendole morbide come quella 
del camoscio. Camosciatura, sf. Il camosciare. 
Scamosciatorb , sm. Conciatore di pelli a 
olio. 

Camp. CAMPO, sm. Spazio di terra aratia 
nella quale si seminano biade. Luogo ove un 
esercito combatte, o pianta gli alloggiamenti ; 
e L'esercito stesso in campagna, flgurat. Op- 
portunità, Commodo, Tempo, Occasione : onde 
Figliar campo, Dar campo di fare o di 
dire, Dar tempo, commodo, ecc. dina. Cam- 



PBRBLLO, CaMPICELLO, CaMPITELLO, CAM- 
PETTO, Campicciuolo. — Campàjo, sm. Colui 
che è preposto alla custodia de 11 campi. Campo 
franco, Sicurtà accordata ai combattenti ri* 
vali per alcun tempo. Campo santo, quel 
Campo cinto di muri o d'altro riparo dove i 
Cristiani usano sepellire i morti. 
Campa. VITTO, sm. Quel tanto di alimento 
che è necessario al vivere. 
Oampaoé. CAMPACCHIARE, vn. Viver ma- 
le, Campar male, a stento, in disagio. Cam- 
par così così la vita. Vivacchiare, vn. Vi- 
vere alla maglio, stentatamente. 
Campades. CAMPERECCIO, agg. Che avrà 
lunga vita, Che campa lungamente. 
Campagna. CAMPAGNA, sf. Paese aperto 
fuor di terre murate. Terra cultivata fuori di 
terre murate. L'insieme di tutti i combatti- 
menti piccoli e grandi succeduti dopo l'uscita 
dell'esercito dai quartieri a" inverno, fino al ri- 
torno in quelli: talora è un Periodo di una 
guerra, dim. Campaqnetta. — Campagna 
rasa, Campagna spoglia di alberi e di case. 
Campagnata, sf. Vasta estensione di campi. 
V. Scampagneda. * 

Campfin. CAMPANO, CAMPANACCIO, sm. 
Campanello di lamina di ferro che si mette 
al collo della Guidatola, ossia La bestia di 
branco che guida le altre. 
Campana. CAMPANA, sf. Strumento metal- 
lico a guisa di vaso arrovesciato, il quale con 
un battaglio di ferro sospesovi dentro, si 
suona a diversi effetti, come a radunare il 
popolo ai divini offici, o per altri trablici usi. 
Vaso di metallo o simile per difendere dal- 
l'aria o dalla polvere orologi, fiori, frutti, od 
altre minute fatture, dim. Campanella, Cam- 
panbtta, Campanello, vezz. Campanelli- 
no, sprezz. Campanuocia, Campanuzza. accr. 
Campanone, Campanbllotto , Campanel- 
lonb. pegg. Campanaccia, Campanaccio. — 
Accampanare, va. Dar forma di campana. 
Accampanato, agg. Fatto a uso campana. 
Campaniforme, agg. Che è iella forma di 
una campana ; e dicesi di fiore. De campana 
airórum. Stormeggiarb, Suonare a stor- 
mo, Suonar campane per adunar gente. De 
campana a martèl. Suonare a martello, 
Sonare col battaglio in modo che i suoi colpi 
vi succedano come quelli di un martello suì- 
T incudine. Tire so a campami dopi, 
Tirar giù a campane doppie , Dir male , 
Mormorare senza ritegno. «L'avete anco vi- 
sta la sposa?... Senti! la vidi uscir di chiesa, 
tutte quelle genti l' andavano a salutare per 
rallegrarsi, e poi dietro tiravano giù a cam- 
pane doppie, bisognava sentirli. Chi ne di- 
ceva una e chi un'altra, tuttùdicevano la sua. » 
(Giuliani). Campana del di, Il suono dell'A- 
vemaria della marina. (Oherardini). — Le 
parti della campana sono la Testa, parte su- 
periore di essa. Cattivello, grosso occhio di 
ferro incastrato dentro la testa nell'atto stesso 
del getto. Al cattivello è appiccato ii Batta- 
glio che ha Maniglia, ossia foro quadro per 
legarlo con forte cigna di cuojo al cattivello. 



CAM 



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CAN 



Monizione, il fusto del battaglio, e Pera 
l'estremità inferiore di esso. Bocca, l'ampia 
apertura circolare. Penna, l'estremo lembo 
della bocca, assottigliato, che poi s'ingrossa 
nel Battente, che è quella maggior grossezza 
del lembo contro la quale picchia il battaglio. 
Manico, finimento superiore tutto di un pezzo 
colla campana, e foggiato in due o tre occhi 
o ciambelle che s'incastrano nel Mozzo, e vi 
sono rattenuta saldamente con Staffe di ferro. 
Bilichi, que' due robusti perni di ferro , fer- 
mati ai due estremi del mozzo, i quali reg- 
gono la campana in sul Castello, girevoli 
nelle Bronzine. Stanga, legno calettato a 
squadra nel mozzo dall' un de' capi, mentre 
dall'altro pende la corda per dondolare e so- 
nar la campana. (Carena). Campana de 
tòrci. Campana, sf. Cilindro, per lo più di 
bronzo, largo circa un palmo, lungo due e 
più, incastrato nel Pancaccio. Nella campana 
ponesi una sufficiente dose di pasta gramolata, 
che la compressione della Vite dello Stret- 
toio fa passare pei fori della Stampa onde 
n esce la pasta foggiata secondo i fori della 
stampa. La Piastra è un disco di metallo che 
combacia coli' interno della campana, e si 
pone di dietro dalla pasta, affinchè questa per 
la forte compressione non salga ad insinuarsi 
tra l'interna superficie della campana e il 
Toppo, che è un cilindro di legno che s'in- 
troduce nella campana presso alla piastra, e 
▼iene spinto direttamente dalla vite per far 
uscire la pasta dalla stampa. (Carena). 
Campanai. V. Gamp&n. 
Campanai. CAMPANELLO, era. Piccolissi- 
ma campana che si suona a mano. dim. Cam- 

PANBLLUZZO, CAMPANELLINO, CaMPA NUZZO. 

Alla Corda che nelle porte di casa serve a 
tirare il campanello, è talora sostituito un 
Pallino metallico, e si suona, tirando il pal- 
lino a sé, ovvero abbassandolo : nei due casi 
il pallino è ricondotto al primiero suo posto 
dalla Molla di ritiro. (Carena). 

Campanòla. CAMPANETTA, sf. dim. di 
Campana. — Rampichino, Convolvolo, sm. 
Pianta che fa i fiori a campana, e che serve 
ne' giardini a vestire spalliere. 

Campanèn. CAMPANINO, agg. Dicesi di 
Marmo che nel lavorarlo rende un suono 
acuto. V. Campanèl. Goradela. 

Campaner. CAMPANAJO, CAMPANARO, 
sm. Quegli che suona le campane, o ha cura 
di esse. Chi fonde le campane, metaf. Sordo. 

Campanìl. CAMPANILE, sm. Specie di torre 
in cima della quale stanno sospese le cam- 
pane, dim. Campaniluzzo. 

Campanón. CAMPANONE, sm. Grossa cam- 
pana. La campana maggiore di un campanile. 
Quella grossÌ8sima della torre di città. 

Campo. CAMPARE, vn. Vivere. V. 8oampé. 
Salve. 

Campegé. CAMPEGGIARE, vn. Andar at- 
torno coli' esercito. Porre gli accampamenti, 
Attendarsi. Stringere d'assedio. Far il campo 
alle pittare. 



Campél. CAMPALE, agg. Di campo, o Da 
campo; e dicesi per lo più di battaglia. 

Campèstar. CAMPESTRE, agg. Di campo, 
Di campagna. Campereccio, agg. Di o Da 
campo. Nato ne' campi senz'opera della cul- 
tura. Selvatico. Terra campereccia, Terra o 
Terreno del campo. 

Campé*. CAMPEGGIO, sm. Legno che serve 
alla tintura in nero. 

CampiSn. CAMPIONE, -sm. Uomo prode in 
arme. Libro de' conti de' debitori e de' credi- 
tori. Mostra per far conoscere la qualità di 
qualche mercanzia. Peso o Misura originale 
che l'autorità stabilisce a norma dei pesi o 
delle misure da usarsi in commercio. Modello 
4a cui ricavatisi le forme de' piccoli getti. Cam- 
pionessa, bL Donna prode in armi. 

Campione. ACCAMPIONARE, va. Regi- 
strare al campione del Commune. àddrit- 
tare, va. Aggiustare o Ridurre al giusto le 
misure e i pesi secondo il modello publico. 
(Milanesi). 

Campsànt. CAMPOSANTO, CIMITERO, CI- 
MITERIO, sm. Luogo destinato a publica se- 
poltura. 

Càmra. V. Càmara. 

Càma. CÀMICE, sm. Veste lunga, bianca, sa- 
cerdotale, dim. avvìi. Camicetto. 

Oamufé. CAMUFFARE, va. Travestire, Im- 
bacuccare, np. Travestirsi, Imbacuccarsi. Su- 
bodorare, vn. figurat. Aver sentore di cosa 
accaduta o per accadere. Vale anche Cono- 
scere, Comprendere. V. Oamure. 

Oamiiré. CAMUFFARE, va. Truffare, In- 
gannare. 

Camurósta. CAMUFFO, sm. Camorrista, 
voce d'uso. Truffatore. 

Càn. CANE, sm. Animale domestico da guar- 
dia, e caccia. Grosso pesce marino. Nome 
della Morsa che anticamente nel focile teneva 
la pietra focaja. figurat. dicesi per ingiuria 
d' Uomo tristo, e crudele, diro. Caghino, Ca- 
onetto, Canino, Canuzzo, Cagnuzzo, Ca- 
gnolino, Cagnolo, Cagnuolo, Cagnoletto, 
Cagnuccio, Caonolinetto, Cagnucciolo, 
Catbllino. accr. Canone, pegg. Cagnaccio, 
Cagnucciaccio. — CanatterIa, sf. Quantità 
di cani. Cagnazzo, agg. Di , Da cane. Simile 
al cane. Cagnolbsco, agg. Da cane. Rabbioso. 
Caninambntb, avv. A guisa di cane. Canat- 
tibkb, sm. Custode de' cani. Canicidio, sm. 
v. scherz. Uccisione di cani. Oàn da làss. 
Cane a lassa. Càn da ferma. Cane da 
fermo o d'arresto. Càn pò mar. Cane vol- 
pino, detto in alcuni luoghi Cane pomerano. 
Càn pastòr. Cane da pecoraio. Oan da 
oàza. Bracco. CSn da presa. Cane da pre- 
sa, Grosso cane robusto, atto alla caccia delle 
fiere: tali sono il Cane mastino, il Cane mo- 
losso, lo stesso che i moderni chiamano Dogo, 
e gì' Inglesi BìtU-dogh, più fiero del mastino. 
Il cane Alano, è maggiore e più feroce del 
Molosso, cui nel resto s'assomiglia. Càn 11- 
▼rer o livrir, o da levar. Levriere, Le- 
vriero, Veltro, detto altrimenti Cane da 
giungere. Càn lagòt» Cane bracco da aqua. 

15 



CAN 



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CAN 



Oan da acqua. Cane piloto da guasto. 
Càn da sè'ffuit. V. Sgùs. O&n barbOn. 
V. Barbén (càn bar ben). Oan da pajér. 
Ouardapagltajo, Aggiunto di Cane che guar- 
da il pagliajo, e communemente Cane da con- 
tadino. Fé e o&n adòss a fin. Tiranneg- 
giarlo, Fargli soperchierie. Fé cosa e c&n 
da i du panót. Fare come il cane della 
favola, cioè Lasciare il certo per 1* incerto. 
C&n en magna d* o&n. Tra furbo e furbo 
non si camuffa. Aggiratore di cani, Colui 
che va attorno mostrando cani, cui fa fare 
certi {jpocolini; rome di saltare, camminare su 
due piedi, ecc. V. Bè'ver (lapteggiare). 

Calia. CANNA, sf. Pianta legnosa di lungo 
fusto vuoto, e nodoso. Pertica di canna. Ci- 
lindro del l'archibugio che contiene la carica, 
e pel quale esce scoppiando. Canale della gola. 
Gola del camino. Misura lineare, dim. Can- 
nella, Cannuccia, Cannuccina. — Cannuc- 
cialb, agg. Che sta fra le canne. Cannoso, 
agg. Pieno di canne. Cannata, sf. Colpo di 
canna. Ov d* càna. Cannocchio, sm. Occhio 
di canna che è il ceppo delle sue barbe. Cà- 
na da asender el oandèll. Accenditoio, 
sm. Lunga canna con un moccolo in cima" 
per accendere lumi, come si usa nelle chiese. 
Càna da pesche. M azzeccherà, sf. Canna 
ad uso di pigliar anguille e rannocchi al boc- 
cone. Cannamele, sf. Canna da zucchero. 
Cannacoro, sm. Canna d'India. Bambù. Can- 
neggi are, va. Misurare colla canna. Can- 
neggiatore, sm. Chi misura colla canna in 
aiuto dell'agrimensore. Scannare, va. Levare 
a in su la canna. V. Incane. 

Canaja. CANAGLIA, sf. Gente bassa e cat- 
tiva, dim. Canagliuola. pegg. Canaguac- 
cia. — Canagliume, sm. Quantità di canaglia. 

Oanajdla. V. Oanéna. 

Canalén \ CANALINO, CANALETTO, CA- 

Oanaléna j NALUCCIO, sm. dim. di Canale. 
V. Sfuraén (Sfurèèn d* la «tré.) 

Oanaléta. RI8CIAQU ATOJO, sm. Canale per 
cui il molinaro dà la via all'aqua, quando 
non macina, od è soverchia. Canalbtta, sf. 
Chiavica corrente. 

Canapè. CANAPÈ, sm. v. d'uso. Letticciuolo 
ad un sol posto. Lettacelo. 

Canapèna. CANAPINA, sf. Tela di canapa. 
Canapbtta, sf. Sorta di filo di canapa sot- 
tile, ed anche la tela che se ne fa. (Fanfani). 
Sorta di tela di canapa ordinaria per invol- 
ture. (Guerrazzi). 

Canarèl. CANNAJO, sm. Attrezzo di canne, 
con riparti a foggia di cassette, in cui si met- 
tono i gomitoli quando si ordisce la tela. Ca- 
narèl de cuL Coccige. V. Òsa secar. 

Canarèl. CANAPULE, CANAPULO, CA- 
NAPÙLO, sm. CANAPULI, nel pi. Fusti di 
canapa dirotti nella fiaccatura. Lisca, sf. Ma- 
teria legnosa che cade dalla canapa e dal lino 
nel pettinarli. V. Scaviè. 
Oanarèla. GANNERELLO, sm. Fusto della 
canapa stigliato, cioè cui siano stati tolti i fili 
colla mano, e di cui si fanno solfanelli. « Non 
avrà più (l'aqua) quella virtù sì attiva Né 



tanto acume in se stessa che vaglia Sì presto 
a separar dai cannerelli La canape. » (Ba- 
ruffagli ). 

Canarén. CANARINO, sm. Passero giallo 
delle Isole Canarie, agg. Del colore delle pen- 
ne del canarino. 

Oanaról. Canaróla. V. Oanarèl (canapulo). 
Oanarèla. 

CanatOn i CANAVACCIO, sm. Panno , per 

Canavàs j lo più, di canapa grosso e ruvido. 
Tela rada per lavori di trapunto. Canavaccio 
d'oro o d argento, Broccato o Drappo tes- 
suto d'oro o d'argento. 

Oanavén. CANAPINO, sm. Artefice che pet- 
tina la canapa, il lino, ecc. (Fanfani). « La 
canapa si da a pettinare al canapino. (Giu- 
liani). Pettinaj o, Pettinatore. 

Canavér. CANAPAJA, sf. CANAPAJO, sm. 
Luogo dove si semina , o sia seminata la ca- 
napa. Canaposo, agg. dicesi di Luogo dove la 
canapa è molto folta. Canapiero, agg. di 
Terreno seminato a canapa, o che produce 
canapa. (Fanfani). 

Canavét. V. Oanapéna (sorta di tela, ecc.) 

CanavOn. CANAPONE, sm. La pianta della 
canapa femina, quella cioè che produce il 
seme, e che si lascia sul campo per sementa, 
detta anche Canavaccio. Canapa grossa che 
si estrae dai canaponi per far cavi, ed altri 
lavori grossolani. « Vicina è già Torà oppor- 
tuna e presto Cadranno i sì orgogliosi cana- 
vacci , e.... ancor rimane Da desolar de" ca- 
navacci il campo. » (Baruffaldi). V. Botola. 

Oànoar. CANCHERO, sm. Ulcere maligno che 
rode alcuna parte del corpo, dim. Cancherxno. 
accr. Cancrerone. pegg. Canchbraccio. Can- 
chero, Cancherusse, esclamazione di meravi- 
glia come Capperi, Campita. V. Incancrinì. 

Cancrèna. GANGRENA, sf. Totale mortifi- 
cazione di qualche parte del corpo, la quale 
infine imputridisce; differente da Cancro, ul- 
cere maligno che va rodendo alcuna parte del 
corpo. Gang» renoso, agg. Spettante a gangre- 
na. Ganorenico, agg. Infetto da gangrena. 
V. Inoanozdnl. 

Oànd. CANDIDO, agg. Bianco in supremo 
grado, superi. Candidissimo. V. Scande. 

Candela. CANDELA, sf. Sevo, Cera, o Stea- 
rina lavorati, e ridotti in forma cilindrica, con 
istoppino nel mezzo, per accendersi e far lume, 
dim. Candeletta, Candelina, Candblpzza, 
Candbluzzo. accr. Ca ndelotto.— Candblot- 
tajo, sm. Chi fa o vende candele. Candela 
da stàxnp. Candela alla forma. Candela 
da bàgn. Candela per immersione. Impo- 
sto, sm. dicesi da'cerajuoli quella Cera ohe 
si mette sopra la prima camicia del lucignolo, 
la quale anticamente soleva farsi di cera più 
grossa. 

Candela. ABETELLA, sf. Abete reciso, ri- 
mondo ed intero che serve alle fabriche per 
formar ponti, e per attaccarvi le taglie ed al- 
zar pesi. 

Oandelabar. CANDELABRO, sm. Gran 
candeliere ad uso per lo più di chiesa. Cande- 
liere a più lumi. Saettile, sm. Candeliere 



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grande in forma di triangolo che sostiene 
quindici candele accese nei matutini della set- 
timana santa. 

Candelòra. CANDELAJA, CANDELARA, 
CANDELORA, sf. Festa della Purificazione 
della Madonna, nel qual giorno si benedicono 
e si distribuiscono cfeUe candele. 

Candóia. CANDEZZA, CANDIDEZZA, sf. 
Bianchezza estrema, viva. 

Candì. CANDIRE, va. Conciare frutta o si- 
mili nel zucchero liquefatto. Render candido. 
V. Oandlt. Scande. 

Candidatura. CANDIDATURA, sf. Con- 
corso ad una carica. 

Candidamént. CANDIDAMENTE, aw. Con 
candore. Schiettamente. Sinceramente. 

Candidét. CANDIDATO, sm. Aspirante ad 
impieghi. 

CaxLdiióra. V. Candelòra. 

Candit. CANDITO, sm. Tutto ciò che si ac- 
concia col zucchero liquefatto, agg. dicesi di 
Zucchero regolarmente cristallizzato. Candi- 
talo, sm. Chi fa o vende oggetti canditi, cioè 
conciati nel zucchero liquefatto. 

Candlér j CANDELIERE, sm. Arnese di me- 

Candlir ) tallo o di legno dove si ficca la can- 
dela per tenerlavi accesa. Boccinolo del can- 
deliere, Quel bocciuolo in cui entrano le can- 
dele. Servi per candllr. Servir per can- 
deliere, dicesi d'Alcuno al quale non si dà 
retta nelle deliberazioni, quasi che si trovi 
•nell'adunanza solamente per far numero. Por- 
te e candllr. Servir per lucerniere, di- 
cesi di Chi interviene terzo tra due innamorati. 

Candlè'ra. Candllra. V. Oandelàbàr. 

Candido. MOCCIO, sm. Escremento del naso. 
Moccicaja, sf. Materia mocciosa. Moccicare, 
vn. Lasciarsi cadere i mocci dal naso. Moc- 
cicoso, agg. Imbrattato di mocci. Moccicone, 
sm. e agg. Chi non si netta i mocci dal naso, 
e se li lascia sdrucciolare sul labro superiore, 
tìg. Uomo dappoco. 

Candidi*. V. Candelòra. 

Candlòt. CANDELOTTO, sm. Candela corta 
e grossa che serve per candelabri e lumiere. 
Càndelottajo , Csrajuolo, sm. Chi fa o 
vende candelotti. Gocciolotti, sm. pi. Le co- 
lature che restano attaccate alla candela men- 
tre si strugge essendo accesa. Ghiacciolo ? 
Ghiaccinolo, sm. Striscia agghiacciata di 
aqua nel grondare dai tetti, ai quali rimane 
attaccata, dim. Ghiaccioletto , Ghiacciuo- 
lbtto. I Ghiaccinoli diconsi anche Geloni. 
(Celidora). Fé e candlòt, metaf. Intirizzire 
per freddo. 

Candòr. CANDORE, sm. Bianchezza, figur. 
Schiettezza. 

Canài. CANNELLO, sm. Pezzo di canna ta- 
gliato tra un nodo e P altro per incanoarvi 
sopra il filo. Pezzuolo di canna sottile, tagliato 
fra P un nodo e 1* altro , che s' infila nel fu- 
scello della spuola. Strumento in alcune arti 
in forma di sottil tubo. dim. Cannellino, 
Cannbllbtto. accr. Cannellonb. Fé i ca- 
non. Accannellare, va. Fare i cannelli. 
Avvolgere sui cannelli il filo di ripieno onde 



tessere. Cankblloso, agg. Simigliaste a can 
nelli. Scannellare, va. Svolgere il filo di 
sul cannello. Accannellatorb, sm. Accan- 
nellatrice, sf. Colui o Colei che avvolge il 
filo sui cannelli. 

Canal. CANALE, sm. Scavo longitudinale ar- 
tificiale per farvi scorrere aque. Stretto di 
mare prolungato, dim. Canalbtto.Can alino, 
Canaluccio, Canaluzzo. — Canaloso, agg. 
Che ha canali. Canalibro, agg. Di. Da canali. 
Gora, sf. Canale per cui si cava P aqua dai 
fiumi , o si riceve per servizio di molini , o 
d* altra machina mossa dall' aqua. dim. Go- 
rello. 

Canèla. CANNELLA, sf. Tubo con zipolo 
che si pone alle botti per cavarne il vino. aim. 
Cannbllina, Cannbllbtta, Cannblluzza. 
— Cannuccia, sf. Canna palustre, dim. Can- 
nuccia. — Caleggiolo, sm. Cannuzza minu- 

* tissima che nasce a cespugli ne* campi. Stam- 
pa, sf. Stampino, sm. Strumento de calzolai, 
de* sellaj e simili ad uso di far buchi tonai 
nel cojame. Cannella, sf. t. macellaj Quel- 
l'osso tondo della coscia del bue macellato, 
che è pieno di midollo. Cannella, sf. Aro- 
mato cne viene dalle Indie. Cinnamomo, Cin- 
namo , sm. Aromato degli antichi , ora Can- 
nella del Ceylan. Cannellino, ara. Di o Da 
cannella. Fatto con cannella. Cne contiene 
cannella. Cannellato, agg. Simile a cannella. 
Di color di cannella. 

Canel5n. CANNELLONI , sm. pi. Pasta da 
minestra bucata nel mezzo, o Grossi macche- 
roni, dim. Cannoncbtti. 

Canon. CANINO , agg. Di , Da cane. Dente 
canino , Quello che sta fra gì* incisori ed i 
molari. Fame canina, Fame rabbiosa. Tosse 
canina. Tosse ostinata, ferina. Rosa canina, 
Rosa selvatica. Caninambnte , avv. A guisa 
di cane. 

Canéna. CAN AJOLA, CANAJUOLA , sf. CA- 
NA JOLO, CANAJUOLO, sm. Sorta di vitigno, 
ed il suo frutto, ed anche il Vino che se n*e- 
s trae. 

Canori. V. Ganaren. 

Canèstar \ CANESTRA, sf. CANESTRO, 

Canèster ì sm. Paniere di vimini , e talora 
dicesi anche di Ciò che è contenuto nel cane* 
stro. dim. Canbstbello, Canbstrbtto, Cà* 

NESTRINO, CaNBSTRRLLINO, CaNESTRETTINO, 

Canestruolo, Canbstroccio, Canbstruzzo, 
accr. Canbstronb. (Carena), pegg. Cane- 
straccio. — Spasa, sf. Canestra o Cesta pia- 
na ed assai larga per riporvi robe da com- 
parsa, e da abbigliarsi. Sparza, Layatbcca, 
sf. La vàrio, Lavarìo, sm. Sono diverse fogge 
di canestri per riporvi pesce. 

Canéta. MATITATOJO , sm. Cannuccia di 
metallo per fermare la matita. Toccalapis, 
sm. Sorta di matitatojo che serve per dise- 
gnare o scrivere col mezzo di una punta di 
lapis piombino. Asticciuola, sf. Piccolo ma- 
nico sottile di varie forme e materia in cui 
8* incastra la penna di ferro per iscrivere. 
(Fanfani). V. Candela. 

Canèa a. V. Canéta* Canóoia. 



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Cànfora i CANFORA, sf. Resina medicinale 

Oanfra ) solida, bianca, friabile, volatilizza- 
bile, infiammabile, odorifera ed amara al gu- 
sto, che, come la gomma, scaturisce da un 
albero che pur chiamasi Canfora. Canforato, 
agg. Di canfora. Mescolato con canfora. Can- 
forata, sf. Erba con foglie bianchiccie, pe- 
lose, ed amare al gusto , che , fregata tra le 
dita, manda odore di canfora. 

Oangi&nt. V. Oana&nt. 

Cangiòta. CANDIOTTA, sf. Botte cilindrica, 
alquanto uszata che serve a lungo trasporto 
di vino. Botte candiotta chiamavasi da Ve- 
neziani la tonnellata di duemila libre grosse: 
e corrispondendo approssimativamente il detto 
peso a quello della capacità della oangiòta, 
e non essendo improbabile che di là abbia 
avuto origine la voce del dialetto ; od anche 
dall' usarsi tale foggia di botti nell* isola di 
Candia, ho posto tal voce in mancania di 
altra più propria. 

Oanìl. CANNETO, sm. CANNAJO. (Trinci). 
Luogo piantato a canne. Canniccio, sm. Luogo 
dove nascono e crescono molte canne. Scan- 
nellare, va. Diradare i canneti, tagliando 
le cannucce sottili. 

Canladùra. SCANALATURE, sf. pi. Specie 
di strie o scanalature che, per contrazione, si 
formano per traverso ne* tessuti particolar- 
mente di tana agnellina. Accrbsp atura , sf. 
Difetto del panno che scopresi nella gualchiera; 
ma che proviene dal tessitore, per non aver 
bagnato più tratti del panno lavorato, prima 
di rimettersi al lavoro tralasciato. 

Caule. SCANALATO, STRIATO , agg. Che 
ha scanalature o strie. Fatto a scanalature. 

Canlon. CANNELLONE, sm. Grande cannella 
pei tini. V. CanelOn. 
' Candela. CANNELLO, sm. Quel cannello che 
si mette alla pipa per attrarre il fumo. 

Canòoia. CANOCCHIA, sf. Specie di granchio 
marino sottile e lungo da dieci a dodici cen- 
timetri, con sostanza interna , in alcune , del 
colore di rosso d* uovo, detta Corallo. 

Canon. CANNONE, sm. Pezzo di artiglieria 
cilindrico, in bronzo od in ferro fuso. Pezzo 
di canna per incannare le matasse. Doccione 
di piombo o simile per condurre l'aqua. dim. 
Cannoncbllo, Cannoncbtto , Cannoncino. 
V. Bùt. 

Canone. CANNONARE, va. Bersagliare col 
cannone, np. Cannonarsi. (Algarotti). Can- 
nonata, si. Colpo di cannone. Cannon amen- 
to, sm. Sparo di molte cannonate e frequenti. 
Cannoneggiare, va. e vn. Frequente sparare 
di cannone. 

Canònica. CANONICA , sf. Abitazione del 
canonico, o del paroco. 

Canònica. CANONICO, sm. Chi ò investito 
di un canonicato, agg. Secondo i canoni. Ca- 
nonicamente, avv. Secondo le regole cano- 
niche. V. BiriohL 

Canonlohét. CANONICATO, sm. Dignità e 
Prebenda del canonico. 

Canonir. CANNONIERE , ARTIGLIERE , 
sm. Chi spara il cannone. 



Oanonira. CANNONIERA , sf. Barca piana 
che porta una batteria galleggiante. Buca don- 
de si spara il cannone dalle mura , o dalla 
nave. 

Canonààn. CANNONCINO, sm. Sorta di 
morso del cavallo, nel pi. Sorta di pasta , a 
foggia di cannoncini, da cuocersi in minestra. 
Piegature di creste di cuffie, e simili delle 
donne. 

Oant. CANTO , sm. Armonia espressa colla 
voce. Arte di cantare. Verso d* uccelli. Parte 
di poema epico. Canto, sm. Banda, Lato, Par- 
te, dim. Cantuccio, Canticbllo. accr. Canto- 
ne. — Dal canto suo e simili; Per quanto 
s* aspetta a lui , ecc. Lasciare che che sia 
da canto, Tralasciarlo. Metter da canto. 
Fare avanzi. 

Canta. V. Cantilèna. 

CàntàbiL CANTABILE, sm. Tempo musi- 
cale larghetto e commodo. agg. Che può can- 
tarsi. 

Cantaoè. V. Canto (cantacchiare ecc.) 

Cantador. CANTATORE, verb. m. CAN- 
TATRICE , f. Chi canta. Chi fa professione 
di cantare. 

Canta/èra. V. Ribeba. 

CantajdL CANTAJOLO, CANTAJUOLO, 
agg. Dicesi di Uccello che si tiene per cantare, 
ed allettare altri uccelli al paretajo. Canta- 
tolo , Allettatolo , agg. Che serve ad 
allettare ; dicesi di Tordo o simile che serve 
di zimbello a prendere altri tordi o simili. 
Cantarella, dicesi la Starna che si tiene in 
gabbia per allettare le altre quando vanno in 
amore. 

Oant&nt. CANTANTE , sm, f. Chi fa pro- 
fessione di cantare in teatro. 

Cantar. CANTERO , sm. Vaso per deporvi 

fli escrementi, il quale è assai cupo, cilin- 
rico, o leggermente conico, a fondo alquanto 
minore della bocca, e tiensi nella seggetta, 
dim. Canterino, Canterello. 

Cantaràn. CANTERANO , CANTERALE , 
CANTARANO, sm. Masserizia di legname 
con due o tre cassetti per ri porvi vesti menta. 
Cassettone , voce fioreot. Fiancate , si chia- 
mano le due parti laterali del Cantarano. 

Cantare!. CANTERELLO, sm. Orpello. Rame 
indorato in lamine sottilissime. V. Oanta- 
Jól. 

Cantarèla. CANTARIDE, sf. Piccolo scara- 
faggio di color verde cangiante, che, polve- 
rizzato, si usa in medicina. Cantaridina, sf. 
Principio vescicante delle cantaridi. 

CantarèrL CANTERINO, sm, Chi canta vo- 
lentieri e spesso; ed anche semplicemente 
Cantore. Chi canta canzoncine per le strade. 

Cantarena. CANTERINA, sf. Cantatrice; in 
significato di disprezzo. Cantricb, sf. Donna 
che canta spesso. V. Cantajdl (cantarella). 

Oantàrid. V. Cantarèla. 

Canto. CANTARE , va. e vn. Modulare la 
voce a produrre melodia, figurai Palesare 
liberamente. Manifestare, come usano le spie, 
qualche cosa la quale sarebbe da tacersi. Dire 
apertamente con libertà il suo sentimento. 



CAN 



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CAN 



R«ciure con enfasi. Poetate. Cantambnto, 
sol II cantare. Gante in cor. Dir la vio- 
lina, che Violina, in gergo, significa Mor- 
morazione fatta fra sé. « Ah poltrone, tu bia- 
ttemmi (beatemi) col cuore, e non osi con 
la lingua. » (Ariosto). Borbottamento. Rican- 
tare, va. e tu. Cantare di nuovo. Piare, vn. 
Il cantare degli uccelli quando sono in amore. 
Ciangottare, vn. Cantar sommesso che fanno 
alcuni uccelli in gola , e senza dar fuori la 
fera lor voce, e modularla; e ciò fan n no dopo 
mangiato, quasi segno di satisfasioue. Can- 
tacchxark, Canticchiare, vn. Provarsi a 
cantare, Canterellare di quando in quando. 
Canterellare t vn. Cantare con sommessa 
voce per proprio spasso e passatempo. Can- 
tili, a re, vn. Cantar male , e con certa pre- 
tensione. Cantazzare , vn. Cantar sempre e 
male. Cantbrrllambnto , Biscanterbllo , 
sin. 11 canterellare. V. Stadie (cinquettare). 
Cantéda. CANTATA, sf. 11 cantare. Co mpo- 
sizione musicale contenente recitativo e aria, 
figurai ed ironie. Rimostranza autorevole, ed 
Intimazione di ridursi al dovere, di ni. Can- 
tatine. 

Cantén. CANTINO, sm. La corda più sottile 
del violino e simili, che dà il suono più acuto. 
Cantoria. CANTINA , sf. Luogo sotterraneo 
dote si tiene e conserva il viuo. dim. Canti- 
setta, sprezz. Cantinuccia. — Cantinbtta, 
sf. Vaso da ri porvi bocce di vino per rinfre- 
scarlo con ghiaccino che vi si mette attorno. 
Cantimplora, sf. Vaso di vetro che, empien- 
dosi di vino, ha in mezzo un tubo nel quale 
si mette ghiaccino o neve per rinfrescarlo. 
Caotinetta. Méter in cantoria. V. Incan- 
tine. 

Cantilèna. CANTILENA, sf. Canzone che si 
canta. Modo di cantare e di leggere prolun- 
gato e stucchevole, pegg. Cantilbnaocia. — 
Cantilenare, vn. Dir cantilena Far cantilena. 
Cantapéra , sf. Canzone nojosa. Discorso o 
altro che sia cantato , recitato , o declamato 
eoo cadenza monotona e assordante. 
Cantimbànch. CANTAMBANCO, sm. Ciar- 
latano, Ciurmatore, dim. Cantambanchino. 
— Cantambanco, sf. Ciurmatore, Cerretana. 
dim. Cantambanchjna. — Cantambancata, 
sf. Atti e parole da cantambanco. 
Cantina». CantinSn. V. Bétola. 
Cantinola. SVERZA,sf.Scheggiuoladi legno, 
o Striscia sottile di legno con che si turano 
le fessure nei lavori di legname, e per arma- 
re soffitti. Sverzare, va. Fare sverze. Turare 
con isverze. % Rinvbrzarb , va. Turare con 
isferze. V. Zónten. 

Cantinér i CANTINIERE, CANTINIERO , 
Cantinir t sm. Chi ha cura della cantina. 
Dicesi anche Chi tiene publica cantina per 
vender vino. ViNATTiNOiT0RE,sm. Vinatun- 
gitrìtb, sf. Colui , Colei che attinge il vino 
per la tavola. 
Cantinòn. V. Bétola. 
Cantar. CANTIERE, SCALO, sm. Spazio del 
lido dove si fabricano le navi , o si rirapal- 
mano. 



Cantili. AQUAJO, sm. Solco, traverso il cam- 
po, che riceve l'amia de' solchi longitudinali. 
Oantdn. CANTONE, sm. Un angolo qualun- 
que , tanto interno che esterno del le stanze. 
Parte di uno Stato o di una provincia. Com- 
mune confederato, dim. Cantoncello,Can- 
toncino, Cantuccio. — Cantonale, agg. Di 
cantone, (nel senso di Parte di uno Stato). 
Cantone J CANTONATA, sf. Angolo estre- 
Cantonéda | mo delle fabriche. Cantoluto, 
agg. Cantonato, Che ha cantoni. Accanto- 
nato, agg. Che ha cantoni ed angoli in isqua- 
dra; e, semplicemente che ha cantoni, angoli: 
C anton are, va. Ritirare in un cantone. In- 
cantonarsi, np. Ridursi in un cantone. In- 
cantucciarsi, np. Ridursi in un cantuccio per 
non esser osservato, Nascondersi. 
Oantoner t CANTONIERE, sm. Operajo che 
Oantonlr j ha cura della piccola manuten- 
zione delle strade. Guardiano, lungo le strade, 
o le ferrovie. 

Cantonlra. CANTONATA, sf. Ciò che è fatto 
per reggere alcuna cosa negli angoli. V. 8tra- 
oantòn. 

CantSr. CANTORE, sm. Chi canta ; e nro- 
priamente Chi canta in coro. fig. Poeta. Can- 
toria, sf. Tribuna ove stanno i cantori in 
coro. Cantorino, sm. Libro corale del canto. 
Cantatrice, sf. Donna che canta, o che fa 
professione di cantare. 
Cantuné, Cantnnir. V. Cantone, ecc. 
Oanù. CANUTO, agg. dicesi di Capelli quando 
sono tutti, o quasi tutti, bianchi. Canutezza, 
sf. Il colore de* capelli canuti. Canizie, sf. Il 
complesso de* capelli canuti. 
Canueél. CANNOCCHIALE, TELESCOPIO, 
sm. Strumento ottico che avvicina e ingran- 
disce gli oggetti. Telescopico, agg. Di tele- 
scopio. Che si osservarselo col telescopio. V. 
Microscòpi. 

Cànun. CÀNONE, sm. Annuo livello che si 
paga al padrone di casa o di poderi. 
Canuné, ecc. V. Canone, ecc. 
Canuteglia. CANNUTIGLIA, sf. Strisciolina 
d'oro o d'argento che serve nei ricami. 
Cànuv. CANAPO, sm. Fune grossa fatta di 
canapa, dim. Canapetto. — Lrgnuolo, sm. 
Cordone composto di più fili attorti con cui 
formansi i canapi. (Vocab. Sargent.) V. ChéV 
(canape). 

Canu&era. V. Canarèl. 
Cànva. CANAPA, sf. Pianta colla cui cor- 
teccia si fanno tele o corde, e da* cui semi si 
fa olio da ardere. La scorza di essa pianta 
pettinata, dim. Canapella. accr. Canapone. 
Ma, parlandosi della materia lavorata della 
canapa, cioè ridutta a filo o a corda, sempre 
si disse e si dice U canape, né mai La ca- 
napa. (Oherardini). Canapino, agg. Di, o Da 
canapa. Canapuccia, sf. Seme di canapa. Ca- 
n aparo, sm. Colui che raccoglie o vende ca- 
napa. Canapetta, sf. Sorta di tela di car.npa 
per in volture. V. Cortèo la cànva. V. Chev 
(canape). 

Canvarén. CANAPAROLA, o BECCAFICO 
CANAPINO, sm. Uccelletto che è auperior- 



CAN 



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CAP 



inente baio fosco, a) di sotto bianco, colle 
penne della coda brune, delle quali V estre- 
ma è orlata di bianco, il quale abita volen- 
tieri nelle canapaje ove canta piacevolmente. 

CanT&À. V. Canavo'n. 

Canver. CANOVAJO, sm. Chi ha in custodia 
la canova, cioè il luogo dove si serbano olio, 
grasce, vini, ecc. V. Canavèr. 

Cànve. V. Cànuv. 

CanvOn. V. CanavCn. ' 

Canaant. CANGIANTE, sm. Drappo di seta 
di color cangiante, cioè che riflette la luce in 
modo si vario da produrre più colori differenti. 

Cantèi. CANCELLO, sm. Imposta di aste ver- 
ticali di legno o di ferro a certa distanza fra 
loro. dim. Cancellino, accr. Cancellonb. — 
Cancellata, sf. Chiusura di cancelli. Can- 
cellare, va. Chiudere con cancello. Regoli, 
sm. pi. Le estreme stecche verticali del can- 
cello, più larghe e più sode delle altre. Stec- 
che, Le bacchette verticali di ferro o di legno, 
e sono sempre quadrangolari: se il lavoro è 
di tondo, chiamatisi Aste, o anche Bastoni. 
— Spranghe, Larghe traverse orizontali, una 
in cima, l'altra a pie del cancello, e un'altra 
nel mezzo, le quali vanno a unirsi co* regoli. 

Canalareja i (CANCELLERIA, sf. Residenza 

Canàlarì f del cancelliere. Officio del can- 
celliere. Cancelleresco, agg. Di, Da can- 
celliere 

Canile. CANCELLARE, va. Dare su di penna 
a ciò che vuoisi sopprimere. Cancellamen- 
to, sm. Cancellatura, Cancellazione, sf. 
Il cancellare. V. Soanàle. 

Canàlér i CANCELLIERE, sm. Chi scrive e 

Canàlir j registra gli atti publici de" Magi- 
strati. Segretario, sprezz. Cancbllieruzzo. — 
Cancellierato, sm. Carica di cancelliere. 
Cancbllibra, sf. Donna che esercita officio 
di cancelliere. « Una Presidente con sue As- 
sistenti, una Cancclliera e una Tesoriera.» 
(Magalotti). 

Canaan. CANZONE, CANZONA, sf. Poesia 
lirica di più stanze, dim. Canzoncina, Can- 

ZONINA, CANZONCINO, CANZONETTA, CANZO- 

n ucci a. accr. Canzonciona. pegg. Canzonao- 
cia. — Canzonare, va. Celebrar con canzoni. 
Decantare: e posto assolutamente per Com- 
porre canzoni, Far canzoni. Così pur diciamo 
Sonettare per Far sonetti. (Qherardini). « Il 

§ran sapere di quelli scrittori ci dee persua- 
ere che con ragione in tal modo consonas- 
sero. » (Chiabrera). « Dirò che il fare ciò una 
volta in una canzone, e farlo sempre in un 
luogo puossi dire legge di consonare. » (id.) 

Canzonadùra. CANZONATURA, sf. Il can- 
zonare. Il dar la burla. V. Cantone. 

Canzone. CANZONARE, va. Burlare in pa- 
role, non odiose però e pungenti. La Canio- 
natura è celia; il Mettere in cansone ha 
dell'offesa. Canzonatorio, agg. Derisorio, Di- 
retto a mettere in canzone, cioè in derisione. 
« Mi piace che voi non avete perduto punto 
di quel brio, e di quell'aria canzonatoria 
che avevate dieci ann i fa. » (Bracci). 

Cantonéta. CANZONETTA, sf. Piccola can- 



sone per lo più triviale che si suol cantare. 

Canàonir. CANZONIERE, sm. Raccolta di 
canzoni. 

Càoss. C AO, C AOSS, C AOSSE, sm. La materia 
del mondo confusa e senza forma. Ogni confu- 
sione di cose. CaologIa , sf. Discorso confuso. 

Capa. CAPPA, sf. Mantello con cappuccio di 
dietro. Abito o Sacco de' fratelli delle confra- 
ternite. Quella parte del camino che sporge 
in fuori, * copre il focolare per raccogliere il 
fumo. Nicchio marino, dim. Cappino. pegg. 
Cappaccia. sprezz. Cappbruccia, Cappa mi- 
sera e logora. Accappacciarb, va. Chiudere 
nella cappa, np. Mettersi in cappa. Incappato, 
agg. Che ha in dosso la cappa. V. Saràc. Lu- 
minal (frate). 

Capa d* ór. Due serque d'uova. (Nelli). Un 
pajo di serque, ossia Ventiquattro uova: 
dicesi anche di covoni di spighe, ma di que- 
sti, secondo i paesi vana il numero, essendo 
la Capa di ventiquattro, o di trenta, ed an- 
che di trentasei covoni. 

Capaoità. V. Oapaàite. 

Oapan. CAPANNO, sm. Capanna di frasche 
o simile dove si nasconde l' uccellatore per pi- 
gliare uccelli particolarmente alle reti aperte. 
Quello dove <*i sta a guardia di che che sia 
alla campagna, dim. Cap annetto, Càpan- 
nuccio. Féoapàn. Far capannuccio, dicesi 
di Polli e simili quando, malaticci, formano 
colle ali rilassate una specie di capanno. V. 
Fiàsca (bosco). 

Oapàna. CAPANNA, sf. Casupola di legno ri- 
vestita di paglia o d'altra materia per rico- 
verarsi, dim. Capannblla, Capannbtta, Ca- 
panndocia, Capannola, Capannuola. accr. 
Capannone, pegg. Capannaccia. — Capan- 
nuccia, Quella che si fa nelle chiese o nelle 
case per la solennità del Natale. 

Capanon. CAPANNONE, sm. Grande tettoja 
per ri porvi covoni di grano prima di tribbiarli, 
e per tenervi arnesi rurali e simili difesi dal 
sole e dalla pioggia. Tettoja. (Carena). 

Capar. CAPPERO, sm. Pianta di cui si man- 
giano i bottoni preparati in aceto e sale, ed 
anche le capsule coi loro semi, detti pure Cap- 
peri. Cappbreto, sm. Luogo piantato di cap- 
peri. Cappbrottata, sf. Sorta di vivanda con 
capperi. 

Capàra. CAPARRA, sf. Somma che il sen- 
sale o il mercatante dà all'altro contraente in 
segno di contratto già stabilito. 

Capare. V. Aoapare. 

Oaparéla. MANTELLO, sm. Tabarro a guisa 
di ferajuolo senza bavero e senza maniche, 
dim. Mantbllbtto, Mantellino. med. Man- 
tbllotto. accr. Mantbllone. pegg. Màn- 
tellaccio. 

Capariól. V. Cavarlo!. 

Capatile. CAPACITA, sf. Estensione di ciò 
che può in sé contenere una cosa, figurai. At- 
titudine a comprendere e ad intraprendere al- 
cuna cosa; meglio Abilità, Intelligenza. Ca- 
pimbnto, sm. Capacità di un recipiente. Ca- 
pacitare, va. Render capace, persuaso. Ren- 
der atto a comprendere, np. Rimaner per- 



GAP 



- 119 — 



CAP 



«a». Capacitasse, agg. Atto ad essere per- 
maso. 

Cape. CAPPARE, va. Scegliere, Pigliare a 
scelta. Cappatorb, sm. Chi cappa, Chi sce- 
glie. Cbbnbrb, va. Scegliere minutamente; 
Mondare le cose dalle parti eterogenee che po- 
tessero esservi framiste. Cernitore, verb. m. 
Cbbnitricb, sf. Chi o Che cerne. Cernitura, 
sf. L*atto e L'effetto del cernere. 
Capei. CAPPELLO, sm. Coperta del capo fatta 
alla forma, di esso, circondato nella parte in- 
feriore da un giro che sporge in fuori, il quale 
si chiama Tesa o Falda, ehm. Cappelletto, 
Cappellano, Cappblluccio. accr. Cappel- 
lone. peg$. Cappellaccio. — Pbtaso, sm. 
Cappello a larghe falde. Capei da prit. Cap- 
pello a tre punte, Cappello da prete. (Ca- 
rena). Cappello a spicchi, a tre gronde. 
(Bresciani). Cappello a tre venti. (Viani). Ca- 
pei a la ola. Cappello di gala. « Dà di pi- 
glio alle brache che teneva sul letto; se le 
caccia sotto il braccio, come un cappello di 
gala. » (Manzoni Sp. Pr.) Oiapé capei. Pi- 
gliare il eappello, Imbronciare, vn. Pigliare 
il broncio. Aversi a male di cosa che altri 
dica o facia, anche scherzando. Fé oiape oa- 
pèL Mettere a leva altrui, Sollevargli l'a- 
nimo, Dargli cagione di alterarsi. Capei 
sbrumblé. V. Sbrnmblé. Cavéss e ca- 
pei. V. Scaplé. 

Capèla. CAPPELLA, sf. Luogo nelle chiese 
o nelle case ov' è un altare per celebrare la 
messa. Musici deputati a cantare in una chiesa, 
dim. Cappelletta, Cappellina, Cappbl- 

LUCCIA, CAPPBLLUZZa. — CAPOCCHIA, sf. CAP- 

pbllo, sm. Capo di chiodi e simili. Scìopro, 
sm. Oslo, Riposo. Interruzione, Sospensione 
di lavoro per date ore, accordate agli operai 
muratori e simili per mangiare e riposarsi. 
In qualche luogo dicesi, nel dialetto, Capèla 
alle prime ore di lavoro fino alla colazione. 
Scianto , sm. Spasso , Riposo e spasso dopo 
l'officio, e il lavoro. « Risponderei a C becco, 
se non temessi che a quest* ora fosse partito, 
sapendo che ha piacere di volare ora qua ora 
là in questo mese di scianto. (Giusti lett.) 
Non sapendo indovinare la provenienza di 
questo scianto, sarei indotto a credere che 
voglia dire schianto per Rottura, Lasso o 
Trascorrimento di tempo). 

Capeliéra. V. Caplera. 

Càperi. CAPPERI , CAPPITÀ , CAPPITE- 
RINA, interj. di meraviglia, o Quando si ac- 
cenna a cosa di poco momento, cui vogliasi 
affettare di dare importanza. 

Capéss. COMPRENDONIO , sm. Intelletto , 
Giudizio. CoMPRBNDONico,sm. Comprendonio, 
agg. Che ha del comprendonio. V. Intin- 
dòn. * 

Capétol \ CAPITOLO, sm. Divisione di uno 

Capétul i scritto. Materia di cui si tratta. 
Poesia in tersa rima. Adunanza di canonici, 
di frati e simili. Il coro de 1 canonici di una 
chiesa collegiata. Correggiuolo cucito sulle 
teste de* libri, nel pi. Patti, Convenzioni, dim. 
Capitolino, C AprroLBTro, Capitoluccio. No* 



• 

are vòs in oapètul , Non aver voce in 
capitolo, Non aver diritto a interloquire, Non 
avere autorità. Nop aver credito fra suoi col* 
leghi. 

Cape*. CAPACE , agg. Che possiede mezzi 
intellettuali necessarj a ciò che vien destinato. 

Capi. V. Comprender, Contne. 

Capigliatura. CAPIGLIATURA, sf. La qua- 
lità de' capelli, come la lucentezza, la finezza 
e simili. Capellatura, Capelliera, sf. Ca- 
pillizio, sm. Tutti i capelli della testa, La 
foltezza della capigliatura. « Chi ha molti 
capelli e lunghi, ha una bella capelliera ; Chi 
gli ha fitti e lucenti , ha una bella capiglia- 
tura. » (Tommaseo), pegg. Capelli braccia. 

Capitata. V. Calandrala. 

Capitalósta. CAPITALISTA , sm. Chi ha 
capitali, cioè grosse somme in traflco. 

Capite. CAPITARE , vn. Arrivare per caso 
ad un luogo. Capitar bene , o male , Far 
buona o mala fine, o Far buono o cattivo 
incontro, ecc. 

Capital. CAPITALE, sm. Quantità di denaro 
posto a trafico, o dato ad interesse. Far ca- 
pitale, Guadagnare. Valersi, occorrendo, del- 
l' opera di una persona Far poco capitale, 
Avere in poca stima. Capita leggi are, Ca- 
pitalizzare , va. Assegnare a un frutto , a 
una rendita, a un tanto per cento il corri- 
spondente capitale. Radunar somme in capi- 
tale. Convertire in aumento del fondo capitale 
gì' interessi di una somma. Capitale , sf. 
Città primaria di un regno, di una provincia. 
Dicesi pure famigliarmente ed ironicamente 
per Uomo tristo, dì maniere ardite, pegg. Ca- 
pitalaccio. — agg. dicesi di Pena di morte, 
o di odio inestinguibile. Capitalmente, aw. 
In modo capitale. Mortalmente 

Capitòl. CAPITELLO, sm. La parte superiore 
della colonna, sopra cui posano gli architravi, 
U correggiuolo cucito sulle teste de' libri. Ac- 
CAPITOLARB, va. Appiccare i correggiuoli alle 
teste dei libri. 

CapitolasiOn. CAPITOLAZIONE , sf. Con- 
venzione , e propriamente quella che fanno 
tra loro i governi, o gli eserciti in guerra. 

Capitole. CAPITOLARE, vn. Far convenzio- 
ni , Venire a patti, va. Dividere in capitoli 
quel che si scrive. Capitolbggiare, freq. di 
Capitolare. 

Oapitolét. CAPITOLATO, sm. Atto, Effetto 
del capitolare. Capitolazione. 

Oapitombol. CAPITOMBOLO, sm. Salto col 
capo all' ingiù. Capitombolare , vn. Cadere 
col capo ali' ingiù. Capitombolatorb , sm. 
Chi fa capitomboli. V. Scarmaàól. 

Canlàn. CAPPELLANO, sm. Prete che of- 
ficia in una cappella, o è beneficiato di cap- 
pella. Cappbllanato , sm. Officio del cap- 
pellano. 

Gaplanaréja i CAPPELLANIA , sf. Officio 

Caplanari ! del cappellano. 

Oaplé. CAPPELLATA, sf. Tanta quantità di 
che che sia quanta n'entra in un cappello. 
A cappellate, detto specialmente di denari, 
▼ale In gran quantità. 



CÀP 



— 120 - 



CAR 



Oaplén i CAPPELLINO , sm. CAPPEL- 



Caplèna. \ LINA, sf. Cappello di seta o di 
paglia. Capei d* pàja. Cappello dì treccia. 
Cappello fatto di trecce di paglia. 
Caplér. CAPPELLAJO, sm. Chi fa o vende 
cappelli; e s'intende sempre di pelo. 
Oapléra. CAPPELLIERA , sf. Custodia ove 
si ripongono i cappelli. Portacappello. Cap- 
pellinajo, sm. Arnese al quale si appiccano 
i cappelli, levandoseli di testa. 
Caplet. CAPPELLETTO, sm. Specie di lu- 
pia, o tumore che ha luogo tra la pelle del 
garretto del cavallo. Cerchietto di tela ince- 
rata o simile che si mette in cima agli spic- 
chi da capo dell' ombrello. Cappelletto del- 
la soletta, è la Parte di essa che fascia le 
dita del piede. CAPPELLETTI, sm. pi. Pic- 
coli pezzetti di pasta da lasagne ripieni di un 
intriso di cacio lodigiano , midolla di bue , 
uova, droghe, carne , ecc. a cui si dà forma 
di piccolo cappello, e cotti in brodo servono 
per minestra, il Tassoni li chiama Tortel- 
lettiy e i bolognesi Tortellini. 
Caplèta. V. Calzedar. 
Capllra. V. Capléra. 
Caplon. CAPPELLONE, sm. accr. di Cap- 
pello. Cappello, 6m. La graspa che sopra- 
nuota al mosto quando fermenta nel tino. 
Tralci di vite che non essendo potati, si span- 
dono sopra un albero. Cappellaccio , sm. 
Albero coperto di tralci di vite. Cappello di 
monte, Nubi che ne coprono la cima. 
Capòcia. CAPOCCHIA, sf. Capo di chiodi e 
simili. Capocchiuto, agg. Che ha capocchia. 
Capoccia , sm. Capo , Sovrastante , Sovrain- 
tendente. V. Arzdòr. 

Capódel. GALLETTONE, sm. e agg. Specie 
di cece grosso e angoloso. Cece galletto, (Tar- 
gioni T.) 

Capòn. V. G-apòn. 

Caporel. CAPORALE , sm. Grado militare, 
dim. Caporaluccio. — Capoccia, Caporio- 
ne, sm. Capo di operai di campagna. V. 2A- 
gar (cicca). 

Caporion. CAPORIONE, sm. (da Capo-rióne 
o quartiere di città). Capo di parte. Capo di 
una brigata, o di un atto qualunque che si 
facia da molti. 

Oapòt. CAPPOTTO, sm. Specie di pastrano 
soppannato con maniche. Soprabito da soldati. 
Sopravesta con cappuccio usata da marinari, 
pegg. Cappott accio. — Dar cappotto. Vin- 
cere tutte le bazze al giuoco. Cappotta, sf. 
Mantello per lo più di panno lano di varie 
fogge, secondo la moda, che le donne porta- 
no r inverno, dim. Cappottino. 
Capóz. CAPPUCCIO, sm. La parte di cappa 
o veste con cui si cuopre il capo. dim. Cap- 
puccetto, Cappuccino. — Capperuccio, 6m. 
Cappuccio, accr. Capperuccione, — Cappuc- 
ciajo , sm. Chi fa o vende cappucci. Incap- 
pucciare, va. Mettere il cappuccio ad alcuno, 
np. Mettersi il cappuccio , e dicesi del Farsi 
frate. Scappucciare, va. Levare il cappuccio, 
np. Levarsi il cappuccio. Scappucciato, ugg. 
Senza cappuccio. Capale, sm. Quella specie 



di cappuccio che suol mettersi in capo a* ca- 
valli quando piove. 

Caprór. V, Chévra. 

Caprét. V. Cavrét. 

Caprési. CAPRICCIO, sm. Pensiero bizzarro, 
stravagante, fantastico. Bizzarrìa, Ghiribizzo, 
dim. Capbiccietto , Capriccicjccio. sprezz. 
Capricciaccio. — A capriccio, locuz. avv. 
Conforme a ciò che detta il capriccio. Ca- 
pricciosamente, avv. A caprìccio. V. Bisa- 
rója. 



Capriolò» i CAPRICCIOSO , agg. Che ha 

Capriziòs \ capricci, dim. Capricciosello. 
Capricci 08 etto, superi. Capricciosissimo. 

Capriól. V. Cavariól (caprìo e capreolo). 

Capriòla. V. Scarmazól. 

Càpsul. CAPSULA, CASSULA, sf. Scudetto 
fulminante che serve d* esca per isparare ar- 
ma da fuoco. Cappellotto. (Fanfam). 

Captèn. CAPETTINO, sm. dim. di Capetto, 
fig. Uomo strambo ed ostinato; e dicesi per 
lo più di fanciulli. « V era un gran buon 
signore Che sposò una fanciulla Bella come 
T amore , Ma tutta fuoco e un capettin che 
frulla. » (Pananti). Lecco, sm. Cosa ghiotta, 
attrattiva. 

Capurél. Capurion. V. Caporel, ecc. 

Capurèl. V. Caudèl. 

Capuzèna. CAPPUCCINA, sf. Insalata di va- 
rie erbucce, e Capuzèna, Orologio a torre, 
o da torre. 

Capuzól. MONACHETTO, NASELLO , sm. 
Ferro in cui entra il saliscendo,e l'accavalcia 
per serrar 1' uscio. 
Càr. CARRO, sm. Arnese da trasporto con 

Quattro ruote, e intendeai specialmente quello 
e'contadini. dim. Carretto, Carruccio,Car- 
ricbllo. — Carrata, sf. Quanto può in una 
volta portare un carro. Misura convenzionale 
di grano, vioo, ecc. A oàra. A cabrate, A 
carra e A carri. « Cave son anche qui poco 
lontano, Ma son cave di pietra che a carrate 
Fiesole suol mandare a Settigoano. » ( Fa- 
giuoli). Carrbooiatore, sm. Chi guida il car- 
ro. Carradore, Carrajo, sm. Chi fa o con- 
duce carri. Carpentiere, sm. Legnajuolo che 
fabrica i carri. Carromatto, sm. Carro for- 
tissimo per trasportar mortaj, ecc. Incarrark, 
va. Montare o Addattare le artiglierie sul loro 
carro. V. Ciapon. Fòfcul. Oardlén. Ra- 
gajòn. Sgóla. Timóri. 
Carabéna. CARABINA, sf. Moschetto corto 
da cavalleggeri. Cara binata , sf. Colpo di 
carabina. La voce Carabina viene da llarab, 
parola araba che significa Arma da fuoco. 
Carabinér t CARABINIERE, sm. Soldato a 
Carabi nlr ì piedi , e a cavallo , armato di 
carabina, (nelr uso) Soldato specialmente de- 
stinato a prendere malfattori. Carabinbria, 
sf. Corpo dei carabinieri. V. Oendérum, 
Caràbla \ CARRUBA, sf. Frutto del Car- 
Oaràbula ) rubo, o Carrubio, a foggia di 
baccello bislungo quasi come quello delle fave, 
ma più schiacciato e più largo, contenente 
una polpa dolce e gustosa, Carato, sm. Se- 
me della carruba, 



CAR 



- 121 - 



CAR 



4 CARAGÒ, CARACOLLO, sm. Flore 
Garacòl } americano odoroso fatto a sìbb- 
giianza dì chiocciola. 

Carato i CARAFFA, sf. Vaso dì retro cor- 
CarafezML f paoeiuto, eoa piede, e eon collo 

Stretto. dim.CABAFPELLA, CaRAFFINA, CABAF- 

fiho. accr. Caraffonb. 

Caràmbola. CARAMBOLA, sf. Sorta di giuo- 
co al biliardo che ai m con cinque, a con 
Uè palle di varj colori, secondo che è Caram- 
bola Russa o Francese. La carambola italiana 
si giuoca fra due giocatori, e con due palle, 
una per ciascuno, ed ewi inoltre un pallino. 
V. Oaroléna. 

Opramela. CARAMELLA, si Pastiglia di 
zucchero cotto. Cabamelb, sm. terni, chim. 
Zucchero concentrato fino a perdere tutta l'a- 
oaa, fuso a fusione ignea, e poi gettato su 
pietra, tagliato in quadretti, in losanghe, in 
cilindretti, incartato, e venduto come confetto. 

Osxraumòla. V. Carambola. Oaroléna. 

Caramòasa. FANFALUCA, FAV0LE8CA, 
af* Frasca, che, abbruciata r si leva in aria. 
V Yalùra 

Cararéja. CARREGGIO, sm. Moltitudine di 
carri. 
Cararón. VIALE, sm. Strada diritta, larga, e 

Sua, fiancheggiata d'alberi in bell'ordine 
posti. 

Caratane CARATANTE, AZIONARIO, sm. 
Chi ha parte mteressata in un'impresa. 

Caratar i CARATTERB, sm. Lettere di varie 

Caratar } specie per la stampa. Maniera di 
scrivere, quanto alla forma delle lettere. Ciò 
che serve a distìnguerò unri cosà dall' altra. 
Indole personale. Qualità di rappresentansa 
public*, dim. Carattebuzso, CaRattbrino. 
Carattere naturale, Disposizione fisica. Ga* 
ratiere morale. Costuma dell'individuo. 

Gazate. CARATARE, va. Pesare eoi carati. 
Pesare minutamente; é ditesi propriamente 
delle gioje. Esaminare il carato dell oro e del- 
l'argento. V. Caxrét. 

Oaratèi. CARATELLO, sm. Botticella lunga 
e stretta per conservar vini. dim. CaratbLt 

•URTO, CaHSATELUNOI 

Caratala. CARRETTELLA, sf. Sorta di car- 
rozzino con forcella tirato da un sol cavallo. 
V. Timonèla. 

Caratasi. CARROZZINO, sm. Specie di car- 
lona scoperta 1 a due posti, e a quattro ruote; 

Oearatarésta. CARATT£3USTA,,smi v. d'uso. 
Chi tra' comici sostiene le parti facete. 

Caratar*** CARATTERIZZARE, va. Deter- 
minare, Far conoscere il carattere, le qualità* 
ecc. di una persona, o di Una cosa. « Io-niente 
vi ravviso che per Satiro in alcuna parte il 
caratterizzi. » (Salvini), per Qualificare. 
« Ne' tre ultimi versi lo caratterista per fa- 
brioator di frisanti arguzie moderne.*» (Fi- 




Caratar. CARRETTIERE, snu Chi guida la 
carretta o il carro. V. CaratSn (carrettonajo). 

Caraton. CARRETTONE, sta. Grande car- 
rètta. «Carro, per domar cavalla o per condurli a 
spasso. Carro per trasportar i morti al cimitero» 



Quelle prandi carrette' ehe servono per portar 
via le immondizie delle strade. Specie di rei- 
colo in forma di cassetta, ed a ribalta, de- 
stinata a trasportar ghiaja, rena e simili. Car- 
rbttonajo, sm. Chi per mestiere va con un 
carrettone a caricar calcinaccci, o altro per 
retarli poi in luogo deputato. Catriosso, 
sm. Ossatura del cassero d'uccellami. Car- 
came, sm. Tutte te ossa di un animale morto, 
tenute insieme dai nervi, e spoglie di carne. 

Carav&na. CAROVANA, s/. Compagnia di 
mercanti e viaggiatori ohe si uniscono per 
traversar con sicurezza maggiore i grandi de- 
serti, per similit. Ogni altra compagnia di vian- 
danti. 

Carbón. CARBONE, sm. Residuo di legno 
estinto prima delia sua intiera combustione, 
dim. Carboncello, Cartonino, Carbonetto. 
Malatia de'cereali. Carboniobo, agg. Della na- 
tura del carbone. Ostina, sf. Possa in cui si fa 
il carbone. Scarbonarb, va. v. dell'uso. Torre 
il carbone già fatto dalla carbonaja. Garbane 
di squarto, Quello fatto di legna squartate, 
ehe è peggio dell'altro fatto a pezzi rotondi, 
e di rami. Carbon fossile, Quello che si cava 
di sotto terra. A misura d* earbdn. A mi- 
sura di carboni. « ....mi arebbon voluto met- 
ter prigione, e condennarmi a misura di car- 
boni. » (B. Celimi). 

Carboni**. CARBONIZZARE, va. Ridurre 
un corpo in carbone. Carbonizzazione, sf. 
Il carbonizzare. 

Garbimela \ CARBONELLA, CAKBONINA, 

Carbunena ì CARBONKHA, sf. C ARBON1C- 
CHIO, sm. Carbone minuto,- o Polvere di car- 
bone. 

Oarbuaér, CARBONAJO, CARBONARO, sm. 
Chi fa, o vende, o porta carbone. Carbonino, 
sm. Colui che polisce le fornaci dai carboni 
e dalla cenere. 

Oarbunéra. CARBONAJA, CARBONIERA, 
sf. Buca dove si fa il carbone. Stanza dove' si 
conserva' il carbone. Ostina, sf. Fossa ore si 
fa il carbone. Carbonaia, Carbonara, sf. 
Catasta di legno preparate ad esser ridotte in 
carbone. 

Oaroàss. CARCAME, sm. Scheletro d'animale, 
o di nave, figurai dicesi di Persona malsana, 

Siena d'acciacchi; dicesi anche di Casa, o 
i Cosa mal ridotta. 

Carcerir. V. Caraerir. 

Oaroiòf i CARCIOFO, CARCIOFOLO, C AR- 

Oarciòfàl f CIOFANO, sm. Specie di Cardo, il 
cui fiore prima che sbocci, si mangia sì cotto 
come crucio, detto esso pure Carciofo, dim. 
Carciopbtto, Carciofino. — Carciofaio, sm. 
Chi vende carciofi. Cardoncbllo, Carton- 
cino, sm. Pollone di carciofo che si stacca dal 1 
ceppo per.piantarlo nella carciofaja. Girello, 
sm. Fondo del carciofo, ossia Carciofo grosso 
a cui siano troncate le squame o il gambo, 
che si usa cotto- per vivanda. Mazzafbrrata, 
sf. 11 carciofo senza spine. (Zanotti Vocab. Me- 
tod.). Carciofi grassi, Quelli dei tetti. 

Careìofera. CAROOFAJA, CARCIOFETO, 
sm. Luogo piantato a carciofi. 

16 



CÀR 



% -122- 



CAR 



Cardò. CARDARE, va. Cavar fuori il pelo ai 
panni col cardo. Cardatura, sf. L'operazione 
di cardare. Materia che si leva eoi cardi. Car- 
datore, sm. Chi carda i panni. Pilucchino, 
sm. Colui che ripulisce i cardi da cardare. 
V. Scardaàe. 

Cardènia. CREDENZA, CREDENZIERA^sf. 
Stanza o Armadio, dove si ripongono le cose 
da mangiare, e i piattelli per lo servigio della 
tavola. Tavola apparecchiata su cui si dispon- 
gono i piattelli ed altro vasellame per uso della 
mensa. Saggio, Prova: quindi Credenza vale 
Lo assaggiare che fanno gli scalchi e i coppieri, 
delle vivande, e delle bevande prima di ser- 
virne il loro signore, dim. Crbdenzina, Cbb- 
denzetta. accr. Crbdbnzonb, Gran credenza. 

Cardinièn. CREDENZINA, CREDENZET- 
TA, sf. Piccola credenza o armadiuccio per 
riporvi cose da mangiare. 

Cardini©* \ CREDENZIERE, sm. Colui che 

Cardinàir \ ha cura della credenza. 

CarcUniòn. CREDENZONE, sm. Credenza 
grande. Uomo credulissimo che crede facil- 
mente tutto ciò che gli si dice. Creditojo. « Le 
può creder solo queir Apella ebreo, gran cre- 
ditojo, rammentato da Giovenale.» (Viani). 

Cardlén. CARDELLINO, CARDERUGIO, 
sm. Uccelletto che ha il capo rosso, e le ali 
chiazzate di giallo e di nero, e canta dolce- 
mente, dim. Cardbllbtto, Cardbllo. 

Oarèga. CARREGA, sf. Sorta di seggiola. V. 
Carìga. Poltrona. 

Caragiàbil. CARREGGIABILE, agg. dicesi 
di Strada per cui può passare un carro. 

Carén. CARINO, sm. dim. di Caro. Amato, 
Grato. 

Carerà. CARRIERA, sf. Il correre, dim. Cab- 
ribrbttà. — Corso per lo più del cavallo, detto 
dall'antica corsa de carri ne circhi; ed ò il cor- 
rere del cavallo a tutta briglia, ossia a galoppo 
serrato, figurat. Professione. Dar la camera 
ad un cavallo, Dargli stimolo a doppio sprone. 
Correre a carriera, o a gran carriera, Cor- 
rere o Far correre un cavallo quanto più può. 
Scapo o Fual d'oarera. Fugxre a la distesa. 
« E Spinella fuggiva (fugiva) a la distesa : Sol 
Ferraù è quel che fa difesa. » (Berni, 0. L) 
dim. Carribrbtta. « Qual mai miracol, quale, 
Vederlo in carrierette Dal generoso istinto 
Tratto, ecc. » (Magalotti). 

Carerà. VIOTTOLA, sf. Redola, toc. tose 
Piccola via nel mezzo de' poderi con filari di 
viti, o spalliere di frutti. Piccola via a tra- 
verso de campi, dim. Viottolina. 

Caresteja \ CARESTIA, sf. Penuria di vive- 

Caresti i ri ; e in generale Mancamento di 
tutte le cose. Carestioso, Carestoso, agg. 
Che è caro. Soggetto a carestia. 

Oarat. CARATO, sm. Peso di quattro grani, 
trattandosi di diamanti e perle; o di quattro 
denari, ossia la ventiquattresima parte di 
un* oncia, trattandosi d'oro. Grado dì bontà, 
di finezza e di perfezione o d' imperfezione del- 
l' oro. Nel commercio vale Porzione in cui si 
divide un" intrapresa sociale qualunque, e cor- 
risponde alla voce Azione. Caratatura, sf. 



La somma o numero dei carati della mer- 
canzia, o del lavor o. 

Carót. CARRETTO, sm. Piccolo carro. Pic- 
colo carro che si tira a mano per trasportar 
robe. dim. Carrettino. — Babrucola, sf. 
Specie di carretta a due ruote, bassa e salda, 
per trasportar gross i pesi. 

Carata. CARRÉTTA, sf. Piccolo carro a due 
ruote, tirata da un cavallo, ad uso di portar 
calcinacci, ed altre materie vili. Carrettata, 
sf. Il carico di una carretta. Carrbttibro, 
agg. Di o Da carretta. Che si riferisce a car- 
retta. Carrbttare, vn. Tirare o Guidar la 
carretta, flgur. Tirar la carretta. Fare un'o- 
perazione gravosa, e contro voglia. V. Oara- 
tòn. Caratir. 

Carés. CARREGGIO, sm. Trasporto di che 
che sia con carri. Lavoro obligato di trasporto 
con carri. Carreggiare, va. Trasportar robe 
sul carro, vn. Guidar il carro. 

Care*. CAREZZE, sf. pi. Cenni che dimostrano 
quanto abbiasi caro l'oggetto. Lusinghe, Vezzi, 
dim. Carezzine. — Carrzzoccia, sf. Carezza 
rusticana e svenevole. Moìnb, sf. pi. Carezze 
leziose, specialmente di donne e bambini. 

Caróàa. V. Ohér (sm.) 

Carole. V. Aoarei*. 

Càrga. CARICA, sf. Peso. Carico di un giu- 
mento, di un carro, di una nave, ecc. Quan- 
tità di polvere e di piombo per moschetto, 
cannone e simili. Attacco di due eserciti. In- 
carica, sf. Tanto peso quanto si porta al più 
addosso in una volta. V. Sopraoarioh. Cà- 
riea. Oàrgh. 

Cargadòr. CARICATORE, sm. Proprietario 
delle mercanzie che formano il carico del ba- 
stimento. Caricatore, verb. m. Caricatrice, 
f. Chi o Che carica. 

Oargadùr. CARICATORE, CARICATOJO, 
sm. Luogo alla riva del mare acconcio pel ca- 
rico del bastimento. Spoletta, sf. Cannello 
di latta pieno di polvere con palla a foggia 
di cartuccia: per la caccia è di cartone con 
pallini in vece di palla. Rifrusto, sm. Gran 
quantità di busse. 

Cargadùra. CARICAZIONE, sf. L*operazione 
del caricare. « Chiaramente costando.... del- 
l' approvazione e ordine del Signor Seniè di 
farsi tale caricazione e consegna al mede- 
simo Padrone, e dell'esecuzione finalmente di 
tali ordini, cioè della caricazione e consegna. » 
Caricatura, sf. Imagine satirica ed esagerata 
di persone o di cose che si vogliono mettere 
in ridicolo. Guarnizione soverchia ad un ve- 
stito, ecc. Affettazione spinta all'eccesso. Cari- 
catamente, avv. Con caricatura, Con affet- 
tazione. Carruggio, sm. Spesa pel carica- 
mento di mercanzie. Caricamento, sm. L'atto 
del caricare. 

Càrg. CARICO, sm. Peso che si pone addosso, 
dim. Carichbtto. — agg. Caricato, Aggrava- 
to. Colore carico, Colore assai colorito. V. 
Cartoli. 

Oargbe. CARICARE, va. Porre carico ad- 
dosso, o sopra a chi ha a reggere. Mettere la 
carica nelle armi da fuoco. Aggravare uno. 



CAR 



-123- 



CAR 



Caricar uno d'ingiurie, di villanie, di ba- 
stonate e simili. Ingiuriarlo molto, Percuo- 
terlo assai. Caricar V inimico. Andargli in- 
contra con grand* impeto. Caricar la mano, 
tigoni, ^ Aggravare oltre il convenevole. Cor 
rvcar Varinolo, il girarrosto e simili. Ri- 
dargli il movimento, np. Addossarsi. Aggra- 
varsi lo stomaco, Riempiersi soverchiamente 
di cibo. Caricamento, sm. Il caricare. La 
cosa caricata. Caricato, agg. Studiato, Affet- 
tato. Cajucativo, agg. Che ha potere di ca- 
ricare. Ricaricare, va. Caricare di nuovo. 
V. Stracarghi. 

Cariale*!. SMORFIE, sf. pi. Prema d' fé 
un quél, e fa mei earlalesi. Prima di 
fare una cosa, fa mille smorfie. Per Dubj, 
Difficoltà, Pronostici. Prima di (are una 
coea allaccia mille dubi, difficoltà, o fa mille 
pronostici Tiritera, sf. Stravagante e nojosa 
lunghezza di ragionamento; e in questo signi- 
ficato pare chela voce romagnola Carla- 
lesi abbia la sua origine da Kirieleisonne, 
sm. litanie e figurai. Lungheria e prolissità 
di discono. Ingàngol. Seoatùra. 
Carìatòr. Cartatura. V. Orejator, ecc. 
Cariai. CARRETTONE, sm. Carro grande 
•per trasporto di mercanzie, materiali ed altro. 
Affusto, sm. Carretta da cannone. 
Cario*. CARICA, %(. Cura di fare o ammi- 
nistrare che che sia. Impiego publico di alto 
grado. V. Inoàrloh. Càrga. 
Càrion. CARICO, sm. Peso che si pone ad- 
dosso. Incarico, Incombenza. Colpa. Aggravio. 
Cura, Pensiero. Imposta. Gravezza, dim. Ca- 
richbtto. — Farsi, Darsi carico di una 
cosa, Imporsi lobligo di farla.. 
Carlona. CARICATO, agg. Studiato, Affettato. 
V. Cargne. 
Carlera. V. Carerà. 
Cariéss. V. Imbuslss. 
Carigliòn. CARIGUONE, sm. Parte del mo- 
vimento di un oriuolo che suona un accordo 
con diverse campane. V. Qtormìda. 
Cariga t SEGGIOLONE, sm. Sedia grande 
Carigón } a bracciuoli, che sono quelle due 
parti laterali sulle quali si appoggiano le brac- 
cia, dim. Seggioli no, Piccola sedia pei bam- 
bini. Predella, sf. Sedile di legno del seg- 
giolone. «Mobili unici una tavola in mezzo, 
E racchi seggioloni a bracciuoli con la spal- 
la diritta, e la predella ignuda da cusci- 
no. » (Guerrazzi). 

Cariai. CARRUCCIO, sm. Arnese di legno 
con quattro girelle, ove si mettono i bambini 
perché imparino a camminare. Cestino, sm. 
Arnese di vimini nel quale si mettono i bam- 
bini perchè imparino a camminare. V. Oa- 
rét. 

Cartola. CARRIOLA, CARRI LOLA. sf. Spe- 
cie di carretto con una ruota sola, e due brac- 
cia, che si mena a mano. V. Pólsa (perno, 
asse o ago). 
Oarìra. V. Carerà. 
CaristL V. Oarestéja. 
CaritatèVoX CARITATEVOLE, agg. Limo- 
siniero. Compassionevole. Caritativo, agg. 



Caritatevole. Di carità, Pieno di carità. Ca- 
ritatevolmente , Caritevolmbnth , Cari- 
tativamente, avv. Con carità. Benignamente. 
Compassionevolmente. 

Caritè. CARITÀ, sf. Effetto dell'amore pel 
prossimo, che consiste nel sovvenire i poveri 
della limosina ; quindi Far carità, o la ca- 
rità, Far limosina. Far carità insieme, Fare 
tarisca, Mangiare insieme. Carità pelosa , 
dicesi Quando sotto specie di carità verso al- 
trui, si tende al proprio utile. Carità fiorita, 
cioè Compita, Fatta altrui io estremo Disogno, 
e opportunamente. « Le carità non si fanno 
mica tutte di pane e di necci ; ve n* ha di 
quelle anco più fiorite/ una parola a volte 
basta per consolarci un anno. » (Giuliani). 

Carline. Quanto può in una sol volta portare 
una carriola: (che in mancanza di corrispon- 
dente italiano diremo Camolata , come da 
Carro si è fatto Carrata). V. Soariule. 

Oariulen. V. Oararidl. 

Carlona. A la oarlOna. Alla carlona, locuz. 
avv. Significando letteralmente Alla maniera 
de* tempi di re Cartone, cioè di Carlo Magno. 
Alla buona, Alla popolare, Senza fasto. Tra- 
scuratamente, Neglettamente ; è il fare di chi 
disprezza le convenienze, e non crede, o finge 
di non credere che «eoo tali da conformarvisi ; 
onde Vivere, Stare, Fare, Andare alla car- 
lona. 

Carmàt. CARROMATTO, sm. Carro fortis- 
simo per caricar mortaj e simili. 

Carmagnòla. CARMAGNOLA, sf. Canzone 
rivoluzionaria francese del 1790. Veste che si 
portava dai membri più esaltati del concilia* 
bolo de' giacobini. V. O-iaoheta. 

Carmen!. CARMINIO , sm. Polvere impal- 
pabile di color rosso bellissimo, che serve per 
miniare. 

Oarnajól. STRASCINO, sm. Chi vende car- 
name per le vie senza tener botega. Carna- 
iuolo , sm. Macellaro o Venditore di carne. 
Carnaccioso, Carnaociuto, agg. Che è bene 
in carne, Carnoso. 

CarnaaSn. CARNAGIONE, sf. Colore esterno 
del corpo umano , e dicesi specialmente del 
colorito del volto. 

Carnata. CARNACCIA, sf. pegg. di Carne. 
Carne cattiva; e dicesi vulgarmente per Uomo 
pigro, e che non vuol buttarsi a far nulla. 

Cameni. CARNEFICE, sm. Esecutore delle 
sentenze capitali, vul. Boja. Chi fa strage dei 
suoi simili. 

Carnenàéna. CARNEFICINA, CARNIFICI- 
NA, sf. Strazio di carne. Strage, Tormento, 
Barbarie. 

Carnei. CARNALE, agg. Di carne, o Secondo 
la carne; onde Sorelle o Fratelli carnali, 
vale Nati dallo stesso padre e dalla stessa 
madre. Lussurioso, pegg. Carnal accio, superi. 
Carmaussimo. — Carnalità , sf. Concupi- 
scenza, Lussuria. Carnalmente, avv. Lussu- 
riosamente, superi. Carnalissimamente. 

Oarnér. CARNAJO , sm. Luogo da ri porvi 
la carne morta che si vuol conservare. V. 
Oarnlr. Mosoaróla. 



CAR 



— 124 — 



CAR 



Gamia. CARNICCIO, am. Il di dentro dalla 
pelle degli animali. Limbellucci di carne che 
ai levano dalie pelli prima di metterle in con- 
eia 

Oarnìr. CARNIERE, CARNIERA sm, CAR- 
NIERA, «f. Foggia di tasca propria de* cac- 
ciatori per ri porvi la preda, dim. Carhie- 

Oarnóm. CARNUME, em. Eecreacenia di 
carne. Mollame, em. Parte carnosa ehe fa- 
crhnante cede al tatto. 

Gamba. CARNOSO, agg. Camacoiuto, Che è 
bene in carne, dim. Carnobbtto. — Car- 
nacotoso, agg. Molto carnoso. Carnosità, sf. 
Pi enei» di carne. Escrescenza apparentemente 
carnea che ai forma io una piaga, od altrove. 

Oamovél l CARNEVALE, CARNOVALE, 

Carnuval C ARN ASCI ALE, CARNESCIA- 

Carnvél / LE, em. L' intervallo dalla Epi- 
fania alla Quaresima, dim. Carnovaliko, 
Carnov aletto, aocr. Carnov alone. — Car- 
novale*», Carnascialbsoo, agg. Di carne- 
vale.' Attenente a carnovale. Carnovaumo , 
em. diceti generalmente di Funzioni sacre, 

' come Tridui , Novene , maiaimamente quelle 
del Natale, alle quali certe persone vanno più 
per diletto e per pompa, che per devozione. 
Carnbvalbooiare, Carnbscialarb, vn. Far 
carnovale. Darsi a gozzoviglia in qualunque 
stagione. 

Carnùm. V. Carnòxn. 

CarSbula. V. Oaràbla. 

Carógna. CAROGNA , sf. Cadavere freddo 
d' animale. Bestia viva di trista razza, o in- 
guidalescata , detta Bassa. Persona di mal 
costume, flg. Vigliacco, dim. Caroonuola. 
pegg. Garoonaccia. Fé la carógna. Far 
la carogna* Scarognare, vn. dicasi comnau- 
nemente di Chi male e svogliatamente eser- 
cita il ano officio ; di Chi fa la carogna (Fan- 
fari). 

earognlaia. ZINOHINAJA, sf. Abituale in- 
disposizione di chi non è sempre malato, ma 
non è mai ben sano. V. Vigliacarója. 

Oarognfin. CODARDO, am. e agg. Vigliacco. 

Gare-Léna. CAROLINA, ef. Giuoco che si fa 
al biliardo con cinque palle, senza birilli , ed 
anche con .birilli. Carambolo , Carambolo , 
sm. Cosi dicesi nel giuoco della carolina il 
battere con la propria palla una delle palle 
che sono sul biliardo, io modo che poi ne 
vada a toccare un* altra. Carambolare ( vd. 
Toccar due palle con la propria. V. Caram- 
bola. 

Caròta. CAROTA , af. Radice rossa o gialla 
che si mangia cotta. Bietola, Barbabietola, 
flgur. Menzogna, Cosa non vera; onde Pian- 
tar carote, Dar ad intendere cose non vere, 
pegg. Carotaocia, nel significato di cosa non 
vera. Carotare, vn. Pianterò o Cacciar ca- 
rote, cioè cose non vere. Carotaio, sm. Colui 
che vende carote. Chi ficca carote, Bugiardo. 
V. Bidula. Caràbla. Paatinéga. 

Oaròàa. CARROZZA, sf. Carro nobile a quat- 
tro ruote da due o pio cavalli a uso di portar 
uomini. Cocchio, dim. Carrozzbtta, Carroz- 



zino, aocr. Carrozzone. — Biga, sf. Cocchio 
a due cavalli; Triaa, a tre; Quadriga, a 
quattro. Carro, tutta la parte inferiore della 
carrozza, cioè' quella sulla quale poggia la 
Cassa , e che dicesi anche Traino. — Cassa , 
quella parte della carrozza, che, o ò sostenuta 
dai cignoni, e dalle Molle ad arco, o poggia 
sulle Molle a balestra, e dentro la quale se- 
diamo , neir andare in carrozza. Fiancata , 
ciascuna delle due parti laterali della cassa. 
Cielo, la parte superiore delia cassa della 
carrozza. Pedana, la parte Inferiore della 
cassa. Predellino, queir arnese, a modo di 
piccola scaletta, che da ciascun lato della car- 
rozza è raccomandato alla pedana della cassa, 
sotto lo sportello, ad uso di salire in carrozza, 
o discendere. Montatoio, quell'arnese di ferro 
fatto per lo più di una lastra di ferro soste- 
nuta da uno o più bastoncini di ferro ricurvi... 
che serve in vece di Predellino. Spalliere , 
ve ne sono due, dette davanti e di dietro : la 
Spalliera davanti ò quel luogo delia cassa dove 
poggiano le spalle coloro che siedono in car- 
rozza dalla parte davanti ; e Spalliera di dietro 
è P opposta. Sedile, quella parte interna della 
cassa dove seggono coloro che vanno in car- 
rozza. Manopola, ciascuna di quelle strisele 
addoppiate ed imbottite ene sono appiccate 
nelle carrozze chiuse alle parti inferiori delle 
fiancate.... Alle manopole appoggian le mani 
coloro che vanno in carrozza. Copertone, 

3uel panno con che si suol coprire la Cassetta 
elle carrozze di gaia. Cassetta, Quella parte 
della carrozza, dove siede il eoocniere. Ven- 
tole, quelle liste di panno o di cuojo che sono 
raccommandate alla parte superiore ed esterna 
della cassa, ed alle quali si attiene il servitore 
che sta in piedi dietro la carrozza. Sterzo , 
è la parte anteriore e girevole del Garro della 
carrozza. Maschio dello sterzo, quel grosso 

Serno di ferro, che, passando nel mezzo di 
uè Scannelli , tiene unito lo sterzo al rima- 
nente del carro. (Carena). V. Inoarosd. 

Oaròàa. TENEBRIONE , ero. Insetto nero , 
grosso quasi come una cicala, che abita nelle 
cantine, e in altri luoghi umidi. V. Fus6n. 

Oaroaàbil^CARROZZABILE, agg. dicesi di 
strada praticabile con carrozza. 

Garose. CARROZZATA , sf. Quante persone 
entrano in una carrozza , e L' insieme delle 
persone nella stessa carrozza. Carrozzare, 
vn. Andar in carrozza. Usar carrozza. V. In- 
oaroié. Soaroàe. 

Oaroàér. CARROZZAJO, sm. Chi fabrica 
carrozze. Chi dà carrozze a doIo.Garrobzibre, 
sm. Chi guida la carrozza. Cocchiere. Lavo- 
ratore di carrozze. 

CarpadGn. V. G-aròfen. 

Oarpadùra. CREPATURA, sf. Disgionzione 
delle parti esterne di un corpo. Fessura. Scre- 
polami*. Crinatura, sf. Patimento di mura- 
glia che fa pelo o crepatura. 

Carpata. CREPACCIO, sm. Fessura, Crepa- 
tura grande. Malore ne* piedi del cavalla dim. 
Crbpaociuolo. —Sol andrà, Rappa, Setola, 



CAJt 



-1£6- 



CAR 



sf. Malaria dei cavallo eonsisteete lo crepacci 
JoagitadinaK alla piegatura del garretto. 
Carpe. CREPARE, vn. Aprirti di un corpo 

r dilatazione interna. Spaccarsi, Penderei 
par se. figure*. Morire. Roderei di rabbia. 
Crepar dalle risa, Ridere smodatamente. 
Crrpacciato, egp. Screpolato. CrspolIo, em. 
Senno che danno i corpi screpolandosi. Crb- 
PAoaiNB, tf. Noja, o fastidio, quasi da far 
crepare. Crbpambnto , sm. 11 crepare. V. 



Oarpione. CARPIONARE y va. Cucinare i 
carpioni , o Cuci aaro alcun peaee nel modo 
che ai cucinano i carpioni, i quali sono pesci 
di lago delicatissimi , simili ali* ombrina , o 
alla, trotta. Carpionato, sm. e agg. nell'uso 
Anguilla piccola arrostita intiera, quindi ri- 
piegata e marinata 

Caraimogna. CRBSCIàfENTO , sm. Il cre- 
scere naturale di cheochoaia. Anniento di der- 
rata e simili. 

Canaan. V. Oareeùda. 

Oassaù. CRESCIUTO, sm. Aumento del nu- 
meri» di maglie alle esige nel lavorarle. Anche 
ai dice Cresciuto, la parte stessa della calza 
eoa cosi risolta allargata. (Carena). Crescere, 
perlandoai di calte, è Fare un maggior nu- 
mero* di maglie in quei giri della calta dove 
essa ha a venire più larga, come nel polpac- 
cio, (id.) 

Carsauda. CRESCIUTA, af. Il crescere, Cre- 
sceasa. CEescimento. « Basendosi rammentata 
la prima cresciuta, che è dal primo fino ai 
dieci anni , fa duopo anche avvertire che i 
boschi ne hanno una seconda dai dieci fino 
ai venti; una tersa dai venti ai quaranta: una 
quarta ohe continua fino agli ottanta; e final- 
mente la loro declinazione dagli ottantp in là.» 
(Lattri agric.) 

Caraterà. Carati, V. Oarepteja. 

Oartatòoia. V. Cartella. 

Carta**. CARTACCIA , et pegg. di Parf o. 
V. ahérta. Cartèlla (cartaccia). 

Carte*. CARTEGGIO, sm. Commercio di 
lettere. Cartbqgiarb, yn. Tener corriapon- 
deoaa di lettere con altrui, va, Passar un li- 
bro carta per carta. 

Carteggia. CARTIGLIA* ed Ognuno dei quat- 
tro semi delle carte da giuoco, detti Bastoni, 
Spade, Denari, Coppe. 

Cartel. CARTELLO, sm. Tavola o Lastra di 
ferro che si mette sulle boteghe per indicare 
la qualità di esse, ed il nome di colui cui 
appartengono. Manifesto publico. Libello in- 
famatorio. Lettera di disfida. Pezzetto di pelle 
o d* altro sulla schiena de' libri, sul quale se 
ne imprimono i titoli. Cartellare, va. Man- 
dar cartelli, jrn. Publicar cartelli. V. Bernal. 
Inségna. 

Cartola. CARTELLA, sf. Custodia p Coperta 
che a* usa per conservar le scritture e simili. 
Custodia di cartone dove i ragazzi che vanno 
a scuola ripongono i quaderni da studio. Car- 
tella ai dice anche quella con la quale si giuoca 
alla tombola, e vi sono scritti dieci o quindici 
diverti numeri, dim. Cartrllbtta, Cabtbl- 



lina. — Cartola da t colon, Act abito, 
sm. Maoainetta di ferro e d* aciajo Incastrato 
nella base del fusto delia cassa dell'archibugio, 
composta della Cartella, (piastra), dello Sco- 
dellino, della Martellina, del Cane, della 
Molla, ecc. Cartellami, sm. Quantità di 
cartelle. V. Cartolar. 

Carte*. CARTUCCIA, CARTINA, sf. Pes- 
inolo di carta. 

Oartézia. CARTOLINA, sf. Polvere medici- 
nale chiusa in uà pezzetto di carta. Cartac- 
cia, sf. t di giuoco. Carta di niun valore. 

Carter. V. Cartiglia. Ghérta (oartajo, eco.) 

Oartera. CARTIERA, sf. Bdiflzio dove si fa- 
brica la carta, Fabrica ai carta. Lavatore, 
sm. Lavorante che, nelle cartiere, separa i 
fogli dai feltri. Abbinatura , sf. 11 togliere 
gli scarti nelle cartiere. Marcitdjq, aro. Spe- 
zie di truogolo in cui si fanno marcire i cenci 
coi quali dee farei la carta. 

Oartlrftn. V . Car tolar. Onerta (eartajo, eco.) 

Cartisti. BOTTELLO, sm. Quel cartellino ohe 
si mette sopra bottiglie, albarelli, o altri vasi, 
scrittavi la materia ohe essi contengono. Cosi 
e anche Bottsllini gli chiamano i librai, i 
cartolaj, gli speziali ed altri, fona perche si 
stampano con un botto sola, in piccolo foglio. 
Barbaramente dicesi Etichetta. (Fanfani). 

Oartlòn. CARTELLONE, sm. accr. di Car- 
tello, e propriamente Quello che annunzia al 
Sublieo rappresentanze teatrali e simili. Affisso 
ei tipografi per annunziare la publicazione 
di un opera qualunque. 

Cartòoia. CARTUCCIA, C ARTATUCGI A, af. 
Recipiente di carta cilindrico dello stesso dia- 
metro della bocca del focile e simili, nel quale 
si mette la polvere e la palla per la carica. 
Oartdooibrr, sm. Tasca di cuojq in cui si 
tengono le cartucce. V. Giberna. 

CartOn. CARTONE, sm. Composto di censi 
macerati, e ridotti in foglia grosso. Composto 
di più carte incollate insieme, figurai Abbozzo, 
sopra una carta grande, di alcune opere da 
dipingere a fresco. Lustro ohe si dà ai panai 
leni. dim. Cartomowo, Cartqnetfo. pegg. 
Cartonaggio. V. Inoartozié. 

Cartolar. CARTOLARE, CARTOLARO, sm. 
Custodia o Coperta per conservare scritture, 
disegni e simili, libro di memorie. V. Car- 
tola. 

Cartulari a t CARTOLERIA, sf. Negozio di 

Cartulari } canta.* Cartolaio, sm. Chi 
vende carta e libri da scrivere. 

Carubéna. Oarubinlr. V, Carabina^ ecc. 

Oarùgla. V. Roola, 

Oarugnìaia. Oaruguòn. V. Carogniaia , 
ecc. 

Oaruldna. V. Caro léna. 

OaruàabiL Oaruaér. V. Oaroaàbil, ecc. 

CarusSa. V. Garósa (tenebrione). 

Oarvàja. FESSURA, sf. Piccola e stretta aper- 
tura, dim. Fbssurella, « Appena lasciarono 
una fessurella per dove poter entrar l'aria. » 
(Gozzi). Spiraglio, sm. Fessura in muro, o in 
imposte d'usci, o di finestre, o in checchesia, 
per la quale lVia Q il lume trapela. 



CAS 



-126- 



CAS 



(ferrài. V. Tal (vaglio). 

Oarsador. CARREGGIATORE, sm. Chi guida 
il carro. Chi trasporta robe sul carro. Car- 
reggiare, va. Trasportar robe sul carro, va. 
Guidar il carro. 

Carme \ CARREGGIATA, sf. Parte della 

Carsèda ì strada battuta dai carri, Pesta delle 
ruote dei carri. Larghezza di un carro o si- 
mili tra ruota e ruota. Rotaja, sf. Segno che 
lascia in terra la ruota scorrente. Via che dee 
percorrere la ruota. Scarrbqgiarb, vn. Uscir 
di carreggiata. 

Garsere. CARCERARE, va. Mettere in car- 
cere. Carcerato, agg. Che è in carcere. Car- 
C8RA210NR, sf. Carcbrambnto, 8m. Il carce- 
rare. Cabcbratorb, verb. m. Colui che car- 
cera o fa carcerare. V. Soarsere. 

Oarserìr. CARCERIERE, sm. Custode delle 
carceri. 

Casachèn i CASACCHINO, sm. Farsetto o 

Caaaohl J Giubbone di taglio svelto. Far- 
settai, sm. Facitor di farsetti. Farsata, sf. 
Fodera del farsetto. V. Glaonéta. 

Oasadòl. CACIATELLO, sm. v. d'uso. Specie 
di crema composta di latte, succherò e uova, 
con sfoglia sotto, e cotto in teglia. V. Irola. 

Caaalèn. CASALINGO, Di casa. Che sta in 
casa. Che si fa in casa. Che ama di stare in 
casa; e dicesi di persona, e di cosa: Pane 
casalingo, Donna casalinga. 

Oaaamént. CASAMENTO, sm. Casa grande, 
o Aggregato di più case. Caseggiato, v. d'uso. 
V Casal 

Casant. PIGIONALE, PIGIONANTE, sm. 
Abitatore di casa altrui in campagna. Abita- 
tore di casale. V. Oaaél. 

Casantar^ja *PODERETTO, PODERUCCIO, 
sm. Poca terra da coltivare^con sopravi pio- 
cola casa pel pigionale. 

Gasare*. CASERECCIO, agg. Di casa. Fatto 
in casa. Che s'adopera in casa; e dicesi so- 
lamente di cosa: Vino casereccio, Masserizie 
caserecce. V. Oaaalén. 

Oaaarmìr. V. Casennìr. 

Oasatùri. V. Oasamént. 

Oasoadés. CASCATICCIO, CASC ATOJO, agg. 
Facile a cadere, a cascare. Foglie cascatic- 
cie, Quelle cadute. Colatìo, sm. Frutto di al- 
bero che cade in terra da sé. V. A vanàdi. 

Oascadòn. STRAMAZZONE, sm. Caduta 
precipitosa. 

Gasoàgin. CASCAGGINE, sf. Sonnolenza gra- 
ve che rende cascante chi n' è preso. Spossatez- 
za. Debolezza che viene da languore tisico, da 
torpore morale, per cui il corpo si acciacca, 
e pare che non possa più reggersi. Certa le- 
ziosaggine di chi per un certo tono, già di 
moda, si dà per debole sempre, spossato, di sa- 
lute cagionevole. Vezzo di chi fa il cascamorto. 

Oaaoàm. MARAME, sm. Quantità di mer- 
canzie da rifiuto. Scbltcjmb, sm. Ciò che avan- 
za di cattivo, toltone il buono. Cascame, sm. 
Ciò che casca dalla tavola dove si mangia. 
(Montalbani in Fanfani). 

Cascamòrti. CASCAMÒRTO, Bm. Innamo- 
rato, Vagheggino. Chi fa l'innamorato per 



destar amore nelle donne, sf. Cascamorta. 
« Chi sono mai queste tante cascamorte per 
voi? » (Nelli). 

Oaso&nt. CASCANTE, agg. Che casca, figu- 
rai Soverchiamente lezioso ed allettato. 

Casone. CASCARE, vn. Avere, cadendo, una 
certa direzione d'alto in basso verso alcuna 
parte. Cabcambnto, sm. U cascare. Casone 
da la f&m, o da e boxi. Cascar di fame 
o di sonno. Casone e ile, el brasa, ecc. 
Cascar il fiato, le braccia o simili. Per- 
dersi d'animo. Rimaner sbalordito. Fòla ca- 
sone d* élt. Far cascare da alto alcuna 
cosa, figur. Dire o Esporre una cosa in modo 
da farla apparire molto più grande, e di molto 
maggiore importanza che in fatto ella non è; 
o vero per ingrandire il merito di che che 
sia. « Disse Teutile a Cortes , per fargliene 
(certe ffioje) cascar più da alto, queste man- 
darle Montezuma espressamente per il re degli 
Spagnuoli, per essere gioje d'inestimabile va- 
lore. » (Corsini). Ed anche ai usa la locuzione 
Far cascare da alto una cosa, quando al- 
cuno, nel fere o nel dire una cosa, si fa molto 
pregare e desiderare, col tenere altrui in so- 
speso, a fine di farla apparire più grande, e 
di maggiore importanza. « Per non farvela 
cascar d'alto, io vi dirò quel che talvolta m'è 
passato per la testa di sua cortesia. Dico che, 
ecc. » (Magalotti). 

Oaaoheda. CASCATA, sf. Caduta, Cadimento. 
Panno o Drappo che si lascia ricadere per 
ornamento. Cascata d'agita, Fiume o Tor- 
rente che cade, come per salto, da alto in 
basso, dim. Cascatblla. — Catadupa, sf. 
Cascata d'aqua, che, cadendo, fa strepito. 

Oaséda. CASATA, sf. Cognome di famiglia, 
e La famiglia stessa. V. Casòt. 

Oasegiét. CASATICO, sm. v. d'uso. Imposta 
alle case. V. Oaaamént. 

Casal. CASALE, sm. Mucchio di case in con- 
tado. Piccolo villaggio, dim. Cabalino. 

Oasèl. CASOTTO, sm. Stanza posticcia fatta 
per lo più di legname, come quella dove stanno 
i guardiani delle ferrovie e simili, dim. Ca- 

v bottino. — Casbllini, sm. pi. v. d'uso. Pic- 
coli casotti di legno dove si tengono i bar- 
beri alle mosse. Bottino, sm. Recipiente dove 
si versano i latti per fare il butiro. 

Oasèla. CASELLA, sf. Spazio -quadro dove 
stanno i numeri dell'abaco nella tavola pi- 
tagorica, nel pi. Scompartimenti di fiali dove 
le api ripongono il mele. Gli scompartimenti 
de' gusci delle biade, e Quelli della cassa dei 
caratteri nelle stamperie, dim. Casbllina, Ca- 
8ELlino. — Gazzetta, sf. arti e mest. Vaso 
o Scompartimento che serve di custodia ai 
lavori dimajolica, di porcellana, mentre stan- 
no nella fornace. 

Oasen. CASINO, sm. Casa di piacere in cam- 
pagna. Luogo di sociali adunanze in città, 
dim. Casinbtto, Casinuccio. pegg. Casinac- 
cio. 

Caser. V. Bùvari (cascinajo). V. Oasir. 

Case». CASCINO, sm. Forma o Cerchio di 
legno ben piallato, nel quale si mette il latte 



GAS 



-127- 



CAS 



appena fatto, acciocché piglia forma rotonda. 
Nei contorni però di Firenze queste forme 
si chiamano Cascine, e in Valdarno di sopra 
à chiamano Cassini. (Temoni T.) Caciaja, 
sf. Loopo dove si ripone il cacio. Maestra di 
far cacio. 

CASERMA, sf. Alloggiamento di 



soldati in tempo di pace. V. Aoquartire. 
Casermer t CASERMIERE , sm. v. d* oso. 
Casermìr I Custode delle caserme. 
Oaaét. CASATO, sm. Cognome di famiglia; 

e prendesi talora per La stessa famiglia. V. 



Casét. CASILE, sm. Gasa campestre. Casa- 
uno, sm. Piccola casa. Tugurio. V. Oaaèl. 
Caaimér i CASIMIRO , sm. Stoffa incrocic- 
Casimìr ) chiata di pura lana, febricata or* 
dinariamente col vello di agnelli di Spagna , 
di Sassonia , e di Francia. Cascbmira, sf. 
Valle fertile Dell' Afjganistan, ove si nutrono 
Ve capre^ il di cui pelo serve a fabricare gli 
scialli di cascemira. 

Casir. CASIERE , sm. CASIERA , sf, Guar- 
diano, Guardiana della casa. Fattore Fattoressa. 
Casmér, Casxnìr. V. Oasixner. 
Casòn. CASONE, sm. accr. di Casa. V. Oa- 
pandn. 

Casòt. V. Gassi. 

Gasp. CESTO, CESPO, sm. Mucchio di foglie, 
o Figlinoli che si moltiplicano sulla radice di 
alcune piante, come cavoli , lattuga , endivia, 
ecc. Csstuto, agg. Che ha fatto cesto. Che 
bel eàap I Oh bel cesto ! dicesi per ironia 
ad uomo che si teoga bello; e particolarmente 
a ragazzo che pretenda di esser bello, o di 
fare il bravaccio. V. Buie (cespo). 
Caspe, Caspi. V. Aoaspa 
Càspita, CASPITA. V. OàperL 
Càss. CASCIOTTO, CASCINOTTO, sm. Va- 
sca da muro nelle cartiere. 
Cassa, CAS8A, sf. Arnese per lo più di legno 
da riporvi che che sia. Armadio ferrato da 
riporvi deoari, e 11 denaro stesso che si tiene 
abitualmente pronto per le contrattazioni. Ar- 
nese in cui si rinchiude il cadavere. Tamburo. 
Parte del legno scavato dov' entra la canna 
dell* archibugio. Custodia del castello degli 
orinoli da tasca. Quella parte della carrozza 
che è sostenuta dai cignoni, e dentro la quale 
si siede, dim. Cassetta, Cassblla, Cassbl- 
lbtta. accr. Cassone. — Casbettajo, sm. 
Chi fa casse o cassette. Cassajo , sm. Colui 
che fa le casse delle carrozze, schioppi, oro- 
logi, ecc. (Pantani). Càss de tler. V. Tlér. 
V. Incasso. 

Cassab&noh. CASSAPANCA , sf. Cassa a 

foggia di panca per sedervi. V. Bansuldn. 

Cassài. FRUGONE, sm. Pugno dato di punta 

o in punta. Punzone, sm. Forte colpo di 

pugno. V. Cavéstar. 

Cassétta. FENILE, FIENILE, sm. Luogo o 
stanza dove si ripone il fieno. - 
Oassét. CASSETTO, sm. Ciascuno dei reci- 
pienti del canterano, a foggia di cassetta senza 
coperchio, i quali si chiudono a chiave, e si 
«prono, tirandoli fuori, dim. Cassettino. Cas- 



setto da scrivanie, tavolini, ecc. Bbocàtojo, 
Imbbccatojo, sm. Cassettino nella gabbia ove 
si tiene il becchime per gli uccelli , e nelle 
stie per i polli. Ajuola, sf. Spartimento nei 
giardini. Cassettone , sm. Pezzo di terreno 
un poco rilevato e circondato da mattoni o 
simili, ove ne' giardini cojtivansi i fiori. 

Cassata. CASSETTA, sf. dim. di Cassa. Parte 
della carrozza ove siede il cocchiere. 'Arnese 
di legno o di latta per accattare l' elemosina, 
dim. CA8SBTTINA. pegg. Cassettaocia. Cas- 
seta da la legna. Caminiera , sf. Cassa 
elegante in cui si tengono i pezzi di legna da 
ardere nel caminetto. Cassata da pullss 
el sehérp. Cassetta a setolino. Specie di 
cassetta circondata interiormente da spazzole 
che serve per introdurvi il piede, e polire le 
scarpe all' entrare in casa signorile. Oasséta 
da róseli. V. Rosoaróla. Cassettata, sf. 
Quanto sta in una cassetta, o in un cassetto. 
Cassettajo. sm. Chi fa le cassette. Casset- 
taro, sm. Chi chiede I* elemosina con la cas- 
setta. (Feniani). 

Cassir. CASSIERE , sm. Chi tiene la cassa 
dei denari. 

Cassou. CASSONE, sm. accr. di Cassa, dim. 
Cassoncbllo, Cassonetto, Cassoncino. pegg. 
CA8SONA0CI0. — Casso, Cassero, sm. Parte 
concava del corpo circondata dalle costole. 
Torace. Farinajo, sm. Cassone ove si ripone 
e si conserva la farina. 

Oastàgn. CASTAGNO, sm. Albero che prò- 
duce le castagne, agg. Di colore di castagna, 
dim. Castagnolo, Castagnuolo. — Porri ne, 
sf. pi. Piange di castagno che s'allevano per 
farne legname da lavoro. Novello ? sm. 11 
piantone di castagno o d* altro che si pianta 
per poi trapiantarlo. Oastàgn d'Ingia. 1po~ 
costano, Castagno d' India. 

Castagna. CASTAGNA, sf. Frutto del ca- 
stagno, dim. CA8TAGNUZ2A. — - CASTAGNAIO, 

sm. Chi raccoglie castagne , e le cura, e più 
commonemente Chi le vende. Roccia , sf. 
Peluria o Seconda scorza che hanno le castagne, 
le Doccinole, ecc. Ventolacchio, sm. Tritu- 
me minuto di seconde scorze riarse delle ca- 
stagne, da cui si ripuliscono prima di ridurle 
in farina. Sanza, et. Quel pò di pellicola che 
rimane addosso alle castagne secche, dopo la 
ventolatnra. (Giuliani). V. Adarche. 

Castagnài. CASTAGNACCIO, sm. Maniera 
di pane o di focaccia che si fa colla farina 
di castagne. Castagnacciajo, sm. Chi vende 
castagnacci. Neccio, sm. Intriso di farina di 
castagne , ridotto a piccole focacce , cotto su 
foglie di castagno fra due testi di terra ben 
caldi. 

Oastagnar. CASTAGNETO , sm. Bosco di 
castagni. Castagnoleta, sf. Bosco di virgulti 
o di porrine di castagno che si coltiva per 
legname da lavoro. Cast agnato, agg. Dioesi 
di Luogo piantato a castagni. 

Castagni. CASTAGNINO, agg. Del colore 
della castagna, 

Castagnòla. SCOPPIETTO, sm. CASTA- 
GNUOLA, sf. Involto di carta grossa, entrovi 



CAS 



- 1*8- 



CAT 



potare da schioppo, e ridotta io forma di 
palla, e legata Btrotta eoo Upago a più doppi, 
e a più incrociature. Servono par farle scop- 
piare dando lor fuoco io occasione di qualche 
gassar». (Fanfcni). V. Ferlót (nottolino). 
Crespello, era. Frittola di pasta soda, che, 
cuocendo si accresca. 

Castel. CASTELLO , sm. Quantità di case 
circondate da mura. Fortessa. Rocca. Machina 
per affondar pali. Tutta la machina degli ori- 
noli , Tutto il telajo da* tessitori. Qualunque 
machina di più pesai che servono a uno stesso 
fine m diversi usi. dim. Castelletto, Ca- 

STBLLOCCIO, CàSTELLOTTO. — CASTELLARE, 

sm. Castello rovinato. Castello da' burattini. 
Il teatrino ambulante aVfantocci. Far castelli 
in aria, Figurarsi nella mento cose impos- 
sibili o difficili ad avvenire. Motor in eav 
BtèL Mettere in castella, (frase del vulgo) 
Mettere in corpo , cioè Mangiar*. « E oh' è 
non v* è da mettere in castella, E stenti poi 
per altro oome un cane . Senza un quattrino* 
e pien di vitupero ; Ditelo voi sa questo è un 
bei mestiero. » (Lippi Mahnant) 

Castigarne* \ CASTIGAMATTI, snx Suf- 

Oaatigamèt ì file, Bastone, Nervo, flgur. 
Persona che si facia temere, o abbia autorità 
di castigare. 

Cantigli. CASTIGO, sax Pnaisioae. V. 8e- 
oatùra. 

Caatighé. CASTIGARE, va. Punirò» Casti- 
oambnto, sm.. L' atte L* effetto dei castigare. 
Castigatori*, verb- m. Castioatricel f. Chi 
o Che castiga. Castigatezza , sf. Rigorosa 
oaservansa delle regole de* cottami, del par* 
lare, e dello scrivere, 

Castità CASTITÀ , sf. Astinenza ne* maceri 
sensuali. Castimonia, sii Purità e castigate*- 
za del pensiero. Casto, agg» Che ha castità. 

Castlé t CARRATA, sf. Botte, lunga che 

Caatlóda i serve per la carica, di un carro 
quando è piena* (Tassoni S. R.) Corrisponde 
BÌÌSL-BansOrdei diatettomilaaese. (Gherardini). 
Castellata, voce d' uso V. Sdazi (castellata). 

Castlét. CASTELLETTO, CASTJELLUGCIO, 
sm. dina, di. Castello, Castellina^ Giuoco 
fanciullesco. Bugilo a oaatlet. Fare alle 
castelline. (Leopardi). Giocare a capasmelU, 
o alle capaxnelìe , è U> stesso ohe Giocare 
alle caselle , alle castelline ; il quale si fa 
da fanciulli in questo modo:. Mettono sopra 
ad un piano tre noccioli in triangolo, • sopra 
di essi un altro nocciolo, e questa massa dir 
cono Casella o Capannelli o Castellina : e 
fatto di esse il numero tra loro convenuto, ed 
allontanatisi nella distanza concordata, tirano 
a dette caselle o capannello o castelline un 
altro nocciolo; e- colai che tira e coglie, vince 
tane quelle caselle eh* ei fa cascare col colpo. 
Questo giuoco fu usato ancora dagli antichi, 
e dicevano Ludere castello ntusum^ (Malucci 
in not. Malm.) Nocino, sm. Giuoco fanciullesco 
che consista nel tara alcune castelline di noci 
quanti sono i giocatori, e ciascuno tira verso 
quelle usa noce che si chiama Socco; e quante 
castelline- batta,giìi il tirato**, fante' nb vince. 



Quando le castelline si fanno di noccioli di 
pesca in vece di noci , il giuoco dicesi Noe- 
dolina. (Feniani). 

Oastta. CASTONE , sm. Parto dell' annoilo 
dove sta la gemma. CassettosTe, sm. Com- 
partimento rilevato del soffitto, che, restando 
regolarmente incavato oome tassa, ha per lo 
più un rosone nel messo. V. Inoassé {inca- 
stonare). Castón da fugler. Cassettone. 
Grande cassetto che entra in un vano fatto 
appositamente sotto ti focolare per tenervi 
calde le vivande cotte. 

Oastòr. CASTORE, CASTORO, sm. Animale 
anfibio, il di coi pelo e la pelle servono a far 
cappelli, pellieie e guanti, dim. Càstoruccio, 
Castbucciol — GASToaiso, sul Sorta di pan- 
no lano. Castore©, Castorio, sm. Sostanza 
odorosa e medicinale che si estrae dall' iu- 
guioaja del castoro. 

Oastee. CASTRARE , va, Privar di testicoli 
gli animali. Capponare, va. Castrar polli, per 
Cimare, Spuntare, va. Castrar i meloni. 
Togliere le cime alle giovani piaste. Castrare 
le amie, Toglierne 1 favi, e tramo il mole, 
che anche si dice Smelare, Castratura , 
Castraziom», sf. L'operazione di eaaerare. 
La parte del corpo ov è fatta la castratura. 
Castratolo, sm. Strumento da castrare. Ca- 
strar ls caétaawe f Intaccarle da un lato, ac- 
ciò non iscoppino arrostendo. V. Oastvot» 

Caataén. CASTRINO, sm. Coltello di forma 
particolare per castrare le castagne^ figurai. 
Cattivo coltello. Castracani, sm. Chi mutila 
i cani. Castraporcelli, Castraporci, sm. 
Chi castra i porci e simili. 

Caatrét. CASTRATO, sm. Agnello grande ca- 
strato. Carne di castrato, dim. Castrateli», 
Castratinq. pegg. Castrat accio. — Gastro- 
mi, san. Castrato, dim. Castrorgbllo, Ga- 
STRONciNo. pegg. Gastronaccio. — - Mamne- 
unoì sto. Castrato giovane e grasso. 

Castri*. V. Ferlena. 

Oaatrftu. FRINZELLO, sm* Cucitura,. Rimon- 
datura acciabattata. Pottiniccio, sm. Cucitura, 
Rimondatura mal fatta. Cicatrice, sf. Segno 
di piaga sanata. Cateti accio, sm. Vasta etea* 
trio* dt ferita sul viso. V. Oaatrét. 

Oastrone-céja i CASTRONERIA, CASTRO 

Oaatronari l NAGG1NE, sf. Strafalcione. 
BalarHamrbe • 

Castrone. V. Aeastrone\ 

CsjstuL V. Castlét (castellina). 

Oat. Tue daeàt* V. Arspamnia, 

OatROhisum. CATECHISMO, sm. Dottrina 
cristiana, e II libro che la contiene. Qualun- 
que insegnamento in via di dialogo. 

Catafalco- CATAFALCO,, sm. Palco coperto 
di drappi neri, eretto- nelle, chiese per sopra* 
porvi la bara del morto. 

Catagoróia. V. Oate goreja. 

Catalèt, CATALETTO, sm. Lettiga per tra- 
sportare malati, nell'uso- Bara de morti. 

Gatàlugh. CATALOGO, sm. Ordinata descri- 
zione di nomi. Enumerazione dei titoli dai li- 
bri, e dei nomi de- loro autori, disposti con 
oxfineainibssioo; tasi sono i cataloghi di certi 



CAT 



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CAV 



Jibraj. Catalogare , va. Scrìvere a catalogo. 
Catana. CARNIERA, sf. CARNIERE, sm. 
Tasca grande del didietro del farsettone dei 
cacciatori. V. SaoOna, 
Catapeo. PIASTRICCIO, sm. Negozio imbro- 
gliato conchiuso in fretta, figurat. Intrigo. 
Oatapéoia. CATAPECCHIA, sf. Luogo selva- 
tico, sterile, remoto. Casolare meschino. Ca- 
sipola. Stamberga, sf. Edilìzio o Stanza ri- 
dutta in pessimo stato, ove appena si possa 
abitare. 

Cataplasma. CATAPLASMA, sm. Impiastro 
atto a fomentare, maturare e risolvere i tu- 
mori. Vesciaja, Vesciona, sf. Donna ciarlie- 
ra. V. Secatùra. 

Catàr. CATARRO, sm. Superfluità di umore 
che ingombra il petto o la testa. Secrezione 
delle mucose infiammate, dim. Catarruccio. 
accr. Catarrone, pegg. Cata braccio. — Ca- 
tarrale, agg. Che produce catarro. Che ha 
catarro. Catarroso, agg. Che patisce di ca- 
tarro. Che cagiona catarro. Catarrosamente, 
avv. Con catarro. Lattime, sm. Eruzione 
crostosa che viene in capo ai bambini lattanti. 
Latttmobo, agg. Che ha lattime. V. Inoatarì. 
Caprési. 

Cataràta. CATERATTA , sf. Velame o Pel- 
licola del rocchio che appanna la vista, o la 
toglie affatto. Catrrattato, agg. Affetto da 
cateratta. V. Bota (cateratta). 
Cataro». V. Catàr (catarroso). 
Catasta. CATASTA , sf. Massa di legna. V. 
Mèda. 

Catastar. CATASTO, CATASTRO, sm. Re- 
gistro dei beni stabili , e dei nomi di coloro 
che li possedono ; e La gravezza imposta se- 
condo» r estimo ai medesimi. Catastare, Ac- 
catastare , va. Sottoporre a . catasto. Regi- 
strare a catasto. 

Catechìsum. V. Oatachisum. 
Càtedra. CATEDRA, sf. Luogo eminente 
nelle scuole donde i professori insegnano, dim. 
Catbdrucola* « Il rarissimo Forti non ha 
potuto ottenere la catedrucola di Siena. » 
(Giordani). Catedrantb, Catedratico, sm. 
Chi dalle publiche catedre legge e insegna le 
scienze. Catedratico, agg. Da catedra, o Da 
catedrante. Catedraticamente^vv. In modo 
catedratico. 

Catedrel. CATEDRALE , sf. e agg. Chiesa 
vescovile, agg. Che appartiene a catedra. 
Categorója 5 CATEGORIA , sf. Ordine e 
Oategorì } Serie di cose di specie diversa 
appartenenti allo stesso genere. Categorico, 
*gg. Ordinato, Preciso, Distinto. Categorica- 
mente, avv. In modo categorico. Secondo la 
cat&fforia. 

Oatìv. CATTIVO , sm. e agg. Contrario di 
Buono. Reo , Malvagio, dim. Cattivello , 
Cattivelluccio, Cattivellino , Cattivbl- 
Ttòzzo, Cattivxjccio. pegg. Cattivaccio. — 
Cattivamente, aw. Contro al dovere. Cat- 
TrvEGGiARE , vn. Tener mala vita. Rincati- 
JJJ* 15 » »n. Divenir più cattivo. Con le cattive 
tao*, aw. Con modi severi e minacciosi. 



Oatlvéll. Cornetti di fave , che incominciano 
a indurire, cotti nell'aqua. V. Corneo. 

Oàtiveria. CATTIVERIA, CATTIVERIA, 
CATTIVEZZA, sf. Malvagità, Ribalderia. 
Cosa cattiva, nociva. 

Catellon. CATOLICO, agg. Universale. 

Catòrbia. CATORBIA, sf. v. d'uso. Prigione. 
Incatorbiarb, va. Mettere in catorbia. 

Oatrfim. CATRAME, sm. Resina degli abeti 
e dei pini. 

Catrame. V. Incatramo*. 

Catùba. C ATUBA, sf. La gran cassa, o il 
Tamburone nelle bande militari. 

Oatumbé. V. èumbé. 

Catùra. CATTURA , sf. Presura di alcuno 
per ordine della giustizia. Nel dialetto roma- 
gnolo vale anche Colpa, Mancamento, Omis- 
sione di un dovere. V. Multa, 

Caturé. CATTURARE, va. Mettere le mani 
addosso, Il pigliar che fanno i birri. V. 
Multe. 

C&vadèna. CAVATINA, sf. v. d'uso. Arietta 
musicale breve , senza riprese , né seconda 
parte. 

Cavadés. V. Vanghe, Vangheda. 

Cavàgn. CAVAGNO, sm. Cesta, Paniere, dim. 
Cavaonbtto, Cavaqnuolo, Piccolo canestro 
che si mette alla bocca delle bestie per im- 
pedire che mangino quando si tribbia o si 
ara. 

Cavatone. V. Cavalche. 

CavajSn. V. fceroia (correggiato). 

Cavai. CAVALLO, sm. Quadrupede assai noto, 
dim. Cavalletto, Cavallino, accr. Caval- 
lone, pegg. Cavallaccio.— Cavedio, Una delle 
figure delle carte da giuoco. Uno dei pezzi 
fatto a guisa di cavallo nel giuoco degli scacchi. 
Palafreno, Cavallo da cavalcare. Destriero, 
Cavallo da battaglia. Da fazione , Atto al 
combattere. Corsiero, Da corso. Stallone, 

. Da razza. Cavallo di ritorno, o di rimeno, 
Quello che si noleggia nell* occasione che deve 
ritornare ond* è partito. Cavallo da nolo , 
Quello da usare per un tempo determinato, 
e per un prezzo pattuito. Cavallo di Frisia , 
o di Frisa, Grosso cilindro di legno in cui 
sono conficcati per tutti i versi dei bastoni 
aguzzi armati di punte di ferro, che si mette 
attraverso le strade per impedire il passo alla 
cavalleria nemica. Porte a cavai. Portare 
a cavalluccio, Dicesi del portarsi V un 1* altro 
su la schiena, reggendosi colle braccia al collo 
del portatore, il quale poi regge con le mani 
le cosce di quello che porta. Portare a pen- 
tole, Giuoco fanciullesco nel quale si portano 
Tun l'altro su le spalle, con una gamba di 
qua e una di là dal collo. A cavai, Caval- 
cione, A cavalcioni, locuz. avv. A modo di 
chi sta su checchesia con una gamba per parte. 
Cavalciare, vn. Stare a cavalcioni. A cavai- 
liere, dicesi propriamente di Casa. Fortezza 
o Sito che trovisi sul culmine di una montagna, 
o collina, e di dove la vista domini di qua e 
di là dalla stessa. Essere a cavallo, fig. Aver 
ottenuto ciò che si brama. Trojano, Cala- 
brese, agg. dicesi di Cavallo che abbia le 

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CAV 



— 18© - 



CAV 



orecchia molto lunghe , e le muova soesso» 
Beccheggio i sin. Visio che ha il cavallo di 
continuamente alzare ed abbassare la testa 
all'innanii e air indietro» Beccheggiare, tu. 
Alzare ed abbassare la testa che fa il cavallo, 
a similitudine della barca* che, bai-colando da 
poppa a prua, si muove, come dando di becco 
neu aqua. Testa incassata. Dicesi la testa 
del cavallo quando esso la porta di maniera 
che la punta del naso e la fronte si trovino 
sulla stessa perpendicolare. Colio scarico, 
Collo sottile. Spada romana, Spezie di con- 
trapélo, il quale consiste in una continuazione 
di peli alzati e rovesciati, che rappresenta una 
lama di spada, la quale essendo situata sopra 
r incollatura vicino alla criniera, accompagna 
tutti i crini del cavallo; molti vi veggono un 
indizio della bontà del cavallo. Lancia, dai 
cavallerizzi dicesi Colpo di lancia^ una specie 
d* incavamento con certa apparenza di cica- 
trice, che scorgesi neirincoUatura dèi cavallo, 
il che prendesi per indisio di buona qualità, 
Begù , agg. dicesi di Cavallo che conserva 
nella parte superiore de* denti la concavità, 
ed il segno nero, benché in età avanzata. 
CoRTALl>o,8m. Cavallo a cui si è mozzata o 
scortata la coda e le orecchie. Prigione, sm. 
Cavallo con certe barbette ai piedi. Sdriscla- 
rb, Sdriscire, vn. Chiamare che si fa colla 
lìngua per avvertire dolcemente 11 cavallo. 
Cavai di calata. Fondo de* calzoni. V. 
Oarséi. Capò* (capale) Incavale**. In- 
castlé. 

Cavala. CAVALLA, sf. La (emina del cavallo, 
dlm. Cavallina, pegg. Cavallaccia. — Ca- 
vallo, sm. Ammasso di che che sia. ma 
particolarmente di grano , biade v ecc. massa 
di rena che si aduna sullo sbocco de' fiumi in 
mare. V. TjavalGn. 

Cavalàat. CAVALLANTE, sm. V. d' uso Chi 
ha cura speciale de* cavalli, e particolarmente 
di quelli che nella Lombardia servono per 
arare. Cavallaio, sm. Amante di cavalli. V. 
Cavalli*. 

Ca vaiare j a. CAVALLERIA , sf. Milizia a 
cavallo. Cavalcata, sf. Moltitudine di persone 
a cavallo, siasi in campagna o in citta, 
Ca vaiare*. CAVALLERIZZO, sm. Maestro 
di cavalcare. Soprintendente ai cavalli del 
principe, o simili* 

Cavalaréàa* CAVALLERIZZA, sf. Arte del 
maneggiare 11 cavallo, e II luogo per tale in- 
segnamento. 

Cavatori V. Cavalaréja. 
CavalcadÒr. CAVALCATORE, verb. m. 
CAVALCATRDCE, f. Chi o Che cavalca. Chi 
cavalca bene 

Cavalcadùr' CAVALCATOJO, MONTA- 
TÓIO , sm. Luogo rialto fatto per commodità 
di montare a cavallo. 

Cavalòadùra, CAVALCATURA, sf. Bestia 

da cavalcare. Bestia che si cavalca. 

Cavalcai CAVALCANTE, sm. Chi guida 

la prima coppia de* cavalli anteriori delle 

mute» stando a cavallo. Domestico che, a ca- 



vallo» segue il eavallo del padrone al passeg- 
gio, pan. pr. Che cavalca, 
Cavaloh*. CAVALCARE, vn. Andare a ca- 
vallo. Cavalcambnto, sm. L'atto del caval- 
care. Cavalcabile, agg» Che paò cavalcarsi. 
Che vi si può andare a cavallo , parlandosi 
di Via, Cavalchbbbccio, agg. Atto a potersi 
cavalcare. Ri cavalcare, .vn. Cavalcare di 
nuovo. 

Cavalchéda. CAVALCATA, sf. Moki lodine 
di persone a cavallo. L* atto del cavalcare. 
Cavale. STRA VALGARB, va. Passare di so- 
pra con un pie per volta, Accavalcare, va. 
Sormontare. Superare. 

Cavaleger. CAV ALLEOOlERE , ÒAVAL- 
LEGGIERO, sm. Soldato di cavalleria leg- 
giera* 

Cavalèn. CAVALLINO, sm. Piccolo cavallo. 
Poledro di cavallo, agg. Appartenente a ca- 
vallo. 

Gavalana» CAVALLINA, sf. Piccola cavalla. 
Poledra di cavalla. Sterco di cavallo. Scorrere, 
o Correre la cavallina, Fare ogni suo pia- 
cere senza Treno; e dicesi per lo pia di gio- 
ventù. Mosca cavallina* Specie di mosca mo- 
lestissima ai cavalli. 

Oavalér. CAVALLAftp, sm, Ouidator di ca- 
valli. Vetturale che dà, o guida cavalli a nolo. 
« Quindi mutando bestie e cavallari, A Ri- 
mini passò la sera ancora. » (Ariosto). V. 
Oavalir. 

Oavalét. CAVALLETTA, sf. CAVALLET- 
TO, sm. Piccolo cavallo. Qualunque strumento 
a quattro piedi per sostener pesi, fatto a si* 
mifìtudine dì cavallo. Congegnamela© di più 
travi per sostener tetti pendenti da due parti. 
Strumento di legno che sostiene il .quadro 
mentre il pittore lo dipinge. Specie di capra 
di legno sopra la quale i segatori di lunga 
sega piantano i loro legnami, la quale capra 
detta Pietica, o Pietiche , nel pt viene for- 
mata da due piane o travette che, due da un 
capo, due dalr altro del trave che si vuol se- 
gare, servono a tenerlo alto da terra. Canteo, 
sm. Piana o Travetta con cui si tengono strette 
o allargate le pietiche, particolarmente nel 
cavalletto de* pittori. Puntoni, sm. pi. Le due 
travi inclinate che formano i lati del caval- 
letto de* tetti : alcuni costruttori li chiamano 
Arcali. Asticchjola, Corda. Tirante. Quella 
trave orizontale che torma la base del caval- 
letto, e il sostegno de* puntoni. V. Bambòà, 
(monaco). Cavalét da lòt. Trespoli da letto. 
Cavalletto, tana, agrio. Sorta di siepe ietta 
con pruni fitti in terra a data distarne, piegati 
e legati gli uni cogli altri in modo da formare 
tanti piccoli archi. Reggisella, sm. Cavalletto 
di legno in cui il sellajo tiene acconciamente 
la sella che sta lavorando. V. Cavalòt (ao- 
pragitto). 

Ca vaiata. CAVALLETTA, sf. Insetto, simile 
ad un grillo, che bruca le foglie delle piante, 
figur. Inganno* Doppiezza* 
Cavalir CA VALUÉRE, CAVALLIERO,sm. 
Soldato a cavallo. Chi e decorato di alcun 
ordine cavalleresco. Eminenza di terreno nelle 



GAU 



-Ma — 



CAV 



fomiifl, per iacojwire da lontano, • offendere 
colia artiglierie, din». Cay allibrino, med. 
Cavalubrotito. «presi. Cavallibrazzo. agg. 
Di condizione cauatisaiiesea. Cavalliersbca , 
Cav allibra, sf. di Canottiere. Cavallurb, 
dicono alcooi popoli d* Italia per Baco da 
asta. CàwailUp* d'amor*, e CavaUiere di 
aicuna desmo. Amante. CàvaUieresertSTUe. 
Coliti che frequenta naa eignora per servirla 
del ano braccio dove, le occorra. CavaUiere 
d'industria. Chi campa a spese altro», scroc- 
cando fucilo eh* pia può»; e dicesi aaohe 
CavaUiere dei dotte. V. Bigat (fllògeNe). 

0* vale*. CAVALLONE, sm. Onda mmfla e 
grossa dei mare borraseoso. V. Qavàl, aecr. 

Gavetta*. CAVALLOTTO, sn. Cavallo ga- 
gliardo, ma piuttosto piccolo. Sopraomvto, 
sm. Sorta di lavoro che si fa coli* ago, o per 
congìungere fortemente due panni insieme, o 
perché il paino sali* estremità, non ispiooi. 
SopaaarrTAaB. vn. Pare il sonragkte. 

Cavalo*. CAVALLUCCIO, sm. Cavallo debole 
e 9on molta grande: e talvolta soltanto dim. 



e 



Cavarlo*. CAPREOLO , «m. Filetto, quasi 
sempre avvolto in ispirale , pel quale certe 

S" tate si att racca no ad altri corpi. Como, sm. 
dio detto piarne erbacee. Viticcio, sm. Il 
capreolo della vite. Avviticchiarsi, np. Lo 
attaccarsi delle piante che hanno viticci ai 
corpi vietai. SvrriccHiAaE, va. Distrigare dai 
viticci. C a paio, Capriolo, sm. Quadropede 
selvatico di cono velocissimo* dim. Capriq- 
uerro. — Capriolatto , sm. Capriolo gio- 
vane. ScBBBiOLO, sm. Pelle del capriolo. V. 



CavariAle. CAPRIOLA , sf. La fontina dal 
capriolo. Salto da capro, cioè Saito fatto spic- 
cando* daUa terra i piedi in una volta, e sol- 
levandosi quanta si può. Salto nel balip. Salto 
del cavallo da maneggio. Salto che si fa io 
saltando per la pia per traverso, col eapivot- 
tarsi con molta sveltezza, mettendo le mani 
dove si posano ordinariamente 2 piedi, e questi 
rimettendo air aria, per poi ritornare colla 
stessa agilità nella posinone naturale, dim. 
Capbiolbtta. — Capriola**, va. Far ca- 
priole* V. Bearmaàdl. 

Cavèrna t INFORCATURA, FOBCATURA, 

Oavàeaa / sf. La parte del tronco dell' ciberò 
ove cominciano i rami. Guida, sf. figurai. Ra- 
mo eh* si lascia agli alberi de* filari tagliati 
a capitozza „ e per lo più due , mossati alla 
distanza di circa cinquanta centimetri dal 
tronco » par lo più in direzione opposta , sui 
anali si assettano i tralci delle viti ohe hanno 
a formar catena o. filare con quelli di alito 
albero, e per esaere tirati al palo. 

CaudAgn» j CAP1TA0NA, sf. Lista di terra 

Caudal S in cape ad un campo, la quale 
si ara per traverso , o si lascia incolta. Are 
e candél. raetaf Esser decrepito* 

CaudèL CAPEZZOLO , sm. Punta ond* esce 
il latte dalia mammella. 

Caudéla. SSTOLA . sf. Pelo della aohiena 
del porco ohe i calzolaj uniscono in cima dello 



•page per agevolarne il passaggio pei fori 
della lesina. Capo di spago. Cono avanzo di 
spago con setola attaccata. V. Odrda» 

Cenata. ALARI, CAPIFUOCO, sm. pi. Ferri 
da sostenere le legna nei focolare. Osalb, 
sm. Ciglione o Argineflo che si fe talora nei 
terreni a pendio, per mettere ti suole più che 
aia possibile in piana positura , acciocché il 
oocso dell' aque delle grosse pioggia nèn porti 
via ausila quantità di terra che sarebbe senza 
i suddetti cignoni. CiOLKmAR», va. Far ci- 
glioni. 

Cave. CAVARB , va. Bstmrre prepnamente 
da luogo cavo; si cavano i marmi, le pietre, 
ecc. dalle cave: ma s' estende , nell* use , a 

Si8Ì tatti i significati ci toaraOavejnacehie, 
vedenti, Cavar il cappero, Cavar le veglie, 
ecc. Tirar mori. Scavar la terra* Levare o 
Trarre coca d* onde ella si trova, o da luogo 
in cui è riposta. Toglierà di dosso i vesti- 
menti , eco. eco. np. Sottrank. Cav avuto , 
sm. Il cavare. Cavatura, sf. L' atte» presente 
e 1* operazione dai cavare ceca di dentro a 
coca. Cavaticcio , sm. Terra ohe si estrae 
cavando. Cavatorb , verb» m. Cavatbicc, f. 
Chi o Che cava. Ricavar», va. Di nuovo ca- 
vare* Sviamts, va. Levare ciò che è fitto io 
cneoehesia, contrario di Figsre. Oavécsei*. 
V. Sbercia- np. 

Oavéeia. CAPÉCCHIO, sm. Materia grossa 
e liscosa che si trae dalla prima, pettinatura 
del lino. Jpegg. Capbccbiaccio. 

Cav4da. CAVATA, sf. L'atto del cavare. Suo- 
no tratto da une strumento. L'atto del cavare 
il ferro nella scherma. Cavata di song**, 
Salasso* Oaved* cV véa. Svinatura. V. 
Svine» 

OaveOaX. GNOCCO INCAVATO r Shpeezs di 
minestra che si fa premendo più» gnocchi ad 
arte con un dko» per cui ne risulta una pie- 
cola cavità : mangiasi commonementa oondita 
con caccio o burro. 

Oavól, CAVICCHIO, PiUQIA «m. Ugoetto 
aguzzo per diversi usi. Legnatti che oongiun- 
ffoao gli staggi delle scale portatili, forman- 
done i gradini, dim. Cavmuuolql — Piam- 

TATOJO, FOAATRRRA, Stt. Pinolo* 000 CUI gli 

ortolani bucano il terreno per ficcarvi. le piante. 

Qavéja* CAVICCHIA, CAYKHM, sf. Oronzo 
ohiodo di ferro. Uno degli orni* dalla gamba 
detto anche Tibia o Noce deh niodei dim. 
Cavigli*™^ — Chiavarda, st Grosso perno 
di ferro con vite, e un aneelio de capo, Grosso 
chiodo di ferro con occhio all' estremità per 
fermarlo con bietta, che dioesi Copiglia* dim» 
CmAVARDETTA. Cavéja buaséja. Maschio, 
sm. Orasse chiavarda di ferro che unisce kv 
nafte di. dietro con quella davanti di carro, 
carrozza e simili. 

CaveL CAPELLQ , sm. Ogni pelo del capo, 
umano, dim. Capbllbtto, Capblloho» pe$g> 
Capbllaccia — Capbllamboto, sm. Quanta 
e Quantità di capelli. Caprllato , agg» Che 
ha capelli. Capelluto „ agg, Che ha molti 
capelli. Capblloso, Capillare, agg. Simile 
a capello* Che ha la sottilità di un capello. 



CAV 



- 132- 



CAZ 



A capello, locai, avverò. Precisamente. Ne 
più uè meno. Tiress 1 oavél. Fare a ca- 
pelli, Fare a tirarsi Pud l'altro i capelli, 
Pigliarsi a capelli , Accapigliarsi. Adrisess 
i cavéll. Capobiociarb, vn. Rizzarsi i ca- 
pelli per paura. « Capricciare , e levare i 
capelli ritti, come addiviene per paura, cioè 
Caporicciare, e pero si dice: Io ebbi un Ca- 
poriccio, cioè un Arricciamento de* capelli 
del capo, che significa paura. » (Buti). In ca- 
pelli, A capo scoperto; ma dicesi particolar- 
mente delle donne , e significa che i capelli 

• sono artisticamente acconciati. V. &uo6n, In 
àuoOn. 

Cavén. V. Ouvén. Guécìa. 

Cavèrna. CAVERNA, sf. Cavità profonda, 
grande e sotterranea , o nel seno de* monti. 
Qualunque grande cavità, dim. Cavbrnbtta, 
Cavbrnblla, Cavkbnuzza. — Cavernoso, 
agg. Pieno di caverne. Cavernosità , gf. 
Qualità di ciò che è cavernoso. Sca vernare, 
va. Tirar fuori dalla caverna. 

Cavestar. CAPESTRO, sm. Fune per legare 
li animali, e per molli altri usi. dim. Cape- 

8TRBLLO, CAPESTRUZZO. — INCAPESTRARE, 

va. Mettere il capestro, o Legare con capestro, 
np. Avviluppare» nel capestro. Incapestra* 
tura, sf. Lo incapestrare. Scapestrare, va. 
Levare il capestro, np. Levarsi il capestro. 
Cavo, sm. Canapo grosso delle navi. Cavio 
ciuolo, sm. t. macellai Capestro con che si 
legano i bovi da macellare. 
Cavea. C A VEZZO, SCAMPOLO, sm. Pezzo 
di panno che rimane l'ultimo della pezza. 

dim. SCAMPOLBTTO, SCAlfPOLINO. 

Cavai*. CAVEZZA , sf. Fune o Cuojo col 
quale si tien legato per lo capo il cavallo o 
simile per lo più alla mangiatoja. flgurat 
Uomo tristo, dim. Cavbzzina, Cavezzuola. 
-— Cavezzata, Bf. Colpo di cavezza. Strappata 
di cavezza. « Lo cavalca il piccia come un 
Orlando, Gli dà una capezzata, e il ciuco 
sbietta. » (Saccenti). Cavezza di moro, dicesi 
di Col ore di cavallo grigio scuro. V. Inoavfté. 
Cavial. CAVIALE, sm. Uova di pesce salate, 
e specialmente quelle dello storione, che ven- 
gono in botti di Moscovia, d'Amburgo, e di 
Costantinopoli. 

Cavilera. CAPELLIERA, sf. L* insieme dèi 
capelli. La foltezza della capigliatura, dim. 
Capellieraccia. V. Capiglitùra. 
Cavilùta i BARBATELLA , sf. Magliuolo 
Cavlùda ) che si trapianta, allorché ha mes- 
so le radici. 
Oavléra. V. Cavllè'ra. 
Cavòssa. V. Cavàss. 
Oavrè'ra. SCABBIOSA, sf. Vedova selvatica. 
Pianta che cresce nelle stoppie, dopo mietuto 
il grano. 

Cavrét. CAPRETTO, sm. Figlio della capra, 
dim. Caprettino. 
Oavréta. V. Legali. Plaàoara. 
Cavròn. V. Onevra (capro). 
Oavròna. NOCCHIO , sm. Gonfiamento par- 
ziale e duro del fusto dell' albero, e propria- 
mente dove fanno capo tutti i rami. C aprona, ' 



apg. Dicesi di Lana ruvida e grossolana , a 
similitudine del pelo delle capre. Segalina , 
agg. fig. Dicesi di Donna di complessiooe a- 
dosta, non atta a ingrassare, secca. 

Cavai. V. Cagione. 

Cavaóla. V. Spartida. 

OavatréL PEDALE, sm. Striscia di cuojo 
in forma di grande annoilo con cui i calsolaj, 
intromettendovi il ginocchio ed il piede, ten- 
gono fermo il loro lavoro. V. Casso t (cas- 
settone). 

Oavtela. CAUTELA, sf. L* abitudine di esser 
cauto. Presso i legali vaie Sicurtà, Cauzione. 
Sicurezza» Di fesa. A cautèla, locuz. aw. Per si- 
curezza. Cautelare, va. Dare sicurtà, Assi- 
curare, np. Mettersi al sicuro. Assicurarsi. V. 
Precauàiòn. 

Cavtè'rl. CAUTERIO, CAUTERO, sm. Aper- 
tura fatta nella carne* per espurgo di umori 
superflui. Medicamento che brucia, o rode le 
parti vive sulle quali si applica. Cauteriz- 
zazione, sf. Applicazione ed Azione di un 
cauterio. Cauterizzare, va. Fare cauterio. 

Ca valer. V. Ghevol (cavolaja). 

Oavàalén. Caviale*. V. Vintarsèl. 

Cavàel. CAPEZZALE , sm. Guanciale lungo 
quanto è largo il letto; sta a capo di questo, 
e su di esso si mettono i guanciali. V. Ooa- 
ao"n. 

CavsSna. CAVEZZ1NA, sf. dim. di Cavezza. 
Striscia di cuojo con che si legano i bovi 
nelle corna per tenerli a mano e guidarli, 

S articolarmente nel Tarare. Baderna, sf. Cor- 
a piatta fatta a treccia che serve allo stesso 
uso della cavezzina. 

CaviiCn. CAUZIONE, sf. Atto che ha per fine 
di guarentire un credito, o il possesso di una 
cosa: e L'oggetto dato a sicurtà; e L* uomo 
che la presta. Cauzionare, va. Prestar cau- 
zione per altri. Assicurare con cauzione. 
CavàOn. CAVEZZONE, sm. Arnese che si 
mette alla testa de' cavalli per maneggiarli e 
domarli. 

Casa. CACCIA, sf. U cacciare, Lo inseguire; 
e dicesi particolarmente dell' inseguire le fiere, 
e del tendere insidie alle fiere, od affli uccelli 
per farne preda, lat. Venatio. Parlandosi di 
uccelli, bì dice più propriamente Uccellagione, 
Lo uccellare, lat. Aucupium. (Gherardini). 
— Andare a caccia, Andar cacciando, Cac- 
ciare. Dare la caccia ad uno, Corrergli die- 
tro, e propriamente bì dice quando i birri cor- 
rono dietro a uno per pigliarlo; e Caccia, Il 
Luogo della caccia, e L insieme de'cacciatori , 
e de cani riuniti a questo fine. Termine del 
giuoco del pallone o della palla, e significa II 
luogo dove il pallone o la palla si ferma, dim. 
Cacciuola. Caia del fólgh. Cacciarblla, 
sf. Sorta di caccia nei laghi alle folaghe. Cac- 
ciare, va. Dare la caccia. Cacciagione, sf. Il 
prodotto della caccia. 

Caaador. CACCIATORE, sm. CACCIATRI- 

CE, sf. Colui o Colei che va a caccia, terni. 

milit. Soldato armato alla leggiera. 

Oaftaddra. CACCIATORA. V. Saoóna. — 

Alla cacciatora, locuz. avv. Conforme alla 



CEN 



-193- 



CEV 



maniera de'cacciatori. Come usano i caccia- 
tori. « Porta un Testilo, eh' è tutto lindura, 
Fatto alia cacciatora , assai ben grosso. » 
(Fagiuoli). In term. milit. vale Secondo gli 
uà e le discipline de 1 soldati di milizia leg- 
giera, chiamati più particolarmente Caccia- 
tori. (Grassi). 

Caàaglód. CACCIATOJA, sf. Strumento di 
ferro a guisa di scarpello per cacciar ben ad- 
dentro i chiodi nel legno. 

Caaaznósch. V. Spéntamósoh. 

Casane*. F1UTAFATTI, sm. Chi spia i fatti 
altrui. V. Fecanes. 

Cataro!. PALLAJO, sm. Chi assiste ai gioca- 
tori nel giuoco del pallone o della palla. 

Caàaróla. CASSEROLA, sf. Arnese concavo 
di rame o simile, ad uso di cucina. Bastar- 
della, sf. Specie di casseroia con coperchio 
che agguanta. 

Caàasón. CACCIAGIONE, sf. Preda de* cac- 
ciatori. 

CaiavìcL CACCIAVITE, sm. Strumento da 
stringere, o cacciar le viti. 

Caie. CACCIARE, va. Mandar via. Spingere. 
Ficcar con violenza. Dar la caccia. Discacciare, 
vn. Andare a caccia, np. Mettersi , Spingersi, 
Introdursi senza essere invitato. Cacciai! bnto, 
sm. Cacciata, sf. U mandar via. 11 cacciare. 

Calia. V. Càia. 

Caaiàn. V. Oasanés. 

Cacimperi. CACIMPERIO, sm. Formaggio 
sbattuto con burro e uova, e un poco di brodo, 
il tutto insieme agitato finché si assodi un 
poco. (Fanfani). Cacio imperio, (Pananti). 
Cacio in pepe, Uova e cacio fresco cotti in- 
sieme in tegame, fig. Baccellone, Bietolone. V. 
Pinàimògni. 

Cairn aren. V. Melanzana. 

Casóla. CAZZUOLA, sm. Mestola de 1 mura- 
tori. Strumento per lavorare la terra delle 
ajuole, o ne* vasi de 1 fiori, diin. Cazzuolbtta. 

Caàòt. CAZZOTTO, COSOTTO, sm. Pugno 
forte dato sottomano. V. Morèl (rocchio). 

OasotéV CAZZOTTARE, va. Dar cazzotti. 

Casula. V. Oaióla. 

Cedola. V. 2edla. 

Cóla, V. éela. 

Celebra. V. èelebré. 

Celèst. V. feelést. 

•Cèlla. V. ièlla. 

Cèlib. Celibe*. V. fcèlib, ecc. 

Céna. CENSO, sm. Tributo sui beni stabili. 
Patrimonio. Rendita publica. Credito o Ren- 
dita assicurata sui beni di alcuno. Misura dei 
terreni per riparto delle imposte. Censire, 
Censuarb, va. Mettere a censo, e dicesi di 
terreni e di case. Censimento, sm. Cbnsua- 
zionb, sf. Allibramento dei. beni stabili al ca- 
tasto, e loro valutazione. Numerazione degli 
abitanti di una città, di uno Stato. 

Censura. CENSURA, sf. Riprensione o si- 
mile. Sorta di pena imposta dai canoni, o dal 
papa a coloro che non obbediscono alle leggi 
della chiesa; ed anche per motivi politici. Cri- 
tica. Riprensione degli altrui scritti. Censu- 
rabile, agg. Degno di censura. 



Censure. CENSURARE, va. Biasimare, ci- 
tando alcun fatto speciale. Giudicare delle ope- 
re altrui, notandone i difetti. Criticare. 
Contar. V. tentar. 

Oentémeter. Centesimi. V. ìentéxne- 
ter, ecc. 

Oépa. SEPPIA, sf. Mollusco di mare che ha 
la forma di un piccol sacco, con dieci braccia 
coperte di spiragli, due delle quali sono molto 
.lunghe, né hanno spiragli, che all'estremità, 
dim. Sbppiouna. — Sbercia, sf. Chi è mal 
esperto nel giuoco , e in altra cosa che im- 
prenda a fare. 

Oer. CHIARO, sm. Chiarezza. Luce. agg. Lu- 
cente, opposto ad Oscuro. Illuminato da molta 
luce, ecc. Aggiunto di Liquido, vale perfetta- 
mente trasparente, qualunque ne sia il colore, 
figur. Celebre. Manifesto, Intelligibile. Sereno. 
Netto. Parlar chiaro, Farsi bene e facilmente 
intendere. Mettere o Porre in chiaro una 
cosaf Far conoscere com'ella sta veramente. 
Céra. CHIARA, sf. 11 bianco dell'uovo. Se 
l'uovo è cotto si dirà meglio il bianco; se è 
crudo, meglio la chiara. Chiara si adopera 
anche nel plurale; bianco non mai; e chiara 
nel plurale diventa maschile. (Tommaseo). 
Cerga. CHERICA, sf. Rasura rotonda che 
hanno i onerici sul cocuzzolo. Chbricuto, agg. 
Che ha cherica. 

Cérgh. CHERICO, sm. Iniziato agli ordini mi- 
nori sacerdotali, dim. Chericbino, Cheri- 
chbtto, Chbricotto. awil. Chbrici'zzo. accr. 
Chbriconb. jpegg. Chbricastro. — Cherica- 
lb, agg. Di, Da cherico. Chericato, sm. Stato 
del cherico. Ordine onericele, agg. Che ha che- 
rica. Chbricalmbntb, aw. In maniera che- 
ricale. Dà da bèVer a e prlt, ohe e oérgb 
e sfèla. Dà bere al prete che il cherico 
allampa: dicesi di Due persone che deside- 
rino ardentemente una cosa, 1* uno più dell'al- 
tro. V. Sflé. 

Cerghéni UOVO AFFRITELLATO. Af- 
Oergbét j pritbllare, va. Cuocere le uova 
intere in padella a foggia di fritelle. 
Oérimògna, Cerimonie!. V. Èerimò- 
gna, ecc. 

Cerosoùr. CHIAROSCURO, sm. Imitazione 
dell'effetto prodotto dalla luce che illumina la 
superficie ai un corpo, e lascia nell'ombra la 
parte non rischiarata. Chiaroscurare, va. 
Dipingere a chiaroscuro. 
Certosa. Certincbé. V. &ertesa, ecc. 
Cerùsigb. V. fcirùslcb. 
Cesse V. Àessé. 

Oév i CHIAVE, sf. Strumento di ferro per 
CéVa | aprire e chiudere serrami. Arnese per 
accordare gli strumenti musicali da corda. 
Quelle molle» o leve corte negli strumenti da 
fiato, con cui si aprono e chiudono i fori dei 
medésimi. Figura musicale che denota la di- 
versità de" toni e delle voci. Strumento da ca- 
vare i denti. Strumento da aprire, serrare, e 
stringere le viti. Mezzo di rare o acquistar 
checchesia. Quella spranga di ferro che uni- 
sce due muraglie, e le tiene -salde mediante 
un lungo paletto. V. Pulà6n (paletto). Ul- 



CHB 



- «4- 



OHB 



lima pietra q mattone* nel meno di un arco, 
o di una volta, più acuta nella parto inferiore, 
che nella superiore, a fine di chiudere cosi, e 
tener ferme tutte le altre piatta, o mattoni. 
Qoptrociftra, onda ai apiega ed intende la ei- 
fera. dim. Chiavetta, Chja vicina, ace» Qbja- 
vohb. pegg» Chiavacci*, -t Mulinala, a£ 
Quella parlo della chiave ohe è. più. pressa Del- 
l'estremità degl'ingegni, e che viene a forcare 
come un T nella loro testata. Chiave doppia, 
Quella che ha gl'ingegni verno riaeonnR parte 
delle due estremità del Fusto, per due toppe 
diverse. Chiave maschia, Quel» il cui fusto 
è pieno. Chiave fenùna, Quella il cui fusto ò 
vuoto. Bòa óVoev* Massa di chiavi, Baran- 
do! del oé>. MATBaoeaoLQ, am. rassetto di 
legno che legasi colla chiavi per non perderle. 
Cartellino, am. Passetto m piastra di me- 
tallo, o piccolo e sotti! desco ai legno legato 
cou ispàgo o catenella ail 1 aanello di una 
chiave, a sul quale è l' indicazione delaluogo 
dove essa apre. Chiave, Grabpa, af. Spranga 
di ferro ripiegata dai due capi, che serve per 
collegar pietre o muraglie. iWbapparr, va. 
Collegare con. grappe. V. òror (ingegni). 
Ciavér. 

Oheoavra t CHICCHERA, a£ Vasetto da csJo 

Oheore ì o cioccolata, dim. Chicchbbbtta. 
accr. Chiochbronb. 

Ghéfar. V. Chifel. 

Cfregadébi. OAOADUBL, sm. e agg. Dubioao 
in tutto e par tutto. 

Ohaganìd \ SCRIA, am. f. L! uccellino ohe 

Oheganidél i ultimo, usci dal guado, e ohe 
è piò debole. L'ultimo a volarsene d'una su- 
data d'uccelli (Sfergent. Vocabolario). Scon- 
cacanido, sarebbe il corrispondente al voca- 
bolo romagnola 

Ohegasàngv. CACASANGUE, sm. Diasen- 
teria con sangue. 

Chegapenslr. CACAPENSIERI, am. Uomo 
spensierato che non vuol brighe, ne' fastidiosi 
pensieri. (Zanetti). Uomo apanaievato. (Ohe? 
rardini). «D'uno spenaierato (non aidice forse) 
cacapensieri f * (Varchi). V. QhegadóbL 

Ohegaaen. SPUTASENNO, sm. e agg. Chi 
affetta sa viene. Cacasbntbnzb, Sputasbn- 
tbnzb, Chi proferisce detti sentenziosi con gra- 
vita e ftffihf t> Tionfì 

Ohegaapóài. CACAZIBETTO, CACAMU- 
SCHIO, sm. Profumatusao, Aaaettatumo. 

Oheg^uiira. CACASODO, am. e apg. Diceai 
per ischerno di Chi si rende ridicolo e incre- 
scevole ad altrui, affettando gravità, e facendo 
del critico, del sofistico. 

Cheioa è CALCA, sf. Moltitudine di popolo 

Ohéloa \ stretto insieme, sicché l' un uomo 
calca l' aliro. Impeto che fa la gente allorché 
è ristretta. A calca, locua. avv. Affollata- 
mente. « Tutti, armala e disarmati, a calca ai 
tragittavano. » 

Cnelcateter. CALCALETTERE,GRAVAF(V 
GLI, am. Formella di marmo, o di metallo 
ohe si pone su carte perchè non ievolaxsino. 

Cbalool j CAIXX>LO,em.3a^lmo, Pietrosa. 

ObèlQUl \ Quella pietruzza ohe ai genera nelle 



renile nella vesoioa. melafbr. Computo o Conto 
osata Operanone nella quale si uen computo 
o ragione, non pur di numeri, ma esiand» di 
quantità e grandezza , quali che siano, dim. 
Calcolbtto. -n Calcolobo, agg. ohe genera 
calcoli, Ohe patisce calcoli, 

Ohéloul. C ALCOLE, sf. pi. Regoli sui quali 
il te ss itore tiene i piedi e, ora abbassando l'uno, 
ora aitando l' altro, apre e serra le Illa del- 
l' ordito. Calcolino , am. Ciascuno dei rego- 
letti a cui sono raccomandate le etafle o ìu- 
nieelle che corrispondono alle calcola. Caloo- 
librb, sm. Ciò che regge le calcola V. Lea 
(liccio). 

Cneld. CALDO, am. Calore aufficentemante 
sensibile. ag£> che ha calore. figurai. Focoso, 
Affettuoso, ehm. Calcetto, Calwctno, Cal- 
nicciuoLo, Calduccio, -n Galdoso, aggi Che 
sente molto il caldo. Obéld ploohw Stufato, 
agg. Caldo come chiuso in. una stufa. Leu* 
crogiolato, Letto scaldato. « Adagiandovi en- 
tro il covo d'un ben crogioiato letto con tutta 
la persona. » (Ruocellai). 

OJaelda. CALDA, af. L'operazione dì tenere 
il ferro nel raooo, onde prenda U calore neoea • 
aario par lavorarlo. Jaaaar in ohélda. Es- 
sere in amore» Dea» vaa ohélda, Darmi o 
Prenderà un caldo. Scaldami leggermente e 
in fretta. 

Cnélma. CALMA, sf. Bonaccia o Tranquil- 
lità d'aria o di mane, figurai. Tranquillità 
d'animo, ter. mar. Calma moria, Diceai quan- 
do.la oessaaioae del vento è perfetta. V. Oal- 
maréja, 

Chela. CALCIO, am. Percossa che ai dà col 
piede. Piede dell' archibugio e d'altri stru- 
menti. Fare a calci, si dice di Cose che sodo 
fra loro contrarie, e una ripugna all'altra. 
Dare un oalcio a una oosa, Lasciar ir Toc* 
caaione dà poterla avere, Tenerla a vile. Cal- 
ckkuarb, vn. Trarre calci, Calcitrai». 8cop~ 

pieitar ealci, Tirar coppia di calci. « Ma il 
cavallo faceva lanci come il lupo a digiuno. 
Scoppiettandot calci arrivò in paese un' ora 
prima e a un canto di via fu preso. » (Giu- 
liani). V. Oalseàft. 

Chela*. CALZA, af.^StriaciòIina di panno di 
un determinato colore. ohe le donne cuakrao» 
intorno a una gamba de', loro polli vaganti, 

Sìt contrasegnarli e distinguerli da altri. V.* 
aliata. 

Qhéna. V. Ohkia. 

Otadp. CAPO, am. lo stesso che Tetta, la quale 
è la parte che racchiude il cervello, per 
simU. Estremità qualunque, come Capo di 
matassa esimile. Cape ds famiglia, diparte 
eoo. Duce, Guida, terra, mese. Peso di ma- 
nifattura, Cosa poeta in vendila, Origina di 
una cosa. Punta di terra che sporge in mare, 
Promontorio. Capo scarico, Team vuota. Ve- 
nire a capo, Venire a fine, a termine* Riu- 
scire. Mettere capo, Sboccare, diceai di fiumi 
strade, eco. Andare o Mangiare col capo nel 
sacco, Vivere senza darai pensiero. Dare al 
capa o nel capo, diceai da liquori che eaar» 
citano la loro asione sul cervello. ed inebriano. 



CHE 



-135- 



cas 



A capo salvo, dioeti di un contratto di tut- 
elo quando si & col patto ohe chi riceve i 
capi ai bestiame ne mantenga il numero: (per 
un capo s'intende una bestia), dim. Capetto. 
Da ohép. Da capo, Di nuovo, Di bel nuovo. 
Da oiiép a pi. Capopié, Capofìbdb, avv. 
A rovescio, Soasopra. Capoverso^ un. Prin- 
cipio del verso, o di periodo cominciato da 
capo. 

Chepbànda. CAPOBANDA, sta. Capo di suo- 
natori di banda. Capo di una banda di mal- 
fattori. 
CliepTbandì. CAPOB ANDITO, siti.' Capo di 

banditi. 
Chepcàaa* -CAPOCACCIA, sm. Soprainten- 
dente alla caccia, nel pi* fli Capocacoia e Ca- 
pocaccia « Ed era maravigliosa la costama e 
perseveranza Uro...», confermata dalla virtù, 
e dalla diligenza dei capocaeei. » (Dati in 
Ofaarardini). 
Cfcepcòmioh. CAPOCOMICO, sm> Capo dei 

comici. 

Ghapoùffh* CAPOCUOCO, sm. Capo dei cuo- 
chi. 

Ghep <T ca. CAPO DI CASA, Direttore de- 
gl'interessi materiali della famiglia, e mode- 
ratore degli nsseniinli suoi passi e andamenti. 
V. Arsdór. 

Obap d'óvra. V* Cheplavor. 
Ghapfila. CAPOFILA, sm. Il capo di usa 
fila. Primo soldato della Ala nei battaglioni, 
e dei soldati schierati. 

Cheplavor, CAPOLAVORO» sm. Lavoro per- 
fetto. 

Chepleata. CAPOLISTA, sm. Colui il cui 
nome ò segnato il primo in una lista. 
Gheplùgh. CAPOLUOGO, sm» Luogo prin- 
cipale di una Provincia, di un Circondano, di 
un Distretto eoe 

Gbepmàatar i GAPOMASTRO, CAPOMAE- 
Ghepmaster \ STRO, sm. Colui ohe, a pat- 
tuito presso, prende a costruire (abriche, o al- 
tri muramenti, provedendo muratori, ed ogni 
altro lavoratore, e talora anche 1 materiali. 
Ghapmdrt CAPOMORTO* sm. U fondo delle 
distillazioni. 

Ohapnaga*. * CAPINERO, sm. CAPINERA, 
Ghapnar \ sf. UccaUetto di testa aera, e 
dolce canto. 

Ohep-pópuL CAPOPOPOLO, sm. Capa del 
popolo* 

Ohepacaéla* GAP03CALA, sm. Capo di 
scala. 

CbapsoAla, CAPOSCUOLA, sm. Maestro di 
pittura, scultura, scienze, eco. con molti imi- 
tatori* 

Chepaéld. CAPOSALDO, sm. Punto stabile 
di murato o d'altro fissato in un dato punto 
per riscontro della livellazione. 
Ghapaalmr. V. Chép (a capo salvo). 
Chepeóld. CAPOSOLDO, sm. nell'uso Multa 
che si jpaga sulle gravezze non pagate entro 
il termine legale. V. Soprasóld. 
Ofaepaquédra, CAPOSQUADRA, sm. Co* 
manda nto della squadra. 
OhapstoradtL CAPOSTORNO, sm. Malatia 



che viene accavalli, pecore, ecc. e che rende 
stupido e stordito l'animale che n'è preso. 

Oheptàst. CAPOTASTO, sm. LegueUo in cui 
posano le corde degli strumenti a corda sul 
manico. 

OJoàr. CARO. sm. Disorbitansa di prezzo dei 
viveri agg. Òhe vaie o ti stima gran prezzo, 
per metà?. Grato ^ Giocondo, Pregiato, dim. 
Carino, Carbtto. avv. A gran prezzo, Ca- 
ramente. Tener caro*, Avere in pregio, in 
istima* Aver caro o a caro, Gradire. 

Obera. Ava a ebara d' tè una còsa. Aver 
caro di far che che eia. Compiacersi molto 
di farlo. < Aveva di pia taro di far cosa orata 
air imperatore. » (Segni). Beeer caro ad al r 
euno ài fare, dire, ecc. per Desiderare egli, 
Piacergli di farlo, ecc. « ai è state gratissimo 
il conto che me rì ha reso (della sua sanità). 
E perchè Tè caro di sapere a rincontro della 
mia le dico, ecc. » (Caro). 

Ònaran. CARNE, sf. La parto polputa del- 
l' animale, pegg. Carnacoia. — Carnoccia , 
sf. Carne soda e fresca. Càrneo, Carnale, 
agg. Di carne. Carnaggio, sm. Ogni carne 
da mangiare. Carneooiare, vn. Mangiare 
molta carne ; ma non si usa chi?, proverbial- 
mente: Chi festeggia corneggia. Carname, 
sm. Quantità di carne, Massa di carne putre- 
fatta, o ohe è sul putrefarsi. Carnivbndolo 
ém. Obi vende carni mangiereoce. Carni- 
voro, agg. Che si alimenta di carne, Man- 
giatore di carni cruda Carne panata, Carne 
rivoltata nel pane gratuggiato. Camesalata, 
Cameeeooa, Carne conservata in sale. Mar- 
Iibgoia, sm. Piccolissimo vermicello che na- 
sce nella carne secca, e la rode. Cheran 
aaleda, freaca. Misalta, sf. Carne insalata 
di porco, che non sia ancora raeciutta e secca. 
Misaltarb, va. Far misalta. Ohèran azv 
carvéda. V. Aroarvoda. 

Chérd. CARDO, sm. Erba spinosa di più ma- 
niere. Quella specie di cardo che fa in cima 
una pannocchia spinosa colla quale si cava 
fuori il pelo ai panni. Carbone, sm. Il cardo 
degli orti. Gobbo, sm. La pianta dei cardone 
ricaricata e ricoperta di terra, a ciò le foglie 
imbianchiscano, e divengano dolci. Cardbto, 
sm. Luogo piantato di cardi o cantoni. V. 
Scardai. 

Cbarna. V. Cliaran. 

Ohérpan. CARPINE o CARPINO, sm. Albero 
d'alto fustoche mette ramoscelli fin dalle radici, 
e che perciò serve a far spalliere ne'giardini. 

Ohorta. CARTA, sf. Composizione per lo più 
di cenci lini macerati poi ridutti con diversi 
taecanismi in foglia più o meno sottile, per 
uso principalmente di scrivervi sopra, o di 
stamparvi sopra. Scrittura o Contratto. Le due 
facce di un medesimo foglio. Costituzione po- 
litica di uno Stato* Ciascuna delle cartine che 
servono per giocare, nel pi. Masso di carte, 
da giuoco. Libri manoscritti, dim. Cartina, 
Cartolina, Cartuccia, pegg. Cartaccia. — 
Cantino , Nelle cartiere dicesi della carta di 
messo fra |a perfetta e lo scarto. Cartaio, 
Cartaio, ani» Obi Rubrica la carta, Cartaja, 



CHE 



— 136- 



CHE 



sf. Colei che fabrica, o vende la carta. Cab- 
tolajo, sm. Chi vende carta e libri da acri- 
vere. Palinsesto, sm. Cartapecora, od al- 
tra carta su cui si può cancellare quello che 
si è scritto, e riscrivervi sopra altre cose. Carta 
geografica, Quella carta che rappresenta la su- 
perficie delia terra, di alcuna sua parta. Carta 
topografica , Quella che descrive la pianta 
di qualche luogo particolare, di piccola parte 
di paese, di città, di borgo, di podere. Car- 
tapesta, sf. Carta macerata e ridotta liquida, 
Su rassodata nelle forme. Carta velina, 
arta velata, Carta bianca e levigata che 
imita la pergamena. Carta sugante, sf. Car- 
ta succhia. Carta per rasciugare l'inchiostro 
delle scritture, e non ò atta a scrivervi. Car- 
tastraccia, sf. Carta grossolana e cattiva, che 
non è buona per iscrivervi, e che si stiracela e 
si schianta irregolarmente, anziché recidersi 
nel verso della ripiegatura. Cartapecora, 
Cartapboorina, si. Pelle di pecora conciata 
ad uso di scrivervi sopra. Gherta canta e 
vilàn dórum. Villan dorme, e carta can- 
ta, Dicesi proverbialmente per far intendere 
ad uno che si hanno in mano scritture tali 
da metterlo in sacco. Anche si dice sempli- 
cemente Carta canta, « Ecco qui, villan dor- 
me , e carta canta. » (Guadagnoli). Zughé 
al ohert. Carteggiare, vn. Giocare alle 
carte. Armisoolé el ohert. Scossare le 
carte, Scozzare, va. Mescolare, e dicesi solo 
delle carte da giuoco. Sfujé el ohert. Sfo- 
gliare le carte. Tirare o Cavare le carte dal 
mazzo. « 11 tagliatore (che cosi chiamasi chi 
tiene il giuoco) mescola un pajo di carte, le 
quali fa alzare ad uno de* giocatori ; prende 
1 ultima di sotto, e con essa taglia le carte 
pel mezzo; e di poi a due a due sfoglia le 
carte, e ne fa due monti separati. (Bracci). 
V. Cartulari j a. Cartera. 
Chéràar, V. Priaòn. 

Chèa. CASO, sm. Ogni fatto che sia accaduto, 
o sia per accadere. Accidente. impreveduto. 
Sorte. Proposta di un caso dì coscienza, di 
legge, ecc. Una delle diverse parti della de- 
cimazione de* nomi. dim. Casetto. pegg. 
Casaccio. — Esser al casissimo, Essere a 
proposito, appr opriatissimo. 
Chésa. GAZZÉTTA, sf. GAZZETTO, sm. Va- 
so che custodisce i vasi di majolica, ecc. nella 
fornace. V. Oà. 

Cheaoaxndrt. V. Casoàmdrt. 
ChéV. CAVO, sm. Corda grossa delle navi; e 
T estremità del canapo grosso delle àncore. 
Cavita, Escavazione, agg. Còncavo. Canape, 
sm. Filo di corda fatto di canapa. (Parlando 
della materia lavorata della canapa, cioè ri- 
dutta a filo, in corda, sempre ai disse e si dice 
il canape, n£ mai la canapa). (Gherardini). 
Ohev d* la gavétla. Bàndolo, sm. Il capo 
della matassa. 

Obera. CAVA , sf. Miniera di pietre , o di 
metalli : ma Cava, dicasi di marmo o di pie- 
tra: Miniera dicesi di metalli o minerali, 
dim. Cavbrblla, Cavbrozzola. per metaf. 
Si dice Esservi la cava di una casa, per 



Essercene grande abondanza. Cavajuolo, sm. 
Colui che fa il mestiere di cavar minerali 
dalle cave. Pbtribra, sf. Cava di pietre. Fer- 
riera , sf. Cava di ferro. Argentiera , sf. 
Miniera d'argento. Solfatara, Solfaja,sC 
Miniera di solfo. Alumiera , sf. Miniera 
d' alume. Oheva d* vén. Manomessa , sf. 
11 cominciare a vendere il vino vendereccio 
al minuto. « In Vinegia, quattro dì sono, era 
una buona manomessa. » (Varchi). 

Ghe-rabulét. CAVABOLETTE, sm. Stru- 
mento <Ji ferro fesso in una testata, per uso 
di cavar colette. 

Oh.evaoiud.ur. V. Chevagiudùr. 

Ohevadént. CAVADENTI, sm.' Chi fa pro- 
fessione di cavar denti, voce d* uso. Dentista. 

Ghevamào. CAVAMACCHIE , sm. Chi per 
mestiere cava le macchie ai panni. V. 8ma- 
ciadór. Smaciadòra. 

Ohevafàngh. CAVAFANGO , sm. Machina 
che nei porti di mare serve per levare dal 
fondo le deposizioni delle arene. 

Ohevagiudùr. CAVATURACCIOLI , CA- 
VATAPPI, sm. Arnese a guisa di succhiello 
per cavar i turaccioli alle bottiglie. 

Qhevapel. CAVAPELO , sm. Strumento di 
ferro per trar fuori il pelo da' basti , o da 
altro. 

Chevarusgòn. CAVATORSO, sm. Boccinolo 
metallico per trarre i torsi alle mele e simili. 

Chevaativél. CAVASTIVALI , sm. Arnese 
per cavare gli stivali. 

Chevastràa. CA VA STRACCI, sm. Strumento 

S)T trar lo stopacciolo dalle armi da fuoco. 
araoolo, sm. Il cavaslracci del cannone. 

Chevaturagón. V. OhevarusgSn. 

Chevavid. V. Oaàavid. 

Ghevol \ CAVOLO, sm. Ortaggio maogerec- 

Ohévul I ciò. dim. Ca volino, accr. Cavolo- 
nb. — Pianta o Piantina, La pianta intera 
con le sue barbe che si pone, si trapianta. 
Grumolo, U germoglio nel mezzo con tutte 
le foglie che lo circondano , buone a man- 
giarsi. Palla, Il cesto de' cavoli capucci, che 
hanno le foglie accartocciate e strette iu una 
palla; e si dice anche Palla quella del cavo- 
foflore. Polleisole, sono i Rimessiticci di qual- 
che specie di cavolo, dopo che è stato tagliato 
il grumolo. ( Lambruschini ). Cavolaia, sf. 
Cavolajo, sm. Luogo piantato di cavoli. Il 
luogo dove si trapiantano i cavoli. Chi vende 
cavoli. Cavolbtta, sf. Sorta di cavolo pic- 
colo che ha le foglie accartocciate e strette. 
Cavolorapa , sm. Varietà del cavolo com- 
mune, il cui gambo al di sopra della radice 
ingrossa come una rapa, ed è buono a man- 
giare. CAV0LB8C0, agg. Di, Da cavolo. Ohé- 
▼ol arpiantè. Brasca, sf. Cavolo di prima 
piantagione. V. Cóli. 

Ckevoltìòr. CAVOLOFIORE, sm. Varietà 
del cavolo oommune, i cui fiori formano una 
massa bianca e tenera che serve di cibo, e 
che dicesi Palla. 

OheVra. CAPRA, sf. Femina del capro. Ar- 
nese di varie force che serve a varj artigia- 
ni, come bottaj, falegnami, ecc. dim. Capret- 



CHI 



— 1S7- 



CIA 



tà, Caprettina. — Toriccia, 8m. terro. di 
Pastorizia, Capra di due anni. Capro, sm. Il 
maschio (Iella capra, Becco, dim. Capretto, 
Caprettino. a<xr. Caprone, pegg. Capro- 
laccio. — Capro emissario, Colui che, in- 
nocente, «conta la pena della cólpa altrui. 
Caprino, Caprigno, agg. Di, Da capra, o ca- 
pro. Caprino, sm. Lezzo di capra ; e Caccole 
di capra che servono a letaminare. Caprile, 
sm. Caprereccia, sf. Stalla di capre. Ca- 
praio, Capraro, sm. Capraja, sf. Guarda- 
capre, Guardiano o Custode delle capre. Ca- 
primulgo, Mugnicaprb, sm. Chi munge ca- 
pre. 

Chóvsa. CAUSA, sf. Lite che si agita in tri-, 
hunale. Cagione d'onde nasce T effetto. Prin- 
cipio, Origine, dim. Causbtta. — Causale, 
agg. Di causa. Causare, vn. Trattare una 
causa V. CagiGn. Cause. 

Chgné. V. Chimé. 

Chiari V. Ciarl. 

Chichirirì. CHICCHIRICHÌ; CUCCURUCÙ, 
sm. Voce che manda fuori il gallo cantando. 
Cuccurrirb, vn. Il cantare del gallo. Chic- 
chiriata, sf. Uno o più canti di seguito che 
fa il gallo. 

Chifel j CHIFEL , CIHFELO, sm. neol. Pa- 

Chifer i nino lungo circa un palmo, rattorto a 
spira su di sé, e ripiegato a foggia di mezza luna. 

Chiglie ABBISOGNARE, vn. Dover fare. 

Chignon. V. Cucài. 

Chigól. V. Cugól. 

Chilo. CHILO, sm. Fluido estratto dagli ali- 
menti, o meglio dal Chimo, per l'assorbimento 
intestinale, dopo che furono sottomessi all'a- 
zione degli organi digestivi. Chi no, sm. Succo 
in cui cominciano a convertirsi gli alimenti 
nello stomaco, prima di essere ridotti in chilo. 
Chilipicarb, vn. Fare il chilo, nel dia!, ro- 
magn. Fare il chilo, Fare un sonnellino dopo 
che si è mangiato. Chilo, Chilo, sm. Voce 
greca che significa Afille. 

Chilogràm. CHILOGRAMMO, sm. Peso cor- 
rispondente a mille grammi. Libra metrica. 
Chilo. 

Chilolitar. CHILOLITRO, sm. Misura di li- 
quidi e di aridi, della capacità di mille Jitri. 

Chilòmeter. CHILOMETRO, sm. Misura iti- 
neraria che vale Mille metri. 

Chili. V. Cheli. 

China. CHINA, sf. Corteccia febrifuga di un 
alloro del Perù, detta anche Chinachina. — 
China, sf. Chino, sm. Declive, Pendio. Luogo 
che va air ingiù. 

Chincàglia ( CHINCAGLIERIA , MI- 

Chincagliaréja I NUTERIA. sf. Tutti que- 

§li oggetti per lo più minuti, e che servono 
'ornamento di stanze. Mercanziuole di me- 
tallo. Botega ove si vendono chincaglierie, nel 
pi. Chincaglie, Chincaglierie. 

Chincagliér. CHINCAGLIERE, MINUTIE- 
RE, sm. Venditore di mercanziuole in legno, 
in ferro, porcellane, ecc. 

Chinchininéna. V. fcighàighi. 

Chlncòla. PORCA , sf. Spazio di terra nel 
campo tra solco e solco. Ajuola, Prace, Bra- 



ma. Imporcare, va. Fare delle porche V. 
Chine ul6n. 

Chincul5n. MAGOLATO, sm. Doppia porca, 
o Spazio di campo lavorato a più fette unite 
in modo da formare una larga ajuola. V. 
Loflra (fetta) 

Chine. CHINARE, va. Piegare abbasso, Pie- 
gare in giù. np. Piegar in basso tutta la per- 
sona. Chin amento, sm. Il chinare. China- 
tura, sf. Piegatura. 

Chinen. CHININO, sm. CHININA, sf. Estrat- 
to di china. 

Chisisseja. CHI CHE SIA , CHICHESIA , 
pron. Chiunque, Qualunque. 

Chissà. CHI SA 7 Questo termine significa : 
La tal cosa può essere, e non può essere; 
quasi dica : Chi è colui che sa di sicuro che 
la cosa sia o non sia così ? (Minucci). 

Chitàra. CHITARRA, sf. Strumento musicale 
a corde, dim. Chitarrina, Chitarrino, Chi- 
tarriolia. accr. Chitarrone. — Chitarreg- 
oi are, Schitarrare, vn. Sonar la chitarra. 
Chitarrista, sm. Suonatore di chitarra. 

Chivì* Chi va là, Grido delie sentinèlle. Fé 
e chivl, Far la chiamata. « Erano le con- 
trade piene di trabacche e di soldati i quali 
andavano e venivano di continuo per cambiar 
le poste, e ad ogni tratto facevano la chia- 
mata ai cittadini che trapassavano. » (Botta). 

Ci. D1ND0, sm. DINDI, pi. Parola con che i 
bambini chiamano i denari. 

Ciàcara. CHIACCHIERA, sf. Discorso senza 
proposito. Vano cicaleccio. Nuova improbabile 
e non certa. Voce sparsa sul conto di qual- 
cuno, priva più o meno di fondamento, dim. 
Chiacchierella. pegg. Chiacchieraccia. — 
Ciarla , sf. Vana loquacità. Voce sparsa a 
carico di qualcuno. Chiacchiere, nel pi. In- 
temperanza di parole conversando. Ciance, 
Parole vane. Cianciumb, sm. Quantità di cian- 
ce o parole vane. 

Ciacarador. CH1ACCHIERAT0RE, CIAR- 
LATORE, verb. m. CHIACCHIERATRICE, 
CIARLATRICE, f. Chi o Che chiacchiera. V. 
Ciaoardn. 

Ciacaramènt. CHIACCHIERAMENTO , 
CHIACCHIERÌO, sm. Il chiacchierare. Il com- 
plesso delle chiacchiere fotte in più luoghi da 
più persone, e a più riprese. Rumore di per- 
sone che stanno chiacchierando. 

Ciacaré. CHIACCHIERARE , CIARLARE , 
vn. Parlare assai e vanamente. Chiacchikrel- 
lare, vn. freq. di Chiacchierare. « Non fu- 
rono badati un quarto d' ora chiacchiereUan- 
do, che, ecc. » (Cesari). Cianciare, vn. Chiac- 
chierare per passatempo, e alla spensierata. 
Chiacchillarb, vn. Perdersi inchiacchiere. 
Lingueggiare, vn- Ciarlare assai. Riciarla- 
rb , vn. Ciarlar di nuovo. Giorneare , vn. 
Ciarlar lungamente, perdendo così il giorno. 
Berlingare, vn. Ciarlare, Cinguettare avendo 
ben pieno il ventre, ed essendo ben riscaldato 
dal vino. Berlingamento, sm. Il berlingare. 

Ciacaréda. CHIACCHIERATA, CI A£L AT A , 
sf. Discorso di niuna o poca importanza. Di- 
scorso tra due o più amici. Cianciata, sf. 

18 



• 



CIA 



- 138 - 



CIA 



« Perdonatemi questa lunga cianciata. » 
(Giordani). 

Ciacàrèla. CHIACCHIERINA, sf. Chiacchie- 
ramento insulso di donnetta o di fanciullo. 
Primo grado dell 1 ebrietà; e dicesi così perchè 
chi è un poco riscaldato dal vino, chiacchiera 
più dell'usato. (Faufani). 

Ciacarèn. CHIACCHIERINO , sm. CHIAC- 
CHIERINA, sf. Chi o Che molto cinguetta, 
e scipitamente; dicesi di ragazzi. 

Ciacarér. CHIACCHIERICCIO, sm. Il parlare 
noioso di più persone fra loro. 

CiacarSn. CHIACCHIERONE , sm. CHIAC- 
CHIERONA, sf. Chi chiacchiera assai. Cian- 
ci ai ore, Ciancione, sm. Chi ciancia volentieri. 
Ciarliero. 

Ciàch. CIACCHE , Voce che dinota il suono 
che si fa nello schiacciare, o battere qualche 
cosa. V. Scciàch. 

Ciacià. PICCHIOTTO, sm. Picchio muratore. 
Piccolo uccelletto il quale rampica intorno al 
tronco degli alberi , e saltando dall'uri all'altro, 
dà la caccia agi' insetti. 

Ciàcra. V. Ciacara. 

Oiamé. CHIAMARE, va. Nominare uno. In- 
vitare uno a venire. Chiedere o Domandare 
gridando, np. Dichiararsi. Chiamare uno in 
giudizio, Citarlo. Me am ciàxn elsa, Sto 
co' frati, si dice in Toscana quando non vuoisi 
palesare, a chi ci interroga, una cosa gelosa , 
o che e' è pericolo riferendola , che dicesi 
anche Sto co' frati e zappo V orto. Chiama- 
mento, sm. Il chiamare. Chi amatore, verb. m. 
Chiamatricb, f. Chi o Che chiama. Socchi a- 
mare, va. Chiamar sotto voce. Richiamare, 
va, Chiamar di nuovo. Soprachiamare, va. 
Chiamare di nuovo, o in aggiunta ai già chia- 
mati. 

Ciaméda. CHIAMATA, sf. Il chiamare. In- 
vito fatto con campana, tromba, tamburo, ec<v 
Segno per indicare il luogo dove si deve fare 
alcuna aggiunta o correzione, o annotazione 
in alcuna scrittura. Ciascuno di quei piccoli 
occhi che sono ai lati del morso, ad uso di 
appiccarvi^ le estremità delle redini. 

Cianfrusài. V. Bazègol. 

Ciàp. NASTRO, sm. Fettuccia, particolarmen- 
te di seta, e alquanto larga: se è stretta, dicesi 
nel dialetto romagnolo Fettuccia di seta. 
dim. Nastrino, Nastretto. — Nastri era, 
sf. Luogo dove si serbano i nastri. Ornamento 
o Intrecciamento di nastri. Nastrajo, sm. 
Tessitore dì nastri. V. Nàstar. Ciàpra. 

Ciàp. CATENA DELL'ARATRO. Grosso an- 
nello di ferro in cui si fa entrare il timone 
dell'aratro, che, tenuto ora avanti ora indietro 
per mezzo della temperatrice (V. Martlèna 
de pardghlr), serve per ottenere maggiore 
o minore profondità di aratura. 

Oikpa. CHIAPPA, sf. Natica. V. Ciapèla. 

Ciàpa-ciàpa. RUFFA, sf. Furia o Calca di 
molti nel pigliare una cosa. V. Gafàgna. 
Graia gna. 

Ciapadés. PIGLIABILE , agg. Che può pi- 
gliarsi. Piglievole, agg. Facile a* pigliarsi. 
figliereccio, «e Via via, Alunazio, e di a Pom- 



peo che Catone non è pigliereccio, per mez- 
zo di donne. » (Adriani). 

Ciàpara, Ciaparèla, Ciaparóla. V. Cià- 
pra. 

Oiaparòt. CAPPI ETTO. V. Ciàpra. 

Ciapé. CHIAPPARE , ACCHIAPPARE;, va. 
Afferrare, Colpire, Sorprendere, Pigliare im- 
provisamente e con inganno. Pigliare, va. 
Prendere, Accettare, Ricevere. Pigliamento, 
sm. Il pigliare. Prendere, va. Pigliar con 
mano. Ridurre in suo potere. Cogliere. Met- 
tere radici. Radicare di cesi di piante. Pren- 
dimene, sm. Il prendere. Prbndibile, agg. 
Che può prendersi. Prenditore, verb. ni. 
Prenditrice, f. Chi o Che prende. Racchi ap- 
pare, va. Acchiappar di nuovo. 

Oiapeda. V. Prèsa. 

Ciapèla. COCCIO, sm. Pezzetto di coppo rotto. 

Ciapét. V. Ciaparòt, Al amor, Gangarén. 

CiapSn. CAMPANELLA, sf. Ciascuno degli 
annoili di ferro che, inchiodali negli staggi 
esterni de' ridoli del carro da contadino, serve 
astenervi obligate le sbarre. V. Forcai. 

Ciàpra. CAPPIO, sm. Annodamento che, ti- 
rato 1' un de* capi, si scioglie, dim. Cappiet- 
To t Cappiolino. — Accappiare, va. Legare 
o Stringer con cappio. Accappiatura , sf. 
Legatura fatta con cappio. « Calzato (era A- 
poflo) di raso chermisi, con ingegnosa accap- 
piatura antica di nocchi d'oro in due teste 
di leone. » (Giambullari). Fune accomodata e 
fattovi un cappio con nodo che scorra : il qual 
nodo si dice Cappio scorsojo. Scappi are, va. 
Sciorre il cappio, np. Uscir del cappio. V. 
Fiòch. 

dare i CHIARATA , sf. Chiara d % uovo 

Ciaréda j sbattuta da applicarsi a ferite o 
percosse. 

Ciarèl. CHIARELLO, sm. Vino aquato. Vi- 
nello, Vinetto, agg. Alquanto chiaro. 

Ciarèla. CHIARELLA, sf. RADORE.sm. Di- 
fetto de' panni (anche non logori) che non sono 
tessuti o colpeggiati unitamente. Chiarelle, 
sf. pi. Chiaretti , sm. pi. Bachi da seta af- 
fetti da particolar malatia, per cui si fan tra- 
sparenti. V. Lisadùra. 

Ciarénza. Esser in ciarènza. Esser altic- 
cio, o alterato dal vino, cioè alterato alquanto 
dal vino. Chiarenza, città dell' Acaja famosa 
pel buon vino: e di qui Esser in ciarén- 
za. « Vidi Chiarenza e vidi Malvagia Fa- 
mose e nominate più al mondo Per lo buon 
vin, che per cosa che sia. » (Dittamondo). 

Ciaréza. CHIAREZZA, sf. Lucidezza, Lim- 
pidezza. Facile intelligenza di scritture. Ordine 
giudizioso delle idee, e senso di parole appro- 
priate ad un concetto. Chiaramente, Chia- 
ritamente , avv. Con chiarezza. Manifesta- 
mente, superi. Chiarissimamente. 

Ciari. CHIARIRE, va. Far chiaro o manifesto. 
Cavar di dubio. Decifrare. Illustrare, np. U- 
scire di dubio, Certificarsi. Chiarimento, sm. 
Il chiarire. 

Ciarinche. CHIARIFICARE, va. Far diventar 
chiaro, Separare da un liquido tutte le sostanze 
insolubili che vi ai trovano sospese, e che ne 



CIA 



— 139 - 



CIO 



alterano la trasparenza. Chiarificazione, sf. 
II chiarificare. Chiarificante, agg. Che chia- 
rifica. Chiarificatore, verb. m. Chiarifica- 
trice, f. Chi o Che chiarifica. 

Ciàss. CHIASSO, sm. Rumore, Fracasso. Fé 
de ciàss. Fare il chiasso, dicesi de" Ragazzi 
che fanno ricreazione, e per lo più schiamaz- 
zano. Schiassare. (Fan (ani). Fé ciàss. Far 
chiasso, dicesi di Opera scenica, o di qualun- 
que invenzione che incontri il genio univer- 
sale. 

Ciasséda l CHIASSATA, sf. Chiasso fatto da 

Classerà j molti. Grande rumore. V. 8cciar- 
lanzéra. 

CiaasCn. CHIASSONE, sm. CHIASSONA, sf. 
Chi fa gran chiasso. 

Ciàt i CHIETINO, sm. e agg. Falso de- 

Cìaten J voto. Ipocriti do. 

Ciatìsum. CHIETINERÌA, sf. Ipocrisia, Bac- 
chettoneria. 

Ciavadùra. SERRATURA, TOPPA, sf. Ser- 
rarne che si apre con chiavi. Chiavatura , 
sf. Serramento. Il serrare. Ago della toppa, 
Asticciuola di ferro la quale, partendo dal! in- 
terno della toppa, viene isolata, ed affacciasi 
al buco della serratura, ed è ricevuta dentro 
dalla canna, della chiave femina. V ago fer- 
mo, è sempre tondo, cioè cilindrico; V ago 
mobile intorno al suo asse è sempre angoloso, 
ossia a spigoli, e gira su di sé insieme colla 
chiave femina, nella cui canua è un vano di 
simil figura. Scudetto della serratura, Quel- 
la piastra di metallo traforata secondo la fi- 
gura della chiave, che si conficca sull'imposta 
per ornamento. V. Piastra (piastrucola). 

Ciavé. CHIAVARE. INCHIAVARE, va. Ser- 
rare a chiave, o colla chiave. 

Ciavér. CHI AVAJO, CHIA VARO, sm. Quegli 
che ha in custodia le chiavi. Chiavajuolo, 
sm. Chi fa le chiavi. 

Ciavéta. CHIAVETTA, sf. Piccola chiave da 
turare e sturare orifizj. Ciascuna di quelle 
molle che si adattano ai buchi di certi stru- 
menti da fiato, e che si chiudono e aprono 
calcandole con le dita per cavarne diversi 
suoni, dim. Chiavbttina. — Licciajuola, 
sf. Strumento di ferro per torcere i denti alla 
sega. V. Mojéta. 

Ciavga. CHIAVICA, sf. Condotto sotterraneo 
per dare scolo ad aque immonde, dim. Chia- 
vichetta. Chiavichina, Chiavicuzza. pegg. 
Chiavicaccia. — Fogna, sf. Chiavica. Fondo 
delle fosse, per piantar viti, od altre piante, 
ripiene di sassi, o per sanare le terre dalle 
aque stagnanti. Foro, o il Coccio de* vasi da 
piante per lo scolo del soverchio umido, dim. 
Foonolo. accr. Foononb.— Fognare, va. Far 
fogne o smaltito) di aque, e per lo più s' in- 
tende nelle cultivazioni. Fognambnto, sm. 
Fognatura, sf. Il fognare. Foonajo, Fogna- 
iolo, sm. Chi costruisce, o ha cura delle 
fogne. 

Ciavghét. V. Canalén. Sfursén. 

CiavgSn. CHIAVICONE, sm. Chiavica gran- 
de. 

Ciavir. V. Ciavér. 



Ciavóà. V. Scoiavo*. 

Ciavsòla. V. Mojéta, Cadnòla de pòi. 

Cib. V. ilb. 

Cichét. V. Pruvén. Ouslén. Baraoòohel. 

Cicória. V. Cicória. 

Cichiciòchi. CHIOCCHE, sf. pi. Battiture, 
Percosse. Chioccare, va. Battere, Bussar per 
bene 

Cichinén i MISCHINO, MICININO, MICI- 

Cicl j NO , MICOLINO , sm. dim. di 

Mica, presa nel suo primitivo significato di 
Briciola, Briciolo, onde vengono propria- 
mente a signicare Bricioletta , Briciolino, 
Minuxzoljno, ma si usano co*l valor gene- 
rico di Piccola o Piccolissima cosa , Poca 
o Pochissima cosa , e avverbialmente Un 
pochino, Un pochettino, Un pocolino, Pun- 
to punto. (Gherardini). 

Ciculéta. V. fciculéta. 

Cifulòt. CIUFFOLOTTO, MONACHINO, sm. 
Uccello che ha la testa, le ali. e la coda di 
color nero, le penne copri tri ci delle remiganti 
posteriori, e della coda, bianche. Il maschio 
è rosso di sotto, la femina è rossiccia grigia. 

Cilòch. V. Sblóc. 

Cimént. Cimento. V. fcimént, ecc. 

Cimosa. V. Vivàgn. 

Cincèr. V. Tindulèr. 

Old. EHI, OHE, OLÀ, interj. Di chiamata, o 
di chi chiama. Tale vocabolo deriva da Cds 
Coso, usato per indicare o chiamare persona, 
ove non se ne sovvenga il vero nome: e non 
ha molto che in Romagna usavasi commu- 
nemente Cds, in vece di Ciò messo in voga 
da' Faentini per un certo lor vezzo di pronun- 
cia affettata; e probabilmente, pel detto vezzo, 
si disse in prima Ciós, e in seguito Ciò, che, 
non tardò molto, ad essere adottato da altri 
paesi. 

Ciobd. CIONNO,agg. Sciocco. Uomo dappoco. 

Ciòca. Fé la oiòca. APPOSTARE, va. Stare 
come a posta, cautamente osservando, o per 
insidie, od anche semplicemente per bisognò 
di parlare ad alcuno. Ciocca, sf. Mucchietto 
di capelli, o di peli. Strapparsi i capelli a 
ciocca a ciocca , cioè quanti ne pigliano le 
mani a brancate. Gruppo di frutte, fiori, foglie 
attaccate alla cima de* ramicelli. Cioccuto, 
agg. Che ha fiori a ciocche. V. Ciòcia. Giò- 
ia. 8cciòoa. Turoióla. 

Ciòch. CHIOCCO, sm. Lo scoppio della frusta 
fortemente agitata. Scoppio, sm. Il rumore 
dello scoppiare. V. Codéta d* la frósta. 

Cloche. CHIOCCARE, vn. Fare strepito colla 
frusta , scotendola fortemente. Schioccare , 
v. tose. Scoppiare, vn. Il far il rumor delle 
armi da fuoco quando si scaricano o esplo- 
dendo. V. Cinché. 

Ciòcia. COCCA, sf. Bottoncino che è air uno 
e air altro capo del fuso , che ritiene il filo. 
Quel poco di annodamento che si fa al filo, 
perchè non iscatti, quando si gira il fuso, e 
si torce. Accoccare, incoccare, va. Attaccare 
alla cocca, ossia Far la cocca del filo in sul 
bottoncino che è alla punta del fuso. Scoccare, 
vn. e np. Disfare, o II disfarsi della cocca. 



CIS 



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CIU 



Soonfio, firn. Gonfiezza prodotta dall' aria in 
alcuni corpi, come nella crosta del pane. dim. 
Sgonfibtto. 

Ciód. V. OiódL 

Cidda. V. Slv. 

Cióma. CHIOMA , sm. Insieme de* capelli 
dell* uomo , quando son lunghi. GIuba , sf. 
Chioma del leone. Criniera , sf. I crini del 
collo del cavallo. 

Ciònch. CIONCO, agg. Mezzo ubriaco. Cion- 
care, vn. Bere sconciamente. Cioncatore, 
verb. m. Cioncatrice, f. Chi o Che cionca. 
V. Mònch. 

Oiòpa. COPPIA, sf. Dicesi di Due cose della 
medesima specie, messe o considerate insieme. 
Anche si dice di Due persone, o di Due bestie 
insieme. Ma parlandosi di cose le quali vanno 

* insieme necessariamente come v. g. le scarpe, 
le calzette , i guanti , ecc. si dice Un pajo. 
dim. Coppiette. — A coppia, locuz. avvero. 
A due insieme. A coppia a coppia, L* una 
coppia dietro a l' altra, e così via via; A due 
a due. Ciòpa d* óva. Coppia a" uva , cioè 
Due grappoli d' uva. « Il compare allora per» 
fargli un poco di onore, spiccata una coppia 
d' uva che aveva appiccata al palco , e tro- 
vato un poco di pane duro e nero, e attinto 
un poco di bevanda d' aquerello.... glielo po- 
se quivi sopra una cassa , ecc. » (Ceccherelli). 
Da coppia d'uva, n'è venuto il romagnolo 
Ciòpa d' óva, che è quel Penzolo composto 
di più grappoli d'uva uniti insieme, che si 
appicca al palco o ad altro. 

Ciórbal. V. Lóscn. 

Glòria. IMBRATTO, sm. Lordura che hanno 
particolarmente i fanciulli sul viso, special- 
mente nel tempo delle uve. 

Cióss. SUCIDO, agg. Imbrattato, Sporco. 

Ciót. V. Gìód. 

Cióvla. V. Gióvla. 

Ciòsa. CHIOCCIA, sf. Gallina quando cova 
P uova, o quando guida i polcini. V. Cioàéta. 

Cioàé. CROCCHIARE, vn. Propriamente quel 
Cantare che fa la chioccia quando ha i 'pol- 
cini. (Gherardini). Chiocciare, vn. Il mandar 
fuori la voce che fa la chioccia, figurai. Ram- 
maricarsi per qualche fisica indisposizione. 
Cominciare a sentirsi male. Chiocciata , sf. 
Tutti i polcini che iu una volta cova la chioc- 
cia. V. Sdozé. 

Cioftéta. GALLINELLE , PLEJADI , sf. pi. 
Le sette stelle che si vedono tra il Toro e 
P Ariete. 

Ciprèss. V. Ziprèss. 

Cipulen. CIPOLLINO , sm. e agg. Marmo 
verde con vene bianche, o giallicce. Seppio- 
lina, sf. Piccola seppia. V. Cépa. 

Circulè. Ciroolèr. V. Zircule, ecc. 

Cirghèn. V. Cerghét. 

Ciricicl. PISSI PISSI, sm. Bisbiglio di molte 
persone insieme, o di persone che bisbigliano 
in secreto. Pissi fissare, Pjspjssare, vn. Far 
pissi pissi. 

Cisa. CHIESA , sf. Edifizio dedicato al culto 
divino, dim. Chiesetta, Chiesina, Chiesuola, 
Chiesucciuola, Chisuccia , Chiesi no, Chib- 



settina. Tire in elsa, Introdurre o Met- 
tere in santo, dicesi del Prete che introduce 
in chiesa le puerpere, e le benedice dopo il 
parto. Santo, sm. Chiesa. Di iu elsa, Dire 
%n chiesa. Lo annunziare che fa il paroco io 
tre feste successive, fra la messa, alcun matri- 
monio da contrarsi, acciocché i fedeli ne de- 
nunzino gP impedimenti canonici che loro 
fossero noti. Essere detto in chiesa una , 
due, tre volte. (Carena). Esser afortuné 
com* i chén in elsa. Essere a/fortunato 
o fortunato come un cane in chiesa , Es- 
sere disgraziatissimo, perchè i cani son quivi 
sempre bastonati e cacciati via. « E per pro- 
verbio poi si sa a distesa Che dir bisogna 
quand'uno e sgraziato: È a/fortunato come 
un cane in chiesa. » (Fagiuoli). Me am 
ciam elsa, Io sto coi frati, Modo evasivo 
di Chi interrogato, non vuol rispondere a 
proposito. Chiesastro, Chiesolastico , sm. 
Chi frequenta molto le chiese. 

Ciù. CHIÙ, ASSIUOLO, sm. Uccello notturno 
simile alla civetta. Chiurlare, vn. Il cantare 
degli assiuoli, e simili altri uccelli notturni. 

Ciuco. CIOCCI ARE, va. e vn. Voce fanciul- 
lesca che vale Poppare. Cioccia , sf. Voce 
colla quale i bambini chiamano la poppa. V. 
Sucé. 

Ciùch. V. Ciònch. 

Ciuché. SCOPPIETTARE, CREPITARE, 
vn. Fare scoppietti; dicesi delle legna che 
abbruciano, di sali gettati sul fuoco, di uova 
di aringa e simili. V. Ciochè. 

Ciuchéda. V. Ciòch. 

Ciuchót. SCOPPIETTO, sm. Scoppio piccolo. 
Scoppiettìo, sm. Lo scoppiettare frequente. 
Fé e ciuchét, Dare il gongone. Atto di 
scherno che si fa battendo col pugno chiuso, 
o coi polpastrelli delle dita raccolti insieme, 
le gote gonfiate, facendo uscire ad ogni colpo 
un pò* d' aria sonante. V. Scciupét. Bara- 
oòchèl. 

Ciuc5n. V. Cucòn. 

Ciùd \ CHIUDERE, va. Impedire P ingres- 

Clùder ì so a luoghi ohe hanno apertura, ap- 
ponendo a ciascuno lo strumento o ordigno 
suo proprio, come il coperchio alle casse, le 
imposte agli usci, alle finestre, gli sportelli 
agli armadj e simili. Si serra a chiave un 
armadio e simili; si chiude una porta, 
sospingendone le imposte; si tura un fiasco, 
una bottiglia, mettendovi il turacciolo. (Zec- 
chini). Rinchiudere, va. Chiudere in che che 
sia. Richiudere, va. Chiudere quel che poco 
prima s'era aperto. Righi udimento, sm. Il 
richiudere. Socchiudere, va. Non interamente 
chiudere. Turare, Otturare, va. Chiudere 
con turacciolo. Zaffare, va. Chiudere con 
zaffo. Zipolare, va. Serrar collo zipolo. V. 
Dos. Brochéta. 

Ciudùr. V. Giudùr. 

Ciùgla. V. Gióvla. 

Cìumpì. V. Compi. 

Oiùpèla. V. Ciòpa (ciòpa d'óva). 

Ciupóta. PANELLA,sf.Filadi soli due pani, 
che anche dicesi Coppietta, dim. P anellino. 



CLA 



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CLU 



Ciurciòla. V. Turoiól% 

Ciurllón. BIETOLONE, smf. Uomo da poco. 
Sciocco. 

Ciurlo. V. Ciurli. Gruie. 

Ciurli. V. Sfringvlé. Pio* (Oin flin). 

Ciurllda. SFRINGUELLATA, sf. v. à % uso. 
Lo sfringuellare. 

Ciurma. CIURMA, sf. Moltitudine di genta- 
glia. L'insieme de' marinari che attendono 
alle manovre sopra coperta. 'Schiavi di ga- 
lera. Ciurmaglia, $f. Moltitudine di gente 
vile e dappoco. 

Ciurlimela. V. Bac&n. Classerà. 

Ciùs. V. Mugndn. 

Ciùsa. CHIUSA, sl Riparo, Argine, Chiu- 
denda. Finale di discorso , di sonetti , epi- 
grammi, ecc. Mettere in chiusa, Si dice ne- 
gli uccelli quando a primavera si mettono al 
buio, perchè non cantino , e serbino il canto 
ali autunno. Pbscaja , sf. Steccaia ne 1 fiumi 
per deviare il corso delle aque ad uso di ruo- 
lini, d' irrigazioni, ecc. Pbscajuolo, sm. Ri- 
paro per moderare il corso delle aque. So- 
prachiusa, sf. Chiusa di tavoloni fatta per di 
aopra ad una jpescaja o simile. V. Ciusùra. 

Ciusaról. CATERATTAJO, sm. Chi ha cura 
della cateratta, ossia dell* apertura da chiu- 
dersi ed aprirsi per togliere, o dase aqua al 
molino. 

Ciussaréjai SCIOCCHERELLO, sm. dim. 

Ciuste f di Sciocco. Sucidume, sm. Spor- 

cizia, Lordura. 

Ciutùr. V. Giudùr. 

Ciùvla. Ciuvlé. V. Gióvla. Giù vie. 

Ciuse. V. Gioie. 

Ciuàeda. V. Cioàe (chiocciata). Gube. 

Ciusóta. V. Cioàéta. 

Civlcn. V. fclvich. 

Cla. QUELLA , pron. pera. Colei , o Quella 
persona , o cosa. — Oapèl a la ola. V. 
Capei. 

Clarén i CLARINETTO, sm. Strumento 

Clarinet j da fiato a becco, inventato a No- 
rimberga da Giovanni Denner. Alcuni danno 
impropriamente al Clarinetto il nome di Cla- 
rino, il quale non è altro che una specie di 
trombetta. (Lichental, Diz. della musica). 

Class. CLASSE, sf. Ordine, secondo il quale 
si distribuiscono le persone, gii animali, le 
cose, le idee. Ordine, Grado, Condizione. Clas- 
sa zion e, Classificazione, sf. Ordinamento in 
classi. Classare, Classificare, va. Disporre 
in classi o serie. 

Clàssica. MADORNALE, agg. Dicesi di azione 
o di parlata strampalata. 

Clàssico. CLASSICO, agg. Eccellente, quasi 
Di prima classe. Autore classico, Autore che 
fa autorità. 

Clausura. CLAUSURA, sf. Obiigo di alcuni 
ordini religiosi di non uscire dal convento, e 
di non ammettervi persone di diverso sesso. 
Luogo chiuso. Chiusura, sf. Luojgo chiuso, 
Serratura o Serrarne degli usci, e simili. Clau- 
sura. L'azione colla quale si termina una data 
cosa 

Clasiòn. COLLAZIONE, sf. Refezione che si 



prende tra l'alzaia e il pranzo, dim. Colla- 

ZIONCBLLA, COLLAZIONCBTTA, COLLAZIONCINA. 

— Asciolvere, vn. Far collazione, e La col- 
lazione stessa. V. Panét (Fé paaét). 

Cléxzxa. CLIMA, sm. Insieme di tutte le cir- 
costanze fisiche che in un dato paese influi- 
scono sull'organismo de 1 suoi abitanti. Tempe- 
ratura d'aria. 

dementa. CLEMENZA, st Virtù che muo- 
ve a perdonare le offese, e ad aliegerirne la 
pena; ed è propria di ehi può e ha diritto di 
punire. Clemente, agg. Che ha demenza. 
Clementemente, avv. Con clemenza. 

Clor j CLERO, sm. L' università de' chierici o 

Cleri ( sacerdoti in generale. Clerocrazia, sf. 
Governo dei clero. 

Cleriche!. CLERICALE, agg. Di cherico. 

Cléss. V. A0IÓ88. 

Cléusula. CLAUSOLA, sf. Articolo partico- 
lare in un contratto, o in un testamento, o in 
una scrittura che racchiude un senso intiero, 
benché accessorio. 

CU. COLEI, pron. fem. di Colui. 

Cliéat. CLIENTE, sm. La persona per cui 
l'avvocato agisce la causa. Aderente. Parti- 
giano, dim. Clibntolo, Clientelo. 

Clientela. CLIENTELA, sf. Tutu i clienti di 
un avvocato, o di una persona potente. 

Clima. V. Clèma. 

Climatèricn. CLIMATERICO, agg. Dicesi di 
ciascun settimo anno della vita umana, perchè * 
ogni sette anni si credeva avvenire una gran 
mutazione, e pericolosissima nel corpo uma- 
no, per simil. Infausto. 

Climatisé. V. Aolixnate. 

Ciò Ciò. V. Qlò aio. 

Cloaca. CLOACA, sf. Condotto sotterraneo per 
dare esito alle aque, e alle immondezze di una 
città, o d'una casa. 

Clómb. COLOMBO , sm. Uccello domestico , 
detto anche Piccione ; ma con questo secondo 
nome s'intende oggidì Un colombo giovane, 
dim. Colombbllo, Colombino, pegg. Colom- 
baccio. — Il colombo terraiuolo ò il più 
piccolo. Il colombo gentile è più grosso. Tur- 
cbbtto, sm. Specie di colombo tutto bruno , 
col giro degli occhi scarlatto, e il becco gial- 
lognolo. De una sasse in ti clómb. Di- 
sfare il trebbio, cioè la conversazione, il 
trattenimento. Tubare, vn. La voce che man- 
da il colombo. Orugare. (Manuzzi). Tron- 
fi ars, dicesi del Colombo quando colla testa 
alta, pettoruto, gozzuto e tubante va inseguendo 
la sua compagna. Tronfio, agg. Dicesi di Co- 
lombo che attualmente tronfia. V. Cium- 
bài. Cium bona. Camarén da clómb. 

Clòmba. COLOMBA, sf. La femina del co- 
lombo, dim. Colombella, Colombina. — 
Chiocciolino, sm. Piccolo pane fatto a guisa 
di chiocciola, o di baco ravvolto, che rappre- 
senta la figura di una colomba accosciata. 

Clù. COLUI, pron. masch. Quegli. V. ClL 

Club. CASINO, sm. Quella casa dove si ra- 
dunano persone civili per giocare, o per altro 
trattenimento. Club, voc. inglese, Clubbb, v. 
fiorentina. 



CME 



- 142 - 



COC 



Clumba*. COLOMBACCIO, o PALOMBO, sm. 
Uccello che non differisce dal colombo terra- 
juolo, se non per la sua maggior grossezza, 
e per un cerchio bianco intorno al collo. Co- 
lombo selvatico. 

Clumbèla. COLOMBELLA, PALOMBELLA, 
sf. Specie di colombo selvatico e montagnolo. 

Clumbèn. COLOMBINO, sm. din. di Co- 
lombo. Spezie di vitigno che produce V uva co- 
lombina, are. Di colombo. Simile al colombo, 
Del color di colombo o di tortora. Sasso co- 
lombino, o Colombina, sf. Sasso buono a 
far calce 

Clumbèna. COLOMBINA, sf. dim. di Colom- 
ba. Sterco di colombo. V. Polèna. Clómba 
(chiocciolino). 

Clumbera. COLOMBAJA, COLOMBARA, sf. 
COLOMBAJO, sm. Luogo o Stanza fabricata 
per lo più sulla sommità delle case di cam- 
pagna, dove stanno e covano i colombi. Tor- 
retta per ritiro de* colombi. Assbrello, sm. 
Legno posto fuori della, colombaja dove si po- 
sano i colombi. 

Cluvàoa. V. Cloaca. 

Omànd. COMMANDO, sm. Ordine dato a 
voce, o in iscritto di fare o non fare alcuna 
cosa; e La cosa commandata. Facoltà di com- 
mandare. 

Cmànda. V. Dxnànda. 

Omandaxnènt. COMMANDAMEMTO, sm. 
Commando. Il commandare-; e La cosa com- 
mandata. Regola. Precetto. Commandata , sf. 
Ordine generale dato per servizio publico a di- 
versi ordini di persone. 

Cmandànt. COMMANDANTE, sm. Chi com- 
manda. Grado militare. Commandatore, verb. 
m. Commandatrice, f. Chi o Che commanda. 

Cmandè. COMMANDARE, va. Ordinare. Im- 
porre come superiore. Commettere espressa- 
mente che si taccia alcuna cosa. vn. Signo- 
reggiare. Commandare il pane. Si dice allor- 
quando il fornajo ordina 1 ora determinata in 
cui è necessario che il pane sia lievito per 
poterlo infornare. Ricommandare, va. Com- 
mandare di nuovo. 

Cmedar i MATRINA, sf. Donna che tiene al- 

Cmédrà \ trai a battesimo, o a cresima. Com- 
mare, sf. Appellazione reciproca tra la ma- 
trina di un battezzato o cresimato, e la madre 
di esso; e denominazione che dà alla matrina 
il padre del battezzato, ed anche l'uomo che 
con lei ha tenuto una creatura a battesimo. 

dim. COMMARRINA. vezz. COMMAROZZA, COM- 
MA RUCCI A. — Commare, prendesi pure per 
o8tetricante o levatrice. V. Sàntla. 

Cmén. COM1NO, sm. Semi odorosi di una 
pianta annuale dello stesso nome, che danno 
un olio essenziale, fragrante, metafor. Dare 
il cornino, Allettare i compratori. Cominel- 
la, sf. Nigella. Pianta il cui seme odora di 
cedro. 

Cmér. V. Cmédar. 

Cméra. V. Ornerà. Tmera. 

Cmétar. COMMETTERE, va. Unir bene. In- 
castrare. Callbttare, va. Commettere il le- 



gname a dente, • altrimenti. V. Cométar. 
Cmissùra. 

Ominie. COMINCIARE, INCOMINCIARE, 
va. Imprendere a fare che che sia. Cominciare 
differisce da Principiare, poiché non si prin- 
cipia che una volta sola; cominciare si può 
molte; ond'è che Ricominciare si dice, e 
Riprincipiare non può dirsi: la frase che 
dice Bisogna cominciare dal principio, spie- 
ga la differenza delle due voci. (Zecchini). Co- 
minciamento, sm. Il cominciare. Cominci a- 
tore, verb. m. Comìnciatricb, f. Chi o Che 
comincia. 

Cmissùra. COMMESSURA, COMMETTITU- 
RA, sf. Punto o Luogo dove due cose si com- 
mettono insieme. Calettatura, sf. Commet- 
titura che si fa con uno o più denti a squadra 
internati nella femina che li riceve. Commet- 
taoqio, sm. t mar. L'arte e L'atto di com- 
mettere i cavi. 

Cxnòn, Cmana. V. ComOn. 

Cnóssar \ CONOSCERE, va. e vn. Appren- 

Onòsser ì dere coir intelletto Tessere degli og- 
getti. Avere pratica di alcune cose, intender- 
sene. Essere informato. Discernere. Ravvisare. 
Avvedersi. Scoprire. Aver riconoscenza, np. 
Aver conoscenza di se stesso. Conoscimento, 
sm. Atta e Facoltà di conoscere rettamente. 
Conoscibile, agg. Atto ad essere conosciuto. 
Incognoscibilb, agg. Che non si può cono- 
scere. Sconosciuto, agg. Non conosciuto , in- 
cognito. Conoscente, sm. e agg. Che conosce, 
Che è pratico. Noto solo per conoscenza. Orato. 
Conoscitore, verb. m. Conoscitrice, f. Chi 
o Che conosce. Esperto, Perito. Conoscitivo , 
agg. Atto a conoscere, o ad essere conosciuto 
Conosciutamente, avv. Con conoscimento. 

Cnunsànàa. CONOSCENTE, sm. e agg. Chi 
o Che è noto solo per conoscenza. Conoscen- 
za, sf. Cognizione. Notizia. Scienza. Sapere. 
Gratitudine. Conoscentemente, avv. Con co- 
noscenza 

Od. D'cd. IN FINE, ALLA FINE, All'estre- 
mità. Od d' la gavétta. Bàndolo, sm. Capo 
della matassa. Vnl a od. Far capo, parlan- 
dosi d'aposteme o simili, vale Cominciare a 
generar putredine, o aprirsi. 

Coabité. V. Abité. 

Coadiuvo. COADJUVARE, va. Ajutare al- 
trui in che che sia. Coadjumento, sm. Il co- 
adjuvare. Coadjutorb, sm. Coadjutrice, sf. 
Chi coadjuva. 

Coarte i COARTATA, sf. v. d'uso. Dar 

Coartéda j una coartata. Provar l'alibi, 
cioè L'assenza dal luogo ove fu commesso il 
delitto. 

Cóc j CUCCIA, sf. CANILE, sm. Letto dei 

Cócia } cani. dim. Cuccietta.— Cucciare, va. 
Il coricarsi de' cani. 

Cóoal. V. Nòe. 

Cocér. V. Ooclr. Cocéra. 

Còch. CUCCO, sm. Qualsiasi persona diletta 
particolarmente e favorita. Figliolo prediletto. 
Mignone. (Grossi, M. V.) V. Begnamèn. 
— Coco, sm. Pianta esotica della famiglia delle 
palme. Frutto della stessa pianta. Corpo di un 



eoe 



- 143 - 



eoD 



insetto che dà il colore rosso vermiglio, lo 
stesso che Cociniglia. Cocaja, sf. Terreno ove 
siano molti cochi. Cok, Coke, sm. neog. Car- 
bon fossile che già ha servito alla formazione 
del gas. 

Cóch. CIXCO, CÙCOLO, CUCULIO, sra. CUC- 
COVEGGIA, CUCCUVEOOIA , sf. Uccello 
così detto dal suono della sua voce. Cu Cu, 
Voce del cucco. Cucculiarb, Cuccù veggi ars, 
vn. Fare il verso del cucco. CucculIo, sra. Il 
cuculiare. (Cantù Vocab.) — Cucca j a, sf. Nido 
o Covacciolo del cucco. 

Coche. V. Cucile. 

Cocherda. COCARDA, sf. Un Fiocco o Nodo 
di fettuccia, ed anche una Rosa di lana o di 
seta tinta del colore o de' colori che hanno i 
campi degli stendardi e li stemmi d' uno Stato, 
che serve d' ornamento e di distinzione al sol- 
dato che la porta su '1 cappello o su*l quasco. 
La cocarda si» porta, ancne da* cittadini. Ro- 
setta, sf. Quella cocarda che si mette ai 
cavalli. 

Cèchi Còchi. BILLI B1LLI, e BILLE BILLE, 
o CURRE CURRE, Modi di dire per Chia- 
mare o Accarezzare le galline. E qui giova 
avvertire che, nel dialetto romagnolo, si chia- 
mano alcuni animali con voci le quali non 
hanno, che io conosca, il corrispondente ita- 
liano, come p. e. Còri Còri per chiamare le 
Oche, che sarebbe quanto dire Oche Oche, 
chiamandosi Gòra l'oca nel dialetto; se pur 
non si vuol dire Curre Curre nel significato 
di sopra per chiamar le galline. Ni Ni, Gut 
Gut, per chiamare i Porchetti, dicendosi 
Ninèn, e Gutén il porchetto. — Bè, Pruss 
bè, per Chiamare le pecore, sembrando che 
Pruss voglia significare Pecoruccia, e Bè 
la voce della pecora. — Rò, per Chiamare o 
Indicare il Bue o la Vacca che nel pajo tiene 
la dritta, e Bì, Boni, o Bina, il Bue o la 
Vacca che è alla sinistra; e pare che Rò sia 
un'abbreviatura di Robusto, o dì Rozzo, es- 
sendo che alla diritta si mette sempre il Bue 
più robusto, o più grossolano; e Bellino e 
Bellina, o Bino e Bina, quello o quella che 
è alla sinistra, essendo meno grossolano e più 
gentile, o perchè Bino, cioè Unito, facendo 
pajo coir altro. V. Boti Boti. 

Cócia. V. Cóc. Cócia. 

Còcia. COCCIA, sf. Guardia dell'impugna- 
tura della spada. Fornimento del calcio della 
pistola. 

Cocéta. COCCHJETTA, sf. Letticiuolo da nave 
per gli officiali, e passeggeri agiati. (Sergent 
Vocab.) 

Cocinéglia. COCINIGLIA, sf. Insetto dal qua- 
le si cava un colore scarlatto prezioso dello 
stesso nome, detto anche Carminio. 

Cocir. COCCHIERE, sm. Guidatore di cocchio 
o carrozza al servizio di una casa. 

Cociù. COCCIUTO, agg. Caparbio, Testerec- 
cio, Ostinato. Pervicace, agg. Che non si la- 
scia assolutamente vincere nella sua opinione. 

Cociutagln. COCCIUTAGGINE, sf. Capar- 
bietà, Ostinatezza. Pervicacia, sf. Ostinazione 



sfrontata. Pervicacemente, avv. Con pervi- 

C&CI& 

Cócia. NOCE, sf. Frutto dell'albero dello 
stesso nome. Rampinoci, Rompinocciuole, sm. 
Strumento per rompere noci o nocciuole. V. 
Nòs. Scriccio, Scricciolo, sm. Uccelletto so- 
litario, piccolissimo, che sta sempre_tra le 
siepi, e tiene la coda ritta. V. Arietèn. 

Cdcma. V. Cugina. 

Cocò. V. Cucò. 

Cocodègh. COCCODÈ o COCCOBE. Suono 
imitativo dello schiamazzar delle galline. 
Schiamazzare, vn. Gridare che fa la gallina 
quando ha fatto l'uovo. Cucchericù fa il 
«dio: Coccodè fa la gallina. (Fanfani). 

Còcoma, V. Cùgma. 

Coda. CODA, sf. Prolungamento della colonna 
vertebrale dei quadrupedi. Parte dei capelli 
che si portavano dietro ravvolti e ristretti in- 
sieme. Ultima parte di un esercito quando 
maroèa. Estremità delle comete. Strascico del 
manto, o della veste. « Ma la sciocca s' inva- 
gina D'esser più bella orche s'ha fatto met- 
tere La coda dietro, e parie che venendovi 
Con quella innanzi abbia d'aver più grazia 
Che non ebbe l'altr'anno, che lascio v visi Ve- 
der senz'essa, in veste tonda, e in abito Da 
questo ch'oggi s'usa assai dissimile.» (Ario- 
sto, C.) Godicalca, voce scherz. — dim. Co- 
dina, Codino, Coderino, Códolo, Codetta. 
accr. Codone, pegg. Codazza. —-Coda le, agg. 
Della coda. Codato, agg. Che ha coda. Ce- 
dacciuto, agg. Che ha gran coda. Scosse 
la còda. Squassar la coda, « Coni' egli (il 
cane) vide il suo signor più presso, E, benché 
tra que' cenci , il riconobbe, Squassò la coda 
festeggiando, ed ambo Le orecchie, che driz- 
zate avea da prima, Cader lasciò. » (Pede- 
monte). Portar la coda a tromba, dicesi del 
Cavallo che porta ripiegata la coda in su a 
guisa d' arco; e di Cavallo che porta in 
tal modo la coda, dicesi nel dialetto roma- 
gnolo Cavai inglisè. Fascicoda, sf. Striscia 
di sovatto o tela con cui si fascia, otien ri- 
piegata la coda del cavallo. V. Stràscich. 

Códal. ZOLLA, GLEBA, GH10VA, sf. Mozzo 
o Pezzo di terra spiccata ne' campi lavorati, 
dim. Zolletta, Zollbttina. 

Godale. ZOLLATA, sf. Colpo di zolla. 

Codalòs. ZOLLOSO, agg. Pieno di zolle. 

Codaiena. V. Cudaiéna. 

Codén. CODINO, sm. Capelli legati a coda, 
fig. Retrogrado. 

Codóta. COJETTO, sm. STRISCIA, sf. Rita- 
glio o Linguetta di cuojo per affilare il taglio 
a' rasoj . Codéta d' la t ròsta. Frustino, 
sm. Quello spago annodato che si aggiunge 
all'estremità della frusta per farla scoppiet- 
tare. Codetta del vitone, Allungamento i>o- 
steriore di esso in forma di coda piatta, che 
s'incastra nella parte superiore dell impugna- 
tura della cassa dell'archibugio, e vi si ferma 
con vite accecata , cioè la cui capocchia non 
fa risalto. Cordiera, sf. Striscia di legno, di 
avorio o simile posto nell'estremità superiore 
del manico del violino o simile, su cui si pò- 



eoo 



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COL 



sano le corde dèlio straniente V. Farèna 
(mésa f aréna). 8curiadòl. 

Códga. CÓTICA, COTENNA, sf. La pelle del 
porco. — Pelle della festa dell" uomo. V. Ca- 
tena. 

Còdgn. CÓTICA, COTENNA, sf. Strato supe- 
riore di un prato, o di un terreno feltrato di 
erbe. Piota, Lotta, sf. Pezzo di terra erbata 
che si leva dal prato o dal campo come una 
crosta. Piotare, va. Applicar le piote sul ter- 
reno. Piotatura, sf. Il piotare. V. Acudffhé. 
8codghé. Peltro np. Feltar, t. d'agric. 

Codghén j COTICHINO, COTIGH1N0, sm. 

Codghì } Specie di salume che si fa di co- 
tenne e cerne di porco insaccandole nelle bu- 
della più grosse. 

Codia. CODICE, sm. Raccolta di leggi. Libro 
antico manoscritto. 

Codiseli. CODICILLO, sm. Aggiunta o Muta- 
zione nel testamento. Codicillare, vn. Far 
codicillo, agg. Di, Da codicillo. Codicièl abi- 
le, agg. Da registrarsi a codicillo. 

Codògn. COTOGNO, sm. Albero che produce 
le cotogne. 

Codògna. COTOGNA, sf. Il frutto del coto- 
gno. Cotognino, agg. Che ha odore, colore, 
e sapore di cotogna. Cotogno, agg. così di- 
cesi Pera, Mela cotogna. 

Còdognéda. COTOGNATO, sm. COTOGNA- 
TA, sf. Conserva o Confettura di cotogne con 
zucchero. 

Codr&na. V. Cnlrana. 

Coarta. CODIONE, CODRIONE, CODRINZO, 
sm. Estremità delle reni degli uccelli, da cui 
escono le penne della coda. 

Còfàtt. NICCHIA, sf. Specie di cassetta di va- 
rie fogge, formata di carta pesta, con un lato 
aperto, o chiuso da cristallo, entro cui si ri- 
pongono figure di santi. V. Corbèl. 

Cógh. V. Cùgh. 

Cógn. CONIO, sm. Strumento per improntar 
monete, o medaglie che chiamasi Punzone o 
Torsello. L'impronta fatta col conio, dim. Co • 
ni etto. V. Bieta. 

Cogne i COGNATO, sm. Marito della sorel- 

Cognéd J la, o Fratello della moglie; e dicesi 
anche il marito della sorella della moglie, dim. 
Cognatino. agj. Congiunto di cognazione. 
Cognazione, sf. Parentela fra i discendenti 
dello stesso ceppo. Cognatizio, agg. Appar- 
tenente a cognazione. Agnati e Cognati. A- 
gnati sono i Parenti dalia parte del maschio, 
conservanti il cognome medesimo', come il 
fratello dello stesso padre, il figlio del fra- 
tello, lo zio e simili. Cognati, i parenti per 
parte dì femina. Chiunque è Agnato è Cognato, 
ma non viceversa. (Pompa). V. Conio. 

Cognéda. COGNATA, sf. Moglie del fratello, 
o sorella della moglie o del marito. 

Cogniàidn. COGNIZIONE, sf. Facoltà dell'in- 
telletto di apprendere la verità delle cose. Idea. 
Notizia, nel pi. Sapere, Scienza, dim. Cogni- 
zioncella. 

Cognóm. COGNOME, sm. Nome commune 
alla discendenza d! una famiglia. Cognomina- 
tone. Cognominare, va. Porre il cognome. 



np. Prendere il cognome: e Avere tal cognome. 

Cointeressò. COINTERESSATO, agg. Che 
ha interesse con altri in un negozio. 

CojabéV. V. Bavài. 

Cójar i COGLIERE, va. Spiccare erbe, fiori, o 

Cójer j frutti dalle loro piante. Raccogliere da 
terra. Colpire. Indovinare. Coglitura, sf. Il 
cogliere, o raccogliere. Coglitore, verb. m. 
Coglitrice, f. Chi o Che coglie. V. S cójar. 

Cóissla. V. Acóisia. 

Còjum. V. Oòluxn. 

Còl. COLLO, sm. La parte del corpo che uni- 
sce il capo alle spalle. La parte più stretta di 
bottiglie, vasi, ecc. Carico o Fardello di mer- 
canzia. Quella parte della camicia che cinge 
il collo, dim. Colletto, Collino, Colliciko. 
pegg. Coll accio. — Còl d' la camìsa, Go- 
letta, sf. Parte della camicia da uomo che 
copre il collo. Fardo, sm. Collo mercantile 
d' indaco, caffè e simili. Romper e còl. Di- 
nocca re, Dinoccolare, va. Rompere Disto- 
fare la nocca, cioè la giuntura del collo, np. 
'laccarsi il collo. Còl de pè. Dorso del pie- 
de. A ròta de còl. A rotta di collo, Pre- 
cipitosamente. « La quarta (persona) fu spe- 
dita per avvisare il fratello di Paride, Lat- 
tanzio, con raccomandazione che venisse via 
a rotta di collo, se pure intendeva vedere 
vivo il fratello. » (Guerrazzi). — « Senza guar- 
darmi ai piedi, corsi per forse un'ora a rotta 
di collo. » (Canta, racconti). — « E senza più 
dire, partendosi dal cugino a rotta, lo lasciò 
tutto pieno di confusione. » (Firenzuola). A 
catafascio, locuz. aw. fig. Alla peggio. Tra 
chep e còl. Tra capo e collo, locuz. avverb. 
che importa talvolta Iroprovisamente al con- 
trario di quello che uno si aspettava. Nel 
dial. romagnolo vale anche Contrariamente, 
Con tutto rigore, parlandosi particolarmente 
di sentenza data dal giudice. Tné in còl. 
Tenere in collo un negozio e simili; vale 
Soprasedere ad espedìrsene. Tire e còl al vìd. 
Tirare il col lo alle viti, vale Potarle più 
lunghe del dovere, cioè Lasciar le viti, nel 

{notarle, più lunghe di quel che richiede la 
oro forza, per raccogliere quell'anno mag- 
gior quantità d'uva. (Gherardmi). Fé la cópa 
ai bu. Accollare, va. Fare il collo ai buoi, 
cioè Mettere il giogo sul collo a' giovani buoi 

§er avvezzarli a portarlo, e' perchè se ne in- 
urisca la pelle. Accollatura, sf. Quella cal- 
losità che il giogo fa sulla coppa del bue. So 
d* còl. V. Ingo le (accollato).— Cól d'bèssa, 
V. Ai d» béssa. V. Cóli. 

Còla. COLLA, sf. Materia glutinosa e tenace 
che serve ad unire due cose, affinchè Tuna 
resti attaccata all'altra. Colla di pesce, Quella 
che si ricava dalle vesciche di alcuni pesci. 

Còla garavèla. Colla di caravella, Colla 
forte, e Colla cervona, come la chiama Ben- 
venuto Ol lini. Còla d' farinài. Colla di 
formaggio, Colla che fanno i legnajuoli con 
formaggio non salato, aqua e calcina viva. 

Colabród. COLABRODO, COLINO, sm. Se- 
taccio, o Vaso di rame o di latta traforato 



COL 



— 145 — 



COL 



per panarvi salse, brodi e simili : quando non 
serva che per il brodo, dicesi Colabrodo. 

Coladùr. COLATOIO, sm. Qualunque stru- 
mento per lo quale si cola che che sia. Vaso 
coramunemente di terra cotta, con diversi fori, 
in cui si versano maccheroni o simili per co- 
larne l'aqua. Stamigna, sf. Tela fatta di stame 
o di pelo di capra per colare liquori. Cola, 
sf. Sacchetto di tela per colare il vino, detto 
anche Calta. Strumento per colare la calce 
spenta ; e la terra stemperata dello stovigliajo, 
Sìstola, sf. Vaso per colar le medicine più 
dense. V. Scoladùr. Oolabród. 

Coladùra. COLATURA, sf. V atto di far co- 
lare, e la materia colata. V. 8coladùra. 

Colano, COLLAMA, sf. Catenella d' oro, o di 
gioje che si porta pendente intorno al collo. 

dtm. COLL AMBITA, COL LA NELLA, COLLANl'C- 

nA , Collanuzza. — Ool&na d* maròn. 

Filza di marroni, o castagne. Incollanarb, 

va. Ornar di collana. 
Còlara. V. Còlerà. • 

Colarén. COLLARINO, sm. dim. di Collare. 

Collare che portano i preti. 
Colaréna. GONIOLIA , sf. Specie di collare 

di pannolino, all' uso Spaiamolo, per lo più 

a cannoncini. Gorgiera, sf. Collaretto di tela 

finissima, increspato quasi a foggia di lattuga. 

dim. GORGIBRBTTA, GORGIBRINA. — GRANDI- 

glia, sf. Gorgiera grande alla Spagnuola. 

Colende. COLLAUDARE, va. Lodare appro- 
vando. Approvare un lavoro eseguito da un 
imprenditore, lo che si fa da un ingegnere. 

ColasiSn. V. Claàiòn. OoleiìOn. 

Cole. COLARE, va. Far passare cosa liquida 
tra feltro, o altro per purificarla. Liquefare i 
metalli, vn. Gocciolare. Colare a fondo, Som- 
mergersi. Colamento, sm. Il colare. Colatìo, 
sm. Atto a colare, o a far colare. Colaticcio, 
sm. Liquido colato. Feccia rimasta nel cola- 
toi o. Aria colata, dicesi Quella che si respira 
in luoghi stretti o chiusi , come cortili , gole 
di monti, ecc. Ricolare, va. Colar di nuovo. 
V. Oule. 

Colega. COLLEGA , sm. Compagno nell* of- 
ficio. 

Colèg l COLLEGIO , sm. Luogo di educa- 

Colègi ) zione per la gioventù. Adunanza di 
uomini autorevoli. Collegi elettorali. Congre- 
gazioni che si tengono per nominare i rap- 
presentanti delle nazioni. 

Colegiél. COLLEGIALE, sm. Allievo di col- 
legio, metaf. Inesperto, Novizzo. agg. Di, Da 
collegio. 

Colegleta. COLLEGIATA, sf. Chiesa che ha 
collegio o capitolo di canonici. Lo stesso ca- 
pitolo de" canonici. 

Colénsv. COLLE , sm. Piccolo monte, dim. 

COLLICELLO, COLLINBTTO. — COLLINA, 8f. Som- 
mità e Schiena del còlle, dim. Collinetta. 
nel pi. Più colli continuati. — Colligiano , 
sm. Abitatore di colli. Poggio , sm. Luogo 
elevato, anche fatto dall* arte. Può essere mi- 
nore di un colle. (Volpicella). V. Scoline. 
Colar | COLLARE , sm. Striscia di cuojo o 
Coler ì altro che si mette intorno al collo dei 



cani. Arnese di cuoio imbottito, e di figura 
presso che ovale , che si mette al collo del 
cavallo, quando il fornimento non ha il petto. 
Specie di abbigliamento che le donne portano 
ai collo, e somiglia alla baverina, se non che 
non ò ripiegato, ma ritto. Quello de" preti, 
term. bot. Membrana carnosa circondante la 
parte superiore del gambo de 1 funghi. Colletto. 
dim. Collaretto, Collarino, pegg. Colla- 
raccio. — Collarbttajo , sm. Chi fa colla- 
retti. Mbllo, sm. Collare dentato di mastino. 
V. Colaréna. 

Còlerà. COLERA, sf. È in origine L'umore che 
rende l'uomo irrritabile, e pronto allo sdegno, 
al risentimento, air ira. (Tommaseo). Bile, 
dim. Coleruzza. — Incolerarsi, Incolerir- 
8i, np. Montar iu colera. 

Colera. COLERA , COLERAMORBO , sm. 
Malatia contagiosa , nella quale d' improviso 
insorgono vomiti e diarree, con freddi e cram- 
pi, e altri sintomi pericolosi. 

Colèrich. COLERICO, COLEROSO, agg. 
Che ò di costituzione biliosa. 

Colét. COLLETTO, sm. Collarino da donna. 
Parte del fungo. Orlo che separa lo stelo dalla 
sua radice. Collettajo, sm. Facitore e ven- 
ditore di colletti. V. Golót. 

Ooléta. COLLETTA, sf. Raccolta per lo più 
di lemosine. Collettare, vn. Far collette. 
« E non vi sembra carità grande quel col- 
lcttarsi fra noi per fare la dote alle povere 
fanciulle? » (Guerrazzi). Collettore, sm. 
Collettrice , sf. Chi raccoglie o fa collette. 

Coléud.C0LLAUDAZ10NE,sf. li collaudare. 
V. Colaudé. 

Coleàìon. COLLEZIONE, sf. Raccolta di co- 
se di un genere, di una specie, di una serie. 
V. Raodlta. 

Colghó. V. Oulghé. 

Cóli. CAVOLO CAPUCCIO, Cavolo il cui ce- 
sto bianco, sodo e raccolto è a modo di palla; 
e che dicesi Palla. V. Chévol (palla). 

Còlica. COLICA, sf. Spasimo al basso ventre: 
Colico, sm. Chi ha colica, agg. Di, Da colica. 

Colisèjo. COLOSSEO, sm. Nome di un an- 
fiteatro di Roma, così detto perchè era intorno 
intorno ornato di statue maggiori assai delle 
ordinarie, che li antichi chiamavano Colossi, 
e da noi Giganti si chiamano. (Gherardini). 

Colmadùra. COLMATURA , sf. Parte che 
rimane sopra la bocca del vaso colmato. Col- 
mezza, sf. La qualità astratta di cosa colma. 

Colme. COLMARE, va. Empiere a trabocco. 
Colmare le campagne. Alzarne il livello col- 
V introdurvi le aque torbide de' fiumi , acciò 
vi depongano il fango. Colmatore, verb. m. 
Colmatricb, f. Chi o Che colma. Ricolmare, 
va. Colmare di nuovo. Ricolmo , agg. Pieno 
quanto più si può. 

Colméda. COLMATA , sf. Il colmare. Rial- 
zamento del terreno portato dalle alluvioni. 
Terreno colmato. 

Colocamént COLLOCAMENTO, sm. Il col- 
locare. Impiego, Offizio. « Ricusato avendo il 
Muratori una catedra in Padova, e bel col- 
locamento in Torino. » (Pindemonte). Il ma* 

19 



COL 



- 146 - 



COL 



ritarai delle fanciulle. « Io non ho che opporre 
io contrario.... nel collocamento della signora 
principessa, quando i partili che si offrono 
sono buoni , ma buoni per yarj sensi. » (Se- 
gneri). 

Ooloche. COLLOCARE, va. Porre a suo 
luogo. Mettere a posto in luogo acconcio ove 
la cosa, o anche fa persona stia bene. Collo- 
care in matrimonio, Maritare, np. Accom- 
xuodarsi. Collocatila, sf. Collocamento. Mo- 
do con cui una cosa è collocata. Stato della 
cosa collocata. Collocabile, agg. Da collo- 
carsi. Che si può collocare. Collocatore, 
verb. m. Collocatrice, f. Chi o Che colloca. 
Coloméja, Colono ì. V. Bconomója. 
Oolóna, COLONNA, sf. Grosso pilastro cilin- 
drico per reggere ediflcj , o a servir loro <Ji 
ornamento. Parte di pagina scritta in varie 
divisioni. Una certa quantità di soldati, dim. 
Colonnetta, Colonnino, Colonnella, Co- 
lonnetto, Colonnello. — Colonne d'Er- 
cole, Abila e Calpe, due montagne fra le quali 
è lo Stretto di Gibilterra. Imoscapo, sm. Parte 
bassa della colonna dov'è la cinta. Sommo- 
scapo, sm. Parte superiore della colonna. Co- 
loniale, Colonnare, agg. Che ha forma di 
colonna. Intercolonnio, sm. Spazio tra co- 
lonna e colonna. Éntasi, sm. Il punto ove il 
corpo della colonna ha maggior diametro, ed 
è più grosso. Colonnare, va. Ornare di co- 
lonne. V. Colonét 

Colonéja i MEZZADRIA, sf. Contratto con 

Coloni } cui si dà un podere da coltivare 

per metà de* suoi prodotti. 

Colonèl. COLONNELLO, sm. Commandante 

di un reggimento. Colonnellato, sm. Grado 

di colonnello. 

Colonet. COLONNATO , sm. COLONNATA, 
sf. Quantità, e ordine di colonne. Scudo di 
Spagna, agg. Ornato di colonne. Peristilio, 
Peristilo, sm. Luogo circondato da colonne 
nelP interno di un edifizio. Peristero , sm. 
Ordine di colonne intorno ai lati esterni di 
un edificio. Perìttero, sm. Tempio circon- 
dato ali* esterno da colonne. 
Coloniél. COLONIALE, agg. Di, Da colonia. 
Aggiunto di alcuni prodotti (felle colonie, come 
zucchero, caffè, catinella, pepe ed altre droghe. 
Individuo che appartiene a colonia, 
Colòqui. COLLÒQUIO, sm. Il parlare a lungo 
con altri. 

Color. COLORE, sm. Quelle apparenze che 
offrono le superficie de* corpi per lo riman- 
dare che esse fanno ali* organo visivo certe 
spezie, qualità e combinazione di raggi, onde 
se ne concepiscono in corrispondenza certe 
sensazioni. Ingrediente che si adopera per le 
tinte , e per la pittura, metafor. Apparenza , 
Finzione, Pretesto, dim. Coloretto, Colori- 
no, pera. Coloraccio. — Concolore, agg. 
Di simile colore. Mezzocolore, sm. Color di 
mezzo tra i due principali colori. Di colore, 
(a modo d'aggiunto) Yale Non bianco ne 
ner,o. Incòlorarsi, np. Diventar colorilo. Pren- 
der colore. Trascolorare, va. Mutar colore, 
np. Mutarsi di colore. Dvinté d'mél colùr. 



Allibire, vn. Impallidire per paura. Alli- 
bimene , sm. Lo allibire. Mesticherìa , sf. 
fìotega dove ai vendono mestiche, cioè colori 
beir e mesticati, ossia intrisi e mescolati. Me- 
sticare, va. Mescolare i colori. Mestichino, 
sm. Piccolo strumento tutto d' acisjo, fatto a 
foggia di coltello , per ogni parte flessibile , 
del quale si servono i pittori per portare i 
colon sopra la tavolozza, e quelli mescolare 
a lor bisogno. 

Colore. COLORARE, va. Tingere in colore, 
metaf. Simulare. Dare un beir aspetto a ciò 
che è cattivo, np. Imbellettarsi. Coloramento, 
sm. Tintura di un colore. Coloratura , sf. 
Il modo come una pittura, o altra cosa è 
colorita. Colorazione, sf. 11 colorare. Colo- 
raro, sm. Chi prepara i colori pei pittori. 
Colorista , sm. Intendente dell* arte del co- 
lorito. Pittore pregevole per la bellezza de) 
colorito. Coloritore, verb. m. Coloritricb, 
f. Chi o Che colorisce. 

Coleri. COLORIRE, va. Colorare, e dicesi 
per lo più di colore sopraposto. Dipingere , 
Rappresentare alcuna cosa con colori retorici, 
fig. Simulare, Dar bella apparenza. Colorito, 
sm. L' effetto dei colori imitanti la natura. 
Modo di colorire. Colore della carnagione. 
RicoLOBiRB , Ricolorarb , va. Colorire di 
nuovo. 

Colòss. COLOSSO , Bm. Statua di figura gi- 
gantesca, figurai Uomo straordinariamente 
grande e grosso. Gigante, pegg. Colossaccio. 
— Bastracconb, sm. Uomo grosso e forzuto. 
Colossale, agg. Di colosso. Simile a colosso. 
Grande oltre il naturale. 

Colp. COLPO, sm. Il colpire. Impressione che 
fa un corpo sovra un altro nel percuotere , 
ferire, tagliare, ecc. Botta, Percossa, Ferita; 
ma Colpo ha senso proprio e traslato; si dice 
delle cose materiali, se due corpi si urtano ; 
e delle cose morali , si dire che una cosa fa 
colpo, quando riesce inaspettata e sorprende. 
Colpo, dicesi pure Tatto di adoperare qua- 
lunque arma a fine di offendere, e i varj modi 
dicousi Colpi di costola, di piatto, di punta, 
di traverso, di sciabola, di spada. — Colpo 
di Stato, Atto di gran vigore od ardire con 
cui un Governo cambia la forma di Stato. 
Colpo di sangue, Apoplessia. Colp cVmàn, 
Battaglia di mano. Fatto d'arme eseguito 
air improviso, e prestissimo. Colpo di mano. 
Percossa con mano. dim. Colpetto, Colpbt- 
tino. pegg. Colpaccio. — D' prézxx colp , 
Di primo colpo, Di prima colta. Colp atórt, 
Rientro, sol Quel tiro del giuoco del biliar- 
do quando, sei battere la palla dell'avversario, 
si dà in modo con la stecca alla nostra» che 
rientra come indentro, e fa un tiro, che, bat- 
tendola naturalmente , non farebbe, nell* uso 
Giro. Dare la grotta a una palla» Di cesi 
quando si tira in modo che le si fa fare un 
giro per causare la palla dell* avversario , e 
così lare il suo giuoco: che anche assoluta- 
mente dicesi il far ciò , Orottegaiare, (Fan- 
fani). Colpeggiare, vn. Dar colpi. 

Colpa. COLPA, sf. Fallo, Mancamento contro 



001* 



- 147 — 



COBI 



il costume, I» leggi, ecc. Cagione colpevole, 
figurai Imputazione, diva. Colpbrblla. — 
Colpbrsllbzza , dim. di Coiperella. (Pan- 
fimi). 

ColpSvol. COLPEVOLE. COLPOSO, agg. 
unto talvolta io fona di sostantivo. Che è 
in colpa, Che è in fallo. Reo, Delinquente. 
Colp abile, agg. Colpevole. Degno che gli 
sia attribuita a colpa un* azione. Colpabil- 

MENTE, COLPEVOLMENTE, aw. Con Colpa. CoL- 

parb, Ingolpare, va. Accasare, Dar colpa, 
np. Accusarsi* 

Colpi. COLPIRE, va. Dar colpi. Cogliere per- 
cuotendo. Dare nel segno. Riuscire, np: Per- 
cuotersi, Perirsi. Colpeggiare, vn. Dar molti 
e frequenti colpi. Dar colpi. Colpitore, verb. 
m. Colpitricb, f. Chi o Che colpisce. 

Colsàt. COLSAT, sm. 8pecie di ravizzone. 

Colt. COLTO, agg. Dotto, Incivilito, Ammae- 
strato. 

Odlt. COLTO, *gg. Raccolto, Sorpreso. 

Cólta. COLTA , sf. Raccolta. Colletta. Quan- 
tità di fiori, erbe, frutti e simili, colti. L'aaua 
che si raccoglie per far macinare i mulini. 
V. Rao 6 Ita. 

Colta». COLTRO, COLTELLO, sm. Le parti 
che compongono 1* aratro sono il Vomere , 
il quale taglia orizontalmente la terra; il 
Coltello, detto anche il Coltro, che divide 
verticalmente lo eolie staccate dal vomere 
(Gherardiui in Aratro). Cultro, sm. per una 
Parte dell* aratro , detta anche Coltello. lat. 
Cutter. « Usano alcuni lodevolmente in ter- 
reni non sassosi, ma tenaci, un grosso ferro 
in forma di coltello fitto nella stiva (nel ti- 
mone) dell* aratolo, il quale tagHa la terra ed 
i barbieoni , ed in certa maniera prepara la 
strada al vomere che ha un solo orecchio, e 
manda la terra tutta da una parte. Un tal 
ferro si chiama Cultro. » (Targioni T.) « Il 
cultro è un ferro grosso in forma di coltello 
fitto nella stiva (timone) dell* aratro , che 
serve per tagliare la terra e le barbe, e fare 
la strada al vomere che ha» un solo orecchio, 
e manda la terra tutta da una parte. » (Ron- 
coni, agric.) « Dom. Qual è la costruzione 
da preferirsi nell'aratro? Misp. Quella che 
porta un cultro o coltello verticale avanti al 
vomere, perchè divìdendo il terreno e taglian- 
do le zolle, facilita la via ai vomere medesimo, 
e scema la fatica. » (Fabroni, agric.) V. Per- 
gber, e osserva la differenza fra stiva e bure 
o timone. 

Coltivador. CULTI VATORE, CULTORE, 
verb. m. Culti v atrio r, Cultrice, f. Chi o 
Che cui ti va. Gultieatore, è anche Una specie 

d* aratro. 
Coltivaiion. CULTIVAZIONE , sf. L* arte 

di ben cui ti vare la terra. 
Coltive. CULTIVARE, va. Fare o Far fare 
i lavori necessari a render la terra più fertile, 
ed a ridur migliori i suoi frutti. Cultiva- 
mento , sm. Culti v atura , sf. Il coltivare. 
Coltivabile, Cultivo, agg. Che può essere 
ridotto a cultura, o è cui Ovato. Cultivato, 
Culto, sm. Luogo culti vato. Culto, part. pass. 



Cultivato. RkclTivare, va. Cultivar da capo 
un terreno già stato cultivato, e poi ritornato 
sodo. 

Ooitdrt. TORCICOLLO, sm. Uccelletto così 
detto perchè torce il capò fin dietro lo spalle. 
Ha la Hngua a simiglianta di utì lombrico 
che termina in forma di spina quasi ossea , 
e che esso mette molto in fuori, e ritira, 

Suando vi si posano particolarmente formiche 
elle quali st pasce, flg. Bacchettone. Torci- 
CQLLARB, vn. Andar col cotto torto coma fanno 
i bacchettoni. 

Coltra. V. Quèrta. 

Coltura, CULTURA, sf. Il cultivar*. Civiltà. 

Odlum. COLMO, sm. Tutta la convessità che 
va restrigendosi al di sopra def plano della 
base; la Cima ne è la parte più alta. Col- 
matura, figurai. Grandezza di stato , di pro- 
sperità. Grado massimo di che che sia. agg. 
Pieno a soprabondanza. Còlmbtto, agg. Al- 
quanto colmo. Colmatambntb, aw. Con gran 
colmo, superi. Colmatissimambntr. — Ri- 
colmo, agg. Pieno quanto più si può, o Colmo 
quanto più si può. 

Coltuabréna. COLUBRINA, sf. Canooncello 
lungo e sottile. 

Oóm. COME, aw. A guisa, In guisa, In quel 
modo che, Secondo che, Presso che, Comun- 
que, ecc. 

Cornar. Oómbstr. V. Gómbar. 

Combase. V. Inoastré. 

Combàter. COMBATTERE, vn. Battersi 
insieme guerreggiando. Contrastare. Gareg- 
giare. Competere. Sforzarsi. Combattibile, 
agg. Facile a combattersi. Combattitore, 
verb. m. Combattitricb, f. Chi o Che com- 
batte. Combattente. Combattere una cosa. 
Contrastare per ottenerla o conservarla. « Quan- 
do si vede due tori in pastura Combater una 
vacca , o ver due cani Una cagna : allor par 
che la natura Gli sforzi a farsi quegli scherzi 
strani. » (Berni, Ori. F.) Ricomb attere, vn. 
Combattere di nuovo. Combattimento, sm. 
Il combattere. 

OombinasiOzt. COMBINAZIONE, sf. Caso, 
la cui modificazione, rispetto alla ragionevole 
aspettativa, è dovuta a coincidenza di più 
cause estrìnseche. Il combinare; e La cosa 
combinata. Accozzamento di più cose insieme, 
ter. chim. Unione di più sustanze dalle quali 
risulta un' altra sustanza omogenea, e dotata 
di proprietà particolari. 

Combine. COMBINARE, va. Mettere due per 
due. Accoppiare, per estens. Mettere insieme. 
Confrontare o Accozzare più cose insieme 
eolla imaginazione, o in effetto, vn. Corrispon- 
dere, np. Convenire nell' opinione, Accordarsi. 
Combinambnto, sm. II combinare. Combina- 
bile, agg. Che si può combinare. Combina- 
tore, verb. m. Combi natrice, f. Chi o Che 
combina. Ricombimarb, va. Di nuovo combi- 
nare. 

Combrecola. COMBRICCOLA, sf. Adunanza 
di uomini per consultare tra loro alcuna mala 
azione. 

Comégia. COMEDI A, sf. Azione da rappre- 



COM 



- 148 - 



qOM 



sentarei in teatro per istruire e dilettare, dim. 

CoMBDIBTTA , CoMEDINA , COMEDIOLA. aCCr. 
COMBDIONE. 8preZZ. COMEDlACClA. — COMBDIA- 

re, va. e vn. Fare, Comporre comedie. Met- 
tere io comedia. Comediografo, am. Autore, 
Scrittore di comedie. Combdiajo, sm. Compo- 
sitore di comedie meschine. 

Comegiant. CO MEDIANTE, sm. Chi recita 
in comedia. V. Còmich. 

Comendatéaia. COMMENDATIZIA, sf. Let- 
tera di raccommandazione. Commbndatizio, 
agg. Che raccommanda. 

Coment. COMMENTO, sm. Interpretazione, 
Spiegazione di parole o di sentenze, o di un 
libro perchè sia meglio inteso. Chiosa , sf. 
Dichiarazione non de vocaboli, ma delle frasi 
oscure o equivoche di un autore, dim. Chio- 
sbrblla, Chiosetta. (Manuzzij. Glossa, sf. 
La spiegazione de'singoìi vocaboli, onde Glos- 
sario affine a Vocabolario. 

Comentadòr. COMMENTATORE, verb. m. 
COMMENTATRICE, f. Chi o Che commenta. 
Chiosatore, verb. m. Chiosatrice, f. Chi o 
Che chiosa. 

Comente. COMMENTARE , va. Fare com- 
menti. Chiosare, va. Far chiose. Co m menta- 
bile, agg. Capace di essere commentato. 

Comenteri. COMMENTARIO, sm. Libro di 
memorie storiche, dim. Commentarietto. 

Comérca. COMARCA, sf. Provincia del cir- 
condario della città di Roma. 

Cornerei \ COMMERCIO , sm. Il trafficare, 

Cornerai ) 11 trattare insieme nella società , 
Cambio di merci e derrate. Commercio di 
lettere. Carteggio. Commerciare, vn. Far 
commercio, Trafficare, Mercanteggiare. Com- 
merciale, agg. Di, Da commercio. Commer- 
ciabile, agg. Atto ad essere commerciato. Che 
si può commerciare o trafficare. Commercian- 
te, sm. Chiunque traffica, negozia, mercanteg- 
gia, specula nel commercio. 

Comós8. COMMESSO, sm. Persona incari- 
caia di un* incombenza. 

Cometa i COMETA, sf. Corpo luminoso che 

Comèta } apparisce straordinariamente in 
cielo, seguito per lo più da una fulgida chio- 
ma o coda. pegg. Cometaccia. — Combtoidb , 
sf. Nome dato alle comete supposte stelle, o 
splendenti di propria luce. Combtale, Come- 
tario , agg. Di, Da cometa. Appartenente a 
cometa. V. Vulàndra. 

Cométer. COMMETTERE, va. Dare ad al- 
cuno il carico di far checchesia. Ordinare. 
Fare, Operare, ma sempre in mala parte, no. 
Darsi in potere altrui. Commettitore, verb. 
ni. Commettitricb, f. Colui, Colei che com- 
mette; e prendesi il più delle volte in ma- 
la parte. Commettimale, sm. Chi commet- 
te male, Chi sparge discordie. V. Cmétar. 
ComitSnt. 

Còmich. COMICO , sm. Quegli che scrive o 
compone favola comica o comedia. Attore 
della comedia. agg. Appartenente a comedia. 
Comica , sf. L' arte di recitare , e massima- 
mente Quella parte di essa che appartiene al 



gesto. Comicamente, avv. In maniera comica. 
A guisa di comedia. 

Comié. COMMIATO, sm. Licenza di partire 
data o domandata, Disdetta di fitto. Commu- 
tare, va. Dar commiato, Accommiatare, Li- 
cenziare. 

Comifó. A modo e a verso, A dovere. Coi 
fiocchi. 

Comigiànt. V. Comegiant. 

ComignOii* V. Comunidn. 

ComiseraaiSn. COMMISERAZIONE, sf. 
Sentimento di pietà per le miserie altrui. Com- 
misbrando , agg. Degno di commiserazione. 

COMMISBRABILE , COMMISEREVOLE , agg. Che 

muove a commiserazione. Meritevole di com- 
miserazione. CoMMiSERATivo , agg. Atto a 
destar commiserazione. Commiserarb, vn. A- 
ver commiserazione, Compassionare. Commi- 
seratore, verb. m. Oommiseratbice, f. Chi 
o Che com misera. 

Comissariet. COMMISSARIATO, sm. COM- 
MISSARIA, COMMESSARIA, sf. Officio, Ca- 
rica di commissario. Luogo dove risiede il 
commissario. Distretto della giurisdixione del 
commissario. 

Comisséri. COMMESSARIO , COMMISSA- 
RIO, sm. Quegli cui è affidato qualche publi- 
co incarico , come di polizia , di guerra, ecc. 
Commissariale, agg. Di, Da commissario. 

Oomissiòn. COMMISSIONE, sf. Incombenza. 
Ordine dato o ricevuto. Ordinazione di merci 
da spedire a noi, o per conto nostro a questo 
o a quel negoziante, dim. Commissioncella . 
— Commissionare, va. Incombenzare, Com- 
mettere, Ordinare. Commissionario, Commes- 
so , Agente , sm. Chi fa le commissioni o 
gli affari per un altro. Commettente, sm. 
Chi commette, Chi ordina alcuna cosa al cor- 
rispondente. 

Comissùra. V. Cmisaùra. 

Comitét. COMITATO , sm. neol. Giunta , 
sf. Tribunale temporaneo ne' tempi di rivo- 
luzione. V. Giònta. 

Comitiva. COMITIVA, sf. Compagnia di più 
persone. Comitativo , agg. Atto a tener co- 
mitiva. 

Comò. V. Cantaràn. 

Còmod. COMMODO, sm. Tutto ciò che è di 
quiete, e di sodisfacimento de" sensi - di par- 
ticolare acconcio a che che sia- il cui uso è 
facile, conveniente, gradevole. (Gherardini). 
Opportunità, Prestito gratuito. Latrina, dim. 

COMMODUCCIO, COMMODUZZO, COMMODINO. accr. 

Commodone. agg. Utile, Convenevole, Oppor- 
tuno, Acconcio, Agiato. 

Oomodèn. COMMODINO, sm. Mobile di le- 
gno che tiensi accanto al letto , e serve per 
tavolino da notte, e da seggetta. 

Comodità. COMMOD1TÀ, sf. Ciò che dà agio 
di fare agevolmente che che sia. Commoda- 
mente, avv. Con commodità. 

Oomdn. COMMUNE, sm. f. Muncipio, Luogo 
retto da un Bindaco. Il corpo di tutti i cittadini 
di una città o terra, agg. Quello di che più 
d'uno, o tutti partecipano, o possono parteci- 
pare. Ciò che si trova con facilità e abon- 



COM 



- 149- 



COM 



danza. Ordinario. Generale. Senso commune, 
Quel tanto di senno che a tutti, o a quasi 
tutti gli uomini ò dato. Accummuna&b, va. 
Mettere in commune che che sia. 

Comóvar i COMMUOVERE, va. Muovere gli 

Comàrvèv j affetti altrui. . np. Sentirsi mosso 
da qualche affetto. Commovimento, sin. Il 
commuovere. Commozione, si*. Commovimen- 
to. Agitazione prodotta neir animo da- qualche 
caso o passione, dim. Commozioncblla. — 
Commotivo, agg. Atto a commuovere. Com- 
movibile, agg. Atto ad esser commosso. (Ma- 
nuzzi). Commovitorb, verb. m. Commovitri- 
ck, f. Chi o Che commuove. 

Compaaròn. COMPADRONE, sm. Egual- 
mente padrone. Comproprietario, sm. Colui 
che possiede in commune una cosa con altri. 
Comproprietà, sf. Proprietà di qualche cosa 
che è commune a diverse persone. 

Compàgn. COMPAGNO, sm. Chi fa compa- 
gnia. Socio, agg. Simile, Eguale, dim. Com- 

PAONBTTO, COMP AGNINO, COMPAGNUZZO, ÒV 

rifl. Compaq notto. pegg. Compagn accio. V. 
Coxnpagn&n. 

Compagna. COMPAGNA, sf. di Compagno. 
scherz. Compagnesca. 

Compagnéja i COMPAGNIA, sf. Più per- 

Compagnl j sone unite per conversare, 
per operare, per commercio, per impresa. Ac- 
compagnatura. . Confraternita. Certo numero 
di soldati commandati da un capitano. Di' 
compagnia, In compagnia, Insieme. Com- 
pagnevolmente , aw. In compagnia. In mo- 
do compagnevole. Compagnevole, agg. Ami- 
chevole, Sociabile. Conversativo. Di compa- 
gnia, o Da buon compagno. Compagnesco, 
agg. Da compagno. Compagnevole. Fare o 
Tenere compagnia ad alcuno, Accompa- 
gnarlo, o Stare con esso lui per conversare 
seco 

Coxnpagnòn. COMPAGNONE, sm. Uomo 
gioviale, piacevole, di buon tempo. V. Ca- 
maróda, sm. 

Companàtici! i COMPANATICA, sf. COM- 

Companedgh } FANATICO, COMP A N AG- 
GIO, CAMANGIARE, sm. Tutto ciò che si 
mangia col pane. Un pò d' companedgh 
da mando so e pan. Un po' di compa- 
natico da ajutare il pane. (Bresciani). 

Companéja. V. Compagnéja. 

Compari. COMPARIRE, vn. Mostrarsi, Pre- 
sentarsi in giudizio. Far una certa figura in 
società. Far bella o brutta comparsa. Spiccare. 
Risaltare. Riescire. « Ma il lavoro non mi 
comparisce, quando ce n'è tanto che le fac- 
cende (facende) mi arrivano a gola. » (Giu- 
liani). « Questa volta c'enno sotto fonde fonde, 
grosse, e nere come more (le olive) ; la sac- 
chetta s'empie in un fiato e comparisce. » 

(id.) COMP ARMENTO , Sm. COMPARITA, sf. U 

comparire. Ricomparire, vn. Di nuovo com- 
parire. 

Compartì. V. Scompartì. 

Oompartiment. COMPARTIMENTO , sm. 
11 compartire. Scompartimento. Divisione geo- 
grafica ed amministrativa di uno Stato. 



Oompass. COMPASSO, sm. Strumento geo- 
metrico per misurare, descrivere cerchi, ecc.; 
ed è detto anche Sesta, perchè la lunghezza 
di un raggio del circolo misura sei volte la 
circonferenza di detto circolo. Sbstonb, sm. 
Compasso da architetti. 

Compasso. COMPASSARE, va. Misurare col 
compasso, metaforic. Valutare quasi per mi- 
sura di compasso. Fare che che sia con estre- 
ma precisione. 

OompassiSn. COMPASSIONE, sf. Pietà del 
male altrui. Compassionare, va. Aver com- 
passione. Compas&ionambnto, sm. Il compas- 
sionare. Compassivo, agg. Atto a provar com- 
passione. Compassionevole, agg. Che muove 
a compassione. Degno di compassione. Che 
prova compassione. Compassionevolmente, 
avv. In maniera compassionevole. Compas- 
sionatorb, verb. m. Compassionatricb, f. 
Chi o Che compassiona. 

Compatì. COMPATIRE, vn. Aver compati- 
mento, cioè Tollerare, Soffrire con benigna 
indulgenza l' incapacità, la debolezza di alcuno. 
Scusare. Vale anche Reputare stolto, Giudicar 
degno di compatimento, come stolto. Compa- 
timento, sm. 11 compatire. Fèss compatì. 
Farsi compatire, Fare delle sciocchezze. Farsi 
scorgere. «Gli ho detto tante volte, abbiate 
pazienza, non vi cimentate, non date esempio 
cattivo a que' figliuoli, sapete in che tempi 
strambi si vive; non vi fate compatire, la 
mi donna. » (Giuliani). Compatibile, agg. 
Degno di compatimento. Che può stare insieme 
con altra cosa. Compatibilmente, avv. In 
modo compatibile. Compatibilità, sf. Qualità 
delle cose che non si escludono scambievol- 
mente, sicché possono stare insieme. 

Compatrlòt. COMPATRIOTA , COMPA- 
TR10T0, sm. e agg. Che è di una medesima 
patria con un altro. V. Paeaàn. 

Compedar l COMPARE, sm. Appellazione 

Oompéder ) che si danno reciprocamente il 

S atrino della creatura battezzata, e il padre 
i essa, ed anche quella che la madre del bat- 
tezzato dà a colui che glielo ha tenuto a bat- 
tesimo, ed anche la donna che con lui fu ma- 
trina di un bambino, dim. Comparino, accr. 
Comparonb. pegg. Comparaggio. — Compa- 
ratico, Comparaggio, sm. L'esser compare. 
Incomp ararsi , np. Farsi compare. Biscom- 
parb, sm. Compare due volte, vicbcomparb, 
sm. Chi fa le veci del compare. Chi rappre- 
senta il compare. V. Cmédar. 8antol. 

Compendi. V. Ristrét. 

Compèns. COMPENSO, sm. Risarcimento di 
danno: e La cosa data o ricevuta per tal ri- 
sarcimento. 

Compenso. COMPENSARE, va. Risarcire 
un danno, un incommodo. Dar l'equivalente 
contracambio. Compensazione, sf. L'atto del 
compensare. Compenso. Compensabile, agg. 
Da potersi compensare. Incompensabile, agg. 
Da non potersi compensare. Compensatosi, 
verb. m. Compensatele, f. Chi o Che com- 
pensa. 

Comper. V. Compedar. 



COM 



- 150 - 



COBI 



Comparsa. COMPARSA, af. Il comparire. 
Appariscenza. Arrivo inaspettato, terna, leg. 
Citazione a comparire in giudizio. Persone che 
hanno parte sulla scena^. senza parlare. Com- 
parita, COMPARIZIONE, 8L CoMP ARMENTO , 

sm. Il comparire. Comparsa in giudizio. Com- 
parbnza, sf. Bella, vista, Bella, apparenza, 
Spicco. Dare comparenxa a checckesta, Farla 
spiccare. Compariscbnxa , sf. Comparsa con 
una certa eleganza e leggiadria. Compari- 
scente, agg. Che fa bella mostra. Fé cV la 
comparsa. Bbllkkharb, vn. Far bella, mo- 
stra. V. Figura (fé la su tlgùra). 

Compért. Fé oompért. Far comparita, (e 
alcuni dicono Comparita) dicesi ai cose spe- 
cialmente da mangiare o berne, le quali pare 
che, per mangiarne o per berne, non si con- 
sumino, e che siano più abondanti di quel che 
sono veramente. (Fanfani). Féssen com- 
pért. Risparmiare. Adagiarsi, np. Operare 
lentamente, parlandosi di lavoro. V. Scom- 
pért. 

Competer. COMPETERE, vn. Disputare. 
Questionare, Tencionar*. Gareggiare. Concor- 
rere ad un officio, o ad una dignità, ecc. con 
altri. Competenza, af. Il competere, cioè II 
concorrere ad un officio, o ad una dignità, ecc. 
con altri. Compbtbotb, agg. Che compete. 
Giudice competente, Giudice che ha la con- 
venevole e necessaria giurisdizione. Competi- 
tore, verb. m. Competitricb, f. Chi o Che 
compete. Rivale. Emulo. V. Apartené. 

Compi. COMPIERE , COMPIRE , va. Dare 
compimento, vn. Venire a fine, a termine. 
Completo, agg» A cui non manca nulla. Che 
ha tutte le parti, tutte le condizioni che gli si 
richieggono. (La differenza che è tra Com- 
pleto e Compito o Compiuto consiste in ciò 
che queste due ultime voci esprimono lo stato 
di cosa condutta a fine io genere; ma non 
tutto quello che è condutto a fine possiede 
ciascuna delle parti e delle condizioni che gli 
sono richieste; il che si esprime dall' agget» 
tivo Completo). (Gherardini). Compitole, verb. 
ro. Compitricb, f. Chi o Che compie. Com- 
pito, agg. Che ha le qualità che si richieg- 
gono in persona costumata e gentile. Compi- 
tamente, avv. Civilmente, Cortesemente, su- 
peri. Compitissimamente. — Compiutamen- 
te, aw. Interamente. Perfettamente. 

Compianger. COMPIANGERE, COMPIA- 
GNERE, va. Entrare a parte del dolore al- 
trui. Esprimere dolore dell'altrui male. Com- 
passionare. Compianto, sm. Condoglianza. La- 
mento. Compiagnbvolb, agg. Da essere com- 
pianto. Compianoitorb, verb. m. Compi an- 
qitrice, f. Chi o Che compiange. 

Compiasè. COMPIACERE, vn. Aderire con 
bontà alle altrui richieste. Fare altrui cosa 
grata, np. Dilettarsi. Prender gusto e piacere 
in una cosa, o d' una cosa. Degnarsi. Fare di 
buon grado. Compiacimento, sm. Il compia- 
cere. Compiacente, agg. Cortese. Piacevole. 
Compiacevolb, agg. Dilettevole. Compiacen- 
za, sf. Gusto e diletto che si prende nelle cose 



e azioni propria, Condiscendeiwa alle brame 
altrui. Il compiacere altrui. 

Compila. COMPILARE, va. Comporre, Di- 
stendere; e dicasi particolarmente di scritti di 
qualche importanza. Ordinare cose trovate 
scritte in altri libri. Compilamhnto, sm. Com- 
pilazione, st II compilare. La cosa compi- 
lata. Compilatamene aw. In modo compi- 
lato. Compilatore, verb. m. Compilatele, 
f. Chi o Che «rapila. 

Oompimént. COMPIMENTO, sm. Conduci- 
mente* a fine. Finimento. Complemento, sm. 
Ciò ohe si aggiunge per compiere. 

Còmpit. COMPITO, sm. Opera e Lavoro as- 
segnato altrui determinatamente. V. Pròva 
(die la pròva). 

Compite. COMPITARE, va. e vn. Accozzare 
delle lettere e delle sillabe che fanno i fan- 
ciulli quando cominciano ad imparare a leg- 
gere. Compitazione, sf. Compito, sm. Il com- 
pitare. V. 8ilabé. 

Complèssi COMPLESSO, sm. Aggregato di 

Siù cose , o oggetti concorrenti a uno stesso 
ne, ossia II, tutto composto di più parti, agg. 
Robusto per proporzione e sviluppo delle mem- 
bra. In complós8. Tut? insieme. 

Compiegatoli. COMPLESSIONE, sf. Natu- 
rale disposizione del corpo: così ai dice: Com- 
plessione robusta, gracile, delicata, nervosa e 
amili. Complbssionale, agg. Appartenente a 
complessione. Complessionato, agg. Che ha 
complessione; e dicesi Bene o Male comples- 
sionato, se ha buona o cattiva complessione. 
Complessionarb, va. Formare, Disporre la 
complessione. 

Complete. COMPIRE, COMPIERE, va. Con- 
durre a fine. V. Compì. 

Compliche. COMPLICARE,, va. Avvolgere 
insieme. Inviluppare. Complicato, agg. Rav- 
viluppato. Intricato. Malatia complicata, 
Quella che si manifesta con sintomi d'altre 
maiatie diverse. Complicazione, sf. Il com- 
plicare. Avvolgimento di più cose insieme. 
Coesistenza di due o più maiatie. metaforic. 
Imbarazzo. 

Compliménti COMPLIMENTO, sm. Parole 
cortesi ed officiose verso altrui. Finitezza, sf. 
Complimento squisito. 

Complimento. COMPLIMENTARE, va. e 
vn. Far complimenti. Complimentoso, agg. 
Che fa molti complimenti. Complimbntatorb, 
sm. Complimenta trice, sf. Chi complimenta. 
Complimentario, sm. Primo fra 1 ministri 
di una casa di commercio che rappresenta la 
ditta, tratta gli affari, e accoglie le persone 
nel banco. (Sergent, Vocab.) Cerimoniere, 
sm. Maestro di cerimonie. 

Campili. COMPLICE, sm. e agg. Compagno 
di delitto. Correo^ 

Compiiate. COMPUCITÀ,sf. Partecipazione 
ad uno stesso delitto, 

Complòt. V. Combréoola. Traplét. 

Compòn L COMPORRE, va. Fare che che 

CompOner ! sia coli' unione di varie parti. 

Oompór r Scrivere o Favellare inventando 
in prosa, in poesia, in musica. Mettere d' so- 



COM 



— 151 — 



COM 



cordo. Riconciliare. Aggiustane la salma del- 
l'estinto. Aocoizare i caratteri per la stampa. 
Compito la bughé. Inconcare, te. Met- 
tere in ordine i panni nella conca, e rioo- 
coprirli col oeneracciolo, su cui si vena IV 
qua bollente con cenere. V. Bugadùr. fcen- 
dràxLdèl. Scompon (sconcare). Compor- 
8i, np. Mettersi in calma. Accordarsi. Ag- 
giustarsi. Convenire. Compositivo, agg. Atto 
a comporre. Che compone. Compositura, sf. 
Il comporre. Ricomporre, va. Comporre di 
nuovo ; (ne* diversi significati del verbo Com- 
porre.) Componìcchiabs, va. Comporre poco e 
a stento, parlandosi di prosa, poesia o musica. 
Compoaitòr. COMPOSITORE, sm. Chi com- 
pone, Maestro di musica. Tipotbta, sm. (Re- 
golatamente si avrebbe a pronunziare Tipo- 
teta; ma pare che Tubo commune inclini a 
pronunziare Tipotéta). Term. degli Stampa- 
tori. Colui che accozzando le lettere, le sillabe, 
le parole, disponendo le righe e le pagine, 
compone le forme, ed anche le pone in tor- 
chio. Sinon. Compositore, termine, per dir 
vero, troppo generico. (Gherardini). Compo- 
sitoio, sm. Strumento in cui pongonsi le let- 
tere ad una ad una per la stampa, e si ag- 
giungono in linee. 

Composialòn. COMPOSIZIONE, sf. L'atto 
del comporre, e la cosa che n'esce dal com- 
porre. — Accordo. Aggiustamento. Pacifica- 
zione. Invenzione pittorica, poetica, musicale, 
eoe Tutto ciò che è stato composto dal com- 
positore, dim. Composi zioncbll a , Composi- 

2IONBTTA. pegg. COMPOSIZIONACCIA. 

Compost. COMPOSTO, sm. Risultanza di più 
cose mescolate insieme, nell'uso, Mescuglio di 
cannella, chiodi di garofano, noce moscata in 
polvere per condimento di vivande, agg. Con- 
trario di Semplice. Aggiustato. Ordinato. Con- 
certato. Pattuito. Grave. Artefatto» Composito, 
Composto, agg. Ordine d'architettura così 
chiamato per essere composto degli altri quat- 
tro ordini, cioè Corinzio, Jonico, Dorico, 
Tostano. Composto, sf. Mescuglio di cose ac- 
conci insieme. Conserva di frutte fatta con 
zucchero chiarito per via di cottura. Compo- 
stiera, sf. Vaso in cui si servono in tavola 
le conserve e i guazzi, cioè- frutta messe nello 
spirito, nel rosolio, ecc. Intriso, sm. Mescu- 
glio di aqua e farina per far pane, o polenta, 
e di altre cose per far torte, migliacci, ecc. 
V. Pén. Ripj. 

Cómpra. COMPERA, sf. Il comprare; a La 
cosa comprata. Ricompera, Ricompra, sf. Il 
ricomprare. 

Compre. COMPERARE, COMPRARE, va. 
Acquistare a prezzo, ossia a denaro, figurat. 
Guadagnarsi alcuna cosa con doni. Comprare 
per isoariera, Comperare fuori del traflco 
commune, e quasi occultamente. Comperar 
la aatt* in sacco, Comprar che che sia senta 
vederle. Compbrambnto , sm. Il comprare. 
Comparabile, Compbbevole, agg. Che può 
comprarsi. Venale. Compratore. Compera- 
to*», verb. m. Comperatricb, t. Chi o Che 
compra. Compre pr' arrènder. Incet- 



tare, va. Fare incetta. Incetta , sf. Compera 
di mercanzie per rivenderle con profitto. So-' 
PRACOMPBRARE, va. Comperare più del biso- 
gnevole. Emacità, sf. Voglia abituale di com- 
prare. V. Arcomprè. 

Comprènder. COMPRENDERE, va. e vn. 
Capire, Intendere pienamente. Contenere. Ab- 
bracciare. Incorporare. Indovinare. Compren- 
dimento, sm. Comprensione, sf. Il compren- 
dere. Comprensivo, agg. Che comprende sotto 
di sé più cose. Atto a comprendere, o a com- 
prendersi. Com prenditore, Comprbnsorb, 
verb. m. Comprenditele, f. Chi o Che com- 
prende. 

Oomprendon l COMPRENDONIO, sm. COM- 

OomprindSn I PRENDONIA, sf. Intelletto, 
Giudizio. 

Oomproméss. COMPROMESSO, sm. Atto 
col quale due si obligano di stipulare nn dato 
contratto, a condizione che perda una tal 
somma chi si ritira. 

Comproméssa. COMPROMESSO. Méter 
In comproméssa. Mettere in compro- 
messo, Mettere a rischio, o a dubio evento. 

Comprométer. COMPROMETTERE, va. 
Mettere in compromesso, a rischio, np. Met- 
tersi in compromesso. 

Comprove. COMPROVARE, va. Provare, 
Approvare. Ammettere. Confermare. Compro- 
vamene, sm. Comprovazione, sf. Il com- 
provare. Comprovatorb, verb. m. Compro- 
vatricb, f. Chi o Che comprova. Ricom pro- 
vare, va. Comprovare di nuovo. 

Oòmput. COMPUTO, sm. Calcolo. 

Computo. COMPUTARE, va. Calcolare, Fare 
un conto dato. Computamento, sm. Computa- 
zione, sf. Il computare* Computatorb, verb. 
m. Computatricb, f. Chi o Che computa. 

Computaste. COMPUTISTA, sm. Colui che 
esercita l'arte di tener conti e ragione, e far 
computi. Ragioniere. Computbstbria, sf. Arte 
o Professione del computista. Il luogo dove 
sta il computista, e Lo scrittojo del medesimo. 

Oòmud. V. Oòmod. 

Cornale. V. Acumulé. 

Comunanza, COMMUNANZA, sf. Commu- 
nity. V. ComuniOn. 

Comune!. COMMUNALE, agg. Di commu- 
ni». Commune a più persone o a tutti. Com- 
munalmbltb, avv. Communemente. Ordina- 
riamente. Communitativo, agg. Di commu- 
nità, o Di commune. 

Cornimela. COMMUNELLA, sf. Commu- 
nione. Accommunamento. Convito di com- 
muneìia, Quello in cui ciascun commensale 
deve provedere qualche cosa. V. Oomunlon 
(combutta). 

Comunemént. COMMUNEMENTE, aw. 
Ordinariamente. In commune. 

Oomunésta. COMMUNISTA, sm. Abitatore 
di un commune. Partigiano del commrmismo. 

Comunicativa. COMMUNICATTVA, sf. Fa- 
coltà di spiegarsi nell' insegnare, o di esporre 
le proprie idee. 

Comunione. COMMUNIO ARE, va. Render 
commune. Far partecipe. Far sapere. Prati- 



CON 



— 152 - 



CON 



care. Conversare. Amministrare l'eucaristia, 
vn. Aver communicazione , e dicesi de' corpi 
che si toccano insieme, e possono parteciparsi 
certe loro proprietà. Communicazione, sf. Il 
communicare. Communicabile, agg. Da po- 
tersi communicare. Affabile. Communicabili- 
tà, sf. Agevolezza a trattare, a communicare 
colle persone. Affabilità. Communicativo, agg. 
Che facilmente si communica altrui. Comu- 
nicatore, verb. m. Communicatricb, f. Chi 
o Che communica. 

Comuniòn. COMMUNIONE, sf. Partecipa- 
zione in commune. Il sacramento dell' euca- 
ristia, e L'atto di riceverlo. Sono la oomu- 
niOn. Sonare a communione, Avvisare co'l 
suono della campana che si sta per portare 
ad un infermo l'ostia consacrata, cioè il Sa- 
cramento dell* al tare, il Viatico. « Due re non 
ponno star sopra un sol trono, Due donne in 
una casa son versiere, E se in man di due 
medici è un malato, Sonate a communion 
quell'uomo è andato. * (Pananti). Combutta, 
sf. Combutto, sm. Communanza. Fare com- 
butta. Mettere a combutta, Servirsi di una 
cosa in communione. In combutta, Tutti in- 
sieme, Senza distinzione. 

Comunìsum. COMMUNISMO, sm. Teoria 
dell'equa distribuzione: ed anche Communione 
di beni. 

Comunità COMMUNITÀ, sf. Il corpo dei 
cittadini. Communanza. Unione o Società di 
molte persone che vivono e praticano insieme 
sotto certe regole. Communitativo , agg. Di 
communita, Di commune. Addetto a commu- 
nità. 

Cóna. V. Conia. 

Conaftionel. CONNAZIONALE, sm. e agg. 
Chi o Che è della medesima nazione. 

COnca. CONCA, sf. Vaso grande di qualsivo- 
glia materia , di larga bocca e apertura. — 
Quel vaso di legno di figura quadrangolare 
nel quale si mette il porco morto, e sul quale 
si versa aqua bollente per facilmente pelarlo: 
se il vaso è di muraglia, dicesi anche Truo- 
golo, dim. Conchbtta. Cónca da mura- 
dòr. Schifo, Vassojo, sm. Conchbtta, sf. 
Arnese concavo di legno nel quale i manovali 
trasportano la calcina. « La conchetta fatta 
di salice sottile, ovvero di lamiera di ferro, 
ò ottima per portare calcina, o altre materie. » 
(Lorini, fortir.) Inconcarb, va. Mettere nella 
conca. V. Mastèl (giomello). 

Oonohéglia. CONCHIGLIA, sf. Conca, Nic- 
chio marino, quasi piccola conca, dim. Con- 
chiqlietta. 

Conclév. CONCLAVE, sm. Luogo dove adu- 
nansi i cardinali per creare il papa. L'assem- 
blea medesima de cardinali. Conclavista, sm. 
Partigiano di cardinale in conclave. 
Conclùder. CONCLUDERE, CONCHIUDE- 
RE, va, e vn. Condurre a line un negozio, un 
discorso. Venire alla conclusione. Conclusivo, 
agg. Atto a concludere. Conclusiv ambntb , 
avv. In modo conclusivo. Concluditorb, verb. 
m. Concluditbicb , f. Chi o Che conclude. 
Concludente, pan. pres. Che conclude. Con- 



cludentemente, avv. In modo concludente, 
superi. Concludentissimamente. Riconchiu- 
derb, va. e vn. Conchiudere di nuovo. 
Concluaiòn. CONCLUSIONE, CONCLU- 
SIONE, sf. Termine di un discorso, di un'o- 
perazione. Conseguenza che si cava dalle pre- 
messe di un ragionamento, dim. Conclusio- 

NETTA , CoNCLUSIONCOLA. pegg. CONCLUSIO- 
NACCIA. 

Concordót. CONCORDATO, sm. Accordo. 
Convenzione, e per Io più tra le due potestà 
sacerdotale e secolare. 

Concordia. CONCORDIA, sf. Conformità di 
voleri, e di operazioni. Buona armonia. 

Concorént. CONCORRENTE, smf. Chi o Che 
concorre. Competitore. Emulo. 

Ooncorénsa. CONCORRENZA, sf. Il concor- 
rere. Gara per ottenere un impiego, o una 
dignità, terra, comm. Rivalità e gara di ven- 
dere le stesse merci a minor prezzo, o di mi- 
glior qualità. 

Concórer. CONCORRERE, va. Competere. 
Gareggiare. Pretendere lo stesso. Cooperare. 
Prendere, o Aver parte a qualche cosa. Con- 
correre alla spesa, Unirsi a spendere. Con- 
corbimento, sm. Il concorrere. Concorri- 
tore, verb. m. Concorritricb, f. Chi o Che 
concorre. 

Ooncòrs. CONCORSO, sm. Moltitudine di 
gente concorsa. Esame da sostenersi a gara 
con altri. — Cooperazione. 

Oonculchè. CONCULCARE, va. Calpestare. 
Tener sotto. Vilipendere. Oltraggiare. Tener 
8uggetto. Conculcamento, sm. Il conculcare. 
Conculcatore, verb. m. Conculcatricb, f. 
Chi o Che conculca. 

Oondàna. CONDANNA, sf. Sentenza di pu- 
nizione, e La punizione stessa. Condannamen- 
to, Condannatone. 

Oondané. CONDANNARE, va. Imporre al- 
trui pena per sentenza. Condannatorio, agg. 
Appartenente a condanna. Condannabile, 
Condannevole, agg. Degno di essere condan- 
nato. Condannato, agg. Sentenziato, superi. 
Condannatissimo. « L'affermare il contrario 
sarebbe un'eresia manifesta, condannatissi tna 

S'à in più concilii dalla chiesa. » (Segneri). 
)Ndannatorb, verb. m. Condannatele, f. 
Chi o Che condanna. Ricondannare, va. Con- 
dannare di nuovo. 

Condì. CONDIRE, va. Porre condimenti sulle 
vivande, figurat Rendere, con alcun mezzo, 
piacente alcuna cosa. Rendere gradita un'azio- 
ne. Ricondirb, va. Condire di nuovo. 

Oondimént. CONDIMENTO, CONDITO, sm. 
CONDITURA , sf. Il condire. Tutto ciò che 
vale a migliorare il sapore delle vivande. 

Condiscénder. CONDISCENDERE, va. Rb- 
cedere, Declinare dalla propria opinione per 
uniformarsi al parere o a) volere altrui. Se- 
condare. Condiscendimento, sm. Condiscbk- 
sionb, sf. Il condiscendere. Condiscendente, 
sm. e agg. Chi o Che condiscende. Condiscen- 
sivo, agg. Atto a condiscendere. 

Condiscendénia. CONDISCENDENZA, sf. 
Il condiscendere. 



CON 



- 15S — 



CON 



CondiiiOn. CONDIZIONE, sf. Stato di per- 
sona o di cosa, o di luogo. Qualità sociale del- 
l'uomo. Specie di restrizione che si mette in 
una convenzione qualunque, dim. Condizion- 
cella. — Condizione della seta, Determi- 
nato grado di asciuttezza, a norma del trafico 
e luogo in cui, col mezzo del calore, si ridu- 
cono Te sete a quel grado. Stagionatura, neol. 
Condizionalmente , Condizionatamente , 
avv. Con condizione. Condizionare, va. Dare 
ad una cosa le richieste qualità. Condizionare 
la seta. Sottoporla air operazione dell* asciu- 
gamento. Condizionatura , sf. L' atto e il 
risulta meo Lo del condizionare. Condizionato; 
agg. Sottoposto a condizione. Che ha condi- 
zione, Non libero. Bene o male condizionato, 
In buono o cattivo stato, Bene o male tenuto, 
parlandosi di merci Condizionario, sm. Chi 
gode, o ha ottenuto qualche condizione. 
Concila. V. Conia. 

Coxxdót. CONDOTTO, sm. Canale per condur- 
re aqua, ed è voce generica, agg. Guidato. 
Aquidotto, Acquidoccio, sm. Canale murato 
per condurre aqua. potabile da un luogo al- 
l'altro. Doccio, Doccione, sm. Strumento di 
terra colta, o ferro fuso, o simile, a guisa di 
grosso cannello, di cui si fanno i condotti per 
mandar Taqua. Cannajo, sm. Chi fa canne 
o tubi per condotti. 

Condóta. CONDOTTA, CONDOTTA, sf. 
Condncimento, Contegno di vita, Quantità di 
bestie da soma che per un prezzo stabilito 
portano mercanzie. Condotta medica, Impie- 
go di medico presso un Commune. Ricon- 
dotta, sf. Nuova condotta. 
Condote. CONDOTTARE , va. Condurre le 
aqua per condotti. 

Condù s CONDURRE, va. Menare, Gui- 
Cotbdùser ) dare , Essere scorta. Muovere a 
fare, Indurre. Dell'uso Pigliare a fitto che 
che sia. np. Avviarsi verso un luogo. Rego- 
larsi. Conduqimento , sm. Conduttura, sf. 
lUcondurre. Conduzione, sf. Conducimelo: 
presso i legali vale Locazione. Ricondurre, 
▼a. Di nuovo condurre. Conduttore, Condu- 
rrroRjs, verb. m. Conduttrice, Conducitrick, 
f. Chi o Che conduce. Chi conduce a prezzo 
vetture , o piglia a pigione o a fitto case e 
poderi. Chi conduce in appalto. Corpo atto a 
condurre il calorico , 1* eletrico. Conduttore 
di una trattoria, di un caffè, Chi prende 
sopra di sé quella data azienda, retribuendo 
al proprietario un compenso stabilito. Condu- 
cente, sm. Appaltatore di alcun lavoro, ecc. 
parL pr. Che conduce. Condottieri, Condut- 
tore, sm. Capitano. Chi conduce o fa con- 
durre da un luogo ali* altro le mercanzie. 
Condottieri Conduttura, sf. Colei che fa 
da condotti ere. 

Conéi. CONIGLIO, sm. Quadrupede domestico, 
simile alla lepre, ma più piccolo, dim. Coni- 
oliolo, Coniolino, CoNic.Ljuzzo. pegg. Cq- 
nigliaccio. — Coniglièra, Coniglierìa, 
sf. Conigliere, sm. Luogo ove si tengono 
chiusi i conigli. Gàrenna, sf. Conigliera in 
luogo aperto. 



Oonétar. CONNETTERE, va. Unire insieme , 
Congiungere, fìgurat. Ragionare, Imbroccare* 
Colpir nel segno, ragionando. Connettimen" 
to, sm. Il connettere. Connessione, sf. Con" 
nettimento , Congiungimento , Relazione eh 6 
certe cose hanno fra loro. Connesso , agg • 
Unito. 

Oonfalunlr. V. Oonfalunlr. 

Confo j CONPARE, vn. e np. Star bene, 

Conféss ì Convenire, Essere acconcio, adat- 
to, Confarsi. Acconfar&i, np. Esser dicevole, 
Convenirsi a. Confacimento , sm. Il confarsi. 

Oonfedera*i5n. CONFEDERAZIONE, sf. 
Unione, Lega di principi o £tati , o di Capi 
di uno stesso Stato. 

Confedererà. CONFEDERARSI, np. Unirsi 
in confederazione. Confederato , agg. • Che 
è in confederazione. Confederativo , agg. 
Atto a confederarsi. Di confederazione. 

Confén. CONFINE, CONFINO, sm. Linea 
commune ove vanno a finire due limiti. Spa- 
zio entro cui è rinchiuso un movimento , od 
una estensione, Relegazione per castigo in 
luogo determinato. Confinario, agg. Di , Da 
confine. Confinale, agg. Attenente a confine. 
« Ha fatto rappresaglia di una quantità di 
bestie grosse, ritrovate pascere in luogo con- 
finale (Va essi , e li nostri da Vagli. » (A- 
riosto). Méter i confén. Terminare, va. 
Porre termini o confini tra una possessione 
e 1* ultra 

Conferènza. CONFERENZA, sf. Il conferire. 
Abboccamento di più persone. Colloquio. 

Conferì. CONFERIRE , va. Communicare 
altrui i proprj pensieri, Dar cariche, privilegi, 
ecc. vn. Far prò , Esser utile , Contribuire. 
Conferimento, sm. Il conferire. Conferito- 
re , verb. m. Conferitrice , f. Chi o Che 
conferisce. 

Conférma. CONFERMA. CONFERMAZIO- 
NE, sf. CONFERMAMENTO, sm. Il confer- 
mare. 

Conferme. CONFERMARE, va. Render fer- 
mo. Consolidare, Dar nuove prove di un fatto, 
Dimostrare con altri fatti , con altre parole, 
np. Assicurarsi. Tener per fermo. Confer- 
mativo, Confbrmatobio, agg. Che conferma. 
Confermatole, verb. m. CoWermatrice, f. 
Chi o Che conferma. Riconfermare , va. Di 
nuovo confermare. 

Confósca. CONFISCA , CONFISCAZIONE , 
sf. L* atto del confiscare , La cosa confiscata. 
V. Confische. 

Conféss. CONFESSIONALE, CONFESSIO- 
NARIO, sm. Casotto per lo più di legno dove 
' il sacerdote ascolta le confessioni, agg. Di 
confessione, Attenente a confessione. Confes- 
so, agg. Che ha confessato, part pass. Confes- 
sato. V. Consé. 

Confèt. CONFETTO, sm. Mandorla, Pinoc- 
chio, Pistacchio, o Aromato qualunque vestito 
di zucchero siropato e cotto, agg. Confettato. 

Confete. CONFETTARE , va. Acconciare a 
modo di confezione. Confezionare, va. Far 
confezione. Confezione, sf. Composizione di 
frutta e simili eoo zucchero. Ogni sorta di 

20 



CON 



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CON 



confettura. Qualunque composi sione artata- 
mente fatta. V. Confter. Conftera, 

Confettura. V. Conftùra. 

Confidò. CONFIDARE, vn. Aver confidenza, 
Sperare, Commuti icare i segreti. Fidare ad 
uno, Affidare, Credere con fiducia, Assicurarsi 
nella bontà, della propria causa, nella rettitu- 
dine de' proprj sentimenti, np. Confidarsi con 
alcuno, Manifestargli il proprio animo, i no- 
stri secreti, o gli altrui. Mettere in qualche- 
duno tutta la nostra, confidenza. Confidambn- 
to, sm. Confidanza, sf. Il confidare. Ricon- 
fidare, vn. Tornar a confidare. 

Confldént. CONFIDENTE , sm. Amico cui 
si confidano i segreti, agg. Famigliare, Intrin- 
seco,. Che si confida. 

Confidènza. CONFIDENZA, sf. Speranza 
grande, Communicazione di cosa secreta, In- 
tima amicizia. Confidentemente , avv. Con 
confidenza. Confidenziale, agg. Di confiden- 
za, Appartenente a confidenza. 

Oonfldeniiéri. CONFIDENZIARIO, sm. Chi 
tiene illecitamente un benefizio per via di 
convenzione segreta. 

Confine. CONFINARE, va. Mandar per pena 
in luogo determinato, Porre confini o termini, 
vn. Essere confinante o contiguo, np. Chiu- 
dersi in un luogo volontariamente, e non uscir 
mai, o di rado. Confinazionb , sf. Stabili- 
mento di confini. Confinante, sm. Chi con- 
fina. 

Confische. CONFISCARE , va. Aggiudicare 
al fisco i beni di un condannato. Confisca- 
mene, sm. 11 confiscare. Confiscabile, agg. 
Che può essere confiscato. V. Confésca. 

Conflét. CONFLITTO , sm. Combattimento. 
Configgere, vn. Fare conflitto. Combattere. 

Confónder. CONFUNDERE , va. Porre in 
disordine, Mescolare confusamente, Convincere 
altrui con ragioni , Non fare distinzione di 
cose o persone, np. Smarrirsi, Turbarsi gra- 
vemente. Confundimento , sm. Confusione. 
Confundibilb, agg. Che può confonderei. Con- 
funditore, verb. m. Confunditbice , f. Chi 
o Che confonde. Chi o Che reca confusione. 
Riconfundere, va. Confundere di nuovo. 

Oonformaaiòn. CONFORMAZIONE, sf. 
Struttura di un corpo. 

Conforme. CONFORMARE, va. Far confor- 
me, np. Uniformarsi, Accoudisoendere, Ras- 
segnarsi, Addattarsi, Prender forma. Con for- 
ai rvolb, Con formativo, agg. Che si confor- 
ma, Che ha conformità. Conformità . Con- 
formkzza, sf. Simiglianza di forme, L essere 
una cosa conforme a un'altra. Conformemen- 
te, avv. D' accordo, Ad una medesima forma. 
V. Oonfòrum. 

Confòrt. CONFORTO , sm. Lieta speranza 
che si prende , o si reca altrui nel dolore. 
Consolazione, Incitamento, Ajuto. Colui che 
consola e conforta. Confortoso, agg. Pieno 
di conforto. 

Confortadòr. V. Conforte. 

Confortarla J CONFORTERIA, sf. Luogo 

Confortar! j nelle carceri dove stanno i 
confortatori de condannati a morte. 



Conforta. CONFORTARE, va. Recar confor- 
to, Allegerire il dolore altrui con parole af- 
fettuose, Esortare, Incitare, Ristorare, Ricre- 
are, Dare speranza, np. Consolarsi, Darsi pace.. 
Avere speranza. Confort amento, sm. Il con- 
fortare, e II conforto stesso. Confortativo, 
Confortevole, agg. Che conforta. Che ha 
virtù di confortare. Confortativo, sm. Ri- 
medio che conforta. Confortatorio, agg. Di 
conforto, Che reca conforto. Confortatore, 
verb. m. Confortatricb, f. Chi o Che con- 
forta. Confortatori, diconsi più particolar- 
mente Quelli che confortano ed accompagnano 
i condannati al supplizio. Riconfortare, va. 
Confortare di nuovo. Ri confortatore, verb. 
m. RicoNFORTATRirs, f. Chi o Che riconforta. 

Confortén. CONFORTINO, sm. Pasta dolce 
fatta di farina con en trovi droghe, Bericuocolo. 
Confortinajo , Bericuocolajo , sm. Chi fa 
o vende confortini. 

Confòrum. CONFORME, agg. Simigliane, 
Di simil forma, avv. In conformità, Siccome, 
Secondo, e simili. 

Confratèl. CONFRATELLO, CONFRATE, 
sm. Chi è della stessa confraternita. Chi fa 
parte di qualche corporazione religiosa. 

Confraternita. CONFRATERNITA, sf. A- 
dunanza di persone per opere spirituali. Fra- 
ternità, sf. Adunanza divota di secolari ; al- 
trimenti Compagnia. 

Confront. CONFRONTO, «m. Paragone, Ri- 
scontro. A confronto, locuz. avv. A compa- 
razione. 

Confronta. CONFRONTARE, va. Paragona- 
re cosa con cosa. vn. Tornar bene al confronto. 
Confrontamene, sm. Confrontatone, sf. 
Il confrontare. Riconfrontarb, va. Confron- 
tare di nuovo. 

Confter ) CONFETTIERE , CONFETTA- 

Conftlri TORE, sm. CONFETTATRICE, sf. 
Chi fa, o vende confetti, Chi o Che confetta. 
Confetturiere, sm. (Manuzzi), è voce del- 
l' uso commune. 

Conftera i CONFETTIERA, sf. Vaso da te- 

Conftìra j ner confetti. Confetterìa, sf. 
Luogo dove si fanno o vendono confetti. 

Conftùra. CONFETTURA , sf. Quantità di 
confetti. Confettureria , sf. Luogo dove si 
vende la confettura. (Manuzzi). 

Confaa. CONFUSO, agg. Mescolato alla rin- 
fusa, Disordinato, Sbalordito, Smarrito. Suono 
confuso, Suono indistinto. Sogno confuso, 
Non chiaro, dim. Confusetto.— In confuso, 
Alla confusa, locuz. aw. Confusamente. 

Confusión. CONFUSIONE, sf. Disordine 
delle cose per non essere a loro luogo. Tur- 
bamento dell'animo, Vergogna, Rossore, Caos. 
Confusamente, avv. Con confusione, In con- 
fusione, In modo confuso. 

Confate. CONFUTARE, va. Ribattere le 
ragioni dell' avversario con validi argumenti. 
Confutambnto , sm. Confutazione , sf. Il 
confutare. Confutabile, agg. Che si può con- 
futare. Confutatorio , Confutativo , agg. 
Atto a confutare. Confutatore, verb. m. 
Confutatrice, f. Chi o Che confuta. 



CON 



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CON 



Conged. CONGEDO, sm. Licenza di partire 
domandata o data. Licenza che si dà di ab- 
bandonare la miliiia. 

Congedo. CONGEDARE , va. Dar congedo. 
Licenziare, np. Pigliar licenza di partirsi. 
Prender congedo. 

Congetùra, CONGETTURA, sf. Giudizio 
probabile, Conclusione che si deduce da dati 
non certi, ma apparenti intorno ad una cosa. 

Congetture. CONGETTURARE, va. Far con- 
gettura, Giudicare per via di confettura, In- 
ferire. Congetturabile , agg. Che si può 
congetturare. Congetturale, add. Che è ron- 
dato solamente sopra congetture. Congettu- 
ralmente, avv. In modo congetturale. Con- 
oetturatobb, sm. Chi congettura. 

Congiuntura. CONGIUNTURA , sf. Occa- 
sione, Opportunità, Caso. V. Cunaintùra. 

Congiura. CONGIURA, sf. Lega giurata di 
più persone per lo più contro lo Stato, o la 
persona di chi domina. Unione di congiurati. 
Congiuramento, Congiurazione. 

Congiure. CONGIURARE, vn. Far congiura. 
Far mene per nuocere ad alcuno. Congiura- 
to, sm. Chi congiura. Congiuratore , vex*o. 
ra. Congiuratrice, f. Chi o Che congiura. 

Congratuléss. CONGRATULARSI, np. Ral- 
legrarsi con alcuno delle sue felicità. Dare 
il mi rallegro, è congratularsi. « Se vedete 
il tale ditegli il mi rallegro per il suo ma- 
trimonio. » (Cioni). Congratulamento, sm. 
Cono ratul azione, *sf. Il congratularsi. Con- 
gratulatorio, agg. Spettante a congratula- 
zione. Congratulatorb, verb. m. Congra- 
tu l atrio e, f. Chi o Che si congratula. 

Congrega. CONGRÈGA , CONGREGA , sf. 
Unione di persone per lo più per fini non 
onesti. 

Congregaàidn. CONGREGAZIONE , sf. Il 
congregarsi, Gente raccolta, e per lo più con 
certe norme ed intenzioni, e, d ordinario per 
P esercizio di pratiche religiose. (Ambrosoli). 
Conorbo arsi, np. Unirsi. Conorbo ale, agg. 
Che ama di congregarsi , di unirsi insieme. 
Conorbo abile, agg. Che si può congregare, 
Fatto per vivere in compagnia. 

Congress. CONGRESSO, sm. Adunanza di 
sovrani , o di ministri per trattare negozj di 
Stato, o di persone ragguardevoli per trattare 
negozj d' importanza, di politica, di scienze, 
lettere, ed arti. Il ritrovarsi insieme, Con ver- 
samento. 

Còngrua. CONGRUA , sf. Provisione neces- 
saria a un paroco per vivere secondo il suo 
stato. Congrua mente , Congruentemente , 
avv. In modo congruo, Convenientemente. 
Congruo , agg. Conveniente , Dicevole, term. 
leg. Jus conprua si dice quel Jus o Privi- 
legio che ha il vicino di essere preferito nella 
vendita di una casa confinante, o di altra si- 
mi 1 cosa. 

Conié. CONIARE, va. Improntare le monete, 
o le medaglie del loro conio. Coniazione, 
sf. Atto del coniare. Coniatore, sm. Chi conia 
monete. Riconiarb, va. Di nuovo coniare. 

Conjugné. CONIUGARE, vn. Recitare i 



verbi per ordine di tempi e modi. Conjuga- 
zione , sf. Il conjugare. Conjug abile , agg. 
Che può coniugarsi. 

Conjugnei. CONJUG ALE, agg. Matrimo- 
niale. 

Conia. CULLA, sf. Letticciuolo de* bambini. 
Cuna. Zana, sf. Culla intessuta di vetrici come 
una paniera. Arcioni , sm. pi. Due legni o 
ferri cilindrici curvi, fermati trasversalmente 
sotto alla culla , o alla zana, e sulla conves- 
sità de* quali ella posa sul pavimento, ma in 
bilico, onde dimenando, poter cullare il bam- 
bino: in romagnolo I pi d' la oònla. V. Ar- 
cunàèl. Ounlé. 

Conoaoént. CONOSCENTE, sm. e agg. Che 
conosce, Che è pratico, Noto solo per cono- 
scenza. V. Cnunaanàa. 

Conotet. SEGNALI , CONTRASEGNI , sm. 
pi. Descrizione di una persona, nell'uso Con- 
notati. 

Conquàaa. V. 8conquàaa. 

Conquasso. CONQUASSARE , va. Sconnet- 
tere una cosa, levarla di sesto, Scuotere; e di- 
cesi per lo più de* terremoti , Far sì che una 
parte si urti e sbatta coli* altra, e si fracassi. 
Conquassambnto, Conquasso, sm. Conquas- 
SAZioNB, sf. Il conquassare, Fracasso, Ruina, 
Sbattimento. Conq uass abile , agg. Suggello 
a conquassarsi. Conquassatorb , verb. m. 
Conquassatricb, f. Chi o Che conquassa. 

Conquésta. CONQUISTA, sf. Il conquistare; 
e La cosa conquistata. 

Conquiste. CONQUISTARE, va. Acquistare, 
Far suo , Appropriarsi 1* altrui colle armi. 
Conquistatore, verb. m. Conquistatrice, 
f. Chi o Che conquista. Riconquistare, va. 
Di nuovo conquistare, Ricuperare. 

Conaaoré. CONSACRARE , vn. Far sacro 
colle debite cerimonie ciò che prima non era 
sacro, np. Applicarsi , Dedicarsi. Consbcra- 
zione, sf. Il consacrare. Consacratore. verb. 
m. Consbcratricb, f. Chi o Che consacra. 

Consapévol. CONSAPEVOLE , agg. Infor- 
mato del fatto, Conscio. Consapevolmente, 
avv. Scientemente; Con saputa. Consapevo- 
lezza, sf. Contezza avuta, Cognizione presa, 
Parteci Dazione 

Conae. CONFESSARE, va. Affermare ciò di 
cui si è domandato. Dichiarare apertamente, 
nell'uso Lo ascoltare il sacerdote i peccati 
altrui, np. Accusarsi. Conpbssambnto, sm. 11 
confessare. Riconpessarb, va. Confessare di 
nuovo. V. Consiòn. 

Consógn \ CONSEGNA, sf. Atto del dare 

Conségna r una cosa in custodia o in depo- 
sito , L* atto del consegnare , Ordine dato ad 
una sentinella, o ad un Corpo di guardia. 
Conseonativo, agg. Atto a far la consegna. 

Consegne. CONSEGNARE va. Dare in guardia 
o in custodia, Rimettere una cosa ad un altro 
in mani proprie, constatando il trapasso. Con- 
segnamene, sm. L'atto del consegnare. Con- 
segnatario , sm. Quegli a cui è stata data 
in custodia, o in deposito alcuna cosa. Con- 
segnatore, verb. m. Conseg natrice, f. Chi 
o Che consegua. Riconsbonare, va. Restituì- 



CON 



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CON 



re ciò che era etato consegnato. Riconsegna, 
sf. Atto del riconsegnare. 

Conseguènza. CONSEGUENZA, sf. Risul- 
tato delle premesse, Ciò che conseguita* Con- 
seguentemente , avv. In conseguenza, Per 
conseguenza. Tire una conseguènza. In- 
ferire, va. Trarre conseguenxa. 

Consegui. CONSEGUIRE , va. Ottenere coi 
messi proprj, e talvolta con isferao, quanto 
si desidera, vn. Venir dopo, Succedere ordi- 
natamente, quasi a modo di conseguenza, Ac- 
cadere, Avvenire, Riuscire, Conseguimento, 
era. Il conseguire. Conseguibile, agg. Che 
può conseguirsi, Ottenibile. Conseguitare, va. 
Conseguire. Comsbguitatorb, Consbguitorb, 
verb. m. Conskouitatrice, Conbeguitricb , 
f. Chi o Che coDseguisce. 

Oonséi. CONSIGLIO, sm. Ragione pensata di 
fare o non fare una cosa , Partito , Disegno, 
Ciò che V uomo propone a se stesso , o ad 
altrui di fare, Pubi ica adunanza d* uomini che 
consigliano, Luogo dove si radunano i consi- 
glieri, dim. CONSIGLIBTTO.— < CON8IOL1ATOK10, 

agg. Appartenente a consiglio. Consigliatilo, 
agg. Che può dar consiglio, Atto a consiglia- 
re , Che consiglia. Consigliatamente , avv. 
Con consiglio, superi. Consigliati ssiii ambn- 
tb. V. Consié. 

Consonali. CONSIMILE, agg. Che ha simi- 
glianza , Che è simile. Consimilitudinb, sf. 
Simiglianza con altra cosa. Consimilmente, 
va. In modo consimile. Consimigliarb , va. 
Far simile, vn. Esser simile. 

Consone. CONSENSO , sm. Consentimento , 
Accordo. Prestare o Dare il consenso, Ac- 
consentire. Di consenso , D' accordo. Ande 
a tó e oonséns. Andare a far Tatto civile 
di matrimonio. 

Consenti. CONSENTIRE, vn. Concorrere 
nell'altrui opinione, Permettere che si facia. 
Consbn riTORB , verb. m. Consbntttrice , f. 
Chi o Che consente. V. Aoonsentì. 

Consentimene CON8ENTIMBNTO, sm. 11 
consentire, Consenso, Approvazione. 

Consèrva. CONSERVA , sf. Luogo riposto 
dove si conservano, e si mantengono le cose, 
Frutta confettate, Specie di pila con doccia 
che porta Taqua alle cannelle della cartiera, 
dim. Consbr vetta. — Ghiacci aj a, sf. Con- 
serva di ghiaccio. Di conserva , locuz. avv. 
Insieme, In compagnia. 

Conservato r. CONSERVATORE, sm. Colui 
che presiede all' officio delle ipoteche, Seguace 
del conservai! tÌ6mo, opposto a Riformista ra- 
dicale. Coxservantismo , sm. Massima che 
rigetta ogni riforma nell'ordine politico. V. 
Conserve, (cooservatore). 

Conservatóri. CONSBVATORIO, sm. Rico- 
vero per fanciulli e fanciulle poveri , Luogo 
d' istruzione e di educazione per ambidue i 
sessi , Grande scuola di musica , Arnese da 
conservare che che sia. 

Conserve. CONSERVARE, va. Mantenere 
nel suo essere, Fare in modo che la cosa non 
deperisca per quanto è possibile, np. Mante- 
nersi in buon stato, Star sano. « V. S. atten- 



da «odor ella a conservarsi. » (Caro). Con- 
sbrvambnto , sm. 11 conservare. Conserva - 
ziqnb, sf. Conservamenco, L' effetto del con- 
servare, Conservazione delle ipoteche, Offi- 
zio in Cui si tiene registro dei debili che 
gravitano sopra i beni immobili dei cittadini, 
Conservativo , agg. Ohe conserva , Atto a 
conservare. Consbrvabilb , Consbrvbvolk , 
agg. Atto a conservarsi. Conservatore, verb. 
m. Conservatrice , f. Chi o Che conserva. 

Oonsldermiifin. CONSIDERAZIONE, sf. 
11 considerare, Ponderazióne, Attenzione nel 
fare, o neh" esaminare, Conto, Stima, Riguar- 
do, Fama. dim. Considbrazjoncblla. — Con- 
8IDERATAMBNTE, avv. Con considerazione. 

Considero. CONSIDERARE, va. Attenta- 
mente osservare, Ponderare, Tener in pregio, 
np. Appressarsi. Considbr amento , sm. Il 
considerare. Consideratezza, sf. L'abito di 
considerare. « Molto più pena mi ha fatto 

• che ella mi credesse venuto in queste presenti 
angustie per poca mia consideratezza. » (Al- 
fieri). Considera tivo , agg. Che considera , 
Atto a considerare. Riconsiderare , va. Di 

• nuovo considerare. 

Oonaié 1 CONSIGLIARE, va. Dar consi- 

Oonsiglié j gli. np. Prendere consiglio. Con- 
sigli ativo, agg. Atto a consigliare, Che può 
dar consiglio, Che consiglia. Consigliatore, 
verb. Consigliatricb, f. Chi o Che consiglia. 
Rioonsiqliarb, va. Consigliare di nuovo, np. 
Prender nuovo consiglio, Pigliar partito di- 
verso dal già preso. V. Straoonsté. 

Consiglia V. Consegne. 

Consigliar | CONSIGLIERE, CONSIGLIE- 

Consiir | RO, sm. Chi consiglia, Nome 
di dignità o officio più o meno alto. dim. 
Consiglieri no. — Consigliera, Consiglia- 
tricb, sf. Colei che consiglia. 

Oonsiòn. CONFESSIONE, sf. Affermazione 
del domandato, Professione di fede, 11 con- 
fessarsi. V. Oonse. 

Consistenàa. CONSISTENZA, sf. Stabilità, 
Solidità. Consistente, agg: Che ha oonsi- 
slenza 

Consoìaiiòn. CONSOLAZIONE, sf. Il con- 
solare, Conforto , Contento, Persona per ca- 
gione della quale si ha consolazione. Cokso- 
latamentb, avv. Con consolazione. 

Console. CONSOLARE, va. Allegerire il do- 
lore altrui confortando, Dar consolazione, con- 
tento, np. Darsi conforto. Consolativo, agg. 
Atto o acconcio a consolare. Consolatorio, 
agg. Atto a porger consolazione, Pieno di 
consolazione. Consolatoriamente, aw. Con 
consolazione. Consolatore, verb. m. Conso- 
latrice, f. Chi o Che consola. Riconsolare, 
Racconsolare, va. Di nuovo consolare. V. 
Sconsole. 

Consolét. CONSOLATO, sm. Dignità e Offi- 
cio di console. Residenza del consolo. V. 
C6nsul. 

Consolide. CONSOLIDARE, va. Render so- 
lido, cioè forte, resistente, np. Assodarsi, Con- 
solidamento, sm. Il consolidare, e II conso- 
lidarsi. Consolidazione, sf. Consolidamento. 



CON 



— 157 - 



CON 



Il ridursi da'ihiicli^ stato solido e doro, come 
ai vede nelle stai lattiti e simili. (Targioni T.) 

OonsoUdat. CONSOLIDATO, am. •Rendita 
delio Stato ridotta e garantita ad un tanto per 
osato. 

Consoni. CONSUMO, am. Consumameato. 
Consumazione. Logoramento di cheechesia per 
uso frequente. Spaccio di merci. Andare in 
consumo , Consumarsi , e dicesi tanto delle 
persone che delle cose. V. Conàém. 

Gonadi». CONFESSORE, sin. Sacerdote ohe 
ascolta la confessione. 

Consolala. CONSORELLA, sf. Sonila con 
altre; e dice» propriamente Ciascuna di co- 
loro che appartengono ad una medesima con- 
fraternita. Consorellebìa , af. Unione di 
molte consorelle. 

Consórt, V. Mói. Mojer. 

Consortaréja \ CONSORTERIA, af. Compa- 

Conaortari ì gnia. Alleanza di più persone 
per favorirti a vicenda, lodarsi, ecc. propria- 
mente in politica o letteratura. Consorte, am. 
Compagno. Compartecipe, nell'uso, Che ap- 
partiene a consorteria. 

Consòrti. CONSORZIO, am. Compagnia. 

Constate. CERTIFICARE, va. Provare, Sta- 
bilire la verità di una «osa. 

Conato. CONSTARE, vn. Esser noto,. mani- 
festo. Esser composto. Sussistere con tali e tali 
altre parti. 

Consuet. Consuetùdin. V. OonauTét, 
ecc. 

Cdnsnl. CONSOLE, CONSOLO, am. Primo 
rappresentante della Republica Romana, og- 
gidì, Rappresentante di una nazione nelle. città 
marittime di un'altra per sostenere i diritti 
commerciali de" suoi connazionali. V. Con- 
solét. 

Consulént. CONSULENTE, agg. Cbnsielian- 
te. Consultante; e specialmente dieesi di Av- 
vocato o Medico chiamato per consulto. 

Consùlt. CONSULTO^ am. Scrittura dell'av- 
vocato a favore del cliente. Parere di più me- 
diti. «allo stato di un inalato. Consultorio, 
agg. Appartenente a consulto. 

Consulta. CONSULTA, sf. Conferenza di più 
persone che consultano. Corpo de' consultori. 
CoNSuirt azione, af. Consulta. Consulto. Con- 
sultoriambnte, avv. Con consultazione. 

Consulte. CONSULTARE, vn. Esaminare il 
partito da prendersi nelle cose dubie. va. Do- 
mandar consiglio o istruzione. Consultativo, 
Consultivo, agg. Atto a consultare. Consul- 
tatore, vero. m. Consumatrice, f. Chi o Che 
consulta. ^*» 

Consultar. CONSULTORE, ara. e agg. Chi 
o Che consulta. Titolo di chi è membro di un 
consiglio publico. Ciascuno de' medici che è 
chiamato a fare consulto. 

Consumè. CONSUMARE, va. Distruggere. 
Ridurre al niente. Sperdere. Dar fondo. Man- 
dar a male. Logorare, parlandosi di Ciò che si 
consuma per cibo e per bevanda ; e delle cose 
che si logorano per uso. np. Dimagrarsi. Strug- 
gersi. Consumatiyo, agfr. Atto a consumare. 
Consum amento , aro. Consumazione , af. Il 



consumare. Consumatore, xarb. m. Consu- 
matrice, f. Chi o Che consuma. Consumma- 
re, va. Finire. Dar compimento a che che sia. 
CONSUMI! azione , af. Compimento. Consum- 
mjcTo, agg. Compiuto, Perfetto nel suo genere. 

Consume. CONSUMATO, sm. Brodo in cui 
sieno bolliti polli o stmil carnaggio, tanto che 
vi siano consumati dentro; e U brodo ridutto 
a piccola quantità perchè divenga più Gustan- 
ti oso. 

Consunti^. CONSUNTIVO, agg. Consuma- 
tivo. Rendimento di conto delle spese o de- 
nari consunti in un anno passato, e massima- 
mente quelle assegnate nei preventivo. 

QonsunàiOn. CONSUNZIONE, sf. Consuma- 
zione. Quel decrescimento lento e progressivo 
delle forse, e del volume di tutte le parti molli 
del corpo, che è communamente mantenuto 
da qualche malatia cronica. 

Oonauvet. CONSUETO, agg. Che è secondo 
la consuetudine, o segue le consuetudini. Usi- 
tato. Solito. O0N8U8TARS, vn. Aver per con- 
suetudine. Solere. 

Oonsuvetùdin. CONSUETUDINE , sf. Uso 
e pratica che è quasi passata in legge. Ordi- 
nario modo di procedere. Consuetudinario, 
agg. Di consuetudine. Consuetamente, avv. 
Secondo la consuetudine. 

Oftnt. CONTO, sm. Calcolo. Registro delle par- 
tite del denaro da dare o da avere, dim. Con- 
tarbllo, Conticiho. In verun conto, Jn niun 
modo. Sapere il conto tuo, Essere avveduto. 
Far conto, Risparmiale, Estimare. Fare o 
Tener conto di che che sia, Averlo in pre- 
gio. Avere uno in conto atomico, di furbo, 
ecc. Stimare che sia amico, furbo, ecc. Conto 
acceso o aperto, Conto non saldato. Conto 
corrente, Quello a cni giornalmente ai aggiun- 

Sno partite. Cento spento, Quello che è sal- 
to e pareggiato. Conto fermo, Quello a cui 
non si possono cootraporre partite sino al 
tempo e alla condii ione prefissa. Conto morto, 
Quello che non fa debitore o creditore effet- 
tivo, ma ai tiene solo per commodo di aeriti, 
tura. Ne* parlari condiaonali ai dice, È un al- 
tro conto, per significare ohe , stando la cosa 
cosi o cosi, non accade parlar d'altro: che 
anche ai dice, È un altro par di maniche. 
Fé oònt. Accennare, Far le viste di fare 
una cosa, e non farla, o farla al contrario: 
e Far conto , per Imaginare. Pensare. Per 
esempio, ecc. « Ónde per far quel che s'aspetta 
fare a ogni uomo ragionevole, presi donna, 
ed acquistai due figliuoli, Valerio, che tu co- 
noscesti, ed una femmina (femina), che sa- 
rebbe ora, fa conto, sull'essere di questa mia 
donna. » (D'Ambra Fr.) — A bón c5nt de 
piase cho.... Mercè il favore che.... 

Contanti. COMPUTISTA, CONTISTA, am. 
Calcolatore. Ragioniere. Chi fa o tiene i conti. 
Contabile, v. dr ubo. 

Contabilite. COMPUTISTERIA, sf. Arte di 
fare e rendere i conti, nell'uso, Contabilità. 

Contadén. CONTADINO, am. Abitatore di 
contado. Chi lavora la terra, dim. Contadi- 
ne*, lo. pegg. Contadinaccio. — Contadine- 



CON 



— 158 — 



CON 



aco f agg. Di, Da contadino. Contadinesca- 
mente, avv. A oso contadino. Rozzamente, 
Contadinanza, sf. Condizione di contadino. 
Contado, sm. Villaggio o Casale; perciò da 
Contado, Contadino. Contadina, sf. Donna 
del contado. 

Contadnàja l CONTADINAME, sm. sprezz. 

CoxLtadnàxn ì Massa di contadini. La razza 
pia vile de 1 contadini. 

Contadnòt \ CONTADINOTTO, sm. CON- 

Contadnòta I TADINOTTA, sf. Contadino, 
Contadina giovane, e di bella statura. 

Oontàg i CONTAGIO, sm. Male che si tras- 

Contàgi ) mette per contatto. Contazione, 
sf. Influenza di male che s'attacca. Conta- 
gioso, agg. Che si propaga per contatto. 

Oont&nt. CONTANTE, sm. Moneta corrente. 
Denaro effettivo, park pres. Che conta. 

Contàt. CONTATTO, sm. Toccamento reci- 
proco. 

Conte. CONTARE, va. Numerare. Annove- 
rare. Raccontare. Narrare, vn. Aver autorità, 
credito. Fare assegnamento sopra qualcuno. 
Cont amento, sm. Contazione, sf. Il contare; 
e II conto stesso. Narrazione. Contatore, 
verh. m. Contatrice, f. Chi o Che conta. Chi 
o Che narra. Ricontare, va. Contare o An- 
noverare di nuovo. Narrare di nuovo. 

Contege. CONTEGGIARE, vn. Fare i conti, 
va. Mettere in conto. Conteggio, Conteggia- 
mento, sm. Il conteggiare. 

Contegn. CONTEGNO, sm. Portamento, So- 
stenutezza di persona, i quali se sono esage- 
rati, degenerano in sussiego. Condotta, cioè 
Maniera di condursi, di governarsi, ecc. Stare 
in contegno, Stare in sul grave. Contegnoso, 
agg. Che sta in conteg no. Modesto. 

Contemplo. CONTEMPLARE, va. Affissare 
la mente e il pensiero. Osservare attentamente. 
Contemplazione, sf. Atto del contemplare. 
Contemplabile, agg. Degno di essere con- 
templato. Contemplativo, agg. Dedito alla 
vita contemplativa. Acconcio a contemplare. 
Contemplativa, sf. Facoltà del contemplare. 
Contemplatore, verb. m. Contemplatele, 
f. Chi o Che contempla. 

Contempor&ni. CONTEMPORANEO, sm. 
e agg. Chi o Che vive nello stesso tempo. 
Dello stesso tempo. Contepobanbambnte , 
avv. Nello stesso tempo. 

Contént. CONTENTÒ, sm. Sensazione piace- 
vole pel conseguimento di un bene. agg. Lieto. 
Soddisfatto. V. Strac ontént. 

Contente. CONTENTARE, va. Appagare 
T altrui voglia. Far contento, vn. Piacere. Ag- 
gradire, np. Restar soddisfatto. Pigliar con- 
tento. Acconsentire. Contentabile, agg. Fa- 
cile a contentarsi. Che può essere contentato. 
Contentatura, sf. Contentamento. Di facile, 
o Di difficile contentatura, Che facilmente, 
o difficilmente si contenta. Contentatobe , 
verb. m. Contentatele, f. Chi o Che con- 
tenta. V. Stracontente. 

Contentato. CONTENTEZZA , sf. Sodisfa- 
nne dell'animo. Contento. Gajbzza, sf. Stato 



di chi è gajo, di chi è contento e allegro di 
cuore. 

Conténuv. CONTINUO, agg. Che non cessa. 
Che non ha intervalli. Continuamente, avv. 
Senza interruzione. Assiduamente. Continui- 
tà, sf. Legame non interrotto nelle parti di 
un tutto. 

Contimple. V. Contemplo. 

Continént. CONTINENTE, sm. L geogr. 
Terra ferma vastissima, agg. Che ha la virtù 
della continenza. Continentale, agg. Del 
continente. Che appartiene al continente. Con- 
tinenza, sC Virtù per la quale l'uomo tem- 
pera T impulso delle passioni sensuali. Riserbo 
in che che sia. Moderatezza, Continentemen- 
te, avv. Con continenza. 

Contingént. CONTINGENTE, sm. Rata, o 
Porzione che tocca a ciascuno, agg. Che ac- 
cade. Contingenza, sf. Cosa che può o non 
può accadere. 

Contintén. CONTENTINO , VANTAGIUZ- 
ZO, sm. Quel che si dà dal venditore, oltre 
il convenuto; e Contentino, Un altro poco 
della cosa piaciuta per prolungarne il contento. 

Continue. CONTINUARE , va. Seguitar a 
fare. vn. Durare. Non intralasciare. Non ces- 
sare. CONTINU AMENTO, 8m. CONTINUAZIONE, 

sf. Il continuare. Tempo che dura una cosa 
continuata. Continuabile, agg. Da continua- 
re. Che può essere continuato. Continuativo, 
agg. Che rende continuo. Che esprime conti- 
nuazione. Continuatore, verb. m. Conti n ua- 
tbicb, f. Chi o Che continua, propriamente 
un* opera, «continuare, va. Non continuare. 
V. Conténuv. 

Contne. CONTENERE, va. Comprendere in 
se. Tenere, Racchiudere dentro di sé. Repri- 
mere. Frenare, np. Astenersi. Temperarsi. 
Comportarsi. « Desidero che mi accenni come 
abbia io da contenermi nella risposta per 
non errare. » (Segneri). « Nelle case ove fu 
precettore ei contenne con dignità. » (Giusti). 
Contenimento, sm. Il contenere, e contenersi. 
Contenente, sm. e agg. Che contiene. Con- 
tenenza, sf. Il contenuto. 

Oontorèn. CONTORNO, sm. Lineamento 
estremo delle figure, o di qualunque lavoro. 
Spazio circonvicino di un paese. Ornamento 
con che si attornia qualche cosa. Spallib- 
rbtta, Spallibrina, sf. Quel contorno che 
si fa di erbe odorose intorno alle aiuole de* 
giardini. « SpaUierette di timo. » (Soderini). 
« Spallierine basse e tutte variate di spigo, 
rosmarino, salvia, ecc. » (id.) « Appiè delle 
quali (viti) per quanto era lunga la via (del 
giardino) apparivano certe spailierette d'erbe 
odorifere. » (Bastiano de' Rossi). Finterìa , 
sf. Verzura aggiunta ad un mazzo di fiori per 
farlo più vago. 

Contorno. CONTORNARE, CONTORNA- 
RE, va. Fare contorni a che che sia. np. 
Mettersi intorno. Unirsi più persone in un 
circolo. 

Cantra. CONTRA, CONTRO, prep. Rimpetto. 
Verso. A ritroso, avv. Contrariamente. Dare 
contro ad alcuno, Essergli contrario, Avver- 



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sarto. « Oh sciagurata me! io mando per lui 
acciocché e* m'aiuti, e mi dà contro. » (Cecchi). 
Contrabànd. CONTRABANDO, sm. Cosa 
che si fa contro i bandi, e le leggi, parlan- 
dosi di merci. U frodar le gabelle. La cosa 
sulla quale il frodo si esercita. L'atto del fro- 
dare, e II frodo. Di contra bando, Joc avv. 
Clandestinamente. Contrabanda re, va. Far 
contrabando. Contraband ATO,agg. Dicesi di 
Merce che è stata contrabandata. Contra- 
bandibrb, sm. Chi esercita contrabando. 
Contrabàss. CONTRABASSO, sm. Grosso 
strumento in forma di violino per fare il 
basso nella musica. Contrabassista, sm. Suo- 
nator di contrabasso. 
Contrabatùda. V. Batènt. 
Contrabel*. V. Strabel*. 
Ccmtrabóasla. V. Bòssla. 
Contrabse. CONTRA PESA RE, va. Adeguar 
peso con peso. Contrabilanciare, metaforic. 
Ponderar ben bene ogni cosa paragonando. 
Contrapesambnto, sm. Il contrapesare. Con- 
trapesatamente, avv. In modo da adeguare 
i pesi. Scontrapbsarsi, np. L'atto dell'andar 
giù la bilancia, ossia del perdere l'equilibrio. 
Oontracàmbi. CONTRACAMBIO, sm. Cosa 
di egual pregio, o tale supposta data in cam- 
bio della ricevuta. Ricompensa. Rappresaglia. 
Contracambil CONTRACAMBIARE, va. 
Dare nna cosa in cambio di altra ricevuta. 
Ricompensare. 
Contracartèla. CONTRACARTELLA, sf. 
Peno di ferro o di altro metallo in cui s' in- 
vita la piastra dell'archibugio, e delle pistole, 
per tenerla salda alla cassa. 
Contracev. CONTRACHIAVE, sf. Chiave 
falsificata. 

Con tracòlp. CONTRACOLPO, sm. Colpo op- 
posto a colpo. Lesione che per propagatone 
di moto, avviene in una parte più o meno 
lontana da quella che fu colpita. 
Contradanaa. CONTRADANZA, sf. Sorta 

di ballo. 
Contradì. CONTRADJRE, vn. Trovare a ri- 
dire su ciò che altri asserisce, e Asserire tal- 
volta il contrario, va. Contrariare. Opporsi, 
np. Cadere in contradizione. Dir cose con- 
trarie, le une alle altre. Contraditorio, agg. 
Oppostissimo. Immediatamente contrario. Con- 
tradì tori a , sf. t. leg. Una proposizione 
contraria affetto ad un* altra. Contradito- 
re, verb. ro. Contraditricb , f. Chi o Che 
contradice. » 

Contradiàidzu CONTR ADIZIONE, sf. Con- 
trarietà al parere altrui. L'atto di contradire. 
Contradóta. CONTRADOTE, sf. Dono che 
faceva il marito alla moglie, quasi in com- 
penso della dote avuta. V. Sovradóta. 
Contrafàt. CONTRAFATTO, agg. Falsifi- 
cato. Fatto come un'altra cosa. Trasfigurato, 
ed indica Alterazione essenziale delle forme 
primitive, o Sviamento straordinario delle for- 
me naturali. Scontrafatto (che dice un po' 
più di Contrafatto) ha senso di bruttezza av- 
venuta nel corpo in modo più o meno vio- 
lento. (Tommaseo). 



Contrai e. CONTRAFARE, va. Fare come un 
altro. Imitare per lo più ne' gesti e nelle pa- 
role. Falsificare, e dicesi per lo più di me- 
talli e simili. Trasfigurare, np. Trasfigurarsi. 
Travestirsi. Contrapacimsnto. sm. Il con- 
trafare. Contrafaztonb. Contrafattura, 
sf. L'atto e L'effetto del contraiare. Contra- 
fattore, Contrapacttorb, verb. m. Contra- 
fautrice, f. Chi o Che contrafà. Contra- 
fatta mbntb, avv. In modo strano e contra- 
fatto. (Fanfani). 

Contrafódra. CONTRAFODERA, sf. Fodera 
per fortezza tra panno e panno. 

Contrafórt. CONTRAFORTE, Riparo ag- 
giunto per maggior saldezza di muro od al- 
tro. Arnese di ferro che serve per tenere più 
fortemente serrate le porte o le finestre, dim. 
Contrafortino. V. Fórt. (guardione). 

Oontragéni. C0NTRAGEN10, sm. A ver- 
sione. Antipatia. 

Contragómt i CONTRAGOMITO, sm. Oo- 

Contragòxnit ) mito o Sinuosità nella parte 
opposta di un fiume. 

Oontraimpané. CONTRI M FAN NAT A, sf. 
Impannata innanzi ad un'altra. 

Contralóm. A CONTRALUME, m. avv. Di- 
cesi di un Quadro o altra opera artistica che 
non riceve il lume a dirittura, onde non può 
mostrarsi in tutta la sua bellezza. 

Contraltór. CONTRALTARE! sm. Fare un 
contraltare a uno, usasi communemente per 
Attraversargli un'impresa qualunque, o dan- 
dosi alla medesima industria, alla quale si è 
dato egli, o Scrivendo un' opera di simile ar- 
gomento alla sua, o simile ; il che dicesi pure 
Fare un ridosso. (Fanfani). Contraminarb, 
va. fig. Fare in modo con prudenza e con 
astuzia che riescano vani i progetti, i tenta- 
tivi, le macchinazioni altrui. 

Oontramóroa. CONTRAMARCA, sf. Nuova 
marca su cosa già marcata. 

Contramércia. CONTAMARCIA, sf. Marcia 
di soldati opposta alla già cominciata. 

• Oontramirài. CONTR AMIRAGLIO, sm. Of- 
ficiale di marina subordinato all'ammiraglio, 
o al vice-ammiraglio. 

Oontramòla. CONTRAMOLA, sf. Ferro nelle 
serrature che tiene ferma l'azione della molla. 
La molla che regge il cignone di riserbo nelle 
carrozze. 

Contramùr. CONTRAMURO, sm. Muro di 
rinforzo. 

Contrapel. CONTRAPELO, sm. Verso con- 
trario del pelo. Dare il contrapelo, Radere 
a contrapelo. Dicesi dal barbiere, allorché, 
dopo aver raso il pelo, rade il residuo a ro- 
vescio. « Lui morto, succede poco dopo Cle- 
mente V francese, quindi non parrà strano 
che dove Bonifazio vili rase la barba, ei ci 
facesse il contrappelo (contrapelo). » (Guer- 
razzi). 

Oontrapès. CONTRAPESO, sm. Cosa che 
pesa quanto un* altra sulla bilancia, o che si 
contrapone ad un'altra per farne equilibrio, 
nel pi. Que' piombi avvolti con funicelle alle 
ruote degli oriuoli per farli muovere. Alteri, 



CON 



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CON 



sm. pi. Que'bastOBLoon contrepesi a due i capi, 
ohe servono di bilancia ai f imam bui i. V. 
Oontrabeé. 

Coritràpdn i CONTRAPORRE, va. Porre 
Contrapdnar \ air incontro. Opporre. Con* 

TRAPONIMBNltj, fini. CONTBAFOUflONB, sf. Il 

contrapcrre. 

Contrapònt. CONTRAPUNTO, sm. L'arte 
di comporre in musica; e La composizione 
medesima. Contrapuntbggiare , va. Com- 
porre in musica. Contrapuntista , sm. Chi 
sa il contrapunto. 

Contropòrta. CONTRAPORTA, sf. Seconda 
porta per riparare dal vento, voce d' oso 
Contrabussola. 

Oontrapòst. CONTRAPOSTO, sm. Ciò 
che si cootrapone. are. Opposto. 

Contrarie. CONTRARIARE, va. Far contro, 
Operare in contrario, Con tradire, np. Contra- 
dirsi. Contrari abile , agg. Da contrariarsi. 
Contrariatore , sm. Chi o Che contraria. 
« Varo disse : chi a sé medesimo contraria , 
molli troverà contrariatovi. » (Fior, viri.) 

Contrariete. CONTRARIETÀ, sf. Ostacolo 
framesso dall' altrui volere. Opposizione fra 
cose contrarie. Avversione. Ripugnanza. Av- 
versità. 

Contraaohérpa. CONTRASCARPA, sf. Par- 
te del terreno chiudente il fosso dicontro alla 
scarpa di una fortezza. 

Oontraaegn. CONTRASEGNO , sm. Segno 
materiale che serve di raffronto per ricono- 
scere l'oggetto, fig. Indizio, Pegno, Testimo- 
nianza. Contrasbgnare , va. Segnare a ri-» 
scontro. 

Contraaéns. CONTRASENSO , CONTRO- 
SENSO, sm. Senso contrario, Senso di discor- 
so contrario al naturale. 

Oontràst. CONTRASTO, sm. 11 contrastare, 
Altercaziooe, Gara, Opposizione. 

Contrasto. CONTRASTARE, va. Star con- 
tro , Contrariare , Opporsi, vn. Competere f 
Porsi al confronto. Contrastabile, agg. Che 
si può contrastare, Che è supgetto a contrasto, 
Che ha ragioni in favore, e in contrario. Con- 

TRASTATORB, verb. m. C0NTRA8T ATRICB , f. 

Chi o Che contrasta. 

Contràt. CONTRATTO, sm. Convenzione 
colla quale una o più persone si obligano 
verso una o più persone a dare, a fare, o a 
non fare qualche cosa. Scrittura ohligatoria 
fra due o più persone. 

Oontrate. CONTRATTARE, va. Patteggiare 
per vendere , comprare, impegnare e simili. 

CoNTRATTAMBNTO, IDI. CONTRATTAZIONE, sf. 

Il contrattare, Contratto. Contrattabile, agg. 
Che si può contrattare. Contrattato» B, verb. 
m. CoNTBATTATRicB, f. Chi o Che contratta. 
Oontratémp. CONTRATEMPO , sm. terra, 
del ballo, della scherma, del giuoco della palla, 
eoe Tempo contrario e differente dal Tempo 
ordinario. Accidente inopinato e contrario al 
buon esito di un affare, Ostacolo , Inciampo, 
term. music. Tempo che passa dal debole al 
forte, avv. Fuor di tempo, nell'uso Opportu- 



nità , Momento favorevole. A controtempo, 
loeus. avv. In tempo opportuno. 

Contravedre, CONTRO VETRIATA, sf. In- 
vetriata posta innanzi ad un* altra. 

Contravént. SOTTOVENTO , sm. Essere 
sottovento. Avere il vento in disfavore, o a 
svantaggio. 

Contraventòr. V Contrarili. 

ContravensiOn, CONTRAVBNZIONE, sf. 
Azione contraria al commando, al dovere, al- 
l' obligo assunto, nell'uso finanziario Contra- 
bando scoperto. Imvenzionarb r voce d' uso 
fluans. Scoprire un contrabando. 

Oontravléu. CONTRAVELENO , sm. Ciò 
che vale a togliere l' effetto del veleno, Anti- 
doto. 

Oontravnì. CONTRA VENIRE, vn. Far cosa 
contraria alla legge, al Gommando, al dovere. 

CONTRAVBNTORB, Verb. m. CONTRAVBNTRICB, 

f. Chi o Che fa contro una legge, un com- 
mando, eco. 

Oontravója, CONTRA VOGLIA ,sf. Mala vo- 
glia. A controvoglia, locuz. avv. Mal volen- 
tieri. 

Contro \ CONTRADA, sf. Strada di luogo 

Contrada i abitato, per estens. Tratto di pae- 
se, Regiooe. 

Oontrelt. CONTRALTO, sm. Una delle voci 
acute della musica. Chi canta* in tal voce. 

Contràri. CONTRARIO, sm. Chi è contrario, 
agg. Opposto , Avverso , Sfavorevole, superi. 
Contrarussimo. — Contrarioso , agg. Che 
contraria di molto. Contrariamente , avv. 
Al contrario, A rovescio, A ritroso. 

Contrariali. CONTRARGINE , sm. Argioe 
parallelo ad un altro per secondo riparo. 

Contribuvi. CONTRIBUIRE, va. Concorrere 
colla spesa, colla fatica, cogli offici e simili 
a che che che sia. Contributivo, agg. Atto 
a contribuire. Contribuente, sm. e agg. Chi 
o Che contribuisce. Contributoee, verb. m. 
CoNTRiBUTMCB, f. Chi o Che contribuisce. 

ContribusiOn. CONTRIBUZIONE, sf. Con- 
corrimento, Ajuto a che che sia, Imposta 
straordinaria nel paese conquistato. nell' uso 
Gravezza , Balzello qualunque. Contributo , 
sm. La somma contribuita, o che devesi con- 
tribuire. Rata, Quota. 

Control. RISCONTRO , sm. Il riscontrare. 
Controllo, neol. 

Control». RISCONTRARE , va. Veridcare 
se un conto, un'operazione, o simile sia esatta. 
Controllare , neol. Verificazione , sf. Ri- 
scontro, sm. 11 riscontrare. Controlleria, neol. 
Verificatore, sm. Quegli che rivede i conti. 
Controllore, neol. 

Contròrden. CONTRORDINE, sm. Rivoca- 
zione di un ordine, Ordine contrario ad un 
altro. 

Controvèrsia. CONTROVERSIA, sf. Que- 
stione, Contesa, Litigio. 

Contumàcia. CONTUMACIA, sf. Non com- 
parsa alle intimazioni del giudice, Quello spa- 
zio di tempo in cui si tengono nel lazaretto 
le persone o le cose sospette di pestilenza. 
Contumace, agg. Caduto in contumacia. Con- 



CON 



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tumaciale, agr. Di contumacia. Contumace- 
mente, avv. Con contumacia. 

Contosion. CONTUSIONE, sf. Ammacca- 
tura. Lesione cagionata da un corpo contun- 
dente. Contundente, agg. dicesi di Corpo che 
ferisce ammaccando. Contundere, va. Pe- 
stare. Ammaccare. 

Convalesoént. CONVALESCENTE, smf. e 
agg. Che è uscito di poco dalla malatia. 

Convalescènte. CONVALESCENZA, sf. 
Stato di chi esce di malatia. Spazio di tempo 
che corre dal finir della malatia al princi- 
piare della ^perfetta salute. 

Convógn. CONVEGNO, sm. Patto, Conven- 
zione. Adunanza di persone. Convbnìo, sm. 
da Convenire per Adunarsi. Di pieno con- 
vento, Tutti insieme. « Avvisata runa parte 
e l'altra a battaglia di pieno eonvenio com- 
batterono a mano a mano cavaliere con ca- 
valiere. » (Fior. it. in Fanfani). 

Convegnénàa. V. Conveniènza. 

Convelli. CONVENIRE, vn. Venire più per- 
sone in uno stesso luogo, o in uno stesso sen- 
timento. Accordarsi del prezzo nelle compre 
e vendite. Aver proporzione. Confarsi. Essere 
conveniente. Dover fare. Andar .d'accordo. 
Concorrere nella stessa opinione, va. Citare 
uno in giudizio. Convenevole, sm. Ciò che 
conviene, agg. Conforme al dovere. Conve- 
niente. Giusto. Ragionevole. Convenevolez- 
za, sf. Ciò che è conveniente. Convenevol- 
mente, avv. Con modo convenevole. Con de- 
coro. V. Sconvenl. 

Conveniént CONVENIENTE, sm. Ciò che 
conviene a farsi. Ciò che ci sta bene. agg. 
Giusto. Ragionevole. Acconcio. Convenien- 
temente, avv. In modo conveniente. 

Convenienza. CONVENIENZA, sf. Ciò che 
è conveniente. Decenza. Ragionevolezza. De- 
coro. Proporzione. 

Convént. CONVENTO, sm. Luogo ove con- 
vivono i frati, o le monache, dim. Conven- 
ttno, Convbntuccio. — Chiostro, sm. Cortile 
di conventi contornato di logge e di portici : 
communemente s* intende per Luogo chiuso da 
abitarvi frati o monache. 

Convènzer. CONVINCERE, va. Provare a 
uno il suo fallo, o il suo torto. Condurre al- 
trui per via di ragioni a confessar vero ciò 
ch*ei negava, np. Mostrarsi persuaso. Con- 
vinto, agg. Cui sia stato comprovato il suo 
fallo. Persuaso. Convincente , agg. Che con- 
vince. Convincentemente, avv. In modo con- 
vincente. CoNviNcrrivo, agg. Atto a convin- 
cere. Inconvincibile, agg. Che non si può 
convincere. Riconvincere, va. Convincere di 
nuovo, np. Convincersi di nuovo. Stracon- 
vincbrb, va. Convincere con più e più ra- 
gioni. V. Gonvinàimènt. 

Convention. CONVENZIONE, sf. L'accordo 
di più persone per fare una cosa. Le condi- 
zioni dell' accordo stesso. Assemblea di per- 
sone convocate a parlamento. Convenziona- 
le, agg. Di, Da convenzione. Convenziona- 
re, vn. Venire a convenzione, a patti. 



Oonvèrs. CONVERSO, sm. Religioso non 
professo. 

Convèrsa. CONVERSA, sf. Religiosa impie-. 
gata nelle opere serviziali del monastero. V. 
Pnóia. 

ConversasiCn. CONVERSAZIONE, sf. li- 
mone o Trattenimento famigliare tra amici e 
persone che si conoscono ed amano. La gente 
stessa unita che conversa insieme , special- 
mente la sera 

Converse. CONVERSARE, vn. Usare e Trat- 
tare con altri, va. Conversare uno , Trattar 
con esso, Praticarlo. Con versamento, sm. Il 
conversare. Conversativo, agg. Che ama di 
conversare. Conversevole, agg. Che conver- 
sa. Atto a conversare. Conversevolmente, 
avv. In modo conversevole. Conversatore, 
verb. m. Conversatrice, f . Chi o Che conversa. 

ConversiOn. CONVERSIONE, sf. Mutazione 
di vita o di religione da male a bene. 11 con- 
vertirsi. Movimento militare, mediante il qua- 
le, un dato numero più o men grande di sol- 
dati gira sul fianco diritto, o sul sinistro, come 
farebbe un corpo sodo sopra un corpo fisso. 

Convertì. CONVERTIRE, va. Trasmutare, 
Trasformare. Far rivolgere dal male al bene. 
Far cambiar volontà, np. Ravvedersi. Emen- 
darsi. Convertibile, agg. Atto a convertirsi, a 
rivoltarsi. Convertitore, verb. m. Converti- 
trice, f. Chi o Che converte. Riconvertire, va. 
Convertir di nuovo, np. Ravvedersi di nuovo. 

Convinàimènt 4 CONVINCIMENTO, sm. 

Oonvinziòn i CONVINZIONE, f. Il con- 
vincere. L'esser convinto di une tal cosa. In- 
tima persuasione. 

Convnì. V. ConvenL 

Convochi. CONVOCARE, va. Chiamare in 
adunanza, a consulta, o a parlamento. Convo- 
camene, sm. Convocazione, sf. Il convocare. 
Convocabile, agg. Da convocarsi. Convocato- 
re, verb. m. Convocatrice, f. Chi o Che con- 
voca. Riconvocare, va. Convocare di nuovo. 

Convoli. CONVOGLIO, sm. Accompagnatura 
che segue che che sia per maggior sicurezza, 
o per far onore ad alcuno. Più carri tirati 
insieme in una volta sulle strade ferrate. Con- 
vogliare, va. Accompagnare altrui per sicu- 
rezza o per onore. V. Tren (traino, convoglio). 

Convùia. CONVULSO, agg. Che ha convul- 
sione. Preso da convulsione, nel sust. V. Con- 
vulsiOn. 

OonvnlBiOn. CONVULSIONE, sf. Moto irre- 
golare e involontario de* muscoli del corpo , 
accompagnato da scosse più o meno violente, 
cagionate da irritazione nervosa, dim. Con- 

VULSIONCELLA. — CONVULSIONARIO, agg. Che 

patisce di convulsioni. Convulsivo, agg. Di 
convulsione. Che cagiona convulsioni. 

Con*. CONDITO, p. pass, di Condire. Concio, 
agg. Acconcio. Assettato. Ornato, ironie. Gua- 
sto, Sconciato, Trattato male. Ridotto in cat- 
tivo stato. Pesce concio in sale, Messo in 
sale per conservarlo. 

Cdnsa. CONCIA, sf. L'arte di conciar le pelli, 
e II luogo dove si conciano, e La materia 
onde si conciano. Medicamento di vini. Bagno 

21 



CON 



- 162 - 



COP 



per tingere i panni. Concerìa, sf. Luogo o 
Fabrica dove si conciano le pelli. 
Conio. CONCIARE, va. Dar la concia alle pelli. 
'Fatturare, Alterare vini, ed altri liquori. Con- 
ciambnto, sm. 11 conciare. Conciatura, sf. 
Atto del conciare le pelli. Conio la.oànva. 
Pettinare la canapa, Affinarla col pettine. 
Y. Cuneo. Castro. Condì. 
Conieder. CONCEDERE, va. Dare facoltà. 
Accordare, parlandosi di grazie, privilegi, ono- 
ri, ecc. Acconsentire. Menar buono. Concedi- 
mento, sm. Concessione, sf. Il concedere. 
Concedibile, agg. Che può concedersi. Con- 
ceditore, verb. m. Concbditricb, f. Chi o Che 
concede. Riconcedbrb, va. Concedere di nuovo. 
Consegn. INGEGNO, sm. Strumento inge- 
gnoso. 

Conientrè. CONCENTRARE, RICONCEN- 
TRARE, va. Riunire o Ridurre nel centro. 
Spessire, np. Internarsi in che che sia. Rac- 
cogliersi in se stesso, e quasi chiamare a consi- 
glio tutte le facoltà mentali. Concbntramen- 
to, sm. Concentrazione, sf. Il concentrare. 
Conaénaia. COSCIENZA, sf. Consapevolezza 
di se medesimo, e delle proprie azioni, nel- 
T uso, Queir interior sentimento e conoscimen- 
to che abbiamo del bene e del male da noi 
liberamente operato. Recarsi a coscienza una 
cosa, Farsene scrupolo. Libertà di coscienza, 
Facoltà di credere come uno vuole in cose di 
religione. Coscienziosamente, avv. In co- 
scienza. Scrupolosamente. Cobcibnziato, Co- 
scienzioso, agg. Dì buona coscienza. 
Ooniepi. CONCÈPERE, CONCEPIRE» va. e 
vn. Divenir gravida, figurat. Comprendere. 
Ideare. Imaginare. Concepimento, sm. 11 con- 
cepire. Intendimento. Concepibile, agg. Che 
può concepirsi, imaginarsi, comprendersi. 
Coniért. CONCERTO, sm. Consonanza di 
suoni e di voci. Accordo di più cose. Pezzo di 
musica eseguito da tutta un orchestra, meta- 
foric. Accordo. Intelligenza, dim. Concertino. 
accr. Concertonb. — Di concerto, locuz. 
avv. D'accordo. 

Conserte. CONCERTARE, va. Accordare più 
strumenti musicali. Andar d' accordo, e inten- 
dersi perciò anticipatamente. Concertamrn- 
to, sm. Concertazione, sf. Il concertare. Con- 
cbrtativo, agg. Atto a concertare. Concer- 
tato, agg. Disposto. Ordinato, term. music. 
Che si accorda coir armonia di voci o stru- 
menti musicali. Concertatore, verb. m. Con- 
cert atricb, f. Chi o Che concerta. 
Coniertéata. CONCERTISTA, sm. v. à* uso. 
Suonatore specialmente di violino, abilissimo 
nei concerti. 

Conzèt. CONCETTO, sm. La cosa imaginata 
ed inventata nel nostro intelletto. Idea conce- 
puta. Opinione. Parere. Stima. Buon nome, 
dim. Concettino, Concbttuzzo. accr. Con- 
cettonb. pegg. Goncett accio. — Concetta- 
re, vn. Formar concetti. Concettizzare, vn. 
Formar concetti, o concettini. Concettoso, 
agg. Che è pieno di concetti. Concettosa- 
mente, avv. In modo concettoso. 
Conaigne. CONGEGNARE, va. Mettere in- 



sieme ingegnosamente alcune cose. Congb- 
onamento, sm. L'atto del congegnare, e Lo 
stato della cosa congegnata. Congbgnatura, 
sf. Il modo come una cosa è congegnata. Ri- 
conobonarb, va. Congegnare di nuovo. 
OonaUié. CONCILIARE, va. Pacificare. Ac- 
cordare. Unire, np. Cattivarsi la benevolenza 
altrui. Pacificarsi. Riconciliarsi. Conci li a- 
mento, sm. Conciliazione, sf. 11 conciliare. 
Conciliatorio, agg. Che spetta a concilia- 
zione. Inclinato a conciliare. Conciliativo, 
agg. Atto a conciliare. Conciliatore, verb. 
m. Conciliatrice, f. Chi o Che concilia. Scon- 
ciliare, va. distruttivo di Conciliare. V. Ri- 
oonoilié. 

Ooniimé. CONCIMARE , va. Dare il con- 
cime alle terre. Riconcimare, va. Concimar 
di nuovo. V. Cuniem. 
Comintùra. CONGIUNTURA, sf. Congiun- 
gimento o. Termine dove si collegano le parti. 
Occasione. Opportunità che risulta da un com- 
plesso di avvenimenti, e risguarda il momento. 
V. Zuntura. 

Goniistóri. CONCISTORIO, CONCISTORO, 
sm. Adunanza dei cardinali convocati dal pa- 
pa. Luogo, ove si tiene tale adunanza, metaf. 
Adunanza parlamentare. 
Coniitadén. CONCITTADINO , sm. e agg. 
Chi o Che è della medesima città, o parte- 
cipa della commune cittadinanza. 
Coopero. COOPERARE, vn. Concorrere ool- 
T opera all'esito di una cosa. Operare insieme. 
Cooperazionb, sf. Il cooperare. Cooperato- 
re, verb. m. Coopbratricb, f. Chi o t Che 
coopera. 

Cóp. COPPO, TEGOLO , sm. TEGOLA , sf. 
Arnese concavo di terra cotta che serve a 
coprir tetti, dim. Tbgolbtto, Tegoli no, Te- 
goletta, Coppino. — Tegolata, sf. Colpo di 
una tegola avventata contro alcuno. (Fagiuoli). 
Tbgolajo, em. Chi fa tegole. Tegola ja, sf. 
Fornace dove si cuociono le tegole. Diste- 
oolarb, va. Levare i tegoli di su un tetto. 
Accoppare, va. dal sust. Coppo per Tegola. 
Coprire di coppi, cioè di tegole, particip. Co- 
perto di coppi , cioè di tegole. « Non ho su- 
perbia, e a tutti vo* star sopra (È il tetto della 
casa che parla); E bench io sia scoperto da 
lontano. Non mi curo però ch'alcun mi sco- 
pra (cioè mi guasti) ; Perchè, accoppato es^ 
sendo io mi risano, E servo per bucato a chi 
m'adopra, Ma piango forte quando il tempo 
è strano. » (Malatesti in Gherardini). Da i 
cóp in so. Dalla cintola in su. « Costui 
eh 1 io dico, ebbe assai men fede Dalla cin- 
tola in su, che Maometto, Secondo eh,' io udii, 
e che si crede. » (Fazio nel Dittamondo). Mei 
de oóp. V. Maiaped. V. Bmbrii. — Cop- 
pe, sf. pi. Uno de* quattro semi delle carte 
da giuoco. 

Oòpa. COPPA, sf. La parte posteriore inferiore 
del capo. dim. Coppino. — Collottola , sf. 
La parte di dietro del collo sotto la nuca, e 
dicesi d'uomo. (Tommaseo). Capocollo, sm. 
Coppa, sf. Specie di vivanda fatta di carne 
di porco, levata dal capo e dal collo. Sopres-* 



COR 



- 163 - 



COR 



sita, sf. Coppa da estate. Fé la oopa ai 
bù. Accollare, va. Fare il colio ai buoi , 
ponendo loro il giogo. V. Sopresse (soppe- 
sata). V. Tàia. 

Copel v COPPALE, agg. Aggiunto di una 

Copéla \ specie di resina che serre a com- 
porre vernici. 

Coperta. COPERTA, sf. a Ponte o parte supe- 
riore della nave. V. Querta. 

Copertina. V. Quartana. 

Copóata. COPISTA, sm. Chi copia o trascri- 
ve per mestiere. Emanuense. Menante, dim. 
CopisTuoao. pegg. Copist accio. — Copiste- 
rìa, sf. Esercizio q Impiego di copista ; e Luogo 
o Officio dove si danno copie autentiche. 

Copéta. COPPETTA, VENTOSA, sf. Vasetto 
di vetro per tirare il sangue alla pelle, accr. 
Coppbttonb. — Vbntosabb, va. Attaccare le 
ventose. Coppette secche, si chiamano Quelle 
che ài applicano alla cute del corpo, senza 
poscia tagliar la pelle. Coppette scarificate, 
o a taglio, son Quelle in cui si taglia essa 
pelle per trarne il sangue. (Pasta). 

Còpia. COPIA, sf. Cosa copiata da pitture, 
sculture, eoe Esemplare, dim. Copietta. — 
Ricopia, sf. Copia dopo altra copia; ma forse 
non si userebbe se non dopo espressa la voce 
Copia, p. e. Dopo molte copie e ricopie fi- 
nalmente diede il lavoro alle stampe. (Fan- 
uni). 

Oopiaddr. Oopladùr a. V . Copia 
Oopialéter. COPIALETTERE, sm. Registro 
mercantile delle corrispondenze nel quale si 
copiano le lettere che si mandano ad altri. 
Machioetta con cui copiansi le lettere. 

Copie. COPIARE, va. Trascrivere. Imitare le 
opere d'altrui invenzione. Far che che sia col- 
resempio avanti. Copiatura, sf. Azione del 
copiare, e La cosa copiata. Copia. Copiato- 
re, sm. Chi copia. V. Copósta. 
Oopìr. COPPIERE, COPPIERO,sm. Famiglio 
che serve da bere alla mensa. 
Còpia. CUPOLA, sf. Volta semisferica che 
s* innalza sopra il tetto di molti tempii, dim. 

CUPOLBTTA, CUPOLIMA , CUPOLINO. — CUPO- 

larb, agg. A forma di cupola. Cupolato, 
Cupoupbro, agg. Che ha cupola. Bozzoli , 
sm. Misura colia quale il molinaro prende 
parte della materia macinata per mercede 
della macinatura. Coppola. « Dove s'usa mo- 
lendare con le coppole, devono pigliar la mo- 
lenda con le coppole sigillate (bollate). » (Ban- 
di antichi 1561). — Molenda, sf. Prezzo della 
macinatura che si paga al molinaro in grano, 
o in farina, o in denaro. V. Sooplé. 

Copri. V. Crùvar. 

Còpula. V. Còpia (cupola). 

Cor. CUORE, sm. Viscere principale degli 
animali, e centro della circolazione del san- 

'gue. figurat. Coraggio. Centro, Mezzo di che 
che sia. nel pi. Uno de 1 quattro semi di carte 
da giuoco, dim. Coricino. — Star a cuore, 
Tener caro. Avere a cuore una cosa, Dar- 
sene premura. Farne conto. IH mal cuore, 
Mal volontieri. Uomo di buon cuore, Quegli 
che sente il desiderio di far del bene. Uomo 



di cuore, Quegli che non solo è coraggioso, 
ma sente profonde le affezioni generose e gen- 
tili. Aasrass e oór. far nodo il dolore al 
cuore. « Povera donna, tanto lei che le sue 
figliuole non avevano parole: si vede che il 
dolore gli avea fatto nodo al cuore. » (Giu- 
liani). Con tòt e oòr. Nella pienezza del 
cuore, « Oli pervenne mezzo air orecchio il 
€ Dio glie ne renda merito » che il povero 
vetturino gli mandava dietro nella pienezza 
del cuore* » (Guerrazzi). Casone e oór. Ca- 
dere o Cascare il cuore, Sbigottirsi. € l' me 
ne torno a casa; truovolo (quel giovane) in 
camera. PénsateT tu; e mi cadde il cuore. » 
(Cecchi). Crossar e oór. Crescere il cuore. 
figurat vale Provare per cagione di fortunato 
evento, quella piacevole ed esilarante sensa- 
zione che ci fa parere ne si allarghi il cuoi*. 
•Allargarsi il cuore, Far, come si dice, 
tanto di cuore. « Sapi che quel che tu tieni 
in prigione, Il conte Orlando è figli uol di Mi- 
lone, ecc. Subito crebbe all' Annestante il core, 
e disse: » (Pulci, Morg.) Passe e oór. Pas- 
sare il cuore, iperbol. per Dare intenso do- 
lore, Vivamente affligere. € Queste parole as- 
sai passano il core Al tristo padre, e non 
sapea che farsi Di racquistar la sua figlia e 
l'onore, Perchè tutti i parenti erano scarsi. » 
(id.) Plànser e oór. Piangere il cuore ad 
alcuno, figuratam. vale Dolersi , Affligersi, 
Angosciarsi, Sentir dolore, ecc. « E se li amici, 
onde ti piange il core, Ha spenti acerba- 
mente empia ventura, Non dee, siccome ad 
arrecar dolore , Esser ciò forte ad arrecar 
paura. » (Chiabrera). Rider e oór. Ridere 
il cuore, figuratane Rallegrarsi, Gioire; che 
anche si dice Godere o Brillar l'animo. « Beo 
è svogliato e colmo di dolore Chi, vergendola 
in tavola venire (la salsiccia), Non riha '1 gu- 
sto, e non gli ride il core. » (Lasca). Cante 
in oór. Bestemiar col core, dicesi di Chi 
non potendo, per timore, sfogar Tira sua con- 
tro qualcuno, dice in cuor suo cose che non 
ardirebbe dirgliene in faccia. « Eccoti là il 
padrone, vedi con che viso arcigno ei guarda 
il cielo con le mani incrocicchiate, si morde 
il dito, e si gratta il capo: par proprio che 
bestemia col core. » (Aretino). Dir la vio- 
lina, Borbottare acerbamente fra sé, e stiz- 
zirsi contro altrui, o contro Ja fortuna, ecc. 
Cor. CORO, sm. Cerchio di persone. Schiera. 
Tutta la turba dei coristi. Luogo dietro l'aitar 
maggiore nelle chiese dove si cantano le ore 
canoniche, dim. Coretto. — Corale, sm. Li- 
bro delle antifone, ecc. che si cantano in coro, 
agg. Addetto, Appartenente al coro. Coral- 
mente, avv. A coro. Facicobo, agg. Che fa 
coro. 

Cora. V. Oca. 

Ooradèla. CORATA, CORATELLA, sf. I vi- 
sceri degli animali, circostanti alla regione 
del cuore, in cui sono compresi il cuore, il 
fegato, ed i polmoni ; dicesi per lo più di quella 
d'agnelli e simili, dim. Coratbllina. V. Core. 
Ooràg i CORAGGIO, sm. Forza d' animo a 
Coràgi } fare, a sopportare; ed avvi, dirò 



COR 



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COR 



così, un coraggio militare, un coraggio civile, 
un coraggio morale. Coraggioso, sm. e agg. 
Che ha coraggio. Coraggiosamente, avv. Con 
coraggio. 

Corèi. CORALLO, sm. Genere di polipo pie- 
troso, solido, striato alla superficie, e coperto 
di una crosta carnosa tornita di pori ne'quali 
annidano i polipi. Il corallo è rosso,* o bianco, 
e trovasene anche del nero , ed è detto anti- 
pate. « Del corallo appena si crederà che vi 
siano più di tre gradi di rosso; e pure me ne 
furono fatti osservare quattordici, de* quali 
eccone i nomi, con ordine della successiva per- 
fezione e bellezza: 1, Schiuma di sangue. 2, 
Fior di sangue. 3, Primo sangue. 4, Secondo 
sangue. 5, Terzo sangue. 6, Stramoro. 7, Moro. 
8, Nero. 9, Strafine. IO, Soprafine. 11, Carbo- 
nato. 12, Paragone. 13, Estremo. 14, Pas- 
sastremo. » (Targioni T.) dim. Coràlletto. 
— Corallino, agg. Di, Da corallo. Simile al 
corallo. Corallbssa , sf. Corallo di cattiva 
qualità. Corallumb, sm. Qualsivoglia cosa 
attenente al genere del corallo ; e Quantità di 
coralli. Corallifero, agg. Ferace di corallo. 
Corallizzarsi, np. Il formarsi del corallo. Co- 
rallizz azione, st. Materia ridotta a forma di 
corallo. Ramificazione a guisa di corallo. Co- 
rallizzarb, vn. Il pigliare forma e qualità 
di corallo. Corallajo, sm. Chi lavora o vende 
corallo. 

Cor&m. CUOJO, sm. Pelle d'animali concia 
per varj usi. Cojame, sm. Lo stesso che Cuojo, 
ma più specialmente denota quantità di esso. 
Ogni sorta di cuoj. Corame , sm. Aggregato 
di cuoj. Specie di teleria, detta in romagnolo 
Téla oorama. Mascherbocio, sm. Alluda, 
sf. Cuojo o Pelle sottile, molle e delicata, con- 
cia in alume. 

Coramér. COJAJO, COJARO, sm. Colui che 
concia, o vende il cuojo. 

Córan. CORNO, sm. Strumento da fiato. Cor- 
nare, vn. Suonare il corno. Cornatore, sm. 
Cornista, smf. Cornatrice, sf. Sonatore, 
Sonatrice di corno. Corno da caccia, Stru- 
mento a fiato, d'ottone e ritorto. Córan 
óV l'abundania. Cornucopia, sf. e talora 
Cornucopio, sin. nel pi. Cornucopie, sf. sem- 
pre. Quel vaso in figura di corno, pieno di 
molti frutti, che si figura in mano all' A- 
bondanza. V. Corna. 

Córar i CORRERE, vn. Andare con velocità. 

Córer \ Aver la sua direzione, il suo corso. 
Andare all' ingiù, parlandosi di fiumi e simili. 
Essere divario o differenza tra cosa e cosa, e 
distanza tra un luogo e l'altro. Correre un 
cavallo, Farlo correre, essendovi su l' uomo. 
Stracorrerb, vn. Correre senza ritegno, Pas- 
sar, oltre correndo. Tracorrerb, vn. Correr 
forte, va. Trascorrere, Trapassare. Trascor- 
rere, vn. Scorrere avanti. Velocemente cor- 
rere. SopRACORRBRB, vn. Correre sopra. Pre- 
correre, vn. Correre innanzi. Ricorrere , 
vn. Di nuovo correre. Rincorrere, vn. Cor- 
rer dietro. Inseguire. Tornar correndo sul me- 
desimo luogo; oppure Correre innanzi e in- 
dietro. Andare e venire di corsa. Fé a oórer. 



Fare a correre, Gareggiare a correre, a chi 
più corre. « Ciascheduna di loro era stata vin- 
citrice di quelle con chi ella aveva fatto a 
correre. » (Baldinucci). Lasse oórer. La- 
sciar correre, per Chiudere li occhi ad una 
cosa, Fingere m non vederla. « Ma perchè 
questo sgraziato (Vulcano) vedendo che Ve- 
nere faceva qualche scappatella, non volle la- 
sciar correre come tant altri, fece però quella 
rete, e prese a gitto Venere. » (Panciatichi.) 
Ooràia. CORAZZA, si Armatura antica del 

Satto. dim. Corazzina. accr. Corazzonb. — 
orazzajo, sm. Facitor di corazze. 

Corale. CORAZZARE, va. Armar di corazza, 
np. Armarsi di corazza. Corazzato, agg. Ag- 
giunto di Barca, da guerra coperta di una 
grossa lastra, o corazza di ferro. 

Coraàir. CORAZZIERE, sm. Soldato a ca- 
vallo armato di corazza. 

Oòrb. V. Gòrbel. 

Còro i CORBA, sf. Sorta di misura di con- 

Còrba } venzione tanto per gli aridi, quanto 
pei liquidi. 

Odrbel. CORBA, sf. Malatia, che è Quella 
curvatura della gambe anteriori de* cavai li per 
contrazione di nervi. 

Oorbel. CORBELLO , sm. Arnese tessuto di 
strisce di legno col fondo piano. Misura della 
tenuta del corbello, dim. Corbblletto , Cor- 
bellino, accr. Corbellone. 

Còrda. CORDA, sf. Fila di canapa od altro 
attorte insieme per uso di legare, dim. Cor- 
dicella , CORDICINA , CORDINA , CORDELLA , 

Cordellina, accr. Cordone. —Fune, sf. e 
qualche volta sm. Corda, dim. Funicella , 
Funicina. — Cordame, Cordagoio, Funame, 
sm. Nome collettivo delle corde o funi d'ogni 
sorta. Quantità di corde per navi o machine. 
Corderìa, sf. Luogo dove si fabricano, o ven- 
dono corde. Funata, sf. Colpo di fune. Molte 
persone legate ad una fune. Livarda, sf. Corda 
di stoppa ravvolta di filo. Rodai d'oòrda. 
Rotolo; e Duglie, sf. pi. I giri di una corda 
raccattata in rotolo. Còrda d* erba. Brbmo, 
sm. t. marin. Fune fatta di una specie d'erba 
detta Sparto. Còrda magna. Corda magna, 
Tendine d'Achille, Tendine grosso che, dai 
muscoli della polpa della gamba, va al cal- 
cagno. Còrda da vlulèn. Minugia, sf. Mi- 
nugio, sm. Budello, nel pi. Corde degli stru- 
menti da suono. Minugiajo, sm. Chi lavora 
o vende minugie. Rincordarb, va. Rimetter 
le corde ad un istrumento da suono. Còrda 
da sàoh. Comàndole, sf. pi. Funicelle da 
legare i sacchi. Susta, sf. Corda colla quale 
si legano le some. Corda, terra, di Geometria. 
Porzione di linea diritta attraversante un cir- 
colo e terminata alla sua circonferenza, come 
la corda di un arco vero termina alle estre- 
mità della sua curva. (Diz. Acad. frane, in 
Gherardini). « Ella saprà non avere il ponte 
di Rialto.... altro pregio che quello di essere 
una gran massa di pietre conformate in un 
arcone che ha cento piedi di corda. » (Alga- 
rotti). Saetta, Freccia, sf. Linea retta che 
divide l'arco e la corda in due parti eguali. 



COR 



— 166 — 



COR 



Tue in corda. Tenere in sulla corda, 
Lasciare insù la corda alcuno , figurai si- 
gnifica Tenere o Lasciare alcuno in tale stato 
ch'ei non sapia che cosa abbia a fare, o vero, 
che cosa abbia a succedere di sé. « Assassinai 
il magnifico M. Jeronimo; che lo lasciai insù 
la corda una notte, ecc. Mi posi a far non 
so che, e dimenticaimelo. » (Casa). V. Cànuv. 
Alunna Inoorde. 

Cordarén. CORDAJO, CORDARO, CORDA- 
JUOLO, FUNAJO, sm. Chi fa o vende funi 
o corde. Andana, sf. Luogo dove si fila e si 
torce la canapa per far la corda. (Carena). 
Assaggio, sm. Quel panno che il funajo tiene 
in mano perchè il filo nel torcersi non si ag- 
grovigli, e perchè la mano stessa non ne re- 
sti offesa. 

Cordala. CORDELLA, sf. Cordicella schiac- 
ciata di refe o simile. Fettuccia. Nastro, dim. 
Cordellina. — Fettucciajo , sm. Cordbl- 
labo, voce bolognese. Colui che fabrica le 
cordelle. Presso 1 Bolognesi la voce Cordella 
deriva forse dal greco Cordyle. (Gherardini). 
V. Clàp (nastro). 

Cordén. CORDINO, sm. Sottil corda. Corda 
Cesa da sorpassare ne* giuochi del pallone o 
della palla. Pall acorda, se. Luogo dove si 
gioca alla palla a corda. 

Cordar. V. Cordarén. 

Cordlél. CORDIALE, sm. Brodo da bere con 
uova stemprate dentro. Qualunque bevanda 
ristorativa, agg. Di cuore. Sincero. Affettuoso, 
accr. Cordi alone. — Cordi a uibntb, avv. 
Con tutto il cuore Di vero cuore, superi. Cor- 
dialissimamente. — Cordialità, sf. Affetto 
tenero e sincero che parte dal cuore. 

Cordlra. CORDIERA, sf. Striscia di legno o 
d'avorio nell'estremità superiore del manico 
del violino, e simili. 

Cordon. CORDONE, sm. Corda alquanto roen 
grossa, e più gentile della corda. Qualunque 
ornato di vesti, o Cinto di filo d'oro, di seta, 
ecc. che abbia roggia di corda. Risalto esterno 
di muraglia a modo di corda, o di bastone. 
Linea di soldati che circondano un paese per 
impedire il contrabando, o il contagio; detto 
perciò Cordone finanziario o sanitario, fig. 
Unione. Lega. Intelligenza, dim. Cordoncbl- 
lo, Cordoncino. — Cordona rb, va. Cingere 
di cordone. Fé e oordon. Tornire, vn. Il 
russare de' catti. Cordiglio, sm. Funicella 
piena di nodi. Cordone con nodi con cui si 
cingono i frati Francescani, e altri, Quel cor- 
done con cui si cinge il sacerdote sopra il cà- 
mice, dim. Cordiolino. V. Guida nel pi. 
V. Morldn. V. Inoordone. 

Cordonóda. CORDONATA , sf. CORDO- 
NATO, sm. Piano inclinato a uso di scala, 
con ordine di pietre traverse, per lo più ro- 
tonde, in foggia di mezzo bastone, che servono 
invece di gradini. Fila di pali intrecciati con 
bastoni di salce per riparo delle corrosioni 
delle aque correnti. Tutto ciò che cinge a gui- 
sa di cordone le ajuole de" giardini. « Tutto 
il piano (d' un certo giardino) diviso in arèole 
formate da cordonati di pietra. » (Lastri). 



Cordonét. CORDULO, sm. Grosso filo del 
ripieno che alterna coi fili più sottili in un 
tessuto qualunque. Il tessuto che ne risulta 
chiamasi a cordulo; tale p. e. è quello delle 
fasce de* bambini, di alcune coperte da letto. 
(Carena). Accordellato, sm. Panno tessuto 
a righe. 

Cora. FEGATO, sm. Organo della sanmiini- 
ficazione alimentare dove si separa la bile, ed 
alberga il fiele. Coratella, sf. Fegato desìi 
uccelli, de' pesci, ed altri piccoli animali. V. 
Coradèla. 

Cored. CORREDO, sm. Fornimento di bian- 
cherie, e di suppellettili, che porta la sposa 
andando a manto; anticamente si diceva le 
donora ; e cosi di Chi entra in convento, mo- 
nastero, o ritiro. Ciò che serve a corredare 
una cosa qualunque. Scritture o Fogli che si 
annettono per chiarezza o giustificazione ad 
un contratto, o ad altra scrittura principale. 
Corredino, sm. Le robe ad uso de* bambini. 

Ooredé. CORREDARE, va. Fornir di cor- 
redo. Fornire di masserizie, di arnesi, di 
strumenti. 

Corea. V. Cdran, 

Corona. CORINA, sf. CORO, sm. Nome di 
vento che spira tra Ponente e Maestro. V. 
Siròoh. 

Corént. CORRENTE, sf. Aqua che corre e 
si muove secondo una direzione determinata 
in fiume, canale, lago, ecc. agg. Veloce. Sciolto. 
Spedito. Corrivo. Che corre. Moneta o Valuta 
corrente, cioè In corso. Conto corrente, Con- 
to in cui giornalmente si aggiungono partite: 
Corrente, avv. Correntemente. Andante, 
Senza intoppo, massimamente co" verbi Scri- 
vere e Leggere. Correntemente, avv. A 
corsa. Senza intoppo. Correntia , Corsìa, sf. 
La corrente dell* aque ne* fiumi. Corrbnza, 
Correnzìa, sf. Coreo impetuoso. Ande odn- 
tra la oorént. Andare contro aita cor- 
rente, figuratane vale il medesimo che An- 
dar contr % aqua, detto pure in senso figurato 
per Fare che che sia contro ali* uso o all'o- 
pinione corrente. « Pure vedendoli ricevuti con 
plauso (li strumenti strepitosi), vi si accom- 
modava, non volendo parere d* andare con- 
tro alla corrente. » (salvini). 

Corentésa. V. Condiscendénàa. 

Córer. V. Córar. 

Corè'r. Corèra. V. Corìr, ecc. 

Oorésta. CORISTA, sm. Capo del coro. Chi 
canta in coro, o nei cori nelle opere in mu- 
sica. Strumento destinato ad accordare le voci 
e gli strumenti musicali ad un tono determi- 
nato e invariabile, agg. Di coro. Corale. 

Coretòr. CORRETTORE, CORREGGITORE, 
sm. CORRETTRICE, CORREGGITRICE , 
CORRETTORA, sf. Chi o Che corregge. E 
nelle stamperie Quegli che fa officio di rive- 
dere le bozze per tome gli errori. Corretto- 
rìa, sf. Officio di correttore. 

Coréaa. CORREGGIA , sf. Striscia di cuojo 
Cintura di cuojo. accr. Correooionb. — Met- 
tere il dito nella correggia, Incaponirsi, 
1 Ostinarsi in modo duro e goffo. Correqoiajo, 



COR 



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COR 



sm. Chi fa corregge o cinture di coojo. Cor- 
rbooiamb, sm. Tutti i fornimenti di cuojo di 
un cavallo. V. Èintnrdn. 

Coróaar i CORREGGERE, va. Ridurre a ben 

Ooréser ) fare. Por freno o ritegno. Ammo- 
nire. Purgare dagli errori, parlandosi di scrit- 
tura, np. Riconoscere e Lasciare i falli com- 
messi, e i proprj difetti. Ravvedersi Emmen- 
darsi. Corrbggimento, sm. U correggere. Cor- 
raggirile, CoRRBGOBrvoLE, agg. Atto ad essere 
corretto. Che può correggersi. Correttivo, 
sm. Cosa atta a correggere, agg. Atto a cor- 
reggere. Ricorreggere, va. Correggere di 
nuovo; e talora semplicemente Correggere. 

CoreàiOn, CORREZIONE, sf. Il correggere 
cosa per renderla più perfetta e migliore. Atto 
di correggere le prime forme di stampe. Cor- 
rezionale, ag$. Di, Da correzione, e dicesi 
di pene e di tribunali. 

Corgnól l CORNIOLO, CORNIO, sm. ed an- 

Oórgnul I che Corniolo. Albero che ha il 
legno duro, e ii frutto simile air oliva, di co- 
lor rosso , e di sapore lazzo e afro quando 
matura. Corniola, sf. Frutto del corniolo. 

Corgndlà, CORNIÒLA, sf. Selce fina, e Spe- 
zie d* agata di color rosso sanguigno, o car- 
neo pallido, o gialliccio, dim. Cornioluzza. 

Còri Còri. V. Cèchi Còchi. 

Goriàndel i CORIANDOLO, CORI ANDRO, 

Coriàndul | sm. Pianta ombrellifera che 
produce un seme aromatico dello stesso nome. 

Coridòr. CORRITORE, verb. m. CORRITRI- 
CE, f. Chi o Che corre. 

•Coridùr. CORRIDOJO, CORRITOJO, COR- 
RIDORE, sm. Adito largo interno nelle parti 
superiori delle case per andare dall' una al- 
l' altra parte. 

Corir. CORRIERE , CORR1ERO , sm. Chi 
porta lettere, dispacci per la posta. La posta 
stessa. 

Oorlra. CORRIERA, sf. Barca che porta or- 
dini, dispacci, ecc. Carrozza della posta. 

Corispondér. CORRISPONDERE;, vn. Esser 
conforme. Riuscire. Contracambiare, np. Ri- 
spondersi 8camhie voi mente. V. Oortég. 

Ooriapondènt. CORRISPONDENTE , sm: 
Chi ha relazioni lontane di negozio. Quegli 
con cui negozianti , e giornalisti sogliono te- 
ner relazioni, agg. Conveniente. Conforme. 
Proporzionato. Che risponde alle premesse. 

Corrispondènza. CORRISPONDENZA, sf. 
Conformità. Proporzione. Connessione. Rela- 
zione di cose fra loro. Carteggio epistolare. 
Contracambio. Corrispondentemente , avv. 
Con corrispondenza. 

Corispòsta. TANGENTE, sf. Porzione. Quo- 
ta. Quel tanto che si paga d' imposta sulle ren- 
dite private. 

Coriv. CORRIVO, agg. Facile a fare, a cre- 
dere, a concedere, a contentarsi. Corrivamen- 
te, avv. Senza considerazione. 

Corna. CORNO, sm. Parte ossea che spunta 
in capo a certi quadrupedi, dim. Cornetto, 

CORNETTINO, CoRNICSLLO , CORNICRLLA. — 

Corna, sf. pi. Quelle delle chiocciole. Le punte 
della luna. Corneo , agg. Della natura del 



corno. Cornato, Cornuto, agg. Che ha eorna. 
Distinto a maniera di corna. Corniculato, 
agg. A foggia di corna. Cornutbzza, sf. La 

2ual ita astratta di chi è cornuto. (Tassoni). 
r' esser cornuto. Cornigero, Cornifero, agg. 
Armato di corna. Cornomozzo, agg. Che ha 
mozze le corna. Boccagli a, sf. term. pettinai. 
La parte più grossa delle corna, toltane la 
punta. Gemma, sf. La seconda scorza delle 
corna. Fé el oóran. Squadrare le coma. 
Atto ingiurioso che si fa altrui chiudendo il 
medio e l' anulare della mano. Corno, si dice 
anche popolarmente o scherzosamente a Ber- 
noccolo o Tumoretto che talvolta i fanciulli 
in cadendo si fanno nella fronte, o nella testa, 
e Oh Dio! Ch'è stato? É un mio ragazzo che 
cascò. S' è fatto un corno. » (Fagiuoli). V. 
Inoornadura (incornare). V. Ingràss. ric- 
cia). 

Oornàoia. CORNACCHIA, sf. Una delle spe- 
cie del corvo, che è azzurrognola nera , con 
la coda rotondata , e le penne di essa coda 
acute, dim. Cornacchino, Cornacchiotto. 

Segg. Cor nacchi accia. — Coen acchi are , 
gracchiare, va. Far la voce della cornacchia. 
Gracchiamento, sm. Il gracchiare. Cra-Cra. 
Voce della cornacchia e del corvo. 

Cornadùra. CORNATURA, sf. Qualità e fog- 
gia di corna. Incornatura. Bsser tòt d'un 
pel, e d'una cornadùra. Essere segnati 
tutti d'un marchio, & d'una rossa. « Altri 
dicean : Come stan bene insieme Segnati am- 
bi a" un marchio e d' una rossa. » (Ariosto). 

Come. CORNATA, sf. Colpo di corno, dim. 
Cornatella. 

Cornee i LEGUME, sm. t. bot. Il Legume 

Cornéoi \ o Baccello (Legumen) è un peri- 
carpio composto di due gusci o imposte (Valva?), 
che si apre da una delle commettiture delle 
due imposte, dette cuciture o commettiture 
(Sutura)), ed alla opposta sono attaccati i semi, 
come nel lupino, nel fagiolo, nel pisello. (Tar- 
gioni T.) dim. Baccbllbtto. accr. Baccel- 
lone. — Baccellino, agg. dicesi di pianta 
che produce baccelli. Baccellaio, sm. Chi 
vende baccelli, a Luogo pieno di piante bac- 
celline. Restar padrone del baccellaio, Re- 
star padrone del campo. Non aver più contra- 
statori. Fracurrado, sm. Baccello tagliato 
a bietta in cima fino alla costola , e tagliata 
pure dal fondo alla cima la razzola delta co- 
stola, per modo che, tirandola, mette in moto 
il pezzo tagliato che pare un cappuccio di 
frate. La voce romagnola Corneo viene da 
Corno, lat. Corniculum. dim. Cornetto, 
Cornicciuolo, Cornicino. « Baccelletti come 
cornicciuoli ritorti. » (Soderini). « II suo 
frutto chiamato altresì Vainiglia, ha la for- 
ma di un cornicino lungo da i quattro a i 
cinque pollici, e grosso come il mignolo. (Ghe- 
rardini). Siliqua, sf. Baccello che si apre da 
tutte due le commettiture, ed ambedue i gusci 
si staccano e si aprono indifferentemente da 
per tutto. 

Cornót. CORNETTO , sm. dim. di Corno. 
Punta dell' incudine. Cornettino, sm. Stru- 



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COR 



mento d' osto per dare il lustro ai tacchi delle 
scarpe. Chiocciolino, sin. Picco) pane fatto 
a chiocciola, cioè avvolto a mo'di spira. 
Cometa. CORNETTA, sf. Strumento musi- 
cale da flato. Insegna di compagnia di caval- 
leria, ed è piccola, e di forma quadra; e il 
Soldato che porta la cornetta. Infermità del 
cavallo , la quale consiste in un 1 escrescenza 
cornea, più piccola dell' unghiella che si vede 
alla faccia interna della gamba dinanzi. Cor- 
nettatore, sm. Suonatore di cornetta, sf. 

CoRNBTTATRlCE. 

Cornlsa. CORNICE, sf. Ornamento e quasi 
Cintura di fabrica o edilizio, la quale sporge 
in fuori. L'ornamento de' quadri fatto a que- 
sta similitudine, e ve n' ha di diverse maniere, 
così la Cornice a cassetta, a sbalzo, a pam- 
pani, a mestoli. (Fanfani). dim. Corni cettà. 
— Corniciame, Corniciambnto, sm. Qualsi- 
voglia lavoro di cornici. Corniciato, sm. Par- 
te di un edilìzio ornato di cornici, agg. Che 
ha cornice. Corniciare, va. Fornire di cor- 
nice. Adornar di cornice. Scorniciare, va. 
Far cornici. Lavorare in forma di cornice. V. 
Incornisé. 

ComisSn. CORNICIONE, sm. Membro prin- 
cipale di architettura che si pone sopra il 
fregio. La cornice finale di una fabrica. 
Cordder. CORRODERE, va. Consumar len- 
tamente. Rodere con qualche agente , come 
colla lima, ecc. np. Struggersi. Corrodimbnto, 
sm. Corrosione, sf. Atto od Effetto di ciò 
che corrode 

Coròmper. CORROMPERE, va. Guastare 
T insieme, l'armonia delle parti. Viziare. De- 
pravare. Sedurre con lusinghe o con doni. De- 
turpare, np. Guastarsi. Putrefarsi. Corrompi- 
mento, sm. Corruzione. Il corrompersi. Pu- 
trefarsi. Violazione. Corbompevolb, Corrut- 
tibile, agg. Atto a corrompersi, o ad essere 
corrotto. Cobruttivo, agg. Atto a corrompere. 
Che corrompe. Corrompitore, Corruttore, 
verb. m. Corrompitricb , Corruttrice, f. 
Chi o Che corrompe. 

Coróna. CORONA, sf. Ghirlanda di foglie, 
o di fiori. Ornamento del capo dei re. Cer- 
chio qualunque. Rosario. La parte più folta 
dei rami di un albero. Parte superiore dell'un- 
ghia delle bestie solipedi che confina coi peli 
della gamba, dim. Coroncina, Coronetta , 
Coronella, accr. Corokcione. — Coronale, 
agg. Di, Da corona. Che cinge come corona. 
Siile la coróna, metaforic. Seiorre la boc- 
ca al sacco. Dar fuori. Trascorrere oltre i 
termini convenevoli per impazienza. « Pare- 
vano gli amici di Giob quando, invece di con- 
solarlo, andarono a fargli scappar la pazienza, 
finché, preso il morso fra denti, il buon pa- 
triarca dette fuori. » (Guerrazzi). Scoronare, 
va. Tagliare a corona , parlandosi di alberi. 
Scoronciahe, vn. Fingere, tenendo tra le mani 
la corona, di dire il rosario. Post cV la co- 
róna o de roaéri. Poste della corona, Sono 
le Decine di A vernane, onde son fatte le co- 
rone, ciascuna delle quali decine e divisa dall'al- 
tra per mezzo d' una pallottolina più grossa 



indicante il Paternoster. Bottonbllb, sf. pi. 

Bottoni d' argento di filigrana posti a tutti i 

cosi detti paternostri, cioè ogni aieci pallottole 

della corona del rosario. V. Inooroné. 
Ooronér. CORONAJO, CORONARO, sm. Chi 

fa o vende corone ad uso di rosario. Coron- 

ciajo, sm. Bacchettone. 
OorosiOn. CORROSIONE , sf. Rodimento o 

Corrodimene). Luogo corroso da impeto d' a- . 

2 uà. Lunata, sf. Corrosione sinuosa prodotta 
alla corrente flessuosa dell' aqua nelle ripe 
de 1 fiumi. 

Corosìv. CORROSIVO, sm. Sustanza che di- 
strugge le parti solide animali sulle quali si 
applica, agg. Che corrode. 

Oorót. CORROTTO, agg. Guasto, Putrefatto, 
Contaminato. V. Curo*. 

Córp. CORPO, sm. Materia organica, o inor- 
ganica, dotata di lunghezza, larghezza, altezza, 
peso, densità, ecc. La parte corporea del com- 
posto dell* animale. Busto. Tronco, figuratame- 
li complesso de* cittadini, di compagnie, ecc. 
Quantità considerabile di truppe. Sodezza. 
Consistenza. Corpo di guardia. Il luogo dove 
i soldati stanno in guardia. Corpo del delitto. 
La cosa, Il luogo, e le Circostanze con cui è 
stato commesso il delitto, dim. Corpicbllo, 
Corpicciuolo , Corpicino , Corpuzzo. pegg. 
Corpaccio. — Corpacciuto, agg. Di corpo 
grosso e sproporzionato in certe parti e spe- 
cialmente nei ventre, accr. Corpacciutonb. — 
Corpulento , agg. Di corpo grosso. Corpu- 
lenza, sf. Grossezza, di corpo. Corporarsi , 
np. Prender corpo, Formarsi. 

Corpét. CORPÉTTO , PANCIOTTO , sm. 
Farsetto senza maniche né falde che si porta 
immediatamente sotto il vestito esteriore, dim. 
Corpettino. — Corpbttuccio, sm. Corpetto 
miserabile e da povero. V. Camisóla. 

Corporadùra. CORPORATURA, sf. Tutto 
il composto, tutto il volume del corpo. Modo 
in cui è composto. 

Corporation. CORPORAZIONE, sf. Aggre- 
gazione di un corpo morale. Corporati , sm. 
pi. Cittadini appartenenti a corporazioni. 

Corporei. CORPORALE, sm. Pannolino sul 
quale il sacerdote pone 1 ostia nella messa, 
agg. Di corpo. Che è relativo al corpo. Cor- 
poralmente, avv. Col corpo. Corporeo, agg. 
Che ha corpo. Corporalità, sf. Quantità di 
ciò che ha corpo. Materialità. 

Còrs. CORSO, sm. Moto accelerato di chi cor- 
re. Scorrimento dell* aqua ne* fiumi, torrenti, 
ecc. Luogo dove passeggiano le maschere il 
carnevale; e Le persone stesse che sono al 
corso. Luogo publico dove concorrono le genti 
a diporto. La strada principale di una città. 
Direzione che pigino certe cose. Serie di 
lezioni sopra quarcne materia. Tempo che 
s* impiega Dell'imperare una scienza od arte. 
Aver corso, Avere spaccio. Essere in voga. 
A tutto corso, A tutta carriera. Fé e su 
oòrs. Fané il suo corso, o suo corso, refe- 
rendo ad operazioni della natura, vale Seguir 
le leggi di essa Datura, Fare progressivamente 



COR 



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COR 



quel che vuole la natura. « Si lasci fare il 
suo corso al male. » (Redi). 

Còrsa. CORSA , sf. 11 correre per un certo 
spazio. Gara di cavalli che corrono al pallio. 
Moto impetuoso. Di corsa, Correndo. Ricor- 
sa, sf. Nuova corsa. V. Scórsa. 

Corsacìr. CROCIFERO , sm. Chi porta la 
croce nelle processioni. 

Corse. V. Corset. 

Corséja. CORSIA, sf. Spazio vuoto nel mezzo, 
o nei lati de} le stalle , de* teatri , ecc. Quel 
quartiere negli spedali ov* è la porta, e l' in- 
gresso dell* ospedale. 

Corsér. CORSARO, sm. Chi ha una patente 
dal proprio governo, ma in tempo di guerra 
soltanto, per cui ha facoltà di dare addosso, 
prendere prigionieri , o danneggiare in ogni 
modo che possa i navigli, e per ciò il com- 
mercio delta nazione nemica. Pirata , sm. 
Ladro di mare. 

Corséra. V. Scoridora. 

Corset. CORSETTO, sm. Specie di Farsettàio 
che usano le donne, larghetto, accollato, con 
maniche lunghe e che non arriva oltre a' lom- 
bi. Corset da nòt. Corpetto e Corsetto , 
Camiciuola da notte che le donne in letto si 
pongono sopra la camicia, segnatamente nel- 
r inverno. Corpettaja, sf*. Colei che fa cor- 
petti, e Corsettaia sf. Colei che fa corsetti. 

Corsi. V. Corséja. 

Corslv. CORSIVO, agg. Che corre; e dicesi 
propriamente dell! aqua de' fiumi e simili. Ca- 
rattere corsivo , Quello che è più atto alla 
velocità dello scrivere; e, presso gli stampa- 
tori, Quello che è simile allo scritto, a diffe- 
renza del Tondo, dim. Corsivbtto. Stile cor- 
sivo, Stile facile, sciolto. Moneta corsiva. 
Moneta corrente. Corsivamente, avv. A corsa, 
Correndo, e dicesi per lo più di cosa che si 
facia senza molta considerazione. 

Còrt. CORTE, sf. Palazzo di principi. Regia. 
Famiglia e corteggio del principe. Fòro o 
Tribunale di giustizia, e L' insieme di coloro 
che uè eseguiscono gli ordini, dim. Corticel- 
la, Cortella, Corticina. — Corte bandita, 
Convito solenne al quale può intervenire chiun- 
que. V. Cùrt. Cortil. Era (aja). Fé la 
còrt. V. Cortegé. 

Cortécia. CORTECCIA, sf. Involucro sottile 
degli alberi, come ne* ciliegi, ecc. Scorza, sf. 
Quella corteccia più grossa e scabra, come 
nelle querce, ecc. V. Bòia. 

Cortóg. CORTEGGIO, sm. Il corteggiare. 
Comitiva de' principi delle occasioni solenni. 
Codazzo, Corteggio, Corteo, sm. Seguito di 
gente dietro a gran personaggio per corteggio ; 
ma Codazzo ha mal senso quasi sempre di- 
cendosi di Seguito di btJÉi, di sgherri, o di 
altra consimile genia. (Zecchini). 

Cortegé. CORTEGGIARE, va. Far corteggio, 
e propriamente Accompagnare e servire i 
gran signori, vn. Tener corte, figuratane Far 
air amore , Vagheggiare. Adulare. Corteg- 
giamento, sm. Il corteggiare. Corteggiatore, 
verb. m. Cortbggiatrice, f. Chi o Che cor- 
teggia. 



Cortèi. COLTELLO, sm. Strumento da taglio 
di più forme, dim. CoLTBLLBTTo, Coltelli- 
no, med. Coltbllotto. accr. Coltellone. 

pegg. COLTELLUCClO , COLTELLACCIO, dim. 

Coltell acino. — Còdolo, sm. Parte inferiore 
della lama di un coltello in asta, che è fitta 
nel manico. Rottone , sm. Quella parte del 
coltello in asta, o da tavola, che è tra la lama 
e il codolo, ingrossata e tondeggiante, per fare 
come ritegno e limite ali* entratura del codolo 
nel .manico. Quando il bottone è alquanto al- 
largato, sì che la lama non tocchi la tavola, 
chiamasi Bilico. Ugnata, sf. Intaccatura fatta 
alla costola del coltello, o temperino per po- 
terlo più facilmente aprire coli* ugna. Cor- 
tèi da pòri. Accoratojo, sm. Stile aguzxo 
con cui si dà nel cuore a maiali per ucciderli. 
Scannabecco , sm. Specie di coltello con la 

E unta ritorta con cui i # macellari scannano 
ecchi, montoni e simili. Coltelliera, sf. 
Guaina o Custodia del coltello. Custodia dove 
si ripongono più coltelli. In cortèi. Per 
coltello e A coltello, dicesi de* Mattoni, mez- 
zane e simili, allorché posano non sulla su- 
perficie,* ma su un lato. V. Cortilài. 

Cortèla. COLTELLA , COLTELLESSA , sf. 
Coltello grande, particolarmente quello fermo 
in manico a guisa di pugnale, ma con lama 
più larga. 

Cortona. V. Tènda, Tendéna. 

Cortes. CORTESE, agg. Che ha modi obli- 
ganti, e buone disposizioni di parole e di fatti. 
Compiacente. 

Corteseja i CORTESIA, sf. Disposizione ad 

Cortesi ( avere per ciascuno il dovuto ri- 
guardo a far atto cortese. L* atto cortese stes- 
so, neìr uso Mancia, dim. Cortbsiuola. — 
Cortesemente, avv. Con cortesia. In corte- 
sia, Per cortesia, locuz. avv. Modo col quale 
preghiamo altrui a farci una grazia, ed è lo 
stesso che Di grazia. Corteseggiare, vn. 
Far cortesie. Spendere largamente in cortesie. 

Cortigiadòr. V. Cortegé. 

Cortigiàn. CORTIGIANO , sm. Gentiluomo 
di corte, dim. Cortigianbllo, Cortigianet- 

TO , CORTIGIANUZZO. pegg. CORTIGIÀN ACCIO. 

— ag£. Da corte. Cortigianesco, agg. Da 
cortigiano. Cortigianamente, avv. A mo*di 
cortigiano. Cortigianerìa, Cortigianìa, sf. 
Azione o Tratto da cortigiano. Costume da 
cortigiano. Adulazione. Cortigiana, sf. Don- 
na che sta in corte. Donna di palazzo. 

Cortil. CORTILE , sm. CORTE , sf. Luogo 
terreno e scoperto nelle case. dim. Cortilet- 
to, Cortiluzzo. accr. Cortilone. 

Cortilài. COLTELLINAJO, sm. Chi fa o 
vende coltelli. Coltellinaja, sf. Donna che 
vende coltelli, forbici e simili. 

Cortlé. COLTELLATA, ACCOLTELLATA, 
sf. Ferita con coltello, figuratasi. Improviso 
dolore morale. Accoltellare, va. Ferire di 
coltello. Accoltellatore, Accoltellante, 
sm. Chi combatte o ferisce con coltello. Ac- 
coltellato, sm. Lavoro di mattoni messi 
per coltello. Coltellato, sm. Ammattonatura 



cos 



— 169 - 



COS 



fatta con mattoni posati in terra col piano 
più stretto. (Fan Cani). 

Cortltaa. MESTICHINO, sm. Piccolo coltello 
flessibile per mescolare i colori sulla tavolozza. 
Coltellini , sf. term. pizzicagnoli , e voce 
d*uso. Coltello in asta, ai lama molto larga 
e quasi flessibile , con taglio ben affilato per 
affettare mortadelle, salami, prosciutti, ecc. 

Odruv. V. Cdrbel. Córv. 

CoruaiCn. CORRUZIONE, sf. Principio di 
putrefazione: al mancare della vita in un cor- 
po, sì corrompono i tessuti, si disfà l'insieme, 
e la putrefazione consegue immediatamente. 
(Zecchini), figuratam. Depravazione. Suborna- 
zione. Violazione. Corrott avente, aw. Con 
corruzione. 

Cdrv. CORVO, sm. Corvo reale. (Savi). Gros- 
so uccello nero che si pasce di carname, dim. 
Corvetto, Corvacchiotto , Corvacchino. 
accr. Corbacchione, pegg. Corvaccio. — 
Corvino, agg. Di corvo. Del color del corvo. 
Crocidare , va. Il mandar fuori la voce che 
fa il corvo; la cui voce nello stile famigliare 
fu detta Crò-Crò. Cri Crai, Voce del corvo. 

Corvè. CORVATÀ , sf. Servizio di corpo , o 
Lavoro fatto con carri e bestie da soma nel 
giorno fisso del feudatario, term. milit. Ser- 
vizio di fatica. 

Oorvéta. CORVETTA , sf. Specie di basti- 
mento da guerra poco diverso dalla Fregata, 
ma più piccolo. 

Corseli. CORREGGIA, sf. Striscia di cuojo. 
V. Coresa. 

Corsói. CORREGGIUOLO , sm. Striscia di 
cuojo a guisa di cordicella che s* usa per le- 
gare le scarpe, ecc. Specie d'olivo. 

Corsola. CORREGGIOLA , CORREGGIO- 
LA, CENTINODIA, sf. Specie d' erba. 

Cóa. COSO , sm. Qualunque cosa che si vuol 
nominare ove non ne sovvenga il vero nome. 

dim. COSELLINO, COSETTO. 

Còsa. COSA, sf. Nome generalissimo di tut- 
to ciò che esiste, e la cui significazione è 
solamente determinata dalla materia di cui 
si tratta, e Si leva in piede, e come cosa pazza 
Co '1 scudo gli va addosso e con la mazza. » 
(Borni), (cioè come un insano, come un pazzo). 

dim. COSBTTA, COSBLLINA, COSETTINA, C08E- 

rblla , Co8erbllina , Cosuccia , Cosuzza , 
c08iociuola, cosbttuccia, cosettuccina. 
pegg. Cosaccia. 

Coscét. V. Cossét. 

Cosorét. COSCRITTO, sm. Giovane chiamato 
per età all'armi. 

Coscrittoli. COSCRIZIONE , sf. Inscrizione 
nel ruolo de' chiamati alla milizia. Leva. 
Coscrivere, va. Mettere a ruolo militare. 
Registrare. 

Cosdùra. COSTURA, sf. Cucitura che fa co- 
stola. Costura ribattuta , dicesi quando gli 
Orli dei due pezzi riuniti si ribattano , cioè 
si spianino, e si cucino di qua e di là. Spiane 
ol oosdùr. Ritrovare, Spianare Raggiu- 
stare le costure , Bastonare. Costura della 
colse , Tutta la serie de' custorini formante 



una riga lunga tutta dalla parte di dietro del 
le calze fatte co' ferri. V. Brucadèn. 

Còser. V. Cùser. 

Cósp. ZOCCOLO, e COSPO, sm. da Cuspus 
della bassa latinità, che significa Calceus ìi- 

f^neus. Calzare simile alla pianella , ma con 
a pianta di legno, dim. Zoccoletto, Zocco- 
lino, med. ZoccoLOTTo. — Zoccolata , sf. 
Colpo di zoccolo. Zoccolajo, sm. Chi fa o 
vende zoccoli. Zoccolare, Far fracasso coi 
zoccoli , o co* tacchi , camminando. Inzocco- 
larsi , np. Mettersi 1 zoccoli. Scroj, sm. pi. 
Zoccoli tutti di legno. 

Oospót. COSPETTO, sm. Presenza, aw. E- 
sclamazione d" ammirazipne, o di stizza. 

Cospiradór. Cospiraàiòn. V. Cospiro. 
Congiura. 

Cospiro. COSPIRARE, vn. Accordarsi di 
parecchi in uno stesso desiderio per riuscire 
ad un fine buono o cattivo, e a tal fine con- 
giungere ciascuno i suoi mezzi. Cospirazione, 
sf. II cospirare. Cospiratore , verb. m. Co- 
spiratrice , f. Chi o Che cospira. V. Con- 
giuro. , 

Còssa. COSCIA, sf. Parte del corpo dell'uomo 
o d'un animale dall' anca fino alla piegatura 
del ginocchio. Coscio , sm. Coscia di bestia 
tagliata per vendere, dim. Coscetto, Coscet- 
tino, Coscibtto. — Cosciotto , sm. Coscia di 
agnello o di castrato separato dall' animale. 
accr. Coscionb. — Coscina, sf. dicesi di Co- 
scia di pollo. Femore, sm. L' osso della co- 
scia il più lungo e il più forte, e il più pe- 
sante di tutti gli ossi del corpo. Lacca , sf. 
Parte inferiore della coscia dell' animale qua- 
drupede. Scosciare, va. Guastar le cosce , o 
slogarle, np. Allargare smisuratamente le co- 
sce in guisa che elle si sloghino. Scosciata, 
sf. L'atto dello stendere e allargare le gambe 
nel ballare, dim. Scosci atina. — Scoscio, sm. 
Parlandosi di ballerina, si dice Che ha un 
bello scoscio, quando ha gambe lunghe e car- 
nose , e le alza e stende molto nel far l'ar- 
te sua. 

Cosasi. COSCIALI, sm. pi. Due pezzi di legno 
fra i quali è il timone d'una carrozza, agg. 
ring. Della coscia. Cosci a letti, sm. pi. Pezzi 
di legno commessi sotto la sala de carri e 
simili, per tenerla più salda. 

Cossét. V. Còssa (dim. e cosciotto). 

Cosslon 1 MINGHERLINO, sm.MINGHER- 

Oosslèna j LINA, sf. Magrino. Gracili no. É 
anche dim. di Cosa, e di Coso. V. Cós. 

Oòst. COSTO, sm. Valore dell'oggetto che si 
vuol comprare. Prezzo pagato o da pagarsi. 
A suo costo. A suo danno. A cóst che. An- 
corché. A costo che. A risico che. ecc. A 
cóst an so d* ohe. Che che ne sia per 
avvenire. 

Còsta. COSTA, sf. Superficie più o meno ac- 
clive lungo il mare, o infra terra. Salita dì 
colle. V. Còstla. Costira. 

Costant. COSTANTE , agg. Che non muta. 
Stabile. Fermo. Perseverante. 

Costànsa. COSTANZA, sf. Fermezza, For- 
tezza nelle avversità. Perseveranza nel bene. 



22 



cos 



- 170 - 



COT 



Sorta di tela. Costanzina, sf. Tela costanza 
ordinaria. Costantemente, aw.Con costanza, 
superi. Costantissimamente. 

Coste. COSTARE , td. Valere , ma dicesi a 
riguardo della compera e del prezzo che vi 
s'impiega. V. Consto. 

Costege. COSTEGGIARE, va. Navigar lungo 
le coste, terna, agric. V. Are o Romper el 
cblnoòll. 

Costerà. V. Costira. 

Costei. COSTATO, sm. Luogo dove sono le 
costole. 

Costei. COSTOLAME, sm. COSTOLATURA, 
sf. Aggregato di tutte le costole. Costereccio, 
sm. Quella parte del porco che è appicata alle 
costole, e staccata pfer insalare. V. Panàéta. 

CostipaèiOn. COSTIPAZIONE, sf. Infredda- 
tura. 

Costipess. COSTIPARSI , np. Essere preso 
da infreddatura. 

Costlrà. COSTIERA , sf. Spiaggia. Riviera. 
Pendice continuata di colline, term. d* agric. 
Ajuola elevata ed inclinata a mezzodì, o a 
levante. Proda. 

Costituì. COSTITUIRE, va. Ordinare. Stabi- 
lire. Collocare, np. Stabilirsi Fondarsi. Presen- 
tarsi al giudice per essere posto in carcere per 
qualche fallo commesso. Costitutivo, sm. ciò 
che essenzialmente costituisce una cosa. agg. 
Che costituisce. Costitutore, Costituitore, 
verb. m. Costitutrice, Costituitrice, f. Chi 
o Che costituisce. Ricostituire, va. Costituire 
di nuovo. 

Costitùt. COSTITUTO, sm. L'esame e Le in- 
terrogazioni fatte al reo costituito avanti al 
giudice, e le sue risposte. 

Costitusidn. COSTITUZIONE, sf. Statuto 
per mezzo del quale si modifica o si ristringe 
l'autorità del governo monarchico per con- 
servare i diritti politici di ciascun cittadino. 
Collezione di regolamenti per regolare un isti- 
tuto qualunque. Complessione. Temperamento. 
Costituzionale, agg. Che è conforme alla 
costituzione, sm. Fautore della costituzione. 

Cóstla, COSTOLA, e COSTA, sf. Ciascuno 
degli ossi ricurvi che dalla spina vengono al 
petto, e formano V ossatura del busto. Parte 
di strumenti ohe non taglia, come di rasoj, 
di coltelli, ecc. Parte più (possa o Nervatura 
longitudinale del cavolo e simili. Ciascuno dei 
legni verticali dell' arcolajo. dim. Costolina, 
Costoletta, accr. Costolone. — Costola del 
pettine, La sua maggior grossezza che è come 
la base dei denti. Costolato, Costoluto, agg. 
Fatto a costole. Fornito di costole. 

Costóro. COSTUME, sm. Pratica e ripetizione 
de IT atto. Usanza. Consuetudine. Modo di trat- 
tare o procedere, term. pitt. e dram. Uso 
de' tempi e de* luoghi da conservarsi nei sog- 
getti, pegg. C06TUMACCIO. 

Costòs. COSTOSO, agg. Che costa molto, su- 
peri. Costosissimo. 

Costrénser. COSTRINGERE, va. Obligare 
per forza qualcuno a far qualche cosa. Co- 
stringimento, sm. Il costrìngere. Ricostrin- 
c.erb, va. Costringere di nuovo. 



Coatrót COSTRUTTO, sm. Profitto. Utile. 
Conclusione del discorso, agg. Fabricato. 

Costruì. COSTRUIRE, va. Unire insieme in 
ordine e forma atta a qualunque uso più og- 
getti; ma meglio d'ogni altra cosa dicesi delle 
navi; onde Legno da costruzione, e Buon co- 
struttore, term. gramm. Ordinare le parti del 
discorso. Costruttore, verb. m. Costruttri- 
ce, f. Chi o Che costruisce. Ricostruire, va. 
Costruire di nuovo. 

Costruaiòn. COSTRUZIONE, sf. L'atto del 
fabricare, e specialmente le navi. Ordinamento 
del discorso. 

Costume. COSTUMARE, vn. Usare, Essere 
consueto a fare. va. Dar costumi. Ammae- 
strare. Costumato, agg. Di buoni e gentili co- 
stumi. Assuefatto. Costumanza, sf. Costume. 
Costumatamente, avv. Con costumanza. Con 
bel modo di trattare e procedere. Costuma- 
tezza, sf. Qualità astratta di chi è costumato. 

Oòt. COTrO, sm. Cottura. Vivanda cotta, agg. 
Che fu fatto cuocere, figurai Perdutamente 
innamorato. Scottato dal sole. Ubriaco. La- 
voro di cotto, Lavoro di mattoni. Cotticcio, 
agg. Alquanto cotto, figurat Mezzo ubriaco. 
Alquanto innamorato. Mès oòt. Quascotto, 
agg. Mezzo cotto. Non del tutto cotto. «Ad 
alcuni piace l'arrosto che sia guatcotto, e 
quasi cruento. » Tracotto, agg. Più che cotto. 
Crogiolato, agg. Cotto a cottura lunga con 
fuoco temperato. Imbrooiottito, agg. Rapito 
dall'amore de" figliuoli. Imbroqiottirr, vn. e 
np. Essere preso da esagerato amore de' fi- 
gliuoli. No vie savenn ne cV la oruda 
ne cV la oòta. Non voler alcuno più né 
cotto né crudo, Non volerne saper più nulla. 
Cottiolio, sm. Qualunque specie di carne 
cotta. 

Còt-Outì. V. Cut. Reca. 

Oòta. COTTA, sf. Breve sopravesta di panno^ 
lino increspato di cui si vestono i preti negli 
offici ecclesiastici. Quantità di robba cotta in 
una volta. — Còta cV nev. Infornata di 
neve, Dicesi quando nell' inverno, fra un rotto 
tendone di nuvole suol apparire il sole più 
cocente del solito, lo che densi indizio di pros- 
simo nevicare ; come anche quando, d'inverno» 
il tempo si abbonacccia e fa caldana. V. Cut. 
Ootognéda. V. Codogneda. 

Cotoléta. BRACIUOLA, sf. Pezzetto piano di 
carne cotta per lo più in padella, ed anche a 
stufato. (Carena). 

Oottn. COTONE, sm. Lo stesso che Bamba- 
gia. Pianta che dà una lanugine bianca, te- 
nera, e filamentosa, che si chiama pure co- 
tone. Cotonoso, agg. Che partecipa della na- 
tura del cotone. Cotonaceo, agg. Coperto di 
peluria simile al cotone. Cotonare, va. Im- 
bottir di cotone. Cotonato, agg. Imbottito di 
cotone. 

Ootonéna. COTONINA, sf. Tela di cotone. 
Tela grossa di cotone da far vele. Cotonbbìa* 
sf. Quantit à va ria di tele di cotone. 

Oòtum. CÓTTIMO, sm. Lavoro dato o pigliato 
a fare non a giornata, ma a prezzo fermo» 



coz 



— 171 - 



CRE 



Cottimante, Accottimante, sm. Chi prende 
lavori a co ttim o. 

Cotùra. COTTURA, sf. L'atto di cuocere , e 
Lo stato della cosa cotta. Grado e qualità della 
cocitura. POnt <T la cotùra. Fiore è ter- 
mine de* cucinieri, i auali dicono Essere in 
fiore le vivande, allorché la loro cottura è 
al punto della perfezione. « Zug. Finiamola 
meglio in cucina. Zep. Sì , intorno a quei pic- 
cioli grossi che dovrebbono essere in fiore. » 
(Nelli). — Fiore è pur termine de'fornaj, 1 
quali dicono Essere in fiore quel pane da 
cuocere il quale è lievito a perfezione. « Io 
poi.-, r ho voluto portar mezzo lievito (il pane) 
perchè qui presso al forno egli alza più presto, 
e lo potrò infornare a dovere, e, come si dice, 
in fiore. » (id. in Gherardini). V. Ouaéja. 
Cùaar (cocitura). V. Scòt. 

Cotùran.COTURNO, sm. Stivaletto a mezza 

Simba usato dagli attori delle antiche trage- 
e. Coturnato, agg. Calzato di coturno. Bor- 
zaccbino, sm. Stivaletto a mezza gamba, dim. 

BORZACCHINETrO. 

Cóv. CUPO, sm. Concavita. Concavo, agg. 
Che si profonda nel centro rispettivamente 
agli orli della superficie. V. Gób. 

Cóv i COVONE, sm. Fascio che si fa con 

Cóva } manipoli di grano mietuto, dim. Co- 
voncello, Covoncino. — Cotonare, va. Fare 
o Ammonticchiare covoni. 

Cóva. COVA, sf. Tempo della covatura. L'a- 
zione del covare. « Porre o Essere la gallina 
in cova. » Cóva de mèi. Acma e Acme, sf. 
term. medie. Grecismo medico esprimente 
T incremento, o il più alto grado della mala- 
ga. Il suo opposto è Pardcma. 

Covadéà. Covadùra. V. Cove. 

Covanid. V. Cheganìd. 

Covatòra. V. Bucai. Nan. 

Cove. COVARE, va. e vn. Lo stare degli uc- 
celli sulle uova per israldarle, acciocché elle 
nascano, flgurat. Nodrire segreti progetti d' o- 
dio, di vendetta, o mala azione qualunque. Co- 
vaticcio, agg. Disposto a covare. Covatura, 
sf. Il tempo del covare; e 11 covare stesso. 
Covazione. Incubazione. Covare le vova dei 
bachi da seta, Esporle al calore conveniente 
affinchè n'escano i bachi. Covare il fuoco, 
la cenere, Stare di continuo presso il fuoco 
per iscaldarsi. Covare il letto, fìguratam. 
Starsi a poltrire in letto, e Caccia il sonno il 
timor: gli occhi apre e mira. Non vede al- 
cuno. Or già non scalda e cova Più le vedove 
pitone. » (Ariosto), e Covare, flgurat. per Star 
sempre allato ad una persona che si ama. «Que- 
sti dappochi tutto il ai stanno attorno alla mo- 
glie a covarla: che vuo'tu?; che ha" tu? Che 
di' tu? Di modo che ecc.» (Occhi). Covata, 
sf. Quantità d'uova covate in una volta, e 
Quantità di polcini nati da una covata. « Po- 
chi passi discosto pigolava Una covata di pol- 
cini. » (Panni). 

Covrali*. V. Culrani. 

CÒÉ. COZZO, sm. Il cozzare. Colpo di corno, 
metaforìc. Urto. Coccio, sm. Pezzo di vaso 
rotto di terra, dim. Cocci no. pegg. Cocci ac- 



cio. — Cocciajo, sm. Colui che fa i vasi di 
terra cotta. Greppo, sm. Piatto, Tegame o 
altro vaso di terra cotfa fesso, o in parte rotto. 

Coté. COZZARE, va. e vn. Percuotere che 
fanno gli animali con le corna, metaforìc. Ur- 
tare, Percuotere, per similitud. Cozzare in- 
sieme, si dice di coloro che vengono in dis- 
sensione, lo che diciamo anche urtare, np. 
Darsi di cozzo. Urtarsi. Cozzata, sf. Colpo 
di cozzo, o dato cozzando. Cozzatore, verb. 
m. Cozzatrice, f. Chi o Che cozza. Ricoz- 
zare, vn. Replicare i cozzi ; ed usasi anche 
al np. Scorneggiare, vn. Tirar per lato una 
cornata scuotendo il capo. 

Oòala. V. Gòbla. 

Crà-Crà. CRA CRA, Voce della cornacchia 
e del corvo. 

Cràoca V. Falòpa (bugia). 

Craoh. V. Creoli (cricchio). 

Crai. SCROCCHIO, sm. Usura che consiste 
nel dare o torre robe con iacapito grave al- 
trui, dim. Scrocchibtto. — Scrocchiare, vn. 
Fare scrocchi. Fé un crai. Comprare a crai, 
Comprare a credito, come a aire a Pagar 
domani, dal latino Cras, domani. 

Crajésta. SCROCCHINO, sm. e agg. Chi o Ohe 
è uso a scrocchiare. Scrocchione, sm. Chi dà 
gli scrocchi. 

Cràni. CRANIO, sm. L'unione della ossa del 
capo le quali coprono e rinchiudono il cer- 
vello e cervelletto. Craniologìa, Cranologìa, 
sf. Parte dell'anatomia che tratta del cranio. 
CraniomanzIa, Cranioscopìa, sf. Divinazione 
delle disposizioni morali dalla ispezione del 
cranio. 

Crasmé. V. Crearne. 

Creante. Cree. V. Crejftnaa. 

Cròca. CRICCA, sf. Tre cose unite insieme. 
Unione delle tre carte superiori di uno stesso 
seme nel giuoco del tresette. Brigata d'uomini, 
Criocca, ma generalmente dicesi di persone 
maldicenti e viziose, o per ischerzo. 

Cróeh. CR1CCH, CRICCHE, e CRI CRI. Il 
suono del ghiaccio e del vetro, o d'altro quan- 
do si fende; o d'usci che mandano tal suono 
nell'aprirsi , ecc. Cricchio, sm. Quel Rumore 
o Suono che fanno alcun*» cose nel fendersi. 
« Il noce di Negroponte fa un cricchio per 
cenno, quando vuol frangersi. » (Soderini). 
Cricchiare, vn. Fare cricchio. Scricchiare. 
Oiapé de oreoh. Pigliare il cricchio, il 
ticchio, il capriccio o l' umore. De e creoli. 
V. Abarandlé. Creoli del sonerò. Scric- 
chiolio. V. Cricne, ecc. 

Creda. V. Creta. • 

Credar \ CREDERE, va. e vn. Prestar fede 

Creder 1 altrui. Aver opinione. Darsi ad in- 
tendere. Stimar bene. Affidare, Commettere 
all'altrui fede. Professar fede cristiana, np. 
Aver creduto. Creder d* nò. Credere di no. 
«Ohimè! dove sono ora tanti amici tuoi, a 
quanti soleva di me per amor di te calere, 
quanto tu c'eri? Or non ce n'ha egli alcuno 
il quale te '1 venisse a dire? Io credo di no; 
perocché li amici della prosperità insieme con 
1 essa sono fugiti. » (Boccaccio). — Créder 



CRE 



— 172 - 



CRE 



d* se. Credere di sì. « Io per me credo di 
sì, e mi pare esser certo che, ecc. » (Varchi). 
— Tracrederb, Arcicredere, vn. Più che 
credere. 

Credóbil. CREDIBILE, CREDEVOLE, CRE- 
DITOJO, agg. Da essere creduto. Credibil- 
mente, avv. In modo da credersi. Credibi- 
lità, sf. Motivi in cui s'appoggia la credenza. 
Credenza, sf. Il credere. Persuasione sopra 
ragioni valide o no. Opinione probabile. Sti- 
ma, dira. Credenzetta, Credenzina. 

Credén&a. V. Cardènia. 

Credenàiel. CREDENZIALE, agg. Di cre- 
denza, Di assicuranza. Lettera credenziale , 
ed anche Credenziale, assolutamente, si chia- 
ma Quella che presentano gli ambasciatori per 
essere accreditati presso i governi esteri ; e in 
commercio Quella che un negoziante rilascia 
ad alcuno per acquistargli fede presso gli al- 
tri negozianti coi quali è in relazione d'affari. 

CredenzOn. V. Cardlnàdn. 

Crédit. CREDITO, sm. Quello che s'ha ad 
avere da altrui. Opinione che uno sia in buono 
stato daffari. Buona fama. dim. Credituccio, 
(Manuzzi). Credito publtco, Il credito dello 
Stato. A credito, Senza riscuoter subito il 
prezzo pattuito. Credit spalé. Fogno, agg. 
Non riscuotibile, inesigibile, parlandosi di de- 
bito, e Fogna, term. comm, Registro di de- 
biti^ inesigibili. Bsser in oredit, o Ave 
crédit. Essere in credito, o Acer credito, 
diciamo anche delle mercanzie allorché hanno 
spaccio, e vogliono assai. (Fanfani). 

Creditòr. CREDITORE, sm. CREDITRICE, 
sf. Colui o Colei a cui è dovuto danaro. (poN- 
creditorb, sm. Concreditricb, sf. Chi è cre- 
ditore insieme con altri. 

Crej&n&a. CREANZA, sf. Modo urbano e ci- 
vile di trattare. Buon costume. Educazione. 
Creatamente, avv. Costumatamente. Con 
( reanza. Creanzato, agg. Di buona creanza. 
Bene educato. Crbanzuto, dicesi più che al- 
ti j a modo di beffa. Creanzarb, va. Educare 
ne* buoni costumi. 

Crejatòr. CREATORE, verb. m. CREATRI- 
CE, f. Chi o Che crea. Ingegno creatore, 
Ingegno che ha saputo concepire ed eseguire 
un opera di gran rinomanza. 

Crejatùra. CREATURA, sf. Ogni cosa crea- 
ta. Persona umana. Allievo. Figliuolo. Ade- 
rente di alcuno, dim. Creaturella, Crea- 
turina. 

CrejaftiSn. CREAZIONE, sf. Il creare. For- 
mazione dal nulla. Elezione di alcuno a una 
dignità. 

Crejé. CREARE, vi Far dal nulla. Ingene- 
rare. Creato, sm. L* universo. Le cose create, 
agg. Fatto dal nulla. Ben creato, Di buoni 
costumi. Mal creato, Senza creanza. Crea- 
tivo, agg. Che crea, Che sa e può creare. 
Creabile, agg. Che può crearsi : usasi anche 
come sustanUvo. 

Crèma. CREMA, sf. Fior di latte, ossia Strato 
più o meno denso che formasi alla superfìcie 
del latte lasciato per qualche tempo in riposo. 
Panna. Crema montata, Fior di latte dibat- 



tuto in una catinella con la Frusta o col Pal- 
loncino, che si rigonfia, e si converte come in 
una densa schiuma di una certa consistenza : 

. in alcuni luoghi la chiamano Lattemiele. Cre- 
ma, Composto di latte, tuorli d'uova, zucchero, 
e poco fior di farina sbattuti insieme e rap- 
presi al fuoco. 

Cremòr. CREMORE, sm. Fiore o Estratto di 
alcune materie. Cremore di tartaro, Sale 
composto di acido tartarico, e di potassa, che 
si ricava dalla «ruma di botte. 

Crèma. CREMISI, CHERMISI, sm. Color rosso 
vivo fatto col chermes o cocciniglia. Cremi- 
sino, agg. Di color cremisi. 

Cren. CREN, CRENNO, GREEN, sm. term. 
bot (Tedesco Krein). Pianta ortense con ra- 
dice di un forte e piccante sapore di senape 
o di ramolaccio. Cren d' la tèsta. V. Cra- 
ni. V. Créna (coffa). 

Creila. CRINE, sm. Pelo lungo che pende dal 
collo del cavallo, o a dalla coda, in quanto è 
ancora attaccato: e* Crine per II complesso 
de" capelli umani. Crino, sm. Crine reciso dal- 
l' animale, e concio per diversi usi, come per 
imbottir guanciali, materasse, ecc. o tessuto 
per farne coperte di seggiole, ecc. Crinale, 
agg. Di crine. Ago crinale, SpUlettone per 
ornamento del crine. Crinito, agg. Che ha 
crini. Créna da pòli. Coffa, sf. Paniere 
di vinchi a campana sotto cui si tengono Dol- 
cini, polli vivi e simili. Crénn d* la vìda. 
Pam della vite, Le spire e gli annelli della 
vite. Créna d* mònt. Crine , figurai, per 
Cima, Cresta, Vetta, Ciglio, Giogo di monte: 
anche si dice Criniera. 

Crep. Crepa. V. Crepadùra. 

Crepaeòr. CREPACUORE, sm. Grande af- 
fanno, o cordoglio. 

Crepadùra. CRINATURA, sf. Patimento di 
muraglia che fa pelo. V. Carpadùra. 

Orepapànàa. A CREPAPANCIA, A CRE- 
PAPELLE, A SCOPPIACORPO, locuz. avv. 
Mangiare moltissimo. 

Crepe. V. Carpe. 

Crepdn. CRESPONE, sm. Sorta di panno or- 
dito di seta e ripieno di stame, il quale riesce 
alquanto crespo: di che viene la sua denomi- 
nazione; è simile allo Spumiglione, il quale 
però è tessuto di tutta seta. (Biscioni in One- 
ra rdini). 

Creposoul. V. Bróscn (tra e lósca e 
brósoh). 

Crescimògna. V. -Creasimògna. 

Cresma. CRESIMA, sf. Confermazione. Sa- 
cramento della confermazione della grazia ri- 
cevuta nel battesimo. Tné a la cresma. 
Tenere alla cresima. Esser compare di cre- 
sima, e Alla cresima ti tenri io. » (Jacopone 
da Todi). 

Crearne. CRESIMARE, va. Conferire la cre- 
sima, np. Ricevere il sacramento della cre- 
sima. Cresimatore, Cresimante, sm. Chi 
cresima. 

Cresmòt. CRESIMANDO, sm. Chi dee cre- 
simarsi. 

Crésp. CRESPO, CRESPOSO, agg. Che ha 



CRE 



- 173 - 



CRI 



crespe. Pieno di crespe, superi. Cresposissi- 
mo. Pienissimo di crespe. « Li antichi ave- 
vano in pregio il sabeilico (cavolo), di ere- 
sposissima foglia. » (Soderini). — Cresputo, 
agg. Molto crespo. Fatto come a crespe. 
Crespa. CRESPA, sf. Grinza, Ruga. Piega 
delle vesti, dina. Crbspolina. Le crespe della 
camicia, Le piegoline che si fanno di qua e 
di là dello sparato delle camicie. « Mi sono 
state donate sei camicie, ma non hanno le 
crespe; n'avrei bisogno almeno d'un pajo 
che le avessero. » (Tasso, lett) Qresparb, va. 
Ridurre in crespe. Raggrinzare, np. Incre- 
sparsi. Crbspambnto , sm. Crespezza , sf. 
Raggrinzamento. Crespolo, sm. Piccola cre- 
spa. Leggiera increspatura. Tire io el crésp. 
Increspare, va. Formare col pollice e col- 
l'ago un seguito di piccole piegature nella 
tela. Scrbsparb, va. Disfar le crespe, np. Per- 
der le crespe. . 
Crossar i CRESCERE, vn. Lo aumentarsi di 
Gréaaer ! che che sia per qualsivoglia verso. 
Farsi maggiore, e dicesi del fanciullo, del- 
l'animale, della pianta, ecc. va. Accrescere. 
Aumentare. Allevare. Crbscimbnto, sm. Cre- 
sciuta, Crescenza, sf. Il crescere naturale 
di che che sia. Tagliare un vestito a cre- 
scenza, Tagliarlo più lungo e più larco del 
bisogno acciocché possa star bene per l'avve- 
nire a coloro che tuttora sono in età di cre- 
scere di statura. Ricrescere, va. Aumentare 
di nuovo, vn. Crescere di nuovo. Raccrbscerb, 
va. Accrescere di nuovo. Soccrbscerr, vn. 
Parlandosi di frutti dicesi di Quelli i quali si 
succedono e crescono di mano in mano li uni 
dopo li altri. laU Succresco, vel Subcresco, 
is. (Gherardinì). « Afferma Marziale che in 
Assiria questi arbori (i cedri) hanno tutto l'an- 
no frutto: la qual cosa io vidL. là ove è la 
terra e l'aere temperato, abbiendo (avendo) el- 
lino sempre omore (umore), per certi gradi im- 
bagnandoli, e certi pomi di nuovo socerescere 
air albore, e sempre fiorendo. » (Palladio). 
Cressimògna. AUMENTO, sf. L'effetto del* 
l'aumentare, e dicesi particolarmente del prez- 
zo de' cereali e simili. 
Cróst. Fa cróst. Far cricca, Non prender 
fuoco, e dicesi del focile. Criccare, vn. Far 
cricch. « Ma fatti appena due passi, un sicario 
gli punta una pistola alle tempia, tira il gril- 
letto, il cane scocca, ma cricca il colpo, e il 
fuoco non appigliossi. » (Bresciani, per quanto 
vale).— Ste in cróst. Stare in cristi, Stare 
a segno. Non ^scapestrare minimamente. Un 
j'òCrést oh* tégn*>. Non c'è Cristi, cioè 
Non c'è verso, Non e' è modo : p. e. Non c'è Cri- 
sti di poterlo indurre a scriver nulla. (Fanfani). 
Creata. V. Grèsta. 
Crat. V. Bocaróla. 

Orata. CRETA, sf. Terra tenace per fare sto- 
viglie. Cretaceo, Cretoso, agv. Di creta, o 
Composto di creta. Di qualità di creta. Pieno 
di creta. V. Carvàja. 

Crétioa. CRITICA , sf. Retto giudizio delle 
cose. Esame ragionato di un'opera. V. Crl-r 
tichè. 



Crétich. CRITICO, sm. Chi esamina, coregge, 
e dà giudizio di componimenti, dim. Criti- 
chbtto. accr. Criticone, agg. Che appartiene, 
alla critica. Che appartiene alla crisi ; e Giorni 
critici, Quelli da' quali il medico giudica il 
malato se guarirà o morrà, figurai. Pericolo. 
Crioamànt. SCRICCHIOLAMENTO, SCRIC- 
CHIOLIO, sm. SCRICCHIOLATA, sf. Rumore 
dello scricchiolare. 

Crichi. SCRICCHIARE, SCRICCIOLARE , 
SCRICCHIOLARE, vn. Fare quel suono acuto 
che rendono certe cose dure e consistenti quando 
si sforzano, o stanno per rompersi o schian- 
tarsi. Criché el sohérp. Sgrigiolare, 
Scricchiolare, vn. Rumoreggiare di certe 
scarpe nuove in andando. V. Sdose. 
Orinerà i CRINIERA, sf. I crini del collo del 
Crinira } cavallo. Crina , Cresta di monta- 
gne. Giuba, sf. Chioma del leone, del cavallo, 
e d'alcuni altri animali. 
Crisi. CRISI, CR1SE, sf. Cambiamento irapro- 
viso della malaria in bene o in male, metafor. 
Scioglimento prossimo di che che sia. Pertur- 
bazione violenta. Movimento pericoloso o deci- 
sivo di cambiar faccia un affare. 
Cristàl. CRISTALLO, sm. Materia traspa- 
rente e chiara che si ha dalla fusione della si- 
lice con alcali. Ve anche il Cristallo naturale 
che è un Minerale trasparente di una forma ge- 
ometrica più o meno regolare. — Cristallo di 
monte o di rocca, Pietra trasparente priva di 
colore, composta di prismi a sei facce, termi- 
nati alle due estremità da una piramide esa- 
§ona. Cristallame, sm. Assortimento di vasi 
i cristallo per tavola, o altro uso. Cristal- 
lai, Cristallaro, sm. Colui che vende i 
cristalli, e lavora di cristallo. Una delle pa- 
delle delle fornaci da vetro, che dicesi anche 
il Cristallino. Cristallino, agg. Di cristallo. 
Cristallogìa, sf. Parte della storia naturale 
che parla de' cristalli. Crisatojo, Rosichino, 
Topo, sm. Cosi chiamano indistintamente una 
Piastrella bislunga di ferro, con alcune intac- 
cature nel margine a uso di rosicchiare i ve- 
tri, e i cristalli per iscantonarli, o per ridurli 
a determinati contorni. (Carena). Spulire, 
chiamano 1 cristallaj l'operazione di torre ai 
cristalli la lucentezza e diafanità per mezzo 
della pomice. I quali cristalli spuliti, si ado- 
perano dove c'è bisogno di non togliere luce 
a una stanza, e d'impedire che altri dal di 
fuori veda ciò .che si fa dentro. 
Cristalizé. CRISTALLIZZARE, va. Ridurre 
in cristallo. Congelare a guisa di cristallo, np. 
Dicesi de' corpi che diventano solidi e traspa- 
renti come il cristallo, o che si riducono a 
concrezione di sale. Cristallizzazione, sf. 
11 cristallizzare, o cristallizzarsi. 
Cristian. CRISTIANO, sm. Chi, avendo ri- 
cevuto il battesimo, professa la legge di Cri- 
sto, agg. Conveniente, o Appartenente a cri- 
stiano, dim. Cristianbllo, e dicesi d'uomo 
di piccolo affare, superi. Cristianissimo. — 
Cristianamente , avv. Con modo cristiano. 
Cristianesimo, Cristianesmo, Cristianismo, 
sm. Università de' cristiani. Religione di Cri- 



CRO 



— 174 — 



CRU 



sto. Cristianità, sf. Republica cristiana e suo 
dominio. Religione cristiana, o Rito cristiano. 
Cristi anare, Cristi a nificarb, va. Render 
cristiano, np. Farsi cristiano. Scristianare, 
Scristianire, va. Costringere altrui a lasciare 
la religione cristiana, np. Lasciare d'esser 
cristiano. 

Criteri. CRITERIO, sm. Perspicacia accom- 
pagnata dal buon senso per rettamente giù- 
di care 

Criticador. CRITICATORE, verb. m. CR1- 
TICATRICE, f. Chi o Che critica. Appun- 
tino, Ser Appuntino, Chi vuol dare la menda 
o l'appunto a ogni cosa. 

Critiche. CRITICARE, va. Giudicare delle 
cose altrui, notandone i difetti. Criticabile, 
agg. Che j)uò criticarsi. Criticismo, sm. Il 
criticare. Critica. 

Orivèl. V. Vài (crivello). 

Crò Orò. CRÒ CRÒ , Imitazione della voce 
dei corvi. 

Cròch. .Cròchi. V. Traplét. 

Cròcal. RANTO, RANTOLO, sm. Ansamento 
frequente con risonante stridore del petto che 
viene da catarro. Rantolare , vn. Avere il 
rantolo. Rantoloso, agg. Che ha il rantolo. 

Croc&nt. CROCCANTE, sm. Dolce di man- 
dorle tostate, tenute insieme da succherò chia- 
rito, disteso bollente nella parete interna della 
forma, e lasciato raffredaare per mangiarlo 
crocchiarne sotto il dente. 

Cròchi. V. Traplét. 

Crociéta. V. Crós (crociata). 

Cròola. V. Ciòcia. Masòcla. 

Cròi. CERCINE, sm. Ravvolto di panno in 
forma circolare che si pongono sul capo co- 
loro che portano pesi in testa. Quella specie 
di berrettino, vuoto di sopra, e nella circon- 
ferenza imbottito che si mette in testa ai bam- 
bini per riparare alle loro frequenti cadute, 
dim. Cercinino. — Accercìnark, va. Ridurre 
a cercine. Accbrcinato, agg. Fatto a modo 
di cercine. Ridotto a cercine. Cercinata, sf. 
Colpo dato con cercine. La voce romagnola 
Croi pare derivar da Corallo, che dicesi com- 
munemente a Rialto circolare e rotondeggian- 
te che rigiri intorno a qualche cosa, o sia 
esso prodotto dalla natura, o fatto dall'arte; 
ovvero da Corollo , dalla similitudine della 
Corolla, dei fiori. V. Pajól (pagliolaja). 

Cròi. CROLLO, sm. CROLLATA, sf. Scoti- 
mento, figurai. Danno. Ruina. Dar T ultimo 
crollo, Rovinare. Morire. De e cròi a la 
blànsa, Bare il tracollo alla bilancia. Es- 
sere svi crollo della bilancia, Essere vicino 
a cadere. Vèc cròi. Decrepito. V. Crònich. 

Cròia. V. Crena da pòli. 

Croie. CROLLARE, va. Muovere dimenando 
in qua e in là. vn. Uscir d' equilibrio. Bar- 
collare, metaforìcam. Cadere. Ruinare. V. 
Scrolé. 

Crdna. CrSna d' l'ógh. CRUNA, sf. Il foro 
dove s'infila il refe. V. Coróna. 

Crònaca. CRONICA, sf. Storia che procede, 
secondo l' ordine dei tempi ; e propriamente 
narrata da autore contemporaneo ai fatti in 



essa descritti, dim. Cronichetta*. pegg. Cro- 
nicaccia. — Cronichista , Cronista , sm. 
Scrittore di croniche. 

Crònich. CRONICO , àgg. Dicesi di Male di 
lunga durata e lento, sm. Persona decrepita, 
invalida. Gbrocomio, Gerontotrofio, sm. O- 
spizìo ove sono curati e nudriti i vecchi de- 
crepiti e invalidi. 

Cronòmeter. CRONOMETRO , sm. Nome 
generico di tutti gli Strumenti che servono 
a misurare il tempo. Sorta di orologio. 

Cròs i CROCE, st. Due legni posti a traverso 

Cròsa i 1* uno dell* altro, per solito ad angoli 
retti , su i quali gli antichi inchiodavano i 
malfattori. Croce di S. Andrea , Quella che 
è formata di due segni eguali ed obliqui in 
forma di X* dim. Crocetta , Crocbllina, 
accr. Crocionb. — Fare un crocione a una 
cosa, o luogo, Lasciarlo segnato e benedetto 
con proposito di non volerne saper altro , e 
di non tornarvi più. Fé del eros. Far se» 
ani di croce, Far croci o crocette. Non aver 
da mangiare, nell'uso Fare de' sacrifizi per 
miseria. « Perchè color eh' hanno una bella 
voce, A tutti i desinar sono invitati; Ed il 
poeta fa segni di croce. » (Pananti). Fare 
croce a un debito. Cancellarlo. Crociforme. 
agg. Fatto a forma di croce. Crocifero, sm. 
Colui che nelle processioni porta la croce. Cro- 
cesegnare, va. Contrasegnar con croce. Cro- 
ciare, va. Segnare altrui col segno della cro- 
ce, np. Farsi crociato. Crociato, agg. Parte- 
cipante alla crociata. Crociata , sf. Lega di 
cristiani che, colla croce sul petto, andavano 
a ricuperare Terrasanta. Croceria, sf. Mol- 
titudine di crociati. 

Crosèr. CROCICCHIO, CROCIALE, sm. ln- 
crociamento di strade. Bivio, sm. Imboccatura, 
di due strade. Trebbio , Trivio , sm. Capo 
o Crocicchio dove fan capo tre strade. Qua- 
drivio , sm. Incrociatura di quattro strade. 
Capocroce, sm. Luogo ove una strada si di- 
vide in molte. 

Crosiolr. Cro8lr. V. Corsaoìr % Cróce. 
(Crocifero). 

Drosera j CROCIERA, sf. Qualsivoglia attra- 

Crosira ì versamento a foggia di croce, term. 
marin. Paraggio dove incrociano bastimenti 
da guerra. 

Crossò. UNCINELLO, UNCINETTO, sm. 
Ago quadrato da una estremità, e dall'altra 
terminato in uncinetto, ordinato ad aggrappare 
la seta , o il refe col quale le donne fanno 
una specie di trina a disegno. Lavòr a cros- 
sò. Lavoro d' uncinetto. 

Cròsta. Croste V. Qròsta, ecc. 

Cròs. V. Cùrs. 

Cruoéfar. V. Oorsaclr. 

Cruchél. GABBIANO, sm. Uccello pescatore. 
« Gabbiano , che per altro vocabolo in To- 
scana si chiama ancora è&ugnajo, è queir Uc- 
cello che si aggira intorno ai porti di mare, 
e da 1 Naturalisti e descritto col nome di La- 
rus major. » (Redi). 

Crude. V. Cròcal. Spurgajé. Ciosé. 

Crùd. CRUDO, agg. Non cotto, dim. Cru- 



cuc 



— 175 — 



CUD 



detto. — Terra cruda , Non istagionata, o 
non cotta dal sole. Seta cruda, Non bollita 
con qualche ingrediente per renderla atta alla 
tintura. Filo crudo, Quello non bollito, e non 
datagli veruna concia dopo la filatura. Fenn 
del crudi e del còti. Farne delle crude 
e delle cotte ad alcuno. Locuzione figurat. 
che vale Far «offerire ad alcuno ingiurìe e 
torti d'ogni maniera. « Me ne fer delle cru- 
de e delle cotte, E proprio mi miravano 
alla testa. » (Pananti). Crudità, Crudezza, 
sf. Qualità di ciò che è crudo. Crudivoro , 
agg. Che divora cose crude, o carni crude. V. 
CrudèL 

Crudèl. CRUDELE, agg. Che non sente pietà, 
dim. Crudblbtto. jpegg. Crudelaccio. 

Crudeltà CRUDELTÀ, sf. Fierezza, Atrocità 
d'animo. Azione crudele. Asprezza d'animo 
nel voler troppo castigare gli errori, o nel 
vendicarsi. Crudelmente, avv. Con crudeltà, 
superi. Crudelissimamente. V. Incrudelì. 

Crognóla. V. Corgnóla. 

Croie. V. Croie. Scrole. 

Crup. CRUP, sm. Voce scozzese introdotta 
di fresco a significare una specie d 1 infiam- 
mazione della laringe, della trachea, e dei 
bronchi, che attacca generalmente i fanciulli, 
e produce dispnea (specie d'asma), alterazione 
della voce, e finalmente soffocazione. 

Croser. Cromerà. Cruaclra. V. Croser, 
ecc. 

Crusiclr. V. Corsacìr. 

CruaOn. CROCIONE, sm. accr. di Croce. Mo- 
neta d' argento coli' impronta della croce. V. 
Gros (crocione). 

Crùvar j COPRIRE , va. Porre alcuna cosa 

Crùver } sovra un'altra che la occulti, o la 
difenda, term. milit Difendere, term. più. 
Colorire assai, figurat. Nascondere. Dissimu- 
lare. nelT uso Esercitare ; onde Coprire un 
impiego, ecc. Coprimento, sm. Copritura, 
sf. Il coprire. La cosa con che si copre. Co- 
pritore, verb. m. Copritricb, f. Chi o Che 
copre. Covertarb, va. Coprire con coperta: 
ma da usarsi parcamente. (Meini). V. Ar- 
crùver. 

Cruvàta. CRAVATTA, sf. Fazzoletto ripie- 
gato che dagli uomini si annoda al collo. V. 
Oolét. 

Cruvatén. GOLINO , sm. Colpo dato altrui 
nella gola col dito grosso e con l' indice aperti 
a modo di forca. (Fanfani). 

Crovdor. V. Qoartor. 

Cnrvi. V. Crùvar. 

Cacciali. V. Crlstlj&n. 

Cesa. SCIO' e anche SCIO' SCIO'. Voce colla 
quale si scacciano i polli. 

Coarto. Coarteda. V. Coarte, ecc. 

Cucàgna. CUCCAGNA , sf. Paese favoloso 
di piaceri. Sorta di giuoco popolare, figurat. 
Abondanza, Felicità. . 

Cocài. (dal latino Cuculia, che viene a signi- 
ficare Ogni cosa che copre la parte posteriore 
del capo. Tignonb, sm. Parte deretana dei 
capelli delle donne avvolti insieme. V. Pilota. 



di cui il vero corrispondente è Mazzocchio, 

e non di Cooài. 

Cocé. CUCCIARE, vn. Il coricarsi de' cani. 
Stare a cuccia. Accucciarsi, np. Mettersi a 
cuccia. V. Còda. 

Oooer j CUCCfflAJO, CUCCHIARO, sm. 

Cocéra i Strumento concavo col quale si pi- 
glia il cibo per lo più liquido, dim. Cuochia- 
jetto, Cucchiajno, Cucchiarino. accr. Cuc- 
chiajone. e dicesi generalmente quello con 
cui si tira su la minestra dalla zuppiera. Cuc- 
chi ajbra, sf. Custodia di cucchiaj, e Quantità 
di cucchiaj disposti nella, loro custodia. Scuc- 
chiarare, vn. Far rumoreggiare cucchiaj e 
forchette mangiando. (Forteguerri). Cucchia- 
ja, sf. Strumento di ferro a foggia di grande 
cucchiajo per iscavare il letto de' canali esi- 
mili. V. Cocìr. 

Cocét. V. Catalèt. 

Cocete. V. Cocèta. 

Coche. Prendere, Ingojare , Frodare. V. 
Acoohés. 

Cocnel. V. Croche!. 

Oocnerda. V. Coohérda. 

Oooiare. CUCCHIAJ ATA, CUCCHIARATA r 
sf. Quella quantità di roba che può stare m 
un cucchiajo. 

Codardi. V. Oociardl. 

OooiarùlL ÀNSERI, sm. pi. Castagne lessate 
col guscio, e fatte asciugare nel seccatojo. 

Codardo. V. Cocer. 

Coelr. V. Cooir. 

Cooiù. Coeiutàgin. V. Cooiù, ecc. 

Cocò. CÒCCO, CUCCÒ, sm. Voce fanciullesca 
che vale Uovo. 

Cooóoia. V. zocal. Tèsta. Cocóia. 

Cocón. COCCHIUME , sm. Specie di turac- 
ciolo che serve a coprire, e chiudere il foro- 
superiore della botte. La buca stessa donde 
s' empie la botte. Cocchiumatojo, sm. Sgor- 
bia grande per fare i cocchiumi. V. Bòa. 
(zaffo). 

Coeoxie. COCCHIUMARE , va. Turare co» 
cocchiume 

Oooone. INCOCCIARSI, np. Impuntare , In- 
toppare, Stentare a proferire le parole. V. 
Sbarbati* 

Cocóia. CUCUZZA, sf. Il mezzo dell'occipite 
o parte posteriore del capo. Nuca. 

Cocodèoh. V. Cooodèch. 

Cùdal. Godale. V. Códal, ecc. 

Codaàèna. CUTRETTOLA, BALLERINA r 
sf. Uccello silvano. Codaàèna mala. Cutret- 
tola gialla. V. BovarSna. 

Codén. V. Coddn. 

Oodéta. V. Codéta. 

Codghe. V. Acodgne. 

Codghén. Codghì. V. Codghén. 

Cùdgógn. CUTICUGNO, sm. Specie di veste 
donnesca da camera. V. Corset. « Oi giugno 
cavati il cuticugno. » (Giusti prov.) 

Oodògn. V. Codògn. 

Coddn. CODONE, sm. accr. di Coda. V. 
Còda. 



CUL 



— 176 — 



CUM 



CudrOn i CODIONE, firn. Estremità delle reni, 

Cudrói ) più apparente negli uccelli che negli 
uomini. 

Cufén. V. Ouvèn. 

Cùgh. CUOCO, sm. Colui che appresta le vi- 
vande. Cuoca , sf. di Cuoco. Maoirico , agg. 
Appartenente a cuoco; onde Arte magirica. 
V arte di far da cuoco. Sopracuoco, sm. Chi 
soprantende ai cuochi. V. Sotoógh. 

Cùgma. CUCUMA, sf. Vaso di rame o di 

terra nel quale si prejiara la bevanda del 

caffè, e che pur serve ad altri usi. (Gherar- 

* din i). Ramino, sm. Vaso di rame, e talora 

di latta in cui i barbieri scaldano V aqua. 

Cugné. V. Cogne. Conié. 

Cugniàiòn. V. OognisiOn. 

Cagnóni. V. Oognóm. 

Cagól. CUGOLARIA , sf. Sorta di rete da 
pescare fatta a cono. Dicesi pure di altra rete 
simile, ma molto lunga, di uso nel quaglie* 
rajo. V. Bligtrign. 

Cuimadùra. Cuime. V. Colmadùra, ecc. 

Col. ANO, sm. Orifizio all'estremità dell' in- 
testino retto donde esce io sterco. CuLO,em. 
Parte deretana del corpo colla quale si siede, 
e perciò detto anche il Sedere» ngurat. Pondo 
di che che sia. dim. Culetto, Culaccino. 
pegg. Culaccio. — Cularb, agg. Apparte- 
nente a culo. Culajo, agg. Di culo. Mosca 
culaja^ Insetto simile ad una mosca , il quale 
è solito infestare l' ano de' cavalli. Sculetta- 
re, vn. Dimenare il culo , camminando. Cu- 
leggiare, vn. Dimenare il culo, camminando 
con fasto. Tuohé e cui a la aghéla. Grat- 
tar il corpo alla cicala. Provocare un lin- 
guacciuto a dir male. Acculattarb, Culat- 
tare, va. Pigliar uno in quattro per le gambe 
e per le braccia, e fargli battere in terra il 
sedere, np. Fare al giuoco dell' acculattare. 
Accularsi , np. Porsi come a sedere, parlan- 
dosi di alcuni quadrupedi. 

Culadùr. V. Coladur. 

Culàna. V. Colàna. 

Culandrèn. V. Mardài. 

Colata. CULATTA , sf. Parte deretana di 
molte cose. Estremità posteriore della canna 
delie armi da fuoco. Parte de* calzoni che 
copre il deretano. Culaccio, sm. Parte de- 
retana delle bestie macellate, separata dai ta- 
gli della coscia. V. Oiàpa. Nàtica. Traoùl. 

Culaudé. V. Colaudé. 

Culaàen d'pàn. V. Grugnulét. 

Culbianco. CULBIANCO, sm. Uccelletto di 
ripa, e ce n'ha di varie specie. 

Culo i CULATA, CULATTATA, sf. Bat- 

Culéda j tuta di culo in terra nel cadere. 
Culattare , va. Pigliare alcuno per i piedi 
e per le braccia, e fargli battere il culo in 
terra. V. Cole. Sculaié. 

Culég. V. Colég. 

Culén. V. Coladùr (sistola). 

Culèna. V. Golèna. 

Culér. V. Coler. 

Culèrich. V. Colòrioh. 

Culét. V. Colét. Oolót. 

Culéta. V. Colóta. 



Culéud. V. Coléud. 

Culghe. RICORICARE, va. Propaginare, par- 
landosi di viti o alberi ; trattandosi di erbe 
vale Ricoprirle con la terra per difenderle 
dal gelo , ecc. Propaginare , va. Collocare 
sotto terra i rami delle piante, senza tagliarli 
dal suo tronco, acciocché mettano radici per 
averne nuove piante. Infrasconare, va. Se- 
pel ire un ramo di pianta sermentosa, senza 
staccarlo dalla pianta, tenendolo in arco dalla 
parte della punta. Propaginamento, sm. Pro- 
paoin azione, sf. 11 propaginare. Propaginb, 
sf. 11 ramo che si propagioa. Culghe 1 cherd, 
i fnóc, ecc. Coricare i cardoni, i finocchi. 
ecc., cioè Sotterrarli per farli bianchi e dolci. 

Culghéss. COLCARSI, np. Collocarsi in let- 
to; Porsi giù a giacere, va. Collocare in letto, 
Mettere a riposare, a giacere. (Gherardini). 
V. Margòta. 

Oul-lòngh. V. Pitta (libella). 

Cuimadùra. Culmo. V. Colmadùra, ecc. 

Culminèl. COMIGNOLO, sm. La parte più 
alta del tetto di un edilìzio. V. Pnóàa. 

Culnéla. BBRGA, sf. Argine elevato intorno 
ai campi , che li difende dalle innovazioni. 
V. Aralnèl. 

Culòna. V. Colòna. 

Oulòqul. V. Qolòqui. 

Culor. V. Qolòr. 

Culòas. Oulussél. V. Colò**, ecc. 

Oulpévol. V. OolpéVol. 

Culpl. V. Colpi. 

Culr&n*. CODIROSSO, sm. Specie di becca- 

*flco che ha il petto e il codione rosso, il capo 
e il dorso grigi. Codirosso spasxacamino , 
come il primo, ma il corpo nero. 

Oulsera^ V. Cuoér. 

Cult. CULTO, sm. Tributo di onore e di ve- 
nerazione che si rende a Dio con atti esterni 
ed interni. V. Colt. 

Cultilàl. V. Cortilài. 

OultiTaddr. Cui ti ve, ecc. V. Colti va- 
dòr, ecc. 

Oultrèna. V. Tendèna, (cortinaggio). 

Culucamént. Culuohe. V. Oolooamént, 

ecc. 

Culuméja, Calumi. V. Economéja. 
Culunéja. V. Oolonéja. 
Culunèl. Culunét V. Colonèl, ecc. 
Culurl. V. Colori. 
Cumbasé. V. Combase. 
Cumbàtar, ecc. V. Oombàter, ecc. 
CumbinaiiÒn. Cumbiné. V. Combina- 

ziòn, ecc. 

Cumbrécula. V. Oombrecola. 
Cumegia. V. Cumigi&nt. V. Comégia, 

ecc. 

Cuznént. Cumenté* V. Coment, ecc. 
Oumérai, ecc. V. Cornerai, ecc. 
Cuméfls. V. Coméas. 
Cumeta. V. Comèta. 
Oumótar. V. Cométer. 
Cumié. V. Ooxnié. 

Cumiseraildn, ecc. V. Comiseraiidn, ecc. 
Cuznissariét. Cumisséri. V. Coxnissa- 

riét, ecc. 



CUN 



— 177 — 



CUN 



Comi&siòn, ecc. V. Oomissidn, ecc. 
Comiasora. V. Cmissora. 
Cuxnitét. V. Comitet. 
Comitiva. V. Comitiva. 
Cuznò. V. Cantaràa. * 
Comòn. V. Comòn. 
Cumòyar. V. Comóver. 
Cuxnpàgn, eco, V. Compàgn, ecc. 
Cumpanedgh. V. Companàtici*. 
Cumparì. V. Compari. 
Compàss, ecc. V. Compàss, ecc. 
Cumpassion, ecc. V. Compassici, ecc. 
Cumpedar. V. Oompédar. 
Compéna, ecc. V. Compóne, ecc. 
Compera*. V. Comparsa. 
Cuxnpért. V. Compert. 
Competer. V. Competer. 
Compì. V. Compi. 
Compianger. V* Compiànaer. 
Cumpiasé. V. Compiasi. 
Compimént. V. Compimenti 
Compite. V. Compite. 
Cumplèss, ecc. V. Complèss, ecc. 
Compliche, ecc. V. Complicale, ecc. 
Complimént, ecc. V. Compliménti ecc. 
Cumplòt. V. Complòt. 
Cumpòn. V. Compito. 
Cumpòsit, Compost. V. Compost. 
Compre. V. Compre. 
Compréndar. V. Comprènder. 
Comproméssa. V. Comproméssa, eco. 
Comprova. V. Comprové. 
Compotè. V. Computo. 
Cumsse. Comssor. V. Coneé, ecc. 
Comodén, ecc. V. Comodén, ecc. 
Cumulé. V. Aeumulé. 
Comyà. A DOVERE, A MODO E A VERSO. 
Concert, ecc. V. Consart, ecc. 
Cunolév. V. Conolév. 
Conclùder. V. Conclùder, ecc. 
Concòla. V. Chinoòla. 
Concórar. Ooncors. V. Concórer, ecc. 
Conodrgia. V. Concordia. 
Conoolche. V. Conoolche. 
Conoordet V. Concorde t. 
Condàna. Condane. V. Condàna, ecc. 
Condense. V. Arinfite. 
Condì, ecc. V. Condì, ecc. 
Condiscénder. V. Oondisoénder, ecc. 
CundiaiSn, ecc. V. OondiziOn, ecc. 
Condót. Cundóta. V. Condót, ecc. 
Condii, Condùaar. V. Condù. 
Condote. V. Oondotó. 
Condotir. V. Condotir. 
Conéi. V. Conói. 
Conétar. V. Conétar. 
Conferme. V. Conferme. 
Confé. Y. Oonfé. 

Cnnfederaslòn, ecc. V. Oonfederasida, 
ecc. 

durian. V. Confén. 
Cunferénsa, ecc. V. Conferénia, ecc. 
Conférma, ecc. V. Conférma, ecc. 
Cunfésca, ecc. V. Confésoa, ecc. 
Cunfèss. V. Confèss. 
Cunféss. V. Aféss. 



Confèt. ecc. V. Oonfèt, ecc. 

Confide, ecc. V. Confida, ecc. 

Confine. V. Confine. 

Confische. V. Confisene. 

Cnnflét. V. Oonfiet. 

Confónder. V. Confónder. 

Confòrt, ecc. V. Confòrt, ecc. 

Cnnforum. V. Confòrom. 

Confratel, ecc. V. Confratel, ecc. 

Confront. V. Confrònt. 

Confsidn. Confsór. V. Oonsidn, ecc. 

Conftlr, Ounftlra, V. Conftér, eoe. 

Conforte, ecc. V. Conforte, eoe. 

Cnnfnsion, ecc. V. Oonfnsiòn, ecc. 

Confuta. V. Confate. 

Cungéd, ecc. V. Congéd, ecc. 

Cungeturé, ecc. V. Congeture, ecc. 

Congiuntura. V. Congiuntura. 

Congiure, ecc. V. Congiura, ecc. 

Cungratuléss, ecc. V. Oongratuless, ecc. 

Congrega. V. Congrega. 

Congrèss. V. Congrèss. 

Conio. V. Conia. 

Conjoghé, ecc. V. Conjughe, ecc. 

Cunle. CULLARE, va. Dimenar la culi». Di- 
menare un bambino in culla. Cullambnto, 
sm. Atto del cullare. 

Conquassa, ecc. V. Conquassò, ecc. 

Cunquésta, Conquiste. V. Oonquésta, 
ecc. 

Consacre, ecc. V. Consacra, ecc. 

Oonsapévul. V. Coneapévol. 

Cunse. V. Oonsa* 

Conségna. V. Conségna. 

Ounseguénaa. V. Conseguènza. 

Cunséi. V. Couséi. 

Cunsémil. V. ConaémiL 

Consèrva. Conserve. V. Consèrva, ecc. 

Cunséstar. V. Conséster. 

Considera, ecc. V. Considero, ecc. 

Cunsié.. V. Conile. 

Ounsigne. V. Consegne. 

Ounsiir. V. Consigliar. 

Consóm. V. Consom. 

Ounaòr. V. Consòr. 

Constate. V. Constate. 

Console, ecc. V. Console, ece. 

Cunsùlt. Consulte. V. Oonsùlt, ecc. 

Consume. V. Consumò. 

Consuntìv. V. Consontiv. 

Consnniidn. V. Oonsuàidn. 

Consortaréja. V. Consortaréja. 

Cunsuvét. V. Consuét. 

Ountàbil, ecc. V. Contàbil, ecc. 

Contadén. V. Contadòn. 

Contadòr. V. Contadòr. 

Cuntàg. V. Contàg. 

Contànt. V. Contànt. 

Cuntàt. V. Contàt. 

Conte. Contég. ecc. V. Conte, ecc. 

Contégn. V. Contégn. 

Cuntemporàni. V. OontemporànL 

Contént. Contente. V. Contént, ecc. 

Cuntinént, ecc. V. Continént, ecc. 

Cuntingént. V. Contingènt. 

Continte. V. Contente. 

22* 



CUP 



— 178 - 



CUR 



Gontinten. V. Oontenten. 

Continue. V. Continue. 

Ountxnòa. V. Gnos. 

Cuntna. V. Contile. 

Cuntòran. V. Contoran. 

Cuntrabae. V. Contrabae. 

Cuntracambie , eoe. V. Oontraoambio, 
ecc. 

Cuntradànàa. V. Oontradanaa. 

Cuntradì, ecc. V. Contradl, ecc. 

Cuntrafé. V. Oontrafé. 

Cuntrarié. V. Contrarie. 

Cuntràat, eoe V. Contràat, ecc. 

Cuntràt, ecc. V. Contràt, ecc. 

Cuntravenàiòn, ecc. V. ContravenMdn, 
ecc. 

Quntré\ V. Contro. 

Cuntreri. V. Contrari. 

Cuntribuvi, ecc. V. Contribuì, ecc. 

Cuntrulòr. V. Controlòr. 

Cuntumààla. V. Contumacia. 

Cunturné. V. Contorno. 

Cuntusiòn. V. ContusiGn. 

Cunuacònt, ecc. V. Conoaoént, ecc. 

Cunutét. V. Conotet. 

Cunvaleacént, ecc. V. Convalescént, ecc. 

Cunvégn. V. Oonvógn. 

Cunvènàar. V. Convènaer. 

CunvenàiOn. V. Convention. 

Cunvera. Cunveraa. V. Convers, ecc. 

Cunvói. Cunvòli. V. Convoli. 

Cunvuohé. V. Convocne. 

Ounvùla. Cunvulsiòn. V. Convùle, ecc. 

Cunaé. SBUZZARE, va. Levare le interiora 
al pollame senza spararlo, ma facendo un 
piccolo taglio nella pelle. V. Conio. 

Cunaédar. V. Consodar. 

Cnnaégn. V. Consegn. 

Cunaem. CONCIME, sm. Letame per T in- 
grasso delle terre. Concimaja, sf. Luogo dove 
si aduna il concime. Letamajo. Sugaja. V. 
Conàime. 

Cunién. CONCINO, sm. Sostanza particolare 
che si trova nella corteccia della quercia, e 
in altre materie atto a conciar pelli. Il tanin 
de* Francesi. (Targioni T.) 

Cunaénàia. Coniènaia. 

CunaepL V. Conaepì. 

Cunaè'rt. Cunaerte. V. Conaert, ecc. 

Cunàèt. V. Conaèt. 

Cunaigné. V. Co na igne. 

Cunàilié. V. Conailie. 

Ounaimé. CONCIMARE, va. Letaminare. 
Concimatura , sf. L* atto e il Risultato del 
concimare. Concimature, verb. m. Concima- 
te ice, f. Chi o Che concima. 

Cunaintùra. CONGIUNTURA, sf. Occasione. 
Caso. Opportunità. V. Zuntùra (congiuntura). 

Cunaózn. CONCIA, sf. La materia con cui si 
dà la concia. V. Ounaèxn. Cunié'n. 

Cunauré. V. Congiure. 

Cùp. CUPO, agg. Dicesi di colori. Scuro, fl- 
gurat. Pensoso. Taciturno. V. Cóv (cupo). 

Cupe. CUPE, neol. Parte anteriore delle vet- 
ture publiche da viaggio. 

^npén. V. Spalén. 



Cuporténa. COPERTA,. sf. Ciò che in un 

libro ricopre esteriormente i fogli. Nei libri 
semplicemente cuciti, la coperta è di carta per 
lo più colorata: nei libri legati, la coperta è 
di cartone, ecc. Copèrta a ribalta, dicesi 
Quella che da una parte anteriore ha un pezzo, 
per lo più triangolare, di pelle, o di cartape- 
cora, che si ripiega su l'altra parte, e vi si 
tiene a segno mediante uno o aue «ri di an- 
nesso nastrino, affinchè il libro, o il portafo- 
glio non s'apra da se, e ne rimangano guasti 
1 fogli. V. Querténa. 

Cupertdn. COPERTONE, sm. Quel panno con 
che si cuopre la cassetta del cocchiere: e Quel- 
lo fatto di sargano per coprir carri. S argano, 
sm. Saroina, sf. Specie di panno da coverte 
di carri, muli, ecc. 

Cupót. V. Pònta (pettino). 

Cupéta. V. Oopéta. 

Cupio. V. Copiò. 

Cuplr. V. Oopir. 

Cupdn. CUPONI, sm. pi. Polize portanti in- 
teresse. 

Ouprì. V. Crùvar. 

Cùr. CUOJO, sm. Grossa pelle d'animali 
Feltro, direbbesi di erbe che, molte fitte, co- 
prono il terreno. V. Feltro, np. e Foltar, 
terra, d'agric. 

Cura. CURA, sf. Pensiero accompagnato da 
affetto. Premura. Sollecitudine. Carico. Officio. 
Diligenza. Studio. Stima. Incumbenza. Paro- 
chia. Chiesa parochiale. Il medicare le ma- 
larie. Modo di vivere a cui si sottopone un 
ammalato. Offizio del curatore, dim. vilif. Cu- 
ricciattola, in significato di Medicare. 

Ouràbil. CURABILE, agg. Atto ad esser cu- 
rato. Curabilità, sf. Qualità di una malatia 
che può essere curata. 

Ouradòla. V. Coradèla. 

Curàg, ecc. V. Coràg, ecc. 

Curai. Curajér. V. Corèi. 

Curam. Curamér. V. Corani. 

Cùragn. V. Corgnól. 

Curànt. CURANTE, agg. Che cura. Medico 
curante, Medico che ha in cura l'animai ato. 
Non curante, Che trascura. 

Curatòr. CURATORE, sm. Chi ha cura di 
alcuna cosa. Chi invigila acciò gì' interessi non 
deperiscano, particolarmente di pupilli. Am- 
ministratore di un pupillo, di un'azienda. 
Curatore d f infermi, Medico. Curatrice, sf. 
Colei che ha cura. term. legali. Colei che am- 
ministra l'eredità di un pupillo. 

Curata. V. Corata. 

Curbèl. V. Corbel. 

Curdàm. Curdarén. V. Còrda. 

Gurdòla. V. Oordèla. 

Ourdén. V. Cordèn. 

CurdOn. Ourduneda. V. Gordon, ecc. 

Cure. CURARE, va. Medicare, vn. Aver cu- 
ra. Aver a cuore. Stimare. Apprezzare. Tener 
conto. Curativo, agg. Atto a curare, a me- 
dicare. Curando, sm. Individuo da curarsi. 
V. Curàbil, Cure. 

Cured. V. Coré'd. 

Curèna. V. Coróna. 



CUR 



— 179 — 



CUS 



Carént. V. Corènt. 

Carét. CURATO, sm. Sacerdote che ha cura 
d'anime. Paroco. 

Curézar, eco. V. Corésar, ecc. 

Cùrgna. Ourgnél. Curgnól. V. Corgnól. 

Cùria. CURIA, sf. Luogo dove si trattano le 
cause de* litiganti. Offizio di cancelleria ve- 
scovile. 

Curiàndul. V. Coriàndul. * 

Curidòr. Curidùr. V. Coriddr, ecc. 

Curiél. CURIALE, sm. Colui che agita le 
cause nella curia, agg. Concernente la curia. 

Curlòs. CURIOSO, agg. Che è mosso da curio- 
sità. Che arreca curiosità. Che è soverchia- 
mente vago di che che sia. Curioso, vale 
pure Fra strano e ridicolo. Esemp. Ma tu 
se curioso sai? Come vuo'tu ch'i 1 faccia a 
entrare in casa senza la chiave? E di cosa 
che a noi paja strana, si dice: Oh questa è 
curiosa/ Curioso usasi parimente per Pia- 
cevole, ma con qualche singolarità. Esemp. 
Sono stato a quella burletta ; è veramente cu- 
riosa. (Fanfani). 

Curiose. Guardare con curiosità. 

Curiosità. CURIOSITÀ, sf. Passione o Brama 
di vedere, di sapere, d'imparare cose che non 
ci son note, cose nuove, rare, ecc. Cosa atta 
a destare l'altrui curiosità. Cosa rara, pele- 
grina. Curiosamente, avv. Con curiosità. V. 
Scuriosì ss. 

Curìr. Curira. V. Coxir, ecc. 

Curispóndar, ecc. V. Corispónder, ecc. 

Curiv. V. Coriv. 

Cornàcia. V. Cornàcia. 

Curnadùra. Ourne. V. Comadùra, ecc. 

Corneo. V. Cornee. Inoorniceda. 

Curnécia. V. Incornioléda. 

Curnìsa, ecc. V. Cornìsa, ecc. 

Carnet. V. Calsadùr. 

Cnróder. V. Coródar. 

Ouròi. V. Cròi. 

Cardila. V. Coróna. 

Ourós. CORROTTO, sm. Pianto che si la ai 
morti. — Corruccio, sm. Abito da corruccio, 
dicono oggidì alcuni per Bruno, abito da 
lutto. (Trincherà, Vocab.) 

Curpét. V. Corpét. 

Curpuradùra, ecc. V. Oorpuradùra, ecc. 

Curséja. V. Corséja. 

Cursét. V. Corset. 

Cursiv. V. Corsìv. 

Cursòr. CURSORE, sm. Sergente o Messo di 
tribunale che porta notificazioni e simili. 

Cùrt. CORTO, agg. Di poca lunghezza , ov- 
vero Che non adegua la lunghezza d* un'altra 
cosa, ma torna minore. Breve. Scarso. Suc- 
cinto, dim. Cortbtto. Tener corto uno, Non 
gli lasciare licenza di spendere, di fare, ecc. 
« Un giovane ricco, ma tenuto corto dal pa- 
dre, aveva bisogno eh" danari (denari).» (Dati). 
— Tenere a stecchetto, Tenere altrui al poco, 
magramente, e con iscarsita di vitto, di de- 
naro o d'altro. Esser corto di memoria, 
Aver poca memoria, sm. Cortezza. Brevità. 
Cortbmbntb, avv. Con cortezza. Brèvemente. 



Tajé d* cùrt. Tagliar di corto, Andar di 
corto, prestamente alla conclusione. 

Corta. Vni al corti. Venire alle corte, 
Venire a stringere il discorso dentro a certe 
parole, Abbreviare il discorso. Venir subito 
alla conclusione. « Lasciando ora da parte i 
vostri argumenti, e venendo alle corte, vi 
dico, ecc. » (Magalotti). — Al oùrti , Alle 
corte, locuz. avverb. Per finirla, In somma. 
A féla cùrta. A farla corta, A non andar 
troppo per le lunghe. V. Arscortatói. 

Curtég, ecc. V. Cortég, ecc. 

Cartel, dirtela, V. Cortèi, ecc. 

Cortes. Curteséja. V. Cortes, ecc. 

Curtesa. CORTEZZA, sf. Brevità di cosa, di 
tempo, ecc.; contrario di Lunghezza. 

Ourtil. V. Oortil. 

Curtlarén. Curtlér. V. Cortilài. 

Curtlósa. V. Cortléna. 

Cùrv. CURVO, agg. Piegato in arco. dim. 

CURVBTTO. 

Curva. CURVA, sf. Linea che non è retta, 
né composta di linee rette. Curvilineo, sm. 
Figura geometrica chiusa da linee curve, agg. 
Formato di linee curve. 

Curvadùra. CURVATURA, sf. Piegatura di 
una cosa curvata. Curvezza, sf. Stato di una 
cosa curva. 

Curve. CURVARE, va. Piegare in arco. V. 
Corvè. 

Curi. CORRUCCIOSO, agg. Impermalito. 

CursSn. Curzèn de sociòp. Cintolone 
dell' 'archibugio, Cigna di passamano, o stri- 
scia di pelle, affibbiata alle magliette, la quale 
serve a portare l'archibugio a spalla, o ad 
armacollo. V. Oorsén. Strénga. OtìsóI. 

Curséna. V. Codéta (cojetto). 

Cursénn in pi. V. Bardavèll. 

Curséss. CORRUCCIARSI, SCORRUCCIAR- 
SI, np. Ridursi a mal umore, a corruccio 
contro alcuno. Corrucci amento, Corruccio, 
sm. Esterna significazione di mal umbre. V. 
Ingrugnìss. Inimiche. 

Cursól. V. Corsói. 

Oùsar ì CUOCERE, va. Preparare i cibi per 

Cùser ) mezzo del fuoco a fine di renderli 
atti a esser mangiati, lat. Coquo, is. (Ghe- 
rardini). — Rendere duro col fuoco, parlan- 
dosi di mattoni, e Cuocere, dicesi del Calor del 
sole nel diseccar la terra, la pelle, ecc. e del Fuo- 
co nell'atti var la cottura, vn. e np. Divenir cotto. 
Cocitura, sf. Il cuocere. Il far cuocere. Aqua 
o altro liquore in cui sia stata cotta qual- 
siasi cosa. Il tempo del cuocere. Cottura, sf. 
Il grado del cuocere. Oàsar sóta al brés. 
Sobbraciare, va. Cuocere sotto la brace. 
(Lancia). Ricuocere, va. Far cuocere di nuo- 
vo. Crogiolare, va. Far cuocere adagio, e 
con calore moderato. 

Cusaròst. LATTONE, sm. Arnese di latta 
fatto come un mezzo tubo, da addattarvi den- 
tro lo spiede con 1* arrosto, quando è al fuoco, 
per modo che dentro a quest'arnese' si ricon- 
centri tutto il calore, e ripiovendo tutto sopra 
rarrosto, lo cuocia meglio. (Fanfani). 

Ousoén. V. Oussèn. 



23 



cus 



- 180 - 



CUV 



Cuscrét, ecc. V. Coscrét, eoo. 

Cusdùra. V. Cosdùra. 

Cuaéja. COTTOJA, sf. Attitudine a cuocersi. 
D* ouséja. Cottojo, Cocitojo, agg. Che è di 
facile cottura, e dicesi di civaje e simili. « Ci- 
vaie di buona o di cattiva cottura o cottoia. » 

Cusén. CUGINO, sm, CUGINA, sf. Figlio o 
Figlia di zio, o ai zia. 

Cusèna. CUCINA, sf. Stanza dove si fan cuo- 
cere le vivande. Arte del cucinare, dina. Cu- 
cinuzza. — Cucinario, agg. Di, Da cucina, 
Appartenente a cucina. Retrocucina, sf. 
Stanza dietro alla cucina. 

Cusént. CUOCENTE, particip. di Cuocere. 
agg. Che cuoce. Ardente. Cocentezza, 'sf. 
Qualità di ciò che è cocente. Ardore. Bruciore. 

Cùser. V. Cùsar. 

Cusl. CUCIRE, va. Congiungere pezzi di pan- 
no, tela, cuojo, ecc. con refe, spago, e simili. 
Cucitore, sm. Cucitrice, Cucitora, sf. Colui, 
Colei che cuce. Cucitora in bianco, Donna 
che cuce biancherie. Ricucire, va. Cucire di 
nuovo. Ricucimento, sm. 11 ricucire. Ricu- 
citore, sm. Ricucitricb, sf. Chi ricuce. 

Cusidùra. CUCITURA , sf. 1/ azione di cu- 
cire. Il modo con cui una cosa ò cucita. Cu- 
cito, sm. Cucitura. Il lavoro che si cuce. Ri- 
cucitura, sf. Il ricucire. Il segno del ricucito. 
V. Ootùra. 

Cusinadùra. CUCINATURA, sf. Il cucinare. 
11 modo di cucinare. 

Guaine. CUCINARE, va. Preparare e Far 
cuocere le vivande secondo le regole magiri- 
che. Cucinabile, agg. Da potersi cucinare. 

Cusiner l CUCINIERE, CUCINIERO, CU- 

Cusinìr ] CINAJO, sm. È un mezzo cuoco; 

Cusinier I È chi sa, far la cucina con un 
po' più di rioercatezza che una semplice fan- 
tesca o ura buona madre di famiglia. Cuci- 
natore. V. Cùgh. 

Cusinera \ CUCINIERA, CUCINATRICE, sf. 

Ciisinlra I Donna che fa la cucina , ovvero 
Colei che fa cuocere le vivande. Cucinaja, 
sf. Monaca conversa addetta al servizio della 
cucina, 

Cuspèt. V. Cospèt. 
Cuspiré. Y. Cospiro. 
Cussèn. CUSCINO, sm. Arnese di tela o si- 
mile, imbottito di lana, o di crine, o di piume, 
ecc. di forma quasi quadrata, per adagiarvi 
il capo, sedervi sopra, ed altri usi. dira. Cu- 
scinetto. — Guanciale, sm. Cuscino sul 
quale per lo più si posa la guancia, quando 
si giace, dim. Guancialetto, Guancialino. 
— Guancialata, sf. Colpo dato con guan- 
ciale. Piumaccio, sm. Guanciale, o Capezzale 
di piume. V. Cavàel. Cosciali, sm. ni. Que' 
pezzi di legno che mettono in mezzo il timo- 
ne della carrozza. Zoccoli, sm. pi. Due grossi 
pezzi di legno che posano sulla sala del carro 
da contadino, e sostengono la parte superiore. 
Oussét. COSCETTO, COSCIOTTO, sm. Co- 
scia di castrato» o d'agnello o simile, tagliata 
per vendere^ o cucinare. 
Cusoinet. CUSCINETTO, sm. Arnese su cui 
appuntano le donne ciò che essa cuciono. Cia- 



scuno de" sostegni su cui posano le guide di 
ferro delle strade ferrate. Tombolo, sm. Spe- 
cie di cuscino rotondo su cui si fanno lavori 
di trine e simili. Guancialino , sm. Piccolo 
guancialino, o sacchetto di stoffa, ripieno di 
crino, o di crusca, a uso di tenervi piantati 
spilli ed aghi, per averli prontamente a mano, 
e per appuntare il lavoro. 

Cuss)p. V. Cuvlé. 

Custanaa, V. Qostànàa. 

Cuategé. V. Oostegé. 

Custet. Custós. V. Oostot, eoe. 

Custipé. V. Costipéss. 

Custira. V. Oostìra. 

Gusti tu vi, V. Costituì. 

Custód. CUSTODE, sm. Chi custodisce. 

Custodi. CUSTODIRE, va. Guardare da pe- 
ricoli , da sottrazioni , o deperimento la cosa 
che si ha io custodia. Tenere in custodia. 
Cuotodimbnto , sm. L* atto e L* effetto del 
custodire. Custoditole, verb. m. Custoditri*- 
ce, f. Chi o Che custodisce. 

Custòdia i CUSTODIA, sf. Arnese fatto per 

Custógia i custodire, o difendere* cose di 
pregio , o facili a guastarsi. Cura. Guardia. 
Custoditambntb , avv. Con custodia. Accu- 
ratamente, 

Custóra. V. Costóm. 

Qustrénxar, V. Oostrènser. 

Custrót. Custruvi. V.^ Costrot, ecc. 

Cus t urne. V. Costume. 

Cut. Fé a> Ih cut. Fare a cu cu, È giuoco 
che fanno i ragazzi , alcuni rimpiattandosi , 
altri cercandoli ; e allo volte i rimpiattati 
mettono fuori il capo, quando i cercatori sono 
lontani da loro, facendo cu cu, e lo rimettono 
subito dentro» quasi allettandoli, e dileggian- 
doli ad un'ora. 

Caténa. COTENNA, sf. Parte del sangue ca- 
vato dalle vene che galleggia sul siero. Coten- 
noso, agg. Dicesi del Sangue su cui si forma 
grossa cotenne. Ci ape la cuténa. Intabac- 
carsi , np. figurat. Innamorarsi, e fig. Aver 
baco con una, o in una persona. Averci 
passione. «Ser: Dimmi la verità: Hai tu in- 
tenzione di attaccar paniaccio con colui? Lau. 
Da prima, ti confesso che ci averci avuto 
un po' di baco; ma poi quando intesi eh 1 era 
tuo cicisbeo, ecc. » (Nelli). E in senso analogo 
Avere il suo baco, Essere innamorato d'al- 
cuno. « Ma ecco qui la Cosa cicalando: Oh 
i' credo che anch' ella abbia '1 suo baco. » 
(Buonarrotti). 

Cuteria. V. Buldé*. Sòfuoh, 
Cuton. V. Cotdn. 
Cutor. V. Cutéja. 
Cutulóta. V. Cptoléta. 
Cutùra. V. Ootùra. 
Cutùran. V. Cotùran. 
Cùv, Cùva. V. Cóv, Cóva, e Cóv. 
Cuvè. V. Cova. 
Cuvén. V. Guvòn. 

Quvias. COSACCIO,sm. psgg. di Coso, Uomo 
disadatto e da nulla. Cosonia, sm v spresz. di 
Persona o di Cosa, Brót cuvlàà. Brutto 
cosone. 



CUV 



— 181 - 



DAM 



Cuvlé. Fare. Tra ouvla © ornale. Tra 
fare e fare: Modo di dire ohe vale non Es- 
servi differenza da Fare e Fare, essendo ohe 



taoio Cuvlé, quanto Cassie valgono Fare. Overta. Y. Querta. 



CuvGtl V. PignOii. 

Ousè\ V. Oosé. 

Ovértb V. Què*rt (tetto). 



D 



D. D , subì, d' ambo i generi , banche per lo 
più si dioa nel genere maschile il d. Lettera 
'consonante e quarta dell'alfabeto italiano. 
Da. DA, prep. Officio suo è di significare il 
Muovere di che che sia da un luogo per tra- 
sportarlo ad un altro, o Taro il Muoversi di 
che che sia da un luogo per condursi al- 
trove, e ciò accade tanto nel proprio quanto 
nel figurato parlare. Da per me , Da per 
te. Da per me, Da per te , eoe. vale Senza 
che altri abbia parte in ciò che si fa da me, 
da te, ecc. Spontaneamente. Di moto proprio, 
eoe « Ma poiché da per voi n'avete comin- 
ciato a ragionare, adendone accresciuta la vo- 
glia, ne avete ancora accresciuto V animo. » 
' (Firenzuola). « Oli dirò che anch' esli trovi 
il vecchio, e come da per eè gli ricordi questo 
affare. » (Fagiuoli). « B di questo tu col vec- 
chio, come da per te, parlane pure. » (id.) 
Da per me, Da per se, nel dialetto roma- 
gnolo vale anche Solo, Non accompagnato. 
Che non ha compagnia. Da , Affé , locus. 
avv. Composto di A e Fé, che suona A fede, 
modo di affermare |a verità. Da galantSm, 
Affé, A fede, In fede di galantuomo. Da 
banda. Da banda, locuz. aw. Da una parte, 
Da un lato. Da banda a banda, Da una parte 
ali* altra. 

Dabàss. DABASSO, DA BAS80, DABBAS- 
SO, locus. avv. Dalla parte di sotto. 
Dabén. DABBENE, agg. Che fa tutto il bene 
che può, e che deve fare. Da cui non si può 
attendere che bene, sinon. Probo. Onesto, dim. 
Dabbbnino. « Che sarà quando bene io fossi 
posta in servigio della mia madonna dabbe- 
nina, galantina? • (Aretino). 
Dabòn. DAVVERO, avv. Veramente. In sul 
serio. Daddovrro, aw. Veramente davvero. 
Parlar daddovero, Parlar sul serio, e secon- 
do la verità. Far davvero, Fare proprio con 
tutto l'animo. 

Dacànt. DACCANTO, DA CANTO, locus. aw. 
A lato. 

Dachep. DA CAPO, locuz. avv, Di nuovo. 
Da principio. 
Dacórd. LY ACCORDO, locuz. avv. Concorde- 
mente. Nò ande d' aodrd. V. Discorde. 
Daequadùr. Daequé. V. Adaoquadùr. 
Dad f Dada. TATO , sm. TATA , sf. Voce 
fanciullesca che vale Fratello, Sorella, e con 
la quale i bambini indicano anche ogni per- 
sona che loro non sia fratello o sorella, come 
specialmente quella ohe li porta attorno , e 
colla quale essi hanno maggior dimestichezza. 



Dadées. Da molto tempo, L* è dadéss 
ch'lè passe. È da molto tempo che passò. 
V. Adess. 

Dadòss. D ; ADDOSSO, locuz. avv. D'in sul 
dosso. Dì sopra la persona. Cavea* d'adòss 
un quél, lavarsi che che sia d'addosso, 
o d'in sul dosso. 

Dafé. FACENDA , sf. Cosa da farsi. Affare. 
Negozio. Ave di dafè'. Aver cosa o cose 
da fare. « Non odi tu eh 1 io ho facenda e 
fretta? » (Lasca). « Oreda che non si riposa 
un'ora. Tutto il giorno è una faccenda (fa- 
cenda) sola. » (Giuliani). 
Dafré. Dafród. V. Arsié. Scurate. 
Dai Dai. DALLI DALLI , Grido per levare 
rumore contro alcuno. Dalle Dalle, dicesi 
per dinotare un 1 azione continuata. 
Dalfén. V. Delfèn. 
Dàlia. V. Giorgina. 

Dama. DAMA, sf. Donna nobile e ricca. Gen- 
tildonna. Donna amata. Sorta di giuoco che 
si fa sullo scacchiere con alcuni pezzetti ro- 
tondi di legno o di osso di due colori che si 
chiamano Pedine, e sono in numero di do- 
dici per ciascun colore : e Dama quella pe- 
dina che condotta agli ultimi quadretti dello 
scacchiere, viene coperta con un* altra. A la 
dama, All'ultima, terra, gloc. cioè air ulti- 
ma partita. Damina, sf. Dama di fresca età. 
DamerIa , sf. Sussiego e Dignità di Dama. 
Bóca d'dàma. V. Bóca. 
Damàn. Dal lato buono, cioè Dalla mano 
destra. TX y è damàn. C'è dal lato buono. 
V. Solen. 

Damarén. DAMERINO, sm. Vagheggiatore 
di donne. Dam eqoiarb , vn. Fare 11 dame- 
rino. 

Damàsch. DAMASCO, sm. Città capitale 
della Siria. Drappo di seta fatto a fiori e a 
diversi disegni, che anticamente ci venia dalla 
città di Damasco. 

Damasene. DAMASCARE, vn. Tessere a fio- 
rami, a opera. Dare la tempra di Damasco, 
parlandosi di ferri. 

Damaschén \ DAMASCHINO , agg. Che è 
Damaschi t lavorato a fiorami, a opera: 
e dicesi di Ferro che abbia la tempra, o il 
lavoro di Damasco. Alla damaschina, locuz. 
avv. Conforme alla maniera, o alla foggia 
damaschina. « Una campana di vetro lavorata 
alla damaschina , o vero alla veneziana. » 
(Statuti S. T.) Damaschinare, va. neol. In- 
castrare flluzzi d'oroo d'argento nell'aciajo, 
o nel ferro intagliato. TausIa, sf. Lavoro det- 



DAP 



- 182 - 



DAV 



to altrimenti Alla damaschina. « Hanno an- 
cora i moderni, ad imitazione degli antichi, 
rinvenuto una specie di commettere ne* me- 
talli intagliati d argento o d'oro, facendo in 
essi lavori piani , o di mezzo o di basso ri- 
lievo. Ed in ciò grandemente li hanno avan- 
zati ; e cosi abbiamo veduto nello aciajo 1* o- 
pere intagliate alla tausia , altrimenti detta 
alla damaschina, per lavorarsi di ciò in Da- 
masco, e per tutto il Levante eccellentemente. » 
(Vasari). Damaschino, agg. Aggiunto di una 
specie di rosa. 

Dame. DAMARE, va. Condurre una pedina 
agli ultimi quadretti dello scacchiere, alla 

Sarte opposta, che poi si fa coprire con altra 
eli* avversario. 

Damigiana, DAMIGIANA, sf. Specie di gros- 
so fiasco di vetro, a collo breve, vestito con 
tessuto di sala o di vimini, a uso di tenervi, 
o di trasportare vino o altri liquori. 

Dan. DANNO, sm. Discapito, Perdita, Nocu- 
mento che venga per qualuuque cosa si sia. 
Mi dàn, Mio danno, Specie di giuramento 
vantatorio, e dicesi quando si vuol dinotare 
una cosa che si crede impossibile, p. e. Se 
sarà vero, mio danno. Su dàn, Suo danno, 
Maniera di dire equivalente a Non m'impor- 
ta, p. e. S'egli è uno sciocco, suo danno. 
Fé dàn. Gemicare, va. e vn. Gemere, Stillare, 
o Trapelare lentamente. Oórer a dàn, Cor- 
rere al danno, « Le capre disprezzano il 
ben del mondo, basta solo che veggano le 
meglio erbe, un novelluccio, e subito corrono 
al danno, » (Giuliani). 

Danaiión. DANNAZIONE, sf. Condanna. 
Perdizione, per iperb. Fatica, o Pena o Dolor 
grave, lento e lungo. 

Dandaé i DANNEGGIARE, va. Far danno 

Danegé j altrui, np. Far danno a se stesso. 
Dannificare. Danneggiamento , sm. Il dan- 
neggiare. Danneggiatore, verb. m. Danneg- 
giatele, f. Chi o Che danneggia. Danna- 
tolo, sm. Chi danneggia i boschi e le terre 
altrui. V. Danòs. 

Dandzevol. DANNÌO, agg. Che facia, o ri- 
ceva danno. Fiere o belve dannie, Che fanno 
danno. Luogo dannio, Atto a ricevere danno. 

Dané. DANNATO, agg. Condannato. Dannar- 
si, np. Andar in luogo di perdizione. V. Im- 
pasi, fig. 

Danés. V. Dàn. 

Dandghé. V. Deneghé. 

Danòs. DANNOSO , agg. Che reca danno. 
Nocivo. Dannosamente, avv. Con danno. 

Dànt. DANTE, sm. Pelle concia di daino, o 
di cervo. 

Dania. V. Bài. 

Dapè. V. Dachép. 

Dapersè. Da per se o Da per sé stesso. E- 
sprime più che il semplice Da sé, usato co *1 
valore di Senza opera o bisogno d'altrui. 
« E quando e' non fosse sufficiente da per sé , 
né volto a tentar si grande impresa, ecc. » (Fi- 
renzuola). « Essersi da per se stesso.» eretto 
un trono. » (Salvini). Ande dapersè , An- 
dare da per sé. Andare solo, senza compa- 



gnia, •eparatamente. « Prima si andava cia- 
scuna delle 21 da per sé. » (Villani). Da sé, 
per Naturalmente, Di sua natura, Senza opera 
o bisogno o ajuto d* altro o d'altri, e Perchè 
si mettono (le donne ) colali e cotanti orna- 
menti e panni indosso, e cotante cose in ca- 
po?... Imperocché vede che'l capo suo non è 
bello da sé, s'ella non lo ajuta fare bello per 
altre cose. » (Fra Giordano). Da sé % in forza 
d'aggiunto si dice ellitticam. invece di Pro- 
vegnente o Procedente da sé. si non. Proprio, 
Non accatato, o simile, da altri. « Costui ha 
avuto uno stile tutto da sé. » (Redi). Da sé 
solo, vale il medesimo che Da sé. Da per 
sé. « Consideravano il Re essere poco capace 
a sostenere da sé solo un pondo sì grave. » 
(Guicciardini). Di per sé, locuz. avv. signi- 
ficante Separatamente. « Dove li uomini non 
ristretti insieme, ma di per sé l'uno dall'altro 
avessino (avessero) a comparire. » ( Machia- 
velli). 

Da per tòt. Da per tutto. In ogni luogo. 

Dapl DAPPIÈ, DA PIE, locuz. avv. Dalla 
parte più bassa. Sotto, parlandosi di scrittura. 
Fesa da pò, Farsi da capo, da principio. 

Dapdoh. DAPPOCO, ad<j. Di poca o nessuna 
abilità. Di poco o nessun valore, dim. Dap- 
pochino 

Dapù. DAPPOI , DA POI , avv. Dopo. Dap- 
poiché, avv. Dopo che. Poiché. Giacché. Dac- 
ché, avv. Da quel tempo. 

D' arpiàt. DI SOPPIATTO, locui. avv. Na- 
scostamente. Furtivamente. 

Dartè'r. MANRITTO, sm. Chi si serve della 
mano dritta a preferenza della mano mancina. 
V. Verter. 

Darvèn. V. Budarion. 

Dàst V. Pròva (de la pròva). 

Date. DATARE, va. Notare in una lettera il 
luogo , il giorno, il mese e l' anno in cui fu 
scritta. nelT uso Cominciare. Aver principio. 

Dàter. DATTERO , DATTILO , sm. Albero 
che si dice* anche Palma, Frutto di esso al- 
bero. 

Datòran. DATTORNO, D'ATTORNO, locuz. 
avv. Intorno. 

Davantàa. DA VANTAGGIO, DA VANTAG- 
GIO, locuz. avv. Di più. Di soprapiù. Oltre il 
bisogno. 

Davantèl. V. Grimbiél. 

Davanti. DAVANTI , avv. Alla presenza. V. 
Dnéni. 

Davànà. DAVANZO, D'AVANZO, locuz. avv. 
Soprabondan temente. 

Davanael. DAVANZALE , sm. Cornice di 
pietra o altro 6ulla quale posano gli stipiti 
delle finestre , detta anche Soglia della fi- 
nestra. 

Davde. DIVEDERE , va. Non si costruisce 
che col verbo Dare : Dare a divedere , Dare 
ad intendere. Dimostrare. Far conoscere. 

Davéra. DADDOVERO, locuz. avv. Da senno. 
In verità. 

Davis. Bsser davia. DIVISO, sm. dal verbo 
Divisare. Divisameli to , Disegno, Pensiero. 
Per Opinione, Parere, Avviso. Onde Essere 



DE 



- Ig3 - 



DEC 



diviso ad alcuno, vale Enere avviso ad al- 
cuno, Parergli, Sembrargli. « E con questa 
letizia (del sognare carissime cose) a me sola, 
fra verdi erbette, era diviso sedere in un 
prato. » (Boccaccio). « Mi fu diviso di ve- 
dere un gran mastino. » (id.) 

Davnì. V. Derivo. 

Davsén. DAPPRESSO, DA PRESSO, loco», 
avv. Appresso, Vicino. 

r>aak DACCHÉ, DA CHE, congiura. Poiché, 
Giacché. 

Dàfti. DAZIO, sui. Imposta che si paga al go- 
verno per importazione o esportazione di 
merci. Daziario, agg. Che riguarda il dazio. 
Dazia jolo, Dazajolo, Daziajuolo, sm. Libro 
in cui sonoscritti i nomi e cognomi dei tas- 
sati, e la tassa che ciascuno di essi deve pa- 
gare. 

Dasié. ADDAZIARE, va. Sottoporre a dazio. 
V. Sdazio. 

Daiièr i DAZIERE, DAZINO, sin. Gabellie- 

Daalr } re. Colui che riscuote il dazio. «Do- 
ve li dazieri per usanza lo potrebbono mo- 
lestare per il dazio ; ecc. (Caro). « Chi non 
ha dazio Non cura punto se i dazini il cer- 
cano. » (Cecchi). 

Dbàgn. V. Vivagni. 

Dbànda. BEVANDA, sf. Qualunque cosa da 
bere, nel dialetto romagn. vale Bevanda com- 
posta di vinello con alquanto di mosto, fatti 
fermentare insieme, per uso nell'annata, delle 
famiglie numerose. Di bando, locuz. avv. Sen- 
za costo, In dono. V. Banda (oà d*bànda). 

Dbòta. DI BOTTO , locuz. avv. Subito. Vale 
anche Tra poco. 1/ è dbòta mesdé. Fra 
poco, o Manca poco a mezzodì: e vale anche 
Quasi: L'è dbòta oasohe. É quasi caduto. 

Dbù. BEVUTO, particip. di Bere. Alticcio, 
agg. Alterato alquanto dal vino. 

Dbuàgn. V. Vivàgn. 

Dbùda. BEVUTA, sf. Atto del bere. Tirata 
nel bere. « Alla terza bevuta di queir aqua 
cominciò a sentirsi meglio... E fattane (di quel 
vino) due altre buone tirate, se n'andò. » 
Spracch, Spr acche, sm. Quel suono che si 
fa stringendo e riaprendo la bocca con forza, 
bevuto che siasi del vin generoso. (Saccenti). 

Ddènter. B ddènter. H di dentro. Il luogo 
interiore. La parte interna. « Chi dunque dirà 
più ch'ella (la Golpe ja) sia un forno? Chi 
dunque non r avrà più in riverenza, Veduto 
il suo di dentro , e il suo d' intorno, Che 
s'abbia Roma, Napoli, e Fiorenza?» (Allegri). 
E 11 di dentro nguratam. per La parte in- 
teriore dell' uomo , cioè il Cuore, L* animo. 
« Ciò che sento al di dentro, trasmetto libe- 
ramente alla lingua. » (Menzini). 

Ddri. V. Did*L 

De. DÌ, sm. Diorno. A de grand. A di alto. 
Pervenuto che sia il sole ad alto, che viene 
a dire A giorno inoltrato. « Io mostrandomi 
più di lui pauroso, non volli mai levarmi se 
non isUmani a dì alto. (Lasca). « Posciachè 
a di* alto ella s' era levata dal letto. » (Fi- 
renzuola). Ógni de oh' passa l' è un de. 



Ogni di ne va un di, cioò II tempo passa 
presto. V. G-ioren. 

De. DARE , va. Trasferire che che sia da sé 
in altrui. Donare, Somministrare, ecc. De a- 
6.Ò9B. Dare addosso, Investire, Assalire. «Co- 
me fa un esercito che, vedendo l' oste suo re- 
catosi in guardia, con aver le bagaglio abban- 
donate , non quello investe , ma da addosso 
a quelle, e fanne suo bottino. » (Davanzali). 
Do adòss a 6n. Dare addosso ad alcuno. 
figuratam. vale Nuocergli co' detti, co' cattivi 
offizj. Anche si dice Tagliar le legna addosso 
ad uno. « Tal ti loda in presenza che, lontano, 
Di darti addosso bene spesso gode. » (Leo- 
pardi Oirol.) De ad intènder. Dare a in- 
tendere, o <uf intendere, Spacciare, Dire 
altrui cosa falsa con intenzione d' ingannarlo. 
« Un' altra favolosa generazione di ragni fu 
mentovata dagli autori , e datasi ad inten- 
dere per vera. » (Redi). Dai e pecia e mé- 
na martèl. Dagli, picchia e mena ; Picchia, 
mena e martella; Mena mena, o Picchia 
e mena, sono tutti modi che accennano sforzo 
fatto per giungere ad un fine. Sopbadarb, 
va. Dare in grande abondanza. Dare, sm. 
term. de' mercanti , ragionieri , ecc. i quali 
indicano sui loro libri con la parola Avere , 
la parte dove notano i debiti attivi, e con la 
parola Dare l'altra parte dove notano i de- 
citi passivi. « A tutti questi tali convien te- 
nere le loro ragioni (cioè i loro conti) aperte, 
cioè Libri del Dare, e dell' Avere; il che 
si dice Tenere i libri della regione,- cioè 
i libri de conti. » Dare per Cacciare, Scacciare. 
De ài pòli. Scacciare i polli. (Biscioni). V. 
Ded. 

Débit. DEBITO, sm. Obligo di pagare altrui 

3ualche somma o simile. Dovere , Obligo di 
ire o di fare. dim. Dbbituolo, Dbbituzzo. 
— agg. Dovuto, Convenevole. 

Debitor. DEBITORE, sm. DEBITRICE, sf. 
Chi deve ad alcuno una somma, o è obligato 
per dovere a fare una cosa. Condebitore, 
sm. Condebitrice, sf. Chi è obligato con al- 
tri pel medesimo debito. 

Débol ( DEBOLE, sm. Debolezza, Difetto. La 

Dèbul i parte men resistente. La parte in che 
uno men sa, o può, o vale. Quello in che uno 
suol errare, o peccare più facilmente, agg. 
Di poca forza. Poco efficace. Languido, Scarso 
parlandosi di luce, ecc. dim. Desolino, De- 
bole ito, Deboluccjo, Deboluzzo. med. Dk- 
bolotto. Anzi debole che no. « E ancorché 
debolotto, Mi sento in farvi motto Tutto rin- 
galluzzare. (Fagiuoli). 

Debolésa. DEBOLEZZA , sf. Mancanza di 
di forze, figuratam. Dappocaggine. Insufficien- 
za. Bassezza d'animo. Debilbzza, sf. Debo- 
lezza estrema. 

Debuto. V. insordì (esordire). 

Decade. DECADERE, vn. Andare in deca* 
denza. Scemar di grandezza. Cominciar a ve-, 
nire di prospero in cattivo stato. Decadenza, 
sf. Decadimento, sm. Il decadere. 

Deoàn. DECANO, sm. Il più anziano, o Capo 
di diversi ordini di persone. Titolo di dignità 



DSD 



— 184 - 



DBF 



ecclesiastica. Decanato, sm, Offlzio dei de- 
cano. 

Decanta. DECANTARE, va. Divulgare lo- 
dando. Celebrare. Travasare lentamente un 
liquido da un voto all' altro. Decantazione, 
sf. Il decantare. Il liquido decantato. 

Decapiti. DECAPITARE, va. Mozzare il ca- 
po. Decapitazioni*, «f. Il decapitare. 

Decent. DECENTE, agg. Che ha in se de- 
cenza» Che è conveniente. 

Deeénsa. DECENZA, sf. Contenenza. Decoro. 
Civiltà ohe si dee osservare negli abiti , nel 
tratto, nella favella, ecc. 

Dèoim. Declina. V. Deslzn, eoe. 

Decider, ecc. V. Dcèìder, ecc. 

Decinm. V. Beàina. 

Deolamé. DECLAMARE, vn. Recitare ad alta 
voce col tono, e col gesto conveniente a ciò 
che si recita. Inveire contro una persona , o 
cosa. Dbclam azione, sf. Il declamare. Pro- 
nunzia e gesti di chi declama. Declamato- 
rio, agg. Che appartiene a declamatone. De- 
clamatore, vero. m. Declamatrice, f. Chi 
o Che declama. V. Recite. 

Declina. DECLINARE, vn. Decadere lenta- 
mente. Scemar di forre. Andare in decadente. 
Recitare per ordine i casi dei nomi. Dbcli- 
nambnto, sm. Declinazione, sf. Il declinare. 

Declivi. DECLIVIO, sm. Pendio. 

Deeór. DECORO, sm. Convenienza di onore 
proporzionata a ciascuno nell'esser suo. Digni- 
tà non disgiunta da cortesia nei tratti, nel fa- 
vellare, ecc. Decoroso, agg. Che ha decoro. 
Che ha dignitoso contégno. 

DecoraiiCn. DECORAZIONE, sf. Ornamento. 
Tutti gli ornamenti che si fanno in teatro, o 
altro locale in occasione di spettacoli, ecc. Di- 
stintivo d'onore, o di dignità. Decorativo, 
agg. Di decorazione. 

Decoro. DECORARE, va. Adornare. Confe- 

' ri re una decorazione. Deooraw bnto , sm. Ti 
decorare. Arnbsars, va. Addobbare. Arne- 
s ario, sm. Chi eseroita l'arte di decorare le 
scene, ed acconciare i comici. Trovarobe, A- 
trez zitta, voci lombarde. 

Decorébil. DÈCORRIBILE, agg. Che co- 
mincia a decorrere da una data epoca, par- 
landosi di frutti di capitale. Decorrere, vn. 
Passare, Trapassare, decorso, agg. Passato, 
Trascorso. 

Decòt. DECOTTO, sm. Prodotto liquido della 
decozione. Bevanda medicinale, dim. Dbcot- 
tino. V. Mórt. Fall. 

Decosion. DECOZIONE, sf. Operazione per 
cui si fa bollire in un liquido erbe, radici, o 
cortecce di certe piante per eetrarne i loro 
principj meditinali.pegg. Decozion accia, 

Decrèpiti. DECREPITO, agg. Giunto aire- 
strema vecchiezza. Decrepitezza, Decrepi- 
tà, sf. Estrema vecchiezza. 

Deoret. DECRETO, sm. Ordine. Legge. Com- 

. mandamento di autorità superiore. 

Decreto. DECRETARE, va. Ordinare per de- 
creto. Decretazione, sf. II decretare. 

Déd. DADO, sm. Pezzetto d'osso di sei facce 
quadre, in ognuna delle quali è segnato un 



numero di punti incominciando dall'uno Ano 
al sei, e si gioca con esso a giuochi di sorte. 
Ogni corpo di sei facce quadre eguali. Piede- 
stallo a roggia di dado. dim. Dadiocioolo. — 
Dadeggiare, vn. voce poco in uso. Giocare 
a' dadi. Dada juolo, sm. Chi gioca frequente- 
mente ai dadi. 

Deda. V. Bit (dito). 

Déda. DATA, sf. Luogo, giorno, mese ed anno 
in cui si scrive una lettera, o si spaccia un 
affare. Colpo che si dà alla palla nel giocarla. 
L'atto di mescolare e dare le carte ai gioca- 
tori in una o più girate. Avere la data in 
un giuoco, importa lo stesso che Avere la 
tnano, cioè Essere il primo a fare, o a co- 
minciare il giuoco. « L'avere la mano o la 
data in questo gioco (del Trai) non reca al- 
cun vantaggio. » (Bracci). V. Date. 

Dèdica. DEDICA , sf. Offerta fatta altrui di 
cosa durevole in senio di ossequio, accr. De- 
DfcONB- « Approvazione Di Fra Tozzone Per 
l'impressione Di un libruccione Che un au- 
torone A* piedi pone Di un Principone Con de- 
dicono, ecc. » (Alfieri). 

Dediche. DEDICARE, va. Offerire una cosa 
in segno di ossequio, apponendovi il nome di 
colui a cui s'intitola, np. Offerirsi. Dedicarsi 
a un mestiere, Addottarlo. Dedicamento, 
sra. Dedicazione, sf. Il dedicare. Dedicatore, 
verb. m. Dbdicatrice, f. Chi o Che dedica. 
Dedicatoria, sf. Lettera che si mette avanti 
alle opere, ed ai libri ad effetto di dedicarli. 

Dèdit. DEDITO, agg. Inclinato per abitudine. 
V. Inoline. Fortt (proclive). 

Dedùser. DEDURRE, va. Trarre per conse- 
guenza, nell'uso, Diialcare, Detrarre, Sottrarre. 
Deduzione, sf. Conseguenza risultante da una 
serie di raziocinj. term. comm. Sottrazione. 
Difalco. Deducibile, agg. Che può dédnrsi. 
Inferire, vn. Dedurre air ingrosso, e a prima 
vista. V. Difalehé. 

Deferènza. DEFERENZA, sf. Condescenden- 
sa, Il conformarsi all'altrui opinione, all'al- 
trui parere, all'altrui volontà, per istima o 
per rispetto. 

Deficit. DEFICIT, sm. voce lat. Mancanza di 
una somma del capitale. 

Defilé. SFILATA, sf. term. milit. Lo sfilare 
cioè Camminare in fila, in ordinanza; o me- 
glio Marciare in colonna e in ordine di pa- 
rata. Alla sfilata, A pochi per volta. V. Di- 
file. 

Definì. DEFINIRE, va. Determinare in pre- 
cise parole un' idea, od il significato di un vo- 
cabolo. Dipinire, e anche Definire, Ter- 
minare, Risolvere, parlandosi ai questioni e 
simili. Definibile, agg. Che può, o Che si 
dee definire. Definitivo, agg. Atto a definire. 
Che definisce, o risolve. 

Defluitoli. DEFINIZIONE , sf. Esposizione 
precisa della essenza e qualità di una cosa. De- 
cisione. Risoluzione. 

Defraudo. DEFRAUDARE, va. Torre, o Non 
dare altrui, per lo più con inganno, quello 
che gli è dovuto. Defraudare una somma, 
non si direbbe, ma bensì di una somma. 



DEL 



-186- 



DEN 



(Tommaseo). Defraudazione, sf. Il defrau- 
dare. Defraubatorb, verb. m. Defrauda- 
trice, f. Chi o Che defraudi. 

Dóga. DAGA, sf. Spada corta e larga, dim. 
Daohetta. 

Degenere. DEGENERARE, vn. AHontanani 
dalla natura del suo genere, Tralignare, Im- 
bastardire. « Di qui è avvenuto che l'Acade- 
mie hanno degenerato, e aono cadute dal 
loro grado di nobiltà. » (Giacomini). 

Dégn. DEGNO, agg. Meritevole; e si prende 
in buono o in cattivo seneo, superi. Degnis- 
simo. — Uomo degno, dicesi assolutamente 
Kr Oran èmv'uomo. Degnamente, avv. 
eritamante. superi. Degnissimamente. 

Degne. DEGNARE, va. Far degno. Riputar 
degna una persona de* nostri riguardi, della 
nostra stima, de* nostri favori, ecc. Il suo con- 
trario è Sdegnare, np. Compiacersi per be- 
nignità, per cortesia, ecc. di fare una cosa. 
Non isdeguare di farla. Degnazione, sf. Il de- 
gnare. Degnevole, agg. Che si degna di con- 
versare co 1 suoi inferiori. Affabile. Degnevo- 
lbzza, sf. Affabilità. Cortesia. 

Degrada DEGRADARE, DIGRADARE, va. 
Privare del grado e della dignità, vn. Dimi- 
nuire di pregio, np. Avvilirsi. Disonorarsi con 
azioni vituperevoli. DaaRADAZioNR,sf.DEORA- 
d amento, sm. U degradare. 

Delébera. AGGIUDICATONE, sf. Delibera- 
zione per sentenza, o anche semplicemente 
Deliberazione. 

Deleghe. DELEGARE, va. Mandare uno con 
facoltà, ecc. Deputare. Dbleoato, sm. Quegli 
al quale si conferisce qualche commissione 
speciale dal governo o da particolari. 

Deléqui. DELIQUIO, sm. Diminuzione mo- 
mentanea, più o meno efficace, del moto del 
cuore, accompagnata da perdita istantanea 
della cognizione, e dei movimenti. Svenimento. 

Delót. DELITTO, sm. Mancamento grave con- 
tro le leggi, segnatamente umane: ed Opera- 
zione dannosa ad alcuno. Delittuoso, agg. 
Qualificato per delitto. 

Deléfcia. DELIZIA, sf. Squisitezza di tutto ciò 
che alletta i sensi soavemente, dim. Deli- 

ZTBTTA. 

Delfén. DELFINO, sm. Pesce marino dell'or- 
dine de' cetacei, dim. Dblpinbttc\ — Delfi- 
niera, sf. Sorta di fiocina da pescar delfini. 

Deliberate?!. DELIBERATARIO, sm. Quello 
a cui, tra concorrenti, viene aggiudicato un 
lavoro, o un oggetto contrastato. 

DeUberaaiòn. DELIBERAZIONE, ti. Con- 
sultazione sopra alcun partilo che si he da 
prendere. Risoluzione. Partito preso. L'atto' 
di allogar un lavoro. 

Delibere. DELIBERARE, va. e vn. Risol- 
vere dopo maturo esame. Concedere. Stabilire. 
Risolvere, np. Risolversi. Dblibsrambnto , 
sm. Il deliberare. Dklibbbato&b , verb. m. 
Deliberatele, f. Chi o Che delibera. Da- 
LiBEBATAiiaNTE , avv. Con animo risoluto. 
Liberare, va. Rilasciare all'incanto al mi- 
glior onereale. 

Delicate**. DELICATEZZA, sf. Morbidezza. 



Riservatezza nei tratti, o nel discorso. Senti- 
mento sempre vivo della convenienza. Punto 
d' onore. Finitezza, Leggiadria di lavoro. De- 
licatamente, aw. Con delicatezza, superi. 
Delicatissimamente. 

Delichét. DELICATO, a». Morbido al tatto. 
Squisito. Gustoso. Di gentil complessione. Ar- 
monioso, Dolce, parlando di suono o simile, 
figurat. Scrupoloso, dim. Dblicatbllo, Dbv 
licatetto, Delicatuccio. superi. Delica- 
tissimo. 

Deliqui. Y. Deléqui. 

Delire. V. ZaTarié. 

Deliri DELIRIO, sm. Alienazione di mente 
per causa di lualatia. 

Deliàia. V. Deléaia. 

DeliBiòs. DELIZIOSO, agg. Pieno di delizie. 
Sommamente piacevole. Deliziare, va. Ren- 
dere delizioso, np. Ricrearsi deliziosamente, 
Godere con delizia, Stare in delizie. 

Delma. V. Model. 

Delùder. V. Ingane. 

Dama. V. B&ma. 

Demagógh. DEMAGOGO, sm. Chi si fa capo 
d'una fazione popolaresca; Chi ostenta di so- 
stenere T interessi del popolo, a fine d'accat- 
tarsene il favore, e di signoreggiarlo, (dal 
greco Popolo, e Io guido* io conduco). « Li 
oratori fra li Ateniesi erano appellati dema- 
gogi, quasi guidatori del popolo. » (Salviui). 
« I demagogi quasi maestri del popolo, Dio- 
gene li addomandava servi del popolazzo. » (id). 

Demàni. DEMANIO, sm. neol. Patrimonio 
dello Stato. Demaniale, agg. Che appartiene 
allo Stato. «Le terre demaniali del Re. » (Cam. 
Porzio). 

Démérit. DEMERITO, sm. Azione che me- 
rita castigo. Azione colpevole o turpe che av- 
vilisce meritamente chi la commette. Deme- 
ritare, vn. Rendersi indegno di lode, premio, 
e simili. Dembbjtbwolb, agg. Che ha deme- 
rito. 

Democrazia. DEMOCRAZIA, sf. Forma di 
governo rappresentato da individui eletti dal 
popolo, non per rispetto di alcuna segnalata 
virtù, ma principalmente per rispetto alla li- 
bertà. Democratico, agg. Di democrazia. Ap- 
partenente a democrazia. 

Demoralise. DEMORALIZZARE, va. voce 
d'uso, Corrompere i costumi: meglio Corrom- 
pere, Depravare, Contaminare. Deprava- 
to, agg. Corrotto, Di pravi costumi. 

Déndla. V. Arèla. 

Deneghe. DENEGARE, DINEGARE, vn. 
Negare esplicitamente, risolutamente. Dire di 
no. Noa voler accordare. Ricusare. Denega- 
zione, sf. Diniego, sm. Il dinegare. Dbnbga- 
tork, verb. m. Denegatbice, f. Chi o Che 
dinega. 

Dener. DENARO, sm. Moneta in generale. 
Uno dei quattro semi delle carte da giuoco. 
Vigesima quarta parte di un* oncia, dim. Db- 
nariko, Dbn aruzzo. — Denaro morto, De- 
naro ohe non è impiegato e quindi non opera, 
non frutta. « Tu non tenere 1 tuoi danar (de- 
nar) più morti. » (Buonarroti). A denari con- 



DEN 



- 186 - 



DEE 



tanti, Co' denari alla mano, Con denari ef- 
fettivi e pronti. « La prima cosa*,., io vò fare 
il patto a denar contanti. » (Cerchi). — Db- 
najolo, Denaroso, agg. Che ha molti denari. 

Denigré. V. Infame. 

DenOnsia. DENUNZIA, DINUNZIA, sf. No- 
tificazione. Protesta. Accusa. Denunzia di 
guerra, Intimazione. 

Denonslé. V. Denunzie. 

Déns. V. Fòt, agg. 

Dént. DENTE, sm. Osso particolare impian- 
tato nelle mascelle, e rivestito in parte dalle 
gengive, per mordere, masticare il cibo , re- 
golar la voce , e bene articolar la parola : si 
distinguono in incisori, canini, mascellari 
o molari. Le tacche delia sega , di coltello > 
ecc. dim. Dentello, Denticello, Dentino. 
accr. Dentonb. pegg. Dentaccio. — Cran- 
tero, sm. Dente della sapienza. Indentare, 
Dentare, vn. Mettere i denti. Dentizione, 
sf. Lo spuntare de' denti. Dbntiforme, agg. 
Che ha forma di dente. Dentato, agg. Che 
ha denti, o parti a foggia di dènti. Denti- 
fricio, sm. Polvere per pulire i denti. Sopra- 
dente , Sopradenti , sm. Dente nato fuor 
dell'ordine degli altri denti. Mostrare i denti. 
Mostrarsi ardito e coraggioso. Dire che che 
sia fuor de' denti. Parlare liberamente. Te- 
ner V anima coi denti, Essere di salute mal 
ferma. Rimanere a denti secchi, Restar sen- 
za mangiare. Buie so , o Lasse i dént. 
Andar fuori di dentini. Dicesi de' Manzi 
e delle Vacche allorché lasciano i dentini , 
cioè i primi denti. « Vi sono giovenchi (il 
qual nome ritengono dal tempo che sono do- 
mati fino a che tengono i dentini) , i quali 
non possono usarsi per ogni fatica. » (Lastri). 
Dent o ganàssa. Dente o ganascia. Lo- 
cuz. proverb. usata a significare La volontà 
assoluta di esigere che altri facia una cosa, 
quand'anche debba soffrirne danno gravissimo ; 
a simiglianza del cavadenti, che, messo il fer- 
ro in bocca, tira via, venga pure il dente, o 
la mascella. (Giusti). Arride i dént. Sgric- 
ciolare, Sgrigiolare, Dirugginare i denti, 
Arrotargli e Stropicciargli insieme per difetto, 
o per ira. Dirugginìo, sm. Il suono che man- 
dano i denti , quando si dirugginano. Bàter 
i dént. Incioccare i denti , e Incioccarb , 
va. Battere cosa dura con cosa dura. V. Dànt. 
Dentardl. Adente. Magne a sgregna- 
dènt. Mangiare a denti digrignati, Man- 
giare, digrignando quasi i denti, cioè ritirando 
le labra e mostrando i denti in segno d' ioap- 
petenza. 

Dentadùra. DENTATURA, sf. Ordine e 
Componimento de' denti, e Forma e colore 
dei denti. Dbntamb, sm. Quantità di denti. 

Dentar. DENTRO, sm. Parte interna, prep. 
e aw. Nella parte interna. & entrovi. Ivi 
dentro. Esser dentro a una cosa, Averci 
parte. Metter dentro, Introdurre. Accludere, 
Acchiudere, Includere, va. Chiudere in mez- 
zo, parlando di carte messe dentro in un'altra. 
Accluso, Inchiuso, agg. Chiuso in un* altra 
cosa. V. Ddénter. 



Dentardl. DENTAROLO ? sm. Arnese di più 
fogge ad uso de' bambini nel tempo della 
dentizione per premersene le gengive. 

Denteata. DENTISTA, sm. Chi cava, o cura, 
o fabrica, o rimette denti. 

Denterà. Dentira. DENTIERA, sf. Denta- 
tura posticcia. 

Denunzie. DENUNZIARE, DINUNZIARE , 
va. Notificare. Manifestare accusando. Denun- 
zia mento, sm. Denunziamone, sf. Il denun- 
ziare. Dbnunziatore , vero. m. Denunzia- 
tricb, f. Chi o Che denunzia. V. Dendnsia. 

Dènsa. V. D&nsa. Bài. 

Deperi. DEPERIRE , vn. Deteriorare. Gua- 
starsi. Deperimento, sm. Deterioramento. 
Peggioramento. 

Depòn i DEPORRE , va. Por giù peso. 

DepOnar j Sgravarsi. Dare in deposito, De- 
positare. Dichiarare con attestazione. Privare 
di una dignità, di una carica. Posare, vn. Il 
deporre la parte pia grossa che fanno i li- 
quidi. 

Depósit, DEPOSITO, sm. Cosa depositata 
per esser restituita L'atto del depositare. Ur- 
na o Sepolcro per deporvi cadaveri, dim. De- 
positino. V. Deposisidn (posatura). 

Deposite. DEPOSITARE, va. Affidare altrui 
una cosa in deposito. Depositorb , verb. m. 
Depositricb, f. Chi o Che deposita. Ridbpo- 
sitarb, va. Depositare di nuovo. (Targtoni T.) 

Depositari. DEPOSITARIO, sm. Colui a cui 
si affida un deposito. Depositbrìa, sf. Luogo 
ove si custodisce il deposito. 

Deposisidn. DEPOSIZIONE, sf. Il deporre. 
Testimonianza o Attestazione fatta in giudi- 
zio. Ammasso di materie che lasciano in alcun 
luogo le aque, e specialmente le torbe. Posa- 
tura o Fecce de' liquidi. Postime, sm. Depo- 
sizione delle aque torbide de' fiumi. Bolli- 
ticcio, sm. Deposizione di cosa fotta bollire. 

Depure. DEPURARE , va. Par puro ; e di- 
cesi di cosa cui si tolga ciò che la rende im- 
pura. Depurambnto, sm. Depurazione, sf. 
Atto del depurare. 

Depusite. V. Deposite. 

Deputasidn. DEPUTAZIONE , sf. Missione 
di deputati con commissione speciale per trat- 
tare, complire, ecc. Corpo dei deputati. 

Deputo. DEPUTARE, va. Dare ad alcuno un 
mandato speciale, per trattare un negozio, 
disimpegnare una carica, ecc. Incaricare. De- 
stinare. 

Deputét. DEPUTATO , sm. Colui che con 
speciale mandato è incaricato da un corpo, 

m da una provincia, da elettori per trattare ne- 

' gozj per lo più publici. 

Dérdar. GRUCCIONE , sm. MEROPE , sf. 
Uccello di bellissimi colori, che va a branchi, 
e a grandi altezze, ed e ingordissimo delle 
api e delle vespe. 

Derelét. DERELITTO, agg. Lasciato in to- 
tale abbandono. V. Mégar. 

Derider. DERIDERE , va. Ridere di altri. 
Mettere in derisione. Beffare. Dileggiare. 

DerisiCn. DERISIONE , sf. Scherno. Beffa. 
Derisivo, agg. Atto a derisione. Derisibile, 



DES 



- 187 



DET 



agg. Meritevole di derisione. Derisorio, agg. 
Aito a deridere. Che mostra derisione. Deri- 
sore, verb. m. Chi o Che deride. 

Derive. DERIVARE, va. Trarre dal rivo. vn. 
Aver origine dal rivo. Nascere. Avere o Trar- 
re principio, o origine. Scaturire. Procedere. 
Dipendere, ecc. Deriv amento, sm. Deriva- 
zione, sf. Il derivare. Derivativo, agg. Che 
deriva, Che trae origine, sust. Dicesi di Voce 
che derivi da un'altra. Derivativamente, 
avv. In modo derivativo. 

Derter V Darter 

Derubi. DERUBARE , va. Quasi privar di 
roba. Rubare oggetto distinto. Privare, ru- 
bando. Denudamento, sm. Il derubare. In- 
volare , va. Rubare destramente e spedita- 
mente. V. Rubo. 

Descriver. DESCRIVERE , va. Rappresen- 
tare con segni o con parole , discendendo a 
minuti particolari. Descrivibile, agg. Che 
può descriversi. Descrittivo, agg. Che de- 
scrive. Atto a descrivere. Descrittore, Db- 
scRrviTORB, verb. m. Dbscrittricb, Descri- 
vitele, f. Chi o Che descrive. 

Descrittoli. DESCRIZIONE, sf. Rappresen- 
tazione di una cosa con parole o con segni. 

DéacuL DISCOLO, sm. e agg. Chi o Che vive 
scostumatamente, dim. Di&colbtto. pera. Di- 
scolaccio. — Discolamente, avv. Da discolo. 
Discoleggiare, vn. Pare il discolo. Discola- 
to, sm. si diceva in Toscana Queir acchiap- 
pare che si faceva dei discoli, per poi met- 
terli nella milizia. 

Deaèr. TRIONFI, sm. pi. Piatti a mò di pi- 
ramide in mezzo ad una mensa, ove stanno 
i confetti, dim. Trionfocci. — Deserto, sm. 
per le Frutte e Dolci dell' ultimo servito che 
si mette su la mensa. Anche si dice Posposto. 
(lat.) BeUaria, orum. Tragema, atis. (Ghe- 
rardini). « Con la qual voce Tragema si 
chiama tutto ciò che si imbandisce per le se- 
conde mense, chiamate da noi (Toscani) il 
deserto. » (Pauli). 

Desert. DESERTO, sm. Luogo solitario, in- 
colto, agg. Abbandonato. 

TJeaéat&r V Zease 

Desideré. DESIDERARE, va. Muoversi col- 
1* appetito verso cosa che ci piaccia, coli' idea 
di possederla. Appetire, va. Desiderare cosa 
che solletichi il gusto, e, per estensione, qual- 
che altro de* sensi corporei. Anelare , va. 
Desiderare non solo, ma travagliarsi, far ogni 
possa per conseguire la cosa desiderata. Usto- 
lare, vn. Desiderare ardentemente una cosa 
che si vede , e dicesi propriamente de' cani. 
Stare aspettando avidamente il cibo, od altro. 
Desiderabile, Desidbrevolb, agg. Da essere 
desiderato. Desideroso, agg. Che desidera. V. 
Sospirò, va. 

Desideri. DESIDERIO, sm. Atto della volontà 
che appetisce una cosa che manca. La cosa 
dfisid Arata 

Beane. DESINARE , vn. Fare il maggiore 
de* pasti giornalieri , che si fa da alcuni in 
sol mezzodì, e da altri verso sera. sm. Il de- 



sinare, dim. Dbsinarino, Desinaretto. avvil* 
Dbsinaruccio. accr. Desina rone. 

Desneda. DESINATA, sf. Una buona mangia- 
ta a desinare. Il desinare. Pranzo. 

DesolasiSn. DESOLAZIONE, DISOL AZIO- 
NE, sf. Il desolare. Privazione o Mancanza 
di consolazione. Desolare, Disolare, va. La- 
sciar solo, deserto. 

Desòmar. V. Dedùsar. 

Déspar. V. Spera. 

Dèspot \ DESPOTA, DESPOTO, sm. Chi 

Dèspota t governa assolutamente. 

Désputa. DISPUTA, e DISPUTA, (Oherar- 
dini). sf. Atto del disputare. Questione. Con- 
tesa. V. Dispute. 

Beat. DESTO, agg. Che non dorme, figurai. 
Accorto. Vigilante. Attivo. 

Destar. DESTRO, sm. Commodi tà, Oppor- 
tunità, Occasione favorevole, agg. contrario 
di Sinistro. Che è alla destra. Agile di mem- 
bra, figurai. Chi sa trovare e praticare i mez- 
zi opportuni onde cogliere il bene, il meglio. 
Chi sa dare la botta 4 schermirsi colla parata: 
profittare delle circostanze. Chi sa maneggiar- 
si e maneggiare. 

Deste. DESTARE, va. Svegliare dal sonno, 
figurai. Ravvivare. Eccitare, e dicesi del fuoco, 
dell' animo, delle forze, np. Svegliarsi. De- 
st amento , sm. Il destare. Sdormentare . 
Sdormentire , va. Torre il sonno. Destare. 
Sdormbntarsi, Stormirsi, np. Destarsi. Di- 
sonnare, va. Svegliare. Rompere altrui il 
sonno, np. Levarsi, dormendo, la voglia di 
dormire; o scuotendosi, farsela altrimenti pas- 
sare. V. Risveglia 

Destén. DESTINO, sm. Disnosizione del caso. 
Prescrizione inevitabile, nell uso Luogo, e Im- 
piego a cui uno è destinato. 

Destinatici!. DESTINAZIONE, sf. Il desti- 
nare. La cosa destinata, o II luogo destinato. 

Destine. DESTINARE, va. Predisporre una 
cosa ad un determinato scopo. Assegnare. fi- 
leggere alcuno a fare. Destinatario, sm. 
nelr uso Colui al quale è diretta una lettera, 
un plico, un collo di merci, ecc. Predesti- 
nare, va. Destinare avanti. Predestinazione, 
sf. Il predestinare. Predestinato, agg. fi- 
letto. 

Destituì. DESTITUIRE , va. Abbandonare. 
Privare, nel V uso Deporre, Levare uno d* im- 
piego senza provisione o ricompensa. Desti- 
tuzione, sf. Licenziamento dall'officio , dal- 
l' impiego. 

Dèstra. DESTRA, MANRITTA, sf. La mano 
opposta alla sinistra. La parte che rimane 
dalla mano destra. V.Dreta. 

Destréàa. DESTREZZA, sf. Agilità di mem- 
bra, figurai. Accortezza. Sagacità. Prudenza. 
Destramente, avv. Con destrezza. Accorta- 
mente. Destreggiare, vn. Procedere con de- 
strezza. Destreggi amento , sm. Il destreg- 
giare. 

Det. DETTO, sm. Parola. Motto, dim. Dbt- 
tarbllo. — agg. Pronunciato, Nominato. Det- 
to fatto. Subito. V. Déta. Ditél. 

Det. DATO» sm. Quantità cognita. Indizio. 

$4 



DEV 



188 — 



DI 



Sentore. avv. Supposto. In buon dato, In a- 
hondanza. 

Det. V. Dit (dito). 

Dota. DETTA, sf. Cosa detta. Il detto. A det- 
ta di alcuno, Conforme alla cosa da Ini detta, 
Secondo il suo detto, A suo detto. « Non re- 
puto in questo luogo che sia alieno dalla ma- 
teria proposta discorrere dell' utile , il quale 
a detta ai molti , viene giudicato V opposito 
dell'onesto. » (Rucellai). 

Detài. DBTÀGLIO, sm. Relazione o Narra- 
zione distinta, e ben circostanziata di una cosa. 
« 11 Gaddi scrupoleggia troppo stiticamente 
su questo' detaglio di nomi. » (Martinelli). 
« E si lasci pur dire chi vorrebbe un de taglio 

?iù diffuso d'ogni minore Istorico. » (Manni). 
n detaglio, locuz. avv. Al minuto, A ritaglio. 

Detajé. PART1C0L AREGOI ARE , DETA- 
GLIARE, va. Descrivere o Riferire o Narrare 
minutamente con tutte le più chiare e preci- 
se circostanze, ecc. Detaoli atambnte, avv. 
Con de taglio. Distintamente. 

De tana. DETTAME, sm. Insegnamento della 
ragione , e della coscienza intorno a ciò che 
si dee fare o non fare. 

Dete. DETTARE, va. e vn. Dire a chi scrive 
una per una le parole che dee scrìvere. Com- 
porre, figurai. Insegnare. Suggerire. Detta- 
tura, si. Atto di dettare. Cosa dettata. 

Detenù. DETENUTO, sm. e agg. Trattenuto. 
Carcerato. Detenere, va. Trattenere. Tener 
in carcere. Tener presso di sé cose proibite 
dalle leggi. Detenzione, sf. Il detenere. De- 
tentore, verb. m. Detentrice, f. Chi o Che 
detiene. 

Deteriore. V. Peggiore. 

Determinaiión. DETERMINAZIONE , sf. 
Deliberazione. Decisione.' Proponimento. Defi- 
nizione di una quistioae. 

Determiné. DETERMINARE, va. Porre ter- 
mine. Porre i limiti. Giudicare in modo fisso 
o preciso, figurai. Risolvere. Decidere. Deli- 
berare. Stabilire ciò che è da farsi. Specifi- 
care, np. Risolversi. Deliberarsi. Determina- 
tivo, agg. Atto a determinare. Determina- 
tamente, aw. Precisamente. In modo deter- 
minato. 

De teste. V. Aborl. 

Detre. V. Di/alche. 

Détuxn. V. Ditum. ' 

Devasto. DEVASTARE, va. Dare il guasto, 
Rovinare. Devastamento, sm. Devastazio- 
ne, sf. Il devastare. Devastatore, verb. m. 
Devastatrice, f. Chi o Che devasta. 

Devia. DEVIARE, vn. Allontanarsi dalla via, 
Uscir della retta via. Scostarsi, va. Allonta- 
nare, Scostare. Far pigliare un* altra direzio- 
ne. Deviazione, sf. Il deviare. Movimento o 
Azione per cui un corpo si scosta dalla sua 
direzione. Traviare, vn. Prendere la via 
falsa e cattiva, lasciando la buona. 

Devót. DEVOTO, agg. Dedito alla pietà re- 
ligiosa. Chi è ligio a un tale a lui superiore, 
o per ragione di clientela, o per altro inte- 
resse. 

Devoiion. DEVOZIONE , DIVOZIONE , sf. 



Pia dimostrazione di affetto verso Dio, o verso 
le cose sacre. Ossequio e Affetto riverente 
verso altrui. 

Desémber. DICEMBRE, sm. Duodecimo ed 
ultimo mese del ranno. 

DeAémeter. DECIMETRO, sm. Misura che 
è la decima parte del metro. 

Deàéna. DECINA, sf. Quantità numerata che 
giunge fino al dieci; o Aggregato di dieci 
unita. Decennio, sm. Spazio di dieci anni. 
Decenne, agg. Che ha dieci anni. Di dieci 
anni. « L' eroe Pur giunto al fin di sua de- 
cenne impresa, Andra superbo al par d'am- 
bo li Atridi. » (Parini). 

Deèézrt. V. Decènt. 

Desi. V. Dàzi. 

Desider. DECIDERE, va. propriamente Ta- 
gliare , Troncare ; ma più spesso si adopera 
in senso figurato, intendendo Definire, Risol- 
vere, Sentenziare, ecc. Dectditore, Decisore, 
verb. m. Deciditrdce, f. Chi o Che decide. 

Deaif ré". DECIFERARE, DECIFRARE , va. 
Dichiarare, o Spiegare la tiferà. Leggere ci- 
fre o scritti intricati, mal formati, o mal noti. 
Spiegare una cosa difficile a intendersi. 

Dealm. DECIMO, sm. Decima parte di un 
tutto divisa in dieci parti eguali- agg. Che 
comprende dieci unità. 

Dècima. DECIMA, sf. Gravezza sopra le ren- 
dite che importa la decima parte di esse. Parte 
dei frutti della terra che si pagava annual- 
mente alla chiesa. 

Deàimé. DECIMARE, va. Levar la cima. Spun- 
tare, Svettare. Mettere la decima sopra i beni. 
Riscuotere la decima. Decimare, dicevano i 
Romani del Punire i soldati, quando tutti in- 
sieme commettevano grave fallo, con uccider- 
ne d' ogni dieci uno. figurai Levar parte di 
gualche cosa. Decimazioni, sf. Il decimare. 
ibcimatore , verb. m. Decimatricb , f. Chi 
o Che decima. 

Desiméi. DECIMALE, agg. Appartenente a 
decima. Aggiunto di Calcolo fatto per decimi, 
centesimi, millesimi, ecc. 

Dezìs. DECISO, part. Risoluto. Definito, Sen- 
tenziato, ecc. Risoluto, agg. Deliberato, Pron- 
to, Determinato. 
Decisamene. DECISAMENTE, avv. Con ri- 

AfìltltAKZa 

DezisiOn. DECISIONE, sf. Il decidere. Deter- 
minazione. 

Deaiaiv. DECISIVO, agg. Che decide. 

Delma. Desum. V. Decima. Dèèim. 

Dfàt. AFFATTO, avv. Interamente. Del tutto. 

Dtll. DI FILO, PER FILO; locu». aw. coi 
verbi Avere, Fare e simili, vagliano Per forza. 
(Fanfani). 

Dforavéja \ Esteriormente. Al di fuori. 

Df oravi 1 Dfuravéja. Di fuori ria. 
Di fuori. Da paese straniero. 

Di. DIRE, va. Manifestare il proprio pensiero 
colle parole. Parlare. Narrare. Dirsi con al- 
cuno, Esser d' accordo, Affarsi con lui. Dire 
in chiesa, Fare le publicaziooi del matrimo- 
nio. Dire la sua, Dire il proprio parere. Dir 
corna di alcuno, Mormorarne grandemente. 



DIA 



-189- 



DID 



A digli per di. JHeo por dire, Forinola 
ciba vaie Io dico questo y non eia perchè io 
creda o perchè io pretenda eh e' sia proprio 
oasi, ma adamante per accennare alcuna cosa 
la quale no tal poco s'approssima a quel 
eh* io dico, analogo. Per un modo di dire. 
Per via di dire, ecc. {Guarani ini). « In ciel 
uè pure, Dico per dir, vi aon tali venture. » 
(Ricciardetto). A l'ho quasi dét. L'hoa- 
vuto a dire. Con questa forinola vogliano noi 
significare d'aver noi detta una cosa, la quale 
per onestà o per altri rispetti taciamo al pre- 
sente, ma che ognuno si può bene imaginare 
da sé. « E così venne (il chirurgo) nella vena 
a dare; Ma per questo non vèlie il sangue 
uscire. Allor diss'egli: Che gli ho io a cavare? 
Cavami, risposto, l'ho avuto a dire. » (Fa- 
giuoli). E Presso ch'io non dissi, o Quasi 
eh" io non dissi t equivalgono a Poco mancò 
ch'io non dicessi. (Gherardini). Dicibile, agg. 
Da dirsi. Che può dirsi. Facile a dirsi. Ridire, 
va. Dir di nuovo. Dir più d' ana volta. Repli- 
care. Ripetere. Sopra dire, va. Dire oltre al 
desto. Arre da di. Trovò da dì. V. Al- 
terohe. Dire , sol L* atto di dire. Ciò che 
si dice. Modo di dire, eoe V. Dét. Data. 
Di l DITO, sm. Nome di ciascuno dei cinque 
Did i prolungamenti che formano l'estremità 
della mano e del piede, che sono (quelli della 
mano) il poi lice ,Y indice, il medio, V an- 
nidare , il mignolo. Misura della lunghezza, 
od anche della grossezza di un dito. dico. 
Ditìno. — Falange, sf. Ciascuno degli ossi 
delle dita delle mani e* dei piedi. Digitale, 
agg. Che appartiene, o Che simiglia alle dita. 
Sbduhto, Aggiunto di Uomo che alla mano, 
o al piede ha sei dita. Chirologìa, sf. Arte 
di esprimere i proprj pensieri colle dita. V. 
Dida. Palpò*. 
Dialèt. DIALETTO f sm. Linguaggio parti- 
colare d' una provincia o d* una cita, che più 
o meno si differenzia dalla lingua commune 
della Nazione. 

Diàli2gb>. DIALOGO , sm. Discorso di due o 
più persone a voce, o in iscritto, dim. Dia- 

LOGBETTO. — DIALOGARE, DlALOGIZZABB, VD. 

Parlare o Scrivere in Dialogo. 
Diamant. DIAMANTE, sm. Pietra preziosa 
la più brillante e la più dura di tutte, in 
quanto che segna e intacca tutti gli altri cor- 
pi, e non è intaccata da nessuno, ma lo è in- 
vece dalla propria polvere, mediante il celere 
sfregamento sulla ruota del lapidario. Il dia- 
mante è tuttavia frangibile , e può essere pe- 
stato in appropriato mortaretto d' aciajo , e 
ridotto in polvere. Diamante a rosa, Quello 
che nella parte inferiore è piano, e nella su- 
periore è a punta ottusa , formata da sedici 
faccette ed è inoltre sufficientemente aggrup- 
pilo- Diamante aggruppito, aggiunto che i 
gioiellieri Toscani danno al diamante che 
abbia una notabile grossezza, cioè che la parte 
superiore sia notabilmente distante dalla infe- 
riore. Diamante lasco, contrario di Diamante 
aggruppilo: diamante sottile. 11 diamante non 
è propriamente una pietra, non essendo com- 



posto di terre; i varj cimenti cui è stato sot- 
toposto non vi han fatto finora scoprire se 
non il paro carbonio. (Carena), dim. Diaman- 
tino. pegg. Di a ma nt Accia — Diamantjno, 
agg. Di diamante, figuratasi. Durissimo. Dia- 
manta jo , sm. Chi affaccetta e polisce dia- 
manti, od altre gioje. A.pdnta d'dlam&nt. 
A punta di diamante, termine esprimente 
una sorte particolare di Figura aguzza a guisa 
di piramide quadrangolare. 
Diàmeier. DIAMETRO, sm. Linea diritta 
che va da un punto della periferia di un cir- 
colo ad un altro punto opposto, passando per 
lo centro di esso circolo. Diametralmente, 
avv. Da un capo del diametro all'altro, figurat. 
si dice Delle persone, e delle cose morali o 
intellettuali ohe sono affatto opposte le une 
alle altre. 

Diàmin. DIAMINE, Esclamazione che dinota 
meraviglia o ammirazione. Può anche rivol- 
gersi in interrogazione, dicendo p. e. Che 
diamine fatet 

Diana. DIANA , sf. Stella che apparisce in- 
nanzi al sole. Suono di tamburo o di trombe 
sul far del dì , per isvegliare i soldati. Per 
Diana! Sorta di esclamazione o di scongiuro. 
Diaréja. DIARREA, sf. Flusso di ventre. 
Diaspar. DIASPRO , sm. Pietra dura ver- 
diccia, di minor pregio tra le gioie. 
Diavoleri. DIAVOLETO , sm. Confusione , 
Rumor gnande. Diavolìo, sm. Qualche cosa 
più di Diavoleto. Usasi anche per Gran quan- 
tità di persone o di cose. India volIo, sm. Im- 
perversamento, Azioni vituperose, indegne. 
Dibatimént. DIBATTIMENTO, sm. Disputa 
viva. Esame publico di testimoni avanti tri- 
bunale. 

JMcasteri. DICASTERO, sm. Nome dato in 
Toscana (s altrove ) ai Centri dell' ammini- 
strazione, e dove più abondano li Impiegati. 
Dicasterio, agg. Appartenente a dicastero. 
(Giusti). 
Dicémber. V. Deàémber. 
Dioéna. V. Deèèna. 

Diceréja \ DICERIA , sf. Voce, Notizia in- 
Dicerì i certa che corre per te bocche 
della gente. Discorso lungo, slombato, nojoso, 
intricato, dim. Diceriuzza. 
Dichiarattón. DICHIARAZIONE, sf. Il di- 
chiarare. Dichiarazione di guerra, Atto che 
dichiara l'intenzione di muover guerra. 
Dichiare. DICHIARARE , va. Far chiaro , 
Chiarire, Spiegare, Manifestare, Far conoscere, 
np. Spiegarsi, cioè Spiegare il proprio senti- 
mento, Aprire la propria opinione, Far chiaro 
il proprio pensiero, Mostrare apertamente il 
suo parere, Manifestar V animo suo. (Oberar* 
dini). Dichiaratamente, avv. In modo di- 
chiarato e preciso. Esplicitamente. (Segneri). 
Ricriarirb, va. Tornar a chiarire, a dichia- 
rare. V. So ci art 
Dioìder, ecc. V. Deàider, ecc. 
Did. V. Di (dito). 

Dida. Save o Onóaaer a min a dida. 
Sapere o Conoscere a menadito,' cioè Be- 
nissimo. 



DIF 



— 190 — 



DIO 



DidalfiriTi, V. Anlenn. 

Didal. DITALE, sm. Annoilo da cucire, chioso 
in cima, e che difende perciò anche 1* estre- 
mità del dito. Annetti, quei ditali che sono 
tagliati in cima, dai quali V estremità del dito 
esce, e non ne è difesa: questi sarebbero ben 
nominati così, perchè paiono appunto larghi 
annelli. (Zecchini). Ditale, Parte del guanto 
che copre un dito. Dito tolto da un guanto 
per difendere un dito malato. Un didel cVu- 
vadéll o d'bighèt. Un annello di bachi. 
Si dice in Toscana. Un annello di seme di 
bachi, Quella quantità di loro uova che entra 
in un annello da cucire di mezzana grandezza, 
e che in peso si ragguaglia a un dodicesimo 
d'oncia. I bachi nati da quel seme, si chia- 
mano Un annello di bachi. (Tommaseo). Di- 
gitale, sm. Astuccio di canna o d'altro che 
i mietitori mettono nelle dita della mano si- 
nistra, perchè la falce non le offenda. 

Didól j Ande in didèla. Andare sulle 

Didèla j estremità de* diti de* piedi. 

Didietar i DIDIETRO, sm. La parte di die- 

Didre ] tra. nel pi. Le due parti de'cal- 

Didri I zoni che coprono il didietro delle 
cosce. Di dietro, avv. Tale anche al riparo, 
Al coperto ; e Dietro, ha lo stesso significato ; 
e cosi Dietro alla porta, al muro, alla casa, 
o Esservi di dietro. 

Diéscan. DIASCOLO, DIASCANE, DIASCHI- 
ONI, Esclamazione per non dir Diavolo. 

Die sóla. D1ESIRE, sm. Sequenza che si canta 
nell* Offlzio de* morti, cosi delta dalle due pa- 
role Dies irai, ond*essa incomincia. 

Dieta. DIETA, sf. Regola di vitto durante la 
malatia e la convalescenza. Dibtarb, va. Te- 
ner a dieta. 

Dievol \ DIAVOLO, sm. figurato Uomo per- 

Diévnl ) verso, malizioso, dim. Diavoletto, 
Di a volino, accr. Diavolone, ed anche Dia- 
volaccio, in significato di Persona di grande 
statura; e Buon diavolaccio, nell* uso Buon 
uomo. Fé* e dievol a quàter. Far il dia- 
volo a quattro a sei, Grandemente imper- 
versare. Far vedere il diavolo in un'am- 
polla, Far credere una cosa per un* altra. 

Dieaena. V. Desena. 

Difalohé. DIFALCARE , DETRARRE , t va. 
Scemare dal numero. Sottrarre. Difalco, sm. 
Dipalcazione , sf. Scemamento. Deduzione. 
Sottrazione. Detratto, agg. Difalcato. Tòlto, 
Levato. 

Difarént, ecc. V. Diferént, ecc. 

Difender. DIFENDERE, va. Salvare, Ripa- 
rare dai pericoli, dalle offese, np. Farsi scher- 
mo o riparo. Ribattere con parole e ragioni 
le imputazioni. Dipendbvole , agg. Che può 
essere difeso. Atto a difenderai , Difendibile. 
Difensibile. Difensivo, agg. Atto a difendere. 
Difendimelo, sm. Il difendere. Difesa. 

Difensiva. DIFENSIVA, sf. Difesa. Guerra, 
difensiva , Guerra che si limita alla difesa, 
senza aggredire. 

Difensòr. DIFENDITORE , DIFENSORE , 
verb. m. DIFENDITR1CE , f. Chi o Che di- 
fende. Avvocato. Protettore. 



Diferént. DIFFERENTE, agg. Distimile. 
Vario. Dissimiqli are , vn. Non avere stmi- 
glianza. Essere differente, 

Diferènia. DIFFERENZA, sf. Diversità che 
esiste fra una cosa e l'altra. Varietà. Contro- 
versia. Lite. 

Difereniié. DIFFERENZIARE, va. Far dif- 
ferenza o distinzione fra due o più cose. vn. 
Essere dissi migliarne. — Preso in mala parte, 
vale Posporre, va. Metter dopo, figuratasi. 
Avere in minor conto. Stimar meno. Preso in 
buona parte, vale Prediligere , va. Amare 
di preferenza, figuratam. Usare agevolezze. 
Aver riguardi. 

Diferi. DIFERIRE, vn. Rimettere ad altro 
tempo il venire, il fare, il decidere, ecc. Es- 
serci differenza. Difbrimbmto, sm. Il diferire. 
Dilazione. Prorogazione. 

Difesa. DIFESA, sf. Riparo contro le ingiurie, 
i danni, ecc. nel pi. Baluardi, Trincee e simili. 
Difensionb, sf. La difesa in atto. 

Difèt. DIFETTO, sm. Mancanza. Imperfezio- 
ne. Scarsità, dim. Dipbttuccto, Difettuzzo. 
— Difettare, vn. Aver difetto. Difettivo, 
agg. Manchevole, Imperfetto. Verbi difettivi, 
Quelli che mancano di qualche tempo, modo, 
o persona. 

Difetòs. DIFETTOSO, agg. Che ha difetto. 
Manchevole in qualche cosa. Cagionevole di 
salute. 

Difóàil. DIFFICILE, agg. Che non è facile a 
farsi, a capirsi, a conseguirsi, dim. Diffici- 
letto. superi. Difficilissimo. — Difficol- 
tare, va. Render difficile. 

Dineolte. DIFFICULTÀ, sf. Malagevolezza, 
impedimento che s'incontra nel fare una cosa. 
Ripugnanza di acconsentire a che che sia. 
Difficoltare, Difficoltare, va. Render dif- 
ficile. Aggiunger difficultà. 

Dificnltos. DIFFICULTOSO, agg. Difficile. 
Che mette difficultà in ogni operazione. 

Dinne. DIFIDARE, vn. Non avere fidanza. 
Star in sospetto, va. Togliere altrui la spe- 
ranza, term. leg. Intimare. Avvertire. Diffi- 
damene, sm. Il diffidare. 

Difldènt. DIFIDENTE, agg. Che difida. So- 
spettoso. Di Fidenza, sf. Timore o Sospetto di 
essere ingannato. 

Difllé. D1FILAT AMENTE, aw. Difilato, Di- 
rettamente, Con prestezza. Venire o Andare 
difilato. Difilarb, va. Venire o Andare con 
prestezza, quasi a filo. Diviato, agg. Che non 
si ferma per via, Sollecito, Spe